<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Pratiche di condivisione del sapere</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/pratiche-di-condivisione-del-sapere--6296033</link><description><![CDATA[<i><b>Pratiche di condivisione del sapere</b></i> è un progetto di ricerca e di sperimentazione volto alla costruzione di uno spazio di dibattito, confronto, circolazione e condivisione del sapere intellettuale ed artistico aperto a tutti.<br />Differenti ricercatori, studiosi e artisti esporranno i loro progetti di ricerca attraverso cicli di lezioni frontali a titolo gratuito.<br />L’obiettivo è la condivisione da parte di esperti, studiosi e artisti di determinati argomenti e/o autori attinenti alla propria “materia di studio e ricerca” o alla propria pratica artistica, all'interno di un contesto non accademico, indirizzandosi a un pubblico ampio, non specializzato, al quale non è richiesta nessuna conoscenza pregressa, se non un sano interesse per l’argomento proposto.<br />La gamma degli argomenti offerti è ampia e diversificata: si spazia da argomenti di carattere letterario a scientifico come filosofico e artistico. Talvolta le differenti ricerche si parlano e fanno eco tra loro, talvolta si distanziano, ma il fine resta quello di aprire uno spazio di dibattito e di fornire delle chiavi di accesso, degli strumenti che permettano al pubblico di avvicinarsi alla materia proposta creando allo stesso tempo un dialogo tra specialisti e non specialisti, tra addetti ai lavori e non. Il registro non si abbassa ma si adatta: l'obiettivo primario del progetto è rendere accessibili i<br />differenti autori o materie di ricerca esposte dai relatori invitati. <br />Si attinge a un sapere universitario ma allo stesso tempo da esso si prendono le distanze scardinando le gerarchie istituzionali, rivolgendosi a tutti e dando la parola a tutti: l’accesso al sapere è libero. L’obiettivo è la creazione di un luogo di dibattito, di confronto e di circolazione e condivisione del sapere.<br />Questi cicli di lezioni e incontri mirano a fornire degli strumenti di accesso alle differenti materie di<br />ricerca: alla fine di ogni ciclo verrà fornita una bibliografia dalla quale poter attingere e attraverso<br />cui approfondire ed esplorare gli argomenti trattati.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6296033/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Books</category><copyright>Copyright Scaldasole Books</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/797dc83326fed4c7578ac7237b48c4a0.jpg</url><title>Pratiche di condivisione del sapere</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/pratiche-di-condivisione-del-sapere--6296033</link></image><lastBuildDate>Fri, 03 Jul 2026 08:15:46 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Scaldasole Books</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/797dc83326fed4c7578ac7237b48c4a0.jpg"/><itunes:subtitle>Pratiche di condivisione del sapere è un progetto di ricerca e di sperimentazione volto alla costruzione di uno spazio di dibattito, confronto, circolazione e condivisione del sapere intellettuale ed artistico aperto a tutti.
Differenti ricercatori,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i><b>Pratiche di condivisione del sapere</b></i> è un progetto di ricerca e di sperimentazione volto alla costruzione di uno spazio di dibattito, confronto, circolazione e condivisione del sapere intellettuale ed artistico aperto a tutti.<br />Differenti ricercatori, studiosi e artisti esporranno i loro progetti di ricerca attraverso cicli di lezioni frontali a titolo gratuito.<br />L’obiettivo è la condivisione da parte di esperti, studiosi e artisti di determinati argomenti e/o autori attinenti alla propria “materia di studio e ricerca” o alla propria pratica artistica, all'interno di un contesto non accademico, indirizzandosi a un pubblico ampio, non specializzato, al quale non è richiesta nessuna conoscenza pregressa, se non un sano interesse per l’argomento proposto.<br />La gamma degli argomenti offerti è ampia e diversificata: si spazia da argomenti di carattere letterario a scientifico come filosofico e artistico. Talvolta le differenti ricerche si parlano e fanno eco tra loro, talvolta si distanziano, ma il fine resta quello di aprire uno spazio di dibattito e di fornire delle chiavi di accesso, degli strumenti che permettano al pubblico di avvicinarsi alla materia proposta creando allo stesso tempo un dialogo tra specialisti e non specialisti, tra addetti ai lavori e non. Il registro non si abbassa ma si adatta: l'obiettivo primario del progetto è rendere accessibili i<br />differenti autori o materie di ricerca esposte dai relatori invitati. <br />Si attinge a un sapere universitario ma allo stesso tempo da esso si prendono le distanze scardinando le gerarchie istituzionali, rivolgendosi a tutti e dando la parola a tutti: l’accesso al sapere è libero. L’obiettivo è la creazione di un luogo di dibattito, di confronto e di circolazione e condivisione del sapere.<br />Questi cicli di lezioni e incontri mirano a fornire degli strumenti di accesso alle differenti materie di<br />ricerca: alla fine di ogni ciclo verrà fornita una bibliografia dalla quale poter attingere e attraverso<br />cui approfondire ed esplorare gli argomenti trattati.]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Books"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Pratiche cinematografiche di condivisione del sapere. Il linguaggio dentro la memoria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-cinematografiche-di-condivisione-del-sapere-il-linguaggio-dentro-la-memoria--72769275</link><description><![CDATA[Il lavoro di Michelangelo Frammartino, prima ancora di essere cinematografico, è un approccio alla realtà e alla posizione del soggetto rispetto a ciò che consideriamo “umano”, “naturale” o altro. Incontriamo infatti umani che diventano creature arboree (Alberi), o altri umani che si calano in una profondità geologica inadatta alla loro vita (Il buco).<br /><br />La base di questa ricerca sta sempre nel rapporto con dei luoghi, come alcuni territori fra Calabria e Basilicata, nei quali Frammartino incontra forme di vita non umana in grado di sovvertire ogni sguardo tradizionalmente "documentario".<br /><br />Ne risultano infatti oggetti difficili da categorizzare rispetto al genere documentario, film in cui una struttura formale viene a essere abitata in modo imprevedibile da varie forme viventi: emerge così “un linguaggio che sta dentro la materia”, in modo che la materia prenda il sopravvento sul soggetto-autore per fare nascere modi nuovi di fare film, in cui le immagini siano organismi viventi. In questo incontro, Giulio Sangiorgio dialogherà con Michelangelo Frammartino per una lettura del genere documentario alla luce della sua poetica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72769275</guid><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72769275/regista.mp3" length="153080640" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Il lavoro di Michelangelo Frammartino, prima ancora di essere cinematografico, è un approccio alla realtà e alla posizione del soggetto rispetto a ciò che consideriamo “umano”, “naturale” o altro. Incontriamo infatti umani che diventano creature...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il lavoro di Michelangelo Frammartino, prima ancora di essere cinematografico, è un approccio alla realtà e alla posizione del soggetto rispetto a ciò che consideriamo “umano”, “naturale” o altro. Incontriamo infatti umani che diventano creature arboree (Alberi), o altri umani che si calano in una profondità geologica inadatta alla loro vita (Il buco).<br /><br />La base di questa ricerca sta sempre nel rapporto con dei luoghi, come alcuni territori fra Calabria e Basilicata, nei quali Frammartino incontra forme di vita non umana in grado di sovvertire ogni sguardo tradizionalmente "documentario".<br /><br />Ne risultano infatti oggetti difficili da categorizzare rispetto al genere documentario, film in cui una struttura formale viene a essere abitata in modo imprevedibile da varie forme viventi: emerge così “un linguaggio che sta dentro la materia”, in modo che la materia prenda il sopravvento sul soggetto-autore per fare nascere modi nuovi di fare film, in cui le immagini siano organismi viventi. In questo incontro, Giulio Sangiorgio dialogherà con Michelangelo Frammartino per una lettura del genere documentario alla luce della sua poetica.]]></itunes:summary><itunes:duration>3828</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5b63153f7a5832b91e13e43b74fae1ce.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche cinematografiche di condivisione del sapere. Una piccola parte del tutto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-cinematografiche-di-condivisione-del-sapere-una-piccola-parte-del-tutto--70856537</link><description><![CDATA[Dal 2006 <b>Massimo D’Anolfi</b> porta avanti la sua pratica cinematografica insieme a <b>Martina Parenti</b>: un cinema documentario che mantiene una dimensione artigianale, basata sulla ricerca sul campo.<br /><br />Nei loro film <b>D'Anolfi</b> e <b>Parenti</b> hanno sempre applicato il proprio sguardo senza prendere posizione in alcuna altra forma. In questo modo il loro cinema ha acquisito una profondità quasi saggistica, indagando attraverso il loro sguardo temi complessi come il funzionamento di infrastrutture civili (nei film <i>Il castello e Blu</i>) e il potere militare (in <i>Materia oscura</i> e <i>Guerra e pace</i>).<br /><br />Senza utilizzare parole, i loro film riescono a mettere in relazione temi come la resistenza anticoloniale dei nativi americani, le statue del Duomo di Milano e le forme di vita unicellulare (in Spira Mirabilis), fino all'indagine sugli altri regni del mondo non umano di Bestiari, erbari, lapidari.<br />D'Anolfi e Parenti esprimono così un senso di interconnessione con tutto ciò che è altro dall’umano, attraverso immagini nelle quali la molteplicità di tempi diventa percepibile dal nostro sguardo come stratificazioni geologiche.<br /><br />In questo incontro, <b>Giulio Sangiorgio</b> dialogherà con <b>Massimo D'Anolfi</b> per una lettura del genere documentario alla luce della sua poetica.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70856537</guid><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70856537/una_piccola_parte_de_tutto_cinema.mp3" length="162480000" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 2006 Massimo D’Anolfi porta avanti la sua pratica cinematografica insieme a Martina Parenti: un cinema documentario che mantiene una dimensione artigianale, basata sulla ricerca sul campo.

Nei loro film D'Anolfi e Parenti hanno sempre applicato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal 2006 <b>Massimo D’Anolfi</b> porta avanti la sua pratica cinematografica insieme a <b>Martina Parenti</b>: un cinema documentario che mantiene una dimensione artigianale, basata sulla ricerca sul campo.<br /><br />Nei loro film <b>D'Anolfi</b> e <b>Parenti</b> hanno sempre applicato il proprio sguardo senza prendere posizione in alcuna altra forma. In questo modo il loro cinema ha acquisito una profondità quasi saggistica, indagando attraverso il loro sguardo temi complessi come il funzionamento di infrastrutture civili (nei film <i>Il castello e Blu</i>) e il potere militare (in <i>Materia oscura</i> e <i>Guerra e pace</i>).<br /><br />Senza utilizzare parole, i loro film riescono a mettere in relazione temi come la resistenza anticoloniale dei nativi americani, le statue del Duomo di Milano e le forme di vita unicellulare (in Spira Mirabilis), fino all'indagine sugli altri regni del mondo non umano di Bestiari, erbari, lapidari.<br />D'Anolfi e Parenti esprimono così un senso di interconnessione con tutto ciò che è altro dall’umano, attraverso immagini nelle quali la molteplicità di tempi diventa percepibile dal nostro sguardo come stratificazioni geologiche.<br /><br />In questo incontro, <b>Giulio Sangiorgio</b> dialogherà con <b>Massimo D'Anolfi</b> per una lettura del genere documentario alla luce della sua poetica.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>4062</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/63e59847fc01bea2f2e58d4b2c3596d7.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche cinematografiche di condivisione del sapere. What's Up Doc?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-cinematografiche-di-condivisione-del-sapere-what-s-up-doc--70856538</link><description><![CDATA[Perché il documentario è stato uno dei generi cruciali, maggiormente riconosciuti e ammirati, del cinema italiano contemporaneo? E perché, soprattutto, è il luogo in cui meglio si riflette sul ruolo delle immagini nel mondo?<br /><br />Questo incontro affronterà le forme attraverso cui il cinema documentario prova a tradurre e mediare il mondo, interrogandosi sul motivo per cui percepiamo le sue immagini come qualcosa di “reale” rispetto a quelle del cinema di finzione. Negli ultimi venticinque anni, infatti, il documentario si è affermato non semplicemente come un genere tra gli altri, ma come un campo di pratiche capace di ridefinire continuamente il rapporto tra immagini e realtà, configurandosi come spazio estetico ed etico in cui si mettono in discussione il potere delle immagini, la responsabilità dello sguardo e la posizione dello spettatore. La relazione con la letteratura, esplicita o indiretta, attraversa molte delle esperienze analizzate nel volume, mostrando come ogni gesto di messa in forma del reale sia anche un atto narrativo.<br /><br />Luca Mosso e Giulio Sangiorgio, critici cinematografici e curatori del numero 611/612 della rivista Bianco e Nero, proveranno a dare risposta a queste domande, affrontando tali questioni con particolare attenzione ai maggiori esponenti e alle opere più significative del cinema documentario contemporaneo in Italia.<br /><br />A questo intervento dalla natura introduttiva seguiranno altri due incontri, nei quali Giulio Sangiorgio dialogherà coi registi Massimo D'Anolfi e Michelangelo Frammartino, approfondendo il genere documentario alla luce della loro poetica.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70856538</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70856538/5_marzo_cinema.mp3" length="147295680" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Perché il documentario è stato uno dei generi cruciali, maggiormente riconosciuti e ammirati, del cinema italiano contemporaneo? E perché, soprattutto, è il luogo in cui meglio si riflette sul ruolo delle immagini nel mondo?

Questo incontro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché il documentario è stato uno dei generi cruciali, maggiormente riconosciuti e ammirati, del cinema italiano contemporaneo? E perché, soprattutto, è il luogo in cui meglio si riflette sul ruolo delle immagini nel mondo?<br /><br />Questo incontro affronterà le forme attraverso cui il cinema documentario prova a tradurre e mediare il mondo, interrogandosi sul motivo per cui percepiamo le sue immagini come qualcosa di “reale” rispetto a quelle del cinema di finzione. Negli ultimi venticinque anni, infatti, il documentario si è affermato non semplicemente come un genere tra gli altri, ma come un campo di pratiche capace di ridefinire continuamente il rapporto tra immagini e realtà, configurandosi come spazio estetico ed etico in cui si mettono in discussione il potere delle immagini, la responsabilità dello sguardo e la posizione dello spettatore. La relazione con la letteratura, esplicita o indiretta, attraversa molte delle esperienze analizzate nel volume, mostrando come ogni gesto di messa in forma del reale sia anche un atto narrativo.<br /><br />Luca Mosso e Giulio Sangiorgio, critici cinematografici e curatori del numero 611/612 della rivista Bianco e Nero, proveranno a dare risposta a queste domande, affrontando tali questioni con particolare attenzione ai maggiori esponenti e alle opere più significative del cinema documentario contemporaneo in Italia.<br /><br />A questo intervento dalla natura introduttiva seguiranno altri due incontri, nei quali Giulio Sangiorgio dialogherà coi registi Massimo D'Anolfi e Michelangelo Frammartino, approfondendo il genere documentario alla luce della loro poetica.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3683</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3bcd3b85c2d887e26542ca9fa9064c21.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere. Deportare e punire: la spettacolarizzazione della frontiera come strumento di governo globale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-deportare-e-punire-la-spettacolarizzazione-della-frontiera-come-strumento-di-governo-globale--70159491</link><description><![CDATA[I confini non hanno nulla di naturale. È così che Marco Aime apre l’ultimo numero di Jacobin, dedicato alla violenza dei confini e alle storie e resistenze di chi la combatte. La natura artificiale e contingente dei confini e delle frontiere è infatti la base concettuale da cui prende avvio questo numero della rivista ed è anche il filo conduttore che guiderà questo intervento. Parleremo di mobilità, di barriere fisiche, amministrative e simboliche, di tecnologie e profilazione razziale, e di come i confini siano diventati decisivi per la produzione e riproduzione di disuguaglianze e asimmetrie. L’obiettivo sarà quello di analizzare criticamente la recente radicalizzazione delle pratiche di governo della mobilità, con un focus sulle deportazioni e la criminalizzazione delle persone migranti.  <br /><br /><i><b>Anna Casaglia</b></i> è professoressa di geografia politica presso l’Università di Trento. I suoi interessi di ricerca riguardano i processi di confine e la gestione della mobilità, il rapporto tra conflitto e spazio, le dimensioni spaziali delle relazioni di potere e il populismo di destra. Ha pubblicato il volume “Nicosia beyond partition. Complex geographies of the divided city” e numerosi articoli su riviste internazionali di geografia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70159491</guid><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70159491/pratiche_geografiche.mp3" length="151260480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>I confini non hanno nulla di naturale. È così che Marco Aime apre l’ultimo numero di Jacobin, dedicato alla violenza dei confini e alle storie e resistenze di chi la combatte. La natura artificiale e contingente dei confini e delle frontiere è infatti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I confini non hanno nulla di naturale. È così che Marco Aime apre l’ultimo numero di Jacobin, dedicato alla violenza dei confini e alle storie e resistenze di chi la combatte. La natura artificiale e contingente dei confini e delle frontiere è infatti la base concettuale da cui prende avvio questo numero della rivista ed è anche il filo conduttore che guiderà questo intervento. Parleremo di mobilità, di barriere fisiche, amministrative e simboliche, di tecnologie e profilazione razziale, e di come i confini siano diventati decisivi per la produzione e riproduzione di disuguaglianze e asimmetrie. L’obiettivo sarà quello di analizzare criticamente la recente radicalizzazione delle pratiche di governo della mobilità, con un focus sulle deportazioni e la criminalizzazione delle persone migranti.  <br /><br /><i><b>Anna Casaglia</b></i> è professoressa di geografia politica presso l’Università di Trento. I suoi interessi di ricerca riguardano i processi di confine e la gestione della mobilità, il rapporto tra conflitto e spazio, le dimensioni spaziali delle relazioni di potere e il populismo di destra. Ha pubblicato il volume “Nicosia beyond partition. Complex geographies of the divided city” e numerosi articoli su riviste internazionali di geografia.]]></itunes:summary><itunes:duration>3782</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e3f8542e53e8d8eb638c95fe5399b00e.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Come neve in primavera: il fiore di ciliegio dal Medioevo a oggi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-come-neve-in-primavera-il-fiore-di-ciliegio-dal-medioevo-a-oggi--69100102</link><description><![CDATA[<b>Di uomini e di fiori</b><br /><b>Pagine di letteratura giapponese</b><br /><br />Che cosa resta dell’antico Giappone nella letteratura del Novecento? E che legame può esserci tra la sensibilità di uno scrittore moderno e quella di chi, secoli fa, tracciava ideogrammi col pennello seduto su una terrazza della corte imperiale di Kyōto? Nel breve spazio di due incontri, attraverso letture, racconti, e curiosità, cercheremo di dare una risposta a queste e simili domande.<br /><br /><b><i>Come neve in primavera </i></b><br /><b><i>Il fiore di ciliegio dal Medioevo a oggi</i></b><br />A cura di Federico Franchin <br /><br />Nell’immaginario collettivo, oggi come un tempo, il Giappone è indissolubilmente legato al fiore di ciliegio. Celebrati sin dall’antichità come simbolo di bellezza effimera, i delicati boccioli che si aprono per pochi giorni all’anno occupano un posto d’onore nella tradizione letteraria giapponese, che per secoli si è nutrita delle suggestioni ispirate dalla natura assai più di quella europea. In epoca medievale migliaia di poesie furono consacrate al colore e al profumo dei fiori di ciliegio, fatti oggetto di una sorta di venerazione dalla corte imperiale, e anche in epoche successive artisti, scrittori, monaci, guerrieri non riuscirono a sottrarsi al loro fascino. Nel XII secolo, l’eremita Saigyō ne rimase a tal punto stregato da meritarsi il nomignolo di “poeta dei fiori di ciliegio”; e anche nel secondo dopoguerra chi, come lo sregolato Sakaguchi Ango, predicava la morte della civiltà giapponese, non sapeva trovare miglior bersaglio alle frecce della propria satira. In quest’incontro vi invitiamo a ripercorrere alcune delle tappe più suggestive di un percorso che attraversa pagine scritte, in mille anni di storia, da cortigiani e dame di compagnia, da bonzi e ubriaconi, alla scoperta del fiore che porta impressa, nei suoi petali, la storia di una nazione.<br /><br /><i><b>Federico Franchin</b></i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69100102</guid><pubDate>Sat, 20 Dec 2025 18:57:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69100102/come_neve_in_primavera.mp3" length="139180800" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Di uomini e di fiori
Pagine di letteratura giapponese

Che cosa resta dell’antico Giappone nella letteratura del Novecento? E che legame può esserci tra la sensibilità di uno scrittore moderno e quella di chi, secoli fa, tracciava ideogrammi col...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Di uomini e di fiori</b><br /><b>Pagine di letteratura giapponese</b><br /><br />Che cosa resta dell’antico Giappone nella letteratura del Novecento? E che legame può esserci tra la sensibilità di uno scrittore moderno e quella di chi, secoli fa, tracciava ideogrammi col pennello seduto su una terrazza della corte imperiale di Kyōto? Nel breve spazio di due incontri, attraverso letture, racconti, e curiosità, cercheremo di dare una risposta a queste e simili domande.<br /><br /><b><i>Come neve in primavera </i></b><br /><b><i>Il fiore di ciliegio dal Medioevo a oggi</i></b><br />A cura di Federico Franchin <br /><br />Nell’immaginario collettivo, oggi come un tempo, il Giappone è indissolubilmente legato al fiore di ciliegio. Celebrati sin dall’antichità come simbolo di bellezza effimera, i delicati boccioli che si aprono per pochi giorni all’anno occupano un posto d’onore nella tradizione letteraria giapponese, che per secoli si è nutrita delle suggestioni ispirate dalla natura assai più di quella europea. In epoca medievale migliaia di poesie furono consacrate al colore e al profumo dei fiori di ciliegio, fatti oggetto di una sorta di venerazione dalla corte imperiale, e anche in epoche successive artisti, scrittori, monaci, guerrieri non riuscirono a sottrarsi al loro fascino. Nel XII secolo, l’eremita Saigyō ne rimase a tal punto stregato da meritarsi il nomignolo di “poeta dei fiori di ciliegio”; e anche nel secondo dopoguerra chi, come lo sregolato Sakaguchi Ango, predicava la morte della civiltà giapponese, non sapeva trovare miglior bersaglio alle frecce della propria satira. In quest’incontro vi invitiamo a ripercorrere alcune delle tappe più suggestive di un percorso che attraversa pagine scritte, in mille anni di storia, da cortigiani e dame di compagnia, da bonzi e ubriaconi, alla scoperta del fiore che porta impressa, nei suoi petali, la storia di una nazione.<br /><br /><i><b>Federico Franchin</b></i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></itunes:summary><itunes:duration>3480</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ce9eb60818348bfc1aaf9234e6af104c.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche filosofiche di condivisione del sapere. Mappe altre del pensiero. María Zambrano e i "generi filosofici"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-filosofiche-di-condivisione-del-sapere-mappe-altre-del-pensiero-maria-zambrano-e-i-generi-filosofici--69100090</link><description><![CDATA[“Cos’è filosofia?” è una domanda che ha risuonato più volte nell’arco del Novecento (Ortega y Gasset, Gilles Deleuze). L’attuale dibattito filosofico, alimentato dallo sguardo sempre più ampio di un mondo globalizzato e dalla prospettiva decoloniale, si interroga nuovamente e con maggiore forza sulla questione. Il pensiero spagnolo e ispano-americano, con la sua tipicità e ricco com’è di poeti-pensatori, si inserisce da sempre in una sorta di corrente alternativa alla filosofia più sistematica e, in tal senso, ha anticipato alcuni degli aspetti cruciali di questo dibattito offrendo risposte inedite e ancora oggi fruttuose. L’intervento mira a fornire una mappatura di questo peculiare contesto, per poi focalizzarsi su una delle sue pensatrici più “eterodosse”: María Zambrano.<br />Ripercorrendone la filiazione intellettuale (Unamuno, Machado, Ortega), si mostrerà come il tema del rapporto tra poesia e filosofia (Poesia e filosofia, 1939), insieme alla riflessione circa quelli che Zambrano definisce veri e propri “generi filosofici” (Verso un sapere dell’anima, 1933-1945) questioni dal profondo lo statuto stesso della filosofia e la sua pratica di scrittura. <br /><br /><i><b>Lorena Grigoletto</b></i> ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in cotutela con l’Università di Siviglia. Dal 2019 è docente di Semiotica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e dal 2022 è Direttrice di un programma di ricerca presso il Collège International de Philosophie di Parigi. Ha maturato esperienze di collaborazione e ricerca con varie università italiane e straniere. È autrice di una monografia (Lógoi. Sul sentiero “orfico-pitagorico” di María Zambrano, 2022), di svariati articoli prevalentemente nell’ambito dell’estetica spagnola e ispano-americana, e di una raccolta di fiabe (Le ciglia di Dorotea. Fiabe con e senza morale, 2024).<br /> ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69100090</guid><pubDate>Wed, 26 Nov 2025 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69100090/maria_zambrano.mp3" length="149520000" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>“Cos’è filosofia?” è una domanda che ha risuonato più volte nell’arco del Novecento (Ortega y Gasset, Gilles Deleuze). L’attuale dibattito filosofico, alimentato dallo sguardo sempre più ampio di un mondo globalizzato e dalla prospettiva decoloniale,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Cos’è filosofia?” è una domanda che ha risuonato più volte nell’arco del Novecento (Ortega y Gasset, Gilles Deleuze). L’attuale dibattito filosofico, alimentato dallo sguardo sempre più ampio di un mondo globalizzato e dalla prospettiva decoloniale, si interroga nuovamente e con maggiore forza sulla questione. Il pensiero spagnolo e ispano-americano, con la sua tipicità e ricco com’è di poeti-pensatori, si inserisce da sempre in una sorta di corrente alternativa alla filosofia più sistematica e, in tal senso, ha anticipato alcuni degli aspetti cruciali di questo dibattito offrendo risposte inedite e ancora oggi fruttuose. L’intervento mira a fornire una mappatura di questo peculiare contesto, per poi focalizzarsi su una delle sue pensatrici più “eterodosse”: María Zambrano.<br />Ripercorrendone la filiazione intellettuale (Unamuno, Machado, Ortega), si mostrerà come il tema del rapporto tra poesia e filosofia (Poesia e filosofia, 1939), insieme alla riflessione circa quelli che Zambrano definisce veri e propri “generi filosofici” (Verso un sapere dell’anima, 1933-1945) questioni dal profondo lo statuto stesso della filosofia e la sua pratica di scrittura. <br /><br /><i><b>Lorena Grigoletto</b></i> ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in cotutela con l’Università di Siviglia. Dal 2019 è docente di Semiotica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e dal 2022 è Direttrice di un programma di ricerca presso il Collège International de Philosophie di Parigi. Ha maturato esperienze di collaborazione e ricerca con varie università italiane e straniere. È autrice di una monografia (Lógoi. Sul sentiero “orfico-pitagorico” di María Zambrano, 2022), di svariati articoli prevalentemente nell’ambito dell’estetica spagnola e ispano-americana, e di una raccolta di fiabe (Le ciglia di Dorotea. Fiabe con e senza morale, 2024).<br /> ]]></itunes:summary><itunes:duration>3738</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7ddc4ee3b95941b7d5afc50d73333b3e.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Inoue Yasushi, i racconti di una tormentata calma</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-inoue-yasushi-i-racconti-di-una-tormentata-calma--68367609</link><description><![CDATA[<b>Di uomini e di fiori</b><br /><b>Pagine di letteratura giapponese</b><br />A cura di <i>Federico Franchin</i><br /><br />Che cosa resta dell’antico Giappone nella letteratura del Novecento? E che legame può esserci tra la sensibilità di uno scrittore moderno e quella di chi, secoli fa, tracciava caratteri col pennello seduto su una terrazza della corte imperiale di Kyōto? Nel breve spazio di due incontri, attraverso letture, racconti, e curiosità, cercheremo di dare una risposta a queste e simili domande.<br /><br /><i><b>Inoue Yasushi </b></i><br /><b>I racconti di una tormentata calma</b><br /><br />Nel catalogo degli scrittori giapponesi più conosciuti nel nostro paese, il nome di Inoue Yasushi (1907-1991) ha occupato per anni un posto abbastanza marginale. Certi suoi racconti hanno cominciato a essere tradotti in italiano già verso la metà del secolo scorso, ma è solo in tempi piuttosto recenti che alcune tra le sue opere più significative hanno cominciato a imporsi all’attenzione di un più vasto pubblico italiano. Dalle loro pagine emerge un mondo a noi familiare, benché filtrato da una sensibilità tipicamente giapponese: un mosaico di figure presentate al lettore con infinita cura e tenerezza, in un groviglio di rapporti umani fatto in egual misura di bellezza e di desolazione. Dallo struggente affetto che pervade ogni pagina di Ricordi di mia madre – l’opera preferita del suo scrittore – alla spiazzante teatralità del Fucile da caccia, i racconti di Inoue parlano a ciascuno di noi, in modo limpido e sognante, delle complessità dell’esistenza.<br /><br /><i><b>Federico Franchin </b></i>è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68367609</guid><pubDate>Thu, 30 Oct 2025 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68367609/inoue_yasushi.mp3" length="142720320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Di uomini e di fiori
Pagine di letteratura giapponese
A cura di Federico Franchin

Che cosa resta dell’antico Giappone nella letteratura del Novecento? E che legame può esserci tra la sensibilità di uno scrittore moderno e quella di chi, secoli fa,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Di uomini e di fiori</b><br /><b>Pagine di letteratura giapponese</b><br />A cura di <i>Federico Franchin</i><br /><br />Che cosa resta dell’antico Giappone nella letteratura del Novecento? E che legame può esserci tra la sensibilità di uno scrittore moderno e quella di chi, secoli fa, tracciava caratteri col pennello seduto su una terrazza della corte imperiale di Kyōto? Nel breve spazio di due incontri, attraverso letture, racconti, e curiosità, cercheremo di dare una risposta a queste e simili domande.<br /><br /><i><b>Inoue Yasushi </b></i><br /><b>I racconti di una tormentata calma</b><br /><br />Nel catalogo degli scrittori giapponesi più conosciuti nel nostro paese, il nome di Inoue Yasushi (1907-1991) ha occupato per anni un posto abbastanza marginale. Certi suoi racconti hanno cominciato a essere tradotti in italiano già verso la metà del secolo scorso, ma è solo in tempi piuttosto recenti che alcune tra le sue opere più significative hanno cominciato a imporsi all’attenzione di un più vasto pubblico italiano. Dalle loro pagine emerge un mondo a noi familiare, benché filtrato da una sensibilità tipicamente giapponese: un mosaico di figure presentate al lettore con infinita cura e tenerezza, in un groviglio di rapporti umani fatto in egual misura di bellezza e di desolazione. Dallo struggente affetto che pervade ogni pagina di Ricordi di mia madre – l’opera preferita del suo scrittore – alla spiazzante teatralità del Fucile da caccia, i racconti di Inoue parlano a ciascuno di noi, in modo limpido e sognante, delle complessità dell’esistenza.<br /><br /><i><b>Federico Franchin </b></i>è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></itunes:summary><itunes:duration>3569</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/baa4c72f4d037c1a299513bd9ed54be9.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. AI e Sound Art: i luoghi come strumenti musicali collettivi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-ai-e-sound-art-i-luoghi-come-strumenti-musicali-collettivi--68367612</link><description><![CDATA[Viviamo circondati da tecnologie che spesso ci isolano, chiudendoci davanti a uno schermo e riducendo le relazioni a interazioni virtuali basate su like e notifiche. Ma cosa succede se queste stesse tecnologie smettono di separarci e diventano strumenti per incontrarci? Questo incontro ci condurrà in un viaggio tra arte, musica e Intelligenza Artificiale, dove luoghi anonimi – da un piccolo villaggio in Calabria fino alla Biennale di Venezia – grazie alla tecnologia diventano strumenti musicali collettivi, in cui persino pareti e oggetti prendono voce. Un invito a rallentare, ad ascoltarsi e a scoprire come il suono possa aprire nuove possibilità di relazione tra le persone e con l’ambiente che ci circonda.<br /><br /><i>Bruno Zamborlin</i> è un artista e ricercatore in Intelligenza Artificiale che trasforma spazi e oggetti quotidiani in strumenti musicali interattivi. Ha fondato le startup Mogees, HyperSurfaces e HyperSentience e ha presentato i suoi lavori in contesti internazionali come due edizioni della Biennale di Venezia e il Victoria &amp; Albert Museum di Londra. Oggi è Head of AI di Musixmatch - uno degli unicorni italiani - ed è Honorary Research Fellow a Goldsmiths, University of London e quattro volte speaker TEDx. Il suo lavoro esplora nuove forme di relazione tra persone e ambiente, offrendo un’alternativa all’uso isolante delle tecnologie digitali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68367612</guid><pubDate>Thu, 02 Oct 2025 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68367612/ai_e_suono.mp3" length="107220480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Viviamo circondati da tecnologie che spesso ci isolano, chiudendoci davanti a uno schermo e riducendo le relazioni a interazioni virtuali basate su like e notifiche. Ma cosa succede se queste stesse tecnologie smettono di separarci e diventano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Viviamo circondati da tecnologie che spesso ci isolano, chiudendoci davanti a uno schermo e riducendo le relazioni a interazioni virtuali basate su like e notifiche. Ma cosa succede se queste stesse tecnologie smettono di separarci e diventano strumenti per incontrarci? Questo incontro ci condurrà in un viaggio tra arte, musica e Intelligenza Artificiale, dove luoghi anonimi – da un piccolo villaggio in Calabria fino alla Biennale di Venezia – grazie alla tecnologia diventano strumenti musicali collettivi, in cui persino pareti e oggetti prendono voce. Un invito a rallentare, ad ascoltarsi e a scoprire come il suono possa aprire nuove possibilità di relazione tra le persone e con l’ambiente che ci circonda.<br /><br /><i>Bruno Zamborlin</i> è un artista e ricercatore in Intelligenza Artificiale che trasforma spazi e oggetti quotidiani in strumenti musicali interattivi. Ha fondato le startup Mogees, HyperSurfaces e HyperSentience e ha presentato i suoi lavori in contesti internazionali come due edizioni della Biennale di Venezia e il Victoria &amp; Albert Museum di Londra. Oggi è Head of AI di Musixmatch - uno degli unicorni italiani - ed è Honorary Research Fellow a Goldsmiths, University of London e quattro volte speaker TEDx. Il suo lavoro esplora nuove forme di relazione tra persone e ambiente, offrendo un’alternativa all’uso isolante delle tecnologie digitali.]]></itunes:summary><itunes:duration>2681</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2eefb944be3798862805378ca11e66a.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Ernest Hemingway. Un canto per il mare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-ernest-hemingway-un-canto-per-il-mare--66738876</link><description><![CDATA[𝐄𝐫𝐧𝐞𝐬𝐭 𝐇𝐞𝐦𝐢𝐧𝐠𝐰𝐚𝐲<br />𝑼𝒏 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒎𝒂𝒓𝒆<br /><br />“Era un vecchio che pescava da solo su una piccola barca nella corrente del Golfo e ormai da ottantaquattro giorni non prendeva un pesce”: è questo il memorabile incipit de 𝐼𝑙 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒, l’ultimo capolavoro di Ernest Hemingway, un libro che è un esame di coscienza di un uomo che aveva sempre cercato una vita “estrema” e che allo stesso tempo fu estremamente sensibile al tema degli sconfitti e della pietas. 𝐼𝑙 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒, muovendosi fra tenerezza e ferocia, è segnato da una bellezza omerica che continua a interrogare i lettori sul senso della vita andando ben oltre il “mito” che Hemingway cercò di disegnare per se stesso.<br /><br />𝐀 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐑𝐢𝐯𝐚𝐥𝐢]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66738876</guid><pubDate>Thu, 12 Jun 2025 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66738876/eminguein.mp3" length="133440000" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝐄𝐫𝐧𝐞𝐬𝐭 𝐇𝐞𝐦𝐢𝐧𝐠𝐰𝐚𝐲
𝑼𝒏 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒎𝒂𝒓𝒆

“Era un vecchio che pescava da solo su una piccola barca nella corrente del Golfo e ormai da ottantaquattro giorni non prendeva un pesce”: è questo il memorabile incipit de 𝐼𝑙 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒, l’ultimo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐄𝐫𝐧𝐞𝐬𝐭 𝐇𝐞𝐦𝐢𝐧𝐠𝐰𝐚𝐲<br />𝑼𝒏 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒎𝒂𝒓𝒆<br /><br />“Era un vecchio che pescava da solo su una piccola barca nella corrente del Golfo e ormai da ottantaquattro giorni non prendeva un pesce”: è questo il memorabile incipit de 𝐼𝑙 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒, l’ultimo capolavoro di Ernest Hemingway, un libro che è un esame di coscienza di un uomo che aveva sempre cercato una vita “estrema” e che allo stesso tempo fu estremamente sensibile al tema degli sconfitti e della pietas. 𝐼𝑙 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒, muovendosi fra tenerezza e ferocia, è segnato da una bellezza omerica che continua a interrogare i lettori sul senso della vita andando ben oltre il “mito” che Hemingway cercò di disegnare per se stesso.<br /><br />𝐀 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐑𝐢𝐯𝐚𝐥𝐢]]></itunes:summary><itunes:duration>3336</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c3015fbfd8a8bdb6fc2f2a16f0a7c2bc.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche artistiche di condivisione del sapere. John Berger. Ways of seeing</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-artistiche-di-condivisione-del-sapere-john-berger-ways-of-seeing--65597873</link><description><![CDATA[Durante la sua lunga vita, John Berger (1926-2017) ha scritto testi brevi e folgoranti sull'arte e gli artisti, ma soprattutto non ha mai smesso di riflettere sul guardare . Questo incontro si concentra su Ways of seeing (1972), tradotto in Italia prima con il titolo Modi di vedere (2004) e oggi con Questione di sguardi (2019). Si tratta di una serie di sette saggi che utilizzando parole e immagini raccolgono le riflessioni inizialmente proposte da Berger nella serie televisiva della BBC sui musei, la pubblicità, il nudo femminile e altre esperienze visive quotidiane. Avendo sempre considerato sè stesso come un narratore, Berger dimostra che l'arte di vedere è – al di là degli steccati disciplinari – un'arte di vivere. <br /><b>A cura di Camilla Pietrabissa</b><br /><br /><b><i>Camilla Pietrabissa</i></b> è docente di Storia dell'Arte Moderna all'Università di Venezia. Fa parte del centro di ricerca Labim – Laboratorio dell'Immagine dell'Università IUAV, e della redazione del progetto collaborativo di edizione critica online dell'Encyclopedie di Diderot e d'Alembert. Ha scritto numerosi saggi e articoli sull'arte moderna in prospettiva ecocritica, sulla dimensione spaziale dell'arte e sulla teoria dei media artistici.<br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65597873</guid><pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65597873/john_berger.mp3" length="89711085" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Durante la sua lunga vita, John Berger (1926-2017) ha scritto testi brevi e folgoranti sull'arte e gli artisti, ma soprattutto non ha mai smesso di riflettere sul guardare . Questo incontro si concentra su Ways of seeing (1972), tradotto in Italia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Durante la sua lunga vita, John Berger (1926-2017) ha scritto testi brevi e folgoranti sull'arte e gli artisti, ma soprattutto non ha mai smesso di riflettere sul guardare . Questo incontro si concentra su Ways of seeing (1972), tradotto in Italia prima con il titolo Modi di vedere (2004) e oggi con Questione di sguardi (2019). Si tratta di una serie di sette saggi che utilizzando parole e immagini raccolgono le riflessioni inizialmente proposte da Berger nella serie televisiva della BBC sui musei, la pubblicità, il nudo femminile e altre esperienze visive quotidiane. Avendo sempre considerato sè stesso come un narratore, Berger dimostra che l'arte di vedere è – al di là degli steccati disciplinari – un'arte di vivere. <br /><b>A cura di Camilla Pietrabissa</b><br /><br /><b><i>Camilla Pietrabissa</i></b> è docente di Storia dell'Arte Moderna all'Università di Venezia. Fa parte del centro di ricerca Labim – Laboratorio dell'Immagine dell'Università IUAV, e della redazione del progetto collaborativo di edizione critica online dell'Encyclopedie di Diderot e d'Alembert. Ha scritto numerosi saggi e articoli sull'arte moderna in prospettiva ecocritica, sulla dimensione spaziale dell'arte e sulla teoria dei media artistici.<br /><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>2243</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/797dc83326fed4c7578ac7237b48c4a0.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Storie di numeri che contano. Da zero a infinito</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-storie-di-numeri-che-contano-da-zero-a-infinito--65597823</link><description><![CDATA[La matematica viene spesso associata a calcoli complessi e ricordi scolastici poco entusiasmanti: formule, funzioni e regole rigide. In questo incontro, faremo un passo indietro per riscoprire l'essenza di questa scienza, partendo dai suoi elementi fondamentali: i numeri. Nel corso della storia i numeri hanno consentito alle diverse culture di interpretare la realtà e di esprimerla in modo efficace e, allo stesso modo, hanno anche scardinato certezze consolidate, mettendo in crisi modelli di conoscenza ritenuti indiscutibili. Esploreremo i numeri più sorprendenti e le loro proprietà più curiose, scoprendone il ruolo centrale sia nella teoria che nelle applicazioni pratiche.<br /><b>A cura di Matteo Pennesi </b><br /><br /><b><i>Matteo Pennesi</i></b> si occupa di musica e matematica in momenti distinti della giornata. Si è laureato in matematica con una tesi triennale sul meccanismo di Anticitera e una magistrale su topologia computazionale applicata alla classificazione di generi musicali. Attualmente insegna al liceo e si occupa di progetti musicali e artistici con la sua etichetta Artetetra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65597823</guid><pubDate>Thu, 27 Mar 2025 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65597823/matematica_mp3cut_net.mp3" length="85153965" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>La matematica viene spesso associata a calcoli complessi e ricordi scolastici poco entusiasmanti: formule, funzioni e regole rigide. In questo incontro, faremo un passo indietro per riscoprire l'essenza di questa scienza, partendo dai suoi elementi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La matematica viene spesso associata a calcoli complessi e ricordi scolastici poco entusiasmanti: formule, funzioni e regole rigide. In questo incontro, faremo un passo indietro per riscoprire l'essenza di questa scienza, partendo dai suoi elementi fondamentali: i numeri. Nel corso della storia i numeri hanno consentito alle diverse culture di interpretare la realtà e di esprimerla in modo efficace e, allo stesso modo, hanno anche scardinato certezze consolidate, mettendo in crisi modelli di conoscenza ritenuti indiscutibili. Esploreremo i numeri più sorprendenti e le loro proprietà più curiose, scoprendone il ruolo centrale sia nella teoria che nelle applicazioni pratiche.<br /><b>A cura di Matteo Pennesi </b><br /><br /><b><i>Matteo Pennesi</i></b> si occupa di musica e matematica in momenti distinti della giornata. Si è laureato in matematica con una tesi triennale sul meccanismo di Anticitera e una magistrale su topologia computazionale applicata alla classificazione di generi musicali. Attualmente insegna al liceo e si occupa di progetti musicali e artistici con la sua etichetta Artetetra.]]></itunes:summary><itunes:duration>2129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/49096fff1c9e361699e08e15fe4d8922.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. La poesia delle urne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-la-poesia-delle-urne--65597835</link><description><![CDATA[Da sempre i cimiteri hanno affascinato gli scrittori in quanto luoghi di raccoglimento e di meditazione sulla fugacità del tempo e della vita. L'incontro si focalizzerà sulla letteratura cimiteriale nelle sue diverse declinazioni letterarie. A partire dalla poesia di Thomas Gray nell’Inghilterra del XVIII secolo, si passerà quindi ad esplorare la ricezione e le diverse manifestazioni della letteratura cimiteriale in Italia, fra suggestioni gotiche e preromantiche e pulsioni civili, come quelle presenti nella poesia di Pindemonte e nel carme Dei sepolcri del Foscolo.  Saranno inoltre affrontati i temi del rapporto tra vivi e morti e della memoria, presenti nell'opera Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, una raccolta di epitaffi letterari in cui è la voce poetica di chi non c'è più a parlare e raccontare di sé. <br />Se, nelle attestazioni classiche, di cui il Satyricon di Petronio ne è un esempio, il cimitero è descritto come il luogo dell’orrore o, come nell'Amleto shakespeariano, come uno spazio di meditazione sulla caducità del vivere, nel contesto romantico esso si trasforma nel luogo dell’ultimo incontro tra gli amanti, come avviene in Cime tempestose di Emily Brontë e nei racconti in nero del novellista francese Guy de Maupassant. Infine, nell’immaginario più contemporaneo e popolare, possiamo assistere a sorprendenti e inaspettate commistioni tra alto e basso, a seconda che si voglia enfatizzare il tema dell’amour fou o conferire al racconto una piega più ironica e cinica, seguendo la tecnica dell’in cauda venenum. <br /><b>A cura di Silvia Stucchi</b><br /><br /><i><b>Silvia Stucchi</b></i>, latinista, lavora presso l'Università Cattolica di Milano e presso l'Università degli Studi di Milano. Si e" occupata della letteratura latina di età neroniana, di Apuleio e Plauto, e di ricezione dei classici. Collabora con le Edizioni Ares per cui e" autrice di "Come il latino ci salva la vita" e "A cena con Nerone" ed è autrice di romanzi storici per Giunti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65597835</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2025 18:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65597835/poesia_delle_urne.mp3" length="160263360" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Da sempre i cimiteri hanno affascinato gli scrittori in quanto luoghi di raccoglimento e di meditazione sulla fugacità del tempo e della vita. L'incontro si focalizzerà sulla letteratura cimiteriale nelle sue diverse declinazioni letterarie. A partire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da sempre i cimiteri hanno affascinato gli scrittori in quanto luoghi di raccoglimento e di meditazione sulla fugacità del tempo e della vita. L'incontro si focalizzerà sulla letteratura cimiteriale nelle sue diverse declinazioni letterarie. A partire dalla poesia di Thomas Gray nell’Inghilterra del XVIII secolo, si passerà quindi ad esplorare la ricezione e le diverse manifestazioni della letteratura cimiteriale in Italia, fra suggestioni gotiche e preromantiche e pulsioni civili, come quelle presenti nella poesia di Pindemonte e nel carme Dei sepolcri del Foscolo.  Saranno inoltre affrontati i temi del rapporto tra vivi e morti e della memoria, presenti nell'opera Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, una raccolta di epitaffi letterari in cui è la voce poetica di chi non c'è più a parlare e raccontare di sé. <br />Se, nelle attestazioni classiche, di cui il Satyricon di Petronio ne è un esempio, il cimitero è descritto come il luogo dell’orrore o, come nell'Amleto shakespeariano, come uno spazio di meditazione sulla caducità del vivere, nel contesto romantico esso si trasforma nel luogo dell’ultimo incontro tra gli amanti, come avviene in Cime tempestose di Emily Brontë e nei racconti in nero del novellista francese Guy de Maupassant. Infine, nell’immaginario più contemporaneo e popolare, possiamo assistere a sorprendenti e inaspettate commistioni tra alto e basso, a seconda che si voglia enfatizzare il tema dell’amour fou o conferire al racconto una piega più ironica e cinica, seguendo la tecnica dell’in cauda venenum. <br /><b>A cura di Silvia Stucchi</b><br /><br /><i><b>Silvia Stucchi</b></i>, latinista, lavora presso l'Università Cattolica di Milano e presso l'Università degli Studi di Milano. Si e" occupata della letteratura latina di età neroniana, di Apuleio e Plauto, e di ricezione dei classici. Collabora con le Edizioni Ares per cui e" autrice di "Come il latino ci salva la vita" e "A cena con Nerone" ed è autrice di romanzi storici per Giunti.]]></itunes:summary><itunes:duration>4007</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b662dcf21a152454cc9bf0dbc77c7b0e.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Ezra Pound. Gli ultimi canti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-ezra-pound-gli-ultimi-canti--65597850</link><description><![CDATA[<b>Ezra Pound</b> (Hailey 1885, Venezia 1972) è uno degli spartiacque della letteratura del Novecento: con l'epica dei suoi Cantos ha osato una "Divina Commedia" per il nostro tempo ed è stato, inoltre, un impareggiabile e generoso "cacciatore di talenti". Fu tra i primi a riconoscere e promuovere il genio di Joyce, T.S. Eliot e Hemingway. Eppure, il suo nome divide ancora ed è circondato da fantasmi e logori cliché che impediscono di toccare il cuore profondo della sua poesia e della sua umanità. <br />Nell’estate del 1958, dopo lunga detenzione nel manicomio di Washington, Ezra Pound rientrò in Italia stabilendosi nel castello di Brunnenburg nel Tirolo. La ritrovata libertà non spalancò però al poeta le porte della stagione felice che aveva immaginato: il “mondo di ieri" era cambiato, i migliori amici se ne erano andati e il grande progetto dei Cantos stentava a trovare la sua conclusione. Eppure, questo soggiorno italiano segnò una tappa decisiva nel lavoro di Pound: l'ultimo scorcio della sua vita lo avrebbe infatti dedicato al compimento del Paradiso, la parte finale del suo poema, frammenti così densi di verità e tenerezza da diventare il suo testamento più sincero. Ancora una volta era Dante la misura della sua ambizione. Ed è proprio in quei frangenti così dolorosi che Pound scrisse i Drafts and Fragments, alcune delle poesie più toccanti del Novecento. <br /><b>A cura di Alessandro Rivali</b><br /><br /><b><i>Alessandro Rivali</i></b> ha avuto la possibilità di lavorare per nove anni con Mary De Rachewiltz, figlia e traduttore di Ezra Pound, un'esperienza indimenticabile che lo ha portato a conoscere il cantiere più profondo del poeta e che è stata poi riversata nel libro Ho cercato di scrivere paradiso.  Alessandro Rivali è nato a Genova nel 1977. I suoi libri di poesie sono La riviera del sangue (Mimesis 2005), La caduta di Bisanzio (Jaca Book 2010) e La terra di Caino (Mondadori 2021). Ha pubblicato i libri intervista Giampiero Neri. Un maestro in ombra (Jaca Book 2010) e Ritorno ai classici. Una conversazione con Giampiero Neri (Ares 2020). Ha curato le lettere inedite di Eugenio Corti dal fronte russo (Io ritornerò, Ares 2015). Ho cercato di scrivere Paradiso (Mondadori 2018) raccoglie le conversazioni con Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound. Il suo primo romanzo è Il mio nome nel vento (Mondadori 2023).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65597850</guid><pubDate>Thu, 20 Feb 2025 18:59:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65597850/pound_mp3cut_net.mp3" length="136304685" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Ezra Pound (Hailey 1885, Venezia 1972) è uno degli spartiacque della letteratura del Novecento: con l'epica dei suoi Cantos ha osato una "Divina Commedia" per il nostro tempo ed è stato, inoltre, un impareggiabile e generoso "cacciatore di talenti"....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Ezra Pound</b> (Hailey 1885, Venezia 1972) è uno degli spartiacque della letteratura del Novecento: con l'epica dei suoi Cantos ha osato una "Divina Commedia" per il nostro tempo ed è stato, inoltre, un impareggiabile e generoso "cacciatore di talenti". Fu tra i primi a riconoscere e promuovere il genio di Joyce, T.S. Eliot e Hemingway. Eppure, il suo nome divide ancora ed è circondato da fantasmi e logori cliché che impediscono di toccare il cuore profondo della sua poesia e della sua umanità. <br />Nell’estate del 1958, dopo lunga detenzione nel manicomio di Washington, Ezra Pound rientrò in Italia stabilendosi nel castello di Brunnenburg nel Tirolo. La ritrovata libertà non spalancò però al poeta le porte della stagione felice che aveva immaginato: il “mondo di ieri" era cambiato, i migliori amici se ne erano andati e il grande progetto dei Cantos stentava a trovare la sua conclusione. Eppure, questo soggiorno italiano segnò una tappa decisiva nel lavoro di Pound: l'ultimo scorcio della sua vita lo avrebbe infatti dedicato al compimento del Paradiso, la parte finale del suo poema, frammenti così densi di verità e tenerezza da diventare il suo testamento più sincero. Ancora una volta era Dante la misura della sua ambizione. Ed è proprio in quei frangenti così dolorosi che Pound scrisse i Drafts and Fragments, alcune delle poesie più toccanti del Novecento. <br /><b>A cura di Alessandro Rivali</b><br /><br /><b><i>Alessandro Rivali</i></b> ha avuto la possibilità di lavorare per nove anni con Mary De Rachewiltz, figlia e traduttore di Ezra Pound, un'esperienza indimenticabile che lo ha portato a conoscere il cantiere più profondo del poeta e che è stata poi riversata nel libro Ho cercato di scrivere paradiso.  Alessandro Rivali è nato a Genova nel 1977. I suoi libri di poesie sono La riviera del sangue (Mimesis 2005), La caduta di Bisanzio (Jaca Book 2010) e La terra di Caino (Mondadori 2021). Ha pubblicato i libri intervista Giampiero Neri. Un maestro in ombra (Jaca Book 2010) e Ritorno ai classici. Una conversazione con Giampiero Neri (Ares 2020). Ha curato le lettere inedite di Eugenio Corti dal fronte russo (Io ritornerò, Ares 2015). 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Genere, religione e discorsi neo-orientalisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-sociologiche-di-condivisione-del-sapere-genere-religione-e-discorsi-neo-orientalisti--65597898</link><description><![CDATA[In questo incontro proveremo a parlare di genere e di religione, e del loro intreccio. <br />Qui, osserveremo come il riprodursi di discorsi neo-orientalisti nel dibattito pubblico si nutra della strumentalizzazione dei corpi e delle soggettività marginalizzate. Per capire i rapporti di potere che si giocano in questo spazio discorsivo discuteremo di categorie quali : eurocentrismo, bianchezza, orientalismo, islamofobia…<br />Inoltre, in un contesto caratterizzato da forme di razzismo (istituzionale e quotidiano) rivolte in particolar modo verso le persone di cultura musulmana, guarderemo all’intersezione tra genere e religione anche come luogo di soggettivazione politica - da intendersi come invito a ripensare le concettualizzazioni prevalenti intorno alla capacità di azione dei soggetti.<br />Per far sì che questo percorso sui rapporti di potere che si giocano all’incrocio tra genere e religione sia una pratica viva, ci porremo domande quali: con quale sguardo chi fa ricerca osserva il mondo? da quale punto di vista situato parlano i soggetti? <br /><b>A cura di Arianna Mainardi</b><br /><br /><i><b>Arianna Mainardi </b></i>è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65597898</guid><pubDate>Thu, 13 Feb 2025 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65597898/genere_e_religione.mp3" length="115285440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>In questo incontro proveremo a parlare di genere e di religione, e del loro intreccio. 
Qui, osserveremo come il riprodursi di discorsi neo-orientalisti nel dibattito pubblico si nutra della strumentalizzazione dei corpi e delle soggettività...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo incontro proveremo a parlare di genere e di religione, e del loro intreccio. <br />Qui, osserveremo come il riprodursi di discorsi neo-orientalisti nel dibattito pubblico si nutra della strumentalizzazione dei corpi e delle soggettività marginalizzate. Per capire i rapporti di potere che si giocano in questo spazio discorsivo discuteremo di categorie quali : eurocentrismo, bianchezza, orientalismo, islamofobia…<br />Inoltre, in un contesto caratterizzato da forme di razzismo (istituzionale e quotidiano) rivolte in particolar modo verso le persone di cultura musulmana, guarderemo all’intersezione tra genere e religione anche come luogo di soggettivazione politica - da intendersi come invito a ripensare le concettualizzazioni prevalenti intorno alla capacità di azione dei soggetti.<br />Per far sì che questo percorso sui rapporti di potere che si giocano all’incrocio tra genere e religione sia una pratica viva, ci porremo domande quali: con quale sguardo chi fa ricerca osserva il mondo? da quale punto di vista situato parlano i soggetti? <br /><b>A cura di Arianna Mainardi</b><br /><br /><i><b>Arianna Mainardi </b></i>è ricercatrice all’Università di Bergamo. 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L'individuo ibrido tra norma e autodeterminazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-filosofiche-di-condivisione-del-sapere-corpi-perturbanti-l-individuo-ibrido-tra-norma-e-autodeterminazione--65612259</link><description><![CDATA[L’intervento presenterà parte delle ricerche esposte nella recente monografia 𝐴𝑟𝑐ℎ𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑦𝑏𝑜𝑟𝑔 (Meltemi, 2024), focalizzandosi particolarmente sulla morfologia del corpo ibrido e sui motivi che spingono a provare irrequietezza quando si vede un individuo composto da componenti biologiche e tecnologiche. A tal fine verrà approfondito il concetto di 𝑝𝑒𝑟𝑡𝑢𝑟𝑏𝑎𝑛𝑡𝑒, discutendo come questa idea sia legata alla normatività corporea, alla fotografia e alla costituzione di protesi cosmetiche ottocentesche e contemporanee. Tuttavia, volendo sfatare e trasformare tale ideale, l’intervento si concluderà mostrando alcuni progetti che mirano a osservare con uno sguardo differente e a ripensare in maniera non univoca il corpo dell’individuo ibrido. <br /><b>A cura di Samuele Sartori</b><br /><br /><i><b>Samuele Sartori</b></i> è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano. Le sue ricerche, che pongono al centro il mutuo modellarsi di esseri umani e tecnologie, si contraddistinguono per un approccio interdisciplinare capace di far dialogare teoria e archeologia dei media, studi di cultura materiale, estetica contemporanea e scienze cognitive.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65612259</guid><pubDate>Thu, 30 Jan 2025 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65612259/corpi_perturbanti.mp3" length="114713280" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>L’intervento presenterà parte delle ricerche esposte nella recente monografia 𝐴𝑟𝑐ℎ𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑦𝑏𝑜𝑟𝑔 (Meltemi, 2024), focalizzandosi particolarmente sulla morfologia del corpo ibrido e sui motivi che spingono a provare irrequietezza quando si vede un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’intervento presenterà parte delle ricerche esposte nella recente monografia 𝐴𝑟𝑐ℎ𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑦𝑏𝑜𝑟𝑔 (Meltemi, 2024), focalizzandosi particolarmente sulla morfologia del corpo ibrido e sui motivi che spingono a provare irrequietezza quando si vede un individuo composto da componenti biologiche e tecnologiche. A tal fine verrà approfondito il concetto di 𝑝𝑒𝑟𝑡𝑢𝑟𝑏𝑎𝑛𝑡𝑒, discutendo come questa idea sia legata alla normatività corporea, alla fotografia e alla costituzione di protesi cosmetiche ottocentesche e contemporanee. Tuttavia, volendo sfatare e trasformare tale ideale, l’intervento si concluderà mostrando alcuni progetti che mirano a osservare con uno sguardo differente e a ripensare in maniera non univoca il corpo dell’individuo ibrido. <br /><b>A cura di Samuele Sartori</b><br /><br /><i><b>Samuele Sartori</b></i> è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano. 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La psicopatologia nella letteratura tedesca del primo Novecento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-le-parole-della-sragione-la-psicopatologia-nella-letteratura-tedesca-del-primo-novecento--63604547</link><description><![CDATA[𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆<br />𝑫𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒍𝒍𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒎𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒑𝒂𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒕𝒆𝒅𝒆𝒔𝒄𝒂<br /><br />A partire dalla “Nave dei folli” (1494), l’opera in versi dell’alsaziano Sebastian Brandt da cui prende le mosse “La storia della follia nell’età classica” di Michel Foucault (1963), la letteratura tedesca non ha mai cessato di coltivare un rapporto privilegiato con le più diverse forme della sragione che indagheremo in alcuni suoi momenti apicali.<br /><br />Il successivo momento in cui la follia diventa una chiave di lettura fondamentale della crisi del soggetto nella modernità è quello fra l’inizio del XX secolo e la prima guerra mondiale. I principali scrittori delle avanguardie di primo Novecento si confronteranno con un mondo ormai in preda a un caos incontrollabile che solo l’ottusità borghese ha ancora la pretesa di ricondurre a una impossibile normalità. Saranno gli scrittori e gli artisti dell’espressionismo e del dadaismo (Georg Heym, Georg Trakl, Gottfried Benn e.a) a farsi interpreti di questa dissoluzione anche attraverso la scompaginazione radicale dei loro linguaggi. Il caso più emblematico con cui concluderemo questo itinerario è quello di Alfred Döblin, non a caso medico psichiatra e sommo narratore delle innumerevoli ‘patologie’ dell’anima.<br /><i><b></b></i><br /><i><b>Eva Banchelli</b></i> ha insegnato Letteratura tedesca nelle università di Milano e Bergamo. Si è occupata nella sua attività di studiosa e di traduttrice di autori come Hermann Hesse, Alfred Döblin, Franz Hessel, Eduard von Keyserling, Peter Weiss, Günther Grass e.a. Dal 1989 ha scritto<br />numerosi saggi dedicati alla letteratura tedesca dopo la riunificazione tedesca.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63604547</guid><pubDate>Thu, 28 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63604547/6_letteratura_tedesca_congela.mp3" length="158086125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆
𝑫𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒍𝒍𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒎𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒑𝒂𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒕𝒆𝒅𝒆𝒔𝒄𝒂

A partire dalla “Nave dei folli” (1494), l’opera in versi dell’alsaziano Sebastian Brandt da cui prende le mosse “La storia della follia nell’età...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆<br />𝑫𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒍𝒍𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒎𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒑𝒂𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒕𝒆𝒅𝒆𝒔𝒄𝒂<br /><br />A partire dalla “Nave dei folli” (1494), l’opera in versi dell’alsaziano Sebastian Brandt da cui prende le mosse “La storia della follia nell’età classica” di Michel Foucault (1963), la letteratura tedesca non ha mai cessato di coltivare un rapporto privilegiato con le più diverse forme della sragione che indagheremo in alcuni suoi momenti apicali.<br /><br />Il successivo momento in cui la follia diventa una chiave di lettura fondamentale della crisi del soggetto nella modernità è quello fra l’inizio del XX secolo e la prima guerra mondiale. I principali scrittori delle avanguardie di primo Novecento si confronteranno con un mondo ormai in preda a un caos incontrollabile che solo l’ottusità borghese ha ancora la pretesa di ricondurre a una impossibile normalità. Saranno gli scrittori e gli artisti dell’espressionismo e del dadaismo (Georg Heym, Georg Trakl, Gottfried Benn e.a) a farsi interpreti di questa dissoluzione anche attraverso la scompaginazione radicale dei loro linguaggi. Il caso più emblematico con cui concluderemo questo itinerario è quello di Alfred Döblin, non a caso medico psichiatra e sommo narratore delle innumerevoli ‘patologie’ dell’anima.<br /><i><b></b></i><br /><i><b>Eva Banchelli</b></i> ha insegnato Letteratura tedesca nelle università di Milano e Bergamo. Si è occupata nella sua attività di studiosa e di traduttrice di autori come Hermann Hesse, Alfred Döblin, Franz Hessel, Eduard von Keyserling, Peter Weiss, Günther Grass e.a. Dal 1989 ha scritto<br />numerosi saggi dedicati alla letteratura tedesca dopo la riunificazione tedesca.]]></itunes:summary><itunes:duration>3953</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5c787f6748aad60b1459acea88bc1c03.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Le parole della sragione. La follia dei poeti da Hölderlin a Nietzsche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-le-parole-della-sragione-la-follia-dei-poeti-da-holderlin-a-nietzsche--63604545</link><description><![CDATA[𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆<br />𝑫𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒍𝒍𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒎𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒑𝒂𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒕𝒆𝒅𝒆𝒔𝒄𝒂<br /><br />A partire dalla “Nave dei folli” (1494), l’opera in versi dell’alsaziano Sebastian Brandt da cui prende le mosse “La storia della follia nell’età classica” di Michel Foucault (1963), la letteratura tedesca non ha mai cessato di coltivare un rapporto privilegiato con le più diverse forme della sragione che indagheremo in alcuni suoi momenti apicali.<br /><br />L’Età dei lumi e poi il classicismo porranno le basi per affrontare il disordine mentale in modo scientifico e clinico, organizzandone anche i luoghi di contenimento e di segregazione a tutela dell’ordine razionale che doveva governare la vita dell’individuo come l’organizzazione sociale. Molti scrittori della generazione romantica saranno invece attratti nell’orbita della follia, centrale nel loro universo poetico e, spesso, anche nella loro personale esperienza di vita, segnati dal disagio prodotto dai tanti meccanismi di coercizione che impedivano nel loro tempo l’armonioso dispiegarsi delle “anime belle”. Ne avvicineremo gli esempi più celebri: Friedrich Hölderlin, Heinrich von Kleist, E.T.A. Hoffmann, Georg Büchner per concludere con la testimonianza estrema di Friedrich Nietzsche.<br /><b>A cura di Eva Banchelli</b><br /><br /><i><b>Eva Banchelli</b></i> ha insegnato Letteratura tedesca nelle università di Milano e Bergamo. Si è occupata nella sua attività di studiosa e di traduttrice di autori come Hermann Hesse, Alfred Döblin, Franz Hessel, Eduard von Keyserling, Peter Weiss, Günther Grass e.a. Dal 1989 ha scritto<br />numerosi saggi dedicati alla letteratura tedesca dopo la riunificazione tedesca.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63604545</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63604545/7_psicopatologia_letteratura_tedesca_congela.mp3" length="181720320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆
𝑫𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒍𝒍𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒎𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒑𝒂𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒕𝒆𝒅𝒆𝒔𝒄𝒂

A partire dalla “Nave dei folli” (1494), l’opera in versi dell’alsaziano Sebastian Brandt da cui prende le mosse “La storia della follia nell’età...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆<br />𝑫𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒍𝒍𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒎𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒑𝒂𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒕𝒆𝒅𝒆𝒔𝒄𝒂<br /><br />A partire dalla “Nave dei folli” (1494), l’opera in versi dell’alsaziano Sebastian Brandt da cui prende le mosse “La storia della follia nell’età classica” di Michel Foucault (1963), la letteratura tedesca non ha mai cessato di coltivare un rapporto privilegiato con le più diverse forme della sragione che indagheremo in alcuni suoi momenti apicali.<br /><br />L’Età dei lumi e poi il classicismo porranno le basi per affrontare il disordine mentale in modo scientifico e clinico, organizzandone anche i luoghi di contenimento e di segregazione a tutela dell’ordine razionale che doveva governare la vita dell’individuo come l’organizzazione sociale. Molti scrittori della generazione romantica saranno invece attratti nell’orbita della follia, centrale nel loro universo poetico e, spesso, anche nella loro personale esperienza di vita, segnati dal disagio prodotto dai tanti meccanismi di coercizione che impedivano nel loro tempo l’armonioso dispiegarsi delle “anime belle”. Ne avvicineremo gli esempi più celebri: Friedrich Hölderlin, Heinrich von Kleist, E.T.A. Hoffmann, Georg Büchner per concludere con la testimonianza estrema di Friedrich Nietzsche.<br /><b>A cura di Eva Banchelli</b><br /><br /><i><b>Eva Banchelli</b></i> ha insegnato Letteratura tedesca nelle università di Milano e Bergamo. Si è occupata nella sua attività di studiosa e di traduttrice di autori come Hermann Hesse, Alfred Döblin, Franz Hessel, Eduard von Keyserling, Peter Weiss, Günther Grass e.a. 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Un percorso attraverso le metamorfosi contemporanee del genere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-filosofiche-di-condivisione-del-sapere-nuovi-sguardi-sull-utopia-un-percorso-attraverso-le-metamorfosi-contemporanee-del-genere--63604533</link><description><![CDATA[Nel pensiero contemporaneo l’<i>utopia</i>, concepita nella sua forma più classica di viaggio letterario verso un’isola o un nuovo mondo, è pressoché scomparsa. Si stanno però sempre più diffondendo anche in traduzione italiana riflessioni e percorsi che si interrogano sui nuovi impulsi utopici che è possibile rintracciare nella contemporaneità. Questo viaggio prenderà il via dal testo utopico per eccellenza, “Utopia” di Tommaso Moro (Timeo, 2023), per poi interrogarsi su alcune evoluzioni contemporanee femministe, queer ed eco critiche del genere attraverso le riflessioni di Ursula K. Le Guin in “I sogni si spiegano da soli” (SUR, 2022), di José Esteban Muñoz in “Cruising Utopia” (NERO, 2022) e di Elvia Wilk in “Narrazioni dell’Estinzione” (add editore, 2023). Queste verranno poi ulteriormente integrate con le pratiche sviluppate da autrici come Saidiya Hartman (Tamu, 2021; minimum fax 2024) e Alexis Pauline Gumbs (Timeo, 2023) dal punto di vista delle prospettive decoloniali sul pensiero speculativo e sulle nuove pratiche utopiche. L’itinerario su questi nuovi modi di guardare agli spunti dell’utopia nella contemporaneità farà da specchio anche al percorso editoriale che sta dando spazio a questi attraverso la traduzione, pubblicazione e riedizione di tali contributi da parte di diverse case editrici indipendenti italiane.<br /><b>A cura di Arianna Preite</b><br /><br /><i><b>Arianna Preite</b></i> è dottoranda in letterature anglofone, si occupa di utopia e di prospettive femministe, queer e decoloniali all’interno della narrativa speculativa contemporanea. ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63604533</guid><pubDate>Thu, 14 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63604533/4_pratiche_filosofiche_congela.mp3" length="121341165" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Nel pensiero contemporaneo l’utopia, concepita nella sua forma più classica di viaggio letterario verso un’isola o un nuovo mondo, è pressoché scomparsa. 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Queste verranno poi ulteriormente integrate con le pratiche sviluppate da autrici come Saidiya Hartman (Tamu, 2021; minimum fax 2024) e Alexis Pauline Gumbs (Timeo, 2023) dal punto di vista delle prospettive decoloniali sul pensiero speculativo e sulle nuove pratiche utopiche. L’itinerario su questi nuovi modi di guardare agli spunti dell’utopia nella contemporaneità farà da specchio anche al percorso editoriale che sta dando spazio a questi attraverso la traduzione, pubblicazione e riedizione di tali contributi da parte di diverse case editrici indipendenti italiane.<br /><b>A cura di Arianna Preite</b><br /><br /><i><b>Arianna Preite</b></i> è dottoranda in letterature anglofone, si occupa di utopia e di prospettive femministe, queer e decoloniali all’interno della narrativa speculativa contemporanea. ]]></itunes:summary><itunes:duration>3034</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a743550384fe6a3df17e3614413a907f.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche filosofiche di condivisione del sapere. I vagabondi del Dao. Zhuangzi, la via della dissacrazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-filosofiche-di-condivisione-del-sapere-i-vagabondi-del-dao-zhuangzi-la-via-della-dissacrazione--63604534</link><description><![CDATA[Sul finire del IV secolo avanti Cristo, il re del paese di Chu affida a due dei suoi più capaci emissari un delicatissimo compito: inoltrarsi nel fitto di un bosco per convincere un’eccentrica figura d’eremita, il Maestro <i><b>Zhuang</b></i>, a rinunciare alla propria solitudine in cambio di un posto da ministro presso la corte. Tale era la fama di cui godeva presso i suoi contemporanei uno dei filosofi cinesi più controversi di sempre. Guardato con perplessità – se non con aperto disprezzo – dai letterati confuciani, che mal sopportavano i suoi discorsi sconclusionati e la sua travolgente foga polemica, il Maestro Zhuang seppe col tempo conquistarsi un posto d’onore nella storia del pensiero cinese. Ancora oggi il libro che porta il suo nome, un classico del taoismo, è ammirato e studiato in tutto il mondo: la grazia delle metafore, la dissacrante ironia, la raffinatezza della prosa, tutto contribuisce a fare di questo misterioso volume uno dei capolavori della letteratura filosofica d’ogni tempo e paese.<br /><br />𝑰 𝒗𝒂𝒈𝒂𝒃𝒐𝒏𝒅𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒂𝒐<br />𝑫𝒖𝒆 𝒇𝒊𝒍𝒐𝒔𝒐𝒇𝒊 𝒄𝒊𝒏𝒆𝒔𝒊 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂, 𝒍’𝒖𝒏𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐, 𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐<br /><br />A partire dal VII secolo avanti Cristo, un lungo periodo di disordine regala alla Cina i suoi primi filosofi: uomini d’ingegno e di scienza, che percorrono instancabilmente le strade di un territorio vastissimo e spezzettato per cercare di riportare un po’ d’ordine in un mondo al collasso. Alcuni di loro, come Confucio, sono uomini politici, che individuano nella coltivazione delle virtù tradizionali la via più sicura per uscire dalla crisi; altri, come i cosiddetti daoisti, reagiscono in modo più radicale, predicando un ritorno alla natura e deridendo gli sforzi della ragione umana. Il ricordo di questi personaggi, nell’Occidente moderno, è spesso ormai sbiadito, o pesantemente distorto; ma ciascuno di loro, nella sua diversità, ha dato un contributo fondamentale alla storia del pensiero – un contributo che oggi, in un nuovo periodo di crisi non meno profonda, può dimostrarsi in più di un’occasione sorprendentemente attuale.<br /><br /><i><b>Federico Franchin</b></i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63604534</guid><pubDate>Thu, 24 Oct 2024 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63604534/2_filosofia_cinese_chuanz_congela_coda.mp3" length="127487085" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Sul finire del IV secolo avanti Cristo, il re del paese di Chu affida a due dei suoi più capaci emissari un delicatissimo compito: inoltrarsi nel fitto di un bosco per convincere un’eccentrica figura d’eremita, il Maestro Zhuang, a rinunciare alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sul finire del IV secolo avanti Cristo, il re del paese di Chu affida a due dei suoi più capaci emissari un delicatissimo compito: inoltrarsi nel fitto di un bosco per convincere un’eccentrica figura d’eremita, il Maestro <i><b>Zhuang</b></i>, a rinunciare alla propria solitudine in cambio di un posto da ministro presso la corte. Tale era la fama di cui godeva presso i suoi contemporanei uno dei filosofi cinesi più controversi di sempre. Guardato con perplessità – se non con aperto disprezzo – dai letterati confuciani, che mal sopportavano i suoi discorsi sconclusionati e la sua travolgente foga polemica, il Maestro Zhuang seppe col tempo conquistarsi un posto d’onore nella storia del pensiero cinese. Ancora oggi il libro che porta il suo nome, un classico del taoismo, è ammirato e studiato in tutto il mondo: la grazia delle metafore, la dissacrante ironia, la raffinatezza della prosa, tutto contribuisce a fare di questo misterioso volume uno dei capolavori della letteratura filosofica d’ogni tempo e paese.<br /><br />𝑰 𝒗𝒂𝒈𝒂𝒃𝒐𝒏𝒅𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒂𝒐<br />𝑫𝒖𝒆 𝒇𝒊𝒍𝒐𝒔𝒐𝒇𝒊 𝒄𝒊𝒏𝒆𝒔𝒊 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂, 𝒍’𝒖𝒏𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐, 𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐<br /><br />A partire dal VII secolo avanti Cristo, un lungo periodo di disordine regala alla Cina i suoi primi filosofi: uomini d’ingegno e di scienza, che percorrono instancabilmente le strade di un territorio vastissimo e spezzettato per cercare di riportare un po’ d’ordine in un mondo al collasso. Alcuni di loro, come Confucio, sono uomini politici, che individuano nella coltivazione delle virtù tradizionali la via più sicura per uscire dalla crisi; altri, come i cosiddetti daoisti, reagiscono in modo più radicale, predicando un ritorno alla natura e deridendo gli sforzi della ragione umana. Il ricordo di questi personaggi, nell’Occidente moderno, è spesso ormai sbiadito, o pesantemente distorto; ma ciascuno di loro, nella sua diversità, ha dato un contributo fondamentale alla storia del pensiero – un contributo che oggi, in un nuovo periodo di crisi non meno profonda, può dimostrarsi in più di un’occasione sorprendentemente attuale.<br /><br /><i><b>Federico Franchin</b></i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. 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Confucio, l'arte di essere umani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-filosofiche-di-condivisione-del-sapere-i-vagabondi-del-dao-confucio-l-arte-di-essere-umani--63604532</link><description><![CDATA[Al momento della sua morte, avvenuta intorno al 479 a.C., ben poco lasciava presagire che il vecchio e stanco Maestro Kong – meglio conosciuto in Occidente come<i><b> Confucio</b></i> – sarebbe un giorno diventato il simbolo stesso della cultura cinese nel mondo. Le sue idee sull’etica e sull’arte di governo, poco ascoltate quand’era in vita, dovettero aspettare ancora qualche secolo per farsi strada nella mente dell’aristocrazia cinese, e da lì passare a costituire l’ossatura stessa dell’impero fino alla sua dissoluzione, agli inizi del secolo scorso. Queste idee, oggi, ci sono note grazie a un testo straordinario: la raccolta dei detti di Confucio, messa insieme dai suoi devoti seguaci. In una lunga serie di aforismi, aneddoti, e riflessioni, essa ci permette di ascoltare a distanza di millenni la viva voce del Maestro, e di conoscere le sue opinioni – spesso rivoluzionarie, per l’epoca – sugli aspetti centrali dell’esperienza umana: l’educazione, la vita comunitaria, l’espressione delle emozioni, e tanto altro ancora.<br /><b>A cura di Federico Franchin </b><br /><br />𝑰 𝒗𝒂𝒈𝒂𝒃𝒐𝒏𝒅𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒂𝒐<br />𝑫𝒖𝒆 𝒇𝒊𝒍𝒐𝒔𝒐𝒇𝒊 𝒄𝒊𝒏𝒆𝒔𝒊 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂, 𝒍’𝒖𝒏𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐, 𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐<br /><br />A partire dal VII secolo avanti Cristo, un lungo periodo di disordine regala alla Cina i suoi primi filosofi: uomini d’ingegno e di scienza, che percorrono instancabilmente le strade di un territorio vastissimo e spezzettato per cercare di riportare un po’ d’ordine in un mondo al collasso. Alcuni di loro, come Confucio, sono uomini politici, che individuano nella coltivazione delle virtù tradizionali la via più sicura per uscire dalla crisi; altri, come i cosiddetti daoisti, reagiscono in modo più radicale, predicando un ritorno alla natura e deridendo gli sforzi della ragione umana. Il ricordo di questi personaggi, nell’Occidente moderno, è spesso ormai sbiadito, o pesantemente distorto; ma ciascuno di loro, nella sua diversità, ha dato un contributo fondamentale alla storia del pensiero – un contributo che oggi, in un nuovo periodo di crisi non meno profonda, può dimostrarsi in più di un’occasione sorprendentemente attuale.<br /><br /><i><b>Federico Franchin</b></i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63604532</guid><pubDate>Thu, 17 Oct 2024 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63604532/1_filosofia_cinese_confucio_congela.mp3" length="112174125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Al momento della sua morte, avvenuta intorno al 479 a.C., ben poco lasciava presagire che il vecchio e stanco Maestro Kong – meglio conosciuto in Occidente come Confucio – sarebbe un giorno diventato il simbolo stesso della cultura cinese nel mondo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Al momento della sua morte, avvenuta intorno al 479 a.C., ben poco lasciava presagire che il vecchio e stanco Maestro Kong – meglio conosciuto in Occidente come<i><b> Confucio</b></i> – sarebbe un giorno diventato il simbolo stesso della cultura cinese nel mondo. Le sue idee sull’etica e sull’arte di governo, poco ascoltate quand’era in vita, dovettero aspettare ancora qualche secolo per farsi strada nella mente dell’aristocrazia cinese, e da lì passare a costituire l’ossatura stessa dell’impero fino alla sua dissoluzione, agli inizi del secolo scorso. Queste idee, oggi, ci sono note grazie a un testo straordinario: la raccolta dei detti di Confucio, messa insieme dai suoi devoti seguaci. In una lunga serie di aforismi, aneddoti, e riflessioni, essa ci permette di ascoltare a distanza di millenni la viva voce del Maestro, e di conoscere le sue opinioni – spesso rivoluzionarie, per l’epoca – sugli aspetti centrali dell’esperienza umana: l’educazione, la vita comunitaria, l’espressione delle emozioni, e tanto altro ancora.<br /><b>A cura di Federico Franchin </b><br /><br />𝑰 𝒗𝒂𝒈𝒂𝒃𝒐𝒏𝒅𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒂𝒐<br />𝑫𝒖𝒆 𝒇𝒊𝒍𝒐𝒔𝒐𝒇𝒊 𝒄𝒊𝒏𝒆𝒔𝒊 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂, 𝒍’𝒖𝒏𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐, 𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐<br /><br />A partire dal VII secolo avanti Cristo, un lungo periodo di disordine regala alla Cina i suoi primi filosofi: uomini d’ingegno e di scienza, che percorrono instancabilmente le strade di un territorio vastissimo e spezzettato per cercare di riportare un po’ d’ordine in un mondo al collasso. Alcuni di loro, come Confucio, sono uomini politici, che individuano nella coltivazione delle virtù tradizionali la via più sicura per uscire dalla crisi; altri, come i cosiddetti daoisti, reagiscono in modo più radicale, predicando un ritorno alla natura e deridendo gli sforzi della ragione umana. Il ricordo di questi personaggi, nell’Occidente moderno, è spesso ormai sbiadito, o pesantemente distorto; ma ciascuno di loro, nella sua diversità, ha dato un contributo fondamentale alla storia del pensiero – un contributo che oggi, in un nuovo periodo di crisi non meno profonda, può dimostrarsi in più di un’occasione sorprendentemente attuale.<br /><br /><i><b>Federico Franchin</b></i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. 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L'intagliatore di parole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-raymond-carver-l-intagliatore-di-parole--63604546</link><description><![CDATA[“Mi interessa quello che la gente riesce a fare per risollevarsi quando è finita a terra”<br /><br />Alla sua morte <i><b>Raymond Carver</b></i> (1938-1988) fu definito il Čechov d’America per la sua straordinaria capacità di leggere il cuore dell’uomo con i suoi racconti essenziali e così carichi di verità. È considerato il padre della letteratura “minimalista”, anche se non amava questa etichetta e preferiva definirsi un “precisionista”. Per Carver la letteratura “può farci capire cosa ci vuole per essere davvero umani, per essere qualcosa di più grande di quello che in effetti siamo, qualcosa di meglio”. Per dare vita alle sue short stories faceva ricorso a un linguaggio chiaro e preciso, “un linguaggio usato in modo da infondere vita a dettagli che illuminino il racconto al lettore. Perché i dettagli siano concreti e carichi di significato, è essenziale che il linguaggio sia dato in maniera quanto mai accurata e precisa”. Al centro della sua narrativa spesso ritornano i conflitti di coppia: “Personalmente, ho una serie di ossessioni a cui tento di dare voce: le relazioni fra uomini e donne, il motivo per cui spesso perdiamo le cose a cui teniamo di più, il cattivo uso delle nostre risorse interiori. Mi interessa molto anche la capacità di sopravvivenza, quello che la gente riesce a fare per risollevarsi quando è finita a terra”.<br />Se in Italia è consolidata la fama del Carver narratore, resta più in ombra la poesia, a cui peraltro teneva moltissimo e non a caso “poet” è proprio la prima parola che leggiamo sulla sua tomba. Nel suo intervento Alessandro Rivali affronterà in modo particolare questo versante dell’opera di Carver, ricordando gli snodi della sua esistenza che tanto hanno influito sulla sua scrittura.<br /><b>A cura di Alessandro Rivali</b><br /><br /><i><b>Alessandro Rivali </b></i>è nato a Genova nel 1977. I suoi libri di poesie sono La riviera del sangue (Mimesis 2005), La caduta di Bisanzio (Jaca Book 2010) e La terra di Caino (Mondadori 2021). Ha pubblicato i libri intervista Giampiero Neri. Un maestro in ombra (Jaca Book 2010) e Ritorno ai classici. Una conversazione con Giampiero Neri (Ares 2020). Ha curato le lettere inedite di Eugenio Corti dal fronte russo (Io ritornerò, Ares 2015). Ho cercato di scrivere Paradiso (Mondadori 2018) raccoglie le conversazioni con Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound. Il suo primo romanzo è Il mio nome nel vento (Mondadori 2023).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63604546</guid><pubDate>Thu, 26 Sep 2024 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63604546/5_raymond_carver_congela_coda.mp3" length="115943085" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>“Mi interessa quello che la gente riesce a fare per risollevarsi quando è finita a terra”

Alla sua morte Raymond Carver (1938-1988) fu definito il Čechov d’America per la sua straordinaria capacità di leggere il cuore dell’uomo con i suoi racconti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Mi interessa quello che la gente riesce a fare per risollevarsi quando è finita a terra”<br /><br />Alla sua morte <i><b>Raymond Carver</b></i> (1938-1988) fu definito il Čechov d’America per la sua straordinaria capacità di leggere il cuore dell’uomo con i suoi racconti essenziali e così carichi di verità. È considerato il padre della letteratura “minimalista”, anche se non amava questa etichetta e preferiva definirsi un “precisionista”. Per Carver la letteratura “può farci capire cosa ci vuole per essere davvero umani, per essere qualcosa di più grande di quello che in effetti siamo, qualcosa di meglio”. Per dare vita alle sue short stories faceva ricorso a un linguaggio chiaro e preciso, “un linguaggio usato in modo da infondere vita a dettagli che illuminino il racconto al lettore. Perché i dettagli siano concreti e carichi di significato, è essenziale che il linguaggio sia dato in maniera quanto mai accurata e precisa”. Al centro della sua narrativa spesso ritornano i conflitti di coppia: “Personalmente, ho una serie di ossessioni a cui tento di dare voce: le relazioni fra uomini e donne, il motivo per cui spesso perdiamo le cose a cui teniamo di più, il cattivo uso delle nostre risorse interiori. Mi interessa molto anche la capacità di sopravvivenza, quello che la gente riesce a fare per risollevarsi quando è finita a terra”.<br />Se in Italia è consolidata la fama del Carver narratore, resta più in ombra la poesia, a cui peraltro teneva moltissimo e non a caso “poet” è proprio la prima parola che leggiamo sulla sua tomba. Nel suo intervento Alessandro Rivali affronterà in modo particolare questo versante dell’opera di Carver, ricordando gli snodi della sua esistenza che tanto hanno influito sulla sua scrittura.<br /><b>A cura di Alessandro Rivali</b><br /><br /><i><b>Alessandro Rivali </b></i>è nato a Genova nel 1977. I suoi libri di poesie sono La riviera del sangue (Mimesis 2005), La caduta di Bisanzio (Jaca Book 2010) e La terra di Caino (Mondadori 2021). Ha pubblicato i libri intervista Giampiero Neri. Un maestro in ombra (Jaca Book 2010) e Ritorno ai classici. Una conversazione con Giampiero Neri (Ares 2020). Ha curato le lettere inedite di Eugenio Corti dal fronte russo (Io ritornerò, Ares 2015). Ho cercato di scrivere Paradiso (Mondadori 2018) raccoglie le conversazioni con Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound. Il suo primo romanzo è Il mio nome nel vento (Mondadori 2023).]]></itunes:summary><itunes:duration>2899</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/72ee1dac3f897b56b70ba7670fcd163d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche cinematografiche di condivisione del sapere. Realtà chimera. Percorsi di trasfigurazione del reale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-cinematografiche-di-condivisione-del-sapere-realta-chimera-percorsi-di-trasfigurazione-del-reale--62090371</link><description><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞<br />𝑅𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑖𝑚𝑒𝑟𝑎. 𝑃𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑖𝑔𝑢𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒, 𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒<br /><br />Uno dei paradigmi genetici della cultura cinematrografica è quello di un’arte capace di restituire trasparentemente la realtà: rappresentare per farci vedere come le cose sono. Ma è davvero possibile? Nel regime smart dell’informazione, dove ogni esperienza e ogni angolo di mondo sono potenzialmente comunicabili e a portata di like, il cinema sembrerebbe chiamato invece a lavorare su quello che altri linguaggi letteralmente rimuovono: inquadrare, osservare, e persino raccontare, sono sempre atti di trasfigurazione, in cui ci è tanto più possibile lambire la flagranza irriducibile del reale, quanto più siamo capaci di abbracciare la dimensione inconscia delle immagini. Montaggio, straniamento e fuori campo concorrono a definire l’epifania relazionale del dispositivo cinema: mentre noi guardiamo il mondo, il mondo ci ri-guarda. <br /><b>A cura di Marco Longo</b><br /><br /><i>Marco Longo</i>, produttore creativo per Berenice Film, si occupa di documentario e progettazione transdisciplinare, con attenzione al dialogo tra cinema e arti performative. Insegna materie audiovisive al CISA di Locarno, all’ICMA di Busto Arsizio e collabora con la Civica Scuola di Cinema L. Visconti, la Fondazione San Fedele, il Locarno Film Festival. È programmer per FuoriFormato Festival a Genova, e redattore della rivista online Filmidee.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62090371</guid><pubDate>Thu, 06 Jun 2024 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62090371/realta_chimera_mp3cut_net.mp3" length="134203245" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞
𝑅𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑖𝑚𝑒𝑟𝑎. 𝑃𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑖𝑔𝑢𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒, 𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒

Uno dei paradigmi genetici della cultura cinematrografica è quello di un’arte capace di restituire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞<br />𝑅𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑖𝑚𝑒𝑟𝑎. 𝑃𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑖𝑔𝑢𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒, 𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒<br /><br />Uno dei paradigmi genetici della cultura cinematrografica è quello di un’arte capace di restituire trasparentemente la realtà: rappresentare per farci vedere come le cose sono. Ma è davvero possibile? Nel regime smart dell’informazione, dove ogni esperienza e ogni angolo di mondo sono potenzialmente comunicabili e a portata di like, il cinema sembrerebbe chiamato invece a lavorare su quello che altri linguaggi letteralmente rimuovono: inquadrare, osservare, e persino raccontare, sono sempre atti di trasfigurazione, in cui ci è tanto più possibile lambire la flagranza irriducibile del reale, quanto più siamo capaci di abbracciare la dimensione inconscia delle immagini. Montaggio, straniamento e fuori campo concorrono a definire l’epifania relazionale del dispositivo cinema: mentre noi guardiamo il mondo, il mondo ci ri-guarda. <br /><b>A cura di Marco Longo</b><br /><br /><i>Marco Longo</i>, produttore creativo per Berenice Film, si occupa di documentario e progettazione transdisciplinare, con attenzione al dialogo tra cinema e arti performative. Insegna materie audiovisive al CISA di Locarno, all’ICMA di Busto Arsizio e collabora con la Civica Scuola di Cinema L. Visconti, la Fondazione San Fedele, il Locarno Film Festival. È programmer per FuoriFormato Festival a Genova, e redattore della rivista online Filmidee.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3356</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a3d5ad54f454ba641aeb74adfd5a2b6f.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>21</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche cinematografiche di condivisione del sapere. Danza e cinema. Il corpo filmico e coreografico di Yvonne Rainer</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-cinematografiche-di-condivisione-del-sapere-danza-e-cinema-il-corpo-filmico-e-coreografico-di-yvonne-rainer--62090373</link><description><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞<br />𝐷𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎. 𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑓𝑖𝑙𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑟𝑒𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑌𝑣𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑅𝑎𝑖𝑛𝑒𝑟<br /><br />𝑌𝑣𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑅𝑎𝑖𝑛𝑒𝑟 (1934) è una danzatrice, coreografa e cineasta americana, nota per essere una delle fondatrici del 𝐽𝑢𝑑𝑠𝑜𝑛 𝐷𝑎𝑛𝑐𝑒 𝑇ℎ𝑒𝑎𝑡𝑒𝑟 , collettivo artistico di importanza centrale per la danza del XX secolo, nato negli Stati Uniti tra gli anni 60 e 70 e considerato movimento ideatore della 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑚𝑜𝑑𝑒𝑟𝑛 𝑑𝑎𝑛𝑐𝑒. La sua estetica radicalmente anti spettacolare, espressa nel 𝑁𝑜 𝑀𝑎𝑛𝑖𝑓𝑒𝑠𝑡𝑜 del 1965, si sviluppa attraverso entrambe le discipline (danza e film), rifiutando inizialmente ogni tipo di narrazione ed emotività. Nella ricerca e pratica coreografica e cinematografica di Yvonne Rainer centrale è la questione dello sguardo, sia dal punto di vista del danzatore che dello spettatore. La coreografa interroga i fondamenti dello sguardo nei confronti del corpo in movimento e del gesto danzante, nella sua presenza fisica o nella sua rappresentazione in immagini filmiche. Come poter guardare senza riprodurre logiche di dominio e seduzione? Attraverso la visione e il commento delle sue brevi pièces filmiche e la sua fondamentale partitura coreografica, 𝑇𝑟𝑖𝑜 𝐴, osserveremo in che modo la costruzione dell’immagine in movimento sia fortemente influenzata dalla sua conoscenza del corpo e della danza.<br /><b>A cura di Giulia Basaglia</b><br /><br /><br /><i>Giulia Basaglia</i>, è attualmente libraia. Dopo una prima formazione in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano prosegue il suo percorso specializzandosi in Organizzazione dello spettacolo dal vivo presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Collabora in seguito con le compagnie di danza contemporanea Zappalà danza, MK, Santasangre e cura il lavoro della danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone. In seguito prosegue gli studi a Parigi, presso l'Università Paris 8 Vincennes - Saint Denis specializzandosi in Storia dell'arte e Estetica della danza con una doppia ricerca incentrata sull'esposizione della danza contemporanea all'interno di spazi museali e sulla ricerca e pratica della coreografa e danzatrice Lisa Nelson, importante figura della postmodern dance. ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62090373</guid><pubDate>Thu, 09 May 2024 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62090373/danza_e_cinema_mp3cut_net.mp3" length="114241965" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞
𝐷𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎. 𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑓𝑖𝑙𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑟𝑒𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑌𝑣𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑅𝑎𝑖𝑛𝑒𝑟

𝑌𝑣𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑅𝑎𝑖𝑛𝑒𝑟 (1934) è una danzatrice, coreografa e cineasta americana, nota per essere una delle fondatrici del 𝐽𝑢𝑑𝑠𝑜𝑛 𝐷𝑎𝑛𝑐𝑒...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞<br />𝐷𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎. 𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑓𝑖𝑙𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑟𝑒𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑌𝑣𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑅𝑎𝑖𝑛𝑒𝑟<br /><br />𝑌𝑣𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑅𝑎𝑖𝑛𝑒𝑟 (1934) è una danzatrice, coreografa e cineasta americana, nota per essere una delle fondatrici del 𝐽𝑢𝑑𝑠𝑜𝑛 𝐷𝑎𝑛𝑐𝑒 𝑇ℎ𝑒𝑎𝑡𝑒𝑟 , collettivo artistico di importanza centrale per la danza del XX secolo, nato negli Stati Uniti tra gli anni 60 e 70 e considerato movimento ideatore della 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑚𝑜𝑑𝑒𝑟𝑛 𝑑𝑎𝑛𝑐𝑒. La sua estetica radicalmente anti spettacolare, espressa nel 𝑁𝑜 𝑀𝑎𝑛𝑖𝑓𝑒𝑠𝑡𝑜 del 1965, si sviluppa attraverso entrambe le discipline (danza e film), rifiutando inizialmente ogni tipo di narrazione ed emotività. Nella ricerca e pratica coreografica e cinematografica di Yvonne Rainer centrale è la questione dello sguardo, sia dal punto di vista del danzatore che dello spettatore. La coreografa interroga i fondamenti dello sguardo nei confronti del corpo in movimento e del gesto danzante, nella sua presenza fisica o nella sua rappresentazione in immagini filmiche. Come poter guardare senza riprodurre logiche di dominio e seduzione? Attraverso la visione e il commento delle sue brevi pièces filmiche e la sua fondamentale partitura coreografica, 𝑇𝑟𝑖𝑜 𝐴, osserveremo in che modo la costruzione dell’immagine in movimento sia fortemente influenzata dalla sua conoscenza del corpo e della danza.<br /><b>A cura di Giulia Basaglia</b><br /><br /><br /><i>Giulia Basaglia</i>, è attualmente libraia. Dopo una prima formazione in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano prosegue il suo percorso specializzandosi in Organizzazione dello spettacolo dal vivo presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Collabora in seguito con le compagnie di danza contemporanea Zappalà danza, MK, Santasangre e cura il lavoro della danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone. In seguito prosegue gli studi a Parigi, presso l'Università Paris 8 Vincennes - Saint Denis specializzandosi in Storia dell'arte e Estetica della danza con una doppia ricerca incentrata sull'esposizione della danza contemporanea all'interno di spazi museali e sulla ricerca e pratica della coreografa e danzatrice Lisa Nelson, importante figura della postmodern dance. ]]></itunes:summary><itunes:duration>2857</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e62072a3fb3da114fdb0edeea45f4130.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>20</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche cinematografiche di condivisione del sapere. Gli home movies tra memoria e oblio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-cinematografiche-di-condivisione-del-sapere-gli-home-movies-tra-memoria-e-oblio--62090372</link><description><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐺𝑙𝑖 ℎ𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑒𝑠 𝑡𝑟𝑎 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑜𝑏𝑙𝑖𝑜. 𝑃𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑'𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑣𝑖𝑜 𝑒 𝑑𝑖 "𝑟𝑖𝑢𝑠𝑜" 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑎𝑚𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒<br /><br />Il patrimonio filmico costituito dai cosiddetti film di famiglia (ℎ𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑒𝑠, 𝑓𝑖𝑙𝑚 𝑑𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑙𝑒) è ormai da diversi decenni al centro delle attenzioni nell’ambito delle pratiche archivistiche e artistiche e della ricerca accademica, sia in Italia che a livello internazionale. Varcando le soglie degli archivi che si occupano con scrupolo e passione del loro recupero – attraverso le attività di restauro, digitalizzazione e catalogazione – questi film vengono quindi “sradicati” dal loro contesto originario, la famiglia: da documenti filmici concepiti e fruiti in una ristretta cerchia famigliare, si trasformano in patrimonio culturale a disposizione della collettività. Ripercorrendo le tappe del nuovo percorso di vita di alcuni di questi film, e soffermandosi sulle pratiche d’archivio e le possibilità di riuso e rielaborazione, l’incontro vuole porre l’attenzione sulla molteplicità di sguardi, letture e riflessioni che si schiudono alla loro visione. <br /><b>A cura di Karianne Fiorini</b><br /><br /><i>Karianne Fiorini</i> si occupa di film di famiglia dai primi anni Duemila, nella veste di archivista, ricercatrice e curatrice indipendente. Tra il 2003 e il 2015 è tra i fondatori e responsabili di Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna, per poi dedicarsi all'elaborazione dei percorsi di formazione Re-framing home movies - Residenze in archivio dedicati al riuso creativo dei film di famiglia, e alla formazione in ambito accademico. Dal 2023 è docente di Storia e fonti del documento audiovisivo nell'ambito della Scuola di specializzazione in beni archivistici e librari dell'Università Sapienza di Roma e dal 2020 è Presidente di Re-framing home movies - Associazione nazionale per la salvaguardia e la valorizzazione dei film di famiglia e delle memorie audiovisive private.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62090372</guid><pubDate>Thu, 04 Apr 2024 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62090372/jion_movies_mp3cut_net.mp3" length="153642285" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐺𝑙𝑖 ℎ𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑒𝑠 𝑡𝑟𝑎 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑜𝑏𝑙𝑖𝑜. 𝑃𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑'𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑣𝑖𝑜 𝑒 𝑑𝑖 "𝑟𝑖𝑢𝑠𝑜" 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑎𝑚𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒

Il patrimonio filmico costituito dai cosiddetti film di famiglia (ℎ𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑒𝑠, 𝑓𝑖𝑙𝑚 𝑑𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑙𝑒) è ormai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐺𝑙𝑖 ℎ𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑒𝑠 𝑡𝑟𝑎 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑜𝑏𝑙𝑖𝑜. 𝑃𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑'𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑣𝑖𝑜 𝑒 𝑑𝑖 "𝑟𝑖𝑢𝑠𝑜" 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑎𝑚𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒<br /><br />Il patrimonio filmico costituito dai cosiddetti film di famiglia (ℎ𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑒𝑠, 𝑓𝑖𝑙𝑚 𝑑𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑙𝑒) è ormai da diversi decenni al centro delle attenzioni nell’ambito delle pratiche archivistiche e artistiche e della ricerca accademica, sia in Italia che a livello internazionale. Varcando le soglie degli archivi che si occupano con scrupolo e passione del loro recupero – attraverso le attività di restauro, digitalizzazione e catalogazione – questi film vengono quindi “sradicati” dal loro contesto originario, la famiglia: da documenti filmici concepiti e fruiti in una ristretta cerchia famigliare, si trasformano in patrimonio culturale a disposizione della collettività. Ripercorrendo le tappe del nuovo percorso di vita di alcuni di questi film, e soffermandosi sulle pratiche d’archivio e le possibilità di riuso e rielaborazione, l’incontro vuole porre l’attenzione sulla molteplicità di sguardi, letture e riflessioni che si schiudono alla loro visione. <br /><b>A cura di Karianne Fiorini</b><br /><br /><i>Karianne Fiorini</i> si occupa di film di famiglia dai primi anni Duemila, nella veste di archivista, ricercatrice e curatrice indipendente. Tra il 2003 e il 2015 è tra i fondatori e responsabili di Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna, per poi dedicarsi all'elaborazione dei percorsi di formazione Re-framing home movies - Residenze in archivio dedicati al riuso creativo dei film di famiglia, e alla formazione in ambito accademico. Dal 2023 è docente di Storia e fonti del documento audiovisivo nell'ambito della Scuola di specializzazione in beni archivistici e librari dell'Università Sapienza di Roma e dal 2020 è Presidente di Re-framing home movies - Associazione nazionale per la salvaguardia e la valorizzazione dei film di famiglia e delle memorie audiovisive private.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3842</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9bf9d341c6e86638fa2248041fa2ceeb.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>19</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Musica e cervello: dal piacere alla memoria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-musica-e-cervello-dal-piacere-alla-memoria--61264289</link><description><![CDATA[La musica è parte integrante delle nostre vite e può emozionarci profondamente, al punto che spesso sentiamo di non poterne fare a meno. Ma come può avere un’influenza così profonda su di noi e cosa, nel nostro cervello, lo può spiegare? Questo intervento, terzo evento del ciclo di incontri su “Neuroscienze e musica”, esplora la relazione tra musica e cervello analizzando il potere della musica nel trasmettere e modulare le emozioni e indurre risposte di piacere intenso. Attraverso studi di psicologia cognitiva e neuroscienze, l’intervento si focalizza inoltre sulla relazione tra piacere musicale e memoria, approfondendo la capacità della musica di far riaffiorare ricordi e stimolare processi di apprendimento.<br /><b>A cura di Laura Ferreri </b><br /><b>Chitarra Federico Curzel</b><br /><b>Violoncello Eleonora Fullone</b><br /><br /><i><b>Laura Ferreri</b></i> è una neuroscienziata cognitiva. A seguito della laurea in Neuroscienze Cognitive presso l'Università San Raffaele di Milano, consegue nel 2014 presso il CNRS di Digione, in Francia, un dottorato di ricerca all’interno di un progetto europeo Marie Curie sulle neuroscienze della musica. Dopo un post-dottorato presso Università di Barcellona e in collaborazione con il Montreal Neurological Institute, ottiene una Cattedra in Psicologia Cognitiva all’Università Lumière di Lione. Nel 2022 rientra in Italia integrando il dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell'Università di Pavia, dove svolge attività di ricerca e docenza. Le sue ricerche, che uniscono la passione per la musica e quella per le neuroscienze, sono principalmente volte a comprendere le basi neurali e cognitive delle emozioni musicali e del rapporto tra musica e memoria umana.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264289</guid><pubDate>Thu, 21 Mar 2024 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264289/musica_e_cervello_dal_piacere_alla_memoria.mp3" length="142392960" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>La musica è parte integrante delle nostre vite e può emozionarci profondamente, al punto che spesso sentiamo di non poterne fare a meno. Ma come può avere un’influenza così profonda su di noi e cosa, nel nostro cervello, lo può spiegare? Questo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La musica è parte integrante delle nostre vite e può emozionarci profondamente, al punto che spesso sentiamo di non poterne fare a meno. Ma come può avere un’influenza così profonda su di noi e cosa, nel nostro cervello, lo può spiegare? Questo intervento, terzo evento del ciclo di incontri su “Neuroscienze e musica”, esplora la relazione tra musica e cervello analizzando il potere della musica nel trasmettere e modulare le emozioni e indurre risposte di piacere intenso. Attraverso studi di psicologia cognitiva e neuroscienze, l’intervento si focalizza inoltre sulla relazione tra piacere musicale e memoria, approfondendo la capacità della musica di far riaffiorare ricordi e stimolare processi di apprendimento.<br /><b>A cura di Laura Ferreri </b><br /><b>Chitarra Federico Curzel</b><br /><b>Violoncello Eleonora Fullone</b><br /><br /><i><b>Laura Ferreri</b></i> è una neuroscienziata cognitiva. A seguito della laurea in Neuroscienze Cognitive presso l'Università San Raffaele di Milano, consegue nel 2014 presso il CNRS di Digione, in Francia, un dottorato di ricerca all’interno di un progetto europeo Marie Curie sulle neuroscienze della musica. Dopo un post-dottorato presso Università di Barcellona e in collaborazione con il Montreal Neurological Institute, ottiene una Cattedra in Psicologia Cognitiva all’Università Lumière di Lione. Nel 2022 rientra in Italia integrando il dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell'Università di Pavia, dove svolge attività di ricerca e docenza. Le sue ricerche, che uniscono la passione per la musica e quella per le neuroscienze, sono principalmente volte a comprendere le basi neurali e cognitive delle emozioni musicali e del rapporto tra musica e memoria umana.]]></itunes:summary><itunes:duration>3560</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5947aaf43554c18733fa677314f8d378.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>18</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche cinematografiche di condivisione del sapere. Il cinema dei sonnambuli. Sogni mediali e tecnologie del risveglio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-cinematografiche-di-condivisione-del-sapere-il-cinema-dei-sonnambuli-sogni-mediali-e-tecnologie-del-risveglio--62090374</link><description><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞<br />𝐼𝑙 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑛𝑎𝑚𝑏𝑢𝑙𝑖. 𝑆𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑣𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜<br /><br />Il cinema si è sempre interessato a sonnambuli e sognatori. Eppure, non è semplice capire come le immagini materiali possano somigliare ai sogni. Alcuni autori hanno cercato di replicare in immagini e sovrimpressioni la bizzarria dei sogni (dal primo film psicoanalitico di Pabst alle esplorazioni nell’inconscio di Lynch, passando per i sogni hitchcockiani scenografati da Dalì); altri hanno equiparato lo schermo del sogno e quello del cinema (Buster Keaton, ma anche il cinema terapeutico di Les Mystères des roches de Kador di Léonce Perret del 1912); infine, le recenti produzioni di realtà virtuale sembrano le più adatte a replicare il carattere immersivo delle immagini oniriche (come ad esempio The Key di Céline Tricart). In un percorso a metà strada tra cultura visuale e archeologia dei media, cercheremo di capire come l’inconscio possa esteriorizzarsi e diventare immagine mediale e collettivamente esperibile. <br /><b>A cura di Giancarlo Grossi</b><br /><br /><i>Giancarlo Grossi</i> è ricercatore di Cinema, fotografia, televisione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si occupa dal punto di vista dell’ archeologia dei media dell’ intersezione tra cinema e psicologia. Tra le sue pubblicazioni, i libri Le regole della convulsione. Archeologia del corpo cinematografico (Meltemi, 2017) e La notte dei simulacri. Sogno, cinema, realtà virtuale (Johan &amp; Levi, 2021).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62090374</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2024 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62090374/cinema_sogni_mp3cut_mp3cut_net.mp3" length="149169645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞
𝐼𝑙 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑛𝑎𝑚𝑏𝑢𝑙𝑖. 𝑆𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑣𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜

Il cinema si è sempre interessato a sonnambuli e sognatori. Eppure, non è semplice capire come le immagini materiali possano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞<br />𝐼𝑙 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑛𝑎𝑚𝑏𝑢𝑙𝑖. 𝑆𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑣𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜<br /><br />Il cinema si è sempre interessato a sonnambuli e sognatori. Eppure, non è semplice capire come le immagini materiali possano somigliare ai sogni. Alcuni autori hanno cercato di replicare in immagini e sovrimpressioni la bizzarria dei sogni (dal primo film psicoanalitico di Pabst alle esplorazioni nell’inconscio di Lynch, passando per i sogni hitchcockiani scenografati da Dalì); altri hanno equiparato lo schermo del sogno e quello del cinema (Buster Keaton, ma anche il cinema terapeutico di Les Mystères des roches de Kador di Léonce Perret del 1912); infine, le recenti produzioni di realtà virtuale sembrano le più adatte a replicare il carattere immersivo delle immagini oniriche (come ad esempio The Key di Céline Tricart). In un percorso a metà strada tra cultura visuale e archeologia dei media, cercheremo di capire come l’inconscio possa esteriorizzarsi e diventare immagine mediale e collettivamente esperibile. <br /><b>A cura di Giancarlo Grossi</b><br /><br /><i>Giancarlo Grossi</i> è ricercatore di Cinema, fotografia, televisione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si occupa dal punto di vista dell’ archeologia dei media dell’ intersezione tra cinema e psicologia. Tra le sue pubblicazioni, i libri Le regole della convulsione. Archeologia del corpo cinematografico (Meltemi, 2017) e La notte dei simulacri. Sogno, cinema, realtà virtuale (Johan &amp; Levi, 2021).]]></itunes:summary><itunes:duration>3730</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d871dbdd457734ca31266d7be5f665fe.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>17</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Musica e cervello: percezione sensoriale, predizione di suoni futuri ed origini evolutive</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-musica-e-cervello-percezione-sensoriale-predizione-di-suoni-futuri-ed-origini-evolutive--61264290</link><description><![CDATA[La musica è un tratto umano universale, presente in tutte le culture e percepita anche dai neonati. Ma come fa il cervello a trasformare semplici suoni fisici in musica? Cosa ci può dire l’evoluzione sulla nostra predisposizione musicale? Perché ascoltiamo la musica? Per rispondere a queste domande, racconteremo come il cervello rappresenta la musica a vari livelli sensoriali, dal suono fisico alla rappresentazione di pattern ritmici e melodici. Parleremo poi di origini evolutive della musica, analizzando similarità e differenze d’ascolto tra una scimmia e un neonato. Infine, introdurremo alcune delle motivazioni dietro l’ascolto della musica, inclusi il piacere, il movimento, e la coordinazione sociale al ritmo di musica.  <br /><b>A cura di Roberta Bianco </b><br /><b>Chitarra Michele Caiati</b><br /><br /><i>Roberta Bianco</i> è una scienziata che unisce la passione per le neuroscienze e la musica nella sua ricerca. Ha studiato neurobiologia all’Università di Pavia e musica al Conservatorio. Ha conseguito il suo dottorato di ricerca presso l'Istituto Max Planck per le Scienze Cognitive e Cerebrali Umane a Lipsia, e il post-dottorato presso l'University College London a Londra.  Da poco più di anno, Roberta Bianco è tornata in Italia presso l'Istituto Italiano di Tecnologia, supportata da un fondo di ricerca europeo (Marie Skłodowska-Curie). Roberta è esperta di metodi computazionali e di neuroimmagine applicati alle neuroscienze cognitive. Il suo attuale focus di ricerca mira a investigare le origini evolutive ed ontogenetiche della percezione musicale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264290</guid><pubDate>Thu, 29 Feb 2024 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264290/musica_e_cervello_percezione_sensoriale.mp3" length="128233965" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>La musica è un tratto umano universale, presente in tutte le culture e percepita anche dai neonati. Ma come fa il cervello a trasformare semplici suoni fisici in musica? Cosa ci può dire l’evoluzione sulla nostra predisposizione musicale? Perché...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La musica è un tratto umano universale, presente in tutte le culture e percepita anche dai neonati. Ma come fa il cervello a trasformare semplici suoni fisici in musica? Cosa ci può dire l’evoluzione sulla nostra predisposizione musicale? Perché ascoltiamo la musica? Per rispondere a queste domande, racconteremo come il cervello rappresenta la musica a vari livelli sensoriali, dal suono fisico alla rappresentazione di pattern ritmici e melodici. Parleremo poi di origini evolutive della musica, analizzando similarità e differenze d’ascolto tra una scimmia e un neonato. Infine, introdurremo alcune delle motivazioni dietro l’ascolto della musica, inclusi il piacere, il movimento, e la coordinazione sociale al ritmo di musica.  <br /><b>A cura di Roberta Bianco </b><br /><b>Chitarra Michele Caiati</b><br /><br /><i>Roberta Bianco</i> è una scienziata che unisce la passione per le neuroscienze e la musica nella sua ricerca. Ha studiato neurobiologia all’Università di Pavia e musica al Conservatorio. Ha conseguito il suo dottorato di ricerca presso l'Istituto Max Planck per le Scienze Cognitive e Cerebrali Umane a Lipsia, e il post-dottorato presso l'University College London a Londra.  Da poco più di anno, Roberta Bianco è tornata in Italia presso l'Istituto Italiano di Tecnologia, supportata da un fondo di ricerca europeo (Marie Skłodowska-Curie). Roberta è esperta di metodi computazionali e di neuroimmagine applicati alle neuroscienze cognitive. Il suo attuale focus di ricerca mira a investigare le origini evolutive ed ontogenetiche della percezione musicale.]]></itunes:summary><itunes:duration>3206</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/392fa120a196974e83451fb9a990987f.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>16</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Musica e cervello: plasticità cerebrale e apprendimento musicale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-musica-e-cervello-plasticita-cerebrale-e-apprendimento-musicale--61622434</link><description><![CDATA[Cosa succede al nostro cervello quando impariamo a suonare uno strumento musicale? Quanto tempo ci vuole perché la pratica musicale porti dei cambiamenti nel nostro cervello e nel nostro sistema cognitivo? Perché, quando sentiamo della musica, non riusciamo a stare fermi? Queste sono alcune delle domande alle quali proveremo a rispondere durante il primo incontro del ciclo di Neuroscienze e musica Musica e cervello: plasticità cerebrale e apprendimento musicale. L’incontro si concentrerà sugli aspetti motori e di integrazione multisensoriale legati alla pratica e alla percezione musicale. Proveremo a capire come il nostro cervello si adatta all'apprendimento di uno strumento e integra sensorialità e movimento nella percezione musicale. Inoltre, scopriremo insieme i segreti della mente musicale, esplorando il ruolo cruciale dei musicisti professionisti nello studio della plasticità cerebrale.  <br /><b>A cura di Carlotta Lega </b><br /><b>Chitarra Tommaso Lega </b><br /><br /><i>Carlotta Lega</i> è una scienziata che si occupa di psicologia e neuroscienze della musica. Ha studiato Psicologia presso l’Università di Milano-Bicocca e si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Pavia. Ha proseguito i suoi studi nella stessa università e conseguito un dottorato in Psicologia Sperimentale e Neuroscienze Cognitive. Dal 2017 al 2022 prosegue le sue ricerche prima presso l’Università di Verona e poi rientra nel dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano Bicocca. Dal 2022 diventa ricercatrice presso il dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell'Università di Pavia, dove svolge attività di ricerca ed è docente del corso di neuroscienze della musica. Le sue ricerche si concentrano sullo studio della plasticità cerebrale e di meccanismi di integrazione multisensoriale nel contesto dell’apprendimento musicale.   ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61622434</guid><pubDate>Thu, 18 Jan 2024 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61622434/pratiche_scientifiche_di_condivisione_del_sapere_musica_e_cervello_plasticit_cerebrale_e_apprendimento_musicale.mp3" length="152570880" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa succede al nostro cervello quando impariamo a suonare uno strumento musicale? Quanto tempo ci vuole perché la pratica musicale porti dei cambiamenti nel nostro cervello e nel nostro sistema cognitivo? Perché, quando sentiamo della musica, non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa succede al nostro cervello quando impariamo a suonare uno strumento musicale? Quanto tempo ci vuole perché la pratica musicale porti dei cambiamenti nel nostro cervello e nel nostro sistema cognitivo? Perché, quando sentiamo della musica, non riusciamo a stare fermi? Queste sono alcune delle domande alle quali proveremo a rispondere durante il primo incontro del ciclo di Neuroscienze e musica Musica e cervello: plasticità cerebrale e apprendimento musicale. L’incontro si concentrerà sugli aspetti motori e di integrazione multisensoriale legati alla pratica e alla percezione musicale. Proveremo a capire come il nostro cervello si adatta all'apprendimento di uno strumento e integra sensorialità e movimento nella percezione musicale. Inoltre, scopriremo insieme i segreti della mente musicale, esplorando il ruolo cruciale dei musicisti professionisti nello studio della plasticità cerebrale.  <br /><b>A cura di Carlotta Lega </b><br /><b>Chitarra Tommaso Lega </b><br /><br /><i>Carlotta Lega</i> è una scienziata che si occupa di psicologia e neuroscienze della musica. Ha studiato Psicologia presso l’Università di Milano-Bicocca e si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Pavia. Ha proseguito i suoi studi nella stessa università e conseguito un dottorato in Psicologia Sperimentale e Neuroscienze Cognitive. Dal 2017 al 2022 prosegue le sue ricerche prima presso l’Università di Verona e poi rientra nel dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano Bicocca. Dal 2022 diventa ricercatrice presso il dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell'Università di Pavia, dove svolge attività di ricerca ed è docente del corso di neuroscienze della musica. Le sue ricerche si concentrano sullo studio della plasticità cerebrale e di meccanismi di integrazione multisensoriale nel contesto dell’apprendimento musicale.   ]]></itunes:summary><itunes:duration>3815</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/29c47f01fda48c3101f7bf28439eacdc.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>15</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Conte di Rochester. La strada più veloce per l'Inferno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-conte-di-rochester-la-strada-piu-veloce-per-l-inferno--61400254</link><description><![CDATA[<i><b>John Wilmot, conte di Rochester</b></i>, è ormai salutato dalla critica come uno dei migliori poeti del Seicento inglese. Figura di spicco del palazzo di re Carlo II, croce e delizia dei suoi cortigiani, che temevano la sua penna assai più che la sua spada, a Rochester è sempre stata riconosciuta una forza espressiva non comune, anche da parte dei suoi numerosi detrattori. A questa fama, tuttavia, si è puntualmente accompagnato un certo imbarazzo, e la vita del conte, condotta all’insegna dell’eccesso e della dissacrazione, è stata oggetto del più vivo scandalo: di lui si disse che “con un compiaciuto disprezzo per l’ordine e per la decenza, […] visse senza onore e senza utilità, scialacquando in un lampo gioventù e ricchezze in un’ossessiva ricerca del piacere”. Ogni tratto del suo carattere ha un preciso riflesso nel contenuto dei suoi versi, sempre caustici ed elegantissimi, in cui il paradosso e la critica dei costumi si sposano a volte alla più sboccata volgarità.  <br /><br /><b>Scritti ribelli</b><br /><b>Erotismo e satira tra medioevo ed età moderna </b><br />Nel corso della Storia, erotismo e satira si sono ritrovati a condividere fianco a fianco numerosi spazi tra le pagine dei libri. I due generi letterari hanno forti tratti comuni: il gusto per l’indicibile e il dissoluto, una certa diffidenza nei confronti del pensiero dominante, la preferenza per un linguaggio ardito, diretto, e spesso originale e creativo. Queste peculiari caratteristiche hanno assicurato loro un ampio successo di pubblico in ogni tempo e luogo, ma sono anche le stesse che hanno attirato sui loro ammiratori le sgradevoli attenzioni di censori e moralisti.<br />In questa breve serie di incontri, muovendoci tra Oriente e Occidente, conosceremo autori e opere letterarie che, pur tanto diversi tra loro per lingua, sensibilità ed epoca storica, hanno fatto della provocazione il loro mestiere.  <br /><b>A cura di Federico Franchin </b><br /><br /><i>Federico Franchin</i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61400254</guid><pubDate>Thu, 23 Nov 2023 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61400254/senza_titolo_3_conte_di_rochester_franchin_23_11_23_congela.mp3" length="124640640" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>John Wilmot, conte di Rochester, è ormai salutato dalla critica come uno dei migliori poeti del Seicento inglese. Figura di spicco del palazzo di re Carlo II, croce e delizia dei suoi cortigiani, che temevano la sua penna assai più che la sua spada, a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i><b>John Wilmot, conte di Rochester</b></i>, è ormai salutato dalla critica come uno dei migliori poeti del Seicento inglese. Figura di spicco del palazzo di re Carlo II, croce e delizia dei suoi cortigiani, che temevano la sua penna assai più che la sua spada, a Rochester è sempre stata riconosciuta una forza espressiva non comune, anche da parte dei suoi numerosi detrattori. A questa fama, tuttavia, si è puntualmente accompagnato un certo imbarazzo, e la vita del conte, condotta all’insegna dell’eccesso e della dissacrazione, è stata oggetto del più vivo scandalo: di lui si disse che “con un compiaciuto disprezzo per l’ordine e per la decenza, […] visse senza onore e senza utilità, scialacquando in un lampo gioventù e ricchezze in un’ossessiva ricerca del piacere”. Ogni tratto del suo carattere ha un preciso riflesso nel contenuto dei suoi versi, sempre caustici ed elegantissimi, in cui il paradosso e la critica dei costumi si sposano a volte alla più sboccata volgarità.  <br /><br /><b>Scritti ribelli</b><br /><b>Erotismo e satira tra medioevo ed età moderna </b><br />Nel corso della Storia, erotismo e satira si sono ritrovati a condividere fianco a fianco numerosi spazi tra le pagine dei libri. I due generi letterari hanno forti tratti comuni: il gusto per l’indicibile e il dissoluto, una certa diffidenza nei confronti del pensiero dominante, la preferenza per un linguaggio ardito, diretto, e spesso originale e creativo. Queste peculiari caratteristiche hanno assicurato loro un ampio successo di pubblico in ogni tempo e luogo, ma sono anche le stesse che hanno attirato sui loro ammiratori le sgradevoli attenzioni di censori e moralisti.<br />In questa breve serie di incontri, muovendoci tra Oriente e Occidente, conosceremo autori e opere letterarie che, pur tanto diversi tra loro per lingua, sensibilità ed epoca storica, hanno fatto della provocazione il loro mestiere.  <br /><b>A cura di Federico Franchin </b><br /><br /><i>Federico Franchin</i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></itunes:summary><itunes:duration>3117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2798fe2417279a0b51f459ed404612d0.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Omar Khayyam. Oh Dio, sarai forse ubriaco?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-omar-khayyam-oh-dio-sarai-forse-ubriaco--61400255</link><description><![CDATA[Mentre era in vita, il persiano<i><b> Omar Khayyam</b></i> (1048-1131) fu più famoso come astronomo e matematico che come poeta. Fu soltanto nei secoli successivi che la sua figura iniziò a suscitare l’interesse degli uomini di lettere, e a ispirare le numerose e sinistre leggende che circolano tuttora sul suo conto. Le poesie che gli sono attribuite sembrano dipingere l’immagine di un uomo fortemente scettico nei confronti della religione dei suoi padri, attirandogli da parte dei conservatori l’accusa di ateismo. Ma per noi i suoi versi rappresentano soprattutto un'importante fonte di immagini geniali e originalissime, ricche di profonde meditazioni sulla vanità del mondo, sul piacere dei sensi e sulla verità delle cose – da ricercarsi, secondo Khayyam, sul fondo di un bicchiere di vino.  <br /><br /><b>Scritti ribelli</b><br /><b>Erotismo e satira tra medioevo ed età moderna </b><br /><br />Nel corso della Storia, erotismo e satira si sono ritrovati a condividere fianco a fianco numerosi spazi tra le pagine dei libri. 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Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61400255</guid><pubDate>Thu, 16 Nov 2023 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61400255/senza_titolo_2_omar_khayyam_franchin_16_11_23_congela_mp3cut_net.mp3" length="92322285" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre era in vita, il persiano Omar Khayyam (1048-1131) fu più famoso come astronomo e matematico che come poeta. 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Ma per noi i suoi versi rappresentano soprattutto un'importante fonte di immagini geniali e originalissime, ricche di profonde meditazioni sulla vanità del mondo, sul piacere dei sensi e sulla verità delle cose – da ricercarsi, secondo Khayyam, sul fondo di un bicchiere di vino.  <br /><br /><b>Scritti ribelli</b><br /><b>Erotismo e satira tra medioevo ed età moderna </b><br /><br />Nel corso della Storia, erotismo e satira si sono ritrovati a condividere fianco a fianco numerosi spazi tra le pagine dei libri. I due generi letterari hanno forti tratti comuni: il gusto per l’indicibile e il dissoluto, una certa diffidenza nei confronti del pensiero dominante, la preferenza per un linguaggio ardito, diretto, e spesso originale e creativo. Queste peculiari caratteristiche hanno assicurato loro un ampio successo di pubblico in ogni tempo e luogo, ma sono anche le stesse che hanno attirato sui loro ammiratori le sgradevoli attenzioni di censori e moralisti.<br />In questa breve serie di incontri, muovendoci tra Oriente e Occidente, conosceremo autori e opere letterarie che, pur tanto diversi tra loro per lingua, sensibilità ed epoca storica, hanno fatto della provocazione il loro mestiere.  <br /><b>A cura di Federico Franchin</b><br /><br /><i><b>Federico Franchin</b></i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. 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La donna, la taverna e il dado</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-carmina-burana-la-donna-la-taverna-e-il-dado--61400253</link><description><![CDATA[In Italia, la fama dei canti medievali raggruppati sotto il nome di <i><b>Carmina Burana</b></i> è legata a doppio filo alla celebre versione per coro e orchestra che ne diede Carl Orff, compositore tedesco del Novecento. Tuttavia sono ancora troppo pochi gli ascoltatori che, rapiti dalla potenza dell’opera, si soffermano a considerare le parole sotto le note, benché la storia che hanno da raccontare non sia meno affascinante della loro veste musicale. Ritrovato poco più di due secoli fa tra i polverosi scaffali di un’abbazia bavarese, il manoscritto dei Carmina ha iniziato a dipingere l’affresco di un Medioevo molto diverso da quello che siamo soliti immaginare: tra le sue pagine, oltre a una serie di divertenti satire contro lo strapotere della Chiesa e del clero, scopriamo descritto in tutto il suo splendore il mondo degli antichi goliardi, fatto di notti in bianco trascorse alla taverna e di fugaci avventure erotiche, che ben poco hanno da spartire con le regole dell’amor cortese.<br /><br /><b>Scritti ribelli</b><br /><b>Erotismo e satira tra medioevo ed età moderna </b><br /><br />Nel corso della Storia, erotismo e satira si sono ritrovati a condividere fianco a fianco numerosi spazi tra le pagine dei libri. 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Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61400253</guid><pubDate>Thu, 09 Nov 2023 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61400253/senza_titolo_1_carmina_burana_franchin_9_11_23_congela_mp3cut_net.mp3" length="119721645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia, la fama dei canti medievali raggruppati sotto il nome di Carmina Burana è legata a doppio filo alla celebre versione per coro e orchestra che ne diede Carl Orff, compositore tedesco del Novecento. 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Ritrovato poco più di due secoli fa tra i polverosi scaffali di un’abbazia bavarese, il manoscritto dei Carmina ha iniziato a dipingere l’affresco di un Medioevo molto diverso da quello che siamo soliti immaginare: tra le sue pagine, oltre a una serie di divertenti satire contro lo strapotere della Chiesa e del clero, scopriamo descritto in tutto il suo splendore il mondo degli antichi goliardi, fatto di notti in bianco trascorse alla taverna e di fugaci avventure erotiche, che ben poco hanno da spartire con le regole dell’amor cortese.<br /><br /><b>Scritti ribelli</b><br /><b>Erotismo e satira tra medioevo ed età moderna </b><br /><br />Nel corso della Storia, erotismo e satira si sono ritrovati a condividere fianco a fianco numerosi spazi tra le pagine dei libri. I due generi letterari hanno forti tratti comuni: il gusto per l’indicibile e il dissoluto, una certa diffidenza nei confronti del pensiero dominante, la preferenza per un linguaggio ardito, diretto, e spesso originale e creativo. Queste peculiari caratteristiche hanno assicurato loro un ampio successo di pubblico in ogni tempo e luogo, ma sono anche le stesse che hanno attirato sui loro ammiratori le sgradevoli attenzioni di censori e moralisti.<br />In questa breve serie di incontri, muovendoci tra Oriente e Occidente, conosceremo autori e opere letterarie che, pur tanto diversi tra loro per lingua, sensibilità ed epoca storica, hanno fatto della provocazione il loro mestiere.<br /><b>A cura di Federico Franchin</b><br /><br /><i>Federico Franchin</i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></itunes:summary><itunes:duration>2994</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3ebc69f3e30d937da4b43e494c616092.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Dostoevskij, riflettere è creare ombre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-dostoevskij-riflettere-e-creare-ombre--61373635</link><description><![CDATA["Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol'", diceva <i><b>Fedor Dostoevskij</b></i>: emulo di quello che ai tempi era considerato il più grande scrittore russo, il futuro autore di Delitto e castigo comincerà la sua carriera letteraria ispirandosi, nel suo secondo romanzo, 𝘐𝘭 𝘴𝘰𝘴𝘪𝘢, proprio ai celebri racconti gogoliani Il cappotto, Il naso e Memorie di un pazzo. Le tematiche ritornano fra un autore e l’altro: il doppio come specchio infernale, l'ambizione che porta all'alienazione e alla follia, sullo sfondo di una Pietroburgo sempre impiegatizia e disumana. Ma il tono è cambiato: non più umorismo commosso, satira feroce ma catartica; in Dostoevskij anche negli equivoci che potrebbero sembrare comici si nascondono le ombre della tragedia.  <br /><br /><b>I sosia, Dostoevskij e Gogol': due autori allo specchio</b><br /><br />Cosa vuol dire "riflettere" su un testo? Nella cultura russa, lo specchio è tramite, frontiera fra mondi, sguardo su una dimensione che può rivelare il futuro; ma quando il riflesso esce dallo specchio ed entra - un sosia! - nelle nostre vite, rischia di farci perdere il senno. E se da una parte la follia può essere affrontata in chiave tragicomica e racchiusa, giorno dopo giorno, nelle pagine di un diario, dall'altra può essere riproposta in termini sempre più tragici e realistici, non più mero riflesso-imitazione, ma riflessione originale a partire dalla medesima tematica. Memorie di un pazzo, inserito nei Racconti di Pietroburgo di Gogol', e Il sosia di Dostoevskij: due storie simili, dallo svolgimento quasi parallelo, di due autori in intenso dialogo - Gogol', il maestro dalla verve umoristica, e Dostoevskij, l'imitatore e allievo che saprà coglierne le ombre.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i>Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373635</guid><pubDate>Thu, 19 Oct 2023 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61373635/3_dostoevskij_amelsu_19_10_23_congela_mp3cut_net.mp3" length="128405805" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>"Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol'", diceva Fedor Dostoevskij: emulo di quello che ai tempi era considerato il più grande scrittore russo, il futuro autore di Delitto e castigo comincerà la sua carriera letteraria ispirandosi, nel suo secondo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol'", diceva <i><b>Fedor Dostoevskij</b></i>: emulo di quello che ai tempi era considerato il più grande scrittore russo, il futuro autore di Delitto e castigo comincerà la sua carriera letteraria ispirandosi, nel suo secondo romanzo, 𝘐𝘭 𝘴𝘰𝘴𝘪𝘢, proprio ai celebri racconti gogoliani Il cappotto, Il naso e Memorie di un pazzo. Le tematiche ritornano fra un autore e l’altro: il doppio come specchio infernale, l'ambizione che porta all'alienazione e alla follia, sullo sfondo di una Pietroburgo sempre impiegatizia e disumana. Ma il tono è cambiato: non più umorismo commosso, satira feroce ma catartica; in Dostoevskij anche negli equivoci che potrebbero sembrare comici si nascondono le ombre della tragedia.  <br /><br /><b>I sosia, Dostoevskij e Gogol': due autori allo specchio</b><br /><br />Cosa vuol dire "riflettere" su un testo? Nella cultura russa, lo specchio è tramite, frontiera fra mondi, sguardo su una dimensione che può rivelare il futuro; ma quando il riflesso esce dallo specchio ed entra - un sosia! - nelle nostre vite, rischia di farci perdere il senno. E se da una parte la follia può essere affrontata in chiave tragicomica e racchiusa, giorno dopo giorno, nelle pagine di un diario, dall'altra può essere riproposta in termini sempre più tragici e realistici, non più mero riflesso-imitazione, ma riflessione originale a partire dalla medesima tematica. Memorie di un pazzo, inserito nei Racconti di Pietroburgo di Gogol', e Il sosia di Dostoevskij: due storie simili, dallo svolgimento quasi parallelo, di due autori in intenso dialogo - Gogol', il maestro dalla verve umoristica, e Dostoevskij, l'imitatore e allievo che saprà coglierne le ombre.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i>Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). ]]></itunes:summary><itunes:duration>3211</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/99c294b81404cca8f02e4b541f904f01.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Gogol', la follia comica come riflesso di una realtà tragica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-gogol-la-follia-comica-come-riflesso-di-una-realta-tragica--61373632</link><description><![CDATA[Umorista di raffinatissima e tormentata sensibilità, <i><b>Nikolaj Vasilevic Gogol'</b></i> riuscì a dare corpo nei suoi scritti alle intangibili inquietudini dell'anima non meno che ai mali del suo secolo: arrivismo, disparità sociale, iperlavoro, e il gelo di Pietroburgo, città fantasma e di fantasmi. Attraverso il riso e l'esagerazione comica, seppe esorcizzare molti dei demoni suoi e del suo tempo, senza però smorzarne l'amarezza e rischiararne del tutto l'oscurità.  <br /><br /><b>I sosia, Dostoevskij e Gogol': due autori allo specchio</b><br /><br />Cosa vuol dire "riflettere" su un testo? Nella cultura russa, lo specchio è tramite, frontiera fra mondi, sguardo su una dimensione che può rivelare il futuro; ma quando il riflesso esce dallo specchio ed entra - un sosia! - nelle nostre vite, rischia di farci perdere il senno. E se da una parte la follia può essere affrontata in chiave tragicomica e racchiusa, giorno dopo giorno, nelle pagine di un diario, dall'altra può essere riproposta in termini sempre più tragici e realistici, non più mero riflesso-imitazione, ma riflessione originale a partire dalla medesima tematica. Memorie di un pazzo, inserito nei Racconti di Pietroburgo di Gogol', e Il sosia di Dostoevskij: due storie simili, dallo svolgimento quasi parallelo, di due autori in intenso dialogo - Gogol', il maestro dalla verve umoristica, e Dostoevskij, l'imitatore e allievo che saprà coglierne le ombre.<br /><b>A cura di Ida Amlesù </b><br /><br /><i>Ida Amlesù<b> </b></i>è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373632</guid><pubDate>Thu, 05 Oct 2023 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61373632/4_gogol_amelsu_5_10_23_congela_mp3cut_net.mp3" length="120001965" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Umorista di raffinatissima e tormentata sensibilità, Nikolaj Vasilevic Gogol' riuscì a dare corpo nei suoi scritti alle intangibili inquietudini dell'anima non meno che ai mali del suo secolo: arrivismo, disparità sociale, iperlavoro, e il gelo di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Umorista di raffinatissima e tormentata sensibilità, <i><b>Nikolaj Vasilevic Gogol'</b></i> riuscì a dare corpo nei suoi scritti alle intangibili inquietudini dell'anima non meno che ai mali del suo secolo: arrivismo, disparità sociale, iperlavoro, e il gelo di Pietroburgo, città fantasma e di fantasmi. Attraverso il riso e l'esagerazione comica, seppe esorcizzare molti dei demoni suoi e del suo tempo, senza però smorzarne l'amarezza e rischiararne del tutto l'oscurità.  <br /><br /><b>I sosia, Dostoevskij e Gogol': due autori allo specchio</b><br /><br />Cosa vuol dire "riflettere" su un testo? Nella cultura russa, lo specchio è tramite, frontiera fra mondi, sguardo su una dimensione che può rivelare il futuro; ma quando il riflesso esce dallo specchio ed entra - un sosia! - nelle nostre vite, rischia di farci perdere il senno. E se da una parte la follia può essere affrontata in chiave tragicomica e racchiusa, giorno dopo giorno, nelle pagine di un diario, dall'altra può essere riproposta in termini sempre più tragici e realistici, non più mero riflesso-imitazione, ma riflessione originale a partire dalla medesima tematica. Memorie di un pazzo, inserito nei Racconti di Pietroburgo di Gogol', e Il sosia di Dostoevskij: due storie simili, dallo svolgimento quasi parallelo, di due autori in intenso dialogo - Gogol', il maestro dalla verve umoristica, e Dostoevskij, l'imitatore e allievo che saprà coglierne le ombre.<br /><b>A cura di Ida Amlesù </b><br /><br /><i>Ida Amlesù<b> </b></i>è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). ]]></itunes:summary><itunes:duration>3001</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/072987c526ff02f536a1aa9a890c43f3.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Tecnologie quantistiche: dalla teoria alla pratica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-tecnologie-quantistiche-dalla-teoria-alla-pratica--61264288</link><description><![CDATA[In questo incontro si discuterà di come la meccanica quantistica e le sue bizzarre leggi hanno scatenato l'interesse della comunità scientifica non solo dal punto di vista teorico, ma anche per la creazione di nuovi dispositivi tecnologici. Uno di questi è il computer quantistico, che potrebbe aprire una nuova era nell'utilizzo della luce e della materia per codificare l'informazione o per simulare la dinamica di sistemi fisici di interesse per la fisica, la chimica e la biologia. Altre applicazioni includono lo sviluppo di sensori più precisi e sensibili di quelli attualmente disponibili. È in atto un ingente sforzo di trasferimento tecnologico nel tentativo di portare a compimento queste promesse: illustreremo i maggiori ostacoli e le dinamiche peculiari di questo ecosistema quantistico delle sfide per hardware e software e descriveremo il contesto in cui si inserisce questo movimento. Infine proporremo alcuni suggerimenti di lettura per approfondire la scoperta di questo mondo alla frontiera del sapere e dello sviluppo tecnologico. <br /><b>A cura di Nathan Shammah </b><br /> <br /><i><b>Nathan Shammah</b></i> è chief technology officer di Unitary Fund, una fondazione no-profit che promuove lo sviluppo di software open-source per le tecnologie quantistiche. Coordina lo staff tecnico che effettua ricerca e sviluppo di strumenti open-source, come nel caso di un compilatore per la mitigazione degli errori che affliggono i computer quantistici. Ha ricevuto un PhD in fisica dall'Università di Southampton ed è stato ricercatore nei laboratori nazionali del Giappone, presso il RIKEN di Wako.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264288</guid><pubDate>Thu, 11 May 2023 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264288/senza_titolo_6_tecnologie_quantische_shammah_11_5_2023_congela_mp3cut_net.mp3" length="143612205" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>In questo incontro si discuterà di come la meccanica quantistica e le sue bizzarre leggi hanno scatenato l'interesse della comunità scientifica non solo dal punto di vista teorico, ma anche per la creazione di nuovi dispositivi tecnologici. 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Infine proporremo alcuni suggerimenti di lettura per approfondire la scoperta di questo mondo alla frontiera del sapere e dello sviluppo tecnologico. <br /><b>A cura di Nathan Shammah </b><br /> <br /><i><b>Nathan Shammah</b></i> è chief technology officer di Unitary Fund, una fondazione no-profit che promuove lo sviluppo di software open-source per le tecnologie quantistiche. Coordina lo staff tecnico che effettua ricerca e sviluppo di strumenti open-source, come nel caso di un compilatore per la mitigazione degli errori che affliggono i computer quantistici. Ha ricevuto un PhD in fisica dall'Università di Southampton ed è stato ricercatore nei laboratori nazionali del Giappone, presso il RIKEN di Wako.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3591</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fb27b5dd24e25c20ef34268f321eb966.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche economiche di condivisione del sapere. La crisi energetica: una buona crisi?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-economiche-di-condivisione-del-sapere-la-crisi-energetica-una-buona-crisi--61264197</link><description><![CDATA[La pandemia prima, e l'invasione russa dell'Ucraina poi, hanno portato a un innalzamento del costo dell'energia in tutta Europa che pesa sui bilanci delle famiglie, soprattutto quelle a basso reddito. Allo stesso tempo, siamo chiamati come individui e come cittadini a ridurre il consumo energetico per ridurre le emissioni di gas serra (che provocano surriscaldamento globale) e di altri inquinanti nocivi alla salute pubblica. Eppure, ad oggi, non sembra siamo riusciti, in Europa e nel mondo, a implementare politiche sufficienti a portarci sulla traiettoria di "Zero emissioni nette" entro il 2050. Questo incontro esplora il potenziale nesso tra crisi energetica e transizione verde concentrandosi sul settore residenziale. Prendendo spunto da ricerche e casi studio in altri paesi, discuteremo dell'efficienza energetica delle abitazioni italiane, e di possibili soluzioni.  <br /><b>A cura di Ludovica Gazzé</b><br /><br /><i>Ludovica Gazzé</i> è Assistant Professor nel dipartimento di economia all'università di Warwick, nel Regno Unito. Si occupa di economia dell'ambiente e della salute. La sua ricerca studia come disegnare politiche che portino a conservare risorse e ridurre l'inquinamento, partendo dal presupposto che non sempre le regole vengono rispettate.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264197</guid><pubDate>Tue, 18 Apr 2023 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264197/la_crisi_energetica.mp3" length="107994285" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>La pandemia prima, e l'invasione russa dell'Ucraina poi, hanno portato a un innalzamento del costo dell'energia in tutta Europa che pesa sui bilanci delle famiglie, soprattutto quelle a basso reddito. 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Prendendo spunto da ricerche e casi studio in altri paesi, discuteremo dell'efficienza energetica delle abitazioni italiane, e di possibili soluzioni.  <br /><b>A cura di Ludovica Gazzé</b><br /><br /><i>Ludovica Gazzé</i> è Assistant Professor nel dipartimento di economia all'università di Warwick, nel Regno Unito. Si occupa di economia dell'ambiente e della salute. La sua ricerca studia come disegnare politiche che portino a conservare risorse e ridurre l'inquinamento, partendo dal presupposto che non sempre le regole vengono rispettate.]]></itunes:summary><itunes:duration>2700</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/838b8bb7d4ff0930dff070e437098a02.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Neuroni specchio: muoversi, conoscere e imitare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-neuroni-specchio-muoversi-conoscere-e-imitare--61264293</link><description><![CDATA[Alcune scoperte scientifiche trascendono i confini della scienza e si diffondono rapidamente agli altri campi del sapere, influenzando per lungo tempo i domini più disparati. I neuroni specchio, scoperti nel 1992 da un gruppo di ricercatori italiani guidati da Giacomo Rizzolatti, sono una di queste. A volte però questo scambio tra saperi si trasforma in una specie di telefono senza fili :  mano a mano che ci si allontana dal dominio scientifico la scoperta si trasforma, perde pezzi, muta fino a che il suo senso ne risulta stravolto. Questo incontro sarà un’occasione per tornare alla fonte, per riassumere e chiarire che cosa sono i neuroni specchio. Sarà anche il pretesto per raccontare brevemente come il nostro sistema nervoso ci permette di conoscere la realtà, dal riconoscimento degli oggetti fino alla comprensione delle azioni degli altri, e scopriremo che il « senso » con cui il mondo ci si presenta dipende (anche) dalle nostre possibilità di agire.<br /><b>A cura di Enea Sagittario</b><br /> <br /><i><b>Enea Sagittario</b></i> ha conseguito la laurea in Biotecnologie Mediche Molecolari e Cellulari presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano studiando lo sviluppo della corteccia cerebrale. È stato per due anni un dottorando del Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali dell’Università di Losanna (CH) dove si è occupato dello studio della trasmissione sinaptica nel sistema dopaminergico. <br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264293</guid><pubDate>Thu, 23 Mar 2023 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264293/senza_titolo_4_neuroni_specchio_sagittario_23_3_23_congela_mp3cut_net.mp3" length="145332525" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Alcune scoperte scientifiche trascendono i confini della scienza e si diffondono rapidamente agli altri campi del sapere, influenzando per lungo tempo i domini più disparati. 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Sarà anche il pretesto per raccontare brevemente come il nostro sistema nervoso ci permette di conoscere la realtà, dal riconoscimento degli oggetti fino alla comprensione delle azioni degli altri, e scopriremo che il « senso » con cui il mondo ci si presenta dipende (anche) dalle nostre possibilità di agire.<br /><b>A cura di Enea Sagittario</b><br /> <br /><i><b>Enea Sagittario</b></i> ha conseguito la laurea in Biotecnologie Mediche Molecolari e Cellulari presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano studiando lo sviluppo della corteccia cerebrale. È stato per due anni un dottorando del Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali dell’Università di Losanna (CH) dove si è occupato dello studio della trasmissione sinaptica nel sistema dopaminergico. <br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3634</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c65665328217c907842f242e414d97f3.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Akutagawa Ryūnosuke. L'uomo dei due mondi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-akutagawa-ryunosuke-l-uomo-dei-due-mondi--61373703</link><description><![CDATA[Nato nel bel mezzo di una tormentata epoca di trasformazione, <i><b>Akutagawa Ryūnosuke</b></i> (1892-1927) sembrò racchiudere in un solo, esile corpo tutte le inquietudini di un secolo. Formatosi sui grandi classici della tradizione letteraria giapponese e cinese, che conosceva alla perfezione, Akutagawa spese la sua breve vita nel tentativo di conciliarne l’influenza con le nuove tendenze della letteratura del suo paese, e con le lezioni ricevute dall’Occidente. Nelle sue opere, famose per la pungente ironia quanto per la profondità dell’intuizione, lo scrittore ci offre l’immagine di un mondo incerto e contraddittorio, in cui si insinuano – nell’ultimo periodo della sua vita – le ombre della disperazione e della follia. Da uno dei suoi racconti più belli, l’enigmatico Nel bosco, il grande regista Kurosawa Akira trasse nel 1950 l’ispirazione per Rashōmon, il suo capolavoro.  <br /><br /><b>Come boccioli al vento. Due scrittori giapponesi tra Medioevo e primo '900</b><br /><br />“Venti di primavera, / Soffiate lontano dai boccioli / Sui rami del ciliegio, / Così che possa avere una risposta: / Sono loro che vogliono cadere?” Così recita una poesia del letterato giapponese Fujiwara no Yoshikaze. Nei due appuntamenti di questo breve ciclo ci soffermeremo su due importanti figure della storia letteraria del Giappone, vissute a secoli di distanza l’una dall’altra. Scopriremo nelle loro opere differenze e punti di contatto, e una strana, ricorrente malinconia, che avvicina l’esperienza umana dei due scrittori a quella, effimera, dei boccioli di Yoshikaze.  <br /><b>A cura di Federico Franchin </b><br /><br /><i>Federico Franchin</i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373703</guid><pubDate>Thu, 09 Mar 2023 18:59:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61373703/1_akutagawa_ryunosuke_franchin_9_3_23_congela.mp3" length="116084160" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Nato nel bel mezzo di una tormentata epoca di trasformazione, Akutagawa Ryūnosuke (1892-1927) sembrò racchiudere in un solo, esile corpo tutte le inquietudini di un secolo. 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Da uno dei suoi racconti più belli, l’enigmatico Nel bosco, il grande regista Kurosawa Akira trasse nel 1950 l’ispirazione per Rashōmon, il suo capolavoro.  <br /><br /><b>Come boccioli al vento. Due scrittori giapponesi tra Medioevo e primo '900</b><br /><br />“Venti di primavera, / Soffiate lontano dai boccioli / Sui rami del ciliegio, / Così che possa avere una risposta: / Sono loro che vogliono cadere?” Così recita una poesia del letterato giapponese Fujiwara no Yoshikaze. Nei due appuntamenti di questo breve ciclo ci soffermeremo su due importanti figure della storia letteraria del Giappone, vissute a secoli di distanza l’una dall’altra. Scopriremo nelle loro opere differenze e punti di contatto, e una strana, ricorrente malinconia, che avvicina l’esperienza umana dei due scrittori a quella, effimera, dei boccioli di Yoshikaze.  <br /><b>A cura di Federico Franchin </b><br /><br /><i>Federico Franchin</i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></itunes:summary><itunes:duration>2903</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fa8b660d102098d6d7d57ab63b729dc6.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Sei Shōnagon, l'occhio della corte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-sei-shonagon-l-occhio-della-corte--61373704</link><description><![CDATA[Se <i><b>Sei Shōnagon</b></i> non fosse esistita,” osservò anni fa uno studioso, “nessuno avrebbe potuto inventarla”. Impiegata presso il palazzo imperiale di Kyōto alla fine del X secolo, dove fece parte del corteggio dell’imperatrice Sadako, questa singolare figura di scrittrice ci ha lasciato nelle sue Note del guanciale una delle più vive descrizioni dell’ambiente di corte nel Giappone medievale. Il suo occhio attento e curioso, unito a un’estrema sensibilità e a un’arguzia a tratti impertinente, indugia con interesse sui particolari più diversi. Nei suoi scritti, accanto a struggenti storie d’amore e a inni di lode per la bellezza delle stagioni, troviamo un’abbondanza di informazioni sui più minuti dettagli della vita nella capitale, dove il buon gusto nel vestire era considerato quasi alla stregua di una religione, e dove un verso poetico mal concepito poteva distruggere un’intera carriera.  <br /><br /><b>Come boccioli al vento. Due scrittori giapponesi tra Medioevo e primo '900</b><br /><br />“Venti di primavera, / Soffiate lontano dai boccioli / Sui rami del ciliegio, / Così che possa avere una risposta: / Sono loro che vogliono cadere?” Così recita una poesia del letterato giapponese Fujiwara no Yoshikaze. Nei due appuntamenti di questo breve ciclo ci soffermeremo su due importanti figure della storia letteraria del Giappone, vissute a secoli di distanza l’una dall’altra. Scopriremo nelle loro opere differenze e punti di contatto, e una strana, ricorrente malinconia, che avvicina l’esperienza umana dei due scrittori a quella, effimera, dei boccioli di Yoshikaze.  <br /><b>A cura di Federico Franchin</b><br /><br /><i>Federico Franchin</i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. Collabora regolarmente con le riviste La tigre di carta e Storie sepolte, oltre che con l’Associazione Sinergie Culturali di San Donato Milanese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373704</guid><pubDate>Thu, 02 Mar 2023 18:57:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61373704/2_sei_shonagon_franchin_2_3_23_congela_coda_mp3cut_net.mp3" length="97085805" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Se Sei Shōnagon non fosse esistita,” osservò anni fa uno studioso, “nessuno avrebbe potuto inventarla”. Impiegata presso il palazzo imperiale di Kyōto alla fine del X secolo, dove fece parte del corteggio dell’imperatrice Sadako, questa singolare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se <i><b>Sei Shōnagon</b></i> non fosse esistita,” osservò anni fa uno studioso, “nessuno avrebbe potuto inventarla”. Impiegata presso il palazzo imperiale di Kyōto alla fine del X secolo, dove fece parte del corteggio dell’imperatrice Sadako, questa singolare figura di scrittrice ci ha lasciato nelle sue Note del guanciale una delle più vive descrizioni dell’ambiente di corte nel Giappone medievale. Il suo occhio attento e curioso, unito a un’estrema sensibilità e a un’arguzia a tratti impertinente, indugia con interesse sui particolari più diversi. Nei suoi scritti, accanto a struggenti storie d’amore e a inni di lode per la bellezza delle stagioni, troviamo un’abbondanza di informazioni sui più minuti dettagli della vita nella capitale, dove il buon gusto nel vestire era considerato quasi alla stregua di una religione, e dove un verso poetico mal concepito poteva distruggere un’intera carriera.  <br /><br /><b>Come boccioli al vento. Due scrittori giapponesi tra Medioevo e primo '900</b><br /><br />“Venti di primavera, / Soffiate lontano dai boccioli / Sui rami del ciliegio, / Così che possa avere una risposta: / Sono loro che vogliono cadere?” Così recita una poesia del letterato giapponese Fujiwara no Yoshikaze. Nei due appuntamenti di questo breve ciclo ci soffermeremo su due importanti figure della storia letteraria del Giappone, vissute a secoli di distanza l’una dall’altra. Scopriremo nelle loro opere differenze e punti di contatto, e una strana, ricorrente malinconia, che avvicina l’esperienza umana dei due scrittori a quella, effimera, dei boccioli di Yoshikaze.  <br /><b>A cura di Federico Franchin</b><br /><br /><i>Federico Franchin</i> è conferenziere e articolista. Dopo una breve carriera universitaria nell’ambito della musicologia ha iniziato ad appassionarsi alla filosofia e alla letteratura cinese e giapponese, di cui frequenta da anni, in traduzione, le opere principali. 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Nella sua vita dolorosa e breve, segnata dalle ristrettezze, dall'isolamento e dai lutti, Cvetaeva riesce a mantenere viva fino all'ultimo guizzo la fiamma che le bruciava nel cuore, costruendo una poesia di slancio e di musica, a volte tragica, a volte tragicomica, coraggiosa e saggia, venata di ironia eppure piena di sentimento.<br />Alla lettura lirica dei sui ultimi versi affiancheremo quella più intima dei taccuini così da inoltrarci nella poetica e nel pensiero di una delle più grandi scrittrici del primo '900. <br /><br /><b>Il poeta e il fragore del secolo. Viaggio nella poesia russa del '900</b><br /><br />Il ciclo di lezioni avrà come oggetto alcuni dei maggiori poeti della lirica russa novecentesca.<br />Dopo una breve introduzione sull'Età d'argento, epoca di rigoglio e sperimentazione poetica, che vede artisti nascere, fiorire e spegnersi nella stretta delle Purghe, affronteremo la lettura di tre delle voci più sonore del Novecento russo - Osip Mandel'štam, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, volti diversi di una stessa esperienza: l'urgenza poetica come urgenza di vita. Conosceremo le loro vite e i loro pensieri, seguiremo le loro scelte stilistiche e personali, leggeremo le loro parole, per ritrovare nella loro libertà di espressione - difesa anche a costo della vita - una lente nuova con cui osservare la realtà.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i>Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373636</guid><pubDate>Thu, 09 Feb 2023 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61373636/2_cvetaeva_amelsu_9_2_23_congela_mp3cut_net.mp3" length="130382445" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Anima tempestosa e appassionata, Marina Cvetaeva (1892-1941) era, secondo le parole del marito, un fuoco inestinguibile che aveva bisogno costante di nuova legna per continuare ad ardere. Nella sua vita dolorosa e breve, segnata dalle ristrettezze,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Anima tempestosa e appassionata, <i><b>Marina Cvetaeva </b></i>(1892-1941) era, secondo le parole del marito, un fuoco inestinguibile che aveva bisogno costante di nuova legna per continuare ad ardere. Nella sua vita dolorosa e breve, segnata dalle ristrettezze, dall'isolamento e dai lutti, Cvetaeva riesce a mantenere viva fino all'ultimo guizzo la fiamma che le bruciava nel cuore, costruendo una poesia di slancio e di musica, a volte tragica, a volte tragicomica, coraggiosa e saggia, venata di ironia eppure piena di sentimento.<br />Alla lettura lirica dei sui ultimi versi affiancheremo quella più intima dei taccuini così da inoltrarci nella poetica e nel pensiero di una delle più grandi scrittrici del primo '900. <br /><br /><b>Il poeta e il fragore del secolo. Viaggio nella poesia russa del '900</b><br /><br />Il ciclo di lezioni avrà come oggetto alcuni dei maggiori poeti della lirica russa novecentesca.<br />Dopo una breve introduzione sull'Età d'argento, epoca di rigoglio e sperimentazione poetica, che vede artisti nascere, fiorire e spegnersi nella stretta delle Purghe, affronteremo la lettura di tre delle voci più sonore del Novecento russo - Osip Mandel'štam, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, volti diversi di una stessa esperienza: l'urgenza poetica come urgenza di vita. Conosceremo le loro vite e i loro pensieri, seguiremo le loro scelte stilistiche e personali, leggeremo le loro parole, per ritrovare nella loro libertà di espressione - difesa anche a costo della vita - una lente nuova con cui osservare la realtà.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i>Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. 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Anna Achmatova, parole di pietra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-anna-achmatova-parole-di-pietra--61373633</link><description><![CDATA[“Voce solitaria e discorde", la poetica di <i><b>Anna Achmatova</b></i> (1889-1966) attraversa il Novecento russo dai suoi albori fino agli anni '60. Dai primi componimenti in seno all'acmeismo a quelli, intimi e quasi segreti, degli anni dello Stalinismo, Achmatova rivendica l'importanza dell'individuale, del non-eroico, in un'epoca di eroi e di persecuzioni. Attraverso la lettura di liriche e poemi raccolte ne La corsa del tempo e in Poema senza eroe scopriremo una poesia che è ultimo rifugio nel sacrificio di sé, parola dolorosa e mezzo di sopravvivenza.   Il ciclo di lezioni avrà come oggetto alcuni dei maggiori poeti della lirica russa novecentesca.<br /><b></b><br /><b>Il poeta e il fragore del secolo. Viaggio nella poesia russa del '900</b><br /><br />Dopo una breve introduzione sull'Età d'argento, epoca di rigoglio e sperimentazione poetica, che vede artisti nascere, fiorire e spegnersi nella stretta delle Purghe, affronteremo la lettura di tre delle voci più sonore del Novecento russo - Osip Mandel'štam, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, volti diversi di una stessa esperienza: l'urgenza poetica come urgenza di vita. Conosceremo le loro vite e i loro pensieri, seguiremo le loro scelte stilistiche e personali, leggeremo le loro parole, per ritrovare nella loro libertà di espressione - difesa anche a costo della vita - una lente nuova con cui osservare la realtà.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i>Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373633</guid><pubDate>Thu, 02 Feb 2023 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61373633/1_achmatova_amelsu_2_2_23_congela_mp3cut_net.mp3" length="114073005" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>“Voce solitaria e discorde", la poetica di Anna Achmatova (1889-1966) attraversa il Novecento russo dai suoi albori fino agli anni '60. 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Viaggio nella poesia russa del '900</b><br /><br />Dopo una breve introduzione sull'Età d'argento, epoca di rigoglio e sperimentazione poetica, che vede artisti nascere, fiorire e spegnersi nella stretta delle Purghe, affronteremo la lettura di tre delle voci più sonore del Novecento russo - Osip Mandel'štam, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, volti diversi di una stessa esperienza: l'urgenza poetica come urgenza di vita. Conosceremo le loro vite e i loro pensieri, seguiremo le loro scelte stilistiche e personali, leggeremo le loro parole, per ritrovare nella loro libertà di espressione - difesa anche a costo della vita - una lente nuova con cui osservare la realtà.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i>Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). ]]></itunes:summary><itunes:duration>2852</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/35e461f13f81e35fa015d0e15b88cf6e.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche letterarie di condivisione del sapere. Osip Ėmil'evič Mandel'štam e il rumore del suo tempo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-letterarie-di-condivisione-del-sapere-osip-emil-evic-mandel-stam-e-il-rumore-del-suo-tempo--61373634</link><description><![CDATA[Poeta raffinato, letterato coltissimo, saggista di singolare acutezza: nella sua breve vita, Mandel'štam riuscì a incarnare e a dare voce a mille e più volti della letterarietà. Uno spirito, il suo, in grado di "scavare nel tempo", per usare un'espressione a lui cara, rifugiandosi nello studio dei classici e nella preziosità della lingua senza smettere però di osservare e descrivere la realtà dei suoi contemporanei. Definito uno dei più grandi poeti russi del Novecento, dopo la pubblicazione, nel '33, di un epigramma fortemente satirico nei confronti di Stalin la sua posizione in Russia si fa precaria. Arrestato due volte, condannato al confino, nel 1938 viene mandato nonostante le condizioni di salute assai fragili in Siberia, dove muore pochi mesi dopo.  <br /><br />𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐞𝐭𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨. 𝐕𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐚 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 '𝟗𝟎𝟎<br /><br />Il ciclo di lezioni avrà come oggetto alcuni dei maggiori poeti della lirica russa novecentesca.<br />Dopo una breve introduzione sull'Età d'argento, epoca di rigoglio e sperimentazione poetica, che vede artisti nascere, fiorire e spegnersi nella stretta delle Purghe, affronteremo la lettura di tre delle voci più sonore del Novecento russo - Osip Mandel'štam, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, volti diversi di una stessa esperienza: l'urgenza poetica come urgenza di vita. Conosceremo le loro vite e i loro pensieri, seguiremo le loro scelte stilistiche e personali, leggeremo le loro parole, per ritrovare nella loro libertà di espressione - difesa anche a costo della vita - una lente nuova con cui osservare la realtà.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i> Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). <br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373634</guid><pubDate>Thu, 19 Jan 2023 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61373634/5_mandelstam_amelsu_19_1_23_congela.mp3" length="159760320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Poeta raffinato, letterato coltissimo, saggista di singolare acutezza: nella sua breve vita, Mandel'štam riuscì a incarnare e a dare voce a mille e più volti della letterarietà. Uno spirito, il suo, in grado di "scavare nel tempo", per usare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Poeta raffinato, letterato coltissimo, saggista di singolare acutezza: nella sua breve vita, Mandel'štam riuscì a incarnare e a dare voce a mille e più volti della letterarietà. Uno spirito, il suo, in grado di "scavare nel tempo", per usare un'espressione a lui cara, rifugiandosi nello studio dei classici e nella preziosità della lingua senza smettere però di osservare e descrivere la realtà dei suoi contemporanei. Definito uno dei più grandi poeti russi del Novecento, dopo la pubblicazione, nel '33, di un epigramma fortemente satirico nei confronti di Stalin la sua posizione in Russia si fa precaria. Arrestato due volte, condannato al confino, nel 1938 viene mandato nonostante le condizioni di salute assai fragili in Siberia, dove muore pochi mesi dopo.  <br /><br />𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐞𝐭𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨. 𝐕𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐚 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 '𝟗𝟎𝟎<br /><br />Il ciclo di lezioni avrà come oggetto alcuni dei maggiori poeti della lirica russa novecentesca.<br />Dopo una breve introduzione sull'Età d'argento, epoca di rigoglio e sperimentazione poetica, che vede artisti nascere, fiorire e spegnersi nella stretta delle Purghe, affronteremo la lettura di tre delle voci più sonore del Novecento russo - Osip Mandel'štam, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, volti diversi di una stessa esperienza: l'urgenza poetica come urgenza di vita. Conosceremo le loro vite e i loro pensieri, seguiremo le loro scelte stilistiche e personali, leggeremo le loro parole, per ritrovare nella loro libertà di espressione - difesa anche a costo della vita - una lente nuova con cui osservare la realtà.  <br /><b>A cura di Ida Amlesù</b><br /><br /><i> Ida Amlesù</i> è una scrittrice, slavista, traduttrice e cantante lirica. Laureata in Filologia Slava all'Università degli studi di Milano e in Lingua Russa all'università degli studi di Pavia, ha vissuto fra Milano, Mosca e Parigi. Ha pubblicato racconti su Nuovi argomenti, Glamour, Colla, Pastrengo, e in traduzione su riviste francesi, russe e iraniane. Il suo primo romanzo, Perdutamente (nottetempo 2017) ha vinto il premio internazionale Salerno Libro d'Europa. Ha inoltre pubblicato i romanzi Cinema di Babele (fve, 2022) e Julie (Sonzogno, 2022). <br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3995</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c17593711a1f8ad253ee8acac6f00bbb.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Oggettività, neutralità e valori nella scienza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-oggettivita-neutralita-e-valori-nella-scienza--61264287</link><description><![CDATA[Che cosa significa basare le decisioni sui dati scientifici? Quanto è autorevole il parere di un esperto? E quanto è affidabile una previsione scientifica? Il dibattito contemporaneo su temi sempre più tecnici e complessi vede una dicotomia in cui uno dei poli è occupato dal mondo della scienza, che fornisce “i dati” ed è depositaria di competenze specifiche spesso inaccessibili al cittadino comune, mentre nell’altro figurano i valori e le considerazioni della politica o della morale. Rispetto a questa dicotomia, da un lato è diffusa una rappresentazione della scienza come oggettiva, neutrale, autorevole e granitica. Dall’altro, soprattutto quando le previsioni scientifiche falliscono, o uno o più esperti sono in disaccordo, si osserva un preoccupante sentimento antiscientista. In questo intervento, discuteremo di come alcune nozioni di filosofia della scienza possano aiutarci nell’identificare il corretto ruolo e peso da attribuire al parere scientifico. Utilizzando dei casi concreti, come il “processo agli scienziati” in seguito al terremoto dell’Aquila o il movimento no-vax, parleremo di metodo scientifico, oggettività nella scienza, probabilità e statistica.<br /><b>A cura di Camilla Colombo </b><br /><b>Modera Roberto Maggioni </b><br /> <br /><b><i>Camilla Colombo </i></b>è dottoressa di ricerca in Filosofia della Scienza (London School of Economics and Political Sciences) e ricercatrice presso IMT (Scuola Alti Studi Superiori) di Lucca, dove lavora ad un progetto di modellizzazione e comunicazione dell'evidenza scientifica. I suoi interessi sono la teoria della decisione e la teoria dei giochi, la bioetica e l'etica applicata.<br /><br /><i><b>Roberto Maggioni</b></i>, giornalista. A Radio Popolare si occupa di informazione locale ed è tra gli autori della trasmissione Prisma. Collabora con Il Manifesto. Ha scritto il libro Expopolis sul lato oscuro di Expo 2015. Ha suonato in diversi gruppi misconosciuti ed è parte dell'alleanza galattica del festival Zuma.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264287</guid><pubDate>Thu, 10 Nov 2022 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264287/senza_titolo_5_oggettivita_neutralita_e_valori_nella_scienza_colombo_e_maggioni_10_11_22_congela_mp3cut_net.mp3" length="150572205" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Che cosa significa basare le decisioni sui dati scientifici? Quanto è autorevole il parere di un esperto? E quanto è affidabile una previsione scientifica? Il dibattito contemporaneo su temi sempre più tecnici e complessi vede una dicotomia in cui uno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Che cosa significa basare le decisioni sui dati scientifici? Quanto è autorevole il parere di un esperto? E quanto è affidabile una previsione scientifica? Il dibattito contemporaneo su temi sempre più tecnici e complessi vede una dicotomia in cui uno dei poli è occupato dal mondo della scienza, che fornisce “i dati” ed è depositaria di competenze specifiche spesso inaccessibili al cittadino comune, mentre nell’altro figurano i valori e le considerazioni della politica o della morale. Rispetto a questa dicotomia, da un lato è diffusa una rappresentazione della scienza come oggettiva, neutrale, autorevole e granitica. Dall’altro, soprattutto quando le previsioni scientifiche falliscono, o uno o più esperti sono in disaccordo, si osserva un preoccupante sentimento antiscientista. In questo intervento, discuteremo di come alcune nozioni di filosofia della scienza possano aiutarci nell’identificare il corretto ruolo e peso da attribuire al parere scientifico. Utilizzando dei casi concreti, come il “processo agli scienziati” in seguito al terremoto dell’Aquila o il movimento no-vax, parleremo di metodo scientifico, oggettività nella scienza, probabilità e statistica.<br /><b>A cura di Camilla Colombo </b><br /><b>Modera Roberto Maggioni </b><br /> <br /><b><i>Camilla Colombo </i></b>è dottoressa di ricerca in Filosofia della Scienza (London School of Economics and Political Sciences) e ricercatrice presso IMT (Scuola Alti Studi Superiori) di Lucca, dove lavora ad un progetto di modellizzazione e comunicazione dell'evidenza scientifica. I suoi interessi sono la teoria della decisione e la teoria dei giochi, la bioetica e l'etica applicata.<br /><br /><i><b>Roberto Maggioni</b></i>, giornalista. A Radio Popolare si occupa di informazione locale ed è tra gli autori della trasmissione Prisma. Collabora con Il Manifesto. Ha scritto il libro Expopolis sul lato oscuro di Expo 2015. Ha suonato in diversi gruppi misconosciuti ed è parte dell'alleanza galattica del festival Zuma.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3765</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/146c994ff6cc217fb8089179982ad651.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. La seconda rivoluzione quantistica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-la-seconda-rivoluzione-quantistica--61264286</link><description><![CDATA[All’inizio del secolo scorso un gruppo di giovani fisici europei diede inizio a una rivoluzione scientifica e concettuale nel modo di descrivere la materia su scala atomica e subatomica. Nasceva la fisica quantistica. Dopo oltre cento anni di verifiche sperimentali sempre più sofisticate e di dibattiti filosofici sulla sua interpretazione e le conseguenze delle sue leggi, la fisica dei quanti si<br />appresta ad entrare in una nuova era. In questo incontro si discuterà delle bizzarre leggi della teoria dei quanti, delle loro conseguenze filosofiche e pratiche e di come queste possono essere utilizzate per sviluppare nuovi dispositivi e tecnologie, come il computer quantistico, che superino quelle attuali basate sull’informazione binaria. Questa è l’ambizione della seconda rivoluzione quantistica, appena cominciata.<br /><b>A cura di Marco Schirò</b><br /><i><b></b></i><br /><b><i>Marco Schirò</i> </b>è ricercatore CNRS in fisica teorica e al College de France, a Parigi, dove si occupa di sistemi quantistici lontano dall’equilibrio termodinamico, di simulazione quantistica e di fisica della materia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264286</guid><pubDate>Sat, 11 Jun 2022 17:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264286/senza_titolo_2_la_seconda_rivoluzione_quantistica_schiro_11_6_22_congela_mp3cut_net.mp3" length="98972205" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>All’inizio del secolo scorso un gruppo di giovani fisici europei diede inizio a una rivoluzione scientifica e concettuale nel modo di descrivere la materia su scala atomica e subatomica. Nasceva la fisica quantistica. 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Questa è l’ambizione della seconda rivoluzione quantistica, appena cominciata.<br /><b>A cura di Marco Schirò</b><br /><i><b></b></i><br /><b><i>Marco Schirò</i> </b>è ricercatore CNRS in fisica teorica e al College de France, a Parigi, dove si occupa di sistemi quantistici lontano dall’equilibrio termodinamico, di simulazione quantistica e di fisica della materia.]]></itunes:summary><itunes:duration>2475</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/55ecae94e950fa8bb29d93a46d1ae0c2.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>17</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche scientifiche di condivisione del sapere. Neurolobiologia delle sostanze psichedeliche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-neurolobiologia-delle-sostanze-psichedeliche--61264291</link><description><![CDATA[Attraverso quali meccanismi le sostanze psichedeliche interagiscono con il sistema nervoso centrale? Come interferiscono con le funzioni cerebrali per produrre le ben note alterazioni della coscienza associate all’esperienza psichedelica? Partendo da alcune nozioni di neurobiologia affronteremo un viaggio per scoprire come gli psichedelici modificano temporaneamente l’architettura funzionale del cervello e perché sono considerati "rivelatori della psiche". <br /><b>A cura di Enea Sagittario</b><br /><b></b><br /><b><i>Enea Sagittario </i></b>ha conseguito la laurea in Biotecnologie Mediche Molecolari e Cellulari presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano studiando sviluppo della corteccia cerebrale. È stato per due anni un dottorando del Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali dell’Università di Losanna (CH) dove si è occupato dello studio della trasmissione sinaptica nel sistema dopaminergico. ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264291</guid><pubDate>Sat, 11 Jun 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264291/senza_titolo_3_neurobiologia_delle_sostanze_psichedeliche_sagittario_11_6_22_congela_mp3cut_net.mp3" length="122451885" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Attraverso quali meccanismi le sostanze psichedeliche interagiscono con il sistema nervoso centrale? Come interferiscono con le funzioni cerebrali per produrre le ben note alterazioni della coscienza associate all’esperienza psichedelica? 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Cambiamento climatico: quali conseguenze per popolazioni e migrazioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-scientifiche-di-condivisione-del-sapere-cambiamento-climatico-quali-conseguenze-per-popolazioni-e-migrazioni--61264292</link><description><![CDATA[La comunità scientifica concorda nell’attribuire all’attività umana l’innalzamento attuale della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali, causa principale del cambiamento climatico. Gli scenari di medio-lungo periodo variano in base alle condizioni sociali, ambientali ed economiche di partenza e alle politiche (più o meno stringenti) che i governi intendono adottare. Dai primi del ‘900 ad oggi, abbiamo assistito a diverse ondate migratorie - intra ed interregionali - dovute prevalentemente a guerre, povertà, instabilità lavorativa. Eppure, ci aspettiamo che le scelte di vita e la mobilità stessa delle persone dipenderanno in futuro anche da fattori climatici. Nella prima parte di questo incontro introdurremo il nesso tra demografia e cambiamento climatico mentre, nella seconda parte, ci concentreremo sui migranti climatici facendo riferimento a dati e recenti studi sul tema.<br /><b>A cura di Veronica Lupi </b><br /><br /><i><b>Veronica Lupi</b></i> ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi focalizzata sull’economia del cambiamento climatico nel contesto della modellistica di valutazione integrata. È assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Milano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264292</guid><pubDate>Tue, 07 Jun 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264292/senza_titolo_1_cambiamento_climatico_lupi_7_6_22_congela_mp3cut_net.mp3" length="73011885" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>La comunità scientifica concorda nell’attribuire all’attività umana l’innalzamento attuale della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali, causa principale del cambiamento climatico. Gli scenari di medio-lungo periodo variano in base alle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La comunità scientifica concorda nell’attribuire all’attività umana l’innalzamento attuale della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali, causa principale del cambiamento climatico. Gli scenari di medio-lungo periodo variano in base alle condizioni sociali, ambientali ed economiche di partenza e alle politiche (più o meno stringenti) che i governi intendono adottare. Dai primi del ‘900 ad oggi, abbiamo assistito a diverse ondate migratorie - intra ed interregionali - dovute prevalentemente a guerre, povertà, instabilità lavorativa. Eppure, ci aspettiamo che le scelte di vita e la mobilità stessa delle persone dipenderanno in futuro anche da fattori climatici. Nella prima parte di questo incontro introdurremo il nesso tra demografia e cambiamento climatico mentre, nella seconda parte, ci concentreremo sui migranti climatici facendo riferimento a dati e recenti studi sul tema.<br /><b>A cura di Veronica Lupi </b><br /><br /><i><b>Veronica Lupi</b></i> ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi focalizzata sull’economia del cambiamento climatico nel contesto della modellistica di valutazione integrata. 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La retorica tecnologica, dal canto suo, articola la sua narrazione intorno al mito della trasparenza, ovvero la sensazione di assoluta assenza di mediazione nel processo d’interazione con le interfacce. In questo contesto, molti artisti della scena performativa contemporanea sembrano proporre uno sguardo critico rispetto alla narrazione tecnologica dominante interrogando le tecnologie dal punto di vista della loro capacità di sollecitare una dimensione anti-normativa della corporeità utilizzando le tecnologie come vettori di metamorfosi, sovversione e trasformazione.<br /><b>A cura di Andrea Giomi</b><br /><br /><i>Andrea Giomi</i> è ricercatore e artista sonoro. Attualmente lecturer in Arti Digitali presso l’Université Gustave Eiffel di Parigi. I suoi interessi scientifici comprendono l’interazione uomo-macchina, la cognizione incarnata, la fenomenologia, l’estetica, le performance multimediali e la teoria critica. La sua ricerca artistica abbraccia temi quali il biomorfismo, il rapporto tra traccia e archivi digitali, le relazioni emergenti tra corpo, suono, immagine ed ecosistemi tecnologici. Insieme ad Ana Shametaj è uno dei fondatori del collettivo artistico Kokoschka Revival. ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61371899</guid><pubDate>Sun, 29 May 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61371899/dall_ibridazione.mp3" length="52756224" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi anni, le innovazioni nell’ambito dell’interazione uomo-macchina e dei social network hanno rapidamente intensificato il nostro coinvolgimento con ambienti virtuali, misti e aumentati. 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Attualmente lecturer in Arti Digitali presso l’Université Gustave Eiffel di Parigi. I suoi interessi scientifici comprendono l’interazione uomo-macchina, la cognizione incarnata, la fenomenologia, l’estetica, le performance multimediali e la teoria critica. La sua ricerca artistica abbraccia temi quali il biomorfismo, il rapporto tra traccia e archivi digitali, le relazioni emergenti tra corpo, suono, immagine ed ecosistemi tecnologici. Insieme ad Ana Shametaj è uno dei fondatori del collettivo artistico Kokoschka Revival. ]]></itunes:summary><itunes:duration>1649</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fcbb8c4163e8f7336be11cde515ec24a.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche somatiche di condivisione del sapere. Le ferite del sistema: pratiche di cura del sé tra consumismo e consapevolezza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-somatiche-di-condivisione-del-sapere-le-ferite-del-sistema-pratiche-di-cura-del-se-tra-consumismo-e-consapevolezza--61371897</link><description><![CDATA[Talk a cura di Viola Vatrini<br />Le ferite del sistema: pratiche di cura del sé tra consumismo e consapevolezza<br />Moderano Viola Vatrini e Hanay Raja<br />Intervengono Maresa Lippolis, Alessandra Martin, Paolo Petrò, Barbara Stimoli, Emanuela Passerini, Marco Liberatore (Gruppo Ippolita)Negli ultimi anni anche in Italia abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di pratiche di cura del corpo e del "sè", che hanno investito in modo trasversale tutte e tutti con una vasta proposta di stili di yoga, pilates, meditazione, respirazione etc. <br />Provenienti da tradizioni lontane, antichissime e ai più sconosciute, queste tecniche testimoniano un bisogno di spiritualità e di comunità innegabile. Quali dinamiche vi sono sottese? Quali sono le ferite del sistema che con le pratiche del corpo cerchiamo di curare? Quanto ne siamo consapevoli? Commodification, spiritual bypass, attivismo spirituale, sono alcuni dei temi che verranno affrontati durante il talk per provare a rispondere alla domanda: come curare il sistema a partire da sè?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61371897</guid><pubDate>Sun, 29 May 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61371897/dall_ibridazione_al_post_atomico.mp3" length="218740224" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Talk a cura di Viola Vatrini
Le ferite del sistema: pratiche di cura del sé tra consumismo e consapevolezza
Moderano Viola Vatrini e Hanay Raja
Intervengono Maresa Lippolis, Alessandra Martin, Paolo Petrò, Barbara Stimoli, Emanuela Passerini, Marco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Talk a cura di Viola Vatrini<br />Le ferite del sistema: pratiche di cura del sé tra consumismo e consapevolezza<br />Moderano Viola Vatrini e Hanay Raja<br />Intervengono Maresa Lippolis, Alessandra Martin, Paolo Petrò, Barbara Stimoli, Emanuela Passerini, Marco Liberatore (Gruppo Ippolita)Negli ultimi anni anche in Italia abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di pratiche di cura del corpo e del "sè", che hanno investito in modo trasversale tutte e tutti con una vasta proposta di stili di yoga, pilates, meditazione, respirazione etc. <br />Provenienti da tradizioni lontane, antichissime e ai più sconosciute, queste tecniche testimoniano un bisogno di spiritualità e di comunità innegabile. Quali dinamiche vi sono sottese? Quali sono le ferite del sistema che con le pratiche del corpo cerchiamo di curare? 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Visualizzato un gesto, costruito un cyborg</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-somatiche-di-condivisione-del-sapere-visualizzato-un-gesto-costruito-un-cyborg--61371898</link><description><![CDATA[La presentazione si focalizzerà sulla cronofotografia, utilizzata a cavallo fra le Due Guerre Mondiali per mappare i movimenti cinestetici degli arti superiori e costruire – a partire da questa visualizzazione del gesto – delle protesi capaci di riprodurre azioni meccaniche, adatte al lavoro industriale. Le modalità di brevetto di queste protesi, che storicamente sono i primi arti artificiali performativi diffusi su larga scala, sarà il caso di studio che mi permetterà di discutere i temi della trasparenza del corpo in rapporto alla trasparenza del medium, la relazione biunivoca tra i dispositivi che hanno permesso l’ibridazione e il farsi dispositivo del corpo ibrido, la meccanizzazione del gesto come prassi tecnologicamente mediata.<br /><br /><b>A cura di Samuele Sartori</b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61371898</guid><pubDate>Sat, 28 May 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61371898/visualizzato_un_gesto_mp3cut_net.mp3" length="48837120" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>La presentazione si focalizzerà sulla cronofotografia, utilizzata a cavallo fra le Due Guerre Mondiali per mappare i movimenti cinestetici degli arti superiori e costruire – a partire da questa visualizzazione del gesto – delle protesi capaci di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La presentazione si focalizzerà sulla cronofotografia, utilizzata a cavallo fra le Due Guerre Mondiali per mappare i movimenti cinestetici degli arti superiori e costruire – a partire da questa visualizzazione del gesto – delle protesi capaci di riprodurre azioni meccaniche, adatte al lavoro industriale. Le modalità di brevetto di queste protesi, che storicamente sono i primi arti artificiali performativi diffusi su larga scala, sarà il caso di studio che mi permetterà di discutere i temi della trasparenza del corpo in rapporto alla trasparenza del medium, la relazione biunivoca tra i dispositivi che hanno permesso l’ibridazione e il farsi dispositivo del corpo ibrido, la meccanizzazione del gesto come prassi tecnologicamente mediata.<br /><br /><b>A cura di Samuele Sartori</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>1527</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fcbb8c4163e8f7336be11cde515ec24a.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere al femminile. Battimenti, futuri (im)possibili. Transitare verso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-al-femminile-battimenti-futuri-im-possibili-transitare-verso--61263759</link><description><![CDATA[<b>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune </b><br /><br />Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una forma di disallineamento che può produrre una variazione nelle maglie che sostengono le norme – sulla base del genere, dell’età… Esploreremo alcuni sguardi che indagano e producono spazi liminali, di transizione, che discutono il senso comune, quello che comunemente è considerato 'normale'. Tra le altre cose, ci interrogheremo sull'idea di futuro, con quegli studi che sfidano l'idea che il tempo sia una linea retta/straight. Indagheremo ‘le strane temporalità’ abbracciando un'idea di crisi come sistemica (Berlant).<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗶𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶 <br /><br />1 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗶, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶<br /> Con il pensiero femminista sulle tecnologie osserviamo criticamente la produzione di immaginari legati ai futuri digitali<br /><br />2 (𝗔𝘂𝘁𝗼)𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶<br /> Cosa implica raccontare? Ci interroghiamo sui metodi attraverso cui si guardano e rappresentano le cose. Sullo sfasamento tra discorso e esperienza e come abitarlo<br /><br />3 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼<br /> Quali vite trovano un riconoscimento? Ci chiediamo attraverso la sociologia e gli studi di genere cosa significhi transitare verso la l’età adulta in un contesto di accresciuta precarizzazione delle biografie<br /><br /><b><i>Arianna Mainardi </i></b>è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61263759</guid><pubDate>Sun, 08 May 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61263759/battimenti_futuri_impossibili_8_5_22.mp3" length="54097005" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune 

Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune </b><br /><br />Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una forma di disallineamento che può produrre una variazione nelle maglie che sostengono le norme – sulla base del genere, dell’età… Esploreremo alcuni sguardi che indagano e producono spazi liminali, di transizione, che discutono il senso comune, quello che comunemente è considerato 'normale'. Tra le altre cose, ci interrogheremo sull'idea di futuro, con quegli studi che sfidano l'idea che il tempo sia una linea retta/straight. Indagheremo ‘le strane temporalità’ abbracciando un'idea di crisi come sistemica (Berlant).<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗶𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶 <br /><br />1 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗶, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶<br /> Con il pensiero femminista sulle tecnologie osserviamo criticamente la produzione di immaginari legati ai futuri digitali<br /><br />2 (𝗔𝘂𝘁𝗼)𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶<br /> Cosa implica raccontare? Ci interroghiamo sui metodi attraverso cui si guardano e rappresentano le cose. Sullo sfasamento tra discorso e esperienza e come abitarlo<br /><br />3 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼<br /> Quali vite trovano un riconoscimento? Ci chiediamo attraverso la sociologia e gli studi di genere cosa significhi transitare verso la l’età adulta in un contesto di accresciuta precarizzazione delle biografie<br /><br /><b><i>Arianna Mainardi </i></b>è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).]]></itunes:summary><itunes:duration>1353</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fc3e41f28057bdbfc7e79966111aaa24.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere al femminile. Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-al-femminile-abitare-femminista-ripensare-case-e-citta-in-una-prospettiva-di-genere--61263757</link><description><![CDATA[<b>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere </b><br /><br />Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici e quelli domestici con una prospettiva situata e critica. Negli incontri ripercorreremo alcune delle proposte che hanno immaginato forme di vita e di società differenti a partire dagli spazi che abitiamo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘀𝘂𝘁𝘁𝗮<br /><br />1. 𝗟𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 <br />La messa in discussione della casa come politicizzazione del soggetto donna a partire dal XIX secolo.<br /><br />2. 𝗟𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮<br />Ripensare la casa come spazio di lavoro. Dalle donne socialiste alle battaglie per il salario, al lavoro domestico.<br /><br />3. 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗿𝗼 <br />Immaginare gli spazi domestici come spazi porosi a partire dalle trasformazioni capitalistiche e tecnologiche.<br /><br /><i>Carlotta Cossutta</i><b> </b>è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61263757</guid><pubDate>Sun, 08 May 2022 15:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61263757/abitare_femminista_cossutta_8_5_22.mp3" length="82383360" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere 

Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere </b><br /><br />Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici e quelli domestici con una prospettiva situata e critica. Negli incontri ripercorreremo alcune delle proposte che hanno immaginato forme di vita e di società differenti a partire dagli spazi che abitiamo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘀𝘂𝘁𝘁𝗮<br /><br />1. 𝗟𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 <br />La messa in discussione della casa come politicizzazione del soggetto donna a partire dal XIX secolo.<br /><br />2. 𝗟𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮<br />Ripensare la casa come spazio di lavoro. Dalle donne socialiste alle battaglie per il salario, al lavoro domestico.<br /><br />3. 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗿𝗼 <br />Immaginare gli spazi domestici come spazi porosi a partire dalle trasformazioni capitalistiche e tecnologiche.<br /><br /><i>Carlotta Cossutta</i><b> </b>è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.]]></itunes:summary><itunes:duration>2060</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b126ec274ab92a4b7518c3e1a3dcbcfe.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere al femminile. Quale ruolo per le attrici sul palcoscenico? Teatro, performance e uguaglianza di genere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-al-femminile-quale-ruolo-per-le-attrici-sul-palcoscenico-teatro-performance-e-uguaglianza-di-genere--61263758</link><description><![CDATA[<b>Teatro e uguaglianza di genere: quale ruolo per le attrici sul palcoscenico?</b><br /><br /><br />L’intervento si propone di indagare la posizione delle donne nel contesto lavorativo del teatro e<br />delle arti performative. La prima parte considera la figura dell’attrice, partendo dalle prime<br />esperienze femminili sul palcoscenico della commedia dell’Arte, passando per il fenomeno del<br />divismo della fine dell’800 fino al “MeToo” contemporaneo. Attraverso le immagini verranno<br />considerati gli stereotipi relativi al lavoro sul palcoscenico e l’evoluzione del suo impatto culturale<br />nel tempo. La seconda parte dell’intervento è dedicata ad illustrare attraverso dati statistici, la<br />posizione delle attrici all’interno dell’industria dello spettacolo contemporanea, mettendo in luce<br />le caratteristiche delle traiettorie di carriera femminili e il peso delle diseguaglianze di genere nelle<br />professioni dello spettacolo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗮 𝗡𝗮𝗰𝗹𝗲𝗿𝗶𝗼<br /><br /><i>Emanuela Naclerio</i> è dottoranda in sociologia e metodologia della ricerca sociale all’Università Statale di Milano. La sua tesi studia le esperienze di vita e di lavoro degli artisti performativi in Italia usando metodi di ricerca qualitativi.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61263758</guid><pubDate>Sun, 08 May 2022 13:30:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61263758/quale_ruolo_per_le_attrici_naclerio_8_5_22.mp3" length="55764525" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Teatro e uguaglianza di genere: quale ruolo per le attrici sul palcoscenico?


L’intervento si propone di indagare la posizione delle donne nel contesto lavorativo del teatro e
delle arti performative. La prima parte considera la figura dell’attrice,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Teatro e uguaglianza di genere: quale ruolo per le attrici sul palcoscenico?</b><br /><br /><br />L’intervento si propone di indagare la posizione delle donne nel contesto lavorativo del teatro e<br />delle arti performative. La prima parte considera la figura dell’attrice, partendo dalle prime<br />esperienze femminili sul palcoscenico della commedia dell’Arte, passando per il fenomeno del<br />divismo della fine dell’800 fino al “MeToo” contemporaneo. Attraverso le immagini verranno<br />considerati gli stereotipi relativi al lavoro sul palcoscenico e l’evoluzione del suo impatto culturale<br />nel tempo. La seconda parte dell’intervento è dedicata ad illustrare attraverso dati statistici, la<br />posizione delle attrici all’interno dell’industria dello spettacolo contemporanea, mettendo in luce<br />le caratteristiche delle traiettorie di carriera femminili e il peso delle diseguaglianze di genere nelle<br />professioni dello spettacolo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗮 𝗡𝗮𝗰𝗹𝗲𝗿𝗶𝗼<br /><br /><i>Emanuela Naclerio</i> è dottoranda in sociologia e metodologia della ricerca sociale all’Università Statale di Milano. La sua tesi studia le esperienze di vita e di lavoro degli artisti performativi in Italia usando metodi di ricerca qualitativi.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1395</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/24dd36a43bb0c2825968e6d2a7f6afe3.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere. Vite da artista. Morte dell'artista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-vite-da-artista-morte-dell-artista--60597929</link><description><![CDATA[<b>Vite d'artista </b><br /><br />Secondo lo storico dell’arte Ernst Gombrich, “l’arte con la A maiuscola non esiste – esistono solo gli artisti”. Negli incontri si parlerà della figura enigmatica dell’artista attraverso l’analisi delle biografie d’artista. A partire dalle Vite di Vasari fino ai 'profili' di Cattelan, si vedrà come è stato costruito il mito dell’artista in questo genere letterario che tiene insieme aneddotica e storia. Leggiamo le biografie per capire il fascino inesauribile di questi ‘geni incompresi’.<br /><b>A cura di <i>Camilla Pietrabissa</i></b><br /><br />𝗚𝗲𝗻𝗶𝗼 𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮<br />La biografia d’artista come genere ibrido. Una rassegna degli aneddoti ricorrenti nelle vite d’artista.<br /><br />𝗠𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮<br />Arte contemporanea e ruolo dell’artista: ricco, pop, evanescente. Da Warhol a Cattelan.<br /><br /><i>Camilla Pietrabissa</i> è ricercatrice precaria in storia dell'arte moderna. Insegna all'Università IUAV di Venezia, dove studia il rapporto delle immagini con le questioni urbane e ambientali, dal Settecento a oggi. Ha pubblicato il libro Disegni di natura urbana. L'immagine dei dintorni di Parigi nel primo Settecento (Torino, 2021). Collabora con artisti contemporanei per la curatela di mostre e scrive testi per loro, alcuni dei quali si trovano online su Antinomie.it.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60597929</guid><pubDate>Tue, 26 Apr 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60597929/vite_d_artista_morte_dell_artista.mp3" length="89962605" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Vite d'artista 

Secondo lo storico dell’arte Ernst Gombrich, “l’arte con la A maiuscola non esiste – esistono solo gli artisti”. Negli incontri si parlerà della figura enigmatica dell’artista attraverso l’analisi delle biografie d’artista. A partire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Vite d'artista </b><br /><br />Secondo lo storico dell’arte Ernst Gombrich, “l’arte con la A maiuscola non esiste – esistono solo gli artisti”. Negli incontri si parlerà della figura enigmatica dell’artista attraverso l’analisi delle biografie d’artista. A partire dalle Vite di Vasari fino ai 'profili' di Cattelan, si vedrà come è stato costruito il mito dell’artista in questo genere letterario che tiene insieme aneddotica e storia. Leggiamo le biografie per capire il fascino inesauribile di questi ‘geni incompresi’.<br /><b>A cura di <i>Camilla Pietrabissa</i></b><br /><br />𝗚𝗲𝗻𝗶𝗼 𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮<br />La biografia d’artista come genere ibrido. Una rassegna degli aneddoti ricorrenti nelle vite d’artista.<br /><br />𝗠𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮<br />Arte contemporanea e ruolo dell’artista: ricco, pop, evanescente. Da Warhol a Cattelan.<br /><br /><i>Camilla Pietrabissa</i> è ricercatrice precaria in storia dell'arte moderna. Insegna all'Università IUAV di Venezia, dove studia il rapporto delle immagini con le questioni urbane e ambientali, dal Settecento a oggi. Ha pubblicato il libro Disegni di natura urbana. L'immagine dei dintorni di Parigi nel primo Settecento (Torino, 2021). Collabora con artisti contemporanei per la curatela di mostre e scrive testi per loro, alcuni dei quali si trovano online su Antinomie.it.]]></itunes:summary><itunes:duration>2250</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be723be2b898755a1c5717f94030ce3.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere. Vite da artista. Genio e leggenda</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-vite-da-artista-genio-e-leggenda--60597927</link><description><![CDATA[<b>Vite d'artista </b><br /><br />Secondo lo storico dell’arte Ernst Gombrich, “l’arte con la A maiuscola non esiste – esistono solo gli artisti”. Negli incontri si parlerà della figura enigmatica dell’artista attraverso l’analisi delle biografie d’artista. A partire dalle Vite di Vasari fino ai 'profili' di Cattelan, si vedrà come è stato costruito il mito dell’artista in questo genere letterario che tiene insieme aneddotica e storia. Leggiamo le biografie per capire il fascino inesauribile di questi ‘geni incompresi’.<br /><b>A cura di <i>Camilla Pietrabissa</i></b><br /><br />𝗚𝗲𝗻𝗶𝗼 𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮<br />La biografia d’artista come genere ibrido. Una rassegna degli aneddoti ricorrenti nelle vite d’artista.<br /><br />𝗠𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮<br />Arte contemporanea e ruolo dell’artista: ricco, pop, evanescente. Da Warhol a Cattelan.<br /><br /><i>Camilla Pietrabissa</i> è ricercatrice precaria in storia dell'arte moderna. Insegna all'Università IUAV di Venezia, dove studia il rapporto delle immagini con le questioni urbane e ambientali, dal Settecento a oggi. Ha pubblicato il libro Disegni di natura urbana. L'immagine dei dintorni di Parigi nel primo Settecento (Torino, 2021). Collabora con artisti contemporanei per la curatela di mostre e scrive testi per loro, alcuni dei quali si trovano online su Antinomie.it.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60597927</guid><pubDate>Tue, 12 Apr 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60597927/vite_d_artista_genio_e_leggenda.mp3" length="89002605" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Vite d'artista 

Secondo lo storico dell’arte Ernst Gombrich, “l’arte con la A maiuscola non esiste – esistono solo gli artisti”. Negli incontri si parlerà della figura enigmatica dell’artista attraverso l’analisi delle biografie d’artista. A partire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Vite d'artista </b><br /><br />Secondo lo storico dell’arte Ernst Gombrich, “l’arte con la A maiuscola non esiste – esistono solo gli artisti”. Negli incontri si parlerà della figura enigmatica dell’artista attraverso l’analisi delle biografie d’artista. A partire dalle Vite di Vasari fino ai 'profili' di Cattelan, si vedrà come è stato costruito il mito dell’artista in questo genere letterario che tiene insieme aneddotica e storia. Leggiamo le biografie per capire il fascino inesauribile di questi ‘geni incompresi’.<br /><b>A cura di <i>Camilla Pietrabissa</i></b><br /><br />𝗚𝗲𝗻𝗶𝗼 𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮<br />La biografia d’artista come genere ibrido. Una rassegna degli aneddoti ricorrenti nelle vite d’artista.<br /><br />𝗠𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮<br />Arte contemporanea e ruolo dell’artista: ricco, pop, evanescente. Da Warhol a Cattelan.<br /><br /><i>Camilla Pietrabissa</i> è ricercatrice precaria in storia dell'arte moderna. Insegna all'Università IUAV di Venezia, dove studia il rapporto delle immagini con le questioni urbane e ambientali, dal Settecento a oggi. Ha pubblicato il libro Disegni di natura urbana. L'immagine dei dintorni di Parigi nel primo Settecento (Torino, 2021). Collabora con artisti contemporanei per la curatela di mostre e scrive testi per loro, alcuni dei quali si trovano online su Antinomie.it.]]></itunes:summary><itunes:duration>2226</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be723be2b898755a1c5717f94030ce3.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere. Battimenti, futuri (im)possibili. (Auto)rappresentazioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-battimenti-futuri-im-possibili-auto-rappresentazioni--60597921</link><description><![CDATA[<b>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune </b><br /><br />Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una forma di disallineamento che può produrre una variazione nelle maglie che sostengono le norme – sulla base del genere, dell’età… Esploreremo alcuni sguardi che indagano e producono spazi liminali, di transizione, che discutono il senso comune, quello che comunemente è considerato 'normale'. Tra le altre cose, ci interrogheremo sull'idea di futuro, con quegli studi che sfidano l'idea che il tempo sia una linea retta/straight. Indagheremo ‘le strane temporalità’ abbracciando un'idea di crisi come sistemica (Berlant).<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗶𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶 <br /><br />1 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗶, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶<br /> Con il pensiero femminista sulle tecnologie osserviamo criticamente la produzione di immaginari legati ai futuri digitali<br /><br />2 (𝗔𝘂𝘁𝗼)𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶<br /> Cosa implica raccontare? Ci interroghiamo sui metodi attraverso cui si guardano e rappresentano le cose. Sullo sfasamento tra discorso e esperienza e come abitarlo<br /><br />3 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼<br /> Quali vite trovano un riconoscimento? Ci chiediamo attraverso la sociologia e gli studi di genere cosa significhi transitare verso la l’età adulta in un contesto di accresciuta precarizzazione delle biografie<br /><br /><i>Arianna Mainardi</i><b><i> </i></b>è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60597921</guid><pubDate>Tue, 05 Apr 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60597921/auto_rappresentazioni.mp3" length="110029485" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune 

Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune </b><br /><br />Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una forma di disallineamento che può produrre una variazione nelle maglie che sostengono le norme – sulla base del genere, dell’età… Esploreremo alcuni sguardi che indagano e producono spazi liminali, di transizione, che discutono il senso comune, quello che comunemente è considerato 'normale'. Tra le altre cose, ci interrogheremo sull'idea di futuro, con quegli studi che sfidano l'idea che il tempo sia una linea retta/straight. Indagheremo ‘le strane temporalità’ abbracciando un'idea di crisi come sistemica (Berlant).<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗶𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶 <br /><br />1 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗶, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶<br /> Con il pensiero femminista sulle tecnologie osserviamo criticamente la produzione di immaginari legati ai futuri digitali<br /><br />2 (𝗔𝘂𝘁𝗼)𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶<br /> Cosa implica raccontare? Ci interroghiamo sui metodi attraverso cui si guardano e rappresentano le cose. Sullo sfasamento tra discorso e esperienza e come abitarlo<br /><br />3 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼<br /> Quali vite trovano un riconoscimento? Ci chiediamo attraverso la sociologia e gli studi di genere cosa significhi transitare verso la l’età adulta in un contesto di accresciuta precarizzazione delle biografie<br /><br /><i>Arianna Mainardi</i><b><i> </i></b>è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).]]></itunes:summary><itunes:duration>2751</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5bc1acffb3a1ee2dd73d98dbf39187b2.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche economiche di condivisione del sapere. Che fine ha fatto il neoliberismo?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-economiche-di-condivisione-del-sapere-che-fine-ha-fatto-il-neoliberismo--61264199</link><description><![CDATA[𝑳𝒊𝒏𝒆𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂. 𝑬𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊 𝒅𝒊 𝑲𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒆𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒊𝒄𝒂    <br /><br /><b>Che fine ha fatto il neoliberismo? </b><br /><b>A cura di <i>Anna Noci </i>e <i>Luca Fantacci</i></b><br /><br />La nostra società è attraversata da linee di faglia sempre più profonde, che frammentano la vita comune e mettono in tensione le relazioni sociali. Interpretare i cambiamenti in corso è sempre più difficile, ma è una sfida a cui possiamo rispondere.<br />Il nostro percorso, articolato in tre seminari, ha l’obiettivo di dare ai partecipanti una visione critica del sistema economico e sociale attuale e delle trasformazioni in corso. Nel corso degli incontri, i partecipanti acquisiranno gli strumenti concettuali per immaginare un’alternativa.  <br /><br /><i>Anna Noci </i>è una ricercatrice post-doc alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Ha un dottorato all'università dell'Insubria. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia del pensiero economico. <br /><br /><i>Luca Fantacci</i> è professore associato all'Università degli studi di Milano e insegna all'Università Bocconi. Le sue ricerche si concentrano sulla storia finanziaria e sul pensiero di Keynes. ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264199</guid><pubDate>Sun, 03 Apr 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264199/kritica_economica_1_3_4_22.mp3" length="142240320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝑳𝒊𝒏𝒆𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂. 𝑬𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊 𝒅𝒊 𝑲𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒆𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒊𝒄𝒂    

Che fine ha fatto il neoliberismo? 
A cura di Anna Noci e Luca Fantacci

La nostra società è attraversata da linee di faglia sempre più profonde, che frammentano la vita comune e mettono in tensione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝑳𝒊𝒏𝒆𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂. 𝑬𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊 𝒅𝒊 𝑲𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒆𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒊𝒄𝒂    <br /><br /><b>Che fine ha fatto il neoliberismo? </b><br /><b>A cura di <i>Anna Noci </i>e <i>Luca Fantacci</i></b><br /><br />La nostra società è attraversata da linee di faglia sempre più profonde, che frammentano la vita comune e mettono in tensione le relazioni sociali. Interpretare i cambiamenti in corso è sempre più difficile, ma è una sfida a cui possiamo rispondere.<br />Il nostro percorso, articolato in tre seminari, ha l’obiettivo di dare ai partecipanti una visione critica del sistema economico e sociale attuale e delle trasformazioni in corso. Nel corso degli incontri, i partecipanti acquisiranno gli strumenti concettuali per immaginare un’alternativa.  <br /><br /><i>Anna Noci </i>è una ricercatrice post-doc alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Ha un dottorato all'università dell'Insubria. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia del pensiero economico. <br /><br /><i>Luca Fantacci</i> è professore associato all'Università degli studi di Milano e insegna all'Università Bocconi. Le sue ricerche si concentrano sulla storia finanziaria e sul pensiero di Keynes. ]]></itunes:summary><itunes:duration>3557</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f65428b040f6854a16014dffb53e6a57.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche economiche di condivisione del sapere. L’economia fondamentale fra marginalità urbane e nuove forme sociali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-economiche-di-condivisione-del-sapere-l-economia-fondamentale-fra-marginalita-urbane-e-nuove-forme-sociali--61264198</link><description><![CDATA[𝑳𝒊𝒏𝒆𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂. 𝑬𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊 𝒅𝒊 𝑲𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒆𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒊𝒄𝒂   <br /><br /><b>L’economia fondamentale fra marginalità urbane e nuove forme sociali </b><br /><b><i>A cura di Davide Caselli</i></b><br /><br />La nostra società è attraversata da linee di faglia sempre più profonde, che frammentano la vita comune e mettono in tensione le relazioni sociali. Interpretare i cambiamenti in corso è sempre più difficile, ma è una sfida a cui possiamo rispondere.<br />Il nostro percorso, articolato in tre seminari, ha l’obiettivo di dare ai partecipanti una visione critica del sistema economico e sociale attuale e delle trasformazioni in corso. Nel corso degli incontri, i partecipanti acquisiranno gli strumenti concettuali per immaginare un’alternativa. <br /><br /><i>Davide Caselli</i> è un sociologo economico e ricercatore all'Università Bocconi di Milano-Bicocca. Si occupa di expertise, finanziarizzazione e politiche sociali. È membro del Laboratorio di sociologia dell'azione pubblica Sui Generis e del Collettivo per l'Economia Fondamentale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61264198</guid><pubDate>Sun, 03 Apr 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61264198/kritica_economica_2_3_4_22.mp3" length="118561965" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>𝑳𝒊𝒏𝒆𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂. 𝑬𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊 𝒅𝒊 𝑲𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒆𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒊𝒄𝒂   

L’economia fondamentale fra marginalità urbane e nuove forme sociali 
A cura di Davide Caselli

La nostra società è attraversata da linee di faglia sempre più profonde, che frammentano la vita comune...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝑳𝒊𝒏𝒆𝒆 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂. 𝑬𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊 𝒅𝒊 𝑲𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒆𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒊𝒄𝒂   <br /><br /><b>L’economia fondamentale fra marginalità urbane e nuove forme sociali </b><br /><b><i>A cura di Davide Caselli</i></b><br /><br />La nostra società è attraversata da linee di faglia sempre più profonde, che frammentano la vita comune e mettono in tensione le relazioni sociali. Interpretare i cambiamenti in corso è sempre più difficile, ma è una sfida a cui possiamo rispondere.<br />Il nostro percorso, articolato in tre seminari, ha l’obiettivo di dare ai partecipanti una visione critica del sistema economico e sociale attuale e delle trasformazioni in corso. Nel corso degli incontri, i partecipanti acquisiranno gli strumenti concettuali per immaginare un’alternativa. <br /><br /><i>Davide Caselli</i> è un sociologo economico e ricercatore all'Università Bocconi di Milano-Bicocca. Si occupa di expertise, finanziarizzazione e politiche sociali. È membro del Laboratorio di sociologia dell'azione pubblica Sui Generis e del Collettivo per l'Economia Fondamentale.]]></itunes:summary><itunes:duration>2965</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f65428b040f6854a16014dffb53e6a57.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere. Battimenti, futuri (im)possibili. Corpi, tecnologie e dati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-battimenti-futuri-im-possibili-corpi-tecnologie-e-dati--60597920</link><description><![CDATA[<b>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune </b><br /><br />Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una forma di disallineamento che può produrre una variazione nelle maglie che sostengono le norme – sulla base del genere, dell’età… Esploreremo alcuni sguardi che indagano e producono spazi liminali, di transizione, che discutono il senso comune, quello che comunemente è considerato 'normale'. Tra le altre cose, ci interrogheremo sull'idea di futuro, con quegli studi che sfidano l'idea che il tempo sia una linea retta/straight. Indagheremo ‘le strane temporalità’ abbracciando un'idea di crisi come sistemica (Berlant).<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗶𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶 <br /><br />1 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗶, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶<br /> Con il pensiero femminista sulle tecnologie osserviamo criticamente la produzione di immaginari legati ai futuri digitali<br /><br />2 (𝗔𝘂𝘁𝗼)𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶<br /> Cosa implica raccontare? Ci interroghiamo sui metodi attraverso cui si guardano e rappresentano le cose. Sullo sfasamento tra discorso e esperienza e come abitarlo<br /><br />3 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼<br /> Quali vite trovano un riconoscimento? Ci chiediamo attraverso la sociologia e gli studi di genere cosa significhi transitare verso la l’età adulta in un contesto di accresciuta precarizzazione delle biografie<br /><br /><i>Arianna Mainardi</i><b><i> </i></b>è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60597920</guid><pubDate>Tue, 29 Mar 2022 17:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60597920/corpi_tecnologie_e_dati.mp3" length="98794605" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune 

Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Battimenti, futuri (im)possibili: esplorare tecnologie, temporalità e rappresentazioni dentro e oltre il senso comune </b><br /><br />Nel suono, battimento è il risultato inatteso di onde che si incrociano, producendo uno sfasamento. Lo intendiamo qui come una forma di disallineamento che può produrre una variazione nelle maglie che sostengono le norme – sulla base del genere, dell’età… Esploreremo alcuni sguardi che indagano e producono spazi liminali, di transizione, che discutono il senso comune, quello che comunemente è considerato 'normale'. Tra le altre cose, ci interrogheremo sull'idea di futuro, con quegli studi che sfidano l'idea che il tempo sia una linea retta/straight. Indagheremo ‘le strane temporalità’ abbracciando un'idea di crisi come sistemica (Berlant).<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗶𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗠𝗮𝗶𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶 <br /><br />1 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗶, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗶<br /> Con il pensiero femminista sulle tecnologie osserviamo criticamente la produzione di immaginari legati ai futuri digitali<br /><br />2 (𝗔𝘂𝘁𝗼)𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶<br /> Cosa implica raccontare? Ci interroghiamo sui metodi attraverso cui si guardano e rappresentano le cose. Sullo sfasamento tra discorso e esperienza e come abitarlo<br /><br />3 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼<br /> Quali vite trovano un riconoscimento? Ci chiediamo attraverso la sociologia e gli studi di genere cosa significhi transitare verso la l’età adulta in un contesto di accresciuta precarizzazione delle biografie<br /><br /><i>Arianna Mainardi</i><b><i> </i></b>è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).]]></itunes:summary><itunes:duration>2470</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5bc1acffb3a1ee2dd73d98dbf39187b2.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere al femminile. Abitare femminista: le operaie della casa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-al-femminile-abitare-femminista-le-operaie-della-casa--60597912</link><description><![CDATA[<b>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere </b><br /><br />Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici e quelli domestici con una prospettiva situata e critica. Negli incontri ripercorreremo alcune delle proposte che hanno immaginato forme di vita e di società differenti a partire dagli spazi che abitiamo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘀𝘂𝘁𝘁𝗮<br /><br />1. 𝗟𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 <br />La messa in discussione della casa come politicizzazione del soggetto donna a partire dal XIX secolo.<br /><br />2. 𝗟𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮<br />Ripensare la casa come spazio di lavoro. Dalle donne socialiste alle battaglie per il salario, al lavoro domestico.<br /><br />3. 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗿𝗼 <br />Immaginare gli spazi domestici come spazi porosi a partire dalle trasformazioni capitalistiche e tecnologiche.<br /><br /><i>Carlotta Cossutta</i><b> </b>è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60597912</guid><pubDate>Tue, 22 Mar 2022 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60597912/abitare_femminista_le_operaie_della_casa.mp3" length="133882605" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere 

Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere </b><br /><br />Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici e quelli domestici con una prospettiva situata e critica. Negli incontri ripercorreremo alcune delle proposte che hanno immaginato forme di vita e di società differenti a partire dagli spazi che abitiamo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘀𝘂𝘁𝘁𝗮<br /><br />1. 𝗟𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 <br />La messa in discussione della casa come politicizzazione del soggetto donna a partire dal XIX secolo.<br /><br />2. 𝗟𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮<br />Ripensare la casa come spazio di lavoro. Dalle donne socialiste alle battaglie per il salario, al lavoro domestico.<br /><br />3. 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗿𝗼 <br />Immaginare gli spazi domestici come spazi porosi a partire dalle trasformazioni capitalistiche e tecnologiche.<br /><br /><i>Carlotta Cossutta</i><b> </b>è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.]]></itunes:summary><itunes:duration>3348</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9e5cf6e7541b5ac60b6a14b76648cd55.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pratiche di condivisione del sapere al femminile. Abitare femminista: la grande rivoluzione domestica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pratiche-di-condivisione-del-sapere-al-femminile-abitare-femminista-la-grande-rivoluzione-domestica--60597908</link><description><![CDATA[<b>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere </b><br /><br />Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici e quelli domestici con una prospettiva situata e critica. Negli incontri ripercorreremo alcune delle proposte che hanno immaginato forme di vita e di società differenti a partire dagli spazi che abitiamo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘀𝘂𝘁𝘁𝗮<br /><br />1. 𝗟𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 <br />La messa in discussione della casa come politicizzazione del soggetto donna a partire dal XIX secolo.<br /><br />2. 𝗟𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮<br />Ripensare la casa come spazio di lavoro. Dalle donne socialiste alle battaglie per il salario, al lavoro domestico.<br /><br />3. 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗿𝗼 <br />Immaginare gli spazi domestici come spazi porosi a partire dalle trasformazioni capitalistiche e tecnologiche.<br /><br /><i>Carlotta Cossutta</i><b> </b>è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60597908</guid><pubDate>Tue, 15 Mar 2022 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60597908/abitare_femminista_la_grande_rivoluzione_domestica.mp3" length="134200320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Scaldasole Books</itunes:author><itunes:subtitle>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere 

Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Abitare femminista: ripensare case e città in una prospettiva di genere </b><br /><br />Le teorie femministe hanno da sempre messo in discussione la separazione tra pubblico e privato, tra casa e piazza. Proprio per questo hanno saputo osservare gli spazi pubblici e quelli domestici con una prospettiva situata e critica. Negli incontri ripercorreremo alcune delle proposte che hanno immaginato forme di vita e di società differenti a partire dagli spazi che abitiamo.<br />𝗔 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘀𝘂𝘁𝘁𝗮<br /><br />1. 𝗟𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 <br />La messa in discussione della casa come politicizzazione del soggetto donna a partire dal XIX secolo.<br /><br />2. 𝗟𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮<br />Ripensare la casa come spazio di lavoro. Dalle donne socialiste alle battaglie per il salario, al lavoro domestico.<br /><br />3. 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗿𝗼 <br />Immaginare gli spazi domestici come spazi porosi a partire dalle trasformazioni capitalistiche e tecnologiche.<br /><br /><i>Carlotta Cossutta</i><b> </b>è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse - Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona con qui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft su cui ha scritto "Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft" (ETS 2021). Ha da poco pubblicato "Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo" (ETS 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.]]></itunes:summary><itunes:duration>3356</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9e5cf6e7541b5ac60b6a14b76648cd55.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
