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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Conferenze stampa</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/conferenze-stampa--6729859</link><description><![CDATA[È ancora possibile riprodurre il mondo d’oggi attraverso il teatro? A un dipresso settanta anni fa, nello stesso torno di mesi durante i quali Strehler, a Milano, si accingeva a orchestrare con epica maestria la sua affilata Opera da tre soldi, un giovanissimo Peter Szondi, spiando la prodigiosa vitalità dei palcoscenici di Berlino dall’eccentrico osservatorio delle severe aule dell’Università di Zurigo, nel tentativo di codificare la grammatica generativa (e fatalmente trasformazionale) del “dramma moderno”, individuava nell’analisi dei legami tra gli individui la chiave di volta del teatro contemporaneo. Per lo studioso ungherese, infatti, «l’audacia spirituale dell’uomo» del Rinascimento, «pervenuto a se stesso dopo il crollo della concezione medievale del mondo», porta ineluttabilmente a eleggere il dominio dei «rapporti interumani» a materia irrinunciabile della drammaturgia del nostro tempo. Le conclusioni sono prontamente tratte: «l’uomo», oggi, può entrare nel dramma «solo come membro della società umana»; la sfera «essenziale della sua esistenza» è quella dei «rapporti intersoggettivi»; «libertà e vincolo, volontà e decisione» sono le sue «determinazioni più importanti». <br /><br />Giusta l’intuizione di Szondi, è proprio nella vibrante e appassionata dialettica tra “io” e “tu”, nello strenuo corpo a corpo tra “noi” e “voi”, nell’intricata matassa di legami contraddittori tra “egli” o “ella” e “loro” che dobbiamo testardamente continuare a cercare il senso del nostro odierno fare teatro (e, perché no, il futuro della nostra scena). È negli interstizi che si spalancano furtivi tra gli interlocutori, tra le faglie che spaccano di repente i confronti, nei silenzi sospesi che si insinuano tra le solitudini dei soggetti che il racconto teatrale deve scavare, ostinatamente, per gettare luce nell’insondabile “spazio di mezzo” dei rapporti, nell’abisso di paure, desideri, affinità, odi, appetiti, curiosità, indifferenze che alimentano le relazioni. Ed è proprio in questo impalpabile e palpitante “nel mezzo”, nell’humus fertile del nostro inesausto bisogno di trovare un “completamento” a noi nell’altro che alligna la nostra possibilità di essere comunità, a tutti i livelli e sotto le più varie forme: siano esse la coppia, la famiglia, le reti d’affetti o la città… <br /> Senza mai rinunciare al suo costante bisogno di esplorare le trasformazioni del linguaggio teatrale d’oggi in cerca delle possibili scene di domani, con la stagione 2025/2026 il Piccolo Teatro di Milano comincia così un viaggio verso i festeggiamenti del suo ottantesimo anno di vita, tutto teso a investigare quel legame tra il teatro e la città che fu presupposto stesso del progetto fondativo di Strehler e Grassi, a partire dall’interrogazione dell’etimo più vero e profondo di questo nesso capitale: la relazione, appunto. <br /> Sul filo di un’attenta analisi logica del discorso drammaturgico contemporaneo, dunque, gli spettacoli prodotti dal Piccolo Teatro per la stagione prossima sciorinano un nutrito catalogo dei molti “complementi di relazione” attraverso cui consegnare, in icastici “scatti”, un cangiante reportage del nostro presente, fatto, di volta in volta, di affondi privati per incidere la carne delle nostre passioni e dei nostri desideri più intimi o di ampie panoramiche per esplodere il chiassoso dedalo di “passages” delle nostre metropoli; di più o meno composti “gruppi di famiglia in un interno” e di istantanee un po’ fanées per coltivare amicizie d’antica data; di suggestivi scorci storici e di ardite vedute del “tempo che sarà” per ricordarci che «la fine è» sempre «nel principio eppure si comincia»… <br /><br />E ancora di esilaranti stampe per raccontare a lazzi il funambolico gioco d’identità del teatro; di laconici schizzi per fermare nel silenzio il sinuoso amplesso col linguaggio; di vertiginosi montaggi per restituire la polifonia dei tempi e delle culture; di tagli violenti per capire le ferite della memoria e indovinare il profilo dei ricordi che si sfarinano, e infine del buio che fatalmente inghiotte qualsivoglia annichilimento dell’altro. “Fra moglie e marito non mettere il dito”, insegna l’adagio… <br /><br />E forse, allora, in un civile dialogo tra noi – al modo “calviniano” del Gran Kan e di Marco Polo –, veleggiando di spettacolo in spettacolo, tra la Scilla e la Cariddi di Babilonia e Utopia al di là dei mitici arcipelaghi delle isole galleggianti che si stagliano all’orizzonte del nostro futuro, in una fitta pioggia di “con” e “verso” e “contro” e “avverso” e “a” e “tra” o “fra”, proprio grazie a un elegante carosello di “complementi di relazione” potremo raggiungere (o costruire?) la città ideale: per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto…<br /><br />Claudio Longhi<br />Direttore Artistico Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6729859/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Performing Arts</category><copyright>Copyright Piccolo Teatro di Milano</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/80c15bf446d4186db90772c919389c37.jpg</url><title>Conferenze stampa</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/conferenze-stampa--6729859</link></image><lastBuildDate>Mon, 23 Mar 2026 14:04:56 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Piccolo Teatro di Milano</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/80c15bf446d4186db90772c919389c37.jpg"/><itunes:subtitle>È ancora possibile riprodurre il mondo d’oggi attraverso il teatro? A un dipresso settanta anni fa, nello stesso torno di mesi durante i quali Strehler, a Milano, si accingeva a orchestrare con epica maestria la sua affilata Opera da tre soldi, un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È ancora possibile riprodurre il mondo d’oggi attraverso il teatro? A un dipresso settanta anni fa, nello stesso torno di mesi durante i quali Strehler, a Milano, si accingeva a orchestrare con epica maestria la sua affilata Opera da tre soldi, un giovanissimo Peter Szondi, spiando la prodigiosa vitalità dei palcoscenici di Berlino dall’eccentrico osservatorio delle severe aule dell’Università di Zurigo, nel tentativo di codificare la grammatica generativa (e fatalmente trasformazionale) del “dramma moderno”, individuava nell’analisi dei legami tra gli individui la chiave di volta del teatro contemporaneo. Per lo studioso ungherese, infatti, «l’audacia spirituale dell’uomo» del Rinascimento, «pervenuto a se stesso dopo il crollo della concezione medievale del mondo», porta ineluttabilmente a eleggere il dominio dei «rapporti interumani» a materia irrinunciabile della drammaturgia del nostro tempo. Le conclusioni sono prontamente tratte: «l’uomo», oggi, può entrare nel dramma «solo come membro della società umana»; la sfera «essenziale della sua esistenza» è quella dei «rapporti intersoggettivi»; «libertà e vincolo, volontà e decisione» sono le sue «determinazioni più importanti». <br /><br />Giusta l’intuizione di Szondi, è proprio nella vibrante e appassionata dialettica tra “io” e “tu”, nello strenuo corpo a corpo tra “noi” e “voi”, nell’intricata matassa di legami contraddittori tra “egli” o “ella” e “loro” che dobbiamo testardamente continuare a cercare il senso del nostro odierno fare teatro (e, perché no, il futuro della nostra scena). È negli interstizi che si spalancano furtivi tra gli interlocutori, tra le faglie che spaccano di repente i confronti, nei silenzi sospesi che si insinuano tra le solitudini dei soggetti che il racconto teatrale deve scavare, ostinatamente, per gettare luce nell’insondabile “spazio di mezzo” dei rapporti, nell’abisso di paure, desideri, affinità, odi, appetiti, curiosità, indifferenze che alimentano le relazioni. Ed è proprio in questo impalpabile e palpitante “nel mezzo”, nell’humus fertile del nostro inesausto bisogno di trovare un “completamento” a noi nell’altro che alligna la nostra possibilità di essere comunità, a tutti i livelli e sotto le più varie forme: siano esse la coppia, la famiglia, le reti d’affetti o la città… <br /> Senza mai rinunciare al suo costante bisogno di esplorare le trasformazioni del linguaggio teatrale d’oggi in cerca delle possibili scene di domani, con la stagione 2025/2026 il Piccolo Teatro di Milano comincia così un viaggio verso i festeggiamenti del suo ottantesimo anno di vita, tutto teso a investigare quel legame tra il teatro e la città che fu presupposto stesso del progetto fondativo di Strehler e Grassi, a partire dall’interrogazione dell’etimo più vero e profondo di questo nesso capitale: la relazione, appunto. <br /> Sul filo di un’attenta analisi logica del discorso drammaturgico contemporaneo, dunque, gli spettacoli prodotti dal Piccolo Teatro per la stagione prossima sciorinano un nutrito catalogo dei molti “complementi di relazione” attraverso cui consegnare, in icastici “scatti”, un cangiante reportage del nostro presente, fatto, di volta in volta, di affondi privati per incidere la carne delle nostre passioni e dei nostri desideri più intimi o di ampie panoramiche per esplodere il chiassoso dedalo di “passages” delle nostre metropoli; di più o meno composti “gruppi di famiglia in un interno” e di istantanee un po’ fanées per coltivare amicizie d’antica data; di suggestivi scorci storici e di ardite vedute del “tempo che sarà” per ricordarci che «la fine è» sempre «nel principio eppure si comincia»… <br /><br />E ancora di esilaranti stampe per raccontare a lazzi il funambolico gioco d’identità del teatro; di laconici schizzi per fermare nel silenzio il sinuoso amplesso col linguaggio; di vertiginosi montaggi per restituire la polifonia dei tempi e delle culture; di tagli violenti per capire le ferite della memoria e indovinare il profilo dei ricordi che si sfarinano, e infine del buio che fatalmente inghiotte qualsivoglia annichilimento dell’altro. “Fra moglie e marito non mettere il dito”, insegna l’adagio… <br /><br />E forse, allora, in un civile dialogo tra noi – al modo “calviniano” del Gran Kan e di Marco Polo –, veleggiando di spettacolo in spettacolo, tra la Scilla e la Cariddi di Babilonia e Utopia al di là dei mitici arcipelaghi delle isole galleggianti che si stagliano all’orizzonte del nostro futuro, in una fitta pioggia di “con” e “verso” e “contro” e “avverso” e “a” e “tra” o “fra”, proprio grazie a un elegante carosello di “complementi di relazione” potremo raggiungere (o costruire?) la città ideale: per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto…<br /><br />Claudio Longhi<br />Direttore Artistico Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Performing Arts"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>aecbd6e4-508a-568f-a817-05c0e0e344eb</podcast:guid><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Orgasmo | Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/orgasmo-prosa-dispiaciuta-sulla-fine-del-sesso--70829644</link><description><![CDATA[OrgasmoProsa dispiaciuta sulla fine del sesso <a href="https://ticketshop.piccoloteatro.org/selection/event/date?lang=it&amp;productId=10228632498931" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Acquista</a><br /><br />© Matilde Piazzi<br /><br /><br /><br /><br />L’ultimo orgasmo avrà luogo sulla Terra a settembre del 2030. A stabilirlo è l’agenda politica dell’Unione Europea. Che cosa è successo, a questo nostro mondo, se ovunque dilaga la crisi del desiderio? La risposta è nello spettacolo con cui Niccolò Fettarappa – classe 1996 – debutta al Piccolo: l’ufficio ha preso il posto dell’orgasmo e l’unico piacere ammesso è quello lavorativo.<br /><br />Ironico, surreale, caustico, inquietante. Niccolò Fettarappa, classe 1996, autore, attore e regista, è per la prima volta al Piccolo con un titolo che è una dichiarazione di intenti. In uno scenario in cui l’agenda dell’Unione Europea ha stabilito che entro il 2030 avrà luogo l’ultimo orgasmo sulla terra, l’Italia viene invasa da un’orda di orsi, dagli smodati appetiti sessuali. Una coppia in crisi sopravvive all’inerzia di inutili e spenti pomeriggi, leggendo giornali e facendo ginnastica in salotto, mentre un giornalista e uno zoologo incaricato dal governo fanno luce sul mistero degli orsi… <br />«Non si fa più sesso – dichiara Fettarappa –. Lo dicono le statistiche e io posso confermarlo. A constatarlo sono psicologi, psichiatri, sociologi. Un’epidemia di pigrizia sessuale, una inedita e preoccupante crisi del desiderio che colpisce principalmente le coppie di giovani amanti. Cosa è successo? Questa rapida deflazione dell’eccitazione va di pari passo con l’aumento del consumo di narcotici, antidepressivi o farmaci stimolanti che rendono più prestanti nel mondo del lavoro. Mentre questa anestesia di massa dilaga, la febbre lavorativa aumenta. L’ufficio prende il posto dell’orgasmo, il solo piacere ammesso è quello a scopo produttivo. Stiamo assistendo a un annientamento erotico dell’individuo senza precedenti: l’uomo diventa un astratto ente numerico e perde familiarità col retroterra selvaggio del desiderio.»<br /><br />24 - 29 marzo 2026<br /><a href="https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-studio-melato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Studio Melato</a><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70829644</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 13:54:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70829644/cs_orgasmo.mp3" length="71752941" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>OrgasmoProsa dispiaciuta sulla fine del sesso https://ticketshop.piccoloteatro.org/selection/event/date?lang=it&amp;amp;productId=10228632498931

© Matilde Piazzi




L’ultimo orgasmo avrà luogo sulla Terra a settembre del 2030. A stabilirlo è l’agenda...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[OrgasmoProsa dispiaciuta sulla fine del sesso <a href="https://ticketshop.piccoloteatro.org/selection/event/date?lang=it&amp;productId=10228632498931" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Acquista</a><br /><br />© Matilde Piazzi<br /><br /><br /><br /><br />L’ultimo orgasmo avrà luogo sulla Terra a settembre del 2030. A stabilirlo è l’agenda politica dell’Unione Europea. Che cosa è successo, a questo nostro mondo, se ovunque dilaga la crisi del desiderio? La risposta è nello spettacolo con cui Niccolò Fettarappa – classe 1996 – debutta al Piccolo: l’ufficio ha preso il posto dell’orgasmo e l’unico piacere ammesso è quello lavorativo.<br /><br />Ironico, surreale, caustico, inquietante. Niccolò Fettarappa, classe 1996, autore, attore e regista, è per la prima volta al Piccolo con un titolo che è una dichiarazione di intenti. In uno scenario in cui l’agenda dell’Unione Europea ha stabilito che entro il 2030 avrà luogo l’ultimo orgasmo sulla terra, l’Italia viene invasa da un’orda di orsi, dagli smodati appetiti sessuali. Una coppia in crisi sopravvive all’inerzia di inutili e spenti pomeriggi, leggendo giornali e facendo ginnastica in salotto, mentre un giornalista e uno zoologo incaricato dal governo fanno luce sul mistero degli orsi… <br />«Non si fa più sesso – dichiara Fettarappa –. Lo dicono le statistiche e io posso confermarlo. A constatarlo sono psicologi, psichiatri, sociologi. Un’epidemia di pigrizia sessuale, una inedita e preoccupante crisi del desiderio che colpisce principalmente le coppie di giovani amanti. Cosa è successo? Questa rapida deflazione dell’eccitazione va di pari passo con l’aumento del consumo di narcotici, antidepressivi o farmaci stimolanti che rendono più prestanti nel mondo del lavoro. Mentre questa anestesia di massa dilaga, la febbre lavorativa aumenta. L’ufficio prende il posto dell’orgasmo, il solo piacere ammesso è quello a scopo produttivo. Stiamo assistendo a un annientamento erotico dell’individuo senza precedenti: l’uomo diventa un astratto ente numerico e perde familiarità col retroterra selvaggio del desiderio.»<br /><br />24 - 29 marzo 2026<br /><a href="https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-studio-melato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Studio Melato</a><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>2990</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0587877bb1fa8c389feb6bbd79396e51.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Miracolo a Milano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/miracolo-a-milano--70387994</link><description><![CDATA[Miracolo a Milano<br /><br />di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini <br />trasposizione teatrale Paolo Di Paolo <br />regia Claudio Longhi <br />scene Guia Buzzi <br />costumi Gianluca Sbicca <br />luci Manuel Frenda <br />visual design Riccardo Frati <br />dramaturg Lino Guanciale, Corrado Rovida <br />assistente alla drammaturgia Davide Gasparro <br />assistenti alla regia Davide Gasparro e Giulia Sangiorgio<br />assistente costumista Marta Solari<br />con Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Lino Guanciale, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano, Giulia Trivero<br />e con la partecipazione straordinaria di Giulia Lazzarini<br />e con le allieve e gli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa <br />produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70387994</guid><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:35:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70387994/miracolo_a_milano_conferenza_stampa.mp3" length="195957827" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Miracolo a Milano

di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini 
trasposizione teatrale Paolo Di Paolo 
regia Claudio Longhi 
scene Guia Buzzi 
costumi Gianluca Sbicca 
luci Manuel Frenda 
visual design Riccardo Frati 
dramaturg Lino Guanciale, Corrado...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Miracolo a Milano<br /><br />di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini <br />trasposizione teatrale Paolo Di Paolo <br />regia Claudio Longhi <br />scene Guia Buzzi <br />costumi Gianluca Sbicca <br />luci Manuel Frenda <br />visual design Riccardo Frati <br />dramaturg Lino Guanciale, Corrado Rovida <br />assistente alla drammaturgia Davide Gasparro <br />assistenti alla regia Davide Gasparro e Giulia Sangiorgio<br />assistente costumista Marta Solari<br />con Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Lino Guanciale, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano, Giulia Trivero<br />e con la partecipazione straordinaria di Giulia Lazzarini<br />e con le allieve e gli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa <br />produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa]]></itunes:summary><itunes:duration>4899</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/09404bf700bad24cfee83ce4311dfb6b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Escaped Alone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/escaped-alone--69353828</link><description><![CDATA[Caryl Churchill, tra le massime drammaturghe inglesi viventi, sceglie lo scandalo gioioso della vecchiaia femminile in un mondo di perpetua giovinezza. Nel nuovo spettacolo de lacasadargilla, quattro imprevedibili signore sorseggiano tè e immaginano catastrofi in un insolito pomeriggio estivo. Un singolare racconto intorno all’inquietudine profonda che il nostro mondo produce in ogni istante della vita.<br /><br />Dopo <a href="https://www.piccoloteatro.org/it/2024-2025/anatomia-di-un-suicidio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anatomia di un suicidio</a> di Alice Birch, vincitore di cinque Premi Ubu, lacasadargilla sceglie la scrittura di Caryl Churchill, una delle più importanti e innovative drammaturghe britanniche contemporanee. In scena in Italia per la prima volta, Escaped Alone racconta un’agile e acutissima immagine di una piccola apocalisse tutta umana, vista con gli occhi divertiti di quattro imprevedibili signore.<br />Sally, Vi, Lena – amiche di lunga data – e la Signora Jarrett – la nuova arrivata – si capiscono al volo, senza bisogno di finire un discorso, si interrompono correggendosi, o lasciano fluttuare un embrione di pensiero finché qualcun’altra non si inserisce con i suoi racconti. Nell’allegro chiacchiericcio delle quattro donne, fatto di un’irresistibile incontinenza verbale, i soliloqui della signora Jarrett – richiami diretti al pubblico a metà tra il presagio e l’anatema – sono il formidabile espediente drammaturgico con cui Escaped Alone agita il languore delle nostre vite, scompiglia preconcetti, piccole follie quotidiane e abitudini, ancorando ogni particolare dell’esistenza delle protagoniste a un minaccioso e vivissimo affresco del nostro presente. <br />E così, mentre il pomeriggio volge al tramonto e le quattro amiche consumano il declino della loro vita sorseggiando tè, si annuncia con un inquieto ritornello anche il possibile tramonto di questa nostra umanità. <br /><br />10 gennaio - 8 febbraio 2026<br /><a href="https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-grassi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Grassi</a><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69353828</guid><pubDate>Thu, 08 Jan 2026 13:55:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69353828/080126_cs_escaped_audio.mp3" length="61359465" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Caryl Churchill, tra le massime drammaturghe inglesi viventi, sceglie lo scandalo gioioso della vecchiaia femminile in un mondo di perpetua giovinezza. 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In scena in Italia per la prima volta, Escaped Alone racconta un’agile e acutissima immagine di una piccola apocalisse tutta umana, vista con gli occhi divertiti di quattro imprevedibili signore.<br />Sally, Vi, Lena – amiche di lunga data – e la Signora Jarrett – la nuova arrivata – si capiscono al volo, senza bisogno di finire un discorso, si interrompono correggendosi, o lasciano fluttuare un embrione di pensiero finché qualcun’altra non si inserisce con i suoi racconti. Nell’allegro chiacchiericcio delle quattro donne, fatto di un’irresistibile incontinenza verbale, i soliloqui della signora Jarrett – richiami diretti al pubblico a metà tra il presagio e l’anatema – sono il formidabile espediente drammaturgico con cui Escaped Alone agita il languore delle nostre vite, scompiglia preconcetti, piccole follie quotidiane e abitudini, ancorando ogni particolare dell’esistenza delle protagoniste a un minaccioso e vivissimo affresco del nostro presente. <br />E così, mentre il pomeriggio volge al tramonto e le quattro amiche consumano il declino della loro vita sorseggiando tè, si annuncia con un inquieto ritornello anche il possibile tramonto di questa nostra umanità. <br /><br />10 gennaio - 8 febbraio 2026<br /><a href="https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-grassi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Grassi</a><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>2557</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/044d47461f3d506570f9cba71d7e7c3d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Laterza e Piccolo Teatro di Milano - Lezioni di Storia: L'invenzione dell'Europa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/laterza-e-piccolo-teatro-di-milano-lezioni-di-storia-l-invenzione-dell-europa--68831590</link><description><![CDATA[Martedì 2 dicembre ore 11:30<br />Giuseppe Laterza - editore<br />Lanfranco Li Cauli - Direttore generale Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa<br />Claudio Longhi - Direttore artistico Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa<br />Mario Cera - Presidente Fondazione Monte di Lombardia<br /><br />presentano Il ciclo delle Lezioni di Storia "L'invenzione dell'Europa"<br />interviene Laura Pepe<br />un progetto con il sostegno di Fondazione Monte di Lombardia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68831590</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 13:16:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68831590/cs_laterza_audio.mp3" length="52859526" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 2 dicembre ore 11:30
Giuseppe Laterza - editore
Lanfranco Li Cauli - Direttore generale Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa
Claudio Longhi - Direttore artistico Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa
Mario Cera - Presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martedì 2 dicembre ore 11:30<br />Giuseppe Laterza - editore<br />Lanfranco Li Cauli - Direttore generale Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa<br />Claudio Longhi - Direttore artistico Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa<br />Mario Cera - Presidente Fondazione Monte di Lombardia<br /><br />presentano Il ciclo delle Lezioni di Storia "L'invenzione dell'Europa"<br />interviene Laura Pepe<br />un progetto con il sostegno di Fondazione Monte di Lombardia]]></itunes:summary><itunes:duration>2202</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cb6f34b27ba3bf9622ee9baffa0fea26.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'angelo del focolare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-angelo-del-focolare--68495545</link><description><![CDATA[L’angelo del focolare<br />testo, regia, scene e costumi Emma Dante<br />luci Cristian Zucaro<br />con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi<br />coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma organizzazione Daniela Gusmano coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Châteauvallon-Liberté, scène nationale, Les Célestins, Théâtre de Lyon, La Comédie de Clermont-Ferrand, Scène Nationale d’ALBI-Tarn, Le Cratère, Scène nationale Alès, L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège, Théâtre + Cinéma Scène nationale Grand Narbonne, Théâtre de l’Archipel, scène nationale de Perpignan, Théâtre Molière, Sète scène nationale archipel de Thau, Le Parvis, scène nationale Tarbes-Pyrénées, Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68495545</guid><pubDate>Mon, 10 Nov 2025 12:33:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68495545/angelo_focolare_cs_audio.mp3" length="125348700" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>L’angelo del focolare
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro
con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma organizzazione Daniela Gusmano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’angelo del focolare<br />testo, regia, scene e costumi Emma Dante<br />luci Cristian Zucaro<br />con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi<br />coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma organizzazione Daniela Gusmano coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Châteauvallon-Liberté, scène nationale, Les Célestins, Théâtre de Lyon, La Comédie de Clermont-Ferrand, Scène Nationale d’ALBI-Tarn, Le Cratère, Scène nationale Alès, L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège, Théâtre + Cinéma Scène nationale Grand Narbonne, Théâtre de l’Archipel, scène nationale de Perpignan, Théâtre Molière, Sète scène nationale archipel de Thau, Le Parvis, scène nationale Tarbes-Pyrénées, Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria]]></itunes:summary><itunes:duration>3134</itunes:duration><itunes:keywords>dante,emma,milano,piccolo,teatro</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/361ee451ba472b50bf4d3c8a8211721b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Festival Presente Indicativo - Milano Crocevia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/festival-presente-indicativo-milano-crocevia--68364234</link><description><![CDATA[Festival Presente Indicativo Milano Crocevia Stories, artists and communities through tradition and contemporary perspectives Dal 14 al 30 maggio 2026, la terza edizione del Festival internazionale di teatro Presente Indicativo | Milano Crocevia riflette una geografia mossa, policroma e frastagliata. Il Piccolo, Teatro della Città, il Piccolo, Teatro d’Europa. Dalla nostra fondazione, nel 1947 – si preparano nel 2027 i festeggiamenti per il nostro Ottantesimo –, e dal decreto ministeriale del 1991 che ha riconosciuto la nostra vocazione internazionale, abbiamo incrociato un’autentica radice metropolitana con una tensione instancabile oltre confine, che sul mondo e al mondo apre un varco, da sempre in costante e vivace attività. Nella stagione 2025/26, che nel motto Complemento di relazione riassume la volontà di indagare legami, intrecci e associazioni, sono proprio artiste e artisti associati del triennio 2025/27, sia gli stranieri – Anne Teresa De Keersmaeker (Belgio), Caroline Guiela Nguyen (Francia), Tiago Rodrigues (Portogallo), Łukasz Twarkowski (Polonia), Thomas Verstraeten (Belgio) – sia gli italiani di nuova acquisizione – Daria Deflorian, Nicolò Fettarappa, Lino Guanciale e Parini Secondo – a disegnare le rotte del Festival, intrecciandole con quelle di rassegne gemelle, come Festival d’Avignon, Ruhrtriennale, Romaeuropa e Wiener Festwochen. Fra Teatro Studio Melato, Teatro Strehler, Teatro Grassi e Chiostro Nina Vinchi, con sconfinamenti cittadini, si rincorrono dodici spettacoli, di cui otto coproduzioni (di cui cinque internazionali), due prime assolute, tre prime italiane. Giornata d’apertura del Festival che, in questa edizione, è anticipata da un evento inaugurale, una festa in compagnia delle artiste e degli artisti, è proprio quel 14 maggio nel quale, 79 anni fa, il Piccolo Teatro di Milano alzò per la prima volta il sipario. Il Piccolo Day propone un programma di attività che attraversano l’intera giornata: un’edizione speciale dei Benvenuti al Piccolo!, un Walk_Talk che unisce i poli di una vera e propria “cittadella della cultura” (Triennale di Milano, Accademia e Pinacoteca di Brera, Teatro alla Scala e Teatro Grassi) e la presentazione del nuovo volume dedicato a Bertolt Brecht, pubblicato in coedizione con il Saggiatore. Si allarga poi all’intero perimetro urbano un percorso di preparazione al Festival, con letture nei municipi, nelle università, nelle biblioteche, nelle librerie e nei centri di aggregazione sociale dei quartieri di Milano e, durante il Festival, una vera e propria programmazione parallela fatta di incontri, workshop, camminate, presentazioni di libri, un laboratorio di critica e una rivista per conoscere da vicino i protagonisti di Presente Indicativo. Centro di incontro e scambio festoso torna a essere il Sagrato del Teatro Strehler, con il programma di djset, performance live, tra musica e bar di laPiazza, a cura di mare culturale urbano. Infine, la dimensione internazionale di Presente Indicativo offre il contesto ideale per il secondo appuntamento di Interesse pubblico, il nostro osservatorio triennale sul ruolo dello spettatore oggi e sulle trasformazioni nel modo di guardare, abitare e condividere il teatro. Dopo il convegno di ottobre 2025 dedicato a I pubblici della Milano che cambia, al centro delle giornate di studio di maggio 2026 è la platea internazionale. Presente Indicativo | Milano Crocevia è realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il sostegno di Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo (Main Partner) e Pirelli (Partner).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68364234</guid><pubDate>Fri, 31 Oct 2025 13:35:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68364234/festival_2026_cs_31102025.mp3" length="217450759" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Festival Presente Indicativo Milano Crocevia Stories, artists and communities through tradition and contemporary perspectives Dal 14 al 30 maggio 2026, la terza edizione del Festival internazionale di teatro Presente Indicativo | Milano Crocevia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Festival Presente Indicativo Milano Crocevia Stories, artists and communities through tradition and contemporary perspectives Dal 14 al 30 maggio 2026, la terza edizione del Festival internazionale di teatro Presente Indicativo | Milano Crocevia riflette una geografia mossa, policroma e frastagliata. Il Piccolo, Teatro della Città, il Piccolo, Teatro d’Europa. Dalla nostra fondazione, nel 1947 – si preparano nel 2027 i festeggiamenti per il nostro Ottantesimo –, e dal decreto ministeriale del 1991 che ha riconosciuto la nostra vocazione internazionale, abbiamo incrociato un’autentica radice metropolitana con una tensione instancabile oltre confine, che sul mondo e al mondo apre un varco, da sempre in costante e vivace attività. Nella stagione 2025/26, che nel motto Complemento di relazione riassume la volontà di indagare legami, intrecci e associazioni, sono proprio artiste e artisti associati del triennio 2025/27, sia gli stranieri – Anne Teresa De Keersmaeker (Belgio), Caroline Guiela Nguyen (Francia), Tiago Rodrigues (Portogallo), Łukasz Twarkowski (Polonia), Thomas Verstraeten (Belgio) – sia gli italiani di nuova acquisizione – Daria Deflorian, Nicolò Fettarappa, Lino Guanciale e Parini Secondo – a disegnare le rotte del Festival, intrecciandole con quelle di rassegne gemelle, come Festival d’Avignon, Ruhrtriennale, Romaeuropa e Wiener Festwochen. Fra Teatro Studio Melato, Teatro Strehler, Teatro Grassi e Chiostro Nina Vinchi, con sconfinamenti cittadini, si rincorrono dodici spettacoli, di cui otto coproduzioni (di cui cinque internazionali), due prime assolute, tre prime italiane. Giornata d’apertura del Festival che, in questa edizione, è anticipata da un evento inaugurale, una festa in compagnia delle artiste e degli artisti, è proprio quel 14 maggio nel quale, 79 anni fa, il Piccolo Teatro di Milano alzò per la prima volta il sipario. Il Piccolo Day propone un programma di attività che attraversano l’intera giornata: un’edizione speciale dei Benvenuti al Piccolo!, un Walk_Talk che unisce i poli di una vera e propria “cittadella della cultura” (Triennale di Milano, Accademia e Pinacoteca di Brera, Teatro alla Scala e Teatro Grassi) e la presentazione del nuovo volume dedicato a Bertolt Brecht, pubblicato in coedizione con il Saggiatore. Si allarga poi all’intero perimetro urbano un percorso di preparazione al Festival, con letture nei municipi, nelle università, nelle biblioteche, nelle librerie e nei centri di aggregazione sociale dei quartieri di Milano e, durante il Festival, una vera e propria programmazione parallela fatta di incontri, workshop, camminate, presentazioni di libri, un laboratorio di critica e una rivista per conoscere da vicino i protagonisti di Presente Indicativo. Centro di incontro e scambio festoso torna a essere il Sagrato del Teatro Strehler, con il programma di djset, performance live, tra musica e bar di laPiazza, a cura di mare culturale urbano. Infine, la dimensione internazionale di Presente Indicativo offre il contesto ideale per il secondo appuntamento di Interesse pubblico, il nostro osservatorio triennale sul ruolo dello spettatore oggi e sulle trasformazioni nel modo di guardare, abitare e condividere il teatro. Dopo il convegno di ottobre 2025 dedicato a I pubblici della Milano che cambia, al centro delle giornate di studio di maggio 2026 è la platea internazionale. Presente Indicativo | Milano Crocevia è realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il sostegno di Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo (Main Partner) e Pirelli (Partner).]]></itunes:summary><itunes:duration>5436</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/070fa13e6b8f343704511c7d9c418002.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bookcity 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bookcity-2025--68226720</link><description><![CDATA[Evento di presentazione del programma di BookCity Milano 2025.Un momento per svelare il programma, i protagonisti e le novità di questa edizione.<br /><br />Il tema di quest’anno? Il potere delle idee / Le idee del potere.<br />Perché sono proprio le idee a cambiare il mondo, e a farlo iniziamo da Milano.<br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68226720</guid><pubDate>Tue, 21 Oct 2025 12:56:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68226720/bookcity_cs.mp3" length="88050519" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Evento di presentazione del programma di BookCity Milano 2025.Un momento per svelare il programma, i protagonisti e le novità di questa edizione.

Il tema di quest’anno? Il potere delle idee / Le idee del potere.
Perché sono proprio le idee a cambiare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Evento di presentazione del programma di BookCity Milano 2025.Un momento per svelare il programma, i protagonisti e le novità di questa edizione.<br /><br />Il tema di quest’anno? 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È Ágota Kristóf. Per scrivere poesie la fabbrica va benissimo, si può pensare ad altro: le macchine hanno un ritmo regolare che scandisce i versi. Nel suo cassetto la donna ha un foglio e una matita. Quando il pensiero prende forma, lo annota. Ágota non conosce la lingua del posto, ma scrive e pensa in quell’idioma ignoto, che le è nemico. In fabbrica, del resto, è difficile riuscire a parlarsi in qualsiasi modo: le macchine fanno troppo rumore. La donna racconta la sua storia, è una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Vorrebbe dire qualcosa di sé, ma per farlo deve inventarsi delle maschere. E così, inaspettatamente, ci troviamo nei suoi romanzi. <br />Ágota diventa di volta in volta Lucas, Claus, Sandor, Line… Ma solo per un attimo. Siamo dentro a un sogno oppure al centro di un ricordo della sua infanzia? <br />Dopo <a href="https://www.piccoloteatro.org/it/2023-2024/trilogia-della-citta-di-k" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trilogia della città di K.</a> – prodotto dal Piccolo nella stagione 2023/24 e vincitore di cinque Premi Ubu, tra cui Miglior Regia e miglior spettacolo, e del Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro – Fanny &amp; Alexander e Federica Fracassi tornano alla prosa scabra e tagliente della scrittrice di origine ungherese, costretta dalla vita a esprimersi in una lingua sconosciuta: «È una sfida. La sfida di un’analfabeta».<br /><br />23 ottobre - 2 novembre 2025<br /><a href="https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-studio-melato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Studio Melato</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68131141</guid><pubDate>Tue, 14 Oct 2025 12:01:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68131141/audio_cs_analfabeta.mp3" length="48313168" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Stessi occhiali, stessi capelli, stessi vestiti, stessa gestualità: Federica Fracassi torna a incarnare Ágota Kristóf in un nuovo spettacolo, ideato ancora una volta con Fanny &amp;amp; Alexander e tratto dai testi della scrittrice costretta a esprimersi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Stessi occhiali, stessi capelli, stessi vestiti, stessa gestualità: Federica Fracassi torna a incarnare Ágota Kristóf in un nuovo spettacolo, ideato ancora una volta con Fanny &amp; Alexander e tratto dai testi della scrittrice costretta a esprimersi in una lingua «imposta dal caso, dalle circostanze».<br /><br />Una donna siede al suo tavolo di operaia, in una fabbrica di orologi, in Svizzera. È Ágota Kristóf. Per scrivere poesie la fabbrica va benissimo, si può pensare ad altro: le macchine hanno un ritmo regolare che scandisce i versi. Nel suo cassetto la donna ha un foglio e una matita. Quando il pensiero prende forma, lo annota. Ágota non conosce la lingua del posto, ma scrive e pensa in quell’idioma ignoto, che le è nemico. In fabbrica, del resto, è difficile riuscire a parlarsi in qualsiasi modo: le macchine fanno troppo rumore. La donna racconta la sua storia, è una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Vorrebbe dire qualcosa di sé, ma per farlo deve inventarsi delle maschere. E così, inaspettatamente, ci troviamo nei suoi romanzi. <br />Ágota diventa di volta in volta Lucas, Claus, Sandor, Line… Ma solo per un attimo. Siamo dentro a un sogno oppure al centro di un ricordo della sua infanzia? <br />Dopo <a href="https://www.piccoloteatro.org/it/2023-2024/trilogia-della-citta-di-k" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trilogia della città di K.</a> – prodotto dal Piccolo nella stagione 2023/24 e vincitore di cinque Premi Ubu, tra cui Miglior Regia e miglior spettacolo, e del Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro – Fanny &amp; Alexander e Federica Fracassi tornano alla prosa scabra e tagliente della scrittrice di origine ungherese, costretta dalla vita a esprimersi in una lingua sconosciuta: «È una sfida. 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La fitta corrispondenza tra Testori e l’amato Toubas, composta da lettere scritte in francese – a oggi mai tradotte, né trascritte o pubblicate –, da disegni e cartoline, mette in luce un amore straripante e a tratti ricattatorio, un’umanità disarmante e inedita, un lato dello scrittore di Novate Milanese sconosciuto ai più e che offre la possibilità di rileggere parte della sua opera con uno sguardo nuovo, originale e contemporaneo. <br />Il fulcro di questo lavoro è il confronto totalizzante, corpo a corpo, con la parola testoriana, una parola che, incarnandosi profondamente in chi la pronuncia, si trasforma nella lotta interminabile di un essere umano con le proprie paure.<br /><br />2 - 7 dicembre 2025<br /><a href="https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-studio-melato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Studio Melato</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68117646</guid><pubDate>Mon, 13 Oct 2025 12:35:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68117646/cs_per_sempre_audio.mp3" length="81471935" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Alessandro Bandini si accosta alla parola e all’opera di Giovanni Testori, portando in scena una drammaturgia originale costruita a partire dal corpus inedito della corrispondenza in lingua francese che lo scrittore di Novate Milanese intrattenne con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alessandro Bandini si accosta alla parola e all’opera di Giovanni Testori, portando in scena una drammaturgia originale costruita a partire dal corpus inedito della corrispondenza in lingua francese che lo scrittore di Novate Milanese intrattenne con Alain Toubas, al quale fu sentimentalmente legato per oltre trent’anni.<br /><br />Il giovane Alessandro Bandini – allievo di Luca Ronconi e Carmelo Rifici alla Scuola di Teatro del Piccolo e tra i partecipanti alla <a href="https://www.piccoloteatro.org/it/2023-2024/bat-bottega-amletica-testoriana" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BAT_Bottega Amletica Testoriana</a> ideata da Antonio Latella – dà voce e corpo alla struggente e misteriosa storia d’amore tra lo scrittore, drammaturgo, regista e pittore italiano Giovanni Testori e il mercante d’arte e gallerista francese Alain Toubas. <br />Per sempre è uno spettacolo sul bisogno di sentirsi amati incondizionatamente e sul dolore, è una richiesta viscerale di poter amare, un grido per non essere dimenticato. La fitta corrispondenza tra Testori e l’amato Toubas, composta da lettere scritte in francese – a oggi mai tradotte, né trascritte o pubblicate –, da disegni e cartoline, mette in luce un amore straripante e a tratti ricattatorio, un’umanità disarmante e inedita, un lato dello scrittore di Novate Milanese sconosciuto ai più e che offre la possibilità di rileggere parte della sua opera con uno sguardo nuovo, originale e contemporaneo. <br />Il fulcro di questo lavoro è il confronto totalizzante, corpo a corpo, con la parola testoriana, una parola che, incarnandosi profondamente in chi la pronuncia, si trasforma nella lotta interminabile di un essere umano con le proprie paure.<br /><br />2 - 7 dicembre 2025<br /><a href="https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-studio-melato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teatro Studio Melato</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3395</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/acccc555404e0ca7c8c6d6eb979facce.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arlecchino servitore di due padroni | Tournée in Cina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arlecchino-servitore-di-due-padroni-tournee-in-cina--68076187</link><description><![CDATA[Conferenza stampa presso il Chiostro Nina Vinchi per raccontare la prossima tournée in Cina dello spettacolo e l'installazione dedicata allo stesso, che verrà esposta presso il Teatro Grassi in occasione della "prima" milanese, a cura dell'artista Angelo Bonello. Intervengono Lanfranco Li Cauli, Claudio Longhi, Roberto Tasca e Giulio Pesenti. Sono presenti l'artista e la compagnia dello spettacolo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68076187</guid><pubDate>Thu, 09 Oct 2025 12:41:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68076187/audio_cs_arlecchino.mp3" length="54311922" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Conferenza stampa presso il Chiostro Nina Vinchi per raccontare la prossima tournée in Cina dello spettacolo e l'installazione dedicata allo stesso, che verrà esposta presso il Teatro Grassi in occasione della "prima" milanese, a cura dell'artista...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Conferenza stampa presso il Chiostro Nina Vinchi per raccontare la prossima tournée in Cina dello spettacolo e l'installazione dedicata allo stesso, che verrà esposta presso il Teatro Grassi in occasione della "prima" milanese, a cura dell'artista Angelo Bonello. Intervengono Lanfranco Li Cauli, Claudio Longhi, Roberto Tasca e Giulio Pesenti. Sono presenti l'artista e la compagnia dello spettacolo.]]></itunes:summary><itunes:duration>2263</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3220414d83e7fe28b210b56edbd2e8a0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Teatro Fuori Porta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/teatro-fuori-porta--68028911</link><description><![CDATA[Teatro Fuori Porta<br /><br />Prosegue, per il secondo anno, il progetto di avvicinamento ai linguaggi dello spettacolo dal vivo con recital, workshop e lezioni nelle città della Lombardia. Teatro Fuori Porta è il progetto che il Piccolo – con il contributo di Regione Lombardia – ha pensato, e avviato nella scorsa stagione, con l’obiettivo di promuovere e consolidare, nel territorio lombardo, un processo di avvicinamento e partecipazione ai linguaggi dello spettacolo dal vivo, soprattutto in aree non attraversate dai circuiti teatrali più consolidati.<br />Muovendo dalla convinzione che la cultura e il teatro, in particolare, in quanto rito collettivo per eccellenza e ideale spazio di confronto della comunità, siano cruciali per lo sviluppo di un territorio e affiancando l’impegno espresso in questi anni dal sistema regionale nel contrasto alla povertà educativa e culturale, questa seconda edizione ricalca una geografia artistica diffusa e capillare, toccando, con 60 appuntamenti, 23 comuni (Brunate, Como, Cantù, Oggiono, Casatenovo, Carate Brianza, Monza, Brugherio, Saronno, Varese, Besozzo, Ponte in Valtellina, Sondrio, Lovere, Bergamo, Brescia, Salò, Desenzano del Garda, Mantova, Castiglione delle Stiviere, Vigevano, Mortara, Lodi) e 10 province (Como, Lecco, Monza e Brianza, Varese, Sondrio, Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia, Lodi). <br /><br />Dilagando anche in spazi non convenzionalmente deputati alla scena, in una rete di istituzioni culturali, scolastiche e civiche, Teatro Fuori Porta si propone di nutrire il dialogo con un pubblico dal profilo estremamente vario, attraverso l’esperienza attiva e condivisa della pratica teatrale in tutte le sue forme, spettacolare, formativa, laboratoriale. <br /><br />La programmazione si snoda lungo l’ultimo trimestre dell’anno, con un palinsesto di recital e attività formative che vede coinvolte alcune eccellenze della scena italiana. Fausto Russo Alesi dà voce a Mumù di Turgenev; Arianna Scommegna interpreta La Storia di Elsa Morante; Federica Fracassi attraversa i Sillabari di Parise, mentre Francesco Centorame torna, per il secondo anno consecutivo, con Io quella volta lì avevo 25 anni, tratto dall’ultimo testo in prosa di Gaber e Luporini. <br /><br />Accanto agli appuntamenti serali, il progetto prevede un ciclo di lezioni-spettacolo pensate per le scuole – costruite intorno a quattro figure chiave della drammaturgia classica e contemporanea: Re Lear, Antigone, Galileo e La Maria Brasca – e un itinerario di workshop di lettura AD ALTA VOCE, ospitato in biblioteche, università della terza età e spazi civici, a cura di Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea e Giulia Trivero.  <br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68028911</guid><pubDate>Mon, 06 Oct 2025 12:19:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68028911/cs_tfp_audio.mp3" length="37038075" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Teatro Fuori Porta

Prosegue, per il secondo anno, il progetto di avvicinamento ai linguaggi dello spettacolo dal vivo con recital, workshop e lezioni nelle città della Lombardia. Teatro Fuori Porta è il progetto che il Piccolo – con il contributo di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Teatro Fuori Porta<br /><br />Prosegue, per il secondo anno, il progetto di avvicinamento ai linguaggi dello spettacolo dal vivo con recital, workshop e lezioni nelle città della Lombardia. Teatro Fuori Porta è il progetto che il Piccolo – con il contributo di Regione Lombardia – ha pensato, e avviato nella scorsa stagione, con l’obiettivo di promuovere e consolidare, nel territorio lombardo, un processo di avvicinamento e partecipazione ai linguaggi dello spettacolo dal vivo, soprattutto in aree non attraversate dai circuiti teatrali più consolidati.<br />Muovendo dalla convinzione che la cultura e il teatro, in particolare, in quanto rito collettivo per eccellenza e ideale spazio di confronto della comunità, siano cruciali per lo sviluppo di un territorio e affiancando l’impegno espresso in questi anni dal sistema regionale nel contrasto alla povertà educativa e culturale, questa seconda edizione ricalca una geografia artistica diffusa e capillare, toccando, con 60 appuntamenti, 23 comuni (Brunate, Como, Cantù, Oggiono, Casatenovo, Carate Brianza, Monza, Brugherio, Saronno, Varese, Besozzo, Ponte in Valtellina, Sondrio, Lovere, Bergamo, Brescia, Salò, Desenzano del Garda, Mantova, Castiglione delle Stiviere, Vigevano, Mortara, Lodi) e 10 province (Como, Lecco, Monza e Brianza, Varese, Sondrio, Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia, Lodi). <br /><br />Dilagando anche in spazi non convenzionalmente deputati alla scena, in una rete di istituzioni culturali, scolastiche e civiche, Teatro Fuori Porta si propone di nutrire il dialogo con un pubblico dal profilo estremamente vario, attraverso l’esperienza attiva e condivisa della pratica teatrale in tutte le sue forme, spettacolare, formativa, laboratoriale. <br /><br />La programmazione si snoda lungo l’ultimo trimestre dell’anno, con un palinsesto di recital e attività formative che vede coinvolte alcune eccellenze della scena italiana. Fausto Russo Alesi dà voce a Mumù di Turgenev; Arianna Scommegna interpreta La Storia di Elsa Morante; Federica Fracassi attraversa i Sillabari di Parise, mentre Francesco Centorame torna, per il secondo anno consecutivo, con Io quella volta lì avevo 25 anni, tratto dall’ultimo testo in prosa di Gaber e Luporini. <br /><br />Accanto agli appuntamenti serali, il progetto prevede un ciclo di lezioni-spettacolo pensate per le scuole – costruite intorno a quattro figure chiave della drammaturgia classica e contemporanea: Re Lear, Antigone, Galileo e La Maria Brasca – e un itinerario di workshop di lettura AD ALTA VOCE, ospitato in biblioteche, università della terza età e spazi civici, a cura di Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea e Giulia Trivero.  <br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1543</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/944ca725a480e9d8b852c089cbf41b18.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Festival IMMERSIONI 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/festival-immersioni-2025--67642512</link><description><![CDATA[Il Festival IMMERSIONI giunge alla sua quarta edizione, abitando il Teatro Grassi e diversi spazi milanesi dal 9 al 21 settembre: un percorso di convivenza, vicinanza e scambio aperto a cittadine e cittadini e alla comunità, il cui motore propulsore sono le artiste e gli artisti coinvolti e i processi drammaturgici partecipati avviati. Colonna vertebrale del Festival è la residenza Indagine Milano, una mappatura artistica della città con un focus specifico su quattro dei suoi quartieri meno centrali, una vera e propria immersione a contatto con le persone e le loro storie, con l’obiettivo di restituire quattro studi performativi che compongano uno sguardo eterogeneo e multiforme sulla Milano contemporanea.<br />Per la sua quarta edizione IMMERSIONI propone, per la prima volta, un programma in due percorsi paralleli, una doppia geografia culturale che attraversa i quartieri e mette in relazione centro e margini, connettendo comunità locali, giovani artisti e pubblico cittadino in un unico orizzonte narrativo. Da un lato, otto spettacoli che debuttano al Teatro Grassi, nati da un lavoro immersivo nei quartieri o in dialogo con essi; dall’altro, la città stessa diventa palcoscenico con performance site-specific nei quartieri di Figino, Chiaravalle, Stadera e San Siro.<br />Le artiste e gli artisti selezionati per il 2025 sono: Filippo Capobianco per Corvetto, Elisabetta Consonni per Adriano, Silvia Guerrieri con Greta Tommesani e Federico Cicinelli per Bicocca e Aldo Scarpitta e Marco Berni + Marco De Francesca per il Gallaratese. Quest’anno sono stati inoltre selezionati due progetti speciali: Unione gattara milanese di Edoardo Mozzanega e Chiara Prodi e la fanzine Tafferuglio – una rivista realista per una città surreale – nata per raccontare Milano con uno sguardo sperimentale. Oltre alla restituzione dei percorsi affidati alle artiste e agli artisti in residenza nei territori, tra le proposte del Festival, in scena al Teatro Grassi e in diversi spazi milanesi, si aggiungono la conferenza performativa Sogno di una Cascina di Mezza Estate di PaT – Passi Teatrali, la performance MASS! di Francesco Leineri e Détournement 2.0. Guida ad uno smarrimento volontario, esperienza performativa site-specific creata da Broken Jump e la premiazione dell’ottava edizione del Premio Carlo Annoni; insieme agli spettacoli Aurore di Chiara Taviani, SUBURBIA DREAM | Diorama Chiaravalle di Phoebe‬‭ Zeitgeist‬‭, The Sensemaker di Elsa Couvreur, Chi è il vero italiano? di Marleen Scholten e Le Voci di Figino della compagnia partenopea Putéca Celidònia. direzione artistica Andrea Capaldi coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, mare culturale urbano Il Festival IMMERSIONI è realizzato con il contributo del Comune di Milano, nell’ambito del progetto “Milano è Viva” nei quartieri 2025. team curatoriale Indagine Milano 2025: Federica Fracassi, Nicola Russo, Benedetto Sicca tutor Indagine Milano 2025: Riccardo Frati, Davide Carnevali, Nicola Ratti]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67642512</guid><pubDate>Fri, 05 Sep 2025 09:38:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67642512/cs_immersioni_audio.mp3" length="83040221" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Piccolo Teatro di Milano</itunes:author><itunes:subtitle>Il Festival IMMERSIONI giunge alla sua quarta edizione, abitando il Teatro Grassi e diversi spazi milanesi dal 9 al 21 settembre: un percorso di convivenza, vicinanza e scambio aperto a cittadine e cittadini e alla comunità, il cui motore propulsore...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Festival IMMERSIONI giunge alla sua quarta edizione, abitando il Teatro Grassi e diversi spazi milanesi dal 9 al 21 settembre: un percorso di convivenza, vicinanza e scambio aperto a cittadine e cittadini e alla comunità, il cui motore propulsore sono le artiste e gli artisti coinvolti e i processi drammaturgici partecipati avviati. Colonna vertebrale del Festival è la residenza Indagine Milano, una mappatura artistica della città con un focus specifico su quattro dei suoi quartieri meno centrali, una vera e propria immersione a contatto con le persone e le loro storie, con l’obiettivo di restituire quattro studi performativi che compongano uno sguardo eterogeneo e multiforme sulla Milano contemporanea.<br />Per la sua quarta edizione IMMERSIONI propone, per la prima volta, un programma in due percorsi paralleli, una doppia geografia culturale che attraversa i quartieri e mette in relazione centro e margini, connettendo comunità locali, giovani artisti e pubblico cittadino in un unico orizzonte narrativo. Da un lato, otto spettacoli che debuttano al Teatro Grassi, nati da un lavoro immersivo nei quartieri o in dialogo con essi; dall’altro, la città stessa diventa palcoscenico con performance site-specific nei quartieri di Figino, Chiaravalle, Stadera e San Siro.<br />Le artiste e gli artisti selezionati per il 2025 sono: Filippo Capobianco per Corvetto, Elisabetta Consonni per Adriano, Silvia Guerrieri con Greta Tommesani e Federico Cicinelli per Bicocca e Aldo Scarpitta e Marco Berni + Marco De Francesca per il Gallaratese. Quest’anno sono stati inoltre selezionati due progetti speciali: Unione gattara milanese di Edoardo Mozzanega e Chiara Prodi e la fanzine Tafferuglio – una rivista realista per una città surreale – nata per raccontare Milano con uno sguardo sperimentale. Oltre alla restituzione dei percorsi affidati alle artiste e agli artisti in residenza nei territori, tra le proposte del Festival, in scena al Teatro Grassi e in diversi spazi milanesi, si aggiungono la conferenza performativa Sogno di una Cascina di Mezza Estate di PaT – Passi Teatrali, la performance MASS! di Francesco Leineri e Détournement 2.0. Guida ad uno smarrimento volontario, esperienza performativa site-specific creata da Broken Jump e la premiazione dell’ottava edizione del Premio Carlo Annoni; insieme agli spettacoli Aurore di Chiara Taviani, SUBURBIA DREAM | Diorama Chiaravalle di Phoebe‬‭ Zeitgeist‬‭, The Sensemaker di Elsa Couvreur, Chi è il vero italiano? di Marleen Scholten e Le Voci di Figino della compagnia partenopea Putéca Celidònia. direzione artistica Andrea Capaldi coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, mare culturale urbano Il Festival IMMERSIONI è realizzato con il contributo del Comune di Milano, nell’ambito del progetto “Milano è Viva” nei quartieri 2025. team curatoriale Indagine Milano 2025: Federica Fracassi, Nicola Russo, Benedetto Sicca tutor Indagine Milano 2025: Riccardo Frati, Davide Carnevali, Nicola Ratti]]></itunes:summary><itunes:duration>3460</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5e5f20abda5dcc0f203b71384a64ed93.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
