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Da gennaio 2023 la farina di Grillo può essere commercializzata in tutti i paesi inclusa l’Italia. In molti si chiedono se possano esserci dei rischi in questa novità, e i social non hanno mancato di riempirsi delle solite fake. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Anzitutto sgombriamo il campo a chi teme che la farina possa essere occultata o inserita “di nascosto” negli alimenti, già da prima vi erano norme specifiche che lo vietavano, tanto più che la farina di grillo contiene chitina, che è un prodotto che tecnicamente può determinare una reazione allergica. Quindi non soltanto va indicato in etichetta ma, proprio in virtù di questo aspetto, anche con caratteri maggiormente visibili. Non è neppure vero che si tratti di un prodotto in qualche modo “sporco o contaminato”, dal momento che gli insetti non sono raccolti in natura, ma allevati secondo un preciso disciplinare, che regolamenta tutte le fasi, inclusa quella di raccolta, abbattimento previo digiuno, bollitura e tostatura. Quanto alla chitina occorre anzitutto dire che non è vero che non viene digerita, l’uomo ha un gene che codifica per le chitinasi, enzimi che servono proprio a gestire la chitina, e l’assenza di chitinasi è % minore al deficit di lattasi (l’enzima per la digestione del lattosio). In ogni caso, anche posto che non venga digerita, significa che entra a far parte della grande famiglia delle fibre, con implicazioni quindi sul corredo batterico intestinale. Da qui quindi le strade sono due, se viene digerita si ottiene un prodotto che molti conoscono, perché usato anche come integratore: il chitosano noto per il suo impiego all’interno di integratori alimentari commercializzati con lo scopo di ridurre l’assorbimento dei grassi e del colesterolo, utilizzato anche per l’obesità e la malattia di Crohn. Se resta come chitina non digerita, viene elaborata a livello batterico, con ripercussioni sul sistema immunitario, che è la prima linea di difesa contro simili eventi. Non da ultimo La farina di grillo fornisce proteine di elevato valore biologico, ferro biodisponibile, vitamine del gruppo B e omega 3.
Da gennaio 2023 la farina di Grillo può essere commercializzata in tutti i paesi inclusa l’Italia. In molti si chiedono se possano esserci dei rischi in questa novità, e i social non hanno mancato di riempirsi delle solite fake. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Anzitutto sgombriamo il campo a chi teme che la farina possa essere occultata o inserita “di nascosto” negli alimenti, già da prima vi erano norme specifiche che lo vietavano, tanto più che la farina di grillo contiene chitina, che è un prodotto che tecnicamente può determinare una reazione allergica. Quindi non soltanto va indicato in etichetta ma, proprio in virtù di questo aspetto, anche con caratteri maggiormente visibili. Non è neppure vero che si tratti di un prodotto in qualche modo “sporco o contaminato”, dal momento che gli insetti non sono raccolti in natura, ma allevati secondo un preciso disciplinare, che regolamenta tutte le fasi, inclusa quella di raccolta, abbattimento previo digiuno, bollitura e tostatura. Quanto alla chitina occorre anzitutto dire che non è vero che non viene digerita, l’uomo ha un gene che codifica per le chitinasi, enzimi che servono proprio a gestire la chitina, e l’assenza di chitinasi è % minore al deficit di lattasi (l’enzima per la digestione del lattosio). In ogni caso, anche posto che non venga digerita, significa che entra a far parte della grande famiglia delle fibre, con implicazioni quindi sul corredo batterico intestinale. Da qui quindi le strade sono due, se viene digerita si ottiene un prodotto che molti conoscono, perché usato anche come integratore: il chitosano noto per il suo impiego all’interno di integratori alimentari commercializzati con lo scopo di ridurre l’assorbimento dei grassi e del colesterolo, utilizzato anche per l’obesità e la malattia di Crohn. Se resta come chitina non digerita, viene elaborata a livello batterico, con ripercussioni sul sistema immunitario, che è la prima linea di difesa contro simili eventi. Non da ultimo La farina di grillo fornisce proteine di elevato valore biologico, ferro biodisponibile, vitamine del gruppo B e omega 3. read more read less

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