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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Don Adam Kieltyk</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/don-adam-kieltyk--6730745</link><description><![CDATA[]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6730745/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Religion &amp; Spirituality</category><copyright>Copyright SmartPray</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg</url><title>Don Adam Kieltyk</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/don-adam-kieltyk--6730745</link></image><lastBuildDate>Tue, 23 Dec 2025 09:35:28 +0000</lastBuildDate><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>SmartPray</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:category text="Religion &amp; Spirituality"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>1d2fde8d-98f3-5d2e-bf54-7cdc83dd8e53</podcast:guid><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Omelia della VI domenica di Avvento Anno A - Domenica dell’incarnazione - Don Adam Kieltyk - Smartpray</title><link>https://www.spreaker.com/episode/omelia-della-vi-domenica-di-avvento-anno-a-domenica-dell-incarnazione-don-adam-kieltyk-smartpray--69179928</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69179928</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 09:34:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69179928/domenica_dell_incarnazione.mp3" length="3576613" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:duration>224</itunes:duration><itunes:keywords>adamkieltyk,don</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Omelia della IV domenica di Avvento, Anno A -  L'ingresso del Messia, Mt 21, 1-9 - Don Adam Kieltyk - SmartPray</title><link>https://www.spreaker.com/episode/omelia-della-iv-domenica-di-avvento-anno-a-l-ingresso-del-messia-mt-21-1-9-don-adam-kieltyk-smartpray--68920168</link><description><![CDATA[<i>Ingresso di Gesù in Gerusalemme</i><br /><br />1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nella borgata che è di fronte a voi; subito troverete un'asina legata e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. 3 Se qualcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà».<br />4 Questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:<br />5 «<i>Dite alla figlia di Sion: "Ecco, il tuo re viene a te, mansueto e montato sopra un'asina, sopra un asinello, puledro d'asina</i>"».<br />6 I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato; 7 condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere. 8 La maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; altri tagliavano dei rami dagli alberi e li stendevano sulla via. 9 Le folle che lo precedevano e quelle che seguivano gridavano: «Osanna al Figlio di Davide! <i>Benedetto colui che viene nel nome del Signore!</i> Osanna nei luoghi altissimi!»<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68920168</guid><pubDate>Sat, 06 Dec 2025 17:21:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68920168/iv_domenica_di_avvento_anno_a_l_ingresso_del_messia_mt_21_1_9.mp3" length="6163781" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Ingresso di Gesù in Gerusalemme

1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nella borgata che è di fronte a voi; subito troverete un'asina legata e un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Ingresso di Gesù in Gerusalemme</i><br /><br />1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nella borgata che è di fronte a voi; subito troverete un'asina legata e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. 3 Se qualcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà».<br />4 Questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:<br />5 «<i>Dite alla figlia di Sion: "Ecco, il tuo re viene a te, mansueto e montato sopra un'asina, sopra un asinello, puledro d'asina</i>"».<br />6 I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato; 7 condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere. 8 La maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; altri tagliavano dei rami dagli alberi e li stendevano sulla via. 9 Le folle che lo precedevano e quelle che seguivano gridavano: «Osanna al Figlio di Davide! <i>Benedetto colui che viene nel nome del Signore!</i> Osanna nei luoghi altissimi!»<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>386</itunes:duration><itunes:keywords>avvento,donadamkieltyk,ivdomenicadiavventoannoa,smartpray</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Omelia della III domenica di Avvento Anno A -  Mt 11, 2-15 "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?" Don Adama Kieltyk</title><link>https://www.spreaker.com/episode/omelia-della-iii-domenica-di-avvento-anno-a-mt-11-2-15-sei-tu-colui-che-deve-venire-o-dobbiamo-attenderne-un-altro-don-adama-kieltyk--68787620</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68787620</guid><pubDate>Fri, 28 Nov 2025 18:02:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68787620/iii_domenica_di_avvento_mt_11_2_15_sei_tu_colui_che_deve_venire_o_dobbiamo_attenderne_un_altro.mp3" length="10436159" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:duration>653</itunes:duration><itunes:keywords>annoa,avvento,donadamkieltyk,smartpray</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Commento al Vangelo Domenica della II Settimana di Avvento - Don Adam Kieltyk - (Lc 3, 1-18)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/commento-al-vangelo-domenica-della-ii-settimana-di-avvento-don-adam-kieltyk-lc-3-1-18--68697994</link><description><![CDATA[Commento al Vangelo Domenica della II Settimana di Avvento Ambrosiano - Don Adam Kieltyk - (Lc 3, 1-18)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68697994</guid><pubDate>Sat, 22 Nov 2025 22:24:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68697994/whatsapp_audio_2025_11_22_at_20_00_33.mp3" length="8741753" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Commento al Vangelo Domenica della II Settimana di Avvento Ambrosiano - Don Adam Kieltyk - (Lc 3, 1-18)</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Commento al Vangelo Domenica della II Settimana di Avvento Ambrosiano - Don Adam Kieltyk - (Lc 3, 1-18)]]></itunes:summary><itunes:duration>547</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Rito Ambrosiano -Commento al Vangelo I Domenica di Avvento 2025 - Lc 21,5-28 - La venuta del Signore - Don Adam Kieltyk - SmartPray</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rito-ambrosiano-commento-al-vangelo-i-domenica-di-avvento-2025-lc-21-5-28-la-venuta-del-signore-don-adam-kieltyk-smartpray--68619467</link><description><![CDATA[Luca 21,5-28 <br /><br />Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: 6 «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». 7 Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?».<br /><br />8 Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. 9 Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».<br /><br />10 Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, 11 e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. 12 Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.<br /><br />13 Questo vi darà occasione di render testimonianza. 14 Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15 io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. 16 Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; 17 sarete odiati da tutti per causa del mio nome. 18 Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. 19 Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.<br /><br />20 Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina. 21 Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; 22 saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.<br /><br />23 Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24 Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.<br />25 Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26 mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. <i>Le potenze dei cieli</i> infatti saranno sconvolte.<br /><br />27 Allora vedranno <i>il Figlio dell'uomo venire su una nube</i> con potenza e gloria grande.<br />28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».<br /><a href="https://www.laparola.net/app/?w1=bible&amp;t1=local%3Acei1974&amp;v1=LK21_5" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68619467</guid><pubDate>Tue, 18 Nov 2025 15:34:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68619467/rito_ambrosiano_commento_al_vangelo_della_i_domenica_di_avvento_2025_vangelo_lc_21_5_28_la_venuta_del_signore.mp3" length="5720326" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Luca 21,5-28 

Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: 6 «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». 7 Gli domandarono:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Luca 21,5-28 <br /><br />Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: 6 «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». 7 Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?».<br /><br />8 Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. 9 Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».<br /><br />10 Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, 11 e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. 12 Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.<br /><br />13 Questo vi darà occasione di render testimonianza. 14 Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15 io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. 16 Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; 17 sarete odiati da tutti per causa del mio nome. 18 Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. 19 Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.<br /><br />20 Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina. 21 Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; 22 saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.<br /><br />23 Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24 Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.<br />25 Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26 mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. <i>Le potenze dei cieli</i> infatti saranno sconvolte.<br /><br />27 Allora vedranno <i>il Figlio dell'uomo venire su una nube</i> con potenza e gloria grande.<br />28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».<br /><a href="https://www.laparola.net/app/?w1=bible&amp;t1=local%3Acei1974&amp;v1=LK21_5" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>]]></itunes:summary><itunes:duration>358</itunes:duration><itunes:keywords>donadamkieltyk,ritoambrosiano,smartpray</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Commento al Vangelo Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo del Tempo Ordinario - Don Adam Kieltyk</title><link>https://www.spreaker.com/episode/commento-al-vangelo-nostro-signore-gesu-cristo-re-dell-universo-del-tempo-ordinario-don-adam-kieltyk--68475250</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68475250</guid><pubDate>Sat, 08 Nov 2025 16:37:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68475250/omelia_9_nov_25_nostro_signore_gesu_cristo_re_dell_universo.mp3" length="7290181" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:duration>456</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Commemorazione di tutti i fedeli defunti - Don Adam Kieltyk - (Mt 5, 1-12a)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/commemorazione-di-tutti-i-fedeli-defunti-don-adam-kieltyk-mt-5-1-12a--68371846</link><description><![CDATA[Che cose]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68371846</guid><pubDate>Fri, 31 Oct 2025 21:38:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68371846/solennita_di_tutti_i_santi.mp3" length="5825234" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Che cose</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Che cose]]></itunes:summary><itunes:duration>365</itunes:duration><itunes:keywords>adam,di,don,i,santi,solennità,tutti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Commento al Vangelo VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore del Tempo Ordinario - Don Adam Kielkyk - (Mt 28, 16-20)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/commento-al-vangelo-vi-domenica-dopo-il-martirio-di-san-giovanni-il-precursore-del-tempo-ordinario-don-adam-kielkyk-mt-28-16-20--68298452</link><description><![CDATA[Commento al VANGELO Mt 28, 16-20 (Il Mandato Missionario)<br />✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68298452</guid><pubDate>Mon, 27 Oct 2025 15:09:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68298452/whatsapp_audio_2025_10_25_at_10_46_41.mp3" length="5402677" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Commento al VANGELO Mt 28, 16-20 (Il Mandato Missionario)
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Commento al VANGELO Mt 28, 16-20 (Il Mandato Missionario)<br />✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».]]></itunes:summary><itunes:duration>338</itunes:duration><itunes:keywords>donadamkieltyk,insegnamentidigesù,laparola,mandatomissionario,smartpray,vangelomatteo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6774920c92d2e350497855c711a0cabe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Commento al Vangelo V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore - Don Adam Kieltyk - (Lc 6, 43-48)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/commento-al-vangelo-v-domenica-dopo-il-martirio-di-san-giovanni-il-precursore-don-adam-kieltyk-lc-6-43-48--68206184</link><description><![CDATA[In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. / Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68206184</guid><pubDate>Sun, 19 Oct 2025 20:20:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68206184/vangelo_lc_6_43_48.mp3" length="5674768" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. / Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene».]]></itunes:summary><itunes:duration>355</itunes:duration><itunes:keywords>donadamkieltyk,smartpray,vangelo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6774920c92d2e350497855c711a0cabe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Commento al Vangelo IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore del Tempo Ordinario- Don Adam Kieltyk - Gv 6, 51-59</title><link>https://www.spreaker.com/episode/commento-al-vangelo-iv-domenica-dopo-il-martirio-di-san-giovanni-il-precursore-del-tempo-ordinario-don-adam-kieltyk-gv-6-51-59--67852214</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67852214</guid><pubDate>Fri, 10 Oct 2025 15:11:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67852214/vangelo_gv_6_51_59_lettura_del_vangelo_secondo_giovanni.mp3" length="6547885" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:duration>410</itunes:duration><itunes:keywords>donadamkieltyk,meditazionivangelo,omelia,smartpray,vangelo,vangelogiovanni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/98990579d3e20015832029d935ee7fdc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meditazione_Tutto si rivela alla fine- Tobia capitolo 12</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meditazione-tutto-si-rivela-alla-fine-tobia-capitolo-12--67661091</link><description><![CDATA[Questa meditazione sulla speranza parte dal capitolo 12 di Tobia che racconta la fine del lungo viaggio di Tobia con l'Arcangelo Raffaele, un percorso che insegna molto della nostra vita.<br />1 Quando furon terminate le feste nuziali, Tobi chiamò il figlio Tobia e gli disse: «Figlio mio, pensa a dare la ricompensa dovuta a colui che ti ha accompagnato e ad aggiungere qualcosa d'altro alla somma pattuita». 2 Gli disse Tobia: «Padre, quanto potrò dargli come salario? Anche se gli lasciassi la metà dei beni che egli ha portati con me, io non ci perderei. 3 Egli mi ha condotto sano e salvo, mi ha guarito la moglie, è andato a prendere per me il denaro e infine ha guarito te! Quanto posso ancora dargli come salario?». 4 Tobi rispose: «È giusto ch'egli riceva la metà di tutti i beni che ha riportati». 5 Fece dunque venire l'angelo e gli disse: «Prendi come tuo salario la metà di tutti i beni che tu hai portati e va' in pace». 6 Allora Raffaele li chiamò tutti e due in disparte e disse loro: «Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non trascurate di ringraziarlo. 7 È bene tener nascosto il segreto del re, ma è cosa gloriosa rivelare e manifestare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. 8 Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia. Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l'elemosina che mettere da parte oro. 9 L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita. 10 Coloro che commettono il peccato e l'ingiustizia sono nemici della propria vita. 11 Io vi voglio manifestare tutta la verità, senza nulla nascondervi: vi ho già insegnato che è bene nascondere il segreto del re, mentre è cosa gloriosa rivelare le opere di Dio. 12 Sappiate dunque che, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l'attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti. 13 Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a curare la sepoltura di quel morto, allora io sono stato inviato per provare la tua fede, 14 ma Dio mi ha inviato nel medesimo tempo per guarire te e Sara tua nuora. 15 Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore». 16 Allora furono riempiti di terrore tutti e due; si prostrarono con la faccia a terra ed ebbero una grande paura. 17 Ma l'angelo disse loro: «Non temete; la pace sia con voi. Benedite Dio per tutti i secoli. 18 Quando ero con voi, io non stavo con voi per mia iniziativa, ma per la volontà di Dio: lui dovete benedire sempre, a lui cantate inni. 19 A voi sembrava di vedermi mangiare, ma io non mangiavo nulla: ciò che vedevate era solo apparenza. 20 Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Io ritorno a colui che mi ha mandato. Scrivete tutte queste cose che vi sono accadute». E salì in alto. 21 Essi si rialzarono, ma non poterono più vederlo. 22 Allora andavano benedicendo e celebrando Dio e lo ringraziavano per queste grandi opere, perché era loro apparso l'angelo di Dio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67661091</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:41:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67661091/tutto_si_rivela_alla_fine.mp3" length="10436484" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Questa meditazione sulla speranza parte dal capitolo 12 di Tobia che racconta la fine del lungo viaggio di Tobia con l'Arcangelo Raffaele, un percorso che insegna molto della nostra vita.
1 Quando furon terminate le feste nuziali, Tobi chiamò il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa meditazione sulla speranza parte dal capitolo 12 di Tobia che racconta la fine del lungo viaggio di Tobia con l'Arcangelo Raffaele, un percorso che insegna molto della nostra vita.<br />1 Quando furon terminate le feste nuziali, Tobi chiamò il figlio Tobia e gli disse: «Figlio mio, pensa a dare la ricompensa dovuta a colui che ti ha accompagnato e ad aggiungere qualcosa d'altro alla somma pattuita». 2 Gli disse Tobia: «Padre, quanto potrò dargli come salario? Anche se gli lasciassi la metà dei beni che egli ha portati con me, io non ci perderei. 3 Egli mi ha condotto sano e salvo, mi ha guarito la moglie, è andato a prendere per me il denaro e infine ha guarito te! Quanto posso ancora dargli come salario?». 4 Tobi rispose: «È giusto ch'egli riceva la metà di tutti i beni che ha riportati». 5 Fece dunque venire l'angelo e gli disse: «Prendi come tuo salario la metà di tutti i beni che tu hai portati e va' in pace». 6 Allora Raffaele li chiamò tutti e due in disparte e disse loro: «Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non trascurate di ringraziarlo. 7 È bene tener nascosto il segreto del re, ma è cosa gloriosa rivelare e manifestare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. 8 Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia. Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l'elemosina che mettere da parte oro. 9 L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita. 10 Coloro che commettono il peccato e l'ingiustizia sono nemici della propria vita. 11 Io vi voglio manifestare tutta la verità, senza nulla nascondervi: vi ho già insegnato che è bene nascondere il segreto del re, mentre è cosa gloriosa rivelare le opere di Dio. 12 Sappiate dunque che, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l'attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti. 13 Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a curare la sepoltura di quel morto, allora io sono stato inviato per provare la tua fede, 14 ma Dio mi ha inviato nel medesimo tempo per guarire te e Sara tua nuora. 15 Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore». 16 Allora furono riempiti di terrore tutti e due; si prostrarono con la faccia a terra ed ebbero una grande paura. 17 Ma l'angelo disse loro: «Non temete; la pace sia con voi. Benedite Dio per tutti i secoli. 18 Quando ero con voi, io non stavo con voi per mia iniziativa, ma per la volontà di Dio: lui dovete benedire sempre, a lui cantate inni. 19 A voi sembrava di vedermi mangiare, ma io non mangiavo nulla: ciò che vedevate era solo apparenza. 20 Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Io ritorno a colui che mi ha mandato. Scrivete tutte queste cose che vi sono accadute». E salì in alto. 21 Essi si rialzarono, ma non poterono più vederlo. 22 Allora andavano benedicendo e celebrando Dio e lo ringraziavano per queste grandi opere, perché era loro apparso l'angelo di Dio.]]></itunes:summary><itunes:duration>653</itunes:duration><itunes:keywords>bonhoeffer,corcurvum,donadamkieltyk,donazionedise,etsideus,fedeadulta,libertaincristo,meditazione,santeustorgio,sofferenzadidio,speranza,theologiacrucis</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6774920c92d2e350497855c711a0cabe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meditazione_Tribolazioni- partire da Romani 5, 3-4 8</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meditazione-tribolazioni-partire-da-romani-5-3-4-8--67645598</link><description><![CDATA[Buongiorno a tutte e a tutti! Oggi vogliamo continuare la nostra lettura dei versetti della lettera ai Romani 5, 1-5. In realtà vogliamo concludere questa sezione, però riprendiamo tutto il testo: “1Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. 2Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. 3E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 4la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. 5La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Bene, abbiamo parlato, l’ultima volta, del vanto della speranza e abbiamo detto che la nostra speranza è solida, perché è basata sulla gratuità. Forse si riflette poco che la solidità della nostra vita, della nostra speranza, sta nella gratuità; sulla gratuità dell'amore di Dio Paolo insiste tantissimo e anche noi dobbiamo ritrovare questa dimensione per capire quale sia il vero fondamento sul quale possiamo porre la nostra esistenza. Dunque, l'esperienza cristiana dell'uomo giustificato suppone un evento passato, una ricca situazione presente, pace, grazia, salda speranza e poi l'attesa di un futuro, la gloria di Dio, di cui anche abbiamo parlato, della sua manifestazione.<br />Ma ecco, qui - possiamo dire quasi improvvisamente, nel presente della situazione, cioè nel momento in cui possiamo già vivere pace, grazie e speranza - irrompe la possibilità della tribolazione. Il cristiano vive nella pace di essere già giustificato, di essere già amato e di continuare ad esserlo e vive nella speranza certa che sarà salvato dall'ira di Dio e, quindi, tutto questo è già accaduto ed è un presente. Tuttavia, possiamo dire, continua anche a sperimentare la tribolazione, il pericolo e l'incompiutezza e, per un certo senso, possiamo dire che le prime cose che abbiamo detto, cioè quelle che Gesù ci ha donato - il dono della salvezza, la pace possibile e la speranza certa che saremo salvati dall'ira di Dio - tutto questo, in realtà, nella nostra esperienza quotidiana viene spesso molto offuscato, se non nascosto direttamente, da quelle esperienze che facciamo di tribolazione, dalle diverse tribolazioni che ciascuno di noi deve vivere ed affrontare quotidianamente e, quindi, possiamo chiederci: come mai queste tribolazioni? Perché noi, che abbiamo già ricevuto tutto, siamo ancora così tanto fragili, a volte fino al punto di dubitare sulla nostra fede, oppure su quello che questa fede ci propone, quindi una vita nuova, una pace possibile, interiore, molto profonda e, quindi, ci chiediamo: da dove viene questo male, da dove vengono queste tribolazioni? Perché per noi loro sembrano proprio essere una smentita della speranza cristiana. Mi pare che questa idea, in cui le tribolazioni funzionano come una forza contrastante rispetto alla grazia di Gesù che abbiamo ricevuto tutti, nasce e scaturisce quando si insegue ancora una logica meritoria, cioè che associa la dimensione del dolore e della sofferenza a una<br /><br />1<br /><br /><br />punizione per le colpe personali e, così, queste tribolazioni possono generare dentro di noi un canto di lamento, di lamentele; noi diciamo: Signore, io ti ho dato così tanto, ho cercato di seguirti, ma tu non mi vieni incontro, ma tu non mi aiuti, ma la mia vita, da quando ti ho incontrato, sembra persino ancora più difficile, come mai? Dove è questa gioia e questa felicità che mi hai promesso? E forse anche qui tocchiamo un argomento molto importante, perché noi ci aspettiamo dal Signore una felicità inscritta praticamente in questo orizzonte della vita. È certo che noi abbiamo bisogno di alcune esperienze, abbiamo bisogno di gioire: il cristianesimo non è un subire delle punizioni in vista di una possibile redenzione, diciamo alla fine dei tempi. Cristianesimo è una gioia, una gioia che nasce dall'incontro con Cristo risorto. Però dobbiamo anche renderci conto che la promessa di Cristo è molto seria e non riguarda semplicemente delle piccole gioie che ciascuno di noi può vivere nell'arco della sua breve esistenza; la vera gioia è quella della vita eterna; è quella partecipazione alla vita di Dio. Quindi, la serietà della nostra vocazione, della nostra vita cristiana, ci fa capire che tutti viviamo ancora in questo mondo e l'amore di Dio non toglie la tribolazione, ma, se si è consapevoli di essere amati da Dio, cambia il modo di leggerla e di viverla. In questa visione le tribolazioni non sono un castigo, nemmeno un'occasione per rassegnarsi, ma piuttosto un’opportunità in cui mostrare la gratuità della nostra fiducia in Dio: una fiducia totalmente fondata sulla gratuità dell'amore di Dio, tanto che non si lascia scalfire nella sua sicurezza da nessuna avversità. Ecco, vedete che credo che le sofferenze e le tribolazioni devono davvero purificare il nostro cuore da qualsiasi interesse personale: Dio si ama perché è Dio.<br />In realtà, quando tu trovi una ragione per cui ami una persona, si rischia spesso di ridurre questa persona ad un interesse. Dire “io ti voglio bene perché tu ci sei”: questo è già, diciamo, la dichiarazione, la più bella dichiarazione dell'amore. Quindi, anche con il Signore - anzitutto con il Signore - noi siamo guidati dallo Spirito Santo per approdare a questa conclusione, attraverso le vicissitudini della nostra vita, dire: Signore, io ti amo perché Tu ci sei sempre, con me.<br />Certo che per arrivare a questa gratuità occorre fare un percorso e, quindi, occorre rendersi conto di quello che Dio ha fatto per noi e anche quello che Dio ci ha promesso; quindi, per arrivare alla vera gratuità noi dobbiamo percorrere un cammino a ritroso, un cammino che pian piano ci fa capire quante meraviglie Dio ha operato per noi. Care sorelle e cari fratelli, cerchiamo dunque, oggi, di riflettere su questa dimensione della nostra vita in cui sperimentiamo le diverse tribolazioni.<br />Anzitutto, cerchiamo di nominarle, di capire perché sono così presenti nella nostra vita, cosa toccano, quale paura viene attivata da queste tribolazioni. Poi cerchiamo anche di riconoscere se dentro di noi non nasce una voce ribelle contro il Signore, quando noi diciamo: ecco, io ho fatto tutto quanto per Te e Tu non mi aiuti, Signore”: va anche detto questo, va confessato perché venga la luce anche dentro di noi in questa piccola ribellione - oppure una ribellione abbastanza grande - e chiediamo allo Spirito Santo perché ci aiuti a inserire tutte queste tribolazioni in un quadro più grande e vedere che tutto quanto ci deve anche condurre ad una gratuità sempre più pura, in cui riconosciamo che io voglio bene al Signore, perché Lui è sempre con me, perché Lui è, semplicemente, qui, sempre con noi. Buona condivisione!<br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67645598</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:32:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67645598/don_adam_tribolazioni.mp3" length="10243387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno a tutte e a tutti! Oggi vogliamo continuare la nostra lettura dei versetti della lettera ai Romani 5, 1-5. In realtà vogliamo concludere questa sezione, però riprendiamo tutto il testo: “1Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno a tutte e a tutti! Oggi vogliamo continuare la nostra lettura dei versetti della lettera ai Romani 5, 1-5. In realtà vogliamo concludere questa sezione, però riprendiamo tutto il testo: “1Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. 2Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. 3E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 4la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. 5La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Bene, abbiamo parlato, l’ultima volta, del vanto della speranza e abbiamo detto che la nostra speranza è solida, perché è basata sulla gratuità. Forse si riflette poco che la solidità della nostra vita, della nostra speranza, sta nella gratuità; sulla gratuità dell'amore di Dio Paolo insiste tantissimo e anche noi dobbiamo ritrovare questa dimensione per capire quale sia il vero fondamento sul quale possiamo porre la nostra esistenza. Dunque, l'esperienza cristiana dell'uomo giustificato suppone un evento passato, una ricca situazione presente, pace, grazia, salda speranza e poi l'attesa di un futuro, la gloria di Dio, di cui anche abbiamo parlato, della sua manifestazione.<br />Ma ecco, qui - possiamo dire quasi improvvisamente, nel presente della situazione, cioè nel momento in cui possiamo già vivere pace, grazie e speranza - irrompe la possibilità della tribolazione. Il cristiano vive nella pace di essere già giustificato, di essere già amato e di continuare ad esserlo e vive nella speranza certa che sarà salvato dall'ira di Dio e, quindi, tutto questo è già accaduto ed è un presente. Tuttavia, possiamo dire, continua anche a sperimentare la tribolazione, il pericolo e l'incompiutezza e, per un certo senso, possiamo dire che le prime cose che abbiamo detto, cioè quelle che Gesù ci ha donato - il dono della salvezza, la pace possibile e la speranza certa che saremo salvati dall'ira di Dio - tutto questo, in realtà, nella nostra esperienza quotidiana viene spesso molto offuscato, se non nascosto direttamente, da quelle esperienze che facciamo di tribolazione, dalle diverse tribolazioni che ciascuno di noi deve vivere ed affrontare quotidianamente e, quindi, possiamo chiederci: come mai queste tribolazioni? Perché noi, che abbiamo già ricevuto tutto, siamo ancora così tanto fragili, a volte fino al punto di dubitare sulla nostra fede, oppure su quello che questa fede ci propone, quindi una vita nuova, una pace possibile, interiore, molto profonda e, quindi, ci chiediamo: da dove viene questo male, da dove vengono queste tribolazioni? Perché per noi loro sembrano proprio essere una smentita della speranza cristiana. Mi pare che questa idea, in cui le tribolazioni funzionano come una forza contrastante rispetto alla grazia di Gesù che abbiamo ricevuto tutti, nasce e scaturisce quando si insegue ancora una logica meritoria, cioè che associa la dimensione del dolore e della sofferenza a una<br /><br />1<br /><br /><br />punizione per le colpe personali e, così, queste tribolazioni possono generare dentro di noi un canto di lamento, di lamentele; noi diciamo: Signore, io ti ho dato così tanto, ho cercato di seguirti, ma tu non mi vieni incontro, ma tu non mi aiuti, ma la mia vita, da quando ti ho incontrato, sembra persino ancora più difficile, come mai? Dove è questa gioia e questa felicità che mi hai promesso? E forse anche qui tocchiamo un argomento molto importante, perché noi ci aspettiamo dal Signore una felicità inscritta praticamente in questo orizzonte della vita. È certo che noi abbiamo bisogno di alcune esperienze, abbiamo bisogno di gioire: il cristianesimo non è un subire delle punizioni in vista di una possibile redenzione, diciamo...]]></itunes:summary><itunes:duration>641</itunes:duration><itunes:keywords>donadamkielty,smartpray,speranza,spiritosanto,tribolazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6774920c92d2e350497855c711a0cabe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meditazione_Liberi-per-poter-donarsi- a partire da Dietrich Bonhoeffer</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meditazione-liberi-per-poter-donarsi-a-partire-da-dietrich-bonhoeffer--67921343</link><description><![CDATA[Buongiorno a tutte e a tutti! Anche oggi proseguiamo il nostro cammino di riflessione sulla speranza insieme a Dietrich Bonhoeffer: cominciamo con la lettura di un frammento della lettera del 16 luglio 1944. Bonhoeffer scrive: “Non possiamo essere onesti senza riconoscere che dobbiamo vivere nel mondo etsi deus non daretur1: proprio questo riconoscimento al cospetto di Dio, Dio stesso ci costringe a questo riconoscimento. La conquista dell'età e adulta ci porta ad un vero riconoscimento davanti a Dio: Dio ci fa sapere che dobbiamo vivere come uomini che se la cavano senza Dio. È il Dio che è con noi, è il Dio che ci abbandona”. Posso immaginare lo stupore che forse vi ha colpito ascoltando questo testo, perché, in fondo, sembra quasi tutto contrario alla fede che lo stesso Dio, che ci chiede di abbandonarlo, anzi lo stesso Dio che sembra essere continuamente al di là della nostra vita. Certo, noi abbiamo a che fare, come vi ho detto, con un teologo luterano, dove esiste la cosiddetta dialettica - oppure theologia crucis - dove, appunto, si parla sub specie contraria: cioè Dio rivela se stesso nascondendosi nella croce e, quindi, di Dio conosciamo solo i posteriora; che vuol dire che tutto ciò che appare subito, in realtà è spesso la nostra visione di Dio. Per capire chi è Dio bisogna davvero scrutare il suo modo di rivelarsi e questo modo di rivelarsi di Dio è la croce, la croce di Gesù, in cui finalmente ci viene svelato il vero volto di Dio. Quindi, cosa vuol dire per noi accogliere questa presenza sfuggente di Dio, questa presenza che ci chiede di quasi pensare e vivere come se lui non esistesse? Chiaramente non è un invito a diventare atei, ad abbandonare la fede, ma a rivisitare e rivedere la nostra fede alla luce della sua rivelazione, alla luce della rivelazione di Gesù Cristo, per ritrovare davvero una vera e fondata speranza: una speranza che non delude, come abbiamo detto. E quindi questo teologo ha il modo di descrivere la fede, di parlare della fede, usando una certa dialettica - cosiddetta della Theologia crucis - come il nascondimento e la rivelazione e, così, l'assenza e la presenza. E noi siamo invitati a vivere questo rapporto con Dio in una maniera del tutto nuova, cioè capire che il Signore ci chiede di riconoscerlo liberamente e, per questo, possiamo dire, in qualche modo, che Dio ci abbandona. Non è più nei luoghi della nostra ignoranza - come abbiamo detto l'altra volta - che si rivela Dio, ma Dio vuole rivelarsi al centro della nostra vita e, per fare ciò, Lui ci rende autonomi, cioè non più condizionati subito dalle diverse paure, dai diversi dolori, dove appunto, spesso e volentieri si proietta su Dio, le nostre paure, quando a dettare questa idea di Dio sono appunto le nostre mancanze. In altri termini, dobbiamo dire che il Dio di cui qui si dice l'assenza non è un Dio che è assente, ma che si fa assente e, facendosi assente, entra in rapporto con l'uomo in modo<br /><br />1 “Come se Dio non esistesse”<br />1 tale che questi può restare pienamente uomo nel mondo.<br />Ecco, vedete che come il padre, come la madre, vogliono che il figlio cresca e diventi autonomo e, a partire dalla sua autonomia riconosca l'amore genitoriale, così lo stesso Signore vuole portarci ad età adulta e, solo da questa posizione, da questo stato di libertà, vuole essere riconosciuto come il Signore. Quindi, noi abbiamo un Dio davanti al quale si può stare, essendo pienamente uomini.<br />Vi ricordo il testo che abbiamo già citato antecedentemente: ”essere cristiano non significa essere religioso in un determinato modo, fare di se stesso un peccatore, un pentimento, un penitente, un Santo in base ad una specifica pratica religiosa, ma significa essere uomo. Cristo non crea in noi un tipo di uomo settoriale, ma l'uomo”.<br />Allora, questo Dio, questo Dio debole, è il Dio che aiuta; è a questo Dio debole che il cristiano deve andare. C'è una poesia - Cristiani e pagani2 - in cui questo viene detto. Cito: “tutti gli uomini corrono a Dio nel loro bisogno; tutti, cristiani e pagani, corrono al Dio onnipotente; ma gli uomini che corrono a Dio, se lo trovano, lo trovano povero, umiliato, senza tetto, né pane e i cristiani stanno accanto a Dio nella sofferenza di Dio”.<br />Il cristiano è colui che partecipa a questa sofferenza di Dio nel mondo: partecipa ed è uomo in tale partecipazione; possiamo dire che è l'uomo che è libero nell'azione, ma che, in quanto libero, decide di partecipare alla sofferenza di dio nel mondo; è proprio ciò che Dio accetta e ciò che Dio ci chiede liberamente: stare insieme a Lui nel bene e nel male, non più costretti dai diversi bisogni. Chiaramente anche i nostri bisogni - questo lo aggiungo solo per chiarezza - non sono esenti della presenza di Dio, anzi: a volte, chiaramente, noi preghiamo perché abbiamo bisogno, perché sappiamo e ci chiediamo: da chi andremo? Signore, tu hai le parole della vita eterna.<br />Ma questo discorso è un po’ più raffinato - se vogliamo dire - a livello spirituale: che il Signore, davvero, è colui che ci vuole maturi, che ci vuole adulti, e da questa prospettiva che ci chiede di abbassarsi, di decidersi di stare insieme a Lui.<br />Si deve comunque evitare di pensare che questa concezione del dolore, della partecipazione alla sofferenza di Dio, voglia dire non percepire più la benedizione, la gioia, il successo presenti nella nostra vita; si tratta di comprendere, piuttosto, che successo e insuccesso sono, per così dire, relativizzati; cioè, si tratta di prendere sul serio non più le nostre, ma le sofferenze di Dio, come si potrebbe insuperbire dei successi e avvilire per gli insuccessi, quando nella vita di questo mondo si è compartecipi dell'onore di Dio.<br />Ecco: “sequela del Cristo crocifisso” non significa, dunque, cercare l'insuccesso, quanto piuttosto, il successo, però come qualcosa di cui non ci insuperbisc e di cui non si fa calcolo, perché comunque chi agisce è interamente nelle braccia di Dio.<br />Ecco, vedete, questo è il modo di esprimere una libera donazione di sé a Dio: nessuno cerca il dolore, ma l'uomo libero è capace di commuoversi della sofferenza dell'altro ed entrare liberamente nella sua vita e, paradossalmente, è proprio qui che, attraverso questo gesto, ci si purifica dall'egoismo dal cosiddetto cor curvum: di essere ripiegati su se stessi, del cuore curvato.<br />Oggi, dunque, vi chiedo di riflettere sulla vostra vita in questa chiave, di vedere come, attraverso diversi avvenimenti di ciò che avete vissuto nel passato, il Signore ha cercato di farvi crescere, di farvi maturare, perché voi, da parte vostra, possiate anche prendere delle libere decisioni a favore degli altri, in modo particolare a favore di tutte quelle situazioni in cui percepiamo la sofferenza di Dio che si manifesta nel cuore debole dei nostri fratelli. Buona meditazione a tutte e a tutti!<br /><br />2 Dietrich Bonhoeffer: Resistenza e resa, Alba 1988, p. 427.<br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67921343</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:32:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67921343/adam_kielty_liberi_per_poter_donarsi.mp3" length="2628124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno a tutte e a tutti! Anche oggi proseguiamo il nostro cammino di riflessione sulla speranza insieme a Dietrich Bonhoeffer: cominciamo con la lettura di un frammento della lettera del 16 luglio 1944. Bonhoeffer scrive: “Non possiamo essere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno a tutte e a tutti! Anche oggi proseguiamo il nostro cammino di riflessione sulla speranza insieme a Dietrich Bonhoeffer: cominciamo con la lettura di un frammento della lettera del 16 luglio 1944. Bonhoeffer scrive: “Non possiamo essere onesti senza riconoscere che dobbiamo vivere nel mondo etsi deus non daretur1: proprio questo riconoscimento al cospetto di Dio, Dio stesso ci costringe a questo riconoscimento. La conquista dell'età e adulta ci porta ad un vero riconoscimento davanti a Dio: Dio ci fa sapere che dobbiamo vivere come uomini che se la cavano senza Dio. È il Dio che è con noi, è il Dio che ci abbandona”. Posso immaginare lo stupore che forse vi ha colpito ascoltando questo testo, perché, in fondo, sembra quasi tutto contrario alla fede che lo stesso Dio, che ci chiede di abbandonarlo, anzi lo stesso Dio che sembra essere continuamente al di là della nostra vita. Certo, noi abbiamo a che fare, come vi ho detto, con un teologo luterano, dove esiste la cosiddetta dialettica - oppure theologia crucis - dove, appunto, si parla sub specie contraria: cioè Dio rivela se stesso nascondendosi nella croce e, quindi, di Dio conosciamo solo i posteriora; che vuol dire che tutto ciò che appare subito, in realtà è spesso la nostra visione di Dio. Per capire chi è Dio bisogna davvero scrutare il suo modo di rivelarsi e questo modo di rivelarsi di Dio è la croce, la croce di Gesù, in cui finalmente ci viene svelato il vero volto di Dio. Quindi, cosa vuol dire per noi accogliere questa presenza sfuggente di Dio, questa presenza che ci chiede di quasi pensare e vivere come se lui non esistesse? Chiaramente non è un invito a diventare atei, ad abbandonare la fede, ma a rivisitare e rivedere la nostra fede alla luce della sua rivelazione, alla luce della rivelazione di Gesù Cristo, per ritrovare davvero una vera e fondata speranza: una speranza che non delude, come abbiamo detto. E quindi questo teologo ha il modo di descrivere la fede, di parlare della fede, usando una certa dialettica - cosiddetta della Theologia crucis - come il nascondimento e la rivelazione e, così, l'assenza e la presenza. E noi siamo invitati a vivere questo rapporto con Dio in una maniera del tutto nuova, cioè capire che il Signore ci chiede di riconoscerlo liberamente e, per questo, possiamo dire, in qualche modo, che Dio ci abbandona. Non è più nei luoghi della nostra ignoranza - come abbiamo detto l'altra volta - che si rivela Dio, ma Dio vuole rivelarsi al centro della nostra vita e, per fare ciò, Lui ci rende autonomi, cioè non più condizionati subito dalle diverse paure, dai diversi dolori, dove appunto, spesso e volentieri si proietta su Dio, le nostre paure, quando a dettare questa idea di Dio sono appunto le nostre mancanze. In altri termini, dobbiamo dire che il Dio di cui qui si dice l'assenza non è un Dio che è assente, ma che si fa assente e, facendosi assente, entra in rapporto con l'uomo in modo<br /><br />1 “Come se Dio non esistesse”<br />1 tale che questi può restare pienamente uomo nel mondo.<br />Ecco, vedete che come il padre, come la madre, vogliono che il figlio cresca e diventi autonomo e, a partire dalla sua autonomia riconosca l'amore genitoriale, così lo stesso Signore vuole portarci ad età adulta e, solo da questa posizione, da questo stato di libertà, vuole essere riconosciuto come il Signore. Quindi, noi abbiamo un Dio davanti al quale si può stare, essendo pienamente uomini.<br />Vi ricordo il testo che abbiamo già citato antecedentemente: ”essere cristiano non significa essere religioso in un determinato modo, fare di se stesso un peccatore, un pentimento, un penitente, un Santo in base ad una specifica pratica religiosa, ma significa essere uomo. Cristo non crea in noi un tipo di uomo settoriale, ma l'uomo”.<br />Allora, questo Dio, questo Dio debole, è il Dio che aiuta; è a questo Dio debole che il cristiano deve andare. C'è una poesia - Cristiani e pagani2 - in cui questo viene...]]></itunes:summary><itunes:duration>657</itunes:duration><itunes:keywords>amore,bonhoeffer,dio,donadamkieltyk,donarsi,libertà,meditazione,smartpray</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6774920c92d2e350497855c711a0cabe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meditazione_La speranza non delude - Romani 5, 1-5 3</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meditazione-la-speranza-non-delude-romani-5-1-5-3--67921632</link><description><![CDATA[Buongiorno a tutte e a tutti! Ecco, abbiamo cominciato finalmente i nostri incontri nelle cellule, come abbiamo detto e ascoltato durante l’inaugurazione di questo nuovo anno pastorale.<br />Quest’anno vogliamo concentrarci su due lettere pastorali: la prima è la lettera del nostro Arcivescovo, la sua proposta intitolata: “Basta. L’amore che salva e il male insopportabile”; e poi una grande lettera: la Bolla di indizione del Giubileo ordinario dell’anno 2025 di Papa Francesco: “Spes non confundit” (“La speranza non delude”): sono le parole attinte alla lettera ai Romani, cap. 5, che adesso ascolteremo perché sarà proprio il testo di riferimento e cercheremo, durante quest’anno, di riflettere sul contenuto di questa bolla papale, ma sviluppando certamente alcuni temi che credo che siano importanti, utili per il nostro cammino di cellule. Ecco, leggo la parola di Dio – Romani 5 - a partire dal primo versetto: “1Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. 2Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. 3E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 4la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. 5La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Parola di Dio. Ecco, come ho detto durante l’introduzione, quest’anno noi siamo chiamati a soffermarci sulla virtù teologale di speranza: cosa vuol dire avere speranza, cosa vuol dire sperare secondo il linguaggio biblico?<br />Prima di tutto vuol dire riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita: dove la riconosciamo? La riconosciamo quando guardiamo il nostro passato, quando cerchiamo di riflettere su ciò che è accaduto nella mia vita, recentemente oppure anche tanti anni fa e così il Signore davvero illumina questo percorso per farci vedere quanto ha operato a nostro favore, che Lui è davvero il Signore della vita, che Lui è davvero presente nella nostra vita. Quindi cerchiamo, prima di tutto, di riflettere sul nostro passato, perché senza questa riflessione, senza questo discernimento del passato è impossibile progettarsi nel futuro; perché solo uno che si rende conto della presenza di Dio, di una presenza stabile e ferma, affidabile, sa che il futuro, che è sempre incognito, lo può affrontare; perché se Dio si è fatto vedere nella mia vita nel passato, io so che anche nel futuro sarà presente. Ecco: il passato che rende possibile il futuro, in quanto passato testimonia la presenza di Dio. Mi chiedo quindi se, davvero, nella mia storia tranquilla / travagliata / ansiosa / serena io riesco a decifrare questa presenza di Dio, come sono, come vivo questo passato, cosa ci vedo; a volte, infatti, abbiamo paura anche di pensare a ciò che è successo perché, forse, quegli 1 accaduti ci riempiono di vergogna, di un dolore; ci danno proprio fastidio... però sono dei luoghi in cui è chiuso un senso: è un accaduto che va sempre svelato perché è presente dentro di noi e, quindi, deve uscire alla luce.<br />Chiediamo dunque allo Spirito Santo perché ci aiuti a portare alla luce tutto ciò che si cela nel nostro cuore, perché possiamo davvero sentirci illuminati, purificati, perché possiamo davvero vedere nel nostro passato un operare di Dio e così troveremo forza per progettarci nel futuro. Il Signore, infatti, è colui che crea tutte le cose nuove.<br />Ecco, però non vuol dire che dobbiamo dare un colpo di spugna a ciò che fu: noi dobbiamo sempre recuperare quel passato, perché questa è la nostra storia, queste sono anche le nostre ferite che devono essere guarite, che devono diventare i segni della vittoria sul male.<br />Mi ricordo che, quando sono venuto in Italia, ho iniziato a conoscere tante persone che mi hanno voluto bene; ho avuto sempre anche dei contatti con alcuni polacchi che vivevano in Italia già da tempo - delle belle persone, delle famiglie - ma a volte mi rendevo conto che queste persone, per un certo senso, volevano anche scappare: scappare da casa, perché lì hanno sperimentato qualcosa che li ha sconvolti, che ha ferito; però nella vita è così: che quando fai le valigie, anche se tu non lo vuoi, metti dentro anche quelle cose negative, perché non si può abbandonare la tua vita perché, appunto, è la tua! Quindi, tutti i bagagli che si sono portati da casa, in realtà contenevano anche tutta la loro vita, compresi quei momenti difficili di cui pensavano di liberarsi venendo qui in Italia: ecco un esempio che ci fa capire che la nostra vita, per essere felice, deve essere ripresa, deve essere riconciliata.<br />Il grande dono che il Signore ci offre - la Sua misericordia - è capace di restituirci l’integrità della nostra vita: “di generazione in generazione la Sua misericordia...”, come diciamo e recitiamo nel Magnificat per indicare proprio la ragione per cui una generazione può succedere all’altra: perché è Dio che le mette insieme, che in Dio che trova il fondamento; quindi, la nostra speranza si appoggia sul fatto che Dio si manifesta davvero nella nostra vita.<br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67921632</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:31:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67921632/adam_kielty_la_speranza_non_delude.mp3" length="2342180" type="audio/mpeg"/><itunes:author>SmartPray</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno a tutte e a tutti! Ecco, abbiamo cominciato finalmente i nostri incontri nelle cellule, come abbiamo detto e ascoltato durante l’inaugurazione di questo nuovo anno pastorale.
Quest’anno vogliamo concentrarci su due lettere pastorali: la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno a tutte e a tutti! Ecco, abbiamo cominciato finalmente i nostri incontri nelle cellule, come abbiamo detto e ascoltato durante l’inaugurazione di questo nuovo anno pastorale.<br />Quest’anno vogliamo concentrarci su due lettere pastorali: la prima è la lettera del nostro Arcivescovo, la sua proposta intitolata: “Basta. L’amore che salva e il male insopportabile”; e poi una grande lettera: la Bolla di indizione del Giubileo ordinario dell’anno 2025 di Papa Francesco: “Spes non confundit” (“La speranza non delude”): sono le parole attinte alla lettera ai Romani, cap. 5, che adesso ascolteremo perché sarà proprio il testo di riferimento e cercheremo, durante quest’anno, di riflettere sul contenuto di questa bolla papale, ma sviluppando certamente alcuni temi che credo che siano importanti, utili per il nostro cammino di cellule. Ecco, leggo la parola di Dio – Romani 5 - a partire dal primo versetto: “1Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. 2Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. 3E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 4la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. 5La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Parola di Dio. Ecco, come ho detto durante l’introduzione, quest’anno noi siamo chiamati a soffermarci sulla virtù teologale di speranza: cosa vuol dire avere speranza, cosa vuol dire sperare secondo il linguaggio biblico?<br />Prima di tutto vuol dire riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita: dove la riconosciamo? La riconosciamo quando guardiamo il nostro passato, quando cerchiamo di riflettere su ciò che è accaduto nella mia vita, recentemente oppure anche tanti anni fa e così il Signore davvero illumina questo percorso per farci vedere quanto ha operato a nostro favore, che Lui è davvero il Signore della vita, che Lui è davvero presente nella nostra vita. Quindi cerchiamo, prima di tutto, di riflettere sul nostro passato, perché senza questa riflessione, senza questo discernimento del passato è impossibile progettarsi nel futuro; perché solo uno che si rende conto della presenza di Dio, di una presenza stabile e ferma, affidabile, sa che il futuro, che è sempre incognito, lo può affrontare; perché se Dio si è fatto vedere nella mia vita nel passato, io so che anche nel futuro sarà presente. Ecco: il passato che rende possibile il futuro, in quanto passato testimonia la presenza di Dio. Mi chiedo quindi se, davvero, nella mia storia tranquilla / travagliata / ansiosa / serena io riesco a decifrare questa presenza di Dio, come sono, come vivo questo passato, cosa ci vedo; a volte, infatti, abbiamo paura anche di pensare a ciò che è successo perché, forse, quegli 1 accaduti ci riempiono di vergogna, di un dolore; ci danno proprio fastidio... però sono dei luoghi in cui è chiuso un senso: è un accaduto che va sempre svelato perché è presente dentro di noi e, quindi, deve uscire alla luce.<br />Chiediamo dunque allo Spirito Santo perché ci aiuti a portare alla luce tutto ciò che si cela nel nostro cuore, perché possiamo davvero sentirci illuminati, purificati, perché possiamo davvero vedere nel nostro passato un operare di Dio e così troveremo forza per progettarci nel futuro. Il Signore, infatti, è colui che crea tutte le cose nuove.<br />Ecco, però non vuol dire che dobbiamo dare un colpo di spugna a ciò che fu: noi dobbiamo sempre recuperare quel passato, perché questa è la nostra storia, queste sono anche le nostre ferite che devono essere guarite, che devono diventare i segni della vittoria sul male.<br />Mi ricordo che, quando sono venuto in Italia, ho iniziato a conoscere tante persone che mi hanno voluto bene; ho avuto...]]></itunes:summary><itunes:duration>586</itunes:duration><itunes:keywords>amore,catechesi,donadamkieltyk,fede,giubileo2025,letterapastorale,milano,nondelude,papafrancesco,pazienza,rinascita,romani5,smartpray,speranza,spesnonconfundit,spirito,virtu</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6a42e6b260c61a0274fb0961355f0886.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
