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https://ogzero.org/regione/regione-carpatico-danubiana/ Si è parlato lungamente dell'accoglienza solidale che corrisponde alla reale propensione polacca all'apertura verso i profughi – non del suo governo di estrema destra reazionaria, a cui è totalmente ascrivibile l'accanimento contro i migranti non biondo caucasico. Come è autentica l’avversità atavica verso l'impero zarista, che si aggiunge al timore dei confini molto vicini ai bombardamenti.
Il problema proviene dalle provocazioni di Kaczinski che paventerebbero un intervento: preoccupazioni legate allo scenario di guerra s'intrecciano con gli stanziamenti di fondi per l'accoglienza che vanno anche all'associazionismo – anzi esclusivamente al terzo settore, a dimostrazione che a livello statale non è prevista alcuna forma di accoglienza, che infatti è perseguita nel nord, al confine bielorusso – dove Lukashenka e Putin usano la bomba migranti come guerra ibrida –, mentre la gara solidale è incentivata dal governo di Varsavia sul confine ucraino. L'associazionismo è andato a prendersi i profughi nei boschi e tutti i weekend ci sono state manifestazioni di piazza, assimilabili alla mobilitazione dell'ottobre 2020 sull'aborto, nonostante il governo abbia ancora una solidità che può contare su un consenso particolarmente esteso tra i polacchi: dunque si può riassumere dicendo che c'è una imponente mobilitazione di massa spontanea e impossibilitati a riconoscersi in un leader, ma una enorme maggioranza silenziosa si riconosce nella ferocia governativa.
Di questo e altro si è cercato di ordinare i pareri emotivi alla luce dell'impegno polacco con Alessandro Ajres
https://ogzero.org/regione/regione-carpatico-danubiana/ Si è parlato lungamente dell'accoglienza solidale che corrisponde alla reale propensione polacca all'apertura verso i profughi – non del suo governo di estrema destra reazionaria, a cui è totalmente ascrivibile l'accanimento contro i migranti non biondo caucasico. Come è autentica l’avversità atavica verso l'impero zarista, che si aggiunge al timore dei confini molto vicini ai bombardamenti. Il problema proviene dalle provocazioni di Kaczinski che paventerebbero un intervento: preoccupazioni legate allo scenario di guerra s'intrecciano con gli stanziamenti di fondi per l'accoglienza che vanno anche all'associazionismo – anzi esclusivamente al terzo settore, a dimostrazione che a livello statale non è prevista alcuna forma di accoglienza, che infatti è perseguita nel nord, al confine bielorusso – dove Lukashenka e Putin usano la bomba migranti come guerra ibrida –, mentre la gara solidale è incentivata dal governo di Varsavia sul confine ucraino. L'associazionismo è andato a prendersi i profughi nei boschi e tutti i weekend ci sono state manifestazioni di piazza, assimilabili alla mobilitazione dell'ottobre 2020 sull'aborto, nonostante il governo abbia ancora una solidità che può contare su un consenso particolarmente esteso tra i polacchi: dunque si può riassumere dicendo che c'è una imponente mobilitazione di massa spontanea e impossibilitati a riconoscersi in un leader, ma una enorme maggioranza silenziosa si riconosce nella ferocia governativa. Di questo e altro si è cercato di ordinare i pareri emotivi alla luce dell'impegno polacco con Alessandro Ajres read more read less

2 years ago #antiwar, #belarus, #funkcjonariuszesg, #migrants, #podlaskiosg, #poland, #polandborder, #polandfirsttohelp, #polandpeaceplan4ukraine, #polska, #pomagamy, #refugee, #standwithukraine, #ukraine