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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>She works. Le donne raccontano il lavoro</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/she-works-le-donne-raccontano-il-lavoro--6684736</link><description><![CDATA[Sono Tiziana Cozzi, faccio la giornalista e racconto storie. “She works” è il mio podcast dove le donne parlano di lavoro. Aprirò’ il microfono a chi vuole parlare: medici, insegnanti, precarie, mamme, immigrate, manager. Ogni puntata, due storie. Ogni venerdì, una nuova puntata.<br /> La prima puntata è “Vita da medico”, dedicata a dottoresse che lasciano il Pronto Soccorso o la professione di medico perché in “burnout” per troppo carico. <br /> Una ricerca condotta dal World Economic Forum (WEF) ha rilevato che ci vorranno ancora 132 anni per colmare completamente il divario di genere a livello globale. La maternità è un ostacolo per fare carriera, sempre più spesso impone alle donne una rinuncia obbligata al lavoro. Il tasso di lavoro precario tra le donne, è altissimo: quindi condizioni svantaggiate, niente diritti, niente tutele, le lavoratrici sono preda di ricatti che condizionano vita e organizzazione familiare. <br /> Non è un caso se le donne fanno figli sempre più tardi: in Italia l’età media al parto raggiunge i 32,4 anni. In media, un bambino per famiglia, secondo il rapporto Save the Children 2025. <br /> Le donne devono spesso rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari (il 42,6% delle donne tra i 25 e i 54 anni con figli, risulta non occupata), con un divario rispetto ai loro compagni di più di 30 punti percentuali e quando il lavoro c’è, molte volte si tratta di un contratto part-time (per il 39,2% delle donne con 2 o più figli minorenni). <br /> A che punto siamo, quindi, con i diritti delle donne lavoratrici? Rifletti con me. <br /> #podcast#dirittidelledonne#femminismo#lavorofemminile#Sheworks#]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6684736/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Business</category><copyright>Copyright Tiziana Cozzi</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg</url><title>She works. Le donne raccontano il lavoro</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/she-works-le-donne-raccontano-il-lavoro--6684736</link></image><lastBuildDate>Sat, 13 Sep 2025 07:36:09 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Tiziana Cozzi</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Tiziana Cozzi</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:subtitle>Sono Tiziana Cozzi, faccio la giornalista e racconto storie. “She works” è il mio podcast dove le donne parlano di lavoro. Aprirò’ il microfono a chi vuole parlare: medici, insegnanti, precarie, mamme, immigrate, manager. Ogni puntata, due storie....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sono Tiziana Cozzi, faccio la giornalista e racconto storie. “She works” è il mio podcast dove le donne parlano di lavoro. Aprirò’ il microfono a chi vuole parlare: medici, insegnanti, precarie, mamme, immigrate, manager. Ogni puntata, due storie. Ogni venerdì, una nuova puntata.<br /> La prima puntata è “Vita da medico”, dedicata a dottoresse che lasciano il Pronto Soccorso o la professione di medico perché in “burnout” per troppo carico. <br /> Una ricerca condotta dal World Economic Forum (WEF) ha rilevato che ci vorranno ancora 132 anni per colmare completamente il divario di genere a livello globale. La maternità è un ostacolo per fare carriera, sempre più spesso impone alle donne una rinuncia obbligata al lavoro. Il tasso di lavoro precario tra le donne, è altissimo: quindi condizioni svantaggiate, niente diritti, niente tutele, le lavoratrici sono preda di ricatti che condizionano vita e organizzazione familiare. <br /> Non è un caso se le donne fanno figli sempre più tardi: in Italia l’età media al parto raggiunge i 32,4 anni. In media, un bambino per famiglia, secondo il rapporto Save the Children 2025. <br /> Le donne devono spesso rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari (il 42,6% delle donne tra i 25 e i 54 anni con figli, risulta non occupata), con un divario rispetto ai loro compagni di più di 30 punti percentuali e quando il lavoro c’è, molte volte si tratta di un contratto part-time (per il 39,2% delle donne con 2 o più figli minorenni). <br /> A che punto siamo, quindi, con i diritti delle donne lavoratrici? Rifletti con me. <br /> #podcast#dirittidelledonne#femminismo#lavorofemminile#Sheworks#]]></itunes:summary><itunes:category text="Business"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Attrici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/attrici--67743173</link><description><![CDATA[Attrici capaci di commuovere il pubblico, farlo sorridere, riflettere. A loro è dedicata la sesta puntata. <br /> Dietro quella magia, però, la realtà è ben diversa. Le attrici affrontano ostacoli che i colleghi uomini raramente incontrano. I dati parlano chiaro: a parità di talento e di impegno, i ruoli di rilievo e i compensi maggiori vanno più spesso agli uomini. Le attrici affrontano barriere concrete: salari inferiori, scarsa rappresentanza, contratti precari.  Una strada in salita, molto più ripida di quella percorsa dagli uomini. Più ruoli da protagonisti, storie più ricche, compensi più alti, spesso sono riservati a loro, gli attori. Per le donne, invece, il tempo non può scorrere, per loro c’è una missione impossibile, fermare le lancette. La giovinezza è richiesta come condizione, la bellezza è il passaporto giusto. E quando gli anni avanzano, i copioni si fanno più scarsi. Le donne, soprattutto ad una certa età, cioè dopo i 40 anni, faticano a trovare parti che non siano stereotipate: interpretano mogli, madri, figure di contorno. E, mentre agli attori uomini viene riconosciuta autorevolezza e maturità con l’età, alle attrici viene chiesta la giovinezza eterna. All’uomo si concede il fascino della maturità, alla donna, invece, l’ombra del margine.<br /> Non è solo una questione di cachet ma di dignità professionale. Le attrici devono spesso scegliere se continuare ad accettare ruoli marginali oppure lottare per raccontare storie nuove, che rispecchino davvero la vita delle donne. Percorsi non facili, perché anche la scrittura dei testi è prevalentemente in mano agli uomini. <br /> Nunzia Schiano ha lavorato con i registi più noti del mondo del cinema Luca Miniero, Matteo Garrone, Leonardo Pieraccioni, ha lavorato in serie televisive popolari come Gomorra, I bastardi di Pizzofalcone, Sabato, Domenica e Lunedì, Imma Tataranni, Lolita Lobosco, Napoli Milionaria. Fabiana Fazio, attrice di teatro, cinema e serie televisive come L’Amica geniale ma anche regista e autrice teatrale. <br /> Sostenere le attrici significa sostenere la cultura, la diversità  e la libertà di raccontare il mondo da più punti di vista. Perché il talento non ha genere. Ma la disparità, purtroppo, sì. <br /> Dietro ogni attrice c’è una donna che lotta per essere vista. Non solo applaudita ma riconosciuta. Sostienile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67743173</guid><pubDate>Sat, 13 Sep 2025 07:32:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67743173/output.mp3" length="27906576" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Tiziana Cozzi</itunes:author><itunes:subtitle>Attrici capaci di commuovere il pubblico, farlo sorridere, riflettere. A loro è dedicata la sesta puntata. 
Dietro quella magia, però, la realtà è ben diversa. Le attrici affrontano ostacoli che i colleghi uomini raramente incontrano. I dati parlano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Attrici capaci di commuovere il pubblico, farlo sorridere, riflettere. A loro è dedicata la sesta puntata. <br /> Dietro quella magia, però, la realtà è ben diversa. Le attrici affrontano ostacoli che i colleghi uomini raramente incontrano. I dati parlano chiaro: a parità di talento e di impegno, i ruoli di rilievo e i compensi maggiori vanno più spesso agli uomini. Le attrici affrontano barriere concrete: salari inferiori, scarsa rappresentanza, contratti precari.  Una strada in salita, molto più ripida di quella percorsa dagli uomini. Più ruoli da protagonisti, storie più ricche, compensi più alti, spesso sono riservati a loro, gli attori. Per le donne, invece, il tempo non può scorrere, per loro c’è una missione impossibile, fermare le lancette. La giovinezza è richiesta come condizione, la bellezza è il passaporto giusto. E quando gli anni avanzano, i copioni si fanno più scarsi. Le donne, soprattutto ad una certa età, cioè dopo i 40 anni, faticano a trovare parti che non siano stereotipate: interpretano mogli, madri, figure di contorno. E, mentre agli attori uomini viene riconosciuta autorevolezza e maturità con l’età, alle attrici viene chiesta la giovinezza eterna. All’uomo si concede il fascino della maturità, alla donna, invece, l’ombra del margine.<br /> Non è solo una questione di cachet ma di dignità professionale. Le attrici devono spesso scegliere se continuare ad accettare ruoli marginali oppure lottare per raccontare storie nuove, che rispecchino davvero la vita delle donne. Percorsi non facili, perché anche la scrittura dei testi è prevalentemente in mano agli uomini. <br /> Nunzia Schiano ha lavorato con i registi più noti del mondo del cinema Luca Miniero, Matteo Garrone, Leonardo Pieraccioni, ha lavorato in serie televisive popolari come Gomorra, I bastardi di Pizzofalcone, Sabato, Domenica e Lunedì, Imma Tataranni, Lolita Lobosco, Napoli Milionaria. Fabiana Fazio, attrice di teatro, cinema e serie televisive come L’Amica geniale ma anche regista e autrice teatrale. <br /> Sostenere le attrici significa sostenere la cultura, la diversità  e la libertà di raccontare il mondo da più punti di vista. Perché il talento non ha genere. Ma la disparità, purtroppo, sì. <br /> Dietro ogni attrice c’è una donna che lotta per essere vista. Non solo applaudita ma riconosciuta. 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Eppure il mercato del lavoro continua spesso a preferire i “giovani”, dimenticando che l’età non cancella il talento ma lo moltiplica. <br /> L’occupazione femminile over 40 è in crescita, ma il divario di genere rimane marcato, soprattutto nel Sud. Una crescita viziata da un non detto: di quali lavori si tratta? Le over 40, strette dalla necessità, spesso lavorano in nero, svolgono lavori precari, accettano part-time involontario e in settori a bassa retribuzione. La realtà è questa ma la verità è un’altra. Le donne over 40 non sono un “capitolo chiuso”, ma un capitale umano che vale e genera futuro. Una storia che continua, fatta di talento, fatica e coraggio. <br /><br /> Le storie di Romina e Loredana danno voce a tante donne che vivono la stessa difficoltà. Ascoltale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67654171</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2025 11:49:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67654171/output.mp3" length="24340967" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Tiziana Cozzi</itunes:author><itunes:subtitle>La sesta puntata di She Works e’ dedicata alle donne over 40. Lavoratrici invisibili perche’ in italia, superata una certa eta’, pare si perda ogni diritto. difficili gli avanzamenti di carriera, insormontabile la ricerca di un nuovo lavoro per chi lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La sesta puntata di She Works e’ dedicata alle donne over 40. Lavoratrici invisibili perche’ in italia, superata una certa eta’, pare si perda ogni diritto. difficili gli avanzamenti di carriera, insormontabile la ricerca di un nuovo lavoro per chi lo ha perso, un miraggio le assunzioni per chi è stata precaria decenni, ferma ad aspettare un contratto a tempo indeterminato che non e’ mai arrivato. Superati i quarant’anni molte donne portano sulle spalle esperienza, competenze, resilienza. Eppure il mercato del lavoro continua spesso a preferire i “giovani”, dimenticando che l’età non cancella il talento ma lo moltiplica. <br /> L’occupazione femminile over 40 è in crescita, ma il divario di genere rimane marcato, soprattutto nel Sud. Una crescita viziata da un non detto: di quali lavori si tratta? Le over 40, strette dalla necessità, spesso lavorano in nero, svolgono lavori precari, accettano part-time involontario e in settori a bassa retribuzione. La realtà è questa ma la verità è un’altra. Le donne over 40 non sono un “capitolo chiuso”, ma un capitale umano che vale e genera futuro. Una storia che continua, fatta di talento, fatica e coraggio. <br /><br /> Le storie di Romina e Loredana danno voce a tante donne che vivono la stessa difficoltà. Ascoltale.]]></itunes:summary><itunes:duration>1522</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lavorare tra gli uomini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lavorare-tra-gli-uomini--67654161</link><description><![CDATA[Le donne che lavorano come vigilanti e cameriere vivono spesso in contesti maschili e poco tutelati.Nella vigilanza privata, le lavoratrici sono una minoranza: devono affrontare turni notturni, condizioni di rischio e pregiudizi legati alla forza fisica. Spesso vengono considerate “meno adatte” al mestiere rispetto ai colleghi uomini e incontrano difficoltà a ottenere avanzamenti di carriera.<br /> Nella ristorazione, molte donne lavorano come cameriere con contratti precari, stagionali o part-time involontari. Lavorano in piedi per molte ore, con ritmi intensi, a contatto diretto con clienti e superiori quasi sempre uomini. Non sono rari episodi di molestie, discriminazioni e svalutazione del loro ruolo.<br /><br /> Entrambi i settori hanno tratti comuni: salari bassi, orari irregolari, difficoltà di conciliazione con la vita familiare, poca rappresentanza sindacale. Eppure queste donne portano avanti un lavoro essenziale: garantiscono sicurezza e cura, spesso senza ricevere il riconoscimento che meritano.<br /><br /> Le donne ci sono. Sono ovunque: nei turni notturni, tra i tavoli e i vassoi.<br /> Eppure spesso sono invisibili.<br /> Vigilanza: 50 % lavoratrici, ma]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67654161</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2025 11:45:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67654161/output.mp3" length="24340967" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Tiziana Cozzi</itunes:author><itunes:subtitle>Le donne che lavorano come vigilanti e cameriere vivono spesso in contesti maschili e poco tutelati.Nella vigilanza privata, le lavoratrici sono una minoranza: devono affrontare turni notturni, condizioni di rischio e pregiudizi legati alla forza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le donne che lavorano come vigilanti e cameriere vivono spesso in contesti maschili e poco tutelati.Nella vigilanza privata, le lavoratrici sono una minoranza: devono affrontare turni notturni, condizioni di rischio e pregiudizi legati alla forza fisica. Spesso vengono considerate “meno adatte” al mestiere rispetto ai colleghi uomini e incontrano difficoltà a ottenere avanzamenti di carriera.<br /> Nella ristorazione, molte donne lavorano come cameriere con contratti precari, stagionali o part-time involontari. Lavorano in piedi per molte ore, con ritmi intensi, a contatto diretto con clienti e superiori quasi sempre uomini. Non sono rari episodi di molestie, discriminazioni e svalutazione del loro ruolo.<br /><br /> Entrambi i settori hanno tratti comuni: salari bassi, orari irregolari, difficoltà di conciliazione con la vita familiare, poca rappresentanza sindacale. Eppure queste donne portano avanti un lavoro essenziale: garantiscono sicurezza e cura, spesso senza ricevere il riconoscimento che meritano.<br /><br /> Le donne ci sono. 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Le donne scelgono la maternità sempre più tardi (in Italia l’età media al parto delle donne raggiunge i 32,4 anni) e fanno sempre meno figli (1 è il numero medio di figli per donna). Devono spesso rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari (il 42,6% delle donne tra i 25 e i 54 anni con figli, risulta non occupata), con un divario rispetto ai loro compagni di più di 30 punti percentuali, oppure laddove il lavoro sia stato conservato, molte volte si tratta di un contratto part-time.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67654152</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2025 11:40:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67654152/output.mp3" length="24340967" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Tiziana Cozzi</itunes:author><itunes:subtitle>La quarta puntata accende il microfono sui racconti delle madri lavoratrici. 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Devono spesso rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari (il 42,6% delle donne tra i 25 e i 54 anni con figli, risulta non occupata), con un divario rispetto ai loro compagni di più di 30 punti percentuali, oppure laddove il lavoro sia stato conservato, molte volte si tratta di un contratto part-time.]]></itunes:summary><itunes:duration>1522</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Precarie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/precarie--67654137</link><description><![CDATA[Sono costrette a camminare sul filo dell’incertezza, come le equilibriste. <br /> Contratti settimanali, semestrali, annuali, rinnovi deludenti: questa la realtà delle lavoratrici precarie. Brunella Bertone ha 32 anni, è’ laureata in Scienze biologiche e negli ultimi 10 anni ha svolto almeno 8 lavori. Tutti precari. Annalisa Fornari è da anni impiegata in un call center senza certezze, la sua vita è sospesa, in attesa di un contratto a tempo indeterminato che non arriva mai. Niente progetti, niente futuro. <br /> Anche oggi due storie, raccontate da due donne ancora oggi alle prese con il lavoro incerto. <br /><br /> Sono state circa 6 milioni le cessazioni nei primi nove mesi del 2024. Svimez, nel suo rapporto annuale, parla di “Povertà lavorativa”. Povere e lavoratrici, dunque. E pure sfruttate]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67654137</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2025 11:35:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67654137/output.mp3" length="14411092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Tiziana Cozzi</itunes:author><itunes:subtitle>Sono costrette a camminare sul filo dell’incertezza, come le equilibriste. 
Contratti settimanali, semestrali, annuali, rinnovi deludenti: questa la realtà delle lavoratrici precarie. Brunella Bertone ha 32 anni, è’ laureata in Scienze biologiche e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sono costrette a camminare sul filo dell’incertezza, come le equilibriste. <br /> Contratti settimanali, semestrali, annuali, rinnovi deludenti: questa la realtà delle lavoratrici precarie. Brunella Bertone ha 32 anni, è’ laureata in Scienze biologiche e negli ultimi 10 anni ha svolto almeno 8 lavori. Tutti precari. Annalisa Fornari è da anni impiegata in un call center senza certezze, la sua vita è sospesa, in attesa di un contratto a tempo indeterminato che non arriva mai. Niente progetti, niente futuro. <br /> Anche oggi due storie, raccontate da due donne ancora oggi alle prese con il lavoro incerto. <br /><br /> Sono state circa 6 milioni le cessazioni nei primi nove mesi del 2024. Svimez, nel suo rapporto annuale, parla di “Povertà lavorativa”. Povere e lavoratrici, dunque. E pure sfruttate]]></itunes:summary><itunes:duration>901</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/nuvolari-assets/orange_square_mic.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Insegnanti con la valigia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/insegnanti-con-la-valigia--67653988</link><description><![CDATA[Sono le insegnanti emigranti le protagoniste della seconda puntata di "She Works. Le donne raccontano il lavoro". <br /> Donne, costrette a lasciare casa al Sud, per conquistare il tanto ambito posto in cattedra disponibile solo al Nord. Ragazze dalle belle speranze catapultate da una grande città ad un piccolo centro della provincia comasca. <br /> Sono un milione 150mila i movimenti in uscita dal Sud verso il Centro-Nord, a maggio del 2024, secondo l’Istat. Residenti persi dal Mezzogiorno, emigrati tra i 25 e i 34 anni, per la maggioranza, circa il 70 per cento è in possesso di laurea. <br /><br /><br /> Tra loro, molti sono donne. Insegnanti, che per sfuggire alla precarietà, hanno abbandonato il sogno di una professione nei luoghi dove sono nate. Donne che lasciano casa, spesso famiglie, figli, per inseguire la chimera del posto fisso sì ma al Nord. Il Settentrione si conferma infatti l’area del paese più attrattiva, c’è chi parte per l’estero (+5,2 per mille), chi invece prende il treno per il Nord (+2,1 per mille). Le donne studiano di più e sono più brave degli uomini ma incontrano più difficoltà a realizzarsi. <br /> Ecco le storie raccontate dalle protagoniste. <br /><br /> Sono Tiziana Cozzi, faccio la giornalista e racconto storie. “She works” è il mio podcast dove le donne raccontano il lavoro. Aprirò il microfono a chi vuole raccontare: medici, insegnanti, precarie, mamme, immigrate, manager. Ogni puntata, due storie. Ogni venerdì, una nuova puntata. Rifletti con me per capire a che punto siamo, con i diritti delle donne.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67653988</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2025 11:28:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67653988/output.mp3" length="14411092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Tiziana Cozzi</itunes:author><itunes:subtitle>Sono le insegnanti emigranti le protagoniste della seconda puntata di "She Works. Le donne raccontano il lavoro". 
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