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Bruno Nacci
"La tentazione di Sant'Antonio"
Gustave Flaubert
Carbonio Editore
www.carbonioeditore.it


Abbandonata la sua casa, la famiglia e le sue ricchezze, sant’Antonio vaga per trent’anni nel deserto, tra scorpioni e sciacalli, patendo la fame e la sete, e mentre si ostina nel suo ascetismo, innumerevoli visioni fantastiche, prove dello spirito e dell’immaginazione, lo assediano e lo tormentano, riversandosi in abbacinanti scene pittoriche.
Concepito, scritto e riscritto tra il 1845 e il 1872, La tentazione di sant’Antonio è una sorta di bestiario teologico, un ricettacolo di fantasie, timori, ossessioni, dove il disincanto verso la vita e il mondo si esprime in un affresco grottesco di rarapotenza, che ha l’ardire del sogno e l’ebbrezza della follia. Tessera dopo tessera, Flaubert comporrà il suo mosaico fantastico e mostruoso, sul modello dei grandi e visionari pittori fiamminghi a cui si era ispirato, mettendo in scena in tutto il suo allucinato fulgore la solitudine dell’uomo e il desiderio mai appagato di sublimazione.


Gustave Flaubert (1821-1880) è tra i massimi scrittori dell’Ottocento europeo. Maestro assoluto nel controllo della forma, è al tempo stesso capace di costruire perfette macchine narrative, riprendendo più volte, in un arco di tempo anche considerevolmente lungo, le prime stesure, correggendole, integrandole o riscrivendole. In questo senso le date di pubblicazione delle sue relativamente poche opere letterarie sono ingannevoli: Madame Bovary (1857), Salammbô (1862), L’educazione sentimentale (1869), La tentazione di sant’Antonio (1874), Tre racconti (1877), Bouvard e Pécuchet (postumo, 1881). Ha lasciato un cospicuo epistolario di enorme valore, non solo documentario.




Bruno Nacci ha curato classici della letteratura francese, da Chamfort a Nerval, e in particolare Blaise Pascal, su cui ha scritto il saggio La quarta vigilia. Gli ultimi anni di Blaise Pascal (2014). Ha pubblicato il noir L’assassinio della Signora di Praslin (2000); con Laura Bosio ha scritto i romanzi storici Per seguire la mia stella (2017), La casa degli uccelli (2020) e il saggio Da un’altra Italia (2014). Ha pubblicato le raccolte di racconti: La vita a pezzi (2018), Dopo l’innocenza (2019), Destini (2020), Congedo delle stagioni (2022) e il racconto lungo La fine del viaggio (2023).



IL POSTO DELLE PAROLE
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Bruno Nacci "La tentazione di Sant'Antonio" Gustave Flaubert Carbonio Editore www.carbonioeditore.it Abbandonata la sua casa, la famiglia e le sue ricchezze, sant’Antonio vaga per trent’anni nel deserto, tra scorpioni e sciacalli, patendo la fame e la sete, e mentre si ostina nel suo ascetismo, innumerevoli visioni fantastiche, prove dello spirito e dell’immaginazione, lo assediano e lo tormentano, riversandosi in abbacinanti scene pittoriche. Concepito, scritto e riscritto tra il 1845 e il 1872, La tentazione di sant’Antonio è una sorta di bestiario teologico, un ricettacolo di fantasie, timori, ossessioni, dove il disincanto verso la vita e il mondo si esprime in un affresco grottesco di rarapotenza, che ha l’ardire del sogno e l’ebbrezza della follia. Tessera dopo tessera, Flaubert comporrà il suo mosaico fantastico e mostruoso, sul modello dei grandi e visionari pittori fiamminghi a cui si era ispirato, mettendo in scena in tutto il suo allucinato fulgore la solitudine dell’uomo e il desiderio mai appagato di sublimazione. Gustave Flaubert (1821-1880) è tra i massimi scrittori dell’Ottocento europeo. Maestro assoluto nel controllo della forma, è al tempo stesso capace di costruire perfette macchine narrative, riprendendo più volte, in un arco di tempo anche considerevolmente lungo, le prime stesure, correggendole, integrandole o riscrivendole. In questo senso le date di pubblicazione delle sue relativamente poche opere letterarie sono ingannevoli: Madame Bovary (1857), Salammbô (1862), L’educazione sentimentale (1869), La tentazione di sant’Antonio (1874), Tre racconti (1877), Bouvard e Pécuchet (postumo, 1881). Ha lasciato un cospicuo epistolario di enorme valore, non solo documentario. Bruno Nacci ha curato classici della letteratura francese, da Chamfort a Nerval, e in particolare Blaise Pascal, su cui ha scritto il saggio La quarta vigilia. Gli ultimi anni di Blaise Pascal (2014). Ha pubblicato il noir L’assassinio della Signora di Praslin (2000); con Laura Bosio ha scritto i romanzi storici Per seguire la mia stella (2017), La casa degli uccelli (2020) e il saggio Da un’altra Italia (2014). Ha pubblicato le raccolte di racconti: La vita a pezzi (2018), Dopo l’innocenza (2019), Destini (2020), Congedo delle stagioni (2022) e il racconto lungo La fine del viaggio (2023). IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it read more read less

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