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Le chiavi di Pietro - VaticanNews

  • Le chiavi di Pietro - Ep.30 - Samaritano #Smartpray

    19 JUN 2023 · Lo stile del buon Samaritano è sempre attuale”. Queste parole di Papa Francesco al personale dell’Inail, 9 marzo 2023, hanno un riflesso nella sua lettera di risposta agli infermieri e agli operatori sanitari e ausiliari del reparto di neuropsichiatria infantile e neuro pediatrico del Policlinico Gemelli, dove dal 7 giugno dello stesso anno è ricoverato. Li chiama infatti “santi della porta accanto” e “buoni samaritani”. E “samaritano” è proprio la parola chiave di questo episodio. Un termine che percorre il magistero di tutti i Pontefici perché espressione concreta del verbo “amare”, come ha fatto Gesù. “E’ lui – sottolinea Benedetto XVI – il Buon Samaritano per eccellenza che pur essendo Dio, non ha esitato ad abbassarsi sino a farsi uomo e a dare la vita per noi”. Per don Dino Pirri, prete della diocesi di San Benedetto del Tronto, autore del libro: “Lo strano caso del Buon Samaritano”, “Gesù è il samaritano che mi svela il volto misericordioso di Dio. In Gesù Dio si rivela come il diverso, inatteso, che si prende cura di me sempre e mi salva ridandomi la vita”. “Per questo, incontrando il mio prossimo - sottolinea - mi viene voglia di fare lo stesso”. Ma chi sono i buoni samaritani di oggi? Possono essere i vicini di casa, le persone che incontriamo al bar... Tra di loro c’è un pagliaccio, si chiama Marco Rodari, è presidente dell’associazione “Per far sorridere il cielo – Il Claun Il Pimpa”, nata nel 2015, ed è oggi Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Un premio al suo impegno nei confronti dei bambini negli scenari di guerra, arrivato mentre Marco era vicino Kramatorsk, in Ucraina. Racconta di quando nel 2014, nella Striscia di Gaza, in uno dei momenti più tragici del conflitto israelo-palestinese, ha interagito con una bimba arrivata miracolosamente viva in ospedale. “Mi ha regalato veramente la sua meraviglia, il suo sorriso ed è la gioia più grande e più pura che mi porto nel cuore. Essere buon samaritano vuol dire davvero raccogliere le gioie più pure che sono quelle che poi ti permettono di provare speranza e generare speranza anche quando non sembra proprio che possa più esistere”.
    18m 17s
  • Le chiavi di Pietro - Ep.29 - Tavola #Smartpray #trinità

    19 JUN 2023 · Per spiegare cos’è la Trinità, all’Angelus del 4 giugno 2023, Papa Francesco utilizza un’immagine domestica: quella di una famiglia riunita a tavola. Nasce da qui l’idea di dedicare alla “tavola” il 29mo episodio del podcast “Le chiavi di Pietro”. Come spiega Francesco: “È un’immagine che ci parla di un Dio comunione. Padre, Figlio e Spirito Santo”. Tavola è però anche simbolo di “convivialità”, la condivisione delle vivande che diventa incontro. “Il Cristianesimo ha una speciale vocazione alla convivialità”, spiega il Papa all’Udienza dell’11 giugno 2015. “Il Signore Gesù insegnava volentieri a tavola”. “Gesù sa bene che nell'esperienza della tavola si giocano e si rendono evidenti le questioni serie della vita”, commenta don Andrea Ciucci, coordinatore della Pontificia Accademia per la Vita e autore di diversi libri sul tema. “Che cos'è che sostiene la nostra esistenza e la nutre? Chi è che si prende cura di me? Qual è il mio posto nel mondo in questa famiglia? A chi io sono chiamato a dare da mangiare?”. “C'è un famoso detto popolare che dice che dopo la mistica viene la mastica, alludendo ai pranzi che seguono i momenti di preghiera”, aggiunge don Andrea. “Ma nel Vangelo la mistica è la mastica”. Tavola, dunque, come simbolo dell'incontro in famiglia, luogo prediletto da Gesù. Tavola da cui, secondo il pensiero dei Papi, nessuno deve essere escluso. “I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell'opulenza”, ricorda Paolo VI nel 1967 con l’enciclica Populorum Progressio. Lo stesso Papa Montini nel ’76 alla Fao auspica che sia allargato il tavolo di chi lotta contro la fame nel mondo. Mentre Giovanni Paolo II, incontrando per Natale la comunità polacca cita una tradizione solidale del suo Paese: lasciare un posto libero alla tavola del cenone. Ma la tavola diventa in tempo di pandemia un'opportunità di solidarietà per uno chef stellato internazionale come Carlo Mazzola. Costretto all’inattività dal covid, sceglie, con altri colleghi, di cucinare per la mensa della Fondazione Solidarietà Caritas, a Firenze. “Durante i primi mesi del 2020 - ci racconta - preparavamo una media di 1.400, 1.500 pasti al giorno, per le persone più svantaggiate che venivano a chiedere un pasto caldo”. “Se noi abbiamo fatto del bene agli altri, abbiamo ricevuto in cambio tantissimo bene”, riflette. Tavola che - infine - può diventare superflua nei giorni della guerra e dell’emergenza. Pio XII, durante il secondo conflitto mondale, spiega alla religiosa che gli prepara i pasti, di non aver tempo di mangiare, perché troppo impegnato a dare udienza ai soldati per confortarli.
    18m 50s
  • 21m 42s
  • 17m 36s
  • 17m 59s
  • 17m 30s
  • 21m 32s
  • Dieci anni di Papa Francesco: clericalismo e mondanità

    12 MAY 2023 · Tutto il magistero di Papa Francesco può essere riletto come una sfida al clericalismo, all’atteggiamento del credente che si concentra sul segno, l’istituzione, e dimentica Cristo. Il clericale, chierico o laico che sia, vuole una Chiesa dove comandi solo il clero, rigida e legalista. La Chiesa “in uscita” di Francesco segue invece un percorso in antitesi rispetto a questa “autoreferenzialità”. Una Chiesa Sinodale che promuova la cultura della cura e la compassione verso i deboli non deve cadere in questa trappola. “Il clericalismo è un rischio a cui tutti siamo esposti, che siano preti o che siamo laici o laiche. E si manifesta in forme a volte tanto subdole, perché si traveste anche da autentica religiosità”, spiega Assunta Steccanella, teologa pastoralista. “Si tratta di un'aurea sacrale che fa sì che il ministero ordinato sia compreso come espressione di un potere di origine divina. E questa idea di essere depositari di un potere di origine divina è la radice di ogni abuso, che sia un abuso fisico o spirituale”. “Ricordiamo tutti l'impressione che abbiamo avuto quando Papa Francesco dieci anni fa si è affacciato alla Loggia di San Pietro”, aggiunge fratel MichaelDavide Semeraro, monaco benedettino. “Papa Francesco si è presentato in bianco con la sua semplice croce pettorale di sempre, chiedendo al popolo di benedirlo. Ebbene, da quel momento la Chiesa è entrata in ciò che Papa Francesco continuamente chiama un processo di conversione dalla mondanità, dalla mondanità spirituale e dal clericalismo”. “Mi sembra che l'essenza della mondanità di cui parla Francesco, il maquillage, il negoziare tutto, ma anche la rigidità per apparire il più bravo e rigoroso di tutti, sia qui: nell’accumulare ricchezze e notorietà. Mi esalto per il prestigio che acquisto e mando in rovina qualcuno”, riflette Riccardo Cristiano, vaticanista e scrittore. “Il credere in tanti che posso farcela solo facendo affidamento su me stesso e basta, migliore degli altri perché so quel che so e non ho bisogno di altro o di altri, mi ha fatto sempre provare una partecipazione a questo invito a liberarci della mondanità per quel che possiamo”. “Con Francesco la Chiesa ha cominciato un cammino di conversione per una fedeltà, una fedeltà nuova, adatta ai tempi che viviamo, per essere fedeli al Vangelo ed essere segno in mezzo all'umanità di speranza”, commenta ancora fratel MichaelDavide Semeraro, monaco benedettino. “Tutto questo esige una spogliazione, esige una rinuncia, esige uscire da tutte quelle tentazioni di mondanità spirituale che sono le peggiori, vale a dire usare la religione, il sacro e talora persino i sacramenti per il proprio potere, per i propri privilegi”. Sono citati in questo episodio: Papa Francesco Santa Messa e Benedizione dei Palli per i nuovi Arcivescovi Metropoliti nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno 2022 60° Anniversario dell'inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II - Omelia del Santo Padre, 11 ottobre 2022 Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, 24 novembre 2013 Videomessaggio in occasione del primo Sinodo Arcidiocesano in preparazione al Giubileo per i 400 anni dell'Arcidiocesi di Buenos Aires, 27 ottobre 2018 Meditazione Mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 13 dicembre 2016 Discorso ai membri dell'Associazione "Corallo", 22 marzo 2014 Omelia della Santa Messa per il Terzo Ritiro Mondiale dei Sacerdoti, 12 giugno 2015 Visita Pastorale ad Assisi, Discorso in occasione dell'Incontro con i poveri assistiti dalla Caritas, 4 ottobre 2013 Omelia per la Celebrazione Mattutina a Casa Santa Marta, 16 maggio 2020 Giubileo della Misericordia - Omelia del Santo Padre per il Giubileo dei Catechisti, 25 settembre 2016 Discorso in occasione dell'Udienza ai rappresentanti dei media, 16 marzo 2013
    19m 43s
  • Dieci anni di Papa Francesco: orfanezza e tenerezza

    12 MAY 2023 · Sono le ultime due parole delle dieci scelte per raccontare i dieci anni di pontificato di Francesco. “Orfanezza” e “tenerezza” si legano tra loro perché complementari, chi soffre per la mancanza del padre trova consolazione proprio nella cura dell’altro attraverso gesti che nascono dal coraggio perché la tenerezza è consegnarsi e abbandonarsi a chi abbiamo davanti. “Orfanezza” è privazione di una guida ma anche di “una strada sicura da percorrere, di un maestro di cui fidarsi, di ideali – afferma il Papa - che riscaldino il cuore, di speranze che sostengano la fatica del vivere quotidiano”. Per il teologo don Armando Matteo, Francesco usa il termine orfanezza sia parlando dei giovani che spesso si nutrono delle briciole che i genitori lasciano cadere, ma anche degli adulti che si interessano solo di loro stessi. “Serve – spiega don Matteo - una società diversa, una Chiesa diversa, capaci di farsi carico dei diritti fondamentali dei giovani: il diritto di assumere la guida del mondo per rinnovarlo e per renderlo più vivo; il diritto di succedere a noi; il diritto di abitare un pianeta che non rischi, costantemente, di implodere su sé stesso per eccesso di sfruttamento economico e industriale”. “Oggi sperimentiamo un urgente bisogno di recuperare una postura paterna fatta di presenza concreta – spiega la psicoterapeuta Rossella Barzotti – ma la paternità porta con sé un nuovo modo di percepirsi nel proprio abitare la vita, in uno spazio dove il prendersi cura dell'altro esige un passo indietro del proprio ego”. Per spiegare la parola “tenerezza”, Francesco indica come emblema la figura di san Giuseppe, “uomo forte, coraggioso, lavoratore” con un animo segnato da una “grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo”. Su questo si sofferma Madre Elena Francesca Beccaria, abbadessa del monastero di Santa Chiara a Roma, che sottolinea come la tenerezza non sia una qualità solo femminile perché “ci espone, ci consegna all'altro e dunque chiede coraggio; chiede forza, chiede determinazione. Bisogna sceglierla la via della tenerezza”. Per l’abbadessa la strada da percorrere è quella della preghiera che “ti mette di fronte alla bontà e alla tenerezza del Padre, è sempre la preghiera che aiuta a riconoscere la sua mano provvidente, paterna e buona”. Il teologo don Armando Matteo afferma che oggi si vive sempre più soli, isolati, meno capaci di gesti umani. “Serve una rivoluzione prima che sia troppo tardi. Serve – spiega - un modo diverso per andare incontro all'altro, per accorgersi dell'altro, per riscoprire quanto sia proprio quell'altro, che faccio fatica pure a vedere, a contribuire alla mia completa umanizzazione: senza gli altri l’io si deprime, svanisce. Apriamo il nostro cuore, allora, a quella rivoluzione della tenerezza a cui da 10 anni ci invita a Papa Francesco. Salviamo la tenerezza e la tenerezza ci salverà”. Sono citati in questo episodio: Papa Francesco Discorso ai partecipanti al convegno dicoesano della diocesi di Roma, 16 giugno 2014 Messa Casa Santa Marta "Lo Spirito Santo ci ricorda l’accesso al Padre", 17 maggio 2020 Udienza generale, 28 gennaio 2015 Messa nella Solennità della Madre di Dio, 1° gennaio 2017 Messa per l'inizio del ministero petrino, 19 marzo 2013 Udienza generale, 17 novembre 2021 Lettera apostolica “Patris corde – Con cuore di Padre” Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium Videomessaggio al Ted di Vancouver, 26 aprile 2017
    20m 27s
  • Dieci anni di Papa Francesco: periferia e scarto

    12 MAY 2023 · “Periferia” e “scarto” sono alcune delle parole scelte tra le dieci che hanno segnato i dieci anni di pontificato di Papa Francesco. Due parole che sono veri e propri pilastri del magistero del Pontefice, preso “quasi alla fine del mondo”. Francesco invita a frequentare le periferie perché, afferma, “il punto di vista degli ultimi è la migliore scuola”, fa capire i bisogni più veri, dà il polso dell’ingiustizia e indica anche la strada per eliminarla: lavorare per il bene comune. Padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, ha a lungo frequentato le periferie del Kenya e del Sud Sudan, vivendo nelle baracche accanto agli ultimi, andando a scuola dei poveri che lottano per la sopravvivenza, per il lavoro, per le tentazioni di droga e prostituzione e ai quali si può offrire il valore della dignità.“Vivere e cercare le periferie – afferma - è una dimensione fondamentale perché ci fa rinascere e ci immerge dentro la realtà vera e concreta di milioni di persone”. Altra periferia è quella del carcere minorile di Milano, vissuta da don Claudio Burgio, fondatore dell’associazione Kairos, “una realtà – spiega – nella quale il Vangelo diventa sempre più capace di interpretare i giorni, le storie e il dolore stesso”. “La periferia è un luogo di grazia – aggiunge don Claudio – dove impari a riconoscere l'umanità delle persone, a sospendere il giudizio e impari a guardare non tanto solo il reato quanto la persona”. Per contrastare la cultura dello scarto, afferma il Papa, i cristiani devono andare controcorrente. Una strada che allontana dalla mentalità comune di gettare via quello che non serve, che siano cose o bambini, anziani, disabili ma anche cibo. Francesco esorta a dare una carezza che viene dal cuore, è quella che don Claudio Burgio cerca di offrire ai ragazzi in carcere, “schiavi – dice - dell'immagine, schiavi di un successo, di una prestazione che deve sempre eccellere”. La strada del cambiamento passa dalla cura dell’altro, dal fratello a cui tendere la mano; un atteggiamento che porta ad “apprendere la bellezza della vita comune”, attraverso “il coraggio del perdono”. Soemia Sibillo, direttrice del Centro Aiuto alla Vita Mangiagalli di Milano, aiuta le mamme in difficoltà, che si sentono all’ultima spiaggia, le accoglie e non le giudica, instradandole in un percorso di accompagnamento che dura circa 18 mesi. “In una società, dove è predominante la cultura dello scarto, - afferma Soemia Sibillo - dobbiamo prendere coscienza che un bimbo non nato non mancherà solamente alla sua mamma ma mancherà a tutti noi. E che un bimbo nato è gioia per la sua mamma e per il suo papà, ma anche per tutti noi. E allora tutti siamo chiamati a difendere la vita”. Sono citati in questo episodio: Papa Francesco Benedizione apostolica “Urbi et Orbi”, primo saluto di Papa Francesco, 13 marzo 2013 Santa Messa Imposizione del Pallio e consegna dell’anello del pescatore per l’inizio del ministero petrino del vescovo di Roma, 19 marzo 2013 Discorso ai membri dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), 30 settembre 2017 Meditazione mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 9 dicembre 2014, Uscire per dare la vita Discorso ai partecipanti al Convegno Ecclesiale della diocesi di Roma, 17 giugno 2013 Udienza generale, 5 giugno 2013 Saluto del Papa ai soci del Circolo San Pietro, 20 febbraio 2023 Discorso all’Incontro "Fede e scienza verso Cop 26”, 4 ottobre 2021 Enciclica Laudato si' sulla cura della Casa Comune, 18 giugo 2015
    22m 7s

Smartpray nasce per aiutarti a pregare col cuore nel tempo che hai a disposizione. Nei brani seguenti, una parola, scelta fra le tante pronunciate da Papa Francesco, diventa occasione per...

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Smartpray nasce per aiutarti a pregare col cuore nel tempo che hai a disposizione.

Nei brani seguenti, una parola, scelta fra le tante pronunciate da Papa Francesco, diventa occasione per rileggere il magistero pontificio, di ieri e di oggi, e mettere in dialogo la Chiesa con il mondo.
Riproponiamo dei podcast di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco in cui le parole di Pietro diventano chiavi: spunti spirituali per aprire percorsi di fede.
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Author SmartPray
Categories Religion & Spirituality
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