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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Fonè, simaja, akole, loja</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/fone-simaja-akole-loja--6776090</link><description><![CDATA[La <b>Grecìa salentina</b> è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, composta da nove comuni della provincia di Lecce in cui si parla una lingua nota come <b>“grico</b>”. L’<b>Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della lingua grica, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni delle classi Prime della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto e gli alunni della classe Quinta primaria di Melpignano, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b>]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6776090/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright IC Corigliano d'Otranto</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/green_square_mic.jpg</url><title>Fonè, simaja, akole, loja</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/fone-simaja-akole-loja--6776090</link></image><lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2025 08:56:10 +0000</lastBuildDate><itunes:author>per le musiche</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>IC Corigliano</itunes:name><itunes:email>griko2025@iccorigliano.edu.it</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/green_square_mic.jpg"/><itunes:subtitle>La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, composta da nove comuni della provincia di Lecce in cui si parla una lingua nota come “grico”. L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La <b>Grecìa salentina</b> è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, composta da nove comuni della provincia di Lecce in cui si parla una lingua nota come <b>“grico</b>”. L’<b>Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della lingua grica, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. 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Vi resterà lì, immobile per quaranta giorni! In una mano la Saracostì ha un'arancia amara infilzata da sette piume e nell'altra mano ha una conocchia oppure un fuso con la lana. Cosa sono questi simboli? L'abito nero da lutto e l'arancia amara rappresentano la scarsità di cibo dell'inverno, le piume corrispondono alle sette domeniche di quaresima: a mo di calendario, ogni settimana viene tolta una piuma dall'arancia. Il fuso con il filo di lana rappresentano la laboriosità e lo scorrere del tempo. La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, il fantoccio Saracosti viene bruciato: questo è il giorno del primo plenilunio di primavera, l'inverno triste e amaro è finalmente terminato! Perchè la Saracostì ha a che fare con l'antica Grecia? La sua figura e i suoi simboli hanno un'incredibile analogia con il mito greco delle Moire. Le Moire per gli antichi greci, le Parche per gli antichi romani, erano tre sorelle dall'aspetto di vecchie che vivevano nel regno dei morti. La più giovane Cloto teneva la conocchia, iniziava e faceva scorrere il filo della vita di ogni essere umano; Lachesi teneva il fuso dove svolgeva il filo ed era la responsabile di distribuire ad ogni uomo la quantità di vita e le sue sorti, gioie e dolori; Atropo, la più vecchia ed inflessibile, con le sue forbici tagliava il filo, determinando la fine della vita!<br /><br />Con:<br />gli alunni e le alunne della classe<b> I A della Scuola Secondaria di Castrignano dei Greci;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Giovanni CAMPA;<br />i docenti esperti podcast: Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;<br />il docente tutor: Orsola QUIDA;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. La <b>Regione Puglia</b>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68285502</guid><pubDate>Mon, 27 Oct 2025 06:54:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68285502/podcast_1acastri_rudie_galatone_calimera_campi1.mp3" length="7823011" type="audio/mpeg"/><itunes:author>per le musiche</itunes:author><itunes:subtitle>Saracostì
Alcune tradizioni legate al periodo pasquale, presenti ancora oggi nella Grecia Salentina, ci rimandano molto molto indietro nel tempo: nell'antica Grecia. Nella lingua grica la parola "saranta" vuol dire "quaranta" e Saracostì è il nome di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Saracostì</b><br />Alcune tradizioni legate al periodo pasquale, presenti ancora oggi nella Grecia Salentina, ci rimandano molto molto indietro nel tempo: nell'antica Grecia. Nella lingua grica la parola "saranta" vuol dire "quaranta" e Saracostì è il nome di un fantoccio che rappresenta una vecchia donna vestita di nero e che compare tra le vie dei paesi il primo giorno della quaresima. Vi resterà lì, immobile per quaranta giorni! In una mano la Saracostì ha un'arancia amara infilzata da sette piume e nell'altra mano ha una conocchia oppure un fuso con la lana. Cosa sono questi simboli? L'abito nero da lutto e l'arancia amara rappresentano la scarsità di cibo dell'inverno, le piume corrispondono alle sette domeniche di quaresima: a mo di calendario, ogni settimana viene tolta una piuma dall'arancia. Il fuso con il filo di lana rappresentano la laboriosità e lo scorrere del tempo. La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, il fantoccio Saracosti viene bruciato: questo è il giorno del primo plenilunio di primavera, l'inverno triste e amaro è finalmente terminato! Perchè la Saracostì ha a che fare con l'antica Grecia? La sua figura e i suoi simboli hanno un'incredibile analogia con il mito greco delle Moire. Le Moire per gli antichi greci, le Parche per gli antichi romani, erano tre sorelle dall'aspetto di vecchie che vivevano nel regno dei morti. La più giovane Cloto teneva la conocchia, iniziava e faceva scorrere il filo della vita di ogni essere umano; Lachesi teneva il fuso dove svolgeva il filo ed era la responsabile di distribuire ad ogni uomo la quantità di vita e le sue sorti, gioie e dolori; Atropo, la più vecchia ed inflessibile, con le sue forbici tagliava il filo, determinando la fine della vita!<br /><br />Con:<br />gli alunni e le alunne della classe<b> I A della Scuola Secondaria di Castrignano dei Greci;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Giovanni CAMPA;<br />i docenti esperti podcast: Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;<br />il docente tutor: Orsola QUIDA;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. 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L'arrivo dei monaci basiliani fa rifiorire l'agricoltura nel Salento perché lavorano con costanza la terra e importano qui varie piantagioni: la quercia Vallonea, dalle grosse ghiande dalle quali veniva ricavata una farina e dalle quali si estraeva il tannino che serviva per lavorare il pellame; importano il gelso, il carrubo, il pino d'Aleppo e incrementano anche la coltura dell'olivo e la produzione dell'olio. Naturalmente i monaci bizantini sono fortemente legati alla cultura e alla lingua greca: nei vari monasteri ci sono delle grandi biblioteche e gli stessi monaci trascrivono a mano interi testi poetici e filosofici in lingua greca e latina. Le cripte, luoghi di culto dei monaci greci, erano interamente affrescate con immagini sacre. Nella Grecia salentina questi affreschi si possono ammirare ancora oggi nella cripta di Santa Cristina a Carpignano Salentino. A Castrignano dei Greci la cripta bizantina dedicata a Sant'Onofrio è una delle più antiche del Salento. Rimasta sepolta per molto tempo sotto le macerie di una chiesa sovrastante, viene riportata alla luce e restaurata proprio pochi decenni fa.<br /><br />Con:<br /><b>gli alunni e le alunne della classe I B della Scuola Secondaria di Castrignano dei Greci;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Giovanni CAMPA;<br />i docenti esperti podcast:  Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;<br />il docente tutor: Rita CONGEDO;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. 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L'arrivo dei monaci basiliani fa rifiorire l'agricoltura nel Salento perché lavorano con costanza la terra e importano qui varie piantagioni: la quercia Vallonea, dalle grosse ghiande dalle quali veniva ricavata una farina e dalle quali si estraeva il tannino che serviva per lavorare il pellame; importano il gelso, il carrubo, il pino d'Aleppo e incrementano anche la coltura dell'olivo e la produzione dell'olio. Naturalmente i monaci bizantini sono fortemente legati alla cultura e alla lingua greca: nei vari monasteri ci sono delle grandi biblioteche e gli stessi monaci trascrivono a mano interi testi poetici e filosofici in lingua greca e latina. Le cripte, luoghi di culto dei monaci greci, erano interamente affrescate con immagini sacre. Nella Grecia salentina questi affreschi si possono ammirare ancora oggi nella cripta di Santa Cristina a Carpignano Salentino. A Castrignano dei Greci la cripta bizantina dedicata a Sant'Onofrio è una delle più antiche del Salento. Rimasta sepolta per molto tempo sotto le macerie di una chiesa sovrastante, viene riportata alla luce e restaurata proprio pochi decenni fa.<br /><br />Con:<br /><b>gli alunni e le alunne della classe I B della Scuola Secondaria di Castrignano dei Greci;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Giovanni CAMPA;<br />i docenti esperti podcast:  Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;<br />il docente tutor: Rita CONGEDO;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. 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Nella Grecia Salentina si può osservare un analogo fenomeno: i riti funebri hanno conservato come una goccia d’ambra i millenari canti del pianto. <b>Il canto del pianto</b>, o lamento funebre, o <i><b>moroloj</b></i> come viene denominato in Grecia e nella Grecìa Salentina, è uno dei generi poetici più antichi della storia dell’uomo che affonda le sue radici nell’antichissima  civiltà ellenica. Come in una capsula del  tempo i <i><b>moroloja</b></i> sono giunti fino a noi perché fino a pochi decenni fa, facevano parte di un rituale molto diffuso nel Salento e nella Grecìa Salentina che veniva praticato  alla morte di una persona. Davanti al corpo del defunto alla presenza dei familiari, alcune donne chiamate repute, vestite di nero, con i capelli sciolti ed un fazzoletto bianco tra le mani, intonavano il canto del pianto battendosi forte il petto e oscillando in una danza ritmica. Un’ipotesi del nome Sternatia, paese della Grecìa Salentina, è che derivi dalla parola “sterno”, proprio per l’antica usanza delle repute di battersi il petto. Altre usanze funebri ci rimandano alla Grecia antica come quella di mettere nella bocca del defunto una moneta da dare a Caronte per il viaggio nell’oltretomba, oppure l’usanza di consumare un pasto dopo il funerale, in grico denominato “parasomia”.  Altri elementi  ci rimandano ad  antichi miti greci, quale ad esempio la consuetudine di consegnare al defunto delle mele, melacotogne e melagrane, considerate  generatrici di energie vitali. I testi dei canti eseguiti dalle repute erano tramandati oralmente, erano un canovaccio, un filo conduttore, che di volta in volta veniva adattato alla situazione e al defunto.<br />Con:<br /><b>gli alunni e le alunne della classe I A della Scuola Secondaria di Corigliano d'Otranto;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Sandra Abbate;<br />i docenti esperti podcast: Sara COSTANTINI - Davide GROSSI; <br />il docente tutor: Addolorata TRAZZA;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. La <b>Regione Puglia</b>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68287131</guid><pubDate>Mon, 27 Oct 2025 06:54:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68287131/moroloi_1a.mp3" length="7432194" type="audio/mpeg"/><itunes:author>per le musiche</itunes:author><itunes:subtitle>MOROLOJ - il canto del Pianto
Si sentono spesso notizie di ritrovamenti di ambra, una resina fossile preziosa in particolare per ciò che può contenere: migliaia o milioni di anni fa, quando era ancora una resina fresca che colava lungo il tronco del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>MOROLOJ -<i> il canto del Pianto</i></b><br />Si sentono spesso notizie di ritrovamenti di ambra, una resina fossile preziosa in particolare per ciò che può contenere: migliaia o milioni di anni fa, quando era ancora una resina fresca che colava lungo il tronco del suo albero, se ha intrappolato e inglobato frammenti o resti di vegetali, funghi, insetti... e  poi si è indurita, l’ambra si è trasformata in una  vera e propria capsula del tempo  trasportando il suo contenuto  intatto fino a noi. Nella Grecia Salentina si può osservare un analogo fenomeno: i riti funebri hanno conservato come una goccia d’ambra i millenari canti del pianto. <b>Il canto del pianto</b>, o lamento funebre, o <i><b>moroloj</b></i> come viene denominato in Grecia e nella Grecìa Salentina, è uno dei generi poetici più antichi della storia dell’uomo che affonda le sue radici nell’antichissima  civiltà ellenica. Come in una capsula del  tempo i <i><b>moroloja</b></i> sono giunti fino a noi perché fino a pochi decenni fa, facevano parte di un rituale molto diffuso nel Salento e nella Grecìa Salentina che veniva praticato  alla morte di una persona. Davanti al corpo del defunto alla presenza dei familiari, alcune donne chiamate repute, vestite di nero, con i capelli sciolti ed un fazzoletto bianco tra le mani, intonavano il canto del pianto battendosi forte il petto e oscillando in una danza ritmica. Un’ipotesi del nome Sternatia, paese della Grecìa Salentina, è che derivi dalla parola “sterno”, proprio per l’antica usanza delle repute di battersi il petto. Altre usanze funebri ci rimandano alla Grecia antica come quella di mettere nella bocca del defunto una moneta da dare a Caronte per il viaggio nell’oltretomba, oppure l’usanza di consumare un pasto dopo il funerale, in grico denominato “parasomia”.  Altri elementi  ci rimandano ad  antichi miti greci, quale ad esempio la consuetudine di consegnare al defunto delle mele, melacotogne e melagrane, considerate  generatrici di energie vitali. I testi dei canti eseguiti dalle repute erano tramandati oralmente, erano un canovaccio, un filo conduttore, che di volta in volta veniva adattato alla situazione e al defunto.<br />Con:<br /><b>gli alunni e le alunne della classe I A della Scuola Secondaria di Corigliano d'Otranto;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Sandra Abbate;<br />i docenti esperti podcast: Sara COSTANTINI - Davide GROSSI; <br />il docente tutor: Addolorata TRAZZA;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. La <b>Regione Puglia</b>.]]></itunes:summary><itunes:duration>465</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,coriglianodotranto,cultura,gaza,griko,moroloj,pianto,tradizioni</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6435e8b8e704551d0508968e9378a44c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aracne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aracne--68287151</link><description><![CDATA[<b>ARACNE</b><br />I miti greci sono presenti nella lingua, nelle tradizioni, nei racconti della Grecia Salentina, ma anche in quella che ormai è una tipica espressione culturale del Salento: il ballo della pizzica. La pizzica infatti ci riporta alla mitica figura di Aracne, una giovinetta molto brava nella tessitura e che, per questa sua abilità, era diventata assai famosa. La dea Atena che era la protettrice delle tessitrici, venuta a conoscenza di ciò, volle andare a vedere di persona le opere di Aracne e si trasformò in una vecchia signora. La ragazza incominciò a vantarsi davanti alla vecchia di essere la migliore di tutte le tessitrici, migliore perfino di Atena. La dea si infuriò e, mostratasi nei suoi veri panni, lanciò una sfida di tessitura. Aracne vinse la sfida, fece un tessuto meraviglioso e Atena, non sopportando questo affronto, la trasformò in ragno, costringendola a tessere la tela per sempre. Il fenomeno del tarantismo, presente nel Salento fino a qualche decennio fa, viene fatto risalire al morso di un ragno mitico, la taranta, che colpirebbe le sue vittime, essenzialmente donne, in estate, durante i lavori in campagna. Le donne pizzicate dal ragno avvertivano dolori muscolari e una forte depressione; per curare questo malessere serviva la musica: al ritmo del tamburello la tarantata eseguiva per ore, anche per giorni, una danza simile a quella che fa il ragno sulla ragnatela: sembrava, la donna stessa, trasformatasi nell'animale che l'aveva pizzicata. Oggi il fenomeno del tarantismo non esiste più. Oggi la pizzica pizzica, è solo una danza di corteggiamento che si fa nelle feste popolari al suono del tamburello.<br />CON<br /><b>gli alunni e le alunne della classe V A della Scuola Secondaria di Melpignano;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Sandra Abbate;<br />i docenti esperti podcast:  Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;<br />il docente tutor: Anna FONSECA;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. 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La dea si infuriò e, mostratasi nei suoi veri panni, lanciò una sfida di tessitura. Aracne vinse la sfida, fece un tessuto meraviglioso e Atena, non sopportando questo affronto, la trasformò in ragno, costringendola a tessere la tela per sempre. Il fenomeno del tarantismo, presente nel Salento fino a qualche decennio fa, viene fatto risalire al morso di un ragno mitico, la taranta, che colpirebbe le sue vittime, essenzialmente donne, in estate, durante i lavori in campagna. Le donne pizzicate dal ragno avvertivano dolori muscolari e una forte depressione; per curare questo malessere serviva la musica: al ritmo del tamburello la tarantata eseguiva per ore, anche per giorni, una danza simile a quella che fa il ragno sulla ragnatela: sembrava, la donna stessa, trasformatasi nell'animale che l'aveva pizzicata. Oggi il fenomeno del tarantismo non esiste più. Oggi la pizzica pizzica, è solo una danza di corteggiamento che si fa nelle feste popolari al suono del tamburello.<br />CON<br /><b>gli alunni e le alunne della classe V A della Scuola Secondaria di Melpignano;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Sandra Abbate;<br />i docenti esperti podcast:  Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;<br />il docente tutor: Anna FONSECA;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. 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II mito racconta che Eros, il dio dell'amore, quel famoso angioletto con arco e frecce tanto per intenderci, lanciò una freccia d'oro con il potere di far innamorare, al dio Apollo; poi lanciò una freccia a Dafne ma non di oro, di piombo, che aveva il potere contrario, cioè di fuggire dall'amore. Così Apollo innamorato inseguì Dafne che per sfuggirgli chiese aiuto agli dei e fu trasformata in una pianta di alloro. Vuoi sapere come si chiama nel dialetto salentino la melagrana? Si chiama "sita", come la giovinetta Side che per sottrarsi alle angherie del padre si uccise sulla tomba della madre; dalle sue gocce di sangue cadute sulla terra gli dei fecero nascere la pianta del melograno dal tipico frutto a chicchi scarlatti. in grico la parola "Stefanonno" vuol dire "sposare": ebbene nel rito del matrimonio greco bizantino gli sposi si scambiano una coroncina chiamata proprio "stèfanos". A Corigliano d' Otranto, su di un portale da cui di entra in una casa a corte, sono scolpiti un uomo ed una donna, forse due giovani sposi: un cane e un gallo, simboli di fedeltà e di buon augurio, portano agli sposi queste coroncine, o forse degli anelli, non si sa. Molti sono infatti gli enigmi intorno a questo monumento, l'arco Lucchetti, un'opera d'arte di scultura in pietra leccese che ci parla attraverso le immagini di un passato di pacifica convivenza tra due culture: quella latino-occidentale e quella greco-orientale.<br /><b>CON</b><br /><b>gli alunni e le alunne della classe I B della Scuola Secondaria di Corigliano d'Otranto;</b><br />l’esperto di lingua e cultura grika Sandra Abbate;<br />i docenti esperti podcast: Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;<br />il docente tutor: Antonella ZOLLINO;<br />Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;<br />Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.<br /><br /><b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina. </b><br />Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)<br />La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “<b>grico</b>”.<br /><b>L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci,</b> facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della l<b>ingua grica</b>, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto <b>Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.</b><br /><br />Si ringraziano: <b>l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna</b> e il gruppo <b>Ghetonìa </b>per le musiche; il <b>personale ATA</b> e la <b>DSGA Marina DE LORENZIS</b> dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. <b>Le famiglie degli alunni.</b> I S<b>indaci </b>e le <b>Amministrazioni comunali</b> di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. 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