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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Le favole che non racconterò</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/le-favole-che-non-raccontero--6698796</link><description><![CDATA[<b>Ci sono favole che si raccontano per far addormentare.</b> <b>  E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto.</b> <b>  Perché fanno troppo male.</b> <b>  Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle.</b> <b>  O perché non c’era più tempo.</b> <b> </b> <b>  In questo piccolo spazio — fatto di voce, silenzi e memoria —</b> <b>  io le raccolgo.</b> <b>   Sono le favole che non racconterò.</b> <b>   Le dedico a voi,</b> <b>  chissà, nipoti che non vedrò mai,</b> <b>  ma che ho già amato con la fantasia.</b> <b> </b> <b>  A voi affido questi racconti,</b> <b>  come si affida un segreto al vento.</b> <b> </b> <b>  E se un giorno qualcuno vi parlerà di me,</b> <b>  vi prego, ricordate così:</b> <b>   che avevo ancora storie da donare,</b> <b>  e un cuore troppo grande per restare in silenzio.</b> <b> </b> <b>  Mi chiamo Giulio Antonello.</b> <b>  Questo è il mio lascito.</b> <b>  Questo è il mio podcast.</b> <b>  Le favole che non racconterò.</b>]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6698796/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Books</category><copyright>©Giulio Antonello Santonocito, 2025. Tutti i diritti riservati.  Questo podcast è protetto dalle leggi sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico, modifica o utilizzo dei contenuti senza autorizzazione scritt</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d042dc28b606d1dc34e1eb5fa18ed92a.jpg</url><title>Le favole che non racconterò</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/le-favole-che-non-raccontero--6698796</link></image><lastBuildDate>Sun, 12 Jul 2026 10:42:38 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Giulio Antonello Santonocito</itunes:name><itunes:email>giulio.santonocito@email.it</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d042dc28b606d1dc34e1eb5fa18ed92a.jpg"/><itunes:subtitle>Ci sono favole che si raccontano per far addormentare.   E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto.   Perché fanno troppo male.   Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle.   O perché non c’era più tempo.     In questo piccolo spazio —...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Ci sono favole che si raccontano per far addormentare.</b> <b>  E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto.</b> <b>  Perché fanno troppo male.</b> <b>  Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle.</b> <b>  O perché non c’era più tempo.</b> <b> </b> <b>  In questo piccolo spazio — fatto di voce, silenzi e memoria —</b> <b>  io le raccolgo.</b> <b>   Sono le favole che non racconterò.</b> <b>   Le dedico a voi,</b> <b>  chissà, nipoti che non vedrò mai,</b> <b>  ma che ho già amato con la fantasia.</b> <b> </b> <b>  A voi affido questi racconti,</b> <b>  come si affida un segreto al vento.</b> <b> </b> <b>  E se un giorno qualcuno vi parlerà di me,</b> <b>  vi prego, ricordate così:</b> <b>   che avevo ancora storie da donare,</b> <b>  e un cuore troppo grande per restare in silenzio.</b> <b> </b> <b>  Mi chiamo Giulio Antonello.</b> <b>  Questo è il mio lascito.</b> <b>  Questo è il mio podcast.</b> <b>  Le favole che non racconterò.</b>]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Books"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>28 - 14 Episodio speciale, Gli scherzi telefonici</title><link>https://santonocito.wordpress.com/?p=1026&amp;preview_id=1026&amp;preview_nonce=f703bdb989&amp;preview=true&amp;_thumbnail_id=1028</link><description><![CDATA[Con questa 14.a puntata si conclude la storia a puntate dedicata a mia zia Aurò. Il podcast narrativo si intitola<b> “Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio”</b>, è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di <b>Aurelia “Aurò” Dotto de’ Daul</b>i, la zia cieca dall'infanzia che mi ha insegnato a “vedere” il mondo in modo diverso.<br />Ho immaginato la <b>Palermo </b>dei primi del '900 per raccontare come Aurò perse la vista quando aveva solo 9 mesi.<br />Ho raccontato dell'<b>orologio a cucù</b> che diventa il varco attraverso cui Aurò torna a parlare con me. Di <b>Cicì, il colombo di gesso </b>che al suo interno nascondeva un piccolo <b>colombino di legno</b>, un colombino misterioso che ha "permesso" alle storie del mio podcast di raggiungere mia zia oltre la soglia tra i mondi.<br />Ma ho voluto concludere questo ciclo con una<b> puntata allegra</b>, quella che vi apprestate ad ascoltare. La puntata è dedicata agli <b>scherzi telefonici</b> che io e mia zia facevamo negli <b>anni '70</b>. Era un modo per farla restare viva,<b> per restare bambina, per restare con me</b>. Era questo il motivo degli scherzi telefonici che organizzavamo. E senza saperlo, grazie a quel vecchio telefono, <b>stavo creando un modo per restare con mia zia perché il vero miracolo degli oggetti non è quello che fanno, ma quello che custodiscono.</b><br /><b>Se questa storia ti ha ricordato una persona che ami, condividila con lei o con chi la porta ancora nel cuore.</b><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72936640</guid><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:10:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72936640/8b149fb2_7301_4534_8be3_e924317d4bf2.mp3" length="10229595" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/?p=1026&amp;amp;preview_id=1026&amp;amp;preview_nonce=f703bdb989&amp;amp;preview=true&amp;amp;_thumbnail_id=1028" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Con questa 14.a puntata si conclude la storia a puntate dedicata a mia zia Aurò. Il podcast narrativo si intitola “Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio”, è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di Aurelia “Aurò”...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con questa 14.a puntata si conclude la storia a puntate dedicata a mia zia Aurò. Il podcast narrativo si intitola<b> “Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio”</b>, è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di <b>Aurelia “Aurò” Dotto de’ Daul</b>i, la zia cieca dall'infanzia che mi ha insegnato a “vedere” il mondo in modo diverso.<br />Ho immaginato la <b>Palermo </b>dei primi del '900 per raccontare come Aurò perse la vista quando aveva solo 9 mesi.<br />Ho raccontato dell'<b>orologio a cucù</b> che diventa il varco attraverso cui Aurò torna a parlare con me. 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E senza saperlo, grazie a quel vecchio telefono, <b>stavo creando un modo per restare con mia zia perché il vero miracolo degli oggetti non è quello che fanno, ma quello che custodiscono.</b><br /><b>Se questa storia ti ha ricordato una persona che ami, condividila con lei o con chi la porta ancora nel cuore.</b><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. 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Ogni sera, quando do la corda all’orologio, non sto solo caricando un meccanismo. Sto continuando un dialogo. Sto dicendo: «Sono qui.» E sto ascoltando una risposta che non ha bisogno di voce. Il cucù che esce fuori tempo, il colombo di legno che si scalda, quel mammacuccurucua lieve che a volte riempie l’aria… non sono miracoli. Sono fedeltà. Sono amore che ha trovato un modo per restare. Aurò non è un ricordo. Non è un’ombra. È una presenza che ascolta. Una presenza che mi accompagna ogni volta che racconto una storia, ogni volta che poso il colombo accanto al microfono, ogni volta che tiro la catenella senza superare quel punto invisibile. E allora questo epilogo non è una fine. È un passaggio. È il momento in cui la sua voce e la mia si incontrano nel buio e fanno quello che hanno sempre fatto: si riconoscono.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Qui la magia non scompare: si trasforma in quotidianità, in gesto, in memoria viva.  
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Una presenza che mi accompagna ogni volta che racconto una storia, ogni volta che poso il colombo accanto al microfono, ogni volta che tiro la catenella senza superare quel punto invisibile. E allora questo epilogo non è una fine. È un passaggio. È il momento in cui la sua voce e la mia si incontrano nel buio e fanno quello che hanno sempre fatto: si riconoscono.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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La rivelazione è il capitolo in cui il ponte tra me e Aurò finalmente si apre. <br />Qui la magia non è un trucco, ma un atto d’amore che attraversa il tempo.  <br />Questo è il momento in cui la storia respira come un essere vivo.<br />È il capitolo in cui io divento ciò che Aurò aveva previsto: colui che racconta.<br />________________________________________<br />Questo 12.o capitolo l'ho chiamato, La rivelazione. Nel podcast narrativo spiego che non si tratta di un miracolo.<br />Mi sforzo di far capire che il miracolo è stato scoprire che l’amore trova sempre un modo per restare.<br />Che la memoria non è un archivio, ma un luogo abitato.<br />Che le storie, quando vengono raccontate, non riportano indietro chi se n’è andato…<br />ma portano avanti chi resta.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Nel podcast narrativo spiego che non si tratta di un miracolo.<br />Mi sforzo di far capire che il miracolo è stato scoprire che l’amore trova sempre un modo per restare.<br />Che la memoria non è un archivio, ma un luogo abitato.<br />Che le storie, quando vengono raccontate, non riportano indietro chi se n’è andato…<br />ma portano avanti chi resta.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Nel capitolo XI – assisteremo allo svolgimento delle prove<br />Ci sono momenti in cui la vita ci chiede qualcosa.<br />Non per punirci, ma per prepararci.<br />Aurò chiede a me tre prove: il buio, il suono, la memoria.<br />E io le affronto come si affrontano i riti antichi: con paura e con amore.<br />Per poter parlare ancora con Aurò, Giulio deve affrontare tre prove: vivere una notte nel buio totale, ascoltare il mondo come lei lo ascoltava, e ricordare una poesia senza immagini. Superate le prove, il colombo si anima e gli restituisce la voce della zia, che ora può ascoltare i podcast che lui registra. “Una storia che si ascolta con gli occhi chiusi”<br />Chiudi gli occhi.<br />Respira.<br />E lascia che Mammacuccurucua ti porti in un luogo dove il tempo non scorre: si apre.<br />È la storia di Aurò, di un colombo di legno che vibra, di un cucù che parla fuori orario, di un telefono che diventa teatro.<br />È un romanzo fatto di dettagli minuscoli e miracoli quotidiani, di risate improvvise e di silenzi che sanno abbracciare.<br />Ascoltarlo significa imparare a vedere con l’udito, a ricordare con il cuore, a riconoscere la presenza anche quando sembra lontana.<br />Il resto lo farà la voce.  <br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72627925</guid><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 08:54:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72627925/25_11_mammacuccurucua_le_prove.mp3" length="10903763" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=1002&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>“Mammacuccurucua” è un romanzo sulla memoria che non muore, sulla luce che abita il buio, e sul potere delle storie di tenere unita una famiglia oltre la vita.
Un omaggio poetico a una donna che non ha mai visto un’alba, ma che ha insegnato a molti a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Mammacuccurucua” è un romanzo sulla memoria che non muore, sulla luce che abita il buio, e sul potere delle storie di tenere unita una famiglia oltre la vita.<br />Un omaggio poetico a una donna che non ha mai visto un’alba, ma che ha insegnato a molti a riconoscerla. Nel capitolo XI – assisteremo allo svolgimento delle prove<br />Ci sono momenti in cui la vita ci chiede qualcosa.<br />Non per punirci, ma per prepararci.<br />Aurò chiede a me tre prove: il buio, il suono, la memoria.<br />E io le affronto come si affrontano i riti antichi: con paura e con amore.<br />Per poter parlare ancora con Aurò, Giulio deve affrontare tre prove: vivere una notte nel buio totale, ascoltare il mondo come lei lo ascoltava, e ricordare una poesia senza immagini. Superate le prove, il colombo si anima e gli restituisce la voce della zia, che ora può ascoltare i podcast che lui registra. “Una storia che si ascolta con gli occhi chiusi”<br />Chiudi gli occhi.<br />Respira.<br />E lascia che Mammacuccurucua ti porti in un luogo dove il tempo non scorre: si apre.<br />È la storia di Aurò, di un colombo di legno che vibra, di un cucù che parla fuori orario, di un telefono che diventa teatro.<br />È un romanzo fatto di dettagli minuscoli e miracoli quotidiani, di risate improvvise e di silenzi che sanno abbracciare.<br />Ascoltarlo significa imparare a vedere con l’udito, a ricordare con il cuore, a riconoscere la presenza anche quando sembra lontana.<br />Il resto lo farà la voce.  <br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>682</itunes:duration><itunes:keywords>amore_che_resta,cecità,colombo_di_legno,magia_quotidiana,mammacuccurucua,memoria_familiare,narrazione_orale,podcast_italiano,podcast_narrativo,prove,realismo_magico,ricordi_d’infanzia,romanzi_radiofonici,solitudine,storie_vere,vita_nel_buio,voce_nel_buio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a97d8319f2a21fcd9c7d6b21957a4c8e.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>10 Mammacuccurucua, Il colombo di legno - Decima puntata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/10-mammacuccurucua-il-colombo-di-legno-decima-puntata--72460108</link><description><![CDATA[Il Capìtolo X – Il colombo di legno, il capìtolo in cui la magia entra davvero nella Ѕtoria, ma lo fa con la stessa delicateɀɀa con cui Aurò ha sempre attraversato il mondo.<br /><br />Sinossi - Quando la vita porta via prima Gisè, poi Anna e infine Aurò, Giulio resta con un vuoto che non sa colmare. Ma un giorno, mentre dà la corda all’orologio a cucù — gesto rituale che Aurò gli ha insegnato — un colombo di gesso si rompe, rivelando al suo interno un colombo di legno cavo, capace di vibrare, tubare e aprire un varco tra i mondi.<br /><br />  “Mammacuccurucua” è un romanzo sulla memoria che non muore, sulla luce che abita il buio, e sul potere delle storie di tenere unita una famiglia oltre la vita. Un omaggio poetico a una donna che non ha mai visto un’alba, ma che ha insegnato a molti a riconoscerla.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72460108</guid><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:23:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72460108/10_mammacuccurucua_il_colombo_di_legno.mp3" length="10609102" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49263b2c-e28a-4c2c-bfb2-2dd37bda9e89/49263b2c-e28a-4c2c-bfb2-2dd37bda9e89.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49263b2c-e28a-4c2c-bfb2-2dd37bda9e89/49263b2c-e28a-4c2c-bfb2-2dd37bda9e89.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49263b2c-e28a-4c2c-bfb2-2dd37bda9e89/49263b2c-e28a-4c2c-bfb2-2dd37bda9e89.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Il Capìtolo X – Il colombo di legno, il capìtolo in cui la magia entra davvero nella Ѕtoria, ma lo fa con la stessa delicateɀɀa con cui Aurò ha sempre attraversato il mondo.

Sinossi - Quando la vita porta via prima Gisè, poi Anna e infine Aurò,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Capìtolo X – Il colombo di legno, il capìtolo in cui la magia entra davvero nella Ѕtoria, ma lo fa con la stessa delicateɀɀa con cui Aurò ha sempre attraversato il mondo.<br /><br />Sinossi - Quando la vita porta via prima Gisè, poi Anna e infine Aurò, Giulio resta con un vuoto che non sa colmare. Ma un giorno, mentre dà la corda all’orologio a cucù — gesto rituale che Aurò gli ha insegnato — un colombo di gesso si rompe, rivelando al suo interno un colombo di legno cavo, capace di vibrare, tubare e aprire un varco tra i mondi.<br /><br />  “Mammacuccurucua” è un romanzo sulla memoria che non muore, sulla luce che abita il buio, e sul potere delle storie di tenere unita una famiglia oltre la vita. Un omaggio poetico a una donna che non ha mai visto un’alba, ma che ha insegnato a molti a riconoscerla.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Accanto a lei vivono le sorelle Maria e Anna, custodi affettuose di un universo domestico fatto di gesti, suoni, profumi e parole che sostituiscono gli occhi. E accanto a lei c’è Cicì, un colombo che diventa compagno, guida e simbolo di un legame misterioso con ciò che sta oltre il visibile. Il narratore, Giulio, nipote amatissimo, cresce al suo fianco: la accompagna nelle passeggiate, le insegna a telefonare, ascolta con lei i romanzi radiofonici della Rai, impara a vedere il mondo attraverso i suoi sensi. Quando la vita porta via prima Gisè, poi Anna e infine Aurò, Giulio resta con un vuoto che non sa colmare. Ma un giorno, mentre dà la corda all’orologio a cucù...<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72416300</guid><pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72416300/23_09_mammacuccurucua_le_due_assenze_2.mp3" length="13403995" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=980&amp;amp;action=edit" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Cresciuta nella Palermo dei primi del Novecento, Aurò perde la vista a nove mesi per un errore medico, ma non perde mai la capacità di vedere ciò che davvero conta. Accanto a lei vivono le sorelle Maria e Anna, custodi affettuose di un universo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cresciuta nella Palermo dei primi del Novecento, Aurò perde la vista a nove mesi per un errore medico, ma non perde mai la capacità di vedere ciò che davvero conta. Accanto a lei vivono le sorelle Maria e Anna, custodi affettuose di un universo domestico fatto di gesti, suoni, profumi e parole che sostituiscono gli occhi. E accanto a lei c’è Cicì, un colombo che diventa compagno, guida e simbolo di un legame misterioso con ciò che sta oltre il visibile. Il narratore, Giulio, nipote amatissimo, cresce al suo fianco: la accompagna nelle passeggiate, le insegna a telefonare, ascolta con lei i romanzi radiofonici della Rai, impara a vedere il mondo attraverso i suoi sensi. Quando la vita porta via prima Gisè, poi Anna e infine Aurò, Giulio resta con un vuoto che non sa colmare. Ma un giorno, mentre dà la corda all’orologio a cucù...<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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(...)<br />Il narratore, Giulio, nipote amatissimo, cresce al suo fianco: la accompagna nelle passeggiate, le insegna a telefonare, ascolta con lei i romanzi radiofonici della Rai, impara a vedere il mondo attraverso i suoi sensi.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72002675</guid><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 08:15:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72002675/22_08_mammacuccurucua_la_radio.mp3" length="10002643" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=970&amp;amp;action=edit" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>“Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio” è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di Aurelia “Aurò” Dotto de’ Dauli, una donna cieca dalla prima infanzia che, nonostante un destino crudele, attraversa il mondo con una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio” è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di Aurelia “Aurò” Dotto de’ Dauli, una donna cieca dalla prima infanzia che, nonostante un destino crudele, attraversa il mondo con una grazia luminosa e un’ironia disarmante. (...)<br />Il narratore, Giulio, nipote amatissimo, cresce al suo fianco: la accompagna nelle passeggiate, le insegna a telefonare, ascolta con lei i romanzi radiofonici della Rai, impara a vedere il mondo attraverso i suoi sensi.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72002570</guid><pubDate>Mon, 25 May 2026 08:10:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72002570/21_07_mammacuccurucua_il_ragazzo.mp3" length="9725954" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=945&amp;amp;action=edit" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>“Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio” è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di Aurelia “Aurò” Dotto de’ Dauli, una donna cieca dalla prima infanzia che, nonostante un destino crudele, attraversa il mondo con una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio” è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di Aurelia “Aurò” Dotto de’ Dauli, una donna cieca dalla prima infanzia che, nonostante un destino crudele, attraversa il mondo con una grazia luminosa e un’ironia disarmante.<br />Il narratore, Giulio, nipote amatissimo, cresce al suo fianco: la accompagna nelle passeggiate, le insegna a telefonare, ascolta con lei i romanzi radiofonici della Rai, impara a vedere il mondo attraverso i suoi sensi.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>608</itunes:duration><itunes:keywords>amore_che_resta,cecità,colombo_di_legno,inclusione,magia_quotidiana,mammacuccurucua,memoria_familiare,narrazione_orale,podcast_italiano,podcast_narrativo,realismo_magico,ricordi_d’infanzia,romanzi_radiofonici,sorelle,storie_vere,vita_nel_buio,voce_nel_buio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b4d0bf8434973cbf2c21daf157e5a247.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>20 06 Mammacuccurucua Episodio 6 Le due sorelle che non erano sorelle</title><link>https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=958&amp;action=edit</link><description><![CDATA[“Ascoltare è attraversare” Mammacuccurucua è una storia che non chiede di essere capita: chiede di essere attraversata.<br />È un viaggio fatto di suoni che diventano immagini, di ricordi che tornano a bussare, di voci che non smettono di cercarsi.<br />Ascoltarla significa entrare in una casa dove il buio non spaventa, perché ogni ombra custodisce una luce.<br />Premi play e lascia che il canto ti accompagni: Aurò è lì, da qualche parte oltre il silenzio, pronta a mostrarti il mondo come lo vedeva lei.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72002543</guid><pubDate>Mon, 18 May 2026 07:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72002543/20_06_mammacuccurucua_le_sorelle_non.mp3" length="9114479" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=958&amp;amp;action=edit" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>“Ascoltare è attraversare” Mammacuccurucua è una storia che non chiede di essere capita: chiede di essere attraversata.
È un viaggio fatto di suoni che diventano immagini, di ricordi che tornano a bussare, di voci che non smettono di cercarsi....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Ascoltare è attraversare” Mammacuccurucua è una storia che non chiede di essere capita: chiede di essere attraversata.<br />È un viaggio fatto di suoni che diventano immagini, di ricordi che tornano a bussare, di voci che non smettono di cercarsi.<br />Ascoltarla significa entrare in una casa dove il buio non spaventa, perché ogni ombra custodisce una luce.<br />Premi play e lascia che il canto ti accompagni: Aurò è lì, da qualche parte oltre il silenzio, pronta a mostrarti il mondo come lo vedeva lei.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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È il viaggio di Aurò, una bambina che ha perso la vista ma non la capacità di vedere.<br />Attraverso voci, rumori, gesti e memorie, Aurò impara a leggere il mondo con l’udito, con il cuore, con la presenza.<br />Ogni episodio è un piccolo rito: un canto che attraversa il buio e lo trasforma in luce. Ascoltare <i>Mammacuccurucua</i> significa entrare in una casa dove ogni suono ha un’anima, dove il tempo si misura in respiri, e dove la voce diventa visione. Premi “play”.<br />Chiudi gli occhi.<br />E lascia che il canto ti attraversi.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71972720</guid><pubDate>Tue, 12 May 2026 08:56:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71972720/19_05_mammacuccurucua_venti_di_guerra.mp3" length="10132628" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=936&amp;amp;action=edit" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Invito all’ascolto – Mammacuccurucua Ci sono storie che non si leggono: si ascoltano.
Storie che nascono dal silenzio, dal suono di un orologio, dal respiro di una casa.
Mammacuccurucua è una di queste. È il viaggio di Aurò, una bambina che ha perso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Invito all’ascolto – Mammacuccurucua</b> Ci sono storie che non si leggono: si ascoltano.<br />Storie che nascono dal silenzio, dal suono di un orologio, dal respiro di una casa.<br /><i>Mammacuccurucua</i> è una di queste. È il viaggio di Aurò, una bambina che ha perso la vista ma non la capacità di vedere.<br />Attraverso voci, rumori, gesti e memorie, Aurò impara a leggere il mondo con l’udito, con il cuore, con la presenza.<br />Ogni episodio è un piccolo rito: un canto che attraversa il buio e lo trasforma in luce. Ascoltare <i>Mammacuccurucua</i> significa entrare in una casa dove ogni suono ha un’anima, dove il tempo si misura in respiri, e dove la voce diventa visione. Premi “play”.<br />Chiudi gli occhi.<br />E lascia che il canto ti attraversi.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Cresciuta nella Palermo dei primi del Novecento, Aurò perde la vista a nove mesi per un errore medico, ma non perde mai la capacità di vedere ciò che davvero conta. Accanto a lei vivono le sorelle Maria e Anna, custodi affettuose di un universo domestico fatto di gesti, suoni, profumi e parole che sostituiscono gli occhi. E accanto a lei c’è Cicì, un colombo che diventa compagno, guida e simbolo di un legame misterioso con ciò che sta oltre il visibile.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Cresciuta nella Palermo dei primi del Novecento, Aurò perde la vista a nove mesi per un errore medico, ma non perde mai la capacità di vedere ciò che davvero conta. Accanto a lei vivono le sorelle Maria e Anna, custodi affettuose di un universo domestico fatto di gesti, suoni, profumi e parole che sostituiscono gli occhi. E accanto a lei c’è Cicì, un colombo che diventa compagno, guida e simbolo di un legame misterioso con ciò che sta oltre il visibile.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Cresciuta nella Palermo dei primi del Novecento, Aurò perde la vista a nove mesi per un errore medico, ma non perde mai la capacità di vedere ciò che davvero conta. Accanto a lei vivono le sorelle Anna e Gisè, custodi affettuose di un universo domestico fatto di gesti, suoni, profumi e parole che sostituiscono gli occhi. E accanto a lei c’è Cicì, un colombo che diventa compagno, guida e simbolo di un legame misterioso con ciò che sta oltre il visibile.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71702633</guid><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:52:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71702633/17_03_mammacuccurucua.mp3" length="9760226" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=920&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>“Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio” è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di Aurelia “Aurò” Dotto de’ Dauli, una donna cieca dalla prima infanzia che, nonostante un destino crudele, attraversa il mondo con una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Mammacuccurucua – Il canto che attraversa il buio” è un romanzo di memoria e realismo magico che racconta la vita di Aurelia “Aurò” Dotto de’ Dauli, una donna cieca dalla prima infanzia che, nonostante un destino crudele, attraversa il mondo con una grazia luminosa e un’ironia disarmante. Cresciuta nella Palermo dei primi del Novecento, Aurò perde la vista a nove mesi per un errore medico, ma non perde mai la capacità di vedere ciò che davvero conta. Accanto a lei vivono le sorelle Anna e Gisè, custodi affettuose di un universo domestico fatto di gesti, suoni, profumi e parole che sostituiscono gli occhi. E accanto a lei c’è Cicì, un colombo che diventa compagno, guida e simbolo di un legame misterioso con ciò che sta oltre il visibile.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>610</itunes:duration><itunes:keywords>amore_che_resta,cecità,colombo_di_legno,magia_quotidiana,mammacuccurucua,memoria_familiare,narrazione_orale,podcast_italiano,podcast_narrativo,realismo_magico,ricordi_d’infanzia,romanzi_radiofonici,storie_vere,vita_nel_buio,voce_nel_buio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4527b43e2e28f2d731ef1569128e660a.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>16 02 Mammacuccurucua - Secondo Episodio: Il canto che attraversa il buio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/16-02-mammacuccurucua-secondo-episodio-il-canto-che-attraversa-il-buio--71498623</link><description><![CDATA[Prima di cominciare, voglio chiederti una cosa semplice: ti ricordi qual è stata la prima volta in cui hai capito che il mondo può cambiare… in un solo istante? Io l’ho capito ascoltando la storia di Aurò. Una storia che comincia in una Palermo piena di zagara e carbone, in una casa dove la luce entrava dalle finestre come un ospite invadente. Lei era solo una bambina, nove mesi appena, quando un errore — uno di quelli che nessuno vuole raccontare — le ha portato via la vista. Eppure, ogni volta che penso a quel momento, non vedo il buio. Vedo un respiro trattenuto, un grido che fa volare le rondini, e una nonna che giura di aver visto un colombo bianco posarsi sulla culla, come se qualcuno fosse arrivato a proteggerla. Aurò non ha mai visto il mondo. Ma il mondo, da quel giorno, ha cominciato a parlare con lei in un linguaggio che noi non conosciamo: il linguaggio dei passi, dei respiri, delle vibrazioni, delle cose che non si vedono ma si sentono. E forse è proprio lì, in quella tragedia che non avrebbe dovuto accadere, che è nato il suo modo unico di stare al mondo.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71498623</guid><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:16:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71498623/16_02_mammacuccurucua.mp3" length="10102535" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/2026/04/20/16-mammacuccurucua-episodio-2-un-colombo-attraversa-il-buio/" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Prima di cominciare, voglio chiederti una cosa semplice: ti ricordi qual è stata la prima volta in cui hai capito che il mondo può cambiare… in un solo istante? Io l’ho capito ascoltando la storia di Aurò. 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Ma il mondo, da quel giorno, ha cominciato a parlare con lei in un linguaggio che noi non conosciamo: il linguaggio dei passi, dei respiri, delle vibrazioni, delle cose che non si vedono ma si sentono. E forse è proprio lì, in quella tragedia che non avrebbe dovuto accadere, che è nato il suo modo unico di stare al mondo.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71254196</guid><pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:21:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71254196/15_mammacuccurucua_01.mp3" length="10900837" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/2026/04/11/15-mammacuccurucua-il-canto-che-attraversa-il-buio/" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Questa è la storia di Aurò, una donna che non ha mai visto la luce, ma che ha illuminato la vita di chi l’ha amata.
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Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Perché ogni voce conta. Anche la tua.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70439671</guid><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:44:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70439671/14_8_marzo_lettera_a_me_stessa.mp3" length="8661855" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/?p=889&amp;amp;preview=true&amp;amp;_thumbnail_id=892" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Invito all’ascolto
In occasione dell’8 marzo, questa puntata del podcast accoglie una voce che ha attraversato il buio e ha trovato la forza di dire “basta”.
È una lettera scritta da Maria, una donna che ha riconosciuto la violenza, ha cercato lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Invito all’ascolto<br />In occasione dell’8 marzo, questa puntata del podcast accoglie una voce che ha attraversato il buio e ha trovato la forza di dire “basta”.<br />È una lettera scritta da Maria, una donna che ha riconosciuto la violenza, ha cercato lo sguardo di un’altra donna, e ha scelto la libertà.<br />È una storia che parla di dolore, ma anche di rinascita.<br />Di perdono, di coraggio, di amore vero.<br />Ascoltala.<br />E non perdere la prossima puntata: continueremo a dare spazio a chi ha qualcosa da dire, da trasformare, da condividere. Perché ogni voce conta. Anche la tua.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Da quella fessura filtra una luce blu, un colore che non appartiene al mondo reale ma che il protagonista riconosce da sempre: è il colore interiore di sua figlia, il luogo invisibile in cui lei si rifugia da anni.  <br />Attraversare la crepa significa pagare un prezzo. Ogni passo nel Mondo Blu gli sottrae qualcosa: un ricordo, l’equilibrio, la stabilità del corpo. Ma lo conduce finalmente dentro il territorio mentale in cui sua figlia vive le sue paure, le sue voci, le sue presenze.  <br />Il Mondo Blu è fatto di pensieri solidificati, di strade che si piegano, di creature che ripetono lallazioni infantili, di Ombre Urlanti che incarnano le sue angosce quotidiane. È un paesaggio psichico in cui ogni figura è un simbolo: la gabbia sospesa che trattiene il fratello, le voci che non la lasciano dormire, il nome inquietante di Rimat, che lei vede ovunque e che rappresenta la forma che la solitudine ha scelto per farsi riconoscere.  <br />Il padre attraversa tutto questo come un pellegrino. Non combatte: riconosce, nomina, scioglie. Cammina tra le Ombre, affronta le creature, libera il simbolo del figlio, e infine raggiunge Rimat per dissolverlo con una verità semplice e disarmante.  <br />Quando il nome nuovo — Aren — appare come una possibilità di luce, il Mondo Blu comincia a cedere. Aren è reale, è fuori, è una presenza buona. È il ponte che può riportare sua figlia nel mondo che non fa male.  <br />Il padre la trova, la chiama, la guida verso la crepa che ora è un varco di ritorno. Lei esce. Lui resta. Perché ogni padre, quando serve, è disposto a restare nel buio pur di vedere sua figlia camminare nella luce.  <br />Nel silenzio finale, il Mondo Blu non è più un incubo: diventa un giardino da custodire. Il padre rimane come guardiano, per impedire che quel mondo torni a cercarla. E il suo ultimo gesto è un atto d’amore assoluto: custodire la crepa, chiuderla, e lasciarla vivere.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70181272</guid><pubDate>Fri, 20 Feb 2026 19:20:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70181272/13_il_mondo_blu.mp3" length="15439874" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=875&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Sinossi
Una crepa nel soffitto di una stanza qualunque si apre come una ferita nel cielo domestico. Da quella fessura filtra una luce blu, un colore che non appartiene al mondo reale ma che il protagonista riconosce da sempre: è il colore interiore di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sinossi<br />Una crepa nel soffitto di una stanza qualunque si apre come una ferita nel cielo domestico. Da quella fessura filtra una luce blu, un colore che non appartiene al mondo reale ma che il protagonista riconosce da sempre: è il colore interiore di sua figlia, il luogo invisibile in cui lei si rifugia da anni.  <br />Attraversare la crepa significa pagare un prezzo. Ogni passo nel Mondo Blu gli sottrae qualcosa: un ricordo, l’equilibrio, la stabilità del corpo. Ma lo conduce finalmente dentro il territorio mentale in cui sua figlia vive le sue paure, le sue voci, le sue presenze.  <br />Il Mondo Blu è fatto di pensieri solidificati, di strade che si piegano, di creature che ripetono lallazioni infantili, di Ombre Urlanti che incarnano le sue angosce quotidiane. È un paesaggio psichico in cui ogni figura è un simbolo: la gabbia sospesa che trattiene il fratello, le voci che non la lasciano dormire, il nome inquietante di Rimat, che lei vede ovunque e che rappresenta la forma che la solitudine ha scelto per farsi riconoscere.  <br />Il padre attraversa tutto questo come un pellegrino. Non combatte: riconosce, nomina, scioglie. Cammina tra le Ombre, affronta le creature, libera il simbolo del figlio, e infine raggiunge Rimat per dissolverlo con una verità semplice e disarmante.  <br />Quando il nome nuovo — Aren — appare come una possibilità di luce, il Mondo Blu comincia a cedere. Aren è reale, è fuori, è una presenza buona. È il ponte che può riportare sua figlia nel mondo che non fa male.  <br />Il padre la trova, la chiama, la guida verso la crepa che ora è un varco di ritorno. Lei esce. Lui resta. Perché ogni padre, quando serve, è disposto a restare nel buio pur di vedere sua figlia camminare nella luce.  <br />Nel silenzio finale, il Mondo Blu non è più un incubo: diventa un giardino da custodire. Il padre rimane come guardiano, per impedire che quel mondo torni a cercarla. E il suo ultimo gesto è un atto d’amore assoluto: custodire la crepa, chiuderla, e lasciarla vivere.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>965</itunes:duration><itunes:keywords>amore,blu,creatività,interiore,mente,metafora,mito,moderno,mondo,narrante,narrativa,narrativo,ombre,paterno,podcast,racconto,viaggio,voce</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c9d94d549cbd9d8f727802340244ab73.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>12 Il punto esatto</title><link>https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=861&amp;action=edit</link><description><![CDATA[Sinossi<br />Un uomo si ferma, per la prima volta dopo anni, a guardare il nodo che porta dentro. Non un trauma spettacolare, non una rivelazione mistica: un piccolo groviglio ostinato, come quelli che si formano nei fili quando meno te lo aspetti. Per tutta la vita ha recitato la parte di chi sa dove andare — il forte, il brillante, il padre, il figlio, l’uomo che “va tutto bene”. Ma quel nodo tira. Tira quando parla troppo e quando tace, quando finge indifferenza e quando prova a convincersi che non gli importa.<br />In questo monologo intimo e ironico, il protagonista attraversa la consapevolezza che non serve essere eroi né sciogliere tutto. Basta allentare, far respirare, accettare che l’imperfezione è parte del cammino. E soprattutto riconoscere un desiderio semplice e profondissimo: lasciare una traccia piccola ma vera, qualcosa che un giorno permetta a qualcun altro di dire “qui c’era lui” e continuare il filo.<br />È la storia di un uomo che impara a ridere della propria fragilità e a trasformarla in un gesto di continuità. Un invito a respirare un po’ meglio, senza più fingere di non sentire quel nodo che, in fondo, ci tiene vivi.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70048080</guid><pubDate>Fri, 13 Feb 2026 20:32:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70048080/12_il_punto_esatto.mp3" length="7861020" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=861&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Sinossi
Un uomo si ferma, per la prima volta dopo anni, a guardare il nodo che porta dentro. Non un trauma spettacolare, non una rivelazione mistica: un piccolo groviglio ostinato, come quelli che si formano nei fili quando meno te lo aspetti. Per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sinossi<br />Un uomo si ferma, per la prima volta dopo anni, a guardare il nodo che porta dentro. Non un trauma spettacolare, non una rivelazione mistica: un piccolo groviglio ostinato, come quelli che si formano nei fili quando meno te lo aspetti. Per tutta la vita ha recitato la parte di chi sa dove andare — il forte, il brillante, il padre, il figlio, l’uomo che “va tutto bene”. Ma quel nodo tira. Tira quando parla troppo e quando tace, quando finge indifferenza e quando prova a convincersi che non gli importa.<br />In questo monologo intimo e ironico, il protagonista attraversa la consapevolezza che non serve essere eroi né sciogliere tutto. Basta allentare, far respirare, accettare che l’imperfezione è parte del cammino. E soprattutto riconoscere un desiderio semplice e profondissimo: lasciare una traccia piccola ma vera, qualcosa che un giorno permetta a qualcun altro di dire “qui c’era lui” e continuare il filo.<br />È la storia di un uomo che impara a ridere della propria fragilità e a trasformarla in un gesto di continuità. Un invito a respirare un po’ meglio, senza più fingere di non sentire quel nodo che, in fondo, ci tiene vivi.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. 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Angelica, la figlia, la madre Iride e il padre Giovanni si muovono in silenzio, fingono di dormire, mentono con naturalezza, costruendo piccole messinscene quotidiane per salvare le apparenze.<br />Quando infine si ritrovano tutti presenti, la verità resta taciuta e la cena si consuma in un silenzio carico di ipocrisia. Il racconto mette a nudo la famiglia come teatro dell’inganno, dove ognuno recita un ruolo per non essere giudicato, e dove l’intimità è sostituita da un fragile equilibrio di bugie condivise.<br /><br />Sinossi 2 – La casa delle porte<br />Un uomo rientra in casa, oggi vuota, ma attraversata da molte vite. Solo in apparenza: ogni stanza custodisce il ricordo di chi l’ha abitata – la nonna, le prozie, poi il matrimonio, i figli, la separazione. Camminando nel corridoio, l’uomo attraversa soglie di memoria più che spazi fisici, consapevole che ogni porta è una storia, ogni silenzio una presenza.<br />La casa diventa così una mappa emotiva e pedagogica: è da lì che nasce il suo modo di fare teatro, di raccontare e di insegnare. Entrare in scena, come entrare in una stanza, significa farlo in punta di piedi, con rispetto. Il racconto trasforma la solitudine in responsabilità della memoria e la vita domestica in fondamento etico della pratica artistica.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69885370</guid><pubDate>Mon, 09 Feb 2026 11:56:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69885370/11_pantomima_e_le_porte_la_casa_le_assenze.mp3" length="16320096" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/2026/02/09/32-11-pantomima-le-porte-la-casa-le-assenze/" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Sinossi 1 – Le finzioni domestiche
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Il racconto mette a nudo la famiglia come teatro dell’inganno, dove ognuno recita un ruolo per non essere giudicato, e dove l’intimità è sostituita da un fragile equilibrio di bugie condivise.<br /><br />Sinossi 2 – La casa delle porte<br />Un uomo rientra in casa, oggi vuota, ma attraversata da molte vite. Solo in apparenza: ogni stanza custodisce il ricordo di chi l’ha abitata – la nonna, le prozie, poi il matrimonio, i figli, la separazione. Camminando nel corridoio, l’uomo attraversa soglie di memoria più che spazi fisici, consapevole che ogni porta è una storia, ogni silenzio una presenza.<br />La casa diventa così una mappa emotiva e pedagogica: è da lì che nasce il suo modo di fare teatro, di raccontare e di insegnare. Entrare in scena, come entrare in una stanza, significa farlo in punta di piedi, con rispetto. Il racconto trasforma la solitudine in responsabilità della memoria e la vita domestica in fondamento etico della pratica artistica.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Dotata di uno sguardo curioso e di un cuore colmo di compassione, Alea possiede un dono speciale: diffondere gioia, alleviare il dolore e risvegliare negli altri la parte migliore di sé attraverso l’amore, la gentilezza e l’ascolto. La sua presenza trasforma persone, animali e luoghi, creando una comunità fondata su solidarietà, fiducia e condivisione.<br />Consapevole che la sofferenza esiste anche oltre il suo paese incantato, Alea intraprende un viaggio per portare la sua luce nel mondo. Lungo il cammino ascolta i consigli di saggi, bambini e animali, scoprendo che la vera magia non risiede in poteri soprannaturali, ma nella capacità di scegliere il bene, di prendersi cura di sé e degli altri, e di compiere piccoli gesti concreti.<br />La prova più difficile arriva quando Alea incontra un tiranno, simbolo di avidità, potere e violenza. Messa alla prova e derisa per la sua ingenuità, la bambina non rinuncia alla propria fede nell’amore. Grazie al sostegno delle persone che ha aiutato e alla forza della comunità, Alea riesce a fronteggiare il male non con l’odio, ma con la compassione, aprendo una breccia nel cuore del tiranno e conducendolo a una profonda trasformazione.<br />La storia si conclude come una fiaba, tra sogno e realtà, lasciando un messaggio chiaro: il mondo può cambiare se si conserva lo sguardo dei bambini, la capacità di giocare, di sperare e di credere che l’amore e la gentilezza siano forze reali e contagiose, capaci di trasformare la vita.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. 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Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69648459</guid><pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:56:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69648459/10_il_mondo_incantato_di_alea.mp3" length="24695998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Sinossi
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Lungo il cammino ascolta i consigli di saggi, bambini e animali, scoprendo che la vera magia non risiede in poteri soprannaturali, ma nella capacità di scegliere il bene, di prendersi cura di sé e degli altri, e di compiere piccoli gesti concreti.<br />La prova più difficile arriva quando Alea incontra un tiranno, simbolo di avidità, potere e violenza. Messa alla prova e derisa per la sua ingenuità, la bambina non rinuncia alla propria fede nell’amore. Grazie al sostegno delle persone che ha aiutato e alla forza della comunità, Alea riesce a fronteggiare il male non con l’odio, ma con la compassione, aprendo una breccia nel cuore del tiranno e conducendolo a una profonda trasformazione.<br />La storia si conclude come una fiaba, tra sogno e realtà, lasciando un messaggio chiaro: il mondo può cambiare se si conserva lo sguardo dei bambini, la capacità di giocare, di sperare e di credere che l’amore e la gentilezza siano forze reali e contagiose, capaci di trasformare la vita.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. 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Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69351542</guid><pubDate>Thu, 08 Jan 2026 10:26:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69351542/09_la_saggezza_di_una_volpe.mp3" length="16446737" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata vi racconto una fiaba ambientata in un bosco dove regnano armonia, amicizia e rispetto, fino a quando un incontro inatteso rompe l’equilibrio e apre la strada a una profonda trasformazione.
È la storia di un cucciolo, di uno sguardo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata vi racconto una fiaba ambientata in un bosco dove regnano armonia, amicizia e rispetto, fino a quando un incontro inatteso rompe l’equilibrio e apre la strada a una profonda trasformazione.<br />È la storia di un cucciolo, di uno sguardo che smuove le coscienze e di una scelta che mette in discussione la violenza, restituendo valore a ogni forma di vita.<br />Un racconto che parla di empatia, responsabilità e cambiamento, rivolto ai più piccoli ma capace di interrogare soprattutto gli adulti.<br />Buon ascolto.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>1028</itunes:duration><itunes:keywords>animali,ascoltoconsapevole,brigida_forte,cacciatore,consapevolezza,educazione,empatia,fiaba,giulio_antonello_santonocito,infanzia,natura,nonviolenza,podcast,racconto,rispettodellavita,volpe,volpino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/38b731b0af69c536362848792e796283.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>08 il giardino della Pace</title><link>https://santonocito.wordpress.com/2025/12/28/il-giardino-della-pace/</link><description><![CDATA[(00:00:00) 08 il giardino della Pace<br />
(00:02:57) Prologo<br />
(00:04:57) Capitolo I – L’Incontro con gli Erranti<br />
(00:09:11) Capìtolo II – La Foresta delle Voci Perdute<br />
(00:14:05) CAPITOLO III - IL PONTE ЅPEZZATO ЅUL FIUME<br />
(00:18:20) CAPITOLO IV - IL VILLAGGIO DELLA RABBIA<br />
(00:23:14) Capitolo V – La Montagna del Silenzio<br />
(00:28:38) CAPITOLO VI - La prova della compresenza<br />
(00:33:09) CAPITOLO VII - IL RITORNO<br />
(00:36:22) CHIUSURA Finale<br />
<br />
Sinossi – Il giardino della Pace<br />"Il giardino della Pace" è un racconto di viaggio interiore e collettivo, una favola contemporanea in forma di parabola, in cui un gruppo di viandanti attraversa luoghi simbolici che corrispondono alle grandi fratture dell’essere umano di oggi.<br />Il cammino inizia nella "Foresta delle Voci Perdute", dove gli alberi sussurrano rancori, paure e ferite non guarite. Qui il Viandante della Memoria insegna che il dolore, se accolto, può trasformarsi in racconto e diventare memoria viva, capace di generare compresenza invece che solitudine.<br />Segue il "Ponte Spezzato sul Fiume", dove nessuno può attraversare da solo. La Pellegrina dell’Apertura stende il suo mantello, che regge solo se tutti accettano di camminare insieme, includendo anche chi era stato nemico. Il passaggio rivela che l’apertura non è un gesto individuale, ma un atto collettivo.<br />Nel "Villaggio della Rabbia", il conflitto sembra inevitabile. Le parole sono armi e la violenza è imminente. Qui interviene il Cantore della Nonviolenza, che trasforma l’odio in melodia, mostrando che la nonviolenza non nega la rabbia, ma la traduce in linguaggio umano, capace di trasformare il conflitto in festa.<br />La salita conduce alla "Montagna del Silenzio", dove mille preghiere diverse si sovrappongono. La Bambina del Futuro indica il cielo, e viene rivelata una visione di sacro aperto: non un recinto da difendere, ma uno spazio che accoglie, dove nessuno possiede la verità e tutti vi appartengono.<br />La prova finale è il "Deserto della Compresenza", luogo della massima solitudine apparente. Qui i viandanti scoprono che nessuno è mai davvero solo: ogni passo è condiviso con chi c’è stato, con chi c’è e con chi verrà. Il deserto fiorisce e diventa giardino.<br />Nel "Ritorno", i protagonisti tornano al villaggio portando con sé semi invisibili: memoria, apertura, nonviolenza, sacro aperto e responsabilità. Il racconto si chiude come si apre ogni vera favola: non con una fine, ma con un invito. Perché il giardino della Pace non è un luogo da raggiungere, ma un modo di camminare insieme.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69218440</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2025 10:00:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69218440/08_il_giardino_della_pace.mp3" length="37255671" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/2025/12/28/il-giardino-della-pace/" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Sinossi – Il giardino della Pace
"Il giardino della Pace" è un racconto di viaggio interiore e collettivo, una favola contemporanea in forma di parabola, in cui un gruppo di viandanti attraversa luoghi simbolici che corrispondono alle grandi fratture...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[(00:00:00) 08 il giardino della Pace<br />
(00:02:57) Prologo<br />
(00:04:57) Capitolo I – L’Incontro con gli Erranti<br />
(00:09:11) Capìtolo II – La Foresta delle Voci Perdute<br />
(00:14:05) CAPITOLO III - IL PONTE ЅPEZZATO ЅUL FIUME<br />
(00:18:20) CAPITOLO IV - IL VILLAGGIO DELLA RABBIA<br />
(00:23:14) Capitolo V – La Montagna del Silenzio<br />
(00:28:38) CAPITOLO VI - La prova della compresenza<br />
(00:33:09) CAPITOLO VII - IL RITORNO<br />
(00:36:22) CHIUSURA Finale<br />
<br />
Sinossi – Il giardino della Pace<br />"Il giardino della Pace" è un racconto di viaggio interiore e collettivo, una favola contemporanea in forma di parabola, in cui un gruppo di viandanti attraversa luoghi simbolici che corrispondono alle grandi fratture dell’essere umano di oggi.<br />Il cammino inizia nella "Foresta delle Voci Perdute", dove gli alberi sussurrano rancori, paure e ferite non guarite. Qui il Viandante della Memoria insegna che il dolore, se accolto, può trasformarsi in racconto e diventare memoria viva, capace di generare compresenza invece che solitudine.<br />Segue il "Ponte Spezzato sul Fiume", dove nessuno può attraversare da solo. La Pellegrina dell’Apertura stende il suo mantello, che regge solo se tutti accettano di camminare insieme, includendo anche chi era stato nemico. Il passaggio rivela che l’apertura non è un gesto individuale, ma un atto collettivo.<br />Nel "Villaggio della Rabbia", il conflitto sembra inevitabile. Le parole sono armi e la violenza è imminente. Qui interviene il Cantore della Nonviolenza, che trasforma l’odio in melodia, mostrando che la nonviolenza non nega la rabbia, ma la traduce in linguaggio umano, capace di trasformare il conflitto in festa.<br />La salita conduce alla "Montagna del Silenzio", dove mille preghiere diverse si sovrappongono. La Bambina del Futuro indica il cielo, e viene rivelata una visione di sacro aperto: non un recinto da difendere, ma uno spazio che accoglie, dove nessuno possiede la verità e tutti vi appartengono.<br />La prova finale è il "Deserto della Compresenza", luogo della massima solitudine apparente. Qui i viandanti scoprono che nessuno è mai davvero solo: ogni passo è condiviso con chi c’è stato, con chi c’è e con chi verrà. Il deserto fiorisce e diventa giardino.<br />Nel "Ritorno", i protagonisti tornano al villaggio portando con sé semi invisibili: memoria, apertura, nonviolenza, sacro aperto e responsabilità. Il racconto si chiude come si apre ogni vera favola: non con una fine, ma con un invito. Perché il giardino della Pace non è un luogo da raggiungere, ma un modo di camminare insieme.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Il testo si inserisce nella tradizione del monologo teatrale, con una forte connessione alla letteratura esistenziale.<br />Il monologo teatrale si inserisce nella tradizione esistenziale, dove il protagonista si confronta con il proprio io interiore. La struttura del monologo, con il flusso di pensieri e riflessioni, richiama le tecniche utilizzate in opere teatrali moderne, come quelle analizzate da recitazione cinematografica, che esplorano la psiche del personaggio attraverso il dialogo interiore.<br /><b>Perdita e lutto</b>, <b>identità filiale</b>, <b>desiderio di morte vs. istinto di vita</b>, <b>memoria del primo amore</b> e <b>crisi di senso</b> sono i nuclei tematici. L’approccio è esistenziale: la morte non è solo evento biologico ma problema di senso che rimette in discussione ruoli e relazioni, tema esplorato anche in riflessioni terapeutiche e letterarie sull’angoscia esistenziale.<br /><b>Personaggi e doppio identitario</b> <b>Sator e Rotor</b> funzionano come due facce di un unico soggetto: Sator è il lato riflessivo, nostalgico e vulnerabile; Rotor è la voce cinica, violenta e performativa. Il fatto che siano interpretati dallo stesso attore crea un effetto di <b>scissione</b> psicologica sul palco, suggerendo conflitto interno, maschere sociali e la possibilità di autoannientamento o autodifesa. La trasformazione fisica (caduta, buio, rialzarsi con pistola) segna il passaggio da confessione a giudizio, da dolore a condanna.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68644493</guid><pubDate>Wed, 19 Nov 2025 20:15:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68644493/06_oltre_il_2000.mp3" length="40243244" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/2025/11/19/oltre-il-2000/" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>L'episodio esplora temi esistenziali legati alla morte, al mare e alla solitudine. La struttura e il linguaggio riflettono un'introspezione profonda, con simboli potenti come il naufragio e il mare. 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L’approccio è esistenziale: la morte non è solo evento biologico ma problema di senso che rimette in discussione ruoli e relazioni, tema esplorato anche in riflessioni terapeutiche e letterarie sull’angoscia esistenziale.<br /><b>Personaggi e doppio identitario</b> <b>Sator e Rotor</b> funzionano come due facce di un unico soggetto: Sator è il lato riflessivo, nostalgico e vulnerabile; Rotor è la voce cinica, violenta e performativa. Il fatto che siano interpretati dallo stesso attore crea un effetto di <b>scissione</b> psicologica sul palco, suggerendo conflitto interno, maschere sociali e la possibilità di autoannientamento o autodifesa. La trasformazione fisica (caduta, buio, rialzarsi con pistola) segna il passaggio da confessione a giudizio, da dolore a condanna.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Qui di seguito vi scrivo il testo da cui si intuisce il motivo per cui questo podcast lo ho chiamato "Le favole che non racconterò".<br /><br /><b>Ci sono favole che si raccontano per far addormentare.</b> <b>  E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto.</b> <b>  Perché fanno troppo male.</b> <b>  Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle.</b> <b>  O perché non c’era più tempo.</b> <b> </b> <b>  </b><br /><b>In questo piccolo spazio — fatto di voce, silenzi e memoria —</b> <b>  io le raccolgo.</b> <b> </b><br /><b></b><br /><b> Sono le favole che non racconterò.</b> <b>   </b><br /><b>Le dedico a voi,</b> <b>  chissà, nipoti che non vedrò mai,</b> <b>  ma che ho amato già con la fantasia.</b> <b> </b> <b> </b><br /><b></b><br /><b> A voi affido questi racconti,</b> <b>  come si affida un segreto al vento.</b> <b> </b> <b> </b><br /><b> E se un giorno qualcuno vi parlerà di me,</b> <b>  vi prego, ricordate così:</b> <b>   che avevo ancora storie da donare,</b> <b>  e un cuore troppo grande per restare in silenzio.</b> <b> </b> <b>  </b><br /><b>Mi chiamo Giulio Antonello.</b> <b> </b><br /><b> Questo è il mio lascito.</b> <b>  Questo è il mio podcast.</b> <b>  </b><br /><b>Le favole che non racconterò.”</b><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68589124</guid><pubDate>Sun, 16 Nov 2025 11:35:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68589124/06_sigla_cantata_ci_sono_favole_che_non_racconter.mp3" length="2186388" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>In attesa della pubblicazione del prossimo brano che si chiama Oltre il 2000, mi sono dilettato a mettere in musica la parte iniziale degli episodi del podcast. Qui di seguito vi scrivo il testo da cui si intuisce il motivo per cui questo podcast lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In attesa della pubblicazione del prossimo brano che si chiama Oltre il 2000, mi sono dilettato a mettere in musica la parte iniziale degli episodi del podcast. Qui di seguito vi scrivo il testo da cui si intuisce il motivo per cui questo podcast lo ho chiamato "Le favole che non racconterò".<br /><br /><b>Ci sono favole che si raccontano per far addormentare.</b> <b>  E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto.</b> <b>  Perché fanno troppo male.</b> <b>  Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle.</b> <b>  O perché non c’era più tempo.</b> <b> </b> <b>  </b><br /><b>In questo piccolo spazio — fatto di voce, silenzi e memoria —</b> <b>  io le raccolgo.</b> <b> </b><br /><b></b><br /><b> Sono le favole che non racconterò.</b> <b>   </b><br /><b>Le dedico a voi,</b> <b>  chissà, nipoti che non vedrò mai,</b> <b>  ma che ho amato già con la fantasia.</b> <b> </b> <b> </b><br /><b></b><br /><b> A voi affido questi racconti,</b> <b>  come si affida un segreto al vento.</b> <b> </b> <b> </b><br /><b> E se un giorno qualcuno vi parlerà di me,</b> <b>  vi prego, ricordate così:</b> <b>   che avevo ancora storie da donare,</b> <b>  e un cuore troppo grande per restare in silenzio.</b> <b> </b> <b>  </b><br /><b>Mi chiamo Giulio Antonello.</b> <b> </b><br /><b> Questo è il mio lascito.</b> <b>  Questo è il mio podcast.</b> <b>  </b><br /><b>Le favole che non racconterò.”</b><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:keywords>favole</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8c75cd9cde3f52317c3b204a49f56f7b.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>05 la città dei sapienti</title><link>https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=768&amp;action=edit</link><description><![CDATA[Abstract<br />“La città dei cittadini sapienti” è un racconto distopico e filosofico che indaga il concetto di epistocrazia attraverso due scenari contrapposti. Da un lato, la Repubblica di Armonia propone un modello di cittadinanza attiva e consapevole, dove il sapere è condiviso e il voto è ponderato in base alla competenza civica. Dall’altro, un sistema più rigido e selettivo mostra i rischi di una democrazia condizionata dal sapere tecnico, che può trasformarsi in esclusione. Il racconto solleva interrogativi sulla giustizia, l’uguaglianza e il significato profondo della partecipazione democratica, offrendo una visione critica e stimolante del rapporto tra conoscenza e potere.<br /><br />Sinossi<br />Nel racconto “La città dei cittadini sapienti”, si esplorano due modelli di epistocrazia — il governo dei competenti — attraverso le esperienze di Drusilla e Nellovaldo. Nella Repubblica di Armonia, il Rito della Conoscenza è un percorso formativo che culmina in una prova di maturità civica, dove ogni cittadino viene valutato non per essere escluso, ma per essere elevato. Il diritto di voto è universale, ma ponderato in base alla competenza dimostrata. Drusilla affronta il rito con serenità, consapevole del suo valore educativo e partecipativo.<br />In un contesto opposto, ambientato in un Sud del Mondo, Nellovaldo si trova davanti a un esame rigido e selettivo, dove la mancanza di tempo per prepararsi lo condanna all’esclusione dal voto per cinque anni. Il sistema, pur dichiarandosi meritocratico, si rivela punitivo e discriminatorio. Il racconto mette a confronto due visioni dell’epistocrazia: una come patto educativo e inclusivo, l’altra come strumento di esclusione sociale. Il finale lascia aperta una riflessione profonda: può esistere una democrazia dove non tutti votano allo stesso modo?<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68088059</guid><pubDate>Fri, 10 Oct 2025 09:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68088059/05_la_citt_dei_sapienti.mp3" length="16320514" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=768&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Abstract
“La città dei cittadini sapienti” è un racconto distopico e filosofico che indaga il concetto di epistocrazia attraverso due scenari contrapposti. Da un lato, la Repubblica di Armonia propone un modello di cittadinanza attiva e consapevole,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Abstract<br />“La città dei cittadini sapienti” è un racconto distopico e filosofico che indaga il concetto di epistocrazia attraverso due scenari contrapposti. Da un lato, la Repubblica di Armonia propone un modello di cittadinanza attiva e consapevole, dove il sapere è condiviso e il voto è ponderato in base alla competenza civica. Dall’altro, un sistema più rigido e selettivo mostra i rischi di una democrazia condizionata dal sapere tecnico, che può trasformarsi in esclusione. Il racconto solleva interrogativi sulla giustizia, l’uguaglianza e il significato profondo della partecipazione democratica, offrendo una visione critica e stimolante del rapporto tra conoscenza e potere.<br /><br />Sinossi<br />Nel racconto “La città dei cittadini sapienti”, si esplorano due modelli di epistocrazia — il governo dei competenti — attraverso le esperienze di Drusilla e Nellovaldo. Nella Repubblica di Armonia, il Rito della Conoscenza è un percorso formativo che culmina in una prova di maturità civica, dove ogni cittadino viene valutato non per essere escluso, ma per essere elevato. Il diritto di voto è universale, ma ponderato in base alla competenza dimostrata. Drusilla affronta il rito con serenità, consapevole del suo valore educativo e partecipativo.<br />In un contesto opposto, ambientato in un Sud del Mondo, Nellovaldo si trova davanti a un esame rigido e selettivo, dove la mancanza di tempo per prepararsi lo condanna all’esclusione dal voto per cinque anni. Il sistema, pur dichiarandosi meritocratico, si rivela punitivo e discriminatorio. Il racconto mette a confronto due visioni dell’epistocrazia: una come patto educativo e inclusivo, l’altra come strumento di esclusione sociale. Il finale lascia aperta una riflessione profonda: può esistere una democrazia dove non tutti votano allo stesso modo?<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Tra i tanti racconti, una sera lei narra la favola del “Paese Sempre a Posto”, un luogo immaginario dove gli abitanti sono convinti che tutto sia perfetto e non ammettono critiche. Il protagonista è **Rashiddu**, un saggio cantastorie e puparo che, attraverso le sue rappresentazioni con i pupi, racconta in chiave allegorica le storture e i problemi del paese: dai fuochi d’artificio notturni, ai roghi tossici nei campi, all’abbandono dei rifiuti, alla distruzione del patrimonio e alle scelte urbanistiche insensate.<br />Ogni sua denuncia, però, viene respinta con fastidio: chi critica viene invitato ad "andarsene". E così, uno dopo l’altro, i più consapevoli lasciano il paese. Rashiddu resiste a lungo, portando avanti le sue battaglie artistiche, ma viene infine emarginato. Quando gli chiedono perché continui a parlare, risponde:<br /> “All’inizio parlavo per migliorare loro. Ora parlo per non far peggiorare me.”<br />Alla fine, rimangono solo coloro che ripetevano «Va’ via!», ma non hanno più nessuno a cui dirlo. Il paese è davvero “Sempre a Posto”: un posto vuoto, senza anima, senza confronto, e senza futuro.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67509277</guid><pubDate>Mon, 25 Aug 2025 17:40:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67509277/04_la_favola_del_paese_sempre_a_posto.mp3" length="16952886" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=726&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>RIASSUNTO
Il racconto si apre con il ricordo affettuoso dell’autore da bambino, che ascolta le favole della nonna Anna, seduti insieme in un letto d’estate. Tra i tanti racconti, una sera lei narra la favola del “Paese Sempre a Posto”, un luogo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[RIASSUNTO<br />Il racconto si apre con il ricordo affettuoso dell’autore da bambino, che ascolta le favole della nonna Anna, seduti insieme in un letto d’estate. Tra i tanti racconti, una sera lei narra la favola del “Paese Sempre a Posto”, un luogo immaginario dove gli abitanti sono convinti che tutto sia perfetto e non ammettono critiche. Il protagonista è **Rashiddu**, un saggio cantastorie e puparo che, attraverso le sue rappresentazioni con i pupi, racconta in chiave allegorica le storture e i problemi del paese: dai fuochi d’artificio notturni, ai roghi tossici nei campi, all’abbandono dei rifiuti, alla distruzione del patrimonio e alle scelte urbanistiche insensate.<br />Ogni sua denuncia, però, viene respinta con fastidio: chi critica viene invitato ad "andarsene". E così, uno dopo l’altro, i più consapevoli lasciano il paese. Rashiddu resiste a lungo, portando avanti le sue battaglie artistiche, ma viene infine emarginato. Quando gli chiedono perché continui a parlare, risponde:<br /> “All’inizio parlavo per migliorare loro. Ora parlo per non far peggiorare me.”<br />Alla fine, rimangono solo coloro che ripetevano «Va’ via!», ma non hanno più nessuno a cui dirlo. Il paese è davvero “Sempre a Posto”: un posto vuoto, senza anima, senza confronto, e senza futuro.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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L’armonia si spezza quando un gallo rosso, dono magico della zia di Ivan, e un’oca bianca, comprata per ripicca da Boris, trasformano piccoli fastidi in una guerra di rumori, invidie e dispetti. Il villaggio si divide, finché la scomparsa del gallo porta tutti a scoprire una verità semplice: senza cooperazione, nessuno prospera. Una fiaba di orgoglio, amicizia ritrovata e canti all’alba… in duetto.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67465473</guid><pubDate>Thu, 21 Aug 2025 09:27:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67465473/03_il_gallo_di_ivan_e_l_oca_di_boris.mp3" length="18472168" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=702&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>Sinossi
Nella gelida steppa russa, due vicini – l’orgoglioso Ivan e il permaloso Boris – vivono in isbe affiancate, separati solo da una vecchia staccionata. L’armonia si spezza quando un gallo rosso, dono magico della zia di Ivan, e un’oca bianca,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sinossi<br />Nella gelida steppa russa, due vicini – l’orgoglioso Ivan e il permaloso Boris – vivono in isbe affiancate, separati solo da una vecchia staccionata. L’armonia si spezza quando un gallo rosso, dono magico della zia di Ivan, e un’oca bianca, comprata per ripicca da Boris, trasformano piccoli fastidi in una guerra di rumori, invidie e dispetti. Il villaggio si divide, finché la scomparsa del gallo porta tutti a scoprire una verità semplice: senza cooperazione, nessuno prospera. Una fiaba di orgoglio, amicizia ritrovata e canti all’alba… in duetto.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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A cadere nella rete della sua eloquente manipolazione è un contadino svevo, che, pur sospettando qualcosa, si lascia incantare e acquista l’animale. Quando scopre che il cavallo è cieco e inutilizzabile, si apre una disputa che culmina in un processo dove il mercante riesce, con astuzia verbale, a cavarsela. La storia si conclude con una lezione amara: chi non verifica di persona si espone al raggiro.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67333608</guid><pubDate>Mon, 11 Aug 2025 17:31:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67333608/02_il_mercante_e_il_contadino.mp3" length="12539655" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=682&amp;amp;action=edit" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>In un vivace mercato cittadino, un mercante astuto cerca di vendere un vecchio ronzino malandato spacciandolo per un purosangue straordinario. A cadere nella rete della sua eloquente manipolazione è un contadino svevo, che, pur sospettando qualcosa,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In un vivace mercato cittadino, un mercante astuto cerca di vendere un vecchio ronzino malandato spacciandolo per un purosangue straordinario. A cadere nella rete della sua eloquente manipolazione è un contadino svevo, che, pur sospettando qualcosa, si lascia incantare e acquista l’animale. Quando scopre che il cavallo è cieco e inutilizzabile, si apre una disputa che culmina in un processo dove il mercante riesce, con astuzia verbale, a cavarsela. La storia si conclude con una lezione amara: chi non verifica di persona si espone al raggiro.<br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. 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Per scuotere le coscienze, organizza un digiuno collettivo, lasciando la sinagoga fredda e priva di cibo. Durante la giornata, racconta una storia: un re che, travestito da pellegrino, cerca di scoprire i segreti di una città nemica ma rischia di essere catturato. Un umile ciabattino lo nasconde sotto il letto e gli salva la vita. Quando il re vuole ricompensarlo, il ciabattino chiede di sapere come si era sentito durante quel momento di terrore. Il re inscena un'esecuzione per farglielo provare, ma lo salva all’ultimo istante, dicendogli: «Ora sai come mi sentivo io». Il messaggio toccante convince la comunità a donare con generosità. Il racconto si chiude con una dedica ai bambini di Gaza, affamati nel 2025.<br /><br />Sinossi Tematica<br /><br />- Tema centrale: la mancanza di empatia tra classi sociali e l’incapacità di comprendere il dolore altrui se non lo si vive in prima persona.<br />- Personaggi principali:<br />  - Il rabbino: saggio e tenace, cerca nuovi modi per insegnare.<br />  - Il re: potente ma vulnerabile, dimostra che l’esperienza diretta può insegnare più delle parole.<br />  - Il ciabattino: simbolo di umiltà, coraggio e curiosità autentica.<br />- Messaggio morale: la sofferenza non può essere compresa solo razionalmente; serve viverla — anche solo per poco — per far scattare la solidarietà. La favola è una metafora del divario emotivo e materiale tra chi ha e chi non ha, e della necessità di ponti di comprensione.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67192614</guid><pubDate>Wed, 30 Jul 2025 19:31:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67192614/01_il_ciabattino_e_il_re.mp3" length="16135776" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://santonocito.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=661&amp;amp;action=edit" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Giulio Antonello Santonocito</itunes:author><itunes:subtitle>In una cittadina polacca, un rabbino lotta invano per sensibilizzare i ricchi della comunità ebraica sul bisogno di aiutare i poveri. Per scuotere le coscienze, organizza un digiuno collettivo, lasciando la sinagoga fredda e priva di cibo. Durante la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In una cittadina polacca, un rabbino lotta invano per sensibilizzare i ricchi della comunità ebraica sul bisogno di aiutare i poveri. Per scuotere le coscienze, organizza un digiuno collettivo, lasciando la sinagoga fredda e priva di cibo. Durante la giornata, racconta una storia: un re che, travestito da pellegrino, cerca di scoprire i segreti di una città nemica ma rischia di essere catturato. Un umile ciabattino lo nasconde sotto il letto e gli salva la vita. Quando il re vuole ricompensarlo, il ciabattino chiede di sapere come si era sentito durante quel momento di terrore. Il re inscena un'esecuzione per farglielo provare, ma lo salva all’ultimo istante, dicendogli: «Ora sai come mi sentivo io». Il messaggio toccante convince la comunità a donare con generosità. Il racconto si chiude con una dedica ai bambini di Gaza, affamati nel 2025.<br /><br />Sinossi Tematica<br /><br />- Tema centrale: la mancanza di empatia tra classi sociali e l’incapacità di comprendere il dolore altrui se non lo si vive in prima persona.<br />- Personaggi principali:<br />  - Il rabbino: saggio e tenace, cerca nuovi modi per insegnare.<br />  - Il re: potente ma vulnerabile, dimostra che l’esperienza diretta può insegnare più delle parole.<br />  - Il ciabattino: simbolo di umiltà, coraggio e curiosità autentica.<br />- Messaggio morale: la sofferenza non può essere compresa solo razionalmente; serve viverla — anche solo per poco — per far scattare la solidarietà. La favola è una metafora del divario emotivo e materiale tra chi ha e chi non ha, e della necessità di ponti di comprensione.<br /><br /><br /><b>Biografia dell’autore</b> <b>Giulio Antonello Santonocito</b> è autore teatrale, attore, regista amatoriale, voce narrante e giornalista professionista. Nato a Barletta nel 1957, vive e opera a Casamassima (BA), dove dirige dal 1982 la compagnia teatrale <i>H – Acca</i>, con cui conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi. Ha una formazione ampia e articolata: laureato in <b>Giurisprudenza </b>e in <b>Scienze e tecniche psicologiche</b>, ha approfondito l’ambito dell’<b>inclusione scolastica e dell’educazione speciale,</b> affiancando alla sua carriera teatrale un costante impegno formativo. Ha studiato con maestri come <b>Dario Fo e Franca Rame</b>, e ha conseguito un <b>Master in regia teatrale</b> con Michele Monetta presso l’Icra Project. Nel campo vocale e performativo ha frequentato corsi di dizione e doppiaggio (fra cui l’<b>Accademia nazionale del cinema di Bologna</b>) e realizzato i podcast<b> "Le favole che non racconterò" </b>e “<b>Voci dal mito</b>”, dedicato alle narrazioni del patrimonio mitologico e favolistico universale. È autore SIAE e ha scritto numerose commedie e monologhi, molti dei quali affrontano tematiche sociali, storiche e pedagogiche con ironia e profondità. Ha collaborato con festival, scuole e istituzioni culturali, tra cui <i>Balafòn</i> e il centro interculturale <i>Abusuan</i>. Cura il blog personale “<b>Santonocito blog – maddeché</b>” e continua a esplorare le potenzialità del teatro come strumento di coscienza e trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>1009</itunes:duration><itunes:keywords>antonello;,ciabattino;,ebraica;,ebrei,favola,favole;,giulio;,re;,santonocito;</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d042dc28b606d1dc34e1eb5fa18ed92a.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
