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News e approfondimenti su fitness, allenamento e alimentazione, incluse le puntate della mia rubrica radio del martedì. www.depascalis.net
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5 FEB 2026 · L'alimentazione non rappresenta soltanto una fonte di energia, ma è uno strumento per modulare il nostro benessere emotivo, cognitivo e fisico. Questa puntata, registrata durante un incontro sul tema, chiarisce la connessione tra intestino e cervello, analizzando il ruolo cruciale del microbiota e fornendo indicazioni pratiche su come uno stile di vita sano e una dieta varia possano favorire la longevità e l'equilibrio interiore.
Sono disponibili slide e approfondimenti al link https://drive.google.com/file/d/1lI9Bb-lAwbDADwRvm1KwmWVKVFPuO4N7/view?usp=sharing
3 FEB 2026 · Limitare l’assunzione di cibo a una finestra giornaliera di massimo 10 ore, funziona anche a calorie costanti? In vari studi si sono visti miglioramenti di sensibilità insulinica, profilo glicemico e lipidico, e modesti cali di peso. Ma molti trial avevano un punto debole: quando si restringe la finestra di introduzione del cibo, spesso si è portati a mangiare meno senza rendersene conto. Allora i benefici dipendono dall’orologio o dalle calorie?
27 JAN 2026 · Esiste un “grasso invisibile” che può danneggiare le arterie in silenzio, anche quando l’indice di massa corporea (BMI) è “normale”. Una grande ricerca su oltre 33.000 adulti in Canada e Regno Unito, pubblicata su Communications Medicine, rimette in discussione l’uso del BMI come bussola affidabile per stimare il rischio cardiocerebrovascolare.
Il grasso viscerale e intraepatico sono metabolicamente attivi, alimentano infiammazione e aterosclerosi e possono ispessire e ostruire le carotidi, i vasi che portano sangue al cervello. Questo si traduce in un rischio maggiore di ictus e infarto—anche in chi porta una “taglia normale”.
8 JAN 2026 · Da anni sappiamo che condizioni corporee come obesità, ipertensione, insulino-resistenza stressano i sistemi metabolico e vascolare, accelerando il declino cognitivo e aumentando il rischio di Alzheimer. La novità è che alcuni di questi effetti compaiono prima del previsto, già nei giovani adulti con obesità. Questo indica che infiammazione, stress metabolico e prime alterazioni neuronali possono intrecciarsi molto prima dei sintomi clinici. È come se il “terreno biologico” stesse già cambiando, predisponendo a un rischio cognitivo futuro.
23 DEC 2025 · Oggi affrontiamo un tema enorme: la cosiddetta “sensibilità al glutine” non celiaca. Una revisione pubblicata su The Lancet ha analizzato la la “non-celiac gluten sensitivity” — condizione che molte persone attribuiscono al glutine pur non avendo celiachia. Sintomi? Gonfiore, dolore addominale, stanchezza, fastidi diffusi. Ma quando i ricercatori hanno confrontato reazioni in studi controllati, solo una piccola quota mostrava risposte specifiche al glutine.
16 DEC 2025 · Sistema immunitario e allenamento, una nuova ricerca, pubblicata su Scientific Reports, mostra che chi pratica endurance ha cellule immunitarie più adattabili, efficienti e meno infiammatorie. L’attività fisica regolare non allena solo cuore e muscoli, allena anche l’immunità. Non per modo di dire: parliamo di cambiamenti misurabili nella bioenergetica e nella sensibilità ai segnali che governano l’infiammazione. È come se il corpo, esposto a micro-stimoli controllati, imparasse a dosare meglio le risposte e a resistere all’invecchiamento cellulare.
9 DEC 2025 · Oggi parliamo di come l’esercizio fisico riesce — almeno in parte — a contrastare gli effetti dannosi di una dieta ricca di grassi e zuccheri. I dati arrivano da uno studio dell’University College Cork appena pubblicato su Brain Medicine. Viviamo circondati da alimenti ultra-processati, iper-palatabili e da sedentarietà. Il risultato? Peggiora la salute metabolica e aumentano depressione e ansia. Lo studio cerca di chiarire se l’attività fisica può intervenire e quali segnali ormonali e metaboliti intestinali sono coinvolti.
2 DEC 2025 · Non basta la quantità di proteine nel post-workout, conta anche il tipo di proteina e la matrice alimentare. Un nuovo studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha confrontato fonti differenti, ma con la stessa quantità di proteine, per vedere come cambiano, nel breve termine, i segnali di crescita muscolare dopo un allenamento con i pesi. I risultati ci aiutano a capire perché non tutti gli alimenti proteici “di alta qualità” funzionano allo stesso modo.
25 NOV 2025 · Tre semplici modifiche nello stile di vita, unite alla dieta mediterranea, possono ridurre del 31% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è una delle grandi sfide della salute pubblica mondiale. Colpisce centinaia di milioni di persone e continua a crescere in tutti i Paesi, alimentato da cattive abitudini alimentari, sovrappeso, sedentarietà.
Secondo gli esperti, senza interventi efficaci, il numero di casi continuerà ad aumentare con costi enormi per i sistemi sanitari e conseguenze drammatiche per la qualità della vita. La nuova evidenza arriva dal più grande studio clinico su nutrizione e stile di vita mai condotto in Europa, che ha coinvolto quasi 5.000 partecipanti, tra i 55 e i 75 anni, tutti in sovrappeso o obesi, con sindrome metabolica ma senza diabete al momento dell’inizio. Lo studio è stato coordinato da un team internazionale che comprende 23 università.
18 NOV 2025 · Sappiamo che l’idratazione è fondamentale per il corpo, ma uno studio recente condotto dai ricercatori della Liverpool John Moores University ci mostra che può avere un ruolo cruciale anche nella gestione dello stress e nella prevenzione di problemi di salute a lungo termine. Lo studio, pubblicato sul Journal of Applied Physiology, ha osservato che chi beve meno di un litro e mezzo di liquidi al giorno presenta una risposta allo stress molto più elevata rispetto a chi invece rispetta le raccomandazioni di idratazione quotidiana, cioè circa 2 litri per le donne e 2,5 litri per gli uomini. La differenza non è piccola: parliamo di un aumento della risposta dell’ormone dello stress, il cortisolo, superiore al 50%. Il cortisolo è l’ormone principale dello stress. È utile, persino vitale, quando serve mobilitare energia in situazioni di emergenza. Ma quando la sua produzione è eccessiva o troppo frequente, i rischi aumentano:
- maggiore vulnerabilità a malattie cardiovascolari,
- incremento del rischio di diabete,
- e anche predisposizione a disturbi dell’umore come la depressione.
In altre parole, non si tratta solo di sentirsi più tesi o agitati. Una reattività esagerata del cortisolo può minare la salute nel lungo periodo.
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| Author | Pierluigi De Pascalis |
| Organization | Pierluigi De Pascalis |
| Categories | Fitness |
| Website | www.depascalis.net |
| pierluigi@depascalis.net |
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