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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Macro, Ma Non Troppo - geopolitica, macroeconomia e mercati</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/macro-ma-non-troppo-geopolitica-macroeconomia-e-mercati--7256699</link><description><![CDATA[<b>Macro, Ma Non Troppo</b> è un podcast settimanale in italiano che collega geopolitica, macroeconomia e mercati finanziari dal punto di vista dell’investitore italiano<br /><br />Ogni episodio parte da una domanda centrale per capire non soltanto che cosa è successo, ma perché conta economicamente e come può trasmettersi ai mercati.<br /><br />Distinguiamo fatti e interpretazioni, analizziamo scenari alternativi e seguiamo i segnali che possono confermare o cambiare la lettura.<br /><br />Non è una semplice rassegna delle notizie né un tentativo di prevedere il futuro con falsa precisione. È pensato per chi ha già una conoscenza di base degli investimenti e vuole capire meglio il contesto dietro i movimenti dei mercati.<br /><br />Le informazioni hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria né raccomandazioni di investimento.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/7256699/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Investing</category><copyright>Copyright Redazione Macro Ma Non Troppo</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cbf4acac755f05179045baa23c111f4.jpg</url><title>Macro, Ma Non Troppo - geopolitica, macroeconomia e mercati</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/macro-ma-non-troppo-geopolitica-macroeconomia-e-mercati--7256699</link></image><lastBuildDate>Sun, 01 Nov 2026 08:02:47 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:name><itunes:email>redazione.manontroppo@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cbf4acac755f05179045baa23c111f4.jpg"/><itunes:subtitle>Macro, Ma Non Troppo è un podcast settimanale in italiano che collega geopolitica, macroeconomia e mercati finanziari dal punto di vista dell’investitore italiano

Ogni episodio parte da una domanda centrale per capire non soltanto che cosa è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Macro, Ma Non Troppo</b> è un podcast settimanale in italiano che collega geopolitica, macroeconomia e mercati finanziari dal punto di vista dell’investitore italiano<br /><br />Ogni episodio parte da una domanda centrale per capire non soltanto che cosa è successo, ma perché conta economicamente e come può trasmettersi ai mercati.<br /><br />Distinguiamo fatti e interpretazioni, analizziamo scenari alternativi e seguiamo i segnali che possono confermare o cambiare la lettura.<br /><br />Non è una semplice rassegna delle notizie né un tentativo di prevedere il futuro con falsa precisione. È pensato per chi ha già una conoscenza di base degli investimenti e vuole capire meglio il contesto dietro i movimenti dei mercati.<br /><br />Le informazioni hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria né raccomandazioni di investimento.]]></itunes:summary><itunes:category text="Business"><itunes:category text="Investing"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>221d349d-cf0c-5dae-8cd9-8a813b295f8e</podcast:guid><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>[N.15] Rischio stagflazione tra energia e credito? - Briefing 31 ottobre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-15-rischio-stagflazione-tra-energia-e-credito-briefing-31-ottobre-2026--76108763</link><description><![CDATA[<b>Energia più cara e credito selettivo: lo shock diventerà inflazione persistente?</b><br /><b></b><br />Il petrolio può continuare a raggiungere i mercati anche quando trasportarlo diventa più rischioso e costoso: ma quanto di questo rincaro arriva ai prezzi e al credito europeo? La stima preliminare dell’inflazione italiana di ottobre segnala un’accelerazione, mentre la BCE mantiene i tassi invariati e le indagini bancarie descrivono condizioni di finanziamento già selettive. Per chi investe dall’Italia, la questione è distinguere uno shock energetico circoscritto dal rischio, ancora non dimostrato, di una pressione persistente su prezzi, margini e attività economica.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Energia e rotte marittime: perché la continuità dei flussi di petrolio non garantisce costi di trasporto, assicurazione e consegna normalizzati; le segnalazioni su Hormuz richiedono ancora verifiche indipendenti.</li><li>Inflazione e credito in Europa: l’accelerazione dei prezzi italiani di ottobre, il mantenimento dei tassi BCE e il credito selettivo rilevato da indagini riferite prevalentemente al terzo trimestre, senza attribuire loro gli effetti degli incidenti di fine mese.</li><li>Scenari e segnali da seguire: l’adattamento parziale resta lo scenario centrale; inflazione sottostante, salari, costi logistici e spread aiuteranno a capire se lo shock si attenua oppure si propaga.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><ul><li>Periodo analizzato: 24–31 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Istat</li><li>Banca centrale europea (BCE)</li><li>Eurostat</li><li>Associated Press</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/76108763</guid><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 08:00:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/76108763/2026_10_31_rischio_stagflazione_tra_energia_e_credito.mp3" length="13745142" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Energia più cara e credito selettivo: lo shock diventerà inflazione persistente?

Il petrolio può continuare a raggiungere i mercati anche quando trasportarlo diventa più rischioso e costoso: ma quanto di questo rincaro arriva ai prezzi e al credito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Energia più cara e credito selettivo: lo shock diventerà inflazione persistente?</b><br /><b></b><br />Il petrolio può continuare a raggiungere i mercati anche quando trasportarlo diventa più rischioso e costoso: ma quanto di questo rincaro arriva ai prezzi e al credito europeo? La stima preliminare dell’inflazione italiana di ottobre segnala un’accelerazione, mentre la BCE mantiene i tassi invariati e le indagini bancarie descrivono condizioni di finanziamento già selettive. Per chi investe dall’Italia, la questione è distinguere uno shock energetico circoscritto dal rischio, ancora non dimostrato, di una pressione persistente su prezzi, margini e attività economica.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Energia e rotte marittime: perché la continuità dei flussi di petrolio non garantisce costi di trasporto, assicurazione e consegna normalizzati; le segnalazioni su Hormuz richiedono ancora verifiche indipendenti.</li><li>Inflazione e credito in Europa: l’accelerazione dei prezzi italiani di ottobre, il mantenimento dei tassi BCE e il credito selettivo rilevato da indagini riferite prevalentemente al terzo trimestre, senza attribuire loro gli effetti degli incidenti di fine mese.</li><li>Scenari e segnali da seguire: l’adattamento parziale resta lo scenario centrale; inflazione sottostante, salari, costi logistici e spread aiuteranno a capire se lo shock si attenua oppure si propaga.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><ul><li>Periodo analizzato: 24–31 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Istat</li><li>Banca centrale europea (BCE)</li><li>Eurostat</li><li>Associated Press</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>859</itunes:duration><itunes:keywords>bancacentraleeuropea,btp,costienergetici,creditobancario,crisienergetica,economiaeuropea,geopolitica,inflazione,inflazioneitaliana,investimenti,macroeconomia,mercatifinanziari,politicamonetaria,prezzodelpetrolio,rischiofinanziario,rischiogeopolitico,stagflazione,strettodihormuz,tassidiinteresse,trasportomarittimo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bd6cb820a95451bc7bc0be9a45cdff69.jpg"/><itunes:episode>15</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[N.14] Il petrolio arriva. Allora perché siamo ancora nei guai? - Briefing 24 ottobre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-14-il-petrolio-arriva-allora-perche-siamo-ancora-nei-guai-briefing-24-ottobre-2026--75975705</link><description><![CDATA[<b>Tra petrolio e AI la fisica comanda</b><br /><b></b><br />Il petrolio del Golfo continua ad arrivare sui mercati, ma quanto costa mantenerne i flussi quando lo Stretto di Hormuz resta sotto pressione? Le nuove stime sulle esportazioni mostrano una maggiore resilienza delle quantità, senza dimostrare che trasporto, assicurazioni e sicurezza marittima siano tornati alla normalità. Esaminiamo perché questa differenza può pesare sui margini delle imprese, sull’inflazione e sul credito in Europa, anche per chi investe dall’Italia, e quali vincoli elettrici stanno emergendo per i grandi centri dati legati all’intelligenza artificiale negli Stati Uniti.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Il petrolio arriva, ma le rotte restano fragili: le esportazioni aggregate del Golfo mostrano capacità di adattamento, mentre i transiti attraverso Hormuz rimangono molto inferiori ai livelli precedenti alla guerra. La tenuta dei volumi non misura il costo economico della logistica.</li><li>Energia cara e rendimenti elevati possono comprimere i margini: nell’area euro lo shock energetico incontra condizioni finanziarie restrittive, che possono frenare credito e domanda ma anche limitare il trasferimento dei rincari all’inflazione sottostante. Le conseguenze per imprese e mercati restano da verificare.</li><li>La prova decisiva è nei dati successivi: un miglioramento congiunto di sicurezza marittima, costi logistici e indicatori d’inflazione sosterrebbe una normalizzazione; pressioni persistenti su trasporti, prezzi e spread creditizi richiederebbero di rivedere la lettura dello shock. Negli Stati Uniti, anche connessioni e manutenzione della rete PJM restano segnali da seguire per gli investimenti nell’AI.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><ul><li>Periodo analizzato: 17 ottobre 2026 – 24 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Financial Times (stime Kpler)</li><li>Reuters</li><li>Banca centrale europea (BCE)</li><li>PJM Interconnection</li><li>Federal Energy Regulatory Commission (FERC)</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75975705</guid><pubDate>Sun, 25 Oct 2026 12:42:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75975705/utf_8_q_2026_e2_80_9010_e2_80_9024_tra_5fpetrolio_5fe_utf_8_q_5fai_5fla_5ffisica_5fcomanda_m4a.mp3" length="21806739" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Tra petrolio e AI la fisica comanda

Il petrolio del Golfo continua ad arrivare sui mercati, ma quanto costa mantenerne i flussi quando lo Stretto di Hormuz resta sotto pressione? Le nuove stime sulle esportazioni mostrano una maggiore resilienza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Tra petrolio e AI la fisica comanda</b><br /><b></b><br />Il petrolio del Golfo continua ad arrivare sui mercati, ma quanto costa mantenerne i flussi quando lo Stretto di Hormuz resta sotto pressione? Le nuove stime sulle esportazioni mostrano una maggiore resilienza delle quantità, senza dimostrare che trasporto, assicurazioni e sicurezza marittima siano tornati alla normalità. Esaminiamo perché questa differenza può pesare sui margini delle imprese, sull’inflazione e sul credito in Europa, anche per chi investe dall’Italia, e quali vincoli elettrici stanno emergendo per i grandi centri dati legati all’intelligenza artificiale negli Stati Uniti.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Il petrolio arriva, ma le rotte restano fragili: le esportazioni aggregate del Golfo mostrano capacità di adattamento, mentre i transiti attraverso Hormuz rimangono molto inferiori ai livelli precedenti alla guerra. La tenuta dei volumi non misura il costo economico della logistica.</li><li>Energia cara e rendimenti elevati possono comprimere i margini: nell’area euro lo shock energetico incontra condizioni finanziarie restrittive, che possono frenare credito e domanda ma anche limitare il trasferimento dei rincari all’inflazione sottostante. Le conseguenze per imprese e mercati restano da verificare.</li><li>La prova decisiva è nei dati successivi: un miglioramento congiunto di sicurezza marittima, costi logistici e indicatori d’inflazione sosterrebbe una normalizzazione; pressioni persistenti su trasporti, prezzi e spread creditizi richiederebbero di rivedere la lettura dello shock. Negli Stati Uniti, anche connessioni e manutenzione della rete PJM restano segnali da seguire per gli investimenti nell’AI.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><ul><li>Periodo analizzato: 17 ottobre 2026 – 24 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Financial Times (stime Kpler)</li><li>Reuters</li><li>Banca centrale europea (BCE)</li><li>PJM Interconnection</li><li>Federal Energy Regulatory Commission (FERC)</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>1363</itunes:duration><itunes:keywords>bce,catenediapprovvigionamento,crisienergetica,datacenter,economiaeuropea,economiaitaliana,geopolitica,inflazione,intelligenzaartificiale,investimenti,macroeconomia,mediooriente,mercatifinanziari,obbligazioni,petrolio,rischiogeopolitico,sicurezzaenergetica,strettodihormuz,tassidiinteresse,trasportomarittimo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f32423035439b362ddc0efc81ed9a6f4.jpg"/><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[N.13] Hormuz, inflazione e limiti energetici dell'AI - Briefing 16 ottobre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-13-hormuz-inflazione-e-limiti-energetici-dell-ai-briefing-16-ottobre-2026--75841550</link><description><![CDATA[<b>Dai vincoli energetici al credito: quanto durerà la pressione sui costi?</b><br /><b></b><br />Le tensioni nello stretto di Hormuz e i limiti delle reti elettriche statunitensi si tradurranno in costi più persistenti per imprese e mercati, oppure scorte, infrastrutture e adattamento ne limiteranno gli effetti? Le nuove informazioni sulla navigazione indeboliscono la prospettiva di una rapida normalizzazione, mentre le decisioni sulla rete PJM rendono più concreti i vincoli per i data center. Per chi investe dall’Italia, il punto da verificare è la possibile trasmissione dei costi energetici all’inflazione sottostante, ai rendimenti obbligazionari e al credito, senza confondere i dati di settembre con gli effetti degli eventi di ottobre.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Hormuz e sicurezza marittima: perché le segnalazioni operative contano più degli annunci diplomatici e quali dati servono per distinguere un rischio temporaneo da interruzioni persistenti.</li><li>Inflazione europea e condizioni finanziarie: cosa indica il dato definitivo di settembre e perché un eventuale passaggio dai costi energetici a servizi, salari e credito resta da dimostrare.</li><li>Data center e reti elettriche negli Stati Uniti: cosa cambia con la decisione FERC su PJM e con il finanziamento di un impianto in Georgia, e quali vincoli possono incidere su investimenti e margini.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 10–16 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Reuters</li><li>Eurostat</li><li>Federal Energy Regulatory Commission (FERC)</li><li>Fondo monetario internazionale (FMI)</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75841550</guid><pubDate>Sun, 18 Oct 2026 00:55:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75841550/hormuz_inflazione_e_limiti_energetici_dell_ai.mp3" length="11710099" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Dai vincoli energetici al credito: quanto durerà la pressione sui costi?

Le tensioni nello stretto di Hormuz e i limiti delle reti elettriche statunitensi si tradurranno in costi più persistenti per imprese e mercati, oppure scorte, infrastrutture e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Dai vincoli energetici al credito: quanto durerà la pressione sui costi?</b><br /><b></b><br />Le tensioni nello stretto di Hormuz e i limiti delle reti elettriche statunitensi si tradurranno in costi più persistenti per imprese e mercati, oppure scorte, infrastrutture e adattamento ne limiteranno gli effetti? Le nuove informazioni sulla navigazione indeboliscono la prospettiva di una rapida normalizzazione, mentre le decisioni sulla rete PJM rendono più concreti i vincoli per i data center. Per chi investe dall’Italia, il punto da verificare è la possibile trasmissione dei costi energetici all’inflazione sottostante, ai rendimenti obbligazionari e al credito, senza confondere i dati di settembre con gli effetti degli eventi di ottobre.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Hormuz e sicurezza marittima: perché le segnalazioni operative contano più degli annunci diplomatici e quali dati servono per distinguere un rischio temporaneo da interruzioni persistenti.</li><li>Inflazione europea e condizioni finanziarie: cosa indica il dato definitivo di settembre e perché un eventuale passaggio dai costi energetici a servizi, salari e credito resta da dimostrare.</li><li>Data center e reti elettriche negli Stati Uniti: cosa cambia con la decisione FERC su PJM e con il finanziamento di un impianto in Georgia, e quali vincoli possono incidere su investimenti e margini.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 10–16 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Reuters</li><li>Eurostat</li><li>Federal Energy Regulatory Commission (FERC)</li><li>Fondo monetario internazionale (FMI)</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>732</itunes:duration><itunes:keywords>bancacentraleeuropea,btp,creditosocietario,crisienergetica,datacenter,geopolitica,inflazione,inflazioneeurozona,intelligenzaartificiale,investimenti,macroeconomia,mercatifinanziari,mercatoobbligazionario,petrolio,retielettriche,rischiogeopolitico,scenarieconomici,sicurezzamarittima,strettodihormuz,tassidiinteresse</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aa15a01524a3e74c9e72aaf8b7ce445c.jpg"/><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[N.12] Trump, petrolio e AI: chi paga davvero il conto? - Briefing 9 ottobre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-12-trump-petrolio-e-ai-chi-paga-davvero-il-conto-briefing-9-ottobre-2026--75693394</link><description><![CDATA[<b>Trump, petrolio e AI: chi paga davvero il conto?</b><br /><b></b><br />Le scelte politiche prima delle elezioni americane del 3 novembre ridurranno davvero il costo della crisi energetica e dell'espansione dell'AI, oppure lo trasferiranno ad altri? La dichiarazione di Trump dell'8 ottobre sugli attacchi all'Iran e il dibattito sui costi elettrici dei data center rendono più visibile il legame tra costo della vita, consenso e mercati. Per imprese e investitori italiani, resta decisivo distinguere gli annunci dal ripristino effettivo dei flussi energetici e dalla trasmissione dei costi a inflazione e credito.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Che cosa è cambiato: la pressione elettorale statunitense entra nella postura annunciata verso l'Iran e nella controversia su chi finanzierà le reti elettriche necessarie ai data center; gli effetti operativi restano da verificare.</li><li>Perché conta: petrolio e infrastrutture AI pongono un problema di distribuzione dei costi tra famiglie, imprese e operatori, senza eliminare automaticamente i vincoli fisici e finanziari sottostanti.</li><li>Che cosa osservare: traffico e forniture energetiche effettive, inflazione core e condizioni del credito europeo, regole tariffarie e contratti di connessione dei data center per distinguere una normalizzazione reale da una semplice distensione annunciata</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 3 ottobre 2026 – 9 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Reuters</li><li>Reuters/Ipsos</li><li>U.S. Energy Information Administration (EIA)</li><li>Cook Political Report</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75693394</guid><pubDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75693394/2026_10_09.mp3" length="11837995" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Trump, petrolio e AI: chi paga davvero il conto?

Le scelte politiche prima delle elezioni americane del 3 novembre ridurranno davvero il costo della crisi energetica e dell'espansione dell'AI, oppure lo trasferiranno ad altri? La dichiarazione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Trump, petrolio e AI: chi paga davvero il conto?</b><br /><b></b><br />Le scelte politiche prima delle elezioni americane del 3 novembre ridurranno davvero il costo della crisi energetica e dell'espansione dell'AI, oppure lo trasferiranno ad altri? La dichiarazione di Trump dell'8 ottobre sugli attacchi all'Iran e il dibattito sui costi elettrici dei data center rendono più visibile il legame tra costo della vita, consenso e mercati. Per imprese e investitori italiani, resta decisivo distinguere gli annunci dal ripristino effettivo dei flussi energetici e dalla trasmissione dei costi a inflazione e credito.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Che cosa è cambiato: la pressione elettorale statunitense entra nella postura annunciata verso l'Iran e nella controversia su chi finanzierà le reti elettriche necessarie ai data center; gli effetti operativi restano da verificare.</li><li>Perché conta: petrolio e infrastrutture AI pongono un problema di distribuzione dei costi tra famiglie, imprese e operatori, senza eliminare automaticamente i vincoli fisici e finanziari sottostanti.</li><li>Che cosa osservare: traffico e forniture energetiche effettive, inflazione core e condizioni del credito europeo, regole tariffarie e contratti di connessione dei data center per distinguere una normalizzazione reale da una semplice distensione annunciata</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 3 ottobre 2026 – 9 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Reuters</li><li>Reuters/Ipsos</li><li>U.S. Energy Information Administration (EIA)</li><li>Cook Political Report</li></ul><b>Nota</b><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>740</itunes:duration><itunes:keywords>analisimacroeconomica,borseeuropee,crisienergetica,datacenter,economiaglobale,economiaitaliana,elezioniusa,energiaelettrica,geopolitica,inflazione,intelligenzaartificiale,investimenti,iran,mercatifinanziari,petrolio,politicaeconomica,prezzodelpetrolio,rischiogeopolitico,scenarieconomici,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0968ff51096c452fa980e9ab20d6bd47.jpg"/><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[N.11] Il petrolio scende, il rischio sale - Briefing 2 ottobre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-11-il-petrolio-scende-il-rischio-sale-briefing-2-ottobre-2026--75554369</link><description><![CDATA[<b>Dall'energia al rischio fiscale europeo: lo shock resterà assorbibile?</b><br /><b></b><br />Lo shock energetico resterà prevalentemente un problema di energia e logistica, oppure inizierà a trasferirsi in modo persistente a inflazione core, credito e finanza pubblica europea? In questa puntata analizziamo un quadro apparentemente contraddittorio: mentre l'inflazione headline europea accelera, il recupero parziale dei flussi sauditi, il rilascio coordinato delle riserve del G7 e l'esclusione di un divieto generalizzato statunitense alle esportazioni di diesel attenuano alcuni rischi fisici immediati. Per l'investitore italiano, il punto decisivo è capire se questa resilienza fisica sarà sufficiente a contenere il costo economico dello shock, in un contesto di rendimenti elevati, vulnerabilità fiscale europea e nuove esigenze di resilienza industriale.<br /><br />In questo episodio<ol><li>Perché il forte aumento dell'inflazione headline non dimostra ancora un passaggio persistente alla core: il test resta la trasmissione a servizi, salari, aspettative e credito.</li><li>Perché il miglioramento dei flussi energetici e il rilascio delle riserve comprano tempo ma non equivalgono a una normalizzazione strutturale, soprattutto finché scorte commerciali, raffinazione e distillati restano punti da verificare.</li><li>Come il rischio fiscale europeo e la resilienza delle supply chain asiatiche ampliano lo shock oltre il petrolio, rendendo più importanti spread sovrani, condizioni del credito e costi della ridondanza industriale.</li></ol>Periodo di riferimento<ul><li><b>Periodo analizzato:</b> 26 settembre 2026 – 2 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Eurostat</li><li>Istat</li><li>Governo francese / Présidence de la République</li><li>Agence France Trésor</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75554369</guid><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 21:56:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75554369/2026_10_02.mp3" length="11337697" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Dall'energia al rischio fiscale europeo: lo shock resterà assorbibile?

Lo shock energetico resterà prevalentemente un problema di energia e logistica, oppure inizierà a trasferirsi in modo persistente a inflazione core, credito e finanza pubblica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Dall'energia al rischio fiscale europeo: lo shock resterà assorbibile?</b><br /><b></b><br />Lo shock energetico resterà prevalentemente un problema di energia e logistica, oppure inizierà a trasferirsi in modo persistente a inflazione core, credito e finanza pubblica europea? In questa puntata analizziamo un quadro apparentemente contraddittorio: mentre l'inflazione headline europea accelera, il recupero parziale dei flussi sauditi, il rilascio coordinato delle riserve del G7 e l'esclusione di un divieto generalizzato statunitense alle esportazioni di diesel attenuano alcuni rischi fisici immediati. Per l'investitore italiano, il punto decisivo è capire se questa resilienza fisica sarà sufficiente a contenere il costo economico dello shock, in un contesto di rendimenti elevati, vulnerabilità fiscale europea e nuove esigenze di resilienza industriale.<br /><br />In questo episodio<ol><li>Perché il forte aumento dell'inflazione headline non dimostra ancora un passaggio persistente alla core: il test resta la trasmissione a servizi, salari, aspettative e credito.</li><li>Perché il miglioramento dei flussi energetici e il rilascio delle riserve comprano tempo ma non equivalgono a una normalizzazione strutturale, soprattutto finché scorte commerciali, raffinazione e distillati restano punti da verificare.</li><li>Come il rischio fiscale europeo e la resilienza delle supply chain asiatiche ampliano lo shock oltre il petrolio, rendendo più importanti spread sovrani, condizioni del credito e costi della ridondanza industriale.</li></ol>Periodo di riferimento<ul><li><b>Periodo analizzato:</b> 26 settembre 2026 – 2 ottobre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>Eurostat</li><li>Istat</li><li>Governo francese / Présidence de la République</li><li>Agence France Trésor</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>709</itunes:duration><itunes:keywords>bancacentraleeuropea,catenediapprovvigionamento,cina,crisienergetica,debitosovrano,finanzapubblica,inflazionecore,inflazioneeuropea,investitoriitaliani,mercatieuropei,mercatoenergetico,mercatopetrolifero,politicamonetaria,resilienzaindustriale,rischiofiscale,rischiogeopolitico,riservestrategiche,sicurezzaeconomica,taiwan,tassidiinteresse</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e8b067e75012494fe6160d35e139e9d8.jpg"/><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[N.10] Perché la carenza di diesel minaccia l'economia - Briefing 25 settembre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-10-perche-la-carenza-di-diesel-minaccia-l-economia-briefing-25-settembre-2026--75387207</link><description><![CDATA[<b>La scarsità di diesel può rendere persistente lo shock energetico?</b><br /><br />La crisi energetica sta cambiando natura: il problema non è più soltanto quanti barili raggiungono il mercato, ma quanto costa mantenere i flussi e come i governi reagiscono alla scarsità. Il recupero parziale della logistica saudita riduce una parte del rischio fisico, mentre la tensione sui prodotti raffinati e il dibattito statunitense sulle esportazioni di diesel aprono un nuovo canale di trasmissione verso l’Europa. La questione centrale resta se questa combinazione possa rendere più persistente il passaggio verso inflazione core, credito e crescita europea durante l’inverno 2026-27.<br /><b></b><br />In questo episodio<ol><li>Il recupero parziale saudita indebolisce il rischio di un deterioramento fisico continuo, ma la normalizzazione resta incompleta e la resilienza continua ad avere un costo logistico.</li><li>La scarsità di diesel e le possibili risposte politiche nazionali possono trasferire pressione tra mercati, ma un divieto generalizzato statunitense alle esportazioni non era stato approvato al termine del periodo analizzato.</li><li>Il passaggio macroeconomico decisivo resta da dimostrare: inflazione core e credito non hanno ancora confermato uno shock auto-rinforzante, e servirà evidenza convergente per distinguere adattamento da persistenza.</li></ol>Periodo di riferimento<ul><li><b>Periodo analizzato: </b>19 settembre 2026 – 25 settembre 2026</li></ul>Fonti principali<ul><li>Reuters</li><li>U.S. Energy Information Administration</li><li>Banca Centrale Europea</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75387207</guid><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 23:13:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75387207/2026_09_25.mp3" length="11134987" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>La scarsità di diesel può rendere persistente lo shock energetico?

La crisi energetica sta cambiando natura: il problema non è più soltanto quanti barili raggiungono il mercato, ma quanto costa mantenere i flussi e come i governi reagiscono alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>La scarsità di diesel può rendere persistente lo shock energetico?</b><br /><br />La crisi energetica sta cambiando natura: il problema non è più soltanto quanti barili raggiungono il mercato, ma quanto costa mantenere i flussi e come i governi reagiscono alla scarsità. Il recupero parziale della logistica saudita riduce una parte del rischio fisico, mentre la tensione sui prodotti raffinati e il dibattito statunitense sulle esportazioni di diesel aprono un nuovo canale di trasmissione verso l’Europa. La questione centrale resta se questa combinazione possa rendere più persistente il passaggio verso inflazione core, credito e crescita europea durante l’inverno 2026-27.<br /><b></b><br />In questo episodio<ol><li>Il recupero parziale saudita indebolisce il rischio di un deterioramento fisico continuo, ma la normalizzazione resta incompleta e la resilienza continua ad avere un costo logistico.</li><li>La scarsità di diesel e le possibili risposte politiche nazionali possono trasferire pressione tra mercati, ma un divieto generalizzato statunitense alle esportazioni non era stato approvato al termine del periodo analizzato.</li><li>Il passaggio macroeconomico decisivo resta da dimostrare: inflazione core e credito non hanno ancora confermato uno shock auto-rinforzante, e servirà evidenza convergente per distinguere adattamento da persistenza.</li></ol>Periodo di riferimento<ul><li><b>Periodo analizzato: </b>19 settembre 2026 – 25 settembre 2026</li></ul>Fonti principali<ul><li>Reuters</li><li>U.S. Energy Information Administration</li><li>Banca Centrale Europea</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>696</itunes:duration><itunes:keywords>arabiasaudita,bce,credito,crisienergetica,diesel,eastwestpipeline,economiaeuropea,energia,geopolitica,inflazione,inflazionecore,investitoriitaliani,logisticaglobale,mercatifinanziari,petrolio,politicaenergetica,prodottiraffinati,sicurezzaenergetica,tassidiinteresse,yanbu</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/82ac0215a91c7b6639afa28110612e6c.jpg"/><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[N.9] Pipeline saudite e tassi in rialzo - Briefing 18 settembre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-9-pipeline-saudite-e-tassi-in-rialzo-briefing-18-settembre-2026--75243282</link><description><![CDATA[<b>Lo shock energetico sta diventando un problema di costo del capitale?</b><br /><b></b><br />La domanda centrale è se la combinazione tra minore ridondanza energetica e politica monetaria più restrittiva stia trasformando lo shock del 2026 in un regime più persistente di costo del capitale elevato. In questa settimana Fed e Bank of Japan hanno alzato i tassi, mentre il danneggiamento della East-West Pipeline saudita ha mostrato che anche le infrastrutture costruite per aggirare Hormuz possono diventare vulnerabili. La tesi si rafforza, ma non è ancora confermata: core inflation, credito e capacità di assorbimento del sistema restano i test decisivi.<br /><b></b><br />In questo episodio<ol><li><b>Perché la vulnerabilità energetica è cambiata:</b> il problema non riguarda più soltanto Hormuz, ma anche la robustezza simultanea di bypass, scorte e rotte alternative.</li><li><b>Come lo shock può arrivare ai mercati e all’economia: </b>energia più cara e condizioni monetarie più restrittive possono tradursi in rendimenti e credito più costosi, con effetti su investimenti, crescita e finanza pubblica.</li><li><b>Perché lo scenario avverso si è rafforzato senza diventare inevitabile: </b>rerouting, domanda petrolifera più debole e produzione non-OPEC+ restano fattori stabilizzanti, mentre la persistenza della core inflation e l’eventuale deterioramento del credito saranno determinanti.</li></ol><b></b><b></b><br />Periodo di riferimento<ul><li><b>Periodo analizzato: </b>12 settembre 2026 – 18 settembre 2026</li></ul>Fonti principali<ul><li>Federal Reserve</li><li>Bank of Japan</li><li>European Central Bank</li><li>International Energy Agency</li><li>Bank for International Settlements</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75243282</guid><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 22:27:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75243282/2026_09_18.mp3" length="11077315" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Lo shock energetico sta diventando un problema di costo del capitale?

La domanda centrale è se la combinazione tra minore ridondanza energetica e politica monetaria più restrittiva stia trasformando lo shock del 2026 in un regime più persistente di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Lo shock energetico sta diventando un problema di costo del capitale?</b><br /><b></b><br />La domanda centrale è se la combinazione tra minore ridondanza energetica e politica monetaria più restrittiva stia trasformando lo shock del 2026 in un regime più persistente di costo del capitale elevato. In questa settimana Fed e Bank of Japan hanno alzato i tassi, mentre il danneggiamento della East-West Pipeline saudita ha mostrato che anche le infrastrutture costruite per aggirare Hormuz possono diventare vulnerabili. La tesi si rafforza, ma non è ancora confermata: core inflation, credito e capacità di assorbimento del sistema restano i test decisivi.<br /><b></b><br />In questo episodio<ol><li><b>Perché la vulnerabilità energetica è cambiata:</b> il problema non riguarda più soltanto Hormuz, ma anche la robustezza simultanea di bypass, scorte e rotte alternative.</li><li><b>Come lo shock può arrivare ai mercati e all’economia: </b>energia più cara e condizioni monetarie più restrittive possono tradursi in rendimenti e credito più costosi, con effetti su investimenti, crescita e finanza pubblica.</li><li><b>Perché lo scenario avverso si è rafforzato senza diventare inevitabile: </b>rerouting, domanda petrolifera più debole e produzione non-OPEC+ restano fattori stabilizzanti, mentre la persistenza della core inflation e l’eventuale deterioramento del credito saranno determinanti.</li></ol><b></b><b></b><br />Periodo di riferimento<ul><li><b>Periodo analizzato: </b>12 settembre 2026 – 18 settembre 2026</li></ul>Fonti principali<ul><li>Federal Reserve</li><li>Bank of Japan</li><li>European Central Bank</li><li>International Energy Agency</li><li>Bank for International Settlements</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>693</itunes:duration><itunes:keywords>arabiasaudita,bankofjapan,bce,costodelcapitale,credito,eastwestpipeline,energia,federalreserve,finanzapubblica,geopolitica,hormuz,inflazione,intelligenzaartificiale,investimenti,macroeconomia,marrosso,mercatifinanziari,petrolio,rischiogeopolitico,tassidiinteresse</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9ee0c4cdbe7c77c34f01419c29137382.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[N.8] Tra Deterrenza e Inflazione: l’Europa Sotto Pressione - Briefing 11 settembre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-8-tra-deterrenza-e-inflazione-l-europa-sotto-pressione-briefing-11-settembre-2026--75093487</link><description><![CDATA[La crisi energetica e di sicurezza sta trasformando shock settoriali e geopolitici in un regime di costo del capitale più elevato? In questa puntata analizziamo il passaggio dall’ipotesi alla policy: la BCE ha alzato i tassi mentre lo stress su Hormuz e sui trasporti marittimi si è intensificato, senza che sia ancora dimostrato un pass-through persistente alla core inflation. Per un investitore italiano, il punto centrale è capire se questa combinazione di energia, tassi e maggiori esigenze di sicurezza europea resterà temporanea o diventerà un vincolo più duraturo su credito, crescita e finanza pubblica.<br /><br /><br />In questo episodio<br /><ol><li><b>Energia e politica monetaria:</b> perché lo shock energetico e logistico è entrato più chiaramente nella funzione di reazione della BCE, pur senza dimostrare ancora una persistenza della core inflation.</li><li><b>Hormuz, trasporti e costo del capitale:</b> come transiti compressi, freight elevato e maggiore rischio logistico possono amplificare i costi economici anche senza una chiusura totale dei corridoi.</li><li><b>Deterrenza, Giappone e rendimenti globali:</b> perché il dialogo diplomatico non elimina i costi di sicurezza europei e perché rendimenti giapponesi più elevati rendono più plausibile, ma non ancora quantificabile, un effetto sui flussi di capitale internazionali.</li></ol><br />Periodo di riferimento<br /><ul><li><b>Periodo analizzato:</b> 5 settembre 2026 – 11 settembre 2026</li></ul>Fonti principali<br /><ul><li>European Central Bank</li><li>U.S. Bureau of Labor Statistics</li><li>Federal Reserve Bank of New York</li><li>Bank of Japan</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/75093487</guid><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 22:34:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/75093487/2026_09_11.mp3" length="17355480" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>La crisi energetica e di sicurezza sta trasformando shock settoriali e geopolitici in un regime di costo del capitale più elevato? In questa puntata analizziamo il passaggio dall’ipotesi alla policy: la BCE ha alzato i tassi mentre lo stress su Hormuz...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La crisi energetica e di sicurezza sta trasformando shock settoriali e geopolitici in un regime di costo del capitale più elevato? In questa puntata analizziamo il passaggio dall’ipotesi alla policy: la BCE ha alzato i tassi mentre lo stress su Hormuz e sui trasporti marittimi si è intensificato, senza che sia ancora dimostrato un pass-through persistente alla core inflation. Per un investitore italiano, il punto centrale è capire se questa combinazione di energia, tassi e maggiori esigenze di sicurezza europea resterà temporanea o diventerà un vincolo più duraturo su credito, crescita e finanza pubblica.<br /><br /><br />In questo episodio<br /><ol><li><b>Energia e politica monetaria:</b> perché lo shock energetico e logistico è entrato più chiaramente nella funzione di reazione della BCE, pur senza dimostrare ancora una persistenza della core inflation.</li><li><b>Hormuz, trasporti e costo del capitale:</b> come transiti compressi, freight elevato e maggiore rischio logistico possono amplificare i costi economici anche senza una chiusura totale dei corridoi.</li><li><b>Deterrenza, Giappone e rendimenti globali:</b> perché il dialogo diplomatico non elimina i costi di sicurezza europei e perché rendimenti giapponesi più elevati rendono più plausibile, ma non ancora quantificabile, un effetto sui flussi di capitale internazionali.</li></ol><br />Periodo di riferimento<br /><ul><li><b>Periodo analizzato:</b> 5 settembre 2026 – 11 settembre 2026</li></ul>Fonti principali<br /><ul><li>European Central Bank</li><li>U.S. Bureau of Labor Statistics</li><li>Federal Reserve Bank of New York</li><li>Bank of Japan</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>1085</itunes:duration><itunes:keywords>bce,btp,costodelcapitale,deterrenza,energia,europa,freight,geopolitica,giappone,hormuz,inflazione,italia,jgb,logistica,macroeconomia,mercati,petrolio,russia,tassiinteresse,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d5b69c72c54bfc9651684a169f5f1a11.jpg"/><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[n.7] Petrolio c'è, carburante no: la tempesta perfetta per l'Europa?  - Briefing 4 Settembre 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-7-petrolio-c-e-carburante-no-la-tempesta-perfetta-per-l-europa-briefing-4-settembre-2026--74928561</link><description><![CDATA[<b>Petrolio c’è, carburante no: lo shock energetico sta diventando un problema di inflazione e tassi?</b><br /><b></b><br />La tensione sui prodotti raffinati è diventata il punto più visibile dello shock energetico: diesel e benzina mostrano stress eccezionale, mentre l’inflazione energetica europea è aumentata senza che sia ancora dimostrato un passaggio persistente alla componente sottostante. La domanda centrale è se questa frammentazione logistica e downstream possa trasformarsi in un regime macro-finanziario più restrittivo attraverso inflazione, politica monetaria, rendimenti e costo del capitale. Per un investitore basato in Italia, il nodo è capire se il problema resterà prevalentemente energetico o finirà per amplificare simultaneamente pressioni su crescita, credito e finanze pubbliche.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Perché la disponibilità di greggio non coincide con quella di carburanti finali e perché la tensione su diesel, benzina, raffinazione e scorte è diventata il principale aggiornamento della settimana.</li><li>Come energia, inflazione, yen e aspettative sulle banche centrali possono collegarsi ai rendimenti globali e al costo del finanziamento, senza assumere che questo passaggio sia già completo o automatico.</li><li>Perché la lettura cambierebbe con una normalizzazione stabile di flussi, raffinazione e scorte oppure, nella direzione opposta, con un’accelerazione persistente dell’inflazione sottostante.</li></ol><br /><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 29 agosto – 4 settembre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Eurostat</li><li>Istat</li><li>U.S. Department of the Treasury</li><li>U.S. Bureau of Labor Statistics</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br /><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/74928561</guid><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 21:51:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/74928561/2026_09_04.mp3" length="19792594" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Petrolio c’è, carburante no: lo shock energetico sta diventando un problema di inflazione e tassi?

La tensione sui prodotti raffinati è diventata il punto più visibile dello shock energetico: diesel e benzina mostrano stress eccezionale, mentre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Petrolio c’è, carburante no: lo shock energetico sta diventando un problema di inflazione e tassi?</b><br /><b></b><br />La tensione sui prodotti raffinati è diventata il punto più visibile dello shock energetico: diesel e benzina mostrano stress eccezionale, mentre l’inflazione energetica europea è aumentata senza che sia ancora dimostrato un passaggio persistente alla componente sottostante. La domanda centrale è se questa frammentazione logistica e downstream possa trasformarsi in un regime macro-finanziario più restrittivo attraverso inflazione, politica monetaria, rendimenti e costo del capitale. Per un investitore basato in Italia, il nodo è capire se il problema resterà prevalentemente energetico o finirà per amplificare simultaneamente pressioni su crescita, credito e finanze pubbliche.<br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Perché la disponibilità di greggio non coincide con quella di carburanti finali e perché la tensione su diesel, benzina, raffinazione e scorte è diventata il principale aggiornamento della settimana.</li><li>Come energia, inflazione, yen e aspettative sulle banche centrali possono collegarsi ai rendimenti globali e al costo del finanziamento, senza assumere che questo passaggio sia già completo o automatico.</li><li>Perché la lettura cambierebbe con una normalizzazione stabile di flussi, raffinazione e scorte oppure, nella direzione opposta, con un’accelerazione persistente dell’inflazione sottostante.</li></ol><br /><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 29 agosto – 4 settembre 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Eurostat</li><li>Istat</li><li>U.S. Department of the Treasury</li><li>U.S. Bureau of Labor Statistics</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br /><br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>1238</itunes:duration><itunes:keywords>banchecentrali,bankofjapan,bce,benzina,diesel,energia,europa,federalreserve,geopolitica,hormuz,inflazione,inflazioneenergetica,investitoriitaliani,iran,mercati,obbligazioni,petrolio,russia,tassi,yen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cb5ab6654cbe409861094bb3c79dca93.jpg"/><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[n.6] L'energia prigioniera della logistica  - Briefing 28 Agosto 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-6-l-energia-prigioniera-della-logistica-briefing-28-agosto-2026--74750679</link><description><![CDATA[<b>L’energia è davvero scarsa, o è la logistica il nuovo collo di bottiglia?</b><br /><b></b><br /><b>Lo shock energetico del 2026 sta cambiando natura: il problema non è soltanto quanto greggio è disponibile, ma quanto rapidamente energia e prodotti raffinati possono essere trasportati, raffinati, finanziati e sostituiti. L’episodio analizza il ruolo dei transiti intermittenti a Hormuz, della nuova pressione statunitense sull’Iran e delle interruzioni nelle raffinerie russe, con particolare attenzione ai canali che possono arrivare a inflazione, crescita e mercati europei. Per l’Italia, il nodo centrale è capire se una maggiore resilienza fisica attraverso il LNG possa essere mantenuta senza un aumento persistente dei costi.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Lo shock energetico riguarda sempre più logistica e raffinazione, non soltanto l’estrazione: Hormuz resta operativo in modo irregolare e i prodotti raffinati possono diventare più tesi del greggio.</li><li>L’Europa è più resiliente sul piano fisico, ma più esposta ai prezzi globali del LNG: la capacità di sostituire forniture riduce il rischio di carenza immediata, senza eliminare il rischio di costi più elevati.</li><li>La normalizzazione di Hormuz e della raffinazione resta il test principale: se i colli di bottiglia si riducono, il rischio macroeconomico diminuisce; se più interruzioni si sovrappongono, aumenta il rischio di una nuova trasmissione inflazionistica.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><ul><li>Periodo analizzato: 22 agosto 2026 – 28 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>International Energy Agency</li><li>U.S. Department of the Treasury</li><li>European Central Bank</li><li>European Commission</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/74750679</guid><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 23:53:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/74750679/2026_08_28.mp3" length="15726269" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>L’energia è davvero scarsa, o è la logistica il nuovo collo di bottiglia?

Lo shock energetico del 2026 sta cambiando natura: il problema non è soltanto quanto greggio è disponibile, ma quanto rapidamente energia e prodotti raffinati possono essere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>L’energia è davvero scarsa, o è la logistica il nuovo collo di bottiglia?</b><br /><b></b><br /><b>Lo shock energetico del 2026 sta cambiando natura: il problema non è soltanto quanto greggio è disponibile, ma quanto rapidamente energia e prodotti raffinati possono essere trasportati, raffinati, finanziati e sostituiti. L’episodio analizza il ruolo dei transiti intermittenti a Hormuz, della nuova pressione statunitense sull’Iran e delle interruzioni nelle raffinerie russe, con particolare attenzione ai canali che possono arrivare a inflazione, crescita e mercati europei. Per l’Italia, il nodo centrale è capire se una maggiore resilienza fisica attraverso il LNG possa essere mantenuta senza un aumento persistente dei costi.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><ol><li>Lo shock energetico riguarda sempre più logistica e raffinazione, non soltanto l’estrazione: Hormuz resta operativo in modo irregolare e i prodotti raffinati possono diventare più tesi del greggio.</li><li>L’Europa è più resiliente sul piano fisico, ma più esposta ai prezzi globali del LNG: la capacità di sostituire forniture riduce il rischio di carenza immediata, senza eliminare il rischio di costi più elevati.</li><li>La normalizzazione di Hormuz e della raffinazione resta il test principale: se i colli di bottiglia si riducono, il rischio macroeconomico diminuisce; se più interruzioni si sovrappongono, aumenta il rischio di una nuova trasmissione inflazionistica.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><ul><li>Periodo analizzato: 22 agosto 2026 – 28 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><ul><li>International Energy Agency</li><li>U.S. Department of the Treasury</li><li>European Central Bank</li><li>European Commission</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>983</itunes:duration><itunes:keywords>diesel,economiaglobale,energia,europa,geopolitica,gnl,hormuz,inflazione,iran,italia,lng,logisticaenergetica,mercatifinanziari,petrolio,raffinazione,rischiogeopolitico,russia,sanzionieconomiche,sicurezzaenergetica,statiuniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/79f18046d3855df431b8f063d945bcde.jpg"/><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trailer - Macro Ma Non Troppo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trailer-macro-ma-non-troppo--73826284</link><description><![CDATA[Scopri <b>Macro, Ma Non Troppo</b>, il podcast settimanale in italiano che collega geopolitica, macroeconomia e mercati finanziari dal punto di vista dell’investitore italiano.<br /><br />In questo breve trailer presentiamo l’approccio del podcast: andare oltre il semplice riassunto delle notizie, capire perché gli eventi contano economicamente, distinguere i fatti dalle interpretazioni e seguire scenari e segnali senza pretendere di prevedere il futuro.<br /><br />Se hai già una conoscenza di base degli investimenti e vuoi comprendere meglio cosa c’è dietro i movimenti dei mercati, <b>Macro, Ma Non Troppo</b> è pensato per te.<br /><br />Le informazioni hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria né raccomandazioni di investimento.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73826284</guid><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 21:45:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/73826284/trailer_macro_ma_non_troppo_95sec.mp3" length="1523087" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Scopri Macro, Ma Non Troppo, il podcast settimanale in italiano che collega geopolitica, macroeconomia e mercati finanziari dal punto di vista dell’investitore italiano.

In questo breve trailer presentiamo l’approccio del podcast: andare oltre il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Scopri <b>Macro, Ma Non Troppo</b>, il podcast settimanale in italiano che collega geopolitica, macroeconomia e mercati finanziari dal punto di vista dell’investitore italiano.<br /><br />In questo breve trailer presentiamo l’approccio del podcast: andare oltre il semplice riassunto delle notizie, capire perché gli eventi contano economicamente, distinguere i fatti dalle interpretazioni e seguire scenari e segnali senza pretendere di prevedere il futuro.<br /><br />Se hai già una conoscenza di base degli investimenti e vuoi comprendere meglio cosa c’è dietro i movimenti dei mercati, <b>Macro, Ma Non Troppo</b> è pensato per te.<br /><br />Le informazioni hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria né raccomandazioni di investimento.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>96</itunes:duration><itunes:keywords>analisi-dei-mercati,economia,geopolitica,investimenti,investitori-italiani,macroeconomia,mercati-finanziari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cbf4acac755f05179045baa23c111f4.jpg"/><itunes:episodeType>trailer</itunes:episodeType></item><item><title>[n.5] Shock Hormuz tra noli e resilienza europea  - Briefing 21 Agosto 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-5-shock-hormuz-tra-noli-e-resilienza-europea-briefing-21-agosto-2026--74599854</link><description><![CDATA[<b>Shock Hormuz tra noli e resilienza europea</b><br /><b></b><br /><b>La restrizione commerciale di Hormuz sta già trasferendo lo shock verso inflazione e domanda europea, oppure l’economia sta entrando in una fase più complessa, con energia costosa, attività ancora resiliente e un secondo giro salariale ancora da verificare? Nel periodo 15–21 agosto, i transiti osservabili restano molto lontani dalla normalità, mentre emerge un nuovo buffer logistico basato su rotte alternative e trasferimenti ship-to-ship, capace di preservare parte dei flussi ma con costi più elevati. Per l’Italia, il punto centrale è capire se la pressione passerà soprattutto attraverso tassi e rifinanziamento più restrittivi o, con ritardo, attraverso credito, investimenti e domanda più deboli.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li><b>Hormuz resta commercialmente molto depresso</b>: i transiti osservati sono ancora lontanissimi dal benchmark prebellico e la diplomazia non ha prodotto una normalizzazione operativa verificabile.</li><li><b>Il rischio macroeconomico è soprattutto un problema di timing</b>: l’attività europea appare resiliente, mentre i dati disponibili non mostrano un secondo giro già in atto ma non sono ancora adatti a giudicare la risposta alla riacutizzazione di metà agosto.</li><li><b>Il nuovo buffer logistico riduce il rischio di carenza fisica ma non elimina il costo dello shock</b>: rotte alternative e trasferimenti ship-to-ship possono preservare quantità al prezzo di noli, tempi e capitale impiegato più elevati</li></ol><br /><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 15 agosto 2026 – 21 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>European Central Bank</li><li>Eurostat</li><li>Reuters</li><li>International Energy Agency</li><li>Associated Press</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<b><br /></b><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/74599854</guid><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 21:40:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/74599854/2026_08_21.mp3" length="16678798" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Shock Hormuz tra noli e resilienza europea

La restrizione commerciale di Hormuz sta già trasferendo lo shock verso inflazione e domanda europea, oppure l’economia sta entrando in una fase più complessa, con energia costosa, attività ancora resiliente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Shock Hormuz tra noli e resilienza europea</b><br /><b></b><br /><b>La restrizione commerciale di Hormuz sta già trasferendo lo shock verso inflazione e domanda europea, oppure l’economia sta entrando in una fase più complessa, con energia costosa, attività ancora resiliente e un secondo giro salariale ancora da verificare? Nel periodo 15–21 agosto, i transiti osservabili restano molto lontani dalla normalità, mentre emerge un nuovo buffer logistico basato su rotte alternative e trasferimenti ship-to-ship, capace di preservare parte dei flussi ma con costi più elevati. Per l’Italia, il punto centrale è capire se la pressione passerà soprattutto attraverso tassi e rifinanziamento più restrittivi o, con ritardo, attraverso credito, investimenti e domanda più deboli.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li><b>Hormuz resta commercialmente molto depresso</b>: i transiti osservati sono ancora lontanissimi dal benchmark prebellico e la diplomazia non ha prodotto una normalizzazione operativa verificabile.</li><li><b>Il rischio macroeconomico è soprattutto un problema di timing</b>: l’attività europea appare resiliente, mentre i dati disponibili non mostrano un secondo giro già in atto ma non sono ancora adatti a giudicare la risposta alla riacutizzazione di metà agosto.</li><li><b>Il nuovo buffer logistico riduce il rischio di carenza fisica ma non elimina il costo dello shock</b>: rotte alternative e trasferimenti ship-to-ship possono preservare quantità al prezzo di noli, tempi e capitale impiegato più elevati</li></ol><br /><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 15 agosto 2026 – 21 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>European Central Bank</li><li>Eurostat</li><li>Reuters</li><li>International Energy Agency</li><li>Associated Press</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<b><br /></b><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>1043</itunes:duration><itunes:keywords>bce,btp,credito,economiaeuropea,energia,eurozona,geopolitica,hormuz,inflazione,investimenti,investitoriitaliani,logistica,macroeconomia,macromanontroppo,mercatifinanziari,petrolio,pmi,shipping,strettodihormuz,tassidiinteresse</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/75c6c1af6e7bb93b815a5eca82ed4ccd.jpg"/><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[n.4] Scorte bruciate a Hormuz e tassi BCE - Briefing 14 Agosto 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-4-scorte-bruciate-a-hormuz-e-tassi-bce-briefing-14-agosto-2026--74158660</link><description><![CDATA[<b>Se Hormuz resta limitato, l’Europa pagherà prima con l’inflazione o con la domanda?</b><br /><b></b><br /><b>La restrizione di Hormuz non si è trasformata in una normalizzazione commerciale e la durata dello shock sta diventando più importante del singolo evento geopolitico. L’erosione delle scorte riduce gli ammortizzatori disponibili, mentre l’area euro continua a mostrare resilienza nei dati del secondo trimestre senza ancora misurare pienamente gli effetti di luglio e agosto. La questione centrale è se l’aggiustamento europeo passerà soprattutto attraverso inflazione e una BCE più restrittiva oppure se emergerà prima un indebolimento della domanda, con implicazioni dirette per energia, credito, industria e BTP italiani.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Hormuz resta fisicamente attraversabile, ma non è tornato alla normalità economica: i transiti osservabili rimangono fortemente depressi rispetto ai livelli prebellici e un accordo tecnico Iran–Oman, da solo, non basta a garantire sicurezza, coperture e flussi regolari.</li><li>Il rischio europeo si sposta dalla recessione immediata alla persistenza dello shock: i dati del secondo trimestre indeboliscono l’ipotesi che l’area euro fosse già in recessione, ma sono retrospettivi e non misurano ancora pienamente le restrizioni energetiche di luglio–agosto.</li><li>La durata diventa la variabile decisiva: l’erosione osservata delle scorte rende meno robusti gli ammortizzatori, mentre resta da verificare se l’energia si trasmetterà stabilmente a salari e servizi e costringerà la BCE a restare più restrittiva.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 8 agosto 2026 – 14 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Eurostat</li><li>European Central Bank</li><li>International Energy Agency</li><li>U.S. Energy Information Administration</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/74158660</guid><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/74158660/scorte_bruciate_a_hormuz_e_tassi_bce.mp3" length="10088835" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Se Hormuz resta limitato, l’Europa pagherà prima con l’inflazione o con la domanda?

La restrizione di Hormuz non si è trasformata in una normalizzazione commerciale e la durata dello shock sta diventando più importante del singolo evento geopolitico....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Se Hormuz resta limitato, l’Europa pagherà prima con l’inflazione o con la domanda?</b><br /><b></b><br /><b>La restrizione di Hormuz non si è trasformata in una normalizzazione commerciale e la durata dello shock sta diventando più importante del singolo evento geopolitico. L’erosione delle scorte riduce gli ammortizzatori disponibili, mentre l’area euro continua a mostrare resilienza nei dati del secondo trimestre senza ancora misurare pienamente gli effetti di luglio e agosto. La questione centrale è se l’aggiustamento europeo passerà soprattutto attraverso inflazione e una BCE più restrittiva oppure se emergerà prima un indebolimento della domanda, con implicazioni dirette per energia, credito, industria e BTP italiani.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Hormuz resta fisicamente attraversabile, ma non è tornato alla normalità economica: i transiti osservabili rimangono fortemente depressi rispetto ai livelli prebellici e un accordo tecnico Iran–Oman, da solo, non basta a garantire sicurezza, coperture e flussi regolari.</li><li>Il rischio europeo si sposta dalla recessione immediata alla persistenza dello shock: i dati del secondo trimestre indeboliscono l’ipotesi che l’area euro fosse già in recessione, ma sono retrospettivi e non misurano ancora pienamente le restrizioni energetiche di luglio–agosto.</li><li>La durata diventa la variabile decisiva: l’erosione osservata delle scorte rende meno robusti gli ammortizzatori, mentre resta da verificare se l’energia si trasmetterà stabilmente a salari e servizi e costringerà la BCE a restare più restrittiva.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 8 agosto 2026 – 14 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Eurostat</li><li>European Central Bank</li><li>International Energy Agency</li><li>U.S. Energy Information Administration</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>631</itunes:duration><itunes:keywords>bce,crisihormuz,economia,economiaitaliana,geopolitica,investimenti,macroeconomia,petrolio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2e3b226c6ad166c1fbd601ffed5c9744.jpg"/><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[n.3] Hormuz e il miraggio dell'energia consegnabile - Briefing 07 Agosto 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-3-hormuz-e-il-miraggio-dell-energia-consegnabile-briefing-07-agosto-2026--74218098</link><description><![CDATA[<b>Hormuz resta fisicamente attraversabile, ma la sua capacità commerciale è ancora ridotta: la domanda è se i progressi nei colloqui Iran–Oman possano trasformare l’accesso selettivo in un regime più regolare, sicuro e assicurabile. La novità non è quindi una piena riapertura, ma la possibilità che regole negoziate riducano il rischio operativo e il premio logistico. Per l’Europa e l’Italia, il passaggio decisivo resta quello da sicurezza e assicurazioni a energia consegnabile, inflazione, BCE, credito e sensibilità del debito pubblico.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Hormuz tra diplomazia e realtà operativa: i transiti restano ridotti e gli attacchi continuano, mentre i colloqui Iran–Oman aprono la possibilità di una governance negoziata dello stretto.</li><li>Produrre non significa consegnare: l’aumento delle quote OPEC+ conta meno se trasporto, sicurezza e assicurazioni impediscono ai barili di raggiungere regolarmente il mercato.</li><li>Il riflesso su Europa e Italia: inflazione energetica e servizi mantengono prudente la BCE, mentre per l’Italia emerge anche un canale fiscale che collega sostegno pubblico, costo di rifinanziamento e spread.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 1 agosto 2026 – 7 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Reuters</li><li>Eurostat</li><li>Banca Centrale Europea (BCE)</li><li>OPEC</li><li>Ministero delle Finanze giapponese</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/74218098</guid><pubDate>Sun, 09 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/74218098/2026_08_07.mp3" length="14341988" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Hormuz resta fisicamente attraversabile, ma la sua capacità commerciale è ancora ridotta: la domanda è se i progressi nei colloqui Iran–Oman possano trasformare l’accesso selettivo in un regime più regolare, sicuro e assicurabile. La novità non è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Hormuz resta fisicamente attraversabile, ma la sua capacità commerciale è ancora ridotta: la domanda è se i progressi nei colloqui Iran–Oman possano trasformare l’accesso selettivo in un regime più regolare, sicuro e assicurabile. La novità non è quindi una piena riapertura, ma la possibilità che regole negoziate riducano il rischio operativo e il premio logistico. Per l’Europa e l’Italia, il passaggio decisivo resta quello da sicurezza e assicurazioni a energia consegnabile, inflazione, BCE, credito e sensibilità del debito pubblico.</b><br /><b></b><br /><b>In questo episodio</b><br /><ol><li>Hormuz tra diplomazia e realtà operativa: i transiti restano ridotti e gli attacchi continuano, mentre i colloqui Iran–Oman aprono la possibilità di una governance negoziata dello stretto.</li><li>Produrre non significa consegnare: l’aumento delle quote OPEC+ conta meno se trasporto, sicurezza e assicurazioni impediscono ai barili di raggiungere regolarmente il mercato.</li><li>Il riflesso su Europa e Italia: inflazione energetica e servizi mantengono prudente la BCE, mentre per l’Italia emerge anche un canale fiscale che collega sostegno pubblico, costo di rifinanziamento e spread.</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 1 agosto 2026 – 7 agosto 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Reuters</li><li>Eurostat</li><li>Banca Centrale Europea (BCE)</li><li>OPEC</li><li>Ministero delle Finanze giapponese</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>897</itunes:duration><itunes:keywords>bce,economia,geopolitica,investimento,investitoriitaliani,macroeconomia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cbf4acac755f05179045baa23c111f4.jpg"/><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[n.2] Il ricatto di Hormuz e i BTP - Briefing 31 Luglio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-2-il-ricatto-di-hormuz-e-i-btp-briefing-31-luglio-2026--74217474</link><description><![CDATA[<b>Le rotte di Hormuz e Bab el-Mandeb non risultano completamente bloccate, ma il loro utilizzo è diventato più selettivo, negoziato e politicamente condizionato. L’episodio analizza se gli ammortizzatori logistici stiano davvero stabilizzando il sistema o se lo shock si stia trasferendo verso inflazione, politica monetaria e mercati finanziari. Per l’investitore italiano, il punto centrale è il possibile impatto su costi industriali, credito e sensibilità dei BTP.In questo episodio</b><br /><ol><li>Perché il transito di alcune navi non rappresenta ancora una normalizzazione e come autorizzazioni, assicurazioni e destinazione dei carichi possono determinare l’accesso effettivo alle rotte?</li><li>Come la crescita positiva dell’area euro e l’accelerazione dell’inflazione energetica rendono più complesso il compito della BCE e possono mantenere elevato il costo del credito?</li><li>Perché gli interventi sullo yen e una possibile riduzione delle operazioni finanziate in valuta giapponese possono trasmettere volatilità a obbligazioni, valute e azioni internazionali?</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 25 luglio 2026 – 31 luglio 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Eurostat</li><li>Banca centrale europea</li><li>International Energy Agency</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br /><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/74217474</guid><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/74217474/2026_07_31_1.mp3" length="31514677" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Le rotte di Hormuz e Bab el-Mandeb non risultano completamente bloccate, ma il loro utilizzo è diventato più selettivo, negoziato e politicamente condizionato. L’episodio analizza se gli ammortizzatori logistici stiano davvero stabilizzando il sistema...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Le rotte di Hormuz e Bab el-Mandeb non risultano completamente bloccate, ma il loro utilizzo è diventato più selettivo, negoziato e politicamente condizionato. L’episodio analizza se gli ammortizzatori logistici stiano davvero stabilizzando il sistema o se lo shock si stia trasferendo verso inflazione, politica monetaria e mercati finanziari. Per l’investitore italiano, il punto centrale è il possibile impatto su costi industriali, credito e sensibilità dei BTP.In questo episodio</b><br /><ol><li>Perché il transito di alcune navi non rappresenta ancora una normalizzazione e come autorizzazioni, assicurazioni e destinazione dei carichi possono determinare l’accesso effettivo alle rotte?</li><li>Come la crescita positiva dell’area euro e l’accelerazione dell’inflazione energetica rendono più complesso il compito della BCE e possono mantenere elevato il costo del credito?</li><li>Perché gli interventi sullo yen e una possibile riduzione delle operazioni finanziate in valuta giapponese possono trasmettere volatilità a obbligazioni, valute e azioni internazionali?</li></ol><b>Periodo di riferimento</b><br /><ul><li>Periodo analizzato: 25 luglio 2026 – 31 luglio 2026</li></ul><b>Fonti principali</b><br /><ul><li>Eurostat</li><li>Banca centrale europea</li><li>International Energy Agency</li><li>Reuters</li></ul>Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br /><br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>1970</itunes:duration><itunes:keywords>economia,geopolitica,hormuz,investimento,macroeconomia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cbf4acac755f05179045baa23c111f4.jpg"/><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[n.1] Mar Rosso e petrolio a 100 dollari - Briefing 23 Luglio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/n-1-mar-rosso-e-petrolio-a-100-dollari-briefing-23-luglio-2026--73867570</link><description><![CDATA[Cosa cambia quando anche le rotte alternative del petrolio diventano rischiose?<br />Il rischio energetico non riguarda più soltanto lo Stretto di Hormuz: le tensioni nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb riducono anche la sicurezza delle rotte alternative. L’episodio analizza come questo cambiamento possa aumentare i costi logistici, alimentare l’inflazione importata e limitare lo spazio di manovra della BCE. Per l’investitore italiano, il punto centrale è la possibile combinazione tra crescita debole, pressione sui BTP, credito più fragile e margini industriali sotto stress.<br /><br />In questo episodio<br /><ol><li>Perché l’estensione del rischio da Hormuz al Mar Rosso rende più costosi e meno efficienti trasporto, assicurazioni e gestione delle scorte?</li><li>Come lo shock energetico può arrivare all’Italia attraverso inflazione, decisioni della BCE, BTP, credito bancario e settori energivori?</li><li>Quali eventi potrebbero cambiare la lettura attuale: una chiusura prolungata delle rotte oppure una de-escalation verificabile con normalizzazione dei transiti e dei costi assicurativi?</li></ol><br />Periodo di riferimento<br /><ul><li>Periodo analizzato: 18 luglio 2026 – 23 luglio 2026</li></ul><br />Fonti principali<br /><ul><li>Banca centrale europea</li><li>Fondo monetario internazionale</li><li>Reuters</li></ul><br />Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73867570</guid><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 22:22:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/73867570/2026_07_23_1.mp3" length="21734850" type="audio/mpeg"/><podcast:txt purpose="ai-content">true</podcast:txt><itunes:author>Redazione Macro Ma Non Troppo</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa cambia quando anche le rotte alternative del petrolio diventano rischiose?
Il rischio energetico non riguarda più soltanto lo Stretto di Hormuz: le tensioni nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb riducono anche la sicurezza delle rotte alternative....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa cambia quando anche le rotte alternative del petrolio diventano rischiose?<br />Il rischio energetico non riguarda più soltanto lo Stretto di Hormuz: le tensioni nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb riducono anche la sicurezza delle rotte alternative. L’episodio analizza come questo cambiamento possa aumentare i costi logistici, alimentare l’inflazione importata e limitare lo spazio di manovra della BCE. Per l’investitore italiano, il punto centrale è la possibile combinazione tra crescita debole, pressione sui BTP, credito più fragile e margini industriali sotto stress.<br /><br />In questo episodio<br /><ol><li>Perché l’estensione del rischio da Hormuz al Mar Rosso rende più costosi e meno efficienti trasporto, assicurazioni e gestione delle scorte?</li><li>Come lo shock energetico può arrivare all’Italia attraverso inflazione, decisioni della BCE, BTP, credito bancario e settori energivori?</li><li>Quali eventi potrebbero cambiare la lettura attuale: una chiusura prolungata delle rotte oppure una de-escalation verificabile con normalizzazione dei transiti e dei costi assicurativi?</li></ol><br />Periodo di riferimento<br /><ul><li>Periodo analizzato: 18 luglio 2026 – 23 luglio 2026</li></ul><br />Fonti principali<br /><ul><li>Banca centrale europea</li><li>Fondo monetario internazionale</li><li>Reuters</li></ul><br />Nota<br />Questo episodio presenta analisi e informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento.<br />Voce e produzione audio realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, con revisione editoriale umana.<br /><br />Questo episodio include contenuti generati dall’IA.]]></itunes:summary><itunes:duration>1359</itunes:duration><itunes:keywords>analisimercato,economia,geopoligica,hormuz,macroeconomia,petrolio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cbf4acac755f05179045baa23c111f4.jpg"/><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
