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https://ogzero.org/regione/grandi-laghi-africani/
Avevamo sentito Massimo Zaurrini, direttore di "Africa&Affari"esperto di Africa centrale, per cominciare a riaccendere qualche riflettore sul Nord Kivu. La situazione si ripete seguendo il solito canovaccio e perseguendo gli stessi saccheggi di sempre. Si sono susseguiti serie di accordi, stragi, alleanze e sostegni da parte straniera. L'ultima a intervenire è l’esercito keniota, in precedenza per difendersi dai filoruandesi M23 era stato chiamato l'Uganda... Kinshasa non riesce a controllare il territorio più pericoloso e nei fatti autonomo.
In questi pochi giorni la situazione è precipitata nella direzione paventata dal nostro interlocutore, come si legge dal riassunto di "Africana-l'Internazionale", che alleghiamo per completare con i fatti le analisi di Massimo Zaurrini:
«Sono in corso duri combattimenti nell’est della Repubblica Democratica del Congo tra i ribelli del Movimento 23 marzo (M23) e le forze armate congolesi, supportate dalle truppe arrivate dall’estero. L’ultimo contingente straniero a essere dispiegato nel paese è quello keniano, i cui soldati (che diventeranno in tutto 900) sono arrivati a Goma, il capoluogo della provincia del Nord Kivu, il 12 novembre. I combattenti dell’M23 sembravano essere stati sconfitti una decina di anni fa, ma alla fine del 2021 hanno ripreso le armi e ricominciato a minacciare le città di questa parte del paese, una regione nota per la presenza di più di un centinaio di gruppi armati, oltre che per le notevoli ricchezze minerarie (oro, coltan). Come racconta un articolo della giornalista belga Colette Braeckman, grande specialista di quest’area, sarebbero state ancora una volta le rivalità di natura commerciale e la competizione per l’accaparramento dei minerali a riaccendere il conflitto. L’anno scorso il governo del presidente congolese Félix Tshisekedi aveva autorizzato l’Uganda a mandare i suoi militari in territorio congolese per dare la caccia ai ribelli delle Forze alleate democratiche (Adf) e ad aprire una strada per collegare le località di Beni e Butembo a Kasindi, sul confine tra i due paesi. Presumibilmente queste concessioni hanno indispettito il vicino Ruanda, che è altrettanto coinvolto nel traffico di minerali e, secondo più fonti, sarebbe il vero finanziatore dei ribelli dell’M23. In questi giorni i ribelli sono fermi a una ventina di chilometri da Goma. Dal 20 ottobre, con la loro avanzata, hanno costretto 188mila persone ad abbandonare le loro case. Una nuova crisi umanitaria incombe sul Nord Kivu. Intanto, il 21 novembre sono previsti del colloqui tra governo e ribelli a Nairobi, in Kenya, promossi della Comunità del’Africa orientale».
La preoccupazione per una nuova guerra si trova anche nelle pagine di "Deutsche Welle": «Disordini per le strade di Goma, la capitale della provincia del Nord Kivu della Repubblica Democratica del Congo” stiano alimentando il conflitto: “gli abitanti sono furiosi per una guerra che dicono essere stata iniziata dai ribelli del Movimento del 23 marzo (M23), uno degli oltre 120 gruppi armati che operano nella regione, che confina con il Ruanda e l’Uganda nell’est della RDC. Hanno testimoniato gli abitanti in fuga dall’area: “per diversi giorni, non ci sono stati contatti diretti tra Goma e Rutshuru, il che ha comportato un’impennata dei prezzi dei generi alimentari. Il prezzo del pesce è raddoppiato, quello dei fagioli e di altri beni che provengono da Rutshuru è triplicato. La vita è diventata così difficile e non sappiamo come uscirne”».
https://ogzero.org/regione/grandi-laghi-africani/ Avevamo sentito Massimo Zaurrini, direttore di "Africa&Affari"esperto di Africa centrale, per cominciare a riaccendere qualche riflettore sul Nord Kivu. La situazione si ripete seguendo il solito canovaccio e perseguendo gli stessi saccheggi di sempre. Si sono susseguiti serie di accordi, stragi, alleanze e sostegni da parte straniera. L'ultima a intervenire è l’esercito keniota, in precedenza per difendersi dai filoruandesi M23 era stato chiamato l'Uganda... Kinshasa non riesce a controllare il territorio più pericoloso e nei fatti autonomo. In questi pochi giorni la situazione è precipitata nella direzione paventata dal nostro interlocutore, come si legge dal riassunto di "Africana-l'Internazionale", che alleghiamo per completare con i fatti le analisi di Massimo Zaurrini: «Sono in corso duri combattimenti nell’est della Repubblica Democratica del Congo tra i ribelli del Movimento 23 marzo (M23) e le forze armate congolesi, supportate dalle truppe arrivate dall’estero. L’ultimo contingente straniero a essere dispiegato nel paese è quello keniano, i cui soldati (che diventeranno in tutto 900) sono arrivati a Goma, il capoluogo della provincia del Nord Kivu, il 12 novembre. I combattenti dell’M23 sembravano essere stati sconfitti una decina di anni fa, ma alla fine del 2021 hanno ripreso le armi e ricominciato a minacciare le città di questa parte del paese, una regione nota per la presenza di più di un centinaio di gruppi armati, oltre che per le notevoli ricchezze minerarie (oro, coltan). Come racconta un articolo della giornalista belga Colette Braeckman, grande specialista di quest’area, sarebbero state ancora una volta le rivalità di natura commerciale e la competizione per l’accaparramento dei minerali a riaccendere il conflitto. L’anno scorso il governo del presidente congolese Félix Tshisekedi aveva autorizzato l’Uganda a mandare i suoi militari in territorio congolese per dare la caccia ai ribelli delle Forze alleate democratiche (Adf) e ad aprire una strada per collegare le località di Beni e Butembo a Kasindi, sul confine tra i due paesi. Presumibilmente queste concessioni hanno indispettito il vicino Ruanda, che è altrettanto coinvolto nel traffico di minerali e, secondo più fonti, sarebbe il vero finanziatore dei ribelli dell’M23. In questi giorni i ribelli sono fermi a una ventina di chilometri da Goma. Dal 20 ottobre, con la loro avanzata, hanno costretto 188mila persone ad abbandonare le loro case. Una nuova crisi umanitaria incombe sul Nord Kivu. Intanto, il 21 novembre sono previsti del colloqui tra governo e ribelli a Nairobi, in Kenya, promossi della Comunità del’Africa orientale». La preoccupazione per una nuova guerra si trova anche nelle pagine di "Deutsche Welle": «Disordini per le strade di Goma, la capitale della provincia del Nord Kivu della Repubblica Democratica del Congo” stiano alimentando il conflitto: “gli abitanti sono furiosi per una guerra che dicono essere stata iniziata dai ribelli del Movimento del 23 marzo (M23), uno degli oltre 120 gruppi armati che operano nella regione, che confina con il Ruanda e l’Uganda nell’est della RDC. Hanno testimoniato gli abitanti in fuga dall’area: “per diversi giorni, non ci sono stati contatti diretti tra Goma e Rutshuru, il che ha comportato un’impennata dei prezzi dei generi alimentari. Il prezzo del pesce è raddoppiato, quello dei fagioli e di altri beni che provengono da Rutshuru è triplicato. La vita è diventata così difficile e non sappiamo come uscirne”». read more read less

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