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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Riprendiamoci la Memoria</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/riprendiamoci-la-memoria--6799598</link><description><![CDATA[<b>RIPRENDIAMOCI LA MEMORIA</b><br /><b>Un progetto di FREE4FUTURE</b><br /><br />Può sembrare paradossale, ma l’antisemitismo che risorge e che attacca oggi nella sua forma più brutale, quella eliminazionista, si nutre anche di memoria.<br />Una memoria monca, malata, strumentalizzata, che finge di ricordare e che invece, anno dopo anno, è diventata una spirale sempre più perversa, in cui gli ebrei non solo sono stati dimenticati, ma sono tornati a essere il simbolo del male. Quel male universale, generale, che decenni di “memoria” istituzionale e autoassolutoria hanno scelto di ricordare, oggi torna a essere l’eterno male dell’ebreo.<br />La memoria mutilata oggi diventa memoria rovesciata.<br />Gli ebrei morti di ieri giustificano e alimentano l’odio per gli ebrei vivi di oggi.<br />Per anni abbiamo scelto di disertare le celebrazioni della memoria, a cui come ebrei siamo ormai estranei.<br />Per il 27 gennaio abbiamo voluto fare qualcosa di più e di diverso: riprendere questa memoria strappata e rimetterla insieme.<br />Rimettere al centro del ricordo della Shoah non “il male”, non l’orrore esorcistico e sconfitto del nazismo, ma l’odio contro gli ebrei in carne e ossa, che attraversa i secoli e che ha trovato nella Shoah il suo momento più tragico, ma non ultimo.<br /><br />]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6799598/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright Free4future</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2aa49696ad25d38520ff9693d08cabb.jpg</url><title>Riprendiamoci la Memoria</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/riprendiamoci-la-memoria--6799598</link></image><lastBuildDate>Sat, 14 Feb 2026 14:34:39 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Free4future</itunes:name><itunes:email>f4f.canva@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2aa49696ad25d38520ff9693d08cabb.jpg"/><itunes:subtitle>RIPRENDIAMOCI LA MEMORIA
Un progetto di FREE4FUTURE

Può sembrare paradossale, ma l’antisemitismo che risorge e che attacca oggi nella sua forma più brutale, quella eliminazionista, si nutre anche di memoria.
Una memoria monca, malata,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>RIPRENDIAMOCI LA MEMORIA</b><br /><b>Un progetto di FREE4FUTURE</b><br /><br />Può sembrare paradossale, ma l’antisemitismo che risorge e che attacca oggi nella sua forma più brutale, quella eliminazionista, si nutre anche di memoria.<br />Una memoria monca, malata, strumentalizzata, che finge di ricordare e che invece, anno dopo anno, è diventata una spirale sempre più perversa, in cui gli ebrei non solo sono stati dimenticati, ma sono tornati a essere il simbolo del male. Quel male universale, generale, che decenni di “memoria” istituzionale e autoassolutoria hanno scelto di ricordare, oggi torna a essere l’eterno male dell’ebreo.<br />La memoria mutilata oggi diventa memoria rovesciata.<br />Gli ebrei morti di ieri giustificano e alimentano l’odio per gli ebrei vivi di oggi.<br />Per anni abbiamo scelto di disertare le celebrazioni della memoria, a cui come ebrei siamo ormai estranei.<br />Per il 27 gennaio abbiamo voluto fare qualcosa di più e di diverso: riprendere questa memoria strappata e rimetterla insieme.<br />Rimettere al centro del ricordo della Shoah non “il male”, non l’orrore esorcistico e sconfitto del nazismo, ma l’odio contro gli ebrei in carne e ossa, che attraversa i secoli e che ha trovato nella Shoah il suo momento più tragico, ma non ultimo.<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:category text="Society &amp; Culture"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>serial</itunes:type><item><title>Riprendiamoci la memoria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riprendiamoci-la-memoria--68641275</link><description><![CDATA[«Riprendiamoci la memoria nasce da un paradosso: l’antisemitismo che riemerge oggi, nella sua forma più brutale, si nutre anche di una memoria che avrebbe dovuto contrastarlo. Una memoria mutilata, ritualizzata, che ha dimenticato gli ebrei reali e ha trasformato di nuovo la loro immagine nel simbolo del male.<br />Con questo progetto vogliamo ricomporre quella memoria strappata. Raccontare la Shoah e il suo dopoguerra non attraverso l’astrazione del “male”, ma attraverso l’odio antiebraico che attraversa i secoli, che ha trovato nella Shoah il suo momento più tragico, e che non si è esaurito dopo il 1945.<br />Ogni settimana, fino al 27 gennaio, ricostruiremo un tassello di questa storia dimenticata: documenti, fatti, luoghi, violenze del dopoguerra, continuità dell’antisemitismo europeo.Riprendiamoci la memoria è un invito a guardare la storia senza riti e senza consolazioni, riportandola al suo significato più vero: capire l’odio antiebraico, ieri e oggi.»]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68641275</guid><pubDate>Wed, 19 Nov 2025 15:34:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68641275/intro_spotify_e_spreaker.mp3" length="1062599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>«Riprendiamoci la memoria nasce da un paradosso: l’antisemitismo che riemerge oggi, nella sua forma più brutale, si nutre anche di una memoria che avrebbe dovuto contrastarlo. 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Raccontare la Shoah e il suo dopoguerra non attraverso l’astrazione del “male”, ma attraverso l’odio antiebraico che attraversa i secoli, che ha trovato nella Shoah il suo momento più tragico, e che non si è esaurito dopo il 1945.<br />Ogni settimana, fino al 27 gennaio, ricostruiremo un tassello di questa storia dimenticata: documenti, fatti, luoghi, violenze del dopoguerra, continuità dell’antisemitismo europeo.Riprendiamoci la memoria è un invito a guardare la storia senza riti e senza consolazioni, riportandola al suo significato più vero: capire l’odio antiebraico, ieri e oggi.»]]></itunes:summary><itunes:duration>67</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2aa49696ad25d38520ff9693d08cabb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopoguerra ostile: la liberazione che non libera</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopoguerra-ostile-la-liberazione-che-non-libera--68684096</link><description><![CDATA[Cosa è successo dopo il 1945?<br />La storia che nessuno racconta.<br />Nel primo episodio di Riprendiamoci la memoria ricostruiamo ciò che accadde ai sopravvissuti una volta usciti dai campi:<br />– i Displaced Persons Camps, spesso negli stessi luoghi dei lager;<br />– le condizioni di vita dopo la liberazione;<br />– il Rapporto Harrison e le sue rivelazioni;<br />– la continuità di ostilità, precarietà e silenzi.<br />Un viaggio nella parte rimossa del dopoguerra ebraico: quella che la memoria ufficiale non ha mai voluto vedere.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68684096</guid><pubDate>Sun, 23 Nov 2025 06:30:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68684096/episodio_2.mp3" length="14671768" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa è successo dopo il 1945?
La storia che nessuno racconta.
Nel primo episodio di Riprendiamoci la memoria ricostruiamo ciò che accadde ai sopravvissuti una volta usciti dai campi:
– i Displaced Persons Camps, spesso negli stessi luoghi dei lager;
–...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa è successo dopo il 1945?<br />La storia che nessuno racconta.<br />Nel primo episodio di Riprendiamoci la memoria ricostruiamo ciò che accadde ai sopravvissuti una volta usciti dai campi:<br />– i Displaced Persons Camps, spesso negli stessi luoghi dei lager;<br />– le condizioni di vita dopo la liberazione;<br />– il Rapporto Harrison e le sue rivelazioni;<br />– la continuità di ostilità, precarietà e silenzi.<br />Un viaggio nella parte rimossa del dopoguerra ebraico: quella che la memoria ufficiale non ha mai voluto vedere.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>612</itunes:duration><itunes:keywords>auschwitz,memoria,shoah</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ad80b493da489f83a17b87b05136e63.jpg"/><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il mondo rifiuta i sopravvissuti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-mondo-rifiuta-i-sopravvissuti--68791430</link><description><![CDATA[“Il ritorno impossibile: numeri e fatti del dopoguerra che non si vogliono ricordare”<br />Che cosa accadde davvero ai sopravvissuti ebrei quando provarono a tornare nelle loro città dopo il 1945?<br /> In questa puntata ricostruiamo, attraverso dati e documenti ufficiali, perché il ritorno fu per la grande maggioranza impossibile: case non restituite, ostilità sociale diffusa, violenze documentate già nel 1945, tribunali inaccessibili e leggi che trasformavano la deportazione in “abbandono volontario”.<br />Con cifre precise e fonti storiche ricostruiamo un dopoguerra che non accoglie, e che costringe decine di migliaia di sopravvissuti a una seconda fuga. Un capitolo centrale e spesso rimosso della storia europea]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68791430</guid><pubDate>Sun, 30 Nov 2025 06:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68791430/terzo_episodio_riprendiamoci_la.mp3" length="13900633" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>“Il ritorno impossibile: numeri e fatti del dopoguerra che non si vogliono ricordare”
Che cosa accadde davvero ai sopravvissuti ebrei quando provarono a tornare nelle loro città dopo il 1945?
 In questa puntata ricostruiamo, attraverso dati e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Il ritorno impossibile: numeri e fatti del dopoguerra che non si vogliono ricordare”<br />Che cosa accadde davvero ai sopravvissuti ebrei quando provarono a tornare nelle loro città dopo il 1945?<br /> In questa puntata ricostruiamo, attraverso dati e documenti ufficiali, perché il ritorno fu per la grande maggioranza impossibile: case non restituite, ostilità sociale diffusa, violenze documentate già nel 1945, tribunali inaccessibili e leggi che trasformavano la deportazione in “abbandono volontario”.<br />Con cifre precise e fonti storiche ricostruiamo un dopoguerra che non accoglie, e che costringe decine di migliaia di sopravvissuti a una seconda fuga. Un capitolo centrale e spesso rimosso della storia europea]]></itunes:summary><itunes:duration>435</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d5db0a3a7782576c4ef732b30d972c20.jpg"/><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La violenza antiebraica nel mondo arabo 1920-1945</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-violenza-antiebraica-nel-mondo-arabo-1920-1945--68919784</link><description><![CDATA[Cosa accadde alle comunità ebraiche del Nord Africa e del Medio Oriente prima, durante e subito dopo la Shoah?<br />In questo episodio raccontiamo una storia spesso rimossa dalla memoria pubblica: quella delle violenze antiebraiche che attraversarono il mondo arabo tra gli anni Venti e il 1945. Dai pogrom di Gerusalemme e Jaffa ai massacri di Hebron e Safed, dal Farhud di Baghdad alle sommosse in Egitto, Libia e Yemen, il quadro che emerge è quello di una lunga sequenza di ostilità, discriminazioni e attacchi che precedettero la nascita dello Stato di Israele e non furono una “reazione” al 1948.<br />Ricostruiamo i fatti, analizziamo il contesto politico e coloniale, e mostriamo come questa storia continui a influenzare la comprensione dell’antisemitismo contemporaneo.<br />Un episodio necessario per restituire alla memoria ebraica una parte essenziale della sua traiettoria storica.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68919784</guid><pubDate>Sun, 07 Dec 2025 06:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68919784/podcast_pogrom_nel_mondo_arabo.mp3" length="10221267" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa accadde alle comunità ebraiche del Nord Africa e del Medio Oriente prima, durante e subito dopo la Shoah?
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Dal fallimento della Conferenza di Evian nel 1938 alla non-azione della Conferenza di Bermuda nel 1943, dalle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>In questo episodio ricostruiamo una parte decisiva e spesso rimossa della storia della Shoah: non ciò che accadde, ma ciò che non accadde. </b><br /><b>Dal fallimento della Conferenza di Evian nel 1938 alla non-azione della Conferenza di Bermuda nel 1943, dalle informazioni ignorate su Auschwitz ai piani di salvataggio respinti nel 1944, analizziamo come le potenze alleate scelsero di non modificare le proprie politiche mentre lo sterminio era già in corso.È la storia delle decisioni mancate, dei confini rimasti chiusi, delle quote d’immigrazione mai riviste e delle testimonianze che non trovarono riscontro politico. Una ricostruzione documentata che mostra come la macchina genocidaria nazista abbia trovato nella passività internazionale uno dei fattori che ne resero possibile l’efficacia.Un episodio per comprendere non solo ciò che fu fatto, ma soprattutto ciò che non venne fatto quando intervenire era ancora possibile.</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>566</itunes:duration><itunes:keywords>auschwitz,shoah</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/20adf1b183319c09cce081635fc0a81d.jpg"/><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1938 - 1944: i respingimenti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1938-1944-i-respingimenti--69146884</link><description><![CDATA[La Shoah si consumò non solo attraverso la persecuzione e lo sterminio messi in atto dal regime nazista, ma anche dentro un contesto europeo segnato dalla chiusura sistematica delle vie di fuga. A partire dal 1938, mentre la violenza contro gli ebrei si intensificava, numerosi stati – anche esterni all’Asse – mantennero o irrigidirono politiche di ingresso, transito e sbarco, rendendo l’esilio sempre più impraticabile. Frontiere terrestri sbarrate, porti inaccessibili e procedure amministrative applicate senza eccezioni trasformarono il respingimento in una componente strutturale della catastrofe. Dalla Conferenza di Evian ai respingimenti ai confini, dai campi di internamento alle tragedie della fuga via mare, emerge un quadro in cui il rifiuto dell’accoglienza contribuì in modo decisivo a consegnare migliaia di persone a un destino di arresto, deportazione e morte.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69146884</guid><pubDate>Sun, 21 Dec 2025 06:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69146884/podcast_respingimenti.mp3" length="11183571" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>La Shoah si consumò non solo attraverso la persecuzione e lo sterminio messi in atto dal regime nazista, ma anche dentro un contesto europeo segnato dalla chiusura sistematica delle vie di fuga. 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Dalla Conferenza di Evian ai respingimenti ai confini, dai campi di internamento alle tragedie della fuga via mare, emerge un quadro in cui il rifiuto dell’accoglienza contribuì in modo decisivo a consegnare migliaia di persone a un destino di arresto, deportazione e morte.]]></itunes:summary><itunes:duration>699</itunes:duration><itunes:keywords>antisemitismo,europa,indifferenza,nazismo,olocausto,paura,shoah</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3b03d88cfae8d3f62799a771d63fd2cf.jpg"/><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riprendersi la vita, aspettando la libertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riprendersi-la-vita-aspettando-la-liberta--69223256</link><description><![CDATA[Questa settimana, "Riprendiamoci la memoria" racconta la rinascita del popolo ebraico dopo la Shoah attraverso il punto di vista delle donne sopravvissute nei campi per displaced persons dell’Europa del dopoguerra. Nei DP Camps di Germania, Austria e Italia, gli ebrei liberati, definitisi She’erit ha-Pletah (“il resto sopravvissuto”), si trovarono a ricostruire la propria esistenza in condizioni di estrema precarietà fisica e psicologica. Le donne, circa il 40% dei sopravvissuti, non furono soggetti passivi, ma protagoniste centrali di questa rinascita. Nonostante i traumi e le malattie, nei campi si sviluppò una rapida ricostruzione della vita familiare, con un numero elevatissimo di matrimoni e uno dei più alti tassi di natalità al mondo. La maternità divenne per molte donne un atto consapevole di affermazione della vita e di risposta allo sterminio. Parallelamente, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell’educazione: organizzarono scuole, asili e corsi di formazione, supplendo alla quasi totale assenza di un’élite intellettuale sopravvissuta. Importante fu anche il loro contributo alla formazione professionale, all’organizzazione sionista femminile e al funzionamento quotidiano dei campi, oltre alla partecipazione alle mobilitazioni politiche per l’emigrazione. Pur restando in gran parte escluse dalle posizioni di vertice, le donne esercitarono un’influenza decisiva attraverso reti informali e attività concrete. Fondamentale, infine, fu il loro ruolo nella costruzione della memoria della Shoah, come testimoni e come raccoglitrici di testimonianze. La rinascita nei DP Camps fu quindi una ricostruzione concreta e quotidiana, resa possibile soprattutto dal lavoro delle donne. Riconoscerlo significa comprendere che senza il loro contributo la ricostruzione del popolo ebraico dopo la Shoah non avrebbe avuto la stessa continuità né la stessa forza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69223256</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2025 06:15:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69223256/whatsapp_video_2025_12_27_at_22_54_14.mp3" length="8401865" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>Questa settimana, "Riprendiamoci la memoria" racconta la rinascita del popolo ebraico dopo la Shoah attraverso il punto di vista delle donne sopravvissute nei campi per displaced persons dell’Europa del dopoguerra. Nei DP Camps di Germania, Austria e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa settimana, "Riprendiamoci la memoria" racconta la rinascita del popolo ebraico dopo la Shoah attraverso il punto di vista delle donne sopravvissute nei campi per displaced persons dell’Europa del dopoguerra. Nei DP Camps di Germania, Austria e Italia, gli ebrei liberati, definitisi She’erit ha-Pletah (“il resto sopravvissuto”), si trovarono a ricostruire la propria esistenza in condizioni di estrema precarietà fisica e psicologica. Le donne, circa il 40% dei sopravvissuti, non furono soggetti passivi, ma protagoniste centrali di questa rinascita. Nonostante i traumi e le malattie, nei campi si sviluppò una rapida ricostruzione della vita familiare, con un numero elevatissimo di matrimoni e uno dei più alti tassi di natalità al mondo. La maternità divenne per molte donne un atto consapevole di affermazione della vita e di risposta allo sterminio. Parallelamente, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell’educazione: organizzarono scuole, asili e corsi di formazione, supplendo alla quasi totale assenza di un’élite intellettuale sopravvissuta. Importante fu anche il loro contributo alla formazione professionale, all’organizzazione sionista femminile e al funzionamento quotidiano dei campi, oltre alla partecipazione alle mobilitazioni politiche per l’emigrazione. Pur restando in gran parte escluse dalle posizioni di vertice, le donne esercitarono un’influenza decisiva attraverso reti informali e attività concrete. Fondamentale, infine, fu il loro ruolo nella costruzione della memoria della Shoah, come testimoni e come raccoglitrici di testimonianze. La rinascita nei DP Camps fu quindi una ricostruzione concreta e quotidiana, resa possibile soprattutto dal lavoro delle donne. Riconoscerlo significa comprendere che senza il loro contributo la ricostruzione del popolo ebraico dopo la Shoah non avrebbe avuto la stessa continuità né la stessa forza.]]></itunes:summary><itunes:duration>526</itunes:duration><itunes:keywords>auschwitz,shoah</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2938c7e3c3000c68bbd2d84ec91a36e8.jpg"/><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dall'Exodus a Cipro: la caccia all'ebreo della marina britannica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dall-exodus-a-cipro-la-caccia-all-ebreo-della-marina-britannica--69290286</link><description><![CDATA[<b>Quando i lager nazisti vennero liberati, per molti ebrei sopravvissuti  prigionia e persecuzioni non finiscono. Passarono nelle mani del governo britannico, che agì in stretta sinergia con la leadership araba che era stata alleata di Hitler e dei nazisti fino a pochi mesi prima.Come abbiamo visto, nei mesi successivi la fine della guerra, migliaia di ebrei non trovarono altro luogo dove andare se non nei campi per displaced persons. Non avevano più un posto dove tornare, nei paesi di origine vennero scacciati e ancora una volta perseguitati e uccisi. Erano in larga maggioranza giovani, spesso soli e senza famiglia. Le comunità ebraiche europee erano state distrutte, la Shoah non aveva prodotto solo morte, ma anche uno squilibrio demografico e sociale profondo. Per molti di questi sopravvissuti, l’Yishuv, il nucleo ebraico che era fiorito nei primi decenni del secolo scorso nella Palestina mandataria, con città e organismi già consolidati, costituiva l’unica prospettiva di vita possibile. Tuttavia, l’accesso alla Palestina restava rigidamente limitato dalle stesse politiche sull’immigrazione che avevano caratterizzato la guerra. Da parte del governo britannico, non ci fu una presa di coscienza nemmeno dopo Auschwitz.</b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69290286</guid><pubDate>Sun, 04 Jan 2026 06:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69290286/podcast_exodus.mp3" length="9254355" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>Quando i lager nazisti vennero liberati, per molti ebrei sopravvissuti  prigionia e persecuzioni non finiscono. Passarono nelle mani del governo britannico, che agì in stretta sinergia con la leadership araba che era stata alleata di Hitler e dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Quando i lager nazisti vennero liberati, per molti ebrei sopravvissuti  prigionia e persecuzioni non finiscono. Passarono nelle mani del governo britannico, che agì in stretta sinergia con la leadership araba che era stata alleata di Hitler e dei nazisti fino a pochi mesi prima.Come abbiamo visto, nei mesi successivi la fine della guerra, migliaia di ebrei non trovarono altro luogo dove andare se non nei campi per displaced persons. Non avevano più un posto dove tornare, nei paesi di origine vennero scacciati e ancora una volta perseguitati e uccisi. Erano in larga maggioranza giovani, spesso soli e senza famiglia. Le comunità ebraiche europee erano state distrutte, la Shoah non aveva prodotto solo morte, ma anche uno squilibrio demografico e sociale profondo. Per molti di questi sopravvissuti, l’Yishuv, il nucleo ebraico che era fiorito nei primi decenni del secolo scorso nella Palestina mandataria, con città e organismi già consolidati, costituiva l’unica prospettiva di vita possibile. Tuttavia, l’accesso alla Palestina restava rigidamente limitato dalle stesse politiche sull’immigrazione che avevano caratterizzato la guerra. Da parte del governo britannico, non ci fu una presa di coscienza nemmeno dopo Auschwitz.</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>579</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa52607c3fb9260b53813f885913a39.jpg"/><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dalla clandestinità allo Stato Ebraico: la sfida della libertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dalla-clandestinita-allo-stato-ebraico-la-sfida-della-liberta--69384395</link><description><![CDATA[In questo episodio parleremo delle reti ebraiche di immigrazione clandestina, vale a dire tutte quelle attività che tra gli anni Trenta e il 1948 furono poste in atto per favorire la fuga e la salvezza verso la Palestina mandataria degli ebrei destinati allo sterminio. Come nacquero, come funzionarono e chi le organizzò.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69384395</guid><pubDate>Sun, 11 Jan 2026 06:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69384395/podcast_dalla_clandestinit_allo_stato.mp3" length="8200275" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio parleremo delle reti ebraiche di immigrazione clandestina, vale a dire tutte quelle attività che tra gli anni Trenta e il 1948 furono poste in atto per favorire la fuga e la salvezza verso la Palestina mandataria degli ebrei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio parleremo delle reti ebraiche di immigrazione clandestina, vale a dire tutte quelle attività che tra gli anni Trenta e il 1948 furono poste in atto per favorire la fuga e la salvezza verso la Palestina mandataria degli ebrei destinati allo sterminio. Come nacquero, come funzionarono e chi le organizzò.]]></itunes:summary><itunes:duration>513</itunes:duration><itunes:keywords>israele,salvezza,shoah</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f55e0d5dc57f39a488053159a0141759.jpg"/><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Libertà, dignità, uguaglianza, sionismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/liberta-dignita-uguaglianza-sionismo--69488385</link><description><![CDATA[<b>Nel corso del tempo, la definizione di sionismo è stata inquinata da distorsioni e propaganda e ha finito per assumere un’accezione negativa, collegata a forme di suprematismo e violento nazionalismo. Niente di più sbagliato. Il sionismo non è stato altro che un movimento politico moderno, incastonato nell’ondata di movimenti indipendentisti che ha caratterizzato il XIX secolo, dall’Europa al Sud America e tra i quali figura anche il Risorgimento italiano. Con il sionismo, la Palestina ha smesso di essere soltanto una delle tante regioni soggiogate all’impero ottomano ed è diventata un laboratorio di modernità. In pochi decenni, una regione scarsamente abitata, a tratti paludosa, è stata protagonista di un processo di organizzazione produttiva, di cooperazione, di costruzione istituzionale. Una trasformazione che parlava il linguaggio dell’Europa politica del Novecento, quello delle nazioni che si danno forma attraverso il lavoro e l’autogoverno.Per gli ebrei, tra l’altro, tutto questo ebbe un significato ancora più profondo. Dopo secoli di precarietà giuridica e di esposizione alla violenza in Europa, l’idea di una nazione propria rappresentava una soglia storica e determinante per la propria sopravvivenza: passare dall’attesa di una protezione nazionale costantemente disattesa, all’autoprotezione. Tuttavia, è stato proprio lo spirito di autoconservazione ad aprire la frattura insanabile con la politica coloniale britannica. Gli inglesi si sono trovati ad affrontare un movimento che produceva a ritmi impressionanti un’autonomia reale ma che, allo stesso tempo, metteva in crisi il principio stesso del dominio imperiale. La risposta fu scontata: cercare di schiacciare con ogni mezzo le spinte indipendentiste ebraiche. In questo gioco di potere, furono sfruttate proprio le élite arabe locali, non nuove all’uso della violenza contro gli ebrei. Nel corso del tempo, i danni della logica coloniale non hanno di certo interessato solo la Palestina, basta vedere gli effetti devastanti di quella applicata dai belgi in Ruanda. Infatti, molte fonti di cronache dell’epoca dimostrano che i rapporti tra arabi ed ebrei erano dopotutto distesi, benché la storia degli ebrei nei paesi musulmani sia una storia di persecuzioni e pogrom. Ma, nei primi decenni del Novecento fu proprio l’amministrazione britannica, con promesse non mantenute e una strategia volta a mantenere il potere, a esacerbare le tensioni tra arabi ed ebrei, sia quelli che sfuggiti alle persecuzioni in Europa, sia quelli che abitavano in quei territori da secoli, alimentando e legittimando la violenza di una fazione contro l’altra, fino a trasformare quella araba in un’arma sociale contro il focolare nazionale ebraico. <br /></b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69488385</guid><pubDate>Sun, 18 Jan 2026 06:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69488385/podcast_sionismo.mp3" length="9023955" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>Nel corso del tempo, la definizione di sionismo è stata inquinata da distorsioni e propaganda e ha finito per assumere un’accezione negativa, collegata a forme di suprematismo e violento nazionalismo. Niente di più sbagliato. Il sionismo non è stato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Nel corso del tempo, la definizione di sionismo è stata inquinata da distorsioni e propaganda e ha finito per assumere un’accezione negativa, collegata a forme di suprematismo e violento nazionalismo. Niente di più sbagliato. Il sionismo non è stato altro che un movimento politico moderno, incastonato nell’ondata di movimenti indipendentisti che ha caratterizzato il XIX secolo, dall’Europa al Sud America e tra i quali figura anche il Risorgimento italiano. Con il sionismo, la Palestina ha smesso di essere soltanto una delle tante regioni soggiogate all’impero ottomano ed è diventata un laboratorio di modernità. In pochi decenni, una regione scarsamente abitata, a tratti paludosa, è stata protagonista di un processo di organizzazione produttiva, di cooperazione, di costruzione istituzionale. Una trasformazione che parlava il linguaggio dell’Europa politica del Novecento, quello delle nazioni che si danno forma attraverso il lavoro e l’autogoverno.Per gli ebrei, tra l’altro, tutto questo ebbe un significato ancora più profondo. Dopo secoli di precarietà giuridica e di esposizione alla violenza in Europa, l’idea di una nazione propria rappresentava una soglia storica e determinante per la propria sopravvivenza: passare dall’attesa di una protezione nazionale costantemente disattesa, all’autoprotezione. Tuttavia, è stato proprio lo spirito di autoconservazione ad aprire la frattura insanabile con la politica coloniale britannica. Gli inglesi si sono trovati ad affrontare un movimento che produceva a ritmi impressionanti un’autonomia reale ma che, allo stesso tempo, metteva in crisi il principio stesso del dominio imperiale. La risposta fu scontata: cercare di schiacciare con ogni mezzo le spinte indipendentiste ebraiche. In questo gioco di potere, furono sfruttate proprio le élite arabe locali, non nuove all’uso della violenza contro gli ebrei. Nel corso del tempo, i danni della logica coloniale non hanno di certo interessato solo la Palestina, basta vedere gli effetti devastanti di quella applicata dai belgi in Ruanda. Infatti, molte fonti di cronache dell’epoca dimostrano che i rapporti tra arabi ed ebrei erano dopotutto distesi, benché la storia degli ebrei nei paesi musulmani sia una storia di persecuzioni e pogrom. Ma, nei primi decenni del Novecento fu proprio l’amministrazione britannica, con promesse non mantenute e una strategia volta a mantenere il potere, a esacerbare le tensioni tra arabi ed ebrei, sia quelli che sfuggiti alle persecuzioni in Europa, sia quelli che abitavano in quei territori da secoli, alimentando e legittimando la violenza di una fazione contro l’altra, fino a trasformare quella araba in un’arma sociale contro il focolare nazionale ebraico. <br /></b>]]></itunes:summary><itunes:duration>564</itunes:duration><itunes:keywords>auschwitz,autodeterminazione,israele,pogrom,shoah</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6b46f5e9dce418cb41c452a08a122bcc.jpg"/><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nazisti, le rotte della fuga</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nazisti-le-rotte-della-fuga--69579697</link><description><![CDATA[<b>Questa settimana cambiamo prospettiva.<br />Fino a ora, abbiamo affrontato il tema degli ebrei in fuga dai pogrom, dalle leggi razziali, dalle deportazioni, dai campi di sterminio. Nell’episodio di oggi vogliamo raccontare l’altra metà della storia: la fuga dei criminali nazisti, all’indomani della disfatta tedesca e della fine della guerra. Come hanno fatto a sottrarsi alla giustizia e chi li ha aiutati?</b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69579697</guid><pubDate>Sun, 25 Jan 2026 12:13:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69579697/nazisti_in_fuga.mp3" length="8719443" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Free4future</itunes:author><itunes:subtitle>Questa settimana cambiamo prospettiva.
Fino a ora, abbiamo affrontato il tema degli ebrei in fuga dai pogrom, dalle leggi razziali, dalle deportazioni, dai campi di sterminio. Nell’episodio di oggi vogliamo raccontare l’altra metà della storia: la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Questa settimana cambiamo prospettiva.<br />Fino a ora, abbiamo affrontato il tema degli ebrei in fuga dai pogrom, dalle leggi razziali, dalle deportazioni, dai campi di sterminio. Nell’episodio di oggi vogliamo raccontare l’altra metà della storia: la fuga dei criminali nazisti, all’indomani della disfatta tedesca e della fine della guerra. Come hanno fatto a sottrarsi alla giustizia e chi li ha aiutati?</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>545</itunes:duration><itunes:keywords>collaborazionismo,crocerossa,processodinorimberga,shoah,tribunaleinternazionale,vaticano</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/36c8ddd3b8ca5422beb37a8df6b9e69a.jpg"/><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
