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“Quando entra un nuovo ragazzo in carcere, gli chiedono ‘che reato hai fatto’ e ‘sai giocare a pallone?’ E io, anche con il mio ginocchio, facevo la differenza, mi chiamavano il Maradona delle carceri”. Lo racconta Fabrizio Maiello, ex detenuto che ha passato 10 anni in carcere e 14 in quelli che un tempo si chiamavano ospedali psichiatrici giudiziari. A 18 anni era una promessa del calcio, giocava nelle giovanili del Milan, ma poi dopo un infortunio al ginocchio, si butta nella criminalità e passa gran parte della sua vita dietro le sbarre. Qui il pallone – ma non solo quello - lo aiuterà ancora una volta a rinascere. Fabrizio lo racconta al Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, in un incontro nella Biblioteca dell’Assemblea legislativa.
“Quando entra un nuovo ragazzo in carcere, gli chiedono ‘che reato hai fatto’ e ‘sai giocare a pallone?’ E io, anche con il mio ginocchio, facevo la differenza, mi chiamavano il Maradona delle carceri”. Lo racconta Fabrizio Maiello, ex detenuto che ha passato 10 anni in carcere e 14 in quelli che un tempo si chiamavano ospedali psichiatrici giudiziari. A 18 anni era una promessa del calcio, giocava nelle giovanili del Milan, ma poi dopo un infortunio al ginocchio, si butta nella criminalità e passa gran parte della sua vita dietro le sbarre. Qui il pallone – ma non solo quello - lo aiuterà ancora una volta a rinascere. Fabrizio lo racconta al Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, in un incontro nella Biblioteca dell’Assemblea legislativa. read more read less

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