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12 DEC 2023 · Introduzione
“Questa Parigi mi ha rivoluzionato tutto”A dirlo è Joan Miró, un pittore catalano nemmeno trentenne appena arrivato nella capitale negli anni Venti, durante la piena fioritura delle avanguardie artistiche. Ad attrarre l’artista, tuttavia, non sembrano essere soltanto i suoi colleghi provenienti da tutto il mondo in quello che è il nuovo centro dell’arte, quanto piuttosto gli scrittori e i poeti. In quegli anni conobbe gli autori emergenti - soprattutto della scena surrealista - partecipava ai loro incontri ed era colpito dalle loro idee innovative. Col tempo maturò l’idea che non erano poi tanto diversi lui e i suoi amici poeti. Sarebbe diventato un pittore-poeta.
Nelle sue opere, parole e immagini si incontrano, a volte nei titoli che riecheggiano quelli delle poesie surrealiste, a volte direttamente sulla tela. Allo stesso tempo collabora fianco a fianco con gli autori che ammira, approfondendo le tecniche di incisione per illustrare i loro libri, arrivando a lavorare a più di duecentocinquanta edizioni illustrate.
In questa mostra faremo dunque conoscenza di un Miró incantato dalla letteratura: attraverso un insieme di opere dove sperimenta il legame tra segno e parola; le incisioni realizzate per i libri illustrati e le molte dediche dell’artista agli amici scrittori ed editori, che testimoniano il nesso strettissimo che ha con questo mondo di prosa e di versi, per lui così affascinante.
Buona visita.
12 DEC 2023 · Le Marteau sans Maître
Negli anni Venti Parigi era la culla delle avanguardie, gli artisti di tutto il mondo si incontravano nei suoi café e nelle gallerie per sperimentare forme espressive mai viste prima; tra questi futuristi, cubisti, dadaisti… e anche Miró, che vi si trasferisce 1921. Qui stringerà rapporti non solo con i propri colleghi pittori, ma anche con scrittori e poeti d’avanguardia. In particolare, entrerà in contatto con il circolo degli autori surrealisti, tra i quali conobbe René Char. Il surrealismo per Miró fu una vera e propria scoperta che lo portò a ripensare la sua pittura, che si fece meno realista e più libera, consolidandosi piano a piano in quello stile che lo contraddistinguerà per il resto della carriera.
Tra il 1948 e il 1976, Miró realizzerà assieme a René Char dodici libri di poesie accompagnate dalle sue illustrazioni, tra questi Le marteau sans maître, il martello senza padrone. In queste incisioni Miró crea un parallelo visivo alla poesia surrealista, con un linguaggio pittorico onirico, che vuole esplorare l’irrazionalità e il desiderio.
L’unione di più mezzi espressivi - come poesia e pittura - per dare forma al subconscio era un obiettivo comune per gli intellettuali surrealisti e così Le marteau sans maître fu d’ispirazione anche per il compositore Pierre Boulez che lo trasformò in una delle sue opere, traducendo in musica i versi che Miró ha reso in immagine.
12 DEC 2023 · Cántico del Sol
“Lodato sii, mio Signore,[...] specialmente per il signor fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu tramite lui ci dai la luce. E lui è bello e raggiante con grande splendore”
È probabile che abbiate già sentito questi versi, magari dietro ad un banco di scuola. Sono parte del Cantico di Frate Sole o Cantico delle Creature, composto da San Francesco D’Assisi intorno al 1224.
Nei suoi versi Francesco dichiara la sua ammirazione per la natura, lodando Dio per gli astri, il sole, la luna e le stelle in quanto fonte di bellezza e di vita.
Fu lo stesso Miró a proporre la realizzazione delle illustrazioni per questa cantica, nella quale possiamo trovare una certa assonanza con la poetica del pittore. Miró è stato un artista vicino alla natura, affascinato dal quotidiano e dalle cose che ci circondano, lui stesso dichiarava: “Bisogna dipingere camminando sulla terra, affinché la sua forza entri dai piedi”.
Per il Cantico Miró rappresenta gli elementi naturali descritti nei versi con grande semplicità formale - un gesto pittorico minimo teso a raggiungere il massimo della purezza: il sole è un ovale rosso bruciante; le stelle un asterisco di linee; i fiumi ed i prati un tratto sinuoso di colore; forme schematizzate che costituiscono una sorta di alfabeto visivo per Miró e che infatti ritroveremo in molte altre delle sue opere grafiche e pittoriche.
12 DEC 2023 · Miró e alcuni amici editori
Nel percorso di questa mostra si parla spesso di libri illustrati da Miró. Un’espressione però che non rende davvero onore al lavoro del nostro artista… è giunto il momento di approfondire questo discorso.
Quando Miró collabora con scrittori ed editori il suo obiettivo, come dichiara, è “fare un libro, non illustrarlo”. Vale a dire creare un equivalente figurativo ai ritmi della poesia.
Questo è il metodo con cui lavorerà a À toute épreuve con Paul Éluard, nel quale sperimenta con la xilografia, una tecnica di incisione tra le più artigianali, dove si ottiene la matrice di stampa intagliando una superficie di legno. Il loro libro è considerato tra i più belli del XX secolo.
Questo tipo di lavoro ed altri non sarebbero potuti esistere senza la complicità - spesso amicizia - tra Miró e gli editori.
In quegli anni di sperimentazione, l’editore era una sorta di figura a metà tra due mondi: da un lato un imprenditore, un ponte tra autori e pubblico; dall’altro un artigiano, che conosce le tecniche di stampa e di incisione e che in alcuni casi può guidare l’artista a pensare al libro come un oggetto d’arte a tutti gli effetti.
In questa sezione appaiono una serie di opere che Joan Miró dedica ad editori diventati suoi amici: Pedro Serra, di Maiorca, con il quale lavorò a diversi libri di autori delle baleari; Ezio Gribaudo, artista ed editore; e i fratelli Guastalla, che omaggia con la pittura in pastello Sin título, datata 1972.
12 DEC 2023 · Maravillas con variaciones acrósticas en el jardín de Miró
Miró non nasconde il suo interesse per la poesia e le parole, anzi, a volte le inserisce direttamente all’interno delle sue opere. Allo stesso modo, il poeta andaluso Rafael Alberti era affascinato dalla pittura. Tra lui e Miró non poteva che nascere una grande amicizia ed un’ammirazione reciproca. Dal loro legame nacque Maravillas con variaciones acrósticas en el jardín de Miró, una raccolta di poesie illustrate dal pittore. Il progetto ebbe inizio nel 1973 quando Alberti inviò a Miró una lettera contenente il testo della poesia che porta questo titolo e che, come promette il nome, è un acrostico: vale a dire un componimento in cui le lettere iniziali di ogni verso, se lette in verticale, formano una parola o un nome. E quale nome componeva l’acrostico che Alberti inviò all’amico? Quello di Miró naturalmente!
Questa e gli altri componimenti dell’omonima raccolta s’ispirano alla vita familiare del pittore, che trascorre in un giardino immaginario pieno di fiori, rose e lavande, dove cantano i grilli e volano le farfalle. Miró stesso, nello scritto “Lavoro come un giardiniere”, paragona il proprio atelier ad un giardino, dove le sue opere e il suo linguaggio pittorico ricoprono il ruolo degli ortaggi, da curare con pazienza e costanza per far sì che maturino.
12 DEC 2023 · L’incisione e la diffusione dell’arte
Incisione. Un termine che significa un sacco di cose. O, meglio, che comprende tecniche molto differenti tra loro. E questo è stato uno dei motivi per cui Miró ha dedicato molto spazio a questa pratica, lasciandoci una produzione intensa e variegata.Differentemente dalla pittura, l’incisione si basa sulla possibilità di riprodurre più volte un soggetto, creando non un’opera unica, ma una serie di stampe. Il tipo di incisione cambia a seconda del materiale che si usa come supporto e della tecnica impiegata per ottenere la matrice di stampa: la litografia usa un supporto in pietra; l’acquaforte prevede una lastra metallica da incidere con un un acido; la xilografia impiega una matrice di legno intagliato e via dicendo.
La varietà di tecniche e la possibilità di sperimentare effetti visivi nuovi, diversi da quelli possibili in pittura, è stata appunto una delle due ragioni che portarono Miró ad interessarsi all’incisione. La seconda, non meno importante, era la capacità di raggiungere un maggior numero di persone producendo più esemplari.In alcuni casi poi - come per le opere di questa sezione - per Miró l’incisione ottenuta non è altro che una nuova base di partenza per continuare a sperimentare, disegnando o dipingendo su di essa dopo la stampa. In questa maniera un’immagine nata per essere una riproduzione, torna ad essere un pezzo unico a tutti gli effetti, come un olio su tela.
12 DEC 2023 · Le Lézard aux Plumes d’Or
Cosa differenzia poesia e pittura? Un bel niente!
O almeno, se lo aveste chiesto a Miró, probabilmente vi avrebbe risposto così.
Nel 1936, allo scoppio della Guerra Civile Spagnola, Miró si trova a Parigi, dove è costretto a rimanere in una stanza d’hotel, lontano dal proprio atelier e senza l’adeguata attrezzatura per la pittura. In questo periodo, non avendo altri mezzi, si dedica ai suoi primi componimenti in francese in prosa poetica e in versi, ai quali affianca i propri disegni. Questi lavori non videro mai la luce, ma instillarono in lui l’idea di un progetto individuale, dove non avrebbe tratto spunto dai testi di altri autori, ma dalle sue stesse poesie. Un seme che germoglierà soltanto molti anni dopo, nel 1971, con Le lézard aux plumes d’or. Questo si tratta di fatto del primo libro d’artista di Miró, nel quale è lui ad essere sia l’autore delle poesie che delle litografie, e che concretizza quella continuità tra scrittura ed arte visiva nella quale credeva fermamente.
12 DEC 2023 · Derrière le miroir
Sebbene oggi, grazie agli smartphone, siamo abituati a vivere in un mondo in cui ogni immagine è a portata di mano - dai murales dei writer, alla Gioconda, alle statuette delle veneri preistoriche - la questione non era così scontata negli anni Quaranta. Un tema, questo, abbastanza scottante per un artista, che ha bisogno prima di tutto di farsi conoscere proprio attraverso le sue immagini.
Le riviste e le incisioni hanno fatto per decenni ciò che adesso fa per noi internet ed è grazie ad esse che gli artisti del dopoguerra hanno potuto raggiungere il grande pubblico. Naturalmente, che un artista fosse conosciuto giovava anche al gallerista che vendeva le sue opere. E così nacque Derrière le miroir, rivista fondata nel 1946 da Aimé Maeght commerciante d’arte, collezionista ed editore. I numeri contenevano le litografie degli artisti della galleria d’arte di Maeght, come Georges Braque, Marc Chagall, Alberto Giacometti o Henri Matisse, accompagnate da articoli e poesie di noti intellettuali della scena francese tra cui Apollinaire, René Char e Pierre Reverdy. Nel 1965 arrivò il turno di Miró a cui fu dedicato il numero 151-152. Adesso immaginiamoci di avere tra le mani questa rivista, apriamola e godiamoci le litografie su cartone del pittore in essa contenute e che troviamo esposte in questa sezione.
12 DEC 2023 · Segni e colori
Cosa avete pensato osservando un’immagine di Miró per la prima volta? Non sappiamo se è il vostro caso, ma potremmo essere tentati di immaginarci che si tratti di una rappresentazione astratta, di segni scollegati dalla realtà, magari realizzati d’impulso.
Niente di più lontano dall’opera di Miró.
Sebbene infatti il suo stile evidentemente sia molto lontano dal realismo, le sue figure non sono una semplice unione di segni e colori arbitrari, ma risultati di un processo che l’artista chiama schematizzazione. I soggetti vengono ridotti ai minimi termini: le figure umane diventano semplici linee, la luna si sintetizza in una falce color giallo, l’occhio non è che un punto nero incorniciato in un ovale. Sono ancora tutti lì, ma solo in forma schematica, appunto! Anche i colori sono essenziali: nero, rosso, blu, giallo e verde, quasi mai sfumati o mescolati, ma in contrasto tra loro. Per quanto riguarda il processo creativo poi, questo non è esclusivamente frutto di un istinto spontaneo. Quello è solo l’inizio: ciò che Miró definisce “uno stato di allucinazione provocato da uno shock”, inatteso - scaturito da un gesto, da un moto interiore o dal mondo circostante - che dà il via ad una fase di creatività libera, guidata dall’inconscio - alla maniera surrealista. Tuttavia, da lì parte poi una seconda fase, controllata, disciplinata, paziente, con la quale l’artista completa passo dopo passo l’immagine, fino a portare a termine il lavoro.
12 DEC 2023 · Quelques fleurs pour des amis
E se passassimo la nostra vita in un giardino... Lontani dalle vicende turbolente del mondo esterno, circondati solo dai fiori e le piante?
Miró nel suo giardino ideale dedicò ognuno di questi fiori ad un caro amico. Per Patricia e Pierre Matisse quelli dai piccoli petali blu e rossi; per l'affettuoso Pierre Volboudt quel fiore bruno che svetta per il suo stelo; a Guiguite e Aimé Maeght, quella porzione di prato su cui brilla una stella.
Durante tutta la sua carriera, il pittore strinse legami con moltissimi intellettuali e artisti del suo tempo, alcuni dei quali sono oggi importanti firme del Novecento. A questi, nel 1963, inviò una copia del libro da lui illustrato del critico Yvon Taillandier intitolato “Je travaille comme un jardinier”, Lavoro come un giardiniere, che raccoglieva una serie di conversazioni avute tra lui e Miró. Ogni volume inviato agli amici era accompagnato da un acquarello con una dedica personale.
L’anno dopo, trentadue di questi acquerelli furono raccolti e pubblicati in un volume a sé, dal titolo Quelques fleurs pour des amis, alcuni fiori per i miei amici.
Raccolti insieme, questi danno vita al giardino in cui Miró si riunisce - in mezzo a fiori decostruiti in linee, colori e parole - con le persone importanti della sua vita.
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