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Interviste, racconti, curiosità e segreti con i protagonisti del Grande Ciclismo di ieri, oggi e domani
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Pogacar alla Vuelta, Fondriest non ha dubbi: «La vincerà e poi sarà pronto per mondiale e Lombardia»
3 AUG 2026 · Una nuova puntata del nostro podcast "Una voce in fuga" non poteva che aprirsi con la notizia più scottante del momento, ovvero l'ufficialità della presenza di Tadej Pogacar alla Vuelta di Spagna. Il campione del mondo sarà ai nastri di partenza del prologo che partirà da Monaco sabato 22 agosto. Davanti a lui ci saranno tre settimane di salite, dopodiché sarà il turno del mondiale in Canada e, forse, del Lombardia. Un finale di stagione bello denso, che ci ha fatto sorgere un po' di domande. Le risponde le abbiamo cercate nelle parole di Maurizio Fondriest, ospite di questa puntata. L'ex campione del mondo ha preso parte a due Vuelta di Spagna (1997-1998), dove ha anche sfiorato il successo di tappa.
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28 JUL 2026 · Parla a ruota libera Claudio Chiappucci e lo fa alla sua maniera, senza peli sulla lingua. Ovviamente partiamo dal quinto Tour de France di Tadej Pogacar (che ora il Diablo vede al via della Vuelta per centrare un altro incredibile record) passando per la rinascita di Remco Evenepoel, per la conferma di Isaac del Toro e per il talento cristallino di Paul Seixas che l'ex corridore lombardo stima moltissimo per grinta e carattere. Poi stendiamo un bilancio sui nostri corridori con un consiglio ad Antonio Tiberi arrivato a Parigi con un distacco da Pogacar di oltre tre ore. Infine, allarghiamo il discorso parlando delle difficoltà del nostro ciclismo, dell'avvento di Luca Guercilena alla guida del ciclismo Rcs, dello scontro frontale tra Federazione e Lega e di tre temi emersi chiaramente nell'arco delle tre settimane di Boucle: il tema del caldo torrido (partire prima può essere una soluzione?), il tema del pubblico straripante sull'Alpe d'Huez (transennare le salite o farle a pagamento potrebbe funzionare?) e il tema dei controlli antidoping effettuati nel cuore della notte (come dovrebbe comportarsi a riguardo l'associazione dei corridori?).
Vuoi sapere come la pensa il Diablo Claudio Chiappucci? Bene, allora premi play e ascolta la nuova puntata del Podcast di Bicisport!
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13 JUL 2026 · E’ Massimo Ghirotto l’illustre ospite della puntata di oggi di “Una voce in fuga”, il Podcast di Bicisport dedicato e riservato a tutti i lettori del nostro giornale. Con il “Ghiro” parliamo, ovviamente, di Tour de France stendendo un primo bilancio di quanto visto fin qui perché, nonostante non siamo ancora arrivati al giro di boa, la Grande Boucle ha già emesso le sue prime sentenze. L'inesorabile forza di Tadej Pogacar, lo sconforto di Jonas Vingegaard, la crescita di Isaac del Toro (che Ghirotto “vede” sul podio in maglia bianca), la strana coppia della Red Bull formata da Remco Evenepoel e Florian Lipowitz e la classe cristallina del giovane Paul Seixas che nonostante i suoi 19 anni continua a regalare spettacolo... Sì, con l’ex corridore veneto (oggi apprezzatissima voce “tecnica” ai microfoni di Radio Rai) parliamo dei protagonisti che nel bene e nel male stanno caratterizzando questa spettacolare edizione di un Tour in gran parte ancora tutto da ascrivere. E allora ora premi play e ascolta “Una voce in fuga”, il Podcast di Bicisport!
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30 JUN 2026 · Damiano Caruso è in partenza per il suo ultimo Tour de France, che potrebbe essere (ma questa, al momento, è solo un’ipotesi) la sua ultima corsa in assoluto. Il siciliano si presenta al via della Grande Boucle con l’obiettivo di supportare i suoi compagni di squadra, a partire da Antonio Tiberi e Lenny Martinez, e sogna una vittoria di tappa, che lo consacrerebbe tra corridori capaci di conquistare tappe in tutti e tre i grandi giri. L’emozione è tanta, ed è tanta anche la voglia di buttarsi per l’ultima volta in quel vortice di tre settimane che è il Tour de France.
«Sono emozionato come la prima volta: il Tour de France è sempre una corsa speciale, a cui mi legano tanti bei ricordi. La condizione è buona, ho gestito questo mese tra il Giro e la Grande Boucle andando in montagna ma senza esagerare con gli allenamenti. Sono convinto che Lenny Martinez possa vincere una tappa, mentre a Tiberi ho detto semplicemente che si prepari a tre settimane di sofferenza, perché al Tour devi dare tutto ogni giorno, anche solo per lottare per una top 10. Vedo Pogacar leggermente favorito rispetto a Vingegaard, e non mi stupirei di vedere Seixas sul podio finale. Mi piacerebbe chiudere la mia carriera sui Campi Elisi, ma naturalmente se la squadra avrà bisogno di me anche più avanti mi farò trovare pronto. Poi, dall’anno prossimo, comincerò la nuova avventura da direttore sportivo…».
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8 JUN 2026 · Si è conclusa ieri una bellissima edizione del Giro d’Italia Women, incerta fino alla fine, ed è il momento dei bilanci conclusivi: sentiamo allora i voti e i giudizi di Ilenia Lazzaro, che ha commentato la gara su Eurosport. «A questo Giro Women nel suo completo darei un bel 9: ogni giorno è successo qualcosa, nel bene e nel male e l’ultima tappa è stata straordinaria. Voto 10 alla vincitrice Vollering, ovviamente, ma anche a Van der Breggen, nonostante abbia perso la rosa all’ultimo tuffo: per me non contano solo i risultati ma anche come si interpretano le corse, e Anna ha fatto veramente il massimo. Molto bene anche Niedermaier, e che dire di Longo Borghini? La sua condizione era un’incognita dopo una primavera complicata, ma ci ha messo il cuore dimostrando la solita grandissima classe. Rimandato il giudizio su Reusser, che ha pagato probabilmente le poche corse di questo 2026, e su Bunel, che evidentemente non ha recuperato dalla Vuelta. Cosa non mi è piaciuto? Il caso Wiebes, ovviamente: spero che questo episodio possa servire per rivedere certe regole e certe sanzioni a volte eccessive. Inoltre, in termini di attenzione dei media, anche rispetto ad altri paesi c’è ancora tanto, tantissimo da fare…».
Ma ora ascolta la nuova puntata di “Una voce in fuga”, il podcast di Bicisport, con Ilenia Lazzaro!
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18 MAY 2026 · Giovanni Visconti ricorda il giorno di riposo al Giro d’Italia come una meritata pausa per staccare dalle difficoltà delle tappe. «Alcuni corridori preferirebbero non averlo, io sono tra quelli che lo attendeva per fare cose normali tipo tagliarsi i capelli o bere un caffè al bar».
Lo raggiungiamo telefonicamente per commentare insieme quanto visto al Giro d’Italia finora e per consegnarvi 20 minuti di chiacchiere con Visconti che potete ascoltare nel nuovo episodio del nostro podcast.
«Non solo io, ma nessuno si sarebbe immaginato questo Eulalio. Già con la cronometro perderà tutto il vantaggio che ha su Vingegaard e gli altri uomini di classifica, ma la maglia rosa gli ha donato tantissimo morale. Io ho avuto la fortuna di indossarla per 8 giorni e ti svolta completamente».
È dispiaciuto, però, che Ciccone l’abbia potuta tenere solo una giornata e non nelle migliori condizioni possibili. «Però merita un voto altissimo per la grinta che ci mette, così come Piganzoli. Non penso che la Visma avesse immaginato di trovare un gregario per Vingegaard a questo livello. Se continua così finirà il Giro in top10 in classifica generale».
Merita un bel voto anche Giulio Pellizzari, «per non esser naufragato dopo le difficoltà fisiche e mentali che ha trovato salendo sul Blockhaus».
Di questo e molto altro potete ascoltare nel nostro podcast Una Voce in Fuga!
11 MAY 2026 · Il Giro d'Italia è cominciato, oggi la prima giornata di riposo. È in corso infatti il trasferimento in Calabria a Catanzaro per la quarta tappa di domani. Noi ne approfittiamo per tracciare un bilancio della Grande Partenza in Bulgaria insieme a Beppe Conti, che anche quest'anno segue la corsa rosa sulla Rai. Tre tappe, tra cui la prima e la terza concluse con una volata e la seconda dedicata ai corridori più resistenti, con gli uomini di classifica che non si sono tirati indietro.
Cassani: «Ammiro Seixas per aver dato cambi a Pogacar. Evenepoel da anni non migliora più in salita»
28 APR 2026 · Con Davide Cassani facciamo un bilancio conclusivo della primavera delle classiche. Ancora una volta a prendersi la scena è stato Tadej Pogacar, vincitore della Strade Bianche, della Milano-Sanremo, del Giro delle Fiandre e della Liegi-Bastogne-Liegi; ma a Roubaix ha trionfato Wout Van Aert, e anche Paul Seixas è stato grande protagonista della primavera conquistando la Freccia Valline. Nessuna monumento, invece, per Mathieu Van der Poel e Remco Evenepoel, mentre per l’Italia il miglior risultato in una monumento è stato il sesto posto di Vendrame alla Sanremo.
«Pogacar è stato straordinario come sempre, tra tutte le gare quella che mi ha impressionato di più è stata la Sanremo. Alla Liegi, però, Seixas gli ha dato filo da torcere: non mi aspettavo il francese già a questi livelli. Non lo manderei al Tour, ma lo ammiro molto per come ha interpretato la Doyenne: dando cambi a Pogacar, ha corso da campione vero. Da Evenepoel, invece, mi aspettavo di più: ormai da anni non migliora più in salita, e quindi può vincere solo quando mancano i grandi fenomeni. I corridori italiani in più occasioni sono stati sfortunati - per esempio Trentin al Fiandre e Ganna alla Roubaix - e complessivamente non hanno raccolto molto, ma speriamo di rifarci al Giro d’Italia: questo Pellizzari può sicuramente salire sul podio finale».
Interviste, racconti, curiosità e segreti con i protagonisti del Grande Ciclismo di ieri, oggi e domani
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| Author | Bicisport |
| Organization | Luca Neri |
| Categories | Sports |
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| redazione@quibicisport.it |
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