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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Napoli, dove sei finita?</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/napoli-dove-sei-finita--7050004</link><description><![CDATA[<b>Napoli, dove sei finita? è il nuovo podcast che Pessoa Luna Park ha deciso di dedicare alla sua città. Il progetto prende avvio dalla stessa provocazione - la domanda - che attraversa il poster del progetto omonimo realizzato con la casa editrice Cratèra. Napoli è una città continuamente raccontata, mitizzata, semplificata, nominata da altri e spesso compressa dentro formule, slogan, estetiche e falsi miti. Ma sotto queste narrazioni - tra le righe - restano sommerse molte altre parole: quelle legate all’abitare, al diritto alla città, alle soglie urbane, ai margini, al mare negato, ai conflitti, ai desideri e a tutte quelle sfide contemporanee che stanno trasformando la città.Da qui nasce il podcast live Napoli, dove sei finita? che accompagna l’inaugurazione della nuova edicola di Pessoa Luna Park. </b><br /><b></b><br /><b>L’edicola è pensata come una micro-redazione urbana temporanea che apre una conversazione aperta per provare a leggere Napoli tra le righe, attraverso domande aperte, voci autorevoli in città e punti di vista plurali. Articolato in tre puntate, il podcast propone così un’indagine collettiva sulle trasformazioni contemporanee della città, provando a riportare in superficie proprio quelle parole nascoste che il poster invita a cercare/cerchiare. </b><br /><b></b><br /><b>Tre puntate live, registrate in presenza del pubblico, per leggere Napoli tra le righe.</b><br /><br />]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/7050004/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright Pessoa Luna Park</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/350f16ebf03ae2d165d428f24e8aeb52.jpg</url><title>Napoli, dove sei finita?</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/napoli-dove-sei-finita--7050004</link></image><lastBuildDate>Thu, 21 May 2026 21:30:12 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Pessoa Luna Park</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Pessoa Luna Park</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/350f16ebf03ae2d165d428f24e8aeb52.jpg"/><itunes:subtitle>Napoli, dove sei finita? è il nuovo podcast che Pessoa Luna Park ha deciso di dedicare alla sua città. 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Ma sotto queste narrazioni - tra le righe - restano sommerse molte altre parole: quelle legate all’abitare, al diritto alla città, alle soglie urbane, ai margini, al mare negato, ai conflitti, ai desideri e a tutte quelle sfide contemporanee che stanno trasformando la città.Da qui nasce il podcast live Napoli, dove sei finita? che accompagna l’inaugurazione della nuova edicola di Pessoa Luna Park. </b><br /><b></b><br /><b>L’edicola è pensata come una micro-redazione urbana temporanea che apre una conversazione aperta per provare a leggere Napoli tra le righe, attraverso domande aperte, voci autorevoli in città e punti di vista plurali. Articolato in tre puntate, il podcast propone così un’indagine collettiva sulle trasformazioni contemporanee della città, provando a riportare in superficie proprio quelle parole nascoste che il poster invita a cercare/cerchiare. </b><br /><b></b><br /><b>Tre puntate live, registrate in presenza del pubblico, per leggere Napoli tra le righe.</b><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:category text="Society &amp; Culture"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Urban Orchestra con Maldestro e Viscardi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/urban-orchestra-con-maldestro-e-viscardi--72102709</link><description><![CDATA[Napoli è una partitura. Sirene, motorini, richiami dai balconi, lingue diverse, canzoni dai bar, campane, traffico, mare. Da questo paesaggio sonoro riparte una scena musicale che negli ultimi anni è tornata a imporsi oltre i propri confini, riportando il napoletano come lingua viva, influente e politica. "<b>Urban Orchestra</b>" è l'ultima puntata del podcast e chiude la giornata ascoltando la città invece di raccontarla.<br /><br />Per questa ultima puntata abbiamo invitato<b> Viscardi e Maldestro</b>, che da posizioni diverse permettono di attraversare proprio questa tensione. Più che una semplice conversazione sulla musica napoletana, questa puntata prova allora a ragionare su una domanda più precisa: cosa succede quando una città torna a sentirsi attraverso chi la canta? E ancora: che rapporto c’è tra paesaggio sonoro, lingua, identità e trasformazione urbana? Quanto della Napoli contemporanea passa oggi dalla musica?<br /><b><br /></b><br />HOST:<b><br />Azeb Lucà Trombetta</b><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72102709</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 21:30:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72102709/solo_audio_3.mp3" length="74338144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pessoa Luna Park</itunes:author><itunes:subtitle>Napoli è una partitura. Sirene, motorini, richiami dai balconi, lingue diverse, canzoni dai bar, campane, traffico, mare. Da questo paesaggio sonoro riparte una scena musicale che negli ultimi anni è tornata a imporsi oltre i propri confini,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Napoli è una partitura. Sirene, motorini, richiami dai balconi, lingue diverse, canzoni dai bar, campane, traffico, mare. Da questo paesaggio sonoro riparte una scena musicale che negli ultimi anni è tornata a imporsi oltre i propri confini, riportando il napoletano come lingua viva, influente e politica. "<b>Urban Orchestra</b>" è l'ultima puntata del podcast e chiude la giornata ascoltando la città invece di raccontarla.<br /><br />Per questa ultima puntata abbiamo invitato<b> Viscardi e Maldestro</b>, che da posizioni diverse permettono di attraversare proprio questa tensione. Più che una semplice conversazione sulla musica napoletana, questa puntata prova allora a ragionare su una domanda più precisa: cosa succede quando una città torna a sentirsi attraverso chi la canta? E ancora: che rapporto c’è tra paesaggio sonoro, lingua, identità e trasformazione urbana? 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Mentre i quartieri si trasformano in distretti del consumo e la pressione turistica svuota i palazzi, il diritto alla casa e la foodification emergono come due facce della stessa medaglia: un cambio di rotta che privilegia la città come "prodotto" a scapito della città come "comunità". "Fuori casa" è la condizione di chi vede le porte della propria città chiudersi in faccia, mentre lo spazio pubblico diventa solo spazio di visibilità. Una conversazione sulle resistenze e sui contro-immaginari necessari per restare fedeli a chi la città la vive.<br /><br /><br /><br />Per attraversare questa riflessione abbiamo invitato<b> Sara Paolella di Scomodo</b>, il cui lavoro ci aiuta a leggere la precarietà non come un incidente, ma come una condizione strutturale che attraversa le geografie di esclusione delle città italiane. Insieme a lei, proveremo a rimettere in relazione il diritto all’abitare con il diritto alla città, cercando di capire come Napoli possa rimanere fedele alla sua comunità invece di arrendersi a uno standard di prezzi e di estetica che espelle chi, quella città, continua ostinatamente a cercarla e ad abitarla.<br /><br />HOST: <b>Azeb Lucà Trombetta</b><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72102601</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 19:52:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72102601/pessoa_p2_audio.mp3" length="27879686" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pessoa Luna Park</itunes:author><itunes:subtitle>Chi può ancora permettersi di abitare davvero a Napoli? 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Una conversazione sulle resistenze e sui contro-immaginari necessari per restare fedeli a chi la città la vive.<br /><br /><br /><br />Per attraversare questa riflessione abbiamo invitato<b> Sara Paolella di Scomodo</b>, il cui lavoro ci aiuta a leggere la precarietà non come un incidente, ma come una condizione strutturale che attraversa le geografie di esclusione delle città italiane. 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Quando la città smette di essere abitata e diventa fondale? "Napolification" è una parola che non esiste ancora, ma descrive perfettamente quello che sta accadendo: l'estetizzazione seriale della città, il cortocircuito tra sacro e profano, lo stereotipo che risucchia la realtà inventandosi tradizioni mai esistite di limonate particolarmente esplosive. In questa puntata si proverà a cerchiare le parole sommerse sotto la brandizzazione di tutto quello che porta Napoli nel nome.<br /><br /><br />Per parlarne abbiamo invitato due persone che con questa faccenda hanno il pregio raro di non essere né neutrali né noiose. <b>Ugo Di Fenza</b>, con il suo <b>Gesù di Napoli</b>, ha capito che per raccontare decentemente una città ridotta a parodia di se stessa non bastava una sociologa di pregio internazionale: serviva Cristo. E infatti lo ha fatto scendere davvero in terra, tra le strade del centro storico di Napoli, in mezzo agli spritz maradoniani, alle idolatrie calcistiche, ai rifiuti, ai B&amp;B e agli influencer, con un risultato che ha la sventura di essere molto più realistico di quanto dovrebbe. Il suo Gesù guarda, si indigna, si aggira in città incredulo e - da buon Salvatore - prova a capire se c’è ancora qualcosa da salvare. A dialogare con Ugo ci sarà <b>Alvar Aaltissimo</b>, che da anni pratica con una certa eleganza una disciplina acrobatica poco riconosciuta: la demolizione ironica dei dispositivi con cui l’architettura, il design e l’urbanistica confezionano il mondo per renderlo - sì ben impaginato -- ma anche profondamente inaccessibile. Il suo punto di vista sulla realtà ci aiuta a non naufragare nella retorica della città creativa, partecipata, orizzontale e consapevole. Alvar Aaltissimo, insieme a Fabrizio Esposito — il suo tirocinante non retribuito — guarda le città, le smonta, le spinge un poco più in là, finché non si vede bene il trucco.Questa puntata non serve a dire che Napoli è finita o perduta per sempre. Serve piuttosto a chiederci quando una città comincia a somigliare più alla propria rappresentazione che a se stessa e, soprattutto, quando l’identità di una città riesce a essere una forma di riconoscimento e quando, invece, diventa un servizio accessorio.In altre parole: una conversazione su chi mangia Napoli, chi la serve, chi la racconta, chi la mette in vetrina e chi — come noi — continua ostinatamente ad abitarla e a cercarla.<b><br /><br />Ospiti:<br />Ugo Di Fenza / Gesù di Napoli<br />Alvar Aaltissimo</b><br /><b>Host:<br />Azeb Lucà Trombetta </b><br /><br /><br /><b></b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72102540</guid><pubDate>Sat, 02 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72102540/solo_audio_1.mp3" length="74050100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Pessoa Luna Park</itunes:author><itunes:subtitle>Quando il cibo smette di essere cultura popolare e diventa brand? 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In questa puntata si proverà a cerchiare le parole sommerse sotto la brandizzazione di tutto quello che porta Napoli nel nome.<br /><br /><br />Per parlarne abbiamo invitato due persone che con questa faccenda hanno il pregio raro di non essere né neutrali né noiose. <b>Ugo Di Fenza</b>, con il suo <b>Gesù di Napoli</b>, ha capito che per raccontare decentemente una città ridotta a parodia di se stessa non bastava una sociologa di pregio internazionale: serviva Cristo. E infatti lo ha fatto scendere davvero in terra, tra le strade del centro storico di Napoli, in mezzo agli spritz maradoniani, alle idolatrie calcistiche, ai rifiuti, ai B&amp;B e agli influencer, con un risultato che ha la sventura di essere molto più realistico di quanto dovrebbe. Il suo Gesù guarda, si indigna, si aggira in città incredulo e - da buon Salvatore - prova a capire se c’è ancora qualcosa da salvare. A dialogare con Ugo ci sarà <b>Alvar Aaltissimo</b>, che da anni pratica con una certa eleganza una disciplina acrobatica poco riconosciuta: la demolizione ironica dei dispositivi con cui l’architettura, il design e l’urbanistica confezionano il mondo per renderlo - sì ben impaginato -- ma anche profondamente inaccessibile. Il suo punto di vista sulla realtà ci aiuta a non naufragare nella retorica della città creativa, partecipata, orizzontale e consapevole. Alvar Aaltissimo, insieme a Fabrizio Esposito — il suo tirocinante non retribuito — guarda le città, le smonta, le spinge un poco più in là, finché non si vede bene il trucco.Questa puntata non serve a dire che Napoli è finita o perduta per sempre. Serve piuttosto a chiederci quando una città comincia a somigliare più alla propria rappresentazione che a se stessa e, soprattutto, quando l’identità di una città riesce a essere una forma di riconoscimento e quando, invece, diventa un servizio accessorio.In altre parole: una conversazione su chi mangia Napoli, chi la serve, chi la racconta, chi la mette in vetrina e chi — come noi — continua ostinatamente ad abitarla e a cercarla.<b><br /><br />Ospiti:<br />Ugo Di Fenza / Gesù di Napoli<br />Alvar Aaltissimo</b><br /><b>Host:<br />Azeb Lucà Trombetta </b><br /><br /><br /><b></b>]]></itunes:summary><itunes:duration>3079</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/192698d56ad3b7cae29374b0b1f13934.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
