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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>San Giorgio Monferrato: Geo-Percorso e Cammino dei Minatori</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/san-giorgio-monferrato-geo-percorso-e-cammino-dei-minatori--7444690</link><description><![CDATA[]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/7444690/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Arts</category><copyright>Copyright eArs</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg</url><title>San Giorgio Monferrato: Geo-Percorso e Cammino dei Minatori</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/san-giorgio-monferrato-geo-percorso-e-cammino-dei-minatori--7444690</link></image><lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 12:54:06 +0000</lastBuildDate><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>eArs</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:category text="Arts"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>5241cb07-f2ab-5c39-b166-b9fae8c3d847</podcast:guid><itunes:type>serial</itunes:type><item><title>Geo-Percorso - Tappa 1</title><link>https://www.spreaker.com/episode/geo-percorso-tappa-1--75639888</link><description><![CDATA[Salve e benvenuti nella piazza principale di San Giorgio Monferrato, pronti ad affrontare le 5 tappe del geo-percorso. Questa passeggiata geologica vi permetterà di vedere e capire come la geologia locale sia parte integrante e caratteristica particolare del territorio collinare del Monferrato casalese. Il borgo e il suo castello sono costruiti sulla sommità di una collina costituita da un grande bastione di rocce calcaree che gli permette di dominare tutta la vallata circostante. Questa roccia, chiamata Pietra da Cantoni, è stata per molti secoli la principale risorsa mineraria della zona.Ma come si è formata questa roccia? Molti millenni fa qui era presente il mare e questa pietra si è formata con il deposito di sedimenti ricchi di minerali di carbonato sul fondo marino che, col tempo, si sono compattati e hanno creato la roccia che oggi analizzeremo. Qui in piazza don Guglielmo Caprioglio, detta anche della chiesa, osserviamo l’affioramento più importante della Pietra da Cantoni, che è stato oggetto di studi sia nazionali che internazionali a partire dagli anni ’70 e che proseguono tutt’ora. A sinistra dell’ufficio postale sono esposte rocce di grana finissima, marne e siltiti, datate a circa 18-17,5 milioni di anni fa. Si possono vedere a occhio nudo granuli di colore verde scuro, mentre gli abbondanti microfossili e frammenti di macrofossili, come ricci marini e pesci, sono visibili solo con una buona lente o un microscopio. Pensate che qui, nel 2007 e 2017, furono ritrovati due denti di un piccolo squalo! Sopra questo strato di Pietra da Cantoni è esposto, protetto da reti, un banco di spessore variabile di Rodoliti. Ma cosa sono i Rodoliti?Il nome Rodoliti viene dal greco che vuol dire pietra rossa e sono formati da noduli di alghe rosse calcaree, tipici di mare poco profondo e clima caldo, che ora appaiono come ciottoli bianchi perchè perdono il colore originario dopo la loro morte. Il livello a rodoliti di San Giorgio è interpretato come una o più frane sottomarine che hanno portato depositi costieri a profondità maggiori. Per finire, sopra questo strato di Rodoliti troviamo uno strato di Pietra da Cantoni più giovane, datato a 17-16,5 Milioni di anni fa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639888</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:33:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639888/monferrato_geopercorso_1_prima_tappa.mp3" length="4118696" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Salve e benvenuti nella piazza principale di San Giorgio Monferrato, pronti ad affrontare le 5 tappe del geo-percorso. Questa passeggiata geologica vi permetterà di vedere e capire come la geologia locale sia parte integrante e caratteristica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Salve e benvenuti nella piazza principale di San Giorgio Monferrato, pronti ad affrontare le 5 tappe del geo-percorso. 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Oggi è di proprietà privata ma,  in occasioni particolari come eventi e manifestazioni, viene aperto al pubblico; durante queste giornate è possibile visitare le sue cantine e il lungo corridoio che conduce al pozzo del castello, scavato nello strato di Rodoliti e nella parte più alta della Pietra da Cantoni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639891</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:34:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639891/monferrato_geopercorso_2_seconda_tappa.mp3" length="1166441" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Eccoci, dopo aver percorso un tratto di via Gozani, vicino al cancello d’ingresso del castello. 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Mentre nella parte alta dei muri delle costruzioni notiamo che sono stati impiegati dei blocchi di pietra giallastri o grigi - i cosiddetti “cantoni” che danno il nome alla Pietra omonima - nella parte alla base degli edifici sono state usate arenarie o mattoni, che isolavano maggiormente dall’umidità rispetto alla Pietra da Cantoni. Scendendo da via Gozani di San Giorgio Monferrato verso via Roma, possiamo vedere che la base del campanile, il torrione e il muro del parco del castello sono prevalentemente costruiti con blocchi di arenarie grigiastre, a volte rossicce, stratificate sia in modo regolare che ripiegate su se stesse. Ma che tipo di materiale è mai questo? Viene chiamato nel dialetto locale Préa Cagna: questa è un “sottoprodotto” derivato dall’estrazione delle marne da cemento. In questa zona la Préa Cagna è molto presente perchè è la base sulla quale poggia direttamente la Pietra da Cantoni e si è creata circa 56-37 milioni di anni fa, quando qui si trovava il fondale dell’Oceano Ligure-Piemontese! Date le sue qualità, questa roccia è stata interessata da una intensa attività estrattiva, prima in superficie, poi in galleria, ed è stata fondamentale per l’economia e l’assetto del territorio. Le marne calcaree venivano estratte per produrre cemento mentre la Préa Cagna per l’edilizia. I tantissimi blocchi, ora conservati nel muro del parco, sono oggi l’unica testimonianza visibile delle rocce che formano la parte più bassa della collina di San Giorgio Monferrato e che non sono visibili perché coperte dal terreno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639882</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:35:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639882/monferrato_geopercorso_4_quarta_tappa.mp3" length="3158852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Osserviamo ora la struttura e i materiali che caratterizzano gli edifici più antichi che ci stanno intorno. Mentre nella parte alta dei muri delle costruzioni notiamo che sono stati impiegati dei blocchi di pietra giallastri o grigi - i cosiddetti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Osserviamo ora la struttura e i materiali che caratterizzano gli edifici più antichi che ci stanno intorno. Mentre nella parte alta dei muri delle costruzioni notiamo che sono stati impiegati dei blocchi di pietra giallastri o grigi - i cosiddetti “cantoni” che danno il nome alla Pietra omonima - nella parte alla base degli edifici sono state usate arenarie o mattoni, che isolavano maggiormente dall’umidità rispetto alla Pietra da Cantoni. Scendendo da via Gozani di San Giorgio Monferrato verso via Roma, possiamo vedere che la base del campanile, il torrione e il muro del parco del castello sono prevalentemente costruiti con blocchi di arenarie grigiastre, a volte rossicce, stratificate sia in modo regolare che ripiegate su se stesse. Ma che tipo di materiale è mai questo? Viene chiamato nel dialetto locale Préa Cagna: questa è un “sottoprodotto” derivato dall’estrazione delle marne da cemento. In questa zona la Préa Cagna è molto presente perchè è la base sulla quale poggia direttamente la Pietra da Cantoni e si è creata circa 56-37 milioni di anni fa, quando qui si trovava il fondale dell’Oceano Ligure-Piemontese! Date le sue qualità, questa roccia è stata interessata da una intensa attività estrattiva, prima in superficie, poi in galleria, ed è stata fondamentale per l’economia e l’assetto del territorio. Le marne calcaree venivano estratte per produrre cemento mentre la Préa Cagna per l’edilizia. 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Questo pozzo è documentato dal XII secolo, e ha un importante interesse sia storico che geologico: storico per via della sua età; geologico perché è rivestito nella sua parte alta da lastroni di calcari a grossi noduli isolati di rodoliti. Proprio qui risiede la sua particolarità, perché nel Monferrato casalese non sono noti giacimenti di pietre simili. Purtroppo, la provenienza di questa roccia è incerta a causa della mancanza di documenti storici e per l'impossibilità di uno studio diretto, non distruttivo, delle lastre calcaree. Si è però ipotizzato che il calcare sia stato estratto dalle cave di calcare di Gassino Torinese poiché questo tipo di formazione è inclusa nella struttura delle Marne di Monte Piano ed è datata tra 56 e 34 milioni di anni fa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639884</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:36:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639884/monferrato_geopercorso_5_quinta_tappa.mp3" length="2012808" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>L’ultima tappa del geo-percorso ci riporta vicino alla chiesa parrocchiale, precisamente in via Nazario Sauro, per vedere una cosa molto particolare ovvero il cosiddetto Pozzo di Villa. 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Per molti secoli l’estrazione delle marne e la lavorazione del cemento sono state la principale economia di San Giorgio Monferrato e la popolazione si è plasmata su queste attività. Le antiche cave e i vecchi cementifici raccontano una storia di fatica, innovazione e comunità operaia.Il Cammino dei Minatori comincia e termina nella piazza principale del paese, passando attraverso il borgo denominato  “Bassoporto”, dove un tempo c’erano le case dei minatori per arrivare alla chiesetta di San Rocco da dove si sale verso la campagna per vedere alcuni resti di manufatti di architettura industriale ed i “pozzoni” di estrazione,” testimoni della produzione locale di cemento.Il percorso che affronteremo non è solo una passeggiata tra campi, vigneti, cascine e vecchie strade, ma un viaggio nella memoria che testimonia e racconta la vita delle comunità di minatori e dei lavoratori del cemento. Pronti a camminare nella storia? ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639883</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:37:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639883/monferrato_cammino_dei_minatori_1_introduzione.mp3" length="2486774" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Salve e benvenuti nel Cammino dei Minatori a San Giorgio Monferrato, dove vi aspetta un percorso che unisce natura, storia e memoria industriale. L’itinerario che andremo ad affrontare è stato ideato per valorizzare il legame tra minatori e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Salve e benvenuti nel Cammino dei Minatori a San Giorgio Monferrato, dove vi aspetta un percorso che unisce natura, storia e memoria industriale. 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Le antiche cave e i vecchi cementifici raccontano una storia di fatica, innovazione e comunità operaia.Il Cammino dei Minatori comincia e termina nella piazza principale del paese, passando attraverso il borgo denominato  “Bassoporto”, dove un tempo c’erano le case dei minatori per arrivare alla chiesetta di San Rocco da dove si sale verso la campagna per vedere alcuni resti di manufatti di architettura industriale ed i “pozzoni” di estrazione,” testimoni della produzione locale di cemento.Il percorso che affronteremo non è solo una passeggiata tra campi, vigneti, cascine e vecchie strade, ma un viaggio nella memoria che testimonia e racconta la vita delle comunità di minatori e dei lavoratori del cemento. 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Dalla “calce forte”, estratta dai Romani, l’attività di estrazione non si è mai interrotta in tutta la zona, tanto che nel 1847 si potevano contare ben 65 cave di calce e 57 cave di gesso! Verso la fine dell’800 l’attività estrattiva era diventata davvero fiorente, con ditte a conduzione familiare che vedevano anche l’impiego delle mogli e delle figlie dei minatori prevalentemente addetti ai lavori con il “tür”, ovvero un verricello a mano, costituito da una catena e da un mulinello, che serviva per spostare grossi secchi pieni di pietre. Questo lavoro ha segnato anche l’urbanistica del paese, tanto che nel centro storico di San Giorgio Monferrato vi è un borgo denominato Bassoporto, dove erano presenti le case dei minatori: un agglomerato di edifici di umile fattura, posti in basso rispetto al castello e alle case signorili, che raccontano “l’anima” di coloro che scendevano nelle viscere della terra con fatica e senza paura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639881</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:42:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639881/monferrato_cammino_dei_minatori_2_prima_tappa.mp3" length="2708710" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Guardate bene il panorama di fronte a voi, non immaginereste mai che qui milioni di anni fa c’era il mare! 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Questo lavoro ha segnato anche l’urbanistica del paese, tanto che nel centro storico di San Giorgio Monferrato vi è un borgo denominato Bassoporto, dove erano presenti le case dei minatori: un agglomerato di edifici di umile fattura, posti in basso rispetto al castello e alle case signorili, che raccontano “l’anima” di coloro che scendevano nelle viscere della terra con fatica e senza paura.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cammino dei Minatori - Seconda Tappa, Le Miniere Tra Sant’Anna E San Giorgio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cammino-dei-minatori-seconda-tappa-le-miniere-tra-sant-anna-e-san-giorgio--75639885</link><description><![CDATA[Sapete come si ottiene la calce? Per produrla bisogna cuocere la pietra calcarea tra i 900 e i 1000 gradi; se la si mantiene asciutta si chiama “calce viva” mentre se si bagna diventa “calce spenta”. L’idea di ottenere un prodotto commerciale diverso dalla calce aumentando il calore dei forni era già presente fin dal 1865, ma il vero impulso si ottenne nel 1876 quando Giuseppe Cerrano scoprì che la pietra delle colline non adatta a produrre la calce idraulica era invece idonea alla produzione del cemento Portland naturale. Dopo svariati esperimenti, sempre nello stesso anno iniziò la sua produzione presso lo stabilimento Robati dalla Società Anonima Fabbrica Calci e Cementi di Casale Monferrato. La ditta estraeva le marne presso la Cascina Parona ma scopriremo la sua storia a suo tempo! Questo sviluppo industriale portò un’evoluzione nelle ditte che passarono da familiari a vere e proprie industrie tanto che con il Regio Decreto 29 luglio 1927 si unificò il diritto minerario e si inquadrarono tutte queste imprese, consentendo ai concessionari di avere come unico interlocutore lo Stato. Pensate che a questa data il territorio di San Giorgio veniva interessato da ben 23 concessioni minerarie! ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639885</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:51:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639885/monferrato_cammino_dei_minatori_3_seconda_tappa.mp3" length="2442888" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Sapete come si ottiene la calce? Per produrla bisogna cuocere la pietra calcarea tra i 900 e i 1000 gradi; se la si mantiene asciutta si chiama “calce viva” mentre se si bagna diventa “calce spenta”. L’idea di ottenere un prodotto commerciale diverso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sapete come si ottiene la calce? Per produrla bisogna cuocere la pietra calcarea tra i 900 e i 1000 gradi; se la si mantiene asciutta si chiama “calce viva” mentre se si bagna diventa “calce spenta”. L’idea di ottenere un prodotto commerciale diverso dalla calce aumentando il calore dei forni era già presente fin dal 1865, ma il vero impulso si ottenne nel 1876 quando Giuseppe Cerrano scoprì che la pietra delle colline non adatta a produrre la calce idraulica era invece idonea alla produzione del cemento Portland naturale. Dopo svariati esperimenti, sempre nello stesso anno iniziò la sua produzione presso lo stabilimento Robati dalla Società Anonima Fabbrica Calci e Cementi di Casale Monferrato. La ditta estraeva le marne presso la Cascina Parona ma scopriremo la sua storia a suo tempo! Questo sviluppo industriale portò un’evoluzione nelle ditte che passarono da familiari a vere e proprie industrie tanto che con il Regio Decreto 29 luglio 1927 si unificò il diritto minerario e si inquadrarono tutte queste imprese, consentendo ai concessionari di avere come unico interlocutore lo Stato. Pensate che a questa data il territorio di San Giorgio veniva interessato da ben 23 concessioni minerarie! ]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cammino dei Minatori - Terza Tappa, Le Miniere Costamagna, Bronzina, Fornello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cammino-dei-minatori-terza-tappa-le-miniere-costamagna-bronzina-fornello--75639886</link><description><![CDATA[Quali erano le principali ditte che avevano la concessione mineraria sul territorio di San Giorgio Monferrato? E quali zone occupavano? La Società Gabba e Miglietta estraevano le marne dalle miniere Cappelletta e Costamagna, situate nelle zone nord e ovest del centro storico; le cave Roggero (est e ovest) e Besso-Migliavacca-Corbellara erano gestite dalla Società Unione Cementi Marchino che operava anche nelle miniere Tessier Canina, con il pozzone Bussola profondo addirittura 120 metri! Questi siti industriali non modificavano il territorio solo in profondità ma anche in altezza poiché puntellavano il paesaggio con diverse teleferiche, funivie adibite solo al trasporto delle merci. La già citata Società Gabba e Miglietta costruì nel 1925 una teleferica che raggiungeva, in località Torcello, la ferrovia industriale Coniolo Rivo Rizza-Casale e, da lì, il materiale partiva per le varie cementerie. Per molto tempo le teleferiche caratterizzarono il panorama collinare del casalese ma, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si assistette al loro smantellamento a seguito della progressiva chiusura delle miniere di marna dovute agli alti costi di estrazione e alle nuove tecniche di produzione del cemento artificiale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639886</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:52:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639886/monferrato_cammino_dei_minatori_4_terza_tappa.mp3" length="2417811" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Quali erano le principali ditte che avevano la concessione mineraria sul territorio di San Giorgio Monferrato? E quali zone occupavano? La Società Gabba e Miglietta estraevano le marne dalle miniere Cappelletta e Costamagna, situate nelle zone nord e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quali erano le principali ditte che avevano la concessione mineraria sul territorio di San Giorgio Monferrato? E quali zone occupavano? La Società Gabba e Miglietta estraevano le marne dalle miniere Cappelletta e Costamagna, situate nelle zone nord e ovest del centro storico; le cave Roggero (est e ovest) e Besso-Migliavacca-Corbellara erano gestite dalla Società Unione Cementi Marchino che operava anche nelle miniere Tessier Canina, con il pozzone Bussola profondo addirittura 120 metri! Questi siti industriali non modificavano il territorio solo in profondità ma anche in altezza poiché puntellavano il paesaggio con diverse teleferiche, funivie adibite solo al trasporto delle merci. La già citata Società Gabba e Miglietta costruì nel 1925 una teleferica che raggiungeva, in località Torcello, la ferrovia industriale Coniolo Rivo Rizza-Casale e, da lì, il materiale partiva per le varie cementerie. Per molto tempo le teleferiche caratterizzarono il panorama collinare del casalese ma, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si assistette al loro smantellamento a seguito della progressiva chiusura delle miniere di marna dovute agli alti costi di estrazione e alle nuove tecniche di produzione del cemento artificiale.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cammino dei Minatori - Quarta Tappa, Area Mineraria della Cascina Parona</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cammino-dei-minatori-quarta-tappa-area-mineraria-della-cascina-parona--75639887</link><description><![CDATA[Vi ricordate della cascina Parona, nominata in precedenza? Eccoci pronti a scoprirla! La Società Anonima Fabbrica di Calci e Cementi di Casale Monferrato operava nel 1876 con due stabilimenti a Casale Monferrato, uno ad Ozzano e uno a San Giorgio Monferrato. L’opificio di San Giorgio, sito in località Parona, era destinato alla produzione della calce e la cava aveva un pozzo di estrazione profondo 80 metri! Da qui la marna estratta veniva trasportata con carri fino agli stabilimenti. Nel 1902, per agevolare i trasporti, veniva costruito un binario industriale Decauville che percorreva le strade comunali Parona e Pasigliano, fino allo stradone Casale-Asti.Nel 1917 la Società Anonima veniva incorporata dalla Italcementi di Bergamo e le cave Parona passarono alla Ditta Bargero Domenico di Casale Monferrato che, dall 1927, ottenne la cava Bosco dei Gattei e nel 1933 anche la miniera Bigliona.Una ditta con così tante cave poteva farsi mancare una teleferica? No e infatti nel 1935 la costruì proprio alla miniera Parona e da qui il materiale giungeva fino allo stabilimento di Casale Ronzone.La Ditta Bargero proseguì la sua attività anche durante la Seconda Guerra Mondiale tenendo la miniera Parona fino al 1962.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639887</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:53:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639887/monferrato_cammino_dei_minatori_5_quarta_tappa.mp3" length="2516240" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Vi ricordate della cascina Parona, nominata in precedenza? Eccoci pronti a scoprirla! La Società Anonima Fabbrica di Calci e Cementi di Casale Monferrato operava nel 1876 con due stabilimenti a Casale Monferrato, uno ad Ozzano e uno a San Giorgio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Vi ricordate della cascina Parona, nominata in precedenza? Eccoci pronti a scoprirla! La Società Anonima Fabbrica di Calci e Cementi di Casale Monferrato operava nel 1876 con due stabilimenti a Casale Monferrato, uno ad Ozzano e uno a San Giorgio Monferrato. L’opificio di San Giorgio, sito in località Parona, era destinato alla produzione della calce e la cava aveva un pozzo di estrazione profondo 80 metri! Da qui la marna estratta veniva trasportata con carri fino agli stabilimenti. Nel 1902, per agevolare i trasporti, veniva costruito un binario industriale Decauville che percorreva le strade comunali Parona e Pasigliano, fino allo stradone Casale-Asti.Nel 1917 la Società Anonima veniva incorporata dalla Italcementi di Bergamo e le cave Parona passarono alla Ditta Bargero Domenico di Casale Monferrato che, dall 1927, ottenne la cava Bosco dei Gattei e nel 1933 anche la miniera Bigliona.Una ditta con così tante cave poteva farsi mancare una teleferica? No e infatti nel 1935 la costruì proprio alla miniera Parona e da qui il materiale giungeva fino allo stabilimento di Casale Ronzone.La Ditta Bargero proseguì la sua attività anche durante la Seconda Guerra Mondiale tenendo la miniera Parona fino al 1962.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cammino dei Minatori - Quinta Tappa, Lo Stabilimento Di San Giorgio Monferrato Della “Società Anonima Calci E Cementi Di Casale Monferrato”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cammino-dei-minatori-quinta-tappa-lo-stabilimento-di-san-giorgio-monferrato-della-societa-anonima-calci-e-cementi-di-casale-monferrato--75639889</link><description><![CDATA[Come detto in precedenza nel 1876 la Società Anonima Fabbrica di Calci e Cementi di Casale Monferrato, oltre alla cava di Parona, aveva anche un altro stabilimento localizzato alla frazione Chiabotto, nei pressi della stazione ferroviaria, destinato alla produzione della calce. Sorto fra il 1872 e il 1873, ad opera della ditta Fornaci di San Giorgio Monferrato dei soci Mazzero, Sacerdote, Bertero e C, nel 1876 era composto da case per gli operai, tettoie per la lavorazione all’aperto, due forni anulari Hoffmann a fuoco continuo a 16 compartimenti ciascuno e ben due forni verticali da calce “sistema Sosso” ovvero con cottura a ciclo continuo. Oltre a essere molto all’avanguardia nelle lavorazioni, era anche situato in una posizione strategica, vista la sua vicinanza con la stazione ferroviaria Casale – Asti con la quale era collegato attraverso un binario servito da due piattaforme già nel 1902.Il materiale lavorato poi raggiungeva le fabbriche sociali di Casale Monferrato, pronto per essere rielaborato e commercializzato. Le fasi successive di questo grande stabilimento però sono avvolte nel mistero, non si sa bene quando ha smesso la produzione. L’unico dato sono le statistiche industriali del 1912, che già non riportano questo stabilimento, per cui si ritiene che all’epoca dovesse essere stato già alienato in precedenza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75639889</guid><pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:54:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75639889/monferrato_cammino_dei_minatori_6_quinta_tappa.mp3" length="2729399" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Come detto in precedenza nel 1876 la Società Anonima Fabbrica di Calci e Cementi di Casale Monferrato, oltre alla cava di Parona, aveva anche un altro stabilimento localizzato alla frazione Chiabotto, nei pressi della stazione ferroviaria, destinato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come detto in precedenza nel 1876 la Società Anonima Fabbrica di Calci e Cementi di Casale Monferrato, oltre alla cava di Parona, aveva anche un altro stabilimento localizzato alla frazione Chiabotto, nei pressi della stazione ferroviaria, destinato alla produzione della calce. Sorto fra il 1872 e il 1873, ad opera della ditta Fornaci di San Giorgio Monferrato dei soci Mazzero, Sacerdote, Bertero e C, nel 1876 era composto da case per gli operai, tettoie per la lavorazione all’aperto, due forni anulari Hoffmann a fuoco continuo a 16 compartimenti ciascuno e ben due forni verticali da calce “sistema Sosso” ovvero con cottura a ciclo continuo. Oltre a essere molto all’avanguardia nelle lavorazioni, era anche situato in una posizione strategica, vista la sua vicinanza con la stazione ferroviaria Casale – Asti con la quale era collegato attraverso un binario servito da due piattaforme già nel 1902.Il materiale lavorato poi raggiungeva le fabbriche sociali di Casale Monferrato, pronto per essere rielaborato e commercializzato. Le fasi successive di questo grande stabilimento però sono avvolte nel mistero, non si sa bene quando ha smesso la produzione. 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