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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Ugo La Pietra. Alla Finestra - Audioguida</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/ugo-la-pietra-alla-finestra-audioguida--7057050</link><description><![CDATA[]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/7057050/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Visual Arts</category><copyright>Copyright eArs</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg</url><title>Ugo La Pietra. Alla Finestra - Audioguida</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/ugo-la-pietra-alla-finestra-audioguida--7057050</link></image><lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 14:14:54 +0000</lastBuildDate><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>eArs</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Visual Arts"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>serial</itunes:type><item><title>Introduzione alla Mostra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/introduzione-alla-mostra--72150955</link><description><![CDATA[Buongiorno e benvenuti alla Fondazione La Rocca.<br />La mostra che state per visitare è dedicata a Ugo La Pietra, artista di fama mondiale, che nel corso della sua carriera ha instancabilmente cercato di analizzare il rapporto tra l’individuo e lo spazio urbano. Quale elemento architettonico poteva indicare bene questa ricerca se non la finestra?<br />Il titolo stesso dell’esposizione, “Alla Finestra”, richiama quello che questo elemento architettonico rappresenta, ovvero il punto di incontro tra interno ed esterno, tra la dimensione privata e quella pubblica. È un limite… illimitato!Stare alla finestra significa mettersi sempre in discussione, cercando di far nascere un nuovo percorso personale e creativo. Vuol dire essere sulla soglia tra il nostro presente e il futuro.<br />Date le premesse, potranno mai essere tutte uguali le finestre di Ugo La Pietra?<br />No, infatti da esse possiamo vedere paesaggi urbani, campagne, muri, altre finestre, interni, sale, incroci… scale! <br />Perché l’artista ci vuole portare a ragionare sul senso del vivere un’apertura che non è paura, né confine, ma una dimensione infinita dove potersi ritrovare e rinnovare.L’artista tramite questi concetti offre la sua critica alla società contemporanea che, nonostante sia più globalizzata e connessa che mai, tende lo stesso a chiudersi in se stessa, negando spazi di vera condivisione e apertura.Ed è proprio la finestra la prospettiva  da cui analizzare questo problema, perché ci permette di stare nel mondo, pur sentendoci a nostro agio. D'altronde, come recita una delle opere più famose dell’artista: Abitare E’ Essere Ovunque A Casa Propria!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72150955</guid><pubDate>Mon, 25 May 2026 07:32:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72150955/la_pietra_1_introduzione.mp3" length="1922724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno e benvenuti alla Fondazione La Rocca.
La mostra che state per visitare è dedicata a Ugo La Pietra, artista di fama mondiale, che nel corso della sua carriera ha instancabilmente cercato di analizzare il rapporto tra l’individuo e lo spazio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno e benvenuti alla Fondazione La Rocca.<br />La mostra che state per visitare è dedicata a Ugo La Pietra, artista di fama mondiale, che nel corso della sua carriera ha instancabilmente cercato di analizzare il rapporto tra l’individuo e lo spazio urbano. Quale elemento architettonico poteva indicare bene questa ricerca se non la finestra?<br />Il titolo stesso dell’esposizione, “Alla Finestra”, richiama quello che questo elemento architettonico rappresenta, ovvero il punto di incontro tra interno ed esterno, tra la dimensione privata e quella pubblica. È un limite… illimitato!Stare alla finestra significa mettersi sempre in discussione, cercando di far nascere un nuovo percorso personale e creativo. Vuol dire essere sulla soglia tra il nostro presente e il futuro.<br />Date le premesse, potranno mai essere tutte uguali le finestre di Ugo La Pietra?<br />No, infatti da esse possiamo vedere paesaggi urbani, campagne, muri, altre finestre, interni, sale, incroci… scale! <br />Perché l’artista ci vuole portare a ragionare sul senso del vivere un’apertura che non è paura, né confine, ma una dimensione infinita dove potersi ritrovare e rinnovare.L’artista tramite questi concetti offre la sua critica alla società contemporanea che, nonostante sia più globalizzata e connessa che mai, tende lo stesso a chiudersi in se stessa, negando spazi di vera condivisione e apertura.Ed è proprio la finestra la prospettiva  da cui analizzare questo problema, perché ci permette di stare nel mondo, pur sentendoci a nostro agio. D'altronde, come recita una delle opere più famose dell’artista: Abitare E’ Essere Ovunque A Casa Propria!]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vivere alla Finestra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vivere-alla-finestra--72339117</link><description><![CDATA[Cosa ci fa una persona che, con una lunga scala, cerca di raggiungere una finestra disegnata in alto sulla parete?<br />È l’artista che vuole indicarci che cosa vuol dire vivere alla finestra.Vuol dire stare sia dentro che fuori. Significa sperare di rinnegare quanto raggiunto per andare oltre, verso qualcosa di nuovo.<br />Molte opere in questa sezione vedono come protagonista l’uomo con la scala: questa immagine è tratta da un film intitolato “La Grande Occasione” nel quale l’artista indaga il rapporto tra le sue espressioni artistiche e le istituzioni culturali. Ugo La Pietra si mette al centro di questo ragionamento e pensa alla sua carriera, costellata di esperienze diverse che lo hanno portato proprio nella condizione di “vivere alla finestra”: senza scegliere un solo mezzo espressivo ma, come vedremo, esplorandone sempre di nuovi. Infatti le opere in questa sezione - e non solo - racchiudono in sé diverse tecniche, unendo ad esempio disegno e fotografia sulla superficie di una lastra di metallo!Ora provate voi a pensare brevemente cosa vuol dire vivere alla finestra…difficile vero?! <br />È uno scambio continuo di stimoli con l’ambiente circostante. Una delle opere qui esposte lo spiega bene col suo titolo: “Interno/Esterno. Apriamo le finestre per far entrare la città e per uscire…nella città”.<br />La finestra passa da elemento quotidiano a espressione culturale attraverso la quale l’artista non parla solo di sé, ma di tutti noi. Affinché, anche nelle nostre vite, stare alla finestra diventi un cambiamento quotidiano, che ci permetta di evolverci cercando di evitare l’immobilismo dell’esistenza. Da adesso potreste accorgervi che stare alla finestra è una situazione più complessa e attiva di quanto sembri!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339117</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:21:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339117/la_pietra_2_vivere_alla_finestra.mp3" length="1941532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa ci fa una persona che, con una lunga scala, cerca di raggiungere una finestra disegnata in alto sulla parete?
È l’artista che vuole indicarci che cosa vuol dire vivere alla finestra.Vuol dire stare sia dentro che fuori. Significa sperare di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa ci fa una persona che, con una lunga scala, cerca di raggiungere una finestra disegnata in alto sulla parete?<br />È l’artista che vuole indicarci che cosa vuol dire vivere alla finestra.Vuol dire stare sia dentro che fuori. Significa sperare di rinnegare quanto raggiunto per andare oltre, verso qualcosa di nuovo.<br />Molte opere in questa sezione vedono come protagonista l’uomo con la scala: questa immagine è tratta da un film intitolato “La Grande Occasione” nel quale l’artista indaga il rapporto tra le sue espressioni artistiche e le istituzioni culturali. Ugo La Pietra si mette al centro di questo ragionamento e pensa alla sua carriera, costellata di esperienze diverse che lo hanno portato proprio nella condizione di “vivere alla finestra”: senza scegliere un solo mezzo espressivo ma, come vedremo, esplorandone sempre di nuovi. Infatti le opere in questa sezione - e non solo - racchiudono in sé diverse tecniche, unendo ad esempio disegno e fotografia sulla superficie di una lastra di metallo!Ora provate voi a pensare brevemente cosa vuol dire vivere alla finestra…difficile vero?! <br />È uno scambio continuo di stimoli con l’ambiente circostante. Una delle opere qui esposte lo spiega bene col suo titolo: “Interno/Esterno. Apriamo le finestre per far entrare la città e per uscire…nella città”.<br />La finestra passa da elemento quotidiano a espressione culturale attraverso la quale l’artista non parla solo di sé, ma di tutti noi. Affinché, anche nelle nostre vite, stare alla finestra diventi un cambiamento quotidiano, che ci permetta di evolverci cercando di evitare l’immobilismo dell’esistenza. Da adesso potreste accorgervi che stare alla finestra è una situazione più complessa e attiva di quanto sembri!]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:keywords>2_vivere</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Focus Opera: Dalla “Grande Occasione”, 1980</title><link>https://www.spreaker.com/episode/focus-opera-dalla-grande-occasione-1980--72339120</link><description><![CDATA[La Grande Occasione è un breve film in bianco e nero girato dall’artista negli spazi della Triennale di Milano nel 1973, in occasione della XVI Triennale dal titolo “Spazio reale-spazio virtuale”.<br />Nel corto, Ugo La Pietra attraversa le sale della Triennale ad un ritmo incalzante, prendendo in continuazione misure e lasciando segni sui muri, come se stesse progettando un grande allestimento. In sottofondo la sua voce descrive l’operazione, ma si perde nel rimbombo dei grandi spazi vuoti. <br />Il film però si esaurisce in questo continuo affanno: non vedremo mai il progetto compiuto.<br />Lo scopo della narrazione è quello di far luce sulla condizione nella quale deve lavorare l’operatore culturale all’interno della nostra società - sempre insoddisfatto e in costante attesa della sua grande occasione. Per utilizzare le parole che introducono il girato, la pellicola “è una critica alle strutture culturali e produttive incapaci di creare uno stato continuo di ricerca e di progressivo reale miglioramento dei rapporti che dovrebbero esistere tra la progettazione e la produzione stessa”.<br />Nell’opera esposta, vediamo disegnata una lunga scala che arriva a una finestra. Attraverso di essa, si apre la visione di un paesaggio che, a sua volta, pare entrare nella stanza. Al di sotto troviamo un frame del film che ritrae l’artista con in mano una scala.L’opera vuole indicarci la necessità, sia dell’artista ma anche di tutti noi, di superare la finestra per immettersi nel mondo e, d’altro canto, lasciare che il mondo possa invadere i nostri spazi privati per poter creare qualcosa di nuovo uscendo dalla nostra zona di comfort. ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339120</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:23:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339120/la_pietra_3_grande_occasione.mp3" length="1907677" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>La Grande Occasione è un breve film in bianco e nero girato dall’artista negli spazi della Triennale di Milano nel 1973, in occasione della XVI Triennale dal titolo “Spazio reale-spazio virtuale”.
Nel corto, Ugo La Pietra attraversa le sale della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Grande Occasione è un breve film in bianco e nero girato dall’artista negli spazi della Triennale di Milano nel 1973, in occasione della XVI Triennale dal titolo “Spazio reale-spazio virtuale”.<br />Nel corto, Ugo La Pietra attraversa le sale della Triennale ad un ritmo incalzante, prendendo in continuazione misure e lasciando segni sui muri, come se stesse progettando un grande allestimento. In sottofondo la sua voce descrive l’operazione, ma si perde nel rimbombo dei grandi spazi vuoti. <br />Il film però si esaurisce in questo continuo affanno: non vedremo mai il progetto compiuto.<br />Lo scopo della narrazione è quello di far luce sulla condizione nella quale deve lavorare l’operatore culturale all’interno della nostra società - sempre insoddisfatto e in costante attesa della sua grande occasione. Per utilizzare le parole che introducono il girato, la pellicola “è una critica alle strutture culturali e produttive incapaci di creare uno stato continuo di ricerca e di progressivo reale miglioramento dei rapporti che dovrebbero esistere tra la progettazione e la produzione stessa”.<br />Nell’opera esposta, vediamo disegnata una lunga scala che arriva a una finestra. Attraverso di essa, si apre la visione di un paesaggio che, a sua volta, pare entrare nella stanza. Al di sotto troviamo un frame del film che ritrae l’artista con in mano una scala.L’opera vuole indicarci la necessità, sia dell’artista ma anche di tutti noi, di superare la finestra per immettersi nel mondo e, d’altro canto, lasciare che il mondo possa invadere i nostri spazi privati per poter creare qualcosa di nuovo uscendo dalla nostra zona di comfort. ]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6fdb9913a9ec722ea0f7e149ae2274d2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Architettura/Natura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/architettura-natura--72339125</link><description><![CDATA[“Occorre fare attenzione al rapporto natura/architettura: con il tempo, vince sempre la natura!”, questo è il pensiero di Ugo La Pietra!<br />Passeggiando per le nostre città ci accorgiamo sempre più spesso che gli architetti contemporanei cercano di fondere architettura e arte. Vediamo, soprattutto nelle metropoli, edifici con molti alberi in facciata, grandi macchie verdi che ricordano i giardini pensili! Agli inizi l’approccio risulta interessante, accattivante, sembra l’evoluzione del vaso di gerani sul balcone ma a lungo andare questa unione risulta difficoltosa perché gli spazi dell’architettura non combaciano con quelli della natura.<br />Gli edifici, a meno di una ristrutturazione, non crescono, non cambiano, non sono vivi mentre invece la natura cambia, cresce e se costretta in strutture fisse rischia di travolgerle. Come sviluppare in modo corretto questo rapporto?Le opere qui esposte mostrano come dovrebbe essere l’architettura nell’idea dell’artista, dovrebbe essere quasi al servizio della natura, diventare il suo contenitore. Questo è visibile sia nei disegni che nelle foto della serie “Bosco in città” dove vediamo delle piante coltivate in vasi a forma di edifici!Ugo La Pietra si mette in contrasto con la spettacolarizzazione contemporanea dell’unione tra architettura e natura, che rischia di ridursi ad una moda superficiale. È poetico poter pensare di aprire la finestra e vedere volare le lucciole al decimo piano, ma è davvero funzionale?Quale sarebbe allora la via preferita dall’artista? Lo vedremo tra poco nella prossima sezione dal titolo “Giardino delle Delizie”.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339125</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:28:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339125/la_pietra_7_architetturanatura.mp3" length="1911857" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>“Occorre fare attenzione al rapporto natura/architettura: con il tempo, vince sempre la natura!”, questo è il pensiero di Ugo La Pietra!
Passeggiando per le nostre città ci accorgiamo sempre più spesso che gli architetti contemporanei cercano di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Occorre fare attenzione al rapporto natura/architettura: con il tempo, vince sempre la natura!”, questo è il pensiero di Ugo La Pietra!<br />Passeggiando per le nostre città ci accorgiamo sempre più spesso che gli architetti contemporanei cercano di fondere architettura e arte. Vediamo, soprattutto nelle metropoli, edifici con molti alberi in facciata, grandi macchie verdi che ricordano i giardini pensili! Agli inizi l’approccio risulta interessante, accattivante, sembra l’evoluzione del vaso di gerani sul balcone ma a lungo andare questa unione risulta difficoltosa perché gli spazi dell’architettura non combaciano con quelli della natura.<br />Gli edifici, a meno di una ristrutturazione, non crescono, non cambiano, non sono vivi mentre invece la natura cambia, cresce e se costretta in strutture fisse rischia di travolgerle. Come sviluppare in modo corretto questo rapporto?Le opere qui esposte mostrano come dovrebbe essere l’architettura nell’idea dell’artista, dovrebbe essere quasi al servizio della natura, diventare il suo contenitore. Questo è visibile sia nei disegni che nelle foto della serie “Bosco in città” dove vediamo delle piante coltivate in vasi a forma di edifici!Ugo La Pietra si mette in contrasto con la spettacolarizzazione contemporanea dell’unione tra architettura e natura, che rischia di ridursi ad una moda superficiale. È poetico poter pensare di aprire la finestra e vedere volare le lucciole al decimo piano, ma è davvero funzionale?Quale sarebbe allora la via preferita dall’artista? Lo vedremo tra poco nella prossima sezione dal titolo “Giardino delle Delizie”.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:keywords>7_architetturanatura</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giardino delle Delizie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giardino-delle-delizie--72339118</link><description><![CDATA[Questa sezione è in un certo senso la risposta dell’artista alla moda della fusione tra architettura/natura e ha un titolo evocativo: “Giardino delle delizie”.<br />Ugo La Pietra guarda al giardino, precisamente all’idea settecentesca del giardino formale, perché è dove la natura diventa architettura!Questa tipologia di giardino è caratterizzata da erba ben curata, con vialetti in ghiaia solitamente bianchi e giochi d’acqua dove l’architettura è al servizio della natura. Le siepi sono lavorate per creare quinte scenografiche, qui vengono unite la spettacolarità e la concettualità sia dell’arte per dare vita ad un luogo ideale, usando le parole dell’artista, “per una piacevole sosta e allo stesso tempo per la contemplazione”.<br />Vediamo esposti dipinti che traggono ispirazione da diverse realtà, come periferie urbane, le isole pedonali e le zone del verde pubblico che vanno a creare diverse idee di giardini. <br />Ma c’è qualcosa che fa superare il concetto del classico giardino settecentesco. Quelli ritratti dall’artista sono giardini allo stesso tempo ordinati e selvatici - come visivamente ci spiega l’opera intitolata “l’ordine del giardino è inclusione di un elemento di disturbo”.<br />“Il mio giardino è il contrario del pensiero ordinato, però è recinto e paradiso!”, questo dice Ugo La Pietra. <br />Il giardino richiama in piccolo il Paradiso Terrestre, luogo mitico dove l’Umanità viveva serena e in armonia; portarlo in una scala quotidiana significa unire natura e architettura per creare autentici luoghi di benessere!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339118</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:34:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339118/la_pietra_8_giardino_delle_delizie.mp3" length="1758884" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Questa sezione è in un certo senso la risposta dell’artista alla moda della fusione tra architettura/natura e ha un titolo evocativo: “Giardino delle delizie”.
Ugo La Pietra guarda al giardino, precisamente all’idea settecentesca del giardino formale,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa sezione è in un certo senso la risposta dell’artista alla moda della fusione tra architettura/natura e ha un titolo evocativo: “Giardino delle delizie”.<br />Ugo La Pietra guarda al giardino, precisamente all’idea settecentesca del giardino formale, perché è dove la natura diventa architettura!Questa tipologia di giardino è caratterizzata da erba ben curata, con vialetti in ghiaia solitamente bianchi e giochi d’acqua dove l’architettura è al servizio della natura. Le siepi sono lavorate per creare quinte scenografiche, qui vengono unite la spettacolarità e la concettualità sia dell’arte per dare vita ad un luogo ideale, usando le parole dell’artista, “per una piacevole sosta e allo stesso tempo per la contemplazione”.<br />Vediamo esposti dipinti che traggono ispirazione da diverse realtà, come periferie urbane, le isole pedonali e le zone del verde pubblico che vanno a creare diverse idee di giardini. <br />Ma c’è qualcosa che fa superare il concetto del classico giardino settecentesco. Quelli ritratti dall’artista sono giardini allo stesso tempo ordinati e selvatici - come visivamente ci spiega l’opera intitolata “l’ordine del giardino è inclusione di un elemento di disturbo”.<br />“Il mio giardino è il contrario del pensiero ordinato, però è recinto e paradiso!”, questo dice Ugo La Pietra. <br />Il giardino richiama in piccolo il Paradiso Terrestre, luogo mitico dove l’Umanità viveva serena e in armonia; portarlo in una scala quotidiana significa unire natura e architettura per creare autentici luoghi di benessere!]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:keywords>8_giardino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dietro la Finestra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dietro-la-finestra--72339124</link><description><![CDATA[La città non comunica!<br />Questo è il grido dell’artista che sta alla base di tutta questa sezione, e del suo lavoro in generale.Un tempo l’architettura comunicava con la gente, si poteva intuire la funzione degli edifici, cosa rappresentavano oppure a chi appartenevano. Oggi, invece, tutto è spesso avvolto nell’anonimato!I palazzi non esprimono più nulla, le finestre non si aprono più per raccontare chi vive e come si vive dietro di loro, che siano comuni cittadini o personaggi famosi.<br />Ma le finestre sono tante e le storie da poter raccogliere e raccontare infinite! L’opera “Interno/Esterno”, qui esposta è la visiva rappresentazione di questa idea. Vediamo una serie di finestre chiuse e, sotto di loro, tante piccole stanze che si aprono per mostrare il proprio interno.Sarebbe bello se ogni finestra si aprisse per poter mostrare prima il proprio contenuto per poi raccontare la storia di chi vive dietro di essa. Invece l’unica cosa che possiamo fare è guardarle e sperare che, di sfuggita, ci diano un segno di vita.<br />Questa sezione narra quello che è alla base del lavoro di Ugo La Pietra, con opere dal titolo emblematico come “Un pezzo di strada nella stanza, un pezzo di stanza nella strada”, che ci raccontano la sua volontà di trovare uno scambio tra interno ed esterno - tra abitante e città - che renderebbe i luoghi abitati più vivi e fruibili perché, nelle sue parole: “al di là delle case, che sono sempre le stesse, ci sono le persone e i loro comportamenti, che cambiano sempre”.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339124</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339124/la_pietra_5_dietro_la_finestra.mp3" length="1736314" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>La città non comunica!
Questo è il grido dell’artista che sta alla base di tutta questa sezione, e del suo lavoro in generale.Un tempo l’architettura comunicava con la gente, si poteva intuire la funzione degli edifici, cosa rappresentavano oppure a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La città non comunica!<br />Questo è il grido dell’artista che sta alla base di tutta questa sezione, e del suo lavoro in generale.Un tempo l’architettura comunicava con la gente, si poteva intuire la funzione degli edifici, cosa rappresentavano oppure a chi appartenevano. Oggi, invece, tutto è spesso avvolto nell’anonimato!I palazzi non esprimono più nulla, le finestre non si aprono più per raccontare chi vive e come si vive dietro di loro, che siano comuni cittadini o personaggi famosi.<br />Ma le finestre sono tante e le storie da poter raccogliere e raccontare infinite! L’opera “Interno/Esterno”, qui esposta è la visiva rappresentazione di questa idea. Vediamo una serie di finestre chiuse e, sotto di loro, tante piccole stanze che si aprono per mostrare il proprio interno.Sarebbe bello se ogni finestra si aprisse per poter mostrare prima il proprio contenuto per poi raccontare la storia di chi vive dietro di essa. Invece l’unica cosa che possiamo fare è guardarle e sperare che, di sfuggita, ci diano un segno di vita.<br />Questa sezione narra quello che è alla base del lavoro di Ugo La Pietra, con opere dal titolo emblematico come “Un pezzo di strada nella stanza, un pezzo di stanza nella strada”, che ci raccontano la sua volontà di trovare uno scambio tra interno ed esterno - tra abitante e città - che renderebbe i luoghi abitati più vivi e fruibili perché, nelle sue parole: “al di là delle case, che sono sempre le stesse, ci sono le persone e i loro comportamenti, che cambiano sempre”.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Focus Opera:  Interno/Esterno, 1977</title><link>https://www.spreaker.com/episode/focus-opera-interno-esterno-1977--72339123</link><description><![CDATA[Quello che salta subito all’occhio di quest’opera è la varietà di mezzi espressivi che Ugo La Pietra utilizza per comporla. Si tratta di un linguaggio tipico di una corrente concettuale degli anni ‘70, chiamata Narrative Art. L’artista usa diversi elementi come la fotografia, il disegno e le parole per creare un’opera che si può definire “parlante”, perché ci vuole guidare alla comprensione di un concetto attraverso l’unione di immagini e scrittura. Partendo dall’alto, per prima cosa vediamo un disegno che raffigura una stanza attraversata da quelle che sembrano le arcate di un ponte che entrano dalla finestra. Sotto troviamo il titolo dell’opera, ovvero “Interno/Esterno”. Successivamente vediamo un fotogramma tratto dal film “La Riappropriazione della Città” del 1977 che ritrae l’artista in accappatoio intento a farsi la barba specchiandosi in una vetrina. La maggior parte della superficie però è occupata da una serie di finestre chiuse, quasi tutte uguali che, ad un certo punto, si aprono per rivelare il contenuto delle stanze nascoste dietro di loro. L’occhio qui inizia a indugiare su molti particolari: ci sono delle stanze colorate, una delle quali ha al suo interno due juke-box; ci sono stanze semivuote, mentre invece altre sono ricche di elementi d’arredo più o meno fantasiosi.<br />Con quest’opera Ugo La Pietra ci vuole parlare di un concetto a lui caro, cioè quello del necessario interscambio tra spazio privato e spazio pubblico, utile per poter creare un’idea di città utilizzabile e vivibile da tutta la società.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339123</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339123/la_pietra_6_internoesterno.mp3" length="1842476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Quello che salta subito all’occhio di quest’opera è la varietà di mezzi espressivi che Ugo La Pietra utilizza per comporla. Si tratta di un linguaggio tipico di una corrente concettuale degli anni ‘70, chiamata Narrative Art. L’artista usa diversi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quello che salta subito all’occhio di quest’opera è la varietà di mezzi espressivi che Ugo La Pietra utilizza per comporla. Si tratta di un linguaggio tipico di una corrente concettuale degli anni ‘70, chiamata Narrative Art. L’artista usa diversi elementi come la fotografia, il disegno e le parole per creare un’opera che si può definire “parlante”, perché ci vuole guidare alla comprensione di un concetto attraverso l’unione di immagini e scrittura. Partendo dall’alto, per prima cosa vediamo un disegno che raffigura una stanza attraversata da quelle che sembrano le arcate di un ponte che entrano dalla finestra. Sotto troviamo il titolo dell’opera, ovvero “Interno/Esterno”. Successivamente vediamo un fotogramma tratto dal film “La Riappropriazione della Città” del 1977 che ritrae l’artista in accappatoio intento a farsi la barba specchiandosi in una vetrina. La maggior parte della superficie però è occupata da una serie di finestre chiuse, quasi tutte uguali che, ad un certo punto, si aprono per rivelare il contenuto delle stanze nascoste dietro di loro. L’occhio qui inizia a indugiare su molti particolari: ci sono delle stanze colorate, una delle quali ha al suo interno due juke-box; ci sono stanze semivuote, mentre invece altre sono ricche di elementi d’arredo più o meno fantasiosi.<br />Con quest’opera Ugo La Pietra ci vuole parlare di un concetto a lui caro, cioè quello del necessario interscambio tra spazio privato e spazio pubblico, utile per poter creare un’idea di città utilizzabile e vivibile da tutta la società.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:keywords>6_internoesterno</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/12da3d5161667e4ad9b44d302cfc2282.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Paesaggio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-paesaggio--72339119</link><description><![CDATA[Guardatevi attorno, cosa vedete?<br />Dolci colline verdi, a volte solcate da fiumi, quasi senza figure umane e che spesso escono dal loro contorno invadendo tutta la superficie del foglio.<br />Siamo davanti a dei paesaggi.L’idea della serie dedicata ai paesaggi si forma nell’artista come risposta ai lunghi mesi passati in chiusura a causa dell’epidemia di Covid-19. Durante il lockdown il maestro guardava, come tutti noi, fuori dalla finestra, ma vedeva solo paesaggi urbani, caotici, violenti e disabitati.<br />Allora è andato a scavare nella sua memoria per creare delle vedute dove la natura prende il sopravvento, dove territori inesplorati hanno cominciato a prendere forma e a riempire tutto l’orizzonte della finestra-foglio.<br />Ma tutto questo non è legato solo alla pandemia, queste opere sono anche una forma di reazione verso le “brutture” della nostra società e del nostro tempo - basti pensare ai venti di guerra che soffiano in varie zone del mondo.<br />In quest’ottica, i paesaggi assumono un’accezione che potremmo dire consolatoria. Perché, oltre a essere un antidoto alle difficoltà mondiali che stiamo vivendo, diventano una “zona comfort” personale, dove la fuga in una natura ideale permette di trovare un attimo di respiro nei problemi delle nostre vite quotidiane e del mondo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339119</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:34:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339119/la_pietra_9_il_paesaggio.mp3" length="1539455" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Guardatevi attorno, cosa vedete?
Dolci colline verdi, a volte solcate da fiumi, quasi senza figure umane e che spesso escono dal loro contorno invadendo tutta la superficie del foglio.
Siamo davanti a dei paesaggi.L’idea della serie dedicata ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Guardatevi attorno, cosa vedete?<br />Dolci colline verdi, a volte solcate da fiumi, quasi senza figure umane e che spesso escono dal loro contorno invadendo tutta la superficie del foglio.<br />Siamo davanti a dei paesaggi.L’idea della serie dedicata ai paesaggi si forma nell’artista come risposta ai lunghi mesi passati in chiusura a causa dell’epidemia di Covid-19. Durante il lockdown il maestro guardava, come tutti noi, fuori dalla finestra, ma vedeva solo paesaggi urbani, caotici, violenti e disabitati.<br />Allora è andato a scavare nella sua memoria per creare delle vedute dove la natura prende il sopravvento, dove territori inesplorati hanno cominciato a prendere forma e a riempire tutto l’orizzonte della finestra-foglio.<br />Ma tutto questo non è legato solo alla pandemia, queste opere sono anche una forma di reazione verso le “brutture” della nostra società e del nostro tempo - basti pensare ai venti di guerra che soffiano in varie zone del mondo.<br />In quest’ottica, i paesaggi assumono un’accezione che potremmo dire consolatoria. Perché, oltre a essere un antidoto alle difficoltà mondiali che stiamo vivendo, diventano una “zona comfort” personale, dove la fuga in una natura ideale permette di trovare un attimo di respiro nei problemi delle nostre vite quotidiane e del mondo.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:keywords>9_il</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Focus Opera: Paesaggio, 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/focus-opera-paesaggio-2025--72339121</link><description><![CDATA[Qualche anno fa siamo tutti stati vittima della pandemia di Covid-19 che ha segnato in maniera indelebile le nostre esistenze.<br />Durante i lunghi mesi di lockdown Ugo La Pietra, così come tanti di noi, si è trovato a guardare dalla finestra il panorama che la città gli offriva: questo era un panorama caotico, critico ma allo stesso tempo vuoto, asettico. Serviva una via di fuga per uscire dalla realtà.<br />L’artista allora si è ritrovato a dipingere una grande serie di paesaggi. Questi paesaggi non sono urbani ma sono paesaggi naturali, rigogliosi e ricchi di diversi colori, dai più saturi ai più squillanti. Non sono però paesaggi reali ma sono paesaggi della memoria, trovati dall’artista negli angoli più segreti della sua mente che li propone ricomposti per creare visioni che possono farci scappare dall’orrore che la nostra società sta proponendo.<br />Qui possiamo vedere da una finestra un paesaggio che sembra collinare, con diverse tinte di colori (dal verde al marrone) che sembra quasi scosso da un vento primaverile. Dal limite preciso dell’apertura però ecco entrare, in quella che sembra essere una stanza, elementi di questo paesaggio che subito allargano l'orizzonte confondendo l’esterno con l’interno.<br />Ecco l’idea cara all’artista, questa volontà di interscambio tra ambiente privato e ambiente pubblico, tra interno e esterno che, in questo caso, vuole condurci in una zona più serena, verdeggiante, rispetto a quella oppressiva e grigia del nostro quotidiano cittadino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339121</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:35:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339121/la_pietra_10_paesaggio2025.mp3" length="1773930" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Qualche anno fa siamo tutti stati vittima della pandemia di Covid-19 che ha segnato in maniera indelebile le nostre esistenze.
Durante i lunghi mesi di lockdown Ugo La Pietra, così come tanti di noi, si è trovato a guardare dalla finestra il panorama...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qualche anno fa siamo tutti stati vittima della pandemia di Covid-19 che ha segnato in maniera indelebile le nostre esistenze.<br />Durante i lunghi mesi di lockdown Ugo La Pietra, così come tanti di noi, si è trovato a guardare dalla finestra il panorama che la città gli offriva: questo era un panorama caotico, critico ma allo stesso tempo vuoto, asettico. Serviva una via di fuga per uscire dalla realtà.<br />L’artista allora si è ritrovato a dipingere una grande serie di paesaggi. Questi paesaggi non sono urbani ma sono paesaggi naturali, rigogliosi e ricchi di diversi colori, dai più saturi ai più squillanti. Non sono però paesaggi reali ma sono paesaggi della memoria, trovati dall’artista negli angoli più segreti della sua mente che li propone ricomposti per creare visioni che possono farci scappare dall’orrore che la nostra società sta proponendo.<br />Qui possiamo vedere da una finestra un paesaggio che sembra collinare, con diverse tinte di colori (dal verde al marrone) che sembra quasi scosso da un vento primaverile. Dal limite preciso dell’apertura però ecco entrare, in quella che sembra essere una stanza, elementi di questo paesaggio che subito allargano l'orizzonte confondendo l’esterno con l’interno.<br />Ecco l’idea cara all’artista, questa volontà di interscambio tra ambiente privato e ambiente pubblico, tra interno e esterno che, in questo caso, vuole condurci in una zona più serena, verdeggiante, rispetto a quella oppressiva e grigia del nostro quotidiano cittadino.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:keywords>10_paesaggio2025</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/68017942058d4a32c7aebbf99f952ea1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Camera con Vista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/camera-con-vista--72339116</link><description><![CDATA[Cosa sta succedendo qui? Perché abbiamo una serie di opere che raffigurano una stanza con finestre murate?<br />E questo titolo, “Camera con Vista”, cosa vuole indicare?<br />L’artista ce lo racconta con una breve storia: parla di un pittore che ha lavorato tutta la vita in una camera “senza vista”. E proprio queste finestre murate sono diventate la base della sua ricerca. La sua fama crebbe, tuttavia cominciò a percepire le sue opere come monotone. Si rinchiuse allora nel suo studio e dopo lungo pensare, voilà!: capì che si poteva andare oltre rendendo tridimensionali le sue opere. Fu una grande rivelazione!Ma cosa vuole comunicarci Ugo La Pietra con quest’opera? Siamo davvero davanti ad una scoperta?L’opera “Camera con vista” è pensata proprio come se fosse lo studio del pittore della storia: vediamo una sala, illuminata da lampade, con alle pareti le opere eseguite con i mattoni. <br />L’autore, con una storia narrativa e visiva, vuole raccontarci il punto di vista di un artista che per creare, esclude il mondo esterno, tanto che le sue opere si trasformano in veri e propri muri sigillati. L’esatto opposto della poetica di Ugo La Pietra. Come se l’artista avesse voluto vestire i panni del suo contrario.<br />Nelle sue opere, infatti, La Pietra cerca sempre un dialogo con la società circostante. Un dialogo tra l’individuo e lo spazio urbano, in modo da poter creare arte viva e fruibile, che entri nel quotidiano delle persone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339116</guid><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339116/la_pietra_4_camera_con_vista.mp3" length="1683233" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa sta succedendo qui? Perché abbiamo una serie di opere che raffigurano una stanza con finestre murate?
E questo titolo, “Camera con Vista”, cosa vuole indicare?
L’artista ce lo racconta con una breve storia: parla di un pittore che ha lavorato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa sta succedendo qui? Perché abbiamo una serie di opere che raffigurano una stanza con finestre murate?<br />E questo titolo, “Camera con Vista”, cosa vuole indicare?<br />L’artista ce lo racconta con una breve storia: parla di un pittore che ha lavorato tutta la vita in una camera “senza vista”. E proprio queste finestre murate sono diventate la base della sua ricerca. La sua fama crebbe, tuttavia cominciò a percepire le sue opere come monotone. Si rinchiuse allora nel suo studio e dopo lungo pensare, voilà!: capì che si poteva andare oltre rendendo tridimensionali le sue opere. Fu una grande rivelazione!Ma cosa vuole comunicarci Ugo La Pietra con quest’opera? Siamo davvero davanti ad una scoperta?L’opera “Camera con vista” è pensata proprio come se fosse lo studio del pittore della storia: vediamo una sala, illuminata da lampade, con alle pareti le opere eseguite con i mattoni. <br />L’autore, con una storia narrativa e visiva, vuole raccontarci il punto di vista di un artista che per creare, esclude il mondo esterno, tanto che le sue opere si trasformano in veri e propri muri sigillati. L’esatto opposto della poetica di Ugo La Pietra. Come se l’artista avesse voluto vestire i panni del suo contrario.<br />Nelle sue opere, infatti, La Pietra cerca sempre un dialogo con la società circostante. Un dialogo tra l’individuo e lo spazio urbano, in modo da poter creare arte viva e fruibile, che entri nel quotidiano delle persone.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:keywords>4_camera</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4d05c6e0bc8ee9901d6abfdde7715dd5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nella Città</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nella-citta--72339122</link><description><![CDATA[“Abitare è essere ovunque a casa propria!”<br />Questo slogan è alla base della ricerca artistica di Ugo La Pietra, che si è sempre domandato come il cittadino possa riprendersi e vivere gli spazi urbani. Ma come?<br />La nostra società sente la necessità di andare nella città, ma la città è stata pensata per essere vissuta attivamente?<br />Purtroppo no, anzi, con le sue architetture monumentali e lo sviluppo caotico la città sembra reprimere chi vi abita.Queste idee fanno nascere in Ugo La Pietra la volontà di sovvertire questo nuovo tipo di metropoli, proponendo spazi urbani che ricalcano l’ambiente privato, rendendo la città abitabile.Nella serie di opere intitolata “Soggiorno Urbano” l’artista immagina dei salotti costituiti da elementi tipici dei cantieri, come le barriere di sicurezza New Jersey di plastica, che diventano sedute e che si inseriscono nella città come spazi di decompressione urbana, utili per sfuggire dal movimento caotico della città. Abitare la città non vuol dire semplicemente starci, ma significa possederla sia fisicamente che mentalmente e ciò è possibile solo ricreando gli spazi del privato nel pubblico. Quella dell’artista è una critica nei confronti del modello di vita contemporaneo, della sua completa disattenzione verso il cittadino che vorrebbe vivere gli spazi urbani: avere, nelle parole di La Pietra, una “città ludica”.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72339122</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:37:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72339122/la_pietra_11_nella_citt.mp3" length="1598387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>eArs</itunes:author><itunes:subtitle>“Abitare è essere ovunque a casa propria!”
Questo slogan è alla base della ricerca artistica di Ugo La Pietra, che si è sempre domandato come il cittadino possa riprendersi e vivere gli spazi urbani. Ma come?
La nostra società sente la necessità di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Abitare è essere ovunque a casa propria!”<br />Questo slogan è alla base della ricerca artistica di Ugo La Pietra, che si è sempre domandato come il cittadino possa riprendersi e vivere gli spazi urbani. Ma come?<br />La nostra società sente la necessità di andare nella città, ma la città è stata pensata per essere vissuta attivamente?<br />Purtroppo no, anzi, con le sue architetture monumentali e lo sviluppo caotico la città sembra reprimere chi vi abita.Queste idee fanno nascere in Ugo La Pietra la volontà di sovvertire questo nuovo tipo di metropoli, proponendo spazi urbani che ricalcano l’ambiente privato, rendendo la città abitabile.Nella serie di opere intitolata “Soggiorno Urbano” l’artista immagina dei salotti costituiti da elementi tipici dei cantieri, come le barriere di sicurezza New Jersey di plastica, che diventano sedute e che si inseriscono nella città come spazi di decompressione urbana, utili per sfuggire dal movimento caotico della città. Abitare la città non vuol dire semplicemente starci, ma significa possederla sia fisicamente che mentalmente e ciò è possibile solo ricreando gli spazi del privato nel pubblico. Quella dell’artista è una critica nei confronti del modello di vita contemporaneo, della sua completa disattenzione verso il cittadino che vorrebbe vivere gli spazi urbani: avere, nelle parole di La Pietra, una “città ludica”.]]></itunes:summary><itunes:duration>100</itunes:duration><itunes:keywords>11_nella</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d95fcd1229427e584d6e947262c28315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
