ANTONIO CECCHI

Sep 27, 2026 · 4m 4s
ANTONIO CECCHI
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Antonio Cecchi Un antifascista dalla prima ora, la cui vita è una storia di coerenza estrema: un militante che non ha mai smesso di lottare, dalla clandestinità alle Quattro Giornate,...

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Antonio Cecchi

Un antifascista dalla prima ora, la cui vita è una storia di coerenza estrema: un militante che non ha mai smesso di lottare, dalla clandestinità alle Quattro Giornate, fino all'ultimo giorno.

Antonio Cecchi nasce a Scafati nel 1895. A soli sedici anni entra nei giovani socialisti e diventa corrispondente del giornale «La Propaganda». Trasferitosi a Castellammare, stringe un legame politico e umano con Amadeo Bordiga che durerà tutta la vita. Diventa segretario di Camera del Lavoro e, non ancora ventenne, viene schedato come pericoloso sovversivo. Dopo la laurea in legge nel 1924, non abbandona l'impegno: nel 1925 partecipa a un'iniziativa per i martiri del fascismo e a un incontro tra Bordiga e Gramsci.

Dopo il fallito attentato a Mussolini nel 1926, la sua casa viene devastata dalle squadre fasciste. Condannato al confino nel dicembre 1926, viene poi accusato di sovversione e ristretto nel carcere di Siracusa; assolto dal Tribunale Speciale, torna al confino nell'agosto 1928.

Liberato nel dicembre 1929 sotto stretta vigilanza, si stabilisce a Napoli, dove si laurea in lettere e filosofia. La scelta di insegnare, avversata dal regime, lo condanna a una vita precaria, interrotta da continui arresti e perquisizioni. Dal 1932 lavora clandestinamente per tenere uniti i nuclei antifascisti dispersi. Nel 1937 l'OVRA segnala militanti «organizzati attorno a Cecchi».

È tra i fondatori del "Gruppo Spartaco", che si propone di opporsi alla guerra e spingere il popolo alla sommossa. A maggio 1943, nella sua casa di via Solitaria, si tiene una riunione per coordinare la resistenza tra Napoli e Salerno, affidando al capitano Marco Pasanisi il compito di organizzare un movimento armato.

Quando scoppiano le Quattro Giornate, sfugge a un rastrellamento e si unisce alla guerriglia urbana, combattendo tra Piazza San Ferdinando e i vicoli di Toledo.

Dopo la Liberazione, il suo dissenso con la linea ufficiale del PCI lo porta alla "scissione di Montesanto" nell'ottobre-novembre 1943. Lascia il partito e si dedica al sindacato, contribuendo alla nascita della "CGL rossa" con Enrico Russo. Nell'estate 1944, sotto pressione, la Camera del Lavoro di Napoli confluisce nella CGIL unitaria e Cecchi lascia anche il sindacato.

Nell'autunno 1944 fonda con Enrico Russo la "Frazione di Sinistra dei Comunisti e dei Socialisti Italiani". Dopo la liberazione del Nord, entra in contatto con il Partito Comunista Internazionalista.

Ottiene il riconoscimento di partigiano per le Quattro Giornate. Nel dopoguerra vive una vita stentata, insegnando come precario fino al 1965 e mantenendo una militanza rivoluzionaria fino alla morte nel 1969.

Il ricordo di Antonio Cecchi è letto da Massimo Congiu della sezione ANPI Napoli Vomero Arenella "Vincenzo Siniscalchi".

.#ANPI #Resistenza #Antifascismo #QuattroGiornateDiNapoli #Scafati #Bordiga #GruppoSpartaco #Partigiani #Napoli #Memoria




















Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.
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Author ANPI Provinciale di Napoli
Organization Le loro vite nella nostra storia
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