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https://ogzero.org/studium/affari-e-traffici-darmi-lo-spaccio-nel-2022/

Una disamina quella di Eric Salerno, impegnato in un dialogo durante la “Domenica dei libri” con Roberto Festa sulle frequenze di Radio Popolare, che mette al centro la lobby potentissima degli armieri da un secolo a questa parte centrale nell’esplosione di conflitti e che ha segnato il “Secolo breve”. Lo spunto nasce dai suoi due saggi ospitati nella raccolta di OGzero intitolata 2023: Orizzonti di guerra, in particolare quello che riprende un articolo di “Fortune” del 1934 che conclude la rassegna e inizia l’intervista.
Uno degli aspetti del libro è quello che descrive lo strapotere dei settori militari e industriali sulle scelte politiche, che condizionano qualsiasi forma di esercizio del potere, sia esso democratico o autocratico o frutto della convergenza degli interessi delle oligarchie ideologiche o religiose, come per il secondo saggio di Eric, che si occupa dell’uso di Tsahal dei test delle armi sui palestinesi come garanzia nelle vendite di ordigni all’estero.
La discussione prosegue su temi centrali del mercato armiero: il coinvolgimento del racconto mediatico nel divulgare i bisogni dell’industria e le necessità del campo di battaglia, lo smaltimento degli arsenali, la creazione di sempre nuovi nemici a cui vendere le armi, l’intento di «mantenere l’Europa in costante stato di stress», come dice l’estensore dell’articolo di “Fortune” (Eric Francis Hodgins) che chiude il libro da cui Festa e Salerno hanno preso spunto… arrivando a evocare poi la figura di “Ike” Eisenhower, come scritto nell’intervento di Eric nel volume.
La chiosa dell’intervista si occupa dell’altro saggio di Eric inserito in 2023: Orizzonti di guerra è dedicato a Israele e coglie nell’incipit il cuore del discorso: il cliente vuole essere certo che il prodotto funzioni e i gioielli micidiali che Israele vende sono testati; e la spirale “virtuosa” per i Signori della Guerra si innesca con la vendita degli americani ai paesi arabi, provocando la spinta di Israele all’innovazione e alla costante supremazia e sofisticazione dei prodotti a disposizione di Tsahal.
https://ogzero.org/studium/affari-e-traffici-darmi-lo-spaccio-nel-2022/ Una disamina quella di Eric Salerno, impegnato in un dialogo durante la “Domenica dei libri” con Roberto Festa sulle frequenze di Radio Popolare, che mette al centro la lobby potentissima degli armieri da un secolo a questa parte centrale nell’esplosione di conflitti e che ha segnato il “Secolo breve”. Lo spunto nasce dai suoi due saggi ospitati nella raccolta di OGzero intitolata 2023: Orizzonti di guerra , in particolare quello che riprende un articolo di “Fortune” del 1934 che conclude la rassegna e inizia l’intervista. Uno degli aspetti del libro è quello che descrive lo strapotere dei settori militari e industriali sulle scelte politiche, che condizionano qualsiasi forma di esercizio del potere, sia esso democratico o autocratico o frutto della convergenza degli interessi delle oligarchie ideologiche o religiose, come per il secondo saggio di Eric, che si occupa dell’uso di Tsahal dei test delle armi sui palestinesi come garanzia nelle vendite di ordigni all’estero. La discussione prosegue su temi centrali del mercato armiero: il coinvolgimento del racconto mediatico nel divulgare i bisogni dell’industria e le necessità del campo di battaglia, lo smaltimento degli arsenali, la creazione di sempre nuovi nemici a cui vendere le armi, l’intento di «mantenere l’Europa in costante stato di stress», come dice l’estensore dell’articolo di “Fortune” (Eric Francis Hodgins) che chiude il libro da cui Festa e Salerno hanno preso spunto… arrivando a evocare poi la figura di “Ike” Eisenhower, come scritto nell’intervento di Eric nel volume. La chiosa dell’intervista si occupa dell’altro saggio di Eric inserito in 2023: Orizzonti di guerra è dedicato a Israele e coglie nell’incipit il cuore del discorso: il cliente vuole essere certo che il prodotto funzioni e i gioielli micidiali che Israele vende sono testati; e la spirale “virtuosa” per i Signori della Guerra si innesca con la vendita degli americani ai paesi arabi, provocando la spinta di Israele all’innovazione e alla costante supremazia e sofisticazione dei prodotti a disposizione di Tsahal. read more read less

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