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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>BookCorner 2026</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/bookcorner-2026--7178849</link><description><![CDATA[La lettura accende la vita, è una forza che attrae e mette in moto l'esistenza, fa parte dell'esperienza concreta di ricerca di quel Mistero che muove il sole e le altre stelle.<br /><b></b><br /><b>L’Associazione Italiana Centri Culturali,</b> partner storico del Meeting per l'amicizia fra i popoli, contribuisce alla realizzazione della manifestazione riminese curando ogni anno la presentazione di una serie di nuove uscite editoriali nella forma di un dialogo con gli autori o i curatori delle stesse. Queste presentazioni, che rappresentano anche l'occasione per un approfondimento del titolo stesso del Meeting, ormai da diverse edizioni confluiscono in una collana di podcast disponibile sulle principali piattaforme. A questo scopo anche quest'anno AIC allestirà all'interno dei padiglioni fieristici (A5) uno spazio dedicato alla registrazione dei nuovi podcast che sarà possibile seguire in diretta e in presenza.<br /><br />Saranno con noi Enrico Galiano, Viola Ardone, Padre Gabriel Romanelli, José Tolentino de Mendonça, Cristina Dell'Acqua, Jean-Paul Vesco, Nello Cristianini, Benedetta Centovalli, Maria Segato, Paolo Musso, Mirna Mastronardi, Elena Mazzola, Francesco Fadigati, Giovanni Stanghellini, Maria Cristina Terzaghi, Davide Dall’Ombra, Yaryna Grusha e molti altri.<br /><br />Da luglio e durante i giorni del Meeting i podcast del Book Corner saranno disponibili su Spreaker, Spotify e sulle altre piattaforme e diffusi sui Canali Social di #meeting26 e di AIC (<a href="http://www.centriculturali.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.centriculturali.org</a>).]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/7178849/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Books</category><copyright>Copyright Meeting Rimini</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/688225e840a7e01d363d6101176f8940.jpg</url><title>BookCorner 2026</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/bookcorner-2026--7178849</link></image><lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 14:52:54 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Meeting Rimini</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Meeting Rimini</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/688225e840a7e01d363d6101176f8940.jpg"/><itunes:subtitle>La lettura accende la vita, è una forza che attrae e mette in moto l'esistenza, fa parte dell'esperienza concreta di ricerca di quel Mistero che muove il sole e le altre stelle.

L’Associazione Italiana Centri Culturali, partner storico del Meeting...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La lettura accende la vita, è una forza che attrae e mette in moto l'esistenza, fa parte dell'esperienza concreta di ricerca di quel Mistero che muove il sole e le altre stelle.<br /><b></b><br /><b>L’Associazione Italiana Centri Culturali,</b> partner storico del Meeting per l'amicizia fra i popoli, contribuisce alla realizzazione della manifestazione riminese curando ogni anno la presentazione di una serie di nuove uscite editoriali nella forma di un dialogo con gli autori o i curatori delle stesse. Queste presentazioni, che rappresentano anche l'occasione per un approfondimento del titolo stesso del Meeting, ormai da diverse edizioni confluiscono in una collana di podcast disponibile sulle principali piattaforme. A questo scopo anche quest'anno AIC allestirà all'interno dei padiglioni fieristici (A5) uno spazio dedicato alla registrazione dei nuovi podcast che sarà possibile seguire in diretta e in presenza.<br /><br />Saranno con noi Enrico Galiano, Viola Ardone, Padre Gabriel Romanelli, José Tolentino de Mendonça, Cristina Dell'Acqua, Jean-Paul Vesco, Nello Cristianini, Benedetta Centovalli, Maria Segato, Paolo Musso, Mirna Mastronardi, Elena Mazzola, Francesco Fadigati, Giovanni Stanghellini, Maria Cristina Terzaghi, Davide Dall’Ombra, Yaryna Grusha e molti altri.<br /><br />Da luglio e durante i giorni del Meeting i podcast del Book Corner saranno disponibili su Spreaker, Spotify e sulle altre piattaforme e diffusi sui Canali Social di #meeting26 e di AIC (<a href="http://www.centriculturali.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.centriculturali.org</a>).]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Books"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Vedere il paradiso (e sperare di andarci) | Leonardo Lugaresi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vedere-il-paradiso-e-sperare-di-andarci-leonardo-lugaresi--72967762</link><description><![CDATA[Il Paradiso noi non sappiamo cosa sia; non riusciamo neppure a immaginarcelo, dunque non ne abbiamo la speranza. Due secoli fa Giacomo Leopardi, stilando il certificato di morte del cristianesimo moderno, scrisse che «la promessa e l’aspettativa di una felicità grandissima e somma ed intiera bensí, ma che l’uomo non può comprendere, né immaginare […] è ben poco atta a consolare in questa vita l’infelice e lo sfortunato, a placare e sospendere i suoi desiderii, a compensare quaggiú le sue privazioni. La felicità che l’uomo naturalmente desidera è […] una felicità di questa vita e di questa esistenza, non di un’altra vita e di una esistenza che noi […] non sappiamo in niun modo concepire di che qualità sia per essere». Ecco perché abbiamo così poca voglia di andarci, in Paradiso, e ogni giorno moriamo dalla paura di morire. Dante sa. Sa cos’è il Paradiso, perché l’ha visto, sia pure solo per un attimo: «nel ciel che più de la sua luce prende / fu’ io, e vidi». Il suo Paradiso è dunque il libro indispensabile, quello di cui non possiamo fare a meno, benché sia anche un “libro impossibile”, che parla di «cose che ridire / né sa né può chi di là sù discende». È anche un libro rischioso, nel quale si può naufragare: «perdendo me, rimarreste smarriti», dichiara l’autore, nel più severo e sconcertante dei premi. La comitiva dantesca, che si era formata quattro anni fa con l’intento di leggere integralmente la Commedia, fidandosi di lui e «servando [suo] solco», ha speso gli ultimi due ruminando la cantica più ardua: questo terzo diario di viaggio è il rendiconto di tale impresa. Lo si pubblica con la fiducia che sia utile ad altri naviganti. Quel viaggio, comunque, bisogna farlo.<br /><br /><br /><br />Leonardo Lugaresi, Associazione Patres<br />Riccardo De Benedetti, filosofo, scrittore<br />Ombretta Sternini, AIC <br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72967762</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:05:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72967762/06_podcast_lugaresi_ver_2.mp3" length="28732268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Meeting Rimini</itunes:author><itunes:subtitle>Il Paradiso noi non sappiamo cosa sia; non riusciamo neppure a immaginarcelo, dunque non ne abbiamo la speranza. Due secoli fa Giacomo Leopardi, stilando il certificato di morte del cristianesimo moderno, scrisse che «la promessa e l’aspettativa di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Paradiso noi non sappiamo cosa sia; non riusciamo neppure a immaginarcelo, dunque non ne abbiamo la speranza. 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Sa cos’è il Paradiso, perché l’ha visto, sia pure solo per un attimo: «nel ciel che più de la sua luce prende / fu’ io, e vidi». Il suo Paradiso è dunque il libro indispensabile, quello di cui non possiamo fare a meno, benché sia anche un “libro impossibile”, che parla di «cose che ridire / né sa né può chi di là sù discende». È anche un libro rischioso, nel quale si può naufragare: «perdendo me, rimarreste smarriti», dichiara l’autore, nel più severo e sconcertante dei premi. La comitiva dantesca, che si era formata quattro anni fa con l’intento di leggere integralmente la Commedia, fidandosi di lui e «servando [suo] solco», ha speso gli ultimi due ruminando la cantica più ardua: questo terzo diario di viaggio è il rendiconto di tale impresa. Lo si pubblica con la fiducia che sia utile ad altri naviganti. Quel viaggio, comunque, bisogna farlo.<br /><br /><br /><br />Leonardo Lugaresi, Associazione Patres<br />Riccardo De Benedetti, filosofo, scrittore<br />Ombretta Sternini, AIC <br /><br /><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1796</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/08523c7fd3bbd0cf344927c510418bee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tanta Ancora Vita | Viola Ardone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tanta-ancora-vita-viola-ardone--72967764</link><description><![CDATA[Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. Suo padre è al fronte per difendere l’Ucraina appena invasa. Tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli dànno una mano, il bambino riesce ad arrivare. Vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino. Quattro anni fa lei ha perso suo figlio e ora passa le giornate da sola, o con Irina, che ha letto Dante e parla italiano come un poeta del Duecento. Il piccolo ospite inatteso la costringe di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto. Poi, quando il padre di Kostya è dato per disperso, Irina torna nel suo Paese a cercarlo. D’impulso, Vita decide di raggiungerla, per aiutarla. Tentare di salvare un altro, del resto, è l’unico modo per salvare noi stessi.<br /><br /><br /><br />Viola Ardone, autrice del libro<br />LetiziaBardazzi, AIC<br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72967764</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:04:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72967764/05_podcast_viola_ardone_ver_2.mp3" length="25933619" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Meeting Rimini</itunes:author><itunes:subtitle>Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. Suo padre è al fronte per difendere l’Ucraina appena invasa. Tra soldati che cercano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. 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La conoscenza dell’individualità del paziente sarebbe quindi più precisa grazie alla capacità di cogliere aspetti sempre più fini e caratterizzanti. Tuttavia, spiega Giovanni Stanghellini, l’indagine sul paziente nelle sue componenti più minute non ha lo scopo di personalizzare la diagnosi e la cura, ma piuttosto di ridurre ciò che è personale a una categoria generale e dunque astratta. Psichiatra e psicoterapeuta, Stanghellini sa bene che ciascuna persona, con le sue risorse particolari e le sue fragilità, configura la malattia in maniera assolutamente individuale. E dimostra che la medicina ha bisogno di uno sguardo esterno e laico che sappia cogliere la sua idolatria per il cono di luce del proprio sapere. Uno sguardo disposto ad affrontare l’inquietudine di chi rinuncia alla sicurezza dell’astrazione e della classificazione disciplinare per comprendere ogni sofferenza rispettandone la singolarità. Che cosa significa scoprirsi vulnerabili? Che cosa vuol dire attraversare l’esperienza della malattia? È questa la zona d’ombra della medicina, che richiede di essere esplorata per ciascun paziente, ogni volta. Il riconoscimento della persona e della sua unicità non è solo un’opzione etica, ma un vero e proprio vincolo epistemologico per la buona prassi della cura. L’occhio della medicina cerca sottigliezze, sfumature, discernimento. Ma questa forma di sapere che ama la luce aiuta davvero a comprendere l’esperienza del malato? O è necessario, piuttosto, essere disposti a incontrarsi nell’ombra per riuscire a capire cosa significa essere nella vulnerabilità, nella sofferenza e nella malattia?<br /><br />Giovanni Stanghellini, autore del libro<br />Alessandra Govi, AIC<br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72967765</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:00:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72967765/04_podcast_stanghellini_ver_1.mp3" length="40500780" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Meeting Rimini</itunes:author><itunes:subtitle>Il progresso della medicina, come quello di ogni altro campo del sapere attinente all’uomo, sembra affidato allo sviluppo tecnologico. 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Psichiatra e psicoterapeuta, Stanghellini sa bene che ciascuna persona, con le sue risorse particolari e le sue fragilità, configura la malattia in maniera assolutamente individuale. E dimostra che la medicina ha bisogno di uno sguardo esterno e laico che sappia cogliere la sua idolatria per il cono di luce del proprio sapere. Uno sguardo disposto ad affrontare l’inquietudine di chi rinuncia alla sicurezza dell’astrazione e della classificazione disciplinare per comprendere ogni sofferenza rispettandone la singolarità. Che cosa significa scoprirsi vulnerabili? Che cosa vuol dire attraversare l’esperienza della malattia? È questa la zona d’ombra della medicina, che richiede di essere esplorata per ciascun paziente, ogni volta. Il riconoscimento della persona e della sua unicità non è solo un’opzione etica, ma un vero e proprio vincolo epistemologico per la buona prassi della cura. L’occhio della medicina cerca sottigliezze, sfumature, discernimento. Ma questa forma di sapere che ama la luce aiuta davvero a comprendere l’esperienza del malato? O è necessario, piuttosto, essere disposti a incontrarsi nell’ombra per riuscire a capire cosa significa essere nella vulnerabilità, nella sofferenza e nella malattia?<br /><br />Giovanni Stanghellini, autore del libro<br />Alessandra Govi, AIC<br /><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1685</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9d4a0d3807f8824b816b315112a97f3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le rovine e la luce | Gabriel Romanelli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-rovine-e-la-luce-gabriel-romanelli--72967760</link><description><![CDATA[Nel cuore di Gaza, mentre la guerra devasta la Striscia, una piccola chiesa resta in piedi: è la parrocchia della Sacra Famiglia, la sola chiesa cattolica dell’intera regione, diventata rifugio per centinaia di persone che ancora anelano alla pace. Tutt’intorno macerie, paura, devastazione: ogni «cessate il fuoco» è fragile, ogni blocco può riportare la fame, ogni dichiarazione dei leader internazionali pesa come una sentenza sul futuro di Gaza. Eppure, in mezzo alle rovine, c’è ancora la preghiera, la speranza. La liturgia scandisce le giornate e la vita di questa piccola comunità in qualche modo continua, grazie all’azione silenziosa di padre Gabriel Romanelli, che ogni giorno sceglie di restare, di lottare per la dignità di ogni vita umana. Aule adibite a dormitori, pane preparato con quello che si trova, messe celebrate tra bombardamenti ed esplosioni che fanno tremare le vetrate, lezioni improvvisate, il tentativo quotidiano – e disperato – di restituire un’illusione di normalità a bambini innocenti. «Siamo quella piccola candela con la fiamma vacillante in una tempesta infernale. È questo il senso della mia presenza qui, in questo oceano di violenza: è la ragione per cui scelgo di restare.» La testimonianza diretta e commovente di un uomo che è rimasto fedele alla sua missione e che non ha smesso di credere che la pace sia possibile<br /><br /><br /><br />Padre Gabriel Romanelli, autore del libro<br />Andrea Avveduto Pro Terra Sancta <br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72967760</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 13:57:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72967760/03_podcast_padre_romanelli_ver_1.mp3" length="31418819" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Meeting Rimini</itunes:author><itunes:subtitle>Nel cuore di Gaza, mentre la guerra devasta la Striscia, una piccola chiesa resta in piedi: è la parrocchia della Sacra Famiglia, la sola chiesa cattolica dell’intera regione, diventata rifugio per centinaia di persone che ancora anelano alla pace....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel cuore di Gaza, mentre la guerra devasta la Striscia, una piccola chiesa resta in piedi: è la parrocchia della Sacra Famiglia, la sola chiesa cattolica dell’intera regione, diventata rifugio per centinaia di persone che ancora anelano alla pace. Tutt’intorno macerie, paura, devastazione: ogni «cessate il fuoco» è fragile, ogni blocco può riportare la fame, ogni dichiarazione dei leader internazionali pesa come una sentenza sul futuro di Gaza. Eppure, in mezzo alle rovine, c’è ancora la preghiera, la speranza. La liturgia scandisce le giornate e la vita di questa piccola comunità in qualche modo continua, grazie all’azione silenziosa di padre Gabriel Romanelli, che ogni giorno sceglie di restare, di lottare per la dignità di ogni vita umana. Aule adibite a dormitori, pane preparato con quello che si trova, messe celebrate tra bombardamenti ed esplosioni che fanno tremare le vetrate, lezioni improvvisate, il tentativo quotidiano – e disperato – di restituire un’illusione di normalità a bambini innocenti. «Siamo quella piccola candela con la fiamma vacillante in una tempesta infernale. È questo il senso della mia presenza qui, in questo oceano di violenza: è la ragione per cui scelgo di restare.» La testimonianza diretta e commovente di un uomo che è rimasto fedele alla sua missione e che non ha smesso di credere che la pace sia possibile<br /><br /><br /><br />Padre Gabriel Romanelli, autore del libro<br />Andrea Avveduto Pro Terra Sancta <br /><br /><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1309</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1894992fb1e33261c854f23c1241ddef.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il cuore non va a dormire | Enrico Galiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-cuore-non-va-a-dormire-enrico-galiano--72967763</link><description><![CDATA[C’è un’età in cui ogni cosa brucia, soprattutto l’amore. E ce n’è un’altra in cui persino l’amore sembra uno sbaglio. Ma per quanto tu possa provare a nasconderti o a scappare da te, il tuo cuore non si lascerà ingannare. Il cuore a volte tace, ma non va mai a dormire. Nel suo romanzo piú toccante, Enrico Galiano ci ricorda che l’amore non chiede mai il permesso. Che ci spaventa proprio perché ci rivela. Che piú è forte e meno riusciamo a guardarlo negli occhi.<br /><br /><br /><br />Enrico Galiano, autore del libro<br />Paola Orlandi, Centro Culturale di Pesaro<br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72967763</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 13:53:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72967763/02_podcast_galiano_ver_3.mp3" length="45588842" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Meeting Rimini</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un’età in cui ogni cosa brucia, soprattutto l’amore. E ce n’è un’altra in cui persino l’amore sembra uno sbaglio. 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Veri e propri doni provenienti dal passato, i miti continuano ad arricchirci, e a ogni rilettura impariamo qualcosa di più su chi siamo. Questo libro di doni ne contiene nove. Nove miti che hanno il potere di prendersi cura di quello che da sempre muove ogni nostra azione: le emozioni. La forza di Andromaca, che difende l’amore anche nella perdita, diventa la nostra quando affrontiamo la fine di una storia; la furia di Achille, che cede il passo alla magnanimità, ci può insegnare il coraggio dell’empatia; quando siamo in balia di un attacco di panico ci può aiutare conoscere lo stato d’animo incarnato dal dio Pan, perché ciò che viene nominato può essere contenuto; mentre la nostra parte più vitale e inafferrabile appartiene a Dioniso, è lui che cura ciò che sfugge al controllo della razionalità. Questi nove racconti «terapeutici» ci consegnano altrettante parole chiave; ognuna di esse ci invita a un’introspezione profonda, aprendo nuovi spazi di guarigione. Perché se a prima vista questi miti parlano di dèi, eroi ed eroine, in realtà raccontano quello che gli antichi sapevano di noi: le passioni che ci animano, le trasformazioni che siamo chiamati a compiere, e come le ferite possano diventare il luogo stesso della cura.<br /><br /><br /><br />Cristina Dell’Acqua, autrice del libro<br />Ombretta Sternini, AIC<br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72967761</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 13:46:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72967761/01_podcast_dall_acqua_ver_2.mp3" length="17307116" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Meeting Rimini</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni volta che leggiamo un mito, è come se fosse la prima. Fonti inesauribili di saggezza e introspezione, i miti sono la dimostrazione del fatto che è possibile non invecchiare mai. 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La forza di Andromaca, che difende l’amore anche nella perdita, diventa la nostra quando affrontiamo la fine di una storia; la furia di Achille, che cede il passo alla magnanimità, ci può insegnare il coraggio dell’empatia; quando siamo in balia di un attacco di panico ci può aiutare conoscere lo stato d’animo incarnato dal dio Pan, perché ciò che viene nominato può essere contenuto; mentre la nostra parte più vitale e inafferrabile appartiene a Dioniso, è lui che cura ciò che sfugge al controllo della razionalità. Questi nove racconti «terapeutici» ci consegnano altrettante parole chiave; ognuna di esse ci invita a un’introspezione profonda, aprendo nuovi spazi di guarigione. 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