<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>PARDES coltiviamo il futuro con curiosità</title><link>https://pardesiani.it</link><description><![CDATA[Creato da: Enrico Chiari, Priel Korenfeld, Federico Vitiello<br /><br />Coltivi il futuro con curiosità e fiducia? <br />Come noi, forse anche tu hai un’attitudine propositiva verso il futuro. <br />Non significa che non hai paure o incertezze. Significa che vuoi partecipare, sia in chiave personale sia di imprenditorialità, che per noi sono due vasi comunicanti.<br />Di questo parliamo in PARDES. <br />Ogni episodio apre un tema di crescita ed evoluzione personale. Ti invita poi a riflettere e a continuare la conversazione insieme a noi, che abbiamo un sacco di domande e insieme a te cerchiamo le risposte.<br />Vuoi partecipare alla conversazione? ci trovi qui, nel gruppo facebook dei PARDESIANI:<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/3219755/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright Pardesiani</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9abf6725fc628b803a94df92482c086c.jpg</url><title>PARDES coltiviamo il futuro con curiosità</title><link>https://pardesiani.it</link></image><lastBuildDate>Sat, 08 Apr 2023 01:46:32 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Pardesiani</itunes:name><itunes:email>ciao@pardesiani.it</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9abf6725fc628b803a94df92482c086c.jpg"/><itunes:subtitle>Creato da: Enrico Chiari, Priel Korenfeld, Federico Vitiello

Coltivi il futuro con curiosità e fiducia? 
Come noi, forse anche tu hai un’attitudine propositiva verso il futuro. 
Non significa che non hai paure o incertezze. Significa che vuoi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Creato da: Enrico Chiari, Priel Korenfeld, Federico Vitiello<br /><br />Coltivi il futuro con curiosità e fiducia? <br />Come noi, forse anche tu hai un’attitudine propositiva verso il futuro. <br />Non significa che non hai paure o incertezze. Significa che vuoi partecipare, sia in chiave personale sia di imprenditorialità, che per noi sono due vasi comunicanti.<br />Di questo parliamo in PARDES. <br />Ogni episodio apre un tema di crescita ed evoluzione personale. Ti invita poi a riflettere e a continuare la conversazione insieme a noi, che abbiamo un sacco di domande e insieme a te cerchiamo le risposte.<br />Vuoi partecipare alla conversazione? ci trovi qui, nel gruppo facebook dei PARDESIANI:<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></itunes:summary><itunes:category text="Society &amp; Culture"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Il rapporto col denaro -  🌳 PARDES 🎙 097p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rapporto-col-denaro-pardes-097p--44300285</link><description><![CDATA[Nel percorso di crescita personale e professionale, prima o poi, bisogna parlare dei soldi.<br /><br />Darsi un prezzo, misurare il proprio valore anche con il denaro, non è per niente immediato, ai più.<br /><br />Quali sono i primi ricordi che hai, rispetto ai soldi?<br />Come hanno condizionato il tuo rapporto col denaro?<br />Se questo rapporto è evoluto nel tempo, come e cosa ha permesso questa evoluzione?<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br />Gennaro Fiorentino<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44300285</guid><pubDate>Thu, 15 Apr 2021 05:30:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44300285/che_rapporto_hai_col_denaro.mp3" length="24048491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Nel percorso di crescita personale e professionale, prima o poi, bisogna parlare dei soldi.

Darsi un prezzo, misurare il proprio valore anche con il denaro, non è per niente immediato, ai più.

Quali sono i primi ricordi che hai, rispetto ai soldi?...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel percorso di crescita personale e professionale, prima o poi, bisogna parlare dei soldi.<br /><br />Darsi un prezzo, misurare il proprio valore anche con il denaro, non è per niente immediato, ai più.<br /><br />Quali sono i primi ricordi che hai, rispetto ai soldi?<br />Come hanno condizionato il tuo rapporto col denaro?<br />Se questo rapporto è evoluto nel tempo, come e cosa ha permesso questa evoluzione?<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br />Gennaro Fiorentino<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>1503</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/105070326a14bf9059ba8de3d487c0e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Diritto di Opinione -  🌳 PARDES 🎙 096f</title><link>https://www.spreaker.com/episode/diritto-di-opinione-pardes-096f--42996810</link><description><![CDATA["Disapprovo quello che dite, ma mi batterò fino alla morte per il vostro diritto di dirlo" E.B.Hall<br /><br />Oggi noi pardesiani ci chiediamo se condividere la propria opinione sia sempre un diritto. Facciamo riferimento ai recenti atti violenti della destra radicale Americana, ma non solo. È già largamente accettato che si limiti la libertà di espressione quando questa porta all'incitamento alla violenza.<br />Il problema è però più ampio:<br />Se sono ignorante su un argomento e non faccio nulla per informarmi veramente, ho diritto a condividere il mio pensiero con gli altri e influenzarli di conseguenza?<br />Se, per esempio, non mi sono informato su ciò che è scientificamente provato in un vaccino, è giusto che esprima il mio dissenso online e influenzi così l'opinione degli altri?<br />La libera circolazione di idee è ciò che trasforma un gruppo di umani in una società. Ci troviamo però in territori nuovi e inesplorati. Le piattaforme digitali moltiplicano l'estensione, la velocità e l'impatto della voce di ognuno di noi. E l'incentivo che abbiamo quando pubblichiamo le nostre opinioni non è verso la verità ma verso la viralità.<br />Ognuno di noi è influenzato, ma è anche influenzatore. E il nostro cervello tende a notare di più le opinioni (ricordandole come se fossero dei fatti) che confermano le nostre paure e credenze pregresse. La conseguenza? Le notizie false si diffondono di più di quelle vere.<br /><br />Come si stabilisce quando un'opinione sia da limitare?<br />Chi dovrebbe essere il controllore?<br />E chi controlla il controllore?<br />Vuoi aggiungere la tua domanda o risposta?<br />Inviaci ora il tuo audio o video qui: <a href="https://pardesiani.it/096-opinione-diritto" rel="noopener">https://pardesiani.it/096-opinione-diritto</a><br />Lo ascolteremo durante la puntata in diretta<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Francesco Inguscio (Chi Odia Paga - <a href="https://www.chiodiapaga.it/)" rel="noopener">https://www.chiodiapaga.it/)</a><br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br />Gennaro Fiorentino<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42996810</guid><pubDate>Wed, 20 Jan 2021 06:30:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42996810/diritto_di_opinione_pardes_096.mp3" length="47619760" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>"Disapprovo quello che dite, ma mi batterò fino alla morte per il vostro diritto di dirlo" E.B.Hall

Oggi noi pardesiani ci chiediamo se condividere la propria opinione sia sempre un diritto. Facciamo riferimento ai recenti atti violenti della destra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Disapprovo quello che dite, ma mi batterò fino alla morte per il vostro diritto di dirlo" E.B.Hall<br /><br />Oggi noi pardesiani ci chiediamo se condividere la propria opinione sia sempre un diritto. Facciamo riferimento ai recenti atti violenti della destra radicale Americana, ma non solo. È già largamente accettato che si limiti la libertà di espressione quando questa porta all'incitamento alla violenza.<br />Il problema è però più ampio:<br />Se sono ignorante su un argomento e non faccio nulla per informarmi veramente, ho diritto a condividere il mio pensiero con gli altri e influenzarli di conseguenza?<br />Se, per esempio, non mi sono informato su ciò che è scientificamente provato in un vaccino, è giusto che esprima il mio dissenso online e influenzi così l'opinione degli altri?<br />La libera circolazione di idee è ciò che trasforma un gruppo di umani in una società. Ci troviamo però in territori nuovi e inesplorati. Le piattaforme digitali moltiplicano l'estensione, la velocità e l'impatto della voce di ognuno di noi. E l'incentivo che abbiamo quando pubblichiamo le nostre opinioni non è verso la verità ma verso la viralità.<br />Ognuno di noi è influenzato, ma è anche influenzatore. E il nostro cervello tende a notare di più le opinioni (ricordandole come se fossero dei fatti) che confermano le nostre paure e credenze pregresse. La conseguenza? Le notizie false si diffondono di più di quelle vere.<br /><br />Come si stabilisce quando un'opinione sia da limitare?<br />Chi dovrebbe essere il controllore?<br />E chi controlla il controllore?<br />Vuoi aggiungere la tua domanda o risposta?<br />Inviaci ora il tuo audio o video qui: <a href="https://pardesiani.it/096-opinione-diritto" rel="noopener">https://pardesiani.it/096-opinione-diritto</a><br />Lo ascolteremo durante la puntata in diretta<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Francesco Inguscio (Chi Odia Paga - <a href="https://www.chiodiapaga.it/)" rel="noopener">https://www.chiodiapaga.it/)</a><br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br />Gennaro Fiorentino<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>2977</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6202df011fcaf80b7d472dc673f074ff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mai mollare? 🌳 PARDES 🎙 095p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mai-mollare-pardes-095p--42601598</link><description><![CDATA[Se la domanda è “mollare o non mollare” la risposta è necessariamente “non mollare”.<br />Però siamo proprio sicuri che sia una domanda che ci fa bene?<br />In fondo, anche quelli che “abbiamo sempre fatto così” non vogliono mollare.<br />Non si può cambiare senza lasciare andare, almeno in parte.<br />Ma non si può nemmeno senza alcun punto fermo.<br />Quale rapporto tra fermezza e flessibilità?<br />Tra audacia, perseveranza, resistenza e curiosità, adeguamento o anche contentezza?<br />Ne abbiamo parlato in questa puntata<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br />Gennaro Fiorentino<br />Tarzan<br />Spiderman<br />Neo<br />(ok, non hanno partecipato, ma erano nominati)<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42601598</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2020 07:00:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42601598/mai_mollare_pardes_095p.mp3" length="20091911" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Se la domanda è “mollare o non mollare” la risposta è necessariamente “non mollare”.
Però siamo proprio sicuri che sia una domanda che ci fa bene?
In fondo, anche quelli che “abbiamo sempre fatto così” non vogliono mollare.
Non si può cambiare senza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se la domanda è “mollare o non mollare” la risposta è necessariamente “non mollare”.<br />Però siamo proprio sicuri che sia una domanda che ci fa bene?<br />In fondo, anche quelli che “abbiamo sempre fatto così” non vogliono mollare.<br />Non si può cambiare senza lasciare andare, almeno in parte.<br />Ma non si può nemmeno senza alcun punto fermo.<br />Quale rapporto tra fermezza e flessibilità?<br />Tra audacia, perseveranza, resistenza e curiosità, adeguamento o anche contentezza?<br />Ne abbiamo parlato in questa puntata<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br />Gennaro Fiorentino<br />Tarzan<br />Spiderman<br />Neo<br />(ok, non hanno partecipato, ma erano nominati)<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>1256</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/396482d565ad5e1ad9b60009f013a8e1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Proteggersi dal plagio - 🌳 PARDES 094f</title><link>https://www.spreaker.com/episode/proteggersi-dal-plagio-pardes-094f--42431958</link><description><![CDATA[(questa puntata è andata in diretta il 20 luglio 2020)<br /><br />La competizione è parte di ognuno di noi e della società. Ne abbiamo parlato recentemente in Pardes. “inventare spazi nuovi” è una delle due strategie suggerite da Giorgio Gobbi durante la puntata.<br />Oggi continuiamo quella conversazione. Se invento spazi nuovi, se innovo, se creo qualcosa che non esisteva prima…<br />Come posso difendere la mia creazione? Come posso Proteggermi dal Plagio?<br />Davide Groppi, imprenditore e innovatore che usa la luce per raccontare storie, ci porta la sua testimonianza.<br />Un’anticipazione del suo intervento: “Quando ti copiano è un problema, quando non ti copiano è un problema ancora più grande”.<br />Ne parliamo in questa puntata<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br /><br />Assieme a<br />Davide Groppi<br /><a href="https://www.davidegroppi.com/" rel="noopener">https://www.davidegroppi.com/</a><br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42431958</guid><pubDate>Thu, 10 Dec 2020 06:30:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42431958/proteggersi_dal_plagio_pardes_094f.mp3" length="33530520" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>(questa puntata è andata in diretta il 20 luglio 2020)

La competizione è parte di ognuno di noi e della società. Ne abbiamo parlato recentemente in Pardes. “inventare spazi nuovi” è una delle due strategie suggerite da Giorgio Gobbi durante la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[(questa puntata è andata in diretta il 20 luglio 2020)<br /><br />La competizione è parte di ognuno di noi e della società. Ne abbiamo parlato recentemente in Pardes. “inventare spazi nuovi” è una delle due strategie suggerite da Giorgio Gobbi durante la puntata.<br />Oggi continuiamo quella conversazione. Se invento spazi nuovi, se innovo, se creo qualcosa che non esisteva prima…<br />Come posso difendere la mia creazione? Come posso Proteggermi dal Plagio?<br />Davide Groppi, imprenditore e innovatore che usa la luce per raccontare storie, ci porta la sua testimonianza.<br />Un’anticipazione del suo intervento: “Quando ti copiano è un problema, quando non ti copiano è un problema ancora più grande”.<br />Ne parliamo in questa puntata<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br /><br />Assieme a<br />Davide Groppi<br /><a href="https://www.davidegroppi.com/" rel="noopener">https://www.davidegroppi.com/</a><br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>2096</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7313ed60fd13b9a56cf5489b6bb8c138.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salute - diritto o responsabilità 🌳 PARDES 🎙 093g</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salute-diritto-o-responsabilita-pardes-093g--42056885</link><description><![CDATA[“l’importante è la salute”, si dice spesso. Certamente lo è.<br />La salute è fisica, psicologica e anche sociale.<br />Ma nella dimensione sociale non siamo più soltanto individui - siamo connessi. E questa connessione ci rende anche responsabili dello star bene degli altri.<br /><br />Essere in salute quindi è un diritto che abbiamo, oppure una responsabilità nei confronti degli altri?<br />Cosa vuol dire avere diritto alla salute?<br />Abbiamo anche il diritto di stare male?<br />Quali responsabilità abbiamo nei confronti degli altri, nel nostro stare in salute o meno?<br /><br />Ne parliamo in questa puntata.<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato:<br />Dario Foschia<br />Cristina Basana<br />Gennaro Fiorentino<br />Enrico Chiari<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42056885</guid><pubDate>Thu, 26 Nov 2020 06:30:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42056885/salute_diritto_o_responsabilit_pardes_093g.mp3" length="26117628" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>“l’importante è la salute”, si dice spesso. Certamente lo è.
La salute è fisica, psicologica e anche sociale.
Ma nella dimensione sociale non siamo più soltanto individui - siamo connessi. E questa connessione ci rende anche responsabili dello star...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“l’importante è la salute”, si dice spesso. Certamente lo è.<br />La salute è fisica, psicologica e anche sociale.<br />Ma nella dimensione sociale non siamo più soltanto individui - siamo connessi. E questa connessione ci rende anche responsabili dello star bene degli altri.<br /><br />Essere in salute quindi è un diritto che abbiamo, oppure una responsabilità nei confronti degli altri?<br />Cosa vuol dire avere diritto alla salute?<br />Abbiamo anche il diritto di stare male?<br />Quali responsabilità abbiamo nei confronti degli altri, nel nostro stare in salute o meno?<br /><br />Ne parliamo in questa puntata.<br /><br />#Pardesiani che hanno partecipato:<br />Dario Foschia<br />Cristina Basana<br />Gennaro Fiorentino<br />Enrico Chiari<br />Federico Vitiello<br />Priel Korenfeld<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a><br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>1633</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/db20271770f659a8f78383e8f6d862df.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Messaggi Vocali sul Lavoro 🌳 PARDES 🎙 092p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/messaggi-vocali-sul-lavoro-pardes-092p--41792820</link><description><![CDATA[I messaggi vocali, e specie quelli nei gruppi sono un male comune. Presentano sicuramente molti limiti e problematiche. Vengono usate spesso perché è comodo per chi manda, ma non per chi riceve.<br /><br />Si tratta però di uno strumento come tanti. E quando lavoriamo ci servono diversi strumenti.<br /><br />Ci saranno quindi occasioni, sul lavoro, nelle quali i messaggi vocali possono venirci in aiuto? Quali accorgimenti sono necessari per usarli al meglio?<br /><br />Di questo tratta la puntata.<br /><br />Ospiti (tramite messaggio vocale 😏):<br />Klementina Koren<br />Alessandro Pretz<br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41792820</guid><pubDate>Thu, 12 Nov 2020 06:00:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41792820/messaggi_vocali_sul_lavoro_pardes_092p.mp3" length="34652577" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>I messaggi vocali, e specie quelli nei gruppi sono un male comune. Presentano sicuramente molti limiti e problematiche. Vengono usate spesso perché è comodo per chi manda, ma non per chi riceve.

Si tratta però di uno strumento come tanti. E quando...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I messaggi vocali, e specie quelli nei gruppi sono un male comune. Presentano sicuramente molti limiti e problematiche. Vengono usate spesso perché è comodo per chi manda, ma non per chi riceve.<br /><br />Si tratta però di uno strumento come tanti. E quando lavoriamo ci servono diversi strumenti.<br /><br />Ci saranno quindi occasioni, sul lavoro, nelle quali i messaggi vocali possono venirci in aiuto? Quali accorgimenti sono necessari per usarli al meglio?<br /><br />Di questo tratta la puntata.<br /><br />Ospiti (tramite messaggio vocale 😏):<br />Klementina Koren<br />Alessandro Pretz<br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità<br /><br /><a href="https://pardesiani.it/" rel="noopener">https://pardesiani.it/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2166</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c607f466a18095b69a3dd66090a8a85d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>RIVOLUZIONE 🌳 PARDES 🎙  091e</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rivoluzione-pardes-091e--41791733</link><description><![CDATA[“Rivoluzione” è una parola che tendiamo ad associare al passato, ricordandone i tumulti e la violenza che comporta. <br /><br />La rivoluzione non è mai leggera, né gentile, né garbata: ogni suo gesto è per natura disobbediente, scardinante e a volte dirompente. La rivoluzione è fatta per scardinare lo status quo. Altrimenti, sarebbe altro.<br /><br />Oggi nel mondo sociale, economico, culturale, stiamo vivendo un’epoca rivoluzionaria. Ma la stiamo solo subendo passivamente o abbiamo l’intenzione di partecipare?<br /><br />Abbiamo cioè obiettivi, valori o ideali per i quali siamo disposti a generare rivoluzioni?<br /><br />Ne parliamo in questa nuova puntata.<br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41791733</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2020 05:25:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41791733/rivoluzione_pardes_091e.mp3" length="36263169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>“Rivoluzione” è una parola che tendiamo ad associare al passato, ricordandone i tumulti e la violenza che comporta. 

La rivoluzione non è mai leggera, né gentile, né garbata: ogni suo gesto è per natura disobbediente, scardinante e a volte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Rivoluzione” è una parola che tendiamo ad associare al passato, ricordandone i tumulti e la violenza che comporta. <br /><br />La rivoluzione non è mai leggera, né gentile, né garbata: ogni suo gesto è per natura disobbediente, scardinante e a volte dirompente. La rivoluzione è fatta per scardinare lo status quo. Altrimenti, sarebbe altro.<br /><br />Oggi nel mondo sociale, economico, culturale, stiamo vivendo un’epoca rivoluzionaria. Ma la stiamo solo subendo passivamente o abbiamo l’intenzione di partecipare?<br /><br />Abbiamo cioè obiettivi, valori o ideali per i quali siamo disposti a generare rivoluzioni?<br /><br />Ne parliamo in questa nuova puntata.<br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>2267</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d49dcd5ae3af71dd835ca809bbcc46d6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Crescita o Decadenza? 🌳 PARDES 🎙 090f</title><link>https://www.spreaker.com/episode/crescita-o-decadenza-pardes-090f--40876896</link><description><![CDATA[Dopo un mese e mezzo di pausa (per le nostre ferie), torniamo con una puntata registrata tutti e quattro assieme, da un bellissimo parco nel centro di Udine. <br /><br />Partiamo dalle origini di Pardes: è proprio vero che l'obiettivo personale e l'obiettivo dei gruppi è crescere? <br /><br />Nella nostra società siamo costantemente incentivati a crescere, intendendo la crescita come una forma naturale di sviluppo. Ma è sempre normale crescere? O in certe fasi è più naturale decadere? <br /><br />Di crescita avevamo già parlato, in una vecchia puntata. Questa volta ampliamo le riflessioni o forse ci facciamo domande da nuovi punti di vista. <br /><br /><br />Raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40876896</guid><pubDate>Sun, 13 Sep 2020 10:01:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40876896/crescita_o_decadenza_pardes_090f.mp3" length="47621957" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo un mese e mezzo di pausa (per le nostre ferie), torniamo con una puntata registrata tutti e quattro assieme, da un bellissimo parco nel centro di Udine. 

Partiamo dalle origini di Pardes: è proprio vero che l'obiettivo personale e l'obiettivo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo un mese e mezzo di pausa (per le nostre ferie), torniamo con una puntata registrata tutti e quattro assieme, da un bellissimo parco nel centro di Udine. <br /><br />Partiamo dalle origini di Pardes: è proprio vero che l'obiettivo personale e l'obiettivo dei gruppi è crescere? <br /><br />Nella nostra società siamo costantemente incentivati a crescere, intendendo la crescita come una forma naturale di sviluppo. Ma è sempre normale crescere? O in certe fasi è più naturale decadere? <br /><br />Di crescita avevamo già parlato, in una vecchia puntata. Questa volta ampliamo le riflessioni o forse ci facciamo domande da nuovi punti di vista. <br /><br /><br />Raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>1796</itunes:duration><itunes:keywords>crescita,lavoro,saggezza</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9db90170ffc300011fdf4d351c74a6b3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il mito delle ferie 🌳 PARDES 🎙 089p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-mito-delle-ferie-pardes-089p--40125345</link><description><![CDATA[meno 3... meno 2... meno un giorno e poi finalmente... FERIE!<br />Ti è mai successo di contare le settimane, i giorni, le ore<br />che ti separano dalle agognate, MERITATE, mitiche ferie?<br />In Italia abbiamo la libertà di culto, ognuno crede o non crede nella religione che preferisce.<br />C'è però un unico dio che ci accomuna tutti, ed è: AGOSTO FERIE.<br />La meta di pellegrinaggio preferita dai fedeli è l'ombrellone.<br />Anche Pardes tra qualche giorno andrà in ferie (non siamo mica blasfemi!).<br />Ma Pardes è Pardes, e non possiamo aderire ad alcun credo, dogma o regola senza prima averla messa in discussione, aperta come una noce di cocco esaminandone il contenuto.<br />Come sempre noi siamo:<br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br />Gennaro Fiorentino]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40125345</guid><pubDate>Mon, 03 Aug 2020 14:41:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40125345/088_p_il_mito_delle_ferie_mixdown.mp3" length="48590764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>meno 3... meno 2... meno un giorno e poi finalmente... FERIE!
Ti è mai successo di contare le settimane, i giorni, le ore
che ti separano dalle agognate, MERITATE, mitiche ferie?
In Italia abbiamo la libertà di culto, ognuno crede o non crede nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[meno 3... meno 2... meno un giorno e poi finalmente... FERIE!<br />Ti è mai successo di contare le settimane, i giorni, le ore<br />che ti separano dalle agognate, MERITATE, mitiche ferie?<br />In Italia abbiamo la libertà di culto, ognuno crede o non crede nella religione che preferisce.<br />C'è però un unico dio che ci accomuna tutti, ed è: AGOSTO FERIE.<br />La meta di pellegrinaggio preferita dai fedeli è l'ombrellone.<br />Anche Pardes tra qualche giorno andrà in ferie (non siamo mica blasfemi!).<br />Ma Pardes è Pardes, e non possiamo aderire ad alcun credo, dogma o regola senza prima averla messa in discussione, aperta come una noce di cocco esaminandone il contenuto.<br />Come sempre noi siamo:<br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br />Gennaro Fiorentino]]></itunes:summary><itunes:duration>2025</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/52427d9608f41f6862f4b872a1a5cd0e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Essere imprenditori 🌳 PARDES 🎙 088e</title><link>https://www.spreaker.com/episode/essere-imprenditori-pardes-088e--40011889</link><description><![CDATA[Cosa significa essere imprenditori oggi? <br />Quali sono gli stimoli e le difficoltà maggiori nell'avviare e alimentare un percorso d'impresa? <br />E cosa significa esserlo durante una pandemia, dove l'incertezza per il futuro diventa ancora più grande? <br />Ne parliamo con Andrea Bravin, CEO di Cominshop, azienda che ha sede a San Quirino (Pordenone). <br />Se hai un'impresa o un'attività da professionista, se uno dei tuoi sogni è avviarla o se l'argomento ti interessa, raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40011889</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2020 09:04:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40011889/088_e_essere_imprenditori_mixdown.mp3" length="67942060" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa significa essere imprenditori oggi? 
Quali sono gli stimoli e le difficoltà maggiori nell'avviare e alimentare un percorso d'impresa? 
E cosa significa esserlo durante una pandemia, dove l'incertezza per il futuro diventa ancora più grande? 
Ne...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa significa essere imprenditori oggi? <br />Quali sono gli stimoli e le difficoltà maggiori nell'avviare e alimentare un percorso d'impresa? <br />E cosa significa esserlo durante una pandemia, dove l'incertezza per il futuro diventa ancora più grande? <br />Ne parliamo con Andrea Bravin, CEO di Cominshop, azienda che ha sede a San Quirino (Pordenone). <br />Se hai un'impresa o un'attività da professionista, se uno dei tuoi sogni è avviarla o se l'argomento ti interessa, raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br />#Pardesiani <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>2831</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eae1c51551a8fda0863c53646abb1621.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>il gioco in azienda 🌳 PARDES 🎙 087p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-gioco-in-azienda-pardes-087p--39880386</link><description><![CDATA[Quando è che abbiamo smesso di giocare?<br />Quando è che abbiamo deciso che in certi luoghi non possiamo divertirci?<br />Quando è che abbiamo creduto che, se ci si diverte, non si sta imparando davvero?<br /><br />Sempre più realtà aziendali stanno riscoprendo l’importanza sociale delle dinamiche di game-based learning. <br />Diversi metodi di interazione e coinvolgimento nei team (progettati e facilitati) stanno mostrando quanto abbiamo bisogno del gioco e della giocosità per conoscere meglio sia noi stessi che gli altri.<br /><br />Perché quel mix di regole scritte e non, ostacoli, intuito, collaborazione e sana competizione, ci permette spesso di andare oltre il “normale ripetuto”.<br /><br />Ne parliamo con due esperti: Lucia Berdini e Alan Mattiassi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/39880386</guid><pubDate>Tue, 21 Jul 2020 11:35:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/39880386/087_p_il_gioco_in_azienda.mp3" length="76000876" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Quando è che abbiamo smesso di giocare?
Quando è che abbiamo deciso che in certi luoghi non possiamo divertirci?
Quando è che abbiamo creduto che, se ci si diverte, non si sta imparando davvero?

Sempre più realtà aziendali stanno riscoprendo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando è che abbiamo smesso di giocare?<br />Quando è che abbiamo deciso che in certi luoghi non possiamo divertirci?<br />Quando è che abbiamo creduto che, se ci si diverte, non si sta imparando davvero?<br /><br />Sempre più realtà aziendali stanno riscoprendo l’importanza sociale delle dinamiche di game-based learning. <br />Diversi metodi di interazione e coinvolgimento nei team (progettati e facilitati) stanno mostrando quanto abbiamo bisogno del gioco e della giocosità per conoscere meglio sia noi stessi che gli altri.<br /><br />Perché quel mix di regole scritte e non, ostacoli, intuito, collaborazione e sana competizione, ci permette spesso di andare oltre il “normale ripetuto”.<br /><br />Ne parliamo con due esperti: Lucia Berdini e Alan Mattiassi]]></itunes:summary><itunes:duration>3167</itunes:duration><itunes:keywords>azienda,business,development,gamification,giochi</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3b3da57b68772bb685f40dad8d690d97.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Socializzare al lavoro 🌳 PARDES 🎙 086f</title><link>https://www.spreaker.com/episode/socializzare-al-lavoro-pardes-086f--39013399</link><description><![CDATA[Al lavoro dedichiamo circa un terzo della nostra vita.<br />Solo che nei luoghi lavorativi non produciamo e basta. Nei luoghi di lavoro ci “viviamo” e “conviviamo” con altre persone.<br /><br />Ognuno sente i luoghi di lavoro a modo proprio.<br />Ci sono persone estremamente focalizzate sui compiti. Che non lasciano trasparire troppe emozioni.<br />C’è anche chi, col tempo, manifesta un necessario bisogno di socializzare, condividere, chiedere, proporre.<br /><br />Ma questo atteggiamento di apertura porta sempre benefici o ha delle controindicazioni? Come sempre, dipende dall’ambiente di lavoro.<br /><br />Raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br /><br />#Pardesiani<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/39013399</guid><pubDate>Sun, 12 Jul 2020 08:44:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/39013399/086_f_socializzare_al_lavoro_mixdown.mp3" length="60293331" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Al lavoro dedichiamo circa un terzo della nostra vita.
Solo che nei luoghi lavorativi non produciamo e basta. Nei luoghi di lavoro ci “viviamo” e “conviviamo” con altre persone.

Ognuno sente i luoghi di lavoro a modo proprio.
Ci sono persone...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Al lavoro dedichiamo circa un terzo della nostra vita.<br />Solo che nei luoghi lavorativi non produciamo e basta. Nei luoghi di lavoro ci “viviamo” e “conviviamo” con altre persone.<br /><br />Ognuno sente i luoghi di lavoro a modo proprio.<br />Ci sono persone estremamente focalizzate sui compiti. Che non lasciano trasparire troppe emozioni.<br />C’è anche chi, col tempo, manifesta un necessario bisogno di socializzare, condividere, chiedere, proporre.<br /><br />Ma questo atteggiamento di apertura porta sempre benefici o ha delle controindicazioni? Come sempre, dipende dall’ambiente di lavoro.<br /><br />Raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br /><br />#Pardesiani<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>2512</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a899407b0ea70127fee32c57b40decf9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Essere Imprenditrici 🌳 PARDES 🎙 085e</title><link>https://www.spreaker.com/episode/essere-imprenditrici-pardes-085e--36141595</link><description><![CDATA[Cosa significa essere imprenditrici oggi? <br />Quali sono gli stimoli e le difficoltà maggiori nell'avviare e alimentare un percorso d'impresa? <br /><br />E cosa significa esserlo durante una pandemia, dove l'incertezza per il futuro diventa ancora più grande? <br /><br />Ne parliamo con Marinella Della Colletta, Co-founder di @Talent Garden Pordenone. <br /><br />Se hai un'impresa o un'attività da professionista, se uno dei tuoi sogni è avviarla o se l'argomento ti interessa, raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br /><br />#Pardesiani<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/36141595</guid><pubDate>Sun, 05 Jul 2020 14:51:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/36141595/essere_imprenditrici_pardes_085.mp3" length="78667582" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa significa essere imprenditrici oggi? 
Quali sono gli stimoli e le difficoltà maggiori nell'avviare e alimentare un percorso d'impresa? 

E cosa significa esserlo durante una pandemia, dove l'incertezza per il futuro diventa ancora più grande?...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa significa essere imprenditrici oggi? <br />Quali sono gli stimoli e le difficoltà maggiori nell'avviare e alimentare un percorso d'impresa? <br /><br />E cosa significa esserlo durante una pandemia, dove l'incertezza per il futuro diventa ancora più grande? <br /><br />Ne parliamo con Marinella Della Colletta, Co-founder di @Talent Garden Pordenone. <br /><br />Se hai un'impresa o un'attività da professionista, se uno dei tuoi sogni è avviarla o se l'argomento ti interessa, raccontaci il tuo punto di vista commentando questa puntata nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a> <br /><br /><br />#Pardesiani<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>3278</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/70547b892046214512da7f07006ca8f2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>nonviolenza 🌳 PARDES 🎙 084p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nonviolenza-pardes-084p--34342108</link><description><![CDATA[Come si attua la nonviolenza?<br />Se non voglio usare la violenza o il potere di impormi, quali alternative ho per agire?<br /><br />La non-violenza è un concetto che ha la sua storicità e le sue sfumature.<br /><br />Oggi cerchiamo di definirla e se sia il caso o meno usare quel "non". E forse riusciremo a intravedere come si può attuare la nonviolenza nella vita e nel lavoro.<br /><br />Tu che legame hai con la non-violenza?<br />Raccontaci il tuo punto di vista e la tua esperienza<br /><br />#Pardesiani<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/34342108</guid><pubDate>Mon, 29 Jun 2020 05:40:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/34342108/pardes_live_non_violenza.mp3" length="47739133" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Come si attua la nonviolenza?
Se non voglio usare la violenza o il potere di impormi, quali alternative ho per agire?

La non-violenza è un concetto che ha la sua storicità e le sue sfumature.

Oggi cerchiamo di definirla e se sia il caso o meno usare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come si attua la nonviolenza?<br />Se non voglio usare la violenza o il potere di impormi, quali alternative ho per agire?<br /><br />La non-violenza è un concetto che ha la sua storicità e le sue sfumature.<br /><br />Oggi cerchiamo di definirla e se sia il caso o meno usare quel "non". E forse riusciremo a intravedere come si può attuare la nonviolenza nella vita e nel lavoro.<br /><br />Tu che legame hai con la non-violenza?<br />Raccontaci il tuo punto di vista e la tua esperienza<br /><br />#Pardesiani<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>2984</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6ba92c03c13f0b932d1d675be7f9d6a2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Competizione 🌳 PARDES 🎙 083f</title><link>https://www.spreaker.com/episode/competizione-pardes-083f--32212958</link><description><![CDATA[Nei giochi, nello sport, nel lavoro, nella vita ci troviamo spesso a COMPETERE.<br />La competizione è parte di ognuno di noi e della società.<br />La puntata ha due ospiti:<br /><br />🎙Giorgio Gobbi, managing director di Italian Design Brands e AD di Meridiani. Giorgio con l'efficace metafora del pescatore ci racconta due strategie per competere:<br />➡ rubare spazio agli altri<br />oppure<br />➡ inventare spazi nuovi<br /><br />🎙Riccardo Cambò, Product Designer e youtuber in arte Breccia.<br />Per Riccardo la competizione è sana. Ha sempre cercato "il più forte della classe" da prendere come esempio per fare un passo un più, non cercando di togliergli le risorse, ma lasciandosi influenzare.<br /><br />E tu? Qual è il tuo rapporto con la competizione?<br />Raccontaci il tuo punto di vista e la tua esperienza nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/32212958</guid><pubDate>Sun, 21 Jun 2020 06:38:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/32212958/pardes_083_f_competizione_mixdown.mp3" length="65971467" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Nei giochi, nello sport, nel lavoro, nella vita ci troviamo spesso a COMPETERE.
La competizione è parte di ognuno di noi e della società.
La puntata ha due ospiti:

🎙Giorgio Gobbi, managing director di Italian Design Brands e AD di Meridiani. Giorgio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nei giochi, nello sport, nel lavoro, nella vita ci troviamo spesso a COMPETERE.<br />La competizione è parte di ognuno di noi e della società.<br />La puntata ha due ospiti:<br /><br />🎙Giorgio Gobbi, managing director di Italian Design Brands e AD di Meridiani. Giorgio con l'efficace metafora del pescatore ci racconta due strategie per competere:<br />➡ rubare spazio agli altri<br />oppure<br />➡ inventare spazi nuovi<br /><br />🎙Riccardo Cambò, Product Designer e youtuber in arte Breccia.<br />Per Riccardo la competizione è sana. Ha sempre cercato "il più forte della classe" da prendere come esempio per fare un passo un più, non cercando di togliergli le risorse, ma lasciandosi influenzare.<br /><br />E tu? Qual è il tuo rapporto con la competizione?<br />Raccontaci il tuo punto di vista e la tua esperienza nel gruppo facebook dei PARDESIANI <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2749</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/85babcde157bbe4c1bda4fd4d80c55c3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Leadership ed Eldership 🌳 PARDES 🎙 082e</title><link>https://www.spreaker.com/episode/leadership-ed-eldership-pardes-082e--30648327</link><description><![CDATA[Ne parliamo continuamente. <br />A livello politico, organizzativo, commerciale, relazionale, sportivo. <br />Alcuni la venerano, altri la temono, altri ancora la detestano. <br /><br />Stiamo parlando della leadership: un fenomeno sociale, che esiste da millenni. <br /><br />Ok, fermi un attimo. Che cos'è la leadership? Da cosa è caratterizzata? Quali aspetti ha e quali invece non le appartengono? <br /><br />Ma soprattutto, è possibile che la leadership non abbia alternative? Certo che ne ha. <br />Una di queste è la cosiddetta "eldership" (anzianità), introdotta e sviluppata da Arnold Mindell nella facilitazione di processi di conflitti interpersonali. <br /><br />#PARDESIANI #podcast <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità <br />Buon ascolto. <br />_________________ <br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/30648327</guid><pubDate>Sun, 14 Jun 2020 08:45:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/30648327/pardes_082_e_leadership_ed_eldership.mp3" length="40442363" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Ne parliamo continuamente. 
A livello politico, organizzativo, commerciale, relazionale, sportivo. 
Alcuni la venerano, altri la temono, altri ancora la detestano. 

Stiamo parlando della leadership: un fenomeno sociale, che esiste da millenni. 

Ok,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ne parliamo continuamente. <br />A livello politico, organizzativo, commerciale, relazionale, sportivo. <br />Alcuni la venerano, altri la temono, altri ancora la detestano. <br /><br />Stiamo parlando della leadership: un fenomeno sociale, che esiste da millenni. <br /><br />Ok, fermi un attimo. Che cos'è la leadership? Da cosa è caratterizzata? Quali aspetti ha e quali invece non le appartengono? <br /><br />Ma soprattutto, è possibile che la leadership non abbia alternative? Certo che ne ha. <br />Una di queste è la cosiddetta "eldership" (anzianità), introdotta e sviluppata da Arnold Mindell nella facilitazione di processi di conflitti interpersonali. <br /><br />#PARDESIANI #podcast <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità <br />Buon ascolto. <br />_________________ <br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2533</itunes:duration><itunes:keywords>carriera,lavoro,leadership,management</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/16cc32e52e9f0da58cdd44f99c634c73.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alternative (con Sebastiano Zanolli) 🌳 PARDES 🎙 081p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alternative-con-sebastiano-zanolli-pardes-081p--29793915</link><description><![CDATA[Oggi parliamo di Alternative, nel lavoro e nella vita insieme a Sebastiano Zanolli, autore del libro omonimo (amazon: Alternative) <a href="https://amzn.to/30hoUSo" rel="noopener">https://amzn.to/30hoUSo</a> <br /><br />Sebastiano ci racconta di cosa l'ha portato al bisogno di scrivere il libro, quali sono le sue strategie di via di uscita per essere più flessibile rispetto all'ambiente in cui si trova.<br /><br />In una società che cambia continuamente in modo imprevedibile, il passato non è un maestro affidabile. La capacità di prevedere gli eventi, immaginare scenari e creare alternative, la preveggenza e la lungimiranza assumono quindi un ruolo determinante. <br /><br />#PARDESIANI #podcast <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità <br />Buon ascolto. <br /><br />_________________ <br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/29793915</guid><pubDate>Sun, 07 Jun 2020 08:40:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/29793915/pardes_live_14_maggio_9_15_alternative_con_sebastiano_zanolli.mp3" length="88629699" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo di Alternative, nel lavoro e nella vita insieme a Sebastiano Zanolli, autore del libro omonimo (amazon: Alternative) https://amzn.to/30hoUSo 

Sebastiano ci racconta di cosa l'ha portato al bisogno di scrivere il libro, quali sono le sue...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi parliamo di Alternative, nel lavoro e nella vita insieme a Sebastiano Zanolli, autore del libro omonimo (amazon: Alternative) <a href="https://amzn.to/30hoUSo" rel="noopener">https://amzn.to/30hoUSo</a> <br /><br />Sebastiano ci racconta di cosa l'ha portato al bisogno di scrivere il libro, quali sono le sue strategie di via di uscita per essere più flessibile rispetto all'ambiente in cui si trova.<br /><br />In una società che cambia continuamente in modo imprevedibile, il passato non è un maestro affidabile. La capacità di prevedere gli eventi, immaginare scenari e creare alternative, la preveggenza e la lungimiranza assumono quindi un ruolo determinante. <br /><br />#PARDESIANI #podcast <br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità <br />Buon ascolto. <br /><br />_________________ <br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3699</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c61150db633779c045070cc961def07b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Risorse Limitate e Ingegno 🌳 PARDES 🎙 080f</title><link>https://www.spreaker.com/episode/risorse-limitate-e-ingegno-pardes-080f--28729911</link><description><![CDATA[Troppo spesso ci perdiamo a sognare cosa potremmo fare con ciò che ci manca anziché ingegnarci a sfruttare meglio ciò che già abbiamo.<br /><br />Vediamo un ostacolo dove invece risiede un'opportunità.<br />Proprio quando manca il tempo, manca il denaro, mancano gli strumenti, mancano i paracadute... è lì che avviene l'innovazione.<br /><br />Oggi condividiamo le nostre storie e riflessioni su questo argomento che è sempre attuale e in questo periodo incerto lo è ancora di più.<br /><br />Ci raccontano la loro esperienza Francesco Inguscio CEO di Nuvolab e Gouseppe Vosentini general manager di Thermokey e membro Italian Angels for Growth.<br /><br />A te è successo? Ti è capitato di trovarti in una situazione in cui avevi meno risorse di quante avresti voluto e hai dovuto ingegnarti? Per poi accorgerti tempo dopo che proprio grazie a quell'ingegnarti sei arrivato più lontano, sei cresciuto, hai scoperto qualcosa che la pigrizia dell'abbondanza ti stava celando... <br />Raccontacelo qui nei commenti.<br />#PARDESIANI #podcast<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28729911</guid><pubDate>Sun, 31 May 2020 03:36:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28729911/pardes_080_risorse_limitate_e_ingegno.mp3" length="38985187" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Troppo spesso ci perdiamo a sognare cosa potremmo fare con ciò che ci manca anziché ingegnarci a sfruttare meglio ciò che già abbiamo.

Vediamo un ostacolo dove invece risiede un'opportunità.
Proprio quando manca il tempo, manca il denaro, mancano gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Troppo spesso ci perdiamo a sognare cosa potremmo fare con ciò che ci manca anziché ingegnarci a sfruttare meglio ciò che già abbiamo.<br /><br />Vediamo un ostacolo dove invece risiede un'opportunità.<br />Proprio quando manca il tempo, manca il denaro, mancano gli strumenti, mancano i paracadute... è lì che avviene l'innovazione.<br /><br />Oggi condividiamo le nostre storie e riflessioni su questo argomento che è sempre attuale e in questo periodo incerto lo è ancora di più.<br /><br />Ci raccontano la loro esperienza Francesco Inguscio CEO di Nuvolab e Gouseppe Vosentini general manager di Thermokey e membro Italian Angels for Growth.<br /><br />A te è successo? Ti è capitato di trovarti in una situazione in cui avevi meno risorse di quante avresti voluto e hai dovuto ingegnarti? Per poi accorgerti tempo dopo che proprio grazie a quell'ingegnarti sei arrivato più lontano, sei cresciuto, hai scoperto qualcosa che la pigrizia dell'abbondanza ti stava celando... <br />Raccontacelo qui nei commenti.<br />#PARDESIANI #podcast<br />Coltiviamo il Futuro con Curiosità]]></itunes:summary><itunes:duration>2437</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1cf784a12a27cef7bfbcb08299143b95.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fare cultura 🌳 PARDES 🎙 079e</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fare-cultura-pardes-079e--28170504</link><description><![CDATA[Parliamo di cosa voglia dire FARE CULTURA da un punto di vista artistico e imprenditoriale. L'argomento è proposto da Enrico. <br /><br />Con noi avremo ben 3 ospiti "in vocale". <br /><br /><br /><br />Buon ascolto. <br /><br />_________________ <br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28170504</guid><pubDate>Sun, 24 May 2020 05:35:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28170504/079_e_fare_cultura_mixdown2.mp3" length="67529047" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Parliamo di cosa voglia dire FARE CULTURA da un punto di vista artistico e imprenditoriale. L'argomento è proposto da Enrico. 

Con noi avremo ben 3 ospiti "in vocale". 



Buon ascolto. 

_________________ 


Continuiamo insieme la conversazione nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Parliamo di cosa voglia dire FARE CULTURA da un punto di vista artistico e imprenditoriale. L'argomento è proposto da Enrico. <br /><br />Con noi avremo ben 3 ospiti "in vocale". <br /><br /><br /><br />Buon ascolto. <br /><br />_________________ <br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2814</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/424daeefbbc8031012e97da0f9f70a5f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Saggezza VS Intelligenza 🌳 PARDES 🎙 078p</title><link>https://www.spreaker.com/episode/saggezza-vs-intelligenza-pardes-078p--27558849</link><description><![CDATA[L’argomento di questa puntata è proposto da Priel e ha come tema la differenza tra saggezza e intelligenza.<br /><br />Come si riconosce la persona intelligente?<br />E come si riconosce la persona saggia?<br />Sono per forza caratteristiche antitetiche o possono coesistere anche nella stessa persona?<br /><br />Una puntata scoppiettante, con la presenza di ben cinque ospiti. <br />Che, in pieno stile Pardes, danno cinque versioni diverse, stimolando il pensiero e il confronto.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br />Come sempre, noi siamo:<br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br />Hanno partecipato alla puntata:<br />Sebastiano Zanolli<br />Angelo Ricci<br />Leonarda Vanicelli<br />Lydia Alessio-Vernì<br />Vid Tratnik]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27558849</guid><pubDate>Sun, 17 May 2020 06:52:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27558849/pardes_078_p_saggezza_vs_intelligenza.mp3" length="49433943" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’argomento di questa puntata è proposto da Priel e ha come tema la differenza tra saggezza e intelligenza.

Come si riconosce la persona intelligente?
E come si riconosce la persona saggia?
Sono per forza caratteristiche antitetiche o possono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’argomento di questa puntata è proposto da Priel e ha come tema la differenza tra saggezza e intelligenza.<br /><br />Come si riconosce la persona intelligente?<br />E come si riconosce la persona saggia?<br />Sono per forza caratteristiche antitetiche o possono coesistere anche nella stessa persona?<br /><br />Una puntata scoppiettante, con la presenza di ben cinque ospiti. <br />Che, in pieno stile Pardes, danno cinque versioni diverse, stimolando il pensiero e il confronto.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br />Come sempre, noi siamo:<br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br />Hanno partecipato alla puntata:<br />Sebastiano Zanolli<br />Angelo Ricci<br />Leonarda Vanicelli<br />Lydia Alessio-Vernì<br />Vid Tratnik]]></itunes:summary><itunes:duration>2062</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bf8dc81ba477ca99db8512fda4a17867.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gabbia dorata 🌳 PARDES 🎙 077f</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gabbia-dorata-pardes-077f--26986824</link><description><![CDATA[Conosci quella sensazione di desiderare un cambiamento, avere la visione chiara di cosa dovresti fare, anche alcune conferme che la strada sarebbe giusta.<br />Ma per intraprendere quella strada (e liberarti) devi rinunciare a qualcosa di confortevole.<br /><br />L'esempio più comune è un lavoro che ti paga dignitosamente, e magari neanche odi, ma che occupa il tuo tempo e non ti permette di prendere quella strada finché non lo molli.<br />Ma vale anche per le relazioni sentimentali, e relazioni in generale.<br /><br />Qual è o qual è stata una tua prigione dorata? come ne sei uscito? che lezioni hai imparato?<br />Condividiamo le nostre esperienze avviando la conversione nel corso di questa puntata, e la continuiamo nel gruppo <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26986824</guid><pubDate>Sun, 10 May 2020 04:04:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26986824/imported_1589057006213663_audio.mp3" length="25030321" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Conosci quella sensazione di desiderare un cambiamento, avere la visione chiara di cosa dovresti fare, anche alcune conferme che la strada sarebbe giusta.
Ma per intraprendere quella strada (e liberarti) devi rinunciare a qualcosa di confortevole....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Conosci quella sensazione di desiderare un cambiamento, avere la visione chiara di cosa dovresti fare, anche alcune conferme che la strada sarebbe giusta.<br />Ma per intraprendere quella strada (e liberarti) devi rinunciare a qualcosa di confortevole.<br /><br />L'esempio più comune è un lavoro che ti paga dignitosamente, e magari neanche odi, ma che occupa il tuo tempo e non ti permette di prendere quella strada finché non lo molli.<br />Ma vale anche per le relazioni sentimentali, e relazioni in generale.<br /><br />Qual è o qual è stata una tua prigione dorata? come ne sei uscito? che lezioni hai imparato?<br />Condividiamo le nostre esperienze avviando la conversione nel corso di questa puntata, e la continuiamo nel gruppo <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1565</itunes:duration><itunes:keywords>carriera,creativity,crescita,lavoro</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b811837ee35862ed8e2ecf078deec921.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 076 - e - Cambiare Lavoro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-076-e-cambiare-lavoro--26607889</link><description><![CDATA[Il tema di oggi è Cambiare lavoro.<br />Quali sono le aree motivazionali da cui nasce la volontà di cambiare ruolo professionale, anche all'interno della stessa organizzazione?<br />Enrico Chiari propone 5 macro aree<br />+ ECONOMICA: sento che il valore economico del mio lavoro non è in linea con quello che faccio<br />+ ESTERNA: c'è uno stravolgimento esterno che cambia fortemente l'equilibrio per cui devo necessariamente guardarmi intorno<br />+ SALUTARE: sento che non sto bene psicologicamente e/o fisicamente<br />+ ETICA: il senso di quello che faccio, o dell'organizzazione in cui sono, non è in linea con i miei valori<br />+ VOCATIVA: non è quello che sento di voler fare nella vita per mia vocazione<br /><br />Quale o quali di queste aree rappresentano per te uno stimolo a cercare un lavoro o ruolo diverso?<br />Dopo la puntata, la conversazione continua su: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26607889</guid><pubDate>Sun, 03 May 2020 07:38:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26607889/pardes_076_e_cambiare_lavoro.mp3" length="31660834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema di oggi è Cambiare lavoro.
Quali sono le aree motivazionali da cui nasce la volontà di cambiare ruolo professionale, anche all'interno della stessa organizzazione?
Enrico Chiari propone 5 macro aree
+ ECONOMICA: sento che il valore economico...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema di oggi è Cambiare lavoro.<br />Quali sono le aree motivazionali da cui nasce la volontà di cambiare ruolo professionale, anche all'interno della stessa organizzazione?<br />Enrico Chiari propone 5 macro aree<br />+ ECONOMICA: sento che il valore economico del mio lavoro non è in linea con quello che faccio<br />+ ESTERNA: c'è uno stravolgimento esterno che cambia fortemente l'equilibrio per cui devo necessariamente guardarmi intorno<br />+ SALUTARE: sento che non sto bene psicologicamente e/o fisicamente<br />+ ETICA: il senso di quello che faccio, o dell'organizzazione in cui sono, non è in linea con i miei valori<br />+ VOCATIVA: non è quello che sento di voler fare nella vita per mia vocazione<br /><br />Quale o quali di queste aree rappresentano per te uno stimolo a cercare un lavoro o ruolo diverso?<br />Dopo la puntata, la conversazione continua su: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1319</itunes:duration><itunes:keywords>cambiare,lavoro</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eda40909449737481805c68c16926569.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 075 - p - sei ciò che fai?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-075-p-sei-cio-che-fai--26089182</link><description><![CDATA[Noi siamo quello che facciamo? Cioè ci siamo identificati con le nostre professioni? <br /><br />Ognuno può avere o cercare la sua risposta ma è chiaro che, se adottiamo un approccio multidimensionale, c’è sempre un’eccedenza del nostro essere sul nostro agito. <br /><br />Nel mondo del lavoro è molto importante essere facilmente identificabili, altrimenti corriamo il rischio di non venire né richiesti né scelti.<br /><br />Ma quando il nostro agire diventa un insuccesso o un fallimento, ci identifichiamo anche con quello? Siamo per forza parte di quell’evento?<br /><br />Rimane il fatto che c’è anche il resto di quello che Siamo. E di solito, è davvero immenso. <br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br /><br />LINK:<br />Link alla pagina di Anna: <a href="https://www.facebook.com/AnnaD-Philosophy-101253364870031/" rel="noopener">https://www.facebook.com/AnnaD-Philosophy-101253364870031/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26089182</guid><pubDate>Sun, 26 Apr 2020 04:10:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26089182/pardes_075_p_essere_o_non_essere.mp3" length="46732152" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Noi siamo quello che facciamo? Cioè ci siamo identificati con le nostre professioni? 

Ognuno può avere o cercare la sua risposta ma è chiaro che, se adottiamo un approccio multidimensionale, c’è sempre un’eccedenza del nostro essere sul nostro agito....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Noi siamo quello che facciamo? Cioè ci siamo identificati con le nostre professioni? <br /><br />Ognuno può avere o cercare la sua risposta ma è chiaro che, se adottiamo un approccio multidimensionale, c’è sempre un’eccedenza del nostro essere sul nostro agito. <br /><br />Nel mondo del lavoro è molto importante essere facilmente identificabili, altrimenti corriamo il rischio di non venire né richiesti né scelti.<br /><br />Ma quando il nostro agire diventa un insuccesso o un fallimento, ci identifichiamo anche con quello? Siamo per forza parte di quell’evento?<br /><br />Rimane il fatto che c’è anche il resto di quello che Siamo. E di solito, è davvero immenso. <br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br /><br />LINK:<br />Link alla pagina di Anna: <a href="https://www.facebook.com/AnnaD-Philosophy-101253364870031/" rel="noopener">https://www.facebook.com/AnnaD-Philosophy-101253364870031/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1951</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4b89b823cfb58b5d4f65595ae0e2abb6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 074 - f - cambiare opinione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-074-f-cambiare-opinione--25692248</link><description><![CDATA[L'argomento di oggi è: cambiare opinione.<br />Cambiare opinione con l'elemento "tempo" dentro. <br />Cosa vuol dire? Ti è mai successo di avere un confronto con qualcuno a cui hai fatto notare che la sua opinione in quel momento non era corretta. Probabilmente avevi anche ragione...<br />Però ti è sembrato che quella interazione sia stata inutile perché è terminata con nulla di fatto o con addirittura il tuo interlocutore offeso.<br />E ti sembrava fosse finita lì: un gran fallimento che ti ha fatto pensare <br />Invece hai scoperto mesi o anni dopo che questa persona ha cambiato completamente visione avvicinandosi alla tua e magari anche scoprendo che quella stessa interazione che pensavi fosse stata fallimentare ha a tua insaputa -e con l'aiuto del tempo- piantato il seme del dubbio iniziale che l'ha fatto cambiare idea.<br />In questa puntata di Pardes condividiamo le nostre esperienze vissute dall'una e dall'altra parte del "cambio di opinione". Ti invitiamo a condividere la tua esperienza con noi.<br />E usiamo queste storie di vita per ricordarci che: <br />1) è utile parlare anche quando dubitiamo di poter convincere il nostro interlocutore<br />2) è necessario avere pazienza di lasciare alle persone il tempo necessario a cambiare opinione<br /><br />Dopo la puntata, ti invitiamo a partecipare alla conversazione insieme agli altri Pardesiani nel gruppo: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25692248</guid><pubDate>Sun, 19 Apr 2020 03:55:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25692248/pardes_074_f_cambiare_opinione.mp3" length="40055989" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L'argomento di oggi è: cambiare opinione.
Cambiare opinione con l'elemento "tempo" dentro. 
Cosa vuol dire? Ti è mai successo di avere un confronto con qualcuno a cui hai fatto notare che la sua opinione in quel momento non era corretta. Probabilmente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'argomento di oggi è: cambiare opinione.<br />Cambiare opinione con l'elemento "tempo" dentro. <br />Cosa vuol dire? Ti è mai successo di avere un confronto con qualcuno a cui hai fatto notare che la sua opinione in quel momento non era corretta. Probabilmente avevi anche ragione...<br />Però ti è sembrato che quella interazione sia stata inutile perché è terminata con nulla di fatto o con addirittura il tuo interlocutore offeso.<br />E ti sembrava fosse finita lì: un gran fallimento che ti ha fatto pensare <br />Invece hai scoperto mesi o anni dopo che questa persona ha cambiato completamente visione avvicinandosi alla tua e magari anche scoprendo che quella stessa interazione che pensavi fosse stata fallimentare ha a tua insaputa -e con l'aiuto del tempo- piantato il seme del dubbio iniziale che l'ha fatto cambiare idea.<br />In questa puntata di Pardes condividiamo le nostre esperienze vissute dall'una e dall'altra parte del "cambio di opinione". Ti invitiamo a condividere la tua esperienza con noi.<br />E usiamo queste storie di vita per ricordarci che: <br />1) è utile parlare anche quando dubitiamo di poter convincere il nostro interlocutore<br />2) è necessario avere pazienza di lasciare alle persone il tempo necessario a cambiare opinione<br /><br />Dopo la puntata, ti invitiamo a partecipare alla conversazione insieme agli altri Pardesiani nel gruppo: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1666</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/711ae2f68f563f650300e1bedbf17c9f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 073 - e - essere stranieri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-073-e-essere-stranieri--25320621</link><description><![CDATA[L’argomento di questa puntata è proposto da Enrico, ma è introdotto interamente da Branislava Zdrnja.<br />________________<br /><br />Che cosa vuol dire essere stranieri? Sulla base di cosa si è stranieri?<br />Ma poi, gli stranieri sono sempre gli altri o anche noi talvolta ci sentiamo tali?<br /><br />Possiamo individuare gli “estranei” sulla base di criteri linguistici, geografici, o connessi a usi e tradizioni. Ma quando ci impegniamo per cercare delle differenze che devono distinguere per forza, alimentiamo l’estraneità. E quando le differenze devono mantenere certe distanze, l’estraneità diventa un problema.<br /><br />A volte sembra che abbiamo bisogno di trovare e alimentare delle differenze tra noi e gli altri, per poter giustificare le cose “normali” dalle cose “strane”, così come le “giuste” dalle “ingiuste”. <br /><br />Altre volte, invece, le differenze non le percepiamo affatto e questo ci avvicina inesorabilmente a ciò che ci è stato raccontato come “estraneo”. E a fare la differenza è ancora il modo in cui facciamo sentire gli altri.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25320621</guid><pubDate>Sun, 12 Apr 2020 02:06:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25320621/pardes_073_e_essere_stranieri.mp3" length="43966473" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’argomento di questa puntata è proposto da Enrico, ma è introdotto interamente da Branislava Zdrnja.
________________

Che cosa vuol dire essere stranieri? Sulla base di cosa si è stranieri?
Ma poi, gli stranieri sono sempre gli altri o anche noi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’argomento di questa puntata è proposto da Enrico, ma è introdotto interamente da Branislava Zdrnja.<br />________________<br /><br />Che cosa vuol dire essere stranieri? Sulla base di cosa si è stranieri?<br />Ma poi, gli stranieri sono sempre gli altri o anche noi talvolta ci sentiamo tali?<br /><br />Possiamo individuare gli “estranei” sulla base di criteri linguistici, geografici, o connessi a usi e tradizioni. Ma quando ci impegniamo per cercare delle differenze che devono distinguere per forza, alimentiamo l’estraneità. E quando le differenze devono mantenere certe distanze, l’estraneità diventa un problema.<br /><br />A volte sembra che abbiamo bisogno di trovare e alimentare delle differenze tra noi e gli altri, per poter giustificare le cose “normali” dalle cose “strane”, così come le “giuste” dalle “ingiuste”. <br /><br />Altre volte, invece, le differenze non le percepiamo affatto e questo ci avvicina inesorabilmente a ciò che ci è stato raccontato come “estraneo”. E a fare la differenza è ancora il modo in cui facciamo sentire gli altri.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1832</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/36ba27b65e7c748050e4b972ad8d3ee3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 072 - p - come chiedere scusa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-072-p-come-chiedere-scusa--24834391</link><description><![CDATA[L’argomento di questa puntata è proposto da Priel ed è tratto da una storia vera.<br /><br />Prima di una nostra registrazione (alle 6.00 del mattino, come siamo soliti fare) purtroppo Priel non si è svegliato e abbiamo quindi dovuto rimandare.<br /><br />Da quell’imprevisto, ne è nata questa puntata. <br />________________<br /><br />Come si chiede scusa? Cioè, come si chiede scusa in modo autentico e credibile?<br /><br />Prima di chiedere scusa, forse è fondamentale fare alcuni passaggi introspettivi.<br />Renderci conto davvero che abbiamo sbagliato<br />Renderci conto che la responsabilità è nostra<br />Renderci conto che abbiamo creato un problema o un danno<br />Chiederci quali possibilità abbiamo per rimediare<br /><br />A volte chiediamo scusa solo a una persona, in un rapporto uno a uno. Ma quando la scusa va chiesta a un gruppo, quali implicazioni ci sono? <br /><br />Ad ogni modo, come ricorda Federico, “chiedere scusa, è diverso da trovare scuse”. Girare intorno al fatto accaduto nella ricerca di giustificazioni non porta mai buone conseguenze. <br /><br />(alla fine, comunque, Priel lo abbiamo perdonato) :)<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24834391</guid><pubDate>Sun, 05 Apr 2020 04:34:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24834391/pardes_072_p_come_chiedere_scusa_tagliata.mp3" length="30092806" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’argomento di questa puntata è proposto da Priel ed è tratto da una storia vera.

Prima di una nostra registrazione (alle 6.00 del mattino, come siamo soliti fare) purtroppo Priel non si è svegliato e abbiamo quindi dovuto rimandare.

Da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’argomento di questa puntata è proposto da Priel ed è tratto da una storia vera.<br /><br />Prima di una nostra registrazione (alle 6.00 del mattino, come siamo soliti fare) purtroppo Priel non si è svegliato e abbiamo quindi dovuto rimandare.<br /><br />Da quell’imprevisto, ne è nata questa puntata. <br />________________<br /><br />Come si chiede scusa? Cioè, come si chiede scusa in modo autentico e credibile?<br /><br />Prima di chiedere scusa, forse è fondamentale fare alcuni passaggi introspettivi.<br />Renderci conto davvero che abbiamo sbagliato<br />Renderci conto che la responsabilità è nostra<br />Renderci conto che abbiamo creato un problema o un danno<br />Chiederci quali possibilità abbiamo per rimediare<br /><br />A volte chiediamo scusa solo a una persona, in un rapporto uno a uno. Ma quando la scusa va chiesta a un gruppo, quali implicazioni ci sono? <br /><br />Ad ogni modo, come ricorda Federico, “chiedere scusa, è diverso da trovare scuse”. Girare intorno al fatto accaduto nella ricerca di giustificazioni non porta mai buone conseguenze. <br /><br />(alla fine, comunque, Priel lo abbiamo perdonato) :)<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1881</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0d9be4a303d591d59deea88a4c88609a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 071 - f - multi-intelligenza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-071-f-multi-intelligenza--24533515</link><description><![CDATA[Quando parliamo di intelligenza, di che tipo di intelligenza parliamo?<br /><br />Esiste una teoria infatti, quella delle intelligenze multiple, che sostiene che la misurazione del quoziente intellettivo (QI) sia stata molto  sopravvalutata nel tempo e individua nove tipi di intelligenza, presenti in parti diverse e specifiche del cervello.<br /><br />Bene, mettiamo anche di avere un’intelligenza particolare sopra la media. Poi, di quel tipo di intelligenza cosa ne facciamo? Come la utilizziamo?<br /><br />Se crediamo che la nostra intelligenza sia un tratto fisso, è molto probabile che ci adegueremo agli eventi ineluttabili della vita. Ma se pensiamo invece che sia un tratto variabile, forse no.<br /><br />Insegnare ai bambini che possono intervenire sulla loro intelligenza, per esempio, permette loro di accettare maggiormente dei compiti più sfidanti e più stimolanti. Perché? Perché credono di poter generare un impatto positivo sulla loro intelligenza e sulla loro crescita.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24533515</guid><pubDate>Sun, 29 Mar 2020 04:22:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24533515/pardes_071_f_tu_sei_intelligente_2.mp3" length="39290549" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Quando parliamo di intelligenza, di che tipo di intelligenza parliamo?

Esiste una teoria infatti, quella delle intelligenze multiple, che sostiene che la misurazione del quoziente intellettivo (QI) sia stata molto  sopravvalutata nel tempo e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando parliamo di intelligenza, di che tipo di intelligenza parliamo?<br /><br />Esiste una teoria infatti, quella delle intelligenze multiple, che sostiene che la misurazione del quoziente intellettivo (QI) sia stata molto  sopravvalutata nel tempo e individua nove tipi di intelligenza, presenti in parti diverse e specifiche del cervello.<br /><br />Bene, mettiamo anche di avere un’intelligenza particolare sopra la media. Poi, di quel tipo di intelligenza cosa ne facciamo? Come la utilizziamo?<br /><br />Se crediamo che la nostra intelligenza sia un tratto fisso, è molto probabile che ci adegueremo agli eventi ineluttabili della vita. Ma se pensiamo invece che sia un tratto variabile, forse no.<br /><br />Insegnare ai bambini che possono intervenire sulla loro intelligenza, per esempio, permette loro di accettare maggiormente dei compiti più sfidanti e più stimolanti. Perché? Perché credono di poter generare un impatto positivo sulla loro intelligenza e sulla loro crescita.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1637</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/46d01cc7b9452ea614498b8d5e0df382.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 070 - e - complesso di inferiorità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-070-e-complesso-di-inferiorita--24134273</link><description><![CDATA[Il complesso di inferiorità è un problema che consiste in una mancanza di autostima e in comportamenti di incertezza, legati alla sensazione di non sentirsi all'altezza in una determinata circostanza. <br /><br />A volte, più che un problema, abbiamo delle forme di timidezza che ci portano comunque a sentirci inadeguati. Queste però spesso dipendono da una percezione falsata della realtà: tendiamo ad affidarci solo su quello che le persone raccontano. Solo le cose positive.<br /><br />La cosa sorprendente è che le fonti fonti della nostra sensazione di inferiorità sono familiari e nascono dalla nostra infanzia. Di solito sono due: il fatto di essere stati demotivati e il fatto di essere stati definiti come essere speciali. Solo che nessuna delle due è vera.<br /><br />Altre volte il complesso è basato sull’immagine errata che abbiamo degli altri. Mettiamo alcune persone sul piedistallo sulla base di narrazioni che abbiamo ascoltato, ma non abbiamo ancora verificato.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24134273</guid><pubDate>Sun, 22 Mar 2020 05:20:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24134273/pardes_070_e_complesso_di_inferiorit.mp3" length="31936519" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il complesso di inferiorità è un problema che consiste in una mancanza di autostima e in comportamenti di incertezza, legati alla sensazione di non sentirsi all'altezza in una determinata circostanza. 

A volte, più che un problema, abbiamo delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il complesso di inferiorità è un problema che consiste in una mancanza di autostima e in comportamenti di incertezza, legati alla sensazione di non sentirsi all'altezza in una determinata circostanza. <br /><br />A volte, più che un problema, abbiamo delle forme di timidezza che ci portano comunque a sentirci inadeguati. Queste però spesso dipendono da una percezione falsata della realtà: tendiamo ad affidarci solo su quello che le persone raccontano. Solo le cose positive.<br /><br />La cosa sorprendente è che le fonti fonti della nostra sensazione di inferiorità sono familiari e nascono dalla nostra infanzia. Di solito sono due: il fatto di essere stati demotivati e il fatto di essere stati definiti come essere speciali. Solo che nessuna delle due è vera.<br /><br />Altre volte il complesso è basato sull’immagine errata che abbiamo degli altri. Mettiamo alcune persone sul piedistallo sulla base di narrazioni che abbiamo ascoltato, ma non abbiamo ancora verificato.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1331</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f1ee7cbc848fc0bc809346a4ac4691f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>069 - g - Paura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/069-g-paura--23901073</link><description><![CDATA[Quali sono le nostre paure personali? Che cos’è che ci spaventa? E poi, esistono paure sensate e altre non sensate?<br /><br />La paura è un’emozione naturale e ha una sua funzione. Molto spesso è il primo fattore di un’occasione che ci può aiutare a crescere e, in certi casi, ad evolvere.<br /><br />Per prima cosa, va riconosciuta nella sua presenza. Poi eventualmente possiamo affrontarla o fingere di non vederla. <br /><br />Una leva per superare la paura è, per esempio, la noia. La noia ‘accompagna’ alcune situazioni che per noi sono confortevoli ma dove non succedono cose molto interessanti o stimolanti. Affrontare la paura, allora, è reagire alla noia.<br /><br />Vuoi sapere quali sono le nostre paure e se le affrontiamo?<br /><br />Non ti resta che ascoltare l’intera puntata.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23901073</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2020 15:17:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23901073/069_g_paura_edit.mp3" length="26640463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Quali sono le nostre paure personali? Che cos’è che ci spaventa? E poi, esistono paure sensate e altre non sensate?

La paura è un’emozione naturale e ha una sua funzione. Molto spesso è il primo fattore di un’occasione che ci può aiutare a crescere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quali sono le nostre paure personali? Che cos’è che ci spaventa? E poi, esistono paure sensate e altre non sensate?<br /><br />La paura è un’emozione naturale e ha una sua funzione. Molto spesso è il primo fattore di un’occasione che ci può aiutare a crescere e, in certi casi, ad evolvere.<br /><br />Per prima cosa, va riconosciuta nella sua presenza. Poi eventualmente possiamo affrontarla o fingere di non vederla. <br /><br />Una leva per superare la paura è, per esempio, la noia. La noia ‘accompagna’ alcune situazioni che per noi sono confortevoli ma dove non succedono cose molto interessanti o stimolanti. Affrontare la paura, allora, è reagire alla noia.<br /><br />Vuoi sapere quali sono le nostre paure e se le affrontiamo?<br /><br />Non ti resta che ascoltare l’intera puntata.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1665</itunes:duration><itunes:keywords>crescita,paura,selfhelp</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e62c4db6258afeee6a077d4473d60545.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>068 -  Il punto di vista di 3 donne: Ruoli, Spazi e Maschilismo HACKED</title><link>https://www.spreaker.com/episode/068-il-punto-di-vista-di-3-donne-ruoli-spazi-e-maschilismo-hacked--23639631</link><description><![CDATA[Oggi è la Festa delle Donna.<br />E 3 donne prendono possesso di Pardes regalandoci un punto di vista diverso, di cui da tanto tempo Pardes aveva bisogno. <br /><br />Nell’ultima puntata (067) abbiamo avviato una discussione sui ruoli, spazi e maschilismo.<br />Oggi facciamo di più. Anzi, non lo abbiamo fatto nemmeno noi.<br />La puntata di oggi è pregevolmente hackerata dalle tre gentildonne del Pregevole Podcast.<br />Saranno d’accordo con Priel, Enrico e Federico?<br />Speriamo di no.<br /><br />Per conoscere meglio Cristiana, Francesa e Barbara, andate su:<br /><a href="http://www.pregevole-podcast.it/" rel="noopener">www.pregevole-podcast.it/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23639631</guid><pubDate>Sun, 08 Mar 2020 12:31:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23639631/068_ruoli_spazi_e_maschilismo_hackerata_mixdown.mp3" length="19214245" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi è la Festa delle Donna.
E 3 donne prendono possesso di Pardes regalandoci un punto di vista diverso, di cui da tanto tempo Pardes aveva bisogno. 

Nell’ultima puntata (067) abbiamo avviato una discussione sui ruoli, spazi e maschilismo.
Oggi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi è la Festa delle Donna.<br />E 3 donne prendono possesso di Pardes regalandoci un punto di vista diverso, di cui da tanto tempo Pardes aveva bisogno. <br /><br />Nell’ultima puntata (067) abbiamo avviato una discussione sui ruoli, spazi e maschilismo.<br />Oggi facciamo di più. Anzi, non lo abbiamo fatto nemmeno noi.<br />La puntata di oggi è pregevolmente hackerata dalle tre gentildonne del Pregevole Podcast.<br />Saranno d’accordo con Priel, Enrico e Federico?<br />Speriamo di no.<br /><br />Per conoscere meglio Cristiana, Francesa e Barbara, andate su:<br /><a href="http://www.pregevole-podcast.it/" rel="noopener">www.pregevole-podcast.it/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>801</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1def629b783d82b09779df520522b4eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 067 - p - Ruoli, spazi e maschilismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-067-p-ruoli-spazi-e-maschilismo--23334068</link><description><![CDATA[Negli ambienti in cui lavoriamo non è sempre facile ritagliarci un nostro spazio e dimostrare quello che sappiamo veramente fare. <br /><br />Questo avviene a maggior ragione nei contesti dove sono presenti diseguaglianze di genere o di età. Oppure dove non c’è molto spazio per la meritocrazia.<br /><br />Allora come possiamo fare? <br /><br />Non abbiamo soluzioni specifiche. Ma, per prima cosa, forse dovremmo concentrarci su ciò che rientra nella nostra sfera e nel nostro raggio d’azione. <br /><br />Dovremmo cioè sviluppare la capacità di osservare quello che facciamo, per avere un’idea chiara di quelle che sono le nostre capacità. E per riuscire a farci un’opinione di noi stessi, prima che lo facciano (male) gli altri.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23334068</guid><pubDate>Sun, 01 Mar 2020 05:15:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23334068/pardes_067_p_ruoli_spazi_e_maschilismo.mp3" length="28967540" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ambienti in cui lavoriamo non è sempre facile ritagliarci un nostro spazio e dimostrare quello che sappiamo veramente fare. 

Questo avviene a maggior ragione nei contesti dove sono presenti diseguaglianze di genere o di età. Oppure dove non c’è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Negli ambienti in cui lavoriamo non è sempre facile ritagliarci un nostro spazio e dimostrare quello che sappiamo veramente fare. <br /><br />Questo avviene a maggior ragione nei contesti dove sono presenti diseguaglianze di genere o di età. Oppure dove non c’è molto spazio per la meritocrazia.<br /><br />Allora come possiamo fare? <br /><br />Non abbiamo soluzioni specifiche. Ma, per prima cosa, forse dovremmo concentrarci su ciò che rientra nella nostra sfera e nel nostro raggio d’azione. <br /><br />Dovremmo cioè sviluppare la capacità di osservare quello che facciamo, per avere un’idea chiara di quelle che sono le nostre capacità. E per riuscire a farci un’opinione di noi stessi, prima che lo facciano (male) gli altri.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1207</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/32a90be5f4f09511a456e1a8f77132c0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 066 - f - persone negative</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-066-f-persone-negative--23085603</link><description><![CDATA[A chi non è mai capitato di lavorare a contatto con una persona negativa?<br />O meglio, con una persona che in quel contesto ha atteggiamenti che percepiamo come negativi.<br />La lamentela, la negatività è tossica al punto tale che ci ostacola la lucidità oltre che il piacere di eseguire il nostro lavoro.<br />Se questa persona negativa fosse un nostro sottoposto, se fosse il nostro capo?<br /><br />Oggi a partire dalla domanda posta dalla pardesiana Alessia, affrontiamo queste domande alla ricerca di una strategia che ci permetta di vivere al meglio questa difficoltà che inevitabilmente prima o poi incontriamo sul nostro percorso.<br /><br />Buon ascolto!<br /><br />Dopo la puntata, ti invitiamo a partecipare alla conversazione insieme agli altri pardesiani nel gruppo: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23085603</guid><pubDate>Sun, 23 Feb 2020 02:10:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23085603/pardes_066_f_persone_negative.mp3" length="34033801" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>A chi non è mai capitato di lavorare a contatto con una persona negativa?
O meglio, con una persona che in quel contesto ha atteggiamenti che percepiamo come negativi.
La lamentela, la negatività è tossica al punto tale che ci ostacola la lucidità...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A chi non è mai capitato di lavorare a contatto con una persona negativa?<br />O meglio, con una persona che in quel contesto ha atteggiamenti che percepiamo come negativi.<br />La lamentela, la negatività è tossica al punto tale che ci ostacola la lucidità oltre che il piacere di eseguire il nostro lavoro.<br />Se questa persona negativa fosse un nostro sottoposto, se fosse il nostro capo?<br /><br />Oggi a partire dalla domanda posta dalla pardesiana Alessia, affrontiamo queste domande alla ricerca di una strategia che ci permetta di vivere al meglio questa difficoltà che inevitabilmente prima o poi incontriamo sul nostro percorso.<br /><br />Buon ascolto!<br /><br />Dopo la puntata, ti invitiamo a partecipare alla conversazione insieme agli altri pardesiani nel gruppo: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1418</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6f6e45864f0b21af8ad59f75fdf21ee2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 065 - e - prima della negoziazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-065-e-prima-della-negoziazione--22860857</link><description><![CDATA[Il momento di negoziazione è quello in cui presentiamo un idea o un progetto a una persona o a un’organizzazione, nella speranza che vengano accolti.<br /><br />Quello della negoziazione è un momento delicato perché, per raggiungere l’obiettivo, di solito dobbiamo avere nello stesso momento tre qualità: dobbiamo essere credibili, autentici e soprattutto efficaci (non abbiamo sempre una seconda possibilità).<br /><br />Bene. Ma come ci prepariamo a quel momento? Come ci alleniamo per quell’occasione?<br /><br />Alcuni fanno grande attenzione alle domande. Altri scrivono meticolosamente quello che andranno a presentare. Altri invece, tendono a improvvisare in larga parte.<br /><br />C’è chi si focalizza sul vantaggio della controparte e affina così una capacità di ascolto. C’è invece chi punta quasi tutto sulla propria arte oratoria, esaltando le qualità della proposta presentata.<br /><br />Strategie diverse e metodi differenti. <br />Per un obiettivo comune.<br /><br />_________________<br /><br />Ne parliamo con tre ospiti, che ci raccontano il loro punto di vista.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22860857</guid><pubDate>Mon, 17 Feb 2020 04:42:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22860857/pardes_065_e_prima_della_negoziazione.mp3" length="35594642" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il momento di negoziazione è quello in cui presentiamo un idea o un progetto a una persona o a un’organizzazione, nella speranza che vengano accolti.

Quello della negoziazione è un momento delicato perché, per raggiungere l’obiettivo, di solito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il momento di negoziazione è quello in cui presentiamo un idea o un progetto a una persona o a un’organizzazione, nella speranza che vengano accolti.<br /><br />Quello della negoziazione è un momento delicato perché, per raggiungere l’obiettivo, di solito dobbiamo avere nello stesso momento tre qualità: dobbiamo essere credibili, autentici e soprattutto efficaci (non abbiamo sempre una seconda possibilità).<br /><br />Bene. Ma come ci prepariamo a quel momento? Come ci alleniamo per quell’occasione?<br /><br />Alcuni fanno grande attenzione alle domande. Altri scrivono meticolosamente quello che andranno a presentare. Altri invece, tendono a improvvisare in larga parte.<br /><br />C’è chi si focalizza sul vantaggio della controparte e affina così una capacità di ascolto. C’è invece chi punta quasi tutto sulla propria arte oratoria, esaltando le qualità della proposta presentata.<br /><br />Strategie diverse e metodi differenti. <br />Per un obiettivo comune.<br /><br />_________________<br /><br />Ne parliamo con tre ospiti, che ci raccontano il loro punto di vista.<br /><br />Buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1483</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e0441531e9021352e8a78759fd513b63.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 045 - Imprevisti - Replica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-045-imprevisti-replica--22507866</link><description><![CDATA[Replica della puntata 045 sugli imprevisti, cogliendo l'occasione di un... imprevisto...<br /><br />Note della puntata originale:<br />Cosa succede quando le nostre situazioni non vanno come le avevamo pianificate? Cosa succede quando qualche evento si intromette nella nostra sfera di controllo? Entriamo nel panico? O ci buttiamo su sentieri di improvvisazione? Sostanzialmente, qual è il nostro rapporto con gli imprevisti?<br />________<br /><br />Priel racconta alcuni eventi imprevedibili della sua vita: venire in Italia da Israele, conoscere la sua futura moglie, creare una famiglia e rimanere. Per lui l’imprevisto è diventato il “regalo di essere nel presente” che lo costringe a prendere delle decisioni, anche di una certa importanza e anche di una certa urgenza.<br /><br />Federico racconta un suo viaggio in solitaria che fatto in Europa fatto qualche anno fa. In autostop. E con un piano di viaggio che aveva troppe condizioni da incastrare perché non ci fossero anche degli imprevisti.<br /><br />Enrico fa riferimento alla sua esperienza di teatro amatoriale, nella quale ha imparato che l’apprendimento mnemonico delle battute e dei movimenti non esclude in automatico l’errore di chi recita e quindi deve includere anche la capacità di saper improvvisare quando si è in scena davanti a un pubblico.<br /><br />Enrico ricorda poi che la passione che abbiamo per certe competizioni sportive dipende proprio dai loro imprevisti dinamici, che ne determinano spesso gli esiti.<br /><br />Federico sostiene che una delle capacità che gli umani devono acquisire nella realtà e nel mondo del lavoro nel 21° secolo è proprio la capacità di gestire gli imprevisti.<br /><br />Priel ritiene che dovremmo - forse - abituarci a non poter controllare tutto quello vogliamo progettare. E chiude con una domanda leggera leggera leggera: la vita che vogliamo pianificare ha un suo copione?<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22507866</guid><pubDate>Fri, 07 Feb 2020 08:20:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22507866/pardes_045_imprevisti_replica.mp3" length="20921481" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Replica della puntata 045 sugli imprevisti, cogliendo l'occasione di un... imprevisto...

Note della puntata originale:
Cosa succede quando le nostre situazioni non vanno come le avevamo pianificate? Cosa succede quando qualche evento si intromette...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Replica della puntata 045 sugli imprevisti, cogliendo l'occasione di un... imprevisto...<br /><br />Note della puntata originale:<br />Cosa succede quando le nostre situazioni non vanno come le avevamo pianificate? Cosa succede quando qualche evento si intromette nella nostra sfera di controllo? Entriamo nel panico? O ci buttiamo su sentieri di improvvisazione? Sostanzialmente, qual è il nostro rapporto con gli imprevisti?<br />________<br /><br />Priel racconta alcuni eventi imprevedibili della sua vita: venire in Italia da Israele, conoscere la sua futura moglie, creare una famiglia e rimanere. Per lui l’imprevisto è diventato il “regalo di essere nel presente” che lo costringe a prendere delle decisioni, anche di una certa importanza e anche di una certa urgenza.<br /><br />Federico racconta un suo viaggio in solitaria che fatto in Europa fatto qualche anno fa. In autostop. E con un piano di viaggio che aveva troppe condizioni da incastrare perché non ci fossero anche degli imprevisti.<br /><br />Enrico fa riferimento alla sua esperienza di teatro amatoriale, nella quale ha imparato che l’apprendimento mnemonico delle battute e dei movimenti non esclude in automatico l’errore di chi recita e quindi deve includere anche la capacità di saper improvvisare quando si è in scena davanti a un pubblico.<br /><br />Enrico ricorda poi che la passione che abbiamo per certe competizioni sportive dipende proprio dai loro imprevisti dinamici, che ne determinano spesso gli esiti.<br /><br />Federico sostiene che una delle capacità che gli umani devono acquisire nella realtà e nel mondo del lavoro nel 21° secolo è proprio la capacità di gestire gli imprevisti.<br /><br />Priel ritiene che dovremmo - forse - abituarci a non poter controllare tutto quello vogliamo progettare. E chiude con una domanda leggera leggera leggera: la vita che vogliamo pianificare ha un suo copione?<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1308</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ef34d4b3f3b58594649c5cb8bd8d5d02.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 064 - limiti del digitale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-064-limiti-del-digitale--22330288</link><description><![CDATA[Il digitale è molto ammirato e anche venerato. Ma ha un difetto.<br />Ci fa spesso fraintendere che la velocità e la semplicità con cui otteniamo certi risultati sostituisca la velocità della natura per far maturare dei frutti.<br /><br />Tecnicamente parlando, il digitale è vera approssimazione di realtà. Un’approssimazione che spesso noi umani non siamo in grado di riconoscere.<br /><br />Se allora lo intendiamo come “tecnologia”, questo è un qualcosa che realizziamo noi come umani. Per umani. <br />Se lo intendiamo come “social network”, non solo dobbiamo ricordarci che non hanno ancora inventato nulla che sostituisca i rapporti umani dal vivo.<br /><br />Ma c’è un punto-chiave: nessuno ha mai deciso che il digitale debba sostituire i rapporti umani “veri” e debba essere in contrasto con essi. <br />Il digitale è sempre una mezzo, non un fine.<br /><br />Un mezzo approssimato e limitato, ma talmente ottimizzato che tanti fra noi lo preferiscono al piacere di essere in contatto fisico nella realtà.<br />Il limite, forse, siamo noi.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22330288</guid><pubDate>Sun, 02 Feb 2020 09:59:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22330288/pardes_064_limiti_del_digitale.mp3" length="47683883" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il digitale è molto ammirato e anche venerato. Ma ha un difetto.
Ci fa spesso fraintendere che la velocità e la semplicità con cui otteniamo certi risultati sostituisca la velocità della natura per far maturare dei frutti.

Tecnicamente parlando, il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il digitale è molto ammirato e anche venerato. Ma ha un difetto.<br />Ci fa spesso fraintendere che la velocità e la semplicità con cui otteniamo certi risultati sostituisca la velocità della natura per far maturare dei frutti.<br /><br />Tecnicamente parlando, il digitale è vera approssimazione di realtà. Un’approssimazione che spesso noi umani non siamo in grado di riconoscere.<br /><br />Se allora lo intendiamo come “tecnologia”, questo è un qualcosa che realizziamo noi come umani. Per umani. <br />Se lo intendiamo come “social network”, non solo dobbiamo ricordarci che non hanno ancora inventato nulla che sostituisca i rapporti umani dal vivo.<br /><br />Ma c’è un punto-chiave: nessuno ha mai deciso che il digitale debba sostituire i rapporti umani “veri” e debba essere in contrasto con essi. <br />Il digitale è sempre una mezzo, non un fine.<br /><br />Un mezzo approssimato e limitato, ma talmente ottimizzato che tanti fra noi lo preferiscono al piacere di essere in contatto fisico nella realtà.<br />Il limite, forse, siamo noi.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1987</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/062b0eae59c3f2f7e6cc3028036b39bb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 063 - f - cambiare strada e costi irrecuperabili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-063-f-cambiare-strada-e-costi-irrecuperabili--22093453</link><description><![CDATA[Ho studiato legge per 5 anni, mi sono sudato la laurea... <br />Quindi DEVO fare l'avvocato.<br />Potrei prendere il treno e arrivare a casa 3 ore prima,<br />ma ho già acquistato il biglietto della corriera...<br />Quindi DEVO rinunciare a queste 3 ore a casa con i miei cari.<br /><br />Succede spesso di trovarci davanti a un bivio.<br />Continuiamo nella direzione che abbiamo percorso finora, o cambiamo strada?<br />E in questa scelta, quanto peso ha ciò che abbiamo già investito?<br />E quanto conta ciò che potremmo guadagnare?<br /><br />Se ti sei trovato ad affrontare questi dubbi, sei in buona compagnia.<br />È successo anche a noi. E succede a tanti.<br />Parte dell'incertezza è dovuta all'impossibilità di conoscere il futuro.<br />Parte -e ne parliamo oggi- è dovuta al ragionamento fallace dei costi irrecuperabili (sunk costs).<br />Ma ci sono anche altri rischi durante queste occasioni di cambiamento.<br />Ne parliamo nel corso della puntata, che, come spesso accade in Pardes, inizia con una domanda e finisce con altre domande impreviste.<br /><br />Buon ascolto! E vorremmo anche noi ascoltare te, le tue esperienze, le tue domande. Condividile su: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22093453</guid><pubDate>Sun, 26 Jan 2020 17:32:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22093453/pardes_063_f_cambiare_strada_e_costi_irrecuperabili.mp3" length="41939810" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Ho studiato legge per 5 anni, mi sono sudato la laurea... 
Quindi DEVO fare l'avvocato.
Potrei prendere il treno e arrivare a casa 3 ore prima,
ma ho già acquistato il biglietto della corriera...
Quindi DEVO rinunciare a queste 3 ore a casa con i miei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ho studiato legge per 5 anni, mi sono sudato la laurea... <br />Quindi DEVO fare l'avvocato.<br />Potrei prendere il treno e arrivare a casa 3 ore prima,<br />ma ho già acquistato il biglietto della corriera...<br />Quindi DEVO rinunciare a queste 3 ore a casa con i miei cari.<br /><br />Succede spesso di trovarci davanti a un bivio.<br />Continuiamo nella direzione che abbiamo percorso finora, o cambiamo strada?<br />E in questa scelta, quanto peso ha ciò che abbiamo già investito?<br />E quanto conta ciò che potremmo guadagnare?<br /><br />Se ti sei trovato ad affrontare questi dubbi, sei in buona compagnia.<br />È successo anche a noi. E succede a tanti.<br />Parte dell'incertezza è dovuta all'impossibilità di conoscere il futuro.<br />Parte -e ne parliamo oggi- è dovuta al ragionamento fallace dei costi irrecuperabili (sunk costs).<br />Ma ci sono anche altri rischi durante queste occasioni di cambiamento.<br />Ne parliamo nel corso della puntata, che, come spesso accade in Pardes, inizia con una domanda e finisce con altre domande impreviste.<br /><br />Buon ascolto! E vorremmo anche noi ascoltare te, le tue esperienze, le tue domande. Condividile su: <a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1747</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9272f072a389bd43a4118d4dc222bdc4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 062 - originalità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-062-originalita--21881385</link><description><![CDATA[In quali professioni conviene essere originali? In quali invece ci viene richiesto di non divergere troppo dalle modalità standard?<br /><br />L’originalità ci permette di distinguerci da quello che è scontato. Ma al tempo stesso, l’assenza di originalità ci aiuta a volte ad approfondire e affinare quello che stiamo già facendo.<br /><br />Ma l’originalità non serve a nulla se non genera o aggiunge valore alle attività che caratterizzano il nostro quotidiano.  <br /><br />E nella nostra intenzione di volerci distinguere dagli altri, pensiamo ancora troppo spesso di essere originali quando invece rielaboriamo e reinterpretiamo metodi e strumenti già inventati da altri.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21881385</guid><pubDate>Mon, 20 Jan 2020 14:11:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21881385/pardes_062_originalit.mp3" length="39193622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>In quali professioni conviene essere originali? In quali invece ci viene richiesto di non divergere troppo dalle modalità standard?

L’originalità ci permette di distinguerci da quello che è scontato. Ma al tempo stesso, l’assenza di originalità ci...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In quali professioni conviene essere originali? In quali invece ci viene richiesto di non divergere troppo dalle modalità standard?<br /><br />L’originalità ci permette di distinguerci da quello che è scontato. Ma al tempo stesso, l’assenza di originalità ci aiuta a volte ad approfondire e affinare quello che stiamo già facendo.<br /><br />Ma l’originalità non serve a nulla se non genera o aggiunge valore alle attività che caratterizzano il nostro quotidiano.  <br /><br />E nella nostra intenzione di volerci distinguere dagli altri, pensiamo ancora troppo spesso di essere originali quando invece rielaboriamo e reinterpretiamo metodi e strumenti già inventati da altri.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1633</itunes:duration><itunes:keywords>crescita,crescitapersonale,crescitaprofessionale,originalità,selfhelp</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ed7f72da49ed552b31d2c42c679d5476.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 061 - esiste felicità senza il lavoro - parte 2</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-061-esiste-felicita-senza-il-lavoro-parte-2--21569761</link><description><![CDATA[Il lavoro può essere fonte di stress, negatività e in generale insoddisfazione. Lo è per troppe persone, quotidianamente.<br /><br />Ma... si può essere felici senza il lavoro?<br /><br />Era quella la domanda che apriva la puntata 010, proposta da Federico, circa un anno fa.<br /><br />Ma le risposte che ci siamo dati quella volta non ci bastano. Abbiamo scelto il nome "Pardes" perché ci ricorda che bisogna interpretare le cose più volte (ascolta la primissima puntata se non ti dice niente, è brevissima). Allora questa volta riprendiamo ciò che una vecchia versione di noi ha detto su sul argomento, e vediamo se abbiamo cambiato.<br /><br />Tu comincia perché Priel dichiara che non è più d'accordo con se stesso...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21569761</guid><pubDate>Sat, 11 Jan 2020 08:35:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21569761/pardes_061_esiste_felicit_senza_il_lavoro_parte_2.mp3" length="39931868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il lavoro può essere fonte di stress, negatività e in generale insoddisfazione. Lo è per troppe persone, quotidianamente.

Ma... si può essere felici senza il lavoro?

Era quella la domanda che apriva la puntata 010, proposta da Federico, circa un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il lavoro può essere fonte di stress, negatività e in generale insoddisfazione. Lo è per troppe persone, quotidianamente.<br /><br />Ma... si può essere felici senza il lavoro?<br /><br />Era quella la domanda che apriva la puntata 010, proposta da Federico, circa un anno fa.<br /><br />Ma le risposte che ci siamo dati quella volta non ci bastano. Abbiamo scelto il nome "Pardes" perché ci ricorda che bisogna interpretare le cose più volte (ascolta la primissima puntata se non ti dice niente, è brevissima). Allora questa volta riprendiamo ciò che una vecchia versione di noi ha detto su sul argomento, e vediamo se abbiamo cambiato.<br /><br />Tu comincia perché Priel dichiara che non è più d'accordo con se stesso...]]></itunes:summary><itunes:duration>1664</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5531aa994862db1eb365358531c13ca2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'irripetibile Tombola dei Sognatori Svegli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-irripetibile-tombola-dei-sognatori-svegli--21404873</link><description><![CDATA[Questa è una puntata speciale, pubblicata originariamente sul podcast di Angelo Ricci, SOGNATORI SVEGLI.<br /><br />Segui questo link:<br /><a href="https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast</a><br />per scoprire il podcast dei Sognatori Svegli.<br /><br />Gioca con noi perché oggi parliamo delle "cinquine" che la vita ci ha dato, delle tombole che abbiamo fatto nella nostra nel 2019, ma anche di film, di lavoro, esperienze divertenti e toccanti.<br /><br />Un mix irripetibile di ilarità e profondità che solo grazie ai ragazzi di Pardes poteva venire fuori così bene.<br /><br />Mai fatta una puntata così! Mettetevi comodi e ascoltate tutto dall'inizio alla fine con la cartella della tombola alla mano!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21404873</guid><pubDate>Mon, 06 Jan 2020 14:45:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21404873/sognattori.mp3" length="139387899" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Questa è una puntata speciale, pubblicata originariamente sul podcast di Angelo Ricci, SOGNATORI SVEGLI.

Segui questo link:
https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast
per scoprire il podcast dei Sognatori Svegli.

Gioca con noi perché...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa è una puntata speciale, pubblicata originariamente sul podcast di Angelo Ricci, SOGNATORI SVEGLI.<br /><br />Segui questo link:<br /><a href="https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast</a><br />per scoprire il podcast dei Sognatori Svegli.<br /><br />Gioca con noi perché oggi parliamo delle "cinquine" che la vita ci ha dato, delle tombole che abbiamo fatto nella nostra nel 2019, ma anche di film, di lavoro, esperienze divertenti e toccanti.<br /><br />Un mix irripetibile di ilarità e profondità che solo grazie ai ragazzi di Pardes poteva venire fuori così bene.<br /><br />Mai fatta una puntata così! Mettetevi comodi e ascoltate tutto dall'inizio alla fine con la cartella della tombola alla mano!]]></itunes:summary><itunes:duration>5808</itunes:duration><itunes:keywords>ospiti,pardesiani,sognatorisvegli,tombola</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3a0d17dcd7e609808550bc961a5f6cff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 060 - f - buoni propositi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-060-f-buoni-propositi--21245177</link><description><![CDATA[La chiusura di un ciclo e l'inizio di uno nuovo ci porta istintivamente a guardare indietro e guardare avanti. Il passaggio all'anno nuovo in particolare è spesso l'occasione per premere il tasto RESET su ciò che non ci piace e fare BUONI PROPOSITI di cambiamento.<br /><br />Quali sono i tuoi buoni propositi per il nuovo anno?<br />Quali tuoi buoni propositi passati non hai saputo mantenere/realizzare? Ti sei chiesta/o perché è successo?<br />E quindi, come far sì che i buoni propositi questa volta si materializzino?<br /><br />Oggi approfittiamo del passaggio al nuovo anno per farci e farti queste domande.<br />Alcuni consigli li abbiamo, altri li chiediamo a te.<br />Ma soprattutto AGURI DI BUON ANNO A TUTTI NOI PARDESIANI  ❤]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21245177</guid><pubDate>Wed, 01 Jan 2020 09:25:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21245177/pardes_060_f_buoni_propositi.mp3" length="46085289" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>La chiusura di un ciclo e l'inizio di uno nuovo ci porta istintivamente a guardare indietro e guardare avanti. Il passaggio all'anno nuovo in particolare è spesso l'occasione per premere il tasto RESET su ciò che non ci piace e fare BUONI PROPOSITI di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La chiusura di un ciclo e l'inizio di uno nuovo ci porta istintivamente a guardare indietro e guardare avanti. Il passaggio all'anno nuovo in particolare è spesso l'occasione per premere il tasto RESET su ciò che non ci piace e fare BUONI PROPOSITI di cambiamento.<br /><br />Quali sono i tuoi buoni propositi per il nuovo anno?<br />Quali tuoi buoni propositi passati non hai saputo mantenere/realizzare? Ti sei chiesta/o perché è successo?<br />E quindi, come far sì che i buoni propositi questa volta si materializzino?<br /><br />Oggi approfittiamo del passaggio al nuovo anno per farci e farti queste domande.<br />Alcuni consigli li abbiamo, altri li chiediamo a te.<br />Ma soprattutto AGURI DI BUON ANNO A TUTTI NOI PARDESIANI  ❤]]></itunes:summary><itunes:duration>1920</itunes:duration><itunes:keywords>buonipropositi,crescita,crescitapersonale,italiano,nuovoanno,selfimprovement</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5dc6726e695c0a8353a480ac6d1b3743.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 059 - e - collaborazioni intergenerazionali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-059-e-collaborazioni-intergenerazionali--20880507</link><description><![CDATA[“È la diversità che ci fa imparare” dice uno dei pardesiani che ci ascolta da tempo.<br /><br />La diversità tra persone, se vissuta con apertura ed entusiasmo, è fonte di ricchezza costante. Ma è anche molto complicata da gestire, perché tende a mettere spesso in tensione le nostre certezze e il nostro senso di conformità.<br /><br />Come facciamo allora a rendere virtuosa la diversità di età anagrafica all’interno dei gruppi? Come superiamo le nostre barriere psicologiche, dovute ad approcci e modi di pensare differenti? <br /><br />La curiosità aiuta molto. E l’umiltà di imparare dagli altri ancor di più.<br /><br />Ne parliamo con due ospiti che, nel loro quotidiano, hanno saputo trarre il meglio dalle collaborazioni intergenerazionali.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20880507</guid><pubDate>Fri, 20 Dec 2019 04:50:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20880507/pardes_059_e_collaborazioni_intergenerazionali.mp3" length="42771195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>“È la diversità che ci fa imparare” dice uno dei pardesiani che ci ascolta da tempo.

La diversità tra persone, se vissuta con apertura ed entusiasmo, è fonte di ricchezza costante. Ma è anche molto complicata da gestire, perché tende a mettere spesso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“È la diversità che ci fa imparare” dice uno dei pardesiani che ci ascolta da tempo.<br /><br />La diversità tra persone, se vissuta con apertura ed entusiasmo, è fonte di ricchezza costante. Ma è anche molto complicata da gestire, perché tende a mettere spesso in tensione le nostre certezze e il nostro senso di conformità.<br /><br />Come facciamo allora a rendere virtuosa la diversità di età anagrafica all’interno dei gruppi? Come superiamo le nostre barriere psicologiche, dovute ad approcci e modi di pensare differenti? <br /><br />La curiosità aiuta molto. E l’umiltà di imparare dagli altri ancor di più.<br /><br />Ne parliamo con due ospiti che, nel loro quotidiano, hanno saputo trarre il meglio dalle collaborazioni intergenerazionali.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1782</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2bd94b996f2124b2be2558820e42e1c2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 058 - p - crescita personale e aziendale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-058-p-crescita-personale-e-aziendale--20705787</link><description><![CDATA[Oggi parliamo di quali similitudini e quali differenze ci sono tra crescita personale e crescita aziendale. Ospiti Alan Mattiassi e Riccardo Mancinelli. Il podcast di Riccardo è Strategia IT: <a href="https://www.spreaker.com/show/strategia-it" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/strategia-it</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20705787</guid><pubDate>Fri, 13 Dec 2019 07:40:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20705787/pardes_058_p_crescita_personale_e_aziendale.mp3" length="42533866" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo di quali similitudini e quali differenze ci sono tra crescita personale e crescita aziendale. Ospiti Alan Mattiassi e Riccardo Mancinelli. Il podcast di Riccardo è Strategia IT: https://www.spreaker.com/show/strategia-it</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi parliamo di quali similitudini e quali differenze ci sono tra crescita personale e crescita aziendale. Ospiti Alan Mattiassi e Riccardo Mancinelli. Il podcast di Riccardo è Strategia IT: <a href="https://www.spreaker.com/show/strategia-it" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/strategia-it</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1772</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5c9cd0c5d4f3c5a663a08e7d57e6aa63.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 057 - f - come gestire le critiche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-057-f-come-gestire-le-critiche--20520437</link><description><![CDATA[Come ci sentiamo quando riceviamo delle critiche dagli altri? Le accogliamo serenamente o le respingiamo con un approccio sistematicamente permaloso?<br /><br />Una cosa è certa: è più agevole accettare una critica che ci suona come costruttiva rispetto a una che ci sembra unicamente detta per giudicare. <br /><br />Ma la cosa più impegnativa da fare è gestire le proprie emozioni, come suggerisce l’ospite della puntata. <br /><br />Perché è proprio da lì che possiamo generare conseguenze emotive virtuose o meno.<br /><br />Nella puntata emergono le nostre opinioni discordanti. O forse solo diversamente concordi.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20520437</guid><pubDate>Fri, 06 Dec 2019 04:37:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20520437/pardes_057_f_come_gestire_le_critiche.mp3" length="42327629" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Come ci sentiamo quando riceviamo delle critiche dagli altri? Le accogliamo serenamente o le respingiamo con un approccio sistematicamente permaloso?

Una cosa è certa: è più agevole accettare una critica che ci suona come costruttiva rispetto a una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come ci sentiamo quando riceviamo delle critiche dagli altri? Le accogliamo serenamente o le respingiamo con un approccio sistematicamente permaloso?<br /><br />Una cosa è certa: è più agevole accettare una critica che ci suona come costruttiva rispetto a una che ci sembra unicamente detta per giudicare. <br /><br />Ma la cosa più impegnativa da fare è gestire le proprie emozioni, come suggerisce l’ospite della puntata. <br /><br />Perché è proprio da lì che possiamo generare conseguenze emotive virtuose o meno.<br /><br />Nella puntata emergono le nostre opinioni discordanti. O forse solo diversamente concordi.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1764</itunes:duration><itunes:keywords>crescita personale professiona</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d6646fb510ee4f441e98051f13035be1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 056 - e - le 3 scuse tossiche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-056-e-le-3-scuse-tossiche--20344118</link><description><![CDATA[Le scuse tossiche sono quelle che non fanno decollare le nostre idee o i nostri progetti. A volte, non li fanno nemmeno iniziare.<br /><br />Tutti abbiamo dei sogni, delle ambizioni o delle sfide che ci poniamo. <br /><br />I tre ostacoli principali che si frappongono alla loro realizzazione stanno all’inizio delle nostre frasi. Perché, forse, stanno all’inizio dei nostri pensieri. <br /><br />Le tre scuse tossiche sono:<br /><br />È difficile<br />Ci vuole tempo<br />Ci vogliono soldi<br /><br />Tutte e tre possono essere modificate, economizzate e anche smantellate. <br /><br />Dipende molto dalla nostra abitudine di osservazione e azione, cioè se le percepiamo come ostacoli o come opportunità.<br /><br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20344118</guid><pubDate>Fri, 29 Nov 2019 05:00:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20344118/pardes_056_e_le_3_scuse_tossiche.mp3" length="40830361" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Le scuse tossiche sono quelle che non fanno decollare le nostre idee o i nostri progetti. A volte, non li fanno nemmeno iniziare.

Tutti abbiamo dei sogni, delle ambizioni o delle sfide che ci poniamo. 

I tre ostacoli principali che si frappongono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le scuse tossiche sono quelle che non fanno decollare le nostre idee o i nostri progetti. A volte, non li fanno nemmeno iniziare.<br /><br />Tutti abbiamo dei sogni, delle ambizioni o delle sfide che ci poniamo. <br /><br />I tre ostacoli principali che si frappongono alla loro realizzazione stanno all’inizio delle nostre frasi. Perché, forse, stanno all’inizio dei nostri pensieri. <br /><br />Le tre scuse tossiche sono:<br /><br />È difficile<br />Ci vuole tempo<br />Ci vogliono soldi<br /><br />Tutte e tre possono essere modificate, economizzate e anche smantellate. <br /><br />Dipende molto dalla nostra abitudine di osservazione e azione, cioè se le percepiamo come ostacoli o come opportunità.<br /><br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1701</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0f63c74769c7f0c993104cd7ec337d15.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 055 - p - routine mattutina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-055-p-routine-mattutina--20170965</link><description><![CDATA[Il mattino ha l'oro in bocca, lo sappiamo.<br /><br />Ma siccome ognuno di noi ha una routine mattutina, questa alla lunga ci aiuta o ci mette i bastoni tra le ruote? <br /><br />L’ispirazione per la puntata arriva da Gabriele Bovina che, in questo suo articolo (<a href="http://bit.ly/2KF4omo)" rel="noopener">http://bit.ly/2KF4omo)</a>, ci racconta la sua routine mattutina che si basa su quattro azioni.<br /><br />Quattro azioni che si basano sui quattro elementi naturali.<br /><br />ACQUA: Svegliati e bevi<br />ARIA: Alzati e cammina<br />TERRA: Siediti e mangia<br />FUOCO: cura il tuo aspetto come se ti stessi recando a fare la cosa che più ti piace<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20170965</guid><pubDate>Fri, 22 Nov 2019 05:00:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20170965/pardes_055_p_routine_mattutina.mp3" length="37037389" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il mattino ha l'oro in bocca, lo sappiamo.

Ma siccome ognuno di noi ha una routine mattutina, questa alla lunga ci aiuta o ci mette i bastoni tra le ruote? 

L’ispirazione per la puntata arriva da Gabriele Bovina che, in questo suo articolo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il mattino ha l'oro in bocca, lo sappiamo.<br /><br />Ma siccome ognuno di noi ha una routine mattutina, questa alla lunga ci aiuta o ci mette i bastoni tra le ruote? <br /><br />L’ispirazione per la puntata arriva da Gabriele Bovina che, in questo suo articolo (<a href="http://bit.ly/2KF4omo)" rel="noopener">http://bit.ly/2KF4omo)</a>, ci racconta la sua routine mattutina che si basa su quattro azioni.<br /><br />Quattro azioni che si basano sui quattro elementi naturali.<br /><br />ACQUA: Svegliati e bevi<br />ARIA: Alzati e cammina<br />TERRA: Siediti e mangia<br />FUOCO: cura il tuo aspetto come se ti stessi recando a fare la cosa che più ti piace<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1543</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a56e170650766807e91a73755c2ba648.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pardes 054 - Gestire il Tempo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-054-gestire-il-tempo--20027862</link><description><![CDATA[Dove vanno a finire le nostre 24 ore quotidiane? <br /><br />Perché facciamo così fatica a mettere in piedi programmi che vengono modificati da imprevisti ricorrenti? <br /><br />Risulta possibile fare dei progetti che includano a monte anche gli imprevisti? <br /><br /><br />Ognuno, come sempre, sceglie per sé. <br /><br />Ma per essere capaci di gestire tutto questo al meglio, diventa determinante pianificare le nostre giornate, in modo che assumano una forma desiderata. Per esempio, iniziando a suddividere le nostre attività in: <br /><br />Importanti e urgenti <br /><br />Importanti ma non urgenti <br /><br />Urgenti ma non importanti <br /><br />Non urgenti né importanti <br /><br />_________________ <br /><br /><br />In questa puntata ne parliamo con Mirco Cervi che ci racconta la sua esperienza e la sua organizzazione del tempo. <br /><br /><br />A questo punto, buon ascolto. <br /><br />_________________ <br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20027862</guid><pubDate>Thu, 14 Nov 2019 15:11:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20027862/pardes_054_gestire_il_tempo_final.mp3" length="41256600" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Dove vanno a finire le nostre 24 ore quotidiane? 

Perché facciamo così fatica a mettere in piedi programmi che vengono modificati da imprevisti ricorrenti? 

Risulta possibile fare dei progetti che includano a monte anche gli imprevisti? 


Ognuno,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dove vanno a finire le nostre 24 ore quotidiane? <br /><br />Perché facciamo così fatica a mettere in piedi programmi che vengono modificati da imprevisti ricorrenti? <br /><br />Risulta possibile fare dei progetti che includano a monte anche gli imprevisti? <br /><br /><br />Ognuno, come sempre, sceglie per sé. <br /><br />Ma per essere capaci di gestire tutto questo al meglio, diventa determinante pianificare le nostre giornate, in modo che assumano una forma desiderata. Per esempio, iniziando a suddividere le nostre attività in: <br /><br />Importanti e urgenti <br /><br />Importanti ma non urgenti <br /><br />Urgenti ma non importanti <br /><br />Non urgenti né importanti <br /><br />_________________ <br /><br /><br />In questa puntata ne parliamo con Mirco Cervi che ci racconta la sua esperienza e la sua organizzazione del tempo. <br /><br /><br />A questo punto, buon ascolto. <br /><br />_________________ <br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1719</itunes:duration><itunes:keywords>crescitapersonale,gestionedeltempo,pardesiani,personaldevelopment,timemanagement</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b14f2aea7663bddf395918e8a0a3b555.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 053 - e - facilitare gruppi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-053-e-facilitare-gruppi--19892270</link><description><![CDATA[La facilitazione è una disciplina fondamentale all’interno delle dinamiche di gruppo.<br /><br />Risulta determinante soprattutto quando è necessario prendere decisioni, o quando si devono ascoltare le varie opinioni dei partecipanti, o quando semplicemente è il momento di svolgere esperienze e attività collettive.<br /><br />La facilitazione è particolarmente importante per:<br />Gestire le fasi preparatorie di una riunione<br />Comunicare i vari elementi (tempi, modi, opzioni, ecc.) della riunione<br />Gestire la facoltà di parola dei singoli<br />Condividere le informazioni essenziali<br /><br />Tutti noi tre di Pardes, nelle nostre professioni, abbiamo esperienze dirette di facilitazione. E nella pratica, sappiamo quanto la sua presenza nei gruppi sia davvero essenziale.<br />_________________<br /><br />In questa puntata ne parliamo con due ospiti, entrambi esperti di facilitazione.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19892270</guid><pubDate>Wed, 06 Nov 2019 18:06:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19892270/pardes_053_e_facilitare_gruppi.mp3" length="35772582" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>La facilitazione è una disciplina fondamentale all’interno delle dinamiche di gruppo.

Risulta determinante soprattutto quando è necessario prendere decisioni, o quando si devono ascoltare le varie opinioni dei partecipanti, o quando semplicemente è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La facilitazione è una disciplina fondamentale all’interno delle dinamiche di gruppo.<br /><br />Risulta determinante soprattutto quando è necessario prendere decisioni, o quando si devono ascoltare le varie opinioni dei partecipanti, o quando semplicemente è il momento di svolgere esperienze e attività collettive.<br /><br />La facilitazione è particolarmente importante per:<br />Gestire le fasi preparatorie di una riunione<br />Comunicare i vari elementi (tempi, modi, opzioni, ecc.) della riunione<br />Gestire la facoltà di parola dei singoli<br />Condividere le informazioni essenziali<br /><br />Tutti noi tre di Pardes, nelle nostre professioni, abbiamo esperienze dirette di facilitazione. E nella pratica, sappiamo quanto la sua presenza nei gruppi sia davvero essenziale.<br />_________________<br /><br />In questa puntata ne parliamo con due ospiti, entrambi esperti di facilitazione.<br /><br />A questo punto, buon ascolto.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1490</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/54e4c58212143dc666dad06b512adb08.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 052 - Buon compleanno Pardes</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-052-buon-compleanno-pardes--19781171</link><description><![CDATA[La 52^ puntata è molto speciale. <br /><br />Dopo 365 giorni attorno al sole, festeggiamo il primo compleanno di Pardes.<br /><br />La puntata è un collage di auguri vocali che la comunità di pardesiani rivolge al nostro podcast.   <br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19781171</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2019 05:09:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19781171/pardes_052_buon_compleanno_pardes.mp3" length="12999561" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>La 52^ puntata è molto speciale. 

Dopo 365 giorni attorno al sole, festeggiamo il primo compleanno di Pardes.

La puntata è un collage di auguri vocali che la comunità di pardesiani rivolge al nostro podcast.   
_________________

Continuiamo insieme...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La 52^ puntata è molto speciale. <br /><br />Dopo 365 giorni attorno al sole, festeggiamo il primo compleanno di Pardes.<br /><br />La puntata è un collage di auguri vocali che la comunità di pardesiani rivolge al nostro podcast.   <br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>813</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/13f72f163062f57484ecacda88333bbf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 051 - p - revisione dei progetti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-051-p-revisione-dei-progetti--19631886</link><description><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Priel, è la revisione dei progetti.  <br />_________________<br /><br />Federico crede fortemente nella necessità di rivedere i progetti e lo ritiene uno strumento importantissimo, anche nel marketing, dove il beneficio più grande è il fatto che si impara. Sostiene che, se nel produrre dei contenuto non abbiamo anche un’ipotesi da verificare, probabilmente stiamo sprecando un’occasione. L’ipotesi va testata per capire se ci ha portato più vicino all’obiettivo (a quel punto lo si ripete in modo più raffinato). Se no, è bene cambiare.<br /><br />L’ospite della puntata ritiene che una revisione è essenziale tutte le volte che il progetto diventa inutile o obsoleto rispetto ai punti di partenza. Il problema è che spesso ci si concentra solo sui risultati conseguiti e sul processo in atto. La capacità più importante che abbiamo, allora, è quella del pivoting: cambiare realmente direzione in corso.<br /><br />Enrico racconta che la revisione che ha messo più in atto nella sua vita è quella del CV. La consapevolezza delle diverse esperienze fatte e delle competenze acquisite (convenzionali o meno), lo ha portato a revisionare le proprie competenze, i propri percorsi e anche i propri obiettivi. E a un certo punto, lo ha portato a fare qualcosa che non aveva mai fatto: progettare e scrivere il proprio curriculum, anche per il futuro.<br /><br />Priel racconta di aver vissuto esperienze dove non si revisiona mai nulla, con conseguenze molto negative sulla gestione dei progetti, sull’assunzione di responsabilità e sulla consapevolezza complessiva della direzione verso cui si sta andando. E sostiene che, quando le revisioni le facciamo, dobbiamo ricordarci di farle anche nei momenti positivi, non solo in quelli di difficoltà.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19631886</guid><pubDate>Tue, 22 Oct 2019 16:14:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19631886/pardes_051_p_revisione_dei_progetti.mp3" length="39240290" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’argomento di oggi, proposto da Priel, è la revisione dei progetti.  
_________________

Federico crede fortemente nella necessità di rivedere i progetti e lo ritiene uno strumento importantissimo, anche nel marketing, dove il beneficio più grande è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Priel, è la revisione dei progetti.  <br />_________________<br /><br />Federico crede fortemente nella necessità di rivedere i progetti e lo ritiene uno strumento importantissimo, anche nel marketing, dove il beneficio più grande è il fatto che si impara. Sostiene che, se nel produrre dei contenuto non abbiamo anche un’ipotesi da verificare, probabilmente stiamo sprecando un’occasione. L’ipotesi va testata per capire se ci ha portato più vicino all’obiettivo (a quel punto lo si ripete in modo più raffinato). Se no, è bene cambiare.<br /><br />L’ospite della puntata ritiene che una revisione è essenziale tutte le volte che il progetto diventa inutile o obsoleto rispetto ai punti di partenza. Il problema è che spesso ci si concentra solo sui risultati conseguiti e sul processo in atto. La capacità più importante che abbiamo, allora, è quella del pivoting: cambiare realmente direzione in corso.<br /><br />Enrico racconta che la revisione che ha messo più in atto nella sua vita è quella del CV. La consapevolezza delle diverse esperienze fatte e delle competenze acquisite (convenzionali o meno), lo ha portato a revisionare le proprie competenze, i propri percorsi e anche i propri obiettivi. E a un certo punto, lo ha portato a fare qualcosa che non aveva mai fatto: progettare e scrivere il proprio curriculum, anche per il futuro.<br /><br />Priel racconta di aver vissuto esperienze dove non si revisiona mai nulla, con conseguenze molto negative sulla gestione dei progetti, sull’assunzione di responsabilità e sulla consapevolezza complessiva della direzione verso cui si sta andando. E sostiene che, quando le revisioni le facciamo, dobbiamo ricordarci di farle anche nei momenti positivi, non solo in quelli di difficoltà.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1635</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b7708ba2c2384815b5448b637e27e531.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 050 - questo è l'inizio di Pardes</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-050-questo-e-l-inizio-di-pardes--19517992</link><description><![CDATA[Se vuoi ascoltare il solito Pardes <br />torna la prossima settimana o vai ad ascoltare <br />una delle 49 puntate che precedono questa.<br />Oggi sentirai i messaggi vocali <br />che ci scambiammo via whatsapp 6 mesi<br />prima di pubblicare la prima puntata<br />il 28 ottobre 2018.<br /><br />Siamo arrivati alla 50esima puntata <br />e la vogliamo onorare aprendoti una finestra<br />su idee, dubbi e pensieri che noi 3 fondatori<br />ci scambiavamo quando ancora Pardes<br />non aveva un nome.<br /><br />Questo è l'inizio di Pardes.<br />Buon ascolto 😉]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19517992</guid><pubDate>Tue, 15 Oct 2019 13:56:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19517992/pardes_050_questo_l_inizio_di_pardes_2.mp3" length="28745848" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Se vuoi ascoltare il solito Pardes 
torna la prossima settimana o vai ad ascoltare 
una delle 49 puntate che precedono questa.
Oggi sentirai i messaggi vocali 
che ci scambiammo via whatsapp 6 mesi
prima di pubblicare la prima puntata
il 28 ottobre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se vuoi ascoltare il solito Pardes <br />torna la prossima settimana o vai ad ascoltare <br />una delle 49 puntate che precedono questa.<br />Oggi sentirai i messaggi vocali <br />che ci scambiammo via whatsapp 6 mesi<br />prima di pubblicare la prima puntata<br />il 28 ottobre 2018.<br /><br />Siamo arrivati alla 50esima puntata <br />e la vogliamo onorare aprendoti una finestra<br />su idee, dubbi e pensieri che noi 3 fondatori<br />ci scambiavamo quando ancora Pardes<br />non aveva un nome.<br /><br />Questo è l'inizio di Pardes.<br />Buon ascolto 😉]]></itunes:summary><itunes:duration>1197</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/294b9f237049869e6b8cbaabc7d031ab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 049 - f - arroganza o assertività</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-049-f-arroganza-o-assertivita--19372327</link><description><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Federico, ha a che fare con la presa di responsabilità delle persone di prendere decisioni all’interno dei gruppi. Nella necessità di dover nascondere dei dubbi, fino a dove c’è assertività? E quando inizia invece l’arroganza? _________________ Enrico racconta un’esperienza di gruppo che ha vissuto personalmente, dove chi aveva la leadership dimostrava una buona capacità di assertività sia nel comunicare sia nel decidere. Questa abilità però sconfinava in un ‘territorio’ diverso quando entrava in ballo la capacità di gestire il gruppo e di saperlo ascoltare davvero. Lì, l’assertività lasciava spazio all’autorità e gli effetti non erano sempre positivi. Priel confida che per lui l’essere assertivi è connesso alla comunicazione, non tanto alla sicurezza. L’arroganza, più che concettualmente, gli fa venire in mente nel concreto due persone che conosce di persona: una deve parlare per forza, anche se non sa granché dell’argomento di cui si discute. L’altra persona è decisionista senza essere arrogante, ma spesso non sa comunicare né ascoltare. Federico aggiunge un altro dettaglio. Ci sono tanti contesti in cui c’è un leader che decide per il gruppo, senza spiegare il perché. Se questo viene diffusamente accettato, è perché c’è uno status quo? O un merito obiettivo? O un bisogno umano? C’è un costante bisogno di seguire, dice Priel. Siamo dei follower. Confida che, nel suo quotidiano, fa fatica a seguire o addirittura si allontana proprio da quelle persone che, quando decidono, sembra che lo facciano più per il proprio ego che non per il benessere del gruppo. _________________ Allora, cosa avresti aggiunto a quel leader? E cosa gli avresti tolto? chiede Federico. Avrei aggiunto la capacità di narrare le visioni, dice Enrico. Perché la stella polare delle organizzazioni i leader non devono solo riconoscerle, ma devono saperle raccontare al gruppo. Avrei tolto la percezione del “decisionismo a tutti i costi”. Il decisionismo è essenziale nella leadership, ma deve includere l’attitudine costante di ascolto dei singoli. _________________ Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19372327</guid><pubDate>Sun, 06 Oct 2019 03:21:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19372327/imported_1570331811622959_audio.mp3" length="27640476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’argomento di oggi, proposto da Federico, ha a che fare con la presa di responsabilità delle persone di prendere decisioni all’interno dei gruppi. Nella necessità di dover nascondere dei dubbi, fino a dove c’è assertività? E quando inizia invece...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Federico, ha a che fare con la presa di responsabilità delle persone di prendere decisioni all’interno dei gruppi. Nella necessità di dover nascondere dei dubbi, fino a dove c’è assertività? E quando inizia invece l’arroganza? _________________ Enrico racconta un’esperienza di gruppo che ha vissuto personalmente, dove chi aveva la leadership dimostrava una buona capacità di assertività sia nel comunicare sia nel decidere. Questa abilità però sconfinava in un ‘territorio’ diverso quando entrava in ballo la capacità di gestire il gruppo e di saperlo ascoltare davvero. Lì, l’assertività lasciava spazio all’autorità e gli effetti non erano sempre positivi. Priel confida che per lui l’essere assertivi è connesso alla comunicazione, non tanto alla sicurezza. L’arroganza, più che concettualmente, gli fa venire in mente nel concreto due persone che conosce di persona: una deve parlare per forza, anche se non sa granché dell’argomento di cui si discute. L’altra persona è decisionista senza essere arrogante, ma spesso non sa comunicare né ascoltare. Federico aggiunge un altro dettaglio. Ci sono tanti contesti in cui c’è un leader che decide per il gruppo, senza spiegare il perché. Se questo viene diffusamente accettato, è perché c’è uno status quo? O un merito obiettivo? O un bisogno umano? C’è un costante bisogno di seguire, dice Priel. Siamo dei follower. Confida che, nel suo quotidiano, fa fatica a seguire o addirittura si allontana proprio da quelle persone che, quando decidono, sembra che lo facciano più per il proprio ego che non per il benessere del gruppo. _________________ Allora, cosa avresti aggiunto a quel leader? E cosa gli avresti tolto? chiede Federico. Avrei aggiunto la capacità di narrare le visioni, dice Enrico. Perché la stella polare delle organizzazioni i leader non devono solo riconoscerle, ma devono saperle raccontare al gruppo. Avrei tolto la percezione del “decisionismo a tutti i costi”. Il decisionismo è essenziale nella leadership, ma deve includere l’attitudine costante di ascolto dei singoli. _________________ Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1728</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0f554b30e977896d64a9ef8dbb8f8d87.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 048 - e - come aiuti il mondo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-048-e-come-aiuti-il-mondo--19271809</link><description><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Enrico, si rifà al concetto dell’Ikigai (che in giapponese significa “ragione di vita”). L’ikigai si basa sull’intersezione di quattro risposte a quattro domande potenti.<br /><br />La prima è “Ti piace quello che fai?”. <br />La seconda è “Sei bravo a fare ciò che fai?”.<br />La terza è “Ti pagano per fare ciò che fai?”. <br />La quarta domanda, su cui si basa la puntata di oggi, è “Quello che che fai, serve al mondo?”.<br />_________________<br /><br />Nella nostra mente, la quarta domanda ha a che fare prima di tutto con il lavoro che facciamo. Allora forse dovremmo partire dalla forma del lavoro che facciamo. <br /><br />Priel afferma che il suo concetto di ‘lavoro’ è cambiato molto negli ultimi anni, forse perché non lo vede più come un ‘posto’. Si focalizza sul contributo che riesce a generare con l’insieme delle sue attività.<br /><br />Federico reputa pericolosa la domanda, perché porsela rischia di aprire porte verso frustrazione. Ritiene inoltre che potersela porre sia un autentico lusso, quindi per pochi. <br />_________________<br /><br />Ma oltre al nostro lavoro e alla nostra famiglia, facciamo delle attività all’esterno che per noi servono e per le quali non abbiamo la certezza di avere un qualcosa in cambio? <br /><br />Federico dà primaria rilevanza alla prima domanda, cioè se “amiamo quello che facciamo”. Ma più che riflettere sulle azioni, si concentra sull’amore verso le persone con cui entriamo in relazione. <br /><br />Priel ricorda che lo scopo del diagramma dell’Ikigai non pretende che tutte le risposte coincidano. Ma fa in modo che abbiamo maggior consapevolezza sul piacere personale, sulla qualità obiettiva, sul valore economico e sul contributo esterno di ciò che facciamo.<br />_________________<br /><br />L’unico ospite della puntata, che ha dato vita ad un’associazione che lavora nelle scuole in tutta Italia, racconta di aver chiaro il contributo che sta offrendo al mondo: riuscire a far sì che gli strumenti digitali vengano intesi come ‘finestre’ capaci di aiutare le persone a trarne vantaggi consapevoli.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19271809</guid><pubDate>Sun, 29 Sep 2019 05:59:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19271809/pardes_048_e_come_aiuti_il_mondo.mp3" length="37609449" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’argomento di oggi, proposto da Enrico, si rifà al concetto dell’Ikigai (che in giapponese significa “ragione di vita”). L’ikigai si basa sull’intersezione di quattro risposte a quattro domande potenti.

La prima è “Ti piace quello che fai?”. 
La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Enrico, si rifà al concetto dell’Ikigai (che in giapponese significa “ragione di vita”). L’ikigai si basa sull’intersezione di quattro risposte a quattro domande potenti.<br /><br />La prima è “Ti piace quello che fai?”. <br />La seconda è “Sei bravo a fare ciò che fai?”.<br />La terza è “Ti pagano per fare ciò che fai?”. <br />La quarta domanda, su cui si basa la puntata di oggi, è “Quello che che fai, serve al mondo?”.<br />_________________<br /><br />Nella nostra mente, la quarta domanda ha a che fare prima di tutto con il lavoro che facciamo. Allora forse dovremmo partire dalla forma del lavoro che facciamo. <br /><br />Priel afferma che il suo concetto di ‘lavoro’ è cambiato molto negli ultimi anni, forse perché non lo vede più come un ‘posto’. Si focalizza sul contributo che riesce a generare con l’insieme delle sue attività.<br /><br />Federico reputa pericolosa la domanda, perché porsela rischia di aprire porte verso frustrazione. Ritiene inoltre che potersela porre sia un autentico lusso, quindi per pochi. <br />_________________<br /><br />Ma oltre al nostro lavoro e alla nostra famiglia, facciamo delle attività all’esterno che per noi servono e per le quali non abbiamo la certezza di avere un qualcosa in cambio? <br /><br />Federico dà primaria rilevanza alla prima domanda, cioè se “amiamo quello che facciamo”. Ma più che riflettere sulle azioni, si concentra sull’amore verso le persone con cui entriamo in relazione. <br /><br />Priel ricorda che lo scopo del diagramma dell’Ikigai non pretende che tutte le risposte coincidano. Ma fa in modo che abbiamo maggior consapevolezza sul piacere personale, sulla qualità obiettiva, sul valore economico e sul contributo esterno di ciò che facciamo.<br />_________________<br /><br />L’unico ospite della puntata, che ha dato vita ad un’associazione che lavora nelle scuole in tutta Italia, racconta di aver chiaro il contributo che sta offrendo al mondo: riuscire a far sì che gli strumenti digitali vengano intesi come ‘finestre’ capaci di aiutare le persone a trarne vantaggi consapevoli.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1567</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/577e96ffcadcca94b7daa83da96f2656.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 047 - p - come dire di no?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-047-p-come-dire-di-no--19159744</link><description><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Priel, riguarda la capacità di dire di ‘no’ alle proposte collaborative e commerciali che riceviamo.<br />________<br /><br />Federico condivide un ricordo doloroso. Quando, un po’ di anni fa, ha accettato di lavorare come digital strategist in una start up: una proposta che non poteva non accettare. Dopo un anno di esperienza piena di difficoltà, però, ha scelto di chiudere il rapporto. La motivazione che si dà ancora oggi è che “non era pronto”.<br /><br />Enrico condivide un’esperienza dell’anno scorso: un proposta collaborativa di un professionista per creare contenuti con una finalità di convergenza collaborativa in ambito formativo. Con entusiasmo e con la fiducia verso quella persona, Enrico ha accettato. Dopo pochi mesi, però, ha deciso di interrompere il rapporto.<br />______________<br /><br />“Ma come si fa a dire di no?” chiede Priel.<br /><br />Federico sostiene che la percezione dell’abbondanza di opportunità aiuta a sviluppare una capacità di dire di no. Pensare invece che siano pochissimi i treni che passano, ci porta a dire di sì anche se quando siamo convinti della proposta.  <br />Ricorda poi che, dopo aver chiuso l’esperienza digitale, ha deciso di rimettersi in carreggiata cambiando totalmente mestiere: facendo per un breve periodo il fioraio.<br /><br />Enrico ricorda di avere una tendenza ad “aprire più porte”, ma di aver anche cambiato negli ultimi anni la sua personale capacità di fare domande alle persone che gli propongono di collaborare all’interno di progetti o di offrire dei servizi. Questo segna un cambiamento di pensiero e di atteggiamento.<br />______________<br /><br />“C’è un momento, invece, in cui è bene dire di sì?” chiede poi Priel.<br /><br />Federico sostiene che il momento giusto è quando abbiamo voglia di fare qualcosa di nuovo e abbiamo paura di farlo.<br /><br />Enrico sostiene che il momento giusto per dire di sì è quando intravediamo un margine di errore (cioè di sbagliare) e abbiamo tempo da dedicare.<br /><br />Priel aggiunge che, quel tempo, dobbiamo decidere di dedicarcelo. Perché non esiste a priori. Esiste soltanto nel momento in cui lo creiamo noi stessi.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19159744</guid><pubDate>Sun, 22 Sep 2019 04:30:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19159744/pardes_047_p_come_dire_di_no.mp3" length="41623832" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’argomento di oggi, proposto da Priel, riguarda la capacità di dire di ‘no’ alle proposte collaborative e commerciali che riceviamo.
________

Federico condivide un ricordo doloroso. Quando, un po’ di anni fa, ha accettato di lavorare come digital...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’argomento di oggi, proposto da Priel, riguarda la capacità di dire di ‘no’ alle proposte collaborative e commerciali che riceviamo.<br />________<br /><br />Federico condivide un ricordo doloroso. Quando, un po’ di anni fa, ha accettato di lavorare come digital strategist in una start up: una proposta che non poteva non accettare. Dopo un anno di esperienza piena di difficoltà, però, ha scelto di chiudere il rapporto. La motivazione che si dà ancora oggi è che “non era pronto”.<br /><br />Enrico condivide un’esperienza dell’anno scorso: un proposta collaborativa di un professionista per creare contenuti con una finalità di convergenza collaborativa in ambito formativo. Con entusiasmo e con la fiducia verso quella persona, Enrico ha accettato. Dopo pochi mesi, però, ha deciso di interrompere il rapporto.<br />______________<br /><br />“Ma come si fa a dire di no?” chiede Priel.<br /><br />Federico sostiene che la percezione dell’abbondanza di opportunità aiuta a sviluppare una capacità di dire di no. Pensare invece che siano pochissimi i treni che passano, ci porta a dire di sì anche se quando siamo convinti della proposta.  <br />Ricorda poi che, dopo aver chiuso l’esperienza digitale, ha deciso di rimettersi in carreggiata cambiando totalmente mestiere: facendo per un breve periodo il fioraio.<br /><br />Enrico ricorda di avere una tendenza ad “aprire più porte”, ma di aver anche cambiato negli ultimi anni la sua personale capacità di fare domande alle persone che gli propongono di collaborare all’interno di progetti o di offrire dei servizi. Questo segna un cambiamento di pensiero e di atteggiamento.<br />______________<br /><br />“C’è un momento, invece, in cui è bene dire di sì?” chiede poi Priel.<br /><br />Federico sostiene che il momento giusto è quando abbiamo voglia di fare qualcosa di nuovo e abbiamo paura di farlo.<br /><br />Enrico sostiene che il momento giusto per dire di sì è quando intravediamo un margine di errore (cioè di sbagliare) e abbiamo tempo da dedicare.<br /><br />Priel aggiunge che, quel tempo, dobbiamo decidere di dedicarcelo. Perché non esiste a priori. Esiste soltanto nel momento in cui lo creiamo noi stessi.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1734</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2572cfbe66bebfb40504b99db1a2700a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 046 - privilegi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-046-privilegi--19104860</link><description><![CDATA[Qual è un risultato ottenuto di cui siamo particolarmente orgogliosi?<br />________<br /><br />Enrico ricorda della soddisfazione profonda nel saper oggi aiutare le persone ad esprimersi in modo efficace e congruente, quando fino a 15 anni fa aveva lui stesso problemi evidenti di comunicazione nel suo quotidiano.<br /><br />Cristiana racconta di come la parte spirituale delle religioni l’abbia sempre attratta e, nello specifico, la pratica della meditazione. Dopo diversi tentativi in questa dimensione (e dopo diversi abbandoni), ha trovato una strada e un gruppo di persone con cui praticarla. E oggi fa parte della sua vita. <br /><br />Priel ricorda di come, una volta arrivato in Italia, nelle università abbia trovato molta burocrazia e poca digitalizzazione. Collaborando con un’altra persona, ha pensato a una soluzione orizzontale: costruire una piattaforma digitale, con un forum, dove gli studenti hanno iniziato ad accedere, a caricare file e a condividere info.<br />______________<br /><br />Ma in quello che otteniamo, quanto conta la fortuna?<br /><br />Enrico sente che la fortuna conta per il 10%, il lavoro e la dedizione per il 70%. E il restante se lo prende 20% l’intuito geniale.<br /><br />Le percentuali di Cristiana sono: 40% fortuna, 60% lavoro.<br /><br />Priel dice che senza la progettazione, la fortuna non conta nulla.<br />______________<br /><br />E in quello che otteniamo, quanto contano invece i privilegi che ereditiamo senza merito?<br /><br />Enrico ricorda l’importanza di uno dei grandi problemi che abbiamo: la costante mancanza di gratitudine. Il suo personale privilegio è avere avuto persone attorno a lui che non gli hanno mai messo i bastoni tra le ruote.<br /><br />Cristiana dice che la fortuna aiuta chi sale sui treni (privilegi) che ci passano davanti. E nel suo caso, il treno (gruppo di meditazione) era letteralmente dietro casa sua. <br /><br />Priel ricorda che noi non possiamo cambiare la nostra fortuna e i nostri privilegi. Possiamo impegnarci da adesso in avanti a guardare un nostro traguardo personale, che è motivante e non competitivo. <br /><br />Federico sostiene che un errore gigantesco che facciamo è auto-attribuirci dei meriti (e dei risultati) che in realtà non sono nostri, ma derivano da cause esterne o da soggetti che ci aiutano a nostra insaputa.<br />_________________<br /><br />Il video a cui ci riferiamo durante la puntata: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4K5fbQ1-zps" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=4K5fbQ1-zps</a> <br /><br />L'immagine della puntata è opera di  Uğur Gallenkuş <a href="https://www.instagram.com/ugurgallen/" rel="noopener">https://www.instagram.com/ugurgallen/</a><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19104860</guid><pubDate>Sun, 15 Sep 2019 05:46:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19104860/pardes_046_privilegi.mp3" length="36113449" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Qual è un risultato ottenuto di cui siamo particolarmente orgogliosi?
________

Enrico ricorda della soddisfazione profonda nel saper oggi aiutare le persone ad esprimersi in modo efficace e congruente, quando fino a 15 anni fa aveva lui stesso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qual è un risultato ottenuto di cui siamo particolarmente orgogliosi?<br />________<br /><br />Enrico ricorda della soddisfazione profonda nel saper oggi aiutare le persone ad esprimersi in modo efficace e congruente, quando fino a 15 anni fa aveva lui stesso problemi evidenti di comunicazione nel suo quotidiano.<br /><br />Cristiana racconta di come la parte spirituale delle religioni l’abbia sempre attratta e, nello specifico, la pratica della meditazione. Dopo diversi tentativi in questa dimensione (e dopo diversi abbandoni), ha trovato una strada e un gruppo di persone con cui praticarla. E oggi fa parte della sua vita. <br /><br />Priel ricorda di come, una volta arrivato in Italia, nelle università abbia trovato molta burocrazia e poca digitalizzazione. Collaborando con un’altra persona, ha pensato a una soluzione orizzontale: costruire una piattaforma digitale, con un forum, dove gli studenti hanno iniziato ad accedere, a caricare file e a condividere info.<br />______________<br /><br />Ma in quello che otteniamo, quanto conta la fortuna?<br /><br />Enrico sente che la fortuna conta per il 10%, il lavoro e la dedizione per il 70%. E il restante se lo prende 20% l’intuito geniale.<br /><br />Le percentuali di Cristiana sono: 40% fortuna, 60% lavoro.<br /><br />Priel dice che senza la progettazione, la fortuna non conta nulla.<br />______________<br /><br />E in quello che otteniamo, quanto contano invece i privilegi che ereditiamo senza merito?<br /><br />Enrico ricorda l’importanza di uno dei grandi problemi che abbiamo: la costante mancanza di gratitudine. Il suo personale privilegio è avere avuto persone attorno a lui che non gli hanno mai messo i bastoni tra le ruote.<br /><br />Cristiana dice che la fortuna aiuta chi sale sui treni (privilegi) che ci passano davanti. E nel suo caso, il treno (gruppo di meditazione) era letteralmente dietro casa sua. <br /><br />Priel ricorda che noi non possiamo cambiare la nostra fortuna e i nostri privilegi. Possiamo impegnarci da adesso in avanti a guardare un nostro traguardo personale, che è motivante e non competitivo. <br /><br />Federico sostiene che un errore gigantesco che facciamo è auto-attribuirci dei meriti (e dei risultati) che in realtà non sono nostri, ma derivano da cause esterne o da soggetti che ci aiutano a nostra insaputa.<br />_________________<br /><br />Il video a cui ci riferiamo durante la puntata: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4K5fbQ1-zps" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=4K5fbQ1-zps</a> <br /><br />L'immagine della puntata è opera di  Uğur Gallenkuş <a href="https://www.instagram.com/ugurgallen/" rel="noopener">https://www.instagram.com/ugurgallen/</a><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1505</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/823ea0eac36b5a243516c4b252fb9b8e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 045 - e - imprevisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-045-e-imprevisti--19034174</link><description><![CDATA[Cosa succede quando le nostre situazioni non vanno come le avevamo pianificate? Cosa succede quando qualche evento si intromette nella nostra sfera di controllo? Entriamo nel panico? O ci buttiamo su sentieri di improvvisazione? Sostanzialmente, qual è il nostro rapporto con gli imprevisti?<br />________<br /><br />Priel racconta alcuni eventi imprevedibili della sua vita: venire in Italia da Israele, conoscere la sua futura moglie, creare una famiglia e rimanere. Per lui l’imprevisto è diventato il “regalo di essere nel presente” che lo costringe a prendere delle decisioni, anche di una certa importanza e anche di una certa urgenza.<br /><br />Federico racconta un suo viaggio in solitaria che fatto in Europa fatto qualche anno fa. In autostop. E con un piano di viaggio che aveva troppe condizioni da incastrare perché non ci fossero anche degli imprevisti.<br /><br />Enrico fa riferimento alla sua esperienza di teatro amatoriale, nella quale ha imparato che l’apprendimento mnemonico delle battute e dei movimenti non esclude in automatico l’errore di chi recita e quindi deve includere anche la capacità di saper improvvisare quando si è in scena davanti a un pubblico.<br /><br />Enrico ricorda poi che la passione che abbiamo per certe competizioni sportive dipende proprio dai loro imprevisti dinamici, che ne determinano spesso gli esiti. <br /><br />Federico sostiene che una delle capacità che gli umani devono acquisire nella realtà e nel mondo del lavoro nel 21° secolo è proprio la capacità di gestire gli imprevisti.<br /><br />Priel ritiene che dovremmo - forse - abituarci a non poter controllare tutto quello vogliamo progettare. E chiude con una domanda leggera leggera leggera: la vita che vogliamo pianificare ha un suo copione?<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19034174</guid><pubDate>Sun, 08 Sep 2019 04:30:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19034174/pardes_045_e_imprevisti.mp3" length="30172680" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa succede quando le nostre situazioni non vanno come le avevamo pianificate? Cosa succede quando qualche evento si intromette nella nostra sfera di controllo? Entriamo nel panico? O ci buttiamo su sentieri di improvvisazione? Sostanzialmente, qual...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa succede quando le nostre situazioni non vanno come le avevamo pianificate? Cosa succede quando qualche evento si intromette nella nostra sfera di controllo? Entriamo nel panico? O ci buttiamo su sentieri di improvvisazione? Sostanzialmente, qual è il nostro rapporto con gli imprevisti?<br />________<br /><br />Priel racconta alcuni eventi imprevedibili della sua vita: venire in Italia da Israele, conoscere la sua futura moglie, creare una famiglia e rimanere. Per lui l’imprevisto è diventato il “regalo di essere nel presente” che lo costringe a prendere delle decisioni, anche di una certa importanza e anche di una certa urgenza.<br /><br />Federico racconta un suo viaggio in solitaria che fatto in Europa fatto qualche anno fa. In autostop. E con un piano di viaggio che aveva troppe condizioni da incastrare perché non ci fossero anche degli imprevisti.<br /><br />Enrico fa riferimento alla sua esperienza di teatro amatoriale, nella quale ha imparato che l’apprendimento mnemonico delle battute e dei movimenti non esclude in automatico l’errore di chi recita e quindi deve includere anche la capacità di saper improvvisare quando si è in scena davanti a un pubblico.<br /><br />Enrico ricorda poi che la passione che abbiamo per certe competizioni sportive dipende proprio dai loro imprevisti dinamici, che ne determinano spesso gli esiti. <br /><br />Federico sostiene che una delle capacità che gli umani devono acquisire nella realtà e nel mondo del lavoro nel 21° secolo è proprio la capacità di gestire gli imprevisti.<br /><br />Priel ritiene che dovremmo - forse - abituarci a non poter controllare tutto quello vogliamo progettare. E chiude con una domanda leggera leggera leggera: la vita che vogliamo pianificare ha un suo copione?<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1257</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/12f3a08c63aabd22ab0a38b66928261c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 044 - p - salviamo l'ambiente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-044-p-salviamo-l-ambiente--18969696</link><description><![CDATA[Dopo tre puntate speciali, torniamo a registrare live tutti e tre, dallo stesso posto. <br /><br />Non avevamo ancora parlato di ambiente, forse perché nessuno di noi tre ne è esperto. In questa puntata invece lo facciamo, prendendo spunto da Giovanna, una pardesiana che ha a cuore le tematiche ambientali ed ecologiche.<br />________<br /><br />L’ambiente è un tema di fortissima attualità, anche perché cominciamo ad avere informazioni da tante parti del mondo, che non possiamo più far finta di non comprendere. Noi come persone però, nel nostro piccolo, che cosa possiamo fare? Che cosa stiamo già facendo? Che cosa stiamo generando o proteggendo?<br /><br />Federico fin da giovane ha avuto un’attenzione maniacale per la raccolta dei rifiuti, con cui ha condizionato anche altri. Ricorda che, nel quotidiano, a volte è il senso di colpa a bloccarci nel cambiare abitudini, mentre altre volte è proprio quella la spinta per attuare azioni virtuose.<br /><br />Enrico si è appassionato di ambiente durante il periodo universitario e una forte riconnessione con la natura l’ha avuta negli anni successivi, avvicinandosi concretamente a pratiche di permacultura. Un collegamento immediato che fa oggi è quello col cibo e con l’inconsapevolezza che ci accompagna quando acquistiamo i prodotti che mangiamo.<br /><br />Priel sostiene che, per cominciare a fare qualcosa a livello di attivismo ambientale, nel nostro piccolo dobbiamo sentire un’autentica voglia: altrimenti o non si fa nulla oppure si comincia per poi mollare ben presto. Rispetto all’ambiente, un buon punto di partenza è focalizzarci sul nostro contributo peggiore, cioè l’impatto peggiore che produciamo. E poi, da quel momento, possiamo concentrarci sul versante attivamente positivo delle nostre scelte etiche. <br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18969696</guid><pubDate>Sun, 01 Sep 2019 05:37:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18969696/pardes_044_p_salviamo_l_ambiente_mixdown.mp3" length="32452761" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo tre puntate speciali, torniamo a registrare live tutti e tre, dallo stesso posto. 

Non avevamo ancora parlato di ambiente, forse perché nessuno di noi tre ne è esperto. In questa puntata invece lo facciamo, prendendo spunto da Giovanna, una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo tre puntate speciali, torniamo a registrare live tutti e tre, dallo stesso posto. <br /><br />Non avevamo ancora parlato di ambiente, forse perché nessuno di noi tre ne è esperto. In questa puntata invece lo facciamo, prendendo spunto da Giovanna, una pardesiana che ha a cuore le tematiche ambientali ed ecologiche.<br />________<br /><br />L’ambiente è un tema di fortissima attualità, anche perché cominciamo ad avere informazioni da tante parti del mondo, che non possiamo più far finta di non comprendere. Noi come persone però, nel nostro piccolo, che cosa possiamo fare? Che cosa stiamo già facendo? Che cosa stiamo generando o proteggendo?<br /><br />Federico fin da giovane ha avuto un’attenzione maniacale per la raccolta dei rifiuti, con cui ha condizionato anche altri. Ricorda che, nel quotidiano, a volte è il senso di colpa a bloccarci nel cambiare abitudini, mentre altre volte è proprio quella la spinta per attuare azioni virtuose.<br /><br />Enrico si è appassionato di ambiente durante il periodo universitario e una forte riconnessione con la natura l’ha avuta negli anni successivi, avvicinandosi concretamente a pratiche di permacultura. Un collegamento immediato che fa oggi è quello col cibo e con l’inconsapevolezza che ci accompagna quando acquistiamo i prodotti che mangiamo.<br /><br />Priel sostiene che, per cominciare a fare qualcosa a livello di attivismo ambientale, nel nostro piccolo dobbiamo sentire un’autentica voglia: altrimenti o non si fa nulla oppure si comincia per poi mollare ben presto. Rispetto all’ambiente, un buon punto di partenza è focalizzarci sul nostro contributo peggiore, cioè l’impatto peggiore che produciamo. E poi, da quel momento, possiamo concentrarci sul versante attivamente positivo delle nostre scelte etiche. <br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1352</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/67cdbbbaae05b70d1b37bad0ba6595a2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 043 - enrico - maggioranza minoranza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-043-enrico-maggioranza-minoranza--18905858</link><description><![CDATA[Tutti noi ci troviamo costantemente in maggioranza e in minoranza, vero? Molto spesso però, in questo, facciamo due grandi errori di disattenzione. <br /><br />Il primo è non renderci conto delle ‘maggioranze e minoranze invisibili’ nelle quali ci troviamo. Il secondo è pensare che, appartenere all’una o all’altra, determini delle conseguenze immodificabili nel nostro quotidiano (quando invece dipende dalla nostra consapevolezza e dal nostro agire).<br /><br />La maggioranza è solo statisticamente diversa dalla minoranza. Tra l’altro in una determinata situazione, spesso mutevole anche in tempi rapidi.<br /><br />La maggioranza non per forza è sbagliata. E la minoranza non è per forza debole. Ma la maggioranza non è in automatico migliore della minoranza. Talvolta, infatti, i componenti della maggioranza godono semplicemente di privilegi scontati (di cui sono inconsapevoli) che a lungo andare la fossilizzano nel non accorgersi degli altri, di sé e delle proprie necessità di cambiamento.<br /><br />Essere in minoranza, invece, a volte è paradossalmente comodo. Soprattutto a livello politico. Perché dispensa dalla responsabilità di prendere decisioni per la totalità e di doverne quindi rendere conto.<br /><br />Enrico cita l’esperienza di maggioranze e minoranze percepite da tre persone a lui care: la sua ragazza, sua sorella e un suo caro amico. E soprattutto confessa di sentirsi in maggioranza in una data situazione (che non richiede praticamente mai delle spiegazioni) e di sentirsi faticosamente in minoranza in un’altra (che viene ancora spesso sottovalutata o incompresa).<br /><br />E tu, come ti senti nelle tue maggioranze e/o minoranze?<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br />_________________<br />RISORSE CITATE NELLA PUNTATA<br /><br />Il sito di Arnold Mindell <a href="http://www.aamindell.net/process-work" rel="noopener">http://www.aamindell.net/process-work</a><br /><br />Il sito di Process Work Italia <a href="https://www.processworkitalia.com" rel="noopener">https://www.processworkitalia.com</a><br /><br />La comunicazione in cerchio del Way of Council <a href="http://www.ilcambiamento.it/articoli/the-way-of-council-la-via-verso-l-ascolto-e-il-benessere" rel="noopener">http://www.ilcambiamento.it/articoli/the-way-of-council-la-via-verso-l-ascolto-e-il-benessere</a><br /><br />L’imitazione fatta da Neri Marcorè <a href="https://www.dailymotion.com/video/x4x1gw5" rel="noopener">https://www.dailymotion.com/video/x4x1gw5</a><br /><br />L’imitazione fatta da Corrado Guzzanti <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SySzs6wdLCc" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=SySzs6wdLCc</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18905858</guid><pubDate>Sun, 25 Aug 2019 04:25:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18905858/pardes_043_enrico_maggioranza_minoranza.mp3" length="28767291" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Tutti noi ci troviamo costantemente in maggioranza e in minoranza, vero? Molto spesso però, in questo, facciamo due grandi errori di disattenzione. 

Il primo è non renderci conto delle ‘maggioranze e minoranze invisibili’ nelle quali ci troviamo. Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tutti noi ci troviamo costantemente in maggioranza e in minoranza, vero? Molto spesso però, in questo, facciamo due grandi errori di disattenzione. <br /><br />Il primo è non renderci conto delle ‘maggioranze e minoranze invisibili’ nelle quali ci troviamo. Il secondo è pensare che, appartenere all’una o all’altra, determini delle conseguenze immodificabili nel nostro quotidiano (quando invece dipende dalla nostra consapevolezza e dal nostro agire).<br /><br />La maggioranza è solo statisticamente diversa dalla minoranza. Tra l’altro in una determinata situazione, spesso mutevole anche in tempi rapidi.<br /><br />La maggioranza non per forza è sbagliata. E la minoranza non è per forza debole. Ma la maggioranza non è in automatico migliore della minoranza. Talvolta, infatti, i componenti della maggioranza godono semplicemente di privilegi scontati (di cui sono inconsapevoli) che a lungo andare la fossilizzano nel non accorgersi degli altri, di sé e delle proprie necessità di cambiamento.<br /><br />Essere in minoranza, invece, a volte è paradossalmente comodo. Soprattutto a livello politico. Perché dispensa dalla responsabilità di prendere decisioni per la totalità e di doverne quindi rendere conto.<br /><br />Enrico cita l’esperienza di maggioranze e minoranze percepite da tre persone a lui care: la sua ragazza, sua sorella e un suo caro amico. E soprattutto confessa di sentirsi in maggioranza in una data situazione (che non richiede praticamente mai delle spiegazioni) e di sentirsi faticosamente in minoranza in un’altra (che viene ancora spesso sottovalutata o incompresa).<br /><br />E tu, come ti senti nelle tue maggioranze e/o minoranze?<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br />_________________<br />RISORSE CITATE NELLA PUNTATA<br /><br />Il sito di Arnold Mindell <a href="http://www.aamindell.net/process-work" rel="noopener">http://www.aamindell.net/process-work</a><br /><br />Il sito di Process Work Italia <a href="https://www.processworkitalia.com" rel="noopener">https://www.processworkitalia.com</a><br /><br />La comunicazione in cerchio del Way of Council <a href="http://www.ilcambiamento.it/articoli/the-way-of-council-la-via-verso-l-ascolto-e-il-benessere" rel="noopener">http://www.ilcambiamento.it/articoli/the-way-of-council-la-via-verso-l-ascolto-e-il-benessere</a><br /><br />L’imitazione fatta da Neri Marcorè <a href="https://www.dailymotion.com/video/x4x1gw5" rel="noopener">https://www.dailymotion.com/video/x4x1gw5</a><br /><br />L’imitazione fatta da Corrado Guzzanti <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SySzs6wdLCc" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=SySzs6wdLCc</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1199</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7323f34321c0f343aea73d37db068033.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 042 - federico - storytelling</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-042-federico-storytelling--18847383</link><description><![CDATA[C'è un dramma che si consuma ogni giorno.<br />Idee, buone idee non vengono ascoltate, ricordate, non contagiano e non si tramutano in azione.<br /><br />Chi è il responsabile di questo dramma?<br />TU!<br />Tu che stai proponendo la tua idea e non ti rendi conto che ogni idea necessita di essere raccontata e valorizzata tramite una storia che la incornicia.<br /><br />In questa puntata percorriamo insieme alcune regole base dello storytelling prendendo spunto dai film che piacciono di più ai Pardesiani. <br /><br />E scopriamo come applicarle alla nostra vita di ogni giorno.<br />Buon ascolto!<br /><br />----<br />link alle risorse citate nella puntata:<br /><br />Story. Robert McKee - <a href="https://amzn.to/33JcMsD" rel="noopener">https://amzn.to/33JcMsD</a><br />La Vita è Bella - <a href="https://youtu.be/SRT9eJptuXc" rel="noopener">https://youtu.be/SRT9eJptuXc</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18847383</guid><pubDate>Sun, 18 Aug 2019 07:26:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18847383/pardes_042_federico_storytelling.mp3" length="24528269" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>C'è un dramma che si consuma ogni giorno.
Idee, buone idee non vengono ascoltate, ricordate, non contagiano e non si tramutano in azione.

Chi è il responsabile di questo dramma?
TU!
Tu che stai proponendo la tua idea e non ti rendi conto che ogni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C'è un dramma che si consuma ogni giorno.<br />Idee, buone idee non vengono ascoltate, ricordate, non contagiano e non si tramutano in azione.<br /><br />Chi è il responsabile di questo dramma?<br />TU!<br />Tu che stai proponendo la tua idea e non ti rendi conto che ogni idea necessita di essere raccontata e valorizzata tramite una storia che la incornicia.<br /><br />In questa puntata percorriamo insieme alcune regole base dello storytelling prendendo spunto dai film che piacciono di più ai Pardesiani. <br /><br />E scopriamo come applicarle alla nostra vita di ogni giorno.<br />Buon ascolto!<br /><br />----<br />link alle risorse citate nella puntata:<br /><br />Story. Robert McKee - <a href="https://amzn.to/33JcMsD" rel="noopener">https://amzn.to/33JcMsD</a><br />La Vita è Bella - <a href="https://youtu.be/SRT9eJptuXc" rel="noopener">https://youtu.be/SRT9eJptuXc</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1021</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c23d27334a341be40ab9b01ba185e0b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 041 - priel - cosa sono i podcast?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-041-priel-cosa-sono-i-podcast--18788010</link><description><![CDATA[Ecco la prima delle tre puntate speciali di Pardes! In questa, a differenza del solito, parla solo uno di noi. In solitaria, senza essere ‘disturbato’ dagli altri due.<br /><br />Comincia Priel, che fa una panoramica generale sul mondo dei podcast e poi, più nello specifico, racconta com’è e perché è nato Pardes.<br />________<br /><br />C’è chi i podcast li ama e chi no. Ma c’è anche chi i podcast praticamente non li conosce per niente.<br /><br />Negli Stati Uniti e in Inghilterra il podcasting è un’industria a sé, assolutamente non paragonabile al sistema esistente in Italia, che si sta sviluppando solo negli ultimi tempi.<br /><br />Priel confida che gli piacciono i podcast perché gli permettono di fare altro mentre ascolta i contenuti (un po’ come la vecchia radio). Il podcasting per Priel è un po’ come “leggere e curiosare” temi che gli permettono di apprendere, dandogli il tempo di fare altro.<br /><br />La voglia di podcast, per Priel, a un certo punto si è trasformata da passiva ad attiva. E a quel punto, è nata la scintilla per far nascere Pardes.<br /><br />Ma sai com’è nato tecnicamente? <br /><br />Da un chat WhatsApp. Una chat che abbiamo creato tra noi tre, nella quale abbiamo iniziato a scambiarci domande e risposte tramite messaggi vocali. E in poco tempo ci siamo resi conto che...avevamo già dei contenuti per poter creare un podcast.<br /><br />Pardes è nato a fine ottobre 2018, per qualcosa che interessava essenzialmente a noi tre. Ma la sua ragione di esistere oggi è quella di essere utile a chi l’ascolta: cioè quelli che chiamiamo “pardesiani e pardesiane”, che alimentano di continuo questa realtà con commenti, opinioni e nuove domande. <br /><br />Nel febbraio 2019, poi,  Priel ha deciso di creare un suo podcast personale (Inventarsi un lavoro), nel quale approfondisce la bellezza, la fatica e le opportunità dell’essere freelancer e del convivere con una necessaria autoimprenditorialità.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18788010</guid><pubDate>Sun, 11 Aug 2019 05:18:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18788010/pardes_a_solo_priel.mp3" length="15995075" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Ecco la prima delle tre puntate speciali di Pardes! In questa, a differenza del solito, parla solo uno di noi. In solitaria, senza essere ‘disturbato’ dagli altri due.

Comincia Priel, che fa una panoramica generale sul mondo dei podcast e poi, più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ecco la prima delle tre puntate speciali di Pardes! In questa, a differenza del solito, parla solo uno di noi. In solitaria, senza essere ‘disturbato’ dagli altri due.<br /><br />Comincia Priel, che fa una panoramica generale sul mondo dei podcast e poi, più nello specifico, racconta com’è e perché è nato Pardes.<br />________<br /><br />C’è chi i podcast li ama e chi no. Ma c’è anche chi i podcast praticamente non li conosce per niente.<br /><br />Negli Stati Uniti e in Inghilterra il podcasting è un’industria a sé, assolutamente non paragonabile al sistema esistente in Italia, che si sta sviluppando solo negli ultimi tempi.<br /><br />Priel confida che gli piacciono i podcast perché gli permettono di fare altro mentre ascolta i contenuti (un po’ come la vecchia radio). Il podcasting per Priel è un po’ come “leggere e curiosare” temi che gli permettono di apprendere, dandogli il tempo di fare altro.<br /><br />La voglia di podcast, per Priel, a un certo punto si è trasformata da passiva ad attiva. E a quel punto, è nata la scintilla per far nascere Pardes.<br /><br />Ma sai com’è nato tecnicamente? <br /><br />Da un chat WhatsApp. Una chat che abbiamo creato tra noi tre, nella quale abbiamo iniziato a scambiarci domande e risposte tramite messaggi vocali. E in poco tempo ci siamo resi conto che...avevamo già dei contenuti per poter creare un podcast.<br /><br />Pardes è nato a fine ottobre 2018, per qualcosa che interessava essenzialmente a noi tre. Ma la sua ragione di esistere oggi è quella di essere utile a chi l’ascolta: cioè quelli che chiamiamo “pardesiani e pardesiane”, che alimentano di continuo questa realtà con commenti, opinioni e nuove domande. <br /><br />Nel febbraio 2019, poi,  Priel ha deciso di creare un suo podcast personale (Inventarsi un lavoro), nel quale approfondisce la bellezza, la fatica e le opportunità dell’essere freelancer e del convivere con una necessaria autoimprenditorialità.<br />_________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1000</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b2ac35c54dfe7a3bb9f816c87bfd8755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 040 - p - autopromozione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-040-p-autopromozione--18718165</link><description><![CDATA[Il tema di oggi, proposto direttamente da una nostra ospite sulla base di una sua esperienza personale, è quello dell’autopromozione.<br /><br />Ilaria, la nostra ospite, si trova in una situazione professionale nuova nella quale deve promuovere dei servizi. Così facendo, però, ha la sensazione di dover promuovere anche se stessa e questa attività non la mette a proprio agio. Chiede così cosa ne pensiamo in Pardes.<br /><br />Per il secondo ospite, Alessandro, l’autopromozione è la capacità di creare un proprio brand personale e quindi la capacità di sapersi vendere. Per lui il fuoco essenziale sta nel piacere di mostrare agli altri cosa si è capaci di fare e questo nasce innanzitutto dall’apprezzarsi e dall’amare ciò che si fa.<br /><br />Federico ricorda quanto sia difficile farsi ascoltare dagli altri, perché l’attenzione è un bene in via d’estinzione. Inoltre, per chi fa marketing, esiste una sorta di sdoppiamento di personalità: allo stesso tempo noi siamo noi e noi siamo il nostro miglior strumento di branding. <br />Il blocco di autopromuoverci è dato dal fatto che spesso non vediamo il valore che diamo agli altri. Siamo distratti dalle nostre paure e non ci alleniamo a focalizzarci verso i bisogni delle persone per le quali possiamo essere utili.<br /><br />Enrico ricorda che la difficoltà di narrazione spesso parte da una infrequente abitudine a osservarsi e a farsi domande nuove, giuste e utili. C’è un ponte spezzato tra quello che l’educazione scolastica non aiuta a sviluppare (espressione di opinioni, spirito critico e quindi anche autopromozione) e quello che la realtà richiede come competenze fondamentali per creare connessioni.<br /><br />Priel sottolinea l’importanza costante dei fattori sociali, culturali e religiosi che influenzano la nostra (buona o meno buona) capacità di autopromuoverci. Ricorda inoltra che il termine “vendersi” è spesso concepito come negativo, forse in modo inconsapevolmente pregiudizioso. La promozione a volte andrebbe staccata da noi stessi e andrebbe focalizzata su quello che sappiamo fare e che può servire all’ambiente in cui ci troviamo.<br />___________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18718165</guid><pubDate>Sun, 04 Aug 2019 03:57:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18718165/pardes_040_p_autopromozione.mp3" length="35887930" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema di oggi, proposto direttamente da una nostra ospite sulla base di una sua esperienza personale, è quello dell’autopromozione.

Ilaria, la nostra ospite, si trova in una situazione professionale nuova nella quale deve promuovere dei servizi....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema di oggi, proposto direttamente da una nostra ospite sulla base di una sua esperienza personale, è quello dell’autopromozione.<br /><br />Ilaria, la nostra ospite, si trova in una situazione professionale nuova nella quale deve promuovere dei servizi. Così facendo, però, ha la sensazione di dover promuovere anche se stessa e questa attività non la mette a proprio agio. Chiede così cosa ne pensiamo in Pardes.<br /><br />Per il secondo ospite, Alessandro, l’autopromozione è la capacità di creare un proprio brand personale e quindi la capacità di sapersi vendere. Per lui il fuoco essenziale sta nel piacere di mostrare agli altri cosa si è capaci di fare e questo nasce innanzitutto dall’apprezzarsi e dall’amare ciò che si fa.<br /><br />Federico ricorda quanto sia difficile farsi ascoltare dagli altri, perché l’attenzione è un bene in via d’estinzione. Inoltre, per chi fa marketing, esiste una sorta di sdoppiamento di personalità: allo stesso tempo noi siamo noi e noi siamo il nostro miglior strumento di branding. <br />Il blocco di autopromuoverci è dato dal fatto che spesso non vediamo il valore che diamo agli altri. Siamo distratti dalle nostre paure e non ci alleniamo a focalizzarci verso i bisogni delle persone per le quali possiamo essere utili.<br /><br />Enrico ricorda che la difficoltà di narrazione spesso parte da una infrequente abitudine a osservarsi e a farsi domande nuove, giuste e utili. C’è un ponte spezzato tra quello che l’educazione scolastica non aiuta a sviluppare (espressione di opinioni, spirito critico e quindi anche autopromozione) e quello che la realtà richiede come competenze fondamentali per creare connessioni.<br /><br />Priel sottolinea l’importanza costante dei fattori sociali, culturali e religiosi che influenzano la nostra (buona o meno buona) capacità di autopromuoverci. Ricorda inoltra che il termine “vendersi” è spesso concepito come negativo, forse in modo inconsapevolmente pregiudizioso. La promozione a volte andrebbe staccata da noi stessi e andrebbe focalizzata su quello che sappiamo fare e che può servire all’ambiente in cui ci troviamo.<br />___________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1495</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d5cfdcf01e7467f5e63e76829872a9c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 039 - f - regole e disciplina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-039-f-regole-e-disciplina--18639084</link><description><![CDATA[Il tema di oggi, proposto direttamente da una nostra ospite, è “Regole e disciplina”.<br /><br />Se non ci fossero le regole, non ci sarebbe neanche libertà. Giusto? Soprattutto nei contesti sociali. Ma che cosa sono le nostre regole? Chi le pone? Chi le ha poste? Chi le segue e chi le viola?<br /><br />Federico ricorda il suo rapporto difficile con le regole e il fatto che, quando vede tante persone d’accordo, ha una sorta di fastidio epidermico. Si chiede soprattutto cosa dobbiamo fare quando le regole non sono sentite da noi come ‘giuste’.<br /><br />Riguardo alla disciplina, Federico mostra gratitudine a posteriori verso la disciplina ricevuta a scuola (a suo tempo, era odiata). Disciplina che gli ha permesso di apprendere, di imparare ad apprendere e di imparare ad auto-crearsela.<br /><br />Priel, ricordando il suo passato di ufficiale dell’esercito israeliano, si focalizza sulla la rigidità organizzativa dell’esercito ma soprattutto sul principio insegnato per primo: quello in base al quale si deve disobbedire a un ordine (ed è quando l’ordine viola l’umanità).<br /><br />Per ‘disciplina’ Priel significa che ‘avere un proprio metodo’ e seguirlo per creare e mantenere una autoregolazione verso obiettivi personali. La metafora a cui fa riferimento (presa da un podcast famoso) è quella del ‘battere il tamburo’.<br /><br />Enrico, da ex studente di Giurisprudenza, ricorda che la parte più affascinante del Diritto è quello che spesso non viene compreso: cioè che, dietro l’apprendimento delle norme, c’è il senso sulla base del quale il legislatore crea le norme. Norme che devono adattarsi a una realtà sempre mutevole. <br /><br />Enrico ricorda che ‘disciplina’ viene da ‘discere’ che in latino significa imparare. Per lui disciplina è affiancato a perseveranza: la disciplina, per essere tale, deve per forza durare nel lungo periodo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18639084</guid><pubDate>Sun, 28 Jul 2019 04:30:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18639084/pardes_039_regole_e_disciplina.mp3" length="42334029" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema di oggi, proposto direttamente da una nostra ospite, è “Regole e disciplina”.

Se non ci fossero le regole, non ci sarebbe neanche libertà. Giusto? Soprattutto nei contesti sociali. Ma che cosa sono le nostre regole? Chi le pone? Chi le ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema di oggi, proposto direttamente da una nostra ospite, è “Regole e disciplina”.<br /><br />Se non ci fossero le regole, non ci sarebbe neanche libertà. Giusto? Soprattutto nei contesti sociali. Ma che cosa sono le nostre regole? Chi le pone? Chi le ha poste? Chi le segue e chi le viola?<br /><br />Federico ricorda il suo rapporto difficile con le regole e il fatto che, quando vede tante persone d’accordo, ha una sorta di fastidio epidermico. Si chiede soprattutto cosa dobbiamo fare quando le regole non sono sentite da noi come ‘giuste’.<br /><br />Riguardo alla disciplina, Federico mostra gratitudine a posteriori verso la disciplina ricevuta a scuola (a suo tempo, era odiata). Disciplina che gli ha permesso di apprendere, di imparare ad apprendere e di imparare ad auto-crearsela.<br /><br />Priel, ricordando il suo passato di ufficiale dell’esercito israeliano, si focalizza sulla la rigidità organizzativa dell’esercito ma soprattutto sul principio insegnato per primo: quello in base al quale si deve disobbedire a un ordine (ed è quando l’ordine viola l’umanità).<br /><br />Per ‘disciplina’ Priel significa che ‘avere un proprio metodo’ e seguirlo per creare e mantenere una autoregolazione verso obiettivi personali. La metafora a cui fa riferimento (presa da un podcast famoso) è quella del ‘battere il tamburo’.<br /><br />Enrico, da ex studente di Giurisprudenza, ricorda che la parte più affascinante del Diritto è quello che spesso non viene compreso: cioè che, dietro l’apprendimento delle norme, c’è il senso sulla base del quale il legislatore crea le norme. Norme che devono adattarsi a una realtà sempre mutevole. <br /><br />Enrico ricorda che ‘disciplina’ viene da ‘discere’ che in latino significa imparare. Per lui disciplina è affiancato a perseveranza: la disciplina, per essere tale, deve per forza durare nel lungo periodo.]]></itunes:summary><itunes:duration>1764</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e69c66f67da97a51f3778e7cdb8e88a1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 038 - e - credibilità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-038-e-credibilita--18594770</link><description><![CDATA[Oggi parliamo della credibilità. Precisamente, di quella interna. La credibilità interna non è la valutazione che gli altri fanno su di noi. <br /><br />Enrico pone la questione sulla credibilità “interna”, cioè una forma di valutazione che facciamo con noi stessi rispetto a quello che desideriamo, che poi raccontiamo e che alla lunga anche promettiamo. Per Enrico, la credibilità è soprattutto quella che valutiamo su noi stessi, mettendo a confronto quello che raccontiamo e quello che realizziamo concretamente nella realtà. La narrazione, in sostanza, si basa su un proprio senso di affidabilità da dimostrare a se stessi.<br /><br />Federico connette la credibilità al concetto di ‘reputazione’, soprattutto nel rapporto con gli altri. La credibilità si basa sul fatto di mantenere attenzione in quello che raccontiamo agli altri, perché quello avrà un impatto forte sull’efficacia dei nostri sforzi. Forse allora conviene sempre promettere meno di quello che effettivamente daremo in futuro.<br />Per essere credibili nel racconto, dobbiamo raccontare davvero tutto: dolori, errori e ferite compresi.<br /><br />Priel parla della credibilità come termometro di validazione delle nostre abilità, che abbiamo acquisito con un’esperienza effettiva del passato che talvolta travalica i certificati e gli attestati. Non dobbiamo definirci per quello che non siamo e non dovremmo attribuirci qualifiche e competenze inesistenti o deboli. Ma non dovremmo nemmeno farci travolgere dal nostro giudice interiore, privandoci di opportunità che potremmo avere.<br /><br />E su quest’ultimo punto siamo tutti e tre concordi.<br />___________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18594770</guid><pubDate>Sun, 21 Jul 2019 04:35:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18594770/pardes_038_e_credibilit_mixdown.mp3" length="44510068" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo della credibilità. Precisamente, di quella interna. La credibilità interna non è la valutazione che gli altri fanno su di noi. 

Enrico pone la questione sulla credibilità “interna”, cioè una forma di valutazione che facciamo con noi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi parliamo della credibilità. Precisamente, di quella interna. La credibilità interna non è la valutazione che gli altri fanno su di noi. <br /><br />Enrico pone la questione sulla credibilità “interna”, cioè una forma di valutazione che facciamo con noi stessi rispetto a quello che desideriamo, che poi raccontiamo e che alla lunga anche promettiamo. Per Enrico, la credibilità è soprattutto quella che valutiamo su noi stessi, mettendo a confronto quello che raccontiamo e quello che realizziamo concretamente nella realtà. La narrazione, in sostanza, si basa su un proprio senso di affidabilità da dimostrare a se stessi.<br /><br />Federico connette la credibilità al concetto di ‘reputazione’, soprattutto nel rapporto con gli altri. La credibilità si basa sul fatto di mantenere attenzione in quello che raccontiamo agli altri, perché quello avrà un impatto forte sull’efficacia dei nostri sforzi. Forse allora conviene sempre promettere meno di quello che effettivamente daremo in futuro.<br />Per essere credibili nel racconto, dobbiamo raccontare davvero tutto: dolori, errori e ferite compresi.<br /><br />Priel parla della credibilità come termometro di validazione delle nostre abilità, che abbiamo acquisito con un’esperienza effettiva del passato che talvolta travalica i certificati e gli attestati. Non dobbiamo definirci per quello che non siamo e non dovremmo attribuirci qualifiche e competenze inesistenti o deboli. Ma non dovremmo nemmeno farci travolgere dal nostro giudice interiore, privandoci di opportunità che potremmo avere.<br /><br />E su quest’ultimo punto siamo tutti e tre concordi.<br />___________________<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1855</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/51514e64c9e0edb0a3df5835999fb47d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 037 - p - crescita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-037-p-crescita--18543743</link><description><![CDATA[Oggi parliamo di crescita<br />Che cos’è questa crescita di cui parliamo spesso a livello personale e professionale? Che forme ha? Quanti tipo di crescita ci sono? Ha connotazioni solo positive o anche negative?<br /><br />Siamo tutti e tre concordi nel ritenere che ci sia una crescita fisica e naturale delle cose. E poi ci sia una crescita invisibile, sottovalutata e spesso non perseguita attivamente.<br /><br />Federico ricorda che non tutti puntiamo inesorabilmente alla crescita infinita, citando un’intervista fatta a Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, imprenditore che a un certo punto ha deciso - paradossalmente - di frenare la crescita della sua azienda. <br />Riferendosi al mondo del marketing, cita il “growth hacking” che è essenzialmente l’insieme di azioni per trovare soluzioni per la crescita esponenziale delle aziende. Ciò che porta però a quel risultato è l’opposto di ciò che si immagina necessario per crescere. Non c’è un piede schiacciato sull’acceleratore, ma piuttosto un incessante provare tante strade creative la cui quasi totalità fallirà. Solo sperimentando scientificamente come un bambino si scoprono soluzioni inedite che portano a una crescita inaspettata. <br /><br />Priel cita le due parole in ebraico per definire “crescita”. Una è connessa al verbo “ingrandirsi”. L’altra invece è connessa al “crescere in maniera naturale” ed è riferita al mondo vegetale. Domanda secca: il nostro crescere come persona, allora, tendiamo a riferirlo al primo o al secondo termine?<br />Priel parla poi del fatturato delle aziende, indicando che questo rappresenta una crescita del volume, ma non di sostenibilità o di benessere percepito dalle persone.  Secondo lui crescita non vuol dire necessariamente ‘aggiungere’ ma a volte è soprattutto un’azione volta a togliere.<br /><br />Enrico, confida di essere un po’ allergico alla parola ‘crescita’, preferendo il termine ‘evoluzione’. Ricorda che il corpo umano non è una macchina che deve crescere in continuazione, ma deve mantenersi sano. Introdurre cibo non ha lo stesso alla legna per l’inverno: il suo accumulo non è garanzia di ricchezza, am di energia per doverlo smaltire.<br />Enrico sostiene inoltre che la fondamentale importanza della crescita personale si basa su due cose: la prima è la volontà di imparare (facendo, provando, iniziando, ecc.) sperimentandosi in territori nuovi. La seconda è la capacità di accorgersi di tutto questo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18543743</guid><pubDate>Sun, 14 Jul 2019 04:10:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18543743/pardes_037_p_crescita_mixdown.mp3" length="40934504" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo di crescita
Che cos’è questa crescita di cui parliamo spesso a livello personale e professionale? Che forme ha? Quanti tipo di crescita ci sono? Ha connotazioni solo positive o anche negative?

Siamo tutti e tre concordi nel ritenere che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi parliamo di crescita<br />Che cos’è questa crescita di cui parliamo spesso a livello personale e professionale? Che forme ha? Quanti tipo di crescita ci sono? Ha connotazioni solo positive o anche negative?<br /><br />Siamo tutti e tre concordi nel ritenere che ci sia una crescita fisica e naturale delle cose. E poi ci sia una crescita invisibile, sottovalutata e spesso non perseguita attivamente.<br /><br />Federico ricorda che non tutti puntiamo inesorabilmente alla crescita infinita, citando un’intervista fatta a Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, imprenditore che a un certo punto ha deciso - paradossalmente - di frenare la crescita della sua azienda. <br />Riferendosi al mondo del marketing, cita il “growth hacking” che è essenzialmente l’insieme di azioni per trovare soluzioni per la crescita esponenziale delle aziende. Ciò che porta però a quel risultato è l’opposto di ciò che si immagina necessario per crescere. Non c’è un piede schiacciato sull’acceleratore, ma piuttosto un incessante provare tante strade creative la cui quasi totalità fallirà. Solo sperimentando scientificamente come un bambino si scoprono soluzioni inedite che portano a una crescita inaspettata. <br /><br />Priel cita le due parole in ebraico per definire “crescita”. Una è connessa al verbo “ingrandirsi”. L’altra invece è connessa al “crescere in maniera naturale” ed è riferita al mondo vegetale. Domanda secca: il nostro crescere come persona, allora, tendiamo a riferirlo al primo o al secondo termine?<br />Priel parla poi del fatturato delle aziende, indicando che questo rappresenta una crescita del volume, ma non di sostenibilità o di benessere percepito dalle persone.  Secondo lui crescita non vuol dire necessariamente ‘aggiungere’ ma a volte è soprattutto un’azione volta a togliere.<br /><br />Enrico, confida di essere un po’ allergico alla parola ‘crescita’, preferendo il termine ‘evoluzione’. Ricorda che il corpo umano non è una macchina che deve crescere in continuazione, ma deve mantenersi sano. Introdurre cibo non ha lo stesso alla legna per l’inverno: il suo accumulo non è garanzia di ricchezza, am di energia per doverlo smaltire.<br />Enrico sostiene inoltre che la fondamentale importanza della crescita personale si basa su due cose: la prima è la volontà di imparare (facendo, provando, iniziando, ecc.) sperimentandosi in territori nuovi. La seconda è la capacità di accorgersi di tutto questo.]]></itunes:summary><itunes:duration>1706</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/da9b6b8b58fa66b437426ea963b88288.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 036 - f - rabbia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-036-f-rabbia--18480019</link><description><![CDATA[Sai riconoscere chi o cosa ti fa arrabbiare? E come fai a gestire la tua rabbia? Ma la rabbia... a cosa serve?<br /><br />Il tema di oggi è suggerito dal Pardesiano Andrea Virgilio <a href="https://www.heply.it/" rel="noopener">https://www.heply.it/</a> che ci racconta un episodio in cui si è accorto che avrebbe potuto arrabbiarsi, e la rabbia in quel caso l'avrebbe portato a rovinarsi la serata, senza nessun risultato utile. Da qui parte il ragionamento: se imparassimo a eliminare la rabbia e togliessimo la parte emotiva, questo ci lascerebbe più lucidi nel gestire la situazione o la persona che ci ha fatto arrabbiare?<br /><br />Priel obietta che però la parte emotiva è un campanello che va ascoltato, che sta cercando di dirci qualcosa. Quindi non è superfluo, ma sì, va controllato ed espresso evitando l'esplosione.<br /><br />Il secondo ospite Leonardo Dri <a href="https://leonardodri.com/" rel="noopener">https://leonardodri.com/</a>, ci porta all'interno di una metafora. Cosa succede se metto l'acqua sul fuoco dentro una pentola a pressione? C'è una valvola che fa sfiatare gradualmente la pressione in eccesso. E se la valvola funziona male? La rabbia secondo Leonardo è un emozione che se non è controllata porta ad esplosioni. Ed è quindi mia responsabilità farla sfiatare man mano.<br /><br />Federico ricorda che il fatto di sfogare la rabbia esprimendola, potrebbe non portare a una riduzione della rabbia stessa, ma piuttosto a una sua validazione e rigonfiamento. <br />Ci siamo accorti che sfoghiamo la rabbia spesso non verso chi ci ha causato il sentimento, ma verso chi pensiamo di potercelo permettere perché più debole o non "pericoloso"?<br /><br />Enrico racconta di sentire di aver represso troppo la rabbia da piccolo e adesso ogni tanto si concede di essere arrabbiato però... però quando sfoga la rabbia poi non si sente bene.<br /><br />E se fosse che la rabbia va ascoltata ed elaborata? Perché mi sto arrabbiando? Ho paura di qualcosa? Il mio ego è stato ferito? La rabbia sta cercando di dirmi qualcosa, ma invece di lasciare che mi accechi, potrei cercare di usarla per ascoltarmi e per ascoltare. <br /><br />E qui non possiamo non ricordare il TEDx di Priel "Sconfiggere i conflitti con l'ascolto" <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Dm61ybiV8XY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Dm61ybiV8XY</a><br /><br />E tu? Cosa fai quando ti senti arrabbiata/o? Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <br /><br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18480019</guid><pubDate>Sun, 07 Jul 2019 05:24:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18480019/pardes_036_f_rabbia.mp3" length="30989522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Sai riconoscere chi o cosa ti fa arrabbiare? E come fai a gestire la tua rabbia? Ma la rabbia... a cosa serve?

Il tema di oggi è suggerito dal Pardesiano Andrea Virgilio https://www.heply.it/ che ci racconta un episodio in cui si è accorto che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sai riconoscere chi o cosa ti fa arrabbiare? E come fai a gestire la tua rabbia? Ma la rabbia... a cosa serve?<br /><br />Il tema di oggi è suggerito dal Pardesiano Andrea Virgilio <a href="https://www.heply.it/" rel="noopener">https://www.heply.it/</a> che ci racconta un episodio in cui si è accorto che avrebbe potuto arrabbiarsi, e la rabbia in quel caso l'avrebbe portato a rovinarsi la serata, senza nessun risultato utile. Da qui parte il ragionamento: se imparassimo a eliminare la rabbia e togliessimo la parte emotiva, questo ci lascerebbe più lucidi nel gestire la situazione o la persona che ci ha fatto arrabbiare?<br /><br />Priel obietta che però la parte emotiva è un campanello che va ascoltato, che sta cercando di dirci qualcosa. Quindi non è superfluo, ma sì, va controllato ed espresso evitando l'esplosione.<br /><br />Il secondo ospite Leonardo Dri <a href="https://leonardodri.com/" rel="noopener">https://leonardodri.com/</a>, ci porta all'interno di una metafora. Cosa succede se metto l'acqua sul fuoco dentro una pentola a pressione? C'è una valvola che fa sfiatare gradualmente la pressione in eccesso. E se la valvola funziona male? La rabbia secondo Leonardo è un emozione che se non è controllata porta ad esplosioni. Ed è quindi mia responsabilità farla sfiatare man mano.<br /><br />Federico ricorda che il fatto di sfogare la rabbia esprimendola, potrebbe non portare a una riduzione della rabbia stessa, ma piuttosto a una sua validazione e rigonfiamento. <br />Ci siamo accorti che sfoghiamo la rabbia spesso non verso chi ci ha causato il sentimento, ma verso chi pensiamo di potercelo permettere perché più debole o non "pericoloso"?<br /><br />Enrico racconta di sentire di aver represso troppo la rabbia da piccolo e adesso ogni tanto si concede di essere arrabbiato però... però quando sfoga la rabbia poi non si sente bene.<br /><br />E se fosse che la rabbia va ascoltata ed elaborata? Perché mi sto arrabbiando? Ho paura di qualcosa? Il mio ego è stato ferito? La rabbia sta cercando di dirmi qualcosa, ma invece di lasciare che mi accechi, potrei cercare di usarla per ascoltarmi e per ascoltare. <br /><br />E qui non possiamo non ricordare il TEDx di Priel "Sconfiggere i conflitti con l'ascolto" <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Dm61ybiV8XY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Dm61ybiV8XY</a><br /><br />E tu? Cosa fai quando ti senti arrabbiata/o? Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <br /><br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1291</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/94ea8ab953cb353e570e77fe51d6fda7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 035 - e - il senso di appartenenza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-035-e-il-senso-di-appartenenza--18421507</link><description><![CDATA[A cosa sentiamo di appartenere nel nostro quotidiano? A una famiglia? A una comunità locale? A una nazione? A una squadra sportiva? A una lingua? <br />Il senso di appartenenza è per gli esseri umani qualcosa di inevitabile e costante nel tempo. Ma ci accorgiamo mai se quello a cui apparteniamo cambia nel tempo?<br /><br />Federico osserva che, con il web, sia molto più facile avere un’appartenenza basata su valori e passioni con persone che magari non conosciamo mai di persona (un tempo, cosa impensabile). Pensa però che il bisogno di un’appartenenza sia anche una grande trappola, quando è forzata da condizionamenti sociali che ci portano a orientare atteggiamenti e decisioni per evitare esclusioni o giudizi.<br /><br />Priel, che è israeliano e da 12 anni vive in Italia, ha scelto di appartenere a un luogo che non è il suo luogo di nascita e a una comunità che non parla la sua lingua-madre. Sente la voglia di poter ‘scegliere appartenenze’ nuove lungo il cammino, senza mai dimenticare da dove viene (Galilea) e l’appartenenza che fin da bambino sente per la sua terra. <br /><br />Enrico, pur amando il territorio in cui è nato (il Friuli Venezia Giulia), ammette di non sentirsi ‘spiritualmente’ di qui. Sente di appartenere, per esempio, a un progetto come Pardés e a una categoria di persone che hanno ‘fame’ di osservare la realtà, ma soprattutto di fare azioni nel pratico e quindi anche di sbagliare. <br /><br />Il primo ospite, Tiziana, dice di vivere costantemente il senso di appartenenza. La sente soprattutto in connessione con le altre persone sul piano progettuale, come le è successo in una recente esperienza di orto collettivo. E la sente in connessione con la terra, intesa come humus. <br /><br />Il secondo ospite, Filippo, afferma di non aver mai sentito un’appartenenza a un team sportivo (cosa molto diffusa in Italia). Ritiene che, nelle organizzazioni in cui viviamo, dovremmo far sentire il nostro senso di appartenenza agli altri e ascoltare il loro. In associazione sempre ai valori, allo scopo, alla missione dei progetti che si perseguono.<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18421507</guid><pubDate>Sun, 30 Jun 2019 04:45:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18421507/pardes_035_e_il_senso_di_appartenenza.mp3" length="44321393" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>A cosa sentiamo di appartenere nel nostro quotidiano? A una famiglia? A una comunità locale? A una nazione? A una squadra sportiva? A una lingua? 
Il senso di appartenenza è per gli esseri umani qualcosa di inevitabile e costante nel tempo. Ma ci...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cosa sentiamo di appartenere nel nostro quotidiano? A una famiglia? A una comunità locale? A una nazione? A una squadra sportiva? A una lingua? <br />Il senso di appartenenza è per gli esseri umani qualcosa di inevitabile e costante nel tempo. Ma ci accorgiamo mai se quello a cui apparteniamo cambia nel tempo?<br /><br />Federico osserva che, con il web, sia molto più facile avere un’appartenenza basata su valori e passioni con persone che magari non conosciamo mai di persona (un tempo, cosa impensabile). Pensa però che il bisogno di un’appartenenza sia anche una grande trappola, quando è forzata da condizionamenti sociali che ci portano a orientare atteggiamenti e decisioni per evitare esclusioni o giudizi.<br /><br />Priel, che è israeliano e da 12 anni vive in Italia, ha scelto di appartenere a un luogo che non è il suo luogo di nascita e a una comunità che non parla la sua lingua-madre. Sente la voglia di poter ‘scegliere appartenenze’ nuove lungo il cammino, senza mai dimenticare da dove viene (Galilea) e l’appartenenza che fin da bambino sente per la sua terra. <br /><br />Enrico, pur amando il territorio in cui è nato (il Friuli Venezia Giulia), ammette di non sentirsi ‘spiritualmente’ di qui. Sente di appartenere, per esempio, a un progetto come Pardés e a una categoria di persone che hanno ‘fame’ di osservare la realtà, ma soprattutto di fare azioni nel pratico e quindi anche di sbagliare. <br /><br />Il primo ospite, Tiziana, dice di vivere costantemente il senso di appartenenza. La sente soprattutto in connessione con le altre persone sul piano progettuale, come le è successo in una recente esperienza di orto collettivo. E la sente in connessione con la terra, intesa come humus. <br /><br />Il secondo ospite, Filippo, afferma di non aver mai sentito un’appartenenza a un team sportivo (cosa molto diffusa in Italia). Ritiene che, nelle organizzazioni in cui viviamo, dovremmo far sentire il nostro senso di appartenenza agli altri e ascoltare il loro. In associazione sempre ai valori, allo scopo, alla missione dei progetti che si perseguono.<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1849</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a87e8848b82da471dcc0af1058b9ad49.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 034 - p - cambiare dentro o cambiare fuori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-034-p-cambiare-dentro-o-cambiare-fuori--18350149</link><description><![CDATA[Quando non siamo contenti di qualcosa nella nostra vita, dobbiamo cambiare qualcosa. Altrimenti nulla cambia e noi continuiamo a rimanere insoddisfatti.<br />Ma dove cambiamo? All’interno di noi stessi? O all’esterno?<br /><br />Enrico torna indietro di qualche anno e racconta l’origine di una sua esperienza di grande cambiamento, iniziata sia da un profondo dialogo con se stesso. Può sembrare banale, ma la nostra predisposizione serena interna ha un effetto sul mondo esterno.<br /><br />Federico ha poche certezze e molte domande. La sua sensazione è che la nostra parte interiore assomiglia alla vision e quella esterna alla version. Anche nei casi in cui l’evoluzione della realtà sembra non dipendere totalmente da noi, dipende invece spesso da noi e dal modo con cui stabiliamo e produciamo azioni concrete.<br /><br />Priel sostiene che se l’azione del cambiamento non può comportare un cambiamento della nostra essenza (di ciò che noi siamo), allora dobbiamo cambiare qualcosa nel mondo esterno. Per lui ci sono 3 passaggi fondamentali da seguire: osservare noi stessi (quindi la realtà), ascoltare noi stessi (quindi la realtà) e infine lasciar accadere che cambino le cose che devono cambiare.<br /><br />Il primo ospite, Paolo, si basa su due piani: il primo riguarda il punto di osservazione verso noi stessi. Solo che... non esiste un ‘esterno’, dato che l’esterno è un riverbero del nostro ‘io’ interiore. Il secondo piano invece riguarda il cambiamento dell’ambiente circostante che non muterà mai in modo duraturo se prima non cambiamo internamente. <br /><br />Il secondo ospite, Vid, ricorda che il nostro centro visivo raccoglie più informazioni  dalla nostra parte emotiva e mnemonica che non dagli occhi: noi quindi interpretiamo la realtà molto più di quanto pensiamo. Molto spesso allora , se non ci piace quello che troviamo nella realtà esterna, potremmo avere bisogno di ‘modifiche’ interiori.<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18350149</guid><pubDate>Sun, 23 Jun 2019 05:09:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18350149/pardes_034_p_cambiare_dentro_o_cambiare_fuori.mp3" length="50780016" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Quando non siamo contenti di qualcosa nella nostra vita, dobbiamo cambiare qualcosa. Altrimenti nulla cambia e noi continuiamo a rimanere insoddisfatti.
Ma dove cambiamo? All’interno di noi stessi? O all’esterno?

Enrico torna indietro di qualche anno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando non siamo contenti di qualcosa nella nostra vita, dobbiamo cambiare qualcosa. Altrimenti nulla cambia e noi continuiamo a rimanere insoddisfatti.<br />Ma dove cambiamo? All’interno di noi stessi? O all’esterno?<br /><br />Enrico torna indietro di qualche anno e racconta l’origine di una sua esperienza di grande cambiamento, iniziata sia da un profondo dialogo con se stesso. Può sembrare banale, ma la nostra predisposizione serena interna ha un effetto sul mondo esterno.<br /><br />Federico ha poche certezze e molte domande. La sua sensazione è che la nostra parte interiore assomiglia alla vision e quella esterna alla version. Anche nei casi in cui l’evoluzione della realtà sembra non dipendere totalmente da noi, dipende invece spesso da noi e dal modo con cui stabiliamo e produciamo azioni concrete.<br /><br />Priel sostiene che se l’azione del cambiamento non può comportare un cambiamento della nostra essenza (di ciò che noi siamo), allora dobbiamo cambiare qualcosa nel mondo esterno. Per lui ci sono 3 passaggi fondamentali da seguire: osservare noi stessi (quindi la realtà), ascoltare noi stessi (quindi la realtà) e infine lasciar accadere che cambino le cose che devono cambiare.<br /><br />Il primo ospite, Paolo, si basa su due piani: il primo riguarda il punto di osservazione verso noi stessi. Solo che... non esiste un ‘esterno’, dato che l’esterno è un riverbero del nostro ‘io’ interiore. Il secondo piano invece riguarda il cambiamento dell’ambiente circostante che non muterà mai in modo duraturo se prima non cambiamo internamente. <br /><br />Il secondo ospite, Vid, ricorda che il nostro centro visivo raccoglie più informazioni  dalla nostra parte emotiva e mnemonica che non dagli occhi: noi quindi interpretiamo la realtà molto più di quanto pensiamo. Molto spesso allora , se non ci piace quello che troviamo nella realtà esterna, potremmo avere bisogno di ‘modifiche’ interiori.<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2119</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9be14abaa323e287ad4e97fc0f4e135e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 033 - f - mettersi a nudo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-033-f-mettersi-a-nudo--18284948</link><description><![CDATA[E se quando incontri uno sconosciuto, quando ti trovi in un nuovo gruppo di persone, ti mettessi subito a nudo? Se mostrassi subito il tuo lato più vulnerabile?<br />E se quando crei qualcosa lo esponessi al giudizio degli altri senza schermirti? <br /><br />Ti ricordi l'ultima volta che ti sei sentita/o vulnerabile?<br />Non è una bella sensazione, vero? E se invece di fuggirne, abbracciassimo questa sensazione di disagio? <br />Cosa troviamo dall'altra parte della staccionata?<br /><br />Ne parliamo oggi in Pardes cominciando dall'esperienza dei nostri ospiti. <br /><br />Walter Klinkon ci racconta di quando si trovò sul palco del TEDx, con il rischio concreto di fare fiasco.<br /><a href="https://youtu.be/IALelqH0XXg" rel="noopener">https://youtu.be/IALelqH0XXg</a> <br /><br />Ricky Russo, the most enthusiastic man in New York, ci racconta di cosa significa ritrovarsi in una grande città sconosciuta e ci lascia un gran consiglio: DAGHE! <br /><a href="https://www.amazon.it/Daghe-Greatest-Hits-Ricky-Russo/dp/1546830014" rel="noopener">https://www.amazon.it/Daghe-Greatest-Hits-Ricky-Russo/dp/1546830014</a><br /><br />Nella corso della puntata abbiamo anche citato il TED talk di Brene Brown: il potere della vulnerabilità <a href="https://www.ted.com/talks/brene_brown_on_vulnerability?language=it" rel="noopener">https://www.ted.com/talks/brene_brown_on_vulnerability?language=it</a><br />E il TED talk di Amanda Palmer: l'arte di chiedere <a href="https://www.ted.com/talks/amanda_palmer_the_art_of_asking?language" rel="noopener">https://www.ted.com/talks/amanda_palmer_the_art_of_asking?language</a>=it​<br /><br /><br />E le esperienze di Enrico, Priel e Federico? Beh... Basta ascoltare la puntata ;)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18284948</guid><pubDate>Sun, 16 Jun 2019 05:30:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18284948/pardes_033_f_mettersi_a_nudo_mixdown.mp3" length="51917433" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>E se quando incontri uno sconosciuto, quando ti trovi in un nuovo gruppo di persone, ti mettessi subito a nudo? Se mostrassi subito il tuo lato più vulnerabile?
E se quando crei qualcosa lo esponessi al giudizio degli altri senza schermirti? 

Ti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[E se quando incontri uno sconosciuto, quando ti trovi in un nuovo gruppo di persone, ti mettessi subito a nudo? Se mostrassi subito il tuo lato più vulnerabile?<br />E se quando crei qualcosa lo esponessi al giudizio degli altri senza schermirti? <br /><br />Ti ricordi l'ultima volta che ti sei sentita/o vulnerabile?<br />Non è una bella sensazione, vero? E se invece di fuggirne, abbracciassimo questa sensazione di disagio? <br />Cosa troviamo dall'altra parte della staccionata?<br /><br />Ne parliamo oggi in Pardes cominciando dall'esperienza dei nostri ospiti. <br /><br />Walter Klinkon ci racconta di quando si trovò sul palco del TEDx, con il rischio concreto di fare fiasco.<br /><a href="https://youtu.be/IALelqH0XXg" rel="noopener">https://youtu.be/IALelqH0XXg</a> <br /><br />Ricky Russo, the most enthusiastic man in New York, ci racconta di cosa significa ritrovarsi in una grande città sconosciuta e ci lascia un gran consiglio: DAGHE! <br /><a href="https://www.amazon.it/Daghe-Greatest-Hits-Ricky-Russo/dp/1546830014" rel="noopener">https://www.amazon.it/Daghe-Greatest-Hits-Ricky-Russo/dp/1546830014</a><br /><br />Nella corso della puntata abbiamo anche citato il TED talk di Brene Brown: il potere della vulnerabilità <a href="https://www.ted.com/talks/brene_brown_on_vulnerability?language=it" rel="noopener">https://www.ted.com/talks/brene_brown_on_vulnerability?language=it</a><br />E il TED talk di Amanda Palmer: l'arte di chiedere <a href="https://www.ted.com/talks/amanda_palmer_the_art_of_asking?language" rel="noopener">https://www.ted.com/talks/amanda_palmer_the_art_of_asking?language</a>=it​<br /><br /><br />E le esperienze di Enrico, Priel e Federico? Beh... Basta ascoltare la puntata ;)]]></itunes:summary><itunes:duration>2166</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/57cac05274ae037856ea693e9b6e9877.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 032 - e - imparare giocando</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-032-e-imparare-giocando--18216022</link><description><![CDATA[Si può imparare giocando? Siamo ancora capaci di apprendere tramite la parte ludica, che comporta l’interazione con gli altri? C’è una dimensione nella quale riusciamo a imparare a prescindere da quelli che sono i contenuti della formazione che riceviamo?<br /><br />I nostri due ospiti di oggi sono entrambi formatori.<br /><br />La prima ospite, Stefania, utilizza il gioco moltissimo per stare meglio nel suo quotidiano. Il gioco è inteso come ironia e leggerezza, in quanto veicoli che servono per entrare in sintonia con gli altri. Ma Stefania utilizza il gioco anche nei suoi corsi di di formazione, connessi al teatro e all’umorismo, che aiutano le persone a fare un qualcosa di rarissimo: divertirsi.<br /><br />Il secondo ospite, Riccardo, facilita dinamiche di processo utilizzando il Design Thinking e Lego Serious Play, due strumenti che tramite il divertimento aiutano ad amplificare il pensiero ‘divergente’ dei partecipanti che aiuta a sviluppare il pensiero ‘convergente’. Questi strumenti permettono di sbagliare in quello che è un ambiente sicuro, che accoglie l’errore come passo fondamentale per avviare e intraprendere un sentiero proprio.<br /><br />Priel ricorda che  ci sono cose che fai con molta leggerezza, che ti portano molto lontano. Il contrario di leggerezza non è serietà, ma pesantezza. E chi di noi vuole fare formazione pesante? Giocare ci fa stare bene. Se il formatore ci fa giocare, assoceremo ciò che abbiamo imparato a una sensazione positiva, e quindi sarà più facile ricordarlo in futuro. E poi… che senso ha prendersi sul serio? Tanto prima o poi torniamo tutti sotto terra. Prenditi un po’ in giro! :) <br /><br /><br />Federico cita Mark Rober, <a href="https://www.youtube.com/user/onemeeeliondollars" rel="noopener">https://www.youtube.com/user/onemeeeliondollars</a> che fa formazione scientifica tramite video “giocosi” su Youtube. Mark parla del suo metodo in un intervento al TEDx e lo definisce “effetto Super Mario”. Ossia, anche compiti tediosi e difficili, possono diventare irresistibili se visti come un gioco, una sfida da superare. Il focus non è più l’errore e la paura di sbagliare, ma il piacere di trovare un modo diverso per arrivare “al prossimo livello”.<br /><br /><br />Enrico ricorda due sue importanti esperienze, nelle quali ha sperimentato l’importanza di un apprendimento frutto di creatività, interazione con gli altri, improvvisazione, teatralità e confronto pratico. E stimola i formatori di oggi a domandarsi quanti corsi siano basati solo sui contenuti invece che anche sulla dinamico coinvolgimento dei partecipanti.<br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18216022</guid><pubDate>Sun, 09 Jun 2019 05:00:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18216022/pardes_032_e_imparare_giocando_mixdown.mp3" length="39700261" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Si può imparare giocando? Siamo ancora capaci di apprendere tramite la parte ludica, che comporta l’interazione con gli altri? C’è una dimensione nella quale riusciamo a imparare a prescindere da quelli che sono i contenuti della formazione che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si può imparare giocando? Siamo ancora capaci di apprendere tramite la parte ludica, che comporta l’interazione con gli altri? C’è una dimensione nella quale riusciamo a imparare a prescindere da quelli che sono i contenuti della formazione che riceviamo?<br /><br />I nostri due ospiti di oggi sono entrambi formatori.<br /><br />La prima ospite, Stefania, utilizza il gioco moltissimo per stare meglio nel suo quotidiano. Il gioco è inteso come ironia e leggerezza, in quanto veicoli che servono per entrare in sintonia con gli altri. Ma Stefania utilizza il gioco anche nei suoi corsi di di formazione, connessi al teatro e all’umorismo, che aiutano le persone a fare un qualcosa di rarissimo: divertirsi.<br /><br />Il secondo ospite, Riccardo, facilita dinamiche di processo utilizzando il Design Thinking e Lego Serious Play, due strumenti che tramite il divertimento aiutano ad amplificare il pensiero ‘divergente’ dei partecipanti che aiuta a sviluppare il pensiero ‘convergente’. Questi strumenti permettono di sbagliare in quello che è un ambiente sicuro, che accoglie l’errore come passo fondamentale per avviare e intraprendere un sentiero proprio.<br /><br />Priel ricorda che  ci sono cose che fai con molta leggerezza, che ti portano molto lontano. Il contrario di leggerezza non è serietà, ma pesantezza. E chi di noi vuole fare formazione pesante? Giocare ci fa stare bene. Se il formatore ci fa giocare, assoceremo ciò che abbiamo imparato a una sensazione positiva, e quindi sarà più facile ricordarlo in futuro. E poi… che senso ha prendersi sul serio? Tanto prima o poi torniamo tutti sotto terra. Prenditi un po’ in giro! :) <br /><br /><br />Federico cita Mark Rober, <a href="https://www.youtube.com/user/onemeeeliondollars" rel="noopener">https://www.youtube.com/user/onemeeeliondollars</a> che fa formazione scientifica tramite video “giocosi” su Youtube. Mark parla del suo metodo in un intervento al TEDx e lo definisce “effetto Super Mario”. Ossia, anche compiti tediosi e difficili, possono diventare irresistibili se visti come un gioco, una sfida da superare. Il focus non è più l’errore e la paura di sbagliare, ma il piacere di trovare un modo diverso per arrivare “al prossimo livello”.<br /><br /><br />Enrico ricorda due sue importanti esperienze, nelle quali ha sperimentato l’importanza di un apprendimento frutto di creatività, interazione con gli altri, improvvisazione, teatralità e confronto pratico. E stimola i formatori di oggi a domandarsi quanti corsi siano basati solo sui contenuti invece che anche sulla dinamico coinvolgimento dei partecipanti.<br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1656</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b7f94bbedd2e9ddf5d3f37e74c692e33.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 031 - p - col senno di poi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-031-p-col-senno-di-poi--18146344</link><description><![CDATA[Potendo andare indietro nel tempo, cosa diresti a te stessa/o nel passato? Cosa diresti a te stessa/o, col senno di poi, quando eri bambina/o, o quando eri adolescente o andavi all’università? <br /><br />La prima ospite Sara “Saretta la pasticcera” ci rivela che guardando la foto di quand’era piccola vorrebbe consigliare a sè stessa di avere la lungimiranza di credere nei propri sogni e cercare di realizzarli con coraggio e costanza dimostrando che ciò che sembrava possibile è stato poi invece realizzato.<br />Dice anche che è nell’identificazione dei propri punti di debolezza che si trova la chiave per conoscere sè stessi. Ancora, suggerisce di seguire sempre l’istinto.<br /><br /><br />La seconda ospite, Silvana, vorrebbe tornare ai tempi del liceo per potersi dare questi consigli: <br />trova una pratica quotidiana, una disciplina per restare presente nel qui ed ora, <br />pratica della gratitudine per farla diventare lente per osservare il mondo<br />festeggia i piccoli traguardi intermedi<br />osa nel lanciare lontano la freccia dell’intenzione<br />prenditi il lusso di poter fare errori<br />cerca altri mentori con cui confrontarti regolarmente, di una certa età, connessi con il cuore, la natura, con i piedi per terra<br />impara a dire di no e fare cernita il prima possibile<br /><br /><br />Federico vorrebbe avere investito in azioni Apple e bitcoin ;) Ma ahimè, ormai è tardi. Guardando, invece, a cosa gli è stato più utile vorrebbe aver fatto due cose di più e meglio: <br />studiare<br />e<br />viaggiare<br />che sono due modi per imparare. E imparando di più, a cascata succedono tante cose positive di conseguenza, si aprono opportunità, si instaurano abitudini, si ha occasione di conoscere persone.<br /><br />Enrico esplora due sentieri. <br />Nel sentiero del rimorso all’enrico adolescente vorrebbe dire di fregarsene dei giudizi, paranoie, non accettazione del corpo, sentirsi strano, sfigato. Cominciare a fare esperienze di teatro, lavori in gruppo, essere ribelle nell’apprendimento delle cose, giocare di più a calcio, vivere più serenamente l’università.<br />Il secondo sentiero, quello dell’accettazione, lo porta a essere un mentore che all’enrico giovane dice: non farai teatro, sbaglierai la scelta universitaria, avrai dolori non elaborati, fregatene e concentrati su cosa hai. Accetta queste cose e accettati.<br /><br />Priel fatica a trovare cosa suggerirebbe a sè stesso giovane perché tende ad accettare ciò che è successo non volendolo cambiare, perché l’ha portato a essere ciò che è ora. Ma volendolo fare direbbe al Priel sognatore che stava a immaginare tantissimo: “PER FAVORE ESCI UN PO’!” accetta il fatto che appena realizzi le cose, non saranno perfette. Non cercare di essere perfetto e non aspirare a sembrare perfetto. Non cercare di accontentare gli altri ed essere accettato. La vita è vissuta nelle relazioni, quindi non bisogna restare nella propria testa, ma esporsi.<br />Altra cosa che avrebbe voluto risolvere, è il rapporto con il denaro, che non riusciva a guadagnare nè bene, nè serenamente.<br /><br />Qualunque sia la risposta di ognuno, l’esercizio di chiedersi cosa si sarebbe potuto fare è utile a ricordarci quali errori non ripetere, quali occasioni sfruttare anche ora, quali sono le condizioni che puoi creare perché le cose accadano.<br /><br />E tu, cosa suggeriresti a te stessa/o di un tempo?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18146344</guid><pubDate>Sun, 02 Jun 2019 05:00:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18146344/pardes_031_p_con_il_senno_di_poi_mixdown.mp3" length="44121119" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Potendo andare indietro nel tempo, cosa diresti a te stessa/o nel passato? Cosa diresti a te stessa/o, col senno di poi, quando eri bambina/o, o quando eri adolescente o andavi all’università? 

La prima ospite Sara “Saretta la pasticcera” ci rivela...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Potendo andare indietro nel tempo, cosa diresti a te stessa/o nel passato? Cosa diresti a te stessa/o, col senno di poi, quando eri bambina/o, o quando eri adolescente o andavi all’università? <br /><br />La prima ospite Sara “Saretta la pasticcera” ci rivela che guardando la foto di quand’era piccola vorrebbe consigliare a sè stessa di avere la lungimiranza di credere nei propri sogni e cercare di realizzarli con coraggio e costanza dimostrando che ciò che sembrava possibile è stato poi invece realizzato.<br />Dice anche che è nell’identificazione dei propri punti di debolezza che si trova la chiave per conoscere sè stessi. Ancora, suggerisce di seguire sempre l’istinto.<br /><br /><br />La seconda ospite, Silvana, vorrebbe tornare ai tempi del liceo per potersi dare questi consigli: <br />trova una pratica quotidiana, una disciplina per restare presente nel qui ed ora, <br />pratica della gratitudine per farla diventare lente per osservare il mondo<br />festeggia i piccoli traguardi intermedi<br />osa nel lanciare lontano la freccia dell’intenzione<br />prenditi il lusso di poter fare errori<br />cerca altri mentori con cui confrontarti regolarmente, di una certa età, connessi con il cuore, la natura, con i piedi per terra<br />impara a dire di no e fare cernita il prima possibile<br /><br /><br />Federico vorrebbe avere investito in azioni Apple e bitcoin ;) Ma ahimè, ormai è tardi. Guardando, invece, a cosa gli è stato più utile vorrebbe aver fatto due cose di più e meglio: <br />studiare<br />e<br />viaggiare<br />che sono due modi per imparare. E imparando di più, a cascata succedono tante cose positive di conseguenza, si aprono opportunità, si instaurano abitudini, si ha occasione di conoscere persone.<br /><br />Enrico esplora due sentieri. <br />Nel sentiero del rimorso all’enrico adolescente vorrebbe dire di fregarsene dei giudizi, paranoie, non accettazione del corpo, sentirsi strano, sfigato. Cominciare a fare esperienze di teatro, lavori in gruppo, essere ribelle nell’apprendimento delle cose, giocare di più a calcio, vivere più serenamente l’università.<br />Il secondo sentiero, quello dell’accettazione, lo porta a essere un mentore che all’enrico giovane dice: non farai teatro, sbaglierai la scelta universitaria, avrai dolori non elaborati, fregatene e concentrati su cosa hai. Accetta queste cose e accettati.<br /><br />Priel fatica a trovare cosa suggerirebbe a sè stesso giovane perché tende ad accettare ciò che è successo non volendolo cambiare, perché l’ha portato a essere ciò che è ora. Ma volendolo fare direbbe al Priel sognatore che stava a immaginare tantissimo: “PER FAVORE ESCI UN PO’!” accetta il fatto che appena realizzi le cose, non saranno perfette. Non cercare di essere perfetto e non aspirare a sembrare perfetto. Non cercare di accontentare gli altri ed essere accettato. La vita è vissuta nelle relazioni, quindi non bisogna restare nella propria testa, ma esporsi.<br />Altra cosa che avrebbe voluto risolvere, è il rapporto con il denaro, che non riusciva a guadagnare nè bene, nè serenamente.<br /><br />Qualunque sia la risposta di ognuno, l’esercizio di chiedersi cosa si sarebbe potuto fare è utile a ricordarci quali errori non ripetere, quali occasioni sfruttare anche ora, quali sono le condizioni che puoi creare perché le cose accadano.<br /><br />E tu, cosa suggeriresti a te stessa/o di un tempo?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1841</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/82948b3e813c0e007a05bd39afd9210c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 030 - f - segreti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-030-f-segreti--18077486</link><description><![CDATA[Il tema della puntata sono i segreti.<br /><br />I nostri segreti personali esistono per essere mantenuti o rivelati? E se ci potessimo liberare di tutti i nostri segreti, questa prospettiva avrebbe senso per noi?<br /><br />I tre ospiti della puntata vengono tutti dall’estero e “ci parlano” dal podcast Ted Radio Hour. <br /><br />Il primo ospite, Frank Warren, dice che per le persone non è tanto il segreto a essere pesante, quanto il doverlo celare.<br /><br />ll secondo ospite, Ash Beckham, invita le persone a sforzarsi di rivelare i grandi segreti. Perché nel mantenerli, ci “incurviamo” per proteggere il nostro cuor. E  questo ci rende fisicamente più piccoli.<br /><br />Il terzo ospite, Gleen Greenwald, ricorda che i segreti ci servono anche per poterci esprimere più liberamente. Viceversa, se tutto quello che facciamo fosse pubblico, rischieremmo anche di autocensurarci perdendo spontaneità e naturalezza.<br /><br />Priel, nella conversazione, si rifà alla metafora del “tenere un legnetto sott’acqua”. Se questo (anche contro la nostra volontà) viene in superficie, siamo disposti a sopportarlo? E se invece decidiamo di svelare un nostro segreto, con quante persone decidiamo di farlo? <br /><br />Per Enrico c’è una dimensione attrattiva del segreto, che ci avvicina a sperare che prima o poi venga svelato. Ci sono anche segreti che sono fardelli, in quanto la loro rivelazione è più pericolosa del riserbo. <br /><br />Per Federico è estremamente importante mantenere certi segreti personali, perché proprio la riservatezza e l’intimità ci danno la possibilità di sperimentare e di sbagliare. E’ proprio quella sfera privata che ci permette di crescere e di mantenere anche la nostra umanità.<br /><br />E tu, che rapporto hai coi tuoi segreti?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18077486</guid><pubDate>Sun, 26 May 2019 05:27:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18077486/pardes_030_f_segreti_post_omnystudio.mp3" length="26276411" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema della puntata sono i segreti.

I nostri segreti personali esistono per essere mantenuti o rivelati? E se ci potessimo liberare di tutti i nostri segreti, questa prospettiva avrebbe senso per noi?

I tre ospiti della puntata vengono tutti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema della puntata sono i segreti.<br /><br />I nostri segreti personali esistono per essere mantenuti o rivelati? E se ci potessimo liberare di tutti i nostri segreti, questa prospettiva avrebbe senso per noi?<br /><br />I tre ospiti della puntata vengono tutti dall’estero e “ci parlano” dal podcast Ted Radio Hour. <br /><br />Il primo ospite, Frank Warren, dice che per le persone non è tanto il segreto a essere pesante, quanto il doverlo celare.<br /><br />ll secondo ospite, Ash Beckham, invita le persone a sforzarsi di rivelare i grandi segreti. Perché nel mantenerli, ci “incurviamo” per proteggere il nostro cuor. E  questo ci rende fisicamente più piccoli.<br /><br />Il terzo ospite, Gleen Greenwald, ricorda che i segreti ci servono anche per poterci esprimere più liberamente. Viceversa, se tutto quello che facciamo fosse pubblico, rischieremmo anche di autocensurarci perdendo spontaneità e naturalezza.<br /><br />Priel, nella conversazione, si rifà alla metafora del “tenere un legnetto sott’acqua”. Se questo (anche contro la nostra volontà) viene in superficie, siamo disposti a sopportarlo? E se invece decidiamo di svelare un nostro segreto, con quante persone decidiamo di farlo? <br /><br />Per Enrico c’è una dimensione attrattiva del segreto, che ci avvicina a sperare che prima o poi venga svelato. Ci sono anche segreti che sono fardelli, in quanto la loro rivelazione è più pericolosa del riserbo. <br /><br />Per Federico è estremamente importante mantenere certi segreti personali, perché proprio la riservatezza e l’intimità ci danno la possibilità di sperimentare e di sbagliare. E’ proprio quella sfera privata che ci permette di crescere e di mantenere anche la nostra umanità.<br /><br />E tu, che rapporto hai coi tuoi segreti?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1642</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/08444c36d236f4cb88129f1d063542dc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 029 - e - dove ti vedi nel 2030</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-029-e-dove-ti-vedi-nel-2030--18013209</link><description><![CDATA[Il tema della puntata è una domanda sfidante: dove ti vedi nel 2030? <br /><br />Dove e come ti vedi tra 11 lunghissimi anni? Se il futuro lo progettiamo nel presente, stiamo creando le condizioni perché sia come vogliamo? O forse la nostra strada è già tracciata e allora nemmeno ci pensiamo?<br /><br />Il primo ospite, nel 2030, si vede nei suoi luoghi che può chiamare ‘casa’. Vorrebbe essere felice e circondata da persone felici. Vorrebbe essere in salute, economicamente indipendente e utile. Vorrebbe soprattutto arrivarci con una “valigia piena” di esperienze, di studi e di persone conosciute. <br /><br />Il secondo ospite si immagina un 2030 in cui la tecnologia sarà “a portata di essere umano” e in cui non si parlerà più di digital detox perché le persone saranno tornate al contatto con la natura per necessità. Vede passaggi transgenerazionali di esperienze e competenze, dove le figure dei mediatori emotivi e comunicativi saranno imprescindibili (lui si vede tra questi). <br /><br />Priel non sa dove sarà nel 2030. Al momento pensa prima di tutto ai suoi figli e si fa domande in relazione a loro. Il suo scopo continua a essere la sua autonomia di sistema (in chiave imprenditoriale e non solo) e anche tra 11 anni si vede un connettore di economia e pace nelle comunità e tra le comunità.<br /><br />Federico, da padre, vorrebbe far provare tante cose diverse a suo figlio. Ma, nella difficoltà di immaginare un futuro positivo, si chiede come si fa a prepararsi a un mondo diverso. E facendo un gioco al contrario, si chiede se il Federico di dieci anni fa avrebbe mai immaginato dove si trova il Federico di adesso. <br /><br />Enrico tende a guardare oltre il mondo del lavoro e si chiede soprattutto quale sarà la comunità in cui vivrà e quale contributo darà a quella comunità. E si chiede se rimarrà dov’è ora o sarà invece un migrante del XXI secolo.<br /><br />E tu invece? Dove e come ti vedi nel 2030?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18013209</guid><pubDate>Sun, 19 May 2019 05:36:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18013209/pardes_029_e_dove_ti_vedi_nel_2030.mp3" length="35220192" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema della puntata è una domanda sfidante: dove ti vedi nel 2030? 

Dove e come ti vedi tra 11 lunghissimi anni? Se il futuro lo progettiamo nel presente, stiamo creando le condizioni perché sia come vogliamo? O forse la nostra strada è già...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema della puntata è una domanda sfidante: dove ti vedi nel 2030? <br /><br />Dove e come ti vedi tra 11 lunghissimi anni? Se il futuro lo progettiamo nel presente, stiamo creando le condizioni perché sia come vogliamo? O forse la nostra strada è già tracciata e allora nemmeno ci pensiamo?<br /><br />Il primo ospite, nel 2030, si vede nei suoi luoghi che può chiamare ‘casa’. Vorrebbe essere felice e circondata da persone felici. Vorrebbe essere in salute, economicamente indipendente e utile. Vorrebbe soprattutto arrivarci con una “valigia piena” di esperienze, di studi e di persone conosciute. <br /><br />Il secondo ospite si immagina un 2030 in cui la tecnologia sarà “a portata di essere umano” e in cui non si parlerà più di digital detox perché le persone saranno tornate al contatto con la natura per necessità. Vede passaggi transgenerazionali di esperienze e competenze, dove le figure dei mediatori emotivi e comunicativi saranno imprescindibili (lui si vede tra questi). <br /><br />Priel non sa dove sarà nel 2030. Al momento pensa prima di tutto ai suoi figli e si fa domande in relazione a loro. Il suo scopo continua a essere la sua autonomia di sistema (in chiave imprenditoriale e non solo) e anche tra 11 anni si vede un connettore di economia e pace nelle comunità e tra le comunità.<br /><br />Federico, da padre, vorrebbe far provare tante cose diverse a suo figlio. Ma, nella difficoltà di immaginare un futuro positivo, si chiede come si fa a prepararsi a un mondo diverso. E facendo un gioco al contrario, si chiede se il Federico di dieci anni fa avrebbe mai immaginato dove si trova il Federico di adesso. <br /><br />Enrico tende a guardare oltre il mondo del lavoro e si chiede soprattutto quale sarà la comunità in cui vivrà e quale contributo darà a quella comunità. E si chiede se rimarrà dov’è ora o sarà invece un migrante del XXI secolo.<br /><br />E tu invece? Dove e come ti vedi nel 2030?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1464</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/62b0b57ac9e0b657267c52415db1d6a9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 028 - p - gli obiettivi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-028-p-gli-obiettivi--17903856</link><description><![CDATA[Il tema della puntata sono gli obiettivi. Cosa sono gli obiettivi? Che rapporto abbiamo con i nostri obiettivi? Come facciamo a riconoscerli?<br /><br /><br /><br />Entrambi gli ospiti di oggi sono dei podcaster navigati.<br /><br /><br /><br /><br />Il primo ospite, partendo da un ricordo del suo passato, oggi sa bene che gli obiettivi - per essere veramente tali - devono essere raggiungibili e misurabili. Altrimenti, non sono dei veri obiettivi. Quello che possiamo fare, nei nostri diversi progetti, è stabilire degli obiettivi ‘di processo’ (da scegliere e da valutare lungo il percorso) e non ‘di risultato’.   <br /><br /><br /><br /><br />Il secondo ospite, nel determinare i propri obiettivi, sottolinea l’importanza di osservare la situazione esistente e i suoi fattori importanti. Una volta capiti, questi vanno sfruttati a proprio vantaggio. Altro dettaglio fondamentale è non fare piani perfetti, perché tanto già si sa che il mondo attorno a noi cambierà. Ecco la quindi l’estrema importanza di abbandonare il perfezionismo e puntare al coraggio del pragmatismo.<br /><br /><br /><br /><br />Ma come si fa a fissare degli obiettivi e a non confonderli con gli scopi, che sono i ‘perché’ che stanno alla base delle nostre azioni?<br /><br /><br /><br /><br />E se poi quegli obiettivi non li raggiungiamo? In questo caso, quel margine di ‘non completamente riuscito’ può tramutarsi in frustrazione. Ma può anche essere un carburante per migliorarci e ricercare nuove soddisfazioni personali.<br /><br /><br /><br /><br />In sostanza, “i sogni per essere raggiunti, un po’ vanno uccisi”. Forse perché i sogni, per quanto stupendi, sono sempre pericolosi. Quando non li accompagniamo con l’azione concreta (come piace dice a Federico) diventano l’anticamera della frustrazione.<br /><br /><br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17903856</guid><pubDate>Sun, 12 May 2019 06:26:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17903856/pardes_028_p_gli_obiettivi_final.mp3" length="38267659" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema della puntata sono gli obiettivi. Cosa sono gli obiettivi? Che rapporto abbiamo con i nostri obiettivi? Come facciamo a riconoscerli?



Entrambi gli ospiti di oggi sono dei podcaster navigati.




Il primo ospite, partendo da un ricordo del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema della puntata sono gli obiettivi. Cosa sono gli obiettivi? Che rapporto abbiamo con i nostri obiettivi? Come facciamo a riconoscerli?<br /><br /><br /><br />Entrambi gli ospiti di oggi sono dei podcaster navigati.<br /><br /><br /><br /><br />Il primo ospite, partendo da un ricordo del suo passato, oggi sa bene che gli obiettivi - per essere veramente tali - devono essere raggiungibili e misurabili. Altrimenti, non sono dei veri obiettivi. Quello che possiamo fare, nei nostri diversi progetti, è stabilire degli obiettivi ‘di processo’ (da scegliere e da valutare lungo il percorso) e non ‘di risultato’.   <br /><br /><br /><br /><br />Il secondo ospite, nel determinare i propri obiettivi, sottolinea l’importanza di osservare la situazione esistente e i suoi fattori importanti. Una volta capiti, questi vanno sfruttati a proprio vantaggio. Altro dettaglio fondamentale è non fare piani perfetti, perché tanto già si sa che il mondo attorno a noi cambierà. Ecco la quindi l’estrema importanza di abbandonare il perfezionismo e puntare al coraggio del pragmatismo.<br /><br /><br /><br /><br />Ma come si fa a fissare degli obiettivi e a non confonderli con gli scopi, che sono i ‘perché’ che stanno alla base delle nostre azioni?<br /><br /><br /><br /><br />E se poi quegli obiettivi non li raggiungiamo? In questo caso, quel margine di ‘non completamente riuscito’ può tramutarsi in frustrazione. Ma può anche essere un carburante per migliorarci e ricercare nuove soddisfazioni personali.<br /><br /><br /><br /><br />In sostanza, “i sogni per essere raggiunti, un po’ vanno uccisi”. Forse perché i sogni, per quanto stupendi, sono sempre pericolosi. Quando non li accompagniamo con l’azione concreta (come piace dice a Federico) diventano l’anticamera della frustrazione.<br /><br /><br /><br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1591</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/50f5a4cfdd0b3468ecc1ebe648ff4912.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 027 - f  - il ruolo del genitore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-027-f-il-ruolo-del-genitore--17838373</link><description><![CDATA[Il tema della puntata è il delicato ruolo del genitore. Come si fa a essere oggi genitori? Come si fa a esserlo responsabilmente? Come si fa a sapere se si è pronti?<br /><br />La prima ospite, genitrice di due figli, racconta l’importanza fondamentale che hanno avuto i suoi genitori nell’aiutarla a crescere e a scegliere. Il suo compito oggi è riuscire ad educare i figli nel modo più giusto (istinto) e nel modo più libero (rispetto senza giudizio), assecondando quella che è la loro natura.<br /><br />Anche il secondo ospite, che sta per diventare padre, sottolinea l’importanza essenziale che hanno avuto i suoi genitori e, in loro assenza, sua nonna. Il suo intento verso i figli è partecipare attivamente alla loro vita tramite l’ascolto e insegnare a comprendere le loro emozioni, così che possano sentirsi felici e liberi di comunicare quello che sentono.<br /><br />Ma come si fa interpretare il ruolo del genitore quando non è possibile - per un motivo - guardare ai nostri genitori come degli esempi?<br /><br />Forse ricordandoci che gli insegnamenti possono essere trasmessi non solo in forma di frasi pronunciate, ma anche come esempi mostrati tramite i nostri comportamenti. I bambini infatti osservano e imitano i modi di agire e di reagire.<br /><br />Nel ruolo di genitore, comunque, ci sono dei momenti in cui non abbiamo bisogno di studiare perché sappiamo istintivamente cosa fare con i figli. La nostra parola, i gesti e i movimenti che usiamo sono delle bussole per loro. Il nostro tono di voce è capace di farli sentire protetti, ispirarli o lasciarli scoprire.<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17838373</guid><pubDate>Sun, 05 May 2019 05:42:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17838373/pardes_027_f_il_ruolo_del_genitore.mp3" length="27756952" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema della puntata è il delicato ruolo del genitore. Come si fa a essere oggi genitori? Come si fa a esserlo responsabilmente? Come si fa a sapere se si è pronti?

La prima ospite, genitrice di due figli, racconta l’importanza fondamentale che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema della puntata è il delicato ruolo del genitore. Come si fa a essere oggi genitori? Come si fa a esserlo responsabilmente? Come si fa a sapere se si è pronti?<br /><br />La prima ospite, genitrice di due figli, racconta l’importanza fondamentale che hanno avuto i suoi genitori nell’aiutarla a crescere e a scegliere. Il suo compito oggi è riuscire ad educare i figli nel modo più giusto (istinto) e nel modo più libero (rispetto senza giudizio), assecondando quella che è la loro natura.<br /><br />Anche il secondo ospite, che sta per diventare padre, sottolinea l’importanza essenziale che hanno avuto i suoi genitori e, in loro assenza, sua nonna. Il suo intento verso i figli è partecipare attivamente alla loro vita tramite l’ascolto e insegnare a comprendere le loro emozioni, così che possano sentirsi felici e liberi di comunicare quello che sentono.<br /><br />Ma come si fa interpretare il ruolo del genitore quando non è possibile - per un motivo - guardare ai nostri genitori come degli esempi?<br /><br />Forse ricordandoci che gli insegnamenti possono essere trasmessi non solo in forma di frasi pronunciate, ma anche come esempi mostrati tramite i nostri comportamenti. I bambini infatti osservano e imitano i modi di agire e di reagire.<br /><br />Nel ruolo di genitore, comunque, ci sono dei momenti in cui non abbiamo bisogno di studiare perché sappiamo istintivamente cosa fare con i figli. La nostra parola, i gesti e i movimenti che usiamo sono delle bussole per loro. Il nostro tono di voce è capace di farli sentire protetti, ispirarli o lasciarli scoprire.<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1734</itunes:duration><itunes:keywords>crescita,genitore,pardes,personale,podcast,professionale</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/70ad4ffa2521b77b7451ffe2fcc98ec7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 026 - e - la formazione nel XXI secolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-026-e-la-formazione-nel-xxi-secolo--17780280</link><description><![CDATA[Il tema della puntata è la formazione nel XXI secolo e ne parliamo con 3 ospiti.<br /><br />Che cosa deve avere un professionista che oggi, in questo secolo, si occupa di formazione? Che cosa deve saper dare alle persone a cui trasmette conoscenza? Che cosa deve saper imparare da quelle stesse persone? In cosa deve differenziarsi dall’anacronistico binomio formato da trasmissione di nozioni e valutazione dei risultati?<br /><br />Il primo ospite sostiene che un formatore deve approcciare a quei “microcosmi” che sono le persone (che non sono dei “vasi da riempire”). Un formatore dovrebbe: a) essere appassionato dell’essenza del fare formazione; b) chiedersi sempre cos’è che resta alle persone; c) domandarsi quale sia il modo migliore per equilibrare teoria e pratica; d) avere un certo grado di intelligenza emotiva ed empatia.<br /><br />Il secondo ospite sottolinea l’importanza dell’empatia nel ruolo del formatore, facendo una provocazione: la formazione non dovrebbe diventare una materia di educazione della realtà scolastica? Le persone, cioè, non dovrebbero essere già educate a insegnare quello che imparano?<br /><br />Il terzo ospite sostiene l’importanza della consapevoelzza del formatore (ma anche del progettista) di produrre un cambiamento negli allievi di un corso. Il compito di chi fa formazione è quello di “saper leggere il mondo”: deve sapersi aggiornare di continuo, ascoltare gli allievi e mettersi dalla loro parte per offrire strumenti.<br /><br />In questo secolo, la formazione dev’essere diversa perché la necessità del mondo del lavoro oggi sono diverse. Una volta ci preparava per lavori che avevano meno necessità di creatività, problem solving e capacità di gestire relazioni interpersonali. Oggi deve allenare all’adattamento e alla capacità di saper fallire (termini spesso inesistenti in molti modelli educativi).<br /><br />Nel 2019 abbiamo un accesso alle informazioni mai visto in migliaia di anni. Una volta però le persone venivano formate e preparate per un mondo stabile e sicuro nei suoi contorni. Oggi le persone vanno invece allenate all’incertezza e alla capacità di offrire soluzioni al mondo.<br /><br /> <br /><br />Hanno partecipato alla puntata:<br /><br />Irene Chiari, Luca De Rosa, Lorenzo Gant<br /><br /><br />Come sempre, noi siamo:<br />Priel Korenfeld, Federico Vitiello, Enrico Chiari<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br />Sono stati citati:<br /><br />Il documentario “L’educazione proibita” (<a href="http://bit.ly/EducazioneProibita)" rel="noopener">http://bit.ly/EducazioneProibita)</a><br />Il libro “Fuori di testa” di Ken Robinson (<a href="http://bit.ly/FuoriDiTestaKenRobinson)" rel="noopener">http://bit.ly/FuoriDiTestaKenRobinson)</a><br />Il TED Talk di Ken Robinson “Perché la scuola uccide la creatività” (<a href="http://bit.ly/TedTalkRobinson)" rel="noopener">http://bit.ly/TedTalkRobinson)</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17780280</guid><pubDate>Mon, 29 Apr 2019 17:17:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17780280/pardes_026_e_la_formazione_nel_xxi_secolo.mp3" length="42287395" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema della puntata è la formazione nel XXI secolo e ne parliamo con 3 ospiti.

Che cosa deve avere un professionista che oggi, in questo secolo, si occupa di formazione? Che cosa deve saper dare alle persone a cui trasmette conoscenza? Che cosa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema della puntata è la formazione nel XXI secolo e ne parliamo con 3 ospiti.<br /><br />Che cosa deve avere un professionista che oggi, in questo secolo, si occupa di formazione? Che cosa deve saper dare alle persone a cui trasmette conoscenza? Che cosa deve saper imparare da quelle stesse persone? In cosa deve differenziarsi dall’anacronistico binomio formato da trasmissione di nozioni e valutazione dei risultati?<br /><br />Il primo ospite sostiene che un formatore deve approcciare a quei “microcosmi” che sono le persone (che non sono dei “vasi da riempire”). Un formatore dovrebbe: a) essere appassionato dell’essenza del fare formazione; b) chiedersi sempre cos’è che resta alle persone; c) domandarsi quale sia il modo migliore per equilibrare teoria e pratica; d) avere un certo grado di intelligenza emotiva ed empatia.<br /><br />Il secondo ospite sottolinea l’importanza dell’empatia nel ruolo del formatore, facendo una provocazione: la formazione non dovrebbe diventare una materia di educazione della realtà scolastica? Le persone, cioè, non dovrebbero essere già educate a insegnare quello che imparano?<br /><br />Il terzo ospite sostiene l’importanza della consapevoelzza del formatore (ma anche del progettista) di produrre un cambiamento negli allievi di un corso. Il compito di chi fa formazione è quello di “saper leggere il mondo”: deve sapersi aggiornare di continuo, ascoltare gli allievi e mettersi dalla loro parte per offrire strumenti.<br /><br />In questo secolo, la formazione dev’essere diversa perché la necessità del mondo del lavoro oggi sono diverse. Una volta ci preparava per lavori che avevano meno necessità di creatività, problem solving e capacità di gestire relazioni interpersonali. Oggi deve allenare all’adattamento e alla capacità di saper fallire (termini spesso inesistenti in molti modelli educativi).<br /><br />Nel 2019 abbiamo un accesso alle informazioni mai visto in migliaia di anni. Una volta però le persone venivano formate e preparate per un mondo stabile e sicuro nei suoi contorni. Oggi le persone vanno invece allenate all’incertezza e alla capacità di offrire soluzioni al mondo.<br /><br /> <br /><br />Hanno partecipato alla puntata:<br /><br />Irene Chiari, Luca De Rosa, Lorenzo Gant<br /><br /><br />Come sempre, noi siamo:<br />Priel Korenfeld, Federico Vitiello, Enrico Chiari<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br />Sono stati citati:<br /><br />Il documentario “L’educazione proibita” (<a href="http://bit.ly/EducazioneProibita)" rel="noopener">http://bit.ly/EducazioneProibita)</a><br />Il libro “Fuori di testa” di Ken Robinson (<a href="http://bit.ly/FuoriDiTestaKenRobinson)" rel="noopener">http://bit.ly/FuoriDiTestaKenRobinson)</a><br />Il TED Talk di Ken Robinson “Perché la scuola uccide la creatività” (<a href="http://bit.ly/TedTalkRobinson)" rel="noopener">http://bit.ly/TedTalkRobinson)</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1759</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/61c666998ad08de420223e0e8e5f6dd4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 025 - p - la morte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-025-p-la-morte--17696848</link><description><![CDATA[Nella nuova puntata di Pardes torniamo a registrare live, da tre postazioni differenti.<br /><br />_______<br /><br />Il tema della puntata, registrata nel venerdì santo pasquale, viene scelto da uno degli ospiti. Ed è la morte.<br /><br />Il timore della morte si può trasformare in una benzina per dare più forza a quello che facciamo?<br /><br />Il primo ospite sostiene che la morte sia l’ultimo scacco di una vita che tende all’infinito alla gioia e che incontra sistematicamente il male che gli si mette davanti. Accettare questa ombrosità della vita è un grande dono che possiamo fare a noi stessi.<br /><br />Ma noi riusciamo a immaginare come sarebbe la realtà se non ci fosse la morte? Lo scienziato Ray Kurzweil non solo ha provato a immaginarlo, ma sta cercando di architettare tecnologicamente la sua immortalità.<br /><br />La morte forse può alimentare una nostra vitalità interiore, che si manifesta nella curiosità e nelle nostre azioni. Ma può essere qualcosa che ci tiene vivi oltre l’aspetto biologico?<br /><br />Il secondo ospite ritiene che la paura della morte si trasformi in automatico in carburante verso i nostri progetti, quando questi hanno per noi un reale significato. <br /><br />A quel punto, come possiamo però dare significato a quello che facciamo? E se questo fosse il nostro ultimo anno di vita, a cosa andremmo a dedicare le nostre più intense energie? <br /><br />La paura della morte forse non è veramente la paura della morte. La paura della morte forse è la nostra paura di non vivere una vita - per noi - di significato.<br /><br /><br />Il tema di oggi è proposto dal pardesiano Andrea Virgilio<br />Rispondono gli ospiti: <br />Don Fabrizio, ascolta il suo podcast!<br /><a href="https://www.spreaker.com/show/babology" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/babology</a><br />e<br />Angelo Ricci, ascolta il suo podcast!<br /><a href="https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast</a><br />Oltre ai soliti:<br />Enrico Chiari, Priel Korenfeld, Federico Vitiello<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17696848</guid><pubDate>Sat, 20 Apr 2019 07:57:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17696848/pardes_025_p_la_morte.mp3" length="47104294" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Nella nuova puntata di Pardes torniamo a registrare live, da tre postazioni differenti.

_______

Il tema della puntata, registrata nel venerdì santo pasquale, viene scelto da uno degli ospiti. Ed è la morte.

Il timore della morte si può trasformare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella nuova puntata di Pardes torniamo a registrare live, da tre postazioni differenti.<br /><br />_______<br /><br />Il tema della puntata, registrata nel venerdì santo pasquale, viene scelto da uno degli ospiti. Ed è la morte.<br /><br />Il timore della morte si può trasformare in una benzina per dare più forza a quello che facciamo?<br /><br />Il primo ospite sostiene che la morte sia l’ultimo scacco di una vita che tende all’infinito alla gioia e che incontra sistematicamente il male che gli si mette davanti. Accettare questa ombrosità della vita è un grande dono che possiamo fare a noi stessi.<br /><br />Ma noi riusciamo a immaginare come sarebbe la realtà se non ci fosse la morte? Lo scienziato Ray Kurzweil non solo ha provato a immaginarlo, ma sta cercando di architettare tecnologicamente la sua immortalità.<br /><br />La morte forse può alimentare una nostra vitalità interiore, che si manifesta nella curiosità e nelle nostre azioni. Ma può essere qualcosa che ci tiene vivi oltre l’aspetto biologico?<br /><br />Il secondo ospite ritiene che la paura della morte si trasformi in automatico in carburante verso i nostri progetti, quando questi hanno per noi un reale significato. <br /><br />A quel punto, come possiamo però dare significato a quello che facciamo? E se questo fosse il nostro ultimo anno di vita, a cosa andremmo a dedicare le nostre più intense energie? <br /><br />La paura della morte forse non è veramente la paura della morte. La paura della morte forse è la nostra paura di non vivere una vita - per noi - di significato.<br /><br /><br />Il tema di oggi è proposto dal pardesiano Andrea Virgilio<br />Rispondono gli ospiti: <br />Don Fabrizio, ascolta il suo podcast!<br /><a href="https://www.spreaker.com/show/babology" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/babology</a><br />e<br />Angelo Ricci, ascolta il suo podcast!<br /><a href="https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/sognatori-svegli-podcast</a><br />Oltre ai soliti:<br />Enrico Chiari, Priel Korenfeld, Federico Vitiello<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1960</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/edbc4e4a119211246bd3f86953d71dfa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 024 - costruire qualcosa che le persone vogliono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-024-costruire-qualcosa-che-le-persone-vogliono--17634886</link><description><![CDATA[Oggi nuovo esperimento in Pardes. <br />Stavolta scegliamo un tema comune, ma non registriamo assieme. Ne esce una puntata con i nostri tre interventi che sono diversi ma soprattutto fatti ‘alla cieca’. <br /><br />_______<br /><br />Come si fa a costruire qualcosa che gli altri vogliono? Come si trovano le soluzioni nei processi che servono a dare al mondo delle soluzioni?<br />Come si affrontano i dubbi e le frustrazioni per cercare di creare qualcosa che ci rappresenti e che, allo stesso tempo, sia utile o interessante per gli altri?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br /><br />Link citati nella puntata:<br /><a href="https://medium.com/the-happy-startup-school/beyond-mvp-10-steps-to-make-your-product-minimum-loveable-51800164ae0c" rel="noopener">https://medium.com/the-happy-startup-school/beyond-mvp-10-steps-to-make-your-product-minimum-loveable-51800164ae0c</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17634886</guid><pubDate>Sun, 14 Apr 2019 04:30:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17634886/pardes_024_qualcosa_che_le_persone_vogliono.mp3" length="34375805" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi nuovo esperimento in Pardes. 
Stavolta scegliamo un tema comune, ma non registriamo assieme. Ne esce una puntata con i nostri tre interventi che sono diversi ma soprattutto fatti ‘alla cieca’. 

_______

Come si fa a costruire qualcosa che gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi nuovo esperimento in Pardes. <br />Stavolta scegliamo un tema comune, ma non registriamo assieme. Ne esce una puntata con i nostri tre interventi che sono diversi ma soprattutto fatti ‘alla cieca’. <br /><br />_______<br /><br />Come si fa a costruire qualcosa che gli altri vogliono? Come si trovano le soluzioni nei processi che servono a dare al mondo delle soluzioni?<br />Come si affrontano i dubbi e le frustrazioni per cercare di creare qualcosa che ci rappresenti e che, allo stesso tempo, sia utile o interessante per gli altri?<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br /><br />Link citati nella puntata:<br /><a href="https://medium.com/the-happy-startup-school/beyond-mvp-10-steps-to-make-your-product-minimum-loveable-51800164ae0c" rel="noopener">https://medium.com/the-happy-startup-school/beyond-mvp-10-steps-to-make-your-product-minimum-loveable-51800164ae0c</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1434</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6edba1d3dab2ee82a87fd9a05700fbb7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 023 - best of 001-014</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-023-best-of-001-014--17556412</link><description><![CDATA[Oggi torniamo indietro nel tempo! <br />Rivisitiamo le puntate che avete apprezzato di più. Dalla prima alla quattordicesima. <br />E vi proponiamo alcuni spezzoni tra i nostri preferiti.<br />Buon ascolto :) <br /><br />Le puntate originali di questo viaggio indietro nel tempo sono:<br />PARDES 001 - cos'è e per chi è Pardes<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16073518" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16073518</a><br /><br />PARDES 002 - e - il potere della gentilezza<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16076359" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16076359</a><br /><br />PARDES 003 - f - abitudine<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16189332" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16189332</a><br /><br />PARDES 006 - e - far succedere le cose<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16362983" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16362983</a><br /><br />PARDES 010 - f - esiste felicità senza lavoro?<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16591793" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16591793</a><br /><br />PARDES 013 - f - la sindrome del luccio<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16759634" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16759634</a><br /><br />PARDES 014 - p - misurare l'esperienza<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16852888" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16852888</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17556412</guid><pubDate>Sun, 07 Apr 2019 04:55:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17556412/pardes_best_of_001_014.mp3" length="22540315" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi torniamo indietro nel tempo! 
Rivisitiamo le puntate che avete apprezzato di più. Dalla prima alla quattordicesima. 
E vi proponiamo alcuni spezzoni tra i nostri preferiti.
Buon ascolto :) 

Le puntate originali di questo viaggio indietro nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi torniamo indietro nel tempo! <br />Rivisitiamo le puntate che avete apprezzato di più. Dalla prima alla quattordicesima. <br />E vi proponiamo alcuni spezzoni tra i nostri preferiti.<br />Buon ascolto :) <br /><br />Le puntate originali di questo viaggio indietro nel tempo sono:<br />PARDES 001 - cos'è e per chi è Pardes<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16073518" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16073518</a><br /><br />PARDES 002 - e - il potere della gentilezza<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16076359" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16076359</a><br /><br />PARDES 003 - f - abitudine<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16189332" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16189332</a><br /><br />PARDES 006 - e - far succedere le cose<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16362983" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16362983</a><br /><br />PARDES 010 - f - esiste felicità senza lavoro?<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16591793" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16591793</a><br /><br />PARDES 013 - f - la sindrome del luccio<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16759634" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16759634</a><br /><br />PARDES 014 - p - misurare l'esperienza<br /><a href="https://www.spreaker.com/episode/16852888" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/16852888</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1409</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2126bcb9bc50104ce7b6e1cf531e6b33.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 022 - f - perdere l'entusiasmo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-022-f-perdere-l-entusiasmo--17477969</link><description><![CDATA[Nei nostri progetti, come si fa a non perdere l’entusiasmo a metà strada? Come si fa a tenere vivi i programmi e l’autodisciplina che hanno dato l’inizio a certe nostre  attività? Come si fa, a un certo punto, a non rimandare quello che serve per andare avanti?<br /><br />I questi primi 5 mesi la forza di Pardes, per esempio, è quella di aver fissato un obiettivo fin dall’inizio (10 puntate da realizzare). Dopo averne fatte venti, le prime dieci sono state pubblicate, le altre dieci ci sono servite ‘solo’ da palestra. <br /><br />Dopodichè abbiamo condiviso delle valutazioni e abbiamo deciso di modificare il format delle puntate: aspetto che ha alimentato sia il nostro entusiasmo sia il nostro coinvolgimento creativo.<br /><br />Sui progetti personali, diventa spesso fondamentale creare e rispettare una propria disciplina. <br />Nei progetti di gruppo invece, è essenziale tenere il fuoco acceso. <br />Questo comporta tre tipi di capacità: “guardare indietro”, cioè saper celebrare quello che si fa. “Guardare avanti”, cioè avere chiari i propri obiettivi e step. E “guardare ai lati”, cioè saper “annusare” e ascoltare sia la propria frequenza che quella degli altri. <br /><br />Il secondo ospite ci confida che, per non perdere l’entusiasmo nei suoi progetti, non si focalizza solo sul lavoro ma anche su se stesso. Poi continua a confrontarsi con le persone, incontrandole agli eventi formativi. E inoltre scrive gli obiettivi a cui punta e festeggia quelli già raggiunti.<br /><br />La bugia che viene spesso diffusa è che tutti, in un progetto, possano dare sempre il 100%. <br />No, non è possibile: non tutti possono dare sempre il 100%.<br />A volte magari riusciamo a dare solo il 10%, ma per fortuna gli altri contribuiscono per il 90%. A volte invece siamo noi a essere la parte più forte che tiene in piedi i progetti. <br /><br />Ciò che rimane determinante è sapersi sorreggere. A volte, in aria.<br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17477969</guid><pubDate>Sun, 31 Mar 2019 04:25:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17477969/pardes_022_f_entusiasmo_2.mp3" length="31244232" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Nei nostri progetti, come si fa a non perdere l’entusiasmo a metà strada? Come si fa a tenere vivi i programmi e l’autodisciplina che hanno dato l’inizio a certe nostre  attività? Come si fa, a un certo punto, a non rimandare quello che serve per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nei nostri progetti, come si fa a non perdere l’entusiasmo a metà strada? Come si fa a tenere vivi i programmi e l’autodisciplina che hanno dato l’inizio a certe nostre  attività? Come si fa, a un certo punto, a non rimandare quello che serve per andare avanti?<br /><br />I questi primi 5 mesi la forza di Pardes, per esempio, è quella di aver fissato un obiettivo fin dall’inizio (10 puntate da realizzare). Dopo averne fatte venti, le prime dieci sono state pubblicate, le altre dieci ci sono servite ‘solo’ da palestra. <br /><br />Dopodichè abbiamo condiviso delle valutazioni e abbiamo deciso di modificare il format delle puntate: aspetto che ha alimentato sia il nostro entusiasmo sia il nostro coinvolgimento creativo.<br /><br />Sui progetti personali, diventa spesso fondamentale creare e rispettare una propria disciplina. <br />Nei progetti di gruppo invece, è essenziale tenere il fuoco acceso. <br />Questo comporta tre tipi di capacità: “guardare indietro”, cioè saper celebrare quello che si fa. “Guardare avanti”, cioè avere chiari i propri obiettivi e step. E “guardare ai lati”, cioè saper “annusare” e ascoltare sia la propria frequenza che quella degli altri. <br /><br />Il secondo ospite ci confida che, per non perdere l’entusiasmo nei suoi progetti, non si focalizza solo sul lavoro ma anche su se stesso. Poi continua a confrontarsi con le persone, incontrandole agli eventi formativi. E inoltre scrive gli obiettivi a cui punta e festeggia quelli già raggiunti.<br /><br />La bugia che viene spesso diffusa è che tutti, in un progetto, possano dare sempre il 100%. <br />No, non è possibile: non tutti possono dare sempre il 100%.<br />A volte magari riusciamo a dare solo il 10%, ma per fortuna gli altri contribuiscono per il 90%. A volte invece siamo noi a essere la parte più forte che tiene in piedi i progetti. <br /><br />Ciò che rimane determinante è sapersi sorreggere. A volte, in aria.<br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1298</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9b74fecfde03c252556b5cd6639443b8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 021 - e - il lusso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-021-e-il-lusso--17417643</link><description><![CDATA[Che cos’è il lusso? Che rapporto abbiamo con il lusso? È di per sé positivo o negativo?<br /><br />Il nostro primo ospite associa il lusso alla disuguaglianza e all’ingiustizia sociale: se c’è qualcuno che accumula troppo denaro e non lo ripartisce, qualcuno ne ha per forza meno. Se guardiamo la natura, vediamo che lì il lusso non esiste: è qualcosa che si è inventato l’uomo.<br /><br />Il secondo ospite ci confida che sta vivendo il lusso proprio in questo momento. Il lusso per lui è essere padrone assoluto del proprio tempo. Padrone del tempo nel quale vivere, al di là delle incombenze, delle responsabilità e del lavoro da fare. <br /><br />Il terzo ospite ritiene che il lusso sia la capacità di aumentare il numero delle nostre possibilità di scelta, in qualsiasi condizione. Inizialmente, il denaro consente di aumentare le possibilità di scelta perché aumenta la possibilità di acquisto. Ma solo fino a un certo punto. Lo stesso vale per il sapere. E quindi? E quindi è il saper fare che sa generare, indefinitamente, nuove possibilità di scelta. Il saper fare è il vero lusso. <br /><br />Il lusso, nella sua etimologia, è quello che è in eccedenza. E quello che è in eccedenza è “troppo” per definizione, rispetto a quello che ci basta.<br /><br />Ma un conto è interpretarlo come gioco finito (“se io prendo di più, ne tolgo a te”). Se lo interpretiamo come gioco infinito, forse, il lusso è negli occhi di chi lo osserva. È un qualcosa di molto più soggettivo.<br /><br />Senza scomodare la piramide dei bisogni di Maslow, quello che rimane fuori da ciò che per noi è strettamente necessario, più che essere negativo…forse è inutile. Ma non sempre. Perché quando quel “di più” è alimentato dall’altruismo e dalla vera filantropia applicata al reale, la storia andrebbe letta con meno ideologie.<br /><br />…<br /><br />Hanno partecipato a questa puntata<br />Marica Spagnesi<br />Francesco Facchini<br />Gabriele Bovina<br /><br />Oltre ai soliti<br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17417643</guid><pubDate>Sun, 24 Mar 2019 05:55:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17417643/pardes_021_e_lusso.mp3" length="30215838" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Che cos’è il lusso? Che rapporto abbiamo con il lusso? È di per sé positivo o negativo?

Il nostro primo ospite associa il lusso alla disuguaglianza e all’ingiustizia sociale: se c’è qualcuno che accumula troppo denaro e non lo ripartisce, qualcuno ne...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Che cos’è il lusso? Che rapporto abbiamo con il lusso? È di per sé positivo o negativo?<br /><br />Il nostro primo ospite associa il lusso alla disuguaglianza e all’ingiustizia sociale: se c’è qualcuno che accumula troppo denaro e non lo ripartisce, qualcuno ne ha per forza meno. Se guardiamo la natura, vediamo che lì il lusso non esiste: è qualcosa che si è inventato l’uomo.<br /><br />Il secondo ospite ci confida che sta vivendo il lusso proprio in questo momento. Il lusso per lui è essere padrone assoluto del proprio tempo. Padrone del tempo nel quale vivere, al di là delle incombenze, delle responsabilità e del lavoro da fare. <br /><br />Il terzo ospite ritiene che il lusso sia la capacità di aumentare il numero delle nostre possibilità di scelta, in qualsiasi condizione. Inizialmente, il denaro consente di aumentare le possibilità di scelta perché aumenta la possibilità di acquisto. Ma solo fino a un certo punto. Lo stesso vale per il sapere. E quindi? E quindi è il saper fare che sa generare, indefinitamente, nuove possibilità di scelta. Il saper fare è il vero lusso. <br /><br />Il lusso, nella sua etimologia, è quello che è in eccedenza. E quello che è in eccedenza è “troppo” per definizione, rispetto a quello che ci basta.<br /><br />Ma un conto è interpretarlo come gioco finito (“se io prendo di più, ne tolgo a te”). Se lo interpretiamo come gioco infinito, forse, il lusso è negli occhi di chi lo osserva. È un qualcosa di molto più soggettivo.<br /><br />Senza scomodare la piramide dei bisogni di Maslow, quello che rimane fuori da ciò che per noi è strettamente necessario, più che essere negativo…forse è inutile. Ma non sempre. Perché quando quel “di più” è alimentato dall’altruismo e dalla vera filantropia applicata al reale, la storia andrebbe letta con meno ideologie.<br /><br />…<br /><br />Hanno partecipato a questa puntata<br />Marica Spagnesi<br />Francesco Facchini<br />Gabriele Bovina<br /><br />Oltre ai soliti<br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1255</itunes:duration><itunes:keywords>lusso</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/29bd1b87b65c99a202dbdce508b05f3b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 020 - p - collaborazioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-020-p-collaborazioni--17342110</link><description><![CDATA[Questa puntata è disponibile anche in formato video a 360°, seguendo questo link:<br /><a href="https://youtu.be/pJIqfTrj0RU" rel="noopener">https://youtu.be/pJIqfTrj0RU</a><br />Stavolta registriamo dal Parco del Cormor, a Udine, con una novità assoluta: il primo ospite non fa semplicemente un commento, ma sceglie addirittura il tema della puntata stessa.<br /><br />_______<br /><br />Se uno dei tre grandi errori progettuali è “fare da soli”, sulla base di cosa scegliamo le persone con cui collaboriamo? Come priorità poniamo la competenza in un settore, l’esperienza e la capacità di trovare contatti? Oppure le doti umane delle persone, quali rispetto e flessibilità, hanno per noi un valore prevalente? <br /><br />Nella collaborazione, c’è chi cerca persone capaci di “andare a contrasto”, cioè di saper dire di no (ma non a prescindere). <br /><br />C’è chi ha esperienze negative di collaborazioni dove le fondamenta progettuali non erano state costruite in modo abbastanza robusto. Questo talvolta risulta determinante nella perdita di entusiasmo o nelle incomprensioni e sovrasta anche le capacità tecniche di saper fare “quello che siamo chiamati a fare”.<br /><br />Il secondo ospite dice che, per sua esperienza, per creare un team duraturo è fondamentale condividere i propri valori, essere allineati verso una direzione unica, creare le condizioni perché ci sia energia positiva e spinta propulsiva. Le competenze tecniche, per quanto necessarie, perdono molta efficacia se non si crea il giusto feeling tra le persone.<br /><br />Le aziende, invece, come scelgono con chi collaborare? Ce ne sono alcune che valutano quanta compatibilità c’è tra la propria cultura aziendale e il tipo di persone che vengono valutate per una posizione al loro interno. E anche se può risultare meno sexy, la cultura aziendale è più forte della strategia. Quindi accoglie più facilmente persone meno competenti, ma più capaci di inserirsi in un contesto. <br /><br />Nella procedura di recruiting, Google cerca dichiaratamente persone che non facciano “le prime donne”, ma siano invece pronte a imparare grazie alla collaborazione con gli altri.  <br /><br />Curioso...anche perché poi, a dir la verità, le prime donne sono spesso uomini.<br /><br />Link: <br />Le 5 caratteristiche che secondo Google contraddistinguono un team efficace:<br /><a href="https://rework.withgoogle.com/blog/five-keys-to-a-successful-google-team/" rel="noopener">https://rework.withgoogle.com/blog/five-keys-to-a-successful-google-team/</a> <br />1 - Sicurezza psicologica: possiamo correre dei rischi in questa squadra senza sentirci insicuri o imbarazzati?<br />2 - Affidabilità: possiamo contare l'uno sull'altro per svolgere lavori di alta qualità rispettando le scadenze?<br />3 - Struttura e chiarezza: obiettivi, ruoli e piani di esecuzione sono chiari nel nostro team?<br />4 - Significato del lavoro: stiamo lavorando su qualcosa che è personalmente importante per ciascuno di noi?<br />5 - Impatto del lavoro: crediamo fondamentalmente che il lavoro che stiamo facendo sia importante?<br /><br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17342110</guid><pubDate>Sun, 17 Mar 2019 04:50:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17342110/pardes_020_p_collaborazioni.mp3" length="41450386" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Questa puntata è disponibile anche in formato video a 360°, seguendo questo link:
https://youtu.be/pJIqfTrj0RU
Stavolta registriamo dal Parco del Cormor, a Udine, con una novità assoluta: il primo ospite non fa semplicemente un commento, ma sceglie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa puntata è disponibile anche in formato video a 360°, seguendo questo link:<br /><a href="https://youtu.be/pJIqfTrj0RU" rel="noopener">https://youtu.be/pJIqfTrj0RU</a><br />Stavolta registriamo dal Parco del Cormor, a Udine, con una novità assoluta: il primo ospite non fa semplicemente un commento, ma sceglie addirittura il tema della puntata stessa.<br /><br />_______<br /><br />Se uno dei tre grandi errori progettuali è “fare da soli”, sulla base di cosa scegliamo le persone con cui collaboriamo? Come priorità poniamo la competenza in un settore, l’esperienza e la capacità di trovare contatti? Oppure le doti umane delle persone, quali rispetto e flessibilità, hanno per noi un valore prevalente? <br /><br />Nella collaborazione, c’è chi cerca persone capaci di “andare a contrasto”, cioè di saper dire di no (ma non a prescindere). <br /><br />C’è chi ha esperienze negative di collaborazioni dove le fondamenta progettuali non erano state costruite in modo abbastanza robusto. Questo talvolta risulta determinante nella perdita di entusiasmo o nelle incomprensioni e sovrasta anche le capacità tecniche di saper fare “quello che siamo chiamati a fare”.<br /><br />Il secondo ospite dice che, per sua esperienza, per creare un team duraturo è fondamentale condividere i propri valori, essere allineati verso una direzione unica, creare le condizioni perché ci sia energia positiva e spinta propulsiva. Le competenze tecniche, per quanto necessarie, perdono molta efficacia se non si crea il giusto feeling tra le persone.<br /><br />Le aziende, invece, come scelgono con chi collaborare? Ce ne sono alcune che valutano quanta compatibilità c’è tra la propria cultura aziendale e il tipo di persone che vengono valutate per una posizione al loro interno. E anche se può risultare meno sexy, la cultura aziendale è più forte della strategia. Quindi accoglie più facilmente persone meno competenti, ma più capaci di inserirsi in un contesto. <br /><br />Nella procedura di recruiting, Google cerca dichiaratamente persone che non facciano “le prime donne”, ma siano invece pronte a imparare grazie alla collaborazione con gli altri.  <br /><br />Curioso...anche perché poi, a dir la verità, le prime donne sono spesso uomini.<br /><br />Link: <br />Le 5 caratteristiche che secondo Google contraddistinguono un team efficace:<br /><a href="https://rework.withgoogle.com/blog/five-keys-to-a-successful-google-team/" rel="noopener">https://rework.withgoogle.com/blog/five-keys-to-a-successful-google-team/</a> <br />1 - Sicurezza psicologica: possiamo correre dei rischi in questa squadra senza sentirci insicuri o imbarazzati?<br />2 - Affidabilità: possiamo contare l'uno sull'altro per svolgere lavori di alta qualità rispettando le scadenze?<br />3 - Struttura e chiarezza: obiettivi, ruoli e piani di esecuzione sono chiari nel nostro team?<br />4 - Significato del lavoro: stiamo lavorando su qualcosa che è personalmente importante per ciascuno di noi?<br />5 - Impatto del lavoro: crediamo fondamentalmente che il lavoro che stiamo facendo sia importante?<br /><br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1724</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6eb4b79295f16e2796cde0634a0a12bd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 019 - f - il perdono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-019-f-il-perdono--17207222</link><description><![CDATA[Anche in questa puntata registriamo dal bellissimo Castello di Udine, ma stavolta abbiamo ben quattro ‘ospiti’ che ci fanno compagnia con un messaggio preregistrato. <br /><br />Nelle nostre relazioni, che rapporto abbiamo con il perdono? Come lo chiediamo agli altri o come ce lo aspettiamo? E se non si avvera, che facciamo?<br /><br />La capacità di perdonare, se esiste, forse assomiglia alla capacità di amare incondizionatamente. Significa riuscire a superare quello che è accaduto e non può essere cambiato, accettandolo senza però dimenticarlo. Ma soprattutto, ci chiediamo: tra l’augurare sventure, il progettare vendette e il saper perdonare, che cosa alla lunga ci fa stare meglio? <br /><br />Il primo ospite, a cui non piace affatto il concetto di “perdono”, parla di tre concetti complementari, molto presenti nella logica cristiana: colpa, pentimento e perdono. E poi indirettamente, ci fa nascere una domanda: è giusto porre così tante energie sul senso di colpa invece che su quello di responsabilità? <br /><br />Il secondo ospite ci confessa che, quando chiede perdono a qualcuno, non perdona in automatico anche se stesso. Tende invece a rilanciare le proprie sfide personali e a pretendere maggiore impegno da sé.<br /><br />Il terzo ospite ci racconta che quand’era più giovane tendeva a perdonare meno e che negli anni ha cambiato il proprio approccio, arrivando a sentire e usare il perdono anche come metodo educativo.<br /><br />Il quarto ospite, infine, considera il perdono come una fondamentale chiave per la nostra serenità quotidiana. Perdonare gli altri non è volere più bene agli altri, ma a noi stessi. <br /><br />E perdonare gli altri, magari, aiuta a imparare a perdonare noi stessi.<br /><br />Hanno partecipato alla puntata<br />Leonardo Dri<br />Marinella Della Colletta<br />Manuele Ceschia<br />Miriel Mazzurco<br />Oltre ai soliti <br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17207222</guid><pubDate>Sun, 03 Mar 2019 06:35:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17207222/019_pardes_f_il_perdono.mp3" length="39041912" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Anche in questa puntata registriamo dal bellissimo Castello di Udine, ma stavolta abbiamo ben quattro ‘ospiti’ che ci fanno compagnia con un messaggio preregistrato. 

Nelle nostre relazioni, che rapporto abbiamo con il perdono? Come lo chiediamo agli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Anche in questa puntata registriamo dal bellissimo Castello di Udine, ma stavolta abbiamo ben quattro ‘ospiti’ che ci fanno compagnia con un messaggio preregistrato. <br /><br />Nelle nostre relazioni, che rapporto abbiamo con il perdono? Come lo chiediamo agli altri o come ce lo aspettiamo? E se non si avvera, che facciamo?<br /><br />La capacità di perdonare, se esiste, forse assomiglia alla capacità di amare incondizionatamente. Significa riuscire a superare quello che è accaduto e non può essere cambiato, accettandolo senza però dimenticarlo. Ma soprattutto, ci chiediamo: tra l’augurare sventure, il progettare vendette e il saper perdonare, che cosa alla lunga ci fa stare meglio? <br /><br />Il primo ospite, a cui non piace affatto il concetto di “perdono”, parla di tre concetti complementari, molto presenti nella logica cristiana: colpa, pentimento e perdono. E poi indirettamente, ci fa nascere una domanda: è giusto porre così tante energie sul senso di colpa invece che su quello di responsabilità? <br /><br />Il secondo ospite ci confessa che, quando chiede perdono a qualcuno, non perdona in automatico anche se stesso. Tende invece a rilanciare le proprie sfide personali e a pretendere maggiore impegno da sé.<br /><br />Il terzo ospite ci racconta che quand’era più giovane tendeva a perdonare meno e che negli anni ha cambiato il proprio approccio, arrivando a sentire e usare il perdono anche come metodo educativo.<br /><br />Il quarto ospite, infine, considera il perdono come una fondamentale chiave per la nostra serenità quotidiana. Perdonare gli altri non è volere più bene agli altri, ma a noi stessi. <br /><br />E perdonare gli altri, magari, aiuta a imparare a perdonare noi stessi.<br /><br />Hanno partecipato alla puntata<br />Leonardo Dri<br />Marinella Della Colletta<br />Manuele Ceschia<br />Miriel Mazzurco<br />Oltre ai soliti <br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1629</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f51fec3da91991c307774ec4ce057673.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 018 - e - la disintegrazione del posto fisso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-018-e-la-disintegrazione-del-posto-fisso--17130451</link><description><![CDATA[Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato. E anche questa volta siamo al castello di Udine.<br /><br />La disintegrazione del posto fisso è un fenomeno in atto ormai da anni. <br />Ma non ha a che fare solo con il lavoro. Ha a che fare anche con un cambiamento epocale in atto, con il nostro tempo e con la nostra necessità di formazione continua.<br /><br />Se vogliamo resistere a questi stravolgimenti, forse non basta dare fiducia a noi stessi. Dobbiamo anche dare fiducia anche al futuro.<br /><br />Il posto fisso riveste un suo fascino perché dà ancora un’illusione di stabilità e certezza. Ma nulla è mai certo. <br />Ci sono sempre più persone per le quali, nei luoghi di lavoro, conta la soddisfazione personale e addirittura la propria evoluzione. Cioè, conta che cosa “si diventa” all’interno di un ruolo professionale.<br /><br />Al posto di lavoro stabile in un contesto, c’è chi preferisce costruire un proprio futuro pianificando e attuando una formazione parallela. A volte, plasmando addirittura una nuova professione che segue desideri personali.<br /><br />Il primo ospite parla di due tipi di obsolescenza. La prima è quella del posto fisso, cioè il lavorare tutta la vita nello stesso posto oppure lo svolgere per tutta la vita la stessa attività. La seconda riguarda invece il concetto stesso di professionista. Quello del 21° secolo che deve avere come bagaglio inevitabile alcune competenze un tempo considerate optional.<br /><br />Il secondo ospite invece ci racconta la visione di un futuro entusiasmante. Un futuro dove il lavoro è un luogo flessibile che ci permette di goderci il frutto condiviso dell’intelligenza artificiale, produrre sapere collaborativo, istruirci e impollinarci a vicenda, costruire nuovi lavori per nuove esigenze che - forse - ancora non vediamo.<br /><br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17130451</guid><pubDate>Sun, 24 Feb 2019 05:42:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17130451/pardes_018_e_il_posto_fisso.mp3" length="20483633" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato. E anche questa volta siamo al castello di Udine.

La disintegrazione del posto fisso è un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato. E anche questa volta siamo al castello di Udine.<br /><br />La disintegrazione del posto fisso è un fenomeno in atto ormai da anni. <br />Ma non ha a che fare solo con il lavoro. Ha a che fare anche con un cambiamento epocale in atto, con il nostro tempo e con la nostra necessità di formazione continua.<br /><br />Se vogliamo resistere a questi stravolgimenti, forse non basta dare fiducia a noi stessi. Dobbiamo anche dare fiducia anche al futuro.<br /><br />Il posto fisso riveste un suo fascino perché dà ancora un’illusione di stabilità e certezza. Ma nulla è mai certo. <br />Ci sono sempre più persone per le quali, nei luoghi di lavoro, conta la soddisfazione personale e addirittura la propria evoluzione. Cioè, conta che cosa “si diventa” all’interno di un ruolo professionale.<br /><br />Al posto di lavoro stabile in un contesto, c’è chi preferisce costruire un proprio futuro pianificando e attuando una formazione parallela. A volte, plasmando addirittura una nuova professione che segue desideri personali.<br /><br />Il primo ospite parla di due tipi di obsolescenza. La prima è quella del posto fisso, cioè il lavorare tutta la vita nello stesso posto oppure lo svolgere per tutta la vita la stessa attività. La seconda riguarda invece il concetto stesso di professionista. Quello del 21° secolo che deve avere come bagaglio inevitabile alcune competenze un tempo considerate optional.<br /><br />Il secondo ospite invece ci racconta la visione di un futuro entusiasmante. Un futuro dove il lavoro è un luogo flessibile che ci permette di goderci il frutto condiviso dell’intelligenza artificiale, produrre sapere collaborativo, istruirci e impollinarci a vicenda, costruire nuovi lavori per nuove esigenze che - forse - ancora non vediamo.<br /><br />…<br /><br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1281</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a5a29e4541394cf094bfa16a4a87f4d4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 017 - p - equilibrio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-017-p-equilibrio--17065308</link><description><![CDATA[Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato.<br />Stavolta hanno aperto la conversazione <br />Cristina Lenardon<br />Letizia Banchig<br />Oltre ai soliti <br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br /><br />Che ruolo ha l’equilibrio nella nostra vita quotidiana? Che rapporto abbiamo costruito o stiamo costruendo con l’equilibrio?<br /><br />Il primo ospite ci racconta che la ricerca dell’equilibrio nasce fin da quando siamo piccoli. Come quando arriva il momento di togliere le rotelle della bicicletta: lì, con un po’ di sana incoscienza, troviamo quell’equilibrio. <br /><br />Il secondo ospite, invece, ci confida di percepire l’equilibrio tutte le volte in cui le sue identità plurime sono in armonia. E questo - dice - accade in momenti rari.<br /><br />Alla lunga però, la nostra ricerca di un equilibrio può diventare ossessiva e spasmodica. Allora può essere utile ripartire da chi siamo. <br />Siamo cioè degli equilibristi, che possono passare solo lungo il filo? E se magari siamo in cerca anche di armonia, il nostro spazio di movimento non dovrebbe essere molto più ampio? Non dovremmo sperimentare diversi movimenti, compresa anche la caduta?<br /><br />Poi c’è un equivoco diffuso: credere che l’essere “squilibrati” nelle proprie abitudini (senza ledere gli altri) sia a prescindere un difetto. Potrebbe invece essere una condizione essenziale per trovare un proprio personale modo di muoversi socialmente.<br /><br />In certi gruppi, per esempio, il vero equilibrio lo si trova attraverso il contrasto. Non tramite il compiacente atteggiamento di volere un accordo per forza.  <br />E anche in un’azione per noi assimilata fin da bambini (il camminare) l’adattamento all’equilibrio lo si raggiunge tramite la ricerca dello squilibrio. Il camminare, cioè, nella sua essenza è un continuo movimento ritmato di squilibrio.<br /><br />E tu come ti senti in relazione al tuo equilibrio? Lo cerchi, lo rifuggi, lo accetti per come viene?<br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17065308</guid><pubDate>Sun, 17 Feb 2019 06:42:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17065308/pardes_017_p_equilibrio.mp3" length="27163765" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato.
Stavolta hanno aperto la conversazione 
Cristina Lenardon
Letizia Banchig
Oltre ai soliti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato.<br />Stavolta hanno aperto la conversazione <br />Cristina Lenardon<br />Letizia Banchig<br />Oltre ai soliti <br />Priel Korenfeld<br />Federico Vitiello<br />Enrico Chiari<br /><br /><br />Che ruolo ha l’equilibrio nella nostra vita quotidiana? Che rapporto abbiamo costruito o stiamo costruendo con l’equilibrio?<br /><br />Il primo ospite ci racconta che la ricerca dell’equilibrio nasce fin da quando siamo piccoli. Come quando arriva il momento di togliere le rotelle della bicicletta: lì, con un po’ di sana incoscienza, troviamo quell’equilibrio. <br /><br />Il secondo ospite, invece, ci confida di percepire l’equilibrio tutte le volte in cui le sue identità plurime sono in armonia. E questo - dice - accade in momenti rari.<br /><br />Alla lunga però, la nostra ricerca di un equilibrio può diventare ossessiva e spasmodica. Allora può essere utile ripartire da chi siamo. <br />Siamo cioè degli equilibristi, che possono passare solo lungo il filo? E se magari siamo in cerca anche di armonia, il nostro spazio di movimento non dovrebbe essere molto più ampio? Non dovremmo sperimentare diversi movimenti, compresa anche la caduta?<br /><br />Poi c’è un equivoco diffuso: credere che l’essere “squilibrati” nelle proprie abitudini (senza ledere gli altri) sia a prescindere un difetto. Potrebbe invece essere una condizione essenziale per trovare un proprio personale modo di muoversi socialmente.<br /><br />In certi gruppi, per esempio, il vero equilibrio lo si trova attraverso il contrasto. Non tramite il compiacente atteggiamento di volere un accordo per forza.  <br />E anche in un’azione per noi assimilata fin da bambini (il camminare) l’adattamento all’equilibrio lo si raggiunge tramite la ricerca dello squilibrio. Il camminare, cioè, nella sua essenza è un continuo movimento ritmato di squilibrio.<br /><br />E tu come ti senti in relazione al tuo equilibrio? Lo cerchi, lo rifuggi, lo accetti per come viene?<br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1133</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aaf3a578d909792391331b1ca1e03548.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 016 - f - dimmi chi è il tuo eroe e ti dirò chi sei</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-016-f-dimmi-chi-e-il-tuo-eroe-e-ti-diro-chi-sei--16996540</link><description><![CDATA[NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO seguendo questo link: <br /><a href="https://youtu.be/LoCEFhMXnYs" rel="noopener">https://youtu.be/LoCEFhMXnYs</a><br />Nel marketing, per identificare e comprendere il cliente tipo nelle sue caratteristiche e abitudini personali, si parla spesso di user personas o buyer personas.<br /> <br />Uno strumento molto più leggero e snello è quello delle “3 F” (ideato da Nicholas Kusmich).<br /><br />Si riferisce a tre azioni del nostro cliente tipo.<br />Follow: a chi si ispira maggiormente la persona.<br />Frequent: quali sono i gruppi in cui interagisce più spesso.<br />Fund: quali sono le cose per le quali spende con più frequenza.<br /> <br />Nella puntata di oggi parliamo della prima F e quindi ci focalizziamo su quelle persone che sono per noi un role-model, o un eroe o una fonte d’ispirazione costante nel tempo.<br /> <br />Il primo dei nostri due ospiti fa diversi nomi. Ma ci parla soprattutto dell’attrazione che nutre verso chi sa offrire punti di vista diversi dai suoi. Queste persone arricchiscono il suo pensiero e, a volte, riescono addirittura a farle cambiare opinione. <br /> <br />Il secondo ospite invece, come modello di riferimento, nomina Elon Musk. Per tre motivi principali: capacità di anticipare soluzioni per problemi di portata globale; attitudine a realizzare nel concreto quello che si progetta; accettazione attiva del rischio come competenza fondamentale.<br /> <br />I nostri tre modelli di riferimento (che ovviamente non ci eravamo confidati prima), sono molto diversi tra loro. Hanno fatto cose differenti, in tre epoche storiche diverse.<br /> <br />E tu, a quali modelli ti ispiri? Chi sono le persone che rappresentano per te una specie di bussola? Cosa hanno fatto per meritarsi questa tua fiducia o stima?<br /><br />Come sempre, continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a> <br /><br />Link<br />le 3F (Follow, Frequent, Fund) vengono da Nicholas Kusmich - <a href="http://www.nicholaskusmich.com" rel="noopener">www.nicholaskusmich.com</a><br /><br />La pardesiana Alessandra Bergagna - <a href="http://www.geniale.biz/" rel="noopener">http://www.geniale.biz/</a> ha parlato di:<br />Giulia Blasi - <a href="http://www.centodieci.it/giulia-blasi/" rel="noopener">http://www.centodieci.it/giulia-blasi/</a><br />Alan Fletcher - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Fletcher" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Fletcher</a><br />Bruno Munari - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Munari" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Munari</a><br /><br />Il pardesiano Mauro Germani - <a href="https://www.linkedin.com/in/maurogermani/" rel="noopener">https://www.linkedin.com/in/maurogermani/</a> della startup Soplaya <a href="http://www.soplaya.com" rel="noopener">www.soplaya.com</a>, ha parlato di Elon Musk - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elon_Musk" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Elon_Musk</a><br /><br />Enrico ha parlato di Henry David Thoreau - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Henry_David_Thoreau" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Henry_David_Thoreau</a><br />Priel di Viktor Frankl - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Viktor_Frankl" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Viktor_Frankl</a><br />E Federico invece di Casey Neistat <a href="https://www.youtube.com/user/caseyneistat" rel="noopener">https://www.youtube.com/user/caseyneistat</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16996540</guid><pubDate>Sun, 10 Feb 2019 05:20:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16996540/pardes_016_dimmi_chi_il_tuo_eroe_e_ti_dir_chi_sei.mp3" length="40463806" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO seguendo questo link: 
https://youtu.be/LoCEFhMXnYs
Nel marketing, per identificare e comprendere il cliente tipo nelle sue caratteristiche e abitudini personali, si parla spesso di user...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO seguendo questo link: <br /><a href="https://youtu.be/LoCEFhMXnYs" rel="noopener">https://youtu.be/LoCEFhMXnYs</a><br />Nel marketing, per identificare e comprendere il cliente tipo nelle sue caratteristiche e abitudini personali, si parla spesso di user personas o buyer personas.<br /> <br />Uno strumento molto più leggero e snello è quello delle “3 F” (ideato da Nicholas Kusmich).<br /><br />Si riferisce a tre azioni del nostro cliente tipo.<br />Follow: a chi si ispira maggiormente la persona.<br />Frequent: quali sono i gruppi in cui interagisce più spesso.<br />Fund: quali sono le cose per le quali spende con più frequenza.<br /> <br />Nella puntata di oggi parliamo della prima F e quindi ci focalizziamo su quelle persone che sono per noi un role-model, o un eroe o una fonte d’ispirazione costante nel tempo.<br /> <br />Il primo dei nostri due ospiti fa diversi nomi. Ma ci parla soprattutto dell’attrazione che nutre verso chi sa offrire punti di vista diversi dai suoi. Queste persone arricchiscono il suo pensiero e, a volte, riescono addirittura a farle cambiare opinione. <br /> <br />Il secondo ospite invece, come modello di riferimento, nomina Elon Musk. Per tre motivi principali: capacità di anticipare soluzioni per problemi di portata globale; attitudine a realizzare nel concreto quello che si progetta; accettazione attiva del rischio come competenza fondamentale.<br /> <br />I nostri tre modelli di riferimento (che ovviamente non ci eravamo confidati prima), sono molto diversi tra loro. Hanno fatto cose differenti, in tre epoche storiche diverse.<br /> <br />E tu, a quali modelli ti ispiri? Chi sono le persone che rappresentano per te una specie di bussola? Cosa hanno fatto per meritarsi questa tua fiducia o stima?<br /><br />Come sempre, continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo: <a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a> <br /><br />Link<br />le 3F (Follow, Frequent, Fund) vengono da Nicholas Kusmich - <a href="http://www.nicholaskusmich.com" rel="noopener">www.nicholaskusmich.com</a><br /><br />La pardesiana Alessandra Bergagna - <a href="http://www.geniale.biz/" rel="noopener">http://www.geniale.biz/</a> ha parlato di:<br />Giulia Blasi - <a href="http://www.centodieci.it/giulia-blasi/" rel="noopener">http://www.centodieci.it/giulia-blasi/</a><br />Alan Fletcher - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Fletcher" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Fletcher</a><br />Bruno Munari - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Munari" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Munari</a><br /><br />Il pardesiano Mauro Germani - <a href="https://www.linkedin.com/in/maurogermani/" rel="noopener">https://www.linkedin.com/in/maurogermani/</a> della startup Soplaya <a href="http://www.soplaya.com" rel="noopener">www.soplaya.com</a>, ha parlato di Elon Musk - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elon_Musk" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Elon_Musk</a><br /><br />Enrico ha parlato di Henry David Thoreau - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Henry_David_Thoreau" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Henry_David_Thoreau</a><br />Priel di Viktor Frankl - <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Viktor_Frankl" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Viktor_Frankl</a><br />E Federico invece di Casey Neistat <a href="https://www.youtube.com/user/caseyneistat" rel="noopener">https://www.youtube.com/user/caseyneistat</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1680</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/08ce9ef9fc758fac9548ff09fdc193d7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 015 - e - l'etica professionale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-015-e-l-etica-professionale--16891235</link><description><![CDATA[NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO, seguendo questo link: <a href="https://bit.ly/2GadSp9" rel="noopener">https://bit.ly/2GadSp9</a>.<br /> <br />Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato.<br />_________________<br />Nessuna persona, nel mondo del lavoro, direbbe di non avere una propria etica professionale. <br />Certo. <br />Ma cosa caspita è l’etica professionale?<br /> <br />È forse un insieme di principi o di valori in cui ci riconosciamo? È una base essenziale, a livello di coscienza emotiva, da cui partiamo? O è forse una guida che seguiamo nelle nostre esperienze?<br /> <br />Come dice il primo ospite di questa puntata, “se nella mia vita applico due scale di valori differenti, mi trovo poi a vivere una dualità. E quella dualità è per me un conflitto che, alla lunga, può letteralmente distruggermi”. <br /> <br />Un conto è affermare e includere i nostri principi in quello che diventa un personale codice etico. Un altro conto è incarnarli e, addirittura, onorarli.<br /> <br />Il secondo ospite invece, nella costruzione di una propria etica, ha elaborato proprio quattro regole personali che la rappresentano nel concreto. <br /> <br />E quindi, alla fin fine, dove la riconosciamo questa etica professionale?<br />Nei nostri comportamenti quotidiani. <br />Quelli che esprimono anche scelte difficili, fatte non sempre per esclusivi interessi personali.<br /><br />E tu cosa ne pensi dell’etica professionale? Ne hai una che sei grado di ri-conoscere?<br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16891235</guid><pubDate>Sun, 03 Feb 2019 06:00:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16891235/pardes_015_l_etica_professionale_2.mp3" length="31711042" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO, seguendo questo link: https://bit.ly/2GadSp9.
 
Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO, seguendo questo link: <a href="https://bit.ly/2GadSp9" rel="noopener">https://bit.ly/2GadSp9</a>.<br /> <br />Come nella puntata precedente, anche in questa abbiamo un paio di ‘ospiti’: due persone affezionate a Pardes che partecipano con un messaggio preregistrato.<br />_________________<br />Nessuna persona, nel mondo del lavoro, direbbe di non avere una propria etica professionale. <br />Certo. <br />Ma cosa caspita è l’etica professionale?<br /> <br />È forse un insieme di principi o di valori in cui ci riconosciamo? È una base essenziale, a livello di coscienza emotiva, da cui partiamo? O è forse una guida che seguiamo nelle nostre esperienze?<br /> <br />Come dice il primo ospite di questa puntata, “se nella mia vita applico due scale di valori differenti, mi trovo poi a vivere una dualità. E quella dualità è per me un conflitto che, alla lunga, può letteralmente distruggermi”. <br /> <br />Un conto è affermare e includere i nostri principi in quello che diventa un personale codice etico. Un altro conto è incarnarli e, addirittura, onorarli.<br /> <br />Il secondo ospite invece, nella costruzione di una propria etica, ha elaborato proprio quattro regole personali che la rappresentano nel concreto. <br /> <br />E quindi, alla fin fine, dove la riconosciamo questa etica professionale?<br />Nei nostri comportamenti quotidiani. <br />Quelli che esprimono anche scelte difficili, fatte non sempre per esclusivi interessi personali.<br /><br />E tu cosa ne pensi dell’etica professionale? Ne hai una che sei grado di ri-conoscere?<br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1318</itunes:duration><itunes:keywords>etica,professione</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34a3541d90137354ad28ce0282ac4721.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 014 - p - misurare l'esperienza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-014-p-misurare-l-esperienza--16852888</link><description><![CDATA[In questa nuova puntata, facciamo una cosa per la prima volta: facciamo ascoltare commenti esterni preregistrati di persone affezionate a Pardes.<br /><br />Come si misura l`esperienza? C`entra con quello che facciamo fuori dalle nostre zone di comfort? Si forma attraverso i nostri modi di apprendere e attraverso i nostri errori grossolani?<br />In ogni caso, l`esperienza ha una connessione costante ed immutabile: quella con il tempo. Per acquisire automatismi di agilità, semplicità, pratica e sicurezza, non si può prescindere dalla ripetitività delle azioni.<br />E il nostro punto di osservazione quanto conta nel definire e misurare l`esperienza? I parametri li decidono sempre gli altri o possiamo anche essere noi a tracciarli?<br />Al netto dei libri su cui si studia, comunque, l`esperienza forse si forma in ciò che riusciamo a creare e a raccontare. Raccontare gli errori che abbiamo commesso e come li abbiamo superati tramite cambi di strategia o di metodo.<br />Forse comunque è tutta una questione di piacere e di noia. Qualcuno di noi percepisce la propria esperienza quando prova piacere nel fare un’attività. Qualcun altro, invece, quando si annoia a ripetere. E a quel punto, ha bisogno di sperimentare dell`altro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16852888</guid><pubDate>Sun, 27 Jan 2019 06:36:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16852888/pardes_014_p_misurare_l_esperienza_mixdown.mp3" length="33875289" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>In questa nuova puntata, facciamo una cosa per la prima volta: facciamo ascoltare commenti esterni preregistrati di persone affezionate a Pardes.

Come si misura l`esperienza? C`entra con quello che facciamo fuori dalle nostre zone di comfort? Si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa nuova puntata, facciamo una cosa per la prima volta: facciamo ascoltare commenti esterni preregistrati di persone affezionate a Pardes.<br /><br />Come si misura l`esperienza? C`entra con quello che facciamo fuori dalle nostre zone di comfort? Si forma attraverso i nostri modi di apprendere e attraverso i nostri errori grossolani?<br />In ogni caso, l`esperienza ha una connessione costante ed immutabile: quella con il tempo. Per acquisire automatismi di agilità, semplicità, pratica e sicurezza, non si può prescindere dalla ripetitività delle azioni.<br />E il nostro punto di osservazione quanto conta nel definire e misurare l`esperienza? I parametri li decidono sempre gli altri o possiamo anche essere noi a tracciarli?<br />Al netto dei libri su cui si studia, comunque, l`esperienza forse si forma in ciò che riusciamo a creare e a raccontare. Raccontare gli errori che abbiamo commesso e come li abbiamo superati tramite cambi di strategia o di metodo.<br />Forse comunque è tutta una questione di piacere e di noia. Qualcuno di noi percepisce la propria esperienza quando prova piacere nel fare un’attività. Qualcun altro, invece, quando si annoia a ripetere. E a quel punto, ha bisogno di sperimentare dell`altro.]]></itunes:summary><itunes:duration>1413</itunes:duration><itunes:keywords>curriculum,esperienza,lavoro</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/13ebb08d26ec3e39183ebe259f3ab7e2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 013 - f - la sindrome del luccio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-013-f-la-sindrome-del-luccio--16759634</link><description><![CDATA[Nel 1873 è stato condotto un esperimento sui condizionamenti mentali. <br />Alcuni ricercatori hanno messo un luccio in una vasca piena d’acqua in cui hanno inserito un cilindro di vetro con all’interno dei pesciolini. <br />Il luccio ha cercato di mangiarli all’istante, sbattendo però ripetutamente contro il vetro.<br /> <br />Il luccio ha continuato a provarci fino a darsi per vinto. Dopodiché i ricercatori hanno tolto il vetro divisorio. Ma a quel punto, è successa una cosa sorprendente: il luccio, condizionato in modo irreversibile, aveva ormai smesso di cacciare i pesciolini.<br /> <br />A molti è capitato di rimanere scottati in relazioni sentimentali finite male. Alcuni sono rimasti frustrati in tentativi imprenditoriali che sono naufragati.<br /> <br />D’altronde è naturale sentirsi come il luccio: quando rischiamo pubblicamente - mettendoci impegno e passione - rischiamo anche di fallire pubblicamente e di rovinare pure rapporti. <br /> <br />Allora come si fa a continuare a mantenere una mentalità aperta, coraggiosa e imprenditoriale? Come si fa a riprovarci, anche se l’impatto sul vetro ci ha lasciato ferite profonde?<br /> <br />Forse la nostra grande opportunità è iniziare a cercare quello che non abbiamo ancora visto. Provare a esplorare zone diverse dell’ambiente in cui ci troviamo, o cambiarle proprio per un certo periodo. Oppure guardare in modo diverso gli elementi che abbiamo a disposizione.<br /><br />E tu? Hai una tua strategia per superare la sindrome del luccio?<br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br /><br />LINK E DATI<br /><br />L’esperimento è stato fatto nel 1873 dallo zoologo tedesco (e crudele) Karl Möbius<br />Molto vintage, ma funziona: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qw18uKhV0AE" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=qw18uKhV0AE</a><br /><br />TEDx talk di Federico, in cui racconta la sua esperienza di fallimento e come si è rialzato: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tcAT6tu4KQM" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=tcAT6tu4KQM</a> <br />il video è in inglese, ma è possibile attivare i sottotitoli in italiano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16759634</guid><pubDate>Sun, 20 Jan 2019 05:37:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16759634/pardes_013_f_la_sindrome_del_luccio.mp3" length="36112349" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 1873 è stato condotto un esperimento sui condizionamenti mentali. 
Alcuni ricercatori hanno messo un luccio in una vasca piena d’acqua in cui hanno inserito un cilindro di vetro con all’interno dei pesciolini. 
Il luccio ha cercato di mangiarli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 1873 è stato condotto un esperimento sui condizionamenti mentali. <br />Alcuni ricercatori hanno messo un luccio in una vasca piena d’acqua in cui hanno inserito un cilindro di vetro con all’interno dei pesciolini. <br />Il luccio ha cercato di mangiarli all’istante, sbattendo però ripetutamente contro il vetro.<br /> <br />Il luccio ha continuato a provarci fino a darsi per vinto. Dopodiché i ricercatori hanno tolto il vetro divisorio. Ma a quel punto, è successa una cosa sorprendente: il luccio, condizionato in modo irreversibile, aveva ormai smesso di cacciare i pesciolini.<br /> <br />A molti è capitato di rimanere scottati in relazioni sentimentali finite male. Alcuni sono rimasti frustrati in tentativi imprenditoriali che sono naufragati.<br /> <br />D’altronde è naturale sentirsi come il luccio: quando rischiamo pubblicamente - mettendoci impegno e passione - rischiamo anche di fallire pubblicamente e di rovinare pure rapporti. <br /> <br />Allora come si fa a continuare a mantenere una mentalità aperta, coraggiosa e imprenditoriale? Come si fa a riprovarci, anche se l’impatto sul vetro ci ha lasciato ferite profonde?<br /> <br />Forse la nostra grande opportunità è iniziare a cercare quello che non abbiamo ancora visto. Provare a esplorare zone diverse dell’ambiente in cui ci troviamo, o cambiarle proprio per un certo periodo. Oppure guardare in modo diverso gli elementi che abbiamo a disposizione.<br /><br />E tu? Hai una tua strategia per superare la sindrome del luccio?<br />Continuiamo insieme la conversazione nel gruppo dei Pardesiani su Facebook a questo indirizzo:<br /><a href="http://www.facebook.com/groups/pardesiani" rel="noopener">www.facebook.com/groups/pardesiani</a><br /><br /><br />LINK E DATI<br /><br />L’esperimento è stato fatto nel 1873 dallo zoologo tedesco (e crudele) Karl Möbius<br />Molto vintage, ma funziona: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qw18uKhV0AE" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=qw18uKhV0AE</a><br /><br />TEDx talk di Federico, in cui racconta la sua esperienza di fallimento e come si è rialzato: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tcAT6tu4KQM" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=tcAT6tu4KQM</a> <br />il video è in inglese, ma è possibile attivare i sottotitoli in italiano.]]></itunes:summary><itunes:duration>1507</itunes:duration><itunes:keywords>fallimento,imprenditorialità,sindrome</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/33e85d7d07db6c0f7db3f14b6c3b02c9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 012 - e - siamo vecchi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-012-e-siamo-vecchi--16697492</link><description><![CDATA[NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO immersivo a 360° seguendo questo link: <a href="https://youtu.be/MqUxpsbHQnc" rel="noopener">https://youtu.be/MqUxpsbHQnc</a><br /><br />Italia, anno 2019. Per la prima volta dal 1861, la percentuale di coloro che ha oltre 60 anni è più alta di quella di chi ha meno di 30 anni.<br /> <br />Premesso che l’età media si alza, il nostro sistema educativo è adeguato a preparare le persone per ciò che sta succedendo nel mondo?<br />E come si fa a supportare lo spirito imprenditoriale, in un contesto dove la maggioranza delle persone crede ancora nella linearità della vita (educazione, lavoro, pensione)?<br /> <br />Oggi se hai un posto di lavoro, non puoi tenertelo stretto così a lungo come in passato: devi aggiornarti e apprendere nuovi strumenti.<br />I millennial e i ventenni sono tecnologicamente più robusti dei propri genitori. Ma hanno anche l’umiltà di imparare da chi possiede un sapere che trascende l’utilizzo della tecnologia? E chi fa impresa, la fa perché serve a risolvere problemi concreti? <br /> <br />In diversi contesti gran parte dell’educazione deriva dal Fare, che significa sbagliare e imparare. E forse in tutto ciò, l’unica vera, fondamentale e irrinunciabile skill resta quella di sapersi adattare ai cambiamenti.<br /> <br />Ne parliamo in questa puntata, curiosi di sapere cosa pensate e soprattutto cosa sentite a riguardo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16697492</guid><pubDate>Sun, 13 Jan 2019 05:45:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16697492/pardes_012_e_siamo_vecchi.mp3" length="42448246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO immersivo a 360° seguendo questo link: https://youtu.be/MqUxpsbHQnc

Italia, anno 2019. Per la prima volta dal 1861, la percentuale di coloro che ha oltre 60 anni è più alta di quella di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[NOTA BENE: Questa puntata è disponibile anche in formato VIDEO immersivo a 360° seguendo questo link: <a href="https://youtu.be/MqUxpsbHQnc" rel="noopener">https://youtu.be/MqUxpsbHQnc</a><br /><br />Italia, anno 2019. Per la prima volta dal 1861, la percentuale di coloro che ha oltre 60 anni è più alta di quella di chi ha meno di 30 anni.<br /> <br />Premesso che l’età media si alza, il nostro sistema educativo è adeguato a preparare le persone per ciò che sta succedendo nel mondo?<br />E come si fa a supportare lo spirito imprenditoriale, in un contesto dove la maggioranza delle persone crede ancora nella linearità della vita (educazione, lavoro, pensione)?<br /> <br />Oggi se hai un posto di lavoro, non puoi tenertelo stretto così a lungo come in passato: devi aggiornarti e apprendere nuovi strumenti.<br />I millennial e i ventenni sono tecnologicamente più robusti dei propri genitori. Ma hanno anche l’umiltà di imparare da chi possiede un sapere che trascende l’utilizzo della tecnologia? E chi fa impresa, la fa perché serve a risolvere problemi concreti? <br /> <br />In diversi contesti gran parte dell’educazione deriva dal Fare, che significa sbagliare e imparare. E forse in tutto ciò, l’unica vera, fondamentale e irrinunciabile skill resta quella di sapersi adattare ai cambiamenti.<br /> <br />Ne parliamo in questa puntata, curiosi di sapere cosa pensate e soprattutto cosa sentite a riguardo.]]></itunes:summary><itunes:duration>1324</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b9f08ca4e8dae4dd72f7743a7832bce3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 011 - p - multitasking: come gestire più attività contemporaneamente?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-011-p-multitasking-come-gestire-piu-attivita-contemporaneamente--16638438</link><description><![CDATA[NOVITÁ: Questa puntata esiste anche in formato video! La puoi guardare seguendo questo link: <a href="https://youtu.be/QNlGZ5F8RuM" rel="noopener">https://youtu.be/QNlGZ5F8RuM</a><br />Il tempo a nostra disposizione è limitato e vogliamo fare sempre più cose. Come si fa a realizzarle comunque tutte? La risposta magica è: multitasking. Faccio più cose nello stesso momento e sfrutto meglio il mio tempo. Ma è veramente così? È possibile fare più cose contemporaneamente? Oppure dovremmo focalizzarci solo su un progetto per farlo bene? E se a volte non fosse possibile lavorare su un solo progetto alla volta? <br />Se voglio far uscire dalla cucina più piatti, come faccio? Non posso cucinare prima la pasta, metterla da parte, poi il sugo... Nel frattempo la pasta si è scotta o raffreddata. Allora devo per forza trovare un modo per far funzionare il multitasking. <br /><br />Ne parliamo nella puntata di oggi provando a riempire queste domande con le nostre risposte. Curiosi, come sempre, di conoscere la tua opinione, la tua soluzione, le tue domande che arricchiranno questa conversazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16638438</guid><pubDate>Sun, 06 Jan 2019 00:17:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16638438/pardes_011_p_multitasking_1.mp3" length="34064997" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>NOVITÁ: Questa puntata esiste anche in formato video! La puoi guardare seguendo questo link: https://youtu.be/QNlGZ5F8RuM
Il tempo a nostra disposizione è limitato e vogliamo fare sempre più cose. Come si fa a realizzarle comunque tutte? La risposta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[NOVITÁ: Questa puntata esiste anche in formato video! La puoi guardare seguendo questo link: <a href="https://youtu.be/QNlGZ5F8RuM" rel="noopener">https://youtu.be/QNlGZ5F8RuM</a><br />Il tempo a nostra disposizione è limitato e vogliamo fare sempre più cose. Come si fa a realizzarle comunque tutte? La risposta magica è: multitasking. Faccio più cose nello stesso momento e sfrutto meglio il mio tempo. Ma è veramente così? È possibile fare più cose contemporaneamente? Oppure dovremmo focalizzarci solo su un progetto per farlo bene? E se a volte non fosse possibile lavorare su un solo progetto alla volta? <br />Se voglio far uscire dalla cucina più piatti, come faccio? Non posso cucinare prima la pasta, metterla da parte, poi il sugo... Nel frattempo la pasta si è scotta o raffreddata. Allora devo per forza trovare un modo per far funzionare il multitasking. <br /><br />Ne parliamo nella puntata di oggi provando a riempire queste domande con le nostre risposte. Curiosi, come sempre, di conoscere la tua opinione, la tua soluzione, le tue domande che arricchiranno questa conversazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>1061</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7ead2dee898e61ca100cf766a63e7647.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 010 - f - esiste felicità senza lavoro?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-010-f-esiste-felicita-senza-lavoro--16591793</link><description><![CDATA[Hai mai sentito parlare di equilibrio tra lavoro e vita?<br />Sembra che il lavoro sia un male necessario che, solo successivamente, ci consente finalmente di VIVERE. Hai mai contato i giorni, i minuti che ti separano dalla fine del turno, dall'inizio del weekend, dalle prossime ferie?<br />Hai mai desiderato una vita senza preoccupazioni nè stress? Magari su un'isola felice senza seccatori e senza fatica?<br />Ma... siamo veramente sicuri che questo sia il reale obiettivo contrapposto al lavoro frustrante che stiamo eseguendo perché costretti a farlo?<br />Stiamo desiderando la cosa giusta? È questo che ci porterà la vera FELICITÀ?<br /><br />Oppure è possibile essere felici ANCHE al lavoro? O addirittura GRAZIE al lavoro.<br />Se è possibile, forse una chiave della felicità sta nel valore che nel nostro lavoro riusciamo trasmettere agli altri.<br />E forse, in questo, riusciamo anche nell'impresa di esaudire i nostri desideri.<br />O forse, forse... l'obiettivo è la fatica stessa. L'obiettivo è la rincorsa che ci porta a realizzare qualcosa di nuovo e difficile, forse è questa rincorsa a renderci felici.<br /><br />Ne parliamo nella puntata di oggi, ponendoci sinceramente queste domande e condividendo con voi esperienze di vita e scelte passate che ci hanno costretti ad affrontare questa domanda.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16591793</guid><pubDate>Sun, 30 Dec 2018 06:34:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16591793/pardes_010_f_esiste_felicit_senza_lavoro.mp3" length="33934888" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Hai mai sentito parlare di equilibrio tra lavoro e vita?
Sembra che il lavoro sia un male necessario che, solo successivamente, ci consente finalmente di VIVERE. Hai mai contato i giorni, i minuti che ti separano dalla fine del turno, dall'inizio del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Hai mai sentito parlare di equilibrio tra lavoro e vita?<br />Sembra che il lavoro sia un male necessario che, solo successivamente, ci consente finalmente di VIVERE. Hai mai contato i giorni, i minuti che ti separano dalla fine del turno, dall'inizio del weekend, dalle prossime ferie?<br />Hai mai desiderato una vita senza preoccupazioni nè stress? Magari su un'isola felice senza seccatori e senza fatica?<br />Ma... siamo veramente sicuri che questo sia il reale obiettivo contrapposto al lavoro frustrante che stiamo eseguendo perché costretti a farlo?<br />Stiamo desiderando la cosa giusta? È questo che ci porterà la vera FELICITÀ?<br /><br />Oppure è possibile essere felici ANCHE al lavoro? O addirittura GRAZIE al lavoro.<br />Se è possibile, forse una chiave della felicità sta nel valore che nel nostro lavoro riusciamo trasmettere agli altri.<br />E forse, in questo, riusciamo anche nell'impresa di esaudire i nostri desideri.<br />O forse, forse... l'obiettivo è la fatica stessa. L'obiettivo è la rincorsa che ci porta a realizzare qualcosa di nuovo e difficile, forse è questa rincorsa a renderci felici.<br /><br />Ne parliamo nella puntata di oggi, ponendoci sinceramente queste domande e condividendo con voi esperienze di vita e scelte passate che ci hanno costretti ad affrontare questa domanda.]]></itunes:summary><itunes:duration>1414</itunes:duration><itunes:keywords>felicità,lavoro</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/850dc6159d6d4ef8e06e9ebdadcf917c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 009 - e - la comunicazione efficace</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-009-e-la-comunicazione-efficace--16556834</link><description><![CDATA[Nel nostro quotidiano, tutti noi promuoviamo qualcosa. C’è chi lo fa in modo<br />consapevole. E c’è chi lo fa, ma non se ne rende conto.<br />Quando ci capita di comunicare un’idea o un progetto o una visione agli altri,<br />facciamo mai scattare scintille? Gli altri ci danno la loro autentica attenzione o<br />ci ritornano più che altro noia e risposte scontate?<br />Per una comunicazione efficace non esistono segreti. Esistono sempre dei<br />piccoli dettagli essenziali. E uno di questi è costantemente imprescindibile.<br /><br />I libri citati durante la puntata:<br />Pitch Anything di Oren Klaff <a href="https://amzn.to/2V78mri" rel="noopener">https://amzn.to/2V78mri</a><br />To Sell is Human di Daniel Pink <a href="https://amzn.to/2RgZOz5" rel="noopener">https://amzn.to/2RgZOz5</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16556834</guid><pubDate>Mon, 24 Dec 2018 05:51:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16556834/pardes_009_e_la_comunicazione_efficace.mp3" length="40261848" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Nel nostro quotidiano, tutti noi promuoviamo qualcosa. C’è chi lo fa in modo
consapevole. E c’è chi lo fa, ma non se ne rende conto.
Quando ci capita di comunicare un’idea o un progetto o una visione agli altri,
facciamo mai scattare scintille? Gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel nostro quotidiano, tutti noi promuoviamo qualcosa. C’è chi lo fa in modo<br />consapevole. E c’è chi lo fa, ma non se ne rende conto.<br />Quando ci capita di comunicare un’idea o un progetto o una visione agli altri,<br />facciamo mai scattare scintille? Gli altri ci danno la loro autentica attenzione o<br />ci ritornano più che altro noia e risposte scontate?<br />Per una comunicazione efficace non esistono segreti. Esistono sempre dei<br />piccoli dettagli essenziali. E uno di questi è costantemente imprescindibile.<br /><br />I libri citati durante la puntata:<br />Pitch Anything di Oren Klaff <a href="https://amzn.to/2V78mri" rel="noopener">https://amzn.to/2V78mri</a><br />To Sell is Human di Daniel Pink <a href="https://amzn.to/2RgZOz5" rel="noopener">https://amzn.to/2RgZOz5</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1681</itunes:duration><itunes:keywords>attenzione,comunicare,parola</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/19f38335f7bfed58d75a0fc8d8a537c6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 008 - p - tre macro errori dei nuovi progetti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-008-p-tre-macro-errori-dei-nuovi-progetti--16485447</link><description><![CDATA[I nuovi progetti troppo spesso partono già zoppi e non sappiamo individuare obiettivamente il perché. Quella che sembrava un'ottima idea, che ci dava la carica e ci riempiva di ottimismo, si trasforma in un frustrante fallimento.<br />Quali sono i 3 macro errori che i nuovi progetti rischiano di portare con sé fin dalla nascita? E cosa possiamo fare per evitarli?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16485447</guid><pubDate>Sun, 16 Dec 2018 05:00:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16485447/pardes_008_p_tre_macro_errori_dei_nuovi_progetti.mp3" length="42616996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>I nuovi progetti troppo spesso partono già zoppi e non sappiamo individuare obiettivamente il perché. Quella che sembrava un'ottima idea, che ci dava la carica e ci riempiva di ottimismo, si trasforma in un frustrante fallimento.
Quali sono i 3 macro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I nuovi progetti troppo spesso partono già zoppi e non sappiamo individuare obiettivamente il perché. Quella che sembrava un'ottima idea, che ci dava la carica e ci riempiva di ottimismo, si trasforma in un frustrante fallimento.<br />Quali sono i 3 macro errori che i nuovi progetti rischiano di portare con sé fin dalla nascita? E cosa possiamo fare per evitarli?]]></itunes:summary><itunes:duration>1776</itunes:duration><itunes:keywords>lavoro,organizzazione,progetti,self-improvement</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8cba36e10b1a6de4537846194d334bc5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 007 - f - giochi finiti e infiniti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-007-f-giochi-finiti-e-infiniti--16420418</link><description><![CDATA[Nella Guerra in Vietnam gli americani combattevano per vincere. I vietnamiti per sopravvivere. Il ‘gioco’ lo hanno vinto i secondi.<br />Come alla guerra, la teoria dei giochi si può applicare al business, allo sport, come anche alla nostra vita. <br />Possiamo giocare a giochi finiti, che di solito hanno una fine.<br />E se invece ci addentriamo in giochi infiniti, come li misuriamo?<br /> <br />Il libro "Giochi finiti e infiniti" di James P. Carse<br /><a href="https://amzn.to/2Ps54Lo" rel="noopener">https://amzn.to/2Ps54Lo</a><br />Il podcast di Seth Godin<br /><a href="https://www.akimbo.me/" rel="noopener">https://www.akimbo.me/</a><br />Simon SInek talk su  giochi finiti e infiniti<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_osKgFwKoDQ" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=_osKgFwKoDQ</a><br /><br />Vuoi dire la tua sul tema di oggi?<br />Ci trovi qui, nel gruppo Facebook dei PARDESIANI:<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16420418</guid><pubDate>Sun, 09 Dec 2018 04:25:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16420418/pardes_007_f_giochi_finiti_e_infiniti.mp3" length="25970268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Nella Guerra in Vietnam gli americani combattevano per vincere. I vietnamiti per sopravvivere. Il ‘gioco’ lo hanno vinto i secondi.
Come alla guerra, la teoria dei giochi si può applicare al business, allo sport, come anche alla nostra vita. 
Possiamo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella Guerra in Vietnam gli americani combattevano per vincere. I vietnamiti per sopravvivere. Il ‘gioco’ lo hanno vinto i secondi.<br />Come alla guerra, la teoria dei giochi si può applicare al business, allo sport, come anche alla nostra vita. <br />Possiamo giocare a giochi finiti, che di solito hanno una fine.<br />E se invece ci addentriamo in giochi infiniti, come li misuriamo?<br /> <br />Il libro "Giochi finiti e infiniti" di James P. Carse<br /><a href="https://amzn.to/2Ps54Lo" rel="noopener">https://amzn.to/2Ps54Lo</a><br />Il podcast di Seth Godin<br /><a href="https://www.akimbo.me/" rel="noopener">https://www.akimbo.me/</a><br />Simon SInek talk su  giochi finiti e infiniti<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_osKgFwKoDQ" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=_osKgFwKoDQ</a><br /><br />Vuoi dire la tua sul tema di oggi?<br />Ci trovi qui, nel gruppo Facebook dei PARDESIANI:<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/pardesiani/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/pardesiani/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1084</itunes:duration><itunes:keywords>competizione,giochi,guerra,obiettivi,sport,teoriadeigiochi,vittoria</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/39ecd51e7d7df3268fa47e3120ed9036.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 006 - e - far succedere le cose</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-006-e-far-succedere-le-cose--16362983</link><description><![CDATA[L’arte di far succedere le cose è in possesso di chiunque, ma solo alcune persone la utilizzano.<br />Possiamo scegliere di avere un’influenza positiva sui nostri eventi, senza per forza controllare ogni cosa. Possiamo anche scegliere di accettare quello che viene generato da altri.<br />E se invece qualcosa va storto, dove va cercata la responsabilità?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16362983</guid><pubDate>Sun, 02 Dec 2018 08:39:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16362983/pardes_006_e_far_succedere_le_cose_1_1.mp3" length="34931534" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>L’arte di far succedere le cose è in possesso di chiunque, ma solo alcune persone la utilizzano.
Possiamo scegliere di avere un’influenza positiva sui nostri eventi, senza per forza controllare ogni cosa. Possiamo anche scegliere di accettare quello...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’arte di far succedere le cose è in possesso di chiunque, ma solo alcune persone la utilizzano.<br />Possiamo scegliere di avere un’influenza positiva sui nostri eventi, senza per forza controllare ogni cosa. Possiamo anche scegliere di accettare quello che viene generato da altri.<br />E se invece qualcosa va storto, dove va cercata la responsabilità?]]></itunes:summary><itunes:duration>1456</itunes:duration><itunes:keywords>azione,idee,immaginazione,strategie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/82f7b3d221d7f801cb569c28bc8dd92d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 005 - puntata d'emergenza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-005-puntata-d-emergenza--16302958</link><description><![CDATA[Questa è una puntata d'emergenza. Si parla della difficile scelta di modificare una decisione già presa. Vogliamo che i nostri passi falsi, la nostra frustrazione e le nostre incertezze siano udibili. Abbiamo quindi composto la puntata facendovi sentire direttamente i messaggi Whatsapp che ci siamo scambiati (Enrico, Priel e Federico) nel corso della settimana. Li condividiamo con voi, sperando che possano essere spunto di riflessione. <br />Questa puntata ha diverse possibili letture: <br />"Linkedin vs. Facebook",  "Coerenza vs. Ascolto" oppure "Vision vs. Version".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16302958</guid><pubDate>Sun, 25 Nov 2018 07:24:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16302958/pardes_005_puntata_d_emergenza_1.mp3" length="26385524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Questa è una puntata d'emergenza. Si parla della difficile scelta di modificare una decisione già presa. Vogliamo che i nostri passi falsi, la nostra frustrazione e le nostre incertezze siano udibili. Abbiamo quindi composto la puntata facendovi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa è una puntata d'emergenza. Si parla della difficile scelta di modificare una decisione già presa. Vogliamo che i nostri passi falsi, la nostra frustrazione e le nostre incertezze siano udibili. Abbiamo quindi composto la puntata facendovi sentire direttamente i messaggi Whatsapp che ci siamo scambiati (Enrico, Priel e Federico) nel corso della settimana. Li condividiamo con voi, sperando che possano essere spunto di riflessione. <br />Questa puntata ha diverse possibili letture: <br />"Linkedin vs. Facebook",  "Coerenza vs. Ascolto" oppure "Vision vs. Version".]]></itunes:summary><itunes:duration>1101</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b2527368b0e610e94a1f2626faaaaddd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 004 - p - visione o versione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-004-p-visione-o-versione--16249298</link><description><![CDATA[Quando abbiamo un progetto, per capire se stiamo andando nella direzione giusta, dobbiamo fare delle prove. Ma le prove non sono sempre divertenti e stimolanti. La difficoltà maggiore è contrastare la nostra voglia intrinseca di perfezionare e di programmare ogni singolo dettaglio.<br />Ecco il libro di Alberto Savoia, PRETOTYPE IT, di cui parliamo nel corso della puntata: <a href="https://fedev.it/pretotypeit" rel="noopener">https://fedev.it/pretotypeit</a><br />#visione #version #progettare #pretotipare]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16249298</guid><pubDate>Sun, 18 Nov 2018 04:46:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16249298/pardes_004_p_vision_or_version4.mp3" length="23625112" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Quando abbiamo un progetto, per capire se stiamo andando nella direzione giusta, dobbiamo fare delle prove. Ma le prove non sono sempre divertenti e stimolanti. La difficoltà maggiore è contrastare la nostra voglia intrinseca di perfezionare e di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando abbiamo un progetto, per capire se stiamo andando nella direzione giusta, dobbiamo fare delle prove. Ma le prove non sono sempre divertenti e stimolanti. La difficoltà maggiore è contrastare la nostra voglia intrinseca di perfezionare e di programmare ogni singolo dettaglio.<br />Ecco il libro di Alberto Savoia, PRETOTYPE IT, di cui parliamo nel corso della puntata: <a href="https://fedev.it/pretotypeit" rel="noopener">https://fedev.it/pretotypeit</a><br />#visione #version #progettare #pretotipare]]></itunes:summary><itunes:duration>984</itunes:duration><itunes:keywords>pretotipare,progettare,version,visione</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/67815409d9da0cc25c50ae43d1292fef.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 003 - f - abitudine</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-003-f-abitudine--16189332</link><description><![CDATA[Non sempre riusciamo ad accorgerci del rapporto che abbiamo con le nostre abitudini. Le nostre abitudini ci condizionano in positivo ma anche in negativo. A volte diventano micro-ritualità, a cui diamo valore ripetuto nel tempo. A volte diventano routine automatica e ci imprigionano in meccanismi da cui alla lunga rischiamo di non uscire più.<br />#abitudini #consapevolezza #scelte #routine]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16189332</guid><pubDate>Sun, 11 Nov 2018 06:01:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16189332/pardes_003_f_abitudine.mp3" length="45096676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Non sempre riusciamo ad accorgerci del rapporto che abbiamo con le nostre abitudini. Le nostre abitudini ci condizionano in positivo ma anche in negativo. A volte diventano micro-ritualità, a cui diamo valore ripetuto nel tempo. A volte diventano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non sempre riusciamo ad accorgerci del rapporto che abbiamo con le nostre abitudini. Le nostre abitudini ci condizionano in positivo ma anche in negativo. A volte diventano micro-ritualità, a cui diamo valore ripetuto nel tempo. A volte diventano routine automatica e ci imprigionano in meccanismi da cui alla lunga rischiamo di non uscire più.<br />#abitudini #consapevolezza #scelte #routine]]></itunes:summary><itunes:duration>1881</itunes:duration><itunes:keywords>abitudini,consapevolezza,routine,scelte</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d8367fd37d5f3ea497457f4c9d61e6e8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 002 - e - il potere della gentilezza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-002-e-il-potere-della-gentilezza--16076359</link><description><![CDATA[La gentilezza autentica ha un potere enorme e dirompente: mette nel torto chiunque si relazioni a lei senza rispetto.<br />Ma noi siamo gentili per spontanea propensione al nostro benessere? O perché in fondo cerchiamo qualcosa in cambio? <br />La gentilezza è una chiave che apre costantemente porte relazionali. <br />#gentilezza #relazioni #benessere]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16076359</guid><pubDate>Sun, 04 Nov 2018 05:16:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16076359/pardes_002_e_il_potere_della_gentilezza_mixdown.mp3" length="36001875" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>La gentilezza autentica ha un potere enorme e dirompente: mette nel torto chiunque si relazioni a lei senza rispetto.
Ma noi siamo gentili per spontanea propensione al nostro benessere? O perché in fondo cerchiamo qualcosa in cambio? 
La gentilezza è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La gentilezza autentica ha un potere enorme e dirompente: mette nel torto chiunque si relazioni a lei senza rispetto.<br />Ma noi siamo gentili per spontanea propensione al nostro benessere? O perché in fondo cerchiamo qualcosa in cambio? <br />La gentilezza è una chiave che apre costantemente porte relazionali. <br />#gentilezza #relazioni #benessere]]></itunes:summary><itunes:duration>1501</itunes:duration><itunes:keywords>benessere,gentilezza,relazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/acb877c698fcff28284ef20b53689bdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PARDES 001 - cos'è e per chi è Pardes</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pardes-001-cos-e-e-per-chi-e-pardes--16073518</link><description><![CDATA[Benvenuti in Pardés!<br />Questo è il primo episodio, in 4 minuti raccontiamo cos'è Pardes, per chi è e per chi non è.<br />Da oggi ti proponiamo temi di crescita personale, organizzazione del lavoro, realizzazione di progetti, comunicazione... <br />Ogni episodio apre un tema di crescita personale, ti invita a riflettere e poi a continuare la conversazione insieme a noi, che abbiamo un sacco di domande e insieme a te cerchiamo le risposte.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16073518</guid><pubDate>Sun, 28 Oct 2018 06:04:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16073518/pardes_001_d_cos_e_per_chi_pardes_3.mp3" length="4352404" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pardesiani</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti in Pardés!
Questo è il primo episodio, in 4 minuti raccontiamo cos'è Pardes, per chi è e per chi non è.
Da oggi ti proponiamo temi di crescita personale, organizzazione del lavoro, realizzazione di progetti, comunicazione... 
Ogni episodio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti in Pardés!<br />Questo è il primo episodio, in 4 minuti raccontiamo cos'è Pardes, per chi è e per chi non è.<br />Da oggi ti proponiamo temi di crescita personale, organizzazione del lavoro, realizzazione di progetti, comunicazione... <br />Ogni episodio apre un tema di crescita personale, ti invita a riflettere e poi a continuare la conversazione insieme a noi, che abbiamo un sacco di domande e insieme a te cerchiamo le risposte.]]></itunes:summary><itunes:duration>272</itunes:duration><itunes:keywords>business,crescita,lavoro,marketing,selfhelp</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e39b8340142bd91f598300196d6720d1.jpg"/><itunes:episodeType>trailer</itunes:episodeType></item></channel></rss>
