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Gli utenti si stancarono della bassa qualità offerta dal VCS 2600, specialmente in un momento in cui stavano emergendo gli home computer di Commodore e altri sistemi di rilievo, che offrivano un’esperienza di gioco più coinvolgente e variegata.<br />L’Intellivision aveva debuttato nel 1980 sotto l’egida di Mattel Toys con l’obiettivo di sfidare l’Atari 2600. Dotata di grafica superiore, suoni coinvolgenti e un gameplay innovativo, riuscì a distinguersi, soprattutto grazie a un’imponente campagna pubblicitaria che annoverava anche volti noti al pubblico statunitense.<br />In poco tempo, Intellivision conquistò una fetta importante del mercato americano dei videogiochi, arrivando a detenere quasi un quarto del settore entro il 1982.<br />A causa di ciò che avvenne nel 1983, oltre ad Atari, persino il gigante Mattel fù costretta a ritirarsi. Mattel, ormai disinteressata a continuare con Intellivision, decise di vendere il progetto e relativi diritti di sfruttamento del prodotto ad un gruppo di investitori. Fu così che nacque la INTV Corporation, guidata dall’ex dirigente marketing di Mattel Electronics, Terrence Valesked, intenzionata a dare nuova vita alla console. INTV arruolò alcuni ex programmatori della Mattel per sviluppare nuovi giochi, puntando sull’affetto della comunità che, nonostante tutto, restava fedele a Intellivision. Grazie a questa passione condivisa, la console riuscì a sopravvivere per tutto il resto degli anni ’80.<br />La società INTV Corporation continuò a vendere Intellivision nelle principali catene di giocattoli e grandi magazzini e tramite ordini per corrispondenza.<br />Nel Natale del 1984, tutte le società che operavano nel settore videoludico avevano già chiuso da un pezzo o erano uscite dal mercato, lasciando Intellivision l’unico sistema di videogiochi ancora venduto negli USA.<br />Gli analisti di mercato proclameranno ufficialmente che l’industria dei videogiochi era morta e che i videogames non erano stati altro che una moda passeggera.<br />Cosa tutt’altro che vera, considerata le vicende storiche successive!<br />Ad ogni modo INTV, incontrastata, vista l’assenza di altre competitor sul mercato, non appena terminate le scorte di Intellivision ancora in suo possesso, rilanciò il sistema proseguendone la produzione con quello che venne denominato INTV System III. Non rappresentava altro che la stessa console ma con un altro nome più “aggiornato” per così dire.<br />INTV System III di INTV Corporation<br />Nel Natale del 1985 Nintendo si affacciò al mercato Statunitense con il suo sistema Nintendo Entertainment System (NES) e da lì a poco, nel 1986 il mercato dei Videogames riprese a ripartire, con il NES, la neonata console di Atari il 7800, nonchè il modello Master System di SEGA.<br />Apparve chiaro che Intellivision non poteva competere con i sistemi Nipponici, di gran lunga più performanti e promettenti per il mercato e che quindi sarebbe stata destinata all’oblio. Tuttavia con l’effetto traino di Nintendo anche Intellivision continuo a vendere. INTV introdusse giochi che erano stati completati da Mattel Electronics ma mai rilasciati. Il successo dei nuovi giochi spinse INTV a stipulare contratti con ex programmatori di Mattel Electronics per completare giochi Intellivision incompiuti, aggiornare quelli vecchi e crearne di nuovi. Sebbene le vendite di cartucce Intellivision non fossero quelle sperate, INTV Corporation produsse utili per l’azienda.<br />Tuttavia, Il Natale del 1987 fù esclusivamente appannaggio del NES. L’offensiva del Sol Levante fù dirompente e il confronto della System III con il “cugino” nipponico...]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6344618/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Video Games</category><copyright>Copyright PlayNerd</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e043f06409a752720242c69f18984158.jpg</url><title>Intellivision: La Storia, Le Storie</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/intellivision-la-storia-le-storie--6344618</link></image><lastBuildDate>Mon, 14 Oct 2024 12:01:43 +0000</lastBuildDate><itunes:author>PlayNerd</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>PlayNerd</itunes:name><itunes:email>superunk@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e043f06409a752720242c69f18984158.jpg"/><itunes:subtitle>Dopo il “Videogame Crash” del 1983, l’industria videoludica fu travolta da una crisi che cambiò profondamente il settore. 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Dotata di grafica superiore, suoni coinvolgenti e un gameplay innovativo, riuscì a distinguersi, soprattutto grazie a un’imponente campagna pubblicitaria che annoverava anche volti noti al pubblico statunitense.<br />In poco tempo, Intellivision conquistò una fetta importante del mercato americano dei videogiochi, arrivando a detenere quasi un quarto del settore entro il 1982.<br />A causa di ciò che avvenne nel 1983, oltre ad Atari, persino il gigante Mattel fù costretta a ritirarsi. Mattel, ormai disinteressata a continuare con Intellivision, decise di vendere il progetto e relativi diritti di sfruttamento del prodotto ad un gruppo di investitori. Fu così che nacque la INTV Corporation, guidata dall’ex dirigente marketing di Mattel Electronics, Terrence Valesked, intenzionata a dare nuova vita alla console. INTV arruolò alcuni ex programmatori della Mattel per sviluppare nuovi giochi, puntando sull’affetto della comunità che, nonostante tutto, restava fedele a Intellivision. Grazie a questa passione condivisa, la console riuscì a sopravvivere per tutto il resto degli anni ’80.<br />La società INTV Corporation continuò a vendere Intellivision nelle principali catene di giocattoli e grandi magazzini e tramite ordini per corrispondenza.<br />Nel Natale del 1984, tutte le società che operavano nel settore videoludico avevano già chiuso da un pezzo o erano uscite dal mercato, lasciando Intellivision l’unico sistema di videogiochi ancora venduto negli USA.<br />Gli analisti di mercato proclameranno ufficialmente che l’industria dei videogiochi era morta e che i videogames non erano stati altro che una moda passeggera.<br />Cosa tutt’altro che vera, considerata le vicende storiche successive!<br />Ad ogni modo INTV, incontrastata, vista l’assenza di altre competitor sul mercato, non appena terminate le scorte di Intellivision ancora in suo possesso, rilanciò il sistema proseguendone la produzione con quello che venne denominato INTV System III. 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