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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________<br />Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/6018424/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Politics</category><copyright>Copyright Giornale Radio</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg</url><title>Il Corsivo di Daniele Biacchessi</title><link>https://www.spreaker.com/show/il-corsivo-di-daniele-biacchessi_1</link></image><lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 06:22:05 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Giornale Radio</itunes:name><itunes:email>luckymediatech@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________<br />Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:category text="News"><itunes:category text="Politics"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Il Corsivo di Martedì 14 Luglio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-14-luglio-2026--72961572</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72961572/corsivo_14_07_2026_08_10.mp3" length="2904236" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a63116fa-8067-4dfd-9294-6a5b882d825e/a63116fa-8067-4dfd-9294-6a5b882d825e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a63116fa-8067-4dfd-9294-6a5b882d825e/a63116fa-8067-4dfd-9294-6a5b882d825e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a63116fa-8067-4dfd-9294-6a5b882d825e/a63116fa-8067-4dfd-9294-6a5b882d825e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 13 Luglio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-13-luglio-2026--72945578</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72945578/corsivo_13_07_2026_08_10.mp3" length="2817260" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3d9514a0-fe2e-4d89-b5ad-219758e0ff98/3d9514a0-fe2e-4d89-b5ad-219758e0ff98.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3d9514a0-fe2e-4d89-b5ad-219758e0ff98/3d9514a0-fe2e-4d89-b5ad-219758e0ff98.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3d9514a0-fe2e-4d89-b5ad-219758e0ff98/3d9514a0-fe2e-4d89-b5ad-219758e0ff98.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72908539/corsivo_10_07_2026_08_10.mp3" length="3522860" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d04230fb-b5ca-4c0e-81b3-961323f71353/d04230fb-b5ca-4c0e-81b3-961323f71353.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d04230fb-b5ca-4c0e-81b3-961323f71353/d04230fb-b5ca-4c0e-81b3-961323f71353.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d04230fb-b5ca-4c0e-81b3-961323f71353/d04230fb-b5ca-4c0e-81b3-961323f71353.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72864369/corsivo_08_07_2026_08_10.mp3" length="2812652" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e80a2dce-2ad2-4576-99ef-6767c9e126d6/e80a2dce-2ad2-4576-99ef-6767c9e126d6.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e80a2dce-2ad2-4576-99ef-6767c9e126d6/e80a2dce-2ad2-4576-99ef-6767c9e126d6.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e80a2dce-2ad2-4576-99ef-6767c9e126d6/e80a2dce-2ad2-4576-99ef-6767c9e126d6.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72849924/corsivo_07_07_2026_08_10.mp3" length="3309164" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a7459a19-423f-4083-8e85-e29aac180b5b/a7459a19-423f-4083-8e85-e29aac180b5b.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a7459a19-423f-4083-8e85-e29aac180b5b/a7459a19-423f-4083-8e85-e29aac180b5b.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a7459a19-423f-4083-8e85-e29aac180b5b/a7459a19-423f-4083-8e85-e29aac180b5b.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 06 Luglio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-06-luglio-2026--72835482</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72835482/corsivo_06_07_2026_08_10.mp3" length="4000940" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/90777aef-2b44-45da-a21f-3ec07743138b/90777aef-2b44-45da-a21f-3ec07743138b.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/90777aef-2b44-45da-a21f-3ec07743138b/90777aef-2b44-45da-a21f-3ec07743138b.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/90777aef-2b44-45da-a21f-3ec07743138b/90777aef-2b44-45da-a21f-3ec07743138b.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>167</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 03 Luglio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-03-luglio-2026--72800189</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72800189/corsivo_03_07_2026_08_10.mp3" length="3386924" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0c58355c-baf9-48b4-b1b6-f14cca250727/0c58355c-baf9-48b4-b1b6-f14cca250727.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0c58355c-baf9-48b4-b1b6-f14cca250727/0c58355c-baf9-48b4-b1b6-f14cca250727.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0c58355c-baf9-48b4-b1b6-f14cca250727/0c58355c-baf9-48b4-b1b6-f14cca250727.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72785458/corsivo_02_07_2026_08_10.mp3" length="3597164" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/09585eb2-f39b-41cc-ba7f-e4c4b2c3f2c5/09585eb2-f39b-41cc-ba7f-e4c4b2c3f2c5.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/09585eb2-f39b-41cc-ba7f-e4c4b2c3f2c5/09585eb2-f39b-41cc-ba7f-e4c4b2c3f2c5.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/09585eb2-f39b-41cc-ba7f-e4c4b2c3f2c5/09585eb2-f39b-41cc-ba7f-e4c4b2c3f2c5.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-07-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72766533/corsivo_01_07_2026_08_10.mp3" length="3020012" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e1390c60-ef7f-442b-8182-b5083b8da852/e1390c60-ef7f-442b-8182-b5083b8da852.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e1390c60-ef7f-442b-8182-b5083b8da852/e1390c60-ef7f-442b-8182-b5083b8da852.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e1390c60-ef7f-442b-8182-b5083b8da852/e1390c60-ef7f-442b-8182-b5083b8da852.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72753114/corsivo_30_06_2026_08_10.mp3" length="3245228" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0e525746-091b-494f-a238-9448f8c97876/0e525746-091b-494f-a238-9448f8c97876.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0e525746-091b-494f-a238-9448f8c97876/0e525746-091b-494f-a238-9448f8c97876.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0e525746-091b-494f-a238-9448f8c97876/0e525746-091b-494f-a238-9448f8c97876.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72736305/corsivo_29_06_2026_08_10.mp3" length="4727276" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bd3568f5-4aff-4388-8b7e-27968ace7e32/bd3568f5-4aff-4388-8b7e-27968ace7e32.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bd3568f5-4aff-4388-8b7e-27968ace7e32/bd3568f5-4aff-4388-8b7e-27968ace7e32.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bd3568f5-4aff-4388-8b7e-27968ace7e32/bd3568f5-4aff-4388-8b7e-27968ace7e32.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72698143/corsivo_26_06_2026_08_10.mp3" length="3339692" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/03213539-baac-43ab-93bd-b9da15a11400/03213539-baac-43ab-93bd-b9da15a11400.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/03213539-baac-43ab-93bd-b9da15a11400/03213539-baac-43ab-93bd-b9da15a11400.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/03213539-baac-43ab-93bd-b9da15a11400/03213539-baac-43ab-93bd-b9da15a11400.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 25 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-25-giugno-2026--72684111</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72684111/corsivo_25_06_2026_08_10.mp3" length="3271724" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8cabdf40-f1c2-4d11-8859-6dd1965ac6b0/8cabdf40-f1c2-4d11-8859-6dd1965ac6b0.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8cabdf40-f1c2-4d11-8859-6dd1965ac6b0/8cabdf40-f1c2-4d11-8859-6dd1965ac6b0.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8cabdf40-f1c2-4d11-8859-6dd1965ac6b0/8cabdf40-f1c2-4d11-8859-6dd1965ac6b0.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 24 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-24-giugno-2026--72663918</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72663918/corsivo_24_06_2026_08_10.mp3" length="3318380" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f79daed4-9bea-4e2f-a1b1-e685d52481df/f79daed4-9bea-4e2f-a1b1-e685d52481df.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f79daed4-9bea-4e2f-a1b1-e685d52481df/f79daed4-9bea-4e2f-a1b1-e685d52481df.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f79daed4-9bea-4e2f-a1b1-e685d52481df/f79daed4-9bea-4e2f-a1b1-e685d52481df.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 23 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-23-giugno-2026--72643920</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72643920/corsivo_23_06_2026_08_10.mp3" length="3289004" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4661e26a-a9c7-4036-87e1-aa409faa6227/4661e26a-a9c7-4036-87e1-aa409faa6227.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4661e26a-a9c7-4036-87e1-aa409faa6227/4661e26a-a9c7-4036-87e1-aa409faa6227.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4661e26a-a9c7-4036-87e1-aa409faa6227/4661e26a-a9c7-4036-87e1-aa409faa6227.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72626491/corsivo_22_06_2026_08_10.mp3" length="2861612" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/35e852b2-f576-4758-93ff-fc51dacefc9f/35e852b2-f576-4758-93ff-fc51dacefc9f.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/35e852b2-f576-4758-93ff-fc51dacefc9f/35e852b2-f576-4758-93ff-fc51dacefc9f.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/35e852b2-f576-4758-93ff-fc51dacefc9f/35e852b2-f576-4758-93ff-fc51dacefc9f.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72594674/corsivo_19_06_2026_08_10.mp3" length="3370796" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22d39d82-d188-4e67-a866-211602891f77/22d39d82-d188-4e67-a866-211602891f77.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22d39d82-d188-4e67-a866-211602891f77/22d39d82-d188-4e67-a866-211602891f77.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22d39d82-d188-4e67-a866-211602891f77/22d39d82-d188-4e67-a866-211602891f77.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72574193/corsivo_18_06_2026_08_10.mp3" length="3378284" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a48630b1-10f6-4ce5-8b1a-6db2af014788/a48630b1-10f6-4ce5-8b1a-6db2af014788.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a48630b1-10f6-4ce5-8b1a-6db2af014788/a48630b1-10f6-4ce5-8b1a-6db2af014788.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a48630b1-10f6-4ce5-8b1a-6db2af014788/a48630b1-10f6-4ce5-8b1a-6db2af014788.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 17 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-17-giugno-2026--72559309</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72559309/corsivo_17_06_2026_08_10.mp3" length="3138092" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8f6e83b-6652-4c05-b643-e78588cbdeb1/d8f6e83b-6652-4c05-b643-e78588cbdeb1.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8f6e83b-6652-4c05-b643-e78588cbdeb1/d8f6e83b-6652-4c05-b643-e78588cbdeb1.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8f6e83b-6652-4c05-b643-e78588cbdeb1/d8f6e83b-6652-4c05-b643-e78588cbdeb1.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 16 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-16-giugno-2026--72545523</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72545523/corsivo_16_06_2026_08_10.mp3" length="2866796" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c9a369f2-2f36-4c2c-8a87-4aeab940b335/c9a369f2-2f36-4c2c-8a87-4aeab940b335.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c9a369f2-2f36-4c2c-8a87-4aeab940b335/c9a369f2-2f36-4c2c-8a87-4aeab940b335.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c9a369f2-2f36-4c2c-8a87-4aeab940b335/c9a369f2-2f36-4c2c-8a87-4aeab940b335.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 15 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-15-giugno-2026--72530170</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72530170/corsivo_15_06_2026_08_10.mp3" length="3337388" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e1cee62b-0512-4bfb-b6d3-11b1d4b83148/e1cee62b-0512-4bfb-b6d3-11b1d4b83148.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e1cee62b-0512-4bfb-b6d3-11b1d4b83148/e1cee62b-0512-4bfb-b6d3-11b1d4b83148.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e1cee62b-0512-4bfb-b6d3-11b1d4b83148/e1cee62b-0512-4bfb-b6d3-11b1d4b83148.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 12 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-12-giugno-2026--72493545</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72493545/corsivo_12_06_2026_08_10.mp3" length="3202028" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c4606cb5-ef7e-47a0-bdf6-ddd8008dd265/c4606cb5-ef7e-47a0-bdf6-ddd8008dd265.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c4606cb5-ef7e-47a0-bdf6-ddd8008dd265/c4606cb5-ef7e-47a0-bdf6-ddd8008dd265.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c4606cb5-ef7e-47a0-bdf6-ddd8008dd265/c4606cb5-ef7e-47a0-bdf6-ddd8008dd265.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72472790/corsivo_11_06_2026_08_10.mp3" length="3413420" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/26e90bdd-0df9-4c23-8f37-78507b5ac8de/26e90bdd-0df9-4c23-8f37-78507b5ac8de.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/26e90bdd-0df9-4c23-8f37-78507b5ac8de/26e90bdd-0df9-4c23-8f37-78507b5ac8de.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/26e90bdd-0df9-4c23-8f37-78507b5ac8de/26e90bdd-0df9-4c23-8f37-78507b5ac8de.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72452362/corsivo_10_06_2026_08_10.mp3" length="3286124" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2035fe03-6b6e-416b-8ffb-5e547b72877d/2035fe03-6b6e-416b-8ffb-5e547b72877d.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2035fe03-6b6e-416b-8ffb-5e547b72877d/2035fe03-6b6e-416b-8ffb-5e547b72877d.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2035fe03-6b6e-416b-8ffb-5e547b72877d/2035fe03-6b6e-416b-8ffb-5e547b72877d.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72431819/corsivo_09_06_2026_08_10.mp3" length="2916332" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ba78e6a2-7191-400c-9492-658f9df72d9b/ba78e6a2-7191-400c-9492-658f9df72d9b.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ba78e6a2-7191-400c-9492-658f9df72d9b/ba78e6a2-7191-400c-9492-658f9df72d9b.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ba78e6a2-7191-400c-9492-658f9df72d9b/ba78e6a2-7191-400c-9492-658f9df72d9b.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 08 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-08-giugno-2026--72412319</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72412319/corsivo_08_06_2026_08_10.mp3" length="2744684" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/644e1d11-5aa5-4c0c-81a3-34ba2119378c/644e1d11-5aa5-4c0c-81a3-34ba2119378c.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/644e1d11-5aa5-4c0c-81a3-34ba2119378c/644e1d11-5aa5-4c0c-81a3-34ba2119378c.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/644e1d11-5aa5-4c0c-81a3-34ba2119378c/644e1d11-5aa5-4c0c-81a3-34ba2119378c.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 05 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-05-giugno-2026--72362385</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72362385/corsivo_05_06_2026_08_10.mp3" length="3568940" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7c165ebf-c8d8-4a8b-80a6-1c518e6abd74/7c165ebf-c8d8-4a8b-80a6-1c518e6abd74.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7c165ebf-c8d8-4a8b-80a6-1c518e6abd74/7c165ebf-c8d8-4a8b-80a6-1c518e6abd74.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7c165ebf-c8d8-4a8b-80a6-1c518e6abd74/7c165ebf-c8d8-4a8b-80a6-1c518e6abd74.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 04 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-04-giugno-2026--72337679</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72337679/corsivo_04_06_2026_08_10.mp3" length="3283244" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/21686230-0679-4989-aab3-1bc4a542cde1/21686230-0679-4989-aab3-1bc4a542cde1.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/21686230-0679-4989-aab3-1bc4a542cde1/21686230-0679-4989-aab3-1bc4a542cde1.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/21686230-0679-4989-aab3-1bc4a542cde1/21686230-0679-4989-aab3-1bc4a542cde1.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 03 Giugno 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-03-giugno-2026--72314135</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72314135/corsivo_03_06_2026_08_10.mp3" length="3288428" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cf6c3a3c-e0f0-49cb-93d8-630cd1370868/cf6c3a3c-e0f0-49cb-93d8-630cd1370868.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cf6c3a3c-e0f0-49cb-93d8-630cd1370868/cf6c3a3c-e0f0-49cb-93d8-630cd1370868.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cf6c3a3c-e0f0-49cb-93d8-630cd1370868/cf6c3a3c-e0f0-49cb-93d8-630cd1370868.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72290548/corsivo_02_06_2026_08_10.mp3" length="3101804" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7856b890-fe21-4dc4-bfd9-cc6dde2703fc/7856b890-fe21-4dc4-bfd9-cc6dde2703fc.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7856b890-fe21-4dc4-bfd9-cc6dde2703fc/7856b890-fe21-4dc4-bfd9-cc6dde2703fc.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7856b890-fe21-4dc4-bfd9-cc6dde2703fc/7856b890-fe21-4dc4-bfd9-cc6dde2703fc.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-06-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72271252/corsivo_01_06_2026_08_10.mp3" length="3567212" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/db7d471a-10c0-4e62-978c-acdfd3617532/db7d471a-10c0-4e62-978c-acdfd3617532.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/db7d471a-10c0-4e62-978c-acdfd3617532/db7d471a-10c0-4e62-978c-acdfd3617532.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/db7d471a-10c0-4e62-978c-acdfd3617532/db7d471a-10c0-4e62-978c-acdfd3617532.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 29 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72220690/corsivo_29_05_2026_08_10.mp3" length="3058028" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a92eaa0f-3c74-4367-b3cd-846d13c078d2/a92eaa0f-3c74-4367-b3cd-846d13c078d2.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a92eaa0f-3c74-4367-b3cd-846d13c078d2/a92eaa0f-3c74-4367-b3cd-846d13c078d2.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a92eaa0f-3c74-4367-b3cd-846d13c078d2/a92eaa0f-3c74-4367-b3cd-846d13c078d2.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 28 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-28-maggio-2026--72201235</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 28 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72201235/corsivo_28_05_2026_08_10.mp3" length="3352364" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a9535ea3-5dcc-4d6c-ac64-dd631e7fbc96/a9535ea3-5dcc-4d6c-ac64-dd631e7fbc96.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a9535ea3-5dcc-4d6c-ac64-dd631e7fbc96/a9535ea3-5dcc-4d6c-ac64-dd631e7fbc96.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a9535ea3-5dcc-4d6c-ac64-dd631e7fbc96/a9535ea3-5dcc-4d6c-ac64-dd631e7fbc96.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 27 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-27-maggio-2026--72180126</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 27 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72180126/corsivo_27_05_2026_08_10.mp3" length="3750380" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0008b512-d545-4a7c-821d-28a4c569cb79/0008b512-d545-4a7c-821d-28a4c569cb79.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0008b512-d545-4a7c-821d-28a4c569cb79/0008b512-d545-4a7c-821d-28a4c569cb79.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0008b512-d545-4a7c-821d-28a4c569cb79/0008b512-d545-4a7c-821d-28a4c569cb79.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 26 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-26-maggio-2026--72163716</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 26 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72163716/corsivo_26_05_2026_08_10.mp3" length="3564332" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49208f9a-55e2-4160-b3d6-20bc335bb55d/49208f9a-55e2-4160-b3d6-20bc335bb55d.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49208f9a-55e2-4160-b3d6-20bc335bb55d/49208f9a-55e2-4160-b3d6-20bc335bb55d.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49208f9a-55e2-4160-b3d6-20bc335bb55d/49208f9a-55e2-4160-b3d6-20bc335bb55d.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 25 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72153084/corsivo_25_05_2026_08_10.mp3" length="42046892" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7130f894-204d-48c2-a6f1-8f52591819b5/7130f894-204d-48c2-a6f1-8f52591819b5.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7130f894-204d-48c2-a6f1-8f52591819b5/7130f894-204d-48c2-a6f1-8f52591819b5.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7130f894-204d-48c2-a6f1-8f52591819b5/7130f894-204d-48c2-a6f1-8f52591819b5.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 22 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72109542/corsivo_22_05_2026_08_10.mp3" length="41179436" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8eef29f-6f32-49c9-b80b-7758016ec779/d8eef29f-6f32-49c9-b80b-7758016ec779.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8eef29f-6f32-49c9-b80b-7758016ec779/d8eef29f-6f32-49c9-b80b-7758016ec779.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8eef29f-6f32-49c9-b80b-7758016ec779/d8eef29f-6f32-49c9-b80b-7758016ec779.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72093722/corsivo_21_05_2026_08_10.mp3" length="40336748" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2f2ea10c-dd1b-402e-af73-1c175b7e084e/2f2ea10c-dd1b-402e-af73-1c175b7e084e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2f2ea10c-dd1b-402e-af73-1c175b7e084e/2f2ea10c-dd1b-402e-af73-1c175b7e084e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2f2ea10c-dd1b-402e-af73-1c175b7e084e/2f2ea10c-dd1b-402e-af73-1c175b7e084e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>1681</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 20 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-20-maggio-2026--72079497</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 20 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72079497/corsivo_20_05_2026_08_10.mp3" length="41686316" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/07c69023-db7c-4cc2-aecf-cc21e2ca8327/07c69023-db7c-4cc2-aecf-cc21e2ca8327.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/07c69023-db7c-4cc2-aecf-cc21e2ca8327/07c69023-db7c-4cc2-aecf-cc21e2ca8327.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/07c69023-db7c-4cc2-aecf-cc21e2ca8327/07c69023-db7c-4cc2-aecf-cc21e2ca8327.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>1737</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 19 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-19-maggio-2026--72065131</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 19 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72065131/corsivo_19_05_2026_08_10.mp3" length="40218092" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/44407c93-9958-40d3-b299-e3c0c9e80bc3/44407c93-9958-40d3-b299-e3c0c9e80bc3.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/44407c93-9958-40d3-b299-e3c0c9e80bc3/44407c93-9958-40d3-b299-e3c0c9e80bc3.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/44407c93-9958-40d3-b299-e3c0c9e80bc3/44407c93-9958-40d3-b299-e3c0c9e80bc3.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>1676</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 18 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-18-maggio-2026--72051394</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 18 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72051394/corsivo_18_05_2026_08_10.mp3" length="3530348" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/747f532a-143e-4a46-9cc2-d6f67391f6e5/747f532a-143e-4a46-9cc2-d6f67391f6e5.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/747f532a-143e-4a46-9cc2-d6f67391f6e5/747f532a-143e-4a46-9cc2-d6f67391f6e5.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/747f532a-143e-4a46-9cc2-d6f67391f6e5/747f532a-143e-4a46-9cc2-d6f67391f6e5.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 15 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72016220/corsivo_15_05_2026_08_10.mp3" length="3586796" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4ca7d270-cdd9-4448-ba1d-c4e7e7d9b518/4ca7d270-cdd9-4448-ba1d-c4e7e7d9b518.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4ca7d270-cdd9-4448-ba1d-c4e7e7d9b518/4ca7d270-cdd9-4448-ba1d-c4e7e7d9b518.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4ca7d270-cdd9-4448-ba1d-c4e7e7d9b518/4ca7d270-cdd9-4448-ba1d-c4e7e7d9b518.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 14 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72001130/corsivo_14_05_2026_08_10.mp3" length="3287852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 13 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-13-maggio-2026--71986469</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 11 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-11-maggio-2026--71953071</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 11 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71953071/corsivo_11_05_2026_08_10.mp3" length="3430124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 08 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-08-maggio-2026--71918917</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71918917/corsivo_08_05_2026_08_10.mp3" length="3101228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 06 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-06-maggio-2026--71885151</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 06 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71885151/corsivo_06_05_2026_08_10.mp3" length="3471596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 05 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71870944/corsivo_05_05_2026_08_10.mp3" length="3053996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 04 Maggio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-04-maggio-2026--71848873</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 04 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71848873/corsivo_04_05_2026_08_10.mp3" length="3493484" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-05-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 01 May 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71806575/corsivo_01_05_2026_08_10.mp3" length="3322412" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71769861/corsivo_30_04_2026_08_10.mp3" length="3587948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 29 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71726026/corsivo_29_04_2026_08_10.mp3" length="3343148" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 28 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-28-aprile-2026--71697275</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71697275/corsivo_28_04_2026_08_10.mp3" length="3271724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 27 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-27-aprile-2026--71665870</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71665870/corsivo_27_04_2026_08_10.mp3" length="3486572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 24 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-24-aprile-2026--71606677</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71606677/corsivo_24_04_2026_08_10.mp3" length="3085100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 23 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-23-aprile-2026--71582833</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71582833/corsivo_23_04_2026_08_10.mp3" length="3283820" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 22 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-22-aprile-2026--71544923</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71544923/corsivo_22_04_2026_08_10.mp3" length="3298220" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 21 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-21-aprile-2026--71512567</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71512567/corsivo_21_04_2026_08_10.mp3" length="3394412" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 20 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-20-aprile-2026--71482400</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71482400/corsivo_20_04_2026_08_10.mp3" length="3479084" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 17 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71397564/corsivo_17_04_2026_08_10.mp3" length="4657580" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71360349/corsivo_16_04_2026_08_10.mp3" length="3170348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 15 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-15-aprile-2026--71336118</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71336118/corsivo_15_04_2026_08_10.mp3" length="3505580" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 14 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-14-aprile-2026--71308742</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71308742/corsivo_14_04_2026_08_10.mp3" length="3599468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 13 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-13-aprile-2026--71284275</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71284275/corsivo_13_04_2026_08_10.mp3" length="3547052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 10 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-10-aprile-2026--71225610</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71225610/corsivo_10_04_2026_08_10.mp3" length="4384556" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>183</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 09 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-09-aprile-2026--71204194</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71204194/corsivo_09_04_2026_08_10.mp3" length="3441644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71174582/corsivo_08_04_2026_08_10.mp3" length="3424940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 07 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-07-aprile-2026--71149551</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71149551/corsivo_07_04_2026_08_10.mp3" length="3395564" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 03 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-03-aprile-2026--71078026</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71078026/corsivo_03_04_2026_08_10.mp3" length="3582764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 02 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-02-aprile-2026--71056609</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71056609/corsivo_02_04_2026_08_10.mp3" length="3426668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 01 Aprile 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-01-aprile-2026--71037229</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-04-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71037229/corsivo_01_04_2026_08_10.mp3" length="3387500" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 31 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-31-marzo-2026--71013367</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71013367/corsivo_31_03_2026_08_10.mp3" length="3559724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 30 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-30-marzo-2026--70988643</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70988643/corsivo_30_03_2026_08_10.mp3" length="3405932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 27 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-27-marzo-2026--70916854</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70916854/corsivo_27_03_2026_08_10.mp3" length="2683628" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 26 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-26-marzo-2026--70888467</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70888467/corsivo_26_03_2026_08_10.mp3" length="4077548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>170</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 25 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-25-marzo-2026--70866191</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70866191/corsivo_25_03_2026_08_10.mp3" length="3824684" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70845248/corsivo_24_03_2026_08_10.mp3" length="3456044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 23 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-23-marzo-2026--70823868</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70823868/corsivo_23_03_2026_08_10.mp3" length="4904684" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>205</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 20 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-20-marzo-2026--70773911</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70773911/corsivo_20_03_2026_08_10.mp3" length="3494636" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 19 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-19-marzo-2026--70736042</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 19 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70736042/corsivo_19_03_2026_08_10.mp3" length="3218156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 18 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-18-marzo-2026--70711196</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70711196/corsivo_18_03_2026_08_10.mp3" length="3548780" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 17 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-17-marzo-2026--70678147</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70678147/corsivo_17_03_2026_08_10.mp3" length="3310316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70654740/corsivo_16_03_2026_08_10.mp3" length="3570668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 13 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-13-marzo-2026--70618275</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70618275/corsivo_13_03_2026_08_10.mp3" length="3351788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70604580/corsivo_12_03_2026_08_10.mp3" length="3581612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 11 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-11-marzo-2026--70587349</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70587349/corsivo_11_03_2026_08_10.mp3" length="3293036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 10 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-10-marzo-2026--70562581</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70562581/corsivo_10_03_2026_08_10.mp3" length="3440492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 09 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-09-marzo-2026--70544460</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 09 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70544460/corsivo_09_03_2026_08_10.mp3" length="4216364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 06 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-06-marzo-2026--70501499</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70501499/corsivo_06_03_2026_08_10.mp3" length="3542444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 05 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-05-marzo-2026--70472728</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70472728/corsivo_05_03_2026_08_10.mp3" length="3478508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70435874/corsivo_04_03_2026_08_10.mp3" length="3598892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 03 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-03-marzo-2026--70403591</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 03 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70403591/corsivo_03_03_2026_08_10.mp3" length="3597740" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 02 Marzo 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-02-marzo-2026--70383899</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-03-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70383899/corsivo_02_03_2026_08_10.mp3" length="3597740" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 27 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70321995/corsivo_27_02_2026_08_10.mp3" length="3445100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 26 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-26-febbraio-2026--70294831</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 26 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70294831/corsivo_26_02_2026_08_10.mp3" length="3501548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 25 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-25-febbraio-2026--70262405</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 25 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70262405/corsivo_25_02_2026_08_10.mp3" length="3354668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 24 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-24-febbraio-2026--70245468</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 24 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70245468/corsivo_24_02_2026_08_10.mp3" length="3556844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 23 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-23-febbraio-2026--70221544</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 23 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70221544/corsivo_23_02_2026_08_10.mp3" length="3351212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 20 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-20-febbraio-2026--70172776</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 20 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70172776/corsivo_20_02_2026_08_10.mp3" length="3400748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70143668/corsivo_19_02_2026_08_10.mp3" length="3508460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 18 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-18-febbraio-2026--70128861</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70128861/corsivo_18_02_2026_08_10.mp3" length="3159404" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70093827/corsivo_17_02_2026_08_10.mp3" length="3294764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 16 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-16-febbraio-2026--70076542</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 16 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70076542/corsivo_16_02_2026_08_10.mp3" length="3014252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 13 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-13-febbraio-2026--70032234</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 13 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70032234/corsivo_13_02_2026_08_10.mp3" length="3430700" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 12 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-12-febbraio-2026--70007076</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70007076/corsivo_12_02_2026_08_10.mp3" length="3557420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 11 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-11-febbraio-2026--69968091</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 11 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69968091/corsivo_11_02_2026_08_10.mp3" length="3577004" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 10 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-10-febbraio-2026--69942441</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69942441/corsivo_10_02_2026_08_10.mp3" length="3160556" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 09 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69882989/corsivo_09_02_2026_08_10.mp3" length="3122540" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 06 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-06-febbraio-2026--69839503</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 06 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69839503/corsivo_06_02_2026_08_10.mp3" length="3504428" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 05 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-05-febbraio-2026--69805893</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69805893/corsivo_05_02_2026_08_10.mp3" length="3602348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 04 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69780832/corsivo_04_02_2026_08_10.mp3" length="3480236" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 03 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-03-febbraio-2026--69755551</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69755551/corsivo_03_02_2026_08_10.mp3" length="2937644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 02 Febbraio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-02-febbraio-2026--69734658</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-02-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Feb 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69734658/corsivo_02_02_2026_08_10.mp3" length="2778092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 30 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-30-gennaio-2026--69679919</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 30 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69679919/corsivo_30_01_2026_08_10.mp3" length="3412268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 29 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-29-gennaio-2026--69660432</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 29 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69660432/corsivo_29_01_2026_08_10.mp3" length="3520556" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 28 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-28-gennaio-2026--69638530</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 28 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69638530/corsivo_28_01_2026_08_10.mp3" length="3550508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 27 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69615578/corsivo_27_01_2026_08_10.mp3" length="3328172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 26 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-26-gennaio-2026--69587637</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69587637/corsivo_26_01_2026_08_10.mp3" length="3298796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 22 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-22-gennaio-2026--69542334</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69542334/corsivo_22_01_2026_08_10.mp3" length="3183020" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 21 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-21-gennaio-2026--69528153</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 21 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69528153/corsivo_21_01_2026_08_10.mp3" length="2822444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 20 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-20-gennaio-2026--69515389</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 20 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69515389/corsivo_20_01_2026_08_10.mp3" length="3368492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 19 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-19-gennaio-2026--69502949</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 19 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69502949/corsivo_19_01_2026_08_10.mp3" length="3532652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 16 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-16-gennaio-2026--69464300</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 16 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69464300/corsivo_16_01_2026_08_10.mp3" length="3017132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 15 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-15-gennaio-2026--69450118</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 15 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69450118/corsivo_15_01_2026_08_10.mp3" length="2780972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 14 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-14-gennaio-2026--69432623</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 14 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69432623/corsivo_14_01_2026_08_10.mp3" length="3242348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 13 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-13-gennaio-2026--69415948</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 13 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69415948/corsivo_13_01_2026_08_10.mp3" length="3497516" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 12 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69398057/corsivo_12_01_2026_08_10.mp3" length="3548204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 09 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-09-gennaio-2026--69368297</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 09 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69368297/corsivo_09_01_2026_08_10.mp3" length="3340844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 08 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-08-gennaio-2026--69350039</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 08 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69350039/corsivo_08_01_2026_08_10.mp3" length="3099500" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 07 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-07-gennaio-2026--69336882</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 07 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69336882/corsivo_07_01_2026_08_10.mp3" length="3466988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 06 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-06-gennaio-2026--69318251</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 06 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69318251/corsivo_06_01_2026_08_10.mp3" length="3486572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 05 Gennaio 2026</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-05-gennaio-2026--69303443</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 05 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69303443/corsivo_05_01_2026_08_10.mp3" length="3602924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-01-2026_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 02 Jan 2026 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69275871/corsivo_02_01_2026_08_10.mp3" length="3316652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 31 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-31-dicembre-2025--69257144</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69257144/corsivo_31_12_2025_08_10.mp3" length="3381164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 29 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-29-dicembre-2025--69236316</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69236316/corsivo_29_12_2025_08_10.mp3" length="3488300" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 24 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-24-dicembre-2025--69192084</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69192084/corsivo_24_12_2025_08_10.mp3" length="3540716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 23 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-23-dicembre-2025--69178948</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69178948/corsivo_23_12_2025_08_10.mp3" length="3183596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 22 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-22-dicembre-2025--69164040</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69164040/corsivo_22_12_2025_08_10.mp3" length="3356972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 19 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-19-dicembre-2025--69129727</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69129727/corsivo_19_12_2025_08_10.mp3" length="3458924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69112644/corsivo_18_12_2025_08_10.mp3" length="3413996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 17 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-17-dicembre-2025--69090500</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 17 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69090500/corsivo_17_12_2025_08_10.mp3" length="3155372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 16 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-16-dicembre-2025--69070825</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 16 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69070825/corsivo_16_12_2025_08_10.mp3" length="3241196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 12 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-12-dicembre-2025--69003293</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69003293/corsivo_12_12_2025_08_10.mp3" length="3561452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 11 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-11-dicembre-2025--68987350</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 11 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68987350/corsivo_11_12_2025_08_10.mp3" length="4771052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>199</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 10 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-10-dicembre-2025--68971248</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 10 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68971248/corsivo_10_12_2025_08_10.mp3" length="2948012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 09 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-09-dicembre-2025--68954083</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68954083/corsivo_09_12_2025_08_10.mp3" length="3510188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 08 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-08-dicembre-2025--68939933</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 08 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68939933/corsivo_08_12_2025_08_10.mp3" length="3514796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68894703/corsivo_05_12_2025_08_10.mp3" length="2986028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 04 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-04-dicembre-2025--68874267</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68874267/corsivo_04_12_2025_08_10.mp3" length="2863340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68844127/corsivo_03_12_2025_08_10.mp3" length="3181292" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 02 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-02-dicembre-2025--68828312</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68828312/corsivo_02_12_2025_08_10.mp3" length="2894444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 01 Dicembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-01-dicembre-2025--68814438</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-12-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 01 Dec 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68814438/corsivo_01_12_2025_08_10.mp3" length="3071276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 28 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-28-novembre-2025--68781603</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 28 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68781603/corsivo_28_11_2025_08_10.mp3" length="3185900" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 27 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-27-novembre-2025--68766686</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 27 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68766686/corsivo_27_11_2025_08_10.mp3" length="3226220" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 26 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-26-novembre-2025--68751875</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 26 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68751875/corsivo_26_11_2025_08_10.mp3" length="2980268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 25 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-25-novembre-2025--68735533</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 25 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68735533/corsivo_25_11_2025_08_10.mp3" length="3373100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 24 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-24-novembre-2025--68717537</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 24 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68717537/corsivo_24_11_2025_08_10.mp3" length="3532652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 21 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-21-novembre-2025--68671692</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 21 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68671692/corsivo_21_11_2025_08_10.mp3" length="3204908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 20 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68650972/corsivo_20_11_2025_08_10.mp3" length="2631212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 19 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-19-novembre-2025--68635428</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 19 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68635428/corsivo_19_11_2025_08_10.mp3" length="3382316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 18 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-18-novembre-2025--68612270</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 18 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68612270/corsivo_18_11_2025_08_10.mp3" length="3520556" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 17 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-17-novembre-2025--68598419</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 17 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68598419/corsivo_17_11_2025_08_10.mp3" length="3481964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 14 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-14-novembre-2025--68562687</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 14 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68562687/corsivo_14_11_2025_08_10.mp3" length="3307436" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 13 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-13-novembre-2025--68550020</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 13 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68550020/corsivo_13_11_2025_08_10.mp3" length="3291308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 12 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68533011/corsivo_12_11_2025_08_10.mp3" length="3598316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 11 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-11-novembre-2025--68516203</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 11 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68516203/corsivo_11_11_2025_08_10.mp3" length="3201452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 07 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-07-novembre-2025--68457894</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 07 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68457894/corsivo_07_11_2025_08_10.mp3" length="3401900" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 06 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-06-novembre-2025--68442905</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68442905/corsivo_06_11_2025_08_10.mp3" length="3193388" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 05 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-05-novembre-2025--68427716</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 05 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68427716/corsivo_05_11_2025_08_10.mp3" length="3369068" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 04 Novembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-04-novembre-2025--68410193</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 04 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68410193/corsivo_04_11_2025_08_10.mp3" length="3119660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-11-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 03 Nov 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68394701/corsivo_03_11_2025_08_10.mp3" length="3121964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 31 Oct 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68360696/corsivo_31_10_2025_08_10.mp3" length="5082668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>212</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 30 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-30-ottobre-2025--68346426</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 30 Oct 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68346426/corsivo_30_10_2025_08_10.mp3" length="3429548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 29 Oct 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68326605/corsivo_29_10_2025_08_10.mp3" length="3179564" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 28 Oct 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68307665/corsivo_28_10_2025_08_10.mp3" length="3249260" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 27 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-27-ottobre-2025--68292940</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 27 Oct 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68292940/corsivo_27_10_2025_08_10.mp3" length="3261356" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 24 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-24-ottobre-2025--68261498</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 24 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68261498/corsivo_24_10_2025_08_10.mp3" length="3598316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 23 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-23-ottobre-2025--68249391</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 23 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68249391/corsivo_23_10_2025_08_10.mp3" length="3183020" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 22 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-22-ottobre-2025--68235853</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 22 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68235853/corsivo_22_10_2025_08_10.mp3" length="3416300" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 21 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-21-ottobre-2025--68223154</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 21 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68223154/corsivo_21_10_2025_08_10.mp3" length="3452012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 20 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68209181/corsivo_20_10_2025_08_10.mp3" length="3108716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 17 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-17-ottobre-2025--68175092</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 17 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68175092/corsivo_17_10_2025_08_10.mp3" length="3365612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 16 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68160626/corsivo_16_10_2025_08_10.mp3" length="3390956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 15 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-15-ottobre-2025--68145085</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 15 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68145085/corsivo_15_10_2025_08_10.mp3" length="2878892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 14 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-14-ottobre-2025--68128324</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 14 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68128324/corsivo_14_10_2025_08_10.mp3" length="3178988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 13 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-13-ottobre-2025--68114242</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68114242/corsivo_13_10_2025_08_10.mp3" length="3068972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 10 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-10-ottobre-2025--68086774</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68086774/corsivo_10_10_2025_08_10.mp3" length="3502124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 09 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-09-ottobre-2025--68073135</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 09 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68073135/corsivo_09_10_2025_08_10.mp3" length="3581612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 08 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68057857/corsivo_08_10_2025_08_10.mp3" length="3264812" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 07 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-07-ottobre-2025--68042088</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68042088/corsivo_07_10_2025_08_10.mp3" length="3512492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 06 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68027123/corsivo_06_10_2025_08_10.mp3" length="3424940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 03 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67996011/corsivo_03_10_2025_08_10.mp3" length="3578732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 02 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-02-ottobre-2025--67981943</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 02 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67981943/corsivo_02_10_2025_08_10.mp3" length="3309164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 01 Ottobre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-01-ottobre-2025--67962144</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-10-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67962144/corsivo_01_10_2025_08_10.mp3" length="3212972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 30 Settembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-30-settembre-2025--67947915</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-09-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Sep 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67947915/corsivo_30_09_2025_08_10.mp3" length="3526892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 29 Settembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-29-settembre-2025--67935984</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-09-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Sep 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67935984/corsivo_29_09_2025_08_10.mp3" length="3418604" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 26 Settembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-26-settembre-2025--67904996</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-09-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 26 Sep 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67904996/corsivo_26_09_2025_08_10.mp3" length="4231340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-09-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Sep 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67888299/corsivo_25_09_2025_08_10.mp3" length="3231404" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 24 Settembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-24-settembre-2025--67873859</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-09-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Sep 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67873859/corsivo_24_09_2025_08_10.mp3" length="3553964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 22 Settembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-22-settembre-2025--67847446</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-09-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Sep 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67847446/corsivo_22_09_2025_08_10.mp3" length="3018860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 19 Settembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-19-settembre-2025--67818138</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-09-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Sep 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67818138/corsivo_19_09_2025_08_10.mp3" length="3428396" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 18 Settembre 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-18-settembre-2025--67803953</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-09-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Sep 2025 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67803953/corsivo_18_09_2025_08_25.mp3" length="3401324" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 08 Agosto 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-08-agosto-2025--67297596</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-08-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 Aug 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67297596/corsivo_08_08_2025_08_10.mp3" length="3638636" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 07 Agosto 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-07-agosto-2025--67281481</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-08-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 07 Aug 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67281481/corsivo_07_08_2025_08_10.mp3" length="3530348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>192</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 05 Agosto 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-05-agosto-2025--67254790</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-08-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 05 Aug 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67254790/corsivo_05_08_2025_08_10.mp3" length="3139244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 01 Agosto 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-01-agosto-2025--67212402</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-08-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 01 Aug 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67212402/corsivo_01_08_2025_08_10.mp3" length="3381164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 31 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-31-luglio-2025--67197548</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67197548/corsivo_31_07_2025_08_10.mp3" length="3982508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>166</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Persecuzione in Nigeria: migliaia di cristiani uccisi, sfollati e chiese distrutte nella Middle Belt | Il Corsivo di Mercoledì 30 Luglio 202</title><link>https://www.spreaker.com/episode/persecuzione-in-nigeria-migliaia-di-cristiani-uccisi-sfollati-e-chiese-distrutte-nella-middle-belt-il-corsivo-di-mercoledi-30-luglio-202--67185584</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 30 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67185584/corsivo_30_07_2025_08_10.mp3" length="3388652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/015b6969560a16b9e87784b8217e98b9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 29 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-29-luglio-2025--67169755</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 29 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67169755/corsivo_29_07_2025_08_10.mp3" length="3694508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 28 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-28-luglio-2025--67149242</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67149242/corsivo_28_07_2025_08_10.mp3" length="3071276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Bce non taglia il costo del denaro: tasso sui depositi al 2% | Il Corsivo di Venerdì 25 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-bce-non-taglia-il-costo-del-denaro-tasso-sui-depositi-al-2-il-corsivo-di-venerdi-25-luglio-2025--67108288</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 25 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67108288/corsivo_25_07_2025_08_10.mp3" length="3265964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/534798fb0e371129cddf1406b87ec4e8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Interrogati gli indagati dell'inchiesta sull'urbanistica di Milano. Marinoni non parla, Tancredi si difende | Il Corsivo di Giovedì 24 Lugli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/interrogati-gli-indagati-dell-inchiesta-sull-urbanistica-di-milano-marinoni-non-parla-tancredi-si-difende-il-corsivo-di-giovedi-24-lugli--67096011</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 24 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67096011/corsivo_24_07_2025_08_10.mp3" length="3574700" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/154205568fbb9e1eb460a55861737cde.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inchiesta sull'urbanistica di Milano. Il Gip interroga gli indagati di cui la procura chiede l'arresto | Il Corsivo di Mercoledì 23 Luglio 2</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inchiesta-sull-urbanistica-di-milano-il-gip-interroga-gli-indagati-di-cui-la-procura-chiede-l-arresto-il-corsivo-di-mercoledi-23-luglio-2--67082384</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67082384/corsivo_23_07_2025_08_10.mp3" length="3601196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1586f40df54c6738335a29f420f0cbe2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sala si difende a Palazzo Marino, Tancredi si dimette, l'inchiesta va avanti | Il Corsivo di Martedì 22 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sala-si-difende-a-palazzo-marino-tancredi-si-dimette-l-inchiesta-va-avanti-il-corsivo-di-martedi-22-luglio-2025--67066801</link><description><![CDATA[Sala si difende a Palazzo Marino, Tancredi si dimette, l'inchiesta va avanti. Giuseppe Sala sceglie l'aula di Palazzo Marino per difendersi dalla contestazione di due reati da parte della Procura. "Sono giorni oscuri. Le mie mani sono pulite. venuto a conoscenza del mio coinvolgimento nelle indagini dalla stampa. Indagini riservate diventate pubbliche. Continuerò l'incarico che i cittadini mi hanno assegnato. Non riusciranno a destabilizzare la situazione politica a Milano. Fatto sempre gli interessi dei cittadini. Nessuna azione a mio vantaggio.".  Nel suo discorso, non troverete un'autocritica politica, una spiegazione pubblica sul ruolo della Commissione paesaggio e dei sui suoi componenti che risultano in buona parte indagati dalla magistratura e che, secondo quanto affermato dall'architetto Verri erano tutti rappresentanti in quota dei partiti anche di opposizione. Sala non ha accennato neppure cenni di quel cambio di passo sul suo programma di governo chiesto dal Pd, il principale partito della sua maggioranza. La scelta di Sala è stretta e impervia, perché è difficile prevedere gli sviluppi dell'inchiesta della Procura, quale sarà l'atteggiamento processuale che terranno nel corso del tempo i vari protagonisti della vicenda, quale evoluzione avranno i capi di accusa contro Sala, “false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone” e “induzione indebita a dare o promettere utilità”.  Le scontate dimissioni di Tancredi.  Al lato pratico, l'unico capro espiatorio è l'ex assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano Giancarlo Tancredi, che rassegna le dimissioni in Consiglio comunale.  E' lui il mariuolo, ma Tancredi non ci sta e  si dice amareggiato e sconfortato per la posizione espressa da alcune forze di maggioranza milanesi. "Non ho tessere di partito, ma ci si è limitati a chiedere le mie dimissioni”. A meno di colpi di scena, Sala avrebbe davanti altri due anni di Governo. Lo scontro politico con numerosi consiglieri di maggioranza sulla vendita dello stadio di San Siro è solo spostato di qualche mese. Solo allora si verificherà la tenuta politica della giunta di Milano.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 22 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67066801/corsivo_22_07_2025_08_10.mp3" length="3499244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Sala si difende a Palazzo Marino, Tancredi si dimette, l'inchiesta va avanti. Giuseppe Sala sceglie l'aula di Palazzo Marino per difendersi dalla contestazione di due reati da parte della Procura. "Sono giorni oscuri. Le mie mani sono pulite. venuto a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sala si difende a Palazzo Marino, Tancredi si dimette, l'inchiesta va avanti. Giuseppe Sala sceglie l'aula di Palazzo Marino per difendersi dalla contestazione di due reati da parte della Procura. "Sono giorni oscuri. Le mie mani sono pulite. venuto a conoscenza del mio coinvolgimento nelle indagini dalla stampa. Indagini riservate diventate pubbliche. Continuerò l'incarico che i cittadini mi hanno assegnato. Non riusciranno a destabilizzare la situazione politica a Milano. Fatto sempre gli interessi dei cittadini. Nessuna azione a mio vantaggio.".  Nel suo discorso, non troverete un'autocritica politica, una spiegazione pubblica sul ruolo della Commissione paesaggio e dei sui suoi componenti che risultano in buona parte indagati dalla magistratura e che, secondo quanto affermato dall'architetto Verri erano tutti rappresentanti in quota dei partiti anche di opposizione. Sala non ha accennato neppure cenni di quel cambio di passo sul suo programma di governo chiesto dal Pd, il principale partito della sua maggioranza. La scelta di Sala è stretta e impervia, perché è difficile prevedere gli sviluppi dell'inchiesta della Procura, quale sarà l'atteggiamento processuale che terranno nel corso del tempo i vari protagonisti della vicenda, quale evoluzione avranno i capi di accusa contro Sala, “false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone” e “induzione indebita a dare o promettere utilità”.  Le scontate dimissioni di Tancredi.  Al lato pratico, l'unico capro espiatorio è l'ex assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano Giancarlo Tancredi, che rassegna le dimissioni in Consiglio comunale.  E' lui il mariuolo, ma Tancredi non ci sta e  si dice amareggiato e sconfortato per la posizione espressa da alcune forze di maggioranza milanesi. "Non ho tessere di partito, ma ci si è limitati a chiedere le mie dimissioni”. A meno di colpi di scena, Sala avrebbe davanti altri due anni di Governo. Lo scontro politico con numerosi consiglieri di maggioranza sulla vendita dello stadio di San Siro è solo spostato di qualche mese. Solo allora si verificherà la tenuta politica della giunta di Milano.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 21 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-21-luglio-2025--67052426</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 21 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67052426/corsivo_21_07_2025_08_10.mp3" length="3543020" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 18 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-18-luglio-2025--67023878</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 18 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67023878/corsivo_18_07_2025_08_10.mp3" length="3484844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 17 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67010165/corsivo_17_07_2025_08_10.mp3" length="3533228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 16 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66993135/corsivo_16_07_2025_08_10.mp3" length="3346604" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 14 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66970526/corsivo_14_07_2025_08_10.mp3" length="3380012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli Stati Uniti annunciano sanzioni contro Francesca Albanese dell'Onu: accusa gli israeliani di genocidio a Gaza | Il Corsivo di Venerdì 11</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-stati-uniti-annunciano-sanzioni-contro-francesca-albanese-dell-onu-accusa-gli-israeliani-di-genocidio-a-gaza-il-corsivo-di-venerdi-11--66940744</link><description><![CDATA[Gli Stati Uniti annunciano sanzioni contro Francesca Albanese dell'Onu: accusa gli israeliani di genocidio a Gaza.  Francesca Albanese è la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi. Denuncia tutti i giorni, da molti mesi, quello che il mondo dovrebbe vedere attraverso le testimonianze dei pochi media non schierati e dai volontari che operano a Gaza: lo sterminio di un popolo colpito dai bombardamenti di Israele, dalla fame, la risposta sproporzionata in termini di vite umane dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Ora il segretario di Stato americano Rubio annuncia sanzioni contro Albanese. Il motivo?   "La sua campagna di guerra politica ed economica contro gli Stati Uniti e Israele non sarà più tollerata.  L'iniziativa è dovuta agli sforzi di Albanese per fare pressione sulla Corte Penale Internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani", spiega Rubio.  Le accuse di Francesca Albanese.  Albanese ha denunciato il "genocidio" a Gaza e chiesto di fermare il flusso di armi a Israele. Pochi giorni fa ha presentato un rapporto Onu a Ginevra “Dall'economia dell'occupazione all'economia del genocidio”, che accusa numerose imprese di contribuire al "progetto" di Israele di "sfollamento e sostituzione dei palestinesi nei territori occupati" e chiede agli Stati membri di imporre un embargo totale sulle armi a Israele e di sospendere tutti gli accordi commerciali e le relazioni di investimento.  La reazione di Francesca Albanese.  In un post su X, la relatrice speciale Onu non ha affrontato direttamente le sanzioni, ma ha scritto qualcosa che riguarda il ruolo della Corte Penale Internazionale a cui non aderiscono Stati Uniti e Israele : "Oggi più che mai: mi schiero con fermezza e convinzione dalla parte della giustizia, come ho sempre fatto. Provenire dal Paese fondatore della Corte, dove avvocati e giudici hanno difeso la giustizia a caro prezzo e spesso a rischio della propria vita. Intendo onorare questa tradizione". Le si può dare solo ragione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 11 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66940744/corsivo_11_07_2025_08_10.mp3" length="3286700" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Gli Stati Uniti annunciano sanzioni contro Francesca Albanese dell'Onu: accusa gli israeliani di genocidio a Gaza.  Francesca Albanese è la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi. Denuncia tutti i giorni, da molti mesi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli Stati Uniti annunciano sanzioni contro Francesca Albanese dell'Onu: accusa gli israeliani di genocidio a Gaza.  Francesca Albanese è la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi. Denuncia tutti i giorni, da molti mesi, quello che il mondo dovrebbe vedere attraverso le testimonianze dei pochi media non schierati e dai volontari che operano a Gaza: lo sterminio di un popolo colpito dai bombardamenti di Israele, dalla fame, la risposta sproporzionata in termini di vite umane dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Ora il segretario di Stato americano Rubio annuncia sanzioni contro Albanese. Il motivo?   "La sua campagna di guerra politica ed economica contro gli Stati Uniti e Israele non sarà più tollerata.  L'iniziativa è dovuta agli sforzi di Albanese per fare pressione sulla Corte Penale Internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani", spiega Rubio.  Le accuse di Francesca Albanese.  Albanese ha denunciato il "genocidio" a Gaza e chiesto di fermare il flusso di armi a Israele. Pochi giorni fa ha presentato un rapporto Onu a Ginevra “Dall'economia dell'occupazione all'economia del genocidio”, che accusa numerose imprese di contribuire al "progetto" di Israele di "sfollamento e sostituzione dei palestinesi nei territori occupati" e chiede agli Stati membri di imporre un embargo totale sulle armi a Israele e di sospendere tutti gli accordi commerciali e le relazioni di investimento.  La reazione di Francesca Albanese.  In un post su X, la relatrice speciale Onu non ha affrontato direttamente le sanzioni, ma ha scritto qualcosa che riguarda il ruolo della Corte Penale Internazionale a cui non aderiscono Stati Uniti e Israele : "Oggi più che mai: mi schiero con fermezza e convinzione dalla parte della giustizia, come ho sempre fatto. Provenire dal Paese fondatore della Corte, dove avvocati e giudici hanno difeso la giustizia a caro prezzo e spesso a rischio della propria vita. Intendo onorare questa tradizione". Le si può dare solo ragione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/062f734961497baeeeaa1916f9f5e26a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 10 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-10-luglio-2025--66922829</link><description><![CDATA[Il caso Almasri e la decisione del Tribunale dei ministri.   Sul caso dell'arresto a Torino e della successiva liberazione e riconsegna alla Libia del criminale libico generale Osama Almasri, accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l'umanità, arriva a giorni la decisione del Tribunale dei ministri. Le indagini della magistratura vedono coinvolti la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Carlo Nordio (Giustizia) e Matteo Piantedosi (Interno) per favoreggiamento, peculato e, per il solo Guardasigilli, omissione di atti d’ufficio.   Cosa dicono le carte del Tribunale dei ministri. Intorno alle ore 14  di domenica 19 gennaio, il Capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, era a conoscenza dell’arresto di Almasri, fermato dalla Digos di Torino all’alba dello stesso giorno. La conferma giunge dall’allora capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia (DAG), Luigi Birritteri, che in una mail segnala la mancanza dell’autorizzazione al fermo del ricercato e il modo per convalidarlo ai fini del mandato della Cpi. La convalida non arriverà mai. Poco dopo, Bartolozzi risponde a Birritteri di essere già informata, raccomandando “massimo riserbo e cautela”, e l’utilizzo di Signal, una chat criptata, evitando mail e protocolli ufficiali per “non lasciare alcuna traccia”.  La fragile posizione di Nordio. I nuovi documenti rendono la posizione del ministro Guardasigilli decisamente più fragile. Il 5 febbraio davanti al Parlamento Nordio aveva detto di aver ricevuto solo una “comunicazione assolutamente informale di poche righe” il 19 gennaio e il “complesso carteggio” solo il giorno successivo, lunedì 20: alle 12:40 dal procuratore generale della Corte d’Appello di Roma e alle 13:57 dall’ambasciata italiana all’Aja. In realtà, il magistrato di collegamento presso l’ambasciata italiana in Olanda aveva inviato l’atto d’accusa della Cpi con tutti gli allegati già la domenica pomeriggio, tramite la piattaforma Prisma.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 10 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66922829/corsivo_10_07_2025_08_10.mp3" length="3598316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il caso Almasri e la decisione del Tribunale dei ministri.   Sul caso dell'arresto a Torino e della successiva liberazione e riconsegna alla Libia del criminale libico generale Osama Almasri, accusato dalla Corte penale internazionale di crimini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il caso Almasri e la decisione del Tribunale dei ministri.   Sul caso dell'arresto a Torino e della successiva liberazione e riconsegna alla Libia del criminale libico generale Osama Almasri, accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l'umanità, arriva a giorni la decisione del Tribunale dei ministri. Le indagini della magistratura vedono coinvolti la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Carlo Nordio (Giustizia) e Matteo Piantedosi (Interno) per favoreggiamento, peculato e, per il solo Guardasigilli, omissione di atti d’ufficio.   Cosa dicono le carte del Tribunale dei ministri. Intorno alle ore 14  di domenica 19 gennaio, il Capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, era a conoscenza dell’arresto di Almasri, fermato dalla Digos di Torino all’alba dello stesso giorno. La conferma giunge dall’allora capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia (DAG), Luigi Birritteri, che in una mail segnala la mancanza dell’autorizzazione al fermo del ricercato e il modo per convalidarlo ai fini del mandato della Cpi. La convalida non arriverà mai. Poco dopo, Bartolozzi risponde a Birritteri di essere già informata, raccomandando “massimo riserbo e cautela”, e l’utilizzo di Signal, una chat criptata, evitando mail e protocolli ufficiali per “non lasciare alcuna traccia”.  La fragile posizione di Nordio. I nuovi documenti rendono la posizione del ministro Guardasigilli decisamente più fragile. Il 5 febbraio davanti al Parlamento Nordio aveva detto di aver ricevuto solo una “comunicazione assolutamente informale di poche righe” il 19 gennaio e il “complesso carteggio” solo il giorno successivo, lunedì 20: alle 12:40 dal procuratore generale della Corte d’Appello di Roma e alle 13:57 dall’ambasciata italiana all’Aja. In realtà, il magistrato di collegamento presso l’ambasciata italiana in Olanda aveva inviato l’atto d’accusa della Cpi con tutti gli allegati già la domenica pomeriggio, tramite la piattaforma Prisma.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9ce71bf15da2925d4f028651d9c17ed2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 09 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-09-luglio-2025--66908662</link><description><![CDATA[Il ministro dell'Interno Piantedosi respinto dalla Libia e accusato di ingresso illegale.  Indesiderabili. Con questa motivazione la Libia respinge il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con gli omologhi di Malta, Byron Camilleri, e della Grecia Thanos Plevris e il commissario europeo Mark Brunner, che ieri avevano in programma un incontro con i ministri del generale Haftar in tema di flussi di migranti. Alla fine sono stati bloccati in aeroporto e invitati a lasciare immediatamente il Paese. L'annuncio giunge in modo formale dal governo di Osama Hamad, premier della Cirenaica non riconosciuto dalla comunità internazionale ma con cui da tempo Italia e Ue hanno avviato relazioni.  Le accuse contro i ministri e i commissari europei.  I tre ministri e il commissario Ue avevano in programma un incontro con Trebelsi, responsabile degli Interni di Tripoli, poi con il suo omologo in Cirenaica. Avevano chiesto maggiori sforzi nel bloccare le partenze. Il vertice con il governo Ddbeibeh non ha avuto problemi, mentre quello con il governo Hamad non è andato storto. Alla fine, ministri e commissario sono stati  accusati di violazione di norme diplomatiche e convenzioni internazionali e “azioni che rappresentano una mancanza di rispetto per la sovranità nazionale libica”, oltre che di “omissione delle procedure che regolano ingresso, circolazione e residenza dei diplomatici stranieri”.  La ricostruzione opaca.   Per il Viminale si tratta di una incomprensione protocollare e il problema non ha mai riguardato la componente italiana della delegazione e  i rapporti bilaterali con l'Italia. Ma le varie versioni non sono chiare. Il commissario Ue non avrebbe gradito la presenza in aeroporto di una delegazione ufficiale del governo libico, che formalmente la comunità non riconosce.  Brunner si sarebbe rifiutato di accettare il benvenuto pubblico e ufficiale.  Un’altra versione ancora suggerisce invece che il maggiore risentimento sia nei confronti dell’Italia considerata troppo timida nel perorare pubblicamente la causa della Cirenaica e del suo padrone, Haftar. Insomma, la ricostruzione di ciò che è accaduto in territorio libico risulta opaca.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66908662/corsivo_09_07_2025_08_10.mp3" length="3407084" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro dell'Interno Piantedosi respinto dalla Libia e accusato di ingresso illegale.  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I tre ministri e il commissario Ue avevano in programma un incontro con Trebelsi, responsabile degli Interni di Tripoli, poi con il suo omologo in Cirenaica. Avevano chiesto maggiori sforzi nel bloccare le partenze. Il vertice con il governo Ddbeibeh non ha avuto problemi, mentre quello con il governo Hamad non è andato storto. Alla fine, ministri e commissario sono stati  accusati di violazione di norme diplomatiche e convenzioni internazionali e “azioni che rappresentano una mancanza di rispetto per la sovranità nazionale libica”, oltre che di “omissione delle procedure che regolano ingresso, circolazione e residenza dei diplomatici stranieri”.  La ricostruzione opaca.   Per il Viminale si tratta di una incomprensione protocollare e il problema non ha mai riguardato la componente italiana della delegazione e  i rapporti bilaterali con l'Italia. Ma le varie versioni non sono chiare. Il commissario Ue non avrebbe gradito la presenza in aeroporto di una delegazione ufficiale del governo libico, che formalmente la comunità non riconosce.  Brunner si sarebbe rifiutato di accettare il benvenuto pubblico e ufficiale.  Un’altra versione ancora suggerisce invece che il maggiore risentimento sia nei confronti dell’Italia considerata troppo timida nel perorare pubblicamente la causa della Cirenaica e del suo padrone, Haftar. Insomma, la ricostruzione di ciò che è accaduto in territorio libico risulta opaca.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/88c77d2726d438ef2efa6236a86907b5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dazi: a poche ore dalla scadenza solo tre intese preliminari | Il Corsivo di Martedì 08 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dazi-a-poche-ore-dalla-scadenza-solo-tre-intese-preliminari-il-corsivo-di-martedi-08-luglio-2025--66893710</link><description><![CDATA[Dazi: a poche ore dalla scadenza solo tre intese preliminari.  Vi ricordate l'annuncio di Trump che prometteva 90 accordi in 90 giorni sui dazi? Era il 5 aprile scorso. Trump si trovava in un comizio in Michigan, e aveva appena stabilito una tregua di tre mesi sui dazi reciproci presentati solo tre giorni prima dal Giardino delle rose della Casa Bianca. Nulla di tutto questo si è al momento avverato. Mancano poche ore alla scadenza del conto alla rovescia di domani, e al netto di qualche probabile accordo dell’ultimo minuto, il bilancio dei successi ottenuti è a dir poco modesto: Trump ha portato a casa solo tre intese preliminari, con Regno Unito, Cina e Vietnam. Nessun accordo ha la forma di un trattato internazionale, necessaria per concretizzare davvero uno scambio sul commercio. E le trattative con gli altri Paesi e con la Ue non hanno prodotto alcun risultato concreto.  Le intese con Gran Bretagna, Cina e Vietnam. Il primo annuncio riguarda il Regno Unito. Si tratta di un’intesa per ridurre alcune barriere tariffarie su beni industriali e agricoli statunitensi. Downing Street ha chiarito che non ci sono tagli tariffari già operativi. A fine giugno il tentativo di de-escalation con la Cina ha preso la forma di uno scheletro di intesa che prevede da parte cinese un ampliamento delle licenze per l’export di terre rare e un rafforzamento dei controlli su chip e tecnologie dual use, in cambio di una riduzione parziale delle restrizioni americane sull’export high-tech e un allentamento dei visti per studenti. In base all’intesa con il Vietnam, gli Stati Uniti applicheranno un dazio del 20% su tutte le importazioni con un supplemento del 40% sulle merci che risultano “trasbordate” dalla Cina per eludere i relativi dazi. In cambio, Hanoi si impegna a garantire l’accesso senza dazi ai prodotti americani.  Trump invia le lettere sui dazi: 25% a Corea del Sud e Giappone.  Intanto sono arrivate a mercati europei chiusi, le prime lettere di Donald Trump che fissano i nuovi dazi decisi dalla Casa Bianca. Giappone e Corea riceveranno tariffe sulle loro merci esportate negli Usa al 25%. Se non verrà trovato un accordo prima, l’1 agosto le dogane Usa inizieranno a riscuotere l’importo stabilito dalla missiva. Bessent ha assicurato che nei prossimi giorni verranno annunciate diverse intese, e di aver ricevuto molte proposte solo nelle ultime ore. Staremo a vedere.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 08 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66893710/corsivo_08_07_2025_08_10.mp3" length="3477356" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Dazi: a poche ore dalla scadenza solo tre intese preliminari.  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Nessun accordo ha la forma di un trattato internazionale, necessaria per concretizzare davvero uno scambio sul commercio. E le trattative con gli altri Paesi e con la Ue non hanno prodotto alcun risultato concreto.  Le intese con Gran Bretagna, Cina e Vietnam. Il primo annuncio riguarda il Regno Unito. Si tratta di un’intesa per ridurre alcune barriere tariffarie su beni industriali e agricoli statunitensi. Downing Street ha chiarito che non ci sono tagli tariffari già operativi. A fine giugno il tentativo di de-escalation con la Cina ha preso la forma di uno scheletro di intesa che prevede da parte cinese un ampliamento delle licenze per l’export di terre rare e un rafforzamento dei controlli su chip e tecnologie dual use, in cambio di una riduzione parziale delle restrizioni americane sull’export high-tech e un allentamento dei visti per studenti. In base all’intesa con il Vietnam, gli Stati Uniti applicheranno un dazio del 20% su tutte le importazioni con un supplemento del 40% sulle merci che risultano “trasbordate” dalla Cina per eludere i relativi dazi. In cambio, Hanoi si impegna a garantire l’accesso senza dazi ai prodotti americani.  Trump invia le lettere sui dazi: 25% a Corea del Sud e Giappone.  Intanto sono arrivate a mercati europei chiusi, le prime lettere di Donald Trump che fissano i nuovi dazi decisi dalla Casa Bianca. Giappone e Corea riceveranno tariffe sulle loro merci esportate negli Usa al 25%. Se non verrà trovato un accordo prima, l’1 agosto le dogane Usa inizieranno a riscuotere l’importo stabilito dalla missiva. Bessent ha assicurato che nei prossimi giorni verranno annunciate diverse intese, e di aver ricevuto molte proposte solo nelle ultime ore. Staremo a vedere.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/af6f723b6a184f2c6dca531c78ac13c2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La terza via di Musk: un partito conservatore tra repubblicani e democratici | Il Corsivo di Lunedì 07 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-terza-via-di-musk-un-partito-conservatore-tra-repubblicani-e-democratici-il-corsivo-di-lunedi-07-luglio-2025--66880391</link><description><![CDATA[La terza via di Musk: un partito conservatore tra repubblicani e democratici.  Un partito conservatore che si interpone tra repubblicani e democratici. Questa è la terza via politica di Elon Musk, grande finanziatore di Donald Trump, cacciato dalla guida del Doge dopo le forti critiche sulla controversa legge finanziaria approvata dal presidente americano. America Party di Musk rompe la tradizione secolare dello scontro tra repubblicani e democratici e si rivolge ad un elettorato essenzialmente moderato che va a votare turandosi il naso oppure non si sente rappresentato dal radicalismo di Trump e dal movimento Maga.   Le difficoltà del progetto di Musk. Sul piano del marketing politico, America Party, almeno teoricamente, potrebbe portare via voti ai repubblicani, favorendo i democratici in quei due-tre seggi del Senato e otto-dieci della Camera dove si dovrebbe concentrare l'impegno di Musk.  America Party può certamente contare su un flusso finanziario notevole, ma gli ostacoli maggiori restano le barriere istituzionali e le regole per l'accesso alle schede elettorali. Il partito dovrà inoltre definire il proprio ambito d'azione, smarcarsi dall'agenda dell'amministrazione di Trump, gestire le divisioni tra il potenziale elettorato, costruire nuove alleanze politiche. Si tratta di un percorso non facile. Il piano di Musk è quello di investire fiumi di denaro per sostenere alcuni candidati, come la battaglia per la rielezione del deputato Thomas Massie (R-Ky.) nel mirino di Trump, e costruire un pacchetto di parlamentari. Secondo Musk, sarebbe sufficiente per avere il voto decisivo sulle leggi controverse. Infine c'è la minaccia di Trump di rispedire Musk in Sudafrica e tagliare i contratti governativi alle sue aziende. La vulnerabilità delle imprese di Musk ai contratti governativi risulta alta.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 07 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66880391/corsivo_07_07_2025_08_10.mp3" length="3480236" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La terza via di Musk: un partito conservatore tra repubblicani e democratici.  Un partito conservatore che si interpone tra repubblicani e democratici. Questa è la terza via politica di Elon Musk, grande finanziatore di Donald Trump, cacciato dalla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La terza via di Musk: un partito conservatore tra repubblicani e democratici.  Un partito conservatore che si interpone tra repubblicani e democratici. Questa è la terza via politica di Elon Musk, grande finanziatore di Donald Trump, cacciato dalla guida del Doge dopo le forti critiche sulla controversa legge finanziaria approvata dal presidente americano. America Party di Musk rompe la tradizione secolare dello scontro tra repubblicani e democratici e si rivolge ad un elettorato essenzialmente moderato che va a votare turandosi il naso oppure non si sente rappresentato dal radicalismo di Trump e dal movimento Maga.   Le difficoltà del progetto di Musk. Sul piano del marketing politico, America Party, almeno teoricamente, potrebbe portare via voti ai repubblicani, favorendo i democratici in quei due-tre seggi del Senato e otto-dieci della Camera dove si dovrebbe concentrare l'impegno di Musk.  America Party può certamente contare su un flusso finanziario notevole, ma gli ostacoli maggiori restano le barriere istituzionali e le regole per l'accesso alle schede elettorali. Il partito dovrà inoltre definire il proprio ambito d'azione, smarcarsi dall'agenda dell'amministrazione di Trump, gestire le divisioni tra il potenziale elettorato, costruire nuove alleanze politiche. Si tratta di un percorso non facile. Il piano di Musk è quello di investire fiumi di denaro per sostenere alcuni candidati, come la battaglia per la rielezione del deputato Thomas Massie (R-Ky.) nel mirino di Trump, e costruire un pacchetto di parlamentari. Secondo Musk, sarebbe sufficiente per avere il voto decisivo sulle leggi controverse. Infine c'è la minaccia di Trump di rispedire Musk in Sudafrica e tagliare i contratti governativi alle sue aziende. La vulnerabilità delle imprese di Musk ai contratti governativi risulta alta.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La cosa, ovviamente, comporta, anche un netto aumento delle emissioni di CO2 dovute al maggiore utilizzo degli idrocarburi e del carbone che, non a caso, nel 2024, raggiungono il loro record storico. La Cina, come è noto, rimane il più grande emettitore di CO2 al mondo - con almeno un terzo di tutte le emissioni planetarie - realizzando più del 60% della sua produzione elettrica attraverso il carbone: ed a questo proposito, va ricordato che, proprio mentre scriviamo queste nostre righe, sono sulla rampa di lancio cinese almeno 100 nuove centrali elettriche a carbone. Per contro, sempre la Cina guadagna anche il primato nel campo degli impianti fotovoltaici ed eolici, ospitandone non meno del 50% di quelli presenti in tutto il pianeta. Quindi il Paese asiatico è allo stesso tempo il più grande protagonista al mondo nelle energie rinnovabili, ma anche il più grande inquinatore di CO2. Inoltre, sempre lo scorso anno, si è pure toccato un nuovo picco di produzione petrolifera negli Stati Uniti, con oltre 20 milioni di barili al giorno che - pensate un po’ - da soli rappresentano una quantità che è pari alla somma di quelli che, solitamente, riescono a sfornare Russia e Arabia Saudita messe insieme. E pure per quanto concerne il gas naturale, le produzioni globali sono rimaste assai elevate, con gli USA che, anche in questo campo, guidano la classifica internazionale con oltre 1000 miliardi di metri cubi prodotti. Tutto questo significa, essenzialmente, che la crescita dell’economia mondiale non può fare a meno di continui aumenti di produzione energetica, ai quali però non è possibile far fronte ricorrendo esclusivamente alle fonti rinnovabili: intanto perchè queste ultime non sono sufficienti rispetto all’aumento della domanda e poi perché la loro caratteristica specifica è proprio quella di essere discontinue, non programmabili e, quindi, inadeguate per rispondere a esigenze di tipo costante quali sono, ad esempio, quelle peculiari a settori come sanità o trasporti. In questo contesto, diventa, dunque, abbastanza chiaro come l’ostinarsi a sognare il raggiungimento, in tempi brevi, di  un mondo totalmente decarbonizzato, significhi, più che altro, non voler fare, assolutamente, i conti con la realtà. Così come appare del tutto velleitaria la pretesa europea di toccare lo stesso traguardo, entro il 2050: a meno che, non si voglia optare per una decrescita economica che, comunque – stiamone certi - nelle sue conseguenze sociali, non sarebbe affatto “felice”. Pertanto, se il Vecchio Continente si accontenta di poter vantare qualche sterile primato morale, faccia pure... tanto, il problema delle emissioni inquinanti, nella sua dimensione globale, resterebbe sostanzialmente inalterato, visto che quelle europee non raggiungono neanche il 7% delle complessive e visto anche che, ben difficilmente, Paesi come USA, Cina, India, Russia o Indonesia, saranno mai disposti a seguire il nostro nobile, ma irresponsabile esempio. Ed a conferma di quanto stiamo dicendo, basti considerare che, se da un momento all’altro,  tutte le industrie europee sparissero nel nulla, dal punto di vista delle emissioni globali di CO2 le conseguenze sarebbero praticamente irrilevanti. Rifletta bene, quindi, Bruxelles prima di mettere in gioco tutto ciò che, fino ad oggi, ha definito e caratterizzato il nostro essere europei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66857060/corsivo_04_07_2025_08_10.mp3" length="4773932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Ci è capitato ieri di leggere alcuni dati pubblicati dall’Energy Institute di Londra, secondo i quali, per la prima volta dal 2006, la domanda di energia nel mondo è cresciuta in tutte le sue componenti: dal carbone al nucleare, dal petrolio alle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ci è capitato ieri di leggere alcuni dati pubblicati dall’Energy Institute di Londra, secondo i quali, per la prima volta dal 2006, la domanda di energia nel mondo è cresciuta in tutte le sue componenti: dal carbone al nucleare, dal petrolio alle rinnovabili. La cosa, ovviamente, comporta, anche un netto aumento delle emissioni di CO2 dovute al maggiore utilizzo degli idrocarburi e del carbone che, non a caso, nel 2024, raggiungono il loro record storico. La Cina, come è noto, rimane il più grande emettitore di CO2 al mondo - con almeno un terzo di tutte le emissioni planetarie - realizzando più del 60% della sua produzione elettrica attraverso il carbone: ed a questo proposito, va ricordato che, proprio mentre scriviamo queste nostre righe, sono sulla rampa di lancio cinese almeno 100 nuove centrali elettriche a carbone. Per contro, sempre la Cina guadagna anche il primato nel campo degli impianti fotovoltaici ed eolici, ospitandone non meno del 50% di quelli presenti in tutto il pianeta. Quindi il Paese asiatico è allo stesso tempo il più grande protagonista al mondo nelle energie rinnovabili, ma anche il più grande inquinatore di CO2. Inoltre, sempre lo scorso anno, si è pure toccato un nuovo picco di produzione petrolifera negli Stati Uniti, con oltre 20 milioni di barili al giorno che - pensate un po’ - da soli rappresentano una quantità che è pari alla somma di quelli che, solitamente, riescono a sfornare Russia e Arabia Saudita messe insieme. E pure per quanto concerne il gas naturale, le produzioni globali sono rimaste assai elevate, con gli USA che, anche in questo campo, guidano la classifica internazionale con oltre 1000 miliardi di metri cubi prodotti. Tutto questo significa, essenzialmente, che la crescita dell’economia mondiale non può fare a meno di continui aumenti di produzione energetica, ai quali però non è possibile far fronte ricorrendo esclusivamente alle fonti rinnovabili: intanto perchè queste ultime non sono sufficienti rispetto all’aumento della domanda e poi perché la loro caratteristica specifica è proprio quella di essere discontinue, non programmabili e, quindi, inadeguate per rispondere a esigenze di tipo costante quali sono, ad esempio, quelle peculiari a settori come sanità o trasporti. In questo contesto, diventa, dunque, abbastanza chiaro come l’ostinarsi a sognare il raggiungimento, in tempi brevi, di  un mondo totalmente decarbonizzato, significhi, più che altro, non voler fare, assolutamente, i conti con la realtà. Così come appare del tutto velleitaria la pretesa europea di toccare lo stesso traguardo, entro il 2050: a meno che, non si voglia optare per una decrescita economica che, comunque – stiamone certi - nelle sue conseguenze sociali, non sarebbe affatto “felice”. Pertanto, se il Vecchio Continente si accontenta di poter vantare qualche sterile primato morale, faccia pure... tanto, il problema delle emissioni inquinanti, nella sua dimensione globale, resterebbe sostanzialmente inalterato, visto che quelle europee non raggiungono neanche il 7% delle complessive e visto anche che, ben difficilmente, Paesi come USA, Cina, India, Russia o Indonesia, saranno mai disposti a seguire il nostro nobile, ma irresponsabile esempio. Ed a conferma di quanto stiamo dicendo, basti considerare che, se da un momento all’altro,  tutte le industrie europee sparissero nel nulla, dal punto di vista delle emissioni globali di CO2 le conseguenze sarebbero praticamente irrilevanti. Rifletta bene, quindi, Bruxelles prima di mettere in gioco tutto ciò che, fino ad oggi, ha definito e caratterizzato il nostro essere europei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale...]]></itunes:summary><itunes:duration>199</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0d32d7b7e715876494a0aed96f71a6a9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tace la diplomazia, ma parlano i morti | Il Corsivo di Giovedì 03 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tace-la-diplomazia-ma-parlano-i-morti-il-corsivo-di-giovedi-03-luglio-2025--66847022</link><description><![CDATA[Tace la diplomazia, ma parlano i morti.   Mentre le tragicomiche 24 ore preannunciate da Donald Trump in campagna elettorale sono ormai trascorse da qualche minutino e mentre anche il velleitario  Emanuel Macron prova ad attaccare  un bottone telefonico di circa due ore a Vladimir Putin,  la guerra in Ucraina non accenna minimamente a fermarsi. Anzi, in trincea si continua a morire da una parte e dall’altra, i droni ed i missili russi arrivano sulle città ucraine con l’intensità di un temporale e – stando almeno a quanto rivelato dal Wall Street Journal – il Cremlino avrebbe anche ammassato 50mila soldati alle porte della città di Sumy, divenuta uno dei suoi obbiettivi principali in questa fase del conflitto. Con buona pace, quindi, di tutte le illusioni coltivate dal presidente americano sia in merito alle sue tanto millantate capacità negoziali, che su una presunta disponibilità di Putin a trattare qualcosa di diverso dalla completa capitolazione di Kiev, in realtà le effettive intenzioni dello zar, negli ultimi due anni, sono rimaste sempre le stesse: e cioè, quelle di guadagnare tempo, in attesa che Zelensky – preso per sfinimento – si rassegni a riconoscere la piena sconfitta del suo Paese. Nel frattempo, Trump insiste a cullarsi nell’idea che tanto, prima o poi, saranno i prezzi del petrolio in calo a costringere il Cremlino alla tregua...Ma pensiamo davvero che l’uomo che The Donald non nasconde di ammirare tantissimo (e forse di invidiare anche un po’) non avesse messo in conto i danni provocati alla Russia dal calo delle entrate derivanti dall’ export di idrocarburi? Certo che lo aveva fatto e, non a caso, ha trasformato quella del suo Paese in un’economia di guerra, in cui buona parte di quanto si produce è finalizzato proprio al proseguimento del conflitto: al punto che non è azzardato affermare che, probabilmente, oggi Putin avrebbe più problemi nel fermare la guerra, che nel portarla avanti. In sei mesi di governo, Trump ha subito rivelato preoccupanti limiti nella gestione dei rapporti internazionali. Limiti che risiedono nella sua propensione a sopravvalutare l’incidenza dei fattori economici (per non dire affaristici), pure in presenza di questioni che magari affondano storicamente le loro radici in ostilità etniche o incompatibilità ideologiche di lunghissima data. Qualcuno alla Casa Bianca trovi, quindi, il coraggio di spiegare al presidente che un’aspirazione come quella  di passare alla storia come il restauratore dell’impero russo non è assolutamente monetizzabile e come, di conseguenza, in un’ottica di questo tipo, assumano scarsissima rilevanza anche le centinaia di migliaia di soldati usati, imperturbabilmente, come carne da cannone. Pertanto, apra gli occhi signor Trump ed osservi attentamente come lo zar che lei crede esserle amico stia, in verità, lavorando in una direzione esattamente opposta a quella di una tregua, proponendo, attraverso i suoi diplomatici, condizioni inaccettabili per Zelensky e prendendosi, quindi, beatamente gioco anche della sua ormai eccessiva benevolenza.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 03 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66847022/corsivo_03_07_2025_08_10.mp3" length="4140332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Tace la diplomazia, ma parlano i morti.   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Con buona pace, quindi, di tutte le illusioni coltivate dal presidente americano sia in merito alle sue tanto millantate capacità negoziali, che su una presunta disponibilità di Putin a trattare qualcosa di diverso dalla completa capitolazione di Kiev, in realtà le effettive intenzioni dello zar, negli ultimi due anni, sono rimaste sempre le stesse: e cioè, quelle di guadagnare tempo, in attesa che Zelensky – preso per sfinimento – si rassegni a riconoscere la piena sconfitta del suo Paese. Nel frattempo, Trump insiste a cullarsi nell’idea che tanto, prima o poi, saranno i prezzi del petrolio in calo a costringere il Cremlino alla tregua...Ma pensiamo davvero che l’uomo che The Donald non nasconde di ammirare tantissimo (e forse di invidiare anche un po’) non avesse messo in conto i danni provocati alla Russia dal calo delle entrate derivanti dall’ export di idrocarburi? Certo che lo aveva fatto e, non a caso, ha trasformato quella del suo Paese in un’economia di guerra, in cui buona parte di quanto si produce è finalizzato proprio al proseguimento del conflitto: al punto che non è azzardato affermare che, probabilmente, oggi Putin avrebbe più problemi nel fermare la guerra, che nel portarla avanti. In sei mesi di governo, Trump ha subito rivelato preoccupanti limiti nella gestione dei rapporti internazionali. Limiti che risiedono nella sua propensione a sopravvalutare l’incidenza dei fattori economici (per non dire affaristici), pure in presenza di questioni che magari affondano storicamente le loro radici in ostilità etniche o incompatibilità ideologiche di lunghissima data. Qualcuno alla Casa Bianca trovi, quindi, il coraggio di spiegare al presidente che un’aspirazione come quella  di passare alla storia come il restauratore dell’impero russo non è assolutamente monetizzabile e come, di conseguenza, in un’ottica di questo tipo, assumano scarsissima rilevanza anche le centinaia di migliaia di soldati usati, imperturbabilmente, come carne da cannone. Pertanto, apra gli occhi signor Trump ed osservi attentamente come lo zar che lei crede esserle amico stia, in verità, lavorando in una direzione esattamente opposta a quella di una tregua, proponendo, attraverso i suoi diplomatici, condizioni inaccettabili per Zelensky e prendendosi, quindi, beatamente gioco anche della sua ormai eccessiva benevolenza.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/da922b10836a254b158b5e551d6a8fc1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Cassazione conferma l'ergastolo per Paolo Bellini nel processo contro i mandanti della strage di Bologna | Il Corsivo di Mercoledì 02 Lug</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-cassazione-conferma-l-ergastolo-per-paolo-bellini-nel-processo-contro-i-mandanti-della-strage-di-bologna-il-corsivo-di-mercoledi-02-lug--66829384</link><description><![CDATA[La Cassazione conferma l'ergastolo per Paolo Bellini nel processo contro i mandanti della strage di Bologna.  L'ultima sentenza della Cassazione che condanna all'ergastolo Paolo Bellini mette la parola fine al processo sui mandanti della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti e 200 feriti). Un attentato di chiara marca fascista, così dicono tutte le sentenze emesse da vari tribunali nel corso di molti anni di indagini, in seguito a clamorosi depistaggi messi in campo da funzionari infedeli dello Stato. La Cassazione ha confermato il fine pena mai per Paolo Bellini e resa certa la ricostruzione, insieme al verdetto anch’esso passato in giudicato su Gilberto Cavallini, sul filo nero che ha collegato l’eversione di destra, la P2 e l’orrore della sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. I giudici della VI sezione della Suprema corte hanno confermato la condanna a 6 anni per l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel per depistaggio e a quattro anni per Domenico Catracchia, amministratore di alcuni condomini di via Gradoli a Roma, per false informazioni al pubblico ministero.   Confermate le accuse. Paolo Bellini è un killer a pagamento al soldo della criminalità organizzata e terrorista di destra. Il 2 agosto 1980 organizzò il trasporto dell’ordigno in una valigia contenente 25 chilogrammi di esplosivo tipo Compound B, poi collocata nella sala d'aspetto della stazione. L’elemento principale a carico di Bellini era un fotogramma di un filmino amatoriale, girato da un turista tedesco a Bologna la mattina del 2 agosto 1980, nel quale si vede un volto riconosciuto dall’ex moglie come quello dell’imputato. Quello contro Bellini è un verdetto che arriva poco più di un mese dal 45° anniversario della strage e che contribuisce alla ricostruzione in termini più ampi di quella che fu una stagione anche di terrore e depistaggi. Bellini, in questa ricostruzione, si “unisce” definitivamente ai Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (condannati in via definitiva) e Gilberto Cavallini (condannato all’ergastolo), terroristi finanziati da Licio Gelli e coperti dai servizi segreti. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 02 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66829384/corsivo_02_07_2025_08_10.mp3" length="3601196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Cassazione conferma l'ergastolo per Paolo Bellini nel processo contro i mandanti della strage di Bologna.  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La Cassazione ha confermato il fine pena mai per Paolo Bellini e resa certa la ricostruzione, insieme al verdetto anch’esso passato in giudicato su Gilberto Cavallini, sul filo nero che ha collegato l’eversione di destra, la P2 e l’orrore della sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. I giudici della VI sezione della Suprema corte hanno confermato la condanna a 6 anni per l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel per depistaggio e a quattro anni per Domenico Catracchia, amministratore di alcuni condomini di via Gradoli a Roma, per false informazioni al pubblico ministero.   Confermate le accuse. Paolo Bellini è un killer a pagamento al soldo della criminalità organizzata e terrorista di destra. Il 2 agosto 1980 organizzò il trasporto dell’ordigno in una valigia contenente 25 chilogrammi di esplosivo tipo Compound B, poi collocata nella sala d'aspetto della stazione. L’elemento principale a carico di Bellini era un fotogramma di un filmino amatoriale, girato da un turista tedesco a Bologna la mattina del 2 agosto 1980, nel quale si vede un volto riconosciuto dall’ex moglie come quello dell’imputato. Quello contro Bellini è un verdetto che arriva poco più di un mese dal 45° anniversario della strage e che contribuisce alla ricostruzione in termini più ampi di quella che fu una stagione anche di terrore e depistaggi. Bellini, in questa ricostruzione, si “unisce” definitivamente ai Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (condannati in via definitiva) e Gilberto Cavallini (condannato all’ergastolo), terroristi finanziati da Licio Gelli e coperti dai servizi segreti. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9045b60babe61feea637c19056e22a9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 01 Luglio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-01-luglio-2025--66816397</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-07-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 01 Jul 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66816397/corsivo_01_07_2025_08_10.mp3" length="2988908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Non è solo questione di mera statistica, perché dietro all'impressionante cifra di 100 mila a Gaza c'è la storia di un vero e proprio genocidio, una strage di vite di uomini, donne, vecchi, bambini, alcuni ancora in fascie, comunque tutti civili uccisi dalla politica militare di Netanyahu e dal suo governo di ultra destra. La risposta israeliana alla terribile strage di Hamas  è dieci volte superiore a ciò che avvenne il 7 ottobre 2023, in un rapporto di uno a dieci. Persino la distribuzione di aiuti umanitari “sta uccidendo persone”. Parola del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, secondo cui le operazioni gestite dai mercenari statunitensi della Gaza Humanitarian Foundation sono “intrinsecamente insicure”. In circa un mese, dalla ripresa dell’ingresso di beni di prima necessità nella Striscia, l’esercito israeliano e gli stessi contractor americani hanno colpito decine e decine di civili colpevoli di cercare cibo per loro e per la propria famiglia.  Qatar e Stati Uniti spingono per la tregua, Israele va avanti.  L’amministrazione americana ed il Qatar starebbero spingendo per raggiungere la tregua, convinti che si debba sfruttare lo slancio del cessate il fuoco di questa settimana con l’Iran per lavorare ad uno stop delle ostilità anche nella Striscia. Ma i tentativi di rinvigorire gli sforzi diplomatici, si scontrano con i numeri delle vittime negli attacchi di Tel Aviv. A raffreddare gli entusiasmi sono scesi in campo alti funzionari israeliani coinvolti nei colloqui per un accordo sugli ostaggi, che affermano di non comprendere i motivi dell’ottimismo del presidente Donald Trump, secondo cui un cessate il fuoco a Gaza potrebbe essere raggiunto già la prossima settimana. Dunque Israele va avanti e, al momento, la tregua a Gaza sembra un sogno lontano.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 30 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66801522/corsivo_30_06_2025_08_10.mp3" length="3404780" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Superati i 100 mila morti a Gaza.  Non è solo questione di mera statistica, perché dietro all'impressionante cifra di 100 mila a Gaza c'è la storia di un vero e proprio genocidio, una strage di vite di uomini, donne, vecchi, bambini, alcuni ancora in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Superati i 100 mila morti a Gaza.  Non è solo questione di mera statistica, perché dietro all'impressionante cifra di 100 mila a Gaza c'è la storia di un vero e proprio genocidio, una strage di vite di uomini, donne, vecchi, bambini, alcuni ancora in fascie, comunque tutti civili uccisi dalla politica militare di Netanyahu e dal suo governo di ultra destra. La risposta israeliana alla terribile strage di Hamas  è dieci volte superiore a ciò che avvenne il 7 ottobre 2023, in un rapporto di uno a dieci. Persino la distribuzione di aiuti umanitari “sta uccidendo persone”. Parola del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, secondo cui le operazioni gestite dai mercenari statunitensi della Gaza Humanitarian Foundation sono “intrinsecamente insicure”. In circa un mese, dalla ripresa dell’ingresso di beni di prima necessità nella Striscia, l’esercito israeliano e gli stessi contractor americani hanno colpito decine e decine di civili colpevoli di cercare cibo per loro e per la propria famiglia.  Qatar e Stati Uniti spingono per la tregua, Israele va avanti.  L’amministrazione americana ed il Qatar starebbero spingendo per raggiungere la tregua, convinti che si debba sfruttare lo slancio del cessate il fuoco di questa settimana con l’Iran per lavorare ad uno stop delle ostilità anche nella Striscia. Ma i tentativi di rinvigorire gli sforzi diplomatici, si scontrano con i numeri delle vittime negli attacchi di Tel Aviv. A raffreddare gli entusiasmi sono scesi in campo alti funzionari israeliani coinvolti nei colloqui per un accordo sugli ostaggi, che affermano di non comprendere i motivi dell’ottimismo del presidente Donald Trump, secondo cui un cessate il fuoco a Gaza potrebbe essere raggiunto già la prossima settimana. Dunque Israele va avanti e, al momento, la tregua a Gaza sembra un sogno lontano.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5d3c1c20de00e01b33d586dc2ab45918.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 27 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-27-giugno-2025--66767984</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 27 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66767984/corsivo_27_06_2025_08_10.mp3" length="3594860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 26 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-26-giugno-2025--66753370</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 26 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66753370/corsivo_26_06_2025_08_10.mp3" length="3426092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La tregua fragile tra Iran e Israele | Il Corsivo di Mercoledì 25 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-tregua-fragile-tra-iran-e-israele-il-corsivo-di-mercoledi-25-giugno-2025--66735517</link><description><![CDATA[La tregua fragile tra Iran e Israele. Era illusorio, se non superficiale, pensare che il solo annuncio di Trump di un cessate il fuoco potesse mettere da parte anni di guerre, bombardamenti, sabotaggi, operazioni speciali, avvenuti tra Iran e Israele. Infatti, a poche ore dalle dichiarazioni del presidente americano, i due Paesi continuano ad accusarsi a vicenda di aver violato la tregua entrata in vigore ieri mattina. Iran e Israele sostengono di aver vinto la guerra, come confermano le migliaia di persone partecipanti alla manifestazione "per la vittoria" nella piazza Enghelab di Teheran, come dimostrano le parole del presidente israeliano Isaac Herzog  secondo cui l'Iran è un nemico malvagio, ma la sua minaccia è stata eliminata.   La guerra è finita davvero? La guerra non è finita perché con la tregua imposta con la forza dagli Stati Uniti non si sono rimosse le cause che hanno scatenato anni di contrapposizione militare tra Iran e Israele: risale almeno ai tempi della Rivoluzione del 1979, quando l'Iran assume una posizione sempre più critica nei confronti di Israele. Nel 1982, si scatena un conflitto per procura quando l'Iran sostiene con armi e finanziamenti i militanti sciiti e palestinesi libanesi durante la guerra del Libano. L’Iran guadagna potere e influenza con altri paesi e gruppi. Il conflitto si evolve con i tentativi israeliani di fermare il programma nucleare iraniano, con l'uccisione di numerosi scienziati e i bombardamenti contro postazioni iraniane in Siria durante la guerra civile. Con l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023,  Israele prende di mira le truppe iraniane e filo iraniane in Siria. Vengono uccisi il comandante iraniano Razi Mousavi, Sadegh Omidzadeh, insieme ad altri quattro funzionari. Il 1 aprile 2024, Israele bombarda il consolato iraniano a Damasco, l'Iran sequestra  la nave MSC Aries, collegata a Israele, e  lancia un attacco missilistico allo Stato di Israele il 13 aprile 2024. Le tensioni aumentano in seguito dell'assassinio di Ismail Haniyeh, leader politico di Hamas, avvenuto il 31 luglio 2024 per mano di Israele. Si prosegue fino a questi giorni, quando il 13 giugno  2025 Israele sferra l'attacco contro l'Iran con l'operazione Rising Lion.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 25 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66735517/corsivo_25_06_2025_08_10.mp3" length="3600044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La tregua fragile tra Iran e Israele. Era illusorio, se non superficiale, pensare che il solo annuncio di Trump di un cessate il fuoco potesse mettere da parte anni di guerre, bombardamenti, sabotaggi, operazioni speciali, avvenuti tra Iran e Israele....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La tregua fragile tra Iran e Israele. Era illusorio, se non superficiale, pensare che il solo annuncio di Trump di un cessate il fuoco potesse mettere da parte anni di guerre, bombardamenti, sabotaggi, operazioni speciali, avvenuti tra Iran e Israele. Infatti, a poche ore dalle dichiarazioni del presidente americano, i due Paesi continuano ad accusarsi a vicenda di aver violato la tregua entrata in vigore ieri mattina. Iran e Israele sostengono di aver vinto la guerra, come confermano le migliaia di persone partecipanti alla manifestazione "per la vittoria" nella piazza Enghelab di Teheran, come dimostrano le parole del presidente israeliano Isaac Herzog  secondo cui l'Iran è un nemico malvagio, ma la sua minaccia è stata eliminata.   La guerra è finita davvero? La guerra non è finita perché con la tregua imposta con la forza dagli Stati Uniti non si sono rimosse le cause che hanno scatenato anni di contrapposizione militare tra Iran e Israele: risale almeno ai tempi della Rivoluzione del 1979, quando l'Iran assume una posizione sempre più critica nei confronti di Israele. Nel 1982, si scatena un conflitto per procura quando l'Iran sostiene con armi e finanziamenti i militanti sciiti e palestinesi libanesi durante la guerra del Libano. L’Iran guadagna potere e influenza con altri paesi e gruppi. Il conflitto si evolve con i tentativi israeliani di fermare il programma nucleare iraniano, con l'uccisione di numerosi scienziati e i bombardamenti contro postazioni iraniane in Siria durante la guerra civile. Con l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023,  Israele prende di mira le truppe iraniane e filo iraniane in Siria. Vengono uccisi il comandante iraniano Razi Mousavi, Sadegh Omidzadeh, insieme ad altri quattro funzionari. Il 1 aprile 2024, Israele bombarda il consolato iraniano a Damasco, l'Iran sequestra  la nave MSC Aries, collegata a Israele, e  lancia un attacco missilistico allo Stato di Israele il 13 aprile 2024. Le tensioni aumentano in seguito dell'assassinio di Ismail Haniyeh, leader politico di Hamas, avvenuto il 31 luglio 2024 per mano di Israele. Si prosegue fino a questi giorni, quando il 13 giugno  2025 Israele sferra l'attacco contro l'Iran con l'operazione Rising Lion.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/86eccc53fbd1df075b4f34fbd809f593.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aiea chiede il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Iran e Israele. Sospetta danni gravi agli impianti nucleari | Il Corsivo di Martedì 24 Giug</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aiea-chiede-il-cessate-il-fuoco-tra-stati-uniti-iran-e-israele-sospetta-danni-gravi-agli-impianti-nucleari-il-corsivo-di-martedi-24-giug--66719427</link><description><![CDATA[Aiea chiede il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Iran e Israele. Sospetta danni gravi agli impianti nucleari.  Quali danni materiali hanno provocato i bombardamenti americani e israeliani nei siti nucleari iraniani, soprattutto quello di Fordow? "Totalmente distrutti", dice Trump. "Solo parzialmente colpiti", sostengono Cnn, Abc news e Nbc news. "Il materiale nel sito di Fordow era stato già trasportato altrove", afferma l'Iran. Dove sta la verità? Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, vuole vederci chiaro e chiede di fermare le ostilità per permettere ai suoi funzionari di recarsi nei siti colpiti dalle operazioni speciali di Washington e Tel Aviv, proprio ora che il conflitto si allarga di minuto in minuto, in una escalation senza controllo.   Cosa è accaduto nell'impianto di Fordow? Alla riunione di emergenza del Consiglio dei governatori dell'Aiea a Vienna, il direttore generale, Rafael Mariano Grossi, ha sottolineato che "accertare i fatti sul campo è un prerequisito per qualsiasi accordo e ciò può essere fatto solo tramite le ispezioni dell'Aiea". In questo momento non è possibile indicare quali danni abbia subito l'impianto di Fordow attaccato dagli Usa. Comunque Grossi prevede danni molto ingenti all'impianto. Considerando la potenza esplosiva utilizzata e l'estrema sensibilità alle vibrazioni delle centrifughe, le conseguenze possono essere di grande entità. AIEA ha anche richiesto l'accesso ai siti nucleari iraniani per determinare la sorte delle scorte di uranio arricchito a un livello prossimo alla soglia di progettazione per una bomba atomica. La verità è che il rischio ambientale dei raid statunitensi contro l’uranio arricchito è limitato. I rischi maggiori derivano dalle bombe sulle centrali nucleari civili. L’Aiea era pronta a collaborare con l’Iran quando Israele ha iniziato a bombardare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 24 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66719427/corsivo_24_06_2025_08_10.mp3" length="3274028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Aiea chiede il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Iran e Israele. Sospetta danni gravi agli impianti nucleari.  Quali danni materiali hanno provocato i bombardamenti americani e israeliani nei siti nucleari iraniani, soprattutto quello di Fordow?...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Aiea chiede il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Iran e Israele. Sospetta danni gravi agli impianti nucleari.  Quali danni materiali hanno provocato i bombardamenti americani e israeliani nei siti nucleari iraniani, soprattutto quello di Fordow? "Totalmente distrutti", dice Trump. "Solo parzialmente colpiti", sostengono Cnn, Abc news e Nbc news. "Il materiale nel sito di Fordow era stato già trasportato altrove", afferma l'Iran. Dove sta la verità? Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, vuole vederci chiaro e chiede di fermare le ostilità per permettere ai suoi funzionari di recarsi nei siti colpiti dalle operazioni speciali di Washington e Tel Aviv, proprio ora che il conflitto si allarga di minuto in minuto, in una escalation senza controllo.   Cosa è accaduto nell'impianto di Fordow? Alla riunione di emergenza del Consiglio dei governatori dell'Aiea a Vienna, il direttore generale, Rafael Mariano Grossi, ha sottolineato che "accertare i fatti sul campo è un prerequisito per qualsiasi accordo e ciò può essere fatto solo tramite le ispezioni dell'Aiea". In questo momento non è possibile indicare quali danni abbia subito l'impianto di Fordow attaccato dagli Usa. Comunque Grossi prevede danni molto ingenti all'impianto. Considerando la potenza esplosiva utilizzata e l'estrema sensibilità alle vibrazioni delle centrifughe, le conseguenze possono essere di grande entità. AIEA ha anche richiesto l'accesso ai siti nucleari iraniani per determinare la sorte delle scorte di uranio arricchito a un livello prossimo alla soglia di progettazione per una bomba atomica. La verità è che il rischio ambientale dei raid statunitensi contro l’uranio arricchito è limitato. I rischi maggiori derivano dalle bombe sulle centrali nucleari civili. L’Aiea era pronta a collaborare con l’Iran quando Israele ha iniziato a bombardare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Donald Trump rompe gli indugi, non attende l'eventuale evoluzione diplomatica della crisi con l'Iran, anticipa l'attacco contro tre siti nucleari, inclusi Fordow, Natanz e Esfahan, e si infila in uno dei conflitti più pericolosi della storia contemporanea, con conseguenze e sviluppi imprevedibili. L'azione americana era pronta da settimane, da quando lo stesso Trump aveva annunciato un colpo al cuore del sistema nucleare iraiano proprio per questo fine settimana, distogliendo poi l'attenzione internazionale parlando di uno spostamento del piano di quindici giorni, facendo credere di aver avviato una trattativa con Teheran. Ma si è trattato di un depistaggio.   Ad un passo dalla guerra nucleare.  L'annuncio di Trump è un mix di profezie religiose, di esaltazione militare, di crociate moderne, una narrazione molto cara al suo elettorato, alla pancia del movimento Maga, ma il presidente americano con questo atto solitario, non autorizzato dal parlamento e da nessuna organizzazione internazionale, ci porta dritti ad un passo dalla guerra nucleare. L'Iran fa sapere che il sito di Fordow non ha subito gravi danni, contrariamente a quanto ha raccontato Trump, e che la maggior parte dell'uranio precedentemente stoccato presso l'impianto di arricchimento di Fordow era stato trasferito in un'altra sede. Ora l'amministrazione Trump si sta preparando a potenziali ritorsioni da parte dell'Iran e i prossimi giorni saranno particolarmente preoccupanti, secondo quanto hanno raccontato anonimi funzionari del Pentagono e della Casa Bianca. Non è chiaro se le ritorsioni riguarderanno località all'estero o nazionali, o entrambe, di certo l'Iran non starà a guardare. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 23 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66703796/corsivo_23_06_2025_08_10.mp3" length="3170924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Gli Stati Uniti attaccano l'Iran che organizza ritorsioni. Donald Trump rompe gli indugi, non attende l'eventuale evoluzione diplomatica della crisi con l'Iran, anticipa l'attacco contro tre siti nucleari, inclusi Fordow, Natanz e Esfahan, e si infila...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli Stati Uniti attaccano l'Iran che organizza ritorsioni. Donald Trump rompe gli indugi, non attende l'eventuale evoluzione diplomatica della crisi con l'Iran, anticipa l'attacco contro tre siti nucleari, inclusi Fordow, Natanz e Esfahan, e si infila in uno dei conflitti più pericolosi della storia contemporanea, con conseguenze e sviluppi imprevedibili. L'azione americana era pronta da settimane, da quando lo stesso Trump aveva annunciato un colpo al cuore del sistema nucleare iraiano proprio per questo fine settimana, distogliendo poi l'attenzione internazionale parlando di uno spostamento del piano di quindici giorni, facendo credere di aver avviato una trattativa con Teheran. Ma si è trattato di un depistaggio.   Ad un passo dalla guerra nucleare.  L'annuncio di Trump è un mix di profezie religiose, di esaltazione militare, di crociate moderne, una narrazione molto cara al suo elettorato, alla pancia del movimento Maga, ma il presidente americano con questo atto solitario, non autorizzato dal parlamento e da nessuna organizzazione internazionale, ci porta dritti ad un passo dalla guerra nucleare. L'Iran fa sapere che il sito di Fordow non ha subito gravi danni, contrariamente a quanto ha raccontato Trump, e che la maggior parte dell'uranio precedentemente stoccato presso l'impianto di arricchimento di Fordow era stato trasferito in un'altra sede. Ora l'amministrazione Trump si sta preparando a potenziali ritorsioni da parte dell'Iran e i prossimi giorni saranno particolarmente preoccupanti, secondo quanto hanno raccontato anonimi funzionari del Pentagono e della Casa Bianca. Non è chiaro se le ritorsioni riguarderanno località all'estero o nazionali, o entrambe, di certo l'Iran non starà a guardare. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e5cb06f88fc123e64f47e754287c1910.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 20 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-20-giugno-2025--66645727</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 20 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66645727/corsivo_20_06_2025_08_10.mp3" length="3010796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aiea smentisce Israele e Stati Uniti: nessuno sforzo in Iran per un'arma nucleare | Il Corsivo di Giovedì 19 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aiea-smentisce-israele-e-stati-uniti-nessuno-sforzo-in-iran-per-un-arma-nucleare-il-corsivo-di-giovedi-19-giugno-2025--66621183</link><description><![CDATA[Aiea smentisce Israele e Stati Uniti: nessuno sforzo in Iran per un'arma nucleare. In Iran non esiste alcun sforzo sistematico per la costruzione di un'arma nucleare. A pochi giorni dalla presentazione del suo rapporto,  Rafael Grossi, il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea),  conferma che l'Iran sta certamente arricchendo l'uranio al 60%, unico Paese al mondo a farlo, ma non sta costruendo un'arma nucleare. Dunque, Aiea smentisce senza indugio la principale narrazione di Israele e Stati Uniti, secondo cui l'attacco contro Teheran previene la possibilità che gli ayatollah possano intraprendere un'attività finalizzata alla ideazione di un ordigno nucleare. Allora perché si fa questa guerra? Perché Netanyahu ha sferrato un attacco aeronautico senza precedenti contro l?iran? Perché in poche settimane Trump è passato da una posizione diplomatica ad una possibile azione militare?   Gli interessi economici.    L’attacco di Israele all’Iran mette in difficoltà il debito federale americano e il dollaro, e favorisce le Big Three, il monopolio finanziario in aperto contrasto con Donald Trump. Dopo l'avvio dell'azione contro Teheran, il dollaro infatti sta continuando a perdere terreno e prosegue la vendita dei titoli di Stato americani, costretti a pagare rendimenti crescenti. La tenuta dei conti di un paese come gli Stati Uniti, che ha un debito di 36 mila miliardi di dollari, paga 1200 miliardi di interessi e ha una posizione finanziaria netta negativa di 24 mila miliardi, sta deteriorandosi rapidamente in seguito all’apertura del fronte di guerra iraniano. Non solo. Ieri la Fed di Jerome Powell ha lasciato invariato i tassi d'interesse in una forbice che va dal 4,25 al 4,5%, lo stesso livello al quale sono dallo scorso dicembre, contro la richiesta di Trump.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 19 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66621183/corsivo_19_06_2025_08_10.mp3" length="3440492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Aiea smentisce Israele e Stati Uniti: nessuno sforzo in Iran per un'arma nucleare. In Iran non esiste alcun sforzo sistematico per la costruzione di un'arma nucleare. A pochi giorni dalla presentazione del suo rapporto,  Rafael Grossi, il direttore...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Aiea smentisce Israele e Stati Uniti: nessuno sforzo in Iran per un'arma nucleare. In Iran non esiste alcun sforzo sistematico per la costruzione di un'arma nucleare. A pochi giorni dalla presentazione del suo rapporto,  Rafael Grossi, il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea),  conferma che l'Iran sta certamente arricchendo l'uranio al 60%, unico Paese al mondo a farlo, ma non sta costruendo un'arma nucleare. Dunque, Aiea smentisce senza indugio la principale narrazione di Israele e Stati Uniti, secondo cui l'attacco contro Teheran previene la possibilità che gli ayatollah possano intraprendere un'attività finalizzata alla ideazione di un ordigno nucleare. Allora perché si fa questa guerra? Perché Netanyahu ha sferrato un attacco aeronautico senza precedenti contro l?iran? Perché in poche settimane Trump è passato da una posizione diplomatica ad una possibile azione militare?   Gli interessi economici.    L’attacco di Israele all’Iran mette in difficoltà il debito federale americano e il dollaro, e favorisce le Big Three, il monopolio finanziario in aperto contrasto con Donald Trump. Dopo l'avvio dell'azione contro Teheran, il dollaro infatti sta continuando a perdere terreno e prosegue la vendita dei titoli di Stato americani, costretti a pagare rendimenti crescenti. La tenuta dei conti di un paese come gli Stati Uniti, che ha un debito di 36 mila miliardi di dollari, paga 1200 miliardi di interessi e ha una posizione finanziaria netta negativa di 24 mila miliardi, sta deteriorandosi rapidamente in seguito all’apertura del fronte di guerra iraniano. Non solo. Ieri la Fed di Jerome Powell ha lasciato invariato i tassi d'interesse in una forbice che va dal 4,25 al 4,5%, lo stesso livello al quale sono dallo scorso dicembre, contro la richiesta di Trump.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1218af91083c2039837fdd524b02d720.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La guerra di Trump contro l'Iran: sappiamo dov'è Khamenei, ci vuole una resa incondizionata | Il Corsivo di Mercoledì 18 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerra-di-trump-contro-l-iran-sappiamo-dov-e-khamenei-ci-vuole-una-resa-incondizionata-il-corsivo-di-mercoledi-18-giugno-2025--66599103</link><description><![CDATA[La guerra di Trump contro l'Iran: sappiamo dov'è Khamenei, ci vuole una resa incondizionata. Durante la sua campagna elettorale, e nei primi mesi del secondo mandato, Donald Trump aveva annunciato di chiudere i conflitti tra Russia e Ucraina e in Medio Oriente in poche ore, con accordi di pace duraturi. Non solo non è riuscito a chiudere in modo diplomatico le due guerre, ma ora gli Stati Uniti appoggiano sul piano militare l'offensiva israeliana e si trovano sempre più al centro dello scontro con l'Iran. Le ultime dichiarazioni di Trump, dettate nei minuti in cui riuniva il consiglio di sicurezza alla Casa Bianca, sono eloquenti. "Sappiamo dov'è Khamenei, urge una immediata resa incondizionata". Nella sostanza, Trump considera probabile l'ipotesi di lanciare un attacco contro le strutture nucleari iraniane, in particolare contro l'impianto sotterraneo di arricchimento dell'uranio a Fordow. E' una delle opzioni prese in considerazione nel vertice con il suo mediatore, Steve Witkoff, il capo di stato maggiore aggiunto Dan Caine, e altri leader militari.  La strategia di Israele.  L’ultimo dei vertici militari iraniani a cadere è il nuovo capo di stato maggiore Ali Shadmani, nominato solo quattro giorni fa. Israele colpisce i siti di arricchimento dell'uranio e gli scienziati nucleari, e tenta di impedire al suo avversario di avvicinarsi alla costruzione di un'arma atomica che Teheran non possiede e che con ogni probabilità non avrà mai. Per compiere questa nuova azione appoggiata da Trump, gli israeliani  hanno ucciso almeno 224 persone da venerdì scorso. L'Iran ha risposto lanciando più di 370 missili e centinaia di dron. Finora si registrano decine di vittime e di feriti in Israele. Ma l'eventuale attacco americano potrebbe unire gli storici amici di Teheran in un'alleanza militare convergente dagli esiti imprevedibili, davanti agli occhi impotenti del mondo e della diplomazia..     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 18 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66599103/corsivo_18_06_2025_08_10.mp3" length="3378860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra di Trump contro l'Iran: sappiamo dov'è Khamenei, ci vuole una resa incondizionata. 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Nella sostanza, Trump considera probabile l'ipotesi di lanciare un attacco contro le strutture nucleari iraniane, in particolare contro l'impianto sotterraneo di arricchimento dell'uranio a Fordow. E' una delle opzioni prese in considerazione nel vertice con il suo mediatore, Steve Witkoff, il capo di stato maggiore aggiunto Dan Caine, e altri leader militari.  La strategia di Israele.  L’ultimo dei vertici militari iraniani a cadere è il nuovo capo di stato maggiore Ali Shadmani, nominato solo quattro giorni fa. Israele colpisce i siti di arricchimento dell'uranio e gli scienziati nucleari, e tenta di impedire al suo avversario di avvicinarsi alla costruzione di un'arma atomica che Teheran non possiede e che con ogni probabilità non avrà mai. Per compiere questa nuova azione appoggiata da Trump, gli israeliani  hanno ucciso almeno 224 persone da venerdì scorso. L'Iran ha risposto lanciando più di 370 missili e centinaia di dron. Finora si registrano decine di vittime e di feriti in Israele. Ma l'eventuale attacco americano potrebbe unire gli storici amici di Teheran in un'alleanza militare convergente dagli esiti imprevedibili, davanti agli occhi impotenti del mondo e della diplomazia..     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/597107e9986a6936c4e575913c64eca5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 17 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-17-giugno-2025--66587241</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 17 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66587241/corsivo_17_06_2025_08_10.mp3" length="3581036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 16 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66572885/corsivo_16_06_2025_08_10.mp3" length="3562604" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una riflessione sul caso Pieroni | Il Corsivo di Venerdì 13 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-riflessione-sul-caso-pieroni-il-corsivo-di-venerdi-13-giugno-2025--66543771</link><description><![CDATA[La morte assistita dello scrittore e musicista, Daniele Pieroni, resa possibile da una legge della regione Toscana attualmente impugnata dal Governo presso la Corte Costituzionale, invita a riflettere su una questione che in Italia, nonostante la sua particolare delicatezza, sul piano legislativo resta ancora, inspiegabilmente, affidata al caso e all’improvvisazione. Di fatto, appare piuttosto evidente come da noi si possa morire, in una maniera o nell’altra, a seconda della regione in cui si risiede... Pieroni, ad esempio, era nato in Abruzzo e se non si fosse trasferito da anni in provincia di Siena, per nessun motivo avrebbe potuto fruire altrove di una opportunità analoga a quella offertagli dalla Toscana. Ci chiediamo come sia possibile che una materia che, in fondo, proprio per la sua indiscutibile trasversalità – ci si ammala e si muore, infatti, sia a destra, che a sinistra – dovrebbe essere regolata da una legge dello Stato, sia rimasta invece, fino ad oggi,  disciplinata in ordine sparso su tutto il territorio nazionale...quasi come se si trattasse di un problema da inserire nell’ambito di quella “autonomia differenziata”, di cui si è tanto discusso lo scorso anno. E’ vero che in tema di sanità le Regioni dispongono di poteri molto ampi, ma quello di legiferare sul suicidio assistito, almeno a nostro avviso, dovrebbe esulare da questi. Tuttavia, per il momento, non possiamo fare altro che prendere atto del fatto che, sebbene più volte sollecitato dalla Consulta ad intervenire attraverso una normativa nazionale, il nostro Parlamento ha finora colpevolmente evitato di farlo. I partiti stentano, evidentemente, a trovare un’intesa, incapaci di individuare quale sia il modello di fine vita meno divisivo da adottare: quello più radicale che considera il suicidio assistito come un diritto assolutamente acquisito, oppure quello preferito dalle forze politiche e culturali più conservatrici che lo ammetterebbero solo in casi eccezionali?  Sono, purtroppo, ormai passati sei anni e quattro governi dal giorno in cui, per la prima volta, la Corte ha chiesto a Camera e Senato di dare certezze e chiarezza agli Italiani, a prescindere dai loro luoghi di residenza. Nel frattempo, al problema irrisolto del fine vita, nei nostri ospedali, viene spesso concretamente data una risposta dai tanti medici che - mossi a compassione dinanzi a certe situazioni irreversibili - ricorrono al metodo della sedazione profonda, intesa come uso di farmaci che inducono all’ incoscienza fino a che non sopraggiunga la morte. Sappiamo che il prossimo 17 luglio, a colmare questo logorante vuoto legislativo, dovrebbe, finalmente, arrivare in Senato una proposta unitaria da parte della maggioranza: speriamo bene...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 13 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66543771/corsivo_13_06_2025_08_10.mp3" length="3579308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La morte assistita dello scrittore e musicista, Daniele Pieroni, resa possibile da una legge della regione Toscana attualmente impugnata dal Governo presso la Corte Costituzionale, invita a riflettere su una questione che in Italia, nonostante la sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La morte assistita dello scrittore e musicista, Daniele Pieroni, resa possibile da una legge della regione Toscana attualmente impugnata dal Governo presso la Corte Costituzionale, invita a riflettere su una questione che in Italia, nonostante la sua particolare delicatezza, sul piano legislativo resta ancora, inspiegabilmente, affidata al caso e all’improvvisazione. Di fatto, appare piuttosto evidente come da noi si possa morire, in una maniera o nell’altra, a seconda della regione in cui si risiede... Pieroni, ad esempio, era nato in Abruzzo e se non si fosse trasferito da anni in provincia di Siena, per nessun motivo avrebbe potuto fruire altrove di una opportunità analoga a quella offertagli dalla Toscana. Ci chiediamo come sia possibile che una materia che, in fondo, proprio per la sua indiscutibile trasversalità – ci si ammala e si muore, infatti, sia a destra, che a sinistra – dovrebbe essere regolata da una legge dello Stato, sia rimasta invece, fino ad oggi,  disciplinata in ordine sparso su tutto il territorio nazionale...quasi come se si trattasse di un problema da inserire nell’ambito di quella “autonomia differenziata”, di cui si è tanto discusso lo scorso anno. E’ vero che in tema di sanità le Regioni dispongono di poteri molto ampi, ma quello di legiferare sul suicidio assistito, almeno a nostro avviso, dovrebbe esulare da questi. Tuttavia, per il momento, non possiamo fare altro che prendere atto del fatto che, sebbene più volte sollecitato dalla Consulta ad intervenire attraverso una normativa nazionale, il nostro Parlamento ha finora colpevolmente evitato di farlo. I partiti stentano, evidentemente, a trovare un’intesa, incapaci di individuare quale sia il modello di fine vita meno divisivo da adottare: quello più radicale che considera il suicidio assistito come un diritto assolutamente acquisito, oppure quello preferito dalle forze politiche e culturali più conservatrici che lo ammetterebbero solo in casi eccezionali?  Sono, purtroppo, ormai passati sei anni e quattro governi dal giorno in cui, per la prima volta, la Corte ha chiesto a Camera e Senato di dare certezze e chiarezza agli Italiani, a prescindere dai loro luoghi di residenza. Nel frattempo, al problema irrisolto del fine vita, nei nostri ospedali, viene spesso concretamente data una risposta dai tanti medici che - mossi a compassione dinanzi a certe situazioni irreversibili - ricorrono al metodo della sedazione profonda, intesa come uso di farmaci che inducono all’ incoscienza fino a che non sopraggiunga la morte. Sappiamo che il prossimo 17 luglio, a colmare questo logorante vuoto legislativo, dovrebbe, finalmente, arrivare in Senato una proposta unitaria da parte della maggioranza: speriamo bene...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aadfc0d30c349faa14893145d78bb86f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 12 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-12-giugno-2025--66523282</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 12 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66523282/corsivo_12_06_2025_08_10.mp3" length="4089644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>171</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 11 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-11-giugno-2025--66503544</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 11 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66503544/corsivo_11_06_2025_08_10.mp3" length="4877036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>204</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 10 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-10-giugno-2025--66488501</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 10 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66488501/corsivo_10_06_2025_08_10.mp3" length="4742828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>198</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tra Calcio e Tennis | Il Corsivo di Lunedì 09 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tra-calcio-e-tennis-il-corsivo-di-lunedi-09-giugno-2025--66467952</link><description><![CDATA[Tra Calcio e Tennis  Mentre la Nazionale di pallonara passa da una brutta figura all’altra, alimentando addirittura l’inaccettabile spauracchio della terza esclusione consecutiva dai prossimi Mondiali di Calcio, nel Paese – a livello di passione sportiva -  sono in corso cambiamenti impensabili anche soltanto una decina d’anni fa. Noi stessi - che pure siamo appassionati tifosi di una squadra di Serie A - dobbiamo, comunque, confessare che non seguiamo una partita della Nazionale almeno dai tempi degli Europei di Londra, mentre, per nulla al mondo – o quasi, non esageriamo… - rinunceremmo oggi ad una finale di Wimbledon o del Roland Garros.  Al momento – che, naturalmente, speriamo sia del tutto passeggero - la nostra gloriosissima Nazionale azzurra, oltre a perdere partite e credibilità, sembra, dunque, avere smarrito anche la capacità di emozionare e di egemonizzare l’interesse del pubblico sportivo, il quale, non a caso, sta cominciando ad orientare le proprie attenzioni verso altri tipi di sport. Su tutti, il Tennis, che, mai come in questo  periodo, ha offerto ai giovanissimi delle nuove figure di riferimento nelle quali potersi identificare. Ed a questo proposito, anche i numeri parlano piuttosto chiaro, visto che in Italia, come rilevato da un’indagine di Social Data, nell’ultimo trimestre dello scorso anno,  con 34.000 “mention” e 5,6 milioni di interazioni, Sinner si è imposto come il personaggio che maggiormente ha saputo polarizzare – anche in campo digitale - l’ammirazione e l’orgoglio del pubblico. Stiamo, pertanto, parlando di un boom che riflette la crescita di un gioco che, proprio grazie ai successi dello stesso Sinner - ma anche a quelli di altri assoluti protagonisti come Jasmine Paolini, Lorenzo Musetti o Sara Errani - sta ritagliandosi uno spazio sempre più ampio nei gradimenti degli Italiani. Argomenti tradizionalmente divisivi e coinvolgenti come un “fuori gioco” od un rigore non dato, cominciano, infatti, ad essere soppiantati, nei nostri discorsi, da altri tecnicismi quali il “doppio fallo” o il “tie break”, come mai era accaduto prima... Purtroppo, se proviamo ad individuare un calciatore italiano che sappia, oggi, entusiasmare le tifoserie come, in passato, seppero fare i vari Rivera, Mazzola, Riva, Baggio, Totti o Del Piero, non lo troveremo neanche a cercarlo col lanternino...Tuttavia, per quanto riguarda il presunto sorpasso del tennis sul calcio, non possiamo neppure escludere di trovarci, per ora, in presenza di un fenomeno che potrebbe anche essere transitorio, in quanto magari ancora troppo legato agli esaltanti risultati ottenuti sul campo da una straordinaria generazione di giocatori. Campioni che paiono ridestare la passione incontenibile che, mezzo secolo fa, aveva accompagnato i trionfi della mitica “Valanga Azzurra” di Gustav Thoeni and company, quando cioè tutta l’Italia si mise, improvvisamente, a sciare, dando così impulso ad un movimento turistico e ad una crescita commerciale che, da allora – pandemia a parte – non hanno, in effetti, mai conosciuto battute d’arresto. Due esperienze sportive che, tra l’altro, a distanza di circa cinquant’anni l’una dall’altra, si fondano – guarda caso - entrambe sulla leadership di due equilibrati e garbati fuoriclasse altoatesini, che ci hanno insegnato ed insegnano tuttora cosa significhi vincere o perdere con assoluto fair play. E che, oggi, sia proprio lo “stile Sinner” a rappresentare lo sport italiano nel mondo non può che giovare all’immagine del nostro Paese.       "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 09 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66467952/corsivo_09_06_2025_08_10.mp3" length="4573484" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Tra Calcio e Tennis  Mentre la Nazionale di pallonara passa da una brutta figura all’altra, alimentando addirittura l’inaccettabile spauracchio della terza esclusione consecutiva dai prossimi Mondiali di Calcio, nel Paese – a livello di passione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra Calcio e Tennis  Mentre la Nazionale di pallonara passa da una brutta figura all’altra, alimentando addirittura l’inaccettabile spauracchio della terza esclusione consecutiva dai prossimi Mondiali di Calcio, nel Paese – a livello di passione sportiva -  sono in corso cambiamenti impensabili anche soltanto una decina d’anni fa. Noi stessi - che pure siamo appassionati tifosi di una squadra di Serie A - dobbiamo, comunque, confessare che non seguiamo una partita della Nazionale almeno dai tempi degli Europei di Londra, mentre, per nulla al mondo – o quasi, non esageriamo… - rinunceremmo oggi ad una finale di Wimbledon o del Roland Garros.  Al momento – che, naturalmente, speriamo sia del tutto passeggero - la nostra gloriosissima Nazionale azzurra, oltre a perdere partite e credibilità, sembra, dunque, avere smarrito anche la capacità di emozionare e di egemonizzare l’interesse del pubblico sportivo, il quale, non a caso, sta cominciando ad orientare le proprie attenzioni verso altri tipi di sport. Su tutti, il Tennis, che, mai come in questo  periodo, ha offerto ai giovanissimi delle nuove figure di riferimento nelle quali potersi identificare. Ed a questo proposito, anche i numeri parlano piuttosto chiaro, visto che in Italia, come rilevato da un’indagine di Social Data, nell’ultimo trimestre dello scorso anno,  con 34.000 “mention” e 5,6 milioni di interazioni, Sinner si è imposto come il personaggio che maggiormente ha saputo polarizzare – anche in campo digitale - l’ammirazione e l’orgoglio del pubblico. Stiamo, pertanto, parlando di un boom che riflette la crescita di un gioco che, proprio grazie ai successi dello stesso Sinner - ma anche a quelli di altri assoluti protagonisti come Jasmine Paolini, Lorenzo Musetti o Sara Errani - sta ritagliandosi uno spazio sempre più ampio nei gradimenti degli Italiani. Argomenti tradizionalmente divisivi e coinvolgenti come un “fuori gioco” od un rigore non dato, cominciano, infatti, ad essere soppiantati, nei nostri discorsi, da altri tecnicismi quali il “doppio fallo” o il “tie break”, come mai era accaduto prima... Purtroppo, se proviamo ad individuare un calciatore italiano che sappia, oggi, entusiasmare le tifoserie come, in passato, seppero fare i vari Rivera, Mazzola, Riva, Baggio, Totti o Del Piero, non lo troveremo neanche a cercarlo col lanternino...Tuttavia, per quanto riguarda il presunto sorpasso del tennis sul calcio, non possiamo neppure escludere di trovarci, per ora, in presenza di un fenomeno che potrebbe anche essere transitorio, in quanto magari ancora troppo legato agli esaltanti risultati ottenuti sul campo da una straordinaria generazione di giocatori. Campioni che paiono ridestare la passione incontenibile che, mezzo secolo fa, aveva accompagnato i trionfi della mitica “Valanga Azzurra” di Gustav Thoeni and company, quando cioè tutta l’Italia si mise, improvvisamente, a sciare, dando così impulso ad un movimento turistico e ad una crescita commerciale che, da allora – pandemia a parte – non hanno, in effetti, mai conosciuto battute d’arresto. Due esperienze sportive che, tra l’altro, a distanza di circa cinquant’anni l’una dall’altra, si fondano – guarda caso - entrambe sulla leadership di due equilibrati e garbati fuoriclasse altoatesini, che ci hanno insegnato ed insegnano tuttora cosa significhi vincere o perdere con assoluto fair play. E che, oggi, sia proprio lo “stile Sinner” a rappresentare lo sport italiano nel mondo non può che giovare all’immagine del nostro Paese.       "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store...]]></itunes:summary><itunes:duration>191</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cf162a5c03742f81c6ed0d8c119cb8a8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 06 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-06-giugno-2025--66416328</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 06 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66416328/corsivo_06_06_2025_08_10.mp3" length="3197996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza chiudono i centri di distribuzione di aiuti umanitari | Il Corsivo di Giovedì 05 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-chiudono-i-centri-di-distribuzione-di-aiuti-umanitari-il-corsivo-di-giovedi-05-giugno-2025--66404189</link><description><![CDATA[A Gaza chiudono i centri di distribuzione di aiuti umanitari. A Gaza, l'ultima speranza umanitaria si è frantumata e guerra, fame, miseria e morte regnano sovrani. I centri di distribuzione degli aiuti hanno tirato giù le saracinesche. Sono rimasti aperti una sola settimana e sono costati al momento oltre cento morti tra la popolazione civile. Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), la controversa fondazione americana che ha affidato la sicurezza a contractor armati anch’essi statunitensi, annuncia che l’interruzione sarà solo di un giorno e serve per consentire “attività logistiche necessarie ad accogliere un maggior numero di persone”. La consegna dei pacchi del cibo riprenderà oggi, ma con gli stessi problemi organizzativi.  Una gestione disastrosa.  E' stata una settimana disastrosa per il nuovo sistema umanitario militarizzato, imposto da Israele con il sostegno americano, per estromettere le agenzie delle Nazioni Unite e le ong. “Così possiamo controllare che gli aiuti non vadano ad Hamas”, dicono le autorità israeliane. Martedì scorso aveva aperto il primo sito della Ghf a Tel al Sultan, a ovest di Rafah. Nelle ore successive e fino a ieri, migliaia di palestinesi affamati si sono presentati nei centri di distribuzione per prendere lo scatolone con gli alimenti, arrivando sul posto in anticipo rispetto all’apertura dei cancelli per paura dell’esaurimento delle scorte. La situazione è volutamente fuori controllo. Quattro soli punti di distribuzione per più di due milioni di gazawi sono ovviamente insufficienti: quando il sistema era in mano alle agenzie dell’Onu, i punti erano 400. La cronaca di questi giorni nasconde il progetto di occupazione e di controllo totale della Striscia di Gaza, e la deportazione dei palestinesi negli stati confinanti come chiesto da Trump a Netanyahu.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 05 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66404189/corsivo_05_06_2025_08_10.mp3" length="3300524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza chiudono i centri di distribuzione di aiuti umanitari. 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E' stata una settimana disastrosa per il nuovo sistema umanitario militarizzato, imposto da Israele con il sostegno americano, per estromettere le agenzie delle Nazioni Unite e le ong. “Così possiamo controllare che gli aiuti non vadano ad Hamas”, dicono le autorità israeliane. Martedì scorso aveva aperto il primo sito della Ghf a Tel al Sultan, a ovest di Rafah. Nelle ore successive e fino a ieri, migliaia di palestinesi affamati si sono presentati nei centri di distribuzione per prendere lo scatolone con gli alimenti, arrivando sul posto in anticipo rispetto all’apertura dei cancelli per paura dell’esaurimento delle scorte. La situazione è volutamente fuori controllo. Quattro soli punti di distribuzione per più di due milioni di gazawi sono ovviamente insufficienti: quando il sistema era in mano alle agenzie dell’Onu, i punti erano 400. La cronaca di questi giorni nasconde il progetto di occupazione e di controllo totale della Striscia di Gaza, e la deportazione dei palestinesi negli stati confinanti come chiesto da Trump a Netanyahu.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/763329a5a84ff8799901ca4cf3b98f0e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 04 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-04-giugno-2025--66391011</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 04 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66391011/corsivo_04_06_2025_08_10.mp3" length="2958956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo scontro politico tra maggioranza e opposizione sul referendum | Il Corsivo di Martedì 03 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-scontro-politico-tra-maggioranza-e-opposizione-sul-referendum-il-corsivo-di-martedi-03-giugno-2025--66378389</link><description><![CDATA[Lo scontro politico tra maggioranza e opposizione sul referendum. Quella della premier Giorgia Meloni non è l'esortazione di Bettino Craxi di "andare al mare" nei giorni del referendum di 8 e 9 giugno, ma la ricerca di una inedita posizione di mezzo, tra astensione e partecipazione: recarsi ai seggi, ma non ritirare la scheda. Non ci sono precedenti nella storia delle nostre istituzioni repubblicane dal 2 giugno 1946 ad oggi. Nessun presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, del Senato, della Camera è entrato in una sezione elettorale senza ritirare la scheda. L'atto di disobbedienza istituzionale inventato da Meloni non contribuirà a raggiungere il quorum che resta fissato al 50% più uno degli elettori .   Cosa succede se ci si presenta al seggio senza ritirare la scheda? Una circolare del Viminale chiarisce cosa provoca la negazione del ritiro della scheda: “Per quanto attiene la rilevazione del numero degli elettori, appare utile rammentare che coloro che rifiutano la scheda non dovranno essere conteggiati tra i votanti della sezione elettorale”. In particolare, secondo le istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione del ministero dell'Interno, "qualora il seggio abbia già registrato l’elettore nella lista o nel registro per l’annotazione del numero di tessera, occorre provvedere, nei relativi riquadri e colonne di tali documenti, a una ulteriore annotazione: non votante. Può inoltre verificarsi che l’elettore chieda che vengano verbalizzati suoi reclami o dichiarazioni di astensione dal voto o di protesta o di altro contenuto.Anche se Giorgia Meloni dovesse entrare nel seggio senza esercitare la sua preferenza per i referendum, la sua presenza non aiuterebbe la formazione del quorum. Ecco perché le opposizioni definiscono la strategia di Meloni come una “furbata”, perché così la premier non contribuirebbe ad aumentare il numero dei votanti e raggiungere la soglia necessaria per validare i risultati della tornata referendaria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 03 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66378389/corsivo_03_06_2025_08_10.mp3" length="3405356" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scontro politico tra maggioranza e opposizione sul referendum. 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Cosa succede se ci si presenta al seggio senza ritirare la scheda? Una circolare del Viminale chiarisce cosa provoca la negazione del ritiro della scheda: “Per quanto attiene la rilevazione del numero degli elettori, appare utile rammentare che coloro che rifiutano la scheda non dovranno essere conteggiati tra i votanti della sezione elettorale”. In particolare, secondo le istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione del ministero dell'Interno, "qualora il seggio abbia già registrato l’elettore nella lista o nel registro per l’annotazione del numero di tessera, occorre provvedere, nei relativi riquadri e colonne di tali documenti, a una ulteriore annotazione: non votante. Può inoltre verificarsi che l’elettore chieda che vengano verbalizzati suoi reclami o dichiarazioni di astensione dal voto o di protesta o di altro contenuto.Anche se Giorgia Meloni dovesse entrare nel seggio senza esercitare la sua preferenza per i referendum, la sua presenza non aiuterebbe la formazione del quorum. Ecco perché le opposizioni definiscono la strategia di Meloni come una “furbata”, perché così la premier non contribuirebbe ad aumentare il numero dei votanti e raggiungere la soglia necessaria per validare i risultati della tornata referendaria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/48f9f752625c629cb36e1eb58dc2d418.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 02 Giugno 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-02-giugno-2025--66363176</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-06-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Jun 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66363176/corsivo_02_06_2025_08_10.mp3" length="3592556" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 30 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66336267/corsivo_30_05_2025_08_10.mp3" length="4636844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>194</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 29 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-29-maggio-2025--66323215</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 29 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66323215/corsivo_29_05_2025_08_10.mp3" length="3546476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump avverte Putin: gioca con il fuoco. Cremlino e Kiev proseguono la guerra | Il Corsivo di Mercoledì 28 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-avverte-putin-gioca-con-il-fuoco-cremlino-e-kiev-proseguono-la-guerra-il-corsivo-di-mercoledi-28-maggio-2025--66307606</link><description><![CDATA[Trump avverte Putin: gioca con il fuoco. Cremlino e Kiev proseguono la guerra.  "Ciò che Vladimir Putin non capisce è che se non fosse stato per me, alla Russia sarebbero già successe un sacco di cose brutte, e intendo davvero brutte. Sta giocando col fuoco!”. Così Donald Trump avverte Vladimir Putin. Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, la Russia agirà per garantire la propria sicurezza indipendentemente dalle dichiarazioni di Donald Trump e dal fatto che sia in corso un processo di pace in Ucraina. "Le azioni di Kiev sono in contrasto con il desiderio di un processo di pace e, ovviamente, le condanniamo; non contribuiscono al progresso verso la pace”, ha sostenuto Peskov accusando Kiev di aver intensificato in modo significativo gli attacchi con droni e razzi occidentali in Russia.  Le trattative. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, in questi giorni a Mosca, andrà a Kiev nei prossimi giorni per colloqui sugli esiti del primo incontro con i russi a Istanbul che viene indicata da fonti russe come sede anche per il secondo round. Dopo aver incontrato Vladimir Putin e il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky,  Fidan ha parlato con il suo omologo russo, Serghei Lavrov.  Sui negoziati interviene anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. “Non è importante dove si terrà il negoziato tra russi e ucraini che tutti auspichiamo. Ciò che veramente importa è che questo negoziato possa finalmente iniziare, perché è urgente fermare la guerra. È urgente innanzitutto una tregua, per mettere fine alle devastazioni, alle città distrutte, ai civili che perdono la loro vita. E poi è urgente arrivare a una pace stabile, giusta e duratura, pertanto accettata e concordata da entrambe le parti”, ha spiegato Parolin. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 28 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66307606/corsivo_28_05_2025_08_10.mp3" length="3256748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump avverte Putin: gioca con il fuoco. Cremlino e Kiev proseguono la guerra.  "Ciò che Vladimir Putin non capisce è che se non fosse stato per me, alla Russia sarebbero già successe un sacco di cose brutte, e intendo davvero brutte. Sta giocando col...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Trump avverte Putin: gioca con il fuoco. Cremlino e Kiev proseguono la guerra.  "Ciò che Vladimir Putin non capisce è che se non fosse stato per me, alla Russia sarebbero già successe un sacco di cose brutte, e intendo davvero brutte. Sta giocando col fuoco!”. Così Donald Trump avverte Vladimir Putin. Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, la Russia agirà per garantire la propria sicurezza indipendentemente dalle dichiarazioni di Donald Trump e dal fatto che sia in corso un processo di pace in Ucraina. "Le azioni di Kiev sono in contrasto con il desiderio di un processo di pace e, ovviamente, le condanniamo; non contribuiscono al progresso verso la pace”, ha sostenuto Peskov accusando Kiev di aver intensificato in modo significativo gli attacchi con droni e razzi occidentali in Russia.  Le trattative. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, in questi giorni a Mosca, andrà a Kiev nei prossimi giorni per colloqui sugli esiti del primo incontro con i russi a Istanbul che viene indicata da fonti russe come sede anche per il secondo round. Dopo aver incontrato Vladimir Putin e il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky,  Fidan ha parlato con il suo omologo russo, Serghei Lavrov.  Sui negoziati interviene anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. “Non è importante dove si terrà il negoziato tra russi e ucraini che tutti auspichiamo. Ciò che veramente importa è che questo negoziato possa finalmente iniziare, perché è urgente fermare la guerra. È urgente innanzitutto una tregua, per mettere fine alle devastazioni, alle città distrutte, ai civili che perdono la loro vita. E poi è urgente arrivare a una pace stabile, giusta e duratura, pertanto accettata e concordata da entrambe le parti”, ha spiegato Parolin. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9fc78727011f3946a138695e0f2bf31b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il centrosinistra vince a Genova e Ravenna al primo turno. Taranto e Matera vanno al ballottaggio | Il Corsivo di Martedì 27 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-centrosinistra-vince-a-genova-e-ravenna-al-primo-turno-taranto-e-matera-vanno-al-ballottaggio-il-corsivo-di-martedi-27-maggio-2025--66290031</link><description><![CDATA[Il centrosinistra vince a Genova e Ravenna al primo turno. Taranto e Matera vanno al ballottaggio.  Genova torna al centrosinistra. Silvia Salis agguanta la vittoria al primo turno e diventa sindaco. La stessa cosa avviene a Ravenna con Alessandro Barattoni. Taranto e Matera vanno al ballottaggio, dove comunque i progressisti sono avanti. Per le  amministrative, centoventisei comuni al voto, due milioni di elettori hanno eletto nuovi sindaci e consigli comunali. Non c'è stato un crollo dell'affluenza che rimane stabile l’affluenza, al 56,3%.  Il metodo Salis. Il risultato premia il metodo utilizzato da Silvia Salis durante la campagna elettorale. Ha messo da parte le polemiche, le divisioni, e ha scelto la strada del dialogo con i partiti, con le associazioni del volontariato laico e cattolico, ed è riuscita a ricompattare la coalizione dopo gli anni di Bucci ora Presidente della Regione Liguria. Si tratta della stessa intuizione che ha portato il centrosinistra, in particolare candidate donne, a riprendersi nei mesi scorsi l'Umbria e Perugia, a vincere a Firenze e in molte altre città.  I dati delle amministrative dimostrano che quando il centrosinistra è unito e ha candidati credibili si afferma con maggiore convinzione. Ora il tema vero è come trasferire questa pratica a livello nazionale. E' vero che storicamente il maggioritario a doppio turno che prevede i ballottaggi favorisce il centrosinistra, ma è altrettanto confermato che a fare la differenza è un buon candidato che riesce ad unire, non dividere. Questo risultato è più facile ottenerlo in sede locale, nei territori, nel buon governo. I vari leader dell'opposizione nazionale dovrebbero mettere da parte  l'individualismo, il protagonismo, il settarismo, la politica del particolare, e adottare invece la lezione genovese. Il metodo Salis.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 27 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66290031/corsivo_27_05_2025_08_10.mp3" length="3208940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il centrosinistra vince a Genova e Ravenna al primo turno. 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Ha messo da parte le polemiche, le divisioni, e ha scelto la strada del dialogo con i partiti, con le associazioni del volontariato laico e cattolico, ed è riuscita a ricompattare la coalizione dopo gli anni di Bucci ora Presidente della Regione Liguria. Si tratta della stessa intuizione che ha portato il centrosinistra, in particolare candidate donne, a riprendersi nei mesi scorsi l'Umbria e Perugia, a vincere a Firenze e in molte altre città.  I dati delle amministrative dimostrano che quando il centrosinistra è unito e ha candidati credibili si afferma con maggiore convinzione. Ora il tema vero è come trasferire questa pratica a livello nazionale. E' vero che storicamente il maggioritario a doppio turno che prevede i ballottaggi favorisce il centrosinistra, ma è altrettanto confermato che a fare la differenza è un buon candidato che riesce ad unire, non dividere. Questo risultato è più facile ottenerlo in sede locale, nei territori, nel buon governo. I vari leader dell'opposizione nazionale dovrebbero mettere da parte  l'individualismo, il protagonismo, il settarismo, la politica del particolare, e adottare invece la lezione genovese. Il metodo Salis.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/647d163847644272c7c6106eab088626.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 26 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-26-maggio-2025--66278137</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 26 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66278137/corsivo_26_05_2025_08_10.mp3" length="3034988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Corte Costituzionale riconosce le due madri di un figlio nato da Procreazione assistita | Il Corsivo di Venerdì 23 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-corte-costituzionale-riconosce-le-due-madri-di-un-figlio-nato-da-procreazione-assistita-il-corsivo-di-venerdi-23-maggio-2025--66219772</link><description><![CDATA[La Corte Costituzionale riconosce le due madri di un figlio nato da Procreazione assistita.  E' una sentenza destinata a compiere un passo avanti nelle battaglie sui diritti civili nel nostro paese. Il caso è quello di Glenda e Isabella, sposate e mamme di due bambini di tre e due anni: una figlia era stata riconosciuta, l’altro no perchè nato il 3 aprile 2023, un mese dopo la circolare del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, primo caso a Lucca che ne vietava il riconoscimento. Ora la Consulta mette la parola fine a questa vicenda: sostiene che è incostituzionale non riconoscere entrambe le madri di un figlio nato da Procreazione medicalmente assistita (Pma).    La sentenza. Nella sostanza, la Corte costituzionale afferma che il mancato riconoscimento fin dalla nascita, con procreazione medicalmente assistita, dello stato di figlio di entrambi i genitori lede il diritto all’identità personale del minore e pregiudica l’effettività del suo “diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”.Non solo. Pregiudica “il suo diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”. Quello che è stato stabilito dalla Consulta è un principio di civiltà giuridica nell’interesse di tutti i bambini contro una cultura legata a un unico modello di famiglia. È una sentenza storica che cambia la vita di tutte le donne che, con le compagne o le mogli, vogliono avere un figlio perché non dovranno più sottoporsi alla procedura di adozione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 23 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66219772/corsivo_23_05_2025_08_10.mp3" length="3299948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Corte Costituzionale riconosce le due madri di un figlio nato da Procreazione assistita.  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Nella sostanza, la Corte costituzionale afferma che il mancato riconoscimento fin dalla nascita, con procreazione medicalmente assistita, dello stato di figlio di entrambi i genitori lede il diritto all’identità personale del minore e pregiudica l’effettività del suo “diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”.Non solo. Pregiudica “il suo diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”. Quello che è stato stabilito dalla Consulta è un principio di civiltà giuridica nell’interesse di tutti i bambini contro una cultura legata a un unico modello di famiglia. È una sentenza storica che cambia la vita di tutte le donne che, con le compagne o le mogli, vogliono avere un figlio perché non dovranno più sottoporsi alla procedura di adozione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0f89b1664802c757f68cc5460e8398b1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele colpisce una delegazione Ue a Jenin | Il Corsivo di Giovedì 22 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-colpisce-una-delegazione-ue-a-jenin-il-corsivo-di-giovedi-22-maggio-2025--66197308</link><description><![CDATA[Israele colpisce una delegazione Ue a Jenin.  A Jenin, va in scena l'ultimo attacco di Israele contro gli osservatori internazionali nei territori occupati. L’esercito israeliano spara colpi di avvertimento in aria in presenza di una delegazione formata da almeno 30 fra diplomatici arabi, asiatici e dell’Unione Europea in visita in uno dei principali campi profughi palestinesi. Tra i diplomatici, c’era anche il viceconsole italiano Alessandro Tutino, che sta bene ed è già rientrato a Gerusalemme. Il comandante della divisione della Cisgiordania, il generale Yaki Dolf, ha chiesto un'indagine su quanto accaduto e si dice rammaricato. E pure il generale Hisham Ibrahim, capo dell'amministrazione civile della Difesa, ha ordinato ai suoi ufficiali di contattare immediatamente i rappresentanti dei Paesi coinvolti.  Situazione fuori da ogni controllo. Il fatto è gravissimo e non ci sono più scuse. Ormai è chiaro che la macchina militare israeliana si muove al di fuori di ogni accordo umanitario, sopra le leggi, contro ogni controllo internazionale, e la guerra in corso a Gaza e Cisgordania rimane il conflitto personale di Netanyahu  e del suo governo di ultradestra che vorrebbe cancellare dalla faccia della terra ogni presenza palestinese. "Le minacce contro i diplomatici sono inaccettabili", dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Siamo già in contatto con gli altri paesi colpiti per coordinare congiuntamente una risposta a quanto accaduto", sostiene il governo spagnolo. "Chiediamo a Israele di indagare su questo incidente e di portare davanti alla giustizia i responsabili. Qualsiasi minaccia alla vita dei diplomatici e' inaccettabile", manda a dire l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas. Le reazioni dei paesi colpiti da Israele sono dunque modeste, alcune persino imbarazzanti. Pure in Italia la politica rivela il livello modesto del dibattito di ieri con assenze ingiustificate sui banchi di maggioranza e opposizione. Il segno che neppure sotto i colpi del mortaio israeliano il nostro paese ha una politica estera degna d'essere chiamata tale.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 22 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66197308/corsivo_22_05_2025_08_10.mp3" length="3458348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Israele colpisce una delegazione Ue a Jenin.  A Jenin, va in scena l'ultimo attacco di Israele contro gli osservatori internazionali nei territori occupati. L’esercito israeliano spara colpi di avvertimento in aria in presenza di una delegazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Israele colpisce una delegazione Ue a Jenin.  A Jenin, va in scena l'ultimo attacco di Israele contro gli osservatori internazionali nei territori occupati. L’esercito israeliano spara colpi di avvertimento in aria in presenza di una delegazione formata da almeno 30 fra diplomatici arabi, asiatici e dell’Unione Europea in visita in uno dei principali campi profughi palestinesi. Tra i diplomatici, c’era anche il viceconsole italiano Alessandro Tutino, che sta bene ed è già rientrato a Gerusalemme. Il comandante della divisione della Cisgiordania, il generale Yaki Dolf, ha chiesto un'indagine su quanto accaduto e si dice rammaricato. E pure il generale Hisham Ibrahim, capo dell'amministrazione civile della Difesa, ha ordinato ai suoi ufficiali di contattare immediatamente i rappresentanti dei Paesi coinvolti.  Situazione fuori da ogni controllo. Il fatto è gravissimo e non ci sono più scuse. Ormai è chiaro che la macchina militare israeliana si muove al di fuori di ogni accordo umanitario, sopra le leggi, contro ogni controllo internazionale, e la guerra in corso a Gaza e Cisgordania rimane il conflitto personale di Netanyahu  e del suo governo di ultradestra che vorrebbe cancellare dalla faccia della terra ogni presenza palestinese. "Le minacce contro i diplomatici sono inaccettabili", dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Siamo già in contatto con gli altri paesi colpiti per coordinare congiuntamente una risposta a quanto accaduto", sostiene il governo spagnolo. "Chiediamo a Israele di indagare su questo incidente e di portare davanti alla giustizia i responsabili. Qualsiasi minaccia alla vita dei diplomatici e' inaccettabile", manda a dire l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas. Le reazioni dei paesi colpiti da Israele sono dunque modeste, alcune persino imbarazzanti. Pure in Italia la politica rivela il livello modesto del dibattito di ieri con assenze ingiustificate sui banchi di maggioranza e opposizione. Il segno che neppure sotto i colpi del mortaio israeliano il nostro paese ha una politica estera degna d'essere chiamata tale.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5907aaf6d6e0aeeb6f5db6c6b454f55d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 21 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-21-maggio-2025--66179969</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 21 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66179969/corsivo_21_05_2025_08_10.mp3" length="3581612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La seconda telefonata tra Trump e Putin e la tecnica degli annunci | Il Corsivo di Martedì 20 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-seconda-telefonata-tra-trump-e-putin-e-la-tecnica-degli-annunci-il-corsivo-di-martedi-20-maggio-2025--66164951</link><description><![CDATA[La seconda telefonata tra Trump e Putin e la tecnica degli annunci  Quella andata di ieri è la seconda telefonata ufficiale tra Donald Trump e Vladimir Putin per tentare di fermare il conflitto tra Russia e Ucraina. Nella prima chiamatadel 18 marzo i due leader avevano concordato che il movimento per la pace inizierà con un cessate il fuoco energetico e infrastrutturale, nonché con negoziati tecnici sull'attuazione di un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero, un cessate il fuoco completo e una pace permanente. Le mosse successive non hanno portato un miglioramento della situazione militare, al di là dei cessate il fuoco il 20 aprile nel periodo pasquale e il 9 maggio durante la cerimonia dell'anniversario della vittoria russa sul nazifascismo. I raid di Mosca e le controffensive di Kiev sono proseguiti provocando stragi. Neppure la disponibilità del Vaticano ad avviare una mediazione ha funzionato. L'Europa resta divisa e comunque esclusa dai timidi negoziati, le maggiori organizzazioni mondiali umanitarie non vengono ascoltate.  Due ore senza raggiungere un accordo  Due ore è durata la telefonata tra Trump e Putin, ma non c'è un accordo di massima su come procedere con i negoziati. E' la tecnica degli annunci, degli stop and go che Stati Uniti, Russia e Ucraina ci hanno abituato. Mosca si dice pronta a lavorare con l'Ucraina su un memorandum per i futuri colloqui di pace, ma tutto resta etereo, e comunque per i russi un cessate il fuoco sarà possibile solo una volta raggiunti accordi appropriati. Per Putin, alla fine Russia e Ucraina troveranno dei compromessi, ma è necessario eliminare le cause principali della crisi. Nella sostanza, Trump ha espresso la sua posizione sulla cessazione delle ostilità, mentre Putin intende individuare i percorsi più efficaci per raggiungere la pace, Cioè nulla di nuovo. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 20 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66164951/corsivo_20_05_2025_08_10.mp3" length="3253292" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La seconda telefonata tra Trump e Putin e la tecnica degli annunci  Quella andata di ieri è la seconda telefonata ufficiale tra Donald Trump e Vladimir Putin per tentare di fermare il conflitto tra Russia e Ucraina. 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L'Europa resta divisa e comunque esclusa dai timidi negoziati, le maggiori organizzazioni mondiali umanitarie non vengono ascoltate.  Due ore senza raggiungere un accordo  Due ore è durata la telefonata tra Trump e Putin, ma non c'è un accordo di massima su come procedere con i negoziati. E' la tecnica degli annunci, degli stop and go che Stati Uniti, Russia e Ucraina ci hanno abituato. Mosca si dice pronta a lavorare con l'Ucraina su un memorandum per i futuri colloqui di pace, ma tutto resta etereo, e comunque per i russi un cessate il fuoco sarà possibile solo una volta raggiunti accordi appropriati. Per Putin, alla fine Russia e Ucraina troveranno dei compromessi, ma è necessario eliminare le cause principali della crisi. Nella sostanza, Trump ha espresso la sua posizione sulla cessazione delle ostilità, mentre Putin intende individuare i percorsi più efficaci per raggiungere la pace, Cioè nulla di nuovo. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 19 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66145834/corsivo_19_05_2025_08_10.mp3" length="3316076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Come è noto, si tratta del provvedimento – risalente al 2014 – attraverso il quale venne introdotta, sul mercato del lavoro, una misura che si poneva un duplice obbiettivo: da un lato quello di favorire la flessibilità per le imprese e dall’altro quello di fornire garanzie e tutele ai lavoratori, cercando di ottimizzare la compatibilità delle due esigenze tra di loro. Sui risultati prodotti dal Jobs Act, ci sembra di poter dire che siano stati piuttosto lusinghieri, considerato che, tra il 2015 ed il 2018, al provvedimento dell’esecutivo Renzi è stata attribuita la creazione di  oltre un milione di posti di lavoro. Perno della riforma è stato l’introduzione del  concetto di “tutele crescenti”, ossia di una forma di contratto a tempo indeterminato, con un meccanismo di protezione progressiva per il lavoratore che, sostanzialmente, costituiva un compromesso ragionevole tra flessibilità e garanzie. Tanto è vero che, nei primi due anni di applicazione del Jobs Act, l’adozione del contratto a tutele crescenti è subito aumentata del 36 %, mentre, contestualmente, diminuivano i contratti a termine. Da allora in poi, questa tendenza si è sempre più rinsaldata, rivelandosi un fattore fondamentale per quanto concerne lo sviluppo dell’occupazione industriale, divenuta ormai un fenomeno alimentato essenzialmente da assunzioni a tempo indeterminato. Certo, è anche vero che il Jobs Act, ha modificato la disciplina  dei licenziamenti, abolendo l’obbligo di reintegro in caso di licenziamento illegittimo per sostituirlo con un indennizzo economico...ma ciò è, pur sempre, avvenuto sulla falsa riga di quanto già da tempo era d’uso nelle altre principali economie europee. Ci pare, quindi, di poter parlare di una riforma che diede l’impressione di scaturire da una Sinistra di governo che, sebbene con grave ritardo, aveva finalmente fatto propri i mai tanto rimpianti “meriti e bisogni” di cui Claudio Martelli già parlava al Paese  più di quarant’anni fa. Francamente, per quanto possa essere mossa da una incontenibile frenesia di cancellare la stagione del riformismo renziano dalla memoria del suo partito, la scelta di Elly Schlein di sottoscrivere – senza neanche un minimo distinguo – le posizioni di Conte e Landini sul referendum del 25/26 maggio prossimi, ci è parsa sorvolare un po’ troppo sulla dignità di tanti parlamentari ed esponenti del PD che, a suo tempo, quella riforma la votarono più che convinti e che oggi devono magari fare buon viso a cattivo gioco per il timore di non essere ricandidati alle prossime elezioni. Pertanto, se ad ispirare la leadership di Elly Schlein sono l’estremismo ambientalista o i recenti e confusi orientamenti in politica estera che hanno portato il PD a differenziarsi dal resto della Socialdemocrazia europea, allora ci pare proprio che Giorgia Meloni possa dormire sonni tranquilli e puntare a restare al potere persino più a lungo della regina Elisabetta.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 16 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66114004/corsivo_16_05_2025_08_10.mp3" length="4297580" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il Jobs Act, al momento al centro di un acceso dibattito referendario, rappresenta forse l’elemento più qualificante di tutta l’esperienza governativa di Matteo Renzi. 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Perno della riforma è stato l’introduzione del  concetto di “tutele crescenti”, ossia di una forma di contratto a tempo indeterminato, con un meccanismo di protezione progressiva per il lavoratore che, sostanzialmente, costituiva un compromesso ragionevole tra flessibilità e garanzie. Tanto è vero che, nei primi due anni di applicazione del Jobs Act, l’adozione del contratto a tutele crescenti è subito aumentata del 36 %, mentre, contestualmente, diminuivano i contratti a termine. Da allora in poi, questa tendenza si è sempre più rinsaldata, rivelandosi un fattore fondamentale per quanto concerne lo sviluppo dell’occupazione industriale, divenuta ormai un fenomeno alimentato essenzialmente da assunzioni a tempo indeterminato. Certo, è anche vero che il Jobs Act, ha modificato la disciplina  dei licenziamenti, abolendo l’obbligo di reintegro in caso di licenziamento illegittimo per sostituirlo con un indennizzo economico...ma ciò è, pur sempre, avvenuto sulla falsa riga di quanto già da tempo era d’uso nelle altre principali economie europee. Ci pare, quindi, di poter parlare di una riforma che diede l’impressione di scaturire da una Sinistra di governo che, sebbene con grave ritardo, aveva finalmente fatto propri i mai tanto rimpianti “meriti e bisogni” di cui Claudio Martelli già parlava al Paese  più di quarant’anni fa. Francamente, per quanto possa essere mossa da una incontenibile frenesia di cancellare la stagione del riformismo renziano dalla memoria del suo partito, la scelta di Elly Schlein di sottoscrivere – senza neanche un minimo distinguo – le posizioni di Conte e Landini sul referendum del 25/26 maggio prossimi, ci è parsa sorvolare un po’ troppo sulla dignità di tanti parlamentari ed esponenti del PD che, a suo tempo, quella riforma la votarono più che convinti e che oggi devono magari fare buon viso a cattivo gioco per il timore di non essere ricandidati alle prossime elezioni. Pertanto, se ad ispirare la leadership di Elly Schlein sono l’estremismo ambientalista o i recenti e confusi orientamenti in politica estera che hanno portato il PD a differenziarsi dal resto della Socialdemocrazia europea, allora ci pare proprio che Giorgia Meloni possa dormire sonni tranquilli e puntare a restare al potere persino più a lungo della regina Elisabetta.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 15 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-15-maggio-2025--66096635</link><description><![CDATA[Oggi il vertice di Istanbul sulla pace in Ucraina.  E' il giorno della verità. A Istanbul Stati Uniti, Russia e Ucraina si giocano la propria immagine internazionale. L'orologio della Storia ci riporta esattamente all'aprile 2022 quando, proprio in Turchia, si tennero i primi tentativi di negoziati, falliti dopo poche ore senza alcun accordo. Le trattative tra Russia e Ucraina, iniziate subito dopo l’inizio della guerra erano culminate in una dichiarazione congiunta in dieci punti, stilata con la mediazione turca. L’Ucraina si impegnava a restare neutrale e non entrare nella NATO. La Russia cedeva sulle pretese di smilitarizzazione, con l'adozione di una legge specifica e, inoltre, dava il proprio benestare all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. L’Ucraina chiedeva inoltre garanzie sulla propria indipendenza. Nella sostanza, a fine marzo 2022 tutto era pronto per la pace, ma il primo ministro inglese Boris Johnson e la diplomazia americana sono intervenuti presso il governo ucraino per far saltare l’accordo, incitando gli ucraini a continuare la guerra. Nulla è avvenuto di ciò che era scritto nel documento di Istanbul del 2022 e la guerra è arrivata fino ad oggi.  La diplomazia sospesa tra speranze e incertezze. Il vertice di Istanbul parte tra speranze e profonde incertezze, perché le posizioni rimangono distanti e alcune reciproche richieste sono indubbiamente inconciliabili. Il rischio di un flop è altissimo. Sul piano militare i russi stanno avanzando e gli ucraini sono in difficoltà per il rallentamento delle forniture di armi promesse dagli americani e dagli europei. Putin vorrebbe comunque cercare di conseguire la condizione più vantaggiosa possibile prima di iniziare a discutere con i propri avversari. Gli ucraini, pur essendo maggiormente interessati di Mosca all’avvio di un eventuale negoziato, sembrerebbero ancora nutrire la speranza che un ulteriore prolungamento della guerra possa finire per svantaggiare i propri nemici anziché avvantaggiare Mosca. In particolare, Zelensky conta di ricevere maggiori aiuti di carattere militare e di ottenere le nuove sanzioni nei confronti della Federazione Russa nel caso in cui questo tentativo della diplomazia di intraprendere una soluzione negoziale dovesse fallire a causa del Cremlino.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 15 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66096635/corsivo_15_05_2025_08_10.mp3" length="3596588" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi il vertice di Istanbul sulla pace in Ucraina.  E' il giorno della verità. A Istanbul Stati Uniti, Russia e Ucraina si giocano la propria immagine internazionale. L'orologio della Storia ci riporta esattamente all'aprile 2022 quando, proprio in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi il vertice di Istanbul sulla pace in Ucraina.  E' il giorno della verità. A Istanbul Stati Uniti, Russia e Ucraina si giocano la propria immagine internazionale. L'orologio della Storia ci riporta esattamente all'aprile 2022 quando, proprio in Turchia, si tennero i primi tentativi di negoziati, falliti dopo poche ore senza alcun accordo. Le trattative tra Russia e Ucraina, iniziate subito dopo l’inizio della guerra erano culminate in una dichiarazione congiunta in dieci punti, stilata con la mediazione turca. L’Ucraina si impegnava a restare neutrale e non entrare nella NATO. La Russia cedeva sulle pretese di smilitarizzazione, con l'adozione di una legge specifica e, inoltre, dava il proprio benestare all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. L’Ucraina chiedeva inoltre garanzie sulla propria indipendenza. Nella sostanza, a fine marzo 2022 tutto era pronto per la pace, ma il primo ministro inglese Boris Johnson e la diplomazia americana sono intervenuti presso il governo ucraino per far saltare l’accordo, incitando gli ucraini a continuare la guerra. Nulla è avvenuto di ciò che era scritto nel documento di Istanbul del 2022 e la guerra è arrivata fino ad oggi.  La diplomazia sospesa tra speranze e incertezze. Il vertice di Istanbul parte tra speranze e profonde incertezze, perché le posizioni rimangono distanti e alcune reciproche richieste sono indubbiamente inconciliabili. Il rischio di un flop è altissimo. Sul piano militare i russi stanno avanzando e gli ucraini sono in difficoltà per il rallentamento delle forniture di armi promesse dagli americani e dagli europei. Putin vorrebbe comunque cercare di conseguire la condizione più vantaggiosa possibile prima di iniziare a discutere con i propri avversari. Gli ucraini, pur essendo maggiormente interessati di Mosca all’avvio di un eventuale negoziato, sembrerebbero ancora nutrire la speranza che un ulteriore prolungamento della guerra possa finire per svantaggiare i propri nemici anziché avvantaggiare Mosca. In particolare, Zelensky conta di ricevere maggiori aiuti di carattere militare e di ottenere le nuove sanzioni nei confronti della Federazione Russa nel caso in cui questo tentativo della diplomazia di intraprendere una soluzione negoziale dovesse fallire a causa del Cremlino.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9915eec32cb5807cbb1a68923a10df66.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Referendum, eredità della Costituzione, partecipazione | Il Corsivo di Mercoledì 14 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/referendum-eredita-della-costituzione-partecipazione-il-corsivo-di-mercoledi-14-maggio-2025--66080878</link><description><![CDATA[Referendum, eredità della Costituzione, partecipazione.  Un giorno ebbi l'occasione di intervistare Tina Anselmi, prima ministra donna, esponente democristiana, presidente della Commissione P2, staffetta durante gli anni della lotta di Liberazione. Le chiesi qual era la sua eredità politica. Mi rispose così: " Il valore più importante resta la partecipazione. Battersi perché questa libertà permanesse nel tempo, per le generazioni a venire, a futura memoria". Si riferiva alla Resistenza e a quella partecipazione negata dal fascismo e che esponenti politici di Governo e delle istituzioni vorrebbero escludere con la campagna di astensione per il referendum dell'8 e 9 giugno sui diritti del lavoro e sulla cittadinanza.   L'astensione e il potere del voto. In generale penso male dell'astensionismo nelle consultazioni elettorali, anche se rispetto chi, deluso dalla rappresentanza politica, dai partiti, preferisce andare al mare. Ogni volta che preferiamo voltarci da un'altra parte, siamo già sconfitti. Figuriamoci quando a chiamarsi fuori dalla competizione politica sono membri delle istituzioni. Almeno in teoria, l’invito a disertare le urne è in contrasto con l’art. 48 della Costituzione e con l’art. 98 del testo per l’elezione della Camera che vieta di indurre gli elettori all’astensione. I presidenti di Regione Eugenio Giani (Toscana), Michele De Pascale (Emilia-Romagna), Michele Emiliano (Puglia), Stefania Proietti (Umbria) e Alessandra Todde (Sardegna), chiedono, da punti di vista diversi, la partecipazione degli italiani al voto di giugno. Hanno ragione. Comunque la si pensi, qualsiasi sia la propria posizione, non esercitare l'arma del voto è già una sonora sconfitta dello Stato.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 14 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66080878/corsivo_14_05_2025_08_10.mp3" length="3223916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Referendum, eredità della Costituzione, partecipazione.  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L'astensione e il potere del voto. In generale penso male dell'astensionismo nelle consultazioni elettorali, anche se rispetto chi, deluso dalla rappresentanza politica, dai partiti, preferisce andare al mare. Ogni volta che preferiamo voltarci da un'altra parte, siamo già sconfitti. Figuriamoci quando a chiamarsi fuori dalla competizione politica sono membri delle istituzioni. Almeno in teoria, l’invito a disertare le urne è in contrasto con l’art. 48 della Costituzione e con l’art. 98 del testo per l’elezione della Camera che vieta di indurre gli elettori all’astensione. I presidenti di Regione Eugenio Giani (Toscana), Michele De Pascale (Emilia-Romagna), Michele Emiliano (Puglia), Stefania Proietti (Umbria) e Alessandra Todde (Sardegna), chiedono, da punti di vista diversi, la partecipazione degli italiani al voto di giugno. Hanno ragione. Comunque la si pensi, qualsiasi sia la propria posizione, non esercitare l'arma del voto è già una sonora sconfitta dello Stato.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/02b2628a8290eb643e1a8cba93b38a83.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Verso il vertice di Istanbul tra Russia e Ucraina | Il Corsivo di Martedì 13 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/verso-il-vertice-di-istanbul-tra-russia-e-ucraina-il-corsivo-di-martedi-13-maggio-2025--66067058</link><description><![CDATA[Verso il vertice di Istanbul tra Russia e Ucraina  I colloqui di pace tra Russia e Ucraina tornano a Istanbul da giovedì 15 maggio, nella prima sede dove si erano tenuti i primi negoziati all'inizio del conflitto. Allora i tempi non erano maturi per sedersi uno davanti all'altro e cercare se non una pace duratura, almeno un cessate il fuoco di media durata: la guerra era appena partita, alla guida degli Stati Uniti c'era Joe Biden che armava Kiev, la Russia era pesantemente sanzionata, l'Europa, pur divisa nella sostanza, manteneva un asse politico tra Draghi, Macron e Scholtz.  Oggi lo scenario geopolitico è cambiato: russi e ucraini non hanno vinto la guerra, a Washington c'è Donald Trump che ha fatto del cessate il fuoco un cruccio personale esibito in campagna elettorale. Così Erdogan, il dittatore che usa la democrazia come una clava per colpire ogni forma di opposizione in Turchia, è diventato di nuovo l'ago della bilancia diplomatica quanto meno per aver offerto a Putin e Zelensky il luogo dove riprendere i trattati.   Il cambio di scenario  Non di soli auspici vive una proposta diplomatica, che vive anche per quanto è sostenuta con determinazione: l'appello di papa Leone XIV, le minacce di Trump alla Russia, il gruppo dei sostenitori di Zelensky deciso ad andare avanti nel progetto dei cosiddetti volonterosi. Putin, convocando i giornalisti in piena notte e annunciando il vertice di Istanbul, potrebbe aver compreso che margini di nuove perdite di tempo non ce ne sono e che è giunto il tempo di trattare ancora da vincitore, per tracciare vecchi e nuovi confini, per avviare con la Cina e gli Stati Uniti un nuovo ordine mondiale politico, economico e militare.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 13 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66067058/corsivo_13_05_2025_08_10.mp3" length="3086828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Verso il vertice di Istanbul tra Russia e Ucraina  I colloqui di pace tra Russia e Ucraina tornano a Istanbul da giovedì 15 maggio, nella prima sede dove si erano tenuti i primi negoziati all'inizio del conflitto. 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Così Erdogan, il dittatore che usa la democrazia come una clava per colpire ogni forma di opposizione in Turchia, è diventato di nuovo l'ago della bilancia diplomatica quanto meno per aver offerto a Putin e Zelensky il luogo dove riprendere i trattati.   Il cambio di scenario  Non di soli auspici vive una proposta diplomatica, che vive anche per quanto è sostenuta con determinazione: l'appello di papa Leone XIV, le minacce di Trump alla Russia, il gruppo dei sostenitori di Zelensky deciso ad andare avanti nel progetto dei cosiddetti volonterosi. Putin, convocando i giornalisti in piena notte e annunciando il vertice di Istanbul, potrebbe aver compreso che margini di nuove perdite di tempo non ce ne sono e che è giunto il tempo di trattare ancora da vincitore, per tracciare vecchi e nuovi confini, per avviare con la Cina e gli Stati Uniti un nuovo ordine mondiale politico, economico e militare.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 12 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66050320/corsivo_12_05_2025_08_10.mp3" length="3516524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il Conclave ha scelto il successore di Francesco: è Robert Francis Prevost, Leone XIV. E’ il 267 esimo pontefice della storia della Chiesa cattolica, il primo americano. Dopo la fumata nera di mercoledì, anche nel secondo giorno erano ripartite le votazioni. Nelle prime, in nessun caso era stato raggiunto il quorum dei due terzi dei cardinali elettori, fissato a 89, necessario per eleggere il successore di papa Francesco. Poi alle 18.08 è arrivata la fumata bianca. Il nome Leone XIV non è  stato scelto a caso dal nuovo papa che lo lega alla spinta verso il rinnovamento della società che Leone XIII aveva indicato nella Rerum Novarum.  Chi è Robert Francis Prevost. Nato 69 anni fa a Chicago da una famiglia di origini italiana, francese e spagnola, Robert Francis Prevost è stato nominato a sorpresa da papa Francesco, nel 2023, prefetto del potente dicastero dei vescovi, l’ufficio vaticano che seleziona i vescovi mondiali. Questo sacerdote agostiniano ha trascorso venti anni in Perù, dapprima come missionario poi, nominato da Bergoglio, come vescovo. Gran capacità di ascolto, riservato, pragmatico, è difficile trovare sue dichiarazioni sui temi caldi. È apprezzato da molti cardinali di varie aree, e per questo suo lavoro è riuscito a far convogliare sulla sua figura quella Chiesa lontana da Roma.    Una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante.  Nel suo primo discorso pubblico, Prevost si incammina sul solco teologico, culturale e politico di Francesco. Parla di una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante, collegandosi direttamente alle ultime parole di Bergoglio che aveva affermato che non può esserci pace senza un disarmo unilaterale. E per proseguire le indicazioni di Bergoglio, anche Prevost intende costruire ponti con dialoghi, incontri, per essere un solo popolo in pace. Il primo a congratularsi con il nuovo papa è stato Donald Trump, ma il pensiero di Prevost resta distante da quello del presidente americano, soprattutto su migranti e diritti civili. Due posizioni assolutamente inconciliabili.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 09 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66010885/corsivo_09_05_2025_08_10.mp3" length="3567788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il Conclave sceglie il successore di Francesco: è Robert Francis Prevost. Il Conclave ha scelto il successore di Francesco: è Robert Francis Prevost, Leone XIV. E’ il 267 esimo pontefice della storia della Chiesa cattolica, il primo americano. Dopo la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Conclave sceglie il successore di Francesco: è Robert Francis Prevost. Il Conclave ha scelto il successore di Francesco: è Robert Francis Prevost, Leone XIV. E’ il 267 esimo pontefice della storia della Chiesa cattolica, il primo americano. Dopo la fumata nera di mercoledì, anche nel secondo giorno erano ripartite le votazioni. Nelle prime, in nessun caso era stato raggiunto il quorum dei due terzi dei cardinali elettori, fissato a 89, necessario per eleggere il successore di papa Francesco. Poi alle 18.08 è arrivata la fumata bianca. Il nome Leone XIV non è  stato scelto a caso dal nuovo papa che lo lega alla spinta verso il rinnovamento della società che Leone XIII aveva indicato nella Rerum Novarum.  Chi è Robert Francis Prevost. Nato 69 anni fa a Chicago da una famiglia di origini italiana, francese e spagnola, Robert Francis Prevost è stato nominato a sorpresa da papa Francesco, nel 2023, prefetto del potente dicastero dei vescovi, l’ufficio vaticano che seleziona i vescovi mondiali. Questo sacerdote agostiniano ha trascorso venti anni in Perù, dapprima come missionario poi, nominato da Bergoglio, come vescovo. Gran capacità di ascolto, riservato, pragmatico, è difficile trovare sue dichiarazioni sui temi caldi. È apprezzato da molti cardinali di varie aree, e per questo suo lavoro è riuscito a far convogliare sulla sua figura quella Chiesa lontana da Roma.    Una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante.  Nel suo primo discorso pubblico, Prevost si incammina sul solco teologico, culturale e politico di Francesco. Parla di una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante, collegandosi direttamente alle ultime parole di Bergoglio che aveva affermato che non può esserci pace senza un disarmo unilaterale. E per proseguire le indicazioni di Bergoglio, anche Prevost intende costruire ponti con dialoghi, incontri, per essere un solo popolo in pace. Il primo a congratularsi con il nuovo papa è stato Donald Trump, ma il pensiero di Prevost resta distante da quello del presidente americano, soprattutto su migranti e diritti civili. Due posizioni assolutamente inconciliabili.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5d54a3259837b598fcbef2a1a74a8d3c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fumata nera. Il Conclave non trova l'accordo su successore di Francesco | Il Corsivo di Giovedì 08 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fumata-nera-il-conclave-non-trova-l-accordo-su-successore-di-francesco-il-corsivo-di-giovedi-08-maggio-2025--65993095</link><description><![CDATA[Fumata nera. Il Conclave non trova l'accordo su successore di Francesco.  Il successore di Francesco ancora non c'è, ma si sta delineando la sua figura spirituale, culturale, politica. I 133 cardinali riuniti da ieri in Conclave non trovano un accordo, ma la votazione non resta inutile, vuota, come scrive qualche distratto analista di cose vaticane. La prima votazione, nei fatti, serve a ridurre il numero dei candidati e a concentrare le forze su chi potrebbe unire la Chiesa cattolica lungo il cammino indicato da Bergoglio, perchè il complesso sistema che determina il governo vaticano non si può permettere divisioni lacerante. Del resto, la presenza di 50 mila fedeli in piazza San Pietro in attesa dell'esito della votazione e il pellegrinaggio di una consistente massa di persone provenienti da tutto il mondo, dimostrano le aspettative di credenti e atei dopo il pontificato di Francesco. Il primo scrutinio dunque non ha raggiunto il quorum di 79 voti, ma nessuno realmente se lo aspettava. Sarebbe stato un vero plebiscito sul nome favorito, quello del segretario di stato Pietro Parolin.   Il mistero del ritardo.  La prima fumata del Conclave 2025 è arrivata alle 21 di ieri. Il ritardo, rispetto all'orario ipotizzato, è di quasi 2 ore: rispetto all'ultimo Conclave che nel 2013 elesse Papa Francesco un'ora e 20 minuti in più. Da quello che trapela, i motivi del ritardo sarebbero dovuti alla lunghezza della meditazione tenuta dal cardinale Raniero Cantalamessa, durata 45 minuti, ma anche il fatto che i porporati, oltre ad essere diciotto in più rispetto al 2013, nella maggior parte sono neofiti e diversi di loro non parlano italiano. Quindi le operazioni di voto hanno preso decisamente più tempo. Si riprende oggi con quattro turni di voto, due al mattino (10.30 e 12.30) e due al pomeriggio (17 e 20).  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 08 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65993095/corsivo_08_05_2025_08_10.mp3" length="3468716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fumata nera. Il Conclave non trova l'accordo su successore di Francesco.  Il successore di Francesco ancora non c'è, ma si sta delineando la sua figura spirituale, culturale, politica. I 133 cardinali riuniti da ieri in Conclave non trovano un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fumata nera. Il Conclave non trova l'accordo su successore di Francesco.  Il successore di Francesco ancora non c'è, ma si sta delineando la sua figura spirituale, culturale, politica. I 133 cardinali riuniti da ieri in Conclave non trovano un accordo, ma la votazione non resta inutile, vuota, come scrive qualche distratto analista di cose vaticane. La prima votazione, nei fatti, serve a ridurre il numero dei candidati e a concentrare le forze su chi potrebbe unire la Chiesa cattolica lungo il cammino indicato da Bergoglio, perchè il complesso sistema che determina il governo vaticano non si può permettere divisioni lacerante. Del resto, la presenza di 50 mila fedeli in piazza San Pietro in attesa dell'esito della votazione e il pellegrinaggio di una consistente massa di persone provenienti da tutto il mondo, dimostrano le aspettative di credenti e atei dopo il pontificato di Francesco. Il primo scrutinio dunque non ha raggiunto il quorum di 79 voti, ma nessuno realmente se lo aspettava. Sarebbe stato un vero plebiscito sul nome favorito, quello del segretario di stato Pietro Parolin.   Il mistero del ritardo.  La prima fumata del Conclave 2025 è arrivata alle 21 di ieri. Il ritardo, rispetto all'orario ipotizzato, è di quasi 2 ore: rispetto all'ultimo Conclave che nel 2013 elesse Papa Francesco un'ora e 20 minuti in più. Da quello che trapela, i motivi del ritardo sarebbero dovuti alla lunghezza della meditazione tenuta dal cardinale Raniero Cantalamessa, durata 45 minuti, ma anche il fatto che i porporati, oltre ad essere diciotto in più rispetto al 2013, nella maggior parte sono neofiti e diversi di loro non parlano italiano. Quindi le operazioni di voto hanno preso decisamente più tempo. Si riprende oggi con quattro turni di voto, due al mattino (10.30 e 12.30) e due al pomeriggio (17 e 20).  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8feb3edce30324f87b31d6567162ce9e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La pista neofascista alla base della riapertura dell'inchiesta sull'omicidio di Fausto e Iaio | Il Corsivo di Mercoledì 07 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-pista-neofascista-alla-base-della-riapertura-dell-inchiesta-sull-omicidio-di-fausto-e-iaio-il-corsivo-di-mercoledi-07-maggio-2025--65964119</link><description><![CDATA[La pista neofascista alla base della riapertura dell'inchiesta sull'omicidio di Fausto e Iaio. Non è cosa semplice riaprire un'inchiesta 47 anni dopo un duplice omicidio politico come quello di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, uccisi a Milano, il 18 marzo 1978, in pieno rapimento di Aldo Moro. I ragazzi vennero attesi in via Mancinelli, nel quartiere Casoretto, da tre killer provenienti da Roma, due con l'impermeabile chiaro e uno con il giubbotto marrone. Uno di loro sparò contro i due ragazzi di sinistra otto colpi di pistola utilizzando la tecnica del sacchetto di plastica per trattenere i bossoli. Le vie di fuga percorse, le moto utilizzate, dimostrano che l'agguato era stato preparato con cura da una rete logistica composta da neofascisti milanesi. In una intercettazione ambientale nel Bar Pirata, luogo di raduno di destra, gli investigatori ascoltarono la telefonata di uno che aveva dimenticato nel locale un impermebile bianco. I poliziotti di Roma perquisirono la casa di un noto esponente della destra e vi trovarono fotografie di Fausto e Iaio, oltre a lettere e documenti compromettenti.   L'ultima inchiesta.   La giustizia parte oggi dove aveva fallito nell'anno 2000, dal decreto della Gup Clementina Forleo che archiviò l'indagine su Massimo Carminati, l'uomo poi coinvolto nell'inchiesta su Mafia capitale, Claudio Bracci e Mario Corsi detto Marione, oggi popolare conduttore sportivo romano. Su questi tre nomi, e su altri non ancora identificati, ripartono i nuovi accertamenti. In particolare saranno comparati due documenti di rivendicazione: quello per l'omicidio di Fausto e Iaio e per  l'attentato contro la sezione del Pci del quartiere Balduina a Roma, il 29 maggio 1978, entrambi firmati "Esercito nazionale rivoluzionario-Brigata combattente Franco Anselmi". Verranno verificate vecchie e nuove testimonianze di collaboratori di giustizia dell'estrema destra, analizzati documenti e indumenti sequestrati durante le perquisizioni del 1978, e molto altro ancora, con le tecnologie moderne. E' l'ultima possibilità per scoprire uno dei pochissimi omicidi politici degli anni Settanta rimasti irrisolti sul piano giudiziario, come l'assassinio di Valerio Verbano, avvenuto a Roma, il 22 febbraio 1980.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 07 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65964119/corsivo_07_05_2025_08_10.mp3" length="3548780" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La pista neofascista alla base della riapertura dell'inchiesta sull'omicidio di Fausto e Iaio. 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In una intercettazione ambientale nel Bar Pirata, luogo di raduno di destra, gli investigatori ascoltarono la telefonata di uno che aveva dimenticato nel locale un impermebile bianco. I poliziotti di Roma perquisirono la casa di un noto esponente della destra e vi trovarono fotografie di Fausto e Iaio, oltre a lettere e documenti compromettenti.   L'ultima inchiesta.   La giustizia parte oggi dove aveva fallito nell'anno 2000, dal decreto della Gup Clementina Forleo che archiviò l'indagine su Massimo Carminati, l'uomo poi coinvolto nell'inchiesta su Mafia capitale, Claudio Bracci e Mario Corsi detto Marione, oggi popolare conduttore sportivo romano. Su questi tre nomi, e su altri non ancora identificati, ripartono i nuovi accertamenti. In particolare saranno comparati due documenti di rivendicazione: quello per l'omicidio di Fausto e Iaio e per  l'attentato contro la sezione del Pci del quartiere Balduina a Roma, il 29 maggio 1978, entrambi firmati "Esercito nazionale rivoluzionario-Brigata combattente Franco Anselmi". Verranno verificate vecchie e nuove testimonianze di collaboratori di giustizia dell'estrema destra, analizzati documenti e indumenti sequestrati durante le perquisizioni del 1978, e molto altro ancora, con le tecnologie moderne. E' l'ultima possibilità per scoprire uno dei pochissimi omicidi politici degli anni Settanta rimasti irrisolti sul piano giudiziario, come l'assassinio di Valerio Verbano, avvenuto a Roma, il 22 febbraio 1980.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a8b7762e515d683903eb6a0782d96f8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 06 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-06-maggio-2025--65933785</link><description><![CDATA[La guerra di Netanyahu contro la popolazione di Gaza.  Benjamin Netanyahu avvia una nuova azione militare contro la popolazione di Gaza, favorendo così il piano di Donald Trump che vorrebbe spostare i palestinesi nei paesi confinanti e trasformare i territori occupati in una riviera per ricchi. Secondo Netanyahu, l'operazione punta a sconfiggere Hamas nella Striscia di Gaza, nel caso falliscano i negoziati sugli ostaggi: il presidente israeliano assicura che il blitz sarà intenso e la popolazione dell'enclave palestinese sarà spostata per la sua stessa protezione. Il falco ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, assicura che quella di Gaza sarà una vera e propria occupazione. La nuova ingiustificata mossa israeliana arriva mentre viene diffuso l'ultimo orribile bilancio : 52.567 morti, 118.610 feriti palestinesi, il 65% delle vittime sono bambini e donne,  migliaia di persone risultano ancora disperse e sono presumibilmente morte.  La guerra di Netanyahu e dell'ultradestra israeliana.  L'annuncio di Netanyahu riceve una valanga di durissime critiche da parte di stati, istituzioni e associazioni mondiali, dimostrando che ormai quella di Gaza resta ormai la guerra di Netanyahu e dell'ultradestra israeliana contro i palestinesi. In migliaia partecipano alla protesta antigovernativa fuori dalla Knesset a Gerusalemme: la polizia ha disperso con la forza i dimostranti che bloccano la strada che conduce all'ufficio del primo ministro Netanyahu. Israele controlla già circa la metà del territorio di Gaza, compresa una zona cuscinetto lungo il confine con Israele e tre corridoi che corrono da est a ovest lungo la Striscia. Il via libera al piano è giunto in seguito all'annuncio della mobilitazione di decine di migliaia di riservisti per l'espansione delle operazioni a Gaza. Israele vuole aumentare la pressione su Hamas affinché negozi un cessate il fuoco più in linea con le sue condizioni. Idf non è d'accordo e chiede che l'operazione si svolga non dove sono ancora presenti gli ostaggi. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 06 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65933785/corsivo_06_05_2025_08_10.mp3" length="3363884" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra di Netanyahu contro la popolazione di Gaza.  Benjamin Netanyahu avvia una nuova azione militare contro la popolazione di Gaza, favorendo così il piano di Donald Trump che vorrebbe spostare i palestinesi nei paesi confinanti e trasformare i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La guerra di Netanyahu contro la popolazione di Gaza.  Benjamin Netanyahu avvia una nuova azione militare contro la popolazione di Gaza, favorendo così il piano di Donald Trump che vorrebbe spostare i palestinesi nei paesi confinanti e trasformare i territori occupati in una riviera per ricchi. Secondo Netanyahu, l'operazione punta a sconfiggere Hamas nella Striscia di Gaza, nel caso falliscano i negoziati sugli ostaggi: il presidente israeliano assicura che il blitz sarà intenso e la popolazione dell'enclave palestinese sarà spostata per la sua stessa protezione. Il falco ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, assicura che quella di Gaza sarà una vera e propria occupazione. La nuova ingiustificata mossa israeliana arriva mentre viene diffuso l'ultimo orribile bilancio : 52.567 morti, 118.610 feriti palestinesi, il 65% delle vittime sono bambini e donne,  migliaia di persone risultano ancora disperse e sono presumibilmente morte.  La guerra di Netanyahu e dell'ultradestra israeliana.  L'annuncio di Netanyahu riceve una valanga di durissime critiche da parte di stati, istituzioni e associazioni mondiali, dimostrando che ormai quella di Gaza resta ormai la guerra di Netanyahu e dell'ultradestra israeliana contro i palestinesi. In migliaia partecipano alla protesta antigovernativa fuori dalla Knesset a Gerusalemme: la polizia ha disperso con la forza i dimostranti che bloccano la strada che conduce all'ufficio del primo ministro Netanyahu. Israele controlla già circa la metà del territorio di Gaza, compresa una zona cuscinetto lungo il confine con Israele e tre corridoi che corrono da est a ovest lungo la Striscia. Il via libera al piano è giunto in seguito all'annuncio della mobilitazione di decine di migliaia di riservisti per l'espansione delle operazioni a Gaza. Israele vuole aumentare la pressione su Hamas affinché negozi un cessate il fuoco più in linea con le sue condizioni. Idf non è d'accordo e chiede che l'operazione si svolga non dove sono ancora presenti gli ostaggi. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4dd638e7b79732759b3c7ecfab74d58d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 05 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-05-maggio-2025--65914426</link><description><![CDATA[Trump ci ripensa: tra Putin e Zelensky c'è troppo odio, pace impossibile.  Dalla pace in 24 ore alla pace forse impossibile è un attimo. Donald Trump è passato in pochi mesi dalla certezza di redimere in poco tempo le cause del conflitto tra Russia e Ucraina all'ammissione che Putin e Zelensky si odiano a tal punto di rendere un cessate il fuoco duraturo inprobabile. La faceva facile il presidente americano quando in piena campagna elettorale aveva convinto il mondo di essere in grado di fermare la guerra, omettendo, per mero calcolo politico, che le condizioni di una trattativa tra le due parti erano troppo radicate da far apparire, anche l'utilizzo della miglior tecnica diplomatica, una mera chimera irrealizzabile. Infatti le posizioni restano distanti.  “Putin è cinico, dice di volere la tregua e continua ad attaccare", afferma Zelensky. “La riconciliazione è inevitabile, è solo questione di tempo. Le armi nucleari in Ucraina? Potrebbe non essere necessario usarle”, risponde Putin.  Le manovre americane.  Per comprendere lo stato confusionale in cui versa l'amministrazione americana basta osservare le ultime manovre di Washington. Kiev riceverà da Trump un sistema di difesa aerea Patriot, precedentemente diretto in Israele: sarà inviato in Ucraina dopo essere stato ricondizionato. Non solo. Gli alleati occidentali stanno discutendo la logistica di un eventuale trasferimento di un altro sistema Patriot da parte di Germania o Grecia. Il Dipartimento della Difesa ha dichiarato in una nota di "continuare a fornire equipaggiamento all'Ucraina da pacchetti precedentemente autorizzati", riferendosi ad armamenti prelevati dalle scorte esistenti e a nuovi acquisti. Nella sostanza, da una parte ci si prepara allo scenario peggiore, dall'altra si mettono le aventi: la pace tanto agognata, con ogni probabilità non ci sarà.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65914426/corsivo_05_05_2025_08_10.mp3" length="3550508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump ci ripensa: tra Putin e Zelensky c'è troppo odio, pace impossibile.  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Infatti le posizioni restano distanti.  “Putin è cinico, dice di volere la tregua e continua ad attaccare", afferma Zelensky. “La riconciliazione è inevitabile, è solo questione di tempo. Le armi nucleari in Ucraina? Potrebbe non essere necessario usarle”, risponde Putin.  Le manovre americane.  Per comprendere lo stato confusionale in cui versa l'amministrazione americana basta osservare le ultime manovre di Washington. Kiev riceverà da Trump un sistema di difesa aerea Patriot, precedentemente diretto in Israele: sarà inviato in Ucraina dopo essere stato ricondizionato. Non solo. Gli alleati occidentali stanno discutendo la logistica di un eventuale trasferimento di un altro sistema Patriot da parte di Germania o Grecia. Il Dipartimento della Difesa ha dichiarato in una nota di "continuare a fornire equipaggiamento all'Ucraina da pacchetti precedentemente autorizzati", riferendosi ad armamenti prelevati dalle scorte esistenti e a nuovi acquisti. Nella sostanza, da una parte ci si prepara allo scenario peggiore, dall'altra si mettono le aventi: la pace tanto agognata, con ogni probabilità non ci sarà.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c6a7dd2452fa1ddf84238dfda850d442.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 02 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-02-maggio-2025--65849782</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65849782/corsivo_02_05_2025_08_10.mp3" length="4486508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>187</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il nuovo anti Trump si chiama JB Pritzker: non daremo pace ai repubblicani | Il Corsivo di Giovedì 01 Maggio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nuovo-anti-trump-si-chiama-jb-pritzker-non-daremo-pace-ai-repubblicani-il-corsivo-di-giovedi-01-maggio-2025--65820594</link><description><![CDATA[Il nuovo anti Trump si chiama JB Pritzker: non daremo pace ai repubblicani. Non ci sono solo il vecchio Bernie Sanders e la giovane Alexandria Ocasio - Cortez, esponenti della sinistra democratica, che riempiono le piazze da mesi contro l'amministrazione guidata da Donald Trump. La nuova stella nascente dell'opposizione democratica si chiama JB Pritzker, miliardario ed erede degli alberghi Hyatt. Il governatore dell’Illinois ha chiesto agli americani di organizzare una mobilitazione di massa, una protesta continua. “I repubblicani non devono conoscere un attimo di pace”. La dichiarazione di JB Pritzker è diventata virale sui social e ha provocato le dure critiche dei conservatori, che lo hanno accusato di voler scatenare la guerra civile. "Quando era Donald Trump a invocare la rivolta, per i repubblicani era un legittimo gesto politico, se lo fanno gli oppositori diventa un atto illegale e pericoloso”, afferma Pritzker.  Chi è JB Pritzker. JB Pritzker ha sessant’anni, laureato alla Duke University e con un dottorato in legge alla Northwestern University. Parla a molti settori del Paese: è stato un imprenditore di successo, investitore nelle startup tecnologiche, esperto di industria e servizi sanitari. Da sempre nel partito democratico, il miliardario, a cui è attribuito da Forbes un patrimonio personale di 3,7 miliardi di dollari, da politico ha mostrato di essere molto vicino alla base. Tra gli elettori democratici molti cominciano a vedere in lui il candidato ideale nel 2028. In un recente intervento nel New Hampshire, il governatore ha criticato quelli che definisce “democratici inconcludenti" che vogliono dare la colpa delle sconfitte alla difesa dei neri, dei ragazzi trans e degli immigrati, invece che alla mancanza di coraggio e determinazione. Le parole incendiarie di JB Pritzker hanno riacceso l’entusiasmo nella base democratica, dopo lunghi mesi di sbandamento.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-05-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 01 May 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65820594/corsivo_01_05_2025_08_10.mp3" length="3346028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo anti Trump si chiama JB Pritzker: non daremo pace ai repubblicani. 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"Quando era Donald Trump a invocare la rivolta, per i repubblicani era un legittimo gesto politico, se lo fanno gli oppositori diventa un atto illegale e pericoloso”, afferma Pritzker.  Chi è JB Pritzker. JB Pritzker ha sessant’anni, laureato alla Duke University e con un dottorato in legge alla Northwestern University. Parla a molti settori del Paese: è stato un imprenditore di successo, investitore nelle startup tecnologiche, esperto di industria e servizi sanitari. Da sempre nel partito democratico, il miliardario, a cui è attribuito da Forbes un patrimonio personale di 3,7 miliardi di dollari, da politico ha mostrato di essere molto vicino alla base. Tra gli elettori democratici molti cominciano a vedere in lui il candidato ideale nel 2028. In un recente intervento nel New Hampshire, il governatore ha criticato quelli che definisce “democratici inconcludenti" che vogliono dare la colpa delle sconfitte alla difesa dei neri, dei ragazzi trans e degli immigrati, invece che alla mancanza di coraggio e determinazione. Le parole incendiarie di JB Pritzker hanno riacceso l’entusiasmo nella base democratica, dopo lunghi mesi di sbandamento.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/15a0e0f8cf36c830b2f50bb480fd0e43.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Conclusa la sesta congregazione dei cardinali | Il Corsivo di Mercoledì 30 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/conclusa-la-sesta-congregazione-dei-cardinali-il-corsivo-di-mercoledi-30-aprile-2025--65802167</link><description><![CDATA[Conclusa la sesta congregazione dei cardinali. E' terminata la sesta Congregazione dei cardinali in Vaticano in vista del Conclave che inizierà il 7 maggio alle 16.30. I cardinali scendono a 133 e si abbassa il quorum per l’elezione a 89 voti. Il cardinale Becciu ha annunciato il suo passo indietro. Secondo molti analisti e cardinali, questa volta il Conclave che sceglierà il nuovo papa sarà breve, massimo due o tre giorni. I cardinali ultraconservatori premono per un loro Papa, segnando quindi un'inversione rispetto alla linea tracciata da Francesco. Le voci su una svolta a destra dopo Francesco riflettono piuttosto i desideri di una piccola e rumorosa parte della Chiesa americana. C'è Raymond Burke, vescovo conservatore del Wisconsin e convinto sostenitore della Messa in latino. Dall'Africa, appartengono a questo gruppo due conservatori intransigenti, il cardinale Robert Sarah della Guinea e il cardinale Peter Turkson del Ghana.  Tre italiani forti: Zuppi, Parolin, Pizzaballa. La domanda che ci facciamo tutti è se si continuerà sulla scia di Francesco. Penso che indietro non si debba tornare, perché il solco tracciato da Bergoglio marcia intorno a tre valori fondamentale: pace, solidarietà, sviluppo sostenibile. Infatti i tre cardinali forti in continuità con Francesco sono tutti italiani: Matteo Zuppi, presidente della Cei e Arcivescovo di Bologna, Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. I tre candidati rappresentano però la sparuta minoranza degli italiani, 19 su 135, il 14 per cento. Erano 28 su 115 nel Conclave del 2013 che ha eletto papa Francesco, 20 su 115 in quello che elesse Benedetto XVI, 26 su 111 nel voto che incoronò Wojtyla. Fine diplomatico, Parolin è capace di collezionare consensi trasversali. È stato il Segretario di Stato voluto da papa Francesco. Zuppi proviene da Sant’Egidio, ha il profilo del pastore gioviale. Spirito sessantottino e capacità di navigazione democristiana, empatia nel contatto personale. Pierbattista Pizzaballa, il carismatico francescano a capo del Patriarcato latino di Gerusalemme che ha trascorso trent’anni in Medio Oriente. Su loro tre si accende la speranza della parte più progressista della Chiesa, ma la differenza la farà il voto moderato.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65802167/corsivo_30_04_2025_08_10.mp3" length="3309164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Conclusa la sesta congregazione dei cardinali. 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C'è Raymond Burke, vescovo conservatore del Wisconsin e convinto sostenitore della Messa in latino. Dall'Africa, appartengono a questo gruppo due conservatori intransigenti, il cardinale Robert Sarah della Guinea e il cardinale Peter Turkson del Ghana.  Tre italiani forti: Zuppi, Parolin, Pizzaballa. La domanda che ci facciamo tutti è se si continuerà sulla scia di Francesco. Penso che indietro non si debba tornare, perché il solco tracciato da Bergoglio marcia intorno a tre valori fondamentale: pace, solidarietà, sviluppo sostenibile. Infatti i tre cardinali forti in continuità con Francesco sono tutti italiani: Matteo Zuppi, presidente della Cei e Arcivescovo di Bologna, Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. I tre candidati rappresentano però la sparuta minoranza degli italiani, 19 su 135, il 14 per cento. Erano 28 su 115 nel Conclave del 2013 che ha eletto papa Francesco, 20 su 115 in quello che elesse Benedetto XVI, 26 su 111 nel voto che incoronò Wojtyla. Fine diplomatico, Parolin è capace di collezionare consensi trasversali. È stato il Segretario di Stato voluto da papa Francesco. Zuppi proviene da Sant’Egidio, ha il profilo del pastore gioviale. Spirito sessantottino e capacità di navigazione democristiana, empatia nel contatto personale. Pierbattista Pizzaballa, il carismatico francescano a capo del Patriarcato latino di Gerusalemme che ha trascorso trent’anni in Medio Oriente. Su loro tre si accende la speranza della parte più progressista della Chiesa, ma la differenza la farà il voto moderato.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Putin adotta la tecnica della strategia della tensione in Ucraina, attacca e poi rallenta i raid, tanto che annuncia  una tregua provvisoria  di 3 giorni, dall’8 al 10 maggio, per le festività” del Giorno della Vittoria russa sul nazifascismo. Ma il presidente americano Trump vorrebbe un cessate il fuoco permanente e gli ucraini chiedono a Putin lo stop sia immediato e per almeno 30 giorni.  Per Mosca, Kiev deve riconoscere la Crimea ai russi, compresi i territori conquistati. Secondo Trump, Zelensky sarebbe pronto a fare queste concessioni. Mosca dichiara la sua disponibilità a negoziati di pace senza precondizioni, miranti ad eliminare le cause di fondo della crisi ucraina e all'interazione costruttiva con i partner internazionali, ma questa volontà è sulla carta, non nei fatti. Intanto Ucraina e Stati Uniti stanno facendo progressi relativamente all'accordo sulle terre rare, anche se l'accordo definitivo, più volte dichiarato, non è mai stato raggiunto. Ora pare si possa giungere alla firma nei prossimi giorni, ma i vari aspetti del contratto restano ancorati allo scenario più globale su una pace duratura.  Una tregua limitata e inesistente. La tregua imposta da Putin resta limitata ai soli tre giorni di maggio ed è nei fatti inesistente, come avvenuto a Pasqua, perché  con ogni probabilità gli attacchi andranno avanti anche durante la breve sosta. Il Wall Street Journal rivela che in realtà il presidente russo sta espandendo basi e truppe ai confini Nato. A circa 160 chilometri dal confine con la Finlandia, nella città russa di Petrozavodsk, gli ingegneri militari russi stanno allargando gli spazi delle basi militari: Mosca prevede di creare un nuovo quartier generale dell'esercito per supervisionare decine di migliaia di soldati nei prossimi anni. Il Cremlino sta ampliando il reclutamento militare, rafforzando la produzione di armi e potenziando le linee ferroviarie nelle zone di confine. E' una guerra di lunga durata e i venti di pace sono lontani.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65789194/corsivo_29_04_2025_08_10.mp3" length="3397292" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Putin annuncia tre giorni di tregua, ma Trump vuole un cessate il fuoco permanente. 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A circa 160 chilometri dal confine con la Finlandia, nella città russa di Petrozavodsk, gli ingegneri militari russi stanno allargando gli spazi delle basi militari: Mosca prevede di creare un nuovo quartier generale dell'esercito per supervisionare decine di migliaia di soldati nei prossimi anni. Il Cremlino sta ampliando il reclutamento militare, rafforzando la produzione di armi e potenziando le linee ferroviarie nelle zone di confine. E' una guerra di lunga durata e i venti di pace sono lontani.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65775602/corsivo_28_04_2025_08_10.mp3" length="3398444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 25 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65719724/corsivo_25_04_2025_08_10.mp3" length="2981420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 24 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-24-aprile-2025--65696087</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 24 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65696087/corsivo_24_04_2025_08_10.mp3" length="3174380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Mercoledì 23 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-mercoledi-23-aprile-2025--65675478</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65675478/corsivo_23_04_2025_08_10.mp3" length="3538412" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 22 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-22-aprile-2025--65660885</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65660885/corsivo_22_04_2025_08_10.mp3" length="3129452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 21 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-21-aprile-2025--65647740</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 21 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65647740/corsivo_21_04_2025_08_10.mp3" length="3092012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La premier Giorgia Meloni incassa la stima personale e politica di Donald Trump ("è una persona eccezionale, l'Italia è il principale alleato americano finchè resta lei"), ha detto il tycoon, ottiene dal presidente americano il via libera alla trattativa sui dazi su scala europea con un vertice a Roma, conferma la soglia del 2% delle spese militari e l'investimento di 10 miliardi da parte delle imprese italiane negli Stati Uniti. Il resto rimangono annunci spray e buoni propositi, tanta comunicazione e propaganda, ma fatti intorno allo zero.   Un incontro in linea con l'atlantismo italiano. Chi pensava l'incontro tra Trump e Meloni come un D-Day oggi si deve ricredere. Certo, Meloni è la prima leader europea a parlare con Trump dopo la guerra commerciale, ma la nostra premier non aveva alcun mandato europeo per trattare sui dazi, anche se  aveva concordato con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen alcune indicazioni da seguire, quindi si è mossa esattamente come avevano fatto tutti gli altri presidenti del consiglio italiani nel corso della Storia, seguendo la linea atlantista nel senso più ortodosso. Non poteva che andare così. Del resto l'Italia è un paese a sovranità limitata e controllata dagli Stati Uniti, e chiunque governi a Washington, democratici o repubblicani, a Roma va bene. Così è avvenuto nel passato, così abbiamo visto in queste ore nello studio ovale della Casa Bianca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 18 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65620466/corsivo_18_04_2025_08_10.mp3" length="2563820" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Tra Trump e Meloni molta stima, ma solo annunci e pochi fatti. 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Certo, Meloni è la prima leader europea a parlare con Trump dopo la guerra commerciale, ma la nostra premier non aveva alcun mandato europeo per trattare sui dazi, anche se  aveva concordato con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen alcune indicazioni da seguire, quindi si è mossa esattamente come avevano fatto tutti gli altri presidenti del consiglio italiani nel corso della Storia, seguendo la linea atlantista nel senso più ortodosso. Non poteva che andare così. Del resto l'Italia è un paese a sovranità limitata e controllata dagli Stati Uniti, e chiunque governi a Washington, democratici o repubblicani, a Roma va bene. Così è avvenuto nel passato, così abbiamo visto in queste ore nello studio ovale della Casa Bianca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8561b66166aebf6729868779b1d682e8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Oggi l'incontro tra Meloni e Trump. Una partita complicata e delicata | Il Corsivo di Giovedì 17 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/oggi-l-incontro-tra-meloni-e-trump-una-partita-complicata-e-delicata-il-corsivo-di-giovedi-17-aprile-2025--65603020</link><description><![CDATA[Oggi l'incontro tra Meloni e Trump. Una partita complicata e delicata  Con il viaggio a Washington e l'incontro con Donald Trump, Giorgia Meloni si gioca la sua immagine di leader internazionale che pazientemente si è cucita addosso dal 2022, quando ha vinto le elezioni politiche. Ma questa volta la partita è complessa e delicata perché la situazione resta instabile, e sarà difficile convincere Trump in un ripensamento della guerra commerciale. Con il presidente americano Meloni parlerà essenzialmente di dazi, spese militari, ruolo della Nato, Ucraina e Medio Oriente. La premier è consapevole di non avere un mandato formale e pieno dall'Unione Europea, ma di avere concordato il suo viaggio con Ursula von der Leyen. Secondo la portavoce della Commissione europea Arianna Podestà, "i contatti con l'amministrazione Trump sono estremamente positivi e quindi la presidente e la premier si sono coordinate".  La scelta tra simpatia ideologica e interesse del paese  La missione di Giorgia Meloni avviene in un periodo differente dalla sua recente visita a Mar-a-Lago, quando aveva rafforzato il legame con Trump e Musk. Ma si Sto arrivando!, il mondo cambia di giorno in giorno, e ora dovrà scegliere tra le simpatie ideologiche di destra che la accomunano con Trump e i suoi seguaci, e gli interessi del suo paese e dell'Unione Europea, quest'ultima reduce dal sostanziale fallimento della trattativa sui dazi. Si tratta di un bivio che oggi Meloni non può ignorare. Se dovesse optare per la seconda ipotesi metterebbe finalmente da parte la perenne propaganda elettorale per tentare la strada della riduzione dei danni che i dazi, applicati alla lettera, potrebbero provocare all'Italia. Giudicheremo dai risultati che riuscirà a portare a casa, al netto delle dichiarazioni di facciata.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 17 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65603020/corsivo_17_04_2025_08_10.mp3" length="3129452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi l'incontro tra Meloni e Trump. Una partita complicata e delicata  Con il viaggio a Washington e l'incontro con Donald Trump, Giorgia Meloni si gioca la sua immagine di leader internazionale che pazientemente si è cucita addosso dal 2022, quando...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi l'incontro tra Meloni e Trump. Una partita complicata e delicata  Con il viaggio a Washington e l'incontro con Donald Trump, Giorgia Meloni si gioca la sua immagine di leader internazionale che pazientemente si è cucita addosso dal 2022, quando ha vinto le elezioni politiche. Ma questa volta la partita è complessa e delicata perché la situazione resta instabile, e sarà difficile convincere Trump in un ripensamento della guerra commerciale. Con il presidente americano Meloni parlerà essenzialmente di dazi, spese militari, ruolo della Nato, Ucraina e Medio Oriente. La premier è consapevole di non avere un mandato formale e pieno dall'Unione Europea, ma di avere concordato il suo viaggio con Ursula von der Leyen. Secondo la portavoce della Commissione europea Arianna Podestà, "i contatti con l'amministrazione Trump sono estremamente positivi e quindi la presidente e la premier si sono coordinate".  La scelta tra simpatia ideologica e interesse del paese  La missione di Giorgia Meloni avviene in un periodo differente dalla sua recente visita a Mar-a-Lago, quando aveva rafforzato il legame con Trump e Musk. Ma si Sto arrivando!, il mondo cambia di giorno in giorno, e ora dovrà scegliere tra le simpatie ideologiche di destra che la accomunano con Trump e i suoi seguaci, e gli interessi del suo paese e dell'Unione Europea, quest'ultima reduce dal sostanziale fallimento della trattativa sui dazi. Si tratta di un bivio che oggi Meloni non può ignorare. Se dovesse optare per la seconda ipotesi metterebbe finalmente da parte la perenne propaganda elettorale per tentare la strada della riduzione dei danni che i dazi, applicati alla lettera, potrebbero provocare all'Italia. Giudicheremo dai risultati che riuscirà a portare a casa, al netto delle dichiarazioni di facciata.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/39d1327426cf6a9df1b00d171024f1a2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il fallimento degli accordi di pace tra Stati Uniti, Russia e Ucraina | Il Corsivo di Mercoledì 16 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-fallimento-degli-accordi-di-pace-tra-stati-uniti-russia-e-ucraina-il-corsivo-di-mercoledi-16-aprile-2025--65589733</link><description><![CDATA[Il fallimento degli accordi di pace tra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Lo scorso 25 marzo Stati Uniti, Russia e Ucraina annunciavano a Riad, con dichiarazioni separate, di aver raggiunto un accordo complessivo per garantire la sicurezza della navigazione, eliminare l'uso della forza e impedire l'uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero, per vietare gli attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina, per il raggiungimento di una pace duratura e sostenibile. A distanza di 23 giorni nulla di ciò che è stato scritto e comunicato è stato raggiunto. Anzi in questi ultimi giorni l'offensiva russa contro l'Ucraina si è fatta più marcata con la strage di Sumy, i bombardamenti di Kharkiv e di altre città.   Una trattativa complicata. Le posizioni non sono mai state così distanti come ora. Il capo dei servizi segreti esteri russi, Sergei Naryshkin, ha ribadito le condizioni poste da Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina: Kiev dovrà rinunciare all'adesione alla Nato, accettare lo status di Paese neutrale e privo di armamenti nucleari, oltre a cedere i territori occupati e annessi da Mosca. Il leader ucraino Zelensky segna sulla cartina del suo paese una linea rossa oltre la quale non intende andare, e si rivolge direttamente a Witkoff, l'inviato di Trump:  "Tutti i territori appartengono allo Stato unitario dell'Ucraina. Pertanto, ancora una volta, solo il popolo ucraino può parlare dei territori del nostro Stato". L'ultima mossa di Trump è il rifiuto di sostenere un comunicato di condanna del G7 all'attacco russo a Sumy citando il desiderio di continuare le trattative con Mosca. Per l'eccidio di Sumy, il presidente americano Donald Trump ha parlato di un errore, ma con le sue parole nasconde un fallimento politico, diplomatico, militare e anche di immagine fin troppo evidente. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 16 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65589733/corsivo_16_04_2025_08_10.mp3" length="3064940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il fallimento degli accordi di pace tra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Lo scorso 25 marzo Stati Uniti, Russia e Ucraina annunciavano a Riad, con dichiarazioni separate, di aver raggiunto un accordo complessivo per garantire la sicurezza della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il fallimento degli accordi di pace tra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Lo scorso 25 marzo Stati Uniti, Russia e Ucraina annunciavano a Riad, con dichiarazioni separate, di aver raggiunto un accordo complessivo per garantire la sicurezza della navigazione, eliminare l'uso della forza e impedire l'uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero, per vietare gli attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina, per il raggiungimento di una pace duratura e sostenibile. A distanza di 23 giorni nulla di ciò che è stato scritto e comunicato è stato raggiunto. Anzi in questi ultimi giorni l'offensiva russa contro l'Ucraina si è fatta più marcata con la strage di Sumy, i bombardamenti di Kharkiv e di altre città.   Una trattativa complicata. Le posizioni non sono mai state così distanti come ora. Il capo dei servizi segreti esteri russi, Sergei Naryshkin, ha ribadito le condizioni poste da Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina: Kiev dovrà rinunciare all'adesione alla Nato, accettare lo status di Paese neutrale e privo di armamenti nucleari, oltre a cedere i territori occupati e annessi da Mosca. Il leader ucraino Zelensky segna sulla cartina del suo paese una linea rossa oltre la quale non intende andare, e si rivolge direttamente a Witkoff, l'inviato di Trump:  "Tutti i territori appartengono allo Stato unitario dell'Ucraina. Pertanto, ancora una volta, solo il popolo ucraino può parlare dei territori del nostro Stato". L'ultima mossa di Trump è il rifiuto di sostenere un comunicato di condanna del G7 all'attacco russo a Sumy citando il desiderio di continuare le trattative con Mosca. Per l'eccidio di Sumy, il presidente americano Donald Trump ha parlato di un errore, ma con le sue parole nasconde un fallimento politico, diplomatico, militare e anche di immagine fin troppo evidente. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dbcb8897d35f1e3b8b3d3e72c2232ad4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le mosse cinesi contro Donald Trump | Il Corsivo di Martedì 15 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-mosse-cinesi-contro-donald-trump-il-corsivo-di-martedi-15-aprile-2025--65576677</link><description><![CDATA[Le mosse cinesi contro Donald Trump. La Cina risponde ai dazi commerciali di Donald Trump con alcune mosse strategiche che tendono a salvaguardare il suo mercato e quello dei suoi partner. Le ultime in ordine di tempo sono il blocco delle esportazioni di terre rare dalla Cina e l’attivismo del presidente cinese Xi Jinping, che ha avviato ad Hanoi, in Vietnam, un tour del Sud Est Asiatico che mira a solidificare ampiezza e profondità della sfera d’influenza di Pechino. In particolare, l’offensiva sulle terre rare è la più sofisticata delle reazioni cinesi alle tariffe decise da Trump. Nella visione di Pechino, rispondere ai dazi con altri dazi è servito a rifiutare la posizione di subalternità a cui Trump vorrebbe costringere ogni sua controparte negoziale, ma sono le nuove regole per esportare 7 dei 17 elementi “rari” della tavola periodica, centrali in così tante produzioni ad alto contenuto tecnologico, che sono destinate a fare più male.  La lista dei prodotti cinesi soggetti a restrizioni dell'export. Le spedizioni di samario, gadolinio, terbio, disprosio, lutezio, scandio, ittrio e dei magneti permanenti che incorporano alcuni di loro sono di fatto bloccate e nessuno si azzarda a fare previsioni sui tempi per ottenere una licenza per l’esportazione. Anche se bastassero poche settimane, gli stock disponibili al di fuori della Cina si ridurrebbero sensibilmente. Non tanto in Giappone, dove un precedente blocco mirato all’export deciso da Pechino ha consigliato prudenza negli stoccaggi, quanto negli Stati Uniti dove le scorte a magazzino sono storicamente più risicate. Le limitazioni all’export si faranno sentire non solo perché la Cina ha di fatto il monopolio della raffinazione di questi elementi, ma anche perché produce il 90% dei magneti che li utilizzano e che sono indispensabili nella produzione di motori elettrici. Proprio in previsione delle temute difficoltà negli approvvigionamenti, a marzo le esportazioni di terre rare dalla Cina sono aumentate del 20,31% a oltre 5.666 tonnellate, mostrando in forma amplificata un fenomeno osservato in diverse altre categorie merceologiche. Complessivamente il mese scorso le esportazioni cinesi sono aumentate del 12,4%, in larga misura perché gli importatori hanno chiesto di anticipare le spedizioni in vista dei dazi. Di queste mosse cinesi Trump dovrà tenere conto se non vuole che i suoi dazi contro il Dragone si trasformino in un clamoroso boomerang.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 15 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65576677/corsivo_15_04_2025_08_10.mp3" length="3303404" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Le mosse cinesi contro Donald Trump. La Cina risponde ai dazi commerciali di Donald Trump con alcune mosse strategiche che tendono a salvaguardare il suo mercato e quello dei suoi partner. Le ultime in ordine di tempo sono il blocco delle esportazioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le mosse cinesi contro Donald Trump. La Cina risponde ai dazi commerciali di Donald Trump con alcune mosse strategiche che tendono a salvaguardare il suo mercato e quello dei suoi partner. Le ultime in ordine di tempo sono il blocco delle esportazioni di terre rare dalla Cina e l’attivismo del presidente cinese Xi Jinping, che ha avviato ad Hanoi, in Vietnam, un tour del Sud Est Asiatico che mira a solidificare ampiezza e profondità della sfera d’influenza di Pechino. In particolare, l’offensiva sulle terre rare è la più sofisticata delle reazioni cinesi alle tariffe decise da Trump. Nella visione di Pechino, rispondere ai dazi con altri dazi è servito a rifiutare la posizione di subalternità a cui Trump vorrebbe costringere ogni sua controparte negoziale, ma sono le nuove regole per esportare 7 dei 17 elementi “rari” della tavola periodica, centrali in così tante produzioni ad alto contenuto tecnologico, che sono destinate a fare più male.  La lista dei prodotti cinesi soggetti a restrizioni dell'export. Le spedizioni di samario, gadolinio, terbio, disprosio, lutezio, scandio, ittrio e dei magneti permanenti che incorporano alcuni di loro sono di fatto bloccate e nessuno si azzarda a fare previsioni sui tempi per ottenere una licenza per l’esportazione. Anche se bastassero poche settimane, gli stock disponibili al di fuori della Cina si ridurrebbero sensibilmente. Non tanto in Giappone, dove un precedente blocco mirato all’export deciso da Pechino ha consigliato prudenza negli stoccaggi, quanto negli Stati Uniti dove le scorte a magazzino sono storicamente più risicate. Le limitazioni all’export si faranno sentire non solo perché la Cina ha di fatto il monopolio della raffinazione di questi elementi, ma anche perché produce il 90% dei magneti che li utilizzano e che sono indispensabili nella produzione di motori elettrici. Proprio in previsione delle temute difficoltà negli approvvigionamenti, a marzo le esportazioni di terre rare dalla Cina sono aumentate del 20,31% a oltre 5.666 tonnellate, mostrando in forma amplificata un fenomeno osservato in diverse altre categorie merceologiche. Complessivamente il mese scorso le esportazioni cinesi sono aumentate del 12,4%, in larga misura perché gli importatori hanno chiesto di anticipare le spedizioni in vista dei dazi. Di queste mosse cinesi Trump dovrà tenere conto se non vuole che i suoi dazi contro il Dragone si trasformino in un clamoroso boomerang.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b40dde5988d3b7881bdb7dc96c010ed6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Lunedì 14 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-lunedi-14-aprile-2025--65563345</link><description><![CDATA[Il viaggio di Meloni a Washington. La proposta a Trump: mercato unico senza tariffe. La premier Giorgia Meloni si prepara al viaggio a Washington del prossimo 17 aprile con una proposta a Donald Trump: un mercato unico senza dazi e tariffe. Con il presidente americano Meloni metterà sul tavolo dell'incontro il progetto lanciato da Ursula von der Leyen e Elon Musk: un’area a “dazi zero”, un mercato unico e di libero scambio tra Europa e Stati Uniti capace di rafforzare la cooperazione tra alleati. Anche il commissario al commercio Ue Maros Sefcovic, in visita negli Stati Uniti, in queste ore proverà ad avviare la trattativa con questo obiettivo. Meloni si prepara a dover incassare alcune critiche del presidente americano. La più importante riguarda la web tax, voluta da Bruxelles e adottata dall’Italia. Si tratta di una misura ormai difficilmente negoziabile.  Trump chiederà a Meloni maggiori spese militari. Roma non ha ancora raggiunto il target del 2%. Meloni assicurerà che l'asticella sarà superata entro il vertice dell’Alleanza di giugno all’Aia, e prometterà ulteriori sforzi nella prossima finanziaria, per avvicinare al massimo il 2,25%.  L'Italia stretta tra l'alleanza con gli Stati Uniti e l'identità europea divisa.  Bruxelles si trova nel mezzo tra Washington e Pechino. L’Italia di Giorgia Meloni guarda agli Stati Uniti, ma i suoi partner europei lanciano segnali di dialogo verso la Cina. Lo spagnolo Pedro Sanchez intende assecondare frizioni di politica interna. Francia e Germania vogliono difendere i propri interessi commerciali con la Cina. La scommessa di Giorgia Meloni è che i leader europei prima o poi dovranno risolvere il dilemma geopolitico, scegliendo l’alleanza con la Casa Bianca. E lo faranno non tanto per convinzione, ma per ragioni economiche e di sicurezza.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 14 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65563345/corsivo_14_04_2025_08_10.mp3" length="3256172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il viaggio di Meloni a Washington. La proposta a Trump: mercato unico senza tariffe. La premier Giorgia Meloni si prepara al viaggio a Washington del prossimo 17 aprile con una proposta a Donald Trump: un mercato unico senza dazi e tariffe. Con il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il viaggio di Meloni a Washington. La proposta a Trump: mercato unico senza tariffe. La premier Giorgia Meloni si prepara al viaggio a Washington del prossimo 17 aprile con una proposta a Donald Trump: un mercato unico senza dazi e tariffe. Con il presidente americano Meloni metterà sul tavolo dell'incontro il progetto lanciato da Ursula von der Leyen e Elon Musk: un’area a “dazi zero”, un mercato unico e di libero scambio tra Europa e Stati Uniti capace di rafforzare la cooperazione tra alleati. Anche il commissario al commercio Ue Maros Sefcovic, in visita negli Stati Uniti, in queste ore proverà ad avviare la trattativa con questo obiettivo. Meloni si prepara a dover incassare alcune critiche del presidente americano. La più importante riguarda la web tax, voluta da Bruxelles e adottata dall’Italia. Si tratta di una misura ormai difficilmente negoziabile.  Trump chiederà a Meloni maggiori spese militari. Roma non ha ancora raggiunto il target del 2%. Meloni assicurerà che l'asticella sarà superata entro il vertice dell’Alleanza di giugno all’Aia, e prometterà ulteriori sforzi nella prossima finanziaria, per avvicinare al massimo il 2,25%.  L'Italia stretta tra l'alleanza con gli Stati Uniti e l'identità europea divisa.  Bruxelles si trova nel mezzo tra Washington e Pechino. L’Italia di Giorgia Meloni guarda agli Stati Uniti, ma i suoi partner europei lanciano segnali di dialogo verso la Cina. Lo spagnolo Pedro Sanchez intende assecondare frizioni di politica interna. Francia e Germania vogliono difendere i propri interessi commerciali con la Cina. La scommessa di Giorgia Meloni è che i leader europei prima o poi dovranno risolvere il dilemma geopolitico, scegliendo l’alleanza con la Casa Bianca. E lo faranno non tanto per convinzione, ma per ragioni economiche e di sicurezza.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8c10674b4c07016b9c58ea0e9fa8170d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 11 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-11-aprile-2025--65534990</link><description><![CDATA[Il rock contro Trump: la protesta dell'altra America alza il tiro.  Joan Baez torna sul palco con Neil Young a fianco di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez che da alcune settimane incendiano le praterie d'America con un tour contro gli oligarchi e in opposizione all"amministrazione di Donald Trump. In pochi giorni le centomila persone di Denver, Las Vegas sono diventate almeno 2 milioni dello scorso week end, e da domani la protesta assume le forme tipiche dell'opposizione di piazza.   Il ritorno di Joan Baez e Neil Young.  Dalle marce contro le guerre in Vietnam e Iraq alle lotte per i diritti civili, delle donne, LGBTQ, Joan Baez è stata la colonna sonora, simbolo di libertà e attivismo. E a 84 anni, dopo aver annunciato il ritiro dalle scene nel 2009, ha deciso di tornare sulle barricate. "La nostra democrazia sta andando in fiamme … siamo gestiti da un gruppo di miliardari davvero incompetenti, dice la Baez.. Con lei a Lis Angeles ci sarà Neil Young, altro grande alfiere delle battaglie contro le multinazionali, le guerre e le ingiustizie. Insieme metteranno le loro chitarre e le loro voci al servizio del pensiero critico e a sostegno della sinistra democratica. Fino a dove si potrà spingere questo movimento che nasce dal basso è difficile prevederlo. Certo è che la rapidità degli eventi, dovuti alla guerra dei dazi commerciali imposti da Trump, ha accelerato lo scontro,  costringendo anche i settori moderati progressisti alla scesa in campo popolare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 11 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65534990/corsivo_11_04_2025_08_10.mp3" length="2817260" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il rock contro Trump: la protesta dell'altra America alza il tiro.  Joan Baez torna sul palco con Neil Young a fianco di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez che da alcune settimane incendiano le praterie d'America con un tour contro gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il rock contro Trump: la protesta dell'altra America alza il tiro.  Joan Baez torna sul palco con Neil Young a fianco di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez che da alcune settimane incendiano le praterie d'America con un tour contro gli oligarchi e in opposizione all"amministrazione di Donald Trump. In pochi giorni le centomila persone di Denver, Las Vegas sono diventate almeno 2 milioni dello scorso week end, e da domani la protesta assume le forme tipiche dell'opposizione di piazza.   Il ritorno di Joan Baez e Neil Young.  Dalle marce contro le guerre in Vietnam e Iraq alle lotte per i diritti civili, delle donne, LGBTQ, Joan Baez è stata la colonna sonora, simbolo di libertà e attivismo. E a 84 anni, dopo aver annunciato il ritiro dalle scene nel 2009, ha deciso di tornare sulle barricate. "La nostra democrazia sta andando in fiamme … siamo gestiti da un gruppo di miliardari davvero incompetenti, dice la Baez.. Con lei a Lis Angeles ci sarà Neil Young, altro grande alfiere delle battaglie contro le multinazionali, le guerre e le ingiustizie. Insieme metteranno le loro chitarre e le loro voci al servizio del pensiero critico e a sostegno della sinistra democratica. Fino a dove si potrà spingere questo movimento che nasce dal basso è difficile prevederlo. Certo è che la rapidità degli eventi, dovuti alla guerra dei dazi commerciali imposti da Trump, ha accelerato lo scontro,  costringendo anche i settori moderati progressisti alla scesa in campo popolare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cc1570538d7e43eb7867be04385cf056.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump sospende per 90 giorni i dazi reciproci, ma fa salire al 125% quelli contro la Cina | Il Corsivo di Giovedì 10 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-sospende-per-90-giorni-i-dazi-reciproci-ma-fa-salire-al-125-quelli-contro-la-cina-il-corsivo-di-giovedi-10-aprile-2025--65511712</link><description><![CDATA[Trump sospende per 90 giorni i dazi reciproci, ma fa salire al 125% quelli contro la Cina.  Il disastro economico finanziario con decine di migliaia di miliardi bruciati a Wall Street e nelle borse mondiali, dovuto all'imposizione di dazi commerciali reciproci, impone a Donald Trump un serio ripensamento, una pausa di 90 giorni, che rimangono però alla soglia minima del 10% con effetto immediato. Per tutti, tranne che per la Cina contro cui si scaglia la redda rationem con un nuovo rialzo delle tariffe al 125%. Lo stato confusionale in cui versa l'amministrazione Trump è a dir poco preoccupante. Il presidente degli Stati Uniti aveva detto che più di 75 Paesi avevano chiesto di negoziare i dazi, poi ha spiegato di avere autorizzato una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca sostanzialmente ridotta durante questo periodo, pari al 10%, anch'essa con effetto immediato.  Wall Street riprende fiato, anche i future delle borse europee salgono, dopo essere crollate.  Pochi secondi dopo l'annuncio di Trump Wall Street vola,  riprende fiato. i future di Piazza Affari sono schizzati al rialzo con molte ore di anticipo sull’avvio della seduta di domani, guadagnando oltre il 7,4%, così come i future dei vicini Cac in Francia (+2,4%) e del Dax a Francoforte (+3,3 per cento). Ma i mercati finanziari globali restano in uno stato di tensione permanente, con una volatilità e incertezza altissimi. La sospensione di 90 giorni delle tariffe e le negoziazioni con alcuni partner storici del sud-est asiatico (Vietnam, Corea del Sud, Giappone) confermano le parole del segretario Bessent sulla volontà di creare un fronte per aumentare la pressione sulla Cina.  Nella guerra dei dazi, soprattutto tra Cina e Usa, continuano gli acquisti sull'oro, bene rifugio per eccellenza durante le tempeste finanziarie ed economiche.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 10 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65511712/corsivo_10_04_2025_08_10.mp3" length="3189932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump sospende per 90 giorni i dazi reciproci, ma fa salire al 125% quelli contro la Cina.  Il disastro economico finanziario con decine di migliaia di miliardi bruciati a Wall Street e nelle borse mondiali, dovuto all'imposizione di dazi commerciali...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Trump sospende per 90 giorni i dazi reciproci, ma fa salire al 125% quelli contro la Cina.  Il disastro economico finanziario con decine di migliaia di miliardi bruciati a Wall Street e nelle borse mondiali, dovuto all'imposizione di dazi commerciali reciproci, impone a Donald Trump un serio ripensamento, una pausa di 90 giorni, che rimangono però alla soglia minima del 10% con effetto immediato. Per tutti, tranne che per la Cina contro cui si scaglia la redda rationem con un nuovo rialzo delle tariffe al 125%. Lo stato confusionale in cui versa l'amministrazione Trump è a dir poco preoccupante. Il presidente degli Stati Uniti aveva detto che più di 75 Paesi avevano chiesto di negoziare i dazi, poi ha spiegato di avere autorizzato una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca sostanzialmente ridotta durante questo periodo, pari al 10%, anch'essa con effetto immediato.  Wall Street riprende fiato, anche i future delle borse europee salgono, dopo essere crollate.  Pochi secondi dopo l'annuncio di Trump Wall Street vola,  riprende fiato. i future di Piazza Affari sono schizzati al rialzo con molte ore di anticipo sull’avvio della seduta di domani, guadagnando oltre il 7,4%, così come i future dei vicini Cac in Francia (+2,4%) e del Dax a Francoforte (+3,3 per cento). Ma i mercati finanziari globali restano in uno stato di tensione permanente, con una volatilità e incertezza altissimi. La sospensione di 90 giorni delle tariffe e le negoziazioni con alcuni partner storici del sud-est asiatico (Vietnam, Corea del Sud, Giappone) confermano le parole del segretario Bessent sulla volontà di creare un fronte per aumentare la pressione sulla Cina.  Nella guerra dei dazi, soprattutto tra Cina e Usa, continuano gli acquisti sull'oro, bene rifugio per eccellenza durante le tempeste finanziarie ed economiche.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dc53b2d7fed2b8c85c914cda20b9ab14.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo scontro tra Musk e Trump sui dazi | Il Corsivo di Mercoledì 09 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-scontro-tra-musk-e-trump-sui-dazi-il-corsivo-di-mercoledi-09-aprile-2025--65450106</link><description><![CDATA[Lo scontro tra Musk e Trump sui dazi.  Elon Musk è intervenuto personalmente ma il tentativo di far cambiare strategia al presidente Usa in materia di dazi è andato a vuoto. Nessuna marcia indietro, Donald Trump va avanti e non sembra disposto a ritirare l'ondata di dazi doganali che sta sconvolgendo i mercati finanziari. Musk ha reso esplicita sulle reti sociali la sua opposizione alla politica dei dazi, ma per ora i suoi tentativi di influenzare  le scelte di Trump sono falliti. Non poteva andare diversamente, anche perchè, nelle ultime ore, sui dazi americani, è andato in scena il gioco del poliziotto buono, Elon Musk, e cattivo, Donald Trump, dove entrambi  fanno finta di litigare, ma alla fine procedono sostanzialmente sullo stesso cammino.   Le preoccupazioni di Musk. I dazi colpiscono Tesla, l'azienda di auto elettriche di Musk, che ha in Cina importanti centri produttivi e rilevanti quote di mercato. Nei giorni scorsi l'imprenditore si è espresso a favore di una politica di "dazi zero", ha condiviso un vecchio filmato di Milton Friedman che spiegava i benefici del libero mercato con la storia della produzione di una matita e ha attaccato in modo diretto il consigliere della Casa Bianca per il commercio, Peter Navarro, artefice della radicale svolta di Washington. In particolare Musk ha deriso il curriculum universitario di Navarro e ha scritto su X che "un PhD in economia ad Harvard è una cosa negativa, non una cosa positiva".  Tesla nel 2020 arrivò addirittura a denunciare l'amministrazione Trump per i dazi. Musk, spiega la testata americana, fece poi marcia indietro per il timore di apparire allineato alla Cina e contrario alle politiche “America First”. Dall'inizio dell'anno la capitalizzazione di mercato di Tesla ha perso oltre il 38%.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 09 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65450106/corsivo_09_04_2025_08_10.mp3" length="2906540" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scontro tra Musk e Trump sui dazi.  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Non poteva andare diversamente, anche perchè, nelle ultime ore, sui dazi americani, è andato in scena il gioco del poliziotto buono, Elon Musk, e cattivo, Donald Trump, dove entrambi  fanno finta di litigare, ma alla fine procedono sostanzialmente sullo stesso cammino.   Le preoccupazioni di Musk. I dazi colpiscono Tesla, l'azienda di auto elettriche di Musk, che ha in Cina importanti centri produttivi e rilevanti quote di mercato. Nei giorni scorsi l'imprenditore si è espresso a favore di una politica di "dazi zero", ha condiviso un vecchio filmato di Milton Friedman che spiegava i benefici del libero mercato con la storia della produzione di una matita e ha attaccato in modo diretto il consigliere della Casa Bianca per il commercio, Peter Navarro, artefice della radicale svolta di Washington. In particolare Musk ha deriso il curriculum universitario di Navarro e ha scritto su X che "un PhD in economia ad Harvard è una cosa negativa, non una cosa positiva".  Tesla nel 2020 arrivò addirittura a denunciare l'amministrazione Trump per i dazi. Musk, spiega la testata americana, fece poi marcia indietro per il timore di apparire allineato alla Cina e contrario alle politiche “America First”. Dall'inizio dell'anno la capitalizzazione di mercato di Tesla ha perso oltre il 38%.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9016169ae5751e2e138cba137b5ea90f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 08 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-08-aprile-2025--65421592</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 08 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65421592/corsivo_08_04_2025_08_10.mp3" length="3360428" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'altra America: la  protesta contro Donald Trump | Il Corsivo di Lunedì 07 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-altra-america-la-protesta-contro-donald-trump-il-corsivo-di-lunedi-07-aprile-2025--65392606</link><description><![CDATA[Dalla costa orientale a quella occidentale, dai confini con il Canada alla bordeline con il Messico, i progressisti degli Stati Uniti hanno trovato il coraggio e il senso della protesta. In realtà qualcosa si era già visto le scorse settimane, nel tour del vecchio Bernie  Sanders, Alexandria Cortez e altri parlamentari della sinistra america, da Denver, a Las Vegas, in Colorado, California e Arizona, ma in queste ultime ore l'altra America è  scesa in piazza contro le politiche  sovraniste, oligarchiche e suprematiste di Donald Trump. Non e un movimento organizzato, uno schieramento che possa rappresentare ora un'alternativa, non si intravedono a breve leader in grado di invertire il corso della Storia . Da quello che si capisce sommando le tante sigle di formazioni politiche e associazioni che compongono il variegato fronte di opposizione, è un primo segnale di sfiducia contri Trump. È ancora presto per definirlo un fiume in piena che si abbatte sulla Casa Bianca, travolta dalle reazioni dei mercati ai forsennati dazi. Ciò che resta dei democratici sceglie una proesta tranquilla, ma non inutile. Saranno i prossimi cortei a determinare chi e come guiderà la probabile vittoria democratica alle prossime elezioni di midterm.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 07 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65392606/corsivo_07_04_2025_08_10.mp3" length="2489516" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Dalla costa orientale a quella occidentale, dai confini con il Canada alla bordeline con il Messico, i progressisti degli Stati Uniti hanno trovato il coraggio e il senso della protesta. 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Da quello che si capisce sommando le tante sigle di formazioni politiche e associazioni che compongono il variegato fronte di opposizione, è un primo segnale di sfiducia contri Trump. È ancora presto per definirlo un fiume in piena che si abbatte sulla Casa Bianca, travolta dalle reazioni dei mercati ai forsennati dazi. Ciò che resta dei democratici sceglie una proesta tranquilla, ma non inutile. Saranno i prossimi cortei a determinare chi e come guiderà la probabile vittoria democratica alle prossime elezioni di midterm.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dafc457c7c1da05962b137215e66aebe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le sbalorditive tariffe del 500% | Il Corsivo di Venerdì 04 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-sbalorditive-tariffe-del-500-il-corsivo-di-venerdi-04-aprile-2025--65344522</link><description><![CDATA[Sembra svanire decisamente la pazienza con la quale, fino alla scorsa settimana, gli Stati Uniti avevano fatto buon viso a cattivo gioco, dinanzi alla sostanziale indifferenza mostrata dai Russi nei confronti dei loro sforzi per il raggiungimento di almeno un breve “cessate il fuoco” in Ucraina. E non ci riferiamo tanto allo stato di forte irritazione espresso, a inizio settimana, da Donald Trump proprio nei riguardi di Vladimir Putin, quanto alle nuove sanzioni che sono appena state ipotizzate da una proposta di legge bipartisan – presentata cioè, da cinquanta senatori (25 repubblicani e 25 democratici) – che prevede l’imposizione di una tariffa (fino al 500 per cento !) sulle importazioni dai Paesi che continueranno a fare scambi commerciali con la Russia, acquistando il suo gas o il suo petrolio. Tali misure punitive – spiegano a Washington – verranno applicate se il Cremlino non compirà “passi significativi” sulla strada che porta alla fine del conflitto. Non c’è dubbio sul fatto che l’introduzione (o, comunque, la minaccia) di queste sanzioni, segni un infastidito cambio di atteggiamento degli Stati Uniti, fino a ieri rimasti fin troppo accomodanti rispetto alle furberie diplomatiche di cui la Russia si è servita esclusivamente per guadagnare tempo utile all’avanzata – per la verità assai lenta - dei suoi soldati . Naturalmente, data l’umoralità dell’uomo che, per i prossimi quattro anni, governerà il Paese più potente del mondo, sarebbe, comunque, azzardato parlare di un vero e proprio rimescolamento di carte tra Mosca e Washington: tuttavia non si può neanche negare il fatto che, ultimamente, Donald Trump sia apparso sempre più insofferente verso certi giochetti di prestigio  che, forse, Vladimir Putin si è illuso di poter portare avanti all’infinito. Tra le tante promesse che il Tycoon aveva venduto agli elettori statunitensi durante la sua campagna elettorale, c’era, infatti, anche quella di poter chiudere la questione ucraina in quattro e quattr’otto, grazie, soprattutto, all’esistenza di un suo presunto feeling con l’autocrate russo. Feeling che, invece, si sta evidentemente rivelando ben poco contraccambiato... Trump, per andare incontro alle esigenze del suo interlocutore russo, si era esposto fino al punto di addebitare a Zelensky le responsabilità principali circa lo scoppio della guerra: ma neanche questo è bastato, perchè Putin, in cambio, non gli ha neppure concesso lo striminzito contentino di quei 30 giorni di sospensione dei combattimenti che gli avrebbero almeno permesso di sbandierare un minimo di risultato utile in faccia ai suoi detrattori politici: sia in America, che altrove. Pertanto, visto lo stato di imbarazzante confusione in cui sembrano procedere le trattative tra Cremlino e Casa Bianca, è più che comprensibile che un risentito senso di frustrazione si stia, adesso, impossessando dell’animo di Donald Trump. Staremo, quindi, a vedere come evolveranno le cose, ma è certo che il testo di legge presentato al Senato di Washington – se approvato – andrebbe veramente a colpire la Russia dove fa più male, prevedendo sanzioni così drastiche proprio a carico di quei Paesi che - anche se non direttamente - di fatto sostengono l’espansionismo militare del Cremlino. Come, ad esempio, India e Cina che sono, al momento, tra i maggiori clienti di Mosca per quanto concerne gli acquisti di gas e petrolio: e tutti sappiamo come le esportazioni di energia e di altre materie costituiscano le sue principali fonti di finanziamento della guerra.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 04 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65344522/corsivo_04_04_2025_08_10.mp3" length="4706540" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Sembra svanire decisamente la pazienza con la quale, fino alla scorsa settimana, gli Stati Uniti avevano fatto buon viso a cattivo gioco, dinanzi alla sostanziale indifferenza mostrata dai Russi nei confronti dei loro sforzi per il raggiungimento di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sembra svanire decisamente la pazienza con la quale, fino alla scorsa settimana, gli Stati Uniti avevano fatto buon viso a cattivo gioco, dinanzi alla sostanziale indifferenza mostrata dai Russi nei confronti dei loro sforzi per il raggiungimento di almeno un breve “cessate il fuoco” in Ucraina. E non ci riferiamo tanto allo stato di forte irritazione espresso, a inizio settimana, da Donald Trump proprio nei riguardi di Vladimir Putin, quanto alle nuove sanzioni che sono appena state ipotizzate da una proposta di legge bipartisan – presentata cioè, da cinquanta senatori (25 repubblicani e 25 democratici) – che prevede l’imposizione di una tariffa (fino al 500 per cento !) sulle importazioni dai Paesi che continueranno a fare scambi commerciali con la Russia, acquistando il suo gas o il suo petrolio. Tali misure punitive – spiegano a Washington – verranno applicate se il Cremlino non compirà “passi significativi” sulla strada che porta alla fine del conflitto. Non c’è dubbio sul fatto che l’introduzione (o, comunque, la minaccia) di queste sanzioni, segni un infastidito cambio di atteggiamento degli Stati Uniti, fino a ieri rimasti fin troppo accomodanti rispetto alle furberie diplomatiche di cui la Russia si è servita esclusivamente per guadagnare tempo utile all’avanzata – per la verità assai lenta - dei suoi soldati . Naturalmente, data l’umoralità dell’uomo che, per i prossimi quattro anni, governerà il Paese più potente del mondo, sarebbe, comunque, azzardato parlare di un vero e proprio rimescolamento di carte tra Mosca e Washington: tuttavia non si può neanche negare il fatto che, ultimamente, Donald Trump sia apparso sempre più insofferente verso certi giochetti di prestigio  che, forse, Vladimir Putin si è illuso di poter portare avanti all’infinito. Tra le tante promesse che il Tycoon aveva venduto agli elettori statunitensi durante la sua campagna elettorale, c’era, infatti, anche quella di poter chiudere la questione ucraina in quattro e quattr’otto, grazie, soprattutto, all’esistenza di un suo presunto feeling con l’autocrate russo. Feeling che, invece, si sta evidentemente rivelando ben poco contraccambiato... Trump, per andare incontro alle esigenze del suo interlocutore russo, si era esposto fino al punto di addebitare a Zelensky le responsabilità principali circa lo scoppio della guerra: ma neanche questo è bastato, perchè Putin, in cambio, non gli ha neppure concesso lo striminzito contentino di quei 30 giorni di sospensione dei combattimenti che gli avrebbero almeno permesso di sbandierare un minimo di risultato utile in faccia ai suoi detrattori politici: sia in America, che altrove. Pertanto, visto lo stato di imbarazzante confusione in cui sembrano procedere le trattative tra Cremlino e Casa Bianca, è più che comprensibile che un risentito senso di frustrazione si stia, adesso, impossessando dell’animo di Donald Trump. Staremo, quindi, a vedere come evolveranno le cose, ma è certo che il testo di legge presentato al Senato di Washington – se approvato – andrebbe veramente a colpire la Russia dove fa più male, prevedendo sanzioni così drastiche proprio a carico di quei Paesi che - anche se non direttamente - di fatto sostengono l’espansionismo militare del Cremlino. Come, ad esempio, India e Cina che sono, al momento, tra i maggiori clienti di Mosca per quanto concerne gli acquisti di gas e petrolio: e tutti sappiamo come le esportazioni di energia e di altre materie costituiscano le sue principali fonti di finanziamento della guerra.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App...]]></itunes:summary><itunes:duration>197</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34f7e17137d8c8d4ba1a9f43dab039cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il tempo dei dazi | Il Corsivo di Giovedì 03 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tempo-dei-dazi-il-corsivo-di-giovedi-03-aprile-2025--65332345</link><description><![CDATA[Mai come in questo periodo, il mondo si è diviso  tra quanti vedono i dazi come il fumo negli occhi e propongono, pertanto, una reazione uguale e contraria nei confronti di chi pretende di applicarli e quanti, invece, optano per un atteggiamento più morbido, che si sforzi, in sostanza, di dare vita ad un negoziato utile per limitare i danni. In realtà, anche per le guerre commerciali, dovrebbe valere il principio che informa un po’ tutte le cose della vita e che ci spiega come, in generale, i torti, le ragioni ed i vantaggi non stiano mai da una sola parte. Ad esempio, nel caso dei dazi, chi decide di porli in essere farebbe bene a considerare non soltanto le sue aspettative più positive (e cioè, maggiori entrate per lo Stato che consentano sgravi sui prelievi fiscali interni e incremento delle produzioni e dei livelli  occupazionali), ma anche altri elementi della questione che dovrebbero, invece, indurre ad un minimo di prudenza in più. Infatti, un’imposta sui beni prodotti all’estero comporta certamente un aumento dei loro prezzi, ma non necessariamente anche una diminuzione dei loro consumi. Questo perché, se si tratta di beni indispensabili, la loro domanda interna tenderà, comunque, a rimanere praticamente invariata e così gli inevitabili aggravi di prezzo dovuti alle barriere doganali non potranno fare altro che andare ad alleggerire i portafogli dei consumatori. I quali, loro malgrado, si vedranno, egualmente, sempre costretti a non interrompere i loro acquisti. I dazi possono, dunque, risultare decisamente penalizzanti soprattutto per le fasce di popolazione meno abbienti, dal momento che chi si può permettere di pasteggiare a Champagne difficilmente smetterà di farlo soltanto perché la bottiglia è aumentata di una manciata di dollari...Altra è, invece, la condizione in cui verrebbero a trovarsi le persone che, già normalmente, stentano ad arrivare alla fine del mese... Ma se sulle spalle del paese importatore rischiano di abbattersi questi guai di natura inflattiva, altri non meno seri (ma di tipo recessivo) incombono, invece, sulle economie dei paesi esportatori, i quali, con ogni probabilità, dovranno registrare un calo delle loro produzioni e, di conseguenza, anche l’aumento della disoccupazione.  Due tipi di malattie, queste, che, messe insieme, concorrono a favorire la formazione di un quadro economico decisamente temuto a livello globale: quello cioè, della “stagflazione”. Ossia, di una situazione nella quale coesistono sia un aumento generale dei prezzi, che una mancanza di crescita dell’economia in termini reali. Pertanto, i dazi – almeno nel breve periodo – causano danni sia chi li applica, che a chi li subisce: e non sarà nemmeno  l’adozione di politiche ritorsive ad attenuarne gli effetti negativi. Anzi, in questi casi, la tentazione di ripagare della stessa moneta chi ci ha aggrediti commercialmente, non farebbe altro che aggiungere ulteriori incertezze a quelle che già ci sono. E non a caso, tra un proclama bellicoso di Washington ed una levata di scudi da parte di Bruxelles, in questi ultimi tempi, l’andamento di tutte le principali Borse del mondo ha espresso, in modo più che chiaro, quanto siano pessimistiche le previsioni della finanza globale, in merito agli sviluppi che potranno scaturire da questa, sostanzialmente, immotivata ondata di protezionismo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 03 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65332345/corsivo_03_04_2025_08_10.mp3" length="4376492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Mai come in questo periodo, il mondo si è diviso  tra quanti vedono i dazi come il fumo negli occhi e propongono, pertanto, una reazione uguale e contraria nei confronti di chi pretende di applicarli e quanti, invece, optano per un atteggiamento più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mai come in questo periodo, il mondo si è diviso  tra quanti vedono i dazi come il fumo negli occhi e propongono, pertanto, una reazione uguale e contraria nei confronti di chi pretende di applicarli e quanti, invece, optano per un atteggiamento più morbido, che si sforzi, in sostanza, di dare vita ad un negoziato utile per limitare i danni. In realtà, anche per le guerre commerciali, dovrebbe valere il principio che informa un po’ tutte le cose della vita e che ci spiega come, in generale, i torti, le ragioni ed i vantaggi non stiano mai da una sola parte. Ad esempio, nel caso dei dazi, chi decide di porli in essere farebbe bene a considerare non soltanto le sue aspettative più positive (e cioè, maggiori entrate per lo Stato che consentano sgravi sui prelievi fiscali interni e incremento delle produzioni e dei livelli  occupazionali), ma anche altri elementi della questione che dovrebbero, invece, indurre ad un minimo di prudenza in più. Infatti, un’imposta sui beni prodotti all’estero comporta certamente un aumento dei loro prezzi, ma non necessariamente anche una diminuzione dei loro consumi. Questo perché, se si tratta di beni indispensabili, la loro domanda interna tenderà, comunque, a rimanere praticamente invariata e così gli inevitabili aggravi di prezzo dovuti alle barriere doganali non potranno fare altro che andare ad alleggerire i portafogli dei consumatori. I quali, loro malgrado, si vedranno, egualmente, sempre costretti a non interrompere i loro acquisti. I dazi possono, dunque, risultare decisamente penalizzanti soprattutto per le fasce di popolazione meno abbienti, dal momento che chi si può permettere di pasteggiare a Champagne difficilmente smetterà di farlo soltanto perché la bottiglia è aumentata di una manciata di dollari...Altra è, invece, la condizione in cui verrebbero a trovarsi le persone che, già normalmente, stentano ad arrivare alla fine del mese... Ma se sulle spalle del paese importatore rischiano di abbattersi questi guai di natura inflattiva, altri non meno seri (ma di tipo recessivo) incombono, invece, sulle economie dei paesi esportatori, i quali, con ogni probabilità, dovranno registrare un calo delle loro produzioni e, di conseguenza, anche l’aumento della disoccupazione.  Due tipi di malattie, queste, che, messe insieme, concorrono a favorire la formazione di un quadro economico decisamente temuto a livello globale: quello cioè, della “stagflazione”. Ossia, di una situazione nella quale coesistono sia un aumento generale dei prezzi, che una mancanza di crescita dell’economia in termini reali. Pertanto, i dazi – almeno nel breve periodo – causano danni sia chi li applica, che a chi li subisce: e non sarà nemmeno  l’adozione di politiche ritorsive ad attenuarne gli effetti negativi. Anzi, in questi casi, la tentazione di ripagare della stessa moneta chi ci ha aggrediti commercialmente, non farebbe altro che aggiungere ulteriori incertezze a quelle che già ci sono. E non a caso, tra un proclama bellicoso di Washington ed una levata di scudi da parte di Bruxelles, in questi ultimi tempi, l’andamento di tutte le principali Borse del mondo ha espresso, in modo più che chiaro, quanto siano pessimistiche le previsioni della finanza globale, in merito agli sviluppi che potranno scaturire da questa, sostanzialmente, immotivata ondata di protezionismo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook:...]]></itunes:summary><itunes:duration>183</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fed7b76e6cc93ee2f8f5f76f1f2e7e97.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marine Le Pen e la “legge del contrappasso" | Il Corsivo di Mercoledì 02 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marine-le-pen-e-la-legge-del-contrappasso-il-corsivo-di-mercoledi-02-aprile-2025--65301076</link><description><![CDATA[Il tribunale di Parigi ha, dunque, giudicato colpevole Marine Le Pen, unitamente ad altri otto esponenti del suo partito, per aver fatto un uso illecito di fondi europei (circa 2,9 milioni di euro) per retribuire alcuni funzionari del suo Rassemblement National che, in realtà, con l’Europa non avevano nulla a che vedere. Tra le sanzione inflitte alla signora della Destra francese, quella che fa più male è rappresentata senz’altro dall’ ineleggibilità per cinque anni da qualsiasi carica pubblica: pena che va a complicare terribilmente le cose per una forza politica che, come mai prima d’ora, aveva coltivato concrete speranze di affermazione alle prossime elezioni presidenziali del 2027. Certo, ricorreranno tutti in appello, ma ormai il danno di immagine potrebbe risultare difficile da cancellare per questa lucida leader che, in pochi anni, è riuscita a condurre su un terreno di maggiore presentabilità politica, quel partito xenofobo e sostanzialmente fascista ereditato dal padre, guidandolo, abilmente, fino a superare il 34% dei consensi elettorali, alle ultime legislative. L’incidente di percorso è particolarmente grave, specialmente per una forza politica che - come quella di Marine Le Pen – ha, in larga misura, costruito le proprie fortune elettorali denunciando proprio la corruzione dei politici ed i presunti sprechi dell’Unione europea: il tutto, seguendo il solco di quella tradizione, tipica dell’estrema destra, che, da sempre, rivendica la propria superiorità morale rispetto all’arroganza congenita a quelle élite cosmopolite, che sarebbero capaci soltanto di ingannare e sfruttare la gente comune. Adesso però, dopo anni di indagini, la magistratura francese ha portato alla luce alcune inconfessabili  responsabilità del Rassemblement National, il quale avrebbe messo a punto un bel meccanismo di truffa - per importi milionari - ai danni del tanto esecrato Parlamento europeo (e, quindi, in definitiva, anche dei contribuenti europei, Italiani compresi). Noi, da garantisti incrollabili quali pensiamo di essere, eviteremo di gettare la croce addosso alla Le Pen fino a che non ci sarà, nei suoi confronti, una sentenza di secondo grado che confermi i contenuti di quella che è stata appena emessa dal Tribunale di Parigi e che sembra, in pratica,  aver posto una pietra tombale sulla sua carriera politica. Se le accuse dovessero, infatti, trovare conferma anche in appello, allora, per lei, diventerebbe davvero difficile continuare a presentarsi come l’unica Giovanna d’Arco pulita, in grado di contrapporsi ad un sistema politico marcio. Ironia della sorte, sappiamo che la richiesta di un tipo di norma che prevedesse l’ineleggibilità a vita “per tutti quelli che sono stati condannati per fatti commessi grazie o in occasione del loro mandato”, aveva costituito, per tanti anni, proprio uno dei cavalli di battaglia più usati dalla Le Pen: anzi, si può dire che la legge in base alla quale è stata lei stessa ora condannata, altro non è se non il frutto di una forte pressione esercitata, nel 2016, dal suo partito e da altre formazioni populiste e forcaiole... Insomma, osservando il “caso Le Pen”, viene sul serio da pensare che la dantesca “legge del contrappasso” conservi ancora del tutto inalterata la sua plurisecolare volontà di metterci tutti di fronte alle nostre contraddizioni. E la esercita, a quanto pare, non solo sulle rive dell’Arno, ma, evidentemente, anche su quelle della Senna...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 02 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65301076/corsivo_02_04_2025_08_10.mp3" length="4553900" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il tribunale di Parigi ha, dunque, giudicato colpevole Marine Le Pen, unitamente ad altri otto esponenti del suo partito, per aver fatto un uso illecito di fondi europei (circa 2,9 milioni di euro) per retribuire alcuni funzionari del suo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tribunale di Parigi ha, dunque, giudicato colpevole Marine Le Pen, unitamente ad altri otto esponenti del suo partito, per aver fatto un uso illecito di fondi europei (circa 2,9 milioni di euro) per retribuire alcuni funzionari del suo Rassemblement National che, in realtà, con l’Europa non avevano nulla a che vedere. Tra le sanzione inflitte alla signora della Destra francese, quella che fa più male è rappresentata senz’altro dall’ ineleggibilità per cinque anni da qualsiasi carica pubblica: pena che va a complicare terribilmente le cose per una forza politica che, come mai prima d’ora, aveva coltivato concrete speranze di affermazione alle prossime elezioni presidenziali del 2027. Certo, ricorreranno tutti in appello, ma ormai il danno di immagine potrebbe risultare difficile da cancellare per questa lucida leader che, in pochi anni, è riuscita a condurre su un terreno di maggiore presentabilità politica, quel partito xenofobo e sostanzialmente fascista ereditato dal padre, guidandolo, abilmente, fino a superare il 34% dei consensi elettorali, alle ultime legislative. L’incidente di percorso è particolarmente grave, specialmente per una forza politica che - come quella di Marine Le Pen – ha, in larga misura, costruito le proprie fortune elettorali denunciando proprio la corruzione dei politici ed i presunti sprechi dell’Unione europea: il tutto, seguendo il solco di quella tradizione, tipica dell’estrema destra, che, da sempre, rivendica la propria superiorità morale rispetto all’arroganza congenita a quelle élite cosmopolite, che sarebbero capaci soltanto di ingannare e sfruttare la gente comune. Adesso però, dopo anni di indagini, la magistratura francese ha portato alla luce alcune inconfessabili  responsabilità del Rassemblement National, il quale avrebbe messo a punto un bel meccanismo di truffa - per importi milionari - ai danni del tanto esecrato Parlamento europeo (e, quindi, in definitiva, anche dei contribuenti europei, Italiani compresi). Noi, da garantisti incrollabili quali pensiamo di essere, eviteremo di gettare la croce addosso alla Le Pen fino a che non ci sarà, nei suoi confronti, una sentenza di secondo grado che confermi i contenuti di quella che è stata appena emessa dal Tribunale di Parigi e che sembra, in pratica,  aver posto una pietra tombale sulla sua carriera politica. Se le accuse dovessero, infatti, trovare conferma anche in appello, allora, per lei, diventerebbe davvero difficile continuare a presentarsi come l’unica Giovanna d’Arco pulita, in grado di contrapporsi ad un sistema politico marcio. Ironia della sorte, sappiamo che la richiesta di un tipo di norma che prevedesse l’ineleggibilità a vita “per tutti quelli che sono stati condannati per fatti commessi grazie o in occasione del loro mandato”, aveva costituito, per tanti anni, proprio uno dei cavalli di battaglia più usati dalla Le Pen: anzi, si può dire che la legge in base alla quale è stata lei stessa ora condannata, altro non è se non il frutto di una forte pressione esercitata, nel 2016, dal suo partito e da altre formazioni populiste e forcaiole... Insomma, osservando il “caso Le Pen”, viene sul serio da pensare che la dantesca “legge del contrappasso” conservi ancora del tutto inalterata la sua plurisecolare volontà di metterci tutti di fronte alle nostre contraddizioni. E la esercita, a quanto pare, non solo sulle rive dell’Arno, ma, evidentemente, anche su quelle della Senna...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play -...]]></itunes:summary><itunes:duration>190</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/da1d37f3a7c2800149d0bdcdc2263a70.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump e Putin: qualcosa comincia a scricchiolare | Il Corsivo di Martedì 01 Aprile 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-e-putin-qualcosa-comincia-a-scricchiolare-il-corsivo-di-martedi-01-aprile-2025--65270704</link><description><![CDATA[Se c’è una cosa che non si può rimproverare a Donald Trump, è proprio l’imprevedibilità. Quella, ad esempio, con cui, come un fulmine a ciel sereno, è sembrato cambiare decisamente orientamento sul come impostare le sue relazioni con Putin. Dopo una sterile serie di lusinghe politiche e di avances di tipo affaristico rivolte al leader del Cremlino, il presidente americano incomincia forse a stancarsi di essere preso in giro come fosse un povero babbeo da manipolare in lungo e in largo. Pertanto, viste le difficoltà fino ad oggi incontrate dalla trattativa - da lui fortemente voluta - per porre almeno una pausa al conflitto in Ucraina , il Tycoon decide ora di cambiare registro e di parlare chiaro, dicendosi , apertamente, “molto arrabbiato” con un Putin che adesso se ne viene anche fuori avanzando l’ipotesi – non concordata insieme - di un governo di transizione a Kiev, da costituirsi sotto l’egida dell’ONU. Sappia, quindi, il non più tanto amico, Valdimir Putin, che se “per colpa della Russia” non si dovesse raggiungere un accordo per “fermare lo spargimento di sangue in Ucraina”, allora gli Stati Uniti applicheranno ulteriori sanzioni al suo Paese. Per la verità, non sono pochi i commentatori che si chiedevano da tempo cosa sarebbe mai successo nel momento in cui Trump avesse perso la pazienza nei confronti dei “tira e molla” abilmente portati avanti dall’ex colonnello del KGB. Prima o poi, doveva per forza capitare, considerato che, almeno fino ad oggi, i Russi non avevano concesso a Washington sostanzialmente nulla: nemmeno uno striminzito “cessate il fuoco”di 30 giorni. Di conseguenza e giunti a questo punto, può Trump continuare a far finta di ignorare che la Russia tutto vuole tranne che una tregua? D’altra parte, è stato lo stesso Putin – al quale non si può certo negare il pregio della schiettezza con la quale espone sempre i suoi programmi – a chiarire, più volte, che quello che chiede ai suoi interlocutori americani non è un contentino tanto per tornarsene a casa dopo aver perso la faccia davanti al resto del mondo, ma è invece, “la risoluzione del problema alla radice”: e cioè, l’annessione dei territori ucraini attualmente occupati e la riduzione ad uno stato praticamente coloniale di ciò che resterebbe di una Ucraina, da lui, ideologicamente, mai riconosciuta come un’entità nazionale autonoma. E’ difficile che due nazionalismi riescano ad andare d’accordo fra di loro: e la cosa sta emergendo anche in questa tragica partita che due pokeristi, abituati a “spennare” il pollo di turno, stanno oggi giocando sulla pelle di migliaia di cadaveri sia russi, che ucraini. Trump, sinora, si era illuso di poter contare su un “ottimo rapporto” con l’autocrate russo, senza però accorgersi del fatto che si è sempre trattato di un’intesa più teorica, che concreta. Certo, i due sono accomunati dallo stesso disprezzo per l’Europa e dal medesimo approccio nel concepire i rapporti internazionali come delle situazioni che si modellano soprattutto con l’uso della mano militare: tuttavia, queste affinità ideologiche non sono, comunque, sufficienti quando si passa dalle parole ai fatti. Ed i fatti di questi ultimi due mesi, hanno detto a Mosca che Trump non ha sospeso – se non per due giorni - gli aiuti all’Ucraina e non è nemmeno riuscito a “mandare a cuccia” quei cocciuti Paesi europei che Putin definiva come dei “cagnolini scodinzolanti” al guinzaglio di Washington...  Insomma, se il Cremlino comprende che il sogno di una “nuova Yalta” è destinato a rimanere tale, Donald Trump, per il suo Nobel per la Pace, dovrà attendere tempi migliori.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-04-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 01 Apr 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65270704/corsivo_01_04_2025_08_10.mp3" length="4899500" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Se c’è una cosa che non si può rimproverare a Donald Trump, è proprio l’imprevedibilità. 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Pertanto, viste le difficoltà fino ad oggi incontrate dalla trattativa - da lui fortemente voluta - per porre almeno una pausa al conflitto in Ucraina , il Tycoon decide ora di cambiare registro e di parlare chiaro, dicendosi , apertamente, “molto arrabbiato” con un Putin che adesso se ne viene anche fuori avanzando l’ipotesi – non concordata insieme - di un governo di transizione a Kiev, da costituirsi sotto l’egida dell’ONU. Sappia, quindi, il non più tanto amico, Valdimir Putin, che se “per colpa della Russia” non si dovesse raggiungere un accordo per “fermare lo spargimento di sangue in Ucraina”, allora gli Stati Uniti applicheranno ulteriori sanzioni al suo Paese. Per la verità, non sono pochi i commentatori che si chiedevano da tempo cosa sarebbe mai successo nel momento in cui Trump avesse perso la pazienza nei confronti dei “tira e molla” abilmente portati avanti dall’ex colonnello del KGB. Prima o poi, doveva per forza capitare, considerato che, almeno fino ad oggi, i Russi non avevano concesso a Washington sostanzialmente nulla: nemmeno uno striminzito “cessate il fuoco”di 30 giorni. Di conseguenza e giunti a questo punto, può Trump continuare a far finta di ignorare che la Russia tutto vuole tranne che una tregua? D’altra parte, è stato lo stesso Putin – al quale non si può certo negare il pregio della schiettezza con la quale espone sempre i suoi programmi – a chiarire, più volte, che quello che chiede ai suoi interlocutori americani non è un contentino tanto per tornarsene a casa dopo aver perso la faccia davanti al resto del mondo, ma è invece, “la risoluzione del problema alla radice”: e cioè, l’annessione dei territori ucraini attualmente occupati e la riduzione ad uno stato praticamente coloniale di ciò che resterebbe di una Ucraina, da lui, ideologicamente, mai riconosciuta come un’entità nazionale autonoma. E’ difficile che due nazionalismi riescano ad andare d’accordo fra di loro: e la cosa sta emergendo anche in questa tragica partita che due pokeristi, abituati a “spennare” il pollo di turno, stanno oggi giocando sulla pelle di migliaia di cadaveri sia russi, che ucraini. Trump, sinora, si era illuso di poter contare su un “ottimo rapporto” con l’autocrate russo, senza però accorgersi del fatto che si è sempre trattato di un’intesa più teorica, che concreta. Certo, i due sono accomunati dallo stesso disprezzo per l’Europa e dal medesimo approccio nel concepire i rapporti internazionali come delle situazioni che si modellano soprattutto con l’uso della mano militare: tuttavia, queste affinità ideologiche non sono, comunque, sufficienti quando si passa dalle parole ai fatti. Ed i fatti di questi ultimi due mesi, hanno detto a Mosca che Trump non ha sospeso – se non per due giorni - gli aiuti all’Ucraina e non è nemmeno riuscito a “mandare a cuccia” quei cocciuti Paesi europei che Putin definiva come dei “cagnolini scodinzolanti” al guinzaglio di Washington...  Insomma, se il Cremlino comprende che il sogno di una “nuova Yalta” è destinato a rimanere tale, Donald Trump, per il suo Nobel per la Pace, dovrà attendere tempi migliori.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito:...]]></itunes:summary><itunes:duration>205</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8c3c8c8a412ab5c860311f9312e0300e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Groenlandia | Il Corsivo di Lunedì 31 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/groenlandia-il-corsivo-di-lunedi-31-marzo-2025--65246340</link><description><![CDATA[Il presidente Trump parla apertamente della necessità, da parte degli Stati Uniti, di prendere il controllo, in una maniera o nell’altra, della Groenlandia, giudicandola una necessità imprescindibile per “la sicurezza nazionale e internazionale”. Tuttavia, non si può certo dire che l’idea avanzata dal Tycoon abbia destato particolari entusiasmi tra i neanche 60mila abitanti della gigantesca isola artica, i quali, in un recentissimo sondaggio, si sono espressi - nella inequivocabile percentuale del 85% - contro ogni prospettiva di sottomissione ai desiderata della Casa Bianca. Anche se, a grande maggioranza, hanno, comunque, preso posizione a favore dell’indipendenza dalla Danimarca: Paese del quale fanno politicamente parte, sia pure a condizioni di grande autonomia amministrativa. Un’aspettativa, questa, che alla lunga potrebbe anche giocare a vantaggio delle mire di Trump, il quale - sebbene sia giunto persino a parlare di un’invasione militare – qualora invece se ne presentasse l’opportunità, preferirebbe senz’altro – o almeno lo vogliamo sperare -  ottenere il controllo del territorio artico, attraverso una spontanea associazione della Groenlandia agli Stati Uniti. Magari in una forma che riproducesse, sostanzialmente, i medesimi meccanismi di partnership che uniscono oggi l’Isola nordica al regno di Danimarca. Perché una landa remota come la Groenlandia sia divenuta – per la verità non da oggi - una preda particolarmente attrattiva non solo per gli USA, ma anche per gli altri grandi della Terra, si spiega facilmente, osservando il fatto che, nel suo sottosuolo, sono presenti quantità impressionanti di tutti gli elementi che serviranno per dominare il Pianeta nel futuro: terre rare e minerali per l’industria, petrolio, gas, siti ideali per basi militari, unitamente alle nuove rotte commerciali che, in prospettiva, si  apriranno, a causa dello scioglimento dei ghiacci in una regione che si sta scaldando quattro volte più velocemente rispetto al resto del mondo. Stiamo, pertanto, parlando della vera e propria “corsa all’oro” del nostro tempo, poiché in gioco non c’è soltanto l’economia, ma anche l’egemonia tecnologica e militare. Spiace che, purtroppo, in tale scenario, a brillare per la sua afonia (o quasi) sia proprio la voce di un’Europa che, al massimo, riesce a farsi sentire soltanto quando rientra nel coro della NATO. Ed a questo proposito, forse non tutti sanno che, nei mesi scorsi, la Brigata Alpina Taurinense – proprio nell’ambito di un’esercitazione dell’Alleanza Atlantica - ha testato le sua capacità operative in contesti di guerra tra i ghiacci, in una località norvegese che si trova a circa duecento chilometri dai confini russi e nella quale le temperature percepite sono comprese tra i meno 30 ed i meno 40 gradi. Per gli Alpini, si è trattato di un’esperienza mirata ad incrementare le proprie capacità di vivere, muoversi e combattere in un ambiente artico, nelle cosiddette condizioni di “cold weather operations”: ossia nelle operazioni a climi rigidi che comportano situazioni di estremo stress psicofisico.  Di conseguenza, alla luce di certe informazioni che ci arrivano in merito alle nostre manovre militari, faremmo forse bene ad abituarci anche all’idea che, per il nostro Paese, la Groenlandia non sarà mai più un pianeta così lontano.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 31 Mar 2025 06:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65246340/corsivo_31_03_2025_08_10.mp3" length="4316588" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il presidente Trump parla apertamente della necessità, da parte degli Stati Uniti, di prendere il controllo, in una maniera o nell’altra, della Groenlandia, giudicandola una necessità imprescindibile per “la sicurezza nazionale e internazionale”....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il presidente Trump parla apertamente della necessità, da parte degli Stati Uniti, di prendere il controllo, in una maniera o nell’altra, della Groenlandia, giudicandola una necessità imprescindibile per “la sicurezza nazionale e internazionale”. Tuttavia, non si può certo dire che l’idea avanzata dal Tycoon abbia destato particolari entusiasmi tra i neanche 60mila abitanti della gigantesca isola artica, i quali, in un recentissimo sondaggio, si sono espressi - nella inequivocabile percentuale del 85% - contro ogni prospettiva di sottomissione ai desiderata della Casa Bianca. Anche se, a grande maggioranza, hanno, comunque, preso posizione a favore dell’indipendenza dalla Danimarca: Paese del quale fanno politicamente parte, sia pure a condizioni di grande autonomia amministrativa. Un’aspettativa, questa, che alla lunga potrebbe anche giocare a vantaggio delle mire di Trump, il quale - sebbene sia giunto persino a parlare di un’invasione militare – qualora invece se ne presentasse l’opportunità, preferirebbe senz’altro – o almeno lo vogliamo sperare -  ottenere il controllo del territorio artico, attraverso una spontanea associazione della Groenlandia agli Stati Uniti. Magari in una forma che riproducesse, sostanzialmente, i medesimi meccanismi di partnership che uniscono oggi l’Isola nordica al regno di Danimarca. Perché una landa remota come la Groenlandia sia divenuta – per la verità non da oggi - una preda particolarmente attrattiva non solo per gli USA, ma anche per gli altri grandi della Terra, si spiega facilmente, osservando il fatto che, nel suo sottosuolo, sono presenti quantità impressionanti di tutti gli elementi che serviranno per dominare il Pianeta nel futuro: terre rare e minerali per l’industria, petrolio, gas, siti ideali per basi militari, unitamente alle nuove rotte commerciali che, in prospettiva, si  apriranno, a causa dello scioglimento dei ghiacci in una regione che si sta scaldando quattro volte più velocemente rispetto al resto del mondo. Stiamo, pertanto, parlando della vera e propria “corsa all’oro” del nostro tempo, poiché in gioco non c’è soltanto l’economia, ma anche l’egemonia tecnologica e militare. Spiace che, purtroppo, in tale scenario, a brillare per la sua afonia (o quasi) sia proprio la voce di un’Europa che, al massimo, riesce a farsi sentire soltanto quando rientra nel coro della NATO. Ed a questo proposito, forse non tutti sanno che, nei mesi scorsi, la Brigata Alpina Taurinense – proprio nell’ambito di un’esercitazione dell’Alleanza Atlantica - ha testato le sua capacità operative in contesti di guerra tra i ghiacci, in una località norvegese che si trova a circa duecento chilometri dai confini russi e nella quale le temperature percepite sono comprese tra i meno 30 ed i meno 40 gradi. Per gli Alpini, si è trattato di un’esperienza mirata ad incrementare le proprie capacità di vivere, muoversi e combattere in un ambiente artico, nelle cosiddette condizioni di “cold weather operations”: ossia nelle operazioni a climi rigidi che comportano situazioni di estremo stress psicofisico.  Di conseguenza, alla luce di certe informazioni che ci arrivano in merito alle nostre manovre militari, faremmo forse bene ad abituarci anche all’idea che, per il nostro Paese, la Groenlandia non sarà mai più un pianeta così lontano.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram:...]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/41666faf8c804038af8beb29558eacc7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 28 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-28-marzo-2025--65176801</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 28 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65176801/corsivo_28_03_2025_08_10.mp3" length="4335596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>C'erano piani di guerra nelle chat segrete sull’attacco americano contro gli Houthi | Il Corsivo di Giovedì 27 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/c-erano-piani-di-guerra-nelle-chat-segrete-sull-attacco-americano-contro-gli-houthi-il-corsivo-di-giovedi-27-marzo-2025--65154866</link><description><![CDATA[C'erano piani di guerra nelle chat segrete sull’attacco americano contro gli Houthi.   Non svaniscono le polemiche sul contenuto delle chat segrete relative all'attacco americano contro gli Houthi nello Yemen, soprattutto dopo la pubblicazione di nuovi documenti da parte del magazine "The Atlantic".  Il direttore del giornale Jeffrey Goldberg era stato inserito per errore nel gruppo Signal, una piattaforma di messaggistica non intercettabile, e poi introdotto in un gruppo ristretto, di cui faceva parte anche il vicepresidente J. D. Vance. In queste ore ha pubblicato i piani di guerra contro gli Houthi. Dagli stralci emerge come il capo del Pentagono Pete Hegseth non si era informato su chi facesse parte del gruppo, non si era neppure insospettito per la presenza di un utente sconosciuto come il giornalista Goldberg, comunque ha pubblicato la mattina del 15 marzo tutto il piano d’attacco, trentuno minuti prima che gli F-18 americani entrassero in azione e due ore e un minuto prima che il primo bersaglio Houthi venisse colpito.  Le menzogne della Casa Bianca. Oggi Vance commenta: “È molto chiaro che Goldberg ha venduto più di quanto avesse". Ma negli ultimi giorni le figure apicali dell'amministrazione americana avevano affermato menzogne che sono smentite dai fatti, cioè da quello che loro stessi avevano scritto nella chat. Il capo del Pentagono Pete Hegseth aveva dichiarato che nella chat non c’erano piani di guerra. Il capo dell’intelligence Tulsi Gabbard aveva detto alla commissione Intelligence del Senato che non c’era materiale riservato condiviso sul gruppo Signal. Il direttore della Cia, John Ratcliffe, aveva rassicurato la commissione che le sue comunicazioni nel gruppo di messaggi Signal erano assolutamente permesse e legali e non c’erano informazioni riservate. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva difeso il suo staff, affermando che nella chat non c’erano informazioni riservate. Oggi sappiamo invece che i quattro hanno mentito e ci sono le prove. La sensazione è che, in assenza di una opposizione forte e organizzata, tutto passerà in cavalleria ed altre priorità emergeranno nell'agenda di Trump, in grado di distogliere l'attenzione su una sorta di Watergate moderno.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 27 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65154866/corsivo_27_03_2025_08_10.mp3" length="3594284" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>C'erano piani di guerra nelle chat segrete sull’attacco americano contro gli Houthi.   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Dagli stralci emerge come il capo del Pentagono Pete Hegseth non si era informato su chi facesse parte del gruppo, non si era neppure insospettito per la presenza di un utente sconosciuto come il giornalista Goldberg, comunque ha pubblicato la mattina del 15 marzo tutto il piano d’attacco, trentuno minuti prima che gli F-18 americani entrassero in azione e due ore e un minuto prima che il primo bersaglio Houthi venisse colpito.  Le menzogne della Casa Bianca. Oggi Vance commenta: “È molto chiaro che Goldberg ha venduto più di quanto avesse". Ma negli ultimi giorni le figure apicali dell'amministrazione americana avevano affermato menzogne che sono smentite dai fatti, cioè da quello che loro stessi avevano scritto nella chat. Il capo del Pentagono Pete Hegseth aveva dichiarato che nella chat non c’erano piani di guerra. Il capo dell’intelligence Tulsi Gabbard aveva detto alla commissione Intelligence del Senato che non c’era materiale riservato condiviso sul gruppo Signal. Il direttore della Cia, John Ratcliffe, aveva rassicurato la commissione che le sue comunicazioni nel gruppo di messaggi Signal erano assolutamente permesse e legali e non c’erano informazioni riservate. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva difeso il suo staff, affermando che nella chat non c’erano informazioni riservate. Oggi sappiamo invece che i quattro hanno mentito e ci sono le prove. La sensazione è che, in assenza di una opposizione forte e organizzata, tutto passerà in cavalleria ed altre priorità emergeranno nell'agenda di Trump, in grado di distogliere l'attenzione su una sorta di Watergate moderno.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a230b58c2d60334840e40a546de1d470.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Irpef, il governo ammette l’errore. In arrivo nuova norma e aliquote | Il Corsivo di Mercoledì 26 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/irpef-il-governo-ammette-l-errore-in-arrivo-nuova-norma-e-aliquote-il-corsivo-di-mercoledi-26-marzo-2025--65126258</link><description><![CDATA[Irpef, il governo ammette l’errore. In arrivo nuova norma e aliquote. Alla fine, dopo un lungo tira e molla con la Cgil, il Governo ha ammesso che norma e aliquote Irpef era totalmente sbagliate e bisogna ora rimediare all'errore. Nella sostanza l’acconto Irpef era stato ricalcolato con le vecchie aliquote Irpef più alte. Quindi tutto da rifare. Si, ma come? L'esecutivo annuncia di voler intervenire anche in via normativa per consentire l’applicazione delle nuove aliquote del 2025. Si creerebbe un buco da 250 milioni anche se la cifra però non viene confermata dal ministero dell’Economia: il dicastero di Giorgetti sostiene che l'intervento normativo sarà realizzato in tempo utile per evitare ai contribuenti aggravi in termini di dichiarazione e di versamento delle tasse. Già così, il pasticcio tecnico-politico è fin troppo evidente anche perché un errore grossolano non è mai avvenuto nella storia della Repubblica italiana.    Come nasce l'errore. Tutto nasce dal decreto legislativo 216 del 30 dicembre 2023: il provvedimento che ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni dell’Irpef riducendo l’aliquota dal 25 al 23% per i redditi tra 15 mila e 28 mila euro. E alzando le detrazioni da lavoro dipendente da 1.880 a 1.995 euro per redditi da lavoro dipendente fino a 15 mila euro. Nel decreto si prevede anche – per gli anni 2024 e 2025 – di ricalcolare le dichiarazioni dei redditi con le vecchie aliquote e detrazioni per determinare se il contribuente è in debito col fisco e quindi deve un acconto. I tecnici di Camera e Senato avevano manifestato un dubbio e chiesto al governo che ne fosse quantificato l’effetto di cassa. Poi in molti se ne sono scordati.  I numeri della Cgil. La denuncia della Cgil parlava di un impatto profondo, fino all’intero importo stanziato dal governo per tagliare le tasse e pari a 4,3 miliardi. Il ministero dell’Economia sin da subito aveva invece circoscritto le conseguenze ai soli lavoratori dipendenti titolari di altri redditi. Il sindacato però aveva contestato Giorgetti perché invece ritiene coinvolti pure autonomi e pensionati, anche senza altre entrate oltre a quelle di lavoro e pensione.  Per la Cgil la cifra eventuale di 250 milioni non è oggettivamente credibile.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 26 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65126258/corsivo_26_03_2025_08_10.mp3" length="3394988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Irpef, il governo ammette l’errore. 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Si creerebbe un buco da 250 milioni anche se la cifra però non viene confermata dal ministero dell’Economia: il dicastero di Giorgetti sostiene che l'intervento normativo sarà realizzato in tempo utile per evitare ai contribuenti aggravi in termini di dichiarazione e di versamento delle tasse. Già così, il pasticcio tecnico-politico è fin troppo evidente anche perché un errore grossolano non è mai avvenuto nella storia della Repubblica italiana.    Come nasce l'errore. Tutto nasce dal decreto legislativo 216 del 30 dicembre 2023: il provvedimento che ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni dell’Irpef riducendo l’aliquota dal 25 al 23% per i redditi tra 15 mila e 28 mila euro. E alzando le detrazioni da lavoro dipendente da 1.880 a 1.995 euro per redditi da lavoro dipendente fino a 15 mila euro. Nel decreto si prevede anche – per gli anni 2024 e 2025 – di ricalcolare le dichiarazioni dei redditi con le vecchie aliquote e detrazioni per determinare se il contribuente è in debito col fisco e quindi deve un acconto. I tecnici di Camera e Senato avevano manifestato un dubbio e chiesto al governo che ne fosse quantificato l’effetto di cassa. Poi in molti se ne sono scordati.  I numeri della Cgil. La denuncia della Cgil parlava di un impatto profondo, fino all’intero importo stanziato dal governo per tagliare le tasse e pari a 4,3 miliardi. Il ministero dell’Economia sin da subito aveva invece circoscritto le conseguenze ai soli lavoratori dipendenti titolari di altri redditi. Il sindacato però aveva contestato Giorgetti perché invece ritiene coinvolti pure autonomi e pensionati, anche senza altre entrate oltre a quelle di lavoro e pensione.  Per la Cgil la cifra eventuale di 250 milioni non è oggettivamente credibile.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/91c5f1b00983eaf30a463cacc7054f91.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Martedì 25 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-martedi-25-marzo-2025--65095768</link><description><![CDATA[Il monito di Mattarella: l'Europa creata da statisti coraggiosi. L'Europa? Messa insieme da statisti coraggiosi. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella non nomina la premier Giorgia Meloni, neppure i membri della maggioranza che hanno citato, a sproposito, il manifesto di Ventotene scritto da Altiero Spinelli e Eugenio Rossi insieme a Ernesto Colorni, ma delinea chi per primo ha avuto l'idea di Europa. Secondo Mattarella, bisogna riflettere sul contesto in cui si muoveva l'idea europea in quegli anni. “Nel 1945 – sottolinea Mattarella – l’Italia usciva da una guerra devastante. Vi erano state brutali dittature e l’abisso dell’olocausto”. E proprio in questo periodo di tragedie, di disperazioni ci sono stati alcuni statisti lungimiranti che cercarono di capovolgere la situazione con una rivoluzione di pensiero: mettere insieme il futuro dell’Europa.  L'Europa si deve aggiornare. Il Presidente della Repubblica Mattarella tiene a precisare che si tratta di un modello imitato nel mondo e dimostra quanto sia stata un’esperienza di successo, anche se ha lacune da colmare come processi decisionali più veloci. Quindi per Mattarella servono risposte veloci e tempestive, perché l’Europa ha bisogno di aggiornarsi. Il Capo dello Stato ricorda anche che quello della nascita dell’Ue è stato un grande fenomeno storico a cui si è aggiunto l’Euro, uno strumento senza il quale i Paesi europei sarebbero stati travolti dalla crisi finanziaria. La moneta comune li ha protetti, ma ora con i dazi di Trump avverrebbe la stessa cosa? Per Mattarella, i mercati aperti corrispondono alla pace e ai nostri interessi vitali di esportazione. I mercati contrapposti mettono in pericolo la fiducia tra i Paesi e la collaborazione internazionale, mentre mercati aperti con commerci comuni creano rapporti di fiducia, di conoscenza, una tessitura di collaborazione che garantisce la pace.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 25 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65095768/corsivo_25_03_2025_08_10.mp3" length="3347756" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il monito di Mattarella: l'Europa creata da statisti coraggiosi. L'Europa? Messa insieme da statisti coraggiosi. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella non nomina la premier Giorgia Meloni, neppure i membri della maggioranza che hanno citato, a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il monito di Mattarella: l'Europa creata da statisti coraggiosi. L'Europa? Messa insieme da statisti coraggiosi. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella non nomina la premier Giorgia Meloni, neppure i membri della maggioranza che hanno citato, a sproposito, il manifesto di Ventotene scritto da Altiero Spinelli e Eugenio Rossi insieme a Ernesto Colorni, ma delinea chi per primo ha avuto l'idea di Europa. Secondo Mattarella, bisogna riflettere sul contesto in cui si muoveva l'idea europea in quegli anni. “Nel 1945 – sottolinea Mattarella – l’Italia usciva da una guerra devastante. Vi erano state brutali dittature e l’abisso dell’olocausto”. E proprio in questo periodo di tragedie, di disperazioni ci sono stati alcuni statisti lungimiranti che cercarono di capovolgere la situazione con una rivoluzione di pensiero: mettere insieme il futuro dell’Europa.  L'Europa si deve aggiornare. Il Presidente della Repubblica Mattarella tiene a precisare che si tratta di un modello imitato nel mondo e dimostra quanto sia stata un’esperienza di successo, anche se ha lacune da colmare come processi decisionali più veloci. Quindi per Mattarella servono risposte veloci e tempestive, perché l’Europa ha bisogno di aggiornarsi. Il Capo dello Stato ricorda anche che quello della nascita dell’Ue è stato un grande fenomeno storico a cui si è aggiunto l’Euro, uno strumento senza il quale i Paesi europei sarebbero stati travolti dalla crisi finanziaria. La moneta comune li ha protetti, ma ora con i dazi di Trump avverrebbe la stessa cosa? Per Mattarella, i mercati aperti corrispondono alla pace e ai nostri interessi vitali di esportazione. I mercati contrapposti mettono in pericolo la fiducia tra i Paesi e la collaborazione internazionale, mentre mercati aperti con commerci comuni creano rapporti di fiducia, di conoscenza, una tessitura di collaborazione che garantisce la pace.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7101238aba5c22cf23748d7ca865e85d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sfida di Bernie Sanders a Donald Trump: in marcia con i giovani contro le oligarchie | Il Corsivo di Lunedì 24 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sfida-di-bernie-sanders-a-donald-trump-in-marcia-con-i-giovani-contro-le-oligarchie-il-corsivo-di-lunedi-24-marzo-2025--65069846</link><description><![CDATA[La sfida di Bernie Sanders a Donald Trump: in marcia con i giovani contro le oligarchie Nell'immobilismo totale del Partito democratico americano, non ancora ripreso dalla bruciante sconfitta del novembre 2024, cresce negli ultimi giorni un movimento di protesta dal basso contro le oligarchie. Il capo di questa rivolta rimane il vecchio Bernie Sanders, senatore democratico di ispirazione socialista, che incendia le praterie d'America insieme ad un nutrito gruppo di giovani e di rappresentanti al Congresso come Alexandria Ocasio- Cortez.  Dai 34mila di Denver ai 24mila di Tucson, agli 11mila di Greeley in Colorado, ai 13mila di Tempe in Arizona, ogni tappa di questo tour anti oligarchico raccoglie sempre più consensi e rappresenta, al momento, l'unica forma di opposizione popolare, fuori dai partiti, che si oppone al pensiero unico di Trump.    Il popolo di Sanders La forza di Bernie Sanders sta nelle nuove generazioni che si sentono attratte e rappresentate da questo anziano senatore del Vermont, l'anima più a sinistra del Partito democratico americano . Alcuni sono figli del movimento Black Lives Matter, altri partecipano alle rivolte universitarie proPal, altri ancora sono giovani precari e lavoratori sottopagati. Sono neri e bianchi. Dentro la loro protesta c'è un ragionamento semplice: l'1% più alto può avere enormi ricchezza e potere, ma è solo l'1%; quando il 99% è unito, si può trasformare il Paese. Sanders recupera i vecchi slogan di Occupy Wall Street e li riporta ad oggi: no all'avidità di Trump e dei suoi oligarchi, all'avidità di Wall Street, dei giganti del combustibile fossile, dell'industria sanitaria e bellica. E' politica dal basso che si muove tra un populismo di sinistra e una piattaforma che ha come priorità la difesa dei diritti dei lavoratori licenziati. Per il momento il Partito democratico americano, per quello che conta, sta a guardare dal balcone. Man mano che questo nuovo movimento, guidato da un vecchio che porta un cappello blu e comunica con un megafono, crescerà ancora di numeri dovrà ammettere che qualcosa negli Stati Uniti sta cambiando.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 24 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65069846/corsivo_24_03_2025_08_10.mp3" length="3577004" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La sfida di Bernie Sanders a Donald Trump: in marcia con i giovani contro le oligarchie Nell'immobilismo totale del Partito democratico americano, non ancora ripreso dalla bruciante sconfitta del novembre 2024, cresce negli ultimi giorni un movimento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La sfida di Bernie Sanders a Donald Trump: in marcia con i giovani contro le oligarchie Nell'immobilismo totale del Partito democratico americano, non ancora ripreso dalla bruciante sconfitta del novembre 2024, cresce negli ultimi giorni un movimento di protesta dal basso contro le oligarchie. Il capo di questa rivolta rimane il vecchio Bernie Sanders, senatore democratico di ispirazione socialista, che incendia le praterie d'America insieme ad un nutrito gruppo di giovani e di rappresentanti al Congresso come Alexandria Ocasio- Cortez.  Dai 34mila di Denver ai 24mila di Tucson, agli 11mila di Greeley in Colorado, ai 13mila di Tempe in Arizona, ogni tappa di questo tour anti oligarchico raccoglie sempre più consensi e rappresenta, al momento, l'unica forma di opposizione popolare, fuori dai partiti, che si oppone al pensiero unico di Trump.    Il popolo di Sanders La forza di Bernie Sanders sta nelle nuove generazioni che si sentono attratte e rappresentate da questo anziano senatore del Vermont, l'anima più a sinistra del Partito democratico americano . Alcuni sono figli del movimento Black Lives Matter, altri partecipano alle rivolte universitarie proPal, altri ancora sono giovani precari e lavoratori sottopagati. Sono neri e bianchi. Dentro la loro protesta c'è un ragionamento semplice: l'1% più alto può avere enormi ricchezza e potere, ma è solo l'1%; quando il 99% è unito, si può trasformare il Paese. Sanders recupera i vecchi slogan di Occupy Wall Street e li riporta ad oggi: no all'avidità di Trump e dei suoi oligarchi, all'avidità di Wall Street, dei giganti del combustibile fossile, dell'industria sanitaria e bellica. E' politica dal basso che si muove tra un populismo di sinistra e una piattaforma che ha come priorità la difesa dei diritti dei lavoratori licenziati. Per il momento il Partito democratico americano, per quello che conta, sta a guardare dal balcone. Man mano che questo nuovo movimento, guidato da un vecchio che porta un cappello blu e comunica con un megafono, crescerà ancora di numeri dovrà ammettere che qualcosa negli Stati Uniti sta cambiando.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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L'Italia si allinea nella sostanza a tutti gli altri stati membri dell'Unione e firma senza discutere il documento finale. L'unico punto che ha sottolineato Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen è la partecipazione del capitale privato, attraverso il modello InvestEu, e l'avvio di strumenti europei comuni che non pesino direttamente sul debito degli Stati. L'Europa si attende ora un accordo di pace globale, che rispetti l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, accompagnato da credibili garanzie di sicurezza per l'Ucraina, al fine di scoraggiare future aggressioni russe. L'Unione europea è pronta a contribuire alle garanzie di sicurezza, in particolare sostenendo la capacità dell'Ucraina di difendersi efficacemente, sulla base delle rispettive competenze e capacità, in linea con il diritto internazionale. Un sostegno a Kiev che gli europei definiscono incrollabile.  Il braccio di ferro con l'Alto rappresentante Kaja Kallas  Le conclusioni del documento del Consiglio europeo sono arrivate dopo un lungo braccio di ferro con l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas che ha ceduto su un punto scoperto che rischiava di far saltare l'intero accordo. Kallas ha infatti rimosso il principio della proporzionalità dei contributi al suo piano di aiuti militari a Kiev, ora rimodulato a 5 miliardi di euro e dedicato alla munizioni di artiglieria, rispetto all'economia dei Paesi partecipanti, benché su base volontaria.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 21 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65009367/corsivo_21_03_2025_08_10.mp3" length="3042476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Consiglio europeo a 26 senza l'Ungheria: sostegno incrollabile a Kiev  Alla fine, le conclusioni sull'Ucraina sono adottate dal Consiglio europeo con il sostegno di 26 paesi, senza il consenso dell'Ungheria di Orban. 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L'Unione europea è pronta a contribuire alle garanzie di sicurezza, in particolare sostenendo la capacità dell'Ucraina di difendersi efficacemente, sulla base delle rispettive competenze e capacità, in linea con il diritto internazionale. Un sostegno a Kiev che gli europei definiscono incrollabile.  Il braccio di ferro con l'Alto rappresentante Kaja Kallas  Le conclusioni del documento del Consiglio europeo sono arrivate dopo un lungo braccio di ferro con l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas che ha ceduto su un punto scoperto che rischiava di far saltare l'intero accordo. Kallas ha infatti rimosso il principio della proporzionalità dei contributi al suo piano di aiuti militari a Kiev, ora rimodulato a 5 miliardi di euro e dedicato alla munizioni di artiglieria, rispetto all'economia dei Paesi partecipanti, benché su base volontaria.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Le dimande sono legittime dopo ciò che è  accaduto ieri davanti ai parlamentari, alla vigilia del Consiglio europeo di oggi. Meloni si è lanciata in una improvvida serie di citazioni del Manifesto di Ventotene, scritto durante il confino imposto dal fascismo, da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, chiudendo con una frase lapidaria e inaspettata per una istituzione del nostro paese: " Questa non è la mia idea di Europa".  Le opposizioni sono insorte, la maggioranza ha fatto quadrato intorno alla premier, e la seduta è stata sospesa.   Un testo sacro dell'Europa libera.  In una sede istituzionale come la Camera dei deputati che doveva autorizzare la posizione del Governo al Consiglio europeo sul piano di riarmo proposto da Ursula  von der Leyern, Giorgia Meloni è  apparsa più una leader di un partito di estrema destra che una presidente del Consiglio.  Non so se Meloni sa che il titolo originario del Manifesto di Ventotene era in realtà "Per un'Europa libera e unita". Per quella idea di Europa centinaia di migliaia di persone sono state arrestate, torturate, assassinate, e altre confinate dal Fascismo: gente come Sandro Pertini, Umberto Terracini, Camilla Ravera, Giuseppe Di Vittorio, gli stessi che anni dopo pensarono di scrivere la nostra Costituzione. Su quella Costituzione Meloni ha giurato, così come tutti i suoi ministri, davanti al Capo dello Stato. Scordare la prerogativa istituzionale della sua posizione, magari per recuperare la compattezza di una maggioranza divisa in tema di investimenti all'industria bellica, sarebbe un po' come venire meno al ruolo che Meloni ha ricevuto dal popolo italiano e dai suoi stessi elettori.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 20 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64989554/corsivo_20_03_2025_08_10.mp3" length="3394412" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Meloni, il manifesto di Ventotene e le amnesie della Storia  La presidente del Consiglio Giorgia Meloni conosce la storia europea o fa finta di conoscerla? 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In una sede istituzionale come la Camera dei deputati che doveva autorizzare la posizione del Governo al Consiglio europeo sul piano di riarmo proposto da Ursula  von der Leyern, Giorgia Meloni è  apparsa più una leader di un partito di estrema destra che una presidente del Consiglio.  Non so se Meloni sa che il titolo originario del Manifesto di Ventotene era in realtà "Per un'Europa libera e unita". Per quella idea di Europa centinaia di migliaia di persone sono state arrestate, torturate, assassinate, e altre confinate dal Fascismo: gente come Sandro Pertini, Umberto Terracini, Camilla Ravera, Giuseppe Di Vittorio, gli stessi che anni dopo pensarono di scrivere la nostra Costituzione. Su quella Costituzione Meloni ha giurato, così come tutti i suoi ministri, davanti al Capo dello Stato. Scordare la prerogativa istituzionale della sua posizione, magari per recuperare la compattezza di una maggioranza divisa in tema di investimenti all'industria bellica, sarebbe un po' come venire meno al ruolo che Meloni ha ricevuto dal popolo italiano e dai suoi stessi elettori.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84bbcd101cbb28c9a2884bc5e3ca987a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump e Putin trovano l'accordo sul futuro dell'Ucraina | Il Corsivo di Mercoledì 19 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-e-putin-trovano-l-accordo-sul-futuro-dell-ucraina-il-corsivo-di-mercoledi-19-marzo-2025--64968745</link><description><![CDATA[Trump e Putin trovano l'accordo sul futuro dell'Ucraina. L'accordo trovato da Trump e Putin dopo una telefonata di un'ora e mezza sul futuro dell'Ucraina pare il primo passo verso una tregua di un mese.  I due leader hanno trovato la quadra su alcuni punti generali. Si trovano in sintonia sulla necessità di un cessate il fuoco, sul fatto che questo conflitto debba terminare con una pace duratura, soprattutto stabiliscono l'inizio di un dialogo tra Stati Uniti e Russia almeno nelle relazioni bilaterali. In primis, Putin blocca i raid contro le infrastrutture energetiche ucraine per 30 giorni e invia questo ordine con effetto immediato ai suoi vertici militari. Ucraina e Russia scambiano 175 prigionieri per lato in segno di distensione già a partire da oggi.  Saranno programmati a breve negoziati tecnici in Medio Oriente sull'attuazione di un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero, e una pace permanente.  La fragile tregua.  Quello tra Trump e Putin è il primo di una lunga serie di altri incontri le cui accelerazioni si vedranno sul campo militare e della diplomazia. La pace giusta e però lontana, ma non impossibile. Stati Uniti e Russia concordano una fragile tregua, ma non risolvono le cause che hanno scatenato il conflitto. Certo, molti analisti pensano sia già molto rispetto a tre anni di guerra con morti tra militari e civili, distruzioni di importanti infrastrutture, allarmi sulle centrali nucleari. Così Trump e Putin delineano i paletti oltre i quali questa fragile tregua salterebbe in un sol giorno: Putin, in particolare, chiede di fermare la mobilitazione ucraina e l'invio di armi a Kiev, perché Mosca rileva gravi rischi legati all'incapacità di negoziare da parte di Kiev, che, secondo Putin, avrebbe ripetutamente sabotato e violato gli accordi raggiunti. Ma Zelensky è in pressing e sostiene che il rafforzamento dell'esercito è una "priorità". Intanto salgono a oltre 30 i Paesi pronti alla “coalizione dei volenterosi” di Starmer,  e l'Italia potrebbe aderire solo dopo la tregua e con l'Onu, mentre l'Ue cerca l'unità sul piano Kallas per gli aiuti volontari. C'è ancora molto da fare per giungere alla fine della guerra.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 19 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64968745/corsivo_19_03_2025_08_10.mp3" length="3583340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump e Putin trovano l'accordo sul futuro dell'Ucraina. L'accordo trovato da Trump e Putin dopo una telefonata di un'ora e mezza sul futuro dell'Ucraina pare il primo passo verso una tregua di un mese.  I due leader hanno trovato la quadra su alcuni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Trump e Putin trovano l'accordo sul futuro dell'Ucraina. L'accordo trovato da Trump e Putin dopo una telefonata di un'ora e mezza sul futuro dell'Ucraina pare il primo passo verso una tregua di un mese.  I due leader hanno trovato la quadra su alcuni punti generali. Si trovano in sintonia sulla necessità di un cessate il fuoco, sul fatto che questo conflitto debba terminare con una pace duratura, soprattutto stabiliscono l'inizio di un dialogo tra Stati Uniti e Russia almeno nelle relazioni bilaterali. In primis, Putin blocca i raid contro le infrastrutture energetiche ucraine per 30 giorni e invia questo ordine con effetto immediato ai suoi vertici militari. Ucraina e Russia scambiano 175 prigionieri per lato in segno di distensione già a partire da oggi.  Saranno programmati a breve negoziati tecnici in Medio Oriente sull'attuazione di un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero, e una pace permanente.  La fragile tregua.  Quello tra Trump e Putin è il primo di una lunga serie di altri incontri le cui accelerazioni si vedranno sul campo militare e della diplomazia. La pace giusta e però lontana, ma non impossibile. Stati Uniti e Russia concordano una fragile tregua, ma non risolvono le cause che hanno scatenato il conflitto. Certo, molti analisti pensano sia già molto rispetto a tre anni di guerra con morti tra militari e civili, distruzioni di importanti infrastrutture, allarmi sulle centrali nucleari. Così Trump e Putin delineano i paletti oltre i quali questa fragile tregua salterebbe in un sol giorno: Putin, in particolare, chiede di fermare la mobilitazione ucraina e l'invio di armi a Kiev, perché Mosca rileva gravi rischi legati all'incapacità di negoziare da parte di Kiev, che, secondo Putin, avrebbe ripetutamente sabotato e violato gli accordi raggiunti. Ma Zelensky è in pressing e sostiene che il rafforzamento dell'esercito è una "priorità". Intanto salgono a oltre 30 i Paesi pronti alla “coalizione dei volenterosi” di Starmer,  e l'Italia potrebbe aderire solo dopo la tregua e con l'Onu, mentre l'Ue cerca l'unità sul piano Kallas per gli aiuti volontari. C'è ancora molto da fare per giungere alla fine della guerra.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9eda2ecb10e22a7e30c400acd6ff1bbf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una memoria non condivisa: Ramelli e Fausto e Iaio | Il Corsivo di Martedì 18 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-memoria-non-condivisa-ramelli-e-fausto-e-iaio-il-corsivo-di-martedi-18-marzo-2025--64949396</link><description><![CDATA[Una memoria non condivisa: Ramelli e Fausto e Iaio. Il 13 ottobre 2022, nel suo discorso di insediamento a Palazzo Madama, Ignazio La Russa aveva ricordato quattro nomi uccisi negli anni Settanta (il commissario Luigi Calabresi, il giovane missino Sergio Ramelli, i ragazzi del Leoncavallo Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci detto Iaio), chiedendo una pacificazione. Per Ramelli c'è una giustizia penale. Per Tinelli e Iannucci non c'è alcun processo. E la memoria resta non non può essere condivisa.   I fatti. Il 13 marzo 1975, Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, venne ucciso a colpi di chiave inglese da uno spezzone del servizio d'ordine di "Avanguardia Operaia", sotto la sua abitazione milanese. Morì il 29 aprile dello stesso anno. Per il suo assassinio si tenne un processo con sentenza passata in giudicato: i responsabile dell'aggressione vennero identificati dieci anni dopo l'aggressione durante l'inchiesta dell'allora giudice istruttore Guido Salvini. Il 18 marzo 1978, sempre a Milano, nel quartiere Casoretto, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro e l'uccisione degli uomini della sua scorta, un commando di killer formato da tre persone con ogni probabilità giunti da Roma, aiutati da altri camerati di Milano, ammazzano con otto colpi di pistola Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, due ragazzi che frequentavano il Centro sociale Leoncavallo.   Un duplice omicidio senza colpevoli. Le indagini iniziarono male e proseguirono ancora peggio. Numerosi magistrati aprirono e chiusero il fascicolo, fino all'archiviazione del Gup Clementina Forleo del 2000: "Pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva ed in particolari degli attuali indagati, appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò soprattutto per la natura de relato delle pur rilevanti dichiarazioni". Dal gennaio 2024 si è aperta l'ultima inchiesta della Procura di Milano su richiesta dell'intero consiglio comunale di Milano e del sindaco Sala. Un paese civile darebbe ai familiari di Fausto e Iaio non solo una verità storica, ma anche un processo, una giustizia, anche molti anni dopo, per uno dei tanti, troppi omicidi politici  e stragi rimasti irrisolti, con assassini ancora impuniti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 18 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64949396/corsivo_18_03_2025_08_10.mp3" length="3380012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Una memoria non condivisa: Ramelli e Fausto e Iaio. 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Per il suo assassinio si tenne un processo con sentenza passata in giudicato: i responsabile dell'aggressione vennero identificati dieci anni dopo l'aggressione durante l'inchiesta dell'allora giudice istruttore Guido Salvini. Il 18 marzo 1978, sempre a Milano, nel quartiere Casoretto, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro e l'uccisione degli uomini della sua scorta, un commando di killer formato da tre persone con ogni probabilità giunti da Roma, aiutati da altri camerati di Milano, ammazzano con otto colpi di pistola Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, due ragazzi che frequentavano il Centro sociale Leoncavallo.   Un duplice omicidio senza colpevoli. Le indagini iniziarono male e proseguirono ancora peggio. Numerosi magistrati aprirono e chiusero il fascicolo, fino all'archiviazione del Gup Clementina Forleo del 2000: "Pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva ed in particolari degli attuali indagati, appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò soprattutto per la natura de relato delle pur rilevanti dichiarazioni". Dal gennaio 2024 si è aperta l'ultima inchiesta della Procura di Milano su richiesta dell'intero consiglio comunale di Milano e del sindaco Sala. Un paese civile darebbe ai familiari di Fausto e Iaio non solo una verità storica, ma anche un processo, una giustizia, anche molti anni dopo, per uno dei tanti, troppi omicidi politici  e stragi rimasti irrisolti, con assassini ancora impuniti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Pietro Nenni, uno dei padri del socialismo italiano, dopo le elezioni del 18 aprile 1948 vinte a man bassa dalla Democrazia Cristiana contro il Fronte popolare, aveva declamato una frase che dipingeva in modo preciso la difficile ricerca dell'unità della sinistra italiana: piazze piene, urne vuote. Nel corso di 77 anni della storia italiana, queste parole sono state spesso evocate per smorzare i facili entusiasmi, dinanzi ai più vistosi momenti di mobilitazione popolare. È vero che in alcuni passaggi storici, le piazze piene della sinistra hanno trovato un riscontro nelle urne, ma per diversi decenni non è più accaduto, così come dal 22 settembre 2022, da quando cioè la destra è andata al potere.   La sinistra in cerca di una identità. Sabato pomeriggio due piazze si sono riempite a Roma, piazza del Popolo e piazza Barberini, ma le urne restano sempre più aride e l'orizzonte dei partiti che potenzialmente fanno riferimento a quelle piazze appare ancora fosco. I leader che compongono la frammentata e rissosa coalizione di centrosinistra, e di sinistra, si sono affacciati alla piazza in cerca di visibilità, per tentare di colmare il vuoto tra il loro elettorato e la crisi di rappresentanza politica. Si sono viste le bandiere di una Europa che approva un investimento di 800 miliardi nel settore degli armamenti e quelle della pace. Ognuno ha portato in quelle piazze le sue idee di Europa, ma anche le contraddizioni nette, radicali, tra un mondo proiettato verso la guerra permanente, uno che continua a credere ad una pace vera e uno che sta a guardare dalla finestra. Per dirla come il prof. Francesco Barbera nel suo libro 'Piazze vuote, Ritrovare gli spazi della politica', “il distacco tra partiti e fermento sociale è anche dovuto a un meccanismo di auto-esclusione dovuto al intrinseca gratificazione che queste esperienze trasmettono a chi le anima… È, in altri termini, il buon funzionamento della micro-politica che può contribuire a disincentivare la presa in carico in prima persona dell’azione nella politica istituzionale”. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 17 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64929421/corsivo_17_03_2025_08_10.mp3" length="2927276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La piazza che divide.  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La sinistra in cerca di una identità. Sabato pomeriggio due piazze si sono riempite a Roma, piazza del Popolo e piazza Barberini, ma le urne restano sempre più aride e l'orizzonte dei partiti che potenzialmente fanno riferimento a quelle piazze appare ancora fosco. I leader che compongono la frammentata e rissosa coalizione di centrosinistra, e di sinistra, si sono affacciati alla piazza in cerca di visibilità, per tentare di colmare il vuoto tra il loro elettorato e la crisi di rappresentanza politica. Si sono viste le bandiere di una Europa che approva un investimento di 800 miliardi nel settore degli armamenti e quelle della pace. Ognuno ha portato in quelle piazze le sue idee di Europa, ma anche le contraddizioni nette, radicali, tra un mondo proiettato verso la guerra permanente, uno che continua a credere ad una pace vera e uno che sta a guardare dalla finestra. Per dirla come il prof. Francesco Barbera nel suo libro 'Piazze vuote, Ritrovare gli spazi della politica', “il distacco tra partiti e fermento sociale è anche dovuto a un meccanismo di auto-esclusione dovuto al intrinseca gratificazione che queste esperienze trasmettono a chi le anima… È, in altri termini, il buon funzionamento della micro-politica che può contribuire a disincentivare la presa in carico in prima persona dell’azione nella politica istituzionale”. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Consultazioni con gli Stati Uniti | Il Corsivo di Venerdì 14 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/putin-apre-alla-tregua-solo-se-porta-a-pace-duratura-consultazioni-con-gli-stati-uniti-il-corsivo-di-venerdi-14-marzo-2025--64875918</link><description><![CDATA[Putin apre alla tregua solo se porta a pace duratura. Consultazioni con gli Stati Uniti.  Una tregua in Ucraina dovrebbe portare ad una pace a lungo termine e affrontare le cause di fondo del conflitto. E' il pensiero di Vladimir Putin che però parla di questioni rimaste aperte da risolvere solo con gli Stati Uniti. E quelle che Putin definisce sfumature sono i territori, soprattutto il Kursk dove gli ucraini sono isolati e la regione è nelle mani russe. Per il Kursk il presidente russo lancia un ultimatum agli ucraini: arrendersi o morire. E fa impressione perché proprio 80 anni fa, Sandro Pertini l'aveva utilizzata contro i nazifascisti intorno al 25 aprile: arrendersi o perire. Per il consigliere diplomatico di Putin, Yuri Ushakov, la proposta di cessate il fuoco di 30 giorni deve essere modificata per tenere conto degli interessi della Russia, e rappresenta solo l’approccio dell’Ucraina: secondo Mosca si tratta di misure affrettate che non contribuiscono ad una soluzione duratura.   Le trattative tra Russia e Stati Uniti. Donald Trump ha mandato a Mosca l’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff che formalmente tratta con Putin e i suoi consiglieri a porte chiuse, ma solo una telefonata tra il presidente americano e il leader russo risolverà i tanti punti ancora scoperti. Putin vuole la assicurazione che l'Ucraina dovrà restare fuori dalla Nato, che oltre al Kursk e alla Crimea, i territori orientali, ora parzialmente occupati, vengano restituiti a Mosca, che l'Ucraina non dovrà sfruttare un'eventuale tregua per riarmare i propri arsenali, che la tregua finale scatti l'esatta fotografia della situazione militare sul campo. Trump prosegue invece la politica dei due forni. Da una parte tratta con Kiev, dall'altra con Mosca, escludendo ancora una volta l'Europa e l'Alleanza atlantica ormai sempre più abbandonata da Washington e lasciata nelle mani dei paesi europei, della Turchia. Intanto Putin si chiede: chi controllerà la tregua? Il fronte è lungo svariati chilometri. Perché hanno bisogno di 30 giorni, per la mobilitazione o la fornitura di armi all’Ucraina?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 14 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64875918/corsivo_14_03_2025_08_10.mp3" length="3521708" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Putin apre alla tregua solo se porta a pace duratura. 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Per il consigliere diplomatico di Putin, Yuri Ushakov, la proposta di cessate il fuoco di 30 giorni deve essere modificata per tenere conto degli interessi della Russia, e rappresenta solo l’approccio dell’Ucraina: secondo Mosca si tratta di misure affrettate che non contribuiscono ad una soluzione duratura.   Le trattative tra Russia e Stati Uniti. Donald Trump ha mandato a Mosca l’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff che formalmente tratta con Putin e i suoi consiglieri a porte chiuse, ma solo una telefonata tra il presidente americano e il leader russo risolverà i tanti punti ancora scoperti. Putin vuole la assicurazione che l'Ucraina dovrà restare fuori dalla Nato, che oltre al Kursk e alla Crimea, i territori orientali, ora parzialmente occupati, vengano restituiti a Mosca, che l'Ucraina non dovrà sfruttare un'eventuale tregua per riarmare i propri arsenali, che la tregua finale scatti l'esatta fotografia della situazione militare sul campo. Trump prosegue invece la politica dei due forni. Da una parte tratta con Kiev, dall'altra con Mosca, escludendo ancora una volta l'Europa e l'Alleanza atlantica ormai sempre più abbandonata da Washington e lasciata nelle mani dei paesi europei, della Turchia. Intanto Putin si chiede: chi controllerà la tregua? Il fronte è lungo svariati chilometri. Perché hanno bisogno di 30 giorni, per la mobilitazione o la fornitura di armi all’Ucraina?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/122d20c567b8aad24bb799aeaec2edde.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Giovedì 13 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-giovedi-13-marzo-2025--64856626</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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L'ultima decisione spetta a Mosca | Il Corsivo di Mercoledì 12 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/kiev-accetta-tregua-di-30-giorni-usa-revocano-lo-stop-agli-aiuti-l-ultima-decisione-spetta-a-mosca-il-corsivo-di-mercoledi-12-marzo-2025--64830677</link><description><![CDATA[Kiev accetta tregua di 30 giorni, gli Usa revocano lo stop agli aiuti.  L'Ucraina accetta la proposta degli Stati Uniti per un cessate il fuoco parziale di 30 giorni per ripristinare una pace duratura.  Il cessate il fuoco "immediato e provvisorio"si estende  di comune accordo tra le parti ed è soggetto all'accettazione e all'attuazione simultanea da parte della Russia. Gli Stati Uniti comunicheranno alla Russia che questa è la condizione chiave per raggiungere la pace, e giò sono in corso contatti per velocizzare l'applicazione dell'accordo. Per la prima volta a Gedda, si sono trovati sullo stesso tavolo il Segretario di Stato americano Marco Rubio, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz , il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha , il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak e il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerovto.   L'ultima decisione spetta a Mosca. Da una parte  si tenta di trovare la quadra per interrompere la guerra, almeno in modo parziale, ma dall'altra si combatte. La Russia ha abbattuto 337 droni ucraini in diverse zone del paese, tra cui 91 nella regione di Mosca. Si tratta dell'attacco più significativo contro il territorio russo dall'inizio dell'offensiva lanciata il 24 febbraio 2022 contro l'Ucraina. Dal Cremlino fanno sapere che questa azione potrebbe frenare ogni forma di accordo, ma il presidente americano Trump tenterà di convincere Putin sull'importanza di questa soluzione di pace.   La situazione militare sul campo. Le forze russe occupano attualmente quasi il 20% del territorio ucraino, in aumento rispetto al 7% circa controllato da Mosca prima di lanciare la sua invasione su vasta scala. Circa 6 milioni di ucraini vivono sotto l'occupazione russa. Putin ha chiarito che vuole che Mosca acquisisca il controllo sull'intera area orientale dell'Ucraina: le regioni di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhia. Secondo l'Institute for the Study of War, un ente di monitoraggio dei conflitti con sede negli Stati Uniti, la Russia occupa attualmente circa il 99% della regione di Luhansk e il 70% della regione di Donetsk, nonché circa il 75% delle regioni di Kherson e Zaporizhia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64830677/corsivo_12_03_2025_08_10.mp3" length="3468140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Kiev accetta tregua di 30 giorni, gli Usa revocano lo stop agli aiuti.  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Per la prima volta a Gedda, si sono trovati sullo stesso tavolo il Segretario di Stato americano Marco Rubio, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz , il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha , il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak e il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerovto.   L'ultima decisione spetta a Mosca. Da una parte  si tenta di trovare la quadra per interrompere la guerra, almeno in modo parziale, ma dall'altra si combatte. La Russia ha abbattuto 337 droni ucraini in diverse zone del paese, tra cui 91 nella regione di Mosca. Si tratta dell'attacco più significativo contro il territorio russo dall'inizio dell'offensiva lanciata il 24 febbraio 2022 contro l'Ucraina. Dal Cremlino fanno sapere che questa azione potrebbe frenare ogni forma di accordo, ma il presidente americano Trump tenterà di convincere Putin sull'importanza di questa soluzione di pace.   La situazione militare sul campo. Le forze russe occupano attualmente quasi il 20% del territorio ucraino, in aumento rispetto al 7% circa controllato da Mosca prima di lanciare la sua invasione su vasta scala. Circa 6 milioni di ucraini vivono sotto l'occupazione russa. Putin ha chiarito che vuole che Mosca acquisisca il controllo sull'intera area orientale dell'Ucraina: le regioni di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhia. Secondo l'Institute for the Study of War, un ente di monitoraggio dei conflitti con sede negli Stati Uniti, la Russia occupa attualmente circa il 99% della regione di Luhansk e il 70% della regione di Donetsk, nonché circa il 75% delle regioni di Kherson e Zaporizhia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aa44c1c4996e386e3a7d44a4078a2412.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Partono a Gedda i negoziati bilaterali Usa-Ucraina. Kiev propone il cessate il fuoco parziale | Il Corsivo di Martedì 11 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/partono-a-gedda-i-negoziati-bilaterali-usa-ucraina-kiev-propone-il-cessate-il-fuoco-parziale-il-corsivo-di-martedi-11-marzo-2025--64804983</link><description><![CDATA[Partono a Gedda i negoziati bilaterali Usa-Ucraina.  Kiev propone il cessate il fuoco parziale. Oggi a Gedda, gli inviati di Kiev metteranno sul tavolo delle trattative la proposta di una tregua parziale ai negoziati bilaterali Usa-Ucraina. Se non è una svolta, poco ci manca. Il segretario di Stato americano, Marc Rubio, giudica il cessate il fuoco anche se non totale un'idea promettente, e auspica di poter risolvere la questione del taglio degli aiuti Usa all'Ucraina. Ma l'impresa di Rubio è complicata perché bisognerà vedere se la Russia accetterà una tregua a metà, e se le condizioni dettate da Mosca collimeranno con quelle chieste da Kiev. E' una strada stretta, tortuosa, in salita, ma non impossibile. Tutto dipenderà anche dai colloqui che in forma separata si avvieranno tra Stati Uniti e Russia, sempre in Arabia Saudita  Oltre 30 Paesi alla riunione dei capi militari di Parigi. Intanto oggi a Parigi si riuniranno i funzionari militari di oltre 30 Paesi con il tentativo di creare una forza di sicurezza internazionale per l'Ucraina. La forza internazionale avrebbe lo scopo di dissuadere la Russia dal lanciare un'altra offensiva dopo l'entrata in vigore di un eventuale cessate il fuoco. La lunga lista di partecipanti include anche paesi asiatici e dell'Oceania. La composizione internazionale dei colloqui offre un'indicazione del lavoro diplomatico e militare di Francia e Regno Unito con l'intento di allargare il fronte dei cosiddetti volenterosi, cioè una coalizione di nazioni disponibili allo sforzo bellico di interposizione dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco. La posizione del nostro Governo non cambia e l'ha ribadita il ministro degli Esteri Tajani. L'Italia non manderà militari italiani in missioni della Nato e in missioni europee in Ucraina, ma qualora ci fosse una decisione del Consiglio di Sicurezza di dar vita a un cuscinetto con una presenza militare sotto le bandiere delle Nazioni Unite, allora ci potrebbe essere una presenza di nostri soldati. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 11 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64804983/corsivo_11_03_2025_08_10.mp3" length="3369068" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Partono a Gedda i negoziati bilaterali Usa-Ucraina.  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Tutto dipenderà anche dai colloqui che in forma separata si avvieranno tra Stati Uniti e Russia, sempre in Arabia Saudita  Oltre 30 Paesi alla riunione dei capi militari di Parigi. Intanto oggi a Parigi si riuniranno i funzionari militari di oltre 30 Paesi con il tentativo di creare una forza di sicurezza internazionale per l'Ucraina. La forza internazionale avrebbe lo scopo di dissuadere la Russia dal lanciare un'altra offensiva dopo l'entrata in vigore di un eventuale cessate il fuoco. La lunga lista di partecipanti include anche paesi asiatici e dell'Oceania. La composizione internazionale dei colloqui offre un'indicazione del lavoro diplomatico e militare di Francia e Regno Unito con l'intento di allargare il fronte dei cosiddetti volenterosi, cioè una coalizione di nazioni disponibili allo sforzo bellico di interposizione dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco. La posizione del nostro Governo non cambia e l'ha ribadita il ministro degli Esteri Tajani. L'Italia non manderà militari italiani in missioni della Nato e in missioni europee in Ucraina, ma qualora ci fosse una decisione del Consiglio di Sicurezza di dar vita a un cuscinetto con una presenza militare sotto le bandiere delle Nazioni Unite, allora ci potrebbe essere una presenza di nostri soldati. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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L'appello di Michele Serra sulle pagine di La Repubblica per l'organizzazione della manifestazione a sostegno dell'Europa non unisce le associazioni della società civile, anzi provoca laceranti divisioni soprattutto nel centrosinistra e nel suo potenziale bacino di riferimento. Lo dice senza tanti fronzoli il segretario della Cgil Maurizio Landini: l’Unione Europea o è per la pace, i diritti e il lavoro o non è. La Cgil rifiuta l'idea di Europa che agisce come se la guerra fosse uno strumento giusto di regolazione dei conflitti, dunque porterà in piazza le domande di un'Europa alternativa. Qui sta il punto di non ritorno. L'Arci, associazione del volontariato laico con 1 milione e mezzo di iscritti, non sarà presente all'iniziativa del 15 marzo, nemmeno con le storiche bandiere della pace. L'Anpi invece non rifiuta l'invito, ma ha dato libertà di scelta ai comitati provinciali, e già molti, tra cui Roma e Rieti, non saranno presenti.  Libera di don Ciotti, impegnata da sempre nelle battaglie dell'antimafia, garantisce la sua partecipazione perché si rimettono al centro i cittadini e i loro problemi, così come Cisl, Uil, Coop, Agesci, Legambiente, e numerosi intellettuali.    La divisione dei partiti.  Sul piano politico, c'è un fronte che difende il piano di difesa europeo e che mette insieme Azione, Italia Viva e +Europa. C'è Avs che sarà in manifestazione con le bandiere della pace. C'è il Pd spaccato tra chi è favorevole e chi è contrario al riarmo, e chi il 15 marzo farà altro come il M5s. Insomma, le frizioni tra le associazioni del volontariato e le loro articolazioni territoriali sul corteo del 15 marzo sono il riflesso di una più generale mancanza di visione e di leadership dei partiti del centrosinistra a loro volta divisi sul piano di riarmo europeo da 800 miliardi e la destinazione degli investimenti.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 10 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64784828/corsivo_10_03_2025_08_10.mp3" length="3587948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Verso la manifestazione del 15 marzo: partiti e associazioni divisi sulla partecipazione.  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L'Arci, associazione del volontariato laico con 1 milione e mezzo di iscritti, non sarà presente all'iniziativa del 15 marzo, nemmeno con le storiche bandiere della pace. L'Anpi invece non rifiuta l'invito, ma ha dato libertà di scelta ai comitati provinciali, e già molti, tra cui Roma e Rieti, non saranno presenti.  Libera di don Ciotti, impegnata da sempre nelle battaglie dell'antimafia, garantisce la sua partecipazione perché si rimettono al centro i cittadini e i loro problemi, così come Cisl, Uil, Coop, Agesci, Legambiente, e numerosi intellettuali.    La divisione dei partiti.  Sul piano politico, c'è un fronte che difende il piano di difesa europeo e che mette insieme Azione, Italia Viva e +Europa. C'è Avs che sarà in manifestazione con le bandiere della pace. C'è il Pd spaccato tra chi è favorevole e chi è contrario al riarmo, e chi il 15 marzo farà altro come il M5s. Insomma, le frizioni tra le associazioni del volontariato e le loro articolazioni territoriali sul corteo del 15 marzo sono il riflesso di una più generale mancanza di visione e di leadership dei partiti del centrosinistra a loro volta divisi sul piano di riarmo europeo da 800 miliardi e la destinazione degli investimenti.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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E' la sesta volta consecutiva. La Bce taglia per la sesta riunione consecutiva i tassi ufficiali, portando quello sui depositi al 2,5% dall’attuale 2,75%. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali cala da 2,90% a 2,65%, quello sui prestiti marginali da 3,15% a 2,90%. Quello sui depositi è il tasso al quale la Bce concede prestiti alle banche operanti nell'Eurozona. Anche se non in modo simultaneo e con la medesima entità, le condizioni di mercato, ovvero gli interessi applicati dalle banche e dalle finanziarie a imprese e privati,  tendono ad adeguarsi alle mosse di Francoforte.Fino a qualche settimana fa il mercato stimava un ritorno a tassi del 2% entro l’estate. A febbraio l’inflazione nell’Eurozona ha rallentato al 2,4% dal 2,5% di gennaio, ma a ottobre era al 2% e all’orizzonte c’è lo spettro dei dazi reciproci minacciati da Donald Trump e annunciati come risposta dall'Unione Europea, che andrebbero a incidere sui prezzi a carico dei consumatori.  Nessuna indicazione sui prossimi passi. Il board della Bce non fornisce nessuna indicazione sui prossimi passi perché pesano le incertezze politiche globali e, in particolare, quelle sul commercio internazionale. "La politica monetaria sta diventando meno restrittiva in modo significativo. I tagli dei tassi stanno rendendo meno cari, per famiglie e imprese, i nuovi prestiti", spiega il comunicato emesso al termine del consiglio. La Bce ha corretto al ribasso le proiezioni di crescita: allo 0,9% per il 2025, all'1,2% per il 2026 e all'1,3% per il 2027.  Le conseguenze su mutui e investimenti. Per chi ha scelto un mutuo a tasso fisso, nulla cambia dato che ci si è impegnati a pagare sempre la stessa rata mensile fino alla conclusione del piano di rimborso. Diverso per quanti hanno optato per un mutuo a tasso variabile: il cosiddetto benchmark è costituito dall’indice Euribor, condizionato dai tassi ufficiali, che anticipano le decisioni delle banche centrali. Nelle ultime settimane è sceso in maniera sensibile, scontando in parte il taglio annunciato dalla Bce. Sul piano degli investimenti, il taglio dei tassi consente agli Stati e alle imprese di finanziarsi a tassi più bassi del passato. Dunque, l’allentamento monetario tende a ridurre i rendimenti delle nuove emissioni obbligazionarie. Di conseguenza si alza il prezzo dei bond già sul mercato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 07 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64743323/corsivo_07_03_2025_08_10.mp3" length="3263660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Bce taglia i tassi di 25 punti base. 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A febbraio l’inflazione nell’Eurozona ha rallentato al 2,4% dal 2,5% di gennaio, ma a ottobre era al 2% e all’orizzonte c’è lo spettro dei dazi reciproci minacciati da Donald Trump e annunciati come risposta dall'Unione Europea, che andrebbero a incidere sui prezzi a carico dei consumatori.  Nessuna indicazione sui prossimi passi. Il board della Bce non fornisce nessuna indicazione sui prossimi passi perché pesano le incertezze politiche globali e, in particolare, quelle sul commercio internazionale. "La politica monetaria sta diventando meno restrittiva in modo significativo. I tagli dei tassi stanno rendendo meno cari, per famiglie e imprese, i nuovi prestiti", spiega il comunicato emesso al termine del consiglio. La Bce ha corretto al ribasso le proiezioni di crescita: allo 0,9% per il 2025, all'1,2% per il 2026 e all'1,3% per il 2027.  Le conseguenze su mutui e investimenti. Per chi ha scelto un mutuo a tasso fisso, nulla cambia dato che ci si è impegnati a pagare sempre la stessa rata mensile fino alla conclusione del piano di rimborso. Diverso per quanti hanno optato per un mutuo a tasso variabile: il cosiddetto benchmark è costituito dall’indice Euribor, condizionato dai tassi ufficiali, che anticipano le decisioni delle banche centrali. Nelle ultime settimane è sceso in maniera sensibile, scontando in parte il taglio annunciato dalla Bce. Sul piano degli investimenti, il taglio dei tassi consente agli Stati e alle imprese di finanziarsi a tassi più bassi del passato. Dunque, l’allentamento monetario tende a ridurre i rendimenti delle nuove emissioni obbligazionarie. Di conseguenza si alza il prezzo dei bond già sul mercato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eaba4daf0278466b95706987b2a02f53.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Bruxelles si apre il Consiglio europeo straordinario. Ci sarà Zelensky | Il Corsivo di Giovedì 06 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-bruxelles-si-apre-il-consiglio-europeo-straordinario-ci-sara-zelensky-il-corsivo-di-giovedi-06-marzo-2025--64725282</link><description><![CDATA[A Bruxelles si apre il Consiglio europeo straordinario. Ci sarà Zelensky.  Dagli schiaffi presi in diretta televisiva da Trump e Vance, il leader ucraino Zelensky partecipa oggi al Consiglio europeo straordinario, passando dal vertice di Londra e dall'accettazione dell'accordo imminente sulle terre rare con gli Stati Uniti. Mentre l'Europa si riarma con un piano da 800 miliardi tutti investiti sulla sicurezza e sulla difesa comune, Zelensky ha assicurato che il piano di pace su cui si sta lavorando sarà presto pronto. "Stiamo preparando un piano per muovere i primi passi verso una pace giusta e sostenibile", ha detto Zelensky. Ma l'umiliazione ricevuta a Washington Zelensky pare averla lasciata alle spalle, tanto che oggi non chiede un cessate il fuoco temporaneo, ma la fine della guerra una volta per tutte, sotto l'ombrello europeo e la leadership degli Stati Uniti. Al momento sembrano due concetti in antitesi tra loro, ma il quadro geopolitico è in movimento e tutto può cambiare anche a distanza di ore.   Le divisioni europee e la posizione italiana. Grande confusione sotto il cielo e per qualcuno la situazione è eccellente. Al vertice Ue si affronterà il tema della coalizione dei volenterosi per dare garanzie di sicurezza a Kiev, ma un funzionario della Commissione manda a dire che non ci si deve aspettare che il Consiglio Europeo sia il luogo dove si prendono decisioni sulle opzioni, come ad esempio la tregua parziale di un mese proposta da Parigi. Del resto permangono divisioni non solo sulla coalizione di volenterosi, ma anche sull'intero impianto dell'investimento europeo sulla difesa che appare mastodontico e ingiustificato. Ad esempio, secondo il ministro Giorgetti della Lega, sul riarmo europeo un conto sono gli aiuti all'Ucraina che non sono in discussione, altra cosa è la difesa e sicurezza europea che implica un programma di investimenti in infrastrutture militari che abbiano un senso, e non fatto in fretta e furia senza una logica. "Per comprare un drone o un missile supersonico, non si va al supermercato, ci vogliono investimenti pluriennali", afferma Giorgetti. Non si può dargli torto.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Thu, 06 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64725282/corsivo_06_03_2025_08_10.mp3" length="3389804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A Bruxelles si apre il Consiglio europeo straordinario. 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Ma l'umiliazione ricevuta a Washington Zelensky pare averla lasciata alle spalle, tanto che oggi non chiede un cessate il fuoco temporaneo, ma la fine della guerra una volta per tutte, sotto l'ombrello europeo e la leadership degli Stati Uniti. Al momento sembrano due concetti in antitesi tra loro, ma il quadro geopolitico è in movimento e tutto può cambiare anche a distanza di ore.   Le divisioni europee e la posizione italiana. Grande confusione sotto il cielo e per qualcuno la situazione è eccellente. Al vertice Ue si affronterà il tema della coalizione dei volenterosi per dare garanzie di sicurezza a Kiev, ma un funzionario della Commissione manda a dire che non ci si deve aspettare che il Consiglio Europeo sia il luogo dove si prendono decisioni sulle opzioni, come ad esempio la tregua parziale di un mese proposta da Parigi. Del resto permangono divisioni non solo sulla coalizione di volenterosi, ma anche sull'intero impianto dell'investimento europeo sulla difesa che appare mastodontico e ingiustificato. Ad esempio, secondo il ministro Giorgetti della Lega, sul riarmo europeo un conto sono gli aiuti all'Ucraina che non sono in discussione, altra cosa è la difesa e sicurezza europea che implica un programma di investimenti in infrastrutture militari che abbiano un senso, e non fatto in fretta e furia senza una logica. "Per comprare un drone o un missile supersonico, non si va al supermercato, ci vogliono investimenti pluriennali", afferma Giorgetti. Non si può dargli torto.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Presentato il piano di Ursula von der Leyern | Il Corsivo di Mercoledì 05 Marzo 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riarmare-l-europa-costa-800-miliardi-presentato-il-piano-di-ursula-von-der-leyern-il-corsivo-di-mercoledi-05-marzo-2025--64707480</link><description><![CDATA[Riarmare l'Europa costa 800 miliardi. Presentato il piano di Ursula von der Leyern   La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyern presenta un piano corposo, costoso, con ogni probabilità insufficiente per risolvere sul piano militare il conflitto tra Russia e Ucraina, specie dopo la scelta di  Donald Trump di sfilarsi in pochi giorni dagli aiuti a Kiev. Il progetto di riarmare l’Europa consentirà di mobilitare per la difesa Ue circa 800 miliardi di euro. Una enormità. Il piano si articola in cinque punti elaborato in vista del summit straordinario domani. Oltre alla clausula nazionale di salvaguardia del patto di stabilità e ad un nuovo strumento da 150 miliardi, viene evidenziato il terzo punto che intende utilizzare il potere del bilancio dell’Ue per indirizzare più fondi verso investimenti legati alla difesa.  Ci saranno possibilità di incentivi affinché gli Stati membri decidano se utilizzare i programmi della politica di coesione europea.   Una spesa che avrà un'impatto sui servizi ai cittadini. Non bisogna essere dei grandi economisti per capire che 800 miliardi diretti dall'Europa verso spese militari avranno un impatto certo sui servizi che gli Stati membri dell'Unione destinano al sostegno dei cittadini più  svantaggiati in settori cruciali come sanità, scuola e welfare. Questa corsa forsennata al riarmo teadisce anche i punti chiave scritti nella Costituzione europea.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 05 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64707480/corsivo_05_03_2025_08_10.mp3" length="2638124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Riarmare l'Europa costa 800 miliardi. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 04 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64687490/corsivo_04_03_2025_08_10.mp3" length="3306860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-03-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 03 Mar 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64668523/corsivo_03_03_2025_08_10.mp3" length="3856940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-02-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Wed, 26 Feb 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64579303/corsivo_26_02_2025_08_10.mp3" length="4297004" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un Cancelliere amico, ma esigente per Giorgia Meloni | Il Corsivo di Martedì 25 Febbraio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-cancelliere-amico-ma-esigente-per-giorgia-meloni-il-corsivo-di-martedi-25-febbraio-2025--64556512</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-02-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Tue, 25 Feb 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556512/corsivo_25_02_2025_08_10.mp3" length="3820652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>160</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/839ea3e860b39f7a990d954c1e4613c7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tre anni dopo l'inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, vince la spartizione del mondo di Trump e Putin | Il Corsivo di Lunedì 24 Febbrai</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tre-anni-dopo-l-inizio-del-conflitto-tra-russia-e-ucraina-vince-la-spartizione-del-mondo-di-trump-e-putin-il-corsivo-di-lunedi-24-febbrai--64537790</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-02-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Mon, 24 Feb 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64537790/corsivo_24_02_2025_08_10.mp3" length="3215276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9f34df96aea789853a53875090f9cbe1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Venerdì 21 Febbraio 2025</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-venerdi-21-febbraio-2025--64489550</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-02-2025_08-10.mp3</guid><pubDate>Fri, 21 Feb 2025 07:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64489550/corsivo_21_02_2025_08_10.mp3" length="3173228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump e Putin attaccano Zelensky. Il leader ucraino difeso dall'Europa che non partecipa ai negoziati | Il Corsivo di Giovedì 20 Febbraio 20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-e-putin-attaccano-zelensky-il-leader-ucraino-difeso-dall-europa-che-non-partecipa-ai-negoziati-il-corsivo-di-giovedi-20-febbraio-20--64469308</link><description><![CDATA[Trump e Putin si scagliano contro Zelensky.  In poche ore, Trump e Putin hanno preso di mira Zelensky. "E' un dittatore mai eletto e un comico mediocre che è riuscito ad ottenere centinaia di miliardi dagli Stati Uniti per una guerra che non avrebbe mai vinto", dice Trump. "L'isteria dell'Ucraina per non essere stata invitata al tavolo negoziale tra Russia e Usa è inappropriata", aggiunge Putin. Fino a pochi mesi fa, con l'amministrazione di Joe Biden, non avremmo potuto assistere a questo fuoco concentrico delle due superpotenze. Ora sembra invece una strategia comune stabilita durante l'incontro di Riad, i cui obiettivi non riguardano solo la fine del conflitto in Ucraina, ma il rilancio di un nuovo rapporto tra Russia e Stati Uniti. Infatti, Putin conferma: Mosca e Washington hanno concordato di riprendere il normale lavoro dei rispettivi dipartimenti diplomatici e nelle trattative l'Ucraina non sarà esclusa. Trump è concorde e va avanti con quanto stabilito nel primo vertice tecnico del disgelo.   Zelensky difeso solo dall'Europa che non partecipa ai negoziati.  Zelensky ribadisce l'auspicio per una conclusione della guerra quest'anno. Dice che gli Stati Uniti hanno aiutato Putin a rompere tre anni di isolamento da parte dell'Occidente. Afferma che l'Ucraina non è in vendita. Chiede nuove armi, ma gli Stati Uniti hanno chiuso i rubinetti. Gli unici che difendono ormai Zelensky sono gli europei che restano però divisi, senza una posizione comune. L'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas dice che per far funzionare qualsiasi tipo di pace, è necessario che l'Ucraina e l'Europa siano a bordo, altrimenti non funzionerebbe, perché l'attuazione è in Europa e in Ucraina. Solo ieri Macron ha rimesso intorno al tavolo i leader non coinvolti nel vertice di lunedì, ma anche in quel caso sono emerse visioni discordanti su spese militari a favore di Kiev e invio di truppe di interposizione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-02-2025_08-39.mp3</guid><pubDate>Thu, 20 Feb 2025 07:39:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469308/corsivo_20_02_2025_08_39.mp3" length="3343148" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump e Putin si scagliano contro Zelensky.  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Infatti, Putin conferma: Mosca e Washington hanno concordato di riprendere il normale lavoro dei rispettivi dipartimenti diplomatici e nelle trattative l'Ucraina non sarà esclusa. Trump è concorde e va avanti con quanto stabilito nel primo vertice tecnico del disgelo.   Zelensky difeso solo dall'Europa che non partecipa ai negoziati.  Zelensky ribadisce l'auspicio per una conclusione della guerra quest'anno. Dice che gli Stati Uniti hanno aiutato Putin a rompere tre anni di isolamento da parte dell'Occidente. Afferma che l'Ucraina non è in vendita. Chiede nuove armi, ma gli Stati Uniti hanno chiuso i rubinetti. Gli unici che difendono ormai Zelensky sono gli europei che restano però divisi, senza una posizione comune. L'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas dice che per far funzionare qualsiasi tipo di pace, è necessario che l'Ucraina e l'Europa siano a bordo, altrimenti non funzionerebbe, perché l'attuazione è in Europa e in Ucraina. Solo ieri Macron ha rimesso intorno al tavolo i leader non coinvolti nel vertice di lunedì, ma anche in quel caso sono emerse visioni discordanti su spese militari a favore di Kiev e invio di truppe di interposizione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dbcb8897d35f1e3b8b3d3e72c2232ad4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Riad, Stati Uniti e Russia firmano un patto sull'Ucraina. Europa fuori dalla trattativa | 19/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-riad-stati-uniti-e-russia-firmano-un-patto-sull-ucraina-europa-fuori-dalla-trattativa-19-02-2025-il-corsivo--64469309</link><description><![CDATA[A Riad, Stati Uniti e Russia firmano un patto sull'Ucraina. Europa fuori dalla trattativa  A Riad partono i negoziati sul futuro dell'Ucraina e sulla fine della guerra. Stati Uniti e Russia firmano un patto e stabiliscono i passaggi formali della tregua e della ricostruzione, ma due protagonisti restano al momento a guardare: l'Europa e Zelensky. Si tratta del primo incontro ufficiale dall'invasione  dell'Ucraina  da parte russa dopo anni di gelo. Zelensky lamenta di non essere stato invitato alla prima riunione e guarda con attenzione la Turchia di Erdoğan come luogo in cui si possono tenere nuovi colloqui. Emmanuel Macron tenta oggi, per la seconda volta in pochenore, di convocare un nuovo vertice per smussare le frizioni dei leder europei su spese militari e forze di interposizione in Ucraina, ma il tentativo resta in salita.  Le condizioni concordate tra Russia e Usa  Per comprendere di cosa si è  realmente discusso a Riad basta leggere  con attenzione le condizioni concordate dalle due delegazioni, entrambe soddisfatte dell'esito. Nominare i rispettivi team di alto livello per iniziare a lavorare su un percorso per porre fine al conflitto in Ucraina al più presto in un modo che sia durevole, sostenibile e accettabile da tutte le parti.  Normalizzare le relazioni diplomatiche e gettare le basi per una futura cooperazione tra i due Paesi su questioni di reciproco interesse geopolitico e sulle storiche opportunità economiche e di investimento dopo la conclusione della guerra. Cosa vuol dire? Stati Uniti e Russia avviano negoziati per una nuova spartizione del mondo, una sorta di Yalta 4.0 , dove ancora il terzo protagonista non è  ancora uscito allo scoperto: la Cina di Xi Jimping.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 19 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469309/corsivo_19_02_2025_08_25.mp3" length="3046338" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A Riad, Stati Uniti e Russia firmano un patto sull'Ucraina. 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Emmanuel Macron tenta oggi, per la seconda volta in pochenore, di convocare un nuovo vertice per smussare le frizioni dei leder europei su spese militari e forze di interposizione in Ucraina, ma il tentativo resta in salita.  Le condizioni concordate tra Russia e Usa  Per comprendere di cosa si è  realmente discusso a Riad basta leggere  con attenzione le condizioni concordate dalle due delegazioni, entrambe soddisfatte dell'esito. Nominare i rispettivi team di alto livello per iniziare a lavorare su un percorso per porre fine al conflitto in Ucraina al più presto in un modo che sia durevole, sostenibile e accettabile da tutte le parti.  Normalizzare le relazioni diplomatiche e gettare le basi per una futura cooperazione tra i due Paesi su questioni di reciproco interesse geopolitico e sulle storiche opportunità economiche e di investimento dopo la conclusione della guerra. Cosa vuol dire? Stati Uniti e Russia avviano negoziati per una nuova spartizione del mondo, una sorta di Yalta 4.0 , dove ancora il terzo protagonista non è  ancora uscito allo scoperto: la Cina di Xi Jimping.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 19 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64445676/corsivo_19_02_2025_08_25.mp3" length="3046338" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Partono i colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia. L'Europa si trova a Parigi ma è divisa. Zelensky disponibile a firmare un accordo sulle</title><link>https://www.spreaker.com/episode/partono-i-colloqui-di-pace-tra-stati-uniti-e-russia-l-europa-si-trova-a-parigi-ma-e-divisa-zelensky-disponibile-a-firmare-un-accordo-sulle--64469321</link><description><![CDATA[Partono i colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia.  I colloqui di pace per tentare di fermare la guerra tra Russia e Ucraina corrono lungo la linea che collega Riad con Parigi. Il dipartimento di Stato americano fa sapere che quelli che partono oggi in Arabia Saudita non sono veri e propri negoziati. "Non credo che le persone dovrebbero vedere l'incontro come qualcosa dove verranno messi a punto dettagli o progressi, come una specie di negoziazione", ha affermato Tammy Bruce. Il Cremlino intanto conferma la presenza del direttore del Fondo per gli investimenti diretti Kirill Dmitriev al vertice tra Russia e Stati Uniti.  Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si è detto disponibile a firmare un accordo che conceda agli Stati Uniti l'accesso alle terre rare dell'Ucraina, purché Washington fornisca in cambio garanzie di sicurezza a Kiev.   L'Europa si trova a Parigi ma è divisa. Mentre a Riad parte nei fatti la trattiva. il ruolo europeo rimane marginale, nonostante il vertice di Parigi messo su in fretta e furia dal presidente francese Emmanuel Macron. Emergono alcuni punti in comune ma anche delle differenze tra i leader europei. Il primo ministro polacco Donald Tusk chiede di aumentare immediatamente le spese per la difesa in Europa. Su questa posizione si trova d'accordo il primo ministro britannico Keir Starmer. La Spagna invece considera impossibile un aumento delle spese militari al 5% del Pil, come esige Donald Trump dagli alleati. E sulle truppe di interposizione da inviare in Ucraina non c'è unità. Contrarie la Germania, impegnata nell'ultima settimana di campagna elettorale, e la Spagna. La sensazione è che, al di là delle dichiarazioni di facciata e delle buone intenzioni, ognuno marcia per la propria direzione confermando l'assenza di una visione di politica estera autonoma rispetto all'evoluzione della crisi ucraina.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469321/corsivo_18_02_2025_08_25.mp3" length="3223762" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Partono i colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia.  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Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si è detto disponibile a firmare un accordo che conceda agli Stati Uniti l'accesso alle terre rare dell'Ucraina, purché Washington fornisca in cambio garanzie di sicurezza a Kiev.   L'Europa si trova a Parigi ma è divisa. Mentre a Riad parte nei fatti la trattiva. il ruolo europeo rimane marginale, nonostante il vertice di Parigi messo su in fretta e furia dal presidente francese Emmanuel Macron. Emergono alcuni punti in comune ma anche delle differenze tra i leader europei. Il primo ministro polacco Donald Tusk chiede di aumentare immediatamente le spese per la difesa in Europa. Su questa posizione si trova d'accordo il primo ministro britannico Keir Starmer. La Spagna invece considera impossibile un aumento delle spese militari al 5% del Pil, come esige Donald Trump dagli alleati. E sulle truppe di interposizione da inviare in Ucraina non c'è unità. Contrarie la Germania, impegnata nell'ultima settimana di campagna elettorale, e la Spagna. La sensazione è che, al di là delle dichiarazioni di facciata e delle buone intenzioni, ognuno marcia per la propria direzione confermando l'assenza di una visione di politica estera autonoma rispetto all'evoluzione della crisi ucraina.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2e575b531c253b7694be603159158868.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da oggi arriva il Btp Più. Il Tesoro a caccia di nuovi incassi nel 2025 | 17/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/da-oggi-arriva-il-btp-piu-il-tesoro-a-caccia-di-nuovi-incassi-nel-2025-17-02-2025-il-corsivo--64429556</link><description><![CDATA[Da oggi arriva il Btp Più. Il Tesoro a caccia di nuovi incassi nel 2025 Da oggi fino alle ore 13 di venerdì 21 febbraio è in collocamento il nuovo Btp Più. Si tratta dell'ultimo investimento della famiglia Valore: 8 anni di scadenza, senza il premio fedeltà, ma con un'opzione di rimborso anticipato dopo 4 anni, per chi lo acquista durante il collocamento. Il Tesoro ha fissato i rendimenti minimi che potranno essere ritoccati verso l'alto: 2,8% per i primi quattro anni, 3,6% per i successivi. Btp Più viene collocato dopo il successo ottenuto dalle sottoscrizioni dagli investitori istituzionali per il Btp a 15 anni (133 miliardi di domanda, 13 piazzati).  Il rendimento effettivo. Secondo numerosi analisti, il rendimento medio minimo alla scadenza è intorno al 3,2% annuo, leggermente inferiore all’attuale rendimento del Btp 8 anni al 3,22%». Si tratta dunque di valutazioni non particolarmente generose rispetto a titoli obbligazionari con rating e scadenze simili perché si possono trovare titoli corporate e finanziari con rendimenti mediamente superiori. Comunque per il risparmiatore domestico, il ROI netto annuo di circa il 2,8% è allettante, in particolare per l’investitore che può vendere il titolo a 100 dopo 4 anni, per i benefici fiscali molto attraenti: tassazione agevolata al 12,5%, esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro e dalle imposte di successione.  L'obiettivo del ministro Giorgetti.  Quella del ministro Giorgetti è una strategia mirata a recuperare la fiducia dei risparmiatori, perché Btp Più è il secondo tassello per portare a casa i 330-350 miliardi di emissioni previste per il 2025, in assenza della Bce come compratore. L’esenzione in realtà vale anche per tutti gli investimenti già in portafoglio in titoli governativi o negli altri prodotti di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi e i libretti postali, ma certamente rappresenta un’arma di seduzione ‘in più’ per il Tesoro.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64429556/corsivo_18_02_2025_08_25.mp3" length="3223762" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Da oggi arriva il Btp Più. 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Secondo numerosi analisti, il rendimento medio minimo alla scadenza è intorno al 3,2% annuo, leggermente inferiore all’attuale rendimento del Btp 8 anni al 3,22%». Si tratta dunque di valutazioni non particolarmente generose rispetto a titoli obbligazionari con rating e scadenze simili perché si possono trovare titoli corporate e finanziari con rendimenti mediamente superiori. Comunque per il risparmiatore domestico, il ROI netto annuo di circa il 2,8% è allettante, in particolare per l’investitore che può vendere il titolo a 100 dopo 4 anni, per i benefici fiscali molto attraenti: tassazione agevolata al 12,5%, esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro e dalle imposte di successione.  L'obiettivo del ministro Giorgetti.  Quella del ministro Giorgetti è una strategia mirata a recuperare la fiducia dei risparmiatori, perché Btp Più è il secondo tassello per portare a casa i 330-350 miliardi di emissioni previste per il 2025, in assenza della Bce come compratore. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34fdbf90fd7bbd38b28014a54471e53b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da oggi arriva il Btp Più. 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Secondo numerosi analisti, il rendimento medio minimo alla scadenza è intorno al 3,2% annuo, leggermente inferiore all’attuale rendimento del Btp 8 anni al 3,22%». Si tratta dunque di valutazioni non particolarmente generose rispetto a titoli obbligazionari con rating e scadenze simili perché si possono trovare titoli corporate e finanziari con rendimenti mediamente superiori. Comunque per il risparmiatore domestico, il ROI netto annuo di circa il 2,8% è allettante, in particolare per l’investitore che può vendere il titolo a 100 dopo 4 anni, per i benefici fiscali molto attraenti: tassazione agevolata al 12,5%, esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro e dalle imposte di successione.  L'obiettivo del ministro Giorgetti.  Quella del ministro Giorgetti è una strategia mirata a recuperare la fiducia dei risparmiatori, perché Btp Più è il secondo tassello per portare a casa i 330-350 miliardi di emissioni previste per il 2025, in assenza della Bce come compratore. L’esenzione in realtà vale anche per tutti gli investimenti già in portafoglio in titoli governativi o negli altri prodotti di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi e i libretti postali, ma certamente rappresenta un’arma di seduzione ‘in più’ per il Tesoro.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 17 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469316/corsivo_17_02_2025_08_25.mp3" length="3473283" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Da oggi arriva il Btp Più. 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Secondo numerosi analisti, il rendimento medio minimo alla scadenza è intorno al 3,2% annuo, leggermente inferiore all’attuale rendimento del Btp 8 anni al 3,22%». Si tratta dunque di valutazioni non particolarmente generose rispetto a titoli obbligazionari con rating e scadenze simili perché si possono trovare titoli corporate e finanziari con rendimenti mediamente superiori. Comunque per il risparmiatore domestico, il ROI netto annuo di circa il 2,8% è allettante, in particolare per l’investitore che può vendere il titolo a 100 dopo 4 anni, per i benefici fiscali molto attraenti: tassazione agevolata al 12,5%, esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro e dalle imposte di successione.  L'obiettivo del ministro Giorgetti.  Quella del ministro Giorgetti è una strategia mirata a recuperare la fiducia dei risparmiatori, perché Btp Più è il secondo tassello per portare a casa i 330-350 miliardi di emissioni previste per il 2025, in assenza della Bce come compratore. L’esenzione in realtà vale anche per tutti gli investimenti già in portafoglio in titoli governativi o negli altri prodotti di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi e i libretti postali, ma certamente rappresenta un’arma di seduzione ‘in più’ per il Tesoro.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34fdbf90fd7bbd38b28014a54471e53b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da oggi arriva il Btp Più. 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Secondo numerosi analisti, il rendimento medio minimo alla scadenza è intorno al 3,2% annuo, leggermente inferiore all’attuale rendimento del Btp 8 anni al 3,22%». Si tratta dunque di valutazioni non particolarmente generose rispetto a titoli obbligazionari con rating e scadenze simili perché si possono trovare titoli corporate e finanziari con rendimenti mediamente superiori. Comunque per il risparmiatore domestico, il ROI netto annuo di circa il 2,8% è allettante, in particolare per l’investitore che può vendere il titolo a 100 dopo 4 anni, per i benefici fiscali molto attraenti: tassazione agevolata al 12,5%, esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro e dalle imposte di successione.  L'obiettivo del ministro Giorgetti.  Quella del ministro Giorgetti è una strategia mirata a recuperare la fiducia dei risparmiatori, perché Btp Più è il secondo tassello per portare a casa i 330-350 miliardi di emissioni previste per il 2025, in assenza della Bce come compratore. L’esenzione in realtà vale anche per tutti gli investimenti già in portafoglio in titoli governativi o negli altri prodotti di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi e i libretti postali, ma certamente rappresenta un’arma di seduzione ‘in più’ per il Tesoro.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 17 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64413834/corsivo_17_02_2025_08_25.mp3" length="3473283" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Da oggi arriva il Btp Più. 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Secondo numerosi analisti, il rendimento medio minimo alla scadenza è intorno al 3,2% annuo, leggermente inferiore all’attuale rendimento del Btp 8 anni al 3,22%». Si tratta dunque di valutazioni non particolarmente generose rispetto a titoli obbligazionari con rating e scadenze simili perché si possono trovare titoli corporate e finanziari con rendimenti mediamente superiori. Comunque per il risparmiatore domestico, il ROI netto annuo di circa il 2,8% è allettante, in particolare per l’investitore che può vendere il titolo a 100 dopo 4 anni, per i benefici fiscali molto attraenti: tassazione agevolata al 12,5%, esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro e dalle imposte di successione.  L'obiettivo del ministro Giorgetti.  Quella del ministro Giorgetti è una strategia mirata a recuperare la fiducia dei risparmiatori, perché Btp Più è il secondo tassello per portare a casa i 330-350 miliardi di emissioni previste per il 2025, in assenza della Bce come compratore. L’esenzione in realtà vale anche per tutti gli investimenti già in portafoglio in titoli governativi o negli altri prodotti di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi e i libretti postali, ma certamente rappresenta un’arma di seduzione ‘in più’ per il Tesoro.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34fdbf90fd7bbd38b28014a54471e53b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Volano i prezzi delle bollette in Italia. Giorgetti: presto un decreto sul caro energia | 14/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/volano-i-prezzi-delle-bollette-in-italia-giorgetti-presto-un-decreto-sul-caro-energia-14-02-2025-il-corsivo--64469317</link><description><![CDATA[Volano i prezzi delle bollette in Italia.  Non ci voleva molto a capire che in pochi mesi le bollette di luce e gas in Italia erano ormai fuori controllo. Bastava ascoltare le associazioni dei consumatori, i sindacati, gli economisti e molti esperti del settore che delineano il rincaro già nei primi mesi del 2025.  L'aumento maggiore riguarda la bolletta del gas, con un incremento di 251 euro, portando la spesa annuale da 1.793 euro nel 2024 a 2.044 euro nel 2025. L'energia elettrica, invece, subisce un rincaro di 99 euro, con una spesa che passa da 790 a 889 euro.  Perché la bolletta diventa più salata? Perché aumenta il prezzo del gas sul mercato all’ingrosso a causa dell’instabilità geopolitica, delle speculazioni sul mercato, delle temperature invernali e dal mancato rinnovo degli aiuti in bolletta, che negli scorsi anni i governi avevano previsto per contrastare il caro-energia.   Nei mercati tutelati, che oggi servono solo i clienti cosiddetti vulnerabili, il prezzo viene stabilito da Arera, l’Autorità pubblica che regola il mercato, e dipende dalle quotazioni di gas ed energia. Quindi se i prezzi salgono, le bollette aumentano. Lo stesso vale per chi ha un contratto nel Mercato Libero con condizioni variabili.    Giorgetti: presto un decreto sul caro energia.  Il Governo si accorge solo ora dei rincari. Il ministro dell'economia Giorgetti promette un provvedimento con riferimento alle dinamiche dei prezzi energetici. Sostiene che l’andamento dei prezzi dell’energia e le bollette non dipendono dal governo, ma da dinamiche estranee, speculative su cui l’attenzione del governo è massima. Aggiunge che una “riflessione su ciò che è significato il passaggio al libero mercato degli utenti del mercato elettrico deve essere fatta, perché era uno degli impegni assunto da questo governo. Ma il decreto che potrebbe arrivare nei prossimi giorni giunge mentre l'inverno si sta concludendo, mentre doveva avvenire già tra ottobre e novembre quando il rincaro era ampiamente previsto.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 14 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469317/corsivo_14_02_2025_08_25.mp3" length="3149783" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Volano i prezzi delle bollette in Italia.  Non ci voleva molto a capire che in pochi mesi le bollette di luce e gas in Italia erano ormai fuori controllo. Bastava ascoltare le associazioni dei consumatori, i sindacati, gli economisti e molti esperti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Volano i prezzi delle bollette in Italia.  Non ci voleva molto a capire che in pochi mesi le bollette di luce e gas in Italia erano ormai fuori controllo. Bastava ascoltare le associazioni dei consumatori, i sindacati, gli economisti e molti esperti del settore che delineano il rincaro già nei primi mesi del 2025.  L'aumento maggiore riguarda la bolletta del gas, con un incremento di 251 euro, portando la spesa annuale da 1.793 euro nel 2024 a 2.044 euro nel 2025. L'energia elettrica, invece, subisce un rincaro di 99 euro, con una spesa che passa da 790 a 889 euro.  Perché la bolletta diventa più salata? 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Sostiene che l’andamento dei prezzi dell’energia e le bollette non dipendono dal governo, ma da dinamiche estranee, speculative su cui l’attenzione del governo è massima. Aggiunge che una “riflessione su ciò che è significato il passaggio al libero mercato degli utenti del mercato elettrico deve essere fatta, perché era uno degli impegni assunto da questo governo. Ma il decreto che potrebbe arrivare nei prossimi giorni giunge mentre l'inverno si sta concludendo, mentre doveva avvenire già tra ottobre e novembre quando il rincaro era ampiamente previsto.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f8bd54b7928c49fcdb0ef823a64f838a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Volano i prezzi delle bollette in Italia. 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Perché aumenta il prezzo del gas sul mercato all’ingrosso a causa dell’instabilità geopolitica, delle speculazioni sul mercato, delle temperature invernali e dal mancato rinnovo degli aiuti in bolletta, che negli scorsi anni i governi avevano previsto per contrastare il caro-energia.   Nei mercati tutelati, che oggi servono solo i clienti cosiddetti vulnerabili, il prezzo viene stabilito da Arera, l’Autorità pubblica che regola il mercato, e dipende dalle quotazioni di gas ed energia. Quindi se i prezzi salgono, le bollette aumentano. Lo stesso vale per chi ha un contratto nel Mercato Libero con condizioni variabili.    Giorgetti: presto un decreto sul caro energia.  Il Governo si accorge solo ora dei rincari. Il ministro dell'economia Giorgetti promette un provvedimento con riferimento alle dinamiche dei prezzi energetici. Sostiene che l’andamento dei prezzi dell’energia e le bollette non dipendono dal governo, ma da dinamiche estranee, speculative su cui l’attenzione del governo è massima. Aggiunge che una “riflessione su ciò che è significato il passaggio al libero mercato degli utenti del mercato elettrico deve essere fatta, perché era uno degli impegni assunto da questo governo. Ma il decreto che potrebbe arrivare nei prossimi giorni giunge mentre l'inverno si sta concludendo, mentre doveva avvenire già tra ottobre e novembre quando il rincaro era ampiamente previsto.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 14 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64372990/corsivo_14_02_2025_08_25.mp3" length="3149783" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Volano i prezzi delle bollette in Italia.  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Perché aumenta il prezzo del gas sul mercato all’ingrosso a causa dell’instabilità geopolitica, delle speculazioni sul mercato, delle temperature invernali e dal mancato rinnovo degli aiuti in bolletta, che negli scorsi anni i governi avevano previsto per contrastare il caro-energia.   Nei mercati tutelati, che oggi servono solo i clienti cosiddetti vulnerabili, il prezzo viene stabilito da Arera, l’Autorità pubblica che regola il mercato, e dipende dalle quotazioni di gas ed energia. Quindi se i prezzi salgono, le bollette aumentano. Lo stesso vale per chi ha un contratto nel Mercato Libero con condizioni variabili.    Giorgetti: presto un decreto sul caro energia.  Il Governo si accorge solo ora dei rincari. Il ministro dell'economia Giorgetti promette un provvedimento con riferimento alle dinamiche dei prezzi energetici. 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Lunga telefonata Trump-Putin | 13/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/partono-i-negoziati-sulla-fine-della-guerra-russia-ucraina-lunga-telefonata-trump-putin-13-02-2025-il-corsivo--64469332</link><description><![CDATA[Lunga telefonata Trump-Putin C’è una improvvisa accelerazione nel piano di pace che potrebbe porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina iniziato il 24 febbraio 2022. Il presidente statunitense Trump ha avuto un lungo colloquio telefonico con Putin, mentre il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha incontrato Zelensky. E il prossimo 20 febbraio, l’inviato di Trump per la Russia e l’Ucraina, Keith Kellogg, è atteso a Kiev. Intanto qualche segnale di disgelo si avverte nei rapporti tra Stati Uniti e Russia: in cambio della liberazione dell’ostaggio americano Marc Fogel (detenuto per 4 anni nelle carceri russe), gli Usa hanno liberato il cyber-criminale russo Aleksander Vinnik.  Partono i negoziati sulla fine della guerra Russia-Ucraina Nella sostanza, la telefonata tra i due leader apre formalmente i negoziati. Trump e Putin hanno concordato di lavorare insieme, anche visitando le rispettive nazioni. La prima mossa è il colloquio di Trump con il presidente ucraino Zelensky. La trattativa sarà tutta nelle mani del segretario di Stato Rubio, del Direttore della Cia John Ratcliffe, del consigliere per la sicurezza Nazionale Michael Waltz e dell’ambasciatore e inviato Speciale Steve Witkoff. Gli ostacoli sono molti sul cammino di una pace giusta. Il Cremlino avverte Zelensky: la Russia non discuterà mai con Kiev rispetto a un possibile scambio di territori. Solo ieri il presidente ucraino aveva rivelato di avere un piano di pace basato sul reciproco abbandono o ripresa di alcuni luoghi strategici. Poi Trump e Putin stanno delineando una visione più generale della gestione del mondo che vada oltre l’Ucraina: Medio Oriente, energia, intelligenza artificiale, il potere del dollaro. Qui si misurerà la vera tenuta del possibile accordo.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 13 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469332/corsivo_13_02_2025_08_25.mp3" length="3186772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Lunga telefonata Trump-Putin C’è una improvvisa accelerazione nel piano di pace che potrebbe porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina iniziato il 24 febbraio 2022. 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Trump e Putin hanno concordato di lavorare insieme, anche visitando le rispettive nazioni. La prima mossa è il colloquio di Trump con il presidente ucraino Zelensky. La trattativa sarà tutta nelle mani del segretario di Stato Rubio, del Direttore della Cia John Ratcliffe, del consigliere per la sicurezza Nazionale Michael Waltz e dell’ambasciatore e inviato Speciale Steve Witkoff. Gli ostacoli sono molti sul cammino di una pace giusta. Il Cremlino avverte Zelensky: la Russia non discuterà mai con Kiev rispetto a un possibile scambio di territori. Solo ieri il presidente ucraino aveva rivelato di avere un piano di pace basato sul reciproco abbandono o ripresa di alcuni luoghi strategici. Poi Trump e Putin stanno delineando una visione più generale della gestione del mondo che vada oltre l’Ucraina: Medio Oriente, energia, intelligenza artificiale, il potere del dollaro. Qui si misurerà la vera tenuta del possibile accordo.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f51dc336cb07d627ed5f0f2b98b5fbcf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia | 11/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/almasri-la-corte-penale-internazionale-apre-fascicolo-sull-italia-11-02-2025-il-corsivo--64352874</link><description><![CDATA[Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia.  Il caso del generale Almasri, accusato di crimini contro l'umanità, arrestato, liberato e consegnato alla Libia con tutti gli onori, non termina con la difesa dell'operato del Governo e la forte critica dell'opposizione. La Corte penale dell'Aja annuncia l’apertura di un fascicolo sull’Italia alla Camera preliminare della stessa Corte. “Come parte di questa procedura, ai sensi del Regolamento 109, l'Italia avrà l'opportunità di presentare osservazioni", dice il portavoce , Fadi El Abdallah, aggiungendo però che "al momento non vi è alcun caso dinanzi alla Cpi contro alcun funzionario italiano". Cosa vuol dire? La Corte ha aperto una procedura formale contro il nostro paese, al momento senza nomi.  La posizione della Corte.  In particolare, sono stati segnalati casi di richieste presentate al procuratore capo della Corte penale internazionale per aprire eventuali azioni contro individui ai sensi dell'art. 70 (oltraggio alla Corte), ma l'ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni. L'ufficio del procuratore ha indicato che, ai sensi dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo da qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni al procuratore. Il caso Almasri non è più un fatto politico interno, una delle tante scaramucce tra maggioranza, opposizione, magistratura, ma giorno dopo giorno assume i contorni di un caso internazionale, con Onu e Unione Europea che difendono la Corte e la premier Giorgia Meloni che si allinea sulle posizioni del presidente americano Donald Trump. Nella sostanza, la Cpi dà voce alle vittime di tutto il mondo, e i massimi organi mondiali come le Nazioni Unite e 79 paesi rimangono senza esitazione al suo fianco.]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 13 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64352874/corsivo_13_02_2025_08_25.mp3" length="3186772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia.  Il caso del generale Almasri, accusato di crimini contro l'umanità, arrestato, liberato e consegnato alla Libia con tutti gli onori, non termina con la difesa dell'operato del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia.  Il caso del generale Almasri, accusato di crimini contro l'umanità, arrestato, liberato e consegnato alla Libia con tutti gli onori, non termina con la difesa dell'operato del Governo e la forte critica dell'opposizione. La Corte penale dell'Aja annuncia l’apertura di un fascicolo sull’Italia alla Camera preliminare della stessa Corte. “Come parte di questa procedura, ai sensi del Regolamento 109, l'Italia avrà l'opportunità di presentare osservazioni", dice il portavoce , Fadi El Abdallah, aggiungendo però che "al momento non vi è alcun caso dinanzi alla Cpi contro alcun funzionario italiano". Cosa vuol dire? La Corte ha aperto una procedura formale contro il nostro paese, al momento senza nomi.  La posizione della Corte.  In particolare, sono stati segnalati casi di richieste presentate al procuratore capo della Corte penale internazionale per aprire eventuali azioni contro individui ai sensi dell'art. 70 (oltraggio alla Corte), ma l'ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni. L'ufficio del procuratore ha indicato che, ai sensi dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo da qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni al procuratore. Il caso Almasri non è più un fatto politico interno, una delle tante scaramucce tra maggioranza, opposizione, magistratura, ma giorno dopo giorno assume i contorni di un caso internazionale, con Onu e Unione Europea che difendono la Corte e la premier Giorgia Meloni che si allinea sulle posizioni del presidente americano Donald Trump. 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E' una svolta nel nostro paese che giunge dopo un interminabile dibattito che ha diviso la politica e la società civile. A favore hanno votato Pd, M5s, Italia Viva e gruppo Misto-Merito e Lealtà; contrari Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega; la consigliera Lucia De Robertis del Pd non ha partecipato al voto. Il presidente dell’assemblea Antonio Mazzeo ha elogiato tutti i consiglieri per aver dato vita a un dibattito intenso, dando una prova di alta politica. "La legge Toscana sul fine vita si pone con assoluta legittimità perché segue le condizioni indicate dalla Corte Costituzionale",  sostiene il presidente della Toscana Eugenio Giani.   Come nasce la legge. La proposta di legge di iniziativa popolare è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni alla quale hanno aderito oltre 10mila persone. Nella sostanza ka Toscana è la prima Regione italiana a introdurre una regolamentazione sulla procedura con la quale le persone che vogliono accedere al suicidio assistito possono far domanda all’Asl, e su tempi e modalità di risposta della commissione preposta a verificare la sussistenza dei requisiti fissati dalla Consulta affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato. È una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi, da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana, di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 12 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469302/corsivo_12_02_2025_08_25.mp3" length="2853868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fine vita, approvata la legge in Toscana per accedere al suicidio assistito. Quella approvata dalla Regione Toscana è la prima legge italiana che determina le regole per accedere al suicidio assistito. E' una svolta nel nostro paese che giunge dopo un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fine vita, approvata la legge in Toscana per accedere al suicidio assistito. Quella approvata dalla Regione Toscana è la prima legge italiana che determina le regole per accedere al suicidio assistito. E' una svolta nel nostro paese che giunge dopo un interminabile dibattito che ha diviso la politica e la società civile. A favore hanno votato Pd, M5s, Italia Viva e gruppo Misto-Merito e Lealtà; contrari Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega; la consigliera Lucia De Robertis del Pd non ha partecipato al voto. Il presidente dell’assemblea Antonio Mazzeo ha elogiato tutti i consiglieri per aver dato vita a un dibattito intenso, dando una prova di alta politica. "La legge Toscana sul fine vita si pone con assoluta legittimità perché segue le condizioni indicate dalla Corte Costituzionale",  sostiene il presidente della Toscana Eugenio Giani.   Come nasce la legge. La proposta di legge di iniziativa popolare è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni alla quale hanno aderito oltre 10mila persone. Nella sostanza ka Toscana è la prima Regione italiana a introdurre una regolamentazione sulla procedura con la quale le persone che vogliono accedere al suicidio assistito possono far domanda all’Asl, e su tempi e modalità di risposta della commissione preposta a verificare la sussistenza dei requisiti fissati dalla Consulta affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato. È una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi, da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana, di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a0edf2e76ca609d63623ce3323db43d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia | 11/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/almasri-la-corte-penale-internazionale-apre-fascicolo-sull-italia-11-02-2025-il-corsivo--64336137</link><description><![CDATA[Fine vita, approvata la legge in Toscana per accedere al suicidio assistito. Quella approvata dalla Regione Toscana è la prima legge italiana che determina le regole per accedere al suicidio assistito. E' una svolta nel nostro paese che giunge dopo un interminabile dibattito che ha diviso la politica e la società civile. A favore hanno votato Pd, M5s, Italia Viva e gruppo Misto-Merito e Lealtà; contrari Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega; la consigliera Lucia De Robertis del Pd non ha partecipato al voto. Il presidente dell’assemblea Antonio Mazzeo ha elogiato tutti i consiglieri per aver dato vita a un dibattito intenso, dando una prova di alta politica. "La legge Toscana sul fine vita si pone con assoluta legittimità perché segue le condizioni indicate dalla Corte Costituzionale",  sostiene il presidente della Toscana Eugenio Giani.   Come nasce la legge. La proposta di legge di iniziativa popolare è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni alla quale hanno aderito oltre 10mila persone. Nella sostanza ka Toscana è la prima Regione italiana a introdurre una regolamentazione sulla procedura con la quale le persone che vogliono accedere al suicidio assistito possono far domanda all’Asl, e su tempi e modalità di risposta della commissione preposta a verificare la sussistenza dei requisiti fissati dalla Consulta affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato. È una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi, da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana, di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 12 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64336137/corsivo_12_02_2025_08_25.mp3" length="2853868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fine vita, approvata la legge in Toscana per accedere al suicidio assistito. 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"La legge Toscana sul fine vita si pone con assoluta legittimità perché segue le condizioni indicate dalla Corte Costituzionale",  sostiene il presidente della Toscana Eugenio Giani.   Come nasce la legge. La proposta di legge di iniziativa popolare è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni alla quale hanno aderito oltre 10mila persone. Nella sostanza ka Toscana è la prima Regione italiana a introdurre una regolamentazione sulla procedura con la quale le persone che vogliono accedere al suicidio assistito possono far domanda all’Asl, e su tempi e modalità di risposta della commissione preposta a verificare la sussistenza dei requisiti fissati dalla Consulta affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato. È una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi, da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana, di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il caso del generale Almasri, accusato di crimini contro l'umanità, arrestato, liberato e consegnato alla Libia con tutti gli onori, non termina con la difesa dell'operato del Governo e la forte critica dell'opposizione. La Corte penale dell'Aja annuncia l’apertura di un fascicolo sull’Italia alla Camera preliminare della stessa Corte. “Come parte di questa procedura, ai sensi del Regolamento 109, l'Italia avrà l'opportunità di presentare osservazioni", dice il portavoce , Fadi El Abdallah, aggiungendo però che "al momento non vi è alcun caso dinanzi alla Cpi contro alcun funzionario italiano". Cosa vuol dire? La Corte ha aperto una procedura formale contro il nostro paese, al momento senza nomi.  La posizione della Corte.  In particolare, sono stati segnalati casi di richieste presentate al procuratore capo della Corte penale internazionale per aprire eventuali azioni contro individui ai sensi dell'art. 70 (oltraggio alla Corte), ma l'ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni. L'ufficio del procuratore ha indicato che, ai sensi dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo da qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni al procuratore. Il caso Almasri non è più un fatto politico interno, una delle tante scaramucce tra maggioranza, opposizione, magistratura, ma giorno dopo giorno assume i contorni di un caso internazionale, con Onu e Unione Europea che difendono la Corte e la premier Giorgia Meloni che si allinea sulle posizioni del presidente americano Donald Trump. Nella sostanza, la Cpi dà voce alle vittime di tutto il mondo, e i massimi organi mondiali come le Nazioni Unite e 79 paesi rimangono senza esitazione al suo fianco.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469290/corsivo_11_02_2025_08_25.mp3" length="3199938" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia.  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La posizione della Corte.  In particolare, sono stati segnalati casi di richieste presentate al procuratore capo della Corte penale internazionale per aprire eventuali azioni contro individui ai sensi dell'art. 70 (oltraggio alla Corte), ma l'ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni. L'ufficio del procuratore ha indicato che, ai sensi dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo da qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni al procuratore. Il caso Almasri non è più un fatto politico interno, una delle tante scaramucce tra maggioranza, opposizione, magistratura, ma giorno dopo giorno assume i contorni di un caso internazionale, con Onu e Unione Europea che difendono la Corte e la premier Giorgia Meloni che si allinea sulle posizioni del presidente americano Donald Trump. Nella sostanza, la Cpi dà voce alle vittime di tutto il mondo, e i massimi organi mondiali come le Nazioni Unite e 79 paesi rimangono senza esitazione al suo fianco.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il caso del generale Almasri, accusato di crimini contro l'umanità, arrestato, liberato e consegnato alla Libia con tutti gli onori, non termina con la difesa dell'operato del Governo e la forte critica dell'opposizione. La Corte penale dell'Aja annuncia l’apertura di un fascicolo sull’Italia alla Camera preliminare della stessa Corte. “Come parte di questa procedura, ai sensi del Regolamento 109, l'Italia avrà l'opportunità di presentare osservazioni", dice il portavoce , Fadi El Abdallah, aggiungendo però che "al momento non vi è alcun caso dinanzi alla Cpi contro alcun funzionario italiano". Cosa vuol dire? La Corte ha aperto una procedura formale contro il nostro paese, al momento senza nomi.  La posizione della Corte.  In particolare, sono stati segnalati casi di richieste presentate al procuratore capo della Corte penale internazionale per aprire eventuali azioni contro individui ai sensi dell'art. 70 (oltraggio alla Corte), ma l'ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni. L'ufficio del procuratore ha indicato che, ai sensi dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo da qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni al procuratore. Il caso Almasri non è più un fatto politico interno, una delle tante scaramucce tra maggioranza, opposizione, magistratura, ma giorno dopo giorno assume i contorni di un caso internazionale, con Onu e Unione Europea che difendono la Corte e la premier Giorgia Meloni che si allinea sulle posizioni del presidente americano Donald Trump. Nella sostanza, la Cpi dà voce alle vittime di tutto il mondo, e i massimi organi mondiali come le Nazioni Unite e 79 paesi rimangono senza esitazione al suo fianco.]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64313782/corsivo_11_02_2025_08_25.mp3" length="3199938" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia.  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La posizione della Corte.  In particolare, sono stati segnalati casi di richieste presentate al procuratore capo della Corte penale internazionale per aprire eventuali azioni contro individui ai sensi dell'art. 70 (oltraggio alla Corte), ma l'ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni. L'ufficio del procuratore ha indicato che, ai sensi dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo da qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni al procuratore. Il caso Almasri non è più un fatto politico interno, una delle tante scaramucce tra maggioranza, opposizione, magistratura, ma giorno dopo giorno assume i contorni di un caso internazionale, con Onu e Unione Europea che difendono la Corte e la premier Giorgia Meloni che si allinea sulle posizioni del presidente americano Donald Trump. 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Il presidente degli Stati Uniti Trump ha reso noto in una intervista al New York Post di aver parlato al telefono con Vladimir Putin. "Vuole che la gente smetta di morire. Tutti quei morti. Giovani, giovani, belli. Sono come i vostri figli, due milioni, e per nessuna ragione", rivela Trump che annuncia di avere un piano concreto per porre fine alla guerra. Sui contenuti di questo piano però Trump non dice nulla, il portavoce del Cremlino Peskov non conferma e non smentisce l'incontro telefonico tra i due leader, ma il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite Nebenzya mette già le mani avanti: "I contatti tra Mosca e Washington devono svolgersi "su una base di eguaglianza e la necessaria considerazione degli interessi russi"..  La rabbia di Zelensky e il timore europeo.  Il presidente ucraino Zelensky accusa Putin di voler continuare la guerra. "I rapporti dell'intelligence confermano che la Russia sta creando nuove divisioni e sviluppando nuovi impianti di produzione militare. La cooperazione con la Corea del Nord continuerà ad espandersi. Mosca sta anche diffondendo tecnologie di guerra moderne nella regione, in particolare tecnologie di droni", scrive il presidente ucraino. Sull'onda delle dichiarazioni di Zelenaky, si registrano i timori europei di essere tagliati fuori dalla eventuale trattativa di pace. "Qualsiasi accordo funziona solo con l'Europa", manda a dire un funzionario della Commissione che ricorda i contatti con gli Stati Uniti a partire dalla conferenza di Monaco di questa settimana. Così Trump avrebbe avviato il primo passo: non è ancora la partenza formale di una trattativa ma solo l'inizio di un lungo cammino.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 10 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469307/corsivo_10_02_2025_08_25.mp3" length="2949163" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Ucraina. 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Sui contenuti di questo piano però Trump non dice nulla, il portavoce del Cremlino Peskov non conferma e non smentisce l'incontro telefonico tra i due leader, ma il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite Nebenzya mette già le mani avanti: "I contatti tra Mosca e Washington devono svolgersi "su una base di eguaglianza e la necessaria considerazione degli interessi russi"..  La rabbia di Zelensky e il timore europeo.  Il presidente ucraino Zelensky accusa Putin di voler continuare la guerra. "I rapporti dell'intelligence confermano che la Russia sta creando nuove divisioni e sviluppando nuovi impianti di produzione militare. La cooperazione con la Corea del Nord continuerà ad espandersi. Mosca sta anche diffondendo tecnologie di guerra moderne nella regione, in particolare tecnologie di droni", scrive il presidente ucraino. Sull'onda delle dichiarazioni di Zelenaky, si registrano i timori europei di essere tagliati fuori dalla eventuale trattativa di pace. "Qualsiasi accordo funziona solo con l'Europa", manda a dire un funzionario della Commissione che ricorda i contatti con gli Stati Uniti a partire dalla conferenza di Monaco di questa settimana. Così Trump avrebbe avviato il primo passo: non è ancora la partenza formale di una trattativa ma solo l'inizio di un lungo cammino.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0eb1fb238e36fa1629df20498e47f801.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ucraina. Trump sente Putin e taglia fuori l'Europa dalla trattativa | 10/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ucraina-trump-sente-putin-e-taglia-fuori-l-europa-dalla-trattativa-10-02-2025-il-corsivo--64293999</link><description><![CDATA[Ucraina. Trump sente Putin e taglia fuori l'Europa dalla trattativa. Lo aveva annunciato già in campagna elettorale che avrebbe costretto il Presidente russo Putin a porre fine al conflitto in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha reso noto in una intervista al New York Post di aver parlato al telefono con Vladimir Putin. "Vuole che la gente smetta di morire. Tutti quei morti. Giovani, giovani, belli. Sono come i vostri figli, due milioni, e per nessuna ragione", rivela Trump che annuncia di avere un piano concreto per porre fine alla guerra. Sui contenuti di questo piano però Trump non dice nulla, il portavoce del Cremlino Peskov non conferma e non smentisce l'incontro telefonico tra i due leader, ma il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite Nebenzya mette già le mani avanti: "I contatti tra Mosca e Washington devono svolgersi "su una base di eguaglianza e la necessaria considerazione degli interessi russi"..  La rabbia di Zelensky e il timore europeo.  Il presidente ucraino Zelensky accusa Putin di voler continuare la guerra. "I rapporti dell'intelligence confermano che la Russia sta creando nuove divisioni e sviluppando nuovi impianti di produzione militare. La cooperazione con la Corea del Nord continuerà ad espandersi. Mosca sta anche diffondendo tecnologie di guerra moderne nella regione, in particolare tecnologie di droni", scrive il presidente ucraino. Sull'onda delle dichiarazioni di Zelenaky, si registrano i timori europei di essere tagliati fuori dalla eventuale trattativa di pace. "Qualsiasi accordo funziona solo con l'Europa", manda a dire un funzionario della Commissione che ricorda i contatti con gli Stati Uniti a partire dalla conferenza di Monaco di questa settimana. Così Trump avrebbe avviato il primo passo: non è ancora la partenza formale di una trattativa ma solo l'inizio di un lungo cammino.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 10 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64293999/corsivo_10_02_2025_08_25.mp3" length="2949163" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Ucraina. 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Sui contenuti di questo piano però Trump non dice nulla, il portavoce del Cremlino Peskov non conferma e non smentisce l'incontro telefonico tra i due leader, ma il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite Nebenzya mette già le mani avanti: "I contatti tra Mosca e Washington devono svolgersi "su una base di eguaglianza e la necessaria considerazione degli interessi russi"..  La rabbia di Zelensky e il timore europeo.  Il presidente ucraino Zelensky accusa Putin di voler continuare la guerra. "I rapporti dell'intelligence confermano che la Russia sta creando nuove divisioni e sviluppando nuovi impianti di produzione militare. La cooperazione con la Corea del Nord continuerà ad espandersi. Mosca sta anche diffondendo tecnologie di guerra moderne nella regione, in particolare tecnologie di droni", scrive il presidente ucraino. Sull'onda delle dichiarazioni di Zelenaky, si registrano i timori europei di essere tagliati fuori dalla eventuale trattativa di pace. "Qualsiasi accordo funziona solo con l'Europa", manda a dire un funzionario della Commissione che ricorda i contatti con gli Stati Uniti a partire dalla conferenza di Monaco di questa settimana. Così Trump avrebbe avviato il primo passo: non è ancora la partenza formale di una trattativa ma solo l'inizio di un lungo cammino.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il rapporto Onu sul generale libico e i suoi crimini | 7/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caso-almasri-denuncia-all-aia-contro-l-italia-il-rapporto-onu-sul-generale-libico-e-i-suoi-crimini-7-02-2025-il-corsivo--64469314</link><description><![CDATA[Caso Almasri, denuncia all’Aja contro l’Italia Sul caso del generale Almasri riportato in Libia con un aereo di Stato potrebbe intervenire la Corte penale internazionale, dopo una denuncia contro Meloni, Nordio, Piantedosi, sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma”. Al momento non è stata avviata una indagine formale. Tutto parte da una denuncia del legale di un cittadino sudanese ai giudici. Secondo lo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo di qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni (che la Cpi definisce ‘comunicazioni’) al procuratore della Cpi. Già nel 2019, il rifugiato aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale libico, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.  Il rapporto Onu sul generale libico e i suoi crimini Anche l’Onu descrive in modo minuzioso le nefandezze compiute dal generale Almasri a capo della Rada, nata come organismo per la lotta al terrorismo e alla criminalità armata ma diventata un esercito privato che utilizza ogni traffico per arricchirsi e aumentare la sua autorità su gran parte della capitale. Nel loro atto d’accusa, gli investigatori dell’Onu ritraggono Almasri come un personaggio tanto spietato quanto diabolico. Pronto a sfruttare il suo mandato istituzionale di comandante della Polizia giudiziaria per aumentare la forza della sua rete parallela negli scontri di potere. Come? Trasformando le vittime delle torture nei suoi guerrieri. Questo soggetto è stato arrestato in Italia, liberato e riportato in Libia con un aereo di Stato e a distanza di oltre due settimane il Governo non ha ancora chiarito le vere motivazioni del riaccompagnamento.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-02-2025_09-55.mp3</guid><pubDate>Fri, 07 Feb 2025 08:55:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469314/corsivo_07_02_2025_09_55.mp3" length="4194352" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Caso Almasri, denuncia all’Aja contro l’Italia Sul caso del generale Almasri riportato in Libia con un aereo di Stato potrebbe intervenire la Corte penale internazionale, dopo una denuncia contro Meloni, Nordio, Piantedosi, sull’operato del governo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Caso Almasri, denuncia all’Aja contro l’Italia Sul caso del generale Almasri riportato in Libia con un aereo di Stato potrebbe intervenire la Corte penale internazionale, dopo una denuncia contro Meloni, Nordio, Piantedosi, sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma”. 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Nel loro atto d’accusa, gli investigatori dell’Onu ritraggono Almasri come un personaggio tanto spietato quanto diabolico. Pronto a sfruttare il suo mandato istituzionale di comandante della Polizia giudiziaria per aumentare la forza della sua rete parallela negli scontri di potere. Come? Trasformando le vittime delle torture nei suoi guerrieri. Questo soggetto è stato arrestato in Italia, liberato e riportato in Libia con un aereo di Stato e a distanza di oltre due settimane il Governo non ha ancora chiarito le vere motivazioni del riaccompagnamento.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Già nel 2019, il rifugiato aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale libico, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.  Il rapporto Onu sul generale libico e i suoi crimini Anche l’Onu descrive in modo minuzioso le nefandezze compiute dal generale Almasri a capo della Rada, nata come organismo per la lotta al terrorismo e alla criminalità armata ma diventata un esercito privato che utilizza ogni traffico per arricchirsi e aumentare la sua autorità su gran parte della capitale. Nel loro atto d’accusa, gli investigatori dell’Onu ritraggono Almasri come un personaggio tanto spietato quanto diabolico. Pronto a sfruttare il suo mandato istituzionale di comandante della Polizia giudiziaria per aumentare la forza della sua rete parallela negli scontri di potere. Come? Trasformando le vittime delle torture nei suoi guerrieri. Questo soggetto è stato arrestato in Italia, liberato e riportato in Libia con un aereo di Stato e a distanza di oltre due settimane il Governo non ha ancora chiarito le vere motivazioni del riaccompagnamento.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-02-2025_09-55.mp3</guid><pubDate>Fri, 07 Feb 2025 08:55:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64243638/corsivo_07_02_2025_09_55.mp3" length="4194352" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Caso Almasri, denuncia all’Aja contro l’Italia Sul caso del generale Almasri riportato in Libia con un aereo di Stato potrebbe intervenire la Corte penale internazionale, dopo una denuncia contro Meloni, Nordio, Piantedosi, sull’operato del governo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Caso Almasri, denuncia all’Aja contro l’Italia Sul caso del generale Almasri riportato in Libia con un aereo di Stato potrebbe intervenire la Corte penale internazionale, dopo una denuncia contro Meloni, Nordio, Piantedosi, sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma”. Al momento non è stata avviata una indagine formale. Tutto parte da una denuncia del legale di un cittadino sudanese ai giudici. Secondo lo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo di qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni (che la Cpi definisce ‘comunicazioni’) al procuratore della Cpi. Già nel 2019, il rifugiato aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale libico, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.  Il rapporto Onu sul generale libico e i suoi crimini Anche l’Onu descrive in modo minuzioso le nefandezze compiute dal generale Almasri a capo della Rada, nata come organismo per la lotta al terrorismo e alla criminalità armata ma diventata un esercito privato che utilizza ogni traffico per arricchirsi e aumentare la sua autorità su gran parte della capitale. Nel loro atto d’accusa, gli investigatori dell’Onu ritraggono Almasri come un personaggio tanto spietato quanto diabolico. Pronto a sfruttare il suo mandato istituzionale di comandante della Polizia giudiziaria per aumentare la forza della sua rete parallela negli scontri di potere. Come? Trasformando le vittime delle torture nei suoi guerrieri. Questo soggetto è stato arrestato in Italia, liberato e riportato in Libia con un aereo di Stato e a distanza di oltre due settimane il Governo non ha ancora chiarito le vere motivazioni del riaccompagnamento.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e17b531d8f7775a43de09b63fb9ea5d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nordio in Parlamento: "Su Almasri pasticcio della Cpi". Le opposizioni attaccano il Governo | 6/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nordio-in-parlamento-su-almasri-pasticcio-della-cpi-le-opposizioni-attaccano-il-governo-6-02-2025-il-corsivo--64469287</link><description><![CDATA[Nordio in Parlamento: "Su Almasri pasticcio della Cpi".  L'informativa dei ministri di Grazia e Giustizia Carlo Nordio e dell'Interno Matteo Piantedosi sul caso del criminale libico Almasri si limita alla difesa dell'operato del Governo e al gioco dello scaricabarile, con il Guardasigilli che accusa la Corte penale internazionale di aver combinato un pasticcio. Nessun accenno alla ragione di Stato, nessuna giustificazione sui motivi reali con cui un esecutivo ha accompagnato in Libia con un aereo di Stato un assassino e un torturatore inseguito da una istituzione internale. In particolare Nordio si è detto deluso per l’atteggiamento di una parte della magistratura che si sarebbe permessa di sindacare l’operato del ministero senza aver letto le carte. La difesa del ministro della Giustizia è a dir poco surreale, secondo cui la richiesta della Corte penale è arrivata in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l’immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d’appello di Roma. Piantedosi ha invece detto che l’espulsione di Almasri è da inquadrare, per il profilo di pericolosità che presentava il soggetto, nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato e della tutela dell’ordine pubblico.  Le opposizioni attaccano il Governo. Le opposizioni sono unite sul caso Almasri e non mollano. La segretaria Pd Elly Schlein parla di una giornata triste per la democrazia, perché Nordio e Piantedosi sono venuti in Aula a coprire le spalle della premier Giorgia Meloni. Ancora più pesante è il leader del M5s Giuseppe Conte secondo cui Meloni scappa dal Parlamento e dai cittadini, compiendo un atto di viltà istituzionale. Sarcastico il leader di Italia viva. "Con Meloni, pensavate di aver trovato la lady di ferro, ma avete trovato l’uomo di burro, forte coi deboli e debole coi forti". La sensazione è che la vicenda Almasri non sia terminata con una informativa di due responsabili dei dicasteri importanti, per altro sotto accusa al Tribunale dei ministri, e che, al netto di come la si pensi sul piano politico, si è assistito ad una lacunosa e imprecisa difesa dell'operato dell'esecutivo che lascia inevasa la domanda che abbiamo rivolto alla premier: perché un criminale ricercato a livello internazionale sia stato arrestato, liberato e spedito nella sua patria di origine con le massime onorificenze?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 06 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469287/corsivo_06_02_2025_08_25.mp3" length="3478926" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nordio in Parlamento: "Su Almasri pasticcio della Cpi".  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La difesa del ministro della Giustizia è a dir poco surreale, secondo cui la richiesta della Corte penale è arrivata in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l’immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d’appello di Roma. Piantedosi ha invece detto che l’espulsione di Almasri è da inquadrare, per il profilo di pericolosità che presentava il soggetto, nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato e della tutela dell’ordine pubblico.  Le opposizioni attaccano il Governo. Le opposizioni sono unite sul caso Almasri e non mollano. La segretaria Pd Elly Schlein parla di una giornata triste per la democrazia, perché Nordio e Piantedosi sono venuti in Aula a coprire le spalle della premier Giorgia Meloni. Ancora più pesante è il leader del M5s Giuseppe Conte secondo cui Meloni scappa dal Parlamento e dai cittadini, compiendo un atto di viltà istituzionale. Sarcastico il leader di Italia viva. "Con Meloni, pensavate di aver trovato la lady di ferro, ma avete trovato l’uomo di burro, forte coi deboli e debole coi forti". La sensazione è che la vicenda Almasri non sia terminata con una informativa di due responsabili dei dicasteri importanti, per altro sotto accusa al Tribunale dei ministri, e che, al netto di come la si pensi sul piano politico, si è assistito ad una lacunosa e imprecisa difesa dell'operato dell'esecutivo che lascia inevasa la domanda che abbiamo rivolto alla premier: perché un criminale ricercato a livello internazionale sia stato arrestato, liberato e spedito nella sua patria di origine con le massime onorificenze?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Le opposizioni attaccano il Governo | 6/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nordio-in-parlamento-su-almasri-pasticcio-della-cpi-le-opposizioni-attaccano-il-governo-6-02-2025-il-corsivo--64224532</link><description><![CDATA[Nordio in Parlamento: "Su Almasri pasticcio della Cpi".  L'informativa dei ministri di Grazia e Giustizia Carlo Nordio e dell'Interno Matteo Piantedosi sul caso del criminale libico Almasri si limita alla difesa dell'operato del Governo e al gioco dello scaricabarile, con il Guardasigilli che accusa la Corte penale internazionale di aver combinato un pasticcio. Nessun accenno alla ragione di Stato, nessuna giustificazione sui motivi reali con cui un esecutivo ha accompagnato in Libia con un aereo di Stato un assassino e un torturatore inseguito da una istituzione internale. In particolare Nordio si è detto deluso per l’atteggiamento di una parte della magistratura che si sarebbe permessa di sindacare l’operato del ministero senza aver letto le carte. La difesa del ministro della Giustizia è a dir poco surreale, secondo cui la richiesta della Corte penale è arrivata in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l’immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d’appello di Roma. Piantedosi ha invece detto che l’espulsione di Almasri è da inquadrare, per il profilo di pericolosità che presentava il soggetto, nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato e della tutela dell’ordine pubblico.  Le opposizioni attaccano il Governo. Le opposizioni sono unite sul caso Almasri e non mollano. La segretaria Pd Elly Schlein parla di una giornata triste per la democrazia, perché Nordio e Piantedosi sono venuti in Aula a coprire le spalle della premier Giorgia Meloni. Ancora più pesante è il leader del M5s Giuseppe Conte secondo cui Meloni scappa dal Parlamento e dai cittadini, compiendo un atto di viltà istituzionale. Sarcastico il leader di Italia viva. "Con Meloni, pensavate di aver trovato la lady di ferro, ma avete trovato l’uomo di burro, forte coi deboli e debole coi forti". La sensazione è che la vicenda Almasri non sia terminata con una informativa di due responsabili dei dicasteri importanti, per altro sotto accusa al Tribunale dei ministri, e che, al netto di come la si pensi sul piano politico, si è assistito ad una lacunosa e imprecisa difesa dell'operato dell'esecutivo che lascia inevasa la domanda che abbiamo rivolto alla premier: perché un criminale ricercato a livello internazionale sia stato arrestato, liberato e spedito nella sua patria di origine con le massime onorificenze?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 06 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64224532/corsivo_06_02_2025_08_25.mp3" length="3478926" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nordio in Parlamento: "Su Almasri pasticcio della Cpi".  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La difesa del ministro della Giustizia è a dir poco surreale, secondo cui la richiesta della Corte penale è arrivata in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l’immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d’appello di Roma. Piantedosi ha invece detto che l’espulsione di Almasri è da inquadrare, per il profilo di pericolosità che presentava il soggetto, nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato e della tutela dell’ordine pubblico.  Le opposizioni attaccano il Governo. Le opposizioni sono unite sul caso Almasri e non mollano. La segretaria Pd Elly Schlein parla di una giornata triste per la democrazia, perché Nordio e Piantedosi sono venuti in Aula a coprire le spalle della premier Giorgia Meloni. Ancora più pesante è il leader del M5s Giuseppe Conte secondo cui Meloni scappa dal Parlamento e dai cittadini, compiendo un atto di viltà istituzionale. Sarcastico il leader di Italia viva. "Con Meloni, pensavate di aver trovato la lady di ferro, ma avete trovato l’uomo di burro, forte coi deboli e debole coi forti". La sensazione è che la vicenda Almasri non sia terminata con una informativa di due responsabili dei dicasteri importanti, per altro sotto accusa al Tribunale dei ministri, e che, al netto di come la si pensi sul piano politico, si è assistito ad una lacunosa e imprecisa difesa dell'operato dell'esecutivo che lascia inevasa la domanda che abbiamo rivolto alla premier: perché un criminale ricercato a livello internazionale sia stato arrestato, liberato e spedito nella sua patria di origine con le massime onorificenze?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/739c310c31b34a00a26441a72e9556e1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il giorno della verità sul caso Almasri. Nordio e Piantedosi riferiscono in Parlamento | 5/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-giorno-della-verita-sul-caso-almasri-nordio-e-piantedosi-riferiscono-in-parlamento-5-02-2025-il-corsivo--64469318</link><description><![CDATA[Il giorno della verità sul caso Almasri. Nordio e Piantedosi riferiscono in Parlamento. Dopo settimane di dure polemiche politiche, in mezzo a indagini giudiziari, sul caso del generale Almasri arrestato, liberato e riconsegnato ai libici con un aereo di Stato si aprirà uno squarcio di verità.  I ministri di Grazia e Giustizia e Interni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi riferiscono oggi alla Camera e Senato la versione del Governo su ciò che è accaduto tra il 19 e 21 gennaio scorso.   Trasparenza e copertura televisiva. Nel caso di Montecitorio il dibattito non sarà coperto dalla diretta televisiva su uno dei tre principali canali della Rai, come avviene per esempio per il question time, per i voti di fiducia.  a Palazzo Madama: ci sarà il collegamento Rai in diretta dall’Aula, come ha confermato il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri. Alla fine non tutti gli italiani potranno ascoltare il dibattito parlamentare successivo all'informativa dei due ministri. E' una occasione persa per la completa trasparenza sull'informazione pubblica su un caso di interesse nazionale.   L'opposizione incalza il Governo. "Il Governo non scappa dalle sue responsabilità", assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ma sul caso Almastri è stata l'opposizione a costringere due ministri importanti a riferire nell'arena parlamentare, non la premier Giorgia Meloni come il centrosinistra e i suoi alleati avrebbero voluto. L'opposizione abbandona così la linea "aventiniana" per rispondere senza filtri ai tanti, troppi punti oscuri di questa vicenda. Chissà se in Parlamento il Governo ammetterà di aver applicato una ragione di Stato  relativa agli accordi tra Italia e Libia in materia di immigrazione. Intese, per dovere di cronaca, iniziate dai governi di centrosinistra e proseguite dall'esecutivo di centrodestra.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 05 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469318/corsivo_05_02_2025_08_25.mp3" length="2987406" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il giorno della verità sul caso Almasri. 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Nel caso di Montecitorio il dibattito non sarà coperto dalla diretta televisiva su uno dei tre principali canali della Rai, come avviene per esempio per il question time, per i voti di fiducia.  a Palazzo Madama: ci sarà il collegamento Rai in diretta dall’Aula, come ha confermato il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri. Alla fine non tutti gli italiani potranno ascoltare il dibattito parlamentare successivo all'informativa dei due ministri. E' una occasione persa per la completa trasparenza sull'informazione pubblica su un caso di interesse nazionale.   L'opposizione incalza il Governo. "Il Governo non scappa dalle sue responsabilità", assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ma sul caso Almastri è stata l'opposizione a costringere due ministri importanti a riferire nell'arena parlamentare, non la premier Giorgia Meloni come il centrosinistra e i suoi alleati avrebbero voluto. L'opposizione abbandona così la linea "aventiniana" per rispondere senza filtri ai tanti, troppi punti oscuri di questa vicenda. Chissà se in Parlamento il Governo ammetterà di aver applicato una ragione di Stato  relativa agli accordi tra Italia e Libia in materia di immigrazione. Intese, per dovere di cronaca, iniziate dai governi di centrosinistra e proseguite dall'esecutivo di centrodestra.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Nel caso di Montecitorio il dibattito non sarà coperto dalla diretta televisiva su uno dei tre principali canali della Rai, come avviene per esempio per il question time, per i voti di fiducia.  a Palazzo Madama: ci sarà il collegamento Rai in diretta dall’Aula, come ha confermato il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri. Alla fine non tutti gli italiani potranno ascoltare il dibattito parlamentare successivo all'informativa dei due ministri. E' una occasione persa per la completa trasparenza sull'informazione pubblica su un caso di interesse nazionale.   L'opposizione incalza il Governo. "Il Governo non scappa dalle sue responsabilità", assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ma sul caso Almastri è stata l'opposizione a costringere due ministri importanti a riferire nell'arena parlamentare, non la premier Giorgia Meloni come il centrosinistra e i suoi alleati avrebbero voluto. 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Nel caso di Montecitorio il dibattito non sarà coperto dalla diretta televisiva su uno dei tre principali canali della Rai, come avviene per esempio per il question time, per i voti di fiducia.  a Palazzo Madama: ci sarà il collegamento Rai in diretta dall’Aula, come ha confermato il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri. Alla fine non tutti gli italiani potranno ascoltare il dibattito parlamentare successivo all'informativa dei due ministri. E' una occasione persa per la completa trasparenza sull'informazione pubblica su un caso di interesse nazionale.   L'opposizione incalza il Governo. "Il Governo non scappa dalle sue responsabilità", assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ma sul caso Almastri è stata l'opposizione a costringere due ministri importanti a riferire nell'arena parlamentare, non la premier Giorgia Meloni come il centrosinistra e i suoi alleati avrebbero voluto. L'opposizione abbandona così la linea "aventiniana" per rispondere senza filtri ai tanti, troppi punti oscuri di questa vicenda. Chissà se in Parlamento il Governo ammetterà di aver applicato una ragione di Stato  relativa agli accordi tra Italia e Libia in materia di immigrazione. Intese, per dovere di cronaca, iniziate dai governi di centrosinistra e proseguite dall'esecutivo di centrodestra.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0b7ea6e106ab9ab6b6aa446c5aa4a1cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo | 4/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/forza-italia-propone-l-immunita-per-parlamentari-e-membri-del-governo-4-02-2025-il-corsivo--64469337</link><description><![CDATA[Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo. In Italia può capitare che ritornino i fantasmi del passato, e leggi ampiamente superate dalla Storia e bocciate in sede parlamentare e nella società civile escano dalla porta principale per poi entrare dalla finestra molti anni dopo. E' il caso di Forza Italia che intende ripristinare  l’immunità per parlamentari e membri del governo esattamente come prima del 1993. Nei mesi in cui si era nel pieno dell'inchiesta Mani pulite, e in mezzo al fuoco incrociato di Cosa Nostra contro lo Stato, una riforma eliminò la necessità dell’autorizzazione a procedere anche per il solo avvio delle indagini nei confronti di un deputato o senatore (mantenendola solo per arresti, intercettazioni o perquisizioni).   La proposta di Raffaele Nevi. Il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi ha invitato a ragionare sulla reintroduzione dell’immunità parlamentare, nei giorni dello scontro tra Governo e Anm e nel pieno dell'indagine della Procura di Roma sul caso Almasri. “È ora di piantarla con i pm che si dedicano tutto il giorno a inseguire i politici e cercare di metterli sotto inchiesta per qualsiasi cosa”, disse lo scorso 31 gennaio il forzista Nevi. Dalle dichiarazioni “a titolo personale” si passa però subito ai fatti e Forza Italia lavora alla proposta di legge per ripristinare, almeno in parte, l’immunità parlamentare modificata nel 1993. “Bisognerà predisporre una proposta di legge costituzionale, ma ci vuole una larga convergenza. Ancora non ne abbiamo parlato con gli alleati, sappiamo che c’è una benevolenza su questo tema e vedremo con loro, anche se ci sarà tempo in questa legislatura”, sottolinea il portavoce azzurro. Si ritorna dunque indietro nel tempo, a 32 anni fa. E' vero che l'Italia è cambiata da allora, ma la proposta non tiene conto del sentimento del Paese. Messa così come viene cautamente presentata si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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E' vero che l'Italia è cambiata da allora, ma la proposta non tiene conto del sentimento del Paese. Messa così come viene cautamente presentata si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b322c5453a87da1df365236e91f2e5ee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo | 4/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/forza-italia-propone-l-immunita-per-parlamentari-e-membri-del-governo-4-02-2025-il-corsivo--64182989</link><description><![CDATA[Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo. 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Il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi ha invitato a ragionare sulla reintroduzione dell’immunità parlamentare, nei giorni dello scontro tra Governo e Anm e nel pieno dell'indagine della Procura di Roma sul caso Almasri. “È ora di piantarla con i pm che si dedicano tutto il giorno a inseguire i politici e cercare di metterli sotto inchiesta per qualsiasi cosa”, disse lo scorso 31 gennaio il forzista Nevi. Dalle dichiarazioni “a titolo personale” si passa però subito ai fatti e Forza Italia lavora alla proposta di legge per ripristinare, almeno in parte, l’immunità parlamentare modificata nel 1993. “Bisognerà predisporre una proposta di legge costituzionale, ma ci vuole una larga convergenza. Ancora non ne abbiamo parlato con gli alleati, sappiamo che c’è una benevolenza su questo tema e vedremo con loro, anche se ci sarà tempo in questa legislatura”, sottolinea il portavoce azzurro. Si ritorna dunque indietro nel tempo, a 32 anni fa. E' vero che l'Italia è cambiata da allora, ma la proposta non tiene conto del sentimento del Paese. Messa così come viene cautamente presentata si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 04 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64182989/corsivo_04_02_2025_08_25.mp3" length="3394289" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo. In Italia può capitare che ritornino i fantasmi del passato, e leggi ampiamente superate dalla Storia e bocciate in sede parlamentare e nella società civile escano dalla porta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo. In Italia può capitare che ritornino i fantasmi del passato, e leggi ampiamente superate dalla Storia e bocciate in sede parlamentare e nella società civile escano dalla porta principale per poi entrare dalla finestra molti anni dopo. E' il caso di Forza Italia che intende ripristinare  l’immunità per parlamentari e membri del governo esattamente come prima del 1993. Nei mesi in cui si era nel pieno dell'inchiesta Mani pulite, e in mezzo al fuoco incrociato di Cosa Nostra contro lo Stato, una riforma eliminò la necessità dell’autorizzazione a procedere anche per il solo avvio delle indagini nei confronti di un deputato o senatore (mantenendola solo per arresti, intercettazioni o perquisizioni).   La proposta di Raffaele Nevi. Il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi ha invitato a ragionare sulla reintroduzione dell’immunità parlamentare, nei giorni dello scontro tra Governo e Anm e nel pieno dell'indagine della Procura di Roma sul caso Almasri. “È ora di piantarla con i pm che si dedicano tutto il giorno a inseguire i politici e cercare di metterli sotto inchiesta per qualsiasi cosa”, disse lo scorso 31 gennaio il forzista Nevi. Dalle dichiarazioni “a titolo personale” si passa però subito ai fatti e Forza Italia lavora alla proposta di legge per ripristinare, almeno in parte, l’immunità parlamentare modificata nel 1993. “Bisognerà predisporre una proposta di legge costituzionale, ma ci vuole una larga convergenza. Ancora non ne abbiamo parlato con gli alleati, sappiamo che c’è una benevolenza su questo tema e vedremo con loro, anche se ci sarà tempo in questa legislatura”, sottolinea il portavoce azzurro. Si ritorna dunque indietro nel tempo, a 32 anni fa. E' vero che l'Italia è cambiata da allora, ma la proposta non tiene conto del sentimento del Paese. Messa così come viene cautamente presentata si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b322c5453a87da1df365236e91f2e5ee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd | 3/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-migliaia-in-germania-contro-l-intesa-cdu-afd-3-02-2025-il-corsivo--64469315</link><description><![CDATA[In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd. La Germania si trova ad un bivio storico e politico a tre settimane dalle elezioni legislative del prossimo 23 febbraio. Per evitare lo spostamento a destra in migliaia sono scesi in piazza a Berlino contro il riavvicinamento tra i conservatori della Cdu e l'estrema destra di Afd. Già sabato oltre 220.000 persone hanno manifestato nelle principali città del Paese, come Amburgo, Lipsia, Colonia e Stoccarda. L'onda di protesta è rivolta soprattutto contro il candidato conservatore alla carica di cancelliere e favorito nei sondaggi, Friedrich Merz, che ha dato il via in modo plateale al suo riavvicinamento con Alternativa per la Germania (AfD), rompendo il tabù politico per eccellenza del dopoguerra tedesco.  Merz sotto accusa. Merz è stato duramente criticato da Angela Merkel e da pezzi importanti del suo partito, perché finora i partiti tradizionali hanno rifiutato qualsiasi cooperazione con l'estrema destra, mantenendo quello che chiamano un "cordone sanitario". Friedrich Merz si è affidato a questo partito nazionalista e anti-migranti per far approvare alla Camera dei rappresentanti una mozione non vincolante volta a bloccare tutti gli stranieri senza documenti alla frontiera, compresi i richiedenti asilo. Il candidato della Cdu ha poi subito una battuta d'arresto quando non è riuscito a fare lo stesso su un disegno di legge per limitare l'immigrazione. L’iniziativa ha segnato una svolta, perché Merz è pronto a ripeterla in futuro.   La Germania verso le elezioni. Friedrich Merz esce però indebolito dagli ultimi eventi politici. Nelle rilevazioni, la Cdu è in testa al 30%, mentre l'ultradestra si attesta al 22%. In risalita l'Spd del cancelliere uscente Olaf Scholz, data al 17%. Invariate le preferenze per i Verdi, al 12%, mentre l'Alleanza populista di sinistra di Sahra Wagenknecht (Bsw) scende al 6%.  I sondaggi dei prossimi giorni mostreranno se la sua offensiva contro l'immigrazione, che secondo lui mira a convincere gli elettori tentati dal voto dell'AfD a sostenere i conservatori, avrà successo o, al contrario, finirà per rafforzare ulteriormente gli estremismi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 03 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469315/corsivo_03_02_2025_08_25.mp3" length="3477672" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd. La Germania si trova ad un bivio storico e politico a tre settimane dalle elezioni legislative del prossimo 23 febbraio. Per evitare lo spostamento a destra in migliaia sono scesi in piazza a Berlino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd. La Germania si trova ad un bivio storico e politico a tre settimane dalle elezioni legislative del prossimo 23 febbraio. Per evitare lo spostamento a destra in migliaia sono scesi in piazza a Berlino contro il riavvicinamento tra i conservatori della Cdu e l'estrema destra di Afd. Già sabato oltre 220.000 persone hanno manifestato nelle principali città del Paese, come Amburgo, Lipsia, Colonia e Stoccarda. L'onda di protesta è rivolta soprattutto contro il candidato conservatore alla carica di cancelliere e favorito nei sondaggi, Friedrich Merz, che ha dato il via in modo plateale al suo riavvicinamento con Alternativa per la Germania (AfD), rompendo il tabù politico per eccellenza del dopoguerra tedesco.  Merz sotto accusa. Merz è stato duramente criticato da Angela Merkel e da pezzi importanti del suo partito, perché finora i partiti tradizionali hanno rifiutato qualsiasi cooperazione con l'estrema destra, mantenendo quello che chiamano un "cordone sanitario". Friedrich Merz si è affidato a questo partito nazionalista e anti-migranti per far approvare alla Camera dei rappresentanti una mozione non vincolante volta a bloccare tutti gli stranieri senza documenti alla frontiera, compresi i richiedenti asilo. Il candidato della Cdu ha poi subito una battuta d'arresto quando non è riuscito a fare lo stesso su un disegno di legge per limitare l'immigrazione. L’iniziativa ha segnato una svolta, perché Merz è pronto a ripeterla in futuro.   La Germania verso le elezioni. Friedrich Merz esce però indebolito dagli ultimi eventi politici. Nelle rilevazioni, la Cdu è in testa al 30%, mentre l'ultradestra si attesta al 22%. In risalita l'Spd del cancelliere uscente Olaf Scholz, data al 17%. Invariate le preferenze per i Verdi, al 12%, mentre l'Alleanza populista di sinistra di Sahra Wagenknecht (Bsw) scende al 6%.  I sondaggi dei prossimi giorni mostreranno se la sua offensiva contro l'immigrazione, che secondo lui mira a convincere gli elettori tentati dal voto dell'AfD a sostenere i conservatori, avrà successo o, al contrario, finirà per rafforzare ulteriormente gli estremismi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/52feb35beb0a9133b0df8090a58795f0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd | 3/02/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-migliaia-in-germania-contro-l-intesa-cdu-afd-3-02-2025-il-corsivo--64158297</link><description><![CDATA[In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd. La Germania si trova ad un bivio storico e politico a tre settimane dalle elezioni legislative del prossimo 23 febbraio. Per evitare lo spostamento a destra in migliaia sono scesi in piazza a Berlino contro il riavvicinamento tra i conservatori della Cdu e l'estrema destra di Afd. Già sabato oltre 220.000 persone hanno manifestato nelle principali città del Paese, come Amburgo, Lipsia, Colonia e Stoccarda. L'onda di protesta è rivolta soprattutto contro il candidato conservatore alla carica di cancelliere e favorito nei sondaggi, Friedrich Merz, che ha dato il via in modo plateale al suo riavvicinamento con Alternativa per la Germania (AfD), rompendo il tabù politico per eccellenza del dopoguerra tedesco.  Merz sotto accusa. Merz è stato duramente criticato da Angela Merkel e da pezzi importanti del suo partito, perché finora i partiti tradizionali hanno rifiutato qualsiasi cooperazione con l'estrema destra, mantenendo quello che chiamano un "cordone sanitario". Friedrich Merz si è affidato a questo partito nazionalista e anti-migranti per far approvare alla Camera dei rappresentanti una mozione non vincolante volta a bloccare tutti gli stranieri senza documenti alla frontiera, compresi i richiedenti asilo. Il candidato della Cdu ha poi subito una battuta d'arresto quando non è riuscito a fare lo stesso su un disegno di legge per limitare l'immigrazione. L’iniziativa ha segnato una svolta, perché Merz è pronto a ripeterla in futuro.   La Germania verso le elezioni. Friedrich Merz esce però indebolito dagli ultimi eventi politici. Nelle rilevazioni, la Cdu è in testa al 30%, mentre l'ultradestra si attesta al 22%. In risalita l'Spd del cancelliere uscente Olaf Scholz, data al 17%. Invariate le preferenze per i Verdi, al 12%, mentre l'Alleanza populista di sinistra di Sahra Wagenknecht (Bsw) scende al 6%.  I sondaggi dei prossimi giorni mostreranno se la sua offensiva contro l'immigrazione, che secondo lui mira a convincere gli elettori tentati dal voto dell'AfD a sostenere i conservatori, avrà successo o, al contrario, finirà per rafforzare ulteriormente gli estremismi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-02-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 03 Feb 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64158297/corsivo_03_02_2025_08_25.mp3" length="3477672" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd. La Germania si trova ad un bivio storico e politico a tre settimane dalle elezioni legislative del prossimo 23 febbraio. Per evitare lo spostamento a destra in migliaia sono scesi in piazza a Berlino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd. La Germania si trova ad un bivio storico e politico a tre settimane dalle elezioni legislative del prossimo 23 febbraio. Per evitare lo spostamento a destra in migliaia sono scesi in piazza a Berlino contro il riavvicinamento tra i conservatori della Cdu e l'estrema destra di Afd. Già sabato oltre 220.000 persone hanno manifestato nelle principali città del Paese, come Amburgo, Lipsia, Colonia e Stoccarda. L'onda di protesta è rivolta soprattutto contro il candidato conservatore alla carica di cancelliere e favorito nei sondaggi, Friedrich Merz, che ha dato il via in modo plateale al suo riavvicinamento con Alternativa per la Germania (AfD), rompendo il tabù politico per eccellenza del dopoguerra tedesco.  Merz sotto accusa. Merz è stato duramente criticato da Angela Merkel e da pezzi importanti del suo partito, perché finora i partiti tradizionali hanno rifiutato qualsiasi cooperazione con l'estrema destra, mantenendo quello che chiamano un "cordone sanitario". Friedrich Merz si è affidato a questo partito nazionalista e anti-migranti per far approvare alla Camera dei rappresentanti una mozione non vincolante volta a bloccare tutti gli stranieri senza documenti alla frontiera, compresi i richiedenti asilo. Il candidato della Cdu ha poi subito una battuta d'arresto quando non è riuscito a fare lo stesso su un disegno di legge per limitare l'immigrazione. L’iniziativa ha segnato una svolta, perché Merz è pronto a ripeterla in futuro.   La Germania verso le elezioni. Friedrich Merz esce però indebolito dagli ultimi eventi politici. Nelle rilevazioni, la Cdu è in testa al 30%, mentre l'ultradestra si attesta al 22%. In risalita l'Spd del cancelliere uscente Olaf Scholz, data al 17%. Invariate le preferenze per i Verdi, al 12%, mentre l'Alleanza populista di sinistra di Sahra Wagenknecht (Bsw) scende al 6%.  I sondaggi dei prossimi giorni mostreranno se la sua offensiva contro l'immigrazione, che secondo lui mira a convincere gli elettori tentati dal voto dell'AfD a sostenere i conservatori, avrà successo o, al contrario, finirà per rafforzare ulteriormente gli estremismi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/52feb35beb0a9133b0df8090a58795f0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Bce taglia i tassi di 25 punti base | 31/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-bce-taglia-i-tassi-di-25-punti-base-31-01-2025-il-corsivo--64469306</link><description><![CDATA[La Bce taglia i tassi di 25 punti base. La Bce taglia il costo del denaro di 25 punti base: in particolare il tasso sui depositi scende a quota 2,75%, in linea con le attese della vigilia (ai minimi da inizio 2023). La decisione allontana l'Europa dagli Stati Uniti. L'Europa va per la sua strada limando al ribasso i tassi di interesse, mantenendo i dati sull’inflazione come bussola, mentre la Federal Reserve americana non mette mano al costo del dollaro facendo infuriare il neo presidente Donald Trump.   Lagarde: l'economia europea è debole.  La presidente della banca centrale europea, Christine Lagarde, conferma che nel board non ci sono stati pareri contrastanti e che la decisione è stata presa all’unanimità. "Le prossime decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".   Il fantasma dei dazi. Lo spettro dei dazi agitato più volte da Trump in campagna elettorale rende più complicato capire come evolverà lo scenario. "Per ora si tratta solo di voci, annunci, dichiarazioni, non abbiamo nulla di tangibile. A marzo la situazione dovrebbe essere più chiara", dice Lagarde secondo cui i dazi potrebbero indebolire l'economia, e una maggiore frizione nel commercio globale renderebbe più incerte le prospettive di inflazione nell'area dell'euro. Ma la presidente della Bce non presenta un piano B, una via d'uscita. Nel caso Trump dovesse accelerare  i dazi commerciali l'Europa riceverebbe un colpo durissimo perché rimarrebbe debole e scoperta, e pure priva da una visione alternativa ai tagli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 31 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469306/corsivo_31_01_2025_08_25.mp3" length="3143514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Bce taglia i tassi di 25 punti base. La Bce taglia il costo del denaro di 25 punti base: in particolare il tasso sui depositi scende a quota 2,75%, in linea con le attese della vigilia (ai minimi da inizio 2023). La decisione allontana l'Europa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Bce taglia i tassi di 25 punti base. La Bce taglia il costo del denaro di 25 punti base: in particolare il tasso sui depositi scende a quota 2,75%, in linea con le attese della vigilia (ai minimi da inizio 2023). La decisione allontana l'Europa dagli Stati Uniti. L'Europa va per la sua strada limando al ribasso i tassi di interesse, mantenendo i dati sull’inflazione come bussola, mentre la Federal Reserve americana non mette mano al costo del dollaro facendo infuriare il neo presidente Donald Trump.   Lagarde: l'economia europea è debole.  La presidente della banca centrale europea, Christine Lagarde, conferma che nel board non ci sono stati pareri contrastanti e che la decisione è stata presa all’unanimità. "Le prossime decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".   Il fantasma dei dazi. Lo spettro dei dazi agitato più volte da Trump in campagna elettorale rende più complicato capire come evolverà lo scenario. "Per ora si tratta solo di voci, annunci, dichiarazioni, non abbiamo nulla di tangibile. A marzo la situazione dovrebbe essere più chiara", dice Lagarde secondo cui i dazi potrebbero indebolire l'economia, e una maggiore frizione nel commercio globale renderebbe più incerte le prospettive di inflazione nell'area dell'euro. Ma la presidente della Bce non presenta un piano B, una via d'uscita. Nel caso Trump dovesse accelerare  i dazi commerciali l'Europa riceverebbe un colpo durissimo perché rimarrebbe debole e scoperta, e pure priva da una visione alternativa ai tagli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5c73ed6230f7b200bfdf98e13fa37192.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Bce taglia i tassi di 25 punti base | 31/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-bce-taglia-i-tassi-di-25-punti-base-31-01-2025-il-corsivo--64074066</link><description><![CDATA[La Bce taglia i tassi di 25 punti base. La Bce taglia il costo del denaro di 25 punti base: in particolare il tasso sui depositi scende a quota 2,75%, in linea con le attese della vigilia (ai minimi da inizio 2023). La decisione allontana l'Europa dagli Stati Uniti. L'Europa va per la sua strada limando al ribasso i tassi di interesse, mantenendo i dati sull’inflazione come bussola, mentre la Federal Reserve americana non mette mano al costo del dollaro facendo infuriare il neo presidente Donald Trump.   Lagarde: l'economia europea è debole.  La presidente della banca centrale europea, Christine Lagarde, conferma che nel board non ci sono stati pareri contrastanti e che la decisione è stata presa all’unanimità. "Le prossime decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".   Il fantasma dei dazi. Lo spettro dei dazi agitato più volte da Trump in campagna elettorale rende più complicato capire come evolverà lo scenario. "Per ora si tratta solo di voci, annunci, dichiarazioni, non abbiamo nulla di tangibile. A marzo la situazione dovrebbe essere più chiara", dice Lagarde secondo cui i dazi potrebbero indebolire l'economia, e una maggiore frizione nel commercio globale renderebbe più incerte le prospettive di inflazione nell'area dell'euro. Ma la presidente della Bce non presenta un piano B, una via d'uscita. Nel caso Trump dovesse accelerare  i dazi commerciali l'Europa riceverebbe un colpo durissimo perché rimarrebbe debole e scoperta, e pure priva da una visione alternativa ai tagli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 31 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64074066/corsivo_31_01_2025_08_25.mp3" length="3143514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Bce taglia i tassi di 25 punti base. 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"Le prossime decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".   Il fantasma dei dazi. Lo spettro dei dazi agitato più volte da Trump in campagna elettorale rende più complicato capire come evolverà lo scenario. "Per ora si tratta solo di voci, annunci, dichiarazioni, non abbiamo nulla di tangibile. A marzo la situazione dovrebbe essere più chiara", dice Lagarde secondo cui i dazi potrebbero indebolire l'economia, e una maggiore frizione nel commercio globale renderebbe più incerte le prospettive di inflazione nell'area dell'euro. Ma la presidente della Bce non presenta un piano B, una via d'uscita. Nel caso Trump dovesse accelerare  i dazi commerciali l'Europa riceverebbe un colpo durissimo perché rimarrebbe debole e scoperta, e pure priva da una visione alternativa ai tagli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5c73ed6230f7b200bfdf98e13fa37192.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caso Almasri. Le opposizioni abbandonano il Parlamento fino al 4 febbraio. La maggioranza fa quadrato su Giorgia Meloni | 30/01/2025 | Il Co</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caso-almasri-le-opposizioni-abbandonano-il-parlamento-fino-al-4-febbraio-la-maggioranza-fa-quadrato-su-giorgia-meloni-30-01-2025-il-co--64469338</link><description><![CDATA[Caso Almasri. Le opposizioni abbandonano il Parlamento fino al 4 febbraio. Alla Camera e al Senato va in scena la posizione "aventiniana" dell'opposizione dopo  l’annullamento dell’informativa dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi sul caso della liberazione e del rilascio alla Libia del responsabile dei centri di detenzione Almasri, accusato dalla Corte penale Internazionale di omicidi e torture e crimini contro l'umanità. Al Senato le opposizioni abbandonano l’aula dopo le parole di Alberto Balboni (FdI): “Toghe umiliano il Parlamento”. Sospesi i lavori a Montecitorio e palazzo Madama fino al 4 febbraio. E' una scelta forte quella delle opposizioni che prende corpo pochi giorni dopo la protesta plateale dell'ANM durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario con la Costituzione in mano ai magistrati. L'opposizione ha voluto diffondere anche le testimonianze di David Yambio, Lam Magok e Mahamat Daou, tutte vittime di Almasri.   La maggioranza fa quadrato su Giorgia Meloni. “Quando sono in gioco la sicurezza della nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro”. Così Giorgia Meloni torna sul caso Almasri che ha portato all’indagine a suo carico e dei ministri Nordio e Piantedosi, e la maggioranza fa quadrato sulla presidente del Consiglio. Diventa anche politica la difesa giudiziaria del Governo che sceglie di farsi difendere dall'avvocato Giulia Bongiorno.  Forse la scelta della procura di Roma è stata sbagliata, perché in questo modo sulla vicenda Almasri i ministri sono stati sottratti al confronto con il Parlamento, ma non ci sono orologerie nascoste dietro questi interventi della magistratura.  Sta di fatto che, a dieci giorni dall'arresto e dalla liberazione di Almasri , il Governo non ci ha ancora detto con esattezza perché un criminale ricercato dalla Corte penale internazionale sia stato riportato in Libia con tanto di viaggio tramite aereo di Stato pagato da tutti i cittadini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 30 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469338/corsivo_30_01_2025_08_25.mp3" length="3353538" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Caso Almasri. 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E' una scelta forte quella delle opposizioni che prende corpo pochi giorni dopo la protesta plateale dell'ANM durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario con la Costituzione in mano ai magistrati. L'opposizione ha voluto diffondere anche le testimonianze di David Yambio, Lam Magok e Mahamat Daou, tutte vittime di Almasri.   La maggioranza fa quadrato su Giorgia Meloni. “Quando sono in gioco la sicurezza della nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro”. Così Giorgia Meloni torna sul caso Almasri che ha portato all’indagine a suo carico e dei ministri Nordio e Piantedosi, e la maggioranza fa quadrato sulla presidente del Consiglio. Diventa anche politica la difesa giudiziaria del Governo che sceglie di farsi difendere dall'avvocato Giulia Bongiorno.  Forse la scelta della procura di Roma è stata sbagliata, perché in questo modo sulla vicenda Almasri i ministri sono stati sottratti al confronto con il Parlamento, ma non ci sono orologerie nascoste dietro questi interventi della magistratura.  Sta di fatto che, a dieci giorni dall'arresto e dalla liberazione di Almasri , il Governo non ci ha ancora detto con esattezza perché un criminale ricercato dalla Corte penale internazionale sia stato riportato in Libia con tanto di viaggio tramite aereo di Stato pagato da tutti i cittadini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c9e6e3b6d261ded981b154059a98b7c8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caso Almasri. Le opposizioni abbandonano il Parlamento fino al 4 febbraio. 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E' una scelta forte quella delle opposizioni che prende corpo pochi giorni dopo la protesta plateale dell'ANM durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario con la Costituzione in mano ai magistrati. L'opposizione ha voluto diffondere anche le testimonianze di David Yambio, Lam Magok e Mahamat Daou, tutte vittime di Almasri.   La maggioranza fa quadrato su Giorgia Meloni. “Quando sono in gioco la sicurezza della nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro”. Così Giorgia Meloni torna sul caso Almasri che ha portato all’indagine a suo carico e dei ministri Nordio e Piantedosi, e la maggioranza fa quadrato sulla presidente del Consiglio. Diventa anche politica la difesa giudiziaria del Governo che sceglie di farsi difendere dall'avvocato Giulia Bongiorno.  Forse la scelta della procura di Roma è stata sbagliata, perché in questo modo sulla vicenda Almasri i ministri sono stati sottratti al confronto con il Parlamento, ma non ci sono orologerie nascoste dietro questi interventi della magistratura.  Sta di fatto che, a dieci giorni dall'arresto e dalla liberazione di Almasri , il Governo non ci ha ancora detto con esattezza perché un criminale ricercato dalla Corte penale internazionale sia stato riportato in Libia con tanto di viaggio tramite aereo di Stato pagato da tutti i cittadini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 30 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64032381/corsivo_30_01_2025_08_25.mp3" length="3353538" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Caso Almasri. 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E' una scelta forte quella delle opposizioni che prende corpo pochi giorni dopo la protesta plateale dell'ANM durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario con la Costituzione in mano ai magistrati. L'opposizione ha voluto diffondere anche le testimonianze di David Yambio, Lam Magok e Mahamat Daou, tutte vittime di Almasri.   La maggioranza fa quadrato su Giorgia Meloni. “Quando sono in gioco la sicurezza della nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro”. Così Giorgia Meloni torna sul caso Almasri che ha portato all’indagine a suo carico e dei ministri Nordio e Piantedosi, e la maggioranza fa quadrato sulla presidente del Consiglio. Diventa anche politica la difesa giudiziaria del Governo che sceglie di farsi difendere dall'avvocato Giulia Bongiorno.  Forse la scelta della procura di Roma è stata sbagliata, perché in questo modo sulla vicenda Almasri i ministri sono stati sottratti al confronto con il Parlamento, ma non ci sono orologerie nascoste dietro questi interventi della magistratura.  Sta di fatto che, a dieci giorni dall'arresto e dalla liberazione di Almasri , il Governo non ci ha ancora detto con esattezza perché un criminale ricercato dalla Corte penale internazionale sia stato riportato in Libia con tanto di viaggio tramite aereo di Stato pagato da tutti i cittadini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c9e6e3b6d261ded981b154059a98b7c8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump si scaglia contro la cooperazione internazionale. Stop agli aiuti umanitari a Kiev | 29/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-si-scaglia-contro-la-cooperazione-internazionale-stop-agli-aiuti-umanitari-a-kiev-29-01-2025-il-corsivo--64469324</link><description><![CDATA[Trump si scaglia contro la cooperazione internazionale.  L'ultima mossa di Donald Trump è contro la cooperazione internazionale. Il Dipartimento di Stato sospende ogni nuovo obbligo di finanziamento, in attesa di revisione, per i programmi di assistenza estera, ad eccezione di quelli destinati a Israele e all’Egitto. Trump colpisce l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale interrompendo la collaborazione di almeno 50 funzionari di carriera con l’accusa di aver tentato di aggirare il congelamento degli aiuti. Per loro c'è il congedo amministrativo con stipendio e benefit completi fino a nuovo avviso.  Il blocco tende ad allineare le operazioni di cooperazione internazionale degli Stati Uniti all’interesse nazionale. Nella sostanza Trump applica il motto “Make America Great Again”.  Stop agli aiuti umanitari a Kiev.  L’ordine riguarda anche i programmi di finanziamento alle missioni estere in luoghi come Ucraina, Giordania e Taiwan. Per Kiev è un colpo durissimo, ma prevedibile visto che il neo presidente ha intenzione di fermare la guerra, anche se la portata di tale impatto è ancora incerta. Numerosi progetti umanitari in Ucraina sono stati già sospesi. Alcune Ong ucraine e internazionali hanno scritto sui social media di essere state colpite dal congelamento.   I tagli riguardano anche l'assistenza finanziaria federale. Ciò che è più grave riguarda il taglio dell'assistenza finanziaria federale, escluso previdenza sociale e di Medicare. Il nuovo ordine potrebbe influenzare miliardi di dollari in sovvenzioni ai governi statali e locali, causando al contempo interruzioni nei programmi che avvantaggiano molte famiglie. La sospensione dell'assistenza finanziaria federale potrebbe rientrare negli ordini esecutivi di Trump, come il congelamento di tutti i finanziamenti a partire dalla legge sul clima, l’Inflation Reduction Act e il pacchetto infrastrutturale bipartisan emanato nel 2021.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469324/corsivo_29_01_2025_08_25.mp3" length="3233166" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump si scaglia contro la cooperazione internazionale.  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Nella sostanza Trump applica il motto “Make America Great Again”.  Stop agli aiuti umanitari a Kiev.  L’ordine riguarda anche i programmi di finanziamento alle missioni estere in luoghi come Ucraina, Giordania e Taiwan. Per Kiev è un colpo durissimo, ma prevedibile visto che il neo presidente ha intenzione di fermare la guerra, anche se la portata di tale impatto è ancora incerta. Numerosi progetti umanitari in Ucraina sono stati già sospesi. Alcune Ong ucraine e internazionali hanno scritto sui social media di essere state colpite dal congelamento.   I tagli riguardano anche l'assistenza finanziaria federale. Ciò che è più grave riguarda il taglio dell'assistenza finanziaria federale, escluso previdenza sociale e di Medicare. Il nuovo ordine potrebbe influenzare miliardi di dollari in sovvenzioni ai governi statali e locali, causando al contempo interruzioni nei programmi che avvantaggiano molte famiglie. La sospensione dell'assistenza finanziaria federale potrebbe rientrare negli ordini esecutivi di Trump, come il congelamento di tutti i finanziamenti a partire dalla legge sul clima, l’Inflation Reduction Act e il pacchetto infrastrutturale bipartisan emanato nel 2021.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Nella sostanza Trump applica il motto “Make America Great Again”.  Stop agli aiuti umanitari a Kiev.  L’ordine riguarda anche i programmi di finanziamento alle missioni estere in luoghi come Ucraina, Giordania e Taiwan. Per Kiev è un colpo durissimo, ma prevedibile visto che il neo presidente ha intenzione di fermare la guerra, anche se la portata di tale impatto è ancora incerta. Numerosi progetti umanitari in Ucraina sono stati già sospesi. Alcune Ong ucraine e internazionali hanno scritto sui social media di essere state colpite dal congelamento.   I tagli riguardano anche l'assistenza finanziaria federale. Ciò che è più grave riguarda il taglio dell'assistenza finanziaria federale, escluso previdenza sociale e di Medicare. Il nuovo ordine potrebbe influenzare miliardi di dollari in sovvenzioni ai governi statali e locali, causando al contempo interruzioni nei programmi che avvantaggiano molte famiglie. La sospensione dell'assistenza finanziaria federale potrebbe rientrare negli ordini esecutivi di Trump, come il congelamento di tutti i finanziamenti a partire dalla legge sul clima, l’Inflation Reduction Act e il pacchetto infrastrutturale bipartisan emanato nel 2021.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63989052/corsivo_29_01_2025_08_25.mp3" length="3233166" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump si scaglia contro la cooperazione internazionale.  L'ultima mossa di Donald Trump è contro la cooperazione internazionale. Il Dipartimento di Stato sospende ogni nuovo obbligo di finanziamento, in attesa di revisione, per i programmi di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Trump si scaglia contro la cooperazione internazionale.  L'ultima mossa di Donald Trump è contro la cooperazione internazionale. Il Dipartimento di Stato sospende ogni nuovo obbligo di finanziamento, in attesa di revisione, per i programmi di assistenza estera, ad eccezione di quelli destinati a Israele e all’Egitto. Trump colpisce l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale interrompendo la collaborazione di almeno 50 funzionari di carriera con l’accusa di aver tentato di aggirare il congelamento degli aiuti. Per loro c'è il congedo amministrativo con stipendio e benefit completi fino a nuovo avviso.  Il blocco tende ad allineare le operazioni di cooperazione internazionale degli Stati Uniti all’interesse nazionale. Nella sostanza Trump applica il motto “Make America Great Again”.  Stop agli aiuti umanitari a Kiev.  L’ordine riguarda anche i programmi di finanziamento alle missioni estere in luoghi come Ucraina, Giordania e Taiwan. Per Kiev è un colpo durissimo, ma prevedibile visto che il neo presidente ha intenzione di fermare la guerra, anche se la portata di tale impatto è ancora incerta. Numerosi progetti umanitari in Ucraina sono stati già sospesi. Alcune Ong ucraine e internazionali hanno scritto sui social media di essere state colpite dal congelamento.   I tagli riguardano anche l'assistenza finanziaria federale. Ciò che è più grave riguarda il taglio dell'assistenza finanziaria federale, escluso previdenza sociale e di Medicare. Il nuovo ordine potrebbe influenzare miliardi di dollari in sovvenzioni ai governi statali e locali, causando al contempo interruzioni nei programmi che avvantaggiano molte famiglie. La sospensione dell'assistenza finanziaria federale potrebbe rientrare negli ordini esecutivi di Trump, come il congelamento di tutti i finanziamenti a partire dalla legge sul clima, l’Inflation Reduction Act e il pacchetto infrastrutturale bipartisan emanato nel 2021.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4dbbf03bd0a3af675323e8cb9bd81a06.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La giornata della memoria non condivisa | 28/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-giornata-della-memoria-non-condivisa-28-01-2025-il-corsivo--64469292</link><description><![CDATA[La giornata della memoria non condivisa.  Ha ragione la senatrice Liliana Segre quando si chiede se il suo ricordo etico, morale, storico e umano dell'esperienza nei campi di sterminio sarà raccolto da altri quando lei non ci sarà più, oppure resterà solo qualche riga nei libri di Storia. Ad uno ad uno se ne stanno andando gli ultimi testimoni dell'Olocausto contro ebrei, deportati politici, militari, minoranze. Hanno passato gran parte della loro vita a raccontare. Alcuni di loro li ho accompagnati nelle scuole di tutta Italia. Così fragili, ma altrettanto forti, pronti a narrare ciò che hanno visto: il freddo, i viaggi nei carri bestiame, l'arrivo nei campi, la selezione, i capannoni putridi, il cibo fetido, le torture, le camere a gas. La forza della loro resistenza civile dovrebbe essere un esempio che vale per tutti. Invece nel mondo occidentale crescono e si affermano gruppi che si ispirano direttamente al nazismo e al fascismo. Odio, negazionismo, riscrittura della Storia sono i tratti che contrassegnano questo periodo.  La risposta delle nostre Istituzioni. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si reca ad Auschwitz nella giornata della memoria. Ed è  una scelta di campo, simbolica. La premier Giorgia Meloni sostiene che la Shoah è abominio nazista con la complicità del fascismo e che le leggi razziali fuorono un'infamia. Maggioranza e opposizione lanciano appelli di buon senso, ma quella della memoria si dimostra una giornata non condivisa.  La frattura tra comunità ebraiche e Anpi. “L’Anpi non è più quella di una volta”, dice il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, annunciando di non voler partecipare alla giornata della memoria insieme all'associazione più rappresentativa dell'antifascismo italiano. La polemica ruota intorno alla parola "genocidio", utilizzata per comparare ciò che accadde negli anni Quaranta al massacro dei palestinesi da parte del governo israeliano.  Questa frattura dimostra ancora una volta che verità storica e giudizio politico non formano un pensiero e una memoria condivisi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 28 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469292/corsivo_28_01_2025_08_25.mp3" length="3577982" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La giornata della memoria non condivisa.  Ha ragione la senatrice Liliana Segre quando si chiede se il suo ricordo etico, morale, storico e umano dell'esperienza nei campi di sterminio sarà raccolto da altri quando lei non ci sarà più, oppure resterà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La giornata della memoria non condivisa.  Ha ragione la senatrice Liliana Segre quando si chiede se il suo ricordo etico, morale, storico e umano dell'esperienza nei campi di sterminio sarà raccolto da altri quando lei non ci sarà più, oppure resterà solo qualche riga nei libri di Storia. Ad uno ad uno se ne stanno andando gli ultimi testimoni dell'Olocausto contro ebrei, deportati politici, militari, minoranze. Hanno passato gran parte della loro vita a raccontare. Alcuni di loro li ho accompagnati nelle scuole di tutta Italia. Così fragili, ma altrettanto forti, pronti a narrare ciò che hanno visto: il freddo, i viaggi nei carri bestiame, l'arrivo nei campi, la selezione, i capannoni putridi, il cibo fetido, le torture, le camere a gas. La forza della loro resistenza civile dovrebbe essere un esempio che vale per tutti. Invece nel mondo occidentale crescono e si affermano gruppi che si ispirano direttamente al nazismo e al fascismo. Odio, negazionismo, riscrittura della Storia sono i tratti che contrassegnano questo periodo.  La risposta delle nostre Istituzioni. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si reca ad Auschwitz nella giornata della memoria. Ed è  una scelta di campo, simbolica. La premier Giorgia Meloni sostiene che la Shoah è abominio nazista con la complicità del fascismo e che le leggi razziali fuorono un'infamia. Maggioranza e opposizione lanciano appelli di buon senso, ma quella della memoria si dimostra una giornata non condivisa.  La frattura tra comunità ebraiche e Anpi. “L’Anpi non è più quella di una volta”, dice il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, annunciando di non voler partecipare alla giornata della memoria insieme all'associazione più rappresentativa dell'antifascismo italiano. La polemica ruota intorno alla parola "genocidio", utilizzata per comparare ciò che accadde negli anni Quaranta al massacro dei palestinesi da parte del governo israeliano.  Questa frattura dimostra ancora una volta che verità storica e giudizio politico non formano un pensiero e una memoria condivisi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b2f7cbf4b62c815c9ebac6c673831629.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La giornata della memoria non condivisa | 28/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-giornata-della-memoria-non-condivisa-28-01-2025-il-corsivo--63953218</link><description><![CDATA[La giornata della memoria non condivisa.  Ha ragione la senatrice Liliana Segre quando si chiede se il suo ricordo etico, morale, storico e umano dell'esperienza nei campi di sterminio sarà raccolto da altri quando lei non ci sarà più, oppure resterà solo qualche riga nei libri di Storia. Ad uno ad uno se ne stanno andando gli ultimi testimoni dell'Olocausto contro ebrei, deportati politici, militari, minoranze. Hanno passato gran parte della loro vita a raccontare. Alcuni di loro li ho accompagnati nelle scuole di tutta Italia. Così fragili, ma altrettanto forti, pronti a narrare ciò che hanno visto: il freddo, i viaggi nei carri bestiame, l'arrivo nei campi, la selezione, i capannoni putridi, il cibo fetido, le torture, le camere a gas. La forza della loro resistenza civile dovrebbe essere un esempio che vale per tutti. Invece nel mondo occidentale crescono e si affermano gruppi che si ispirano direttamente al nazismo e al fascismo. Odio, negazionismo, riscrittura della Storia sono i tratti che contrassegnano questo periodo.  La risposta delle nostre Istituzioni. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si reca ad Auschwitz nella giornata della memoria. Ed è  una scelta di campo, simbolica. La premier Giorgia Meloni sostiene che la Shoah è abominio nazista con la complicità del fascismo e che le leggi razziali fuorono un'infamia. Maggioranza e opposizione lanciano appelli di buon senso, ma quella della memoria si dimostra una giornata non condivisa.  La frattura tra comunità ebraiche e Anpi. “L’Anpi non è più quella di una volta”, dice il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, annunciando di non voler partecipare alla giornata della memoria insieme all'associazione più rappresentativa dell'antifascismo italiano. La polemica ruota intorno alla parola "genocidio", utilizzata per comparare ciò che accadde negli anni Quaranta al massacro dei palestinesi da parte del governo israeliano.  Questa frattura dimostra ancora una volta che verità storica e giudizio politico non formano un pensiero e una memoria condivisi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 28 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63953218/corsivo_28_01_2025_08_25.mp3" length="3577982" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La giornata della memoria non condivisa.  Ha ragione la senatrice Liliana Segre quando si chiede se il suo ricordo etico, morale, storico e umano dell'esperienza nei campi di sterminio sarà raccolto da altri quando lei non ci sarà più, oppure resterà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La giornata della memoria non condivisa.  Ha ragione la senatrice Liliana Segre quando si chiede se il suo ricordo etico, morale, storico e umano dell'esperienza nei campi di sterminio sarà raccolto da altri quando lei non ci sarà più, oppure resterà solo qualche riga nei libri di Storia. Ad uno ad uno se ne stanno andando gli ultimi testimoni dell'Olocausto contro ebrei, deportati politici, militari, minoranze. Hanno passato gran parte della loro vita a raccontare. Alcuni di loro li ho accompagnati nelle scuole di tutta Italia. Così fragili, ma altrettanto forti, pronti a narrare ciò che hanno visto: il freddo, i viaggi nei carri bestiame, l'arrivo nei campi, la selezione, i capannoni putridi, il cibo fetido, le torture, le camere a gas. La forza della loro resistenza civile dovrebbe essere un esempio che vale per tutti. Invece nel mondo occidentale crescono e si affermano gruppi che si ispirano direttamente al nazismo e al fascismo. Odio, negazionismo, riscrittura della Storia sono i tratti che contrassegnano questo periodo.  La risposta delle nostre Istituzioni. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si reca ad Auschwitz nella giornata della memoria. Ed è  una scelta di campo, simbolica. La premier Giorgia Meloni sostiene che la Shoah è abominio nazista con la complicità del fascismo e che le leggi razziali fuorono un'infamia. Maggioranza e opposizione lanciano appelli di buon senso, ma quella della memoria si dimostra una giornata non condivisa.  La frattura tra comunità ebraiche e Anpi. “L’Anpi non è più quella di una volta”, dice il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, annunciando di non voler partecipare alla giornata della memoria insieme all'associazione più rappresentativa dell'antifascismo italiano. La polemica ruota intorno alla parola "genocidio", utilizzata per comparare ciò che accadde negli anni Quaranta al massacro dei palestinesi da parte del governo israeliano.  Questa frattura dimostra ancora una volta che verità storica e giudizio politico non formano un pensiero e una memoria condivisi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b2f7cbf4b62c815c9ebac6c673831629.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La memoria offuscata | 27/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-memoria-offuscata-27-01-2025-il-corsivo--64469319</link><description><![CDATA[Francamente, non ci stupiamo affatto se non poche comunità israelitiche italiane ed europee, quest’anno, rinunciano a celebrare pubblicamente il Giorno della Memoria, divenuto ormai, in generale e soprattutto negli ultimissimi anni, un evento che molti vivono se non proprio con fastidio,  almeno con sostanziale indifferenza.  Purtroppo, anche le più recenti manifestazioni di piazza per ricordare il 25 Aprile sono state, spesso, caratterizzate da fenomeni di vergognosa intolleranza nei confronti delle rappresentanze della Brigata Ebraica: fenomeni avvenuti, tra l’altro, senza quasi mai minimamente turbare le coscienze degli organizzatori, fossero essi l’ANPI o, comunque, altre Associazioni anti fasciste. D’altra parte, secoli e secoli di deicidio, di pozzi avvelenati, di diffusioni delle più letali epidemie o di crudeli infanticidi, qualche traccia nel DNA del cittadino medio europeo devono pure averla lasciata… C’era, dunque, latente un retroterra di antisemitismo atavico che - camuffato da antisionismo per essere politicamente più presentabile – non aspettava altro che un pretesto qualsiasi per riemergere in tutto il suo inaccettabile sproloquio di pregiudizi tanto assurdi, quanto però ancora, evidentemente, ben radicati nelle società di mezzo mondo. E il pretesto è arrivato, a partire dalla data del 7 ottobre del 2023, quando cioè la condanna - pressoché universale - alla reazione militare israeliana nei confronti di Hamas, ha conosciuto un crescendo di intensità e di compattezza, finora mai riscontrati nei riguardi di altri conflitti che si sono combattuti nel resto del Pianeta. Di colpo è saltato il tappo della bottiglia che conteneva un veleno che era in attesa di potersi nuovamente liberare da circa ottant’anni. L’odio razziale contro gli Ebrei, questa volta, non era più però solamente appannaggio di quattro sfigati dalle teste rasate, ma coinvolgeva, infaustamente, anche tante altre forze politiche e correnti culturali abituate, di solito, a ragionare in modo molto meno rozzo e precipitoso. E così è stato tutto un frenetico, quanto scriteriato bruciare di bandiere israeliane, contrapposto ad un entusiastico sventolare di drappi palestinesi nelle piazze o persino alle finestre di qualche ente pubblico: il tutto accompagnato da un flusso continuo di contestazioni – talvolta pure violente -  alla libertà di pensiero e di valutazione storica nelle università, nei licei, nei partiti o nei sindacati.     Chiariamo subito che se noi fossimo elettori israeliani, il governo Netanyahu non ce lo farebbero votare neanche puntandoci un coltello alla gola, tuttavia, in presenza di istituzioni e di gruppi di opinione che, pur di dare addosso al popolo ebraico, arrivano a solidarizzare con regimi disumani come quelli imposti dagli ayatollah in Iran e da Hamas a Gaza, ci viene spontaneo sostenere le scelte di tutte quelle comunità israelitiche che oggi si rifiutano di condividere il ricordo dell’Olocausto con coloro che, gridando “dal fiume al mare”, altro non fanno che auspicare – si spera almeno inconsapevolmente - il ripetersi di una tale tragedia.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 27 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469319/corsivo_27_01_2025_08_25.mp3" length="4214952" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Francamente, non ci stupiamo affatto se non poche comunità israelitiche italiane ed europee, quest’anno, rinunciano a celebrare pubblicamente il Giorno della Memoria, divenuto ormai, in generale e soprattutto negli ultimissimi anni, un evento che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Francamente, non ci stupiamo affatto se non poche comunità israelitiche italiane ed europee, quest’anno, rinunciano a celebrare pubblicamente il Giorno della Memoria, divenuto ormai, in generale e soprattutto negli ultimissimi anni, un evento che molti vivono se non proprio con fastidio,  almeno con sostanziale indifferenza.  Purtroppo, anche le più recenti manifestazioni di piazza per ricordare il 25 Aprile sono state, spesso, caratterizzate da fenomeni di vergognosa intolleranza nei confronti delle rappresentanze della Brigata Ebraica: fenomeni avvenuti, tra l’altro, senza quasi mai minimamente turbare le coscienze degli organizzatori, fossero essi l’ANPI o, comunque, altre Associazioni anti fasciste. D’altra parte, secoli e secoli di deicidio, di pozzi avvelenati, di diffusioni delle più letali epidemie o di crudeli infanticidi, qualche traccia nel DNA del cittadino medio europeo devono pure averla lasciata… C’era, dunque, latente un retroterra di antisemitismo atavico che - camuffato da antisionismo per essere politicamente più presentabile – non aspettava altro che un pretesto qualsiasi per riemergere in tutto il suo inaccettabile sproloquio di pregiudizi tanto assurdi, quanto però ancora, evidentemente, ben radicati nelle società di mezzo mondo. E il pretesto è arrivato, a partire dalla data del 7 ottobre del 2023, quando cioè la condanna - pressoché universale - alla reazione militare israeliana nei confronti di Hamas, ha conosciuto un crescendo di intensità e di compattezza, finora mai riscontrati nei riguardi di altri conflitti che si sono combattuti nel resto del Pianeta. Di colpo è saltato il tappo della bottiglia che conteneva un veleno che era in attesa di potersi nuovamente liberare da circa ottant’anni. L’odio razziale contro gli Ebrei, questa volta, non era più però solamente appannaggio di quattro sfigati dalle teste rasate, ma coinvolgeva, infaustamente, anche tante altre forze politiche e correnti culturali abituate, di solito, a ragionare in modo molto meno rozzo e precipitoso. E così è stato tutto un frenetico, quanto scriteriato bruciare di bandiere israeliane, contrapposto ad un entusiastico sventolare di drappi palestinesi nelle piazze o persino alle finestre di qualche ente pubblico: il tutto accompagnato da un flusso continuo di contestazioni – talvolta pure violente -  alla libertà di pensiero e di valutazione storica nelle università, nei licei, nei partiti o nei sindacati.     Chiariamo subito che se noi fossimo elettori israeliani, il governo Netanyahu non ce lo farebbero votare neanche puntandoci un coltello alla gola, tuttavia, in presenza di istituzioni e di gruppi di opinione che, pur di dare addosso al popolo ebraico, arrivano a solidarizzare con regimi disumani come quelli imposti dagli ayatollah in Iran e da Hamas a Gaza, ci viene spontaneo sostenere le scelte di tutte quelle comunità israelitiche che oggi si rifiutano di condividere il ricordo dell’Olocausto con coloro che, gridando “dal fiume al mare”, altro non fanno che auspicare – si spera almeno inconsapevolmente - il ripetersi di una tale tragedia.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4fc26115b312393247637bb78001b343.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La memoria offuscata | 27/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-memoria-offuscata-27-01-2025-il-corsivo--63927020</link><description><![CDATA[Francamente, non ci stupiamo affatto se non poche comunità israelitiche italiane ed europee, quest’anno, rinunciano a celebrare pubblicamente il Giorno della Memoria, divenuto ormai, in generale e soprattutto negli ultimissimi anni, un evento che molti vivono se non proprio con fastidio,  almeno con sostanziale indifferenza.  Purtroppo, anche le più recenti manifestazioni di piazza per ricordare il 25 Aprile sono state, spesso, caratterizzate da fenomeni di vergognosa intolleranza nei confronti delle rappresentanze della Brigata Ebraica: fenomeni avvenuti, tra l’altro, senza quasi mai minimamente turbare le coscienze degli organizzatori, fossero essi l’ANPI o, comunque, altre Associazioni anti fasciste. D’altra parte, secoli e secoli di deicidio, di pozzi avvelenati, di diffusioni delle più letali epidemie o di crudeli infanticidi, qualche traccia nel DNA del cittadino medio europeo devono pure averla lasciata… C’era, dunque, latente un retroterra di antisemitismo atavico che - camuffato da antisionismo per essere politicamente più presentabile – non aspettava altro che un pretesto qualsiasi per riemergere in tutto il suo inaccettabile sproloquio di pregiudizi tanto assurdi, quanto però ancora, evidentemente, ben radicati nelle società di mezzo mondo. E il pretesto è arrivato, a partire dalla data del 7 ottobre del 2023, quando cioè la condanna - pressoché universale - alla reazione militare israeliana nei confronti di Hamas, ha conosciuto un crescendo di intensità e di compattezza, finora mai riscontrati nei riguardi di altri conflitti che si sono combattuti nel resto del Pianeta. Di colpo è saltato il tappo della bottiglia che conteneva un veleno che era in attesa di potersi nuovamente liberare da circa ottant’anni. L’odio razziale contro gli Ebrei, questa volta, non era più però solamente appannaggio di quattro sfigati dalle teste rasate, ma coinvolgeva, infaustamente, anche tante altre forze politiche e correnti culturali abituate, di solito, a ragionare in modo molto meno rozzo e precipitoso. E così è stato tutto un frenetico, quanto scriteriato bruciare di bandiere israeliane, contrapposto ad un entusiastico sventolare di drappi palestinesi nelle piazze o persino alle finestre di qualche ente pubblico: il tutto accompagnato da un flusso continuo di contestazioni – talvolta pure violente -  alla libertà di pensiero e di valutazione storica nelle università, nei licei, nei partiti o nei sindacati.     Chiariamo subito che se noi fossimo elettori israeliani, il governo Netanyahu non ce lo farebbero votare neanche puntandoci un coltello alla gola, tuttavia, in presenza di istituzioni e di gruppi di opinione che, pur di dare addosso al popolo ebraico, arrivano a solidarizzare con regimi disumani come quelli imposti dagli ayatollah in Iran e da Hamas a Gaza, ci viene spontaneo sostenere le scelte di tutte quelle comunità israelitiche che oggi si rifiutano di condividere il ricordo dell’Olocausto con coloro che, gridando “dal fiume al mare”, altro non fanno che auspicare – si spera almeno inconsapevolmente - il ripetersi di una tale tragedia.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 27 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63927020/corsivo_27_01_2025_08_25.mp3" length="4214952" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Francamente, non ci stupiamo affatto se non poche comunità israelitiche italiane ed europee, quest’anno, rinunciano a celebrare pubblicamente il Giorno della Memoria, divenuto ormai, in generale e soprattutto negli ultimissimi anni, un evento che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Francamente, non ci stupiamo affatto se non poche comunità israelitiche italiane ed europee, quest’anno, rinunciano a celebrare pubblicamente il Giorno della Memoria, divenuto ormai, in generale e soprattutto negli ultimissimi anni, un evento che molti vivono se non proprio con fastidio,  almeno con sostanziale indifferenza.  Purtroppo, anche le più recenti manifestazioni di piazza per ricordare il 25 Aprile sono state, spesso, caratterizzate da fenomeni di vergognosa intolleranza nei confronti delle rappresentanze della Brigata Ebraica: fenomeni avvenuti, tra l’altro, senza quasi mai minimamente turbare le coscienze degli organizzatori, fossero essi l’ANPI o, comunque, altre Associazioni anti fasciste. D’altra parte, secoli e secoli di deicidio, di pozzi avvelenati, di diffusioni delle più letali epidemie o di crudeli infanticidi, qualche traccia nel DNA del cittadino medio europeo devono pure averla lasciata… C’era, dunque, latente un retroterra di antisemitismo atavico che - camuffato da antisionismo per essere politicamente più presentabile – non aspettava altro che un pretesto qualsiasi per riemergere in tutto il suo inaccettabile sproloquio di pregiudizi tanto assurdi, quanto però ancora, evidentemente, ben radicati nelle società di mezzo mondo. E il pretesto è arrivato, a partire dalla data del 7 ottobre del 2023, quando cioè la condanna - pressoché universale - alla reazione militare israeliana nei confronti di Hamas, ha conosciuto un crescendo di intensità e di compattezza, finora mai riscontrati nei riguardi di altri conflitti che si sono combattuti nel resto del Pianeta. Di colpo è saltato il tappo della bottiglia che conteneva un veleno che era in attesa di potersi nuovamente liberare da circa ottant’anni. L’odio razziale contro gli Ebrei, questa volta, non era più però solamente appannaggio di quattro sfigati dalle teste rasate, ma coinvolgeva, infaustamente, anche tante altre forze politiche e correnti culturali abituate, di solito, a ragionare in modo molto meno rozzo e precipitoso. E così è stato tutto un frenetico, quanto scriteriato bruciare di bandiere israeliane, contrapposto ad un entusiastico sventolare di drappi palestinesi nelle piazze o persino alle finestre di qualche ente pubblico: il tutto accompagnato da un flusso continuo di contestazioni – talvolta pure violente -  alla libertà di pensiero e di valutazione storica nelle università, nei licei, nei partiti o nei sindacati.     Chiariamo subito che se noi fossimo elettori israeliani, il governo Netanyahu non ce lo farebbero votare neanche puntandoci un coltello alla gola, tuttavia, in presenza di istituzioni e di gruppi di opinione che, pur di dare addosso al popolo ebraico, arrivano a solidarizzare con regimi disumani come quelli imposti dagli ayatollah in Iran e da Hamas a Gaza, ci viene spontaneo sostenere le scelte di tutte quelle comunità israelitiche che oggi si rifiutano di condividere il ricordo dell’Olocausto con coloro che, gridando “dal fiume al mare”, altro non fanno che auspicare – si spera almeno inconsapevolmente - il ripetersi di una tale tragedia.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4fc26115b312393247637bb78001b343.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un matrimonio che non “s’ha da fare” ? | 24/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-matrimonio-che-non-s-ha-da-fare-24-01-2025-il-corsivo--64469347</link><description><![CDATA[Il matrimonio tra Generali e la francese Natixis, già approvato lo scorso fine settimana dal Comitato per gli investimenti del Gruppo assicurativo italiano, ha, dunque, ottenuto il via libera anche dal Consiglio di amministrazione di Generali. Di conseguenza, l’iniziativa - che ha sollevato non pochi dubbi sia a livello politico, che finanziario - sembra ormai avviata verso il suo sbocco finale, che consiste nella creazione del più importante gruppo europeo nella gestione del risparmio. Ma quali sono i vantaggi ed i rischi -  ammesso che questi esistano realmente – connessi all’accordo in questione?  Innanzitutto, va detto che la joint venture tra Generali e Natixis Investment Managers, porta alla formazione di un gruppo da 1.900 miliardi di patrimoni in gestione, che si collocherebbe al nono posto nel mondo per masse gestite ed al primo in Europa. Per quanto riguarda la conduzione del nuovo gigante del risparmio, il gruppo  triestino e quello parigino hanno pensato ad una una governance paritetica, nella quale  ognuna delle due Società deterrà il 50% delle attività, con un Consiglio di amministrazione composto da rappresentanti di entrambe le parti e tre consiglieri indipendenti, mentre la holding principale avrà sede ad Amsterdam. In teoria ed in base a quanto dichiarato dai promotori della joint venture, da essa dovrebbero derivare accresciute e diversificate opportunità di investimento per tutta la clientela europea. Tuttavia, soprattutto tra i soci italiani di Generali, sono emerse non poche perplessità circa il rischio inerente l’eventuale passaggio del controllo dei risparmi di casa nostra ad un’entità che sarà pur sempre caratterizzata anche da una rilevantissima presenza francese. E stiamo, essenzialmente, parlando delle somme affidate a Generali dai sottoscrittori delle sue polizze vita, per un importo di ben 650 miliardi, che equivalgono – tanto per chiarirci meglio le idee - a poco meno di un quarto del nostro debito pubblico nazionale. E proprio a proposito di debito pubblico, viene anche da chiedersi se, considerato che Generali è uno dei maggiori investitori nei titoli di Stato italiani con un’esposizione di 37 miliardi di euro, un possibile allontanamento dei nostri risparmi dagli usuali presidi di controllo nazionali, non comporti pure il pericolo di dover subire ripercussioni indesiderate proprio sulla gestione di queste emissioni del Tesoro che, per il nostro Paese, sono di natura veramente strategica. Ma a gettare acqua sul fuoco è l’amministratore delegato di Generali, il francese Philippe Donnet, secondo il quale si tratta di dubbi davvero infondati, dal momento che tutte le decisioni sugli investimenti in  Btp italiani “spettano e continueranno a spettare al Consiglio di amministrazione di Generali”. Pertanto, Donnet si dice sicuro del fatto che i benefici di questa operazione saranno presto riconosciuti da tutti i soggetti interessati. In primis, dagli Italiani. E a noi non resta che sperare che sarà davvero così.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 24 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469347/corsivo_24_01_2025_08_25.mp3" length="3900856" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il matrimonio tra Generali e la francese Natixis, già approvato lo scorso fine settimana dal Comitato per gli investimenti del Gruppo assicurativo italiano, ha, dunque, ottenuto il via libera anche dal Consiglio di amministrazione di Generali. 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Per quanto riguarda la conduzione del nuovo gigante del risparmio, il gruppo  triestino e quello parigino hanno pensato ad una una governance paritetica, nella quale  ognuna delle due Società deterrà il 50% delle attività, con un Consiglio di amministrazione composto da rappresentanti di entrambe le parti e tre consiglieri indipendenti, mentre la holding principale avrà sede ad Amsterdam. In teoria ed in base a quanto dichiarato dai promotori della joint venture, da essa dovrebbero derivare accresciute e diversificate opportunità di investimento per tutta la clientela europea. Tuttavia, soprattutto tra i soci italiani di Generali, sono emerse non poche perplessità circa il rischio inerente l’eventuale passaggio del controllo dei risparmi di casa nostra ad un’entità che sarà pur sempre caratterizzata anche da una rilevantissima presenza francese. E stiamo, essenzialmente, parlando delle somme affidate a Generali dai sottoscrittori delle sue polizze vita, per un importo di ben 650 miliardi, che equivalgono – tanto per chiarirci meglio le idee - a poco meno di un quarto del nostro debito pubblico nazionale. E proprio a proposito di debito pubblico, viene anche da chiedersi se, considerato che Generali è uno dei maggiori investitori nei titoli di Stato italiani con un’esposizione di 37 miliardi di euro, un possibile allontanamento dei nostri risparmi dagli usuali presidi di controllo nazionali, non comporti pure il pericolo di dover subire ripercussioni indesiderate proprio sulla gestione di queste emissioni del Tesoro che, per il nostro Paese, sono di natura veramente strategica. Ma a gettare acqua sul fuoco è l’amministratore delegato di Generali, il francese Philippe Donnet, secondo il quale si tratta di dubbi davvero infondati, dal momento che tutte le decisioni sugli investimenti in  Btp italiani “spettano e continueranno a spettare al Consiglio di amministrazione di Generali”. Pertanto, Donnet si dice sicuro del fatto che i benefici di questa operazione saranno presto riconosciuti da tutti i soggetti interessati. In primis, dagli Italiani. E a noi non resta che sperare che sarà davvero così.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>163</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/af4a73fc7958c108de9d201a0551f323.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un matrimonio che non “s’ha da fare” ? | 24/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-matrimonio-che-non-s-ha-da-fare-24-01-2025-il-corsivo--63870009</link><description><![CDATA[Il matrimonio tra Generali e la francese Natixis, già approvato lo scorso fine settimana dal Comitato per gli investimenti del Gruppo assicurativo italiano, ha, dunque, ottenuto il via libera anche dal Consiglio di amministrazione di Generali. Di conseguenza, l’iniziativa - che ha sollevato non pochi dubbi sia a livello politico, che finanziario - sembra ormai avviata verso il suo sbocco finale, che consiste nella creazione del più importante gruppo europeo nella gestione del risparmio. Ma quali sono i vantaggi ed i rischi -  ammesso che questi esistano realmente – connessi all’accordo in questione?  Innanzitutto, va detto che la joint venture tra Generali e Natixis Investment Managers, porta alla formazione di un gruppo da 1.900 miliardi di patrimoni in gestione, che si collocherebbe al nono posto nel mondo per masse gestite ed al primo in Europa. Per quanto riguarda la conduzione del nuovo gigante del risparmio, il gruppo  triestino e quello parigino hanno pensato ad una una governance paritetica, nella quale  ognuna delle due Società deterrà il 50% delle attività, con un Consiglio di amministrazione composto da rappresentanti di entrambe le parti e tre consiglieri indipendenti, mentre la holding principale avrà sede ad Amsterdam. In teoria ed in base a quanto dichiarato dai promotori della joint venture, da essa dovrebbero derivare accresciute e diversificate opportunità di investimento per tutta la clientela europea. Tuttavia, soprattutto tra i soci italiani di Generali, sono emerse non poche perplessità circa il rischio inerente l’eventuale passaggio del controllo dei risparmi di casa nostra ad un’entità che sarà pur sempre caratterizzata anche da una rilevantissima presenza francese. E stiamo, essenzialmente, parlando delle somme affidate a Generali dai sottoscrittori delle sue polizze vita, per un importo di ben 650 miliardi, che equivalgono – tanto per chiarirci meglio le idee - a poco meno di un quarto del nostro debito pubblico nazionale. E proprio a proposito di debito pubblico, viene anche da chiedersi se, considerato che Generali è uno dei maggiori investitori nei titoli di Stato italiani con un’esposizione di 37 miliardi di euro, un possibile allontanamento dei nostri risparmi dagli usuali presidi di controllo nazionali, non comporti pure il pericolo di dover subire ripercussioni indesiderate proprio sulla gestione di queste emissioni del Tesoro che, per il nostro Paese, sono di natura veramente strategica. Ma a gettare acqua sul fuoco è l’amministratore delegato di Generali, il francese Philippe Donnet, secondo il quale si tratta di dubbi davvero infondati, dal momento che tutte le decisioni sugli investimenti in  Btp italiani “spettano e continueranno a spettare al Consiglio di amministrazione di Generali”. Pertanto, Donnet si dice sicuro del fatto che i benefici di questa operazione saranno presto riconosciuti da tutti i soggetti interessati. In primis, dagli Italiani. E a noi non resta che sperare che sarà davvero così.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 24 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63870009/corsivo_24_01_2025_08_25.mp3" length="3900856" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il matrimonio tra Generali e la francese Natixis, già approvato lo scorso fine settimana dal Comitato per gli investimenti del Gruppo assicurativo italiano, ha, dunque, ottenuto il via libera anche dal Consiglio di amministrazione di Generali. 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Per quanto riguarda la conduzione del nuovo gigante del risparmio, il gruppo  triestino e quello parigino hanno pensato ad una una governance paritetica, nella quale  ognuna delle due Società deterrà il 50% delle attività, con un Consiglio di amministrazione composto da rappresentanti di entrambe le parti e tre consiglieri indipendenti, mentre la holding principale avrà sede ad Amsterdam. In teoria ed in base a quanto dichiarato dai promotori della joint venture, da essa dovrebbero derivare accresciute e diversificate opportunità di investimento per tutta la clientela europea. Tuttavia, soprattutto tra i soci italiani di Generali, sono emerse non poche perplessità circa il rischio inerente l’eventuale passaggio del controllo dei risparmi di casa nostra ad un’entità che sarà pur sempre caratterizzata anche da una rilevantissima presenza francese. E stiamo, essenzialmente, parlando delle somme affidate a Generali dai sottoscrittori delle sue polizze vita, per un importo di ben 650 miliardi, che equivalgono – tanto per chiarirci meglio le idee - a poco meno di un quarto del nostro debito pubblico nazionale. E proprio a proposito di debito pubblico, viene anche da chiedersi se, considerato che Generali è uno dei maggiori investitori nei titoli di Stato italiani con un’esposizione di 37 miliardi di euro, un possibile allontanamento dei nostri risparmi dagli usuali presidi di controllo nazionali, non comporti pure il pericolo di dover subire ripercussioni indesiderate proprio sulla gestione di queste emissioni del Tesoro che, per il nostro Paese, sono di natura veramente strategica. Ma a gettare acqua sul fuoco è l’amministratore delegato di Generali, il francese Philippe Donnet, secondo il quale si tratta di dubbi davvero infondati, dal momento che tutte le decisioni sugli investimenti in  Btp italiani “spettano e continueranno a spettare al Consiglio di amministrazione di Generali”. Pertanto, Donnet si dice sicuro del fatto che i benefici di questa operazione saranno presto riconosciuti da tutti i soggetti interessati. In primis, dagli Italiani. E a noi non resta che sperare che sarà davvero così.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>163</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/af4a73fc7958c108de9d201a0551f323.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nordio attacca i pm: “Inventano inchieste che finiscono nel nulla" | 23/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nordio-attacca-i-pm-inventano-inchieste-che-finiscono-nel-nulla-23-01-2025-il-corsivo--64469311</link><description><![CDATA[Nordio attacca i pm: “Inventano inchieste che finiscono nel nulla". Inchieste inventate finite nel nulla. Non utilizza mezzi termini il ministro Guardasigilli Carlo Nordio nella sua relazione sulla giustizia in Italia, confermando la sua volontà di proseguire lo scontro con la magistratura. "Indagini chiuse con sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste e sono costate milioni e milioni di euro di intercettazioni, ore di lavoro perdute e altro", sostiene Nordio che si riferisce alla vicenda giudiziaria di Matteo Salvini, il leader della Lega recentemente assolto con formula piena dall’accusa di sequestro di persona per il caso Open Arms: il ministro aveva già affermato che il processo non sarebbe dovuto neanche iniziare, e aveva lanciato l’idea di una legge per risarcire gli indagati poi assolti. Ma sarà così?  Articolo 112 della Costituzione e 50 del codice di procedura penale.  Il ministro Carlo Nordio dimentica due articoli fondamentali, e non trascurabili del nostro ordinamento giudiziario che per altro lui amministra per conto del Governo. L'articolo 112 della nostra Costituzione prevede l'obbligatorietà dell'azione penale: vuol dire che il p.m. è tenuto a mettere in moto l'attività di indagine ogni volta venga a conoscenza di una notizia di reato ed in qualsiasi modo gli derivi questa conoscenza da un esposto, una querela, una denuncia. Non solo. C'è l'articolo 50 del codice di procedura penale: è scritto che l'azione penale si presenta obbligatoria solo nei casi in cui non sia necessario procedere con la richiesta di archiviazione. Si può dire dunque che il p.m è obbligato ad agire penalmente, ma può anche mettere in campo inchieste più rapide e, dove non esistano prove provate, debba procedere all'archiviazione.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 23 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469311/corsivo_23_01_2025_08_25.mp3" length="3009349" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nordio attacca i pm: “Inventano inchieste che finiscono nel nulla". 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"Indagini chiuse con sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste e sono costate milioni e milioni di euro di intercettazioni, ore di lavoro perdute e altro", sostiene Nordio che si riferisce alla vicenda giudiziaria di Matteo Salvini, il leader della Lega recentemente assolto con formula piena dall’accusa di sequestro di persona per il caso Open Arms: il ministro aveva già affermato che il processo non sarebbe dovuto neanche iniziare, e aveva lanciato l’idea di una legge per risarcire gli indagati poi assolti. Ma sarà così?  Articolo 112 della Costituzione e 50 del codice di procedura penale.  Il ministro Carlo Nordio dimentica due articoli fondamentali, e non trascurabili del nostro ordinamento giudiziario che per altro lui amministra per conto del Governo. L'articolo 112 della nostra Costituzione prevede l'obbligatorietà dell'azione penale: vuol dire che il p.m. è tenuto a mettere in moto l'attività di indagine ogni volta venga a conoscenza di una notizia di reato ed in qualsiasi modo gli derivi questa conoscenza da un esposto, una querela, una denuncia. Non solo. C'è l'articolo 50 del codice di procedura penale: è scritto che l'azione penale si presenta obbligatoria solo nei casi in cui non sia necessario procedere con la richiesta di archiviazione. Si può dire dunque che il p.m è obbligato ad agire penalmente, ma può anche mettere in campo inchieste più rapide e, dove non esistano prove provate, debba procedere all'archiviazione.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b170cf980b70a494781679563da2708b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nordio attacca i pm: “Inventano inchieste che finiscono nel nulla" | 23/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nordio-attacca-i-pm-inventano-inchieste-che-finiscono-nel-nulla-23-01-2025-il-corsivo--63837600</link><description><![CDATA[Nordio attacca i pm: “Inventano inchieste che finiscono nel nulla". Inchieste inventate finite nel nulla. Non utilizza mezzi termini il ministro Guardasigilli Carlo Nordio nella sua relazione sulla giustizia in Italia, confermando la sua volontà di proseguire lo scontro con la magistratura. "Indagini chiuse con sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste e sono costate milioni e milioni di euro di intercettazioni, ore di lavoro perdute e altro", sostiene Nordio che si riferisce alla vicenda giudiziaria di Matteo Salvini, il leader della Lega recentemente assolto con formula piena dall’accusa di sequestro di persona per il caso Open Arms: il ministro aveva già affermato che il processo non sarebbe dovuto neanche iniziare, e aveva lanciato l’idea di una legge per risarcire gli indagati poi assolti. Ma sarà così?  Articolo 112 della Costituzione e 50 del codice di procedura penale.  Il ministro Carlo Nordio dimentica due articoli fondamentali, e non trascurabili del nostro ordinamento giudiziario che per altro lui amministra per conto del Governo. L'articolo 112 della nostra Costituzione prevede l'obbligatorietà dell'azione penale: vuol dire che il p.m. è tenuto a mettere in moto l'attività di indagine ogni volta venga a conoscenza di una notizia di reato ed in qualsiasi modo gli derivi questa conoscenza da un esposto, una querela, una denuncia. Non solo. C'è l'articolo 50 del codice di procedura penale: è scritto che l'azione penale si presenta obbligatoria solo nei casi in cui non sia necessario procedere con la richiesta di archiviazione. Si può dire dunque che il p.m è obbligato ad agire penalmente, ma può anche mettere in campo inchieste più rapide e, dove non esistano prove provate, debba procedere all'archiviazione.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 23 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63837600/corsivo_23_01_2025_08_25.mp3" length="3009349" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nordio attacca i pm: “Inventano inchieste che finiscono nel nulla". 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"Indagini chiuse con sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste e sono costate milioni e milioni di euro di intercettazioni, ore di lavoro perdute e altro", sostiene Nordio che si riferisce alla vicenda giudiziaria di Matteo Salvini, il leader della Lega recentemente assolto con formula piena dall’accusa di sequestro di persona per il caso Open Arms: il ministro aveva già affermato che il processo non sarebbe dovuto neanche iniziare, e aveva lanciato l’idea di una legge per risarcire gli indagati poi assolti. Ma sarà così?  Articolo 112 della Costituzione e 50 del codice di procedura penale.  Il ministro Carlo Nordio dimentica due articoli fondamentali, e non trascurabili del nostro ordinamento giudiziario che per altro lui amministra per conto del Governo. L'articolo 112 della nostra Costituzione prevede l'obbligatorietà dell'azione penale: vuol dire che il p.m. è tenuto a mettere in moto l'attività di indagine ogni volta venga a conoscenza di una notizia di reato ed in qualsiasi modo gli derivi questa conoscenza da un esposto, una querela, una denuncia. Non solo. C'è l'articolo 50 del codice di procedura penale: è scritto che l'azione penale si presenta obbligatoria solo nei casi in cui non sia necessario procedere con la richiesta di archiviazione. Si può dire dunque che il p.m è obbligato ad agire penalmente, ma può anche mettere in campo inchieste più rapide e, dove non esistano prove provate, debba procedere all'archiviazione.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b170cf980b70a494781679563da2708b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania. La tregua è a rischio | 22/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-attacca-i-palestinesi-in-cisgiordania-la-tregua-e-a-rischio-22-01-2025-il-corsivo--64469320</link><description><![CDATA[Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania. La tregua è a rischio.  Non c'è vera pace in Medio Oriente e al terzo giorno di una tregua fragilissima scatta l'operazione israeliana in Cisgiordania. Si tratta di un’operazione militare su vasta scala che ha preso di mira Jenin, la città del nord che i palestinesi considerano il simbolo della resistenza all’occupazione israeliana. I bulldozer dell’Idf hanno chiuso i passaggi in ingresso e in uscita. I raid degli elicotteri hanno già fatto morti e feriti. L'azione congiunta Idf e Shin Bet, il servizio di intelligence interno, si chiama “Muro di ferro”. L'ha annunciata Benjamin Netanyahu. “Agiamo sistematicamente e con forza contro l’asse iraniano ovunque estenda le sue braccia a Gaza, in Libano, Siria, lo Yemen, la Giudea e la Samaria”, ha detto il premier israeliano.  A rischio l'accordo di Doha. L'accordo siglato con difficoltà a Doha, che ha già avuto riflessi positivi con la liberazione di tre ostaggi israeliani e 91 detenuti palestinesi, sembra a rischio fallimento. Arriva proprio da Jenin la prima tegola di politica estera della nuova amministrazione di Donald Trump, che aveva annunciato per primo l'intesa. La mossa avviene a poche ore dalla rimozione delle sanzioni americane ai coloni estremisti, decisa da Donald Trump e inserita nei primi ordini esecutivi del suo mandato. Solo una settimana fa, il Battaglione Jenin, che mette insieme vari gruppi di miliziani, aveva raggiunto un accordo di tregua con le forze di sicurezza dell’Anp dopo quasi un mese di violento assedio del campo profughi che aveva lo scopo di sottrarre il controllo ad Hamas, Jihad Islamica e agli altri gruppi combattenti. Quella a Jenin appare più come un'azione di Netanyahu per ammorbidire il dissenso interno al suo governo del ministro dell’ultradestra israeliana Bezalel Smotrich.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 22 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469320/corsivo_22_01_2025_08_25.mp3" length="3191161" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania. 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L'ha annunciata Benjamin Netanyahu. “Agiamo sistematicamente e con forza contro l’asse iraniano ovunque estenda le sue braccia a Gaza, in Libano, Siria, lo Yemen, la Giudea e la Samaria”, ha detto il premier israeliano.  A rischio l'accordo di Doha. L'accordo siglato con difficoltà a Doha, che ha già avuto riflessi positivi con la liberazione di tre ostaggi israeliani e 91 detenuti palestinesi, sembra a rischio fallimento. Arriva proprio da Jenin la prima tegola di politica estera della nuova amministrazione di Donald Trump, che aveva annunciato per primo l'intesa. La mossa avviene a poche ore dalla rimozione delle sanzioni americane ai coloni estremisti, decisa da Donald Trump e inserita nei primi ordini esecutivi del suo mandato. Solo una settimana fa, il Battaglione Jenin, che mette insieme vari gruppi di miliziani, aveva raggiunto un accordo di tregua con le forze di sicurezza dell’Anp dopo quasi un mese di violento assedio del campo profughi che aveva lo scopo di sottrarre il controllo ad Hamas, Jihad Islamica e agli altri gruppi combattenti. Quella a Jenin appare più come un'azione di Netanyahu per ammorbidire il dissenso interno al suo governo del ministro dell’ultradestra israeliana Bezalel Smotrich.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8c295ceea9ac22e856c6e17ea62c701d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania. La tregua è a rischio | 22/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-attacca-i-palestinesi-in-cisgiordania-la-tregua-e-a-rischio-22-01-2025-il-corsivo--63797646</link><description><![CDATA[Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania. La tregua è a rischio.  Non c'è vera pace in Medio Oriente e al terzo giorno di una tregua fragilissima scatta l'operazione israeliana in Cisgiordania. Si tratta di un’operazione militare su vasta scala che ha preso di mira Jenin, la città del nord che i palestinesi considerano il simbolo della resistenza all’occupazione israeliana. I bulldozer dell’Idf hanno chiuso i passaggi in ingresso e in uscita. I raid degli elicotteri hanno già fatto morti e feriti. L'azione congiunta Idf e Shin Bet, il servizio di intelligence interno, si chiama “Muro di ferro”. L'ha annunciata Benjamin Netanyahu. “Agiamo sistematicamente e con forza contro l’asse iraniano ovunque estenda le sue braccia a Gaza, in Libano, Siria, lo Yemen, la Giudea e la Samaria”, ha detto il premier israeliano.  A rischio l'accordo di Doha. L'accordo siglato con difficoltà a Doha, che ha già avuto riflessi positivi con la liberazione di tre ostaggi israeliani e 91 detenuti palestinesi, sembra a rischio fallimento. Arriva proprio da Jenin la prima tegola di politica estera della nuova amministrazione di Donald Trump, che aveva annunciato per primo l'intesa. La mossa avviene a poche ore dalla rimozione delle sanzioni americane ai coloni estremisti, decisa da Donald Trump e inserita nei primi ordini esecutivi del suo mandato. Solo una settimana fa, il Battaglione Jenin, che mette insieme vari gruppi di miliziani, aveva raggiunto un accordo di tregua con le forze di sicurezza dell’Anp dopo quasi un mese di violento assedio del campo profughi che aveva lo scopo di sottrarre il controllo ad Hamas, Jihad Islamica e agli altri gruppi combattenti. Quella a Jenin appare più come un'azione di Netanyahu per ammorbidire il dissenso interno al suo governo del ministro dell’ultradestra israeliana Bezalel Smotrich.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 22 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63797646/corsivo_22_01_2025_08_25.mp3" length="3191161" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania. La tregua è a rischio.  Non c'è vera pace in Medio Oriente e al terzo giorno di una tregua fragilissima scatta l'operazione israeliana in Cisgiordania. Si tratta di un’operazione militare su vasta scala...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania. La tregua è a rischio.  Non c'è vera pace in Medio Oriente e al terzo giorno di una tregua fragilissima scatta l'operazione israeliana in Cisgiordania. Si tratta di un’operazione militare su vasta scala che ha preso di mira Jenin, la città del nord che i palestinesi considerano il simbolo della resistenza all’occupazione israeliana. I bulldozer dell’Idf hanno chiuso i passaggi in ingresso e in uscita. I raid degli elicotteri hanno già fatto morti e feriti. L'azione congiunta Idf e Shin Bet, il servizio di intelligence interno, si chiama “Muro di ferro”. L'ha annunciata Benjamin Netanyahu. “Agiamo sistematicamente e con forza contro l’asse iraniano ovunque estenda le sue braccia a Gaza, in Libano, Siria, lo Yemen, la Giudea e la Samaria”, ha detto il premier israeliano.  A rischio l'accordo di Doha. L'accordo siglato con difficoltà a Doha, che ha già avuto riflessi positivi con la liberazione di tre ostaggi israeliani e 91 detenuti palestinesi, sembra a rischio fallimento. Arriva proprio da Jenin la prima tegola di politica estera della nuova amministrazione di Donald Trump, che aveva annunciato per primo l'intesa. La mossa avviene a poche ore dalla rimozione delle sanzioni americane ai coloni estremisti, decisa da Donald Trump e inserita nei primi ordini esecutivi del suo mandato. Solo una settimana fa, il Battaglione Jenin, che mette insieme vari gruppi di miliziani, aveva raggiunto un accordo di tregua con le forze di sicurezza dell’Anp dopo quasi un mese di violento assedio del campo profughi che aveva lo scopo di sottrarre il controllo ad Hamas, Jihad Islamica e agli altri gruppi combattenti. Quella a Jenin appare più come un'azione di Netanyahu per ammorbidire il dissenso interno al suo governo del ministro dell’ultradestra israeliana Bezalel Smotrich.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8c295ceea9ac22e856c6e17ea62c701d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. "America first, inizia l'età dell'oro" | 21/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-e-il-47esimo-presidente-degli-stati-uniti-america-first-inizia-l-eta-dell-oro-21-01-2025-il-corsivo--64469312</link><description><![CDATA[Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. "America first, inizia l'età dell'oro".  Donald Trump giura come 47/mo presidente degli Stati Uniti nelle mani del presidente della Corte suprema John Roberts, e poco dopo inizia un discorso che ha poco di istituzionale, e molto da campagna elettorale perenne. Quella di Trump è nei fatti una predicazione messianica. "Sono stato salvato da Dio per una ragione, per rendere l'America di nuovo grande", ha detto Donald Trump, sostenendo di essere stato messo a dura prova da chi ha tentato di privarlo della sua libertà e anche della sua vita, un riferimento al fallito attentato.   I punti salienti del discorso di Trump. Trump rilancia lo slogan del primo mandato, "America first", convinto che sia arrivata l'età dell'oro degli Stati Uniti, perché con lui alla Casa Bianca il declino americano è finito. Promette di porre fine al green deal, alla politicizzazione della giustizia, dichiara lo stato di emergenza nazionale al confine sud con il Messico, annuncia di volersi prendere il canale di Panama, sostiene che le gang criminali diventeranno organizzazioni terroristiche con la deportazione di "milioni di clandestini", promette dazi sui Paesi esteri per arricchire i cittadini americani.  L'America di Trump fa paura perché è un miscuglio di oligarchia dei miliardari, di sovranismo, suprematismo, di espansionismo. Con Trump l'America non è più forte, ma torna all'isolamento politico del 2017, con un'aggravante: l'assoluta inesistenza di una opposizione credibile e rappresentata nel Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 21 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469312/corsivo_21_01_2025_08_25.mp3" length="2659517" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. "America first, inizia l'età dell'oro".  Donald Trump giura come 47/mo presidente degli Stati Uniti nelle mani del presidente della Corte suprema John Roberts, e poco dopo inizia un discorso che ha poco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. "America first, inizia l'età dell'oro".  Donald Trump giura come 47/mo presidente degli Stati Uniti nelle mani del presidente della Corte suprema John Roberts, e poco dopo inizia un discorso che ha poco di istituzionale, e molto da campagna elettorale perenne. Quella di Trump è nei fatti una predicazione messianica. "Sono stato salvato da Dio per una ragione, per rendere l'America di nuovo grande", ha detto Donald Trump, sostenendo di essere stato messo a dura prova da chi ha tentato di privarlo della sua libertà e anche della sua vita, un riferimento al fallito attentato.   I punti salienti del discorso di Trump. Trump rilancia lo slogan del primo mandato, "America first", convinto che sia arrivata l'età dell'oro degli Stati Uniti, perché con lui alla Casa Bianca il declino americano è finito. Promette di porre fine al green deal, alla politicizzazione della giustizia, dichiara lo stato di emergenza nazionale al confine sud con il Messico, annuncia di volersi prendere il canale di Panama, sostiene che le gang criminali diventeranno organizzazioni terroristiche con la deportazione di "milioni di clandestini", promette dazi sui Paesi esteri per arricchire i cittadini americani.  L'America di Trump fa paura perché è un miscuglio di oligarchia dei miliardari, di sovranismo, suprematismo, di espansionismo. Con Trump l'America non è più forte, ma torna all'isolamento politico del 2017, con un'aggravante: l'assoluta inesistenza di una opposizione credibile e rappresentata nel Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f765ff1ab1cd2468cdb353cbc140855c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. "America first, inizia l'età dell'oro" | 21/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-e-il-47esimo-presidente-degli-stati-uniti-america-first-inizia-l-eta-dell-oro-21-01-2025-il-corsivo--63775406</link><description><![CDATA[Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. "America first, inizia l'età dell'oro".  Donald Trump giura come 47/mo presidente degli Stati Uniti nelle mani del presidente della Corte suprema John Roberts, e poco dopo inizia un discorso che ha poco di istituzionale, e molto da campagna elettorale perenne. Quella di Trump è nei fatti una predicazione messianica. "Sono stato salvato da Dio per una ragione, per rendere l'America di nuovo grande", ha detto Donald Trump, sostenendo di essere stato messo a dura prova da chi ha tentato di privarlo della sua libertà e anche della sua vita, un riferimento al fallito attentato.   I punti salienti del discorso di Trump. Trump rilancia lo slogan del primo mandato, "America first", convinto che sia arrivata l'età dell'oro degli Stati Uniti, perché con lui alla Casa Bianca il declino americano è finito. Promette di porre fine al green deal, alla politicizzazione della giustizia, dichiara lo stato di emergenza nazionale al confine sud con il Messico, annuncia di volersi prendere il canale di Panama, sostiene che le gang criminali diventeranno organizzazioni terroristiche con la deportazione di "milioni di clandestini", promette dazi sui Paesi esteri per arricchire i cittadini americani.  L'America di Trump fa paura perché è un miscuglio di oligarchia dei miliardari, di sovranismo, suprematismo, di espansionismo. Con Trump l'America non è più forte, ma torna all'isolamento politico del 2017, con un'aggravante: l'assoluta inesistenza di una opposizione credibile e rappresentata nel Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 21 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63775406/corsivo_21_01_2025_08_25.mp3" length="2659517" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. 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Trump rilancia lo slogan del primo mandato, "America first", convinto che sia arrivata l'età dell'oro degli Stati Uniti, perché con lui alla Casa Bianca il declino americano è finito. Promette di porre fine al green deal, alla politicizzazione della giustizia, dichiara lo stato di emergenza nazionale al confine sud con il Messico, annuncia di volersi prendere il canale di Panama, sostiene che le gang criminali diventeranno organizzazioni terroristiche con la deportazione di "milioni di clandestini", promette dazi sui Paesi esteri per arricchire i cittadini americani.  L'America di Trump fa paura perché è un miscuglio di oligarchia dei miliardari, di sovranismo, suprematismo, di espansionismo. Con Trump l'America non è più forte, ma torna all'isolamento politico del 2017, con un'aggravante: l'assoluta inesistenza di una opposizione credibile e rappresentata nel Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f765ff1ab1cd2468cdb353cbc140855c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump si insedia alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti restano divisi | 20/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-si-insedia-alla-casa-bianca-gli-stati-uniti-restano-divisi-20-01-2025-il-corsivo--64469339</link><description><![CDATA[Trump si insedia alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti restano divisi. E' il giorno dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, come il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. Per Trump si tratta del suo primo comizio a Washington dall'assalto al Congresso il 6 gennaio 2021. Il suo mandato si apre già tra mille polemiche.  I primi provvedimenti. Sarà avviato il grande piano per contrastare l'immigrazione che prevede arresti, vere e proprie deportazioni. Sul piano operativo doveva scattare in queste ore a Chicago, città simbolo del potere democratico, ma la fuga di notizie del Wall Street Journal ha solo spostato il luogo della partenza. Le agenzie che collaborano con Ice, l’Immigration and Customs Enforcement,  dall’ Homeland Security Investigations, il braccio investigativo del dipartimento di sicurezza interna, all’Enforcement and Removal Operations, che invece gestisce le deportazioni, restano in stato d’allerta. Agli agenti non sono stati però ancora forniti dettagli specifici e logistici, se non un generico “tenersi pronti a partire”.  Trump dovrebbe emettere un ordine esecutivo che darebbe alla società madre cinese di TikTok più tempo per trovare un acquirente prima che la popolare piattaforma di condivisione video venga soggetta a un divieto permanente negli Stati Uniti. Poi Trump procederà all’acquisizione da parte degli Stati Uniti della Groenlandia, oggi regione autonoma della Danimarca:  le valutazioni sull’“affare del secolo” variano tra 600 e 1.100 miliardi di dollari.   Le distanze tra Stati Uniti ed Europa. Trump non ha invitato alla cerimonia di insediamento nessuno dei rappresentanti delle istituzioni comunitarie (von der Leyen, Costa e Metsola), facendo invece recapitare il biglietto di ingresso ai soli Giorgia Meloni e Viktor Orbán tra i leader del Vecchio Continente (il premier ungherese ha poi rinunciato al viaggio a Washington) .  L'altra America. Metà del Paese non ci crede, come ha dimostrato la “People March” di protesta tenutasi nella capitale. I numeri dei manifestanti non erano paragonabili alla marcia delle donne all’inizio del primo mandato, ma il messaggio era lo stesso: «Trump deve andarsene». La strategia della resistenza sembra cambiata, forse perché la gente è esausta, oppure perché la contrapposizione frontale e generale non promette di funzionare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 20 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469339/corsivo_20_01_2025_08_25.mp3" length="3213104" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump si insedia alla Casa Bianca. 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Le agenzie che collaborano con Ice, l’Immigration and Customs Enforcement,  dall’ Homeland Security Investigations, il braccio investigativo del dipartimento di sicurezza interna, all’Enforcement and Removal Operations, che invece gestisce le deportazioni, restano in stato d’allerta. Agli agenti non sono stati però ancora forniti dettagli specifici e logistici, se non un generico “tenersi pronti a partire”.  Trump dovrebbe emettere un ordine esecutivo che darebbe alla società madre cinese di TikTok più tempo per trovare un acquirente prima che la popolare piattaforma di condivisione video venga soggetta a un divieto permanente negli Stati Uniti. Poi Trump procederà all’acquisizione da parte degli Stati Uniti della Groenlandia, oggi regione autonoma della Danimarca:  le valutazioni sull’“affare del secolo” variano tra 600 e 1.100 miliardi di dollari.   Le distanze tra Stati Uniti ed Europa. Trump non ha invitato alla cerimonia di insediamento nessuno dei rappresentanti delle istituzioni comunitarie (von der Leyen, Costa e Metsola), facendo invece recapitare il biglietto di ingresso ai soli Giorgia Meloni e Viktor Orbán tra i leader del Vecchio Continente (il premier ungherese ha poi rinunciato al viaggio a Washington) .  L'altra America. Metà del Paese non ci crede, come ha dimostrato la “People March” di protesta tenutasi nella capitale. I numeri dei manifestanti non erano paragonabili alla marcia delle donne all’inizio del primo mandato, ma il messaggio era lo stesso: «Trump deve andarsene». La strategia della resistenza sembra cambiata, forse perché la gente è esausta, oppure perché la contrapposizione frontale e generale non promette di funzionare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6217ed84b7737e1a8acc5f2b6c8e851f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump si insedia alla Casa Bianca. 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Le agenzie che collaborano con Ice, l’Immigration and Customs Enforcement,  dall’ Homeland Security Investigations, il braccio investigativo del dipartimento di sicurezza interna, all’Enforcement and Removal Operations, che invece gestisce le deportazioni, restano in stato d’allerta. Agli agenti non sono stati però ancora forniti dettagli specifici e logistici, se non un generico “tenersi pronti a partire”.  Trump dovrebbe emettere un ordine esecutivo che darebbe alla società madre cinese di TikTok più tempo per trovare un acquirente prima che la popolare piattaforma di condivisione video venga soggetta a un divieto permanente negli Stati Uniti. Poi Trump procederà all’acquisizione da parte degli Stati Uniti della Groenlandia, oggi regione autonoma della Danimarca:  le valutazioni sull’“affare del secolo” variano tra 600 e 1.100 miliardi di dollari.   Le distanze tra Stati Uniti ed Europa. Trump non ha invitato alla cerimonia di insediamento nessuno dei rappresentanti delle istituzioni comunitarie (von der Leyen, Costa e Metsola), facendo invece recapitare il biglietto di ingresso ai soli Giorgia Meloni e Viktor Orbán tra i leader del Vecchio Continente (il premier ungherese ha poi rinunciato al viaggio a Washington) .  L'altra America. Metà del Paese non ci crede, come ha dimostrato la “People March” di protesta tenutasi nella capitale. I numeri dei manifestanti non erano paragonabili alla marcia delle donne all’inizio del primo mandato, ma il messaggio era lo stesso: «Trump deve andarsene». La strategia della resistenza sembra cambiata, forse perché la gente è esausta, oppure perché la contrapposizione frontale e generale non promette di funzionare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 20 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63758539/corsivo_20_01_2025_08_25.mp3" length="3213104" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump si insedia alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti restano divisi. E' il giorno dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, come il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. Per Trump si tratta del suo primo comizio a Washington dall'assalto al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Trump si insedia alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti restano divisi. E' il giorno dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, come il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. Per Trump si tratta del suo primo comizio a Washington dall'assalto al Congresso il 6 gennaio 2021. Il suo mandato si apre già tra mille polemiche.  I primi provvedimenti. Sarà avviato il grande piano per contrastare l'immigrazione che prevede arresti, vere e proprie deportazioni. Sul piano operativo doveva scattare in queste ore a Chicago, città simbolo del potere democratico, ma la fuga di notizie del Wall Street Journal ha solo spostato il luogo della partenza. Le agenzie che collaborano con Ice, l’Immigration and Customs Enforcement,  dall’ Homeland Security Investigations, il braccio investigativo del dipartimento di sicurezza interna, all’Enforcement and Removal Operations, che invece gestisce le deportazioni, restano in stato d’allerta. Agli agenti non sono stati però ancora forniti dettagli specifici e logistici, se non un generico “tenersi pronti a partire”.  Trump dovrebbe emettere un ordine esecutivo che darebbe alla società madre cinese di TikTok più tempo per trovare un acquirente prima che la popolare piattaforma di condivisione video venga soggetta a un divieto permanente negli Stati Uniti. Poi Trump procederà all’acquisizione da parte degli Stati Uniti della Groenlandia, oggi regione autonoma della Danimarca:  le valutazioni sull’“affare del secolo” variano tra 600 e 1.100 miliardi di dollari.   Le distanze tra Stati Uniti ed Europa. Trump non ha invitato alla cerimonia di insediamento nessuno dei rappresentanti delle istituzioni comunitarie (von der Leyen, Costa e Metsola), facendo invece recapitare il biglietto di ingresso ai soli Giorgia Meloni e Viktor Orbán tra i leader del Vecchio Continente (il premier ungherese ha poi rinunciato al viaggio a Washington) .  L'altra America. Metà del Paese non ci crede, come ha dimostrato la “People March” di protesta tenutasi nella capitale. I numeri dei manifestanti non erano paragonabili alla marcia delle donne all’inizio del primo mandato, ma il messaggio era lo stesso: «Trump deve andarsene». La strategia della resistenza sembra cambiata, forse perché la gente è esausta, oppure perché la contrapposizione frontale e generale non promette di funzionare.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6217ed84b7737e1a8acc5f2b6c8e851f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto | 17/01/2025 | ll Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lega-fa-quadrato-sulla-candidatura-di-zaia-in-veneto-17-01-2025-ll-corsivo--64469325</link><description><![CDATA[La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto. Matteo Salvini convoca il consiglio federale della Lega e al primo punto della discussione mette sul tavolo il terzo mandato per Luca Zaia in Veneto. Così il Carroccio blinda la candidatura di Zaia, contrastata invece in modo pubblico dalla premier Giorgia Meloni, da Fratelli d'Italia e da Forza Italia che vorrebbero spartirsi la poltrona del Governatore veneto. Lo strappo di Zaia di queste ore è servito proprio per ricompattare il suo partito e per rendere alla luce del sole le posizioni delle tante anime che compongono la direzione leghista. Tutto è avvenuto dopo settimane di forti tensioni tra la leadership leghista e il governatore del Veneto, in seguito allo stop di Meloni al terzo mandato e le conseguenti accuse di debolezza al vicepremier Salvini, che secondo i leghisti veneti avrebbe di fatto avallato la fine della stagione di Zaia.  Le reazioni. "Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l'intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia", scrive in una nota il vertice della Lega. Ma resta palese lo scontro tra chi, come il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, crede che alla fine si potrà trovare una sintesi con gli altri partner di maggioranza, e quelli come il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che ricorda come la Lega vuole tenersi le regioni dove governa. e chiede a Giorgia Meloni di trovare una soluzione soddisfacente. La palla viene dunque rigettata all'avversario interno con la speranza che ci sia un ripensamento. La sensazione è che la Lega, nel caso si andasse all'abolizione del terzo mandato, potrebbe porre un serio problema di permanenza nella maggioranza. Non sarebbe neppure la prima volta.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 17 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469325/corsivo_17_01_2025_08_25.mp3" length="3299621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto. 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Tutto è avvenuto dopo settimane di forti tensioni tra la leadership leghista e il governatore del Veneto, in seguito allo stop di Meloni al terzo mandato e le conseguenti accuse di debolezza al vicepremier Salvini, che secondo i leghisti veneti avrebbe di fatto avallato la fine della stagione di Zaia.  Le reazioni. "Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l'intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia", scrive in una nota il vertice della Lega. Ma resta palese lo scontro tra chi, come il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, crede che alla fine si potrà trovare una sintesi con gli altri partner di maggioranza, e quelli come il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che ricorda come la Lega vuole tenersi le regioni dove governa. e chiede a Giorgia Meloni di trovare una soluzione soddisfacente. La palla viene dunque rigettata all'avversario interno con la speranza che ci sia un ripensamento. La sensazione è che la Lega, nel caso si andasse all'abolizione del terzo mandato, potrebbe porre un serio problema di permanenza nella maggioranza. Non sarebbe neppure la prima volta.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1bc8d48a8ba27920878475cb7617eae4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto | 17/01/2025 | ll Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lega-fa-quadrato-sulla-candidatura-di-zaia-in-veneto-17-01-2025-ll-corsivo--63723194</link><description><![CDATA[La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto. Matteo Salvini convoca il consiglio federale della Lega e al primo punto della discussione mette sul tavolo il terzo mandato per Luca Zaia in Veneto. Così il Carroccio blinda la candidatura di Zaia, contrastata invece in modo pubblico dalla premier Giorgia Meloni, da Fratelli d'Italia e da Forza Italia che vorrebbero spartirsi la poltrona del Governatore veneto. Lo strappo di Zaia di queste ore è servito proprio per ricompattare il suo partito e per rendere alla luce del sole le posizioni delle tante anime che compongono la direzione leghista. Tutto è avvenuto dopo settimane di forti tensioni tra la leadership leghista e il governatore del Veneto, in seguito allo stop di Meloni al terzo mandato e le conseguenti accuse di debolezza al vicepremier Salvini, che secondo i leghisti veneti avrebbe di fatto avallato la fine della stagione di Zaia.  Le reazioni. "Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l'intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia", scrive in una nota il vertice della Lega. Ma resta palese lo scontro tra chi, come il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, crede che alla fine si potrà trovare una sintesi con gli altri partner di maggioranza, e quelli come il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che ricorda come la Lega vuole tenersi le regioni dove governa. e chiede a Giorgia Meloni di trovare una soluzione soddisfacente. La palla viene dunque rigettata all'avversario interno con la speranza che ci sia un ripensamento. La sensazione è che la Lega, nel caso si andasse all'abolizione del terzo mandato, potrebbe porre un serio problema di permanenza nella maggioranza. Non sarebbe neppure la prima volta.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 17 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63723194/corsivo_17_01_2025_08_25.mp3" length="3299621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto. 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Tutto è avvenuto dopo settimane di forti tensioni tra la leadership leghista e il governatore del Veneto, in seguito allo stop di Meloni al terzo mandato e le conseguenti accuse di debolezza al vicepremier Salvini, che secondo i leghisti veneti avrebbe di fatto avallato la fine della stagione di Zaia.  Le reazioni. "Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l'intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia", scrive in una nota il vertice della Lega. Ma resta palese lo scontro tra chi, come il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, crede che alla fine si potrà trovare una sintesi con gli altri partner di maggioranza, e quelli come il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che ricorda come la Lega vuole tenersi le regioni dove governa. e chiede a Giorgia Meloni di trovare una soluzione soddisfacente. La palla viene dunque rigettata all'avversario interno con la speranza che ci sia un ripensamento. La sensazione è che la Lega, nel caso si andasse all'abolizione del terzo mandato, potrebbe porre un serio problema di permanenza nella maggioranza. Non sarebbe neppure la prima volta.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1bc8d48a8ba27920878475cb7617eae4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini diserta il question time sui disagi sui treni. Poi interviene in aula: colpa della sinistra | 16/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-diserta-il-question-time-sui-disagi-sui-treni-poi-interviene-in-aula-colpa-della-sinistra-16-01-2025-il-corsivo--64469350</link><description><![CDATA[Salvini diserta il question time sui disagi sui treni. Poi interviene in aula: colpa della sinistra I disagi subiti dai cittadini in questi giorni lungo la rete ferroviaria diventano ben presto uno scontro politico. Matteo Salvini non si presenta al question time alla Camera, le opposizioni chiedono le sue dimissioni, Renzi gli grida "buffone", gli altri gli urlano "torna a bordo", e il ministro interviene dando la colpa di quello che è accaduto sui treni alla sinistra. Spiegata così, la seduta parlamentare di ieri si trasforma in una commedia all'italiana dove il ministro competente nel settore trasporti fugge dalle sue responsabilità: incalzato, da la colpa alle opposizioni.   La difesa di Matteo Salvini. Il leader leghista accusa i governi del Pd. "Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato un piano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese", dice Salvini. Insomma la solita solfa: Salvini accusa quelli che lo hanno preceduto. Ricordo però che nel primo governo Conte Salvini era vice premier, ha sostenuto l'esecutivo di Mario Draghi con ministri leghisti in importanti dicasteri, e dal 2022, dopo la vittoria del centrodestra, Salvini ricopre gli incarichi di ministro dei Trasporti e delle infrastrutture e vice presidente del consiglio. Per quanto tempo ancora Salvini si impegnerà nel gioco dello scaricabarile?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 16 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469350/corsivo_16_01_2025_08_25.mp3" length="2606227" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Salvini diserta il question time sui disagi sui treni. 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Il leader leghista accusa i governi del Pd. "Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato un piano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese", dice Salvini. Insomma la solita solfa: Salvini accusa quelli che lo hanno preceduto. Ricordo però che nel primo governo Conte Salvini era vice premier, ha sostenuto l'esecutivo di Mario Draghi con ministri leghisti in importanti dicasteri, e dal 2022, dopo la vittoria del centrodestra, Salvini ricopre gli incarichi di ministro dei Trasporti e delle infrastrutture e vice presidente del consiglio. Per quanto tempo ancora Salvini si impegnerà nel gioco dello scaricabarile?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il leader leghista accusa i governi del Pd. "Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato un piano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese", dice Salvini. Insomma la solita solfa: Salvini accusa quelli che lo hanno preceduto. Ricordo però che nel primo governo Conte Salvini era vice premier, ha sostenuto l'esecutivo di Mario Draghi con ministri leghisti in importanti dicasteri, e dal 2022, dopo la vittoria del centrodestra, Salvini ricopre gli incarichi di ministro dei Trasporti e delle infrastrutture e vice presidente del consiglio. Per quanto tempo ancora Salvini si impegnerà nel gioco dello scaricabarile?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il leader leghista accusa i governi del Pd. "Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato un piano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese", dice Salvini. Insomma la solita solfa: Salvini accusa quelli che lo hanno preceduto. Ricordo però che nel primo governo Conte Salvini era vice premier, ha sostenuto l'esecutivo di Mario Draghi con ministri leghisti in importanti dicasteri, e dal 2022, dopo la vittoria del centrodestra, Salvini ricopre gli incarichi di ministro dei Trasporti e delle infrastrutture e vice presidente del consiglio. Per quanto tempo ancora Salvini si impegnerà nel gioco dello scaricabarile?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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In quel caso corriamo da soli | 15/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-strappo-di-zaia-fdl-vuole-il-mio-posto-in-quel-caso-corriamo-da-soli-15-01-2025-il-corsivo--64469323</link><description><![CDATA[Lo strappo di Zaia. Fdl vuole il mio posto? In quel caso corriamo da soli.  Nella conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la nomina di un candidato di Fdl alla corsa per le elezioni regionali in Veneto nel 2025. ma Luca Zaia non ci sta. "In attesa del giudizio della Corte costituzionale sul terzo mandato, se il centrodestra non troverà una sintesi, sarà comunque la Lega a indicare la strada: possiamo correre da soli e se richiesto io non mi tirerò indietro”, dice Zaia. Come dire: davanti a un muro contro muro nella coalizione di centrodestra, diverrebbe naturale pensare a una corsa leghista solitaria in Veneto. Nella sostanza, senza un via libera al terzo mandato per i presidenti di regione, che nel suo caso sarebbe il quarto, Luca Zaia correrà comunque alle prossime elezioni in Veneto, con la Lega e sei liste autonomiste collegate.   L'obiettivo di Luca Zaia. Zaia pensa già al piano B. Vuole essere eletto consigliere regionale a furor di popolo, governare il dopo-Zaia magari da presidente del consiglio regionale, tenersi in una posizione di forza per trattare poi la possibilità della corsa a sindaco di Venezia nel 2026, o di un posto da ministro a Roma.   L'obiettivo della coalizione di centrodestra. In Veneto, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono impegnati nella campagna acquisti tra sindaci e consiglieri comunali, con l’obiettivo di  mettere sul tavolo del centrodestra candidati-presidenti alternativi, come il senatore Luca De Carlo, l’assessora Elena Donazzan per Fdi, Flavio Tosi per i forzisti. Si pensa anche a soluzioni alternative a Zaia nel campo leghista: in crescita ci sono il sindaco di Treviso Mario Conte e la fedelissima vice di Zaia, Elisa De Berti. Mancano ancora dieci mesi, ma si affilano i coltelli nella maggioranza in uno dei punti strategici del potere politico leghista che Giorgia Meloni vorrebbe scalare mettendo da parte Zaia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 15 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469323/corsivo_15_01_2025_08_25.mp3" length="2920950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Lo strappo di Zaia. Fdl vuole il mio posto? In quel caso corriamo da soli.  Nella conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la nomina di un candidato di Fdl alla corsa per le elezioni regionali in Veneto nel 2025. ma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo strappo di Zaia. Fdl vuole il mio posto? In quel caso corriamo da soli.  Nella conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la nomina di un candidato di Fdl alla corsa per le elezioni regionali in Veneto nel 2025. ma Luca Zaia non ci sta. "In attesa del giudizio della Corte costituzionale sul terzo mandato, se il centrodestra non troverà una sintesi, sarà comunque la Lega a indicare la strada: possiamo correre da soli e se richiesto io non mi tirerò indietro”, dice Zaia. Come dire: davanti a un muro contro muro nella coalizione di centrodestra, diverrebbe naturale pensare a una corsa leghista solitaria in Veneto. Nella sostanza, senza un via libera al terzo mandato per i presidenti di regione, che nel suo caso sarebbe il quarto, Luca Zaia correrà comunque alle prossime elezioni in Veneto, con la Lega e sei liste autonomiste collegate.   L'obiettivo di Luca Zaia. Zaia pensa già al piano B. Vuole essere eletto consigliere regionale a furor di popolo, governare il dopo-Zaia magari da presidente del consiglio regionale, tenersi in una posizione di forza per trattare poi la possibilità della corsa a sindaco di Venezia nel 2026, o di un posto da ministro a Roma.   L'obiettivo della coalizione di centrodestra. In Veneto, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono impegnati nella campagna acquisti tra sindaci e consiglieri comunali, con l’obiettivo di  mettere sul tavolo del centrodestra candidati-presidenti alternativi, come il senatore Luca De Carlo, l’assessora Elena Donazzan per Fdi, Flavio Tosi per i forzisti. Si pensa anche a soluzioni alternative a Zaia nel campo leghista: in crescita ci sono il sindaco di Treviso Mario Conte e la fedelissima vice di Zaia, Elisa De Berti. Mancano ancora dieci mesi, ma si affilano i coltelli nella maggioranza in uno dei punti strategici del potere politico leghista che Giorgia Meloni vorrebbe scalare mettendo da parte Zaia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Nella sostanza, senza un via libera al terzo mandato per i presidenti di regione, che nel suo caso sarebbe il quarto, Luca Zaia correrà comunque alle prossime elezioni in Veneto, con la Lega e sei liste autonomiste collegate.   L'obiettivo di Luca Zaia. Zaia pensa già al piano B. Vuole essere eletto consigliere regionale a furor di popolo, governare il dopo-Zaia magari da presidente del consiglio regionale, tenersi in una posizione di forza per trattare poi la possibilità della corsa a sindaco di Venezia nel 2026, o di un posto da ministro a Roma.   L'obiettivo della coalizione di centrodestra. In Veneto, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono impegnati nella campagna acquisti tra sindaci e consiglieri comunali, con l’obiettivo di  mettere sul tavolo del centrodestra candidati-presidenti alternativi, come il senatore Luca De Carlo, l’assessora Elena Donazzan per Fdi, Flavio Tosi per i forzisti. Si pensa anche a soluzioni alternative a Zaia nel campo leghista: in crescita ci sono il sindaco di Treviso Mario Conte e la fedelissima vice di Zaia, Elisa De Berti. Mancano ancora dieci mesi, ma si affilano i coltelli nella maggioranza in uno dei punti strategici del potere politico leghista che Giorgia Meloni vorrebbe scalare mettendo da parte Zaia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 15 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63696984/corsivo_15_01_2025_08_25.mp3" length="2920950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Lo strappo di Zaia. Fdl vuole il mio posto? In quel caso corriamo da soli.  Nella conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la nomina di un candidato di Fdl alla corsa per le elezioni regionali in Veneto nel 2025. ma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo strappo di Zaia. Fdl vuole il mio posto? In quel caso corriamo da soli.  Nella conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la nomina di un candidato di Fdl alla corsa per le elezioni regionali in Veneto nel 2025. ma Luca Zaia non ci sta. "In attesa del giudizio della Corte costituzionale sul terzo mandato, se il centrodestra non troverà una sintesi, sarà comunque la Lega a indicare la strada: possiamo correre da soli e se richiesto io non mi tirerò indietro”, dice Zaia. Come dire: davanti a un muro contro muro nella coalizione di centrodestra, diverrebbe naturale pensare a una corsa leghista solitaria in Veneto. Nella sostanza, senza un via libera al terzo mandato per i presidenti di regione, che nel suo caso sarebbe il quarto, Luca Zaia correrà comunque alle prossime elezioni in Veneto, con la Lega e sei liste autonomiste collegate.   L'obiettivo di Luca Zaia. Zaia pensa già al piano B. Vuole essere eletto consigliere regionale a furor di popolo, governare il dopo-Zaia magari da presidente del consiglio regionale, tenersi in una posizione di forza per trattare poi la possibilità della corsa a sindaco di Venezia nel 2026, o di un posto da ministro a Roma.   L'obiettivo della coalizione di centrodestra. In Veneto, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono impegnati nella campagna acquisti tra sindaci e consiglieri comunali, con l’obiettivo di  mettere sul tavolo del centrodestra candidati-presidenti alternativi, come il senatore Luca De Carlo, l’assessora Elena Donazzan per Fdi, Flavio Tosi per i forzisti. Si pensa anche a soluzioni alternative a Zaia nel campo leghista: in crescita ci sono il sindaco di Treviso Mario Conte e la fedelissima vice di Zaia, Elisa De Berti. Mancano ancora dieci mesi, ma si affilano i coltelli nella maggioranza in uno dei punti strategici del potere politico leghista che Giorgia Meloni vorrebbe scalare mettendo da parte Zaia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0394fcf5e3500f92516a9f65ef3d3225.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Niente ergastolo per un duplice femminicidio. I giudici: motivi umanamente comprensibili | 14/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/niente-ergastolo-per-un-duplice-femminicidio-i-giudici-motivi-umanamente-comprensibili-14-01-2025-il-corsivo--64469340</link><description><![CDATA[Niente ergastolo per un duplice femminicidio. I giudici: motivi umanamente comprensibili.   Salvatore Montefusco aveva ucciso a fucilate la moglie Gabriela Trandafir, e la figlia della donna, Renata, a Cavazzona di Castelfranco Emilia. Al termine dell'iter processuale,  i giudici della Corte di Assise di Modena lo condannano a 30 anni, anziché all'ergastolo, e scrivono che l’uomo, “arrivato incensurato a 70 anni, non avrebbe mai perpetrato delitti di così rilevante gravità se non spinto dalle nefaste dinamiche familiari che si erano col tempo innescate”. Dunque la pena è stata decisa anche in ragione “della comprensibilità umana dei motivi che hanno spinto l’autore a commettere il fatto reato”.   Le reazioni.  I parenti delle vittime, tramite la legale Barbara Iannuccelli,  esprimono “forte incredulità” per la decisione dei giudici. Parla di una interpretazione inaccettabile chi assiste le vittime di violenza, come Elisa Ercoli, presidente Differenza Donna che gestisce il 1522, il numero antiviolenza e antistalking.  La ministra delle Pari opportunità Eugenia Roccella definisce i contenuti della sentenza pieni di “elementi assai discutibili e certamente preoccupanti”.  Secondo la senatrice del Pd Valeria Valente della Bicamerale Femminicidio, il provvedimento dei giudici è da ‘manuale del patriarcato’. In genere le sentenze non si dovrebbero commentare, ma l'autore del duplice femminicidio, sebbene incensurato, non aveva alcun motivo "umanamente comprensibile" per uccidere a fucilate moglie e figlia. I giudici, in questo caso limpido nel movente e nella dinamica, hanno dimostrato una preoccupante impreparazione. Va bene il garantismo, ma qui i giudici di Modena hanno superato anche i minimi livelli di buon senso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 14 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469340/corsivo_14_01_2025_08_25.mp3" length="3178622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Niente ergastolo per un duplice femminicidio. 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I parenti delle vittime, tramite la legale Barbara Iannuccelli,  esprimono “forte incredulità” per la decisione dei giudici. Parla di una interpretazione inaccettabile chi assiste le vittime di violenza, come Elisa Ercoli, presidente Differenza Donna che gestisce il 1522, il numero antiviolenza e antistalking.  La ministra delle Pari opportunità Eugenia Roccella definisce i contenuti della sentenza pieni di “elementi assai discutibili e certamente preoccupanti”.  Secondo la senatrice del Pd Valeria Valente della Bicamerale Femminicidio, il provvedimento dei giudici è da ‘manuale del patriarcato’. In genere le sentenze non si dovrebbero commentare, ma l'autore del duplice femminicidio, sebbene incensurato, non aveva alcun motivo "umanamente comprensibile" per uccidere a fucilate moglie e figlia. I giudici, in questo caso limpido nel movente e nella dinamica, hanno dimostrato una preoccupante impreparazione. Va bene il garantismo, ma qui i giudici di Modena hanno superato anche i minimi livelli di buon senso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e54b093808459d89f7dae6474595cc68.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Niente ergastolo per un duplice femminicidio. 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I parenti delle vittime, tramite la legale Barbara Iannuccelli,  esprimono “forte incredulità” per la decisione dei giudici. Parla di una interpretazione inaccettabile chi assiste le vittime di violenza, come Elisa Ercoli, presidente Differenza Donna che gestisce il 1522, il numero antiviolenza e antistalking.  La ministra delle Pari opportunità Eugenia Roccella definisce i contenuti della sentenza pieni di “elementi assai discutibili e certamente preoccupanti”.  Secondo la senatrice del Pd Valeria Valente della Bicamerale Femminicidio, il provvedimento dei giudici è da ‘manuale del patriarcato’. In genere le sentenze non si dovrebbero commentare, ma l'autore del duplice femminicidio, sebbene incensurato, non aveva alcun motivo "umanamente comprensibile" per uccidere a fucilate moglie e figlia. I giudici, in questo caso limpido nel movente e nella dinamica, hanno dimostrato una preoccupante impreparazione. Va bene il garantismo, ma qui i giudici di Modena hanno superato anche i minimi livelli di buon senso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 14 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63684070/corsivo_14_01_2025_08_25.mp3" length="3178622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Niente ergastolo per un duplice femminicidio. 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I parenti delle vittime, tramite la legale Barbara Iannuccelli,  esprimono “forte incredulità” per la decisione dei giudici. Parla di una interpretazione inaccettabile chi assiste le vittime di violenza, come Elisa Ercoli, presidente Differenza Donna che gestisce il 1522, il numero antiviolenza e antistalking.  La ministra delle Pari opportunità Eugenia Roccella definisce i contenuti della sentenza pieni di “elementi assai discutibili e certamente preoccupanti”.  Secondo la senatrice del Pd Valeria Valente della Bicamerale Femminicidio, il provvedimento dei giudici è da ‘manuale del patriarcato’. In genere le sentenze non si dovrebbero commentare, ma l'autore del duplice femminicidio, sebbene incensurato, non aveva alcun motivo "umanamente comprensibile" per uccidere a fucilate moglie e figlia. I giudici, in questo caso limpido nel movente e nella dinamica, hanno dimostrato una preoccupante impreparazione. Va bene il garantismo, ma qui i giudici di Modena hanno superato anche i minimi livelli di buon senso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e54b093808459d89f7dae6474595cc68.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Liberazione di Cecilia Sala. Nordio firma la scarcerazione di Abedini | 13/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/liberazione-di-cecilia-sala-nordio-firma-la-scarcerazione-di-abedini-13-01-2025-il-corsivo--64469334</link><description><![CDATA[Liberazione di Cecilia Sala. Nordio firma la scarcerazione di Abedini.   L'Italia ha accettato la contropartita per la liberazione di Cecilia Sala, detenuta nel carcere di Evin, a Teheran, e da pochi giorni rilasciata dalle autorità iraniane. La scarcerazione della freelance Sala ha aperto nuove strade diplomatiche per l'ingegnere iraniano Abedini che nel frattempo aveva chiesto gli arresti domiciliari. Solo una richiesta del Guardasigilli Carlo Nordio avrebbe potuto portare alla sua liberazione. Così il ministro ha depositato alla Corte di appello di Milano la richiesta di revoca degli arresti per il cittadino iraniano disponendo la scarcerazione immediata di Abedini.    Le motivazioni del provvedimento. Secondo il ministro Carlo Nordio "nessun elemento risulta ad oggi addotto a fondamento delle accuse rivolte ad Abedini, emergendo con certezza unicamente lo svolgimento, attraverso società a lui riconducibili, di attività di produzione e commercio con il proprio Paese di strumenti tecnologici avente potenziali, ma non esclusive, applicazioni militari”.   La scelta del Governo italiano. Il ministro Carlo Nordio poteva già scarcerare Abedini, ben prima della liberazione di Sala, ma aveva rinunciato per evitare di aprire un caso con gli Stati Uniti. Poi la premier Giorgia Meloni ha avviato contatti diretti con il presidente uscente Joe Biden e con quello appena eletto, Donald Trump, e spiegato i motivi della scarcerazione di Abedini. Dal via libera di Biden e Trump è partita l'iniziativa diplomatica con l'Iran che ha portato alla liberazione di Cecilia Sala e alla scarcerazione di Abedini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469334/corsivo_13_01_2025_08_25.mp3" length="2900888" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Liberazione di Cecilia Sala. 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Secondo il ministro Carlo Nordio "nessun elemento risulta ad oggi addotto a fondamento delle accuse rivolte ad Abedini, emergendo con certezza unicamente lo svolgimento, attraverso società a lui riconducibili, di attività di produzione e commercio con il proprio Paese di strumenti tecnologici avente potenziali, ma non esclusive, applicazioni militari”.   La scelta del Governo italiano. Il ministro Carlo Nordio poteva già scarcerare Abedini, ben prima della liberazione di Sala, ma aveva rinunciato per evitare di aprire un caso con gli Stati Uniti. Poi la premier Giorgia Meloni ha avviato contatti diretti con il presidente uscente Joe Biden e con quello appena eletto, Donald Trump, e spiegato i motivi della scarcerazione di Abedini. Dal via libera di Biden e Trump è partita l'iniziativa diplomatica con l'Iran che ha portato alla liberazione di Cecilia Sala e alla scarcerazione di Abedini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e5461ed716d2cfbd53be9ac1011bdb83.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>13/01/2024 | 120 Minuti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/13-01-2024-120-minuti--63672342</link><description><![CDATA[Liberazione di Cecilia Sala. Nordio firma la scarcerazione di Abedini.   L'Italia ha accettato la contropartita per la liberazione di Cecilia Sala, detenuta nel carcere di Evin, a Teheran, e da pochi giorni rilasciata dalle autorità iraniane. La scarcerazione della freelance Sala ha aperto nuove strade diplomatiche per l'ingegnere iraniano Abedini che nel frattempo aveva chiesto gli arresti domiciliari. Solo una richiesta del Guardasigilli Carlo Nordio avrebbe potuto portare alla sua liberazione. Così il ministro ha depositato alla Corte di appello di Milano la richiesta di revoca degli arresti per il cittadino iraniano disponendo la scarcerazione immediata di Abedini.    Le motivazioni del provvedimento. Secondo il ministro Carlo Nordio "nessun elemento risulta ad oggi addotto a fondamento delle accuse rivolte ad Abedini, emergendo con certezza unicamente lo svolgimento, attraverso società a lui riconducibili, di attività di produzione e commercio con il proprio Paese di strumenti tecnologici avente potenziali, ma non esclusive, applicazioni militari”.   La scelta del Governo italiano. Il ministro Carlo Nordio poteva già scarcerare Abedini, ben prima della liberazione di Sala, ma aveva rinunciato per evitare di aprire un caso con gli Stati Uniti. Poi la premier Giorgia Meloni ha avviato contatti diretti con il presidente uscente Joe Biden e con quello appena eletto, Donald Trump, e spiegato i motivi della scarcerazione di Abedini. Dal via libera di Biden e Trump è partita l'iniziativa diplomatica con l'Iran che ha portato alla liberazione di Cecilia Sala e alla scarcerazione di Abedini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63672342/corsivo_13_01_2025_08_25.mp3" length="2900888" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Liberazione di Cecilia Sala. Nordio firma la scarcerazione di Abedini.   L'Italia ha accettato la contropartita per la liberazione di Cecilia Sala, detenuta nel carcere di Evin, a Teheran, e da pochi giorni rilasciata dalle autorità iraniane. La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Liberazione di Cecilia Sala. Nordio firma la scarcerazione di Abedini.   L'Italia ha accettato la contropartita per la liberazione di Cecilia Sala, detenuta nel carcere di Evin, a Teheran, e da pochi giorni rilasciata dalle autorità iraniane. La scarcerazione della freelance Sala ha aperto nuove strade diplomatiche per l'ingegnere iraniano Abedini che nel frattempo aveva chiesto gli arresti domiciliari. Solo una richiesta del Guardasigilli Carlo Nordio avrebbe potuto portare alla sua liberazione. Così il ministro ha depositato alla Corte di appello di Milano la richiesta di revoca degli arresti per il cittadino iraniano disponendo la scarcerazione immediata di Abedini.    Le motivazioni del provvedimento. Secondo il ministro Carlo Nordio "nessun elemento risulta ad oggi addotto a fondamento delle accuse rivolte ad Abedini, emergendo con certezza unicamente lo svolgimento, attraverso società a lui riconducibili, di attività di produzione e commercio con il proprio Paese di strumenti tecnologici avente potenziali, ma non esclusive, applicazioni militari”.   La scelta del Governo italiano. Il ministro Carlo Nordio poteva già scarcerare Abedini, ben prima della liberazione di Sala, ma aveva rinunciato per evitare di aprire un caso con gli Stati Uniti. Poi la premier Giorgia Meloni ha avviato contatti diretti con il presidente uscente Joe Biden e con quello appena eletto, Donald Trump, e spiegato i motivi della scarcerazione di Abedini. Dal via libera di Biden e Trump è partita l'iniziativa diplomatica con l'Iran che ha portato alla liberazione di Cecilia Sala e alla scarcerazione di Abedini.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e5461ed716d2cfbd53be9ac1011bdb83.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inps alza l'età per andare in pensione, denuncia la Cgil | 10/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inps-alza-l-eta-per-andare-in-pensione-denuncia-la-cgil-10-01-2025-il-corsivo--64469349</link><description><![CDATA[Inps alza l'età per andare in pensione, denuncia la Cgil.  Dal 2027, andare in pensione si trasformerà in una vera e propria corsa ad ostacoli. Infatti serviranno 67 anni e tre mesi di età per la pensione di vecchiaia e 43 anni e un mese di contributi per la pensione anticipata (attualmente 41 anni), indipendentemente dall’età. Secondo una denuncia della Cgil, l’Inps ha cambiato gli applicativi, inserendo i nuovi requisiti pensionistici “senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dei ministeri competenti e in totale assenza di trasparenza istituzionale“. Ma non è finita, perché dal 2029 il requisito contributivo aumenterà ulteriormente a 43 anni e 3 mesi.   I lavoratori penalizzati dalla norma Inps. La classe penalizzata sarebbe quella dei nati nel ’60, baby boomers, rimasti fuori dalla Quota 100 dato che per utilizzare la misura di anticipo della pensione ci volevano 62 anni compiuti entro il 2021 oltre a 38 anni di contributi versati e ora bloccati di nuovo dall’aumento dei requisiti. Non bisogna essere un esperto di welfare per comprendere la portata di questa normativa che aggrava il già complesso quadro previdenziale del nostro paese. Restano lontane le promesse elettorali di una riforma equilibrata del sistema previdenziale, il superamento della legge Monti-Fornero, il pensionamento con 41 anni di contributi per tutti. I sogni delle campagne elettorali si scontrano con la dura realtà e fanno i conti con le striminzite risorse messe in campo dalla manovra economica dell'esecutivo. All'orizzonte ci saranno nuove restrizioni e ulteriori sacrifici a carico delle lavoratrici e dei lavoratori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469349/corsivo_10_01_2025_08_25.mp3" length="3135363" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Inps alza l'età per andare in pensione, denuncia la Cgil.  Dal 2027, andare in pensione si trasformerà in una vera e propria corsa ad ostacoli. Infatti serviranno 67 anni e tre mesi di età per la pensione di vecchiaia e 43 anni e un mese di contributi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Inps alza l'età per andare in pensione, denuncia la Cgil.  Dal 2027, andare in pensione si trasformerà in una vera e propria corsa ad ostacoli. Infatti serviranno 67 anni e tre mesi di età per la pensione di vecchiaia e 43 anni e un mese di contributi per la pensione anticipata (attualmente 41 anni), indipendentemente dall’età. Secondo una denuncia della Cgil, l’Inps ha cambiato gli applicativi, inserendo i nuovi requisiti pensionistici “senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dei ministeri competenti e in totale assenza di trasparenza istituzionale“. Ma non è finita, perché dal 2029 il requisito contributivo aumenterà ulteriormente a 43 anni e 3 mesi.   I lavoratori penalizzati dalla norma Inps. La classe penalizzata sarebbe quella dei nati nel ’60, baby boomers, rimasti fuori dalla Quota 100 dato che per utilizzare la misura di anticipo della pensione ci volevano 62 anni compiuti entro il 2021 oltre a 38 anni di contributi versati e ora bloccati di nuovo dall’aumento dei requisiti. Non bisogna essere un esperto di welfare per comprendere la portata di questa normativa che aggrava il già complesso quadro previdenziale del nostro paese. Restano lontane le promesse elettorali di una riforma equilibrata del sistema previdenziale, il superamento della legge Monti-Fornero, il pensionamento con 41 anni di contributi per tutti. I sogni delle campagne elettorali si scontrano con la dura realtà e fanno i conti con le striminzite risorse messe in campo dalla manovra economica dell'esecutivo. All'orizzonte ci saranno nuove restrizioni e ulteriori sacrifici a carico delle lavoratrici e dei lavoratori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1df617e1acf72552db9b1c2e77d8435d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inps alza l'età per andare in pensione, denuncia la Cgil | 10/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inps-alza-l-eta-per-andare-in-pensione-denuncia-la-cgil-10-01-2025-il-corsivo--63634650</link><description><![CDATA[Inps alza l'età per andare in pensione, denuncia la Cgil.  Dal 2027, andare in pensione si trasformerà in una vera e propria corsa ad ostacoli. Infatti serviranno 67 anni e tre mesi di età per la pensione di vecchiaia e 43 anni e un mese di contributi per la pensione anticipata (attualmente 41 anni), indipendentemente dall’età. Secondo una denuncia della Cgil, l’Inps ha cambiato gli applicativi, inserendo i nuovi requisiti pensionistici “senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dei ministeri competenti e in totale assenza di trasparenza istituzionale“. Ma non è finita, perché dal 2029 il requisito contributivo aumenterà ulteriormente a 43 anni e 3 mesi.   I lavoratori penalizzati dalla norma Inps. La classe penalizzata sarebbe quella dei nati nel ’60, baby boomers, rimasti fuori dalla Quota 100 dato che per utilizzare la misura di anticipo della pensione ci volevano 62 anni compiuti entro il 2021 oltre a 38 anni di contributi versati e ora bloccati di nuovo dall’aumento dei requisiti. Non bisogna essere un esperto di welfare per comprendere la portata di questa normativa che aggrava il già complesso quadro previdenziale del nostro paese. Restano lontane le promesse elettorali di una riforma equilibrata del sistema previdenziale, il superamento della legge Monti-Fornero, il pensionamento con 41 anni di contributi per tutti. I sogni delle campagne elettorali si scontrano con la dura realtà e fanno i conti con le striminzite risorse messe in campo dalla manovra economica dell'esecutivo. All'orizzonte ci saranno nuove restrizioni e ulteriori sacrifici a carico delle lavoratrici e dei lavoratori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63634650/corsivo_10_01_2025_08_25.mp3" length="3135363" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Inps alza l'età per andare in pensione, denuncia la Cgil.  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La classe penalizzata sarebbe quella dei nati nel ’60, baby boomers, rimasti fuori dalla Quota 100 dato che per utilizzare la misura di anticipo della pensione ci volevano 62 anni compiuti entro il 2021 oltre a 38 anni di contributi versati e ora bloccati di nuovo dall’aumento dei requisiti. Non bisogna essere un esperto di welfare per comprendere la portata di questa normativa che aggrava il già complesso quadro previdenziale del nostro paese. Restano lontane le promesse elettorali di una riforma equilibrata del sistema previdenziale, il superamento della legge Monti-Fornero, il pensionamento con 41 anni di contributi per tutti. I sogni delle campagne elettorali si scontrano con la dura realtà e fanno i conti con le striminzite risorse messe in campo dalla manovra economica dell'esecutivo. All'orizzonte ci saranno nuove restrizioni e ulteriori sacrifici a carico delle lavoratrici e dei lavoratori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1df617e1acf72552db9b1c2e77d8435d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La liberazione di Cecilia Sala, il ruolo dei servizi, e altre storie | 9/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-liberazione-di-cecilia-sala-il-ruolo-dei-servizi-e-altre-storie-9-01-2025-il-corsivo--64469341</link><description><![CDATA[La liberazione di Cecilia Sala, il ruolo dei servizi, e altre storie.  Cecilia Sala è tornata in Italia. E' la notizia che tutti attendevano dopo il suo ingiustificato arresto lo scorso dicembre al termine del viaggio della giornalista in Iran. Ma cosa ha accelerato la sua liberazione? Il lavoro diplomatico è stato gestito direttamente da Palazzo Chigi e dal vertice dell'Aise, il servizio segreto interno, in particolare dal direttore Giovanni Caravelli. E' stato lui che ha sfruttato i contrasti interni al governo iraniano di Masoud Pezeshkian, impegnato a risolvere una profonda crisi economica. Ed è stato proprio su questo canale che si sono concentrate le azioni diplomatiche che hanno portato alla liberazione di Cecilia Sala.   Il caso Abedini. Fino a pochi giorni fa, la strada maestra era quella della scarcerazione di Mohammad Abedini Najafabadi, detenuto nel carcere di Opera. Gli uffici del ministero di Grazia e Giustizia avevano accertato l'impossibilità di mandare l'iraniano agli arresti domiciliari. Al contempo avevano individuato alcuni casi precedenti per la scarcerazione diretta: l’ingegnere informatico Hervè Falciani, venne arrestato a Malpensa e rilasciato su richiesta del ministero;  il regista ucraino Yeven Eugene Lavrenchuk, era stato fermato a Napoli su richiesta russa e poi liberato su ordine del governo. L'opzione più probabile non era uno scambio diretto Italia-Iran, ma la disponibilità del ministro Carlo Nordio a firmare l’inestradabilità di Mohammad Abedini Najafabadi sulla base dell’articolo 718 del codice penale. E' scattata invece una sorta di triangolazione di interessi tra Stati Uniti, Iran e Italia. Ora Cecilia è libera e il ministero di Grazia e Giustizia potrà valutare con più calma la possibile scarcerazione di Abedini. I prossimi giorni ci diranno qual'è stata la reale pietra di scambio della liberazione della giornalista. Di certo, lunedì prossimo gli iraniani incontreranno a Ginevra i rappresentanti di Germania, Regno Unito e Francia, per discutere di nucleare. L’obiettivo è la ripresa dei negoziati con l’Ue e l’America, ma per portare il confronto sul piano della diplomazia Teheran ha bisogno di alleati in Europa, di Paesi storicamente non ostili come l’Italia.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 09 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469341/corsivo_09_01_2025_08_25.mp3" length="3485195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La liberazione di Cecilia Sala, il ruolo dei servizi, e altre storie.  Cecilia Sala è tornata in Italia. E' la notizia che tutti attendevano dopo il suo ingiustificato arresto lo scorso dicembre al termine del viaggio della giornalista in Iran. Ma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La liberazione di Cecilia Sala, il ruolo dei servizi, e altre storie.  Cecilia Sala è tornata in Italia. E' la notizia che tutti attendevano dopo il suo ingiustificato arresto lo scorso dicembre al termine del viaggio della giornalista in Iran. Ma cosa ha accelerato la sua liberazione? Il lavoro diplomatico è stato gestito direttamente da Palazzo Chigi e dal vertice dell'Aise, il servizio segreto interno, in particolare dal direttore Giovanni Caravelli. E' stato lui che ha sfruttato i contrasti interni al governo iraniano di Masoud Pezeshkian, impegnato a risolvere una profonda crisi economica. Ed è stato proprio su questo canale che si sono concentrate le azioni diplomatiche che hanno portato alla liberazione di Cecilia Sala.   Il caso Abedini. Fino a pochi giorni fa, la strada maestra era quella della scarcerazione di Mohammad Abedini Najafabadi, detenuto nel carcere di Opera. Gli uffici del ministero di Grazia e Giustizia avevano accertato l'impossibilità di mandare l'iraniano agli arresti domiciliari. Al contempo avevano individuato alcuni casi precedenti per la scarcerazione diretta: l’ingegnere informatico Hervè Falciani, venne arrestato a Malpensa e rilasciato su richiesta del ministero;  il regista ucraino Yeven Eugene Lavrenchuk, era stato fermato a Napoli su richiesta russa e poi liberato su ordine del governo. L'opzione più probabile non era uno scambio diretto Italia-Iran, ma la disponibilità del ministro Carlo Nordio a firmare l’inestradabilità di Mohammad Abedini Najafabadi sulla base dell’articolo 718 del codice penale. E' scattata invece una sorta di triangolazione di interessi tra Stati Uniti, Iran e Italia. Ora Cecilia è libera e il ministero di Grazia e Giustizia potrà valutare con più calma la possibile scarcerazione di Abedini. I prossimi giorni ci diranno qual'è stata la reale pietra di scambio della liberazione della giornalista. Di certo, lunedì prossimo gli iraniani incontreranno a Ginevra i rappresentanti di Germania, Regno Unito e Francia, per discutere di nucleare. L’obiettivo è la ripresa dei negoziati con l’Ue e l’America, ma per portare il confronto sul piano della diplomazia Teheran ha bisogno di alleati in Europa, di Paesi storicamente non ostili come l’Italia.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/94814a86255773062fee19febab75640.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese | 8/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/addio-a-jean-marie-le-pen-aveva-rifondato-la-destra-francese-8-01-2025-il-corsivo--63622242</link><description><![CDATA[Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. La Francia che usciva dalla Seconda guerra mondiale era stata dominata sul piano politico dalla figura del generale Charles de Gaulle, l'uomo che si era opposto con le armi all'occupazione nazista, che aveva contrastato con ogni mezzo il regime fantoccio di Petain della repubblica di Vichy. Charles de Gaulle, il primo Presidente della quinta Repubblica francese, rappresentava dunque la destra liberale e conservatrice fino alla sua morte, il 9 novembre 1970. Fino a quel momento, la destra radicale e nostalgica aveva avuto un ruolo assolutamente marginale nella storia francese. Ogni tentativo di riformare qualcosa che portava al passato era stato stroncato sul nascere, in mancanza di una agibilità e credibilità politica. Fu Jean-Marie Le Pen a rendere visibile la destra revanscista con un'operazione di immagine abile e astuta.   Un provocatore ossessionato da immigrati ed ebrei. Le Pen se ne è andato a 96 anni. Nel 1956, entra nell'Assemblée Nationale, eletto nella lista di Pierre Poujade, leader populista in difesa di piccoli artigiani e commercianti. Un anno dopo Le Pen crea il "Front national des combattants", l'antenato della Front National. Durante la campagna elettorale del 1958 per le elezioni legislative, viene ferito all'occhio destro durante una rissa. Trasforma la benda da pirata in un suo tratto inconfondibile. Le Pen si ispira direttamente al Movimento sociale italiano di cui riprende la fiamma nel simbolo del suo partito, ma prende anche come modelli Ronald Reagan e Margaret Thatcher, rivendicando il liberalismo economico. I suoi eccessi, le sue provocazioni,  gli sono valsi diverse condanne penali: dalle camere a gas definite un "dettaglio della storia" alla "disuguaglianza delle razze", all'occupazione tedesca descritta come "non particolarmente disumana", fino alla giustificazione dell'uso della torura nelle guerre in Indocina e Algeria e l'aggressione fisica di un oppositore socialista.  Dal 2012, Marine Le Pen ha sostituito il padre alla guida del Front National, cambiando il nome del partito fondato dal padre. Sarà ricordato come un pioniere dell'estrema destra europea, ossessionato dall'immigrazione e dagli ebrei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 09 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63622242/corsivo_09_01_2025_08_25.mp3" length="3485195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. La Francia che usciva dalla Seconda guerra mondiale era stata dominata sul piano politico dalla figura del generale Charles de Gaulle, l'uomo che si era opposto con le armi all'occupazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. La Francia che usciva dalla Seconda guerra mondiale era stata dominata sul piano politico dalla figura del generale Charles de Gaulle, l'uomo che si era opposto con le armi all'occupazione nazista, che aveva contrastato con ogni mezzo il regime fantoccio di Petain della repubblica di Vichy. Charles de Gaulle, il primo Presidente della quinta Repubblica francese, rappresentava dunque la destra liberale e conservatrice fino alla sua morte, il 9 novembre 1970. Fino a quel momento, la destra radicale e nostalgica aveva avuto un ruolo assolutamente marginale nella storia francese. Ogni tentativo di riformare qualcosa che portava al passato era stato stroncato sul nascere, in mancanza di una agibilità e credibilità politica. Fu Jean-Marie Le Pen a rendere visibile la destra revanscista con un'operazione di immagine abile e astuta.   Un provocatore ossessionato da immigrati ed ebrei. Le Pen se ne è andato a 96 anni. Nel 1956, entra nell'Assemblée Nationale, eletto nella lista di Pierre Poujade, leader populista in difesa di piccoli artigiani e commercianti. Un anno dopo Le Pen crea il "Front national des combattants", l'antenato della Front National. Durante la campagna elettorale del 1958 per le elezioni legislative, viene ferito all'occhio destro durante una rissa. Trasforma la benda da pirata in un suo tratto inconfondibile. Le Pen si ispira direttamente al Movimento sociale italiano di cui riprende la fiamma nel simbolo del suo partito, ma prende anche come modelli Ronald Reagan e Margaret Thatcher, rivendicando il liberalismo economico. I suoi eccessi, le sue provocazioni,  gli sono valsi diverse condanne penali: dalle camere a gas definite un "dettaglio della storia" alla "disuguaglianza delle razze", all'occupazione tedesca descritta come "non particolarmente disumana", fino alla giustificazione dell'uso della torura nelle guerre in Indocina e Algeria e l'aggressione fisica di un oppositore socialista.  Dal 2012, Marine Le Pen ha sostituito il padre alla guida del Front National, cambiando il nome del partito fondato dal padre. Sarà ricordato come un pioniere dell'estrema destra europea, ossessionato dall'immigrazione e dagli ebrei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b7647e9eb0a9f896f03ad388f4823620.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese | 8/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/addio-a-jean-marie-le-pen-aveva-rifondato-la-destra-francese-8-01-2025-il-corsivo--64469351</link><description><![CDATA[Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. La Francia che usciva dalla Seconda guerra mondiale era stata dominata sul piano politico dalla figura del generale Charles de Gaulle, l'uomo che si era opposto con le armi all'occupazione nazista, che aveva contrastato con ogni mezzo il regime fantoccio di Petain della repubblica di Vichy. Charles de Gaulle, il primo Presidente della quinta Repubblica francese, rappresentava dunque la destra liberale e conservatrice fino alla sua morte, il 9 novembre 1970. Fino a quel momento, la destra radicale e nostalgica aveva avuto un ruolo assolutamente marginale nella storia francese. Ogni tentativo di riformare qualcosa che portava al passato era stato stroncato sul nascere, in mancanza di una agibilità e credibilità politica. Fu Jean-Marie Le Pen a rendere visibile la destra revanscista con un'operazione di immagine abile e astuta.   Un provocatore ossessionato da immigrati ed ebrei. Le Pen se ne è andato a 96 anni. Nel 1956, entra nell'Assemblée Nationale, eletto nella lista di Pierre Poujade, leader populista in difesa di piccoli artigiani e commercianti. Un anno dopo Le Pen crea il "Front national des combattants", l'antenato della Front National. Durante la campagna elettorale del 1958 per le elezioni legislative, viene ferito all'occhio destro durante una rissa. Trasforma la benda da pirata in un suo tratto inconfondibile. Le Pen si ispira direttamente al Movimento sociale italiano di cui riprende la fiamma nel simbolo del suo partito, ma prende anche come modelli Ronald Reagan e Margaret Thatcher, rivendicando il liberalismo economico. I suoi eccessi, le sue provocazioni,  gli sono valsi diverse condanne penali: dalle camere a gas definite un "dettaglio della storia" alla "disuguaglianza delle razze", all'occupazione tedesca descritta come "non particolarmente disumana", fino alla giustificazione dell'uso della torura nelle guerre in Indocina e Algeria e l'aggressione fisica di un oppositore socialista.  Dal 2012, Marine Le Pen ha sostituito il padre alla guida del Front National, cambiando il nome del partito fondato dal padre. Sarà ricordato come un pioniere dell'estrema destra europea, ossessionato dall'immigrazione e dagli ebrei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 08 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469351/corsivo_08_01_2025_08_25.mp3" length="3481434" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. La Francia che usciva dalla Seconda guerra mondiale era stata dominata sul piano politico dalla figura del generale Charles de Gaulle, l'uomo che si era opposto con le armi all'occupazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. La Francia che usciva dalla Seconda guerra mondiale era stata dominata sul piano politico dalla figura del generale Charles de Gaulle, l'uomo che si era opposto con le armi all'occupazione nazista, che aveva contrastato con ogni mezzo il regime fantoccio di Petain della repubblica di Vichy. Charles de Gaulle, il primo Presidente della quinta Repubblica francese, rappresentava dunque la destra liberale e conservatrice fino alla sua morte, il 9 novembre 1970. Fino a quel momento, la destra radicale e nostalgica aveva avuto un ruolo assolutamente marginale nella storia francese. Ogni tentativo di riformare qualcosa che portava al passato era stato stroncato sul nascere, in mancanza di una agibilità e credibilità politica. Fu Jean-Marie Le Pen a rendere visibile la destra revanscista con un'operazione di immagine abile e astuta.   Un provocatore ossessionato da immigrati ed ebrei. Le Pen se ne è andato a 96 anni. Nel 1956, entra nell'Assemblée Nationale, eletto nella lista di Pierre Poujade, leader populista in difesa di piccoli artigiani e commercianti. Un anno dopo Le Pen crea il "Front national des combattants", l'antenato della Front National. Durante la campagna elettorale del 1958 per le elezioni legislative, viene ferito all'occhio destro durante una rissa. Trasforma la benda da pirata in un suo tratto inconfondibile. Le Pen si ispira direttamente al Movimento sociale italiano di cui riprende la fiamma nel simbolo del suo partito, ma prende anche come modelli Ronald Reagan e Margaret Thatcher, rivendicando il liberalismo economico. I suoi eccessi, le sue provocazioni,  gli sono valsi diverse condanne penali: dalle camere a gas definite un "dettaglio della storia" alla "disuguaglianza delle razze", all'occupazione tedesca descritta come "non particolarmente disumana", fino alla giustificazione dell'uso della torura nelle guerre in Indocina e Algeria e l'aggressione fisica di un oppositore socialista.  Dal 2012, Marine Le Pen ha sostituito il padre alla guida del Front National, cambiando il nome del partito fondato dal padre. Sarà ricordato come un pioniere dell'estrema destra europea, ossessionato dall'immigrazione e dagli ebrei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fc84f013c68090668ae56ecce2ff24b2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese | 8/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/addio-a-jean-marie-le-pen-aveva-rifondato-la-destra-francese-8-01-2025-il-corsivo--63609333</link><description><![CDATA[Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. La Francia che usciva dalla Seconda guerra mondiale era stata dominata sul piano politico dalla figura del generale Charles de Gaulle, l'uomo che si era opposto con le armi all'occupazione nazista, che aveva contrastato con ogni mezzo il regime fantoccio di Petain della repubblica di Vichy. Charles de Gaulle, il primo Presidente della quinta Repubblica francese, rappresentava dunque la destra liberale e conservatrice fino alla sua morte, il 9 novembre 1970. Fino a quel momento, la destra radicale e nostalgica aveva avuto un ruolo assolutamente marginale nella storia francese. Ogni tentativo di riformare qualcosa che portava al passato era stato stroncato sul nascere, in mancanza di una agibilità e credibilità politica. Fu Jean-Marie Le Pen a rendere visibile la destra revanscista con un'operazione di immagine abile e astuta.   Un provocatore ossessionato da immigrati ed ebrei. Le Pen se ne è andato a 96 anni. Nel 1956, entra nell'Assemblée Nationale, eletto nella lista di Pierre Poujade, leader populista in difesa di piccoli artigiani e commercianti. Un anno dopo Le Pen crea il "Front national des combattants", l'antenato della Front National. Durante la campagna elettorale del 1958 per le elezioni legislative, viene ferito all'occhio destro durante una rissa. Trasforma la benda da pirata in un suo tratto inconfondibile. Le Pen si ispira direttamente al Movimento sociale italiano di cui riprende la fiamma nel simbolo del suo partito, ma prende anche come modelli Ronald Reagan e Margaret Thatcher, rivendicando il liberalismo economico. I suoi eccessi, le sue provocazioni,  gli sono valsi diverse condanne penali: dalle camere a gas definite un "dettaglio della storia" alla "disuguaglianza delle razze", all'occupazione tedesca descritta come "non particolarmente disumana", fino alla giustificazione dell'uso della torura nelle guerre in Indocina e Algeria e l'aggressione fisica di un oppositore socialista.  Dal 2012, Marine Le Pen ha sostituito il padre alla guida del Front National, cambiando il nome del partito fondato dal padre. Sarà ricordato come un pioniere dell'estrema destra europea, ossessionato dall'immigrazione e dagli ebrei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 08 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63609333/corsivo_08_01_2025_08_25.mp3" length="3481434" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Addio a Jean-Marie Le Pen: aveva rifondato la destra francese. 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Ogni tentativo di riformare qualcosa che portava al passato era stato stroncato sul nascere, in mancanza di una agibilità e credibilità politica. Fu Jean-Marie Le Pen a rendere visibile la destra revanscista con un'operazione di immagine abile e astuta.   Un provocatore ossessionato da immigrati ed ebrei. Le Pen se ne è andato a 96 anni. Nel 1956, entra nell'Assemblée Nationale, eletto nella lista di Pierre Poujade, leader populista in difesa di piccoli artigiani e commercianti. Un anno dopo Le Pen crea il "Front national des combattants", l'antenato della Front National. Durante la campagna elettorale del 1958 per le elezioni legislative, viene ferito all'occhio destro durante una rissa. Trasforma la benda da pirata in un suo tratto inconfondibile. Le Pen si ispira direttamente al Movimento sociale italiano di cui riprende la fiamma nel simbolo del suo partito, ma prende anche come modelli Ronald Reagan e Margaret Thatcher, rivendicando il liberalismo economico. I suoi eccessi, le sue provocazioni,  gli sono valsi diverse condanne penali: dalle camere a gas definite un "dettaglio della storia" alla "disuguaglianza delle razze", all'occupazione tedesca descritta come "non particolarmente disumana", fino alla giustificazione dell'uso della torura nelle guerre in Indocina e Algeria e l'aggressione fisica di un oppositore socialista.  Dal 2012, Marine Le Pen ha sostituito il padre alla guida del Front National, cambiando il nome del partito fondato dal padre. Sarà ricordato come un pioniere dell'estrema destra europea, ossessionato dall'immigrazione e dagli ebrei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Verso la nuova nomina alla guida dei servizi segreti | 7/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elisabetta-belloni-lascia-la-guida-del-dis-verso-la-nuova-nomina-alla-guida-dei-servizi-segreti-7-01-2025-il-corsivo--64469346</link><description><![CDATA[Elisabetta Belloni lascia la guida del Dis.  Viene confermata la decisione di Elisabetta Belloni, la direttrice dell’organismo che coordina le attività della nostra intelligence, di dimettersi prima della scadenza del suo mandato. Se ne andrà dai vertici dei servizi il 15 gennaio invece di fine maggio. Alla sua lettera di dimissioni, consegnata direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, era seguita la richiesta della premier di posticipare l’annuncio di due o tre settimane settimane, per consentire l’individuazione del successore. Per il governo si è trattato di una scelta improvvisa e non prevista, e di un duro colpo d'immagine, perché dietro a queste dimissioni c'è la mancanza di fiducia tra Elisabetta Belloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.  Verso la nuova nomina alla guida dei servizi segreti. Nel futuro di Belloni, si apprende, ci potrebbe essere un incarico tecnico di primo piano al fianco della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Con l'uscita di scena di una figura di carattere istituzionale e tecnico, si pone il problema della sua successione, in un luogo delicato e complesso del sistema degli apparati dello Stato. Il Governo vuole che il Dis sia guidato da qualcuno politicamente non distante dal centrodestra. E questo non va bene, non tanto per il colore politico, ma per una questione di immagine istituzionale. Tra i nomi per la guida del dipartimento, circola quello di Bruno Valensise, già vice al Dis e oggi direttore dell’Aisi. Un’opzione che aprirebbe però un tema di successione al vertice dei servizi interni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 07 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469346/corsivo_07_01_2025_08_25.mp3" length="2767350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Elisabetta Belloni lascia la guida del Dis.  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Per il governo si è trattato di una scelta improvvisa e non prevista, e di un duro colpo d'immagine, perché dietro a queste dimissioni c'è la mancanza di fiducia tra Elisabetta Belloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.  Verso la nuova nomina alla guida dei servizi segreti. Nel futuro di Belloni, si apprende, ci potrebbe essere un incarico tecnico di primo piano al fianco della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Con l'uscita di scena di una figura di carattere istituzionale e tecnico, si pone il problema della sua successione, in un luogo delicato e complesso del sistema degli apparati dello Stato. Il Governo vuole che il Dis sia guidato da qualcuno politicamente non distante dal centrodestra. E questo non va bene, non tanto per il colore politico, ma per una questione di immagine istituzionale. Tra i nomi per la guida del dipartimento, circola quello di Bruno Valensise, già vice al Dis e oggi direttore dell’Aisi. Un’opzione che aprirebbe però un tema di successione al vertice dei servizi interni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Per il governo si è trattato di una scelta improvvisa e non prevista, e di un duro colpo d'immagine, perché dietro a queste dimissioni c'è la mancanza di fiducia tra Elisabetta Belloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.  Verso la nuova nomina alla guida dei servizi segreti. Nel futuro di Belloni, si apprende, ci potrebbe essere un incarico tecnico di primo piano al fianco della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Con l'uscita di scena di una figura di carattere istituzionale e tecnico, si pone il problema della sua successione, in un luogo delicato e complesso del sistema degli apparati dello Stato. Il Governo vuole che il Dis sia guidato da qualcuno politicamente non distante dal centrodestra. E questo non va bene, non tanto per il colore politico, ma per una questione di immagine istituzionale. Tra i nomi per la guida del dipartimento, circola quello di Bruno Valensise, già vice al Dis e oggi direttore dell’Aisi. Un’opzione che aprirebbe però un tema di successione al vertice dei servizi interni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 07 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63597513/corsivo_07_01_2025_08_25.mp3" length="2767350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Elisabetta Belloni lascia la guida del Dis.  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Per il governo si è trattato di una scelta improvvisa e non prevista, e di un duro colpo d'immagine, perché dietro a queste dimissioni c'è la mancanza di fiducia tra Elisabetta Belloni, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.  Verso la nuova nomina alla guida dei servizi segreti. Nel futuro di Belloni, si apprende, ci potrebbe essere un incarico tecnico di primo piano al fianco della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Con l'uscita di scena di una figura di carattere istituzionale e tecnico, si pone il problema della sua successione, in un luogo delicato e complesso del sistema degli apparati dello Stato. Il Governo vuole che il Dis sia guidato da qualcuno politicamente non distante dal centrodestra. E questo non va bene, non tanto per il colore politico, ma per una questione di immagine istituzionale. Tra i nomi per la guida del dipartimento, circola quello di Bruno Valensise, già vice al Dis e oggi direttore dell’Aisi. Un’opzione che aprirebbe però un tema di successione al vertice dei servizi interni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b7647e9eb0a9f896f03ad388f4823620.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le nuove indagini sulla morte di Piersanti Mattarella | 6/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-nuove-indagini-sulla-morte-di-piersanti-mattarella-6-01-2025-il-corsivo--64469353</link><description><![CDATA[Le nuove indagini sulla morte di Piersanti Mattarella. Era il 6 gennaio 1980, quando la mafia fermava il cammino del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, fratello amatissimo di Sergio, Presidente della Repubblica. Quarantacinque anni dopo, i magistrati hanno ricostruito i nomi degli assassini. Il più importante è il boss Antonino Madonia che scaricò in pochi secondi sei colpi di calibro 38 sul corpo di Mattarella. Ha un nome anche il killer che guidava la 127 utilizzata per la rapida fuga: è Giuseppe Lucchese, un altro pupillo dei Corleonesi. La Cupola di Cosa nostra guidata da Totò Riina, scelse due fidati sicari delle cosche per bloccare i progetti riformatori del presidente della Regione che voleva smantellare quel gruppo di potere costituito da mafiosi, politici e imprenditori.  L'inchiesta della Procura di Palermo. Dura da sei anni il lavoro minuzioso dei magistrati palermitani. Gli investigatori hanno interrogato nuovamente decine di pentiti, effettuato intercettazioni ambientali e telefoniche, effettuato verifiche incrociate fino a giungere all'iscrizione del registro degli indagati Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese, che all’epoca avevano 28 e 22 anni. Sono stati condannati all’ergastolo per aver commesso decine di omicidi. Insieme, spararono al prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, il 3 settembre 1982. Erano i killer di fiducia di Totò Riina: Madonia, figlio di don Ciccio, rampollo di una delle famiglie di mafia più potenti, quella di Resuttana; Lucchese, astro nascente della famiglia di Ciaculli.   Il ruolo del pentito Gaspare Mutolo. "Lo dissi dopo la strage di via D’Amelio che il killer di Piersanti Mattarella era il mafioso Antonino Madonia", dice oggi il collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, già autista di Salvatore Riina, che nel luglio 1992 iniziò a parlare con Paolo Borsellino. Dopo la strage di via D’Amelio, Mutolo mise a verbale il nome di Nino Madonia: "Ai magistrati che mi interrogavano dissi di mettere a confronto la foto del figlio di Ciccio Madonia con quella di Giusva Fioravanti, il terrorista nero che veniva indicato come l’assassino del presidente Mattarella: nel 1980 erano entrambi giovani, sono due gocce d’acqua". Molti anni dopo la nuova indagine potrebbe svelare le ombre occulte che si celano dietro all'omicidio di Piersanti Mattarella.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 06 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469353/corsivo_06_01_2025_08_25.mp3" length="3540993" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Le nuove indagini sulla morte di Piersanti Mattarella. 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La Cupola di Cosa nostra guidata da Totò Riina, scelse due fidati sicari delle cosche per bloccare i progetti riformatori del presidente della Regione che voleva smantellare quel gruppo di potere costituito da mafiosi, politici e imprenditori.  L'inchiesta della Procura di Palermo. Dura da sei anni il lavoro minuzioso dei magistrati palermitani. Gli investigatori hanno interrogato nuovamente decine di pentiti, effettuato intercettazioni ambientali e telefoniche, effettuato verifiche incrociate fino a giungere all'iscrizione del registro degli indagati Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese, che all’epoca avevano 28 e 22 anni. Sono stati condannati all’ergastolo per aver commesso decine di omicidi. Insieme, spararono al prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, il 3 settembre 1982. Erano i killer di fiducia di Totò Riina: Madonia, figlio di don Ciccio, rampollo di una delle famiglie di mafia più potenti, quella di Resuttana; Lucchese, astro nascente della famiglia di Ciaculli.   Il ruolo del pentito Gaspare Mutolo. "Lo dissi dopo la strage di via D’Amelio che il killer di Piersanti Mattarella era il mafioso Antonino Madonia", dice oggi il collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, già autista di Salvatore Riina, che nel luglio 1992 iniziò a parlare con Paolo Borsellino. Dopo la strage di via D’Amelio, Mutolo mise a verbale il nome di Nino Madonia: "Ai magistrati che mi interrogavano dissi di mettere a confronto la foto del figlio di Ciccio Madonia con quella di Giusva Fioravanti, il terrorista nero che veniva indicato come l’assassino del presidente Mattarella: nel 1980 erano entrambi giovani, sono due gocce d’acqua". Molti anni dopo la nuova indagine potrebbe svelare le ombre occulte che si celano dietro all'omicidio di Piersanti Mattarella.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Era il 6 gennaio 1980, quando la mafia fermava il cammino del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, fratello amatissimo di Sergio, Presidente della Repubblica. Quarantacinque anni dopo, i magistrati hanno ricostruito i nomi degli assassini. Il più importante è il boss Antonino Madonia che scaricò in pochi secondi sei colpi di calibro 38 sul corpo di Mattarella. Ha un nome anche il killer che guidava la 127 utilizzata per la rapida fuga: è Giuseppe Lucchese, un altro pupillo dei Corleonesi. La Cupola di Cosa nostra guidata da Totò Riina, scelse due fidati sicari delle cosche per bloccare i progetti riformatori del presidente della Regione che voleva smantellare quel gruppo di potere costituito da mafiosi, politici e imprenditori.  L'inchiesta della Procura di Palermo. Dura da sei anni il lavoro minuzioso dei magistrati palermitani. Gli investigatori hanno interrogato nuovamente decine di pentiti, effettuato intercettazioni ambientali e telefoniche, effettuato verifiche incrociate fino a giungere all'iscrizione del registro degli indagati Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese, che all’epoca avevano 28 e 22 anni. Sono stati condannati all’ergastolo per aver commesso decine di omicidi. Insieme, spararono al prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, il 3 settembre 1982. Erano i killer di fiducia di Totò Riina: Madonia, figlio di don Ciccio, rampollo di una delle famiglie di mafia più potenti, quella di Resuttana; Lucchese, astro nascente della famiglia di Ciaculli.   Il ruolo del pentito Gaspare Mutolo. "Lo dissi dopo la strage di via D’Amelio che il killer di Piersanti Mattarella era il mafioso Antonino Madonia", dice oggi il collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, già autista di Salvatore Riina, che nel luglio 1992 iniziò a parlare con Paolo Borsellino. Dopo la strage di via D’Amelio, Mutolo mise a verbale il nome di Nino Madonia: "Ai magistrati che mi interrogavano dissi di mettere a confronto la foto del figlio di Ciccio Madonia con quella di Giusva Fioravanti, il terrorista nero che veniva indicato come l’assassino del presidente Mattarella: nel 1980 erano entrambi giovani, sono due gocce d’acqua". Molti anni dopo la nuova indagine potrebbe svelare le ombre occulte che si celano dietro all'omicidio di Piersanti Mattarella.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 06 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63587510/corsivo_06_01_2025_08_25.mp3" length="3540993" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Le nuove indagini sulla morte di Piersanti Mattarella. 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La Cupola di Cosa nostra guidata da Totò Riina, scelse due fidati sicari delle cosche per bloccare i progetti riformatori del presidente della Regione che voleva smantellare quel gruppo di potere costituito da mafiosi, politici e imprenditori.  L'inchiesta della Procura di Palermo. Dura da sei anni il lavoro minuzioso dei magistrati palermitani. Gli investigatori hanno interrogato nuovamente decine di pentiti, effettuato intercettazioni ambientali e telefoniche, effettuato verifiche incrociate fino a giungere all'iscrizione del registro degli indagati Antonino Madonia e Giuseppe Lucchese, che all’epoca avevano 28 e 22 anni. Sono stati condannati all’ergastolo per aver commesso decine di omicidi. Insieme, spararono al prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, il 3 settembre 1982. Erano i killer di fiducia di Totò Riina: Madonia, figlio di don Ciccio, rampollo di una delle famiglie di mafia più potenti, quella di Resuttana; Lucchese, astro nascente della famiglia di Ciaculli.   Il ruolo del pentito Gaspare Mutolo. "Lo dissi dopo la strage di via D’Amelio che il killer di Piersanti Mattarella era il mafioso Antonino Madonia", dice oggi il collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, già autista di Salvatore Riina, che nel luglio 1992 iniziò a parlare con Paolo Borsellino. Dopo la strage di via D’Amelio, Mutolo mise a verbale il nome di Nino Madonia: "Ai magistrati che mi interrogavano dissi di mettere a confronto la foto del figlio di Ciccio Madonia con quella di Giusva Fioravanti, il terrorista nero che veniva indicato come l’assassino del presidente Mattarella: nel 1980 erano entrambi giovani, sono due gocce d’acqua". Molti anni dopo la nuova indagine potrebbe svelare le ombre occulte che si celano dietro all'omicidio di Piersanti Mattarella.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Fbi parla di attacchi premeditati | 3/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nuovo-terrorismo-corre-sulla-linea-new-orleans-las-vegas-fbi-parla-di-attacchi-premeditati-3-01-2025-il-corsivo--64469343</link><description><![CDATA[Il nuovo terrorismo corre sulla linea New Orleans-Las Vegas. Fbi parla di attacchi premeditati.  Ci potrebbe essere un collegamento tra il sospettato della strage di New Orleans e la persona morta dopo l'esplosione di una Tesla Cybertruck fuori dal Trump International Hotel di Las Vegas il giorno di Capodanno. Per entrambi gli attentati Fbi parla di attacchi premeditati, ma esclude una matrice comune di tipo organizzativo.  L'uomo alla guida del pick-up della Tesla esploso fuori dalle Trump Towers a Las Vegas si chiamava Matthew Alan Livelsberger ed era un militare americano. In particolare, .Livelsberger  faceva parte delle forze speciali, e insieme al terrorista di New Orleans Shamsud-Din Jabbar hanno prestato servizio per un periodo nella stessa base militare. Potrebbero aver agito in modo indipendente e senza la protezione di una organizzazione centrale.  L'obiettivo a New Orleans era colpire i giovani.   I 15 morti della strage di New Orleans erano soprattutto giovani. C'era un ex giocatore di football universitario americano, una giovane aspirante infermiera, la madre di un bambino di quattro anni, un tecnico audiovisivo 25enne, uno studente al suo primo anno di università, un padre di due figli,  che pochi minuti dopo la mezzanotte aveva inviato alla sua famiglia un messaggio con gli auguri di Buon Anno.  Nikyra Dedeaux, 18 anni, stava festeggiando il Capodanno a New Orleans con una amica. Kareem Badawi era un neolaureato della Episcopal High School. Hubert Gauthreaux si è laureato alla Shaw High School nel 2021. Nicole Perez, madre single di un figlio di 4 anni, era appena stata promossa a manager del Kimmy's Deli a Metairie. Ci sono anche storie così, nella prima strage negli Stati Uniti del 2025.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 03 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469343/corsivo_03_01_2025_08_25.mp3" length="3140379" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo terrorismo corre sulla linea New Orleans-Las Vegas. 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In particolare, .Livelsberger  faceva parte delle forze speciali, e insieme al terrorista di New Orleans Shamsud-Din Jabbar hanno prestato servizio per un periodo nella stessa base militare. Potrebbero aver agito in modo indipendente e senza la protezione di una organizzazione centrale.  L'obiettivo a New Orleans era colpire i giovani.   I 15 morti della strage di New Orleans erano soprattutto giovani. C'era un ex giocatore di football universitario americano, una giovane aspirante infermiera, la madre di un bambino di quattro anni, un tecnico audiovisivo 25enne, uno studente al suo primo anno di università, un padre di due figli,  che pochi minuti dopo la mezzanotte aveva inviato alla sua famiglia un messaggio con gli auguri di Buon Anno.  Nikyra Dedeaux, 18 anni, stava festeggiando il Capodanno a New Orleans con una amica. Kareem Badawi era un neolaureato della Episcopal High School. Hubert Gauthreaux si è laureato alla Shaw High School nel 2021. Nicole Perez, madre single di un figlio di 4 anni, era appena stata promossa a manager del Kimmy's Deli a Metairie. Ci sono anche storie così, nella prima strage negli Stati Uniti del 2025.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Nicole Perez, madre single di un figlio di 4 anni, era appena stata promossa a manager del Kimmy's Deli a Metairie. Ci sono anche storie così, nella prima strage negli Stati Uniti del 2025.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c9ec69d52f18ecc8039850aea8c9c087.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Negli Stati Uniti torna l'incubo del terrorismo. Morti e feriti a New Orleans | 2/01/2025 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/negli-stati-uniti-torna-l-incubo-del-terrorismo-morti-e-feriti-a-new-orleans-2-01-2025-il-corsivo--64469342</link><description><![CDATA[Negli Stati Uniti torna l'incubo del giustiziere del terrorismo. Morti e feriti a New Orleans. L'incrocio tra Bourbon Street e Iberville Street, è il cuore dello storico quartiere francese di New Orleans. Proprio nel luogo pulsante della città del blues e del jazz, si è consumata la strage che riporta gli Stati Uniti nell'incubo del giustiziere del terrorismo. Un veicolo ha investito a grande velocità la folla. Il guidatore è uscito dall'auto e ha sparato: decine tra morti e feriti. Tutto è avvenuto nel centro della movida cittadina alla fine dei festeggiamenti per il nuovo anno e poche ore prima del calcio d'inizio dello Sugar Bowl del football universitario.   Terrorismo? Fbi contraddice le autorità locali. Le autorità cittadine sono certe che si sia trattato di un atto di tipo terroristico, ma l'agente speciale dell'Fbi Althea Duncan, che sovrintende le indagini sull'attacco di New Orleans, contraddice in conferenza stampa sindaco e capo della polizia: no, non è terrorismo. Poco dopo Fbi rimangia le parole dette dall'agente è conferma: si, è terrorismo.   Gli elementi certi dell'inchiesta.  Gli ordigni esplosivi erano certamente improvvisati e sono stati ritrovati nel pick-up con cui il killer si è lanciato contro la folla. L'attacco è stato intenzionale e non un'azione derivata da uno stato di ebbrezza. L'aggressore voleva provocare una carneficina. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto il killer alla guida del pick-up uscire e sparare alle persone che erano a terra e ai poliziotti, che hanno risposto colpendolo a loro volta, uccidendolo. Si tratta dunque di un'azione di un giustiziere della porta accanto, di un cane sciolto, oppure un attentato pianificato di un'organizzazione terroristica?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 02 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64469342/corsivo_02_01_2025_08_25.mp3" length="2824402" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Negli Stati Uniti torna l'incubo del giustiziere del terrorismo. 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Le autorità cittadine sono certe che si sia trattato di un atto di tipo terroristico, ma l'agente speciale dell'Fbi Althea Duncan, che sovrintende le indagini sull'attacco di New Orleans, contraddice in conferenza stampa sindaco e capo della polizia: no, non è terrorismo. Poco dopo Fbi rimangia le parole dette dall'agente è conferma: si, è terrorismo.   Gli elementi certi dell'inchiesta.  Gli ordigni esplosivi erano certamente improvvisati e sono stati ritrovati nel pick-up con cui il killer si è lanciato contro la folla. L'attacco è stato intenzionale e non un'azione derivata da uno stato di ebbrezza. L'aggressore voleva provocare una carneficina. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto il killer alla guida del pick-up uscire e sparare alle persone che erano a terra e ai poliziotti, che hanno risposto colpendolo a loro volta, uccidendolo. Si tratta dunque di un'azione di un giustiziere della porta accanto, di un cane sciolto, oppure un attentato pianificato di un'organizzazione terroristica?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Le autorità cittadine sono certe che si sia trattato di un atto di tipo terroristico, ma l'agente speciale dell'Fbi Althea Duncan, che sovrintende le indagini sull'attacco di New Orleans, contraddice in conferenza stampa sindaco e capo della polizia: no, non è terrorismo. Poco dopo Fbi rimangia le parole dette dall'agente è conferma: si, è terrorismo.   Gli elementi certi dell'inchiesta.  Gli ordigni esplosivi erano certamente improvvisati e sono stati ritrovati nel pick-up con cui il killer si è lanciato contro la folla. L'attacco è stato intenzionale e non un'azione derivata da uno stato di ebbrezza. L'aggressore voleva provocare una carneficina. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto il killer alla guida del pick-up uscire e sparare alle persone che erano a terra e ai poliziotti, che hanno risposto colpendolo a loro volta, uccidendolo. Si tratta dunque di un'azione di un giustiziere della porta accanto, di un cane sciolto, oppure un attentato pianificato di un'organizzazione terroristica?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 02 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63542650/corsivo_02_01_2025_08_25.mp3" length="2824402" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Negli Stati Uniti torna l'incubo del giustiziere del terrorismo. 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Le autorità cittadine sono certe che si sia trattato di un atto di tipo terroristico, ma l'agente speciale dell'Fbi Althea Duncan, che sovrintende le indagini sull'attacco di New Orleans, contraddice in conferenza stampa sindaco e capo della polizia: no, non è terrorismo. Poco dopo Fbi rimangia le parole dette dall'agente è conferma: si, è terrorismo.   Gli elementi certi dell'inchiesta.  Gli ordigni esplosivi erano certamente improvvisati e sono stati ritrovati nel pick-up con cui il killer si è lanciato contro la folla. L'attacco è stato intenzionale e non un'azione derivata da uno stato di ebbrezza. L'aggressore voleva provocare una carneficina. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto il killer alla guida del pick-up uscire e sparare alle persone che erano a terra e ai poliziotti, che hanno risposto colpendolo a loro volta, uccidendolo. 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Pace, difesa della democrazia, lavoro, sicurezza, partecipazione, bene comune. Si muove su questa linea ampia il tradizionale discorso di fine anno 2024 del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il suo decimo messaggio agli italiani è in continuità con gli altri interventi tenuti dal presidente della Repubblica nei tradizionali appuntamenti per lo scambio di auguri nel mese di dicembre: il discorso alle alte cariche, rivolto alla classe politica e dirigenziale del Paese, il discorso agli ambasciatori italiani e il discorso agli ambasciatori esteri.   I temi trattati da Mattarella.   In primis c'è la grave situazione internazionale con i conflitti più recenti e drammatici: l’Ucraina e il Medio Oriente. Per Mattarella bisogna indicare una via per la pace che però non sia solamente la sterilizzazione del conflitto, ma capace di difendere i diritti e di restituire giustizia. Mattarella non trascura il tema centrale del lavoro: la sicurezza, il dramma delle morti sul lavoro, l’occupazione e il precariato, i giovani costretti a far fortuna all'estero.  Ma ciò che preoccupa di più Mattarella è l'astensionismo e la mancanza di partecipazione agli appuntamenti elettorali delle europee e regionali. Secondo il Capo dello Stato la democrazia può vivere solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini. Mattarella invita gli italiani  a occuparsi della cosa pubblica, in tutte le sue articolazioni, perché la Repubblica si nutre dello slancio senza pause delle donne e degli uomini. Dieci anni di discorsi, di appelli di buon senso, di rilancio del bene comune, quasi mai ascoltati dalla classe politica di Governo e di opposizione. Per smuovere una partecipazione, con il 50% dei votanti ci vuole ben altro: i cittadini devono sentirsi rappresentati dalla classe dirigente. E questo purtroppo non avviene.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-01-2025_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 01 Jan 2025 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63532480/corsivo_31_12_2024_08_25.mp3" length="3283321" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione.   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In primis c'è la grave situazione internazionale con i conflitti più recenti e drammatici: l’Ucraina e il Medio Oriente. Per Mattarella bisogna indicare una via per la pace che però non sia solamente la sterilizzazione del conflitto, ma capace di difendere i diritti e di restituire giustizia. Mattarella non trascura il tema centrale del lavoro: la sicurezza, il dramma delle morti sul lavoro, l’occupazione e il precariato, i giovani costretti a far fortuna all'estero.  Ma ciò che preoccupa di più Mattarella è l'astensionismo e la mancanza di partecipazione agli appuntamenti elettorali delle europee e regionali. Secondo il Capo dello Stato la democrazia può vivere solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini. Mattarella invita gli italiani  a occuparsi della cosa pubblica, in tutte le sue articolazioni, perché la Repubblica si nutre dello slancio senza pause delle donne e degli uomini. Dieci anni di discorsi, di appelli di buon senso, di rilancio del bene comune, quasi mai ascoltati dalla classe politica di Governo e di opposizione. Per smuovere una partecipazione, con il 50% dei votanti ci vuole ben altro: i cittadini devono sentirsi rappresentati dalla classe dirigente. E questo purtroppo non avviene.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01c5ac57d775dc9bee6ce309f5e409a5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione | 31/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-discorso-di-fine-anno-di-mattarella-tra-pace-democrazia-partecipazione-31-12-2024-il-corsivo--64555770</link><description><![CDATA[Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione.   Pace, difesa della democrazia, lavoro, sicurezza, partecipazione, bene comune. Si muove su questa linea ampia il tradizionale discorso di fine anno 2024 del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il suo decimo messaggio agli italiani è in continuità con gli altri interventi tenuti dal presidente della Repubblica nei tradizionali appuntamenti per lo scambio di auguri nel mese di dicembre: il discorso alle alte cariche, rivolto alla classe politica e dirigenziale del Paese, il discorso agli ambasciatori italiani e il discorso agli ambasciatori esteri.   I temi trattati da Mattarella.   In primis c'è la grave situazione internazionale con i conflitti più recenti e drammatici: l’Ucraina e il Medio Oriente. Per Mattarella bisogna indicare una via per la pace che però non sia solamente la sterilizzazione del conflitto, ma capace di difendere i diritti e di restituire giustizia. Mattarella non trascura il tema centrale del lavoro: la sicurezza, il dramma delle morti sul lavoro, l’occupazione e il precariato, i giovani costretti a far fortuna all'estero.  Ma ciò che preoccupa di più Mattarella è l'astensionismo e la mancanza di partecipazione agli appuntamenti elettorali delle europee e regionali. Secondo il Capo dello Stato la democrazia può vivere solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini. Mattarella invita gli italiani  a occuparsi della cosa pubblica, in tutte le sue articolazioni, perché la Repubblica si nutre dello slancio senza pause delle donne e degli uomini. Dieci anni di discorsi, di appelli di buon senso, di rilancio del bene comune, quasi mai ascoltati dalla classe politica di Governo e di opposizione. Per smuovere una partecipazione, con il 50% dei votanti ci vuole ben altro: i cittadini devono sentirsi rappresentati dalla classe dirigente. E questo purtroppo non avviene.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 31 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555770/corsivo_31_12_2024_08_25.mp3" length="3283321" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione.   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In primis c'è la grave situazione internazionale con i conflitti più recenti e drammatici: l’Ucraina e il Medio Oriente. Per Mattarella bisogna indicare una via per la pace che però non sia solamente la sterilizzazione del conflitto, ma capace di difendere i diritti e di restituire giustizia. Mattarella non trascura il tema centrale del lavoro: la sicurezza, il dramma delle morti sul lavoro, l’occupazione e il precariato, i giovani costretti a far fortuna all'estero.  Ma ciò che preoccupa di più Mattarella è l'astensionismo e la mancanza di partecipazione agli appuntamenti elettorali delle europee e regionali. Secondo il Capo dello Stato la democrazia può vivere solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini. Mattarella invita gli italiani  a occuparsi della cosa pubblica, in tutte le sue articolazioni, perché la Repubblica si nutre dello slancio senza pause delle donne e degli uomini. Dieci anni di discorsi, di appelli di buon senso, di rilancio del bene comune, quasi mai ascoltati dalla classe politica di Governo e di opposizione. Per smuovere una partecipazione, con il 50% dei votanti ci vuole ben altro: i cittadini devono sentirsi rappresentati dalla classe dirigente. E questo purtroppo non avviene.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01c5ac57d775dc9bee6ce309f5e409a5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione | 31/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-discorso-di-fine-anno-di-mattarella-tra-pace-democrazia-partecipazione-31-12-2024-il-corsivo--63523833</link><description><![CDATA[Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione.   Pace, difesa della democrazia, lavoro, sicurezza, partecipazione, bene comune. Si muove su questa linea ampia il tradizionale discorso di fine anno 2024 del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il suo decimo messaggio agli italiani è in continuità con gli altri interventi tenuti dal presidente della Repubblica nei tradizionali appuntamenti per lo scambio di auguri nel mese di dicembre: il discorso alle alte cariche, rivolto alla classe politica e dirigenziale del Paese, il discorso agli ambasciatori italiani e il discorso agli ambasciatori esteri.   I temi trattati da Mattarella.   In primis c'è la grave situazione internazionale con i conflitti più recenti e drammatici: l’Ucraina e il Medio Oriente. Per Mattarella bisogna indicare una via per la pace che però non sia solamente la sterilizzazione del conflitto, ma capace di difendere i diritti e di restituire giustizia. Mattarella non trascura il tema centrale del lavoro: la sicurezza, il dramma delle morti sul lavoro, l’occupazione e il precariato, i giovani costretti a far fortuna all'estero.  Ma ciò che preoccupa di più Mattarella è l'astensionismo e la mancanza di partecipazione agli appuntamenti elettorali delle europee e regionali. Secondo il Capo dello Stato la democrazia può vivere solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini. Mattarella invita gli italiani  a occuparsi della cosa pubblica, in tutte le sue articolazioni, perché la Repubblica si nutre dello slancio senza pause delle donne e degli uomini. Dieci anni di discorsi, di appelli di buon senso, di rilancio del bene comune, quasi mai ascoltati dalla classe politica di Governo e di opposizione. Per smuovere una partecipazione, con il 50% dei votanti ci vuole ben altro: i cittadini devono sentirsi rappresentati dalla classe dirigente. E questo purtroppo non avviene.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 31 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63523833/corsivo_31_12_2024_08_25.mp3" length="3283321" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione.   Pace, difesa della democrazia, lavoro, sicurezza, partecipazione, bene comune. Si muove su questa linea ampia il tradizionale discorso di fine anno 2024 del Capo dello...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il discorso di fine anno di Mattarella tra pace, democrazia, partecipazione.   Pace, difesa della democrazia, lavoro, sicurezza, partecipazione, bene comune. Si muove su questa linea ampia il tradizionale discorso di fine anno 2024 del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il suo decimo messaggio agli italiani è in continuità con gli altri interventi tenuti dal presidente della Repubblica nei tradizionali appuntamenti per lo scambio di auguri nel mese di dicembre: il discorso alle alte cariche, rivolto alla classe politica e dirigenziale del Paese, il discorso agli ambasciatori italiani e il discorso agli ambasciatori esteri.   I temi trattati da Mattarella.   In primis c'è la grave situazione internazionale con i conflitti più recenti e drammatici: l’Ucraina e il Medio Oriente. Per Mattarella bisogna indicare una via per la pace che però non sia solamente la sterilizzazione del conflitto, ma capace di difendere i diritti e di restituire giustizia. Mattarella non trascura il tema centrale del lavoro: la sicurezza, il dramma delle morti sul lavoro, l’occupazione e il precariato, i giovani costretti a far fortuna all'estero.  Ma ciò che preoccupa di più Mattarella è l'astensionismo e la mancanza di partecipazione agli appuntamenti elettorali delle europee e regionali. Secondo il Capo dello Stato la democrazia può vivere solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini. Mattarella invita gli italiani  a occuparsi della cosa pubblica, in tutte le sue articolazioni, perché la Repubblica si nutre dello slancio senza pause delle donne e degli uomini. Dieci anni di discorsi, di appelli di buon senso, di rilancio del bene comune, quasi mai ascoltati dalla classe politica di Governo e di opposizione. Per smuovere una partecipazione, con il 50% dei votanti ci vuole ben altro: i cittadini devono sentirsi rappresentati dalla classe dirigente. E questo purtroppo non avviene.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01c5ac57d775dc9bee6ce309f5e409a5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Milano città blindata. Da oggi entra in vigore il divieto di stazionamento | 30/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/milano-citta-blindata-da-oggi-entra-in-vigore-il-divieto-di-stazionamento-30-12-2024-il-corsivo--64555771</link><description><![CDATA[Milano città blindata. Da oggi entra in vigore il divieto di stazionamento. A Milano, entra in vigore da oggi il cosiddetto  “divieto di stazionamento”: riguarda chi ha assunto atteggiamenti ritenuti pericolosi e chi ha precedenti. Per la prefettura è “una risposta immediata all’istanza di sicurezza”. E' una sorta di Daspo urbano deciso dal prefetto Claudio Sgaraglia che implica l’allontanamento immediato di una certa persona da un certa zona ritenuta “calda”.  Dubbi sulla reale applicazione del provvedimento. Restano dubbi sull'applicazione della misura del prefetto di Milano che prevede due condizioni. Da un lato il soggetto in questione deve aver assunto «atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree». E dall’altro, contestualmente, a suo carico deve già avere segnalazioni all’autorità giudiziaria per una serie di reati: detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, percosse, lesioni, rissa, furto con strappo, rapina, danneggiamento, invasione di terreni ed edifici, detenzione e porto abusivo di armi o di oggetti atti a offendere.   Il Daspo urbano a Milano. Il Daspo urbano è un provvedimento che esiste già a Milano, ma esteso a tutta la città: nel 2024 la questura ne ha emessi 122. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che hanno trasgredito l’ordine di allontanamento precedentemente ricevuto — 188 nel 2024 — e, pur col divieto, sono stati trovati ancora sul territorio milanese. E quindi “Daspati”. La sensazione è che il provvedimento serva più all'immagine pubblica del prefetto Claudio Sgaraglia che a risolvere i problemi di una megalopoli com Milano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 30 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555771/corsivo_30_12_2024_08_25.mp3" length="3015618" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Milano città blindata. 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Da un lato il soggetto in questione deve aver assunto «atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree». E dall’altro, contestualmente, a suo carico deve già avere segnalazioni all’autorità giudiziaria per una serie di reati: detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, percosse, lesioni, rissa, furto con strappo, rapina, danneggiamento, invasione di terreni ed edifici, detenzione e porto abusivo di armi o di oggetti atti a offendere.   Il Daspo urbano a Milano. Il Daspo urbano è un provvedimento che esiste già a Milano, ma esteso a tutta la città: nel 2024 la questura ne ha emessi 122. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che hanno trasgredito l’ordine di allontanamento precedentemente ricevuto — 188 nel 2024 — e, pur col divieto, sono stati trovati ancora sul territorio milanese. E quindi “Daspati”. La sensazione è che il provvedimento serva più all'immagine pubblica del prefetto Claudio Sgaraglia che a risolvere i problemi di una megalopoli com Milano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aea67ce7db8454065a95e1d599417dcb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Milano città blindata. 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Da un lato il soggetto in questione deve aver assunto «atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree». E dall’altro, contestualmente, a suo carico deve già avere segnalazioni all’autorità giudiziaria per una serie di reati: detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, percosse, lesioni, rissa, furto con strappo, rapina, danneggiamento, invasione di terreni ed edifici, detenzione e porto abusivo di armi o di oggetti atti a offendere.   Il Daspo urbano a Milano. Il Daspo urbano è un provvedimento che esiste già a Milano, ma esteso a tutta la città: nel 2024 la questura ne ha emessi 122. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che hanno trasgredito l’ordine di allontanamento precedentemente ricevuto — 188 nel 2024 — e, pur col divieto, sono stati trovati ancora sul territorio milanese. E quindi “Daspati”. La sensazione è che il provvedimento serva più all'immagine pubblica del prefetto Claudio Sgaraglia che a risolvere i problemi di una megalopoli com Milano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 30 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63512951/corsivo_30_12_2024_08_25.mp3" length="3015618" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Milano città blindata. 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Da un lato il soggetto in questione deve aver assunto «atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree». E dall’altro, contestualmente, a suo carico deve già avere segnalazioni all’autorità giudiziaria per una serie di reati: detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, percosse, lesioni, rissa, furto con strappo, rapina, danneggiamento, invasione di terreni ed edifici, detenzione e porto abusivo di armi o di oggetti atti a offendere.   Il Daspo urbano a Milano. Il Daspo urbano è un provvedimento che esiste già a Milano, ma esteso a tutta la città: nel 2024 la questura ne ha emessi 122. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che hanno trasgredito l’ordine di allontanamento precedentemente ricevuto — 188 nel 2024 — e, pur col divieto, sono stati trovati ancora sul territorio milanese. E quindi “Daspati”. La sensazione è che il provvedimento serva più all'immagine pubblica del prefetto Claudio Sgaraglia che a risolvere i problemi di una megalopoli com Milano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aea67ce7db8454065a95e1d599417dcb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il 2025 di Putin e Zelensky | 27/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-2025-di-putin-e-zelensky-27-12-2024-il-corsivo--64555772</link><description><![CDATA[L’anno 2024 si chiude registrando una situazione che, per quanto riguarda il conflitto in Ucraina - al di là di tutte le entusiastiche (ma precipitose) aspettative che l’elezione di Trump alla Casa  Bianca aveva suscitato nei putinisti di casa nostra – non sembra affatto evolversi verso una rapida soluzione. Gli Ucraini non ci stanno, infatti, a sottomettersi all’arroganza del Cremlino e, non a caso, Zelensky continua a chiedere aiuti militari e finanziari a chiunque sia disposto a fornirglieli. A sua volta, Putin ha manifestato, in modo inequivocabile, la sua intenzione di non mollare la presa, nel momento in cui ha posto - come condizione per sedersi ad un tavolo di trattativa - il fatto che prima si siano tenute regolari elezioni in Ucraina, poiché l’attuale presidente sarebbe illegittimo. E poiché è ben difficile ipotizzare lo svolgimento di normali consultazioni elettorali sotto le bombe, risulta abbastanza chiaro che il piccolo zar, in questo momento, a tutto pensa tranne che al cessate il fuoco. C’è chi sostiene, soprattutto in Italia, che questa guerra non avrebbe mai dovuto iniziare e che l’Ucraina avrebbe, quindi, dovuto arrendersi immediatamente: noi però, a questa vulgata obiettiamo che se Kiev avesse, fin da subito, rinunciato a qualsiasi accenno di opposizione di fronte ad una così clamorosa violazione del diritto internazionale, Putin, con ogni probabilità, non si sarebbe più fermato e avrebbe poi attaccato anche  la Moldavia e magari pure i Paesi Baltici. Per nostra fortuna però, il popolo ucraino ha scelto di sacrificarsi e di combattere anche per la libertà dell’Europa intera, mandando in frantumi certi piani di restaurazione dell’epopea zarista che, comunque, continuano evidentemente a frullare nella mente del presidente russo. Il fatto è che in Ucraina – così come negli altri Paesi dell’Est europeo che hanno vissuto l’esperienza del Patto di Varsavia - di tornare a soffocare sotto la pressione dei Russi (siano essi sovietici o neo zaristi) non ne vogliono proprio sentir parlare...E questo è un aspetto della questione che, purtroppo, in Italia sono in molti a sottovalutare, ma che nella memoria degli Ucraini – che, ad esempio, nella grande carestia ( imposta da Stalin all’inizio degli Anni Trenta) raccolsero circa 7 milioni di vittime - è, invece, ancora ben impresso. Grosse responsabilità per tutto quanto sta accadendo da ormai tre anni a questa parte, ricadono sull’Occidente – e non perché la NATO fosse andata ad “abbaiare al confine” dell’autocrazia moscovita – ma, al contrario, per l’imperdonabile leggerezza con la quale ha voluto ignorare le mire espansioniste di un regime pericolosamente ispirato alla dottrina della missione imperiale della Grande Russia. Stiamo, dunque, attenti visto che Putin, nella sua conferenza stampa di fine anno, ha cercato di accarezzare il pelo anche al nostro Paese, dove sa di poter contare oltre che su un vice premier che, in una foto scattata non troppo tempo fa sulla Piazza Rossa,  metteva in mostra la sua bella felpa con l’immagine dell’ex colonnello del KGB stampigliata sopra, anche sulla cecità di altre  forze politiche che magari non sono neanche idealmente filo putiniane, ma che pur di esprimere la propria avversione verso tutto ciò che sa di occidentale, andrebbero beatamente – contente loro - a finire nelle fauci dell’orso russo, sventolando ingenuamente il drappo arcobaleno della pace ad ogni costo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 27 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555772/corsivo_27_12_2024_08_25.mp3" length="4456950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’anno 2024 si chiude registrando una situazione che, per quanto riguarda il conflitto in Ucraina - al di là di tutte le entusiastiche (ma precipitose) aspettative che l’elezione di Trump alla Casa  Bianca aveva suscitato nei putinisti di casa nostra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’anno 2024 si chiude registrando una situazione che, per quanto riguarda il conflitto in Ucraina - al di là di tutte le entusiastiche (ma precipitose) aspettative che l’elezione di Trump alla Casa  Bianca aveva suscitato nei putinisti di casa nostra – non sembra affatto evolversi verso una rapida soluzione. Gli Ucraini non ci stanno, infatti, a sottomettersi all’arroganza del Cremlino e, non a caso, Zelensky continua a chiedere aiuti militari e finanziari a chiunque sia disposto a fornirglieli. A sua volta, Putin ha manifestato, in modo inequivocabile, la sua intenzione di non mollare la presa, nel momento in cui ha posto - come condizione per sedersi ad un tavolo di trattativa - il fatto che prima si siano tenute regolari elezioni in Ucraina, poiché l’attuale presidente sarebbe illegittimo. E poiché è ben difficile ipotizzare lo svolgimento di normali consultazioni elettorali sotto le bombe, risulta abbastanza chiaro che il piccolo zar, in questo momento, a tutto pensa tranne che al cessate il fuoco. C’è chi sostiene, soprattutto in Italia, che questa guerra non avrebbe mai dovuto iniziare e che l’Ucraina avrebbe, quindi, dovuto arrendersi immediatamente: noi però, a questa vulgata obiettiamo che se Kiev avesse, fin da subito, rinunciato a qualsiasi accenno di opposizione di fronte ad una così clamorosa violazione del diritto internazionale, Putin, con ogni probabilità, non si sarebbe più fermato e avrebbe poi attaccato anche  la Moldavia e magari pure i Paesi Baltici. Per nostra fortuna però, il popolo ucraino ha scelto di sacrificarsi e di combattere anche per la libertà dell’Europa intera, mandando in frantumi certi piani di restaurazione dell’epopea zarista che, comunque, continuano evidentemente a frullare nella mente del presidente russo. Il fatto è che in Ucraina – così come negli altri Paesi dell’Est europeo che hanno vissuto l’esperienza del Patto di Varsavia - di tornare a soffocare sotto la pressione dei Russi (siano essi sovietici o neo zaristi) non ne vogliono proprio sentir parlare...E questo è un aspetto della questione che, purtroppo, in Italia sono in molti a sottovalutare, ma che nella memoria degli Ucraini – che, ad esempio, nella grande carestia ( imposta da Stalin all’inizio degli Anni Trenta) raccolsero circa 7 milioni di vittime - è, invece, ancora ben impresso. Grosse responsabilità per tutto quanto sta accadendo da ormai tre anni a questa parte, ricadono sull’Occidente – e non perché la NATO fosse andata ad “abbaiare al confine” dell’autocrazia moscovita – ma, al contrario, per l’imperdonabile leggerezza con la quale ha voluto ignorare le mire espansioniste di un regime pericolosamente ispirato alla dottrina della missione imperiale della Grande Russia. Stiamo, dunque, attenti visto che Putin, nella sua conferenza stampa di fine anno, ha cercato di accarezzare il pelo anche al nostro Paese, dove sa di poter contare oltre che su un vice premier che, in una foto scattata non troppo tempo fa sulla Piazza Rossa,  metteva in mostra la sua bella felpa con l’immagine dell’ex colonnello del KGB stampigliata sopra, anche sulla cecità di altre  forze politiche che magari non sono neanche idealmente filo putiniane, ma che pur di esprimere la propria avversione verso tutto ciò che sa di occidentale, andrebbero beatamente – contente loro - a finire nelle fauci dell’orso russo, sventolando ingenuamente il drappo arcobaleno della pace ad ogni costo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso...]]></itunes:summary><itunes:duration>186</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/20fb959466c5d561590e5758c1aa4bbc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il 2025 di Putin e Zelensky | 27/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-2025-di-putin-e-zelensky-27-12-2024-il-corsivo--63483670</link><description><![CDATA[L’anno 2024 si chiude registrando una situazione che, per quanto riguarda il conflitto in Ucraina - al di là di tutte le entusiastiche (ma precipitose) aspettative che l’elezione di Trump alla Casa  Bianca aveva suscitato nei putinisti di casa nostra – non sembra affatto evolversi verso una rapida soluzione. Gli Ucraini non ci stanno, infatti, a sottomettersi all’arroganza del Cremlino e, non a caso, Zelensky continua a chiedere aiuti militari e finanziari a chiunque sia disposto a fornirglieli. A sua volta, Putin ha manifestato, in modo inequivocabile, la sua intenzione di non mollare la presa, nel momento in cui ha posto - come condizione per sedersi ad un tavolo di trattativa - il fatto che prima si siano tenute regolari elezioni in Ucraina, poiché l’attuale presidente sarebbe illegittimo. E poiché è ben difficile ipotizzare lo svolgimento di normali consultazioni elettorali sotto le bombe, risulta abbastanza chiaro che il piccolo zar, in questo momento, a tutto pensa tranne che al cessate il fuoco. C’è chi sostiene, soprattutto in Italia, che questa guerra non avrebbe mai dovuto iniziare e che l’Ucraina avrebbe, quindi, dovuto arrendersi immediatamente: noi però, a questa vulgata obiettiamo che se Kiev avesse, fin da subito, rinunciato a qualsiasi accenno di opposizione di fronte ad una così clamorosa violazione del diritto internazionale, Putin, con ogni probabilità, non si sarebbe più fermato e avrebbe poi attaccato anche  la Moldavia e magari pure i Paesi Baltici. Per nostra fortuna però, il popolo ucraino ha scelto di sacrificarsi e di combattere anche per la libertà dell’Europa intera, mandando in frantumi certi piani di restaurazione dell’epopea zarista che, comunque, continuano evidentemente a frullare nella mente del presidente russo. Il fatto è che in Ucraina – così come negli altri Paesi dell’Est europeo che hanno vissuto l’esperienza del Patto di Varsavia - di tornare a soffocare sotto la pressione dei Russi (siano essi sovietici o neo zaristi) non ne vogliono proprio sentir parlare...E questo è un aspetto della questione che, purtroppo, in Italia sono in molti a sottovalutare, ma che nella memoria degli Ucraini – che, ad esempio, nella grande carestia ( imposta da Stalin all’inizio degli Anni Trenta) raccolsero circa 7 milioni di vittime - è, invece, ancora ben impresso. Grosse responsabilità per tutto quanto sta accadendo da ormai tre anni a questa parte, ricadono sull’Occidente – e non perché la NATO fosse andata ad “abbaiare al confine” dell’autocrazia moscovita – ma, al contrario, per l’imperdonabile leggerezza con la quale ha voluto ignorare le mire espansioniste di un regime pericolosamente ispirato alla dottrina della missione imperiale della Grande Russia. Stiamo, dunque, attenti visto che Putin, nella sua conferenza stampa di fine anno, ha cercato di accarezzare il pelo anche al nostro Paese, dove sa di poter contare oltre che su un vice premier che, in una foto scattata non troppo tempo fa sulla Piazza Rossa,  metteva in mostra la sua bella felpa con l’immagine dell’ex colonnello del KGB stampigliata sopra, anche sulla cecità di altre  forze politiche che magari non sono neanche idealmente filo putiniane, ma che pur di esprimere la propria avversione verso tutto ciò che sa di occidentale, andrebbero beatamente – contente loro - a finire nelle fauci dell’orso russo, sventolando ingenuamente il drappo arcobaleno della pace ad ogni costo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 27 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63483670/corsivo_27_12_2024_08_25.mp3" length="4456950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’anno 2024 si chiude registrando una situazione che, per quanto riguarda il conflitto in Ucraina - al di là di tutte le entusiastiche (ma precipitose) aspettative che l’elezione di Trump alla Casa  Bianca aveva suscitato nei putinisti di casa nostra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’anno 2024 si chiude registrando una situazione che, per quanto riguarda il conflitto in Ucraina - al di là di tutte le entusiastiche (ma precipitose) aspettative che l’elezione di Trump alla Casa  Bianca aveva suscitato nei putinisti di casa nostra – non sembra affatto evolversi verso una rapida soluzione. Gli Ucraini non ci stanno, infatti, a sottomettersi all’arroganza del Cremlino e, non a caso, Zelensky continua a chiedere aiuti militari e finanziari a chiunque sia disposto a fornirglieli. A sua volta, Putin ha manifestato, in modo inequivocabile, la sua intenzione di non mollare la presa, nel momento in cui ha posto - come condizione per sedersi ad un tavolo di trattativa - il fatto che prima si siano tenute regolari elezioni in Ucraina, poiché l’attuale presidente sarebbe illegittimo. E poiché è ben difficile ipotizzare lo svolgimento di normali consultazioni elettorali sotto le bombe, risulta abbastanza chiaro che il piccolo zar, in questo momento, a tutto pensa tranne che al cessate il fuoco. C’è chi sostiene, soprattutto in Italia, che questa guerra non avrebbe mai dovuto iniziare e che l’Ucraina avrebbe, quindi, dovuto arrendersi immediatamente: noi però, a questa vulgata obiettiamo che se Kiev avesse, fin da subito, rinunciato a qualsiasi accenno di opposizione di fronte ad una così clamorosa violazione del diritto internazionale, Putin, con ogni probabilità, non si sarebbe più fermato e avrebbe poi attaccato anche  la Moldavia e magari pure i Paesi Baltici. Per nostra fortuna però, il popolo ucraino ha scelto di sacrificarsi e di combattere anche per la libertà dell’Europa intera, mandando in frantumi certi piani di restaurazione dell’epopea zarista che, comunque, continuano evidentemente a frullare nella mente del presidente russo. Il fatto è che in Ucraina – così come negli altri Paesi dell’Est europeo che hanno vissuto l’esperienza del Patto di Varsavia - di tornare a soffocare sotto la pressione dei Russi (siano essi sovietici o neo zaristi) non ne vogliono proprio sentir parlare...E questo è un aspetto della questione che, purtroppo, in Italia sono in molti a sottovalutare, ma che nella memoria degli Ucraini – che, ad esempio, nella grande carestia ( imposta da Stalin all’inizio degli Anni Trenta) raccolsero circa 7 milioni di vittime - è, invece, ancora ben impresso. Grosse responsabilità per tutto quanto sta accadendo da ormai tre anni a questa parte, ricadono sull’Occidente – e non perché la NATO fosse andata ad “abbaiare al confine” dell’autocrazia moscovita – ma, al contrario, per l’imperdonabile leggerezza con la quale ha voluto ignorare le mire espansioniste di un regime pericolosamente ispirato alla dottrina della missione imperiale della Grande Russia. Stiamo, dunque, attenti visto che Putin, nella sua conferenza stampa di fine anno, ha cercato di accarezzare il pelo anche al nostro Paese, dove sa di poter contare oltre che su un vice premier che, in una foto scattata non troppo tempo fa sulla Piazza Rossa,  metteva in mostra la sua bella felpa con l’immagine dell’ex colonnello del KGB stampigliata sopra, anche sulla cecità di altre  forze politiche che magari non sono neanche idealmente filo putiniane, ma che pur di esprimere la propria avversione verso tutto ciò che sa di occidentale, andrebbero beatamente – contente loro - a finire nelle fauci dell’orso russo, sventolando ingenuamente il drappo arcobaleno della pace ad ogni costo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso...]]></itunes:summary><itunes:duration>186</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/20fb959466c5d561590e5758c1aa4bbc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rischio dell’irrilevanza | 24/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rischio-dell-irrilevanza-24-12-2024-il-corsivo--63474177</link><description><![CDATA[L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da quelli dovuti al ristagno dell’economia ed all’instabilità politica di Paesi guida come Francia e Germania, Bruxelles si trova adesso a dover fronteggiare anche un insidioso “sentiment” di disaffezione rispetto ai suoi valori fondativi. Un “sentiment” alimentato da forze politiche che remano in  senso anti unitario, vaticinando di un’Europa sempre meno compatta e sempre più fondata sulla regola del “chi fa da sé fa per tre”. Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 26 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63474177/corsivo_24_12_2024_08_25.mp3" length="4261345" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da quelli dovuti al ristagno dell’economia ed all’instabilità politica di Paesi guida come Francia e Germania, Bruxelles si trova adesso a dover fronteggiare anche un insidioso “sentiment” di disaffezione rispetto ai suoi valori fondativi. Un “sentiment” alimentato da forze politiche che remano in  senso anti unitario, vaticinando di un’Europa sempre meno compatta e sempre più fondata sulla regola del “chi fa da sé fa per tre”. Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram:...]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6156e22a3e5d9269d037b30af0243989.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rischio dell’irrilevanza | 24/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rischio-dell-irrilevanza-24-12-2024-il-corsivo--63467710</link><description><![CDATA[L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da quelli dovuti al ristagno dell’economia ed all’instabilità politica di Paesi guida come Francia e Germania, Bruxelles si trova adesso a dover fronteggiare anche un insidioso “sentiment” di disaffezione rispetto ai suoi valori fondativi. Un “sentiment” alimentato da forze politiche che remano in  senso anti unitario, vaticinando di un’Europa sempre meno compatta e sempre più fondata sulla regola del “chi fa da sé fa per tre”. Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 25 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63467710/corsivo_24_12_2024_08_25.mp3" length="4261345" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. 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Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram:...]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6156e22a3e5d9269d037b30af0243989.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rischio dell’irrilevanza | 24/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rischio-dell-irrilevanza-24-12-2024-il-corsivo--64555774</link><description><![CDATA[L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da quelli dovuti al ristagno dell’economia ed all’instabilità politica di Paesi guida come Francia e Germania, Bruxelles si trova adesso a dover fronteggiare anche un insidioso “sentiment” di disaffezione rispetto ai suoi valori fondativi. Un “sentiment” alimentato da forze politiche che remano in  senso anti unitario, vaticinando di un’Europa sempre meno compatta e sempre più fondata sulla regola del “chi fa da sé fa per tre”. Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 24 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555774/corsivo_24_12_2024_08_25.mp3" length="4261345" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da quelli dovuti al ristagno dell’economia ed all’instabilità politica di Paesi guida come Francia e Germania, Bruxelles si trova adesso a dover fronteggiare anche un insidioso “sentiment” di disaffezione rispetto ai suoi valori fondativi. Un “sentiment” alimentato da forze politiche che remano in  senso anti unitario, vaticinando di un’Europa sempre meno compatta e sempre più fondata sulla regola del “chi fa da sé fa per tre”. Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram:...]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6156e22a3e5d9269d037b30af0243989.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rischio dell’irrilevanza | 24/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rischio-dell-irrilevanza-24-12-2024-il-corsivo--63458634</link><description><![CDATA[L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da quelli dovuti al ristagno dell’economia ed all’instabilità politica di Paesi guida come Francia e Germania, Bruxelles si trova adesso a dover fronteggiare anche un insidioso “sentiment” di disaffezione rispetto ai suoi valori fondativi. Un “sentiment” alimentato da forze politiche che remano in  senso anti unitario, vaticinando di un’Europa sempre meno compatta e sempre più fondata sulla regola del “chi fa da sé fa per tre”. Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 24 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63458634/corsivo_24_12_2024_08_25.mp3" length="4261345" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’anno che l’Unione Europea si lascia alle spalle non verrà certo ricordato come uno dei più sereni della sua  storia, oramai ultra trentennale. Logorata, infatti, non solo dagli enormi problemi sorti a seguito del conflitto in Ucraina, ma anche da quelli dovuti al ristagno dell’economia ed all’instabilità politica di Paesi guida come Francia e Germania, Bruxelles si trova adesso a dover fronteggiare anche un insidioso “sentiment” di disaffezione rispetto ai suoi valori fondativi. Un “sentiment” alimentato da forze politiche che remano in  senso anti unitario, vaticinando di un’Europa sempre meno compatta e sempre più fondata sulla regola del “chi fa da sé fa per tre”. Esiste, quindi, il rischio concreto che, già nell’immediato futuro, vengano a mancare quella coesione istituzionale e quell’unità di intenti, senza le quali l’orizzonte dalla irrilevanza globale si farà sempre più vicino. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, tra dazi preannunciati e minacce di voler abbandonare gli Europei al loro destino sul piano militare – chiudendo cioè, quell’ombrello protettivo al di sotto del quale si erano comodamente adagiati da circa ottant’anni – ha indubbiamente rappresentato una sgraditissima doccia gelata sia per  Bruxelles, che per  tutti i singoli 27 Paesi membri dell’Unione.  Tuttavia, noi siamo portati a pensare che il neo presidente - come del resto già fece durante il suo primo mandato - tenderà ad inquadrare ogni questione politica o economica, in termini strettamente commerciali, privilegiando di gran lunga i conteggi dei profitti e delle perdite , rispetto alle sottigliezze ideologiche ed agli ambiziosi obbiettivi programmatici sui quali, in Europa, si riflette (e magari ci si ammazza anche) da secoli… Pertanto, non ci meraviglieremmo affatto se il proposito di ridimensionare il peso e le funzioni della NATO, rientrasse beatamente dinanzi  ad un chiaro impegno, da parte europea, ad incrementare gli acquisti di materiale bellico proprio dall’industria americana.  Comunque sia, Trump o non  Trump, l’Ucraina è destinata a rimanere il più grave problema che l’Unione Europea dovrà affrontare nel 2025. Diamo, ad esempio, per scontato che, in un modo o nell’altro, le due parti in causa – entrambe stremate da una guerra imprevedibilmente infinita – decidano di sottoscrivere un “cessate il fuoco”: siamo noi Europei seriamente convinti e, comunque, tutti coesi nell’inviare quei contingenti militari indispensabili per monitorare e garantire l’inviolabilità dei confini temporaneamente scaturiti dall’eventuale sospensione del conflitto? Siamo davvero in grado di rappresentare un baluardo militare, capace di indurre Putin a più miti consigli, frenandone i sogni di ritrovata potenza imperiale? A queste domande, almeno per ora, non ci sembra che l’Europa stia fornendo risposte lucide e coerenti. Pertanto, a prescindere  da cosa faranno Trump o i Cinesi, l’anno che viene sarà un momento di svolta che ci chiamerà a scelte politiche radicali e probabilmente decisive per il nostro futuro. Altrimenti, la destinazione “irrilevanza” si farà sempre più inevitabile, riducendo il Continente che più di ogni altro ha fatto la storia, al rango di terra di conquista non solo economica, ma anche militare da parte di chiunque sappia  fare la voce più grossa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram:...]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6156e22a3e5d9269d037b30af0243989.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché “il fatto non sussiste” | 23/12/2024 | Il Corsivo |</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-il-fatto-non-sussiste-23-12-2024-il-corsivo--64555781</link><description><![CDATA[Perché “il fatto non sussiste”  L’assoluzione perché il fatto non sussiste di Matteo Salvini segue a ruota quella appena pronunciata anche in favore dell’altro Matteo della politica italiana: quel Renzi che è stato prosciolto dalle accuse mossegli relativamente al caso “Open”, dopo un calvario che, nei suoi cinque anni di durata, non ha risparmiato nemmeno i suoi genitori. Naturalmente, tutto è bene quello che finisce bene, anche se non vi possiamo nascondere che queste vicende – come alcune altre che le hanno precedute –  finiscono  sempre per suscitare in noi un certo rammarico: non è, infatti, per nulla confortante osservare come la pervicacia (tutta nostrana) dell’idea che la via giudiziaria al potere sia, tutto sommato, quella più rapida ed efficace, rimanga - a oltre trentanni dal suo inizio con l’esperienza talvolta tragica di “Mani Pulite” - ancora fortemente radicata in ambiti tutt’altro che irrilevanti della politica italiana. E’ vero che, probabilmente reso più smaliziato da una serie infinita (e sempre meno credibile) di processi avviati sulla base di scarsi elementi di colpevolezza - ma, comunque, assolutamente distruttivi sul piano mediatico – l’elettore medio, come del resto dimostra il risultato delle recenti elezioni in Liguria, è diventato un tantino più difficile da suggestionare... tuttavia i casi Renzi e  Salvini sono oggi a testimoniare  - se mai ce ne fosse ancora stato bisogno – della pericolosità che è insita nel consentire ad un qualunque PM di assurgere al ruolo di protagonista unico ed assoluto di un’indagine penale, potendola egli condurre con discrezionalità sostanzialmente illimitate Ecco perché ci pare che la separazione delle carriere, prevista dalla riforma Nordio, possa rappresentare una valida forma di tutela democratica e liberale dinanzi a certe derive pericolosamente autoreferenziali. Ed a questo proposito, nella nostra letterina a Babbo Natale,  vogliamo  esprimere il forte auspicio che pure le forze politiche che attualmente sono all’opposizione, comincino a riconsiderare certi loro atteggiamenti di totale chiusura nei confronti di alcune proposte legislative che sono ispirate ad un più chiaro e ragionevole garantismo. In fondo, se è vero che – almeno sino ad oggi – le indagini delle varie procure italiane sono parse orientate prevalentemente verso un particolare indirizzo politico, non sono comunque  neanche mancati, in passato, esempi nei quali a finire  nel vortice della mala giustizia – per chi non la ricordasse, segnaliamo la “via crucis” di Ottaviano Del Turco - sono stati proprio anche esponenti di quei partiti che oggi alzano, forse senza adeguatamente riflettere, le loro barricate contro ogni ipotesi di riforma della giustizia.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 23 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555781/corsivo_23_12_2024_08_25.mp3" length="3735971" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Perché “il fatto non sussiste”  L’assoluzione perché il fatto non sussiste di Matteo Salvini segue a ruota quella appena pronunciata anche in favore dell’altro Matteo della politica italiana: quel Renzi che è stato prosciolto dalle accuse mossegli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché “il fatto non sussiste”  L’assoluzione perché il fatto non sussiste di Matteo Salvini segue a ruota quella appena pronunciata anche in favore dell’altro Matteo della politica italiana: quel Renzi che è stato prosciolto dalle accuse mossegli relativamente al caso “Open”, dopo un calvario che, nei suoi cinque anni di durata, non ha risparmiato nemmeno i suoi genitori. Naturalmente, tutto è bene quello che finisce bene, anche se non vi possiamo nascondere che queste vicende – come alcune altre che le hanno precedute –  finiscono  sempre per suscitare in noi un certo rammarico: non è, infatti, per nulla confortante osservare come la pervicacia (tutta nostrana) dell’idea che la via giudiziaria al potere sia, tutto sommato, quella più rapida ed efficace, rimanga - a oltre trentanni dal suo inizio con l’esperienza talvolta tragica di “Mani Pulite” - ancora fortemente radicata in ambiti tutt’altro che irrilevanti della politica italiana. E’ vero che, probabilmente reso più smaliziato da una serie infinita (e sempre meno credibile) di processi avviati sulla base di scarsi elementi di colpevolezza - ma, comunque, assolutamente distruttivi sul piano mediatico – l’elettore medio, come del resto dimostra il risultato delle recenti elezioni in Liguria, è diventato un tantino più difficile da suggestionare... tuttavia i casi Renzi e  Salvini sono oggi a testimoniare  - se mai ce ne fosse ancora stato bisogno – della pericolosità che è insita nel consentire ad un qualunque PM di assurgere al ruolo di protagonista unico ed assoluto di un’indagine penale, potendola egli condurre con discrezionalità sostanzialmente illimitate Ecco perché ci pare che la separazione delle carriere, prevista dalla riforma Nordio, possa rappresentare una valida forma di tutela democratica e liberale dinanzi a certe derive pericolosamente autoreferenziali. Ed a questo proposito, nella nostra letterina a Babbo Natale,  vogliamo  esprimere il forte auspicio che pure le forze politiche che attualmente sono all’opposizione, comincino a riconsiderare certi loro atteggiamenti di totale chiusura nei confronti di alcune proposte legislative che sono ispirate ad un più chiaro e ragionevole garantismo. In fondo, se è vero che – almeno sino ad oggi – le indagini delle varie procure italiane sono parse orientate prevalentemente verso un particolare indirizzo politico, non sono comunque  neanche mancati, in passato, esempi nei quali a finire  nel vortice della mala giustizia – per chi non la ricordasse, segnaliamo la “via crucis” di Ottaviano Del Turco - sono stati proprio anche esponenti di quei partiti che oggi alzano, forse senza adeguatamente riflettere, le loro barricate contro ogni ipotesi di riforma della giustizia.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/99980c6a16878c26ee9a7daa1c71cf40.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché “il fatto non sussiste” | 23/12/2024 | Il Corsivo |</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-il-fatto-non-sussiste-23-12-2024-il-corsivo--63445108</link><description><![CDATA[Perché “il fatto non sussiste”  L’assoluzione perché il fatto non sussiste di Matteo Salvini segue a ruota quella appena pronunciata anche in favore dell’altro Matteo della politica italiana: quel Renzi che è stato prosciolto dalle accuse mossegli relativamente al caso “Open”, dopo un calvario che, nei suoi cinque anni di durata, non ha risparmiato nemmeno i suoi genitori. Naturalmente, tutto è bene quello che finisce bene, anche se non vi possiamo nascondere che queste vicende – come alcune altre che le hanno precedute –  finiscono  sempre per suscitare in noi un certo rammarico: non è, infatti, per nulla confortante osservare come la pervicacia (tutta nostrana) dell’idea che la via giudiziaria al potere sia, tutto sommato, quella più rapida ed efficace, rimanga - a oltre trentanni dal suo inizio con l’esperienza talvolta tragica di “Mani Pulite” - ancora fortemente radicata in ambiti tutt’altro che irrilevanti della politica italiana. E’ vero che, probabilmente reso più smaliziato da una serie infinita (e sempre meno credibile) di processi avviati sulla base di scarsi elementi di colpevolezza - ma, comunque, assolutamente distruttivi sul piano mediatico – l’elettore medio, come del resto dimostra il risultato delle recenti elezioni in Liguria, è diventato un tantino più difficile da suggestionare... tuttavia i casi Renzi e  Salvini sono oggi a testimoniare  - se mai ce ne fosse ancora stato bisogno – della pericolosità che è insita nel consentire ad un qualunque PM di assurgere al ruolo di protagonista unico ed assoluto di un’indagine penale, potendola egli condurre con discrezionalità sostanzialmente illimitate Ecco perché ci pare che la separazione delle carriere, prevista dalla riforma Nordio, possa rappresentare una valida forma di tutela democratica e liberale dinanzi a certe derive pericolosamente autoreferenziali. Ed a questo proposito, nella nostra letterina a Babbo Natale,  vogliamo  esprimere il forte auspicio che pure le forze politiche che attualmente sono all’opposizione, comincino a riconsiderare certi loro atteggiamenti di totale chiusura nei confronti di alcune proposte legislative che sono ispirate ad un più chiaro e ragionevole garantismo. In fondo, se è vero che – almeno sino ad oggi – le indagini delle varie procure italiane sono parse orientate prevalentemente verso un particolare indirizzo politico, non sono comunque  neanche mancati, in passato, esempi nei quali a finire  nel vortice della mala giustizia – per chi non la ricordasse, segnaliamo la “via crucis” di Ottaviano Del Turco - sono stati proprio anche esponenti di quei partiti che oggi alzano, forse senza adeguatamente riflettere, le loro barricate contro ogni ipotesi di riforma della giustizia.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 23 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63445108/corsivo_23_12_2024_08_25.mp3" length="3735971" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Perché “il fatto non sussiste”  L’assoluzione perché il fatto non sussiste di Matteo Salvini segue a ruota quella appena pronunciata anche in favore dell’altro Matteo della politica italiana: quel Renzi che è stato prosciolto dalle accuse mossegli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché “il fatto non sussiste”  L’assoluzione perché il fatto non sussiste di Matteo Salvini segue a ruota quella appena pronunciata anche in favore dell’altro Matteo della politica italiana: quel Renzi che è stato prosciolto dalle accuse mossegli relativamente al caso “Open”, dopo un calvario che, nei suoi cinque anni di durata, non ha risparmiato nemmeno i suoi genitori. Naturalmente, tutto è bene quello che finisce bene, anche se non vi possiamo nascondere che queste vicende – come alcune altre che le hanno precedute –  finiscono  sempre per suscitare in noi un certo rammarico: non è, infatti, per nulla confortante osservare come la pervicacia (tutta nostrana) dell’idea che la via giudiziaria al potere sia, tutto sommato, quella più rapida ed efficace, rimanga - a oltre trentanni dal suo inizio con l’esperienza talvolta tragica di “Mani Pulite” - ancora fortemente radicata in ambiti tutt’altro che irrilevanti della politica italiana. E’ vero che, probabilmente reso più smaliziato da una serie infinita (e sempre meno credibile) di processi avviati sulla base di scarsi elementi di colpevolezza - ma, comunque, assolutamente distruttivi sul piano mediatico – l’elettore medio, come del resto dimostra il risultato delle recenti elezioni in Liguria, è diventato un tantino più difficile da suggestionare... tuttavia i casi Renzi e  Salvini sono oggi a testimoniare  - se mai ce ne fosse ancora stato bisogno – della pericolosità che è insita nel consentire ad un qualunque PM di assurgere al ruolo di protagonista unico ed assoluto di un’indagine penale, potendola egli condurre con discrezionalità sostanzialmente illimitate Ecco perché ci pare che la separazione delle carriere, prevista dalla riforma Nordio, possa rappresentare una valida forma di tutela democratica e liberale dinanzi a certe derive pericolosamente autoreferenziali. Ed a questo proposito, nella nostra letterina a Babbo Natale,  vogliamo  esprimere il forte auspicio che pure le forze politiche che attualmente sono all’opposizione, comincino a riconsiderare certi loro atteggiamenti di totale chiusura nei confronti di alcune proposte legislative che sono ispirate ad un più chiaro e ragionevole garantismo. In fondo, se è vero che – almeno sino ad oggi – le indagini delle varie procure italiane sono parse orientate prevalentemente verso un particolare indirizzo politico, non sono comunque  neanche mancati, in passato, esempi nei quali a finire  nel vortice della mala giustizia – per chi non la ricordasse, segnaliamo la “via crucis” di Ottaviano Del Turco - sono stati proprio anche esponenti di quei partiti che oggi alzano, forse senza adeguatamente riflettere, le loro barricate contro ogni ipotesi di riforma della giustizia.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/99980c6a16878c26ee9a7daa1c71cf40.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Manovra verso l'approvazione tra record di emendamenti, errori tecnici, scontri nella maggioranza | 20/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manovra-verso-l-approvazione-tra-record-di-emendamenti-errori-tecnici-scontri-nella-maggioranza-20-12-2024-il-corsivo--64555776</link><description><![CDATA[Manovra verso l'approvazione tra record di emendamenti, errori tecnici, scontri nella maggioranza.  Il disegno di legge di Bilancio 2027-2025 è pronto per il voto di fiducia. Una volta ottenuto nella tarda serata di oggi, saranno i senatori a dare il via libera e chiudere definitivamente la sessione di Bilancio 2024, condizionata da un record di emendamenti, errori tecnici, e da uno scontro politico nella maggioranza che ha ritardato  l'intero iter parlamentare.   Il caos tecnico e politico nella maggioranza.  Gli emendamenti approvati sono stati 211: si tratta di un record rispetto alle ultime legislature visto che si toccano i 400 correttivi, compresi gli emendamenti identici. Diversi errori ce ne sono stati nella gestione della montagna di carta prodotta con fascicoli duplicati con lo stesso numero, ed emendamenti che intervenivano sulla stessa materia ma con due testi diversi. La stessa maggioranza ha prodotto correttivi a raffica costringendo gli uffici a verificare ogni volta i profili finanziari di ben 100 proposte di modifica. Su 208 emendamenti approvati ben 150 portano le firme dei deputati dei quattro partiti che sostengono la premier Giorgia Meloni.   L'ultimo errore.  L'ultimo errore grossolano riguarda l’Ires premiale: nel testo A presentato in Aula alla Camera mancava infatti un emendamento approvato in commissione Bilancio, che aggiunge un’altra condizione per l’Ires premiale destinata alle aziende che investono gli utili in azienda. Viene aggiustata la svista e reintrodotta la condizione sull’ammontare degli utili accantonati, che devono essere anche non inferiori al 24 per cento degli utili dell’esercizio al 31 dicembre 2023.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 20 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555776/corsivo_20_12_2024_08_25.mp3" length="2885842" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Manovra verso l'approvazione tra record di emendamenti, errori tecnici, scontri nella maggioranza.  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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Su 208 emendamenti approvati ben 150 portano le firme dei deputati dei quattro partiti che sostengono la premier Giorgia Meloni.   L'ultimo errore.  L'ultimo errore grossolano riguarda l’Ires premiale: nel testo A presentato in Aula alla Camera mancava infatti un emendamento approvato in commissione Bilancio, che aggiunge un’altra condizione per l’Ires premiale destinata alle aziende che investono gli utili in azienda. Viene aggiustata la svista e reintrodotta la condizione sull’ammontare degli utili accantonati, che devono essere anche non inferiori al 24 per cento degli utili dell’esercizio al 31 dicembre 2023.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 20 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63410452/corsivo_20_12_2024_08_25.mp3" length="2885842" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Manovra verso l'approvazione tra record di emendamenti, errori tecnici, scontri nella maggioranza.  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Diversi errori ce ne sono stati nella gestione della montagna di carta prodotta con fascicoli duplicati con lo stesso numero, ed emendamenti che intervenivano sulla stessa materia ma con due testi diversi. La stessa maggioranza ha prodotto correttivi a raffica costringendo gli uffici a verificare ogni volta i profili finanziari di ben 100 proposte di modifica. Su 208 emendamenti approvati ben 150 portano le firme dei deputati dei quattro partiti che sostengono la premier Giorgia Meloni.   L'ultimo errore.  L'ultimo errore grossolano riguarda l’Ires premiale: nel testo A presentato in Aula alla Camera mancava infatti un emendamento approvato in commissione Bilancio, che aggiunge un’altra condizione per l’Ires premiale destinata alle aziende che investono gli utili in azienda. Viene aggiustata la svista e reintrodotta la condizione sull’ammontare degli utili accantonati, che devono essere anche non inferiori al 24 per cento degli utili dell’esercizio al 31 dicembre 2023.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Dopo Natale passa al vaglio del Senato | 19/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manovra-verso-l-approvazione-della-camera-dopo-natale-passa-al-vaglio-del-senato-19-12-2024-il-corsivo--64555773</link><description><![CDATA[Manovra verso l'approvazione della Camera. Dopo Natale passa al Senato.   Il testo della manovra approda oggi a Montecitorio e in tarda mattinata sarà posta la fiducia che sarà votata venerdì. Poi la discussione parlamentare, le dichiarazioni dei leader dei partiti e il voto finale arriverà domani in tarda serata. Il via libera definitivo del Senato slitta a  dopo Natale. Fin qui la calendarizzazione della manovra.   Le ultime misure. La Lega incassa l’incremento delle risorse per il Ponte, e fondi anche ad altre infrastrutture, dalla Tav alla Sibari-Catanzaro e a Ferrovie. Dopo una dura opposizione, Forza Italia attenua la portata dei nuovi controlli previsti dalla regola sui controllori del Mef nelle aziende e negli enti destinatari di contributi pubblici. In particolare, si cancella del tutto la previsione che i revisori del Mef finiscano nei collegi sindacali o di controllo di chi riceve contributi pubblici, e ci si limita a chiedere agli organi di controllo già esistenti, quando il contributo è superiore a 100mila euro. Ha trovato un equilibrio il testo sull’aumento delle buste paga dei ministri e sottosegretari non parlamentari, accoppiato alla norma “anti-Renzi” che frena gli incarichi extra-Ue di componenti del Governo, deputati, senatori e presidenti di Regione. La Lega riesce ad inserire la possibilità per i lavoratori “interamente contributivi” di accedere al canale di pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età grazie a un “ponte” con la previdenza integrativa.  Non è una manovra di crescita. La legge di stabilità uscita dalle aule parlamentari non sarà certamente un documento che sprona alla crescita. Del resto poteva andare solo così, dopo un lungo ed estenuante braccio di ferro tra le forze della maggioranza,  centinaia di emendamenti giunti all'ultimo momento ai deputati sotto forma di riformulazioni, tra le proteste delle opposizioni, che hanno lamentato il troppo poco tempo concesso per l’esame di una legge così delicata per il paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 19 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555773/corsivo_19_12_2024_08_25.mp3" length="3533470" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Manovra verso l'approvazione della Camera. 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Dopo una dura opposizione, Forza Italia attenua la portata dei nuovi controlli previsti dalla regola sui controllori del Mef nelle aziende e negli enti destinatari di contributi pubblici. In particolare, si cancella del tutto la previsione che i revisori del Mef finiscano nei collegi sindacali o di controllo di chi riceve contributi pubblici, e ci si limita a chiedere agli organi di controllo già esistenti, quando il contributo è superiore a 100mila euro. Ha trovato un equilibrio il testo sull’aumento delle buste paga dei ministri e sottosegretari non parlamentari, accoppiato alla norma “anti-Renzi” che frena gli incarichi extra-Ue di componenti del Governo, deputati, senatori e presidenti di Regione. La Lega riesce ad inserire la possibilità per i lavoratori “interamente contributivi” di accedere al canale di pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età grazie a un “ponte” con la previdenza integrativa.  Non è una manovra di crescita. La legge di stabilità uscita dalle aule parlamentari non sarà certamente un documento che sprona alla crescita. Del resto poteva andare solo così, dopo un lungo ed estenuante braccio di ferro tra le forze della maggioranza,  centinaia di emendamenti giunti all'ultimo momento ai deputati sotto forma di riformulazioni, tra le proteste delle opposizioni, che hanno lamentato il troppo poco tempo concesso per l’esame di una legge così delicata per il paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 19 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63387507/corsivo_19_12_2024_08_25.mp3" length="3533470" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Manovra verso l'approvazione della Camera. 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La legge di stabilità uscita dalle aule parlamentari non sarà certamente un documento che sprona alla crescita. Del resto poteva andare solo così, dopo un lungo ed estenuante braccio di ferro tra le forze della maggioranza,  centinaia di emendamenti giunti all'ultimo momento ai deputati sotto forma di riformulazioni, tra le proteste delle opposizioni, che hanno lamentato il troppo poco tempo concesso per l’esame di una legge così delicata per il paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7e52f031961c33bda1017695548f6c9e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Manovra economica. In scena l'assalto alla diligenza dei partiti | 18/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manovra-economica-in-scena-l-assalto-alla-diligenza-dei-partiti-18-12-2024-il-corsivo--64555782</link><description><![CDATA[Manovra economica. In scena l'assalto alla diligenza dei partiti. Diciamolo subito: alla fine del 2024 la manovra economica, cioè la carta d'identità del nostro paese, sarà approvata e lo spettro dell'esercizio provvisorio, evocato dall'opposizione, tornerà in soffitta almeno fino a dicembre 2025. Ma che fatica. Ogni anno assistiamo sempre all'assalto della diligenza, incarnata dalla legge di stabilità, da parte dei partiti di maggioranza. Ci siamo abituati a questa farsa con gli esecutivi di centrodestra e di centrosinistra: è uno spettacolo comunque indecoroso, non degno di una delle nazioni più sviluppate del mondo. Ieri è andato in scena l'ultimo atto di questa commedia. Parla la premier Giorgia Meloni, l'emiciclo di Montecitorio è in parte vuoto. Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli e il vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c’è. E dall’alto dell’emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz’ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. Dove sono? Non sono presenti. "Colpa dei treni", dicono. Lo scontro politico rientra. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier passa con 193 voti favorevoli, 118 contrari e 9 astenuti. Ci sono anche i leghisti.   Lo spauracchio dell'esercizio provvisorio. Nella prima Repubblica, l'esercizio provvisorio  è stato utilizzato almeno 33 volte, e anche nella seconda Repubblica è sempre stato agitato come spauracchio per uscire dai pantani delle crisi di governo. Lo spettro è tornato a far parlare di sé in questi giorni, dominati dalla possibilità che non ci siano i tempi per approvare la manovra di fine anno. Del resto l’esercizio provvisorio del bilancio, almeno in teoria, è una misura straordinaria che dovrebbe trovare rara applicazione, anche se, dalla data di entrata in vigore della Costituzione, 42 leggi hanno dato il via libera a questo strumento (33 per l’autorizzazione effettiva e 9 per garantire una proroga). La Costituzione (articolo 81), infatti, prevede due condizioni: primo, che la misura sia autorizzata formalmente da una legge; in secondo luogo l’esercizio provvisorio può durare al massimo quattro mesi (la proroga può avvenire solo all’interno di questo intervallo di tempo).   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 18 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555782/corsivo_18_12_2024_08_25.mp3" length="3595536" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Manovra economica. 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Parla la premier Giorgia Meloni, l'emiciclo di Montecitorio è in parte vuoto. Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli e il vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c’è. E dall’alto dell’emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz’ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. Dove sono? Non sono presenti. "Colpa dei treni", dicono. Lo scontro politico rientra. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier passa con 193 voti favorevoli, 118 contrari e 9 astenuti. Ci sono anche i leghisti.   Lo spauracchio dell'esercizio provvisorio. Nella prima Repubblica, l'esercizio provvisorio  è stato utilizzato almeno 33 volte, e anche nella seconda Repubblica è sempre stato agitato come spauracchio per uscire dai pantani delle crisi di governo. Lo spettro è tornato a far parlare di sé in questi giorni, dominati dalla possibilità che non ci siano i tempi per approvare la manovra di fine anno. Del resto l’esercizio provvisorio del bilancio, almeno in teoria, è una misura straordinaria che dovrebbe trovare rara applicazione, anche se, dalla data di entrata in vigore della Costituzione, 42 leggi hanno dato il via libera a questo strumento (33 per l’autorizzazione effettiva e 9 per garantire una proroga). La Costituzione (articolo 81), infatti, prevede due condizioni: primo, che la misura sia autorizzata formalmente da una legge; in secondo luogo l’esercizio provvisorio può durare al massimo quattro mesi (la proroga può avvenire solo all’interno di questo intervallo di tempo).   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e4a2f26070d83ca03dbe7a0662265e99.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Manovra economica. In scena l'assalto alla diligenza dei partiti | 18/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manovra-economica-in-scena-l-assalto-alla-diligenza-dei-partiti-18-12-2024-il-corsivo--63369219</link><description><![CDATA[Manovra economica. In scena l'assalto alla diligenza dei partiti. Diciamolo subito: alla fine del 2024 la manovra economica, cioè la carta d'identità del nostro paese, sarà approvata e lo spettro dell'esercizio provvisorio, evocato dall'opposizione, tornerà in soffitta almeno fino a dicembre 2025. Ma che fatica. Ogni anno assistiamo sempre all'assalto della diligenza, incarnata dalla legge di stabilità, da parte dei partiti di maggioranza. Ci siamo abituati a questa farsa con gli esecutivi di centrodestra e di centrosinistra: è uno spettacolo comunque indecoroso, non degno di una delle nazioni più sviluppate del mondo. Ieri è andato in scena l'ultimo atto di questa commedia. Parla la premier Giorgia Meloni, l'emiciclo di Montecitorio è in parte vuoto. Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli e il vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c’è. E dall’alto dell’emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz’ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. Dove sono? Non sono presenti. "Colpa dei treni", dicono. Lo scontro politico rientra. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier passa con 193 voti favorevoli, 118 contrari e 9 astenuti. Ci sono anche i leghisti.   Lo spauracchio dell'esercizio provvisorio. Nella prima Repubblica, l'esercizio provvisorio  è stato utilizzato almeno 33 volte, e anche nella seconda Repubblica è sempre stato agitato come spauracchio per uscire dai pantani delle crisi di governo. Lo spettro è tornato a far parlare di sé in questi giorni, dominati dalla possibilità che non ci siano i tempi per approvare la manovra di fine anno. Del resto l’esercizio provvisorio del bilancio, almeno in teoria, è una misura straordinaria che dovrebbe trovare rara applicazione, anche se, dalla data di entrata in vigore della Costituzione, 42 leggi hanno dato il via libera a questo strumento (33 per l’autorizzazione effettiva e 9 per garantire una proroga). La Costituzione (articolo 81), infatti, prevede due condizioni: primo, che la misura sia autorizzata formalmente da una legge; in secondo luogo l’esercizio provvisorio può durare al massimo quattro mesi (la proroga può avvenire solo all’interno di questo intervallo di tempo).   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 18 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63369219/corsivo_18_12_2024_08_25.mp3" length="3595536" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Manovra economica. 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Parla la premier Giorgia Meloni, l'emiciclo di Montecitorio è in parte vuoto. Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli e il vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c’è. E dall’alto dell’emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz’ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. Dove sono? Non sono presenti. "Colpa dei treni", dicono. Lo scontro politico rientra. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier passa con 193 voti favorevoli, 118 contrari e 9 astenuti. Ci sono anche i leghisti.   Lo spauracchio dell'esercizio provvisorio. Nella prima Repubblica, l'esercizio provvisorio  è stato utilizzato almeno 33 volte, e anche nella seconda Repubblica è sempre stato agitato come spauracchio per uscire dai pantani delle crisi di governo. Lo spettro è tornato a far parlare di sé in questi giorni, dominati dalla possibilità che non ci siano i tempi per approvare la manovra di fine anno. Del resto l’esercizio provvisorio del bilancio, almeno in teoria, è una misura straordinaria che dovrebbe trovare rara applicazione, anche se, dalla data di entrata in vigore della Costituzione, 42 leggi hanno dato il via libera a questo strumento (33 per l’autorizzazione effettiva e 9 per garantire una proroga). La Costituzione (articolo 81), infatti, prevede due condizioni: primo, che la misura sia autorizzata formalmente da una legge; in secondo luogo l’esercizio provvisorio può durare al massimo quattro mesi (la proroga può avvenire solo all’interno di questo intervallo di tempo).   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha scelto la riunione dei diplomatici alla Farnesina per indicare le linee guida italiane su diritto di asilo e Corte Ue, in netto contrasto con quelle della maggioranza di centrodestra, della premier Giorgia Meloni, del vice premier Matteo Salvini. Primo: garantire il diritto d’asilo per lo straniero a cui venga impedito nel suo Paese l’esercizio delle libertà democratiche. Il secondo punto è un messaggio indiretto contro Elon Musk, intervenuto dopo le elezioni americane contro le decisioni dei nostri magistrati: la difesa delle Corti di giustizia europee messe sotto accusa dal nostro governo, la messa in guardia dalle sirene del “settarismo nazionalistico”. Nella sostanza Mattarella ha tracciato i confini della nostra politica estera, ribadendo atlantismo, europeismo, ma anche i concetti di solidarietà e di diritto asilo per i rifugiati.  Le preoccupazioni di Mattarella. “Le istituzioni multilaterali faticano ad agire in modo efficace. Minacce transnazionali e non convenzionali, di natura ambientale, energetica, aggravano il quadro delle guerre in atto", avverte Mattarella. Il Presidente della Repubblica ribadisce che il diritto d’asilo è stabilito dall'articolo 10 della nostra Costituzione. Il riferimento è ai muri alzati per la protezione umanitaria dei profughi siriani. E le Corti di giustizia tutelano l’applicazione degli ordinamenti. "Stare in Europa impone una limitazione alla sovranità, ma ne deriva anche una protezione, che spesso si sottovaluta. Si è augurato una convergenza di tutte le forze politiche nella politica estera", ha affermato Mattarella. Le sue parole saranno le ennesime rimaste inascoltate in questo anno che se ne sta andando?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 17 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555777/corsivo_17_12_2024_08_25.mp3" length="3065773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il punto di vista di Mattarella su diritto di asilo e corte Ue. 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Nella sostanza Mattarella ha tracciato i confini della nostra politica estera, ribadendo atlantismo, europeismo, ma anche i concetti di solidarietà e di diritto asilo per i rifugiati.  Le preoccupazioni di Mattarella. “Le istituzioni multilaterali faticano ad agire in modo efficace. Minacce transnazionali e non convenzionali, di natura ambientale, energetica, aggravano il quadro delle guerre in atto", avverte Mattarella. Il Presidente della Repubblica ribadisce che il diritto d’asilo è stabilito dall'articolo 10 della nostra Costituzione. Il riferimento è ai muri alzati per la protezione umanitaria dei profughi siriani. E le Corti di giustizia tutelano l’applicazione degli ordinamenti. "Stare in Europa impone una limitazione alla sovranità, ma ne deriva anche una protezione, che spesso si sottovaluta. Si è augurato una convergenza di tutte le forze politiche nella politica estera", ha affermato Mattarella. Le sue parole saranno le ennesime rimaste inascoltate in questo anno che se ne sta andando?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Minacce transnazionali e non convenzionali, di natura ambientale, energetica, aggravano il quadro delle guerre in atto", avverte Mattarella. Il Presidente della Repubblica ribadisce che il diritto d’asilo è stabilito dall'articolo 10 della nostra Costituzione. Il riferimento è ai muri alzati per la protezione umanitaria dei profughi siriani. E le Corti di giustizia tutelano l’applicazione degli ordinamenti. "Stare in Europa impone una limitazione alla sovranità, ma ne deriva anche una protezione, che spesso si sottovaluta. Si è augurato una convergenza di tutte le forze politiche nella politica estera", ha affermato Mattarella. Le sue parole saranno le ennesime rimaste inascoltate in questo anno che se ne sta andando?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 17 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63349166/corsivo_17_12_2024_08_25.mp3" length="3065773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il punto di vista di Mattarella su diritto di asilo e corte Ue. 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Nella sostanza Mattarella ha tracciato i confini della nostra politica estera, ribadendo atlantismo, europeismo, ma anche i concetti di solidarietà e di diritto asilo per i rifugiati.  Le preoccupazioni di Mattarella. “Le istituzioni multilaterali faticano ad agire in modo efficace. Minacce transnazionali e non convenzionali, di natura ambientale, energetica, aggravano il quadro delle guerre in atto", avverte Mattarella. Il Presidente della Repubblica ribadisce che il diritto d’asilo è stabilito dall'articolo 10 della nostra Costituzione. Il riferimento è ai muri alzati per la protezione umanitaria dei profughi siriani. E le Corti di giustizia tutelano l’applicazione degli ordinamenti. "Stare in Europa impone una limitazione alla sovranità, ma ne deriva anche una protezione, che spesso si sottovaluta. Si è augurato una convergenza di tutte le forze politiche nella politica estera", ha affermato Mattarella. Le sue parole saranno le ennesime rimaste inascoltate in questo anno che se ne sta andando?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0ba93d9ed64c8c2ca7d44f487192d973.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La fine della coalizione semaforo in Germania | 16/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-fine-della-coalizione-semaforo-in-germania-16-12-2024-il-corsivo--64555779</link><description><![CDATA[La fine della coalizione semaforo in Germania.  Salvo sorprese, con la verifica che viene chiesta oggi, Olaf Scholz diventerà il quarto cancelliere nella storia della Repubblica federale tedesca ad incassare un voto di sfiducia, dopo Willy Brandt (Spd, 1972), Helmut Kohl (Cdu, 1982) e Gerhard Schröder (Spd, 2005). A quel punto si determinerà la fine formale della cosiddetta coalizione semaforo tra socialdemocratici, verdi e liberali, la cui crisi era esplosa il 6 novembre scorso con la resa dei conti nella maggioranza: il premier e il ministro dell’Economia, Robert Habeck contro il ministro delle Finanze e leader dei Liberali, Christian Lindner.  I motivi della crisi politica in Germania.  La stagnazione economica tedesca ha contribuito a indebolire un Governo incapace di trovare risposte concrete in campo economico, finanziario e occupazionale. Il fallimento di un progetto politico raffazzonato diventerà il tema centrale della campagna elettorale.   Verso le elezioni anticipate.   Alle urne di febbraio, i tre partiti ex alleati usciranno fortemente ridimensionati e anche se la Spd riuscirà a restare al Governo in una Große Koalition con la Cdu, magari allargata a un terzo partner, per la carriera politica di Scholz arriverà un nuovo momento della verità.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 16 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555779/corsivo_16_12_2024_08_25.mp3" length="2541025" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La fine della coalizione semaforo in Germania.  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La stagnazione economica tedesca ha contribuito a indebolire un Governo incapace di trovare risposte concrete in campo economico, finanziario e occupazionale. Il fallimento di un progetto politico raffazzonato diventerà il tema centrale della campagna elettorale.   Verso le elezioni anticipate.   Alle urne di febbraio, i tre partiti ex alleati usciranno fortemente ridimensionati e anche se la Spd riuscirà a restare al Governo in una Große Koalition con la Cdu, magari allargata a un terzo partner, per la carriera politica di Scholz arriverà un nuovo momento della verità.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7ef4fa3463f69fb71e4619d01f905dce.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La fine della coalizione semaforo in Germania | 16/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-fine-della-coalizione-semaforo-in-germania-16-12-2024-il-corsivo--63335014</link><description><![CDATA[La fine della coalizione semaforo in Germania.  Salvo sorprese, con la verifica che viene chiesta oggi, Olaf Scholz diventerà il quarto cancelliere nella storia della Repubblica federale tedesca ad incassare un voto di sfiducia, dopo Willy Brandt (Spd, 1972), Helmut Kohl (Cdu, 1982) e Gerhard Schröder (Spd, 2005). A quel punto si determinerà la fine formale della cosiddetta coalizione semaforo tra socialdemocratici, verdi e liberali, la cui crisi era esplosa il 6 novembre scorso con la resa dei conti nella maggioranza: il premier e il ministro dell’Economia, Robert Habeck contro il ministro delle Finanze e leader dei Liberali, Christian Lindner.  I motivi della crisi politica in Germania.  La stagnazione economica tedesca ha contribuito a indebolire un Governo incapace di trovare risposte concrete in campo economico, finanziario e occupazionale. Il fallimento di un progetto politico raffazzonato diventerà il tema centrale della campagna elettorale.   Verso le elezioni anticipate.   Alle urne di febbraio, i tre partiti ex alleati usciranno fortemente ridimensionati e anche se la Spd riuscirà a restare al Governo in una Große Koalition con la Cdu, magari allargata a un terzo partner, per la carriera politica di Scholz arriverà un nuovo momento della verità.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La stagnazione economica tedesca ha contribuito a indebolire un Governo incapace di trovare risposte concrete in campo economico, finanziario e occupazionale. Il fallimento di un progetto politico raffazzonato diventerà il tema centrale della campagna elettorale.   Verso le elezioni anticipate.   Alle urne di febbraio, i tre partiti ex alleati usciranno fortemente ridimensionati e anche se la Spd riuscirà a restare al Governo in una Große Koalition con la Cdu, magari allargata a un terzo partner, per la carriera politica di Scholz arriverà un nuovo momento della verità.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7ef4fa3463f69fb71e4619d01f905dce.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Oggi lo sciopero generale indetto da Usb. Braccio di ferro tra Salvini e i sindacati autonomi | 13/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/oggi-lo-sciopero-generale-indetto-da-usb-braccio-di-ferro-tra-salvini-e-i-sindacati-autonomi-13-12-2024-il-corsivo--64555775</link><description><![CDATA[Oggi lo sciopero generale indetto da Usb.  Il 2024 sarà archiviato come l'anno della conflittualità tra sindacati confederali e varie sigle autonome e il governo. Fino ad ora sono stati proclamati 1.565 scioperi di varie categorie, di cui 905 revocati. Ne restano in calendario poco più di cinquanta tenendo conto dei venti revocati di recente. Sono due le date da segnare in rosso: oggi 13 dicembre e domenica 15 dicembre. Saranno giorni critici per chi dovesse mettersi in viaggio per lavoro o per piacere. Per l'astensione odierna è in atto da giorni un braccio di ferro tra il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini e i sindacati autonomi sulle modalità di sciopero. E possibili disagi ci saranno anche a ridosso di Natale.   Situazione occupazionale e agitazioni sindacali. Dove nasce questa conflittualità sindacale? La manovra economica è ritenuta insufficiente da Cgil e Uil che si sono già astenuti dal lavoro lo scorso 29 novembre, mentre la Cisl mantiene una linea aperta con il Governo. I confederali protestano contro il modesto piano di investimenti in vari settori pubblici e privati: sanità, trasporti, lavoro. La crisi del gruppo Stellantis e delle tante aziende dell'indotto ha acuito la difficile situazione occupazionale. A Torino riparte la mobilitazione, qualche accordo è stato siglato, come il ritiro di 97 licenziamenti di Trasnova, ma altri vengono confermati in numerosi comparti italiani. Il piano di Beko prevede chiusure multiple di fabbriche e di uffici, con oltre 1.900 eccedenze su circa 4.400 dipendenti: l'azienda mette in esubero quasi la metà del personale senza risparmiare alcun sito del nostro paese.vSono più di 30 le crisi aziendali per le quali è stato aperto un tavolo nazionale al Mimit-Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Oltre 60 mila i lavoratori a rischio. Il Mimit sta monitorando anche altre 20 situazioni difficili nelle quali l'impresa, pur non versando in uno stato di crisi conclamata, opera in settori fragili.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Situazione occupazionale e agitazioni sindacali. Dove nasce questa conflittualità sindacale? La manovra economica è ritenuta insufficiente da Cgil e Uil che si sono già astenuti dal lavoro lo scorso 29 novembre, mentre la Cisl mantiene una linea aperta con il Governo. I confederali protestano contro il modesto piano di investimenti in vari settori pubblici e privati: sanità, trasporti, lavoro. La crisi del gruppo Stellantis e delle tante aziende dell'indotto ha acuito la difficile situazione occupazionale. A Torino riparte la mobilitazione, qualche accordo è stato siglato, come il ritiro di 97 licenziamenti di Trasnova, ma altri vengono confermati in numerosi comparti italiani. Il piano di Beko prevede chiusure multiple di fabbriche e di uffici, con oltre 1.900 eccedenze su circa 4.400 dipendenti: l'azienda mette in esubero quasi la metà del personale senza risparmiare alcun sito del nostro paese.vSono più di 30 le crisi aziendali per le quali è stato aperto un tavolo nazionale al Mimit-Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Oltre 60 mila i lavoratori a rischio. Il Mimit sta monitorando anche altre 20 situazioni difficili nelle quali l'impresa, pur non versando in uno stato di crisi conclamata, opera in settori fragili.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/de3f76246cd3c93ca09ff129a5a7c8ec.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Oggi lo sciopero generale indetto da Usb. 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E possibili disagi ci saranno anche a ridosso di Natale.   Situazione occupazionale e agitazioni sindacali. Dove nasce questa conflittualità sindacale? La manovra economica è ritenuta insufficiente da Cgil e Uil che si sono già astenuti dal lavoro lo scorso 29 novembre, mentre la Cisl mantiene una linea aperta con il Governo. I confederali protestano contro il modesto piano di investimenti in vari settori pubblici e privati: sanità, trasporti, lavoro. La crisi del gruppo Stellantis e delle tante aziende dell'indotto ha acuito la difficile situazione occupazionale. A Torino riparte la mobilitazione, qualche accordo è stato siglato, come il ritiro di 97 licenziamenti di Trasnova, ma altri vengono confermati in numerosi comparti italiani. Il piano di Beko prevede chiusure multiple di fabbriche e di uffici, con oltre 1.900 eccedenze su circa 4.400 dipendenti: l'azienda mette in esubero quasi la metà del personale senza risparmiare alcun sito del nostro paese.vSono più di 30 le crisi aziendali per le quali è stato aperto un tavolo nazionale al Mimit-Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Oltre 60 mila i lavoratori a rischio. Il Mimit sta monitorando anche altre 20 situazioni difficili nelle quali l'impresa, pur non versando in uno stato di crisi conclamata, opera in settori fragili.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 13 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63296893/corsivo_13_12_2024_08_25.mp3" length="3457610" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi lo sciopero generale indetto da Usb.  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Situazione occupazionale e agitazioni sindacali. Dove nasce questa conflittualità sindacale? La manovra economica è ritenuta insufficiente da Cgil e Uil che si sono già astenuti dal lavoro lo scorso 29 novembre, mentre la Cisl mantiene una linea aperta con il Governo. I confederali protestano contro il modesto piano di investimenti in vari settori pubblici e privati: sanità, trasporti, lavoro. La crisi del gruppo Stellantis e delle tante aziende dell'indotto ha acuito la difficile situazione occupazionale. A Torino riparte la mobilitazione, qualche accordo è stato siglato, come il ritiro di 97 licenziamenti di Trasnova, ma altri vengono confermati in numerosi comparti italiani. Il piano di Beko prevede chiusure multiple di fabbriche e di uffici, con oltre 1.900 eccedenze su circa 4.400 dipendenti: l'azienda mette in esubero quasi la metà del personale senza risparmiare alcun sito del nostro paese.vSono più di 30 le crisi aziendali per le quali è stato aperto un tavolo nazionale al Mimit-Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Oltre 60 mila i lavoratori a rischio. Il Mimit sta monitorando anche altre 20 situazioni difficili nelle quali l'impresa, pur non versando in uno stato di crisi conclamata, opera in settori fragili.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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In realtà, la popolazione che vive nel territorio siriano è assai variegata, essendo composta, in larga misura, da cittadini arabi di fede sunnita, ai quali vanno ad aggiungersi due minoranze piuttosto rilevanti (e cioè, un 12 % di arabi appartenenti alla setta sciita degli Alawiti ed un ulteriore  9% di Curdi). La componente cristiana del Paese, almeno fino a una decina di anni fa, raggiungeva, invece, la percentuale del 10%, ma è, comunque, sempre stata decisamente frazionata al suo interno, tra una pluralità di confessioni (cristiani arabi, assiri e armeni), cui si sono, storicamente, sommati anche i cespugli di altri  gruppi etno-religiosi come i Drusi, i Turkmeni e i Circassi.  Per secoli provincia dell’Impero Ottomano, la Siria, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, finisce sotto il controllo della Francia fino al 1946, quando ottiene la sua piena indipendenza ed inizia per lei un lungo periodo di gravi instabilità e di scontri militari, soprattutto tra le componenti sunnite e quelle alawite. A porre temporaneamente un freno a tutto  questo stato stato di cose,  sarà un golpe guidato, nel 1970, dal generale Hafez Assad (padre dell’odierno presidente appena fuggito a Mosca) che imporrà, attraverso una ferrea dittatura, il completo controllo della minoranza alawita sull’ intera nazione: il tutto, a scapito della maggioranza sunnita che, tra l’altro, sarà sovente oggetto di spietate repressioni, come quella che, nel 1982 , nella sola città di Hama, lascerà sul campo oltre ventimila vittime.  La Siria è, dunque, sempre stata - ed è tuttora – un terreno di scontro che ha origini molto lontane.   E’ difficile, quindi, pensare oggi ad un popolo siriano che, finalmente, trova il coraggio e le energie per ribellarsi – come fosse un solo uomo – agli oltre cinquant’anni della tirannia degli Assad….Molto meglio, per non ricevere poi sgradevolissime sorprese,  considerare che, anche quello che sta avvenendo in queste ore, altro non è se non una delle tante fasi  dell’atavico conflitto tra Islam sciita e Islam sunnita. Speriamo, naturalmente di sbagliarci, ma riteniamo più che probabile che ad emergere dalla dissoluzione del regime di Assad, non sarà tanto una struttura statale unitaria, quanto, invece, il sorgere, su tutto l’attuale territorio siriano, di una complessa serie di aree tribali militarizzate e costantemente ostili  fra di loro. Del resto, anche la Libia del dopo Gheddafi ci ha insegnato qualcosa...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 12 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555792/corsivo_12_12_2024_08_25.mp3" length="3680173" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Spesso, in Occidente, si tende a parlare di un “popolo siriano”, come se si trattasse di un gruppo nazionale omogeneo. In realtà, la popolazione che vive nel territorio siriano è assai variegata, essendo composta, in larga misura, da cittadini arabi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spesso, in Occidente, si tende a parlare di un “popolo siriano”, come se si trattasse di un gruppo nazionale omogeneo. In realtà, la popolazione che vive nel territorio siriano è assai variegata, essendo composta, in larga misura, da cittadini arabi di fede sunnita, ai quali vanno ad aggiungersi due minoranze piuttosto rilevanti (e cioè, un 12 % di arabi appartenenti alla setta sciita degli Alawiti ed un ulteriore  9% di Curdi). La componente cristiana del Paese, almeno fino a una decina di anni fa, raggiungeva, invece, la percentuale del 10%, ma è, comunque, sempre stata decisamente frazionata al suo interno, tra una pluralità di confessioni (cristiani arabi, assiri e armeni), cui si sono, storicamente, sommati anche i cespugli di altri  gruppi etno-religiosi come i Drusi, i Turkmeni e i Circassi.  Per secoli provincia dell’Impero Ottomano, la Siria, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, finisce sotto il controllo della Francia fino al 1946, quando ottiene la sua piena indipendenza ed inizia per lei un lungo periodo di gravi instabilità e di scontri militari, soprattutto tra le componenti sunnite e quelle alawite. A porre temporaneamente un freno a tutto  questo stato stato di cose,  sarà un golpe guidato, nel 1970, dal generale Hafez Assad (padre dell’odierno presidente appena fuggito a Mosca) che imporrà, attraverso una ferrea dittatura, il completo controllo della minoranza alawita sull’ intera nazione: il tutto, a scapito della maggioranza sunnita che, tra l’altro, sarà sovente oggetto di spietate repressioni, come quella che, nel 1982 , nella sola città di Hama, lascerà sul campo oltre ventimila vittime.  La Siria è, dunque, sempre stata - ed è tuttora – un terreno di scontro che ha origini molto lontane.   E’ difficile, quindi, pensare oggi ad un popolo siriano che, finalmente, trova il coraggio e le energie per ribellarsi – come fosse un solo uomo – agli oltre cinquant’anni della tirannia degli Assad….Molto meglio, per non ricevere poi sgradevolissime sorprese,  considerare che, anche quello che sta avvenendo in queste ore, altro non è se non una delle tante fasi  dell’atavico conflitto tra Islam sciita e Islam sunnita. Speriamo, naturalmente di sbagliarci, ma riteniamo più che probabile che ad emergere dalla dissoluzione del regime di Assad, non sarà tanto una struttura statale unitaria, quanto, invece, il sorgere, su tutto l’attuale territorio siriano, di una complessa serie di aree tribali militarizzate e costantemente ostili  fra di loro. Del resto, anche la Libia del dopo Gheddafi ci ha insegnato qualcosa...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/35097ad07bb5e8a2499203473385028a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vuoto lasciato da Assad | 12/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vuoto-lasciato-da-assad-12-12-2024-il-corsivo--63280492</link><description><![CDATA[Spesso, in Occidente, si tende a parlare di un “popolo siriano”, come se si trattasse di un gruppo nazionale omogeneo. In realtà, la popolazione che vive nel territorio siriano è assai variegata, essendo composta, in larga misura, da cittadini arabi di fede sunnita, ai quali vanno ad aggiungersi due minoranze piuttosto rilevanti (e cioè, un 12 % di arabi appartenenti alla setta sciita degli Alawiti ed un ulteriore  9% di Curdi). La componente cristiana del Paese, almeno fino a una decina di anni fa, raggiungeva, invece, la percentuale del 10%, ma è, comunque, sempre stata decisamente frazionata al suo interno, tra una pluralità di confessioni (cristiani arabi, assiri e armeni), cui si sono, storicamente, sommati anche i cespugli di altri  gruppi etno-religiosi come i Drusi, i Turkmeni e i Circassi.  Per secoli provincia dell’Impero Ottomano, la Siria, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, finisce sotto il controllo della Francia fino al 1946, quando ottiene la sua piena indipendenza ed inizia per lei un lungo periodo di gravi instabilità e di scontri militari, soprattutto tra le componenti sunnite e quelle alawite. A porre temporaneamente un freno a tutto  questo stato stato di cose,  sarà un golpe guidato, nel 1970, dal generale Hafez Assad (padre dell’odierno presidente appena fuggito a Mosca) che imporrà, attraverso una ferrea dittatura, il completo controllo della minoranza alawita sull’ intera nazione: il tutto, a scapito della maggioranza sunnita che, tra l’altro, sarà sovente oggetto di spietate repressioni, come quella che, nel 1982 , nella sola città di Hama, lascerà sul campo oltre ventimila vittime.  La Siria è, dunque, sempre stata - ed è tuttora – un terreno di scontro che ha origini molto lontane.   E’ difficile, quindi, pensare oggi ad un popolo siriano che, finalmente, trova il coraggio e le energie per ribellarsi – come fosse un solo uomo – agli oltre cinquant’anni della tirannia degli Assad….Molto meglio, per non ricevere poi sgradevolissime sorprese,  considerare che, anche quello che sta avvenendo in queste ore, altro non è se non una delle tante fasi  dell’atavico conflitto tra Islam sciita e Islam sunnita. Speriamo, naturalmente di sbagliarci, ma riteniamo più che probabile che ad emergere dalla dissoluzione del regime di Assad, non sarà tanto una struttura statale unitaria, quanto, invece, il sorgere, su tutto l’attuale territorio siriano, di una complessa serie di aree tribali militarizzate e costantemente ostili  fra di loro. Del resto, anche la Libia del dopo Gheddafi ci ha insegnato qualcosa...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 12 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63280492/corsivo_12_12_2024_08_25.mp3" length="3680173" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Spesso, in Occidente, si tende a parlare di un “popolo siriano”, come se si trattasse di un gruppo nazionale omogeneo. In realtà, la popolazione che vive nel territorio siriano è assai variegata, essendo composta, in larga misura, da cittadini arabi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spesso, in Occidente, si tende a parlare di un “popolo siriano”, come se si trattasse di un gruppo nazionale omogeneo. In realtà, la popolazione che vive nel territorio siriano è assai variegata, essendo composta, in larga misura, da cittadini arabi di fede sunnita, ai quali vanno ad aggiungersi due minoranze piuttosto rilevanti (e cioè, un 12 % di arabi appartenenti alla setta sciita degli Alawiti ed un ulteriore  9% di Curdi). La componente cristiana del Paese, almeno fino a una decina di anni fa, raggiungeva, invece, la percentuale del 10%, ma è, comunque, sempre stata decisamente frazionata al suo interno, tra una pluralità di confessioni (cristiani arabi, assiri e armeni), cui si sono, storicamente, sommati anche i cespugli di altri  gruppi etno-religiosi come i Drusi, i Turkmeni e i Circassi.  Per secoli provincia dell’Impero Ottomano, la Siria, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, finisce sotto il controllo della Francia fino al 1946, quando ottiene la sua piena indipendenza ed inizia per lei un lungo periodo di gravi instabilità e di scontri militari, soprattutto tra le componenti sunnite e quelle alawite. A porre temporaneamente un freno a tutto  questo stato stato di cose,  sarà un golpe guidato, nel 1970, dal generale Hafez Assad (padre dell’odierno presidente appena fuggito a Mosca) che imporrà, attraverso una ferrea dittatura, il completo controllo della minoranza alawita sull’ intera nazione: il tutto, a scapito della maggioranza sunnita che, tra l’altro, sarà sovente oggetto di spietate repressioni, come quella che, nel 1982 , nella sola città di Hama, lascerà sul campo oltre ventimila vittime.  La Siria è, dunque, sempre stata - ed è tuttora – un terreno di scontro che ha origini molto lontane.   E’ difficile, quindi, pensare oggi ad un popolo siriano che, finalmente, trova il coraggio e le energie per ribellarsi – come fosse un solo uomo – agli oltre cinquant’anni della tirannia degli Assad….Molto meglio, per non ricevere poi sgradevolissime sorprese,  considerare che, anche quello che sta avvenendo in queste ore, altro non è se non una delle tante fasi  dell’atavico conflitto tra Islam sciita e Islam sunnita. Speriamo, naturalmente di sbagliarci, ma riteniamo più che probabile che ad emergere dalla dissoluzione del regime di Assad, non sarà tanto una struttura statale unitaria, quanto, invece, il sorgere, su tutto l’attuale territorio siriano, di una complessa serie di aree tribali militarizzate e costantemente ostili  fra di loro. Del resto, anche la Libia del dopo Gheddafi ci ha insegnato qualcosa...   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/35097ad07bb5e8a2499203473385028a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mohammed al-Bashir è il capo del governo dei ribelli siriani | 11/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mohammed-al-bashir-e-il-capo-del-governo-dei-ribelli-siriani-11-12-2024-il-corsivo--64555796</link><description><![CDATA[Mohammed al-Bashir è il capo del governo dei ribelli siriani. Il nuovo uomo forte di Damasco si chiama Mohammed al-Bashir. Sarà il leader del “Governo di salvezza siriano” ora al potere nella regione di Idlib: i ribelli lo hanno incaricato di formare un nuovo governo per gestire la complessa e delicata transizione politica in Siria. Tutto è nato dopo il decisivo incontro tra Ahmed al-Shara, meglio noto con il suo precedente nome di battaglia Al-Jolani, e Muhammad al-Jalali, già primo ministro sotto il regime precedente. La nomina di al-Bashir segna una nuova fase nella dinamica politica siriana. Resta da vedere se il nuovo governo riuscirà a navigare le tensioni interne e le pressioni internazionali per una soluzione duratura alla crisi che affligge il paese da oltre un decennio.  Chi è Mohammed al-Bashir? Nasce nel 1983 nella provincia settentrionale di Idlib, si è laureato in ingegneria elettrica ed elettronica presso l’Università di Aleppo nel 2007. Ha lavorato per la Syrian Gas Company come dirigente di un impianto fino al 2011, quando la guerra civile ha trasformato la sua carriera e il contesto politico. Nel 2021 ha conseguito una laurea in Sharia e Giurisprudenza presso l’Università di Idlib, consolidando il suo profilo tecnico e giuridico. Poi, tra il 2022 e il 2023, è stato ministro dello Sviluppo e degli Affari umanitari nel governo guidato da Ali Abdulrahman Keda. La sua agenda politica si è distinta per l’impegno verso la modernizzazione amministrativa, con un focus sull’e-government e sull’automazione dei servizi pubblici. Ha anche promosso una politica fiscale favorevole, riducendo le tasse immobiliari, riformando le normative urbanistiche e avviando un ampliamento del piano regolatore della città di Idlib.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 11 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555796/corsivo_11_12_2024_08_25.mp3" length="3138498" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Mohammed al-Bashir è il capo del governo dei ribelli siriani. 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Resta da vedere se il nuovo governo riuscirà a navigare le tensioni interne e le pressioni internazionali per una soluzione duratura alla crisi che affligge il paese da oltre un decennio.  Chi è Mohammed al-Bashir? Nasce nel 1983 nella provincia settentrionale di Idlib, si è laureato in ingegneria elettrica ed elettronica presso l’Università di Aleppo nel 2007. Ha lavorato per la Syrian Gas Company come dirigente di un impianto fino al 2011, quando la guerra civile ha trasformato la sua carriera e il contesto politico. Nel 2021 ha conseguito una laurea in Sharia e Giurisprudenza presso l’Università di Idlib, consolidando il suo profilo tecnico e giuridico. Poi, tra il 2022 e il 2023, è stato ministro dello Sviluppo e degli Affari umanitari nel governo guidato da Ali Abdulrahman Keda. La sua agenda politica si è distinta per l’impegno verso la modernizzazione amministrativa, con un focus sull’e-government e sull’automazione dei servizi pubblici. Ha anche promosso una politica fiscale favorevole, riducendo le tasse immobiliari, riformando le normative urbanistiche e avviando un ampliamento del piano regolatore della città di Idlib.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Oggi lo sciopero dei sindacati | 11/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/esplosione-nel-deposito-eni-a-calenzano-i-morti-salgono-a-cinque-oggi-lo-sciopero-dei-sindacati-11-12-2024-il-corsivo--63263015</link><description><![CDATA[Esplosione nel deposito Eni a Calenzano.  I morti salgono a cinque.  Sono stati trovati i corpi dei tre dispersi tra i detriti e le ferraglie del deposito Eni di Calenzano, colpito da una violenta esplosione. Il bilancio dei morti sale così a cinque. Le salme sono state trasferite all'Istituto di Medicina legale dell'ospedale fiorentino di Careggi dove viene effettuata l'autopsia e prelevato il Dna per l'esatta identificazione. La procura di Prato procede con il reato di omicidio colposo plurimo. Sono l'esplosivista Roberto Vassale e il chimico esplosivista Renzo Cabrino i due consulenti incaricati dalla magistratura per svolgere accertamenti per le indagini sulla deflagrazione. Entrambi hanno già lavorato come periti nella strage di Capaci, per il procuratore di Prato Luca Tescaroli quando era pm a Caltanissetta. "Qualcosa non ha funzionato ma saranno gli organi inquirenti a stabilire cosa", ha spiegato il sottosegretario all'Interno con delega ai vigili del fuoco, Emanuele Prisco.  “Il deposito Eni va spostato, non possiamo andare avanti così”, chiede il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani.  Oggi lo sciopero dei sindacati. "Basta morti sul lavoro". I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per oggi un presidio-manifestazione in piazza Vittorio Veneto a Calenzano alle ore 14:30. "E' inaccettabile. Cinque persone sono uscite di casa per andare a lavorare e non torneranno mai - dicono i sindacati- senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita".   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 11 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63263015/corsivo_11_12_2024_08_25.mp3" length="3138498" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Esplosione nel deposito Eni a Calenzano.  I morti salgono a cinque.  Sono stati trovati i corpi dei tre dispersi tra i detriti e le ferraglie del deposito Eni di Calenzano, colpito da una violenta esplosione. Il bilancio dei morti sale così a cinque....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Esplosione nel deposito Eni a Calenzano.  I morti salgono a cinque.  Sono stati trovati i corpi dei tre dispersi tra i detriti e le ferraglie del deposito Eni di Calenzano, colpito da una violenta esplosione. Il bilancio dei morti sale così a cinque. Le salme sono state trasferite all'Istituto di Medicina legale dell'ospedale fiorentino di Careggi dove viene effettuata l'autopsia e prelevato il Dna per l'esatta identificazione. La procura di Prato procede con il reato di omicidio colposo plurimo. Sono l'esplosivista Roberto Vassale e il chimico esplosivista Renzo Cabrino i due consulenti incaricati dalla magistratura per svolgere accertamenti per le indagini sulla deflagrazione. Entrambi hanno già lavorato come periti nella strage di Capaci, per il procuratore di Prato Luca Tescaroli quando era pm a Caltanissetta. "Qualcosa non ha funzionato ma saranno gli organi inquirenti a stabilire cosa", ha spiegato il sottosegretario all'Interno con delega ai vigili del fuoco, Emanuele Prisco.  “Il deposito Eni va spostato, non possiamo andare avanti così”, chiede il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani.  Oggi lo sciopero dei sindacati. "Basta morti sul lavoro". I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per oggi un presidio-manifestazione in piazza Vittorio Veneto a Calenzano alle ore 14:30. "E' inaccettabile. Cinque persone sono uscite di casa per andare a lavorare e non torneranno mai - dicono i sindacati- senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita".   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/823aacfaffbcb4b775387eaf8ec52bfe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Esplode un deposito Eni a Calenzano. Morti, feriti, dispersi | 10/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/esplode-un-deposito-eni-a-calenzano-morti-feriti-dispersi-10-12-2024-il-corsivo--64555784</link><description><![CDATA[Esplode un deposito Eni a Calenzano. Morti, feriti, dispersi. Se c'è una morale in quello che è accaduto a Calenzano, in un deposito di carburante dell'Eni, in una delle zone più popolose d'Italia, è che non esiste una chimica pulita. Lo avevo già compreso nel luglio 1976 quando da giovane cronista dovetti recarmi all'Icmesa di Seveso, dove una spaventosa esplosione distrusse la valvola di scarico del reattore B, provocando la fuoriuscita di 15-18 chilogrammi di diossina. Sono passati 48 anni da quell'incidente, è ancora in vigore una direttiva europea che prende il nome della città di Seveso, eppure si continua a morire in industrie chimiche. A Calenzano, è esplosa una delle autobotti presso la pensilina di carico, nella zona dove viene caricato il carburante da nove silos. Ci sono morti, feriti e dispersi. Secondo Arpat, non ci sono rischi per la salute. Le concentrazioni in aria a livello del suolo a partire dalla conclusione delle operazioni di spegnimento sono da ritenersi trascurabili e la nube dell’incendio si è dispersa.   I lavoratori proclamano lo sciopero.  Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze proclamano uno sciopero generale provinciale di 4 ore, a fine turno, per mercoledì 11 dicembre. Si tratta di una risposta doverosa a quanto accaduto a Calenzano. I sindacati dicono che senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita. E hanno ragione. Ma qui non c'è solo il problema della sicurezza, anche di una visione di sviluppo economico che mette al centro il mero profitto rispetto alle condizioni in cui si lavora nel settore chimico. Quanti altri depositi tipo quello di Calenzano sono ancora oggi piazzati in luoghi ad alta concentrazione di popolazione, vicino a grandi agglomerati urbani?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 10 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555784/corsivo_10_12_2024_08_25.mp3" length="3049473" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Esplode un deposito Eni a Calenzano. 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A Calenzano, è esplosa una delle autobotti presso la pensilina di carico, nella zona dove viene caricato il carburante da nove silos. Ci sono morti, feriti e dispersi. Secondo Arpat, non ci sono rischi per la salute. Le concentrazioni in aria a livello del suolo a partire dalla conclusione delle operazioni di spegnimento sono da ritenersi trascurabili e la nube dell’incendio si è dispersa.   I lavoratori proclamano lo sciopero.  Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze proclamano uno sciopero generale provinciale di 4 ore, a fine turno, per mercoledì 11 dicembre. Si tratta di una risposta doverosa a quanto accaduto a Calenzano. I sindacati dicono che senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita. E hanno ragione. Ma qui non c'è solo il problema della sicurezza, anche di una visione di sviluppo economico che mette al centro il mero profitto rispetto alle condizioni in cui si lavora nel settore chimico. Quanti altri depositi tipo quello di Calenzano sono ancora oggi piazzati in luoghi ad alta concentrazione di popolazione, vicino a grandi agglomerati urbani?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2431609c14587360b1458bd118b108a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Esplode un deposito Eni a Calenzano. 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Ci sono morti, feriti e dispersi. Secondo Arpat, non ci sono rischi per la salute. Le concentrazioni in aria a livello del suolo a partire dalla conclusione delle operazioni di spegnimento sono da ritenersi trascurabili e la nube dell’incendio si è dispersa.   I lavoratori proclamano lo sciopero.  Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze proclamano uno sciopero generale provinciale di 4 ore, a fine turno, per mercoledì 11 dicembre. Si tratta di una risposta doverosa a quanto accaduto a Calenzano. I sindacati dicono che senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita. E hanno ragione. Ma qui non c'è solo il problema della sicurezza, anche di una visione di sviluppo economico che mette al centro il mero profitto rispetto alle condizioni in cui si lavora nel settore chimico. Quanti altri depositi tipo quello di Calenzano sono ancora oggi piazzati in luoghi ad alta concentrazione di popolazione, vicino a grandi agglomerati urbani?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 10 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63249964/corsivo_10_12_2024_08_25.mp3" length="3049473" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Esplode un deposito Eni a Calenzano. 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A Calenzano, è esplosa una delle autobotti presso la pensilina di carico, nella zona dove viene caricato il carburante da nove silos. Ci sono morti, feriti e dispersi. Secondo Arpat, non ci sono rischi per la salute. Le concentrazioni in aria a livello del suolo a partire dalla conclusione delle operazioni di spegnimento sono da ritenersi trascurabili e la nube dell’incendio si è dispersa.   I lavoratori proclamano lo sciopero.  Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze proclamano uno sciopero generale provinciale di 4 ore, a fine turno, per mercoledì 11 dicembre. Si tratta di una risposta doverosa a quanto accaduto a Calenzano. I sindacati dicono che senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita. E hanno ragione. Ma qui non c'è solo il problema della sicurezza, anche di una visione di sviluppo economico che mette al centro il mero profitto rispetto alle condizioni in cui si lavora nel settore chimico. Quanti altri depositi tipo quello di Calenzano sono ancora oggi piazzati in luoghi ad alta concentrazione di popolazione, vicino a grandi agglomerati urbani?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2431609c14587360b1458bd118b108a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Siria finisce la saga degli Assad. 54 anni di dittatura feroce | 09/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-siria-finisce-la-saga-degli-assad-54-anni-di-dittatura-feroce-09-12-2024-il-corsivo--64555794</link><description><![CDATA[In Siria finisce la saga degli Assad. 54 anni di dittatura feroce.  54 anni di feroce repressione. Questa è stata la saga degli Assad in Siria. La figura di Bashar al Assad è l'ultima maschera insanguinata di una storia di dittatura tremenda e spietata che ereditò dal padre Hafiz. La saga degli Assad inizia nel novembre 1970 quando l’allora generale e ministro della Difesa, Hafiz al Assad, prende il potere con un colpo di stato, alla guida del cosiddetto “movimento correttivo”. Tutti gli oppositori vengono incarcerati, compreso Salah al Jadeed e Nureddin Atassi, entrambi appartenenti al partito Ba’ath.  La strategia degli Assad nello scacchiere internazionale.   Hafiz al Assad crea un sistema basato sul controllo del Paese da parte della minoranza alawita a cui lui fa riferimento. I posti chiave dell'organizzazione militare e politica della Siria sono nelle mani di uomini di fiducia, in gran parte familiari, piazzati alla guida di ben dieci servizi segreti. Da questi aguzzini partono gli ordini per le repressioni di Hama e di Aleppo, fra il 1979 e il 1982, in cui almeno 35 mila oppositori o comuni cittadini vengono trucidati  dopo aver protestato contro il potere degli Assad.  Una visione pragmatica degli equilibri internazionali aiuta il regime siriano a trasformarsi in uno degli attori principali del Medio Oriente: dalla guerra del 1973 dello Yom Kippur fino ai conflitti civili in Libano e, successivamente, in Iraq.  Di padre in figlio.  Nel 2000 muore Hafiz al Assad. Al suo posto arriva Bashar. Parla inglese, studia oculistica a Londra, è estraneo ai circoli di potere. Viene eletto con un plebiscito popolare grazie a un emendamento costituzionale ad personam. Nel 2001, i leader dell’opposizione avviano la primavera di Damasco, finita con una tornata di arresti. Chi uscirà dal carcere, nel 2005, pubblicherà il “manifesto di Damasco”, e sarà nuovamente arrestato. Nel 2011, durante la primavera araba il regime reprime duramente ogni forma di opposizione. E' l’inizio della guerra civile e dell’ascesa di movimenti islamici che fanno proselitismo all’interno del vuoto creato dalla repressione. Il coinvolgimento delle potenze estere e regionali, come la Russia, la Turchia, i Paesi del Golfo e gli Usa diviene rilevante nel gioco di pressioni e di influenze. Fino alla fine del potere di Bahsar al Assad.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 09 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555794/corsivo_09_12_2024_08_25.mp3" length="3488957" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Siria finisce la saga degli Assad. 54 anni di dittatura feroce.  54 anni di feroce repressione. 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Nel 2001, i leader dell’opposizione avviano la primavera di Damasco, finita con una tornata di arresti. Chi uscirà dal carcere, nel 2005, pubblicherà il “manifesto di Damasco”, e sarà nuovamente arrestato. Nel 2011, durante la primavera araba il regime reprime duramente ogni forma di opposizione. E' l’inizio della guerra civile e dell’ascesa di movimenti islamici che fanno proselitismo all’interno del vuoto creato dalla repressione. Il coinvolgimento delle potenze estere e regionali, come la Russia, la Turchia, i Paesi del Golfo e gli Usa diviene rilevante nel gioco di pressioni e di influenze. Fino alla fine del potere di Bahsar al Assad.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9abc22640c50cd779c17f057e9f0648e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Siria finisce la saga degli Assad. 54 anni di dittatura feroce | 09/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-siria-finisce-la-saga-degli-assad-54-anni-di-dittatura-feroce-09-12-2024-il-corsivo--63234344</link><description><![CDATA[In Siria finisce la saga degli Assad. 54 anni di dittatura feroce.  54 anni di feroce repressione. Questa è stata la saga degli Assad in Siria. La figura di Bashar al Assad è l'ultima maschera insanguinata di una storia di dittatura tremenda e spietata che ereditò dal padre Hafiz. La saga degli Assad inizia nel novembre 1970 quando l’allora generale e ministro della Difesa, Hafiz al Assad, prende il potere con un colpo di stato, alla guida del cosiddetto “movimento correttivo”. Tutti gli oppositori vengono incarcerati, compreso Salah al Jadeed e Nureddin Atassi, entrambi appartenenti al partito Ba’ath.  La strategia degli Assad nello scacchiere internazionale.   Hafiz al Assad crea un sistema basato sul controllo del Paese da parte della minoranza alawita a cui lui fa riferimento. I posti chiave dell'organizzazione militare e politica della Siria sono nelle mani di uomini di fiducia, in gran parte familiari, piazzati alla guida di ben dieci servizi segreti. Da questi aguzzini partono gli ordini per le repressioni di Hama e di Aleppo, fra il 1979 e il 1982, in cui almeno 35 mila oppositori o comuni cittadini vengono trucidati  dopo aver protestato contro il potere degli Assad.  Una visione pragmatica degli equilibri internazionali aiuta il regime siriano a trasformarsi in uno degli attori principali del Medio Oriente: dalla guerra del 1973 dello Yom Kippur fino ai conflitti civili in Libano e, successivamente, in Iraq.  Di padre in figlio.  Nel 2000 muore Hafiz al Assad. Al suo posto arriva Bashar. Parla inglese, studia oculistica a Londra, è estraneo ai circoli di potere. Viene eletto con un plebiscito popolare grazie a un emendamento costituzionale ad personam. Nel 2001, i leader dell’opposizione avviano la primavera di Damasco, finita con una tornata di arresti. Chi uscirà dal carcere, nel 2005, pubblicherà il “manifesto di Damasco”, e sarà nuovamente arrestato. Nel 2011, durante la primavera araba il regime reprime duramente ogni forma di opposizione. E' l’inizio della guerra civile e dell’ascesa di movimenti islamici che fanno proselitismo all’interno del vuoto creato dalla repressione. Il coinvolgimento delle potenze estere e regionali, come la Russia, la Turchia, i Paesi del Golfo e gli Usa diviene rilevante nel gioco di pressioni e di influenze. Fino alla fine del potere di Bahsar al Assad.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 09 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63234344/corsivo_09_12_2024_08_25.mp3" length="3488957" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Siria finisce la saga degli Assad. 54 anni di dittatura feroce.  54 anni di feroce repressione. 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I posti chiave dell'organizzazione militare e politica della Siria sono nelle mani di uomini di fiducia, in gran parte familiari, piazzati alla guida di ben dieci servizi segreti. Da questi aguzzini partono gli ordini per le repressioni di Hama e di Aleppo, fra il 1979 e il 1982, in cui almeno 35 mila oppositori o comuni cittadini vengono trucidati  dopo aver protestato contro il potere degli Assad.  Una visione pragmatica degli equilibri internazionali aiuta il regime siriano a trasformarsi in uno degli attori principali del Medio Oriente: dalla guerra del 1973 dello Yom Kippur fino ai conflitti civili in Libano e, successivamente, in Iraq.  Di padre in figlio.  Nel 2000 muore Hafiz al Assad. Al suo posto arriva Bashar. Parla inglese, studia oculistica a Londra, è estraneo ai circoli di potere. Viene eletto con un plebiscito popolare grazie a un emendamento costituzionale ad personam. Nel 2001, i leader dell’opposizione avviano la primavera di Damasco, finita con una tornata di arresti. Chi uscirà dal carcere, nel 2005, pubblicherà il “manifesto di Damasco”, e sarà nuovamente arrestato. Nel 2011, durante la primavera araba il regime reprime duramente ogni forma di opposizione. E' l’inizio della guerra civile e dell’ascesa di movimenti islamici che fanno proselitismo all’interno del vuoto creato dalla repressione. Il coinvolgimento delle potenze estere e regionali, come la Russia, la Turchia, i Paesi del Golfo e gli Usa diviene rilevante nel gioco di pressioni e di influenze. Fino alla fine del potere di Bahsar al Assad.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9abc22640c50cd779c17f057e9f0648e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La 'ndrangheta si infiltra nella provincia di Brescia. 25 arresti, anche una suora nella banda criminale | 06/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-ndrangheta-si-infiltra-nella-provincia-di-brescia-25-arresti-anche-una-suora-nella-banda-criminale-06-12-2024-il-corsivo--64555786</link><description><![CDATA[La 'ndrangheta si infiltra nella provincia di Brescia.  La 'ndrangheta è infiltrata in tutto il Nord e non da oggi, almeno dai primi degli anni Ottanta. Non stupisce dunque che anche nella provincia di Brescia gruppi criminali abbiano fatto affari cospicui attraverso traffico di armi e droga, riciclaggio del denaro sporco, estorsioni, usura, reati tributari e naturalmente l'ottenimento di appalti pubblici attraverso un oleato sistema di voto di scambio con alcuni politici locali in combutta con il clan Tripodi. L’indagine della DDA bresciana conferma il radicamento di organizzazioni criminali che trovano articolazioni anche in un territorio ricco, prospero, ma non immune a infiltrazioni. Il gruppo individuato dagli investigatori è legato direttamente ai vertici della ‘ndrangheta: avrebbe sfruttato la fama criminale dell’organizzazione d’origine, adeguandosi al territorio del nord dove si occupa soprattutto di materia fiscale attraverso società pulite gestite da prestanomi.  25 arresti, anche una suora nella banda criminale.  25 arresti. Tra le persone coinvolte figurano anche l’ex consigliere comunale di Brescia in quota FdI, Giovanni Acri, Mauro Galeazzi, ex esponente della Lega a Castel Mella. Secondo gli inquirenti, a disposizione del clan c'è anche suor Anna Donelli, accusata di concorso esterno: si sarebbe occupata di garantire il collegamento con i detenuti in carcere agendo come una sorta di intermediaria tra i mafiosi in carcere e quelli liberi alla guida del clan. Fanno impressione le parole del procuratore capo di Brescia Francesco Prete. "Nel Bresciano c’è un radicamento mafioso viscido che rende difficile il nostro lavoro”. E' la conferma che molto c'è ancora da fare per estirpare la malapianta delle cosche.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 06 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555786/corsivo_06_12_2024_08_25.mp3" length="3013110" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La 'ndrangheta si infiltra nella provincia di Brescia.  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Il gruppo individuato dagli investigatori è legato direttamente ai vertici della ‘ndrangheta: avrebbe sfruttato la fama criminale dell’organizzazione d’origine, adeguandosi al territorio del nord dove si occupa soprattutto di materia fiscale attraverso società pulite gestite da prestanomi.  25 arresti, anche una suora nella banda criminale.  25 arresti. Tra le persone coinvolte figurano anche l’ex consigliere comunale di Brescia in quota FdI, Giovanni Acri, Mauro Galeazzi, ex esponente della Lega a Castel Mella. Secondo gli inquirenti, a disposizione del clan c'è anche suor Anna Donelli, accusata di concorso esterno: si sarebbe occupata di garantire il collegamento con i detenuti in carcere agendo come una sorta di intermediaria tra i mafiosi in carcere e quelli liberi alla guida del clan. Fanno impressione le parole del procuratore capo di Brescia Francesco Prete. "Nel Bresciano c’è un radicamento mafioso viscido che rende difficile il nostro lavoro”. E' la conferma che molto c'è ancora da fare per estirpare la malapianta delle cosche.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La 'ndrangheta è infiltrata in tutto il Nord e non da oggi, almeno dai primi degli anni Ottanta. Non stupisce dunque che anche nella provincia di Brescia gruppi criminali abbiano fatto affari cospicui attraverso traffico di armi e droga, riciclaggio del denaro sporco, estorsioni, usura, reati tributari e naturalmente l'ottenimento di appalti pubblici attraverso un oleato sistema di voto di scambio con alcuni politici locali in combutta con il clan Tripodi. L’indagine della DDA bresciana conferma il radicamento di organizzazioni criminali che trovano articolazioni anche in un territorio ricco, prospero, ma non immune a infiltrazioni. Il gruppo individuato dagli investigatori è legato direttamente ai vertici della ‘ndrangheta: avrebbe sfruttato la fama criminale dell’organizzazione d’origine, adeguandosi al territorio del nord dove si occupa soprattutto di materia fiscale attraverso società pulite gestite da prestanomi.  25 arresti, anche una suora nella banda criminale.  25 arresti. Tra le persone coinvolte figurano anche l’ex consigliere comunale di Brescia in quota FdI, Giovanni Acri, Mauro Galeazzi, ex esponente della Lega a Castel Mella. Secondo gli inquirenti, a disposizione del clan c'è anche suor Anna Donelli, accusata di concorso esterno: si sarebbe occupata di garantire il collegamento con i detenuti in carcere agendo come una sorta di intermediaria tra i mafiosi in carcere e quelli liberi alla guida del clan. Fanno impressione le parole del procuratore capo di Brescia Francesco Prete. "Nel Bresciano c’è un radicamento mafioso viscido che rende difficile il nostro lavoro”. E' la conferma che molto c'è ancora da fare per estirpare la malapianta delle cosche.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 06 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63183664/corsivo_06_12_2024_08_25.mp3" length="3013110" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La 'ndrangheta si infiltra nella provincia di Brescia.  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Il gruppo individuato dagli investigatori è legato direttamente ai vertici della ‘ndrangheta: avrebbe sfruttato la fama criminale dell’organizzazione d’origine, adeguandosi al territorio del nord dove si occupa soprattutto di materia fiscale attraverso società pulite gestite da prestanomi.  25 arresti, anche una suora nella banda criminale.  25 arresti. Tra le persone coinvolte figurano anche l’ex consigliere comunale di Brescia in quota FdI, Giovanni Acri, Mauro Galeazzi, ex esponente della Lega a Castel Mella. Secondo gli inquirenti, a disposizione del clan c'è anche suor Anna Donelli, accusata di concorso esterno: si sarebbe occupata di garantire il collegamento con i detenuti in carcere agendo come una sorta di intermediaria tra i mafiosi in carcere e quelli liberi alla guida del clan. Fanno impressione le parole del procuratore capo di Brescia Francesco Prete. "Nel Bresciano c’è un radicamento mafioso viscido che rende difficile il nostro lavoro”. E' la conferma che molto c'è ancora da fare per estirpare la malapianta delle cosche.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il gruppo di 12 persone, smantellato a Bologna dagli investigatori, si ispirava alla 'Werewolf Division', i 'lupi mannari' nazisti guidati da Heinrich Himmler per contrastare l'avanzata delle forze alleate e sovietiche in Germania alla fine della Seconda guerra mondiale. I militanti erano strutturati come un nucleo clandestino. Progettavano azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni. Nelle chat del 2023, parlavano anche di un attentato alla premier Giorgia Meloni, e ad un economista del World Economic Forum. Le accuse rivolte ai membri del gruppo sono associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco.   La galassia nazista in Italia. Non è la prima volta che magistrati e forze dell'ordine intercettano gruppi paramilitari potenzialmente pericolosi. Si può parlare dell'esistenza di una galassia formata da sigle non sempre collegate tra loro, ma unite da uno scopo preciso: mirano al sovvertimento dell'attuale ordinamento per "l'instaurazione di uno Stato etico e autoritario incentrato sulla 'razza ariana'. L'inchiesta bolognese accerta contatti tra i vertici dell’organizzazione 'Werewolf Division' con i leader di un’altra associazione sovversiva di stampo negazionista e suprematista denominata “Ordine di Hagal”, attiva sul territorio nazionale e disarticolata a fine 2022 dalla Digos partenopea. Ha ragione il sindaco di Bologna Matteo Lepore quando afferma che nel 2024 i neonazisti in Italia esistono. Quando qualcuno si preoccupa di denunciare che questi temi sono d'attualità e assolutamente importanti, penso che vada assolutamente preso sul serio.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 05 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555790/corsivo_05_12_2024_08_25.mp3" length="3098374" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La rete nazista di Bologna e i piani eversivi della galassia nera.  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Ha ragione il sindaco di Bologna Matteo Lepore quando afferma che nel 2024 i neonazisti in Italia esistono. Quando qualcuno si preoccupa di denunciare che questi temi sono d'attualità e assolutamente importanti, penso che vada assolutamente preso sul serio.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Si può parlare dell'esistenza di una galassia formata da sigle non sempre collegate tra loro, ma unite da uno scopo preciso: mirano al sovvertimento dell'attuale ordinamento per "l'instaurazione di uno Stato etico e autoritario incentrato sulla 'razza ariana'. L'inchiesta bolognese accerta contatti tra i vertici dell’organizzazione 'Werewolf Division' con i leader di un’altra associazione sovversiva di stampo negazionista e suprematista denominata “Ordine di Hagal”, attiva sul territorio nazionale e disarticolata a fine 2022 dalla Digos partenopea. Ha ragione il sindaco di Bologna Matteo Lepore quando afferma che nel 2024 i neonazisti in Italia esistono. Quando qualcuno si preoccupa di denunciare che questi temi sono d'attualità e assolutamente importanti, penso che vada assolutamente preso sul serio.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 05 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63160029/corsivo_05_12_2024_08_25.mp3" length="3098374" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La rete nazista di Bologna e i piani eversivi della galassia nera.  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Le accuse rivolte ai membri del gruppo sono associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco.   La galassia nazista in Italia. Non è la prima volta che magistrati e forze dell'ordine intercettano gruppi paramilitari potenzialmente pericolosi. Si può parlare dell'esistenza di una galassia formata da sigle non sempre collegate tra loro, ma unite da uno scopo preciso: mirano al sovvertimento dell'attuale ordinamento per "l'instaurazione di uno Stato etico e autoritario incentrato sulla 'razza ariana'. L'inchiesta bolognese accerta contatti tra i vertici dell’organizzazione 'Werewolf Division' con i leader di un’altra associazione sovversiva di stampo negazionista e suprematista denominata “Ordine di Hagal”, attiva sul territorio nazionale e disarticolata a fine 2022 dalla Digos partenopea. Ha ragione il sindaco di Bologna Matteo Lepore quando afferma che nel 2024 i neonazisti in Italia esistono. Quando qualcuno si preoccupa di denunciare che questi temi sono d'attualità e assolutamente importanti, penso che vada assolutamente preso sul serio.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ec117468764477eb7d446751459e0b80.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Francia appesa ad un filo. In bilico il Governo Barnier. Oggi il voto di sfiducia | 04/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-francia-appesa-ad-un-filo-in-bilico-il-governo-barnier-oggi-il-voto-di-sfiducia-04-12-2024-il-corsivo--64555803</link><description><![CDATA[La Francia appesa ad un filo. In bilico il Governo Barnier. Oggi il voto di sfiducia. Oggi si capirà se l'azione congiunta di destra e sinistra per far cadere il governo di Michel Barnier troverà nel voto di sfiducia l'atto conclusivo. In Tv, Barnier dice che è possibile che il governo non venga sfiduciato, e lancia un appello a un riflesso di responsabilità al di là delle differenze politiche. Barnier parla di bene comune, di interesse nazionale, ma è l'ultimo tentativo disperato di rimanere a galla. Senza la fiducia di Le Pen, di Mélenchon, dei socialisti di Faurè, Barnier scivola dritto verso la fine del suo brevissimo mandato.   Macron: le mie dimissioni sono fantapolitica.    L'obiettivo di destra e sinistra non è tanto la sfiducia contro Barnier, ma le dimissioni di Emmanuel Macron. "Fantapolitica", ha replicato il presidente francese da Riad, in Arabia Saudita, dove si trova in visita di Stato. L’inquilino dell’Eliseo ha assicurato di non avere mai pensato di lasciare prima della fine del mandato, nel 2027. " Sono stato eletto due volte dal popolo francese", ha dichiarato Macron, ribadendo di voler restare fino all'ultimo secondo al suo posto per essere utile al Paese.   Il rischio di una crisi finanziaria nel cuore dell'Europa.  Tutti gli analisti sono concordi: l'eventuale crisi politica del Governo Barnier trascinerà la Francia in una crisi finanziaria di vaste proporzioni, nel cuore dell'Europa. “La Francia è un Paese ricco e solido”, sostiene Macron che tenta di rassicurare il sistema economico, dare fiducia rispetto ai timori che la mancata approvazione della legge di bilancio, proprio il dossier su cui si è aperta la crisi, possa scatenare i mercati contro il debito pubblico francese. Macron riuscirà ad uscire da questa impasse politico-istituzionale?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 04 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555803/corsivo_04_12_2024_08_25.mp3" length="2939132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Francia appesa ad un filo. 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L'obiettivo di destra e sinistra non è tanto la sfiducia contro Barnier, ma le dimissioni di Emmanuel Macron. "Fantapolitica", ha replicato il presidente francese da Riad, in Arabia Saudita, dove si trova in visita di Stato. L’inquilino dell’Eliseo ha assicurato di non avere mai pensato di lasciare prima della fine del mandato, nel 2027. " Sono stato eletto due volte dal popolo francese", ha dichiarato Macron, ribadendo di voler restare fino all'ultimo secondo al suo posto per essere utile al Paese.   Il rischio di una crisi finanziaria nel cuore dell'Europa.  Tutti gli analisti sono concordi: l'eventuale crisi politica del Governo Barnier trascinerà la Francia in una crisi finanziaria di vaste proporzioni, nel cuore dell'Europa. “La Francia è un Paese ricco e solido”, sostiene Macron che tenta di rassicurare il sistema economico, dare fiducia rispetto ai timori che la mancata approvazione della legge di bilancio, proprio il dossier su cui si è aperta la crisi, possa scatenare i mercati contro il debito pubblico francese. Macron riuscirà ad uscire da questa impasse politico-istituzionale?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/279ac69533ea77be610cefcc94cf05bb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Francia appesa ad un filo. In bilico il Governo Barnier. 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L'obiettivo di destra e sinistra non è tanto la sfiducia contro Barnier, ma le dimissioni di Emmanuel Macron. "Fantapolitica", ha replicato il presidente francese da Riad, in Arabia Saudita, dove si trova in visita di Stato. L’inquilino dell’Eliseo ha assicurato di non avere mai pensato di lasciare prima della fine del mandato, nel 2027. " Sono stato eletto due volte dal popolo francese", ha dichiarato Macron, ribadendo di voler restare fino all'ultimo secondo al suo posto per essere utile al Paese.   Il rischio di una crisi finanziaria nel cuore dell'Europa.  Tutti gli analisti sono concordi: l'eventuale crisi politica del Governo Barnier trascinerà la Francia in una crisi finanziaria di vaste proporzioni, nel cuore dell'Europa. “La Francia è un Paese ricco e solido”, sostiene Macron che tenta di rassicurare il sistema economico, dare fiducia rispetto ai timori che la mancata approvazione della legge di bilancio, proprio il dossier su cui si è aperta la crisi, possa scatenare i mercati contro il debito pubblico francese. Macron riuscirà ad uscire da questa impasse politico-istituzionale?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 04 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63139040/corsivo_04_12_2024_08_25.mp3" length="2939132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Francia appesa ad un filo. 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L'obiettivo di destra e sinistra non è tanto la sfiducia contro Barnier, ma le dimissioni di Emmanuel Macron. "Fantapolitica", ha replicato il presidente francese da Riad, in Arabia Saudita, dove si trova in visita di Stato. L’inquilino dell’Eliseo ha assicurato di non avere mai pensato di lasciare prima della fine del mandato, nel 2027. " Sono stato eletto due volte dal popolo francese", ha dichiarato Macron, ribadendo di voler restare fino all'ultimo secondo al suo posto per essere utile al Paese.   Il rischio di una crisi finanziaria nel cuore dell'Europa.  Tutti gli analisti sono concordi: l'eventuale crisi politica del Governo Barnier trascinerà la Francia in una crisi finanziaria di vaste proporzioni, nel cuore dell'Europa. “La Francia è un Paese ricco e solido”, sostiene Macron che tenta di rassicurare il sistema economico, dare fiducia rispetto ai timori che la mancata approvazione della legge di bilancio, proprio il dossier su cui si è aperta la crisi, possa scatenare i mercati contro il debito pubblico francese. Macron riuscirà ad uscire da questa impasse politico-istituzionale?    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/279ac69533ea77be610cefcc94cf05bb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Francia destra e sinistra sfiduciano il governo Barnier | 03/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-francia-destra-e-sinistra-sfiduciano-il-governo-barnier-03-12-2024-il-corsivo--64555804</link><description><![CDATA[In Francia destra e sinistra sfiduciano il governo Barnier.  La Francia è a una svolta politica. France Insoumise (Lfi) di Jean Luc Mélenchon ha annunciato come previsto una 'mozione di censura' (sfiducia) contro il governo. Stessa cosa ha fatto il Rassemblement National (Rn) di Marine Le Pen che voterà insieme alla sinistra per far cadere il governo. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo è l'ultima mossa del premier Michel Barnier, ossia la scelta di ricorrere all'articolo 49.3 della costituzione per adottare il progetto di manovra finanziaria 2025 sul Welfare (Budget de la Sécurité Sociale) duramente contestato dalle opposizioni: consente di imporre una legge senza passare dal voto dell'Assemblea Nazionale. Si tratta di un atto di forza quasi mai utilizzato nel Paese.  La manovra francese 2025.  Barnier è già andato incontro ad una delle principali richieste del partito della Le Pen, rinunciando all'aumento della tassa sulla corrente elettrica previsto nella manovra finanziaria. Si è impegnato a rinunciare alla prevista sospensione dei rimborsi su alcuni medicinali, prevista nel progetto. Per gli analisti, la caduta del governo Barnier aumenterebbe il premio di rischio sul debito pubblico della Francia che ha già uno spread arrivato ai livelli più alti dalla crisi finanziaria del 2012. In caso di sfiducia, il governo Barnier potrà comunque restare in carica per “affari correnti”. L’unico modo per garantire il funzionamento dello Stato sarà far votare al Parlamento la legge di bilancio del 2024, con le stesse entrate e uscite dell’anno in corso, in attesa di trovare un nuovo governo. Ma senza garanzia di riuscirci in un Parlamento diviso in tre blocchi con l’esito del voto di luglio, dove non emerge nessuna maggioranza.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 03 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555804/corsivo_03_12_2024_08_25.mp3" length="2971105" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Francia destra e sinistra sfiduciano il governo Barnier.  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Si tratta di un atto di forza quasi mai utilizzato nel Paese.  La manovra francese 2025.  Barnier è già andato incontro ad una delle principali richieste del partito della Le Pen, rinunciando all'aumento della tassa sulla corrente elettrica previsto nella manovra finanziaria. Si è impegnato a rinunciare alla prevista sospensione dei rimborsi su alcuni medicinali, prevista nel progetto. Per gli analisti, la caduta del governo Barnier aumenterebbe il premio di rischio sul debito pubblico della Francia che ha già uno spread arrivato ai livelli più alti dalla crisi finanziaria del 2012. In caso di sfiducia, il governo Barnier potrà comunque restare in carica per “affari correnti”. L’unico modo per garantire il funzionamento dello Stato sarà far votare al Parlamento la legge di bilancio del 2024, con le stesse entrate e uscite dell’anno in corso, in attesa di trovare un nuovo governo. Ma senza garanzia di riuscirci in un Parlamento diviso in tre blocchi con l’esito del voto di luglio, dove non emerge nessuna maggioranza.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Si è impegnato a rinunciare alla prevista sospensione dei rimborsi su alcuni medicinali, prevista nel progetto. Per gli analisti, la caduta del governo Barnier aumenterebbe il premio di rischio sul debito pubblico della Francia che ha già uno spread arrivato ai livelli più alti dalla crisi finanziaria del 2012. In caso di sfiducia, il governo Barnier potrà comunque restare in carica per “affari correnti”. L’unico modo per garantire il funzionamento dello Stato sarà far votare al Parlamento la legge di bilancio del 2024, con le stesse entrate e uscite dell’anno in corso, in attesa di trovare un nuovo governo. Ma senza garanzia di riuscirci in un Parlamento diviso in tre blocchi con l’esito del voto di luglio, dove non emerge nessuna maggioranza.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 03 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63120858/corsivo_03_12_2024_08_25.mp3" length="2971105" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Francia destra e sinistra sfiduciano il governo Barnier.  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Si tratta di un atto di forza quasi mai utilizzato nel Paese.  La manovra francese 2025.  Barnier è già andato incontro ad una delle principali richieste del partito della Le Pen, rinunciando all'aumento della tassa sulla corrente elettrica previsto nella manovra finanziaria. Si è impegnato a rinunciare alla prevista sospensione dei rimborsi su alcuni medicinali, prevista nel progetto. Per gli analisti, la caduta del governo Barnier aumenterebbe il premio di rischio sul debito pubblico della Francia che ha già uno spread arrivato ai livelli più alti dalla crisi finanziaria del 2012. In caso di sfiducia, il governo Barnier potrà comunque restare in carica per “affari correnti”. L’unico modo per garantire il funzionamento dello Stato sarà far votare al Parlamento la legge di bilancio del 2024, con le stesse entrate e uscite dell’anno in corso, in attesa di trovare un nuovo governo. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/76a9165e548f4d329ec8b086759bb974.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Prove di costruzione di un nuovo centrosinistra, ma la strada è in salita a causa dei personalismi | 02/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/prove-di-costruzione-di-un-nuovo-centrosinistra-ma-la-strada-e-in-salita-a-causa-dei-personalismi-02-12-2024-il-corsivo--64555780</link><description><![CDATA[Prove di costruzione di un nuovo centrosinistra.  La segretaria del Pd Elly Schlein tenta la carta della costruzione di un nuovo polo di centrosinistra. Si reca al congresso di Europa verde a Chianciano Terme.  "La sentiamo la voglia di unità nelle piazze. L'unità non è un valore a tutti i costi, ma lo è se riesce a raccogliersi attorno a un progetto coerente, a un programma definito e a valori condivisi", afferma Schlein. La buona volontà c'è, come pure la passione per la politica, il bisogno di dare risposte ad un elettorato che chiede, nella sostanza, solo unità intorno ad una visione comune. Schlein fa appello agli alleati più sfiduciati del campo progressista: "Non abbiamo scadenze elettorali imminenti, ma abbiamo la responsabilità di usare bene il tempo che abbiamo davanti” sostiene la segretaria del Pd.    La strada è in salita a causa dei personalismi. Schlein invita gli alleati a non farsi gli affari propri fino all'imminenza della prossima scadenza elettorale. Li sprona a mobilitarsi insieme al Pd per il diritto alla casa, alla salute, alla scuola, al lavoro. Ma con Avs e M5s non c'è una visione comune sui temi cruciali della guerra, della pace, del riarmo. Calenda rinuncia al Congresso e Magi viene fischiato dalla platea. La strada resta in salita e quello della Schlein rimane al momento una chimera difficile da raggiungere.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555780/corsivo_02_12_2024_08_25.mp3" length="2444477" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Prove di costruzione di un nuovo centrosinistra.  La segretaria del Pd Elly Schlein tenta la carta della costruzione di un nuovo polo di centrosinistra. Si reca al congresso di Europa verde a Chianciano Terme.  "La sentiamo la voglia di unità nelle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Prove di costruzione di un nuovo centrosinistra.  La segretaria del Pd Elly Schlein tenta la carta della costruzione di un nuovo polo di centrosinistra. Si reca al congresso di Europa verde a Chianciano Terme.  "La sentiamo la voglia di unità nelle piazze. L'unità non è un valore a tutti i costi, ma lo è se riesce a raccogliersi attorno a un progetto coerente, a un programma definito e a valori condivisi", afferma Schlein. La buona volontà c'è, come pure la passione per la politica, il bisogno di dare risposte ad un elettorato che chiede, nella sostanza, solo unità intorno ad una visione comune. Schlein fa appello agli alleati più sfiduciati del campo progressista: "Non abbiamo scadenze elettorali imminenti, ma abbiamo la responsabilità di usare bene il tempo che abbiamo davanti” sostiene la segretaria del Pd.    La strada è in salita a causa dei personalismi. Schlein invita gli alleati a non farsi gli affari propri fino all'imminenza della prossima scadenza elettorale. Li sprona a mobilitarsi insieme al Pd per il diritto alla casa, alla salute, alla scuola, al lavoro. Ma con Avs e M5s non c'è una visione comune sui temi cruciali della guerra, della pace, del riarmo. Calenda rinuncia al Congresso e Magi viene fischiato dalla platea. La strada resta in salita e quello della Schlein rimane al momento una chimera difficile da raggiungere.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/73a3803172350099619569c6bd6fbe31.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Prove di costruzione di un nuovo centrosinistra, ma la strada è in salita a causa dei personalismi | 02/12/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/prove-di-costruzione-di-un-nuovo-centrosinistra-ma-la-strada-e-in-salita-a-causa-dei-personalismi-02-12-2024-il-corsivo--63102475</link><description><![CDATA[Prove di costruzione di un nuovo centrosinistra.  La segretaria del Pd Elly Schlein tenta la carta della costruzione di un nuovo polo di centrosinistra. Si reca al congresso di Europa verde a Chianciano Terme.  "La sentiamo la voglia di unità nelle piazze. L'unità non è un valore a tutti i costi, ma lo è se riesce a raccogliersi attorno a un progetto coerente, a un programma definito e a valori condivisi", afferma Schlein. La buona volontà c'è, come pure la passione per la politica, il bisogno di dare risposte ad un elettorato che chiede, nella sostanza, solo unità intorno ad una visione comune. Schlein fa appello agli alleati più sfiduciati del campo progressista: "Non abbiamo scadenze elettorali imminenti, ma abbiamo la responsabilità di usare bene il tempo che abbiamo davanti” sostiene la segretaria del Pd.    La strada è in salita a causa dei personalismi. Schlein invita gli alleati a non farsi gli affari propri fino all'imminenza della prossima scadenza elettorale. Li sprona a mobilitarsi insieme al Pd per il diritto alla casa, alla salute, alla scuola, al lavoro. Ma con Avs e M5s non c'è una visione comune sui temi cruciali della guerra, della pace, del riarmo. Calenda rinuncia al Congresso e Magi viene fischiato dalla platea. La strada resta in salita e quello della Schlein rimane al momento una chimera difficile da raggiungere.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-12-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Dec 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63102475/corsivo_02_12_2024_08_25.mp3" length="2444477" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Prove di costruzione di un nuovo centrosinistra.  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Schlein fa appello agli alleati più sfiduciati del campo progressista: "Non abbiamo scadenze elettorali imminenti, ma abbiamo la responsabilità di usare bene il tempo che abbiamo davanti” sostiene la segretaria del Pd.    La strada è in salita a causa dei personalismi. Schlein invita gli alleati a non farsi gli affari propri fino all'imminenza della prossima scadenza elettorale. Li sprona a mobilitarsi insieme al Pd per il diritto alla casa, alla salute, alla scuola, al lavoro. Ma con Avs e M5s non c'è una visione comune sui temi cruciali della guerra, della pace, del riarmo. Calenda rinuncia al Congresso e Magi viene fischiato dalla platea. La strada resta in salita e quello della Schlein rimane al momento una chimera difficile da raggiungere.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/73a3803172350099619569c6bd6fbe31.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La maggioranza traballa e non rientra la frizione tra Forza Italia e Lega. Pd: noi siamo pronti | 29/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-maggioranza-traballa-e-non-rientra-la-frizione-tra-forza-italia-e-lega-pd-noi-siamo-pronti-29-11-2024-il-corsivo--64555797</link><description><![CDATA[La maggioranza traballa e non rientra la frizione tra Forza Italia e Lega. Pd: noi siamo pronti.  Solo ieri un vecchio e collaudato democristiano come Maurizio Lupi, avvertiva i leader di maggioranza di restare uniti, in quanto, nel passato, numerosi governi sono caduti per screzi, protagonismi: ciò che parevano normali posizionamenti dei partiti all'interno del peso politico di uno schieramento di maggioranza possono ricadere, in breve tempo, sulle attività di governo portando dritti alla crisi. Il tema vero non è tanto il taglio del canone Rai, sul quale Forza Italia ha votato con l'opposizione. Ma il ruolo degli azzurri nel centrodestra e l'inconciliabile dialogo con la Lega.   Forza Italia e Lega ai ferri corti. Su molte questioni, soprattutto sui diritti civili, Forza Italia ha dimostrato di essere più vicina all'opposizione che ai suoi partner di maggioranza. Del resto le interviste a Marina e Piersilvio Berlusconi di questa estate dimostrano un cambio di passo e di linea rispetto al ruolo di subalternità di Tajani rispetto a Meloni e Salvini. Dopo le elezioni politiche del 2022 abbiamo assistito ad un lento ma costante sgretolamento della tradizionale base elettorale leghista che in molte regioni storiche del nord è stata minata dall'avanzata di Fratelli d'Italia e, nel sud, dalla crescita di Forza Italia. Lo spostamento della Lega verso la destra radicale ha marcato determinato un vuoto politico colmato da Giorgia Meloni e Antonio Tajani che ha sorpassato il Carroccio nelle recenti elezioni regionali e nelle europee.   Condivisione di un programma di Governo comune. Per Forza Italia non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise. Insomma, i toni sono pesanti, e la sostanza politica resta. Nonostante la mediazione di Giorgia Meloni, le distanze tra Lega e Forza Italia sono ancora ampie e il margine per ricucire lo strappo è sempre più corto.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 29 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555797/corsivo_29_11_2024_08_25.mp3" length="2769858" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La maggioranza traballa e non rientra la frizione tra Forza Italia e Lega. 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Su molte questioni, soprattutto sui diritti civili, Forza Italia ha dimostrato di essere più vicina all'opposizione che ai suoi partner di maggioranza. Del resto le interviste a Marina e Piersilvio Berlusconi di questa estate dimostrano un cambio di passo e di linea rispetto al ruolo di subalternità di Tajani rispetto a Meloni e Salvini. Dopo le elezioni politiche del 2022 abbiamo assistito ad un lento ma costante sgretolamento della tradizionale base elettorale leghista che in molte regioni storiche del nord è stata minata dall'avanzata di Fratelli d'Italia e, nel sud, dalla crescita di Forza Italia. Lo spostamento della Lega verso la destra radicale ha marcato determinato un vuoto politico colmato da Giorgia Meloni e Antonio Tajani che ha sorpassato il Carroccio nelle recenti elezioni regionali e nelle europee.   Condivisione di un programma di Governo comune. Per Forza Italia non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise. Insomma, i toni sono pesanti, e la sostanza politica resta. Nonostante la mediazione di Giorgia Meloni, le distanze tra Lega e Forza Italia sono ancora ampie e il margine per ricucire lo strappo è sempre più corto.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fd1d700de3cbb0043dec5612e6ea7609.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La maggioranza traballa e non rientra la frizione tra Forza Italia e Lega. 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Su molte questioni, soprattutto sui diritti civili, Forza Italia ha dimostrato di essere più vicina all'opposizione che ai suoi partner di maggioranza. Del resto le interviste a Marina e Piersilvio Berlusconi di questa estate dimostrano un cambio di passo e di linea rispetto al ruolo di subalternità di Tajani rispetto a Meloni e Salvini. Dopo le elezioni politiche del 2022 abbiamo assistito ad un lento ma costante sgretolamento della tradizionale base elettorale leghista che in molte regioni storiche del nord è stata minata dall'avanzata di Fratelli d'Italia e, nel sud, dalla crescita di Forza Italia. Lo spostamento della Lega verso la destra radicale ha marcato determinato un vuoto politico colmato da Giorgia Meloni e Antonio Tajani che ha sorpassato il Carroccio nelle recenti elezioni regionali e nelle europee.   Condivisione di un programma di Governo comune. Per Forza Italia non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise. Insomma, i toni sono pesanti, e la sostanza politica resta. Nonostante la mediazione di Giorgia Meloni, le distanze tra Lega e Forza Italia sono ancora ampie e il margine per ricucire lo strappo è sempre più corto.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 29 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63056610/corsivo_29_11_2024_08_25.mp3" length="2769858" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La maggioranza traballa e non rientra la frizione tra Forza Italia e Lega. 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Mi è, infatti, appena capitato di leggere – prima sulla bacheca di un mio contatto facebook e, subito dopo, su un’importante testata giornalistica – che una scrittrice della quale riconosco di non avere mai letto niente, ma che – almeno a giudicare dal cognome - dovrebbe essere infaustamente mia concittadina, è stata invitata in un una delle patrie aule scolastiche per parlare di Medio Oriente e di Gaza in particolare.  La donna si chiama Cecilia Parodi e, al di là dei suoi eventuali meriti letterari, deve la sua notorietà anche – se non soprattutto – alla denuncia, presentata nei suoi confronti, dalla senatrice Liliana Segre per “istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa". Che cosa può mai aver detto o fatto di tanto grave Cecilia Parodi per indurre un’anziana signora (in genere piuttosto refrattaria ai coinvolgimenti polemici) ad adire le vie legali? Per comprenderlo è sufficiente andare a rileggere alcune dichiarazioni rilasciate dalla Parodi stessa, come quella in cui affermava testualmente “odio tutti gli ebrei, odio tutti, tutti gli israeliani dal primo all’ultimo, odio tutti quelli che li difendono, tutti i giornalisti, tutti appesi per i piedi, non basta Piazzale Loreto, ci vuole Piazza Tienanmen per appendervi tutti, io ve lo giuro, io sarò in prima fila per sputarvi addosso”.  Certo, Lei, signor Ministro, potrà rispondermi che, in fondo, rispetto a tutte le fandonie che - anche a livello di Nazioni Unite – vengono continuamente diffuse in tema di sionismo e di antisionismo, l’episodio di cui Le sto dando notizia è praticamente soltanto una goccia nel mare...Tuttavia, non posso fare a meno di esprimerLe la mia più profonda amarezza nel constatare come ormai, anche nel mondo della scuola, stiano, evidentemente, affacciandosi presidi e professori che non fanno neanche più, ipocritamente, finta di opporsi alla diffusione del veleno antisemita.  Distinti saluti, Ferruccio Bovio   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 28 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555778/corsivo_28_11_2024_08_25.mp3" length="3034426" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno, ministro Valditara, Le scrivo queste mie poche righe perché desidero informarLa di un fatto, avvenuto in un liceo italiano, di cui - voglio sperare – Lei fosse del tutto ignaro. Mi è, infatti, appena capitato di leggere – prima sulla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno, ministro Valditara, Le scrivo queste mie poche righe perché desidero informarLa di un fatto, avvenuto in un liceo italiano, di cui - voglio sperare – Lei fosse del tutto ignaro. Mi è, infatti, appena capitato di leggere – prima sulla bacheca di un mio contatto facebook e, subito dopo, su un’importante testata giornalistica – che una scrittrice della quale riconosco di non avere mai letto niente, ma che – almeno a giudicare dal cognome - dovrebbe essere infaustamente mia concittadina, è stata invitata in un una delle patrie aule scolastiche per parlare di Medio Oriente e di Gaza in particolare.  La donna si chiama Cecilia Parodi e, al di là dei suoi eventuali meriti letterari, deve la sua notorietà anche – se non soprattutto – alla denuncia, presentata nei suoi confronti, dalla senatrice Liliana Segre per “istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa". Che cosa può mai aver detto o fatto di tanto grave Cecilia Parodi per indurre un’anziana signora (in genere piuttosto refrattaria ai coinvolgimenti polemici) ad adire le vie legali? Per comprenderlo è sufficiente andare a rileggere alcune dichiarazioni rilasciate dalla Parodi stessa, come quella in cui affermava testualmente “odio tutti gli ebrei, odio tutti, tutti gli israeliani dal primo all’ultimo, odio tutti quelli che li difendono, tutti i giornalisti, tutti appesi per i piedi, non basta Piazzale Loreto, ci vuole Piazza Tienanmen per appendervi tutti, io ve lo giuro, io sarò in prima fila per sputarvi addosso”.  Certo, Lei, signor Ministro, potrà rispondermi che, in fondo, rispetto a tutte le fandonie che - anche a livello di Nazioni Unite – vengono continuamente diffuse in tema di sionismo e di antisionismo, l’episodio di cui Le sto dando notizia è praticamente soltanto una goccia nel mare...Tuttavia, non posso fare a meno di esprimerLe la mia più profonda amarezza nel constatare come ormai, anche nel mondo della scuola, stiano, evidentemente, affacciandosi presidi e professori che non fanno neanche più, ipocritamente, finta di opporsi alla diffusione del veleno antisemita.  Distinti saluti, Ferruccio Bovio   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4532cc66500f23b49af6afd85da17dd2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lettera al ministro Giuseppe Valditara | 28/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lettera-al-ministro-giuseppe-valditara-28-11-2024-il-corsivo--63040545</link><description><![CDATA[Buongiorno, ministro Valditara, Le scrivo queste mie poche righe perché desidero informarLa di un fatto, avvenuto in un liceo italiano, di cui - voglio sperare – Lei fosse del tutto ignaro. Mi è, infatti, appena capitato di leggere – prima sulla bacheca di un mio contatto facebook e, subito dopo, su un’importante testata giornalistica – che una scrittrice della quale riconosco di non avere mai letto niente, ma che – almeno a giudicare dal cognome - dovrebbe essere infaustamente mia concittadina, è stata invitata in un una delle patrie aule scolastiche per parlare di Medio Oriente e di Gaza in particolare.  La donna si chiama Cecilia Parodi e, al di là dei suoi eventuali meriti letterari, deve la sua notorietà anche – se non soprattutto – alla denuncia, presentata nei suoi confronti, dalla senatrice Liliana Segre per “istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa". Che cosa può mai aver detto o fatto di tanto grave Cecilia Parodi per indurre un’anziana signora (in genere piuttosto refrattaria ai coinvolgimenti polemici) ad adire le vie legali? Per comprenderlo è sufficiente andare a rileggere alcune dichiarazioni rilasciate dalla Parodi stessa, come quella in cui affermava testualmente “odio tutti gli ebrei, odio tutti, tutti gli israeliani dal primo all’ultimo, odio tutti quelli che li difendono, tutti i giornalisti, tutti appesi per i piedi, non basta Piazzale Loreto, ci vuole Piazza Tienanmen per appendervi tutti, io ve lo giuro, io sarò in prima fila per sputarvi addosso”.  Certo, Lei, signor Ministro, potrà rispondermi che, in fondo, rispetto a tutte le fandonie che - anche a livello di Nazioni Unite – vengono continuamente diffuse in tema di sionismo e di antisionismo, l’episodio di cui Le sto dando notizia è praticamente soltanto una goccia nel mare...Tuttavia, non posso fare a meno di esprimerLe la mia più profonda amarezza nel constatare come ormai, anche nel mondo della scuola, stiano, evidentemente, affacciandosi presidi e professori che non fanno neanche più, ipocritamente, finta di opporsi alla diffusione del veleno antisemita.  Distinti saluti, Ferruccio Bovio   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 28 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63040545/corsivo_28_11_2024_08_25.mp3" length="3034426" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno, ministro Valditara, Le scrivo queste mie poche righe perché desidero informarLa di un fatto, avvenuto in un liceo italiano, di cui - voglio sperare – Lei fosse del tutto ignaro. 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Certo, Lei, signor Ministro, potrà rispondermi che, in fondo, rispetto a tutte le fandonie che - anche a livello di Nazioni Unite – vengono continuamente diffuse in tema di sionismo e di antisionismo, l’episodio di cui Le sto dando notizia è praticamente soltanto una goccia nel mare...Tuttavia, non posso fare a meno di esprimerLe la mia più profonda amarezza nel constatare come ormai, anche nel mondo della scuola, stiano, evidentemente, affacciandosi presidi e professori che non fanno neanche più, ipocritamente, finta di opporsi alla diffusione del veleno antisemita.  Distinti saluti, Ferruccio Bovio   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4532cc66500f23b49af6afd85da17dd2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aria di “foresta pietrificata” | 27/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aria-di-foresta-pietrificata-27-11-2024-il-corsivo--64555799</link><description><![CDATA[L’offerta pubblica di scambio, attraverso la quale l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, intende rilevare il Gruppo Banco Popolare di Milano - al di là di quelle che possano risultare le maggiori convenienze per i due singoli Istituti e, più in generale, per il panorama bancario nostrano considerato nel suo complesso - ha sicuramente posto in evidenza (e in aperta contrapposizione tra loro) due visioni profondamente distanti nel concepire il funzionamento dei mercati finanziari. Da un lato del tavolo da poker si collocano, infatti, i giocatori che fanno le loro puntate seguendo le regole (magari anche aride e spietate) dei numeri e dei rapporti di forza oggettivi, pensando – proprio come afferma Orcel – che l’Europa abbia bisogno di banche più forti e più grandi, che le consentano di “competere contro gli altri principali blocchi economici”; sulla sponda opposta siedono, invece, i nostalgici di quella che, durante la Prima Repubblica, veniva chiamata “la foresta pietrificata”, intendendo con questa definizione lo scenario immutabile che si presentava agli occhi degli osservatori internazionali, quando i nostri istituti di credito erano stabilmente in mano allo Stato e ai partiti, a prescindere da quelli che potessero essere i loro risultati di bilancio. E nel caso oggi in questione è forse bene precisare - quale elemento fondamentale - che lo Stato italiano non risulta possedere azioni di nessuna delle due banche in discussione.   A che cosa è dovuta, quindi, la reazione di chiaro disappunto – degna di un fatto di “lesa maestà” – da parte del ministro Giorgetti che ha persino fatto balenare il ricorso alla cosiddetta “golden power”, quasi Unicredit fosse un gruppo straniero calato in Italia per minacciare la sicurezza economica e industriale del Paese? Ufficialmente perché – come dichiarato dallo stesso Giorgetti -  l’operazione è stata “comunicata ma non concordata col governo”, anche se poi il vice premier Salvini, più apertamente, si è invece spinto fino ad avanzare l’ipotesi che “qualcuno volesse fermare l’accordo BPM – Monte Paschi di Siena per fare un favore ad altri”. E qui veniamo al “punctum  dolens” perché, effettivamente, il passaggio del Banco Popolare di Milano nelle mani di Unicredit andrebbe a complicare non poco quei piani di accorpamento finanziario che, sulla linea Milano – Siena, potrebbero portare alla costituzione di un terzo polo bancario nazionale che, per affinità politiche, sarebbe piuttosto gradito al centrodestra. Ma qui torneremmo, appunto, ai tempi e ai modi della “foresta pietrificata”.  Certamente, qualunque iniziativa economica è destinata a procedere più agevolmente se gode dei favori di un esecutivo in carica, tuttavia ci pare che – a parte una golden power di dubbia efficacia in questa vicenda – le carte in mano di cui dispone la politica in questo frangente, sappiano più di bluff, che di scala reale...Se mai, le vere difficoltà per Andrea Orcel arriveranno dagli azionisti di BPM che, non a caso, hanno già subito cominciato col respingere l’offerta giudicandola troppo bassa e che, magari, si stanno adesso mettendo anche alla ricerca di alleanze strategiche alternative.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 27 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555799/corsivo_27_11_2024_08_25.mp3" length="4303977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’offerta pubblica di scambio, attraverso la quale l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, intende rilevare il Gruppo Banco Popolare di Milano - al di là di quelle che possano risultare le maggiori convenienze per i due singoli Istituti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’offerta pubblica di scambio, attraverso la quale l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, intende rilevare il Gruppo Banco Popolare di Milano - al di là di quelle che possano risultare le maggiori convenienze per i due singoli Istituti e, più in generale, per il panorama bancario nostrano considerato nel suo complesso - ha sicuramente posto in evidenza (e in aperta contrapposizione tra loro) due visioni profondamente distanti nel concepire il funzionamento dei mercati finanziari. Da un lato del tavolo da poker si collocano, infatti, i giocatori che fanno le loro puntate seguendo le regole (magari anche aride e spietate) dei numeri e dei rapporti di forza oggettivi, pensando – proprio come afferma Orcel – che l’Europa abbia bisogno di banche più forti e più grandi, che le consentano di “competere contro gli altri principali blocchi economici”; sulla sponda opposta siedono, invece, i nostalgici di quella che, durante la Prima Repubblica, veniva chiamata “la foresta pietrificata”, intendendo con questa definizione lo scenario immutabile che si presentava agli occhi degli osservatori internazionali, quando i nostri istituti di credito erano stabilmente in mano allo Stato e ai partiti, a prescindere da quelli che potessero essere i loro risultati di bilancio. E nel caso oggi in questione è forse bene precisare - quale elemento fondamentale - che lo Stato italiano non risulta possedere azioni di nessuna delle due banche in discussione.   A che cosa è dovuta, quindi, la reazione di chiaro disappunto – degna di un fatto di “lesa maestà” – da parte del ministro Giorgetti che ha persino fatto balenare il ricorso alla cosiddetta “golden power”, quasi Unicredit fosse un gruppo straniero calato in Italia per minacciare la sicurezza economica e industriale del Paese? Ufficialmente perché – come dichiarato dallo stesso Giorgetti -  l’operazione è stata “comunicata ma non concordata col governo”, anche se poi il vice premier Salvini, più apertamente, si è invece spinto fino ad avanzare l’ipotesi che “qualcuno volesse fermare l’accordo BPM – Monte Paschi di Siena per fare un favore ad altri”. E qui veniamo al “punctum  dolens” perché, effettivamente, il passaggio del Banco Popolare di Milano nelle mani di Unicredit andrebbe a complicare non poco quei piani di accorpamento finanziario che, sulla linea Milano – Siena, potrebbero portare alla costituzione di un terzo polo bancario nazionale che, per affinità politiche, sarebbe piuttosto gradito al centrodestra. Ma qui torneremmo, appunto, ai tempi e ai modi della “foresta pietrificata”.  Certamente, qualunque iniziativa economica è destinata a procedere più agevolmente se gode dei favori di un esecutivo in carica, tuttavia ci pare che – a parte una golden power di dubbia efficacia in questa vicenda – le carte in mano di cui dispone la politica in questo frangente, sappiano più di bluff, che di scala reale...Se mai, le vere difficoltà per Andrea Orcel arriveranno dagli azionisti di BPM che, non a caso, hanno già subito cominciato col respingere l’offerta giudicandola troppo bassa e che, magari, si stanno adesso mettendo anche alla ricerca di alleanze strategiche alternative.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b286fe45a1b87256a65325fd8483ef8a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aria di “foresta pietrificata” | 27/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aria-di-foresta-pietrificata-27-11-2024-il-corsivo--63023157</link><description><![CDATA[L’offerta pubblica di scambio, attraverso la quale l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, intende rilevare il Gruppo Banco Popolare di Milano - al di là di quelle che possano risultare le maggiori convenienze per i due singoli Istituti e, più in generale, per il panorama bancario nostrano considerato nel suo complesso - ha sicuramente posto in evidenza (e in aperta contrapposizione tra loro) due visioni profondamente distanti nel concepire il funzionamento dei mercati finanziari. Da un lato del tavolo da poker si collocano, infatti, i giocatori che fanno le loro puntate seguendo le regole (magari anche aride e spietate) dei numeri e dei rapporti di forza oggettivi, pensando – proprio come afferma Orcel – che l’Europa abbia bisogno di banche più forti e più grandi, che le consentano di “competere contro gli altri principali blocchi economici”; sulla sponda opposta siedono, invece, i nostalgici di quella che, durante la Prima Repubblica, veniva chiamata “la foresta pietrificata”, intendendo con questa definizione lo scenario immutabile che si presentava agli occhi degli osservatori internazionali, quando i nostri istituti di credito erano stabilmente in mano allo Stato e ai partiti, a prescindere da quelli che potessero essere i loro risultati di bilancio. E nel caso oggi in questione è forse bene precisare - quale elemento fondamentale - che lo Stato italiano non risulta possedere azioni di nessuna delle due banche in discussione.   A che cosa è dovuta, quindi, la reazione di chiaro disappunto – degna di un fatto di “lesa maestà” – da parte del ministro Giorgetti che ha persino fatto balenare il ricorso alla cosiddetta “golden power”, quasi Unicredit fosse un gruppo straniero calato in Italia per minacciare la sicurezza economica e industriale del Paese? Ufficialmente perché – come dichiarato dallo stesso Giorgetti -  l’operazione è stata “comunicata ma non concordata col governo”, anche se poi il vice premier Salvini, più apertamente, si è invece spinto fino ad avanzare l’ipotesi che “qualcuno volesse fermare l’accordo BPM – Monte Paschi di Siena per fare un favore ad altri”. E qui veniamo al “punctum  dolens” perché, effettivamente, il passaggio del Banco Popolare di Milano nelle mani di Unicredit andrebbe a complicare non poco quei piani di accorpamento finanziario che, sulla linea Milano – Siena, potrebbero portare alla costituzione di un terzo polo bancario nazionale che, per affinità politiche, sarebbe piuttosto gradito al centrodestra. Ma qui torneremmo, appunto, ai tempi e ai modi della “foresta pietrificata”.  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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 27 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63023157/corsivo_27_11_2024_08_25.mp3" length="4303977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L’offerta pubblica di scambio, attraverso la quale l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, intende rilevare il Gruppo Banco Popolare di Milano - al di là di quelle che possano risultare le maggiori convenienze per i due singoli Istituti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’offerta pubblica di scambio, attraverso la quale l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, intende rilevare il Gruppo Banco Popolare di Milano - al di là di quelle che possano risultare le maggiori convenienze per i due singoli Istituti e, più in generale, per il panorama bancario nostrano considerato nel suo complesso - ha sicuramente posto in evidenza (e in aperta contrapposizione tra loro) due visioni profondamente distanti nel concepire il funzionamento dei mercati finanziari. Da un lato del tavolo da poker si collocano, infatti, i giocatori che fanno le loro puntate seguendo le regole (magari anche aride e spietate) dei numeri e dei rapporti di forza oggettivi, pensando – proprio come afferma Orcel – che l’Europa abbia bisogno di banche più forti e più grandi, che le consentano di “competere contro gli altri principali blocchi economici”; sulla sponda opposta siedono, invece, i nostalgici di quella che, durante la Prima Repubblica, veniva chiamata “la foresta pietrificata”, intendendo con questa definizione lo scenario immutabile che si presentava agli occhi degli osservatori internazionali, quando i nostri istituti di credito erano stabilmente in mano allo Stato e ai partiti, a prescindere da quelli che potessero essere i loro risultati di bilancio. E nel caso oggi in questione è forse bene precisare - quale elemento fondamentale - che lo Stato italiano non risulta possedere azioni di nessuna delle due banche in discussione.   A che cosa è dovuta, quindi, la reazione di chiaro disappunto – degna di un fatto di “lesa maestà” – da parte del ministro Giorgetti che ha persino fatto balenare il ricorso alla cosiddetta “golden power”, quasi Unicredit fosse un gruppo straniero calato in Italia per minacciare la sicurezza economica e industriale del Paese? Ufficialmente perché – come dichiarato dallo stesso Giorgetti -  l’operazione è stata “comunicata ma non concordata col governo”, anche se poi il vice premier Salvini, più apertamente, si è invece spinto fino ad avanzare l’ipotesi che “qualcuno volesse fermare l’accordo BPM – Monte Paschi di Siena per fare un favore ad altri”. E qui veniamo al “punctum  dolens” perché, effettivamente, il passaggio del Banco Popolare di Milano nelle mani di Unicredit andrebbe a complicare non poco quei piani di accorpamento finanziario che, sulla linea Milano – Siena, potrebbero portare alla costituzione di un terzo polo bancario nazionale che, per affinità politiche, sarebbe piuttosto gradito al centrodestra. Ma qui torneremmo, appunto, ai tempi e ai modi della “foresta pietrificata”.  Certamente, qualunque iniziativa economica è destinata a procedere più agevolmente se gode dei favori di un esecutivo in carica, tuttavia ci pare che – a parte una golden power di dubbia efficacia in questa vicenda – le carte in mano di cui dispone la politica in questo frangente, sappiano più di bluff, che di scala reale...Se mai, le vere difficoltà per Andrea Orcel arriveranno dagli azionisti di BPM che, non a caso, hanno già subito cominciato col respingere l’offerta giudicandola troppo bassa e che, magari, si stanno adesso mettendo anche alla ricerca di alleanze strategiche alternative.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b286fe45a1b87256a65325fd8483ef8a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm | 26/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/unicredit-lancia-un-offerta-pubblica-per-banco-bpm-26-11-2024-il-corsivo--64555785</link><description><![CDATA[Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm.  Il risiko bancario italiano si complica e ingarbuglia, proprio nelle settimane in cui si perfeziona l’operazione per la conquista di Commerzbank da parte di Unicredit. Ora la società guidata da Andrea Orcel lancia un'offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni di Banco Bpm, il cui controvalore complessivo, in caso di integrale adesione, sarà superiore ai 10 miliardi. In particolare, l' importo risulta pari alla valorizzazione 'monetaria' del corrispettivo, cioè 6,657 euro per azione di Banco Bpm. La cifra tiene conto anche del prezzo ufficiale delle azioni di Unicredit nell'ultima seduta di venerdì scorso che è pari a 38,041 euro.   L'affare Unicredit/Commerzbank. L'operazione per la conquista di Banco Bpm è autonoma e indipendente dall'investimento effettuato da Unicredit nel capitale sociale di Commerzbank. Le discussioni relative a Commerzbank sono state già prolungate nel rispetto delle prossime elezioni (in Germania il prossimo febbraio), degli stakeholder della banca.   Salvini e Giorgetti contrari.  La mossa di Unicredit spiazza il governo. Il più critico è il leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui qualcuno vuole fermare l'operazione Bpm-Mps, e chiede un intervento urgente di Bankitalia. La sensazione è che il governo si sia trovato impreparato per arginare la mossa a sorpresa di Unicredit,  comunicata ma non concordata con l'esecutivo, e sia poi entrato a gamba tesa ventilando l’utilizzo del golden power, come annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 26 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555785/corsivo_26_11_2024_08_25.mp3" length="3789616" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm.  Il risiko bancario italiano si complica e ingarbuglia, proprio nelle settimane in cui si perfeziona l’operazione per la conquista di Commerzbank da parte di Unicredit. Ora la società guidata da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm.  Il risiko bancario italiano si complica e ingarbuglia, proprio nelle settimane in cui si perfeziona l’operazione per la conquista di Commerzbank da parte di Unicredit. Ora la società guidata da Andrea Orcel lancia un'offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni di Banco Bpm, il cui controvalore complessivo, in caso di integrale adesione, sarà superiore ai 10 miliardi. In particolare, l' importo risulta pari alla valorizzazione 'monetaria' del corrispettivo, cioè 6,657 euro per azione di Banco Bpm. La cifra tiene conto anche del prezzo ufficiale delle azioni di Unicredit nell'ultima seduta di venerdì scorso che è pari a 38,041 euro.   L'affare Unicredit/Commerzbank. L'operazione per la conquista di Banco Bpm è autonoma e indipendente dall'investimento effettuato da Unicredit nel capitale sociale di Commerzbank. Le discussioni relative a Commerzbank sono state già prolungate nel rispetto delle prossime elezioni (in Germania il prossimo febbraio), degli stakeholder della banca.   Salvini e Giorgetti contrari.  La mossa di Unicredit spiazza il governo. Il più critico è il leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui qualcuno vuole fermare l'operazione Bpm-Mps, e chiede un intervento urgente di Bankitalia. La sensazione è che il governo si sia trovato impreparato per arginare la mossa a sorpresa di Unicredit,  comunicata ma non concordata con l'esecutivo, e sia poi entrato a gamba tesa ventilando l’utilizzo del golden power, come annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ed4ba8b196d63d299bc6065bae65da51.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm | 26/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/unicredit-lancia-un-offerta-pubblica-per-banco-bpm-26-11-2024-il-corsivo--63009970</link><description><![CDATA[Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm.  Il risiko bancario italiano si complica e ingarbuglia, proprio nelle settimane in cui si perfeziona l’operazione per la conquista di Commerzbank da parte di Unicredit. Ora la società guidata da Andrea Orcel lancia un'offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni di Banco Bpm, il cui controvalore complessivo, in caso di integrale adesione, sarà superiore ai 10 miliardi. In particolare, l' importo risulta pari alla valorizzazione 'monetaria' del corrispettivo, cioè 6,657 euro per azione di Banco Bpm. La cifra tiene conto anche del prezzo ufficiale delle azioni di Unicredit nell'ultima seduta di venerdì scorso che è pari a 38,041 euro.   L'affare Unicredit/Commerzbank. L'operazione per la conquista di Banco Bpm è autonoma e indipendente dall'investimento effettuato da Unicredit nel capitale sociale di Commerzbank. Le discussioni relative a Commerzbank sono state già prolungate nel rispetto delle prossime elezioni (in Germania il prossimo febbraio), degli stakeholder della banca.   Salvini e Giorgetti contrari.  La mossa di Unicredit spiazza il governo. Il più critico è il leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui qualcuno vuole fermare l'operazione Bpm-Mps, e chiede un intervento urgente di Bankitalia. La sensazione è che il governo si sia trovato impreparato per arginare la mossa a sorpresa di Unicredit,  comunicata ma non concordata con l'esecutivo, e sia poi entrato a gamba tesa ventilando l’utilizzo del golden power, come annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 26 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63009970/corsivo_21_11_2024_08_25.mp3" length="3243555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm.  Il risiko bancario italiano si complica e ingarbuglia, proprio nelle settimane in cui si perfeziona l’operazione per la conquista di Commerzbank da parte di Unicredit. Ora la società guidata da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Unicredit lancia un'offerta pubblica per Banco Bpm.  Il risiko bancario italiano si complica e ingarbuglia, proprio nelle settimane in cui si perfeziona l’operazione per la conquista di Commerzbank da parte di Unicredit. Ora la società guidata da Andrea Orcel lancia un'offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni di Banco Bpm, il cui controvalore complessivo, in caso di integrale adesione, sarà superiore ai 10 miliardi. In particolare, l' importo risulta pari alla valorizzazione 'monetaria' del corrispettivo, cioè 6,657 euro per azione di Banco Bpm. La cifra tiene conto anche del prezzo ufficiale delle azioni di Unicredit nell'ultima seduta di venerdì scorso che è pari a 38,041 euro.   L'affare Unicredit/Commerzbank. L'operazione per la conquista di Banco Bpm è autonoma e indipendente dall'investimento effettuato da Unicredit nel capitale sociale di Commerzbank. Le discussioni relative a Commerzbank sono state già prolungate nel rispetto delle prossime elezioni (in Germania il prossimo febbraio), degli stakeholder della banca.   Salvini e Giorgetti contrari.  La mossa di Unicredit spiazza il governo. Il più critico è il leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui qualcuno vuole fermare l'operazione Bpm-Mps, e chiede un intervento urgente di Bankitalia. La sensazione è che il governo si sia trovato impreparato per arginare la mossa a sorpresa di Unicredit,  comunicata ma non concordata con l'esecutivo, e sia poi entrato a gamba tesa ventilando l’utilizzo del golden power, come annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>203</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0e354693e1a65a5d315952025d2814b7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>M5s. La svolta di Conte: abolito il garante e stop al limite dei due mandati | 25/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/m5s-la-svolta-di-conte-abolito-il-garante-e-stop-al-limite-dei-due-mandati-25-11-2024-il-corsivo--64555783</link><description><![CDATA[M5s. La svolta di Conte: abolito il garante e stop al limite dei due mandati. La nuova creatura politica di Giuseppe Conte parte dall'assemblea degli iscritti al Movimento 5 stelle che ha dato mandato di modificare la regola dei due mandati. Sono passate le opzioni di revisione della regola, tra cui l'elevazione del limite a tre mandati e la deroga alla candidatura di sindaco e di presidente di Regione. Il ruolo del garante, quindi Beppe Grillo, non c'è più. Le sue funzioni dovranno essere più collegiali e affidate a un organo  appositamente eletto e non affidate al Comitato di Garanzia. La maggioranza dei militanti del M5s si dichiarano "progressisti indipendenti". Le alleanze devono essere condizionate a un accordo programmatico preciso. C'è il via libera anche alla possibilità di modificare il simbolo del M5s su proposta del presidente o del garante. Da Nova, questo è il nome dato da Conte all'assemblea del M5s, parte dunque una nuova stagione politica. Permangono i limiti di un movimento diventato ormai un partito con correnti, sottocorrenti, capi, capetti, con aspirazioni non più suffragate da esiti elettorali importanti.   Grillo: “Da francescani a gesuiti”. Beppe Grillo è il vero sconfitto. Gran parte dei delegati pensano a lui non più come un garante del partito, ma ad un vero e proprio nemico da combattere con ogni mezzo. Grillo ingoia il rospo e posta una frase iconica: “Da francescani a gesuiti”, pubblicando l'immagine del "sasso dove posava il capo il serafico padre San Francesco", come recita la targa che sovrasta la reliquia conservata nella chiesa di San Francesco a Ripa, a Roma. Le parole di Grillo prendono atto dell'avvenuta trasformazione del Movimento, che avrebbe perso la sua ispirazione 'francescana'per diventare, con Giuseppe Conte, un partito 'regolare' come gli altri.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 25 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555783/corsivo_25_11_2024_08_25.mp3" length="2128124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>M5s. 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Le alleanze devono essere condizionate a un accordo programmatico preciso. C'è il via libera anche alla possibilità di modificare il simbolo del M5s su proposta del presidente o del garante. Da Nova, questo è il nome dato da Conte all'assemblea del M5s, parte dunque una nuova stagione politica. Permangono i limiti di un movimento diventato ormai un partito con correnti, sottocorrenti, capi, capetti, con aspirazioni non più suffragate da esiti elettorali importanti.   Grillo: “Da francescani a gesuiti”. Beppe Grillo è il vero sconfitto. Gran parte dei delegati pensano a lui non più come un garante del partito, ma ad un vero e proprio nemico da combattere con ogni mezzo. Grillo ingoia il rospo e posta una frase iconica: “Da francescani a gesuiti”, pubblicando l'immagine del "sasso dove posava il capo il serafico padre San Francesco", come recita la targa che sovrasta la reliquia conservata nella chiesa di San Francesco a Ripa, a Roma. Le parole di Grillo prendono atto dell'avvenuta trasformazione del Movimento, che avrebbe perso la sua ispirazione 'francescana'per diventare, con Giuseppe Conte, un partito 'regolare' come gli altri.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0e354693e1a65a5d315952025d2814b7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>M5s. 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Le alleanze devono essere condizionate a un accordo programmatico preciso. C'è il via libera anche alla possibilità di modificare il simbolo del M5s su proposta del presidente o del garante. Da Nova, questo è il nome dato da Conte all'assemblea del M5s, parte dunque una nuova stagione politica. Permangono i limiti di un movimento diventato ormai un partito con correnti, sottocorrenti, capi, capetti, con aspirazioni non più suffragate da esiti elettorali importanti.   Grillo: “Da francescani a gesuiti”. Beppe Grillo è il vero sconfitto. Gran parte dei delegati pensano a lui non più come un garante del partito, ma ad un vero e proprio nemico da combattere con ogni mezzo. Grillo ingoia il rospo e posta una frase iconica: “Da francescani a gesuiti”, pubblicando l'immagine del "sasso dove posava il capo il serafico padre San Francesco", come recita la targa che sovrasta la reliquia conservata nella chiesa di San Francesco a Ripa, a Roma. Le parole di Grillo prendono atto dell'avvenuta trasformazione del Movimento, che avrebbe perso la sua ispirazione 'francescana'per diventare, con Giuseppe Conte, un partito 'regolare' come gli altri.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 25 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62995953/corsivo_21_11_2024_08_25.mp3" length="3243555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>M5s. 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Le alleanze devono essere condizionate a un accordo programmatico preciso. C'è il via libera anche alla possibilità di modificare il simbolo del M5s su proposta del presidente o del garante. Da Nova, questo è il nome dato da Conte all'assemblea del M5s, parte dunque una nuova stagione politica. Permangono i limiti di un movimento diventato ormai un partito con correnti, sottocorrenti, capi, capetti, con aspirazioni non più suffragate da esiti elettorali importanti.   Grillo: “Da francescani a gesuiti”. Beppe Grillo è il vero sconfitto. Gran parte dei delegati pensano a lui non più come un garante del partito, ma ad un vero e proprio nemico da combattere con ogni mezzo. Grillo ingoia il rospo e posta una frase iconica: “Da francescani a gesuiti”, pubblicando l'immagine del "sasso dove posava il capo il serafico padre San Francesco", come recita la targa che sovrasta la reliquia conservata nella chiesa di San Francesco a Ripa, a Roma. Le parole di Grillo prendono atto dell'avvenuta trasformazione del Movimento, che avrebbe perso la sua ispirazione 'francescana'per diventare, con Giuseppe Conte, un partito 'regolare' come gli altri.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>203</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0e354693e1a65a5d315952025d2814b7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’Amleto che abita al Cremlino | 22/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-amleto-che-abita-al-cremlino-22-11-2024-il-corsivo--64555812</link><description><![CDATA[Francamente, ci sembra poco credibile che la decisione presa da Joe Biden, in merito alla fornitura ed all’utilizzo di missili a lungo raggio da parte degli Ucraini, non sia stata concordata durante l’incontro – durato ben due ore - che il presidente uscente ha avuto con il neo eletto Donald Trump. D’altra parte, vi pare possibile che i due acerrimi avversari di sempre, posti finalmente uno di fronte all’altro, siano rimasti per 120 minuti a guardarsi in faccia o a parlare dei loro nipotini? Noi siamo più propensi ad ipotizzare che qualcosa, sul conflitto in corso nel Vecchio Continente, debbano, invece, essersela detta... E’ senz’altro vero che non saranno gli Atacms americani o gli Storm Shadow britannici a decidere le sorti della guerra, tuttavia permetteranno comunque, ai soldati di Zelensky, di creare non pochi problemi all’avanzata russa, colpendola alla fonte, attraverso una più precisa distruzione dei suoi arsenali e della sua industria bellica. Il tutto, andando a favorire, in vista del fatidico prossimo 20 gennaio, la definizione di uno scenario in cui Donald Trump potrà, eventualmente, iniziare il suo negoziato con Putin da una posizione resa più vantaggiosa dallo stallo di  un’offensiva russa costretta a rivedere i suoi - forse un po’ troppo ottimistici - sogni di gloria. In altre parole, a Washington, tra i due schieramenti che non si sono certamente scambiati amorosi sensi in campagna elettorale,    potrebbe essere maturata una soluzione di compromesso che consentirebbe, da un lato, a Biden di non passare alla storia come l’uomo che ha sacrificato l’Ucraina e, dall’altro, al suo successore di iniziare, nel migliore dei modi, il suo mandato, facendo tacere, dopo quasi tre anni, le armi nel cuore dell’Europa, senza però darla troppo vinta a quel Putin che, adesso, immaginiamo tormentato da dubbi amletici sul come gestire questa alzata di toni – probabilmente inattesa – da parte americana (e di riflesso franco – britannica). Formalmente, la prima reazione del Cremlino è stata quella di pubblicare una nuova dottrina nucleare nazionale – per altro già illustrata e preannunciata dallo stesso Putin a settembre - che, di fatto, rimette in discussione il principio classico della deterrenza reciproca tra potenze nucleari, lasciando, quindi, campo libero al diritto di Mosca di utilizzare armi atomiche persino in presenza di attacchi tipicamente convenzionali, qualora questi siano giudicati come una “minaccia per la sua sovranità”. Ora è implicitamente chiaro che - con le nuove forniture missilistiche che hanno concesso in questi giorni all’Ucraina - Stati Uniti, Francia e Regno  Unito stanno mostrando di non prendere troppo sul serio le minacce di Putin e di non avere poi nemmeno troppo timore nell’andare a “vedere” il suo bluff. Ecco, dunque, perché immaginiamo, in queste ore, l’uomo del Cremlino tormentarsi tra “l’Essere” che gli imporrebbe di dimostrare che sta facendo sul serio quando parla di potenziali conseguenze catastrofiche e il “non essere” che gli suggerisce, invece, di non scherzare col fuoco, visto che, con ogni probabilità, neanche un individuo disinvolto come Trump se la sentirebbe poi di negoziare con un “apprendista stregone” dell’energia atomica…   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 22 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555812/corsivo_22_11_2024_08_25.mp3" length="2822355" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Francamente, ci sembra poco credibile che la decisione presa da Joe Biden, in merito alla fornitura ed all’utilizzo di missili a lungo raggio da parte degli Ucraini, non sia stata concordata durante l’incontro – durato ben due ore - che il presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Francamente, ci sembra poco credibile che la decisione presa da Joe Biden, in merito alla fornitura ed all’utilizzo di missili a lungo raggio da parte degli Ucraini, non sia stata concordata durante l’incontro – durato ben due ore - che il presidente uscente ha avuto con il neo eletto Donald Trump. D’altra parte, vi pare possibile che i due acerrimi avversari di sempre, posti finalmente uno di fronte all’altro, siano rimasti per 120 minuti a guardarsi in faccia o a parlare dei loro nipotini? Noi siamo più propensi ad ipotizzare che qualcosa, sul conflitto in corso nel Vecchio Continente, debbano, invece, essersela detta... E’ senz’altro vero che non saranno gli Atacms americani o gli Storm Shadow britannici a decidere le sorti della guerra, tuttavia permetteranno comunque, ai soldati di Zelensky, di creare non pochi problemi all’avanzata russa, colpendola alla fonte, attraverso una più precisa distruzione dei suoi arsenali e della sua industria bellica. Il tutto, andando a favorire, in vista del fatidico prossimo 20 gennaio, la definizione di uno scenario in cui Donald Trump potrà, eventualmente, iniziare il suo negoziato con Putin da una posizione resa più vantaggiosa dallo stallo di  un’offensiva russa costretta a rivedere i suoi - forse un po’ troppo ottimistici - sogni di gloria. In altre parole, a Washington, tra i due schieramenti che non si sono certamente scambiati amorosi sensi in campagna elettorale,    potrebbe essere maturata una soluzione di compromesso che consentirebbe, da un lato, a Biden di non passare alla storia come l’uomo che ha sacrificato l’Ucraina e, dall’altro, al suo successore di iniziare, nel migliore dei modi, il suo mandato, facendo tacere, dopo quasi tre anni, le armi nel cuore dell’Europa, senza però darla troppo vinta a quel Putin che, adesso, immaginiamo tormentato da dubbi amletici sul come gestire questa alzata di toni – probabilmente inattesa – da parte americana (e di riflesso franco – britannica). Formalmente, la prima reazione del Cremlino è stata quella di pubblicare una nuova dottrina nucleare nazionale – per altro già illustrata e preannunciata dallo stesso Putin a settembre - che, di fatto, rimette in discussione il principio classico della deterrenza reciproca tra potenze nucleari, lasciando, quindi, campo libero al diritto di Mosca di utilizzare armi atomiche persino in presenza di attacchi tipicamente convenzionali, qualora questi siano giudicati come una “minaccia per la sua sovranità”. Ora è implicitamente chiaro che - con le nuove forniture missilistiche che hanno concesso in questi giorni all’Ucraina - Stati Uniti, Francia e Regno  Unito stanno mostrando di non prendere troppo sul serio le minacce di Putin e di non avere poi nemmeno troppo timore nell’andare a “vedere” il suo bluff. Ecco, dunque, perché immaginiamo, in queste ore, l’uomo del Cremlino tormentarsi tra “l’Essere” che gli imporrebbe di dimostrare che sta facendo sul serio quando parla di potenziali conseguenze catastrofiche e il “non essere” che gli suggerisce, invece, di non scherzare col fuoco, visto che, con ogni probabilità, neanche un individuo disinvolto come Trump se la sentirebbe poi di negoziare con un “apprendista stregone” dell’energia atomica…   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/364749408e188969d8ba74af31839346.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’Amleto che abita al Cremlino | 22/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-amleto-che-abita-al-cremlino-22-11-2024-il-corsivo--62963690</link><description><![CDATA[Francamente, ci sembra poco credibile che la decisione presa da Joe Biden, in merito alla fornitura ed all’utilizzo di missili a lungo raggio da parte degli Ucraini, non sia stata concordata durante l’incontro – durato ben due ore - che il presidente uscente ha avuto con il neo eletto Donald Trump. D’altra parte, vi pare possibile che i due acerrimi avversari di sempre, posti finalmente uno di fronte all’altro, siano rimasti per 120 minuti a guardarsi in faccia o a parlare dei loro nipotini? Noi siamo più propensi ad ipotizzare che qualcosa, sul conflitto in corso nel Vecchio Continente, debbano, invece, essersela detta... E’ senz’altro vero che non saranno gli Atacms americani o gli Storm Shadow britannici a decidere le sorti della guerra, tuttavia permetteranno comunque, ai soldati di Zelensky, di creare non pochi problemi all’avanzata russa, colpendola alla fonte, attraverso una più precisa distruzione dei suoi arsenali e della sua industria bellica. Il tutto, andando a favorire, in vista del fatidico prossimo 20 gennaio, la definizione di uno scenario in cui Donald Trump potrà, eventualmente, iniziare il suo negoziato con Putin da una posizione resa più vantaggiosa dallo stallo di  un’offensiva russa costretta a rivedere i suoi - forse un po’ troppo ottimistici - sogni di gloria. In altre parole, a Washington, tra i due schieramenti che non si sono certamente scambiati amorosi sensi in campagna elettorale,    potrebbe essere maturata una soluzione di compromesso che consentirebbe, da un lato, a Biden di non passare alla storia come l’uomo che ha sacrificato l’Ucraina e, dall’altro, al suo successore di iniziare, nel migliore dei modi, il suo mandato, facendo tacere, dopo quasi tre anni, le armi nel cuore dell’Europa, senza però darla troppo vinta a quel Putin che, adesso, immaginiamo tormentato da dubbi amletici sul come gestire questa alzata di toni – probabilmente inattesa – da parte americana (e di riflesso franco – britannica). Formalmente, la prima reazione del Cremlino è stata quella di pubblicare una nuova dottrina nucleare nazionale – per altro già illustrata e preannunciata dallo stesso Putin a settembre - che, di fatto, rimette in discussione il principio classico della deterrenza reciproca tra potenze nucleari, lasciando, quindi, campo libero al diritto di Mosca di utilizzare armi atomiche persino in presenza di attacchi tipicamente convenzionali, qualora questi siano giudicati come una “minaccia per la sua sovranità”. Ora è implicitamente chiaro che - con le nuove forniture missilistiche che hanno concesso in questi giorni all’Ucraina - Stati Uniti, Francia e Regno  Unito stanno mostrando di non prendere troppo sul serio le minacce di Putin e di non avere poi nemmeno troppo timore nell’andare a “vedere” il suo bluff. Ecco, dunque, perché immaginiamo, in queste ore, l’uomo del Cremlino tormentarsi tra “l’Essere” che gli imporrebbe di dimostrare che sta facendo sul serio quando parla di potenziali conseguenze catastrofiche e il “non essere” che gli suggerisce, invece, di non scherzare col fuoco, visto che, con ogni probabilità, neanche un individuo disinvolto come Trump se la sentirebbe poi di negoziare con un “apprendista stregone” dell’energia atomica…   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 22 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62963690/corsivo_21_11_2024_08_25.mp3" length="3243555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Francamente, ci sembra poco credibile che la decisione presa da Joe Biden, in merito alla fornitura ed all’utilizzo di missili a lungo raggio da parte degli Ucraini, non sia stata concordata durante l’incontro – durato ben due ore - che il presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Francamente, ci sembra poco credibile che la decisione presa da Joe Biden, in merito alla fornitura ed all’utilizzo di missili a lungo raggio da parte degli Ucraini, non sia stata concordata durante l’incontro – durato ben due ore - che il presidente uscente ha avuto con il neo eletto Donald Trump. D’altra parte, vi pare possibile che i due acerrimi avversari di sempre, posti finalmente uno di fronte all’altro, siano rimasti per 120 minuti a guardarsi in faccia o a parlare dei loro nipotini? Noi siamo più propensi ad ipotizzare che qualcosa, sul conflitto in corso nel Vecchio Continente, debbano, invece, essersela detta... E’ senz’altro vero che non saranno gli Atacms americani o gli Storm Shadow britannici a decidere le sorti della guerra, tuttavia permetteranno comunque, ai soldati di Zelensky, di creare non pochi problemi all’avanzata russa, colpendola alla fonte, attraverso una più precisa distruzione dei suoi arsenali e della sua industria bellica. Il tutto, andando a favorire, in vista del fatidico prossimo 20 gennaio, la definizione di uno scenario in cui Donald Trump potrà, eventualmente, iniziare il suo negoziato con Putin da una posizione resa più vantaggiosa dallo stallo di  un’offensiva russa costretta a rivedere i suoi - forse un po’ troppo ottimistici - sogni di gloria. In altre parole, a Washington, tra i due schieramenti che non si sono certamente scambiati amorosi sensi in campagna elettorale,    potrebbe essere maturata una soluzione di compromesso che consentirebbe, da un lato, a Biden di non passare alla storia come l’uomo che ha sacrificato l’Ucraina e, dall’altro, al suo successore di iniziare, nel migliore dei modi, il suo mandato, facendo tacere, dopo quasi tre anni, le armi nel cuore dell’Europa, senza però darla troppo vinta a quel Putin che, adesso, immaginiamo tormentato da dubbi amletici sul come gestire questa alzata di toni – probabilmente inattesa – da parte americana (e di riflesso franco – britannica). Formalmente, la prima reazione del Cremlino è stata quella di pubblicare una nuova dottrina nucleare nazionale – per altro già illustrata e preannunciata dallo stesso Putin a settembre - che, di fatto, rimette in discussione il principio classico della deterrenza reciproca tra potenze nucleari, lasciando, quindi, campo libero al diritto di Mosca di utilizzare armi atomiche persino in presenza di attacchi tipicamente convenzionali, qualora questi siano giudicati come una “minaccia per la sua sovranità”. Ora è implicitamente chiaro che - con le nuove forniture missilistiche che hanno concesso in questi giorni all’Ucraina - Stati Uniti, Francia e Regno  Unito stanno mostrando di non prendere troppo sul serio le minacce di Putin e di non avere poi nemmeno troppo timore nell’andare a “vedere” il suo bluff. Ecco, dunque, perché immaginiamo, in queste ore, l’uomo del Cremlino tormentarsi tra “l’Essere” che gli imporrebbe di dimostrare che sta facendo sul serio quando parla di potenziali conseguenze catastrofiche e il “non essere” che gli suggerisce, invece, di non scherzare col fuoco, visto che, con ogni probabilità, neanche un individuo disinvolto come Trump se la sentirebbe poi di negoziare con un “apprendista stregone” dell’energia atomica…   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Ed il papa, nel suo libro di prossima pubblicazione, suggerisce di indagare se le azioni militari poste in essere dagli Israeliani a Gaza possano rientrare nel quadro di un progetto genocida. Sia chiaro, il vescovo di Roma non fa alcuna affermazione categorica, ma tant’è non ci vuole poi un intuito particolarmente sottile per avvertire l’aria che tira all’ombra del Cupolone…un’aria che rischia, incautamente, di assomigliare molto da vicino a quella che si respira in tante manifestazioni popolari nostrane, in cui si inneggia alla cancellazione dello Stato ebraico e si celebra la figura di quell’apostolo della non violenza che portava il nome di Yahya Sinwar…  Fino ad oggi, a livello diplomatico ufficiale, a parlare di genocidio è stato essenzialmente il Sud Africa, attraverso il suo noto ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia che si è avvalso, tra l’altro, anche del tragicomico sostegno morale di quei fari di democrazia e di rispetto dei diritti umani che si chiamano Algeria, Cuba, Iran, Turchia, Venezuela, Iraq, Libia e Siria…Se però consideriamo, con un minimo di oggettività, lo scenario demografico che si è venuto a delineare in Terra Santa a partire dal 1967, noteremo che i numeri sembrano smentire decisamente ogni ipotesi di volontà di sterminio da parte di Tel Aviv.  Infatti, stando a fonti ufficiali arabe, nel 2023, la popolazione palestinese residente ammontava a 5. 483. 000 unità, di cui 1, 8 milioni a Gaza con uno sviluppo medio annuo del 3,3% (pari cioè, a 180.000 individui): e stiamo parlando – si badi bene – di una media che non ha conosciuto battute di arresto nemmeno negli ultimi 12 mesi, nei quali, secondo le stime fornite da Hamas, sono morte 43. 000 persone oppure, se preferite, 8.500 in base ai dati accertati dall’ONU. Mal si conciliano, quindi, le ipotesi di genocidio dinanzi ad una crescita demografica palestinese che sembra tuttora non incontrare rallentamenti. Al contrario, le effettive esperienze genocide del passato ci raccontano che – tanto per parlare di corda in casa dell’impiccato – gli ebrei, nel 1939, erano 16 milioni, mentre oggi non arrivano ancora a 14 milioni e mezzo…  Certo, che siano quarantamila, ottomila o anche soltanto una, le vittime sono e saranno sempre troppe: se poi un esercito regolare si trova a dover combattere contro milizie che fanno dell’utilizzo degli “scudi umani” la loro principale arma di propaganda, allora le perdite di vita tra i civili saliranno sempre in maniera esponenziale. Per contro, capita raramente di ascoltare qualche timida voce che si levi per ricordare il fatto che, dal 7 ottobre in poi, su Israele è piovuta, da Gaza e Libano, la bellezza di quarantamila ordigni esplosivi tutt’altro che animati da slanci di fratellanza universale…Quanti cittadini israeliani sarebbero morti se non avessero potuto fare affidamento su un valido sistema di intercettazione missilistica, in grado di contrastare quel disegno di annientamento anti ebraico che – ma loro si, per davvero – Hamas, Hezbollah e Iran non hanno mai fatto mistero di voler spietatamente realizzare?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555787/corsivo_21_11_2024_08_25.mp3" length="3243555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Premessa: per “genocidio”, secondo la definizione fatta propria dall’Onu, si intendono “gli atti commessi con l’intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. 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Sia chiaro, il vescovo di Roma non fa alcuna affermazione categorica, ma tant’è non ci vuole poi un intuito particolarmente sottile per avvertire l’aria che tira all’ombra del Cupolone…un’aria che rischia, incautamente, di assomigliare molto da vicino a quella che si respira in tante manifestazioni popolari nostrane, in cui si inneggia alla cancellazione dello Stato ebraico e si celebra la figura di quell’apostolo della non violenza che portava il nome di Yahya Sinwar…  Fino ad oggi, a livello diplomatico ufficiale, a parlare di genocidio è stato essenzialmente il Sud Africa, attraverso il suo noto ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia che si è avvalso, tra l’altro, anche del tragicomico sostegno morale di quei fari di democrazia e di rispetto dei diritti umani che si chiamano Algeria, Cuba, Iran, Turchia, Venezuela, Iraq, Libia e Siria…Se però consideriamo, con un minimo di oggettività, lo scenario demografico che si è venuto a delineare in Terra Santa a partire dal 1967, noteremo che i numeri sembrano smentire decisamente ogni ipotesi di volontà di sterminio da parte di Tel Aviv.  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Per contro, capita raramente di ascoltare qualche timida voce che si levi per ricordare il fatto che, dal 7 ottobre in poi, su Israele è piovuta, da Gaza e Libano, la bellezza di quarantamila ordigni esplosivi tutt’altro che animati da slanci di fratellanza universale…Quanti cittadini israeliani sarebbero morti se non avessero potuto fare affidamento su un valido sistema di intercettazione missilistica, in grado di contrastare quel disegno di annientamento anti ebraico che – ma loro si, per davvero – Hamas, Hezbollah e Iran non hanno mai fatto mistero di voler spietatamente realizzare?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>203</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fdc7d62da205be1ebe49cc904b4f2336.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito di genocidio | 21/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-di-genocidio-21-11-2024-il-corsivo--62944827</link><description><![CDATA[Premessa: per “genocidio”, secondo la definizione fatta propria dall’Onu, si intendono “gli atti commessi con l’intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. 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Sia chiaro, il vescovo di Roma non fa alcuna affermazione categorica, ma tant’è non ci vuole poi un intuito particolarmente sottile per avvertire l’aria che tira all’ombra del Cupolone…un’aria che rischia, incautamente, di assomigliare molto da vicino a quella che si respira in tante manifestazioni popolari nostrane, in cui si inneggia alla cancellazione dello Stato ebraico e si celebra la figura di quell’apostolo della non violenza che portava il nome di Yahya Sinwar…  Fino ad oggi, a livello diplomatico ufficiale, a parlare di genocidio è stato essenzialmente il Sud Africa, attraverso il suo noto ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia che si è avvalso, tra l’altro, anche del tragicomico sostegno morale di quei fari di democrazia e di rispetto dei diritti umani che si chiamano Algeria, Cuba, Iran, Turchia, Venezuela, Iraq, Libia e Siria…Se però consideriamo, con un minimo di oggettività, lo scenario demografico che si è venuto a delineare in Terra Santa a partire dal 1967, noteremo che i numeri sembrano smentire decisamente ogni ipotesi di volontà di sterminio da parte di Tel Aviv.  Infatti, stando a fonti ufficiali arabe, nel 2023, la popolazione palestinese residente ammontava a 5. 483. 000 unità, di cui 1, 8 milioni a Gaza con uno sviluppo medio annuo del 3,3% (pari cioè, a 180.000 individui): e stiamo parlando – si badi bene – di una media che non ha conosciuto battute di arresto nemmeno negli ultimi 12 mesi, nei quali, secondo le stime fornite da Hamas, sono morte 43. 000 persone oppure, se preferite, 8.500 in base ai dati accertati dall’ONU. Mal si conciliano, quindi, le ipotesi di genocidio dinanzi ad una crescita demografica palestinese che sembra tuttora non incontrare rallentamenti. 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Per contro, capita raramente di ascoltare qualche timida voce che si levi per ricordare il fatto che, dal 7 ottobre in poi, su Israele è piovuta, da Gaza e Libano, la bellezza di quarantamila ordigni esplosivi tutt’altro che animati da slanci di fratellanza universale…Quanti cittadini israeliani sarebbero morti se non avessero potuto fare affidamento su un valido sistema di intercettazione missilistica, in grado di contrastare quel disegno di annientamento anti ebraico che – ma loro si, per davvero – Hamas, Hezbollah e Iran non hanno mai fatto mistero di voler spietatamente realizzare?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62944827/corsivo_21_11_2024_08_25.mp3" length="3243555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Premessa: per “genocidio”, secondo la definizione fatta propria dall’Onu, si intendono “gli atti commessi con l’intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Ed il papa, nel suo libro di prossima pubblicazione,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Premessa: per “genocidio”, secondo la definizione fatta propria dall’Onu, si intendono “gli atti commessi con l’intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Ed il papa, nel suo libro di prossima pubblicazione, suggerisce di indagare se le azioni militari poste in essere dagli Israeliani a Gaza possano rientrare nel quadro di un progetto genocida. Sia chiaro, il vescovo di Roma non fa alcuna affermazione categorica, ma tant’è non ci vuole poi un intuito particolarmente sottile per avvertire l’aria che tira all’ombra del Cupolone…un’aria che rischia, incautamente, di assomigliare molto da vicino a quella che si respira in tante manifestazioni popolari nostrane, in cui si inneggia alla cancellazione dello Stato ebraico e si celebra la figura di quell’apostolo della non violenza che portava il nome di Yahya Sinwar…  Fino ad oggi, a livello diplomatico ufficiale, a parlare di genocidio è stato essenzialmente il Sud Africa, attraverso il suo noto ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia che si è avvalso, tra l’altro, anche del tragicomico sostegno morale di quei fari di democrazia e di rispetto dei diritti umani che si chiamano Algeria, Cuba, Iran, Turchia, Venezuela, Iraq, Libia e Siria…Se però consideriamo, con un minimo di oggettività, lo scenario demografico che si è venuto a delineare in Terra Santa a partire dal 1967, noteremo che i numeri sembrano smentire decisamente ogni ipotesi di volontà di sterminio da parte di Tel Aviv.  Infatti, stando a fonti ufficiali arabe, nel 2023, la popolazione palestinese residente ammontava a 5. 483. 000 unità, di cui 1, 8 milioni a Gaza con uno sviluppo medio annuo del 3,3% (pari cioè, a 180.000 individui): e stiamo parlando – si badi bene – di una media che non ha conosciuto battute di arresto nemmeno negli ultimi 12 mesi, nei quali, secondo le stime fornite da Hamas, sono morte 43. 000 persone oppure, se preferite, 8.500 in base ai dati accertati dall’ONU. Mal si conciliano, quindi, le ipotesi di genocidio dinanzi ad una crescita demografica palestinese che sembra tuttora non incontrare rallentamenti. Al contrario, le effettive esperienze genocide del passato ci raccontano che – tanto per parlare di corda in casa dell’impiccato – gli ebrei, nel 1939, erano 16 milioni, mentre oggi non arrivano ancora a 14 milioni e mezzo…  Certo, che siano quarantamila, ottomila o anche soltanto una, le vittime sono e saranno sempre troppe: se poi un esercito regolare si trova a dover combattere contro milizie che fanno dell’utilizzo degli “scudi umani” la loro principale arma di propaganda, allora le perdite di vita tra i civili saliranno sempre in maniera esponenziale. Per contro, capita raramente di ascoltare qualche timida voce che si levi per ricordare il fatto che, dal 7 ottobre in poi, su Israele è piovuta, da Gaza e Libano, la bellezza di quarantamila ordigni esplosivi tutt’altro che animati da slanci di fratellanza universale…Quanti cittadini israeliani sarebbero morti se non avessero potuto fare affidamento su un valido sistema di intercettazione missilistica, in grado di contrastare quel disegno di annientamento anti ebraico che – ma loro si, per davvero – Hamas, Hezbollah e Iran non hanno mai fatto mistero di voler spietatamente realizzare?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>203</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fdc7d62da205be1ebe49cc904b4f2336.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il centrosinistra vince in Umbria e in Emilia-Romagna. Astensionismo record | 19/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-centrosinistra-vince-in-umbria-e-in-emilia-romagna-astensionismo-record-19-11-2024-il-corsivo--64555791</link><description><![CDATA[Il centrosinistra vince in Umbria e in Emilia-Romagna Il centrosinistra azzecca i candidati e vince in Umbria con Stefania Proietti e in Emilia-Romagna con Michele De Pascale. “Chiedo a Meloni – dice De Pascale ricordando la regione ferita dalle alluvioni – un cambio di passo, basta speculazioni, sono pronto a fare il commissario per la ricostruzione”. Accanto a lui c'è la segretaria Elly Schlein: “E’ la vittoria della coesione ma dobbiamo migliorare ogni giorno, mai sedersi”. Entrambi i candidati sono stati trainati dal Pd che diventa primo partito nelle due regioni con risultati importanti. Avs risulta in linea con l'ascesa di questi mesi, così come in forte discesa è il M5s. Nel centrodestra il primo partito in Emilia-Romagna e Umbria è Fratelli d'Italia con Forza Italia che scavalca la Lega. In Umbria nessun apporto alla coalizione di centrodestra è arrivato dal sindaco di Terni Bandecchi che si conferma un fenomeno locale e mediatico.   Astensionismo record Crolla l’affluenza in entrambe le regioni in cui si è votato. Sia in Emilia-Romagna sia in Umbria il dato è in netto calo rispetto alle precedenti tornate elettorali. Nella regione governata fino a pochi mesi fa da Stefano Bonaccini non si arriva nemmeno alla metà degli aventi diritto, precisamente il 46,42. Mentre in Umbria il 50% è stato superato, seppur di poco con il 52,3%. Ma l'astensionismo delle regionali è in linea con l'andamento delle elezioni politiche del 2022 e delle europee di quest'anno. E' il segno che una fetta consistente della popolazione non si sente rappresentata dai partiti e dai loro candidati.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-11-2024_08-04.mp3</guid><pubDate>Tue, 19 Nov 2024 07:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555791/corsivo_19_11_2024_08_04.mp3" length="3672188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il centrosinistra vince in Umbria e in Emilia-Romagna Il centrosinistra azzecca i candidati e vince in Umbria con Stefania Proietti e in Emilia-Romagna con Michele De Pascale. “Chiedo a Meloni – dice De Pascale ricordando la regione ferita dalle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il centrosinistra vince in Umbria e in Emilia-Romagna Il centrosinistra azzecca i candidati e vince in Umbria con Stefania Proietti e in Emilia-Romagna con Michele De Pascale. “Chiedo a Meloni – dice De Pascale ricordando la regione ferita dalle alluvioni – un cambio di passo, basta speculazioni, sono pronto a fare il commissario per la ricostruzione”. Accanto a lui c'è la segretaria Elly Schlein: “E’ la vittoria della coesione ma dobbiamo migliorare ogni giorno, mai sedersi”. Entrambi i candidati sono stati trainati dal Pd che diventa primo partito nelle due regioni con risultati importanti. Avs risulta in linea con l'ascesa di questi mesi, così come in forte discesa è il M5s. Nel centrodestra il primo partito in Emilia-Romagna e Umbria è Fratelli d'Italia con Forza Italia che scavalca la Lega. In Umbria nessun apporto alla coalizione di centrodestra è arrivato dal sindaco di Terni Bandecchi che si conferma un fenomeno locale e mediatico.   Astensionismo record Crolla l’affluenza in entrambe le regioni in cui si è votato. Sia in Emilia-Romagna sia in Umbria il dato è in netto calo rispetto alle precedenti tornate elettorali. Nella regione governata fino a pochi mesi fa da Stefano Bonaccini non si arriva nemmeno alla metà degli aventi diritto, precisamente il 46,42. Mentre in Umbria il 50% è stato superato, seppur di poco con il 52,3%. Ma l'astensionismo delle regionali è in linea con l'andamento delle elezioni politiche del 2022 e delle europee di quest'anno. E' il segno che una fetta consistente della popolazione non si sente rappresentata dai partiti e dai loro candidati.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c0c1c6c954bc7a694af0ceb62f70539e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il centrosinistra vince in Umbria e in Emilia-Romagna. 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Nel centrodestra il primo partito in Emilia-Romagna e Umbria è Fratelli d'Italia con Forza Italia che scavalca la Lega. In Umbria nessun apporto alla coalizione di centrodestra è arrivato dal sindaco di Terni Bandecchi che si conferma un fenomeno locale e mediatico.   Astensionismo record Crolla l’affluenza in entrambe le regioni in cui si è votato. Sia in Emilia-Romagna sia in Umbria il dato è in netto calo rispetto alle precedenti tornate elettorali. Nella regione governata fino a pochi mesi fa da Stefano Bonaccini non si arriva nemmeno alla metà degli aventi diritto, precisamente il 46,42. Mentre in Umbria il 50% è stato superato, seppur di poco con il 52,3%. Ma l'astensionismo delle regionali è in linea con l'andamento delle elezioni politiche del 2022 e delle europee di quest'anno. E' il segno che una fetta consistente della popolazione non si sente rappresentata dai partiti e dai loro candidati.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-11-2024_08-04.mp3</guid><pubDate>Tue, 19 Nov 2024 07:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62809348/corsivo_19_11_2024_08_04.mp3" length="3672188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il centrosinistra vince in Umbria e in Emilia-Romagna Il centrosinistra azzecca i candidati e vince in Umbria con Stefania Proietti e in Emilia-Romagna con Michele De Pascale. “Chiedo a Meloni – dice De Pascale ricordando la regione ferita dalle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il centrosinistra vince in Umbria e in Emilia-Romagna Il centrosinistra azzecca i candidati e vince in Umbria con Stefania Proietti e in Emilia-Romagna con Michele De Pascale. “Chiedo a Meloni – dice De Pascale ricordando la regione ferita dalle alluvioni – un cambio di passo, basta speculazioni, sono pronto a fare il commissario per la ricostruzione”. Accanto a lui c'è la segretaria Elly Schlein: “E’ la vittoria della coesione ma dobbiamo migliorare ogni giorno, mai sedersi”. Entrambi i candidati sono stati trainati dal Pd che diventa primo partito nelle due regioni con risultati importanti. Avs risulta in linea con l'ascesa di questi mesi, così come in forte discesa è il M5s. Nel centrodestra il primo partito in Emilia-Romagna e Umbria è Fratelli d'Italia con Forza Italia che scavalca la Lega. In Umbria nessun apporto alla coalizione di centrodestra è arrivato dal sindaco di Terni Bandecchi che si conferma un fenomeno locale e mediatico.   Astensionismo record Crolla l’affluenza in entrambe le regioni in cui si è votato. Sia in Emilia-Romagna sia in Umbria il dato è in netto calo rispetto alle precedenti tornate elettorali. Nella regione governata fino a pochi mesi fa da Stefano Bonaccini non si arriva nemmeno alla metà degli aventi diritto, precisamente il 46,42. Mentre in Umbria il 50% è stato superato, seppur di poco con il 52,3%. Ma l'astensionismo delle regionali è in linea con l'andamento delle elezioni politiche del 2022 e delle europee di quest'anno. E' il segno che una fetta consistente della popolazione non si sente rappresentata dai partiti e dai loro candidati.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c0c1c6c954bc7a694af0ceb62f70539e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anm chiede al Csm un intervento contro gli attacchi del Governo | 18/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anm-chiede-al-csm-un-intervento-contro-gli-attacchi-del-governo-18-11-2024-il-corsivo--64555798</link><description><![CDATA[Anm chiede al Csm un intervento contro gli attacchi del Governo L’Associazione nazionale magistrati approva un documento durissimo contro il Governo e chiede al Csm un intervento urgente in difesa dell’incolumità fisica di numerosi magistrati. Fino a tanto Anm non era arrivata, neanche tornando ai tempi di Tangentopoli e degli attacchi di Silvio Berlusconi.  Il contenuto del documento “Nell’ultimo periodo – scrive l’Anm nell’atto approvato all’unanimità nel direttivo – abbiamo assistito da parte di una certa politica ad attacchi sempre più frequenti a provvedimenti resi da magistrati italiani nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali, criticati non per il loro contenuto tecnico-giuridico, ma perché sgraditi all’indirizzo politico della maggioranza governativa”.  L’Anm esprime  preoccupazione per l’impatto di due misure: la reintroduzione del reclamo in Corte di appello contro i provvedimenti dei tribunali sui richiedenti asilo e l’emendamento al decreto flussi che attribuisce la competenza sulla convalida dei trattenimenti alle Corti di appello. Il ritorno al doppio grado di merito sui richiedenti asilo “metterà in ginocchio le Corti territoriali. La definizione rapida dei processi d’appello sarà resa più difficoltosa in quanto dalle prime stime si prevede che le Corti saranno gravate da sopravvenienze di 30.000 procedimenti all’anno, da definire peraltro in tempi ristrettissimi”.  Anm parla di linciaggio mediatico L’Anm denuncia anche quello che definisce linciaggio mediatico. “Scrutare la vita delle persone – scrivono – riportando le loro vicende intime, del tutto prive di rilevanza pubblica, è condotta non in linea con l’etica giornalistica”.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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L’Anm esprime  preoccupazione per l’impatto di due misure: la reintroduzione del reclamo in Corte di appello contro i provvedimenti dei tribunali sui richiedenti asilo e l’emendamento al decreto flussi che attribuisce la competenza sulla convalida dei trattenimenti alle Corti di appello. Il ritorno al doppio grado di merito sui richiedenti asilo “metterà in ginocchio le Corti territoriali. La definizione rapida dei processi d’appello sarà resa più difficoltosa in quanto dalle prime stime si prevede che le Corti saranno gravate da sopravvenienze di 30.000 procedimenti all’anno, da definire peraltro in tempi ristrettissimi”.  Anm parla di linciaggio mediatico L’Anm denuncia anche quello che definisce linciaggio mediatico. “Scrutare la vita delle persone – scrivono – riportando le loro vicende intime, del tutto prive di rilevanza pubblica, è condotta non in linea con l’etica giornalistica”.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Fino a tanto Anm non era arrivata, neanche tornando ai tempi di Tangentopoli e degli attacchi di Silvio Berlusconi.  Il contenuto del documento “Nell’ultimo periodo – scrive l’Anm nell’atto approvato all’unanimità nel direttivo – abbiamo assistito da parte di una certa politica ad attacchi sempre più frequenti a provvedimenti resi da magistrati italiani nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali, criticati non per il loro contenuto tecnico-giuridico, ma perché sgraditi all’indirizzo politico della maggioranza governativa”.  L’Anm esprime  preoccupazione per l’impatto di due misure: la reintroduzione del reclamo in Corte di appello contro i provvedimenti dei tribunali sui richiedenti asilo e l’emendamento al decreto flussi che attribuisce la competenza sulla convalida dei trattenimenti alle Corti di appello. Il ritorno al doppio grado di merito sui richiedenti asilo “metterà in ginocchio le Corti territoriali. La definizione rapida dei processi d’appello sarà resa più difficoltosa in quanto dalle prime stime si prevede che le Corti saranno gravate da sopravvenienze di 30.000 procedimenti all’anno, da definire peraltro in tempi ristrettissimi”.  Anm parla di linciaggio mediatico L’Anm denuncia anche quello che definisce linciaggio mediatico. “Scrutare la vita delle persone – scrivono – riportando le loro vicende intime, del tutto prive di rilevanza pubblica, è condotta non in linea con l’etica giornalistica”.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-11-2024_09-07.mp3</guid><pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:07:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62784963/corsivo_18_11_2024_09_07.mp3" length="3989001" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Anm chiede al Csm un intervento contro gli attacchi del Governo L’Associazione nazionale magistrati approva un documento durissimo contro il Governo e chiede al Csm un intervento urgente in difesa dell’incolumità fisica di numerosi magistrati. Fino a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Anm chiede al Csm un intervento contro gli attacchi del Governo L’Associazione nazionale magistrati approva un documento durissimo contro il Governo e chiede al Csm un intervento urgente in difesa dell’incolumità fisica di numerosi magistrati. Fino a tanto Anm non era arrivata, neanche tornando ai tempi di Tangentopoli e degli attacchi di Silvio Berlusconi.  Il contenuto del documento “Nell’ultimo periodo – scrive l’Anm nell’atto approvato all’unanimità nel direttivo – abbiamo assistito da parte di una certa politica ad attacchi sempre più frequenti a provvedimenti resi da magistrati italiani nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali, criticati non per il loro contenuto tecnico-giuridico, ma perché sgraditi all’indirizzo politico della maggioranza governativa”.  L’Anm esprime  preoccupazione per l’impatto di due misure: la reintroduzione del reclamo in Corte di appello contro i provvedimenti dei tribunali sui richiedenti asilo e l’emendamento al decreto flussi che attribuisce la competenza sulla convalida dei trattenimenti alle Corti di appello. Il ritorno al doppio grado di merito sui richiedenti asilo “metterà in ginocchio le Corti territoriali. La definizione rapida dei processi d’appello sarà resa più difficoltosa in quanto dalle prime stime si prevede che le Corti saranno gravate da sopravvenienze di 30.000 procedimenti all’anno, da definire peraltro in tempi ristrettissimi”.  Anm parla di linciaggio mediatico L’Anm denuncia anche quello che definisce linciaggio mediatico. “Scrutare la vita delle persone – scrivono – riportando le loro vicende intime, del tutto prive di rilevanza pubblica, è condotta non in linea con l’etica giornalistica”.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e82a8ad4c1e25f12d1a765cc5031b3c5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Commissione Ursula implode. I popolari votano con la destra. I socialisti: la maggioranza non c'è più | 15/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-commissione-ursula-implode-i-popolari-votano-con-la-destra-i-socialisti-la-maggioranza-non-c-e-piu-15-11-2024-il-corsivo--64555809</link><description><![CDATA[La Commissione Ursula implode: popolari con la destra. I socialisti: la maggioranza non c'è più. La maggioranza che sostiene il secondo mandato di Ursula von der Leyen va in crisi alle prime battute parlamentari del suo breve cammino. Il Ppe vota insieme ai partiti di destra, compreso il neonazista Afd, sul regolamento sulla deforestazione, il provvedimento che impone a commercianti e importatori la verifica sui beni immessi nel mercato provenienti da territori recentemente disboscati.  La norma riguarda prodotti come il cacao, il caffè e molti altri.  Non è una misura centrale del programma della Commissione ma è lo specchio del malessere in cui versa da settimane la vecchia maggioranza che, secondo i socialisti, a questo punto non esiste più.   La legge sulla deforestazione. Sulla legge era già stata siglata un’intesa nella “vecchia” maggioranza e che prevedeva sostanzialmente il rinvio della sua applicazione. I Popolari avevano presentato una dozzina di emendamenti, tra cui la proroga biennale. Contrari Socialisti e verdi.  Dapprima il Ppe, in segno di dialogo, aveva ritirato una parte delle sue proposte di modifiche. Poi al momento del voto, gli emendamenti rimasti sono passati con il favore delle destre. Il voto finale sull’intero testo è stato approvato con il sì di Popolari, Ecr, Patrioti e Nse (l’ultradestra). Renew si è spaccata, contro Socialisti e Verdi.   La maggioranza Ursula ad un bivio politico.  Dietro alla decisione dei popolari, c'è lo sgretolamento della  maggioranza Ursula che cade a pezzi sulla squadra di nuovi commissari, con lo scontro sui nomi di Teresa Ribera e dell’italiano Raffaele Fitto. I popolari hanno voluto lo strappo con socialisti e ambientalisti e hanno fatto saltare gli accordi generali. Difficile ritrovare un'armonia e una visione comune sul piano politico.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 15 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555809/corsivo_15_11_2024_08_25.mp3" length="1967907" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Commissione Ursula implode: popolari con la destra. I socialisti: la maggioranza non c'è più. La maggioranza che sostiene il secondo mandato di Ursula von der Leyen va in crisi alle prime battute parlamentari del suo breve cammino. Il Ppe vota...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Commissione Ursula implode: popolari con la destra. I socialisti: la maggioranza non c'è più. La maggioranza che sostiene il secondo mandato di Ursula von der Leyen va in crisi alle prime battute parlamentari del suo breve cammino. Il Ppe vota insieme ai partiti di destra, compreso il neonazista Afd, sul regolamento sulla deforestazione, il provvedimento che impone a commercianti e importatori la verifica sui beni immessi nel mercato provenienti da territori recentemente disboscati.  La norma riguarda prodotti come il cacao, il caffè e molti altri.  Non è una misura centrale del programma della Commissione ma è lo specchio del malessere in cui versa da settimane la vecchia maggioranza che, secondo i socialisti, a questo punto non esiste più.   La legge sulla deforestazione. Sulla legge era già stata siglata un’intesa nella “vecchia” maggioranza e che prevedeva sostanzialmente il rinvio della sua applicazione. I Popolari avevano presentato una dozzina di emendamenti, tra cui la proroga biennale. Contrari Socialisti e verdi.  Dapprima il Ppe, in segno di dialogo, aveva ritirato una parte delle sue proposte di modifiche. Poi al momento del voto, gli emendamenti rimasti sono passati con il favore delle destre. Il voto finale sull’intero testo è stato approvato con il sì di Popolari, Ecr, Patrioti e Nse (l’ultradestra). Renew si è spaccata, contro Socialisti e Verdi.   La maggioranza Ursula ad un bivio politico.  Dietro alla decisione dei popolari, c'è lo sgretolamento della  maggioranza Ursula che cade a pezzi sulla squadra di nuovi commissari, con lo scontro sui nomi di Teresa Ribera e dell’italiano Raffaele Fitto. I popolari hanno voluto lo strappo con socialisti e ambientalisti e hanno fatto saltare gli accordi generali. Difficile ritrovare un'armonia e una visione comune sul piano politico.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ff631831edaab34b3e591a95debcd3dc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Commissione Ursula implode. I popolari votano con la destra. I socialisti: la maggioranza non c'è più | 15/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-commissione-ursula-implode-i-popolari-votano-con-la-destra-i-socialisti-la-maggioranza-non-c-e-piu-15-11-2024-il-corsivo--62749294</link><description><![CDATA[La Commissione Ursula implode: popolari con la destra. I socialisti: la maggioranza non c'è più. La maggioranza che sostiene il secondo mandato di Ursula von der Leyen va in crisi alle prime battute parlamentari del suo breve cammino. Il Ppe vota insieme ai partiti di destra, compreso il neonazista Afd, sul regolamento sulla deforestazione, il provvedimento che impone a commercianti e importatori la verifica sui beni immessi nel mercato provenienti da territori recentemente disboscati.  La norma riguarda prodotti come il cacao, il caffè e molti altri.  Non è una misura centrale del programma della Commissione ma è lo specchio del malessere in cui versa da settimane la vecchia maggioranza che, secondo i socialisti, a questo punto non esiste più.   La legge sulla deforestazione. Sulla legge era già stata siglata un’intesa nella “vecchia” maggioranza e che prevedeva sostanzialmente il rinvio della sua applicazione. I Popolari avevano presentato una dozzina di emendamenti, tra cui la proroga biennale. Contrari Socialisti e verdi.  Dapprima il Ppe, in segno di dialogo, aveva ritirato una parte delle sue proposte di modifiche. Poi al momento del voto, gli emendamenti rimasti sono passati con il favore delle destre. Il voto finale sull’intero testo è stato approvato con il sì di Popolari, Ecr, Patrioti e Nse (l’ultradestra). Renew si è spaccata, contro Socialisti e Verdi.   La maggioranza Ursula ad un bivio politico.  Dietro alla decisione dei popolari, c'è lo sgretolamento della  maggioranza Ursula che cade a pezzi sulla squadra di nuovi commissari, con lo scontro sui nomi di Teresa Ribera e dell’italiano Raffaele Fitto. I popolari hanno voluto lo strappo con socialisti e ambientalisti e hanno fatto saltare gli accordi generali. Difficile ritrovare un'armonia e una visione comune sul piano politico.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 15 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62749294/corsivo_15_11_2024_08_25.mp3" length="1967907" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La Commissione Ursula implode: popolari con la destra. 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La legge sulla deforestazione. Sulla legge era già stata siglata un’intesa nella “vecchia” maggioranza e che prevedeva sostanzialmente il rinvio della sua applicazione. I Popolari avevano presentato una dozzina di emendamenti, tra cui la proroga biennale. Contrari Socialisti e verdi.  Dapprima il Ppe, in segno di dialogo, aveva ritirato una parte delle sue proposte di modifiche. Poi al momento del voto, gli emendamenti rimasti sono passati con il favore delle destre. Il voto finale sull’intero testo è stato approvato con il sì di Popolari, Ecr, Patrioti e Nse (l’ultradestra). Renew si è spaccata, contro Socialisti e Verdi.   La maggioranza Ursula ad un bivio politico.  Dietro alla decisione dei popolari, c'è lo sgretolamento della  maggioranza Ursula che cade a pezzi sulla squadra di nuovi commissari, con lo scontro sui nomi di Teresa Ribera e dell’italiano Raffaele Fitto. I popolari hanno voluto lo strappo con socialisti e ambientalisti e hanno fatto saltare gli accordi generali. Difficile ritrovare un'armonia e una visione comune sul piano politico.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ff631831edaab34b3e591a95debcd3dc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattarella contro Musk: l'Italia sa badare a se stessa | 14/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattarella-contro-musk-l-italia-sa-badare-a-se-stessa-14-11-2024-il-corsivo--64555815</link><description><![CDATA[Mattarella contro Musk: l'Italia sa badare a se stessa.  Elon Musk interviene ancora sulle vicende di politica interna del nostro Paese. "Il popolo italiano vive in una democrazia o è un'autocrazia non eletta a prendere le decisioni?", si chiede il magnate della Tesla. A questo punto tocca al Capo dello Stato Sergio Mattarella rispondere a Musk, futuro ministro del Governo di Donald Trump, intervenuto in poche ore a gamba tesa contro i magistrati italiani. rei di aver adempiuto alle leggi europee, trasferendo alla Corte di Giustizia la decisione definitiva sui trasferimenti di migranti previsti dall'accordo tra Italia e Albania. "L'Italia è un grande Paese democratico e sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione. Chiunque, particolarmente se in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettare la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartire prescrizioni", scrive il Presidente della Repubblica.  Solo due anni fa, il 7 ottobre 2022, Mattarella aveva difeso l’Italia dopo che la ministra francese Laurence Boone aveva detto, commentando la vittoria di Giorgia Meloni: “Vigileremo sull’Italia”.  Le reazioni del Governo e dell'Anm. "Ascoltiamo sempre con grande rispetto le parole del Presidente della Repubblica", afferma la premier Giorgia Meloni. Secondo il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, " Musk si intromette e il Governo glielo lascia fare". Mattarella ha ragione e le sue parole che non ammettono altre interpretazioni, incarnano il pensiero di gran parte dei nostri concittadini. Non si può dichiararsi sovranisti come Musk, come Trump, come Bannon, e come tanti seguaci italiani, e poi ledere i diritti della sovranità altrui, cioè nostri. Un cortocircuito politico e istituzionale che non ha precedenti nella storia delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, e che rappresenta uno sgambetto inaccettabile per chi ha a cuore i valori della democrazia.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 14 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555815/corsivo_14_11_2024_08_25.mp3" length="2361507" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Mattarella contro Musk: l'Italia sa badare a se stessa.  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Chiunque, particolarmente se in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettare la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartire prescrizioni", scrive il Presidente della Repubblica.  Solo due anni fa, il 7 ottobre 2022, Mattarella aveva difeso l’Italia dopo che la ministra francese Laurence Boone aveva detto, commentando la vittoria di Giorgia Meloni: “Vigileremo sull’Italia”.  Le reazioni del Governo e dell'Anm. "Ascoltiamo sempre con grande rispetto le parole del Presidente della Repubblica", afferma la premier Giorgia Meloni. Secondo il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, " Musk si intromette e il Governo glielo lascia fare". Mattarella ha ragione e le sue parole che non ammettono altre interpretazioni, incarnano il pensiero di gran parte dei nostri concittadini. Non si può dichiararsi sovranisti come Musk, come Trump, come Bannon, e come tanti seguaci italiani, e poi ledere i diritti della sovranità altrui, cioè nostri. Un cortocircuito politico e istituzionale che non ha precedenti nella storia delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, e che rappresenta uno sgambetto inaccettabile per chi ha a cuore i valori della democrazia.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b5384f1ec66edf6ed572fc7a2d32ffaa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattarella contro Musk: l'Italia sa badare a se stessa | 14/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattarella-contro-musk-l-italia-sa-badare-a-se-stessa-14-11-2024-il-corsivo--62732907</link><description><![CDATA[Mattarella contro Musk: l'Italia sa badare a se stessa.  Elon Musk interviene ancora sulle vicende di politica interna del nostro Paese. "Il popolo italiano vive in una democrazia o è un'autocrazia non eletta a prendere le decisioni?", si chiede il magnate della Tesla. A questo punto tocca al Capo dello Stato Sergio Mattarella rispondere a Musk, futuro ministro del Governo di Donald Trump, intervenuto in poche ore a gamba tesa contro i magistrati italiani. rei di aver adempiuto alle leggi europee, trasferendo alla Corte di Giustizia la decisione definitiva sui trasferimenti di migranti previsti dall'accordo tra Italia e Albania. "L'Italia è un grande Paese democratico e sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione. Chiunque, particolarmente se in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettare la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartire prescrizioni", scrive il Presidente della Repubblica.  Solo due anni fa, il 7 ottobre 2022, Mattarella aveva difeso l’Italia dopo che la ministra francese Laurence Boone aveva detto, commentando la vittoria di Giorgia Meloni: “Vigileremo sull’Italia”.  Le reazioni del Governo e dell'Anm. "Ascoltiamo sempre con grande rispetto le parole del Presidente della Repubblica", afferma la premier Giorgia Meloni. Secondo il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, " Musk si intromette e il Governo glielo lascia fare". Mattarella ha ragione e le sue parole che non ammettono altre interpretazioni, incarnano il pensiero di gran parte dei nostri concittadini. Non si può dichiararsi sovranisti come Musk, come Trump, come Bannon, e come tanti seguaci italiani, e poi ledere i diritti della sovranità altrui, cioè nostri. Un cortocircuito politico e istituzionale che non ha precedenti nella storia delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, e che rappresenta uno sgambetto inaccettabile per chi ha a cuore i valori della democrazia.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 14 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62732907/corsivo_14_11_2024_08_25.mp3" length="2361507" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Mattarella contro Musk: l'Italia sa badare a se stessa.  Elon Musk interviene ancora sulle vicende di politica interna del nostro Paese. "Il popolo italiano vive in una democrazia o è un'autocrazia non eletta a prendere le decisioni?", si chiede il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mattarella contro Musk: l'Italia sa badare a se stessa.  Elon Musk interviene ancora sulle vicende di politica interna del nostro Paese. "Il popolo italiano vive in una democrazia o è un'autocrazia non eletta a prendere le decisioni?", si chiede il magnate della Tesla. A questo punto tocca al Capo dello Stato Sergio Mattarella rispondere a Musk, futuro ministro del Governo di Donald Trump, intervenuto in poche ore a gamba tesa contro i magistrati italiani. rei di aver adempiuto alle leggi europee, trasferendo alla Corte di Giustizia la decisione definitiva sui trasferimenti di migranti previsti dall'accordo tra Italia e Albania. "L'Italia è un grande Paese democratico e sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione. Chiunque, particolarmente se in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettare la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartire prescrizioni", scrive il Presidente della Repubblica.  Solo due anni fa, il 7 ottobre 2022, Mattarella aveva difeso l’Italia dopo che la ministra francese Laurence Boone aveva detto, commentando la vittoria di Giorgia Meloni: “Vigileremo sull’Italia”.  Le reazioni del Governo e dell'Anm. "Ascoltiamo sempre con grande rispetto le parole del Presidente della Repubblica", afferma la premier Giorgia Meloni. Secondo il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, " Musk si intromette e il Governo glielo lascia fare". Mattarella ha ragione e le sue parole che non ammettono altre interpretazioni, incarnano il pensiero di gran parte dei nostri concittadini. Non si può dichiararsi sovranisti come Musk, come Trump, come Bannon, e come tanti seguaci italiani, e poi ledere i diritti della sovranità altrui, cioè nostri. Un cortocircuito politico e istituzionale che non ha precedenti nella storia delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, e che rappresenta uno sgambetto inaccettabile per chi ha a cuore i valori della democrazia.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b5384f1ec66edf6ed572fc7a2d32ffaa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Musk interviene nel nostro dibattito politico. "Dovete andarvene" dice ai magistrati | 13/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/musk-interviene-nel-nostro-dibattito-politico-dovete-andarvene-dice-ai-magistrati-13-11-2024-il-corsivo--64555808</link><description><![CDATA[Musk interviene nel nostro dibattito politico. "Dovete andarvene" dice ai magistrati.   Musk è una delle persone più ricche del mondo, e da pochi mesi è pure uno dei principali finanziatori e consulenti del neo presidente americano Donald Trump. Le nomine del Governo, le direzioni di politica interna ed estera, gran parte delle scelte di Trump sono suggerite e orientate da Musk. Ora si rivolge direttamente ai nostri magistrati: "dovete andarvene". Musk si riferisce alle decisioni dei tribunali di Catania, Bologna, Roma, di rinviare alla Corte di Giustizia europea il giudizio finale sull'accordo tra Italia e Albania sui migranti.   Le reazioni alle dichiarazioni di Musk. 'Musk ha ragione, io ho fermato gli sbarchi e ora rischio sei anni di carcere. Visto dall'estero tutto questo sembra ancora più incredibile', ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini.  Le opposizioni chiedono alla premier Meloni di condannare il giudizio sui magistrati italiani e di difendere la Costituzione. Risponde il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro: "L'auspicio è che ci sia maggior rispetto istituzionale per la magistratura e per la giurisdizione. Si deve recuperare maggior equilibrio anche nella comunicazione".  Un atto di ingerenza politica mai avvenuto. L'intervento a gamba tesa di Musk condiziona il dibattito dei partiti italiani, la normale contrapposizione tra maggioranza e opposizione, perfino il delicato equilibrio tra poteri legislativo e giudiziario nel nostro Paese e in Europa. Resta un atto di ingerenza grave che non trova riscontro nella storia dei rapporti tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra ad oggi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 13 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555808/corsivo_13_11_2024_08_25.mp3" length="1876515" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Musk interviene nel nostro dibattito politico. 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'Musk ha ragione, io ho fermato gli sbarchi e ora rischio sei anni di carcere. Visto dall'estero tutto questo sembra ancora più incredibile', ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini.  Le opposizioni chiedono alla premier Meloni di condannare il giudizio sui magistrati italiani e di difendere la Costituzione. Risponde il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro: "L'auspicio è che ci sia maggior rispetto istituzionale per la magistratura e per la giurisdizione. Si deve recuperare maggior equilibrio anche nella comunicazione".  Un atto di ingerenza politica mai avvenuto. L'intervento a gamba tesa di Musk condiziona il dibattito dei partiti italiani, la normale contrapposizione tra maggioranza e opposizione, perfino il delicato equilibrio tra poteri legislativo e giudiziario nel nostro Paese e in Europa. Resta un atto di ingerenza grave che non trova riscontro nella storia dei rapporti tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra ad oggi.    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'Musk ha ragione, io ho fermato gli sbarchi e ora rischio sei anni di carcere. Visto dall'estero tutto questo sembra ancora più incredibile', ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini.  Le opposizioni chiedono alla premier Meloni di condannare il giudizio sui magistrati italiani e di difendere la Costituzione. Risponde il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro: "L'auspicio è che ci sia maggior rispetto istituzionale per la magistratura e per la giurisdizione. Si deve recuperare maggior equilibrio anche nella comunicazione".  Un atto di ingerenza politica mai avvenuto. L'intervento a gamba tesa di Musk condiziona il dibattito dei partiti italiani, la normale contrapposizione tra maggioranza e opposizione, perfino il delicato equilibrio tra poteri legislativo e giudiziario nel nostro Paese e in Europa. Resta un atto di ingerenza grave che non trova riscontro nella storia dei rapporti tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra ad oggi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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'Musk ha ragione, io ho fermato gli sbarchi e ora rischio sei anni di carcere. Visto dall'estero tutto questo sembra ancora più incredibile', ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini.  Le opposizioni chiedono alla premier Meloni di condannare il giudizio sui magistrati italiani e di difendere la Costituzione. Risponde il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro: "L'auspicio è che ci sia maggior rispetto istituzionale per la magistratura e per la giurisdizione. Si deve recuperare maggior equilibrio anche nella comunicazione".  Un atto di ingerenza politica mai avvenuto. L'intervento a gamba tesa di Musk condiziona il dibattito dei partiti italiani, la normale contrapposizione tra maggioranza e opposizione, perfino il delicato equilibrio tra poteri legislativo e giudiziario nel nostro Paese e in Europa. Resta un atto di ingerenza grave che non trova riscontro nella storia dei rapporti tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra ad oggi.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Licia Pinelli, moglie di Pino Pinelli, è partita per il suo ultimo viaggio. La schiena dritta, la dignità, la forza di chi aveva certamente ragione. È stata una vita in salita quella di Licia. Lei contro gli apparati dello Stato, lei contro le menzogne, lei, e poi Claudia e Silvia , poi migliaia di persone, un'intera città, Milano, un Paese pronto a chiedere verità e giustizia sulla morte dell'anarchico Pinelli, volato giù innocente dalla finestra del quarto piano della Questura di Milano, la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, mentre erano in corso le inchieste sulla strage della Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana, le cui responsabilità sono da attribuire a Ordine Nuovo, alla destra eversiva.  Licia chiedeva una verità sulla morte di suo marito Pino. Licia non voleva che emergesse una verità qualsiasi. L'unica verità è quella di un uomo che venne chiamato dal commissario Luigi Calabresi per un interrogatorio di routine. Pinelli non era formalmente indagato per l'attentato. In quelle ore era stato arrestato l'anarchico Pietro Valpreda. Si seppe in tempi più recenti che, nei locali della Questura, giunsero da Roma tredici funzionari zelanti dell'Ufficio Affari Riservati del Viminale, guidati da Federico Umberto D'Amato e Silvano Russomanno che diressero nei fatti i gravissimi depistaggi degli apparati sull'eccidio. Sta di fatto che Pino Pinelli entrò vivo nella Questura di Milano il 15 dicembre, e ne uscì morto il 16 dicembre 1969, fatto volare dal quarto piano dell'edificio, innocente, estraneo alla bomba di piazza Fontana e a tutte le altre bombe collocate a Milano e Roma. Buon viaggio cara Licia. Le tue figlie Claudia e Silvia proseguiranno a mantenere viva la memoria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 12 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555816/corsivo_12_11_2024_08_25.mp3" length="2148387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Addio a Licia, moglie di Pino Pinelli, l'anarchico morto innocente nei giorni di piazza Fontana.  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Pinelli non era formalmente indagato per l'attentato. In quelle ore era stato arrestato l'anarchico Pietro Valpreda. Si seppe in tempi più recenti che, nei locali della Questura, giunsero da Roma tredici funzionari zelanti dell'Ufficio Affari Riservati del Viminale, guidati da Federico Umberto D'Amato e Silvano Russomanno che diressero nei fatti i gravissimi depistaggi degli apparati sull'eccidio. Sta di fatto che Pino Pinelli entrò vivo nella Questura di Milano il 15 dicembre, e ne uscì morto il 16 dicembre 1969, fatto volare dal quarto piano dell'edificio, innocente, estraneo alla bomba di piazza Fontana e a tutte le altre bombe collocate a Milano e Roma. Buon viaggio cara Licia. Le tue figlie Claudia e Silvia proseguiranno a mantenere viva la memoria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 12 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62701209/corsivo_12_11_2024_08_25.mp3" length="2148387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Addio a Licia, moglie di Pino Pinelli, l'anarchico morto innocente nei giorni di piazza Fontana.  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In politica estera contatti con Mosca e Israele | 11/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-sceglie-la-sua-squadra-in-politica-estera-contatti-con-mosca-e-israele-11-11-2024-il-corsivo--64555820</link><description><![CDATA[Trump sceglie la sua squadra. In politica estera contatti con Mosca e Israele. La prima settimana di Donald Trump è corsa via come se lui fosse già insediato alla Casa Bianca. Joe Biden gli ha chiesto una transizione pacifica da qui al 20 gennaio e Trump si è messo subito al lavoro sulla squadra di Governo.  Il nuovo gabinetto sarà dunque formato da lealisti, in parte scelti fuori del Congresso. La selezione dei ministri è nelle mani del figlio maggiore del tycoon Don Jr. ed Elon Musk: resteranno a Mar-a-Lago fino a mercoledì, quando Trump andrà a Washington per essere ricevuto alla Casa Bianca da Biden. Tra i nomi che circolano ci sono il senatore del Missouri Eric Schmitt come Procuratore Generale, il senatore della Florida Marco Rubio, già a capo della commissione intelligence e relazioni estere, che dovrebbe essere nominato segretario di Stato, e  l’ex direttore dell’intelligence Rick Grenell, che potrebbe diventare il nuovo consigliere per la Sicurezza nazionale.  Susan Summerall Wiles, co-presidente della campagna, sarà capo di gabinetto, prima donna a rivestire il ruolo.  Cremlino e Israele soddisfatti per le prime mosse di Trump. Trump non è solo impegnato a formare una squadra, ma si sta già muovendo sullo scacchiere internazionale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov sottolinea che “la volontà del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di arrivare ad un accordo che porti alla pace in Ucraina indica che i segnali sono positivi". Sull'altro fronte,  il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu annuncia  di aver parlato almeno tre volte con Donald Trump. " Sono state conversazioni belle e molto importanti. Colloqui volti a rafforzare ulteriormente la forte alleanza tra Israele e Stati Uniti", ha spiegato Netanyahu.  E' ancora troppo presto per definire i primi passi di Trump per tentare di fermare i conflitti tra Russia e Ucraina e in Medio Oriente. Nella realtà dura dello scontro militare ed economico in atto si capirà se le promesse elettorali del tycoon si tramuteranno in spiragli di pace oppure resteranno mera demagogia per ingannare gli elettori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 11 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555820/corsivo_11_11_2024_08_25.mp3" length="2297324" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump sceglie la sua squadra. 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Tra i nomi che circolano ci sono il senatore del Missouri Eric Schmitt come Procuratore Generale, il senatore della Florida Marco Rubio, già a capo della commissione intelligence e relazioni estere, che dovrebbe essere nominato segretario di Stato, e  l’ex direttore dell’intelligence Rick Grenell, che potrebbe diventare il nuovo consigliere per la Sicurezza nazionale.  Susan Summerall Wiles, co-presidente della campagna, sarà capo di gabinetto, prima donna a rivestire il ruolo.  Cremlino e Israele soddisfatti per le prime mosse di Trump. Trump non è solo impegnato a formare una squadra, ma si sta già muovendo sullo scacchiere internazionale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov sottolinea che “la volontà del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di arrivare ad un accordo che porti alla pace in Ucraina indica che i segnali sono positivi". Sull'altro fronte,  il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu annuncia  di aver parlato almeno tre volte con Donald Trump. " Sono state conversazioni belle e molto importanti. Colloqui volti a rafforzare ulteriormente la forte alleanza tra Israele e Stati Uniti", ha spiegato Netanyahu.  E' ancora troppo presto per definire i primi passi di Trump per tentare di fermare i conflitti tra Russia e Ucraina e in Medio Oriente. Nella realtà dura dello scontro militare ed economico in atto si capirà se le promesse elettorali del tycoon si tramuteranno in spiragli di pace oppure resteranno mera demagogia per ingannare gli elettori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3210c8b9d0c4f0ed8aef463280db1337.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump sceglie la sua squadra. In politica estera contatti con Mosca e Israele | 11/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-sceglie-la-sua-squadra-in-politica-estera-contatti-con-mosca-e-israele-11-11-2024-il-corsivo--62688364</link><description><![CDATA[Trump sceglie la sua squadra. In politica estera contatti con Mosca e Israele. La prima settimana di Donald Trump è corsa via come se lui fosse già insediato alla Casa Bianca. Joe Biden gli ha chiesto una transizione pacifica da qui al 20 gennaio e Trump si è messo subito al lavoro sulla squadra di Governo.  Il nuovo gabinetto sarà dunque formato da lealisti, in parte scelti fuori del Congresso. La selezione dei ministri è nelle mani del figlio maggiore del tycoon Don Jr. ed Elon Musk: resteranno a Mar-a-Lago fino a mercoledì, quando Trump andrà a Washington per essere ricevuto alla Casa Bianca da Biden. Tra i nomi che circolano ci sono il senatore del Missouri Eric Schmitt come Procuratore Generale, il senatore della Florida Marco Rubio, già a capo della commissione intelligence e relazioni estere, che dovrebbe essere nominato segretario di Stato, e  l’ex direttore dell’intelligence Rick Grenell, che potrebbe diventare il nuovo consigliere per la Sicurezza nazionale.  Susan Summerall Wiles, co-presidente della campagna, sarà capo di gabinetto, prima donna a rivestire il ruolo.  Cremlino e Israele soddisfatti per le prime mosse di Trump. Trump non è solo impegnato a formare una squadra, ma si sta già muovendo sullo scacchiere internazionale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov sottolinea che “la volontà del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di arrivare ad un accordo che porti alla pace in Ucraina indica che i segnali sono positivi". Sull'altro fronte,  il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu annuncia  di aver parlato almeno tre volte con Donald Trump. " Sono state conversazioni belle e molto importanti. Colloqui volti a rafforzare ulteriormente la forte alleanza tra Israele e Stati Uniti", ha spiegato Netanyahu.  E' ancora troppo presto per definire i primi passi di Trump per tentare di fermare i conflitti tra Russia e Ucraina e in Medio Oriente. Nella realtà dura dello scontro militare ed economico in atto si capirà se le promesse elettorali del tycoon si tramuteranno in spiragli di pace oppure resteranno mera demagogia per ingannare gli elettori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 11 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62688364/corsivo_11_11_2024_08_25.mp3" length="2297324" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump sceglie la sua squadra. 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Tra i nomi che circolano ci sono il senatore del Missouri Eric Schmitt come Procuratore Generale, il senatore della Florida Marco Rubio, già a capo della commissione intelligence e relazioni estere, che dovrebbe essere nominato segretario di Stato, e  l’ex direttore dell’intelligence Rick Grenell, che potrebbe diventare il nuovo consigliere per la Sicurezza nazionale.  Susan Summerall Wiles, co-presidente della campagna, sarà capo di gabinetto, prima donna a rivestire il ruolo.  Cremlino e Israele soddisfatti per le prime mosse di Trump. Trump non è solo impegnato a formare una squadra, ma si sta già muovendo sullo scacchiere internazionale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov sottolinea che “la volontà del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di arrivare ad un accordo che porti alla pace in Ucraina indica che i segnali sono positivi". Sull'altro fronte,  il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu annuncia  di aver parlato almeno tre volte con Donald Trump. " Sono state conversazioni belle e molto importanti. Colloqui volti a rafforzare ulteriormente la forte alleanza tra Israele e Stati Uniti", ha spiegato Netanyahu.  E' ancora troppo presto per definire i primi passi di Trump per tentare di fermare i conflitti tra Russia e Ucraina e in Medio Oriente. Nella realtà dura dello scontro militare ed economico in atto si capirà se le promesse elettorali del tycoon si tramuteranno in spiragli di pace oppure resteranno mera demagogia per ingannare gli elettori.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo | 08/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/omicidio-vassallo-arrestato-il-colonnello-dei-carabinieri-fabio-cagnazzo-08-11-2024-il-corsivo--64555817</link><description><![CDATA[Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.  Angelo Vassallo era il sindaco di Pollica-Acciaroli, un piccolo comune del Cilento, in provincia di Salerno. Amava il mare Angelo e faceva il pescatore. Lui era uno di quelli che non si faceva intimidire dai boss, che non utilizzava il voto di scambio con la criminalità organizzata, perché le schede che lo avevano eletto erano linde.  Il 5 settembre 2010 i killer lo avevano seguito e ucciso, dopo averlo minacciato per diversi giorni.   Gli arresti per l'omicidio Vassallo L'inchiesta della Procura di Salerno, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Luigi Alberto Cannavale, sull'omicidio del «sindaco pescatore» è arrivata a una svolta.. Sono stati arrestati il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, in passato in servizio a Salerno; l'ex carabiniere Lazzaro Cioffi, condannato per traffico di droga; Romolo Ridosso, ritenuto legato a un clan omonimo che opera a Scafati;  e Giuseppe Cipriano, titolare di una sala cinematografica sempre a Scafati.  Il movente dell'assassinio. Il sindaco pescatore fu ucciso perché aveva scoperto che nel comune cilentano, soprattutto d'estate, si era sviluppato un consistente spaccio di droga - in particolare cocaina - che aveva la sua base proprio nella zona della movida. La roba veniva rifornita da Romolo Ridosso e anche alcune persone del posto facevano parte della rete di pusher. La pressione di Vassallo sulle forze di polizia e sulle istituzioni, per debellare questo giro di droga, era diventata elevata. Così il 5 settembre, una domenica sera, Vassallo fu ucciso con nove colpi di pistola mentre stava rientrando a casa. Ad Angelo sono state dedicate strade, parchi, piazze, targhe, scuole, sono stati dipinti murales. La sua è una memoria viva passata di generazione in generazione. A 14 anni la giustizia sembra aver fatto il suo corso.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555817/corsivo_08_11_2024_08_25.mp3" length="2341484" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.  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Sono stati arrestati il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, in passato in servizio a Salerno; l'ex carabiniere Lazzaro Cioffi, condannato per traffico di droga; Romolo Ridosso, ritenuto legato a un clan omonimo che opera a Scafati;  e Giuseppe Cipriano, titolare di una sala cinematografica sempre a Scafati.  Il movente dell'assassinio. Il sindaco pescatore fu ucciso perché aveva scoperto che nel comune cilentano, soprattutto d'estate, si era sviluppato un consistente spaccio di droga - in particolare cocaina - che aveva la sua base proprio nella zona della movida. La roba veniva rifornita da Romolo Ridosso e anche alcune persone del posto facevano parte della rete di pusher. La pressione di Vassallo sulle forze di polizia e sulle istituzioni, per debellare questo giro di droga, era diventata elevata. Così il 5 settembre, una domenica sera, Vassallo fu ucciso con nove colpi di pistola mentre stava rientrando a casa. Ad Angelo sono state dedicate strade, parchi, piazze, targhe, scuole, sono stati dipinti murales. La sua è una memoria viva passata di generazione in generazione. A 14 anni la giustizia sembra aver fatto il suo corso.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/916915103d6fb8f6b6883f4cc5f6f7ad.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo | 08/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/omicidio-vassallo-arrestato-il-colonnello-dei-carabinieri-fabio-cagnazzo-08-11-2024-il-corsivo--62662340</link><description><![CDATA[Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.  Angelo Vassallo era il sindaco di Pollica-Acciaroli, un piccolo comune del Cilento, in provincia di Salerno. Amava il mare Angelo e faceva il pescatore. Lui era uno di quelli che non si faceva intimidire dai boss, che non utilizzava il voto di scambio con la criminalità organizzata, perché le schede che lo avevano eletto erano linde.  Il 5 settembre 2010 i killer lo avevano seguito e ucciso, dopo averlo minacciato per diversi giorni.   Gli arresti per l'omicidio Vassallo L'inchiesta della Procura di Salerno, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Luigi Alberto Cannavale, sull'omicidio del «sindaco pescatore» è arrivata a una svolta.. Sono stati arrestati il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, in passato in servizio a Salerno; l'ex carabiniere Lazzaro Cioffi, condannato per traffico di droga; Romolo Ridosso, ritenuto legato a un clan omonimo che opera a Scafati;  e Giuseppe Cipriano, titolare di una sala cinematografica sempre a Scafati.  Il movente dell'assassinio. Il sindaco pescatore fu ucciso perché aveva scoperto che nel comune cilentano, soprattutto d'estate, si era sviluppato un consistente spaccio di droga - in particolare cocaina - che aveva la sua base proprio nella zona della movida. La roba veniva rifornita da Romolo Ridosso e anche alcune persone del posto facevano parte della rete di pusher. La pressione di Vassallo sulle forze di polizia e sulle istituzioni, per debellare questo giro di droga, era diventata elevata. Così il 5 settembre, una domenica sera, Vassallo fu ucciso con nove colpi di pistola mentre stava rientrando a casa. Ad Angelo sono state dedicate strade, parchi, piazze, targhe, scuole, sono stati dipinti murales. La sua è una memoria viva passata di generazione in generazione. A 14 anni la giustizia sembra aver fatto il suo corso.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62662340/corsivo_08_11_2024_08_25.mp3" length="2341484" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.  Angelo Vassallo era il sindaco di Pollica-Acciaroli, un piccolo comune del Cilento, in provincia di Salerno. Amava il mare Angelo e faceva il pescatore. Lui era uno di quelli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Omicidio Vassallo, arrestato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.  Angelo Vassallo era il sindaco di Pollica-Acciaroli, un piccolo comune del Cilento, in provincia di Salerno. Amava il mare Angelo e faceva il pescatore. Lui era uno di quelli che non si faceva intimidire dai boss, che non utilizzava il voto di scambio con la criminalità organizzata, perché le schede che lo avevano eletto erano linde.  Il 5 settembre 2010 i killer lo avevano seguito e ucciso, dopo averlo minacciato per diversi giorni.   Gli arresti per l'omicidio Vassallo L'inchiesta della Procura di Salerno, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Luigi Alberto Cannavale, sull'omicidio del «sindaco pescatore» è arrivata a una svolta.. Sono stati arrestati il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, in passato in servizio a Salerno; l'ex carabiniere Lazzaro Cioffi, condannato per traffico di droga; Romolo Ridosso, ritenuto legato a un clan omonimo che opera a Scafati;  e Giuseppe Cipriano, titolare di una sala cinematografica sempre a Scafati.  Il movente dell'assassinio. Il sindaco pescatore fu ucciso perché aveva scoperto che nel comune cilentano, soprattutto d'estate, si era sviluppato un consistente spaccio di droga - in particolare cocaina - che aveva la sua base proprio nella zona della movida. La roba veniva rifornita da Romolo Ridosso e anche alcune persone del posto facevano parte della rete di pusher. La pressione di Vassallo sulle forze di polizia e sulle istituzioni, per debellare questo giro di droga, era diventata elevata. Così il 5 settembre, una domenica sera, Vassallo fu ucciso con nove colpi di pistola mentre stava rientrando a casa. Ad Angelo sono state dedicate strade, parchi, piazze, targhe, scuole, sono stati dipinti murales. La sua è una memoria viva passata di generazione in generazione. A 14 anni la giustizia sembra aver fatto il suo corso.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/916915103d6fb8f6b6883f4cc5f6f7ad.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia | 07/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/germania-nel-caos-il-ministro-lindner-propone-elezioni-anticipate-a-inizio-2025-scholz-lo-licenzia-07-11-2024-il-corsivo--64555793</link><description><![CDATA[Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia.   In Germania va in crisi la coalizione semaforo che appoggia il cancelliere Olaf Scholz. Alla riunione del comitato di coalizione presso la Cancelleria a Berlino, l'autorevole ministro delle Finanze Christian Lindner non ha proposto una soluzione alle enormi difficoltà di bilancio: l’unico suggerimento è stato quello di indire nuove elezioni ad inizio 2025. Scholz ha rifiutato la proposta del voto anticipato e ha licenziato Christian Lindner. Poco prima il presidente della Cdu e leader dell’opposizione, Friedrich Merz aveva definito “molto probabile” la fine dell’attuale coalizione del governo tedesco formata da Spd, Verdi e Spd. al contempo era intervenuto anche Lars Feld: per il consigliere capo di Lindner la coalizione di governo con Spd e Verdi crollerebbe se non fossero state accettate le linee guida per le misure di politica economica e finanziaria.   Le misure proposte da Linder. La fine dell’alleanza è stata determinata da un documento con le nuove proposte di Lindner. ‘Svolta economica e giustizia generazionale’, il titolo di un elenco di misure in 17 pagine maturato nel clima teso della guerra consumata a suon di vertici e iniziative contrapposte che hanno messo sotto gli occhi di tutti lo sgretolamento della squadra del cancelliere nei giorni scorsi. Lindner ha proposto, fra l’altro, il taglio di due punti delle tasse sulle società, una sostanziale retromarcia sulle politiche climatiche che stanno a cuore agli ecologisti, tagli sui benefit legati al reddito di cittadinanza e l’eliminazione del sussidio per i Laender dell’Est. La crisi politica esplode fra le guerre che dividono l’elettorato, la crisi economica e l’incubo di un’America ostile guidata da Donald Trump, che è appena tornato ad attaccare la Germania e i Paesi europei accusandoli di “derubare” gli Stati Uniti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 07 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555793/corsivo_07_11_2024_08_25.mp3" length="2191724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia.   In Germania va in crisi la coalizione semaforo che appoggia il cancelliere Olaf Scholz. Alla riunione del comitato di coalizione presso la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia.   In Germania va in crisi la coalizione semaforo che appoggia il cancelliere Olaf Scholz. Alla riunione del comitato di coalizione presso la Cancelleria a Berlino, l'autorevole ministro delle Finanze Christian Lindner non ha proposto una soluzione alle enormi difficoltà di bilancio: l’unico suggerimento è stato quello di indire nuove elezioni ad inizio 2025. Scholz ha rifiutato la proposta del voto anticipato e ha licenziato Christian Lindner. Poco prima il presidente della Cdu e leader dell’opposizione, Friedrich Merz aveva definito “molto probabile” la fine dell’attuale coalizione del governo tedesco formata da Spd, Verdi e Spd. al contempo era intervenuto anche Lars Feld: per il consigliere capo di Lindner la coalizione di governo con Spd e Verdi crollerebbe se non fossero state accettate le linee guida per le misure di politica economica e finanziaria.   Le misure proposte da Linder. La fine dell’alleanza è stata determinata da un documento con le nuove proposte di Lindner. ‘Svolta economica e giustizia generazionale’, il titolo di un elenco di misure in 17 pagine maturato nel clima teso della guerra consumata a suon di vertici e iniziative contrapposte che hanno messo sotto gli occhi di tutti lo sgretolamento della squadra del cancelliere nei giorni scorsi. Lindner ha proposto, fra l’altro, il taglio di due punti delle tasse sulle società, una sostanziale retromarcia sulle politiche climatiche che stanno a cuore agli ecologisti, tagli sui benefit legati al reddito di cittadinanza e l’eliminazione del sussidio per i Laender dell’Est. La crisi politica esplode fra le guerre che dividono l’elettorato, la crisi economica e l’incubo di un’America ostile guidata da Donald Trump, che è appena tornato ad attaccare la Germania e i Paesi europei accusandoli di “derubare” gli Stati Uniti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/deb379dd2611c7595dc2fa26b0453534.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia | 07/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/germania-nel-caos-il-ministro-lindner-propone-elezioni-anticipate-a-inizio-2025-scholz-lo-licenzia-07-11-2024-il-corsivo--62649407</link><description><![CDATA[Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. Scholz lo licenzia.   In Germania va in crisi la coalizione semaforo che appoggia il cancelliere Olaf Scholz. Alla riunione del comitato di coalizione presso la Cancelleria a Berlino, l'autorevole ministro delle Finanze Christian Lindner non ha proposto una soluzione alle enormi difficoltà di bilancio: l’unico suggerimento è stato quello di indire nuove elezioni ad inizio 2025. Scholz ha rifiutato la proposta del voto anticipato e ha licenziato Christian Lindner. Poco prima il presidente della Cdu e leader dell’opposizione, Friedrich Merz aveva definito “molto probabile” la fine dell’attuale coalizione del governo tedesco formata da Spd, Verdi e Spd. al contempo era intervenuto anche Lars Feld: per il consigliere capo di Lindner la coalizione di governo con Spd e Verdi crollerebbe se non fossero state accettate le linee guida per le misure di politica economica e finanziaria.   Le misure proposte da Linder. La fine dell’alleanza è stata determinata da un documento con le nuove proposte di Lindner. ‘Svolta economica e giustizia generazionale’, il titolo di un elenco di misure in 17 pagine maturato nel clima teso della guerra consumata a suon di vertici e iniziative contrapposte che hanno messo sotto gli occhi di tutti lo sgretolamento della squadra del cancelliere nei giorni scorsi. Lindner ha proposto, fra l’altro, il taglio di due punti delle tasse sulle società, una sostanziale retromarcia sulle politiche climatiche che stanno a cuore agli ecologisti, tagli sui benefit legati al reddito di cittadinanza e l’eliminazione del sussidio per i Laender dell’Est. La crisi politica esplode fra le guerre che dividono l’elettorato, la crisi economica e l’incubo di un’America ostile guidata da Donald Trump, che è appena tornato ad attaccare la Germania e i Paesi europei accusandoli di “derubare” gli Stati Uniti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 07 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62649407/corsivo_07_11_2024_08_25.mp3" length="2191724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Germania nel caos. il ministro Lindner propone elezioni anticipate a inizio 2025. 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Poco prima il presidente della Cdu e leader dell’opposizione, Friedrich Merz aveva definito “molto probabile” la fine dell’attuale coalizione del governo tedesco formata da Spd, Verdi e Spd. al contempo era intervenuto anche Lars Feld: per il consigliere capo di Lindner la coalizione di governo con Spd e Verdi crollerebbe se non fossero state accettate le linee guida per le misure di politica economica e finanziaria.   Le misure proposte da Linder. La fine dell’alleanza è stata determinata da un documento con le nuove proposte di Lindner. ‘Svolta economica e giustizia generazionale’, il titolo di un elenco di misure in 17 pagine maturato nel clima teso della guerra consumata a suon di vertici e iniziative contrapposte che hanno messo sotto gli occhi di tutti lo sgretolamento della squadra del cancelliere nei giorni scorsi. Lindner ha proposto, fra l’altro, il taglio di due punti delle tasse sulle società, una sostanziale retromarcia sulle politiche climatiche che stanno a cuore agli ecologisti, tagli sui benefit legati al reddito di cittadinanza e l’eliminazione del sussidio per i Laender dell’Est. La crisi politica esplode fra le guerre che dividono l’elettorato, la crisi economica e l’incubo di un’America ostile guidata da Donald Trump, che è appena tornato ad attaccare la Germania e i Paesi europei accusandoli di “derubare” gli Stati Uniti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/deb379dd2611c7595dc2fa26b0453534.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump in vantaggio su Harris tra i grandi elettori | 06/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-in-vantaggio-su-harris-tra-i-grandi-elettori-06-11-2024-il-corsivo--64555800</link><description><![CDATA[Trump vince le elezioni americane. È in vantaggio su Harris tra i grandi elettori e nel voto popolare   Donald Trump si è aggiudicato le elezioni americane. E' in vantaggio su Kamala Harris tra i grandi elettori e nel voto popolare. Questo stanno raccontando le elezioni americane. La battaglia tra i due candidati negli stati in bilico c'è stata, ma la cartina degli Stati Uniti è principalmente tinta del rosso dei repubblicani di Trump. "Abbiamo fatto la storia", sul palco di West Palm Beach con la sua famiglia e il vice J.D. Vance, Donald Trump ha dichiarato la vittoria e ha promesso di portare una nuova "età dell'oro" negli Stati Uniti.  "Mettiamo le divisioni del passato alle spalle, stiamo uniti", dice Donald Trump nel suo discorso. Trump promette che fermerà le guerre e ricorda che durante il suo primo mandato non ci sono state guerre, ma piuttosto "una sconfitta dell'Isis in tempi record".   L'America vira verso destra  Il popolo americano vira verso destra, ma il Paese resta spaccato. Stando ai dati diffusi da CNN tra gli elettori di Trump l'economia rimane il tema più importante, seguito da immigrazione, democrazia, aborto e politica estera, Diverso è il parere generale, secondo cui a democrazia è il tema che sta più a cuore al 35% degli statunitensi che si sono recati alle urne. Seguono nell'ordine l'economia, che è la questione principale per il 31% degli elettori, poi l'aborto, l'immigrazione e la politica estera. Trump sta vincendo quindi sul malessere del ceto medio sempre più impoverito sul piano economico e sulla percezione di una incapacità dei democratici a risolvere il nodo dei flussi migratori. Dunque per la Harris è stata una strada in salita, perché sempre secondo CNN  la maggioranza degli elettori si sono detti insoddisfatti della direzione del Paese, nello specifico ha disapprovato  l'operato del presidente Joe Biden. Se stiamo a questi dati, gli americani hanno scelto Trump perché lo hanno ritenuto più credibile rispetto alla Harris, la cui candidatura è arrivata in extremis dopo il sostanziale fallimento di Biden. E il fallimento del presidente è stato visto anche in buona misura dalla sua vicepresidente Harris.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 06 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555800/corsivo_06_11_2024_08_25.mp3" length="2194796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump vince le elezioni americane. 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"Mettiamo le divisioni del passato alle spalle, stiamo uniti", dice Donald Trump nel suo discorso. Trump promette che fermerà le guerre e ricorda che durante il suo primo mandato non ci sono state guerre, ma piuttosto "una sconfitta dell'Isis in tempi record".   L'America vira verso destra  Il popolo americano vira verso destra, ma il Paese resta spaccato. Stando ai dati diffusi da CNN tra gli elettori di Trump l'economia rimane il tema più importante, seguito da immigrazione, democrazia, aborto e politica estera, Diverso è il parere generale, secondo cui a democrazia è il tema che sta più a cuore al 35% degli statunitensi che si sono recati alle urne. Seguono nell'ordine l'economia, che è la questione principale per il 31% degli elettori, poi l'aborto, l'immigrazione e la politica estera. Trump sta vincendo quindi sul malessere del ceto medio sempre più impoverito sul piano economico e sulla percezione di una incapacità dei democratici a risolvere il nodo dei flussi migratori. Dunque per la Harris è stata una strada in salita, perché sempre secondo CNN  la maggioranza degli elettori si sono detti insoddisfatti della direzione del Paese, nello specifico ha disapprovato  l'operato del presidente Joe Biden. Se stiamo a questi dati, gli americani hanno scelto Trump perché lo hanno ritenuto più credibile rispetto alla Harris, la cui candidatura è arrivata in extremis dopo il sostanziale fallimento di Biden. E il fallimento del presidente è stato visto anche in buona misura dalla sua vicepresidente Harris.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2a38546bac6bd707c05b86474d52ec1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump in vantaggio su Harris tra i grandi elettori | 06/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-in-vantaggio-su-harris-tra-i-grandi-elettori-06-11-2024-il-corsivo--62635185</link><description><![CDATA[Trump in vantaggio su Harris tra i grandi elettori.   I dati reali, ma parziali,  vedono Donald Trump in vantaggio su Kamala Harris. E Donald Trump è sopra la candidata democratica anche nei cosiddetti “swing states”, mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede. Questo stanno raccontando le elezioni americane. La battaglia tra i due candidati negli stati in bilico c'è stata ma la cartina degli Stati Uniti è principalmente tinta del rosso dei repubblicani di Trump che ha il maggior numero di possibilità di portarsi a casa i grandi elettori secondo le proiezioni del New York Times. In particolare  il candidato repubblicano potrebbe conquistare 296 grandi elettori, 26 in più dei 270 a cui è fissato il quorum per la vittoria.   L'America vira verso destra.   Il popolo americano vira verso destra, ma il Paese resta spaccato. Stando ai dati diffusi da CNN tra gli elettori di Trump l'economia rimane il tema più importante, seguito da immigrazione, democrazia, aborto e politica estera, Diverso è il parere generale, secondo cui a democrazia è il tema che sta più a cuore al 35% degli statunitensi che si sono recati alle urne. Seguono nell'ordine l'economia, che è la questione principale per il 31% degli elettori, poi l'aborto, l'immigrazione e la politica estera. Trump sta vincendo quindi sul malessere del ceto medio sempre più impoverito sul piano economico e sulla percezione di una incapacità dei democratici a risolvere il nodo dei flussi migratori. Dunque per la Harris è stata una strada in salita, perché sempre secondo CNN  la maggioranza degli elettori si sono detti insoddisfatti della direzione del Paese, nello specifico ha disapprovato  l'operato del presidente Joe Biden. Se stiamo a questi dati, gli americani hanno scelto Trump perché lo hanno ritenuto più credibile rispetto alla Harris, la cui candidatura è arrivata in extremis dopo il sostanziale fallimento di Biden. E il fallimento del presidente è stato visto anche in buona misura dalla sua vicepresidente Harris.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 06 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62635185/corsivo_06_11_2024_08_25.mp3" length="2194796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Trump in vantaggio su Harris tra i grandi elettori.   I dati reali, ma parziali,  vedono Donald Trump in vantaggio su Kamala Harris. E Donald Trump è sopra la candidata democratica anche nei cosiddetti “swing states”, mentre è ancora in corso lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Trump in vantaggio su Harris tra i grandi elettori.   I dati reali, ma parziali,  vedono Donald Trump in vantaggio su Kamala Harris. E Donald Trump è sopra la candidata democratica anche nei cosiddetti “swing states”, mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede. Questo stanno raccontando le elezioni americane. La battaglia tra i due candidati negli stati in bilico c'è stata ma la cartina degli Stati Uniti è principalmente tinta del rosso dei repubblicani di Trump che ha il maggior numero di possibilità di portarsi a casa i grandi elettori secondo le proiezioni del New York Times. In particolare  il candidato repubblicano potrebbe conquistare 296 grandi elettori, 26 in più dei 270 a cui è fissato il quorum per la vittoria.   L'America vira verso destra.   Il popolo americano vira verso destra, ma il Paese resta spaccato. Stando ai dati diffusi da CNN tra gli elettori di Trump l'economia rimane il tema più importante, seguito da immigrazione, democrazia, aborto e politica estera, Diverso è il parere generale, secondo cui a democrazia è il tema che sta più a cuore al 35% degli statunitensi che si sono recati alle urne. Seguono nell'ordine l'economia, che è la questione principale per il 31% degli elettori, poi l'aborto, l'immigrazione e la politica estera. Trump sta vincendo quindi sul malessere del ceto medio sempre più impoverito sul piano economico e sulla percezione di una incapacità dei democratici a risolvere il nodo dei flussi migratori. Dunque per la Harris è stata una strada in salita, perché sempre secondo CNN  la maggioranza degli elettori si sono detti insoddisfatti della direzione del Paese, nello specifico ha disapprovato  l'operato del presidente Joe Biden. Se stiamo a questi dati, gli americani hanno scelto Trump perché lo hanno ritenuto più credibile rispetto alla Harris, la cui candidatura è arrivata in extremis dopo il sostanziale fallimento di Biden. E il fallimento del presidente è stato visto anche in buona misura dalla sua vicepresidente Harris.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2a38546bac6bd707c05b86474d52ec1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'America divisa tra democrazia e barbarie | 05/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-america-divisa-tra-democrazia-e-barbarie-05-11-2024-il-corsivo--64555814</link><description><![CDATA[L'America divisa tra democrazia e barbarie.  L'America sceglie il suo futuro tra la difesa dei valori della democrazia e dei diritti dei suoi cittadini e le barbarie del suprematismo. Kamala Harris non è uguale a Donald Trump come qualche rosso-bruno nostrano vorrebbe farci credere. La candidata democratica in politica estera proseguirà il cammino indicato da Joe Biden, finanziando Israele e l'Ucraina, ma terrà la barra dritta su molte conquiste progressiste: i diritti dei più deboli, delle donne che abortiscono, dei neri che vivono ai margini della società, delle minoranze di genere, del sostegno alle politiche sanitarie estese a larghe parti della popolazione più povere, le condizioni dei lavoratori. Donald Trump invece stasera annuncerà la sua vittoria a prescindere, e su quella dichiarazione monterà una campagna mediatica e un azione legale. Parlerà di brogli fregandosene del risultato. Lo spettro del tentato golpe del 6 gennaio 2021 con l'assalto di gruppi neonazisti al Capitol Hill non può essere dimenticato dal popolo americano. L'America di Trump è un paese rancoroso e isolato sul piano internazionale. L'America di Harris è un luogo più accogliente che si rivolge al mondo con altri occhi, quelli di una donna. La differenza sta tutta qui: democrazia o barbarie.   Allarme per il rischio rivolte in tre Stati. È allarme sicurezza in tre Stati (Washington, Nevada e Oregon), che hanno allertato la Guardia nazionale per prevenire e, nel caso, reprimere eventuali rivolte. Intorno alla Casa Bianca e a Capitol Hill sono state innalzate barriere di difesa e i gruppi di estrema destra si stanno mobilitando per presidiare i seggi. I messaggi hanno mobilitato gruppi per "l'integrità elettorale" in decine di stati, compresi i battleground, Pennsylvania, Georgia, Wisconsin, North Carolina e Michigan. In New Hampshire, un canale dà istruzioni per contestare il voto anticipato. Stessa cosa in Georgia, mentre in New Mexico si esorta a monitorare, anche con telecamere, i seggi, presentare denunce ed essere pronti, come dicono i militanti trumpiani, "a combattere come all'inferno". Intanto, la metà degli americani è già andata alle urne e nei sondaggi è testa a testa tra Trump ed Harris. Il resto riguarderà uno strettissimo numero di elettori che decideranno verso quale direzione girerà il Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 05 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555814/corsivo_05_11_2024_08_25.mp3" length="2271596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L'America divisa tra democrazia e barbarie.  L'America sceglie il suo futuro tra la difesa dei valori della democrazia e dei diritti dei suoi cittadini e le barbarie del suprematismo. Kamala Harris non è uguale a Donald Trump come qualche rosso-bruno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'America divisa tra democrazia e barbarie.  L'America sceglie il suo futuro tra la difesa dei valori della democrazia e dei diritti dei suoi cittadini e le barbarie del suprematismo. Kamala Harris non è uguale a Donald Trump come qualche rosso-bruno nostrano vorrebbe farci credere. La candidata democratica in politica estera proseguirà il cammino indicato da Joe Biden, finanziando Israele e l'Ucraina, ma terrà la barra dritta su molte conquiste progressiste: i diritti dei più deboli, delle donne che abortiscono, dei neri che vivono ai margini della società, delle minoranze di genere, del sostegno alle politiche sanitarie estese a larghe parti della popolazione più povere, le condizioni dei lavoratori. Donald Trump invece stasera annuncerà la sua vittoria a prescindere, e su quella dichiarazione monterà una campagna mediatica e un azione legale. Parlerà di brogli fregandosene del risultato. Lo spettro del tentato golpe del 6 gennaio 2021 con l'assalto di gruppi neonazisti al Capitol Hill non può essere dimenticato dal popolo americano. L'America di Trump è un paese rancoroso e isolato sul piano internazionale. L'America di Harris è un luogo più accogliente che si rivolge al mondo con altri occhi, quelli di una donna. La differenza sta tutta qui: democrazia o barbarie.   Allarme per il rischio rivolte in tre Stati. È allarme sicurezza in tre Stati (Washington, Nevada e Oregon), che hanno allertato la Guardia nazionale per prevenire e, nel caso, reprimere eventuali rivolte. Intorno alla Casa Bianca e a Capitol Hill sono state innalzate barriere di difesa e i gruppi di estrema destra si stanno mobilitando per presidiare i seggi. I messaggi hanno mobilitato gruppi per "l'integrità elettorale" in decine di stati, compresi i battleground, Pennsylvania, Georgia, Wisconsin, North Carolina e Michigan. In New Hampshire, un canale dà istruzioni per contestare il voto anticipato. Stessa cosa in Georgia, mentre in New Mexico si esorta a monitorare, anche con telecamere, i seggi, presentare denunce ed essere pronti, come dicono i militanti trumpiani, "a combattere come all'inferno". Intanto, la metà degli americani è già andata alle urne e nei sondaggi è testa a testa tra Trump ed Harris. Il resto riguarderà uno strettissimo numero di elettori che decideranno verso quale direzione girerà il Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b7c6a59a084a1966003e1a3183afafa4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'America divisa tra democrazia e barbarie | 05/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-america-divisa-tra-democrazia-e-barbarie-05-11-2024-il-corsivo--62619622</link><description><![CDATA[L'America divisa tra democrazia e barbarie.  L'America sceglie il suo futuro tra la difesa dei valori della democrazia e dei diritti dei suoi cittadini e le barbarie del suprematismo. Kamala Harris non è uguale a Donald Trump come qualche rosso-bruno nostrano vorrebbe farci credere. La candidata democratica in politica estera proseguirà il cammino indicato da Joe Biden, finanziando Israele e l'Ucraina, ma terrà la barra dritta su molte conquiste progressiste: i diritti dei più deboli, delle donne che abortiscono, dei neri che vivono ai margini della società, delle minoranze di genere, del sostegno alle politiche sanitarie estese a larghe parti della popolazione più povere, le condizioni dei lavoratori. Donald Trump invece stasera annuncerà la sua vittoria a prescindere, e su quella dichiarazione monterà una campagna mediatica e un azione legale. Parlerà di brogli fregandosene del risultato. Lo spettro del tentato golpe del 6 gennaio 2021 con l'assalto di gruppi neonazisti al Capitol Hill non può essere dimenticato dal popolo americano. L'America di Trump è un paese rancoroso e isolato sul piano internazionale. L'America di Harris è un luogo più accogliente che si rivolge al mondo con altri occhi, quelli di una donna. La differenza sta tutta qui: democrazia o barbarie.   Allarme per il rischio rivolte in tre Stati. È allarme sicurezza in tre Stati (Washington, Nevada e Oregon), che hanno allertato la Guardia nazionale per prevenire e, nel caso, reprimere eventuali rivolte. Intorno alla Casa Bianca e a Capitol Hill sono state innalzate barriere di difesa e i gruppi di estrema destra si stanno mobilitando per presidiare i seggi. I messaggi hanno mobilitato gruppi per "l'integrità elettorale" in decine di stati, compresi i battleground, Pennsylvania, Georgia, Wisconsin, North Carolina e Michigan. In New Hampshire, un canale dà istruzioni per contestare il voto anticipato. Stessa cosa in Georgia, mentre in New Mexico si esorta a monitorare, anche con telecamere, i seggi, presentare denunce ed essere pronti, come dicono i militanti trumpiani, "a combattere come all'inferno". Intanto, la metà degli americani è già andata alle urne e nei sondaggi è testa a testa tra Trump ed Harris. Il resto riguarderà uno strettissimo numero di elettori che decideranno verso quale direzione girerà il Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 05 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62619622/corsivo_05_11_2024_08_25.mp3" length="2271596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>L'America divisa tra democrazia e barbarie.  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Donald Trump invece stasera annuncerà la sua vittoria a prescindere, e su quella dichiarazione monterà una campagna mediatica e un azione legale. Parlerà di brogli fregandosene del risultato. Lo spettro del tentato golpe del 6 gennaio 2021 con l'assalto di gruppi neonazisti al Capitol Hill non può essere dimenticato dal popolo americano. L'America di Trump è un paese rancoroso e isolato sul piano internazionale. L'America di Harris è un luogo più accogliente che si rivolge al mondo con altri occhi, quelli di una donna. La differenza sta tutta qui: democrazia o barbarie.   Allarme per il rischio rivolte in tre Stati. È allarme sicurezza in tre Stati (Washington, Nevada e Oregon), che hanno allertato la Guardia nazionale per prevenire e, nel caso, reprimere eventuali rivolte. Intorno alla Casa Bianca e a Capitol Hill sono state innalzate barriere di difesa e i gruppi di estrema destra si stanno mobilitando per presidiare i seggi. I messaggi hanno mobilitato gruppi per "l'integrità elettorale" in decine di stati, compresi i battleground, Pennsylvania, Georgia, Wisconsin, North Carolina e Michigan. In New Hampshire, un canale dà istruzioni per contestare il voto anticipato. Stessa cosa in Georgia, mentre in New Mexico si esorta a monitorare, anche con telecamere, i seggi, presentare denunce ed essere pronti, come dicono i militanti trumpiani, "a combattere come all'inferno". Intanto, la metà degli americani è già andata alle urne e nei sondaggi è testa a testa tra Trump ed Harris. Il resto riguarderà uno strettissimo numero di elettori che decideranno verso quale direzione girerà il Paese.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c09d70ce0fa827a2f6a2a4f484688074.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Partita aperta tra Harris e Trump. La strategia di Trump: dichiararsi vincitore comunque | 04/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/partita-aperta-tra-harris-e-trump-la-strategia-di-trump-dichiararsi-vincitore-comunque-04-11-2024-il-corsivo--64555807</link><description><![CDATA[Partita aperta tra Harris e Trump. La strategia di Trump: dichiararsi vincitore comunque. A Donald Trump, il segreto dell'eterna salvezza in politica glielo aveva rivelato il suo vecchio avvocato Roy Cohn, quando era ancora un giovane manager immobiliare rampante con il sogno di prendersi New York, e poi l'America: non ammettere mai una sconfitta, dichiarati sempre vincitore. Il gioco sporco non gli riuscì alle elezioni del 2000, poi trasformato in un incubo con l'assalto dei suprematisti bianchi, razzisti e nazisti, del 6 gennaio 2021 con l'assalto al Capitol Hill, di cui Trump resta responsabile sul piano dell'ideazione e della gestione successiva anche in sede processuale. Anche alle presidenziali di domani, Trump ripropone lo stesso schema: dichiararsi vincitore per poi avviare l'ennesima battaglia legale. Nella sostanza, il miliardario punta a intestarsi il primo posto la sera del 5 novembre e poi denunciare brogli. E gli effetti già ci sono. Nello Stato di Washington è mobilitata la Guardia nazionale per il rischio di violenze e scontri. Non siamo all’insurrezione e le forze dell’ordine ritengono improbabile la replica dell’assalto al Congresso avvenuto il 6 gennaio del 2020, però la tensione è alta e quindi Inslee non vuole correre rischi.  I sondaggi sono per Harris in Iowa e per Trump in Pennsylvania. Un sondaggio in Iowa indica un vantaggio di tre punti della candidata democratica Kamala Harris sul repubblicano Donald Trump: una sorpresa in uno Stato che era dato come repubblicano.  Intanto Trump raggiunge Harris in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico. A poche ore dall'Election Day, circa 75 milioni di americani hanno già votato, in anticipo nei seggi o per posta. Nelle elezioni di quattro anni fa, che si svolsero nel pieno della pandemia di Covid, il 70% dei voti furono espressi prima dell'Election Day. Molti Stati hanno già raggiunto il 50% dei voti espressi quattro anni fa, in Georgia si è raggiunto l'80%. Ma la partita è aperta e la sorte degli Stati Uniti la decideranno gli elettori degli stati in bilico e la capacità dei candidati di aggregare quella fetta della popolazione che non si sente rappresentata dalla politica: quelli come i pacifisti che ritengono la Harris troppo blanda in politica estera in sintonia con l'azione di Biden, quelli come gli estremisti di destra che spingono Trump verso avventure antidemocratiche e golpiste.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 04 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555807/corsivo_04_11_2024_08_25.mp3" length="2438252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Partita aperta tra Harris e Trump. 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Anche alle presidenziali di domani, Trump ripropone lo stesso schema: dichiararsi vincitore per poi avviare l'ennesima battaglia legale. Nella sostanza, il miliardario punta a intestarsi il primo posto la sera del 5 novembre e poi denunciare brogli. E gli effetti già ci sono. Nello Stato di Washington è mobilitata la Guardia nazionale per il rischio di violenze e scontri. Non siamo all’insurrezione e le forze dell’ordine ritengono improbabile la replica dell’assalto al Congresso avvenuto il 6 gennaio del 2020, però la tensione è alta e quindi Inslee non vuole correre rischi.  I sondaggi sono per Harris in Iowa e per Trump in Pennsylvania. Un sondaggio in Iowa indica un vantaggio di tre punti della candidata democratica Kamala Harris sul repubblicano Donald Trump: una sorpresa in uno Stato che era dato come repubblicano.  Intanto Trump raggiunge Harris in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico. A poche ore dall'Election Day, circa 75 milioni di americani hanno già votato, in anticipo nei seggi o per posta. Nelle elezioni di quattro anni fa, che si svolsero nel pieno della pandemia di Covid, il 70% dei voti furono espressi prima dell'Election Day. Molti Stati hanno già raggiunto il 50% dei voti espressi quattro anni fa, in Georgia si è raggiunto l'80%. Ma la partita è aperta e la sorte degli Stati Uniti la decideranno gli elettori degli stati in bilico e la capacità dei candidati di aggregare quella fetta della popolazione che non si sente rappresentata dalla politica: quelli come i pacifisti che ritengono la Harris troppo blanda in politica estera in sintonia con l'azione di Biden, quelli come gli estremisti di destra che spingono Trump verso avventure antidemocratiche e golpiste.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c09d70ce0fa827a2f6a2a4f484688074.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Partita aperta tra Harris e Trump. 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Anche alle presidenziali di domani, Trump ripropone lo stesso schema: dichiararsi vincitore per poi avviare l'ennesima battaglia legale. Nella sostanza, il miliardario punta a intestarsi il primo posto la sera del 5 novembre e poi denunciare brogli. E gli effetti già ci sono. Nello Stato di Washington è mobilitata la Guardia nazionale per il rischio di violenze e scontri. Non siamo all’insurrezione e le forze dell’ordine ritengono improbabile la replica dell’assalto al Congresso avvenuto il 6 gennaio del 2020, però la tensione è alta e quindi Inslee non vuole correre rischi.  I sondaggi sono per Harris in Iowa e per Trump in Pennsylvania. Un sondaggio in Iowa indica un vantaggio di tre punti della candidata democratica Kamala Harris sul repubblicano Donald Trump: una sorpresa in uno Stato che era dato come repubblicano.  Intanto Trump raggiunge Harris in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico. A poche ore dall'Election Day, circa 75 milioni di americani hanno già votato, in anticipo nei seggi o per posta. Nelle elezioni di quattro anni fa, che si svolsero nel pieno della pandemia di Covid, il 70% dei voti furono espressi prima dell'Election Day. Molti Stati hanno già raggiunto il 50% dei voti espressi quattro anni fa, in Georgia si è raggiunto l'80%. Ma la partita è aperta e la sorte degli Stati Uniti la decideranno gli elettori degli stati in bilico e la capacità dei candidati di aggregare quella fetta della popolazione che non si sente rappresentata dalla politica: quelli come i pacifisti che ritengono la Harris troppo blanda in politica estera in sintonia con l'azione di Biden, quelli come gli estremisti di destra che spingono Trump verso avventure antidemocratiche e golpiste.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 04 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62602423/corsivo_04_11_2024_08_25.mp3" length="2438252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Partita aperta tra Harris e Trump. 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Anche alle presidenziali di domani, Trump ripropone lo stesso schema: dichiararsi vincitore per poi avviare l'ennesima battaglia legale. Nella sostanza, il miliardario punta a intestarsi il primo posto la sera del 5 novembre e poi denunciare brogli. E gli effetti già ci sono. Nello Stato di Washington è mobilitata la Guardia nazionale per il rischio di violenze e scontri. Non siamo all’insurrezione e le forze dell’ordine ritengono improbabile la replica dell’assalto al Congresso avvenuto il 6 gennaio del 2020, però la tensione è alta e quindi Inslee non vuole correre rischi.  I sondaggi sono per Harris in Iowa e per Trump in Pennsylvania. Un sondaggio in Iowa indica un vantaggio di tre punti della candidata democratica Kamala Harris sul repubblicano Donald Trump: una sorpresa in uno Stato che era dato come repubblicano.  Intanto Trump raggiunge Harris in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico. A poche ore dall'Election Day, circa 75 milioni di americani hanno già votato, in anticipo nei seggi o per posta. Nelle elezioni di quattro anni fa, che si svolsero nel pieno della pandemia di Covid, il 70% dei voti furono espressi prima dell'Election Day. Molti Stati hanno già raggiunto il 50% dei voti espressi quattro anni fa, in Georgia si è raggiunto l'80%. Ma la partita è aperta e la sorte degli Stati Uniti la decideranno gli elettori degli stati in bilico e la capacità dei candidati di aggregare quella fetta della popolazione che non si sente rappresentata dalla politica: quelli come i pacifisti che ritengono la Harris troppo blanda in politica estera in sintonia con l'azione di Biden, quelli come gli estremisti di destra che spingono Trump verso avventure antidemocratiche e golpiste.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c09d70ce0fa827a2f6a2a4f484688074.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>60 milioni di americani hanno già votato alle presidenziali. Ultimi giorni di campagna elettorale | 1/11/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/60-milioni-di-americani-hanno-gia-votato-alle-presidenziali-ultimi-giorni-di-campagna-elettorale-1-11-2024-il-corsivo--64555821</link><description><![CDATA[60 milioni di americani hanno già votato alle presidenziali.  Almeno 60 milioni di elettori hanno già votato a cinque giorni dalle presidenziali americane. Si tratta di circa il 38% dei circa 158 milioni di voti espressi nel 2020. 10 Stati hanno già superato il 50% dei voti totali di quattro anni fa: a guidare la corsa è la Georgia, dove i voti effettuati sono già oltre due terzi del 2020.  Come nasce questa corsa al voto? Certamente dalla polarizzazione dei due schieramenti, dalla radicalità soprattutto del repubblicano Donald Trump: la sua campagna elettorale si è inasprita a dismisura e l'ex presidente chiama a raccolta i militanti, di conseguenza il suo elettorato.   Ultimi giorni di campagna elettorale. Dopo il sostegno di Taylor Swift, Bruce Springsteen e Eminem, la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è in cerca di endorsement e ha ricevuto l'appoggio di alcuni big del rap e dell'hip hop. A Milwaukeen, Wisconsin, sul palco salgono la rapper Cardi B., che farà un discorso ai sostenitori, GloRilla, Flo Milli, MC Lyte, The Isley Brothers e Dj Gemini Gilly. La Harris guarda all'elettorato giovanile, ai neri, alle donne. Donald Trump incassa il sostegno di Victor Orban ed è a caccia dei voti del latinos, tra Nevada e Arizona, due dei setti stati in bilico. L'ex presidente si reca in New Mexico, nonostante sia uno stato considerato saldamente dem: ma è l'occasione per parlare di immigrazione in uno stato al confine col Messico. A pochi giorni dal 5 novembre la battaglia è ancora aperta e incerta, rendendo difficile elaborare flussi possibili e previsioni.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 01 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555821/corsivo_01_11_2024_08_25.mp3" length="2003180" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>60 milioni di americani hanno già votato alle presidenziali.  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Dopo il sostegno di Taylor Swift, Bruce Springsteen e Eminem, la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è in cerca di endorsement e ha ricevuto l'appoggio di alcuni big del rap e dell'hip hop. A Milwaukeen, Wisconsin, sul palco salgono la rapper Cardi B., che farà un discorso ai sostenitori, GloRilla, Flo Milli, MC Lyte, The Isley Brothers e Dj Gemini Gilly. La Harris guarda all'elettorato giovanile, ai neri, alle donne. Donald Trump incassa il sostegno di Victor Orban ed è a caccia dei voti del latinos, tra Nevada e Arizona, due dei setti stati in bilico. L'ex presidente si reca in New Mexico, nonostante sia uno stato considerato saldamente dem: ma è l'occasione per parlare di immigrazione in uno stato al confine col Messico. A pochi giorni dal 5 novembre la battaglia è ancora aperta e incerta, rendendo difficile elaborare flussi possibili e previsioni.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01e15bc3578f269bcf659f34d7e0e22f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>60 milioni di americani hanno già votato alle presidenziali. 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Dopo il sostegno di Taylor Swift, Bruce Springsteen e Eminem, la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è in cerca di endorsement e ha ricevuto l'appoggio di alcuni big del rap e dell'hip hop. A Milwaukeen, Wisconsin, sul palco salgono la rapper Cardi B., che farà un discorso ai sostenitori, GloRilla, Flo Milli, MC Lyte, The Isley Brothers e Dj Gemini Gilly. La Harris guarda all'elettorato giovanile, ai neri, alle donne. Donald Trump incassa il sostegno di Victor Orban ed è a caccia dei voti del latinos, tra Nevada e Arizona, due dei setti stati in bilico. L'ex presidente si reca in New Mexico, nonostante sia uno stato considerato saldamente dem: ma è l'occasione per parlare di immigrazione in uno stato al confine col Messico. A pochi giorni dal 5 novembre la battaglia è ancora aperta e incerta, rendendo difficile elaborare flussi possibili e previsioni.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-11-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 01 Nov 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62579124/corsivo_01_11_2024_08_25.mp3" length="2003180" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>60 milioni di americani hanno già votato alle presidenziali.  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Dopo il sostegno di Taylor Swift, Bruce Springsteen e Eminem, la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è in cerca di endorsement e ha ricevuto l'appoggio di alcuni big del rap e dell'hip hop. A Milwaukeen, Wisconsin, sul palco salgono la rapper Cardi B., che farà un discorso ai sostenitori, GloRilla, Flo Milli, MC Lyte, The Isley Brothers e Dj Gemini Gilly. La Harris guarda all'elettorato giovanile, ai neri, alle donne. Donald Trump incassa il sostegno di Victor Orban ed è a caccia dei voti del latinos, tra Nevada e Arizona, due dei setti stati in bilico. L'ex presidente si reca in New Mexico, nonostante sia uno stato considerato saldamente dem: ma è l'occasione per parlare di immigrazione in uno stato al confine col Messico. A pochi giorni dal 5 novembre la battaglia è ancora aperta e incerta, rendendo difficile elaborare flussi possibili e previsioni.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01e15bc3578f269bcf659f34d7e0e22f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Spagna già esplodono le polemiche politiche dopo l’alluvione | 31/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-spagna-gia-esplodono-le-polemiche-politiche-dopo-l-alluvione-31-10-2024-il-corsivo--64555827</link><description><![CDATA[In Spagna già esplodono le polemiche politiche dopo l’alluvione.  C'è una responsabilità politica per la pessima gestione dell'alluvione in Spagna? Forse sì. Comunque lo stabiliranno le inchieste, ma mentre si fa la conta dei morti, dei dispersi degli sfollati, la sinistra catalana critica la sinistra di Madrid. Dice Gabriel Rufián, portavoce al Congresso di Esquerra (la sinistra repubblicana di Catalogna).  "Ci sono governi che privatizzano, che smantellano i servizi di emergenza e poi ci sono grandi imprese che obbligano i dipendenti a lavorare nel mezzo di una allerta rossa per pioggia. Quello che è successo era sicuramente inevitabile, ma c’è gente che è morta perché andava a lavorare, perché mancano le unità di soccorso degne di questo nome e ben equipaggiate”.   Le responsabilità. Le responsabilità vanno ricercate nella Comunidad Valenciana, la comunità autonoma amministrata da Carlos Mazón, del Partido Popular (centrodestra), sospettata di aver emesso l'allerta rossa per piogge in ritardo di diverse ore, almeno otto, rispetto alla comunicazione lanciata di Aemet, agenzia statale di meteorologia. Infatti l'allerta c'era già da qualche giorno, ma la Regione non ha messo in atto le dovute misure eccezionali né misure preventive. Il messaggio che la protezione civile della Regione di Valencia invia sui telefoni è arrivata tardissimo quando era già tutto allagato e le persone erano già bloccate. Sull’amministrazione di Mazón ricadrebbe anche la responsabilità di aver soppresso la Unidad Valenciana de Emergencias, l’organismo voluto dal predecessore Ximo Puig per coordinare gli aiuti in caso di disastri naturali. Ma la cosa peggiore l'hanno fatta i dirigenti di alcune imprese della zona che hanno mantenuto l'attività lavorativa nelle zone colpite nonostante il rischio fosse già pubblico. In Spagna manca una cultura della Protezione civile che in Italia funziona in un modo o nell'altro almeno dal 1976, dai tempi del terremoto in Friuli con Zamberletti. Ma la manutenzione del territorio in Spagna come in Italia costa soldi, implica una formazione adeguata, soprattutto tempo. La Spagna comprenderà la lezione da questo evento tragico?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555827/corsivo_31_10_2024_08_25.mp3" length="2399468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Spagna già esplodono le polemiche politiche dopo l’alluvione.  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Sull’amministrazione di Mazón ricadrebbe anche la responsabilità di aver soppresso la Unidad Valenciana de Emergencias, l’organismo voluto dal predecessore Ximo Puig per coordinare gli aiuti in caso di disastri naturali. Ma la cosa peggiore l'hanno fatta i dirigenti di alcune imprese della zona che hanno mantenuto l'attività lavorativa nelle zone colpite nonostante il rischio fosse già pubblico. In Spagna manca una cultura della Protezione civile che in Italia funziona in un modo o nell'altro almeno dal 1976, dai tempi del terremoto in Friuli con Zamberletti. Ma la manutenzione del territorio in Spagna come in Italia costa soldi, implica una formazione adeguata, soprattutto tempo. La Spagna comprenderà la lezione da questo evento tragico?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Le responsabilità vanno ricercate nella Comunidad Valenciana, la comunità autonoma amministrata da Carlos Mazón, del Partido Popular (centrodestra), sospettata di aver emesso l'allerta rossa per piogge in ritardo di diverse ore, almeno otto, rispetto alla comunicazione lanciata di Aemet, agenzia statale di meteorologia. Infatti l'allerta c'era già da qualche giorno, ma la Regione non ha messo in atto le dovute misure eccezionali né misure preventive. Il messaggio che la protezione civile della Regione di Valencia invia sui telefoni è arrivata tardissimo quando era già tutto allagato e le persone erano già bloccate. Sull’amministrazione di Mazón ricadrebbe anche la responsabilità di aver soppresso la Unidad Valenciana de Emergencias, l’organismo voluto dal predecessore Ximo Puig per coordinare gli aiuti in caso di disastri naturali. Ma la cosa peggiore l'hanno fatta i dirigenti di alcune imprese della zona che hanno mantenuto l'attività lavorativa nelle zone colpite nonostante il rischio fosse già pubblico. In Spagna manca una cultura della Protezione civile che in Italia funziona in un modo o nell'altro almeno dal 1976, dai tempi del terremoto in Friuli con Zamberletti. Ma la manutenzione del territorio in Spagna come in Italia costa soldi, implica una formazione adeguata, soprattutto tempo. La Spagna comprenderà la lezione da questo evento tragico?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62565763/corsivo_31_10_2024_08_25.mp3" length="2399468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Spagna già esplodono le polemiche politiche dopo l’alluvione.  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Quello che è successo era sicuramente inevitabile, ma c’è gente che è morta perché andava a lavorare, perché mancano le unità di soccorso degne di questo nome e ben equipaggiate”.   Le responsabilità. Le responsabilità vanno ricercate nella Comunidad Valenciana, la comunità autonoma amministrata da Carlos Mazón, del Partido Popular (centrodestra), sospettata di aver emesso l'allerta rossa per piogge in ritardo di diverse ore, almeno otto, rispetto alla comunicazione lanciata di Aemet, agenzia statale di meteorologia. Infatti l'allerta c'era già da qualche giorno, ma la Regione non ha messo in atto le dovute misure eccezionali né misure preventive. Il messaggio che la protezione civile della Regione di Valencia invia sui telefoni è arrivata tardissimo quando era già tutto allagato e le persone erano già bloccate. 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Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8c1e3e70746e577e47aa7f93d7b95c78.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Migranti. Il Tribunale di Bologna rinvia alla Corte Ue il nuovo decreto sui Paesi sicuri | 30/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/migranti-il-tribunale-di-bologna-rinvia-alla-corte-ue-il-nuovo-decreto-sui-paesi-sicuri-30-10-2024-il-corsivo--64555811</link><description><![CDATA[Migranti. Il Tribunale di Bologna rinvia alla Corte Ue il nuovo decreto sui Paesi sicuri. Se si dovesse applicare il principio seguito dal governo Meloni, tra i Paesi d’origine sicuri potremmo metterci anche la Germania nazista e l’Italia fascista. Così è scritto in un provvedimento del Tribunale di Bologna che rinvia alla Corte di Giustizia dell’Unione europea il nuovo decreto legge con la lista dei Paesi sicuri con cui l’esecutivo contava di sistemare ogni cosa e far ripartire i centri in Albania. Tutto parte dal caso di un cittadino del Bangladesh a cui è stata respinta la richiesta d’asilo ed è stato consegnato un ordine di espulsione. A quel punto la decisione della commissione prefettizia è stata impugnata, il cittadino straniero ha chiesto la sospensione del procedimento di espulsione al competente Tribunale di Bologna. I giudici hanno sospeso il giudizio, e rinviato alla Corte Ue il decreto emanato d’urgenza lo scorso 23 ottobre, dopo che i magistrati di Roma avevano invalidato i primi 12 trattenimenti in Albania, proprio in base all’ormai nota sentenza del 4 ottobre della stessa Corte europea.   Si profila uno scontro tra Italia e Ue. I giudici di Bologna hanno deciso di non decidere, scaricando sulla Corte di Giustizia il compito di formulare l'ultima sentenza, ma nella sostanza concordano con i colleghi romani: “È stato ritenuto, in particolare, che la designazione non possa avvenire con l’esclusione di alcune categorie personali”. I magistrati bolognesi chiedono alla Corte Ue  “se il principio del primato del diritto europeo ai sensi della consolidata giurisprudenza della Corte imponga di assumere che in caso di contrasto fra le disposizioni della Direttiva 2013/32/UE in materia di presupposti dell’atto di designazione e le disposizioni nazionali sussista sempre l’obbligo per il giudice nazionale di non applicare queste ultime." Questa domanda legittima avvia uno scontro diretto tra Ue e governo italiano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 30 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555811/corsivo_30_10_2024_08_25.mp3" length="2386028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Migranti. 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A quel punto la decisione della commissione prefettizia è stata impugnata, il cittadino straniero ha chiesto la sospensione del procedimento di espulsione al competente Tribunale di Bologna. I giudici hanno sospeso il giudizio, e rinviato alla Corte Ue il decreto emanato d’urgenza lo scorso 23 ottobre, dopo che i magistrati di Roma avevano invalidato i primi 12 trattenimenti in Albania, proprio in base all’ormai nota sentenza del 4 ottobre della stessa Corte europea.   Si profila uno scontro tra Italia e Ue. I giudici di Bologna hanno deciso di non decidere, scaricando sulla Corte di Giustizia il compito di formulare l'ultima sentenza, ma nella sostanza concordano con i colleghi romani: “È stato ritenuto, in particolare, che la designazione non possa avvenire con l’esclusione di alcune categorie personali”. I magistrati bolognesi chiedono alla Corte Ue  “se il principio del primato del diritto europeo ai sensi della consolidata giurisprudenza della Corte imponga di assumere che in caso di contrasto fra le disposizioni della Direttiva 2013/32/UE in materia di presupposti dell’atto di designazione e le disposizioni nazionali sussista sempre l’obbligo per il giudice nazionale di non applicare queste ultime." Questa domanda legittima avvia uno scontro diretto tra Ue e governo italiano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/da5df958d3bf7fcee6b620882a3c1299.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Migranti. 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A quel punto la decisione della commissione prefettizia è stata impugnata, il cittadino straniero ha chiesto la sospensione del procedimento di espulsione al competente Tribunale di Bologna. I giudici hanno sospeso il giudizio, e rinviato alla Corte Ue il decreto emanato d’urgenza lo scorso 23 ottobre, dopo che i magistrati di Roma avevano invalidato i primi 12 trattenimenti in Albania, proprio in base all’ormai nota sentenza del 4 ottobre della stessa Corte europea.   Si profila uno scontro tra Italia e Ue. I giudici di Bologna hanno deciso di non decidere, scaricando sulla Corte di Giustizia il compito di formulare l'ultima sentenza, ma nella sostanza concordano con i colleghi romani: “È stato ritenuto, in particolare, che la designazione non possa avvenire con l’esclusione di alcune categorie personali”. I magistrati bolognesi chiedono alla Corte Ue  “se il principio del primato del diritto europeo ai sensi della consolidata giurisprudenza della Corte imponga di assumere che in caso di contrasto fra le disposizioni della Direttiva 2013/32/UE in materia di presupposti dell’atto di designazione e le disposizioni nazionali sussista sempre l’obbligo per il giudice nazionale di non applicare queste ultime." Questa domanda legittima avvia uno scontro diretto tra Ue e governo italiano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 30 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62553030/corsivo_30_10_2024_08_25.mp3" length="2386028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Migranti. 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A quel punto la decisione della commissione prefettizia è stata impugnata, il cittadino straniero ha chiesto la sospensione del procedimento di espulsione al competente Tribunale di Bologna. I giudici hanno sospeso il giudizio, e rinviato alla Corte Ue il decreto emanato d’urgenza lo scorso 23 ottobre, dopo che i magistrati di Roma avevano invalidato i primi 12 trattenimenti in Albania, proprio in base all’ormai nota sentenza del 4 ottobre della stessa Corte europea.   Si profila uno scontro tra Italia e Ue. I giudici di Bologna hanno deciso di non decidere, scaricando sulla Corte di Giustizia il compito di formulare l'ultima sentenza, ma nella sostanza concordano con i colleghi romani: “È stato ritenuto, in particolare, che la designazione non possa avvenire con l’esclusione di alcune categorie personali”. I magistrati bolognesi chiedono alla Corte Ue  “se il principio del primato del diritto europeo ai sensi della consolidata giurisprudenza della Corte imponga di assumere che in caso di contrasto fra le disposizioni della Direttiva 2013/32/UE in materia di presupposti dell’atto di designazione e le disposizioni nazionali sussista sempre l’obbligo per il giudice nazionale di non applicare queste ultime." Questa domanda legittima avvia uno scontro diretto tra Ue e governo italiano.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/da5df958d3bf7fcee6b620882a3c1299.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Liguria vince Bucci. Pd primo partito. Crolla il M5s, Grillo non vota | 29/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-liguria-vince-bucci-pd-primo-partito-crolla-il-m5s-grillo-non-vota-29-10-2024-il-corsivo--64555788</link><description><![CDATA[In Liguria vince Bucci. Pd primo partito.   È finita come ci si aspettava. In Liguria, il centrodestra schiera il sindaco di Genova Bucci e vince le elezioni regionali. Il primo partito è il Pd che si afferma nel capoluogo e nella provincia, ma lo spostamento a sinistra genovese non basta a compensare il vento di centrodestra delle altre città.   Crolla il M5s, Grillo non vota.  Le elezioni in Liguria determinano il crollo dell'affluenza e del M5s travolto e lacerato dallo scontro interno tra Conte e Grillo che nemmeno si reca a vitare come aveva fatto già alle comunali di Genova. La magra figura viene ammessa da Conte, soprattutto da Orlando che ad un certo punto ci ha pure creduto nel colpaccio.  Finale da cardiopalma  Le ultime ore sono state un vero e proprio testa a testa fra i due contendenti con sorpassi sulla base di pochi centinaia di voti. Fin da subito gli analisti avevano avvertito questa situazione anche se Bucci era sempre stato indicato come vincente. Bucci ha battuto Orlando che, però ha raccolto un grande risultato a Genova, la città più popolosa, ma Bucci, ha prevalso grazie al voto complessivo.     Lo sconforto di Orlando.  "Siamo stati un pò una cavia qui in Liguria e questo ci ha penalizzato", ammette Orlando. Il tono della voce è quello di uno sconfitto che cade in piedi  "Spero che in futuro non si ripeta questo schema per il format del centrosinistra", dichiara il candidato del Pd. Secondo Parlando, se a livello nazionale si vuole essere competitivi non si può è piu' discutere discussione che si è fatta per la Liguria. La sperimentazione fatta qui sconsiglia questo percorso.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 29 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555788/corsivo_29_10_2024_08_25.mp3" length="1892588" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Liguria vince Bucci. Pd primo partito.   È finita come ci si aspettava. In Liguria, il centrodestra schiera il sindaco di Genova Bucci e vince le elezioni regionali. Il primo partito è il Pd che si afferma nel capoluogo e nella provincia, ma lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Liguria vince Bucci. Pd primo partito.   È finita come ci si aspettava. In Liguria, il centrodestra schiera il sindaco di Genova Bucci e vince le elezioni regionali. Il primo partito è il Pd che si afferma nel capoluogo e nella provincia, ma lo spostamento a sinistra genovese non basta a compensare il vento di centrodestra delle altre città.   Crolla il M5s, Grillo non vota.  Le elezioni in Liguria determinano il crollo dell'affluenza e del M5s travolto e lacerato dallo scontro interno tra Conte e Grillo che nemmeno si reca a vitare come aveva fatto già alle comunali di Genova. La magra figura viene ammessa da Conte, soprattutto da Orlando che ad un certo punto ci ha pure creduto nel colpaccio.  Finale da cardiopalma  Le ultime ore sono state un vero e proprio testa a testa fra i due contendenti con sorpassi sulla base di pochi centinaia di voti. Fin da subito gli analisti avevano avvertito questa situazione anche se Bucci era sempre stato indicato come vincente. Bucci ha battuto Orlando che, però ha raccolto un grande risultato a Genova, la città più popolosa, ma Bucci, ha prevalso grazie al voto complessivo.     Lo sconforto di Orlando.  "Siamo stati un pò una cavia qui in Liguria e questo ci ha penalizzato", ammette Orlando. Il tono della voce è quello di uno sconfitto che cade in piedi  "Spero che in futuro non si ripeta questo schema per il format del centrosinistra", dichiara il candidato del Pd. Secondo Parlando, se a livello nazionale si vuole essere competitivi non si può è piu' discutere discussione che si è fatta per la Liguria. La sperimentazione fatta qui sconsiglia questo percorso.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/156d3687c2e49311b1a3caf4f40ec67a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Liguria vince Bucci. Pd primo partito. 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Finale da cardiopalma  Le ultime ore sono state un vero e proprio testa a testa fra i due contendenti con sorpassi sulla base di pochi centinaia di voti. Fin da subito gli analisti avevano avvertito questa situazione anche se Bucci era sempre stato indicato come vincente. Bucci ha battuto Orlando che, però ha raccolto un grande risultato a Genova, la città più popolosa, ma Bucci, ha prevalso grazie al voto complessivo.     Lo sconforto di Orlando.  "Siamo stati un pò una cavia qui in Liguria e questo ci ha penalizzato", ammette Orlando. Il tono della voce è quello di uno sconfitto che cade in piedi  "Spero che in futuro non si ripeta questo schema per il format del centrosinistra", dichiara il candidato del Pd. Secondo Parlando, se a livello nazionale si vuole essere competitivi non si può è piu' discutere discussione che si è fatta per la Liguria. La sperimentazione fatta qui sconsiglia questo percorso.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 29 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62538816/corsivo_29_10_2024_08_25.mp3" length="1892588" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Liguria vince Bucci. 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Finale da cardiopalma  Le ultime ore sono state un vero e proprio testa a testa fra i due contendenti con sorpassi sulla base di pochi centinaia di voti. Fin da subito gli analisti avevano avvertito questa situazione anche se Bucci era sempre stato indicato come vincente. Bucci ha battuto Orlando che, però ha raccolto un grande risultato a Genova, la città più popolosa, ma Bucci, ha prevalso grazie al voto complessivo.     Lo sconforto di Orlando.  "Siamo stati un pò una cavia qui in Liguria e questo ci ha penalizzato", ammette Orlando. Il tono della voce è quello di uno sconfitto che cade in piedi  "Spero che in futuro non si ripeta questo schema per il format del centrosinistra", dichiara il candidato del Pd. Secondo Parlando, se a livello nazionale si vuole essere competitivi non si può è piu' discutere discussione che si è fatta per la Liguria. La sperimentazione fatta qui sconsiglia questo percorso.     "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/156d3687c2e49311b1a3caf4f40ec67a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stati Uniti. A pochi giorni dal voto partita aperta tra Harris e Trump | 28/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stati-uniti-a-pochi-giorni-dal-voto-partita-aperta-tra-harris-e-trump-28-10-2024-il-corsivo--64555829</link><description><![CDATA[Stati Uniti. A pochi giorni dal voto ancora testa a testa tra Harris e Trump. Quando mancano meno di due settimane dal voto del 5 novembre, permane una sostanziale incertezza nelle elezioni presidenziali americane, e i due candidati, Kamala Harris e Donald Trump, restano testa a testa nei sondaggi, anche se l'ultima rilevazione di Abcnews vede di nuovo in testa la democratica. Per ritrovare il feeling con gli elettori, Harris conta sull'appoggio di Michelle Obama che arriva sul palco a nella speranza di migliorare le chance di vittoria della vicepresidente democratica. Michelle Obama ha attaccato duramente Donald Trump in Michigan, in un comizio con la Harris, e ha sfidato gli elettori a sostenere Harris come primo presidente donna degli Stati Uniti. "Sotto ogni punto di vista, ha dimostrato di essere pronta. La vera domanda è, come paese, siamo pronti per questo momento?". D'altro canto Donald Trump, nello show al Madison Square Garden, si è rivolto ai ventimila suoi sostenitori giunti a New York. "Kamala Harris sei licenziata. Sei la nemica del popolo: voi dem siete nemici interni più pericolosi di quelli di Paesi stranieri. Avete distrutto il Paese. Ma io ricostruirò il sogno americano", ha detto Trump.   Una campagna elettorale a colpi di endorsement.  La partita tra Harris e Trump rimane aperta, tanto che i candidati chiedono l'appoggio esterno. La Harris incassa gli endorsement di Swift, Springsteen, Eminem, Beyoncé, Gates. Trump punta invece su Elon Musk. In una decisione inaspettata, il Washington Post non sosterrà nessun candidato alla presidenza degli Stati Uniti, rompendo una tradizione che dal 1976 ha visto il giornale appoggiare i democratici. La decisione di non pubblicare l’endorsement a Kamala Harris, già redatto dagli editorialisti, sarebbe arrivata direttamente dal proprietario del quotidiano, Jeff Bezos. Secondo il commentatore più famoso, Robert Kagan, Bezos ha ceduto a Trump.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 28 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555829/corsivo_28_10_2024_08_25.mp3" length="2461676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Stati Uniti. A pochi giorni dal voto ancora testa a testa tra Harris e Trump. Quando mancano meno di due settimane dal voto del 5 novembre, permane una sostanziale incertezza nelle elezioni presidenziali americane, e i due candidati, Kamala Harris e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Stati Uniti. A pochi giorni dal voto ancora testa a testa tra Harris e Trump. Quando mancano meno di due settimane dal voto del 5 novembre, permane una sostanziale incertezza nelle elezioni presidenziali americane, e i due candidati, Kamala Harris e Donald Trump, restano testa a testa nei sondaggi, anche se l'ultima rilevazione di Abcnews vede di nuovo in testa la democratica. Per ritrovare il feeling con gli elettori, Harris conta sull'appoggio di Michelle Obama che arriva sul palco a nella speranza di migliorare le chance di vittoria della vicepresidente democratica. Michelle Obama ha attaccato duramente Donald Trump in Michigan, in un comizio con la Harris, e ha sfidato gli elettori a sostenere Harris come primo presidente donna degli Stati Uniti. "Sotto ogni punto di vista, ha dimostrato di essere pronta. La vera domanda è, come paese, siamo pronti per questo momento?". D'altro canto Donald Trump, nello show al Madison Square Garden, si è rivolto ai ventimila suoi sostenitori giunti a New York. "Kamala Harris sei licenziata. Sei la nemica del popolo: voi dem siete nemici interni più pericolosi di quelli di Paesi stranieri. Avete distrutto il Paese. Ma io ricostruirò il sogno americano", ha detto Trump.   Una campagna elettorale a colpi di endorsement.  La partita tra Harris e Trump rimane aperta, tanto che i candidati chiedono l'appoggio esterno. La Harris incassa gli endorsement di Swift, Springsteen, Eminem, Beyoncé, Gates. Trump punta invece su Elon Musk. In una decisione inaspettata, il Washington Post non sosterrà nessun candidato alla presidenza degli Stati Uniti, rompendo una tradizione che dal 1976 ha visto il giornale appoggiare i democratici. La decisione di non pubblicare l’endorsement a Kamala Harris, già redatto dagli editorialisti, sarebbe arrivata direttamente dal proprietario del quotidiano, Jeff Bezos. Secondo il commentatore più famoso, Robert Kagan, Bezos ha ceduto a Trump.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/86f3a2da1760b2f53100a90a8916eba5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stati Uniti. A pochi giorni dal voto partita aperta tra Harris e Trump | 28/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stati-uniti-a-pochi-giorni-dal-voto-partita-aperta-tra-harris-e-trump-28-10-2024-il-corsivo--62526271</link><description><![CDATA[Stati Uniti. A pochi giorni dal voto ancora testa a testa tra Harris e Trump. Quando mancano meno di due settimane dal voto del 5 novembre, permane una sostanziale incertezza nelle elezioni presidenziali americane, e i due candidati, Kamala Harris e Donald Trump, restano testa a testa nei sondaggi, anche se l'ultima rilevazione di Abcnews vede di nuovo in testa la democratica. Per ritrovare il feeling con gli elettori, Harris conta sull'appoggio di Michelle Obama che arriva sul palco a nella speranza di migliorare le chance di vittoria della vicepresidente democratica. Michelle Obama ha attaccato duramente Donald Trump in Michigan, in un comizio con la Harris, e ha sfidato gli elettori a sostenere Harris come primo presidente donna degli Stati Uniti. "Sotto ogni punto di vista, ha dimostrato di essere pronta. La vera domanda è, come paese, siamo pronti per questo momento?". D'altro canto Donald Trump, nello show al Madison Square Garden, si è rivolto ai ventimila suoi sostenitori giunti a New York. "Kamala Harris sei licenziata. Sei la nemica del popolo: voi dem siete nemici interni più pericolosi di quelli di Paesi stranieri. Avete distrutto il Paese. Ma io ricostruirò il sogno americano", ha detto Trump.   Una campagna elettorale a colpi di endorsement.  La partita tra Harris e Trump rimane aperta, tanto che i candidati chiedono l'appoggio esterno. La Harris incassa gli endorsement di Swift, Springsteen, Eminem, Beyoncé, Gates. Trump punta invece su Elon Musk. In una decisione inaspettata, il Washington Post non sosterrà nessun candidato alla presidenza degli Stati Uniti, rompendo una tradizione che dal 1976 ha visto il giornale appoggiare i democratici. La decisione di non pubblicare l’endorsement a Kamala Harris, già redatto dagli editorialisti, sarebbe arrivata direttamente dal proprietario del quotidiano, Jeff Bezos. Secondo il commentatore più famoso, Robert Kagan, Bezos ha ceduto a Trump.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 28 Oct 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62526271/corsivo_28_10_2024_08_25.mp3" length="2461676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Stati Uniti. 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Michelle Obama ha attaccato duramente Donald Trump in Michigan, in un comizio con la Harris, e ha sfidato gli elettori a sostenere Harris come primo presidente donna degli Stati Uniti. "Sotto ogni punto di vista, ha dimostrato di essere pronta. La vera domanda è, come paese, siamo pronti per questo momento?". D'altro canto Donald Trump, nello show al Madison Square Garden, si è rivolto ai ventimila suoi sostenitori giunti a New York. "Kamala Harris sei licenziata. Sei la nemica del popolo: voi dem siete nemici interni più pericolosi di quelli di Paesi stranieri. Avete distrutto il Paese. Ma io ricostruirò il sogno americano", ha detto Trump.   Una campagna elettorale a colpi di endorsement.  La partita tra Harris e Trump rimane aperta, tanto che i candidati chiedono l'appoggio esterno. La Harris incassa gli endorsement di Swift, Springsteen, Eminem, Beyoncé, Gates. Trump punta invece su Elon Musk. In una decisione inaspettata, il Washington Post non sosterrà nessun candidato alla presidenza degli Stati Uniti, rompendo una tradizione che dal 1976 ha visto il giornale appoggiare i democratici. La decisione di non pubblicare l’endorsement a Kamala Harris, già redatto dagli editorialisti, sarebbe arrivata direttamente dal proprietario del quotidiano, Jeff Bezos. Secondo il commentatore più famoso, Robert Kagan, Bezos ha ceduto a Trump.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01e15bc3578f269bcf659f34d7e0e22f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Conte licenzia Grillo e azzera il suo contratto di consulente | 25/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/conte-licenzia-grillo-e-azzera-il-suo-contratto-di-consulente-25-10-2024-il-corsivo--64555832</link><description><![CDATA[Conte licenzia Grillo e azzera il suo contratto di consulente. La mossa di Giuseppe Conte contro Beppe Grillo è l'ultima scena di una brutta storia iniziata almeno due anni e mezzo fa, proseguita quest'estate e non ancora ultimata. Il Presidente ha licenziato il fondatore del M5S azzerando il suo lussuoso contratto da 300 mila euro come consulente. "Beppe Grillo è responsabile di una controcomunicazione che fa venire meno le ragioni di una collaborazione contrattuale", manda a dire Giuseppe Conte a Bruno Vespa, nel suo ennesimo libro. Per Conte, Grillo ha rivendicato il compenso come garante anche nelle ultime lettere che ha scritto e il suo ruolo avrebbe un intrinseco valore morale e non è compatibile con alcuna retribuzione. Dice Conte: "Di fronte a un processo costituente che ha coinvolto l'intero movimento, Grillo sta portando avanti atti di sabotaggio compromettendo l'obiettivo di liberare energie nuove".  M5s verso l'implosione.  Sembra passata una vita da quando Conte decise di offrire al garante del M5S un contratto di fatto mai rispettato. All'epoca nel M5S c'era Luigi Di Maio, e il M5s aveva sfiorato già allora la scissione. Conte non poteva permettersi di avere contro Grillo. Nel tempo la partecipazione di Grillo a eventi pubblici del Movimento si era ridotta a spot minimi. Grillo aveva preso un'altra strada dimostrando una disaffezione plateale, come nella sua Genova al voto per il Comune, nel 2021. La scorsa estate Grillo ha dichiarato  guerra a Conte, accusandolo di voler distruggere definitivamente il M5S, cambiando nome, simbolo, rompendo la regola aurea dei due mandati.  Il partito vola verso l'implosione. La prima carta di Conte è il mancato finanziamento del garante Grillo, poi nelle prossime settimane si arriverà alla resa dei conti finale all'assemblea nazionale. Un vero peccato per un movimento diventato negli anni un partito come gli altri, con tanto di gerarchie, regole, spartizioni, lottizzazioni, correnti.    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 25 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555832/corsivo_25_10_2024_08_25.mp3" length="2432876" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Conte licenzia Grillo e azzera il suo contratto di consulente. 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Dice Conte: "Di fronte a un processo costituente che ha coinvolto l'intero movimento, Grillo sta portando avanti atti di sabotaggio compromettendo l'obiettivo di liberare energie nuove".  M5s verso l'implosione.  Sembra passata una vita da quando Conte decise di offrire al garante del M5S un contratto di fatto mai rispettato. All'epoca nel M5S c'era Luigi Di Maio, e il M5s aveva sfiorato già allora la scissione. Conte non poteva permettersi di avere contro Grillo. Nel tempo la partecipazione di Grillo a eventi pubblici del Movimento si era ridotta a spot minimi. Grillo aveva preso un'altra strada dimostrando una disaffezione plateale, come nella sua Genova al voto per il Comune, nel 2021. La scorsa estate Grillo ha dichiarato  guerra a Conte, accusandolo di voler distruggere definitivamente il M5S, cambiando nome, simbolo, rompendo la regola aurea dei due mandati.  Il partito vola verso l'implosione. La prima carta di Conte è il mancato finanziamento del garante Grillo, poi nelle prossime settimane si arriverà alla resa dei conti finale all'assemblea nazionale. Un vero peccato per un movimento diventato negli anni un partito come gli altri, con tanto di gerarchie, regole, spartizioni, lottizzazioni, correnti.    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/697dea36fb128a65ceae8c9b6474c501.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Conte licenzia Grillo e azzera il suo contratto di consulente | 25/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/conte-licenzia-grillo-e-azzera-il-suo-contratto-di-consulente-25-10-2024-il-corsivo--62497946</link><description><![CDATA[Conte licenzia Grillo e azzera il suo contratto di consulente. La mossa di Giuseppe Conte contro Beppe Grillo è l'ultima scena di una brutta storia iniziata almeno due anni e mezzo fa, proseguita quest'estate e non ancora ultimata. Il Presidente ha licenziato il fondatore del M5S azzerando il suo lussuoso contratto da 300 mila euro come consulente. "Beppe Grillo è responsabile di una controcomunicazione che fa venire meno le ragioni di una collaborazione contrattuale", manda a dire Giuseppe Conte a Bruno Vespa, nel suo ennesimo libro. Per Conte, Grillo ha rivendicato il compenso come garante anche nelle ultime lettere che ha scritto e il suo ruolo avrebbe un intrinseco valore morale e non è compatibile con alcuna retribuzione. Dice Conte: "Di fronte a un processo costituente che ha coinvolto l'intero movimento, Grillo sta portando avanti atti di sabotaggio compromettendo l'obiettivo di liberare energie nuove".  M5s verso l'implosione.  Sembra passata una vita da quando Conte decise di offrire al garante del M5S un contratto di fatto mai rispettato. All'epoca nel M5S c'era Luigi Di Maio, e il M5s aveva sfiorato già allora la scissione. Conte non poteva permettersi di avere contro Grillo. Nel tempo la partecipazione di Grillo a eventi pubblici del Movimento si era ridotta a spot minimi. Grillo aveva preso un'altra strada dimostrando una disaffezione plateale, come nella sua Genova al voto per il Comune, nel 2021. La scorsa estate Grillo ha dichiarato  guerra a Conte, accusandolo di voler distruggere definitivamente il M5S, cambiando nome, simbolo, rompendo la regola aurea dei due mandati.  Il partito vola verso l'implosione. La prima carta di Conte è il mancato finanziamento del garante Grillo, poi nelle prossime settimane si arriverà alla resa dei conti finale all'assemblea nazionale. Un vero peccato per un movimento diventato negli anni un partito come gli altri, con tanto di gerarchie, regole, spartizioni, lottizzazioni, correnti.    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 25 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62497946/corsivo_25_10_2024_08_25.mp3" length="2432876" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Conte licenzia Grillo e azzera il suo contratto di consulente. 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Dice Conte: "Di fronte a un processo costituente che ha coinvolto l'intero movimento, Grillo sta portando avanti atti di sabotaggio compromettendo l'obiettivo di liberare energie nuove".  M5s verso l'implosione.  Sembra passata una vita da quando Conte decise di offrire al garante del M5S un contratto di fatto mai rispettato. All'epoca nel M5S c'era Luigi Di Maio, e il M5s aveva sfiorato già allora la scissione. Conte non poteva permettersi di avere contro Grillo. Nel tempo la partecipazione di Grillo a eventi pubblici del Movimento si era ridotta a spot minimi. Grillo aveva preso un'altra strada dimostrando una disaffezione plateale, come nella sua Genova al voto per il Comune, nel 2021. La scorsa estate Grillo ha dichiarato  guerra a Conte, accusandolo di voler distruggere definitivamente il M5S, cambiando nome, simbolo, rompendo la regola aurea dei due mandati.  Il partito vola verso l'implosione. La prima carta di Conte è il mancato finanziamento del garante Grillo, poi nelle prossime settimane si arriverà alla resa dei conti finale all'assemblea nazionale. Un vero peccato per un movimento diventato negli anni un partito come gli altri, con tanto di gerarchie, regole, spartizioni, lottizzazioni, correnti.    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Ed è solo l'inizio | 24/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nuova-bufera-al-ministero-della-cultura-il-capo-di-gabinetto-spano-si-dimette-ed-e-solo-l-inizio-24-10-2024-il-corsivo--64555818</link><description><![CDATA[Nuova bufera al ministero della Cultura. Il capo di Gabinetto Spano si dimette. Ed è solo l'inizio.  Il servizio annunciato da Sigfrido Ranucci nella puntata di Report di domenica non è ancora andato in onda e il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli, dopo lo scandalo Gennaro Sangiuliano/Maria Rosaria Boccia, piomba nuovamente nel caos. Il mandato di Francesco Spano come Capo di Gabinetto del ministro, giunto dopo il durissimo siluramento di Francesco Gilioli, è durato neanche dieci giorni, poi sono giunte le sue dimissioni. Scrive Spano nella sua lettera spedita a Giuli: "Il contesto venutosi a creare, non privo di sgradevoli attacchi personali, non mi consente più di mantenere quella serenità di pensiero che è necessaria per svolgere questo ruolo così importante”. Ma Ranucci parlerà di due casi analoghi a quello di Sangiuliano/Boccia. Si deduce dunque che gli scandali siano sono all'inizio e che coinvolgono personaggi influenti del partito di maggioranza, cioè Fratelli d'Italia, e, con ogni probabilità, perfino l'attuale ministro.   Il caso Spano Francesco Spano diventa segretario generale del Museo nazionale delle arti del XXI secolo già con Giovanna Melandri. Viene poi confermato dal neo-presidente Giuli nell’autunno del 2022, e sceglie fra i collaboratori retribuiti suo marito, l’avvocato Marco Carnabuci come consulente specialistico per la predisposizione del Mog (Modello organizzazione di gestione) a 14mila euro trimestrali. Visto lo stretto legame tra l’attuale ministro della Cultura e Spano, è difficile che il primo non conoscesse la natura dei rapporti che allora intercorrono fra il suo segretario generale e il neo-assunto. La nomina di Spano da parte di Giuli era stata criticata dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dai vertici di Fratelli d’Italia. Il neo-ministro Giuli ha rivendicato la sua autonomia, e ora rischia il posto. Pensare che volevano affermare l'egemonia culturale della destra italiana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 24 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555818/corsivo_24_10_2024_08_25.mp3" length="2486636" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nuova bufera al ministero della Cultura. Il capo di Gabinetto Spano si dimette. Ed è solo l'inizio.  Il servizio annunciato da Sigfrido Ranucci nella puntata di Report di domenica non è ancora andato in onda e il ministero della Cultura guidato da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nuova bufera al ministero della Cultura. Il capo di Gabinetto Spano si dimette. Ed è solo l'inizio.  Il servizio annunciato da Sigfrido Ranucci nella puntata di Report di domenica non è ancora andato in onda e il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli, dopo lo scandalo Gennaro Sangiuliano/Maria Rosaria Boccia, piomba nuovamente nel caos. Il mandato di Francesco Spano come Capo di Gabinetto del ministro, giunto dopo il durissimo siluramento di Francesco Gilioli, è durato neanche dieci giorni, poi sono giunte le sue dimissioni. Scrive Spano nella sua lettera spedita a Giuli: "Il contesto venutosi a creare, non privo di sgradevoli attacchi personali, non mi consente più di mantenere quella serenità di pensiero che è necessaria per svolgere questo ruolo così importante”. Ma Ranucci parlerà di due casi analoghi a quello di Sangiuliano/Boccia. Si deduce dunque che gli scandali siano sono all'inizio e che coinvolgono personaggi influenti del partito di maggioranza, cioè Fratelli d'Italia, e, con ogni probabilità, perfino l'attuale ministro.   Il caso Spano Francesco Spano diventa segretario generale del Museo nazionale delle arti del XXI secolo già con Giovanna Melandri. Viene poi confermato dal neo-presidente Giuli nell’autunno del 2022, e sceglie fra i collaboratori retribuiti suo marito, l’avvocato Marco Carnabuci come consulente specialistico per la predisposizione del Mog (Modello organizzazione di gestione) a 14mila euro trimestrali. Visto lo stretto legame tra l’attuale ministro della Cultura e Spano, è difficile che il primo non conoscesse la natura dei rapporti che allora intercorrono fra il suo segretario generale e il neo-assunto. La nomina di Spano da parte di Giuli era stata criticata dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dai vertici di Fratelli d’Italia. Il neo-ministro Giuli ha rivendicato la sua autonomia, e ora rischia il posto. Pensare che volevano affermare l'egemonia culturale della destra italiana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/08c78be213c0932f63c9efc9e4a51a25.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nuova bufera al ministero dell Cultura. Il capo di Gabinetto Spano si dimette. Ed è solo l'inizio | 24/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nuova-bufera-al-ministero-dell-cultura-il-capo-di-gabinetto-spano-si-dimette-ed-e-solo-l-inizio-24-10-2024-il-corsivo--62484813</link><description><![CDATA[Nuova bufera al ministero della Cultura. Il capo di Gabinetto Spano si dimette. Ed è solo l'inizio.  Il servizio annunciato da Sigfrido Ranucci nella puntata di Report di domenica non è ancora andato in onda e il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli, dopo lo scandalo Gennaro Sangiuliano/Maria Rosaria Boccia, piomba nuovamente nel caos. Il mandato di Francesco Spano come Capo di Gabinetto del ministro, giunto dopo il durissimo siluramento di Francesco Gilioli, è durato neanche dieci giorni, poi sono giunte le sue dimissioni. Scrive Spano nella sua lettera spedita a Giuli: " Il contesto venutosi a creare, non privo di sgradevoli attacchi personali, non mi consente più di mantenere quella serenità di pensiero che è necessaria per svolgere questo ruolo così importante”. Ma Ranucci parlerà di due casi analoghi a quello di Sangiuliano/Boccia. Si deduce dunque che gli scandali siano sono all'inizio e che coinvolgono personaggi influenti del partito di maggioranza, cioè Fratelli d'Italia, e, con ogni probabilità, perfino l'attuale ministro.   Il caso Spano Francesco Spano diventa segretario generale del Museo nazionale delle arti del XXI secolo già con Giovanna Melandri. Viene poi confermato dal neo-presidente Giuli nell’autunno del 2022, e sceglie fra i collaboratori retribuiti suo marito, l’avvocato Marco Carnabuci come consulente specialistico per la predisposizione del Mog (Modello organizzazione di gestione) a 14mila euro trimestrali. Visto lo stretto legame tra l’attuale ministro della Cultura e Spano, è difficile che il primo non conoscesse la natura dei rapporti che allora intercorrono fra il suo segretario generale e il neo-assunto. La nomina di Spano da parte di Giuli era stata criticata dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dai vertici di Fratelli d’Italia. Il neo-ministro Giuli ha rivendicato la sua autonomia, e ora rischia il posto. Pensare che volevano affermare l'egemonia culturale della destra italiana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 24 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62484813/corsivo_24_10_2024_08_25.mp3" length="2486636" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nuova bufera al ministero della Cultura. 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Scrive Spano nella sua lettera spedita a Giuli: " Il contesto venutosi a creare, non privo di sgradevoli attacchi personali, non mi consente più di mantenere quella serenità di pensiero che è necessaria per svolgere questo ruolo così importante”. Ma Ranucci parlerà di due casi analoghi a quello di Sangiuliano/Boccia. Si deduce dunque che gli scandali siano sono all'inizio e che coinvolgono personaggi influenti del partito di maggioranza, cioè Fratelli d'Italia, e, con ogni probabilità, perfino l'attuale ministro.   Il caso Spano Francesco Spano diventa segretario generale del Museo nazionale delle arti del XXI secolo già con Giovanna Melandri. Viene poi confermato dal neo-presidente Giuli nell’autunno del 2022, e sceglie fra i collaboratori retribuiti suo marito, l’avvocato Marco Carnabuci come consulente specialistico per la predisposizione del Mog (Modello organizzazione di gestione) a 14mila euro trimestrali. Visto lo stretto legame tra l’attuale ministro della Cultura e Spano, è difficile che il primo non conoscesse la natura dei rapporti che allora intercorrono fra il suo segretario generale e il neo-assunto. La nomina di Spano da parte di Giuli era stata criticata dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dai vertici di Fratelli d’Italia. Il neo-ministro Giuli ha rivendicato la sua autonomia, e ora rischia il posto. Pensare che volevano affermare l'egemonia culturale della destra italiana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/08c78be213c0932f63c9efc9e4a51a25.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Consiglio d'Europa: dibattito politico italiano xenofobo e razzista | 23/10/2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/consiglio-d-europa-dibattito-politico-italiano-xenofobo-e-razzista-23-10-2024--64555823</link><description><![CDATA[Consiglio d'Europa: dibattito politico italiano xenofobo e razzista. Dura reprimenda del Consiglio d'Europa contro il dibattito politico e pubblico italiano. Ecri è la commissione contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa. L' organizzazione internazionale si dice preoccupata perché negli ultimi anni il discorso pubblico italiano è diventato "sempre più xenofobo" e i discorsi politici hanno assunto toni "fortemente divisivi e antagonistici", in particolare nei confronti di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, cittadini italiani con origine migratoria, Rom e persone Lgbti. La Commissione si riferisce soprattutto alla Lega e al suo segretario, il ministro Matteo Salvini, ma non risparmia le forze dell’ordine che fanno profilazione razziale durante le attività di controllo, sorveglianza e indagine, nei confronti della comunità rom e delle persone di origine africana.   Lo stupore di Sergio Mattarella.  Le forti critiche del Consiglio d'Europa non passano inosservata al Quirinale, tanto che Sergio Mattarella ha subito sentito il capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, esprimendogli lo stupore per le affermazioni contenute nel rapporto della Commissione e ribadendo stima e vicinanza alle forze di Polizia. "I poliziotti meritano rispetto, non simili ingiurie", dice la premier Giorgia Meloni. "È inaccettabile che un'organizzazione internazionale insulti donne e uomini che con dedizione ogni giorno mettono a rischio la loro vita per garantire la sicurezza dei cittadini", sostiene Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Certamente il report della commissione contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa, è un tantino esagerato: generalizza, non fa differenze, mette sullo stesso piano i toni di alcuni esponenti della politica italiana in perenne campagna elettorale e le molte persone e associazioni che, ogni giorno, attraverso opere di carità e solidarietà, rendono la vita degli ultimi nel nostro Paese se non migliore, almeno più dignitosa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 23 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555823/corsivo_23_10_2024_08_25.mp3" length="2364524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Consiglio d'Europa: dibattito politico italiano xenofobo e razzista. 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La Commissione si riferisce soprattutto alla Lega e al suo segretario, il ministro Matteo Salvini, ma non risparmia le forze dell’ordine che fanno profilazione razziale durante le attività di controllo, sorveglianza e indagine, nei confronti della comunità rom e delle persone di origine africana.   Lo stupore di Sergio Mattarella.  Le forti critiche del Consiglio d'Europa non passano inosservata al Quirinale, tanto che Sergio Mattarella ha subito sentito il capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, esprimendogli lo stupore per le affermazioni contenute nel rapporto della Commissione e ribadendo stima e vicinanza alle forze di Polizia. "I poliziotti meritano rispetto, non simili ingiurie", dice la premier Giorgia Meloni. "È inaccettabile che un'organizzazione internazionale insulti donne e uomini che con dedizione ogni giorno mettono a rischio la loro vita per garantire la sicurezza dei cittadini", sostiene Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Certamente il report della commissione contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa, è un tantino esagerato: generalizza, non fa differenze, mette sullo stesso piano i toni di alcuni esponenti della politica italiana in perenne campagna elettorale e le molte persone e associazioni che, ogni giorno, attraverso opere di carità e solidarietà, rendono la vita degli ultimi nel nostro Paese se non migliore, almeno più dignitosa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Dura reprimenda del Consiglio d'Europa contro il dibattito politico e pubblico italiano. Ecri è la commissione contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa. L' organizzazione internazionale si dice preoccupata perché negli ultimi anni il discorso pubblico italiano è diventato "sempre più xenofobo" e i discorsi politici hanno assunto toni "fortemente divisivi e antagonistici", in particolare nei confronti di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, cittadini italiani con origine migratoria, Rom e persone Lgbti. La Commissione si riferisce soprattutto alla Lega e al suo segretario, il ministro Matteo Salvini, ma non risparmia le forze dell’ordine che fanno profilazione razziale durante le attività di controllo, sorveglianza e indagine, nei confronti della comunità rom e delle persone di origine africana.   Lo stupore di Sergio Mattarella.  Le forti critiche del Consiglio d'Europa non passano inosservata al Quirinale, tanto che Sergio Mattarella ha subito sentito il capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, esprimendogli lo stupore per le affermazioni contenute nel rapporto della Commissione e ribadendo stima e vicinanza alle forze di Polizia. "I poliziotti meritano rispetto, non simili ingiurie", dice la premier Giorgia Meloni. "È inaccettabile che un'organizzazione internazionale insulti donne e uomini che con dedizione ogni giorno mettono a rischio la loro vita per garantire la sicurezza dei cittadini", sostiene Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Certamente il report della commissione contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa, è un tantino esagerato: generalizza, non fa differenze, mette sullo stesso piano i toni di alcuni esponenti della politica italiana in perenne campagna elettorale e le molte persone e associazioni che, ogni giorno, attraverso opere di carità e solidarietà, rendono la vita degli ultimi nel nostro Paese se non migliore, almeno più dignitosa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 23 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62470954/corsivo_23_10_2024_08_25.mp3" length="2364524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Consiglio d'Europa: dibattito politico italiano xenofobo e razzista. 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La Commissione si riferisce soprattutto alla Lega e al suo segretario, il ministro Matteo Salvini, ma non risparmia le forze dell’ordine che fanno profilazione razziale durante le attività di controllo, sorveglianza e indagine, nei confronti della comunità rom e delle persone di origine africana.   Lo stupore di Sergio Mattarella.  Le forti critiche del Consiglio d'Europa non passano inosservata al Quirinale, tanto che Sergio Mattarella ha subito sentito il capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, esprimendogli lo stupore per le affermazioni contenute nel rapporto della Commissione e ribadendo stima e vicinanza alle forze di Polizia. "I poliziotti meritano rispetto, non simili ingiurie", dice la premier Giorgia Meloni. "È inaccettabile che un'organizzazione internazionale insulti donne e uomini che con dedizione ogni giorno mettono a rischio la loro vita per garantire la sicurezza dei cittadini", sostiene Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Certamente il report della commissione contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa, è un tantino esagerato: generalizza, non fa differenze, mette sullo stesso piano i toni di alcuni esponenti della politica italiana in perenne campagna elettorale e le molte persone e associazioni che, ogni giorno, attraverso opere di carità e solidarietà, rendono la vita degli ultimi nel nostro Paese se non migliore, almeno più dignitosa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eb4eeb5edf419454f80c8d72aab300d2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Rapporti tra politica e magistratura: La Russa chiede di cambiare la Carta Costituzionale | 22/10/2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rapporti-tra-politica-e-magistratura-la-russa-chiede-di-cambiare-la-carta-costituzionale-22-10-2024--64555834</link><description><![CDATA[Rapporti tra politica e magistratura: La Russa chiede di cambiare la Carta Costituzionale.  I rapporti tra politica e magistratura hanno raggiunto in questi giorni livelli di massima tensione istituzionale. Prima con la decisione del Tribunale di Roma che ha annullato il trattenimento di 12 persone nei centri allestiti in Albania. Poi con il testo del consiglio dei ministri. Infine con le dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa che chiede di cambiare il titolo IV la Carta costituzionale per fare maggiore chiarezza nel rapporto tra poteri. Dice La Russa: "La destra, che vuole governare, vorrebbe rispetto per le prerogative della politica. Ed è per questo che dobbiamo chiarire questa zona grigia. Perché altrimenti non si capisce quale sia il confine tra le funzioni della giustizia e quelle della politica." Nella sostanza, La Russa si schiera con il ministro Carlo Nordio che aveva definito abnorme la sentenza dei magistrati romani di invalidare il trasferimento di 12 migranti in Albania. Fuori dalla norma, sostiene la seconda carica dello Stato.   Le mani sulla Carta Costituzionale. Cambiare la Costituzione è il sogno di molti, ma fino ad oggi i tentativi di scardinare le regole non hanno portato bene ai mittenti. Matteo Renzi perse infatti un referendum costituzionale nel 2017 perché aveva personalizzato lo scontro. E ancor prima, nessuno dei tentativi di procedere alla modifica della Costituzione attraverso commissioni bicamerali ebbe successo. Nel 2001, nel 2006 e nel 2016, le riforme costituzionali approvate dal Parlamento e sottoposte al Corpo elettorale per il referendum confermativo hanno perciò seguito il metodo ordinario di revisione costituzionale, previsto dall'articolo 138 della Costituzione. La Russa che è avvocato, e lo stesso Nordio che ha una lunga storia nella magistratura, dovrebbero conoscere che la Costituzione custodisce un principio che resta uno dei pilastri essenziali della nostra democrazia: è la separazione dei poteri inserito nel titolo IV della Carta a garanzia dei cittadini e dei loro diritti. Si tratta di un principio fondamentale per la costituzione di uno Stato liberal-democratico, in virtù del quale ogni funzione statale (legislativa, amministrativa e giudiziaria) deve essere esercitata da organi diversi (parlamento, governo, magistratura), ciascuno dotato di proprio potere di decisione, senza che la politica o altri poteri prevalgono su altri.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 22 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555834/corsivo_22_10_2024_08_25.mp3" length="2428268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Rapporti tra politica e magistratura: La Russa chiede di cambiare la Carta Costituzionale.  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Perché altrimenti non si capisce quale sia il confine tra le funzioni della giustizia e quelle della politica." Nella sostanza, La Russa si schiera con il ministro Carlo Nordio che aveva definito abnorme la sentenza dei magistrati romani di invalidare il trasferimento di 12 migranti in Albania. Fuori dalla norma, sostiene la seconda carica dello Stato.   Le mani sulla Carta Costituzionale. Cambiare la Costituzione è il sogno di molti, ma fino ad oggi i tentativi di scardinare le regole non hanno portato bene ai mittenti. Matteo Renzi perse infatti un referendum costituzionale nel 2017 perché aveva personalizzato lo scontro. E ancor prima, nessuno dei tentativi di procedere alla modifica della Costituzione attraverso commissioni bicamerali ebbe successo. Nel 2001, nel 2006 e nel 2016, le riforme costituzionali approvate dal Parlamento e sottoposte al Corpo elettorale per il referendum confermativo hanno perciò seguito il metodo ordinario di revisione costituzionale, previsto dall'articolo 138 della Costituzione. La Russa che è avvocato, e lo stesso Nordio che ha una lunga storia nella magistratura, dovrebbero conoscere che la Costituzione custodisce un principio che resta uno dei pilastri essenziali della nostra democrazia: è la separazione dei poteri inserito nel titolo IV della Carta a garanzia dei cittadini e dei loro diritti. Si tratta di un principio fondamentale per la costituzione di uno Stato liberal-democratico, in virtù del quale ogni funzione statale (legislativa, amministrativa e giudiziaria) deve essere esercitata da organi diversi (parlamento, governo, magistratura), ciascuno dotato di proprio potere di decisione, senza che la politica o altri poteri prevalgono su altri.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6c27d4ff61a543a6b5bbc2cc1b15e017.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Rapporti tra politica e magistratura: La Russa chiede di cambiare la Carta Costituzionale | 22/10/2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rapporti-tra-politica-e-magistratura-la-russa-chiede-di-cambiare-la-carta-costituzionale-22-10-2024--62459074</link><description><![CDATA[Rapporti tra politica e magistratura: La Russa chiede di cambiare la Carta Costituzionale.  I rapporti tra politica e magistratura hanno raggiunto in questi giorni livelli di massima tensione istituzionale. Prima con la decisione del Tribunale di Roma che ha annullato il trattenimento di 12 persone nei centri allestiti in Albania. Poi con il testo del consiglio dei ministri. Infine con le dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa che chiede di cambiare il titolo IV la Carta costituzionale per fare maggiore chiarezza nel rapporto tra poteri. Dice La Russa: "La destra, che vuole governare, vorrebbe rispetto per le prerogative della politica. Ed è per questo che dobbiamo chiarire questa zona grigia. Perché altrimenti non si capisce quale sia il confine tra le funzioni della giustizia e quelle della politica." Nella sostanza, La Russa si schiera con il ministro Carlo Nordio che aveva definito abnorme la sentenza dei magistrati romani di invalidare il trasferimento di 12 migranti in Albania. Fuori dalla norma, sostiene la seconda carica dello Stato.   Le mani sulla Carta Costituzionale. Cambiare la Costituzione è il sogno di molti, ma fino ad oggi i tentativi di scardinare le regole non hanno portato bene ai mittenti. Matteo Renzi perse infatti un referendum costituzionale nel 2017 perché aveva personalizzato lo scontro. E ancor prima, nessuno dei tentativi di procedere alla modifica della Costituzione attraverso commissioni bicamerali ebbe successo. Nel 2001, nel 2006 e nel 2016, le riforme costituzionali approvate dal Parlamento e sottoposte al Corpo elettorale per il referendum confermativo hanno perciò seguito il metodo ordinario di revisione costituzionale, previsto dall'articolo 138 della Costituzione. La Russa che è avvocato, e lo stesso Nordio che ha una lunga storia nella magistratura, dovrebbero conoscere che la Costituzione custodisce un principio che resta uno dei pilastri essenziali della nostra democrazia: è la separazione dei poteri inserito nel titolo IV della Carta a garanzia dei cittadini e dei loro diritti. Si tratta di un principio fondamentale per la costituzione di uno Stato liberal-democratico, in virtù del quale ogni funzione statale (legislativa, amministrativa e giudiziaria) deve essere esercitata da organi diversi (parlamento, governo, magistratura), ciascuno dotato di proprio potere di decisione, senza che la politica o altri poteri prevalgono su altri.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 22 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62459074/corsivo_22_10_2024_08_25.mp3" length="2428268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Rapporti tra politica e magistratura: La Russa chiede di cambiare la Carta Costituzionale.  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Perché altrimenti non si capisce quale sia il confine tra le funzioni della giustizia e quelle della politica." Nella sostanza, La Russa si schiera con il ministro Carlo Nordio che aveva definito abnorme la sentenza dei magistrati romani di invalidare il trasferimento di 12 migranti in Albania. Fuori dalla norma, sostiene la seconda carica dello Stato.   Le mani sulla Carta Costituzionale. Cambiare la Costituzione è il sogno di molti, ma fino ad oggi i tentativi di scardinare le regole non hanno portato bene ai mittenti. Matteo Renzi perse infatti un referendum costituzionale nel 2017 perché aveva personalizzato lo scontro. E ancor prima, nessuno dei tentativi di procedere alla modifica della Costituzione attraverso commissioni bicamerali ebbe successo. Nel 2001, nel 2006 e nel 2016, le riforme costituzionali approvate dal Parlamento e sottoposte al Corpo elettorale per il referendum confermativo hanno perciò seguito il metodo ordinario di revisione costituzionale, previsto dall'articolo 138 della Costituzione. La Russa che è avvocato, e lo stesso Nordio che ha una lunga storia nella magistratura, dovrebbero conoscere che la Costituzione custodisce un principio che resta uno dei pilastri essenziali della nostra democrazia: è la separazione dei poteri inserito nel titolo IV della Carta a garanzia dei cittadini e dei loro diritti. Si tratta di un principio fondamentale per la costituzione di uno Stato liberal-democratico, in virtù del quale ogni funzione statale (legislativa, amministrativa e giudiziaria) deve essere esercitata da organi diversi (parlamento, governo, magistratura), ciascuno dotato di proprio potere di decisione, senza che la politica o altri poteri prevalgono su altri.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6c27d4ff61a543a6b5bbc2cc1b15e017.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattarella vuole evitare l'ennesimo scontro tra politica e magistratura | 21/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattarella-vuole-evitare-l-ennesimo-scontro-tra-politica-e-magistratura-21-10-2024-il-corsivo--64555805</link><description><![CDATA[Mattarella vuole evitare l'ennesimo scontro tra politica e magistratura. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella intende impedire che si acutizzi lo scontro tra Governo e magistratura dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha annullato il trattenimento di 12 persone nei centri allestiti in Albania, depotenziando gli effetti dell'accordo tra Roma e Tirana della scorsa estate.   La preoccupazione del Presidente della Repubblica è quella di evitare il rischio di un conflitto istituzionale tra poteri e scongiurare una prova di forza con la Ue alla vigilia della decisione definitiva sull’insediamento di Raffaele Fitto a commissario. Infatti i giudici di Roma si sono ispirati a una sentenza della Corte di giustizia europea. La premier Giorgia Meloni pensa di risolvere la questione già oggi in Consiglio dei ministri con il varo di un decreto ad hoc e si è avviata un’interlocuzione tecnica tra gli uffici giuridici del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi per giungere ad una mediazione sul testo.  La mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello. Le distanze tra Governo e magistrati si sono ancor più allargate dopo la diffusione della mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello della corrente di "Magistratura democratica", pubblicata  dal quotidiano Il Tempo, poi rilanciata dalla premier: “Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte, e anche molto più pericolosa la sua azione di quella di Berlusconi". Non giovano certamente le dichiarazioni del ministro di Grazia e Giustizia Carlo Nordio, secondo cui si dovrebbero avviare immediati procedimenti disciplinari con i giudici di Roma. Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, si dice fortemente preoccupato per toni di aggressione al lavoro giudiziario senza precedenti. In questo clima infuocato si dovrebbe ritornare ad usare la ragione, e il buon senso è che il diritto vada applicato da tutti: il rispetto dei diritti e delle garanzie delle persone, prima ancora dei programmi elettorali dei partiti.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 21 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555805/corsivo_21_10_2024_08_25.mp3" length="2376044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Mattarella vuole evitare l'ennesimo scontro tra politica e magistratura. 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La premier Giorgia Meloni pensa di risolvere la questione già oggi in Consiglio dei ministri con il varo di un decreto ad hoc e si è avviata un’interlocuzione tecnica tra gli uffici giuridici del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi per giungere ad una mediazione sul testo.  La mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello. Le distanze tra Governo e magistrati si sono ancor più allargate dopo la diffusione della mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello della corrente di "Magistratura democratica", pubblicata  dal quotidiano Il Tempo, poi rilanciata dalla premier: “Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte, e anche molto più pericolosa la sua azione di quella di Berlusconi". Non giovano certamente le dichiarazioni del ministro di Grazia e Giustizia Carlo Nordio, secondo cui si dovrebbero avviare immediati procedimenti disciplinari con i giudici di Roma. Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, si dice fortemente preoccupato per toni di aggressione al lavoro giudiziario senza precedenti. In questo clima infuocato si dovrebbe ritornare ad usare la ragione, e il buon senso è che il diritto vada applicato da tutti: il rispetto dei diritti e delle garanzie delle persone, prima ancora dei programmi elettorali dei partiti.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f00ca641e6665e8912a72ab23fb312c6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattarella vuole evitare l'ennesimo scontro tra politica e magistratura | 21/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattarella-vuole-evitare-l-ennesimo-scontro-tra-politica-e-magistratura-21-10-2024-il-corsivo--62434228</link><description><![CDATA[Mattarella vuole evitare l'ennesimo scontro tra politica e magistratura. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella intende impedire che si acutizzi lo scontro tra Governo e magistratura dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha annullato il trattenimento di 12 persone nei centri allestiti in Albania, depotenziando gli effetti dell'accordo tra Roma e Tirana della scorsa estate.   La preoccupazione del Presidente della Repubblica è quella di evitare il rischio di un conflitto istituzionale tra poteri e scongiurare una prova di forza con la Ue alla vigilia della decisione definitiva sull’insediamento di Raffaele Fitto a commissario. Infatti i giudici di Roma si sono ispirati a una sentenza della Corte di giustizia europea. La premier Giorgia Meloni pensa di risolvere la questione già oggi in Consiglio dei ministri con il varo di un decreto ad hoc e si è avviata un’interlocuzione tecnica tra gli uffici giuridici del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi per giungere ad una mediazione sul testo.  La mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello. Le distanze tra Governo e magistrati si sono ancor più allargate dopo la diffusione della mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello della corrente di "Magistratura democratica", pubblicata  dal quotidiano Il Tempo, poi rilanciata dalla premier: “Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte, e anche molto più pericolosa la sua azione di quella di Berlusconi". Non giovano certamente le dichiarazioni del ministro di Grazia e Giustizia Carlo Nordio, secondo cui si dovrebbero avviare immediati procedimenti disciplinari con i giudici di Roma. Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, si dice fortemente preoccupato per toni di aggressione al lavoro giudiziario senza precedenti. In questo clima infuocato si dovrebbe ritornare ad usare la ragione, e il buon senso è che il diritto vada applicato da tutti: il rispetto dei diritti e delle garanzie delle persone, prima ancora dei programmi elettorali dei partiti.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 21 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62434228/corsivo_21_10_2024_08_25.mp3" length="2376044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Mattarella vuole evitare l'ennesimo scontro tra politica e magistratura. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella intende impedire che si acutizzi lo scontro tra Governo e magistratura dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha annullato il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mattarella vuole evitare l'ennesimo scontro tra politica e magistratura. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella intende impedire che si acutizzi lo scontro tra Governo e magistratura dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha annullato il trattenimento di 12 persone nei centri allestiti in Albania, depotenziando gli effetti dell'accordo tra Roma e Tirana della scorsa estate.   La preoccupazione del Presidente della Repubblica è quella di evitare il rischio di un conflitto istituzionale tra poteri e scongiurare una prova di forza con la Ue alla vigilia della decisione definitiva sull’insediamento di Raffaele Fitto a commissario. Infatti i giudici di Roma si sono ispirati a una sentenza della Corte di giustizia europea. La premier Giorgia Meloni pensa di risolvere la questione già oggi in Consiglio dei ministri con il varo di un decreto ad hoc e si è avviata un’interlocuzione tecnica tra gli uffici giuridici del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi per giungere ad una mediazione sul testo.  La mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello. Le distanze tra Governo e magistrati si sono ancor più allargate dopo la diffusione della mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello della corrente di "Magistratura democratica", pubblicata  dal quotidiano Il Tempo, poi rilanciata dalla premier: “Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte, e anche molto più pericolosa la sua azione di quella di Berlusconi". Non giovano certamente le dichiarazioni del ministro di Grazia e Giustizia Carlo Nordio, secondo cui si dovrebbero avviare immediati procedimenti disciplinari con i giudici di Roma. Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, si dice fortemente preoccupato per toni di aggressione al lavoro giudiziario senza precedenti. In questo clima infuocato si dovrebbe ritornare ad usare la ragione, e il buon senso è che il diritto vada applicato da tutti: il rispetto dei diritti e delle garanzie delle persone, prima ancora dei programmi elettorali dei partiti.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f00ca641e6665e8912a72ab23fb312c6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Liguria esondano fiumi e torrenti: un nuovo disastro ambientale annunciato | 17/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-liguria-esondano-fiumi-e-torrenti-un-nuovo-disastro-ambientale-annunciato-17-10-2024-il-corsivo--64555789</link><description><![CDATA[In Liguria esondano fiumi e torrenti: un nuovo disastro ambientale annunciato.  In poche ore il diluvio si abbatte ancora una volta sulla Liguria e fa emergere l'incapacità di avviare la manutenzione costante e precisa del territorio da parte delle autorità competenti.  La cumulata massima nelle ultime 24 ore è stata registrata dalla stazione di Verzi-Loano, con 160,2 millimetri di pioggia, mentre quella oraria è stata toccata a Sciarborasca, nell'entroterra genovese di ponente, con 79 millimetri di pioggia. Le conseguenze sono ampiamente prevedibili, ma non previste da chi avrebbe dovuto intervenire. Strade allagate, fiumi e torrenti esondati, Ferrania e il Bormida rompono gli argini, frana sull’Aurelia, sospesa la circolazione ferroviaria sulla Genova-Ventimiglia tra Pietra Ligure e Loano, scuole chiuse a Genova e in provincia.   Le zone colpite in Liguria Le aree attualmente più colpite sono Albenga e l'entroterra, da Tovo San Giacomo, dove si sono registrati allagamenti lungo il torrente Maremola, a Ferrania (frazione di Cairo Montenotte) con il fiume Bormida parzialmente esondato in più punti, e Altare, in particolare nella zona industriale. Allagamenti di strade e scantinati segnalati anche a Celle Ligure e Calice Ligure, con il progressivo spostamento della perturbazione verso levante. A Savona è costante il monitoraggio degli argini del torrente Letimbro, in piena. Situazione analoga anche a Quiliano. Il territorio era già stato alluvionato con le piogge intense del 5 settembre scorso, a oggi i danni stimati per l’agricoltura si aggirano attorno ai 25 milioni solo nell’area di Albenga fra serre, campi allagati, piante e vasi travolti dalla furia dell’acqua. Sembrano le scene di un brutto film già viste in tanti anni, in luoghi dove l'equilibrio tra uomo e ambiente è fragilissimo, dove gli alvei dei fiumi sono in molte parti ricoperti dal cemento o, ancora peggio, deviati e poi concentrati in sbocchi ristretti. A quando un piano serio per la salvaguardia del dissesto idrogeologico?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 17 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555789/corsivo_16_10_2024_08_25.mp3" length="2527340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Liguria esondano fiumi e torrenti: un nuovo disastro ambientale annunciato.  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Strade allagate, fiumi e torrenti esondati, Ferrania e il Bormida rompono gli argini, frana sull’Aurelia, sospesa la circolazione ferroviaria sulla Genova-Ventimiglia tra Pietra Ligure e Loano, scuole chiuse a Genova e in provincia.   Le zone colpite in Liguria Le aree attualmente più colpite sono Albenga e l'entroterra, da Tovo San Giacomo, dove si sono registrati allagamenti lungo il torrente Maremola, a Ferrania (frazione di Cairo Montenotte) con il fiume Bormida parzialmente esondato in più punti, e Altare, in particolare nella zona industriale. Allagamenti di strade e scantinati segnalati anche a Celle Ligure e Calice Ligure, con il progressivo spostamento della perturbazione verso levante. A Savona è costante il monitoraggio degli argini del torrente Letimbro, in piena. Situazione analoga anche a Quiliano. Il territorio era già stato alluvionato con le piogge intense del 5 settembre scorso, a oggi i danni stimati per l’agricoltura si aggirano attorno ai 25 milioni solo nell’area di Albenga fra serre, campi allagati, piante e vasi travolti dalla furia dell’acqua. Sembrano le scene di un brutto film già viste in tanti anni, in luoghi dove l'equilibrio tra uomo e ambiente è fragilissimo, dove gli alvei dei fiumi sono in molte parti ricoperti dal cemento o, ancora peggio, deviati e poi concentrati in sbocchi ristretti. A quando un piano serio per la salvaguardia del dissesto idrogeologico?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6655d4187418088b38e67215bf8e22e0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Liguria esondano fiumi e torrenti: un nuovo disastro ambientale annunciato | 17/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-liguria-esondano-fiumi-e-torrenti-un-nuovo-disastro-ambientale-annunciato-17-10-2024-il-corsivo--62392830</link><description><![CDATA[In Liguria esondano fiumi e torrenti: un nuovo disastro ambientale annunciato.  In poche ore il diluvio si abbatte ancora una volta sulla Liguria e fa emergere l'incapacità di avviare la manutenzione costante e precisa del territorio da parte delle autorità competenti.  La cumulata massima nelle ultime 24 ore è stata registrata dalla stazione di Verzi-Loano, con 160,2 millimetri di pioggia, mentre quella oraria è stata toccata a Sciarborasca, nell'entroterra genovese di ponente, con 79 millimetri di pioggia. Le conseguenze sono ampiamente prevedibili, ma non previste da chi avrebbe dovuto intervenire. Strade allagate, fiumi e torrenti esondati, Ferrania e il Bormida rompono gli argini, frana sull’Aurelia, sospesa la circolazione ferroviaria sulla Genova-Ventimiglia tra Pietra Ligure e Loano, scuole chiuse a Genova e in provincia.   Le zone colpite in Liguria Le aree attualmente più colpite sono Albenga e l'entroterra, da Tovo San Giacomo, dove si sono registrati allagamenti lungo il torrente Maremola, a Ferrania (frazione di Cairo Montenotte) con il fiume Bormida parzialmente esondato in più punti, e Altare, in particolare nella zona industriale. Allagamenti di strade e scantinati segnalati anche a Celle Ligure e Calice Ligure, con il progressivo spostamento della perturbazione verso levante. A Savona è costante il monitoraggio degli argini del torrente Letimbro, in piena. Situazione analoga anche a Quiliano. Il territorio era già stato alluvionato con le piogge intense del 5 settembre scorso, a oggi i danni stimati per l’agricoltura si aggirano attorno ai 25 milioni solo nell’area di Albenga fra serre, campi allagati, piante e vasi travolti dalla furia dell’acqua. Sembrano le scene di un brutto film già viste in tanti anni, in luoghi dove l'equilibrio tra uomo e ambiente è fragilissimo, dove gli alvei dei fiumi sono in molte parti ricoperti dal cemento o, ancora peggio, deviati e poi concentrati in sbocchi ristretti. A quando un piano serio per la salvaguardia del dissesto idrogeologico?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 17 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62392830/corsivo_16_10_2024_08_25.mp3" length="2527340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In Liguria esondano fiumi e torrenti: un nuovo disastro ambientale annunciato.  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Strade allagate, fiumi e torrenti esondati, Ferrania e il Bormida rompono gli argini, frana sull’Aurelia, sospesa la circolazione ferroviaria sulla Genova-Ventimiglia tra Pietra Ligure e Loano, scuole chiuse a Genova e in provincia.   Le zone colpite in Liguria Le aree attualmente più colpite sono Albenga e l'entroterra, da Tovo San Giacomo, dove si sono registrati allagamenti lungo il torrente Maremola, a Ferrania (frazione di Cairo Montenotte) con il fiume Bormida parzialmente esondato in più punti, e Altare, in particolare nella zona industriale. Allagamenti di strade e scantinati segnalati anche a Celle Ligure e Calice Ligure, con il progressivo spostamento della perturbazione verso levante. A Savona è costante il monitoraggio degli argini del torrente Letimbro, in piena. Situazione analoga anche a Quiliano. Il territorio era già stato alluvionato con le piogge intense del 5 settembre scorso, a oggi i danni stimati per l’agricoltura si aggirano attorno ai 25 milioni solo nell’area di Albenga fra serre, campi allagati, piante e vasi travolti dalla furia dell’acqua. Sembrano le scene di un brutto film già viste in tanti anni, in luoghi dove l'equilibrio tra uomo e ambiente è fragilissimo, dove gli alvei dei fiumi sono in molte parti ricoperti dal cemento o, ancora peggio, deviati e poi concentrati in sbocchi ristretti. A quando un piano serio per la salvaguardia del dissesto idrogeologico?   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6655d4187418088b38e67215bf8e22e0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La nuova legge bavaglio e la libertà di stampa minacciata | 16/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-nuova-legge-bavaglio-e-la-liberta-di-stampa-minacciata-16-10-2024-il-corsivo--64555833</link><description><![CDATA[La nuova legge bavaglio e la libertà di stampa minacciata.  Il rapporto tra giornalismo d'inchiesta e i vari governi in carica non è mai stato idilliaco. In generale, al potere non piace che vengano svelati retroscena, anche minuscoli particolari di un'indagine della magistratura, degli organi di polizia giudiziaria. E' così fin dal 9 luglio 1924, cento anni fa, quando veniva pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del Regno, il decreto, imposto dal presidente del Consiglio Benito Mussolini con l’approvazione del Re, sulla “soppressione della Libertà di stampa”. La prima legge bavaglio voluta dai fascisti a seguito della dura campagna giornalistica intrapresa dai giornali di opposizione dopo il delitto Matteotti. Le conseguenze immediate furono il licenziamento di molti direttori e relativi editori, la FNSI – il Sindacato unitario dei giornalisti – fu sciolta e sostituita dal Sindacato fascista dei giornalisti. Come è intuibile, il bavaglio alla libera informazione è una storia che parte da lontano e arriva ai giorni nostri, comune a tutti i regimi, una storia che allontana un paese dalla democrazia: l’imposizione del pensiero unico e il silenzio per chi la pensa diversamente.  Cento anni dopo siamo ancora qui a parlare di norme che, nei fatti, violano il principio di libertà di stampa.    La norma Costa I pareri dei relatori Sergio Rastrelli e Andrea Pellicini di Fdl alle commissioni Giustizia di Camera e Senato propongono di estendere il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia, introdotto su proposta di Enrico Costa, anche alle altre misure personali con multe fino 500mila euro in caso di violazione. La norma sull’ordinanza di custodia cautelare era contenuta in un emendamento depositato da Costa, all’epoca deputato di Azione e oggi tornato in Forza Italia, alla legge di delegazione europea per il 2024, cioè il provvedimento con il quale ogni anno l’Italia si adegua al diritto comunitario. La delega modifica l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini”, cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma di Andrea Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto. Rimane invece consentito pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi rielaborata dal cronista. Ha ragione la Fnsi che parla di un manganello sanzionatorio contro i giornalisti, perché il governo si appresta a peggiorare ulteriormente la norma Costa, estendendo il divieto a tutti gli atti cautelari, compresi i sequestri disposti dal Gip.  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 16 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555833/corsivo_16_10_2024_08_25.mp3" length="2527340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La nuova legge bavaglio e la libertà di stampa minacciata.  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Le conseguenze immediate furono il licenziamento di molti direttori e relativi editori, la FNSI – il Sindacato unitario dei giornalisti – fu sciolta e sostituita dal Sindacato fascista dei giornalisti. Come è intuibile, il bavaglio alla libera informazione è una storia che parte da lontano e arriva ai giorni nostri, comune a tutti i regimi, una storia che allontana un paese dalla democrazia: l’imposizione del pensiero unico e il silenzio per chi la pensa diversamente.  Cento anni dopo siamo ancora qui a parlare di norme che, nei fatti, violano il principio di libertà di stampa.    La norma Costa I pareri dei relatori Sergio Rastrelli e Andrea Pellicini di Fdl alle commissioni Giustizia di Camera e Senato propongono di estendere il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia, introdotto su proposta di Enrico Costa, anche alle altre misure personali con multe fino 500mila euro in caso di violazione. La norma sull’ordinanza di custodia cautelare era contenuta in un emendamento depositato da Costa, all’epoca deputato di Azione e oggi tornato in Forza Italia, alla legge di delegazione europea per il 2024, cioè il provvedimento con il quale ogni anno l’Italia si adegua al diritto comunitario. La delega modifica l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini”, cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma di Andrea Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto. Rimane invece consentito pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi rielaborata dal cronista. Ha ragione la Fnsi che parla di un manganello sanzionatorio contro i giornalisti, perché il governo si appresta a peggiorare ulteriormente la norma Costa, estendendo il divieto a tutti gli atti cautelari, compresi i sequestri disposti dal Gip.  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d8666c2145df540d6e1926a605b9f6f4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La nuova legge bavaglio e la libertà di stampa minacciata | 16/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-nuova-legge-bavaglio-e-la-liberta-di-stampa-minacciata-16-10-2024-il-corsivo--62381937</link><description><![CDATA[La nuova legge bavaglio e la libertà di stampa minacciata.  Il rapporto tra giornalismo d'inchiesta e i vari governi in carica non è mai stato idilliaco. In generale, al potere non piace che vengano svelati retroscena, anche minuscoli particolari di un'indagine della magistratura, degli organi di polizia giudiziaria. E' così fin dal 9 luglio 1924, cento anni fa, quando veniva pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del Regno, il decreto, imposto dal presidente del Consiglio Benito Mussolini con l’approvazione del Re, sulla “soppressione della Libertà di stampa”. La prima legge bavaglio voluta dai fascisti a seguito della dura campagna giornalistica intrapresa dai giornali di opposizione dopo il delitto Matteotti. Le conseguenze immediate furono il licenziamento di molti direttori e relativi editori, la FNSI – il Sindacato unitario dei giornalisti – fu sciolta e sostituita dal Sindacato fascista dei giornalisti. Come è intuibile, il bavaglio alla libera informazione è una storia che parte da lontano e arriva ai giorni nostri, comune a tutti i regimi, una storia che allontana un paese dalla democrazia: l’imposizione del pensiero unico e il silenzio per chi la pensa diversamente.  Cento anni dopo siamo ancora qui a parlare di norme che, nei fatti, violano il principio di libertà di stampa.    La norma Costa I pareri dei relatori Sergio Rastrelli e Andrea Pellicini di Fdl alle commissioni Giustizia di Camera e Senato propongono di estendere il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia, introdotto su proposta di Enrico Costa, anche alle altre misure personali con multe fino 500mila euro in caso di violazione. La norma sull’ordinanza di custodia cautelare era contenuta in un emendamento depositato da Costa, all’epoca deputato di Azione e oggi tornato in Forza Italia, alla legge di delegazione europea per il 2024, cioè il provvedimento con il quale ogni anno l’Italia si adegua al diritto comunitario. La delega modifica l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini”, cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma di Andrea Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto. Rimane invece consentito pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi rielaborata dal cronista. Ha ragione la Fnsi che parla di un manganello sanzionatorio contro i giornalisti, perché il governo si appresta a peggiorare ulteriormente la norma Costa, estendendo il divieto a tutti gli atti cautelari, compresi i sequestri disposti dal Gip.  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_16-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 16 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62381937/corsivo_16_10_2024_08_25.mp3" length="2527340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La nuova legge bavaglio e la libertà di stampa minacciata.  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Le conseguenze immediate furono il licenziamento di molti direttori e relativi editori, la FNSI – il Sindacato unitario dei giornalisti – fu sciolta e sostituita dal Sindacato fascista dei giornalisti. Come è intuibile, il bavaglio alla libera informazione è una storia che parte da lontano e arriva ai giorni nostri, comune a tutti i regimi, una storia che allontana un paese dalla democrazia: l’imposizione del pensiero unico e il silenzio per chi la pensa diversamente.  Cento anni dopo siamo ancora qui a parlare di norme che, nei fatti, violano il principio di libertà di stampa.    La norma Costa I pareri dei relatori Sergio Rastrelli e Andrea Pellicini di Fdl alle commissioni Giustizia di Camera e Senato propongono di estendere il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia, introdotto su proposta di Enrico Costa, anche alle altre misure personali con multe fino 500mila euro in caso di violazione. La norma sull’ordinanza di custodia cautelare era contenuta in un emendamento depositato da Costa, all’epoca deputato di Azione e oggi tornato in Forza Italia, alla legge di delegazione europea per il 2024, cioè il provvedimento con il quale ogni anno l’Italia si adegua al diritto comunitario. La delega modifica l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini”, cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma di Andrea Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto. Rimane invece consentito pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi rielaborata dal cronista. Ha ragione la Fnsi che parla di un manganello sanzionatorio contro i giornalisti, perché il governo si appresta a peggiorare ulteriormente la norma Costa, estendendo il divieto a tutti gli atti cautelari, compresi i sequestri disposti dal Gip.  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d8666c2145df540d6e1926a605b9f6f4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Parte la missione migranti in Albania, ma sulla nave ci sono solo 16 persone 15/10/2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parte-la-missione-migranti-in-albania-ma-sulla-nave-ci-sono-solo-16-persone-15-10-2024--64555825</link><description><![CDATA[Parte la missione migranti in Albania, ma sulla nave ci sono solo 16 persone.  La missione del Governo italiano relativa al trasporto di migranti in Albania è appena partita da Lampedusa e già si vedono i primi problemi organizzativi. La prima nave, la Libra della Marina militare, approda domani in territorio albanese, ma è carica di sedici persone che saranno poi concentrati nei centri di accoglienza di Gjlader e Shengjin: sono bengalesi ed egiziani, tutti uomini. L'operazione è stata resa operativa dall'accordo tra Italia e Albania della scorsa estate che ha già scatenato polemiche ed obiezioni per l'alto costo e per le molte incognite logistiche. Lo scopo dichiarato è quello di "migliorare le capacità di rimpatrio e ottenere un effetto di deterrenza sulle partenze". Già a bordo della Lçibra è stato messo in campo un pre- screening che ha separato i vulnerabili accolti in Italia, da quelli non vulnerabili spediti in Albania. Al porto di Shengjin saranno effettuate le operazioni finali, di identificazione e di controllo sanitario. Chi avrà i requisiti potrà fare domanda di asilo e verrà trasferito a Gjlader, a venti chilometri di distanza dove in un sito dismesso dall'Aeronautica albanese è stato allestito il centro con annessi Cpr e penitenziario. Dalle prime foto diffuse sul circuito internazionale, più che luoghi di accoglienza si mostrano come dei veri e propri lager, dove le condizioni umane sono già carenti.  Soldi buttati, dicono le opposizioni.  Per le opposizioni si tratta di soldi buttati. "Il più costoso e inutile spot propagandistico della storia repubblicana", commenta da Iv, Davide Faraone. "Ottocento miliardi buttati per una deportazione, potevano essere destinati alla sanità", aggiunge la segretaria dem Elly Schlein. Si tratta di centri che Riccardo Magi di +Europa chiama "colonie detentive per stranieri nel territorio di un altro Paese", e che Nicola Fratoianni di Avs prevede diventeranno "infernali prigioni."  Il monito di Mattarella: solidarietà alla base della Costituzione.  Non cita direttamente la missione migranti in Albania, ma il discorso del Capo dello Stato Sergio Mattarella si concentra sulla solidarietà alla base della nostra Costituzione. "L’accoglienza e la solidarietà sono alla base della nostra convivenza. La storia italiana è fatta di emigrazione ed immigrazione. Trenta milioni gli italiani partiti per l’estero tra l’unità d’Italia e il secolo scorso. Sei milioni vivono stabilmente fuori dal loro Paese. Chi accoglie onora la Costituzione", ha detto Mattarella.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 15 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555825/corsivo_15_10_2024_08_25.mp3" length="2482796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Parte la missione migranti in Albania, ma sulla nave ci sono solo 16 persone.  La missione del Governo italiano relativa al trasporto di migranti in Albania è appena partita da Lampedusa e già si vedono i primi problemi organizzativi. La prima nave,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Parte la missione migranti in Albania, ma sulla nave ci sono solo 16 persone.  La missione del Governo italiano relativa al trasporto di migranti in Albania è appena partita da Lampedusa e già si vedono i primi problemi organizzativi. La prima nave, la Libra della Marina militare, approda domani in territorio albanese, ma è carica di sedici persone che saranno poi concentrati nei centri di accoglienza di Gjlader e Shengjin: sono bengalesi ed egiziani, tutti uomini. L'operazione è stata resa operativa dall'accordo tra Italia e Albania della scorsa estate che ha già scatenato polemiche ed obiezioni per l'alto costo e per le molte incognite logistiche. Lo scopo dichiarato è quello di "migliorare le capacità di rimpatrio e ottenere un effetto di deterrenza sulle partenze". Già a bordo della Lçibra è stato messo in campo un pre- screening che ha separato i vulnerabili accolti in Italia, da quelli non vulnerabili spediti in Albania. Al porto di Shengjin saranno effettuate le operazioni finali, di identificazione e di controllo sanitario. Chi avrà i requisiti potrà fare domanda di asilo e verrà trasferito a Gjlader, a venti chilometri di distanza dove in un sito dismesso dall'Aeronautica albanese è stato allestito il centro con annessi Cpr e penitenziario. Dalle prime foto diffuse sul circuito internazionale, più che luoghi di accoglienza si mostrano come dei veri e propri lager, dove le condizioni umane sono già carenti.  Soldi buttati, dicono le opposizioni.  Per le opposizioni si tratta di soldi buttati. "Il più costoso e inutile spot propagandistico della storia repubblicana", commenta da Iv, Davide Faraone. "Ottocento miliardi buttati per una deportazione, potevano essere destinati alla sanità", aggiunge la segretaria dem Elly Schlein. Si tratta di centri che Riccardo Magi di +Europa chiama "colonie detentive per stranieri nel territorio di un altro Paese", e che Nicola Fratoianni di Avs prevede diventeranno "infernali prigioni."  Il monito di Mattarella: solidarietà alla base della Costituzione.  Non cita direttamente la missione migranti in Albania, ma il discorso del Capo dello Stato Sergio Mattarella si concentra sulla solidarietà alla base della nostra Costituzione. "L’accoglienza e la solidarietà sono alla base della nostra convivenza. La storia italiana è fatta di emigrazione ed immigrazione. Trenta milioni gli italiani partiti per l’estero tra l’unità d’Italia e il secolo scorso. Sei milioni vivono stabilmente fuori dal loro Paese. Chi accoglie onora la Costituzione", ha detto Mattarella.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/edfd3233f6de1a38ec3de2fab79b756f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nuovi raid israeliani su Gaza e LIbano. Civili arsi vivi nelle tendopoli | 15/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nuovi-raid-israeliani-su-gaza-e-libano-civili-arsi-vivi-nelle-tendopoli-15-10-2024-il-corsivo--62369653</link><description><![CDATA[Nuovi raid israeliani su Gaza e LIbano.  Israele risponde all'uccisione di quattro soldati colpiti da un drone di Hezbollah nella base vicino a Haifa, con un susseguirsi di almeno cinque attacchi in un solo lunedì di sangue. Nella notte di domenica le forze armate israeliane hanno ucciso «22 persone rifugiate nella scuola» gestita dall’agenzia Unrwa, cioè dall’Onu, a Nuseirat, nella Striscia di Gaza. In quella scuola era stato allestito un centro di vaccinazione polio.  Civili arsi vivi nelle tendopoli. Le bombe israeliane hanno bruciato vivi i rifugiati della tendopoli all’ospedale dei martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah, nella Striscia: almeno 5 morti e una settantina di ustionati, in un attacco condannato anche dalla Casa Bianca. Poi nel mirino dell’esercito sono finite, sull’altro fronte, le famiglie di rifugiati di Aitou, una cittadina a maggioranza cristiana nel nord del Libano, dove è stata sbriciolata una palazzina e almeno 22 persone sono rimaste uccise. E mentre i cadaveri dei profughi tra le macerie di Aitou e le immagini strazianti — diffuse sui social — dell’ultimo respiro di un ragazzo intrappolato tra le tende in fiamme a Deir al-Balah scuotevano la comunità internazionale, le forze armate ufficialmente a caccia di miliziani di Hamas sono tornate a puntare il mirino nella Striscia uccidendo, secondo i testimoni sul posto, la gente in fila per il pane nel campo profughi di Jabalia. Almeno otto sono invece i morti nella strage al quartiere di Sheikh Radwan, a Gaza City, mentre si registra l’ennesima vittima nel mondo dell’informazione. Si tratta di Ayman Mohammed Ruwaished, cameraman della tv al-Aqsa: sono ormai almeno 177 i giornalisti uccisi negli attacchi di Israele.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 15 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62369653/corsivo_15_10_2024_08_25.mp3" length="2482796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nuovi raid israeliani su Gaza e LIbano.  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Poi nel mirino dell’esercito sono finite, sull’altro fronte, le famiglie di rifugiati di Aitou, una cittadina a maggioranza cristiana nel nord del Libano, dove è stata sbriciolata una palazzina e almeno 22 persone sono rimaste uccise. E mentre i cadaveri dei profughi tra le macerie di Aitou e le immagini strazianti — diffuse sui social — dell’ultimo respiro di un ragazzo intrappolato tra le tende in fiamme a Deir al-Balah scuotevano la comunità internazionale, le forze armate ufficialmente a caccia di miliziani di Hamas sono tornate a puntare il mirino nella Striscia uccidendo, secondo i testimoni sul posto, la gente in fila per il pane nel campo profughi di Jabalia. Almeno otto sono invece i morti nella strage al quartiere di Sheikh Radwan, a Gaza City, mentre si registra l’ennesima vittima nel mondo dell’informazione. Si tratta di Ayman Mohammed Ruwaished, cameraman della tv al-Aqsa: sono ormai almeno 177 i giornalisti uccisi negli attacchi di Israele.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. La guerra è totale | 7/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/7-ottobre-un-anno-dopo-l-attacco-di-hamas-contro-israele-la-guerra-e-totale-7-10-2024-il-corsivo--62355453</link><description><![CDATA[7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. La guerra è totale.  Sabato 7 ottobre 2023 è la data che segna uno spartiacque decisivo nella guerra tra Hamas e Israele. 1119 morti, 250 ostaggi rapiti, alcuni di loro riportati a casa, gran parte invece uccisi in mezzo ai bombardamenti successivi degli israeliani. Un anno dopo, Hamas non è stata smantellata. Gaza è ridotta a macerie. Con i suoi 60 mila morti, è una città fantasma: acqua poca e razionata, ospedali in perenne emergenza. Un anno dopo la guerra di Israele si è allargata in buona parte del Medio Oriente: Iran, Iraq, Libano del Sud, Yemen, Siria. I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 14 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62355453/corsivo_07_10_2024_08_25.mp3" length="2474732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 11 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62328564/corsivo_07_10_2024_08_25.mp3" length="2474732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62309569/corsivo_07_10_2024_08_25.mp3" length="2474732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. La guerra è totale.  Sabato 7 ottobre 2023 è la data che segna uno spartiacque decisivo nella guerra tra Hamas e Israele. 1119 morti, 250 ostaggi rapiti, alcuni di loro riportati a casa, gran...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. La guerra è totale.  Sabato 7 ottobre 2023 è la data che segna uno spartiacque decisivo nella guerra tra Hamas e Israele. 1119 morti, 250 ostaggi rapiti, alcuni di loro riportati a casa, gran parte invece uccisi in mezzo ai bombardamenti successivi degli israeliani. Un anno dopo, Hamas non è stata smantellata. Gaza è ridotta a macerie. Con i suoi 60 mila morti, è una città fantasma: acqua poca e razionata, ospedali in perenne emergenza. Un anno dopo la guerra di Israele si è allargata in buona parte del Medio Oriente: Iran, Iraq, Libano del Sud, Yemen, Siria. I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 09 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62294978/corsivo_07_10_2024_08_25.mp3" length="2474732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. La guerra è totale | 7/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/7-ottobre-un-anno-dopo-l-attacco-di-hamas-contro-israele-la-guerra-e-totale-7-10-2024-il-corsivo--62265811</link><description><![CDATA[7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. La guerra è totale.  Sabato 7 ottobre 2023 è la data che segna uno spartiacque decisivo nella guerra tra Hamas e Israele. 1119 morti, 250 ostaggi rapiti, alcuni di loro riportati a casa, gran parte invece uccisi in mezzo ai bombardamenti successivi degli israeliani. Un anno dopo, Hamas non è stata smantellata. Gaza è ridotta a macerie. Con i suoi 60 mila morti, è una città fantasma: acqua poca e razionata, ospedali in perenne emergenza. Un anno dopo la guerra di Israele si è allargata in buona parte del Medio Oriente: Iran, Iraq, Libano del Sud, Yemen, Siria. I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 07 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62265811/corsivo_07_10_2024_08_25.mp3" length="2474732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>7 ottobre, un anno dopo l'attacco di Hamas contro Israele. 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I negoziati avviati da Egitto, Qatar, Stati Uniti, non hanno prodotto alcun risultato, così come i numerosi appelli e risoluzioni dell'Onu, ormai trasformata in una tigre di carta senza una direzione certa. Gli Stati Uniti sono alle prese con una campagna presidenziale tra Kamala Harris e Donald Trump, e il vecchio Joe Biden non ha più alcun potere per contenere il conflitto dentro a confini già da mesi divelti dal conflitto.   Il potere di Netanyahu non è stato scalfito. Il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu, nonostante il fallimento della sicurezza del 7 ottobre e il mancato ritorno di tanti ostaggi, è risalito nei sondaggi ed è ancora al suo posto. Non sono bastate le oceaniche manifestazioni capeggiate dai familiari degli ostaggi che chiedono a gran voce le sue dimissioni. Non sono servite le dure critiche dell'Onu, i processi della Corte dell'Aja, le reprimende di molti leader europei ed internazionali.  Netanyahu incassa gli ultimi successi nella guerra a Hamas e soprattutto contro Hezbollah. L'opposizione israeliana è divisa. Il Paese è spaccato in due, e il dopo-Bibi deve ancora iniziare. Se si votasse oggi Likud otterrebbe 25 seggi contro i 21 del rivale più vicino, il Partito di unità nazionale di Benny Gantz. E nella corsa alla premiership Netanyahu avrebbe un unico rivale: quel Naftali Bennett che su molti temi è più a destra di lui. Un anno dopo, la guerra è totale e le prospettive di pace non esistono perché non si intravedono nel breve periodo interlocutori in grado di giungere anche al minimo degli obiettivi: il cessate il fuoco.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77cbfb4bc85b8716b13df8b8eb4092cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dalle promesse elettorali alla dura realtà. Giorgetti: sacrifici per tutti, tassati profitti e ricavi | 4/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dalle-promesse-elettorali-alla-dura-realta-giorgetti-sacrifici-per-tutti-tassati-profitti-e-ricavi-4-10-2024-il-corsivo--64555802</link><description><![CDATA[Dalle promesse elettorali alla dura realtà. Giorgetti: sacrifici per tutti, tassati profitti e ricavi. Dopo anni di promesse elettorali, il centrodestra si cimenta con la dura realtà economica del Paese, con un debito che sfiora i 3 mila miliardi e una manovra alle porte che deve far quadrare i conti pubblici e rilanciare lo sviluppo industriale. Finalmente, in mezzo a tanti sogni, qualcuno ha il coraggio di dire agli italiani le cose come stanno. Sul Piano strutturale di bilancio,  Giancarlo Giorgetti ammette che la manovra richiede sacrifici da tutti. Il ministro dell’Economia annuncia che verranno tassati profitti e ricavi, e che sarà uno sforzo che l'intero Paese deve sostenere: individui, ma anche società piccole, medie e grandi. Per Giorgetti, non è corretto parlare di extraprofitti, ma di tassare i profitti a chi li ha fatti.   Giorgetti torna a sfoderare i dati di finanza pubblica che sostiene siano positivi. L'obiettivo di deficit del 4,4% pareva irrealistico e ora è stato aggiornato al 3,8%.  La Cgil boccia il piano del Governo.  Christian Ferrari della Cgil è convinto che il piano di stabilità di bilancio infligge al nostro Paese un lungo ciclo di austerità, quantificabile in circa 13 miliardi di tagli per ciascuno dei prossimi sette anni. La Cgil indica nel Piano la strada dell'austerità selettiva, scaricata, come sempre, sui soliti noti. Per la Cisl, la ricetta passa da una spendig review condivisa con le parti sociali che vada a colpire le zone grigie, le sacche di spreco, le rendite e le intermediazioni parassitarie, la finanza speculativa. L'unico segnale giunge dai mercati finanziari con Piazza Affari che va giù: l’indice Ftse Mib cede l'1,36%, a 33.217 punti. Alle borse non piace l'instabilità economica mista ad una coerenza politica.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 04 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555802/corsivo_04_10_2024_08_25.mp3" length="2267372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Dalle promesse elettorali alla dura realtà. 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Per Giorgetti, non è corretto parlare di extraprofitti, ma di tassare i profitti a chi li ha fatti.   Giorgetti torna a sfoderare i dati di finanza pubblica che sostiene siano positivi. L'obiettivo di deficit del 4,4% pareva irrealistico e ora è stato aggiornato al 3,8%.  La Cgil boccia il piano del Governo.  Christian Ferrari della Cgil è convinto che il piano di stabilità di bilancio infligge al nostro Paese un lungo ciclo di austerità, quantificabile in circa 13 miliardi di tagli per ciascuno dei prossimi sette anni. La Cgil indica nel Piano la strada dell'austerità selettiva, scaricata, come sempre, sui soliti noti. Per la Cisl, la ricetta passa da una spendig review condivisa con le parti sociali che vada a colpire le zone grigie, le sacche di spreco, le rendite e le intermediazioni parassitarie, la finanza speculativa. L'unico segnale giunge dai mercati finanziari con Piazza Affari che va giù: l’indice Ftse Mib cede l'1,36%, a 33.217 punti. Alle borse non piace l'instabilità economica mista ad una coerenza politica.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il ministro dell’Economia annuncia che verranno tassati profitti e ricavi, e che sarà uno sforzo che l'intero Paese deve sostenere: individui, ma anche società piccole, medie e grandi. Per Giorgetti, non è corretto parlare di extraprofitti, ma di tassare i profitti a chi li ha fatti.   Giorgetti torna a sfoderare i dati di finanza pubblica che sostiene siano positivi. L'obiettivo di deficit del 4,4% pareva irrealistico e ora è stato aggiornato al 3,8%.  La Cgil boccia il piano del Governo.  Christian Ferrari della Cgil è convinto che il piano di stabilità di bilancio infligge al nostro Paese un lungo ciclo di austerità, quantificabile in circa 13 miliardi di tagli per ciascuno dei prossimi sette anni. La Cgil indica nel Piano la strada dell'austerità selettiva, scaricata, come sempre, sui soliti noti. Per la Cisl, la ricetta passa da una spendig review condivisa con le parti sociali che vada a colpire le zone grigie, le sacche di spreco, le rendite e le intermediazioni parassitarie, la finanza speculativa. L'unico segnale giunge dai mercati finanziari con Piazza Affari che va giù: l’indice Ftse Mib cede l'1,36%, a 33.217 punti. Alle borse non piace l'instabilità economica mista ad una coerenza politica.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 04 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62221896/corsivo_04_10_2024_08_25.mp3" length="2267372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Dalle promesse elettorali alla dura realtà. Giorgetti: sacrifici per tutti, tassati profitti e ricavi. Dopo anni di promesse elettorali, il centrodestra si cimenta con la dura realtà economica del Paese, con un debito che sfiora i 3 mila miliardi e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dalle promesse elettorali alla dura realtà. Giorgetti: sacrifici per tutti, tassati profitti e ricavi. Dopo anni di promesse elettorali, il centrodestra si cimenta con la dura realtà economica del Paese, con un debito che sfiora i 3 mila miliardi e una manovra alle porte che deve far quadrare i conti pubblici e rilanciare lo sviluppo industriale. Finalmente, in mezzo a tanti sogni, qualcuno ha il coraggio di dire agli italiani le cose come stanno. Sul Piano strutturale di bilancio,  Giancarlo Giorgetti ammette che la manovra richiede sacrifici da tutti. Il ministro dell’Economia annuncia che verranno tassati profitti e ricavi, e che sarà uno sforzo che l'intero Paese deve sostenere: individui, ma anche società piccole, medie e grandi. Per Giorgetti, non è corretto parlare di extraprofitti, ma di tassare i profitti a chi li ha fatti.   Giorgetti torna a sfoderare i dati di finanza pubblica che sostiene siano positivi. L'obiettivo di deficit del 4,4% pareva irrealistico e ora è stato aggiornato al 3,8%.  La Cgil boccia il piano del Governo.  Christian Ferrari della Cgil è convinto che il piano di stabilità di bilancio infligge al nostro Paese un lungo ciclo di austerità, quantificabile in circa 13 miliardi di tagli per ciascuno dei prossimi sette anni. La Cgil indica nel Piano la strada dell'austerità selettiva, scaricata, come sempre, sui soliti noti. Per la Cisl, la ricetta passa da una spendig review condivisa con le parti sociali che vada a colpire le zone grigie, le sacche di spreco, le rendite e le intermediazioni parassitarie, la finanza speculativa. L'unico segnale giunge dai mercati finanziari con Piazza Affari che va giù: l’indice Ftse Mib cede l'1,36%, a 33.217 punti. Alle borse non piace l'instabilità economica mista ad una coerenza politica.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8dd24f2f663d702e2967283982897d5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un guasto tecnico sulla rete ferroviaria blocca l'Italia per ore. Salvini nel mirino delle opposizioni | 3/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-guasto-tecnico-sulla-rete-ferroviaria-blocca-l-italia-per-ore-salvini-nel-mirino-delle-opposizioni-3-10-2024-il-corsivo--64555859</link><description><![CDATA[Un guasto tecnico sulla rete ferroviaria blocca l'Italia per ore. Salvini nel mirino delle opposizioni. Un mercoledì infrasettimanale di una normale settimana lavorativa l'Italia si blocca a causa di un guasto tecnico. "Raro", dicono da RFI. Sarà anche raro, ma gli effetti in poche ore sono devastanti per le comunicazioni dei trasporti del nostro Paese. Non parliamo dei ritardi che ogni pendolare è costretto a subire ogni giorno. No, qui siamo nel cuore pulsante degli snodi ferroviari, quelli che registrano la maggiore affluenza di passeggeri. Dalle 6.30 la circolazione tra le due stazioni principali di Roma, Termini e Tiburtina, si è fermata e il traffico è ripreso intorno alle 8.45. Non basta, perché a questo cortocircuito si aggiungono presto altri due guasti sulle linee adriatica e tirrenica, sulla Bologna-Ancona e sulla linea Pisa-Roma. A quel punto i viaggiatori non hanno vie d'uscita, tocca attendere. I tabelloni misurano ritardi impressionanti. Il bilancio è tutto sulle spalle dei passeggeri. Oltre 100  convogli di Trenitalia parzialmente cancellati o cancellati. Trentuno treni Alta Velocità e Intercity sono stati parzialmente cancellati mentre altri 31 cancellati. Altri sessanta convogli soppressi tra i regionali del Lazio. Quaranta i treni Alta Velocità o Intercity in ritardo. Non è colpa degli hacker ma della struttura ferroviaria e di chi la dirige.  Le scuse di RFI e le accuse dell'opposizione. I disagi arrivano dopo un'estate caratterizzata anche da ritardi nelle settimane più calde di agosto a causa di un programma di manutenzioni sulla rete. "E' doveroso scusarsi per i disagi importanti della giornata", ammette l'amministratore delegato di Rfi Gianpiero Strisciuglio. Le scuse però non sono ancora arrivate dal ministro dei Trasporti e Infrastrutture Matteo Salvini il cui compito principale sarebbe quello di vigilare e intervenire in casi come questi. Secondo la leader del Pd Elly Schlein,  "il ministro Salvini si occupa di tutto tranne che dell'emergenza trasporti e a pagare il prezzo più alto sono i passeggeri, non si occupa di fare funzionare le Ferrovie, pensa solo a come venderle." Alle parole della Schlein si accoda un pò tutta l'opposizione. La maggioranza fa quadrato intorno al ministro, ma in Italia e altre democrazie avanzate, ministri dei Trasporti hanno rassegnato le dimissioni dopo gravi guasti della rete ferroviaria o incidenti. Era accaduto al ministro greco Kostas Kramanlis, ai titolari dei Trasporti, Interni e Sviluppo economico bulgari, era accaduto all'ex ministro Claudio Burlando. Un errore tecnico di queste dimensioni non solo avrebbe bisogno di accertamenti rapidi, ma anche di una verifica sulle capacità organizzative e di controllo del ministro competente, al di là della sua appartenenza politica.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 03 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555859/corsivo_03_10_2024_08_25.mp3" length="3043820" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Un guasto tecnico sulla rete ferroviaria blocca l'Italia per ore. Salvini nel mirino delle opposizioni. Un mercoledì infrasettimanale di una normale settimana lavorativa l'Italia si blocca a causa di un guasto tecnico. "Raro", dicono da RFI. Sarà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un guasto tecnico sulla rete ferroviaria blocca l'Italia per ore. Salvini nel mirino delle opposizioni. Un mercoledì infrasettimanale di una normale settimana lavorativa l'Italia si blocca a causa di un guasto tecnico. "Raro", dicono da RFI. Sarà anche raro, ma gli effetti in poche ore sono devastanti per le comunicazioni dei trasporti del nostro Paese. Non parliamo dei ritardi che ogni pendolare è costretto a subire ogni giorno. No, qui siamo nel cuore pulsante degli snodi ferroviari, quelli che registrano la maggiore affluenza di passeggeri. Dalle 6.30 la circolazione tra le due stazioni principali di Roma, Termini e Tiburtina, si è fermata e il traffico è ripreso intorno alle 8.45. Non basta, perché a questo cortocircuito si aggiungono presto altri due guasti sulle linee adriatica e tirrenica, sulla Bologna-Ancona e sulla linea Pisa-Roma. A quel punto i viaggiatori non hanno vie d'uscita, tocca attendere. I tabelloni misurano ritardi impressionanti. Il bilancio è tutto sulle spalle dei passeggeri. Oltre 100  convogli di Trenitalia parzialmente cancellati o cancellati. Trentuno treni Alta Velocità e Intercity sono stati parzialmente cancellati mentre altri 31 cancellati. Altri sessanta convogli soppressi tra i regionali del Lazio. Quaranta i treni Alta Velocità o Intercity in ritardo. Non è colpa degli hacker ma della struttura ferroviaria e di chi la dirige.  Le scuse di RFI e le accuse dell'opposizione. I disagi arrivano dopo un'estate caratterizzata anche da ritardi nelle settimane più calde di agosto a causa di un programma di manutenzioni sulla rete. "E' doveroso scusarsi per i disagi importanti della giornata", ammette l'amministratore delegato di Rfi Gianpiero Strisciuglio. Le scuse però non sono ancora arrivate dal ministro dei Trasporti e Infrastrutture Matteo Salvini il cui compito principale sarebbe quello di vigilare e intervenire in casi come questi. Secondo la leader del Pd Elly Schlein,  "il ministro Salvini si occupa di tutto tranne che dell'emergenza trasporti e a pagare il prezzo più alto sono i passeggeri, non si occupa di fare funzionare le Ferrovie, pensa solo a come venderle." Alle parole della Schlein si accoda un pò tutta l'opposizione. La maggioranza fa quadrato intorno al ministro, ma in Italia e altre democrazie avanzate, ministri dei Trasporti hanno rassegnato le dimissioni dopo gravi guasti della rete ferroviaria o incidenti. Era accaduto al ministro greco Kostas Kramanlis, ai titolari dei Trasporti, Interni e Sviluppo economico bulgari, era accaduto all'ex ministro Claudio Burlando. Un errore tecnico di queste dimensioni non solo avrebbe bisogno di accertamenti rapidi, ma anche di una verifica sulle capacità organizzative e di controllo del ministro competente, al di là della sua appartenenza politica.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>191</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/efed19d1de92fb1eb794932c18f370a9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale | 2/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-linea-rossa-che-porta-alla-terza-guerra-mondiale-2-10-2024-il-corsivo--62205918</link><description><![CDATA[La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale. L'attacco dell'Iran contro Israele giunge dopo un'escalation impressionante sul piano militare che sta allargando un conflitto, localizzato nei territori occupati, fino in Libano meridionale, Iraq, Siria, Yemen, West Bank, a quel confine che raggiunge la sottile linea rossa che porta dritta alla terza guerra mondiale. Ci sono tutti gli ingredienti di una storia che pare non avere mai fine. L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 in territorio israeliano che ha provocato 1139 morti, con la vicenda degli ostaggi non ancora conclusa. La vendetta israeliana con i raid aerei e l'entrata a Gaza con quasi 60mila morti e una città fantasma senza acqua, servizi essenziali, ospedali in piena emergenza.  Il blitz aereo di Israele del 1° aprile 2024, contro l'ambasciata iraniana a Damasco che ha ucciso diversi alti ufficiali dei Pasdaran. Il primo avvertimento iraniano dello scorso 13 aprile con oltre 300 attacchi, il 90%  bloccato grazie ai sistemi di difesa aerea israeliani, con il supporto degli Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giordania. Da decenni, per Israele, la milizia libanese di Hezbollah, come anche gli Houthi dello Yemen o le milizie irachene sciite, sono strumenti nelle mani iraniane. Quindi per Benjamin Netanyahu si tratta di nemici di sempre.  L'impotenza della politica internazionale Quello a cui stiamo assistendo è dunque un regolamento di conti tra Israele e Iran e i suoi alleati, che rende Israele isolato, ma solo sulla carta, grazie all'assoluta impotenza delle Nazioni Unite, della Corte di giustizia, dell impreparazione delle varie leadership internazionali, della mancanza di una politica estera dell'amministrazione guidata da Joe Biden. Siamo arrivato fin qui per tanti motivi. Netanyahu punta su una vittoria di Donald Trump alle prossime presidenziali del 5 novembre. L'Autoritò Nazionale palestinese non ha un Capo politico credibile. L'opposizione israeliana si è concentrata nella liberazione degli ostaggi invece di chiedere e ottenere le dimissioni del premier perché no non riesce a mettere in campo una alternativa all'estremismo di Netanyahu. La diplomazia che dovrebbe essere l'anima della trattativa tra Israele e Hamas si è dimostrata non efficiente e al momento non ha raggiunto alcun risultato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 03 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62205918/corsivo_03_10_2024_08_25.mp3" length="3043820" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale. L'attacco dell'Iran contro Israele giunge dopo un'escalation impressionante sul piano militare che sta allargando un conflitto, localizzato nei territori occupati, fino in Libano meridionale, Iraq,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale. L'attacco dell'Iran contro Israele giunge dopo un'escalation impressionante sul piano militare che sta allargando un conflitto, localizzato nei territori occupati, fino in Libano meridionale, Iraq, Siria, Yemen, West Bank, a quel confine che raggiunge la sottile linea rossa che porta dritta alla terza guerra mondiale. Ci sono tutti gli ingredienti di una storia che pare non avere mai fine. L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 in territorio israeliano che ha provocato 1139 morti, con la vicenda degli ostaggi non ancora conclusa. La vendetta israeliana con i raid aerei e l'entrata a Gaza con quasi 60mila morti e una città fantasma senza acqua, servizi essenziali, ospedali in piena emergenza.  Il blitz aereo di Israele del 1° aprile 2024, contro l'ambasciata iraniana a Damasco che ha ucciso diversi alti ufficiali dei Pasdaran. Il primo avvertimento iraniano dello scorso 13 aprile con oltre 300 attacchi, il 90%  bloccato grazie ai sistemi di difesa aerea israeliani, con il supporto degli Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giordania. Da decenni, per Israele, la milizia libanese di Hezbollah, come anche gli Houthi dello Yemen o le milizie irachene sciite, sono strumenti nelle mani iraniane. Quindi per Benjamin Netanyahu si tratta di nemici di sempre.  L'impotenza della politica internazionale Quello a cui stiamo assistendo è dunque un regolamento di conti tra Israele e Iran e i suoi alleati, che rende Israele isolato, ma solo sulla carta, grazie all'assoluta impotenza delle Nazioni Unite, della Corte di giustizia, dell impreparazione delle varie leadership internazionali, della mancanza di una politica estera dell'amministrazione guidata da Joe Biden. Siamo arrivato fin qui per tanti motivi. Netanyahu punta su una vittoria di Donald Trump alle prossime presidenziali del 5 novembre. L'Autoritò Nazionale palestinese non ha un Capo politico credibile. L'opposizione israeliana si è concentrata nella liberazione degli ostaggi invece di chiedere e ottenere le dimissioni del premier perché no non riesce a mettere in campo una alternativa all'estremismo di Netanyahu. La diplomazia che dovrebbe essere l'anima della trattativa tra Israele e Hamas si è dimostrata non efficiente e al momento non ha raggiunto alcun risultato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>191</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9ff066415c37223c42ea252bce8c3e55.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale | 2/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-linea-rossa-che-porta-alla-terza-guerra-mondiale-2-10-2024-il-corsivo--64555801</link><description><![CDATA[La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale. L'attacco dell'Iran contro Israele giunge dopo un'escalation impressionante sul piano militare che sta allargando un conflitto, localizzato nei territori occupati, fino in Libano meridionale, Iraq, Siria, Yemen, West Bank, a quel confine che raggiunge la sottile linea rossa che porta dritta alla terza guerra mondiale. Ci sono tutti gli ingredienti di una storia che pare non avere mai fine. L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 in territorio israeliano che ha provocato 1139 morti, con la vicenda degli ostaggi non ancora conclusa. La vendetta israeliana con i raid aerei e l'entrata a Gaza con quasi 60mila morti e una città fantasma senza acqua, servizi essenziali, ospedali in piena emergenza.  Il blitz aereo di Israele del 1° aprile 2024, contro l'ambasciata iraniana a Damasco che ha ucciso diversi alti ufficiali dei Pasdaran. Il primo avvertimento iraniano dello scorso 13 aprile con oltre 300 attacchi, il 90%  bloccato grazie ai sistemi di difesa aerea israeliani, con il supporto degli Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giordania. Da decenni, per Israele, la milizia libanese di Hezbollah, come anche gli Houthi dello Yemen o le milizie irachene sciite, sono strumenti nelle mani iraniane. Quindi per Benjamin Netanyahu si tratta di nemici di sempre.  L'impotenza della politica internazionale Quello a cui stiamo assistendo è dunque un regolamento di conti tra Israele e Iran e i suoi alleati, che rende Israele isolato, ma solo sulla carta, grazie all'assoluta impotenza delle Nazioni Unite, della Corte di giustizia, dell impreparazione delle varie leadership internazionali, della mancanza di una politica estera dell'amministrazione guidata da Joe Biden. Siamo arrivato fin qui per tanti motivi. Netanyahu punta su una vittoria di Donald Trump alle prossime presidenziali del 5 novembre. L'Autoritò Nazionale palestinese non ha un Capo politico credibile. L'opposizione israeliana si è concentrata nella liberazione degli ostaggi invece di chiedere e ottenere le dimissioni del premier perché no non riesce a mettere in campo una alternativa all'estremismo di Netanyahu. La diplomazia che dovrebbe essere l'anima della trattativa tra Israele e Hamas si è dimostrata non efficiente e al momento non ha raggiunto alcun risultato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 02 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555801/corsivo_02_10_2024_08_25.mp3" length="2461676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale. 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Il blitz aereo di Israele del 1° aprile 2024, contro l'ambasciata iraniana a Damasco che ha ucciso diversi alti ufficiali dei Pasdaran. Il primo avvertimento iraniano dello scorso 13 aprile con oltre 300 attacchi, il 90%  bloccato grazie ai sistemi di difesa aerea israeliani, con il supporto degli Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giordania. Da decenni, per Israele, la milizia libanese di Hezbollah, come anche gli Houthi dello Yemen o le milizie irachene sciite, sono strumenti nelle mani iraniane. Quindi per Benjamin Netanyahu si tratta di nemici di sempre.  L'impotenza della politica internazionale Quello a cui stiamo assistendo è dunque un regolamento di conti tra Israele e Iran e i suoi alleati, che rende Israele isolato, ma solo sulla carta, grazie all'assoluta impotenza delle Nazioni Unite, della Corte di giustizia, dell impreparazione delle varie leadership internazionali, della mancanza di una politica estera dell'amministrazione guidata da Joe Biden. Siamo arrivato fin qui per tanti motivi. Netanyahu punta su una vittoria di Donald Trump alle prossime presidenziali del 5 novembre. L'Autoritò Nazionale palestinese non ha un Capo politico credibile. L'opposizione israeliana si è concentrata nella liberazione degli ostaggi invece di chiedere e ottenere le dimissioni del premier perché no non riesce a mettere in campo una alternativa all'estremismo di Netanyahu. La diplomazia che dovrebbe essere l'anima della trattativa tra Israele e Hamas si è dimostrata non efficiente e al momento non ha raggiunto alcun risultato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9ff066415c37223c42ea252bce8c3e55.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale | 2/10/2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-linea-rossa-che-porta-alla-terza-guerra-mondiale-2-10-2024--62191020</link><description><![CDATA[La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale. L'attacco dell'Iran contro Israele giunge dopo un'escalation impressionante sul piano militare che sta allargando un conflitto, localizzato nei territori occupati, fino in Libano meridionale, Iraq, Siria, Yemen, West Bank, a quel confine che raggiunge la sottile linea rossa che porta dritta alla terza guerra mondiale. Ci sono tutti gli ingredienti di una storia che pare non avere mai fine. L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 in territorio israeliano che ha provocato 1139 morti, con la vicenda degli ostaggi non ancora conclusa. La vendetta israeliana con i raid aerei e l'entrata a Gaza con quasi 60mila morti e una città fantasma senza acqua, servizi essenziali, ospedali in piena emergenza.  Il blitz aereo di Israele del 1° aprile 2024, contro l'ambasciata iraniana a Damasco che ha ucciso diversi alti ufficiali dei Pasdaran. Il primo avvertimento iraniano dello scorso 13 aprile con oltre 300 attacchi, il 90%  bloccato grazie ai sistemi di difesa aerea israeliani, con il supporto degli Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giordania. Da decenni, per Israele, la milizia libanese di Hezbollah, come anche gli Houthi dello Yemen o le milizie irachene sciite, sono strumenti nelle mani iraniane. Quindi per Benjamin Netanyahu si tratta di nemici di sempre.  L'impotenza della politica internazionale Quello a cui stiamo assistendo è dunque un regolamento di conti tra Israele e Iran e i suoi alleati, che rende Israele isolato, ma solo sulla carta, grazie all'assoluta impotenza delle Nazioni Unite, della Corte di giustizia, dell impreparazione delle varie leadership internazionali, della mancanza di una politica estera dell'amministrazione guidata da Joe Biden. Siamo arrivato fin qui per tanti motivi. Netanyahu punta su una vittoria di Donald Trump alle prossime presidenziali del 5 novembre. L'Autoritò Nazionale palestinese non ha un Capo politico credibile. L'opposizione israeliana si è concentrata nella liberazione degli ostaggi invece di chiedere e ottenere le dimissioni del premier perché no non riesce a mettere in campo una alternativa all'estremismo di Netanyahu. La diplomazia che dovrebbe essere l'anima della trattativa tra Israele e Hamas si è dimostrata non efficiente e al momento non ha raggiunto alcun risultato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 02 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62191020/corsivo_02_10_2024_08_25.mp3" length="2461676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La linea rossa che porta alla terza guerra mondiale. 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Il blitz aereo di Israele del 1° aprile 2024, contro l'ambasciata iraniana a Damasco che ha ucciso diversi alti ufficiali dei Pasdaran. Il primo avvertimento iraniano dello scorso 13 aprile con oltre 300 attacchi, il 90%  bloccato grazie ai sistemi di difesa aerea israeliani, con il supporto degli Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giordania. Da decenni, per Israele, la milizia libanese di Hezbollah, come anche gli Houthi dello Yemen o le milizie irachene sciite, sono strumenti nelle mani iraniane. Quindi per Benjamin Netanyahu si tratta di nemici di sempre.  L'impotenza della politica internazionale Quello a cui stiamo assistendo è dunque un regolamento di conti tra Israele e Iran e i suoi alleati, che rende Israele isolato, ma solo sulla carta, grazie all'assoluta impotenza delle Nazioni Unite, della Corte di giustizia, dell impreparazione delle varie leadership internazionali, della mancanza di una politica estera dell'amministrazione guidata da Joe Biden. Siamo arrivato fin qui per tanti motivi. Netanyahu punta su una vittoria di Donald Trump alle prossime presidenziali del 5 novembre. L'Autoritò Nazionale palestinese non ha un Capo politico credibile. L'opposizione israeliana si è concentrata nella liberazione degli ostaggi invece di chiedere e ottenere le dimissioni del premier perché no non riesce a mettere in campo una alternativa all'estremismo di Netanyahu. La diplomazia che dovrebbe essere l'anima della trattativa tra Israele e Hamas si è dimostrata non efficiente e al momento non ha raggiunto alcun risultato.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/212a3c690c6d40a202c6a67774168e48.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele avvia l'attacco di terra nel Libano Meridionale   | 1/10/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-avvia-l-attacco-di-terra-nel-libano-meridionale-1-10-2024-il-corsivo--64555806</link><description><![CDATA[Israele avvia l'attacco di terra nel Libano Meridionale    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avvia operazioni di terra in Libano, seppur limitate, come sostengono fonti americane, ma le immagini diffuse dalla rete televisiva Cnn e riprese dai satelliti non ammettono altre interpretazioni: almeno un centinaio di carri armati e decine di blindati per trasportare truppe di terra sono dislocati al confine con il Libano. E la televisione israeliana Kan parla di tank già entrati in Libano, dove sono anche in corso raid aerei e massicci attacchi di artiglieria contro postazioni di Hezbollah nel villaggio di confine di Wazzani, vicino a Ghajar, e nell'area intorno a Khiam. Per il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, si tratta di operazioni limitate incentrate sulle infrastrutture di Hezbollah vicino alla frontiera, ma ogni minuto che passa lo stato di massima tensione si alza e la situazione è nei fatti già sfuggita al controllo delle Nazioni Unite, secondo cui le forze di peacekeeping in Libano non sono in grado di effettuare pattugliamenti a causa dell'intensità degli attacchi israeliani e dei razzi di Hezbollah diretti contro Israele. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è contro "qualsiasi" invasione di terra in Libano da parte di Israele. Il portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric, ribadisce che le Nazioni Unite "non vogliono vedere alcun tipo di invasione via terra".    Le reazioni internazionali. Il Presidente americano Joe Biden interviene poco dopo l’annuncio di un’invasione di terra in Libano: “Preferirei che si fermassero”. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot esorto Israele ad astenersi da qualsiasi azione terrestre e a cessare il fuoco, e Hezbollah a fare lo stesso. Il primo ministro britannico Keir Starmer ribadisce che chi è coinvolti nel conflitto dovrebbe fare un passo indietro rispetto all'orlo del baratro e sottolineando che il sostegno del Regno Unito al diritto di Israele all'autodifesa è ferreo, ma che solo un cessate il fuoco può ripristinare stabilità e sicurezza nella regione. Secondo il leader turco Erdogan, "la comunità internazionale non può più restare in silenzio davanti alla brutalità di Israele che incendia tutta la regione". Dunque, almeno sulla carta, tutti si dicono contrari ad un invasione israeliana in Libano, ma nessuno fa nulla per evitarla. E Netanyahu prosegue il suo folle progetto che incendia l'area a Gaza, West Bank, Libano, Yemen e trasforma il conflitto locale in una guerra mondiale.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 01 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555806/corsivo_01_10_2024_08_25.mp3" length="2403692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Israele avvia l'attacco di terra nel Libano Meridionale    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avvia operazioni di terra in Libano, seppur limitate, come sostengono fonti americane, ma le immagini diffuse dalla rete televisiva Cnn e riprese dai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Israele avvia l'attacco di terra nel Libano Meridionale    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avvia operazioni di terra in Libano, seppur limitate, come sostengono fonti americane, ma le immagini diffuse dalla rete televisiva Cnn e riprese dai satelliti non ammettono altre interpretazioni: almeno un centinaio di carri armati e decine di blindati per trasportare truppe di terra sono dislocati al confine con il Libano. E la televisione israeliana Kan parla di tank già entrati in Libano, dove sono anche in corso raid aerei e massicci attacchi di artiglieria contro postazioni di Hezbollah nel villaggio di confine di Wazzani, vicino a Ghajar, e nell'area intorno a Khiam. Per il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, si tratta di operazioni limitate incentrate sulle infrastrutture di Hezbollah vicino alla frontiera, ma ogni minuto che passa lo stato di massima tensione si alza e la situazione è nei fatti già sfuggita al controllo delle Nazioni Unite, secondo cui le forze di peacekeeping in Libano non sono in grado di effettuare pattugliamenti a causa dell'intensità degli attacchi israeliani e dei razzi di Hezbollah diretti contro Israele. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è contro "qualsiasi" invasione di terra in Libano da parte di Israele. Il portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric, ribadisce che le Nazioni Unite "non vogliono vedere alcun tipo di invasione via terra".    Le reazioni internazionali. Il Presidente americano Joe Biden interviene poco dopo l’annuncio di un’invasione di terra in Libano: “Preferirei che si fermassero”. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot esorto Israele ad astenersi da qualsiasi azione terrestre e a cessare il fuoco, e Hezbollah a fare lo stesso. Il primo ministro britannico Keir Starmer ribadisce che chi è coinvolti nel conflitto dovrebbe fare un passo indietro rispetto all'orlo del baratro e sottolineando che il sostegno del Regno Unito al diritto di Israele all'autodifesa è ferreo, ma che solo un cessate il fuoco può ripristinare stabilità e sicurezza nella regione. Secondo il leader turco Erdogan, "la comunità internazionale non può più restare in silenzio davanti alla brutalità di Israele che incendia tutta la regione". Dunque, almeno sulla carta, tutti si dicono contrari ad un invasione israeliana in Libano, ma nessuno fa nulla per evitarla. E Netanyahu prosegue il suo folle progetto che incendia l'area a Gaza, West Bank, Libano, Yemen e trasforma il conflitto locale in una guerra mondiale.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/212a3c690c6d40a202c6a67774168e48.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage | 30/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marzabotto-le-scuse-ufficiali-tedesche-ottant-anni-dopo-la-strage-30-09-2024-il-corsivo--62175608</link><description><![CDATA[Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. Ci sono voluti ottant'anni per ottenere le scuse ufficiali della Germania per l'eccidio nazifascista di Marzabotto- Montesole. La partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente tedesco Frank Walter Steinmeier non è stata solo una visita seppur formale nel luogo della strage, ma anche un pellegrinaggio laico per mai dimenticare. “A nome del mio Paese vi chiedo perdono, provo dolore e vergogna”, scandisce Steinmeier. Tutti si alzano in piedi e applaudono. “I fantasmi della storia non hanno lasciato la storia. Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l’antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini.  Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell’operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all’assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all’inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-10-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 01 Oct 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62175608/corsivo_01_10_2024_08_25.mp3" length="2403692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. Ci sono voluti ottant'anni per ottenere le scuse ufficiali della Germania per l'eccidio nazifascista di Marzabotto- Montesole. La partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. Ci sono voluti ottant'anni per ottenere le scuse ufficiali della Germania per l'eccidio nazifascista di Marzabotto- Montesole. La partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente tedesco Frank Walter Steinmeier non è stata solo una visita seppur formale nel luogo della strage, ma anche un pellegrinaggio laico per mai dimenticare. “A nome del mio Paese vi chiedo perdono, provo dolore e vergogna”, scandisce Steinmeier. Tutti si alzano in piedi e applaudono. “I fantasmi della storia non hanno lasciato la storia. Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l’antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini.  Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell’operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all’assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all’inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/83d5ee21a391be863132b56e33176cb5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage | 30/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marzabotto-le-scuse-ufficiali-tedesche-ottant-anni-dopo-la-strage-30-09-2024-il-corsivo--64555838</link><description><![CDATA[Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. Ci sono voluti ottant'anni per ottenere le scuse ufficiali della Germania per l'eccidio nazifascista di Marzabotto- Montesole. La partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente tedesco Frank Walter Steinmeier non è stata solo una visita seppur formale nel luogo della strage, ma anche un pellegrinaggio laico per mai dimenticare. “A nome del mio Paese vi chiedo perdono, provo dolore e vergogna”, scandisce Steinmeier. Tutti si alzano in piedi e applaudono. “I fantasmi della storia non hanno lasciato la storia. Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l’antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini.  Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell’operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all’assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all’inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 30 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555838/corsivo_30_09_2024_08_25.mp3" length="2231276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. 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Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini.  Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell’operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all’assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all’inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c6f62c6a2ba617135ffef7fbd81d5633.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage | 30/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marzabotto-le-scuse-ufficiali-tedesche-ottant-anni-dopo-la-strage-30-09-2024-il-corsivo--62161389</link><description><![CDATA[Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. 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Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini.  Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell’operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all’assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all’inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 30 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62161389/corsivo_30_09_2024_08_25.mp3" length="2231276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. 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Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini.  Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell’operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all’assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all’inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/83d5ee21a391be863132b56e33176cb5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quel-pasticciaccio-brutto-del-voto-del-campo-largo-sul-cda-della-rai--64555810</link><description><![CDATA[Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai. Ogni partito è andato per conto proprio nella votazione delicata sul nuovo cda della Rai. Il primo passo lo si è visto di primo mattino che ha determinato la fine dell’impasse dopo un lungo travaglio durato settimane e settimane. La maggioranza ha sostenuto la giornalista Federica Frangi in quota Fratelli d’Italia. Su Roberto Natale, proposto da Alleanza sinistra e verdi, si è invece realizzata la convergenza del M5s che ha mandato l’opposizione in pezzi, perché al contrario Partito democratico, Azione e Italia Viva hanno scelto di disertare l’emiciclo di Montecitorio, imboccando la strada aventiniana contro qualunque possibilità di negoziato. Il Senato ha eletto Antonio Marano (indicato dalla Lega) e Alessandro Di Majo (espressione del M5S).  E, a completare il quadro, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha proposto alla presidenza del Consiglio dei ministri la nomina di Simona Agnes e Giampaolo Rossi nell’ambito del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini.   Tra Giuseppe Conte e Elly Schlein posizioni divergenti. Il cda non è una poltrona. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte conferma il suo voto sulla vicenda Rai. "Chi non vuole occupare le poltrone in Rai dica ai suoi: uscite fuori dalla Rai e abbandonate le poltrone. La riforma della governance dell’azienda non si può fare in tempi rapidi. E nel frattempo cosa facciamo? Rimaniamo senza cda? ", ha spiegato Conte. La posizione della segretaria del Pd Elly Schlein è di tutt'altro tono. "La maggioranza ha chiarito che questo cda viene votato per durare tre anni. Vuol dire che, diversamente da quanto tutte le opposizioni hanno sostenuto, si rischia di rimandare al duemilamai la riforma necessaria della governance della Rai per renderla indipendente da politica e partiti", ha affermato la Schlein. Dunque si è persa l'occasione per affermare ciò che è scritto nel Media Freedom Act.  La normativa chiede che finalmente la Rai sia indipendente dalla politica e dai partiti. Coraggio, abbiamo tempo fino all’8 agosto del 2025 per allinearci, anche perché è già in vigore in tutti i Paesi europei.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 27 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555810/corsivo_27_09_2024_08_25.mp3" length="2519660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai. 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Il Senato ha eletto Antonio Marano (indicato dalla Lega) e Alessandro Di Majo (espressione del M5S).  E, a completare il quadro, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha proposto alla presidenza del Consiglio dei ministri la nomina di Simona Agnes e Giampaolo Rossi nell’ambito del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini.   Tra Giuseppe Conte e Elly Schlein posizioni divergenti. Il cda non è una poltrona. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte conferma il suo voto sulla vicenda Rai. "Chi non vuole occupare le poltrone in Rai dica ai suoi: uscite fuori dalla Rai e abbandonate le poltrone. La riforma della governance dell’azienda non si può fare in tempi rapidi. E nel frattempo cosa facciamo? Rimaniamo senza cda? ", ha spiegato Conte. La posizione della segretaria del Pd Elly Schlein è di tutt'altro tono. "La maggioranza ha chiarito che questo cda viene votato per durare tre anni. Vuol dire che, diversamente da quanto tutte le opposizioni hanno sostenuto, si rischia di rimandare al duemilamai la riforma necessaria della governance della Rai per renderla indipendente da politica e partiti", ha affermato la Schlein. Dunque si è persa l'occasione per affermare ciò che è scritto nel Media Freedom Act.  La normativa chiede che finalmente la Rai sia indipendente dalla politica e dai partiti. Coraggio, abbiamo tempo fino all’8 agosto del 2025 per allinearci, anche perché è già in vigore in tutti i Paesi europei.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________  Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/83d5ee21a391be863132b56e33176cb5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quel-pasticciaccio-brutto-del-voto-del-campo-largo-sul-cda-della-rai--62124783</link><description><![CDATA[Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai. Ogni partito è andato per conto proprio nella votazione delicata sul nuovo cda della Rai. Il primo passo lo si è visto di primo mattino che ha determinato la fine dell’impasse dopo un lungo travaglio durato settimane e settimane. La maggioranza ha sostenuto la giornalista Federica Frangi in quota Fratelli d’Italia. Su Roberto Natale, proposto da Alleanza sinistra e verdi, si è invece realizzata la convergenza del M5s che ha mandato l’opposizione in pezzi, perché al contrario Partito democratico, Azione e Italia Viva hanno scelto di disertare l’emiciclo di Montecitorio, imboccando la strada aventiniana contro qualunque possibilità di negoziato. Il Senato ha eletto Antonio Marano (indicato dalla Lega) e Alessandro Di Majo (espressione del M5S).  E, a completare il quadro, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha proposto alla presidenza del Consiglio dei ministri la nomina di Simona Agnes e Giampaolo Rossi nell’ambito del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini.   Tra Giuseppe Conte e Elly Schlein posizioni divergenti. Il cda non è una poltrona. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte conferma il suo voto sulla vicenda Rai. "Chi non vuole occupare le poltrone in Rai dica ai suoi: uscite fuori dalla Rai e abbandonate le poltrone. La riforma della governance dell’azienda non si può fare in tempi rapidi. E nel frattempo cosa facciamo? Rimaniamo senza cda? ", ha spiegato Conte. La posizione della segretaria del Pd Elly Schlein è di tutt'altro tono. "La maggioranza ha chiarito che questo cda viene votato per durare tre anni. Vuol dire che, diversamente da quanto tutte le opposizioni hanno sostenuto, si rischia di rimandare al duemilamai la riforma necessaria della governance della Rai per renderla indipendente da politica e partiti", ha affermato la Schlein. Dunque si è persa l'occasione per affermare ciò che è scritto nel Media Freedom Act.  La normativa chiede che finalmente la Rai sia indipendente dalla politica e dai partiti. Coraggio, abbiamo tempo fino all’8 agosto del 2025 per allinearci, anche perché è già in vigore in tutti i Paesi europei.]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 27 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62124783/corsivo_27_09_2024_08_25.mp3" length="2519660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai. Ogni partito è andato per conto proprio nella votazione delicata sul nuovo cda della Rai. Il primo passo lo si è visto di primo mattino che ha determinato la fine dell’impasse dopo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai. Ogni partito è andato per conto proprio nella votazione delicata sul nuovo cda della Rai. Il primo passo lo si è visto di primo mattino che ha determinato la fine dell’impasse dopo un lungo travaglio durato settimane e settimane. La maggioranza ha sostenuto la giornalista Federica Frangi in quota Fratelli d’Italia. Su Roberto Natale, proposto da Alleanza sinistra e verdi, si è invece realizzata la convergenza del M5s che ha mandato l’opposizione in pezzi, perché al contrario Partito democratico, Azione e Italia Viva hanno scelto di disertare l’emiciclo di Montecitorio, imboccando la strada aventiniana contro qualunque possibilità di negoziato. Il Senato ha eletto Antonio Marano (indicato dalla Lega) e Alessandro Di Majo (espressione del M5S).  E, a completare il quadro, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha proposto alla presidenza del Consiglio dei ministri la nomina di Simona Agnes e Giampaolo Rossi nell’ambito del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini.   Tra Giuseppe Conte e Elly Schlein posizioni divergenti. Il cda non è una poltrona. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte conferma il suo voto sulla vicenda Rai. "Chi non vuole occupare le poltrone in Rai dica ai suoi: uscite fuori dalla Rai e abbandonate le poltrone. La riforma della governance dell’azienda non si può fare in tempi rapidi. E nel frattempo cosa facciamo? Rimaniamo senza cda? ", ha spiegato Conte. La posizione della segretaria del Pd Elly Schlein è di tutt'altro tono. "La maggioranza ha chiarito che questo cda viene votato per durare tre anni. Vuol dire che, diversamente da quanto tutte le opposizioni hanno sostenuto, si rischia di rimandare al duemilamai la riforma necessaria della governance della Rai per renderla indipendente da politica e partiti", ha affermato la Schlein. Dunque si è persa l'occasione per affermare ciò che è scritto nel Media Freedom Act.  La normativa chiede che finalmente la Rai sia indipendente dalla politica e dai partiti. 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Il governo libanese ha aggiornato il bilancio delle vittime di mercoledì, che si aggiungono alle centinaia dei giorni precedenti: 51 morti, centinaia di feriti. Il capo dell’esercito israeliano ha detto ai soldati di prepararsi per un “possibile ingresso” in Libano. “Dobbiamo essere molto pronti a entrare in azione e invadere“, ha affermato il comandante delle Idf per il nord, il generale Uri Gordon. Anche il capo di Stato maggiore Herzi Halevi conferma l'opzione dell'invasione di terra. Il premier Benjamin Netanyahu ha dato il via libera ai colloqui con gli Usa per un cessate il fuoco temporaneo nel Paese: Washington, però, non parla direttamente con Hezbollah, quindi i contatti saranno indiretti attraverso i governo libanese, francese e di altri Paesi europei. Gli Stati Uniti esprimono preoccupazione per un allargamento del conflitto: “Una guerra su vasta scala in Medio Oriente è possibile, ma io credo ancora che si possa arrivare a un accordo che cambi tutta la regione”, ha detto Joe Biden.   Mezzo milioni di sfollati.  Secondo il ministero degli Esteri di Beirut gli sfollati “sono mezzo milione“. Per l’Onu il loro numero si aggira attorno ai novantamila. Rula Amin, portavoce per il Medioriente e il Nord Africa dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati ha riferito che migliaia di persone sono fuggite attraversando il confine con la Siria. Le famiglie arrivano in autobus e in auto, ma viaggiano anche a piedi. Folle di persone, molte delle quali sono donne, bambini piccoli e persino neonati, continuano ad attendere di poter entrare. Molti dovranno passare la notte all’aperto aspettando il loro turno. L'azione di terra sarà rivolta solo apparentemente contro i miliziani di Hezbollah, ma il vero obiettivo sono come sempre o civili, gli sfollati, in un  dramma senza fine e senza una soluzione almeno momentanea.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 26 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555822/corsivo_26_09_2024_08_25.mp3" length="2336876" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Israele continua a bombardare il Libano. L'azione di terra è vicina. 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Anche il capo di Stato maggiore Herzi Halevi conferma l'opzione dell'invasione di terra. Il premier Benjamin Netanyahu ha dato il via libera ai colloqui con gli Usa per un cessate il fuoco temporaneo nel Paese: Washington, però, non parla direttamente con Hezbollah, quindi i contatti saranno indiretti attraverso i governo libanese, francese e di altri Paesi europei. Gli Stati Uniti esprimono preoccupazione per un allargamento del conflitto: “Una guerra su vasta scala in Medio Oriente è possibile, ma io credo ancora che si possa arrivare a un accordo che cambi tutta la regione”, ha detto Joe Biden.   Mezzo milioni di sfollati.  Secondo il ministero degli Esteri di Beirut gli sfollati “sono mezzo milione“. Per l’Onu il loro numero si aggira attorno ai novantamila. Rula Amin, portavoce per il Medioriente e il Nord Africa dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati ha riferito che migliaia di persone sono fuggite attraversando il confine con la Siria. 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Anche il capo di Stato maggiore Herzi Halevi conferma l'opzione dell'invasione di terra. Il premier Benjamin Netanyahu ha dato il via libera ai colloqui con gli Usa per un cessate il fuoco temporaneo nel Paese: Washington, però, non parla direttamente con Hezbollah, quindi i contatti saranno indiretti attraverso i governo libanese, francese e di altri Paesi europei. Gli Stati Uniti esprimono preoccupazione per un allargamento del conflitto: “Una guerra su vasta scala in Medio Oriente è possibile, ma io credo ancora che si possa arrivare a un accordo che cambi tutta la regione”, ha detto Joe Biden.   Mezzo milioni di sfollati.  Secondo il ministero degli Esteri di Beirut gli sfollati “sono mezzo milione“. Per l’Onu il loro numero si aggira attorno ai novantamila. Rula Amin, portavoce per il Medioriente e il Nord Africa dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati ha riferito che migliaia di persone sono fuggite attraversando il confine con la Siria. Le famiglie arrivano in autobus e in auto, ma viaggiano anche a piedi. Folle di persone, molte delle quali sono donne, bambini piccoli e persino neonati, continuano ad attendere di poter entrare. Molti dovranno passare la notte all’aperto aspettando il loro turno. 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L'azione di terra sarà rivolta solo apparentemente contro i miliziani di Hezbollah, ma il vero obiettivo sono come sempre o civili, gli sfollati, in un  dramma senza fine e senza una soluzione almeno momentanea.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4751d10542f55793e88c519337e8e4a6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Relazione dell’Inps: sistema a rischio squilibrio con età media a 64,2 anni | 25/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/relazione-dell-inps-sistema-a-rischio-squilibrio-con-eta-media-a-64-2-anni-25-09-2024-il-corsivo--64555842</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Relazione dell’Inps: sistema a rischio squilibrio con età media a 64,2 anni.  C'è un margine ristretto tra le promesse elettorali dei partiti e la realtà dei conti, e in mezzo ci stanno i numeri forniti dalla relazione dell'Inps che fotografa la realtà del sistema pensionistico, del mondo del lavoro e delle aspettative disattese delle persone. Con un'età media di chi va in pensione a 64,2 anni il sistema rischia lo squilibrio, se non i default. Ci sono più lavoratori attivi rispetto al 2019. Secondo l'Inps si sono registrati numerosi abusi del reddito di cittadinanza, tanto che sono state bloccate 266 mila domande. E c'è una incolmabile disparità fra le retribuzioni incassate dagli uomini e quelle delle donne, con il 35% in meno dell'assegno e la riduzione dell'importo nel cedolino dopo la nascita di un figlio: il 18% delle donne è a rischio uscita dal mercato del lavoro dopo la maternità. Nel 2023 i lavoratori iscritti all'Inps con almeno una settimana di contributi sono stati 26,6 milioni, oltre 1,08 milioni in più del 2019. Le settimane lavorate in media nel 2023 per ogni assicurato sono state 43,1 a fronte delle 42,9 medie del 2019. Hanno trainato l'aumento i dipendenti privati a tempo indeterminato mentre si sono ridotti gli autonomi.   Cala il potere d'acquisto. Aumenta il numero delle persone occupate ma non si rileva un incremento dei redditi e delle retribuzioni tale da compensare pienamente la perdita di potere d'acquisto conseguente alla recrudescenza del fenomeno inflattivo. Secondo l’Istituto si è registrato un aumento lordo dei salari del 6,8%, a fronte di un aumento dei prezzi attorno al 15-17%. L'aumento delle retribuzioni monetarie è del 10,4% netto tra il 2021 e il 2023 anche grazie agli interventi di decontribuzione. Le retribuzioni nel 2023 sono state pari a 25.789 euro lordi nell'anno. L'importo in media ha raggiunto i 39.176 euro per le persone impiegate a tempo pieno, tutto l'anno.   L'assegno dei pensionati Al 31 dicembre 2023 i pensionati erano circa 16,2 milioni, di cui 7,8 milioni di maschi e 8,4 milioni di femmine per un importo lordo complessivo delle pensioni erogate di 347 miliardi di euro. Inps chiarisce come il reddito medio da pensione per gli uomini sia superiore del 35% di quello delle donne.  Il dramma dei giovani I giovani lavorano meno e guadagnano di meno. A fronte di una retribuzione media annua di fatto pari nel 2023 a quasi 26 mila euro per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati, esclusi lavoratori domestici e operai agricoli), gli under 30 guadagnano poco sopra i 14 mila euro: inoltre, in tale fascia d'età, i dipendenti pubblici guadagnano circa 6-7mila euro di più dei loro coetanei del settore privato.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 25 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555842/corsivo_25_09_2024_08_25.mp3" length="2427500" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Relazione dell’Inps: sistema a rischio squilibrio con età media a 64,2 anni.  C'è un margine ristretto tra le promesse elettorali dei partiti e la realtà dei conti, e in mezzo ci stanno i numeri forniti dalla relazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Relazione dell’Inps: sistema a rischio squilibrio con età media a 64,2 anni.  C'è un margine ristretto tra le promesse elettorali dei partiti e la realtà dei conti, e in mezzo ci stanno i numeri forniti dalla relazione dell'Inps che fotografa la realtà del sistema pensionistico, del mondo del lavoro e delle aspettative disattese delle persone. 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Aumenta il numero delle persone occupate ma non si rileva un incremento dei redditi e delle retribuzioni tale da compensare pienamente la perdita di potere d'acquisto conseguente alla recrudescenza del fenomeno inflattivo. Secondo l’Istituto si è registrato un aumento lordo dei salari del 6,8%, a fronte di un aumento dei prezzi attorno al 15-17%. L'aumento delle retribuzioni monetarie è del 10,4% netto tra il 2021 e il 2023 anche grazie agli interventi di decontribuzione. Le retribuzioni nel 2023 sono state pari a 25.789 euro lordi nell'anno. L'importo in media ha raggiunto i 39.176 euro per le persone impiegate a tempo pieno, tutto l'anno.   L'assegno dei pensionati Al 31 dicembre 2023 i pensionati erano circa 16,2 milioni, di cui 7,8 milioni di maschi e 8,4 milioni di femmine per un importo lordo complessivo delle pensioni erogate di 347 miliardi di euro. Inps chiarisce come il reddito medio da pensione per gli uomini sia superiore del 35% di quello delle donne.  Il dramma dei giovani I giovani lavorano meno e guadagnano di meno. 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Il centrodestra attacca il centrosinistra, ma gli unici che scavano sono i cittadini | 24/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alluvione-in-emilia-romagna-il-centrodestra-attacca-il-centrosinistra-ma-gli-unici-che-scavano-sono-i-cittadini-24-09-2024-il-corsivo--64555860</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna. Il centrodestra attacca il centrosinistra. L'alluvione in Emilia-Romagna diviene oggetto di scontro nella campagna elettorale per le prossime regionali. L'ultima accusa del centrodestra al centrosinistra riguarda il cumulo di rami, tronchi e detriti che hanno ostruito il ponte ferroviario sul fiume Lamone, nel Comune di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna: si tratta con ogni probabilità di una delle principali cause dell’esondazione del fiume che ha colpito le zone vicine. “Non sono stati tolti i tronchi dai fiumi, non sono stati aperti gli archi dei ponti. Si sono rotti gli argini negli stessi punti dell’alluvione del 2023″, attacca Elena Ugolini, candidata del centrodestra. "In questi 54 anni da quando è nata la Regione non è stato fatto un piano di governo delle acque serio. A questo si aggiunge un finanziamento regionale temporaneamente stornato”, afferma la Ugolini. Il centrosinistra parla di sciacallaggio elettorale. La segretaria del Pd si reca nelle zone alluvionate, parla con i sindaci, visita alcune famiglie e imprese a Cotignola insieme al sindaco Federico Settembrini, al Presidente della Provincia di Ravenna de Pascale. Ma la storia del ponte ferroviario sul Lamone richiama invece tutti alle responsabilità: il commissario Figliuolo, il ministro dei Trasporti Salvini, Rfi e ovviamente la Regione. Già nel 2023, dopo la prima alluvione, una petizione di cittadini e comuni emiliano-romagnoli chiedeva la sostituzione dell’infrastruttura ferroviaria con un nuovo ponte rialzato completamente fuori dal fiume, eliminando così anche il pilone centrale. Questo per evitare il blocco del normale flusso del fiume e possibili inondazioni. Un anno dopo siamo ancora allo stesso punto. Nulla è accaduto.   Gli unici che scavano sono i cittadini e gli angeli del fango. Mentre va in scena lo scaricabarile istituzionale gli unici che scavano, puliscono le strade dalle macerie sono i cittadini, la protezione civile e gli angeli del fango, ragazzi arrivati da ogni parte d'Italia per dare una mano alle popolazioni colpite dall'alluvione. Sul web gira un video toccante. Ritrae una persona anziana con i vestiti sporchi di fango che ringrazia una cinquantina di giovani riuniti intorno a lui, accorsi in Romagna per fare il loro dovere di cittadini. Li abbraccia e li esorta ad andare avanti. Di questa solidarietà l'Emilia-Romagna ha bisogno.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 24 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555860/corsivo_24_09_2024_08_25.mp3" length="2465132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna. 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"In questi 54 anni da quando è nata la Regione non è stato fatto un piano di governo delle acque serio. A questo si aggiunge un finanziamento regionale temporaneamente stornato”, afferma la Ugolini. Il centrosinistra parla di sciacallaggio elettorale. La segretaria del Pd si reca nelle zone alluvionate, parla con i sindaci, visita alcune famiglie e imprese a Cotignola insieme al sindaco Federico Settembrini, al Presidente della Provincia di Ravenna de Pascale. Ma la storia del ponte ferroviario sul Lamone richiama invece tutti alle responsabilità: il commissario Figliuolo, il ministro dei Trasporti Salvini, Rfi e ovviamente la Regione. Già nel 2023, dopo la prima alluvione, una petizione di cittadini e comuni emiliano-romagnoli chiedeva la sostituzione dell’infrastruttura ferroviaria con un nuovo ponte rialzato completamente fuori dal fiume, eliminando così anche il pilone centrale. Questo per evitare il blocco del normale flusso del fiume e possibili inondazioni. Un anno dopo siamo ancora allo stesso punto. Nulla è accaduto.   Gli unici che scavano sono i cittadini e gli angeli del fango. Mentre va in scena lo scaricabarile istituzionale gli unici che scavano, puliscono le strade dalle macerie sono i cittadini, la protezione civile e gli angeli del fango, ragazzi arrivati da ogni parte d'Italia per dare una mano alle popolazioni colpite dall'alluvione. Sul web gira un video toccante. Ritrae una persona anziana con i vestiti sporchi di fango che ringrazia una cinquantina di giovani riuniti intorno a lui, accorsi in Romagna per fare il loro dovere di cittadini. Li abbraccia e li esorta ad andare avanti. 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Già nel 2023, dopo la prima alluvione, una petizione di cittadini e comuni emiliano-romagnoli chiedeva la sostituzione dell’infrastruttura ferroviaria con un nuovo ponte rialzato completamente fuori dal fiume, eliminando così anche il pilone centrale. Questo per evitare il blocco del normale flusso del fiume e possibili inondazioni. Un anno dopo siamo ancora allo stesso punto. Nulla è accaduto.   Gli unici che scavano sono i cittadini e gli angeli del fango. Mentre va in scena lo scaricabarile istituzionale gli unici che scavano, puliscono le strade dalle macerie sono i cittadini, la protezione civile e gli angeli del fango, ragazzi arrivati da ogni parte d'Italia per dare una mano alle popolazioni colpite dall'alluvione. Sul web gira un video toccante. Ritrae una persona anziana con i vestiti sporchi di fango che ringrazia una cinquantina di giovani riuniti intorno a lui, accorsi in Romagna per fare il loro dovere di cittadini. Li abbraccia e li esorta ad andare avanti. Di questa solidarietà l'Emilia-Romagna ha bisogno.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 24 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62087555/corsivo_24_09_2024_08_25.mp3" length="2465132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna. Il centrodestra attacca il centrosinistra. L'alluvione in Emilia-Romagna diviene oggetto di scontro nella campagna elettorale per le prossime regionali. L'ultima accusa del centrodestra al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna. Il centrodestra attacca il centrosinistra. L'alluvione in Emilia-Romagna diviene oggetto di scontro nella campagna elettorale per le prossime regionali. L'ultima accusa del centrodestra al centrosinistra riguarda il cumulo di rami, tronchi e detriti che hanno ostruito il ponte ferroviario sul fiume Lamone, nel Comune di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna: si tratta con ogni probabilità di una delle principali cause dell’esondazione del fiume che ha colpito le zone vicine. “Non sono stati tolti i tronchi dai fiumi, non sono stati aperti gli archi dei ponti. Si sono rotti gli argini negli stessi punti dell’alluvione del 2023″, attacca Elena Ugolini, candidata del centrodestra. "In questi 54 anni da quando è nata la Regione non è stato fatto un piano di governo delle acque serio. A questo si aggiunge un finanziamento regionale temporaneamente stornato”, afferma la Ugolini. Il centrosinistra parla di sciacallaggio elettorale. La segretaria del Pd si reca nelle zone alluvionate, parla con i sindaci, visita alcune famiglie e imprese a Cotignola insieme al sindaco Federico Settembrini, al Presidente della Provincia di Ravenna de Pascale. Ma la storia del ponte ferroviario sul Lamone richiama invece tutti alle responsabilità: il commissario Figliuolo, il ministro dei Trasporti Salvini, Rfi e ovviamente la Regione. Già nel 2023, dopo la prima alluvione, una petizione di cittadini e comuni emiliano-romagnoli chiedeva la sostituzione dell’infrastruttura ferroviaria con un nuovo ponte rialzato completamente fuori dal fiume, eliminando così anche il pilone centrale. Questo per evitare il blocco del normale flusso del fiume e possibili inondazioni. Un anno dopo siamo ancora allo stesso punto. Nulla è accaduto.   Gli unici che scavano sono i cittadini e gli angeli del fango. Mentre va in scena lo scaricabarile istituzionale gli unici che scavano, puliscono le strade dalle macerie sono i cittadini, la protezione civile e gli angeli del fango, ragazzi arrivati da ogni parte d'Italia per dare una mano alle popolazioni colpite dall'alluvione. Sul web gira un video toccante. Ritrae una persona anziana con i vestiti sporchi di fango che ringrazia una cinquantina di giovani riuniti intorno a lui, accorsi in Romagna per fare il loro dovere di cittadini. Li abbraccia e li esorta ad andare avanti. Di questa solidarietà l'Emilia-Romagna ha bisogno.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/35731b2b055d3cdd4fa2acbec2ed7e29.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe | 23/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tra-israele-e-hezbollah-e-guerra-totale-l-allarme-dell-onu-medio-oriente-sull-orlo-della-catastrofe-23-09-2024-il-corsivo--64555813</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. Prima l'attacco hacker degli agenti del Mossad contro la rete dei cerca persone, dei walkie talkie, dei pannelli solari utilizzati da Hezbollah. Poi i raid israeliani in Libano e la prevedibile vendetta dei miliziani con il lancio di centinaia di missili in gran parte intercettati e distrutti da Israele, che hanno però provocato danni nelle aree urbane a nord di Haifa. Tutto accade mentre l'esercito israeliano compie un'irruzione nella sede di Ramallah di Al Jazeera per notificare la chiusura della rete televisiva per 45 giorni. La mappa delle zone interessate dal conflitto è composta da migliaia di punti caldi, e tra Gaza, West Bank, sud del Libano, le zone non toccate da azioni sono pochissime. Un portavoce di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha affermato che il conflitto tra il gruppo militante e Israele è ora entrato in una "nuova fase" e ha confermato che continueranno gli attacchi fino a quando non ci sarà un cessate il fuoco nella guerra a Gaza. Benjamin Netanyahu va avanti. "Se Hezbollah non ha recepito il messaggio, vi prometto che lo recepirà", manda a dire il premier israeliano. Ormai la guerra è totale e gli esiti sono imprevedibili.   L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe.  Non è il primo allarme Onu, e purtroppo non sarà l'ultimo. "Il conflitto in Libano "rischia di diventare una nuova Gaza", afferma il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres durante l'assemblea generale. Rincara la dose la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano Jeanine Hennis-Plasschaert, che fotografa senza compromessi la fragilità del residuo equilibrio in quell’area sconvolta dai conflitti e dalle tensioni. “Con la regione sull’orlo di una catastrofe imminente, non si può dirlo abbastanza: non esiste una soluzione militare che renderà più sicure entrambe le parti” spiega la funzionaria dell’Onu. Le sue parole di buon senso saranno purtroppo donate al vento, come accaduto dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.  Nessuno sembra avere la forza e l'autorevolezza di cessare il conflitto. Certamente non gli Stati Uniti in piena campagna presidenziale. Sicuramente non l'Autorità palestinese depotenziata sul piano politico. Soprattutto non Egitto e Qatar impegnati da mesi in un impossibile negoziato tra le parte. Il futuro non è scritto, ma il peggio potrebbe ancora avvenire.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 23 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555813/corsivo_23_09_2024_08_25.mp3" length="2521964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. Prima l'attacco hacker degli agenti del Mossad contro la rete dei cerca persone, dei walkie talkie, dei pannelli solari utilizzati da Hezbollah. Poi i raid israeliani in Libano e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. Prima l'attacco hacker degli agenti del Mossad contro la rete dei cerca persone, dei walkie talkie, dei pannelli solari utilizzati da Hezbollah. Poi i raid israeliani in Libano e la prevedibile vendetta dei miliziani con il lancio di centinaia di missili in gran parte intercettati e distrutti da Israele, che hanno però provocato danni nelle aree urbane a nord di Haifa. Tutto accade mentre l'esercito israeliano compie un'irruzione nella sede di Ramallah di Al Jazeera per notificare la chiusura della rete televisiva per 45 giorni. La mappa delle zone interessate dal conflitto è composta da migliaia di punti caldi, e tra Gaza, West Bank, sud del Libano, le zone non toccate da azioni sono pochissime. Un portavoce di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha affermato che il conflitto tra il gruppo militante e Israele è ora entrato in una "nuova fase" e ha confermato che continueranno gli attacchi fino a quando non ci sarà un cessate il fuoco nella guerra a Gaza. Benjamin Netanyahu va avanti. "Se Hezbollah non ha recepito il messaggio, vi prometto che lo recepirà", manda a dire il premier israeliano. Ormai la guerra è totale e gli esiti sono imprevedibili.   L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe.  Non è il primo allarme Onu, e purtroppo non sarà l'ultimo. "Il conflitto in Libano "rischia di diventare una nuova Gaza", afferma il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres durante l'assemblea generale. Rincara la dose la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano Jeanine Hennis-Plasschaert, che fotografa senza compromessi la fragilità del residuo equilibrio in quell’area sconvolta dai conflitti e dalle tensioni. “Con la regione sull’orlo di una catastrofe imminente, non si può dirlo abbastanza: non esiste una soluzione militare che renderà più sicure entrambe le parti” spiega la funzionaria dell’Onu. Le sue parole di buon senso saranno purtroppo donate al vento, come accaduto dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.  Nessuno sembra avere la forza e l'autorevolezza di cessare il conflitto. Certamente non gli Stati Uniti in piena campagna presidenziale. Sicuramente non l'Autorità palestinese depotenziata sul piano politico. Soprattutto non Egitto e Qatar impegnati da mesi in un impossibile negoziato tra le parte. Il futuro non è scritto, ma il peggio potrebbe ancora avvenire.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/72f260697081db2815e06a1613d968b2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe | 23/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tra-israele-e-hezbollah-e-guerra-totale-l-allarme-dell-onu-medio-oriente-sull-orlo-della-catastrofe-23-09-2024-il-corsivo--62073412</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. Prima l'attacco hacker degli agenti del Mossad contro la rete dei cerca persone, dei walkie talkie, dei pannelli solari utilizzati da Hezbollah. Poi i raid israeliani in Libano e la prevedibile vendetta dei miliziani con il lancio di centinaia di missili in gran parte intercettati e distrutti da Israele, che hanno però provocato danni nelle aree urbane a nord di Haifa. Tutto accade mentre l'esercito israeliano compie un'irruzione nella sede di Ramallah di Al Jazeera per notificare la chiusura della rete televisiva per 45 giorni. La mappa delle zone interessate dal conflitto è composta da migliaia di punti caldi, e tra Gaza, West Bank, sud del Libano, le zone non toccate da azioni sono pochissime. Un portavoce di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha affermato che il conflitto tra il gruppo militante e Israele è ora entrato in una "nuova fase" e ha confermato che continueranno gli attacchi fino a quando non ci sarà un cessate il fuoco nella guerra a Gaza. Benjamin Netanyahu va avanti. "Se Hezbollah non ha recepito il messaggio, vi prometto che lo recepirà", manda a dire il premier israeliano. Ormai la guerra è totale e gli esiti sono imprevedibili.   L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe.  Non è il primo allarme Onu, e purtroppo non sarà l'ultimo. "Il conflitto in Libano "rischia di diventare una nuova Gaza", afferma il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres durante l'assemblea generale. Rincara la dose la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano Jeanine Hennis-Plasschaert, che fotografa senza compromessi la fragilità del residuo equilibrio in quell’area sconvolta dai conflitti e dalle tensioni. “Con la regione sull’orlo di una catastrofe imminente, non si può dirlo abbastanza: non esiste una soluzione militare che renderà più sicure entrambe le parti” spiega la funzionaria dell’Onu. Le sue parole di buon senso saranno purtroppo donate al vento, come accaduto dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.  Nessuno sembra avere la forza e l'autorevolezza di cessare il conflitto. Certamente non gli Stati Uniti in piena campagna presidenziale. Sicuramente non l'Autorità palestinese depotenziata sul piano politico. Soprattutto non Egitto e Qatar impegnati da mesi in un impossibile negoziato tra le parte. Il futuro non è scritto, ma il peggio potrebbe ancora avvenire.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 23 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62073412/corsivo_23_09_2024_08_25.mp3" length="2521964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. 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La mappa delle zone interessate dal conflitto è composta da migliaia di punti caldi, e tra Gaza, West Bank, sud del Libano, le zone non toccate da azioni sono pochissime. Un portavoce di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha affermato che il conflitto tra il gruppo militante e Israele è ora entrato in una "nuova fase" e ha confermato che continueranno gli attacchi fino a quando non ci sarà un cessate il fuoco nella guerra a Gaza. Benjamin Netanyahu va avanti. "Se Hezbollah non ha recepito il messaggio, vi prometto che lo recepirà", manda a dire il premier israeliano. Ormai la guerra è totale e gli esiti sono imprevedibili.   L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe.  Non è il primo allarme Onu, e purtroppo non sarà l'ultimo. "Il conflitto in Libano "rischia di diventare una nuova Gaza", afferma il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres durante l'assemblea generale. Rincara la dose la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano Jeanine Hennis-Plasschaert, che fotografa senza compromessi la fragilità del residuo equilibrio in quell’area sconvolta dai conflitti e dalle tensioni. “Con la regione sull’orlo di una catastrofe imminente, non si può dirlo abbastanza: non esiste una soluzione militare che renderà più sicure entrambe le parti” spiega la funzionaria dell’Onu. Le sue parole di buon senso saranno purtroppo donate al vento, come accaduto dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.  Nessuno sembra avere la forza e l'autorevolezza di cessare il conflitto. Certamente non gli Stati Uniti in piena campagna presidenziale. Sicuramente non l'Autorità palestinese depotenziata sul piano politico. Soprattutto non Egitto e Qatar impegnati da mesi in un impossibile negoziato tra le parte. Il futuro non è scritto, ma il peggio potrebbe ancora avvenire.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/72f260697081db2815e06a1613d968b2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato | 20/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alluvione-in-emilia-romagna-l-ennesimo-disastro-annunciato-20-09-2024-il-corsivo--64555835</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato.  L'Italia è una Repubblica fondata sulle alluvioni e sulle frane. L'alert meteorologico era chiaro almeno da lunedì 16 settembre pomeriggio. Ampie precipitazioni sarebbero cadute tra la mattina di martedì 17, mercoledì 18 e giovedi 19 settembre su Emilia Romagna e Marche, in particolare colpendo le stesse zone interessate dalle alluvioni del 2023. E' accaduto che le correnti instabili, ricche di umidità evaporata dalla superficie del mare ancora calda provengono da est e hanno investito direttamente la Romagna dove si sono determinate piogge forti e persistenti, anche a carattere di rovescio, soprattutto lungo la dorsale appenninica, divenendo via via meno intense nell’entroterra emiliano. I quantitativi di pioggia cumulata nelle prime 48 ore di durata dell’evento sono risultate particolarmente intense, con valori cumulati compresi tra 150 e 300 mm.  Il dissesto idrogeologico e le risposte della politica.  A fronte di un dissesto idrogeologico conclamato attraverso report di studi scientifici statali come quelli di Ispra e privati, di dossier dettagliati presentati da associazioni come Legambiente , la manutenzione del territorio viene vista dalla politica come un'emergenza, comunque un costo, una perdita, non come un investimento sulla bellezza del nostro Paese.  La fotografia dell'Italia scattata da Ispra e impietisa e non risparmia nessuno. L'ente ha censito, ad oggi, oltre 634.000 frane che rappresentano i 2/3 di quelle europee.  Il 94% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera, 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni.   I finanziamenti per la Difesa del suolo.  I soldi ci sarebbero, ma nel tempo dove sono finiti? Sono cospicui interventi di difesa del suolo finanziati con risorse di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal 1999 ad oggi. In ReNDiS, Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del suolo sono censiti attualmente circa 25.000 interventi per un totale di più di 17 miliardi di euro di finanziamenti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 20 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555835/corsivo_20_09_2024_08_25.mp3" length="2355692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato.  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I quantitativi di pioggia cumulata nelle prime 48 ore di durata dell’evento sono risultate particolarmente intense, con valori cumulati compresi tra 150 e 300 mm.  Il dissesto idrogeologico e le risposte della politica.  A fronte di un dissesto idrogeologico conclamato attraverso report di studi scientifici statali come quelli di Ispra e privati, di dossier dettagliati presentati da associazioni come Legambiente , la manutenzione del territorio viene vista dalla politica come un'emergenza, comunque un costo, una perdita, non come un investimento sulla bellezza del nostro Paese.  La fotografia dell'Italia scattata da Ispra e impietisa e non risparmia nessuno. L'ente ha censito, ad oggi, oltre 634.000 frane che rappresentano i 2/3 di quelle europee.  Il 94% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera, 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni.   I finanziamenti per la Difesa del suolo.  I soldi ci sarebbero, ma nel tempo dove sono finiti? Sono cospicui interventi di difesa del suolo finanziati con risorse di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal 1999 ad oggi. In ReNDiS, Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del suolo sono censiti attualmente circa 25.000 interventi per un totale di più di 17 miliardi di euro di finanziamenti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ffb333cdc6c0609174f8d100e6852474.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato | 20/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alluvione-in-emilia-romagna-l-ennesimo-disastro-annunciato-20-09-2024-il-corsivo--62039762</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato.  L'Italia è una Repubblica fondata sulle alluvioni e sulle frane. L'alert meteorologico era chiaro almeno da lunedì 16 settembre pomeriggio. Ampie precipitazioni sarebbero cadute tra la mattina di martedì 17, mercoledì 18 e giovedi 19 settembre su Emilia Romagna e Marche, in particolare colpendo le stesse zone interessate dalle alluvioni del 2023. E' accaduto che le correnti instabili, ricche di umidità evaporata dalla superficie del mare ancora calda provengono da est e hanno investito direttamente la Romagna dove si sono determinate piogge forti e persistenti, anche a carattere di rovescio, soprattutto lungo la dorsale appenninica, divenendo via via meno intense nell’entroterra emiliano. I quantitativi di pioggia cumulata nelle prime 48 ore di durata dell’evento sono risultate particolarmente intense, con valori cumulati compresi tra 150 e 300 mm.  Il dissesto idrogeologico e le risposte della politica.  A fronte di un dissesto idrogeologico conclamato attraverso report di studi scientifici statali come quelli di Ispra e privati, di dossier dettagliati presentati da associazioni come Legambiente , la manutenzione del territorio viene vista dalla politica come un'emergenza, comunque un costo, una perdita, non come un investimento sulla bellezza del nostro Paese.  La fotografia dell'Italia scattata da Ispra e impietisa e non risparmia nessuno. L'ente ha censito, ad oggi, oltre 634.000 frane che rappresentano i 2/3 di quelle europee.  Il 94% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera, 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni.   I finanziamenti per la Difesa del suolo.  I soldi ci sarebbero, ma nel tempo dove sono finiti? Sono cospicui interventi di difesa del suolo finanziati con risorse di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal 1999 ad oggi. In ReNDiS, Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del suolo sono censiti attualmente circa 25.000 interventi per un totale di più di 17 miliardi di euro di finanziamenti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 20 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62039762/corsivo_20_09_2024_08_25.mp3" length="2355692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato.  L'Italia è una Repubblica fondata sulle alluvioni e sulle frane. L'alert meteorologico era chiaro almeno da lunedì 16 settembre pomeriggio. Ampie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato.  L'Italia è una Repubblica fondata sulle alluvioni e sulle frane. L'alert meteorologico era chiaro almeno da lunedì 16 settembre pomeriggio. Ampie precipitazioni sarebbero cadute tra la mattina di martedì 17, mercoledì 18 e giovedi 19 settembre su Emilia Romagna e Marche, in particolare colpendo le stesse zone interessate dalle alluvioni del 2023. E' accaduto che le correnti instabili, ricche di umidità evaporata dalla superficie del mare ancora calda provengono da est e hanno investito direttamente la Romagna dove si sono determinate piogge forti e persistenti, anche a carattere di rovescio, soprattutto lungo la dorsale appenninica, divenendo via via meno intense nell’entroterra emiliano. I quantitativi di pioggia cumulata nelle prime 48 ore di durata dell’evento sono risultate particolarmente intense, con valori cumulati compresi tra 150 e 300 mm.  Il dissesto idrogeologico e le risposte della politica.  A fronte di un dissesto idrogeologico conclamato attraverso report di studi scientifici statali come quelli di Ispra e privati, di dossier dettagliati presentati da associazioni come Legambiente , la manutenzione del territorio viene vista dalla politica come un'emergenza, comunque un costo, una perdita, non come un investimento sulla bellezza del nostro Paese.  La fotografia dell'Italia scattata da Ispra e impietisa e non risparmia nessuno. L'ente ha censito, ad oggi, oltre 634.000 frane che rappresentano i 2/3 di quelle europee.  Il 94% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera, 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni.   I finanziamenti per la Difesa del suolo.  I soldi ci sarebbero, ma nel tempo dove sono finiti? Sono cospicui interventi di difesa del suolo finanziati con risorse di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal 1999 ad oggi. In ReNDiS, Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del suolo sono censiti attualmente circa 25.000 interventi per un totale di più di 17 miliardi di euro di finanziamenti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ffb333cdc6c0609174f8d100e6852474.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica | 19/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-asse-confindustria-meloni-prima-della-manovra-economica-19-09-2024-il-corsivo--64555819</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica. La premier Giorgia Meloni partecipa all'assemblea annuale di Confindustria e con i datori di lavoro trova sintonia su molti punti che formeranno la nuova manovra economica del Governo.  Per  il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini,  l’Italia è chiamata a nuove scelte coraggiose e gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte. Sì, ma quale parte? Confindustria apprezza la decisione dell'esecutivo di tenere la barra dritta sui conti pubblici. Orsini si aspetta che il nostro piano strutturale di bilancio includa quelle riforme e quegli investimenti che assolutamente necessari: serie politiche industriali e rilevanti incentivi agli investimenti, la risposta al post Pnrr. Confindustria avverte però il Governo: senza questi investimenti si rischia lo stallo, o peggio ancora il passo indietro.  Le proposte di Confindustria. Per Osini, le scelte del piano strutturale di bilancio non saranno essenziali solo per le transizioni, ma anche per gli investimenti nelle infrastrutture e nel potenziamento della logistica. Gli industriali sostengono sia necessario garantire migliori afflussi e sbocchi di merci del nostro sistema produttivo: verso l’Europa via terra e verso il mondo via mare, con visione e risorse che non possono che mirare oltre l’orizzonte del Pnrr.  Le soluzioni che Confindustria hanno tutte un costo alto: introdurre l’aliquota premiale sull’Ires per gli utili reinvestiti; abolire l’Irap per le società di capitali e non sostituirla con una sovra aliquota Ires; ripristinare l’Ace, da dove passa secondo Orsini la catena degli investimenti. Ma la coperta è corta. Lo ha fatto capire la premier Giorgia Meloni, lo ha ribadito nelle ultime settimane il ministro all'Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti. Sui conti che saranno presentati in inverno si misurerà l'amore sbocciato a fine estate tra Governo e imprenditori.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 19 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555819/corsivo_19_09_2024_08_25.mp3" length="2380652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica. La premier Giorgia Meloni partecipa all'assemblea annuale di Confindustria e con i datori di lavoro trova sintonia su molti punti che formeranno la nuova manovra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica. La premier Giorgia Meloni partecipa all'assemblea annuale di Confindustria e con i datori di lavoro trova sintonia su molti punti che formeranno la nuova manovra economica del Governo.  Per  il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini,  l’Italia è chiamata a nuove scelte coraggiose e gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte. Sì, ma quale parte? Confindustria apprezza la decisione dell'esecutivo di tenere la barra dritta sui conti pubblici. Orsini si aspetta che il nostro piano strutturale di bilancio includa quelle riforme e quegli investimenti che assolutamente necessari: serie politiche industriali e rilevanti incentivi agli investimenti, la risposta al post Pnrr. Confindustria avverte però il Governo: senza questi investimenti si rischia lo stallo, o peggio ancora il passo indietro.  Le proposte di Confindustria. Per Osini, le scelte del piano strutturale di bilancio non saranno essenziali solo per le transizioni, ma anche per gli investimenti nelle infrastrutture e nel potenziamento della logistica. Gli industriali sostengono sia necessario garantire migliori afflussi e sbocchi di merci del nostro sistema produttivo: verso l’Europa via terra e verso il mondo via mare, con visione e risorse che non possono che mirare oltre l’orizzonte del Pnrr.  Le soluzioni che Confindustria hanno tutte un costo alto: introdurre l’aliquota premiale sull’Ires per gli utili reinvestiti; abolire l’Irap per le società di capitali e non sostituirla con una sovra aliquota Ires; ripristinare l’Ace, da dove passa secondo Orsini la catena degli investimenti. Ma la coperta è corta. Lo ha fatto capire la premier Giorgia Meloni, lo ha ribadito nelle ultime settimane il ministro all'Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti. Sui conti che saranno presentati in inverno si misurerà l'amore sbocciato a fine estate tra Governo e imprenditori.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/43c8f765c41a099d145d189d12df15f5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica | 19/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-asse-confindustria-meloni-prima-della-manovra-economica-19-09-2024-il-corsivo--62021720</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica. La premier Giorgia Meloni partecipa all'assemblea annuale di Confindustria e con i datori di lavoro trova sintonia su molti punti che formeranno la nuova manovra economica del Governo.  Per  il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini,  l’Italia è chiamata a nuove scelte coraggiose e gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte. Sì, ma quale parte? Confindustria apprezza la decisione dell'esecutivo di tenere la barra dritta sui conti pubblici. Orsini si aspetta che il nostro piano strutturale di bilancio includa quelle riforme e quegli investimenti che assolutamente necessari: serie politiche industriali e rilevanti incentivi agli investimenti, la risposta al post Pnrr. Confindustria avverte però il Governo: senza questi investimenti si rischia lo stallo, o peggio ancora il passo indietro.  Le proposte di Confindustria. Per Osini, le scelte del piano strutturale di bilancio non saranno essenziali solo per le transizioni, ma anche per gli investimenti nelle infrastrutture e nel potenziamento della logistica. Gli industriali sostengono sia necessario garantire migliori afflussi e sbocchi di merci del nostro sistema produttivo: verso l’Europa via terra e verso il mondo via mare, con visione e risorse che non possono che mirare oltre l’orizzonte del Pnrr.  Le soluzioni che Confindustria hanno tutte un costo alto: introdurre l’aliquota premiale sull’Ires per gli utili reinvestiti; abolire l’Irap per le società di capitali e non sostituirla con una sovra aliquota Ires; ripristinare l’Ace, da dove passa secondo Orsini la catena degli investimenti. Ma la coperta è corta. Lo ha fatto capire la premier Giorgia Meloni, lo ha ribadito nelle ultime settimane il ministro all'Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti. Sui conti che saranno presentati in inverno si misurerà l'amore sbocciato a fine estate tra Governo e imprenditori.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 19 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62021720/corsivo_19_09_2024_08_25.mp3" length="2380652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica. La premier Giorgia Meloni partecipa all'assemblea annuale di Confindustria e con i datori di lavoro trova sintonia su molti punti che formeranno la nuova manovra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica. La premier Giorgia Meloni partecipa all'assemblea annuale di Confindustria e con i datori di lavoro trova sintonia su molti punti che formeranno la nuova manovra economica del Governo.  Per  il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini,  l’Italia è chiamata a nuove scelte coraggiose e gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte. Sì, ma quale parte? Confindustria apprezza la decisione dell'esecutivo di tenere la barra dritta sui conti pubblici. Orsini si aspetta che il nostro piano strutturale di bilancio includa quelle riforme e quegli investimenti che assolutamente necessari: serie politiche industriali e rilevanti incentivi agli investimenti, la risposta al post Pnrr. Confindustria avverte però il Governo: senza questi investimenti si rischia lo stallo, o peggio ancora il passo indietro.  Le proposte di Confindustria. Per Osini, le scelte del piano strutturale di bilancio non saranno essenziali solo per le transizioni, ma anche per gli investimenti nelle infrastrutture e nel potenziamento della logistica. Gli industriali sostengono sia necessario garantire migliori afflussi e sbocchi di merci del nostro sistema produttivo: verso l’Europa via terra e verso il mondo via mare, con visione e risorse che non possono che mirare oltre l’orizzonte del Pnrr.  Le soluzioni che Confindustria hanno tutte un costo alto: introdurre l’aliquota premiale sull’Ires per gli utili reinvestiti; abolire l’Irap per le società di capitali e non sostituirla con una sovra aliquota Ires; ripristinare l’Ace, da dove passa secondo Orsini la catena degli investimenti. Ma la coperta è corta. Lo ha fatto capire la premier Giorgia Meloni, lo ha ribadito nelle ultime settimane il ministro all'Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti. 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Varata la nuova commissione: c'è Raffaele Fitto | 18/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sfida-di-ursula-ai-sovranisti-varata-la-nuova-commissione-c-e-raffaele-fitto-18-09-2024-il-corsivo--64555824</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La sfida di Ursula ai sovranisti. Varata la nuova commissione: c'è Raffaele Fitto. Ursula von der Leyen sfida i sovranisti con alcune mosse politiche che intendono innanzitutto compattare la sua nuova maggioranza uscita fuori dalle recenti elezioni europee (Popolari, socialisti, verdi e liberali), offrire una sponda ai Conservatori con la nomina di Raffaele Fitto di Fratelli d'Italia a vice presidente esecutivo come chiesto da Giorgia Meloni. La strategia della von der Leyen concentra il controllo politico sulla sua figura istituzionale, una sorta di cancelliere europeo che garantisce, con l'ausilio tecnico di Mario Draghi, una stabilità di forma e di sostanza. Le linee guida del nuovo collegio europeo sono dettate dal rapporto Draghi: competitività,  decarbonizzazione e digitalizzazione. Su questi tre punti si concentra l'attività dei commissari.  La missione di Raffaele Fitto. Al di là del messaggio politico e dell'apertura di Ursula von der Leyen ai Conservatori, la missione di Raffaele Fitto è delicata e centrale. Fitto gestirà i fondi dei Pnrr insieme al lettone Valdis Dombrovskis, che avrà il portafoglio all’Economia ma non sarà più vicepresidente esecutivo.  “Realizzare le riforme e gli investimenti concordati stabiliti nei Pnrr dei Paesi Ue entro la scadenza del 2026 sarà una sfida significativa e richiede sforzi costanti da parte di tutti i Paesi e della Commissione", è l’indicazione contenuta nella lettera inviata da Von der Leyen al commissario italiano.  Il ruolo decisivo di Mario Draghi. La vera mente ispiratrice di questa nuova Commissione resta Mario Draghi che ha presentato il suo rapporto davanti al Parlamento europeo. Draghi ha insistito sulla necessità di una forma di finanziamento emessa a livello comunitario. "Se ci si oppone alla costruzione di un vero mercato unico, all'integrazione del mercato dei capitali e all'emissione del debito comune, ci si oppone ai nostri obiettivi Ue", ha detto Draghi, secondo cui il debito comune, "non è per la spesa pubblica generale o per i sussidi", ma "per realizzare gli obiettivi fondamentali" per la nostra futura competitività. Qui si cimenterà il futuro europeo nei prossimi anni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 18 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555824/corsivo_18_09_2024_08_25.mp3" length="2522732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La sfida di Ursula ai sovranisti. 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Qui si cimenterà il futuro europeo nei prossimi anni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/75ac75a3c6e440ddf26f1974c3fc8430.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sfida di Ursula ai sovranisti. 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Le linee guida del nuovo collegio europeo sono dettate dal rapporto Draghi: competitività,  decarbonizzazione e digitalizzazione. Su questi tre punti si concentra l'attività dei commissari.  La missione di Raffaele Fitto. Al di là del messaggio politico e dell'apertura di Ursula von der Leyen ai Conservatori, la missione di Raffaele Fitto è delicata e centrale. Fitto gestirà i fondi dei Pnrr insieme al lettone Valdis Dombrovskis, che avrà il portafoglio all’Economia ma non sarà più vicepresidente esecutivo.  “Realizzare le riforme e gli investimenti concordati stabiliti nei Pnrr dei Paesi Ue entro la scadenza del 2026 sarà una sfida significativa e richiede sforzi costanti da parte di tutti i Paesi e della Commissione", è l’indicazione contenuta nella lettera inviata da Von der Leyen al commissario italiano.  Il ruolo decisivo di Mario Draghi. La vera mente ispiratrice di questa nuova Commissione resta Mario Draghi che ha presentato il suo rapporto davanti al Parlamento europeo. Draghi ha insistito sulla necessità di una forma di finanziamento emessa a livello comunitario. "Se ci si oppone alla costruzione di un vero mercato unico, all'integrazione del mercato dei capitali e all'emissione del debito comune, ci si oppone ai nostri obiettivi Ue", ha detto Draghi, secondo cui il debito comune, "non è per la spesa pubblica generale o per i sussidi", ma "per realizzare gli obiettivi fondamentali" per la nostra futura competitività. Qui si cimenterà il futuro europeo nei prossimi anni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 18 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62006261/corsivo_18_09_2024_08_25.mp3" length="2522732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La sfida di Ursula ai sovranisti. Varata la nuova commissione: c'è Raffaele Fitto. Ursula von der Leyen sfida i sovranisti con alcune mosse politiche che intendono innanzitutto compattare la sua nuova maggioranza uscita...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La sfida di Ursula ai sovranisti. Varata la nuova commissione: c'è Raffaele Fitto. Ursula von der Leyen sfida i sovranisti con alcune mosse politiche che intendono innanzitutto compattare la sua nuova maggioranza uscita fuori dalle recenti elezioni europee (Popolari, socialisti, verdi e liberali), offrire una sponda ai Conservatori con la nomina di Raffaele Fitto di Fratelli d'Italia a vice presidente esecutivo come chiesto da Giorgia Meloni. La strategia della von der Leyen concentra il controllo politico sulla sua figura istituzionale, una sorta di cancelliere europeo che garantisce, con l'ausilio tecnico di Mario Draghi, una stabilità di forma e di sostanza. Le linee guida del nuovo collegio europeo sono dettate dal rapporto Draghi: competitività,  decarbonizzazione e digitalizzazione. Su questi tre punti si concentra l'attività dei commissari.  La missione di Raffaele Fitto. Al di là del messaggio politico e dell'apertura di Ursula von der Leyen ai Conservatori, la missione di Raffaele Fitto è delicata e centrale. Fitto gestirà i fondi dei Pnrr insieme al lettone Valdis Dombrovskis, che avrà il portafoglio all’Economia ma non sarà più vicepresidente esecutivo.  “Realizzare le riforme e gli investimenti concordati stabiliti nei Pnrr dei Paesi Ue entro la scadenza del 2026 sarà una sfida significativa e richiede sforzi costanti da parte di tutti i Paesi e della Commissione", è l’indicazione contenuta nella lettera inviata da Von der Leyen al commissario italiano.  Il ruolo decisivo di Mario Draghi. La vera mente ispiratrice di questa nuova Commissione resta Mario Draghi che ha presentato il suo rapporto davanti al Parlamento europeo. Draghi ha insistito sulla necessità di una forma di finanziamento emessa a livello comunitario. "Se ci si oppone alla costruzione di un vero mercato unico, all'integrazione del mercato dei capitali e all'emissione del debito comune, ci si oppone ai nostri obiettivi Ue", ha detto Draghi, secondo cui il debito comune, "non è per la spesa pubblica generale o per i sussidi", ma "per realizzare gli obiettivi fondamentali" per la nostra futura competitività. Qui si cimenterà il futuro europeo nei prossimi anni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/75ac75a3c6e440ddf26f1974c3fc8430.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo strano attentato contro Donald Trump | 17/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-strano-attentato-contro-donald-trump-17-09-2024-il-corsivo--64555843</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Lo strano attentato contro Donald Trump. Quello contro il candidato repubblicano Donald Trump è certamente uno strano attentato.  L'arma ritrovata nell'area dove si era nascosto Ryan Wesley Routh non era un fucile di alta precisione, anche con l'uso del mirino.  Il modello sequestrato dal Secret Service è un semiautomatico tipo Sks, erroneamente definito nelle prime ore dalla polizia come un modello simile all Ak-47, il Kalashnikov da guerra.  Ryan Routh ha circolato nell'area vicino al club di golf dell'ex presidente per 12 ore prima di essere affrontato da un agente del Secret Service.  Il fucile abbandonato da Ryan Routh aveva il numero di serie parzialmente abraso.   La dinamica del presunto attentato Erano circa le 13,31 quando un agente speciale assegnato alla sicurezza dell'ex presidente stava camminando lungo il perimetro del Trump International Golf Club, quando ha visto spuntare un fucile da una fila di alberi.  L'agente ha sparato in direzione del fucile. Un testimone ha visto un uomo, poi identificato come Routh, lasciare l'area, entrare in una Nissan e allontanarsi ad alta velocità.  Nell'area da cui Routh era scappato sono state trovate una camera digitale, due borse, incluso uno zaino, un fucile carico tipo Sks con mirino e una busta di plastica nera con dentro cibo.   Il procuratore: difficile provare che Routh mirava a Trump.  Secondo Dave Aronberg, procuratore statale di Palm Beach, Florida,  Routh potrebbe non essere incriminato per aver tentato di uccidere Donald Trump, o almeno potrebbe risultare difficile per la corte federale dimostrare che l'obiettivo era l'ex presidente. Questo perchè la distanza in cui si trovava Routh, al confine con il golf club di West Palm Beach, tra i trecento e i 450 metri da Trump, potrebbe essere considerata troppo alta per confermare l'ipotesi dell'assassinio.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 17 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555843/corsivo_17_09_2024_08_25.mp3" length="2342252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Lo strano attentato contro Donald Trump. Quello contro il candidato repubblicano Donald Trump è certamente uno strano attentato.  L'arma ritrovata nell'area dove si era nascosto Ryan Wesley Routh non era un fucile di alta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Lo strano attentato contro Donald Trump. Quello contro il candidato repubblicano Donald Trump è certamente uno strano attentato.  L'arma ritrovata nell'area dove si era nascosto Ryan Wesley Routh non era un fucile di alta precisione, anche con l'uso del mirino.  Il modello sequestrato dal Secret Service è un semiautomatico tipo Sks, erroneamente definito nelle prime ore dalla polizia come un modello simile all Ak-47, il Kalashnikov da guerra.  Ryan Routh ha circolato nell'area vicino al club di golf dell'ex presidente per 12 ore prima di essere affrontato da un agente del Secret Service.  Il fucile abbandonato da Ryan Routh aveva il numero di serie parzialmente abraso.   La dinamica del presunto attentato Erano circa le 13,31 quando un agente speciale assegnato alla sicurezza dell'ex presidente stava camminando lungo il perimetro del Trump International Golf Club, quando ha visto spuntare un fucile da una fila di alberi.  L'agente ha sparato in direzione del fucile. Un testimone ha visto un uomo, poi identificato come Routh, lasciare l'area, entrare in una Nissan e allontanarsi ad alta velocità.  Nell'area da cui Routh era scappato sono state trovate una camera digitale, due borse, incluso uno zaino, un fucile carico tipo Sks con mirino e una busta di plastica nera con dentro cibo.   Il procuratore: difficile provare che Routh mirava a Trump.  Secondo Dave Aronberg, procuratore statale di Palm Beach, Florida,  Routh potrebbe non essere incriminato per aver tentato di uccidere Donald Trump, o almeno potrebbe risultare difficile per la corte federale dimostrare che l'obiettivo era l'ex presidente. Questo perchè la distanza in cui si trovava Routh, al confine con il golf club di West Palm Beach, tra i trecento e i 450 metri da Trump, potrebbe essere considerata troppo alta per confermare l'ipotesi dell'assassinio.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/16d456bbcc4786a2e578949bdecd7b2b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo strano attentato contro Donald Trump | 17/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-strano-attentato-contro-donald-trump-17-09-2024-il-corsivo--61898654</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Lo strano attentato contro Donald Trump. Quello contro il candidato repubblicano Donald Trump è certamente uno strano attentato.  L'arma ritrovata nell'area dove si era nascosto Ryan Wesley Routh non era un fucile di alta precisione, anche con l'uso del mirino.  Il modello sequestrato dal Secret Service è un semiautomatico tipo Sks, erroneamente definito nelle prime ore dalla polizia come un modello simile all Ak-47, il Kalashnikov da guerra.  Ryan Routh ha circolato nell'area vicino al club di golf dell'ex presidente per 12 ore prima di essere affrontato da un agente del Secret Service.  Il fucile abbandonato da Ryan Routh aveva il numero di serie parzialmente abraso.   La dinamica del presunto attentato Erano circa le 13,31 quando un agente speciale assegnato alla sicurezza dell'ex presidente stava camminando lungo il perimetro del Trump International Golf Club, quando ha visto spuntare un fucile da una fila di alberi.  L'agente ha sparato in direzione del fucile. Un testimone ha visto un uomo, poi identificato come Routh, lasciare l'area, entrare in una Nissan e allontanarsi ad alta velocità.  Nell'area da cui Routh era scappato sono state trovate una camera digitale, due borse, incluso uno zaino, un fucile carico tipo Sks con mirino e una busta di plastica nera con dentro cibo.   Il procuratore: difficile provare che Routh mirava a Trump.  Secondo Dave Aronberg, procuratore statale di Palm Beach, Florida,  Routh potrebbe non essere incriminato per aver tentato di uccidere Donald Trump, o almeno potrebbe risultare difficile per la corte federale dimostrare che l'obiettivo era l'ex presidente. Questo perchè la distanza in cui si trovava Routh, al confine con il golf club di West Palm Beach, tra i trecento e i 450 metri da Trump, potrebbe essere considerata troppo alta per confermare l'ipotesi dell'assassinio.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 17 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61898654/corsivo_17_09_2024_08_25.mp3" length="2342252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Lo strano attentato contro Donald Trump. 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Quello contro il candidato repubblicano Donald Trump è certamente uno strano attentato.  L'arma ritrovata nell'area dove si era nascosto Ryan Wesley Routh non era un fucile di alta precisione, anche con l'uso del mirino.  Il modello sequestrato dal Secret Service è un semiautomatico tipo Sks, erroneamente definito nelle prime ore dalla polizia come un modello simile all Ak-47, il Kalashnikov da guerra.  Ryan Routh ha circolato nell'area vicino al club di golf dell'ex presidente per 12 ore prima di essere affrontato da un agente del Secret Service.  Il fucile abbandonato da Ryan Routh aveva il numero di serie parzialmente abraso.   La dinamica del presunto attentato Erano circa le 13,31 quando un agente speciale assegnato alla sicurezza dell'ex presidente stava camminando lungo il perimetro del Trump International Golf Club, quando ha visto spuntare un fucile da una fila di alberi.  L'agente ha sparato in direzione del fucile. Un testimone ha visto un uomo, poi identificato come Routh, lasciare l'area, entrare in una Nissan e allontanarsi ad alta velocità.  Nell'area da cui Routh era scappato sono state trovate una camera digitale, due borse, incluso uno zaino, un fucile carico tipo Sks con mirino e una busta di plastica nera con dentro cibo.   Il procuratore: difficile provare che Routh mirava a Trump.  Secondo Dave Aronberg, procuratore statale di Palm Beach, Florida,  Routh potrebbe non essere incriminato per aver tentato di uccidere Donald Trump, o almeno potrebbe risultare difficile per la corte federale dimostrare che l'obiettivo era l'ex presidente. Questo perchè la distanza in cui si trovava Routh, al confine con il golf club di West Palm Beach, tra i trecento e i 450 metri da Trump, potrebbe essere considerata troppo alta per confermare l'ipotesi dell'assassinio.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/16d456bbcc4786a2e578949bdecd7b2b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini | 16/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/governo-in-difficolta-dopo-la-richiesta-di-condanna-a-sei-anni-di-reclusione-per-salvini-16-09-2024-il-corsivo--64555877</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini. L'esecutivo guidato da Giorgia Meloni si trova alle prese con gli strascichi del caso Boccia/Sangiuliano, con le divisioni interne sui diritti civili come lo ius scholae, con l'opposizione dei socialisti, verdi e liberali europei contrari alla nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo, con un patto di stabilità i cui conti al momento non tornano. L'ultima grana è giudiziaria, e riguarda la richiesta dei pm di Palermo di sei anni di reclusione per Matteo Salvini nel processo Open Arms. Il ministro dei Trasporti e Infrastrutture e leader della Lega incassa la solidarietà della premier Giorgia Meloni, del suo partito e degli alleati, mostra i muscoli in tv ostentando sicurezza sui tempi lunghi della giustizia, chiama a raccolta i militanti della Lega ad una mobilitazione permanente da qui al 18 ottobre, quando si terrà il raduno tradizionale sul prato di Pontida.  Il processo Open Arms e gli equilibri nel Governo e nella Lega. Il processo Open Arms vola verso le fasi finali del dibattimento. Dopo la richiesta dei pm a sei anni di carcere ci sarà l'arringa difensiva dell'avvocato Giulia Bongiorno che si preannuncia agguerrita. Comunque la sentenza arriverà entro l’anno. Una condanna, anche se in primo grado, metterebbe in difficoltà Salvini non solo nei rapporti con Meloni ma anche negli equilibri interni alla Lega. Una possibile richiesta di cambio al vertice potrebbe partire dalla base leghista, anche se non si intravede all'orizzonte un suo successore. Non a caso Salvini ha annunciato che il congresso federale, il primo da sette anni,  fissato entro l’anno, slitterà al 2025.  Nel frattempo sono stati designati due nuovi vicesegretari, il fedelissimo veneto Alberto Stefani e il luogotenente al Sud, Claudio Durigon, al posto di Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. La mossa lo rende protetto in vista di mesi complicati tra le beghe giudiziarie e l’ascesa di Roberto Vannacci, che la prossima settimana allestirà la sua prima kermesse personale, a Viterbo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 16 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555877/corsivo_16_09_2024_08_25.mp3" length="2333420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini. 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Il ministro dei Trasporti e Infrastrutture e leader della Lega incassa la solidarietà della premier Giorgia Meloni, del suo partito e degli alleati, mostra i muscoli in tv ostentando sicurezza sui tempi lunghi della giustizia, chiama a raccolta i militanti della Lega ad una mobilitazione permanente da qui al 18 ottobre, quando si terrà il raduno tradizionale sul prato di Pontida.  Il processo Open Arms e gli equilibri nel Governo e nella Lega. Il processo Open Arms vola verso le fasi finali del dibattimento. Dopo la richiesta dei pm a sei anni di carcere ci sarà l'arringa difensiva dell'avvocato Giulia Bongiorno che si preannuncia agguerrita. Comunque la sentenza arriverà entro l’anno. Una condanna, anche se in primo grado, metterebbe in difficoltà Salvini non solo nei rapporti con Meloni ma anche negli equilibri interni alla Lega. Una possibile richiesta di cambio al vertice potrebbe partire dalla base leghista, anche se non si intravede all'orizzonte un suo successore. Non a caso Salvini ha annunciato che il congresso federale, il primo da sette anni,  fissato entro l’anno, slitterà al 2025.  Nel frattempo sono stati designati due nuovi vicesegretari, il fedelissimo veneto Alberto Stefani e il luogotenente al Sud, Claudio Durigon, al posto di Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. La mossa lo rende protetto in vista di mesi complicati tra le beghe giudiziarie e l’ascesa di Roberto Vannacci, che la prossima settimana allestirà la sua prima kermesse personale, a Viterbo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b67f91fc465e365e12ab7b87f30c9fb1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini | 16/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/governo-in-difficolta-dopo-la-richiesta-di-condanna-a-sei-anni-di-reclusione-per-salvini-16-09-2024-il-corsivo--61803535</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini. L'esecutivo guidato da Giorgia Meloni si trova alle prese con gli strascichi del caso Boccia/Sangiuliano, con le divisioni interne sui diritti civili come lo ius scholae, con l'opposizione dei socialisti, verdi e liberali europei contrari alla nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo, con un patto di stabilità i cui conti al momento non tornano. L'ultima grana è giudiziaria, e riguarda la richiesta dei pm di Palermo di sei anni di reclusione per Matteo Salvini nel processo Open Arms. Il ministro dei Trasporti e Infrastrutture e leader della Lega incassa la solidarietà della premier Giorgia Meloni, del suo partito e degli alleati, mostra i muscoli in tv ostentando sicurezza sui tempi lunghi della giustizia, chiama a raccolta i militanti della Lega ad una mobilitazione permanente da qui al 18 ottobre, quando si terrà il raduno tradizionale sul prato di Pontida.  Il processo Open Arms e gli equilibri nel Governo e nella Lega. Il processo Open Arms vola verso le fasi finali del dibattimento. Dopo la richiesta dei pm a sei anni di carcere ci sarà l'arringa difensiva dell'avvocato Giulia Bongiorno che si preannuncia agguerrita. Comunque la sentenza arriverà entro l’anno. Una condanna, anche se in primo grado, metterebbe in difficoltà Salvini non solo nei rapporti con Meloni ma anche negli equilibri interni alla Lega. Una possibile richiesta di cambio al vertice potrebbe partire dalla base leghista, anche se non si intravede all'orizzonte un suo successore. Non a caso Salvini ha annunciato che il congresso federale, il primo da sette anni,  fissato entro l’anno, slitterà al 2025.  Nel frattempo sono stati designati due nuovi vicesegretari, il fedelissimo veneto Alberto Stefani e il luogotenente al Sud, Claudio Durigon, al posto di Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. La mossa lo rende protetto in vista di mesi complicati tra le beghe giudiziarie e l’ascesa di Roberto Vannacci, che la prossima settimana allestirà la sua prima kermesse personale, a Viterbo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_16-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 16 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61803535/corsivo_16_09_2024_08_25.mp3" length="2333420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini. L'esecutivo guidato da Giorgia Meloni si trova alle prese con gli strascichi del caso Boccia/Sangiuliano, con le divisioni interne...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini. L'esecutivo guidato da Giorgia Meloni si trova alle prese con gli strascichi del caso Boccia/Sangiuliano, con le divisioni interne sui diritti civili come lo ius scholae, con l'opposizione dei socialisti, verdi e liberali europei contrari alla nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo, con un patto di stabilità i cui conti al momento non tornano. L'ultima grana è giudiziaria, e riguarda la richiesta dei pm di Palermo di sei anni di reclusione per Matteo Salvini nel processo Open Arms. Il ministro dei Trasporti e Infrastrutture e leader della Lega incassa la solidarietà della premier Giorgia Meloni, del suo partito e degli alleati, mostra i muscoli in tv ostentando sicurezza sui tempi lunghi della giustizia, chiama a raccolta i militanti della Lega ad una mobilitazione permanente da qui al 18 ottobre, quando si terrà il raduno tradizionale sul prato di Pontida.  Il processo Open Arms e gli equilibri nel Governo e nella Lega. Il processo Open Arms vola verso le fasi finali del dibattimento. Dopo la richiesta dei pm a sei anni di carcere ci sarà l'arringa difensiva dell'avvocato Giulia Bongiorno che si preannuncia agguerrita. Comunque la sentenza arriverà entro l’anno. Una condanna, anche se in primo grado, metterebbe in difficoltà Salvini non solo nei rapporti con Meloni ma anche negli equilibri interni alla Lega. Una possibile richiesta di cambio al vertice potrebbe partire dalla base leghista, anche se non si intravede all'orizzonte un suo successore. Non a caso Salvini ha annunciato che il congresso federale, il primo da sette anni,  fissato entro l’anno, slitterà al 2025.  Nel frattempo sono stati designati due nuovi vicesegretari, il fedelissimo veneto Alberto Stefani e il luogotenente al Sud, Claudio Durigon, al posto di Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. La mossa lo rende protetto in vista di mesi complicati tra le beghe giudiziarie e l’ascesa di Roberto Vannacci, che la prossima settimana allestirà la sua prima kermesse personale, a Viterbo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b67f91fc465e365e12ab7b87f30c9fb1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele non si ferma. Strage in una scuola: decine di morti, sei erano funzionari Onu | 13/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-non-si-ferma-strage-in-una-scuola-decine-di-morti-sei-erano-funzionari-onu-13-09-2024-il-corsivo--64555840</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Israele non si ferma. Strage in una scuola: decine di morti, sei erano funzionari Onu. Le immagini dell'ultimo scempio del conflitto tra Israele e Hamas fanno rabbrividire anche il più duro fautore della guerra. Ci sono sei funzionari dell’Onu dell’Agenzia dei rifugiati tra le vittime, e un numero non ancora preciso tra morti e feriti del raid aereo su una scuola che ospita centinaia di donne e bambini nel campo profughi di Nuseirat. Come in un copione già visto, l'esercito israeliano afferma che tre dei sei membri dell'Onu erano in realtà militanti di Hamas. In realtà non ci sono prove provate, ma si prosegue con la tecnica delle stragi e dell'orrore. Tutto avviene mentre la Corte internazionale di giustizia dell'Aja respinge la richiesta del Sudafrica di prorogare la scadenza per la presentazione delle prove del presunto genocidio di Israele a Gaza. E il negoziato in corso va verso il sostanziale fallimento con Netanyahu che accusa Hamas di ostacolare lo svolgimento delle trattative.    Truppe speciali israeliane attaccano il sito militare di Masyaf. Le forze speciali israeliane hanno effettuato raid in presunti siti militari nella zona di Masyaf in Siria all’inizio di questa settimana: almeno 14 persone sarebbero state uccise, 43 ferite e diversi incendi sono scoppiati. Il centro di ricerca colpito a Masyaf è stato a lungo associato alla produzione di armi chimiche e missili di precisione da parte del regime siriano e delle forze iraniane. Se questa notizia fosse confermata, il conflitto già allargato al sud del Libano, all'Iran, si estenderebbe anche in Siria con l'utilizzo di armi batteriologiche vietate da tutte le convenzioni internazionali. La guerra di lunga durata continua e i segnali di pace sono inesistenti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 13 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555840/corsivo_13_09_2024_08_25.mp3" length="2112236" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Israele non si ferma. 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Tutto avviene mentre la Corte internazionale di giustizia dell'Aja respinge la richiesta del Sudafrica di prorogare la scadenza per la presentazione delle prove del presunto genocidio di Israele a Gaza. E il negoziato in corso va verso il sostanziale fallimento con Netanyahu che accusa Hamas di ostacolare lo svolgimento delle trattative.    Truppe speciali israeliane attaccano il sito militare di Masyaf. Le forze speciali israeliane hanno effettuato raid in presunti siti militari nella zona di Masyaf in Siria all’inizio di questa settimana: almeno 14 persone sarebbero state uccise, 43 ferite e diversi incendi sono scoppiati. Il centro di ricerca colpito a Masyaf è stato a lungo associato alla produzione di armi chimiche e missili di precisione da parte del regime siriano e delle forze iraniane. 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Tutto avviene mentre la Corte internazionale di giustizia dell'Aja respinge la richiesta del Sudafrica di prorogare la scadenza per la presentazione delle prove del presunto genocidio di Israele a Gaza. E il negoziato in corso va verso il sostanziale fallimento con Netanyahu che accusa Hamas di ostacolare lo svolgimento delle trattative.    Truppe speciali israeliane attaccano il sito militare di Masyaf. Le forze speciali israeliane hanno effettuato raid in presunti siti militari nella zona di Masyaf in Siria all’inizio di questa settimana: almeno 14 persone sarebbero state uccise, 43 ferite e diversi incendi sono scoppiati. Il centro di ricerca colpito a Masyaf è stato a lungo associato alla produzione di armi chimiche e missili di precisione da parte del regime siriano e delle forze iraniane. Se questa notizia fosse confermata, il conflitto già allargato al sud del Libano, all'Iran, si estenderebbe anche in Siria con l'utilizzo di armi batteriologiche vietate da tutte le convenzioni internazionali. 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Tutto avviene mentre la Corte internazionale di giustizia dell'Aja respinge la richiesta del Sudafrica di prorogare la scadenza per la presentazione delle prove del presunto genocidio di Israele a Gaza. E il negoziato in corso va verso il sostanziale fallimento con Netanyahu che accusa Hamas di ostacolare lo svolgimento delle trattative.    Truppe speciali israeliane attaccano il sito militare di Masyaf. Le forze speciali israeliane hanno effettuato raid in presunti siti militari nella zona di Masyaf in Siria all’inizio di questa settimana: almeno 14 persone sarebbero state uccise, 43 ferite e diversi incendi sono scoppiati. Il centro di ricerca colpito a Masyaf è stato a lungo associato alla produzione di armi chimiche e missili di precisione da parte del regime siriano e delle forze iraniane. 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Sondaggi: ha vinto la candidata dem | 12/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-attacca-abc-dopo-il-duello-tv-con-harris-sondaggi-ha-vinto-la-candidata-dem-12-09-2024-il-corsivo--64555836</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Trump attacca Abc dopo il duello tv con Harris.  Donald Trump attacca la Abc dopo il faccia a faccia con Kamala Harris e si spinge a dire che si è trattato di un dibattito truccato, e che bisognerebbe togliere la licenza alla rete. Il candidato repubblicano si rifugia nel salotto comodo di Fox News per raccontare la sua verità sulla sua apparizione in tv. “Siccome ho vinto il dibattito, non so se voglio farne un altro”, ha detto rispondendo a Harris che gli ha proposto un nuovo duello tv per ottobre. Se mai dovesse esserci questa possibilità non vorrebbe Martha MacCallum e Bret Baier come moderatori: “Eravamo tre contro uno”.   Sondaggi: ha vinto la candidata dem. Per tutti i sondaggisti, il confronto è stato vinto da Kamala Harris: sempre all’attacco, capace di innervosire il suo rivale senza mai scomporsi. Secondo gli analisti americani Donald Trump è rimasto sulla difensiva: man mano che il duello tra i due candidati alle presidenziali del prossimo 5 novembre prendeva forma, Trump è apparso ingrugnato, irritato, arrabbiato, dimostrando di essere in difficoltà, ma sul piano della comunicazione Harris ha ancora molta strada da fare. Nella sua grossolanità, e spesso nello sfoderare fake nws come quelle su aborto e immigrati, Trump però risulta imbattibile nella retorica e nel populismo che piace ancora ai suoi elettori. Harris affascina con la forza dei contenuti, Trump parla ancora alla pancia del Paese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 12 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555836/corsivo_12_09_2024_08_25.mp3" length="1898348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Trump attacca Abc dopo il duello tv con Harris.  Donald Trump attacca la Abc dopo il faccia a faccia con Kamala Harris e si spinge a dire che si è trattato di un dibattito truccato, e che bisognerebbe togliere la licenza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Trump attacca Abc dopo il duello tv con Harris.  Donald Trump attacca la Abc dopo il faccia a faccia con Kamala Harris e si spinge a dire che si è trattato di un dibattito truccato, e che bisognerebbe togliere la licenza alla rete. 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Verdi, liberali e socialisti europei  si schierano contro la eventuale scelta di Ursula von der Leyen di far rappresentare l'Italia da un esponente di spicco del governo a guida Giorgia Meloni. Non è una questione di lana caprina, ma un vero e proprio diktat della maggioranza uscita vincitrice alle recenti elezioni europee con Ecr all'opposizione. I tre gruppi, nella sostanza, avvertono Ursula von der Leyen che dare troppo spazio ai Conservatori può far venire meno il sostegno dei partiti che l’hanno votata.  La questione è tanto ingarbugliata e delicata che la von der Leyen ha rinviato la presentazione della nuova Commissione.   La posizione dei socialisti I Socialisti Ue elencano le aspettative del gruppo e – oltre al rispetto dell’equilibrio di genere e all’attenzione ai diritti sociali – chiedono “un’equa distribuzione delle posizioni di vicepresidente esecutivo che rifletta la maggioranza del Parlamento europeo“.   La linea dei Verdi Per i Verdi, Ursula von der Leyen è stata eletta a luglio solo perché ha ottenuto anche i voti degli ambientalisti e non quelli dell’estrema destra. "Ecco perché la Commissione non deve spostarsi improvvisamente a destra”, ha attaccato la co-presidente dei Greens, Terry Reintke. I Verdi sono stati decisivi nella elezione della von der Leyen: hanno dato  il loro sostegno in cambio di un ingresso permanente nella maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 11 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555844/corsivo_11_09_2024_08_25.mp3" length="1746284" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nessun vicepresidente esecutivo al gruppo Ecr, dunque a Raffaele Fitto. 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I tre gruppi, nella sostanza, avvertono Ursula von der Leyen che dare troppo spazio ai Conservatori può far venire meno il sostegno dei partiti che l’hanno votata.  La questione è tanto ingarbugliata e delicata che la von der Leyen ha rinviato la presentazione della nuova Commissione.   La posizione dei socialisti I Socialisti Ue elencano le aspettative del gruppo e – oltre al rispetto dell’equilibrio di genere e all’attenzione ai diritti sociali – chiedono “un’equa distribuzione delle posizioni di vicepresidente esecutivo che rifletta la maggioranza del Parlamento europeo“.   La linea dei Verdi Per i Verdi, Ursula von der Leyen è stata eletta a luglio solo perché ha ottenuto anche i voti degli ambientalisti e non quelli dell’estrema destra. "Ecco perché la Commissione non deve spostarsi improvvisamente a destra”, ha attaccato la co-presidente dei Greens, Terry Reintke. I Verdi sono stati decisivi nella elezione della von der Leyen: hanno dato  il loro sostegno in cambio di un ingresso permanente nella maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34a59f86d619eae6d581e95d9f9506ee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Verdi, liberali e socialisti europei contro la nomina di Fitto a vicepresidente esecutivo | 11/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/verdi-liberali-e-socialisti-europei-contro-la-nomina-di-fitto-a-vicepresidente-esecutivo-11-09-2024-il-corsivo--61334402</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nessun vicepresidente esecutivo al gruppo Ecr, dunque a Raffaele Fitto. Verdi, liberali e socialisti europei  si schierano contro la eventuale scelta di Ursula von der Leyen di far rappresentare l'Italia da un esponente di spicco del governo a guida Giorgia Meloni. Non è una questione di lana caprina, ma un vero e proprio diktat della maggioranza uscita vincitrice alle recenti elezioni europee con Ecr all'opposizione. I tre gruppi, nella sostanza, avvertono Ursula von der Leyen che dare troppo spazio ai Conservatori può far venire meno il sostegno dei partiti che l’hanno votata.  La questione è tanto ingarbugliata e delicata che la von der Leyen ha rinviato la presentazione della nuova Commissione.   La posizione dei socialisti I Socialisti Ue elencano le aspettative del gruppo e – oltre al rispetto dell’equilibrio di genere e all’attenzione ai diritti sociali – chiedono “un’equa distribuzione delle posizioni di vicepresidente esecutivo che rifletta la maggioranza del Parlamento europeo“.   La linea dei Verdi Per i Verdi, Ursula von der Leyen è stata eletta a luglio solo perché ha ottenuto anche i voti degli ambientalisti e non quelli dell’estrema destra. "Ecco perché la Commissione non deve spostarsi improvvisamente a destra”, ha attaccato la co-presidente dei Greens, Terry Reintke. I Verdi sono stati decisivi nella elezione della von der Leyen: hanno dato  il loro sostegno in cambio di un ingresso permanente nella maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 11 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61334402/corsivo_11_09_2024_08_25.mp3" length="1746284" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nessun vicepresidente esecutivo al gruppo Ecr, dunque a Raffaele Fitto. 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I tre gruppi, nella sostanza, avvertono Ursula von der Leyen che dare troppo spazio ai Conservatori può far venire meno il sostegno dei partiti che l’hanno votata.  La questione è tanto ingarbugliata e delicata che la von der Leyen ha rinviato la presentazione della nuova Commissione.   La posizione dei socialisti I Socialisti Ue elencano le aspettative del gruppo e – oltre al rispetto dell’equilibrio di genere e all’attenzione ai diritti sociali – chiedono “un’equa distribuzione delle posizioni di vicepresidente esecutivo che rifletta la maggioranza del Parlamento europeo“.   La linea dei Verdi Per i Verdi, Ursula von der Leyen è stata eletta a luglio solo perché ha ottenuto anche i voti degli ambientalisti e non quelli dell’estrema destra. "Ecco perché la Commissione non deve spostarsi improvvisamente a destra”, ha attaccato la co-presidente dei Greens, Terry Reintke. I Verdi sono stati decisivi nella elezione della von der Leyen: hanno dato  il loro sostegno in cambio di un ingresso permanente nella maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34a59f86d619eae6d581e95d9f9506ee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Kiev e Mosca aprono al piano di pace di Scholz. In Germania, il cancelliere è sempre più isolato | 10/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/kiev-e-mosca-aprono-al-piano-di-pace-di-scholz-in-germania-il-cancelliere-e-sempre-piu-isolato-10-09-2024-il-corsivo--64555837</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Kiev e Mosca aprono al piano di pace di Scholz.  Qualcosa si sta muovendo sul fronte diplomatico intorno al piano di pace relativo al conflitto tra Russia e Ucraina che ha in mente il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Da Mosca fanno sapere che la Russia non respinge in anticipo alcuna iniziativa per una fine dell’aggressione russa in Ucraina, ma che è necessario capire i contenuti della proposta. Dall'altra parte, l’ex ambasciatore ucraino in Germania, ora in Brasile, Andrij Melnik, incoraggia il leader tedesco ad aprire un canale con la Russia. E parla di “segnali” dal Cremlino per una mediazione di Brasile, Cina e India. L'idea di Scholz non è ancora formata nella sua completezza, ma solo il fatto che una potenza europea del calibro della Germania si muova intorno alla parola pace è un  segnale positivo. Però il cancelliere punta a una pace giusta, non dettata da Mosca all'Ucraina.   In Germania, il cancelliere è sempre più isolato. L'iniziativa di Scholz non trova grandi consensi in patria. La Cdu definisce l'ipotesi di Scholz un “finto negoziato" con la Russia che rischia di sfociare in un accordo imposto da Mosca. I centristi, alleati con socialdemocratici e liberali, accusano il cancelliere di agire in malafede, dopo che il governo ha dimezzato il suo sostegno all'Ucraina a 4 miliardi di euro nel 2024, rispetto ai quasi 7,5 miliardi del 2024. Basteranno le aperture di Kiev e Mosca per rendere più forte il piano di Scholz?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 10 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555837/corsivo_10_09_2024_08_25.mp3" length="1734764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Kiev e Mosca aprono al piano di pace di Scholz.  Qualcosa si sta muovendo sul fronte diplomatico intorno al piano di pace relativo al conflitto tra Russia e Ucraina che ha in mente il cancelliere tedesco Olaf Scholz. 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Però il cancelliere punta a una pace giusta, non dettata da Mosca all'Ucraina.   In Germania, il cancelliere è sempre più isolato. L'iniziativa di Scholz non trova grandi consensi in patria. La Cdu definisce l'ipotesi di Scholz un “finto negoziato" con la Russia che rischia di sfociare in un accordo imposto da Mosca. I centristi, alleati con socialdemocratici e liberali, accusano il cancelliere di agire in malafede, dopo che il governo ha dimezzato il suo sostegno all'Ucraina a 4 miliardi di euro nel 2024, rispetto ai quasi 7,5 miliardi del 2024. Basteranno le aperture di Kiev e Mosca per rendere più forte il piano di Scholz?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e7bea4436866cfc750e6f6b276f5b98a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Kiev e Mosca aprono al piano di pace di Scholz. 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L'idea di Scholz non è ancora formata nella sua completezza, ma solo il fatto che una potenza europea del calibro della Germania si muova intorno alla parola pace è un  segnale positivo. Però il cancelliere punta a una pace giusta, non dettata da Mosca all'Ucraina.   In Germania, il cancelliere è sempre più isolato. L'iniziativa di Scholz non trova grandi consensi in patria. La Cdu definisce l'ipotesi di Scholz un “finto negoziato" con la Russia che rischia di sfociare in un accordo imposto da Mosca. I centristi, alleati con socialdemocratici e liberali, accusano il cancelliere di agire in malafede, dopo che il governo ha dimezzato il suo sostegno all'Ucraina a 4 miliardi di euro nel 2024, rispetto ai quasi 7,5 miliardi del 2024. Basteranno le aperture di Kiev e Mosca per rendere più forte il piano di Scholz?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 10 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61318538/corsivo_10_09_2024_08_25.mp3" length="1734764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Kiev e Mosca aprono al piano di pace di Scholz.  Qualcosa si sta muovendo sul fronte diplomatico intorno al piano di pace relativo al conflitto tra Russia e Ucraina che ha in mente il cancelliere tedesco Olaf Scholz. 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Però il cancelliere punta a una pace giusta, non dettata da Mosca all'Ucraina.   In Germania, il cancelliere è sempre più isolato. L'iniziativa di Scholz non trova grandi consensi in patria. La Cdu definisce l'ipotesi di Scholz un “finto negoziato" con la Russia che rischia di sfociare in un accordo imposto da Mosca. I centristi, alleati con socialdemocratici e liberali, accusano il cancelliere di agire in malafede, dopo che il governo ha dimezzato il suo sostegno all'Ucraina a 4 miliardi di euro nel 2024, rispetto ai quasi 7,5 miliardi del 2024. Basteranno le aperture di Kiev e Mosca per rendere più forte il piano di Scholz?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e7bea4436866cfc750e6f6b276f5b98a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump | 09/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/martedi-10-il-primo-faccia-a-faccia-tra-kamala-harris-e-donald-trump-09-09-2024-il-corsivo--64555830</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump Domani si capirà se la candidatura di Kamala Harris per i democratici potrà reggere all'urto del radicalismo di Donald Trump. E' il primo match televisivo dopo l'abbandono di Joe Biden alla corsa delle presidenziali del prossimo 5 novembre. ed è tanto più importante perché il sogno del presidente americano di essere confermato in un secondo mandato si era frantumato proprio davanti allo sguardo attonito di milioni di telespettatori.  Il dibattito può lanciare uno dei due candidati. Abc News, la rete che ospiterà il duello da Philadelphia, proprio in Pennsylvania, punterà sull'abilità di due moderatori esperti, David Muir e Linsey Davis, per mantenere il confronto sui binari della chiarezza dei contenuti. La strategia aggressiva di Trump sarà certamente la stessa di sempre, mentre la Harris dovrebbe concentrarsi sui punti del nuovo piano economico della possibile amministrazione democratica.  L'incertezza dei sondaggi A poche ore dalla sfida più attesa della campagna elettorale americana, Harris ha il 52% di probabilità di vincere il 5 novembre, l'Election Day delle presidenziali. La media dei tre modelli predittivi le assegna 270 grandi elettori, il minimo richiesto per andare alla Casa Bianca, contro i 268 di Trump. Due soli grandi elettori di differenza, a meno di due mesi dal voto, sono niente. Il modello sviluppato da FiveThirtyEight, il sito americano che traccia tutti i sondaggi, assegna alla vicepresidente un vantaggio leggermente maggiore: il 55% di probabilità di farcela e 281 voti, mentre quello di The Economist solo il 50% e 270 grandi elettori. Quello elaborato dall'esperto di sondaggi Nate Silver ribalta tutto, dando a Trump addirittura il 61% di possibilità di spuntarla e 278 grandi elettori.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 09 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555830/corsivo_09_09_2024_08_25.mp3" length="2248940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump Domani si capirà se la candidatura di Kamala Harris per i democratici potrà reggere all'urto del radicalismo di Donald Trump. 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La strategia aggressiva di Trump sarà certamente la stessa di sempre, mentre la Harris dovrebbe concentrarsi sui punti del nuovo piano economico della possibile amministrazione democratica.  L'incertezza dei sondaggi A poche ore dalla sfida più attesa della campagna elettorale americana, Harris ha il 52% di probabilità di vincere il 5 novembre, l'Election Day delle presidenziali. La media dei tre modelli predittivi le assegna 270 grandi elettori, il minimo richiesto per andare alla Casa Bianca, contro i 268 di Trump. Due soli grandi elettori di differenza, a meno di due mesi dal voto, sono niente. Il modello sviluppato da FiveThirtyEight, il sito americano che traccia tutti i sondaggi, assegna alla vicepresidente un vantaggio leggermente maggiore: il 55% di probabilità di farcela e 281 voti, mentre quello di The Economist solo il 50% e 270 grandi elettori. Quello elaborato dall'esperto di sondaggi Nate Silver ribalta tutto, dando a Trump addirittura il 61% di possibilità di spuntarla e 278 grandi elettori.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/51644e617e5f2f4659d1057ac731e2e6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump | 09/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/martedi-10-il-primo-faccia-a-faccia-tra-kamala-harris-e-donald-trump-09-09-2024-il-corsivo--61307309</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump Domani si capirà se la candidatura di Kamala Harris per i democratici potrà reggere all'urto del radicalismo di Donald Trump. E' il primo match televisivo dopo l'abbandono di Joe Biden alla corsa delle presidenziali del prossimo 5 novembre. ed è tanto più importante perché il sogno del presidente americano di essere confermato in un secondo mandato si era frantumato proprio davanti allo sguardo attonito di milioni di telespettatori.  Il dibattito può lanciare uno dei due candidati. Abc News, la rete che ospiterà il duello da Philadelphia, proprio in Pennsylvania, punterà sull'abilità di due moderatori esperti, David Muir e Linsey Davis, per mantenere il confronto sui binari della chiarezza dei contenuti. La strategia aggressiva di Trump sarà certamente la stessa di sempre, mentre la Harris dovrebbe concentrarsi sui punti del nuovo piano economico della possibile amministrazione democratica.  L'incertezza dei sondaggi A poche ore dalla sfida più attesa della campagna elettorale americana, Harris ha il 52% di probabilità di vincere il 5 novembre, l'Election Day delle presidenziali. La media dei tre modelli predittivi le assegna 270 grandi elettori, il minimo richiesto per andare alla Casa Bianca, contro i 268 di Trump. Due soli grandi elettori di differenza, a meno di due mesi dal voto, sono niente. Il modello sviluppato da FiveThirtyEight, il sito americano che traccia tutti i sondaggi, assegna alla vicepresidente un vantaggio leggermente maggiore: il 55% di probabilità di farcela e 281 voti, mentre quello di The Economist solo il 50% e 270 grandi elettori. Quello elaborato dall'esperto di sondaggi Nate Silver ribalta tutto, dando a Trump addirittura il 61% di possibilità di spuntarla e 278 grandi elettori.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 09 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61307309/corsivo_09_09_2024_08_25.mp3" length="2248940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump Domani si capirà se la candidatura di Kamala Harris per i democratici potrà reggere all'urto del radicalismo di Donald Trump. E' il primo match...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump Domani si capirà se la candidatura di Kamala Harris per i democratici potrà reggere all'urto del radicalismo di Donald Trump. E' il primo match televisivo dopo l'abbandono di Joe Biden alla corsa delle presidenziali del prossimo 5 novembre. ed è tanto più importante perché il sogno del presidente americano di essere confermato in un secondo mandato si era frantumato proprio davanti allo sguardo attonito di milioni di telespettatori.  Il dibattito può lanciare uno dei due candidati. Abc News, la rete che ospiterà il duello da Philadelphia, proprio in Pennsylvania, punterà sull'abilità di due moderatori esperti, David Muir e Linsey Davis, per mantenere il confronto sui binari della chiarezza dei contenuti. La strategia aggressiva di Trump sarà certamente la stessa di sempre, mentre la Harris dovrebbe concentrarsi sui punti del nuovo piano economico della possibile amministrazione democratica.  L'incertezza dei sondaggi A poche ore dalla sfida più attesa della campagna elettorale americana, Harris ha il 52% di probabilità di vincere il 5 novembre, l'Election Day delle presidenziali. La media dei tre modelli predittivi le assegna 270 grandi elettori, il minimo richiesto per andare alla Casa Bianca, contro i 268 di Trump. Due soli grandi elettori di differenza, a meno di due mesi dal voto, sono niente. Il modello sviluppato da FiveThirtyEight, il sito americano che traccia tutti i sondaggi, assegna alla vicepresidente un vantaggio leggermente maggiore: il 55% di probabilità di farcela e 281 voti, mentre quello di The Economist solo il 50% e 270 grandi elettori. Quello elaborato dall'esperto di sondaggi Nate Silver ribalta tutto, dando a Trump addirittura il 61% di possibilità di spuntarla e 278 grandi elettori.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/51644e617e5f2f4659d1057ac731e2e6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rimpasto di Zelensky non cambia le prospettive della guerra tra Russia e Ucraina | 05/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rimpasto-di-zelensky-non-cambia-le-prospettive-della-guerra-tra-russia-e-ucraina-05-09-2024-il-corsivo--61292220</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Ad uno ad uno se ne vanno gli uomini che hanno diretto la difesa ucraina contro l'invasione russa, sotto la direzione del presidente Zelensky. Il rimpasto del governo di Kiev colpisce una delle figure di punta, il ministro degli Esteri  Dmytro Kuleba, che ha rassegnato le dimissioni in una lettera rivolta al Parlamento. In una intervista alla Cnn Kuleba ha delineato la prospettiva della guerra: per gli ucraini sarà il terzo inverno di guerra, e la popolazione civile dovrà ancora convivere con i blackout, senza certezze nell’erogazione di luce e di riscaldamento, con un conflitto che obbliga la popolazione maschile a partire per il fronte, mentre aumenterà la pressione militare di Mosca sulle città, con nuovi bombardamenti. Il rimpasto voluto da Zelensky è dunque solo di facciata e mira essenzialmente a disegnare una nuova mappa del potere ucraino, più che a lanciare un'offensiva dagli esiti assolutamente insufficienti.   L'offensiva contro Kursk L’azione contro Kursk elimina nei fatti la possibilità di avviare un negoziato, per ottenere da Mosca un cessate il fuoco o un patto limitato a sospendere i bombardamenti sulle centrali elettriche. L'idea di mettere mano alla geografia politica ucraina nasce proprio dall’iniziativa sul territorio russo. L’operazione è stata diretta da Zelensky e dal comandante in capo, il generale Syrsky, che ha tenuto all’oscuro gli alleati e gran parte dei ministri. Alla Nbc, Zelensky ha infatti ammesso: "Neppure l’intelligence ucraina ne era a conoscenza, ho ridotto al massimo il circolo delle persone informate. Credo sia stato uno dei motivi per cui ha avuto successo. La prospettiva della guerra non cambia e nei prossimi mesi dovremmo abituarci ad una escalation sempre più aggressiva da parte di Putin. Il conflitto prosegue ad oltranza. La pace non è all'orizzonte.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 07 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61292220/corsivo_05_09_2024_08_25.mp3" length="2253548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Ad uno ad uno se ne vanno gli uomini che hanno diretto la difesa ucraina contro l'invasione russa, sotto la direzione del presidente Zelensky. 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Il rimpasto voluto da Zelensky è dunque solo di facciata e mira essenzialmente a disegnare una nuova mappa del potere ucraino, più che a lanciare un'offensiva dagli esiti assolutamente insufficienti.   L'offensiva contro Kursk L’azione contro Kursk elimina nei fatti la possibilità di avviare un negoziato, per ottenere da Mosca un cessate il fuoco o un patto limitato a sospendere i bombardamenti sulle centrali elettriche. L'idea di mettere mano alla geografia politica ucraina nasce proprio dall’iniziativa sul territorio russo. L’operazione è stata diretta da Zelensky e dal comandante in capo, il generale Syrsky, che ha tenuto all’oscuro gli alleati e gran parte dei ministri. Alla Nbc, Zelensky ha infatti ammesso: "Neppure l’intelligence ucraina ne era a conoscenza, ho ridotto al massimo il circolo delle persone informate. Credo sia stato uno dei motivi per cui ha avuto successo. La prospettiva della guerra non cambia e nei prossimi mesi dovremmo abituarci ad una escalation sempre più aggressiva da parte di Putin. Il conflitto prosegue ad oltranza. La pace non è all'orizzonte.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8541fb6fefb7413886cb95ad2ef0290a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rimpasto di Zelensky non cambia le prospettive della guerra tra Russia e Ucraina | 05/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rimpasto-di-zelensky-non-cambia-le-prospettive-della-guerra-tra-russia-e-ucraina-05-09-2024-il-corsivo--64555841</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Ad uno ad uno se ne vanno gli uomini che hanno diretto la difesa ucraina contro l'invasione russa, sotto la direzione del presidente Zelensky. Il rimpasto del governo di Kiev colpisce una delle figure di punta, il ministro degli Esteri  Dmytro Kuleba, che ha rassegnato le dimissioni in una lettera rivolta al Parlamento. In una intervista alla Cnn Kuleba ha delineato la prospettiva della guerra: per gli ucraini sarà il terzo inverno di guerra, e la popolazione civile dovrà ancora convivere con i blackout, senza certezze nell’erogazione di luce e di riscaldamento, con un conflitto che obbliga la popolazione maschile a partire per il fronte, mentre aumenterà la pressione militare di Mosca sulle città, con nuovi bombardamenti. Il rimpasto voluto da Zelensky è dunque solo di facciata e mira essenzialmente a disegnare una nuova mappa del potere ucraino, più che a lanciare un'offensiva dagli esiti assolutamente insufficienti.   L'offensiva contro Kursk L’azione contro Kursk elimina nei fatti la possibilità di avviare un negoziato, per ottenere da Mosca un cessate il fuoco o un patto limitato a sospendere i bombardamenti sulle centrali elettriche. L'idea di mettere mano alla geografia politica ucraina nasce proprio dall’iniziativa sul territorio russo. L’operazione è stata diretta da Zelensky e dal comandante in capo, il generale Syrsky, che ha tenuto all’oscuro gli alleati e gran parte dei ministri. Alla Nbc, Zelensky ha infatti ammesso: "Neppure l’intelligence ucraina ne era a conoscenza, ho ridotto al massimo il circolo delle persone informate. Credo sia stato uno dei motivi per cui ha avuto successo. La prospettiva della guerra non cambia e nei prossimi mesi dovremmo abituarci ad una escalation sempre più aggressiva da parte di Putin. Il conflitto prosegue ad oltranza. La pace non è all'orizzonte.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 05 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555841/corsivo_05_09_2024_08_25.mp3" length="2253548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Ad uno ad uno se ne vanno gli uomini che hanno diretto la difesa ucraina contro l'invasione russa, sotto la direzione del presidente Zelensky. 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Il rimpasto voluto da Zelensky è dunque solo di facciata e mira essenzialmente a disegnare una nuova mappa del potere ucraino, più che a lanciare un'offensiva dagli esiti assolutamente insufficienti.   L'offensiva contro Kursk L’azione contro Kursk elimina nei fatti la possibilità di avviare un negoziato, per ottenere da Mosca un cessate il fuoco o un patto limitato a sospendere i bombardamenti sulle centrali elettriche. L'idea di mettere mano alla geografia politica ucraina nasce proprio dall’iniziativa sul territorio russo. L’operazione è stata diretta da Zelensky e dal comandante in capo, il generale Syrsky, che ha tenuto all’oscuro gli alleati e gran parte dei ministri. Alla Nbc, Zelensky ha infatti ammesso: "Neppure l’intelligence ucraina ne era a conoscenza, ho ridotto al massimo il circolo delle persone informate. Credo sia stato uno dei motivi per cui ha avuto successo. La prospettiva della guerra non cambia e nei prossimi mesi dovremmo abituarci ad una escalation sempre più aggressiva da parte di Putin. Il conflitto prosegue ad oltranza. La pace non è all'orizzonte.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8541fb6fefb7413886cb95ad2ef0290a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rimpasto di Zelensky non cambia le prospettive della guerra tra Russia e Ucraina | 05/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rimpasto-di-zelensky-non-cambia-le-prospettive-della-guerra-tra-russia-e-ucraina-05-09-2024-il-corsivo--61270062</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Ad uno ad uno se ne vanno gli uomini che hanno diretto la difesa ucraina contro l'invasione russa, sotto la direzione del presidente Zelensky. 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Il rimpasto voluto da Zelensky è dunque solo di facciata e mira essenzialmente a disegnare una nuova mappa del potere ucraino, più che a lanciare un'offensiva dagli esiti assolutamente insufficienti.   L'offensiva contro Kursk L’azione contro Kursk elimina nei fatti la possibilità di avviare un negoziato, per ottenere da Mosca un cessate il fuoco o un patto limitato a sospendere i bombardamenti sulle centrali elettriche. L'idea di mettere mano alla geografia politica ucraina nasce proprio dall’iniziativa sul territorio russo. L’operazione è stata diretta da Zelensky e dal comandante in capo, il generale Syrsky, che ha tenuto all’oscuro gli alleati e gran parte dei ministri. Alla Nbc, Zelensky ha infatti ammesso: "Neppure l’intelligence ucraina ne era a conoscenza, ho ridotto al massimo il circolo delle persone informate. Credo sia stato uno dei motivi per cui ha avuto successo. La prospettiva della guerra non cambia e nei prossimi mesi dovremmo abituarci ad una escalation sempre più aggressiva da parte di Putin. Il conflitto prosegue ad oltranza. La pace non è all'orizzonte.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 05 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61270062/corsivo_05_09_2024_08_25.mp3" length="2253548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Ad uno ad uno se ne vanno gli uomini che hanno diretto la difesa ucraina contro l'invasione russa, sotto la direzione del presidente Zelensky. 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Teso faccia a faccia con Meloni | 04/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ministro-sangiuliano-non-si-dimette-teso-faccia-a-faccia-con-meloni-04-09-2024-il-corsivo--64555828</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In una qualsiasi altra democrazia europea e internazionale, per molto meno di quello che emerge dal caso di Gennaro Sangiuliano, il ministro avrebbe già rassegnato le dimissioni. Invece il titolare della Cultura rimane al suo posto. La vicenda non riguarda la sfera personale, bensì l'immagine del Governo di Giorgia Meloni. Siamo a fine agosto e la dottoressa Maria Rosaria Boccia sul suo profilo social ringrazia Gennaro Sangiuliano per averla nominata consigliere per i grandi eventi del ministero.  Sangiuliano smentisce la nomina. La mossa scatena dubbi da parte dell'opposizione. Si scoprono una lunga serie di viaggi condivisi da Boccia e Sangiuliano. Iniziano a girare le foto che li riprendono insieme in numerose occasioni istituzionali. La premier Meloni vuole vederci chiaro e incontra Sangiuliano per due ore a Palazzo Chigi.    Boccia pubblica la mail del ministero: contatti per la nomina come consigliera. Il ministro prova a difendersi: assicura che nemmeno un caffè è stato pagato per viaggi e soggiorni con soldi del ministero. Ma nella notte giunge la conferma. Maria Rosaria Boccia aveva avuto un’interlocuzione diretta con il gabinetto del ministro Gennaro Sangiuliano per la sua nomina “a consigliere del ministro per i grandi eventi”. La lettera viene pubblicata dalla stessa Boccia sulla sua pagina Instagram. La mail è del 10 luglio e arriva da uno dei funzionari del gabinetto del Ministero. “Gentilissima dottoressa Boccia. Dando seguito a quanto anticipato poco fa, le allego i contatti miei e del mio collega per qualsiasi esigenza legata alla sua nomina quale consigliere del ministro per “I grandi eventi”, scrivono dal ministero . Non solo. Boccia rende pubblica oggi la registrazione della telefonata avvenuta con lo stesso funzionario qualche minuto prima a riprova che la donna era solita registrare le conversazioni private, anche all’insaputa dell’interlocutore. L'affare si ingarbuglia e il buon senso e la realpolitik consiglierebbe Meloni ad invitare Sangiuliano a farsi da parte. per il bene del Paese.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 04 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555828/corsivo_04_09_2024_08_25.mp3" length="2459372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In una qualsiasi altra democrazia europea e internazionale, per molto meno di quello che emerge dal caso di Gennaro Sangiuliano, il ministro avrebbe già rassegnato le dimissioni. 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La premier Meloni vuole vederci chiaro e incontra Sangiuliano per due ore a Palazzo Chigi.    Boccia pubblica la mail del ministero: contatti per la nomina come consigliera. Il ministro prova a difendersi: assicura che nemmeno un caffè è stato pagato per viaggi e soggiorni con soldi del ministero. Ma nella notte giunge la conferma. Maria Rosaria Boccia aveva avuto un’interlocuzione diretta con il gabinetto del ministro Gennaro Sangiuliano per la sua nomina “a consigliere del ministro per i grandi eventi”. La lettera viene pubblicata dalla stessa Boccia sulla sua pagina Instagram. La mail è del 10 luglio e arriva da uno dei funzionari del gabinetto del Ministero. “Gentilissima dottoressa Boccia. Dando seguito a quanto anticipato poco fa, le allego i contatti miei e del mio collega per qualsiasi esigenza legata alla sua nomina quale consigliere del ministro per “I grandi eventi”, scrivono dal ministero . Non solo. Boccia rende pubblica oggi la registrazione della telefonata avvenuta con lo stesso funzionario qualche minuto prima a riprova che la donna era solita registrare le conversazioni private, anche all’insaputa dell’interlocutore. L'affare si ingarbuglia e il buon senso e la realpolitik consiglierebbe Meloni ad invitare Sangiuliano a farsi da parte. per il bene del Paese.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/90c86b3a1028ab077fec1482dfd06a48.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ministro Sangiuliano non si dimette. Teso faccia a faccia con Meloni | 04/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ministro-sangiuliano-non-si-dimette-teso-faccia-a-faccia-con-meloni-04-09-2024-il-corsivo--61259641</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In una qualsiasi altra democrazia europea e internazionale, per molto meno di quello che emerge dal caso di Gennaro Sangiuliano, il ministro avrebbe già rassegnato le dimissioni. Invece il titolare della Cultura rimane al suo posto. La vicenda non riguarda la sfera personale, bensì l'immagine del Governo di Giorgia Meloni. Siamo a fine agosto e la dottoressa Maria Rosaria Boccia sul suo profilo social ringrazia Gennaro Sangiuliano per averla nominata consigliere per i grandi eventi del ministero.  Sangiuliano smentisce la nomina. La mossa scatena dubbi da parte dell'opposizione. Si scoprono una lunga serie di viaggi condivisi da Boccia e Sangiuliano. Iniziano a girare le foto che li riprendono insieme in numerose occasioni istituzionali. La premier Meloni vuole vederci chiaro e incontra Sangiuliano per due ore a Palazzo Chigi.    Boccia pubblica la mail del ministero: contatti per la nomina come consigliera. Il ministro prova a difendersi: assicura che nemmeno un caffè è stato pagato per viaggi e soggiorni con soldi del ministero. Ma nella notte giunge la conferma. Maria Rosaria Boccia aveva avuto un’interlocuzione diretta con il gabinetto del ministro Gennaro Sangiuliano per la sua nomina “a consigliere del ministro per i grandi eventi”. La lettera viene pubblicata dalla stessa Boccia sulla sua pagina Instagram. La mail è del 10 luglio e arriva da uno dei funzionari del gabinetto del Ministero. “Gentilissima dottoressa Boccia. Dando seguito a quanto anticipato poco fa, le allego i contatti miei e del mio collega per qualsiasi esigenza legata alla sua nomina quale consigliere del ministro per “I grandi eventi”, scrivono dal ministero . Non solo. Boccia rende pubblica oggi la registrazione della telefonata avvenuta con lo stesso funzionario qualche minuto prima a riprova che la donna era solita registrare le conversazioni private, anche all’insaputa dell’interlocutore. L'affare si ingarbuglia e il buon senso e la realpolitik consiglierebbe Meloni ad invitare Sangiuliano a farsi da parte. per il bene del Paese.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 04 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61259641/corsivo_04_09_2024_08_25.mp3" length="2459372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In una qualsiasi altra democrazia europea e internazionale, per molto meno di quello che emerge dal caso di Gennaro Sangiuliano, il ministro avrebbe già rassegnato le dimissioni. 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La premier Meloni vuole vederci chiaro e incontra Sangiuliano per due ore a Palazzo Chigi.    Boccia pubblica la mail del ministero: contatti per la nomina come consigliera. Il ministro prova a difendersi: assicura che nemmeno un caffè è stato pagato per viaggi e soggiorni con soldi del ministero. Ma nella notte giunge la conferma. Maria Rosaria Boccia aveva avuto un’interlocuzione diretta con il gabinetto del ministro Gennaro Sangiuliano per la sua nomina “a consigliere del ministro per i grandi eventi”. La lettera viene pubblicata dalla stessa Boccia sulla sua pagina Instagram. La mail è del 10 luglio e arriva da uno dei funzionari del gabinetto del Ministero. “Gentilissima dottoressa Boccia. Dando seguito a quanto anticipato poco fa, le allego i contatti miei e del mio collega per qualsiasi esigenza legata alla sua nomina quale consigliere del ministro per “I grandi eventi”, scrivono dal ministero . Non solo. Boccia rende pubblica oggi la registrazione della telefonata avvenuta con lo stesso funzionario qualche minuto prima a riprova che la donna era solita registrare le conversazioni private, anche all’insaputa dell’interlocutore. L'affare si ingarbuglia e il buon senso e la realpolitik consiglierebbe Meloni ad invitare Sangiuliano a farsi da parte. per il bene del Paese.      ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/90c86b3a1028ab077fec1482dfd06a48.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd. Scholz ad un bivio | 03/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-crisi-economica-tedesca-aiuta-l-affermazione-degli-ultranazionalisti-di-afd-scholz-ad-un-bivio-03-09-2024-il-corsivo--64555852</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd.  La crisi del modello di crescita tedesco è la causa maggiore dell'affermazione degli ultranazionalisti di destra di Afd. In Germania si registra la frenata di una locomotiva manifatturiera che per lungo tempo ha trascinato il resto d’Europa, ma che la guerra in Ucraina ha lasciato senza il gas a basso costo di Putin. Si tratta di problemi strutturali che rimangono sotto le ceneri e che alle elezioni europee e regionali hanno acceso il fuoco della rabbia e della contestazione: la scarsità di investimenti e la debolezza dei consumi hanno congelato il Paese in una stagnazione che dura ormai da cinque anni. E da cui i tedeschi non vedono via d’uscita. La crescita tedesca prima della pandemia era dovuta in parte a tassi di immigrazione positivi, incoraggiati dai vari governi, e a un modello in cui le grandi aziende esportatrici potevano contare su lavoro flessibile e salari moderati.Oggi tutto pare saltato e crescono i malumori che determinano un deciso spostamento a destra del Paese  Scholz ad un bivio Il cancelliere Scholtz ora è a un bivio. Il suo Governo deve scegliere la via del rinnovamento generazionale, una piccola rivoluzione che deve coinvolgere tutti i partiti, usciti fuori dalle elezioni regionali con le ossa rotte. L'alternativa è il ricompattamento di un esecutivo che non ha chance a breve. La leader di Afd Alice Weidel sostiene oggi su Repubblica che il suo partito non è estremista, non è radicale, ma avverte: la Dexit, l'uscita della Germania dall'Unione Europea, resta una opzione possibile. Afd nella sostanza crede che la Germania per sopravvivere non ha bisogno dell'Europa, e queste idee sono condivise in modo formale da numerose formazioni politiche dei vari paesi della comunità europea. Sottovalutarle sarebbe un errore grave.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 03 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555852/corsivo_03_09_2024_08_25.mp3" length="2232812" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd.  La crisi del modello di crescita tedesco è la causa maggiore dell'affermazione degli ultranazionalisti di destra di Afd. In Germania si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd.  La crisi del modello di crescita tedesco è la causa maggiore dell'affermazione degli ultranazionalisti di destra di Afd. In Germania si registra la frenata di una locomotiva manifatturiera che per lungo tempo ha trascinato il resto d’Europa, ma che la guerra in Ucraina ha lasciato senza il gas a basso costo di Putin. Si tratta di problemi strutturali che rimangono sotto le ceneri e che alle elezioni europee e regionali hanno acceso il fuoco della rabbia e della contestazione: la scarsità di investimenti e la debolezza dei consumi hanno congelato il Paese in una stagnazione che dura ormai da cinque anni. E da cui i tedeschi non vedono via d’uscita. La crescita tedesca prima della pandemia era dovuta in parte a tassi di immigrazione positivi, incoraggiati dai vari governi, e a un modello in cui le grandi aziende esportatrici potevano contare su lavoro flessibile e salari moderati.Oggi tutto pare saltato e crescono i malumori che determinano un deciso spostamento a destra del Paese  Scholz ad un bivio Il cancelliere Scholtz ora è a un bivio. Il suo Governo deve scegliere la via del rinnovamento generazionale, una piccola rivoluzione che deve coinvolgere tutti i partiti, usciti fuori dalle elezioni regionali con le ossa rotte. L'alternativa è il ricompattamento di un esecutivo che non ha chance a breve. La leader di Afd Alice Weidel sostiene oggi su Repubblica che il suo partito non è estremista, non è radicale, ma avverte: la Dexit, l'uscita della Germania dall'Unione Europea, resta una opzione possibile. Afd nella sostanza crede che la Germania per sopravvivere non ha bisogno dell'Europa, e queste idee sono condivise in modo formale da numerose formazioni politiche dei vari paesi della comunità europea. Sottovalutarle sarebbe un errore grave.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0c37503e0f2196df11c78c708731cf0d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd. 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E da cui i tedeschi non vedono via d’uscita. La crescita tedesca prima della pandemia era dovuta in parte a tassi di immigrazione positivi, incoraggiati dai vari governi, e a un modello in cui le grandi aziende esportatrici potevano contare su lavoro flessibile e salari moderati.Oggi tutto pare saltato e crescono i malumori che determinano un deciso spostamento a destra del Paese  Scholz ad un bivio Il cancelliere Scholtz ora è a un bivio. Il suo Governo deve scegliere la via del rinnovamento generazionale, una piccola rivoluzione che deve coinvolgere tutti i partiti, usciti fuori dalle elezioni regionali con le ossa rotte. L'alternativa è il ricompattamento di un esecutivo che non ha chance a breve. La leader di Afd Alice Weidel sostiene oggi su Repubblica che il suo partito non è estremista, non è radicale, ma avverte: la Dexit, l'uscita della Germania dall'Unione Europea, resta una opzione possibile. Afd nella sostanza crede che la Germania per sopravvivere non ha bisogno dell'Europa, e queste idee sono condivise in modo formale da numerose formazioni politiche dei vari paesi della comunità europea. Sottovalutarle sarebbe un errore grave.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 03 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61248109/corsivo_03_09_2024_08_25.mp3" length="2232812" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd.  La crisi del modello di crescita tedesco è la causa maggiore dell'affermazione degli ultranazionalisti di destra di Afd. 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E da cui i tedeschi non vedono via d’uscita. La crescita tedesca prima della pandemia era dovuta in parte a tassi di immigrazione positivi, incoraggiati dai vari governi, e a un modello in cui le grandi aziende esportatrici potevano contare su lavoro flessibile e salari moderati.Oggi tutto pare saltato e crescono i malumori che determinano un deciso spostamento a destra del Paese  Scholz ad un bivio Il cancelliere Scholtz ora è a un bivio. Il suo Governo deve scegliere la via del rinnovamento generazionale, una piccola rivoluzione che deve coinvolgere tutti i partiti, usciti fuori dalle elezioni regionali con le ossa rotte. L'alternativa è il ricompattamento di un esecutivo che non ha chance a breve. La leader di Afd Alice Weidel sostiene oggi su Repubblica che il suo partito non è estremista, non è radicale, ma avverte: la Dexit, l'uscita della Germania dall'Unione Europea, resta una opzione possibile. Afd nella sostanza crede che la Germania per sopravvivere non ha bisogno dell'Europa, e queste idee sono condivise in modo formale da numerose formazioni politiche dei vari paesi della comunità europea. Sottovalutarle sarebbe un errore grave.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0c37503e0f2196df11c78c708731cf0d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd. Gli alleati di Scholz vicini all'estinzione | 02/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-germania-si-afferma-il-partito-di-destra-radicale-afd-gli-alleati-di-scholz-vicini-all-estinzione-02-09-2024-il-corsivo--64555846</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd.  La vittoria del partito dell'ultradestra radicale Afd nelle regionali tedesche è un fiume in piena che travolge la classe politica tedesca uscita fuori dalle ultime elezioni europee dove Afd aveva incassato un risultato imponente e Spd e Cdu si erano fortemente ridimensionati. Fa impressione questo spostamento tedesco perché, dalla fine della seconda guerra mondiale, non era mai accaduto che un partito dichiaratamente neonazista vincesse un’elezione regionale in Germania. L'affermazione di Afd avviene proprio a 90 anni dalla presa del potere di Adolf Hitler, esattamente in Turingia, dove avvenne il primo sostegno dei nazisti a un governo locale, nel 1924.  Bjoern Hoecke è uno degli indubbi vincitori di questo voto: il leader dell’Afd in Turingia incassa quasi il 33%. In Sassonia, il cristianodemocratico Michael Kretschmer ha garantito alla Cdu il sorpasso nei sondaggi nelle ultime due settimane e, per un soffio, lo scettro del primo posto, con il 31,7% - a un punto dall'Afd.   Gli alleati di Scholz vicini all'estinzione I grandi sconfitti sono i tre partiti del litigioso governo tedesco e il cancelliere Olaf Scholz che non gode di grandi simpatie nell'elettorato. Insieme arrivano a malapena a un terzo dei voti incassati da Hoecke: il 6% la Spd, i verdi sfiorano appena il 4% e finiscono sotto la soglia di sbarramento per entrare nel parlamentino regionale, e anche i liberali finiscono fuori, con percentuali talmente minime da figurare nella anonima lista degli “altri”.  In particolare, i socialdemocratici hanno subito una colossale batosta proprio in Turingia che li vide nascere. Nelle ultime settimane i sondaggi erano diventati negativi anche in Sassonia e la Spd temeva di finire sotto alla soglia del 5%, fuori dai parlamentini regionali. Non è stato così, ma il voto di ieri è stato un chiaro avviso di sfratto, il secondo dopo le Europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555846/corsivo_02_09_2024_08_25.mp3" length="2463980" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd.  La vittoria del partito dell'ultradestra radicale Afd nelle regionali tedesche è un fiume in piena che travolge la classe politica tedesca uscita fuori dalle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd.  La vittoria del partito dell'ultradestra radicale Afd nelle regionali tedesche è un fiume in piena che travolge la classe politica tedesca uscita fuori dalle ultime elezioni europee dove Afd aveva incassato un risultato imponente e Spd e Cdu si erano fortemente ridimensionati. Fa impressione questo spostamento tedesco perché, dalla fine della seconda guerra mondiale, non era mai accaduto che un partito dichiaratamente neonazista vincesse un’elezione regionale in Germania. L'affermazione di Afd avviene proprio a 90 anni dalla presa del potere di Adolf Hitler, esattamente in Turingia, dove avvenne il primo sostegno dei nazisti a un governo locale, nel 1924.  Bjoern Hoecke è uno degli indubbi vincitori di questo voto: il leader dell’Afd in Turingia incassa quasi il 33%. In Sassonia, il cristianodemocratico Michael Kretschmer ha garantito alla Cdu il sorpasso nei sondaggi nelle ultime due settimane e, per un soffio, lo scettro del primo posto, con il 31,7% - a un punto dall'Afd.   Gli alleati di Scholz vicini all'estinzione I grandi sconfitti sono i tre partiti del litigioso governo tedesco e il cancelliere Olaf Scholz che non gode di grandi simpatie nell'elettorato. Insieme arrivano a malapena a un terzo dei voti incassati da Hoecke: il 6% la Spd, i verdi sfiorano appena il 4% e finiscono sotto la soglia di sbarramento per entrare nel parlamentino regionale, e anche i liberali finiscono fuori, con percentuali talmente minime da figurare nella anonima lista degli “altri”.  In particolare, i socialdemocratici hanno subito una colossale batosta proprio in Turingia che li vide nascere. Nelle ultime settimane i sondaggi erano diventati negativi anche in Sassonia e la Spd temeva di finire sotto alla soglia del 5%, fuori dai parlamentini regionali. Non è stato così, ma il voto di ieri è stato un chiaro avviso di sfratto, il secondo dopo le Europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/82a0669ce92a011c9b16d5edbd280a6f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd. Gli alleati di Scholz vicini all'estinzione | 02/09/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-germania-si-afferma-il-partito-di-destra-radicale-afd-gli-alleati-di-scholz-vicini-all-estinzione-02-09-2024-il-corsivo--61235902</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd.  La vittoria del partito dell'ultradestra radicale Afd nelle regionali tedesche è un fiume in piena che travolge la classe politica tedesca uscita fuori dalle ultime elezioni europee dove Afd aveva incassato un risultato imponente e Spd e Cdu si erano fortemente ridimensionati. Fa impressione questo spostamento tedesco perché, dalla fine della seconda guerra mondiale, non era mai accaduto che un partito dichiaratamente neonazista vincesse un’elezione regionale in Germania. L'affermazione di Afd avviene proprio a 90 anni dalla presa del potere di Adolf Hitler, esattamente in Turingia, dove avvenne il primo sostegno dei nazisti a un governo locale, nel 1924.  Bjoern Hoecke è uno degli indubbi vincitori di questo voto: il leader dell’Afd in Turingia incassa quasi il 33%. In Sassonia, il cristianodemocratico Michael Kretschmer ha garantito alla Cdu il sorpasso nei sondaggi nelle ultime due settimane e, per un soffio, lo scettro del primo posto, con il 31,7% - a un punto dall'Afd.   Gli alleati di Scholz vicini all'estinzione I grandi sconfitti sono i tre partiti del litigioso governo tedesco e il cancelliere Olaf Scholz che non gode di grandi simpatie nell'elettorato. Insieme arrivano a malapena a un terzo dei voti incassati da Hoecke: il 6% la Spd, i verdi sfiorano appena il 4% e finiscono sotto la soglia di sbarramento per entrare nel parlamentino regionale, e anche i liberali finiscono fuori, con percentuali talmente minime da figurare nella anonima lista degli “altri”.  In particolare, i socialdemocratici hanno subito una colossale batosta proprio in Turingia che li vide nascere. Nelle ultime settimane i sondaggi erano diventati negativi anche in Sassonia e la Spd temeva di finire sotto alla soglia del 5%, fuori dai parlamentini regionali. Non è stato così, ma il voto di ieri è stato un chiaro avviso di sfratto, il secondo dopo le Europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-09-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Sep 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61235902/corsivo_02_09_2024_08_25.mp3" length="2463980" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd.  La vittoria del partito dell'ultradestra radicale Afd nelle regionali tedesche è un fiume in piena che travolge la classe politica tedesca uscita fuori dalle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Germania si afferma il partito di destra radicale Afd.  La vittoria del partito dell'ultradestra radicale Afd nelle regionali tedesche è un fiume in piena che travolge la classe politica tedesca uscita fuori dalle ultime elezioni europee dove Afd aveva incassato un risultato imponente e Spd e Cdu si erano fortemente ridimensionati. Fa impressione questo spostamento tedesco perché, dalla fine della seconda guerra mondiale, non era mai accaduto che un partito dichiaratamente neonazista vincesse un’elezione regionale in Germania. L'affermazione di Afd avviene proprio a 90 anni dalla presa del potere di Adolf Hitler, esattamente in Turingia, dove avvenne il primo sostegno dei nazisti a un governo locale, nel 1924.  Bjoern Hoecke è uno degli indubbi vincitori di questo voto: il leader dell’Afd in Turingia incassa quasi il 33%. In Sassonia, il cristianodemocratico Michael Kretschmer ha garantito alla Cdu il sorpasso nei sondaggi nelle ultime due settimane e, per un soffio, lo scettro del primo posto, con il 31,7% - a un punto dall'Afd.   Gli alleati di Scholz vicini all'estinzione I grandi sconfitti sono i tre partiti del litigioso governo tedesco e il cancelliere Olaf Scholz che non gode di grandi simpatie nell'elettorato. Insieme arrivano a malapena a un terzo dei voti incassati da Hoecke: il 6% la Spd, i verdi sfiorano appena il 4% e finiscono sotto la soglia di sbarramento per entrare nel parlamentino regionale, e anche i liberali finiscono fuori, con percentuali talmente minime da figurare nella anonima lista degli “altri”.  In particolare, i socialdemocratici hanno subito una colossale batosta proprio in Turingia che li vide nascere. Nelle ultime settimane i sondaggi erano diventati negativi anche in Sassonia e la Spd temeva di finire sotto alla soglia del 5%, fuori dai parlamentini regionali. Non è stato così, ma il voto di ieri è stato un chiaro avviso di sfratto, il secondo dopo le Europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/82a0669ce92a011c9b16d5edbd280a6f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Primo vertice di Governo dopo la pausa estiva. Meloni, Salvini e Tajani cercano l'unità | 30/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/primo-vertice-di-governo-dopo-la-pausa-estiva-meloni-salvini-e-tajani-cercano-l-unita-30-08-2024-il-corsivo--61220004</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Primo vertice di Governo dopo la pausa estiva. Meloni, Salvini e Tajani cercano l'unità  Meloni, Salvini e Tajani cercano l'unità nel primo incontro di Governo dopo le vacanze. Molti dossier importanti restano aperti e la premier intende ricompattare la maggioranza in seguito a prese di posizione pubbliche di Tajani di Forza Italia su legge di cittadinanza, autonomia differenziata, e più in generale sull'impianto dell'imminente manovra economica e finanziaria e sulle nomine Rai.   La divisione sulla legge di cittadinanza Lo Ius scholae, tema argomento al centro dell’ultimo scontro politico,  è uno dei punti chiave del chiarimento, perché Forza Italia si è smarcata dal resto della coalizione anche se nel vertice assicurerà che non ci sarà  nessun inciucio con la sinistra. Il leader della Lega Salvini marca la divisione con Tajani e Meloni tenterà un difficile accordo.   Le richieste dei partiti sulla manovra Sulla manovra i due vicepremier, Tajani e Salvini, illustreranno a nome di Forza Italia e della Lega, le rispettive richieste. Ma l'impianto della legge di bilancio messo a punto dai tecnici del ministero e da Giorgetti resta stretto, vista la necessità di alleggerire il macigno del debito pubblico. E Meloni dirà loro che non sarà possibile accontentare tutte le richieste dei partiti.  Le nomine Rai  La Lega vuole il direttore generale con l'intento di bilanciare il peso di Fratelli d’Italia in Rai. Sul presidente si registrano i contrasti. Per Tajani  non c'è alcuna possibilità di ritiro di Simona Agnes. Tuttavia mancano i voti delle opposizioni in Vigilanza. L'accordo è in salita, ci vorranno settimane per trovare la quadra.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 31 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61220004/corsivo_30_08_2024_08_25.mp3" length="1954796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Primo vertice di Governo dopo la pausa estiva. 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Meloni, Salvini e Tajani cercano l'unità | 30/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/primo-vertice-di-governo-dopo-la-pausa-estiva-meloni-salvini-e-tajani-cercano-l-unita-30-08-2024-il-corsivo--64555887</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Primo vertice di Governo dopo la pausa estiva. Meloni, Salvini e Tajani cercano l'unità  Meloni, Salvini e Tajani cercano l'unità nel primo incontro di Governo dopo le vacanze. 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Weber chiede a Meloni una svolta europeista | 29/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manovra-in-salita-il-governo-cerca-le-coperture-finanziarie-weber-chiede-a-meloni-una-svolta-europeista-29-08-2024-il-corsivo--64555847</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Manovra in salita. Il Governo cerca le coperture finanziarie.  Il Governo cerca le coperture finanziarie per la manovra economica 2025, tratta con l'Europa sulla procedura di debito eccessivo e chiede una maggiore flessibilità. Intanto il piano del ministro Giorgetti si concentra sul taglio delle spese dei ministeri che rispondono alzando un muro e rifiutandosi di collaborare a ridurre i budget.  L’ultima idea è quella di tagliare l’assegno base da 57 euro a figlio che oggi va alle famiglie che non presentano l’Isee o ne hanno uno troppo alto, sopra i 45 mila euro. E spostare più risorse alle famiglie molto numerose, con disabili, con una storia di lavoro radicata in Italia. Dovrebbe cambiare, come successo già col Reddito di cittadinanza, anche il nome. L’assegno pesa nel bilancio dello Stato 20 miliardi strutturali. Si rivaluta all’inflazione: quest’anno vale il 5,4% in più dell’anno scorso, da un minimo di 57 a un massimo di 200 euro al mese per un minore. Le famiglie coinvolte sono 6,6 milioni per 10 milioni di figli. La platea potenziale, dice Istat, è di poco più ampia: 10,7 milioni di ragazzi tra 0 e 20 anni. Dure critiche giungono dal presidente del Forum famiglie Adriano Bordignon secondo cui invece è sbagliato abbandonare l'assegno unico in quanto è un sostegno importante per i figli in Italia.  Weber chiede a Meloni una svolta europeista Il presidente del Ppe Manfred Weber sbarca a Roma e incontra Giorgia Meloni . Secondo Weber, la nostra premier in questo momento è isolata, perché Scholz e Macron hanno chiesto a Ursula von der Leyen di non andare oltre il perimetro di Ppe, socialisti e liberali. Hanno fatto pressione affinché non parlasse con la premier italiana, tenendo dunque fuori i Conservatori. L'isolamento ha condotto Roma fuori dalla cabina di comando dell’Unione, almeno in partenza. Una condizione che non piace a Weber che chiede al nostro Governo una svolta europeista convinta. Fino a che punto Meloni girerà le spalle a Matteo Salvini sulle scelte europee?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 29 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555847/corsivo_29_08_2024_08_25.mp3" length="2516972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Manovra in salita. Il Governo cerca le coperture finanziarie.  Il Governo cerca le coperture finanziarie per la manovra economica 2025, tratta con l'Europa sulla procedura di debito eccessivo e chiede una maggiore...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Manovra in salita. Il Governo cerca le coperture finanziarie.  Il Governo cerca le coperture finanziarie per la manovra economica 2025, tratta con l'Europa sulla procedura di debito eccessivo e chiede una maggiore flessibilità. Intanto il piano del ministro Giorgetti si concentra sul taglio delle spese dei ministeri che rispondono alzando un muro e rifiutandosi di collaborare a ridurre i budget.  L’ultima idea è quella di tagliare l’assegno base da 57 euro a figlio che oggi va alle famiglie che non presentano l’Isee o ne hanno uno troppo alto, sopra i 45 mila euro. E spostare più risorse alle famiglie molto numerose, con disabili, con una storia di lavoro radicata in Italia. Dovrebbe cambiare, come successo già col Reddito di cittadinanza, anche il nome. L’assegno pesa nel bilancio dello Stato 20 miliardi strutturali. Si rivaluta all’inflazione: quest’anno vale il 5,4% in più dell’anno scorso, da un minimo di 57 a un massimo di 200 euro al mese per un minore. Le famiglie coinvolte sono 6,6 milioni per 10 milioni di figli. La platea potenziale, dice Istat, è di poco più ampia: 10,7 milioni di ragazzi tra 0 e 20 anni. Dure critiche giungono dal presidente del Forum famiglie Adriano Bordignon secondo cui invece è sbagliato abbandonare l'assegno unico in quanto è un sostegno importante per i figli in Italia.  Weber chiede a Meloni una svolta europeista Il presidente del Ppe Manfred Weber sbarca a Roma e incontra Giorgia Meloni . Secondo Weber, la nostra premier in questo momento è isolata, perché Scholz e Macron hanno chiesto a Ursula von der Leyen di non andare oltre il perimetro di Ppe, socialisti e liberali. Hanno fatto pressione affinché non parlasse con la premier italiana, tenendo dunque fuori i Conservatori. L'isolamento ha condotto Roma fuori dalla cabina di comando dell’Unione, almeno in partenza. Una condizione che non piace a Weber che chiede al nostro Governo una svolta europeista convinta. Fino a che punto Meloni girerà le spalle a Matteo Salvini sulle scelte europee?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f9258ca09746628bdd96ddaa99a0568b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Manovra in salita. Il Governo cerca le coperture finanziarie. Weber chiede a Meloni una svolta europeista | 29/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manovra-in-salita-il-governo-cerca-le-coperture-finanziarie-weber-chiede-a-meloni-una-svolta-europeista-29-08-2024-il-corsivo--61194837</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Manovra in salita. Il Governo cerca le coperture finanziarie.  Il Governo cerca le coperture finanziarie per la manovra economica 2025, tratta con l'Europa sulla procedura di debito eccessivo e chiede una maggiore flessibilità. Intanto il piano del ministro Giorgetti si concentra sul taglio delle spese dei ministeri che rispondono alzando un muro e rifiutandosi di collaborare a ridurre i budget.  L’ultima idea è quella di tagliare l’assegno base da 57 euro a figlio che oggi va alle famiglie che non presentano l’Isee o ne hanno uno troppo alto, sopra i 45 mila euro. E spostare più risorse alle famiglie molto numerose, con disabili, con una storia di lavoro radicata in Italia. Dovrebbe cambiare, come successo già col Reddito di cittadinanza, anche il nome. L’assegno pesa nel bilancio dello Stato 20 miliardi strutturali. Si rivaluta all’inflazione: quest’anno vale il 5,4% in più dell’anno scorso, da un minimo di 57 a un massimo di 200 euro al mese per un minore. Le famiglie coinvolte sono 6,6 milioni per 10 milioni di figli. La platea potenziale, dice Istat, è di poco più ampia: 10,7 milioni di ragazzi tra 0 e 20 anni. Dure critiche giungono dal presidente del Forum famiglie Adriano Bordignon secondo cui invece è sbagliato abbandonare l'assegno unico in quanto è un sostegno importante per i figli in Italia.  Weber chiede a Meloni una svolta europeista Il presidente del Ppe Manfred Weber sbarca a Roma e incontra Giorgia Meloni . Secondo Weber, la nostra premier in questo momento è isolata, perché Scholz e Macron hanno chiesto a Ursula von der Leyen di non andare oltre il perimetro di Ppe, socialisti e liberali. Hanno fatto pressione affinché non parlasse con la premier italiana, tenendo dunque fuori i Conservatori. L'isolamento ha condotto Roma fuori dalla cabina di comando dell’Unione, almeno in partenza. Una condizione che non piace a Weber che chiede al nostro Governo una svolta europeista convinta. Fino a che punto Meloni girerà le spalle a Matteo Salvini sulle scelte europee?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 29 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61194837/corsivo_29_08_2024_08_25.mp3" length="2516972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Manovra in salita. 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Dovrebbe cambiare, come successo già col Reddito di cittadinanza, anche il nome. L’assegno pesa nel bilancio dello Stato 20 miliardi strutturali. Si rivaluta all’inflazione: quest’anno vale il 5,4% in più dell’anno scorso, da un minimo di 57 a un massimo di 200 euro al mese per un minore. Le famiglie coinvolte sono 6,6 milioni per 10 milioni di figli. La platea potenziale, dice Istat, è di poco più ampia: 10,7 milioni di ragazzi tra 0 e 20 anni. Dure critiche giungono dal presidente del Forum famiglie Adriano Bordignon secondo cui invece è sbagliato abbandonare l'assegno unico in quanto è un sostegno importante per i figli in Italia.  Weber chiede a Meloni una svolta europeista Il presidente del Ppe Manfred Weber sbarca a Roma e incontra Giorgia Meloni . Secondo Weber, la nostra premier in questo momento è isolata, perché Scholz e Macron hanno chiesto a Ursula von der Leyen di non andare oltre il perimetro di Ppe, socialisti e liberali. 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Forza Italia sempre più lontana dalla Lega | 28/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-governo-si-tratta-su-manovra-pensioni-autonomia-forza-italia-sempre-piu-lontana-dalla-lega-28-08-2024-il-corsivo--64555831</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Governo avvia la discussione sulla manovra economica e si accende lo scontro tra i partiti della maggioranza che sostiene Giorgia Meloni. La Lega blocca l'ipotesi di ritardare i pensionamenti anticipati attraverso un allungamento delle finestre per chi intende lasciare il posto di lavoro dopo 42 anni e 10 mesi di contributi, un anno in meno per le donne. Per il Mef qualsiasi nuova misura sulle uscite anticipate dovrà essere vincolata al metodo contributivo. Secondo gli ultimi report della Ragioneria dello Stato, la spesa previdenziale continua a salire e non può essere ulteriormente gonfiata. L'indicazione è quella di disincentivare i canali di uscita anticipata, premiando su base volontaria chi decide di restare al lavoro più a lungo, magari con incentivi specifici per alcune categorie.   La procedura per deficit eccessivo e la richiesta di un minimo di flessibilità sulla manovra. L'esecutivo è imbrigliato tra il deficit eccessivo e la richiesta di un minimo di flessibilità sulla manovra. Il rischio è che l’Europa non dia credito alla procedura di rientro dell’Italia per deficit eccessivo, che Giancarlo Giorgetti deve presentare il 20 settembre.  L’Italia dovrà rientrare di circa tredici miliardi all’anno per i prossimi sette anni. E le difficoltà sono notevoli. Il Tesoro si è trovato alle prese con una rivolta nei ministeri, colpiti dalla scure dell’Economia. E la reazione dei singoli dipartimenti è stata dura. La sfida, in effetti, è enorme. Giorgia Meloni ha in programma di incontrare nelle prossime ore Manfred Weber, presidente del Ppe, uomo forte negli equilibri di Bruxelles, antico avversario interno di von der Leyen, necessario però per la sua rielezione. Weber può aiutare Roma, a partire da due dossier fondamentali: il deficit eccessivo e la flessibilità sulla manovra.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 28 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555831/corsivo_28_08_2024_08_25.mp3" length="2397548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Governo avvia la discussione sulla manovra economica e si accende lo scontro tra i partiti della maggioranza che sostiene Giorgia Meloni. 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Giorgia Meloni ha in programma di incontrare nelle prossime ore Manfred Weber, presidente del Ppe, uomo forte negli equilibri di Bruxelles, antico avversario interno di von der Leyen, necessario però per la sua rielezione. 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L'indicazione è quella di disincentivare i canali di uscita anticipata, premiando su base volontaria chi decide di restare al lavoro più a lungo, magari con incentivi specifici per alcune categorie.   La procedura per deficit eccessivo e la richiesta di un minimo di flessibilità sulla manovra. L'esecutivo è imbrigliato tra il deficit eccessivo e la richiesta di un minimo di flessibilità sulla manovra. Il rischio è che l’Europa non dia credito alla procedura di rientro dell’Italia per deficit eccessivo, che Giancarlo Giorgetti deve presentare il 20 settembre.  L’Italia dovrà rientrare di circa tredici miliardi all’anno per i prossimi sette anni. E le difficoltà sono notevoli. Il Tesoro si è trovato alle prese con una rivolta nei ministeri, colpiti dalla scure dell’Economia. E la reazione dei singoli dipartimenti è stata dura. La sfida, in effetti, è enorme. Giorgia Meloni ha in programma di incontrare nelle prossime ore Manfred Weber, presidente del Ppe, uomo forte negli equilibri di Bruxelles, antico avversario interno di von der Leyen, necessario però per la sua rielezione. Weber può aiutare Roma, a partire da due dossier fondamentali: il deficit eccessivo e la flessibilità sulla manovra.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 28 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61181357/corsivo_28_08_2024_08_25.mp3" length="2397548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Governo avvia la discussione sulla manovra economica e si accende lo scontro tra i partiti della maggioranza che sostiene Giorgia Meloni. 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L'indicazione è quella di disincentivare i canali di uscita anticipata, premiando su base volontaria chi decide di restare al lavoro più a lungo, magari con incentivi specifici per alcune categorie.   La procedura per deficit eccessivo e la richiesta di un minimo di flessibilità sulla manovra. L'esecutivo è imbrigliato tra il deficit eccessivo e la richiesta di un minimo di flessibilità sulla manovra. Il rischio è che l’Europa non dia credito alla procedura di rientro dell’Italia per deficit eccessivo, che Giancarlo Giorgetti deve presentare il 20 settembre.  L’Italia dovrà rientrare di circa tredici miliardi all’anno per i prossimi sette anni. E le difficoltà sono notevoli. Il Tesoro si è trovato alle prese con una rivolta nei ministeri, colpiti dalla scure dell’Economia. E la reazione dei singoli dipartimenti è stata dura. La sfida, in effetti, è enorme. Giorgia Meloni ha in programma di incontrare nelle prossime ore Manfred Weber, presidente del Ppe, uomo forte negli equilibri di Bruxelles, antico avversario interno di von der Leyen, necessario però per la sua rielezione. 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Secondo i funzionari delle Nazioni Unite, la sospensione è dovuta ad un nuovo ordine di evacuazione israeliano su Dei- al-Balah, nel centro del territorio palestinese. Dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas il 7 ottobre 2023, l'Onu alcune volte ha ritardato o messo a punto i tempi delle missioni, ma non si è mai spinta ad alzare le mani in segno di resa, ammettendo che ormai gli addetti sono impotenti, non possono più fare nulla di concreto. Tuttavia l'Onu sarebbe intenzionata a riprendere le operazioni umanitarie qualora si aprissero segnali importanti sul piano della sicurezza. Intanto la guerra prosegue e da Gaza si può estendere al sud del Libano.  Le squadre di soccorso palestinesi hanno recuperato i corpi di nove persone dopo che le forze israeliane hanno bombardato due diverse località nel nord di Gaza City nelle prime ore di questa mattina. Cinque delle vittime sono state uccise in un attacco israeliano contro l'edificio Al-Taj in Yarmouk Stree. Le altre quattro vittime sono state colpite in un raid a Jaffa Street, nel quartiere Tuffah della città. Tra di loro ci sarebbero anche dei bambini. A Gaza la situazione è ormai insostenibile. Mancano acqua, corrente, le strutture ospedaliere sono gravemente danneggiate.  Il fallimento dei negoziati  I negoziati in corso non hanno portato nessun risultato concreto. I mediatori sono al lavoro al Cairo e in pressing per una tregua a Gaza per le vaccinazioni antipolio alla popolazione. Israele ha consegnato vaccini per 1,255 milioni attraverso il valico di Kerem Shalom, ma non sono sufficienti. Si lavora ad un primo cessate il fuoco di 72 ore. L'Egitto boccia la richiesta di truppe israeliane al confine con la Striscia. Alcune fonti del Qatar sostengono che si cercano anche soluzioni alternative per sbloccare l'empasse diplomatica e per porre fine alle ostilità, almeno in modo temporaneo.  E' una corsa contro il tempo. E ora senza l'aiuto dell'Onu tutto diventa più fosco.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 27 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555839/corsivo_27_08_2024_08_25.mp3" length="2643308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La decisione dell'Onu di fermare tutte le operazioni umanitarie a Gaza è un segnale preoccupante, frutto del meccanismo innestato dal conflitto. 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Intanto la guerra prosegue e da Gaza si può estendere al sud del Libano.  Le squadre di soccorso palestinesi hanno recuperato i corpi di nove persone dopo che le forze israeliane hanno bombardato due diverse località nel nord di Gaza City nelle prime ore di questa mattina. Cinque delle vittime sono state uccise in un attacco israeliano contro l'edificio Al-Taj in Yarmouk Stree. Le altre quattro vittime sono state colpite in un raid a Jaffa Street, nel quartiere Tuffah della città. Tra di loro ci sarebbero anche dei bambini. A Gaza la situazione è ormai insostenibile. Mancano acqua, corrente, le strutture ospedaliere sono gravemente danneggiate.  Il fallimento dei negoziati  I negoziati in corso non hanno portato nessun risultato concreto. I mediatori sono al lavoro al Cairo e in pressing per una tregua a Gaza per le vaccinazioni antipolio alla popolazione. Israele ha consegnato vaccini per 1,255 milioni attraverso il valico di Kerem Shalom, ma non sono sufficienti. Si lavora ad un primo cessate il fuoco di 72 ore. L'Egitto boccia la richiesta di truppe israeliane al confine con la Striscia. Alcune fonti del Qatar sostengono che si cercano anche soluzioni alternative per sbloccare l'empasse diplomatica e per porre fine alle ostilità, almeno in modo temporaneo.  E' una corsa contro il tempo. E ora senza l'aiuto dell'Onu tutto diventa più fosco.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>166</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/781030051cc897f23e68b39536bfd7bc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Onu sospende le operazioni umanitarie a Gaza: sarebbe pericoloso continuare | 27/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-onu-sospende-le-operazioni-umanitarie-a-gaza-sarebbe-pericoloso-continuare-27-08-2024-il-corsivo--61167236</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La decisione dell'Onu di fermare tutte le operazioni umanitarie a Gaza è un segnale preoccupante, frutto del meccanismo innestato dal conflitto. Secondo i funzionari delle Nazioni Unite, la sospensione è dovuta ad un nuovo ordine di evacuazione israeliano su Dei- al-Balah, nel centro del territorio palestinese. Dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas il 7 ottobre 2023, l'Onu alcune volte ha ritardato o messo a punto i tempi delle missioni, ma non si è mai spinta ad alzare le mani in segno di resa, ammettendo che ormai gli addetti sono impotenti, non possono più fare nulla di concreto. Tuttavia l'Onu sarebbe intenzionata a riprendere le operazioni umanitarie qualora si aprissero segnali importanti sul piano della sicurezza. Intanto la guerra prosegue e da Gaza si può estendere al sud del Libano.  Le squadre di soccorso palestinesi hanno recuperato i corpi di nove persone dopo che le forze israeliane hanno bombardato due diverse località nel nord di Gaza City nelle prime ore di questa mattina. Cinque delle vittime sono state uccise in un attacco israeliano contro l'edificio Al-Taj in Yarmouk Stree. Le altre quattro vittime sono state colpite in un raid a Jaffa Street, nel quartiere Tuffah della città. Tra di loro ci sarebbero anche dei bambini. A Gaza la situazione è ormai insostenibile. Mancano acqua, corrente, le strutture ospedaliere sono gravemente danneggiate.  Il fallimento dei negoziati  I negoziati in corso non hanno portato nessun risultato concreto. I mediatori sono al lavoro al Cairo e in pressing per una tregua a Gaza per le vaccinazioni antipolio alla popolazione. Israele ha consegnato vaccini per 1,255 milioni attraverso il valico di Kerem Shalom, ma non sono sufficienti. Si lavora ad un primo cessate il fuoco di 72 ore. L'Egitto boccia la richiesta di truppe israeliane al confine con la Striscia. Alcune fonti del Qatar sostengono che si cercano anche soluzioni alternative per sbloccare l'empasse diplomatica e per porre fine alle ostilità, almeno in modo temporaneo.  E' una corsa contro il tempo. E ora senza l'aiuto dell'Onu tutto diventa più fosco.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 27 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61167236/corsivo_27_08_2024_08_25.mp3" length="2643308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La decisione dell'Onu di fermare tutte le operazioni umanitarie a Gaza è un segnale preoccupante, frutto del meccanismo innestato dal conflitto. 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Intanto la guerra prosegue e da Gaza si può estendere al sud del Libano.  Le squadre di soccorso palestinesi hanno recuperato i corpi di nove persone dopo che le forze israeliane hanno bombardato due diverse località nel nord di Gaza City nelle prime ore di questa mattina. Cinque delle vittime sono state uccise in un attacco israeliano contro l'edificio Al-Taj in Yarmouk Stree. Le altre quattro vittime sono state colpite in un raid a Jaffa Street, nel quartiere Tuffah della città. Tra di loro ci sarebbero anche dei bambini. A Gaza la situazione è ormai insostenibile. Mancano acqua, corrente, le strutture ospedaliere sono gravemente danneggiate.  Il fallimento dei negoziati  I negoziati in corso non hanno portato nessun risultato concreto. I mediatori sono al lavoro al Cairo e in pressing per una tregua a Gaza per le vaccinazioni antipolio alla popolazione. Israele ha consegnato vaccini per 1,255 milioni attraverso il valico di Kerem Shalom, ma non sono sufficienti. Si lavora ad un primo cessate il fuoco di 72 ore. L'Egitto boccia la richiesta di truppe israeliane al confine con la Striscia. Alcune fonti del Qatar sostengono che si cercano anche soluzioni alternative per sbloccare l'empasse diplomatica e per porre fine alle ostilità, almeno in modo temporaneo.  E' una corsa contro il tempo. E ora senza l'aiuto dell'Onu tutto diventa più fosco.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>166</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/781030051cc897f23e68b39536bfd7bc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Governo non indica il nome del commissario. Lo scontro tra Meloni e Von der Leyen continua | 26/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-governo-non-indica-il-nome-del-commissario-lo-scontro-tra-meloni-e-von-der-leyen-continua-26-08-2024-il-corsivo--64555848</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni non corre buon sangue, e le parate a Lampedusa e nei giorni dell'alluvione in Emilia-Romagna, con gli annunci di piani comuni sui flussi migratori e sulle ricostruzioni, sembrano ricordi lontani, immagini fotografiche sfuocate. Dopo il mancato sostegno di Fratelli d'Italia e della Lega al secondo mandato della Von der Leyen alla guida della Commissione Europea, e il solo voto di appoggio di Forza Italia, ora scoppia un'altra grana. A Bruxelles non piace come Palazzo Chigi ha deciso di gestire la nomina del nuovo commissario Ue. Il termine per le designazioni scade a fine agosto e al momento manca l'Italia. Dei 27 paesi facenti parte dell'Unione Europea, solo in cinque non hanno fornito ancora l’indicazione. Belgio e Bulgaria non hanno ancora un governo pienamente in carica. Il Portogallo si accontenta della nomina di Antonio Costa alla presidenza del consiglio europeo e la Danimarca.  La presidente della Commissione ha già avviato le consultazioni con i commissari indicati e ha ricevuto la conferma che mercoledì in Consiglio dei ministri sarà ufficializzata la candidatura di Raffaele Fitto. Il ritardo di Palazzo Chigi è provocato dai problemi interni alla maggioranza e dai dubbi sulla sostituzione dell’attuale ministro per gli affari europei. Tra gli aspiranti vicepresidenti, Raffaele Fitto che potrebbe avere la delega per i fondi di coesione e il Bilancio, non sembra avere le chance maggiori.  Le dichiarazioni del ministro Giorgetti sul Pnrr Il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sta diventando di nuovo oggetto delle attenzioni europee. Soprattutto dopo le ultime dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lo ha paragonato ai piani quinquennali dell’Urss leninista. La battuta non è stata gradita nei Palazzi dell’Unione e nelle cancellerie del nord Europa che rilevano come  la prima formazione di debito pubblico comune siano state scelte compiute per aiutare in primo luogo l’Italia.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555848/corsivo_26_08_2024_08_25.mp3" length="2392940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni non corre buon sangue, e le parate a Lampedusa e nei giorni dell'alluvione in Emilia-Romagna, con gli annunci di piani comuni sui flussi migratori e sulle ricostruzioni, sembrano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni non corre buon sangue, e le parate a Lampedusa e nei giorni dell'alluvione in Emilia-Romagna, con gli annunci di piani comuni sui flussi migratori e sulle ricostruzioni, sembrano ricordi lontani, immagini fotografiche sfuocate. Dopo il mancato sostegno di Fratelli d'Italia e della Lega al secondo mandato della Von der Leyen alla guida della Commissione Europea, e il solo voto di appoggio di Forza Italia, ora scoppia un'altra grana. A Bruxelles non piace come Palazzo Chigi ha deciso di gestire la nomina del nuovo commissario Ue. Il termine per le designazioni scade a fine agosto e al momento manca l'Italia. Dei 27 paesi facenti parte dell'Unione Europea, solo in cinque non hanno fornito ancora l’indicazione. Belgio e Bulgaria non hanno ancora un governo pienamente in carica. Il Portogallo si accontenta della nomina di Antonio Costa alla presidenza del consiglio europeo e la Danimarca.  La presidente della Commissione ha già avviato le consultazioni con i commissari indicati e ha ricevuto la conferma che mercoledì in Consiglio dei ministri sarà ufficializzata la candidatura di Raffaele Fitto. Il ritardo di Palazzo Chigi è provocato dai problemi interni alla maggioranza e dai dubbi sulla sostituzione dell’attuale ministro per gli affari europei. Tra gli aspiranti vicepresidenti, Raffaele Fitto che potrebbe avere la delega per i fondi di coesione e il Bilancio, non sembra avere le chance maggiori.  Le dichiarazioni del ministro Giorgetti sul Pnrr Il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sta diventando di nuovo oggetto delle attenzioni europee. Soprattutto dopo le ultime dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lo ha paragonato ai piani quinquennali dell’Urss leninista. La battuta non è stata gradita nei Palazzi dell’Unione e nelle cancellerie del nord Europa che rilevano come  la prima formazione di debito pubblico comune siano state scelte compiute per aiutare in primo luogo l’Italia.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a117123647eac7cee6d01c060d8ad68.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Governo non indica il nome del commissario. 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Dei 27 paesi facenti parte dell'Unione Europea, solo in cinque non hanno fornito ancora l’indicazione. Belgio e Bulgaria non hanno ancora un governo pienamente in carica. Il Portogallo si accontenta della nomina di Antonio Costa alla presidenza del consiglio europeo e la Danimarca.  La presidente della Commissione ha già avviato le consultazioni con i commissari indicati e ha ricevuto la conferma che mercoledì in Consiglio dei ministri sarà ufficializzata la candidatura di Raffaele Fitto. Il ritardo di Palazzo Chigi è provocato dai problemi interni alla maggioranza e dai dubbi sulla sostituzione dell’attuale ministro per gli affari europei. Tra gli aspiranti vicepresidenti, Raffaele Fitto che potrebbe avere la delega per i fondi di coesione e il Bilancio, non sembra avere le chance maggiori.  Le dichiarazioni del ministro Giorgetti sul Pnrr Il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sta diventando di nuovo oggetto delle attenzioni europee. Soprattutto dopo le ultime dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lo ha paragonato ai piani quinquennali dell’Urss leninista. La battuta non è stata gradita nei Palazzi dell’Unione e nelle cancellerie del nord Europa che rilevano come  la prima formazione di debito pubblico comune siano state scelte compiute per aiutare in primo luogo l’Italia.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61154314/corsivo_26_08_2024_08_25.mp3" length="2392940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni non corre buon sangue, e le parate a Lampedusa e nei giorni dell'alluvione in Emilia-Romagna, con gli annunci di piani comuni sui flussi migratori e sulle ricostruzioni, sembrano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni non corre buon sangue, e le parate a Lampedusa e nei giorni dell'alluvione in Emilia-Romagna, con gli annunci di piani comuni sui flussi migratori e sulle ricostruzioni, sembrano ricordi lontani, immagini fotografiche sfuocate. Dopo il mancato sostegno di Fratelli d'Italia e della Lega al secondo mandato della Von der Leyen alla guida della Commissione Europea, e il solo voto di appoggio di Forza Italia, ora scoppia un'altra grana. A Bruxelles non piace come Palazzo Chigi ha deciso di gestire la nomina del nuovo commissario Ue. Il termine per le designazioni scade a fine agosto e al momento manca l'Italia. Dei 27 paesi facenti parte dell'Unione Europea, solo in cinque non hanno fornito ancora l’indicazione. Belgio e Bulgaria non hanno ancora un governo pienamente in carica. Il Portogallo si accontenta della nomina di Antonio Costa alla presidenza del consiglio europeo e la Danimarca.  La presidente della Commissione ha già avviato le consultazioni con i commissari indicati e ha ricevuto la conferma che mercoledì in Consiglio dei ministri sarà ufficializzata la candidatura di Raffaele Fitto. Il ritardo di Palazzo Chigi è provocato dai problemi interni alla maggioranza e dai dubbi sulla sostituzione dell’attuale ministro per gli affari europei. Tra gli aspiranti vicepresidenti, Raffaele Fitto che potrebbe avere la delega per i fondi di coesione e il Bilancio, non sembra avere le chance maggiori.  Le dichiarazioni del ministro Giorgetti sul Pnrr Il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sta diventando di nuovo oggetto delle attenzioni europee. Soprattutto dopo le ultime dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lo ha paragonato ai piani quinquennali dell’Urss leninista. La battuta non è stata gradita nei Palazzi dell’Unione e nelle cancellerie del nord Europa che rilevano come  la prima formazione di debito pubblico comune siano state scelte compiute per aiutare in primo luogo l’Italia.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a117123647eac7cee6d01c060d8ad68.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si chiude la Convention di Chicago. Harris rilancia i democratici: sarò presidente di tutti gli americani | 23/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-chiude-la-convention-di-chicago-harris-rilancia-i-democratici-saro-presidente-di-tutti-gli-americani-23-08-2024-il-corsivo--61134723</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris chiude la Convention di Chicago e rilancia i democratici nella corsa presidenziale del 5 novembre contro Donald Trump. Sono stati quattro giorni intensi, dove i riflettori della politica internazionale si sono accesi sullo stadio dell'Union Center. Tutti sono per la Harris: da Joe Biden a Bill Clinton, ai coniugi Obama, alla ex speaker della Camera Nancy Pelosi, e ieri era in chiusura a Beyoncé,  fino alla star della Nba Stephen Curry, appena diventato campione olimpico. Kamala Harris vuole essere presidente di tutti gli americani. "Un presidente che guida e ascolta. Realistico. Pratico. Di buon senso. E che combatte sempre per il popolo americano. Dal tribunale alla Casa Bianca, questo è stato il lavoro della mia vita", ha detto la Harris mentre accettava formalmente la nomination. Il suo è stato un discorso tutto rivolto alla middle class americana, quella più colpita dalle varie crisi economiche e dall'emergenza Covid. "Sappiamo che una classe media forte è sempre stata fondamentale per il successo dell'America. E costruire quella classe media sarà un obiettivo determinante della mia presidenza", sostiene Harris.  L'attacco contro Donald Trump Come tutti i relatori che l'hanno preceduta, anche Kamala Harris non ha risparmiato dure critiche contro Trump. "Considerate il potere che avrà, soprattutto dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena stabilito che sarebbe immune da procedimenti penali", sottolinea nel suo discorso la candidata democratica. E mette in guardia sul rischio che Trump torni alla Casa Bianca: "Trump vuole farci arretrare. America, noi non torneremo indietro, "we are not going back".  Nessun passo indietro sulla politica internazionale Come previsto, la politica di Kamala Harris sarà in continuità con quella di Joe Biden. "Quando sarò presidente gli Stati Uniti resteranno più che mai accanto all'Ucraina e insieme alla Nato e ai nostri partner europei", dice Harris, che assicura: “Non sarò mai amica dei dittatori”. Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente,  Harris è per il diritto di Israele di difendersi, e assicurerà nuove risorse, ma ora è il momento di un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 24 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61134723/corsivo_23_08_2024_08_25.mp3" length="2524652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris chiude la Convention di Chicago e rilancia i democratici nella corsa presidenziale del 5 novembre contro Donald Trump. 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Il suo è stato un discorso tutto rivolto alla middle class americana, quella più colpita dalle varie crisi economiche e dall'emergenza Covid. "Sappiamo che una classe media forte è sempre stata fondamentale per il successo dell'America. E costruire quella classe media sarà un obiettivo determinante della mia presidenza", sostiene Harris.  L'attacco contro Donald Trump Come tutti i relatori che l'hanno preceduta, anche Kamala Harris non ha risparmiato dure critiche contro Trump. "Considerate il potere che avrà, soprattutto dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena stabilito che sarebbe immune da procedimenti penali", sottolinea nel suo discorso la candidata democratica. E mette in guardia sul rischio che Trump torni alla Casa Bianca: "Trump vuole farci arretrare. America, noi non torneremo indietro, "we are not going back".  Nessun passo indietro sulla politica internazionale Come previsto, la politica di Kamala Harris sarà in continuità con quella di Joe Biden. "Quando sarò presidente gli Stati Uniti resteranno più che mai accanto all'Ucraina e insieme alla Nato e ai nostri partner europei", dice Harris, che assicura: “Non sarò mai amica dei dittatori”. Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente,  Harris è per il diritto di Israele di difendersi, e assicurerà nuove risorse, ma ora è il momento di un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c4810fd40963d16431267547f4c73379.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si chiude la Convention di Chicago. Harris rilancia i democratici: sarò presidente di tutti gli americani | 23/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-chiude-la-convention-di-chicago-harris-rilancia-i-democratici-saro-presidente-di-tutti-gli-americani-23-08-2024-il-corsivo--64555855</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris chiude la Convention di Chicago e rilancia i democratici nella corsa presidenziale del 5 novembre contro Donald Trump. Sono stati quattro giorni intensi, dove i riflettori della politica internazionale si sono accesi sullo stadio dell'Union Center. Tutti sono per la Harris: da Joe Biden a Bill Clinton, ai coniugi Obama, alla ex speaker della Camera Nancy Pelosi, e ieri era in chiusura a Beyoncé,  fino alla star della Nba Stephen Curry, appena diventato campione olimpico. Kamala Harris vuole essere presidente di tutti gli americani. "Un presidente che guida e ascolta. Realistico. Pratico. Di buon senso. E che combatte sempre per il popolo americano. Dal tribunale alla Casa Bianca, questo è stato il lavoro della mia vita", ha detto la Harris mentre accettava formalmente la nomination. Il suo è stato un discorso tutto rivolto alla middle class americana, quella più colpita dalle varie crisi economiche e dall'emergenza Covid. "Sappiamo che una classe media forte è sempre stata fondamentale per il successo dell'America. E costruire quella classe media sarà un obiettivo determinante della mia presidenza", sostiene Harris.  L'attacco contro Donald Trump Come tutti i relatori che l'hanno preceduta, anche Kamala Harris non ha risparmiato dure critiche contro Trump. "Considerate il potere che avrà, soprattutto dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena stabilito che sarebbe immune da procedimenti penali", sottolinea nel suo discorso la candidata democratica. E mette in guardia sul rischio che Trump torni alla Casa Bianca: "Trump vuole farci arretrare. America, noi non torneremo indietro, "we are not going back".  Nessun passo indietro sulla politica internazionale Come previsto, la politica di Kamala Harris sarà in continuità con quella di Joe Biden. "Quando sarò presidente gli Stati Uniti resteranno più che mai accanto all'Ucraina e insieme alla Nato e ai nostri partner europei", dice Harris, che assicura: “Non sarò mai amica dei dittatori”. Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente,  Harris è per il diritto di Israele di difendersi, e assicurerà nuove risorse, ma ora è il momento di un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 23 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555855/corsivo_23_08_2024_08_25.mp3" length="2524652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris chiude la Convention di Chicago e rilancia i democratici nella corsa presidenziale del 5 novembre contro Donald Trump. Sono stati quattro giorni intensi, dove i riflettori della politica internazionale si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris chiude la Convention di Chicago e rilancia i democratici nella corsa presidenziale del 5 novembre contro Donald Trump. Sono stati quattro giorni intensi, dove i riflettori della politica internazionale si sono accesi sullo stadio dell'Union Center. Tutti sono per la Harris: da Joe Biden a Bill Clinton, ai coniugi Obama, alla ex speaker della Camera Nancy Pelosi, e ieri era in chiusura a Beyoncé,  fino alla star della Nba Stephen Curry, appena diventato campione olimpico. Kamala Harris vuole essere presidente di tutti gli americani. "Un presidente che guida e ascolta. Realistico. Pratico. Di buon senso. E che combatte sempre per il popolo americano. Dal tribunale alla Casa Bianca, questo è stato il lavoro della mia vita", ha detto la Harris mentre accettava formalmente la nomination. Il suo è stato un discorso tutto rivolto alla middle class americana, quella più colpita dalle varie crisi economiche e dall'emergenza Covid. "Sappiamo che una classe media forte è sempre stata fondamentale per il successo dell'America. E costruire quella classe media sarà un obiettivo determinante della mia presidenza", sostiene Harris.  L'attacco contro Donald Trump Come tutti i relatori che l'hanno preceduta, anche Kamala Harris non ha risparmiato dure critiche contro Trump. "Considerate il potere che avrà, soprattutto dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena stabilito che sarebbe immune da procedimenti penali", sottolinea nel suo discorso la candidata democratica. E mette in guardia sul rischio che Trump torni alla Casa Bianca: "Trump vuole farci arretrare. America, noi non torneremo indietro, "we are not going back".  Nessun passo indietro sulla politica internazionale Come previsto, la politica di Kamala Harris sarà in continuità con quella di Joe Biden. "Quando sarò presidente gli Stati Uniti resteranno più che mai accanto all'Ucraina e insieme alla Nato e ai nostri partner europei", dice Harris, che assicura: “Non sarò mai amica dei dittatori”. Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente,  Harris è per il diritto di Israele di difendersi, e assicurerà nuove risorse, ma ora è il momento di un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7a4d5808994e1fdf857722acad7b2aaa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si chiude la Convention di Chicago. Harris rilancia i democratici: sarò presidente di tutti gli americani | 23/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-chiude-la-convention-di-chicago-harris-rilancia-i-democratici-saro-presidente-di-tutti-gli-americani-23-08-2024-il-corsivo--61121996</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris chiude la Convention di Chicago e rilancia i democratici nella corsa presidenziale del 5 novembre contro Donald Trump. Sono stati quattro giorni intensi, dove i riflettori della politica internazionale si sono accesi sullo stadio dell'Union Center. Tutti sono per la Harris: da Joe Biden a Bill Clinton, ai coniugi Obama, alla ex speaker della Camera Nancy Pelosi, e ieri era in chiusura a Beyoncé,  fino alla star della Nba Stephen Curry, appena diventato campione olimpico. Kamala Harris vuole essere presidente di tutti gli americani. "Un presidente che guida e ascolta. Realistico. Pratico. Di buon senso. E che combatte sempre per il popolo americano. Dal tribunale alla Casa Bianca, questo è stato il lavoro della mia vita", ha detto la Harris mentre accettava formalmente la nomination. Il suo è stato un discorso tutto rivolto alla middle class americana, quella più colpita dalle varie crisi economiche e dall'emergenza Covid. "Sappiamo che una classe media forte è sempre stata fondamentale per il successo dell'America. E costruire quella classe media sarà un obiettivo determinante della mia presidenza", sostiene Harris.  L'attacco contro Donald Trump Come tutti i relatori che l'hanno preceduta, anche Kamala Harris non ha risparmiato dure critiche contro Trump. "Considerate il potere che avrà, soprattutto dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena stabilito che sarebbe immune da procedimenti penali", sottolinea nel suo discorso la candidata democratica. E mette in guardia sul rischio che Trump torni alla Casa Bianca: "Trump vuole farci arretrare. America, noi non torneremo indietro, "we are not going back".  Nessun passo indietro sulla politica internazionale Come previsto, la politica di Kamala Harris sarà in continuità con quella di Joe Biden. "Quando sarò presidente gli Stati Uniti resteranno più che mai accanto all'Ucraina e insieme alla Nato e ai nostri partner europei", dice Harris, che assicura: “Non sarò mai amica dei dittatori”. Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente,  Harris è per il diritto di Israele di difendersi, e assicurerà nuove risorse, ma ora è il momento di un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 23 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61121996/corsivo_23_08_2024_08_25.mp3" length="2524652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris chiude la Convention di Chicago e rilancia i democratici nella corsa presidenziale del 5 novembre contro Donald Trump. 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Il suo è stato un discorso tutto rivolto alla middle class americana, quella più colpita dalle varie crisi economiche e dall'emergenza Covid. "Sappiamo che una classe media forte è sempre stata fondamentale per il successo dell'America. E costruire quella classe media sarà un obiettivo determinante della mia presidenza", sostiene Harris.  L'attacco contro Donald Trump Come tutti i relatori che l'hanno preceduta, anche Kamala Harris non ha risparmiato dure critiche contro Trump. "Considerate il potere che avrà, soprattutto dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena stabilito che sarebbe immune da procedimenti penali", sottolinea nel suo discorso la candidata democratica. E mette in guardia sul rischio che Trump torni alla Casa Bianca: "Trump vuole farci arretrare. America, noi non torneremo indietro, "we are not going back".  Nessun passo indietro sulla politica internazionale Come previsto, la politica di Kamala Harris sarà in continuità con quella di Joe Biden. "Quando sarò presidente gli Stati Uniti resteranno più che mai accanto all'Ucraina e insieme alla Nato e ai nostri partner europei", dice Harris, che assicura: “Non sarò mai amica dei dittatori”. Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente,  Harris è per il diritto di Israele di difendersi, e assicurerà nuove risorse, ma ora è il momento di un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c4810fd40963d16431267547f4c73379.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scontro nel Governo tra Lega e Forza Italia sulla legge di cittadinanza | 22/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scontro-nel-governo-tra-lega-e-forza-italia-sulla-legge-di-cittadinanza-22-08-2024-il-corsivo--64555865</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Lega e Forza Italia le distanze sono sempre più marcate sul nodo centrale della legge sulla cittadinanza. Il leader azzurro Antonio Tajani propone di arricchire il programma di coalizione con la nuova legge di cittadinanza, forse di approvare il provvedimento con una maggioranza trasversale con le opposizioni. Lo status può essere riconosciuto ai minori stranieri che faranno un percorso di studi completo: è in sintesi la traccia di una proposta di legge su cui Forza Italia si confronterà a settembre. Tira il freno a mano invece l'altro vicepremier, il leghista Matteo Salvini. "Non è una priorità, non è nell'agenda di governo", replica dal Meeting di Rimini.  Tajani assicura: zero inciuci con le opposizioni e zero tradimenti degli alleati. Il messaggio è per Fratelli d'Italia e Lega. "Le priorità sono altre: l'economia e l'emergenza carceri", ribadisce Tajani che rilancia: "Non è che cade il governo se abbiamo votato diversamente su Ursula von der Leyen o se portiamo avanti le nostre idee sulla cittadinanza".   L'apertura del ministro dell'Interno Piantedosi  Sempre dal Meeting di Rimini arriva l’apertura di Matteo Piantedosi: "Se questa discussione sulla cittadinanza – ha spiegato il ministro dell’Interno,  - serve ad aggiornare il panorama delle valutazioni che un paese come il nostro deve fare sui processi di integrazione che sono dietro l'istituto della cittadinanza italiana va benissimo. Io però credo che questa discussione vada fatta scevra da condizionamenti ideali o addirittura ideologici". Ma la percezione che la maggioranza offre al suo elettorato e più in generale all'intero paese è quella di una coalizione sfilacciata, travolta dai personalismi, dall'attivismo anti europeista di Salvini, dal bisogno di Forza Italia di smarcarsi dagli estremismi e dall'equilibrismo di Giorgia Meloni.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 22 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555865/corsivo_22_08_2024_08_25.mp3" length="2180204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra Lega e Forza Italia le distanze sono sempre più marcate sul nodo centrale della legge sulla cittadinanza. 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"Le priorità sono altre: l'economia e l'emergenza carceri", ribadisce Tajani che rilancia: "Non è che cade il governo se abbiamo votato diversamente su Ursula von der Leyen o se portiamo avanti le nostre idee sulla cittadinanza".   L'apertura del ministro dell'Interno Piantedosi  Sempre dal Meeting di Rimini arriva l’apertura di Matteo Piantedosi: "Se questa discussione sulla cittadinanza – ha spiegato il ministro dell’Interno,  - serve ad aggiornare il panorama delle valutazioni che un paese come il nostro deve fare sui processi di integrazione che sono dietro l'istituto della cittadinanza italiana va benissimo. Io però credo che questa discussione vada fatta scevra da condizionamenti ideali o addirittura ideologici". Ma la percezione che la maggioranza offre al suo elettorato e più in generale all'intero paese è quella di una coalizione sfilacciata, travolta dai personalismi, dall'attivismo anti europeista di Salvini, dal bisogno di Forza Italia di smarcarsi dagli estremismi e dall'equilibrismo di Giorgia Meloni.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c4810fd40963d16431267547f4c73379.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scontro nel Governo tra Lega e Forza Italia sulla legge di cittadinanza | 22/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scontro-nel-governo-tra-lega-e-forza-italia-sulla-legge-di-cittadinanza-22-08-2024-il-corsivo--61111237</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Lega e Forza Italia le distanze sono sempre più marcate sul nodo centrale della legge sulla cittadinanza. Il leader azzurro Antonio Tajani propone di arricchire il programma di coalizione con la nuova legge di cittadinanza, forse di approvare il provvedimento con una maggioranza trasversale con le opposizioni. Lo status può essere riconosciuto ai minori stranieri che faranno un percorso di studi completo: è in sintesi la traccia di una proposta di legge su cui Forza Italia si confronterà a settembre. Tira il freno a mano invece l'altro vicepremier, il leghista Matteo Salvini. "Non è una priorità, non è nell'agenda di governo", replica dal Meeting di Rimini.  Tajani assicura: zero inciuci con le opposizioni e zero tradimenti degli alleati. Il messaggio è per Fratelli d'Italia e Lega. "Le priorità sono altre: l'economia e l'emergenza carceri", ribadisce Tajani che rilancia: "Non è che cade il governo se abbiamo votato diversamente su Ursula von der Leyen o se portiamo avanti le nostre idee sulla cittadinanza".   L'apertura del ministro dell'Interno Piantedosi  Sempre dal Meeting di Rimini arriva l’apertura di Matteo Piantedosi: "Se questa discussione sulla cittadinanza – ha spiegato il ministro dell’Interno,  - serve ad aggiornare il panorama delle valutazioni che un paese come il nostro deve fare sui processi di integrazione che sono dietro l'istituto della cittadinanza italiana va benissimo. Io però credo che questa discussione vada fatta scevra da condizionamenti ideali o addirittura ideologici". Ma la percezione che la maggioranza offre al suo elettorato e più in generale all'intero paese è quella di una coalizione sfilacciata, travolta dai personalismi, dall'attivismo anti europeista di Salvini, dal bisogno di Forza Italia di smarcarsi dagli estremismi e dall'equilibrismo di Giorgia Meloni.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 22 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61111237/corsivo_22_08_2024_08_25.mp3" length="2180204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra Lega e Forza Italia le distanze sono sempre più marcate sul nodo centrale della legge sulla cittadinanza. Il leader azzurro Antonio Tajani propone di arricchire il programma di coalizione con la nuova legge di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra Lega e Forza Italia le distanze sono sempre più marcate sul nodo centrale della legge sulla cittadinanza. Il leader azzurro Antonio Tajani propone di arricchire il programma di coalizione con la nuova legge di cittadinanza, forse di approvare il provvedimento con una maggioranza trasversale con le opposizioni. Lo status può essere riconosciuto ai minori stranieri che faranno un percorso di studi completo: è in sintesi la traccia di una proposta di legge su cui Forza Italia si confronterà a settembre. Tira il freno a mano invece l'altro vicepremier, il leghista Matteo Salvini. "Non è una priorità, non è nell'agenda di governo", replica dal Meeting di Rimini.  Tajani assicura: zero inciuci con le opposizioni e zero tradimenti degli alleati. Il messaggio è per Fratelli d'Italia e Lega. "Le priorità sono altre: l'economia e l'emergenza carceri", ribadisce Tajani che rilancia: "Non è che cade il governo se abbiamo votato diversamente su Ursula von der Leyen o se portiamo avanti le nostre idee sulla cittadinanza".   L'apertura del ministro dell'Interno Piantedosi  Sempre dal Meeting di Rimini arriva l’apertura di Matteo Piantedosi: "Se questa discussione sulla cittadinanza – ha spiegato il ministro dell’Interno,  - serve ad aggiornare il panorama delle valutazioni che un paese come il nostro deve fare sui processi di integrazione che sono dietro l'istituto della cittadinanza italiana va benissimo. Io però credo che questa discussione vada fatta scevra da condizionamenti ideali o addirittura ideologici". Ma la percezione che la maggioranza offre al suo elettorato e più in generale all'intero paese è quella di una coalizione sfilacciata, travolta dai personalismi, dall'attivismo anti europeista di Salvini, dal bisogno di Forza Italia di smarcarsi dagli estremismi e dall'equilibrismo di Giorgia Meloni.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c4810fd40963d16431267547f4c73379.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel M5s è scontro totale tra Grillo e Conte | 21/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-m5s-e-scontro-totale-tra-grillo-e-conte-21-08-2024-il-corsivo--64555869</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Non si sta vivendo un'estate tranquilla e serena nel M5s, perché tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte volano stracci in pubblico. Non è la prima volta che spinte centrifughe personali e politiche di vario tipo inducono i dirigenti ad avviare una discussione seria sul futuro del movimento, specie dopo i magri risultati elettorali ottenuti negli ultimi due anni, dalle politiche del 2022 alle europee del 2024, con un 10% stimato dai sondaggi degli analisti. E anche questa volta, come nel passato, lo scontro è alla luce del sole. “Simbolo, nome e doppio mandato non si toccano”, dice Beppe Grillo in una lettera pubblicata sul suo blog. Grillo è netto: “I nostri tre pilastri non sono modificabili a piacimento, custodiamo ciò che abbiamo costruito”. Si tratta dunque di un attacco mirato, che punta a delegittimare la nuova fase costituente lanciata da Giuseppe Conte, il quale replica adirato.  “Nessuno decide su cosa si può deliberare, anche io mi metto in gioco e discuteremo di tutto, regole comprese”.  Le reazioni nel M5s  Il movimento si ritrova diviso secondo lo schema delle correnti che lo fanno diventare sempre più un partito che un soggetto politico aperto  alla discussione. Nella sostanza Grillo manda a dire che il partito l’ha creato lui con Casaleggio, che ci ha buttato dentro molti soldi, quindi guai a chi tocca il limite al doppio mandato, chi intende cambiare nome o simbolo. “E’ solo la sua opinione, da noi i dogmi non esistono”, dice Francesco Silvestri, che sostiene Conte riferendosi a un eventuale terzo mandato. “Parole sante”, sostiene  l’ex ministro Danilo Toninelli vicino a Grillo. Ma cos'è per Conte il M5s? “Un esperimento di democrazia partecipativa mai realizzato, in Europa, da una forza politica”, puntualizza Conte. In palio c’è il nuovo Movimento, chiamato a ripartire dopo il 9,99% delle scorse europee. L’ex premier vuole ridare la parola agli iscritti e smarcarsi dal fondatore. Grillo intende riprendersi il partito.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 21 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555869/corsivo_21_08_2024_08_25.mp3" length="2486252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Non si sta vivendo un'estate tranquilla e serena nel M5s, perché tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte volano stracci in pubblico. Non è la prima volta che spinte centrifughe personali e politiche di vario tipo inducono i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Non si sta vivendo un'estate tranquilla e serena nel M5s, perché tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte volano stracci in pubblico. Non è la prima volta che spinte centrifughe personali e politiche di vario tipo inducono i dirigenti ad avviare una discussione seria sul futuro del movimento, specie dopo i magri risultati elettorali ottenuti negli ultimi due anni, dalle politiche del 2022 alle europee del 2024, con un 10% stimato dai sondaggi degli analisti. E anche questa volta, come nel passato, lo scontro è alla luce del sole. “Simbolo, nome e doppio mandato non si toccano”, dice Beppe Grillo in una lettera pubblicata sul suo blog. Grillo è netto: “I nostri tre pilastri non sono modificabili a piacimento, custodiamo ciò che abbiamo costruito”. Si tratta dunque di un attacco mirato, che punta a delegittimare la nuova fase costituente lanciata da Giuseppe Conte, il quale replica adirato.  “Nessuno decide su cosa si può deliberare, anche io mi metto in gioco e discuteremo di tutto, regole comprese”.  Le reazioni nel M5s  Il movimento si ritrova diviso secondo lo schema delle correnti che lo fanno diventare sempre più un partito che un soggetto politico aperto  alla discussione. Nella sostanza Grillo manda a dire che il partito l’ha creato lui con Casaleggio, che ci ha buttato dentro molti soldi, quindi guai a chi tocca il limite al doppio mandato, chi intende cambiare nome o simbolo. “E’ solo la sua opinione, da noi i dogmi non esistono”, dice Francesco Silvestri, che sostiene Conte riferendosi a un eventuale terzo mandato. “Parole sante”, sostiene  l’ex ministro Danilo Toninelli vicino a Grillo. Ma cos'è per Conte il M5s? “Un esperimento di democrazia partecipativa mai realizzato, in Europa, da una forza politica”, puntualizza Conte. In palio c’è il nuovo Movimento, chiamato a ripartire dopo il 9,99% delle scorse europee. L’ex premier vuole ridare la parola agli iscritti e smarcarsi dal fondatore. Grillo intende riprendersi il partito.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/71aa2a2e451d66f5f765816602974508.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel M5s è scontro totale tra Grillo e Conte | 21/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-m5s-e-scontro-totale-tra-grillo-e-conte-21-08-2024-il-corsivo--61099925</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Non si sta vivendo un'estate tranquilla e serena nel M5s, perché tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte volano stracci in pubblico. Non è la prima volta che spinte centrifughe personali e politiche di vario tipo inducono i dirigenti ad avviare una discussione seria sul futuro del movimento, specie dopo i magri risultati elettorali ottenuti negli ultimi due anni, dalle politiche del 2022 alle europee del 2024, con un 10% stimato dai sondaggi degli analisti. E anche questa volta, come nel passato, lo scontro è alla luce del sole. “Simbolo, nome e doppio mandato non si toccano”, dice Beppe Grillo in una lettera pubblicata sul suo blog. Grillo è netto: “I nostri tre pilastri non sono modificabili a piacimento, custodiamo ciò che abbiamo costruito”. Si tratta dunque di un attacco mirato, che punta a delegittimare la nuova fase costituente lanciata da Giuseppe Conte, il quale replica adirato.  “Nessuno decide su cosa si può deliberare, anche io mi metto in gioco e discuteremo di tutto, regole comprese”.  Le reazioni nel M5s  Il movimento si ritrova diviso secondo lo schema delle correnti che lo fanno diventare sempre più un partito che un soggetto politico aperto  alla discussione. Nella sostanza Grillo manda a dire che il partito l’ha creato lui con Casaleggio, che ci ha buttato dentro molti soldi, quindi guai a chi tocca il limite al doppio mandato, chi intende cambiare nome o simbolo. “E’ solo la sua opinione, da noi i dogmi non esistono”, dice Francesco Silvestri, che sostiene Conte riferendosi a un eventuale terzo mandato. “Parole sante”, sostiene  l’ex ministro Danilo Toninelli vicino a Grillo. Ma cos'è per Conte il M5s? “Un esperimento di democrazia partecipativa mai realizzato, in Europa, da una forza politica”, puntualizza Conte. In palio c’è il nuovo Movimento, chiamato a ripartire dopo il 9,99% delle scorse europee. L’ex premier vuole ridare la parola agli iscritti e smarcarsi dal fondatore. Grillo intende riprendersi il partito.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 21 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61099925/corsivo_21_08_2024_08_25.mp3" length="2486252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Non si sta vivendo un'estate tranquilla e serena nel M5s, perché tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte volano stracci in pubblico. 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E anche questa volta, come nel passato, lo scontro è alla luce del sole. “Simbolo, nome e doppio mandato non si toccano”, dice Beppe Grillo in una lettera pubblicata sul suo blog. Grillo è netto: “I nostri tre pilastri non sono modificabili a piacimento, custodiamo ciò che abbiamo costruito”. Si tratta dunque di un attacco mirato, che punta a delegittimare la nuova fase costituente lanciata da Giuseppe Conte, il quale replica adirato.  “Nessuno decide su cosa si può deliberare, anche io mi metto in gioco e discuteremo di tutto, regole comprese”.  Le reazioni nel M5s  Il movimento si ritrova diviso secondo lo schema delle correnti che lo fanno diventare sempre più un partito che un soggetto politico aperto  alla discussione. Nella sostanza Grillo manda a dire che il partito l’ha creato lui con Casaleggio, che ci ha buttato dentro molti soldi, quindi guai a chi tocca il limite al doppio mandato, chi intende cambiare nome o simbolo. “E’ solo la sua opinione, da noi i dogmi non esistono”, dice Francesco Silvestri, che sostiene Conte riferendosi a un eventuale terzo mandato. “Parole sante”, sostiene  l’ex ministro Danilo Toninelli vicino a Grillo. Ma cos'è per Conte il M5s? “Un esperimento di democrazia partecipativa mai realizzato, in Europa, da una forza politica”, puntualizza Conte. In palio c’è il nuovo Movimento, chiamato a ripartire dopo il 9,99% delle scorse europee. L’ex premier vuole ridare la parola agli iscritti e smarcarsi dal fondatore. Grillo intende riprendersi il partito.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/90b8de64d6413057075f10b588a04b9e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Discorso lampo di Biden alla Convention di Chicago: con Kamala Harris salviamo la democrazia | 20/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/discorso-lampo-di-biden-alla-convention-di-chicago-con-kamala-harris-salviamo-la-democrazia-20-08-2024-il-corsivo--64555853</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È durato pochi minuti il discorso del Presidente americano Joe Biden alla Convention dem di Chicago. "Se il 5 novembre gli americani manderanno Kamala Harris alla Casa Bianca, la democrazia sarà salva", dice Biden costretto a farsi da parte dalla corsa presidenziale. Biden ha rivendicato i successi, che secondo lui gli avrebbero dovuto garantire il secondo mandato. In primis il merito di aver salvato il Paese dall’epidemia di Covid. Poi gli stimoli economici con cui ha fatto rinascere gli Usa dalla recessione. Quindi gli oltre 16 milioni di posti di lavoro creati, almeno 800.000 nel settore manifatturiero; leggi e regole per affrontare l’emergenza clima; le iniziative per ricostruire le infrastrutture, rilanciare la produzione dei chip in patria, abbassare i prezzi delle medicine. Infine la leadership internazionale, soprattutto l'alleanza contro Putin. Tra gli applausi Biden si è avviato verso il viale del tramonto, partendo subito per una vacanza di due settimane in California, lasciando la scena a Kamala Harris ed evitando l'incontro a Chicago con Barack Obama.   Le manifestazioni dei pacifisti: siamo con Kamala ma lei ci deve ascoltare L’assedio del pacifisti filo palestinesi alla Convention democratica è iniziato ma la manifestazione che ha aperto la quattro giorni di proteste fuori dal perimetro della United Center, è stata sottotono rispetto alle aspettative degli organizzatori che attendevano fra le 10 e le 30mila persone. A Union Park, ci saranno stati poco più di 5 mila manifestanti, meno dei 12 mila poliziotti schierati in città per prevenire disordini. Le loro voci si sono fatte comunque sentire."Siamo con Kamala ma lei, se vuole il nostro voto, ci deve ascoltare", dicono i pacifisti. Tra le richieste ci sono  il cessate il fuoco a Gaza, il blocco delle forniture di armi e lo stop a ogni tipo di aiuto a Israele. Gli antagonisti americani premono sulla Convention democratica per spostare a sinistra l'asse dem. Ci riusciranno?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 20 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555853/corsivo_20_08_2024_08_25.mp3" length="2038124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  È durato pochi minuti il discorso del Presidente americano Joe Biden alla Convention dem di Chicago. 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Infine la leadership internazionale, soprattutto l'alleanza contro Putin. Tra gli applausi Biden si è avviato verso il viale del tramonto, partendo subito per una vacanza di due settimane in California, lasciando la scena a Kamala Harris ed evitando l'incontro a Chicago con Barack Obama.   Le manifestazioni dei pacifisti: siamo con Kamala ma lei ci deve ascoltare L’assedio del pacifisti filo palestinesi alla Convention democratica è iniziato ma la manifestazione che ha aperto la quattro giorni di proteste fuori dal perimetro della United Center, è stata sottotono rispetto alle aspettative degli organizzatori che attendevano fra le 10 e le 30mila persone. A Union Park, ci saranno stati poco più di 5 mila manifestanti, meno dei 12 mila poliziotti schierati in città per prevenire disordini. Le loro voci si sono fatte comunque sentire."Siamo con Kamala ma lei, se vuole il nostro voto, ci deve ascoltare", dicono i pacifisti. Tra le richieste ci sono  il cessate il fuoco a Gaza, il blocco delle forniture di armi e lo stop a ogni tipo di aiuto a Israele. Gli antagonisti americani premono sulla Convention democratica per spostare a sinistra l'asse dem. Ci riusciranno?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/90b8de64d6413057075f10b588a04b9e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Discorso lampo di Biden alla Convention di Chicago: con Kamala Harris salviamo la democrazia | 20/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/discorso-lampo-di-biden-alla-convention-di-chicago-con-kamala-harris-salviamo-la-democrazia-20-08-2024-il-corsivo--61088745</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È durato pochi minuti il discorso del Presidente americano Joe Biden alla Convention dem di Chicago. "Se il 5 novembre gli americani manderanno Kamala Harris alla Casa Bianca, la democrazia sarà salva", dice Biden costretto a farsi da parte dalla corsa presidenziale. Biden ha rivendicato i successi, che secondo lui gli avrebbero dovuto garantire il secondo mandato. In primis il merito di aver salvato il Paese dall’epidemia di Covid. Poi gli stimoli economici con cui ha fatto rinascere gli Usa dalla recessione. Quindi gli oltre 16 milioni di posti di lavoro creati, almeno 800.000 nel settore manifatturiero; leggi e regole per affrontare l’emergenza clima; le iniziative per ricostruire le infrastrutture, rilanciare la produzione dei chip in patria, abbassare i prezzi delle medicine. Infine la leadership internazionale, soprattutto l'alleanza contro Putin. Tra gli applausi Biden si è avviato verso il viale del tramonto, partendo subito per una vacanza di due settimane in California, lasciando la scena a Kamala Harris ed evitando l'incontro a Chicago con Barack Obama.   Le manifestazioni dei pacifisti: siamo con Kamala ma lei ci deve ascoltare L’assedio del pacifisti filo palestinesi alla Convention democratica è iniziato ma la manifestazione che ha aperto la quattro giorni di proteste fuori dal perimetro della United Center, è stata sottotono rispetto alle aspettative degli organizzatori che attendevano fra le 10 e le 30mila persone. A Union Park, ci saranno stati poco più di 5 mila manifestanti, meno dei 12 mila poliziotti schierati in città per prevenire disordini. Le loro voci si sono fatte comunque sentire."Siamo con Kamala ma lei, se vuole il nostro voto, ci deve ascoltare", dicono i pacifisti. Tra le richieste ci sono  il cessate il fuoco a Gaza, il blocco delle forniture di armi e lo stop a ogni tipo di aiuto a Israele. Gli antagonisti americani premono sulla Convention democratica per spostare a sinistra l'asse dem. Ci riusciranno?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 20 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61088745/corsivo_20_08_2024_08_25.mp3" length="2038124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  È durato pochi minuti il discorso del Presidente americano Joe Biden alla Convention dem di Chicago. "Se il 5 novembre gli americani manderanno Kamala Harris alla Casa Bianca, la democrazia sarà salva", dice Biden...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È durato pochi minuti il discorso del Presidente americano Joe Biden alla Convention dem di Chicago. "Se il 5 novembre gli americani manderanno Kamala Harris alla Casa Bianca, la democrazia sarà salva", dice Biden costretto a farsi da parte dalla corsa presidenziale. Biden ha rivendicato i successi, che secondo lui gli avrebbero dovuto garantire il secondo mandato. In primis il merito di aver salvato il Paese dall’epidemia di Covid. Poi gli stimoli economici con cui ha fatto rinascere gli Usa dalla recessione. Quindi gli oltre 16 milioni di posti di lavoro creati, almeno 800.000 nel settore manifatturiero; leggi e regole per affrontare l’emergenza clima; le iniziative per ricostruire le infrastrutture, rilanciare la produzione dei chip in patria, abbassare i prezzi delle medicine. Infine la leadership internazionale, soprattutto l'alleanza contro Putin. Tra gli applausi Biden si è avviato verso il viale del tramonto, partendo subito per una vacanza di due settimane in California, lasciando la scena a Kamala Harris ed evitando l'incontro a Chicago con Barack Obama.   Le manifestazioni dei pacifisti: siamo con Kamala ma lei ci deve ascoltare L’assedio del pacifisti filo palestinesi alla Convention democratica è iniziato ma la manifestazione che ha aperto la quattro giorni di proteste fuori dal perimetro della United Center, è stata sottotono rispetto alle aspettative degli organizzatori che attendevano fra le 10 e le 30mila persone. A Union Park, ci saranno stati poco più di 5 mila manifestanti, meno dei 12 mila poliziotti schierati in città per prevenire disordini. Le loro voci si sono fatte comunque sentire."Siamo con Kamala ma lei, se vuole il nostro voto, ci deve ascoltare", dicono i pacifisti. Tra le richieste ci sono  il cessate il fuoco a Gaza, il blocco delle forniture di armi e lo stop a ogni tipo di aiuto a Israele. Gli antagonisti americani premono sulla Convention democratica per spostare a sinistra l'asse dem. Ci riusciranno?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/90b8de64d6413057075f10b588a04b9e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Parte da Chicago la sfida di Kamala Harris a Donald Trump | 19/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parte-da-chicago-la-sfida-di-kamala-harris-a-donald-trump-19-08-2024-il-corsivo--64555907</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Parte da Chicago la sfida di Kamala Harris a Donald Trump Da oggi parte la sfida di Kamala Harris alla Casa Bianca. Giovedì 22 agosto Harris pronuncerà il tradizionale discorso con cui confermerà di accogliere la nomination e di correre come candidata alla presidenza degli Stati Uniti. A questo appuntamento i democratici sono giunti in salita, dopo la lunga serie di scarse apparizioni televisive e pubbliche del candidato naturale, Joe Biden, la cui candidatura ha perso peso fino al suo definitivo ritiro e il lancio della nuova leadership della Harris. Spetta proprio a Biden aprire oggi la convention dei democratici a Chicago con un discorso di investitura della sua vice presentandola come una "leader eccezionale", unica garante, secondo il Presidente, di quelle libertà che Donald Trump minaccia. Biden spiegherà come, nella battaglia per l'anima dell'America,la sua amministrazione abbia assicurato che la democrazia prevalesse e ora, con Kamala Harris e Tim Walz, bisognerà garantire che la democrazia venga preservata, Poi sarà la volta degli illustri predecessori, Barack Obama martedì sera e Bill Clinton mercoledì. Infine Kamala, la vice in carica.  I numeri della Convention dem di Chicago 4600 delegati, di cui una trentina non affiliati, animeranno la Convention del Partito democratico. I numeri sono imponenti. Cinquantamila afflussi totali previsti tra delegati, manifestanti, giornalisti, influencer, semplici simpatizzanti. 2500 poliziotti per garantire l’ordine, 12mila volontari perché tutto fili liscio. Con questa organizzazione mastodontica, il Partito Democratico celebra il rito collettivo della Convenzione, la riunione di “famiglia politica” in cui ci si stringe intorno al frontrunner per dargli la volata finale.   I sondaggi sono a favore di Harris Secondo un nuovo sondaggio del Washington Post-Abc News-Ipsos sul voto nazionale, la candidata presidenziale democratica guida 49% a 45% in un duello solo contro Trump, mentre includendo candidati terzi è al 47% contro il 44% di Trump, con Robert F. Kennedy Jr. al 5%. All'inizio di luglio, Trump era al 43%, Biden al 42% e Kennedy al 9%. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-08-2024_11-04.mp3</guid><pubDate>Mon, 19 Aug 2024 09:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555907/corsivo_19_08_2024_11_04.mp3" length="5114147" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Parte da Chicago la sfida di Kamala Harris a Donald Trump Da oggi parte la sfida di Kamala Harris alla Casa Bianca. Giovedì 22 agosto Harris pronuncerà il tradizionale discorso con cui confermerà di accogliere la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Parte da Chicago la sfida di Kamala Harris a Donald Trump Da oggi parte la sfida di Kamala Harris alla Casa Bianca. Giovedì 22 agosto Harris pronuncerà il tradizionale discorso con cui confermerà di accogliere la nomination e di correre come candidata alla presidenza degli Stati Uniti. A questo appuntamento i democratici sono giunti in salita, dopo la lunga serie di scarse apparizioni televisive e pubbliche del candidato naturale, Joe Biden, la cui candidatura ha perso peso fino al suo definitivo ritiro e il lancio della nuova leadership della Harris. Spetta proprio a Biden aprire oggi la convention dei democratici a Chicago con un discorso di investitura della sua vice presentandola come una "leader eccezionale", unica garante, secondo il Presidente, di quelle libertà che Donald Trump minaccia. Biden spiegherà come, nella battaglia per l'anima dell'America,la sua amministrazione abbia assicurato che la democrazia prevalesse e ora, con Kamala Harris e Tim Walz, bisognerà garantire che la democrazia venga preservata, Poi sarà la volta degli illustri predecessori, Barack Obama martedì sera e Bill Clinton mercoledì. Infine Kamala, la vice in carica.  I numeri della Convention dem di Chicago 4600 delegati, di cui una trentina non affiliati, animeranno la Convention del Partito democratico. I numeri sono imponenti. Cinquantamila afflussi totali previsti tra delegati, manifestanti, giornalisti, influencer, semplici simpatizzanti. 2500 poliziotti per garantire l’ordine, 12mila volontari perché tutto fili liscio. Con questa organizzazione mastodontica, il Partito Democratico celebra il rito collettivo della Convenzione, la riunione di “famiglia politica” in cui ci si stringe intorno al frontrunner per dargli la volata finale.   I sondaggi sono a favore di Harris Secondo un nuovo sondaggio del Washington Post-Abc News-Ipsos sul voto nazionale, la candidata presidenziale democratica guida 49% a 45% in un duello solo contro Trump, mentre includendo candidati terzi è al 47% contro il 44% di Trump, con Robert F. Kennedy Jr. al 5%. All'inizio di luglio, Trump era al 43%, Biden al 42% e Kennedy al 9%. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>160</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a37eafa0a94b18fbb9c9a07c14a5c9aa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Parte da Chicago la sfida di Kamala Harris a Donald Trump | 19/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parte-da-chicago-la-sfida-di-kamala-harris-a-donald-trump-19-08-2024-il-corsivo--61077881</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Parte da Chicago la sfida di Kamala Harris a Donald Trump Da oggi parte la sfida di Kamala Harris alla Casa Bianca. Giovedì 22 agosto Harris pronuncerà il tradizionale discorso con cui confermerà di accogliere la nomination e di correre come candidata alla presidenza degli Stati Uniti. A questo appuntamento i democratici sono giunti in salita, dopo la lunga serie di scarse apparizioni televisive e pubbliche del candidato naturale, Joe Biden, la cui candidatura ha perso peso fino al suo definitivo ritiro e il lancio della nuova leadership della Harris. Spetta proprio a Biden aprire oggi la convention dei democratici a Chicago con un discorso di investitura della sua vice presentandola come una "leader eccezionale", unica garante, secondo il Presidente, di quelle libertà che Donald Trump minaccia. Biden spiegherà come, nella battaglia per l'anima dell'America,la sua amministrazione abbia assicurato che la democrazia prevalesse e ora, con Kamala Harris e Tim Walz, bisognerà garantire che la democrazia venga preservata, Poi sarà la volta degli illustri predecessori, Barack Obama martedì sera e Bill Clinton mercoledì. Infine Kamala, la vice in carica.  I numeri della Convention dem di Chicago 4600 delegati, di cui una trentina non affiliati, animeranno la Convention del Partito democratico. I numeri sono imponenti. Cinquantamila afflussi totali previsti tra delegati, manifestanti, giornalisti, influencer, semplici simpatizzanti. 2500 poliziotti per garantire l’ordine, 12mila volontari perché tutto fili liscio. Con questa organizzazione mastodontica, il Partito Democratico celebra il rito collettivo della Convenzione, la riunione di “famiglia politica” in cui ci si stringe intorno al frontrunner per dargli la volata finale.   I sondaggi sono a favore di Harris Secondo un nuovo sondaggio del Washington Post-Abc News-Ipsos sul voto nazionale, la candidata presidenziale democratica guida 49% a 45% in un duello solo contro Trump, mentre includendo candidati terzi è al 47% contro il 44% di Trump, con Robert F. Kennedy Jr. al 5%. All'inizio di luglio, Trump era al 43%, Biden al 42% e Kennedy al 9%. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-08-2024_11-04.mp3</guid><pubDate>Mon, 19 Aug 2024 09:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61077881/corsivo_19_08_2024_11_04.mp3" length="5114147" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Parte da Chicago la sfida di Kamala Harris a Donald Trump Da oggi parte la sfida di Kamala Harris alla Casa Bianca. 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Biden spiegherà come, nella battaglia per l'anima dell'America,la sua amministrazione abbia assicurato che la democrazia prevalesse e ora, con Kamala Harris e Tim Walz, bisognerà garantire che la democrazia venga preservata, Poi sarà la volta degli illustri predecessori, Barack Obama martedì sera e Bill Clinton mercoledì. Infine Kamala, la vice in carica.  I numeri della Convention dem di Chicago 4600 delegati, di cui una trentina non affiliati, animeranno la Convention del Partito democratico. I numeri sono imponenti. Cinquantamila afflussi totali previsti tra delegati, manifestanti, giornalisti, influencer, semplici simpatizzanti. 2500 poliziotti per garantire l’ordine, 12mila volontari perché tutto fili liscio. Con questa organizzazione mastodontica, il Partito Democratico celebra il rito collettivo della Convenzione, la riunione di “famiglia politica” in cui ci si stringe intorno al frontrunner per dargli la volata finale.   I sondaggi sono a favore di Harris Secondo un nuovo sondaggio del Washington Post-Abc News-Ipsos sul voto nazionale, la candidata presidenziale democratica guida 49% a 45% in un duello solo contro Trump, mentre includendo candidati terzi è al 47% contro il 44% di Trump, con Robert F. Kennedy Jr. al 5%. 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Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 19 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61076899/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. 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Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 17 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61061166/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. 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Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--61049240</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_16-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 16 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61049240/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--61033916</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 15 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61033916/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--61021846</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 14 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61021846/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--61010359</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. 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Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 13 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61010359/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60996024</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 12 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60996024/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60977388</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 10 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60977388/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60964815</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 09 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60964815/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60954486</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 08 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60954486/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60944160</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 07 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60944160/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60933805</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 06 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60933805/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60922830</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 05 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60922830/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--64555861</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 03 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555861/corsivo_03_08_2024_08_25.mp3" length="5594079" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stallo della Guida Suprema | 03/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stallo-della-guida-suprema-03-08-2024-il-corsivo--60908866</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 03 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60908866/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nella sua  ultima apparizione pubblica – che ha coinciso con il funerale del leader di Hamas, Ismail Hanyeh - la Guida  Suprema della repubblica iraniana, Ali Khamenei, è sembrato, ad alcuni commentatori, piuttosto agitato ed incerto nei suoi movimenti. Che temesse forse l’arrivo di un drone destinato appositamente alla sua persona? Del resto, anche all’interno del Paese che governa con ferrea determinazione dalla morte del suo predecessore Khomeyni, non sarebbero certo in pochi a stappare una bottiglia di vino buono (ammesso e non concesso che se possa, clandestinamente, trovare ancora almeno una da qualche parte) se qualche anima caritatevole si decidesse a fargli raggiungere in paradiso il mitico generale Soleimani, eliminato  da Donald Trump all’inizio del 2020. Dopo quanto avvenuto a Beirut e a Teheran - dove, nel giro di sole otto ore, si è passati da un omicidio mirato all’altro - è molto probabile che adesso i capi politici e militari delle organizzazioni che, a vario titolo, fanno rifermento alla repubblica islamica, non vivano affatto momenti di beata spensieratezza: l’ inadeguatezza dell’intelligence e della sicurezza iraniane è stata messa in evidenza in maniera troppo clamorosa per consentire a chiunque di loro di sentirsi davvero al riparo da una minaccia israeliana che, invece, ha dimostrato di poterli colpire ovunque e con chirurgica precisione. Khamenei parla di una “dura punizione” per Israele, verso il quale ha ordinato un attacco diretto: ed è ovvio che una “punizione” – anche se sostanzialmente innocua come fu quella tentata nell’aprile scorso – dovrà assolutamente sforzarsi di infliggerla, se non vuole del tutto perdere la faccia di fronte al mondo intero. D’altra parte, al di là dei proclami ufficiali, la repubblica sciita è ben consapevole del fatto che una eventuale escalation sul campo di battaglia sarebbe, inevitabilmente, destinata all’insuccesso, vista la disparità di potenziale bellico che la separa ancora dallo Stato ebraico. Inoltre, sono anche le condizioni economiche disastrose in cui versa il Paese a sconsigliare avventure militari che andassero al di là del puro effetto dimostrativo: infatti, specialmente da quando nel 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, denunciando l’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 dall’Iran con i Paesi del P5+1, impose agli ayatollah delle sanzioni finanziarie e commerciali particolarmente severe, l’Iran è caduto in una crisi profonda dalla quale non è mai più riuscito a riprendersi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e2632435a08deb5042ae8f777fe830eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi sono i Drusi? | 29/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-sono-i-drusi-29-07-2024-il-corsivo--60894528</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 02 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60894528/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9f90c314fcaa79fd43a82b1325e79cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’azzardo di Netanyahu | 02/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-azzardo-di-netanyahu-02-08-2024-il-corsivo--64555925</link><description><![CDATA[Fin dalla sua fondazione, avvenuta con la rivoluzione khomeinista del 1979, la repubblica teocratica degli ayatollah sciiti si è posta tre obbiettivi di natura sacra e, pertanto, assolutamente irrinunciabili. E stiamo parlando della distruzione di Israele, della completa estromissione degli Stati Uniti dal Medio Oriente e della sottrazione dei luoghi santi della Mecca e della Medina dal controllo dell’Arabia Saudita. In generale, in Europa (e soprattutto in Italia) non siamo granchè abituati a pensare che i nostri interlocutori o avversari politici credano davvero fino in fondo in quello che dicono, ma nel caso di questi chierici iraniani faremmo meglio a comprendere, in modo ben chiaro, che, di fronte a loro, ci troviamo in presenza di gente che non intende assolutamente scherzare. Per questo motivo, riteniamo che, in Medio Oriente, non ci sarà pace fino a che  l’Iran non avrà rinunciato a dei propositi così distruttivi. Chi certamente ha ben chiari in mente i termini della minaccia rappresentata dal fondamentalismo sciita è il premier israeliano Netanyahu che, non a caso, in queste ore, commentando l’uccisione di Ismail Hanyeh - avvenuta proprio mentre il capo politico di Hamas era ospite di riguardo in uno dei palazzi del potere di Teheran – non ha esitato a parlare di “asse del male iraniano” e di “guerra di sopravvivenza” per il suo Paese. L’impressione che abbiamo è quella che il premier israeliano stia prendendo in considerazione l’idea di alzare la posta in palio sul tavolo da gioco, andando a vedere non solo le carte dei vari Hezbollah, Houti  o Hamas, ma anche quelle del loro burattinaio iraniano. Il governo di Gerusalemme sembra, quindi, lanciare una sorta di sfida all’OK Korral alla Guida Suprema della rivoluzione sciita, invitandola ad uscire finalmente allo scoperto per un confronto diretto e chiarificatore sulle sue effettive capacità di far corrispondere anche qualche concreto risultato militare alla ormai tradizionale (e sterile) sequenza di invettive e di maledizioni. Se, a questo punto, Teheran non dovesse rispondere, perderebbe indubbiamente la faccia nei confronti delle varie milizie alleate, alle quali, almeno sino ad oggi, ha sempre chiesto combattere in sua vece, in attesa di chissà quale battaglia finale per la distruzione definitiva sia del “piccolo, che del grande satana”. Di conseguenza, non si può neanche ipotizzare il fatto che l’Iran possa non dare ad Israele una qualche risposta. La Guida Suprema, Ali Khamenei, ha, infatti, prontamente minacciato una ”dura rappresaglia” contro Israele, anche se il New York Times riferisce che, in realtà, i dirigenti iraniani sarebbero  “in stato di shock totale” per la manifestazione di vulnerabilità interna che l’uccisione  di Haniyeh ha così impietosamente messo in risalto. Un conto è ammazzare di botte una ragazzina che non indossa correttamente il chador, un altro è andare a vedersela sul serio (e non solo sulla carta) con le forze armate dello Stato ebraico…I prossimi giorni ci diranno se la scelta di Netanyahu sarà stata la mossa vincente per svelare un presunto bluff iraniano o se, invece, il suo sarà stato soltanto un pericoloso azzardo dalle conseguenze drammaticamente imprevedibili.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-08-2024_07-52.mp3</guid><pubDate>Fri, 02 Aug 2024 05:52:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555925/corsivo_02_08_2024_07_52.mp3" length="6913818" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fin dalla sua fondazione, avvenuta con la rivoluzione khomeinista del 1979, la repubblica teocratica degli ayatollah sciiti si è posta tre obbiettivi di natura sacra e, pertanto, assolutamente irrinunciabili. 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Per questo motivo, riteniamo che, in Medio Oriente, non ci sarà pace fino a che  l’Iran non avrà rinunciato a dei propositi così distruttivi. Chi certamente ha ben chiari in mente i termini della minaccia rappresentata dal fondamentalismo sciita è il premier israeliano Netanyahu che, non a caso, in queste ore, commentando l’uccisione di Ismail Hanyeh - avvenuta proprio mentre il capo politico di Hamas era ospite di riguardo in uno dei palazzi del potere di Teheran – non ha esitato a parlare di “asse del male iraniano” e di “guerra di sopravvivenza” per il suo Paese. L’impressione che abbiamo è quella che il premier israeliano stia prendendo in considerazione l’idea di alzare la posta in palio sul tavolo da gioco, andando a vedere non solo le carte dei vari Hezbollah, Houti  o Hamas, ma anche quelle del loro burattinaio iraniano. Il governo di Gerusalemme sembra, quindi, lanciare una sorta di sfida all’OK Korral alla Guida Suprema della rivoluzione sciita, invitandola ad uscire finalmente allo scoperto per un confronto diretto e chiarificatore sulle sue effettive capacità di far corrispondere anche qualche concreto risultato militare alla ormai tradizionale (e sterile) sequenza di invettive e di maledizioni. Se, a questo punto, Teheran non dovesse rispondere, perderebbe indubbiamente la faccia nei confronti delle varie milizie alleate, alle quali, almeno sino ad oggi, ha sempre chiesto combattere in sua vece, in attesa di chissà quale battaglia finale per la distruzione definitiva sia del “piccolo, che del grande satana”. Di conseguenza, non si può neanche ipotizzare il fatto che l’Iran possa non dare ad Israele una qualche risposta. La Guida Suprema, Ali Khamenei, ha, infatti, prontamente minacciato una ”dura rappresaglia” contro Israele, anche se il New York Times riferisce che, in realtà, i dirigenti iraniani sarebbero  “in stato di shock totale” per la manifestazione di vulnerabilità interna che l’uccisione  di Haniyeh ha così impietosamente messo in risalto. Un conto è ammazzare di botte una ragazzina che non indossa correttamente il chador, un altro è andare a vedersela sul serio (e non solo sulla carta) con le forze armate dello Stato ebraico…I prossimi giorni ci diranno se la scelta di Netanyahu sarà stata la mossa vincente per svelare un presunto bluff iraniano o se, invece, il suo sarà stato soltanto un pericoloso azzardo dalle conseguenze drammaticamente imprevedibili.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5b721a0480f3129c1ca7af1ef761c5cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’azzardo di Netanyahu | 02/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-azzardo-di-netanyahu-02-08-2024-il-corsivo--60894529</link><description><![CDATA[Fin dalla sua fondazione, avvenuta con la rivoluzione khomeinista del 1979, la repubblica teocratica degli ayatollah sciiti si è posta tre obbiettivi di natura sacra e, pertanto, assolutamente irrinunciabili. E stiamo parlando della distruzione di Israele, della completa estromissione degli Stati Uniti dal Medio Oriente e della sottrazione dei luoghi santi della Mecca e della Medina dal controllo dell’Arabia Saudita. In generale, in Europa (e soprattutto in Italia) non siamo granchè abituati a pensare che i nostri interlocutori o avversari politici credano davvero fino in fondo in quello che dicono, ma nel caso di questi chierici iraniani faremmo meglio a comprendere, in modo ben chiaro, che, di fronte a loro, ci troviamo in presenza di gente che non intende assolutamente scherzare. Per questo motivo, riteniamo che, in Medio Oriente, non ci sarà pace fino a che  l’Iran non avrà rinunciato a dei propositi così distruttivi. Chi certamente ha ben chiari in mente i termini della minaccia rappresentata dal fondamentalismo sciita è il premier israeliano Netanyahu che, non a caso, in queste ore, commentando l’uccisione di Ismail Hanyeh - avvenuta proprio mentre il capo politico di Hamas era ospite di riguardo in uno dei palazzi del potere di Teheran – non ha esitato a parlare di “asse del male iraniano” e di “guerra di sopravvivenza” per il suo Paese. L’impressione che abbiamo è quella che il premier israeliano stia prendendo in considerazione l’idea di alzare la posta in palio sul tavolo da gioco, andando a vedere non solo le carte dei vari Hezbollah, Houti  o Hamas, ma anche quelle del loro burattinaio iraniano. Il governo di Gerusalemme sembra, quindi, lanciare una sorta di sfida all’OK Korral alla Guida Suprema della rivoluzione sciita, invitandola ad uscire finalmente allo scoperto per un confronto diretto e chiarificatore sulle sue effettive capacità di far corrispondere anche qualche concreto risultato militare alla ormai tradizionale (e sterile) sequenza di invettive e di maledizioni. Se, a questo punto, Teheran non dovesse rispondere, perderebbe indubbiamente la faccia nei confronti delle varie milizie alleate, alle quali, almeno sino ad oggi, ha sempre chiesto combattere in sua vece, in attesa di chissà quale battaglia finale per la distruzione definitiva sia del “piccolo, che del grande satana”. Di conseguenza, non si può neanche ipotizzare il fatto che l’Iran possa non dare ad Israele una qualche risposta. La Guida Suprema, Ali Khamenei, ha, infatti, prontamente minacciato una ”dura rappresaglia” contro Israele, anche se il New York Times riferisce che, in realtà, i dirigenti iraniani sarebbero  “in stato di shock totale” per la manifestazione di vulnerabilità interna che l’uccisione  di Haniyeh ha così impietosamente messo in risalto. Un conto è ammazzare di botte una ragazzina che non indossa correttamente il chador, un altro è andare a vedersela sul serio (e non solo sulla carta) con le forze armate dello Stato ebraico…I prossimi giorni ci diranno se la scelta di Netanyahu sarà stata la mossa vincente per svelare un presunto bluff iraniano o se, invece, il suo sarà stato soltanto un pericoloso azzardo dalle conseguenze drammaticamente imprevedibili.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-08-2024_07-52.mp3</guid><pubDate>Fri, 02 Aug 2024 05:52:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60894529/corsivo_02_08_2024_07_52.mp3" length="6913818" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fin dalla sua fondazione, avvenuta con la rivoluzione khomeinista del 1979, la repubblica teocratica degli ayatollah sciiti si è posta tre obbiettivi di natura sacra e, pertanto, assolutamente irrinunciabili. E stiamo parlando della distruzione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fin dalla sua fondazione, avvenuta con la rivoluzione khomeinista del 1979, la repubblica teocratica degli ayatollah sciiti si è posta tre obbiettivi di natura sacra e, pertanto, assolutamente irrinunciabili. E stiamo parlando della distruzione di Israele, della completa estromissione degli Stati Uniti dal Medio Oriente e della sottrazione dei luoghi santi della Mecca e della Medina dal controllo dell’Arabia Saudita. In generale, in Europa (e soprattutto in Italia) non siamo granchè abituati a pensare che i nostri interlocutori o avversari politici credano davvero fino in fondo in quello che dicono, ma nel caso di questi chierici iraniani faremmo meglio a comprendere, in modo ben chiaro, che, di fronte a loro, ci troviamo in presenza di gente che non intende assolutamente scherzare. Per questo motivo, riteniamo che, in Medio Oriente, non ci sarà pace fino a che  l’Iran non avrà rinunciato a dei propositi così distruttivi. Chi certamente ha ben chiari in mente i termini della minaccia rappresentata dal fondamentalismo sciita è il premier israeliano Netanyahu che, non a caso, in queste ore, commentando l’uccisione di Ismail Hanyeh - avvenuta proprio mentre il capo politico di Hamas era ospite di riguardo in uno dei palazzi del potere di Teheran – non ha esitato a parlare di “asse del male iraniano” e di “guerra di sopravvivenza” per il suo Paese. L’impressione che abbiamo è quella che il premier israeliano stia prendendo in considerazione l’idea di alzare la posta in palio sul tavolo da gioco, andando a vedere non solo le carte dei vari Hezbollah, Houti  o Hamas, ma anche quelle del loro burattinaio iraniano. Il governo di Gerusalemme sembra, quindi, lanciare una sorta di sfida all’OK Korral alla Guida Suprema della rivoluzione sciita, invitandola ad uscire finalmente allo scoperto per un confronto diretto e chiarificatore sulle sue effettive capacità di far corrispondere anche qualche concreto risultato militare alla ormai tradizionale (e sterile) sequenza di invettive e di maledizioni. Se, a questo punto, Teheran non dovesse rispondere, perderebbe indubbiamente la faccia nei confronti delle varie milizie alleate, alle quali, almeno sino ad oggi, ha sempre chiesto combattere in sua vece, in attesa di chissà quale battaglia finale per la distruzione definitiva sia del “piccolo, che del grande satana”. Di conseguenza, non si può neanche ipotizzare il fatto che l’Iran possa non dare ad Israele una qualche risposta. La Guida Suprema, Ali Khamenei, ha, infatti, prontamente minacciato una ”dura rappresaglia” contro Israele, anche se il New York Times riferisce che, in realtà, i dirigenti iraniani sarebbero  “in stato di shock totale” per la manifestazione di vulnerabilità interna che l’uccisione  di Haniyeh ha così impietosamente messo in risalto. Un conto è ammazzare di botte una ragazzina che non indossa correttamente il chador, un altro è andare a vedersela sul serio (e non solo sulla carta) con le forze armate dello Stato ebraico…I prossimi giorni ci diranno se la scelta di Netanyahu sarà stata la mossa vincente per svelare un presunto bluff iraniano o se, invece, il suo sarà stato soltanto un pericoloso azzardo dalle conseguenze drammaticamente imprevedibili.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5b721a0480f3129c1ca7af1ef761c5cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi sono i Drusi? | 29/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-sono-i-drusi-29-07-2024-il-corsivo--60881575</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-08-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 01 Aug 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60881575/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9f90c314fcaa79fd43a82b1325e79cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un vice per Kamala  | 01/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-vice-per-kamala-01-08-2024-il-corsivo--64555926</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Kamala Harris è, dunque, divenuta ufficialmente l’unica candidata per la nomination del Partito Democratico, essendo, infatti, ormai scaduti i termini per la presentazione di altre eventuali  candidature per la Casa Bianca. Partito Democratico che, vista l’esigenza di procedere con la massima celerità, ha anche deciso di rendere irreversibile la nomination attraverso un voto elettronico che non dovrebbe protrarsi oltre mercoledì 7 agosto.  Poi, certamente, alla Convention di Chicago del 19 agosto, assisteremo anche ad un voto formale per celebrare la candidata alla presidenza, ma si tratterà essenzialmente di una sorta di ratifica obbligata delle votazioni effettivamente registrate sulla piattaforma elettorale del Partito. Messa, quindi, al sicuro la sua posizione personale, adesso per la Harris si tratterà di fare – ovviamente entro l’imminente 19 agosto - una scelta politicamente molto delicata: e stiamo parlando di quella che riguarderà l’individuazione del proprio vice, unitamente al quale potrà, pertanto, dare inizio alla sua campagna elettorale e presentare così i suoi programmi governativi che per la verità – almeno fino ad oggi – sono rimasti ancora piuttosto indefiniti.  Ed a questo proposito, sono tre i nomi che paiono disporre delle maggiori chances di affermazione: e si tratta del senatore dell’Arizona Mark Kelly – che pare il favorito - seguito dal governatore della Pennsylvania Josh Shapiro e da quello del Kentucky Andy Beshear. I primi due consentirebbero, probabilmente, alla Harris di vincere nei loro rispettivi Stati (che, tra l’altro, figurano tra quelli giudicati in bilico), mentre il terzo sembra in grado di attrarre una certa quota dell’elettorato repubblicano, visto che gli è già riuscita l’impresa di diventare governatore di uno Stato tradizionalmente molto conservatore. Intanto, senza fare troppo clamore, sta emergendo anche un quarto nome: ed è quello del  senatore del Michigan, Gary Peters. Sessantacinque anni, Peters gode del favore dei sindacati, che non hanno dimenticato il grande lavoro da lui svolto – sotto la presidenza Obama -  per salvare l’industria automobilistica americana dopo la grave crisi del 2008. Peters si è, inoltre, dimostrato particolarmente efficiente – cosa che non guasta mai - nell’organizzare la raccolta dei fondi elettorali per il Partito Democratico, in qualità di presidente della Campagna Elettorale 2024. Potrebbe, quindi, essere lui il vice Harris che viene fuori a sorpresa. Comunque vadano le cose,  tutti questi candidati sono accomunati da un medesimo denominatore comune: quello cioè, di essere uomini, bianchi e moderati. Qualità che torneranno sicuramente utili quando si dovranno controbattere le accuse di estremismo che Donald Trump non mancherà sicuramente di rivolgere a Kamala Harris.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-08-2024_08-19.mp3</guid><pubDate>Thu, 01 Aug 2024 06:19:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555926/corsivo_01_08_2024_08_19.mp3" length="5931414" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Kamala Harris è, dunque, divenuta ufficialmente l’unica candidata per la nomination del Partito Democratico, essendo, infatti, ormai scaduti i termini per la presentazione di altre eventuali  candidature per la Casa Bianca....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Kamala Harris è, dunque, divenuta ufficialmente l’unica candidata per la nomination del Partito Democratico, essendo, infatti, ormai scaduti i termini per la presentazione di altre eventuali  candidature per la Casa Bianca. Partito Democratico che, vista l’esigenza di procedere con la massima celerità, ha anche deciso di rendere irreversibile la nomination attraverso un voto elettronico che non dovrebbe protrarsi oltre mercoledì 7 agosto.  Poi, certamente, alla Convention di Chicago del 19 agosto, assisteremo anche ad un voto formale per celebrare la candidata alla presidenza, ma si tratterà essenzialmente di una sorta di ratifica obbligata delle votazioni effettivamente registrate sulla piattaforma elettorale del Partito. Messa, quindi, al sicuro la sua posizione personale, adesso per la Harris si tratterà di fare – ovviamente entro l’imminente 19 agosto - una scelta politicamente molto delicata: e stiamo parlando di quella che riguarderà l’individuazione del proprio vice, unitamente al quale potrà, pertanto, dare inizio alla sua campagna elettorale e presentare così i suoi programmi governativi che per la verità – almeno fino ad oggi – sono rimasti ancora piuttosto indefiniti.  Ed a questo proposito, sono tre i nomi che paiono disporre delle maggiori chances di affermazione: e si tratta del senatore dell’Arizona Mark Kelly – che pare il favorito - seguito dal governatore della Pennsylvania Josh Shapiro e da quello del Kentucky Andy Beshear. I primi due consentirebbero, probabilmente, alla Harris di vincere nei loro rispettivi Stati (che, tra l’altro, figurano tra quelli giudicati in bilico), mentre il terzo sembra in grado di attrarre una certa quota dell’elettorato repubblicano, visto che gli è già riuscita l’impresa di diventare governatore di uno Stato tradizionalmente molto conservatore. Intanto, senza fare troppo clamore, sta emergendo anche un quarto nome: ed è quello del  senatore del Michigan, Gary Peters. Sessantacinque anni, Peters gode del favore dei sindacati, che non hanno dimenticato il grande lavoro da lui svolto – sotto la presidenza Obama -  per salvare l’industria automobilistica americana dopo la grave crisi del 2008. Peters si è, inoltre, dimostrato particolarmente efficiente – cosa che non guasta mai - nell’organizzare la raccolta dei fondi elettorali per il Partito Democratico, in qualità di presidente della Campagna Elettorale 2024. Potrebbe, quindi, essere lui il vice Harris che viene fuori a sorpresa. Comunque vadano le cose,  tutti questi candidati sono accomunati da un medesimo denominatore comune: quello cioè, di essere uomini, bianchi e moderati. Qualità che torneranno sicuramente utili quando si dovranno controbattere le accuse di estremismo che Donald Trump non mancherà sicuramente di rivolgere a Kamala Harris.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/25faa9738e73f6b57e3772021100844f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un vice per Kamala  | 01/08/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-vice-per-kamala-01-08-2024-il-corsivo--60881576</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Kamala Harris è, dunque, divenuta ufficialmente l’unica candidata per la nomination del Partito Democratico, essendo, infatti, ormai scaduti i termini per la presentazione di altre eventuali  candidature per la Casa Bianca. Partito Democratico che, vista l’esigenza di procedere con la massima celerità, ha anche deciso di rendere irreversibile la nomination attraverso un voto elettronico che non dovrebbe protrarsi oltre mercoledì 7 agosto.  Poi, certamente, alla Convention di Chicago del 19 agosto, assisteremo anche ad un voto formale per celebrare la candidata alla presidenza, ma si tratterà essenzialmente di una sorta di ratifica obbligata delle votazioni effettivamente registrate sulla piattaforma elettorale del Partito. Messa, quindi, al sicuro la sua posizione personale, adesso per la Harris si tratterà di fare – ovviamente entro l’imminente 19 agosto - una scelta politicamente molto delicata: e stiamo parlando di quella che riguarderà l’individuazione del proprio vice, unitamente al quale potrà, pertanto, dare inizio alla sua campagna elettorale e presentare così i suoi programmi governativi che per la verità – almeno fino ad oggi – sono rimasti ancora piuttosto indefiniti.  Ed a questo proposito, sono tre i nomi che paiono disporre delle maggiori chances di affermazione: e si tratta del senatore dell’Arizona Mark Kelly – che pare il favorito - seguito dal governatore della Pennsylvania Josh Shapiro e da quello del Kentucky Andy Beshear. I primi due consentirebbero, probabilmente, alla Harris di vincere nei loro rispettivi Stati (che, tra l’altro, figurano tra quelli giudicati in bilico), mentre il terzo sembra in grado di attrarre una certa quota dell’elettorato repubblicano, visto che gli è già riuscita l’impresa di diventare governatore di uno Stato tradizionalmente molto conservatore. Intanto, senza fare troppo clamore, sta emergendo anche un quarto nome: ed è quello del  senatore del Michigan, Gary Peters. Sessantacinque anni, Peters gode del favore dei sindacati, che non hanno dimenticato il grande lavoro da lui svolto – sotto la presidenza Obama -  per salvare l’industria automobilistica americana dopo la grave crisi del 2008. Peters si è, inoltre, dimostrato particolarmente efficiente – cosa che non guasta mai - nell’organizzare la raccolta dei fondi elettorali per il Partito Democratico, in qualità di presidente della Campagna Elettorale 2024. Potrebbe, quindi, essere lui il vice Harris che viene fuori a sorpresa. Comunque vadano le cose,  tutti questi candidati sono accomunati da un medesimo denominatore comune: quello cioè, di essere uomini, bianchi e moderati. Qualità che torneranno sicuramente utili quando si dovranno controbattere le accuse di estremismo che Donald Trump non mancherà sicuramente di rivolgere a Kamala Harris.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-08-2024_08-19.mp3</guid><pubDate>Thu, 01 Aug 2024 06:19:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60881576/corsivo_01_08_2024_08_19.mp3" length="5931414" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Kamala Harris è, dunque, divenuta ufficialmente l’unica candidata per la nomination del Partito Democratico, essendo, infatti, ormai scaduti i termini per la presentazione di altre eventuali  candidature per la Casa Bianca....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Kamala Harris è, dunque, divenuta ufficialmente l’unica candidata per la nomination del Partito Democratico, essendo, infatti, ormai scaduti i termini per la presentazione di altre eventuali  candidature per la Casa Bianca. Partito Democratico che, vista l’esigenza di procedere con la massima celerità, ha anche deciso di rendere irreversibile la nomination attraverso un voto elettronico che non dovrebbe protrarsi oltre mercoledì 7 agosto.  Poi, certamente, alla Convention di Chicago del 19 agosto, assisteremo anche ad un voto formale per celebrare la candidata alla presidenza, ma si tratterà essenzialmente di una sorta di ratifica obbligata delle votazioni effettivamente registrate sulla piattaforma elettorale del Partito. Messa, quindi, al sicuro la sua posizione personale, adesso per la Harris si tratterà di fare – ovviamente entro l’imminente 19 agosto - una scelta politicamente molto delicata: e stiamo parlando di quella che riguarderà l’individuazione del proprio vice, unitamente al quale potrà, pertanto, dare inizio alla sua campagna elettorale e presentare così i suoi programmi governativi che per la verità – almeno fino ad oggi – sono rimasti ancora piuttosto indefiniti.  Ed a questo proposito, sono tre i nomi che paiono disporre delle maggiori chances di affermazione: e si tratta del senatore dell’Arizona Mark Kelly – che pare il favorito - seguito dal governatore della Pennsylvania Josh Shapiro e da quello del Kentucky Andy Beshear. I primi due consentirebbero, probabilmente, alla Harris di vincere nei loro rispettivi Stati (che, tra l’altro, figurano tra quelli giudicati in bilico), mentre il terzo sembra in grado di attrarre una certa quota dell’elettorato repubblicano, visto che gli è già riuscita l’impresa di diventare governatore di uno Stato tradizionalmente molto conservatore. Intanto, senza fare troppo clamore, sta emergendo anche un quarto nome: ed è quello del  senatore del Michigan, Gary Peters. Sessantacinque anni, Peters gode del favore dei sindacati, che non hanno dimenticato il grande lavoro da lui svolto – sotto la presidenza Obama -  per salvare l’industria automobilistica americana dopo la grave crisi del 2008. Peters si è, inoltre, dimostrato particolarmente efficiente – cosa che non guasta mai - nell’organizzare la raccolta dei fondi elettorali per il Partito Democratico, in qualità di presidente della Campagna Elettorale 2024. Potrebbe, quindi, essere lui il vice Harris che viene fuori a sorpresa. Comunque vadano le cose,  tutti questi candidati sono accomunati da un medesimo denominatore comune: quello cioè, di essere uomini, bianchi e moderati. Qualità che torneranno sicuramente utili quando si dovranno controbattere le accuse di estremismo che Donald Trump non mancherà sicuramente di rivolgere a Kamala Harris.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/25faa9738e73f6b57e3772021100844f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tensione olimpica | 31/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tensione-olimpica-31-07-2024-il-corsivo--64555845</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Per ora, non si può certo dire che la navigazione delle Olimpiadi di Parigi si stia svolgendo in acque davvero calme e trasparenti. E non ci riferiamo solamente a quelle inquinate della Senna, ma a tutto un complesso di fastidiose circostanze che hanno avuto il loro inizio con il boicottaggio dell’alta velocità ferroviaria e sono poi proseguite passando attraverso le lamentele delle delegazioni sportive per il cibo  scarso e di bassa qualità, per i letti di cartone, per l’aria condizionata che viene limitata per “ridurre l’impatto ambientale” e - specialmente per quanto riguarda la rappresentanza azzurra - anche per alcuni arbitraggi che hanno persino autorizzato a sospettare che forse, ai vertici del Comitato Olimpico Internazionale, ci sia qualcuno che “ci vuole male”. Tuttavia, a queste circostanze imbarazzanti che, comunque, hanno essenzialmente un carattere episodico, se ne sta per aggiungere un’altra che, da ormai alcuni anni, agita il dibattito all’interno degli Organismi  che dettano le regole della vita sportiva. E stiamo parlando del problema che concerne la partecipazione di concorrenti trans sessuali di origine maschile nelle competizioni femminili. Il Comitato Olimpico Internazionale ha, infatti, appena confermato che due atlete (un’algerina ed una taiwanese) - le quali non erano state ammesse agli ultimi campionati mondiali di pugilato per aver fallito il test ormonale - potranno, invece, combattere regolarmente contro avversarie donne in questi giochi olimpici del 2024. E la questione sembra destinata ad interessare direttamente anche la squadra pugilistica azzurra, visto che, nella giornata di domani, spetterà proprio alla nostra Angela Carini il compito di andarsela a giocare contro una di queste atlete un po’ indecifrabili. Eppure, attualmente, le regole vigenti prevedono che chiunque operi la transizione da uomo a donna dopo i 12 anni non possa più partecipare alla gare femminili, considerato che la pubertà gli fornirebbe un vantaggio ingiusto nei confronti delle atlete donne. Qui a Parigi però, questa disposizione non verrà applicata e, di conseguenza, domani alle ore 12, l’azzurra Carini, nella categoria dei pesi welter, affronterà sul ring un’avversaria che è geneticamente maschio... E così, dopo le tante polemiche che, in questi giorni, sono già scaturite da certe discutibili eliminazioni di atleti italiani,  aspettiamoci pure quella che potrebbe arrivare da un’eventuale sconfitta della ragazza napoletana che si accinge a difendere i nostri colori sul ring olimpico di Parigi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-07-2024_08-34.mp3</guid><pubDate>Wed, 31 Jul 2024 06:34:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555845/corsivo_31_07_2024_08_34.mp3" length="5384358" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Per ora, non si può certo dire che la navigazione delle Olimpiadi di Parigi si stia svolgendo in acque davvero calme e trasparenti. E non ci riferiamo solamente a quelle inquinate della Senna, ma a tutto un complesso di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Per ora, non si può certo dire che la navigazione delle Olimpiadi di Parigi si stia svolgendo in acque davvero calme e trasparenti. E non ci riferiamo solamente a quelle inquinate della Senna, ma a tutto un complesso di fastidiose circostanze che hanno avuto il loro inizio con il boicottaggio dell’alta velocità ferroviaria e sono poi proseguite passando attraverso le lamentele delle delegazioni sportive per il cibo  scarso e di bassa qualità, per i letti di cartone, per l’aria condizionata che viene limitata per “ridurre l’impatto ambientale” e - specialmente per quanto riguarda la rappresentanza azzurra - anche per alcuni arbitraggi che hanno persino autorizzato a sospettare che forse, ai vertici del Comitato Olimpico Internazionale, ci sia qualcuno che “ci vuole male”. Tuttavia, a queste circostanze imbarazzanti che, comunque, hanno essenzialmente un carattere episodico, se ne sta per aggiungere un’altra che, da ormai alcuni anni, agita il dibattito all’interno degli Organismi  che dettano le regole della vita sportiva. E stiamo parlando del problema che concerne la partecipazione di concorrenti trans sessuali di origine maschile nelle competizioni femminili. Il Comitato Olimpico Internazionale ha, infatti, appena confermato che due atlete (un’algerina ed una taiwanese) - le quali non erano state ammesse agli ultimi campionati mondiali di pugilato per aver fallito il test ormonale - potranno, invece, combattere regolarmente contro avversarie donne in questi giochi olimpici del 2024. E la questione sembra destinata ad interessare direttamente anche la squadra pugilistica azzurra, visto che, nella giornata di domani, spetterà proprio alla nostra Angela Carini il compito di andarsela a giocare contro una di queste atlete un po’ indecifrabili. Eppure, attualmente, le regole vigenti prevedono che chiunque operi la transizione da uomo a donna dopo i 12 anni non possa più partecipare alla gare femminili, considerato che la pubertà gli fornirebbe un vantaggio ingiusto nei confronti delle atlete donne. Qui a Parigi però, questa disposizione non verrà applicata e, di conseguenza, domani alle ore 12, l’azzurra Carini, nella categoria dei pesi welter, affronterà sul ring un’avversaria che è geneticamente maschio... E così, dopo le tante polemiche che, in questi giorni, sono già scaturite da certe discutibili eliminazioni di atleti italiani,  aspettiamoci pure quella che potrebbe arrivare da un’eventuale sconfitta della ragazza napoletana che si accinge a difendere i nostri colori sul ring olimpico di Parigi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9191408ecf37ee1695d77b25a87bd94e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tensione olimpica | 31/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tensione-olimpica-31-07-2024-il-corsivo--60871646</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Per ora, non si può certo dire che la navigazione delle Olimpiadi di Parigi si stia svolgendo in acque davvero calme e trasparenti. E non ci riferiamo solamente a quelle inquinate della Senna, ma a tutto un complesso di fastidiose circostanze che hanno avuto il loro inizio con il boicottaggio dell’alta velocità ferroviaria e sono poi proseguite passando attraverso le lamentele delle delegazioni sportive per il cibo  scarso e di bassa qualità, per i letti di cartone, per l’aria condizionata che viene limitata per “ridurre l’impatto ambientale” e - specialmente per quanto riguarda la rappresentanza azzurra - anche per alcuni arbitraggi che hanno persino autorizzato a sospettare che forse, ai vertici del Comitato Olimpico Internazionale, ci sia qualcuno che “ci vuole male”. Tuttavia, a queste circostanze imbarazzanti che, comunque, hanno essenzialmente un carattere episodico, se ne sta per aggiungere un’altra che, da ormai alcuni anni, agita il dibattito all’interno degli Organismi  che dettano le regole della vita sportiva. E stiamo parlando del problema che concerne la partecipazione di concorrenti trans sessuali di origine maschile nelle competizioni femminili. Il Comitato Olimpico Internazionale ha, infatti, appena confermato che due atlete (un’algerina ed una taiwanese) - le quali non erano state ammesse agli ultimi campionati mondiali di pugilato per aver fallito il test ormonale - potranno, invece, combattere regolarmente contro avversarie donne in questi giochi olimpici del 2024. E la questione sembra destinata ad interessare direttamente anche la squadra pugilistica azzurra, visto che, nella giornata di domani, spetterà proprio alla nostra Angela Carini il compito di andarsela a giocare contro una di queste atlete un po’ indecifrabili. Eppure, attualmente, le regole vigenti prevedono che chiunque operi la transizione da uomo a donna dopo i 12 anni non possa più partecipare alla gare femminili, considerato che la pubertà gli fornirebbe un vantaggio ingiusto nei confronti delle atlete donne. Qui a Parigi però, questa disposizione non verrà applicata e, di conseguenza, domani alle ore 12, l’azzurra Carini, nella categoria dei pesi welter, affronterà sul ring un’avversaria che è geneticamente maschio... E così, dopo le tante polemiche che, in questi giorni, sono già scaturite da certe discutibili eliminazioni di atleti italiani,  aspettiamoci pure quella che potrebbe arrivare da un’eventuale sconfitta della ragazza napoletana che si accinge a difendere i nostri colori sul ring olimpico di Parigi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-07-2024_08-34.mp3</guid><pubDate>Wed, 31 Jul 2024 06:34:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60871646/corsivo_31_07_2024_08_34.mp3" length="5384358" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Per ora, non si può certo dire che la navigazione delle Olimpiadi di Parigi si stia svolgendo in acque davvero calme e trasparenti. 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Tuttavia, a queste circostanze imbarazzanti che, comunque, hanno essenzialmente un carattere episodico, se ne sta per aggiungere un’altra che, da ormai alcuni anni, agita il dibattito all’interno degli Organismi  che dettano le regole della vita sportiva. E stiamo parlando del problema che concerne la partecipazione di concorrenti trans sessuali di origine maschile nelle competizioni femminili. Il Comitato Olimpico Internazionale ha, infatti, appena confermato che due atlete (un’algerina ed una taiwanese) - le quali non erano state ammesse agli ultimi campionati mondiali di pugilato per aver fallito il test ormonale - potranno, invece, combattere regolarmente contro avversarie donne in questi giochi olimpici del 2024. E la questione sembra destinata ad interessare direttamente anche la squadra pugilistica azzurra, visto che, nella giornata di domani, spetterà proprio alla nostra Angela Carini il compito di andarsela a giocare contro una di queste atlete un po’ indecifrabili. Eppure, attualmente, le regole vigenti prevedono che chiunque operi la transizione da uomo a donna dopo i 12 anni non possa più partecipare alla gare femminili, considerato che la pubertà gli fornirebbe un vantaggio ingiusto nei confronti delle atlete donne. Qui a Parigi però, questa disposizione non verrà applicata e, di conseguenza, domani alle ore 12, l’azzurra Carini, nella categoria dei pesi welter, affronterà sul ring un’avversaria che è geneticamente maschio... E così, dopo le tante polemiche che, in questi giorni, sono già scaturite da certe discutibili eliminazioni di atleti italiani,  aspettiamoci pure quella che potrebbe arrivare da un’eventuale sconfitta della ragazza napoletana che si accinge a difendere i nostri colori sul ring olimpico di Parigi.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9191408ecf37ee1695d77b25a87bd94e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi sono i Drusi? | 29/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-sono-i-drusi-29-07-2024-il-corsivo--60871304</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 31 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60871304/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9f90c314fcaa79fd43a82b1325e79cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi sono i Drusi? | 29/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-sono-i-drusi-29-07-2024-il-corsivo--60858245</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60858245/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9f90c314fcaa79fd43a82b1325e79cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Libano ad alta tensione per i militari italiani | 30/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/libano-ad-alta-tensione-per-i-militari-italiani-30-07-2024-il-corsivo--64555851</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Sale il livello di attenzione sui 1.200 militari italiani schierati, nel Sud del Libano, per garantire la pace. Per ora, la missione del nostro numeroso contingente è destinata a proseguire, anche se il ministro della Difesa, Guido Crosetto, riconosce di vivere momenti di alta tensione: quanto è successo sabato pomeriggio - quando cioè, dodici ragazzini hanno perso la loro vita in un campetto di calcio colpito da un missile probabilmente lanciato da Hezbollah - ha indubbiamente avvicinato la possibilità di una drammatica escalation al confine tra Israele e Libano. In queste ore, c’è senz’altro un forte impegno diplomatico americano, teso ad evitare l’ ulteriore estensione di un conflitto che già sembra divenuto interminabile nella Striscia di Gaza. Si spera a Washington di riuscire a convincere lo Stato ebraico ad adottare un atteggiamento prudenziale: un po’ sulla falsa riga di quello che assunse quando, dopo la massiccia offensiva di droni e missili provenienti dall’Iran, scelse di limitare al minimo indispensabile la portata della sua risposta militare. Appare, comunque, difficile che Israele si spinga a bombardare centri abitati libanesi ed anche da parte del fronte sciita, guidato dall’Iran, la presa di posizione che emerge sembra essere, più che altro, quella del cane che abbaia, ma non morde...Tuttavia, la situazione resta altamente infiammabile e, pertanto, tutto può succedere da un minuto all’altro. Ecco perché Crosetto non fa mistero del fatto che, viste le acque agitate in cui sta navigando la missione di pace dell’Unifil, la tempistica di un’eventuale evacuazione dei nostri soldati da quella zona critica è stata ridotta da cinque a due giorni. Da ormai diversi mesi, l’Italia insiste con i vertici delle Nazioni Unite, affinché si proceda ad un’analisi attenta e realistica dei risultati raggiunti dalla Missione Unifil e si ragioni anche sulla necessità di cambiare le regole di ingaggio in modo tale da consentire davvero ai 10.031 militari provenienti da 49 Paesi diversi, di far rispettare puntualmente la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza. Risoluzione che – ricordiamo – prevede la formazione di una fascia demilitarizzata tra la Linea Blu (che è quella, lunga 120 chilometri, che divide Israele dal Libano) ed il fiume Litani: una fascia in cui la sola presenza di armi autorizzate sia, dunque, quella dell’Unifil e dell’esercito regolare libanese. Uno stato di cose che però, purtroppo non si è mai realizzato concretamente e che quindi, giunti a questo punto, sarebbe sul serio da irresponsabili ostinarsi ad ignorare. Di conseguenza, visto che il contingente italiano rischia adesso di trovarsi coinvolto – magari anche accidentalmente - negli scontri a fuoco tra le due parti avverse, il ministero della Difesa chiede che vengano urgentemente cambiate le regole di ingaggio, in maniera tale che le forze Unifil possano realmente operare in sicurezza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-07-2024_07-51.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Jul 2024 05:51:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555851/corsivo_30_07_2024_07_51.mp3" length="6415830" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Sale il livello di attenzione sui 1.200 militari italiani schierati, nel Sud del Libano, per garantire la pace. 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Si spera a Washington di riuscire a convincere lo Stato ebraico ad adottare un atteggiamento prudenziale: un po’ sulla falsa riga di quello che assunse quando, dopo la massiccia offensiva di droni e missili provenienti dall’Iran, scelse di limitare al minimo indispensabile la portata della sua risposta militare. Appare, comunque, difficile che Israele si spinga a bombardare centri abitati libanesi ed anche da parte del fronte sciita, guidato dall’Iran, la presa di posizione che emerge sembra essere, più che altro, quella del cane che abbaia, ma non morde...Tuttavia, la situazione resta altamente infiammabile e, pertanto, tutto può succedere da un minuto all’altro. Ecco perché Crosetto non fa mistero del fatto che, viste le acque agitate in cui sta navigando la missione di pace dell’Unifil, la tempistica di un’eventuale evacuazione dei nostri soldati da quella zona critica è stata ridotta da cinque a due giorni. Da ormai diversi mesi, l’Italia insiste con i vertici delle Nazioni Unite, affinché si proceda ad un’analisi attenta e realistica dei risultati raggiunti dalla Missione Unifil e si ragioni anche sulla necessità di cambiare le regole di ingaggio in modo tale da consentire davvero ai 10.031 militari provenienti da 49 Paesi diversi, di far rispettare puntualmente la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza. Risoluzione che – ricordiamo – prevede la formazione di una fascia demilitarizzata tra la Linea Blu (che è quella, lunga 120 chilometri, che divide Israele dal Libano) ed il fiume Litani: una fascia in cui la sola presenza di armi autorizzate sia, dunque, quella dell’Unifil e dell’esercito regolare libanese. Uno stato di cose che però, purtroppo non si è mai realizzato concretamente e che quindi, giunti a questo punto, sarebbe sul serio da irresponsabili ostinarsi ad ignorare. Di conseguenza, visto che il contingente italiano rischia adesso di trovarsi coinvolto – magari anche accidentalmente - negli scontri a fuoco tra le due parti avverse, il ministero della Difesa chiede che vengano urgentemente cambiate le regole di ingaggio, in maniera tale che le forze Unifil possano realmente operare in sicurezza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>161</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c048c751c23d466ddc4efccb644c8946.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Libano ad alta tensione per i militari italiani | 30/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/libano-ad-alta-tensione-per-i-militari-italiani-30-07-2024-il-corsivo--60858246</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Sale il livello di attenzione sui 1.200 militari italiani schierati, nel Sud del Libano, per garantire la pace. Per ora, la missione del nostro numeroso contingente è destinata a proseguire, anche se il ministro della Difesa, Guido Crosetto, riconosce di vivere momenti di alta tensione: quanto è successo sabato pomeriggio - quando cioè, dodici ragazzini hanno perso la loro vita in un campetto di calcio colpito da un missile probabilmente lanciato da Hezbollah - ha indubbiamente avvicinato la possibilità di una drammatica escalation al confine tra Israele e Libano. In queste ore, c’è senz’altro un forte impegno diplomatico americano, teso ad evitare l’ ulteriore estensione di un conflitto che già sembra divenuto interminabile nella Striscia di Gaza. Si spera a Washington di riuscire a convincere lo Stato ebraico ad adottare un atteggiamento prudenziale: un po’ sulla falsa riga di quello che assunse quando, dopo la massiccia offensiva di droni e missili provenienti dall’Iran, scelse di limitare al minimo indispensabile la portata della sua risposta militare. Appare, comunque, difficile che Israele si spinga a bombardare centri abitati libanesi ed anche da parte del fronte sciita, guidato dall’Iran, la presa di posizione che emerge sembra essere, più che altro, quella del cane che abbaia, ma non morde...Tuttavia, la situazione resta altamente infiammabile e, pertanto, tutto può succedere da un minuto all’altro. Ecco perché Crosetto non fa mistero del fatto che, viste le acque agitate in cui sta navigando la missione di pace dell’Unifil, la tempistica di un’eventuale evacuazione dei nostri soldati da quella zona critica è stata ridotta da cinque a due giorni. Da ormai diversi mesi, l’Italia insiste con i vertici delle Nazioni Unite, affinché si proceda ad un’analisi attenta e realistica dei risultati raggiunti dalla Missione Unifil e si ragioni anche sulla necessità di cambiare le regole di ingaggio in modo tale da consentire davvero ai 10.031 militari provenienti da 49 Paesi diversi, di far rispettare puntualmente la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza. Risoluzione che – ricordiamo – prevede la formazione di una fascia demilitarizzata tra la Linea Blu (che è quella, lunga 120 chilometri, che divide Israele dal Libano) ed il fiume Litani: una fascia in cui la sola presenza di armi autorizzate sia, dunque, quella dell’Unifil e dell’esercito regolare libanese. Uno stato di cose che però, purtroppo non si è mai realizzato concretamente e che quindi, giunti a questo punto, sarebbe sul serio da irresponsabili ostinarsi ad ignorare. Di conseguenza, visto che il contingente italiano rischia adesso di trovarsi coinvolto – magari anche accidentalmente - negli scontri a fuoco tra le due parti avverse, il ministero della Difesa chiede che vengano urgentemente cambiate le regole di ingaggio, in maniera tale che le forze Unifil possano realmente operare in sicurezza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-07-2024_07-51.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Jul 2024 05:51:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60858246/corsivo_30_07_2024_07_51.mp3" length="6415830" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Sale il livello di attenzione sui 1.200 militari italiani schierati, nel Sud del Libano, per garantire la pace. 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Si spera a Washington di riuscire a convincere lo Stato ebraico ad adottare un atteggiamento prudenziale: un po’ sulla falsa riga di quello che assunse quando, dopo la massiccia offensiva di droni e missili provenienti dall’Iran, scelse di limitare al minimo indispensabile la portata della sua risposta militare. Appare, comunque, difficile che Israele si spinga a bombardare centri abitati libanesi ed anche da parte del fronte sciita, guidato dall’Iran, la presa di posizione che emerge sembra essere, più che altro, quella del cane che abbaia, ma non morde...Tuttavia, la situazione resta altamente infiammabile e, pertanto, tutto può succedere da un minuto all’altro. Ecco perché Crosetto non fa mistero del fatto che, viste le acque agitate in cui sta navigando la missione di pace dell’Unifil, la tempistica di un’eventuale evacuazione dei nostri soldati da quella zona critica è stata ridotta da cinque a due giorni. Da ormai diversi mesi, l’Italia insiste con i vertici delle Nazioni Unite, affinché si proceda ad un’analisi attenta e realistica dei risultati raggiunti dalla Missione Unifil e si ragioni anche sulla necessità di cambiare le regole di ingaggio in modo tale da consentire davvero ai 10.031 militari provenienti da 49 Paesi diversi, di far rispettare puntualmente la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza. Risoluzione che – ricordiamo – prevede la formazione di una fascia demilitarizzata tra la Linea Blu (che è quella, lunga 120 chilometri, che divide Israele dal Libano) ed il fiume Litani: una fascia in cui la sola presenza di armi autorizzate sia, dunque, quella dell’Unifil e dell’esercito regolare libanese. Uno stato di cose che però, purtroppo non si è mai realizzato concretamente e che quindi, giunti a questo punto, sarebbe sul serio da irresponsabili ostinarsi ad ignorare. Di conseguenza, visto che il contingente italiano rischia adesso di trovarsi coinvolto – magari anche accidentalmente - negli scontri a fuoco tra le due parti avverse, il ministero della Difesa chiede che vengano urgentemente cambiate le regole di ingaggio, in maniera tale che le forze Unifil possano realmente operare in sicurezza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>161</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c048c751c23d466ddc4efccb644c8946.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi sono i Drusi? | 29/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-sono-i-drusi-29-07-2024-il-corsivo--64555879</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-07-2024_07-41.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Jul 2024 05:41:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555879/corsivo_29_07_2024_07_41.mp3" length="5923062" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9f90c314fcaa79fd43a82b1325e79cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi sono i Drusi? | 29/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-sono-i-drusi-29-07-2024-il-corsivo--60858247</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-07-2024_07-41.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Jul 2024 05:41:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60858247/corsivo_29_07_2024_07_41.mp3" length="5923062" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il missile - lanciato dal Libano verso la zona a prevalenza di popolazione drusa situata all’estremo nord di Israele - cadendo su un campetto di calcio, ha causato, come è noto, almeno 12 morti (soprattutto bambini e ragazzi) ed oltre 30 feriti, dei quali almeno 6 restano in gravissime condizioni. Spesso, quando ci si occupa di questioni che riguardano il Medio Oriente, capita di imbattersi in qualche situazione che fa riferimento ad una corrente culturale e religiosa, che, fino ad oggi, ha conservato orgogliosamente la propria autonomia, rispetto a tutte le altre dottrine che dettano legge in quella travagliata area del nostro Pianeta. E stiamo parlando della componente drusa, tornata, in queste ultime ore, nuovamente nell’occhio del ciclone  perché drusi erano, appunto, i ragazzini che hanno scoperto  sulla propria pelle quanto alto possa, alle volte, risultare il prezzo da pagare per un po’ di innocente divertimento. Già, ma chi sono i circa novecentomila Drusi distribuiti prevalentemente tra Libano, Giordania, Siria e Israele? Possiamo, innanzitutto, dire che costituiscono un popolo (arabo) che non dispone di un territorio nazionale autonomo e ben delimitato, ma che si è, invece, sempre adattato a coesistere pacificamente con le genti che numericamente prevalgono in un determinato Paese ospitante. Seguono una religione abbastanza criptica che, comunque, affonda le sue radici nel monoteismo islamico – ebraico: i loro testi sacri sono, infatti, la Bibbia ed il Corano, anche se non disdegnano di attingere spunti filosofici qualificanti pure dall’induismo e dal pensiero platonico. Ad esempio, i Drusi credono – unici in tutta l’area mediorientale – nella reincarnazione delle anime dopo la morte e lasciano, comunque, che il loro culto rimanga avvolto da un alone di mistero: al punto che la conversione di elementi estranei alla religione drusa non è assolutamente consentita. Tradizionalmente, i Drusi – pur costituendo delle comunità particolarmente unite al loro interno – si sono tuttavia sempre distinti per la lealtà dimostrata nei confronti delle istituzioni e delle norme che governano i Paesi in cui vivono. E la conferma di questa loro predisposizione al rispetto dei vari ordinamenti statali, viene proprio da Israele, dove i Drusi rappresentano un decimo della cittadinanza araba, la quale costituisce, a sua volta, il 20% della popolazione totale. Ebbene, anche nella società israeliana i gruppi di appartenenza drusa si sono  storicamente integrati senza porre od incontrare alcun ostacolo: tanto è vero che non è infrequente rilevare che, ad occupare persino alcune delle posizioni di più alto rango nelle forze armate di Gerusalemme, si trovano, talvolta, proprio dei cittadini israeliani di appartenenza drusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9f90c314fcaa79fd43a82b1325e79cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se Frans Timmersmans abita ancora a Bruxelles  | 27/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-frans-timmersmans-abita-ancora-a-bruxelles-27-07-2024-il-corsivo--64555870</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la cosiddetta “era Timmersmans” (dal nome del politico olandese considerato come il maggiore sponsor del Green Deal) sia stata tutt’altro che archiviata. Anzi, come del resto non ha mancato di sottolineare il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sembra proprio di potervi cogliere un elemento di assoluta continuità rispetto a quell’impostazione (spesso orientata in senso anti industriale) che ha caratterizzato molte delle decisioni prese da Bruxelles nell’ultimo quinquennio. La conferma, ad esempio, dell’obbiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2 al 2040, senza chiedersi seriamente a chi spetterà poi il compito di pagare la fattura della decarbonizzazione (e quali saranno le conseguenze di questa opzione sull’industria europea e sulla sua competitività) sembra, infatti, un errore che potrebbe, ben presto, rivelarsi irrimediabile. Si consideri, ad esempio, la leggerezza – diremmo quasi irresponsabile – con la quale il programma del nuovo esecutivo von der Leyen conferma l’uscita dai motori endotermici nel 2035: qualcuno ha realizzato che, in una prospettiva come questa, nel giro di pochissimi anni  nessuno sarà più disposto ad acquistare veicoli  a benzina o diesel, in vista di una scadenza così ravvicinata? Possibile che sia così difficile capire che saranno centinaia di migliaia i lavoratori del comparto dell’indotto dei motori endotermici a perdere la propria occupazione, senza certamente poter sperare di trovare una nuova collocazione nelle produzioni di motori elettrici che, purtroppo, saranno, invece, un affare essenzialmente cinese? Che senso può avere un addio così drastico alle vendite di auto equipaggiate con motori a combustione interna, considerato che, tra l’altro, quelle alimentate con biocarburanti  consentono, oramai, emissioni di CO2 che sono sostanzialmente analoghe a quelle dei veicoli elettrici? Al momento, tutto lascia intendere che, per quanto riguarda la mobilità elettrica, i Cinesi abbiano ormai accumulato un vantaggio sostanzialmente incolmabile per l’industria europea. Tuttavia, se anche si riuscisse, in extremis, a tenere in vita un minimo di queste produzioni pure in Europa, si andrebbe, comunque, incontro ad un netto ridimensionamento dei livelli occupazionali nel settore della componentistica, poiché - come è noto - i motori elettrici sono molto meno complessi di quelli endotermici, non disponendo, ad esempio, di elementi come il serbatoio, il sistema di scarico, il cambio, la frizione o il turbocompressore. Di conseguenza, pur non negando certamente l’importanza del processo di transizione energetica, auspichiamo che, nel portarlo avanti, venga tuttavia stimato anche quanti posti di lavoro saranno creati in Europa grazie al Green Deal e quanti, invece, andranno perduti proprio a causa delle politiche che l’Unione europea adotterà in materia di transizione ecologica.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 27 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555870/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la cosiddetta “era Timmersmans” (dal nome del politico olandese considerato come il maggiore sponsor del Green Deal) sia stata tutt’altro che archiviata. Anzi, come del resto non ha mancato di sottolineare il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sembra proprio di potervi cogliere un elemento di assoluta continuità rispetto a quell’impostazione (spesso orientata in senso anti industriale) che ha caratterizzato molte delle decisioni prese da Bruxelles nell’ultimo quinquennio. La conferma, ad esempio, dell’obbiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2 al 2040, senza chiedersi seriamente a chi spetterà poi il compito di pagare la fattura della decarbonizzazione (e quali saranno le conseguenze di questa opzione sull’industria europea e sulla sua competitività) sembra, infatti, un errore che potrebbe, ben presto, rivelarsi irrimediabile. Si consideri, ad esempio, la leggerezza – diremmo quasi irresponsabile – con la quale il programma del nuovo esecutivo von der Leyen conferma l’uscita dai motori endotermici nel 2035: qualcuno ha realizzato che, in una prospettiva come questa, nel giro di pochissimi anni  nessuno sarà più disposto ad acquistare veicoli  a benzina o diesel, in vista di una scadenza così ravvicinata? Possibile che sia così difficile capire che saranno centinaia di migliaia i lavoratori del comparto dell’indotto dei motori endotermici a perdere la propria occupazione, senza certamente poter sperare di trovare una nuova collocazione nelle produzioni di motori elettrici che, purtroppo, saranno, invece, un affare essenzialmente cinese? Che senso può avere un addio così drastico alle vendite di auto equipaggiate con motori a combustione interna, considerato che, tra l’altro, quelle alimentate con biocarburanti  consentono, oramai, emissioni di CO2 che sono sostanzialmente analoghe a quelle dei veicoli elettrici? Al momento, tutto lascia intendere che, per quanto riguarda la mobilità elettrica, i Cinesi abbiano ormai accumulato un vantaggio sostanzialmente incolmabile per l’industria europea. Tuttavia, se anche si riuscisse, in extremis, a tenere in vita un minimo di queste produzioni pure in Europa, si andrebbe, comunque, incontro ad un netto ridimensionamento dei livelli occupazionali nel settore della componentistica, poiché - come è noto - i motori elettrici sono molto meno complessi di quelli endotermici, non disponendo, ad esempio, di elementi come il serbatoio, il sistema di scarico, il cambio, la frizione o il turbocompressore. Di conseguenza, pur non negando certamente l’importanza del processo di transizione energetica, auspichiamo che, nel portarlo avanti, venga tuttavia stimato anche quanti posti di lavoro saranno creati in Europa grazie al Green Deal e quanti, invece, andranno perduti proprio a causa delle politiche che l’Unione europea adotterà in materia di transizione ecologica.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a8fe8b5cbdfc23d97d3cc788441fa71.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se Frans Timmersmans abita ancora a Bruxelles  | 27/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-frans-timmersmans-abita-ancora-a-bruxelles-27-07-2024-il-corsivo--60822072</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la cosiddetta “era Timmersmans” (dal nome del politico olandese considerato come il maggiore sponsor del Green Deal) sia stata tutt’altro che archiviata. Anzi, come del resto non ha mancato di sottolineare il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sembra proprio di potervi cogliere un elemento di assoluta continuità rispetto a quell’impostazione (spesso orientata in senso anti industriale) che ha caratterizzato molte delle decisioni prese da Bruxelles nell’ultimo quinquennio. La conferma, ad esempio, dell’obbiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2 al 2040, senza chiedersi seriamente a chi spetterà poi il compito di pagare la fattura della decarbonizzazione (e quali saranno le conseguenze di questa opzione sull’industria europea e sulla sua competitività) sembra, infatti, un errore che potrebbe, ben presto, rivelarsi irrimediabile. Si consideri, ad esempio, la leggerezza – diremmo quasi irresponsabile – con la quale il programma del nuovo esecutivo von der Leyen conferma l’uscita dai motori endotermici nel 2035: qualcuno ha realizzato che, in una prospettiva come questa, nel giro di pochissimi anni  nessuno sarà più disposto ad acquistare veicoli  a benzina o diesel, in vista di una scadenza così ravvicinata? Possibile che sia così difficile capire che saranno centinaia di migliaia i lavoratori del comparto dell’indotto dei motori endotermici a perdere la propria occupazione, senza certamente poter sperare di trovare una nuova collocazione nelle produzioni di motori elettrici che, purtroppo, saranno, invece, un affare essenzialmente cinese? Che senso può avere un addio così drastico alle vendite di auto equipaggiate con motori a combustione interna, considerato che, tra l’altro, quelle alimentate con biocarburanti  consentono, oramai, emissioni di CO2 che sono sostanzialmente analoghe a quelle dei veicoli elettrici? Al momento, tutto lascia intendere che, per quanto riguarda la mobilità elettrica, i Cinesi abbiano ormai accumulato un vantaggio sostanzialmente incolmabile per l’industria europea. Tuttavia, se anche si riuscisse, in extremis, a tenere in vita un minimo di queste produzioni pure in Europa, si andrebbe, comunque, incontro ad un netto ridimensionamento dei livelli occupazionali nel settore della componentistica, poiché - come è noto - i motori elettrici sono molto meno complessi di quelli endotermici, non disponendo, ad esempio, di elementi come il serbatoio, il sistema di scarico, il cambio, la frizione o il turbocompressore. Di conseguenza, pur non negando certamente l’importanza del processo di transizione energetica, auspichiamo che, nel portarlo avanti, venga tuttavia stimato anche quanti posti di lavoro saranno creati in Europa grazie al Green Deal e quanti, invece, andranno perduti proprio a causa delle politiche che l’Unione europea adotterà in materia di transizione ecologica.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 27 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60822072/corsivo_06_08_2024_08_25.mp3" length="2765804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la cosiddetta “era Timmersmans” (dal nome del politico olandese considerato come il maggiore sponsor del Green Deal) sia stata tutt’altro che archiviata. Anzi, come del resto non ha mancato di sottolineare il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sembra proprio di potervi cogliere un elemento di assoluta continuità rispetto a quell’impostazione (spesso orientata in senso anti industriale) che ha caratterizzato molte delle decisioni prese da Bruxelles nell’ultimo quinquennio. La conferma, ad esempio, dell’obbiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2 al 2040, senza chiedersi seriamente a chi spetterà poi il compito di pagare la fattura della decarbonizzazione (e quali saranno le conseguenze di questa opzione sull’industria europea e sulla sua competitività) sembra, infatti, un errore che potrebbe, ben presto, rivelarsi irrimediabile. Si consideri, ad esempio, la leggerezza – diremmo quasi irresponsabile – con la quale il programma del nuovo esecutivo von der Leyen conferma l’uscita dai motori endotermici nel 2035: qualcuno ha realizzato che, in una prospettiva come questa, nel giro di pochissimi anni  nessuno sarà più disposto ad acquistare veicoli  a benzina o diesel, in vista di una scadenza così ravvicinata? Possibile che sia così difficile capire che saranno centinaia di migliaia i lavoratori del comparto dell’indotto dei motori endotermici a perdere la propria occupazione, senza certamente poter sperare di trovare una nuova collocazione nelle produzioni di motori elettrici che, purtroppo, saranno, invece, un affare essenzialmente cinese? Che senso può avere un addio così drastico alle vendite di auto equipaggiate con motori a combustione interna, considerato che, tra l’altro, quelle alimentate con biocarburanti  consentono, oramai, emissioni di CO2 che sono sostanzialmente analoghe a quelle dei veicoli elettrici? Al momento, tutto lascia intendere che, per quanto riguarda la mobilità elettrica, i Cinesi abbiano ormai accumulato un vantaggio sostanzialmente incolmabile per l’industria europea. Tuttavia, se anche si riuscisse, in extremis, a tenere in vita un minimo di queste produzioni pure in Europa, si andrebbe, comunque, incontro ad un netto ridimensionamento dei livelli occupazionali nel settore della componentistica, poiché - come è noto - i motori elettrici sono molto meno complessi di quelli endotermici, non disponendo, ad esempio, di elementi come il serbatoio, il sistema di scarico, il cambio, la frizione o il turbocompressore. Di conseguenza, pur non negando certamente l’importanza del processo di transizione energetica, auspichiamo che, nel portarlo avanti, venga tuttavia stimato anche quanti posti di lavoro saranno creati in Europa grazie al Green Deal e quanti, invece, andranno perduti proprio a causa delle politiche che l’Unione europea adotterà in materia di transizione ecologica.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a8fe8b5cbdfc23d97d3cc788441fa71.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A volte ritornano: Claudio Scajola | 26/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-volte-ritornano-claudio-scajola-26-07-2024-il-corsivo--64555890</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Quella di oggi potrebbe risultare una giornata decisiva per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Liguria, dopo che gli eventi degli ultimi giorni e le nuove accuse hanno portato alla seconda misura cautelare nei confronti del Governatore, Giovanni Toti, già agli arresti domiciliari da oltre due mesi. Ricordiamo che, alle imputazioni di corruzione che al presidente della Regione sono state mosse nel mese di maggio, se ne sono appena aggiunte  delle altre riferite a finanziamenti illeciti  che vedrebbero adesso coinvolto anche il gruppo Esselunga. Da queste premesse, è nata l’idea - tra i partiti che compongono la maggioranza dell’attuale Giunta regionale - di organizzare, proprio per questo venerdì 26 luglio, un incontro tra i vertici politici per studiare come “garantire la continuità e l’efficienza nella gestione della Regione”. Quindi, ammesso e non concesso che poi la riunione si svolga effettivamente, dovrebbe trattarsi di un meeting decisivo per  stabilire se si stia procedendo o meno verso  le dimissioni dello stesso Toti, con conseguente ritorno al voto anticipato. Per ora, è soprattutto la Lega – almeno ufficialmente - a chiedere  a Toti di  resistere: meno convinte paiono, invece, altre forze politiche che avanzano qualche timore circa il rischio che un atteggiamento di assoluta irriducibilità da parte di Toti possa, alla fine, comportare una paralisi troppo lunga dell’amministrazione regionale. Sembra, comunque, che lo stesso Toti abbia ben poco gradito questa sorta di pressione alla quale - al di là delle solidarietà di facciata - si sentirebbe al momento sottoposto da parte di soggetti politici che, almeno in teoria, dovrebbero tuttora essere suoi alleati. La sensazione di essere stato abbandonato proprio da quelli che, fino a ieri, considerava gli “amici” del centrodestra deve, probabilmente, risultargli davvero sgradevole... In particolare, il Governatore avrebbe sentito il vento cambiare direzione nei suoi confronti, leggendo le dichiarazioni con le quali il presidente ad interim della giunta ligure, il leghista Alessandro Piana, ha recentemente sollevato dei dubbi circa l’opportunità di andare avanti sul rigassificatore di Vado Ligure, a favore del quale Toti stesso si è sempre molto battuto. Pertanto, a Genova, i bene informati prevedono un passo indietro assai imminente da parte del presidente ligure. E se così sarà, si andrà poi a votare nel prossimo ottobre: di conseguenza, il tempo che resta per trovare un sostituto all’altezza della situazione è veramente poco...a meno che non si richiami sul palcoscenico, per recitare ancora una volta la parte del protagonista, un attore esperto e consumato come l’ex ministro imperiese, Claudio Scajola, che – sempre stando ai bene informati – potrebbe contare sul sostegno di Fratelli d’Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 26 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555890/corsivo_26_07_2024_08_25.mp3" length="2559212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Quella di oggi potrebbe risultare una giornata decisiva per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Liguria, dopo che gli eventi degli ultimi giorni e le nuove accuse hanno portato alla seconda misura cautelare nei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Quella di oggi potrebbe risultare una giornata decisiva per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Liguria, dopo che gli eventi degli ultimi giorni e le nuove accuse hanno portato alla seconda misura cautelare nei confronti del Governatore, Giovanni Toti, già agli arresti domiciliari da oltre due mesi. Ricordiamo che, alle imputazioni di corruzione che al presidente della Regione sono state mosse nel mese di maggio, se ne sono appena aggiunte  delle altre riferite a finanziamenti illeciti  che vedrebbero adesso coinvolto anche il gruppo Esselunga. Da queste premesse, è nata l’idea - tra i partiti che compongono la maggioranza dell’attuale Giunta regionale - di organizzare, proprio per questo venerdì 26 luglio, un incontro tra i vertici politici per studiare come “garantire la continuità e l’efficienza nella gestione della Regione”. Quindi, ammesso e non concesso che poi la riunione si svolga effettivamente, dovrebbe trattarsi di un meeting decisivo per  stabilire se si stia procedendo o meno verso  le dimissioni dello stesso Toti, con conseguente ritorno al voto anticipato. Per ora, è soprattutto la Lega – almeno ufficialmente - a chiedere  a Toti di  resistere: meno convinte paiono, invece, altre forze politiche che avanzano qualche timore circa il rischio che un atteggiamento di assoluta irriducibilità da parte di Toti possa, alla fine, comportare una paralisi troppo lunga dell’amministrazione regionale. Sembra, comunque, che lo stesso Toti abbia ben poco gradito questa sorta di pressione alla quale - al di là delle solidarietà di facciata - si sentirebbe al momento sottoposto da parte di soggetti politici che, almeno in teoria, dovrebbero tuttora essere suoi alleati. La sensazione di essere stato abbandonato proprio da quelli che, fino a ieri, considerava gli “amici” del centrodestra deve, probabilmente, risultargli davvero sgradevole... In particolare, il Governatore avrebbe sentito il vento cambiare direzione nei suoi confronti, leggendo le dichiarazioni con le quali il presidente ad interim della giunta ligure, il leghista Alessandro Piana, ha recentemente sollevato dei dubbi circa l’opportunità di andare avanti sul rigassificatore di Vado Ligure, a favore del quale Toti stesso si è sempre molto battuto. Pertanto, a Genova, i bene informati prevedono un passo indietro assai imminente da parte del presidente ligure. E se così sarà, si andrà poi a votare nel prossimo ottobre: di conseguenza, il tempo che resta per trovare un sostituto all’altezza della situazione è veramente poco...a meno che non si richiami sul palcoscenico, per recitare ancora una volta la parte del protagonista, un attore esperto e consumato come l’ex ministro imperiese, Claudio Scajola, che – sempre stando ai bene informati – potrebbe contare sul sostegno di Fratelli d’Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>160</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/28feee16902b78a4af41fec67e7747cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A volte ritornano: Claudio Scajola | 26/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-volte-ritornano-claudio-scajola-26-07-2024-il-corsivo--60810996</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Quella di oggi potrebbe risultare una giornata decisiva per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Liguria, dopo che gli eventi degli ultimi giorni e le nuove accuse hanno portato alla seconda misura cautelare nei confronti del Governatore, Giovanni Toti, già agli arresti domiciliari da oltre due mesi. Ricordiamo che, alle imputazioni di corruzione che al presidente della Regione sono state mosse nel mese di maggio, se ne sono appena aggiunte  delle altre riferite a finanziamenti illeciti  che vedrebbero adesso coinvolto anche il gruppo Esselunga. Da queste premesse, è nata l’idea - tra i partiti che compongono la maggioranza dell’attuale Giunta regionale - di organizzare, proprio per questo venerdì 26 luglio, un incontro tra i vertici politici per studiare come “garantire la continuità e l’efficienza nella gestione della Regione”. Quindi, ammesso e non concesso che poi la riunione si svolga effettivamente, dovrebbe trattarsi di un meeting decisivo per  stabilire se si stia procedendo o meno verso  le dimissioni dello stesso Toti, con conseguente ritorno al voto anticipato. Per ora, è soprattutto la Lega – almeno ufficialmente - a chiedere  a Toti di  resistere: meno convinte paiono, invece, altre forze politiche che avanzano qualche timore circa il rischio che un atteggiamento di assoluta irriducibilità da parte di Toti possa, alla fine, comportare una paralisi troppo lunga dell’amministrazione regionale. Sembra, comunque, che lo stesso Toti abbia ben poco gradito questa sorta di pressione alla quale - al di là delle solidarietà di facciata - si sentirebbe al momento sottoposto da parte di soggetti politici che, almeno in teoria, dovrebbero tuttora essere suoi alleati. La sensazione di essere stato abbandonato proprio da quelli che, fino a ieri, considerava gli “amici” del centrodestra deve, probabilmente, risultargli davvero sgradevole... In particolare, il Governatore avrebbe sentito il vento cambiare direzione nei suoi confronti, leggendo le dichiarazioni con le quali il presidente ad interim della giunta ligure, il leghista Alessandro Piana, ha recentemente sollevato dei dubbi circa l’opportunità di andare avanti sul rigassificatore di Vado Ligure, a favore del quale Toti stesso si è sempre molto battuto. Pertanto, a Genova, i bene informati prevedono un passo indietro assai imminente da parte del presidente ligure. E se così sarà, si andrà poi a votare nel prossimo ottobre: di conseguenza, il tempo che resta per trovare un sostituto all’altezza della situazione è veramente poco...a meno che non si richiami sul palcoscenico, per recitare ancora una volta la parte del protagonista, un attore esperto e consumato come l’ex ministro imperiese, Claudio Scajola, che – sempre stando ai bene informati – potrebbe contare sul sostegno di Fratelli d’Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 26 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60810996/corsivo_26_07_2024_08_25.mp3" length="2559212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Quella di oggi potrebbe risultare una giornata decisiva per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Liguria, dopo che gli eventi degli ultimi giorni e le nuove accuse hanno portato alla seconda misura cautelare nei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Quella di oggi potrebbe risultare una giornata decisiva per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Liguria, dopo che gli eventi degli ultimi giorni e le nuove accuse hanno portato alla seconda misura cautelare nei confronti del Governatore, Giovanni Toti, già agli arresti domiciliari da oltre due mesi. Ricordiamo che, alle imputazioni di corruzione che al presidente della Regione sono state mosse nel mese di maggio, se ne sono appena aggiunte  delle altre riferite a finanziamenti illeciti  che vedrebbero adesso coinvolto anche il gruppo Esselunga. Da queste premesse, è nata l’idea - tra i partiti che compongono la maggioranza dell’attuale Giunta regionale - di organizzare, proprio per questo venerdì 26 luglio, un incontro tra i vertici politici per studiare come “garantire la continuità e l’efficienza nella gestione della Regione”. Quindi, ammesso e non concesso che poi la riunione si svolga effettivamente, dovrebbe trattarsi di un meeting decisivo per  stabilire se si stia procedendo o meno verso  le dimissioni dello stesso Toti, con conseguente ritorno al voto anticipato. Per ora, è soprattutto la Lega – almeno ufficialmente - a chiedere  a Toti di  resistere: meno convinte paiono, invece, altre forze politiche che avanzano qualche timore circa il rischio che un atteggiamento di assoluta irriducibilità da parte di Toti possa, alla fine, comportare una paralisi troppo lunga dell’amministrazione regionale. Sembra, comunque, che lo stesso Toti abbia ben poco gradito questa sorta di pressione alla quale - al di là delle solidarietà di facciata - si sentirebbe al momento sottoposto da parte di soggetti politici che, almeno in teoria, dovrebbero tuttora essere suoi alleati. La sensazione di essere stato abbandonato proprio da quelli che, fino a ieri, considerava gli “amici” del centrodestra deve, probabilmente, risultargli davvero sgradevole... In particolare, il Governatore avrebbe sentito il vento cambiare direzione nei suoi confronti, leggendo le dichiarazioni con le quali il presidente ad interim della giunta ligure, il leghista Alessandro Piana, ha recentemente sollevato dei dubbi circa l’opportunità di andare avanti sul rigassificatore di Vado Ligure, a favore del quale Toti stesso si è sempre molto battuto. Pertanto, a Genova, i bene informati prevedono un passo indietro assai imminente da parte del presidente ligure. E se così sarà, si andrà poi a votare nel prossimo ottobre: di conseguenza, il tempo che resta per trovare un sostituto all’altezza della situazione è veramente poco...a meno che non si richiami sul palcoscenico, per recitare ancora una volta la parte del protagonista, un attore esperto e consumato come l’ex ministro imperiese, Claudio Scajola, che – sempre stando ai bene informati – potrebbe contare sul sostegno di Fratelli d’Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>160</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/28feee16902b78a4af41fec67e7747cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattarella sul pestaggio di Casapound: “Atto eversivo rivolto contro la Repubblica” | 25/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattarella-sul-pestaggio-di-casapound-atto-eversivo-rivolto-contro-la-repubblica-25-07-2024-il-corsivo--64555857</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Capo dello Stato Sergio Mattarella raduna i colleghi cronisti parlamentari al Quirinale e ricorda che “ogni atto rivolto contro la libera informazione è un atto eversivo rivolto contro la Repubblica”. Il Presidente si riferisce in modo esplicito all'ultimo fatto avvenuto nei giorni scorsi a Torino con il pestaggio del giovane giornalista de "La Stampa" Andrea Joly, aggredito e picchiato da militanti di Casapound. Le parole di Mattarella non ammetterebbero interpretazioni. “Si vanno infittendo, negli ultimi tempi, contestazioni, intimidazioni, se non aggressioni, nei confronti dei giornalisti, che si trovano a documentare fatti. Ma l’informazione è esattamente questo”. Ha ragione Mattarella. Andrea Joly si trovava infatti in una pubblica via e stava riprendendo col suo cellulare un raduno neofascista, cioè un fatto vietato dalle leggi e dalla nostra Costituzione, quindi qualcosa da documentare e diffondere sul piano mediatico con gli strumenti che in quel momento erano a disposizione del giornalista.   Il monito di Mattarella contro le intimidazioni Raramente Sergio Mattarella utilizza in pubblico toni così duri. L'ispirazione del Quirinale arriva dopo quelle che definisce "adulterazione della realtà" che andrebbe sorvegliata soprattutto da coloro a cui è affidato il compito di informare. Per questo che, secondo Mattarella, noi giornalisti dobbiamo continuare a lavorare in libertà, senza reticenze, neppure senza sopravvalutazioni.   La Russa: “Sul cronista malmenato ho detto quel che penso, forse male”. Stupisce che nelle ore successive al violento pestaggio, Ignazio La Russa, presidente del Senato, cioè la seconda carica dello Stato, abbia detto che Andrea Joly si sarebbe dovuto qualificare come giornalista, come se non esistessero leggi e disposizione che vietano ogni forma di manifestazione che possa anche solo lontanamente riferirsi alla ricostituzione del partito fascista.  “È vero, a volte sono incauto. Sul cronista malmenato ho detto quel che penso, forse male”, ammette La Russa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555857/corsivo_25_07_2024_08_25.mp3" length="2315372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Capo dello Stato Sergio Mattarella raduna i colleghi cronisti parlamentari al Quirinale e ricorda che “ogni atto rivolto contro la libera informazione è un atto eversivo rivolto contro la Repubblica”. Il Presidente si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Capo dello Stato Sergio Mattarella raduna i colleghi cronisti parlamentari al Quirinale e ricorda che “ogni atto rivolto contro la libera informazione è un atto eversivo rivolto contro la Repubblica”. Il Presidente si riferisce in modo esplicito all'ultimo fatto avvenuto nei giorni scorsi a Torino con il pestaggio del giovane giornalista de "La Stampa" Andrea Joly, aggredito e picchiato da militanti di Casapound. Le parole di Mattarella non ammetterebbero interpretazioni. “Si vanno infittendo, negli ultimi tempi, contestazioni, intimidazioni, se non aggressioni, nei confronti dei giornalisti, che si trovano a documentare fatti. Ma l’informazione è esattamente questo”. Ha ragione Mattarella. Andrea Joly si trovava infatti in una pubblica via e stava riprendendo col suo cellulare un raduno neofascista, cioè un fatto vietato dalle leggi e dalla nostra Costituzione, quindi qualcosa da documentare e diffondere sul piano mediatico con gli strumenti che in quel momento erano a disposizione del giornalista.   Il monito di Mattarella contro le intimidazioni Raramente Sergio Mattarella utilizza in pubblico toni così duri. L'ispirazione del Quirinale arriva dopo quelle che definisce "adulterazione della realtà" che andrebbe sorvegliata soprattutto da coloro a cui è affidato il compito di informare. Per questo che, secondo Mattarella, noi giornalisti dobbiamo continuare a lavorare in libertà, senza reticenze, neppure senza sopravvalutazioni.   La Russa: “Sul cronista malmenato ho detto quel che penso, forse male”. Stupisce che nelle ore successive al violento pestaggio, Ignazio La Russa, presidente del Senato, cioè la seconda carica dello Stato, abbia detto che Andrea Joly si sarebbe dovuto qualificare come giornalista, come se non esistessero leggi e disposizione che vietano ogni forma di manifestazione che possa anche solo lontanamente riferirsi alla ricostituzione del partito fascista.  “È vero, a volte sono incauto. Sul cronista malmenato ho detto quel che penso, forse male”, ammette La Russa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a9361c3b826d00f36da291bcf2dfc8a5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattarella sul pestaggio di Casapound: “Atto eversivo rivolto contro la Repubblica” | 25/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattarella-sul-pestaggio-di-casapound-atto-eversivo-rivolto-contro-la-repubblica-25-07-2024-il-corsivo--60798214</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Capo dello Stato Sergio Mattarella raduna i colleghi cronisti parlamentari al Quirinale e ricorda che “ogni atto rivolto contro la libera informazione è un atto eversivo rivolto contro la Repubblica”. Il Presidente si riferisce in modo esplicito all'ultimo fatto avvenuto nei giorni scorsi a Torino con il pestaggio del giovane giornalista de "La Stampa" Andrea Joly, aggredito e picchiato da militanti di Casapound. Le parole di Mattarella non ammetterebbero interpretazioni. “Si vanno infittendo, negli ultimi tempi, contestazioni, intimidazioni, se non aggressioni, nei confronti dei giornalisti, che si trovano a documentare fatti. Ma l’informazione è esattamente questo”. Ha ragione Mattarella. Andrea Joly si trovava infatti in una pubblica via e stava riprendendo col suo cellulare un raduno neofascista, cioè un fatto vietato dalle leggi e dalla nostra Costituzione, quindi qualcosa da documentare e diffondere sul piano mediatico con gli strumenti che in quel momento erano a disposizione del giornalista.   Il monito di Mattarella contro le intimidazioni Raramente Sergio Mattarella utilizza in pubblico toni così duri. L'ispirazione del Quirinale arriva dopo quelle che definisce "adulterazione della realtà" che andrebbe sorvegliata soprattutto da coloro a cui è affidato il compito di informare. Per questo che, secondo Mattarella, noi giornalisti dobbiamo continuare a lavorare in libertà, senza reticenze, neppure senza sopravvalutazioni.   La Russa: “Sul cronista malmenato ho detto quel che penso, forse male”. Stupisce che nelle ore successive al violento pestaggio, Ignazio La Russa, presidente del Senato, cioè la seconda carica dello Stato, abbia detto che Andrea Joly si sarebbe dovuto qualificare come giornalista, come se non esistessero leggi e disposizione che vietano ogni forma di manifestazione che possa anche solo lontanamente riferirsi alla ricostituzione del partito fascista.  “È vero, a volte sono incauto. Sul cronista malmenato ho detto quel che penso, forse male”, ammette La Russa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60798214/corsivo_25_07_2024_08_25.mp3" length="2315372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Capo dello Stato Sergio Mattarella raduna i colleghi cronisti parlamentari al Quirinale e ricorda che “ogni atto rivolto contro la libera informazione è un atto eversivo rivolto contro la Repubblica”. 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Andrea Joly si trovava infatti in una pubblica via e stava riprendendo col suo cellulare un raduno neofascista, cioè un fatto vietato dalle leggi e dalla nostra Costituzione, quindi qualcosa da documentare e diffondere sul piano mediatico con gli strumenti che in quel momento erano a disposizione del giornalista.   Il monito di Mattarella contro le intimidazioni Raramente Sergio Mattarella utilizza in pubblico toni così duri. L'ispirazione del Quirinale arriva dopo quelle che definisce "adulterazione della realtà" che andrebbe sorvegliata soprattutto da coloro a cui è affidato il compito di informare. Per questo che, secondo Mattarella, noi giornalisti dobbiamo continuare a lavorare in libertà, senza reticenze, neppure senza sopravvalutazioni.   La Russa: “Sul cronista malmenato ho detto quel che penso, forse male”. Stupisce che nelle ore successive al violento pestaggio, Ignazio La Russa, presidente del Senato, cioè la seconda carica dello Stato, abbia detto che Andrea Joly si sarebbe dovuto qualificare come giornalista, come se non esistessero leggi e disposizione che vietano ogni forma di manifestazione che possa anche solo lontanamente riferirsi alla ricostituzione del partito fascista.  “È vero, a volte sono incauto. 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La Commissione Ue punta l’indice contro i recenti provvedimenti che cancellano il reato di abuso d’ufficio e limitano l’applicazione del traffico di influenze: «Potrebbe avere implicazioni per le indagini e l’individuazione di frodi e corruzione».  Le minacce contro i giornalisti «Le preoccupazioni maggiori – osserva la Commissione europea – riguardano un possibile effetto agghiacciante sui giornalisti che sono maggiormente esposti alle querele per diffamazione».  Per Bruxelles, in Italia stanno crescendo episodi di minaccia e aggressione nei confronti dei giornalisti. La Commissione elenca 75 incidenti di questo tipo solo nei primi sei mesi di quest’anno. «Con una crescita – si rimarca – di casi di intimidazione legale da parte dei politici».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555849/corsivo_24_07_2024_08_25.mp3" length="2171756" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Per la Commissione europea, sul banco degli imputati ci sono  la riforma costituzionale a favore del premierato, la riforma Nordio della Giustizia che può mettere in pericolo l’indipendenza dei magistrati, la “norma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per la Commissione europea, sul banco degli imputati ci sono  la riforma costituzionale a favore del premierato, la riforma Nordio della Giustizia che può mettere in pericolo l’indipendenza dei magistrati, la “norma Costa” in merito al divieto di pubblicare atti giudiziari, i mancati provvedimenti a favore della libertà di stampa e l’assenza di una disciplina sul conflitto di interessi. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nella sua campagna per la rielezione aveva deciso un mese fa di rinviare la pubblicazione del rapporto che invece sarà presentato stamattina.   I contenuti del rapporto «Con questa riforma non ci sarà più la possibilità per il Presidente della Repubblica di cercare una maggioranza alternativa o individuare una persona fuori dal Parlamento come Primo ministro», è scritto nel lungo documento che muove i rilievi sul tema dell'informazione. «In alcuni Stati membri – si legge - sussistono preoccupazioni per l’eccessiva pressione esercitata sulla magistratura da parte di politici o a livello di esecutivo, e vi sono anche prove di pressioni provenienti da paesi terzi». La Commissione Ue punta l’indice contro i recenti provvedimenti che cancellano il reato di abuso d’ufficio e limitano l’applicazione del traffico di influenze: «Potrebbe avere implicazioni per le indagini e l’individuazione di frodi e corruzione».  Le minacce contro i giornalisti «Le preoccupazioni maggiori – osserva la Commissione europea – riguardano un possibile effetto agghiacciante sui giornalisti che sono maggiormente esposti alle querele per diffamazione».  Per Bruxelles, in Italia stanno crescendo episodi di minaccia e aggressione nei confronti dei giornalisti. La Commissione elenca 75 incidenti di questo tipo solo nei primi sei mesi di quest’anno. «Con una crescita – si rimarca – di casi di intimidazione legale da parte dei politici».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/07af7cd5884c03eec048f7bb9e261283.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Rapporto Ue: critiche al governo italiano su riforme e diritti | 24/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rapporto-ue-critiche-al-governo-italiano-su-riforme-e-diritti-24-07-2024-il-corsivo--60785290</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per la Commissione europea, sul banco degli imputati ci sono  la riforma costituzionale a favore del premierato, la riforma Nordio della Giustizia che può mettere in pericolo l’indipendenza dei magistrati, la “norma Costa” in merito al divieto di pubblicare atti giudiziari, i mancati provvedimenti a favore della libertà di stampa e l’assenza di una disciplina sul conflitto di interessi. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nella sua campagna per la rielezione aveva deciso un mese fa di rinviare la pubblicazione del rapporto che invece sarà presentato stamattina.   I contenuti del rapporto «Con questa riforma non ci sarà più la possibilità per il Presidente della Repubblica di cercare una maggioranza alternativa o individuare una persona fuori dal Parlamento come Primo ministro», è scritto nel lungo documento che muove i rilievi sul tema dell'informazione. «In alcuni Stati membri – si legge - sussistono preoccupazioni per l’eccessiva pressione esercitata sulla magistratura da parte di politici o a livello di esecutivo, e vi sono anche prove di pressioni provenienti da paesi terzi». La Commissione Ue punta l’indice contro i recenti provvedimenti che cancellano il reato di abuso d’ufficio e limitano l’applicazione del traffico di influenze: «Potrebbe avere implicazioni per le indagini e l’individuazione di frodi e corruzione».  Le minacce contro i giornalisti «Le preoccupazioni maggiori – osserva la Commissione europea – riguardano un possibile effetto agghiacciante sui giornalisti che sono maggiormente esposti alle querele per diffamazione».  Per Bruxelles, in Italia stanno crescendo episodi di minaccia e aggressione nei confronti dei giornalisti. La Commissione elenca 75 incidenti di questo tipo solo nei primi sei mesi di quest’anno. «Con una crescita – si rimarca – di casi di intimidazione legale da parte dei politici».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60785290/corsivo_24_07_2024_08_25.mp3" length="2171756" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Per la Commissione europea, sul banco degli imputati ci sono  la riforma costituzionale a favore del premierato, la riforma Nordio della Giustizia che può mettere in pericolo l’indipendenza dei magistrati, la “norma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per la Commissione europea, sul banco degli imputati ci sono  la riforma costituzionale a favore del premierato, la riforma Nordio della Giustizia che può mettere in pericolo l’indipendenza dei magistrati, la “norma Costa” in merito al divieto di pubblicare atti giudiziari, i mancati provvedimenti a favore della libertà di stampa e l’assenza di una disciplina sul conflitto di interessi. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nella sua campagna per la rielezione aveva deciso un mese fa di rinviare la pubblicazione del rapporto che invece sarà presentato stamattina.   I contenuti del rapporto «Con questa riforma non ci sarà più la possibilità per il Presidente della Repubblica di cercare una maggioranza alternativa o individuare una persona fuori dal Parlamento come Primo ministro», è scritto nel lungo documento che muove i rilievi sul tema dell'informazione. «In alcuni Stati membri – si legge - sussistono preoccupazioni per l’eccessiva pressione esercitata sulla magistratura da parte di politici o a livello di esecutivo, e vi sono anche prove di pressioni provenienti da paesi terzi». La Commissione Ue punta l’indice contro i recenti provvedimenti che cancellano il reato di abuso d’ufficio e limitano l’applicazione del traffico di influenze: «Potrebbe avere implicazioni per le indagini e l’individuazione di frodi e corruzione».  Le minacce contro i giornalisti «Le preoccupazioni maggiori – osserva la Commissione europea – riguardano un possibile effetto agghiacciante sui giornalisti che sono maggiormente esposti alle querele per diffamazione».  Per Bruxelles, in Italia stanno crescendo episodi di minaccia e aggressione nei confronti dei giornalisti. La Commissione elenca 75 incidenti di questo tipo solo nei primi sei mesi di quest’anno. «Con una crescita – si rimarca – di casi di intimidazione legale da parte dei politici».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/07af7cd5884c03eec048f7bb9e261283.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Kamala Harris verso la nomination: ha candidati sufficienti per farcela | 23/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/kamala-harris-verso-la-nomination-ha-candidati-sufficienti-per-farcela-23-07-2024-il-corsivo--64555863</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris, candidata alla presidenza per i democratici, sta incassando donazioni record per la sua campagna e vola verso la nomination ufficiale. Si allunga la lista dei potenziali sfidanti che proclamano il loro appoggio ad Harris: la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer sarà co-leader della campagna della vice di Biden. E per lei arriva anche l’endorsement di Nancy Pelosi, la potente ex Speaker della Camera. Con il voto virtuale di oltre 300 delegati del suo Stato, la California, Kamala Harris ha un impegno verbale di un numero sufficiente di delegati per ottenere la nomination dem alla Casa Bianca. Lo riportano Politico e la Cnn. Secondo la tv, ora la vicepresidente può contare su oltre i 1.976 delegati, il quorum per essere candidati alla presidenza, grazie all'ondata di endorsement ottenuti nella notte da varie delegazioni statali.   "Quando lottiamo, vinciamo".  Kamala Harris ha lanciato la nuova campagna. Il nuovo slogan è "Quando lottiamo, vinciamo", in contrapposizione al "fight fight fight", lotta lotta lotta, lanciato da Donald Trump subito dopo essere sopravvissuto a un attentato dieci giorni fa. "Abbiamo ancora 106 giorni davanti e vinceremo",  ha detto Kamala Harris parlando nel suo 'nuovo' quartier generale a Wilmington nel suo primo evento elettorale dopo il ritiro di Joe Biden dalla corsa  Come funziona il voto virtuale I delegati alla convention democratica (19-22 agosto) potrebbero iniziare a votare virtualmente sui candidati alla presidenza e alla vicepresidenza già la prossima settimana, secondo una bozza di piano diffusa dal comitato nazionale del partito.  L'iter della nomination, a seconda del numero di candidati che si qualificano, sarà completato tra l' 1 e 7 agosto, per rispettare la scadenza per comparire nelle schede elettorali in Ohio. Il comitato nazionale del partito ha stabilito tre requisiti per la nomination, che sarà anticipata appunto con una 'roll call' virtuale: un candidato deve presentare una dichiarazione formale di candidatura al comitato, soddisfare i requisiti legali e di partito per essere presidente e ottenere almeno 300 firme di delegati. Ai candidati interessati sarà fornito un elenco per contattare i delegati.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555863/corsivo_23_07_2024_08_25.mp3" length="2503916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris, candidata alla presidenza per i democratici, sta incassando donazioni record per la sua campagna e vola verso la nomination ufficiale. 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Secondo la tv, ora la vicepresidente può contare su oltre i 1.976 delegati, il quorum per essere candidati alla presidenza, grazie all'ondata di endorsement ottenuti nella notte da varie delegazioni statali.   "Quando lottiamo, vinciamo".  Kamala Harris ha lanciato la nuova campagna. Il nuovo slogan è "Quando lottiamo, vinciamo", in contrapposizione al "fight fight fight", lotta lotta lotta, lanciato da Donald Trump subito dopo essere sopravvissuto a un attentato dieci giorni fa. "Abbiamo ancora 106 giorni davanti e vinceremo",  ha detto Kamala Harris parlando nel suo 'nuovo' quartier generale a Wilmington nel suo primo evento elettorale dopo il ritiro di Joe Biden dalla corsa  Come funziona il voto virtuale I delegati alla convention democratica (19-22 agosto) potrebbero iniziare a votare virtualmente sui candidati alla presidenza e alla vicepresidenza già la prossima settimana, secondo una bozza di piano diffusa dal comitato nazionale del partito.  L'iter della nomination, a seconda del numero di candidati che si qualificano, sarà completato tra l' 1 e 7 agosto, per rispettare la scadenza per comparire nelle schede elettorali in Ohio. 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Ai candidati interessati sarà fornito un elenco per contattare i delegati.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c06e78132cf795be2fa31249c1b404d4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Kamala Harris verso la nomination: ha candidati sufficienti per farcela | 23/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/kamala-harris-verso-la-nomination-ha-candidati-sufficienti-per-farcela-23-07-2024-il-corsivo--60773628</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris, candidata alla presidenza per i democratici, sta incassando donazioni record per la sua campagna e vola verso la nomination ufficiale. 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Il nuovo slogan è "Quando lottiamo, vinciamo", in contrapposizione al "fight fight fight", lotta lotta lotta, lanciato da Donald Trump subito dopo essere sopravvissuto a un attentato dieci giorni fa. "Abbiamo ancora 106 giorni davanti e vinceremo",  ha detto Kamala Harris parlando nel suo 'nuovo' quartier generale a Wilmington nel suo primo evento elettorale dopo il ritiro di Joe Biden dalla corsa  Come funziona il voto virtuale I delegati alla convention democratica (19-22 agosto) potrebbero iniziare a votare virtualmente sui candidati alla presidenza e alla vicepresidenza già la prossima settimana, secondo una bozza di piano diffusa dal comitato nazionale del partito.  L'iter della nomination, a seconda del numero di candidati che si qualificano, sarà completato tra l' 1 e 7 agosto, per rispettare la scadenza per comparire nelle schede elettorali in Ohio. Il comitato nazionale del partito ha stabilito tre requisiti per la nomination, che sarà anticipata appunto con una 'roll call' virtuale: un candidato deve presentare una dichiarazione formale di candidatura al comitato, soddisfare i requisiti legali e di partito per essere presidente e ottenere almeno 300 firme di delegati. Ai candidati interessati sarà fornito un elenco per contattare i delegati.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60773628/corsivo_23_07_2024_08_25.mp3" length="2503916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Kamala Harris, candidata alla presidenza per i democratici, sta incassando donazioni record per la sua campagna e vola verso la nomination ufficiale. 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Secondo la tv, ora la vicepresidente può contare su oltre i 1.976 delegati, il quorum per essere candidati alla presidenza, grazie all'ondata di endorsement ottenuti nella notte da varie delegazioni statali.   "Quando lottiamo, vinciamo".  Kamala Harris ha lanciato la nuova campagna. 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Il comitato nazionale del partito ha stabilito tre requisiti per la nomination, che sarà anticipata appunto con una 'roll call' virtuale: un candidato deve presentare una dichiarazione formale di candidatura al comitato, soddisfare i requisiti legali e di partito per essere presidente e ottenere almeno 300 firme di delegati. Ai candidati interessati sarà fornito un elenco per contattare i delegati.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c06e78132cf795be2fa31249c1b404d4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Buon lavoro (e buon senso), Ursula | 22/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/buon-lavoro-e-buon-senso-ursula-22-07-2024-il-corsivo--60763204</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Ursula von der Leyen ce l’ha, dunque, fatta a riguadagnarsi la presidenza della Commissione Europea, anche se, per riuscire nell’impresa, ha dovuto accettare tutta una serie di compromessi, che certamente non la agevoleranno nella gestione degli affari comunitari del prossimo quinquennio. Sia lei, che i suoi commissari saranno, infatti, costretti a districarsi in una foresta di insidie politiche presenti anche all’interno di quella non chiarissima maggioranza che  pure le ha fornito i voti indispensabili per tornare ad occupare la poltrona più importante di Bruxelles. La Von der Leyen è, quindi, chiamata adesso a scongiurare il rischio di dover guidare un esecutivo troppo condizionato da veti incrociati e da testardi immobilismi, che si rivelerebbero letali in uno scenario che sarà dominato da questioni di fondo che richiedono, invece, risposte immediate e coerenti. E stiamo pensando, essenzialmente, a temi di rilevanza vitale come i rapporti con la Russia, la difesa comune, il rilancio dell’economia europea e la transizione energetica. Temi sui quali, come avrebbe detto Garibaldi, “o si fa l’Europa o si muore”.  Tra questi, visto l’appoggio esplicito manifestatole in sede di voto dai Verdi, la riconfermata leader tedesca temiamo vada incontro a fastidiosi problemi proprio nella conduzione della transizione ecologica, visto che, per riconvertire i sistemi di produzione dell’energia e contenerne il consumo da parte delle imprese e delle famiglie, si renderanno necessari stanziamenti di denaro impressionanti. E si tratta di oneri che, in parte saranno a carico degli Stati (che già oggi non nuotano certo nell’oro) e in parte a carico dei privati, che dovranno così rinunciare – come ha appena ammonito il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini - ad altri tipi di investimenti, per loro più remunerativi. Del resto, per comprendere il malumore che, a questo proposito, si sta diffondendo sia tra le imprese, che tra i consumatori basta osservare il settore dell’automobile, dove molti produttori hanno cominciato a rallentare la progettazione e la fabbricazione di auto elettriche, delusi da un mercato che sembra tradire tutte le ottimistiche aspettative iniziali e risalenti a pochissimi anni fa. Gli obbiettivi e  le scadenze temporali che il Green Deal ha posto ai Paesi membri dell’Unione  si sono, pertanto, rivelati troppo ambiziosi, andando, in tal modo, a smentire certe ingenuità e certe facilonerie ispirate da un fondamentalismo ecologico, incapace di fare i conti con la realtà. Ecco perchè siamo portati a pensare che sarà proprio la questione ambientale a rappresentare il banco di prova più delicato non soltanto per il nuovo governo europeo, ma anche per quelli di tutti i 27 Paesi che compongono l’Unione, dai quali – a questo punto - ci aspettiamo duttilità, moderazione e, soprattutto, consapevolezza della svolta epocale che il nostro Vecchio Continente si trova oggi a dover affrontare. Buon lavoro e buon senso, Ursula.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60763204/corsivo_22_07_2024_08_25.mp3" length="2406764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Ursula von der Leyen ce l’ha, dunque, fatta a riguadagnarsi la presidenza della Commissione Europea, anche se, per riuscire nell’impresa, ha dovuto accettare tutta una serie di compromessi, che certamente non la agevoleranno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Ursula von der Leyen ce l’ha, dunque, fatta a riguadagnarsi la presidenza della Commissione Europea, anche se, per riuscire nell’impresa, ha dovuto accettare tutta una serie di compromessi, che certamente non la agevoleranno nella gestione degli affari comunitari del prossimo quinquennio. Sia lei, che i suoi commissari saranno, infatti, costretti a districarsi in una foresta di insidie politiche presenti anche all’interno di quella non chiarissima maggioranza che  pure le ha fornito i voti indispensabili per tornare ad occupare la poltrona più importante di Bruxelles. La Von der Leyen è, quindi, chiamata adesso a scongiurare il rischio di dover guidare un esecutivo troppo condizionato da veti incrociati e da testardi immobilismi, che si rivelerebbero letali in uno scenario che sarà dominato da questioni di fondo che richiedono, invece, risposte immediate e coerenti. E stiamo pensando, essenzialmente, a temi di rilevanza vitale come i rapporti con la Russia, la difesa comune, il rilancio dell’economia europea e la transizione energetica. Temi sui quali, come avrebbe detto Garibaldi, “o si fa l’Europa o si muore”.  Tra questi, visto l’appoggio esplicito manifestatole in sede di voto dai Verdi, la riconfermata leader tedesca temiamo vada incontro a fastidiosi problemi proprio nella conduzione della transizione ecologica, visto che, per riconvertire i sistemi di produzione dell’energia e contenerne il consumo da parte delle imprese e delle famiglie, si renderanno necessari stanziamenti di denaro impressionanti. E si tratta di oneri che, in parte saranno a carico degli Stati (che già oggi non nuotano certo nell’oro) e in parte a carico dei privati, che dovranno così rinunciare – come ha appena ammonito il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini - ad altri tipi di investimenti, per loro più remunerativi. Del resto, per comprendere il malumore che, a questo proposito, si sta diffondendo sia tra le imprese, che tra i consumatori basta osservare il settore dell’automobile, dove molti produttori hanno cominciato a rallentare la progettazione e la fabbricazione di auto elettriche, delusi da un mercato che sembra tradire tutte le ottimistiche aspettative iniziali e risalenti a pochissimi anni fa. Gli obbiettivi e  le scadenze temporali che il Green Deal ha posto ai Paesi membri dell’Unione  si sono, pertanto, rivelati troppo ambiziosi, andando, in tal modo, a smentire certe ingenuità e certe facilonerie ispirate da un fondamentalismo ecologico, incapace di fare i conti con la realtà. Ecco perchè siamo portati a pensare che sarà proprio la questione ambientale a rappresentare il banco di prova più delicato non soltanto per il nuovo governo europeo, ma anche per quelli di tutti i 27 Paesi che compongono l’Unione, dai quali – a questo punto - ci aspettiamo duttilità, moderazione e, soprattutto, consapevolezza della svolta epocale che il nostro Vecchio Continente si trova oggi a dover affrontare. Buon lavoro e buon senso, Ursula.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0c76f5ede725f1c5ea8c11307430d6ff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump abbandona i toni morbidi del dopo attentato: annuncia la deportazione di massa di immigrati | 20/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-abbandona-i-toni-morbidi-del-dopo-attentato-annuncia-la-deportazione-di-massa-di-immigrati-20-07-2024-il-corsivo--64555871</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La convention repubblicana di Milwaukee incorona Donald Trump come candidato per le presidenziali del prossimo 5 novembre. Trump abbandona i toni morbidi del dopo attentato di sabato scorso per tornare ad incendiare le praterie d'America. Aveva parlato di un discorso diverso per la convention repubblicana: meno aggressivo, più concentrato sulla necessità di riunire l’America. Una volta sul palco, quel proposito è durato lo spazio di pochi minuti: quasi subito il Trump che il mondo conosce è venuto fuori con prepotenza, senza compromessi. Allora sono venuti fuori tutti i clichè del Trump guerriero. In primis, la persecuzione giudiziaria che secondo Trump sarebbe orchestrata dal Partito democratico.  “L’uso a fini politici del Dipartimento alla Giustizia da parte dei democratici deve finire”, ha detto Trump, che ha sfoderato un altro dei suoi cavalli di battaglia: le elezioni manipolate. “Con la scusa del Covid, ci hanno rubato le elezioni. E questo non deve succedere più. Non succederà più, perché questa volta vinceremo comunque”.  Poi è passato all'immigrazione illegale. “Siamo diventati una discarica per il mondo, che ride di noi”, e ha fatto una promessa: “Lanceremo la più grande deportazione della nostra storia”.  Un programma fatto di annunci non veri. “Abbiamo dato agli americani il taglio alle tasse più importante della loro storia”, ha proclamato Trump,  ma nella storia americana ci sono stati almeno una mezza dozzina di tagli fiscali più consistenti. “Abbiamo costruito gran parte del muro con il Messico”, ha spiegato l'ex presidente, ma George W. Bush e Barack Obama hanno costruito porzioni di muro più ampie di quelle  tirate su da Trump.  “Mai nella storia americana, l’inflazione è stata così alta come sotto questa amministrazione”. Altra cosa falsa, perchè l’inflazione era al 9,1% nell’estate del 2022, contro il 15% circa a inizio anni Ottanta. Insomma,se l’obiettivo era conquistare il voto indipendente e moderato, la cosa non è probabilmente riuscita.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 20 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555871/corsivo_22_07_2024_08_25.mp3" length="2406764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La convention repubblicana di Milwaukee incorona Donald Trump come candidato per le presidenziali del prossimo 5 novembre. 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In primis, la persecuzione giudiziaria che secondo Trump sarebbe orchestrata dal Partito democratico.  “L’uso a fini politici del Dipartimento alla Giustizia da parte dei democratici deve finire”, ha detto Trump, che ha sfoderato un altro dei suoi cavalli di battaglia: le elezioni manipolate. “Con la scusa del Covid, ci hanno rubato le elezioni. E questo non deve succedere più. Non succederà più, perché questa volta vinceremo comunque”.  Poi è passato all'immigrazione illegale. “Siamo diventati una discarica per il mondo, che ride di noi”, e ha fatto una promessa: “Lanceremo la più grande deportazione della nostra storia”.  Un programma fatto di annunci non veri. “Abbiamo dato agli americani il taglio alle tasse più importante della loro storia”, ha proclamato Trump,  ma nella storia americana ci sono stati almeno una mezza dozzina di tagli fiscali più consistenti. “Abbiamo costruito gran parte del muro con il Messico”, ha spiegato l'ex presidente, ma George W. Bush e Barack Obama hanno costruito porzioni di muro più ampie di quelle  tirate su da Trump.  “Mai nella storia americana, l’inflazione è stata così alta come sotto questa amministrazione”. Altra cosa falsa, perchè l’inflazione era al 9,1% nell’estate del 2022, contro il 15% circa a inizio anni Ottanta. Insomma,se l’obiettivo era conquistare il voto indipendente e moderato, la cosa non è probabilmente riuscita.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e7f9bd4440a98a56dac788900af5deb6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump abbandona i toni morbidi del dopo attentato: annuncia la deportazione di massa di immigrati | 20/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-abbandona-i-toni-morbidi-del-dopo-attentato-annuncia-la-deportazione-di-massa-di-immigrati-20-07-2024-il-corsivo--60748859</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La convention repubblicana di Milwaukee incorona Donald Trump come candidato per le presidenziali del prossimo 5 novembre. Trump abbandona i toni morbidi del dopo attentato di sabato scorso per tornare ad incendiare le praterie d'America. Aveva parlato di un discorso diverso per la convention repubblicana: meno aggressivo, più concentrato sulla necessità di riunire l’America. Una volta sul palco, quel proposito è durato lo spazio di pochi minuti: quasi subito il Trump che il mondo conosce è venuto fuori con prepotenza, senza compromessi. Allora sono venuti fuori tutti i clichè del Trump guerriero. In primis, la persecuzione giudiziaria che secondo Trump sarebbe orchestrata dal Partito democratico.  “L’uso a fini politici del Dipartimento alla Giustizia da parte dei democratici deve finire”, ha detto Trump, che ha sfoderato un altro dei suoi cavalli di battaglia: le elezioni manipolate. “Con la scusa del Covid, ci hanno rubato le elezioni. E questo non deve succedere più. Non succederà più, perché questa volta vinceremo comunque”.  Poi è passato all'immigrazione illegale. “Siamo diventati una discarica per il mondo, che ride di noi”, e ha fatto una promessa: “Lanceremo la più grande deportazione della nostra storia”.  Un programma fatto di annunci non veri. “Abbiamo dato agli americani il taglio alle tasse più importante della loro storia”, ha proclamato Trump,  ma nella storia americana ci sono stati almeno una mezza dozzina di tagli fiscali più consistenti. “Abbiamo costruito gran parte del muro con il Messico”, ha spiegato l'ex presidente, ma George W. Bush e Barack Obama hanno costruito porzioni di muro più ampie di quelle  tirate su da Trump.  “Mai nella storia americana, l’inflazione è stata così alta come sotto questa amministrazione”. Altra cosa falsa, perchè l’inflazione era al 9,1% nell’estate del 2022, contro il 15% circa a inizio anni Ottanta. Insomma,se l’obiettivo era conquistare il voto indipendente e moderato, la cosa non è probabilmente riuscita.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 20 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60748859/corsivo_22_07_2024_08_25.mp3" length="2406764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La convention repubblicana di Milwaukee incorona Donald Trump come candidato per le presidenziali del prossimo 5 novembre. 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In primis, la persecuzione giudiziaria che secondo Trump sarebbe orchestrata dal Partito democratico.  “L’uso a fini politici del Dipartimento alla Giustizia da parte dei democratici deve finire”, ha detto Trump, che ha sfoderato un altro dei suoi cavalli di battaglia: le elezioni manipolate. “Con la scusa del Covid, ci hanno rubato le elezioni. E questo non deve succedere più. Non succederà più, perché questa volta vinceremo comunque”.  Poi è passato all'immigrazione illegale. “Siamo diventati una discarica per il mondo, che ride di noi”, e ha fatto una promessa: “Lanceremo la più grande deportazione della nostra storia”.  Un programma fatto di annunci non veri. “Abbiamo dato agli americani il taglio alle tasse più importante della loro storia”, ha proclamato Trump,  ma nella storia americana ci sono stati almeno una mezza dozzina di tagli fiscali più consistenti. “Abbiamo costruito gran parte del muro con il Messico”, ha spiegato l'ex presidente, ma George W. Bush e Barack Obama hanno costruito porzioni di muro più ampie di quelle  tirate su da Trump.  “Mai nella storia americana, l’inflazione è stata così alta come sotto questa amministrazione”. Altra cosa falsa, perchè l’inflazione era al 9,1% nell’estate del 2022, contro il 15% circa a inizio anni Ottanta. 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Alla fine Ursula von der Leyen viene confermata alla guida della Commissione europea grazie alle preferenze di Ppe, Pse, Renew, Green. A favore si schierano le delegazioni di Pd, Forza Italia, Verdi. Giorgia Meloni e Fdi vota contro con Lega, M5s, Sinistra italiana. Ursula si dice soddisfatta: “La mia è una maggioranza democratica”. Ma c'è poco da festeggiare, perché sulla sua rielezione pesano gli oltre 50 franchi tiratori e una lunga serie di malpancisti trasversali che si annidano soprattutto nel Partito popolare. Oggi, sulle pagine della Stampa, il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani che l'elezione della von der Leyen è motivo di stabilità politica, perché se non avesse vinto sarebbe stato il caos, i mercati ci avrebbero punito e i cittadini ne avrebbero pagato il prezzo maggiore. Di certo la maggioranza Ursula è più ampia rispetto al passato in seguito all'appoggio dei verdi. Di sicuro è stato arginato il tentativo delle destre di condizionare il nuovo corso europeo, ma restano le incognite politiche del mancato consenso di Giorgia Meloni.   Il no di Giorgia Meloni Giorgia Meloni ha deciso solo ieri mattina di virare sul no a Ursula von der Leyen, schierandosi con la Lega di Matteo Salvini, contro il parere di Forza Italia, che col vicepremier Antonio Tajani ha provato, fino all’ultimo, a convincere la presidente del Consiglio a non rompere col Ppe. Dopo questo voto disgiunto, la coalizione di Governo di centrodestra risulta più debole sul piano dell'immagine internazionale. Staremo a vedere come si evolveranno i rapporti con Bruxelles su molti dossier rimasti ancora aperti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555882/corsivo_19_07_2024_08_25.mp3" length="1954028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il bis di Ursula, la maggioranza allargata ai verdi. 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Ma c'è poco da festeggiare, perché sulla sua rielezione pesano gli oltre 50 franchi tiratori e una lunga serie di malpancisti trasversali che si annidano soprattutto nel Partito popolare. Oggi, sulle pagine della Stampa, il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani che l'elezione della von der Leyen è motivo di stabilità politica, perché se non avesse vinto sarebbe stato il caos, i mercati ci avrebbero punito e i cittadini ne avrebbero pagato il prezzo maggiore. Di certo la maggioranza Ursula è più ampia rispetto al passato in seguito all'appoggio dei verdi. Di sicuro è stato arginato il tentativo delle destre di condizionare il nuovo corso europeo, ma restano le incognite politiche del mancato consenso di Giorgia Meloni.   Il no di Giorgia Meloni Giorgia Meloni ha deciso solo ieri mattina di virare sul no a Ursula von der Leyen, schierandosi con la Lega di Matteo Salvini, contro il parere di Forza Italia, che col vicepremier Antonio Tajani ha provato, fino all’ultimo, a convincere la presidente del Consiglio a non rompere col Ppe. Dopo questo voto disgiunto, la coalizione di Governo di centrodestra risulta più debole sul piano dell'immagine internazionale. Staremo a vedere come si evolveranno i rapporti con Bruxelles su molti dossier rimasti ancora aperti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9b686ca5a07e96f4ddbcebae3a41c929.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bis di Ursula, la maggioranza allargata ai verdi, il no di Meloni | 19/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bis-di-ursula-la-maggioranza-allargata-ai-verdi-il-no-di-meloni-19-07-2024-il-corsivo--60738715</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il bis di Ursula, la maggioranza allargata ai verdi. Alla fine Ursula von der Leyen viene confermata alla guida della Commissione europea grazie alle preferenze di Ppe, Pse, Renew, Green. A favore si schierano le delegazioni di Pd, Forza Italia, Verdi. Giorgia Meloni e Fdi vota contro con Lega, M5s, Sinistra italiana. Ursula si dice soddisfatta: “La mia è una maggioranza democratica”. Ma c'è poco da festeggiare, perché sulla sua rielezione pesano gli oltre 50 franchi tiratori e una lunga serie di malpancisti trasversali che si annidano soprattutto nel Partito popolare. Oggi, sulle pagine della Stampa, il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani che l'elezione della von der Leyen è motivo di stabilità politica, perché se non avesse vinto sarebbe stato il caos, i mercati ci avrebbero punito e i cittadini ne avrebbero pagato il prezzo maggiore. Di certo la maggioranza Ursula è più ampia rispetto al passato in seguito all'appoggio dei verdi. Di sicuro è stato arginato il tentativo delle destre di condizionare il nuovo corso europeo, ma restano le incognite politiche del mancato consenso di Giorgia Meloni.   Il no di Giorgia Meloni Giorgia Meloni ha deciso solo ieri mattina di virare sul no a Ursula von der Leyen, schierandosi con la Lega di Matteo Salvini, contro il parere di Forza Italia, che col vicepremier Antonio Tajani ha provato, fino all’ultimo, a convincere la presidente del Consiglio a non rompere col Ppe. Dopo questo voto disgiunto, la coalizione di Governo di centrodestra risulta più debole sul piano dell'immagine internazionale. Staremo a vedere come si evolveranno i rapporti con Bruxelles su molti dossier rimasti ancora aperti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60738715/corsivo_19_07_2024_08_25.mp3" length="1954028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il bis di Ursula, la maggioranza allargata ai verdi. Alla fine Ursula von der Leyen viene confermata alla guida della Commissione europea grazie alle preferenze di Ppe, Pse, Renew, Green. A favore si schierano le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il bis di Ursula, la maggioranza allargata ai verdi. Alla fine Ursula von der Leyen viene confermata alla guida della Commissione europea grazie alle preferenze di Ppe, Pse, Renew, Green. A favore si schierano le delegazioni di Pd, Forza Italia, Verdi. Giorgia Meloni e Fdi vota contro con Lega, M5s, Sinistra italiana. Ursula si dice soddisfatta: “La mia è una maggioranza democratica”. Ma c'è poco da festeggiare, perché sulla sua rielezione pesano gli oltre 50 franchi tiratori e una lunga serie di malpancisti trasversali che si annidano soprattutto nel Partito popolare. Oggi, sulle pagine della Stampa, il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani che l'elezione della von der Leyen è motivo di stabilità politica, perché se non avesse vinto sarebbe stato il caos, i mercati ci avrebbero punito e i cittadini ne avrebbero pagato il prezzo maggiore. Di certo la maggioranza Ursula è più ampia rispetto al passato in seguito all'appoggio dei verdi. 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Staremo a vedere come si evolveranno i rapporti con Bruxelles su molti dossier rimasti ancora aperti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9b686ca5a07e96f4ddbcebae3a41c929.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La svolta della famiglia Berlusconi. Pier Silvio critica la leadership di Forza Italia | 18/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-svolta-della-famiglia-berlusconi-pier-silvio-critica-la-leadership-di-forza-italia-18-07-2024-il-corsivo--64555850</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Prima Marina e ora Pier Silvio, criticano in modo pubblico le posizioni politiche di Forza Italia. Lo fanno in modo pubblico e i loro rilievi pesano sul futuro del partito, ora nelle mani di Antonio Tajani. Per la famiglia di Silvio Berlusconi, rimasta fino ad oggi in disparte rispetto ai giochi all'interno di Forza Italia, si tratta di una svolta. Lo scorso 26 giugno, in una intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi aveva sostenuto che «su aborto, fine vita e Lgbtq» si sente «più in sintonia con la sinistra». Marina parla di valori e di diritti sui quali «ognuno deve essere libero di scegliere». Oggi interviene Piersilvio e le critiche riguardano uomini e volti nuovi di Forza Italia.  Il pensiero di Piersilvio «Serve un rinnovamento della classe dirigente di Forza Italia», sostiene Piersilvio secondo cui  è  un problema di qualità della dirigenza uomini, non di scettro di comando. Pier Silvio ammette di avere «il dna» del padre, di subire il «fascino della politica come adrenalina», ma non è questo il momento di entrare direttamente nell'arena politica. Secondo il figlio di Silvio Berlusconi, il partito ha superato la prova della sopravvivenza col voto dell’8 e 9 giugno alle elezioni europee, ma se vorrà ampliare la parte centrista e moderata della coalizione di Governo, dovrà affidarsi a volti nuovi, possibilmente giovani: trasformare - per usare le parole dello stesso Berlusconi junior - la «Forza Italia di resistenza» in «Forza Italia di sfida». Le restrizioni sui diritti civili non piacciono agli eredi Berlusconi. Matteo Salvini viene considerato al pari di un avversario: non è piaciuta l'intitolazione di Malpensa al padre e non è gradita la proposta di cancellare il canone Rai. Del partito, la famiglia Berlusconi resta azionista di maggioranza: 600 mila euro versati prima delle Europee dai figli, e numerose fideiussioni. Ora, oltre ai soldi, Piersilvio e Marina vogliono contare anche sulla linea politica.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555850/corsivo_18_07_2024_08_25.mp3" length="2348396" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Prima Marina e ora Pier Silvio, criticano in modo pubblico le posizioni politiche di Forza Italia. Lo fanno in modo pubblico e i loro rilievi pesano sul futuro del partito, ora nelle mani di Antonio Tajani. Per la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Prima Marina e ora Pier Silvio, criticano in modo pubblico le posizioni politiche di Forza Italia. Lo fanno in modo pubblico e i loro rilievi pesano sul futuro del partito, ora nelle mani di Antonio Tajani. Per la famiglia di Silvio Berlusconi, rimasta fino ad oggi in disparte rispetto ai giochi all'interno di Forza Italia, si tratta di una svolta. Lo scorso 26 giugno, in una intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi aveva sostenuto che «su aborto, fine vita e Lgbtq» si sente «più in sintonia con la sinistra». Marina parla di valori e di diritti sui quali «ognuno deve essere libero di scegliere». Oggi interviene Piersilvio e le critiche riguardano uomini e volti nuovi di Forza Italia.  Il pensiero di Piersilvio «Serve un rinnovamento della classe dirigente di Forza Italia», sostiene Piersilvio secondo cui  è  un problema di qualità della dirigenza uomini, non di scettro di comando. Pier Silvio ammette di avere «il dna» del padre, di subire il «fascino della politica come adrenalina», ma non è questo il momento di entrare direttamente nell'arena politica. Secondo il figlio di Silvio Berlusconi, il partito ha superato la prova della sopravvivenza col voto dell’8 e 9 giugno alle elezioni europee, ma se vorrà ampliare la parte centrista e moderata della coalizione di Governo, dovrà affidarsi a volti nuovi, possibilmente giovani: trasformare - per usare le parole dello stesso Berlusconi junior - la «Forza Italia di resistenza» in «Forza Italia di sfida». Le restrizioni sui diritti civili non piacciono agli eredi Berlusconi. Matteo Salvini viene considerato al pari di un avversario: non è piaciuta l'intitolazione di Malpensa al padre e non è gradita la proposta di cancellare il canone Rai. Del partito, la famiglia Berlusconi resta azionista di maggioranza: 600 mila euro versati prima delle Europee dai figli, e numerose fideiussioni. Ora, oltre ai soldi, Piersilvio e Marina vogliono contare anche sulla linea politica.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/086f43e1b45e7a304448032678e378d0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La svolta della famiglia Berlusconi. Pier Silvio critica la leadership di Forza Italia | 18/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-svolta-della-famiglia-berlusconi-pier-silvio-critica-la-leadership-di-forza-italia-18-07-2024-il-corsivo--60726466</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Prima Marina e ora Pier Silvio, criticano in modo pubblico le posizioni politiche di Forza Italia. Lo fanno in modo pubblico e i loro rilievi pesano sul futuro del partito, ora nelle mani di Antonio Tajani. Per la famiglia di Silvio Berlusconi, rimasta fino ad oggi in disparte rispetto ai giochi all'interno di Forza Italia, si tratta di una svolta. Lo scorso 26 giugno, in una intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi aveva sostenuto che «su aborto, fine vita e Lgbtq» si sente «più in sintonia con la sinistra». Marina parla di valori e di diritti sui quali «ognuno deve essere libero di scegliere». Oggi interviene Piersilvio e le critiche riguardano uomini e volti nuovi di Forza Italia.  Il pensiero di Piersilvio «Serve un rinnovamento della classe dirigente di Forza Italia», sostiene Piersilvio secondo cui  è  un problema di qualità della dirigenza uomini, non di scettro di comando. Pier Silvio ammette di avere «il dna» del padre, di subire il «fascino della politica come adrenalina», ma non è questo il momento di entrare direttamente nell'arena politica. Secondo il figlio di Silvio Berlusconi, il partito ha superato la prova della sopravvivenza col voto dell’8 e 9 giugno alle elezioni europee, ma se vorrà ampliare la parte centrista e moderata della coalizione di Governo, dovrà affidarsi a volti nuovi, possibilmente giovani: trasformare - per usare le parole dello stesso Berlusconi junior - la «Forza Italia di resistenza» in «Forza Italia di sfida». Le restrizioni sui diritti civili non piacciono agli eredi Berlusconi. Matteo Salvini viene considerato al pari di un avversario: non è piaciuta l'intitolazione di Malpensa al padre e non è gradita la proposta di cancellare il canone Rai. Del partito, la famiglia Berlusconi resta azionista di maggioranza: 600 mila euro versati prima delle Europee dai figli, e numerose fideiussioni. Ora, oltre ai soldi, Piersilvio e Marina vogliono contare anche sulla linea politica.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60726466/corsivo_18_07_2024_08_25.mp3" length="2348396" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Prima Marina e ora Pier Silvio, criticano in modo pubblico le posizioni politiche di Forza Italia. 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Il pensiero di Piersilvio «Serve un rinnovamento della classe dirigente di Forza Italia», sostiene Piersilvio secondo cui  è  un problema di qualità della dirigenza uomini, non di scettro di comando. Pier Silvio ammette di avere «il dna» del padre, di subire il «fascino della politica come adrenalina», ma non è questo il momento di entrare direttamente nell'arena politica. Secondo il figlio di Silvio Berlusconi, il partito ha superato la prova della sopravvivenza col voto dell’8 e 9 giugno alle elezioni europee, ma se vorrà ampliare la parte centrista e moderata della coalizione di Governo, dovrà affidarsi a volti nuovi, possibilmente giovani: trasformare - per usare le parole dello stesso Berlusconi junior - la «Forza Italia di resistenza» in «Forza Italia di sfida». Le restrizioni sui diritti civili non piacciono agli eredi Berlusconi. Matteo Salvini viene considerato al pari di un avversario: non è piaciuta l'intitolazione di Malpensa al padre e non è gradita la proposta di cancellare il canone Rai. Del partito, la famiglia Berlusconi resta azionista di maggioranza: 600 mila euro versati prima delle Europee dai figli, e numerose fideiussioni. Ora, oltre ai soldi, Piersilvio e Marina vogliono contare anche sulla linea politica.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/086f43e1b45e7a304448032678e378d0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni tratta sulla guida europea della von der Leyen, in cambio di nomine | 17/07/2024 | Il Corsiv</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-tratta-sulla-guida-europea-della-von-der-leyen-in-cambio-di-nomine-17-07-2024-il-corsiv--64555943</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il centrodestra va in ordine sparso alla votazione di giovedì dove si dovrà decidere la guida di Ursula von der Leyen alla Commissione Europea. Forza Italia favorevole, la Lega assolutamente contraria, mentre la premier Giorgia Meloni tratta sulle nomine. Qualcosa ha ottenuto ieri nelle ore della conferma di Roberta Metsola al vertice del Parlamento europeo. La premier riesce ad imporre una sua fedelissima alla vicepresidenza: con 314, meno delle 323 prese al primo turno, viene eletta la viterbese Antonella Sberna di FdI, la prima meloniana alla guida europea. Ma Meloni guarda più in alto. Tratta per una super delega per un fedelissimo, il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto: un portafoglio economico — uno fra Concorrenza, Mercato interno, Affari Economici e Bilancio — e alcune competenze in linea con quelle italiane, cioè legate al Pnrr e alla coesione. Meloni si pronuncerà solo nelle prossime ore: la comunicazione sull’atteggiamento del partito della premier arriverà dopo il discorso che von der Leyen farà in aula domattina. Di certo non ci dovrebbero essere ambiguità: sarà un si o un no. Poi ognuno però, nei fatti, sarà libero di votare secondo coscienza.   Chi è Alessandra Sberna? Antonella Sberna, 42 anni da Viterbo, ha saputo fiutare il vento a destra anche nei momenti più difficili. nei momenti di burrasca. Sberna, primo tirocinio all’Europarlamento nel 2005, dopo la laurea in Relazioni pubbliche e pubblicità, frequenta i moderati del centrodestra. Collaboratrice in Senato con Forza Italia, eletta al Consiglio comunale di Viterbo. Poi arriva lo strappo, nel 2019, e il trasloco in Fdi. La sua elezione dimostra che qualcosa può essere cambiato nell'approccio tra Meloni e von der Leyen. Nel segreto dell'urna, vedremo se i giochi sotterranei di questi giorni porteranno Fdi nell'area di maggioranza parlamentare della von der Leyen.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 17 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555943/corsivo_17_07_2024_08_25.mp3" length="2394092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il centrodestra va in ordine sparso alla votazione di giovedì dove si dovrà decidere la guida di Ursula von der Leyen alla Commissione Europea. 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Tratta per una super delega per un fedelissimo, il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto: un portafoglio economico — uno fra Concorrenza, Mercato interno, Affari Economici e Bilancio — e alcune competenze in linea con quelle italiane, cioè legate al Pnrr e alla coesione. Meloni si pronuncerà solo nelle prossime ore: la comunicazione sull’atteggiamento del partito della premier arriverà dopo il discorso che von der Leyen farà in aula domattina. Di certo non ci dovrebbero essere ambiguità: sarà un si o un no. Poi ognuno però, nei fatti, sarà libero di votare secondo coscienza.   Chi è Alessandra Sberna? Antonella Sberna, 42 anni da Viterbo, ha saputo fiutare il vento a destra anche nei momenti più difficili. nei momenti di burrasca. Sberna, primo tirocinio all’Europarlamento nel 2005, dopo la laurea in Relazioni pubbliche e pubblicità, frequenta i moderati del centrodestra. Collaboratrice in Senato con Forza Italia, eletta al Consiglio comunale di Viterbo. Poi arriva lo strappo, nel 2019, e il trasloco in Fdi. La sua elezione dimostra che qualcosa può essere cambiato nell'approccio tra Meloni e von der Leyen. Nel segreto dell'urna, vedremo se i giochi sotterranei di questi giorni porteranno Fdi nell'area di maggioranza parlamentare della von der Leyen.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8897754d8d0b5397e5c24a2f2b9d2566.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni tratta sulla guida europea della von der Leyen, in cambio di nomine | 17/07/2024 | Il Corsiv</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-tratta-sulla-guida-europea-della-von-der-leyen-in-cambio-di-nomine-17-07-2024-il-corsiv--60715684</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il centrodestra va in ordine sparso alla votazione di giovedì dove si dovrà decidere la guida di Ursula von der Leyen alla Commissione Europea. Forza Italia favorevole, la Lega assolutamente contraria, mentre la premier Giorgia Meloni tratta sulle nomine. Qualcosa ha ottenuto ieri nelle ore della conferma di Roberta Metsola al vertice del Parlamento europeo. La premier riesce ad imporre una sua fedelissima alla vicepresidenza: con 314, meno delle 323 prese al primo turno, viene eletta la viterbese Antonella Sberna di FdI, la prima meloniana alla guida europea. Ma Meloni guarda più in alto. Tratta per una super delega per un fedelissimo, il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto: un portafoglio economico — uno fra Concorrenza, Mercato interno, Affari Economici e Bilancio — e alcune competenze in linea con quelle italiane, cioè legate al Pnrr e alla coesione. Meloni si pronuncerà solo nelle prossime ore: la comunicazione sull’atteggiamento del partito della premier arriverà dopo il discorso che von der Leyen farà in aula domattina. Di certo non ci dovrebbero essere ambiguità: sarà un si o un no. Poi ognuno però, nei fatti, sarà libero di votare secondo coscienza.   Chi è Alessandra Sberna? Antonella Sberna, 42 anni da Viterbo, ha saputo fiutare il vento a destra anche nei momenti più difficili. nei momenti di burrasca. Sberna, primo tirocinio all’Europarlamento nel 2005, dopo la laurea in Relazioni pubbliche e pubblicità, frequenta i moderati del centrodestra. Collaboratrice in Senato con Forza Italia, eletta al Consiglio comunale di Viterbo. Poi arriva lo strappo, nel 2019, e il trasloco in Fdi. La sua elezione dimostra che qualcosa può essere cambiato nell'approccio tra Meloni e von der Leyen. Nel segreto dell'urna, vedremo se i giochi sotterranei di questi giorni porteranno Fdi nell'area di maggioranza parlamentare della von der Leyen.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 17 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60715684/corsivo_17_07_2024_08_25.mp3" length="2394092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il centrodestra va in ordine sparso alla votazione di giovedì dove si dovrà decidere la guida di Ursula von der Leyen alla Commissione Europea. 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Tratta per una super delega per un fedelissimo, il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto: un portafoglio economico — uno fra Concorrenza, Mercato interno, Affari Economici e Bilancio — e alcune competenze in linea con quelle italiane, cioè legate al Pnrr e alla coesione. Meloni si pronuncerà solo nelle prossime ore: la comunicazione sull’atteggiamento del partito della premier arriverà dopo il discorso che von der Leyen farà in aula domattina. Di certo non ci dovrebbero essere ambiguità: sarà un si o un no. Poi ognuno però, nei fatti, sarà libero di votare secondo coscienza.   Chi è Alessandra Sberna? Antonella Sberna, 42 anni da Viterbo, ha saputo fiutare il vento a destra anche nei momenti più difficili. nei momenti di burrasca. Sberna, primo tirocinio all’Europarlamento nel 2005, dopo la laurea in Relazioni pubbliche e pubblicità, frequenta i moderati del centrodestra. Collaboratrice in Senato con Forza Italia, eletta al Consiglio comunale di Viterbo. Poi arriva lo strappo, nel 2019, e il trasloco in Fdi. La sua elezione dimostra che qualcosa può essere cambiato nell'approccio tra Meloni e von der Leyen. 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Politicamente non era però un cane sciolto: er repubblicano e si era iscritto regolarmente alle primarie. I poliziotti ritengono che abbia agito da solo.   L'arma di Thomas Crooks L'arma utilizzata nel tentato omicidio è un "AR 556" acquistato legalmente. Per l'esattezza si tratta di un fucile ad alta precisione: calibro 223 con calcio telescopico a 6 posizioni e tubo Mil-Spec per una comoda regolazione, mira posteriore pieghevole Ruger® Rapid Deploy e regolabile in deriva, mirino tipo A2 per un puntamento affidabile, caricatore da 10 colpi. L'attentato ha sparato sei proiettili e aveva ancora a disposizione quattro colpi in canna. Thomas Crooks era socio di un poligono di tiro a Jefferson Hills, Pennsylvania, a circa 80 chilometri da dove è avvenuto il tentativo di omicidio, ma alcuni suoi compagni di classe sostengono che non sapeva sparare, tanto che non è stato ammesso ad un club di tiro della scuola.  L'avvistamento di Thomas Crooks sul tetto  Un agente delle forze dell'ordine locali ha incontrato l'uomo armato pochi istanti prima che sparasse contro l'ex presidente Donald Trump. Dicono che non molto tempo prima degli spari, i partecipanti alla manifestazione hanno notato un uomo che saliva sul tetto di un edificio vicino e hanno avvertito la polizia locale. Quando un ufficiale è salito sul tetto, Crooks ha puntato il fucile contro l'ufficiale che si è ritirato giù dalla scala e Crooks ha sparato rapidamente verso Trump. Altre testimonianze prese dalla Bbc confermano di aver visto lo sparatore posizionato sul tetto, di aver avvertito le forze dell'ordine che però non sarebbero intervenute subito.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 15 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555893/corsivo_15_07_2024_08_25.mp3" length="2255468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A distanza di due giorni dall'attentato contro Donald Trump, permangono numerosi vuoti e nell'inchiesta e vicende non ancora chiarite.  Il ventenne Thomas Crooks, autore della sparatoria, ucciso dal Secret Service, era...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A distanza di due giorni dall'attentato contro Donald Trump, permangono numerosi vuoti e nell'inchiesta e vicende non ancora chiarite.  Il ventenne Thomas Crooks, autore della sparatoria, ucciso dal Secret Service, era incensurato, non era mai stato nel mirino dell'Fbi. Politicamente non era però un cane sciolto: er repubblicano e si era iscritto regolarmente alle primarie. I poliziotti ritengono che abbia agito da solo.   L'arma di Thomas Crooks L'arma utilizzata nel tentato omicidio è un "AR 556" acquistato legalmente. Per l'esattezza si tratta di un fucile ad alta precisione: calibro 223 con calcio telescopico a 6 posizioni e tubo Mil-Spec per una comoda regolazione, mira posteriore pieghevole Ruger® Rapid Deploy e regolabile in deriva, mirino tipo A2 per un puntamento affidabile, caricatore da 10 colpi. L'attentato ha sparato sei proiettili e aveva ancora a disposizione quattro colpi in canna. Thomas Crooks era socio di un poligono di tiro a Jefferson Hills, Pennsylvania, a circa 80 chilometri da dove è avvenuto il tentativo di omicidio, ma alcuni suoi compagni di classe sostengono che non sapeva sparare, tanto che non è stato ammesso ad un club di tiro della scuola.  L'avvistamento di Thomas Crooks sul tetto  Un agente delle forze dell'ordine locali ha incontrato l'uomo armato pochi istanti prima che sparasse contro l'ex presidente Donald Trump. Dicono che non molto tempo prima degli spari, i partecipanti alla manifestazione hanno notato un uomo che saliva sul tetto di un edificio vicino e hanno avvertito la polizia locale. Quando un ufficiale è salito sul tetto, Crooks ha puntato il fucile contro l'ufficiale che si è ritirato giù dalla scala e Crooks ha sparato rapidamente verso Trump. Altre testimonianze prese dalla Bbc confermano di aver visto lo sparatore posizionato sul tetto, di aver avvertito le forze dell'ordine che però non sarebbero intervenute subito.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/89e94fd4da1ec0a4314a475f94d6aa39.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I buchi neri nella ricostruzione del tentato omicidio di Donald Trump | 15/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-buchi-neri-nella-ricostruzione-del-tentato-omicidio-di-donald-trump-15-07-2024-il-corsivo--60693717</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A distanza di due giorni dall'attentato contro Donald Trump, permangono numerosi vuoti e nell'inchiesta e vicende non ancora chiarite.  Il ventenne Thomas Crooks, autore della sparatoria, ucciso dal Secret Service, era incensurato, non era mai stato nel mirino dell'Fbi. Politicamente non era però un cane sciolto: er repubblicano e si era iscritto regolarmente alle primarie. I poliziotti ritengono che abbia agito da solo.   L'arma di Thomas Crooks L'arma utilizzata nel tentato omicidio è un "AR 556" acquistato legalmente. Per l'esattezza si tratta di un fucile ad alta precisione: calibro 223 con calcio telescopico a 6 posizioni e tubo Mil-Spec per una comoda regolazione, mira posteriore pieghevole Ruger® Rapid Deploy e regolabile in deriva, mirino tipo A2 per un puntamento affidabile, caricatore da 10 colpi. L'attentato ha sparato sei proiettili e aveva ancora a disposizione quattro colpi in canna. Thomas Crooks era socio di un poligono di tiro a Jefferson Hills, Pennsylvania, a circa 80 chilometri da dove è avvenuto il tentativo di omicidio, ma alcuni suoi compagni di classe sostengono che non sapeva sparare, tanto che non è stato ammesso ad un club di tiro della scuola.  L'avvistamento di Thomas Crooks sul tetto  Un agente delle forze dell'ordine locali ha incontrato l'uomo armato pochi istanti prima che sparasse contro l'ex presidente Donald Trump. Dicono che non molto tempo prima degli spari, i partecipanti alla manifestazione hanno notato un uomo che saliva sul tetto di un edificio vicino e hanno avvertito la polizia locale. Quando un ufficiale è salito sul tetto, Crooks ha puntato il fucile contro l'ufficiale che si è ritirato giù dalla scala e Crooks ha sparato rapidamente verso Trump. Altre testimonianze prese dalla Bbc confermano di aver visto lo sparatore posizionato sul tetto, di aver avvertito le forze dell'ordine che però non sarebbero intervenute subito.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 15 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60693717/corsivo_15_07_2024_08_25.mp3" length="2255468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A distanza di due giorni dall'attentato contro Donald Trump, permangono numerosi vuoti e nell'inchiesta e vicende non ancora chiarite.  Il ventenne Thomas Crooks, autore della sparatoria, ucciso dal Secret Service, era...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A distanza di due giorni dall'attentato contro Donald Trump, permangono numerosi vuoti e nell'inchiesta e vicende non ancora chiarite.  Il ventenne Thomas Crooks, autore della sparatoria, ucciso dal Secret Service, era incensurato, non era mai stato nel mirino dell'Fbi. Politicamente non era però un cane sciolto: er repubblicano e si era iscritto regolarmente alle primarie. I poliziotti ritengono che abbia agito da solo.   L'arma di Thomas Crooks L'arma utilizzata nel tentato omicidio è un "AR 556" acquistato legalmente. Per l'esattezza si tratta di un fucile ad alta precisione: calibro 223 con calcio telescopico a 6 posizioni e tubo Mil-Spec per una comoda regolazione, mira posteriore pieghevole Ruger® Rapid Deploy e regolabile in deriva, mirino tipo A2 per un puntamento affidabile, caricatore da 10 colpi. L'attentato ha sparato sei proiettili e aveva ancora a disposizione quattro colpi in canna. Thomas Crooks era socio di un poligono di tiro a Jefferson Hills, Pennsylvania, a circa 80 chilometri da dove è avvenuto il tentativo di omicidio, ma alcuni suoi compagni di classe sostengono che non sapeva sparare, tanto che non è stato ammesso ad un club di tiro della scuola.  L'avvistamento di Thomas Crooks sul tetto  Un agente delle forze dell'ordine locali ha incontrato l'uomo armato pochi istanti prima che sparasse contro l'ex presidente Donald Trump. Dicono che non molto tempo prima degli spari, i partecipanti alla manifestazione hanno notato un uomo che saliva sul tetto di un edificio vicino e hanno avvertito la polizia locale. Quando un ufficiale è salito sul tetto, Crooks ha puntato il fucile contro l'ufficiale che si è ritirato giù dalla scala e Crooks ha sparato rapidamente verso Trump. Altre testimonianze prese dalla Bbc confermano di aver visto lo sparatore posizionato sul tetto, di aver avvertito le forze dell'ordine che però non sarebbero intervenute subito.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/89e94fd4da1ec0a4314a475f94d6aa39.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riforma Nordio, almeno 4mila processi in pericolo | 12/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riforma-nordio-almeno-4mila-processi-in-pericolo-12-07-2024-il-corsivo--64555854</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gli effetti della riforma del ministro Guardasigilli Carlo Nordio li descrive senza troppi giri di parole  il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, secondo cui da oggi tutti coloro che sono stati condannati per abuso d’ufficio si rivolgeranno al giudice per chiedere l’eliminazione della condanna. Nella sostanza, si tratta di una piccola amnistia per i pubblici ufficiali: avremo 4mila persone che chiederanno la revoca della condanna. La norma di Nordio cancellerà il passato per chi è già stato ritenuto colpevole: e quindi amministratori, ma anche tecnici come ingegneri di uffici pubblici, medici, professori universitari, magistrati. Abrogare il reato di abuso di ufficio significa regalare uno spazio di impunità di qualunque pubblico ufficiale.   Nordio: nessun colpo di spugna Il ministro Nordio fa spallucce e tira dritto. In un'intervista al corriere della Sera afferma che, anche senza l'abuso d'ufficio, la legge punirà i reati dei colletti bianchi. Il ragionamento del Guardasigilli è questo: il sistema penale italiano contro i reati dei funzionari infedeli è il più potente d'Europa. Molti atti illeciti possono essere puniti dalla giustizia amministrativa e civile, così si accorciano i tempi del risarcimento del danno. Le cose non stanno così.  Il rapporto tra archiviazioni e numero complessivo di procedimenti definiti è assai alto: 85 per cento. Ogni dieci fascicoli aperti, 8,5 venivano archiviati nel 2021, ma è altrettanto rilevante che il dato medio nazionale è pari al 62 per cento. E che molte altre tipologie di reato hanno numeri come quelli dell’abuso d'ufficio. Significa che dovremmo ripensare, se non abolire, parti intere del catalogo delle incriminazioni?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555854/corsivo_12_07_2024_08_25.mp3" length="2090348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Gli effetti della riforma del ministro Guardasigilli Carlo Nordio li descrive senza troppi giri di parole  il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, secondo cui da oggi tutti coloro che sono stati condannati per abuso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gli effetti della riforma del ministro Guardasigilli Carlo Nordio li descrive senza troppi giri di parole  il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, secondo cui da oggi tutti coloro che sono stati condannati per abuso d’ufficio si rivolgeranno al giudice per chiedere l’eliminazione della condanna. Nella sostanza, si tratta di una piccola amnistia per i pubblici ufficiali: avremo 4mila persone che chiederanno la revoca della condanna. La norma di Nordio cancellerà il passato per chi è già stato ritenuto colpevole: e quindi amministratori, ma anche tecnici come ingegneri di uffici pubblici, medici, professori universitari, magistrati. Abrogare il reato di abuso di ufficio significa regalare uno spazio di impunità di qualunque pubblico ufficiale.   Nordio: nessun colpo di spugna Il ministro Nordio fa spallucce e tira dritto. In un'intervista al corriere della Sera afferma che, anche senza l'abuso d'ufficio, la legge punirà i reati dei colletti bianchi. Il ragionamento del Guardasigilli è questo: il sistema penale italiano contro i reati dei funzionari infedeli è il più potente d'Europa. Molti atti illeciti possono essere puniti dalla giustizia amministrativa e civile, così si accorciano i tempi del risarcimento del danno. Le cose non stanno così.  Il rapporto tra archiviazioni e numero complessivo di procedimenti definiti è assai alto: 85 per cento. Ogni dieci fascicoli aperti, 8,5 venivano archiviati nel 2021, ma è altrettanto rilevante che il dato medio nazionale è pari al 62 per cento. E che molte altre tipologie di reato hanno numeri come quelli dell’abuso d'ufficio. Significa che dovremmo ripensare, se non abolire, parti intere del catalogo delle incriminazioni?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/af583df0d5230a3ad693e42d75648104.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riforma Nordio, almeno 4mila processi in pericolo | 12/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riforma-nordio-almeno-4mila-processi-in-pericolo-12-07-2024-il-corsivo--60670476</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gli effetti della riforma del ministro Guardasigilli Carlo Nordio li descrive senza troppi giri di parole  il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, secondo cui da oggi tutti coloro che sono stati condannati per abuso d’ufficio si rivolgeranno al giudice per chiedere l’eliminazione della condanna. Nella sostanza, si tratta di una piccola amnistia per i pubblici ufficiali: avremo 4mila persone che chiederanno la revoca della condanna. La norma di Nordio cancellerà il passato per chi è già stato ritenuto colpevole: e quindi amministratori, ma anche tecnici come ingegneri di uffici pubblici, medici, professori universitari, magistrati. Abrogare il reato di abuso di ufficio significa regalare uno spazio di impunità di qualunque pubblico ufficiale.   Nordio: nessun colpo di spugna Il ministro Nordio fa spallucce e tira dritto. In un'intervista al corriere della Sera afferma che, anche senza l'abuso d'ufficio, la legge punirà i reati dei colletti bianchi. Il ragionamento del Guardasigilli è questo: il sistema penale italiano contro i reati dei funzionari infedeli è il più potente d'Europa. Molti atti illeciti possono essere puniti dalla giustizia amministrativa e civile, così si accorciano i tempi del risarcimento del danno. Le cose non stanno così.  Il rapporto tra archiviazioni e numero complessivo di procedimenti definiti è assai alto: 85 per cento. Ogni dieci fascicoli aperti, 8,5 venivano archiviati nel 2021, ma è altrettanto rilevante che il dato medio nazionale è pari al 62 per cento. E che molte altre tipologie di reato hanno numeri come quelli dell’abuso d'ufficio. Significa che dovremmo ripensare, se non abolire, parti intere del catalogo delle incriminazioni?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60670476/corsivo_12_07_2024_08_25.mp3" length="2090348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Gli effetti della riforma del ministro Guardasigilli Carlo Nordio li descrive senza troppi giri di parole  il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, secondo cui da oggi tutti coloro che sono stati condannati per abuso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gli effetti della riforma del ministro Guardasigilli Carlo Nordio li descrive senza troppi giri di parole  il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, secondo cui da oggi tutti coloro che sono stati condannati per abuso d’ufficio si rivolgeranno al giudice per chiedere l’eliminazione della condanna. Nella sostanza, si tratta di una piccola amnistia per i pubblici ufficiali: avremo 4mila persone che chiederanno la revoca della condanna. La norma di Nordio cancellerà il passato per chi è già stato ritenuto colpevole: e quindi amministratori, ma anche tecnici come ingegneri di uffici pubblici, medici, professori universitari, magistrati. Abrogare il reato di abuso di ufficio significa regalare uno spazio di impunità di qualunque pubblico ufficiale.   Nordio: nessun colpo di spugna Il ministro Nordio fa spallucce e tira dritto. In un'intervista al corriere della Sera afferma che, anche senza l'abuso d'ufficio, la legge punirà i reati dei colletti bianchi. Il ragionamento del Guardasigilli è questo: il sistema penale italiano contro i reati dei funzionari infedeli è il più potente d'Europa. Molti atti illeciti possono essere puniti dalla giustizia amministrativa e civile, così si accorciano i tempi del risarcimento del danno. Le cose non stanno così.  Il rapporto tra archiviazioni e numero complessivo di procedimenti definiti è assai alto: 85 per cento. Ogni dieci fascicoli aperti, 8,5 venivano archiviati nel 2021, ma è altrettanto rilevante che il dato medio nazionale è pari al 62 per cento. E che molte altre tipologie di reato hanno numeri come quelli dell’abuso d'ufficio. Significa che dovremmo ripensare, se non abolire, parti intere del catalogo delle incriminazioni?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/af583df0d5230a3ad693e42d75648104.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La riforma della giustizia diventa legge. Abolito l'abuso d'ufficio, limitazione alle intercettazioni, stretta al traffico di influenze | 11</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-riforma-della-giustizia-diventa-legge-abolito-l-abuso-d-ufficio-limitazione-alle-intercettazioni-stretta-al-traffico-di-influenze-11--64555856</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La riforma della giustizia diventa legge. L'opposizione si divide Il ddl del ministro Carlo Nordio diventa legge dello Stato. La maggioranza si ricompatta sul provvedimento, mentre Azione, +Europa e Italia viva votano con il centrodestra. Contrari Pd, M5s e Avs, secondo cui il Governo avvia l'impunità per i colletti bianchi.  Il percorso della riforma della giustizia è stato lungo e controverso, e più volte all'interno della maggioranza si sono espressi malumori, soprattutto nella Lega e in Fratelli d'Italia, mentre Forza Italia ha dato il suo parere positivo fin dall'inizio della discussione.  Abolito l'abuso d'ufficio, limitazione alle intercettazioni, stretta al traffico di influenze Con l'abolizione dell’abuso di ufficio, l’Italia rimane l’unica democrazia giuridicamente avanzata a non avere un reato specifico che punisce il pubblico ufficiale che, come prevede il codice penale, «intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale e arreca ad altri un danno ingiusto». Ma non è il solo effetto che, secondo gli addetti ai lavori, la riforma della giustizia porterà nei tribunali. Si teme la paralisi - con la scelta del giudice collegiale e dell’interrogatorio prima dell’arresto - del sistema della custodia cautelare preventiva. Nella sostanza, sarà molto difficile procedere agli arresti preventivi. Infatti, la nuova legge dispone l’interrogatorio preventivo in cui l’indagato - che dovrà essere messo a conoscenza della contestazione precisa già nella fase dell’avviso di garanzia - dovrà avere a disposizione gli atti dell’accusa e potrà avere la «possibilità di una difesa preventiva». Se l’abuso di ufficio rappresenta la bandiera della riforma il cuore è lo svuotamento del traffico di influenze, norma voluta dalla legge Severino che in questi anni ha creato non pochi problemi agli “amministratori”.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 11 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555856/corsivo_11_07_2024_08_25.mp3" length="2017388" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La riforma della giustizia diventa legge. 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Abolito l'abuso d'ufficio, limitazione alle intercettazioni, stretta al traffico di influenze Con l'abolizione dell’abuso di ufficio, l’Italia rimane l’unica democrazia giuridicamente avanzata a non avere un reato specifico che punisce il pubblico ufficiale che, come prevede il codice penale, «intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale e arreca ad altri un danno ingiusto». Ma non è il solo effetto che, secondo gli addetti ai lavori, la riforma della giustizia porterà nei tribunali. Si teme la paralisi - con la scelta del giudice collegiale e dell’interrogatorio prima dell’arresto - del sistema della custodia cautelare preventiva. Nella sostanza, sarà molto difficile procedere agli arresti preventivi. Infatti, la nuova legge dispone l’interrogatorio preventivo in cui l’indagato - che dovrà essere messo a conoscenza della contestazione precisa già nella fase dell’avviso di garanzia - dovrà avere a disposizione gli atti dell’accusa e potrà avere la «possibilità di una difesa preventiva». Se l’abuso di ufficio rappresenta la bandiera della riforma il cuore è lo svuotamento del traffico di influenze, norma voluta dalla legge Severino che in questi anni ha creato non pochi problemi agli “amministratori”.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/af583df0d5230a3ad693e42d75648104.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La riforma della giustizia diventa legge. Abolito l'abuso d'ufficio, limitazione alle intercettazioni, stretta al traffico di influenze | 11</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-riforma-della-giustizia-diventa-legge-abolito-l-abuso-d-ufficio-limitazione-alle-intercettazioni-stretta-al-traffico-di-influenze-11--60660690</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La riforma della giustizia diventa legge. L'opposizione si divide Il ddl del ministro Carlo Nordio diventa legge dello Stato. La maggioranza si ricompatta sul provvedimento, mentre Azione, +Europa e Italia viva votano con il centrodestra. Contrari Pd, M5s e Avs, secondo cui il Governo avvia l'impunità per i colletti bianchi.  Il percorso della riforma della giustizia è stato lungo e controverso, e più volte all'interno della maggioranza si sono espressi malumori, soprattutto nella Lega e in Fratelli d'Italia, mentre Forza Italia ha dato il suo parere positivo fin dall'inizio della discussione.  Abolito l'abuso d'ufficio, limitazione alle intercettazioni, stretta al traffico di influenze Con l'abolizione dell’abuso di ufficio, l’Italia rimane l’unica democrazia giuridicamente avanzata a non avere un reato specifico che punisce il pubblico ufficiale che, come prevede il codice penale, «intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale e arreca ad altri un danno ingiusto». Ma non è il solo effetto che, secondo gli addetti ai lavori, la riforma della giustizia porterà nei tribunali. Si teme la paralisi - con la scelta del giudice collegiale e dell’interrogatorio prima dell’arresto - del sistema della custodia cautelare preventiva. Nella sostanza, sarà molto difficile procedere agli arresti preventivi. Infatti, la nuova legge dispone l’interrogatorio preventivo in cui l’indagato - che dovrà essere messo a conoscenza della contestazione precisa già nella fase dell’avviso di garanzia - dovrà avere a disposizione gli atti dell’accusa e potrà avere la «possibilità di una difesa preventiva». Se l’abuso di ufficio rappresenta la bandiera della riforma il cuore è lo svuotamento del traffico di influenze, norma voluta dalla legge Severino che in questi anni ha creato non pochi problemi agli “amministratori”.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 11 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60660690/corsivo_11_07_2024_08_25.mp3" length="2017388" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La riforma della giustizia diventa legge. 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Abolito l'abuso d'ufficio, limitazione alle intercettazioni, stretta al traffico di influenze Con l'abolizione dell’abuso di ufficio, l’Italia rimane l’unica democrazia giuridicamente avanzata a non avere un reato specifico che punisce il pubblico ufficiale che, come prevede il codice penale, «intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale e arreca ad altri un danno ingiusto». Ma non è il solo effetto che, secondo gli addetti ai lavori, la riforma della giustizia porterà nei tribunali. Si teme la paralisi - con la scelta del giudice collegiale e dell’interrogatorio prima dell’arresto - del sistema della custodia cautelare preventiva. Nella sostanza, sarà molto difficile procedere agli arresti preventivi. Infatti, la nuova legge dispone l’interrogatorio preventivo in cui l’indagato - che dovrà essere messo a conoscenza della contestazione precisa già nella fase dell’avviso di garanzia - dovrà avere a disposizione gli atti dell’accusa e potrà avere la «possibilità di una difesa preventiva». Se l’abuso di ufficio rappresenta la bandiera della riforma il cuore è lo svuotamento del traffico di influenze, norma voluta dalla legge Severino che in questi anni ha creato non pochi problemi agli “amministratori”.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/af583df0d5230a3ad693e42d75648104.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza | 10/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-francia-cerca-un-leader-e-un-patto-di-maggioranza-10-07-2024-il-corsivo--64555892</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza Tre giorni dopo le elezioni legislative, la Francia è ancora alla ricerca di un leader che possa trainare il Paese e farlo uscire dall'impasse politico dovuto alla mancanza di una maggioranza assoluta o relativa. I partiti e i leader sono alla ricerca di un'alchimia che possa districare il filo della matassa parecchio ingarbugliata.   Il Nuovo Fronte Popolare è pronto a governare da subito I quattro gruppi politici della coalizione di sinistra hanno sfidato il Presidente della Repubblica, esortandolo a “rivolgersi immediatamente al Nuovo Fronte Popolare per consentirgli di formare un governo” . L’alleanza di sinistra ha anche messo in guardia Emmanuel Macron dal mantenimento prolungato di Gabriel Attal a Matignon. Il capo del PS, Olivier Faure , si è detto “pronto ad assumere” il ruolo di primo ministro.  I centristi propongono un accordo tecnico L'ex primo ministro e presidente di Horizons, Edouard Philippe, ha chiesto  la formazione di un blocco che riunisca LR e Renaissance. Philippe ha rifiutato il termine coalizione, preferendo “un accordo tecnico che permetta di andare avanti e gestire gli affari del paese per almeno un anno”. Si fa strada l'idea di Xavier Bertrand,  il presidente della regione Hauts-de-France, repubblicano, secondo cui si deve formare subito un governo di “emergenza nazionale” .  Si tratta chiaramente di una formula che si avvicina di più a questa maggioranza assoluta e che è in grado di governare adesso.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 10 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555892/corsivo_10_07_2024_08_25.mp3" length="1712492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza Tre giorni dopo le elezioni legislative, la Francia è ancora alla ricerca di un leader che possa trainare il Paese e farlo uscire dall'impasse politico dovuto alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza Tre giorni dopo le elezioni legislative, la Francia è ancora alla ricerca di un leader che possa trainare il Paese e farlo uscire dall'impasse politico dovuto alla mancanza di una maggioranza assoluta o relativa. I partiti e i leader sono alla ricerca di un'alchimia che possa districare il filo della matassa parecchio ingarbugliata.   Il Nuovo Fronte Popolare è pronto a governare da subito I quattro gruppi politici della coalizione di sinistra hanno sfidato il Presidente della Repubblica, esortandolo a “rivolgersi immediatamente al Nuovo Fronte Popolare per consentirgli di formare un governo” . L’alleanza di sinistra ha anche messo in guardia Emmanuel Macron dal mantenimento prolungato di Gabriel Attal a Matignon. Il capo del PS, Olivier Faure , si è detto “pronto ad assumere” il ruolo di primo ministro.  I centristi propongono un accordo tecnico L'ex primo ministro e presidente di Horizons, Edouard Philippe, ha chiesto  la formazione di un blocco che riunisca LR e Renaissance. Philippe ha rifiutato il termine coalizione, preferendo “un accordo tecnico che permetta di andare avanti e gestire gli affari del paese per almeno un anno”. Si fa strada l'idea di Xavier Bertrand,  il presidente della regione Hauts-de-France, repubblicano, secondo cui si deve formare subito un governo di “emergenza nazionale” .  Si tratta chiaramente di una formula che si avvicina di più a questa maggioranza assoluta e che è in grado di governare adesso.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6ca3b0316db9eb28149f6c98fab02201.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza | 10/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-francia-cerca-un-leader-e-un-patto-di-maggioranza-10-07-2024-il-corsivo--60649466</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza Tre giorni dopo le elezioni legislative, la Francia è ancora alla ricerca di un leader che possa trainare il Paese e farlo uscire dall'impasse politico dovuto alla mancanza di una maggioranza assoluta o relativa. I partiti e i leader sono alla ricerca di un'alchimia che possa districare il filo della matassa parecchio ingarbugliata.   Il Nuovo Fronte Popolare è pronto a governare da subito I quattro gruppi politici della coalizione di sinistra hanno sfidato il Presidente della Repubblica, esortandolo a “rivolgersi immediatamente al Nuovo Fronte Popolare per consentirgli di formare un governo” . L’alleanza di sinistra ha anche messo in guardia Emmanuel Macron dal mantenimento prolungato di Gabriel Attal a Matignon. Il capo del PS, Olivier Faure , si è detto “pronto ad assumere” il ruolo di primo ministro.  I centristi propongono un accordo tecnico L'ex primo ministro e presidente di Horizons, Edouard Philippe, ha chiesto  la formazione di un blocco che riunisca LR e Renaissance. Philippe ha rifiutato il termine coalizione, preferendo “un accordo tecnico che permetta di andare avanti e gestire gli affari del paese per almeno un anno”. Si fa strada l'idea di Xavier Bertrand,  il presidente della regione Hauts-de-France, repubblicano, secondo cui si deve formare subito un governo di “emergenza nazionale” .  Si tratta chiaramente di una formula che si avvicina di più a questa maggioranza assoluta e che è in grado di governare adesso.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 10 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60649466/corsivo_10_07_2024_08_25.mp3" length="1712492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza Tre giorni dopo le elezioni legislative, la Francia è ancora alla ricerca di un leader che possa trainare il Paese e farlo uscire dall'impasse politico dovuto alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Francia cerca un leader e un patto di maggioranza Tre giorni dopo le elezioni legislative, la Francia è ancora alla ricerca di un leader che possa trainare il Paese e farlo uscire dall'impasse politico dovuto alla mancanza di una maggioranza assoluta o relativa. I partiti e i leader sono alla ricerca di un'alchimia che possa districare il filo della matassa parecchio ingarbugliata.   Il Nuovo Fronte Popolare è pronto a governare da subito I quattro gruppi politici della coalizione di sinistra hanno sfidato il Presidente della Repubblica, esortandolo a “rivolgersi immediatamente al Nuovo Fronte Popolare per consentirgli di formare un governo” . L’alleanza di sinistra ha anche messo in guardia Emmanuel Macron dal mantenimento prolungato di Gabriel Attal a Matignon. Il capo del PS, Olivier Faure , si è detto “pronto ad assumere” il ruolo di primo ministro.  I centristi propongono un accordo tecnico L'ex primo ministro e presidente di Horizons, Edouard Philippe, ha chiesto  la formazione di un blocco che riunisca LR e Renaissance. Philippe ha rifiutato il termine coalizione, preferendo “un accordo tecnico che permetta di andare avanti e gestire gli affari del paese per almeno un anno”. Si fa strada l'idea di Xavier Bertrand,  il presidente della regione Hauts-de-France, repubblicano, secondo cui si deve formare subito un governo di “emergenza nazionale” .  Si tratta chiaramente di una formula che si avvicina di più a questa maggioranza assoluta e che è in grado di governare adesso.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6ca3b0316db9eb28149f6c98fab02201.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'enigma francese dopo le elezioni anticipate: governo delle sinistre, patto con i centristi o esecutivo tecnico? | 09/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-enigma-francese-dopo-le-elezioni-anticipate-governo-delle-sinistre-patto-con-i-centristi-o-esecutivo-tecnico-09-07-2024-il-corsivo--64555868</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Anche l'analisi dettagliata dei seggi, delle preferenze, conferma che la sinistra è la grande vincitrice delle elezioni anticipate francesi. Se aggiungiamo 13 candidati di sinistra eletti al di fuori del Nuovo Fronte Popolare ai 182 eletti sotto la sua bandiera, la sinistra ha ottenuto 195 seggi , ovvero 27 in più dell'Ensemble e 52 in più del Raggruppamento Nazionale (RN) e dei suoi alleati repubblicani (LR). Con un guadagno netto di 44 seggi rispetto al 2022, se la cava però meno bene dell’estrema destra, che ne conquista 54 in più. Sul piano matematico, la sinistra sarebbe in grado di governare perché ha sfidato ogni previsione e perché è arrivata prima. Come nel 2022, il successo del Nuovo Fronte Popolare è il frutto di una strategia di unità attorno a un programma e a candidati comuni. Nel passato, un simile accordo basato sulla condivisione dei collegi elettorali fin dal primo turno non aveva precedenti. Il suo rinnovamento, dopo una campagna europea fratricida, non era affatto assicurato, avrebbe potuto aprire la strada a una grande dissidenza. Ora la sinistra annuncia una nuova nuova unità di governo, basata su un premier comune, voluto da tutte le componenti variegate che compongono la coalizione.   Per la Francia il futuro è incerto La sinistra però all'Assemblea nazionale non ha una maggioranza assoluta, nemmeno relativa. Senza questo consenso parlamentare si troverà davanti alle difficoltà di tutte le coalizioni che governano con numeri ristretti e dovrà accettare nuovi compromessi con la parte più progressista dei centristi se vorrà approvare le sue proposte. L'alternativa è un governo tecnico o politico di scopo, molto simile a quello adottato da sempre in Italia e in Germania. Per la Francia il futuro è incerto.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555868/corsivo_09_07_2024_08_25.mp3" length="2308076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Anche l'analisi dettagliata dei seggi, delle preferenze, conferma che la sinistra è la grande vincitrice delle elezioni anticipate francesi. 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Per la Francia il futuro è incerto.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/45a133cf51651ce538f3c826021cab7c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'enigma francese dopo le elezioni anticipate: governo delle sinistre, patto con i centristi o esecutivo tecnico? | 09/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-enigma-francese-dopo-le-elezioni-anticipate-governo-delle-sinistre-patto-con-i-centristi-o-esecutivo-tecnico-09-07-2024-il-corsivo--60639973</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Anche l'analisi dettagliata dei seggi, delle preferenze, conferma che la sinistra è la grande vincitrice delle elezioni anticipate francesi. 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Ora la sinistra annuncia una nuova nuova unità di governo, basata su un premier comune, voluto da tutte le componenti variegate che compongono la coalizione.   Per la Francia il futuro è incerto La sinistra però all'Assemblea nazionale non ha una maggioranza assoluta, nemmeno relativa. Senza questo consenso parlamentare si troverà davanti alle difficoltà di tutte le coalizioni che governano con numeri ristretti e dovrà accettare nuovi compromessi con la parte più progressista dei centristi se vorrà approvare le sue proposte. L'alternativa è un governo tecnico o politico di scopo, molto simile a quello adottato da sempre in Italia e in Germania. Per la Francia il futuro è incerto.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60639973/corsivo_09_07_2024_08_25.mp3" length="2308076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Anche l'analisi dettagliata dei seggi, delle preferenze, conferma che la sinistra è la grande vincitrice delle elezioni anticipate francesi. 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Nel passato, un simile accordo basato sulla condivisione dei collegi elettorali fin dal primo turno non aveva precedenti. Il suo rinnovamento, dopo una campagna europea fratricida, non era affatto assicurato, avrebbe potuto aprire la strada a una grande dissidenza. Ora la sinistra annuncia una nuova nuova unità di governo, basata su un premier comune, voluto da tutte le componenti variegate che compongono la coalizione.   Per la Francia il futuro è incerto La sinistra però all'Assemblea nazionale non ha una maggioranza assoluta, nemmeno relativa. Senza questo consenso parlamentare si troverà davanti alle difficoltà di tutte le coalizioni che governano con numeri ristretti e dovrà accettare nuovi compromessi con la parte più progressista dei centristi se vorrà approvare le sue proposte. L'alternativa è un governo tecnico o politico di scopo, molto simile a quello adottato da sempre in Italia e in Germania. Per la Francia il futuro è incerto.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/45a133cf51651ce538f3c826021cab7c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Francia si sposta a sinistra e propone un premier unitario. Le Pen sconfitta | 08/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-francia-si-sposta-a-sinistra-e-propone-un-premier-unitario-le-pen-sconfitta-08-07-2024-il-corsivo--64555894</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Francia, contro ogni previsione della vigilia, il patto di desistenza tra Fronte popolare e i centristi di Macron favorisce i candidati della sinistra in tutto il Paese. Il nuovo Fronte Popolare ha saputo unirsi e aggregare forze di ispirazione politica e ideologica diversa (socialisti riformisti, sinistra radicale, ecologisti, comunisti), trasformando una coalizione elettorale messa in piedi all'ultimo minuto in un vero progetto di Governo, tanto che Jean Luc Mélenchon, il vero vincitore del secondo turno, propone agli altri partiti della gauche un premier unitario. Ma l'Assemblea nazionale che esce dalle urne resta frammentata e non emerge una maggioranza chiara. Macron attende infatti la distribuzione finale dei seggi per dare una indicazione precisa, mentre Mélenchon chiede di poter governare subito. Gli unici che in qualche modo ammettono la sconfitta sono quelli del Rassemblement National, secondo cui la vittoria è solo rimandata per colpa della cosiddetta "alleanza del disonore".    Le Pen e Bardella sconfitti.  Il partito di Le Pen e Bardella ha fatto il pieno di voti al primo turno. Ha tentato la carta della divisione degli storici Repubblicani, ma alla fine solo una esigua truppa si è spostata con la destra. L'accordo di desistenza tra Macron e le sinistre ha fermato l'avanzata della Le Pen attraverso 218 ritiri di candidati finiti terzi nelle triangolazioni. L'aumento dell'affluenza, specie nelle zone periferiche delle città francesi, e la qualità di molti candidati del blocco repubblicano e democratico hanno inchiodato la destra in una posizione subalterna rispetto all'azione politica di centro e sinistra,  facendola scivolare dal primo ad un umiliante terzo posto in solo due settimane. Per la Le Pen, inizia anche per lei il tempo della ricerca delle ragioni della sconfitta e il sogno tanto sperato di guidare la Francia diventa un incubo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 08 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555894/corsivo_08_07_2024_08_25.mp3" length="2261996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In Francia, contro ogni previsione della vigilia, il patto di desistenza tra Fronte popolare e i centristi di Macron favorisce i candidati della sinistra in tutto il Paese. Il nuovo Fronte Popolare ha saputo unirsi e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Francia, contro ogni previsione della vigilia, il patto di desistenza tra Fronte popolare e i centristi di Macron favorisce i candidati della sinistra in tutto il Paese. Il nuovo Fronte Popolare ha saputo unirsi e aggregare forze di ispirazione politica e ideologica diversa (socialisti riformisti, sinistra radicale, ecologisti, comunisti), trasformando una coalizione elettorale messa in piedi all'ultimo minuto in un vero progetto di Governo, tanto che Jean Luc Mélenchon, il vero vincitore del secondo turno, propone agli altri partiti della gauche un premier unitario. Ma l'Assemblea nazionale che esce dalle urne resta frammentata e non emerge una maggioranza chiara. Macron attende infatti la distribuzione finale dei seggi per dare una indicazione precisa, mentre Mélenchon chiede di poter governare subito. 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Le Pen sconfitta | 08/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-francia-si-sposta-a-sinistra-e-propone-un-premier-unitario-le-pen-sconfitta-08-07-2024-il-corsivo--60629868</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Francia, contro ogni previsione della vigilia, il patto di desistenza tra Fronte popolare e i centristi di Macron favorisce i candidati della sinistra in tutto il Paese. Il nuovo Fronte Popolare ha saputo unirsi e aggregare forze di ispirazione politica e ideologica diversa (socialisti riformisti, sinistra radicale, ecologisti, comunisti), trasformando una coalizione elettorale messa in piedi all'ultimo minuto in un vero progetto di Governo, tanto che Jean Luc Mélenchon, il vero vincitore del secondo turno, propone agli altri partiti della gauche un premier unitario. Ma l'Assemblea nazionale che esce dalle urne resta frammentata e non emerge una maggioranza chiara. Macron attende infatti la distribuzione finale dei seggi per dare una indicazione precisa, mentre Mélenchon chiede di poter governare subito. Gli unici che in qualche modo ammettono la sconfitta sono quelli del Rassemblement National, secondo cui la vittoria è solo rimandata per colpa della cosiddetta "alleanza del disonore".    Le Pen e Bardella sconfitti.  Il partito di Le Pen e Bardella ha fatto il pieno di voti al primo turno. Ha tentato la carta della divisione degli storici Repubblicani, ma alla fine solo una esigua truppa si è spostata con la destra. L'accordo di desistenza tra Macron e le sinistre ha fermato l'avanzata della Le Pen attraverso 218 ritiri di candidati finiti terzi nelle triangolazioni. L'aumento dell'affluenza, specie nelle zone periferiche delle città francesi, e la qualità di molti candidati del blocco repubblicano e democratico hanno inchiodato la destra in una posizione subalterna rispetto all'azione politica di centro e sinistra,  facendola scivolare dal primo ad un umiliante terzo posto in solo due settimane. 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Il blocco repubblicano e democratico ostacola la corsa di Marine Le Pen | 06/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francia-al-voto-il-blocco-repubblicano-e-democratico-ostacola-la-corsa-di-marine-le-pen-06-07-2024-il-corsivo--64555945</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quello che sembrava al primo turno delle elezioni francesi un vero plebiscito di Le Pen e del suo  candidato premier Bardella, si trasforma in una vittoria senza una maggioranza assoluta di 289 seggi, neppure sarebbe raggiunta la soglia politica di 270 seggi che la destra considera il minimo per poter governare. Alla vigilia del secondo turno, le stime degli analisti dicono che il patto di desistenza messo in campo dal premier Macron e dalle sinistre  ha funzionato, almeno sulla carta.   Le previsioni degli ultimi sondaggi  Se non ci saranno sorprese dell'elettorato incerto, cioè non influenzato dalle indicazioni dei partitii, la valanga di destra non ci sarà. Verrà confermata in testa delle preferenze dei francesi, ma non come molti analisti avevano prospettato. In particolare, da ciò che si vede dalle previsioni, la coalizione guidata da Le Pen dovrebbe incassare tra i 210 e i 240 seggi, il Nuovo Fronte popolare da 170 e 200, i macronisti di Ensemble e suoi alleati da 95 a 125, gli storici Repubblicani da 25 a 45. L'argine del blocco democratico e repubblicano è riuscito a bloccare l'avanzata nera, ma la Francia che si sveglierà lunedì mattina potrebbe sprofondare nel caos dell'ingovernabilità.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 06 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555945/corsivo_06_07_2024_08_25.mp3" length="1686380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quello che sembrava al primo turno delle elezioni francesi un vero plebiscito di Le Pen e del suo  candidato premier Bardella, si trasforma in una vittoria senza una maggioranza assoluta di 289 seggi, neppure sarebbe...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quello che sembrava al primo turno delle elezioni francesi un vero plebiscito di Le Pen e del suo  candidato premier Bardella, si trasforma in una vittoria senza una maggioranza assoluta di 289 seggi, neppure sarebbe raggiunta la soglia politica di 270 seggi che la destra considera il minimo per poter governare. 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Per Starmer c'è la maggioranza assoluta | 05/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-laburisti-conquistano-il-regno-unito-per-starmer-c-e-la-maggioranza-assoluta-05-07-2024-il-corsivo--64555897</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Con 410 seggi su 650,  il Labour ottiene una ampia maggioranza assoluta e Keir Starmer, in quanto leader del partito più votato, diventerà il prossimo primo ministro. Viene confermata la sconfitta schiacciante dei conservatori dell'attuale premier Rishi Sunak, che sono alla guida del Paese da 14 anni. Il segnale più evidente sta nel fatto che molti leader del Tory hanno perso perfino il seggio da deputato, come il ministro della Difesa britannico Grant Shapps battuto dal laburista Andrew Lewin nel collegio elettorale di Welwyn Hatfield, nel sud dell'Inghilterra.   Starmer a Downing Street: “Il Paese vuole il cambiamento” La parola chiave che utilizza il nuovo premier Keir Starmer è "cambiamento", perché così vuole il Paese. La sua non è una svolta radicale di sinistra come qualche analista di tendenza conservatrice intende sottolineare, bensì un'azione politica in continuità con il moderatismo del Labour di Tony Blair e Gordon Brown, prima dei 14 lunghi anni di opposizione.  Starmer ha scelto la sua prima uscita pubblica al collegio londinese di Holborn e St Pancras, dove ha ottenuto 18.000 suffragi, 11.000 voti in più rispetto al secondo candidato. "Io servirò ciascuno di voi, che mi abbiate votato o no", ha detto Starmer aggiungendo che il cambiamento riguarda il rilancio di una politica di servizio pubblico, senza privilegiare interessi di qualcuno.   Le sfide di Starmer  Su temi strategici come sicurezza e commercio, l'esecutivo laburista avvierà un rapporto nuovo con l’Europa. Il titolare designato agli esteri David Lammy  definisce la strategia di Downing Street  “realismo progressivo”: ossia rendersi conto che il mondo e i suoi equilibri di forza sono cambiati e dunque la Gran Bretagna deve perseguire obiettivi realistici ma in linea con i valori democratici. Per il resto, Starmer proseguirà con le scelte precedenti in politica estera come la conferma degli aiuti a Kiev,  la deterrenza contro Putin,  ma anche il rilancio di una visione comune europea contro ogni tipo di populismo. Ed è su questo punto che si misurerà la capacità di Starmer di rientrare nel dibattito europeo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555897/corsivo_05_07_2024_08_25.mp3" length="2511212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Con 410 seggi su 650,  il Labour ottiene una ampia maggioranza assoluta e Keir Starmer, in quanto leader del partito più votato, diventerà il prossimo primo ministro. Viene confermata la sconfitta schiacciante dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Con 410 seggi su 650,  il Labour ottiene una ampia maggioranza assoluta e Keir Starmer, in quanto leader del partito più votato, diventerà il prossimo primo ministro. Viene confermata la sconfitta schiacciante dei conservatori dell'attuale premier Rishi Sunak, che sono alla guida del Paese da 14 anni. Il segnale più evidente sta nel fatto che molti leader del Tory hanno perso perfino il seggio da deputato, come il ministro della Difesa britannico Grant Shapps battuto dal laburista Andrew Lewin nel collegio elettorale di Welwyn Hatfield, nel sud dell'Inghilterra.   Starmer a Downing Street: “Il Paese vuole il cambiamento” La parola chiave che utilizza il nuovo premier Keir Starmer è "cambiamento", perché così vuole il Paese. La sua non è una svolta radicale di sinistra come qualche analista di tendenza conservatrice intende sottolineare, bensì un'azione politica in continuità con il moderatismo del Labour di Tony Blair e Gordon Brown, prima dei 14 lunghi anni di opposizione.  Starmer ha scelto la sua prima uscita pubblica al collegio londinese di Holborn e St Pancras, dove ha ottenuto 18.000 suffragi, 11.000 voti in più rispetto al secondo candidato. "Io servirò ciascuno di voi, che mi abbiate votato o no", ha detto Starmer aggiungendo che il cambiamento riguarda il rilancio di una politica di servizio pubblico, senza privilegiare interessi di qualcuno.   Le sfide di Starmer  Su temi strategici come sicurezza e commercio, l'esecutivo laburista avvierà un rapporto nuovo con l’Europa. Il titolare designato agli esteri David Lammy  definisce la strategia di Downing Street  “realismo progressivo”: ossia rendersi conto che il mondo e i suoi equilibri di forza sono cambiati e dunque la Gran Bretagna deve perseguire obiettivi realistici ma in linea con i valori democratici. Per il resto, Starmer proseguirà con le scelte precedenti in politica estera come la conferma degli aiuti a Kiev,  la deterrenza contro Putin,  ma anche il rilancio di una visione comune europea contro ogni tipo di populismo. Ed è su questo punto che si misurerà la capacità di Starmer di rientrare nel dibattito europeo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I laburisti conquistano il Regno Unito. Per Starmer c'è la maggioranza assoluta | 05/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-laburisti-conquistano-il-regno-unito-per-starmer-c-e-la-maggioranza-assoluta-05-07-2024-il-corsivo--60606716</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Con 410 seggi su 650,  il Labour ottiene una ampia maggioranza assoluta e Keir Starmer, in quanto leader del partito più votato, diventerà il prossimo primo ministro. Viene confermata la sconfitta schiacciante dei conservatori dell'attuale premier Rishi Sunak, che sono alla guida del Paese da 14 anni. Il segnale più evidente sta nel fatto che molti leader del Tory hanno perso perfino il seggio da deputato, come il ministro della Difesa britannico Grant Shapps battuto dal laburista Andrew Lewin nel collegio elettorale di Welwyn Hatfield, nel sud dell'Inghilterra.   Starmer a Downing Street: “Il Paese vuole il cambiamento” La parola chiave che utilizza il nuovo premier Keir Starmer è "cambiamento", perché così vuole il Paese. La sua non è una svolta radicale di sinistra come qualche analista di tendenza conservatrice intende sottolineare, bensì un'azione politica in continuità con il moderatismo del Labour di Tony Blair e Gordon Brown, prima dei 14 lunghi anni di opposizione.  Starmer ha scelto la sua prima uscita pubblica al collegio londinese di Holborn e St Pancras, dove ha ottenuto 18.000 suffragi, 11.000 voti in più rispetto al secondo candidato. "Io servirò ciascuno di voi, che mi abbiate votato o no", ha detto Starmer aggiungendo che il cambiamento riguarda il rilancio di una politica di servizio pubblico, senza privilegiare interessi di qualcuno.   Le sfide di Starmer  Su temi strategici come sicurezza e commercio, l'esecutivo laburista avvierà un rapporto nuovo con l’Europa. Il titolare designato agli esteri David Lammy  definisce la strategia di Downing Street  “realismo progressivo”: ossia rendersi conto che il mondo e i suoi equilibri di forza sono cambiati e dunque la Gran Bretagna deve perseguire obiettivi realistici ma in linea con i valori democratici. Per il resto, Starmer proseguirà con le scelte precedenti in politica estera come la conferma degli aiuti a Kiev,  la deterrenza contro Putin,  ma anche il rilancio di una visione comune europea contro ogni tipo di populismo. Ed è su questo punto che si misurerà la capacità di Starmer di rientrare nel dibattito europeo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60606716/corsivo_05_07_2024_08_25.mp3" length="2511212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Con 410 seggi su 650,  il Labour ottiene una ampia maggioranza assoluta e Keir Starmer, in quanto leader del partito più votato, diventerà il prossimo primo ministro. 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La sua non è una svolta radicale di sinistra come qualche analista di tendenza conservatrice intende sottolineare, bensì un'azione politica in continuità con il moderatismo del Labour di Tony Blair e Gordon Brown, prima dei 14 lunghi anni di opposizione.  Starmer ha scelto la sua prima uscita pubblica al collegio londinese di Holborn e St Pancras, dove ha ottenuto 18.000 suffragi, 11.000 voti in più rispetto al secondo candidato. "Io servirò ciascuno di voi, che mi abbiate votato o no", ha detto Starmer aggiungendo che il cambiamento riguarda il rilancio di una politica di servizio pubblico, senza privilegiare interessi di qualcuno.   Le sfide di Starmer  Su temi strategici come sicurezza e commercio, l'esecutivo laburista avvierà un rapporto nuovo con l’Europa. Il titolare designato agli esteri David Lammy  definisce la strategia di Downing Street  “realismo progressivo”: ossia rendersi conto che il mondo e i suoi equilibri di forza sono cambiati e dunque la Gran Bretagna deve perseguire obiettivi realistici ma in linea con i valori democratici. Per il resto, Starmer proseguirà con le scelte precedenti in politica estera come la conferma degli aiuti a Kiev,  la deterrenza contro Putin,  ma anche il rilancio di una visione comune europea contro ogni tipo di populismo. Ed è su questo punto che si misurerà la capacità di Starmer di rientrare nel dibattito europeo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>New York Times e Cnn: Biden pensa al ritiro. Lo staff del Presidente americano: una fake news | 04/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/new-york-times-e-cnn-biden-pensa-al-ritiro-lo-staff-del-presidente-americano-una-fake-news-04-07-2024-il-corsivo--64555906</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le fonti principali del giornalismo americano sono concordi: Biden sta pensando seriamente a ritirare la propria candidatura alla Casa Bianca. Pezzi importanti dell'establishment del Partito Democratico rompono gli indugi e parlano senza filtri di ritiro.  Il deputato democratico del Texas Lloyd Dogett ha rotto il silenzio dei suoi colleghi, e ha chiesto formalmente a Biden di rinunciare alla corsa presidenziale. La Speaker emerita Nancy Pelosi ha detto che era lecito porsi domande sulle condizioni di salute del presidente. Il deputato della South Carolina William Clyburn, che quattro anni fa lo aveva lanciato verso la Casa Bianca, ha commentato che in caso di ritiro appoggerebbe la vice Kamala Harris. Anche l’ex presidente Obama ha manifestato in privato le preoccupazioni che i suoi ex consiglieri, da Ben Rhodes a Jon Favreau, hanno espresso in pubblico, ammettendo che il disastroso dibattito di Atlanta potrebbe aver compromesso l'elezione.  Biden e Harris invece rassicurano: 'Continueremo a combattere'.   I sondaggi favoriscono Trump  La Reuters stima Biden alla pari con Trump, al 40% su base nazionale, ma sottolinea che Michelle Obama farebbe meglio del presidente in carica, vincendo 50% a 39%. La Cbs vede Donald avanti nell’intero Paese, 50% a 48%,  ancora di più negli Stati chiave, 51% a 48%. Secondo il New York Times,  Trump è balzato avanti con il 49% contro il 43%, mentre il 74% degli americani considera il capo della Casa Bianca troppo vecchio per continuare a guidare il Paese. Si pensa all'alternativa a Joe Biden. La scelta potrebbe coinvolgere due donne nere: Kamala Harris e Michelle Obama.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555906/corsivo_04_07_2024_08_25.mp3" length="2140268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le fonti principali del giornalismo americano sono concordi: Biden sta pensando seriamente a ritirare la propria candidatura alla Casa Bianca. 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Il deputato della South Carolina William Clyburn, che quattro anni fa lo aveva lanciato verso la Casa Bianca, ha commentato che in caso di ritiro appoggerebbe la vice Kamala Harris. Anche l’ex presidente Obama ha manifestato in privato le preoccupazioni che i suoi ex consiglieri, da Ben Rhodes a Jon Favreau, hanno espresso in pubblico, ammettendo che il disastroso dibattito di Atlanta potrebbe aver compromesso l'elezione.  Biden e Harris invece rassicurano: 'Continueremo a combattere'.   I sondaggi favoriscono Trump  La Reuters stima Biden alla pari con Trump, al 40% su base nazionale, ma sottolinea che Michelle Obama farebbe meglio del presidente in carica, vincendo 50% a 39%. La Cbs vede Donald avanti nell’intero Paese, 50% a 48%,  ancora di più negli Stati chiave, 51% a 48%. Secondo il New York Times,  Trump è balzato avanti con il 49% contro il 43%, mentre il 74% degli americani considera il capo della Casa Bianca troppo vecchio per continuare a guidare il Paese. Si pensa all'alternativa a Joe Biden. La scelta potrebbe coinvolgere due donne nere: Kamala Harris e Michelle Obama.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>New York Times e Cnn: Biden pensa al ritiro. 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Il deputato della South Carolina William Clyburn, che quattro anni fa lo aveva lanciato verso la Casa Bianca, ha commentato che in caso di ritiro appoggerebbe la vice Kamala Harris. Anche l’ex presidente Obama ha manifestato in privato le preoccupazioni che i suoi ex consiglieri, da Ben Rhodes a Jon Favreau, hanno espresso in pubblico, ammettendo che il disastroso dibattito di Atlanta potrebbe aver compromesso l'elezione.  Biden e Harris invece rassicurano: 'Continueremo a combattere'.   I sondaggi favoriscono Trump  La Reuters stima Biden alla pari con Trump, al 40% su base nazionale, ma sottolinea che Michelle Obama farebbe meglio del presidente in carica, vincendo 50% a 39%. La Cbs vede Donald avanti nell’intero Paese, 50% a 48%,  ancora di più negli Stati chiave, 51% a 48%. Secondo il New York Times,  Trump è balzato avanti con il 49% contro il 43%, mentre il 74% degli americani considera il capo della Casa Bianca troppo vecchio per continuare a guidare il Paese. Si pensa all'alternativa a Joe Biden. La scelta potrebbe coinvolgere due donne nere: Kamala Harris e Michelle Obama.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60597055/corsivo_04_07_2024_08_25.mp3" length="2140268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le fonti principali del giornalismo americano sono concordi: Biden sta pensando seriamente a ritirare la propria candidatura alla Casa Bianca. 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Il deputato della South Carolina William Clyburn, che quattro anni fa lo aveva lanciato verso la Casa Bianca, ha commentato che in caso di ritiro appoggerebbe la vice Kamala Harris. Anche l’ex presidente Obama ha manifestato in privato le preoccupazioni che i suoi ex consiglieri, da Ben Rhodes a Jon Favreau, hanno espresso in pubblico, ammettendo che il disastroso dibattito di Atlanta potrebbe aver compromesso l'elezione.  Biden e Harris invece rassicurano: 'Continueremo a combattere'.   I sondaggi favoriscono Trump  La Reuters stima Biden alla pari con Trump, al 40% su base nazionale, ma sottolinea che Michelle Obama farebbe meglio del presidente in carica, vincendo 50% a 39%. La Cbs vede Donald avanti nell’intero Paese, 50% a 48%,  ancora di più negli Stati chiave, 51% a 48%. Secondo il New York Times,  Trump è balzato avanti con il 49% contro il 43%, mentre il 74% degli americani considera il capo della Casa Bianca troppo vecchio per continuare a guidare il Paese. Si pensa all'alternativa a Joe Biden. La scelta potrebbe coinvolgere due donne nere: Kamala Harris e Michelle Obama.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Regno Unito va a sinistra. Il Labour di Starmer verso Downing Street | 03/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-regno-unito-va-a-sinistra-il-labour-di-starmer-verso-downing-street-03-07-2024-il-corsivo--64555858</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo quattordici anni di egemonia del Tory, la Gran Bretagna va a sinistra. Il nuovo Tony Blair si chiama Keir Starmer, e vola nei sondaggi. Sarà lui a guidare il Paese dopo il sostanziale fallimento delle politiche economiche e sociali dei conservatori. Starmer si presenta come un premier normale.  61 anni, ex procuratore capo della Corona, ha fatto una campagna elettorale all'insegna della realpolitik: poche promesse, tagli delle tasse solo se sostenibili, niente sgravi alle scuole private, imposte sulle plusvalenze, totale continuità in politica estera, nessun strappo sulla Brexit, solo l'avvio di migliori rapporti commerciali con l'Europa. Starmer ha preso la guida del Labour dopo l’ennesima sconfitta elettorale inflitta da Boris Johnson nel 2021. Poco dopo, lo scandalo Party Gate affonda l’ex primo ministro, e Starmer, ribalta il Labour come un calzino, ricostruisce la sua immagine agli occhi di elettori centristi e progressisti, degli imprenditori e della comunità ebraica.    Il Labour in testa nei sondaggi delle elezioni di domani Secondo l’ultima proiezione di Electoral Calculus, Starmer prende 450 seggi su 650 ai Comuni grazie al sistema uninominale secco: se andasse così, i laburisti formerebbero la maggioranza di governo più ampia della democrazia britannica. I conservatori del primo ministro Rishi Sunak scivolano a quota 60 seggi, dai 344 del trionfo di Boris Johnson nel 2019, superati persino dai Lib-Dem con 71 seggi. Nigel Farage e il suo Reform Uk, viene stimato intorno al 15%, seppur in calo dopo i recenti casi di razzismo di attivisti e deputati: i suoi voti saranno decisivi per spostare i tories a destra.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555858/corsivo_03_07_2024_08_25.mp3" length="2165996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dopo quattordici anni di egemonia del Tory, la Gran Bretagna va a sinistra. Il nuovo Tony Blair si chiama Keir Starmer, e vola nei sondaggi. Sarà lui a guidare il Paese dopo il sostanziale fallimento delle politiche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo quattordici anni di egemonia del Tory, la Gran Bretagna va a sinistra. Il nuovo Tony Blair si chiama Keir Starmer, e vola nei sondaggi. Sarà lui a guidare il Paese dopo il sostanziale fallimento delle politiche economiche e sociali dei conservatori. Starmer si presenta come un premier normale.  61 anni, ex procuratore capo della Corona, ha fatto una campagna elettorale all'insegna della realpolitik: poche promesse, tagli delle tasse solo se sostenibili, niente sgravi alle scuole private, imposte sulle plusvalenze, totale continuità in politica estera, nessun strappo sulla Brexit, solo l'avvio di migliori rapporti commerciali con l'Europa. Starmer ha preso la guida del Labour dopo l’ennesima sconfitta elettorale inflitta da Boris Johnson nel 2021. Poco dopo, lo scandalo Party Gate affonda l’ex primo ministro, e Starmer, ribalta il Labour come un calzino, ricostruisce la sua immagine agli occhi di elettori centristi e progressisti, degli imprenditori e della comunità ebraica.    Il Labour in testa nei sondaggi delle elezioni di domani Secondo l’ultima proiezione di Electoral Calculus, Starmer prende 450 seggi su 650 ai Comuni grazie al sistema uninominale secco: se andasse così, i laburisti formerebbero la maggioranza di governo più ampia della democrazia britannica. I conservatori del primo ministro Rishi Sunak scivolano a quota 60 seggi, dai 344 del trionfo di Boris Johnson nel 2019, superati persino dai Lib-Dem con 71 seggi. Nigel Farage e il suo Reform Uk, viene stimato intorno al 15%, seppur in calo dopo i recenti casi di razzismo di attivisti e deputati: i suoi voti saranno decisivi per spostare i tories a destra.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Francia, si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre | 02/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-francia-si-forma-il-blocco-democratico-e-repubblicano-contro-le-destre-02-07-2024-il-corsivo--60585662</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 7 luglio, in Francia si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre voluto dal presidente Emmanuel Macron e dalle sinistre.  «Non un voto deve andare al Rassemblement National», ha annunciato il premier uscente Gabriel Attal, aprendo a negoziati per accordi di desistenza con la sinistra. L'obiettivo è quello di sottrarre circoscrizioni, seggi, e rendere così irraggiungibile la soglia di 289 deputati con cui Marine Le Pen avrebbe la maggioranza assoluta per governare. Ma all'interno dell'esecutivo ancora in carica molti ministri non sono d'accordo con Macron.  «Tutto è da ricostruire, sono pronto», dice l’ex premier Edouard Philippe che rifiuta l'accordo con France Insoumise di Mélenchon.  Sulla stessa linea il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire. «Per me la France Insoumise è un pericolo per la Nazione quanto il Rassemblement National è un pericolo per la République», dice Le Maire.  La desistenza di Macron è invece a geometria variabile. Si decide “caso per caso”. Il capo dello Stato ha chiesto una profilazione dei candidati mélenchonisti, per escludere quelli impresentabili, considerati antisemiti o troppo radicali.  Le Pen: pronti a governare anche se in minoranza Marine Le Pen cambia strategia alla vigilia del secondo turno. «Vogliamo la maggioranza assoluta!», aveva detto la notte delle elezioni. Ora si dice pronta a governare anche in minoranza. Le Pen ha dichiarato che governerà anche se  otterrà una maggioranza relativa, ma avrà sufficienti sostegni. Il cambio di marcia delle destre avviene nonostante il candidato premier Jordan Bardella avesse insistito di voler accettare l’incarico soltanto con una maggioranza assoluta che gli permettesse di realizzare il cambiamento nel Paese.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60585662/corsivo_03_07_2024_08_25.mp3" length="2165996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 7 luglio, in Francia si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre voluto dal presidente Emmanuel Macron e dalle sinistre.  «Non un voto deve andare al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 7 luglio, in Francia si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre voluto dal presidente Emmanuel Macron e dalle sinistre.  «Non un voto deve andare al Rassemblement National», ha annunciato il premier uscente Gabriel Attal, aprendo a negoziati per accordi di desistenza con la sinistra. 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Le Pen: pronti a governare anche se in minoranza Marine Le Pen cambia strategia alla vigilia del secondo turno. «Vogliamo la maggioranza assoluta!», aveva detto la notte delle elezioni. Ora si dice pronta a governare anche in minoranza. Le Pen ha dichiarato che governerà anche se  otterrà una maggioranza relativa, ma avrà sufficienti sostegni. Il cambio di marcia delle destre avviene nonostante il candidato premier Jordan Bardella avesse insistito di voler accettare l’incarico soltanto con una maggioranza assoluta che gli permettesse di realizzare il cambiamento nel Paese.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Francia, si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre | 02/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-francia-si-forma-il-blocco-democratico-e-repubblicano-contro-le-destre-02-07-2024-il-corsivo--64555875</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 7 luglio, in Francia si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre voluto dal presidente Emmanuel Macron e dalle sinistre.  «Non un voto deve andare al Rassemblement National», ha annunciato il premier uscente Gabriel Attal, aprendo a negoziati per accordi di desistenza con la sinistra. 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Le Pen: pronti a governare anche se in minoranza Marine Le Pen cambia strategia alla vigilia del secondo turno. «Vogliamo la maggioranza assoluta!», aveva detto la notte delle elezioni. Ora si dice pronta a governare anche in minoranza. Le Pen ha dichiarato che governerà anche se  otterrà una maggioranza relativa, ma avrà sufficienti sostegni. 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L'obiettivo è quello di sottrarre circoscrizioni, seggi, e rendere così irraggiungibile la soglia di 289 deputati con cui Marine Le Pen avrebbe la maggioranza assoluta per governare. Ma all'interno dell'esecutivo ancora in carica molti ministri non sono d'accordo con Macron.  «Tutto è da ricostruire, sono pronto», dice l’ex premier Edouard Philippe che rifiuta l'accordo con France Insoumise di Mélenchon.  Sulla stessa linea il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire. «Per me la France Insoumise è un pericolo per la Nazione quanto il Rassemblement National è un pericolo per la République», dice Le Maire.  La desistenza di Macron è invece a geometria variabile. Si decide “caso per caso”. Il capo dello Stato ha chiesto una profilazione dei candidati mélenchonisti, per escludere quelli impresentabili, considerati antisemiti o troppo radicali.  Le Pen: pronti a governare anche se in minoranza Marine Le Pen cambia strategia alla vigilia del secondo turno. «Vogliamo la maggioranza assoluta!», aveva detto la notte delle elezioni. Ora si dice pronta a governare anche in minoranza. Le Pen ha dichiarato che governerà anche se  otterrà una maggioranza relativa, ma avrà sufficienti sostegni. Il cambio di marcia delle destre avviene nonostante il candidato premier Jordan Bardella avesse insistito di voler accettare l’incarico soltanto con una maggioranza assoluta che gli permettesse di realizzare il cambiamento nel Paese.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Francia, si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre | 02/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-francia-si-forma-il-blocco-democratico-e-repubblicano-contro-le-destre-02-07-2024-il-corsivo--60575412</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 7 luglio, in Francia si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre voluto dal presidente Emmanuel Macron e dalle sinistre.  «Non un voto deve andare al Rassemblement National», ha annunciato il premier uscente Gabriel Attal, aprendo a negoziati per accordi di desistenza con la sinistra. L'obiettivo è quello di sottrarre circoscrizioni, seggi, e rendere così irraggiungibile la soglia di 289 deputati con cui Marine Le Pen avrebbe la maggioranza assoluta per governare. Ma all'interno dell'esecutivo ancora in carica molti ministri non sono d'accordo con Macron.  «Tutto è da ricostruire, sono pronto», dice l’ex premier Edouard Philippe che rifiuta l'accordo con France Insoumise di Mélenchon.  Sulla stessa linea il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire. «Per me la France Insoumise è un pericolo per la Nazione quanto il Rassemblement National è un pericolo per la République», dice Le Maire.  La desistenza di Macron è invece a geometria variabile. Si decide “caso per caso”. Il capo dello Stato ha chiesto una profilazione dei candidati mélenchonisti, per escludere quelli impresentabili, considerati antisemiti o troppo radicali.  Le Pen: pronti a governare anche se in minoranza Marine Le Pen cambia strategia alla vigilia del secondo turno. «Vogliamo la maggioranza assoluta!», aveva detto la notte delle elezioni. Ora si dice pronta a governare anche in minoranza. Le Pen ha dichiarato che governerà anche se  otterrà una maggioranza relativa, ma avrà sufficienti sostegni. Il cambio di marcia delle destre avviene nonostante il candidato premier Jordan Bardella avesse insistito di voler accettare l’incarico soltanto con una maggioranza assoluta che gli permettesse di realizzare il cambiamento nel Paese.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 02 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60575412/corsivo_02_07_2024_08_25.mp3" length="2115692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 7 luglio, in Francia si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre voluto dal presidente Emmanuel Macron e dalle sinistre.  «Non un voto deve andare al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dal ballottaggio di domenica 7 luglio, in Francia si forma il blocco democratico e repubblicano contro le destre voluto dal presidente Emmanuel Macron e dalle sinistre.  «Non un voto deve andare al Rassemblement National», ha annunciato il premier uscente Gabriel Attal, aprendo a negoziati per accordi di desistenza con la sinistra. 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Le Pen: pronti a governare anche se in minoranza Marine Le Pen cambia strategia alla vigilia del secondo turno. «Vogliamo la maggioranza assoluta!», aveva detto la notte delle elezioni. Ora si dice pronta a governare anche in minoranza. Le Pen ha dichiarato che governerà anche se  otterrà una maggioranza relativa, ma avrà sufficienti sostegni. Il cambio di marcia delle destre avviene nonostante il candidato premier Jordan Bardella avesse insistito di voler accettare l’incarico soltanto con una maggioranza assoluta che gli permettesse di realizzare il cambiamento nel Paese.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il patto di desistenza tra Macron e sinistra tenta di arginare l'avanzata destra in Francia | 01/07/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-patto-di-desistenza-tra-macron-e-sinistra-tenta-di-arginare-l-avanzata-destra-in-francia-01-07-2024-il-corsivo--64555876</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dalle elezioni francesi esce un vincitore certo, la destra di Marine Le Pen, e uno sconfitto, Emmanuel Macron, costretto ad avviare un patto di desistenza con la sinistra di Mélenchon e Glucksmann, al secondo turno di domenica prossima, nel tentativo di contenere la portata politica della sua debacle. Il Nuovo Fronte Popolare (Nfp) è arrivato secondo con il 29,1% per cento e una proiezione di 125-165 seggi: si potrà ora presentare ai ballottaggi del 7 luglio come la diga principale alla corsa dell’estrema destra verso il potere.   Il patto di desistenza Al secondo turno, le due parti devono ritirare il candidato che ha meno chance di vincere nei “triangolari”, le sfide a tre dei ballottaggi. La sinistra ha aperto a Macron. «Sosterremo il candidato in grado di battere il Rassemblement, a prescindere dalle divergenze», dice il leader della sinistra riformista, Raphaël Glucksmann, che guida Place Publique: «Bisogna fare blocco, ciò che facciamo determinerà il nostro posto nella storia del Paese».  «Ritireremo i nostri candidati appena ci sarà il rischio di una vittoria del Rassemblement», gli fa eco il segretario del Partito socialista francese, Olivier Faure, e ancora più significativamente dà il suo via libera Jean-Luc Mélenchon, controverso leader radicale de La France Insoumise: «Nel caso in cui il Rassemblement arrivasse primo e noi terzi, ritireremmo in quel ballottaggio la nostra candidatura. Né un voto né un seggio in più per il Rn».  Il Nuovo fronte popolare Il Nuovo Fronte Popolare ha festeggiato la vittoria al primo turno di Olivier Faure ma ha visto la sconfitta del leader comunista Fabien Roussel. La coalizione è stata lanciata il 10 giugno, il giorno dopo il trionfo dell’estrema destra alle europee. Oltre a Glucksmann, i socialisti e Mélenchon, ci sono anche gli ecologisti, i comunisti e altre formazioni minori. Nel programma puntano sul potere d’acquisto, l’aumento del salario minimo, il contrasto alle violenze della polizia, l’abbassamento dell’età pensionabile.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 01 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555876/corsivo_01_07_2024_08_25.mp3" length="2438252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dalle elezioni francesi esce un vincitore certo, la destra di Marine Le Pen, e uno sconfitto, Emmanuel Macron, costretto ad avviare un patto di desistenza con la sinistra di Mélenchon e Glucksmann, al secondo turno di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dalle elezioni francesi esce un vincitore certo, la destra di Marine Le Pen, e uno sconfitto, Emmanuel Macron, costretto ad avviare un patto di desistenza con la sinistra di Mélenchon e Glucksmann, al secondo turno di domenica prossima, nel tentativo di contenere la portata politica della sua debacle. 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La sinistra ha aperto a Macron. «Sosterremo il candidato in grado di battere il Rassemblement, a prescindere dalle divergenze», dice il leader della sinistra riformista, Raphaël Glucksmann, che guida Place Publique: «Bisogna fare blocco, ciò che facciamo determinerà il nostro posto nella storia del Paese».  «Ritireremo i nostri candidati appena ci sarà il rischio di una vittoria del Rassemblement», gli fa eco il segretario del Partito socialista francese, Olivier Faure, e ancora più significativamente dà il suo via libera Jean-Luc Mélenchon, controverso leader radicale de La France Insoumise: «Nel caso in cui il Rassemblement arrivasse primo e noi terzi, ritireremmo in quel ballottaggio la nostra candidatura. Né un voto né un seggio in più per il Rn».  Il Nuovo fronte popolare Il Nuovo Fronte Popolare ha festeggiato la vittoria al primo turno di Olivier Faure ma ha visto la sconfitta del leader comunista Fabien Roussel. La coalizione è stata lanciata il 10 giugno, il giorno dopo il trionfo dell’estrema destra alle europee. Oltre a Glucksmann, i socialisti e Mélenchon, ci sono anche gli ecologisti, i comunisti e altre formazioni minori. Nel programma puntano sul potere d’acquisto, l’aumento del salario minimo, il contrasto alle violenze della polizia, l’abbassamento dell’età pensionabile.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-07-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 01 Jul 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60562878/corsivo_01_07_2024_08_25.mp3" length="2438252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dalle elezioni francesi esce un vincitore certo, la destra di Marine Le Pen, e uno sconfitto, Emmanuel Macron, costretto ad avviare un patto di desistenza con la sinistra di Mélenchon e Glucksmann, al secondo turno di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dalle elezioni francesi esce un vincitore certo, la destra di Marine Le Pen, e uno sconfitto, Emmanuel Macron, costretto ad avviare un patto di desistenza con la sinistra di Mélenchon e Glucksmann, al secondo turno di domenica prossima, nel tentativo di contenere la portata politica della sua debacle. Il Nuovo Fronte Popolare (Nfp) è arrivato secondo con il 29,1% per cento e una proiezione di 125-165 seggi: si potrà ora presentare ai ballottaggi del 7 luglio come la diga principale alla corsa dell’estrema destra verso il potere.   Il patto di desistenza Al secondo turno, le due parti devono ritirare il candidato che ha meno chance di vincere nei “triangolari”, le sfide a tre dei ballottaggi. La sinistra ha aperto a Macron. «Sosterremo il candidato in grado di battere il Rassemblement, a prescindere dalle divergenze», dice il leader della sinistra riformista, Raphaël Glucksmann, che guida Place Publique: «Bisogna fare blocco, ciò che facciamo determinerà il nostro posto nella storia del Paese».  «Ritireremo i nostri candidati appena ci sarà il rischio di una vittoria del Rassemblement», gli fa eco il segretario del Partito socialista francese, Olivier Faure, e ancora più significativamente dà il suo via libera Jean-Luc Mélenchon, controverso leader radicale de La France Insoumise: «Nel caso in cui il Rassemblement arrivasse primo e noi terzi, ritireremmo in quel ballottaggio la nostra candidatura. Né un voto né un seggio in più per il Rn».  Il Nuovo fronte popolare Il Nuovo Fronte Popolare ha festeggiato la vittoria al primo turno di Olivier Faure ma ha visto la sconfitta del leader comunista Fabien Roussel. La coalizione è stata lanciata il 10 giugno, il giorno dopo il trionfo dell’estrema destra alle europee. Oltre a Glucksmann, i socialisti e Mélenchon, ci sono anche gli ecologisti, i comunisti e altre formazioni minori. Nel programma puntano sul potere d’acquisto, l’aumento del salario minimo, il contrasto alle violenze della polizia, l’abbassamento dell’età pensionabile.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una maggioranza risicata? | 29/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-maggioranza-risicata-29-06-2024-il-corsivo--64555908</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Una maggioranza, composta da Popolari, Socialisti e Liberali ed in grado di garantire un certo margine di sicurezza sul voto per la Presidenza della Commissione Europea, aritmeticamente esisterebbe anche...tuttavia non pare così blindata da potersi permettere di ignorare le insidie rappresentate da  eventuali franchi tiratori, proprio in occasione di quello che, in fondo, è l’unico voto realmente importante del Parlamento Europeo. Ecco perché, in questi giorni, a livello più o meno ufficiale, da parte dei partiti che costituiranno anche per questa legislatura la spina dorsale del governo comunitario, non sono mancati i tentativi di approccio nei confronti di altre forze politiche, affinché generosamente contribuiscano anch’esse alla riconferma di Ursula von der Leyen ai vertici della Commissione UE. E le due sponde alle quali potersi, eventualmente, aggrappare sono essenzialmente quelle costituite dai Verdi e dal gruppo dei Conservatori che, come è noto, è attualmente presieduto da Giorgia Meloni. Non ci vuole un grosso sforzo di fantasia per comprendere che, dietro ai due possibili sostegni esterni alla maggioranza ufficiale, si celano due prospettive programmatiche profondamente diverse tra di loro, almeno in merito al centralissimo problema della transizione energetica. Uno schieramento comprendente i Verdi andrebbe, sostanzialmente a confermare quella “linea Timmersmans” che, negli ultimi cinque anni, l’agguerrito socialista olandese - nella sua veste di vice presidente della Commissione - ha imposto sulla transizione ecologica, attraverso un piano normativo decisamente ideologico e spesso incurante dei costi economici e sociali ad esso connessi. Un piano a contestazione del quale, in tutta l’Unione europea, si sono alzate, con sempre maggiore insistenza, le voci di tanti industriali, di tanti agricoltori e, soprattutto, di milioni di cittadini rimasti disorientati dalle misure previste dal Green Deal. Basti pensare, tanto per guardare in casa nostra, alle spese che i proprietari di immobili dovranno sostenere per tutta una serie di investimenti obbligatori da sacrificare sull’altare del risparmio energetico. Una eventuale apertura verso i Conservatori, sarebbe invece, probabilmente, accompagnata da una più attenta considerazione dinanzi alle preoccupazioni da più parti espresse – come si è appena detto - in merito ai costi della transizione ed ai soggetti che dovrebbero farsene carico.   Francamente stupisce il fatto che la sinistra europea non si accorga di come proprio i ceti sociali più deboli – da essa storicamente rappresentati -  si stiano ribellando agli eccessi di un ambientalismo e di una globalizzazione che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dei loro posti di lavoro. Poi, ci si chiede perché mai votino a destra e si sentano così estranei rispetto all’aria che tira nei palazzi di Bruxelles...   Se, invece, cosa tutt’altro che impossibile, non assisteremo ad alcun allargamento di maggioranza, allora temiamo che a guidare la prossima Europa sarà l’incertezza programmatica di una Commissione che si presenta come un po’ troppo autoreferenziale.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 29 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555908/corsivo_29_06_2024_08_25.mp3" length="2858348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Una maggioranza, composta da Popolari, Socialisti e Liberali ed in grado di garantire un certo margine di sicurezza sul voto per la Presidenza della Commissione Europea, aritmeticamente esisterebbe anche...tuttavia non pare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Una maggioranza, composta da Popolari, Socialisti e Liberali ed in grado di garantire un certo margine di sicurezza sul voto per la Presidenza della Commissione Europea, aritmeticamente esisterebbe anche...tuttavia non pare così blindata da potersi permettere di ignorare le insidie rappresentate da  eventuali franchi tiratori, proprio in occasione di quello che, in fondo, è l’unico voto realmente importante del Parlamento Europeo. Ecco perché, in questi giorni, a livello più o meno ufficiale, da parte dei partiti che costituiranno anche per questa legislatura la spina dorsale del governo comunitario, non sono mancati i tentativi di approccio nei confronti di altre forze politiche, affinché generosamente contribuiscano anch’esse alla riconferma di Ursula von der Leyen ai vertici della Commissione UE. E le due sponde alle quali potersi, eventualmente, aggrappare sono essenzialmente quelle costituite dai Verdi e dal gruppo dei Conservatori che, come è noto, è attualmente presieduto da Giorgia Meloni. Non ci vuole un grosso sforzo di fantasia per comprendere che, dietro ai due possibili sostegni esterni alla maggioranza ufficiale, si celano due prospettive programmatiche profondamente diverse tra di loro, almeno in merito al centralissimo problema della transizione energetica. Uno schieramento comprendente i Verdi andrebbe, sostanzialmente a confermare quella “linea Timmersmans” che, negli ultimi cinque anni, l’agguerrito socialista olandese - nella sua veste di vice presidente della Commissione - ha imposto sulla transizione ecologica, attraverso un piano normativo decisamente ideologico e spesso incurante dei costi economici e sociali ad esso connessi. Un piano a contestazione del quale, in tutta l’Unione europea, si sono alzate, con sempre maggiore insistenza, le voci di tanti industriali, di tanti agricoltori e, soprattutto, di milioni di cittadini rimasti disorientati dalle misure previste dal Green Deal. Basti pensare, tanto per guardare in casa nostra, alle spese che i proprietari di immobili dovranno sostenere per tutta una serie di investimenti obbligatori da sacrificare sull’altare del risparmio energetico. Una eventuale apertura verso i Conservatori, sarebbe invece, probabilmente, accompagnata da una più attenta considerazione dinanzi alle preoccupazioni da più parti espresse – come si è appena detto - in merito ai costi della transizione ed ai soggetti che dovrebbero farsene carico.   Francamente stupisce il fatto che la sinistra europea non si accorga di come proprio i ceti sociali più deboli – da essa storicamente rappresentati -  si stiano ribellando agli eccessi di un ambientalismo e di una globalizzazione che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dei loro posti di lavoro. Poi, ci si chiede perché mai votino a destra e si sentano così estranei rispetto all’aria che tira nei palazzi di Bruxelles...   Se, invece, cosa tutt’altro che impossibile, non assisteremo ad alcun allargamento di maggioranza, allora temiamo che a guidare la prossima Europa sarà l’incertezza programmatica di una Commissione che si presenta come un po’ troppo autoreferenziale.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>179</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5581f2a7aa25793e782576bdc6c075ac.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una maggioranza risicata? | 29/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-maggioranza-risicata-29-06-2024-il-corsivo--60545197</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Una maggioranza, composta da Popolari, Socialisti e Liberali ed in grado di garantire un certo margine di sicurezza sul voto per la Presidenza della Commissione Europea, aritmeticamente esisterebbe anche...tuttavia non pare così blindata da potersi permettere di ignorare le insidie rappresentate da  eventuali franchi tiratori, proprio in occasione di quello che, in fondo, è l’unico voto realmente importante del Parlamento Europeo. Ecco perché, in questi giorni, a livello più o meno ufficiale, da parte dei partiti che costituiranno anche per questa legislatura la spina dorsale del governo comunitario, non sono mancati i tentativi di approccio nei confronti di altre forze politiche, affinché generosamente contribuiscano anch’esse alla riconferma di Ursula von der Leyen ai vertici della Commissione UE. E le due sponde alle quali potersi, eventualmente, aggrappare sono essenzialmente quelle costituite dai Verdi e dal gruppo dei Conservatori che, come è noto, è attualmente presieduto da Giorgia Meloni. Non ci vuole un grosso sforzo di fantasia per comprendere che, dietro ai due possibili sostegni esterni alla maggioranza ufficiale, si celano due prospettive programmatiche profondamente diverse tra di loro, almeno in merito al centralissimo problema della transizione energetica. Uno schieramento comprendente i Verdi andrebbe, sostanzialmente a confermare quella “linea Timmersmans” che, negli ultimi cinque anni, l’agguerrito socialista olandese - nella sua veste di vice presidente della Commissione - ha imposto sulla transizione ecologica, attraverso un piano normativo decisamente ideologico e spesso incurante dei costi economici e sociali ad esso connessi. Un piano a contestazione del quale, in tutta l’Unione europea, si sono alzate, con sempre maggiore insistenza, le voci di tanti industriali, di tanti agricoltori e, soprattutto, di milioni di cittadini rimasti disorientati dalle misure previste dal Green Deal. Basti pensare, tanto per guardare in casa nostra, alle spese che i proprietari di immobili dovranno sostenere per tutta una serie di investimenti obbligatori da sacrificare sull’altare del risparmio energetico. Una eventuale apertura verso i Conservatori, sarebbe invece, probabilmente, accompagnata da una più attenta considerazione dinanzi alle preoccupazioni da più parti espresse – come si è appena detto - in merito ai costi della transizione ed ai soggetti che dovrebbero farsene carico.   Francamente stupisce il fatto che la sinistra europea non si accorga di come proprio i ceti sociali più deboli – da essa storicamente rappresentati -  si stiano ribellando agli eccessi di un ambientalismo e di una globalizzazione che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dei loro posti di lavoro. Poi, ci si chiede perché mai votino a destra e si sentano così estranei rispetto all’aria che tira nei palazzi di Bruxelles...   Se, invece, cosa tutt’altro che impossibile, non assisteremo ad alcun allargamento di maggioranza, allora temiamo che a guidare la prossima Europa sarà l’incertezza programmatica di una Commissione che si presenta come un po’ troppo autoreferenziale.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 29 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60545197/corsivo_29_06_2024_08_25.mp3" length="2858348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Una maggioranza, composta da Popolari, Socialisti e Liberali ed in grado di garantire un certo margine di sicurezza sul voto per la Presidenza della Commissione Europea, aritmeticamente esisterebbe anche...tuttavia non pare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Una maggioranza, composta da Popolari, Socialisti e Liberali ed in grado di garantire un certo margine di sicurezza sul voto per la Presidenza della Commissione Europea, aritmeticamente esisterebbe anche...tuttavia non pare così blindata da potersi permettere di ignorare le insidie rappresentate da  eventuali franchi tiratori, proprio in occasione di quello che, in fondo, è l’unico voto realmente importante del Parlamento Europeo. Ecco perché, in questi giorni, a livello più o meno ufficiale, da parte dei partiti che costituiranno anche per questa legislatura la spina dorsale del governo comunitario, non sono mancati i tentativi di approccio nei confronti di altre forze politiche, affinché generosamente contribuiscano anch’esse alla riconferma di Ursula von der Leyen ai vertici della Commissione UE. E le due sponde alle quali potersi, eventualmente, aggrappare sono essenzialmente quelle costituite dai Verdi e dal gruppo dei Conservatori che, come è noto, è attualmente presieduto da Giorgia Meloni. Non ci vuole un grosso sforzo di fantasia per comprendere che, dietro ai due possibili sostegni esterni alla maggioranza ufficiale, si celano due prospettive programmatiche profondamente diverse tra di loro, almeno in merito al centralissimo problema della transizione energetica. Uno schieramento comprendente i Verdi andrebbe, sostanzialmente a confermare quella “linea Timmersmans” che, negli ultimi cinque anni, l’agguerrito socialista olandese - nella sua veste di vice presidente della Commissione - ha imposto sulla transizione ecologica, attraverso un piano normativo decisamente ideologico e spesso incurante dei costi economici e sociali ad esso connessi. Un piano a contestazione del quale, in tutta l’Unione europea, si sono alzate, con sempre maggiore insistenza, le voci di tanti industriali, di tanti agricoltori e, soprattutto, di milioni di cittadini rimasti disorientati dalle misure previste dal Green Deal. Basti pensare, tanto per guardare in casa nostra, alle spese che i proprietari di immobili dovranno sostenere per tutta una serie di investimenti obbligatori da sacrificare sull’altare del risparmio energetico. Una eventuale apertura verso i Conservatori, sarebbe invece, probabilmente, accompagnata da una più attenta considerazione dinanzi alle preoccupazioni da più parti espresse – come si è appena detto - in merito ai costi della transizione ed ai soggetti che dovrebbero farsene carico.   Francamente stupisce il fatto che la sinistra europea non si accorga di come proprio i ceti sociali più deboli – da essa storicamente rappresentati -  si stiano ribellando agli eccessi di un ambientalismo e di una globalizzazione che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dei loro posti di lavoro. Poi, ci si chiede perché mai votino a destra e si sentano così estranei rispetto all’aria che tira nei palazzi di Bruxelles...   Se, invece, cosa tutt’altro che impossibile, non assisteremo ad alcun allargamento di maggioranza, allora temiamo che a guidare la prossima Europa sarà l’incertezza programmatica di una Commissione che si presenta come un po’ troppo autoreferenziale.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>179</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5581f2a7aa25793e782576bdc6c075ac.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Antisemitismo, lasciano due dirigenti di Fdi giovani. Meloni contro l’inchiesta di Fanpage: “Metodi da regime" | 28/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/antisemitismo-lasciano-due-dirigenti-di-fdi-giovani-meloni-contro-l-inchiesta-di-fanpage-metodi-da-regime-28-06-2024-il-corsivo--64555899</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Antisemitismo, lasciano due dirigenti di Fdi giovani Cadono le prime teste dei vertici dei giovani di Fratelli d'Italia. Sono quelle di Flaminia Pace e Elisa Segnini, dirigenti di Gioventù nazionale, costrette alle dimissioni dopo la pubblicazione di stralci dell'inchiesta di Fanpage. Già nella prima puntata, una giornalista infiltrata aveva ripreso i cori «duce, duce, duce» e addirittura il nazista «Sieg Heil». Nella seconda parte viene derisa una parlamentare del partito: Ester Mieli, senatrice di Fratelli d’Italia, ex portavoce della comunità ebraica di Roma. Il capo dell’Organizzazione, Giovanni Donzelli, la sorella della premier, Arianna Meloni, segretaria politica di FdI, e il deputato a capo di Gioventù Nazionale, Fabio Roscani hanno passato ore a via della Scrofa, per capire come uscire da questa situazione imbarazzante. Alla fine si arriva all'unica decisione possibile: allontanare gli iscritti. Saranno sospesi cautelativamente ai probiviri, poi espulsi.  La prima che rassegni le dimissioni è Flaminia Pace, quella che irride Ester Mieli. Poi, Elisa Segnini lascia il posto da capo-segreteria della deputata Lucaselli. Aveva rivendicato di essere razzista e fascista. Non è chiaro se sarà sospesa Ilaria Partipilo, presidente della giovanile a Bari e collaboratrice di Giovanni Donzelli, che in chat scriveva: "Ebreo infame".  Meloni contro l’inchiesta di Fanpage: “Metodi da regime" Giorgia Meloni decide di rovesciare totalmente la linea di FdI. E lo fa nella notte, appena terminato il Consiglio europeo. La sua è una reazione carica di rabbia: parla di “infiltrati nei partiti”, di “metodi da regime”, chiama in causa il presidente Sergio Mattarella. Ma la verità è che chi doveva controllare i comportamenti dei giovani del partito non lo ha fatto, e se non ci fosse stata l'informazione puntuale dei colleghi di Fanpage, non sarebbe mai venuto a galla l'esistenza di un problema di antisemitismo e di apologia di fascismo così latente nel partito di maggioranza del Paese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 28 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555899/corsivo_28_06_2024_08_25.mp3" length="2265452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Antisemitismo, lasciano due dirigenti di Fdi giovani Cadono le prime teste dei vertici dei giovani di Fratelli d'Italia. 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Nella seconda parte viene derisa una parlamentare del partito: Ester Mieli, senatrice di Fratelli d’Italia, ex portavoce della comunità ebraica di Roma. Il capo dell’Organizzazione, Giovanni Donzelli, la sorella della premier, Arianna Meloni, segretaria politica di FdI, e il deputato a capo di Gioventù Nazionale, Fabio Roscani hanno passato ore a via della Scrofa, per capire come uscire da questa situazione imbarazzante. Alla fine si arriva all'unica decisione possibile: allontanare gli iscritti. Saranno sospesi cautelativamente ai probiviri, poi espulsi.  La prima che rassegni le dimissioni è Flaminia Pace, quella che irride Ester Mieli. Poi, Elisa Segnini lascia il posto da capo-segreteria della deputata Lucaselli. Aveva rivendicato di essere razzista e fascista. Non è chiaro se sarà sospesa Ilaria Partipilo, presidente della giovanile a Bari e collaboratrice di Giovanni Donzelli, che in chat scriveva: "Ebreo infame".  Meloni contro l’inchiesta di Fanpage: “Metodi da regime" Giorgia Meloni decide di rovesciare totalmente la linea di FdI. E lo fa nella notte, appena terminato il Consiglio europeo. La sua è una reazione carica di rabbia: parla di “infiltrati nei partiti”, di “metodi da regime”, chiama in causa il presidente Sergio Mattarella. 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Meloni contro l’inchiesta di Fanpage: “Metodi da regime" | 28/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/antisemitismo-lasciano-due-dirigenti-di-fdi-giovani-meloni-contro-l-inchiesta-di-fanpage-metodi-da-regime-28-06-2024-il-corsivo--60535962</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Antisemitismo, lasciano due dirigenti di Fdi giovani Cadono le prime teste dei vertici dei giovani di Fratelli d'Italia. Sono quelle di Flaminia Pace e Elisa Segnini, dirigenti di Gioventù nazionale, costrette alle dimissioni dopo la pubblicazione di stralci dell'inchiesta di Fanpage. Già nella prima puntata, una giornalista infiltrata aveva ripreso i cori «duce, duce, duce» e addirittura il nazista «Sieg Heil». Nella seconda parte viene derisa una parlamentare del partito: Ester Mieli, senatrice di Fratelli d’Italia, ex portavoce della comunità ebraica di Roma. Il capo dell’Organizzazione, Giovanni Donzelli, la sorella della premier, Arianna Meloni, segretaria politica di FdI, e il deputato a capo di Gioventù Nazionale, Fabio Roscani hanno passato ore a via della Scrofa, per capire come uscire da questa situazione imbarazzante. Alla fine si arriva all'unica decisione possibile: allontanare gli iscritti. Saranno sospesi cautelativamente ai probiviri, poi espulsi.  La prima che rassegni le dimissioni è Flaminia Pace, quella che irride Ester Mieli. Poi, Elisa Segnini lascia il posto da capo-segreteria della deputata Lucaselli. Aveva rivendicato di essere razzista e fascista. Non è chiaro se sarà sospesa Ilaria Partipilo, presidente della giovanile a Bari e collaboratrice di Giovanni Donzelli, che in chat scriveva: "Ebreo infame".  Meloni contro l’inchiesta di Fanpage: “Metodi da regime" Giorgia Meloni decide di rovesciare totalmente la linea di FdI. E lo fa nella notte, appena terminato il Consiglio europeo. La sua è una reazione carica di rabbia: parla di “infiltrati nei partiti”, di “metodi da regime”, chiama in causa il presidente Sergio Mattarella. Ma la verità è che chi doveva controllare i comportamenti dei giovani del partito non lo ha fatto, e se non ci fosse stata l'informazione puntuale dei colleghi di Fanpage, non sarebbe mai venuto a galla l'esistenza di un problema di antisemitismo e di apologia di fascismo così latente nel partito di maggioranza del Paese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 28 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60535962/corsivo_28_06_2024_08_25.mp3" length="2265452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Antisemitismo, lasciano due dirigenti di Fdi giovani Cadono le prime teste dei vertici dei giovani di Fratelli d'Italia. 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Nella seconda parte viene derisa una parlamentare del partito: Ester Mieli, senatrice di Fratelli d’Italia, ex portavoce della comunità ebraica di Roma. Il capo dell’Organizzazione, Giovanni Donzelli, la sorella della premier, Arianna Meloni, segretaria politica di FdI, e il deputato a capo di Gioventù Nazionale, Fabio Roscani hanno passato ore a via della Scrofa, per capire come uscire da questa situazione imbarazzante. Alla fine si arriva all'unica decisione possibile: allontanare gli iscritti. Saranno sospesi cautelativamente ai probiviri, poi espulsi.  La prima che rassegni le dimissioni è Flaminia Pace, quella che irride Ester Mieli. Poi, Elisa Segnini lascia il posto da capo-segreteria della deputata Lucaselli. Aveva rivendicato di essere razzista e fascista. Non è chiaro se sarà sospesa Ilaria Partipilo, presidente della giovanile a Bari e collaboratrice di Giovanni Donzelli, che in chat scriveva: "Ebreo infame".  Meloni contro l’inchiesta di Fanpage: “Metodi da regime" Giorgia Meloni decide di rovesciare totalmente la linea di FdI. E lo fa nella notte, appena terminato il Consiglio europeo. La sua è una reazione carica di rabbia: parla di “infiltrati nei partiti”, di “metodi da regime”, chiama in causa il presidente Sergio Mattarella. Ma la verità è che chi doveva controllare i comportamenti dei giovani del partito non lo ha fatto, e se non ci fosse stata l'informazione puntuale dei colleghi di Fanpage, non sarebbe mai venuto a galla l'esistenza di un problema di antisemitismo e di apologia di fascismo così latente nel partito di maggioranza del Paese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ustica, 44 anni dopo: nessuna giustizia, ma una verità. E' stato un missile a colpire il D9. Si indaga sulla pista francese | 27/06/2024 | I</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ustica-44-anni-dopo-nessuna-giustizia-ma-una-verita-e-stato-un-missile-a-colpire-il-d9-si-indaga-sulla-pista-francese-27-06-2024-i--64555919</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Ustica, 44 anni dopo: nessuna giustizia, ma una verità. E' stato un missile a colpire il D9 27 giugno 1980, 44 anni fa. Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. Sono le 17:30. Il caldo quasi non si sente, un forte temporale rinfresca l’aria, pioggia d’estate, nulla di più. I bocchettoni dell’aria condizionata raffreddano il salone dell’aeroporto. I taxi scaricano passeggeri con valigie e pacchi. Sembrano non avere fretta alcuna. L’orario di partenza previsto del DC9 IH 870 dell’Itavia per la tratta Bologna-Palermo è fissato alle 18:15. Chi legge un giornale, chi si guarda intorno, chi si reca al duty free. Un profumo, una stecca di sigarette, l’ultimo settimanale, il libro, il quotidiano che non si è potuto leggere al mattino. Ottantuno persone, sessantatré adulti, tredici bambini, due piloti, due assistenti di volo. Quelle persone non sono mai arrivati a destinazione all'aeroporto di Palermo.   Si indaga sulla pista francese A distanza di 44 anni si conoscono molti retroscena dell'abbattimento del DC9 IH 870 dell'Itavia. Una verità racchiusa in cinquemila pagine nella sentenza ordinanza del giudice romano Rosario Priore. Nessun cedimento strutturale, nessun incidente aereo, nessuna bomba scoppiata a bordo.  L’indagine accerta invece la presenza di velivoli militari italiani, francesi e americani, con il transponder spento, tutti impegnati in un'esercitazione militare lungo l'autostrada del cielo percorsa dal DC9.  In molti hanno confermato la responsabilità dei francesi nell'abbattimento del Dc9: l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, l'ex presidente del Consiglio e guida della Corte Costituzionale Giuliano Amato, l'ex generale Nicolò Bozzo che ha visto spiccare in volo numerosi aerei Mirage dalla base di Solenzara. E nello speciale di Rai 3 condotto da Massimo Giletti, l’ex addetto militare dell’ambasciata francese a Roma ha ammesso di aver detto agli italiani che il radar di Solenzara era spento. E mentre si indaga sulla pista francese, la nostra coscienza nazionale è sprofondata negli abissi del Mar Tirreno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 27 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555919/corsivo_27_06_2024_08_25.mp3" length="2525804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Ustica, 44 anni dopo: nessuna giustizia, ma una verità. 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Ottantuno persone, sessantatré adulti, tredici bambini, due piloti, due assistenti di volo. Quelle persone non sono mai arrivati a destinazione all'aeroporto di Palermo.   Si indaga sulla pista francese A distanza di 44 anni si conoscono molti retroscena dell'abbattimento del DC9 IH 870 dell'Itavia. Una verità racchiusa in cinquemila pagine nella sentenza ordinanza del giudice romano Rosario Priore. Nessun cedimento strutturale, nessun incidente aereo, nessuna bomba scoppiata a bordo.  L’indagine accerta invece la presenza di velivoli militari italiani, francesi e americani, con il transponder spento, tutti impegnati in un'esercitazione militare lungo l'autostrada del cielo percorsa dal DC9.  In molti hanno confermato la responsabilità dei francesi nell'abbattimento del Dc9: l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, l'ex presidente del Consiglio e guida della Corte Costituzionale Giuliano Amato, l'ex generale Nicolò Bozzo che ha visto spiccare in volo numerosi aerei Mirage dalla base di Solenzara. E nello speciale di Rai 3 condotto da Massimo Giletti, l’ex addetto militare dell’ambasciata francese a Roma ha ammesso di aver detto agli italiani che il radar di Solenzara era spento. E mentre si indaga sulla pista francese, la nostra coscienza nazionale è sprofondata negli abissi del Mar Tirreno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ustica, 44 anni dopo: nessuna giustizia, ma una verità. E' stato un missile a colpire il D9. 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Un profumo, una stecca di sigarette, l’ultimo settimanale, il libro, il quotidiano che non si è potuto leggere al mattino. Ottantuno persone, sessantatré adulti, tredici bambini, due piloti, due assistenti di volo. Quelle persone non sono mai arrivati a destinazione all'aeroporto di Palermo.   Si indaga sulla pista francese A distanza di 44 anni si conoscono molti retroscena dell'abbattimento del DC9 IH 870 dell'Itavia. Una verità racchiusa in cinquemila pagine nella sentenza ordinanza del giudice romano Rosario Priore. Nessun cedimento strutturale, nessun incidente aereo, nessuna bomba scoppiata a bordo.  L’indagine accerta invece la presenza di velivoli militari italiani, francesi e americani, con il transponder spento, tutti impegnati in un'esercitazione militare lungo l'autostrada del cielo percorsa dal DC9.  In molti hanno confermato la responsabilità dei francesi nell'abbattimento del Dc9: l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, l'ex presidente del Consiglio e guida della Corte Costituzionale Giuliano Amato, l'ex generale Nicolò Bozzo che ha visto spiccare in volo numerosi aerei Mirage dalla base di Solenzara. E nello speciale di Rai 3 condotto da Massimo Giletti, l’ex addetto militare dell’ambasciata francese a Roma ha ammesso di aver detto agli italiani che il radar di Solenzara era spento. E mentre si indaga sulla pista francese, la nostra coscienza nazionale è sprofondata negli abissi del Mar Tirreno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 27 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60524361/corsivo_27_06_2024_08_25.mp3" length="2525804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Ustica, 44 anni dopo: nessuna giustizia, ma una verità. 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Ottantuno persone, sessantatré adulti, tredici bambini, due piloti, due assistenti di volo. Quelle persone non sono mai arrivati a destinazione all'aeroporto di Palermo.   Si indaga sulla pista francese A distanza di 44 anni si conoscono molti retroscena dell'abbattimento del DC9 IH 870 dell'Itavia. Una verità racchiusa in cinquemila pagine nella sentenza ordinanza del giudice romano Rosario Priore. Nessun cedimento strutturale, nessun incidente aereo, nessuna bomba scoppiata a bordo.  L’indagine accerta invece la presenza di velivoli militari italiani, francesi e americani, con il transponder spento, tutti impegnati in un'esercitazione militare lungo l'autostrada del cielo percorsa dal DC9.  In molti hanno confermato la responsabilità dei francesi nell'abbattimento del Dc9: l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, l'ex presidente del Consiglio e guida della Corte Costituzionale Giuliano Amato, l'ex generale Nicolò Bozzo che ha visto spiccare in volo numerosi aerei Mirage dalla base di Solenzara. E nello speciale di Rai 3 condotto da Massimo Giletti, l’ex addetto militare dell’ambasciata francese a Roma ha ammesso di aver detto agli italiani che il radar di Solenzara era spento. E mentre si indaga sulla pista francese, la nostra coscienza nazionale è sprofondata negli abissi del Mar Tirreno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il centrodestra accelera sulla riforma della legge elettorale senza i ballottaggi | 26/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-centrodestra-accelera-sulla-riforma-della-legge-elettorale-senza-i-ballottaggi-26-06-2024-il-corsivo--64555883</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La maggioranza accelera sulla riforma della legge elettorale senza i ballottaggi dopo essere stata sconfitta dai candidati del centrosinistra in buona parte delle più importanti città italiane. La mossa mi ricorda i tempi in cui si giocava a calcio nei campetti dell'oratorio, e gli sconfitti tentavano di cambiare le regole del gioco mentre la partita non si era ancora conclusa. Al centrodestra, il sistema elettorale adottato per il voto dei sindaci non piace fin dal 2010, da quando Silvio Berlusconi, dopo un incontro con l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy, annunciava l’importazione in Italia dell’elezione diretta del Presidente con un turno unico, senza il ballottaggio. Ora, dopo l'esito disastroso delle recenti amministrative, il cosiddetto turno secco viene rilanciato anche per l’elezione dei sindaci dal presidente del Senato Ignazio La Russa ed esponente di Fdi, dal responsabile dell’organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo. Con questa proposta viene avviata una polemica politica a dir poco surreale che avvelena il clima già teso nei rapporti tra maggioranza e opposizione e tra le massime cariche dello Stato e i partiti su premierato e autonomia differenziata.   La forza dei ballottaggi Il ballottaggio garantisce una governabilità sicura. I sindaci che vengono eletti con questo sistema restano in carica quasi sempre senza problemi, a meno di contrasti all'interno della maggioranza che li sostiene o di commissariamento per questioni di bilancio o di inquinamenti della criminalità organizzata. Ciò vale per tutti gli amministratori eletti, da Sara Funaro neo sindaco del centrosinistra a Firenze e Adriana Poli Bortone del centrodestra a Lecce. L'idea che il ballottaggio possa favorire solo il centrosinistra è balzana. O forse, secondo molti analisti, la rimozione di questo sistema elettorale dimostra la fragilità politica in cui versa la maggioranza che, nel voto dei sindaci, non ha saputo trovare candidati forti e credibili.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 26 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555883/corsivo_26_06_2024_08_25.mp3" length="2448620" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La maggioranza accelera sulla riforma della legge elettorale senza i ballottaggi dopo essere stata sconfitta dai candidati del centrosinistra in buona parte delle più importanti città italiane. 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Ora, dopo l'esito disastroso delle recenti amministrative, il cosiddetto turno secco viene rilanciato anche per l’elezione dei sindaci dal presidente del Senato Ignazio La Russa ed esponente di Fdi, dal responsabile dell’organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo. Con questa proposta viene avviata una polemica politica a dir poco surreale che avvelena il clima già teso nei rapporti tra maggioranza e opposizione e tra le massime cariche dello Stato e i partiti su premierato e autonomia differenziata.   La forza dei ballottaggi Il ballottaggio garantisce una governabilità sicura. I sindaci che vengono eletti con questo sistema restano in carica quasi sempre senza problemi, a meno di contrasti all'interno della maggioranza che li sostiene o di commissariamento per questioni di bilancio o di inquinamenti della criminalità organizzata. Ciò vale per tutti gli amministratori eletti, da Sara Funaro neo sindaco del centrosinistra a Firenze e Adriana Poli Bortone del centrodestra a Lecce. L'idea che il ballottaggio possa favorire solo il centrosinistra è balzana. O forse, secondo molti analisti, la rimozione di questo sistema elettorale dimostra la fragilità politica in cui versa la maggioranza che, nel voto dei sindaci, non ha saputo trovare candidati forti e credibili.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il centrodestra accelera sulla riforma della legge elettorale senza i ballottaggi | 26/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-centrodestra-accelera-sulla-riforma-della-legge-elettorale-senza-i-ballottaggi-26-06-2024-il-corsivo--60513000</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La maggioranza accelera sulla riforma della legge elettorale senza i ballottaggi dopo essere stata sconfitta dai candidati del centrosinistra in buona parte delle più importanti città italiane. La mossa mi ricorda i tempi in cui si giocava a calcio nei campetti dell'oratorio, e gli sconfitti tentavano di cambiare le regole del gioco mentre la partita non si era ancora conclusa. Al centrodestra, il sistema elettorale adottato per il voto dei sindaci non piace fin dal 2010, da quando Silvio Berlusconi, dopo un incontro con l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy, annunciava l’importazione in Italia dell’elezione diretta del Presidente con un turno unico, senza il ballottaggio. Ora, dopo l'esito disastroso delle recenti amministrative, il cosiddetto turno secco viene rilanciato anche per l’elezione dei sindaci dal presidente del Senato Ignazio La Russa ed esponente di Fdi, dal responsabile dell’organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo. Con questa proposta viene avviata una polemica politica a dir poco surreale che avvelena il clima già teso nei rapporti tra maggioranza e opposizione e tra le massime cariche dello Stato e i partiti su premierato e autonomia differenziata.   La forza dei ballottaggi Il ballottaggio garantisce una governabilità sicura. I sindaci che vengono eletti con questo sistema restano in carica quasi sempre senza problemi, a meno di contrasti all'interno della maggioranza che li sostiene o di commissariamento per questioni di bilancio o di inquinamenti della criminalità organizzata. Ciò vale per tutti gli amministratori eletti, da Sara Funaro neo sindaco del centrosinistra a Firenze e Adriana Poli Bortone del centrodestra a Lecce. L'idea che il ballottaggio possa favorire solo il centrosinistra è balzana. O forse, secondo molti analisti, la rimozione di questo sistema elettorale dimostra la fragilità politica in cui versa la maggioranza che, nel voto dei sindaci, non ha saputo trovare candidati forti e credibili.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 26 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60513000/corsivo_26_06_2024_08_25.mp3" length="2448620" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La maggioranza accelera sulla riforma della legge elettorale senza i ballottaggi dopo essere stata sconfitta dai candidati del centrosinistra in buona parte delle più importanti città italiane. La mossa mi ricorda i tempi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La maggioranza accelera sulla riforma della legge elettorale senza i ballottaggi dopo essere stata sconfitta dai candidati del centrosinistra in buona parte delle più importanti città italiane. La mossa mi ricorda i tempi in cui si giocava a calcio nei campetti dell'oratorio, e gli sconfitti tentavano di cambiare le regole del gioco mentre la partita non si era ancora conclusa. Al centrodestra, il sistema elettorale adottato per il voto dei sindaci non piace fin dal 2010, da quando Silvio Berlusconi, dopo un incontro con l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy, annunciava l’importazione in Italia dell’elezione diretta del Presidente con un turno unico, senza il ballottaggio. Ora, dopo l'esito disastroso delle recenti amministrative, il cosiddetto turno secco viene rilanciato anche per l’elezione dei sindaci dal presidente del Senato Ignazio La Russa ed esponente di Fdi, dal responsabile dell’organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo. Con questa proposta viene avviata una polemica politica a dir poco surreale che avvelena il clima già teso nei rapporti tra maggioranza e opposizione e tra le massime cariche dello Stato e i partiti su premierato e autonomia differenziata.   La forza dei ballottaggi Il ballottaggio garantisce una governabilità sicura. I sindaci che vengono eletti con questo sistema restano in carica quasi sempre senza problemi, a meno di contrasti all'interno della maggioranza che li sostiene o di commissariamento per questioni di bilancio o di inquinamenti della criminalità organizzata. Ciò vale per tutti gli amministratori eletti, da Sara Funaro neo sindaco del centrosinistra a Firenze e Adriana Poli Bortone del centrodestra a Lecce. L'idea che il ballottaggio possa favorire solo il centrosinistra è balzana. O forse, secondo molti analisti, la rimozione di questo sistema elettorale dimostra la fragilità politica in cui versa la maggioranza che, nel voto dei sindaci, non ha saputo trovare candidati forti e credibili.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia | 25/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/svolta-nel-caso-assange-patteggia-in-usa-e-libero-e-tornera-in-australia-25-06-2024-il-corsivo--64555947</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia  A Julian Assange, ee ne sono volute di battaglie legali per giungere ad una soluzione definitiva nella sua storia di mancata giustizia e di diritti umani negati. Il fondatore di WikiLeaks ha raggiunto un accordo con il dipartimento di Giustizia americano: ha patteggiato con gli Stati Uniti. Assange ammetterà le sue responsabilità in cambio della libertà: riconoscerà di aver compiuto un reato in relazione alla divulgazione di segreti militari e diplomatici, e potrà tornare in Australia, la terra dove è nato.  L’accordo con gli Stati Uniti L’accordo sarà approvato da un giudice federale della corte di Saipan, nelle Isole Marianne Settentrionali, amministrate dagli Stati Uniti. Assange si presenterà davanti al giudice mercoledì 26 giugno alle 9. Poi volerà verso casa.   Le accuse Assange è stato accusato anche di reati sessuali, abusi e spionaggio. E' stato un recluso straordinario all’interno dell’ambasciata dell'Ecuador in Gran Bretagna, poi in un carcere di massima sicurezza a Londra da dove ha portato avanti la sua battaglia legale in nome della libertà d'informazione. Per molti è stato il paladino della libertà d’informazione, per altri un furbo che alla fine si è venduto al Cremlino. Di certo senza le sue rivelazioni non avremmo mai conosciuto i segreti dei conflitti in Afghanistan e Iraq e il ruolo di numerosi alti funzionari americani nella manipolazione dei documenti strategici.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-06-2024_08-26.mp3</guid><pubDate>Tue, 25 Jun 2024 06:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555947/corsivo_25_06_2024_08_26.mp3" length="1717868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia  A Julian Assange, ee ne sono volute di battaglie legali per giungere ad una soluzione definitiva nella sua storia di mancata giustizia e di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia  A Julian Assange, ee ne sono volute di battaglie legali per giungere ad una soluzione definitiva nella sua storia di mancata giustizia e di diritti umani negati. Il fondatore di WikiLeaks ha raggiunto un accordo con il dipartimento di Giustizia americano: ha patteggiato con gli Stati Uniti. Assange ammetterà le sue responsabilità in cambio della libertà: riconoscerà di aver compiuto un reato in relazione alla divulgazione di segreti militari e diplomatici, e potrà tornare in Australia, la terra dove è nato.  L’accordo con gli Stati Uniti L’accordo sarà approvato da un giudice federale della corte di Saipan, nelle Isole Marianne Settentrionali, amministrate dagli Stati Uniti. Assange si presenterà davanti al giudice mercoledì 26 giugno alle 9. Poi volerà verso casa.   Le accuse Assange è stato accusato anche di reati sessuali, abusi e spionaggio. E' stato un recluso straordinario all’interno dell’ambasciata dell'Ecuador in Gran Bretagna, poi in un carcere di massima sicurezza a Londra da dove ha portato avanti la sua battaglia legale in nome della libertà d'informazione. Per molti è stato il paladino della libertà d’informazione, per altri un furbo che alla fine si è venduto al Cremlino. Di certo senza le sue rivelazioni non avremmo mai conosciuto i segreti dei conflitti in Afghanistan e Iraq e il ruolo di numerosi alti funzionari americani nella manipolazione dei documenti strategici.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia | 25/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/svolta-nel-caso-assange-patteggia-in-usa-e-libero-e-tornera-in-australia-25-06-2024-il-corsivo--60505076</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia  A Julian Assange, ee ne sono volute di battaglie legali per giungere ad una soluzione definitiva nella sua storia di mancata giustizia e di diritti umani negati. Il fondatore di WikiLeaks ha raggiunto un accordo con il dipartimento di Giustizia americano: ha patteggiato con gli Stati Uniti. Assange ammetterà le sue responsabilità in cambio della libertà: riconoscerà di aver compiuto un reato in relazione alla divulgazione di segreti militari e diplomatici, e potrà tornare in Australia, la terra dove è nato.  L’accordo con gli Stati Uniti L’accordo sarà approvato da un giudice federale della corte di Saipan, nelle Isole Marianne Settentrionali, amministrate dagli Stati Uniti. Assange si presenterà davanti al giudice mercoledì 26 giugno alle 9. Poi volerà verso casa.   Le accuse Assange è stato accusato anche di reati sessuali, abusi e spionaggio. E' stato un recluso straordinario all’interno dell’ambasciata dell'Ecuador in Gran Bretagna, poi in un carcere di massima sicurezza a Londra da dove ha portato avanti la sua battaglia legale in nome della libertà d'informazione. Per molti è stato il paladino della libertà d’informazione, per altri un furbo che alla fine si è venduto al Cremlino. Di certo senza le sue rivelazioni non avremmo mai conosciuto i segreti dei conflitti in Afghanistan e Iraq e il ruolo di numerosi alti funzionari americani nella manipolazione dei documenti strategici.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-06-2024_08-26.mp3</guid><pubDate>Tue, 25 Jun 2024 06:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60505076/corsivo_25_06_2024_08_26.mp3" length="1717868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia  A Julian Assange, ee ne sono volute di battaglie legali per giungere ad una soluzione definitiva nella sua storia di mancata giustizia e di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Svolta nel caso Assange: patteggia in Usa, è libero e tornerà in Australia  A Julian Assange, ee ne sono volute di battaglie legali per giungere ad una soluzione definitiva nella sua storia di mancata giustizia e di diritti umani negati. Il fondatore di WikiLeaks ha raggiunto un accordo con il dipartimento di Giustizia americano: ha patteggiato con gli Stati Uniti. Assange ammetterà le sue responsabilità in cambio della libertà: riconoscerà di aver compiuto un reato in relazione alla divulgazione di segreti militari e diplomatici, e potrà tornare in Australia, la terra dove è nato.  L’accordo con gli Stati Uniti L’accordo sarà approvato da un giudice federale della corte di Saipan, nelle Isole Marianne Settentrionali, amministrate dagli Stati Uniti. Assange si presenterà davanti al giudice mercoledì 26 giugno alle 9. Poi volerà verso casa.   Le accuse Assange è stato accusato anche di reati sessuali, abusi e spionaggio. E' stato un recluso straordinario all’interno dell’ambasciata dell'Ecuador in Gran Bretagna, poi in un carcere di massima sicurezza a Londra da dove ha portato avanti la sua battaglia legale in nome della libertà d'informazione. Per molti è stato il paladino della libertà d’informazione, per altri un furbo che alla fine si è venduto al Cremlino. Di certo senza le sue rivelazioni non avremmo mai conosciuto i segreti dei conflitti in Afghanistan e Iraq e il ruolo di numerosi alti funzionari americani nella manipolazione dei documenti strategici.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>25/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/25-06-2024-il-corsivo--60499026</link><description><![CDATA[Il Corsivo a cura di Daniele Biacchessi, ogni mattina solo su Giornale Radio.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 25 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60499026/corsivo_25_06_2024_08_26.mp3" length="1717868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Il Corsivo a cura di Daniele Biacchessi, ogni mattina solo su Giornale Radio.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Corsivo a cura di Daniele Biacchessi, ogni mattina solo su Giornale Radio.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c80b3966d316edf13c6c92c0f4241f5b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata. Malesseri nella maggioranza, l'opposizione va verso il referendum | 24/06/2024 |</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-quirinale-vaglia-la-legge-sull-autonomia-differenziata-malesseri-nella-maggioranza-l-opposizione-va-verso-il-referendum-24-06-2024--64555949</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende almeno trenta giorni di tempo prima di fornire, attraverso gli uffici del Quirinale, un parere definitivo sul ddl Calderoli, quello relativo all'autonomia differenziata. E compirà ciò che gli spetta solo vagliando la legge sul piano costituzionale, anche sotto il profilo delle coperture finanziarie del provvedimento. La materia è complessa, perché il parere del Capo dello Stato dovrà esprimere un'opinione che esuli dalle questioni meramente politiche e dallo scontro infuocato dentro e fuori dalle coalizioni. Fino ad oggi, il Quirinale ha rimandato indietro due leggi: Giorgio Napolitano aveva bocciato quella sul fine vita, Sergio Mattarella quella sulle mine anti uomo. Per il resto, la prassi prevede la promulgazione della legge, accompagnata da una lettera contenente rilievi sull'eventuale mancata copertura finanziaria, ma la legge sull'autonomia non prevede stanziamenti perché rimanda ad accordi con lo Stato la cessione delle varie materie alle Regioni.   Malesseri nella maggioranza, l'opposizione va verso il referendum  Il ddl sta creando tensioni nella maggioranza, soprattutto in Forza Italia. Il leader Antonio Tajani tenta di placare la rivolta degli amministratori del Sud, in particolare il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto. Permangono sempre in Calabria i malesseri all'interno della Lega. L'opposizione è sulle barricate e, oltre ad una mobilitazione di piazza, promette una battaglia legale. Il M5s, attraverso i capogruppo Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli, hanno chiesto formalmente a Mattarella di non firmare la legge. Il Pd ha già annunciato il ricorso alla Consulta e avviato l'iter per chiedere un referendum costituzionale. Iniziative simili sono previste dai Governatori di Sardegna, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana. Critiche al ddl giungono dal fondatore di Libera Don Luigi Ciotti, secondo cui aumenterà la povertà, e dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri che chiede di nazionalizzare la sanità. Il futuro dell'autonomia differenziata resta in salita.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 24 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555949/corsivo_24_06_2024_08_25.mp3" length="2332268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende almeno trenta giorni di tempo prima di fornire, attraverso gli uffici del Quirinale, un parere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende almeno trenta giorni di tempo prima di fornire, attraverso gli uffici del Quirinale, un parere definitivo sul ddl Calderoli, quello relativo all'autonomia differenziata. E compirà ciò che gli spetta solo vagliando la legge sul piano costituzionale, anche sotto il profilo delle coperture finanziarie del provvedimento. La materia è complessa, perché il parere del Capo dello Stato dovrà esprimere un'opinione che esuli dalle questioni meramente politiche e dallo scontro infuocato dentro e fuori dalle coalizioni. Fino ad oggi, il Quirinale ha rimandato indietro due leggi: Giorgio Napolitano aveva bocciato quella sul fine vita, Sergio Mattarella quella sulle mine anti uomo. Per il resto, la prassi prevede la promulgazione della legge, accompagnata da una lettera contenente rilievi sull'eventuale mancata copertura finanziaria, ma la legge sull'autonomia non prevede stanziamenti perché rimanda ad accordi con lo Stato la cessione delle varie materie alle Regioni.   Malesseri nella maggioranza, l'opposizione va verso il referendum  Il ddl sta creando tensioni nella maggioranza, soprattutto in Forza Italia. Il leader Antonio Tajani tenta di placare la rivolta degli amministratori del Sud, in particolare il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto. Permangono sempre in Calabria i malesseri all'interno della Lega. L'opposizione è sulle barricate e, oltre ad una mobilitazione di piazza, promette una battaglia legale. Il M5s, attraverso i capogruppo Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli, hanno chiesto formalmente a Mattarella di non firmare la legge. Il Pd ha già annunciato il ricorso alla Consulta e avviato l'iter per chiedere un referendum costituzionale. Iniziative simili sono previste dai Governatori di Sardegna, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana. Critiche al ddl giungono dal fondatore di Libera Don Luigi Ciotti, secondo cui aumenterà la povertà, e dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri che chiede di nazionalizzare la sanità. Il futuro dell'autonomia differenziata resta in salita.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e336230c24d8062bb21025ef3dbfed09.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata. Malesseri nella maggioranza, l'opposizione va verso il referendum | 24/06/2024 |</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-quirinale-vaglia-la-legge-sull-autonomia-differenziata-malesseri-nella-maggioranza-l-opposizione-va-verso-il-referendum-24-06-2024--60486039</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende almeno trenta giorni di tempo prima di fornire, attraverso gli uffici del Quirinale, un parere definitivo sul ddl Calderoli, quello relativo all'autonomia differenziata. E compirà ciò che gli spetta solo vagliando la legge sul piano costituzionale, anche sotto il profilo delle coperture finanziarie del provvedimento. La materia è complessa, perché il parere del Capo dello Stato dovrà esprimere un'opinione che esuli dalle questioni meramente politiche e dallo scontro infuocato dentro e fuori dalle coalizioni. Fino ad oggi, il Quirinale ha rimandato indietro due leggi: Giorgio Napolitano aveva bocciato quella sul fine vita, Sergio Mattarella quella sulle mine anti uomo. Per il resto, la prassi prevede la promulgazione della legge, accompagnata da una lettera contenente rilievi sull'eventuale mancata copertura finanziaria, ma la legge sull'autonomia non prevede stanziamenti perché rimanda ad accordi con lo Stato la cessione delle varie materie alle Regioni.   Malesseri nella maggioranza, l'opposizione va verso il referendum  Il ddl sta creando tensioni nella maggioranza, soprattutto in Forza Italia. Il leader Antonio Tajani tenta di placare la rivolta degli amministratori del Sud, in particolare il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto. Permangono sempre in Calabria i malesseri all'interno della Lega. L'opposizione è sulle barricate e, oltre ad una mobilitazione di piazza, promette una battaglia legale. Il M5s, attraverso i capogruppo Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli, hanno chiesto formalmente a Mattarella di non firmare la legge. Il Pd ha già annunciato il ricorso alla Consulta e avviato l'iter per chiedere un referendum costituzionale. Iniziative simili sono previste dai Governatori di Sardegna, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana. Critiche al ddl giungono dal fondatore di Libera Don Luigi Ciotti, secondo cui aumenterà la povertà, e dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri che chiede di nazionalizzare la sanità. Il futuro dell'autonomia differenziata resta in salita.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 24 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60486039/corsivo_24_06_2024_08_25.mp3" length="2332268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende almeno trenta giorni di tempo prima di fornire, attraverso gli uffici del Quirinale, un parere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Quirinale vaglia la legge sull'autonomia differenziata Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende almeno trenta giorni di tempo prima di fornire, attraverso gli uffici del Quirinale, un parere definitivo sul ddl Calderoli, quello relativo all'autonomia differenziata. E compirà ciò che gli spetta solo vagliando la legge sul piano costituzionale, anche sotto il profilo delle coperture finanziarie del provvedimento. La materia è complessa, perché il parere del Capo dello Stato dovrà esprimere un'opinione che esuli dalle questioni meramente politiche e dallo scontro infuocato dentro e fuori dalle coalizioni. Fino ad oggi, il Quirinale ha rimandato indietro due leggi: Giorgio Napolitano aveva bocciato quella sul fine vita, Sergio Mattarella quella sulle mine anti uomo. Per il resto, la prassi prevede la promulgazione della legge, accompagnata da una lettera contenente rilievi sull'eventuale mancata copertura finanziaria, ma la legge sull'autonomia non prevede stanziamenti perché rimanda ad accordi con lo Stato la cessione delle varie materie alle Regioni.   Malesseri nella maggioranza, l'opposizione va verso il referendum  Il ddl sta creando tensioni nella maggioranza, soprattutto in Forza Italia. Il leader Antonio Tajani tenta di placare la rivolta degli amministratori del Sud, in particolare il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto. Permangono sempre in Calabria i malesseri all'interno della Lega. L'opposizione è sulle barricate e, oltre ad una mobilitazione di piazza, promette una battaglia legale. Il M5s, attraverso i capogruppo Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli, hanno chiesto formalmente a Mattarella di non firmare la legge. Il Pd ha già annunciato il ricorso alla Consulta e avviato l'iter per chiedere un referendum costituzionale. Iniziative simili sono previste dai Governatori di Sardegna, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana. Critiche al ddl giungono dal fondatore di Libera Don Luigi Ciotti, secondo cui aumenterà la povertà, e dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri che chiede di nazionalizzare la sanità. Il futuro dell'autonomia differenziata resta in salita.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e336230c24d8062bb21025ef3dbfed09.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Referendum contro l’autonomia. Si mobilitano sindacati, centrosinistra e comitati: obiettivo 500 mila firme | 22/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/referendum-contro-l-autonomia-si-mobilitano-sindacati-centrosinistra-e-comitati-obiettivo-500-mila-firme-22-06-2024-il-corsivo--64555895</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Referendum contro l’autonomia: obiettivo 500 mila firme  Una richiesta di referendum promossa dalle cinque Regioni governate dal centrosinistra e una raccolta firme di 500 mila firme per mobilitare l'opinione pubblica contro l'Autonomia differenziata. I leader dell'opposizione provano a fermare così il ddl Calderoli approvato mercoledì mattina alla Camera a colpi di maggioranza.   Si mobilitano cinque consigli regionali, sindacati, centrosinistra e comitati Il ddl Autonomia è una legge ordinaria, sottoponibile a consultazione popolare. Per chiedere l’abrogazione in base all'articolo 75 della Carta, ci vuole il consenso di almeno 5 Consigli regionali o da 500mila cittadini italiani. Secondo Alfonso Gianni del Coordinamento per la democrazia costituzionale (Cdc) – si potrebbero anche seguire entrambe. Da quando il centrosinistra ha riconquistato la Sardegna, infatti, ha a disposizione le cinque regioni necessarie a promuovere il referendum abrogativo (insieme a Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Campania). In modo parallelo potrebbe cominciare la raccolta firme per mobilitare l'opinione pubblica: hanno dato l'adesione Pd, M5s, Avs, +Europa,  Azione, Italia viva, oltre a  sindacati, associazioni e reti civiche.   Il ricorso alla Consulta Alcuni giuristi hanno sollevato il dubbio che il referendum possa essere dichiarato inammissibile, dato che il disegno di legge è un collegato alla Legge di Bilancio. Così una o più Regioni potrebbero presentare anche un ricorso alla Consulta per aprire un conflitto di attribuzione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 22 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555895/corsivo_22_06_2024_08_25.mp3" length="1876844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Referendum contro l’autonomia: obiettivo 500 mila firme  Una richiesta di referendum promossa dalle cinque Regioni governate dal centrosinistra e una raccolta firme di 500 mila firme per mobilitare l'opinione pubblica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Referendum contro l’autonomia: obiettivo 500 mila firme  Una richiesta di referendum promossa dalle cinque Regioni governate dal centrosinistra e una raccolta firme di 500 mila firme per mobilitare l'opinione pubblica contro l'Autonomia differenziata. I leader dell'opposizione provano a fermare così il ddl Calderoli approvato mercoledì mattina alla Camera a colpi di maggioranza.   Si mobilitano cinque consigli regionali, sindacati, centrosinistra e comitati Il ddl Autonomia è una legge ordinaria, sottoponibile a consultazione popolare. Per chiedere l’abrogazione in base all'articolo 75 della Carta, ci vuole il consenso di almeno 5 Consigli regionali o da 500mila cittadini italiani. Secondo Alfonso Gianni del Coordinamento per la democrazia costituzionale (Cdc) – si potrebbero anche seguire entrambe. Da quando il centrosinistra ha riconquistato la Sardegna, infatti, ha a disposizione le cinque regioni necessarie a promuovere il referendum abrogativo (insieme a Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Campania). In modo parallelo potrebbe cominciare la raccolta firme per mobilitare l'opinione pubblica: hanno dato l'adesione Pd, M5s, Avs, +Europa,  Azione, Italia viva, oltre a  sindacati, associazioni e reti civiche.   Il ricorso alla Consulta Alcuni giuristi hanno sollevato il dubbio che il referendum possa essere dichiarato inammissibile, dato che il disegno di legge è un collegato alla Legge di Bilancio. Così una o più Regioni potrebbero presentare anche un ricorso alla Consulta per aprire un conflitto di attribuzione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/df9bff61fda26edf99a8bae028681052.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Referendum contro l’autonomia. Si mobilitano sindacati, centrosinistra e comitati: obiettivo 500 mila firme | 22/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/referendum-contro-l-autonomia-si-mobilitano-sindacati-centrosinistra-e-comitati-obiettivo-500-mila-firme-22-06-2024-il-corsivo--60470234</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Referendum contro l’autonomia: obiettivo 500 mila firme  Una richiesta di referendum promossa dalle cinque Regioni governate dal centrosinistra e una raccolta firme di 500 mila firme per mobilitare l'opinione pubblica contro l'Autonomia differenziata. I leader dell'opposizione provano a fermare così il ddl Calderoli approvato mercoledì mattina alla Camera a colpi di maggioranza.   Si mobilitano cinque consigli regionali, sindacati, centrosinistra e comitati Il ddl Autonomia è una legge ordinaria, sottoponibile a consultazione popolare. Per chiedere l’abrogazione in base all'articolo 75 della Carta, ci vuole il consenso di almeno 5 Consigli regionali o da 500mila cittadini italiani. Secondo Alfonso Gianni del Coordinamento per la democrazia costituzionale (Cdc) – si potrebbero anche seguire entrambe. Da quando il centrosinistra ha riconquistato la Sardegna, infatti, ha a disposizione le cinque regioni necessarie a promuovere il referendum abrogativo (insieme a Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Campania). In modo parallelo potrebbe cominciare la raccolta firme per mobilitare l'opinione pubblica: hanno dato l'adesione Pd, M5s, Avs, +Europa,  Azione, Italia viva, oltre a  sindacati, associazioni e reti civiche.   Il ricorso alla Consulta Alcuni giuristi hanno sollevato il dubbio che il referendum possa essere dichiarato inammissibile, dato che il disegno di legge è un collegato alla Legge di Bilancio. Così una o più Regioni potrebbero presentare anche un ricorso alla Consulta per aprire un conflitto di attribuzione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 22 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60470234/corsivo_22_06_2024_08_25.mp3" length="1876844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Referendum contro l’autonomia: obiettivo 500 mila firme  Una richiesta di referendum promossa dalle cinque Regioni governate dal centrosinistra e una raccolta firme di 500 mila firme per mobilitare l'opinione pubblica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Referendum contro l’autonomia: obiettivo 500 mila firme  Una richiesta di referendum promossa dalle cinque Regioni governate dal centrosinistra e una raccolta firme di 500 mila firme per mobilitare l'opinione pubblica contro l'Autonomia differenziata. I leader dell'opposizione provano a fermare così il ddl Calderoli approvato mercoledì mattina alla Camera a colpi di maggioranza.   Si mobilitano cinque consigli regionali, sindacati, centrosinistra e comitati Il ddl Autonomia è una legge ordinaria, sottoponibile a consultazione popolare. Per chiedere l’abrogazione in base all'articolo 75 della Carta, ci vuole il consenso di almeno 5 Consigli regionali o da 500mila cittadini italiani. Secondo Alfonso Gianni del Coordinamento per la democrazia costituzionale (Cdc) – si potrebbero anche seguire entrambe. Da quando il centrosinistra ha riconquistato la Sardegna, infatti, ha a disposizione le cinque regioni necessarie a promuovere il referendum abrogativo (insieme a Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Campania). In modo parallelo potrebbe cominciare la raccolta firme per mobilitare l'opinione pubblica: hanno dato l'adesione Pd, M5s, Avs, +Europa,  Azione, Italia viva, oltre a  sindacati, associazioni e reti civiche.   Il ricorso alla Consulta Alcuni giuristi hanno sollevato il dubbio che il referendum possa essere dichiarato inammissibile, dato che il disegno di legge è un collegato alla Legge di Bilancio. 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In crescita rispetto al 7,7% registrato l’anno prima. In tutto più di 5,6 milioni di persone, pari al 9,7% della popolazione complessiva.  Le cause della povertà assoluta L'inflazione ha accelerato la tendenza negativa della povertà assoluta, e ha accentuato la spaccatura del Paese in due: al Sud, oltre 1,8 milioni di persone vivono “in una condizione di grave deprivazione materiale e sociale”. Il dato rappresenta il 9,3% della popolazione residente su tutto il territorio nazionale. Nel Nord-Est, invece, la quota di chi è più in difficoltà è decisamente più bassa, all’1,6 per cento. Anche l’incidenza della povertà relativa, a livello familiare, propone la stessa dinamica: Calabria (30%), Campania (20,8%) e Puglia (20%) sono le Regioni che registrano i valori più elevati, mentre Trentino-Alto Adige (3,6%), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe al 5,2%) presentano quelli più bassi. I redditi bassi  I redditi familiari degli italiani restano bassi. Quello netto è pari in media è a 33.798 euro, ma la metà delle famiglie non supera i 26.979 euro. "La disuguaglianza nella distribuzione del reddito - si legge in un passaggio del rapporto - è superiore alla media europea”. Pochi soldi in tasca, pochissimi per gli acquisti, dai beni alimentari ai vestiti: nel Nord-Ovest si spendono in media 755 euro in più del Mezzogiorno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 21 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555903/corsivo_21_06_2024_08_25.mp3" length="2430188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Un esercito di poveri; 5,6 milioni, secondo Istat Al di là delle narrazioni del Governo, ci sono i numeri dell'Istat che non sono di destra e di sinistra, e che testimoniano la presenza di un esercito di poveri nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Un esercito di poveri; 5,6 milioni, secondo Istat Al di là delle narrazioni del Governo, ci sono i numeri dell'Istat che non sono di destra e di sinistra, e che testimoniano la presenza di un esercito di poveri nella nostra societò.  Il rapporto Istat “Noi Italia 2024” ha restituito i numeri del peggioramento della povertà assoluta: nel 2022 ha interessato oltre 2,18 milioni di famiglie, l’8,3% del totale. In crescita rispetto al 7,7% registrato l’anno prima. In tutto più di 5,6 milioni di persone, pari al 9,7% della popolazione complessiva.  Le cause della povertà assoluta L'inflazione ha accelerato la tendenza negativa della povertà assoluta, e ha accentuato la spaccatura del Paese in due: al Sud, oltre 1,8 milioni di persone vivono “in una condizione di grave deprivazione materiale e sociale”. Il dato rappresenta il 9,3% della popolazione residente su tutto il territorio nazionale. Nel Nord-Est, invece, la quota di chi è più in difficoltà è decisamente più bassa, all’1,6 per cento. Anche l’incidenza della povertà relativa, a livello familiare, propone la stessa dinamica: Calabria (30%), Campania (20,8%) e Puglia (20%) sono le Regioni che registrano i valori più elevati, mentre Trentino-Alto Adige (3,6%), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe al 5,2%) presentano quelli più bassi. I redditi bassi  I redditi familiari degli italiani restano bassi. Quello netto è pari in media è a 33.798 euro, ma la metà delle famiglie non supera i 26.979 euro. "La disuguaglianza nella distribuzione del reddito - si legge in un passaggio del rapporto - è superiore alla media europea”. Pochi soldi in tasca, pochissimi per gli acquisti, dai beni alimentari ai vestiti: nel Nord-Ovest si spendono in media 755 euro in più del Mezzogiorno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/585681441e2a9e1d8b0861f0bae13f7f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un esercito di poveri: 5,6 milioni, secondo Istat | 21/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-esercito-di-poveri-5-6-milioni-secondo-istat-21-06-2024-il-corsivo--60458369</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Un esercito di poveri; 5,6 milioni, secondo Istat Al di là delle narrazioni del Governo, ci sono i numeri dell'Istat che non sono di destra e di sinistra, e che testimoniano la presenza di un esercito di poveri nella nostra societò.  Il rapporto Istat “Noi Italia 2024” ha restituito i numeri del peggioramento della povertà assoluta: nel 2022 ha interessato oltre 2,18 milioni di famiglie, l’8,3% del totale. In crescita rispetto al 7,7% registrato l’anno prima. In tutto più di 5,6 milioni di persone, pari al 9,7% della popolazione complessiva.  Le cause della povertà assoluta L'inflazione ha accelerato la tendenza negativa della povertà assoluta, e ha accentuato la spaccatura del Paese in due: al Sud, oltre 1,8 milioni di persone vivono “in una condizione di grave deprivazione materiale e sociale”. Il dato rappresenta il 9,3% della popolazione residente su tutto il territorio nazionale. Nel Nord-Est, invece, la quota di chi è più in difficoltà è decisamente più bassa, all’1,6 per cento. Anche l’incidenza della povertà relativa, a livello familiare, propone la stessa dinamica: Calabria (30%), Campania (20,8%) e Puglia (20%) sono le Regioni che registrano i valori più elevati, mentre Trentino-Alto Adige (3,6%), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe al 5,2%) presentano quelli più bassi. I redditi bassi  I redditi familiari degli italiani restano bassi. 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Pochi soldi in tasca, pochissimi per gli acquisti, dai beni alimentari ai vestiti: nel Nord-Ovest si spendono in media 755 euro in più del Mezzogiorno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 21 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60458369/corsivo_21_06_2024_08_25.mp3" length="2430188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Un esercito di poveri; 5,6 milioni, secondo Istat Al di là delle narrazioni del Governo, ci sono i numeri dell'Istat che non sono di destra e di sinistra, e che testimoniano la presenza di un esercito di poveri nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Un esercito di poveri; 5,6 milioni, secondo Istat Al di là delle narrazioni del Governo, ci sono i numeri dell'Istat che non sono di destra e di sinistra, e che testimoniano la presenza di un esercito di poveri nella nostra societò.  Il rapporto Istat “Noi Italia 2024” ha restituito i numeri del peggioramento della povertà assoluta: nel 2022 ha interessato oltre 2,18 milioni di famiglie, l’8,3% del totale. In crescita rispetto al 7,7% registrato l’anno prima. In tutto più di 5,6 milioni di persone, pari al 9,7% della popolazione complessiva.  Le cause della povertà assoluta L'inflazione ha accelerato la tendenza negativa della povertà assoluta, e ha accentuato la spaccatura del Paese in due: al Sud, oltre 1,8 milioni di persone vivono “in una condizione di grave deprivazione materiale e sociale”. Il dato rappresenta il 9,3% della popolazione residente su tutto il territorio nazionale. Nel Nord-Est, invece, la quota di chi è più in difficoltà è decisamente più bassa, all’1,6 per cento. Anche l’incidenza della povertà relativa, a livello familiare, propone la stessa dinamica: Calabria (30%), Campania (20,8%) e Puglia (20%) sono le Regioni che registrano i valori più elevati, mentre Trentino-Alto Adige (3,6%), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe al 5,2%) presentano quelli più bassi. I redditi bassi  I redditi familiari degli italiani restano bassi. Quello netto è pari in media è a 33.798 euro, ma la metà delle famiglie non supera i 26.979 euro. "La disuguaglianza nella distribuzione del reddito - si legge in un passaggio del rapporto - è superiore alla media europea”. Pochi soldi in tasca, pochissimi per gli acquisti, dai beni alimentari ai vestiti: nel Nord-Ovest si spendono in media 755 euro in più del Mezzogiorno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/585681441e2a9e1d8b0861f0bae13f7f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La crisi del M5s e il ritorno di Beppe Grillo | 20/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-crisi-del-m5s-e-il-ritorno-di-beppe-grillo-20-06-2024-il-corsivo--64555872</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La crisi del M5s e il ritorno di Beppe Grillo Non è la prima volta che il movimento fondato da Beppe Grillo e Casaleggio padre si trova ad affrontare una crisi politica interna e un calo di consensi. Dopo le elezioni europee che hanno portato il M5s a sfiorare di poco il 10%, ora va in scena lo scontro tra i seguaci di Beppe Grillo e quelli di Giuseppe Conte e gli stracci volano alla luce del sole, come da tradizione. La resa dei conti è ormai un atto pubblico. In una sorta di auto intervista, Grillo utilizza toni più moderati rispetto alla sua prima bordata contro Conte accusato di aver vaporizzato  il movimento. Ora il comico mette dei paletti precisi. Appoggia Virginia Raggi e indica una strada, quella degli esordi: bisogna tornare a proporre idee radicali e visionarie. "Parlare di sinistra e destra è come tornare ai guelfi e ghibellini". Poi ferma l'idea del terzo mandato, perché il limite dei mandati è non solo un principio fondativo, ma è anche un presidio della democrazia fin dai tempi di Atene. Grillo, nella sostanza, vuole tornare ai tempi in cui faceva incontri con i leader del movimento con Casaleggio e con quanti sono intenzionati a dare una mano per tracciare la rotta nei prossimi anni. Parole che sembrano indirizzate a Virginia Raggi e Roberto Fico.    Lo scontro nel M5s Il ritorno di Grillo sulla scena politica demarca le distanze interne tra chi vorrebbe un movimento di Governo e chi di opposizione, chi confermerebbe le alleanze con il Pd di Elly Schlein e chi pensa ad un soggetto politico che corre da solo, in autonomia delle logiche di coalizioni. In questo scontro, la base del M5s resta a guardare, alimentando l'idea di nuove scissioni nell'assoluta impotenza della attuale leadership di Giuseppe Conte, sempre più sola al comando di un atomo politico in via di implosione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 20 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555872/corsivo_20_06_2024_08_25.mp3" length="2307692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La crisi del M5s e il ritorno di Beppe Grillo Non è la prima volta che il movimento fondato da Beppe Grillo e Casaleggio padre si trova ad affrontare una crisi politica interna e un calo di consensi. 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Poi ferma l'idea del terzo mandato, perché il limite dei mandati è non solo un principio fondativo, ma è anche un presidio della democrazia fin dai tempi di Atene. Grillo, nella sostanza, vuole tornare ai tempi in cui faceva incontri con i leader del movimento con Casaleggio e con quanti sono intenzionati a dare una mano per tracciare la rotta nei prossimi anni. Parole che sembrano indirizzate a Virginia Raggi e Roberto Fico.    Lo scontro nel M5s Il ritorno di Grillo sulla scena politica demarca le distanze interne tra chi vorrebbe un movimento di Governo e chi di opposizione, chi confermerebbe le alleanze con il Pd di Elly Schlein e chi pensa ad un soggetto politico che corre da solo, in autonomia delle logiche di coalizioni. 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Dopo le elezioni europee che hanno portato il M5s a sfiorare di poco il 10%, ora va in scena lo scontro tra i seguaci di Beppe Grillo e quelli di Giuseppe Conte e gli stracci volano alla luce del sole, come da tradizione. La resa dei conti è ormai un atto pubblico. In una sorta di auto intervista, Grillo utilizza toni più moderati rispetto alla sua prima bordata contro Conte accusato di aver vaporizzato  il movimento. Ora il comico mette dei paletti precisi. Appoggia Virginia Raggi e indica una strada, quella degli esordi: bisogna tornare a proporre idee radicali e visionarie. "Parlare di sinistra e destra è come tornare ai guelfi e ghibellini". Poi ferma l'idea del terzo mandato, perché il limite dei mandati è non solo un principio fondativo, ma è anche un presidio della democrazia fin dai tempi di Atene. Grillo, nella sostanza, vuole tornare ai tempi in cui faceva incontri con i leader del movimento con Casaleggio e con quanti sono intenzionati a dare una mano per tracciare la rotta nei prossimi anni. Parole che sembrano indirizzate a Virginia Raggi e Roberto Fico.    Lo scontro nel M5s Il ritorno di Grillo sulla scena politica demarca le distanze interne tra chi vorrebbe un movimento di Governo e chi di opposizione, chi confermerebbe le alleanze con il Pd di Elly Schlein e chi pensa ad un soggetto politico che corre da solo, in autonomia delle logiche di coalizioni. In questo scontro, la base del M5s resta a guardare, alimentando l'idea di nuove scissioni nell'assoluta impotenza della attuale leadership di Giuseppe Conte, sempre più sola al comando di un atomo politico in via di implosione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 20 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60445670/corsivo_20_06_2024_08_25.mp3" length="2307692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La crisi del M5s e il ritorno di Beppe Grillo Non è la prima volta che il movimento fondato da Beppe Grillo e Casaleggio padre si trova ad affrontare una crisi politica interna e un calo di consensi. 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Poi ferma l'idea del terzo mandato, perché il limite dei mandati è non solo un principio fondativo, ma è anche un presidio della democrazia fin dai tempi di Atene. Grillo, nella sostanza, vuole tornare ai tempi in cui faceva incontri con i leader del movimento con Casaleggio e con quanti sono intenzionati a dare una mano per tracciare la rotta nei prossimi anni. Parole che sembrano indirizzate a Virginia Raggi e Roberto Fico.    Lo scontro nel M5s Il ritorno di Grillo sulla scena politica demarca le distanze interne tra chi vorrebbe un movimento di Governo e chi di opposizione, chi confermerebbe le alleanze con il Pd di Elly Schlein e chi pensa ad un soggetto politico che corre da solo, in autonomia delle logiche di coalizioni. 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La maggioranza, forte dei numeri, ha imposto un percorso rapido, e il Senato ha dato il suo primo via libera. Però un pezzo consistente del Paese non è d'accordo. Non solo le opposizioni e la società civile che hanno trovato in parte la loro unità in piazza, ma anche almeno 180 tra giuristi, intellettuali, esperti di riforme costituzionali, che hanno firmato un appello intorno alla dichiarazione contraria di  Liliana Segre.   Premier per due mandati, in caso di crisi politica può sciogliere le Camere Sono quattro gli articoli della Costituzione che vengono toccati dalla riforma che introduce il premierato, cioè l’elezione diretta del presidente del Consiglio: l’articolo 94, 92, 88 e 59. ll presidente del Consiglio viene eletto a suffragio universale e diretto e dura in carica 5 anni. Le Camere seguono cioè il destino del premier. È modificato l’articolo 92 della Carta dall’articolo 5 della riforma. Entro dieci giorni dalla formazione, il governo si presenta alle Camere per la fiducia. Se il premier neo eletto non la ottiene, può riprovarci, ma può fare solo due tentativi. Se viene bocciato anche la seconda volta, allora si torna al voto. Nell’ipotesi di impedimento personale o di dimissioni volontarie del premier, entro sette giorni può chiedere di sciogliere le Camere, previa informativa parlamentare. Se non lo fa, è previsto che il capo dello Stato possa affidare l’incarico a un parlamentare che sia stato candidato in collegamento con il presidente del Consiglio eletto per attuare il programma. Può accadere solo una volta nella legislatura.  Il ruolo del Capo dello Stato Nei fatti, il ruolo del Presidente della Repubblica viene ridotto a pura formalità. Conferisce l’incarico all’eletto e può revocare i ministri su proposta del premier. Però i poteri di garanzia, ovvero la possibilità di intervenire nella formazione dei governi a inizio legislatura o di avere un ruolo nella soluzione di emergenze istituzionali, non gli spettano più.  Si sfascia il sistema dei pesi e contrappesi definiti dalla nostra Costituzione che diventa, nella sostanza, carta straccia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 19 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555880/corsivo_19_06_2024_08_25.mp3" length="2533868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Premierato, la riforma della discordia Le riforme che trasformano la Carta Costituzionale in alcuni punti delicati come quella del premierato, il ddl Casellati, andrebbero discusse e condivise da almeno i due terzi delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Premierato, la riforma della discordia Le riforme che trasformano la Carta Costituzionale in alcuni punti delicati come quella del premierato, il ddl Casellati, andrebbero discusse e condivise da almeno i due terzi delle camere. 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Però i poteri di garanzia, ovvero la possibilità di intervenire nella formazione dei governi a inizio legislatura o di avere un ruolo nella soluzione di emergenze istituzionali, non gli spettano più.  Si sfascia il sistema dei pesi e contrappesi definiti dalla nostra Costituzione che diventa, nella sostanza, carta straccia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0b9baade5212a1a87e109a9b128ff663.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La riforma della discordia: premier per due mandati, in caso di crisi politica può sciogliere le Camere | 19/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-riforma-della-discordia-premier-per-due-mandati-in-caso-di-crisi-politica-puo-sciogliere-le-camere-19-06-2024-il-corsivo--60432962</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Premierato, la riforma della discordia Le riforme che trasformano la Carta Costituzionale in alcuni punti delicati come quella del premierato, il ddl Casellati, andrebbero discusse e condivise da almeno i due terzi delle camere. La maggioranza, forte dei numeri, ha imposto un percorso rapido, e il Senato ha dato il suo primo via libera. Però un pezzo consistente del Paese non è d'accordo. Non solo le opposizioni e la società civile che hanno trovato in parte la loro unità in piazza, ma anche almeno 180 tra giuristi, intellettuali, esperti di riforme costituzionali, che hanno firmato un appello intorno alla dichiarazione contraria di  Liliana Segre.   Premier per due mandati, in caso di crisi politica può sciogliere le Camere Sono quattro gli articoli della Costituzione che vengono toccati dalla riforma che introduce il premierato, cioè l’elezione diretta del presidente del Consiglio: l’articolo 94, 92, 88 e 59. ll presidente del Consiglio viene eletto a suffragio universale e diretto e dura in carica 5 anni. Le Camere seguono cioè il destino del premier. È modificato l’articolo 92 della Carta dall’articolo 5 della riforma. Entro dieci giorni dalla formazione, il governo si presenta alle Camere per la fiducia. Se il premier neo eletto non la ottiene, può riprovarci, ma può fare solo due tentativi. Se viene bocciato anche la seconda volta, allora si torna al voto. Nell’ipotesi di impedimento personale o di dimissioni volontarie del premier, entro sette giorni può chiedere di sciogliere le Camere, previa informativa parlamentare. Se non lo fa, è previsto che il capo dello Stato possa affidare l’incarico a un parlamentare che sia stato candidato in collegamento con il presidente del Consiglio eletto per attuare il programma. Può accadere solo una volta nella legislatura.  Il ruolo del Capo dello Stato Nei fatti, il ruolo del Presidente della Repubblica viene ridotto a pura formalità. Conferisce l’incarico all’eletto e può revocare i ministri su proposta del premier. Però i poteri di garanzia, ovvero la possibilità di intervenire nella formazione dei governi a inizio legislatura o di avere un ruolo nella soluzione di emergenze istituzionali, non gli spettano più.  Si sfascia il sistema dei pesi e contrappesi definiti dalla nostra Costituzione che diventa, nella sostanza, carta straccia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 19 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60432962/corsivo_19_06_2024_08_25.mp3" length="2533868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Premierato, la riforma della discordia Le riforme che trasformano la Carta Costituzionale in alcuni punti delicati come quella del premierato, il ddl Casellati, andrebbero discusse e condivise da almeno i due terzi delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Premierato, la riforma della discordia Le riforme che trasformano la Carta Costituzionale in alcuni punti delicati come quella del premierato, il ddl Casellati, andrebbero discusse e condivise da almeno i due terzi delle camere. La maggioranza, forte dei numeri, ha imposto un percorso rapido, e il Senato ha dato il suo primo via libera. Però un pezzo consistente del Paese non è d'accordo. Non solo le opposizioni e la società civile che hanno trovato in parte la loro unità in piazza, ma anche almeno 180 tra giuristi, intellettuali, esperti di riforme costituzionali, che hanno firmato un appello intorno alla dichiarazione contraria di  Liliana Segre.   Premier per due mandati, in caso di crisi politica può sciogliere le Camere Sono quattro gli articoli della Costituzione che vengono toccati dalla riforma che introduce il premierato, cioè l’elezione diretta del presidente del Consiglio: l’articolo 94, 92, 88 e 59. ll presidente del Consiglio viene eletto a suffragio universale e diretto e dura in carica 5 anni. Le Camere seguono cioè il destino del premier. È modificato l’articolo 92 della Carta dall’articolo 5 della riforma. Entro dieci giorni dalla formazione, il governo si presenta alle Camere per la fiducia. Se il premier neo eletto non la ottiene, può riprovarci, ma può fare solo due tentativi. Se viene bocciato anche la seconda volta, allora si torna al voto. Nell’ipotesi di impedimento personale o di dimissioni volontarie del premier, entro sette giorni può chiedere di sciogliere le Camere, previa informativa parlamentare. Se non lo fa, è previsto che il capo dello Stato possa affidare l’incarico a un parlamentare che sia stato candidato in collegamento con il presidente del Consiglio eletto per attuare il programma. Può accadere solo una volta nella legislatura.  Il ruolo del Capo dello Stato Nei fatti, il ruolo del Presidente della Repubblica viene ridotto a pura formalità. Conferisce l’incarico all’eletto e può revocare i ministri su proposta del premier. Però i poteri di garanzia, ovvero la possibilità di intervenire nella formazione dei governi a inizio legislatura o di avere un ruolo nella soluzione di emergenze istituzionali, non gli spettano più.  Si sfascia il sistema dei pesi e contrappesi definiti dalla nostra Costituzione che diventa, nella sostanza, carta straccia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0b9baade5212a1a87e109a9b128ff663.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le opposizioni unite contro le riforme: “Difendiamo la Carta Costituzionale” | 18/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-opposizioni-unite-contro-le-riforme-difendiamo-la-carta-costituzionale-18-06-2024-il-corsivo--64555864</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le opposizioni unite contro le riforme: “Difendiamo la Carta Costituzionale” Quella di oggi a Roma, è la prima manifestazione unitaria contro le riforme del premierato e dell'autonomia differenziata. Già questa sarebbe una notizia, visto che dal 25 settembre 2022, giorno della vittoria del centrodestra a guida Giorgia Meloni, le opposizioni uscite sconfitte dalle elezioni politiche non hanno mai trovato una sintesi e hanno marciato sostanzialmente ognuno per la propria strada. Pd, M5S, Verdi-Sinistra e +Europa protestano dopo le violenze alla Camera e dicono no a premierato e autonomia, provvedimenti arrivati al rush finale in parlamento. Azione di Carlo Calenda e Italia Viva, pure loro ormai separati e sconfitti alle recenti elezioni europee, non parteciperanno all'iniziativa. Oltre ai partiti ci saranno forze civiche e sociali, sindacati e associazioni, rete degli studenti e Anpi, Acli, Arci. Un grande happening chiuso da Monica Guerritore, che dal palco leggerà l’appello sottoscritto da 180 intellettuali, fra cui giuristi e presidenti emeriti della Consulta, uniti contro il ddl Meloni-Casellati: da Enzo Cheli a Ugo De Siervo fino a Gustavo Zagrebelsky, allineati a fianco di Liliana Segre.  Prove tecniche di alleanza anti destre L'iniziativa è nei fatti il debutto dell'alleanza contro il centrodestra, sebbene in formato ridotto per l'assenza di Azione e Italia Viva. Ma anche questo schieramento alternativo risulta diviso. Elly Schlein, sull’onda del 24% preso alle europee, rimane convinta che si debba costruire un fronte comune per tentare di bloccare premierato e autonomia. Giuseppe Conte è alle prese con l’analisi della sconfitta che, con il 9,9%, porta il M5s ai minimi storici e in posizione subalterna rispetto al Pd. Chiede un peso maggiore il duo Bonelli-Fratoianni, con Avs che ha ottenuto il 6,8%. +Europa di Riccardo Magi si lecca ancora le ferite per il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento con la lista Stati Uniti d’Europa, insieme a Matteo Renzi. Non sarà facile per Schlein mettere insieme i cocci un'opposizione rissosa e lacerata, priva di un progetto politico comune.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 18 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555864/corsivo_18_06_2024_08_25.mp3" length="2529644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le opposizioni unite contro le riforme: “Difendiamo la Carta Costituzionale” Quella di oggi a Roma, è la prima manifestazione unitaria contro le riforme del premierato e dell'autonomia differenziata. 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Oltre ai partiti ci saranno forze civiche e sociali, sindacati e associazioni, rete degli studenti e Anpi, Acli, Arci. Un grande happening chiuso da Monica Guerritore, che dal palco leggerà l’appello sottoscritto da 180 intellettuali, fra cui giuristi e presidenti emeriti della Consulta, uniti contro il ddl Meloni-Casellati: da Enzo Cheli a Ugo De Siervo fino a Gustavo Zagrebelsky, allineati a fianco di Liliana Segre.  Prove tecniche di alleanza anti destre L'iniziativa è nei fatti il debutto dell'alleanza contro il centrodestra, sebbene in formato ridotto per l'assenza di Azione e Italia Viva. Ma anche questo schieramento alternativo risulta diviso. Elly Schlein, sull’onda del 24% preso alle europee, rimane convinta che si debba costruire un fronte comune per tentare di bloccare premierato e autonomia. Giuseppe Conte è alle prese con l’analisi della sconfitta che, con il 9,9%, porta il M5s ai minimi storici e in posizione subalterna rispetto al Pd. Chiede un peso maggiore il duo Bonelli-Fratoianni, con Avs che ha ottenuto il 6,8%. +Europa di Riccardo Magi si lecca ancora le ferite per il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento con la lista Stati Uniti d’Europa, insieme a Matteo Renzi. Non sarà facile per Schlein mettere insieme i cocci un'opposizione rissosa e lacerata, priva di un progetto politico comune.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7ee8a17cf6a474991d73ce0ba29da206.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le opposizioni unite contro le riforme: “Difendiamo la Carta Costituzionale” | 18/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-opposizioni-unite-contro-le-riforme-difendiamo-la-carta-costituzionale-18-06-2024-il-corsivo--60420149</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le opposizioni unite contro le riforme: “Difendiamo la Carta Costituzionale” Quella di oggi a Roma, è la prima manifestazione unitaria contro le riforme del premierato e dell'autonomia differenziata. Già questa sarebbe una notizia, visto che dal 25 settembre 2022, giorno della vittoria del centrodestra a guida Giorgia Meloni, le opposizioni uscite sconfitte dalle elezioni politiche non hanno mai trovato una sintesi e hanno marciato sostanzialmente ognuno per la propria strada. Pd, M5S, Verdi-Sinistra e +Europa protestano dopo le violenze alla Camera e dicono no a premierato e autonomia, provvedimenti arrivati al rush finale in parlamento. Azione di Carlo Calenda e Italia Viva, pure loro ormai separati e sconfitti alle recenti elezioni europee, non parteciperanno all'iniziativa. Oltre ai partiti ci saranno forze civiche e sociali, sindacati e associazioni, rete degli studenti e Anpi, Acli, Arci. Un grande happening chiuso da Monica Guerritore, che dal palco leggerà l’appello sottoscritto da 180 intellettuali, fra cui giuristi e presidenti emeriti della Consulta, uniti contro il ddl Meloni-Casellati: da Enzo Cheli a Ugo De Siervo fino a Gustavo Zagrebelsky, allineati a fianco di Liliana Segre.  Prove tecniche di alleanza anti destre L'iniziativa è nei fatti il debutto dell'alleanza contro il centrodestra, sebbene in formato ridotto per l'assenza di Azione e Italia Viva. Ma anche questo schieramento alternativo risulta diviso. Elly Schlein, sull’onda del 24% preso alle europee, rimane convinta che si debba costruire un fronte comune per tentare di bloccare premierato e autonomia. Giuseppe Conte è alle prese con l’analisi della sconfitta che, con il 9,9%, porta il M5s ai minimi storici e in posizione subalterna rispetto al Pd. Chiede un peso maggiore il duo Bonelli-Fratoianni, con Avs che ha ottenuto il 6,8%. +Europa di Riccardo Magi si lecca ancora le ferite per il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento con la lista Stati Uniti d’Europa, insieme a Matteo Renzi. Non sarà facile per Schlein mettere insieme i cocci un'opposizione rissosa e lacerata, priva di un progetto politico comune.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 18 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60420149/corsivo_18_06_2024_08_25.mp3" length="2529644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le opposizioni unite contro le riforme: “Difendiamo la Carta Costituzionale” Quella di oggi a Roma, è la prima manifestazione unitaria contro le riforme del premierato e dell'autonomia differenziata. 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Oltre ai partiti ci saranno forze civiche e sociali, sindacati e associazioni, rete degli studenti e Anpi, Acli, Arci. Un grande happening chiuso da Monica Guerritore, che dal palco leggerà l’appello sottoscritto da 180 intellettuali, fra cui giuristi e presidenti emeriti della Consulta, uniti contro il ddl Meloni-Casellati: da Enzo Cheli a Ugo De Siervo fino a Gustavo Zagrebelsky, allineati a fianco di Liliana Segre.  Prove tecniche di alleanza anti destre L'iniziativa è nei fatti il debutto dell'alleanza contro il centrodestra, sebbene in formato ridotto per l'assenza di Azione e Italia Viva. Ma anche questo schieramento alternativo risulta diviso. Elly Schlein, sull’onda del 24% preso alle europee, rimane convinta che si debba costruire un fronte comune per tentare di bloccare premierato e autonomia. Giuseppe Conte è alle prese con l’analisi della sconfitta che, con il 9,9%, porta il M5s ai minimi storici e in posizione subalterna rispetto al Pd. Chiede un peso maggiore il duo Bonelli-Fratoianni, con Avs che ha ottenuto il 6,8%. +Europa di Riccardo Magi si lecca ancora le ferite per il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento con la lista Stati Uniti d’Europa, insieme a Matteo Renzi. 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Von der Leyen in pole position, ma permangono veti | 17/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-apre-lo-scontro-sul-vertice-della-commissione-europea-von-der-leyen-in-pole-position-ma-permangono-veti-17-06-2024-il-corsivo--64555951</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Si apre lo scontro sul vertice della Commissione europea.  Dopo l'esito delle elezioni europee, con le leadership di Francia e Germania uscite indebolite, si avvia lo scontro sulla guida della Commissione, soprattutto sulle nomine. Il primo appuntamento è previsto stasera con la cena informale dei 27 capi di Stato organizzata dal presidente del Consiglio Charles Michel. Tra una portata e l'altra si discute sul futuro dell'Europa, in primis su chi ricoprirà i posti di vertice delle istituzioni comunitarie. In discussione ci sono la presidenza della Commissione, del Consiglio Europeo, del Parlamento e l'alto rappresentante degli Affari esteri.  La premier Giorgia Meloni  chiede che all'Italia sia riconosciuto "il ruolo che le spetta in termini di competenze dei commissari.  Il vicepremier Antonio Tajani, in una intervista al Corriere, è ancora più esplicito: un commissario forte e la vicepresidenza. La decisione formale è attesa nel consiglio Europeo del 27 e 28 giugno.  Ursula Von der Leyen in pole position, ma permangono veti incrociati Ursula Von der Leyen è intenzionata a trovare i voti direttamente in Parlamento, senza cambiare la maggioranza, confermando l'asse Popolari, Socialisti e Liberali. E' quindi sicura di potersi muovere dentro il perimetro determinato dall'alleanza che ha guidato l'ultima legislatura, ed è altrettanto convinta di poter garantire le condizioni imposte da popolari e socialisti. L'orientamento è per il suo bis, ma continuano a pesare numerosi veti incrociati, per questo la Von der Leyen intende giocare d'anticipo. C'è la necessità di ampliare all'Eurocamera i numeri dei suoi sostenitori. I socialisti hanno chiesto che non vengano coinvolti i Conservatori della presidente Giorgia Meloni, e avviare una trattativa serrata con i verdi che contano una cinquantina di eletti. I popolari chiedono l'esatto contrario, cioè escludono ogni rapporto con gli ambientalisti e aprono a Fratelli d'Italia.  Ha ragione Romano Prodi quando chiede comunque un presidente forte e inappuntabile. Oggi ci sarà la prima tappa che sarà ancora molto lunga e non avara di sorprese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 17 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555951/corsivo_17_06_2024_08_25.mp3" length="2529260" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Si apre lo scontro sul vertice della Commissione europea.  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In discussione ci sono la presidenza della Commissione, del Consiglio Europeo, del Parlamento e l'alto rappresentante degli Affari esteri.  La premier Giorgia Meloni  chiede che all'Italia sia riconosciuto "il ruolo che le spetta in termini di competenze dei commissari.  Il vicepremier Antonio Tajani, in una intervista al Corriere, è ancora più esplicito: un commissario forte e la vicepresidenza. La decisione formale è attesa nel consiglio Europeo del 27 e 28 giugno.  Ursula Von der Leyen in pole position, ma permangono veti incrociati Ursula Von der Leyen è intenzionata a trovare i voti direttamente in Parlamento, senza cambiare la maggioranza, confermando l'asse Popolari, Socialisti e Liberali. E' quindi sicura di potersi muovere dentro il perimetro determinato dall'alleanza che ha guidato l'ultima legislatura, ed è altrettanto convinta di poter garantire le condizioni imposte da popolari e socialisti. L'orientamento è per il suo bis, ma continuano a pesare numerosi veti incrociati, per questo la Von der Leyen intende giocare d'anticipo. C'è la necessità di ampliare all'Eurocamera i numeri dei suoi sostenitori. I socialisti hanno chiesto che non vengano coinvolti i Conservatori della presidente Giorgia Meloni, e avviare una trattativa serrata con i verdi che contano una cinquantina di eletti. I popolari chiedono l'esatto contrario, cioè escludono ogni rapporto con gli ambientalisti e aprono a Fratelli d'Italia.  Ha ragione Romano Prodi quando chiede comunque un presidente forte e inappuntabile. Oggi ci sarà la prima tappa che sarà ancora molto lunga e non avara di sorprese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b95f30e56a9af05140454166481c0838.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si apre lo scontro sul vertice della Commissione europea. 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In discussione ci sono la presidenza della Commissione, del Consiglio Europeo, del Parlamento e l'alto rappresentante degli Affari esteri.  La premier Giorgia Meloni  chiede che all'Italia sia riconosciuto "il ruolo che le spetta in termini di competenze dei commissari.  Il vicepremier Antonio Tajani, in una intervista al Corriere, è ancora più esplicito: un commissario forte e la vicepresidenza. La decisione formale è attesa nel consiglio Europeo del 27 e 28 giugno.  Ursula Von der Leyen in pole position, ma permangono veti incrociati Ursula Von der Leyen è intenzionata a trovare i voti direttamente in Parlamento, senza cambiare la maggioranza, confermando l'asse Popolari, Socialisti e Liberali. E' quindi sicura di potersi muovere dentro il perimetro determinato dall'alleanza che ha guidato l'ultima legislatura, ed è altrettanto convinta di poter garantire le condizioni imposte da popolari e socialisti. L'orientamento è per il suo bis, ma continuano a pesare numerosi veti incrociati, per questo la Von der Leyen intende giocare d'anticipo. C'è la necessità di ampliare all'Eurocamera i numeri dei suoi sostenitori. I socialisti hanno chiesto che non vengano coinvolti i Conservatori della presidente Giorgia Meloni, e avviare una trattativa serrata con i verdi che contano una cinquantina di eletti. I popolari chiedono l'esatto contrario, cioè escludono ogni rapporto con gli ambientalisti e aprono a Fratelli d'Italia.  Ha ragione Romano Prodi quando chiede comunque un presidente forte e inappuntabile. Oggi ci sarà la prima tappa che sarà ancora molto lunga e non avara di sorprese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 17 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60408028/corsivo_17_06_2024_08_25.mp3" length="2529260" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Si apre lo scontro sul vertice della Commissione europea.  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In discussione ci sono la presidenza della Commissione, del Consiglio Europeo, del Parlamento e l'alto rappresentante degli Affari esteri.  La premier Giorgia Meloni  chiede che all'Italia sia riconosciuto "il ruolo che le spetta in termini di competenze dei commissari.  Il vicepremier Antonio Tajani, in una intervista al Corriere, è ancora più esplicito: un commissario forte e la vicepresidenza. La decisione formale è attesa nel consiglio Europeo del 27 e 28 giugno.  Ursula Von der Leyen in pole position, ma permangono veti incrociati Ursula Von der Leyen è intenzionata a trovare i voti direttamente in Parlamento, senza cambiare la maggioranza, confermando l'asse Popolari, Socialisti e Liberali. E' quindi sicura di potersi muovere dentro il perimetro determinato dall'alleanza che ha guidato l'ultima legislatura, ed è altrettanto convinta di poter garantire le condizioni imposte da popolari e socialisti. L'orientamento è per il suo bis, ma continuano a pesare numerosi veti incrociati, per questo la Von der Leyen intende giocare d'anticipo. C'è la necessità di ampliare all'Eurocamera i numeri dei suoi sostenitori. I socialisti hanno chiesto che non vengano coinvolti i Conservatori della presidente Giorgia Meloni, e avviare una trattativa serrata con i verdi che contano una cinquantina di eletti. I popolari chiedono l'esatto contrario, cioè escludono ogni rapporto con gli ambientalisti e aprono a Fratelli d'Italia.  Ha ragione Romano Prodi quando chiede comunque un presidente forte e inappuntabile. Oggi ci sarà la prima tappa che sarà ancora molto lunga e non avara di sorprese.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b95f30e56a9af05140454166481c0838.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bergoglio al G7 | 15/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bergoglio-al-g7-15-06-2024-il-corsivo--64555900</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del capo della Chiesa cattolica. Se poi, a partecipare al summit che riunisce i rappresentanti delle principali potenze occidentali, è anche  il pontefice, storicamente, meno vicino alle sensibilità dell’Occidente, allora il fatto assume dei connotati che vanno ben oltre i tradizionali  e formali scambi di buoni auspici o di sorrisi diplomatici. Quanto è diverso e quanto è distante dal pensiero che permea l’odierno vertice internazionale, questo gesuita argentino, rispetto a tutti gli altri cardinali che – almeno da Pio XII in poi – lo hanno preceduto sul soglio pontificio...Egli stesso si è, almeno una volta, auto definito come “il papa venuto dalla fine del mondo”...Quanto diverso e quanto distante è, ad esempio, dal quel papa polacco così attento al rispetto dei diritti umani sui quali, specialmente quando si parla di Islam, Bergoglio sorvola spesso e volentieri. Quanto è diverso e distante dal teologo Ratzinger che esaltava la cultura giuridica occidentale, intesa come la risultante di un felice incontro avvenuto tra cristianesimo, filosofia greca e diritto romano… Non sapremo mai quali siano, effettivamente, stati gli scambi di opinione che papa Francesco può avere avuto ieri nei suoi incontri privati con i vari Biden, Macron o Zelensky... certo è che, da sempre, il Vescovo di Roma esprime una priorità che prevale, in modo netto e chiaro, su tutte le altre: ed è quella della pace, in nome della quale non ha esitato – infastidendo, talvolta, interlocutori politici e parte dell’opinione pubblica mondiale – ad esortare, costi quel che costi, i grandi decisori sul campo di battaglia a sventolare la “bandiera bianca”. Ci domandiamo se l’esordio pontificio al G7 organizzato in terra di Puglia, sia destinato a segnare una sorta di svolta in grado di riavvicinare vecchi amici che sembrano avere perso dimestichezza tra di loro, oppure non comporterà alcuno sviluppo positivo, lasciando le cose come stavano. Per parte nostra, pur avendo una visione completamente laica sia della vita privata, che di quella pubblica, non vi nascondiamo che guardiamo con estremo favore a quei (per la verità non molti) pensatori che sottolineano quanto l’ Europa stia oggi pagando , in termini di coesione sociale, il distacco dai valori fondativi del cristianesimo e quanto, viceversa, stia perdendo, in termini di consenso religioso, una Chiesa che non presta il dovuto ascolto alle istanze di indipendenza e di libertà dei popoli.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 15 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555900/corsivo_15_06_2024_08_25.mp3" length="2485100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del capo della Chiesa cattolica. Se poi, a partecipare al summit che riunisce i rappresentanti delle principali potenze occidentali, è anche  il pontefice, storicamente, meno vicino alle sensibilità dell’Occidente, allora il fatto assume dei connotati che vanno ben oltre i tradizionali  e formali scambi di buoni auspici o di sorrisi diplomatici. Quanto è diverso e quanto è distante dal pensiero che permea l’odierno vertice internazionale, questo gesuita argentino, rispetto a tutti gli altri cardinali che – almeno da Pio XII in poi – lo hanno preceduto sul soglio pontificio...Egli stesso si è, almeno una volta, auto definito come “il papa venuto dalla fine del mondo”...Quanto diverso e quanto distante è, ad esempio, dal quel papa polacco così attento al rispetto dei diritti umani sui quali, specialmente quando si parla di Islam, Bergoglio sorvola spesso e volentieri. Quanto è diverso e distante dal teologo Ratzinger che esaltava la cultura giuridica occidentale, intesa come la risultante di un felice incontro avvenuto tra cristianesimo, filosofia greca e diritto romano… Non sapremo mai quali siano, effettivamente, stati gli scambi di opinione che papa Francesco può avere avuto ieri nei suoi incontri privati con i vari Biden, Macron o Zelensky... certo è che, da sempre, il Vescovo di Roma esprime una priorità che prevale, in modo netto e chiaro, su tutte le altre: ed è quella della pace, in nome della quale non ha esitato – infastidendo, talvolta, interlocutori politici e parte dell’opinione pubblica mondiale – ad esortare, costi quel che costi, i grandi decisori sul campo di battaglia a sventolare la “bandiera bianca”. Ci domandiamo se l’esordio pontificio al G7 organizzato in terra di Puglia, sia destinato a segnare una sorta di svolta in grado di riavvicinare vecchi amici che sembrano avere perso dimestichezza tra di loro, oppure non comporterà alcuno sviluppo positivo, lasciando le cose come stavano. Per parte nostra, pur avendo una visione completamente laica sia della vita privata, che di quella pubblica, non vi nascondiamo che guardiamo con estremo favore a quei (per la verità non molti) pensatori che sottolineano quanto l’ Europa stia oggi pagando , in termini di coesione sociale, il distacco dai valori fondativi del cristianesimo e quanto, viceversa, stia perdendo, in termini di consenso religioso, una Chiesa che non presta il dovuto ascolto alle istanze di indipendenza e di libertà dei popoli.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/133cd9e0f3faed2c593748b505e1a4d0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bergoglio al G7 | 15/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bergoglio-al-g7-15-06-2024-il-corsivo--60392569</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del capo della Chiesa cattolica. Se poi, a partecipare al summit che riunisce i rappresentanti delle principali potenze occidentali, è anche  il pontefice, storicamente, meno vicino alle sensibilità dell’Occidente, allora il fatto assume dei connotati che vanno ben oltre i tradizionali  e formali scambi di buoni auspici o di sorrisi diplomatici. Quanto è diverso e quanto è distante dal pensiero che permea l’odierno vertice internazionale, questo gesuita argentino, rispetto a tutti gli altri cardinali che – almeno da Pio XII in poi – lo hanno preceduto sul soglio pontificio...Egli stesso si è, almeno una volta, auto definito come “il papa venuto dalla fine del mondo”...Quanto diverso e quanto distante è, ad esempio, dal quel papa polacco così attento al rispetto dei diritti umani sui quali, specialmente quando si parla di Islam, Bergoglio sorvola spesso e volentieri. Quanto è diverso e distante dal teologo Ratzinger che esaltava la cultura giuridica occidentale, intesa come la risultante di un felice incontro avvenuto tra cristianesimo, filosofia greca e diritto romano… Non sapremo mai quali siano, effettivamente, stati gli scambi di opinione che papa Francesco può avere avuto ieri nei suoi incontri privati con i vari Biden, Macron o Zelensky... certo è che, da sempre, il Vescovo di Roma esprime una priorità che prevale, in modo netto e chiaro, su tutte le altre: ed è quella della pace, in nome della quale non ha esitato – infastidendo, talvolta, interlocutori politici e parte dell’opinione pubblica mondiale – ad esortare, costi quel che costi, i grandi decisori sul campo di battaglia a sventolare la “bandiera bianca”. Ci domandiamo se l’esordio pontificio al G7 organizzato in terra di Puglia, sia destinato a segnare una sorta di svolta in grado di riavvicinare vecchi amici che sembrano avere perso dimestichezza tra di loro, oppure non comporterà alcuno sviluppo positivo, lasciando le cose come stavano. Per parte nostra, pur avendo una visione completamente laica sia della vita privata, che di quella pubblica, non vi nascondiamo che guardiamo con estremo favore a quei (per la verità non molti) pensatori che sottolineano quanto l’ Europa stia oggi pagando , in termini di coesione sociale, il distacco dai valori fondativi del cristianesimo e quanto, viceversa, stia perdendo, in termini di consenso religioso, una Chiesa che non presta il dovuto ascolto alle istanze di indipendenza e di libertà dei popoli.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 15 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60392569/corsivo_15_06_2024_08_25.mp3" length="2485100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del capo della Chiesa cattolica. Se poi, a partecipare al summit che riunisce i rappresentanti delle principali potenze occidentali, è anche  il pontefice, storicamente, meno vicino alle sensibilità dell’Occidente, allora il fatto assume dei connotati che vanno ben oltre i tradizionali  e formali scambi di buoni auspici o di sorrisi diplomatici. Quanto è diverso e quanto è distante dal pensiero che permea l’odierno vertice internazionale, questo gesuita argentino, rispetto a tutti gli altri cardinali che – almeno da Pio XII in poi – lo hanno preceduto sul soglio pontificio...Egli stesso si è, almeno una volta, auto definito come “il papa venuto dalla fine del mondo”...Quanto diverso e quanto distante è, ad esempio, dal quel papa polacco così attento al rispetto dei diritti umani sui quali, specialmente quando si parla di Islam, Bergoglio sorvola spesso e volentieri. Quanto è diverso e distante dal teologo Ratzinger che esaltava la cultura giuridica occidentale, intesa come la risultante di un felice incontro avvenuto tra cristianesimo, filosofia greca e diritto romano… Non sapremo mai quali siano, effettivamente, stati gli scambi di opinione che papa Francesco può avere avuto ieri nei suoi incontri privati con i vari Biden, Macron o Zelensky... certo è che, da sempre, il Vescovo di Roma esprime una priorità che prevale, in modo netto e chiaro, su tutte le altre: ed è quella della pace, in nome della quale non ha esitato – infastidendo, talvolta, interlocutori politici e parte dell’opinione pubblica mondiale – ad esortare, costi quel che costi, i grandi decisori sul campo di battaglia a sventolare la “bandiera bianca”. 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Per parte nostra, pur avendo una visione completamente laica sia della vita privata, che di quella pubblica, non vi nascondiamo che guardiamo con estremo favore a quei (per la verità non molti) pensatori che sottolineano quanto l’ Europa stia oggi pagando , in termini di coesione sociale, il distacco dai valori fondativi del cristianesimo e quanto, viceversa, stia perdendo, in termini di consenso religioso, una Chiesa che non presta il dovuto ascolto alle istanze di indipendenza e di libertà dei popoli.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/133cd9e0f3faed2c593748b505e1a4d0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Europa: cercasi leadership disperatamente | 14/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/europa-cercasi-leadership-disperatamente-14-06-2024-il-corsivo--64555885</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa che esce dalla consultazione elettorale dello scorso week end si trova adesso a dover  affrontare una situazione particolarmente impegnativa, a causa del suo già ben noto declino demografico, economico e industriale, al quale, da due anni a questa parte, si sono aggiunte anche minacce serissime alla sua stessa sicurezza. Riemerso dalle devastazioni e dalle tragedie del secondo conflitto mondiale anche grazie (o, forse, soprattutto) al sacrificio di tanti soldati americani, venuti a morire sui suoi territori per sconfiggere la barbarie nazista (basti pensare agli oltre venticinquemila che persero la vita nel solo D-Day), il nostro caro e vecchio Continente - militarmente ben riparato sotto l’ombrello protettivo della NATO - ha potuto fruire di una lunga stagione di sviluppo e benessere, fino ad allora neanche immaginabili. Certo, il peso politico e strategico delle singole potenze europee non era più quello dei bei tempi andati, ma in fondo il gioco valeva ampiamente la candela, visto che l’economia cresceva a ritmi talmente sorprendenti da poter consentire l’affermazione di un welfare assolutamente sconosciuto in ogni altra parte del Pianeta. Chiusa nel dimenticatoio una logorante storia di sterili guerre intestine e partendo dall’istituzione della CECA fino ad arrivare all’attuazione del Trattato di Maastricht, mezzo secolo di cooperazione europea aveva indicato, ai Paesi coinvolti nel progetto, la strada più rapida e sicura verso un futuro di pace, di ricchezza e di democrazia. E probabilmente, è in questa sorta di stato di grazia inebriante, che gli Europei hanno perso almeno una parte della loro capacità di comprendere i grandi cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi trent’anni, cullandosi nell’illusione culturale che ogni conquista sociale e politica, da loro felicemente raggiunta, fosse ormai destinata a durare in eterno. Nel sentirsi i “primi della classe” che portavano avanti i programmi più ambiziosi (vedi Green Deal), si sono dimenticati, ad esempio, che la libertà non può mai essere data per scontata e che, purtroppo, talvolta  bisogna anche farsi trovare pronti a difenderla ricorrendo all’uso delle armi. E neanche hanno prestato la dovuta attenzione ai timori montanti – specialmente tra le classi sociali meno agiate e protette – dinanzi ad una globalizzazione lanciata un po’ troppo a briglia sciolta ed ad flussi migratori inquietanti e non ancora adeguatamente governati. Un certa dose di responsabilità riguardo al momento di disorientamento in cui l’Europa si viene oggi a trovare, noi tendiamo ad attribuirla all’incauto prevalere - a livello di istituzioni comunitarie - di un filone legislativo ispirato da un estremismo ambientalista, dietro il quale non è del tutto sbagliato intravedere i colpi di coda delle vecchie posizioni anti industriali ed anti capitaliste. Temiamo, quindi, sia in gioco la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea e non ci pare di scorgere in giro leadership e chiarezza di intenti in grado di guidarci fuori dal tunnel. Anzi, forse – a dire il vero - una leadership universalmente riconosciuta ci sarebbe anche... ed è pure italiana...ma poiché non è espressione di alcun partito, vedrete che se ne resterà a casa ad occuparsi dei suoi nipotini...   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 14 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555885/corsivo_14_06_2024_08_25.mp3" length="3019244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa che esce dalla consultazione elettorale dello scorso week end si trova adesso a dover  affrontare una situazione particolarmente impegnativa, a causa del suo già ben noto declino demografico, economico e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa che esce dalla consultazione elettorale dello scorso week end si trova adesso a dover  affrontare una situazione particolarmente impegnativa, a causa del suo già ben noto declino demografico, economico e industriale, al quale, da due anni a questa parte, si sono aggiunte anche minacce serissime alla sua stessa sicurezza. 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Chiusa nel dimenticatoio una logorante storia di sterili guerre intestine e partendo dall’istituzione della CECA fino ad arrivare all’attuazione del Trattato di Maastricht, mezzo secolo di cooperazione europea aveva indicato, ai Paesi coinvolti nel progetto, la strada più rapida e sicura verso un futuro di pace, di ricchezza e di democrazia. E probabilmente, è in questa sorta di stato di grazia inebriante, che gli Europei hanno perso almeno una parte della loro capacità di comprendere i grandi cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi trent’anni, cullandosi nell’illusione culturale che ogni conquista sociale e politica, da loro felicemente raggiunta, fosse ormai destinata a durare in eterno. Nel sentirsi i “primi della classe” che portavano avanti i programmi più ambiziosi (vedi Green Deal), si sono dimenticati, ad esempio, che la libertà non può mai essere data per scontata e che, purtroppo, talvolta  bisogna anche farsi trovare pronti a difenderla ricorrendo all’uso delle armi. E neanche hanno prestato la dovuta attenzione ai timori montanti – specialmente tra le classi sociali meno agiate e protette – dinanzi ad una globalizzazione lanciata un po’ troppo a briglia sciolta ed ad flussi migratori inquietanti e non ancora adeguatamente governati. Un certa dose di responsabilità riguardo al momento di disorientamento in cui l’Europa si viene oggi a trovare, noi tendiamo ad attribuirla all’incauto prevalere - a livello di istituzioni comunitarie - di un filone legislativo ispirato da un estremismo ambientalista, dietro il quale non è del tutto sbagliato intravedere i colpi di coda delle vecchie posizioni anti industriali ed anti capitaliste. Temiamo, quindi, sia in gioco la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea e non ci pare di scorgere in giro leadership e chiarezza di intenti in grado di guidarci fuori dal tunnel. Anzi, forse – a dire il vero - una leadership universalmente riconosciuta ci sarebbe anche... ed è pure italiana...ma poiché non è espressione di alcun partito, vedrete che se ne resterà a casa ad occuparsi dei suoi nipotini...   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>189</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84c9ac733b550d1e9a034c6ff25e7300.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Europa: cercasi leadership disperatamente | 14/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/europa-cercasi-leadership-disperatamente-14-06-2024-il-corsivo--60381801</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa che esce dalla consultazione elettorale dello scorso week end si trova adesso a dover  affrontare una situazione particolarmente impegnativa, a causa del suo già ben noto declino demografico, economico e industriale, al quale, da due anni a questa parte, si sono aggiunte anche minacce serissime alla sua stessa sicurezza. Riemerso dalle devastazioni e dalle tragedie del secondo conflitto mondiale anche grazie (o, forse, soprattutto) al sacrificio di tanti soldati americani, venuti a morire sui suoi territori per sconfiggere la barbarie nazista (basti pensare agli oltre venticinquemila che persero la vita nel solo D-Day), il nostro caro e vecchio Continente - militarmente ben riparato sotto l’ombrello protettivo della NATO - ha potuto fruire di una lunga stagione di sviluppo e benessere, fino ad allora neanche immaginabili. Certo, il peso politico e strategico delle singole potenze europee non era più quello dei bei tempi andati, ma in fondo il gioco valeva ampiamente la candela, visto che l’economia cresceva a ritmi talmente sorprendenti da poter consentire l’affermazione di un welfare assolutamente sconosciuto in ogni altra parte del Pianeta. Chiusa nel dimenticatoio una logorante storia di sterili guerre intestine e partendo dall’istituzione della CECA fino ad arrivare all’attuazione del Trattato di Maastricht, mezzo secolo di cooperazione europea aveva indicato, ai Paesi coinvolti nel progetto, la strada più rapida e sicura verso un futuro di pace, di ricchezza e di democrazia. E probabilmente, è in questa sorta di stato di grazia inebriante, che gli Europei hanno perso almeno una parte della loro capacità di comprendere i grandi cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi trent’anni, cullandosi nell’illusione culturale che ogni conquista sociale e politica, da loro felicemente raggiunta, fosse ormai destinata a durare in eterno. Nel sentirsi i “primi della classe” che portavano avanti i programmi più ambiziosi (vedi Green Deal), si sono dimenticati, ad esempio, che la libertà non può mai essere data per scontata e che, purtroppo, talvolta  bisogna anche farsi trovare pronti a difenderla ricorrendo all’uso delle armi. E neanche hanno prestato la dovuta attenzione ai timori montanti – specialmente tra le classi sociali meno agiate e protette – dinanzi ad una globalizzazione lanciata un po’ troppo a briglia sciolta ed ad flussi migratori inquietanti e non ancora adeguatamente governati. Un certa dose di responsabilità riguardo al momento di disorientamento in cui l’Europa si viene oggi a trovare, noi tendiamo ad attribuirla all’incauto prevalere - a livello di istituzioni comunitarie - di un filone legislativo ispirato da un estremismo ambientalista, dietro il quale non è del tutto sbagliato intravedere i colpi di coda delle vecchie posizioni anti industriali ed anti capitaliste. Temiamo, quindi, sia in gioco la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea e non ci pare di scorgere in giro leadership e chiarezza di intenti in grado di guidarci fuori dal tunnel. Anzi, forse – a dire il vero - una leadership universalmente riconosciuta ci sarebbe anche... ed è pure italiana...ma poiché non è espressione di alcun partito, vedrete che se ne resterà a casa ad occuparsi dei suoi nipotini...   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 14 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60381801/corsivo_14_06_2024_08_25.mp3" length="3019244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa che esce dalla consultazione elettorale dello scorso week end si trova adesso a dover  affrontare una situazione particolarmente impegnativa, a causa del suo già ben noto declino demografico, economico e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa che esce dalla consultazione elettorale dello scorso week end si trova adesso a dover  affrontare una situazione particolarmente impegnativa, a causa del suo già ben noto declino demografico, economico e industriale, al quale, da due anni a questa parte, si sono aggiunte anche minacce serissime alla sua stessa sicurezza. Riemerso dalle devastazioni e dalle tragedie del secondo conflitto mondiale anche grazie (o, forse, soprattutto) al sacrificio di tanti soldati americani, venuti a morire sui suoi territori per sconfiggere la barbarie nazista (basti pensare agli oltre venticinquemila che persero la vita nel solo D-Day), il nostro caro e vecchio Continente - militarmente ben riparato sotto l’ombrello protettivo della NATO - ha potuto fruire di una lunga stagione di sviluppo e benessere, fino ad allora neanche immaginabili. Certo, il peso politico e strategico delle singole potenze europee non era più quello dei bei tempi andati, ma in fondo il gioco valeva ampiamente la candela, visto che l’economia cresceva a ritmi talmente sorprendenti da poter consentire l’affermazione di un welfare assolutamente sconosciuto in ogni altra parte del Pianeta. Chiusa nel dimenticatoio una logorante storia di sterili guerre intestine e partendo dall’istituzione della CECA fino ad arrivare all’attuazione del Trattato di Maastricht, mezzo secolo di cooperazione europea aveva indicato, ai Paesi coinvolti nel progetto, la strada più rapida e sicura verso un futuro di pace, di ricchezza e di democrazia. E probabilmente, è in questa sorta di stato di grazia inebriante, che gli Europei hanno perso almeno una parte della loro capacità di comprendere i grandi cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi trent’anni, cullandosi nell’illusione culturale che ogni conquista sociale e politica, da loro felicemente raggiunta, fosse ormai destinata a durare in eterno. Nel sentirsi i “primi della classe” che portavano avanti i programmi più ambiziosi (vedi Green Deal), si sono dimenticati, ad esempio, che la libertà non può mai essere data per scontata e che, purtroppo, talvolta  bisogna anche farsi trovare pronti a difenderla ricorrendo all’uso delle armi. E neanche hanno prestato la dovuta attenzione ai timori montanti – specialmente tra le classi sociali meno agiate e protette – dinanzi ad una globalizzazione lanciata un po’ troppo a briglia sciolta ed ad flussi migratori inquietanti e non ancora adeguatamente governati. Un certa dose di responsabilità riguardo al momento di disorientamento in cui l’Europa si viene oggi a trovare, noi tendiamo ad attribuirla all’incauto prevalere - a livello di istituzioni comunitarie - di un filone legislativo ispirato da un estremismo ambientalista, dietro il quale non è del tutto sbagliato intravedere i colpi di coda delle vecchie posizioni anti industriali ed anti capitaliste. Temiamo, quindi, sia in gioco la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea e non ci pare di scorgere in giro leadership e chiarezza di intenti in grado di guidarci fuori dal tunnel. Anzi, forse – a dire il vero - una leadership universalmente riconosciuta ci sarebbe anche... ed è pure italiana...ma poiché non è espressione di alcun partito, vedrete che se ne resterà a casa ad occuparsi dei suoi nipotini...   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>189</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84c9ac733b550d1e9a034c6ff25e7300.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'aggressione in Parlamento contro Donno del M5s è un brutto segnale per la democrazia | 13/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-aggressione-in-parlamento-contro-donno-del-m5s-e-un-brutto-segnale-per-la-democrazia-13-06-2024-il-corsivo--64555891</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È accaduto di tutto nella seduta della Camera nella quale è approdato il ddl sull autonomia differenziata e il Parlamento si è trasformato in un match di pugilato più che il luogo istituzionale dove si discutono leggi. La vittima è il deputato Leonardo Donno del M5s, colpevole di aver voluto consegnare a Roberto Calderoli una bandiera italiana, in segno di contrarietà al provvedimento del Governo. In pochi secondi, mentre i commessi provvedevano a ritirare la bandiera, si è scatenata una rissa, una vera e propria aggressione con calci e pugni contro il deputato, poi trasportato in ospedale per accertamenti su una sedia a rotelle.   Un clima da anni Venti Prima della rissa, il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda urla alla capogruppo dem Chiara Braga «stai zitta». Proteste veementi dell’opposizione e il presidente Lorenzo Fontana, leghista, sospende la seduta. Si riparte ed ecco che dai banchi del Pd, idea di Giuseppe Provenzano, si inizia a sventolare il Tricolore e a cantare «Bella Ciao». A questo punto, dai banchi della Lega il deputato Domenico Furgiuele fa il segno della X: tutti pensano alle frasi del generale Roberto Vannacci sui fascisti della Decima Mas, da lui evocati in positivo, e si scatena il putiferio. Fontana espelle quindi Furgiuele. L'emiciclo scivola indietro di cent'anni, negli anni Venti.  Gli aggressori Le immagini della rissa mostrano scene vergognose, inqualificabili, non degne di un Paese civile. Tra i più esagitati c'è Igor Iezzi, commissario della Lega Nord, che sferra colpi contro Donno, che dopo pochi secondi stramazza al suolo. Nella mischia si vedono chiaramente parlamentari della Lega e di Fdi. Nel frattempo iniziano a girare sulle chat le immagini della rissa e non si capisce bene se il pugno di Iezzi arrivi al volto di Donno. Dal Pd e dallo stesso Donno, viene tirato in ballo il deputato FdI, ex paracadutista della Folgore, Enzo Amich. Fontana chiude la seduta e invita i questori a visionare i filmati per prendere provvedimenti disciplinari che, a mio avviso, devono essere severi, perché la rissa di ieri rappresneta un colpo alla democrazia.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 13 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555891/corsivo_13_06_2024_08_25.mp3" length="2515052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  È accaduto di tutto nella seduta della Camera nella quale è approdato il ddl sull autonomia differenziata e il Parlamento si è trasformato in un match di pugilato più che il luogo istituzionale dove si discutono leggi. La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È accaduto di tutto nella seduta della Camera nella quale è approdato il ddl sull autonomia differenziata e il Parlamento si è trasformato in un match di pugilato più che il luogo istituzionale dove si discutono leggi. La vittima è il deputato Leonardo Donno del M5s, colpevole di aver voluto consegnare a Roberto Calderoli una bandiera italiana, in segno di contrarietà al provvedimento del Governo. In pochi secondi, mentre i commessi provvedevano a ritirare la bandiera, si è scatenata una rissa, una vera e propria aggressione con calci e pugni contro il deputato, poi trasportato in ospedale per accertamenti su una sedia a rotelle.   Un clima da anni Venti Prima della rissa, il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda urla alla capogruppo dem Chiara Braga «stai zitta». Proteste veementi dell’opposizione e il presidente Lorenzo Fontana, leghista, sospende la seduta. Si riparte ed ecco che dai banchi del Pd, idea di Giuseppe Provenzano, si inizia a sventolare il Tricolore e a cantare «Bella Ciao». A questo punto, dai banchi della Lega il deputato Domenico Furgiuele fa il segno della X: tutti pensano alle frasi del generale Roberto Vannacci sui fascisti della Decima Mas, da lui evocati in positivo, e si scatena il putiferio. Fontana espelle quindi Furgiuele. L'emiciclo scivola indietro di cent'anni, negli anni Venti.  Gli aggressori Le immagini della rissa mostrano scene vergognose, inqualificabili, non degne di un Paese civile. Tra i più esagitati c'è Igor Iezzi, commissario della Lega Nord, che sferra colpi contro Donno, che dopo pochi secondi stramazza al suolo. Nella mischia si vedono chiaramente parlamentari della Lega e di Fdi. Nel frattempo iniziano a girare sulle chat le immagini della rissa e non si capisce bene se il pugno di Iezzi arrivi al volto di Donno. Dal Pd e dallo stesso Donno, viene tirato in ballo il deputato FdI, ex paracadutista della Folgore, Enzo Amich. Fontana chiude la seduta e invita i questori a visionare i filmati per prendere provvedimenti disciplinari che, a mio avviso, devono essere severi, perché la rissa di ieri rappresneta un colpo alla democrazia.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9bcdb0554329d9a54f128b909721a68e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'aggressione in Parlamento contro Donno del M5s è un brutto segnale per la democrazia | 13/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-aggressione-in-parlamento-contro-donno-del-m5s-e-un-brutto-segnale-per-la-democrazia-13-06-2024-il-corsivo--60370094</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È accaduto di tutto nella seduta della Camera nella quale è approdato il ddl sull autonomia differenziata e il Parlamento si è trasformato in un match di pugilato più che il luogo istituzionale dove si discutono leggi. La vittima è il deputato Leonardo Donno del M5s, colpevole di aver voluto consegnare a Roberto Calderoli una bandiera italiana, in segno di contrarietà al provvedimento del Governo. In pochi secondi, mentre i commessi provvedevano a ritirare la bandiera, si è scatenata una rissa, una vera e propria aggressione con calci e pugni contro il deputato, poi trasportato in ospedale per accertamenti su una sedia a rotelle.   Un clima da anni Venti Prima della rissa, il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda urla alla capogruppo dem Chiara Braga «stai zitta». Proteste veementi dell’opposizione e il presidente Lorenzo Fontana, leghista, sospende la seduta. Si riparte ed ecco che dai banchi del Pd, idea di Giuseppe Provenzano, si inizia a sventolare il Tricolore e a cantare «Bella Ciao». A questo punto, dai banchi della Lega il deputato Domenico Furgiuele fa il segno della X: tutti pensano alle frasi del generale Roberto Vannacci sui fascisti della Decima Mas, da lui evocati in positivo, e si scatena il putiferio. Fontana espelle quindi Furgiuele. L'emiciclo scivola indietro di cent'anni, negli anni Venti.  Gli aggressori Le immagini della rissa mostrano scene vergognose, inqualificabili, non degne di un Paese civile. Tra i più esagitati c'è Igor Iezzi, commissario della Lega Nord, che sferra colpi contro Donno, che dopo pochi secondi stramazza al suolo. Nella mischia si vedono chiaramente parlamentari della Lega e di Fdi. Nel frattempo iniziano a girare sulle chat le immagini della rissa e non si capisce bene se il pugno di Iezzi arrivi al volto di Donno. Dal Pd e dallo stesso Donno, viene tirato in ballo il deputato FdI, ex paracadutista della Folgore, Enzo Amich. Fontana chiude la seduta e invita i questori a visionare i filmati per prendere provvedimenti disciplinari che, a mio avviso, devono essere severi, perché la rissa di ieri rappresneta un colpo alla democrazia.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 13 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60370094/corsivo_13_06_2024_08_25.mp3" length="2515052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  È accaduto di tutto nella seduta della Camera nella quale è approdato il ddl sull autonomia differenziata e il Parlamento si è trasformato in un match di pugilato più che il luogo istituzionale dove si discutono leggi. 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Si riparte ed ecco che dai banchi del Pd, idea di Giuseppe Provenzano, si inizia a sventolare il Tricolore e a cantare «Bella Ciao». A questo punto, dai banchi della Lega il deputato Domenico Furgiuele fa il segno della X: tutti pensano alle frasi del generale Roberto Vannacci sui fascisti della Decima Mas, da lui evocati in positivo, e si scatena il putiferio. Fontana espelle quindi Furgiuele. L'emiciclo scivola indietro di cent'anni, negli anni Venti.  Gli aggressori Le immagini della rissa mostrano scene vergognose, inqualificabili, non degne di un Paese civile. Tra i più esagitati c'è Igor Iezzi, commissario della Lega Nord, che sferra colpi contro Donno, che dopo pochi secondi stramazza al suolo. Nella mischia si vedono chiaramente parlamentari della Lega e di Fdi. Nel frattempo iniziano a girare sulle chat le immagini della rissa e non si capisce bene se il pugno di Iezzi arrivi al volto di Donno. Dal Pd e dallo stesso Donno, viene tirato in ballo il deputato FdI, ex paracadutista della Folgore, Enzo Amich. Fontana chiude la seduta e invita i questori a visionare i filmati per prendere provvedimenti disciplinari che, a mio avviso, devono essere severi, perché la rissa di ieri rappresneta un colpo alla democrazia.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9bcdb0554329d9a54f128b909721a68e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti | 12/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-voto-europeo-e-amministrativo-rafforza-le-leadership-di-meloni-e-schlein-nei-due-schieramenti-12-06-2024-il-corsivo--64555940</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti  Il voto europeo e amministrativo rafforza l'immagine e l'azione politica delle due leader di Fdi e Pd, Giorgia Meloni e Elly Schlein. Sulle loro spalle grava il futuro del centrodestra e del centrosinistra. E i numeri confermano ancor di più una tendenza in atto dalle elezioni politiche del 2022 con l'ascesa a Palazzo Chigi di Meloni e successivamente con la vittoria alle primarie del Pd di Schlein. Con le elezioni 2024, questa polarizzazione politica del nostro Paese si è maggiormente accentuata. FdI hanno superato il 28%, avvicinandosi al 29%, mentre il Pd si ritrova poco sopra al 24%.   Le distanze fra i due partiti si sono ridotte Il margine tra Fdi e Pd si è ristretto. Facciamo alcuni esempi. Al netto di un record dell'astensione e un calo dell'affluenza, il peso dell'elettorato ricade in maggioranza sulle due principali formazioni. Il crollo verticale della Lega, ridotta al 9%, e del M5s, scivolato al 10%, porta dunque ad un allargamento di numerosi punti decimali tra Fdi e Pd rispetto ai loro alleati.  Il Centrodestra appare molto esteso e prevalente, al Nord, al Centro, al Sud.  Anche se si trova in difficoltà quando il Centro-Sinistra si presenta come un campo effettivamente largo e coeso, come accaduto nelle principali città, dove, tra alleanze tra Pd, Avs e liste civiche, è prevalso in gran parte dei grandi agglomerati urbani: Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli. Pd e AVS confermano e mantengono una prevalenza nelle province del Centro-Nord, tra Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. La geografia elettorale del Centrodestra è dettata dal ruolo e dal peso della leader, Giorgia Meloni, e del suo partito che ne costituiscono un importante legame fra le componenti della coalizione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555940/corsivo_12_06_2024_08_25.mp3" length="2260844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti  Il voto europeo e amministrativo rafforza l'immagine e l'azione politica delle due leader di Fdi e Pd, Giorgia Meloni e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti  Il voto europeo e amministrativo rafforza l'immagine e l'azione politica delle due leader di Fdi e Pd, Giorgia Meloni e Elly Schlein. 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Il crollo verticale della Lega, ridotta al 9%, e del M5s, scivolato al 10%, porta dunque ad un allargamento di numerosi punti decimali tra Fdi e Pd rispetto ai loro alleati.  Il Centrodestra appare molto esteso e prevalente, al Nord, al Centro, al Sud.  Anche se si trova in difficoltà quando il Centro-Sinistra si presenta come un campo effettivamente largo e coeso, come accaduto nelle principali città, dove, tra alleanze tra Pd, Avs e liste civiche, è prevalso in gran parte dei grandi agglomerati urbani: Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli. Pd e AVS confermano e mantengono una prevalenza nelle province del Centro-Nord, tra Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. La geografia elettorale del Centrodestra è dettata dal ruolo e dal peso della leader, Giorgia Meloni, e del suo partito che ne costituiscono un importante legame fra le componenti della coalizione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/769529e964811a1d7d2a38c37453c840.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti | 12/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-voto-europeo-e-amministrativo-rafforza-le-leadership-di-meloni-e-schlein-nei-due-schieramenti-12-06-2024-il-corsivo--60358365</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti  Il voto europeo e amministrativo rafforza l'immagine e l'azione politica delle due leader di Fdi e Pd, Giorgia Meloni e Elly Schlein. Sulle loro spalle grava il futuro del centrodestra e del centrosinistra. E i numeri confermano ancor di più una tendenza in atto dalle elezioni politiche del 2022 con l'ascesa a Palazzo Chigi di Meloni e successivamente con la vittoria alle primarie del Pd di Schlein. Con le elezioni 2024, questa polarizzazione politica del nostro Paese si è maggiormente accentuata. FdI hanno superato il 28%, avvicinandosi al 29%, mentre il Pd si ritrova poco sopra al 24%.   Le distanze fra i due partiti si sono ridotte Il margine tra Fdi e Pd si è ristretto. Facciamo alcuni esempi. Al netto di un record dell'astensione e un calo dell'affluenza, il peso dell'elettorato ricade in maggioranza sulle due principali formazioni. Il crollo verticale della Lega, ridotta al 9%, e del M5s, scivolato al 10%, porta dunque ad un allargamento di numerosi punti decimali tra Fdi e Pd rispetto ai loro alleati.  Il Centrodestra appare molto esteso e prevalente, al Nord, al Centro, al Sud.  Anche se si trova in difficoltà quando il Centro-Sinistra si presenta come un campo effettivamente largo e coeso, come accaduto nelle principali città, dove, tra alleanze tra Pd, Avs e liste civiche, è prevalso in gran parte dei grandi agglomerati urbani: Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli. Pd e AVS confermano e mantengono una prevalenza nelle province del Centro-Nord, tra Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. La geografia elettorale del Centrodestra è dettata dal ruolo e dal peso della leader, Giorgia Meloni, e del suo partito che ne costituiscono un importante legame fra le componenti della coalizione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60358365/corsivo_12_06_2024_08_25.mp3" length="2260844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti  Il voto europeo e amministrativo rafforza l'immagine e l'azione politica delle due leader di Fdi e Pd, Giorgia Meloni e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il voto europeo e amministrativo rafforza le leadership di Meloni e Schlein nei due schieramenti  Il voto europeo e amministrativo rafforza l'immagine e l'azione politica delle due leader di Fdi e Pd, Giorgia Meloni e Elly Schlein. Sulle loro spalle grava il futuro del centrodestra e del centrosinistra. E i numeri confermano ancor di più una tendenza in atto dalle elezioni politiche del 2022 con l'ascesa a Palazzo Chigi di Meloni e successivamente con la vittoria alle primarie del Pd di Schlein. Con le elezioni 2024, questa polarizzazione politica del nostro Paese si è maggiormente accentuata. FdI hanno superato il 28%, avvicinandosi al 29%, mentre il Pd si ritrova poco sopra al 24%.   Le distanze fra i due partiti si sono ridotte Il margine tra Fdi e Pd si è ristretto. Facciamo alcuni esempi. Al netto di un record dell'astensione e un calo dell'affluenza, il peso dell'elettorato ricade in maggioranza sulle due principali formazioni. Il crollo verticale della Lega, ridotta al 9%, e del M5s, scivolato al 10%, porta dunque ad un allargamento di numerosi punti decimali tra Fdi e Pd rispetto ai loro alleati.  Il Centrodestra appare molto esteso e prevalente, al Nord, al Centro, al Sud.  Anche se si trova in difficoltà quando il Centro-Sinistra si presenta come un campo effettivamente largo e coeso, come accaduto nelle principali città, dove, tra alleanze tra Pd, Avs e liste civiche, è prevalso in gran parte dei grandi agglomerati urbani: Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli. Pd e AVS confermano e mantengono una prevalenza nelle province del Centro-Nord, tra Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. La geografia elettorale del Centrodestra è dettata dal ruolo e dal peso della leader, Giorgia Meloni, e del suo partito che ne costituiscono un importante legame fra le componenti della coalizione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/769529e964811a1d7d2a38c37453c840.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il nuovo Pd di Elly Schlein riparte dal voto delle europee e delle città | 11/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nuovo-pd-di-elly-schlein-riparte-dal-voto-delle-europee-e-delle-citta-11-06-2024-il-corsivo--64555952</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Milano, Torino, Bologna, Genova, Bari, Napoli. Parte da qui la sfida di Elly Schlein a Giorgia Meloni. Sono i luoghi dove il Pd, dato per morto alle elezioni politiche del 2018 e 2022, ha saputo concentrare i suoi sforzi, i suoi dirigenti anche più giovani, costruendo un'alternativa al centrodestra a trazione di Giorgia Meloni. Proprio analizzando il voto delle città si avverte il peso dell'opposizione , rappresentata dal Pd e dal successo elettorale di Alleanza Verdi Sinistra che ha ottenuto percentuali inusuali per il gruppo guidato da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.    Il voto delle città A Bari, grazie all’effetto del sindaco Decaro che da solo ha sfiorato il mezzo milione di preferenze, i Dem sono volati al 50%, strappando ai 5Stelle il primato dei più votati al Sud. A Bologna, i dem sono schizzati al 41,1, a Milano al 31,3, a Genova hanno superato il 31, a Torino il 29,8, a Napoli il 26,6. Il quadro emerso alle europee corre parallelo a quello delle elezioni amministrative comunali. Rispetto alla precedente tornata, il campo largo prende al primo turno Cagliari (a FdI) e Pavia (alla Lega), tiene Bergamo, Modena, Reggio Emilia, Cesena, Carpi, Prato e Livorno. Ed è in vantaggio a Sassari,  soprattutto a Perugia, sin qui governate dal centrodestra.    Il record di Avs Con 1.565.896 voti, Avs conta così mezzo milione di schede in più rispetto alle politiche. Ed è la forza che registra la progressione più visibile. Sei europarlamentari eletti tra cui Ilaria Salis. La soglia di sbarramento del 4 superata con il 6,73%. Iniezioni di voti possenti tra i giovani, le donne, nelle grandi città e dal bacino degli astenuti alle ultime politiche. Il leader di Avs Nicola Fratoianni avverte gli altri capi della sinistra, Schlein e Conte, che il suo partito è il «perno» del possibile cambiamento: «Senza Avs non comincia neanche la discussione».   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 11 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555952/corsivo_11_06_2024_08_25.mp3" length="2510828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Milano, Torino, Bologna, Genova, Bari, Napoli. Parte da qui la sfida di Elly Schlein a Giorgia Meloni. Sono i luoghi dove il Pd, dato per morto alle elezioni politiche del 2018 e 2022, ha saputo concentrare i suoi sforzi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Milano, Torino, Bologna, Genova, Bari, Napoli. Parte da qui la sfida di Elly Schlein a Giorgia Meloni. Sono i luoghi dove il Pd, dato per morto alle elezioni politiche del 2018 e 2022, ha saputo concentrare i suoi sforzi, i suoi dirigenti anche più giovani, costruendo un'alternativa al centrodestra a trazione di Giorgia Meloni. Proprio analizzando il voto delle città si avverte il peso dell'opposizione , rappresentata dal Pd e dal successo elettorale di Alleanza Verdi Sinistra che ha ottenuto percentuali inusuali per il gruppo guidato da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.    Il voto delle città A Bari, grazie all’effetto del sindaco Decaro che da solo ha sfiorato il mezzo milione di preferenze, i Dem sono volati al 50%, strappando ai 5Stelle il primato dei più votati al Sud. A Bologna, i dem sono schizzati al 41,1, a Milano al 31,3, a Genova hanno superato il 31, a Torino il 29,8, a Napoli il 26,6. Il quadro emerso alle europee corre parallelo a quello delle elezioni amministrative comunali. Rispetto alla precedente tornata, il campo largo prende al primo turno Cagliari (a FdI) e Pavia (alla Lega), tiene Bergamo, Modena, Reggio Emilia, Cesena, Carpi, Prato e Livorno. Ed è in vantaggio a Sassari,  soprattutto a Perugia, sin qui governate dal centrodestra.    Il record di Avs Con 1.565.896 voti, Avs conta così mezzo milione di schede in più rispetto alle politiche. Ed è la forza che registra la progressione più visibile. Sei europarlamentari eletti tra cui Ilaria Salis. La soglia di sbarramento del 4 superata con il 6,73%. Iniezioni di voti possenti tra i giovani, le donne, nelle grandi città e dal bacino degli astenuti alle ultime politiche. Il leader di Avs Nicola Fratoianni avverte gli altri capi della sinistra, Schlein e Conte, che il suo partito è il «perno» del possibile cambiamento: «Senza Avs non comincia neanche la discussione».   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/55fc215aa2e8d16de2aacbf5becd615a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il nuovo Pd di Elly Schlein riparte dal voto delle europee e delle città | 11/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nuovo-pd-di-elly-schlein-riparte-dal-voto-delle-europee-e-delle-citta-11-06-2024-il-corsivo--60346560</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Milano, Torino, Bologna, Genova, Bari, Napoli. Parte da qui la sfida di Elly Schlein a Giorgia Meloni. Sono i luoghi dove il Pd, dato per morto alle elezioni politiche del 2018 e 2022, ha saputo concentrare i suoi sforzi, i suoi dirigenti anche più giovani, costruendo un'alternativa al centrodestra a trazione di Giorgia Meloni. Proprio analizzando il voto delle città si avverte il peso dell'opposizione , rappresentata dal Pd e dal successo elettorale di Alleanza Verdi Sinistra che ha ottenuto percentuali inusuali per il gruppo guidato da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.    Il voto delle città A Bari, grazie all’effetto del sindaco Decaro che da solo ha sfiorato il mezzo milione di preferenze, i Dem sono volati al 50%, strappando ai 5Stelle il primato dei più votati al Sud. A Bologna, i dem sono schizzati al 41,1, a Milano al 31,3, a Genova hanno superato il 31, a Torino il 29,8, a Napoli il 26,6. Il quadro emerso alle europee corre parallelo a quello delle elezioni amministrative comunali. Rispetto alla precedente tornata, il campo largo prende al primo turno Cagliari (a FdI) e Pavia (alla Lega), tiene Bergamo, Modena, Reggio Emilia, Cesena, Carpi, Prato e Livorno. Ed è in vantaggio a Sassari,  soprattutto a Perugia, sin qui governate dal centrodestra.    Il record di Avs Con 1.565.896 voti, Avs conta così mezzo milione di schede in più rispetto alle politiche. Ed è la forza che registra la progressione più visibile. Sei europarlamentari eletti tra cui Ilaria Salis. La soglia di sbarramento del 4 superata con il 6,73%. Iniezioni di voti possenti tra i giovani, le donne, nelle grandi città e dal bacino degli astenuti alle ultime politiche. Il leader di Avs Nicola Fratoianni avverte gli altri capi della sinistra, Schlein e Conte, che il suo partito è il «perno» del possibile cambiamento: «Senza Avs non comincia neanche la discussione».   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 11 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60346560/corsivo_11_06_2024_08_25.mp3" length="2510828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Milano, Torino, Bologna, Genova, Bari, Napoli. 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Proprio analizzando il voto delle città si avverte il peso dell'opposizione , rappresentata dal Pd e dal successo elettorale di Alleanza Verdi Sinistra che ha ottenuto percentuali inusuali per il gruppo guidato da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.    Il voto delle città A Bari, grazie all’effetto del sindaco Decaro che da solo ha sfiorato il mezzo milione di preferenze, i Dem sono volati al 50%, strappando ai 5Stelle il primato dei più votati al Sud. A Bologna, i dem sono schizzati al 41,1, a Milano al 31,3, a Genova hanno superato il 31, a Torino il 29,8, a Napoli il 26,6. Il quadro emerso alle europee corre parallelo a quello delle elezioni amministrative comunali. Rispetto alla precedente tornata, il campo largo prende al primo turno Cagliari (a FdI) e Pavia (alla Lega), tiene Bergamo, Modena, Reggio Emilia, Cesena, Carpi, Prato e Livorno. Ed è in vantaggio a Sassari,  soprattutto a Perugia, sin qui governate dal centrodestra.    Il record di Avs Con 1.565.896 voti, Avs conta così mezzo milione di schede in più rispetto alle politiche. Ed è la forza che registra la progressione più visibile. Sei europarlamentari eletti tra cui Ilaria Salis. La soglia di sbarramento del 4 superata con il 6,73%. Iniezioni di voti possenti tra i giovani, le donne, nelle grandi città e dal bacino degli astenuti alle ultime politiche. Il leader di Avs Nicola Fratoianni avverte gli altri capi della sinistra, Schlein e Conte, che il suo partito è il «perno» del possibile cambiamento: «Senza Avs non comincia neanche la discussione».   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/55fc215aa2e8d16de2aacbf5becd615a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alle Europee, Fdi primo partito, cresce il Pd, crolla M5s, Forza Italia supera la Lega. Avs con Salis al 6%. Astensione record | 10/06/2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alle-europee-fdi-primo-partito-cresce-il-pd-crolla-m5s-forza-italia-supera-la-lega-avs-con-salis-al-6-astensione-record-10-06-2024--64555866</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alle elezioni europee, come prevedibile, crolla l'affluenza in Italia sotto il 50% e l'astensione diventa un caso politico, un record mai raggiunto alle elezioni europee e politiche. La disaffezione dell'elettorato e la distanza tra partiti e cittadini, hanno portato negli anni a questo risultato negativo. La riflessione dovrebbe partire da qui. Sul piano politico, anche l'Italia conferma la tendenza registrata in Francia, Germania, Austria, dove si affermano le formazioni di destra. Fdi di Giorgia Meloni con il 29% resta il primo partito del nostro Paese, in aumento rispetto alle politiche del 25 settembre 2022 e in linea con i sondaggi degli ultimi mesi. Risorge il Pd, secondo partito, che supera il 24%, e l'esito del voto premia la leadership di Elly Schlein che ha girato in lungo e in largo il Paese, incalzando la premier Giorgia Meloni su lavoro e sanità. Cala il consenso del M5s di Giuseppe Conte.  Nella maggioranza, cambia il peso tra partiti. Forza Italia, che in Europa fa riferimento al gruppo del Ppe, recupera sulla Lega, spostando l'asse politico da una prevalenza della destra sovranista, Fdi-Lega, ad una maggiore presenza dei centristi Forza Italia-Noi moderati. Per il resto, nel regno della totale frammentazione, in pochi superano il fatidico 4%. Buona la prova di Alleanza Verdi Sinistra che con il 6,6% manda Ilaria Salis al Parlamento europeo. In particolare,  FdI pesca nel bacino della Lega e fa il boom al Nord. Il Mezzogiorno premia i dem, primo partito al Sud  Nelle amministrative, il Piemonte rimane al centrodestra,  i comuni maggiori come Firenze, Bari, Perugia al centrosinistra. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 10 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555866/corsivo_10_06_2024_08_25.mp3" length="2318060" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alle elezioni europee, come prevedibile, crolla l'affluenza in Italia sotto il 50% e l'astensione diventa un caso politico, un record mai raggiunto alle elezioni europee e politiche. 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Il Mezzogiorno premia i dem, primo partito al Sud  Nelle amministrative, il Piemonte rimane al centrodestra,  i comuni maggiori come Firenze, Bari, Perugia al centrosinistra. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/714a5464ad16fa510a350d116b64d962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alle Europee, Fdi primo partito, cresce il Pd, crolla M5s, Forza Italia supera la Lega. 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Risorge il Pd, secondo partito, che supera il 24%, e l'esito del voto premia la leadership di Elly Schlein che ha girato in lungo e in largo il Paese, incalzando la premier Giorgia Meloni su lavoro e sanità. Cala il consenso del M5s di Giuseppe Conte.  Nella maggioranza, cambia il peso tra partiti. Forza Italia, che in Europa fa riferimento al gruppo del Ppe, recupera sulla Lega, spostando l'asse politico da una prevalenza della destra sovranista, Fdi-Lega, ad una maggiore presenza dei centristi Forza Italia-Noi moderati. Per il resto, nel regno della totale frammentazione, in pochi superano il fatidico 4%. Buona la prova di Alleanza Verdi Sinistra che con il 6,6% manda Ilaria Salis al Parlamento europeo. In particolare,  FdI pesca nel bacino della Lega e fa il boom al Nord. Il Mezzogiorno premia i dem, primo partito al Sud  Nelle amministrative, il Piemonte rimane al centrodestra,  i comuni maggiori come Firenze, Bari, Perugia al centrosinistra. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 10 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60336693/corsivo_10_06_2024_08_25.mp3" length="2318060" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alle elezioni europee, come prevedibile, crolla l'affluenza in Italia sotto il 50% e l'astensione diventa un caso politico, un record mai raggiunto alle elezioni europee e politiche. La disaffezione dell'elettorato e la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alle elezioni europee, come prevedibile, crolla l'affluenza in Italia sotto il 50% e l'astensione diventa un caso politico, un record mai raggiunto alle elezioni europee e politiche. La disaffezione dell'elettorato e la distanza tra partiti e cittadini, hanno portato negli anni a questo risultato negativo. La riflessione dovrebbe partire da qui. Sul piano politico, anche l'Italia conferma la tendenza registrata in Francia, Germania, Austria, dove si affermano le formazioni di destra. Fdi di Giorgia Meloni con il 29% resta il primo partito del nostro Paese, in aumento rispetto alle politiche del 25 settembre 2022 e in linea con i sondaggi degli ultimi mesi. Risorge il Pd, secondo partito, che supera il 24%, e l'esito del voto premia la leadership di Elly Schlein che ha girato in lungo e in largo il Paese, incalzando la premier Giorgia Meloni su lavoro e sanità. Cala il consenso del M5s di Giuseppe Conte.  Nella maggioranza, cambia il peso tra partiti. Forza Italia, che in Europa fa riferimento al gruppo del Ppe, recupera sulla Lega, spostando l'asse politico da una prevalenza della destra sovranista, Fdi-Lega, ad una maggiore presenza dei centristi Forza Italia-Noi moderati. Per il resto, nel regno della totale frammentazione, in pochi superano il fatidico 4%. Buona la prova di Alleanza Verdi Sinistra che con il 6,6% manda Ilaria Salis al Parlamento europeo. In particolare,  FdI pesca nel bacino della Lega e fa il boom al Nord. Il Mezzogiorno premia i dem, primo partito al Sud  Nelle amministrative, il Piemonte rimane al centrodestra,  i comuni maggiori come Firenze, Bari, Perugia al centrosinistra. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/714a5464ad16fa510a350d116b64d962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Più o meno Europa? | 08/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piu-o-meno-europa-08-06-2024-il-corsivo--64555955</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Giunge oggi il momento in cui delineare meglio, attraverso il voto che daremo (ma, forse, anche attraverso quello che non daremo) il tipo di profilo che potrà assumere l’Europa nei prossimi anni. Andiamo a votare - e speriamo di non essere una minoranza a farlo – in un clima che ha visto prevalere le argomentazioni di natura più tipicamente ideologica su quelle più banalmente programmatiche. Si pensi, ad esempio, alla polemica che è arrivata ad investire persino la figura del Presidente della Repubblica, sul tema della sovranità, da conferire – in maggiore o minor misura – all’Unione Europea, rispetto a quella che, invece, fino ad oggi ha contraddistinto gli stati nazionali. Ricordiamo che, riferendosi alla pace - da 80 anni mai così minacciata nel Vecchio Continente - il capo dello Stato ha sottolineato la delicatezza della scadenza elettorale odierna, ribadendo l’esigenza di una sovranità storica dell’Unione Europea, intesa come sbocco inevitabile e, quindi, come “lascito ideale di avvenimenti fondativi”, nati, per il nostro Paese, dalla Resistenza e dalla scelta repubblicana. Come è noto, l’intervento di Sergio Mattarella sui temi della sovranità europea e dell’identità nazionale ha destato non pochi malumori in certi ambienti politici, al punto che qualcuno si è persino spinto a “suggerire” le dimissioni al “temerario” inquilino del Quirinale. Tuttavia, se osserviamo con un minimo di obbiettività la piega che stanno prendendo le cose non appena varchiamo gli steccati del giardino di casa nostra, dovremo onestamente ammettere che - anche se la cosa potrà non piacerci - lo scenario attuale dell’economia planetaria registra essenzialmente il predominio di chi è unito ed organizzato ( vedi Cina, Stati Uniti o India) su chi, al contrario, è disunito e lacerato da diffidenze e rivalità del tutto anacronistiche. I partiti sovranisti scommettono sul ridimensionamento delle istituzioni europee, sperando di renderle ancora più impotenti di quanto esse lo siano già ora, aprendo, invece, un’autostrada agli interessi nazionali più svariati. Sapranno gli stati nazionali garantire, seriamente, una pace duratura all’interno della nostra Europa? Due tragiche esperienze del Novecento sembrerebbero negarlo. Ci sarà ancora una Banca Centrale Europea che – come ricordava ieri sul Corriere della Sera il sempre eccellente Federico Fubini - “ dall’inizio della pandemia ha comprato 300 miliardi di debito pubblico italiano, senza i quali il Paese sarebbe saltato” ? Speriamo ardentemente di si. L’impressione che abbiamo è, comunque, quella che mai come questa volta le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo presentino i tratti tipici degli eventi epocali. Vogliamo davvero che passino sotto il nostro sguardo senza neanche proferire parola?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 08 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555955/corsivo_08_06_2024_08_25.mp3" length="2625644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Giunge oggi il momento in cui delineare meglio, attraverso il voto che daremo (ma, forse, anche attraverso quello che non daremo) il tipo di profilo che potrà assumere l’Europa nei prossimi anni. Andiamo a votare - e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Giunge oggi il momento in cui delineare meglio, attraverso il voto che daremo (ma, forse, anche attraverso quello che non daremo) il tipo di profilo che potrà assumere l’Europa nei prossimi anni. Andiamo a votare - e speriamo di non essere una minoranza a farlo – in un clima che ha visto prevalere le argomentazioni di natura più tipicamente ideologica su quelle più banalmente programmatiche. Si pensi, ad esempio, alla polemica che è arrivata ad investire persino la figura del Presidente della Repubblica, sul tema della sovranità, da conferire – in maggiore o minor misura – all’Unione Europea, rispetto a quella che, invece, fino ad oggi ha contraddistinto gli stati nazionali. Ricordiamo che, riferendosi alla pace - da 80 anni mai così minacciata nel Vecchio Continente - il capo dello Stato ha sottolineato la delicatezza della scadenza elettorale odierna, ribadendo l’esigenza di una sovranità storica dell’Unione Europea, intesa come sbocco inevitabile e, quindi, come “lascito ideale di avvenimenti fondativi”, nati, per il nostro Paese, dalla Resistenza e dalla scelta repubblicana. Come è noto, l’intervento di Sergio Mattarella sui temi della sovranità europea e dell’identità nazionale ha destato non pochi malumori in certi ambienti politici, al punto che qualcuno si è persino spinto a “suggerire” le dimissioni al “temerario” inquilino del Quirinale. Tuttavia, se osserviamo con un minimo di obbiettività la piega che stanno prendendo le cose non appena varchiamo gli steccati del giardino di casa nostra, dovremo onestamente ammettere che - anche se la cosa potrà non piacerci - lo scenario attuale dell’economia planetaria registra essenzialmente il predominio di chi è unito ed organizzato ( vedi Cina, Stati Uniti o India) su chi, al contrario, è disunito e lacerato da diffidenze e rivalità del tutto anacronistiche. I partiti sovranisti scommettono sul ridimensionamento delle istituzioni europee, sperando di renderle ancora più impotenti di quanto esse lo siano già ora, aprendo, invece, un’autostrada agli interessi nazionali più svariati. Sapranno gli stati nazionali garantire, seriamente, una pace duratura all’interno della nostra Europa? Due tragiche esperienze del Novecento sembrerebbero negarlo. Ci sarà ancora una Banca Centrale Europea che – come ricordava ieri sul Corriere della Sera il sempre eccellente Federico Fubini - “ dall’inizio della pandemia ha comprato 300 miliardi di debito pubblico italiano, senza i quali il Paese sarebbe saltato” ? Speriamo ardentemente di si. L’impressione che abbiamo è, comunque, quella che mai come questa volta le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo presentino i tratti tipici degli eventi epocali. Vogliamo davvero che passino sotto il nostro sguardo senza neanche proferire parola?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>165</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/434aa7f4c9eeca26362aefc68b9776ca.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Più o meno Europa? | 08/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piu-o-meno-europa-08-06-2024-il-corsivo--60320372</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Giunge oggi il momento in cui delineare meglio, attraverso il voto che daremo (ma, forse, anche attraverso quello che non daremo) il tipo di profilo che potrà assumere l’Europa nei prossimi anni. Andiamo a votare - e speriamo di non essere una minoranza a farlo – in un clima che ha visto prevalere le argomentazioni di natura più tipicamente ideologica su quelle più banalmente programmatiche. Si pensi, ad esempio, alla polemica che è arrivata ad investire persino la figura del Presidente della Repubblica, sul tema della sovranità, da conferire – in maggiore o minor misura – all’Unione Europea, rispetto a quella che, invece, fino ad oggi ha contraddistinto gli stati nazionali. Ricordiamo che, riferendosi alla pace - da 80 anni mai così minacciata nel Vecchio Continente - il capo dello Stato ha sottolineato la delicatezza della scadenza elettorale odierna, ribadendo l’esigenza di una sovranità storica dell’Unione Europea, intesa come sbocco inevitabile e, quindi, come “lascito ideale di avvenimenti fondativi”, nati, per il nostro Paese, dalla Resistenza e dalla scelta repubblicana. Come è noto, l’intervento di Sergio Mattarella sui temi della sovranità europea e dell’identità nazionale ha destato non pochi malumori in certi ambienti politici, al punto che qualcuno si è persino spinto a “suggerire” le dimissioni al “temerario” inquilino del Quirinale. Tuttavia, se osserviamo con un minimo di obbiettività la piega che stanno prendendo le cose non appena varchiamo gli steccati del giardino di casa nostra, dovremo onestamente ammettere che - anche se la cosa potrà non piacerci - lo scenario attuale dell’economia planetaria registra essenzialmente il predominio di chi è unito ed organizzato ( vedi Cina, Stati Uniti o India) su chi, al contrario, è disunito e lacerato da diffidenze e rivalità del tutto anacronistiche. I partiti sovranisti scommettono sul ridimensionamento delle istituzioni europee, sperando di renderle ancora più impotenti di quanto esse lo siano già ora, aprendo, invece, un’autostrada agli interessi nazionali più svariati. Sapranno gli stati nazionali garantire, seriamente, una pace duratura all’interno della nostra Europa? Due tragiche esperienze del Novecento sembrerebbero negarlo. Ci sarà ancora una Banca Centrale Europea che – come ricordava ieri sul Corriere della Sera il sempre eccellente Federico Fubini - “ dall’inizio della pandemia ha comprato 300 miliardi di debito pubblico italiano, senza i quali il Paese sarebbe saltato” ? Speriamo ardentemente di si. L’impressione che abbiamo è, comunque, quella che mai come questa volta le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo presentino i tratti tipici degli eventi epocali. Vogliamo davvero che passino sotto il nostro sguardo senza neanche proferire parola?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 08 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60320372/corsivo_08_06_2024_08_25.mp3" length="2625644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Giunge oggi il momento in cui delineare meglio, attraverso il voto che daremo (ma, forse, anche attraverso quello che non daremo) il tipo di profilo che potrà assumere l’Europa nei prossimi anni. Andiamo a votare - e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Giunge oggi il momento in cui delineare meglio, attraverso il voto che daremo (ma, forse, anche attraverso quello che non daremo) il tipo di profilo che potrà assumere l’Europa nei prossimi anni. Andiamo a votare - e speriamo di non essere una minoranza a farlo – in un clima che ha visto prevalere le argomentazioni di natura più tipicamente ideologica su quelle più banalmente programmatiche. Si pensi, ad esempio, alla polemica che è arrivata ad investire persino la figura del Presidente della Repubblica, sul tema della sovranità, da conferire – in maggiore o minor misura – all’Unione Europea, rispetto a quella che, invece, fino ad oggi ha contraddistinto gli stati nazionali. Ricordiamo che, riferendosi alla pace - da 80 anni mai così minacciata nel Vecchio Continente - il capo dello Stato ha sottolineato la delicatezza della scadenza elettorale odierna, ribadendo l’esigenza di una sovranità storica dell’Unione Europea, intesa come sbocco inevitabile e, quindi, come “lascito ideale di avvenimenti fondativi”, nati, per il nostro Paese, dalla Resistenza e dalla scelta repubblicana. Come è noto, l’intervento di Sergio Mattarella sui temi della sovranità europea e dell’identità nazionale ha destato non pochi malumori in certi ambienti politici, al punto che qualcuno si è persino spinto a “suggerire” le dimissioni al “temerario” inquilino del Quirinale. Tuttavia, se osserviamo con un minimo di obbiettività la piega che stanno prendendo le cose non appena varchiamo gli steccati del giardino di casa nostra, dovremo onestamente ammettere che - anche se la cosa potrà non piacerci - lo scenario attuale dell’economia planetaria registra essenzialmente il predominio di chi è unito ed organizzato ( vedi Cina, Stati Uniti o India) su chi, al contrario, è disunito e lacerato da diffidenze e rivalità del tutto anacronistiche. I partiti sovranisti scommettono sul ridimensionamento delle istituzioni europee, sperando di renderle ancora più impotenti di quanto esse lo siano già ora, aprendo, invece, un’autostrada agli interessi nazionali più svariati. Sapranno gli stati nazionali garantire, seriamente, una pace duratura all’interno della nostra Europa? Due tragiche esperienze del Novecento sembrerebbero negarlo. Ci sarà ancora una Banca Centrale Europea che – come ricordava ieri sul Corriere della Sera il sempre eccellente Federico Fubini - “ dall’inizio della pandemia ha comprato 300 miliardi di debito pubblico italiano, senza i quali il Paese sarebbe saltato” ? Speriamo ardentemente di si. L’impressione che abbiamo è, comunque, quella che mai come questa volta le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo presentino i tratti tipici degli eventi epocali. Vogliamo davvero che passino sotto il nostro sguardo senza neanche proferire parola?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>165</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/434aa7f4c9eeca26362aefc68b9776ca.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni europee 2024. Finisce la campagna elettorale più fiacca di sempre | 07/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-europee-2024-finisce-la-campagna-elettorale-piu-fiacca-di-sempre-07-06-2024-il-corsivo--64555946</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sarà per il sistema elettorale proporzionale che non riesce aggregare gli schieramenti, sarà per una evidente disaffezione dell'elettorato agli appuntamenti politici europei, ma la campagna elettorale che si conclude è la più fiacca di sempre. Mancano i contenuti, non sono presenti i temi forti del dibattito politico europeo, e ognuno si barcamena a colpi di spot, di promesse elettorali irrealizzabili, di posizionamenti all'interno delle coalizioni, in una sorta di gara al tornaconto personale, più che a una idea di Bene comune.  Il centrodestra  I tre partiti di governo, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, corrono per tre progetti differenti, anche se i loro leader declamano l'unità d'intenti. Il più europeista è Antonio Tajani di Forza Italia, Matteo Salvini della Lega si muove accanto ai sovranisti più estremi, mentre Giorgia Meloni, tra i due fuochi opposti, dice di battersi per una idea alternativa di Europa e cerca di formare un gruppo d 135 eurodeputati in grado di dettare, dall'opposizione, l'agenda  del nuovo Parlamento europeo.   Il centrosinistra Gli ultimi scampoli di campagna elettorale sono determinati dallo scontro tra la leader del Pd Elly Schlein e Giorgia Meloni su liste d'attesa, accordo tra Italia e Albania sui migranti, lavoro e salario minimo. Schlein ha girato in lungo e in largo il Paese per tentare di convincere gli indecisi, strappare qualche voto all'astensione e al M5s. Meloni ha preferito puntare sul mezzo televisivo con le ultime interviste a Mentana e Vespa. Gli altri partiti dell'opposizione sono talmente frammentati e divisi che, per molti di loro, il superamento della soglia di sbarramento del 4% resta una meta lontana da raggiungere alle elezioni europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 07 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555946/corsivo_07_06_2024_08_25.mp3" length="2142572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Sarà per il sistema elettorale proporzionale che non riesce aggregare gli schieramenti, sarà per una evidente disaffezione dell'elettorato agli appuntamenti politici europei, ma la campagna elettorale che si conclude è la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sarà per il sistema elettorale proporzionale che non riesce aggregare gli schieramenti, sarà per una evidente disaffezione dell'elettorato agli appuntamenti politici europei, ma la campagna elettorale che si conclude è la più fiacca di sempre. Mancano i contenuti, non sono presenti i temi forti del dibattito politico europeo, e ognuno si barcamena a colpi di spot, di promesse elettorali irrealizzabili, di posizionamenti all'interno delle coalizioni, in una sorta di gara al tornaconto personale, più che a una idea di Bene comune.  Il centrodestra  I tre partiti di governo, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, corrono per tre progetti differenti, anche se i loro leader declamano l'unità d'intenti. Il più europeista è Antonio Tajani di Forza Italia, Matteo Salvini della Lega si muove accanto ai sovranisti più estremi, mentre Giorgia Meloni, tra i due fuochi opposti, dice di battersi per una idea alternativa di Europa e cerca di formare un gruppo d 135 eurodeputati in grado di dettare, dall'opposizione, l'agenda  del nuovo Parlamento europeo.   Il centrosinistra Gli ultimi scampoli di campagna elettorale sono determinati dallo scontro tra la leader del Pd Elly Schlein e Giorgia Meloni su liste d'attesa, accordo tra Italia e Albania sui migranti, lavoro e salario minimo. Schlein ha girato in lungo e in largo il Paese per tentare di convincere gli indecisi, strappare qualche voto all'astensione e al M5s. Meloni ha preferito puntare sul mezzo televisivo con le ultime interviste a Mentana e Vespa. Gli altri partiti dell'opposizione sono talmente frammentati e divisi che, per molti di loro, il superamento della soglia di sbarramento del 4% resta una meta lontana da raggiungere alle elezioni europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7a954191ecf58325439d04ca4b3ac04c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni europee 2024. Finisce la campagna elettorale più fiacca di sempre | 07/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-europee-2024-finisce-la-campagna-elettorale-piu-fiacca-di-sempre-07-06-2024-il-corsivo--60307672</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sarà per il sistema elettorale proporzionale che non riesce aggregare gli schieramenti, sarà per una evidente disaffezione dell'elettorato agli appuntamenti politici europei, ma la campagna elettorale che si conclude è la più fiacca di sempre. Mancano i contenuti, non sono presenti i temi forti del dibattito politico europeo, e ognuno si barcamena a colpi di spot, di promesse elettorali irrealizzabili, di posizionamenti all'interno delle coalizioni, in una sorta di gara al tornaconto personale, più che a una idea di Bene comune.  Il centrodestra  I tre partiti di governo, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, corrono per tre progetti differenti, anche se i loro leader declamano l'unità d'intenti. Il più europeista è Antonio Tajani di Forza Italia, Matteo Salvini della Lega si muove accanto ai sovranisti più estremi, mentre Giorgia Meloni, tra i due fuochi opposti, dice di battersi per una idea alternativa di Europa e cerca di formare un gruppo d 135 eurodeputati in grado di dettare, dall'opposizione, l'agenda  del nuovo Parlamento europeo.   Il centrosinistra Gli ultimi scampoli di campagna elettorale sono determinati dallo scontro tra la leader del Pd Elly Schlein e Giorgia Meloni su liste d'attesa, accordo tra Italia e Albania sui migranti, lavoro e salario minimo. Schlein ha girato in lungo e in largo il Paese per tentare di convincere gli indecisi, strappare qualche voto all'astensione e al M5s. Meloni ha preferito puntare sul mezzo televisivo con le ultime interviste a Mentana e Vespa. Gli altri partiti dell'opposizione sono talmente frammentati e divisi che, per molti di loro, il superamento della soglia di sbarramento del 4% resta una meta lontana da raggiungere alle elezioni europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 07 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60307672/corsivo_07_06_2024_08_25.mp3" length="2142572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Sarà per il sistema elettorale proporzionale che non riesce aggregare gli schieramenti, sarà per una evidente disaffezione dell'elettorato agli appuntamenti politici europei, ma la campagna elettorale che si conclude è la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sarà per il sistema elettorale proporzionale che non riesce aggregare gli schieramenti, sarà per una evidente disaffezione dell'elettorato agli appuntamenti politici europei, ma la campagna elettorale che si conclude è la più fiacca di sempre. Mancano i contenuti, non sono presenti i temi forti del dibattito politico europeo, e ognuno si barcamena a colpi di spot, di promesse elettorali irrealizzabili, di posizionamenti all'interno delle coalizioni, in una sorta di gara al tornaconto personale, più che a una idea di Bene comune.  Il centrodestra  I tre partiti di governo, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, corrono per tre progetti differenti, anche se i loro leader declamano l'unità d'intenti. Il più europeista è Antonio Tajani di Forza Italia, Matteo Salvini della Lega si muove accanto ai sovranisti più estremi, mentre Giorgia Meloni, tra i due fuochi opposti, dice di battersi per una idea alternativa di Europa e cerca di formare un gruppo d 135 eurodeputati in grado di dettare, dall'opposizione, l'agenda  del nuovo Parlamento europeo.   Il centrosinistra Gli ultimi scampoli di campagna elettorale sono determinati dallo scontro tra la leader del Pd Elly Schlein e Giorgia Meloni su liste d'attesa, accordo tra Italia e Albania sui migranti, lavoro e salario minimo. Schlein ha girato in lungo e in largo il Paese per tentare di convincere gli indecisi, strappare qualche voto all'astensione e al M5s. Meloni ha preferito puntare sul mezzo televisivo con le ultime interviste a Mentana e Vespa. Gli altri partiti dell'opposizione sono talmente frammentati e divisi che, per molti di loro, il superamento della soglia di sbarramento del 4% resta una meta lontana da raggiungere alle elezioni europee.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7a954191ecf58325439d04ca4b3ac04c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>80 anni dallo sbarco in Normandia e la guerra è ancora un'opzione del mondo | 06/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/80-anni-dallo-sbarco-in-normandia-e-la-guerra-e-ancora-un-opzione-del-mondo-06-06-2024-il-corsivo--64555867</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  80 anni dallo sbarco in Normandia  Accadeva esattamente ottant'anni fa in queste ore. Alle 4.15 di mattina del 5 giugno 1944, il comandante supremo delle forze armate americane e alleate, Dwight D. Eisenhower, disse all’ammiraglio britannico Ramsay e al generale Montgomery: «Ok, let’s go!». È il via libera al D-Day del 6 giugno, rinviato di un giorno per le avverse condizioni meteo. Iniziava la più importante operazione militare della storia contemporanea, lo sbarco alleato in Normandia. 155 mila uomini impiegati nell'operazione contro poco più di 50 mila soldati tedeschi, in gran parte blindati nei bunker piazzati in cima alle falesie che sovrastano le spiagge francesi. 11 mila aerei, 23mila paracadutisti, Migliaia tra morti, feriti, dispersi. Quell'azione ha permesso di sfondare le linee tedesche e liberare in pochi mesi Parigi e la Francia dall'occupazione nazista.   La guerra è ancora un'opzione del mondo Ottant'anni dopo lo sbarco in Normandia, la guerra è ancora un'opzione possibile. Nelle celebrazioni di questi giorni, i pochi reduci che appaiono in a Parigi, in Normandia, a Southwick in Inghilterra, alcuni ci ricordano che la guerra è comunque orrenda e che bisogna sperare che non torni. Ma altri che si mostrano accanto al presidente francese Emmanuel Macron nelle commemorazioni, se potessero, sarebbero pronti al sacrificio, oggi come allora. Le celebrazioni dello sbarco in Normandia cadono nel momento più difficile della storia dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il conflitto tra Russia e Ucraina, la guerra tra Israele e Hamas, i venti di guerra tra Israele e hezbollah e Iran. Ieri Macron ha fatto intendere che non compirà dietro front all'idea di inviare istruttori in Ucraina. Oggi arrivano Biden e Mattarella. La speranza è che, al netto delle frasi retoriche, ricorra nei discorsi ufficiali la parola pace.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 06 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555867/corsivo_06_06_2024_08_25.mp3" length="2258156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  80 anni dallo sbarco in Normandia  Accadeva esattamente ottant'anni fa in queste ore. Alle 4.15 di mattina del 5 giugno 1944, il comandante supremo delle forze armate americane e alleate, Dwight D. Eisenhower, disse...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  80 anni dallo sbarco in Normandia  Accadeva esattamente ottant'anni fa in queste ore. Alle 4.15 di mattina del 5 giugno 1944, il comandante supremo delle forze armate americane e alleate, Dwight D. Eisenhower, disse all’ammiraglio britannico Ramsay e al generale Montgomery: «Ok, let’s go!». È il via libera al D-Day del 6 giugno, rinviato di un giorno per le avverse condizioni meteo. Iniziava la più importante operazione militare della storia contemporanea, lo sbarco alleato in Normandia. 155 mila uomini impiegati nell'operazione contro poco più di 50 mila soldati tedeschi, in gran parte blindati nei bunker piazzati in cima alle falesie che sovrastano le spiagge francesi. 11 mila aerei, 23mila paracadutisti, Migliaia tra morti, feriti, dispersi. Quell'azione ha permesso di sfondare le linee tedesche e liberare in pochi mesi Parigi e la Francia dall'occupazione nazista.   La guerra è ancora un'opzione del mondo Ottant'anni dopo lo sbarco in Normandia, la guerra è ancora un'opzione possibile. Nelle celebrazioni di questi giorni, i pochi reduci che appaiono in a Parigi, in Normandia, a Southwick in Inghilterra, alcuni ci ricordano che la guerra è comunque orrenda e che bisogna sperare che non torni. Ma altri che si mostrano accanto al presidente francese Emmanuel Macron nelle commemorazioni, se potessero, sarebbero pronti al sacrificio, oggi come allora. Le celebrazioni dello sbarco in Normandia cadono nel momento più difficile della storia dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il conflitto tra Russia e Ucraina, la guerra tra Israele e Hamas, i venti di guerra tra Israele e hezbollah e Iran. Ieri Macron ha fatto intendere che non compirà dietro front all'idea di inviare istruttori in Ucraina. Oggi arrivano Biden e Mattarella. La speranza è che, al netto delle frasi retoriche, ricorra nei discorsi ufficiali la parola pace.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/03407f88dc659be29db7977f2e1a93e9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>80 anni dallo sbarco in Normandia e la guerra è ancora un'opzione del mondo | 06/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/80-anni-dallo-sbarco-in-normandia-e-la-guerra-e-ancora-un-opzione-del-mondo-06-06-2024-il-corsivo--60296380</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  80 anni dallo sbarco in Normandia  Accadeva esattamente ottant'anni fa in queste ore. Alle 4.15 di mattina del 5 giugno 1944, il comandante supremo delle forze armate americane e alleate, Dwight D. Eisenhower, disse all’ammiraglio britannico Ramsay e al generale Montgomery: «Ok, let’s go!». È il via libera al D-Day del 6 giugno, rinviato di un giorno per le avverse condizioni meteo. Iniziava la più importante operazione militare della storia contemporanea, lo sbarco alleato in Normandia. 155 mila uomini impiegati nell'operazione contro poco più di 50 mila soldati tedeschi, in gran parte blindati nei bunker piazzati in cima alle falesie che sovrastano le spiagge francesi. 11 mila aerei, 23mila paracadutisti, Migliaia tra morti, feriti, dispersi. Quell'azione ha permesso di sfondare le linee tedesche e liberare in pochi mesi Parigi e la Francia dall'occupazione nazista.   La guerra è ancora un'opzione del mondo Ottant'anni dopo lo sbarco in Normandia, la guerra è ancora un'opzione possibile. Nelle celebrazioni di questi giorni, i pochi reduci che appaiono in a Parigi, in Normandia, a Southwick in Inghilterra, alcuni ci ricordano che la guerra è comunque orrenda e che bisogna sperare che non torni. Ma altri che si mostrano accanto al presidente francese Emmanuel Macron nelle commemorazioni, se potessero, sarebbero pronti al sacrificio, oggi come allora. Le celebrazioni dello sbarco in Normandia cadono nel momento più difficile della storia dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il conflitto tra Russia e Ucraina, la guerra tra Israele e Hamas, i venti di guerra tra Israele e hezbollah e Iran. Ieri Macron ha fatto intendere che non compirà dietro front all'idea di inviare istruttori in Ucraina. Oggi arrivano Biden e Mattarella. La speranza è che, al netto delle frasi retoriche, ricorra nei discorsi ufficiali la parola pace.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 06 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60296380/corsivo_06_06_2024_08_25.mp3" length="2258156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  80 anni dallo sbarco in Normandia  Accadeva esattamente ottant'anni fa in queste ore. 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Quell'azione ha permesso di sfondare le linee tedesche e liberare in pochi mesi Parigi e la Francia dall'occupazione nazista.   La guerra è ancora un'opzione del mondo Ottant'anni dopo lo sbarco in Normandia, la guerra è ancora un'opzione possibile. Nelle celebrazioni di questi giorni, i pochi reduci che appaiono in a Parigi, in Normandia, a Southwick in Inghilterra, alcuni ci ricordano che la guerra è comunque orrenda e che bisogna sperare che non torni. Ma altri che si mostrano accanto al presidente francese Emmanuel Macron nelle commemorazioni, se potessero, sarebbero pronti al sacrificio, oggi come allora. Le celebrazioni dello sbarco in Normandia cadono nel momento più difficile della storia dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il conflitto tra Russia e Ucraina, la guerra tra Israele e Hamas, i venti di guerra tra Israele e hezbollah e Iran. Ieri Macron ha fatto intendere che non compirà dietro front all'idea di inviare istruttori in Ucraina. Oggi arrivano Biden e Mattarella. La speranza è che, al netto delle frasi retoriche, ricorra nei discorsi ufficiali la parola pace.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/03407f88dc659be29db7977f2e1a93e9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli obiettivi mancati nella Giornata mondiale dell'ambiente | 05/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-obiettivi-mancati-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-05-06-2024-il-corsivo--64555896</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nella Giornata mondiale che celebra l'ambiente manca la politica. Nella campagna elettorale americana e in quella prossima europea, i candidati di gran parte dei partiti e degli schieramenti dimenticano di mettere in campo soluzioni concrete su siccità, crisi climatica, dissesto idrogeologico, differenze economiche tra stati ricchi e poveri che determinano squilibri sociali sempre più marcati.   Le sfide perse  Il piano ambientale di 2mila miliardi, il Green New Deal promesso dal presidente americano Joe Biden all'inizio del suo mandato, non è stato attuato, e buona parte dei fondi sono stati invece destinati a sostenere la corsa agli armamenti. Stessa cosa si può dire per il Green deal europeo. Terminata la IX legislatura del Parlamento Europeo, iniziata nel 2019, di molte norme ambientali sulle quali Commissione, Assemblea e Consiglio si sono dati battaglia per anni non sentiremo più parlare. Alla legge europea sul ripristino della natura manca solo la ratifica del Consiglio. La legge sul monitoraggio dei suoli che prevede la bonifica dei terreni inquinati è stata messa da parte. La nuova norma per ridurre gli imballaggi, soprattutto di plastica, giace immobilizzata tra i veti. La legge sul ripristino della natura ambiva a riqualificare il 20% delle zone degradate dal punto di vista naturalistico. La legge sui pesticidi, che prevedeva anche la riduzione dei gas serra in agricoltura, è stata invece ritirata direttamente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lo scorso il 6 febbraio, dopo la dura protesta degli agricoltori.  Non essendo arrivate all’approvazione, il loro viaggio ha alte probabilità di finire qui: è difficile che una nuova legislatura ricicli i provvedimenti della precedente.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 05 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555896/corsivo_05_06_2024_08_25.mp3" length="2315372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nella Giornata mondiale che celebra l'ambiente manca la politica. 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Terminata la IX legislatura del Parlamento Europeo, iniziata nel 2019, di molte norme ambientali sulle quali Commissione, Assemblea e Consiglio si sono dati battaglia per anni non sentiremo più parlare. Alla legge europea sul ripristino della natura manca solo la ratifica del Consiglio. La legge sul monitoraggio dei suoli che prevede la bonifica dei terreni inquinati è stata messa da parte. La nuova norma per ridurre gli imballaggi, soprattutto di plastica, giace immobilizzata tra i veti. La legge sul ripristino della natura ambiva a riqualificare il 20% delle zone degradate dal punto di vista naturalistico. La legge sui pesticidi, che prevedeva anche la riduzione dei gas serra in agricoltura, è stata invece ritirata direttamente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lo scorso il 6 febbraio, dopo la dura protesta degli agricoltori.  Non essendo arrivate all’approvazione, il loro viaggio ha alte probabilità di finire qui: è difficile che una nuova legislatura ricicli i provvedimenti della precedente.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fb155971bc6caf9576014835ec2e77b5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli obiettivi mancati nella Giornata mondiale dell'ambiente | 05/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-obiettivi-mancati-nella-giornata-mondiale-dell-ambiente-05-06-2024-il-corsivo--60282444</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nella Giornata mondiale che celebra l'ambiente manca la politica. Nella campagna elettorale americana e in quella prossima europea, i candidati di gran parte dei partiti e degli schieramenti dimenticano di mettere in campo soluzioni concrete su siccità, crisi climatica, dissesto idrogeologico, differenze economiche tra stati ricchi e poveri che determinano squilibri sociali sempre più marcati.   Le sfide perse  Il piano ambientale di 2mila miliardi, il Green New Deal promesso dal presidente americano Joe Biden all'inizio del suo mandato, non è stato attuato, e buona parte dei fondi sono stati invece destinati a sostenere la corsa agli armamenti. Stessa cosa si può dire per il Green deal europeo. Terminata la IX legislatura del Parlamento Europeo, iniziata nel 2019, di molte norme ambientali sulle quali Commissione, Assemblea e Consiglio si sono dati battaglia per anni non sentiremo più parlare. Alla legge europea sul ripristino della natura manca solo la ratifica del Consiglio. La legge sul monitoraggio dei suoli che prevede la bonifica dei terreni inquinati è stata messa da parte. La nuova norma per ridurre gli imballaggi, soprattutto di plastica, giace immobilizzata tra i veti. La legge sul ripristino della natura ambiva a riqualificare il 20% delle zone degradate dal punto di vista naturalistico. La legge sui pesticidi, che prevedeva anche la riduzione dei gas serra in agricoltura, è stata invece ritirata direttamente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lo scorso il 6 febbraio, dopo la dura protesta degli agricoltori.  Non essendo arrivate all’approvazione, il loro viaggio ha alte probabilità di finire qui: è difficile che una nuova legislatura ricicli i provvedimenti della precedente.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 05 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60282444/corsivo_05_06_2024_08_25.mp3" length="2315372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nella Giornata mondiale che celebra l'ambiente manca la politica. 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Terminata la IX legislatura del Parlamento Europeo, iniziata nel 2019, di molte norme ambientali sulle quali Commissione, Assemblea e Consiglio si sono dati battaglia per anni non sentiremo più parlare. Alla legge europea sul ripristino della natura manca solo la ratifica del Consiglio. La legge sul monitoraggio dei suoli che prevede la bonifica dei terreni inquinati è stata messa da parte. La nuova norma per ridurre gli imballaggi, soprattutto di plastica, giace immobilizzata tra i veti. La legge sul ripristino della natura ambiva a riqualificare il 20% delle zone degradate dal punto di vista naturalistico. La legge sui pesticidi, che prevedeva anche la riduzione dei gas serra in agricoltura, è stata invece ritirata direttamente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lo scorso il 6 febbraio, dopo la dura protesta degli agricoltori.  Non essendo arrivate all’approvazione, il loro viaggio ha alte probabilità di finire qui: è difficile che una nuova legislatura ricicli i provvedimenti della precedente.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fb155971bc6caf9576014835ec2e77b5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo spettro dell'astensione si aggira sul voto europeo. Sarà un record | 04/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-spettro-dell-astensione-si-aggira-sul-voto-europeo-sara-un-record-04-06-2024-il-corsivo--64555901</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Ci sono molte incognite che pesano sul voto europeo del prossimo week end. L'evidente radicalizzazione dello scontro politico all'interno degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra dovuto dal sistema proporzionale previsto dal voto. In particolare, le polemiche della Lega sulla sovranità europea marcata dal Capo dello Stato Sergio Mattarella rendono più debole sul piano politico la maggioranza che sostiene l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. La corsa al primato di leadership tra Schlein e conte, rende oggettivamente l'opposizione meno incisiva sotto il profilo numerico. La frammentazione dei partiti che non sostengono il Governo determina la difficoltà di superare la barriera del 4%, fondamentale per accedere al Parlamento europeo.   Il peso dell'astensione Analisti e sondaggisti sono concordi: l'astensionismo sarà un record nazionale, un fenomeno per altro maggioritario. La disaffezione per le cose politiche dimostra la differenza siderale tra l'elettorato e chi dovrebbe rappresentare le sue scelte nelle istituzioni europee che vengono percepite come distanti dai problemi reali del Paese. Alle prime elezioni europee del 1979, l’affluenza era dell’85 per cento. Nel 2019, si è passati al 54%. Il crollo ha marciato in modo parallelo a quello registrato alle elezioni politiche dove l’affluenza alle consultazioni per la Camera e il Senato ha subito un progressivo e quasi continuo calo che l’ha portata dal 90 per cento al picco negativo di affluenza nel 2022, 64 per cento. Da quello che si vede e non si può pubblicare, il fenomeno dell'astensione alle prossime europee sarà ancora di più decisivo, perché i cosiddetti indecisi hanno in realtà ormai deciso che non andranno a votare. Domenica sera dopo le 23, i numeri che usciranno dalle urne non potranno che confermare questa tendenza.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 04 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555901/corsivo_04_06_2024_08_25.mp3" length="2368748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Ci sono molte incognite che pesano sul voto europeo del prossimo week end. L'evidente radicalizzazione dello scontro politico all'interno degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra dovuto dal sistema...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Ci sono molte incognite che pesano sul voto europeo del prossimo week end. L'evidente radicalizzazione dello scontro politico all'interno degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra dovuto dal sistema proporzionale previsto dal voto. In particolare, le polemiche della Lega sulla sovranità europea marcata dal Capo dello Stato Sergio Mattarella rendono più debole sul piano politico la maggioranza che sostiene l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. La corsa al primato di leadership tra Schlein e conte, rende oggettivamente l'opposizione meno incisiva sotto il profilo numerico. La frammentazione dei partiti che non sostengono il Governo determina la difficoltà di superare la barriera del 4%, fondamentale per accedere al Parlamento europeo.   Il peso dell'astensione Analisti e sondaggisti sono concordi: l'astensionismo sarà un record nazionale, un fenomeno per altro maggioritario. La disaffezione per le cose politiche dimostra la differenza siderale tra l'elettorato e chi dovrebbe rappresentare le sue scelte nelle istituzioni europee che vengono percepite come distanti dai problemi reali del Paese. Alle prime elezioni europee del 1979, l’affluenza era dell’85 per cento. Nel 2019, si è passati al 54%. Il crollo ha marciato in modo parallelo a quello registrato alle elezioni politiche dove l’affluenza alle consultazioni per la Camera e il Senato ha subito un progressivo e quasi continuo calo che l’ha portata dal 90 per cento al picco negativo di affluenza nel 2022, 64 per cento. Da quello che si vede e non si può pubblicare, il fenomeno dell'astensione alle prossime europee sarà ancora di più decisivo, perché i cosiddetti indecisi hanno in realtà ormai deciso che non andranno a votare. Domenica sera dopo le 23, i numeri che usciranno dalle urne non potranno che confermare questa tendenza.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/11bbffca14c8ad3aacaf0fcd236cd9d8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo spettro dell'astensione si aggira sul voto europeo. 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La corsa al primato di leadership tra Schlein e conte, rende oggettivamente l'opposizione meno incisiva sotto il profilo numerico. La frammentazione dei partiti che non sostengono il Governo determina la difficoltà di superare la barriera del 4%, fondamentale per accedere al Parlamento europeo.   Il peso dell'astensione Analisti e sondaggisti sono concordi: l'astensionismo sarà un record nazionale, un fenomeno per altro maggioritario. La disaffezione per le cose politiche dimostra la differenza siderale tra l'elettorato e chi dovrebbe rappresentare le sue scelte nelle istituzioni europee che vengono percepite come distanti dai problemi reali del Paese. Alle prime elezioni europee del 1979, l’affluenza era dell’85 per cento. Nel 2019, si è passati al 54%. Il crollo ha marciato in modo parallelo a quello registrato alle elezioni politiche dove l’affluenza alle consultazioni per la Camera e il Senato ha subito un progressivo e quasi continuo calo che l’ha portata dal 90 per cento al picco negativo di affluenza nel 2022, 64 per cento. Da quello che si vede e non si può pubblicare, il fenomeno dell'astensione alle prossime europee sarà ancora di più decisivo, perché i cosiddetti indecisi hanno in realtà ormai deciso che non andranno a votare. Domenica sera dopo le 23, i numeri che usciranno dalle urne non potranno che confermare questa tendenza.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 04 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60270927/corsivo_04_06_2024_08_25.mp3" length="2368748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Ci sono molte incognite che pesano sul voto europeo del prossimo week end. 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La corsa al primato di leadership tra Schlein e conte, rende oggettivamente l'opposizione meno incisiva sotto il profilo numerico. La frammentazione dei partiti che non sostengono il Governo determina la difficoltà di superare la barriera del 4%, fondamentale per accedere al Parlamento europeo.   Il peso dell'astensione Analisti e sondaggisti sono concordi: l'astensionismo sarà un record nazionale, un fenomeno per altro maggioritario. La disaffezione per le cose politiche dimostra la differenza siderale tra l'elettorato e chi dovrebbe rappresentare le sue scelte nelle istituzioni europee che vengono percepite come distanti dai problemi reali del Paese. Alle prime elezioni europee del 1979, l’affluenza era dell’85 per cento. Nel 2019, si è passati al 54%. Il crollo ha marciato in modo parallelo a quello registrato alle elezioni politiche dove l’affluenza alle consultazioni per la Camera e il Senato ha subito un progressivo e quasi continuo calo che l’ha portata dal 90 per cento al picco negativo di affluenza nel 2022, 64 per cento. Da quello che si vede e non si può pubblicare, il fenomeno dell'astensione alle prossime europee sarà ancora di più decisivo, perché i cosiddetti indecisi hanno in realtà ormai deciso che non andranno a votare. 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Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione". E' una frase che mi ha sempre colpito perché proviene dalla voce di un intellettuale liberale. Ieri il comune di Stazzema mi ha invitato alla manifestazione solenne e ufficiale per le commemorazioni del 2 giugno, Festa della Repubblica.  A Sant'Anna di Stazzema, poche anime in piccolo borgo in provincia di Lucca, in Toscana, il 12 agosto 1944, le truppe della 16 Panzergrenadier Division, comandate da Walter Reder, diedero l'assalto contro la popolazione civile, sterminando 475 persone: nessun partigiano, solo vecchi, donne, bambini, la più piccola, Anna Pardini, aveva solo tre mesi. I nazisti erano stati accompagnati da fascisti italiani con le uniformi tedesche.   L'armadio della vergogna E' stato un onore e anche una missione parlare a Sant'Anna di un armadio che conteneva 695 fascicoli, un ruolo dei criminali nazisti composto da 2273 voci. Si tratta di documenti archiviati in modo illegale il 14 luglio 1960  dalla procura generale militare in applicazione della ragion di Stato, e riaffiorati poi nel 1994. Il giornalista dell'Espresso Franco Giustolisi, davanti a quelle carte che contenevano i nomi degli assassini già nel 1945, aveva coniato il termine "armadio della vergogna". Tra pochi processi celebrati in ritardo c'è anche quello relativo alla strage di Sant'Anna di Stazzema.   Il peso della memoria Il 2 giugno a Sant'Anna, la sua grande partecipazione, dimostra che la Costituzione è ancora viva e che in molti sono ancora pronti a difenderla dai maldestri tentativi di cambiarla in modo radicale: dal referendum perso da Matteo Renzi alla proposta di premierato che nei fatti esautora il potere del presidente della Repubblica.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 03 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555898/corsivo_03_06_2024_08_25.mp3" length="2510444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il 26 gennaio 1955, Piero Calamandrei concludeva così il suo discorso sulla Costituzione, nel Salone degli affreschi della Società Umanitaria di Milano.  "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 26 gennaio 1955, Piero Calamandrei concludeva così il suo discorso sulla Costituzione, nel Salone degli affreschi della Società Umanitaria di Milano.  "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione". E' una frase che mi ha sempre colpito perché proviene dalla voce di un intellettuale liberale. Ieri il comune di Stazzema mi ha invitato alla manifestazione solenne e ufficiale per le commemorazioni del 2 giugno, Festa della Repubblica.  A Sant'Anna di Stazzema, poche anime in piccolo borgo in provincia di Lucca, in Toscana, il 12 agosto 1944, le truppe della 16 Panzergrenadier Division, comandate da Walter Reder, diedero l'assalto contro la popolazione civile, sterminando 475 persone: nessun partigiano, solo vecchi, donne, bambini, la più piccola, Anna Pardini, aveva solo tre mesi. 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I nazisti erano stati accompagnati da fascisti italiani con le uniformi tedesche.   L'armadio della vergogna E' stato un onore e anche una missione parlare a Sant'Anna di un armadio che conteneva 695 fascicoli, un ruolo dei criminali nazisti composto da 2273 voci. Si tratta di documenti archiviati in modo illegale il 14 luglio 1960  dalla procura generale militare in applicazione della ragion di Stato, e riaffiorati poi nel 1994. Il giornalista dell'Espresso Franco Giustolisi, davanti a quelle carte che contenevano i nomi degli assassini già nel 1945, aveva coniato il termine "armadio della vergogna". Tra pochi processi celebrati in ritardo c'è anche quello relativo alla strage di Sant'Anna di Stazzema.   Il peso della memoria Il 2 giugno a Sant'Anna, la sua grande partecipazione, dimostra che la Costituzione è ancora viva e che in molti sono ancora pronti a difenderla dai maldestri tentativi di cambiarla in modo radicale: dal referendum perso da Matteo Renzi alla proposta di premierato che nei fatti esautora il potere del presidente della Repubblica.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 03 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60259582/corsivo_03_06_2024_08_25.mp3" length="2510444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il 26 gennaio 1955, Piero Calamandrei concludeva così il suo discorso sulla Costituzione, nel Salone degli affreschi della Società Umanitaria di Milano.  "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 26 gennaio 1955, Piero Calamandrei concludeva così il suo discorso sulla Costituzione, nel Salone degli affreschi della Società Umanitaria di Milano.  "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione". E' una frase che mi ha sempre colpito perché proviene dalla voce di un intellettuale liberale. Ieri il comune di Stazzema mi ha invitato alla manifestazione solenne e ufficiale per le commemorazioni del 2 giugno, Festa della Repubblica.  A Sant'Anna di Stazzema, poche anime in piccolo borgo in provincia di Lucca, in Toscana, il 12 agosto 1944, le truppe della 16 Panzergrenadier Division, comandate da Walter Reder, diedero l'assalto contro la popolazione civile, sterminando 475 persone: nessun partigiano, solo vecchi, donne, bambini, la più piccola, Anna Pardini, aveva solo tre mesi. I nazisti erano stati accompagnati da fascisti italiani con le uniformi tedesche.   L'armadio della vergogna E' stato un onore e anche una missione parlare a Sant'Anna di un armadio che conteneva 695 fascicoli, un ruolo dei criminali nazisti composto da 2273 voci. Si tratta di documenti archiviati in modo illegale il 14 luglio 1960  dalla procura generale militare in applicazione della ragion di Stato, e riaffiorati poi nel 1994. Il giornalista dell'Espresso Franco Giustolisi, davanti a quelle carte che contenevano i nomi degli assassini già nel 1945, aveva coniato il termine "armadio della vergogna". Tra pochi processi celebrati in ritardo c'è anche quello relativo alla strage di Sant'Anna di Stazzema.   Il peso della memoria Il 2 giugno a Sant'Anna, la sua grande partecipazione, dimostra che la Costituzione è ancora viva e che in molti sono ancora pronti a difenderla dai maldestri tentativi di cambiarla in modo radicale: dal referendum perso da Matteo Renzi alla proposta di premierato che nei fatti esautora il potere del presidente della Repubblica.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7465221b2039ab596b46b7d4d701d4c8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Europee. Ultimi scambi di campagna elettorale, ma tra i temi l'Europa non c'è | 01/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/europee-ultimi-scambi-di-campagna-elettorale-ma-tra-i-temi-l-europa-non-c-e-01-06-2024-il-corsivo--64555948</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo abituato. La tendenza è rilevata anche in gran parte degli altri aderenti alla Ue dove i risultati e le loro implicazioni politiche sono interpretati in chiave nazionale, sovente come resa dei conti all'interno delle maggiori coalizioni.   Il caso italiano Le elezioni europee del 2014 furono viste come un plebiscito per l’allora segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che prese il 40,81% dei voti, un traguardo mai raggiunto da un candidato di centrosinistra. Nel 2019, solo cinque anni dopo, il successo della Lega nelle elezioni europee contribuì in buona parte alla caduta del primo governo Conte che si reggeva sull'alleanza tra il Carroccio e il M5s.    Le elezioni europee 2024  Le europee 2024 rappresentano in Italia un test elettorale interno, una sorta di midterm alla cacio e pepe. La premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia sono alla ricerca di una conferma del risultato elettorale politico del 25 settembre 2022, quindi non sotto il 27%. La Lega non intende farsi superare da Forza Italia, perché metterebbe a rischio la stabilità della leadership di Matteo Salvini nel partito, e anche nel Governo. Salvini si presenta con candidati di rottura, mentre Meloni cerca di ‘normalizzare’ l’immagine internazionale del suo partito, presentandosi come una alternativa conservatrice di governo europeo. Nel centrosinistra la corsa è tra il Pd di Elly Schlein dato in forte rimonta, e il M5s di Giuseppe Conte in netto calo.    I nuovi equilibri europei L’attuale presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è interessata a favorire una collaborazione fra il Partito Popolare Europeo e il gruppo dei Conservatori e Riformisti (di cui è presidente Giorgia Meloni). Il progetto politico potrebbe portare a nuove alleanze fra centro-destra e destra radicale nel corso della prossima legislatura, con la conseguente marginalizzazione del Pse e dei liberali di Renew.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 01 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555948/corsivo_01_06_2024_08_25.mp3" length="2332652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo abituato. La tendenza è rilevata anche in gran parte degli altri aderenti alla Ue dove i risultati e le loro implicazioni politiche sono interpretati in chiave nazionale, sovente come resa dei conti all'interno delle maggiori coalizioni.   Il caso italiano Le elezioni europee del 2014 furono viste come un plebiscito per l’allora segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che prese il 40,81% dei voti, un traguardo mai raggiunto da un candidato di centrosinistra. Nel 2019, solo cinque anni dopo, il successo della Lega nelle elezioni europee contribuì in buona parte alla caduta del primo governo Conte che si reggeva sull'alleanza tra il Carroccio e il M5s.    Le elezioni europee 2024  Le europee 2024 rappresentano in Italia un test elettorale interno, una sorta di midterm alla cacio e pepe. La premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia sono alla ricerca di una conferma del risultato elettorale politico del 25 settembre 2022, quindi non sotto il 27%. La Lega non intende farsi superare da Forza Italia, perché metterebbe a rischio la stabilità della leadership di Matteo Salvini nel partito, e anche nel Governo. Salvini si presenta con candidati di rottura, mentre Meloni cerca di ‘normalizzare’ l’immagine internazionale del suo partito, presentandosi come una alternativa conservatrice di governo europeo. Nel centrosinistra la corsa è tra il Pd di Elly Schlein dato in forte rimonta, e il M5s di Giuseppe Conte in netto calo.    I nuovi equilibri europei L’attuale presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è interessata a favorire una collaborazione fra il Partito Popolare Europeo e il gruppo dei Conservatori e Riformisti (di cui è presidente Giorgia Meloni). Il progetto politico potrebbe portare a nuove alleanze fra centro-destra e destra radicale nel corso della prossima legislatura, con la conseguente marginalizzazione del Pse e dei liberali di Renew.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7db9f975194f1af445b536b5f0b721a4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Europee. Ultimi scambi di campagna elettorale, ma tra i temi l'Europa non c'è | 01/06/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/europee-ultimi-scambi-di-campagna-elettorale-ma-tra-i-temi-l-europa-non-c-e-01-06-2024-il-corsivo--60244700</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo abituato. La tendenza è rilevata anche in gran parte degli altri aderenti alla Ue dove i risultati e le loro implicazioni politiche sono interpretati in chiave nazionale, sovente come resa dei conti all'interno delle maggiori coalizioni.   Il caso italiano Le elezioni europee del 2014 furono viste come un plebiscito per l’allora segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che prese il 40,81% dei voti, un traguardo mai raggiunto da un candidato di centrosinistra. Nel 2019, solo cinque anni dopo, il successo della Lega nelle elezioni europee contribuì in buona parte alla caduta del primo governo Conte che si reggeva sull'alleanza tra il Carroccio e il M5s.    Le elezioni europee 2024  Le europee 2024 rappresentano in Italia un test elettorale interno, una sorta di midterm alla cacio e pepe. La premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia sono alla ricerca di una conferma del risultato elettorale politico del 25 settembre 2022, quindi non sotto il 27%. La Lega non intende farsi superare da Forza Italia, perché metterebbe a rischio la stabilità della leadership di Matteo Salvini nel partito, e anche nel Governo. Salvini si presenta con candidati di rottura, mentre Meloni cerca di ‘normalizzare’ l’immagine internazionale del suo partito, presentandosi come una alternativa conservatrice di governo europeo. Nel centrosinistra la corsa è tra il Pd di Elly Schlein dato in forte rimonta, e il M5s di Giuseppe Conte in netto calo.    I nuovi equilibri europei L’attuale presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è interessata a favorire una collaborazione fra il Partito Popolare Europeo e il gruppo dei Conservatori e Riformisti (di cui è presidente Giorgia Meloni). Il progetto politico potrebbe portare a nuove alleanze fra centro-destra e destra radicale nel corso della prossima legislatura, con la conseguente marginalizzazione del Pse e dei liberali di Renew.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-06-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 01 Jun 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60244700/corsivo_01_06_2024_08_25.mp3" length="2332652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo abituato. La tendenza è rilevata anche in gran parte degli altri aderenti alla Ue dove i risultati e le loro implicazioni politiche sono interpretati in chiave nazionale, sovente come resa dei conti all'interno delle maggiori coalizioni.   Il caso italiano Le elezioni europee del 2014 furono viste come un plebiscito per l’allora segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che prese il 40,81% dei voti, un traguardo mai raggiunto da un candidato di centrosinistra. Nel 2019, solo cinque anni dopo, il successo della Lega nelle elezioni europee contribuì in buona parte alla caduta del primo governo Conte che si reggeva sull'alleanza tra il Carroccio e il M5s.    Le elezioni europee 2024  Le europee 2024 rappresentano in Italia un test elettorale interno, una sorta di midterm alla cacio e pepe. La premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia sono alla ricerca di una conferma del risultato elettorale politico del 25 settembre 2022, quindi non sotto il 27%. La Lega non intende farsi superare da Forza Italia, perché metterebbe a rischio la stabilità della leadership di Matteo Salvini nel partito, e anche nel Governo. Salvini si presenta con candidati di rottura, mentre Meloni cerca di ‘normalizzare’ l’immagine internazionale del suo partito, presentandosi come una alternativa conservatrice di governo europeo. Nel centrosinistra la corsa è tra il Pd di Elly Schlein dato in forte rimonta, e il M5s di Giuseppe Conte in netto calo.    I nuovi equilibri europei L’attuale presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è interessata a favorire una collaborazione fra il Partito Popolare Europeo e il gruppo dei Conservatori e Riformisti (di cui è presidente Giorgia Meloni). Il progetto politico potrebbe portare a nuove alleanze fra centro-destra e destra radicale nel corso della prossima legislatura, con la conseguente marginalizzazione del Pse e dei liberali di Renew.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7db9f975194f1af445b536b5f0b721a4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Prima condanna per Donald Trump nel processo Stormy Daniels | 31/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/prima-condanna-per-donald-trump-nel-processo-stormy-daniels-31-05-2024-il-corsivo--64555910</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Oggi sappiamo, non solo sul piano giornalistico, ma anche con una verità processuale di condanna, che l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump pagò a più riprese la pornostar Stormy Daniels per evitare che raccontasse in pubblico l’incontro sessuale avuto con lui nel 2006. Sotto il profilo giudiziario, tutti i 34 capi d'accusa formulati contro Donald Trump dal procuratore di Manhattan Matthew Colangelo e dal suo vice Alvin Bragg, hanno retto davanti ai giudici del Tribunale. Si è trattato di una cospirazione pianificata, per influenzare le elezioni del 2016. Lo scopo era aiutare Trump ad essere eletto con spese illegali, per mettere a tacere persone che avevano qualcosa di negativo da dire sul suo comportamento. Insomma, una frode elettorale.   Le accuse contro Donald Trump Tutto parte dalla pubblicazione del video della trasmissione “Access Hollywood”, in cui Trump si vantava di poter toccare a piacimento i genitali delle donne: "L’impatto di quel nastro sulla campagna era stato immediato ed esplosivo", dice l'accusa. Trump si era preoccupato di tutte le persone che potevano rivelare particolari imbarazzanti sulla sua vita, e il tabloid National Enquirer, di proprietà di David Pecker, aveva allertato l'avvocato Michael Cohen che la porno star Stormy Daniels voleva rendere pubblico l’incontro sessuale del 2006. Allora, secondo i procuratori di Manhattan, Trump aveva orchestrato un piano criminale per corrompere le presidenziali, nascondendo la cospirazione anche nei documenti delle sue aziende a New York". Le reazioni “È stato un processo farsa, una vergogna. Sono un uomo innocente. Il vero verdetto si avrà il 5 novembre. Continueremo a combattere fino alla fine”, ha commentato Trump. "Oggi a New York abbiamo visto che nessuno è al di sopra della legge", ha affermato il direttore delle campagna elettorale del presidente Joe Biden, Michael Tyler. Trump diventa così il primo ex capo della Casa Bianca condannato in un processo penale e anche il primo candidato alla presidenza a fare campagna elettorale come pregiudicato.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 31 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555910/corsivo_31_05_2024_08_25.mp3" length="2346092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Oggi sappiamo, non solo sul piano giornalistico, ma anche con una verità processuale di condanna, che l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump pagò a più riprese la pornostar Stormy Daniels per evitare che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Oggi sappiamo, non solo sul piano giornalistico, ma anche con una verità processuale di condanna, che l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump pagò a più riprese la pornostar Stormy Daniels per evitare che raccontasse in pubblico l’incontro sessuale avuto con lui nel 2006. Sotto il profilo giudiziario, tutti i 34 capi d'accusa formulati contro Donald Trump dal procuratore di Manhattan Matthew Colangelo e dal suo vice Alvin Bragg, hanno retto davanti ai giudici del Tribunale. Si è trattato di una cospirazione pianificata, per influenzare le elezioni del 2016. Lo scopo era aiutare Trump ad essere eletto con spese illegali, per mettere a tacere persone che avevano qualcosa di negativo da dire sul suo comportamento. Insomma, una frode elettorale.   Le accuse contro Donald Trump Tutto parte dalla pubblicazione del video della trasmissione “Access Hollywood”, in cui Trump si vantava di poter toccare a piacimento i genitali delle donne: "L’impatto di quel nastro sulla campagna era stato immediato ed esplosivo", dice l'accusa. Trump si era preoccupato di tutte le persone che potevano rivelare particolari imbarazzanti sulla sua vita, e il tabloid National Enquirer, di proprietà di David Pecker, aveva allertato l'avvocato Michael Cohen che la porno star Stormy Daniels voleva rendere pubblico l’incontro sessuale del 2006. Allora, secondo i procuratori di Manhattan, Trump aveva orchestrato un piano criminale per corrompere le presidenziali, nascondendo la cospirazione anche nei documenti delle sue aziende a New York". Le reazioni “È stato un processo farsa, una vergogna. Sono un uomo innocente. Il vero verdetto si avrà il 5 novembre. Continueremo a combattere fino alla fine”, ha commentato Trump. "Oggi a New York abbiamo visto che nessuno è al di sopra della legge", ha affermato il direttore delle campagna elettorale del presidente Joe Biden, Michael Tyler. Trump diventa così il primo ex capo della Casa Bianca condannato in un processo penale e anche il primo candidato alla presidenza a fare campagna elettorale come pregiudicato.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7334e6242d0dbfccd64779906092ecc1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Prima condanna per Donald Trump nel processo Stormy Daniels | 31/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/prima-condanna-per-donald-trump-nel-processo-stormy-daniels-31-05-2024-il-corsivo--60231727</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Oggi sappiamo, non solo sul piano giornalistico, ma anche con una verità processuale di condanna, che l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump pagò a più riprese la pornostar Stormy Daniels per evitare che raccontasse in pubblico l’incontro sessuale avuto con lui nel 2006. Sotto il profilo giudiziario, tutti i 34 capi d'accusa formulati contro Donald Trump dal procuratore di Manhattan Matthew Colangelo e dal suo vice Alvin Bragg, hanno retto davanti ai giudici del Tribunale. Si è trattato di una cospirazione pianificata, per influenzare le elezioni del 2016. Lo scopo era aiutare Trump ad essere eletto con spese illegali, per mettere a tacere persone che avevano qualcosa di negativo da dire sul suo comportamento. Insomma, una frode elettorale.   Le accuse contro Donald Trump Tutto parte dalla pubblicazione del video della trasmissione “Access Hollywood”, in cui Trump si vantava di poter toccare a piacimento i genitali delle donne: "L’impatto di quel nastro sulla campagna era stato immediato ed esplosivo", dice l'accusa. Trump si era preoccupato di tutte le persone che potevano rivelare particolari imbarazzanti sulla sua vita, e il tabloid National Enquirer, di proprietà di David Pecker, aveva allertato l'avvocato Michael Cohen che la porno star Stormy Daniels voleva rendere pubblico l’incontro sessuale del 2006. Allora, secondo i procuratori di Manhattan, Trump aveva orchestrato un piano criminale per corrompere le presidenziali, nascondendo la cospirazione anche nei documenti delle sue aziende a New York". Le reazioni “È stato un processo farsa, una vergogna. Sono un uomo innocente. Il vero verdetto si avrà il 5 novembre. Continueremo a combattere fino alla fine”, ha commentato Trump. "Oggi a New York abbiamo visto che nessuno è al di sopra della legge", ha affermato il direttore delle campagna elettorale del presidente Joe Biden, Michael Tyler. Trump diventa così il primo ex capo della Casa Bianca condannato in un processo penale e anche il primo candidato alla presidenza a fare campagna elettorale come pregiudicato.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 31 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60231727/corsivo_31_05_2024_08_25.mp3" length="2346092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Oggi sappiamo, non solo sul piano giornalistico, ma anche con una verità processuale di condanna, che l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump pagò a più riprese la pornostar Stormy Daniels per evitare che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Oggi sappiamo, non solo sul piano giornalistico, ma anche con una verità processuale di condanna, che l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump pagò a più riprese la pornostar Stormy Daniels per evitare che raccontasse in pubblico l’incontro sessuale avuto con lui nel 2006. Sotto il profilo giudiziario, tutti i 34 capi d'accusa formulati contro Donald Trump dal procuratore di Manhattan Matthew Colangelo e dal suo vice Alvin Bragg, hanno retto davanti ai giudici del Tribunale. Si è trattato di una cospirazione pianificata, per influenzare le elezioni del 2016. Lo scopo era aiutare Trump ad essere eletto con spese illegali, per mettere a tacere persone che avevano qualcosa di negativo da dire sul suo comportamento. Insomma, una frode elettorale.   Le accuse contro Donald Trump Tutto parte dalla pubblicazione del video della trasmissione “Access Hollywood”, in cui Trump si vantava di poter toccare a piacimento i genitali delle donne: "L’impatto di quel nastro sulla campagna era stato immediato ed esplosivo", dice l'accusa. Trump si era preoccupato di tutte le persone che potevano rivelare particolari imbarazzanti sulla sua vita, e il tabloid National Enquirer, di proprietà di David Pecker, aveva allertato l'avvocato Michael Cohen che la porno star Stormy Daniels voleva rendere pubblico l’incontro sessuale del 2006. Allora, secondo i procuratori di Manhattan, Trump aveva orchestrato un piano criminale per corrompere le presidenziali, nascondendo la cospirazione anche nei documenti delle sue aziende a New York". Le reazioni “È stato un processo farsa, una vergogna. Sono un uomo innocente. Il vero verdetto si avrà il 5 novembre. Continueremo a combattere fino alla fine”, ha commentato Trump. "Oggi a New York abbiamo visto che nessuno è al di sopra della legge", ha affermato il direttore delle campagna elettorale del presidente Joe Biden, Michael Tyler. Trump diventa così il primo ex capo della Casa Bianca condannato in un processo penale e anche il primo candidato alla presidenza a fare campagna elettorale come pregiudicato.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7334e6242d0dbfccd64779906092ecc1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Oggi, l’occasione per archiviare Almirante | 30/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/oggi-l-occasione-per-archiviare-almirante-30-05-2024-il-corsivo--64555920</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Esattamente cento anni fa – era, infatti, il 30 maggio  del 1924 -  Giacomo Matteotti pronunciava il suo ultimo discorso in Parlamento, denunciando la deriva anti democratica che il fascismo stava imprimendo alla vita politica italiana. Ecco perché, la presidenza della Camera dei Deputati ha scelto proprio la giornata di oggi per dedicare un evento solenne alla memoria dell’illustre martire della violenza fascista. Evento che si terrà a Montecitorio, alla presenza del capo dello Stato, della presidente del Consiglio e dei presidenti della stessa Camera e del Senato. A noi pare che, sia per Meloni, che per La Russa, la commemorazione odierna potrebbe offrire un’occasione da non perdere – sempre che, naturalmente, non preferiscano ignorarla – per spruzzare un po’ di acqua su quella fiammella che, da oltre 75 anni, compare nel simbolo del Movimento Sociale Italiano e poi in quello dei partiti che ad esso sono succeduti: compreso quello che esprime l’attuale leadership di governo. E’ vero che, nel corso degli ultimi trent’anni, tra gli eredi di Almirante, non sono mancate alcune prese di distanza abbastanza nette rispetto all’esperienza del Ventennio, ma è altrettanto vero che si è quasi sempre trattato di giudizi negativi che investivano solo la fase finale del regime: con particolare riferimento alle leggi razziali ed alla guerra condotta a fianco di Hitler. Scarsa ci sembra, invece, sia stata la riflessione autocritica su tutto quello di negativo che il fascismo – a prescindere dai suoi due sbagli più clamorosi – avrebbe, comunque, riversato sulla vita civile e politica del nostro Paese. Siamo, pertanto, piuttosto curiosi di ascoltare le parole che i due massimi esponenti della destra italiana vorranno, eventualmente, destinare alla figura di Giacomo  Matteotti: sapranno spiccare il salto di qualità che dovrebbe portarli ad archiviare il vecchio ed equivoco motto del  “non rinnegare e non restaurare”, per cominciare, invece, ad ammettere che i sintomi della malattia erano già ben riconoscibili (e riconosciuti come insegna la tragica fine di Matteotti) fin dalla violenta ascesa al potere di Benito Mussolini?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 30 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555920/corsivo_30_05_2024_08_25.mp3" length="1980140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Esattamente cento anni fa – era, infatti, il 30 maggio  del 1924 -  Giacomo Matteotti pronunciava il suo ultimo discorso in Parlamento, denunciando la deriva anti democratica che il fascismo stava imprimendo alla vita...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Esattamente cento anni fa – era, infatti, il 30 maggio  del 1924 -  Giacomo Matteotti pronunciava il suo ultimo discorso in Parlamento, denunciando la deriva anti democratica che il fascismo stava imprimendo alla vita politica italiana. Ecco perché, la presidenza della Camera dei Deputati ha scelto proprio la giornata di oggi per dedicare un evento solenne alla memoria dell’illustre martire della violenza fascista. Evento che si terrà a Montecitorio, alla presenza del capo dello Stato, della presidente del Consiglio e dei presidenti della stessa Camera e del Senato. A noi pare che, sia per Meloni, che per La Russa, la commemorazione odierna potrebbe offrire un’occasione da non perdere – sempre che, naturalmente, non preferiscano ignorarla – per spruzzare un po’ di acqua su quella fiammella che, da oltre 75 anni, compare nel simbolo del Movimento Sociale Italiano e poi in quello dei partiti che ad esso sono succeduti: compreso quello che esprime l’attuale leadership di governo. E’ vero che, nel corso degli ultimi trent’anni, tra gli eredi di Almirante, non sono mancate alcune prese di distanza abbastanza nette rispetto all’esperienza del Ventennio, ma è altrettanto vero che si è quasi sempre trattato di giudizi negativi che investivano solo la fase finale del regime: con particolare riferimento alle leggi razziali ed alla guerra condotta a fianco di Hitler. Scarsa ci sembra, invece, sia stata la riflessione autocritica su tutto quello di negativo che il fascismo – a prescindere dai suoi due sbagli più clamorosi – avrebbe, comunque, riversato sulla vita civile e politica del nostro Paese. Siamo, pertanto, piuttosto curiosi di ascoltare le parole che i due massimi esponenti della destra italiana vorranno, eventualmente, destinare alla figura di Giacomo  Matteotti: sapranno spiccare il salto di qualità che dovrebbe portarli ad archiviare il vecchio ed equivoco motto del  “non rinnegare e non restaurare”, per cominciare, invece, ad ammettere che i sintomi della malattia erano già ben riconoscibili (e riconosciuti come insegna la tragica fine di Matteotti) fin dalla violenta ascesa al potere di Benito Mussolini?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c9ae747d2f39c6f13873c652e5b6cec0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Oggi, l’occasione per archiviare Almirante | 30/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/oggi-l-occasione-per-archiviare-almirante-30-05-2024-il-corsivo--60217839</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Esattamente cento anni fa – era, infatti, il 30 maggio  del 1924 -  Giacomo Matteotti pronunciava il suo ultimo discorso in Parlamento, denunciando la deriva anti democratica che il fascismo stava imprimendo alla vita politica italiana. Ecco perché, la presidenza della Camera dei Deputati ha scelto proprio la giornata di oggi per dedicare un evento solenne alla memoria dell’illustre martire della violenza fascista. Evento che si terrà a Montecitorio, alla presenza del capo dello Stato, della presidente del Consiglio e dei presidenti della stessa Camera e del Senato. A noi pare che, sia per Meloni, che per La Russa, la commemorazione odierna potrebbe offrire un’occasione da non perdere – sempre che, naturalmente, non preferiscano ignorarla – per spruzzare un po’ di acqua su quella fiammella che, da oltre 75 anni, compare nel simbolo del Movimento Sociale Italiano e poi in quello dei partiti che ad esso sono succeduti: compreso quello che esprime l’attuale leadership di governo. E’ vero che, nel corso degli ultimi trent’anni, tra gli eredi di Almirante, non sono mancate alcune prese di distanza abbastanza nette rispetto all’esperienza del Ventennio, ma è altrettanto vero che si è quasi sempre trattato di giudizi negativi che investivano solo la fase finale del regime: con particolare riferimento alle leggi razziali ed alla guerra condotta a fianco di Hitler. Scarsa ci sembra, invece, sia stata la riflessione autocritica su tutto quello di negativo che il fascismo – a prescindere dai suoi due sbagli più clamorosi – avrebbe, comunque, riversato sulla vita civile e politica del nostro Paese. Siamo, pertanto, piuttosto curiosi di ascoltare le parole che i due massimi esponenti della destra italiana vorranno, eventualmente, destinare alla figura di Giacomo  Matteotti: sapranno spiccare il salto di qualità che dovrebbe portarli ad archiviare il vecchio ed equivoco motto del  “non rinnegare e non restaurare”, per cominciare, invece, ad ammettere che i sintomi della malattia erano già ben riconoscibili (e riconosciuti come insegna la tragica fine di Matteotti) fin dalla violenta ascesa al potere di Benito Mussolini?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 30 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60217839/corsivo_30_05_2024_08_25.mp3" length="1980140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Esattamente cento anni fa – era, infatti, il 30 maggio  del 1924 -  Giacomo Matteotti pronunciava il suo ultimo discorso in Parlamento, denunciando la deriva anti democratica che il fascismo stava imprimendo alla vita...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Esattamente cento anni fa – era, infatti, il 30 maggio  del 1924 -  Giacomo Matteotti pronunciava il suo ultimo discorso in Parlamento, denunciando la deriva anti democratica che il fascismo stava imprimendo alla vita politica italiana. Ecco perché, la presidenza della Camera dei Deputati ha scelto proprio la giornata di oggi per dedicare un evento solenne alla memoria dell’illustre martire della violenza fascista. Evento che si terrà a Montecitorio, alla presenza del capo dello Stato, della presidente del Consiglio e dei presidenti della stessa Camera e del Senato. A noi pare che, sia per Meloni, che per La Russa, la commemorazione odierna potrebbe offrire un’occasione da non perdere – sempre che, naturalmente, non preferiscano ignorarla – per spruzzare un po’ di acqua su quella fiammella che, da oltre 75 anni, compare nel simbolo del Movimento Sociale Italiano e poi in quello dei partiti che ad esso sono succeduti: compreso quello che esprime l’attuale leadership di governo. E’ vero che, nel corso degli ultimi trent’anni, tra gli eredi di Almirante, non sono mancate alcune prese di distanza abbastanza nette rispetto all’esperienza del Ventennio, ma è altrettanto vero che si è quasi sempre trattato di giudizi negativi che investivano solo la fase finale del regime: con particolare riferimento alle leggi razziali ed alla guerra condotta a fianco di Hitler. Scarsa ci sembra, invece, sia stata la riflessione autocritica su tutto quello di negativo che il fascismo – a prescindere dai suoi due sbagli più clamorosi – avrebbe, comunque, riversato sulla vita civile e politica del nostro Paese. Siamo, pertanto, piuttosto curiosi di ascoltare le parole che i due massimi esponenti della destra italiana vorranno, eventualmente, destinare alla figura di Giacomo  Matteotti: sapranno spiccare il salto di qualità che dovrebbe portarli ad archiviare il vecchio ed equivoco motto del  “non rinnegare e non restaurare”, per cominciare, invece, ad ammettere che i sintomi della malattia erano già ben riconoscibili (e riconosciuti come insegna la tragica fine di Matteotti) fin dalla violenta ascesa al potere di Benito Mussolini?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c9ae747d2f39c6f13873c652e5b6cec0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Frociaggine” | 29/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/frociaggine-29-05-2024-il-corsivo--64555873</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nel corso dell’incontro a porte chiuse (ma evidentemente aperte alle fughe di notizie) con gli oltre 200 vescovi italiani, che davano inizio all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, il Papa è intervenuto sui criteri che devono ispirare l’accesso ai seminari per i futuri sacerdoti. E lo ha fatto (senza indubbiamente usare giri di parole) e sentenziando – tra l’imbarazzo e lo stupore generale – che “nella Chiesa c’è già troppa “frociaggine”. Al di là del tipo di espressione che, in quanto a garbo e  compostezza ben difficilmente sarebbe stata ammessa in un salotto del Settecento, resta il fatto che le drastiche parole di Bergoglio, ponendo una sorta di steccato all’ingresso di soggetti omosessuali nel clero,  segnano una battuta d’arresto rispetto alle posizioni ormai maturate anche all’interno della stessa CEI. Posizioni  orientate a distinguere tra “atti” e “tendenze”, in una visione che - soprattutto nei tempi più recenti - pur riaffermando l’obbligo indistinto del celibato per tutti i seminaristi,  sembrava superare ogni discriminazione di tipo sessuale. D’altra parte, non era stato, nel luglio scorso, lo stesso papa argentino a domandarsi pubblicamente “chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?”.   Adesso, è probabile che la diplomazia vaticana cerchi di gettare acqua sul fuoco, spiegando che non essendo italiano, il pontefice ha senz’altro usato un termine di cui ignorava il significato rozzo e volgare. Tuttavia, non è la prima volta che il Vescovo di Roma si lascia trascinare un po’ troppo dall’enfasi quando deve esplicitare qualche suo concetto: basti pensare al commento che pronunciò , dopo la strage parigina di Charlie Hebdo, quando disse “ se uno offende mia madre, gli do un pugno”. Come era inevitabile che accadesse, sono puntualmente arrivate le reazioni stupite e deluse  delle principali organizzazioni che si battono per i diritti delle minoranze sessuali, le quali non hanno esitato a dichiarare che il Papa discrimina i gay e che se le sue affermazioni venissero confermate, significherebbe che c’è ancora molto da fare per arrivare a un linguaggio finalmente rispettoso. Vedremo come evolverà la vicenda, ma, per parte nostra, abbiamo difficoltà a spiegarci per quale ragione gli omosessuali, come seminaristi, sarebbero meno affidabili dei loro compagni etero che li affiancano sul cammino che li conduce tutti al sacerdozio.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 29 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555873/corsivo_29_05_2024_08_25.mp3" length="2250476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nel corso dell’incontro a porte chiuse (ma evidentemente aperte alle fughe di notizie) con gli oltre 200 vescovi italiani, che davano inizio all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, il Papa è intervenuto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nel corso dell’incontro a porte chiuse (ma evidentemente aperte alle fughe di notizie) con gli oltre 200 vescovi italiani, che davano inizio all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, il Papa è intervenuto sui criteri che devono ispirare l’accesso ai seminari per i futuri sacerdoti. E lo ha fatto (senza indubbiamente usare giri di parole) e sentenziando – tra l’imbarazzo e lo stupore generale – che “nella Chiesa c’è già troppa “frociaggine”. Al di là del tipo di espressione che, in quanto a garbo e  compostezza ben difficilmente sarebbe stata ammessa in un salotto del Settecento, resta il fatto che le drastiche parole di Bergoglio, ponendo una sorta di steccato all’ingresso di soggetti omosessuali nel clero,  segnano una battuta d’arresto rispetto alle posizioni ormai maturate anche all’interno della stessa CEI. Posizioni  orientate a distinguere tra “atti” e “tendenze”, in una visione che - soprattutto nei tempi più recenti - pur riaffermando l’obbligo indistinto del celibato per tutti i seminaristi,  sembrava superare ogni discriminazione di tipo sessuale. D’altra parte, non era stato, nel luglio scorso, lo stesso papa argentino a domandarsi pubblicamente “chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?”.   Adesso, è probabile che la diplomazia vaticana cerchi di gettare acqua sul fuoco, spiegando che non essendo italiano, il pontefice ha senz’altro usato un termine di cui ignorava il significato rozzo e volgare. Tuttavia, non è la prima volta che il Vescovo di Roma si lascia trascinare un po’ troppo dall’enfasi quando deve esplicitare qualche suo concetto: basti pensare al commento che pronunciò , dopo la strage parigina di Charlie Hebdo, quando disse “ se uno offende mia madre, gli do un pugno”. Come era inevitabile che accadesse, sono puntualmente arrivate le reazioni stupite e deluse  delle principali organizzazioni che si battono per i diritti delle minoranze sessuali, le quali non hanno esitato a dichiarare che il Papa discrimina i gay e che se le sue affermazioni venissero confermate, significherebbe che c’è ancora molto da fare per arrivare a un linguaggio finalmente rispettoso. Vedremo come evolverà la vicenda, ma, per parte nostra, abbiamo difficoltà a spiegarci per quale ragione gli omosessuali, come seminaristi, sarebbero meno affidabili dei loro compagni etero che li affiancano sul cammino che li conduce tutti al sacerdozio.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/817e33c8c5220c74fa1c1a2a32714d04.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Frociaggine” | 29/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/frociaggine-29-05-2024-il-corsivo--60205565</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nel corso dell’incontro a porte chiuse (ma evidentemente aperte alle fughe di notizie) con gli oltre 200 vescovi italiani, che davano inizio all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, il Papa è intervenuto sui criteri che devono ispirare l’accesso ai seminari per i futuri sacerdoti. E lo ha fatto (senza indubbiamente usare giri di parole) e sentenziando – tra l’imbarazzo e lo stupore generale – che “nella Chiesa c’è già troppa “frociaggine”. Al di là del tipo di espressione che, in quanto a garbo e  compostezza ben difficilmente sarebbe stata ammessa in un salotto del Settecento, resta il fatto che le drastiche parole di Bergoglio, ponendo una sorta di steccato all’ingresso di soggetti omosessuali nel clero,  segnano una battuta d’arresto rispetto alle posizioni ormai maturate anche all’interno della stessa CEI. Posizioni  orientate a distinguere tra “atti” e “tendenze”, in una visione che - soprattutto nei tempi più recenti - pur riaffermando l’obbligo indistinto del celibato per tutti i seminaristi,  sembrava superare ogni discriminazione di tipo sessuale. D’altra parte, non era stato, nel luglio scorso, lo stesso papa argentino a domandarsi pubblicamente “chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?”.   Adesso, è probabile che la diplomazia vaticana cerchi di gettare acqua sul fuoco, spiegando che non essendo italiano, il pontefice ha senz’altro usato un termine di cui ignorava il significato rozzo e volgare. Tuttavia, non è la prima volta che il Vescovo di Roma si lascia trascinare un po’ troppo dall’enfasi quando deve esplicitare qualche suo concetto: basti pensare al commento che pronunciò , dopo la strage parigina di Charlie Hebdo, quando disse “ se uno offende mia madre, gli do un pugno”. Come era inevitabile che accadesse, sono puntualmente arrivate le reazioni stupite e deluse  delle principali organizzazioni che si battono per i diritti delle minoranze sessuali, le quali non hanno esitato a dichiarare che il Papa discrimina i gay e che se le sue affermazioni venissero confermate, significherebbe che c’è ancora molto da fare per arrivare a un linguaggio finalmente rispettoso. Vedremo come evolverà la vicenda, ma, per parte nostra, abbiamo difficoltà a spiegarci per quale ragione gli omosessuali, come seminaristi, sarebbero meno affidabili dei loro compagni etero che li affiancano sul cammino che li conduce tutti al sacerdozio.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 29 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60205565/corsivo_29_05_2024_08_25.mp3" length="2250476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Nel corso dell’incontro a porte chiuse (ma evidentemente aperte alle fughe di notizie) con gli oltre 200 vescovi italiani, che davano inizio all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, il Papa è intervenuto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Nel corso dell’incontro a porte chiuse (ma evidentemente aperte alle fughe di notizie) con gli oltre 200 vescovi italiani, che davano inizio all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, il Papa è intervenuto sui criteri che devono ispirare l’accesso ai seminari per i futuri sacerdoti. E lo ha fatto (senza indubbiamente usare giri di parole) e sentenziando – tra l’imbarazzo e lo stupore generale – che “nella Chiesa c’è già troppa “frociaggine”. Al di là del tipo di espressione che, in quanto a garbo e  compostezza ben difficilmente sarebbe stata ammessa in un salotto del Settecento, resta il fatto che le drastiche parole di Bergoglio, ponendo una sorta di steccato all’ingresso di soggetti omosessuali nel clero,  segnano una battuta d’arresto rispetto alle posizioni ormai maturate anche all’interno della stessa CEI. Posizioni  orientate a distinguere tra “atti” e “tendenze”, in una visione che - soprattutto nei tempi più recenti - pur riaffermando l’obbligo indistinto del celibato per tutti i seminaristi,  sembrava superare ogni discriminazione di tipo sessuale. D’altra parte, non era stato, nel luglio scorso, lo stesso papa argentino a domandarsi pubblicamente “chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?”.   Adesso, è probabile che la diplomazia vaticana cerchi di gettare acqua sul fuoco, spiegando che non essendo italiano, il pontefice ha senz’altro usato un termine di cui ignorava il significato rozzo e volgare. Tuttavia, non è la prima volta che il Vescovo di Roma si lascia trascinare un po’ troppo dall’enfasi quando deve esplicitare qualche suo concetto: basti pensare al commento che pronunciò , dopo la strage parigina di Charlie Hebdo, quando disse “ se uno offende mia madre, gli do un pugno”. Come era inevitabile che accadesse, sono puntualmente arrivate le reazioni stupite e deluse  delle principali organizzazioni che si battono per i diritti delle minoranze sessuali, le quali non hanno esitato a dichiarare che il Papa discrimina i gay e che se le sue affermazioni venissero confermate, significherebbe che c’è ancora molto da fare per arrivare a un linguaggio finalmente rispettoso. Vedremo come evolverà la vicenda, ma, per parte nostra, abbiamo difficoltà a spiegarci per quale ragione gli omosessuali, come seminaristi, sarebbero meno affidabili dei loro compagni etero che li affiancano sul cammino che li conduce tutti al sacerdozio.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/817e33c8c5220c74fa1c1a2a32714d04.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il parere di Stoltenberg | 28/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-parere-di-stoltenberg-28-05-2024-il-corsivo--64555958</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Continuano ad alimentare discussioni piuttosto accese le parole recentemente pronunciate dal Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale - come è ormai noto a tutti - parlando con l’Economist, ha suggerito di modificare l’atteggiamento sin qui adottato dall’Alleanza Atlantica circa l’utilizzo delle armi fornite all’Ucraina. Atteggiamento che – almeno per ora – non ha mai comportato la possibilità di farne uso per colpire direttamente obbiettivi situati all’interno del territorio della Federazione Russa. Non escludiamo che si sia  trattato di idee espresse in libertà da parte di un uomo che, essendo ormai prossimo alla scadenza del suo mandato, si sente autorizzato a dire un po’ quello che vuole... anche se, in realtà, viene da dubitare che Stoltemberg certe cose le possa tranquillamente affermare senza disporre di un preventivo nulla osta di fonte americana. Comunque sia, le sue proposte non hanno certo ricevuto un’accoglienza entusiastica nel nostro Vecchio Continente, dove, in linea generale, ci si è affrettati a liquidarle quasi fossero “voci del sèn fuggite”...In Italia poi, a Stoltemberg andrebbe addirittura assegnato un “premio della bacchetta magica”, visto che è stato l’unico “maghetto” in grado di far convergere sulle stesse posizioni (di rifiuto) sia i partiti della maggioranza di governo, che quelli di opposizione. Tuttavia, con buona pace della classe politica nostrana, ai noi pare che - sia sul piano militare, che su quello logico - i pareri del Segretario norvegese non possano essere giudicati soltanto come degli azzardi ispirati da un bellicismo irresponsabile. Proviamo, anche solo per un attimo, a considerare che, al momento, in Europa non si sta giocando ai soldatini, ma si sta affrontando una guerra nella quale un esercito combatte senza esclusione di colpi, mentre un altro è costretto a farlo con un braccio legato dietro ad una spalla. Come si può seriamente pretendere che gli Ucraini accettino di vedere le loro città devastate da missili che provengono da basi di lancio collocate in territorio russo, senza che si domandino per quale strana ragione a loro  siano concesse solamente reazioni rigorosamente limitate? Intendiamoci, qui nessuno auspica il bombardamento di centri abitati russi, ma le rampe di lancio missilistiche o i depositi di armi sarebbero, francamente, tutto un altro discorso… D’altra parte, di solito, le situazioni di “cessate il fuoco” si vengono a determinare quando tra le forze in campo si riscontra che esiste un equilibrio difficilmente modificabile. Ed è solo allora che la ragionevolezza ricomincia a far sentire la sua voce. Pertanto, siamo proprio  sicuri che l’idea di smetterla di continuare a rassicurare Putin – per cominciare, invece, ad insinuargli anche qualche preoccupazione - sia davvero un’opzione così scriteriata?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 28 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555958/corsivo_28_05_2024_08_25.mp3" length="2503916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Continuano ad alimentare discussioni piuttosto accese le parole recentemente pronunciate dal Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale - come è ormai noto a tutti - parlando con l’Economist, ha suggerito di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Continuano ad alimentare discussioni piuttosto accese le parole recentemente pronunciate dal Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale - come è ormai noto a tutti - parlando con l’Economist, ha suggerito di modificare l’atteggiamento sin qui adottato dall’Alleanza Atlantica circa l’utilizzo delle armi fornite all’Ucraina. Atteggiamento che – almeno per ora – non ha mai comportato la possibilità di farne uso per colpire direttamente obbiettivi situati all’interno del territorio della Federazione Russa. Non escludiamo che si sia  trattato di idee espresse in libertà da parte di un uomo che, essendo ormai prossimo alla scadenza del suo mandato, si sente autorizzato a dire un po’ quello che vuole... anche se, in realtà, viene da dubitare che Stoltemberg certe cose le possa tranquillamente affermare senza disporre di un preventivo nulla osta di fonte americana. Comunque sia, le sue proposte non hanno certo ricevuto un’accoglienza entusiastica nel nostro Vecchio Continente, dove, in linea generale, ci si è affrettati a liquidarle quasi fossero “voci del sèn fuggite”...In Italia poi, a Stoltemberg andrebbe addirittura assegnato un “premio della bacchetta magica”, visto che è stato l’unico “maghetto” in grado di far convergere sulle stesse posizioni (di rifiuto) sia i partiti della maggioranza di governo, che quelli di opposizione. Tuttavia, con buona pace della classe politica nostrana, ai noi pare che - sia sul piano militare, che su quello logico - i pareri del Segretario norvegese non possano essere giudicati soltanto come degli azzardi ispirati da un bellicismo irresponsabile. Proviamo, anche solo per un attimo, a considerare che, al momento, in Europa non si sta giocando ai soldatini, ma si sta affrontando una guerra nella quale un esercito combatte senza esclusione di colpi, mentre un altro è costretto a farlo con un braccio legato dietro ad una spalla. Come si può seriamente pretendere che gli Ucraini accettino di vedere le loro città devastate da missili che provengono da basi di lancio collocate in territorio russo, senza che si domandino per quale strana ragione a loro  siano concesse solamente reazioni rigorosamente limitate? Intendiamoci, qui nessuno auspica il bombardamento di centri abitati russi, ma le rampe di lancio missilistiche o i depositi di armi sarebbero, francamente, tutto un altro discorso… D’altra parte, di solito, le situazioni di “cessate il fuoco” si vengono a determinare quando tra le forze in campo si riscontra che esiste un equilibrio difficilmente modificabile. Ed è solo allora che la ragionevolezza ricomincia a far sentire la sua voce. Pertanto, siamo proprio  sicuri che l’idea di smetterla di continuare a rassicurare Putin – per cominciare, invece, ad insinuargli anche qualche preoccupazione - sia davvero un’opzione così scriteriata?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/010e1b12f38ab2f764d5df2a4228112d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il parere di Stoltenberg | 28/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-parere-di-stoltenberg-28-05-2024-il-corsivo--60194803</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Continuano ad alimentare discussioni piuttosto accese le parole recentemente pronunciate dal Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale - come è ormai noto a tutti - parlando con l’Economist, ha suggerito di modificare l’atteggiamento sin qui adottato dall’Alleanza Atlantica circa l’utilizzo delle armi fornite all’Ucraina. Atteggiamento che – almeno per ora – non ha mai comportato la possibilità di farne uso per colpire direttamente obbiettivi situati all’interno del territorio della Federazione Russa. Non escludiamo che si sia  trattato di idee espresse in libertà da parte di un uomo che, essendo ormai prossimo alla scadenza del suo mandato, si sente autorizzato a dire un po’ quello che vuole... anche se, in realtà, viene da dubitare che Stoltemberg certe cose le possa tranquillamente affermare senza disporre di un preventivo nulla osta di fonte americana. Comunque sia, le sue proposte non hanno certo ricevuto un’accoglienza entusiastica nel nostro Vecchio Continente, dove, in linea generale, ci si è affrettati a liquidarle quasi fossero “voci del sèn fuggite”...In Italia poi, a Stoltemberg andrebbe addirittura assegnato un “premio della bacchetta magica”, visto che è stato l’unico “maghetto” in grado di far convergere sulle stesse posizioni (di rifiuto) sia i partiti della maggioranza di governo, che quelli di opposizione. Tuttavia, con buona pace della classe politica nostrana, ai noi pare che - sia sul piano militare, che su quello logico - i pareri del Segretario norvegese non possano essere giudicati soltanto come degli azzardi ispirati da un bellicismo irresponsabile. Proviamo, anche solo per un attimo, a considerare che, al momento, in Europa non si sta giocando ai soldatini, ma si sta affrontando una guerra nella quale un esercito combatte senza esclusione di colpi, mentre un altro è costretto a farlo con un braccio legato dietro ad una spalla. Come si può seriamente pretendere che gli Ucraini accettino di vedere le loro città devastate da missili che provengono da basi di lancio collocate in territorio russo, senza che si domandino per quale strana ragione a loro  siano concesse solamente reazioni rigorosamente limitate? Intendiamoci, qui nessuno auspica il bombardamento di centri abitati russi, ma le rampe di lancio missilistiche o i depositi di armi sarebbero, francamente, tutto un altro discorso… D’altra parte, di solito, le situazioni di “cessate il fuoco” si vengono a determinare quando tra le forze in campo si riscontra che esiste un equilibrio difficilmente modificabile. Ed è solo allora che la ragionevolezza ricomincia a far sentire la sua voce. Pertanto, siamo proprio  sicuri che l’idea di smetterla di continuare a rassicurare Putin – per cominciare, invece, ad insinuargli anche qualche preoccupazione - sia davvero un’opzione così scriteriata?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 28 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60194803/corsivo_28_05_2024_08_25.mp3" length="2503916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Continuano ad alimentare discussioni piuttosto accese le parole recentemente pronunciate dal Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale - come è ormai noto a tutti - parlando con l’Economist, ha suggerito di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Continuano ad alimentare discussioni piuttosto accese le parole recentemente pronunciate dal Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale - come è ormai noto a tutti - parlando con l’Economist, ha suggerito di modificare l’atteggiamento sin qui adottato dall’Alleanza Atlantica circa l’utilizzo delle armi fornite all’Ucraina. Atteggiamento che – almeno per ora – non ha mai comportato la possibilità di farne uso per colpire direttamente obbiettivi situati all’interno del territorio della Federazione Russa. Non escludiamo che si sia  trattato di idee espresse in libertà da parte di un uomo che, essendo ormai prossimo alla scadenza del suo mandato, si sente autorizzato a dire un po’ quello che vuole... anche se, in realtà, viene da dubitare che Stoltemberg certe cose le possa tranquillamente affermare senza disporre di un preventivo nulla osta di fonte americana. Comunque sia, le sue proposte non hanno certo ricevuto un’accoglienza entusiastica nel nostro Vecchio Continente, dove, in linea generale, ci si è affrettati a liquidarle quasi fossero “voci del sèn fuggite”...In Italia poi, a Stoltemberg andrebbe addirittura assegnato un “premio della bacchetta magica”, visto che è stato l’unico “maghetto” in grado di far convergere sulle stesse posizioni (di rifiuto) sia i partiti della maggioranza di governo, che quelli di opposizione. Tuttavia, con buona pace della classe politica nostrana, ai noi pare che - sia sul piano militare, che su quello logico - i pareri del Segretario norvegese non possano essere giudicati soltanto come degli azzardi ispirati da un bellicismo irresponsabile. Proviamo, anche solo per un attimo, a considerare che, al momento, in Europa non si sta giocando ai soldatini, ma si sta affrontando una guerra nella quale un esercito combatte senza esclusione di colpi, mentre un altro è costretto a farlo con un braccio legato dietro ad una spalla. Come si può seriamente pretendere che gli Ucraini accettino di vedere le loro città devastate da missili che provengono da basi di lancio collocate in territorio russo, senza che si domandino per quale strana ragione a loro  siano concesse solamente reazioni rigorosamente limitate? Intendiamoci, qui nessuno auspica il bombardamento di centri abitati russi, ma le rampe di lancio missilistiche o i depositi di armi sarebbero, francamente, tutto un altro discorso… D’altra parte, di solito, le situazioni di “cessate il fuoco” si vengono a determinare quando tra le forze in campo si riscontra che esiste un equilibrio difficilmente modificabile. Ed è solo allora che la ragionevolezza ricomincia a far sentire la sua voce. Pertanto, siamo proprio  sicuri che l’idea di smetterla di continuare a rassicurare Putin – per cominciare, invece, ad insinuargli anche qualche preoccupazione - sia davvero un’opzione così scriteriata?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/010e1b12f38ab2f764d5df2a4228112d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’attesa di Toti | 27/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-attesa-di-toti-27-05-2024-il-corsivo--64555959</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Terminato l’interrogatorio (durato circa otto ore), dinanzi ai magistrati della Procura di Genova, adesso, per Giovanni Toti (e, soprattutto, per il suo avvocato) si apre la fase in cui occorre valutare se sia giunto o meno il momento opportuno per avanzare la richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Sappiamo che, nel corso del confronto fiume che si è svolto giovedì scorso, il governatore della Liguria ha risposto con la dovuta puntualità a tutte le 180 domande che gli inquirenti avevano predisposto per lui, fornendo chiarimenti non solo in relazione ai fatti contestatigli, ma anche in merito a quella che, in questi anni, è stata la visione politica che ha guidato la sua amministrazione regionale. Tuttavia, è parso ai bene informati che i punti di vista tra le parti siano rimasti ancora piuttosto lontani, continuando i magistrati a cogliere - come fosse una costante sistematica -  i sintomi della corruzione in quasi tutta l’operatività della Giunta Toti. Pertanto, in un quadro di sostanziale e fiera contrapposizione, possiamo immaginare come non sia facile, per chi si è assunto la difesa di Toti, riuscire ad individuare gli spiragli giusti per ricondurre, in tempi rapidi, l’ex giornalista di Mediaset a riappropriarsi non solo della propria libertà personale, ma magari anche – perché no? - del suo posto ai vertici del Palazzo della Regione. In fondo anche altri governatori – certo non arrestati, ma comunque indagati – hanno continuato imperterriti a guidare i loro territori (che, nei casi, erano Lombardia ed Emilia Romagna) senza che la cosa rappresentasse una sorta di finimondo...Il tutto, nella paziente attesa che – come nove volte su dieci succede – il cumulo di sospetti e di accuse finisse poi per sparire nella solita bolla di sapone… Sul piano strettamente legale, dubitiamo che i classici presupposti previsti per la carcerazione preventiva sussistano - ammesso e non concesso siano mai sussistiti – nell’ “affaire” Liguria. Non è, infatti, ipotizzabile che Toti sia così incosciente da fuggire...Non si vede neanche come potrebbe continuare a commettere reati che, in realtà, si sarebbero già consumati 4 anni fa e nemmeno come potrebbe inquinare le prove, visto che sono già state tutte ampiamente raccolte e messe a disposizione di chi, in futuro, dovrà, eventualmente, pronunciare una sentenza. Ci domandiamo, quindi, quanto tempo ancora potrà durare una detenzione che, sul piano tecnico procedurale, traballa e che su quello mediatico comincia a destare una certa inquietudine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 27 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555959/corsivo_27_05_2024_08_25.mp3" length="2325740" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Terminato l’interrogatorio (durato circa otto ore), dinanzi ai magistrati della Procura di Genova, adesso, per Giovanni Toti (e, soprattutto, per il suo avvocato) si apre la fase in cui occorre valutare se sia giunto o meno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Terminato l’interrogatorio (durato circa otto ore), dinanzi ai magistrati della Procura di Genova, adesso, per Giovanni Toti (e, soprattutto, per il suo avvocato) si apre la fase in cui occorre valutare se sia giunto o meno il momento opportuno per avanzare la richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Sappiamo che, nel corso del confronto fiume che si è svolto giovedì scorso, il governatore della Liguria ha risposto con la dovuta puntualità a tutte le 180 domande che gli inquirenti avevano predisposto per lui, fornendo chiarimenti non solo in relazione ai fatti contestatigli, ma anche in merito a quella che, in questi anni, è stata la visione politica che ha guidato la sua amministrazione regionale. Tuttavia, è parso ai bene informati che i punti di vista tra le parti siano rimasti ancora piuttosto lontani, continuando i magistrati a cogliere - come fosse una costante sistematica -  i sintomi della corruzione in quasi tutta l’operatività della Giunta Toti. Pertanto, in un quadro di sostanziale e fiera contrapposizione, possiamo immaginare come non sia facile, per chi si è assunto la difesa di Toti, riuscire ad individuare gli spiragli giusti per ricondurre, in tempi rapidi, l’ex giornalista di Mediaset a riappropriarsi non solo della propria libertà personale, ma magari anche – perché no? - del suo posto ai vertici del Palazzo della Regione. In fondo anche altri governatori – certo non arrestati, ma comunque indagati – hanno continuato imperterriti a guidare i loro territori (che, nei casi, erano Lombardia ed Emilia Romagna) senza che la cosa rappresentasse una sorta di finimondo...Il tutto, nella paziente attesa che – come nove volte su dieci succede – il cumulo di sospetti e di accuse finisse poi per sparire nella solita bolla di sapone… Sul piano strettamente legale, dubitiamo che i classici presupposti previsti per la carcerazione preventiva sussistano - ammesso e non concesso siano mai sussistiti – nell’ “affaire” Liguria. Non è, infatti, ipotizzabile che Toti sia così incosciente da fuggire...Non si vede neanche come potrebbe continuare a commettere reati che, in realtà, si sarebbero già consumati 4 anni fa e nemmeno come potrebbe inquinare le prove, visto che sono già state tutte ampiamente raccolte e messe a disposizione di chi, in futuro, dovrà, eventualmente, pronunciare una sentenza. Ci domandiamo, quindi, quanto tempo ancora potrà durare una detenzione che, sul piano tecnico procedurale, traballa e che su quello mediatico comincia a destare una certa inquietudine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/483951ebadd21e4fde071ee4767cfc51.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’attesa di Toti | 27/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-attesa-di-toti-27-05-2024-il-corsivo--60183933</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Terminato l’interrogatorio (durato circa otto ore), dinanzi ai magistrati della Procura di Genova, adesso, per Giovanni Toti (e, soprattutto, per il suo avvocato) si apre la fase in cui occorre valutare se sia giunto o meno il momento opportuno per avanzare la richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Sappiamo che, nel corso del confronto fiume che si è svolto giovedì scorso, il governatore della Liguria ha risposto con la dovuta puntualità a tutte le 180 domande che gli inquirenti avevano predisposto per lui, fornendo chiarimenti non solo in relazione ai fatti contestatigli, ma anche in merito a quella che, in questi anni, è stata la visione politica che ha guidato la sua amministrazione regionale. Tuttavia, è parso ai bene informati che i punti di vista tra le parti siano rimasti ancora piuttosto lontani, continuando i magistrati a cogliere - come fosse una costante sistematica -  i sintomi della corruzione in quasi tutta l’operatività della Giunta Toti. Pertanto, in un quadro di sostanziale e fiera contrapposizione, possiamo immaginare come non sia facile, per chi si è assunto la difesa di Toti, riuscire ad individuare gli spiragli giusti per ricondurre, in tempi rapidi, l’ex giornalista di Mediaset a riappropriarsi non solo della propria libertà personale, ma magari anche – perché no? - del suo posto ai vertici del Palazzo della Regione. In fondo anche altri governatori – certo non arrestati, ma comunque indagati – hanno continuato imperterriti a guidare i loro territori (che, nei casi, erano Lombardia ed Emilia Romagna) senza che la cosa rappresentasse una sorta di finimondo...Il tutto, nella paziente attesa che – come nove volte su dieci succede – il cumulo di sospetti e di accuse finisse poi per sparire nella solita bolla di sapone… Sul piano strettamente legale, dubitiamo che i classici presupposti previsti per la carcerazione preventiva sussistano - ammesso e non concesso siano mai sussistiti – nell’ “affaire” Liguria. Non è, infatti, ipotizzabile che Toti sia così incosciente da fuggire...Non si vede neanche come potrebbe continuare a commettere reati che, in realtà, si sarebbero già consumati 4 anni fa e nemmeno come potrebbe inquinare le prove, visto che sono già state tutte ampiamente raccolte e messe a disposizione di chi, in futuro, dovrà, eventualmente, pronunciare una sentenza. Ci domandiamo, quindi, quanto tempo ancora potrà durare una detenzione che, sul piano tecnico procedurale, traballa e che su quello mediatico comincia a destare una certa inquietudine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 27 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60183933/corsivo_27_05_2024_08_25.mp3" length="2325740" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Terminato l’interrogatorio (durato circa otto ore), dinanzi ai magistrati della Procura di Genova, adesso, per Giovanni Toti (e, soprattutto, per il suo avvocato) si apre la fase in cui occorre valutare se sia giunto o meno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Terminato l’interrogatorio (durato circa otto ore), dinanzi ai magistrati della Procura di Genova, adesso, per Giovanni Toti (e, soprattutto, per il suo avvocato) si apre la fase in cui occorre valutare se sia giunto o meno il momento opportuno per avanzare la richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Sappiamo che, nel corso del confronto fiume che si è svolto giovedì scorso, il governatore della Liguria ha risposto con la dovuta puntualità a tutte le 180 domande che gli inquirenti avevano predisposto per lui, fornendo chiarimenti non solo in relazione ai fatti contestatigli, ma anche in merito a quella che, in questi anni, è stata la visione politica che ha guidato la sua amministrazione regionale. Tuttavia, è parso ai bene informati che i punti di vista tra le parti siano rimasti ancora piuttosto lontani, continuando i magistrati a cogliere - come fosse una costante sistematica -  i sintomi della corruzione in quasi tutta l’operatività della Giunta Toti. Pertanto, in un quadro di sostanziale e fiera contrapposizione, possiamo immaginare come non sia facile, per chi si è assunto la difesa di Toti, riuscire ad individuare gli spiragli giusti per ricondurre, in tempi rapidi, l’ex giornalista di Mediaset a riappropriarsi non solo della propria libertà personale, ma magari anche – perché no? - del suo posto ai vertici del Palazzo della Regione. In fondo anche altri governatori – certo non arrestati, ma comunque indagati – hanno continuato imperterriti a guidare i loro territori (che, nei casi, erano Lombardia ed Emilia Romagna) senza che la cosa rappresentasse una sorta di finimondo...Il tutto, nella paziente attesa che – come nove volte su dieci succede – il cumulo di sospetti e di accuse finisse poi per sparire nella solita bolla di sapone… Sul piano strettamente legale, dubitiamo che i classici presupposti previsti per la carcerazione preventiva sussistano - ammesso e non concesso siano mai sussistiti – nell’ “affaire” Liguria. Non è, infatti, ipotizzabile che Toti sia così incosciente da fuggire...Non si vede neanche come potrebbe continuare a commettere reati che, in realtà, si sarebbero già consumati 4 anni fa e nemmeno come potrebbe inquinare le prove, visto che sono già state tutte ampiamente raccolte e messe a disposizione di chi, in futuro, dovrà, eventualmente, pronunciare una sentenza. Ci domandiamo, quindi, quanto tempo ancora potrà durare una detenzione che, sul piano tecnico procedurale, traballa e che su quello mediatico comincia a destare una certa inquietudine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/483951ebadd21e4fde071ee4767cfc51.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Sottomissione” | 25/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sottomissione-25-05-2024-il-corsivo--64555960</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Non saremo certo noi, generazioni sessantottarde, a biasimare  l’occupazione di un liceo o di una facoltà universitaria: con tutte le fesserie che abbiamo fatto in gioventù non ne avremmo proprio le carte in regola...Anzi, probabilmente, siamo oggi quasi istintivamente portati a non dare troppa rilevanza a quelle che, da almeno un mese a questa parte, vengono purtroppo ripetute negli atenei di mezzo mondo...E così, con colpevole leggerezza, non ci facciamo neanche caso se, alla ormai vetusta barba caraibica di Fidel Castro, i nostri novelli campioni dell’anti occidentalismo stanno sostituendo – contenti loro - la kefiah di Yassir Arafat e di tanti altri bei democratici capi e capetti mediorientali. Tuttavia, cari amici della Sinistra italiana ed europea, è forse giunto  il momento di cominciare a riflettere, con un minimo di attenzione in più, sulla svolta inquietante che il moto spontaneo di solidarietà filo palestinese ha assunto in questi ultimi tempi. Nelle aule dei nostri istituti universitari si è, infatti, partiti dalla discutibilissima pretesa di disdire ogni rapporto con la comunità accademica israeliana per poi approdare – in un crescendo rossiniano di istanze sempre meno lucide – addirittura alla trasformazione delle sale occupate in moschee, nelle quali - come è avvenuto di recente a Torino - si pronunciano, beatamente, dei sermoni che inneggiano alla Jihad non solo a Gaza, ma anche all’ombra della Mole Antonelliana... Francamente, nel leggere, il resoconto di quanto è avvenuto venerdì scorso, ci siamo chiesti se fossimo sulle pagine di cronaca del maggiore quotidiano piemontese oppure su quelle del famoso  romanzo di Michel Houellebecq...Un’istituzione laica ed universale –  dalla quale è lecito aspettarsi solo autonomia ed equidistanza – aveva aperto le sue porte ad una religione (non importa quale), nella sostanziale impotenza di un Rettore, che si è limitato a precisare di non avere più il controllo di quello che succede “li dentro”, da quando l’Ateneo è occupato. E’ accettabile che sia soltanto un gruppo (tra l’altro più rumoroso, che maggioritario) di studenti a stabilire chi possa parlare e chi no all’interno di un’università italiana? Forse in Iran i pasdaran possono farlo, ma, nella Torino di Norberto Bobbio o di Franco Antonicelli, la cosa ci sembra   stonare davvero...  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 25 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555960/corsivo_25_05_2024_08_25.mp3" length="2157164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Non saremo certo noi, generazioni sessantottarde, a biasimare  l’occupazione di un liceo o di una facoltà universitaria: con tutte le fesserie che abbiamo fatto in gioventù non ne avremmo proprio le carte in regola...Anzi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Non saremo certo noi, generazioni sessantottarde, a biasimare  l’occupazione di un liceo o di una facoltà universitaria: con tutte le fesserie che abbiamo fatto in gioventù non ne avremmo proprio le carte in regola...Anzi, probabilmente, siamo oggi quasi istintivamente portati a non dare troppa rilevanza a quelle che, da almeno un mese a questa parte, vengono purtroppo ripetute negli atenei di mezzo mondo...E così, con colpevole leggerezza, non ci facciamo neanche caso se, alla ormai vetusta barba caraibica di Fidel Castro, i nostri novelli campioni dell’anti occidentalismo stanno sostituendo – contenti loro - la kefiah di Yassir Arafat e di tanti altri bei democratici capi e capetti mediorientali. Tuttavia, cari amici della Sinistra italiana ed europea, è forse giunto  il momento di cominciare a riflettere, con un minimo di attenzione in più, sulla svolta inquietante che il moto spontaneo di solidarietà filo palestinese ha assunto in questi ultimi tempi. Nelle aule dei nostri istituti universitari si è, infatti, partiti dalla discutibilissima pretesa di disdire ogni rapporto con la comunità accademica israeliana per poi approdare – in un crescendo rossiniano di istanze sempre meno lucide – addirittura alla trasformazione delle sale occupate in moschee, nelle quali - come è avvenuto di recente a Torino - si pronunciano, beatamente, dei sermoni che inneggiano alla Jihad non solo a Gaza, ma anche all’ombra della Mole Antonelliana... Francamente, nel leggere, il resoconto di quanto è avvenuto venerdì scorso, ci siamo chiesti se fossimo sulle pagine di cronaca del maggiore quotidiano piemontese oppure su quelle del famoso  romanzo di Michel Houellebecq...Un’istituzione laica ed universale –  dalla quale è lecito aspettarsi solo autonomia ed equidistanza – aveva aperto le sue porte ad una religione (non importa quale), nella sostanziale impotenza di un Rettore, che si è limitato a precisare di non avere più il controllo di quello che succede “li dentro”, da quando l’Ateneo è occupato. E’ accettabile che sia soltanto un gruppo (tra l’altro più rumoroso, che maggioritario) di studenti a stabilire chi possa parlare e chi no all’interno di un’università italiana? Forse in Iran i pasdaran possono farlo, ma, nella Torino di Norberto Bobbio o di Franco Antonicelli, la cosa ci sembra   stonare davvero...  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/89af12c83ba12c6e7fcc04a938f7670c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Sottomissione” | 25/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sottomissione-25-05-2024-il-corsivo--60168847</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Non saremo certo noi, generazioni sessantottarde, a biasimare  l’occupazione di un liceo o di una facoltà universitaria: con tutte le fesserie che abbiamo fatto in gioventù non ne avremmo proprio le carte in regola...Anzi, probabilmente, siamo oggi quasi istintivamente portati a non dare troppa rilevanza a quelle che, da almeno un mese a questa parte, vengono purtroppo ripetute negli atenei di mezzo mondo...E così, con colpevole leggerezza, non ci facciamo neanche caso se, alla ormai vetusta barba caraibica di Fidel Castro, i nostri novelli campioni dell’anti occidentalismo stanno sostituendo – contenti loro - la kefiah di Yassir Arafat e di tanti altri bei democratici capi e capetti mediorientali. Tuttavia, cari amici della Sinistra italiana ed europea, è forse giunto  il momento di cominciare a riflettere, con un minimo di attenzione in più, sulla svolta inquietante che il moto spontaneo di solidarietà filo palestinese ha assunto in questi ultimi tempi. Nelle aule dei nostri istituti universitari si è, infatti, partiti dalla discutibilissima pretesa di disdire ogni rapporto con la comunità accademica israeliana per poi approdare – in un crescendo rossiniano di istanze sempre meno lucide – addirittura alla trasformazione delle sale occupate in moschee, nelle quali - come è avvenuto di recente a Torino - si pronunciano, beatamente, dei sermoni che inneggiano alla Jihad non solo a Gaza, ma anche all’ombra della Mole Antonelliana... Francamente, nel leggere, il resoconto di quanto è avvenuto venerdì scorso, ci siamo chiesti se fossimo sulle pagine di cronaca del maggiore quotidiano piemontese oppure su quelle del famoso  romanzo di Michel Houellebecq...Un’istituzione laica ed universale –  dalla quale è lecito aspettarsi solo autonomia ed equidistanza – aveva aperto le sue porte ad una religione (non importa quale), nella sostanziale impotenza di un Rettore, che si è limitato a precisare di non avere più il controllo di quello che succede “li dentro”, da quando l’Ateneo è occupato. E’ accettabile che sia soltanto un gruppo (tra l’altro più rumoroso, che maggioritario) di studenti a stabilire chi possa parlare e chi no all’interno di un’università italiana? Forse in Iran i pasdaran possono farlo, ma, nella Torino di Norberto Bobbio o di Franco Antonicelli, la cosa ci sembra   stonare davvero...  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 25 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60168847/corsivo_25_05_2024_08_25.mp3" length="2157164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Non saremo certo noi, generazioni sessantottarde, a biasimare  l’occupazione di un liceo o di una facoltà universitaria: con tutte le fesserie che abbiamo fatto in gioventù non ne avremmo proprio le carte in regola...Anzi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Non saremo certo noi, generazioni sessantottarde, a biasimare  l’occupazione di un liceo o di una facoltà universitaria: con tutte le fesserie che abbiamo fatto in gioventù non ne avremmo proprio le carte in regola...Anzi, probabilmente, siamo oggi quasi istintivamente portati a non dare troppa rilevanza a quelle che, da almeno un mese a questa parte, vengono purtroppo ripetute negli atenei di mezzo mondo...E così, con colpevole leggerezza, non ci facciamo neanche caso se, alla ormai vetusta barba caraibica di Fidel Castro, i nostri novelli campioni dell’anti occidentalismo stanno sostituendo – contenti loro - la kefiah di Yassir Arafat e di tanti altri bei democratici capi e capetti mediorientali. Tuttavia, cari amici della Sinistra italiana ed europea, è forse giunto  il momento di cominciare a riflettere, con un minimo di attenzione in più, sulla svolta inquietante che il moto spontaneo di solidarietà filo palestinese ha assunto in questi ultimi tempi. Nelle aule dei nostri istituti universitari si è, infatti, partiti dalla discutibilissima pretesa di disdire ogni rapporto con la comunità accademica israeliana per poi approdare – in un crescendo rossiniano di istanze sempre meno lucide – addirittura alla trasformazione delle sale occupate in moschee, nelle quali - come è avvenuto di recente a Torino - si pronunciano, beatamente, dei sermoni che inneggiano alla Jihad non solo a Gaza, ma anche all’ombra della Mole Antonelliana... Francamente, nel leggere, il resoconto di quanto è avvenuto venerdì scorso, ci siamo chiesti se fossimo sulle pagine di cronaca del maggiore quotidiano piemontese oppure su quelle del famoso  romanzo di Michel Houellebecq...Un’istituzione laica ed universale –  dalla quale è lecito aspettarsi solo autonomia ed equidistanza – aveva aperto le sue porte ad una religione (non importa quale), nella sostanziale impotenza di un Rettore, che si è limitato a precisare di non avere più il controllo di quello che succede “li dentro”, da quando l’Ateneo è occupato. E’ accettabile che sia soltanto un gruppo (tra l’altro più rumoroso, che maggioritario) di studenti a stabilire chi possa parlare e chi no all’interno di un’università italiana? Forse in Iran i pasdaran possono farlo, ma, nella Torino di Norberto Bobbio o di Franco Antonicelli, la cosa ci sembra   stonare davvero...  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/89af12c83ba12c6e7fcc04a938f7670c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stop al redditometro | 24/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stop-al-redditometro-24-05-2024-il-corsivo--64555912</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il Governo ha, dunque, fatto marcia indietro in merito all’opportunità di reintrodurre il redditometro, tra gli strumenti adottati dal Fisco per accertare se i redditi che un contribuente dichiara coincidano o meno con quelli che, effettivamente, percepisce. E noi pensiamo che, agendo in questo modo, l’esecutivo Meloni,  abbia fatto anche bene, visto che stiamo parlando di un metodo di presunto accertamento che privilegia gli indizi rispetto ai riscontri concreti, focalizzando la sua attenzione più sulla tipologia che sulla reale consistenza delle spese che un determinato cittadino sostiene... In altre parole, col redditometro, l’indagine da parte dell’Agenzia delle Entrate, non avviene sul valore complessivo di quanto spendiamo, ma piuttosto sulla qualità dei beni di cui disponiamo. Pertanto, se ci appartiene un oggetto che, normalmente, rientra tra quelli che sono nelle disponibilità di classi di contribuenti superiori a quella cui apparteniamo noi, ecco che allora scatta , nei nostri confronti, quella presunzione di infedeltà tributaria che rivela come, per il nostro legislatore fiscale, non sia lo Stato a dover produrre le prove di un’eventuale evasione, ma sia, piuttosto, il cittadino a dover dimostrare la propria correttezza dinanzi all’erario. Il rischio, in questi casi, diventa, quindi, quello di  non consentire più al singolo individuo di  utilizzare liberamente il proprio denaro - che magari ha pure guadagnato in maniera del tutto onesta – per sottoporlo, invece, ad una prevenuta radiografia di carattere quasi morale. Per quanto, infatti, spesso si possa cadere nella tentazione di provare invidia od esprimere riprovazione nei riguardi di chi, apparentemente, conduce un tenore di vita che le sue entrate rendono difficilmente giustificabile, è sempre meglio evitare di generalizzare. Ad esempio, dietro ad una lunga vacanza trascorsa in prestigiosi alberghi internazionali possono celarsi vent’anni di ferie estive ed invernali trascorse rigorosamente in casa, nella paziente attesa di poter finalmente un giorno coronare il sogno turistico di una vita intera… In conclusione, ci pare giusto che ognuno sia padrone di modellare la propria esistenza seguendo i criteri che gli sono più congeniali, senza che lo Stato intervenga per contestarne la sostenibilità finanziaria.  Ecco perché approviamo lo stop al redditometro, inteso come sistema di valutazione che, facendo prevalere gli aspetti qualitativi su quelli quantitativi, rischia di concedere uno spazio troppo ampio a giudizi che sono soggettivamente politici e non oggettivamente contabili.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 24 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555912/corsivo_24_05_2024_08_25.mp3" length="2369900" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il Governo ha, dunque, fatto marcia indietro in merito all’opportunità di reintrodurre il redditometro, tra gli strumenti adottati dal Fisco per accertare se i redditi che un contribuente dichiara coincidano o meno con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il Governo ha, dunque, fatto marcia indietro in merito all’opportunità di reintrodurre il redditometro, tra gli strumenti adottati dal Fisco per accertare se i redditi che un contribuente dichiara coincidano o meno con quelli che, effettivamente, percepisce. E noi pensiamo che, agendo in questo modo, l’esecutivo Meloni,  abbia fatto anche bene, visto che stiamo parlando di un metodo di presunto accertamento che privilegia gli indizi rispetto ai riscontri concreti, focalizzando la sua attenzione più sulla tipologia che sulla reale consistenza delle spese che un determinato cittadino sostiene... In altre parole, col redditometro, l’indagine da parte dell’Agenzia delle Entrate, non avviene sul valore complessivo di quanto spendiamo, ma piuttosto sulla qualità dei beni di cui disponiamo. Pertanto, se ci appartiene un oggetto che, normalmente, rientra tra quelli che sono nelle disponibilità di classi di contribuenti superiori a quella cui apparteniamo noi, ecco che allora scatta , nei nostri confronti, quella presunzione di infedeltà tributaria che rivela come, per il nostro legislatore fiscale, non sia lo Stato a dover produrre le prove di un’eventuale evasione, ma sia, piuttosto, il cittadino a dover dimostrare la propria correttezza dinanzi all’erario. Il rischio, in questi casi, diventa, quindi, quello di  non consentire più al singolo individuo di  utilizzare liberamente il proprio denaro - che magari ha pure guadagnato in maniera del tutto onesta – per sottoporlo, invece, ad una prevenuta radiografia di carattere quasi morale. Per quanto, infatti, spesso si possa cadere nella tentazione di provare invidia od esprimere riprovazione nei riguardi di chi, apparentemente, conduce un tenore di vita che le sue entrate rendono difficilmente giustificabile, è sempre meglio evitare di generalizzare. Ad esempio, dietro ad una lunga vacanza trascorsa in prestigiosi alberghi internazionali possono celarsi vent’anni di ferie estive ed invernali trascorse rigorosamente in casa, nella paziente attesa di poter finalmente un giorno coronare il sogno turistico di una vita intera… In conclusione, ci pare giusto che ognuno sia padrone di modellare la propria esistenza seguendo i criteri che gli sono più congeniali, senza che lo Stato intervenga per contestarne la sostenibilità finanziaria.  Ecco perché approviamo lo stop al redditometro, inteso come sistema di valutazione che, facendo prevalere gli aspetti qualitativi su quelli quantitativi, rischia di concedere uno spazio troppo ampio a giudizi che sono soggettivamente politici e non oggettivamente contabili.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2ebb1b2bc35386042691741dbd861186.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stop al redditometro | 24/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stop-al-redditometro-24-05-2024-il-corsivo--60157908</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il Governo ha, dunque, fatto marcia indietro in merito all’opportunità di reintrodurre il redditometro, tra gli strumenti adottati dal Fisco per accertare se i redditi che un contribuente dichiara coincidano o meno con quelli che, effettivamente, percepisce. E noi pensiamo che, agendo in questo modo, l’esecutivo Meloni,  abbia fatto anche bene, visto che stiamo parlando di un metodo di presunto accertamento che privilegia gli indizi rispetto ai riscontri concreti, focalizzando la sua attenzione più sulla tipologia che sulla reale consistenza delle spese che un determinato cittadino sostiene... In altre parole, col redditometro, l’indagine da parte dell’Agenzia delle Entrate, non avviene sul valore complessivo di quanto spendiamo, ma piuttosto sulla qualità dei beni di cui disponiamo. Pertanto, se ci appartiene un oggetto che, normalmente, rientra tra quelli che sono nelle disponibilità di classi di contribuenti superiori a quella cui apparteniamo noi, ecco che allora scatta , nei nostri confronti, quella presunzione di infedeltà tributaria che rivela come, per il nostro legislatore fiscale, non sia lo Stato a dover produrre le prove di un’eventuale evasione, ma sia, piuttosto, il cittadino a dover dimostrare la propria correttezza dinanzi all’erario. Il rischio, in questi casi, diventa, quindi, quello di  non consentire più al singolo individuo di  utilizzare liberamente il proprio denaro - che magari ha pure guadagnato in maniera del tutto onesta – per sottoporlo, invece, ad una prevenuta radiografia di carattere quasi morale. Per quanto, infatti, spesso si possa cadere nella tentazione di provare invidia od esprimere riprovazione nei riguardi di chi, apparentemente, conduce un tenore di vita che le sue entrate rendono difficilmente giustificabile, è sempre meglio evitare di generalizzare. Ad esempio, dietro ad una lunga vacanza trascorsa in prestigiosi alberghi internazionali possono celarsi vent’anni di ferie estive ed invernali trascorse rigorosamente in casa, nella paziente attesa di poter finalmente un giorno coronare il sogno turistico di una vita intera… In conclusione, ci pare giusto che ognuno sia padrone di modellare la propria esistenza seguendo i criteri che gli sono più congeniali, senza che lo Stato intervenga per contestarne la sostenibilità finanziaria.  Ecco perché approviamo lo stop al redditometro, inteso come sistema di valutazione che, facendo prevalere gli aspetti qualitativi su quelli quantitativi, rischia di concedere uno spazio troppo ampio a giudizi che sono soggettivamente politici e non oggettivamente contabili.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 24 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60157908/corsivo_24_05_2024_08_25.mp3" length="2369900" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Il Governo ha, dunque, fatto marcia indietro in merito all’opportunità di reintrodurre il redditometro, tra gli strumenti adottati dal Fisco per accertare se i redditi che un contribuente dichiara coincidano o meno con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Il Governo ha, dunque, fatto marcia indietro in merito all’opportunità di reintrodurre il redditometro, tra gli strumenti adottati dal Fisco per accertare se i redditi che un contribuente dichiara coincidano o meno con quelli che, effettivamente, percepisce. E noi pensiamo che, agendo in questo modo, l’esecutivo Meloni,  abbia fatto anche bene, visto che stiamo parlando di un metodo di presunto accertamento che privilegia gli indizi rispetto ai riscontri concreti, focalizzando la sua attenzione più sulla tipologia che sulla reale consistenza delle spese che un determinato cittadino sostiene... In altre parole, col redditometro, l’indagine da parte dell’Agenzia delle Entrate, non avviene sul valore complessivo di quanto spendiamo, ma piuttosto sulla qualità dei beni di cui disponiamo. Pertanto, se ci appartiene un oggetto che, normalmente, rientra tra quelli che sono nelle disponibilità di classi di contribuenti superiori a quella cui apparteniamo noi, ecco che allora scatta , nei nostri confronti, quella presunzione di infedeltà tributaria che rivela come, per il nostro legislatore fiscale, non sia lo Stato a dover produrre le prove di un’eventuale evasione, ma sia, piuttosto, il cittadino a dover dimostrare la propria correttezza dinanzi all’erario. Il rischio, in questi casi, diventa, quindi, quello di  non consentire più al singolo individuo di  utilizzare liberamente il proprio denaro - che magari ha pure guadagnato in maniera del tutto onesta – per sottoporlo, invece, ad una prevenuta radiografia di carattere quasi morale. Per quanto, infatti, spesso si possa cadere nella tentazione di provare invidia od esprimere riprovazione nei riguardi di chi, apparentemente, conduce un tenore di vita che le sue entrate rendono difficilmente giustificabile, è sempre meglio evitare di generalizzare. Ad esempio, dietro ad una lunga vacanza trascorsa in prestigiosi alberghi internazionali possono celarsi vent’anni di ferie estive ed invernali trascorse rigorosamente in casa, nella paziente attesa di poter finalmente un giorno coronare il sogno turistico di una vita intera… In conclusione, ci pare giusto che ognuno sia padrone di modellare la propria esistenza seguendo i criteri che gli sono più congeniali, senza che lo Stato intervenga per contestarne la sostenibilità finanziaria.  Ecco perché approviamo lo stop al redditometro, inteso come sistema di valutazione che, facendo prevalere gli aspetti qualitativi su quelli quantitativi, rischia di concedere uno spazio troppo ampio a giudizi che sono soggettivamente politici e non oggettivamente contabili.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2ebb1b2bc35386042691741dbd861186.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Spagna, Norvegia e Irlanda riconoscono lo stato palestinese. Francia e Belgio a favore della Corte penale | 23/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/spagna-norvegia-e-irlanda-riconoscono-lo-stato-palestinese-francia-e-belgio-a-favore-della-corte-penale-23-05-2024-il-corsivo--64555904</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Spagna, Norvegia e Irlanda riconoscono lo stato palestinese Cresce il fronte europeo a favore di uno Stato palestinese e Israele si ritrova sempre più solo nella guerra contro la popolazione civile di Gaza. Spagna, Norvegia e Irlanda riconosceranno in modo formale la formazione di una Palestina libera da ogni occupazione, il prossimo 28 maggio. L'annuncio è stato fatto dal norvegese Jonas Gahr, dallo spagnolo Pedro Sanchez e dall'irlandese Simon Harris che parla di "un giorno storico e importante".  Il riconoscimento dello Stato palestinese in Europa  Prima del riconoscimento annunciato da Spagna, Irlanda e Norvegia, che però non fa parte dell'Unione Europea, la Svezia era l'unico Paese ad aver attuato il riconoscimento dello Stato palestinese, nel 2014. Malta, Cipro, Polonia, Ungheria,  Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria invece lo avevano fatto quando ancora non erano membri dell'Unione. A livello mondiale, lo Stato di Palestina è riconosciuto da 142 Paesi, il 70% dei membri delle Nazioni Unite: quasi tutta l'Asia, l'Africa e l'America Latina. Tra i Paesi che non lo fanno, mantenendo comunque relazioni diplomatiche con l'Autorità Nazionale Palestinese, ci sono invece Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e Italia.  Le reazioni internazionali “Non permetteremo alcuna proposta su uno Stato palestinese", sostiene il ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito di estrema destra Potere Ebraico, Itamar Ben-Gvir. Secondo l'ambasciatore di Israele in Italia, Alon Bar, il riconoscimento dello Stato palestinese da parte di alcuni Paesi che fanno parte dell'Unione europea rischia di "indebolirne il ruolo nella realizzazione di un processo di pace e della soluzione dei due Stati". La Russia ribadisce di essere in favore di un superamento del conflitto israelo-palestinese sulla base della soluzione dei due Stati, ricorda il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Giordania saluta la decisione di Norvegia, Spagna e Irlanda di riconoscere lo Stato di Palestina, definendola un "passo importante ed essenziale verso la soluzione dei due Stati".   Francia e Belgio a favore della Corte penale Francia e Belgio spaccano il fronte occidentale sulla decisione della Corte penale internazionale di arrestare i leader di Israele, tra cui il premier Netanyahu, e di Hamas. Tutto è avvenuto dopo le critiche degli Usa, con il presidente Joe con Biden che valuta sanzioni contro la Corte, della Germania, della Gran Bretagna e dell’Italia alla richiesta del procuratore generale della Cpi.  “A Gaza non è genocidio”, ha detto Biden.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-05-2024_08-27.mp3</guid><pubDate>Thu, 23 May 2024 06:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555904/corsivo_23_05_2024_08_27.mp3" length="2395978" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Spagna, Norvegia e Irlanda riconoscono lo stato palestinese Cresce il fronte europeo a favore di uno Stato palestinese e Israele si ritrova sempre più solo nella guerra contro la popolazione civile di Gaza. 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Malta, Cipro, Polonia, Ungheria,  Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria invece lo avevano fatto quando ancora non erano membri dell'Unione. A livello mondiale, lo Stato di Palestina è riconosciuto da 142 Paesi, il 70% dei membri delle Nazioni Unite: quasi tutta l'Asia, l'Africa e l'America Latina. Tra i Paesi che non lo fanno, mantenendo comunque relazioni diplomatiche con l'Autorità Nazionale Palestinese, ci sono invece Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e Italia.  Le reazioni internazionali “Non permetteremo alcuna proposta su uno Stato palestinese", sostiene il ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito di estrema destra Potere Ebraico, Itamar Ben-Gvir. Secondo l'ambasciatore di Israele in Italia, Alon Bar, il riconoscimento dello Stato palestinese da parte di alcuni Paesi che fanno parte dell'Unione europea rischia di "indebolirne il ruolo nella realizzazione di un processo di pace e della soluzione dei due Stati". La Russia ribadisce di essere in favore di un superamento del conflitto israelo-palestinese sulla base della soluzione dei due Stati, ricorda il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Giordania saluta la decisione di Norvegia, Spagna e Irlanda di riconoscere lo Stato di Palestina, definendola un "passo importante ed essenziale verso la soluzione dei due Stati".   Francia e Belgio a favore della Corte penale Francia e Belgio spaccano il fronte occidentale sulla decisione della Corte penale internazionale di arrestare i leader di Israele, tra cui il premier Netanyahu, e di Hamas. Tutto è avvenuto dopo le critiche degli Usa, con il presidente Joe con Biden che valuta sanzioni contro la Corte, della Germania, della Gran Bretagna e dell’Italia alla richiesta del procuratore generale della Cpi.  “A Gaza non è genocidio”, ha detto Biden.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0101cc12f3577efc4440b4606d46ecd7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Spagna, Norvegia e Irlanda riconoscono lo stato palestinese. 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Il riconoscimento dello Stato palestinese in Europa  Prima del riconoscimento annunciato da Spagna, Irlanda e Norvegia, che però non fa parte dell'Unione Europea, la Svezia era l'unico Paese ad aver attuato il riconoscimento dello Stato palestinese, nel 2014. Malta, Cipro, Polonia, Ungheria,  Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria invece lo avevano fatto quando ancora non erano membri dell'Unione. A livello mondiale, lo Stato di Palestina è riconosciuto da 142 Paesi, il 70% dei membri delle Nazioni Unite: quasi tutta l'Asia, l'Africa e l'America Latina. Tra i Paesi che non lo fanno, mantenendo comunque relazioni diplomatiche con l'Autorità Nazionale Palestinese, ci sono invece Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e Italia.  Le reazioni internazionali “Non permetteremo alcuna proposta su uno Stato palestinese", sostiene il ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito di estrema destra Potere Ebraico, Itamar Ben-Gvir. Secondo l'ambasciatore di Israele in Italia, Alon Bar, il riconoscimento dello Stato palestinese da parte di alcuni Paesi che fanno parte dell'Unione europea rischia di "indebolirne il ruolo nella realizzazione di un processo di pace e della soluzione dei due Stati". La Russia ribadisce di essere in favore di un superamento del conflitto israelo-palestinese sulla base della soluzione dei due Stati, ricorda il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Giordania saluta la decisione di Norvegia, Spagna e Irlanda di riconoscere lo Stato di Palestina, definendola un "passo importante ed essenziale verso la soluzione dei due Stati".   Francia e Belgio a favore della Corte penale Francia e Belgio spaccano il fronte occidentale sulla decisione della Corte penale internazionale di arrestare i leader di Israele, tra cui il premier Netanyahu, e di Hamas. Tutto è avvenuto dopo le critiche degli Usa, con il presidente Joe con Biden che valuta sanzioni contro la Corte, della Germania, della Gran Bretagna e dell’Italia alla richiesta del procuratore generale della Cpi.  “A Gaza non è genocidio”, ha detto Biden.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-05-2024_08-27.mp3</guid><pubDate>Thu, 23 May 2024 06:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60145680/corsivo_23_05_2024_08_27.mp3" length="2395978" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Spagna, Norvegia e Irlanda riconoscono lo stato palestinese Cresce il fronte europeo a favore di uno Stato palestinese e Israele si ritrova sempre più solo nella guerra contro la popolazione civile di Gaza. 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Malta, Cipro, Polonia, Ungheria,  Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria invece lo avevano fatto quando ancora non erano membri dell'Unione. A livello mondiale, lo Stato di Palestina è riconosciuto da 142 Paesi, il 70% dei membri delle Nazioni Unite: quasi tutta l'Asia, l'Africa e l'America Latina. Tra i Paesi che non lo fanno, mantenendo comunque relazioni diplomatiche con l'Autorità Nazionale Palestinese, ci sono invece Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e Italia.  Le reazioni internazionali “Non permetteremo alcuna proposta su uno Stato palestinese", sostiene il ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito di estrema destra Potere Ebraico, Itamar Ben-Gvir. Secondo l'ambasciatore di Israele in Italia, Alon Bar, il riconoscimento dello Stato palestinese da parte di alcuni Paesi che fanno parte dell'Unione europea rischia di "indebolirne il ruolo nella realizzazione di un processo di pace e della soluzione dei due Stati". La Russia ribadisce di essere in favore di un superamento del conflitto israelo-palestinese sulla base della soluzione dei due Stati, ricorda il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Giordania saluta la decisione di Norvegia, Spagna e Irlanda di riconoscere lo Stato di Palestina, definendola un "passo importante ed essenziale verso la soluzione dei due Stati".   Francia e Belgio a favore della Corte penale Francia e Belgio spaccano il fronte occidentale sulla decisione della Corte penale internazionale di arrestare i leader di Israele, tra cui il premier Netanyahu, e di Hamas. 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Le Pen rompe con i tedeschi Afd dopo la rivalutazione delle SS naziste | 22/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-destre-divise-in-europa-le-pen-rompe-con-i-tedeschi-afd-dopo-la-rivalutazione-delle-ss-naziste-22-05-2024-il-corsivo--64555905</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano solo tre settimane alle elezioni europee, il fronte della destra sovranista si rompe nel gruppo europeo degli Identitari. Il partito di Marine Le Pen, Rassemblement National, ha liquidato l’ultradestra tedesca Afd, così come ha fatto anche la Lega di Matteo Salvini. Tutto è accaduto in seguito alle recenti dichiarazioni di Maximilian Krah,  leader di Afd. "Non dirò mai che chi aveva un’uniforme delle SS era automaticamente un criminale”, aveva spiegato Krah.   La decisione di Marine Le Pen Da Parigi è arrivata una reazione durissima da parte della destra francese. “Non ci alleeremo più con l’Afd nella prossima legislatura”, dice Thibaut François, responsabile dei rapporti internazionali a Strasburgo per il partito di Le Pen. La decisione sarà applicata dopo le elezioni del 9 giugno, quando si deciderà la composizione del gruppo di europarlamentari che aderiscono agli Identitari.   Il piano di Giorgia Meloni  Con la spaccatura nel gruppo europeo degli Identitari, Marine Le pen si avvicina sempre più alle posizioni di Giorgia Meloni che alla convention di Vox in Spagna ha lanciato l'idea di un'altra Europa, alternativa alla maggioranza attualmente in vigore tra popolari, socialisti e liberali. Nella sostanza Meloni vorrebbe sommare i voti dei Conservatori e quelli dell’ultradestra di Marine Le Pen per incidere sui singoli dossier che passeranno dal Parlamento europeo. Una minoranza composta, almeno sulla carta, da 135 eurodeputati che potrebbe spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 22 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555905/corsivo_22_05_2024_08_25.mp3" length="1981676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano solo tre settimane alle elezioni europee, il fronte della destra sovranista si rompe nel gruppo europeo degli Identitari. 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La decisione sarà applicata dopo le elezioni del 9 giugno, quando si deciderà la composizione del gruppo di europarlamentari che aderiscono agli Identitari.   Il piano di Giorgia Meloni  Con la spaccatura nel gruppo europeo degli Identitari, Marine Le pen si avvicina sempre più alle posizioni di Giorgia Meloni che alla convention di Vox in Spagna ha lanciato l'idea di un'altra Europa, alternativa alla maggioranza attualmente in vigore tra popolari, socialisti e liberali. Nella sostanza Meloni vorrebbe sommare i voti dei Conservatori e quelli dell’ultradestra di Marine Le Pen per incidere sui singoli dossier che passeranno dal Parlamento europeo. Una minoranza composta, almeno sulla carta, da 135 eurodeputati che potrebbe spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab94f5ffad4782b910c8a40f13f97803.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le destre divise in Europa. Le Pen rompe con i tedeschi Afd dopo la rivalutazione delle SS naziste | 22/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-destre-divise-in-europa-le-pen-rompe-con-i-tedeschi-afd-dopo-la-rivalutazione-delle-ss-naziste-22-05-2024-il-corsivo--60127363</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano solo tre settimane alle elezioni europee, il fronte della destra sovranista si rompe nel gruppo europeo degli Identitari. Il partito di Marine Le Pen, Rassemblement National, ha liquidato l’ultradestra tedesca Afd, così come ha fatto anche la Lega di Matteo Salvini. Tutto è accaduto in seguito alle recenti dichiarazioni di Maximilian Krah,  leader di Afd. "Non dirò mai che chi aveva un’uniforme delle SS era automaticamente un criminale”, aveva spiegato Krah.   La decisione di Marine Le Pen Da Parigi è arrivata una reazione durissima da parte della destra francese. “Non ci alleeremo più con l’Afd nella prossima legislatura”, dice Thibaut François, responsabile dei rapporti internazionali a Strasburgo per il partito di Le Pen. La decisione sarà applicata dopo le elezioni del 9 giugno, quando si deciderà la composizione del gruppo di europarlamentari che aderiscono agli Identitari.   Il piano di Giorgia Meloni  Con la spaccatura nel gruppo europeo degli Identitari, Marine Le pen si avvicina sempre più alle posizioni di Giorgia Meloni che alla convention di Vox in Spagna ha lanciato l'idea di un'altra Europa, alternativa alla maggioranza attualmente in vigore tra popolari, socialisti e liberali. Nella sostanza Meloni vorrebbe sommare i voti dei Conservatori e quelli dell’ultradestra di Marine Le Pen per incidere sui singoli dossier che passeranno dal Parlamento europeo. Una minoranza composta, almeno sulla carta, da 135 eurodeputati che potrebbe spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 22 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60127363/corsivo_22_05_2024_08_25.mp3" length="1981676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano solo tre settimane alle elezioni europee, il fronte della destra sovranista si rompe nel gruppo europeo degli Identitari. 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La decisione sarà applicata dopo le elezioni del 9 giugno, quando si deciderà la composizione del gruppo di europarlamentari che aderiscono agli Identitari.   Il piano di Giorgia Meloni  Con la spaccatura nel gruppo europeo degli Identitari, Marine Le pen si avvicina sempre più alle posizioni di Giorgia Meloni che alla convention di Vox in Spagna ha lanciato l'idea di un'altra Europa, alternativa alla maggioranza attualmente in vigore tra popolari, socialisti e liberali. Nella sostanza Meloni vorrebbe sommare i voti dei Conservatori e quelli dell’ultradestra di Marine Le Pen per incidere sui singoli dossier che passeranno dal Parlamento europeo. Una minoranza composta, almeno sulla carta, da 135 eurodeputati che potrebbe spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab94f5ffad4782b910c8a40f13f97803.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Iran. Il giallo dell'incidente aereo che causato la morte del presidente Raisi | 21/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/iran-il-giallo-dell-incidente-aereo-che-causato-la-morte-del-presidente-raisi-21-05-2024-il-corsivo--64555966</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È un vero giallo l'incidente aereo che ha causato la morte del presidente iraniano Raisi. L’agenzia di Stato Irna si è affrettata a chiudere il caso: "Il presidente ha trovato il martirio nello schianto di un elicottero causato da un guasto tecnico". Ma resta la questione dei tre velivoli che farebbero parte del convoglio che trasportava Raisi e alcuni membri del governo iraniano.  Il mistero dei tre elicotteri  Alle 13,30 locali, le 12 italiane di domenica, l'elicottero precipita in una remota zona montuosa a circa 60 chilometri dalla diga di Qiz-Qalasi, a 2 chilometri a sud ovest del villaggio di Uzi. Alle 16 iraniane, le 14,30 italiane sempre di domenica, il regime comunica tramite la tv di Stato che l'elicottero è stato costretto a un "atterraggio duro" a causa della nebbia fitta. Sono le 5 in Iran, le 3,30 in Italia. I soccorritori individuano i resti del velivolo da una distanza di 2 chilometri e raggiungono la località dopo un'ora. Alle 7,30 iraniane, le 6 italiane, le autorità comunicano la morte di tutti i passeggeri.  Ma qualcosa suona strano. Il primo comunicato ufficiale sostiene che il Bell 212 di Raisi era scortato da altri due elicotteri. Nel video che mostra l’ultimo decollo si distinguono con chiarezza la sagoma di un MI Mil-17 russo e di un altro Bell. Entrambi sono a terra e non hanno i rotori in movimento. Poi, durante le operazioni di soccorso, le notizie non riguardano più i tre elicotteri, ma solo quello che trasportava Raisi. I dubbi restano. Meteo avverso o guasto tecnico?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 21 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555966/corsivo_21_05_2024_08_25.mp3" length="2102252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  È un vero giallo l'incidente aereo che ha causato la morte del presidente iraniano Raisi. L’agenzia di Stato Irna si è affrettata a chiudere il caso: "Il presidente ha trovato il martirio nello schianto di un elicottero...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È un vero giallo l'incidente aereo che ha causato la morte del presidente iraniano Raisi. L’agenzia di Stato Irna si è affrettata a chiudere il caso: "Il presidente ha trovato il martirio nello schianto di un elicottero causato da un guasto tecnico". Ma resta la questione dei tre velivoli che farebbero parte del convoglio che trasportava Raisi e alcuni membri del governo iraniano.  Il mistero dei tre elicotteri  Alle 13,30 locali, le 12 italiane di domenica, l'elicottero precipita in una remota zona montuosa a circa 60 chilometri dalla diga di Qiz-Qalasi, a 2 chilometri a sud ovest del villaggio di Uzi. Alle 16 iraniane, le 14,30 italiane sempre di domenica, il regime comunica tramite la tv di Stato che l'elicottero è stato costretto a un "atterraggio duro" a causa della nebbia fitta. Sono le 5 in Iran, le 3,30 in Italia. I soccorritori individuano i resti del velivolo da una distanza di 2 chilometri e raggiungono la località dopo un'ora. Alle 7,30 iraniane, le 6 italiane, le autorità comunicano la morte di tutti i passeggeri.  Ma qualcosa suona strano. Il primo comunicato ufficiale sostiene che il Bell 212 di Raisi era scortato da altri due elicotteri. Nel video che mostra l’ultimo decollo si distinguono con chiarezza la sagoma di un MI Mil-17 russo e di un altro Bell. Entrambi sono a terra e non hanno i rotori in movimento. Poi, durante le operazioni di soccorso, le notizie non riguardano più i tre elicotteri, ma solo quello che trasportava Raisi. I dubbi restano. Meteo avverso o guasto tecnico?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d201ded630335e3990db1c21e671a102.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Iran. Il giallo dell'incidente aereo che causato la morte del presidente Raisi | 21/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/iran-il-giallo-dell-incidente-aereo-che-causato-la-morte-del-presidente-raisi-21-05-2024-il-corsivo--60109036</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  È un vero giallo l'incidente aereo che ha causato la morte del presidente iraniano Raisi. L’agenzia di Stato Irna si è affrettata a chiudere il caso: "Il presidente ha trovato il martirio nello schianto di un elicottero causato da un guasto tecnico". Ma resta la questione dei tre velivoli che farebbero parte del convoglio che trasportava Raisi e alcuni membri del governo iraniano.  Il mistero dei tre elicotteri  Alle 13,30 locali, le 12 italiane di domenica, l'elicottero precipita in una remota zona montuosa a circa 60 chilometri dalla diga di Qiz-Qalasi, a 2 chilometri a sud ovest del villaggio di Uzi. Alle 16 iraniane, le 14,30 italiane sempre di domenica, il regime comunica tramite la tv di Stato che l'elicottero è stato costretto a un "atterraggio duro" a causa della nebbia fitta. Sono le 5 in Iran, le 3,30 in Italia. I soccorritori individuano i resti del velivolo da una distanza di 2 chilometri e raggiungono la località dopo un'ora. Alle 7,30 iraniane, le 6 italiane, le autorità comunicano la morte di tutti i passeggeri.  Ma qualcosa suona strano. Il primo comunicato ufficiale sostiene che il Bell 212 di Raisi era scortato da altri due elicotteri. Nel video che mostra l’ultimo decollo si distinguono con chiarezza la sagoma di un MI Mil-17 russo e di un altro Bell. Entrambi sono a terra e non hanno i rotori in movimento. Poi, durante le operazioni di soccorso, le notizie non riguardano più i tre elicotteri, ma solo quello che trasportava Raisi. I dubbi restano. Meteo avverso o guasto tecnico?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 21 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60109036/corsivo_21_05_2024_08_25.mp3" length="2102252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  È un vero giallo l'incidente aereo che ha causato la morte del presidente iraniano Raisi. 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Alle 16 iraniane, le 14,30 italiane sempre di domenica, il regime comunica tramite la tv di Stato che l'elicottero è stato costretto a un "atterraggio duro" a causa della nebbia fitta. Sono le 5 in Iran, le 3,30 in Italia. I soccorritori individuano i resti del velivolo da una distanza di 2 chilometri e raggiungono la località dopo un'ora. Alle 7,30 iraniane, le 6 italiane, le autorità comunicano la morte di tutti i passeggeri.  Ma qualcosa suona strano. Il primo comunicato ufficiale sostiene che il Bell 212 di Raisi era scortato da altri due elicotteri. Nel video che mostra l’ultimo decollo si distinguono con chiarezza la sagoma di un MI Mil-17 russo e di un altro Bell. Entrambi sono a terra e non hanno i rotori in movimento. Poi, durante le operazioni di soccorso, le notizie non riguardano più i tre elicotteri, ma solo quello che trasportava Raisi. I dubbi restano. Meteo avverso o guasto tecnico?   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d201ded630335e3990db1c21e671a102.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'asse tra Giorgia Meloni e Marine Le Pen sfida l'Europa | 20/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-asse-tra-giorgia-meloni-e-marine-le-pen-sfida-l-europa-20-05-2024-il-corsivo--64555909</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni si presenta alla convention del partito ultranazionalista spagnolo Vox e chiama a raccolta le destre. "Un cambio in Europa è possibile se i conservatori resteranno uniti, siamo il motore del rinascimento", dice Meloni che attacca quelle che definisce le maggioranze innaturali, cioè quelle tra popolari e socialisti, sulle teorie gender, sul Green Deal. La leader di Fratelli d'Italia lancia nei fatti un asse strategico con la francese Marine Le Pen che ammette di avere molti punti in comune.   Il piano di Giorgia Meloni Il piano di Giorgia Meloni è quello sommare i voti dei Conservatori e quelli dell’ultradestra di Marine Le Pen per incidere sui singoli dossier che passeranno dal Parlamento europeo. Una sorta di minoranza di blocco da 135 eurodeputati. L’altro obiettivo è condividere con l’ultradestra il profilo dei commissari espressi dai Paesi a guida conservatrice (quattro su ventisette), con l’ambizione di spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione. La nuova destra di Meloni e Le Pen si presenta come una forza di opposizione europea, di rottura profonda contro quella che definisce l'establishment rogressista che ritiene sia stato finora al potere, a cui attribuisce la responsabilità dell'attuale crisi politica e culturale. Una sorta di mossa identitaria per tentare di scardinare le regole, l'ossatura che ha portato l'Europa fino a questo appuntamento elettorale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 20 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555909/corsivo_20_05_2024_08_25.mp3" length="1900652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni si presenta alla convention del partito ultranazionalista spagnolo Vox e chiama a raccolta le destre. 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Una sorta di minoranza di blocco da 135 eurodeputati. L’altro obiettivo è condividere con l’ultradestra il profilo dei commissari espressi dai Paesi a guida conservatrice (quattro su ventisette), con l’ambizione di spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione. La nuova destra di Meloni e Le Pen si presenta come una forza di opposizione europea, di rottura profonda contro quella che definisce l'establishment rogressista che ritiene sia stato finora al potere, a cui attribuisce la responsabilità dell'attuale crisi politica e culturale. Una sorta di mossa identitaria per tentare di scardinare le regole, l'ossatura che ha portato l'Europa fino a questo appuntamento elettorale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b25fbbc8f235428d760c239f99997457.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'asse tra Giorgia Meloni e Marine Le Pen sfida l'Europa | 20/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-asse-tra-giorgia-meloni-e-marine-le-pen-sfida-l-europa-20-05-2024-il-corsivo--60094024</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni si presenta alla convention del partito ultranazionalista spagnolo Vox e chiama a raccolta le destre. "Un cambio in Europa è possibile se i conservatori resteranno uniti, siamo il motore del rinascimento", dice Meloni che attacca quelle che definisce le maggioranze innaturali, cioè quelle tra popolari e socialisti, sulle teorie gender, sul Green Deal. La leader di Fratelli d'Italia lancia nei fatti un asse strategico con la francese Marine Le Pen che ammette di avere molti punti in comune.   Il piano di Giorgia Meloni Il piano di Giorgia Meloni è quello sommare i voti dei Conservatori e quelli dell’ultradestra di Marine Le Pen per incidere sui singoli dossier che passeranno dal Parlamento europeo. Una sorta di minoranza di blocco da 135 eurodeputati. L’altro obiettivo è condividere con l’ultradestra il profilo dei commissari espressi dai Paesi a guida conservatrice (quattro su ventisette), con l’ambizione di spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione. La nuova destra di Meloni e Le Pen si presenta come una forza di opposizione europea, di rottura profonda contro quella che definisce l'establishment rogressista che ritiene sia stato finora al potere, a cui attribuisce la responsabilità dell'attuale crisi politica e culturale. Una sorta di mossa identitaria per tentare di scardinare le regole, l'ossatura che ha portato l'Europa fino a questo appuntamento elettorale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 20 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60094024/corsivo_20_05_2024_08_25.mp3" length="1900652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni si presenta alla convention del partito ultranazionalista spagnolo Vox e chiama a raccolta le destre. "Un cambio in Europa è possibile se i conservatori resteranno uniti, siamo il motore del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni si presenta alla convention del partito ultranazionalista spagnolo Vox e chiama a raccolta le destre. "Un cambio in Europa è possibile se i conservatori resteranno uniti, siamo il motore del rinascimento", dice Meloni che attacca quelle che definisce le maggioranze innaturali, cioè quelle tra popolari e socialisti, sulle teorie gender, sul Green Deal. La leader di Fratelli d'Italia lancia nei fatti un asse strategico con la francese Marine Le Pen che ammette di avere molti punti in comune.   Il piano di Giorgia Meloni Il piano di Giorgia Meloni è quello sommare i voti dei Conservatori e quelli dell’ultradestra di Marine Le Pen per incidere sui singoli dossier che passeranno dal Parlamento europeo. Una sorta di minoranza di blocco da 135 eurodeputati. L’altro obiettivo è condividere con l’ultradestra il profilo dei commissari espressi dai Paesi a guida conservatrice (quattro su ventisette), con l’ambizione di spostare la linea della Commissione su alcuni temi condivisi: ostilità al Green Deal, battaglia contro i diritti civili, immigrazione. La nuova destra di Meloni e Le Pen si presenta come una forza di opposizione europea, di rottura profonda contro quella che definisce l'establishment rogressista che ritiene sia stato finora al potere, a cui attribuisce la responsabilità dell'attuale crisi politica e culturale. Una sorta di mossa identitaria per tentare di scardinare le regole, l'ossatura che ha portato l'Europa fino a questo appuntamento elettorale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b25fbbc8f235428d760c239f99997457.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se ne va a 68 anni Franco Di Mare, giornalista con la schiena dritta | 18/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-ne-va-a-68-anni-franco-di-mare-giornalista-con-la-schiena-dritta-18-05-2024-il-corsivo--64555913</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando muore un amico che conosci da molti anni, non sempre si trovano le parole giuste per descriverlo in forma pubblica. Oggi tocca a me tracciare il ricordo di Franco Di Mare, che se ne è andato a soli 68 anni a causa del mesotelioma, una malattia causata dall'esposizione prolungata di particelle di amianto durante le sue varie missioni come inviato di guerra della Rai a Sarajevo, nei Balcani. Franco è stato un giornalista dalla schiena dritta, uno che non ha mai fatto sconti a nessuno, a cui piaceva lavorare per passione civile, con un'idea alta del nostro mestiere. Proprio a Sarajevo aveva adottato una bimba di 10 mesi che poi ha chiamato Stella e che gli è stata accanto fino all'ultimo respiro di vita.  La storia di Franco Di Mare Giornalista professionista dal 1983, Di Mare lavora in varie agenzie di stampa e all'Unità come cronista giudiziario. Nel 1985 viene trasferito a Roma alla redazione centrale del quotidiano, come inviato speciale e caporedattore. Arriva in Rai nel 1991 alla redazione esteri del Tg2, e nel 1995 diventa inviato speciale occupandosi della guerra dei Balcani. Nel 2002 passa al Tg1, e segue buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni: Bosnia, Kosovo, Somalia, Mozambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, prima e seconda guerra del Golfo, Afghanistan, Timor Est, Medio Oriente e America Latina. Nel 2003 diventa conduttore di Unomattina estate, quindi di Uno Mattina week end e poi dal 2004 di Uno Mattina. Nel 2016 conduce in seconda serata Frontiere, sempre su Rai 1. Nel 2019 diventa nuovo vicedirettore di Rai1, con delega agli approfondimenti e alle inchieste, e nel 2020 assume la direzione di Rai 3. A 40 anni dalla strage di Ustica e di Bologna, conduce su Rai 3 due speciali straordinari e innovativi. A quello su Bologna partecipai anch'io come testimone. Nel 2021 va in pensione ma prosegue nella conduzione di Frontiere.   L'ultimo libro e l'ultimo atto televisivo  Nel suo libro Le parole per dirlo. La guerra fuori e dentro di noi, Di Mare aveva raccontato la sua vita fino alla scoperta della malattia, il suo testamento. A Fabio Fazio aveva spiegato: “Ho avuto una vita bellissima e le memorie che ho sono piene di vita. Mi dispiace di scoprirlo adesso, ma non è troppo tardi, il mio arbitro non ha fischiato ancora". In quell'intervista a Fazio, Di Mare aveva denunciato i vertici della Rai: "io chiedevo lo stato di servizio, l’elenco dei posti dove sono stato per sapere cosa si poteva fare. Non riesco a capire l’assenza sul piano umano, persone a cui davo del tu che si sono negate al telefono. Trovo un solo aggettivo: è ripugnante”. È stato ripugnante, caro amico di tante serate passate a cantare e sognare un mondo migliore.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 18 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555913/corsivo_18_05_2024_08_25.mp3" length="1971692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando muore un amico che conosci da molti anni, non sempre si trovano le parole giuste per descriverlo in forma pubblica. 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La storia di Franco Di Mare Giornalista professionista dal 1983, Di Mare lavora in varie agenzie di stampa e all'Unità come cronista giudiziario. Nel 1985 viene trasferito a Roma alla redazione centrale del quotidiano, come inviato speciale e caporedattore. Arriva in Rai nel 1991 alla redazione esteri del Tg2, e nel 1995 diventa inviato speciale occupandosi della guerra dei Balcani. Nel 2002 passa al Tg1, e segue buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni: Bosnia, Kosovo, Somalia, Mozambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, prima e seconda guerra del Golfo, Afghanistan, Timor Est, Medio Oriente e America Latina. Nel 2003 diventa conduttore di Unomattina estate, quindi di Uno Mattina week end e poi dal 2004 di Uno Mattina. Nel 2016 conduce in seconda serata Frontiere, sempre su Rai 1. Nel 2019 diventa nuovo vicedirettore di Rai1, con delega agli approfondimenti e alle inchieste, e nel 2020 assume la direzione di Rai 3. A 40 anni dalla strage di Ustica e di Bologna, conduce su Rai 3 due speciali straordinari e innovativi. A quello su Bologna partecipai anch'io come testimone. Nel 2021 va in pensione ma prosegue nella conduzione di Frontiere.   L'ultimo libro e l'ultimo atto televisivo  Nel suo libro Le parole per dirlo. La guerra fuori e dentro di noi, Di Mare aveva raccontato la sua vita fino alla scoperta della malattia, il suo testamento. A Fabio Fazio aveva spiegato: “Ho avuto una vita bellissima e le memorie che ho sono piene di vita. Mi dispiace di scoprirlo adesso, ma non è troppo tardi, il mio arbitro non ha fischiato ancora". In quell'intervista a Fazio, Di Mare aveva denunciato i vertici della Rai: "io chiedevo lo stato di servizio, l’elenco dei posti dove sono stato per sapere cosa si poteva fare. Non riesco a capire l’assenza sul piano umano, persone a cui davo del tu che si sono negate al telefono. Trovo un solo aggettivo: è ripugnante”. È stato ripugnante, caro amico di tante serate passate a cantare e sognare un mondo migliore.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aea81fb9578a1889f2eeebeb4f4a3edb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se ne va a 68 anni Franco Di Mare, giornalista con la schiena dritta | 18/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-ne-va-a-68-anni-franco-di-mare-giornalista-con-la-schiena-dritta-18-05-2024-il-corsivo--60079741</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando muore un amico che conosci da molti anni, non sempre si trovano le parole giuste per descriverlo in forma pubblica. Oggi tocca a me tracciare il ricordo di Franco Di Mare, che se ne è andato a soli 68 anni a causa del mesotelioma, una malattia causata dall'esposizione prolungata di particelle di amianto durante le sue varie missioni come inviato di guerra della Rai a Sarajevo, nei Balcani. Franco è stato un giornalista dalla schiena dritta, uno che non ha mai fatto sconti a nessuno, a cui piaceva lavorare per passione civile, con un'idea alta del nostro mestiere. Proprio a Sarajevo aveva adottato una bimba di 10 mesi che poi ha chiamato Stella e che gli è stata accanto fino all'ultimo respiro di vita.  La storia di Franco Di Mare Giornalista professionista dal 1983, Di Mare lavora in varie agenzie di stampa e all'Unità come cronista giudiziario. Nel 1985 viene trasferito a Roma alla redazione centrale del quotidiano, come inviato speciale e caporedattore. Arriva in Rai nel 1991 alla redazione esteri del Tg2, e nel 1995 diventa inviato speciale occupandosi della guerra dei Balcani. Nel 2002 passa al Tg1, e segue buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni: Bosnia, Kosovo, Somalia, Mozambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, prima e seconda guerra del Golfo, Afghanistan, Timor Est, Medio Oriente e America Latina. Nel 2003 diventa conduttore di Unomattina estate, quindi di Uno Mattina week end e poi dal 2004 di Uno Mattina. Nel 2016 conduce in seconda serata Frontiere, sempre su Rai 1. Nel 2019 diventa nuovo vicedirettore di Rai1, con delega agli approfondimenti e alle inchieste, e nel 2020 assume la direzione di Rai 3. A 40 anni dalla strage di Ustica e di Bologna, conduce su Rai 3 due speciali straordinari e innovativi. A quello su Bologna partecipai anch'io come testimone. Nel 2021 va in pensione ma prosegue nella conduzione di Frontiere.   L'ultimo libro e l'ultimo atto televisivo  Nel suo libro Le parole per dirlo. La guerra fuori e dentro di noi, Di Mare aveva raccontato la sua vita fino alla scoperta della malattia, il suo testamento. A Fabio Fazio aveva spiegato: “Ho avuto una vita bellissima e le memorie che ho sono piene di vita. Mi dispiace di scoprirlo adesso, ma non è troppo tardi, il mio arbitro non ha fischiato ancora". In quell'intervista a Fazio, Di Mare aveva denunciato i vertici della Rai: "io chiedevo lo stato di servizio, l’elenco dei posti dove sono stato per sapere cosa si poteva fare. Non riesco a capire l’assenza sul piano umano, persone a cui davo del tu che si sono negate al telefono. Trovo un solo aggettivo: è ripugnante”. È stato ripugnante, caro amico di tante serate passate a cantare e sognare un mondo migliore.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 18 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60079741/corsivo_18_05_2024_08_25.mp3" length="1971692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando muore un amico che conosci da molti anni, non sempre si trovano le parole giuste per descriverlo in forma pubblica. Oggi tocca a me tracciare il ricordo di Franco Di Mare, che se ne è andato a soli 68 anni a causa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando muore un amico che conosci da molti anni, non sempre si trovano le parole giuste per descriverlo in forma pubblica. Oggi tocca a me tracciare il ricordo di Franco Di Mare, che se ne è andato a soli 68 anni a causa del mesotelioma, una malattia causata dall'esposizione prolungata di particelle di amianto durante le sue varie missioni come inviato di guerra della Rai a Sarajevo, nei Balcani. Franco è stato un giornalista dalla schiena dritta, uno che non ha mai fatto sconti a nessuno, a cui piaceva lavorare per passione civile, con un'idea alta del nostro mestiere. Proprio a Sarajevo aveva adottato una bimba di 10 mesi che poi ha chiamato Stella e che gli è stata accanto fino all'ultimo respiro di vita.  La storia di Franco Di Mare Giornalista professionista dal 1983, Di Mare lavora in varie agenzie di stampa e all'Unità come cronista giudiziario. Nel 1985 viene trasferito a Roma alla redazione centrale del quotidiano, come inviato speciale e caporedattore. Arriva in Rai nel 1991 alla redazione esteri del Tg2, e nel 1995 diventa inviato speciale occupandosi della guerra dei Balcani. Nel 2002 passa al Tg1, e segue buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni: Bosnia, Kosovo, Somalia, Mozambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, prima e seconda guerra del Golfo, Afghanistan, Timor Est, Medio Oriente e America Latina. Nel 2003 diventa conduttore di Unomattina estate, quindi di Uno Mattina week end e poi dal 2004 di Uno Mattina. Nel 2016 conduce in seconda serata Frontiere, sempre su Rai 1. Nel 2019 diventa nuovo vicedirettore di Rai1, con delega agli approfondimenti e alle inchieste, e nel 2020 assume la direzione di Rai 3. A 40 anni dalla strage di Ustica e di Bologna, conduce su Rai 3 due speciali straordinari e innovativi. A quello su Bologna partecipai anch'io come testimone. Nel 2021 va in pensione ma prosegue nella conduzione di Frontiere.   L'ultimo libro e l'ultimo atto televisivo  Nel suo libro Le parole per dirlo. La guerra fuori e dentro di noi, Di Mare aveva raccontato la sua vita fino alla scoperta della malattia, il suo testamento. A Fabio Fazio aveva spiegato: “Ho avuto una vita bellissima e le memorie che ho sono piene di vita. Mi dispiace di scoprirlo adesso, ma non è troppo tardi, il mio arbitro non ha fischiato ancora". In quell'intervista a Fazio, Di Mare aveva denunciato i vertici della Rai: "io chiedevo lo stato di servizio, l’elenco dei posti dove sono stato per sapere cosa si poteva fare. Non riesco a capire l’assenza sul piano umano, persone a cui davo del tu che si sono negate al telefono. Trovo un solo aggettivo: è ripugnante”. È stato ripugnante, caro amico di tante serate passate a cantare e sognare un mondo migliore.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aea81fb9578a1889f2eeebeb4f4a3edb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Putin e Xi. Il nuovo ordine mondiale passa lungo la linea Russia-Cina | 17/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/putin-e-xi-il-nuovo-ordine-mondiale-passa-lungo-la-linea-russia-cina-17-05-2024-il-corsivo--64555915</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il nuovo ordine mondiale passa lungo la linea Russia- Cina. Lo si è visto in queste ore con gli accordi commerciali e militari siglati dal presidente russo Putin e il suo omologo Xi Jinping. In realtà qualcosa di simile era accaduto nel febbraio 2022, poco prima dell'attacco russo all'Ucraina, ma oltre due anni dopo l'inizio del conflitto Russia e Cina hanno creato un vero e proprio asse strategico che si pone in antitesi a quello tracciato tra Stati Uniti e Unione europea.   Gli accordi   Putin si porta a casa dieci accordi bilaterali, soprattutto la firma di una dichiarazione congiunta, un patto contro Stati Uniti e Nato. La nuova cooperazione strategica tra Mosca e Pechino è densa di impegni da approfondire nei prossimi mesi: dall'energia alle esercitazioni militari congiunte, dall'esplorazione dello spazio alle nuove rotte nell'Artico. Per dirla secondo il pensiero del cinese Xi, una visione comune da custodire e coltivare "per contrastare il percorso non costruttivo e ostile degli Stati Uniti con la sua doppia deterrenza nei confronti dei due Paesi".   Il nuovo ordine mondiale Russia e Cina vogliono un ordine mondiale più giusto e sostenibile per creare un'alternativa economica e militare a quello imposto da Washington. Se la prendono con la mentalità da Guerra fredda degli americani, con l'espansione di alleanze vicino ai loro confini, si dicono pronti "a difendere i loro legittimi diritti e interessi su sovranità, integrità territoriale, sicurezza". Soprattutto vogliono ampliare la portata delle esercitazioni militari con regolari pattugliamenti marittimi e aerei.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 17 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555915/corsivo_18_05_2024_08_25.mp3" length="1971692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il nuovo ordine mondiale passa lungo la linea Russia- Cina. 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La nuova cooperazione strategica tra Mosca e Pechino è densa di impegni da approfondire nei prossimi mesi: dall'energia alle esercitazioni militari congiunte, dall'esplorazione dello spazio alle nuove rotte nell'Artico. Per dirla secondo il pensiero del cinese Xi, una visione comune da custodire e coltivare "per contrastare il percorso non costruttivo e ostile degli Stati Uniti con la sua doppia deterrenza nei confronti dei due Paesi".   Il nuovo ordine mondiale Russia e Cina vogliono un ordine mondiale più giusto e sostenibile per creare un'alternativa economica e militare a quello imposto da Washington. Se la prendono con la mentalità da Guerra fredda degli americani, con l'espansione di alleanze vicino ai loro confini, si dicono pronti "a difendere i loro legittimi diritti e interessi su sovranità, integrità territoriale, sicurezza". Soprattutto vogliono ampliare la portata delle esercitazioni militari con regolari pattugliamenti marittimi e aerei.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b9f82822678a54f6c5a382a96f063928.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Putin e Xi. 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La nuova cooperazione strategica tra Mosca e Pechino è densa di impegni da approfondire nei prossimi mesi: dall'energia alle esercitazioni militari congiunte, dall'esplorazione dello spazio alle nuove rotte nell'Artico. Per dirla secondo il pensiero del cinese Xi, una visione comune da custodire e coltivare "per contrastare il percorso non costruttivo e ostile degli Stati Uniti con la sua doppia deterrenza nei confronti dei due Paesi".   Il nuovo ordine mondiale Russia e Cina vogliono un ordine mondiale più giusto e sostenibile per creare un'alternativa economica e militare a quello imposto da Washington. Se la prendono con la mentalità da Guerra fredda degli americani, con l'espansione di alleanze vicino ai loro confini, si dicono pronti "a difendere i loro legittimi diritti e interessi su sovranità, integrità territoriale, sicurezza". Soprattutto vogliono ampliare la portata delle esercitazioni militari con regolari pattugliamenti marittimi e aerei.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 17 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60067788/corsivo_18_05_2024_08_25.mp3" length="1971692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il nuovo ordine mondiale passa lungo la linea Russia- Cina. Lo si è visto in queste ore con gli accordi commerciali e militari siglati dal presidente russo Putin e il suo omologo Xi Jinping. In realtà qualcosa di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il nuovo ordine mondiale passa lungo la linea Russia- Cina. Lo si è visto in queste ore con gli accordi commerciali e militari siglati dal presidente russo Putin e il suo omologo Xi Jinping. In realtà qualcosa di simile era accaduto nel febbraio 2022, poco prima dell'attacco russo all'Ucraina, ma oltre due anni dopo l'inizio del conflitto Russia e Cina hanno creato un vero e proprio asse strategico che si pone in antitesi a quello tracciato tra Stati Uniti e Unione europea.   Gli accordi   Putin si porta a casa dieci accordi bilaterali, soprattutto la firma di una dichiarazione congiunta, un patto contro Stati Uniti e Nato. La nuova cooperazione strategica tra Mosca e Pechino è densa di impegni da approfondire nei prossimi mesi: dall'energia alle esercitazioni militari congiunte, dall'esplorazione dello spazio alle nuove rotte nell'Artico. Per dirla secondo il pensiero del cinese Xi, una visione comune da custodire e coltivare "per contrastare il percorso non costruttivo e ostile degli Stati Uniti con la sua doppia deterrenza nei confronti dei due Paesi".   Il nuovo ordine mondiale Russia e Cina vogliono un ordine mondiale più giusto e sostenibile per creare un'alternativa economica e militare a quello imposto da Washington. Se la prendono con la mentalità da Guerra fredda degli americani, con l'espansione di alleanze vicino ai loro confini, si dicono pronti "a difendere i loro legittimi diritti e interessi su sovranità, integrità territoriale, sicurezza". Soprattutto vogliono ampliare la portata delle esercitazioni militari con regolari pattugliamenti marittimi e aerei.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b9f82822678a54f6c5a382a96f063928.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inchiesta in Liguria: Spinelli ammette di aver pagato il governatore Toti. Si apre il dibattito sui finanziamenti ai partiti | 16/05/2024 |</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inchiesta-in-liguria-spinelli-ammette-di-aver-pagato-il-governatore-toti-si-apre-il-dibattito-sui-finanziamenti-ai-partiti-16-05-2024--64555914</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta della procura di Genova e della Guardia di Finanza in Liguria e dalle carte degli interrogatori spuntano le prime ammissioni. L'imprenditore portuale Aldo Spinelli dichiara a verbale di aver pagato direttamente il governatore della regione Giovanni Toti per le sue attività politiche. La cifra ammonta a 40 mila euro. Si tratta di bonifici effettuati da Spinelli perché Toti si era interessato della concessione. E Toti, pure lui presente ad una cena a Montecarlo lo aveva ringraziato. Per Spinelli sono soldi regolari, divisi tra tutte le società.  Si apre il dibattito sui finanziamenti ai partiti Lo sviluppo delle indagini liguri fa emergere un intreccio politico-affaristico, e a destra come a sinistra, cresce l'intenzione di finanziare coi soldi pubblici i partiti. Il dibattito politico si è aperto formalmente dopo la riforma del 2013 del governo Letta, che nei fatti azzerò quei fondi, limitando gli introiti delle forze politiche al 2xmille, e costringendo i partiti a puntare sulle sovvenzioni private sul modello americano. Pd e Forza Italia sembrano i partiti più convinti al ritorno delle vecchie regole, con aperture morbide della Lega, e attendismo tattico  di FdI. Solo pochi mesi fa l'idea non sarebbe stata presa in considerazione perché in contraddizione con i movimenti anti casta tipo M5s. La premier Giorgia Meloni sarebbe disponibile ad approfondire il ddl presentato da Carlo Calenda, che propone intanto una stretta sulle donazioni private: secondo il leader di Azione, i titolari d’impresa incompatibili con cariche elettive, quindi con appalti pubblici come business prevalente, non dovrebbero finanziare i partiti e i loro candidati. Si ritorna indietro, in attesa di una riforma complessiva.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 16 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555914/corsivo_16_05_2024_08_25.mp3" length="2190188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta della procura di Genova e della Guardia di Finanza in Liguria e dalle carte degli interrogatori spuntano le prime ammissioni. L'imprenditore portuale Aldo Spinelli dichiara a verbale di aver pagato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta della procura di Genova e della Guardia di Finanza in Liguria e dalle carte degli interrogatori spuntano le prime ammissioni. L'imprenditore portuale Aldo Spinelli dichiara a verbale di aver pagato direttamente il governatore della regione Giovanni Toti per le sue attività politiche. La cifra ammonta a 40 mila euro. Si tratta di bonifici effettuati da Spinelli perché Toti si era interessato della concessione. E Toti, pure lui presente ad una cena a Montecarlo lo aveva ringraziato. Per Spinelli sono soldi regolari, divisi tra tutte le società.  Si apre il dibattito sui finanziamenti ai partiti Lo sviluppo delle indagini liguri fa emergere un intreccio politico-affaristico, e a destra come a sinistra, cresce l'intenzione di finanziare coi soldi pubblici i partiti. Il dibattito politico si è aperto formalmente dopo la riforma del 2013 del governo Letta, che nei fatti azzerò quei fondi, limitando gli introiti delle forze politiche al 2xmille, e costringendo i partiti a puntare sulle sovvenzioni private sul modello americano. Pd e Forza Italia sembrano i partiti più convinti al ritorno delle vecchie regole, con aperture morbide della Lega, e attendismo tattico  di FdI. Solo pochi mesi fa l'idea non sarebbe stata presa in considerazione perché in contraddizione con i movimenti anti casta tipo M5s. La premier Giorgia Meloni sarebbe disponibile ad approfondire il ddl presentato da Carlo Calenda, che propone intanto una stretta sulle donazioni private: secondo il leader di Azione, i titolari d’impresa incompatibili con cariche elettive, quindi con appalti pubblici come business prevalente, non dovrebbero finanziare i partiti e i loro candidati. Si ritorna indietro, in attesa di una riforma complessiva.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/41db7aa3498f4af6637a46d072f5d69e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inchiesta in Liguria: Spinelli ammette di aver pagato il governatore Toti. Si apre il dibattito sui finanziamenti ai partiti | 16/05/2024 |</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inchiesta-in-liguria-spinelli-ammette-di-aver-pagato-il-governatore-toti-si-apre-il-dibattito-sui-finanziamenti-ai-partiti-16-05-2024--60056098</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta della procura di Genova e della Guardia di Finanza in Liguria e dalle carte degli interrogatori spuntano le prime ammissioni. L'imprenditore portuale Aldo Spinelli dichiara a verbale di aver pagato direttamente il governatore della regione Giovanni Toti per le sue attività politiche. La cifra ammonta a 40 mila euro. Si tratta di bonifici effettuati da Spinelli perché Toti si era interessato della concessione. E Toti, pure lui presente ad una cena a Montecarlo lo aveva ringraziato. Per Spinelli sono soldi regolari, divisi tra tutte le società.  Si apre il dibattito sui finanziamenti ai partiti Lo sviluppo delle indagini liguri fa emergere un intreccio politico-affaristico, e a destra come a sinistra, cresce l'intenzione di finanziare coi soldi pubblici i partiti. Il dibattito politico si è aperto formalmente dopo la riforma del 2013 del governo Letta, che nei fatti azzerò quei fondi, limitando gli introiti delle forze politiche al 2xmille, e costringendo i partiti a puntare sulle sovvenzioni private sul modello americano. Pd e Forza Italia sembrano i partiti più convinti al ritorno delle vecchie regole, con aperture morbide della Lega, e attendismo tattico  di FdI. Solo pochi mesi fa l'idea non sarebbe stata presa in considerazione perché in contraddizione con i movimenti anti casta tipo M5s. La premier Giorgia Meloni sarebbe disponibile ad approfondire il ddl presentato da Carlo Calenda, che propone intanto una stretta sulle donazioni private: secondo il leader di Azione, i titolari d’impresa incompatibili con cariche elettive, quindi con appalti pubblici come business prevalente, non dovrebbero finanziare i partiti e i loro candidati. Si ritorna indietro, in attesa di una riforma complessiva.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_16-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 16 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60056098/corsivo_16_05_2024_08_25.mp3" length="2190188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta della procura di Genova e della Guardia di Finanza in Liguria e dalle carte degli interrogatori spuntano le prime ammissioni. 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Il dibattito politico si è aperto formalmente dopo la riforma del 2013 del governo Letta, che nei fatti azzerò quei fondi, limitando gli introiti delle forze politiche al 2xmille, e costringendo i partiti a puntare sulle sovvenzioni private sul modello americano. Pd e Forza Italia sembrano i partiti più convinti al ritorno delle vecchie regole, con aperture morbide della Lega, e attendismo tattico  di FdI. Solo pochi mesi fa l'idea non sarebbe stata presa in considerazione perché in contraddizione con i movimenti anti casta tipo M5s. La premier Giorgia Meloni sarebbe disponibile ad approfondire il ddl presentato da Carlo Calenda, che propone intanto una stretta sulle donazioni private: secondo il leader di Azione, i titolari d’impresa incompatibili con cariche elettive, quindi con appalti pubblici come business prevalente, non dovrebbero finanziare i partiti e i loro candidati. Si ritorna indietro, in attesa di una riforma complessiva.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/41db7aa3498f4af6637a46d072f5d69e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Toti è sempre più solo: verso le dimissioni dopo l'interrogatorio | 15/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/toti-e-sempre-piu-solo-verso-le-dimissioni-dopo-l-interrogatorio-15-05-2024-il-corsivo--64555922</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Governatore della Liguria Giovanni Toti si trova sempre più solo ad affrontare l'inchiesta su corruzione, voto di scambio e collusioni con la mafia. Con ogni probabilità si potrebbe dimettere dopo l'interrogatorio,  prima del riesame, quindi prima delle elezioni europee. Le dimissioni formali di Toti sono state chieste dalle opposizioni in consiglio regionale che hanno consegnato oltre 8mila firme.   La posizione del centrodestra Solo Matteo Salvini e Noi moderati chiedono apertamente a Giovanni Toti di non dimettersi. "Va benissimo ogni osservatorio anti-corruzione, ma io mi fido dei nostri imprenditori e dei nostri sindaci. A differenza di altri, non giro per le strade col sospetto che gli italiani siano tutti potenziali truffatori o delinquenti",  sottolinea il leader della Lega. "Attendiamo le risposte di Toti",  afferma la premier Giorgia Meloni, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ricorda che in passato in molti si sono dimessi per le stesse accuse.   Le opposizioni incalzano Toti In una intervista a Repubblica, la segretaria del Pd Elly Schlein non usa mezze parole. "Toti non deve restare al suo posto un minuto di più e la politica dovrebbe alzare la guardia contro la corruzione".  Il ragionamento della Schlein verte su un punto sostanziale: non si possono attendere i tempi della giustizia in quanto la Liguria ha bisogno di una guida certa e sicura. "La Liguria non può rimanere ostaggio di una incertezza amministrativa che fa male ai cittadini, paralizza gli investimenti, impedisce di prendere decisioni importanti su sanità, Pnrr.   Toti e le carte giudiziarie Gli avvocati di Giovanni Toti hanno chiesto un interrogatorio dopo aver letto le carte e probabilmente si terrà la prossima settimana.  Al momento l'incartamento giudiziario è condensato in oltre novemila pagine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 15 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555922/corsivo_15_05_2024_08_25.mp3" length="2069612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Governatore della Liguria Giovanni Toti si trova sempre più solo ad affrontare l'inchiesta su corruzione, voto di scambio e collusioni con la mafia. 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"Attendiamo le risposte di Toti",  afferma la premier Giorgia Meloni, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ricorda che in passato in molti si sono dimessi per le stesse accuse.   Le opposizioni incalzano Toti In una intervista a Repubblica, la segretaria del Pd Elly Schlein non usa mezze parole. "Toti non deve restare al suo posto un minuto di più e la politica dovrebbe alzare la guardia contro la corruzione".  Il ragionamento della Schlein verte su un punto sostanziale: non si possono attendere i tempi della giustizia in quanto la Liguria ha bisogno di una guida certa e sicura. "La Liguria non può rimanere ostaggio di una incertezza amministrativa che fa male ai cittadini, paralizza gli investimenti, impedisce di prendere decisioni importanti su sanità, Pnrr.   Toti e le carte giudiziarie Gli avvocati di Giovanni Toti hanno chiesto un interrogatorio dopo aver letto le carte e probabilmente si terrà la prossima settimana.  Al momento l'incartamento giudiziario è condensato in oltre novemila pagine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a264315867e1e86a99d2f36f042a08bc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Toti è sempre più solo: verso le dimissioni dopo l'interrogatorio | 15/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/toti-e-sempre-piu-solo-verso-le-dimissioni-dopo-l-interrogatorio-15-05-2024-il-corsivo--60042405</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Governatore della Liguria Giovanni Toti si trova sempre più solo ad affrontare l'inchiesta su corruzione, voto di scambio e collusioni con la mafia. 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"Toti non deve restare al suo posto un minuto di più e la politica dovrebbe alzare la guardia contro la corruzione".  Il ragionamento della Schlein verte su un punto sostanziale: non si possono attendere i tempi della giustizia in quanto la Liguria ha bisogno di una guida certa e sicura. "La Liguria non può rimanere ostaggio di una incertezza amministrativa che fa male ai cittadini, paralizza gli investimenti, impedisce di prendere decisioni importanti su sanità, Pnrr.   Toti e le carte giudiziarie Gli avvocati di Giovanni Toti hanno chiesto un interrogatorio dopo aver letto le carte e probabilmente si terrà la prossima settimana.  Al momento l'incartamento giudiziario è condensato in oltre novemila pagine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 15 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60042405/corsivo_15_05_2024_08_25.mp3" length="2069612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Governatore della Liguria Giovanni Toti si trova sempre più solo ad affrontare l'inchiesta su corruzione, voto di scambio e collusioni con la mafia. 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"La Liguria non può rimanere ostaggio di una incertezza amministrativa che fa male ai cittadini, paralizza gli investimenti, impedisce di prendere decisioni importanti su sanità, Pnrr.   Toti e le carte giudiziarie Gli avvocati di Giovanni Toti hanno chiesto un interrogatorio dopo aver letto le carte e probabilmente si terrà la prossima settimana.  Al momento l'incartamento giudiziario è condensato in oltre novemila pagine.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a264315867e1e86a99d2f36f042a08bc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La battaglia di Liliana Segre contro l'antisemitismo: triplicate le minacce | 14/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-battaglia-di-liliana-segre-contro-l-antisemitismo-triplicate-le-minacce-14-05-2024-il-corsivo--64555961</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La senatrice a vita Liliana Segre è da tempo nel mirino di hater di ogni tipo, ma non si aspettava questa recrudescenza delle minacce nei suoi confronti. Tutto è accaduto dopo l'attacco di Hamas in Israele e la conseguente e sproporzionata controreazione di Benjamin Netanyahu e del suo gabinetto di guerra che ha allargato il conflitto e pianificato il massacro della popolazione civile di Gaza. La Segre denuncia di ricevere minacce continue, ma le intimidazioni e insulti che ricevono tanti cittadini di religione ebraica, per la senatrice non c'entrano niente con le decisioni politiche di Israele e magari non le condivido affatto.   L'aumento dei casi di antisemitismo  Secondo i dati dell'Osservatorio contro gli atti discriminatori, le azioni e le minacce antisemite sono triplicate rispetto al passato. In particolare, dal 7 ottobre 2023 al 1 maggio 2024 si sono verificati 345 episodi riconducibili direttamente all'antisemitismo, di cui 41 "hate crimes", crimini di odio motivati daa un pregiudizio, 175 "hate speech" e 112 di incitamento all'odio online. Nel frattempo, secondo il rapporto si sono svolte 1379 manifestazioni, di cui 1109 in solidarietà con il popolo palestinese e 39 a sostegno di Israele. Torino, Padova, Napoli e Roma sono le città in cui si avvertono le maggiori tensioni. L'ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto sul muro dell'ex galoppatoio del Lido di Venezia dove è comparsa una scritta con cui si promette di sgozzare bambini ebrei. L'unica soluzione, come sempre, resta la pace di cui in pochissimi parlano in Italia e nel mondo , e chi lo fa resta isolato in mezzo a troppo odio  e venti di guerra.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 14 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555961/corsivo_14_05_2024_08_25.mp3" length="2412140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La senatrice a vita Liliana Segre è da tempo nel mirino di hater di ogni tipo, ma non si aspettava questa recrudescenza delle minacce nei suoi confronti. Tutto è accaduto dopo l'attacco di Hamas in Israele e la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La senatrice a vita Liliana Segre è da tempo nel mirino di hater di ogni tipo, ma non si aspettava questa recrudescenza delle minacce nei suoi confronti. Tutto è accaduto dopo l'attacco di Hamas in Israele e la conseguente e sproporzionata controreazione di Benjamin Netanyahu e del suo gabinetto di guerra che ha allargato il conflitto e pianificato il massacro della popolazione civile di Gaza. La Segre denuncia di ricevere minacce continue, ma le intimidazioni e insulti che ricevono tanti cittadini di religione ebraica, per la senatrice non c'entrano niente con le decisioni politiche di Israele e magari non le condivido affatto.   L'aumento dei casi di antisemitismo  Secondo i dati dell'Osservatorio contro gli atti discriminatori, le azioni e le minacce antisemite sono triplicate rispetto al passato. In particolare, dal 7 ottobre 2023 al 1 maggio 2024 si sono verificati 345 episodi riconducibili direttamente all'antisemitismo, di cui 41 "hate crimes", crimini di odio motivati daa un pregiudizio, 175 "hate speech" e 112 di incitamento all'odio online. Nel frattempo, secondo il rapporto si sono svolte 1379 manifestazioni, di cui 1109 in solidarietà con il popolo palestinese e 39 a sostegno di Israele. Torino, Padova, Napoli e Roma sono le città in cui si avvertono le maggiori tensioni. L'ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto sul muro dell'ex galoppatoio del Lido di Venezia dove è comparsa una scritta con cui si promette di sgozzare bambini ebrei. L'unica soluzione, come sempre, resta la pace di cui in pochissimi parlano in Italia e nel mondo , e chi lo fa resta isolato in mezzo a troppo odio  e venti di guerra.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6a23bc9246be0b0882172002cbc1afaa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La battaglia di Liliana Segre contro l'antisemitismo: triplicate le minacce | 14/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-battaglia-di-liliana-segre-contro-l-antisemitismo-triplicate-le-minacce-14-05-2024-il-corsivo--60018929</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La senatrice a vita Liliana Segre è da tempo nel mirino di hater di ogni tipo, ma non si aspettava questa recrudescenza delle minacce nei suoi confronti. Tutto è accaduto dopo l'attacco di Hamas in Israele e la conseguente e sproporzionata controreazione di Benjamin Netanyahu e del suo gabinetto di guerra che ha allargato il conflitto e pianificato il massacro della popolazione civile di Gaza. La Segre denuncia di ricevere minacce continue, ma le intimidazioni e insulti che ricevono tanti cittadini di religione ebraica, per la senatrice non c'entrano niente con le decisioni politiche di Israele e magari non le condivido affatto.   L'aumento dei casi di antisemitismo  Secondo i dati dell'Osservatorio contro gli atti discriminatori, le azioni e le minacce antisemite sono triplicate rispetto al passato. In particolare, dal 7 ottobre 2023 al 1 maggio 2024 si sono verificati 345 episodi riconducibili direttamente all'antisemitismo, di cui 41 "hate crimes", crimini di odio motivati daa un pregiudizio, 175 "hate speech" e 112 di incitamento all'odio online. Nel frattempo, secondo il rapporto si sono svolte 1379 manifestazioni, di cui 1109 in solidarietà con il popolo palestinese e 39 a sostegno di Israele. Torino, Padova, Napoli e Roma sono le città in cui si avvertono le maggiori tensioni. L'ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto sul muro dell'ex galoppatoio del Lido di Venezia dove è comparsa una scritta con cui si promette di sgozzare bambini ebrei. L'unica soluzione, come sempre, resta la pace di cui in pochissimi parlano in Italia e nel mondo , e chi lo fa resta isolato in mezzo a troppo odio  e venti di guerra.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 14 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60018929/corsivo_14_05_2024_08_25.mp3" length="2412140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La senatrice a vita Liliana Segre è da tempo nel mirino di hater di ogni tipo, ma non si aspettava questa recrudescenza delle minacce nei suoi confronti. 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In particolare, dal 7 ottobre 2023 al 1 maggio 2024 si sono verificati 345 episodi riconducibili direttamente all'antisemitismo, di cui 41 "hate crimes", crimini di odio motivati daa un pregiudizio, 175 "hate speech" e 112 di incitamento all'odio online. Nel frattempo, secondo il rapporto si sono svolte 1379 manifestazioni, di cui 1109 in solidarietà con il popolo palestinese e 39 a sostegno di Israele. Torino, Padova, Napoli e Roma sono le città in cui si avvertono le maggiori tensioni. L'ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto sul muro dell'ex galoppatoio del Lido di Venezia dove è comparsa una scritta con cui si promette di sgozzare bambini ebrei. L'unica soluzione, come sempre, resta la pace di cui in pochissimi parlano in Italia e nel mondo , e chi lo fa resta isolato in mezzo a troppo odio  e venti di guerra.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6a23bc9246be0b0882172002cbc1afaa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nuove accuse contro il governatore della Liguria Toti. Gli inquirenti aprono il filone sanità | 13/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nuove-accuse-contro-il-governatore-della-liguria-toti-gli-inquirenti-aprono-il-filone-sanita-13-05-2024-il-corsivo--64555965</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  NUOVO TESTO DOPO LA RICHIESTA DI RETTIFICA DA PARTE DI GADOMED Srl  Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex capo di Gabinetto Matteo Cozzani, ora dimissionato, lo stesso in cui, nel passato erano inciampati numerosi potenti dell'epoca, da Formigoni a Poggiolini. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Genova riguarda presunti favori, ricambiati con cospicui finanziamenti a imprenditori della sanità privata.    Il fronte sanitario  Dall’inchiesta sulle tangenti che ha investito il porto con l’ex presidente Paolo Emilio Signorini e il ricchissimo imprenditore Aldo Spinelli ai domiciliari, la Procura di Genova ha stralciato una serie di intercettazioni che fanno sospettare di finanziamenti ai comitati elettorali di Toti in cambio di contratti e convenzioni con la sanità pubblica. I magistrati e i finanzieri vogliono sapere se si tratta di normali donazioni liberali oppure fatti di corruzione.   Il tentativo di gonfiare i numeri degli anziani durante il Covid Agli atti dell’indagine c'è il tentativo di “truccare” i dati della popolazione ligure per ottenere un maggior numero di vaccini. Siamo a fine marzo 2021. In alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali nel suo ufficio, Cozzani parla con il direttore dell’Agenzia sanitaria Filippo Ansaldi e gli chiede di mandargli i dati delle coperture vaccinali inviate al commissario Figliuolo. Per Ansaldi quel calcolo è altissimo. Nella conversazione interviene Barbara Rebesco, altra dirigente Alisa: "Ho parlato con un collaboratore di Figliuolo e mi ha detto che noi abbiamo mandato dei dati non allineati… dobbiamo diciamo riconciliare”. Cozzani chiarisce cosa è accaduto con Toti: "Io avevo già truccato, lui li ha presi, li ha aumentati di nuovo". Entrambi sono indagati per falso. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-05-2024_08-27.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 May 2024 06:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555965/corsivo_13_05_2024_08_27.mp3" length="4988208" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  NUOVO TESTO DOPO LA RICHIESTA DI RETTIFICA DA PARTE DI GADOMED Srl  Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  NUOVO TESTO DOPO LA RICHIESTA DI RETTIFICA DA PARTE DI GADOMED Srl  Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex capo di Gabinetto Matteo Cozzani, ora dimissionato, lo stesso in cui, nel passato erano inciampati numerosi potenti dell'epoca, da Formigoni a Poggiolini. 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In alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali nel suo ufficio, Cozzani parla con il direttore dell’Agenzia sanitaria Filippo Ansaldi e gli chiede di mandargli i dati delle coperture vaccinali inviate al commissario Figliuolo. Per Ansaldi quel calcolo è altissimo. Nella conversazione interviene Barbara Rebesco, altra dirigente Alisa: "Ho parlato con un collaboratore di Figliuolo e mi ha detto che noi abbiamo mandato dei dati non allineati… dobbiamo diciamo riconciliare”. Cozzani chiarisce cosa è accaduto con Toti: "Io avevo già truccato, lui li ha presi, li ha aumentati di nuovo". Entrambi sono indagati per falso. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7b499c1787a461a0c8030c9cec0c9609.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nuove accuse contro il governatore della Liguria Toti. 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Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Genova riguarda presunti favori, ricambiati con cospicui finanziamenti a imprenditori della sanità privata.    Il fronte sanitario  Dall’inchiesta sulle tangenti che ha investito il porto con l’ex presidente Paolo Emilio Signorini e il ricchissimo imprenditore Aldo Spinelli ai domiciliari, la Procura di Genova ha stralciato una serie di intercettazioni che fanno sospettare di finanziamenti ai comitati elettorali di Toti in cambio di contratti e convenzioni con la sanità pubblica. I magistrati e i finanzieri vogliono sapere se si tratta di normali donazioni liberali oppure fatti di corruzione.   Il tentativo di gonfiare i numeri degli anziani durante il Covid Agli atti dell’indagine c'è il tentativo di “truccare” i dati della popolazione ligure per ottenere un maggior numero di vaccini. Siamo a fine marzo 2021. In alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali nel suo ufficio, Cozzani parla con il direttore dell’Agenzia sanitaria Filippo Ansaldi e gli chiede di mandargli i dati delle coperture vaccinali inviate al commissario Figliuolo. Per Ansaldi quel calcolo è altissimo. Nella conversazione interviene Barbara Rebesco, altra dirigente Alisa: "Ho parlato con un collaboratore di Figliuolo e mi ha detto che noi abbiamo mandato dei dati non allineati… dobbiamo diciamo riconciliare”. Cozzani chiarisce cosa è accaduto con Toti: "Io avevo già truccato, lui li ha presi, li ha aumentati di nuovo". Entrambi sono indagati per falso. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-05-2024_08-27.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 May 2024 06:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60110523/corsivo_13_05_2024_08_27.mp3" length="4988208" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  NUOVO TESTO DOPO LA RICHIESTA DI RETTIFICA DA PARTE DI GADOMED Srl  Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  NUOVO TESTO DOPO LA RICHIESTA DI RETTIFICA DA PARTE DI GADOMED Srl  Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex capo di Gabinetto Matteo Cozzani, ora dimissionato, lo stesso in cui, nel passato erano inciampati numerosi potenti dell'epoca, da Formigoni a Poggiolini. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Genova riguarda presunti favori, ricambiati con cospicui finanziamenti a imprenditori della sanità privata.    Il fronte sanitario  Dall’inchiesta sulle tangenti che ha investito il porto con l’ex presidente Paolo Emilio Signorini e il ricchissimo imprenditore Aldo Spinelli ai domiciliari, la Procura di Genova ha stralciato una serie di intercettazioni che fanno sospettare di finanziamenti ai comitati elettorali di Toti in cambio di contratti e convenzioni con la sanità pubblica. I magistrati e i finanzieri vogliono sapere se si tratta di normali donazioni liberali oppure fatti di corruzione.   Il tentativo di gonfiare i numeri degli anziani durante il Covid Agli atti dell’indagine c'è il tentativo di “truccare” i dati della popolazione ligure per ottenere un maggior numero di vaccini. Siamo a fine marzo 2021. In alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali nel suo ufficio, Cozzani parla con il direttore dell’Agenzia sanitaria Filippo Ansaldi e gli chiede di mandargli i dati delle coperture vaccinali inviate al commissario Figliuolo. Per Ansaldi quel calcolo è altissimo. Nella conversazione interviene Barbara Rebesco, altra dirigente Alisa: "Ho parlato con un collaboratore di Figliuolo e mi ha detto che noi abbiamo mandato dei dati non allineati… dobbiamo diciamo riconciliare”. Cozzani chiarisce cosa è accaduto con Toti: "Io avevo già truccato, lui li ha presi, li ha aumentati di nuovo". Entrambi sono indagati per falso. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7b499c1787a461a0c8030c9cec0c9609.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nuove accuse contro il governatore della Liguria Toti. 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Entrambi sono indagati per falso.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 13 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60000060/corsivo_13_05_2024_08_25.mp3" length="2499308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex capo di Gabinetto Matteo Cozzani, ora dimissionato, lo stesso in cui,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex capo di Gabinetto Matteo Cozzani, ora dimissionato, lo stesso in cui, nel passato erano inciampati numerosi potenti dell'epoca, da Formigoni a Poggiolini. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Genova riguarda presunti favori, ricambiati con cospicui finanziamenti ad almeno quattro imprenditori della sanità privata. C'è anche un tentativo non riuscito di gonfiare i numeri  della popolazione anziana in Liguria per ottenere più vaccini durante la pandemia da Covid, avvenuto nel 2021.  Il fronte sanitario  Dall’inchiesta sulle tangenti che ha investito il porto con l’ex presidente Paolo Emilio Signorini e il ricchissimo imprenditore Aldo Spinelli ai domiciliari, la Procura di Genova ha stralciato una serie di intercettazioni che fanno sospettare di finanziamenti ai comitati elettorali di Toti in cambio di contratti e convenzioni con la sanità pubblica. Nell’ultimo anno hanno versato dei contributi ON Health Care Group del manager Filippo Ceppellini e di Billy Berlusconi nipote di Silvio, poi Casa della Salute che a Genova, fa capo a Marco Fertonani , uno dei partecipanti alle cene di finanziamento di Toti; e ancora Servizi Sanitari srl, Gadomed, Hc Hospital Consulting, Santa Dorotea e Villa Montallegro. I magistrati e i finanzieri vogliono sapere se si tratta di normali donazioni liberali oppure fatti di corruzione.   Il tentativo di gonfiare i numeri degli anziani durante il Covid Agli atti dell’indagine c'è il tentativo di “truccare” i dati della popolazione ligure per ottenere un maggior numero di vaccini. Siamo a fine marzo 2021. In alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali nel suo ufficio, Cozzani parla con il direttore dell’Agenzia sanitaria Filippo Ansaldi e gli chiede di mandargli i dati delle coperture vaccinali inviate al commissario Figliuolo. Per Ansaldi quel calcolo è altissimo. Nella conversazione interviene Barbara Rebesco, altra dirigente Alisa: "Ho parlato con un collaboratore di Figliuolo e mi ha detto che noi abbiamo mandato dei dati non allineati… dobbiamo diciamo riconciliare». Cozzani chiarisce cosa è accaduto con Toti: "Io avevo già truccato, lui li ha presi, li ha aumentati di nuovo". Entrambi sono indagati per falso.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9bc9af551ea69b064bf0f1ab9115e53b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'operazione israeliana a Rafah, il fallimento dei negoziati in Egitto, la solitudine di Netanyahu | 11/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-operazione-israeliana-a-rafah-il-fallimento-dei-negoziati-in-egitto-la-solitudine-di-netanyahu-11-05-2024-il-corsivo--64555921</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  I carri armati e le truppe israeliane hanno ormai preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città, nel sud della Striscia di Gaza. Insieme ad altre manovre di terra, questa ultima mossa dimostra che l'invasione israeliana a Rafah è già iniziata da giorni, quasi in sordina, senza l'impiego delle forze aeree.   I piani israeliani per operazioni in ogni zona di Rafah Ci sarebbero piani israeliani per operazioni distinte in ogni zona di Rafah. L'obiettivo di Israele sarebbe evitare lo scontro con Stati Uniti e la comunità internazionale. Israele ha informato l'Egitto i dettagli di queste "operazioni mirate" nella zona con informazioni sulle unità e le dotazioni impiegate per le attività miltari.  La posizione americana Gli Stati Uniti non compiono una marcia indietro dopo l’irritazione con cui Israele ha accolto le parole del presidente americano Joe Biden che ha affermato che in caso di attacco israeliano a Rafah gli Usa sospendono gli aiuti militari. Il Segretario di Stato Antony Blinken in una telefonata con il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha ribadito: "Gli Stati Uniti non sostengono una grande operazione militare a Rafah e rifiutano qualsiasi spostamento forzato di palestinesi da Gaza".   Il fallimento dei negoziati in Egitto Le delegazioni di Israele, Stati Uniti, Qatar e Hamas hanno lasciato il Cairo dopo due giorni di colloqui per raggiungere un accordo sugli ostaggi. Secondo fonti vicine ai negoziati, negli ultimi giorni sono emerse lacune insanabili. Se nei prossimi giorni non ci saranno progressi sull'accordo per gli ostaggi, il governo di emergenza creato dal primo ministro Benjamin Netanyahu potrebbe presto cadere.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 11 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555921/corsivo_11_05_2024_08_25.mp3" length="2106092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  I carri armati e le truppe israeliane hanno ormai preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  I carri armati e le truppe israeliane hanno ormai preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città, nel sud della Striscia di Gaza. 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Il Segretario di Stato Antony Blinken in una telefonata con il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha ribadito: "Gli Stati Uniti non sostengono una grande operazione militare a Rafah e rifiutano qualsiasi spostamento forzato di palestinesi da Gaza".   Il fallimento dei negoziati in Egitto Le delegazioni di Israele, Stati Uniti, Qatar e Hamas hanno lasciato il Cairo dopo due giorni di colloqui per raggiungere un accordo sugli ostaggi. Secondo fonti vicine ai negoziati, negli ultimi giorni sono emerse lacune insanabili. Se nei prossimi giorni non ci saranno progressi sull'accordo per gli ostaggi, il governo di emergenza creato dal primo ministro Benjamin Netanyahu potrebbe presto cadere.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 11 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59977298/corsivo_11_05_2024_08_25.mp3" length="2106092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  I carri armati e le truppe israeliane hanno ormai preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  I carri armati e le truppe israeliane hanno ormai preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città, nel sud della Striscia di Gaza. 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Il Segretario di Stato Antony Blinken in una telefonata con il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha ribadito: "Gli Stati Uniti non sostengono una grande operazione militare a Rafah e rifiutano qualsiasi spostamento forzato di palestinesi da Gaza".   Il fallimento dei negoziati in Egitto Le delegazioni di Israele, Stati Uniti, Qatar e Hamas hanno lasciato il Cairo dopo due giorni di colloqui per raggiungere un accordo sugli ostaggi. Secondo fonti vicine ai negoziati, negli ultimi giorni sono emerse lacune insanabili. 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Al vaglio degli inquirenti finanziamenti di privati per due milioni a favore di Toti | 10/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-scandalo-ligure-al-vaglio-degli-inquirenti-finanziamenti-di-privati-per-due-milioni-a-favore-di-toti-10-05-2024-il-corsivo--59960923</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gli inquirenti di Genova, titolari dell'indagine su corruzione, voto di scambio e collusioni con Cosa Nostra, lavorano sulle carte che dimostrano finanziamenti di almeno due milioni di imprenditori privati a favore di Giovanni Toti e del suo comitato elettorale. Non ci sarebbero solo i 74 mila e 100 euro ricevuti da Aldo Spinelli e da suo figlio Roberto, descritti nell'ordinanza di custodia cautelare del gip che ha disposto gli arresti domiciliari del presidente della Regione Liguria. Neppure quei 195 mila euro sborsati dall'imprenditore dei rifiuti Pietro Colucci.   I finanziamenti al comitato elettorale di Giovanni Toti  I due milioni passati al setaccio da magistrati e finanzieri riguardano i versamenti di imprese e singoli privati a sostegno dell'attività politica di Giovanni Toti. Non è detto che siano tutti soldi di dubbia provenienza. Bonifici finiti nell'originario fascicolo sui finanziamenti illeciti ai partiti risultano provenienti da imprenditori ora coinvolti nell'inchiesta per corruzione. Tra gli indagati c'è Luigi Alberto Amico, leader nella riparazione e ristrutturazione di superyacht. C'è Francesco Moncada, membro del cda di Esselunga, indagato per corruzione nell'ambito delle elezioni comunali del 2022. Ci sono Maurizio Rossi, editore della televisione locale Primocanale e Pietro Colucci, imprenditore del settore dei rifiuti.   I partecipanti alle cene a sostegno di Giovanni Toti All'ultimo evento elettorale organizzato l'11 aprile scorso da Giovanni Toti a Villa Zerbino, a Genova, erano state invitate 600 persone. In otto anni si è abbassata la quota minima di partecipazione: da mille a 450 euro, ma è moltiplicato il numero dei commensali, da 186 agli attuali 600. All'inizio erano organizzate da Fondazione Change, ma dopo le segnalazioni di Banca d'Italia sui finanziamenti sospetti, la partita è stata gestita direttamente da Giovanni Toti e dal suo comitato elettorale. Per gli inquirenti quelle cene eleganti erano un modo di compensare i favori ricevuti. Due milioni è la cifra raccolta tra il 2016 e il 2021 da Fondazione Change e vari comitati che facevano capo a Giovanni Toti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-05-2024_08-35.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 May 2024 06:35:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59960923/corsivo_10_05_2024_08_35.mp3" length="2525036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Gli inquirenti di Genova, titolari dell'indagine su corruzione, voto di scambio e collusioni con Cosa Nostra, lavorano sulle carte che dimostrano finanziamenti di almeno due milioni di imprenditori privati a favore di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gli inquirenti di Genova, titolari dell'indagine su corruzione, voto di scambio e collusioni con Cosa Nostra, lavorano sulle carte che dimostrano finanziamenti di almeno due milioni di imprenditori privati a favore di Giovanni Toti e del suo comitato elettorale. 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Ci sono Maurizio Rossi, editore della televisione locale Primocanale e Pietro Colucci, imprenditore del settore dei rifiuti.   I partecipanti alle cene a sostegno di Giovanni Toti All'ultimo evento elettorale organizzato l'11 aprile scorso da Giovanni Toti a Villa Zerbino, a Genova, erano state invitate 600 persone. In otto anni si è abbassata la quota minima di partecipazione: da mille a 450 euro, ma è moltiplicato il numero dei commensali, da 186 agli attuali 600. All'inizio erano organizzate da Fondazione Change, ma dopo le segnalazioni di Banca d'Italia sui finanziamenti sospetti, la partita è stata gestita direttamente da Giovanni Toti e dal suo comitato elettorale. Per gli inquirenti quelle cene eleganti erano un modo di compensare i favori ricevuti. Due milioni è la cifra raccolta tra il 2016 e il 2021 da Fondazione Change e vari comitati che facevano capo a Giovanni Toti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3a78852a6c970a9dca1b8faaca972d44.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo scandalo ligure. 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Neppure quei 195 mila euro sborsati dall'imprenditore dei rifiuti Pietro Colucci.   I finanziamenti al comitato elettorale di Giovanni Toti  I due milioni passati al setaccio da magistrati e finanzieri riguardano i versamenti di imprese e singoli privati a sostegno dell'attività politica di Giovanni Toti. Non è detto che siano tutti soldi di dubbia provenienza. Bonifici finiti nell'originario fascicolo sui finanziamenti illeciti ai partiti risultano provenienti da imprenditori ora coinvolti nell'inchiesta per corruzione. Tra gli indagati c'è Luigi Alberto Amico, leader nella riparazione e ristrutturazione di superyacht. C'è Francesco Moncada, membro del cda di Esselunga, indagato per corruzione nell'ambito delle elezioni comunali del 2022. Ci sono Maurizio Rossi, editore della televisione locale Primocanale e Pietro Colucci, imprenditore del settore dei rifiuti.   I partecipanti alle cene a sostegno di Giovanni Toti All'ultimo evento elettorale organizzato l'11 aprile scorso da Giovanni Toti a Villa Zerbino, a Genova, erano state invitate 600 persone. In otto anni si è abbassata la quota minima di partecipazione: da mille a 450 euro, ma è moltiplicato il numero dei commensali, da 186 agli attuali 600. All'inizio erano organizzate da Fondazione Change, ma dopo le segnalazioni di Banca d'Italia sui finanziamenti sospetti, la partita è stata gestita direttamente da Giovanni Toti e dal suo comitato elettorale. Per gli inquirenti quelle cene eleganti erano un modo di compensare i favori ricevuti. Due milioni è la cifra raccolta tra il 2016 e il 2021 da Fondazione Change e vari comitati che facevano capo a Giovanni Toti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-05-2024_08-35.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 May 2024 06:35:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555924/corsivo_10_05_2024_08_35.mp3" length="2525036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Gli inquirenti di Genova, titolari dell'indagine su corruzione, voto di scambio e collusioni con Cosa Nostra, lavorano sulle carte che dimostrano finanziamenti di almeno due milioni di imprenditori privati a favore di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gli inquirenti di Genova, titolari dell'indagine su corruzione, voto di scambio e collusioni con Cosa Nostra, lavorano sulle carte che dimostrano finanziamenti di almeno due milioni di imprenditori privati a favore di Giovanni Toti e del suo comitato elettorale. Non ci sarebbero solo i 74 mila e 100 euro ricevuti da Aldo Spinelli e da suo figlio Roberto, descritti nell'ordinanza di custodia cautelare del gip che ha disposto gli arresti domiciliari del presidente della Regione Liguria. Neppure quei 195 mila euro sborsati dall'imprenditore dei rifiuti Pietro Colucci.   I finanziamenti al comitato elettorale di Giovanni Toti  I due milioni passati al setaccio da magistrati e finanzieri riguardano i versamenti di imprese e singoli privati a sostegno dell'attività politica di Giovanni Toti. Non è detto che siano tutti soldi di dubbia provenienza. Bonifici finiti nell'originario fascicolo sui finanziamenti illeciti ai partiti risultano provenienti da imprenditori ora coinvolti nell'inchiesta per corruzione. Tra gli indagati c'è Luigi Alberto Amico, leader nella riparazione e ristrutturazione di superyacht. C'è Francesco Moncada, membro del cda di Esselunga, indagato per corruzione nell'ambito delle elezioni comunali del 2022. Ci sono Maurizio Rossi, editore della televisione locale Primocanale e Pietro Colucci, imprenditore del settore dei rifiuti.   I partecipanti alle cene a sostegno di Giovanni Toti All'ultimo evento elettorale organizzato l'11 aprile scorso da Giovanni Toti a Villa Zerbino, a Genova, erano state invitate 600 persone. In otto anni si è abbassata la quota minima di partecipazione: da mille a 450 euro, ma è moltiplicato il numero dei commensali, da 186 agli attuali 600. All'inizio erano organizzate da Fondazione Change, ma dopo le segnalazioni di Banca d'Italia sui finanziamenti sospetti, la partita è stata gestita direttamente da Giovanni Toti e dal suo comitato elettorale. Per gli inquirenti quelle cene eleganti erano un modo di compensare i favori ricevuti. Due milioni è la cifra raccolta tra il 2016 e il 2021 da Fondazione Change e vari comitati che facevano capo a Giovanni Toti.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3a78852a6c970a9dca1b8faaca972d44.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sfida di Meloni e Schlein sul referendum sul premierato | 09/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sfida-di-meloni-e-schlein-sul-referendum-sul-premierato-09-05-2024-il-corsivo--59960115</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Lo scontro diretto tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein non si misurerà solo sul numero di preferenze ottenute alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno, ma anche sul premierato, cioè sull'elezione diretta del presidente del consiglio. Secondo Meloni, ora si dovrà esprimere il Parlamento che dovrà trovare i due terzi dei deputati e senatori per approvare la riforma Casellati. Come stabilito dalla legge, nel caso quasi certo ormai, non ci fossero i numeri sufficienti, il provvedimento sarà sottoposto al parere degli italiani attraverso un referendum .   La posizione di Giorgia Meloni Sul premierato, Meloni intende proseguire a colpi di maggioranza, sperando in un soccorso di pezzi dell'opposizione. Meloni si prepara al probabile mancato quorum dei due terzi dei parlamentari, e a un referendum il cui valore è già enfatizzato oltre misura: "Sarà divisivo, come quello che nel 1946 vide vincere la Repubblica sulla monarchia".  La linea del Partito Democratico Schlein interviene durante l’assemblea dei senatori del Pd sulle modifiche costituzionali giunte nell’aula di Palazzo Madama. La segretaria del Pd avverte un’accelerazione sulla riforma dettata da ragioni elettoralistiche. "Usiamo i nostri corpi e le nostre voci per fare muro rispetto a questo tentativo", sostiene Schlein che annuncia una manifestazione di piazza indetta per il 2 giugno, data della festa della Repubblica.  Pericoli della riforma Casellati  Insigni esperti e analisti mettono in guardia la politica sui pericoli nascosti nella riforma Casellati voluta dal centrodestra. L'elezione diretta del presidente del Consiglio renderebbe più limitata la funzione del Capo dello Stato, sconvolgendo il sistema dei pesi e contrappesi istituzionali previsti dalla nostra Costituzione. Un'accelerazione a colpi di maggioranza, per altro già tentata con risultati negativi in passato da Matteo Renzi, rischierebbe di spaccare in due il Paese, trasformando una riforma dello Stato in un referendum pro o contro Meloni.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 10 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59960115/corsivo_10_05_2024_08_35.mp3" length="2525036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Lo scontro diretto tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein non si misurerà solo sul numero di preferenze ottenute alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno, ma anche sul premierato, cioè...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Lo scontro diretto tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein non si misurerà solo sul numero di preferenze ottenute alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno, ma anche sul premierato, cioè sull'elezione diretta del presidente del consiglio. Secondo Meloni, ora si dovrà esprimere il Parlamento che dovrà trovare i due terzi dei deputati e senatori per approvare la riforma Casellati. Come stabilito dalla legge, nel caso quasi certo ormai, non ci fossero i numeri sufficienti, il provvedimento sarà sottoposto al parere degli italiani attraverso un referendum .   La posizione di Giorgia Meloni Sul premierato, Meloni intende proseguire a colpi di maggioranza, sperando in un soccorso di pezzi dell'opposizione. Meloni si prepara al probabile mancato quorum dei due terzi dei parlamentari, e a un referendum il cui valore è già enfatizzato oltre misura: "Sarà divisivo, come quello che nel 1946 vide vincere la Repubblica sulla monarchia".  La linea del Partito Democratico Schlein interviene durante l’assemblea dei senatori del Pd sulle modifiche costituzionali giunte nell’aula di Palazzo Madama. La segretaria del Pd avverte un’accelerazione sulla riforma dettata da ragioni elettoralistiche. 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Secondo Meloni, ora si dovrà esprimere il Parlamento che dovrà trovare i due terzi dei deputati e senatori per approvare la riforma Casellati. Come stabilito dalla legge, nel caso quasi certo ormai, non ci fossero i numeri sufficienti, il provvedimento sarà sottoposto al parere degli italiani attraverso un referendum .   La posizione di Giorgia Meloni Sul premierato, Meloni intende proseguire a colpi di maggioranza, sperando in un soccorso di pezzi dell'opposizione. Meloni si prepara al probabile mancato quorum dei due terzi dei parlamentari, e a un referendum il cui valore è già enfatizzato oltre misura: "Sarà divisivo, come quello che nel 1946 vide vincere la Repubblica sulla monarchia".  La linea del Partito Democratico Schlein interviene durante l’assemblea dei senatori del Pd sulle modifiche costituzionali giunte nell’aula di Palazzo Madama. La segretaria del Pd avverte un’accelerazione sulla riforma dettata da ragioni elettoralistiche. 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Secondo Meloni, ora si dovrà esprimere il Parlamento che dovrà trovare i due terzi dei deputati e senatori per approvare la riforma Casellati. Come stabilito dalla legge, nel caso quasi certo ormai, non ci fossero i numeri sufficienti, il provvedimento sarà sottoposto al parere degli italiani attraverso un referendum .   La posizione di Giorgia Meloni Sul premierato, Meloni intende proseguire a colpi di maggioranza, sperando in un soccorso di pezzi dell'opposizione. Meloni si prepara al probabile mancato quorum dei due terzi dei parlamentari, e a un referendum il cui valore è già enfatizzato oltre misura: "Sarà divisivo, come quello che nel 1946 vide vincere la Repubblica sulla monarchia".  La linea del Partito Democratico Schlein interviene durante l’assemblea dei senatori del Pd sulle modifiche costituzionali giunte nell’aula di Palazzo Madama. La segretaria del Pd avverte un’accelerazione sulla riforma dettata da ragioni elettoralistiche. "Usiamo i nostri corpi e le nostre voci per fare muro rispetto a questo tentativo", sostiene Schlein che annuncia una manifestazione di piazza indetta per il 2 giugno, data della festa della Repubblica.  Pericoli della riforma Casellati  Insigni esperti e analisti mettono in guardia la politica sui pericoli nascosti nella riforma Casellati voluta dal centrodestra. L'elezione diretta del presidente del Consiglio renderebbe più limitata la funzione del Capo dello Stato, sconvolgendo il sistema dei pesi e contrappesi istituzionali previsti dalla nostra Costituzione. 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Secondo Meloni, ora si dovrà esprimere il Parlamento che dovrà trovare i due terzi dei deputati e senatori per approvare la riforma Casellati. Come stabilito dalla legge, nel caso quasi certo ormai, non ci fossero i numeri sufficienti, il provvedimento sarà sottoposto al parere degli italiani attraverso un referendum .   La posizione di Giorgia Meloni Sul premierato, Meloni intende proseguire a colpi di maggioranza, sperando in un soccorso di pezzi dell'opposizione. Meloni si prepara al probabile mancato quorum dei due terzi dei parlamentari, e a un referendum il cui valore è già enfatizzato oltre misura: "Sarà divisivo, come quello che nel 1946 vide vincere la Repubblica sulla monarchia".  La linea del Partito Democratico Schlein interviene durante l’assemblea dei senatori del Pd sulle modifiche costituzionali giunte nell’aula di Palazzo Madama. La segretaria del Pd avverte un’accelerazione sulla riforma dettata da ragioni elettoralistiche. "Usiamo i nostri corpi e le nostre voci per fare muro rispetto a questo tentativo", sostiene Schlein che annuncia una manifestazione di piazza indetta per il 2 giugno, data della festa della Repubblica.  Pericoli della riforma Casellati  Insigni esperti e analisti mettono in guardia la politica sui pericoli nascosti nella riforma Casellati voluta dal centrodestra. L'elezione diretta del presidente del Consiglio renderebbe più limitata la funzione del Capo dello Stato, sconvolgendo il sistema dei pesi e contrappesi istituzionali previsti dalla nostra Costituzione. 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Secondo Meloni, ora si dovrà esprimere il Parlamento che dovrà trovare i due terzi dei deputati e senatori per approvare la riforma Casellati. Come stabilito dalla legge, nel caso quasi certo ormai, non ci fossero i numeri sufficienti, il provvedimento sarà sottoposto al parere degli italiani attraverso un referendum .   La posizione di Giorgia Meloni Sul premierato, Meloni intende proseguire a colpi di maggioranza, sperando in un soccorso di pezzi dell'opposizione. Meloni si prepara al probabile mancato quorum dei due terzi dei parlamentari, e a un referendum il cui valore è già enfatizzato oltre misura: "Sarà divisivo, come quello che nel 1946 vide vincere la Repubblica sulla monarchia".  La linea del Partito Democratico Schlein interviene durante l’assemblea dei senatori del Pd sulle modifiche costituzionali giunte nell’aula di Palazzo Madama. La segretaria del Pd avverte un’accelerazione sulla riforma dettata da ragioni elettoralistiche. "Usiamo i nostri corpi e le nostre voci per fare muro rispetto a questo tentativo", sostiene Schlein che annuncia una manifestazione di piazza indetta per il 2 giugno, data della festa della Repubblica.  Pericoli della riforma Casellati  Insigni esperti e analisti mettono in guardia la politica sui pericoli nascosti nella riforma Casellati voluta dal centrodestra. L'elezione diretta del presidente del Consiglio renderebbe più limitata la funzione del Capo dello Stato, sconvolgendo il sistema dei pesi e contrappesi istituzionali previsti dalla nostra Costituzione. 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Un meccanismo perfettamente collaudato fatto di mazzette, voto di scambio. L'operazione degli investigatori sta facendo emergere la questione morale: da una parte ci sono favorì per aziende e imprenditori, dall’altra il ritorno in denaro cash. I sequestri preventivi, per ora, ammontano a 570 mila euro.  I personaggi coinvolti Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti avrebbe ricevuto 74 mila e 100 euro in contanti, oltre a varie promesse di finanziamenti. La stessa sorte è  toccata ad Aldo Spinelli, punto di riferimento del porto di Genova, all’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, ora amministratore delegato del colosso delle multiutility Iren, al braccio destro di Toti e suo capo di gabinetto, Matteo Cozzani.   I fatti accertati dall'indagine L'inchiesta parte dalla proroga trentennale della concessione affidata a Spinelli per le aree del terminal Rinfuse, nel dicembre 2021. Cinque giorni dopo il rinnovo del Terminal Rinfuse, da quattro società di Spinelli partono bonifici per complessivi 40 mila euro per il Comitato Giovanni Toti Liguria. Un altro regalo ricevuto da Spinelli sono le Colonie Bergamasche di Celle Ligure. Si tratta di un complesso collocato in una delle zone più belle ed esclusive della Liguria, con caseggiati immersi in un bosco e vista mare, più una spiaggetta privata al di là dell’Aurelia. A due passi dal terminal c'è il supermercato Esselunga. Per arrivare ai cantieri (dove ci sono stati anche due incidenti) e all’inaugurazione di un anno fa, per gli inquirenti sono state seguite “scorciatoie”, non solo per il punto vendita di Genova, ma anche per quello di Savona. Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria Nautica, e Alessandro Campagna, direttore commerciale del Salone Nautico, risultano indagati perché avrebbero favorito Filippo Cozzani nell’appalto di una fornitura di bevande dentro il Salone, proprio dopo che Matteo Cozzani aveva garantito maggiori contributi pubblici al Salone stesso in qualità di capo di gabinetto regionale.  La corruzione elettorale C’è poi l’accusa di corruzione elettorale in relazione alle ultime elezioni regionali, che chiama in causa Matteo Cozzani. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, a Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato il reato di corruzione elettorale, in concorso con il presidente della Regione Liguria.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 08 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555928/corsivo_08_05_2024_08_25.mp3" length="2486252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le carte dell'inchiesta ligure fanno emergere un vero e proprio sistema che si muove tra l'affermazione di un potere politico fino a ieri assolutamente granitico e intoccabile, accuse di corruzione e collusioni con Cosa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le carte dell'inchiesta ligure fanno emergere un vero e proprio sistema che si muove tra l'affermazione di un potere politico fino a ieri assolutamente granitico e intoccabile, accuse di corruzione e collusioni con Cosa Nostra. 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Cinque giorni dopo il rinnovo del Terminal Rinfuse, da quattro società di Spinelli partono bonifici per complessivi 40 mila euro per il Comitato Giovanni Toti Liguria. Un altro regalo ricevuto da Spinelli sono le Colonie Bergamasche di Celle Ligure. Si tratta di un complesso collocato in una delle zone più belle ed esclusive della Liguria, con caseggiati immersi in un bosco e vista mare, più una spiaggetta privata al di là dell’Aurelia. A due passi dal terminal c'è il supermercato Esselunga. Per arrivare ai cantieri (dove ci sono stati anche due incidenti) e all’inaugurazione di un anno fa, per gli inquirenti sono state seguite “scorciatoie”, non solo per il punto vendita di Genova, ma anche per quello di Savona. Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria Nautica, e Alessandro Campagna, direttore commerciale del Salone Nautico, risultano indagati perché avrebbero favorito Filippo Cozzani nell’appalto di una fornitura di bevande dentro il Salone, proprio dopo che Matteo Cozzani aveva garantito maggiori contributi pubblici al Salone stesso in qualità di capo di gabinetto regionale.  La corruzione elettorale C’è poi l’accusa di corruzione elettorale in relazione alle ultime elezioni regionali, che chiama in causa Matteo Cozzani. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, a Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato il reato di corruzione elettorale, in concorso con il presidente della Regione Liguria.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c299f91e9cd7c32e3b5206dea84b1f78.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il sistema Toti in Liguria tra potere politico, accuse di corruzione e collusioni con la mafia | 08/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-sistema-toti-in-liguria-tra-potere-politico-accuse-di-corruzione-e-collusioni-con-la-mafia-08-05-2024-il-corsivo--59914718</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le carte dell'inchiesta ligure fanno emergere un vero e proprio sistema che si muove tra l'affermazione di un potere politico fino a ieri assolutamente granitico e intoccabile, accuse di corruzione e collusioni con Cosa Nostra. Un meccanismo perfettamente collaudato fatto di mazzette, voto di scambio. L'operazione degli investigatori sta facendo emergere la questione morale: da una parte ci sono favorì per aziende e imprenditori, dall’altra il ritorno in denaro cash. I sequestri preventivi, per ora, ammontano a 570 mila euro.  I personaggi coinvolti Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti avrebbe ricevuto 74 mila e 100 euro in contanti, oltre a varie promesse di finanziamenti. La stessa sorte è  toccata ad Aldo Spinelli, punto di riferimento del porto di Genova, all’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, ora amministratore delegato del colosso delle multiutility Iren, al braccio destro di Toti e suo capo di gabinetto, Matteo Cozzani.   I fatti accertati dall'indagine L'inchiesta parte dalla proroga trentennale della concessione affidata a Spinelli per le aree del terminal Rinfuse, nel dicembre 2021. Cinque giorni dopo il rinnovo del Terminal Rinfuse, da quattro società di Spinelli partono bonifici per complessivi 40 mila euro per il Comitato Giovanni Toti Liguria. Un altro regalo ricevuto da Spinelli sono le Colonie Bergamasche di Celle Ligure. Si tratta di un complesso collocato in una delle zone più belle ed esclusive della Liguria, con caseggiati immersi in un bosco e vista mare, più una spiaggetta privata al di là dell’Aurelia. A due passi dal terminal c'è il supermercato Esselunga. Per arrivare ai cantieri (dove ci sono stati anche due incidenti) e all’inaugurazione di un anno fa, per gli inquirenti sono state seguite “scorciatoie”, non solo per il punto vendita di Genova, ma anche per quello di Savona. Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria Nautica, e Alessandro Campagna, direttore commerciale del Salone Nautico, risultano indagati perché avrebbero favorito Filippo Cozzani nell’appalto di una fornitura di bevande dentro il Salone, proprio dopo che Matteo Cozzani aveva garantito maggiori contributi pubblici al Salone stesso in qualità di capo di gabinetto regionale.  La corruzione elettorale C’è poi l’accusa di corruzione elettorale in relazione alle ultime elezioni regionali, che chiama in causa Matteo Cozzani. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, a Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato il reato di corruzione elettorale, in concorso con il presidente della Regione Liguria.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 08 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59914718/corsivo_08_05_2024_08_25.mp3" length="2486252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le carte dell'inchiesta ligure fanno emergere un vero e proprio sistema che si muove tra l'affermazione di un potere politico fino a ieri assolutamente granitico e intoccabile, accuse di corruzione e collusioni con Cosa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le carte dell'inchiesta ligure fanno emergere un vero e proprio sistema che si muove tra l'affermazione di un potere politico fino a ieri assolutamente granitico e intoccabile, accuse di corruzione e collusioni con Cosa Nostra. Un meccanismo perfettamente collaudato fatto di mazzette, voto di scambio. L'operazione degli investigatori sta facendo emergere la questione morale: da una parte ci sono favorì per aziende e imprenditori, dall’altra il ritorno in denaro cash. I sequestri preventivi, per ora, ammontano a 570 mila euro.  I personaggi coinvolti Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti avrebbe ricevuto 74 mila e 100 euro in contanti, oltre a varie promesse di finanziamenti. La stessa sorte è  toccata ad Aldo Spinelli, punto di riferimento del porto di Genova, all’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, ora amministratore delegato del colosso delle multiutility Iren, al braccio destro di Toti e suo capo di gabinetto, Matteo Cozzani.   I fatti accertati dall'indagine L'inchiesta parte dalla proroga trentennale della concessione affidata a Spinelli per le aree del terminal Rinfuse, nel dicembre 2021. Cinque giorni dopo il rinnovo del Terminal Rinfuse, da quattro società di Spinelli partono bonifici per complessivi 40 mila euro per il Comitato Giovanni Toti Liguria. Un altro regalo ricevuto da Spinelli sono le Colonie Bergamasche di Celle Ligure. Si tratta di un complesso collocato in una delle zone più belle ed esclusive della Liguria, con caseggiati immersi in un bosco e vista mare, più una spiaggetta privata al di là dell’Aurelia. A due passi dal terminal c'è il supermercato Esselunga. Per arrivare ai cantieri (dove ci sono stati anche due incidenti) e all’inaugurazione di un anno fa, per gli inquirenti sono state seguite “scorciatoie”, non solo per il punto vendita di Genova, ma anche per quello di Savona. Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria Nautica, e Alessandro Campagna, direttore commerciale del Salone Nautico, risultano indagati perché avrebbero favorito Filippo Cozzani nell’appalto di una fornitura di bevande dentro il Salone, proprio dopo che Matteo Cozzani aveva garantito maggiori contributi pubblici al Salone stesso in qualità di capo di gabinetto regionale.  La corruzione elettorale C’è poi l’accusa di corruzione elettorale in relazione alle ultime elezioni regionali, che chiama in causa Matteo Cozzani. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, a Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato il reato di corruzione elettorale, in concorso con il presidente della Regione Liguria.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c299f91e9cd7c32e3b5206dea84b1f78.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La strage di operai a Casteldaccia, in Sicilia, l'assenza di risposte politiche | 07/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-strage-di-operai-a-casteldaccia-in-sicilia-l-assenza-di-risposte-politiche-07-05-2024-il-corsivo--64555927</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A Casteldaccia, in provincia di Palermo, cinque operai sono morti mentre facevano la manutenzione di un impianto di sollevamento delle acque reflue in contrada Corvo. Un sesto lotta fra la vita e la morte in ospedale e tre sono sotto shock. È morto per avvelenamento Epifanio Alsazia, 71 anni, trovato all’interno della cisterna interrata profonda sei metri. Con lui c’erano tre suoi dipendenti: Ignazio Giordano, 57 anni, Giuseppe Miraglia, 47 anni,  Roberto Raneri, 51 anni. La quinta vittima è Giuseppe La Barbera, un operaio interinale dell’Amap, la partecipata del Comune di Palermo che è proprietaria dell’impianto.  La strage si poteva evitare I cinque operai sono morti in un ambiente saturo di idrogeno solforato, un prodotto di fermentazione dei liquami, altamente tossico, la cui presenza era prevedibile, e non hanno avuto scampo. Le testimonianze raccolte dopo la strage sono inequivocabili, e ripetono quelle di un film già scritto in molti altri luoghi d'Italia, da Firenze all'impianto Enel di Suviana. "Li hanno mandati a morire", dice un soccorritore, tra i primi arrivati a Casteldaccia. Una cosa è certa: non avevano alcun dispositivo di protezione. "Se fossero state prese tutte le precauzioni del caso, se gli operai avessero avuto le maschere protettive e i presidi necessari, tutto questo non sarebbe successo", ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo, Girolamo Bentivoglio Fiandra.   L'assenza di risposte politiche Gli ispettori sono 49, ce ne vorrebbero almeno 280. Resta inapplicato l’accordo con l’Ispettorato nazionale per l’invio di professionisti nella Sicilia. Il 10 maggio 2023, il governatore della Sicilia Renato Schifani aveva formalmente promesso di "mettere personalmente mano" all’annoso problema della mancanza di controlli sui luoghi di lavoro nell’Isola, per mancanza del personale che li faccia. Un anno e decine di morti sul lavoro dopo, nulla si è mosso. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 07 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555927/corsivo_07_05_2024_08_25.mp3" length="2430188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A Casteldaccia, in provincia di Palermo, cinque operai sono morti mentre facevano la manutenzione di un impianto di sollevamento delle acque reflue in contrada Corvo. 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La strage si poteva evitare I cinque operai sono morti in un ambiente saturo di idrogeno solforato, un prodotto di fermentazione dei liquami, altamente tossico, la cui presenza era prevedibile, e non hanno avuto scampo. Le testimonianze raccolte dopo la strage sono inequivocabili, e ripetono quelle di un film già scritto in molti altri luoghi d'Italia, da Firenze all'impianto Enel di Suviana. "Li hanno mandati a morire", dice un soccorritore, tra i primi arrivati a Casteldaccia. Una cosa è certa: non avevano alcun dispositivo di protezione. "Se fossero state prese tutte le precauzioni del caso, se gli operai avessero avuto le maschere protettive e i presidi necessari, tutto questo non sarebbe successo", ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo, Girolamo Bentivoglio Fiandra.   L'assenza di risposte politiche Gli ispettori sono 49, ce ne vorrebbero almeno 280. Resta inapplicato l’accordo con l’Ispettorato nazionale per l’invio di professionisti nella Sicilia. 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Una cosa è certa: non avevano alcun dispositivo di protezione. "Se fossero state prese tutte le precauzioni del caso, se gli operai avessero avuto le maschere protettive e i presidi necessari, tutto questo non sarebbe successo", ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo, Girolamo Bentivoglio Fiandra.   L'assenza di risposte politiche Gli ispettori sono 49, ce ne vorrebbero almeno 280. Resta inapplicato l’accordo con l’Ispettorato nazionale per l’invio di professionisti nella Sicilia. Il 10 maggio 2023, il governatore della Sicilia Renato Schifani aveva formalmente promesso di "mettere personalmente mano" all’annoso problema della mancanza di controlli sui luoghi di lavoro nell’Isola, per mancanza del personale che li faccia. Un anno e decine di morti sul lavoro dopo, nulla si è mosso. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 07 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59892059/corsivo_07_05_2024_08_25.mp3" length="2430188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A Casteldaccia, in provincia di Palermo, cinque operai sono morti mentre facevano la manutenzione di un impianto di sollevamento delle acque reflue in contrada Corvo. 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La strage si poteva evitare I cinque operai sono morti in un ambiente saturo di idrogeno solforato, un prodotto di fermentazione dei liquami, altamente tossico, la cui presenza era prevedibile, e non hanno avuto scampo. Le testimonianze raccolte dopo la strage sono inequivocabili, e ripetono quelle di un film già scritto in molti altri luoghi d'Italia, da Firenze all'impianto Enel di Suviana. "Li hanno mandati a morire", dice un soccorritore, tra i primi arrivati a Casteldaccia. Una cosa è certa: non avevano alcun dispositivo di protezione. "Se fossero state prese tutte le precauzioni del caso, se gli operai avessero avuto le maschere protettive e i presidi necessari, tutto questo non sarebbe successo", ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo, Girolamo Bentivoglio Fiandra.   L'assenza di risposte politiche Gli ispettori sono 49, ce ne vorrebbero almeno 280. Resta inapplicato l’accordo con l’Ispettorato nazionale per l’invio di professionisti nella Sicilia. Il 10 maggio 2023, il governatore della Sicilia Renato Schifani aveva formalmente promesso di "mettere personalmente mano" all’annoso problema della mancanza di controlli sui luoghi di lavoro nell’Isola, per mancanza del personale che li faccia. Un anno e decine di morti sul lavoro dopo, nulla si è mosso. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e6900f00a3bc2b1753ec2534557bf728.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sciopero Rai. L’azienda: “Usigrai sparge fake news”. La replica: “Padroni della ferriera” | 06/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sciopero-rai-l-azienda-usigrai-sparge-fake-news-la-replica-padroni-della-ferriera-06-05-2024-il-corsivo--64555977</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sciopero Rai. L’azienda: “ Usigrai sparge fake news”. La replica: “Padroni della ferriera”  Oggi i giornalisti della tv pubblica protestano contro le scelte aziendali sul fronte della gestione del personale e rivendicano la propria autonomia e libertà di fronte ai "tentativi di censura", come quello che recentemente ha colpito lo scrittore Matteo Scurati. Alla vigilia dell'agitazione sindacale indetta da Usigrai, è andato in scena uno scontro a suon di spot. L’azienda: “ Usigrai sparge fake news”. La replica: “Padroni della ferriera”.  Le richieste di Usigrai  Secondo Usigrai, l'azienda sta già riducendo gli organici non sostituendo le uscite per pensionamento; alle selezioni pubbliche preferisce le chiamate dirette per le prime utilizzazioni in rete. Intanto nega il riconoscimento del giusto contratto a decine di precari. La proposta aziendale sul premio di risultato sottrae ai giornalisti una parte economica riconosciuta invece agli altri dipendenti.  Su censure e bavagli, basta leggere i giornali italiani e internazionali delle ultime settimane.   L'attacco della dirigenza Rai  Per i vertici Rai, i giornalisti scioperano per motivazioni ideologiche e politiche, nulla che riguardi i diritti dei lavoratori. L'azienda accusa il sindacato di spargere fake news che danneggiano il servizio pubblico. Non c'è stata alcuna censura o bavaglio come denunciato da organi di stampa, Fnsi, sindacato europeo, Usigrai sul caso Antonio Scurati-25 aprile. E lo sciopero «espone il servizio pubblico a strumentalizzazioni politiche, privando i cittadini del fondamentale diritto dell'informazione».  Le posizioni politiche   Il Pd esprime sostegno all'Usigrai. "È molto grave il tentativo da parte dei vertici Rai di screditare il sindacato", affermano gli esponenti Dem in commissione di Vigilanza secondo cui i dati di ascolto, le fughe dei volti più rappresentativi, le vicende di censura, testimoniano che i veri pericoli per la più importante azienda culturale italiana vengono dai suoi vertici. Nega che si siano state censure il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Che fine hanno fatto i provvedimenti drastici annunciati dalla Rai dopo il caso Scurati?. Dovrebbero essere indirizzati verso chi non ha detto la verità e ha messo in difficoltà l'azienda", sostiene Gasparri.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 06 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555977/corsivo_06_05_2024_08_25.mp3" length="2056940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Sciopero Rai. 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Le richieste di Usigrai  Secondo Usigrai, l'azienda sta già riducendo gli organici non sostituendo le uscite per pensionamento; alle selezioni pubbliche preferisce le chiamate dirette per le prime utilizzazioni in rete. Intanto nega il riconoscimento del giusto contratto a decine di precari. La proposta aziendale sul premio di risultato sottrae ai giornalisti una parte economica riconosciuta invece agli altri dipendenti.  Su censure e bavagli, basta leggere i giornali italiani e internazionali delle ultime settimane.   L'attacco della dirigenza Rai  Per i vertici Rai, i giornalisti scioperano per motivazioni ideologiche e politiche, nulla che riguardi i diritti dei lavoratori. L'azienda accusa il sindacato di spargere fake news che danneggiano il servizio pubblico. Non c'è stata alcuna censura o bavaglio come denunciato da organi di stampa, Fnsi, sindacato europeo, Usigrai sul caso Antonio Scurati-25 aprile. E lo sciopero «espone il servizio pubblico a strumentalizzazioni politiche, privando i cittadini del fondamentale diritto dell'informazione».  Le posizioni politiche   Il Pd esprime sostegno all'Usigrai. "È molto grave il tentativo da parte dei vertici Rai di screditare il sindacato", affermano gli esponenti Dem in commissione di Vigilanza secondo cui i dati di ascolto, le fughe dei volti più rappresentativi, le vicende di censura, testimoniano che i veri pericoli per la più importante azienda culturale italiana vengono dai suoi vertici. Nega che si siano state censure il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Che fine hanno fatto i provvedimenti drastici annunciati dalla Rai dopo il caso Scurati?. Dovrebbero essere indirizzati verso chi non ha detto la verità e ha messo in difficoltà l'azienda", sostiene Gasparri.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a9df7304f7a5f79123fb32ba98afd5a8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sciopero Rai. L’azienda: “Usigrai sparge fake news”. La replica: “Padroni della ferriera” | 06/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sciopero-rai-l-azienda-usigrai-sparge-fake-news-la-replica-padroni-della-ferriera-06-05-2024-il-corsivo--59867006</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sciopero Rai. L’azienda: “ Usigrai sparge fake news”. La replica: “Padroni della ferriera”  Oggi i giornalisti della tv pubblica protestano contro le scelte aziendali sul fronte della gestione del personale e rivendicano la propria autonomia e libertà di fronte ai "tentativi di censura", come quello che recentemente ha colpito lo scrittore Matteo Scurati. Alla vigilia dell'agitazione sindacale indetta da Usigrai, è andato in scena uno scontro a suon di spot. L’azienda: “ Usigrai sparge fake news”. La replica: “Padroni della ferriera”.  Le richieste di Usigrai  Secondo Usigrai, l'azienda sta già riducendo gli organici non sostituendo le uscite per pensionamento; alle selezioni pubbliche preferisce le chiamate dirette per le prime utilizzazioni in rete. Intanto nega il riconoscimento del giusto contratto a decine di precari. La proposta aziendale sul premio di risultato sottrae ai giornalisti una parte economica riconosciuta invece agli altri dipendenti.  Su censure e bavagli, basta leggere i giornali italiani e internazionali delle ultime settimane.   L'attacco della dirigenza Rai  Per i vertici Rai, i giornalisti scioperano per motivazioni ideologiche e politiche, nulla che riguardi i diritti dei lavoratori. L'azienda accusa il sindacato di spargere fake news che danneggiano il servizio pubblico. Non c'è stata alcuna censura o bavaglio come denunciato da organi di stampa, Fnsi, sindacato europeo, Usigrai sul caso Antonio Scurati-25 aprile. E lo sciopero «espone il servizio pubblico a strumentalizzazioni politiche, privando i cittadini del fondamentale diritto dell'informazione».  Le posizioni politiche   Il Pd esprime sostegno all'Usigrai. "È molto grave il tentativo da parte dei vertici Rai di screditare il sindacato", affermano gli esponenti Dem in commissione di Vigilanza secondo cui i dati di ascolto, le fughe dei volti più rappresentativi, le vicende di censura, testimoniano che i veri pericoli per la più importante azienda culturale italiana vengono dai suoi vertici. Nega che si siano state censure il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Che fine hanno fatto i provvedimenti drastici annunciati dalla Rai dopo il caso Scurati?. Dovrebbero essere indirizzati verso chi non ha detto la verità e ha messo in difficoltà l'azienda", sostiene Gasparri.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 06 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59867006/corsivo_06_05_2024_08_25.mp3" length="2056940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Sciopero Rai. 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Le richieste di Usigrai  Secondo Usigrai, l'azienda sta già riducendo gli organici non sostituendo le uscite per pensionamento; alle selezioni pubbliche preferisce le chiamate dirette per le prime utilizzazioni in rete. Intanto nega il riconoscimento del giusto contratto a decine di precari. La proposta aziendale sul premio di risultato sottrae ai giornalisti una parte economica riconosciuta invece agli altri dipendenti.  Su censure e bavagli, basta leggere i giornali italiani e internazionali delle ultime settimane.   L'attacco della dirigenza Rai  Per i vertici Rai, i giornalisti scioperano per motivazioni ideologiche e politiche, nulla che riguardi i diritti dei lavoratori. L'azienda accusa il sindacato di spargere fake news che danneggiano il servizio pubblico. Non c'è stata alcuna censura o bavaglio come denunciato da organi di stampa, Fnsi, sindacato europeo, Usigrai sul caso Antonio Scurati-25 aprile. E lo sciopero «espone il servizio pubblico a strumentalizzazioni politiche, privando i cittadini del fondamentale diritto dell'informazione».  Le posizioni politiche   Il Pd esprime sostegno all'Usigrai. "È molto grave il tentativo da parte dei vertici Rai di screditare il sindacato", affermano gli esponenti Dem in commissione di Vigilanza secondo cui i dati di ascolto, le fughe dei volti più rappresentativi, le vicende di censura, testimoniano che i veri pericoli per la più importante azienda culturale italiana vengono dai suoi vertici. Nega che si siano state censure il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Che fine hanno fatto i provvedimenti drastici annunciati dalla Rai dopo il caso Scurati?. Dovrebbero essere indirizzati verso chi non ha detto la verità e ha messo in difficoltà l'azienda", sostiene Gasparri.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a9df7304f7a5f79123fb32ba98afd5a8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il caso Fassino | 04/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-caso-fassino-04-05-2024-il-corsivo--64555964</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Diciamo subito che, se dovessimo immaginare  un personaggio politico impegnato in un’azione illecita, Piero Fassino è proprio uno degli ultimi che ci verrebbero in mente. A parte il fatto che del malandrino non ha proprio il cosiddetto “physique du role”, a favore del parlamentare piemontese parlano ben oltre cinquant’anni di vita pubblica, vissuti quasi tutti ai massimi livelli del potere, senza che su di lui siano mai state proiettate ombre che potessero realmente offuscarne l’immagine di uomo corretto e affidabile. Eppure, i vigilantes di un duty free dell’aeroporto di Fiumicino si dicono assolutamente convinti di averlo colto, lo scorso 15 aprile (mentre era in attesa di prendere un volo per Strasburgo), con in tasca una boccetta di profumo Chanel del valore di cento euro. Anzi, per gli addetti al controllo sui furti del Terminal in questione, non si tratterebbe neanche del primo episodio sospetto, visto che, già da qualche mese, lo consideravano una sorta di “sorvegliato speciale”. E che le loro affermazioni non siano del tutto prive di fondamento è confermato dall’avvenuta iscrizione dell’ex sindaco di Torino sul registro degli indagati, da parte della Procura di Civitavecchia, che ha esaminato il fascicolo contenente sei testimonianze, oltre al video in cui è riportato ogni movimento effettuato dal Fassino in quei, per lui, sciaguratissimi minuti. Ovviamente, il diretto interessato nega ogni addebito, sostenendo di avere messo, momentaneamente, il profumo nella giacca perché aveva entrambe le mani occupate: una con telefono e l’altra con la valigia. E noi siamo, sinceramente, portati a credergli: ci è difficile, infatti, immaginare che un uomo che, nel corso della sua carriera, è stato anche ministro (e che, quindi, ha avuto senz’altro modo di gestire importanti somme di denaro), si riveli poi così incauto da scivolare su una buccia di banana da cento euro... come uno di quei minorenni che rubano una maglietta al centro commerciale... Tuttavia, non vi nascondiamo che siamo rimasti un tantino perplessi dinanzi alle prime dichiarazioni dell’avvocato che di Fassino ha assunto la difesa, il quale si è limitato a sottolineare come il tentato furto sia un tipo di reato per cui si procede solo con una querela di parte e come, in tal senso (almeno per il momento), non sia ancora pervenuta al suo cliente alcuna notifica. Un approccio molto cauto... che sembra quasi basarsi più sulla speranza di poter chiudere l’imbarazzante vicenda grazie ad un velo pietoso generosamente steso dal duty free, piuttosto che attraverso il pieno riconoscimento di una innocenza assoluta.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 04 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555964/corsivo_04_05_2024_08_25.mp3" length="2355308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Diciamo subito che, se dovessimo immaginare  un personaggio politico impegnato in un’azione illecita, Piero Fassino è proprio uno degli ultimi che ci verrebbero in mente. A parte il fatto che del malandrino non ha proprio il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Diciamo subito che, se dovessimo immaginare  un personaggio politico impegnato in un’azione illecita, Piero Fassino è proprio uno degli ultimi che ci verrebbero in mente. A parte il fatto che del malandrino non ha proprio il cosiddetto “physique du role”, a favore del parlamentare piemontese parlano ben oltre cinquant’anni di vita pubblica, vissuti quasi tutti ai massimi livelli del potere, senza che su di lui siano mai state proiettate ombre che potessero realmente offuscarne l’immagine di uomo corretto e affidabile. Eppure, i vigilantes di un duty free dell’aeroporto di Fiumicino si dicono assolutamente convinti di averlo colto, lo scorso 15 aprile (mentre era in attesa di prendere un volo per Strasburgo), con in tasca una boccetta di profumo Chanel del valore di cento euro. Anzi, per gli addetti al controllo sui furti del Terminal in questione, non si tratterebbe neanche del primo episodio sospetto, visto che, già da qualche mese, lo consideravano una sorta di “sorvegliato speciale”. E che le loro affermazioni non siano del tutto prive di fondamento è confermato dall’avvenuta iscrizione dell’ex sindaco di Torino sul registro degli indagati, da parte della Procura di Civitavecchia, che ha esaminato il fascicolo contenente sei testimonianze, oltre al video in cui è riportato ogni movimento effettuato dal Fassino in quei, per lui, sciaguratissimi minuti. Ovviamente, il diretto interessato nega ogni addebito, sostenendo di avere messo, momentaneamente, il profumo nella giacca perché aveva entrambe le mani occupate: una con telefono e l’altra con la valigia. E noi siamo, sinceramente, portati a credergli: ci è difficile, infatti, immaginare che un uomo che, nel corso della sua carriera, è stato anche ministro (e che, quindi, ha avuto senz’altro modo di gestire importanti somme di denaro), si riveli poi così incauto da scivolare su una buccia di banana da cento euro... come uno di quei minorenni che rubano una maglietta al centro commerciale... Tuttavia, non vi nascondiamo che siamo rimasti un tantino perplessi dinanzi alle prime dichiarazioni dell’avvocato che di Fassino ha assunto la difesa, il quale si è limitato a sottolineare come il tentato furto sia un tipo di reato per cui si procede solo con una querela di parte e come, in tal senso (almeno per il momento), non sia ancora pervenuta al suo cliente alcuna notifica. Un approccio molto cauto... che sembra quasi basarsi più sulla speranza di poter chiudere l’imbarazzante vicenda grazie ad un velo pietoso generosamente steso dal duty free, piuttosto che attraverso il pieno riconoscimento di una innocenza assoluta.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ce4307ced35c3347f0055358c490111c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il caso Fassino | 04/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-caso-fassino-04-05-2024-il-corsivo--59813225</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Diciamo subito che, se dovessimo immaginare  un personaggio politico impegnato in un’azione illecita, Piero Fassino è proprio uno degli ultimi che ci verrebbero in mente. A parte il fatto che del malandrino non ha proprio il cosiddetto “physique du role”, a favore del parlamentare piemontese parlano ben oltre cinquant’anni di vita pubblica, vissuti quasi tutti ai massimi livelli del potere, senza che su di lui siano mai state proiettate ombre che potessero realmente offuscarne l’immagine di uomo corretto e affidabile. Eppure, i vigilantes di un duty free dell’aeroporto di Fiumicino si dicono assolutamente convinti di averlo colto, lo scorso 15 aprile (mentre era in attesa di prendere un volo per Strasburgo), con in tasca una boccetta di profumo Chanel del valore di cento euro. Anzi, per gli addetti al controllo sui furti del Terminal in questione, non si tratterebbe neanche del primo episodio sospetto, visto che, già da qualche mese, lo consideravano una sorta di “sorvegliato speciale”. E che le loro affermazioni non siano del tutto prive di fondamento è confermato dall’avvenuta iscrizione dell’ex sindaco di Torino sul registro degli indagati, da parte della Procura di Civitavecchia, che ha esaminato il fascicolo contenente sei testimonianze, oltre al video in cui è riportato ogni movimento effettuato dal Fassino in quei, per lui, sciaguratissimi minuti. Ovviamente, il diretto interessato nega ogni addebito, sostenendo di avere messo, momentaneamente, il profumo nella giacca perché aveva entrambe le mani occupate: una con telefono e l’altra con la valigia. E noi siamo, sinceramente, portati a credergli: ci è difficile, infatti, immaginare che un uomo che, nel corso della sua carriera, è stato anche ministro (e che, quindi, ha avuto senz’altro modo di gestire importanti somme di denaro), si riveli poi così incauto da scivolare su una buccia di banana da cento euro... come uno di quei minorenni che rubano una maglietta al centro commerciale... Tuttavia, non vi nascondiamo che siamo rimasti un tantino perplessi dinanzi alle prime dichiarazioni dell’avvocato che di Fassino ha assunto la difesa, il quale si è limitato a sottolineare come il tentato furto sia un tipo di reato per cui si procede solo con una querela di parte e come, in tal senso (almeno per il momento), non sia ancora pervenuta al suo cliente alcuna notifica. Un approccio molto cauto... che sembra quasi basarsi più sulla speranza di poter chiudere l’imbarazzante vicenda grazie ad un velo pietoso generosamente steso dal duty free, piuttosto che attraverso il pieno riconoscimento di una innocenza assoluta.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 04 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59813225/corsivo_04_05_2024_08_25.mp3" length="2355308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Diciamo subito che, se dovessimo immaginare  un personaggio politico impegnato in un’azione illecita, Piero Fassino è proprio uno degli ultimi che ci verrebbero in mente. 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Anzi, per gli addetti al controllo sui furti del Terminal in questione, non si tratterebbe neanche del primo episodio sospetto, visto che, già da qualche mese, lo consideravano una sorta di “sorvegliato speciale”. E che le loro affermazioni non siano del tutto prive di fondamento è confermato dall’avvenuta iscrizione dell’ex sindaco di Torino sul registro degli indagati, da parte della Procura di Civitavecchia, che ha esaminato il fascicolo contenente sei testimonianze, oltre al video in cui è riportato ogni movimento effettuato dal Fassino in quei, per lui, sciaguratissimi minuti. Ovviamente, il diretto interessato nega ogni addebito, sostenendo di avere messo, momentaneamente, il profumo nella giacca perché aveva entrambe le mani occupate: una con telefono e l’altra con la valigia. E noi siamo, sinceramente, portati a credergli: ci è difficile, infatti, immaginare che un uomo che, nel corso della sua carriera, è stato anche ministro (e che, quindi, ha avuto senz’altro modo di gestire importanti somme di denaro), si riveli poi così incauto da scivolare su una buccia di banana da cento euro... come uno di quei minorenni che rubano una maglietta al centro commerciale... Tuttavia, non vi nascondiamo che siamo rimasti un tantino perplessi dinanzi alle prime dichiarazioni dell’avvocato che di Fassino ha assunto la difesa, il quale si è limitato a sottolineare come il tentato furto sia un tipo di reato per cui si procede solo con una querela di parte e come, in tal senso (almeno per il momento), non sia ancora pervenuta al suo cliente alcuna notifica. 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Il presidente anericano Joe Biden si smarca dalla dura repressione della polizia nei Campus delle principali città con oltre 2 mila arresti, anche se poi ricorda che "le proteste pacifiche sono tutelate in America, mentre il vandalismo e le proteste violente no”.      L'attacco di Donald Trump contro Joe Biden    L'ex presidente Donald Trump ha fatto emergere quello che chiama "lo spettro di estremisti e agitatori di estrema sinistra". e si è rivolto direttamente a Joe Biden: "Dov'è Biden? Dov'è Gavin Newsom?", il governatore della California chiamato in causa per gli scontri nel campus di Ucla.     Da New York a Los Angeles, esplode la protesta filopalestinese  Da quando la polizia è entrata la prima volta nel campus della Columbia, le forze dell'ordine hanno adottato la linea dura per sedare proteste e occupazioni a sostegno del popolo palestinese. Nel campus dell‘Ucla, in California, ci sono stati 200 fermi portando il totale a oltre 2mila arresti dalla metà di aprile. Nell'ateneo di Los Angeles sono stati sparati anche numerosi proiettili di gomma contro gli studenti. Stessa scena si è vista alla University of Arizona. Arresti anche alla Tulane University a New Orleans. Un accordo tra funzionari della Northwestern University e manifestanti filo-palestinesi ha posto fine ad un accampamento di protesta nel campus e suscitato critiche da parte di esponenti della comunità ebraica, sebbene siano molti gli studenti ebrei che prendono parte alle mobilitazioni in contrasto con la linea del governo Netanyahu.   Le università coinvolte    New York ha dato il via al giro di vite (1.300 gli arresti totali dall'inizio della crisi, stima il New York Times), con più di 300 fermati tra Columbia e City College, ma anche nel campus di Manhattan di Fordham, un ateneo gesuita, per passare poi a Dallas, Dartmouth in New Hampshire e Tulane a New Orleans.  La denuncia delle ong   L'associazione Human Rights Watch ricorda come le proteste pacifiche siano un diritto fondamentale, così come la libertà di parola e di espressione. Secondo un nuovo rapporto della ong Armed Conflict Location and Event Data Project, il 99% delle proteste nei campus sono state finora pacifiche.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 03 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555930/corsivo_03_05_2024_08_25.mp3" length="2234348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  "La Guardia nazionale non dovrebbe intervenire nei Campus ". Il presidente anericano Joe Biden si smarca dalla dura repressione della polizia nei Campus delle principali città con oltre 2 mila arresti, anche se poi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  "La Guardia nazionale non dovrebbe intervenire nei Campus ". Il presidente anericano Joe Biden si smarca dalla dura repressione della polizia nei Campus delle principali città con oltre 2 mila arresti, anche se poi ricorda che "le proteste pacifiche sono tutelate in America, mentre il vandalismo e le proteste violente no”.      L'attacco di Donald Trump contro Joe Biden    L'ex presidente Donald Trump ha fatto emergere quello che chiama "lo spettro di estremisti e agitatori di estrema sinistra". e si è rivolto direttamente a Joe Biden: "Dov'è Biden? Dov'è Gavin Newsom?", il governatore della California chiamato in causa per gli scontri nel campus di Ucla.     Da New York a Los Angeles, esplode la protesta filopalestinese  Da quando la polizia è entrata la prima volta nel campus della Columbia, le forze dell'ordine hanno adottato la linea dura per sedare proteste e occupazioni a sostegno del popolo palestinese. Nel campus dell‘Ucla, in California, ci sono stati 200 fermi portando il totale a oltre 2mila arresti dalla metà di aprile. Nell'ateneo di Los Angeles sono stati sparati anche numerosi proiettili di gomma contro gli studenti. Stessa scena si è vista alla University of Arizona. Arresti anche alla Tulane University a New Orleans. Un accordo tra funzionari della Northwestern University e manifestanti filo-palestinesi ha posto fine ad un accampamento di protesta nel campus e suscitato critiche da parte di esponenti della comunità ebraica, sebbene siano molti gli studenti ebrei che prendono parte alle mobilitazioni in contrasto con la linea del governo Netanyahu.   Le università coinvolte    New York ha dato il via al giro di vite (1.300 gli arresti totali dall'inizio della crisi, stima il New York Times), con più di 300 fermati tra Columbia e City College, ma anche nel campus di Manhattan di Fordham, un ateneo gesuita, per passare poi a Dallas, Dartmouth in New Hampshire e Tulane a New Orleans.  La denuncia delle ong   L'associazione Human Rights Watch ricorda come le proteste pacifiche siano un diritto fondamentale, così come la libertà di parola e di espressione. Secondo un nuovo rapporto della ong Armed Conflict Location and Event Data Project, il 99% delle proteste nei campus sono state finora pacifiche.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/993831d1fa2cd56dd3fb6c82f31bee4b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Università americane: repressione contro il volere di Biden | 03/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/universita-americane-repressione-contro-il-volere-di-biden-03-05-2024-il-corsivo--59792851</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  "La Guardia nazionale non dovrebbe intervenire nei Campus ". Il presidente anericano Joe Biden si smarca dalla dura repressione della polizia nei Campus delle principali città con oltre 2 mila arresti, anche se poi ricorda che "le proteste pacifiche sono tutelate in America, mentre il vandalismo e le proteste violente no”.      L'attacco di Donald Trump contro Joe Biden    L'ex presidente Donald Trump ha fatto emergere quello che chiama "lo spettro di estremisti e agitatori di estrema sinistra". e si è rivolto direttamente a Joe Biden: "Dov'è Biden? Dov'è Gavin Newsom?", il governatore della California chiamato in causa per gli scontri nel campus di Ucla.     Da New York a Los Angeles, esplode la protesta filopalestinese  Da quando la polizia è entrata la prima volta nel campus della Columbia, le forze dell'ordine hanno adottato la linea dura per sedare proteste e occupazioni a sostegno del popolo palestinese. Nel campus dell‘Ucla, in California, ci sono stati 200 fermi portando il totale a oltre 2mila arresti dalla metà di aprile. Nell'ateneo di Los Angeles sono stati sparati anche numerosi proiettili di gomma contro gli studenti. Stessa scena si è vista alla University of Arizona. Arresti anche alla Tulane University a New Orleans. Un accordo tra funzionari della Northwestern University e manifestanti filo-palestinesi ha posto fine ad un accampamento di protesta nel campus e suscitato critiche da parte di esponenti della comunità ebraica, sebbene siano molti gli studenti ebrei che prendono parte alle mobilitazioni in contrasto con la linea del governo Netanyahu.   Le università coinvolte    New York ha dato il via al giro di vite (1.300 gli arresti totali dall'inizio della crisi, stima il New York Times), con più di 300 fermati tra Columbia e City College, ma anche nel campus di Manhattan di Fordham, un ateneo gesuita, per passare poi a Dallas, Dartmouth in New Hampshire e Tulane a New Orleans.  La denuncia delle ong   L'associazione Human Rights Watch ricorda come le proteste pacifiche siano un diritto fondamentale, così come la libertà di parola e di espressione. Secondo un nuovo rapporto della ong Armed Conflict Location and Event Data Project, il 99% delle proteste nei campus sono state finora pacifiche.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 03 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59792851/corsivo_03_05_2024_08_25.mp3" length="2234348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  "La Guardia nazionale non dovrebbe intervenire nei Campus ". 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Dov'è Gavin Newsom?", il governatore della California chiamato in causa per gli scontri nel campus di Ucla.     Da New York a Los Angeles, esplode la protesta filopalestinese  Da quando la polizia è entrata la prima volta nel campus della Columbia, le forze dell'ordine hanno adottato la linea dura per sedare proteste e occupazioni a sostegno del popolo palestinese. Nel campus dell‘Ucla, in California, ci sono stati 200 fermi portando il totale a oltre 2mila arresti dalla metà di aprile. Nell'ateneo di Los Angeles sono stati sparati anche numerosi proiettili di gomma contro gli studenti. Stessa scena si è vista alla University of Arizona. Arresti anche alla Tulane University a New Orleans. Un accordo tra funzionari della Northwestern University e manifestanti filo-palestinesi ha posto fine ad un accampamento di protesta nel campus e suscitato critiche da parte di esponenti della comunità ebraica, sebbene siano molti gli studenti ebrei che prendono parte alle mobilitazioni in contrasto con la linea del governo Netanyahu.   Le università coinvolte    New York ha dato il via al giro di vite (1.300 gli arresti totali dall'inizio della crisi, stima il New York Times), con più di 300 fermati tra Columbia e City College, ma anche nel campus di Manhattan di Fordham, un ateneo gesuita, per passare poi a Dallas, Dartmouth in New Hampshire e Tulane a New Orleans.  La denuncia delle ong   L'associazione Human Rights Watch ricorda come le proteste pacifiche siano un diritto fondamentale, così come la libertà di parola e di espressione. 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Non ci sono solo i leader dei partiti, ma anche tanti outsider. Tra i tanti nomi che hanno accettato le candidature troviamo Ilaria Salis con Alleanza Verdi-Sinistra, il generale Roberto Vannacci con la Lega, Vittorio Sgarbi che rientra in pista ma come "indipendente" nelle liste di Fratelli d'Italia, la pronipote di Giovanni Giolitti (Giovanna), e Alessandro Cecchi Paone (detto Pavone).  Le liste  La presidente del Consiglio guida le liste di Fratelli d'Italia con la denominazione  Giorgia Meloni  "detta Giorgia". Si tratta di un escamotage per personalizzare il voto come un referendum sul suo nome di battesimo.  Al Centro se la vedrà direttamente con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha lasciato il posto di capolista a Stefano Bonaccini nel Nord Est, Cecilia Strada nel Nord Ovest e Lucia Annunziata nel Sud. Ma Giorgia Meloni dovrà anche battersi con Carlo Calenda di Azione, con Matteo Renzi, candidato nelle liste di Stati Uniti d'Europa, ma non da capolista in 4 circoscrizioni, e con il suo vicepremier Antonio Tajani per Forza Italia. Per la Lega non correrà Matteo Salvini che al Centro schiera il generale Roberto Vannacci.  I ricorsi delle formazioni più piccole Sono già pronti i ricorsi delle formazioni più piccole, che non sono state aiutate dal governo con un taglio delle firme dell'ultimo minuto, necessario per presentarsi, che alla fine è stato negato. Pensioni &amp; Lavoro Risveglio europeo e Democrazia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo hanno depositato le liste anche senza le firme necessarie e hanno già annunciato ricorsi. Alla Corte d'Appello di Roma è stata ricusata la lista Alternativa Popolare, capeggiata in tutte le circoscrizioni dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Si è presentato in tutte le circoscrizioni anche Cateno De Luca con la sua 'Libertà'. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 02 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555978/corsivo_02_05_2024_08_25.mp3" length="2307692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La sfida delle elezioni europee, lo scontro dei leader, le liste dei partiti   Sono scaduti termini per presentare le liste per il voto per il Parlamento europeo, relative alle cinque circoscrizioni in cui è divisa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La sfida delle elezioni europee, lo scontro dei leader, le liste dei partiti   Sono scaduti termini per presentare le liste per il voto per il Parlamento europeo, relative alle cinque circoscrizioni in cui è divisa l'Italia. 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Ma Giorgia Meloni dovrà anche battersi con Carlo Calenda di Azione, con Matteo Renzi, candidato nelle liste di Stati Uniti d'Europa, ma non da capolista in 4 circoscrizioni, e con il suo vicepremier Antonio Tajani per Forza Italia. Per la Lega non correrà Matteo Salvini che al Centro schiera il generale Roberto Vannacci.  I ricorsi delle formazioni più piccole Sono già pronti i ricorsi delle formazioni più piccole, che non sono state aiutate dal governo con un taglio delle firme dell'ultimo minuto, necessario per presentarsi, che alla fine è stato negato. Pensioni &amp; Lavoro Risveglio europeo e Democrazia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo hanno depositato le liste anche senza le firme necessarie e hanno già annunciato ricorsi. Alla Corte d'Appello di Roma è stata ricusata la lista Alternativa Popolare, capeggiata in tutte le circoscrizioni dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Si è presentato in tutte le circoscrizioni anche Cateno De Luca con la sua 'Libertà'. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1105b84fcdf12ad8790b9fa4346d59ce.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sfida delle elezioni europee, lo scontro dei leader, le liste dei partiti | 02/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sfida-delle-elezioni-europee-lo-scontro-dei-leader-le-liste-dei-partiti-02-05-2024-il-corsivo--59765112</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La sfida delle elezioni europee, lo scontro dei leader, le liste dei partiti   Sono scaduti termini per presentare le liste per il voto per il Parlamento europeo, relative alle cinque circoscrizioni in cui è divisa l'Italia. 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Ma Giorgia Meloni dovrà anche battersi con Carlo Calenda di Azione, con Matteo Renzi, candidato nelle liste di Stati Uniti d'Europa, ma non da capolista in 4 circoscrizioni, e con il suo vicepremier Antonio Tajani per Forza Italia. Per la Lega non correrà Matteo Salvini che al Centro schiera il generale Roberto Vannacci.  I ricorsi delle formazioni più piccole Sono già pronti i ricorsi delle formazioni più piccole, che non sono state aiutate dal governo con un taglio delle firme dell'ultimo minuto, necessario per presentarsi, che alla fine è stato negato. Pensioni &amp; Lavoro Risveglio europeo e Democrazia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo hanno depositato le liste anche senza le firme necessarie e hanno già annunciato ricorsi. Alla Corte d'Appello di Roma è stata ricusata la lista Alternativa Popolare, capeggiata in tutte le circoscrizioni dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Si è presentato in tutte le circoscrizioni anche Cateno De Luca con la sua 'Libertà'. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 02 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59765112/corsivo_02_05_2024_08_25.mp3" length="2307692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La sfida delle elezioni europee, lo scontro dei leader, le liste dei partiti   Sono scaduti termini per presentare le liste per il voto per il Parlamento europeo, relative alle cinque circoscrizioni in cui è divisa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La sfida delle elezioni europee, lo scontro dei leader, le liste dei partiti   Sono scaduti termini per presentare le liste per il voto per il Parlamento europeo, relative alle cinque circoscrizioni in cui è divisa l'Italia. 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Successivamente, l'immobile fu venduto alla società off-shore Timara Ltd., con sede nelle isole Saint Lucia, e finì nelle mani del cognato di Fini, Giancarlo Tulliani. Le indagini hanno rivelato una serie di operazioni sospette legate alla vendita e alla gestione dell'appartamento, culminate in accuse di riciclaggio di denaro. Indagini e processi  Le indagini iniziarono dopo una denuncia presentata da esponenti della Destra di Francesco Storace, con la Procura di Roma che aprì un'inchiesta su presunte truffe aggravate e riciclaggio. Sebbene il reato di truffa sia stato successivamente archiviato, nel 2017 il caso è stato riaperto, portando alla luce una presunta evasione fiscale e possibili collusioni nel settore delle slot machine in Italia. Le condanne  La condanna di Fini a due anni e otto mesi si inserisce in un contesto più ampio di sentenze che hanno coinvolto anche altri membri della sua famiglia: cinque anni di carcere per la compagna Elisabetta Tulliani, altrettanti per il suocero Sergio e sei anni per il cognato Giancarlo. Queste sentenze sottolineano la gravità delle operazioni illecite svolte. Conclusioni e implicazioni future  Il caso di Gianfranco Fini riflette le sfide che l'Italia continua a affrontare in termini di corruzione politica. La vicenda solleva questioni importanti sulla fiducia pubblica nelle istituzioni e sull'integrità dei suoi leader. La risposta della giustizia a queste accuse sarà cruciale per determinare il futuro politico e la percezione della trasparenza in Italia. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 01 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555968/corsivo_01_05_2024_08_25.mp3" length="2444396" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Origine e sviluppo del caso L'appartamento al centro dello scandalo che coinvolge Gianfranco Fini fu donato al partito Alleanza Nazionale da Anna Maria Colleoni nel 1999. 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La risposta della giustizia a queste accuse sarà cruciale per determinare il futuro politico e la percezione della trasparenza in Italia. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ea4b6a651721988bdfc99896130904a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La questione morale travolge l'ex segretario di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini | 01/05/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-questione-morale-travolge-l-ex-segretario-di-alleanza-nazionale-gianfranco-fini-01-05-2024-il-corsivo--59747593</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Origine e sviluppo del caso L'appartamento al centro dello scandalo che coinvolge Gianfranco Fini fu donato al partito Alleanza Nazionale da Anna Maria Colleoni nel 1999. Successivamente, l'immobile fu venduto alla società off-shore Timara Ltd., con sede nelle isole Saint Lucia, e finì nelle mani del cognato di Fini, Giancarlo Tulliani. Le indagini hanno rivelato una serie di operazioni sospette legate alla vendita e alla gestione dell'appartamento, culminate in accuse di riciclaggio di denaro. Indagini e processi  Le indagini iniziarono dopo una denuncia presentata da esponenti della Destra di Francesco Storace, con la Procura di Roma che aprì un'inchiesta su presunte truffe aggravate e riciclaggio. Sebbene il reato di truffa sia stato successivamente archiviato, nel 2017 il caso è stato riaperto, portando alla luce una presunta evasione fiscale e possibili collusioni nel settore delle slot machine in Italia. Le condanne  La condanna di Fini a due anni e otto mesi si inserisce in un contesto più ampio di sentenze che hanno coinvolto anche altri membri della sua famiglia: cinque anni di carcere per la compagna Elisabetta Tulliani, altrettanti per il suocero Sergio e sei anni per il cognato Giancarlo. Queste sentenze sottolineano la gravità delle operazioni illecite svolte. Conclusioni e implicazioni future  Il caso di Gianfranco Fini riflette le sfide che l'Italia continua a affrontare in termini di corruzione politica. La vicenda solleva questioni importanti sulla fiducia pubblica nelle istituzioni e sull'integrità dei suoi leader. La risposta della giustizia a queste accuse sarà cruciale per determinare il futuro politico e la percezione della trasparenza in Italia. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-05-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 01 May 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59747593/corsivo_01_05_2024_08_25.mp3" length="2444396" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Origine e sviluppo del caso L'appartamento al centro dello scandalo che coinvolge Gianfranco Fini fu donato al partito Alleanza Nazionale da Anna Maria Colleoni nel 1999. Successivamente, l'immobile fu venduto alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Origine e sviluppo del caso L'appartamento al centro dello scandalo che coinvolge Gianfranco Fini fu donato al partito Alleanza Nazionale da Anna Maria Colleoni nel 1999. Successivamente, l'immobile fu venduto alla società off-shore Timara Ltd., con sede nelle isole Saint Lucia, e finì nelle mani del cognato di Fini, Giancarlo Tulliani. Le indagini hanno rivelato una serie di operazioni sospette legate alla vendita e alla gestione dell'appartamento, culminate in accuse di riciclaggio di denaro. Indagini e processi  Le indagini iniziarono dopo una denuncia presentata da esponenti della Destra di Francesco Storace, con la Procura di Roma che aprì un'inchiesta su presunte truffe aggravate e riciclaggio. Sebbene il reato di truffa sia stato successivamente archiviato, nel 2017 il caso è stato riaperto, portando alla luce una presunta evasione fiscale e possibili collusioni nel settore delle slot machine in Italia. Le condanne  La condanna di Fini a due anni e otto mesi si inserisce in un contesto più ampio di sentenze che hanno coinvolto anche altri membri della sua famiglia: cinque anni di carcere per la compagna Elisabetta Tulliani, altrettanti per il suocero Sergio e sei anni per il cognato Giancarlo. Queste sentenze sottolineano la gravità delle operazioni illecite svolte. Conclusioni e implicazioni future  Il caso di Gianfranco Fini riflette le sfide che l'Italia continua a affrontare in termini di corruzione politica. La vicenda solleva questioni importanti sulla fiducia pubblica nelle istituzioni e sull'integrità dei suoi leader. La risposta della giustizia a queste accuse sarà cruciale per determinare il futuro politico e la percezione della trasparenza in Italia. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ea4b6a651721988bdfc99896130904a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cresce l'astensionismo e il sovranismo alle Elezioni Europee: analisi del Censis pre-elezioni | 30/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cresce-l-astensionismo-e-il-sovranismo-alle-elezioni-europee-analisi-del-censis-pre-elezioni-30-04-2024-il-corsivo--64555929</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In vista delle prossime elezioni europee, l'ultimo rapporto del Censis rivela un trend inquietante: l'incremento dell'astensionismo e del supporto per i partiti sovranisti e populisti. Questo fenomeno, che coinvolge circa un terzo degli elettori, riflette un malessere diffuso causato da crisi economiche, politiche controverse durante la pandemia e una generale diminuzione del tenore di vita. Disaffezione politica e crisi economica: un'analisi europea L'analisi del Censis sottolinea che i votanti più colpiti da questo fenomeno sono quelli che hanno subito un declassamento sociale. La loro inclinazione verso il populismo e il sovranismo è spesso una risposta a politiche percepite come inefficaci o distaccate dalle reali esigenze della popolazione. Tra i 233 territori analizzati, 75 hanno registrato una riduzione dei redditi pro capite nell'ultimo quindicennio, indicando una persistente crisi economica che affligge diversi paesi, tra cui Grecia, Italia, Spagna, Francia, Austria, Ungheria, Belgio, Germania e Portogallo. La situazione economica in Europa e le sue disparità regionali Nonostante un leggero aumento del reddito disponibile netto per abitante nell'UE (+3,1% dal 2008), le disparità regionali rimangono significative. Regioni come Lazio, Umbria, la Provincia di Trento e la Toscana in Italia hanno visto diminuzioni drammatiche nei redditi pro capite, rispettivamente del -16%, -14,7%, -14,6% e -14,6%. Implicazioni per i politici e le elezioni europee Questi dati offrono spunti cruciali per i politici in vista delle elezioni europee. È essenziale ridurre le promesse elettorali irrealistiche e concentrarsi maggiormente su iniziative concrete che possano migliorare la vita quotidiana dei cittadini, rispondendo in modo efficace alle loro reali necessità economiche e sociali. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555929/corsivo_30_04_2024_08_25.mp3" length="2514668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In vista delle prossime elezioni europee, l'ultimo rapporto del Censis rivela un trend inquietante: l'incremento dell'astensionismo e del supporto per i partiti sovranisti e populisti. Questo fenomeno, che coinvolge circa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In vista delle prossime elezioni europee, l'ultimo rapporto del Censis rivela un trend inquietante: l'incremento dell'astensionismo e del supporto per i partiti sovranisti e populisti. Questo fenomeno, che coinvolge circa un terzo degli elettori, riflette un malessere diffuso causato da crisi economiche, politiche controverse durante la pandemia e una generale diminuzione del tenore di vita. Disaffezione politica e crisi economica: un'analisi europea L'analisi del Censis sottolinea che i votanti più colpiti da questo fenomeno sono quelli che hanno subito un declassamento sociale. La loro inclinazione verso il populismo e il sovranismo è spesso una risposta a politiche percepite come inefficaci o distaccate dalle reali esigenze della popolazione. Tra i 233 territori analizzati, 75 hanno registrato una riduzione dei redditi pro capite nell'ultimo quindicennio, indicando una persistente crisi economica che affligge diversi paesi, tra cui Grecia, Italia, Spagna, Francia, Austria, Ungheria, Belgio, Germania e Portogallo. La situazione economica in Europa e le sue disparità regionali Nonostante un leggero aumento del reddito disponibile netto per abitante nell'UE (+3,1% dal 2008), le disparità regionali rimangono significative. Regioni come Lazio, Umbria, la Provincia di Trento e la Toscana in Italia hanno visto diminuzioni drammatiche nei redditi pro capite, rispettivamente del -16%, -14,7%, -14,6% e -14,6%. Implicazioni per i politici e le elezioni europee Questi dati offrono spunti cruciali per i politici in vista delle elezioni europee. È essenziale ridurre le promesse elettorali irrealistiche e concentrarsi maggiormente su iniziative concrete che possano migliorare la vita quotidiana dei cittadini, rispondendo in modo efficace alle loro reali necessità economiche e sociali. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9bafb72356eece88bf1cda21a294f761.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cresce l'astensionismo e il sovranismo alle Elezioni Europee: analisi del Censis pre-elezioni | 30/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cresce-l-astensionismo-e-il-sovranismo-alle-elezioni-europee-analisi-del-censis-pre-elezioni-30-04-2024-il-corsivo--59725371</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In vista delle prossime elezioni europee, l'ultimo rapporto del Censis rivela un trend inquietante: l'incremento dell'astensionismo e del supporto per i partiti sovranisti e populisti. Questo fenomeno, che coinvolge circa un terzo degli elettori, riflette un malessere diffuso causato da crisi economiche, politiche controverse durante la pandemia e una generale diminuzione del tenore di vita. Disaffezione politica e crisi economica: un'analisi europea L'analisi del Censis sottolinea che i votanti più colpiti da questo fenomeno sono quelli che hanno subito un declassamento sociale. La loro inclinazione verso il populismo e il sovranismo è spesso una risposta a politiche percepite come inefficaci o distaccate dalle reali esigenze della popolazione. Tra i 233 territori analizzati, 75 hanno registrato una riduzione dei redditi pro capite nell'ultimo quindicennio, indicando una persistente crisi economica che affligge diversi paesi, tra cui Grecia, Italia, Spagna, Francia, Austria, Ungheria, Belgio, Germania e Portogallo. La situazione economica in Europa e le sue disparità regionali Nonostante un leggero aumento del reddito disponibile netto per abitante nell'UE (+3,1% dal 2008), le disparità regionali rimangono significative. Regioni come Lazio, Umbria, la Provincia di Trento e la Toscana in Italia hanno visto diminuzioni drammatiche nei redditi pro capite, rispettivamente del -16%, -14,7%, -14,6% e -14,6%. Implicazioni per i politici e le elezioni europee Questi dati offrono spunti cruciali per i politici in vista delle elezioni europee. È essenziale ridurre le promesse elettorali irrealistiche e concentrarsi maggiormente su iniziative concrete che possano migliorare la vita quotidiana dei cittadini, rispondendo in modo efficace alle loro reali necessità economiche e sociali. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59725371/corsivo_30_04_2024_08_25.mp3" length="2514668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In vista delle prossime elezioni europee, l'ultimo rapporto del Censis rivela un trend inquietante: l'incremento dell'astensionismo e del supporto per i partiti sovranisti e populisti. 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Tra i 233 territori analizzati, 75 hanno registrato una riduzione dei redditi pro capite nell'ultimo quindicennio, indicando una persistente crisi economica che affligge diversi paesi, tra cui Grecia, Italia, Spagna, Francia, Austria, Ungheria, Belgio, Germania e Portogallo. La situazione economica in Europa e le sue disparità regionali Nonostante un leggero aumento del reddito disponibile netto per abitante nell'UE (+3,1% dal 2008), le disparità regionali rimangono significative. Regioni come Lazio, Umbria, la Provincia di Trento e la Toscana in Italia hanno visto diminuzioni drammatiche nei redditi pro capite, rispettivamente del -16%, -14,7%, -14,6% e -14,6%. Implicazioni per i politici e le elezioni europee Questi dati offrono spunti cruciali per i politici in vista delle elezioni europee. 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La sua recente apparizione nel programma televisivo "Che tempo che fa" di Fabio Fazio ha rivelato una lotta personale contro il mesotelioma, una malattia rara legata probabilmente alla sua esposizione all'amianto durante gli anni come corrispondente di guerra a Sarajevo. Il mesotelioma e le sue cause Il mesotelioma è un tipo di cancro che colpisce il rivestimento dei polmoni e altre cavità del corpo. Di Mare attribuisce la sua malattia all'inalazione di particelle di amianto liberate nell'aria a seguito dell'esplosione di ordigni arricchiti con uranio impoverito. Questo dettaglio sottolinea i rischi professionali incontrati dai corrispondenti di guerra e l'importanza della sicurezza sul lavoro. Il trattamento della Rai durante la malattia di di Mare Nonostante la sua lunga carriera e i contributi significativi al giornalismo italiano, di Mare ha espresso profonda delusione per il modo in cui alcuni colleghi e dirigenti della Rai, sebbene non l'attuale gestione, hanno gestito la sua situazione. Ha descritto un sentimento di abbandono da parte di quelli che un tempo considerava alleati e amici, evidenziando una mancanza di supporto sia professionale che umano. Messaggio di speranza e resilienza Nonostante le sfide, di Mare ha voluto trasmettere un messaggio di speranza e resilienza. Sottolinea l'importanza di non arrendersi e di credere nella possibilità di trovare soluzioni anche nei momenti più bui. La sua storia è un potente promemoria del potere della speranza e della tenacia umana di fronte alle avversità. Riflessioni su solidarietà e responsabilità Organizzativa La storia di Franco di Mare solleva questioni critiche riguardo alla solidarietà e alla responsabilità all'interno delle organizzazioni. Pone l'accento su come le aziende e i colleghi dovrebbero trattare i membri del team in momenti di crisi, sottolineando la necessità di un supporto empatico e attivo. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555970/corsivo_29_04_2024_08_25.mp3" length="2258156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Franco di Mare, ex conduttore di "Unomattina" e direttore di Rai 3, è un giornalista rispettato noto per la sua integrità e coraggio. 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Il trattamento della Rai durante la malattia di di Mare Nonostante la sua lunga carriera e i contributi significativi al giornalismo italiano, di Mare ha espresso profonda delusione per il modo in cui alcuni colleghi e dirigenti della Rai, sebbene non l'attuale gestione, hanno gestito la sua situazione. Ha descritto un sentimento di abbandono da parte di quelli che un tempo considerava alleati e amici, evidenziando una mancanza di supporto sia professionale che umano. Messaggio di speranza e resilienza Nonostante le sfide, di Mare ha voluto trasmettere un messaggio di speranza e resilienza. Sottolinea l'importanza di non arrendersi e di credere nella possibilità di trovare soluzioni anche nei momenti più bui. La sua storia è un potente promemoria del potere della speranza e della tenacia umana di fronte alle avversità. 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Il trattamento della Rai durante la malattia di di Mare Nonostante la sua lunga carriera e i contributi significativi al giornalismo italiano, di Mare ha espresso profonda delusione per il modo in cui alcuni colleghi e dirigenti della Rai, sebbene non l'attuale gestione, hanno gestito la sua situazione. Ha descritto un sentimento di abbandono da parte di quelli che un tempo considerava alleati e amici, evidenziando una mancanza di supporto sia professionale che umano. Messaggio di speranza e resilienza Nonostante le sfide, di Mare ha voluto trasmettere un messaggio di speranza e resilienza. Sottolinea l'importanza di non arrendersi e di credere nella possibilità di trovare soluzioni anche nei momenti più bui. La sua storia è un potente promemoria del potere della speranza e della tenacia umana di fronte alle avversità. Riflessioni su solidarietà e responsabilità Organizzativa La storia di Franco di Mare solleva questioni critiche riguardo alla solidarietà e alla responsabilità all'interno delle organizzazioni. Pone l'accento su come le aziende e i colleghi dovrebbero trattare i membri del team in momenti di crisi, sottolineando la necessità di un supporto empatico e attivo. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59693848/corsivo_29_04_2024_08_25.mp3" length="2258156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Franco di Mare, ex conduttore di "Unomattina" e direttore di Rai 3, è un giornalista rispettato noto per la sua integrità e coraggio. 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Il trattamento della Rai durante la malattia di di Mare Nonostante la sua lunga carriera e i contributi significativi al giornalismo italiano, di Mare ha espresso profonda delusione per il modo in cui alcuni colleghi e dirigenti della Rai, sebbene non l'attuale gestione, hanno gestito la sua situazione. Ha descritto un sentimento di abbandono da parte di quelli che un tempo considerava alleati e amici, evidenziando una mancanza di supporto sia professionale che umano. Messaggio di speranza e resilienza Nonostante le sfide, di Mare ha voluto trasmettere un messaggio di speranza e resilienza. Sottolinea l'importanza di non arrendersi e di credere nella possibilità di trovare soluzioni anche nei momenti più bui. La sua storia è un potente promemoria del potere della speranza e della tenacia umana di fronte alle avversità. Riflessioni su solidarietà e responsabilità Organizzativa La storia di Franco di Mare solleva questioni critiche riguardo alla solidarietà e alla responsabilità all'interno delle organizzazioni. Pone l'accento su come le aziende e i colleghi dovrebbero trattare i membri del team in momenti di crisi, sottolineando la necessità di un supporto empatico e attivo. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/33a000116042f7fb28a3c72e3695b21f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il disagio nella maggioranza e nella lega per la candidatura di Vannacci decisa da Salvini | 27/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-disagio-nella-maggioranza-e-nella-lega-per-la-candidatura-di-vannacci-decisa-da-salvini-27-04-2024-il-corsivo--64555979</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La decisione di candidare il generale Roberto Vannacci alle prossime europee, Matteo Salvini l'ha presa da solo, e all'interno della Lega, e della maggioranza di Governo, crescono le perplessità e i distinguo.  I due capigruppo in Parlamento Romeo e Molinari hanno sostanzialmente preso le distanze da una candidatura di Vannacci,. Stessa cosa hanno fatto numerosi altri deputati e senatori, mentre altri non hanno voluto commentare : non una nota ufficiale, non una dichiarazione di agenzia. Il gelo assoluto.  Ma sottotraccia permangono i mugugni. “A candidarsi in tutti i collegi sono di solito i segretari di partito: questa scelta insulta la classe dirigente della Lega e appalta a Vannacci la leadership del partito”, fa sapere un’alta figura istituzionale del Carroccio. La verità è che, nei sondaggi, la Lega è in forte discesa rispetto alle elezioni europee del 2019. Salvini è in cerca di voti, anche utilizzando il nome dell'autore del discusso e discutibile libro “Il mondo al contrario”. Si, ma quanto è il peso elettorale e politico di Vannacci? Secondo Salvini, vale in misura sufficiente per far restare la Lega sopra l’asticella dell’otto per cento, ritenuta la soglia minima di sopravvivenza per il segretario. L'altro traguardo è il mantenimento del secondo posto nella coalizione: il sorpasso di Forza Italia, alle Europee, avrebbe conseguenze non facilissime da gestire in via Bellerio. Osservando gli ultimi sondaggi diffusi negli ultimi giorni, la Lega è inchiodata all'8,5%, non riesce a crescere da mesi, e il travaso di una parte del suo elettorato va a Forza Italia e Fratelli d'Italia, oppure nel partito dell'astensione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 27 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555979/corsivo_27_04_2024_08_25.mp3" length="2124908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La decisione di candidare il generale Roberto Vannacci alle prossime europee, Matteo Salvini l'ha presa da solo, e all'interno della Lega, e della maggioranza di Governo, crescono le perplessità e i distinguo.  I due...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La decisione di candidare il generale Roberto Vannacci alle prossime europee, Matteo Salvini l'ha presa da solo, e all'interno della Lega, e della maggioranza di Governo, crescono le perplessità e i distinguo.  I due capigruppo in Parlamento Romeo e Molinari hanno sostanzialmente preso le distanze da una candidatura di Vannacci,. 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Stessa cosa hanno fatto numerosi altri deputati e senatori, mentre altri non hanno voluto commentare : non una nota ufficiale, non una dichiarazione di agenzia. Il gelo assoluto.  Ma sottotraccia permangono i mugugni. “A candidarsi in tutti i collegi sono di solito i segretari di partito: questa scelta insulta la classe dirigente della Lega e appalta a Vannacci la leadership del partito”, fa sapere un’alta figura istituzionale del Carroccio. La verità è che, nei sondaggi, la Lega è in forte discesa rispetto alle elezioni europee del 2019. Salvini è in cerca di voti, anche utilizzando il nome dell'autore del discusso e discutibile libro “Il mondo al contrario”. Si, ma quanto è il peso elettorale e politico di Vannacci? Secondo Salvini, vale in misura sufficiente per far restare la Lega sopra l’asticella dell’otto per cento, ritenuta la soglia minima di sopravvivenza per il segretario. L'altro traguardo è il mantenimento del secondo posto nella coalizione: il sorpasso di Forza Italia, alle Europee, avrebbe conseguenze non facilissime da gestire in via Bellerio. Osservando gli ultimi sondaggi diffusi negli ultimi giorni, la Lega è inchiodata all'8,5%, non riesce a crescere da mesi, e il travaso di una parte del suo elettorato va a Forza Italia e Fratelli d'Italia, oppure nel partito dell'astensione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 27 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59674542/corsivo_27_04_2024_08_25.mp3" length="2124908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La decisione di candidare il generale Roberto Vannacci alle prossime europee, Matteo Salvini l'ha presa da solo, e all'interno della Lega, e della maggioranza di Governo, crescono le perplessità e i distinguo.  I due...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La decisione di candidare il generale Roberto Vannacci alle prossime europee, Matteo Salvini l'ha presa da solo, e all'interno della Lega, e della maggioranza di Governo, crescono le perplessità e i distinguo.  I due capigruppo in Parlamento Romeo e Molinari hanno sostanzialmente preso le distanze da una candidatura di Vannacci,. Stessa cosa hanno fatto numerosi altri deputati e senatori, mentre altri non hanno voluto commentare : non una nota ufficiale, non una dichiarazione di agenzia. Il gelo assoluto.  Ma sottotraccia permangono i mugugni. “A candidarsi in tutti i collegi sono di solito i segretari di partito: questa scelta insulta la classe dirigente della Lega e appalta a Vannacci la leadership del partito”, fa sapere un’alta figura istituzionale del Carroccio. La verità è che, nei sondaggi, la Lega è in forte discesa rispetto alle elezioni europee del 2019. Salvini è in cerca di voti, anche utilizzando il nome dell'autore del discusso e discutibile libro “Il mondo al contrario”. Si, ma quanto è il peso elettorale e politico di Vannacci? Secondo Salvini, vale in misura sufficiente per far restare la Lega sopra l’asticella dell’otto per cento, ritenuta la soglia minima di sopravvivenza per il segretario. L'altro traguardo è il mantenimento del secondo posto nella coalizione: il sorpasso di Forza Italia, alle Europee, avrebbe conseguenze non facilissime da gestire in via Bellerio. 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Ecco perché l’antifascismo è un dovere”. Mattarella indica una strada da seguire per ritrovare la condivisione: la doverosa unità popolare. Ma l’Italia resta divisa. Troppi distinguo, spaccature, imbarazzanti silenzi. La premier Giorgia Meloni si reca all’altare della Patria e sui social posta il suo pensiero, dove manca la parola antifascismo e il resto si confonde nella melassa istituzionale. “Nel giorno in cui l’italia celebra la Liberazione, che con la fine del fascismo pose le basi per il ritorno della democrazia, ribadiamo la nostra avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari”.  Nelle stesse ore in cui centinaia di migliaia di persone partecipano ai cortei del 25 aprile un ministro della cultura come Sangiuliano afferma che in Italia c’è stata una dittatura comunista, e il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare parla di un antifascismo che uccide. Ha ragione lo scrittore Antonio Scurati quando sostiene che in molti pezzi dell’attuale Governo la radice del fascismo è inestirpabile. Eppure la premier e i suoi ministri hanno giurato sulla Costituzione la cui origine è proprio l’antifascismo. Lo sforzo di Mattarella di unire il Paese sembra dunque in salita.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 26 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555932/corsivo_26_04_2024_08_25.mp3" length="2089580" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Capo dello Stato Sergio Mattarella sceglie Civitella in provincia di Arezzo, luogo simbolico di una efferata strage nazifascista del 1944, per inviare alla classe politica e ai cittadini un messaggio chiaro e forte che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Capo dello Stato Sergio Mattarella sceglie Civitella in provincia di Arezzo, luogo simbolico di una efferata strage nazifascista del 1944, per inviare alla classe politica e ai cittadini un messaggio chiaro e forte che non ha bisogno di interpretazioni. “La Resistenza fu plurale e i partigiani sono patrioti. 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Ha ragione lo scrittore Antonio Scurati quando sostiene che in molti pezzi dell’attuale Governo la radice del fascismo è inestirpabile. Eppure la premier e i suoi ministri hanno giurato sulla Costituzione la cui origine è proprio l’antifascismo. 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Ha ragione lo scrittore Antonio Scurati quando sostiene che in molti pezzi dell’attuale Governo la radice del fascismo è inestirpabile. Eppure la premier e i suoi ministri hanno giurato sulla Costituzione la cui origine è proprio l’antifascismo. 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Ecco perché l’antifascismo è un dovere”. Mattarella indica una strada da seguire per ritrovare la condivisione: la doverosa unità popolare. Ma l’Italia resta divisa. Troppi distinguo, spaccature, imbarazzanti silenzi. La premier Giorgia Meloni si reca all’altare della Patria e sui social posta il suo pensiero, dove manca la parola antifascismo e il resto si confonde nella melassa istituzionale. “Nel giorno in cui l’italia celebra la Liberazione, che con la fine del fascismo pose le basi per il ritorno della democrazia, ribadiamo la nostra avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari”.  Nelle stesse ore in cui centinaia di migliaia di persone partecipano ai cortei del 25 aprile un ministro della cultura come Sangiuliano afferma che in Italia c’è stata una dittatura comunista, e il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare parla di un antifascismo che uccide. Ha ragione lo scrittore Antonio Scurati quando sostiene che in molti pezzi dell’attuale Governo la radice del fascismo è inestirpabile. Eppure la premier e i suoi ministri hanno giurato sulla Costituzione la cui origine è proprio l’antifascismo. 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Il 10 giugno 1924, cent'anni fa, il deputato socialista Giacomo Matteotti viene sequestrato, torturato, ucciso da un commando fascista capeggiato dallo squadrista Amerigo Dumini, su ordine diretto di Benito Mussolini. Il corpo di Matteotti viene ritrovato circa due mesi dopo l'omicidio, il 16 agosto 1924. Pochi mesi dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti, il 3 gennaio 1925, di fronte alla Camera dei deputati, Benito Mussolini si assume pubblicamente la “responsabilità politica, morale e storica” del clima nel quale l'assassinio si era verificato. Nel 1926, vengono sciolti tutti i partiti antifascisti e le associazioni, chiusi i circoli, le Camere del Lavoro e i giornali dell’opposizione, annullati i passaporti per l’estero, comminate pene gravissime per l’espatrio clandestino, istituiti il confino di polizia e la pena di morte. Vengono dichiarati decaduti 120 parlamentari dell’opposizione, i cosiddetti “aventiniani”. Il 25 novembre 1926 viene istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Migliaia di persone sono arrestate e processate. Solo nel primo decennio di applicazione delle leggi eccezionali (1926-1936), furono condannati 2.977 antifascisti a 14.458 anni di carcere. Dopo Matteotti, la violenza fascista colpisce i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Pietro Gobetti, Giovanni Amendola, porta alla morte Antonio Gramsci, arrestato l’8 novembre 1926. Matteotti viene lasciato solo in quella primavera 1924, e il suo sacrificio resta ancora oggi una testimonianza importante per tutti gli antifascisti, l'eredità di un uomo libero che per primo aveva visto montare nel Paese un clima di odio, di violenza, di sopraffazione.  E cent'anni dopo la sua morte siamo qui a ricordare cosa è stata la Resistenza al fascismo, formata da comunisti, socialisti, democristiani, liberali, demo laburisti, monarchici, repubblicani, anarchici, da internati militari, dai carabinieri, da membri dell'esercito, dai civili.  Ecco perché siamo di nuovo qui, per ricordare che la Resistenza fu un moto popolare plurale, fatto di scelte, di uomini, di donne, del sacrificio di migliaia di persone, le cui idee, non sempre applicate, rimangono fissate negli articoli della nostra Costituzione antifascista.]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555878/corsivo_25_04_2024_08_25.mp3" length="2500460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Primavera 1924, primavera 2024. Il 10 giugno 1924, cent'anni fa, il deputato socialista Giacomo Matteotti viene sequestrato, torturato, ucciso da un commando fascista capeggiato dallo squadrista Amerigo Dumini, su ordine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Primavera 1924, primavera 2024. Il 10 giugno 1924, cent'anni fa, il deputato socialista Giacomo Matteotti viene sequestrato, torturato, ucciso da un commando fascista capeggiato dallo squadrista Amerigo Dumini, su ordine diretto di Benito Mussolini. Il corpo di Matteotti viene ritrovato circa due mesi dopo l'omicidio, il 16 agosto 1924. Pochi mesi dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti, il 3 gennaio 1925, di fronte alla Camera dei deputati, Benito Mussolini si assume pubblicamente la “responsabilità politica, morale e storica” del clima nel quale l'assassinio si era verificato. Nel 1926, vengono sciolti tutti i partiti antifascisti e le associazioni, chiusi i circoli, le Camere del Lavoro e i giornali dell’opposizione, annullati i passaporti per l’estero, comminate pene gravissime per l’espatrio clandestino, istituiti il confino di polizia e la pena di morte. Vengono dichiarati decaduti 120 parlamentari dell’opposizione, i cosiddetti “aventiniani”. Il 25 novembre 1926 viene istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Migliaia di persone sono arrestate e processate. Solo nel primo decennio di applicazione delle leggi eccezionali (1926-1936), furono condannati 2.977 antifascisti a 14.458 anni di carcere. Dopo Matteotti, la violenza fascista colpisce i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Pietro Gobetti, Giovanni Amendola, porta alla morte Antonio Gramsci, arrestato l’8 novembre 1926. Matteotti viene lasciato solo in quella primavera 1924, e il suo sacrificio resta ancora oggi una testimonianza importante per tutti gli antifascisti, l'eredità di un uomo libero che per primo aveva visto montare nel Paese un clima di odio, di violenza, di sopraffazione.  E cent'anni dopo la sua morte siamo qui a ricordare cosa è stata la Resistenza al fascismo, formata da comunisti, socialisti, democristiani, liberali, demo laburisti, monarchici, repubblicani, anarchici, da internati militari, dai carabinieri, da membri dell'esercito, dai civili.  Ecco perché siamo di nuovo qui, per ricordare che la Resistenza fu un moto popolare plurale, fatto di scelte, di uomini, di donne, del sacrificio di migliaia di persone, le cui idee, non sempre applicate, rimangono fissate negli articoli della nostra Costituzione antifascista.]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4c2c92e94604524e95e074f2ede3db8e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>25 aprile: la Resistenza, la memoria, il sacrificio di Giacomo Matteotti | 25/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/25-aprile-la-resistenza-la-memoria-il-sacrificio-di-giacomo-matteotti-25-04-2024-il-corsivo--59647758</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Primavera 1924, primavera 2024. Il 10 giugno 1924, cent'anni fa, il deputato socialista Giacomo Matteotti viene sequestrato, torturato, ucciso da un commando fascista capeggiato dallo squadrista Amerigo Dumini, su ordine diretto di Benito Mussolini. Il corpo di Matteotti viene ritrovato circa due mesi dopo l'omicidio, il 16 agosto 1924. Pochi mesi dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti, il 3 gennaio 1925, di fronte alla Camera dei deputati, Benito Mussolini si assume pubblicamente la “responsabilità politica, morale e storica” del clima nel quale l'assassinio si era verificato. Nel 1926, vengono sciolti tutti i partiti antifascisti e le associazioni, chiusi i circoli, le Camere del Lavoro e i giornali dell’opposizione, annullati i passaporti per l’estero, comminate pene gravissime per l’espatrio clandestino, istituiti il confino di polizia e la pena di morte. Vengono dichiarati decaduti 120 parlamentari dell’opposizione, i cosiddetti “aventiniani”. Il 25 novembre 1926 viene istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Migliaia di persone sono arrestate e processate. Solo nel primo decennio di applicazione delle leggi eccezionali (1926-1936), furono condannati 2.977 antifascisti a 14.458 anni di carcere. Dopo Matteotti, la violenza fascista colpisce i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Pietro Gobetti, Giovanni Amendola, porta alla morte Antonio Gramsci, arrestato l’8 novembre 1926. Matteotti viene lasciato solo in quella primavera 1924, e il suo sacrificio resta ancora oggi una testimonianza importante per tutti gli antifascisti, l'eredità di un uomo libero che per primo aveva visto montare nel Paese un clima di odio, di violenza, di sopraffazione.  E cent'anni dopo la sua morte siamo qui a ricordare cosa è stata la Resistenza al fascismo, formata da comunisti, socialisti, democristiani, liberali, demo laburisti, monarchici, repubblicani, anarchici, da internati militari, dai carabinieri, da membri dell'esercito, dai civili.  Ecco perché siamo di nuovo qui, per ricordare che la Resistenza fu un moto popolare plurale, fatto di scelte, di uomini, di donne, del sacrificio di migliaia di persone, le cui idee, non sempre applicate, rimangono fissate negli articoli della nostra Costituzione antifascista.]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59647758/corsivo_25_04_2024_08_25.mp3" length="2500460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Primavera 1924, primavera 2024. 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Nel 1926, vengono sciolti tutti i partiti antifascisti e le associazioni, chiusi i circoli, le Camere del Lavoro e i giornali dell’opposizione, annullati i passaporti per l’estero, comminate pene gravissime per l’espatrio clandestino, istituiti il confino di polizia e la pena di morte. Vengono dichiarati decaduti 120 parlamentari dell’opposizione, i cosiddetti “aventiniani”. Il 25 novembre 1926 viene istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Migliaia di persone sono arrestate e processate. Solo nel primo decennio di applicazione delle leggi eccezionali (1926-1936), furono condannati 2.977 antifascisti a 14.458 anni di carcere. Dopo Matteotti, la violenza fascista colpisce i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Pietro Gobetti, Giovanni Amendola, porta alla morte Antonio Gramsci, arrestato l’8 novembre 1926. Matteotti viene lasciato solo in quella primavera 1924, e il suo sacrificio resta ancora oggi una testimonianza importante per tutti gli antifascisti, l'eredità di un uomo libero che per primo aveva visto montare nel Paese un clima di odio, di violenza, di sopraffazione.  E cent'anni dopo la sua morte siamo qui a ricordare cosa è stata la Resistenza al fascismo, formata da comunisti, socialisti, democristiani, liberali, demo laburisti, monarchici, repubblicani, anarchici, da internati militari, dai carabinieri, da membri dell'esercito, dai civili.  Ecco perché siamo di nuovo qui, per ricordare che la Resistenza fu un moto popolare plurale, fatto di scelte, di uomini, di donne, del sacrificio di migliaia di persone, le cui idee, non sempre applicate, rimangono fissate negli articoli della nostra Costituzione antifascista.]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b77f1353a31b19b4bf980c67e10fa1cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Europarlamento approva a larga maggioranza il nuovo patto di stabilità, ma i deputati italiani votano no o si astengono | 24/04/2024 | Il</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-europarlamento-approva-a-larga-maggioranza-il-nuovo-patto-di-stabilita-ma-i-deputati-italiani-votano-no-o-si-astengono-24-04-2024-il--64555934</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  C'è un problema politico all'interno dell'Europarlamento e si chiama Italia. Il parlamento europeo approva a larga maggioranza il nuovo patto di stabilità, ma i deputati italiani votano no o si astengono. In aula, il provvedimento sulle procedure di rientro dal deficit e dal debito eccessivi non viene sostenuto da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia che invece avevano chiesto e ottenuto le modifiche delle regole attraverso una lunga trattativa tra Ursula von der Leyen, la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. l’intesa siglata a dicembre scorso è passata anche attraverso il dialogo tra “l’amica Ursula” e Giorgia Meloni. Per gran parte dei gruppi parlamentari il voltafaccia del Governo italiano ci ha resi incoerenti e inaffidabili. Il Ppe di cui fa parte Forza Italia rimane senza parole, compreso il tedesco Manfred Weber che ha sempre cercato un accordo con Giorgia Meloni. Perfino l’Ecr, di cui proprio Meloni è presidente, ha accolto con malumore la scelta di Fdi.  Sull'altra sponda, il Pd sceglie la via dell'astensione per non creare spaccature interne e riesce persino a mettersi contro il suo commissario europeo, Paolo Gentiloni. Il mancato voto italiano nel parlamento europeo si è consumato nelle ore in cui sono circolate le ultime analisi della Commissione su debito e deficit. «I rischi per la sostenibilità di bilancio restano alti nel medio e nel lungo termine e sono necessari ulteriori sforzi», scrivono i tecnici nel documento. La campagna elettorale ha valicato i confini nazionali, e tutti i partiti italiani, anche quelli d’opposizione, si sono dimenticati dove si trovassero e per cosa stessero votando.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555934/corsivo_24_04_2024_08_25.mp3" length="2038892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  C'è un problema politico all'interno dell'Europarlamento e si chiama Italia. 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Il Ppe di cui fa parte Forza Italia rimane senza parole, compreso il tedesco Manfred Weber che ha sempre cercato un accordo con Giorgia Meloni. Perfino l’Ecr, di cui proprio Meloni è presidente, ha accolto con malumore la scelta di Fdi.  Sull'altra sponda, il Pd sceglie la via dell'astensione per non creare spaccature interne e riesce persino a mettersi contro il suo commissario europeo, Paolo Gentiloni. Il mancato voto italiano nel parlamento europeo si è consumato nelle ore in cui sono circolate le ultime analisi della Commissione su debito e deficit. «I rischi per la sostenibilità di bilancio restano alti nel medio e nel lungo termine e sono necessari ulteriori sforzi», scrivono i tecnici nel documento. La campagna elettorale ha valicato i confini nazionali, e tutti i partiti italiani, anche quelli d’opposizione, si sono dimenticati dove si trovassero e per cosa stessero votando.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b77f1353a31b19b4bf980c67e10fa1cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Europarlamento approva a larga maggioranza il nuovo patto di stabilità, ma i deputati italiani votano no o si astengono | 24/04/2024 | Il</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-europarlamento-approva-a-larga-maggioranza-il-nuovo-patto-di-stabilita-ma-i-deputati-italiani-votano-no-o-si-astengono-24-04-2024-il--59625922</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  C'è un problema politico all'interno dell'Europarlamento e si chiama Italia. 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Perfino l’Ecr, di cui proprio Meloni è presidente, ha accolto con malumore la scelta di Fdi.  Sull'altra sponda, il Pd sceglie la via dell'astensione per non creare spaccature interne e riesce persino a mettersi contro il suo commissario europeo, Paolo Gentiloni. Il mancato voto italiano nel parlamento europeo si è consumato nelle ore in cui sono circolate le ultime analisi della Commissione su debito e deficit. «I rischi per la sostenibilità di bilancio restano alti nel medio e nel lungo termine e sono necessari ulteriori sforzi», scrivono i tecnici nel documento. La campagna elettorale ha valicato i confini nazionali, e tutti i partiti italiani, anche quelli d’opposizione, si sono dimenticati dove si trovassero e per cosa stessero votando.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59625922/corsivo_24_04_2024_08_25.mp3" length="2038892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  C'è un problema politico all'interno dell'Europarlamento e si chiama Italia. 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Il Ppe di cui fa parte Forza Italia rimane senza parole, compreso il tedesco Manfred Weber che ha sempre cercato un accordo con Giorgia Meloni. Perfino l’Ecr, di cui proprio Meloni è presidente, ha accolto con malumore la scelta di Fdi.  Sull'altra sponda, il Pd sceglie la via dell'astensione per non creare spaccature interne e riesce persino a mettersi contro il suo commissario europeo, Paolo Gentiloni. Il mancato voto italiano nel parlamento europeo si è consumato nelle ore in cui sono circolate le ultime analisi della Commissione su debito e deficit. «I rischi per la sostenibilità di bilancio restano alti nel medio e nel lungo termine e sono necessari ulteriori sforzi», scrivono i tecnici nel documento. La campagna elettorale ha valicato i confini nazionali, e tutti i partiti italiani, anche quelli d’opposizione, si sono dimenticati dove si trovassero e per cosa stessero votando.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b77f1353a31b19b4bf980c67e10fa1cf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il centrodestra si conferma alla guida della Basilicata. Vince Vito Bardi, Fdl primo partito | 23/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-centrodestra-si-conferma-alla-guida-della-basilicata-vince-vito-bardi-fdl-primo-partito-23-04-2024-il-corsivo--64555916</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Anche in Basilicata, così come era avvenuto in Abruzzo, va in scena lo stesso meccanismo che conferma la vittoria del centrodestra e che determina la sconfitta dell'ex campo largo. Le baruffe nel Pd, i tentennamenti sul nome del candidato di Schlein e Conte, il mancato accordo tra i partiti dell'opposizione con l'appoggio di Azione al centrodestra, regalano nei fatti l'affermazione di Vito Bardi in Basilicata contro Piero Marrese (centrosinistra),  e Eustachio Follia (indipendente). Fratelli d’Italia e Pd si contendono il podio di primo partito. Crolla il Movimento 5Stelle e ottiene una buona affermazione, il movimento civico di ispirazione cristiana “Basilicata Casa Comune”, fondato da Angelo Chiorazzo.  Grande successo di Azione, Italia viva, Avs, Forza Italia. Ma il primo partito è l’astensionismo, che ottiene la maggioranza assoluta: a non votare è il 51,2 dei lucani, quasi il 4 per cento in più di cinque anni fa. Per il centrosinistra è una sconfitta cocente, nonostante l’impegno che ci ha messo Marrese. Il nome del presidente della Provincia di Matera è stato tirato fuori  una settimana prima della chiusura delle liste, dopo un lunghissimo braccio di ferro tra i 5Stelle e il Pd, che voleva candidare l’imprenditore del non profit Angelo Chiorazzo. Poi la candidatura “a sua insaputa” dell’oculista Domenico Lacerenza, rinunciatario dopo quarantott’ore dopo la vera e propria rivolta della base Dem. Quello del centrosinistra è un disastro annunciato, determinato dalla lotta intestina per la leadership della coalizione e dall'incapacità di trovare una sintesi unitaria.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555916/corsivo_23_04_2024_08_25.mp3" length="2067308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Anche in Basilicata, così come era avvenuto in Abruzzo, va in scena lo stesso meccanismo che conferma la vittoria del centrodestra e che determina la sconfitta dell'ex campo largo. 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Crolla il Movimento 5Stelle e ottiene una buona affermazione, il movimento civico di ispirazione cristiana “Basilicata Casa Comune”, fondato da Angelo Chiorazzo.  Grande successo di Azione, Italia viva, Avs, Forza Italia. Ma il primo partito è l’astensionismo, che ottiene la maggioranza assoluta: a non votare è il 51,2 dei lucani, quasi il 4 per cento in più di cinque anni fa. Per il centrosinistra è una sconfitta cocente, nonostante l’impegno che ci ha messo Marrese. Il nome del presidente della Provincia di Matera è stato tirato fuori  una settimana prima della chiusura delle liste, dopo un lunghissimo braccio di ferro tra i 5Stelle e il Pd, che voleva candidare l’imprenditore del non profit Angelo Chiorazzo. Poi la candidatura “a sua insaputa” dell’oculista Domenico Lacerenza, rinunciatario dopo quarantott’ore dopo la vera e propria rivolta della base Dem. Quello del centrosinistra è un disastro annunciato, determinato dalla lotta intestina per la leadership della coalizione e dall'incapacità di trovare una sintesi unitaria.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f64c3c60beda6d88b0da57f12dc960c2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il centrodestra si conferma alla guida della Basilicata. Vince Vito Bardi, Fdl primo partito | 23/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-centrodestra-si-conferma-alla-guida-della-basilicata-vince-vito-bardi-fdl-primo-partito-23-04-2024-il-corsivo--59610644</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Anche in Basilicata, così come era avvenuto in Abruzzo, va in scena lo stesso meccanismo che conferma la vittoria del centrodestra e che determina la sconfitta dell'ex campo largo. Le baruffe nel Pd, i tentennamenti sul nome del candidato di Schlein e Conte, il mancato accordo tra i partiti dell'opposizione con l'appoggio di Azione al centrodestra, regalano nei fatti l'affermazione di Vito Bardi in Basilicata contro Piero Marrese (centrosinistra),  e Eustachio Follia (indipendente). Fratelli d’Italia e Pd si contendono il podio di primo partito. Crolla il Movimento 5Stelle e ottiene una buona affermazione, il movimento civico di ispirazione cristiana “Basilicata Casa Comune”, fondato da Angelo Chiorazzo.  Grande successo di Azione, Italia viva, Avs, Forza Italia. Ma il primo partito è l’astensionismo, che ottiene la maggioranza assoluta: a non votare è il 51,2 dei lucani, quasi il 4 per cento in più di cinque anni fa. Per il centrosinistra è una sconfitta cocente, nonostante l’impegno che ci ha messo Marrese. Il nome del presidente della Provincia di Matera è stato tirato fuori  una settimana prima della chiusura delle liste, dopo un lunghissimo braccio di ferro tra i 5Stelle e il Pd, che voleva candidare l’imprenditore del non profit Angelo Chiorazzo. Poi la candidatura “a sua insaputa” dell’oculista Domenico Lacerenza, rinunciatario dopo quarantott’ore dopo la vera e propria rivolta della base Dem. Quello del centrosinistra è un disastro annunciato, determinato dalla lotta intestina per la leadership della coalizione e dall'incapacità di trovare una sintesi unitaria.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59610644/corsivo_23_04_2024_08_25.mp3" length="2067308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Anche in Basilicata, così come era avvenuto in Abruzzo, va in scena lo stesso meccanismo che conferma la vittoria del centrodestra e che determina la sconfitta dell'ex campo largo. 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Crolla il Movimento 5Stelle e ottiene una buona affermazione, il movimento civico di ispirazione cristiana “Basilicata Casa Comune”, fondato da Angelo Chiorazzo.  Grande successo di Azione, Italia viva, Avs, Forza Italia. Ma il primo partito è l’astensionismo, che ottiene la maggioranza assoluta: a non votare è il 51,2 dei lucani, quasi il 4 per cento in più di cinque anni fa. Per il centrosinistra è una sconfitta cocente, nonostante l’impegno che ci ha messo Marrese. Il nome del presidente della Provincia di Matera è stato tirato fuori  una settimana prima della chiusura delle liste, dopo un lunghissimo braccio di ferro tra i 5Stelle e il Pd, che voleva candidare l’imprenditore del non profit Angelo Chiorazzo. Poi la candidatura “a sua insaputa” dell’oculista Domenico Lacerenza, rinunciatario dopo quarantott’ore dopo la vera e propria rivolta della base Dem. Quello del centrosinistra è un disastro annunciato, determinato dalla lotta intestina per la leadership della coalizione e dall'incapacità di trovare una sintesi unitaria.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f64c3c60beda6d88b0da57f12dc960c2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Schlein conferma la sua candidatura per le elezioni europee. Pd diviso sul simbolo con il suo nome | 22/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/schlein-conferma-la-sua-candidatura-per-le-elezioni-europee-pd-diviso-sul-simbolo-con-il-suo-nome-22-04-2024-il-corsivo--64555971</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Elly Schlein correrà alle elezioni Europee dei prossimi 8 e 9 giugno. Sarà capolista nel Centro Italia e nelle Isole, anche se resterà in Parlamento per contrastare Giorgia Meloni. Schlein sigla un patto con Stefano Bonaccini, suo rivale al congresso del 2023, ma perde il consenso di alcuni pezzi del partito come l’ala sinistra di Andrea Orlando. Il presidente del Pd Romano Prodi si dice deluso dall'operazione. E sull'ipotesi sul nome nel simbolo si sfila pure Dario Franceschini. A sorpresa, arriva l'assenso di Piero De Luca, figlio del Governatore della Campania Vincenzo De Luca. Anche Stefano Bonaccini perde storici alleati come Graziano Delrio e Debora Serracchiani. Le liste non riservano grandi sorprese. Al Nord Ovest, guidano la lista Cecilia Strada e il capodelegazione in Ue, Brando Benifei. Al Nord Est, Bonaccini capolista, poi Annalisa Corrado. Al Centro, dopo Schlein, Nicola Zingaretti. Al Sud, Lucia Annunziata capolista, poi Antonio Decaro, Pina Picierno, Sandro Ruotolo. Le critiche piovono dall'interno del partito, ma anche dall'esterno. IL leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che nel simbolo nessun leader ci aveva piazzato il nome. Ed è proprio sul nome di Elly Schlein sul logo del Pd che si giocano gli equilibri. La leader ottiene solo il mandato a riflettere, ma il tempo è poco: il simbolo va presentato oggi entro le 16. Per Schlein ci sarebbe l’opzione di correre ovunque,ma pare che insista sul nome nel simbolo, per non sfaldare l’asse con Bonaccini, e rischiare di non avere più una maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555971/corsivo_22_04_2024_08_25.mp3" length="2116076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Elly Schlein correrà alle elezioni Europee dei prossimi 8 e 9 giugno. 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Al Nord Ovest, guidano la lista Cecilia Strada e il capodelegazione in Ue, Brando Benifei. Al Nord Est, Bonaccini capolista, poi Annalisa Corrado. Al Centro, dopo Schlein, Nicola Zingaretti. Al Sud, Lucia Annunziata capolista, poi Antonio Decaro, Pina Picierno, Sandro Ruotolo. Le critiche piovono dall'interno del partito, ma anche dall'esterno. IL leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che nel simbolo nessun leader ci aveva piazzato il nome. Ed è proprio sul nome di Elly Schlein sul logo del Pd che si giocano gli equilibri. La leader ottiene solo il mandato a riflettere, ma il tempo è poco: il simbolo va presentato oggi entro le 16. Per Schlein ci sarebbe l’opzione di correre ovunque,ma pare che insista sul nome nel simbolo, per non sfaldare l’asse con Bonaccini, e rischiare di non avere più una maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7b3f36e009de62ceea5b03a100c056c0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Schlein conferma la sua candidatura per le elezioni europee. 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Anche Stefano Bonaccini perde storici alleati come Graziano Delrio e Debora Serracchiani. Le liste non riservano grandi sorprese. Al Nord Ovest, guidano la lista Cecilia Strada e il capodelegazione in Ue, Brando Benifei. Al Nord Est, Bonaccini capolista, poi Annalisa Corrado. Al Centro, dopo Schlein, Nicola Zingaretti. Al Sud, Lucia Annunziata capolista, poi Antonio Decaro, Pina Picierno, Sandro Ruotolo. Le critiche piovono dall'interno del partito, ma anche dall'esterno. IL leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che nel simbolo nessun leader ci aveva piazzato il nome. Ed è proprio sul nome di Elly Schlein sul logo del Pd che si giocano gli equilibri. La leader ottiene solo il mandato a riflettere, ma il tempo è poco: il simbolo va presentato oggi entro le 16. Per Schlein ci sarebbe l’opzione di correre ovunque,ma pare che insista sul nome nel simbolo, per non sfaldare l’asse con Bonaccini, e rischiare di non avere più una maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59579501/corsivo_22_04_2024_08_25.mp3" length="2116076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Elly Schlein correrà alle elezioni Europee dei prossimi 8 e 9 giugno. 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Al Nord Ovest, guidano la lista Cecilia Strada e il capodelegazione in Ue, Brando Benifei. Al Nord Est, Bonaccini capolista, poi Annalisa Corrado. Al Centro, dopo Schlein, Nicola Zingaretti. Al Sud, Lucia Annunziata capolista, poi Antonio Decaro, Pina Picierno, Sandro Ruotolo. Le critiche piovono dall'interno del partito, ma anche dall'esterno. IL leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che nel simbolo nessun leader ci aveva piazzato il nome. Ed è proprio sul nome di Elly Schlein sul logo del Pd che si giocano gli equilibri. La leader ottiene solo il mandato a riflettere, ma il tempo è poco: il simbolo va presentato oggi entro le 16. Per Schlein ci sarebbe l’opzione di correre ovunque,ma pare che insista sul nome nel simbolo, per non sfaldare l’asse con Bonaccini, e rischiare di non avere più una maggioranza.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7b3f36e009de62ceea5b03a100c056c0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il monito di Draghi | 20/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-monito-di-draghi-20-04-2024-il-corsivo--64555939</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa, come ci ha ricordato Mario Draghi nel suo recente intervento alla Conferenza di Alto Livello sul “Pilastro europeo dei diritti sociali”,  deve seriamente prepararsi ad affrontare preoccupanti problemi di deindustrializzazione, in un quadro di serrata competitività con altre grandi aree economiche del Pianeta: America e Cina su tutte. Abbiamo ormai quasi tutti archiviato l’illusione che il tanto strombazzato “green deal” e le nuove attività connesse alla transizione energetica e climatica potessero compensare, nel Vecchio Continente, le perdite di posti di lavoro riscontrate nelle attività industriali tradizionali: a meno che, considerata la schiacciante supremazia cinese in quanto a disponibilità di tecnologie rinnovabili (come le batterie, i pannelli solari o le auto elettriche), l’economia europea, nel tentativo disperato di rimanere in qualche modo a galla, non intenda  continuare ad appellarsi a sovvenzioni pubbliche impossibili però, da sostenere nel lungo periodo. Di questo scenario - tutt’altro che positivo per il futuro del lavoro europeo - possiamo ringraziare essenzialmente quell’estremismo ambientalista - e sostanzialmente anti capitalista – che ha condizionato troppe scelte incaute dell’Unione Europea e, talvolta, persino le prese di posizione dei movimenti sindacali, apparsi, stranamente, non sempre del tutto consapevoli circa gli effetti distruttivi che una visione ideologica e dogmatica della transizione avrebbe finito per provocare sull’industria e, di conseguenza, sui livelli occupazionali. Ecco perché, nella sua ultima apparizione a Bruxelles,  l’ex presidente della BCE ha voluto essere estremamente chiaro, richiamando l’Europa intera ad una maggiore coesione politica, economica e militare da cui possa, finalmente, scaturire quella unità di intenti che finora è sempre mancata e senza la quale i singoli Paesi europei – compresi i più ricchi – sono destinati ad un futuro di colpevole marginalità. Pertanto, ci pare che – sia pure non intervenendo apertamente nel dibattito politico in corso a livello comunitario - Mario Draghi abbia, comunque, lanciato un monito agli elettori che a giugno dovranno rinnovare l’Europarlamento, invitandoli a riflettere sul fatto che sarà proprio il loro voto a decidere se, negli anni a venire, l’Europa potrà ancora sedersi ai tavoli che contano, oppure ne verrà penosamente esclusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 20 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555939/corsivo_20_04_2024_08_25.mp3" length="2189804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa, come ci ha ricordato Mario Draghi nel suo recente intervento alla Conferenza di Alto Livello sul “Pilastro europeo dei diritti sociali”,  deve seriamente prepararsi ad affrontare preoccupanti problemi di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa, come ci ha ricordato Mario Draghi nel suo recente intervento alla Conferenza di Alto Livello sul “Pilastro europeo dei diritti sociali”,  deve seriamente prepararsi ad affrontare preoccupanti problemi di deindustrializzazione, in un quadro di serrata competitività con altre grandi aree economiche del Pianeta: America e Cina su tutte. Abbiamo ormai quasi tutti archiviato l’illusione che il tanto strombazzato “green deal” e le nuove attività connesse alla transizione energetica e climatica potessero compensare, nel Vecchio Continente, le perdite di posti di lavoro riscontrate nelle attività industriali tradizionali: a meno che, considerata la schiacciante supremazia cinese in quanto a disponibilità di tecnologie rinnovabili (come le batterie, i pannelli solari o le auto elettriche), l’economia europea, nel tentativo disperato di rimanere in qualche modo a galla, non intenda  continuare ad appellarsi a sovvenzioni pubbliche impossibili però, da sostenere nel lungo periodo. Di questo scenario - tutt’altro che positivo per il futuro del lavoro europeo - possiamo ringraziare essenzialmente quell’estremismo ambientalista - e sostanzialmente anti capitalista – che ha condizionato troppe scelte incaute dell’Unione Europea e, talvolta, persino le prese di posizione dei movimenti sindacali, apparsi, stranamente, non sempre del tutto consapevoli circa gli effetti distruttivi che una visione ideologica e dogmatica della transizione avrebbe finito per provocare sull’industria e, di conseguenza, sui livelli occupazionali. Ecco perché, nella sua ultima apparizione a Bruxelles,  l’ex presidente della BCE ha voluto essere estremamente chiaro, richiamando l’Europa intera ad una maggiore coesione politica, economica e militare da cui possa, finalmente, scaturire quella unità di intenti che finora è sempre mancata e senza la quale i singoli Paesi europei – compresi i più ricchi – sono destinati ad un futuro di colpevole marginalità. Pertanto, ci pare che – sia pure non intervenendo apertamente nel dibattito politico in corso a livello comunitario - Mario Draghi abbia, comunque, lanciato un monito agli elettori che a giugno dovranno rinnovare l’Europarlamento, invitandoli a riflettere sul fatto che sarà proprio il loro voto a decidere se, negli anni a venire, l’Europa potrà ancora sedersi ai tavoli che contano, oppure ne verrà penosamente esclusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a53c2b3a89e75f3f45b48b1cce2dd70.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il monito di Draghi | 20/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-monito-di-draghi-20-04-2024-il-corsivo--59564346</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa, come ci ha ricordato Mario Draghi nel suo recente intervento alla Conferenza di Alto Livello sul “Pilastro europeo dei diritti sociali”,  deve seriamente prepararsi ad affrontare preoccupanti problemi di deindustrializzazione, in un quadro di serrata competitività con altre grandi aree economiche del Pianeta: America e Cina su tutte. Abbiamo ormai quasi tutti archiviato l’illusione che il tanto strombazzato “green deal” e le nuove attività connesse alla transizione energetica e climatica potessero compensare, nel Vecchio Continente, le perdite di posti di lavoro riscontrate nelle attività industriali tradizionali: a meno che, considerata la schiacciante supremazia cinese in quanto a disponibilità di tecnologie rinnovabili (come le batterie, i pannelli solari o le auto elettriche), l’economia europea, nel tentativo disperato di rimanere in qualche modo a galla, non intenda  continuare ad appellarsi a sovvenzioni pubbliche impossibili però, da sostenere nel lungo periodo. Di questo scenario - tutt’altro che positivo per il futuro del lavoro europeo - possiamo ringraziare essenzialmente quell’estremismo ambientalista - e sostanzialmente anti capitalista – che ha condizionato troppe scelte incaute dell’Unione Europea e, talvolta, persino le prese di posizione dei movimenti sindacali, apparsi, stranamente, non sempre del tutto consapevoli circa gli effetti distruttivi che una visione ideologica e dogmatica della transizione avrebbe finito per provocare sull’industria e, di conseguenza, sui livelli occupazionali. Ecco perché, nella sua ultima apparizione a Bruxelles,  l’ex presidente della BCE ha voluto essere estremamente chiaro, richiamando l’Europa intera ad una maggiore coesione politica, economica e militare da cui possa, finalmente, scaturire quella unità di intenti che finora è sempre mancata e senza la quale i singoli Paesi europei – compresi i più ricchi – sono destinati ad un futuro di colpevole marginalità. Pertanto, ci pare che – sia pure non intervenendo apertamente nel dibattito politico in corso a livello comunitario - Mario Draghi abbia, comunque, lanciato un monito agli elettori che a giugno dovranno rinnovare l’Europarlamento, invitandoli a riflettere sul fatto che sarà proprio il loro voto a decidere se, negli anni a venire, l’Europa potrà ancora sedersi ai tavoli che contano, oppure ne verrà penosamente esclusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 20 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59564346/corsivo_20_04_2024_08_25.mp3" length="2189804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa, come ci ha ricordato Mario Draghi nel suo recente intervento alla Conferenza di Alto Livello sul “Pilastro europeo dei diritti sociali”,  deve seriamente prepararsi ad affrontare preoccupanti problemi di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  L’Europa, come ci ha ricordato Mario Draghi nel suo recente intervento alla Conferenza di Alto Livello sul “Pilastro europeo dei diritti sociali”,  deve seriamente prepararsi ad affrontare preoccupanti problemi di deindustrializzazione, in un quadro di serrata competitività con altre grandi aree economiche del Pianeta: America e Cina su tutte. Abbiamo ormai quasi tutti archiviato l’illusione che il tanto strombazzato “green deal” e le nuove attività connesse alla transizione energetica e climatica potessero compensare, nel Vecchio Continente, le perdite di posti di lavoro riscontrate nelle attività industriali tradizionali: a meno che, considerata la schiacciante supremazia cinese in quanto a disponibilità di tecnologie rinnovabili (come le batterie, i pannelli solari o le auto elettriche), l’economia europea, nel tentativo disperato di rimanere in qualche modo a galla, non intenda  continuare ad appellarsi a sovvenzioni pubbliche impossibili però, da sostenere nel lungo periodo. Di questo scenario - tutt’altro che positivo per il futuro del lavoro europeo - possiamo ringraziare essenzialmente quell’estremismo ambientalista - e sostanzialmente anti capitalista – che ha condizionato troppe scelte incaute dell’Unione Europea e, talvolta, persino le prese di posizione dei movimenti sindacali, apparsi, stranamente, non sempre del tutto consapevoli circa gli effetti distruttivi che una visione ideologica e dogmatica della transizione avrebbe finito per provocare sull’industria e, di conseguenza, sui livelli occupazionali. Ecco perché, nella sua ultima apparizione a Bruxelles,  l’ex presidente della BCE ha voluto essere estremamente chiaro, richiamando l’Europa intera ad una maggiore coesione politica, economica e militare da cui possa, finalmente, scaturire quella unità di intenti che finora è sempre mancata e senza la quale i singoli Paesi europei – compresi i più ricchi – sono destinati ad un futuro di colpevole marginalità. Pertanto, ci pare che – sia pure non intervenendo apertamente nel dibattito politico in corso a livello comunitario - Mario Draghi abbia, comunque, lanciato un monito agli elettori che a giugno dovranno rinnovare l’Europarlamento, invitandoli a riflettere sul fatto che sarà proprio il loro voto a decidere se, negli anni a venire, l’Europa potrà ancora sedersi ai tavoli che contano, oppure ne verrà penosamente esclusa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a53c2b3a89e75f3f45b48b1cce2dd70.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enrico Letta presenta il rapporto sul mercato unico europeo, tra innovazione e risparmi per la transizione verde | 19/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enrico-letta-presenta-il-rapporto-sul-mercato-unico-europeo-tra-innovazione-e-risparmi-per-la-transizione-verde-19-04-2024-il-corsivo--64555884</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'ex leader del Partito Democratico Enrico Letta oggi veste i panni di presidente della Fondazione Jacques Delors. Nel giugno 2023, il Consiglio europeo gli ha affidato il delicato compito di delineare il futuro del Mercato Unico e ieri ha presentato un rapporto dettagliato che si muove tra innovazione e risparmi per la transizione verde. Anche nell'intervista odierna al Corriere della Sera, Letta ammette che tutti i dati dimostrano che cinesi, indiani e americani, pur con opinioni differenti, stanno marciando in modo più veloce di noi europei in tema di innovazione. Nella sostanza, Letta afferma che il mercato unico europeo ha innestato una brusca retromarcia. Il suo rapporto, articolato lungo 147 pagine, immagina invece di recuperare l'integrazione in tre settori cruciali: telecomunicazioni, energia e mercati finanziari. Per Letta c'è bisogno di mettere insieme il finanziamento privato e quello pubblico, come accaduto per Next Generation Eu, ma si devono superare forti ostacoli eretti dai Paesi nordici, soprattutto dalla Germania, contrari a mettere a disposizione nuove risorse economiche. Per sbloccare questo impasse, secondo Letta vanno elaborati e messi in campo nuovi strumenti di risparmio che consentano ai cittadini di ottenere tassi di interesse migliori: soldi destinati a finanziare la transizione verde. Letta si è ispirato al lavoro sul Mercato Unico realizzato da Mario Monti nel 2010. Il rischio che si trasformi in un libro dei sogni irrealizzati è altissimo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555884/corsivo_19_04_2024_08_25.mp3" length="2095724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'ex leader del Partito Democratico Enrico Letta oggi veste i panni di presidente della Fondazione Jacques Delors. Nel giugno 2023, il Consiglio europeo gli ha affidato il delicato compito di delineare il futuro del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'ex leader del Partito Democratico Enrico Letta oggi veste i panni di presidente della Fondazione Jacques Delors. Nel giugno 2023, il Consiglio europeo gli ha affidato il delicato compito di delineare il futuro del Mercato Unico e ieri ha presentato un rapporto dettagliato che si muove tra innovazione e risparmi per la transizione verde. Anche nell'intervista odierna al Corriere della Sera, Letta ammette che tutti i dati dimostrano che cinesi, indiani e americani, pur con opinioni differenti, stanno marciando in modo più veloce di noi europei in tema di innovazione. Nella sostanza, Letta afferma che il mercato unico europeo ha innestato una brusca retromarcia. Il suo rapporto, articolato lungo 147 pagine, immagina invece di recuperare l'integrazione in tre settori cruciali: telecomunicazioni, energia e mercati finanziari. Per Letta c'è bisogno di mettere insieme il finanziamento privato e quello pubblico, come accaduto per Next Generation Eu, ma si devono superare forti ostacoli eretti dai Paesi nordici, soprattutto dalla Germania, contrari a mettere a disposizione nuove risorse economiche. Per sbloccare questo impasse, secondo Letta vanno elaborati e messi in campo nuovi strumenti di risparmio che consentano ai cittadini di ottenere tassi di interesse migliori: soldi destinati a finanziare la transizione verde. Letta si è ispirato al lavoro sul Mercato Unico realizzato da Mario Monti nel 2010. Il rischio che si trasformi in un libro dei sogni irrealizzati è altissimo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4446b6ea804416570e29c02e471747ef.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enrico Letta presenta il rapporto sul mercato unico europeo, tra innovazione e risparmi per la transizione verde | 19/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enrico-letta-presenta-il-rapporto-sul-mercato-unico-europeo-tra-innovazione-e-risparmi-per-la-transizione-verde-19-04-2024-il-corsivo--59544696</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'ex leader del Partito Democratico Enrico Letta oggi veste i panni di presidente della Fondazione Jacques Delors. Nel giugno 2023, il Consiglio europeo gli ha affidato il delicato compito di delineare il futuro del Mercato Unico e ieri ha presentato un rapporto dettagliato che si muove tra innovazione e risparmi per la transizione verde. Anche nell'intervista odierna al Corriere della Sera, Letta ammette che tutti i dati dimostrano che cinesi, indiani e americani, pur con opinioni differenti, stanno marciando in modo più veloce di noi europei in tema di innovazione. Nella sostanza, Letta afferma che il mercato unico europeo ha innestato una brusca retromarcia. Il suo rapporto, articolato lungo 147 pagine, immagina invece di recuperare l'integrazione in tre settori cruciali: telecomunicazioni, energia e mercati finanziari. Per Letta c'è bisogno di mettere insieme il finanziamento privato e quello pubblico, come accaduto per Next Generation Eu, ma si devono superare forti ostacoli eretti dai Paesi nordici, soprattutto dalla Germania, contrari a mettere a disposizione nuove risorse economiche. Per sbloccare questo impasse, secondo Letta vanno elaborati e messi in campo nuovi strumenti di risparmio che consentano ai cittadini di ottenere tassi di interesse migliori: soldi destinati a finanziare la transizione verde. Letta si è ispirato al lavoro sul Mercato Unico realizzato da Mario Monti nel 2010. Il rischio che si trasformi in un libro dei sogni irrealizzati è altissimo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59544696/corsivo_19_04_2024_08_25.mp3" length="2095724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'ex leader del Partito Democratico Enrico Letta oggi veste i panni di presidente della Fondazione Jacques Delors. Nel giugno 2023, il Consiglio europeo gli ha affidato il delicato compito di delineare il futuro del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'ex leader del Partito Democratico Enrico Letta oggi veste i panni di presidente della Fondazione Jacques Delors. Nel giugno 2023, il Consiglio europeo gli ha affidato il delicato compito di delineare il futuro del Mercato Unico e ieri ha presentato un rapporto dettagliato che si muove tra innovazione e risparmi per la transizione verde. Anche nell'intervista odierna al Corriere della Sera, Letta ammette che tutti i dati dimostrano che cinesi, indiani e americani, pur con opinioni differenti, stanno marciando in modo più veloce di noi europei in tema di innovazione. Nella sostanza, Letta afferma che il mercato unico europeo ha innestato una brusca retromarcia. Il suo rapporto, articolato lungo 147 pagine, immagina invece di recuperare l'integrazione in tre settori cruciali: telecomunicazioni, energia e mercati finanziari. Per Letta c'è bisogno di mettere insieme il finanziamento privato e quello pubblico, come accaduto per Next Generation Eu, ma si devono superare forti ostacoli eretti dai Paesi nordici, soprattutto dalla Germania, contrari a mettere a disposizione nuove risorse economiche. Per sbloccare questo impasse, secondo Letta vanno elaborati e messi in campo nuovi strumenti di risparmio che consentano ai cittadini di ottenere tassi di interesse migliori: soldi destinati a finanziare la transizione verde. Letta si è ispirato al lavoro sul Mercato Unico realizzato da Mario Monti nel 2010. 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In mezzo alla campagna elettorale delle europee e amministrative, emerge sempre più un vero e proprio sistema di voto di scambio, corruzione, e in alcuni casi collusione con la criminalità, collaudato ed endemico. L'ultimo caso è quello scoppiato a Catania e che travolge la Lega in Sicilia. Un’indagine dei carabinieri del nucleo Investigativo e della procura di Catania svela un patto tra alcuni amministratori del Comune di Tremestieri Etneo ed elementi vicini alla cosca mafiosa Santapaola Ercolano per l’elezione nel 2015 dell’attuale sindaco Santi Rando, ora finito in carcere per scambio elettorale politico mafioso e corruzione aggravata. L'inchiesta coinvolge il vice presidente della Regione Luca Sammartino, sospeso per un anno dai pubblici uffici. E' uno dei più potenti ras del voto in Sicilia, assessore dell’Agricoltura in quota Lega, già imputato per voto di scambio. Le vicende riguardano il periodo in cui Sammartino militava ancora nel Pd, nel 2019: la procura di Catania lo accusa di essersi mosso in maniera spregiudicata in provincia di Catania per sostenere l’allora candidata alle Europee Caterina Chinnici, la magistrata figlia del giudice assassinato da Cosa nostra nel 1983. Anche per Luca Sammartino, così come Anita Maurodinoia a Bari, e altri, si tratta di esponenti politici locali molto radicati nei loro territori, ma abituati al cambio della casacca: Sammartino passato dal Pd alla Lega, Maurodinoia dal centrodestra al Pd. Non sarà ancora una nuova Tangentopoli, ma poco ci manca, ma conferma la difficoltà della politica a trovare regole di etica e trasparenza che possano anticipare l'azione giudiziaria.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555936/corsivo_18_04_2024_08_25.mp3" length="2220908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Bari, Torino, Palermo, e ora Catania. 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L'inchiesta coinvolge il vice presidente della Regione Luca Sammartino, sospeso per un anno dai pubblici uffici. E' uno dei più potenti ras del voto in Sicilia, assessore dell’Agricoltura in quota Lega, già imputato per voto di scambio. Le vicende riguardano il periodo in cui Sammartino militava ancora nel Pd, nel 2019: la procura di Catania lo accusa di essersi mosso in maniera spregiudicata in provincia di Catania per sostenere l’allora candidata alle Europee Caterina Chinnici, la magistrata figlia del giudice assassinato da Cosa nostra nel 1983. Anche per Luca Sammartino, così come Anita Maurodinoia a Bari, e altri, si tratta di esponenti politici locali molto radicati nei loro territori, ma abituati al cambio della casacca: Sammartino passato dal Pd alla Lega, Maurodinoia dal centrodestra al Pd. 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In mezzo alla campagna elettorale delle europee e amministrative, emerge sempre più un vero e proprio sistema di voto di scambio, corruzione, e in alcuni casi collusione con la criminalità, collaudato ed endemico. L'ultimo caso è quello scoppiato a Catania e che travolge la Lega in Sicilia. Un’indagine dei carabinieri del nucleo Investigativo e della procura di Catania svela un patto tra alcuni amministratori del Comune di Tremestieri Etneo ed elementi vicini alla cosca mafiosa Santapaola Ercolano per l’elezione nel 2015 dell’attuale sindaco Santi Rando, ora finito in carcere per scambio elettorale politico mafioso e corruzione aggravata. L'inchiesta coinvolge il vice presidente della Regione Luca Sammartino, sospeso per un anno dai pubblici uffici. E' uno dei più potenti ras del voto in Sicilia, assessore dell’Agricoltura in quota Lega, già imputato per voto di scambio. Le vicende riguardano il periodo in cui Sammartino militava ancora nel Pd, nel 2019: la procura di Catania lo accusa di essersi mosso in maniera spregiudicata in provincia di Catania per sostenere l’allora candidata alle Europee Caterina Chinnici, la magistrata figlia del giudice assassinato da Cosa nostra nel 1983. Anche per Luca Sammartino, così come Anita Maurodinoia a Bari, e altri, si tratta di esponenti politici locali molto radicati nei loro territori, ma abituati al cambio della casacca: Sammartino passato dal Pd alla Lega, Maurodinoia dal centrodestra al Pd. Non sarà ancora una nuova Tangentopoli, ma poco ci manca, ma conferma la difficoltà della politica a trovare regole di etica e trasparenza che possano anticipare l'azione giudiziaria.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59524576/corsivo_18_04_2024_08_25.mp3" length="2220908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Bari, Torino, Palermo, e ora Catania. In mezzo alla campagna elettorale delle europee e amministrative, emerge sempre più un vero e proprio sistema di voto di scambio, corruzione, e in alcuni casi collusione con la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Bari, Torino, Palermo, e ora Catania. In mezzo alla campagna elettorale delle europee e amministrative, emerge sempre più un vero e proprio sistema di voto di scambio, corruzione, e in alcuni casi collusione con la criminalità, collaudato ed endemico. L'ultimo caso è quello scoppiato a Catania e che travolge la Lega in Sicilia. Un’indagine dei carabinieri del nucleo Investigativo e della procura di Catania svela un patto tra alcuni amministratori del Comune di Tremestieri Etneo ed elementi vicini alla cosca mafiosa Santapaola Ercolano per l’elezione nel 2015 dell’attuale sindaco Santi Rando, ora finito in carcere per scambio elettorale politico mafioso e corruzione aggravata. L'inchiesta coinvolge il vice presidente della Regione Luca Sammartino, sospeso per un anno dai pubblici uffici. E' uno dei più potenti ras del voto in Sicilia, assessore dell’Agricoltura in quota Lega, già imputato per voto di scambio. Le vicende riguardano il periodo in cui Sammartino militava ancora nel Pd, nel 2019: la procura di Catania lo accusa di essersi mosso in maniera spregiudicata in provincia di Catania per sostenere l’allora candidata alle Europee Caterina Chinnici, la magistrata figlia del giudice assassinato da Cosa nostra nel 1983. Anche per Luca Sammartino, così come Anita Maurodinoia a Bari, e altri, si tratta di esponenti politici locali molto radicati nei loro territori, ma abituati al cambio della casacca: Sammartino passato dal Pd alla Lega, Maurodinoia dal centrodestra al Pd. Non sarà ancora una nuova Tangentopoli, ma poco ci manca, ma conferma la difficoltà della politica a trovare regole di etica e trasparenza che possano anticipare l'azione giudiziaria.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aa49a4c438ca4be2db7955c8333efd33.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Draghi propone un piano per l'Europa: va cambiata | 17/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/draghi-propone-un-piano-per-l-europa-va-cambiata-17-04-2024-il-corsivo--64555937</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Mentre parte la campagna elettorale per le europee, i leader sembrano puntare su Mario Draghi in sostituzione di Ursula von der Leyen. Sul palco di La Hulpe, sobborgo di Bruxelles, Draghi ha proposto la sua ricetta per l'Europa, anticipando i contenuti del rapporto sulla competitività che presenterà in modo formale dopo il voto dell'8 e 9 giugno. "Proporrò un cambiamento radicale, perché è ciò che serve all’Europa", annuncia Draghi. Nelle sue parole, il cambiamento deve essere soprattutto politico per creare un’Unione europea che sia adatta al mondo del presente e del futuro, per trovare un nuovo scatto nel processo di integrazione. Draghi parla da leader più che da consulente chiamato da Ursula von der Leyen, sostenuto da un fronte sempre più largo di leader all’affannosa ricerca di visione. Prende sempre più consistenza l’ipotesi che vede Draghi svestire i panni del tecnico per assumere un ruolo di vertice a Bruxelles, in particolare quello di presidente della Commissione. Il nome dell’ex capo della Bce è stato lanciato dietro le quinte dal presidente francese Macron, ed è entrato nelle complesse trattative tra i leader che dovranno scegliere se abbandonare per sempre Ursula von der Leyen al suo destino. La riflessione principale che si sta svolgendo nelle sale del Parlamento europeo e in quelle più riservate di alcune Cancellerie, si concentra sul ruolo del Ppe, il partito Popolare europeo che si dovrebbe confermare come primo gruppo parlamentare. In questo contesto, si sta facendo largo l’idea che sia proprio un capo di governo del Ppe a farsi carico di suggerire la designazione da presentare al Consiglio europeo. L’unico che può compiere questa mossa è il premier polacco Donald Tusk.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 17 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555937/corsivo_17_04_2024_08_25.mp3" length="2101100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Mentre parte la campagna elettorale per le europee, i leader sembrano puntare su Mario Draghi in sostituzione di Ursula von der Leyen. 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Prende sempre più consistenza l’ipotesi che vede Draghi svestire i panni del tecnico per assumere un ruolo di vertice a Bruxelles, in particolare quello di presidente della Commissione. Il nome dell’ex capo della Bce è stato lanciato dietro le quinte dal presidente francese Macron, ed è entrato nelle complesse trattative tra i leader che dovranno scegliere se abbandonare per sempre Ursula von der Leyen al suo destino. La riflessione principale che si sta svolgendo nelle sale del Parlamento europeo e in quelle più riservate di alcune Cancellerie, si concentra sul ruolo del Ppe, il partito Popolare europeo che si dovrebbe confermare come primo gruppo parlamentare. In questo contesto, si sta facendo largo l’idea che sia proprio un capo di governo del Ppe a farsi carico di suggerire la designazione da presentare al Consiglio europeo. L’unico che può compiere questa mossa è il premier polacco Donald Tusk.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/abb5ef9f2a4118dbed6b8ef080dee9a0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Draghi propone un piano per l'Europa: va cambiata | 17/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/draghi-propone-un-piano-per-l-europa-va-cambiata-17-04-2024-il-corsivo--59497668</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Mentre parte la campagna elettorale per le europee, i leader sembrano puntare su Mario Draghi in sostituzione di Ursula von der Leyen. 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Prende sempre più consistenza l’ipotesi che vede Draghi svestire i panni del tecnico per assumere un ruolo di vertice a Bruxelles, in particolare quello di presidente della Commissione. Il nome dell’ex capo della Bce è stato lanciato dietro le quinte dal presidente francese Macron, ed è entrato nelle complesse trattative tra i leader che dovranno scegliere se abbandonare per sempre Ursula von der Leyen al suo destino. La riflessione principale che si sta svolgendo nelle sale del Parlamento europeo e in quelle più riservate di alcune Cancellerie, si concentra sul ruolo del Ppe, il partito Popolare europeo che si dovrebbe confermare come primo gruppo parlamentare. In questo contesto, si sta facendo largo l’idea che sia proprio un capo di governo del Ppe a farsi carico di suggerire la designazione da presentare al Consiglio europeo. L’unico che può compiere questa mossa è il premier polacco Donald Tusk.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 17 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59497668/corsivo_17_04_2024_08_25.mp3" length="2101100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Mentre parte la campagna elettorale per le europee, i leader sembrano puntare su Mario Draghi in sostituzione di Ursula von der Leyen. 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Prende sempre più consistenza l’ipotesi che vede Draghi svestire i panni del tecnico per assumere un ruolo di vertice a Bruxelles, in particolare quello di presidente della Commissione. Il nome dell’ex capo della Bce è stato lanciato dietro le quinte dal presidente francese Macron, ed è entrato nelle complesse trattative tra i leader che dovranno scegliere se abbandonare per sempre Ursula von der Leyen al suo destino. La riflessione principale che si sta svolgendo nelle sale del Parlamento europeo e in quelle più riservate di alcune Cancellerie, si concentra sul ruolo del Ppe, il partito Popolare europeo che si dovrebbe confermare come primo gruppo parlamentare. In questo contesto, si sta facendo largo l’idea che sia proprio un capo di governo del Ppe a farsi carico di suggerire la designazione da presentare al Consiglio europeo. 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Il servizio pubblico radiotelevisivo si impoverisce | 16/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rai-perde-amadeus-che-va-a-nove-il-servizio-pubblico-radiotelevisivo-si-impoverisce-16-04-2024-il-corsivo--64555917</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Rai perde Amadeus che va a Nove, come Fabio Fazio, e il servizio pubblico radiotelevisivo si impoverisce. Il conduttore se ne è andato dopo un colloquio definito all'apparenza cordiale con il dg della Rai Giampaolo Rossi. Amadeus ha certificato il suo abbandono confermando che non rinnoverà il contratto in scadenza a fine agosto. A quel punto le strade si dividono per sempre. Detta così sarebbe la normale conclusione di un rapporto tra un professionista della tv e la più importante azienda culturale del Paese, ma i fatti ci portano riflessioni più ampie. Amadeus, proprio come Fabio Fazio, è un campione di ascolti e di incassi pubblicitari. L'ultimo festival di Sanremo, al di là del giudizio strettamente musicale, ha portato la Rai a livelli di share altissimi, anche grazie alla collaborazione tra Amadeus e Fiorello. E la Rai, dopo l'annuncio di Amadeus, ha affermato di aver fatto di tutto per impedire la sua dipartita. Nel servizio pubblico, Amadeus è stato anche un affare d'oro: 227 milioni di contratti pubblicitari nelle casse di viale Mazzini, solo l'accesso al prime time del programma "Affari tuoi" vale circa 40 milioni. Non solo la Rai perde la gallina dalle uova d'oro, ma favorisce l'affermazione di un nuovo polo, quello formato da Warner Bros-Discovery, sempre più forte e agguerrito, a cui manca ora solo l'informazione per trasformarsi in un'alternativa all'offerta televisiva composta da Rai, Mediaset e La7.  Ci vorrà ancora tempo, ma i primi movimenti si vedranno dopo le elezioni europee, quando si vedranno nuovi equilibri politici nel servizio pubblico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 16 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555917/corsivo_16_04_2024_08_25.mp3" length="2093036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La Rai perde Amadeus che va a Nove, come Fabio Fazio, e il servizio pubblico radiotelevisivo si impoverisce. 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Non solo la Rai perde la gallina dalle uova d'oro, ma favorisce l'affermazione di un nuovo polo, quello formato da Warner Bros-Discovery, sempre più forte e agguerrito, a cui manca ora solo l'informazione per trasformarsi in un'alternativa all'offerta televisiva composta da Rai, Mediaset e La7.  Ci vorrà ancora tempo, ma i primi movimenti si vedranno dopo le elezioni europee, quando si vedranno nuovi equilibri politici nel servizio pubblico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_16-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 16 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59483044/corsivo_16_04_2024_08_25.mp3" length="2093036" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La Rai perde Amadeus che va a Nove, come Fabio Fazio, e il servizio pubblico radiotelevisivo si impoverisce. 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L'ultimo festival di Sanremo, al di là del giudizio strettamente musicale, ha portato la Rai a livelli di share altissimi, anche grazie alla collaborazione tra Amadeus e Fiorello. E la Rai, dopo l'annuncio di Amadeus, ha affermato di aver fatto di tutto per impedire la sua dipartita. Nel servizio pubblico, Amadeus è stato anche un affare d'oro: 227 milioni di contratti pubblicitari nelle casse di viale Mazzini, solo l'accesso al prime time del programma "Affari tuoi" vale circa 40 milioni. Non solo la Rai perde la gallina dalle uova d'oro, ma favorisce l'affermazione di un nuovo polo, quello formato da Warner Bros-Discovery, sempre più forte e agguerrito, a cui manca ora solo l'informazione per trasformarsi in un'alternativa all'offerta televisiva composta da Rai, Mediaset e La7.  Ci vorrà ancora tempo, ma i primi movimenti si vedranno dopo le elezioni europee, quando si vedranno nuovi equilibri politici nel servizio pubblico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/30db08e05e9c54c405e151eb4116c3ca.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La prudenza dei grandi del mondo dopo l'attacco iraniano contro gli israeliani | 15/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-prudenza-dei-grandi-del-mondo-dopo-l-attacco-iraniano-contro-gli-israeliani-15-04-2024-il-corsivo--64555972</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La linea che prevale tra i grandi del mondo dopo la riunione del G7, convocata d'urgenza dalla presidente di turno Giorgia Meloni, è quella della generale prudenza. C'è la consapevolezza che la notte tra sabato e domenica si è sfiorata la terza guerra mondiale, con l'invio di Teheran sul territorio israeliano di centinaia tra droni, Cruise, missili balistici, e ora nessuno intende accelerare la risposta militare. Non la vuole il presidente americano Joe Biden che, pur confermando il sostegno a Israele, consiglia Netanyahu di non scatenare un conflitto in tutto il Medio Oriente. Su questo punto strategico, Biden è stato chiaro: nel caso di attacco, Israele sarà da sola, le forze di Washington non parteciperanno in modo diretto. Gli altri leader come Meloni, Macron e Borrel , si allineano come da consuetudine, evitando di mettere in campo posizioni più sfumate in un momento così delicato. Nella sostanza, il G7 manda a dire che l’eventuale risposta all'Iran la deciderà solo Israele, però deve non essere assolutamente immediata: l'ordine di scuderia è quello di evitare attacchi diretti in territorio iraniano, prendendo magari di mira le milizie alleate nei paesi limitrofi. Infatti il G7  condanna in modo inequivocabile l’aggressione che minaccia di creare una escalation incontrollabile, chiede che l’Iran e i suoi alleati cessino i loro attacchi, ma rivolge un appello per porre fine alla crisi di Gaza attraverso la cessazione delle ostilità e il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Anche all'interno del gabinetto israeliano sembrano prevalere le posizioni del moderato Gantz.  Russia e Cina osservano la crisi nella ricerca di nuove opportunità per rafforzare il fronte anti occidentale, per incrinare la leadership globale Usa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 15 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555972/corsivo_15_04_2024_08_25.mp3" length="2213996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La linea che prevale tra i grandi del mondo dopo la riunione del G7, convocata d'urgenza dalla presidente di turno Giorgia Meloni, è quella della generale prudenza. C'è la consapevolezza che la notte tra sabato e domenica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La linea che prevale tra i grandi del mondo dopo la riunione del G7, convocata d'urgenza dalla presidente di turno Giorgia Meloni, è quella della generale prudenza. C'è la consapevolezza che la notte tra sabato e domenica si è sfiorata la terza guerra mondiale, con l'invio di Teheran sul territorio israeliano di centinaia tra droni, Cruise, missili balistici, e ora nessuno intende accelerare la risposta militare. Non la vuole il presidente americano Joe Biden che, pur confermando il sostegno a Israele, consiglia Netanyahu di non scatenare un conflitto in tutto il Medio Oriente. Su questo punto strategico, Biden è stato chiaro: nel caso di attacco, Israele sarà da sola, le forze di Washington non parteciperanno in modo diretto. Gli altri leader come Meloni, Macron e Borrel , si allineano come da consuetudine, evitando di mettere in campo posizioni più sfumate in un momento così delicato. Nella sostanza, il G7 manda a dire che l’eventuale risposta all'Iran la deciderà solo Israele, però deve non essere assolutamente immediata: l'ordine di scuderia è quello di evitare attacchi diretti in territorio iraniano, prendendo magari di mira le milizie alleate nei paesi limitrofi. Infatti il G7  condanna in modo inequivocabile l’aggressione che minaccia di creare una escalation incontrollabile, chiede che l’Iran e i suoi alleati cessino i loro attacchi, ma rivolge un appello per porre fine alla crisi di Gaza attraverso la cessazione delle ostilità e il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Anche all'interno del gabinetto israeliano sembrano prevalere le posizioni del moderato Gantz.  Russia e Cina osservano la crisi nella ricerca di nuove opportunità per rafforzare il fronte anti occidentale, per incrinare la leadership globale Usa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/df1cbab4cd335a3da20207f81d3972e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La prudenza dei grandi del mondo dopo l'attacco iraniano contro gli israeliani | 15/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-prudenza-dei-grandi-del-mondo-dopo-l-attacco-iraniano-contro-gli-israeliani-15-04-2024-il-corsivo--59465995</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La linea che prevale tra i grandi del mondo dopo la riunione del G7, convocata d'urgenza dalla presidente di turno Giorgia Meloni, è quella della generale prudenza. C'è la consapevolezza che la notte tra sabato e domenica si è sfiorata la terza guerra mondiale, con l'invio di Teheran sul territorio israeliano di centinaia tra droni, Cruise, missili balistici, e ora nessuno intende accelerare la risposta militare. Non la vuole il presidente americano Joe Biden che, pur confermando il sostegno a Israele, consiglia Netanyahu di non scatenare un conflitto in tutto il Medio Oriente. Su questo punto strategico, Biden è stato chiaro: nel caso di attacco, Israele sarà da sola, le forze di Washington non parteciperanno in modo diretto. Gli altri leader come Meloni, Macron e Borrel , si allineano come da consuetudine, evitando di mettere in campo posizioni più sfumate in un momento così delicato. Nella sostanza, il G7 manda a dire che l’eventuale risposta all'Iran la deciderà solo Israele, però deve non essere assolutamente immediata: l'ordine di scuderia è quello di evitare attacchi diretti in territorio iraniano, prendendo magari di mira le milizie alleate nei paesi limitrofi. Infatti il G7  condanna in modo inequivocabile l’aggressione che minaccia di creare una escalation incontrollabile, chiede che l’Iran e i suoi alleati cessino i loro attacchi, ma rivolge un appello per porre fine alla crisi di Gaza attraverso la cessazione delle ostilità e il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Anche all'interno del gabinetto israeliano sembrano prevalere le posizioni del moderato Gantz.  Russia e Cina osservano la crisi nella ricerca di nuove opportunità per rafforzare il fronte anti occidentale, per incrinare la leadership globale Usa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 15 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59465995/corsivo_15_04_2024_08_25.mp3" length="2213996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La linea che prevale tra i grandi del mondo dopo la riunione del G7, convocata d'urgenza dalla presidente di turno Giorgia Meloni, è quella della generale prudenza. 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Gli altri leader come Meloni, Macron e Borrel , si allineano come da consuetudine, evitando di mettere in campo posizioni più sfumate in un momento così delicato. Nella sostanza, il G7 manda a dire che l’eventuale risposta all'Iran la deciderà solo Israele, però deve non essere assolutamente immediata: l'ordine di scuderia è quello di evitare attacchi diretti in territorio iraniano, prendendo magari di mira le milizie alleate nei paesi limitrofi. Infatti il G7  condanna in modo inequivocabile l’aggressione che minaccia di creare una escalation incontrollabile, chiede che l’Iran e i suoi alleati cessino i loro attacchi, ma rivolge un appello per porre fine alla crisi di Gaza attraverso la cessazione delle ostilità e il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Anche all'interno del gabinetto israeliano sembrano prevalere le posizioni del moderato Gantz.  Russia e Cina osservano la crisi nella ricerca di nuove opportunità per rafforzare il fronte anti occidentale, per incrinare la leadership globale Usa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/df1cbab4cd335a3da20207f81d3972e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La questione morale irrompe nella campagna elettorale delle amministrative ed europee | 13/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-questione-morale-irrompe-nella-campagna-elettorale-delle-amministrative-ed-europee-13-04-2024-il-corsivo--64555981</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Da sud a nord, la questione morale, innescata dalle numerose e sempre più incalzanti inchieste della magistratura, irrompe nella campagna elettorale delle amministrative a Bari, in Piemonte, in Basilicata, e delle europee, e pone i partiti davanti ad una scelta epocale: compiere una ripulitura di comitati di affari e consorterie criminali dalla politica, oppure restare in balia di eventi giudiziari al momento imprevedibili. Di giorno in giorno, si allargano a Bari  le indagini degli inquirenti su voto di scambio e corruzione che fanno emergere un vero e proprio sistema che coinvolge amministratori regionali. Dalla prossima settimana sono previsti gli interrogatori di garanzia dei fratelli Alfonsino ed Enzo Pisicchio, arrestati il 10 aprile scorso assieme ad altre tre persone per aver pilotato cospicui finanziamenti regionali ad alcune imprese in cambio di varie utilità (tra cui numerose assunzione di familiari e militanti politici), e attraverso polizze fideiussorie false fornite da un sedicente broker. Si tenta di porre rimedio facendo circolare una proposta di legge per rendere nomine e designazioni della Regione Puglia più trasparenti: era stata presentata nel 2021 da Antonella Laricchia del M5s, e ora torna attuale. In Basilicata, a dieci giorni dall'apertura dei seggi (si voterà il 21 e il 22 aprile), la Commissione parlamentare antimafia ha comunicato le sue valutazioni sulla violazione del codice di autoregolamentazione delle candidature. Sono cinque i candidati ritenuti "impresentabili": Angelo Antenori (Orgoglio lucano), Vincenzo Clemente (Udc-Dc con Rotondi-Popolari Uniti), l'uscente Francesco Piro (Forza Italia) nel centrodestra; Lucio Libonati e Livio Valvano, entrambi candidati con la lista Avs-Si-Psi per il centrosinistra. Sono ancora minuscoli anticorpi messi in campo dalla politica contro il malaffare, ma non c'è ancora una presa di coscienza generale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 13 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555981/corsivo_13_04_2024_08_25.mp3" length="1935596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Da sud a nord, la questione morale, innescata dalle numerose e sempre più incalzanti inchieste della magistratura, irrompe nella campagna elettorale delle amministrative a Bari, in Piemonte, in Basilicata, e delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Da sud a nord, la questione morale, innescata dalle numerose e sempre più incalzanti inchieste della magistratura, irrompe nella campagna elettorale delle amministrative a Bari, in Piemonte, in Basilicata, e delle europee, e pone i partiti davanti ad una scelta epocale: compiere una ripulitura di comitati di affari e consorterie criminali dalla politica, oppure restare in balia di eventi giudiziari al momento imprevedibili. Di giorno in giorno, si allargano a Bari  le indagini degli inquirenti su voto di scambio e corruzione che fanno emergere un vero e proprio sistema che coinvolge amministratori regionali. Dalla prossima settimana sono previsti gli interrogatori di garanzia dei fratelli Alfonsino ed Enzo Pisicchio, arrestati il 10 aprile scorso assieme ad altre tre persone per aver pilotato cospicui finanziamenti regionali ad alcune imprese in cambio di varie utilità (tra cui numerose assunzione di familiari e militanti politici), e attraverso polizze fideiussorie false fornite da un sedicente broker. Si tenta di porre rimedio facendo circolare una proposta di legge per rendere nomine e designazioni della Regione Puglia più trasparenti: era stata presentata nel 2021 da Antonella Laricchia del M5s, e ora torna attuale. In Basilicata, a dieci giorni dall'apertura dei seggi (si voterà il 21 e il 22 aprile), la Commissione parlamentare antimafia ha comunicato le sue valutazioni sulla violazione del codice di autoregolamentazione delle candidature. Sono cinque i candidati ritenuti "impresentabili": Angelo Antenori (Orgoglio lucano), Vincenzo Clemente (Udc-Dc con Rotondi-Popolari Uniti), l'uscente Francesco Piro (Forza Italia) nel centrodestra; Lucio Libonati e Livio Valvano, entrambi candidati con la lista Avs-Si-Psi per il centrosinistra. Sono ancora minuscoli anticorpi messi in campo dalla politica contro il malaffare, ma non c'è ancora una presa di coscienza generale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aef9151c04d6a73196cfc82e326403cb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La questione morale irrompe nella campagna elettorale delle amministrative ed europee | 13/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-questione-morale-irrompe-nella-campagna-elettorale-delle-amministrative-ed-europee-13-04-2024-il-corsivo--59448023</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Da sud a nord, la questione morale, innescata dalle numerose e sempre più incalzanti inchieste della magistratura, irrompe nella campagna elettorale delle amministrative a Bari, in Piemonte, in Basilicata, e delle europee, e pone i partiti davanti ad una scelta epocale: compiere una ripulitura di comitati di affari e consorterie criminali dalla politica, oppure restare in balia di eventi giudiziari al momento imprevedibili. Di giorno in giorno, si allargano a Bari  le indagini degli inquirenti su voto di scambio e corruzione che fanno emergere un vero e proprio sistema che coinvolge amministratori regionali. Dalla prossima settimana sono previsti gli interrogatori di garanzia dei fratelli Alfonsino ed Enzo Pisicchio, arrestati il 10 aprile scorso assieme ad altre tre persone per aver pilotato cospicui finanziamenti regionali ad alcune imprese in cambio di varie utilità (tra cui numerose assunzione di familiari e militanti politici), e attraverso polizze fideiussorie false fornite da un sedicente broker. Si tenta di porre rimedio facendo circolare una proposta di legge per rendere nomine e designazioni della Regione Puglia più trasparenti: era stata presentata nel 2021 da Antonella Laricchia del M5s, e ora torna attuale. In Basilicata, a dieci giorni dall'apertura dei seggi (si voterà il 21 e il 22 aprile), la Commissione parlamentare antimafia ha comunicato le sue valutazioni sulla violazione del codice di autoregolamentazione delle candidature. Sono cinque i candidati ritenuti "impresentabili": Angelo Antenori (Orgoglio lucano), Vincenzo Clemente (Udc-Dc con Rotondi-Popolari Uniti), l'uscente Francesco Piro (Forza Italia) nel centrodestra; Lucio Libonati e Livio Valvano, entrambi candidati con la lista Avs-Si-Psi per il centrosinistra. Sono ancora minuscoli anticorpi messi in campo dalla politica contro il malaffare, ma non c'è ancora una presa di coscienza generale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 13 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59448023/corsivo_13_04_2024_08_25.mp3" length="1935596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Da sud a nord, la questione morale, innescata dalle numerose e sempre più incalzanti inchieste della magistratura, irrompe nella campagna elettorale delle amministrative a Bari, in Piemonte, in Basilicata, e delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Da sud a nord, la questione morale, innescata dalle numerose e sempre più incalzanti inchieste della magistratura, irrompe nella campagna elettorale delle amministrative a Bari, in Piemonte, in Basilicata, e delle europee, e pone i partiti davanti ad una scelta epocale: compiere una ripulitura di comitati di affari e consorterie criminali dalla politica, oppure restare in balia di eventi giudiziari al momento imprevedibili. Di giorno in giorno, si allargano a Bari  le indagini degli inquirenti su voto di scambio e corruzione che fanno emergere un vero e proprio sistema che coinvolge amministratori regionali. Dalla prossima settimana sono previsti gli interrogatori di garanzia dei fratelli Alfonsino ed Enzo Pisicchio, arrestati il 10 aprile scorso assieme ad altre tre persone per aver pilotato cospicui finanziamenti regionali ad alcune imprese in cambio di varie utilità (tra cui numerose assunzione di familiari e militanti politici), e attraverso polizze fideiussorie false fornite da un sedicente broker. Si tenta di porre rimedio facendo circolare una proposta di legge per rendere nomine e designazioni della Regione Puglia più trasparenti: era stata presentata nel 2021 da Antonella Laricchia del M5s, e ora torna attuale. In Basilicata, a dieci giorni dall'apertura dei seggi (si voterà il 21 e il 22 aprile), la Commissione parlamentare antimafia ha comunicato le sue valutazioni sulla violazione del codice di autoregolamentazione delle candidature. Sono cinque i candidati ritenuti "impresentabili": Angelo Antenori (Orgoglio lucano), Vincenzo Clemente (Udc-Dc con Rotondi-Popolari Uniti), l'uscente Francesco Piro (Forza Italia) nel centrodestra; Lucio Libonati e Livio Valvano, entrambi candidati con la lista Avs-Si-Psi per il centrosinistra. Sono ancora minuscoli anticorpi messi in campo dalla politica contro il malaffare, ma non c'è ancora una presa di coscienza generale.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aef9151c04d6a73196cfc82e326403cb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Puglia crolla il sistema Emiliano sotto i colpi delle inchieste. Conte fuori dalla giunta, Il Pd chiede pulizia | 12/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-puglia-crolla-il-sistema-emiliano-sotto-i-colpi-delle-inchieste-conte-fuori-dalla-giunta-il-pd-chiede-pulizia-12-04-2024-il-corsivo--64555933</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Puglia, crolla il sistema politico creato da Michele Emiliano sotto i colpi dell'ultimo troncone di inchieste che riguardano i fratelli Alfonso e Enzo Pisicchio, accusati di voto di scambio e corruzione. Il leader del M5s Giuseppe Conte arriva di corsa a Bari, in piena campagna elettorale, e ritira immediatamente  l’assessore al Welfare Rosa Barone dalla squadra di Governo di Michele Emiliano: “Dobbiamo estirpare l’erbaccia della cattiva politica”, dice Conte. Il Pd chiede una immediata pulizia. Finiscono fuori dal partito due consiglieri regionali, Anita Maurodinoia, indagata con il marito per voto di scambio, e Michele Mazzarano, condannato in via definitiva per corruzione. Si dimette anche il capogruppo Filippo Caracciolo. Tra i militanti di base del Pd pugliese monta la rivolta: un documento parla di disagio imbarazzante e auspica azioni più incisive ed esemplari. Il vero obiettivo è il sistema di potere intorno a Michele Emiliano. La segretaria Elly Schlein chiede massimo rigore e atti concreti al Pd pugliese. "Bisogna tenere lontani trasformisti e interessi sbagliati, serve rispetto per la comunità dem", avverte Schlein.  dIl governatore pugliese elenca tutte le denunce in Procura, le costituzioni di parte civile nei processi, le attività di vigilanza contro le truffe. "Un lavoro enorme di controllo in cui la Regione è stata parte attiva, e non è un caso che spesso le inchieste partano proprio dalle nostre segnalazioni. Non era indispensabile l’uscita del M5S dalla giunta", si difende Emiliano che però è uomo navigato e sa perfettamente che senza l'appoggio dell'alleato principale, la sua creatura politica non esiste più, indipendentemente da possibili rimpasti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555933/corsivo_12_04_2024_08_25.mp3" length="1992044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In Puglia, crolla il sistema politico creato da Michele Emiliano sotto i colpi dell'ultimo troncone di inchieste che riguardano i fratelli Alfonso e Enzo Pisicchio, accusati di voto di scambio e corruzione. 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Il vero obiettivo è il sistema di potere intorno a Michele Emiliano. La segretaria Elly Schlein chiede massimo rigore e atti concreti al Pd pugliese. "Bisogna tenere lontani trasformisti e interessi sbagliati, serve rispetto per la comunità dem", avverte Schlein.  dIl governatore pugliese elenca tutte le denunce in Procura, le costituzioni di parte civile nei processi, le attività di vigilanza contro le truffe. "Un lavoro enorme di controllo in cui la Regione è stata parte attiva, e non è un caso che spesso le inchieste partano proprio dalle nostre segnalazioni. Non era indispensabile l’uscita del M5S dalla giunta", si difende Emiliano che però è uomo navigato e sa perfettamente che senza l'appoggio dell'alleato principale, la sua creatura politica non esiste più, indipendentemente da possibili rimpasti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/acbdfc46bc652a3387449c425efa423f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Puglia crolla il sistema Emiliano sotto i colpi delle inchieste. Conte fuori dalla giunta, Il Pd chiede pulizia | 12/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-puglia-crolla-il-sistema-emiliano-sotto-i-colpi-delle-inchieste-conte-fuori-dalla-giunta-il-pd-chiede-pulizia-12-04-2024-il-corsivo--59433479</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In Puglia, crolla il sistema politico creato da Michele Emiliano sotto i colpi dell'ultimo troncone di inchieste che riguardano i fratelli Alfonso e Enzo Pisicchio, accusati di voto di scambio e corruzione. Il leader del M5s Giuseppe Conte arriva di corsa a Bari, in piena campagna elettorale, e ritira immediatamente  l’assessore al Welfare Rosa Barone dalla squadra di Governo di Michele Emiliano: “Dobbiamo estirpare l’erbaccia della cattiva politica”, dice Conte. Il Pd chiede una immediata pulizia. Finiscono fuori dal partito due consiglieri regionali, Anita Maurodinoia, indagata con il marito per voto di scambio, e Michele Mazzarano, condannato in via definitiva per corruzione. Si dimette anche il capogruppo Filippo Caracciolo. Tra i militanti di base del Pd pugliese monta la rivolta: un documento parla di disagio imbarazzante e auspica azioni più incisive ed esemplari. Il vero obiettivo è il sistema di potere intorno a Michele Emiliano. La segretaria Elly Schlein chiede massimo rigore e atti concreti al Pd pugliese. "Bisogna tenere lontani trasformisti e interessi sbagliati, serve rispetto per la comunità dem", avverte Schlein.  dIl governatore pugliese elenca tutte le denunce in Procura, le costituzioni di parte civile nei processi, le attività di vigilanza contro le truffe. "Un lavoro enorme di controllo in cui la Regione è stata parte attiva, e non è un caso che spesso le inchieste partano proprio dalle nostre segnalazioni. Non era indispensabile l’uscita del M5S dalla giunta", si difende Emiliano che però è uomo navigato e sa perfettamente che senza l'appoggio dell'alleato principale, la sua creatura politica non esiste più, indipendentemente da possibili rimpasti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59433479/corsivo_12_04_2024_08_25.mp3" length="1992044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In Puglia, crolla il sistema politico creato da Michele Emiliano sotto i colpi dell'ultimo troncone di inchieste che riguardano i fratelli Alfonso e Enzo Pisicchio, accusati di voto di scambio e corruzione. 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Il vero obiettivo è il sistema di potere intorno a Michele Emiliano. La segretaria Elly Schlein chiede massimo rigore e atti concreti al Pd pugliese. "Bisogna tenere lontani trasformisti e interessi sbagliati, serve rispetto per la comunità dem", avverte Schlein.  dIl governatore pugliese elenca tutte le denunce in Procura, le costituzioni di parte civile nei processi, le attività di vigilanza contro le truffe. "Un lavoro enorme di controllo in cui la Regione è stata parte attiva, e non è un caso che spesso le inchieste partano proprio dalle nostre segnalazioni. Non era indispensabile l’uscita del M5S dalla giunta", si difende Emiliano che però è uomo navigato e sa perfettamente che senza l'appoggio dell'alleato principale, la sua creatura politica non esiste più, indipendentemente da possibili rimpasti.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/acbdfc46bc652a3387449c425efa423f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La strage di Suviana, il dolore dei familiari delle vittime, l'assenza della politica | 11/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-strage-di-suviana-il-dolore-dei-familiari-delle-vittime-l-assenza-della-politica-11-04-2024-il-corsivo--64555923</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La strage di operai nell'impianto di Bargi, sulla sponda del bacino di Suviana, nel comune di Camugnano, nell'appennino tosco-emiliano, fa emergere le immagini di un brutto film già visto più volte nel nostro Paese, dove gli incidenti nei luoghi di lavoro hanno superato i numeri di una vera e propria emergenza. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail a gennaio 2024 sono state 42.166, in aumento del 6,8% rispetto alle 39.493 del primo mese del 2023, in diminuzione del 26,8% sul 2022.  Qui c'è il dolore dei familiari delle vittime, il dramma dei feriti. Le storie di Vincenzo Tranchina, padre da soli tre mesi, del rumeno Pavel Petronel Tanese, impegnato a realizzare il suo sogno italiano, di Mario Pisani, il pensionato di 73 anni, ancora in cantiere. C'è la ricerca dei dispersi a opera di sommozzatori che pure loro operano in un ambiente completamente sott'acqua, con pochissima visibilità, in condizioni di massima pericolosità, mentre l'acqua del lago continua a salire nei locali della centrale elettrica e della turbina interessati dall'esplosione e dall'incendio. Qui ci sono ancora le denunce dei sindacati che oggi indicono uno sciopero generale. Bombardieri della Uil dice che già nel 2022, tra luglio e settembre, il sindacato aveva segnalato alcune problematiche relative alla sicurezza per l'impianto, senza alcuna risposta. L’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei, sostiene invece che l’azienda per la manutenzione sulle turbine ha scelto tra le migliori società nel campo dell’elettrico e dell’idroelettrico. E ci sono le visite, le promesse, le lacrime ipocrite dei politici. Sono le immagini dal luogo dell'ennesimo incidente sul lavoro in Italia, con nessuna certezza su modalità e cause del disastro, ma solo con pochi numeri sicuri: 3 morti, 4 dispersi e 3 feriti. Si andrà avanti così, fino alla prossima strage di innocenti.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555923/corsivo_11_04_2024_08_25.mp3" length="2436716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La strage di operai nell'impianto di Bargi, sulla sponda del bacino di Suviana, nel comune di Camugnano, nell'appennino tosco-emiliano, fa emergere le immagini di un brutto film già visto più volte nel nostro Paese, dove...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La strage di operai nell'impianto di Bargi, sulla sponda del bacino di Suviana, nel comune di Camugnano, nell'appennino tosco-emiliano, fa emergere le immagini di un brutto film già visto più volte nel nostro Paese, dove gli incidenti nei luoghi di lavoro hanno superato i numeri di una vera e propria emergenza. 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Bombardieri della Uil dice che già nel 2022, tra luglio e settembre, il sindacato aveva segnalato alcune problematiche relative alla sicurezza per l'impianto, senza alcuna risposta. L’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei, sostiene invece che l’azienda per la manutenzione sulle turbine ha scelto tra le migliori società nel campo dell’elettrico e dell’idroelettrico. E ci sono le visite, le promesse, le lacrime ipocrite dei politici. Sono le immagini dal luogo dell'ennesimo incidente sul lavoro in Italia, con nessuna certezza su modalità e cause del disastro, ma solo con pochi numeri sicuri: 3 morti, 4 dispersi e 3 feriti. Si andrà avanti così, fino alla prossima strage di innocenti.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e3ff7c8639995096da19e3456bc3ad87.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La strage di Suviana, il dolore dei familiari delle vittime, l'assenza della politica | 11/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-strage-di-suviana-il-dolore-dei-familiari-delle-vittime-l-assenza-della-politica-11-04-2024-il-corsivo--59413250</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La strage di operai nell'impianto di Bargi, sulla sponda del bacino di Suviana, nel comune di Camugnano, nell'appennino tosco-emiliano, fa emergere le immagini di un brutto film già visto più volte nel nostro Paese, dove gli incidenti nei luoghi di lavoro hanno superato i numeri di una vera e propria emergenza. 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Bombardieri della Uil dice che già nel 2022, tra luglio e settembre, il sindacato aveva segnalato alcune problematiche relative alla sicurezza per l'impianto, senza alcuna risposta. L’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei, sostiene invece che l’azienda per la manutenzione sulle turbine ha scelto tra le migliori società nel campo dell’elettrico e dell’idroelettrico. E ci sono le visite, le promesse, le lacrime ipocrite dei politici. Sono le immagini dal luogo dell'ennesimo incidente sul lavoro in Italia, con nessuna certezza su modalità e cause del disastro, ma solo con pochi numeri sicuri: 3 morti, 4 dispersi e 3 feriti. Si andrà avanti così, fino alla prossima strage di innocenti.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59413250/corsivo_11_04_2024_08_25.mp3" length="2436716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La strage di operai nell'impianto di Bargi, sulla sponda del bacino di Suviana, nel comune di Camugnano, nell'appennino tosco-emiliano, fa emergere le immagini di un brutto film già visto più volte nel nostro Paese, dove...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La strage di operai nell'impianto di Bargi, sulla sponda del bacino di Suviana, nel comune di Camugnano, nell'appennino tosco-emiliano, fa emergere le immagini di un brutto film già visto più volte nel nostro Paese, dove gli incidenti nei luoghi di lavoro hanno superato i numeri di una vera e propria emergenza. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail a gennaio 2024 sono state 42.166, in aumento del 6,8% rispetto alle 39.493 del primo mese del 2023, in diminuzione del 26,8% sul 2022.  Qui c'è il dolore dei familiari delle vittime, il dramma dei feriti. Le storie di Vincenzo Tranchina, padre da soli tre mesi, del rumeno Pavel Petronel Tanese, impegnato a realizzare il suo sogno italiano, di Mario Pisani, il pensionato di 73 anni, ancora in cantiere. C'è la ricerca dei dispersi a opera di sommozzatori che pure loro operano in un ambiente completamente sott'acqua, con pochissima visibilità, in condizioni di massima pericolosità, mentre l'acqua del lago continua a salire nei locali della centrale elettrica e della turbina interessati dall'esplosione e dall'incendio. Qui ci sono ancora le denunce dei sindacati che oggi indicono uno sciopero generale. Bombardieri della Uil dice che già nel 2022, tra luglio e settembre, il sindacato aveva segnalato alcune problematiche relative alla sicurezza per l'impianto, senza alcuna risposta. L’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei, sostiene invece che l’azienda per la manutenzione sulle turbine ha scelto tra le migliori società nel campo dell’elettrico e dell’idroelettrico. E ci sono le visite, le promesse, le lacrime ipocrite dei politici. Sono le immagini dal luogo dell'ennesimo incidente sul lavoro in Italia, con nessuna certezza su modalità e cause del disastro, ma solo con pochi numeri sicuri: 3 morti, 4 dispersi e 3 feriti. 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Torna l'ipotesi di Mario Draghi | 10/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/al-via-le-consultazioni-sul-vertice-della-commissione-europea-torna-l-ipotesi-di-mario-draghi-10-04-2024-il-corsivo--64555974</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano due mesi dalle elezioni europee e ancora non si sono presentate le liste dei partiti, a Bruxelles iniziano le manovre sulla guida della Commissione europea. Si tratta di colloqui informali, nulla di ufficiale, ma da quello che trapela dai palazzi la corsa alla presidenza della nuova Commissione europea è iniziata di fatto nell’ultima settimana. Sul tavolo delle trattative non c’è solo il nome di Ursula von der Leyen che perderebbe sempre più consistenza. Cresce di ora in ora l’ipotesi di Mario Draghi: è una soluzione che potrebbe accontentare i governi che non puntano a una Commissione debole sul piano politico, ma forte nell'immagine. Si parla anche della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Le attività più frenetiche sono quelle messe in campo dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, impegnato in alcuni bilaterali come quello che si svolge domani a Roma con la premier Giorgia Meloni. Nelle trame si cimenta anche il presidente francese Emmanuel Macron che si dichiara contrario alla regola degli Spitzenkandidat, i candidati al vertice della Commissione, perché troppo politicizzati. Per Macron è meglio un nome fuori dai partiti. La prossima settimana si riunisce un Consiglio europeo informale che potrebbe far uscire il nome su cui puntare. Tra i nodi ci sono anche i tempi per l’elezione della presidenza della Commissione. Von der Leyen punta a chiudere tutto a luglio per evitare una “graticola” di due mesi. Le Cancellerie stanno già parlando di settembre per prendere tutto il tempo possibile al fine di maturare la decisione.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 10 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555974/corsivo_10_04_2024_08_25.mp3" length="2050796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano due mesi dalle elezioni europee e ancora non si sono presentate le liste dei partiti, a Bruxelles iniziano le manovre sulla guida della Commissione europea. 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Cresce di ora in ora l’ipotesi di Mario Draghi: è una soluzione che potrebbe accontentare i governi che non puntano a una Commissione debole sul piano politico, ma forte nell'immagine. Si parla anche della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Le attività più frenetiche sono quelle messe in campo dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, impegnato in alcuni bilaterali come quello che si svolge domani a Roma con la premier Giorgia Meloni. Nelle trame si cimenta anche il presidente francese Emmanuel Macron che si dichiara contrario alla regola degli Spitzenkandidat, i candidati al vertice della Commissione, perché troppo politicizzati. Per Macron è meglio un nome fuori dai partiti. La prossima settimana si riunisce un Consiglio europeo informale che potrebbe far uscire il nome su cui puntare. Tra i nodi ci sono anche i tempi per l’elezione della presidenza della Commissione. Von der Leyen punta a chiudere tutto a luglio per evitare una “graticola” di due mesi. Le Cancellerie stanno già parlando di settembre per prendere tutto il tempo possibile al fine di maturare la decisione.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bb3586474288dffa94769e8238648896.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Al via le consultazioni sul vertice della Commissione Europea. 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Cresce di ora in ora l’ipotesi di Mario Draghi: è una soluzione che potrebbe accontentare i governi che non puntano a una Commissione debole sul piano politico, ma forte nell'immagine. Si parla anche della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Le attività più frenetiche sono quelle messe in campo dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, impegnato in alcuni bilaterali come quello che si svolge domani a Roma con la premier Giorgia Meloni. Nelle trame si cimenta anche il presidente francese Emmanuel Macron che si dichiara contrario alla regola degli Spitzenkandidat, i candidati al vertice della Commissione, perché troppo politicizzati. Per Macron è meglio un nome fuori dai partiti. La prossima settimana si riunisce un Consiglio europeo informale che potrebbe far uscire il nome su cui puntare. Tra i nodi ci sono anche i tempi per l’elezione della presidenza della Commissione. Von der Leyen punta a chiudere tutto a luglio per evitare una “graticola” di due mesi. 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Si tratta di colloqui informali, nulla di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano due mesi dalle elezioni europee e ancora non si sono presentate le liste dei partiti, a Bruxelles iniziano le manovre sulla guida della Commissione europea. Si tratta di colloqui informali, nulla di ufficiale, ma da quello che trapela dai palazzi la corsa alla presidenza della nuova Commissione europea è iniziata di fatto nell’ultima settimana. Sul tavolo delle trattative non c’è solo il nome di Ursula von der Leyen che perderebbe sempre più consistenza. Cresce di ora in ora l’ipotesi di Mario Draghi: è una soluzione che potrebbe accontentare i governi che non puntano a una Commissione debole sul piano politico, ma forte nell'immagine. Si parla anche della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Le attività più frenetiche sono quelle messe in campo dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, impegnato in alcuni bilaterali come quello che si svolge domani a Roma con la premier Giorgia Meloni. Nelle trame si cimenta anche il presidente francese Emmanuel Macron che si dichiara contrario alla regola degli Spitzenkandidat, i candidati al vertice della Commissione, perché troppo politicizzati. Per Macron è meglio un nome fuori dai partiti. La prossima settimana si riunisce un Consiglio europeo informale che potrebbe far uscire il nome su cui puntare. Tra i nodi ci sono anche i tempi per l’elezione della presidenza della Commissione. Von der Leyen punta a chiudere tutto a luglio per evitare una “graticola” di due mesi. Le Cancellerie stanno già parlando di settembre per prendere tutto il tempo possibile al fine di maturare la decisione.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bb3586474288dffa94769e8238648896.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ritorno della popolazione a Khan Yunis e le macerie di una guerra senza fine | 09/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ritorno-della-popolazione-a-khan-yunis-e-le-macerie-di-una-guerra-senza-fine-09-04-2024-il-corsivo--64555982</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le prime immagini di Khan Yunis, liberata dai soldati israeliana, e ripresa lentamente dalla popolazione palestinese, sono quelle di città senza futuro, rasa al suolo dai bombardamenti, dove ogni forma di vita resta imprigionata tra le macerie. Una città morta. Si vedono famiglie sopra carretti trascinati da asini che guardano verso l'alto l'orrore della guerra con il volto smarrito, e si muovono tra scheletri di palazzi pericolanti, strade impolverate, macerie accatastate. La popolazione di Khan Yunis tenta di riprendersi ciò che resta prima dello scoppio del conflitto. Le automobili degli inviati dei media indipendenti e gli osservatori internazionali fanno slalom tra i crateri provocati dalle bombe israeliane. Quasi tutti gli edifici sono bruciati, inceneriti. Ai bordi di strade trasformate in sentieri si vedono veicoli militari non più utilizzabili e si respira un'aria di morte. E la guerra non è finita. C’è già una data per l’ingresso dei soldati israeliani a Rafah, anche se il premier Benjamin Netanyahu non ha rivelato quale sia il D-Day. Sotto la pressione interna della destra oltranzista che minaccia di far cadere l’esecutivo in caso di stop dell’operazione militare a Rafah, Netanyahu tira dritto nonostante il totale disaccordo di Washington. Secondo il Dipartimento di Stato americano, Israele non ha presentato un piano credibile per salvaguardare i civili, senza il quale sarebbe l'ennesima strage in una città dove sopravvivono un milione e mezzo di persone. Intanto si tratta ancora. Le delegazioni inviate al Cairo da Israele e Hamas hanno nelle mani una bozza voluta dagli americani in tre passi per riportare la pace nella Striscia: tacciano le armi per i tre giorni di festa dopo la fine del Ramadan, cioè da martedì.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555982/corsivo_09_04_2024_08_25.mp3" length="2323052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le prime immagini di Khan Yunis, liberata dai soldati israeliana, e ripresa lentamente dalla popolazione palestinese, sono quelle di città senza futuro, rasa al suolo dai bombardamenti, dove ogni forma di vita resta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le prime immagini di Khan Yunis, liberata dai soldati israeliana, e ripresa lentamente dalla popolazione palestinese, sono quelle di città senza futuro, rasa al suolo dai bombardamenti, dove ogni forma di vita resta imprigionata tra le macerie. Una città morta. Si vedono famiglie sopra carretti trascinati da asini che guardano verso l'alto l'orrore della guerra con il volto smarrito, e si muovono tra scheletri di palazzi pericolanti, strade impolverate, macerie accatastate. La popolazione di Khan Yunis tenta di riprendersi ciò che resta prima dello scoppio del conflitto. Le automobili degli inviati dei media indipendenti e gli osservatori internazionali fanno slalom tra i crateri provocati dalle bombe israeliane. Quasi tutti gli edifici sono bruciati, inceneriti. Ai bordi di strade trasformate in sentieri si vedono veicoli militari non più utilizzabili e si respira un'aria di morte. E la guerra non è finita. C’è già una data per l’ingresso dei soldati israeliani a Rafah, anche se il premier Benjamin Netanyahu non ha rivelato quale sia il D-Day. Sotto la pressione interna della destra oltranzista che minaccia di far cadere l’esecutivo in caso di stop dell’operazione militare a Rafah, Netanyahu tira dritto nonostante il totale disaccordo di Washington. Secondo il Dipartimento di Stato americano, Israele non ha presentato un piano credibile per salvaguardare i civili, senza il quale sarebbe l'ennesima strage in una città dove sopravvivono un milione e mezzo di persone. Intanto si tratta ancora. Le delegazioni inviate al Cairo da Israele e Hamas hanno nelle mani una bozza voluta dagli americani in tre passi per riportare la pace nella Striscia: tacciano le armi per i tre giorni di festa dopo la fine del Ramadan, cioè da martedì.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e94db83919957202522a958c289c9c54.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ritorno della popolazione a Khan Yunis e le macerie di una guerra senza fine | 09/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ritorno-della-popolazione-a-khan-yunis-e-le-macerie-di-una-guerra-senza-fine-09-04-2024-il-corsivo--59360893</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le prime immagini di Khan Yunis, liberata dai soldati israeliana, e ripresa lentamente dalla popolazione palestinese, sono quelle di città senza futuro, rasa al suolo dai bombardamenti, dove ogni forma di vita resta imprigionata tra le macerie. Una città morta. Si vedono famiglie sopra carretti trascinati da asini che guardano verso l'alto l'orrore della guerra con il volto smarrito, e si muovono tra scheletri di palazzi pericolanti, strade impolverate, macerie accatastate. La popolazione di Khan Yunis tenta di riprendersi ciò che resta prima dello scoppio del conflitto. Le automobili degli inviati dei media indipendenti e gli osservatori internazionali fanno slalom tra i crateri provocati dalle bombe israeliane. Quasi tutti gli edifici sono bruciati, inceneriti. Ai bordi di strade trasformate in sentieri si vedono veicoli militari non più utilizzabili e si respira un'aria di morte. E la guerra non è finita. C’è già una data per l’ingresso dei soldati israeliani a Rafah, anche se il premier Benjamin Netanyahu non ha rivelato quale sia il D-Day. Sotto la pressione interna della destra oltranzista che minaccia di far cadere l’esecutivo in caso di stop dell’operazione militare a Rafah, Netanyahu tira dritto nonostante il totale disaccordo di Washington. Secondo il Dipartimento di Stato americano, Israele non ha presentato un piano credibile per salvaguardare i civili, senza il quale sarebbe l'ennesima strage in una città dove sopravvivono un milione e mezzo di persone. Intanto si tratta ancora. Le delegazioni inviate al Cairo da Israele e Hamas hanno nelle mani una bozza voluta dagli americani in tre passi per riportare la pace nella Striscia: tacciano le armi per i tre giorni di festa dopo la fine del Ramadan, cioè da martedì.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59360893/corsivo_09_04_2024_08_25.mp3" length="2323052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le prime immagini di Khan Yunis, liberata dai soldati israeliana, e ripresa lentamente dalla popolazione palestinese, sono quelle di città senza futuro, rasa al suolo dai bombardamenti, dove ogni forma di vita resta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le prime immagini di Khan Yunis, liberata dai soldati israeliana, e ripresa lentamente dalla popolazione palestinese, sono quelle di città senza futuro, rasa al suolo dai bombardamenti, dove ogni forma di vita resta imprigionata tra le macerie. Una città morta. Si vedono famiglie sopra carretti trascinati da asini che guardano verso l'alto l'orrore della guerra con il volto smarrito, e si muovono tra scheletri di palazzi pericolanti, strade impolverate, macerie accatastate. La popolazione di Khan Yunis tenta di riprendersi ciò che resta prima dello scoppio del conflitto. Le automobili degli inviati dei media indipendenti e gli osservatori internazionali fanno slalom tra i crateri provocati dalle bombe israeliane. Quasi tutti gli edifici sono bruciati, inceneriti. Ai bordi di strade trasformate in sentieri si vedono veicoli militari non più utilizzabili e si respira un'aria di morte. E la guerra non è finita. C’è già una data per l’ingresso dei soldati israeliani a Rafah, anche se il premier Benjamin Netanyahu non ha rivelato quale sia il D-Day. Sotto la pressione interna della destra oltranzista che minaccia di far cadere l’esecutivo in caso di stop dell’operazione militare a Rafah, Netanyahu tira dritto nonostante il totale disaccordo di Washington. Secondo il Dipartimento di Stato americano, Israele non ha presentato un piano credibile per salvaguardare i civili, senza il quale sarebbe l'ennesima strage in una città dove sopravvivono un milione e mezzo di persone. Intanto si tratta ancora. Le delegazioni inviate al Cairo da Israele e Hamas hanno nelle mani una bozza voluta dagli americani in tre passi per riportare la pace nella Striscia: tacciano le armi per i tre giorni di festa dopo la fine del Ramadan, cioè da martedì.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e94db83919957202522a958c289c9c54.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Pd diviso tra le inchieste di Bari e Torino e la sfida di Schlein alle correnti sulle europee | 08/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pd-diviso-tra-le-inchieste-di-bari-e-torino-e-la-sfida-di-schlein-alle-correnti-sulle-europee-08-04-2024-il-corsivo--64555942</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La questione morale, derivata dalle inchieste della magistratura di Bari e Torino, travolge il Partito democratico, a soli due mesi dalle elezioni europee. Il tema che muove la segretaria Elly Schlein, impegnata nel rinnovamento del partito, è essenzialmente la lotta contro i leader locali che controllano i territori. Si tratta di una battaglia che attanaglia la sinistra da ormai troppi anni, ed ora giunge il momento dell'azione di forza. La Schlein parte dalla Campania e avvia da oggi un codice di autoregolamentazione per i candidati, messo a punto dal Commissario del Pd per la Campania, Antonio Misiani, insieme ai segretari provinciali Dem, che viene presentato per la prima volta in una riunione del partito regionale. In realtà, queste regole erano già state applicate per le ultime comunali di Napoli, ma saranno estese in Campania, e dove potrebbe rendersi necessario, anche a Bari o in Piemonte.  Il Pd regionale e provinciale e i circoli dovranno acquisire infatti, prima del termine della presentazione delle liste, i curriculum, il casellario giudiziario e il certificato penale dei candidati " al fine di istruire adeguatamente l'approvazione delle liste secondo le modalità statutarie. Inoltre, gli eventuali candidati dovranno sottoscrivere il 'codice etico' e dichiarare di non essere in condizioni di incandidabilità rispetto al codice di autoregolamentazione antimafia. Poi gli viene chiesto anche di impegnarsi a comunicare agli organi di garanzia del partito ogni eventuale variazione della propria posizione. Si tratta di una svolta importante, significativa, ma che dovrebbe essere applicata a tutti i partiti delle coalizioni, anche a quelli come il M5s che parlano oggi di cacicchi e capobastone. Dalla questione morale, nessuno può tirarsi indietro.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 08 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555942/corsivo_08_04_2024_08_25.mp3" length="2207852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La questione morale, derivata dalle inchieste della magistratura di Bari e Torino, travolge il Partito democratico, a soli due mesi dalle elezioni europee. 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In realtà, queste regole erano già state applicate per le ultime comunali di Napoli, ma saranno estese in Campania, e dove potrebbe rendersi necessario, anche a Bari o in Piemonte.  Il Pd regionale e provinciale e i circoli dovranno acquisire infatti, prima del termine della presentazione delle liste, i curriculum, il casellario giudiziario e il certificato penale dei candidati " al fine di istruire adeguatamente l'approvazione delle liste secondo le modalità statutarie. Inoltre, gli eventuali candidati dovranno sottoscrivere il 'codice etico' e dichiarare di non essere in condizioni di incandidabilità rispetto al codice di autoregolamentazione antimafia. Poi gli viene chiesto anche di impegnarsi a comunicare agli organi di garanzia del partito ogni eventuale variazione della propria posizione. Si tratta di una svolta importante, significativa, ma che dovrebbe essere applicata a tutti i partiti delle coalizioni, anche a quelli come il M5s che parlano oggi di cacicchi e capobastone. 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In realtà, queste regole erano già state applicate per le ultime comunali di Napoli, ma saranno estese in Campania, e dove potrebbe rendersi necessario, anche a Bari o in Piemonte.  Il Pd regionale e provinciale e i circoli dovranno acquisire infatti, prima del termine della presentazione delle liste, i curriculum, il casellario giudiziario e il certificato penale dei candidati " al fine di istruire adeguatamente l'approvazione delle liste secondo le modalità statutarie. Inoltre, gli eventuali candidati dovranno sottoscrivere il 'codice etico' e dichiarare di non essere in condizioni di incandidabilità rispetto al codice di autoregolamentazione antimafia. Poi gli viene chiesto anche di impegnarsi a comunicare agli organi di garanzia del partito ogni eventuale variazione della propria posizione. Si tratta di una svolta importante, significativa, ma che dovrebbe essere applicata a tutti i partiti delle coalizioni, anche a quelli come il M5s che parlano oggi di cacicchi e capobastone. Dalla questione morale, nessuno può tirarsi indietro.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 08 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59339513/corsivo_08_04_2024_08_25.mp3" length="2207852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La questione morale, derivata dalle inchieste della magistratura di Bari e Torino, travolge il Partito democratico, a soli due mesi dalle elezioni europee. 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In realtà, queste regole erano già state applicate per le ultime comunali di Napoli, ma saranno estese in Campania, e dove potrebbe rendersi necessario, anche a Bari o in Piemonte.  Il Pd regionale e provinciale e i circoli dovranno acquisire infatti, prima del termine della presentazione delle liste, i curriculum, il casellario giudiziario e il certificato penale dei candidati " al fine di istruire adeguatamente l'approvazione delle liste secondo le modalità statutarie. Inoltre, gli eventuali candidati dovranno sottoscrivere il 'codice etico' e dichiarare di non essere in condizioni di incandidabilità rispetto al codice di autoregolamentazione antimafia. Poi gli viene chiesto anche di impegnarsi a comunicare agli organi di garanzia del partito ogni eventuale variazione della propria posizione. Si tratta di una svolta importante, significativa, ma che dovrebbe essere applicata a tutti i partiti delle coalizioni, anche a quelli come il M5s che parlano oggi di cacicchi e capobastone. 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Sembra, infatti, che, per l’anno prossimo, sia prevista una ulteriore riduzione di quel già modesto 6,4% del PIL che, attualmente, viene destinato alla Sanità pubblica. Forse, la denuncia comparsa su “Scienzainrete” è un tantino ingenerosa nei confronti del Governo al momento in carica, perché evita di ricordare che la politica dei tagli in materia d Sanità non è certo una novità degli ultimissimi tempi, ma è, invece, una prassi che va avanti da non pochi anni: perlomeno, se dicono il vero i numeri forniti dalla Fondazione Gimbe, i quali ci spiegano come, a partire dal quarto governo Berlusconi per passare poi attraverso quelli di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, alla sanità pubblica siano stati sottratti oltre 37 miliardi di euro...Guarda caso, proprio l’importo che ci sarebbe stato messo a disposizione da quel MES sanitario al quale, chissà per quale inspiegabile pregiudizio, anche nel periodo più buio della pandemia, hanno saputo dire di no sia l’esecutivo Conte 2, che quello guidato da Mario Draghi. Francamente, ci pare si sia trattato, in entrambi i casi, di una scelta colpevolmente responsabile per aver negato risorse di notevolissima entità ad una Sanità italiana che, tuttora, ne avrebbe bisogno come dell’aria...Tuttavia, se da un lato possiamo stendere, in qualche modo, un velo pietoso sulle ottuse motivazioni anti  europeiste di una strana alleanza parlamentare - sorta tra Lega, 5 Stelle e Fratelli d’Italia -  che fu allora in grado di condizionare Giuseppe Conte, dall’altro ben più arcane ci paiono le ragioni che, invece, fermarono l’azione di un uomo solitamente abituato a prendere decisioni “whatever it takes” come l’ ex presidente della BCE.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 06 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555888/corsivo_06_04_2024_08_25.mp3" length="2015852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  In questi giorni è in corso un acceso dibattito sul finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che ha visto, tra l’altro, anche l’autorevolissimo intervento di quattordici scienziati italiani i quali, su...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  In questi giorni è in corso un acceso dibattito sul finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che ha visto, tra l’altro, anche l’autorevolissimo intervento di quattordici scienziati italiani i quali, su “Scienzainrete”, hanno sottoscritto un appello affinché sia sempre garantita la salute a tutti i cittadini. Sembra, infatti, che, per l’anno prossimo, sia prevista una ulteriore riduzione di quel già modesto 6,4% del PIL che, attualmente, viene destinato alla Sanità pubblica. Forse, la denuncia comparsa su “Scienzainrete” è un tantino ingenerosa nei confronti del Governo al momento in carica, perché evita di ricordare che la politica dei tagli in materia d Sanità non è certo una novità degli ultimissimi tempi, ma è, invece, una prassi che va avanti da non pochi anni: perlomeno, se dicono il vero i numeri forniti dalla Fondazione Gimbe, i quali ci spiegano come, a partire dal quarto governo Berlusconi per passare poi attraverso quelli di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, alla sanità pubblica siano stati sottratti oltre 37 miliardi di euro...Guarda caso, proprio l’importo che ci sarebbe stato messo a disposizione da quel MES sanitario al quale, chissà per quale inspiegabile pregiudizio, anche nel periodo più buio della pandemia, hanno saputo dire di no sia l’esecutivo Conte 2, che quello guidato da Mario Draghi. Francamente, ci pare si sia trattato, in entrambi i casi, di una scelta colpevolmente responsabile per aver negato risorse di notevolissima entità ad una Sanità italiana che, tuttora, ne avrebbe bisogno come dell’aria...Tuttavia, se da un lato possiamo stendere, in qualche modo, un velo pietoso sulle ottuse motivazioni anti  europeiste di una strana alleanza parlamentare - sorta tra Lega, 5 Stelle e Fratelli d’Italia -  che fu allora in grado di condizionare Giuseppe Conte, dall’altro ben più arcane ci paiono le ragioni che, invece, fermarono l’azione di un uomo solitamente abituato a prendere decisioni “whatever it takes” come l’ ex presidente della BCE.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/237a7d67232d8534545edaf7cb4787af.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E ci siamo anche permessi di dire no al MES sanitario | 06/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-ci-siamo-anche-permessi-di-dire-no-al-mes-sanitario-06-04-2024-il-corsivo--59318676</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  In questi giorni è in corso un acceso dibattito sul finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che ha visto, tra l’altro, anche l’autorevolissimo intervento di quattordici scienziati italiani i quali, su “Scienzainrete”, hanno sottoscritto un appello affinché sia sempre garantita la salute a tutti i cittadini. Sembra, infatti, che, per l’anno prossimo, sia prevista una ulteriore riduzione di quel già modesto 6,4% del PIL che, attualmente, viene destinato alla Sanità pubblica. Forse, la denuncia comparsa su “Scienzainrete” è un tantino ingenerosa nei confronti del Governo al momento in carica, perché evita di ricordare che la politica dei tagli in materia d Sanità non è certo una novità degli ultimissimi tempi, ma è, invece, una prassi che va avanti da non pochi anni: perlomeno, se dicono il vero i numeri forniti dalla Fondazione Gimbe, i quali ci spiegano come, a partire dal quarto governo Berlusconi per passare poi attraverso quelli di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, alla sanità pubblica siano stati sottratti oltre 37 miliardi di euro...Guarda caso, proprio l’importo che ci sarebbe stato messo a disposizione da quel MES sanitario al quale, chissà per quale inspiegabile pregiudizio, anche nel periodo più buio della pandemia, hanno saputo dire di no sia l’esecutivo Conte 2, che quello guidato da Mario Draghi. Francamente, ci pare si sia trattato, in entrambi i casi, di una scelta colpevolmente responsabile per aver negato risorse di notevolissima entità ad una Sanità italiana che, tuttora, ne avrebbe bisogno come dell’aria...Tuttavia, se da un lato possiamo stendere, in qualche modo, un velo pietoso sulle ottuse motivazioni anti  europeiste di una strana alleanza parlamentare - sorta tra Lega, 5 Stelle e Fratelli d’Italia -  che fu allora in grado di condizionare Giuseppe Conte, dall’altro ben più arcane ci paiono le ragioni che, invece, fermarono l’azione di un uomo solitamente abituato a prendere decisioni “whatever it takes” come l’ ex presidente della BCE.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 06 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59318676/corsivo_06_04_2024_08_25.mp3" length="2015852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  In questi giorni è in corso un acceso dibattito sul finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che ha visto, tra l’altro, anche l’autorevolissimo intervento di quattordici scienziati italiani i quali, su...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  In questi giorni è in corso un acceso dibattito sul finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che ha visto, tra l’altro, anche l’autorevolissimo intervento di quattordici scienziati italiani i quali, su “Scienzainrete”, hanno sottoscritto un appello affinché sia sempre garantita la salute a tutti i cittadini. Sembra, infatti, che, per l’anno prossimo, sia prevista una ulteriore riduzione di quel già modesto 6,4% del PIL che, attualmente, viene destinato alla Sanità pubblica. Forse, la denuncia comparsa su “Scienzainrete” è un tantino ingenerosa nei confronti del Governo al momento in carica, perché evita di ricordare che la politica dei tagli in materia d Sanità non è certo una novità degli ultimissimi tempi, ma è, invece, una prassi che va avanti da non pochi anni: perlomeno, se dicono il vero i numeri forniti dalla Fondazione Gimbe, i quali ci spiegano come, a partire dal quarto governo Berlusconi per passare poi attraverso quelli di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, alla sanità pubblica siano stati sottratti oltre 37 miliardi di euro...Guarda caso, proprio l’importo che ci sarebbe stato messo a disposizione da quel MES sanitario al quale, chissà per quale inspiegabile pregiudizio, anche nel periodo più buio della pandemia, hanno saputo dire di no sia l’esecutivo Conte 2, che quello guidato da Mario Draghi. Francamente, ci pare si sia trattato, in entrambi i casi, di una scelta colpevolmente responsabile per aver negato risorse di notevolissima entità ad una Sanità italiana che, tuttora, ne avrebbe bisogno come dell’aria...Tuttavia, se da un lato possiamo stendere, in qualche modo, un velo pietoso sulle ottuse motivazioni anti  europeiste di una strana alleanza parlamentare - sorta tra Lega, 5 Stelle e Fratelli d’Italia -  che fu allora in grado di condizionare Giuseppe Conte, dall’altro ben più arcane ci paiono le ragioni che, invece, fermarono l’azione di un uomo solitamente abituato a prendere decisioni “whatever it takes” come l’ ex presidente della BCE.     ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/237a7d67232d8534545edaf7cb4787af.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arresti a Bari. Indagata un assessore regionale dem per voto di scambio e collusione con i clan. Si rompe l'asse tra Pd e M5s | 05/04/2024 |</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arresti-a-bari-indagata-un-assessore-regionale-dem-per-voto-di-scambio-e-collusione-con-i-clan-si-rompe-l-asse-tra-pd-e-m5s-05-04-2024--64555941</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  E' grave l'accusa dei magistrati contro l'assessore regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia: voto di scambio, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Tutto accade a poche settimane dagli arresti che hanno fatto emergere la possibilità che l’ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso nel 2019 sia stata eletta anche grazie all’appoggio dei clan. Ora un altro pezzo di politica finisce sotto inchiesta. La Maurodinoia era stata eletta nel 2020 con il Pd. Si è dimessa subito dopo la perquisizione dei carabinieri e la notifica degli arresti domiciliari al marito Sandro Cataldo. Per la Maurodinoia non c’entra la mafia, ma sono state documentate compravendite di preferenze in tre competizioni comunali nel 2019, 2020 e 2021 a Bari, Grumo e Triggiano e in quella regionale di quattro anni fa. Le vicende giudiziarie irrompono sulle primarie del centrosinistra per le elezioni di Bari di domenica.  Per il governatore Michele Emiliano la vicenda non va strumentalizzata, ma il leader del M5S Giuseppe Conte, giunto a Bari per sostenere la candidatura dell’avvocato Michele Laforgia, sostiene che non ci sono le condizioni per votare. Il movimento Sud al centro fondato da Cataldo e Maurodinoia era attivo già dalla scorsa estate in vista delle elezioni di giugno e ora nessuno vuole correre il rischio di essere associato a quel simbolo. Di recente i nomi di Maurodinoia e del marito sono emersi nell’inchiesta su mafia e politica, perché esponenti dei clan hanno riferito che le cifre che avrebbero versato agli elettori sarebbero arrivate a 70-80 euro. A Bari, l'asse tra Pd e M5s si rompe proprio sulla questione morale.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555941/corsivo_05_04_2024_08_25.mp3" length="2303468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  E' grave l'accusa dei magistrati contro l'assessore regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia: voto di scambio, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. 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Le vicende giudiziarie irrompono sulle primarie del centrosinistra per le elezioni di Bari di domenica.  Per il governatore Michele Emiliano la vicenda non va strumentalizzata, ma il leader del M5S Giuseppe Conte, giunto a Bari per sostenere la candidatura dell’avvocato Michele Laforgia, sostiene che non ci sono le condizioni per votare. Il movimento Sud al centro fondato da Cataldo e Maurodinoia era attivo già dalla scorsa estate in vista delle elezioni di giugno e ora nessuno vuole correre il rischio di essere associato a quel simbolo. Di recente i nomi di Maurodinoia e del marito sono emersi nell’inchiesta su mafia e politica, perché esponenti dei clan hanno riferito che le cifre che avrebbero versato agli elettori sarebbero arrivate a 70-80 euro. A Bari, l'asse tra Pd e M5s si rompe proprio sulla questione morale.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8a87308b7c1ece6ef0696bdb7873d94.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arresti a Bari. 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Per la Maurodinoia non c’entra la mafia, ma sono state documentate compravendite di preferenze in tre competizioni comunali nel 2019, 2020 e 2021 a Bari, Grumo e Triggiano e in quella regionale di quattro anni fa. Le vicende giudiziarie irrompono sulle primarie del centrosinistra per le elezioni di Bari di domenica.  Per il governatore Michele Emiliano la vicenda non va strumentalizzata, ma il leader del M5S Giuseppe Conte, giunto a Bari per sostenere la candidatura dell’avvocato Michele Laforgia, sostiene che non ci sono le condizioni per votare. Il movimento Sud al centro fondato da Cataldo e Maurodinoia era attivo già dalla scorsa estate in vista delle elezioni di giugno e ora nessuno vuole correre il rischio di essere associato a quel simbolo. Di recente i nomi di Maurodinoia e del marito sono emersi nell’inchiesta su mafia e politica, perché esponenti dei clan hanno riferito che le cifre che avrebbero versato agli elettori sarebbero arrivate a 70-80 euro. A Bari, l'asse tra Pd e M5s si rompe proprio sulla questione morale.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59303556/corsivo_05_04_2024_08_25.mp3" length="2303468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  E' grave l'accusa dei magistrati contro l'assessore regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia: voto di scambio, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. 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Oggi tocca a Daniela Santanchè | 04/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bocciata-la-sfiducia-contro-matteo-salvini-oggi-tocca-a-daniela-santanche-04-04-2024-il-corsivo--64555889</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  I numeri parlamentari blindano Matteo Salvini difeso nelle aule parlamentari dalla sua maggioranza: 211 no alla sfiducia su 235 voti della coalizione. Sono 129 i favorevoli. E' una bocciatura scontata: il centrodestra fa quadrato per rispedire al mittente una mozione che contestava al leader della Lega il patto di “partenariato confidenziale” del 2017 tra il Carroccio e Russia Unita, il partito di Putin. Un’intesa tacitamente rinnovata il 6 marzo del 2022, quando c’era già stata l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Il capogruppo leghista Riccardo Molinari, durante le dichiarazioni di voto, sottolinea «che l’ultimo punto dice che l’accordo non è vincolante» e che comunque «presupponeva una cooperazione fra le parti». Ma  quell’intesa non è mai stata disdetta. La seduta scivola via tra le accuse dell’opposizione: «Salvini non ha mai interrotto i rapporti con la Russia e non a caso Meloni non ha dato alla Lega ministeri chiave come Esteri e Difesa», attacca la dem Lia Quartapelle. A fine seduta Richetti rimane in posizione di sparo: «La Lega mantiene un’ambiguità che sottopone l’Italia al pubblico ludibrio». Di certo, la strategia della maggioranza è quella di giocare in contropiede, chiedendo un anticipo del voto sia per la sfiducia a Salvini che per quella, più delicata, a carico di Daniela Santanchè, che è stata messa all’ordine del giorno per stamattina. La decisione degli sherpa del centrodestra è stata quella di precorrere i tempi in modo da evitare un dibattito infuocato nelle prossime settimane, in piena campagna elettorale e con un nuovo provvedimento di chiusura delle indagini (quelle per il falso in bilancio di Visibilia) sul capo della ministra del Turismo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555889/corsivo_04_04_2024_08_25.mp3" length="2119532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  I numeri parlamentari blindano Matteo Salvini difeso nelle aule parlamentari dalla sua maggioranza: 211 no alla sfiducia su 235 voti della coalizione. Sono 129 i favorevoli. E' una bocciatura scontata: il centrodestra fa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  I numeri parlamentari blindano Matteo Salvini difeso nelle aule parlamentari dalla sua maggioranza: 211 no alla sfiducia su 235 voti della coalizione. Sono 129 i favorevoli. E' una bocciatura scontata: il centrodestra fa quadrato per rispedire al mittente una mozione che contestava al leader della Lega il patto di “partenariato confidenziale” del 2017 tra il Carroccio e Russia Unita, il partito di Putin. Un’intesa tacitamente rinnovata il 6 marzo del 2022, quando c’era già stata l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Il capogruppo leghista Riccardo Molinari, durante le dichiarazioni di voto, sottolinea «che l’ultimo punto dice che l’accordo non è vincolante» e che comunque «presupponeva una cooperazione fra le parti». Ma  quell’intesa non è mai stata disdetta. La seduta scivola via tra le accuse dell’opposizione: «Salvini non ha mai interrotto i rapporti con la Russia e non a caso Meloni non ha dato alla Lega ministeri chiave come Esteri e Difesa», attacca la dem Lia Quartapelle. A fine seduta Richetti rimane in posizione di sparo: «La Lega mantiene un’ambiguità che sottopone l’Italia al pubblico ludibrio». Di certo, la strategia della maggioranza è quella di giocare in contropiede, chiedendo un anticipo del voto sia per la sfiducia a Salvini che per quella, più delicata, a carico di Daniela Santanchè, che è stata messa all’ordine del giorno per stamattina. La decisione degli sherpa del centrodestra è stata quella di precorrere i tempi in modo da evitare un dibattito infuocato nelle prossime settimane, in piena campagna elettorale e con un nuovo provvedimento di chiusura delle indagini (quelle per il falso in bilancio di Visibilia) sul capo della ministra del Turismo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/11725f2d2d98623fdf3c196392e4c312.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bocciata la sfiducia contro Matteo Salvini. Oggi tocca a Daniela Santanchè | 04/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bocciata-la-sfiducia-contro-matteo-salvini-oggi-tocca-a-daniela-santanche-04-04-2024-il-corsivo--59288452</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  I numeri parlamentari blindano Matteo Salvini difeso nelle aule parlamentari dalla sua maggioranza: 211 no alla sfiducia su 235 voti della coalizione. Sono 129 i favorevoli. E' una bocciatura scontata: il centrodestra fa quadrato per rispedire al mittente una mozione che contestava al leader della Lega il patto di “partenariato confidenziale” del 2017 tra il Carroccio e Russia Unita, il partito di Putin. Un’intesa tacitamente rinnovata il 6 marzo del 2022, quando c’era già stata l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Il capogruppo leghista Riccardo Molinari, durante le dichiarazioni di voto, sottolinea «che l’ultimo punto dice che l’accordo non è vincolante» e che comunque «presupponeva una cooperazione fra le parti». Ma  quell’intesa non è mai stata disdetta. La seduta scivola via tra le accuse dell’opposizione: «Salvini non ha mai interrotto i rapporti con la Russia e non a caso Meloni non ha dato alla Lega ministeri chiave come Esteri e Difesa», attacca la dem Lia Quartapelle. A fine seduta Richetti rimane in posizione di sparo: «La Lega mantiene un’ambiguità che sottopone l’Italia al pubblico ludibrio». Di certo, la strategia della maggioranza è quella di giocare in contropiede, chiedendo un anticipo del voto sia per la sfiducia a Salvini che per quella, più delicata, a carico di Daniela Santanchè, che è stata messa all’ordine del giorno per stamattina. La decisione degli sherpa del centrodestra è stata quella di precorrere i tempi in modo da evitare un dibattito infuocato nelle prossime settimane, in piena campagna elettorale e con un nuovo provvedimento di chiusura delle indagini (quelle per il falso in bilancio di Visibilia) sul capo della ministra del Turismo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59288452/corsivo_04_04_2024_08_25.mp3" length="2119532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  I numeri parlamentari blindano Matteo Salvini difeso nelle aule parlamentari dalla sua maggioranza: 211 no alla sfiducia su 235 voti della coalizione. 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La seduta scivola via tra le accuse dell’opposizione: «Salvini non ha mai interrotto i rapporti con la Russia e non a caso Meloni non ha dato alla Lega ministeri chiave come Esteri e Difesa», attacca la dem Lia Quartapelle. A fine seduta Richetti rimane in posizione di sparo: «La Lega mantiene un’ambiguità che sottopone l’Italia al pubblico ludibrio». Di certo, la strategia della maggioranza è quella di giocare in contropiede, chiedendo un anticipo del voto sia per la sfiducia a Salvini che per quella, più delicata, a carico di Daniela Santanchè, che è stata messa all’ordine del giorno per stamattina. La decisione degli sherpa del centrodestra è stata quella di precorrere i tempi in modo da evitare un dibattito infuocato nelle prossime settimane, in piena campagna elettorale e con un nuovo provvedimento di chiusura delle indagini (quelle per il falso in bilancio di Visibilia) sul capo della ministra del Turismo.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/11725f2d2d98623fdf3c196392e4c312.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arriva il nuovo Def del Governo: deficit sotto il 4,5%, pil a 1% nel 2024 e 1,2% nel 2025 | 03/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arriva-il-nuovo-def-del-governo-deficit-sotto-il-4-5-pil-a-1-nel-2024-e-1-2-nel-2025-03-04-2024-il-corsivo--64555984</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dal prossimo 9 aprile, il Governo guidato da Giorgia Meloni sarà impegnato nelle previsioni contenute nel nuovo Def, il documento economico e finanziario, cioè la carta d'identità delle politiche economiche italiane del 2024 e 2025.  Ci saranno una limatura nelle prospettive di crescita, una linea di crescita che non si allontana da quella già tracciata dalla Nadef, e una più generale incognita sull'impatto del Superbonus sui conti pubblici. Proprio dal debito giungono i problemi più importanti che il ministro Giorgetti e i tecnici del suo dicastero dovranno affrontare, senza incorrere ad una manovra aggiuntiva. Il Governo è alla caccia di almeno 20 miliardi, se non di più, indispensabili alla manovra di autunno per replicare tagli al cuneo fiscale, Irpef a tre aliquote, deduzione per le assunzioni delle imprese, riduzione contributiva extra per le madri con tre figli a carico, rifinanziamento del sistema sanitario, di quello pensionistico, e molto altro ancora. La strada classica, il maggior deficit per coprire le nuove misure sul piano finanziario, è strettissima, se non un'impresa quasi impossibile. L'ordine di scuderia è di non gonfiare ulteriormente il debito su cui grava il Superbonus che peserà, stando agli ultimi dati aggiornati, per 40 miliardi nel periodo 2024-2026, ovvero almeno 16 miliardi in più dei 24 previsti finora. In particolare, le previsioni indicano un deficit sotto il 4,5%, pil a 1% nel 2024 e 1,2% nel 2025. Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, il Governo spinge sulla spinta agli investimenti attesa nel Pnrr. Più controversa sarà invece la dinamica dei consumi interni che possono beneficiare della frenata dell'inflazione, ma soffrono per un livello di prezzi più alto, come dimostrato dagli ultimi dati Istat. Non sarà facile conciliare la ricerca del consenso politico con i dati reali della nostra economia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555984/corsivo_03_04_2024_08_25.mp3" length="2484332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dal prossimo 9 aprile, il Governo guidato da Giorgia Meloni sarà impegnato nelle previsioni contenute nel nuovo Def, il documento economico e finanziario, cioè la carta d'identità delle politiche economiche italiane del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dal prossimo 9 aprile, il Governo guidato da Giorgia Meloni sarà impegnato nelle previsioni contenute nel nuovo Def, il documento economico e finanziario, cioè la carta d'identità delle politiche economiche italiane del 2024 e 2025.  Ci saranno una limatura nelle prospettive di crescita, una linea di crescita che non si allontana da quella già tracciata dalla Nadef, e una più generale incognita sull'impatto del Superbonus sui conti pubblici. Proprio dal debito giungono i problemi più importanti che il ministro Giorgetti e i tecnici del suo dicastero dovranno affrontare, senza incorrere ad una manovra aggiuntiva. Il Governo è alla caccia di almeno 20 miliardi, se non di più, indispensabili alla manovra di autunno per replicare tagli al cuneo fiscale, Irpef a tre aliquote, deduzione per le assunzioni delle imprese, riduzione contributiva extra per le madri con tre figli a carico, rifinanziamento del sistema sanitario, di quello pensionistico, e molto altro ancora. La strada classica, il maggior deficit per coprire le nuove misure sul piano finanziario, è strettissima, se non un'impresa quasi impossibile. L'ordine di scuderia è di non gonfiare ulteriormente il debito su cui grava il Superbonus che peserà, stando agli ultimi dati aggiornati, per 40 miliardi nel periodo 2024-2026, ovvero almeno 16 miliardi in più dei 24 previsti finora. In particolare, le previsioni indicano un deficit sotto il 4,5%, pil a 1% nel 2024 e 1,2% nel 2025. Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, il Governo spinge sulla spinta agli investimenti attesa nel Pnrr. Più controversa sarà invece la dinamica dei consumi interni che possono beneficiare della frenata dell'inflazione, ma soffrono per un livello di prezzi più alto, come dimostrato dagli ultimi dati Istat. Non sarà facile conciliare la ricerca del consenso politico con i dati reali della nostra economia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/19c5e8691b5c9b47ebab03972347b069.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arriva il nuovo Def del Governo: deficit sotto il 4,5%, pil a 1% nel 2024 e 1,2% nel 2025 | 03/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arriva-il-nuovo-def-del-governo-deficit-sotto-il-4-5-pil-a-1-nel-2024-e-1-2-nel-2025-03-04-2024-il-corsivo--59272908</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dal prossimo 9 aprile, il Governo guidato da Giorgia Meloni sarà impegnato nelle previsioni contenute nel nuovo Def, il documento economico e finanziario, cioè la carta d'identità delle politiche economiche italiane del 2024 e 2025.  Ci saranno una limatura nelle prospettive di crescita, una linea di crescita che non si allontana da quella già tracciata dalla Nadef, e una più generale incognita sull'impatto del Superbonus sui conti pubblici. Proprio dal debito giungono i problemi più importanti che il ministro Giorgetti e i tecnici del suo dicastero dovranno affrontare, senza incorrere ad una manovra aggiuntiva. Il Governo è alla caccia di almeno 20 miliardi, se non di più, indispensabili alla manovra di autunno per replicare tagli al cuneo fiscale, Irpef a tre aliquote, deduzione per le assunzioni delle imprese, riduzione contributiva extra per le madri con tre figli a carico, rifinanziamento del sistema sanitario, di quello pensionistico, e molto altro ancora. La strada classica, il maggior deficit per coprire le nuove misure sul piano finanziario, è strettissima, se non un'impresa quasi impossibile. L'ordine di scuderia è di non gonfiare ulteriormente il debito su cui grava il Superbonus che peserà, stando agli ultimi dati aggiornati, per 40 miliardi nel periodo 2024-2026, ovvero almeno 16 miliardi in più dei 24 previsti finora. In particolare, le previsioni indicano un deficit sotto il 4,5%, pil a 1% nel 2024 e 1,2% nel 2025. Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, il Governo spinge sulla spinta agli investimenti attesa nel Pnrr. Più controversa sarà invece la dinamica dei consumi interni che possono beneficiare della frenata dell'inflazione, ma soffrono per un livello di prezzi più alto, come dimostrato dagli ultimi dati Istat. Non sarà facile conciliare la ricerca del consenso politico con i dati reali della nostra economia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59272908/corsivo_03_04_2024_08_25.mp3" length="2484332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dal prossimo 9 aprile, il Governo guidato da Giorgia Meloni sarà impegnato nelle previsioni contenute nel nuovo Def, il documento economico e finanziario, cioè la carta d'identità delle politiche economiche italiane del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dal prossimo 9 aprile, il Governo guidato da Giorgia Meloni sarà impegnato nelle previsioni contenute nel nuovo Def, il documento economico e finanziario, cioè la carta d'identità delle politiche economiche italiane del 2024 e 2025.  Ci saranno una limatura nelle prospettive di crescita, una linea di crescita che non si allontana da quella già tracciata dalla Nadef, e una più generale incognita sull'impatto del Superbonus sui conti pubblici. Proprio dal debito giungono i problemi più importanti che il ministro Giorgetti e i tecnici del suo dicastero dovranno affrontare, senza incorrere ad una manovra aggiuntiva. Il Governo è alla caccia di almeno 20 miliardi, se non di più, indispensabili alla manovra di autunno per replicare tagli al cuneo fiscale, Irpef a tre aliquote, deduzione per le assunzioni delle imprese, riduzione contributiva extra per le madri con tre figli a carico, rifinanziamento del sistema sanitario, di quello pensionistico, e molto altro ancora. La strada classica, il maggior deficit per coprire le nuove misure sul piano finanziario, è strettissima, se non un'impresa quasi impossibile. L'ordine di scuderia è di non gonfiare ulteriormente il debito su cui grava il Superbonus che peserà, stando agli ultimi dati aggiornati, per 40 miliardi nel periodo 2024-2026, ovvero almeno 16 miliardi in più dei 24 previsti finora. In particolare, le previsioni indicano un deficit sotto il 4,5%, pil a 1% nel 2024 e 1,2% nel 2025. Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, il Governo spinge sulla spinta agli investimenti attesa nel Pnrr. Più controversa sarà invece la dinamica dei consumi interni che possono beneficiare della frenata dell'inflazione, ma soffrono per un livello di prezzi più alto, come dimostrato dagli ultimi dati Istat. 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Riparte da questi due provvedimenti voluti dal Governo l'attività della Commissione Affari Costituzionali del Senato e già si registrano le frizioni politiche dei partiti, mentre si delineano le liste per le europee dell'8 e 9 giugno. Il testo sul premierato, di cui oggi è previsto il voto,  modifica l'articolo 92 della Costituzione e inserisce il principio dell'elezione diretta a suffragio universale del presidente del Consiglio. In particolare la Commissione dovrà approvare l'articolo 3 del disegno di legge Casellati, e dopo il primo scoglio il testo arriverà in aula, prima in Senato e poi alla Camera, per il voto definitivo, atteso dalla maggioranza verso maggio, comunque prima delle elezioni europee. Sarà necessario un secondo passaggio parlamentare almeno tre mesi dopo la prima votazione. Se le due Camere non registrano il via libera con la maggioranza dei due terzi di deputati e senatori, il testo sarà sottoposto a referendum confermativo senza quorum. In questo caso la consultazione dovrà essere chiesta da un quinto di una Camera, da 500 mila firme o da cinque consigli regionali. La possibilità che il testo venga sottoposto a referendum è altissima in quanto pezzi consistenti dell'opposizione non voteranno con la maggioranza, in quanto pensano che il premierato indebolisca i poteri del Parlamento e il ruolo di garanzia del Capo dello Stato. Resta aperto il nodo della legge elettorale che Lega e Forza Italia avrebbero preferito discutere prima del premierato e che Fratelli d'Italia ha chiesto invece la sua accelerazione nelle aule parlamentari. Il dibattito politico sarà quindi divisivo dentro e fuori la maggioranza.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 02 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555935/corsivo_02_04_2024_08_25.mp3" length="2175980" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Premierato e legge elettorale. Riparte da questi due provvedimenti voluti dal Governo l'attività della Commissione Affari Costituzionali del Senato e già si registrano le frizioni politiche dei partiti, mentre si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Premierato e legge elettorale. Riparte da questi due provvedimenti voluti dal Governo l'attività della Commissione Affari Costituzionali del Senato e già si registrano le frizioni politiche dei partiti, mentre si delineano le liste per le europee dell'8 e 9 giugno. Il testo sul premierato, di cui oggi è previsto il voto,  modifica l'articolo 92 della Costituzione e inserisce il principio dell'elezione diretta a suffragio universale del presidente del Consiglio. In particolare la Commissione dovrà approvare l'articolo 3 del disegno di legge Casellati, e dopo il primo scoglio il testo arriverà in aula, prima in Senato e poi alla Camera, per il voto definitivo, atteso dalla maggioranza verso maggio, comunque prima delle elezioni europee. Sarà necessario un secondo passaggio parlamentare almeno tre mesi dopo la prima votazione. Se le due Camere non registrano il via libera con la maggioranza dei due terzi di deputati e senatori, il testo sarà sottoposto a referendum confermativo senza quorum. In questo caso la consultazione dovrà essere chiesta da un quinto di una Camera, da 500 mila firme o da cinque consigli regionali. La possibilità che il testo venga sottoposto a referendum è altissima in quanto pezzi consistenti dell'opposizione non voteranno con la maggioranza, in quanto pensano che il premierato indebolisca i poteri del Parlamento e il ruolo di garanzia del Capo dello Stato. Resta aperto il nodo della legge elettorale che Lega e Forza Italia avrebbero preferito discutere prima del premierato e che Fratelli d'Italia ha chiesto invece la sua accelerazione nelle aule parlamentari. Il dibattito politico sarà quindi divisivo dentro e fuori la maggioranza.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f39b3855a760f537c2578f99ebecb01f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arriva in Parlamento il testo sul premierato e si avvia il duello sulla legge elettorale | 02/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arriva-in-parlamento-il-testo-sul-premierato-e-si-avvia-il-duello-sulla-legge-elettorale-02-04-2024-il-corsivo--59257697</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Premierato e legge elettorale. Riparte da questi due provvedimenti voluti dal Governo l'attività della Commissione Affari Costituzionali del Senato e già si registrano le frizioni politiche dei partiti, mentre si delineano le liste per le europee dell'8 e 9 giugno. Il testo sul premierato, di cui oggi è previsto il voto,  modifica l'articolo 92 della Costituzione e inserisce il principio dell'elezione diretta a suffragio universale del presidente del Consiglio. In particolare la Commissione dovrà approvare l'articolo 3 del disegno di legge Casellati, e dopo il primo scoglio il testo arriverà in aula, prima in Senato e poi alla Camera, per il voto definitivo, atteso dalla maggioranza verso maggio, comunque prima delle elezioni europee. Sarà necessario un secondo passaggio parlamentare almeno tre mesi dopo la prima votazione. Se le due Camere non registrano il via libera con la maggioranza dei due terzi di deputati e senatori, il testo sarà sottoposto a referendum confermativo senza quorum. In questo caso la consultazione dovrà essere chiesta da un quinto di una Camera, da 500 mila firme o da cinque consigli regionali. La possibilità che il testo venga sottoposto a referendum è altissima in quanto pezzi consistenti dell'opposizione non voteranno con la maggioranza, in quanto pensano che il premierato indebolisca i poteri del Parlamento e il ruolo di garanzia del Capo dello Stato. Resta aperto il nodo della legge elettorale che Lega e Forza Italia avrebbero preferito discutere prima del premierato e che Fratelli d'Italia ha chiesto invece la sua accelerazione nelle aule parlamentari. Il dibattito politico sarà quindi divisivo dentro e fuori la maggioranza.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 02 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59257697/corsivo_02_04_2024_08_25.mp3" length="2175980" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Premierato e legge elettorale. Riparte da questi due provvedimenti voluti dal Governo l'attività della Commissione Affari Costituzionali del Senato e già si registrano le frizioni politiche dei partiti, mentre si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Premierato e legge elettorale. Riparte da questi due provvedimenti voluti dal Governo l'attività della Commissione Affari Costituzionali del Senato e già si registrano le frizioni politiche dei partiti, mentre si delineano le liste per le europee dell'8 e 9 giugno. Il testo sul premierato, di cui oggi è previsto il voto,  modifica l'articolo 92 della Costituzione e inserisce il principio dell'elezione diretta a suffragio universale del presidente del Consiglio. In particolare la Commissione dovrà approvare l'articolo 3 del disegno di legge Casellati, e dopo il primo scoglio il testo arriverà in aula, prima in Senato e poi alla Camera, per il voto definitivo, atteso dalla maggioranza verso maggio, comunque prima delle elezioni europee. Sarà necessario un secondo passaggio parlamentare almeno tre mesi dopo la prima votazione. Se le due Camere non registrano il via libera con la maggioranza dei due terzi di deputati e senatori, il testo sarà sottoposto a referendum confermativo senza quorum. In questo caso la consultazione dovrà essere chiesta da un quinto di una Camera, da 500 mila firme o da cinque consigli regionali. La possibilità che il testo venga sottoposto a referendum è altissima in quanto pezzi consistenti dell'opposizione non voteranno con la maggioranza, in quanto pensano che il premierato indebolisca i poteri del Parlamento e il ruolo di garanzia del Capo dello Stato. Resta aperto il nodo della legge elettorale che Lega e Forza Italia avrebbero preferito discutere prima del premierato e che Fratelli d'Italia ha chiesto invece la sua accelerazione nelle aule parlamentari. Il dibattito politico sarà quindi divisivo dentro e fuori la maggioranza.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f39b3855a760f537c2578f99ebecb01f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il pentito Schiavone svela la rete corrotta e mafiosa dei Casalesi | 01/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pentito-schiavone-svela-la-rete-corrotta-e-mafiosa-dei-casalesi-01-04-2024-il-corsivo--64555938</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Piano piano, ma con determinazione, gli inquirenti cercano di ricomporre la fitta rete di relazioni tra il clan dei Casalesi, Cosa nostra, e politici e imprenditori gestita per anni fuori e dentro il carcere da Francesco Schiavone detto Sandokan. Il senso della sua collaborazione con la giustizia è già racchiuso nelle numerose pagine di verbali dei suoi primi cinque interrogatori, Da domani le audizioni riprenderanno per altri sei mesi, due alla settimana, fino al termine ultimo consentito dalla legge. I magistrati ricompongono le connessioni con i dati forniti da Schiavone. Ci sono le chiavi della cassaforte dell'organizzazione di Casal di principe, le tracce degli investimenti in Italia, Spagna, Canarie, Brasile e Romania. Presto ci saranno anche i nomi dei riciclatori di denaro, gli imprenditori e, con ogni probabilità, dei beneficiari politici collusi con i clan. "Sono un uomo d'onore e dirò la verità", assicura Schiavone nelle prime pagine del suo racconto. Ed è su quella funzione di vertice che Sandokan si gioca gran parte della sua credibilità di pentito agli occhi del pool napoletano. I primi interrogatori sono stati effettuati dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e dal pm della Dna Antonello Ardituro. Ora il grosso del lavoro lo dovrà eseguire il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri con il pool formato dal procuratore aggiunto Michele Del Prete e dai pm Vincenzo Ranieri e Simona Belluccio. I primi verbali vengono allegati al processo in corso a Santa Maria Capua Vetere, relativo agli appalti del settore ferroviario che vede imputato l'imprenditore di Casal di Principe Nicola Schiavone, omonimo di Sandokan. Sarà proprio questo procedimento il primo vero banco di prova del pentimento di Francesco Schiavone.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 01 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555938/corsivo_01_04_2024_08_25.mp3" length="2289644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Piano piano, ma con determinazione, gli inquirenti cercano di ricomporre la fitta rete di relazioni tra il clan dei Casalesi, Cosa nostra, e politici e imprenditori gestita per anni fuori e dentro il carcere da Francesco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Piano piano, ma con determinazione, gli inquirenti cercano di ricomporre la fitta rete di relazioni tra il clan dei Casalesi, Cosa nostra, e politici e imprenditori gestita per anni fuori e dentro il carcere da Francesco Schiavone detto Sandokan. Il senso della sua collaborazione con la giustizia è già racchiuso nelle numerose pagine di verbali dei suoi primi cinque interrogatori, Da domani le audizioni riprenderanno per altri sei mesi, due alla settimana, fino al termine ultimo consentito dalla legge. I magistrati ricompongono le connessioni con i dati forniti da Schiavone. Ci sono le chiavi della cassaforte dell'organizzazione di Casal di principe, le tracce degli investimenti in Italia, Spagna, Canarie, Brasile e Romania. Presto ci saranno anche i nomi dei riciclatori di denaro, gli imprenditori e, con ogni probabilità, dei beneficiari politici collusi con i clan. "Sono un uomo d'onore e dirò la verità", assicura Schiavone nelle prime pagine del suo racconto. Ed è su quella funzione di vertice che Sandokan si gioca gran parte della sua credibilità di pentito agli occhi del pool napoletano. I primi interrogatori sono stati effettuati dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e dal pm della Dna Antonello Ardituro. Ora il grosso del lavoro lo dovrà eseguire il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri con il pool formato dal procuratore aggiunto Michele Del Prete e dai pm Vincenzo Ranieri e Simona Belluccio. I primi verbali vengono allegati al processo in corso a Santa Maria Capua Vetere, relativo agli appalti del settore ferroviario che vede imputato l'imprenditore di Casal di Principe Nicola Schiavone, omonimo di Sandokan. Sarà proprio questo procedimento il primo vero banco di prova del pentimento di Francesco Schiavone.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/41a246f10ecc726b27d5bed3d9acaf57.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il pentito Schiavone svela la rete corrotta e mafiosa dei Casalesi | 01/04/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pentito-schiavone-svela-la-rete-corrotta-e-mafiosa-dei-casalesi-01-04-2024-il-corsivo--59244185</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Piano piano, ma con determinazione, gli inquirenti cercano di ricomporre la fitta rete di relazioni tra il clan dei Casalesi, Cosa nostra, e politici e imprenditori gestita per anni fuori e dentro il carcere da Francesco Schiavone detto Sandokan. Il senso della sua collaborazione con la giustizia è già racchiuso nelle numerose pagine di verbali dei suoi primi cinque interrogatori, Da domani le audizioni riprenderanno per altri sei mesi, due alla settimana, fino al termine ultimo consentito dalla legge. I magistrati ricompongono le connessioni con i dati forniti da Schiavone. Ci sono le chiavi della cassaforte dell'organizzazione di Casal di principe, le tracce degli investimenti in Italia, Spagna, Canarie, Brasile e Romania. Presto ci saranno anche i nomi dei riciclatori di denaro, gli imprenditori e, con ogni probabilità, dei beneficiari politici collusi con i clan. "Sono un uomo d'onore e dirò la verità", assicura Schiavone nelle prime pagine del suo racconto. Ed è su quella funzione di vertice che Sandokan si gioca gran parte della sua credibilità di pentito agli occhi del pool napoletano. I primi interrogatori sono stati effettuati dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e dal pm della Dna Antonello Ardituro. Ora il grosso del lavoro lo dovrà eseguire il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri con il pool formato dal procuratore aggiunto Michele Del Prete e dai pm Vincenzo Ranieri e Simona Belluccio. I primi verbali vengono allegati al processo in corso a Santa Maria Capua Vetere, relativo agli appalti del settore ferroviario che vede imputato l'imprenditore di Casal di Principe Nicola Schiavone, omonimo di Sandokan. Sarà proprio questo procedimento il primo vero banco di prova del pentimento di Francesco Schiavone.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-04-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 01 Apr 2024 06:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59244185/corsivo_01_04_2024_08_25.mp3" length="2289644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Piano piano, ma con determinazione, gli inquirenti cercano di ricomporre la fitta rete di relazioni tra il clan dei Casalesi, Cosa nostra, e politici e imprenditori gestita per anni fuori e dentro il carcere da Francesco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Piano piano, ma con determinazione, gli inquirenti cercano di ricomporre la fitta rete di relazioni tra il clan dei Casalesi, Cosa nostra, e politici e imprenditori gestita per anni fuori e dentro il carcere da Francesco Schiavone detto Sandokan. Il senso della sua collaborazione con la giustizia è già racchiuso nelle numerose pagine di verbali dei suoi primi cinque interrogatori, Da domani le audizioni riprenderanno per altri sei mesi, due alla settimana, fino al termine ultimo consentito dalla legge. I magistrati ricompongono le connessioni con i dati forniti da Schiavone. Ci sono le chiavi della cassaforte dell'organizzazione di Casal di principe, le tracce degli investimenti in Italia, Spagna, Canarie, Brasile e Romania. Presto ci saranno anche i nomi dei riciclatori di denaro, gli imprenditori e, con ogni probabilità, dei beneficiari politici collusi con i clan. "Sono un uomo d'onore e dirò la verità", assicura Schiavone nelle prime pagine del suo racconto. Ed è su quella funzione di vertice che Sandokan si gioca gran parte della sua credibilità di pentito agli occhi del pool napoletano. I primi interrogatori sono stati effettuati dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e dal pm della Dna Antonello Ardituro. Ora il grosso del lavoro lo dovrà eseguire il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri con il pool formato dal procuratore aggiunto Michele Del Prete e dai pm Vincenzo Ranieri e Simona Belluccio. I primi verbali vengono allegati al processo in corso a Santa Maria Capua Vetere, relativo agli appalti del settore ferroviario che vede imputato l'imprenditore di Casal di Principe Nicola Schiavone, omonimo di Sandokan. Sarà proprio questo procedimento il primo vero banco di prova del pentimento di Francesco Schiavone.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/41a246f10ecc726b27d5bed3d9acaf57.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il pentimento di Francesco Schiavone detto Sandokan, il re di Gomorra | 30/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pentimento-di-francesco-schiavone-detto-sandokan-il-re-di-gomorra-30-03-2024-il-corsivo--64555976</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Francesco Schiavone “Sandokan” è diventato un collaboratore di giustizia. Il boss del clan dei Casalesi collabora da alcune settimane con gli inquirenti che rendono i verbali secretati. Malato di tumore, due figli già collaboratori di giustizia, detenuto dal 1998, alla fine Sandokan ha gettato la spugna, l'uomo che aveva spodestato Antonio Bardellino, ridisegnando la mappa criminale del clan dei Casalesi, seminando il terrore nell’agro aversano tra gli anni ’80 e ’90 prima di essere arrestato dal suo bunker di Casal di Principe. Secondo il vicepresidente della Commissione antimafia Cafiero de Raho, “Schiavone conosce i nomi degli imprenditori collusi e sa dove è nascosta la cassaforte del clan”. Non è poco.  La scelta di Schiavone di pentirsi ha un alto valore simbolico per il messaggio di resa che trasmette alle giovani leve del clan, le cui azioni sono state disarticolate dai duri colpi inferti negli ultimi anni dalla Dda di Napoli. Ora bisognerà capire cosa Sandokan sia in grado di rivelare agli inquirenti dopo 26 anni ininterrotti di carcere duro. Tra i segreti che potrebbe custodire c’è anche quello relativo alla misteriosa scomparsa del rivale Antonio Bardellino, ucciso in Brasile nel 1988 su suo ordine. Il caso rimane ancora aperto dal pm Vincenzo Ranieri della Dda di Napoli, che nei mesi scorsi ha ordinato alcune perquisizioni tra il casertano e il basso Lazio: una delle ipotesi è che Bardellino non sia stato ucciso nel 1988 e che sia invece rimasto all’estero, tra Sudamerica e Stati Uniti, per molto tempo, e oggi avrebbe 78 anni. Ma è solo un'ipotesi investigativa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 30 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555976/corsivo_30_03_2024_08_25.mp3" length="2219372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Francesco Schiavone “Sandokan” è diventato un collaboratore di giustizia. 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Non è poco.  La scelta di Schiavone di pentirsi ha un alto valore simbolico per il messaggio di resa che trasmette alle giovani leve del clan, le cui azioni sono state disarticolate dai duri colpi inferti negli ultimi anni dalla Dda di Napoli. Ora bisognerà capire cosa Sandokan sia in grado di rivelare agli inquirenti dopo 26 anni ininterrotti di carcere duro. Tra i segreti che potrebbe custodire c’è anche quello relativo alla misteriosa scomparsa del rivale Antonio Bardellino, ucciso in Brasile nel 1988 su suo ordine. Il caso rimane ancora aperto dal pm Vincenzo Ranieri della Dda di Napoli, che nei mesi scorsi ha ordinato alcune perquisizioni tra il casertano e il basso Lazio: una delle ipotesi è che Bardellino non sia stato ucciso nel 1988 e che sia invece rimasto all’estero, tra Sudamerica e Stati Uniti, per molto tempo, e oggi avrebbe 78 anni. Ma è solo un'ipotesi investigativa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/398ce5f2d3b7d38d57d67515bc1a7cd3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il pentimento di Francesco Schiavone detto Sandokan, il re di Gomorra | 30/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pentimento-di-francesco-schiavone-detto-sandokan-il-re-di-gomorra-30-03-2024-il-corsivo--59227221</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Francesco Schiavone “Sandokan” è diventato un collaboratore di giustizia. Il boss del clan dei Casalesi collabora da alcune settimane con gli inquirenti che rendono i verbali secretati. Malato di tumore, due figli già collaboratori di giustizia, detenuto dal 1998, alla fine Sandokan ha gettato la spugna, l'uomo che aveva spodestato Antonio Bardellino, ridisegnando la mappa criminale del clan dei Casalesi, seminando il terrore nell’agro aversano tra gli anni ’80 e ’90 prima di essere arrestato dal suo bunker di Casal di Principe. Secondo il vicepresidente della Commissione antimafia Cafiero de Raho, “Schiavone conosce i nomi degli imprenditori collusi e sa dove è nascosta la cassaforte del clan”. Non è poco.  La scelta di Schiavone di pentirsi ha un alto valore simbolico per il messaggio di resa che trasmette alle giovani leve del clan, le cui azioni sono state disarticolate dai duri colpi inferti negli ultimi anni dalla Dda di Napoli. Ora bisognerà capire cosa Sandokan sia in grado di rivelare agli inquirenti dopo 26 anni ininterrotti di carcere duro. Tra i segreti che potrebbe custodire c’è anche quello relativo alla misteriosa scomparsa del rivale Antonio Bardellino, ucciso in Brasile nel 1988 su suo ordine. Il caso rimane ancora aperto dal pm Vincenzo Ranieri della Dda di Napoli, che nei mesi scorsi ha ordinato alcune perquisizioni tra il casertano e il basso Lazio: una delle ipotesi è che Bardellino non sia stato ucciso nel 1988 e che sia invece rimasto all’estero, tra Sudamerica e Stati Uniti, per molto tempo, e oggi avrebbe 78 anni. Ma è solo un'ipotesi investigativa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 30 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59227221/corsivo_30_03_2024_08_25.mp3" length="2219372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Francesco Schiavone “Sandokan” è diventato un collaboratore di giustizia. 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Non è poco.  La scelta di Schiavone di pentirsi ha un alto valore simbolico per il messaggio di resa che trasmette alle giovani leve del clan, le cui azioni sono state disarticolate dai duri colpi inferti negli ultimi anni dalla Dda di Napoli. Ora bisognerà capire cosa Sandokan sia in grado di rivelare agli inquirenti dopo 26 anni ininterrotti di carcere duro. Tra i segreti che potrebbe custodire c’è anche quello relativo alla misteriosa scomparsa del rivale Antonio Bardellino, ucciso in Brasile nel 1988 su suo ordine. Il caso rimane ancora aperto dal pm Vincenzo Ranieri della Dda di Napoli, che nei mesi scorsi ha ordinato alcune perquisizioni tra il casertano e il basso Lazio: una delle ipotesi è che Bardellino non sia stato ucciso nel 1988 e che sia invece rimasto all’estero, tra Sudamerica e Stati Uniti, per molto tempo, e oggi avrebbe 78 anni. Ma è solo un'ipotesi investigativa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/398ce5f2d3b7d38d57d67515bc1a7cd3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scuola, Valditara adotta la linea Salvini: “In classe la maggior parte degli alunni deve essere italiana” | 29/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scuola-valditara-adotta-la-linea-salvini-in-classe-la-maggior-parte-degli-alunni-deve-essere-italiana-29-03-2024-il-corsivo--64555944</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  “In classe la maggior parte degli alunni deve essere italiana”. Così il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara adotta la linea del leader della Lega Matteo Salvini secondo cui bisogna mettere un tetto del 20% degli studenti stranieri. Valditara interviene ritoccando la percentuale al rialzo, ma non cambia il concetto generale. In realtà una disposizione simile è già in vigore in Italia da almeno 15 anni e fissa il rapporto al 30% degli studenti madrelingua, ma la norma non ha funzionato. Si tratta infatti di una indicazione legislativa non applicabile nelle aree a più alta concentrazione di migranti, soprattutto a Nord del Paese dove ci sono scuole con oltre la metà di stranieri, anche per l'effetto della fuga di studenti italiani. Senza l'apporto degli stranieri, il numero degli studenti sarebbe ancora più ridotto. Secondo le ultime e più aggiornate stime, nei prossimi 10 anni si perderanno 1,3 milioni di studenti. Ci sono 872 mila alunni non ancora italiani. Tre su cinque di loro sono nati nel nostro Paese da genitori stranieri, ma non hanno diritto al passaporto fino a 18 anni. Per loro, Valditara immagina l'assimilazione, se studieranno in modo potenziato l'italiano, se nelle scuole si insegneranno la storia, la letteratura, l'arte, la musica italiana. Un ministro che guida l'istruzione dei nostri ragazzi queste cose dovrebbe saperle, invece ragiona attraverso strumenti di pensiero di tipo populista, più da politico in perenne campagna elettorale a caccia di voti che da tecnico capace di trovare soluzioni.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 29 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555944/corsivo_29_03_2024_08_25.mp3" length="2011244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  “In classe la maggior parte degli alunni deve essere italiana”. Così il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara adotta la linea del leader della Lega Matteo Salvini secondo cui bisogna mettere un tetto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  “In classe la maggior parte degli alunni deve essere italiana”. Così il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara adotta la linea del leader della Lega Matteo Salvini secondo cui bisogna mettere un tetto del 20% degli studenti stranieri. Valditara interviene ritoccando la percentuale al rialzo, ma non cambia il concetto generale. In realtà una disposizione simile è già in vigore in Italia da almeno 15 anni e fissa il rapporto al 30% degli studenti madrelingua, ma la norma non ha funzionato. Si tratta infatti di una indicazione legislativa non applicabile nelle aree a più alta concentrazione di migranti, soprattutto a Nord del Paese dove ci sono scuole con oltre la metà di stranieri, anche per l'effetto della fuga di studenti italiani. Senza l'apporto degli stranieri, il numero degli studenti sarebbe ancora più ridotto. Secondo le ultime e più aggiornate stime, nei prossimi 10 anni si perderanno 1,3 milioni di studenti. Ci sono 872 mila alunni non ancora italiani. Tre su cinque di loro sono nati nel nostro Paese da genitori stranieri, ma non hanno diritto al passaporto fino a 18 anni. Per loro, Valditara immagina l'assimilazione, se studieranno in modo potenziato l'italiano, se nelle scuole si insegneranno la storia, la letteratura, l'arte, la musica italiana. Un ministro che guida l'istruzione dei nostri ragazzi queste cose dovrebbe saperle, invece ragiona attraverso strumenti di pensiero di tipo populista, più da politico in perenne campagna elettorale a caccia di voti che da tecnico capace di trovare soluzioni.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4ddb9a1adc762600353eab9890007928.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scuola, Valditara adotta la linea Salvini: “In classe la maggior parte degli alunni deve essere italiana” | 29/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scuola-valditara-adotta-la-linea-salvini-in-classe-la-maggior-parte-degli-alunni-deve-essere-italiana-29-03-2024-il-corsivo--59216126</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  “In classe la maggior parte degli alunni deve essere italiana”. Così il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara adotta la linea del leader della Lega Matteo Salvini secondo cui bisogna mettere un tetto del 20% degli studenti stranieri. Valditara interviene ritoccando la percentuale al rialzo, ma non cambia il concetto generale. In realtà una disposizione simile è già in vigore in Italia da almeno 15 anni e fissa il rapporto al 30% degli studenti madrelingua, ma la norma non ha funzionato. Si tratta infatti di una indicazione legislativa non applicabile nelle aree a più alta concentrazione di migranti, soprattutto a Nord del Paese dove ci sono scuole con oltre la metà di stranieri, anche per l'effetto della fuga di studenti italiani. Senza l'apporto degli stranieri, il numero degli studenti sarebbe ancora più ridotto. Secondo le ultime e più aggiornate stime, nei prossimi 10 anni si perderanno 1,3 milioni di studenti. Ci sono 872 mila alunni non ancora italiani. Tre su cinque di loro sono nati nel nostro Paese da genitori stranieri, ma non hanno diritto al passaporto fino a 18 anni. Per loro, Valditara immagina l'assimilazione, se studieranno in modo potenziato l'italiano, se nelle scuole si insegneranno la storia, la letteratura, l'arte, la musica italiana. Un ministro che guida l'istruzione dei nostri ragazzi queste cose dovrebbe saperle, invece ragiona attraverso strumenti di pensiero di tipo populista, più da politico in perenne campagna elettorale a caccia di voti che da tecnico capace di trovare soluzioni.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 29 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59216126/corsivo_29_03_2024_08_25.mp3" length="2011244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  “In classe la maggior parte degli alunni deve essere italiana”. 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Senza l'apporto degli stranieri, il numero degli studenti sarebbe ancora più ridotto. Secondo le ultime e più aggiornate stime, nei prossimi 10 anni si perderanno 1,3 milioni di studenti. Ci sono 872 mila alunni non ancora italiani. Tre su cinque di loro sono nati nel nostro Paese da genitori stranieri, ma non hanno diritto al passaporto fino a 18 anni. Per loro, Valditara immagina l'assimilazione, se studieranno in modo potenziato l'italiano, se nelle scuole si insegneranno la storia, la letteratura, l'arte, la musica italiana. Un ministro che guida l'istruzione dei nostri ragazzi queste cose dovrebbe saperle, invece ragiona attraverso strumenti di pensiero di tipo populista, più da politico in perenne campagna elettorale a caccia di voti che da tecnico capace di trovare soluzioni.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4ddb9a1adc762600353eab9890007928.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I test psico attitudinali voluti da Nordio non piacciono ai magistrati. Le regole saranno scritte dal Csm, sarà escluso il ministero | 28/03</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-test-psico-attitudinali-voluti-da-nordio-non-piacciono-ai-magistrati-le-regole-saranno-scritte-dal-csm-sara-escluso-il-ministero-28-03--64555953</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le regole per i test psicoattitudinali dei magistrati volute dal ministro Guardasigilli Carlo Nordio alla fine le scriverà il Csm. Entreranno in vigore tra due anni, e solo allora, il Quirinale firmerà il decreto legislativo approvato martedì sera dal Consiglio dei ministri. C'è dunque la mano del Capo dello Stato Sergio Mattarella dietro alle modifiche del testo finale rispetto alla bozza presentata dal Governo. Il Quirinale confida nella saggezza dell’autogoverno dei magistrati per provare a fissare delle linee guida condivise, delle regole che provino a disinnescare lo scontro inevitabile tra maggioranza e opposizione.  I magistrati sono già sul piede di guerra, e affilano le armi dei ricorsi per incostituzionalità dinanzi alla Corte Costituzionale. E il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri propone di allargare i test anche ai politici su droga e alcool. I test si sono aggiunti strada facendo nell’originario decreto legislativo Cartabia, che Nordio ha poi ereditato. Non erano previsti. Questa aggiunta secondo alcuni avrebbe potuto trovare l’opposizione del capo dello Stato per un problema di eccesso di delega. Nel decreto legislativo è previsto un doppio livello di garanzia, il Csm disciplinerà i test in via generale e poi la commissione esaminatrice deciderà dopo l'orientamento del Csm. Inizialmente questa regia era nelle mani del ministero della Giustizia. La bozza è cambiata e il punto finale lo metterà Palazzo dei Marescialli.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 28 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555953/corsivo_28_03_2024_08_25.mp3" length="1931372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le regole per i test psicoattitudinali dei magistrati volute dal ministro Guardasigilli Carlo Nordio alla fine le scriverà il Csm. 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E il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri propone di allargare i test anche ai politici su droga e alcool. I test si sono aggiunti strada facendo nell’originario decreto legislativo Cartabia, che Nordio ha poi ereditato. Non erano previsti. Questa aggiunta secondo alcuni avrebbe potuto trovare l’opposizione del capo dello Stato per un problema di eccesso di delega. Nel decreto legislativo è previsto un doppio livello di garanzia, il Csm disciplinerà i test in via generale e poi la commissione esaminatrice deciderà dopo l'orientamento del Csm. Inizialmente questa regia era nelle mani del ministero della Giustizia. La bozza è cambiata e il punto finale lo metterà Palazzo dei Marescialli.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/be32f6a23acd0e795c4cb777f0ea195f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I test psico attitudinali voluti da Nordio non piacciono ai magistrati. Le regole saranno scritte dal Csm, sarà escluso il ministero | 28/03</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-test-psico-attitudinali-voluti-da-nordio-non-piacciono-ai-magistrati-le-regole-saranno-scritte-dal-csm-sara-escluso-il-ministero-28-03--59204485</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le regole per i test psicoattitudinali dei magistrati volute dal ministro Guardasigilli Carlo Nordio alla fine le scriverà il Csm. Entreranno in vigore tra due anni, e solo allora, il Quirinale firmerà il decreto legislativo approvato martedì sera dal Consiglio dei ministri. C'è dunque la mano del Capo dello Stato Sergio Mattarella dietro alle modifiche del testo finale rispetto alla bozza presentata dal Governo. Il Quirinale confida nella saggezza dell’autogoverno dei magistrati per provare a fissare delle linee guida condivise, delle regole che provino a disinnescare lo scontro inevitabile tra maggioranza e opposizione.  I magistrati sono già sul piede di guerra, e affilano le armi dei ricorsi per incostituzionalità dinanzi alla Corte Costituzionale. E il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri propone di allargare i test anche ai politici su droga e alcool. I test si sono aggiunti strada facendo nell’originario decreto legislativo Cartabia, che Nordio ha poi ereditato. Non erano previsti. Questa aggiunta secondo alcuni avrebbe potuto trovare l’opposizione del capo dello Stato per un problema di eccesso di delega. Nel decreto legislativo è previsto un doppio livello di garanzia, il Csm disciplinerà i test in via generale e poi la commissione esaminatrice deciderà dopo l'orientamento del Csm. Inizialmente questa regia era nelle mani del ministero della Giustizia. La bozza è cambiata e il punto finale lo metterà Palazzo dei Marescialli.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 28 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59204485/corsivo_28_03_2024_08_25.mp3" length="1931372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le regole per i test psicoattitudinali dei magistrati volute dal ministro Guardasigilli Carlo Nordio alla fine le scriverà il Csm. 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E il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri propone di allargare i test anche ai politici su droga e alcool. I test si sono aggiunti strada facendo nell’originario decreto legislativo Cartabia, che Nordio ha poi ereditato. Non erano previsti. Questa aggiunta secondo alcuni avrebbe potuto trovare l’opposizione del capo dello Stato per un problema di eccesso di delega. Nel decreto legislativo è previsto un doppio livello di garanzia, il Csm disciplinerà i test in via generale e poi la commissione esaminatrice deciderà dopo l'orientamento del Csm. Inizialmente questa regia era nelle mani del ministero della Giustizia. 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Scintille tra Salvini e Tajani, il Pd annuncia le candidature di Schlein, Decaro e Annunzi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-manovre-dei-partiti-verso-le-elezioni-europee-scintille-tra-salvini-e-tajani-il-pd-annuncia-le-candidature-di-schlein-decaro-e-annunzi--64555886</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Come da tradizione, alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno i partiti vanno in direzioni diverse spinti dal sistema proporzionale, quindi si muovono fuori dalle logiche che governano le alleanze e le coalizioni. Si devono leggere così le forti fibrillazioni all'interno degli schieramenti. Scintille si rilevano tra Matteo Salvini della Lega e Antonio Tajani di Forza Italia, mediate con fatica dalla premier Giorgia Meloni. Non c'è dichiarazione che vada nella direzione dell'unità. Il capo leghista rimarca le distanze e sostiene che in Europa il centrodestra rimane su posizioni differenti. Il leader azzurro gli ricorda che fu proprio Salvini a contribuire ad un primo via libera a Ursula von der Leyen. Ieri si era sparsa la voce che Meloni volesse affrontare Salvini in un faccia a faccia chiarificatore a Palazzo Chigi, ma il ministro dei Trasporti ha disertato il Consiglio dei ministri perché impegnato nella campagna elettorale delle elezioni regionali in Basilicata. Nell'opposizione, il Pd annuncia le candidature della segretaria Elly Schlein, del sindaco di Bari Antonio Decaro, di Lucia Annunziata. Matteo Renzi si accorda con Emma Bonino, Giuseppe Conte boccia Virginia Raggi. Per Schlein l'obiettivo è quello di trainare i voti della sinistra, soprattutto creare una sorta di effetto domino che imponga le candidature dirette di tutti i leader nello scontro europeo. Meloni e Tajani ci stanno riflettendo, Salvini e Conte hanno ribadito il no.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 27 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555886/corsivo_27_03_2024_08_25.mp3" length="1933292" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Come da tradizione, alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno i partiti vanno in direzioni diverse spinti dal sistema proporzionale, quindi si muovono fuori dalle logiche che governano le alleanze e le coalizioni....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Come da tradizione, alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno i partiti vanno in direzioni diverse spinti dal sistema proporzionale, quindi si muovono fuori dalle logiche che governano le alleanze e le coalizioni. Si devono leggere così le forti fibrillazioni all'interno degli schieramenti. Scintille si rilevano tra Matteo Salvini della Lega e Antonio Tajani di Forza Italia, mediate con fatica dalla premier Giorgia Meloni. Non c'è dichiarazione che vada nella direzione dell'unità. Il capo leghista rimarca le distanze e sostiene che in Europa il centrodestra rimane su posizioni differenti. Il leader azzurro gli ricorda che fu proprio Salvini a contribuire ad un primo via libera a Ursula von der Leyen. Ieri si era sparsa la voce che Meloni volesse affrontare Salvini in un faccia a faccia chiarificatore a Palazzo Chigi, ma il ministro dei Trasporti ha disertato il Consiglio dei ministri perché impegnato nella campagna elettorale delle elezioni regionali in Basilicata. Nell'opposizione, il Pd annuncia le candidature della segretaria Elly Schlein, del sindaco di Bari Antonio Decaro, di Lucia Annunziata. Matteo Renzi si accorda con Emma Bonino, Giuseppe Conte boccia Virginia Raggi. Per Schlein l'obiettivo è quello di trainare i voti della sinistra, soprattutto creare una sorta di effetto domino che imponga le candidature dirette di tutti i leader nello scontro europeo. Meloni e Tajani ci stanno riflettendo, Salvini e Conte hanno ribadito il no.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d90e4c7b5945f94ae190b931ba3f5508.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le manovre dei partiti verso le elezioni europee. Scintille tra Salvini e Tajani, il Pd annuncia le candidature di Schlein, Decaro e Annunzi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-manovre-dei-partiti-verso-le-elezioni-europee-scintille-tra-salvini-e-tajani-il-pd-annuncia-le-candidature-di-schlein-decaro-e-annunzi--59192064</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Come da tradizione, alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno i partiti vanno in direzioni diverse spinti dal sistema proporzionale, quindi si muovono fuori dalle logiche che governano le alleanze e le coalizioni. Si devono leggere così le forti fibrillazioni all'interno degli schieramenti. Scintille si rilevano tra Matteo Salvini della Lega e Antonio Tajani di Forza Italia, mediate con fatica dalla premier Giorgia Meloni. Non c'è dichiarazione che vada nella direzione dell'unità. Il capo leghista rimarca le distanze e sostiene che in Europa il centrodestra rimane su posizioni differenti. Il leader azzurro gli ricorda che fu proprio Salvini a contribuire ad un primo via libera a Ursula von der Leyen. Ieri si era sparsa la voce che Meloni volesse affrontare Salvini in un faccia a faccia chiarificatore a Palazzo Chigi, ma il ministro dei Trasporti ha disertato il Consiglio dei ministri perché impegnato nella campagna elettorale delle elezioni regionali in Basilicata. Nell'opposizione, il Pd annuncia le candidature della segretaria Elly Schlein, del sindaco di Bari Antonio Decaro, di Lucia Annunziata. Matteo Renzi si accorda con Emma Bonino, Giuseppe Conte boccia Virginia Raggi. Per Schlein l'obiettivo è quello di trainare i voti della sinistra, soprattutto creare una sorta di effetto domino che imponga le candidature dirette di tutti i leader nello scontro europeo. Meloni e Tajani ci stanno riflettendo, Salvini e Conte hanno ribadito il no.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 27 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59192064/corsivo_27_03_2024_08_25.mp3" length="1933292" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Come da tradizione, alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno i partiti vanno in direzioni diverse spinti dal sistema proporzionale, quindi si muovono fuori dalle logiche che governano le alleanze e le coalizioni....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Come da tradizione, alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno i partiti vanno in direzioni diverse spinti dal sistema proporzionale, quindi si muovono fuori dalle logiche che governano le alleanze e le coalizioni. Si devono leggere così le forti fibrillazioni all'interno degli schieramenti. Scintille si rilevano tra Matteo Salvini della Lega e Antonio Tajani di Forza Italia, mediate con fatica dalla premier Giorgia Meloni. Non c'è dichiarazione che vada nella direzione dell'unità. Il capo leghista rimarca le distanze e sostiene che in Europa il centrodestra rimane su posizioni differenti. Il leader azzurro gli ricorda che fu proprio Salvini a contribuire ad un primo via libera a Ursula von der Leyen. Ieri si era sparsa la voce che Meloni volesse affrontare Salvini in un faccia a faccia chiarificatore a Palazzo Chigi, ma il ministro dei Trasporti ha disertato il Consiglio dei ministri perché impegnato nella campagna elettorale delle elezioni regionali in Basilicata. Nell'opposizione, il Pd annuncia le candidature della segretaria Elly Schlein, del sindaco di Bari Antonio Decaro, di Lucia Annunziata. Matteo Renzi si accorda con Emma Bonino, Giuseppe Conte boccia Virginia Raggi. Per Schlein l'obiettivo è quello di trainare i voti della sinistra, soprattutto creare una sorta di effetto domino che imponga le candidature dirette di tutti i leader nello scontro europeo. Meloni e Tajani ci stanno riflettendo, Salvini e Conte hanno ribadito il no.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d90e4c7b5945f94ae190b931ba3f5508.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Allarme Isis-k in Europa. Francia, Germania e Italia alzano il livello di sicurezza | 26/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/allarme-isis-k-in-europa-francia-germania-e-italia-alzano-il-livello-di-sicurezza-26-03-2024-il-corsivo--64555985</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'intelligence occidentale ha alzato lo stato di allerta dopo l’attentato a Mosca, e si dice fortemente preoccupato per la minaccia di nuovi attacchi dell’Isis K in Europa. La strage al Crocus City Hall si porta dietro una scia di sangue spaventosa con 139 morti e decine di feriti, alcuni gravi, e rappresenta secondo i servizi di intelligence occidentali il ritorno del terrorismo islamico sul continente europeo, risorto dalle ceneri del Califfato sconfitto in Siria, ora nelle mani della milizia Isis Khorasan. Il gruppo, fondato nel 2015 in Afghanistan dopo la caduta dei talebani, è diventato uno più attivi nella galassia islamista. Gli esperti dell’antiterrorismo pensano che Isis K abbia la capacità organizzativa e operativa di proiettare di nuovo attacchi nelle capitali europee attraverso cellule dormienti o con l’invio diretto di nuclei di combattenti islamici proprio come per altro già accaduto in passato con la rete di al Qaeda. La risposta europea non è coordinata, ognuno si muove su strade differenti. L'Italia punta a controlli rafforzati in eventi pubblici, intorno a palazzi delle istituzioni e chiese, e si affida al meccanismo della prevenzione, con l'espulsione di elementi sospettati di terrorismo. La Francia adotta la politica dei due forni. E' tornata al livello massimo di allerta, secondo quanto emerso dal Consiglio difesa riunito all’Eliseo dopo la strage di Mosca. In particolare, il premier Gabriel Attal annuncia la mobilitazione di 4mila agenti supplementari. Nello stesso tempo, Macron avvia un piano di collaborazione con Putin che tiene conto delle informazioni dei servizi francesi e degli elementi utili ai russi. Inizialmente i contatti saranno a livello tecnico e ministeriale, poi Macron non esclude di mettere in campo anche un piano politico di dialogo nella lotta contro Isis K. Anche in Germania la ministra dell’Interno Nancy Faeser lancia l’allarme su possibili attentati terroristici. Secondo Faeser, in territorio tedesco esistono cellule attive dei terroristi islamici e il rischio di attacchi più acuto resta appunto quello legato all’Isis-K.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 26 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555985/corsivo_26_03_2024_08_25.mp3" length="2436332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'intelligence occidentale ha alzato lo stato di allerta dopo l’attentato a Mosca, e si dice fortemente preoccupato per la minaccia di nuovi attacchi dell’Isis K in Europa. La strage al Crocus City Hall si porta dietro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'intelligence occidentale ha alzato lo stato di allerta dopo l’attentato a Mosca, e si dice fortemente preoccupato per la minaccia di nuovi attacchi dell’Isis K in Europa. La strage al Crocus City Hall si porta dietro una scia di sangue spaventosa con 139 morti e decine di feriti, alcuni gravi, e rappresenta secondo i servizi di intelligence occidentali il ritorno del terrorismo islamico sul continente europeo, risorto dalle ceneri del Califfato sconfitto in Siria, ora nelle mani della milizia Isis Khorasan. Il gruppo, fondato nel 2015 in Afghanistan dopo la caduta dei talebani, è diventato uno più attivi nella galassia islamista. Gli esperti dell’antiterrorismo pensano che Isis K abbia la capacità organizzativa e operativa di proiettare di nuovo attacchi nelle capitali europee attraverso cellule dormienti o con l’invio diretto di nuclei di combattenti islamici proprio come per altro già accaduto in passato con la rete di al Qaeda. La risposta europea non è coordinata, ognuno si muove su strade differenti. L'Italia punta a controlli rafforzati in eventi pubblici, intorno a palazzi delle istituzioni e chiese, e si affida al meccanismo della prevenzione, con l'espulsione di elementi sospettati di terrorismo. La Francia adotta la politica dei due forni. E' tornata al livello massimo di allerta, secondo quanto emerso dal Consiglio difesa riunito all’Eliseo dopo la strage di Mosca. In particolare, il premier Gabriel Attal annuncia la mobilitazione di 4mila agenti supplementari. Nello stesso tempo, Macron avvia un piano di collaborazione con Putin che tiene conto delle informazioni dei servizi francesi e degli elementi utili ai russi. Inizialmente i contatti saranno a livello tecnico e ministeriale, poi Macron non esclude di mettere in campo anche un piano politico di dialogo nella lotta contro Isis K. Anche in Germania la ministra dell’Interno Nancy Faeser lancia l’allarme su possibili attentati terroristici. Secondo Faeser, in territorio tedesco esistono cellule attive dei terroristi islamici e il rischio di attacchi più acuto resta appunto quello legato all’Isis-K.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7f75dca1cb0a528efbf6ba48bc0d187e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Allarme Isis-k in Europa. 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Gli esperti dell’antiterrorismo pensano che Isis K abbia la capacità organizzativa e operativa di proiettare di nuovo attacchi nelle capitali europee attraverso cellule dormienti o con l’invio diretto di nuclei di combattenti islamici proprio come per altro già accaduto in passato con la rete di al Qaeda. La risposta europea non è coordinata, ognuno si muove su strade differenti. L'Italia punta a controlli rafforzati in eventi pubblici, intorno a palazzi delle istituzioni e chiese, e si affida al meccanismo della prevenzione, con l'espulsione di elementi sospettati di terrorismo. La Francia adotta la politica dei due forni. E' tornata al livello massimo di allerta, secondo quanto emerso dal Consiglio difesa riunito all’Eliseo dopo la strage di Mosca. In particolare, il premier Gabriel Attal annuncia la mobilitazione di 4mila agenti supplementari. Nello stesso tempo, Macron avvia un piano di collaborazione con Putin che tiene conto delle informazioni dei servizi francesi e degli elementi utili ai russi. Inizialmente i contatti saranno a livello tecnico e ministeriale, poi Macron non esclude di mettere in campo anche un piano politico di dialogo nella lotta contro Isis K. Anche in Germania la ministra dell’Interno Nancy Faeser lancia l’allarme su possibili attentati terroristici. Secondo Faeser, in territorio tedesco esistono cellule attive dei terroristi islamici e il rischio di attacchi più acuto resta appunto quello legato all’Isis-K.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 26 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59177234/corsivo_26_03_2024_08_25.mp3" length="2436332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'intelligence occidentale ha alzato lo stato di allerta dopo l’attentato a Mosca, e si dice fortemente preoccupato per la minaccia di nuovi attacchi dell’Isis K in Europa. 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Gli esperti dell’antiterrorismo pensano che Isis K abbia la capacità organizzativa e operativa di proiettare di nuovo attacchi nelle capitali europee attraverso cellule dormienti o con l’invio diretto di nuclei di combattenti islamici proprio come per altro già accaduto in passato con la rete di al Qaeda. La risposta europea non è coordinata, ognuno si muove su strade differenti. L'Italia punta a controlli rafforzati in eventi pubblici, intorno a palazzi delle istituzioni e chiese, e si affida al meccanismo della prevenzione, con l'espulsione di elementi sospettati di terrorismo. La Francia adotta la politica dei due forni. E' tornata al livello massimo di allerta, secondo quanto emerso dal Consiglio difesa riunito all’Eliseo dopo la strage di Mosca. In particolare, il premier Gabriel Attal annuncia la mobilitazione di 4mila agenti supplementari. Nello stesso tempo, Macron avvia un piano di collaborazione con Putin che tiene conto delle informazioni dei servizi francesi e degli elementi utili ai russi. Inizialmente i contatti saranno a livello tecnico e ministeriale, poi Macron non esclude di mettere in campo anche un piano politico di dialogo nella lotta contro Isis K. Anche in Germania la ministra dell’Interno Nancy Faeser lancia l’allarme su possibili attentati terroristici. 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I quattro attentatori protagonisti della strage di venerdì  scorso alla sala da concerti Crocus di Mosca sono di presunta cittadinanza tagika. Sono stati fermati, torturati in modo spietato per ore dagli agenti dell'intelligence russa, e ora definitivamente arrestati. In particolare, provengono dal Badakhshan, una regione dell’Afghanistan in posizione speciale e confina con il Tagikistan, la Cina e il Pakistan. Se tutto venisse confermato, già lo scorso anno due tagiki dell’Iskp (o Isis-k) sono andati ad addestrarsi per sei mesi nel Badakhshan e poi a gennaio hanno raggiunto la città di Kerman in Iran, si sono fatti esplodere in mezzo alla folla uccidendo decine di persone.  Operano in un territorio sotto sorveglianza speciale perché ospita migliaia di estremisti e molti sono stranieri delle repubbliche centroasiatiche con le loro famiglie. Tagiki, uzbeki, turkmeni e altri, che hanno giurato fedeltà a vari gruppi jihadisti e allo Stato islamico. Il centro dell’Iskp nel Badakhshan si trova nel distretto di Jurm, 40mila abitanti e un capoluogo a 1.500 metri di altezza nella valle del Khustak, ma la cima più alta arriva a 6.700 metri. Il Badakhshan fa da cerniera tra lo Stato islamico afghano e i volontari tagiki muniti di passaporti che permettono loro spostamenti, dalla Germania alla Turchia fino alla Russia, come abbiamo visto al Crocus di Mosca, e che provengono direttamente dai campi di addestramento afghani.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 25 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555954/corsivo_25_03_2024_08_25.mp3" length="2173676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'ultima minaccia per la stabilità geopolitica si chiama Khorasan dello Stato islamico (Iskp), o Isis K, che da dieci anni opera in Afghanistan. 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Se tutto venisse confermato, già lo scorso anno due tagiki dell’Iskp (o Isis-k) sono andati ad addestrarsi per sei mesi nel Badakhshan e poi a gennaio hanno raggiunto la città di Kerman in Iran, si sono fatti esplodere in mezzo alla folla uccidendo decine di persone.  Operano in un territorio sotto sorveglianza speciale perché ospita migliaia di estremisti e molti sono stranieri delle repubbliche centroasiatiche con le loro famiglie. Tagiki, uzbeki, turkmeni e altri, che hanno giurato fedeltà a vari gruppi jihadisti e allo Stato islamico. Il centro dell’Iskp nel Badakhshan si trova nel distretto di Jurm, 40mila abitanti e un capoluogo a 1.500 metri di altezza nella valle del Khustak, ma la cima più alta arriva a 6.700 metri. Il Badakhshan fa da cerniera tra lo Stato islamico afghano e i volontari tagiki muniti di passaporti che permettono loro spostamenti, dalla Germania alla Turchia fino alla Russia, come abbiamo visto al Crocus di Mosca, e che provengono direttamente dai campi di addestramento afghani.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8593ed55e6819a8d0e882938aa86063a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Isis K, l'avamposto afghano del terrore | 25/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/isis-k-l-avamposto-afghano-del-terrore-25-03-2024-il-corsivo--59161120</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'ultima minaccia per la stabilità geopolitica si chiama Khorasan dello Stato islamico (Iskp), o Isis K, che da dieci anni opera in Afghanistan. I quattro attentatori protagonisti della strage di venerdì  scorso alla sala da concerti Crocus di Mosca sono di presunta cittadinanza tagika. Sono stati fermati, torturati in modo spietato per ore dagli agenti dell'intelligence russa, e ora definitivamente arrestati. In particolare, provengono dal Badakhshan, una regione dell’Afghanistan in posizione speciale e confina con il Tagikistan, la Cina e il Pakistan. Se tutto venisse confermato, già lo scorso anno due tagiki dell’Iskp (o Isis-k) sono andati ad addestrarsi per sei mesi nel Badakhshan e poi a gennaio hanno raggiunto la città di Kerman in Iran, si sono fatti esplodere in mezzo alla folla uccidendo decine di persone.  Operano in un territorio sotto sorveglianza speciale perché ospita migliaia di estremisti e molti sono stranieri delle repubbliche centroasiatiche con le loro famiglie. Tagiki, uzbeki, turkmeni e altri, che hanno giurato fedeltà a vari gruppi jihadisti e allo Stato islamico. Il centro dell’Iskp nel Badakhshan si trova nel distretto di Jurm, 40mila abitanti e un capoluogo a 1.500 metri di altezza nella valle del Khustak, ma la cima più alta arriva a 6.700 metri. Il Badakhshan fa da cerniera tra lo Stato islamico afghano e i volontari tagiki muniti di passaporti che permettono loro spostamenti, dalla Germania alla Turchia fino alla Russia, come abbiamo visto al Crocus di Mosca, e che provengono direttamente dai campi di addestramento afghani.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 25 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59161120/corsivo_25_03_2024_08_25.mp3" length="2173676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'ultima minaccia per la stabilità geopolitica si chiama Khorasan dello Stato islamico (Iskp), o Isis K, che da dieci anni opera in Afghanistan. I quattro attentatori protagonisti della strage di venerdì  scorso alla sala...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'ultima minaccia per la stabilità geopolitica si chiama Khorasan dello Stato islamico (Iskp), o Isis K, che da dieci anni opera in Afghanistan. I quattro attentatori protagonisti della strage di venerdì  scorso alla sala da concerti Crocus di Mosca sono di presunta cittadinanza tagika. Sono stati fermati, torturati in modo spietato per ore dagli agenti dell'intelligence russa, e ora definitivamente arrestati. In particolare, provengono dal Badakhshan, una regione dell’Afghanistan in posizione speciale e confina con il Tagikistan, la Cina e il Pakistan. Se tutto venisse confermato, già lo scorso anno due tagiki dell’Iskp (o Isis-k) sono andati ad addestrarsi per sei mesi nel Badakhshan e poi a gennaio hanno raggiunto la città di Kerman in Iran, si sono fatti esplodere in mezzo alla folla uccidendo decine di persone.  Operano in un territorio sotto sorveglianza speciale perché ospita migliaia di estremisti e molti sono stranieri delle repubbliche centroasiatiche con le loro famiglie. Tagiki, uzbeki, turkmeni e altri, che hanno giurato fedeltà a vari gruppi jihadisti e allo Stato islamico. Il centro dell’Iskp nel Badakhshan si trova nel distretto di Jurm, 40mila abitanti e un capoluogo a 1.500 metri di altezza nella valle del Khustak, ma la cima più alta arriva a 6.700 metri. Il Badakhshan fa da cerniera tra lo Stato islamico afghano e i volontari tagiki muniti di passaporti che permettono loro spostamenti, dalla Germania alla Turchia fino alla Russia, come abbiamo visto al Crocus di Mosca, e che provengono direttamente dai campi di addestramento afghani.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8593ed55e6819a8d0e882938aa86063a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Isis attacca una sala di concerti di Mosca, come al Teatro Duvrovka di Beslan e il Bataclan di Parigi | 23/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/isis-attacca-una-sala-di-concerti-di-mosca-come-al-teatro-duvrovka-di-beslan-e-il-bataclan-di-parigi-23-03-2024-il-corsivo--64555950</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Isis sceglie una sala di concerti di Mosca per affermare il suo ritorno sulla scena del terrore. Questa volta il luogo prefissato dal piano operativo è una sala popolata di migliaia di persone, stipate nella Crocus City Hall e la dinamica è più o meno identica ad un film dell'orrore visto nel passato. Cinque uomini in mimetica appartenenti ad un commando organizzato, irrompono nella sala mentre gli spettatori stanno prendendo posto, sparano sulla folla con armi automatiche, lanciano granate e ordigni incendiari, poi si dileguano a bordo di una Renault bianca e spariscono nel nulla. Le modalità di rivendicazione sono quelle già collaudate. Mentre gli inquirenti cercano di stabilire le responsabilità ed è in corso il prevedibile scambio di accuse tra Russia e Ucraina, lo Stato islamico irrompe con poche righe sul suo canale Telegram: parla di un attacco contro un grande raduno di cristiani nella città di Krasnogorsk, alla periferia della capitale russa Mosca, ammette di avere ucciso e ferito centinaia di persone e di aver lasciato la zona dell'attacco senza conseguenze per i responsabili del gruppo. L'attentato di Mosca ricorda i giorni dal 23 al 26 ottobre 2002 con il sequestro collettivo nel teatro Dubrovka di Mosca: uccisi i 41 guerriglieri del commando ceceno, muoiono però anche 130 ostaggi, la quasi totalità avvelenati dai gas usati dalle forze speciali della polizia. Una lunga scia di sangue che riporta alla memoria i fatti di Beslan (Ossezia del Nord, Russia), dal 1 al 3 settembre 2004, quando un commando inguscio-ceceno prese in ostaggio quasi 1.200 persone tra bambini, genitori e insegnanti in un asilo nel primo giorno di scuola. L'assalto delle forze russe porterà alla liberazione degli ostaggi, ma avrà un bilancio pesantissimo: 335 morti, tra cui 186 bambini e 31 sequestratori, più 400 feriti. E ricorda anche quanto accadde a Parigi, anche lì in una sala di concerti del Bataclan del 13 novembre 2015. Attori diversi che si muovono nella stessa logica della strategia della tensione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 23 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555950/corsivo_23_03_2024_08_25.mp3" length="2356076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Isis sceglie una sala di concerti di Mosca per affermare il suo ritorno sulla scena del terrore. Questa volta il luogo prefissato dal piano operativo è una sala popolata di migliaia di persone, stipate nella Crocus City...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Isis sceglie una sala di concerti di Mosca per affermare il suo ritorno sulla scena del terrore. Questa volta il luogo prefissato dal piano operativo è una sala popolata di migliaia di persone, stipate nella Crocus City Hall e la dinamica è più o meno identica ad un film dell'orrore visto nel passato. Cinque uomini in mimetica appartenenti ad un commando organizzato, irrompono nella sala mentre gli spettatori stanno prendendo posto, sparano sulla folla con armi automatiche, lanciano granate e ordigni incendiari, poi si dileguano a bordo di una Renault bianca e spariscono nel nulla. Le modalità di rivendicazione sono quelle già collaudate. Mentre gli inquirenti cercano di stabilire le responsabilità ed è in corso il prevedibile scambio di accuse tra Russia e Ucraina, lo Stato islamico irrompe con poche righe sul suo canale Telegram: parla di un attacco contro un grande raduno di cristiani nella città di Krasnogorsk, alla periferia della capitale russa Mosca, ammette di avere ucciso e ferito centinaia di persone e di aver lasciato la zona dell'attacco senza conseguenze per i responsabili del gruppo. L'attentato di Mosca ricorda i giorni dal 23 al 26 ottobre 2002 con il sequestro collettivo nel teatro Dubrovka di Mosca: uccisi i 41 guerriglieri del commando ceceno, muoiono però anche 130 ostaggi, la quasi totalità avvelenati dai gas usati dalle forze speciali della polizia. Una lunga scia di sangue che riporta alla memoria i fatti di Beslan (Ossezia del Nord, Russia), dal 1 al 3 settembre 2004, quando un commando inguscio-ceceno prese in ostaggio quasi 1.200 persone tra bambini, genitori e insegnanti in un asilo nel primo giorno di scuola. L'assalto delle forze russe porterà alla liberazione degli ostaggi, ma avrà un bilancio pesantissimo: 335 morti, tra cui 186 bambini e 31 sequestratori, più 400 feriti. E ricorda anche quanto accadde a Parigi, anche lì in una sala di concerti del Bataclan del 13 novembre 2015. Attori diversi che si muovono nella stessa logica della strategia della tensione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>148</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f6117d686a1f599e40a38fc95a2fdcdf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Isis attacca una sala di concerti di Mosca, come al Teatro Duvrovka di Beslan e il Bataclan di Parigi | 23/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/isis-attacca-una-sala-di-concerti-di-mosca-come-al-teatro-duvrovka-di-beslan-e-il-bataclan-di-parigi-23-03-2024-il-corsivo--59145528</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Isis sceglie una sala di concerti di Mosca per affermare il suo ritorno sulla scena del terrore. Questa volta il luogo prefissato dal piano operativo è una sala popolata di migliaia di persone, stipate nella Crocus City Hall e la dinamica è più o meno identica ad un film dell'orrore visto nel passato. Cinque uomini in mimetica appartenenti ad un commando organizzato, irrompono nella sala mentre gli spettatori stanno prendendo posto, sparano sulla folla con armi automatiche, lanciano granate e ordigni incendiari, poi si dileguano a bordo di una Renault bianca e spariscono nel nulla. Le modalità di rivendicazione sono quelle già collaudate. Mentre gli inquirenti cercano di stabilire le responsabilità ed è in corso il prevedibile scambio di accuse tra Russia e Ucraina, lo Stato islamico irrompe con poche righe sul suo canale Telegram: parla di un attacco contro un grande raduno di cristiani nella città di Krasnogorsk, alla periferia della capitale russa Mosca, ammette di avere ucciso e ferito centinaia di persone e di aver lasciato la zona dell'attacco senza conseguenze per i responsabili del gruppo. L'attentato di Mosca ricorda i giorni dal 23 al 26 ottobre 2002 con il sequestro collettivo nel teatro Dubrovka di Mosca: uccisi i 41 guerriglieri del commando ceceno, muoiono però anche 130 ostaggi, la quasi totalità avvelenati dai gas usati dalle forze speciali della polizia. Una lunga scia di sangue che riporta alla memoria i fatti di Beslan (Ossezia del Nord, Russia), dal 1 al 3 settembre 2004, quando un commando inguscio-ceceno prese in ostaggio quasi 1.200 persone tra bambini, genitori e insegnanti in un asilo nel primo giorno di scuola. L'assalto delle forze russe porterà alla liberazione degli ostaggi, ma avrà un bilancio pesantissimo: 335 morti, tra cui 186 bambini e 31 sequestratori, più 400 feriti. E ricorda anche quanto accadde a Parigi, anche lì in una sala di concerti del Bataclan del 13 novembre 2015. Attori diversi che si muovono nella stessa logica della strategia della tensione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 23 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59145528/corsivo_23_03_2024_08_25.mp3" length="2356076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Isis sceglie una sala di concerti di Mosca per affermare il suo ritorno sulla scena del terrore. 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A Palermo niente confisca | 22/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-gip-di-firenze-sequestra-10-8-milioni-a-dell-utri-berlusconi-gli-dono-900-000-euro-a-palermo-niente-confisca-22-03-2024-il-corsivo--64555986</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il gip di Firenze Antonella Zatini esegue una richiesta della procura distrettuale antimafia e ordina il sequestro di 10 milioni e 840.000 euro a Marcello Dell'Utri e alla moglie Miranda Ratti. A Palermo, il tribunale rigetta una richiesta della procura di sottoporre l'ex senatore di Forza Italia alla sorveglianza speciale e di sequestrare i suoi beni per la confisca per via del patrimonio sproporzionato rispetto ai suoi redditi. L'ordinanza di Firenze è dello scorso 12 marzo. Secondo il gip fiorentino, Dell'Utri, come condannato con sentenza definitiva per concorso esterno in associazione di tipo mafioso nel 2014, avrebbe dovuto comunicare secondo la legge Rognoni-La Torre, le variazioni patrimoniali. Dell'Utri ed è scattato il sequestro di 10,8 milioni. Sono stati trovati movimenti, positivi e negativi,  per 42,6 milioni di euro in circa dieci anni. E in queste operazioni ci sono versamenti di denaro disposti da Silvio Berlusconi a uno dei suoi più fidati dirigenti e sodali. In particolare ci sono 10 bonifici da 90.000 euro ciascuno con causale "donazione di modico valore", più un altro da 20.000 euro a titolo di rimborso elargiti da Silvio Berlusconi a Marcello Dell'Utri tra il 19 maggio 2021 e il 22 maggio 2023. Il provvedimento di Palermo è del 13 marzo. Secondo i magistrati siciliani, Dell'Utri "non è più socialmente pericoloso", e riguardo al fatto che Berlusconi abbia pagato il suo silenzio con generose elargizioni tali da gonfiare i beni di Dell'Utri, scrivono, è tesi che seppur "estremamente suggestiva presta il fianco alla finora indimostrata esistenza di accordi fra il sodalizio criminale e Berlusconi". Si tratta di due provvedimenti della magistratura italiana, emessi in sole 24 ore, che coinvolgono Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi, ma che forniscono due interpretazioni giuridiche differenti che si smentiscono tra loro.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64555986/corsivo_22_03_2024_08_25.mp3" length="2525420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il gip di Firenze Antonella Zatini esegue una richiesta della procura distrettuale antimafia e ordina il sequestro di 10 milioni e 840.000 euro a Marcello Dell'Utri e alla moglie Miranda Ratti. 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Secondo il gip fiorentino, Dell'Utri, come condannato con sentenza definitiva per concorso esterno in associazione di tipo mafioso nel 2014, avrebbe dovuto comunicare secondo la legge Rognoni-La Torre, le variazioni patrimoniali. Dell'Utri ed è scattato il sequestro di 10,8 milioni. Sono stati trovati movimenti, positivi e negativi,  per 42,6 milioni di euro in circa dieci anni. E in queste operazioni ci sono versamenti di denaro disposti da Silvio Berlusconi a uno dei suoi più fidati dirigenti e sodali. In particolare ci sono 10 bonifici da 90.000 euro ciascuno con causale "donazione di modico valore", più un altro da 20.000 euro a titolo di rimborso elargiti da Silvio Berlusconi a Marcello Dell'Utri tra il 19 maggio 2021 e il 22 maggio 2023. Il provvedimento di Palermo è del 13 marzo. Secondo i magistrati siciliani, Dell'Utri "non è più socialmente pericoloso", e riguardo al fatto che Berlusconi abbia pagato il suo silenzio con generose elargizioni tali da gonfiare i beni di Dell'Utri, scrivono, è tesi che seppur "estremamente suggestiva presta il fianco alla finora indimostrata esistenza di accordi fra il sodalizio criminale e Berlusconi". Si tratta di due provvedimenti della magistratura italiana, emessi in sole 24 ore, che coinvolgono Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi, ma che forniscono due interpretazioni giuridiche differenti che si smentiscono tra loro.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59134692/corsivo_22_03_2024_08_25.mp3" length="2525420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il gip di Firenze Antonella Zatini esegue una richiesta della procura distrettuale antimafia e ordina il sequestro di 10 milioni e 840.000 euro a Marcello Dell'Utri e alla moglie Miranda Ratti. A Palermo, il tribunale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il gip di Firenze Antonella Zatini esegue una richiesta della procura distrettuale antimafia e ordina il sequestro di 10 milioni e 840.000 euro a Marcello Dell'Utri e alla moglie Miranda Ratti. A Palermo, il tribunale rigetta una richiesta della procura di sottoporre l'ex senatore di Forza Italia alla sorveglianza speciale e di sequestrare i suoi beni per la confisca per via del patrimonio sproporzionato rispetto ai suoi redditi. L'ordinanza di Firenze è dello scorso 12 marzo. Secondo il gip fiorentino, Dell'Utri, come condannato con sentenza definitiva per concorso esterno in associazione di tipo mafioso nel 2014, avrebbe dovuto comunicare secondo la legge Rognoni-La Torre, le variazioni patrimoniali. Dell'Utri ed è scattato il sequestro di 10,8 milioni. Sono stati trovati movimenti, positivi e negativi,  per 42,6 milioni di euro in circa dieci anni. E in queste operazioni ci sono versamenti di denaro disposti da Silvio Berlusconi a uno dei suoi più fidati dirigenti e sodali. In particolare ci sono 10 bonifici da 90.000 euro ciascuno con causale "donazione di modico valore", più un altro da 20.000 euro a titolo di rimborso elargiti da Silvio Berlusconi a Marcello Dell'Utri tra il 19 maggio 2021 e il 22 maggio 2023. Il provvedimento di Palermo è del 13 marzo. Secondo i magistrati siciliani, Dell'Utri "non è più socialmente pericoloso", e riguardo al fatto che Berlusconi abbia pagato il suo silenzio con generose elargizioni tali da gonfiare i beni di Dell'Utri, scrivono, è tesi che seppur "estremamente suggestiva presta il fianco alla finora indimostrata esistenza di accordi fra il sodalizio criminale e Berlusconi". Si tratta di due provvedimenti della magistratura italiana, emessi in sole 24 ore, che coinvolgono Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi, ma che forniscono due interpretazioni giuridiche differenti che si smentiscono tra loro.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4ca9a7b894be38aa7b5a0e9d870c93df.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>21 marzo giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie | 21/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/21-marzo-giornata-della-memoria-delle-vittime-innocenti-delle-mafie-21-03-2024-il-corsivo--64556511</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le mafie sono ancora vive nel 2024, nonostante gli arresti di Matteo Messina Denaro, l'ultimo boss della vecchia Cosa Nostra dell'attacco al cuore dello Stato, le tante operazioni delle forze dell'ordine contro la 'ndrangheta a Catanzaro e nella provincia di Milano, contro il clan dei Casalesi a Caserta. Le cosche sono oggi resilienti, ipertecnologiche, inclini all’uso della corruzione che ha quasi sostituito del tutto la violenza, proiettate agli affari e a quello che si appresta essere il migliore in questo momento: i fondi pubblici nazionali e comunitari del Pnrr. Gli ultimi dati della Direzione Antimafia sono impressionanti e parlano di affari per svariati miliardi di euro. Le attività delle mafie variano dal traffico di droga e armi agli appalti, alle macchinette mangiasoldi, alle estorsioni. Non c'è affare che non veda i gruppi criminali protagonisti del controllo del territorio. Davanti a questi dati, le risposte della politica sono flebili. L'attività antimafia è delegata alla repressione del fenomeno, non alla prevenzione. Ecco perché la giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera di Don Luigi Ciotti, che si celebra oggi, diventa una risposta della società civile ancora più importante e contribuisce alla diffusione di una cultura della legalità, specie nelle nuove generazioni. Oggi a Roma un corteo raggiunge il Circo Massimo dove si prevede un'affluenza di almeno 100mila persone. Vengono letti, come da tradizione, gli oltre 1000 nomi delle vittime: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. L'esercito di Ciotti è composto da giovani, associazioni, gruppi, rappresentanti di istituzioni, sindacati, mondo della scuola, della cultura, dello sport che non solo in questa giornata, ma per 365 giorni all'anno, lavorano all’interno di scuole, università, associazioni, parrocchie per ribadire che la responsabilità per il bene comune rappresenta il primo antidoto al male delle mafie e della corruzione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 21 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556511/corsivo_21_03_2024_08_25.mp3" length="2524652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le mafie sono ancora vive nel 2024, nonostante gli arresti di Matteo Messina Denaro, l'ultimo boss della vecchia Cosa Nostra dell'attacco al cuore dello Stato, le tante operazioni delle forze dell'ordine contro la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le mafie sono ancora vive nel 2024, nonostante gli arresti di Matteo Messina Denaro, l'ultimo boss della vecchia Cosa Nostra dell'attacco al cuore dello Stato, le tante operazioni delle forze dell'ordine contro la 'ndrangheta a Catanzaro e nella provincia di Milano, contro il clan dei Casalesi a Caserta. Le cosche sono oggi resilienti, ipertecnologiche, inclini all’uso della corruzione che ha quasi sostituito del tutto la violenza, proiettate agli affari e a quello che si appresta essere il migliore in questo momento: i fondi pubblici nazionali e comunitari del Pnrr. Gli ultimi dati della Direzione Antimafia sono impressionanti e parlano di affari per svariati miliardi di euro. Le attività delle mafie variano dal traffico di droga e armi agli appalti, alle macchinette mangiasoldi, alle estorsioni. Non c'è affare che non veda i gruppi criminali protagonisti del controllo del territorio. Davanti a questi dati, le risposte della politica sono flebili. L'attività antimafia è delegata alla repressione del fenomeno, non alla prevenzione. Ecco perché la giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera di Don Luigi Ciotti, che si celebra oggi, diventa una risposta della società civile ancora più importante e contribuisce alla diffusione di una cultura della legalità, specie nelle nuove generazioni. Oggi a Roma un corteo raggiunge il Circo Massimo dove si prevede un'affluenza di almeno 100mila persone. Vengono letti, come da tradizione, gli oltre 1000 nomi delle vittime: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. L'esercito di Ciotti è composto da giovani, associazioni, gruppi, rappresentanti di istituzioni, sindacati, mondo della scuola, della cultura, dello sport che non solo in questa giornata, ma per 365 giorni all'anno, lavorano all’interno di scuole, università, associazioni, parrocchie per ribadire che la responsabilità per il bene comune rappresenta il primo antidoto al male delle mafie e della corruzione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/40dc336cd38250aca7f55ef192871098.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>21 marzo giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie | 21/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/21-marzo-giornata-della-memoria-delle-vittime-innocenti-delle-mafie-21-03-2024-il-corsivo--59123079</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le mafie sono ancora vive nel 2024, nonostante gli arresti di Matteo Messina Denaro, l'ultimo boss della vecchia Cosa Nostra dell'attacco al cuore dello Stato, le tante operazioni delle forze dell'ordine contro la 'ndrangheta a Catanzaro e nella provincia di Milano, contro il clan dei Casalesi a Caserta. Le cosche sono oggi resilienti, ipertecnologiche, inclini all’uso della corruzione che ha quasi sostituito del tutto la violenza, proiettate agli affari e a quello che si appresta essere il migliore in questo momento: i fondi pubblici nazionali e comunitari del Pnrr. Gli ultimi dati della Direzione Antimafia sono impressionanti e parlano di affari per svariati miliardi di euro. Le attività delle mafie variano dal traffico di droga e armi agli appalti, alle macchinette mangiasoldi, alle estorsioni. Non c'è affare che non veda i gruppi criminali protagonisti del controllo del territorio. Davanti a questi dati, le risposte della politica sono flebili. L'attività antimafia è delegata alla repressione del fenomeno, non alla prevenzione. Ecco perché la giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera di Don Luigi Ciotti, che si celebra oggi, diventa una risposta della società civile ancora più importante e contribuisce alla diffusione di una cultura della legalità, specie nelle nuove generazioni. Oggi a Roma un corteo raggiunge il Circo Massimo dove si prevede un'affluenza di almeno 100mila persone. Vengono letti, come da tradizione, gli oltre 1000 nomi delle vittime: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. L'esercito di Ciotti è composto da giovani, associazioni, gruppi, rappresentanti di istituzioni, sindacati, mondo della scuola, della cultura, dello sport che non solo in questa giornata, ma per 365 giorni all'anno, lavorano all’interno di scuole, università, associazioni, parrocchie per ribadire che la responsabilità per il bene comune rappresenta il primo antidoto al male delle mafie e della corruzione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 21 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59123079/corsivo_21_03_2024_08_25.mp3" length="2524652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le mafie sono ancora vive nel 2024, nonostante gli arresti di Matteo Messina Denaro, l'ultimo boss della vecchia Cosa Nostra dell'attacco al cuore dello Stato, le tante operazioni delle forze dell'ordine contro la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le mafie sono ancora vive nel 2024, nonostante gli arresti di Matteo Messina Denaro, l'ultimo boss della vecchia Cosa Nostra dell'attacco al cuore dello Stato, le tante operazioni delle forze dell'ordine contro la 'ndrangheta a Catanzaro e nella provincia di Milano, contro il clan dei Casalesi a Caserta. Le cosche sono oggi resilienti, ipertecnologiche, inclini all’uso della corruzione che ha quasi sostituito del tutto la violenza, proiettate agli affari e a quello che si appresta essere il migliore in questo momento: i fondi pubblici nazionali e comunitari del Pnrr. Gli ultimi dati della Direzione Antimafia sono impressionanti e parlano di affari per svariati miliardi di euro. Le attività delle mafie variano dal traffico di droga e armi agli appalti, alle macchinette mangiasoldi, alle estorsioni. Non c'è affare che non veda i gruppi criminali protagonisti del controllo del territorio. Davanti a questi dati, le risposte della politica sono flebili. L'attività antimafia è delegata alla repressione del fenomeno, non alla prevenzione. Ecco perché la giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera di Don Luigi Ciotti, che si celebra oggi, diventa una risposta della società civile ancora più importante e contribuisce alla diffusione di una cultura della legalità, specie nelle nuove generazioni. Oggi a Roma un corteo raggiunge il Circo Massimo dove si prevede un'affluenza di almeno 100mila persone. Vengono letti, come da tradizione, gli oltre 1000 nomi delle vittime: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. L'esercito di Ciotti è composto da giovani, associazioni, gruppi, rappresentanti di istituzioni, sindacati, mondo della scuola, della cultura, dello sport che non solo in questa giornata, ma per 365 giorni all'anno, lavorano all’interno di scuole, università, associazioni, parrocchie per ribadire che la responsabilità per il bene comune rappresenta il primo antidoto al male delle mafie e della corruzione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/40dc336cd38250aca7f55ef192871098.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Corte dei conti critica il Pnrr: “Tagli alla sanità e dubbi sulle coperture” | 20/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-corte-dei-conti-critica-il-pnrr-tagli-alla-sanita-e-dubbi-sulle-coperture-20-03-2024-il-corsivo--64556535</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  E' una critica dura, precisa e articolata, quella mossa dalla Corte dei Conti contro l'azione del Governo nel decreto sul Pnrr: “Riduce le risorse per la sanità. E attribuisce a Palazzo Chigi poteri non previsti dalla Costituzione”. In particolare, i magistrati contabili segnalano i magistrati, che con la rimodulazione “gli investimenti del settore si riducono in misura significativa”. Dubbi vengono espressi anche per i poteri ispettivi della Struttura di missione che fa riferimento al ministro Raffaele Fitto: “Non coerente con l’autonomia costituzionale degli enti locali”. Nella sostanza, la Corte dei Conti, nella memoria sul decreto Pnrr depositata in commissione Bilancio alla Camera, dà ragione alle Regioni, anche quelle governate dal centrodestra, che lamentano la sottrazione di 1,2 miliardi destinati alla sanità, e censura pesantemente anche le novità organizzative annunciate da Fitto, dai poteri aggiuntivi attribuiti alla struttura di missione che il governo come è noto ha accentrato a Palazzo Chigi alle nuove strutture da istituire nelle prefetture. Più in generale, come l’Ufficio parlamentare di bilancio anche la magistratura contabile evidenzia come “sul fronte delle maggiori esigenze finanziarie sarebbe stato auspicabile esplicitare l’elenco delle misure per le quali è stimato un incremento dei costi”. La Relazione tecnica si limita “a fornire gli elementi di sintesi delle valutazioni condotte per pervenire alla stima delle risorse Pnrr da integrare” e non riporta invece “le informazioni di dettaglio, necessarie al fine di ricostruire pienamente le valutazioni alla base del processo di quantificazione seguito”.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 20 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556535/corsivo_20_03_2024_08_25.mp3" length="2206316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  E' una critica dura, precisa e articolata, quella mossa dalla Corte dei Conti contro l'azione del Governo nel decreto sul Pnrr: “Riduce le risorse per la sanità. 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Più in generale, come l’Ufficio parlamentare di bilancio anche la magistratura contabile evidenzia come “sul fronte delle maggiori esigenze finanziarie sarebbe stato auspicabile esplicitare l’elenco delle misure per le quali è stimato un incremento dei costi”. 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Nella sostanza, la Corte dei Conti, nella memoria sul decreto Pnrr depositata in commissione Bilancio alla Camera, dà ragione alle Regioni, anche quelle governate dal centrodestra, che lamentano la sottrazione di 1,2 miliardi destinati alla sanità, e censura pesantemente anche le novità organizzative annunciate da Fitto, dai poteri aggiuntivi attribuiti alla struttura di missione che il governo come è noto ha accentrato a Palazzo Chigi alle nuove strutture da istituire nelle prefetture. Più in generale, come l’Ufficio parlamentare di bilancio anche la magistratura contabile evidenzia come “sul fronte delle maggiori esigenze finanziarie sarebbe stato auspicabile esplicitare l’elenco delle misure per le quali è stimato un incremento dei costi”. 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Salvini imbarazza il governo: “Putin? Il popolo ha sempre ragione”. Tajani lo smentisce e Meloni minimizza: “Maggioranza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-in-russia-salvini-imbarazza-il-governo-putin-il-popolo-ha-sempre-ragione-tajani-lo-smentisce-e-meloni-minimizza-maggioranza--64556514</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sull'esito delle elezioni in Russia, il leader della Lega Matteo Salvini, in forte calo di consensi, si smarca dal coro di critiche per l'ennesima e scontata vittoria di Vladimir Putin alle presidenziali. "In Russia hanno votato, ne prendiamo atto – dice Salvini - quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde", dice Salvini. Lo smentisce il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, secondo cui il plebiscito per Putin, che oltrepassa in alcuni luoghi il 90% delle preferenze, è stato caratterizzato da forti pressioni, anche violente. “Sul voto in Russia ribadiscono che le elezioni sono state caratterizzate da pressioni forti e anche violente. Aleksej Navalny è stato escluso da queste elezioni con un omicidio, abbiamo visto le immagini dei soldati nelle urne ", ribadisce Tajani. La opposta visione in politica estera di due suoi alleati non preoccupa la premier Giorgia Meloni. "La maggioranza rimane coesa". Non è la prima volta che Salvini e Tajani fanno emergere distanze di pensiero su temi cruciali dell'agenda di governo del nostro paese, ma poco dopo la polemica, Meloni ricuce lo strappo. Le parole contano a poche ore dall'apertura formale della campagna elettorale per le europee dell'8 e 9 giugno. Salvini avrebbe ragione se il voto che ha incoronato Putin non fosse stato anticipato da un attacco militare senza precedenti contro l'Ucraina, da una sistematica violazione dei diritti di espressione di oppositori, intellettuali, scrittori, dalla morte non chiarita di Navalny, e molto altro ancora. La tensione dentro il governo resta e la settimana si annuncia complicata lungo l’asse Meloni-Salvini. Sabato a Roma il leader del Carroccio ha convocato i sovranisti suoi alleati in Europa, in gran parte apertamente filo putiniani: sono attesi rappresentanti dell’Afd tedesca e del Front National di Marine Le Pen. E la premier si trova impegnata a preparare il Consiglio europeo di questo fine settimana e il G7 di giugno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 19 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556514/corsivo_19_03_2024_08_25.mp3" length="2478572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Sull'esito delle elezioni in Russia, il leader della Lega Matteo Salvini, in forte calo di consensi, si smarca dal coro di critiche per l'ennesima e scontata vittoria di Vladimir Putin alle presidenziali. "In Russia hanno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sull'esito delle elezioni in Russia, il leader della Lega Matteo Salvini, in forte calo di consensi, si smarca dal coro di critiche per l'ennesima e scontata vittoria di Vladimir Putin alle presidenziali. "In Russia hanno votato, ne prendiamo atto – dice Salvini - quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde", dice Salvini. Lo smentisce il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, secondo cui il plebiscito per Putin, che oltrepassa in alcuni luoghi il 90% delle preferenze, è stato caratterizzato da forti pressioni, anche violente. “Sul voto in Russia ribadiscono che le elezioni sono state caratterizzate da pressioni forti e anche violente. Aleksej Navalny è stato escluso da queste elezioni con un omicidio, abbiamo visto le immagini dei soldati nelle urne ", ribadisce Tajani. La opposta visione in politica estera di due suoi alleati non preoccupa la premier Giorgia Meloni. "La maggioranza rimane coesa". Non è la prima volta che Salvini e Tajani fanno emergere distanze di pensiero su temi cruciali dell'agenda di governo del nostro paese, ma poco dopo la polemica, Meloni ricuce lo strappo. Le parole contano a poche ore dall'apertura formale della campagna elettorale per le europee dell'8 e 9 giugno. Salvini avrebbe ragione se il voto che ha incoronato Putin non fosse stato anticipato da un attacco militare senza precedenti contro l'Ucraina, da una sistematica violazione dei diritti di espressione di oppositori, intellettuali, scrittori, dalla morte non chiarita di Navalny, e molto altro ancora. La tensione dentro il governo resta e la settimana si annuncia complicata lungo l’asse Meloni-Salvini. Sabato a Roma il leader del Carroccio ha convocato i sovranisti suoi alleati in Europa, in gran parte apertamente filo putiniani: sono attesi rappresentanti dell’Afd tedesca e del Front National di Marine Le Pen. E la premier si trova impegnata a preparare il Consiglio europeo di questo fine settimana e il G7 di giugno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6c6e6d0a3901af170996f0663ce402e4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni in Russia. Salvini imbarazza il governo: “Putin? Il popolo ha sempre ragione”. Tajani lo smentisce e Meloni minimizza: “Maggioranza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-in-russia-salvini-imbarazza-il-governo-putin-il-popolo-ha-sempre-ragione-tajani-lo-smentisce-e-meloni-minimizza-maggioranza--59098090</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sull'esito delle elezioni in Russia, il leader della Lega Matteo Salvini, in forte calo di consensi, si smarca dal coro di critiche per l'ennesima e scontata vittoria di Vladimir Putin alle presidenziali. "In Russia hanno votato, ne prendiamo atto – dice Salvini - quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde", dice Salvini. Lo smentisce il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, secondo cui il plebiscito per Putin, che oltrepassa in alcuni luoghi il 90% delle preferenze, è stato caratterizzato da forti pressioni, anche violente. “Sul voto in Russia ribadiscono che le elezioni sono state caratterizzate da pressioni forti e anche violente. Aleksej Navalny è stato escluso da queste elezioni con un omicidio, abbiamo visto le immagini dei soldati nelle urne ", ribadisce Tajani. La opposta visione in politica estera di due suoi alleati non preoccupa la premier Giorgia Meloni. "La maggioranza rimane coesa". Non è la prima volta che Salvini e Tajani fanno emergere distanze di pensiero su temi cruciali dell'agenda di governo del nostro paese, ma poco dopo la polemica, Meloni ricuce lo strappo. Le parole contano a poche ore dall'apertura formale della campagna elettorale per le europee dell'8 e 9 giugno. Salvini avrebbe ragione se il voto che ha incoronato Putin non fosse stato anticipato da un attacco militare senza precedenti contro l'Ucraina, da una sistematica violazione dei diritti di espressione di oppositori, intellettuali, scrittori, dalla morte non chiarita di Navalny, e molto altro ancora. La tensione dentro il governo resta e la settimana si annuncia complicata lungo l’asse Meloni-Salvini. Sabato a Roma il leader del Carroccio ha convocato i sovranisti suoi alleati in Europa, in gran parte apertamente filo putiniani: sono attesi rappresentanti dell’Afd tedesca e del Front National di Marine Le Pen. E la premier si trova impegnata a preparare il Consiglio europeo di questo fine settimana e il G7 di giugno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 19 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59098090/corsivo_19_03_2024_08_25.mp3" length="2478572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Sull'esito delle elezioni in Russia, il leader della Lega Matteo Salvini, in forte calo di consensi, si smarca dal coro di critiche per l'ennesima e scontata vittoria di Vladimir Putin alle presidenziali. "In Russia hanno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Sull'esito delle elezioni in Russia, il leader della Lega Matteo Salvini, in forte calo di consensi, si smarca dal coro di critiche per l'ennesima e scontata vittoria di Vladimir Putin alle presidenziali. "In Russia hanno votato, ne prendiamo atto – dice Salvini - quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde", dice Salvini. Lo smentisce il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, secondo cui il plebiscito per Putin, che oltrepassa in alcuni luoghi il 90% delle preferenze, è stato caratterizzato da forti pressioni, anche violente. “Sul voto in Russia ribadiscono che le elezioni sono state caratterizzate da pressioni forti e anche violente. Aleksej Navalny è stato escluso da queste elezioni con un omicidio, abbiamo visto le immagini dei soldati nelle urne ", ribadisce Tajani. La opposta visione in politica estera di due suoi alleati non preoccupa la premier Giorgia Meloni. "La maggioranza rimane coesa". Non è la prima volta che Salvini e Tajani fanno emergere distanze di pensiero su temi cruciali dell'agenda di governo del nostro paese, ma poco dopo la polemica, Meloni ricuce lo strappo. Le parole contano a poche ore dall'apertura formale della campagna elettorale per le europee dell'8 e 9 giugno. Salvini avrebbe ragione se il voto che ha incoronato Putin non fosse stato anticipato da un attacco militare senza precedenti contro l'Ucraina, da una sistematica violazione dei diritti di espressione di oppositori, intellettuali, scrittori, dalla morte non chiarita di Navalny, e molto altro ancora. La tensione dentro il governo resta e la settimana si annuncia complicata lungo l’asse Meloni-Salvini. Sabato a Roma il leader del Carroccio ha convocato i sovranisti suoi alleati in Europa, in gran parte apertamente filo putiniani: sono attesi rappresentanti dell’Afd tedesca e del Front National di Marine Le Pen. E la premier si trova impegnata a preparare il Consiglio europeo di questo fine settimana e il G7 di giugno.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6c6e6d0a3901af170996f0663ce402e4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen vanno in Egitto, versano 7,4 miliardi ad al Sisi. Del caso Regeni non se ne parla | 18/03/2024 | Il Co</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgia-meloni-e-ursula-von-der-leyen-vanno-in-egitto-versano-7-4-miliardi-ad-al-sisi-del-caso-regeni-non-se-ne-parla-18-03-2024-il-co--64556536</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Al palazzo presidenziale di Eliopoli, a est del Nilo, in una tranquilla domenica di marzo si presentano Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e altri quattro capi di governo o di Stato della Ue (Grecia, Cipro, Austria e Belgio). Si portano a casa da Al Sisi la promessa di fermare gli sbarchi e di mediare su Gaza. In cambio versano nelle casse egiziane la bellezza di 7,4 miliardi di aiuti da Bruxelles. Si tratta di quattrini di cui il leader egiziano ha un dannato bisogno, perchè si ritrova con un debito estero lievitato in poco tempo a 160 miliardi, con la sterlina egiziana che ha dimezzato il suo valore in un solo anno, con gli incassi dal canale di Suez sono messi in pericolo dagli attacchi dei ribelli Houthi. L’Ue si presenta in Egitto apparentemente compatta, tratta sui migranti , ma chiude gli occhi sui diritti umani in Egitto: l’argomento è relegato a poche righe nella dichiarazione finale. L’Ue si impegna a «promuovere la democrazia e i diritti». E terrà d’occhio i progressi egiziani, «ogni 2 anni». Meloni invece ringrazia Al Sisi «per l’ospitalità» ed evita di parlargli di Giulio Regeni, anche se il leader del Cairo è considerato il responsabile dei depistaggi a favore dei 4 agenti della National Security, imputati in Italia in contumacia per l’omicidio del ricercatore. E' realpolitik bellezza, e tu non ci puoi fare proprio niente, perché alla vigilia delle elezioni europee ogni cosa è buona per portare a casa alleanze, oltre che promesse da al Sisi mai mantenute. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 18 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556536/corsivo_18_03_2024_08_25.mp3" length="2032748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Al palazzo presidenziale di Eliopoli, a est del Nilo, in una tranquilla domenica di marzo si presentano Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e altri quattro capi di governo o di Stato della Ue (Grecia, Cipro, Austria e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Al palazzo presidenziale di Eliopoli, a est del Nilo, in una tranquilla domenica di marzo si presentano Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e altri quattro capi di governo o di Stato della Ue (Grecia, Cipro, Austria e Belgio). 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Meloni invece ringrazia Al Sisi «per l’ospitalità» ed evita di parlargli di Giulio Regeni, anche se il leader del Cairo è considerato il responsabile dei depistaggi a favore dei 4 agenti della National Security, imputati in Italia in contumacia per l’omicidio del ricercatore. E' realpolitik bellezza, e tu non ci puoi fare proprio niente, perché alla vigilia delle elezioni europee ogni cosa è buona per portare a casa alleanze, oltre che promesse da al Sisi mai mantenute. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6f572431da665fec73c087ed5ca57673.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen vanno in Egitto, versano 7,4 miliardi ad al Sisi. 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Si tratta di quattrini di cui il leader egiziano ha un dannato bisogno, perchè si ritrova con un debito estero lievitato in poco tempo a 160 miliardi, con la sterlina egiziana che ha dimezzato il suo valore in un solo anno, con gli incassi dal canale di Suez sono messi in pericolo dagli attacchi dei ribelli Houthi. L’Ue si presenta in Egitto apparentemente compatta, tratta sui migranti , ma chiude gli occhi sui diritti umani in Egitto: l’argomento è relegato a poche righe nella dichiarazione finale. L’Ue si impegna a «promuovere la democrazia e i diritti». E terrà d’occhio i progressi egiziani, «ogni 2 anni». Meloni invece ringrazia Al Sisi «per l’ospitalità» ed evita di parlargli di Giulio Regeni, anche se il leader del Cairo è considerato il responsabile dei depistaggi a favore dei 4 agenti della National Security, imputati in Italia in contumacia per l’omicidio del ricercatore. E' realpolitik bellezza, e tu non ci puoi fare proprio niente, perché alla vigilia delle elezioni europee ogni cosa è buona per portare a casa alleanze, oltre che promesse da al Sisi mai mantenute. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_18-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 18 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59084009/corsivo_18_03_2024_08_25.mp3" length="2032748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Al palazzo presidenziale di Eliopoli, a est del Nilo, in una tranquilla domenica di marzo si presentano Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e altri quattro capi di governo o di Stato della Ue (Grecia, Cipro, Austria e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Al palazzo presidenziale di Eliopoli, a est del Nilo, in una tranquilla domenica di marzo si presentano Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e altri quattro capi di governo o di Stato della Ue (Grecia, Cipro, Austria e Belgio). Si portano a casa da Al Sisi la promessa di fermare gli sbarchi e di mediare su Gaza. In cambio versano nelle casse egiziane la bellezza di 7,4 miliardi di aiuti da Bruxelles. Si tratta di quattrini di cui il leader egiziano ha un dannato bisogno, perchè si ritrova con un debito estero lievitato in poco tempo a 160 miliardi, con la sterlina egiziana che ha dimezzato il suo valore in un solo anno, con gli incassi dal canale di Suez sono messi in pericolo dagli attacchi dei ribelli Houthi. L’Ue si presenta in Egitto apparentemente compatta, tratta sui migranti , ma chiude gli occhi sui diritti umani in Egitto: l’argomento è relegato a poche righe nella dichiarazione finale. L’Ue si impegna a «promuovere la democrazia e i diritti». E terrà d’occhio i progressi egiziani, «ogni 2 anni». Meloni invece ringrazia Al Sisi «per l’ospitalità» ed evita di parlargli di Giulio Regeni, anche se il leader del Cairo è considerato il responsabile dei depistaggi a favore dei 4 agenti della National Security, imputati in Italia in contumacia per l’omicidio del ricercatore. E' realpolitik bellezza, e tu non ci puoi fare proprio niente, perché alla vigilia delle elezioni europee ogni cosa è buona per portare a casa alleanze, oltre che promesse da al Sisi mai mantenute. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6f572431da665fec73c087ed5ca57673.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli. I forzisti alla Sapienza si scagliano contro la De Cesare | 16/03/2024 | Il Cor</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-collettivi-bloccano-il-dibattito-all-universita-di-napoli-i-forzisti-alla-sapienza-si-scagliano-contro-la-de-cesare-16-03-2024-il-cor--64556520</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A poche ore di distanza, i collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il rettore Matteo Lorito e i giovani di Forza Italia irrompono alla Sapienza di Roma in una lezione della professoressa di Filosofia Donatella Di Cesare. In particolare, l'incontro con Molinari e Lorito dal titolo 'Ruolo della cultura nel contesto di un Mediterraneo conteso' è saltato vista la tensione che si è creata nella facoltà di Ingegneria, Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, nel quartiere di Fuorigrotta, dove ci sono stati spintonamenti con la polizia poi l'ingresso degli studenti nella facoltà. Alla Sapienza di Roma, i protagonisti della contestazione di Donatella Di Cesare non sono i collettivi di sinistra, ma i forzisti che contestano la docente al centro nei giorni scorsi di una polemica mediatica per un post dopo la morte della ex brigatista Barbara Balzerani.  Il Presidente della Repubblica ha espresso solidarietà al Direttore de La Repubblica, Maurizio Molinari. Secondo il Capo dello Stato, bisogna bandire l'intolleranza dall' Università, perché è incompatibile con chi pretende di imporre le proprie idee impedendo che possa manifestarle chi la pensa diversamente. Ha ragione Mattarella, ma il tema è generale e si pone sia per il collega Molinari, contestato da sinistra per le sue posizioni sul conflitto tra Israele e Hamas, sia per la Di Cesare per le sue errate posizioni sulla Balzerani, sia per chiunque voglia proporre la libertà di pensiero in un luogo della cultura pubblico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 16 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556520/corsivo_16_03_2024_08_25.mp3" length="2008172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A poche ore di distanza, i collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il rettore Matteo Lorito e i giovani di Forza Italia irrompono alla Sapienza di Roma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A poche ore di distanza, i collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il rettore Matteo Lorito e i giovani di Forza Italia irrompono alla Sapienza di Roma in una lezione della professoressa di Filosofia Donatella Di Cesare. In particolare, l'incontro con Molinari e Lorito dal titolo 'Ruolo della cultura nel contesto di un Mediterraneo conteso' è saltato vista la tensione che si è creata nella facoltà di Ingegneria, Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, nel quartiere di Fuorigrotta, dove ci sono stati spintonamenti con la polizia poi l'ingresso degli studenti nella facoltà. Alla Sapienza di Roma, i protagonisti della contestazione di Donatella Di Cesare non sono i collettivi di sinistra, ma i forzisti che contestano la docente al centro nei giorni scorsi di una polemica mediatica per un post dopo la morte della ex brigatista Barbara Balzerani.  Il Presidente della Repubblica ha espresso solidarietà al Direttore de La Repubblica, Maurizio Molinari. Secondo il Capo dello Stato, bisogna bandire l'intolleranza dall' Università, perché è incompatibile con chi pretende di imporre le proprie idee impedendo che possa manifestarle chi la pensa diversamente. Ha ragione Mattarella, ma il tema è generale e si pone sia per il collega Molinari, contestato da sinistra per le sue posizioni sul conflitto tra Israele e Hamas, sia per la Di Cesare per le sue errate posizioni sulla Balzerani, sia per chiunque voglia proporre la libertà di pensiero in un luogo della cultura pubblico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8af54ada5279db6d55f12846ae7ba67f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli. I forzisti alla Sapienza si scagliano contro la De Cesare | 16/03/2024 | Il Cor</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-collettivi-bloccano-il-dibattito-all-universita-di-napoli-i-forzisti-alla-sapienza-si-scagliano-contro-la-de-cesare-16-03-2024-il-cor--59065757</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A poche ore di distanza, i collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il rettore Matteo Lorito e i giovani di Forza Italia irrompono alla Sapienza di Roma in una lezione della professoressa di Filosofia Donatella Di Cesare. In particolare, l'incontro con Molinari e Lorito dal titolo 'Ruolo della cultura nel contesto di un Mediterraneo conteso' è saltato vista la tensione che si è creata nella facoltà di Ingegneria, Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, nel quartiere di Fuorigrotta, dove ci sono stati spintonamenti con la polizia poi l'ingresso degli studenti nella facoltà. Alla Sapienza di Roma, i protagonisti della contestazione di Donatella Di Cesare non sono i collettivi di sinistra, ma i forzisti che contestano la docente al centro nei giorni scorsi di una polemica mediatica per un post dopo la morte della ex brigatista Barbara Balzerani.  Il Presidente della Repubblica ha espresso solidarietà al Direttore de La Repubblica, Maurizio Molinari. Secondo il Capo dello Stato, bisogna bandire l'intolleranza dall' Università, perché è incompatibile con chi pretende di imporre le proprie idee impedendo che possa manifestarle chi la pensa diversamente. Ha ragione Mattarella, ma il tema è generale e si pone sia per il collega Molinari, contestato da sinistra per le sue posizioni sul conflitto tra Israele e Hamas, sia per la Di Cesare per le sue errate posizioni sulla Balzerani, sia per chiunque voglia proporre la libertà di pensiero in un luogo della cultura pubblico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_16-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 16 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59065757/corsivo_16_03_2024_08_25.mp3" length="2008172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A poche ore di distanza, i collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il rettore Matteo Lorito e i giovani di Forza Italia irrompono alla Sapienza di Roma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A poche ore di distanza, i collettivi bloccano il dibattito all'università di Napoli con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il rettore Matteo Lorito e i giovani di Forza Italia irrompono alla Sapienza di Roma in una lezione della professoressa di Filosofia Donatella Di Cesare. In particolare, l'incontro con Molinari e Lorito dal titolo 'Ruolo della cultura nel contesto di un Mediterraneo conteso' è saltato vista la tensione che si è creata nella facoltà di Ingegneria, Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, nel quartiere di Fuorigrotta, dove ci sono stati spintonamenti con la polizia poi l'ingresso degli studenti nella facoltà. Alla Sapienza di Roma, i protagonisti della contestazione di Donatella Di Cesare non sono i collettivi di sinistra, ma i forzisti che contestano la docente al centro nei giorni scorsi di una polemica mediatica per un post dopo la morte della ex brigatista Barbara Balzerani.  Il Presidente della Repubblica ha espresso solidarietà al Direttore de La Repubblica, Maurizio Molinari. Secondo il Capo dello Stato, bisogna bandire l'intolleranza dall' Università, perché è incompatibile con chi pretende di imporre le proprie idee impedendo che possa manifestarle chi la pensa diversamente. Ha ragione Mattarella, ma il tema è generale e si pone sia per il collega Molinari, contestato da sinistra per le sue posizioni sul conflitto tra Israele e Hamas, sia per la Di Cesare per le sue errate posizioni sulla Balzerani, sia per chiunque voglia proporre la libertà di pensiero in un luogo della cultura pubblico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8af54ada5279db6d55f12846ae7ba67f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel centrodestra 4 elettori su 10 ora chiedono posizioni “più moderate”. In Basilicata implode il campo largo a poche settimane dal voto reg</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-centrodestra-4-elettori-su-10-ora-chiedono-posizioni-piu-moderate-in-basilicata-implode-il-campo-largo-a-poche-settimane-dal-voto-reg--64556540</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel centrodestra cresce il fronte che che chiede una maggiore moderazione dei parti. Sono per l'esattezza quattro elettori su 10, secondo un’indagine effettuata dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Repubblica sui sostenitori della maggioranza di governo. Esiste dunque un elettorato moderato e non dovevamo scoprirlo dai sondaggi  che si porta in ogni appuntamento elettorale un peso rilevante all’interno della base del centrodestra. Si tratta del 30% di chi ha votato FdI alle Politiche del 2022, del 61% di chi sceglie Forza Italia ed il 43% dei leghisti vorrebbero che i propri partiti avessero posizioni più moderate. Il 27% dei simpatizzanti centrodestra si definisce “moderato” e non di destra. Rispetto all’Unione Europea le differenze si moltiplicano  a pochi mesi dal voto del prossimo 8-9 giugno. Il 55% di Forza Italia è apertamente filoeuropeo, in Fratelli d’Italia il 57% è critico, nonostante la posizione europeista della presidente Meloni, e nella Lega il dissenso è condiviso dal 65%. Intanto, la sconfitta alle recenti regionali in Abruzzo, non sembra essere stata compresa dal centrosinistra. In Basilicata Pd e M5s hanno scelto il loro candidato, Domenico Lacerenza, ma non hanno coinvolto Calenda che si sente escluso dalla coalizione. In un sistema di veti incrociati, si parla di una possibile ritirata di Lacerenza, dopo l’indignazione popolare per un candidato «calato dall’alto», e le proteste di Carlo Calenda, infuriato con Schlein. Per dirla come Romano Prodi, "se volete vincere dovete mettervi d’accordo, se volete perdere continuate così". ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 15 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556540/corsivo_15_03_2024_08_25.mp3" length="2307692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nel centrodestra cresce il fronte che che chiede una maggiore moderazione dei parti. 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Rispetto all’Unione Europea le differenze si moltiplicano  a pochi mesi dal voto del prossimo 8-9 giugno. Il 55% di Forza Italia è apertamente filoeuropeo, in Fratelli d’Italia il 57% è critico, nonostante la posizione europeista della presidente Meloni, e nella Lega il dissenso è condiviso dal 65%. Intanto, la sconfitta alle recenti regionali in Abruzzo, non sembra essere stata compresa dal centrosinistra. In Basilicata Pd e M5s hanno scelto il loro candidato, Domenico Lacerenza, ma non hanno coinvolto Calenda che si sente escluso dalla coalizione. In un sistema di veti incrociati, si parla di una possibile ritirata di Lacerenza, dopo l’indignazione popolare per un candidato «calato dall’alto», e le proteste di Carlo Calenda, infuriato con Schlein. Per dirla come Romano Prodi, "se volete vincere dovete mettervi d’accordo, se volete perdere continuate così". ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/852677c09933ac0c520d6641b15669df.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel centrodestra 4 elettori su 10 ora chiedono posizioni “più moderate”. In Basilicata implode il campo largo a poche settimane dal voto reg</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-centrodestra-4-elettori-su-10-ora-chiedono-posizioni-piu-moderate-in-basilicata-implode-il-campo-largo-a-poche-settimane-dal-voto-reg--59053202</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel centrodestra cresce il fronte che che chiede una maggiore moderazione dei parti. Sono per l'esattezza quattro elettori su 10, secondo un’indagine effettuata dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Repubblica sui sostenitori della maggioranza di governo. Esiste dunque un elettorato moderato e non dovevamo scoprirlo dai sondaggi  che si porta in ogni appuntamento elettorale un peso rilevante all’interno della base del centrodestra. Si tratta del 30% di chi ha votato FdI alle Politiche del 2022, del 61% di chi sceglie Forza Italia ed il 43% dei leghisti vorrebbero che i propri partiti avessero posizioni più moderate. Il 27% dei simpatizzanti centrodestra si definisce “moderato” e non di destra. Rispetto all’Unione Europea le differenze si moltiplicano  a pochi mesi dal voto del prossimo 8-9 giugno. Il 55% di Forza Italia è apertamente filoeuropeo, in Fratelli d’Italia il 57% è critico, nonostante la posizione europeista della presidente Meloni, e nella Lega il dissenso è condiviso dal 65%. Intanto, la sconfitta alle recenti regionali in Abruzzo, non sembra essere stata compresa dal centrosinistra. In Basilicata Pd e M5s hanno scelto il loro candidato, Domenico Lacerenza, ma non hanno coinvolto Calenda che si sente escluso dalla coalizione. In un sistema di veti incrociati, si parla di una possibile ritirata di Lacerenza, dopo l’indignazione popolare per un candidato «calato dall’alto», e le proteste di Carlo Calenda, infuriato con Schlein. Per dirla come Romano Prodi, "se volete vincere dovete mettervi d’accordo, se volete perdere continuate così". ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 15 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59053202/corsivo_15_03_2024_08_25.mp3" length="2307692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nel centrodestra cresce il fronte che che chiede una maggiore moderazione dei parti. 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Rispetto all’Unione Europea le differenze si moltiplicano  a pochi mesi dal voto del prossimo 8-9 giugno. Il 55% di Forza Italia è apertamente filoeuropeo, in Fratelli d’Italia il 57% è critico, nonostante la posizione europeista della presidente Meloni, e nella Lega il dissenso è condiviso dal 65%. Intanto, la sconfitta alle recenti regionali in Abruzzo, non sembra essere stata compresa dal centrosinistra. In Basilicata Pd e M5s hanno scelto il loro candidato, Domenico Lacerenza, ma non hanno coinvolto Calenda che si sente escluso dalla coalizione. In un sistema di veti incrociati, si parla di una possibile ritirata di Lacerenza, dopo l’indignazione popolare per un candidato «calato dall’alto», e le proteste di Carlo Calenda, infuriato con Schlein. Per dirla come Romano Prodi, "se volete vincere dovete mettervi d’accordo, se volete perdere continuate così". ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/852677c09933ac0c520d6641b15669df.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I rilievi del comitato scientifico prima del via libera alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina | 14/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-rilievi-del-comitato-scientifico-prima-del-via-libera-alla-realizzazione-del-ponte-sullo-stretto-di-messina-14-03-2024-il-corsivo--64556515</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel documento con cui il comitato scientifico esterno guidato dal professore Alberto Prestininzi valuta la fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina, spuntano fuori almeno 68 rilievi di carattere strutturale. Si tratta di raccomandazioni su questioni fondamentali per la realizzazione della grande opera e riguardano l’acciaio da utilizzare, gli esami sismici da effettuare, la tenuta in caso di forte vento, e molto altro ancora.  "Il comitato ritiene opportuno che in fase di progetto esecutivo si verifichi la robustezza della struttura del Ponte in maniera più ampia. Chiede lo svolgimento di analisi non lineari dell’impalcato soggetto a vento turbolento. Una problematica è legata all’aggiornamento del documento 'valutazione del vento' adottata nel piano definitivo nel 2011 e fatto nel 2004 da un gruppo di ricerca dell’Università di Genova. Si ritiene che il documento debba essere adeguato e aggiornato." scrivono i tecnici, dando comunque il via libera al Ponte sullo Stretto. Le raccomandazioni riguardano anche l’utilizzo dell’acciaio. "Il comitato scientifico raccomanda che in sede di piano esecutivo si tenga conto dell’attuale quadro normativo, sui materiali, e si specifichino i requisiti meccanici per gli acciai in modo congruo alle normative vigenti. Il comitato ritiene necessario inoltre che la progettazione esecutiva tenga debito conto dell’effettiva reperibilità degli acciai da impiegare, raggiungendo un opportuno livello di flessibilità a riguardo", è messo nero su bianco nel documento. Secondo l’amministratore delegato della Stretto spa Pietro Ciucci, il parere è positivo, ed esprime alcune raccomandazioni come previsto dalla legge. Ma con ben 68 raccomandazioni di questo tipo è necessario accelerare i cantieri per la costruzione dell'opera già quest'estate?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556515/corsivo_14_03_2024_08_25.mp3" length="2387564" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nel documento con cui il comitato scientifico esterno guidato dal professore Alberto Prestininzi valuta la fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina, spuntano fuori almeno 68 rilievi di carattere strutturale. 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Si ritiene che il documento debba essere adeguato e aggiornato." scrivono i tecnici, dando comunque il via libera al Ponte sullo Stretto. Le raccomandazioni riguardano anche l’utilizzo dell’acciaio. "Il comitato scientifico raccomanda che in sede di piano esecutivo si tenga conto dell’attuale quadro normativo, sui materiali, e si specifichino i requisiti meccanici per gli acciai in modo congruo alle normative vigenti. Il comitato ritiene necessario inoltre che la progettazione esecutiva tenga debito conto dell’effettiva reperibilità degli acciai da impiegare, raggiungendo un opportuno livello di flessibilità a riguardo", è messo nero su bianco nel documento. Secondo l’amministratore delegato della Stretto spa Pietro Ciucci, il parere è positivo, ed esprime alcune raccomandazioni come previsto dalla legge. Ma con ben 68 raccomandazioni di questo tipo è necessario accelerare i cantieri per la costruzione dell'opera già quest'estate?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/57e924605e7bc68009da1a23b46d453b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I rilievi del comitato scientifico prima del via libera alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina | 14/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-rilievi-del-comitato-scientifico-prima-del-via-libera-alla-realizzazione-del-ponte-sullo-stretto-di-messina-14-03-2024-il-corsivo--59040525</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel documento con cui il comitato scientifico esterno guidato dal professore Alberto Prestininzi valuta la fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina, spuntano fuori almeno 68 rilievi di carattere strutturale. Si tratta di raccomandazioni su questioni fondamentali per la realizzazione della grande opera e riguardano l’acciaio da utilizzare, gli esami sismici da effettuare, la tenuta in caso di forte vento, e molto altro ancora.  "Il comitato ritiene opportuno che in fase di progetto esecutivo si verifichi la robustezza della struttura del Ponte in maniera più ampia. Chiede lo svolgimento di analisi non lineari dell’impalcato soggetto a vento turbolento. Una problematica è legata all’aggiornamento del documento 'valutazione del vento' adottata nel piano definitivo nel 2011 e fatto nel 2004 da un gruppo di ricerca dell’Università di Genova. Si ritiene che il documento debba essere adeguato e aggiornato." scrivono i tecnici, dando comunque il via libera al Ponte sullo Stretto. Le raccomandazioni riguardano anche l’utilizzo dell’acciaio. "Il comitato scientifico raccomanda che in sede di piano esecutivo si tenga conto dell’attuale quadro normativo, sui materiali, e si specifichino i requisiti meccanici per gli acciai in modo congruo alle normative vigenti. Il comitato ritiene necessario inoltre che la progettazione esecutiva tenga debito conto dell’effettiva reperibilità degli acciai da impiegare, raggiungendo un opportuno livello di flessibilità a riguardo", è messo nero su bianco nel documento. Secondo l’amministratore delegato della Stretto spa Pietro Ciucci, il parere è positivo, ed esprime alcune raccomandazioni come previsto dalla legge. Ma con ben 68 raccomandazioni di questo tipo è necessario accelerare i cantieri per la costruzione dell'opera già quest'estate?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59040525/corsivo_14_03_2024_08_25.mp3" length="2387564" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nel documento con cui il comitato scientifico esterno guidato dal professore Alberto Prestininzi valuta la fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina, spuntano fuori almeno 68 rilievi di carattere strutturale. Si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel documento con cui il comitato scientifico esterno guidato dal professore Alberto Prestininzi valuta la fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina, spuntano fuori almeno 68 rilievi di carattere strutturale. Si tratta di raccomandazioni su questioni fondamentali per la realizzazione della grande opera e riguardano l’acciaio da utilizzare, gli esami sismici da effettuare, la tenuta in caso di forte vento, e molto altro ancora.  "Il comitato ritiene opportuno che in fase di progetto esecutivo si verifichi la robustezza della struttura del Ponte in maniera più ampia. Chiede lo svolgimento di analisi non lineari dell’impalcato soggetto a vento turbolento. Una problematica è legata all’aggiornamento del documento 'valutazione del vento' adottata nel piano definitivo nel 2011 e fatto nel 2004 da un gruppo di ricerca dell’Università di Genova. Si ritiene che il documento debba essere adeguato e aggiornato." scrivono i tecnici, dando comunque il via libera al Ponte sullo Stretto. Le raccomandazioni riguardano anche l’utilizzo dell’acciaio. "Il comitato scientifico raccomanda che in sede di piano esecutivo si tenga conto dell’attuale quadro normativo, sui materiali, e si specifichino i requisiti meccanici per gli acciai in modo congruo alle normative vigenti. Il comitato ritiene necessario inoltre che la progettazione esecutiva tenga debito conto dell’effettiva reperibilità degli acciai da impiegare, raggiungendo un opportuno livello di flessibilità a riguardo", è messo nero su bianco nel documento. Secondo l’amministratore delegato della Stretto spa Pietro Ciucci, il parere è positivo, ed esprime alcune raccomandazioni come previsto dalla legge. Ma con ben 68 raccomandazioni di questo tipo è necessario accelerare i cantieri per la costruzione dell'opera già quest'estate?  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/57e924605e7bc68009da1a23b46d453b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Voto in Abruzzo. L'area del centrodestra si consolida e l'astensione degli elettori 5S resta il vero punto debole del campo largo | 13/03/20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/voto-in-abruzzo-l-area-del-centrodestra-si-consolida-e-l-astensione-degli-elettori-5s-resta-il-vero-punto-debole-del-campo-largo-13-03-20--64556523</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo il voto in Abruzzo, l'area del centrodestra si consolida al suo interno. L'elettorato della Lega in uscita si distribuisce equamente nelle altre formazioni della maggioranza, Fdl e Forza Italia. Non c'è un travaso di voti verso lo schieramento di centrosinistra allargato. Semmai, in numeri ridotti, contribuisce ad alimentare la disaffezione verso la politica. Sul campo largo, invece, l'analisi dell'Istituto Cattaneo è illuminante. L'astensione degli elettori 5S resta il vero punto debole del campo largo: i 15 punti persi dal Movimento 5Stelle dalle regionali del 2019 a quelle del 2024 sono il racconto di un disagio degli elettori grillini. Per l’Istituto Cattaneo è necessario che la coalizione si allarghi, per evitare il ripetersi indefinito dell'asimmetria che ha moltiplicato la vittoria in seggi del centrodestra alle elezioni politiche del 2022. Nel campo largo c’è una reciproca ostilità, coltivata dai leader verso gli altri partiti che oggi sono potenziali alleati. La diversità sui vari temi di politica interna e internazionale è più profonda tra i partner del centrosinistra rispetto all’elettorato del centrodestra. Le due componenti più volatili del centrosinistra sono rintracciabili negli elettori del M5S e tra gli elettori dell’area liberale e europeista (Azione, Iv, +Europa). Seguendo i numeri, «nel primo caso prevale, come del resto già in passato, la tendenza ad astenersi in occasione di elezioni locali. Nel secondo, la tendenza a ricollocarsi o a tornare verso il centrodestra, soprattutto quando, come nel caso abruzzese, i partiti dell’area liberale ed europeista sono alleati con il M5S».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556523/corsivo_13_03_2024_08_25.mp3" length="2196716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dopo il voto in Abruzzo, l'area del centrodestra si consolida al suo interno. L'elettorato della Lega in uscita si distribuisce equamente nelle altre formazioni della maggioranza, Fdl e Forza Italia. Non c'è un travaso di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo il voto in Abruzzo, l'area del centrodestra si consolida al suo interno. L'elettorato della Lega in uscita si distribuisce equamente nelle altre formazioni della maggioranza, Fdl e Forza Italia. Non c'è un travaso di voti verso lo schieramento di centrosinistra allargato. Semmai, in numeri ridotti, contribuisce ad alimentare la disaffezione verso la politica. Sul campo largo, invece, l'analisi dell'Istituto Cattaneo è illuminante. L'astensione degli elettori 5S resta il vero punto debole del campo largo: i 15 punti persi dal Movimento 5Stelle dalle regionali del 2019 a quelle del 2024 sono il racconto di un disagio degli elettori grillini. Per l’Istituto Cattaneo è necessario che la coalizione si allarghi, per evitare il ripetersi indefinito dell'asimmetria che ha moltiplicato la vittoria in seggi del centrodestra alle elezioni politiche del 2022. Nel campo largo c’è una reciproca ostilità, coltivata dai leader verso gli altri partiti che oggi sono potenziali alleati. La diversità sui vari temi di politica interna e internazionale è più profonda tra i partner del centrosinistra rispetto all’elettorato del centrodestra. Le due componenti più volatili del centrosinistra sono rintracciabili negli elettori del M5S e tra gli elettori dell’area liberale e europeista (Azione, Iv, +Europa). Seguendo i numeri, «nel primo caso prevale, come del resto già in passato, la tendenza ad astenersi in occasione di elezioni locali. Nel secondo, la tendenza a ricollocarsi o a tornare verso il centrodestra, soprattutto quando, come nel caso abruzzese, i partiti dell’area liberale ed europeista sono alleati con il M5S».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d423431bc92faf7c5c9cfc6f1e5b3834.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Voto in Abruzzo. L'area del centrodestra si consolida e l'astensione degli elettori 5S resta il vero punto debole del campo largo | 13/03/20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/voto-in-abruzzo-l-area-del-centrodestra-si-consolida-e-l-astensione-degli-elettori-5s-resta-il-vero-punto-debole-del-campo-largo-13-03-20--59029463</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo il voto in Abruzzo, l'area del centrodestra si consolida al suo interno. L'elettorato della Lega in uscita si distribuisce equamente nelle altre formazioni della maggioranza, Fdl e Forza Italia. Non c'è un travaso di voti verso lo schieramento di centrosinistra allargato. Semmai, in numeri ridotti, contribuisce ad alimentare la disaffezione verso la politica. Sul campo largo, invece, l'analisi dell'Istituto Cattaneo è illuminante. L'astensione degli elettori 5S resta il vero punto debole del campo largo: i 15 punti persi dal Movimento 5Stelle dalle regionali del 2019 a quelle del 2024 sono il racconto di un disagio degli elettori grillini. Per l’Istituto Cattaneo è necessario che la coalizione si allarghi, per evitare il ripetersi indefinito dell'asimmetria che ha moltiplicato la vittoria in seggi del centrodestra alle elezioni politiche del 2022. Nel campo largo c’è una reciproca ostilità, coltivata dai leader verso gli altri partiti che oggi sono potenziali alleati. La diversità sui vari temi di politica interna e internazionale è più profonda tra i partner del centrosinistra rispetto all’elettorato del centrodestra. Le due componenti più volatili del centrosinistra sono rintracciabili negli elettori del M5S e tra gli elettori dell’area liberale e europeista (Azione, Iv, +Europa). Seguendo i numeri, «nel primo caso prevale, come del resto già in passato, la tendenza ad astenersi in occasione di elezioni locali. Nel secondo, la tendenza a ricollocarsi o a tornare verso il centrodestra, soprattutto quando, come nel caso abruzzese, i partiti dell’area liberale ed europeista sono alleati con il M5S».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59029463/corsivo_13_03_2024_08_25.mp3" length="2196716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dopo il voto in Abruzzo, l'area del centrodestra si consolida al suo interno. L'elettorato della Lega in uscita si distribuisce equamente nelle altre formazioni della maggioranza, Fdl e Forza Italia. Non c'è un travaso di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo il voto in Abruzzo, l'area del centrodestra si consolida al suo interno. L'elettorato della Lega in uscita si distribuisce equamente nelle altre formazioni della maggioranza, Fdl e Forza Italia. Non c'è un travaso di voti verso lo schieramento di centrosinistra allargato. Semmai, in numeri ridotti, contribuisce ad alimentare la disaffezione verso la politica. Sul campo largo, invece, l'analisi dell'Istituto Cattaneo è illuminante. L'astensione degli elettori 5S resta il vero punto debole del campo largo: i 15 punti persi dal Movimento 5Stelle dalle regionali del 2019 a quelle del 2024 sono il racconto di un disagio degli elettori grillini. Per l’Istituto Cattaneo è necessario che la coalizione si allarghi, per evitare il ripetersi indefinito dell'asimmetria che ha moltiplicato la vittoria in seggi del centrodestra alle elezioni politiche del 2022. Nel campo largo c’è una reciproca ostilità, coltivata dai leader verso gli altri partiti che oggi sono potenziali alleati. La diversità sui vari temi di politica interna e internazionale è più profonda tra i partner del centrosinistra rispetto all’elettorato del centrodestra. Le due componenti più volatili del centrosinistra sono rintracciabili negli elettori del M5S e tra gli elettori dell’area liberale e europeista (Azione, Iv, +Europa). Seguendo i numeri, «nel primo caso prevale, come del resto già in passato, la tendenza ad astenersi in occasione di elezioni locali. Nel secondo, la tendenza a ricollocarsi o a tornare verso il centrodestra, soprattutto quando, come nel caso abruzzese, i partiti dell’area liberale ed europeista sono alleati con il M5S».  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d423431bc92faf7c5c9cfc6f1e5b3834.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Abruzzo. I voti in uscita della Lega vanno a Fdl e Forza Italia. La crescita del Pd non colma il flop del campo largo. L'astensione del pote</title><link>https://www.spreaker.com/episode/abruzzo-i-voti-in-uscita-della-lega-vanno-a-fdl-e-forza-italia-la-crescita-del-pd-non-colma-il-flop-del-campo-largo-l-astensione-del-pote--64556525</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A bocce ferme, e con i dati alla mano, diventano ancora più chiare le motivazioni per cui l'elettorato abruzzese ha preferito confermare il governatore uscente Marco Marsilio del centrodestra, e non voltare pagina con Luciano D'Amico, sostenuto dall'intero schieramento di opposizione nazionale. In primis, i voti in uscita della Lega, fortemente ridimensionata, vanno a Fdl e Forza Italia.  L'Aquila trascina la vittoria di Marco Marsilio. In particolare, ci sono piccoli paesi della provincia aquilana, nel centro della regione,  dove il centrodestra ha incassato preferenze bulgare, fino a superare l'88%. Nei 108 Comuni della provincia dell’Aquila, D’Amico ha vinto solo in dieci: sei eletti per la destra, uno solo per la sinistra. La forza del centrodestra porta i nomi di Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Trasacco, Ovindoli, Roccaraso, Scanno, Avezzano. Anche la provincia di Pescara premia Marsilio, ma con un margine più contenuto. D'Amico vince solo a Teramo e provincia e si dice rammaricato per il forte astensionismo proveniente dall'elettorato del M5s. Ed è vero, così come è accertato che la crescita del Pd in Abruzzo non colma il flop del M5s, che i centristi del campo larghissimo sono poca cosa, che la sinistra a sinistra del Pd quasi non esiste. Ha ragione Romano Prodi, il padre fondatore dell'Ulivo e del Pd, quando dice che per coltivare un campo largo ci vogliono tanti contadini, e i contadini sono aumentati parecchio negli ultimi giorni, ma non sono ancora abbastanza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556525/corsivo_12_03_2024_08_25.mp3" length="2065388" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A bocce ferme, e con i dati alla mano, diventano ancora più chiare le motivazioni per cui l'elettorato abruzzese ha preferito confermare il governatore uscente Marco Marsilio del centrodestra, e non voltare pagina con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A bocce ferme, e con i dati alla mano, diventano ancora più chiare le motivazioni per cui l'elettorato abruzzese ha preferito confermare il governatore uscente Marco Marsilio del centrodestra, e non voltare pagina con Luciano D'Amico, sostenuto dall'intero schieramento di opposizione nazionale. In primis, i voti in uscita della Lega, fortemente ridimensionata, vanno a Fdl e Forza Italia.  L'Aquila trascina la vittoria di Marco Marsilio. In particolare, ci sono piccoli paesi della provincia aquilana, nel centro della regione,  dove il centrodestra ha incassato preferenze bulgare, fino a superare l'88%. Nei 108 Comuni della provincia dell’Aquila, D’Amico ha vinto solo in dieci: sei eletti per la destra, uno solo per la sinistra. La forza del centrodestra porta i nomi di Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Trasacco, Ovindoli, Roccaraso, Scanno, Avezzano. Anche la provincia di Pescara premia Marsilio, ma con un margine più contenuto. D'Amico vince solo a Teramo e provincia e si dice rammaricato per il forte astensionismo proveniente dall'elettorato del M5s. Ed è vero, così come è accertato che la crescita del Pd in Abruzzo non colma il flop del M5s, che i centristi del campo larghissimo sono poca cosa, che la sinistra a sinistra del Pd quasi non esiste. Ha ragione Romano Prodi, il padre fondatore dell'Ulivo e del Pd, quando dice che per coltivare un campo largo ci vogliono tanti contadini, e i contadini sono aumentati parecchio negli ultimi giorni, ma non sono ancora abbastanza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f819f397283da9fb87f1fd9a1ab49783.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Abruzzo. I voti in uscita della Lega vanno a Fdl e Forza Italia. La crescita del Pd non colma il flop del campo largo. L'astensione del pote</title><link>https://www.spreaker.com/episode/abruzzo-i-voti-in-uscita-della-lega-vanno-a-fdl-e-forza-italia-la-crescita-del-pd-non-colma-il-flop-del-campo-largo-l-astensione-del-pote--59012602</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A bocce ferme, e con i dati alla mano, diventano ancora più chiare le motivazioni per cui l'elettorato abruzzese ha preferito confermare il governatore uscente Marco Marsilio del centrodestra, e non voltare pagina con Luciano D'Amico, sostenuto dall'intero schieramento di opposizione nazionale. In primis, i voti in uscita della Lega, fortemente ridimensionata, vanno a Fdl e Forza Italia.  L'Aquila trascina la vittoria di Marco Marsilio. In particolare, ci sono piccoli paesi della provincia aquilana, nel centro della regione,  dove il centrodestra ha incassato preferenze bulgare, fino a superare l'88%. Nei 108 Comuni della provincia dell’Aquila, D’Amico ha vinto solo in dieci: sei eletti per la destra, uno solo per la sinistra. La forza del centrodestra porta i nomi di Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Trasacco, Ovindoli, Roccaraso, Scanno, Avezzano. Anche la provincia di Pescara premia Marsilio, ma con un margine più contenuto. D'Amico vince solo a Teramo e provincia e si dice rammaricato per il forte astensionismo proveniente dall'elettorato del M5s. Ed è vero, così come è accertato che la crescita del Pd in Abruzzo non colma il flop del M5s, che i centristi del campo larghissimo sono poca cosa, che la sinistra a sinistra del Pd quasi non esiste. Ha ragione Romano Prodi, il padre fondatore dell'Ulivo e del Pd, quando dice che per coltivare un campo largo ci vogliono tanti contadini, e i contadini sono aumentati parecchio negli ultimi giorni, ma non sono ancora abbastanza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59012602/corsivo_12_03_2024_08_25.mp3" length="2065388" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A bocce ferme, e con i dati alla mano, diventano ancora più chiare le motivazioni per cui l'elettorato abruzzese ha preferito confermare il governatore uscente Marco Marsilio del centrodestra, e non voltare pagina con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A bocce ferme, e con i dati alla mano, diventano ancora più chiare le motivazioni per cui l'elettorato abruzzese ha preferito confermare il governatore uscente Marco Marsilio del centrodestra, e non voltare pagina con Luciano D'Amico, sostenuto dall'intero schieramento di opposizione nazionale. In primis, i voti in uscita della Lega, fortemente ridimensionata, vanno a Fdl e Forza Italia.  L'Aquila trascina la vittoria di Marco Marsilio. In particolare, ci sono piccoli paesi della provincia aquilana, nel centro della regione,  dove il centrodestra ha incassato preferenze bulgare, fino a superare l'88%. Nei 108 Comuni della provincia dell’Aquila, D’Amico ha vinto solo in dieci: sei eletti per la destra, uno solo per la sinistra. La forza del centrodestra porta i nomi di Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Trasacco, Ovindoli, Roccaraso, Scanno, Avezzano. Anche la provincia di Pescara premia Marsilio, ma con un margine più contenuto. D'Amico vince solo a Teramo e provincia e si dice rammaricato per il forte astensionismo proveniente dall'elettorato del M5s. Ed è vero, così come è accertato che la crescita del Pd in Abruzzo non colma il flop del M5s, che i centristi del campo larghissimo sono poca cosa, che la sinistra a sinistra del Pd quasi non esiste. Ha ragione Romano Prodi, il padre fondatore dell'Ulivo e del Pd, quando dice che per coltivare un campo largo ci vogliono tanti contadini, e i contadini sono aumentati parecchio negli ultimi giorni, ma non sono ancora abbastanza.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f819f397283da9fb87f1fd9a1ab49783.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La vittoria di Marco Marsilio in Abruzzo e il mancato effetto Sardegna | 11/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-vittoria-di-marco-marsilio-in-abruzzo-e-il-mancato-effetto-sardegna-11-03-2024-il-corsivo--64556516</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La vittoria di Marco Marsilio e del centrodestra in Abruzzo è netta, chiara. Dimostra che la maggioranza, pur con qualche scricchiolio a livello nazionale, in alcuni territori quando si presenta agli elettori in modo compatto, coeso, alla fine si impone. Per Luciano D'Amico, ex rettore di Teramo sostenuto dai partiti dell'intera opposizione nazionale, è mancato l'effetto Sardegna sul voto regionale abruzzese. Il candidato del campo largo era anche di buona qualità, ma la coalizione che lo ha scelto non rappresenta un progetto politico compiuto, ma un cartellone elettorale unito in Abruzzo e totalmente diviso in Parlamento, dove i suoi leader Schlein, Conte, Calenda, Renzi marciano su strade diverse su temi importanti come la guerra, l'economia, lo sviluppo del Paese. Marco Marsilio ha fatto dimenticare alcuni errori soprattutto su sanità e lavoro e ha ricompattato sul suo nome l'intero centrodestra e il suo elettorato. Sul piano del peso politico delle coalizioni, Fratelli d'Italia è primo partito con il 24,1% delle preferenze, seguito da Partito Democratico al 20,4%, Forza Italia al 13,2% che doppia la Lega di Salvini ferma al 7,8%, M5s al 6,6% il cui apporto alla coalizione del campo largo è stato residuale, così come non sono risultati determinanti per D'Amico Azione, Italia viva, Alleanza Verdi Sinistra. Le province di L'Aquila, Chieti e Pescara vanno al centrodestra, mentre al campo largo resta solo Teramo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 11 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556516/corsivo_11_03_2024_08_25.mp3" length="1866476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La vittoria di Marco Marsilio e del centrodestra in Abruzzo è netta, chiara. 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Le province di L'Aquila, Chieti e Pescara vanno al centrodestra, mentre al campo largo resta solo Teramo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c92301767785ccc70358a1f8dd0fbef9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La vittoria di Marco Marsilio in Abruzzo e il mancato effetto Sardegna | 11/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-vittoria-di-marco-marsilio-in-abruzzo-e-il-mancato-effetto-sardegna-11-03-2024-il-corsivo--58999413</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La vittoria di Marco Marsilio e del centrodestra in Abruzzo è netta, chiara. Dimostra che la maggioranza, pur con qualche scricchiolio a livello nazionale, in alcuni territori quando si presenta agli elettori in modo compatto, coeso, alla fine si impone. Per Luciano D'Amico, ex rettore di Teramo sostenuto dai partiti dell'intera opposizione nazionale, è mancato l'effetto Sardegna sul voto regionale abruzzese. Il candidato del campo largo era anche di buona qualità, ma la coalizione che lo ha scelto non rappresenta un progetto politico compiuto, ma un cartellone elettorale unito in Abruzzo e totalmente diviso in Parlamento, dove i suoi leader Schlein, Conte, Calenda, Renzi marciano su strade diverse su temi importanti come la guerra, l'economia, lo sviluppo del Paese. Marco Marsilio ha fatto dimenticare alcuni errori soprattutto su sanità e lavoro e ha ricompattato sul suo nome l'intero centrodestra e il suo elettorato. Sul piano del peso politico delle coalizioni, Fratelli d'Italia è primo partito con il 24,1% delle preferenze, seguito da Partito Democratico al 20,4%, Forza Italia al 13,2% che doppia la Lega di Salvini ferma al 7,8%, M5s al 6,6% il cui apporto alla coalizione del campo largo è stato residuale, così come non sono risultati determinanti per D'Amico Azione, Italia viva, Alleanza Verdi Sinistra. 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Marco Marsilio ha fatto dimenticare alcuni errori soprattutto su sanità e lavoro e ha ricompattato sul suo nome l'intero centrodestra e il suo elettorato. Sul piano del peso politico delle coalizioni, Fratelli d'Italia è primo partito con il 24,1% delle preferenze, seguito da Partito Democratico al 20,4%, Forza Italia al 13,2% che doppia la Lega di Salvini ferma al 7,8%, M5s al 6,6% il cui apporto alla coalizione del campo largo è stato residuale, così come non sono risultati determinanti per D'Amico Azione, Italia viva, Alleanza Verdi Sinistra. Le province di L'Aquila, Chieti e Pescara vanno al centrodestra, mentre al campo largo resta solo Teramo.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c92301767785ccc70358a1f8dd0fbef9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'inchiesta sul dossieraggio fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti | 09/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-inchiesta-sul-dossieraggio-fa-emergere-il-ritorno-dell-italia-delle-spie-e-dei-ricatti-09-03-2024-il-corsivo--64556543</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta sul dossieraggio sulla quale stanno indagando a vario titolo i magistrati di Perugia, la Commissione antimafia e il Copasir travolge esponenti della politica, delle istituzioni, della società civile, e fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti trasversali. Tutto ruota intorno alla figura del finanziere Pasquale Striano che risulta indagato a Perugia per accesso abusivo alle banche dati, dalle quali attingeva e comunicava le Sos, segnalazioni di operazioni sospette, ai cronisti del quotidiano il Domani che poi le hanno pubblicate. Un verminaio che riguarda una attività in gran parte illegale, secondo quanto rivelato dal Procuratore della Repubblica di Perugia Raffaele Cantone in Commissione Antimafia.  Si è quindi appreso che dal 1 gennaio 2019 al 24 novembre 2022, Striano ha consultato 4124 SOS, su 1531 persone fisiche e 74 persone giuridiche, 1123 persone sulla banca dati Serpico e 1947 ricerche alla banca dati SDI. Ma l'elemento più preoccupante è che ha scaricato 33.528 file dalla banca dati della Direzione Nazionale Antimafia. Non solo. Il fenomeno è proseguito anche dopo la pubblicazione, il 3 agosto 2023, degli articoli che hanno rivelato l’indagine umbra. “Durante la prima fuga di notizie un quotidiano ha pubblicato un riferimento a una Sos legata a un imprenditore che, secondo le ricostruzioni del tenente Striano, avrebbe avuto a che fare col ministro della Difesa Guido Crosetto”, rivela Cantone. Ma quella Sos non era stata vista da Striano. C’è quindi un secondo canale informativo, che passava notizie ai cronisti, sul quale la magistratura vuole fare chiarezza. Su questo sta investigando, per ora senza indagati, la Procura di Roma.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 09 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556543/corsivo_09_03_2024_08_25.mp3" length="2459372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta sul dossieraggio sulla quale stanno indagando a vario titolo i magistrati di Perugia, la Commissione antimafia e il Copasir travolge esponenti della politica, delle istituzioni, della società civile, e fa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta sul dossieraggio sulla quale stanno indagando a vario titolo i magistrati di Perugia, la Commissione antimafia e il Copasir travolge esponenti della politica, delle istituzioni, della società civile, e fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti trasversali. 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Il fenomeno è proseguito anche dopo la pubblicazione, il 3 agosto 2023, degli articoli che hanno rivelato l’indagine umbra. “Durante la prima fuga di notizie un quotidiano ha pubblicato un riferimento a una Sos legata a un imprenditore che, secondo le ricostruzioni del tenente Striano, avrebbe avuto a che fare col ministro della Difesa Guido Crosetto”, rivela Cantone. Ma quella Sos non era stata vista da Striano. C’è quindi un secondo canale informativo, che passava notizie ai cronisti, sul quale la magistratura vuole fare chiarezza. Su questo sta investigando, per ora senza indagati, la Procura di Roma.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/593445eee7c498291555d9c4ac550a58.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'inchiesta sul dossieraggio fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti | 09/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-inchiesta-sul-dossieraggio-fa-emergere-il-ritorno-dell-italia-delle-spie-e-dei-ricatti-09-03-2024-il-corsivo--58979604</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta sul dossieraggio sulla quale stanno indagando a vario titolo i magistrati di Perugia, la Commissione antimafia e il Copasir travolge esponenti della politica, delle istituzioni, della società civile, e fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti trasversali. 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Il fenomeno è proseguito anche dopo la pubblicazione, il 3 agosto 2023, degli articoli che hanno rivelato l’indagine umbra. “Durante la prima fuga di notizie un quotidiano ha pubblicato un riferimento a una Sos legata a un imprenditore che, secondo le ricostruzioni del tenente Striano, avrebbe avuto a che fare col ministro della Difesa Guido Crosetto”, rivela Cantone. Ma quella Sos non era stata vista da Striano. C’è quindi un secondo canale informativo, che passava notizie ai cronisti, sul quale la magistratura vuole fare chiarezza. Su questo sta investigando, per ora senza indagati, la Procura di Roma.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 09 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58979604/corsivo_09_03_2024_08_25.mp3" length="2459372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta sul dossieraggio sulla quale stanno indagando a vario titolo i magistrati di Perugia, la Commissione antimafia e il Copasir travolge esponenti della politica, delle istituzioni, della società civile, e fa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'inchiesta sul dossieraggio sulla quale stanno indagando a vario titolo i magistrati di Perugia, la Commissione antimafia e il Copasir travolge esponenti della politica, delle istituzioni, della società civile, e fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti trasversali. 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La lunga strada verso l'emancipazione e la difesa dei diritti spesso violati delle donne | 08/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/8-marzo-la-lunga-strada-verso-l-emancipazione-e-la-difesa-dei-diritti-spesso-violati-delle-donne-08-03-2024-il-corsivo--64556548</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'8 marzo non è quel generico giorno in cui si festeggia la donna, un anniversario diciamo così rituale, trasformato in alcuni casi in un'operazione di immagine, perfino ad uso meramente commerciale. Oggi è la Giornata internazionale dei diritti delle donne. Arriva dopo i numerosi casi di femminicidio che ci hanno profondamente indignato, come l'uccisione di Giulia Cecchettin e di decine come lei, assassinate da mariti e compagni violenti, senza scrupoli, capaci di fare scempio del loro corpo nel silenzio di case senza diritti. Ha ragione Giulio Cecchettin quando dice che termini come patriarcato, espressioni come "violenza di genere", "femminicidio", quando non ci riguardano scivolano via e si confondono nel marasma degli eventi della vita quotidiana. Invece riguardano tutti, donne e uomini, l'intera società, le istituzioni.  La giornata internazionale dei diritti delle donne giunge anche nei mesi in cui le donne affermano il loro valore in ogni campo professionale. La strada è ancora lunga verso una totale emancipazione. Per questo non dobbiamo dimenticare e denunciare ogni abuso, vessazione, ma abbiamo anche il dovere di raccontare i tanti esempi di eccellenze femminili che contribuiscono a rendere migliore il nostro Paese. Per questo oggi la radio che dirigo rende omaggio al mondo femminile con una programmazione speciale: nell’arco dell’intera giornata, in tutte le trasmissioni del palinsesto, saranno presenti prevalentemente ospiti donne. E' una scelta di campo che vale per noi non solo oggi, ma è un impegno profondo sul piano editoriale di tutti i giorni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556548/corsivo_08_03_2024_08_25.mp3" length="2087660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'8 marzo non è quel generico giorno in cui si festeggia la donna, un anniversario diciamo così rituale, trasformato in alcuni casi in un'operazione di immagine, perfino ad uso meramente commerciale. Oggi è la Giornata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'8 marzo non è quel generico giorno in cui si festeggia la donna, un anniversario diciamo così rituale, trasformato in alcuni casi in un'operazione di immagine, perfino ad uso meramente commerciale. Oggi è la Giornata internazionale dei diritti delle donne. Arriva dopo i numerosi casi di femminicidio che ci hanno profondamente indignato, come l'uccisione di Giulia Cecchettin e di decine come lei, assassinate da mariti e compagni violenti, senza scrupoli, capaci di fare scempio del loro corpo nel silenzio di case senza diritti. Ha ragione Giulio Cecchettin quando dice che termini come patriarcato, espressioni come "violenza di genere", "femminicidio", quando non ci riguardano scivolano via e si confondono nel marasma degli eventi della vita quotidiana. Invece riguardano tutti, donne e uomini, l'intera società, le istituzioni.  La giornata internazionale dei diritti delle donne giunge anche nei mesi in cui le donne affermano il loro valore in ogni campo professionale. La strada è ancora lunga verso una totale emancipazione. Per questo non dobbiamo dimenticare e denunciare ogni abuso, vessazione, ma abbiamo anche il dovere di raccontare i tanti esempi di eccellenze femminili che contribuiscono a rendere migliore il nostro Paese. Per questo oggi la radio che dirigo rende omaggio al mondo femminile con una programmazione speciale: nell’arco dell’intera giornata, in tutte le trasmissioni del palinsesto, saranno presenti prevalentemente ospiti donne. E' una scelta di campo che vale per noi non solo oggi, ma è un impegno profondo sul piano editoriale di tutti i giorni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b441fc05c0ef1a3163484e10ae1032b0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>8 marzo. La lunga strada verso l'emancipazione e la difesa dei diritti spesso violati delle donne | 08/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/8-marzo-la-lunga-strada-verso-l-emancipazione-e-la-difesa-dei-diritti-spesso-violati-delle-donne-08-03-2024-il-corsivo--58967994</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'8 marzo non è quel generico giorno in cui si festeggia la donna, un anniversario diciamo così rituale, trasformato in alcuni casi in un'operazione di immagine, perfino ad uso meramente commerciale. Oggi è la Giornata internazionale dei diritti delle donne. Arriva dopo i numerosi casi di femminicidio che ci hanno profondamente indignato, come l'uccisione di Giulia Cecchettin e di decine come lei, assassinate da mariti e compagni violenti, senza scrupoli, capaci di fare scempio del loro corpo nel silenzio di case senza diritti. Ha ragione Giulio Cecchettin quando dice che termini come patriarcato, espressioni come "violenza di genere", "femminicidio", quando non ci riguardano scivolano via e si confondono nel marasma degli eventi della vita quotidiana. Invece riguardano tutti, donne e uomini, l'intera società, le istituzioni.  La giornata internazionale dei diritti delle donne giunge anche nei mesi in cui le donne affermano il loro valore in ogni campo professionale. La strada è ancora lunga verso una totale emancipazione. Per questo non dobbiamo dimenticare e denunciare ogni abuso, vessazione, ma abbiamo anche il dovere di raccontare i tanti esempi di eccellenze femminili che contribuiscono a rendere migliore il nostro Paese. Per questo oggi la radio che dirigo rende omaggio al mondo femminile con una programmazione speciale: nell’arco dell’intera giornata, in tutte le trasmissioni del palinsesto, saranno presenti prevalentemente ospiti donne. E' una scelta di campo che vale per noi non solo oggi, ma è un impegno profondo sul piano editoriale di tutti i giorni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58967994/corsivo_08_03_2024_08_25.mp3" length="2087660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'8 marzo non è quel generico giorno in cui si festeggia la donna, un anniversario diciamo così rituale, trasformato in alcuni casi in un'operazione di immagine, perfino ad uso meramente commerciale. 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Invece riguardano tutti, donne e uomini, l'intera società, le istituzioni.  La giornata internazionale dei diritti delle donne giunge anche nei mesi in cui le donne affermano il loro valore in ogni campo professionale. La strada è ancora lunga verso una totale emancipazione. Per questo non dobbiamo dimenticare e denunciare ogni abuso, vessazione, ma abbiamo anche il dovere di raccontare i tanti esempi di eccellenze femminili che contribuiscono a rendere migliore il nostro Paese. Per questo oggi la radio che dirigo rende omaggio al mondo femminile con una programmazione speciale: nell’arco dell’intera giornata, in tutte le trasmissioni del palinsesto, saranno presenti prevalentemente ospiti donne. E' una scelta di campo che vale per noi non solo oggi, ma è un impegno profondo sul piano editoriale di tutti i giorni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b441fc05c0ef1a3163484e10ae1032b0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il trionfo di Trump al Super Tuesday, il sostegno di Musk, l'abbandono della Haley | 07/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-trionfo-di-trump-al-super-tuesday-il-sostegno-di-musk-l-abbandono-della-haley-07-03-2024-il-corsivo--64556559</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Super Tuesday finisce con il trionfo di Donald Trump alle primarie repubblicane, l'abbandono della sua rivale Nikki Haley, il sostegno del miliardario Musk alla corsa alle presidenziali dell'ex presidente americano. I dati reali dimostrano che nelle file dei repubblicani non c'è partita tra Trump e gli altri candidati che mano a mano escono dalla competizione a testa bassa. La Haley dice che il suo pacchetto elettorale, Trump se lo dovrà conquistare passo dopo passo fino al 5 novembre. Trump è euforico. "Il 5 di novembre sarà il giorno più importante nella storia del nostro Paese, noi faremo l’America più grande di sempre".  L'ex presidente incassa il sostegno del miliardario Musk. Il suo rivale democratico Joe Biden lo sfida lanciando messaggi di apertura all'elettorato moderato repubblicano, alla stessa Haley, a quel mondo arabo-americano che sembra averlo abbandonato a causa delle posizioni filo israeliane. Stanotte Biden tiene l'atteso discorso sullo Stato dell’Unione al Congresso. 161 milioni di elettori ascolteranno Biden ribadire il concetto di sempre: mi considerate vecchio, incerto, debole su economia, emigrazione, Ucraina e Israele, ma ricordate che, battuto me, avrete Trump, l’uomo del tentato golpe al Capitol. L’analista del New York Times, Nate Cohn,  assegna a Trump un forte vantaggio, 48% contro 43% di Biden, e negli stati decisivi i democratici stentano a persuadere che, malgrado tutto, l’economia Usa è rimbalzata dal Covid meglio di europei e cinesi. Per il Wall Street Journal, "Trump assurge a figura unica nella politica Usa, non statista di un partito unito da una certa filosofia di governo, ma capo di un movimento fondato sulla sua persona". La verità è che al 5 novembre mancano molti mesi e la competizione non è stata ancora vinta per entrambi i candidati. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 07 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556559/corsivo_07_03_2024_08_25.mp3" length="2402156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Super Tuesday finisce con il trionfo di Donald Trump alle primarie repubblicane, l'abbandono della sua rivale Nikki Haley, il sostegno del miliardario Musk alla corsa alle presidenziali dell'ex presidente americano. 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Il suo rivale democratico Joe Biden lo sfida lanciando messaggi di apertura all'elettorato moderato repubblicano, alla stessa Haley, a quel mondo arabo-americano che sembra averlo abbandonato a causa delle posizioni filo israeliane. Stanotte Biden tiene l'atteso discorso sullo Stato dell’Unione al Congresso. 161 milioni di elettori ascolteranno Biden ribadire il concetto di sempre: mi considerate vecchio, incerto, debole su economia, emigrazione, Ucraina e Israele, ma ricordate che, battuto me, avrete Trump, l’uomo del tentato golpe al Capitol. L’analista del New York Times, Nate Cohn,  assegna a Trump un forte vantaggio, 48% contro 43% di Biden, e negli stati decisivi i democratici stentano a persuadere che, malgrado tutto, l’economia Usa è rimbalzata dal Covid meglio di europei e cinesi. Per il Wall Street Journal, "Trump assurge a figura unica nella politica Usa, non statista di un partito unito da una certa filosofia di governo, ma capo di un movimento fondato sulla sua persona". La verità è che al 5 novembre mancano molti mesi e la competizione non è stata ancora vinta per entrambi i candidati. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84bbcc52c9f5624fc4b821cecbbdd208.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il trionfo di Trump al Super Tuesday, il sostegno di Musk, l'abbandono della Haley | 07/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-trionfo-di-trump-al-super-tuesday-il-sostegno-di-musk-l-abbandono-della-haley-07-03-2024-il-corsivo--58955007</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Super Tuesday finisce con il trionfo di Donald Trump alle primarie repubblicane, l'abbandono della sua rivale Nikki Haley, il sostegno del miliardario Musk alla corsa alle presidenziali dell'ex presidente americano. I dati reali dimostrano che nelle file dei repubblicani non c'è partita tra Trump e gli altri candidati che mano a mano escono dalla competizione a testa bassa. La Haley dice che il suo pacchetto elettorale, Trump se lo dovrà conquistare passo dopo passo fino al 5 novembre. Trump è euforico. "Il 5 di novembre sarà il giorno più importante nella storia del nostro Paese, noi faremo l’America più grande di sempre".  L'ex presidente incassa il sostegno del miliardario Musk. Il suo rivale democratico Joe Biden lo sfida lanciando messaggi di apertura all'elettorato moderato repubblicano, alla stessa Haley, a quel mondo arabo-americano che sembra averlo abbandonato a causa delle posizioni filo israeliane. Stanotte Biden tiene l'atteso discorso sullo Stato dell’Unione al Congresso. 161 milioni di elettori ascolteranno Biden ribadire il concetto di sempre: mi considerate vecchio, incerto, debole su economia, emigrazione, Ucraina e Israele, ma ricordate che, battuto me, avrete Trump, l’uomo del tentato golpe al Capitol. L’analista del New York Times, Nate Cohn,  assegna a Trump un forte vantaggio, 48% contro 43% di Biden, e negli stati decisivi i democratici stentano a persuadere che, malgrado tutto, l’economia Usa è rimbalzata dal Covid meglio di europei e cinesi. Per il Wall Street Journal, "Trump assurge a figura unica nella politica Usa, non statista di un partito unito da una certa filosofia di governo, ma capo di un movimento fondato sulla sua persona". La verità è che al 5 novembre mancano molti mesi e la competizione non è stata ancora vinta per entrambi i candidati. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 07 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58955007/corsivo_07_03_2024_08_25.mp3" length="2402156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Super Tuesday finisce con il trionfo di Donald Trump alle primarie repubblicane, l'abbandono della sua rivale Nikki Haley, il sostegno del miliardario Musk alla corsa alle presidenziali dell'ex presidente americano. 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Il suo rivale democratico Joe Biden lo sfida lanciando messaggi di apertura all'elettorato moderato repubblicano, alla stessa Haley, a quel mondo arabo-americano che sembra averlo abbandonato a causa delle posizioni filo israeliane. Stanotte Biden tiene l'atteso discorso sullo Stato dell’Unione al Congresso. 161 milioni di elettori ascolteranno Biden ribadire il concetto di sempre: mi considerate vecchio, incerto, debole su economia, emigrazione, Ucraina e Israele, ma ricordate che, battuto me, avrete Trump, l’uomo del tentato golpe al Capitol. L’analista del New York Times, Nate Cohn,  assegna a Trump un forte vantaggio, 48% contro 43% di Biden, e negli stati decisivi i democratici stentano a persuadere che, malgrado tutto, l’economia Usa è rimbalzata dal Covid meglio di europei e cinesi. Per il Wall Street Journal, "Trump assurge a figura unica nella politica Usa, non statista di un partito unito da una certa filosofia di governo, ma capo di un movimento fondato sulla sua persona". 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Haley lo batte in Vermont, Biden perde i caucus nelle Samoa | 06/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-trionfa-nel-super-tuesday-2024-haley-lo-batte-in-vermont-biden-perde-i-caucus-nelle-samoa-06-03-2024-il-corsivo--64556518</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel Super Tuesday 2024, il vincitore è certamente Donald Trump che si aggiudica gran parte degli Stati, tranne il Vermont che va all'ex governatrice Nikki Haley. Nella sostanza tra i repubblicani non c'è stata partita. tanto che Trump festeggia, e tiene un discorso nel suo resort a Mar-a-Lago. "Abbiamo fatto una cosa che nessuno avevo fatto prima nella storia". Poi aggiunge: "Il partito repubblicano sarà presto riunito, è un partito straordinario". Biden commenta: “Donald Trump è determinato a distruggere la nostra democrazia". Ma il presidente, in netto calo di consensi, vince i caucus democratici in Iowa e perde invece a sorpresa i caucus delle isole Samoa contro il candidato locale Jason Palmer.  Il Super Tuesday coinvolge 15 Stati e un territorio americano. Di fatto è la più grande tornata elettorale nelle primarie americane. Sono Alabama, Alaska, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia e isole Samoa. La competizione repubblicana riguarda tutti i 15 Stati, mentre i democratici non votano in Alaska e tengono i caucus nelle Samoa. In palio ci sono circa un terzo del totale dei delegati: 865 repubblicani e almeno 1.420 democratici. Sul fronte democratico, Joe Biden non ha rivali, pesa però il voto di protesta arabo-americano per non essere riuscito a fermare il "genocidio" a Gaza. E sul tema è arrivato il pieno sostegno di Trump a Israele in quello che è considerato il suo commento più esplicito sui combattimenti, mentre cresce la pressione internazionale sugli Stati Uniti affinché tengano a freno il loro alleato. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 06 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556518/corsivo_06_03_2024_08_25.mp3" length="2281964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nel Super Tuesday 2024, il vincitore è certamente Donald Trump che si aggiudica gran parte degli Stati, tranne il Vermont che va all'ex governatrice Nikki Haley. Nella sostanza tra i repubblicani non c'è stata partita....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel Super Tuesday 2024, il vincitore è certamente Donald Trump che si aggiudica gran parte degli Stati, tranne il Vermont che va all'ex governatrice Nikki Haley. Nella sostanza tra i repubblicani non c'è stata partita. tanto che Trump festeggia, e tiene un discorso nel suo resort a Mar-a-Lago. "Abbiamo fatto una cosa che nessuno avevo fatto prima nella storia". Poi aggiunge: "Il partito repubblicano sarà presto riunito, è un partito straordinario". Biden commenta: “Donald Trump è determinato a distruggere la nostra democrazia". Ma il presidente, in netto calo di consensi, vince i caucus democratici in Iowa e perde invece a sorpresa i caucus delle isole Samoa contro il candidato locale Jason Palmer.  Il Super Tuesday coinvolge 15 Stati e un territorio americano. Di fatto è la più grande tornata elettorale nelle primarie americane. Sono Alabama, Alaska, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia e isole Samoa. La competizione repubblicana riguarda tutti i 15 Stati, mentre i democratici non votano in Alaska e tengono i caucus nelle Samoa. In palio ci sono circa un terzo del totale dei delegati: 865 repubblicani e almeno 1.420 democratici. Sul fronte democratico, Joe Biden non ha rivali, pesa però il voto di protesta arabo-americano per non essere riuscito a fermare il "genocidio" a Gaza. 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Ma il presidente, in netto calo di consensi, vince i caucus democratici in Iowa e perde invece a sorpresa i caucus delle isole Samoa contro il candidato locale Jason Palmer.  Il Super Tuesday coinvolge 15 Stati e un territorio americano. Di fatto è la più grande tornata elettorale nelle primarie americane. Sono Alabama, Alaska, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia e isole Samoa. La competizione repubblicana riguarda tutti i 15 Stati, mentre i democratici non votano in Alaska e tengono i caucus nelle Samoa. In palio ci sono circa un terzo del totale dei delegati: 865 repubblicani e almeno 1.420 democratici. Sul fronte democratico, Joe Biden non ha rivali, pesa però il voto di protesta arabo-americano per non essere riuscito a fermare il "genocidio" a Gaza. E sul tema è arrivato il pieno sostegno di Trump a Israele in quello che è considerato il suo commento più esplicito sui combattimenti, mentre cresce la pressione internazionale sugli Stati Uniti affinché tengano a freno il loro alleato. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 06 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58941051/corsivo_06_03_2024_08_25.mp3" length="2281964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nel Super Tuesday 2024, il vincitore è certamente Donald Trump che si aggiudica gran parte degli Stati, tranne il Vermont che va all'ex governatrice Nikki Haley. Nella sostanza tra i repubblicani non c'è stata partita....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel Super Tuesday 2024, il vincitore è certamente Donald Trump che si aggiudica gran parte degli Stati, tranne il Vermont che va all'ex governatrice Nikki Haley. Nella sostanza tra i repubblicani non c'è stata partita. tanto che Trump festeggia, e tiene un discorso nel suo resort a Mar-a-Lago. "Abbiamo fatto una cosa che nessuno avevo fatto prima nella storia". Poi aggiunge: "Il partito repubblicano sarà presto riunito, è un partito straordinario". Biden commenta: “Donald Trump è determinato a distruggere la nostra democrazia". Ma il presidente, in netto calo di consensi, vince i caucus democratici in Iowa e perde invece a sorpresa i caucus delle isole Samoa contro il candidato locale Jason Palmer.  Il Super Tuesday coinvolge 15 Stati e un territorio americano. Di fatto è la più grande tornata elettorale nelle primarie americane. Sono Alabama, Alaska, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia e isole Samoa. La competizione repubblicana riguarda tutti i 15 Stati, mentre i democratici non votano in Alaska e tengono i caucus nelle Samoa. In palio ci sono circa un terzo del totale dei delegati: 865 repubblicani e almeno 1.420 democratici. Sul fronte democratico, Joe Biden non ha rivali, pesa però il voto di protesta arabo-americano per non essere riuscito a fermare il "genocidio" a Gaza. E sul tema è arrivato il pieno sostegno di Trump a Israele in quello che è considerato il suo commento più esplicito sui combattimenti, mentre cresce la pressione internazionale sugli Stati Uniti affinché tengano a freno il loro alleato. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8bd4a51ec278824fa23b67af9e1ea1d1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Francia l'aborto viene contemplato nella Costituzione. E' un voto storico, il primo nel mondo, ma è scontro col Vaticano | 05/03/2024 | I</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-francia-l-aborto-viene-contemplato-nella-costituzione-e-un-voto-storico-il-primo-nel-mondo-ma-e-scontro-col-vaticano-05-03-2024-i--64556513</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Francia compie una seconda rivoluzione e diventa il primo paese al mondo a inserire il dirito di aborto nella sua Costituzione. L'esito parlamentare non ammette altre interpretazioni: il via libera delle camere riunite in Congresso eccezionalmente a Versailles passa con 780 voti a favore, 72 contro, quasi un plebiscito. La decisione ha riunito l'intero arco costituzionale, dall'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon all'estrema destra di Marine Le Pen. Viene introdotta nell'articolo 34 la frase: "La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita alla donna di far ricorso ad un'interruzione volontaria della gravidanza". L'immagine plastica della vittoria è condensata nella torre Eiffel completamente illuminata a giorno. Contemporaneamente, sulla place du Trocadéro a Parigi, dove erano riunite migliaia di persone davanti a un maxi schermo collegato in diretta con Versailles, è esplosa la gioia. Di fronte, la Tour Eiffel ha cominciato a scintillare per celebrare l'evento, mentre si illuminava la scritta sulla torre 'Mio il corpo, mia la scelta'. Emmanuel Macron parla di fierezza francese e di un messaggio universale, e da appuntamento ai cittadini l'8 marzo (Festa internazionale dei diritti della donna), in Place Vendome a Parigi, per celebrare "l'ingresso di una nuova libertà garantita nella costituzione con la prima cerimonia di sigillatura aperta al pubblico". Non sono mancate le critiche, a cominciare da quelle del Vaticano e della conferenza episcopale di Francia (Cef). La Pontificia Accademia per la Vita ha avvertito che "proprio nell'epoca dei diritti umani universali, non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana". Quella della Francia è una scelta di grande coraggio etico e morale, che pone il governo di Parigi all'avanguardia della difesa dei diritti universali di uno Stato laico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 05 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556513/corsivo_05_03_2024_08_25.mp3" length="2233580" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La Francia compie una seconda rivoluzione e diventa il primo paese al mondo a inserire il dirito di aborto nella sua Costituzione. L'esito parlamentare non ammette altre interpretazioni: il via libera delle camere riunite...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Francia compie una seconda rivoluzione e diventa il primo paese al mondo a inserire il dirito di aborto nella sua Costituzione. L'esito parlamentare non ammette altre interpretazioni: il via libera delle camere riunite in Congresso eccezionalmente a Versailles passa con 780 voti a favore, 72 contro, quasi un plebiscito. La decisione ha riunito l'intero arco costituzionale, dall'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon all'estrema destra di Marine Le Pen. Viene introdotta nell'articolo 34 la frase: "La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita alla donna di far ricorso ad un'interruzione volontaria della gravidanza". L'immagine plastica della vittoria è condensata nella torre Eiffel completamente illuminata a giorno. Contemporaneamente, sulla place du Trocadéro a Parigi, dove erano riunite migliaia di persone davanti a un maxi schermo collegato in diretta con Versailles, è esplosa la gioia. Di fronte, la Tour Eiffel ha cominciato a scintillare per celebrare l'evento, mentre si illuminava la scritta sulla torre 'Mio il corpo, mia la scelta'. Emmanuel Macron parla di fierezza francese e di un messaggio universale, e da appuntamento ai cittadini l'8 marzo (Festa internazionale dei diritti della donna), in Place Vendome a Parigi, per celebrare "l'ingresso di una nuova libertà garantita nella costituzione con la prima cerimonia di sigillatura aperta al pubblico". Non sono mancate le critiche, a cominciare da quelle del Vaticano e della conferenza episcopale di Francia (Cef). La Pontificia Accademia per la Vita ha avvertito che "proprio nell'epoca dei diritti umani universali, non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana". Quella della Francia è una scelta di grande coraggio etico e morale, che pone il governo di Parigi all'avanguardia della difesa dei diritti universali di uno Stato laico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d5bfd9ea19f07433ae318e190e100e1a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Francia l'aborto viene contemplato nella Costituzione. E' un voto storico, il primo nel mondo, ma è scontro col Vaticano | 05/03/2024 | I</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-francia-l-aborto-viene-contemplato-nella-costituzione-e-un-voto-storico-il-primo-nel-mondo-ma-e-scontro-col-vaticano-05-03-2024-i--58928999</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Francia compie una seconda rivoluzione e diventa il primo paese al mondo a inserire il dirito di aborto nella sua Costituzione. L'esito parlamentare non ammette altre interpretazioni: il via libera delle camere riunite in Congresso eccezionalmente a Versailles passa con 780 voti a favore, 72 contro, quasi un plebiscito. La decisione ha riunito l'intero arco costituzionale, dall'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon all'estrema destra di Marine Le Pen. Viene introdotta nell'articolo 34 la frase: "La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita alla donna di far ricorso ad un'interruzione volontaria della gravidanza". L'immagine plastica della vittoria è condensata nella torre Eiffel completamente illuminata a giorno. Contemporaneamente, sulla place du Trocadéro a Parigi, dove erano riunite migliaia di persone davanti a un maxi schermo collegato in diretta con Versailles, è esplosa la gioia. Di fronte, la Tour Eiffel ha cominciato a scintillare per celebrare l'evento, mentre si illuminava la scritta sulla torre 'Mio il corpo, mia la scelta'. Emmanuel Macron parla di fierezza francese e di un messaggio universale, e da appuntamento ai cittadini l'8 marzo (Festa internazionale dei diritti della donna), in Place Vendome a Parigi, per celebrare "l'ingresso di una nuova libertà garantita nella costituzione con la prima cerimonia di sigillatura aperta al pubblico". Non sono mancate le critiche, a cominciare da quelle del Vaticano e della conferenza episcopale di Francia (Cef). La Pontificia Accademia per la Vita ha avvertito che "proprio nell'epoca dei diritti umani universali, non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana". Quella della Francia è una scelta di grande coraggio etico e morale, che pone il governo di Parigi all'avanguardia della difesa dei diritti universali di uno Stato laico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 05 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58928999/corsivo_05_03_2024_08_25.mp3" length="2233580" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La Francia compie una seconda rivoluzione e diventa il primo paese al mondo a inserire il dirito di aborto nella sua Costituzione. 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Contemporaneamente, sulla place du Trocadéro a Parigi, dove erano riunite migliaia di persone davanti a un maxi schermo collegato in diretta con Versailles, è esplosa la gioia. Di fronte, la Tour Eiffel ha cominciato a scintillare per celebrare l'evento, mentre si illuminava la scritta sulla torre 'Mio il corpo, mia la scelta'. Emmanuel Macron parla di fierezza francese e di un messaggio universale, e da appuntamento ai cittadini l'8 marzo (Festa internazionale dei diritti della donna), in Place Vendome a Parigi, per celebrare "l'ingresso di una nuova libertà garantita nella costituzione con la prima cerimonia di sigillatura aperta al pubblico". Non sono mancate le critiche, a cominciare da quelle del Vaticano e della conferenza episcopale di Francia (Cef). La Pontificia Accademia per la Vita ha avvertito che "proprio nell'epoca dei diritti umani universali, non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana". Quella della Francia è una scelta di grande coraggio etico e morale, che pone il governo di Parigi all'avanguardia della difesa dei diritti universali di uno Stato laico.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d5bfd9ea19f07433ae318e190e100e1a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ultima settimana di campagna elettorale in Abruzzo. Domani il comizio unitario del centrodestra e l'incubo dei sondaggi | 04/03/2024 | Il Co</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ultima-settimana-di-campagna-elettorale-in-abruzzo-domani-il-comizio-unitario-del-centrodestra-e-l-incubo-dei-sondaggi-04-03-2024-il-co--64556517</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Inizia l'ultima settimana di campagna in Abruzzo. Per maggioranza e opposizione è il primo test dopo l'esito al cardiopalma dell'appuntamento elettorale in Sardegna terminato con la vittoria di Alessandra Todde sostenuta da Pd e M5s . Domani la premier Giorgia Meloni arriva a Pescara per il comizio unitario del centrodestra con Matteo Salvini e Antonio Tajani a sostegno di Marco Marsilio. A Palazzo Chigi, incombe l'incubo dei sondaggi con il margine tra il presidente uscente e il candidato di Pd, M5s, Azione, IV, Avs Luciano D'Amico ridotto ormai a piccole percentuali di voti di scarto e il netto recupero di immagine da parte di buona parte dell'opposizione dopo il voto sardo. Sulla partita abruzzese giocano numerosi fattori nazionali e locali. Meloni è reduce da un viaggio negli Stati Uniti e Canada dove ha certamente incassato il benestare politico di Biden e Trudeau alla leadership del G7, ma anche le dure critiche di Fox news che la accusa di aver tradito il verbo anti globalista, per abbracciare il credo filo europeo del capo della Casa Bianca. L’articolo dell'emittente di Murdoch sottolinea la linea atlantista scelta da Meloni su Ucraina e Medio Oriente, e il dietrofront sulle deportazioni degli immigrati illegali, con l’appoggio della Ue. Un altro fronte è quello istituzionale con lo scontro con il Quirinale. Meloni ha escluso che le sue recenti esternazioni sulle manganellate della polizia agli studenti pisani non fossero rivolte contro Mattarella, bensì rivolte alla sinistra. Il Colle non interviene, ma le fonti dicono che a Mattarella non sia piaciuto essere tirato per la giacchetta in scontri politici che dovrebbero appartenere alle dinamiche tra partiti. Infine ci sono le questioni locali. Sulla sanità in Abruzzo negli ultimi cinque anni si è giocata una lotta tra Lega e Fratelli d’Italia che proprio ora, alla vigilia del voto, giunge alla resa dei conti finale.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 04 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556517/corsivo_04_03_2024_08_25.mp3" length="2417516" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Inizia l'ultima settimana di campagna in Abruzzo. 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Sulla partita abruzzese giocano numerosi fattori nazionali e locali. Meloni è reduce da un viaggio negli Stati Uniti e Canada dove ha certamente incassato il benestare politico di Biden e Trudeau alla leadership del G7, ma anche le dure critiche di Fox news che la accusa di aver tradito il verbo anti globalista, per abbracciare il credo filo europeo del capo della Casa Bianca. L’articolo dell'emittente di Murdoch sottolinea la linea atlantista scelta da Meloni su Ucraina e Medio Oriente, e il dietrofront sulle deportazioni degli immigrati illegali, con l’appoggio della Ue. Un altro fronte è quello istituzionale con lo scontro con il Quirinale. Meloni ha escluso che le sue recenti esternazioni sulle manganellate della polizia agli studenti pisani non fossero rivolte contro Mattarella, bensì rivolte alla sinistra. Il Colle non interviene, ma le fonti dicono che a Mattarella non sia piaciuto essere tirato per la giacchetta in scontri politici che dovrebbero appartenere alle dinamiche tra partiti. Infine ci sono le questioni locali. Sulla sanità in Abruzzo negli ultimi cinque anni si è giocata una lotta tra Lega e Fratelli d’Italia che proprio ora, alla vigilia del voto, giunge alla resa dei conti finale.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/901d3e3fff4755b76e4296ea89d9462d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ultima settimana di campagna elettorale in Abruzzo. Domani il comizio unitario del centrodestra e l'incubo dei sondaggi | 04/03/2024 | Il Co</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ultima-settimana-di-campagna-elettorale-in-abruzzo-domani-il-comizio-unitario-del-centrodestra-e-l-incubo-dei-sondaggi-04-03-2024-il-co--58914791</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Inizia l'ultima settimana di campagna in Abruzzo. Per maggioranza e opposizione è il primo test dopo l'esito al cardiopalma dell'appuntamento elettorale in Sardegna terminato con la vittoria di Alessandra Todde sostenuta da Pd e M5s . Domani la premier Giorgia Meloni arriva a Pescara per il comizio unitario del centrodestra con Matteo Salvini e Antonio Tajani a sostegno di Marco Marsilio. A Palazzo Chigi, incombe l'incubo dei sondaggi con il margine tra il presidente uscente e il candidato di Pd, M5s, Azione, IV, Avs Luciano D'Amico ridotto ormai a piccole percentuali di voti di scarto e il netto recupero di immagine da parte di buona parte dell'opposizione dopo il voto sardo. Sulla partita abruzzese giocano numerosi fattori nazionali e locali. Meloni è reduce da un viaggio negli Stati Uniti e Canada dove ha certamente incassato il benestare politico di Biden e Trudeau alla leadership del G7, ma anche le dure critiche di Fox news che la accusa di aver tradito il verbo anti globalista, per abbracciare il credo filo europeo del capo della Casa Bianca. L’articolo dell'emittente di Murdoch sottolinea la linea atlantista scelta da Meloni su Ucraina e Medio Oriente, e il dietrofront sulle deportazioni degli immigrati illegali, con l’appoggio della Ue. Un altro fronte è quello istituzionale con lo scontro con il Quirinale. Meloni ha escluso che le sue recenti esternazioni sulle manganellate della polizia agli studenti pisani non fossero rivolte contro Mattarella, bensì rivolte alla sinistra. Il Colle non interviene, ma le fonti dicono che a Mattarella non sia piaciuto essere tirato per la giacchetta in scontri politici che dovrebbero appartenere alle dinamiche tra partiti. Infine ci sono le questioni locali. Sulla sanità in Abruzzo negli ultimi cinque anni si è giocata una lotta tra Lega e Fratelli d’Italia che proprio ora, alla vigilia del voto, giunge alla resa dei conti finale.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 04 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58914791/corsivo_04_03_2024_08_25.mp3" length="2417516" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Inizia l'ultima settimana di campagna in Abruzzo. 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Sulla partita abruzzese giocano numerosi fattori nazionali e locali. Meloni è reduce da un viaggio negli Stati Uniti e Canada dove ha certamente incassato il benestare politico di Biden e Trudeau alla leadership del G7, ma anche le dure critiche di Fox news che la accusa di aver tradito il verbo anti globalista, per abbracciare il credo filo europeo del capo della Casa Bianca. L’articolo dell'emittente di Murdoch sottolinea la linea atlantista scelta da Meloni su Ucraina e Medio Oriente, e il dietrofront sulle deportazioni degli immigrati illegali, con l’appoggio della Ue. Un altro fronte è quello istituzionale con lo scontro con il Quirinale. Meloni ha escluso che le sue recenti esternazioni sulle manganellate della polizia agli studenti pisani non fossero rivolte contro Mattarella, bensì rivolte alla sinistra. Il Colle non interviene, ma le fonti dicono che a Mattarella non sia piaciuto essere tirato per la giacchetta in scontri politici che dovrebbero appartenere alle dinamiche tra partiti. Infine ci sono le questioni locali. Sulla sanità in Abruzzo negli ultimi cinque anni si è giocata una lotta tra Lega e Fratelli d’Italia che proprio ora, alla vigilia del voto, giunge alla resa dei conti finale.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>152</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/901d3e3fff4755b76e4296ea89d9462d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biennale di Venezia: “vengo anch’io, no tu no”  | 02/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biennale-di-venezia-vengo-anch-io-no-tu-no-02-03-2024-il-corsivo--64556528</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Sembra siano almeno 12.000 gli artisti internazionali che, attraverso una petizione mirata, hanno chiesto l’esclusione di Israele dalla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre. L’appello – “No al padiglione del genocidio” -  è stato lanciato da un neonato collettivo denominato ANGA (Art Not Genocide Alliance). Il documento in questione chiede “l’esclusione di Israele dalla Biennale di Venezia”, affermando che “offrire un palcoscenico ad uno Stato impegnato in continui massacri contro il popolo palestinese a Gaza è inaccettabile”. Vengono, inoltre, fatte analogie con i boicottaggi del Sudafrica ai tempi dell’apartheid e con le sanzioni alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, a causa della quale la Biennale avrebbe escluso ogni collaborazione con il Cremlino. Per la verità, i promotori dell’iniziativa sembrano qui ignorare il fatto che, in quest’ultimo caso, nel 2022, la chiusura del Padiglione russo non fu imposta da alcuna autorità italiana, ma venne, invece, decisa autonomamente dai curatori nominati dal ministero moscovita della Cultura , il quale ha, tra l’altro, già reso noto che non intende partecipare neanche alla prossima Esposizione.  La reazione ufficiale del ministro Gennaro Sangiuliano, rispetto al contenuto della petizione, non si è fatta certo attendere ed è stata particolarmente ferma e chiara, giudicando “inaccettabile, oltreché vergognoso il diktat di chi ritiene di essere depositario della verità e, con arroganza e odio, pensa di minacciare la libertà di pensiero e di espressione creativa in una Nazione democratica e libera come l’Italia”. Israele – secondo il ministro - non solo ha il diritto di esprimere la sua arte, ma ha pure il dovere di dare testimonianza al suo popolo,  colpito così duramente a freddo da terroristi senza pietà. Pertanto, la Biennale dovrà rimanere sempre un’occasione di incontro e dialogo, anziché un momento di censura e di intolleranza. Tra l’altro, i vari padiglioni nazionali appartengono ai singoli Stati che li gestiscono con fondi propri, senza dipendere minimamente dal Governo italiano o dalla Direzione della Biennale. Di conseguenza, lo stesso tipo di considerazioni, appena riportate per Israele, valgono anche nei riguardi di un altro appello - il “Non siate complici”- pervenuto, proprio in queste ore, dalla Woman Life Freedom Europe, affinchè la Biennale “annulli la partecipazione dell’Iran e degli artisti asserviti al regime”. Anche in questo caso, infatti, la Biennale ribadisce che tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica italiana possono, in totale autonomia, richiedere di partecipare ufficialmente. Ecco perché , nessuna petizione tendente ad escludere, dalla 60esima Esposizione Internazionale dell’Arte, la presenza di una qualsiasi delegazione – sia essa israeliana o iraniana – potrà mai essere presa in considerazione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 02 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556528/corsivo_02_03_2024_08_25.mp3" length="2692460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Sembra siano almeno 12.000 gli artisti internazionali che, attraverso una petizione mirata, hanno chiesto l’esclusione di Israele dalla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Sembra siano almeno 12.000 gli artisti internazionali che, attraverso una petizione mirata, hanno chiesto l’esclusione di Israele dalla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre. 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Israele – secondo il ministro - non solo ha il diritto di esprimere la sua arte, ma ha pure il dovere di dare testimonianza al suo popolo,  colpito così duramente a freddo da terroristi senza pietà. Pertanto, la Biennale dovrà rimanere sempre un’occasione di incontro e dialogo, anziché un momento di censura e di intolleranza. Tra l’altro, i vari padiglioni nazionali appartengono ai singoli Stati che li gestiscono con fondi propri, senza dipendere minimamente dal Governo italiano o dalla Direzione della Biennale. Di conseguenza, lo stesso tipo di considerazioni, appena riportate per Israele, valgono anche nei riguardi di un altro appello - il “Non siate complici”- pervenuto, proprio in queste ore, dalla Woman Life Freedom Europe, affinchè la Biennale “annulli la partecipazione dell’Iran e degli artisti asserviti al regime”. Anche in questo caso, infatti, la Biennale ribadisce che tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica italiana possono, in totale autonomia, richiedere di partecipare ufficialmente. Ecco perché , nessuna petizione tendente ad escludere, dalla 60esima Esposizione Internazionale dell’Arte, la presenza di una qualsiasi delegazione – sia essa israeliana o iraniana – potrà mai essere presa in considerazione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ef812f997303f17b3befc2911da86e0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biennale di Venezia: “vengo anch’io, no tu no”  | 02/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biennale-di-venezia-vengo-anch-io-no-tu-no-02-03-2024-il-corsivo--58896719</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Sembra siano almeno 12.000 gli artisti internazionali che, attraverso una petizione mirata, hanno chiesto l’esclusione di Israele dalla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre. L’appello – “No al padiglione del genocidio” -  è stato lanciato da un neonato collettivo denominato ANGA (Art Not Genocide Alliance). Il documento in questione chiede “l’esclusione di Israele dalla Biennale di Venezia”, affermando che “offrire un palcoscenico ad uno Stato impegnato in continui massacri contro il popolo palestinese a Gaza è inaccettabile”. Vengono, inoltre, fatte analogie con i boicottaggi del Sudafrica ai tempi dell’apartheid e con le sanzioni alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, a causa della quale la Biennale avrebbe escluso ogni collaborazione con il Cremlino. Per la verità, i promotori dell’iniziativa sembrano qui ignorare il fatto che, in quest’ultimo caso, nel 2022, la chiusura del Padiglione russo non fu imposta da alcuna autorità italiana, ma venne, invece, decisa autonomamente dai curatori nominati dal ministero moscovita della Cultura , il quale ha, tra l’altro, già reso noto che non intende partecipare neanche alla prossima Esposizione.  La reazione ufficiale del ministro Gennaro Sangiuliano, rispetto al contenuto della petizione, non si è fatta certo attendere ed è stata particolarmente ferma e chiara, giudicando “inaccettabile, oltreché vergognoso il diktat di chi ritiene di essere depositario della verità e, con arroganza e odio, pensa di minacciare la libertà di pensiero e di espressione creativa in una Nazione democratica e libera come l’Italia”. Israele – secondo il ministro - non solo ha il diritto di esprimere la sua arte, ma ha pure il dovere di dare testimonianza al suo popolo,  colpito così duramente a freddo da terroristi senza pietà. Pertanto, la Biennale dovrà rimanere sempre un’occasione di incontro e dialogo, anziché un momento di censura e di intolleranza. Tra l’altro, i vari padiglioni nazionali appartengono ai singoli Stati che li gestiscono con fondi propri, senza dipendere minimamente dal Governo italiano o dalla Direzione della Biennale. Di conseguenza, lo stesso tipo di considerazioni, appena riportate per Israele, valgono anche nei riguardi di un altro appello - il “Non siate complici”- pervenuto, proprio in queste ore, dalla Woman Life Freedom Europe, affinchè la Biennale “annulli la partecipazione dell’Iran e degli artisti asserviti al regime”. Anche in questo caso, infatti, la Biennale ribadisce che tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica italiana possono, in totale autonomia, richiedere di partecipare ufficialmente. Ecco perché , nessuna petizione tendente ad escludere, dalla 60esima Esposizione Internazionale dell’Arte, la presenza di una qualsiasi delegazione – sia essa israeliana o iraniana – potrà mai essere presa in considerazione.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 02 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58896719/corsivo_02_03_2024_08_25.mp3" length="2692460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio  Sembra siano almeno 12.000 gli artisti internazionali che, attraverso una petizione mirata, hanno chiesto l’esclusione di Israele dalla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio  Sembra siano almeno 12.000 gli artisti internazionali che, attraverso una petizione mirata, hanno chiesto l’esclusione di Israele dalla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre. 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Per la verità, i promotori dell’iniziativa sembrano qui ignorare il fatto che, in quest’ultimo caso, nel 2022, la chiusura del Padiglione russo non fu imposta da alcuna autorità italiana, ma venne, invece, decisa autonomamente dai curatori nominati dal ministero moscovita della Cultura , il quale ha, tra l’altro, già reso noto che non intende partecipare neanche alla prossima Esposizione.  La reazione ufficiale del ministro Gennaro Sangiuliano, rispetto al contenuto della petizione, non si è fatta certo attendere ed è stata particolarmente ferma e chiara, giudicando “inaccettabile, oltreché vergognoso il diktat di chi ritiene di essere depositario della verità e, con arroganza e odio, pensa di minacciare la libertà di pensiero e di espressione creativa in una Nazione democratica e libera come l’Italia”. 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Oggi e domani il vertice di Roma | 01/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sfida-dei-leader-socialisti-europeo-al-sovranismo-oggi-e-domani-il-vertice-di-roma-01-03-2024-il-corsivo--58886440</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A Roma, si apre il vertice dei leader socialisti europei e i temi scelti della loro campagna elettorale rappresentano la sfida al sovranismo. Nel “manifesto” discusso da oggi al congresso del Pse la sinistra recupera i temi di un tempo, lasciati man mano cadere tentando strade alternative che si sono rivelate disastrose sul piano elettorale: la casa, i diritti dei lavoratori, il contrasto al caro energia e la lotta ai cambiamenti climatici. Insomma la sinistra torna a fare la sinistra tentando di agganciare un elettorato perduto. Il programma potrebbe avere un'impronta tedesca con il rilancio della proposta di adottare ovunque la cogestione, la partecipazione dei sindacati nei vertici delle aziende, e della battaglia del salario minimo funzionante ovunque tranne che in Italia. Sul tema cruciale della gestione dei flussi dei migranti i socialisti europei vanno in ordine sparso, e senza politiche alternative lasciano ormai campo scoperto ai sovranisti, ai populisti, ai suprematisti. Ci sarà la premier danese Mette Frederiksen, una che ha battuto la destra sul suo stesso terreno, adottando una linea dura sull’immigrazione.  Sarà presente il cancelliere tedesco Olaf Scholz che risulta il più impopolare leader della storia tedesca e che si porta la responsabilità di aver portato la Spd al 13%. Ci sarà tutto il Pd di Elly Schlein che si porta dietro la recente unica vittoria alle regionali della Sardegna. Dal congresso si attende anche un nuovo posizionamento nei rapporti con i popolari abituati da decenni a governare quasi sempre, a Bruxelles e Strasburgo, e una scelta di campo nel caso Ursula von der Leyen dovesse essere eletta anche con i voti di Giorgia Meloni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-03-2024_09-24.mp3</guid><pubDate>Fri, 01 Mar 2024 08:24:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58886440/corsivo_01_03_2024_09_24.mp3" length="2253548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A Roma, si apre il vertice dei leader socialisti europei e i temi scelti della loro campagna elettorale rappresentano la sfida al sovranismo. 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Sul tema cruciale della gestione dei flussi dei migranti i socialisti europei vanno in ordine sparso, e senza politiche alternative lasciano ormai campo scoperto ai sovranisti, ai populisti, ai suprematisti. Ci sarà la premier danese Mette Frederiksen, una che ha battuto la destra sul suo stesso terreno, adottando una linea dura sull’immigrazione.  Sarà presente il cancelliere tedesco Olaf Scholz che risulta il più impopolare leader della storia tedesca e che si porta la responsabilità di aver portato la Spd al 13%. Ci sarà tutto il Pd di Elly Schlein che si porta dietro la recente unica vittoria alle regionali della Sardegna. Dal congresso si attende anche un nuovo posizionamento nei rapporti con i popolari abituati da decenni a governare quasi sempre, a Bruxelles e Strasburgo, e una scelta di campo nel caso Ursula von der Leyen dovesse essere eletta anche con i voti di Giorgia Meloni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5c14ae0a6f848111738d2481489fb066.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sfida dei leader socialisti europeo al sovranismo. Oggi e domani il vertice di Roma | 01/03/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sfida-dei-leader-socialisti-europeo-al-sovranismo-oggi-e-domani-il-vertice-di-roma-01-03-2024-il-corsivo--58886129</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A Roma, si apre il vertice dei leader socialisti europei e i temi scelti della loro campagna elettorale rappresentano la sfida al sovranismo. Nel “manifesto” discusso da oggi al congresso del Pse la sinistra recupera i temi di un tempo, lasciati man mano cadere tentando strade alternative che si sono rivelate disastrose sul piano elettorale: la casa, i diritti dei lavoratori, il contrasto al caro energia e la lotta ai cambiamenti climatici. Insomma la sinistra torna a fare la sinistra tentando di agganciare un elettorato perduto. Il programma potrebbe avere un'impronta tedesca con il rilancio della proposta di adottare ovunque la cogestione, la partecipazione dei sindacati nei vertici delle aziende, e della battaglia del salario minimo funzionante ovunque tranne che in Italia. Sul tema cruciale della gestione dei flussi dei migranti i socialisti europei vanno in ordine sparso, e senza politiche alternative lasciano ormai campo scoperto ai sovranisti, ai populisti, ai suprematisti. Ci sarà la premier danese Mette Frederiksen, una che ha battuto la destra sul suo stesso terreno, adottando una linea dura sull’immigrazione.  Sarà presente il cancelliere tedesco Olaf Scholz che risulta il più impopolare leader della storia tedesca e che si porta la responsabilità di aver portato la Spd al 13%. Ci sarà tutto il Pd di Elly Schlein che si porta dietro la recente unica vittoria alle regionali della Sardegna. Dal congresso si attende anche un nuovo posizionamento nei rapporti con i popolari abituati da decenni a governare quasi sempre, a Bruxelles e Strasburgo, e una scelta di campo nel caso Ursula von der Leyen dovesse essere eletta anche con i voti di Giorgia Meloni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-03-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 01 Mar 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58886129/corsivo_01_03_2024_09_24.mp3" length="2253548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A Roma, si apre il vertice dei leader socialisti europei e i temi scelti della loro campagna elettorale rappresentano la sfida al sovranismo. 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Sul tema cruciale della gestione dei flussi dei migranti i socialisti europei vanno in ordine sparso, e senza politiche alternative lasciano ormai campo scoperto ai sovranisti, ai populisti, ai suprematisti. Ci sarà la premier danese Mette Frederiksen, una che ha battuto la destra sul suo stesso terreno, adottando una linea dura sull’immigrazione.  Sarà presente il cancelliere tedesco Olaf Scholz che risulta il più impopolare leader della storia tedesca e che si porta la responsabilità di aver portato la Spd al 13%. Ci sarà tutto il Pd di Elly Schlein che si porta dietro la recente unica vittoria alle regionali della Sardegna. Dal congresso si attende anche un nuovo posizionamento nei rapporti con i popolari abituati da decenni a governare quasi sempre, a Bruxelles e Strasburgo, e una scelta di campo nel caso Ursula von der Leyen dovesse essere eletta anche con i voti di Giorgia Meloni.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bdc5041496326e597b7c0c122142bb78.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'accordo del centrodestra sulle regionali, il processo veneto contro Salvini, la difficile convivenza tra Pd e M5s | 29/02/2024 | Il Corsiv</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-accordo-del-centrodestra-sulle-regionali-il-processo-veneto-contro-salvini-la-difficile-convivenza-tra-pd-e-m5s-29-02-2024-il-corsiv--64556519</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dalla sconfitta in Sardegna, il centrodestra sigla un accordo sulle prossime elezioni regionali e blinda sostanzialmente i Governatori uscenti: Vito Bardi in Basilicata, Alberto Cirio in Piemonte e Donatella Tesei in Umbria. Saranno loro i nomi su cui punterà la coalizione che sostiene Giorgia Meloni in vista del voto che vedrà la regione lucana alle urne il 21 e 22 aprile, quella piemontese l’8 e 9 giugno in contemporanea con le Europee e quella umbra in autunno.  Per l'elezione più imminente, il 10 marzo in Abruzzo tutti i partiti del centrodestra, almeno apparentemente, sostengono Marco Marsilio. “Impareremo dagli errori”, aveva commentato Giorgia Meloni poco dopo la debacle sarda. E al vertice di maggioranza Fratelli d'Italia ha aperto al dialogo con i suoi alleati. Ma la grana si apre in Veneto, ed è tutta interna alla Lega. Le differenze tra il leghismo modello Zaia e la Lega sovranista di matteo Salvini è ormai alla luce del sole. L'assessore allo Sviluppo economico ed Energia della Regione Veneto Roberto Marcato chiede un partito più progressista, attento ai diritti civili, non quello di Vannacci. Il potentissimo sindaco di Treviso Mario Conte mette le mani avanti e rilancia Luca Zaia rifiutando baratti e imposizioni da Palazzo Chigi. Nel centrosinistra, Schlein, Conte, Calenda, Renzi si ricompattano sulla candidatura dell'ex rettore di Teramo Luciano D'Amico, ma sono divisi in tutti gli altri appuntamenti elettorali regionali. Segno che l'indicazione uscita dal voto sardo nell'opposizione non è stata ancora compresa.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 29 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556519/corsivo_29_02_2024_08_25.mp3" length="2024300" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dalla sconfitta in Sardegna, il centrodestra sigla un accordo sulle prossime elezioni regionali e blinda sostanzialmente i Governatori uscenti: Vito Bardi in Basilicata, Alberto Cirio in Piemonte e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  A pochi giorni dalla sconfitta in Sardegna, il centrodestra sigla un accordo sulle prossime elezioni regionali e blinda sostanzialmente i Governatori uscenti: Vito Bardi in Basilicata, Alberto Cirio in Piemonte e Donatella Tesei in Umbria. 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Il potentissimo sindaco di Treviso Mario Conte mette le mani avanti e rilancia Luca Zaia rifiutando baratti e imposizioni da Palazzo Chigi. Nel centrosinistra, Schlein, Conte, Calenda, Renzi si ricompattano sulla candidatura dell'ex rettore di Teramo Luciano D'Amico, ma sono divisi in tutti gli altri appuntamenti elettorali regionali. 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Saranno loro i nomi su cui punterà la coalizione che sostiene Giorgia Meloni in vista del voto che vedrà la regione lucana alle urne il 21 e 22 aprile, quella piemontese l’8 e 9 giugno in contemporanea con le Europee e quella umbra in autunno.  Per l'elezione più imminente, il 10 marzo in Abruzzo tutti i partiti del centrodestra, almeno apparentemente, sostengono Marco Marsilio. “Impareremo dagli errori”, aveva commentato Giorgia Meloni poco dopo la debacle sarda. E al vertice di maggioranza Fratelli d'Italia ha aperto al dialogo con i suoi alleati. Ma la grana si apre in Veneto, ed è tutta interna alla Lega. Le differenze tra il leghismo modello Zaia e la Lega sovranista di matteo Salvini è ormai alla luce del sole. L'assessore allo Sviluppo economico ed Energia della Regione Veneto Roberto Marcato chiede un partito più progressista, attento ai diritti civili, non quello di Vannacci. Il potentissimo sindaco di Treviso Mario Conte mette le mani avanti e rilancia Luca Zaia rifiutando baratti e imposizioni da Palazzo Chigi. Nel centrosinistra, Schlein, Conte, Calenda, Renzi si ricompattano sulla candidatura dell'ex rettore di Teramo Luciano D'Amico, ma sono divisi in tutti gli altri appuntamenti elettorali regionali. 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Saranno loro i nomi su cui punterà la coalizione che sostiene Giorgia Meloni in vista del voto che vedrà la regione lucana alle urne il 21 e 22 aprile, quella piemontese l’8 e 9 giugno in contemporanea con le Europee e quella umbra in autunno.  Per l'elezione più imminente, il 10 marzo in Abruzzo tutti i partiti del centrodestra, almeno apparentemente, sostengono Marco Marsilio. “Impareremo dagli errori”, aveva commentato Giorgia Meloni poco dopo la debacle sarda. E al vertice di maggioranza Fratelli d'Italia ha aperto al dialogo con i suoi alleati. Ma la grana si apre in Veneto, ed è tutta interna alla Lega. Le differenze tra il leghismo modello Zaia e la Lega sovranista di matteo Salvini è ormai alla luce del sole. L'assessore allo Sviluppo economico ed Energia della Regione Veneto Roberto Marcato chiede un partito più progressista, attento ai diritti civili, non quello di Vannacci. Il potentissimo sindaco di Treviso Mario Conte mette le mani avanti e rilancia Luca Zaia rifiutando baratti e imposizioni da Palazzo Chigi. Nel centrosinistra, Schlein, Conte, Calenda, Renzi si ricompattano sulla candidatura dell'ex rettore di Teramo Luciano D'Amico, ma sono divisi in tutti gli altri appuntamenti elettorali regionali. Segno che l'indicazione uscita dal voto sardo nell'opposizione non è stata ancora compresa.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bdc5041496326e597b7c0c122142bb78.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lezione del voto regionale in Sardegna | 28/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lezione-del-voto-regionale-in-sardegna-28-02-2024-il-corsivo--64556531</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per i partiti e le coalizioni, il voto regionale in Sardegna offrirebbe numerosi spunti di riflessione per il loro futuro. La lezione del voto sardo fa emergere le reali divisioni all'interno del centrodestra, quell'immagine di insieme che Giorgia Meloni ha voluto dare nell'ultimo comizio di Cagliari, e che si riassume nella nota congiunta firmata con Matteo Salvini e Antonio Tajani: nessuna ricaduta sull'azione unitaria del Governo, ma attenzione agli errori. "Rimane una sconfitta sulla quale ragioneremo per valutare gli errori commessi", dice Meloni. Si, ma quali? Secondo Salvini, quando cambi un candidato in corsa e lo imponi dall'alto diventa tutto più complicato. In realtà, la partita nel centrodestra è il cosiddetto terzo mandato che diventa cruciale per la Lega, perché in gioco c'è la possibilità di una nuova corsa di Luca Zaia in Veneto. Il centrosinistra incassa la vittoria di misura in Sardegna e guarda alle prossime elezioni del 10 marzo in Abruzzo, con lo scontro tra il fedelissimo di Giorgia Meloni, Marco Marsilio, e Luciano D'Amico. In teoria, come lo era in Sardegna, anche l’Abruzzo sarebbe una partita chiusa, ma il centrosinistra si è aggregato da Azione e Iv ai rossoverdi, insieme a Pd e 5 Stelle - e stando agli ultimi sondaggi commissionati dal Nazareno la distanza si sarebbe ridotta a una manciata di punti. L'esperimento abruzzese potrebbe andare nella direzione auspicata dalla segretaria del Pd Elly Schlein che oggi afferma su Repubblica che Meloni non è imbattibile e che stando insieme tutto diventa possibile.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 28 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556531/corsivo_28_02_2024_08_25.mp3" length="2043116" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Per i partiti e le coalizioni, il voto regionale in Sardegna offrirebbe numerosi spunti di riflessione per il loro futuro. 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In realtà, la partita nel centrodestra è il cosiddetto terzo mandato che diventa cruciale per la Lega, perché in gioco c'è la possibilità di una nuova corsa di Luca Zaia in Veneto. Il centrosinistra incassa la vittoria di misura in Sardegna e guarda alle prossime elezioni del 10 marzo in Abruzzo, con lo scontro tra il fedelissimo di Giorgia Meloni, Marco Marsilio, e Luciano D'Amico. In teoria, come lo era in Sardegna, anche l’Abruzzo sarebbe una partita chiusa, ma il centrosinistra si è aggregato da Azione e Iv ai rossoverdi, insieme a Pd e 5 Stelle - e stando agli ultimi sondaggi commissionati dal Nazareno la distanza si sarebbe ridotta a una manciata di punti. L'esperimento abruzzese potrebbe andare nella direzione auspicata dalla segretaria del Pd Elly Schlein che oggi afferma su Repubblica che Meloni non è imbattibile e che stando insieme tutto diventa possibile.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1f10dc879df12a880239b4ee4a8c4030.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lezione del voto regionale in Sardegna | 28/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lezione-del-voto-regionale-in-sardegna-28-02-2024-il-corsivo--58860026</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per i partiti e le coalizioni, il voto regionale in Sardegna offrirebbe numerosi spunti di riflessione per il loro futuro. 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In teoria, come lo era in Sardegna, anche l’Abruzzo sarebbe una partita chiusa, ma il centrosinistra si è aggregato da Azione e Iv ai rossoverdi, insieme a Pd e 5 Stelle - e stando agli ultimi sondaggi commissionati dal Nazareno la distanza si sarebbe ridotta a una manciata di punti. L'esperimento abruzzese potrebbe andare nella direzione auspicata dalla segretaria del Pd Elly Schlein che oggi afferma su Repubblica che Meloni non è imbattibile e che stando insieme tutto diventa possibile.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_28-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 28 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58860026/corsivo_28_02_2024_08_25.mp3" length="2043116" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Per i partiti e le coalizioni, il voto regionale in Sardegna offrirebbe numerosi spunti di riflessione per il loro futuro. La lezione del voto sardo fa emergere le reali divisioni all'interno del centrodestra,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per i partiti e le coalizioni, il voto regionale in Sardegna offrirebbe numerosi spunti di riflessione per il loro futuro. La lezione del voto sardo fa emergere le reali divisioni all'interno del centrodestra, quell'immagine di insieme che Giorgia Meloni ha voluto dare nell'ultimo comizio di Cagliari, e che si riassume nella nota congiunta firmata con Matteo Salvini e Antonio Tajani: nessuna ricaduta sull'azione unitaria del Governo, ma attenzione agli errori. "Rimane una sconfitta sulla quale ragioneremo per valutare gli errori commessi", dice Meloni. Si, ma quali? Secondo Salvini, quando cambi un candidato in corsa e lo imponi dall'alto diventa tutto più complicato. In realtà, la partita nel centrodestra è il cosiddetto terzo mandato che diventa cruciale per la Lega, perché in gioco c'è la possibilità di una nuova corsa di Luca Zaia in Veneto. Il centrosinistra incassa la vittoria di misura in Sardegna e guarda alle prossime elezioni del 10 marzo in Abruzzo, con lo scontro tra il fedelissimo di Giorgia Meloni, Marco Marsilio, e Luciano D'Amico. In teoria, come lo era in Sardegna, anche l’Abruzzo sarebbe una partita chiusa, ma il centrosinistra si è aggregato da Azione e Iv ai rossoverdi, insieme a Pd e 5 Stelle - e stando agli ultimi sondaggi commissionati dal Nazareno la distanza si sarebbe ridotta a una manciata di punti. L'esperimento abruzzese potrebbe andare nella direzione auspicata dalla segretaria del Pd Elly Schlein che oggi afferma su Repubblica che Meloni non è imbattibile e che stando insieme tutto diventa possibile.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1f10dc879df12a880239b4ee4a8c4030.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo la vittoria della Todde in Sardegna cresce l'interesse per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs | 27/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-la-vittoria-della-todde-in-sardegna-cresce-l-interesse-per-un-nuovo-campo-largo-tra-pd-m5s-e-avs-27-02-2024-il-corsivo--64556541</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna cresce l'interesse nazionale per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs che, almeno sulla carta, resta ancora un laboratorio per alcune elezioni regionali come Abruzzo. Analizzando il voto sardo, in gran parte dei principali agglomerati urbani, Alessandra Todde supera sempre il 50% delle preferenze. Cagliari, Sassari, Porto Torres, Quartu, Nuoro vanno al centrosinistra. Olbia, Oristano, Alghero restano al centrodestra. Sul piano generale delle liste, il Partito democratico è il primo partito con il 13,8%, segue Fratelli d'Italia col 13,6%, quindi M5s al 7,8%. Ma il dato significativo riguarda la contesa interna al centrodestra con Forza Italia che si attesta attorno al 6,3% e di fatto quasi doppia la Lega ferma al 3,7%. Il Partito sardo d'Azione, movimento del governatore uscente e non ricandidato, Christian Solinas e collegato alla Lega di matteo Salvini, si attesta al 5,4%. Il voto disgiunto non ha premiato Renato Soru, terzo con la sua Coalizione sarda, dietro ad Alessandra Todde e Paolo Truzzu. Stessa cosa per Lucia Chessa, candidata di Sardigna R-esiste. Tornando indietro nel passato, proprio le vittorie in Sardegna hanno anticipato l'ascesa o la discesa dei leader: era avvenuto con Massimo D'Alema bocciato alle regionali che aprì la strada alla rimonta di Silvio Berlusconi, era accaduto con la vittoria di Renato Soru che avviò la ripresa del centrosinistra con la caduta del secondo Governo Berlusconi. Ora, dopo il successo in Sardegna, si apre una nuova stagione politica che sarà propedeutica per una chiarificazione all'interno delle coalizioni di centrodestra e dell'intera opposizione.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 27 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556541/corsivo_27_02_2024_08_25.mp3" length="2224364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna cresce l'interesse nazionale per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs che, almeno sulla carta, resta ancora un laboratorio per alcune elezioni regionali come Abruzzo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna cresce l'interesse nazionale per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs che, almeno sulla carta, resta ancora un laboratorio per alcune elezioni regionali come Abruzzo. Analizzando il voto sardo, in gran parte dei principali agglomerati urbani, Alessandra Todde supera sempre il 50% delle preferenze. Cagliari, Sassari, Porto Torres, Quartu, Nuoro vanno al centrosinistra. Olbia, Oristano, Alghero restano al centrodestra. Sul piano generale delle liste, il Partito democratico è il primo partito con il 13,8%, segue Fratelli d'Italia col 13,6%, quindi M5s al 7,8%. Ma il dato significativo riguarda la contesa interna al centrodestra con Forza Italia che si attesta attorno al 6,3% e di fatto quasi doppia la Lega ferma al 3,7%. Il Partito sardo d'Azione, movimento del governatore uscente e non ricandidato, Christian Solinas e collegato alla Lega di matteo Salvini, si attesta al 5,4%. Il voto disgiunto non ha premiato Renato Soru, terzo con la sua Coalizione sarda, dietro ad Alessandra Todde e Paolo Truzzu. Stessa cosa per Lucia Chessa, candidata di Sardigna R-esiste. Tornando indietro nel passato, proprio le vittorie in Sardegna hanno anticipato l'ascesa o la discesa dei leader: era avvenuto con Massimo D'Alema bocciato alle regionali che aprì la strada alla rimonta di Silvio Berlusconi, era accaduto con la vittoria di Renato Soru che avviò la ripresa del centrosinistra con la caduta del secondo Governo Berlusconi. Ora, dopo il successo in Sardegna, si apre una nuova stagione politica che sarà propedeutica per una chiarificazione all'interno delle coalizioni di centrodestra e dell'intera opposizione.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/137b08dbc28b0ae83ea8bc189966ee2e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo la vittoria della Todde in Sardegna cresce l'interesse per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs | 27/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-la-vittoria-della-todde-in-sardegna-cresce-l-interesse-per-un-nuovo-campo-largo-tra-pd-m5s-e-avs-27-02-2024-il-corsivo--58845487</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna cresce l'interesse nazionale per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs che, almeno sulla carta, resta ancora un laboratorio per alcune elezioni regionali come Abruzzo. Analizzando il voto sardo, in gran parte dei principali agglomerati urbani, Alessandra Todde supera sempre il 50% delle preferenze. Cagliari, Sassari, Porto Torres, Quartu, Nuoro vanno al centrosinistra. Olbia, Oristano, Alghero restano al centrodestra. Sul piano generale delle liste, il Partito democratico è il primo partito con il 13,8%, segue Fratelli d'Italia col 13,6%, quindi M5s al 7,8%. Ma il dato significativo riguarda la contesa interna al centrodestra con Forza Italia che si attesta attorno al 6,3% e di fatto quasi doppia la Lega ferma al 3,7%. Il Partito sardo d'Azione, movimento del governatore uscente e non ricandidato, Christian Solinas e collegato alla Lega di matteo Salvini, si attesta al 5,4%. Il voto disgiunto non ha premiato Renato Soru, terzo con la sua Coalizione sarda, dietro ad Alessandra Todde e Paolo Truzzu. Stessa cosa per Lucia Chessa, candidata di Sardigna R-esiste. Tornando indietro nel passato, proprio le vittorie in Sardegna hanno anticipato l'ascesa o la discesa dei leader: era avvenuto con Massimo D'Alema bocciato alle regionali che aprì la strada alla rimonta di Silvio Berlusconi, era accaduto con la vittoria di Renato Soru che avviò la ripresa del centrosinistra con la caduta del secondo Governo Berlusconi. Ora, dopo il successo in Sardegna, si apre una nuova stagione politica che sarà propedeutica per una chiarificazione all'interno delle coalizioni di centrodestra e dell'intera opposizione.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 27 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58845487/corsivo_27_02_2024_08_25.mp3" length="2224364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna cresce l'interesse nazionale per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs che, almeno sulla carta, resta ancora un laboratorio per alcune elezioni regionali come Abruzzo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna cresce l'interesse nazionale per un nuovo campo largo tra Pd, M5s e Avs che, almeno sulla carta, resta ancora un laboratorio per alcune elezioni regionali come Abruzzo. 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Tornando indietro nel passato, proprio le vittorie in Sardegna hanno anticipato l'ascesa o la discesa dei leader: era avvenuto con Massimo D'Alema bocciato alle regionali che aprì la strada alla rimonta di Silvio Berlusconi, era accaduto con la vittoria di Renato Soru che avviò la ripresa del centrosinistra con la caduta del secondo Governo Berlusconi. Ora, dopo il successo in Sardegna, si apre una nuova stagione politica che sarà propedeutica per una chiarificazione all'interno delle coalizioni di centrodestra e dell'intera opposizione.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/137b08dbc28b0ae83ea8bc189966ee2e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattarella chiama Meloni sui manganelli della polizia utilizzati contro minorenni  | 26/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattarella-chiama-meloni-sui-manganelli-della-polizia-utilizzati-contro-minorenni-26-02-2024-il-corsivo--64556576</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il capo dello Stato Sergio Mattarella non solo invia una nota dove, in un colloquio con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, definisce un fallimento la violenza della polizia contro ragazzini inermi e pacifici, ma sente direttamente la premier Giorgia Meloni per esprimere lo sdegno rispetto a ciò che è accaduto venerdì alle manifestazioni pro Palestina di Pisa e Firenze. Il Quirinale è preoccupato per il rischio di innalzamento del livello di scontro e chiede formalmente di  preservare la coesione sociale, tutelare il pieno esercizio democratico anche del dissenso, abbassare i toni spesso esacerbati del rapporto tra partiti. Non passa neanche un'ora dal comunicato di Mattarella e il leader Matteo Salvini conferma di aver inteso bene il significato del messaggio del Colle, avventurandosi in una delle sue tipiche dichiarazioni distensive: "Poliziotti e carabinieri sono quotidianamente vittime di violenza fisica e verbale. Chi mette le mani addosso a un poliziotto o un carabiniere è un delinquente". Ma a Pisa, nessun manifestante ha messo le mani addosso ad agenti di polizia. Anzi, sono stati proprio alcuni di loro che hanno massacrato con il manganello un gruppo di ragazzini dopo averli spinti nel vicolo stretto di via San Frediano, in una manovra vietata, definita grave dalle stesse norme di gestione della piazza. L'inchiesta aperta dalla magistratura e dai carabinieri ci dirà se ci sono stati abusi da parte di almeno quattro agenti di ps e se esistono responsabilità della catena di comando. Lo stesso questore di Pisa, Sebastiano Salvo, durante l'ultimo Comitato per l’ordine pubblico, ha ammesso che qualche problema c'è stato. L'inchiesta su questa lacunosa gestione della piazza, dal punto di vista organizzativo e operativo, potrebbe fornire la spiegazione sulle motivazioni della scelta repressiva.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 26 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556576/corsivo_26_02_2024_08_25.mp3" length="2519660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il capo dello Stato Sergio Mattarella non solo invia una nota dove, in un colloquio con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, definisce un fallimento la violenza della polizia contro ragazzini inermi e pacifici, ma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il capo dello Stato Sergio Mattarella non solo invia una nota dove, in un colloquio con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, definisce un fallimento la violenza della polizia contro ragazzini inermi e pacifici, ma sente direttamente la premier Giorgia Meloni per esprimere lo sdegno rispetto a ciò che è accaduto venerdì alle manifestazioni pro Palestina di Pisa e Firenze. Il Quirinale è preoccupato per il rischio di innalzamento del livello di scontro e chiede formalmente di  preservare la coesione sociale, tutelare il pieno esercizio democratico anche del dissenso, abbassare i toni spesso esacerbati del rapporto tra partiti. Non passa neanche un'ora dal comunicato di Mattarella e il leader Matteo Salvini conferma di aver inteso bene il significato del messaggio del Colle, avventurandosi in una delle sue tipiche dichiarazioni distensive: "Poliziotti e carabinieri sono quotidianamente vittime di violenza fisica e verbale. Chi mette le mani addosso a un poliziotto o un carabiniere è un delinquente". Ma a Pisa, nessun manifestante ha messo le mani addosso ad agenti di polizia. Anzi, sono stati proprio alcuni di loro che hanno massacrato con il manganello un gruppo di ragazzini dopo averli spinti nel vicolo stretto di via San Frediano, in una manovra vietata, definita grave dalle stesse norme di gestione della piazza. L'inchiesta aperta dalla magistratura e dai carabinieri ci dirà se ci sono stati abusi da parte di almeno quattro agenti di ps e se esistono responsabilità della catena di comando. Lo stesso questore di Pisa, Sebastiano Salvo, durante l'ultimo Comitato per l’ordine pubblico, ha ammesso che qualche problema c'è stato. L'inchiesta su questa lacunosa gestione della piazza, dal punto di vista organizzativo e operativo, potrebbe fornire la spiegazione sulle motivazioni della scelta repressiva.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/075238996ba54b70206ae38c8180a03e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La politica del manganello in piazza contro pacifici manifestanti a Firenze e Pisa | 24/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-politica-del-manganello-in-piazza-contro-pacifici-manifestanti-a-firenze-e-pisa-24-02-2024-il-corsivo--58821637</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine è cosa complicata, una vera arte, diceva un vecchio poliziotto. Un bravo dirigente dovrebbe sempre applicare il buonsenso e il dialogo con ogni tipo di manifestante, specie se si tratta di pacifici studenti che, a Firenze e Pisa, hanno tentato di sfilare a favore del popolo palestinese. Le immagini trasmesse in queste ore sui social e in televisione non fanno onore al corpo della polizia. A Firenze, studenti, sindacati di base, rappresentanti palestinesi hanno provato a raggiungere il consolato americano ed è scattata la carica della polizia, ingiustificata, cruenta, perché non c'era tra i manifestanti alcun intento violento, non esisteva nessun pericolo. La stessa cosa è avvenuta a Pisa, con maggiore durezza: un gruppo di giovani è stato travolto da una scarica di violenza senza precedenti. Il bilancio parla di tredici ragazzi feriti.  Il questore di Pisa Sebastiano Salvo si difende: "la carica è stata determinata da un momento di tensione scaturito da un contatto fisico tra alcuni manifestanti e i poliziotti che impedivano l'accesso alla piazza dei Cavalieri". Ma la cronaca fotografica non gli dà ragione.  L'opposizione chiede al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di riferire nelle aule parlamentari sulla gestione della piazza. Il rettore dell’università pisana Riccardo Zucchi si dice sconcertato: “le autorità competenti intervengano per garantire la corretta e pacifica dialettica democratica, tutelando la sicurezza della popolazione e della comunità studentesca". Il rettore ha ragione. Le immagini viste a Firenze e a Pisa sono raccapriccianti e la politica del manganello contro ragazzini disarmati è incompatibile con lo stato di diritto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 26 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58821637/corsivo_26_02_2024_08_25.mp3" length="2519660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine è cosa complicata, una vera arte, diceva un vecchio poliziotto. 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La stessa cosa è avvenuta a Pisa, con maggiore durezza: un gruppo di giovani è stato travolto da una scarica di violenza senza precedenti. Il bilancio parla di tredici ragazzi feriti.  Il questore di Pisa Sebastiano Salvo si difende: "la carica è stata determinata da un momento di tensione scaturito da un contatto fisico tra alcuni manifestanti e i poliziotti che impedivano l'accesso alla piazza dei Cavalieri". Ma la cronaca fotografica non gli dà ragione.  L'opposizione chiede al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di riferire nelle aule parlamentari sulla gestione della piazza. Il rettore dell’università pisana Riccardo Zucchi si dice sconcertato: “le autorità competenti intervengano per garantire la corretta e pacifica dialettica democratica, tutelando la sicurezza della popolazione e della comunità studentesca". Il rettore ha ragione. Le immagini viste a Firenze e a Pisa sono raccapriccianti e la politica del manganello contro ragazzini disarmati è incompatibile con lo stato di diritto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/075238996ba54b70206ae38c8180a03e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La politica del manganello in piazza contro pacifici manifestanti a Firenze e Pisa | 24/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-politica-del-manganello-in-piazza-contro-pacifici-manifestanti-a-firenze-e-pisa-24-02-2024-il-corsivo--64556533</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine è cosa complicata, una vera arte, diceva un vecchio poliziotto. Un bravo dirigente dovrebbe sempre applicare il buonsenso e il dialogo con ogni tipo di manifestante, specie se si tratta di pacifici studenti che, a Firenze e Pisa, hanno tentato di sfilare a favore del popolo palestinese. Le immagini trasmesse in queste ore sui social e in televisione non fanno onore al corpo della polizia. A Firenze, studenti, sindacati di base, rappresentanti palestinesi hanno provato a raggiungere il consolato americano ed è scattata la carica della polizia, ingiustificata, cruenta, perché non c'era tra i manifestanti alcun intento violento, non esisteva nessun pericolo. La stessa cosa è avvenuta a Pisa, con maggiore durezza: un gruppo di giovani è stato travolto da una scarica di violenza senza precedenti. Il bilancio parla di tredici ragazzi feriti.  Il questore di Pisa Sebastiano Salvo si difende: "la carica è stata determinata da un momento di tensione scaturito da un contatto fisico tra alcuni manifestanti e i poliziotti che impedivano l'accesso alla piazza dei Cavalieri". Ma la cronaca fotografica non gli dà ragione.  L'opposizione chiede al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di riferire nelle aule parlamentari sulla gestione della piazza. Il rettore dell’università pisana Riccardo Zucchi si dice sconcertato: “le autorità competenti intervengano per garantire la corretta e pacifica dialettica democratica, tutelando la sicurezza della popolazione e della comunità studentesca". Il rettore ha ragione. Le immagini viste a Firenze e a Pisa sono raccapriccianti e la politica del manganello contro ragazzini disarmati è incompatibile con lo stato di diritto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 24 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556533/corsivo_24_02_2024_08_25.mp3" length="2242796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine è cosa complicata, una vera arte, diceva un vecchio poliziotto. Un bravo dirigente dovrebbe sempre applicare il buonsenso e il dialogo con ogni tipo di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine è cosa complicata, una vera arte, diceva un vecchio poliziotto. Un bravo dirigente dovrebbe sempre applicare il buonsenso e il dialogo con ogni tipo di manifestante, specie se si tratta di pacifici studenti che, a Firenze e Pisa, hanno tentato di sfilare a favore del popolo palestinese. Le immagini trasmesse in queste ore sui social e in televisione non fanno onore al corpo della polizia. A Firenze, studenti, sindacati di base, rappresentanti palestinesi hanno provato a raggiungere il consolato americano ed è scattata la carica della polizia, ingiustificata, cruenta, perché non c'era tra i manifestanti alcun intento violento, non esisteva nessun pericolo. La stessa cosa è avvenuta a Pisa, con maggiore durezza: un gruppo di giovani è stato travolto da una scarica di violenza senza precedenti. Il bilancio parla di tredici ragazzi feriti.  Il questore di Pisa Sebastiano Salvo si difende: "la carica è stata determinata da un momento di tensione scaturito da un contatto fisico tra alcuni manifestanti e i poliziotti che impedivano l'accesso alla piazza dei Cavalieri". Ma la cronaca fotografica non gli dà ragione.  L'opposizione chiede al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di riferire nelle aule parlamentari sulla gestione della piazza. Il rettore dell’università pisana Riccardo Zucchi si dice sconcertato: “le autorità competenti intervengano per garantire la corretta e pacifica dialettica democratica, tutelando la sicurezza della popolazione e della comunità studentesca". Il rettore ha ragione. Le immagini viste a Firenze e a Pisa sono raccapriccianti e la politica del manganello contro ragazzini disarmati è incompatibile con lo stato di diritto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f7e27c103706c9dcd5b01cd2239d5ec4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La politica del manganello in piazza contro pacifici manifestanti a Firenze e Pisa | 24/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-politica-del-manganello-in-piazza-contro-pacifici-manifestanti-a-firenze-e-pisa-24-02-2024-il-corsivo--58805792</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine è cosa complicata, una vera arte, diceva un vecchio poliziotto. Un bravo dirigente dovrebbe sempre applicare il buonsenso e il dialogo con ogni tipo di manifestante, specie se si tratta di pacifici studenti che, a Firenze e Pisa, hanno tentato di sfilare a favore del popolo palestinese. Le immagini trasmesse in queste ore sui social e in televisione non fanno onore al corpo della polizia. A Firenze, studenti, sindacati di base, rappresentanti palestinesi hanno provato a raggiungere il consolato americano ed è scattata la carica della polizia, ingiustificata, cruenta, perché non c'era tra i manifestanti alcun intento violento, non esisteva nessun pericolo. La stessa cosa è avvenuta a Pisa, con maggiore durezza: un gruppo di giovani è stato travolto da una scarica di violenza senza precedenti. Il bilancio parla di tredici ragazzi feriti.  Il questore di Pisa Sebastiano Salvo si difende: "la carica è stata determinata da un momento di tensione scaturito da un contatto fisico tra alcuni manifestanti e i poliziotti che impedivano l'accesso alla piazza dei Cavalieri". Ma la cronaca fotografica non gli dà ragione.  L'opposizione chiede al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di riferire nelle aule parlamentari sulla gestione della piazza. Il rettore dell’università pisana Riccardo Zucchi si dice sconcertato: “le autorità competenti intervengano per garantire la corretta e pacifica dialettica democratica, tutelando la sicurezza della popolazione e della comunità studentesca". Il rettore ha ragione. Le immagini viste a Firenze e a Pisa sono raccapriccianti e la politica del manganello contro ragazzini disarmati è incompatibile con lo stato di diritto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 24 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58805792/corsivo_24_02_2024_08_25.mp3" length="2242796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine è cosa complicata, una vera arte, diceva un vecchio poliziotto. 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La stessa cosa è avvenuta a Pisa, con maggiore durezza: un gruppo di giovani è stato travolto da una scarica di violenza senza precedenti. Il bilancio parla di tredici ragazzi feriti.  Il questore di Pisa Sebastiano Salvo si difende: "la carica è stata determinata da un momento di tensione scaturito da un contatto fisico tra alcuni manifestanti e i poliziotti che impedivano l'accesso alla piazza dei Cavalieri". Ma la cronaca fotografica non gli dà ragione.  L'opposizione chiede al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di riferire nelle aule parlamentari sulla gestione della piazza. Il rettore dell’università pisana Riccardo Zucchi si dice sconcertato: “le autorità competenti intervengano per garantire la corretta e pacifica dialettica democratica, tutelando la sicurezza della popolazione e della comunità studentesca". Il rettore ha ragione. Le immagini viste a Firenze e a Pisa sono raccapriccianti e la politica del manganello contro ragazzini disarmati è incompatibile con lo stato di diritto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f7e27c103706c9dcd5b01cd2239d5ec4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La maggioranza si spacca sul terzo mandato: bocciato l’emendamento della Lega. Meloni: nessuna ricaduta sul Governo | 23/02/2024 | Il Corsiv</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-maggioranza-si-spacca-sul-terzo-mandato-bocciato-l-emendamento-della-lega-meloni-nessuna-ricaduta-sul-governo-23-02-2024-il-corsiv--64556547</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. Mentre si celebra l'unità, a Roma le cose vanno in modo diverso. La maggioranza giunge divisa al voto parlamentare sul cosiddetto terzo mandato per presidenti di Regione e sindaci. La Lega ha infatti deciso di non ritirare l'emendamento che propone l'estensione del mandato, nonostante la forte pressione dei maggiori alleati, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Così oggi si andrà alla conta in Commissione Affari costituzionali in Senato. Il malumore serpeggia tra le file leghiste, tanto che in una intervista a Repubblica il ministro Roberto Calderoli non le manda a dire a Fdl. "Ci ascoltino, altrimenti proporremo due mandati anche per i parlamentari. Comunque in Veneto, Luca Zaia non si tocca". La tecnica adottata dal Governo è quella di lasciare ai partiti l'autonomia di decidere in libertà sui Governatori, così da non prendersi alcuna responsabilità in caso di rottura, mentre l'esecutivo dovrebbe dare l'indicazione di votare contro il terzo mandato per i sindaci. L'esito sembra scontato. L'emendamento della Lega non passerà. Anche l'opposizione è infatti spaccata. M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 23 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556547/corsivo_23_02_2024_08_25.mp3" length="2134892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. 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M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b9cfb67f3e6cba5dcc906763276bee6f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La maggioranza si spacca sul terzo mandato: bocciato l’emendamento della Lega. 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Il malumore serpeggia tra le file leghiste, tanto che in una intervista a Repubblica il ministro Roberto Calderoli non le manda a dire a Fdl. "Ci ascoltino, altrimenti proporremo due mandati anche per i parlamentari. Comunque in Veneto, Luca Zaia non si tocca". La tecnica adottata dal Governo è quella di lasciare ai partiti l'autonomia di decidere in libertà sui Governatori, così da non prendersi alcuna responsabilità in caso di rottura, mentre l'esecutivo dovrebbe dare l'indicazione di votare contro il terzo mandato per i sindaci. L'esito sembra scontato. L'emendamento della Lega non passerà. Anche l'opposizione è infatti spaccata. M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 23 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58793521/corsivo_23_02_2024_08_25.mp3" length="2134892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. 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La tecnica adottata dal Governo è quella di lasciare ai partiti l'autonomia di decidere in libertà sui Governatori, così da non prendersi alcuna responsabilità in caso di rottura, mentre l'esecutivo dovrebbe dare l'indicazione di votare contro il terzo mandato per i sindaci. L'esito sembra scontato. L'emendamento della Lega non passerà. Anche l'opposizione è infatti spaccata. M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b9cfb67f3e6cba5dcc906763276bee6f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Centrodestra unito sul palco di Cagliari, ma diviso sul terzo mandato in Parlamento | 22/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/centrodestra-unito-sul-palco-di-cagliari-ma-diviso-sul-terzo-mandato-in-parlamento-22-02-2024-il-corsivo--64556522</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. Mentre si celebra l'unità, a Roma le cose vanno in modo diverso. La maggioranza giunge divisa al voto parlamentare sul cosiddetto terzo mandato per presidenti di Regione e sindaci. La Lega ha infatti deciso di non ritirare l'emendamento che propone l'estensione del mandato, nonostante la forte pressione dei maggiori alleati, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Così oggi si andrà alla conta in Commissione Affari costituzionali in Senato. Il malumore serpeggia tra le file leghiste, tanto che in una intervista a Repubblica il ministro Roberto Calderoli non le manda a dire a Fdl. "Ci ascoltino, altrimenti proporremo due mandati anche per i parlamentari. Comunque in Veneto, Luca Zaia non si tocca". La tecnica adottata dal Governo è quella di lasciare ai partiti l'autonomia di decidere in libertà sui Governatori, così da non prendersi alcuna responsabilità in caso di rottura, mentre l'esecutivo dovrebbe dare l'indicazione di votare contro il terzo mandato per i sindaci. 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M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 22 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556522/corsivo_22_02_2024_08_25.mp3" length="1780076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. 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M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7d51e187090b6a31b623faa090365347.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Centrodestra unito sul palco di Cagliari, ma diviso sul terzo mandato in Parlamento | 22/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/centrodestra-unito-sul-palco-di-cagliari-ma-diviso-sul-terzo-mandato-in-parlamento-22-02-2024-il-corsivo--58773571</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. Mentre si celebra l'unità, a Roma le cose vanno in modo diverso. La maggioranza giunge divisa al voto parlamentare sul cosiddetto terzo mandato per presidenti di Regione e sindaci. La Lega ha infatti deciso di non ritirare l'emendamento che propone l'estensione del mandato, nonostante la forte pressione dei maggiori alleati, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Così oggi si andrà alla conta in Commissione Affari costituzionali in Senato. Il malumore serpeggia tra le file leghiste, tanto che in una intervista a Repubblica il ministro Roberto Calderoli non le manda a dire a Fdl. "Ci ascoltino, altrimenti proporremo due mandati anche per i parlamentari. Comunque in Veneto, Luca Zaia non si tocca". La tecnica adottata dal Governo è quella di lasciare ai partiti l'autonomia di decidere in libertà sui Governatori, così da non prendersi alcuna responsabilità in caso di rottura, mentre l'esecutivo dovrebbe dare l'indicazione di votare contro il terzo mandato per i sindaci. L'esito sembra scontato. L'emendamento della Lega non passerà. Anche l'opposizione è infatti spaccata. M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 22 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58773571/corsivo_22_02_2024_08_25.mp3" length="1780076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. Mentre si celebra l'unità, a Roma le cose vanno in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'immagine plastica della campagna elettorale in Sardegna è quella che vede tutti leader del centrodestra sul palco di Cagliari a sostegno del candidato Paolo Truzzu. Mentre si celebra l'unità, a Roma le cose vanno in modo diverso. La maggioranza giunge divisa al voto parlamentare sul cosiddetto terzo mandato per presidenti di Regione e sindaci. La Lega ha infatti deciso di non ritirare l'emendamento che propone l'estensione del mandato, nonostante la forte pressione dei maggiori alleati, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Così oggi si andrà alla conta in Commissione Affari costituzionali in Senato. Il malumore serpeggia tra le file leghiste, tanto che in una intervista a Repubblica il ministro Roberto Calderoli non le manda a dire a Fdl. "Ci ascoltino, altrimenti proporremo due mandati anche per i parlamentari. Comunque in Veneto, Luca Zaia non si tocca". La tecnica adottata dal Governo è quella di lasciare ai partiti l'autonomia di decidere in libertà sui Governatori, così da non prendersi alcuna responsabilità in caso di rottura, mentre l'esecutivo dovrebbe dare l'indicazione di votare contro il terzo mandato per i sindaci. L'esito sembra scontato. L'emendamento della Lega non passerà. Anche l'opposizione è infatti spaccata. M5s è favorevole a mantenere il tetto e il Pd, che in direzione aveva registrato posizioni contrapposte, sta pensando di disertare il voto.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7d51e187090b6a31b623faa090365347.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Navalny. La Farnesina convoca l'ambasciatore russo in Italia. Bufera sulle dichiarazioni di Salvini | 21/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/navalny-la-farnesina-convoca-l-ambasciatore-russo-in-italia-bufera-sulle-dichiarazioni-di-salvini-21-02-2024-il-corsivo--64556524</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per tradizione, l'Italia in politica estera segue le orme atlantiste ed europee. Valeva nel dopoguerra, vale ancora di più oggi nel mezzo di due conflitti dalle difficili conclusioni. La morte di Alecsei Navalny giunge proprio durante la guerra tra Russia e Ucraina che ha totalizzato migliaia di vittime da ambo le parti e nessun spiraglio, anche seppur lontano, di pacificazione. Non stupisce quindi la mossa della Farnesina, in linea con quelle adottate dagli altri paesi europei, che ha convocato l'ambasciatore russo a Roma Paramonov e gli ha chiesto spiegazioni ufficiali sulla morte dell'oppositore. L'azione si inserisce in un contesto di pressione diplomatica per le tragiche sorti del dissidente russo, proprio nel giorno in cui in Bielorussia muore un altro detenuto politico. Stupisce invece che un ministro italiano e un segretario di un partito di maggioranza possa diffondere certe dichiarazioni, in risposta alle accuse della moglie di Navalny contro Putin di essere il mandante dell'omicidio di suo marito. "Chiarezza la fanno i giudici e i medici". Le cronache dicono che la premier Giorgia Meloni è imbarazzata per la posizione assunta da Matteo Salvini, così come lo sono numerosi membri del Governo. Tutto accade nel giorno in cui la madre di Navalny chiede disperatamente di vedere il corpo del figlio e Putin, rispondendo alle domande di una studentessa milanese, si dice di avere tanti amici in Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 21 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556524/corsivo_21_02_2024_08_25.mp3" length="1843436" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Per tradizione, l'Italia in politica estera segue le orme atlantiste ed europee. Valeva nel dopoguerra, vale ancora di più oggi nel mezzo di due conflitti dalle difficili conclusioni. La morte di Alecsei Navalny giunge...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per tradizione, l'Italia in politica estera segue le orme atlantiste ed europee. Valeva nel dopoguerra, vale ancora di più oggi nel mezzo di due conflitti dalle difficili conclusioni. La morte di Alecsei Navalny giunge proprio durante la guerra tra Russia e Ucraina che ha totalizzato migliaia di vittime da ambo le parti e nessun spiraglio, anche seppur lontano, di pacificazione. Non stupisce quindi la mossa della Farnesina, in linea con quelle adottate dagli altri paesi europei, che ha convocato l'ambasciatore russo a Roma Paramonov e gli ha chiesto spiegazioni ufficiali sulla morte dell'oppositore. L'azione si inserisce in un contesto di pressione diplomatica per le tragiche sorti del dissidente russo, proprio nel giorno in cui in Bielorussia muore un altro detenuto politico. Stupisce invece che un ministro italiano e un segretario di un partito di maggioranza possa diffondere certe dichiarazioni, in risposta alle accuse della moglie di Navalny contro Putin di essere il mandante dell'omicidio di suo marito. "Chiarezza la fanno i giudici e i medici". Le cronache dicono che la premier Giorgia Meloni è imbarazzata per la posizione assunta da Matteo Salvini, così come lo sono numerosi membri del Governo. Tutto accade nel giorno in cui la madre di Navalny chiede disperatamente di vedere il corpo del figlio e Putin, rispondendo alle domande di una studentessa milanese, si dice di avere tanti amici in Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c81eacfff6d5fb6137e65f140a84d5cc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Navalny. La Farnesina convoca l'ambasciatore russo in Italia. Bufera sulle dichiarazioni di Salvini | 21/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/navalny-la-farnesina-convoca-l-ambasciatore-russo-in-italia-bufera-sulle-dichiarazioni-di-salvini-21-02-2024-il-corsivo--58761220</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Per tradizione, l'Italia in politica estera segue le orme atlantiste ed europee. Valeva nel dopoguerra, vale ancora di più oggi nel mezzo di due conflitti dalle difficili conclusioni. La morte di Alecsei Navalny giunge proprio durante la guerra tra Russia e Ucraina che ha totalizzato migliaia di vittime da ambo le parti e nessun spiraglio, anche seppur lontano, di pacificazione. Non stupisce quindi la mossa della Farnesina, in linea con quelle adottate dagli altri paesi europei, che ha convocato l'ambasciatore russo a Roma Paramonov e gli ha chiesto spiegazioni ufficiali sulla morte dell'oppositore. L'azione si inserisce in un contesto di pressione diplomatica per le tragiche sorti del dissidente russo, proprio nel giorno in cui in Bielorussia muore un altro detenuto politico. Stupisce invece che un ministro italiano e un segretario di un partito di maggioranza possa diffondere certe dichiarazioni, in risposta alle accuse della moglie di Navalny contro Putin di essere il mandante dell'omicidio di suo marito. "Chiarezza la fanno i giudici e i medici". Le cronache dicono che la premier Giorgia Meloni è imbarazzata per la posizione assunta da Matteo Salvini, così come lo sono numerosi membri del Governo. Tutto accade nel giorno in cui la madre di Navalny chiede disperatamente di vedere il corpo del figlio e Putin, rispondendo alle domande di una studentessa milanese, si dice di avere tanti amici in Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 21 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58761220/corsivo_21_02_2024_08_25.mp3" length="1843436" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Per tradizione, l'Italia in politica estera segue le orme atlantiste ed europee. 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L'azione si inserisce in un contesto di pressione diplomatica per le tragiche sorti del dissidente russo, proprio nel giorno in cui in Bielorussia muore un altro detenuto politico. Stupisce invece che un ministro italiano e un segretario di un partito di maggioranza possa diffondere certe dichiarazioni, in risposta alle accuse della moglie di Navalny contro Putin di essere il mandante dell'omicidio di suo marito. "Chiarezza la fanno i giudici e i medici". Le cronache dicono che la premier Giorgia Meloni è imbarazzata per la posizione assunta da Matteo Salvini, così come lo sono numerosi membri del Governo. Tutto accade nel giorno in cui la madre di Navalny chiede disperatamente di vedere il corpo del figlio e Putin, rispondendo alle domande di una studentessa milanese, si dice di avere tanti amici in Italia.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c81eacfff6d5fb6137e65f140a84d5cc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il test sardo scuote il centrodestra. La rimonta di Alessandra Todde nei sondaggi | 20/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-test-sardo-scuote-il-centrodestra-la-rimonta-di-alessandra-todde-nei-sondaggi-20-02-2024-il-corsivo--64556550</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le elezioni regionali in Sardegna rappresentano il primo test del 2024 sulla tenuta del governo di centrodestra e dell'immagine della premier Giorgia Meloni. Qui Fratelli d'Italia ha imposto il suo candidato Paolo Truzzu, dopo un lungo braccio di ferro con la Lega che avrebbe preferito l'ex presidente uscente Solinas. Il frutto amaro di quella querelle avvenuta in forma plateale ha condotto la coalizione di centrodestra fino a qui, dove i sondaggi danno un sostanziale testa a testa tra Paolo Truzzu e Alessandra Todde. La candidata del M5s e del Pd spera però in un miracolo, nonostante la presenza di Renato Soru dato intorno all'11%, appoggiato da Calenda, dagli indipendentisti di Liberu, Più Europa e Rifondazione comunista, Renzi e le altre liste autonomiste.  Domani Giorgia Meloni sarà a Cagliari insieme agli altri due leader della coalizione di governo, per chiudere la campagna di una elezione nella quale la presidente del Consiglio rischia molto. Girano voci di inviti a disertare le urne, si dice che i sardisti suggeriscono il voto disgiunto, una preferenza sulla lista di partito e un’altra su un candidato presidente che non sia Truzzu. Sta di fatto che il test sardo può misurare il termometro politico della maggioranza, dei rapporti tra Fdl, Lega e Forza Italia, e anche il possibile rilancio di una opposizione che dal 25 settembre 2022 ha sempre perso, e di un campo largo, una nuova alleanza tra Pd e M5s, alla prova nelle regionali in Sardegna, Abruzzo e forse in Piemonte.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 20 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556550/corsivo_20_02_2024_08_25.mp3" length="2058476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le elezioni regionali in Sardegna rappresentano il primo test del 2024 sulla tenuta del governo di centrodestra e dell'immagine della premier Giorgia Meloni. Qui Fratelli d'Italia ha imposto il suo candidato Paolo Truzzu,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le elezioni regionali in Sardegna rappresentano il primo test del 2024 sulla tenuta del governo di centrodestra e dell'immagine della premier Giorgia Meloni. Qui Fratelli d'Italia ha imposto il suo candidato Paolo Truzzu, dopo un lungo braccio di ferro con la Lega che avrebbe preferito l'ex presidente uscente Solinas. Il frutto amaro di quella querelle avvenuta in forma plateale ha condotto la coalizione di centrodestra fino a qui, dove i sondaggi danno un sostanziale testa a testa tra Paolo Truzzu e Alessandra Todde. La candidata del M5s e del Pd spera però in un miracolo, nonostante la presenza di Renato Soru dato intorno all'11%, appoggiato da Calenda, dagli indipendentisti di Liberu, Più Europa e Rifondazione comunista, Renzi e le altre liste autonomiste.  Domani Giorgia Meloni sarà a Cagliari insieme agli altri due leader della coalizione di governo, per chiudere la campagna di una elezione nella quale la presidente del Consiglio rischia molto. Girano voci di inviti a disertare le urne, si dice che i sardisti suggeriscono il voto disgiunto, una preferenza sulla lista di partito e un’altra su un candidato presidente che non sia Truzzu. Sta di fatto che il test sardo può misurare il termometro politico della maggioranza, dei rapporti tra Fdl, Lega e Forza Italia, e anche il possibile rilancio di una opposizione che dal 25 settembre 2022 ha sempre perso, e di un campo largo, una nuova alleanza tra Pd e M5s, alla prova nelle regionali in Sardegna, Abruzzo e forse in Piemonte.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b139732d9faca846d29fd0c7a1af218a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il test sardo scuote il centrodestra. La rimonta di Alessandra Todde nei sondaggi | 20/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-test-sardo-scuote-il-centrodestra-la-rimonta-di-alessandra-todde-nei-sondaggi-20-02-2024-il-corsivo--58748016</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le elezioni regionali in Sardegna rappresentano il primo test del 2024 sulla tenuta del governo di centrodestra e dell'immagine della premier Giorgia Meloni. Qui Fratelli d'Italia ha imposto il suo candidato Paolo Truzzu, dopo un lungo braccio di ferro con la Lega che avrebbe preferito l'ex presidente uscente Solinas. Il frutto amaro di quella querelle avvenuta in forma plateale ha condotto la coalizione di centrodestra fino a qui, dove i sondaggi danno un sostanziale testa a testa tra Paolo Truzzu e Alessandra Todde. La candidata del M5s e del Pd spera però in un miracolo, nonostante la presenza di Renato Soru dato intorno all'11%, appoggiato da Calenda, dagli indipendentisti di Liberu, Più Europa e Rifondazione comunista, Renzi e le altre liste autonomiste.  Domani Giorgia Meloni sarà a Cagliari insieme agli altri due leader della coalizione di governo, per chiudere la campagna di una elezione nella quale la presidente del Consiglio rischia molto. Girano voci di inviti a disertare le urne, si dice che i sardisti suggeriscono il voto disgiunto, una preferenza sulla lista di partito e un’altra su un candidato presidente che non sia Truzzu. Sta di fatto che il test sardo può misurare il termometro politico della maggioranza, dei rapporti tra Fdl, Lega e Forza Italia, e anche il possibile rilancio di una opposizione che dal 25 settembre 2022 ha sempre perso, e di un campo largo, una nuova alleanza tra Pd e M5s, alla prova nelle regionali in Sardegna, Abruzzo e forse in Piemonte.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 20 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58748016/corsivo_20_02_2024_08_25.mp3" length="2058476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le elezioni regionali in Sardegna rappresentano il primo test del 2024 sulla tenuta del governo di centrodestra e dell'immagine della premier Giorgia Meloni. Qui Fratelli d'Italia ha imposto il suo candidato Paolo Truzzu,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le elezioni regionali in Sardegna rappresentano il primo test del 2024 sulla tenuta del governo di centrodestra e dell'immagine della premier Giorgia Meloni. Qui Fratelli d'Italia ha imposto il suo candidato Paolo Truzzu, dopo un lungo braccio di ferro con la Lega che avrebbe preferito l'ex presidente uscente Solinas. Il frutto amaro di quella querelle avvenuta in forma plateale ha condotto la coalizione di centrodestra fino a qui, dove i sondaggi danno un sostanziale testa a testa tra Paolo Truzzu e Alessandra Todde. La candidata del M5s e del Pd spera però in un miracolo, nonostante la presenza di Renato Soru dato intorno all'11%, appoggiato da Calenda, dagli indipendentisti di Liberu, Più Europa e Rifondazione comunista, Renzi e le altre liste autonomiste.  Domani Giorgia Meloni sarà a Cagliari insieme agli altri due leader della coalizione di governo, per chiudere la campagna di una elezione nella quale la presidente del Consiglio rischia molto. Girano voci di inviti a disertare le urne, si dice che i sardisti suggeriscono il voto disgiunto, una preferenza sulla lista di partito e un’altra su un candidato presidente che non sia Truzzu. Sta di fatto che il test sardo può misurare il termometro politico della maggioranza, dei rapporti tra Fdl, Lega e Forza Italia, e anche il possibile rilancio di una opposizione che dal 25 settembre 2022 ha sempre perso, e di un campo largo, una nuova alleanza tra Pd e M5s, alla prova nelle regionali in Sardegna, Abruzzo e forse in Piemonte.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b139732d9faca846d29fd0c7a1af218a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I dubbi sulle cause della morte di Navalny | 19/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-dubbi-sulle-cause-della-morte-di-navalny-19-02-2024-il-corsivo--64556527</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Non si conosce l'orario preciso del decesso di Aleksei Navalny, venerdì 16 febbraio. l'annuncio del Servizio penitenziario federale del distretto autonomo di Jamalo-Nenets avviene alle 16.19 locali (le 14.19 moscovite e le 12.19 italiane), ma il certificato di morte, consegnato sabato alla madre Ljudmila, anticipa la morte di due ore circa, alle 14.17 ora locale. Le spoglie sono state prima portate a Labytnangi, poi in serata a Salekhard, capoluogo della regione di Jamalo-Nenets sul Circolo Polare Artico, infine nell’ospedale distrettuale di via della Pace. Non è la prassi, perché i corpi di coloro che muoiono nelle colonie penali vengono consegnati direttamente all’ufficio di medicina legale. Fino a sabato non era stata effettuata alcuna autopsia. L’unico indizio è che il corpo presenterebbe diversi lividi compatibili con “convulsioni” e tentativi di rianimazione. Fonti non ufficiali, ma verificate, parlano di strani movimenti la sera precedente la morte di Navalny: funzionari dei servizi segreti visti da alcuni abitanti entrare e uscire più volte nel carcere, telecamere di sorveglianza disabilitate, reclusi blindati nelle proprie celle senza motivo. Un detenuto nella stessa colonia di Navalny ha parlato a Novaja Gazeta Europe di un incomprensibile agitazione nella notte di giovedì 15, tanto che l’appello della sera, che di solito avviene tra le 20 e le 20.30, sarebbe stato notevolmente accelerato. La strana morte di Aleksei Navalny, uno dei maggiori oppositori politici a Vladimir Putin, detenuto a "Lupo polare", la prigione di massima sicurezza di Kharp, in Siberia, potrebbe essere la trama di un giallo internazionale, una matassa aggrovigliata che nemmeno il grande scrittore John Le Carré sarebbe riuscito a sciogliere.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 19 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556527/corsivo_19_02_2024_08_25.mp3" length="2346860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Non si conosce l'orario preciso del decesso di Aleksei Navalny, venerdì 16 febbraio. l'annuncio del Servizio penitenziario federale del distretto autonomo di Jamalo-Nenets avviene alle 16.19 locali (le 14.19 moscovite e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Non si conosce l'orario preciso del decesso di Aleksei Navalny, venerdì 16 febbraio. l'annuncio del Servizio penitenziario federale del distretto autonomo di Jamalo-Nenets avviene alle 16.19 locali (le 14.19 moscovite e le 12.19 italiane), ma il certificato di morte, consegnato sabato alla madre Ljudmila, anticipa la morte di due ore circa, alle 14.17 ora locale. Le spoglie sono state prima portate a Labytnangi, poi in serata a Salekhard, capoluogo della regione di Jamalo-Nenets sul Circolo Polare Artico, infine nell’ospedale distrettuale di via della Pace. Non è la prassi, perché i corpi di coloro che muoiono nelle colonie penali vengono consegnati direttamente all’ufficio di medicina legale. Fino a sabato non era stata effettuata alcuna autopsia. L’unico indizio è che il corpo presenterebbe diversi lividi compatibili con “convulsioni” e tentativi di rianimazione. Fonti non ufficiali, ma verificate, parlano di strani movimenti la sera precedente la morte di Navalny: funzionari dei servizi segreti visti da alcuni abitanti entrare e uscire più volte nel carcere, telecamere di sorveglianza disabilitate, reclusi blindati nelle proprie celle senza motivo. Un detenuto nella stessa colonia di Navalny ha parlato a Novaja Gazeta Europe di un incomprensibile agitazione nella notte di giovedì 15, tanto che l’appello della sera, che di solito avviene tra le 20 e le 20.30, sarebbe stato notevolmente accelerato. La strana morte di Aleksei Navalny, uno dei maggiori oppositori politici a Vladimir Putin, detenuto a "Lupo polare", la prigione di massima sicurezza di Kharp, in Siberia, potrebbe essere la trama di un giallo internazionale, una matassa aggrovigliata che nemmeno il grande scrittore John Le Carré sarebbe riuscito a sciogliere.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/12219007a3b81e050325c032c7111ea6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I dubbi sulle cause della morte di Navalny | 19/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-dubbi-sulle-cause-della-morte-di-navalny-19-02-2024-il-corsivo--58733715</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Non si conosce l'orario preciso del decesso di Aleksei Navalny, venerdì 16 febbraio. l'annuncio del Servizio penitenziario federale del distretto autonomo di Jamalo-Nenets avviene alle 16.19 locali (le 14.19 moscovite e le 12.19 italiane), ma il certificato di morte, consegnato sabato alla madre Ljudmila, anticipa la morte di due ore circa, alle 14.17 ora locale. Le spoglie sono state prima portate a Labytnangi, poi in serata a Salekhard, capoluogo della regione di Jamalo-Nenets sul Circolo Polare Artico, infine nell’ospedale distrettuale di via della Pace. Non è la prassi, perché i corpi di coloro che muoiono nelle colonie penali vengono consegnati direttamente all’ufficio di medicina legale. Fino a sabato non era stata effettuata alcuna autopsia. L’unico indizio è che il corpo presenterebbe diversi lividi compatibili con “convulsioni” e tentativi di rianimazione. Fonti non ufficiali, ma verificate, parlano di strani movimenti la sera precedente la morte di Navalny: funzionari dei servizi segreti visti da alcuni abitanti entrare e uscire più volte nel carcere, telecamere di sorveglianza disabilitate, reclusi blindati nelle proprie celle senza motivo. Un detenuto nella stessa colonia di Navalny ha parlato a Novaja Gazeta Europe di un incomprensibile agitazione nella notte di giovedì 15, tanto che l’appello della sera, che di solito avviene tra le 20 e le 20.30, sarebbe stato notevolmente accelerato. La strana morte di Aleksei Navalny, uno dei maggiori oppositori politici a Vladimir Putin, detenuto a "Lupo polare", la prigione di massima sicurezza di Kharp, in Siberia, potrebbe essere la trama di un giallo internazionale, una matassa aggrovigliata che nemmeno il grande scrittore John Le Carré sarebbe riuscito a sciogliere.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 19 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58733715/corsivo_19_02_2024_08_25.mp3" length="2346860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Non si conosce l'orario preciso del decesso di Aleksei Navalny, venerdì 16 febbraio. l'annuncio del Servizio penitenziario federale del distretto autonomo di Jamalo-Nenets avviene alle 16.19 locali (le 14.19 moscovite e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Non si conosce l'orario preciso del decesso di Aleksei Navalny, venerdì 16 febbraio. l'annuncio del Servizio penitenziario federale del distretto autonomo di Jamalo-Nenets avviene alle 16.19 locali (le 14.19 moscovite e le 12.19 italiane), ma il certificato di morte, consegnato sabato alla madre Ljudmila, anticipa la morte di due ore circa, alle 14.17 ora locale. Le spoglie sono state prima portate a Labytnangi, poi in serata a Salekhard, capoluogo della regione di Jamalo-Nenets sul Circolo Polare Artico, infine nell’ospedale distrettuale di via della Pace. Non è la prassi, perché i corpi di coloro che muoiono nelle colonie penali vengono consegnati direttamente all’ufficio di medicina legale. Fino a sabato non era stata effettuata alcuna autopsia. L’unico indizio è che il corpo presenterebbe diversi lividi compatibili con “convulsioni” e tentativi di rianimazione. Fonti non ufficiali, ma verificate, parlano di strani movimenti la sera precedente la morte di Navalny: funzionari dei servizi segreti visti da alcuni abitanti entrare e uscire più volte nel carcere, telecamere di sorveglianza disabilitate, reclusi blindati nelle proprie celle senza motivo. Un detenuto nella stessa colonia di Navalny ha parlato a Novaja Gazeta Europe di un incomprensibile agitazione nella notte di giovedì 15, tanto che l’appello della sera, che di solito avviene tra le 20 e le 20.30, sarebbe stato notevolmente accelerato. La strana morte di Aleksei Navalny, uno dei maggiori oppositori politici a Vladimir Putin, detenuto a "Lupo polare", la prigione di massima sicurezza di Kharp, in Siberia, potrebbe essere la trama di un giallo internazionale, una matassa aggrovigliata che nemmeno il grande scrittore John Le Carré sarebbe riuscito a sciogliere.    ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/12219007a3b81e050325c032c7111ea6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Europa: troppe velleità sulla transizione energetica | 17/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/europa-troppe-velleita-sulla-transizione-energetica-17-02-2024-il-corsivo--64556538</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Autorevoli studi condotti a livello di Parlamento europeo, hanno quantificato i costi della transizione energetica nella stratosferica cifra di quarantamila miliardi di euro da spendersi entro il 2050. E’ chiaro che si sta parlando di impegni finanziari neanche lontanamente sostenibili senza un coinvolgimento decisivo da parte della mano pubblica, ma è altrettanto chiaro che si sta purtroppo anche parlando di una prospettiva praticamente irrealizzabile se posta alla luce delle regole fiscali  previste dal nuovo patto di stabilità comunitario. Regole che non consentono, infatti, di escludere, dal conteggio dei deficit statali, gli investimenti effettuati  proprio al fine di accelerare la transizione energetica. In altre parole, la politica green che ha ispirato l’azione della Commissione UE negli ultimi anni, cade in aperta contraddizione con se stessa nel momento in cui, non deflettendo dal suo tradizionale rigore, rischia di mandare in fumo tutto quel bel libro dei sogni di gloria europea che risponde al nome di Green Deal. Gran parte degli investimenti necessari per realizzare puntualmente tutti i traguardi che Bruxelles ha fissato per la metà del secolo, richiederebbero, infatti, concretamente l’intervento dello Stato, visto che, tra l’altro, molti di essi sono scarsamente (o per nulla) remunerativi e, quindi, ben difficilmente appetibili per i privati. Del resto, anche le proteste degli agricoltori cui assistiamo in questi giorni, altro  non fanno che riflettere una diffusa insoddisfazione per l’incapacità, dimostrata dall’Unione europea, nel prevedere i deludenti risultati di tante norme emanate più sugli svolazzi di una fantasia ambientalista, che sulla base di riflessioni ispirate da pragmatismo e da chiarezza di obbiettivi. Per troppo tempo, spinti dall’ambizione di dover essere, per forza, i primi della classe, gli Europei (o meglio chi li ha governati) hanno alzato sempre più in alto l’asticella delle loro politiche ambientali, dimenticandosi quasi completamente del fatto che, prima o poi, sarebbe pure venuto il momento di fare i conti con la concorrenza di Paesi che producono infischiandosene della decarbonizzazione e magari anche dei diritti più elementari dei loro lavoratori. Pertanto, il dubbio che ci viene spontaneo è quello che si riferisce alla effettiva competitività di un Continente che, mentre da un lato pretende di essere assolutamente aperto al commercio internazionale, dall’altro si auto impone vincoli interni che lo penalizzano pesantemente proprio sul terreno della concorrenzialità. Per fortuna (sebbene in serio ritardo) una certa consapevolezza del tempo e del terreno perduti dall’economia europea comincia ad affiorare anche a livello di istituzioni comunitarie: e noi speriamo che anche l’Italia, con la sua industria manifatturiera che è seconda soltanto a quella tedesca, sappia farsi portavoce autorevole delle esigenze di chi ancora vuole lavorare e produrre in Europa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 17 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556538/corsivo_17_02_2024_08_25.mp3" length="2810348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio   Autorevoli studi condotti a livello di Parlamento europeo, hanno quantificato i costi della transizione energetica nella stratosferica cifra di quarantamila miliardi di euro da spendersi entro il 2050. 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In altre parole, la politica green che ha ispirato l’azione della Commissione UE negli ultimi anni, cade in aperta contraddizione con se stessa nel momento in cui, non deflettendo dal suo tradizionale rigore, rischia di mandare in fumo tutto quel bel libro dei sogni di gloria europea che risponde al nome di Green Deal. Gran parte degli investimenti necessari per realizzare puntualmente tutti i traguardi che Bruxelles ha fissato per la metà del secolo, richiederebbero, infatti, concretamente l’intervento dello Stato, visto che, tra l’altro, molti di essi sono scarsamente (o per nulla) remunerativi e, quindi, ben difficilmente appetibili per i privati. Del resto, anche le proteste degli agricoltori cui assistiamo in questi giorni, altro  non fanno che riflettere una diffusa insoddisfazione per l’incapacità, dimostrata dall’Unione europea, nel prevedere i deludenti risultati di tante norme emanate più sugli svolazzi di una fantasia ambientalista, che sulla base di riflessioni ispirate da pragmatismo e da chiarezza di obbiettivi. Per troppo tempo, spinti dall’ambizione di dover essere, per forza, i primi della classe, gli Europei (o meglio chi li ha governati) hanno alzato sempre più in alto l’asticella delle loro politiche ambientali, dimenticandosi quasi completamente del fatto che, prima o poi, sarebbe pure venuto il momento di fare i conti con la concorrenza di Paesi che producono infischiandosene della decarbonizzazione e magari anche dei diritti più elementari dei loro lavoratori. Pertanto, il dubbio che ci viene spontaneo è quello che si riferisce alla effettiva competitività di un Continente che, mentre da un lato pretende di essere assolutamente aperto al commercio internazionale, dall’altro si auto impone vincoli interni che lo penalizzano pesantemente proprio sul terreno della concorrenzialità. Per fortuna (sebbene in serio ritardo) una certa consapevolezza del tempo e del terreno perduti dall’economia europea comincia ad affiorare anche a livello di istituzioni comunitarie: e noi speriamo che anche l’Italia, con la sua industria manifatturiera che è seconda soltanto a quella tedesca, sappia farsi portavoce autorevole delle esigenze di chi ancora vuole lavorare e produrre in Europa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84f28b832e6c8224c6cae8b754eaf6f9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Europa: troppe velleità sulla transizione energetica | 17/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/europa-troppe-velleita-sulla-transizione-energetica-17-02-2024-il-corsivo--58714028</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Autorevoli studi condotti a livello di Parlamento europeo, hanno quantificato i costi della transizione energetica nella stratosferica cifra di quarantamila miliardi di euro da spendersi entro il 2050. E’ chiaro che si sta parlando di impegni finanziari neanche lontanamente sostenibili senza un coinvolgimento decisivo da parte della mano pubblica, ma è altrettanto chiaro che si sta purtroppo anche parlando di una prospettiva praticamente irrealizzabile se posta alla luce delle regole fiscali  previste dal nuovo patto di stabilità comunitario. Regole che non consentono, infatti, di escludere, dal conteggio dei deficit statali, gli investimenti effettuati  proprio al fine di accelerare la transizione energetica. In altre parole, la politica green che ha ispirato l’azione della Commissione UE negli ultimi anni, cade in aperta contraddizione con se stessa nel momento in cui, non deflettendo dal suo tradizionale rigore, rischia di mandare in fumo tutto quel bel libro dei sogni di gloria europea che risponde al nome di Green Deal. Gran parte degli investimenti necessari per realizzare puntualmente tutti i traguardi che Bruxelles ha fissato per la metà del secolo, richiederebbero, infatti, concretamente l’intervento dello Stato, visto che, tra l’altro, molti di essi sono scarsamente (o per nulla) remunerativi e, quindi, ben difficilmente appetibili per i privati. Del resto, anche le proteste degli agricoltori cui assistiamo in questi giorni, altro  non fanno che riflettere una diffusa insoddisfazione per l’incapacità, dimostrata dall’Unione europea, nel prevedere i deludenti risultati di tante norme emanate più sugli svolazzi di una fantasia ambientalista, che sulla base di riflessioni ispirate da pragmatismo e da chiarezza di obbiettivi. Per troppo tempo, spinti dall’ambizione di dover essere, per forza, i primi della classe, gli Europei (o meglio chi li ha governati) hanno alzato sempre più in alto l’asticella delle loro politiche ambientali, dimenticandosi quasi completamente del fatto che, prima o poi, sarebbe pure venuto il momento di fare i conti con la concorrenza di Paesi che producono infischiandosene della decarbonizzazione e magari anche dei diritti più elementari dei loro lavoratori. Pertanto, il dubbio che ci viene spontaneo è quello che si riferisce alla effettiva competitività di un Continente che, mentre da un lato pretende di essere assolutamente aperto al commercio internazionale, dall’altro si auto impone vincoli interni che lo penalizzano pesantemente proprio sul terreno della concorrenzialità. Per fortuna (sebbene in serio ritardo) una certa consapevolezza del tempo e del terreno perduti dall’economia europea comincia ad affiorare anche a livello di istituzioni comunitarie: e noi speriamo che anche l’Italia, con la sua industria manifatturiera che è seconda soltanto a quella tedesca, sappia farsi portavoce autorevole delle esigenze di chi ancora vuole lavorare e produrre in Europa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_17-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 17 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58714028/corsivo_17_02_2024_08_25.mp3" length="2810348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio   Autorevoli studi condotti a livello di Parlamento europeo, hanno quantificato i costi della transizione energetica nella stratosferica cifra di quarantamila miliardi di euro da spendersi entro il 2050. 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In altre parole, la politica green che ha ispirato l’azione della Commissione UE negli ultimi anni, cade in aperta contraddizione con se stessa nel momento in cui, non deflettendo dal suo tradizionale rigore, rischia di mandare in fumo tutto quel bel libro dei sogni di gloria europea che risponde al nome di Green Deal. Gran parte degli investimenti necessari per realizzare puntualmente tutti i traguardi che Bruxelles ha fissato per la metà del secolo, richiederebbero, infatti, concretamente l’intervento dello Stato, visto che, tra l’altro, molti di essi sono scarsamente (o per nulla) remunerativi e, quindi, ben difficilmente appetibili per i privati. Del resto, anche le proteste degli agricoltori cui assistiamo in questi giorni, altro  non fanno che riflettere una diffusa insoddisfazione per l’incapacità, dimostrata dall’Unione europea, nel prevedere i deludenti risultati di tante norme emanate più sugli svolazzi di una fantasia ambientalista, che sulla base di riflessioni ispirate da pragmatismo e da chiarezza di obbiettivi. Per troppo tempo, spinti dall’ambizione di dover essere, per forza, i primi della classe, gli Europei (o meglio chi li ha governati) hanno alzato sempre più in alto l’asticella delle loro politiche ambientali, dimenticandosi quasi completamente del fatto che, prima o poi, sarebbe pure venuto il momento di fare i conti con la concorrenza di Paesi che producono infischiandosene della decarbonizzazione e magari anche dei diritti più elementari dei loro lavoratori. Pertanto, il dubbio che ci viene spontaneo è quello che si riferisce alla effettiva competitività di un Continente che, mentre da un lato pretende di essere assolutamente aperto al commercio internazionale, dall’altro si auto impone vincoli interni che lo penalizzano pesantemente proprio sul terreno della concorrenzialità. Per fortuna (sebbene in serio ritardo) una certa consapevolezza del tempo e del terreno perduti dall’economia europea comincia ad affiorare anche a livello di istituzioni comunitarie: e noi speriamo che anche l’Italia, con la sua industria manifatturiera che è seconda soltanto a quella tedesca, sappia farsi portavoce autorevole delle esigenze di chi ancora vuole lavorare e produrre in Europa.   ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84f28b832e6c8224c6cae8b754eaf6f9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il terzo mandato dei Presidenti delle Regioni divide la maggioranza. Fdl: Zaia non è eterno | 16/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-terzo-mandato-dei-presidenti-delle-regioni-divide-la-maggioranza-fdl-zaia-non-e-eterno-16-02-2024-il-corsivo--64556577</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano pochi giorni alle elezioni in Sardegna, lievita nella maggioranza il dibattito politico sul decreto legge in materia elettorale al quale la Lega ha presentato un emendamento per aumentare da due a tre il limite dei mandati per i presidenti di Regione e i sindaci. Gli alleati del Carroccio parlano di una mossa non concordata. I dubbi di Fdl sul terzo mandato vengono espressi dal ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. "Ritengo che non sia il caso di approvare una norma in un decreto che parla di altro". Nel mirino di Fdl c'è in primis Luca Zaia, Governatore del Veneto. Secondo Ciriani, la leadership del Veneto spetterebbe al principale partito di maggioranza . "Per Zaia, sarebbe il quarto mandato, l'alternanza sarebbe possibile. Nessuno è eterno, nemmeno Zaia", dice Ciriani. Questa contrapposizione all'interno della maggioranza rende più difficile l'applicazione degli accordi politici sul premierato e sull'autonomia differenziata. "Salvini ha rotto il patto", ammette Fdl. Al netto delle normali frizioni in campagna elettorale, dove per le europee la Lega si muoverà all'interno del gruppo sovranista e Fdl in quello dei conservatori, è evidente che le differenze sono strutturali e implicano una differente, in certi casi opposta visione sulle grandi questioni che forse si appianeranno solo dopo la certificazione del peso dei due partiti dopo il 9 giugno.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 16 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556577/corsivo_16_02_2024_08_25.mp3" length="1969772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano pochi giorni alle elezioni in Sardegna, lievita nella maggioranza il dibattito politico sul decreto legge in materia elettorale al quale la Lega ha presentato un emendamento per aumentare da due a tre il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano pochi giorni alle elezioni in Sardegna, lievita nella maggioranza il dibattito politico sul decreto legge in materia elettorale al quale la Lega ha presentato un emendamento per aumentare da due a tre il limite dei mandati per i presidenti di Regione e i sindaci. Gli alleati del Carroccio parlano di una mossa non concordata. I dubbi di Fdl sul terzo mandato vengono espressi dal ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. "Ritengo che non sia il caso di approvare una norma in un decreto che parla di altro". Nel mirino di Fdl c'è in primis Luca Zaia, Governatore del Veneto. Secondo Ciriani, la leadership del Veneto spetterebbe al principale partito di maggioranza . "Per Zaia, sarebbe il quarto mandato, l'alternanza sarebbe possibile. Nessuno è eterno, nemmeno Zaia", dice Ciriani. Questa contrapposizione all'interno della maggioranza rende più difficile l'applicazione degli accordi politici sul premierato e sull'autonomia differenziata. "Salvini ha rotto il patto", ammette Fdl. Al netto delle normali frizioni in campagna elettorale, dove per le europee la Lega si muoverà all'interno del gruppo sovranista e Fdl in quello dei conservatori, è evidente che le differenze sono strutturali e implicano una differente, in certi casi opposta visione sulle grandi questioni che forse si appianeranno solo dopo la certificazione del peso dei due partiti dopo il 9 giugno.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Fdl: Zaia non è eterno | 16/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-terzo-mandato-dei-presidenti-delle-regioni-divide-la-maggioranza-fdl-zaia-non-e-eterno-16-02-2024-il-corsivo--58703657</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano pochi giorni alle elezioni in Sardegna, lievita nella maggioranza il dibattito politico sul decreto legge in materia elettorale al quale la Lega ha presentato un emendamento per aumentare da due a tre il limite dei mandati per i presidenti di Regione e i sindaci. Gli alleati del Carroccio parlano di una mossa non concordata. I dubbi di Fdl sul terzo mandato vengono espressi dal ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. "Ritengo che non sia il caso di approvare una norma in un decreto che parla di altro". Nel mirino di Fdl c'è in primis Luca Zaia, Governatore del Veneto. Secondo Ciriani, la leadership del Veneto spetterebbe al principale partito di maggioranza . "Per Zaia, sarebbe il quarto mandato, l'alternanza sarebbe possibile. Nessuno è eterno, nemmeno Zaia", dice Ciriani. Questa contrapposizione all'interno della maggioranza rende più difficile l'applicazione degli accordi politici sul premierato e sull'autonomia differenziata. "Salvini ha rotto il patto", ammette Fdl. Al netto delle normali frizioni in campagna elettorale, dove per le europee la Lega si muoverà all'interno del gruppo sovranista e Fdl in quello dei conservatori, è evidente che le differenze sono strutturali e implicano una differente, in certi casi opposta visione sulle grandi questioni che forse si appianeranno solo dopo la certificazione del peso dei due partiti dopo il 9 giugno.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Gli alleati del Carroccio parlano di una mossa non concordata. I dubbi di Fdl sul terzo mandato vengono espressi dal ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. "Ritengo che non sia il caso di approvare una norma in un decreto che parla di altro". Nel mirino di Fdl c'è in primis Luca Zaia, Governatore del Veneto. Secondo Ciriani, la leadership del Veneto spetterebbe al principale partito di maggioranza . "Per Zaia, sarebbe il quarto mandato, l'alternanza sarebbe possibile. Nessuno è eterno, nemmeno Zaia", dice Ciriani. Questa contrapposizione all'interno della maggioranza rende più difficile l'applicazione degli accordi politici sul premierato e sull'autonomia differenziata. "Salvini ha rotto il patto", ammette Fdl. Al netto delle normali frizioni in campagna elettorale, dove per le europee la Lega si muoverà all'interno del gruppo sovranista e Fdl in quello dei conservatori, è evidente che le differenze sono strutturali e implicano una differente, in certi casi opposta visione sulle grandi questioni che forse si appianeranno solo dopo la certificazione del peso dei due partiti dopo il 9 giugno.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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I militari del Cremlino avrebbero messo a punto un ordigno militare in grado di disattivare i satelliti delle potenze nemiche. Tutto nasce da una missiva della Commissione inviata a deputati e senatori americani che parla di una "iniziativa militare straniera con effetti destabilizzanti". Lo speaker della Camera Mike Johnson attenua la tensione dicendo che " si vuole essere sicuri che ognuno tenga le mani ferme sul volante". Anche il consigliere per la sicurezza nazionale Jack Sullivan smorza l'allarme. "C'è motivo di preoccupazione? Difficile rispondere con un secco sì, perché abbiamo a che fare con un ampio ventaglio di minacce e sfide". Ma il segretario della Nato Jens Stoltemberg, pur affermando che non esistono rischi immediati provenienti dalla Russia,  sfodera numeri e percentuali che presenterà oggi al vertice dei 31 ministri della Difesa. Nel 2023 si è verificato l'aumento delle spese militari complessive dei paesi dell'Alleanza Atlantica: 600 miliardi di dollari, l'11% in più rispetto al 2022. Nel 2024, 18 su 31 soci Nato raggiungeranno la quota di investimenti pari al 2% del Pil. Stoltenberg ha voluto rispondere a Donald Trump, dicendo che “non dovremmo minare la credibilità della deterrenza della Nato”. La ragione, ha sottolineato, non è quella di “provocare un conflitto ma di prevenire un conflitto”.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 15 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556556/corsivo_15_02_2024_08_25.mp3" length="2084972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'allarme sul pericolo sulla sicurezza nazionale americana giunge a sorpresa e risuona nelle aule della Commissione intelligence della Camera, il cui presidente, il repubblicano Mike Turner, fa filtrare la notizia secondo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'allarme sul pericolo sulla sicurezza nazionale americana giunge a sorpresa e risuona nelle aule della Commissione intelligence della Camera, il cui presidente, il repubblicano Mike Turner, fa filtrare la notizia secondo cui esiste una minaccia russa nello spazio. 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I militari del Cremlino avrebbero messo a punto un ordigno militare in grado di disattivare i satelliti delle potenze nemiche. Tutto nasce da una missiva della Commissione inviata a deputati e senatori americani che parla di una "iniziativa militare straniera con effetti destabilizzanti". Lo speaker della Camera Mike Johnson attenua la tensione dicendo che " si vuole essere sicuri che ognuno tenga le mani ferme sul volante". Anche il consigliere per la sicurezza nazionale Jack Sullivan smorza l'allarme. "C'è motivo di preoccupazione? Difficile rispondere con un secco sì, perché abbiamo a che fare con un ampio ventaglio di minacce e sfide". Ma il segretario della Nato Jens Stoltemberg, pur affermando che non esistono rischi immediati provenienti dalla Russia,  sfodera numeri e percentuali che presenterà oggi al vertice dei 31 ministri della Difesa. Nel 2023 si è verificato l'aumento delle spese militari complessive dei paesi dell'Alleanza Atlantica: 600 miliardi di dollari, l'11% in più rispetto al 2022. Nel 2024, 18 su 31 soci Nato raggiungeranno la quota di investimenti pari al 2% del Pil. Stoltenberg ha voluto rispondere a Donald Trump, dicendo che “non dovremmo minare la credibilità della deterrenza della Nato”. La ragione, ha sottolineato, non è quella di “provocare un conflitto ma di prevenire un conflitto”.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 15 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58692052/corsivo_15_02_2024_08_25.mp3" length="2084972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'allarme sul pericolo sulla sicurezza nazionale americana giunge a sorpresa e risuona nelle aule della Commissione intelligence della Camera, il cui presidente, il repubblicano Mike Turner, fa filtrare la notizia secondo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'allarme sul pericolo sulla sicurezza nazionale americana giunge a sorpresa e risuona nelle aule della Commissione intelligence della Camera, il cui presidente, il repubblicano Mike Turner, fa filtrare la notizia secondo cui esiste una minaccia russa nello spazio. I militari del Cremlino avrebbero messo a punto un ordigno militare in grado di disattivare i satelliti delle potenze nemiche. Tutto nasce da una missiva della Commissione inviata a deputati e senatori americani che parla di una "iniziativa militare straniera con effetti destabilizzanti". Lo speaker della Camera Mike Johnson attenua la tensione dicendo che " si vuole essere sicuri che ognuno tenga le mani ferme sul volante". Anche il consigliere per la sicurezza nazionale Jack Sullivan smorza l'allarme. "C'è motivo di preoccupazione? Difficile rispondere con un secco sì, perché abbiamo a che fare con un ampio ventaglio di minacce e sfide". Ma il segretario della Nato Jens Stoltemberg, pur affermando che non esistono rischi immediati provenienti dalla Russia,  sfodera numeri e percentuali che presenterà oggi al vertice dei 31 ministri della Difesa. Nel 2023 si è verificato l'aumento delle spese militari complessive dei paesi dell'Alleanza Atlantica: 600 miliardi di dollari, l'11% in più rispetto al 2022. Nel 2024, 18 su 31 soci Nato raggiungeranno la quota di investimenti pari al 2% del Pil. Stoltenberg ha voluto rispondere a Donald Trump, dicendo che “non dovremmo minare la credibilità della deterrenza della Nato”. La ragione, ha sottolineato, non è quella di “provocare un conflitto ma di prevenire un conflitto”.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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L'accordo si innesta nel mutato clima internazionale, che ritiene ormai indispensabile una tregua in Medio Oriente, una presa di posizione umanitaria del nostro paese, una critica più generale all'uso indiscriminato dei civili nel conflitto. Nello specifico, la mozione recita così: "Il governo si impegni a sostenere ogni iniziativa volta alla liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza al fine di tutelare l’incolumità della popolazione civile, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri all’interno della Striscia".  A differenza di quel che era accaduto per l’Ucraina, Pd e M5S hanno appoggiato le rispettive mozioni. Restano comunque le distanze tra Pd e Fdl sul riconoscimento di uno stato palestinese e il ripristino immediato dei fondi alle ong e alle agenzie dell’Onu che operano a Gaza. Si tratta però di un piccolo disgelo nel competitivo clima elettorale, ed è anche un cambio di passo nei rapporti di forza parlamentari. Si tratta infatti della prima volta dall'insediamento del governo di Giorgia Meloni in cui i principali partiti di maggioranza e opposizione trovano la sintesi su un punto in comune.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 14 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556542/corsivo_14_02_2024_08_25.mp3" length="2065772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein trovano l'intesa sulla tregua nella striscia di Gaza. Passa alla Camera, grazie all’astensione della maggioranza di destra, la mozione pd, prima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein trovano l'intesa sulla tregua nella striscia di Gaza. Passa alla Camera, grazie all’astensione della maggioranza di destra, la mozione pd, prima firmataria Elly Schlein, che chiede al governo di impegnarsi per il cessate il fuoco umanitario a Gaza e la liberazione degli ostaggi israeliani. L'accordo si innesta nel mutato clima internazionale, che ritiene ormai indispensabile una tregua in Medio Oriente, una presa di posizione umanitaria del nostro paese, una critica più generale all'uso indiscriminato dei civili nel conflitto. Nello specifico, la mozione recita così: "Il governo si impegni a sostenere ogni iniziativa volta alla liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza al fine di tutelare l’incolumità della popolazione civile, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri all’interno della Striscia".  A differenza di quel che era accaduto per l’Ucraina, Pd e M5S hanno appoggiato le rispettive mozioni. Restano comunque le distanze tra Pd e Fdl sul riconoscimento di uno stato palestinese e il ripristino immediato dei fondi alle ong e alle agenzie dell’Onu che operano a Gaza. Si tratta però di un piccolo disgelo nel competitivo clima elettorale, ed è anche un cambio di passo nei rapporti di forza parlamentari. Si tratta infatti della prima volta dall'insediamento del governo di Giorgia Meloni in cui i principali partiti di maggioranza e opposizione trovano la sintesi su un punto in comune.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d728305f6d3716d63f726284e4d3de3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Accordo tra Meloni e Schlein sulla Gaza | 14/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/accordo-tra-meloni-e-schlein-sulla-gaza-14-02-2024-il-corsivo--58681108</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein trovano l'intesa sulla tregua nella striscia di Gaza. Passa alla Camera, grazie all’astensione della maggioranza di destra, la mozione pd, prima firmataria Elly Schlein, che chiede al governo di impegnarsi per il cessate il fuoco umanitario a Gaza e la liberazione degli ostaggi israeliani. L'accordo si innesta nel mutato clima internazionale, che ritiene ormai indispensabile una tregua in Medio Oriente, una presa di posizione umanitaria del nostro paese, una critica più generale all'uso indiscriminato dei civili nel conflitto. Nello specifico, la mozione recita così: "Il governo si impegni a sostenere ogni iniziativa volta alla liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza al fine di tutelare l’incolumità della popolazione civile, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri all’interno della Striscia".  A differenza di quel che era accaduto per l’Ucraina, Pd e M5S hanno appoggiato le rispettive mozioni. Restano comunque le distanze tra Pd e Fdl sul riconoscimento di uno stato palestinese e il ripristino immediato dei fondi alle ong e alle agenzie dell’Onu che operano a Gaza. Si tratta però di un piccolo disgelo nel competitivo clima elettorale, ed è anche un cambio di passo nei rapporti di forza parlamentari. Si tratta infatti della prima volta dall'insediamento del governo di Giorgia Meloni in cui i principali partiti di maggioranza e opposizione trovano la sintesi su un punto in comune.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_14-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 14 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58681108/corsivo_14_02_2024_08_25.mp3" length="2065772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein trovano l'intesa sulla tregua nella striscia di Gaza. Passa alla Camera, grazie all’astensione della maggioranza di destra, la mozione pd, prima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein trovano l'intesa sulla tregua nella striscia di Gaza. Passa alla Camera, grazie all’astensione della maggioranza di destra, la mozione pd, prima firmataria Elly Schlein, che chiede al governo di impegnarsi per il cessate il fuoco umanitario a Gaza e la liberazione degli ostaggi israeliani. L'accordo si innesta nel mutato clima internazionale, che ritiene ormai indispensabile una tregua in Medio Oriente, una presa di posizione umanitaria del nostro paese, una critica più generale all'uso indiscriminato dei civili nel conflitto. Nello specifico, la mozione recita così: "Il governo si impegni a sostenere ogni iniziativa volta alla liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza al fine di tutelare l’incolumità della popolazione civile, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri all’interno della Striscia".  A differenza di quel che era accaduto per l’Ucraina, Pd e M5S hanno appoggiato le rispettive mozioni. Restano comunque le distanze tra Pd e Fdl sul riconoscimento di uno stato palestinese e il ripristino immediato dei fondi alle ong e alle agenzie dell’Onu che operano a Gaza. Si tratta però di un piccolo disgelo nel competitivo clima elettorale, ed è anche un cambio di passo nei rapporti di forza parlamentari. Si tratta infatti della prima volta dall'insediamento del governo di Giorgia Meloni in cui i principali partiti di maggioranza e opposizione trovano la sintesi su un punto in comune.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d728305f6d3716d63f726284e4d3de3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riaperta la nuova inchiesta sulla strage del 904. I pm: alleanza tra mafia, servizi e politica | 13/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riaperta-la-nuova-inchiesta-sulla-strage-del-904-i-pm-alleanza-tra-mafia-servizi-e-politica-13-02-2024-il-corsivo--64556560</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 23 dicembre 1984, l'antivigilia di Natale di quarant'anni fa, una bomba ad alto potenziale veniva piazzata su una carrozza del Rapido 904 da Napoli a Milano, nella galleria direttissima di San Benedetto Val di Sambro. 16 morti e 207 feriti. Le indagini e i processi non hanno portato una verità piena, ma hanno accertato la matrice mafiosa dell'attentato. Il penultimo troncone aveva coinvolto Pippo Calò come organizzatore e Totò Riina come mandante della strage, ma la sentenza definitiva lo ha assolto per insufficienza di prove. Da pochi giorni la procura distrettuale antimafia di Firenze ha riaperto l’inchiesta, con nuovi elementi. I magistrati intendono accertare le complicità esterne a Cosa nostra in quella stagione stragista che inizia con la bomba al rapido 904 fino alle stragi del 1993 e 1994. Per gli inquirenti c’è la necessità di operare un approfondimento “in relazione alla posizione di soggetti all’epoca non coinvolti nel processo principale contro il cassiere di Cosa Nostra Pippo Calò”.  La nuova pista investigativa viene seguita dai procuratori aggiunti Luca Turco e Luca Tescaroli in collaborazione con i carabinieri del Ros. Da quello che emerge, ci sarebbe stata una vera e propria alleanza tra Cosa nostra, i servizi segreti di allora, cioè funzionari del Sismi e del Sisde, e la politica. Quale era dunque la strategia dei corleonesi negli anni Ottanta? "La mafia voleva distogliere l’attenzione dal maxi processo e dalle indagini che stavano facendo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quindi creare una strategia d’azione verso l’Italia, al nord, per distogliere l’attenzione dal sud e poter fare “i nostri interessi”, spiega Giovanni Brusca rispondendo alle domande dei pm Turco e Tescaroli. Brusca oggi accusa Antonio Madonia, il boss palermitano vicino ai corleonesi ma con forti legami con esponenti dell’estrema destra e con apparati deviati delle istituzioni. Quella del rapido 904 è una delle pagine rimaste oscure della strategia della tensione mafiosa che il nostro Paese ha diritto di conoscere.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 13 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556560/corsivo_13_02_2024_08_25.mp3" length="2535788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il 23 dicembre 1984, l'antivigilia di Natale di quarant'anni fa, una bomba ad alto potenziale veniva piazzata su una carrozza del Rapido 904 da Napoli a Milano, nella galleria direttissima di San Benedetto Val di Sambro....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 23 dicembre 1984, l'antivigilia di Natale di quarant'anni fa, una bomba ad alto potenziale veniva piazzata su una carrozza del Rapido 904 da Napoli a Milano, nella galleria direttissima di San Benedetto Val di Sambro. 16 morti e 207 feriti. Le indagini e i processi non hanno portato una verità piena, ma hanno accertato la matrice mafiosa dell'attentato. Il penultimo troncone aveva coinvolto Pippo Calò come organizzatore e Totò Riina come mandante della strage, ma la sentenza definitiva lo ha assolto per insufficienza di prove. Da pochi giorni la procura distrettuale antimafia di Firenze ha riaperto l’inchiesta, con nuovi elementi. I magistrati intendono accertare le complicità esterne a Cosa nostra in quella stagione stragista che inizia con la bomba al rapido 904 fino alle stragi del 1993 e 1994. Per gli inquirenti c’è la necessità di operare un approfondimento “in relazione alla posizione di soggetti all’epoca non coinvolti nel processo principale contro il cassiere di Cosa Nostra Pippo Calò”.  La nuova pista investigativa viene seguita dai procuratori aggiunti Luca Turco e Luca Tescaroli in collaborazione con i carabinieri del Ros. Da quello che emerge, ci sarebbe stata una vera e propria alleanza tra Cosa nostra, i servizi segreti di allora, cioè funzionari del Sismi e del Sisde, e la politica. Quale era dunque la strategia dei corleonesi negli anni Ottanta? "La mafia voleva distogliere l’attenzione dal maxi processo e dalle indagini che stavano facendo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quindi creare una strategia d’azione verso l’Italia, al nord, per distogliere l’attenzione dal sud e poter fare “i nostri interessi”, spiega Giovanni Brusca rispondendo alle domande dei pm Turco e Tescaroli. Brusca oggi accusa Antonio Madonia, il boss palermitano vicino ai corleonesi ma con forti legami con esponenti dell’estrema destra e con apparati deviati delle istituzioni. Quella del rapido 904 è una delle pagine rimaste oscure della strategia della tensione mafiosa che il nostro Paese ha diritto di conoscere.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/44b0d5bacf16960d51b29e3ce31d5779.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riaperta la nuova inchiesta sulla strage del 904. I pm: alleanza tra mafia, servizi e politica | 13/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riaperta-la-nuova-inchiesta-sulla-strage-del-904-i-pm-alleanza-tra-mafia-servizi-e-politica-13-02-2024-il-corsivo--58670385</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 23 dicembre 1984, l'antivigilia di Natale di quarant'anni fa, una bomba ad alto potenziale veniva piazzata su una carrozza del Rapido 904 da Napoli a Milano, nella galleria direttissima di San Benedetto Val di Sambro. 16 morti e 207 feriti. Le indagini e i processi non hanno portato una verità piena, ma hanno accertato la matrice mafiosa dell'attentato. Il penultimo troncone aveva coinvolto Pippo Calò come organizzatore e Totò Riina come mandante della strage, ma la sentenza definitiva lo ha assolto per insufficienza di prove. Da pochi giorni la procura distrettuale antimafia di Firenze ha riaperto l’inchiesta, con nuovi elementi. I magistrati intendono accertare le complicità esterne a Cosa nostra in quella stagione stragista che inizia con la bomba al rapido 904 fino alle stragi del 1993 e 1994. Per gli inquirenti c’è la necessità di operare un approfondimento “in relazione alla posizione di soggetti all’epoca non coinvolti nel processo principale contro il cassiere di Cosa Nostra Pippo Calò”.  La nuova pista investigativa viene seguita dai procuratori aggiunti Luca Turco e Luca Tescaroli in collaborazione con i carabinieri del Ros. Da quello che emerge, ci sarebbe stata una vera e propria alleanza tra Cosa nostra, i servizi segreti di allora, cioè funzionari del Sismi e del Sisde, e la politica. Quale era dunque la strategia dei corleonesi negli anni Ottanta? "La mafia voleva distogliere l’attenzione dal maxi processo e dalle indagini che stavano facendo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quindi creare una strategia d’azione verso l’Italia, al nord, per distogliere l’attenzione dal sud e poter fare “i nostri interessi”, spiega Giovanni Brusca rispondendo alle domande dei pm Turco e Tescaroli. Brusca oggi accusa Antonio Madonia, il boss palermitano vicino ai corleonesi ma con forti legami con esponenti dell’estrema destra e con apparati deviati delle istituzioni. Quella del rapido 904 è una delle pagine rimaste oscure della strategia della tensione mafiosa che il nostro Paese ha diritto di conoscere.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_13-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 13 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58670385/corsivo_13_02_2024_08_25.mp3" length="2535788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il 23 dicembre 1984, l'antivigilia di Natale di quarant'anni fa, una bomba ad alto potenziale veniva piazzata su una carrozza del Rapido 904 da Napoli a Milano, nella galleria direttissima di San Benedetto Val di Sambro....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 23 dicembre 1984, l'antivigilia di Natale di quarant'anni fa, una bomba ad alto potenziale veniva piazzata su una carrozza del Rapido 904 da Napoli a Milano, nella galleria direttissima di San Benedetto Val di Sambro. 16 morti e 207 feriti. Le indagini e i processi non hanno portato una verità piena, ma hanno accertato la matrice mafiosa dell'attentato. Il penultimo troncone aveva coinvolto Pippo Calò come organizzatore e Totò Riina come mandante della strage, ma la sentenza definitiva lo ha assolto per insufficienza di prove. Da pochi giorni la procura distrettuale antimafia di Firenze ha riaperto l’inchiesta, con nuovi elementi. I magistrati intendono accertare le complicità esterne a Cosa nostra in quella stagione stragista che inizia con la bomba al rapido 904 fino alle stragi del 1993 e 1994. Per gli inquirenti c’è la necessità di operare un approfondimento “in relazione alla posizione di soggetti all’epoca non coinvolti nel processo principale contro il cassiere di Cosa Nostra Pippo Calò”.  La nuova pista investigativa viene seguita dai procuratori aggiunti Luca Turco e Luca Tescaroli in collaborazione con i carabinieri del Ros. Da quello che emerge, ci sarebbe stata una vera e propria alleanza tra Cosa nostra, i servizi segreti di allora, cioè funzionari del Sismi e del Sisde, e la politica. Quale era dunque la strategia dei corleonesi negli anni Ottanta? "La mafia voleva distogliere l’attenzione dal maxi processo e dalle indagini che stavano facendo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quindi creare una strategia d’azione verso l’Italia, al nord, per distogliere l’attenzione dal sud e poter fare “i nostri interessi”, spiega Giovanni Brusca rispondendo alle domande dei pm Turco e Tescaroli. Brusca oggi accusa Antonio Madonia, il boss palermitano vicino ai corleonesi ma con forti legami con esponenti dell’estrema destra e con apparati deviati delle istituzioni. Quella del rapido 904 è una delle pagine rimaste oscure della strategia della tensione mafiosa che il nostro Paese ha diritto di conoscere.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/44b0d5bacf16960d51b29e3ce31d5779.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Svolta a destra alle europee, ma giudizio negativo del Governo italiano in un report inglese | 12/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/svolta-a-destra-alle-europee-ma-giudizio-negativo-del-governo-italiano-in-un-report-inglese-12-02-2024-il-corsivo--64556534</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano quattro mesi dalle elezioni europee, la previsione di un report della società inglese Portland Communication è quella di una decisa virata a destra di Bruxelles. Da quello che emerge dal campione effettuato in Italia, Germania, Francia, Paesi bassi e Polonia,  Giorgia Meloni, Marine Le Pen, Geert Wilders e i neonazisti di Alternative für Deutschland potrebbero ottenere risultati in grado di cambiare gli orientamenti del Parlamento europeo. In Francia il Rassemblement National di Le Pen toccherebbe addirittura il 33%, doppiando Ensemble del presidente Macron fermo al 14%. In Germania, Alternative für Deutschland è stimato dal sondaggio al 17%, quasi il doppio delle elezioni Ue del 2019. Nei Paesi Bassi il Partito per la Libertà di Geert Wilders è previsto al 25%, confermando così il successo delle elezioni olandesi del 2023.  In Italia, FdI è stimato da Portland al 28%, il Pd al 21%, il M5S al 16%, Forza Italia con il 10% supererebbe la Lega, al 7%. Eppure gli italiani non sembrano soddisfatti dell'insieme delle politiche del Governo italiano: il 54% degli intervistati crede che il Paese sia «sulla strada sbagliata» e solo il 28% si dice positivo. Le ragioni che preoccupano di più sono innanzitutto il costo della vita e l’inflazione per il 50% degli intervistati italiani, a seguire la sanità (40%), l’economia (39%) e il climate change (28%), mentre l’immigrazione occupa solo il quinto posto (27%). Un sondaggio resta sempre un sondaggio, ma la tendenza rilevata da Portland sembra plausibile e determinerebbe un cambio di passo degli asset politici e istituzionali europei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 12 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556534/corsivo_12_02_2024_08_25.mp3" length="2266988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano quattro mesi dalle elezioni europee, la previsione di un report della società inglese Portland Communication è quella di una decisa virata a destra di Bruxelles. 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Nei Paesi Bassi il Partito per la Libertà di Geert Wilders è previsto al 25%, confermando così il successo delle elezioni olandesi del 2023.  In Italia, FdI è stimato da Portland al 28%, il Pd al 21%, il M5S al 16%, Forza Italia con il 10% supererebbe la Lega, al 7%. Eppure gli italiani non sembrano soddisfatti dell'insieme delle politiche del Governo italiano: il 54% degli intervistati crede che il Paese sia «sulla strada sbagliata» e solo il 28% si dice positivo. Le ragioni che preoccupano di più sono innanzitutto il costo della vita e l’inflazione per il 50% degli intervistati italiani, a seguire la sanità (40%), l’economia (39%) e il climate change (28%), mentre l’immigrazione occupa solo il quinto posto (27%). Un sondaggio resta sempre un sondaggio, ma la tendenza rilevata da Portland sembra plausibile e determinerebbe un cambio di passo degli asset politici e istituzionali europei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/97436aee8455ccaf1308ec3812dcb779.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Svolta a destra alle europee, ma giudizio negativo del Governo italiano in un report inglese | 12/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/svolta-a-destra-alle-europee-ma-giudizio-negativo-del-governo-italiano-in-un-report-inglese-12-02-2024-il-corsivo--58653806</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano quattro mesi dalle elezioni europee, la previsione di un report della società inglese Portland Communication è quella di una decisa virata a destra di Bruxelles. Da quello che emerge dal campione effettuato in Italia, Germania, Francia, Paesi bassi e Polonia,  Giorgia Meloni, Marine Le Pen, Geert Wilders e i neonazisti di Alternative für Deutschland potrebbero ottenere risultati in grado di cambiare gli orientamenti del Parlamento europeo. In Francia il Rassemblement National di Le Pen toccherebbe addirittura il 33%, doppiando Ensemble del presidente Macron fermo al 14%. In Germania, Alternative für Deutschland è stimato dal sondaggio al 17%, quasi il doppio delle elezioni Ue del 2019. Nei Paesi Bassi il Partito per la Libertà di Geert Wilders è previsto al 25%, confermando così il successo delle elezioni olandesi del 2023.  In Italia, FdI è stimato da Portland al 28%, il Pd al 21%, il M5S al 16%, Forza Italia con il 10% supererebbe la Lega, al 7%. Eppure gli italiani non sembrano soddisfatti dell'insieme delle politiche del Governo italiano: il 54% degli intervistati crede che il Paese sia «sulla strada sbagliata» e solo il 28% si dice positivo. Le ragioni che preoccupano di più sono innanzitutto il costo della vita e l’inflazione per il 50% degli intervistati italiani, a seguire la sanità (40%), l’economia (39%) e il climate change (28%), mentre l’immigrazione occupa solo il quinto posto (27%). Un sondaggio resta sempre un sondaggio, ma la tendenza rilevata da Portland sembra plausibile e determinerebbe un cambio di passo degli asset politici e istituzionali europei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 12 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58653806/corsivo_12_02_2024_08_25.mp3" length="2266988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Quando mancano quattro mesi dalle elezioni europee, la previsione di un report della società inglese Portland Communication è quella di una decisa virata a destra di Bruxelles. 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Nei Paesi Bassi il Partito per la Libertà di Geert Wilders è previsto al 25%, confermando così il successo delle elezioni olandesi del 2023.  In Italia, FdI è stimato da Portland al 28%, il Pd al 21%, il M5S al 16%, Forza Italia con il 10% supererebbe la Lega, al 7%. Eppure gli italiani non sembrano soddisfatti dell'insieme delle politiche del Governo italiano: il 54% degli intervistati crede che il Paese sia «sulla strada sbagliata» e solo il 28% si dice positivo. Le ragioni che preoccupano di più sono innanzitutto il costo della vita e l’inflazione per il 50% degli intervistati italiani, a seguire la sanità (40%), l’economia (39%) e il climate change (28%), mentre l’immigrazione occupa solo il quinto posto (27%). Un sondaggio resta sempre un sondaggio, ma la tendenza rilevata da Portland sembra plausibile e determinerebbe un cambio di passo degli asset politici e istituzionali europei.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/97436aee8455ccaf1308ec3812dcb779.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Libertà di informazione: qualcuno a Strasburgo sta perdendo la testa? | 10/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/liberta-di-informazione-qualcuno-a-strasburgo-sta-perdendo-la-testa-10-02-2024-il-corsivo--64556588</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Si chiama Tucker Carlson, da noi quasi nessuno sa chi sia, ma in America è uno dei più noti conduttori televisivi di programmi politici: un po’ il Bruno Vespa della situazione. Molto vicino alle posizioni della destra più radicale ed a quelle di Donald Trump, il nostro personaggio - dopo circa un anno di assenza dai fatti che contano per via di un imprevisto licenziamento deciso, nei suoi confronti, dalla Fox News del Gruppo Murdoch - è tornato alla ribalta proprio in queste ore, grazie ad un’intervista concessagli a Mosca da Vladimir Putin. Un privilegio riservato, almeno fino ad oggi, soltanto a lui tra tutti i giornalisti occidentali.  Il motivo per cui, nel momento in cui ha deciso di parlare direttamente con Europa e Stati Uniti, la scelta del Cremlino è caduta proprio su Carlson è stato  chiarito dal portavoce del governo russo, Dimitry Peskov, secondo il quale la posizione dell’opinionista californiano è originale, poiché “non è  filo russa, non è filo ucraina”, ma contrasta, comunque,  quella “dei media anglosassoni tradizionali”. Dobbiamo confessare che, francamente, non eravamo particolarmente interessati a sapere quali dichiarazioni avrebbe rilasciato il Presidente russo al suo intervistatore, anche perché ci saremmo davvero stupiti se queste fossero risultate portatrici di rilevanti novità, rispetto alla solita vulgata propagandistica del regime, alla quale diventa sempre più difficile prestare attenzione. Diamo, quindi, per certo che chi leggerà l’intervista (appena pubblicata) si dovrà sorbire, per l’ennesima volta, le scontate lamentele del povero e pacifico Cremlino costretto a reagire dinanzi alle minacce dei nazisti di Kiev ed alle trame della NATO… Passiamo, invece, oltre, perché, in tutta questa vicenda,  a meravigliarci sul serio non è tanto quello che può essere stato detto a Mosca che – ripetiamo – ci sembra lasciare il tempo che trova, quanto piuttosto quello di cui si sta cominciando a discutere all’interno dell’Unione Europea, dove alcuni autorevoli europarlamentari – tra i quali l’ex presidente del Consiglio belga Guy Verhofstad  - hanno chiesto sanzioni contro Tucker Carlson, colpevole – a loro giudizio – di farsi tramite della propaganda russa. La logica di questo tipo di ragionamento è quella che se l’Unione Europea impone sanzioni a chiunque aiuti la Russia, allora anche il caso Tucker Carlson (e cioè, quello di un giornalista che, in fondo, fa soltanto il suo mestiere) deve rientrare tra le situazioni da penalizzare...Restiamo interdetti, in attesa che da Strasburgo si levi qualche voce di buon senso anche in favore  della libertà di fare informazione.    "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 10 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556588/corsivo_10_02_2024_08_25.mp3" length="2454380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio   Si chiama Tucker Carlson, da noi quasi nessuno sa chi sia, ma in America è uno dei più noti conduttori televisivi di programmi politici: un po’ il Bruno Vespa della situazione. 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Un privilegio riservato, almeno fino ad oggi, soltanto a lui tra tutti i giornalisti occidentali.  Il motivo per cui, nel momento in cui ha deciso di parlare direttamente con Europa e Stati Uniti, la scelta del Cremlino è caduta proprio su Carlson è stato  chiarito dal portavoce del governo russo, Dimitry Peskov, secondo il quale la posizione dell’opinionista californiano è originale, poiché “non è  filo russa, non è filo ucraina”, ma contrasta, comunque,  quella “dei media anglosassoni tradizionali”. Dobbiamo confessare che, francamente, non eravamo particolarmente interessati a sapere quali dichiarazioni avrebbe rilasciato il Presidente russo al suo intervistatore, anche perché ci saremmo davvero stupiti se queste fossero risultate portatrici di rilevanti novità, rispetto alla solita vulgata propagandistica del regime, alla quale diventa sempre più difficile prestare attenzione. Diamo, quindi, per certo che chi leggerà l’intervista (appena pubblicata) si dovrà sorbire, per l’ennesima volta, le scontate lamentele del povero e pacifico Cremlino costretto a reagire dinanzi alle minacce dei nazisti di Kiev ed alle trame della NATO… Passiamo, invece, oltre, perché, in tutta questa vicenda,  a meravigliarci sul serio non è tanto quello che può essere stato detto a Mosca che – ripetiamo – ci sembra lasciare il tempo che trova, quanto piuttosto quello di cui si sta cominciando a discutere all’interno dell’Unione Europea, dove alcuni autorevoli europarlamentari – tra i quali l’ex presidente del Consiglio belga Guy Verhofstad  - hanno chiesto sanzioni contro Tucker Carlson, colpevole – a loro giudizio – di farsi tramite della propaganda russa. La logica di questo tipo di ragionamento è quella che se l’Unione Europea impone sanzioni a chiunque aiuti la Russia, allora anche il caso Tucker Carlson (e cioè, quello di un giornalista che, in fondo, fa soltanto il suo mestiere) deve rientrare tra le situazioni da penalizzare...Restiamo interdetti, in attesa che da Strasburgo si levi qualche voce di buon senso anche in favore  della libertà di fare informazione.    "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0a476fcdcd5373f5c0d249ddd0c2aa8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Libertà di informazione: qualcuno a Strasburgo sta perdendo la testa? | 10/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/liberta-di-informazione-qualcuno-a-strasburgo-sta-perdendo-la-testa-10-02-2024-il-corsivo--58632659</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Si chiama Tucker Carlson, da noi quasi nessuno sa chi sia, ma in America è uno dei più noti conduttori televisivi di programmi politici: un po’ il Bruno Vespa della situazione. Molto vicino alle posizioni della destra più radicale ed a quelle di Donald Trump, il nostro personaggio - dopo circa un anno di assenza dai fatti che contano per via di un imprevisto licenziamento deciso, nei suoi confronti, dalla Fox News del Gruppo Murdoch - è tornato alla ribalta proprio in queste ore, grazie ad un’intervista concessagli a Mosca da Vladimir Putin. Un privilegio riservato, almeno fino ad oggi, soltanto a lui tra tutti i giornalisti occidentali.  Il motivo per cui, nel momento in cui ha deciso di parlare direttamente con Europa e Stati Uniti, la scelta del Cremlino è caduta proprio su Carlson è stato  chiarito dal portavoce del governo russo, Dimitry Peskov, secondo il quale la posizione dell’opinionista californiano è originale, poiché “non è  filo russa, non è filo ucraina”, ma contrasta, comunque,  quella “dei media anglosassoni tradizionali”. Dobbiamo confessare che, francamente, non eravamo particolarmente interessati a sapere quali dichiarazioni avrebbe rilasciato il Presidente russo al suo intervistatore, anche perché ci saremmo davvero stupiti se queste fossero risultate portatrici di rilevanti novità, rispetto alla solita vulgata propagandistica del regime, alla quale diventa sempre più difficile prestare attenzione. Diamo, quindi, per certo che chi leggerà l’intervista (appena pubblicata) si dovrà sorbire, per l’ennesima volta, le scontate lamentele del povero e pacifico Cremlino costretto a reagire dinanzi alle minacce dei nazisti di Kiev ed alle trame della NATO… Passiamo, invece, oltre, perché, in tutta questa vicenda,  a meravigliarci sul serio non è tanto quello che può essere stato detto a Mosca che – ripetiamo – ci sembra lasciare il tempo che trova, quanto piuttosto quello di cui si sta cominciando a discutere all’interno dell’Unione Europea, dove alcuni autorevoli europarlamentari – tra i quali l’ex presidente del Consiglio belga Guy Verhofstad  - hanno chiesto sanzioni contro Tucker Carlson, colpevole – a loro giudizio – di farsi tramite della propaganda russa. La logica di questo tipo di ragionamento è quella che se l’Unione Europea impone sanzioni a chiunque aiuti la Russia, allora anche il caso Tucker Carlson (e cioè, quello di un giornalista che, in fondo, fa soltanto il suo mestiere) deve rientrare tra le situazioni da penalizzare...Restiamo interdetti, in attesa che da Strasburgo si levi qualche voce di buon senso anche in favore  della libertà di fare informazione.    "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 10 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58632659/corsivo_10_02_2024_08_25.mp3" length="2454380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio   Si chiama Tucker Carlson, da noi quasi nessuno sa chi sia, ma in America è uno dei più noti conduttori televisivi di programmi politici: un po’ il Bruno Vespa della situazione. 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Un privilegio riservato, almeno fino ad oggi, soltanto a lui tra tutti i giornalisti occidentali.  Il motivo per cui, nel momento in cui ha deciso di parlare direttamente con Europa e Stati Uniti, la scelta del Cremlino è caduta proprio su Carlson è stato  chiarito dal portavoce del governo russo, Dimitry Peskov, secondo il quale la posizione dell’opinionista californiano è originale, poiché “non è  filo russa, non è filo ucraina”, ma contrasta, comunque,  quella “dei media anglosassoni tradizionali”. Dobbiamo confessare che, francamente, non eravamo particolarmente interessati a sapere quali dichiarazioni avrebbe rilasciato il Presidente russo al suo intervistatore, anche perché ci saremmo davvero stupiti se queste fossero risultate portatrici di rilevanti novità, rispetto alla solita vulgata propagandistica del regime, alla quale diventa sempre più difficile prestare attenzione. Diamo, quindi, per certo che chi leggerà l’intervista (appena pubblicata) si dovrà sorbire, per l’ennesima volta, le scontate lamentele del povero e pacifico Cremlino costretto a reagire dinanzi alle minacce dei nazisti di Kiev ed alle trame della NATO… Passiamo, invece, oltre, perché, in tutta questa vicenda,  a meravigliarci sul serio non è tanto quello che può essere stato detto a Mosca che – ripetiamo – ci sembra lasciare il tempo che trova, quanto piuttosto quello di cui si sta cominciando a discutere all’interno dell’Unione Europea, dove alcuni autorevoli europarlamentari – tra i quali l’ex presidente del Consiglio belga Guy Verhofstad  - hanno chiesto sanzioni contro Tucker Carlson, colpevole – a loro giudizio – di farsi tramite della propaganda russa. La logica di questo tipo di ragionamento è quella che se l’Unione Europea impone sanzioni a chiunque aiuti la Russia, allora anche il caso Tucker Carlson (e cioè, quello di un giornalista che, in fondo, fa soltanto il suo mestiere) deve rientrare tra le situazioni da penalizzare...Restiamo interdetti, in attesa che da Strasburgo si levi qualche voce di buon senso anche in favore  della libertà di fare informazione.    "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0a476fcdcd5373f5c0d249ddd0c2aa8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scontro tra Lega e Lollobrigida sulla cancellazione dell’esenzione Irpef agli agricoltori | 09/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scontro-tra-lega-e-lollobrigida-sulla-cancellazione-dell-esenzione-irpef-agli-agricoltori-09-02-2024-il-corsivo--64556544</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La protesta degli agricoltori diventa oggetto di tensioni nel Governo. Lo scontro è tra il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari e il ministro Francesco Lollobrigida e il tema forte resta l’esenzione Irpef agli agricoltori. Per Molinari, la cancellazione della norme è un errore del Governo. Secondo Lollobrigida, la decisione viene dal Ministero dell'Economia e delle Finanze guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti. Da settimane tra Lega e Fdl non corre buon sangue e la rivolta degli agricoltori contro le politiche europee coinvolge anche Palazzo Chigi.  I trattori minacciano di entrare nella Capitale se il governo non li riceverà. Certamente la premier non li incrocerà direttamente, forse Lollobrigida. "Ho incontrato tante sigle. Farò altri incontri, ma le manifestazioni devono essere pacifiche". Intanto Matteo Renzi chiede le dimissioni del ministro dell'agricoltura,  Il Pd parla di maggioranza divisa, costretta a fare retromarcia. Beppe Grillo parla di una lotta interna al centrodestra tra Lega e FdI, in funzione anti Coldiretti. E sul caso interviene pure il segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, secondo cui gli agricoltori vanno ascoltati. Dietro le manovre, c’è in realtà un bacino elettorale storicamente vicino a Fdl di Giorgia Meloni, e ora conteso con la Lega di Matteo Salvini. Ecco perché l’attacco di Molinari irrita fortemente FdI. Siamo già nel vivo della campagna delle europee, nonostante non siano state formalmente presentate le liste e i candidati. E le frizioni tra i partiti sono solo un antipasto rispetto a quello a cui assisteremo da qui al 9 giugno.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 09 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556544/corsivo_09_02_2024_08_25.mp3" length="2108012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La protesta degli agricoltori diventa oggetto di tensioni nel Governo. 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Farò altri incontri, ma le manifestazioni devono essere pacifiche". Intanto Matteo Renzi chiede le dimissioni del ministro dell'agricoltura,  Il Pd parla di maggioranza divisa, costretta a fare retromarcia. Beppe Grillo parla di una lotta interna al centrodestra tra Lega e FdI, in funzione anti Coldiretti. E sul caso interviene pure il segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, secondo cui gli agricoltori vanno ascoltati. Dietro le manovre, c’è in realtà un bacino elettorale storicamente vicino a Fdl di Giorgia Meloni, e ora conteso con la Lega di Matteo Salvini. Ecco perché l’attacco di Molinari irrita fortemente FdI. Siamo già nel vivo della campagna delle europee, nonostante non siano state formalmente presentate le liste e i candidati. E le frizioni tra i partiti sono solo un antipasto rispetto a quello a cui assisteremo da qui al 9 giugno.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ad0192347acb024cdef560abc7aaac3a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scontro tra Lega e Lollobrigida sulla cancellazione dell’esenzione Irpef agli agricoltori | 09/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scontro-tra-lega-e-lollobrigida-sulla-cancellazione-dell-esenzione-irpef-agli-agricoltori-09-02-2024-il-corsivo--58620475</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La protesta degli agricoltori diventa oggetto di tensioni nel Governo. Lo scontro è tra il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari e il ministro Francesco Lollobrigida e il tema forte resta l’esenzione Irpef agli agricoltori. Per Molinari, la cancellazione della norme è un errore del Governo. Secondo Lollobrigida, la decisione viene dal Ministero dell'Economia e delle Finanze guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti. Da settimane tra Lega e Fdl non corre buon sangue e la rivolta degli agricoltori contro le politiche europee coinvolge anche Palazzo Chigi.  I trattori minacciano di entrare nella Capitale se il governo non li riceverà. Certamente la premier non li incrocerà direttamente, forse Lollobrigida. "Ho incontrato tante sigle. Farò altri incontri, ma le manifestazioni devono essere pacifiche". Intanto Matteo Renzi chiede le dimissioni del ministro dell'agricoltura,  Il Pd parla di maggioranza divisa, costretta a fare retromarcia. Beppe Grillo parla di una lotta interna al centrodestra tra Lega e FdI, in funzione anti Coldiretti. E sul caso interviene pure il segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, secondo cui gli agricoltori vanno ascoltati. Dietro le manovre, c’è in realtà un bacino elettorale storicamente vicino a Fdl di Giorgia Meloni, e ora conteso con la Lega di Matteo Salvini. Ecco perché l’attacco di Molinari irrita fortemente FdI. Siamo già nel vivo della campagna delle europee, nonostante non siano state formalmente presentate le liste e i candidati. E le frizioni tra i partiti sono solo un antipasto rispetto a quello a cui assisteremo da qui al 9 giugno.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 09 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58620475/corsivo_09_02_2024_08_25.mp3" length="2108012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La protesta degli agricoltori diventa oggetto di tensioni nel Governo. 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Farò altri incontri, ma le manifestazioni devono essere pacifiche". Intanto Matteo Renzi chiede le dimissioni del ministro dell'agricoltura,  Il Pd parla di maggioranza divisa, costretta a fare retromarcia. Beppe Grillo parla di una lotta interna al centrodestra tra Lega e FdI, in funzione anti Coldiretti. E sul caso interviene pure il segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, secondo cui gli agricoltori vanno ascoltati. Dietro le manovre, c’è in realtà un bacino elettorale storicamente vicino a Fdl di Giorgia Meloni, e ora conteso con la Lega di Matteo Salvini. Ecco perché l’attacco di Molinari irrita fortemente FdI. Siamo già nel vivo della campagna delle europee, nonostante non siano state formalmente presentate le liste e i candidati. E le frizioni tra i partiti sono solo un antipasto rispetto a quello a cui assisteremo da qui al 9 giugno.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ad0192347acb024cdef560abc7aaac3a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas | 08/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-allontana-il-tentativo-di-intesa-tra-israele-e-hamas-08-02-2024-il-corsivo--64556545</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas, nonostante l'impegno diplomatico di Qatar, Egitto e dell'amministrazione americana del presidente Joe Biden che ha inviato per l'ennesima volta il segretario di Stato Antony Blinken a colloquio con Benjamin Netanyahu. Il documento di Hamas chiede quattro mesi e mezzo di cessate il fuoco invece che un mese e mezzo. Inoltre le tre fasi per la liberazione degli ostaggi dovrebbero durare 45 giorni ciascuna. Nella prima fase ci sarebbe la liberazione di un primo gruppo di ostaggi formato da donne, bambini e anziani, poi nella seconda parte toccherebbe agli uomini e infine nella terza fase ai corpi senza vita. Lo scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi non avverrebbe più secondo la proporzione di un israeliano contro tre palestinesi: il gruppo di Gaza chiede la scarcerazione di almeno millecinquecento prigionieri, elencati nome per nome in una lista, e di questi cinquecento sono condannati all’ergastolo per terrorismo. Il premier israeliano definisce deliranti le condizioni poste da Hamas per raggiungere la tregua e il rilascio degli ostaggi. "Cedere porterebbe ad un altro massacro. La guerra finirà solo con la totale distruzione di Hamas". Il messaggio giunge al termine di una giornata in cui Netanyahu ha ricevuto da Blinken una dura e inappellabile critica sulla conduzione del conflitto. "L'attacco del 7 ottobre da parte di Hamas non offre a Israele la licenza di disumanizzare il nemico". Le posizioni americane e israeliane sono talmente distanti che alla fine non avviene nessuna conferenza stampa congiunta: Netanyahu a Gerusalemme, Blinken a Tel Aviv. Anzi il segretario di Stato incontra poco dopo Abu Mazen e gli conferma di voler proseguire sulla strada del riconoscimento di uno stato palestinese. A questo punto, l'accordo è ancora più lontano: serve un ulteriore sforzo diplomatico e una decisione politica forte da parte degli Stati Uniti che ancora non c'è stata.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 08 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556545/corsivo_08_02_2024_08_25.mp3" length="2323052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas, nonostante l'impegno diplomatico di Qatar, Egitto e dell'amministrazione americana del presidente Joe Biden che ha inviato per l'ennesima volta il segretario di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas, nonostante l'impegno diplomatico di Qatar, Egitto e dell'amministrazione americana del presidente Joe Biden che ha inviato per l'ennesima volta il segretario di Stato Antony Blinken a colloquio con Benjamin Netanyahu. Il documento di Hamas chiede quattro mesi e mezzo di cessate il fuoco invece che un mese e mezzo. Inoltre le tre fasi per la liberazione degli ostaggi dovrebbero durare 45 giorni ciascuna. Nella prima fase ci sarebbe la liberazione di un primo gruppo di ostaggi formato da donne, bambini e anziani, poi nella seconda parte toccherebbe agli uomini e infine nella terza fase ai corpi senza vita. Lo scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi non avverrebbe più secondo la proporzione di un israeliano contro tre palestinesi: il gruppo di Gaza chiede la scarcerazione di almeno millecinquecento prigionieri, elencati nome per nome in una lista, e di questi cinquecento sono condannati all’ergastolo per terrorismo. Il premier israeliano definisce deliranti le condizioni poste da Hamas per raggiungere la tregua e il rilascio degli ostaggi. "Cedere porterebbe ad un altro massacro. La guerra finirà solo con la totale distruzione di Hamas". Il messaggio giunge al termine di una giornata in cui Netanyahu ha ricevuto da Blinken una dura e inappellabile critica sulla conduzione del conflitto. "L'attacco del 7 ottobre da parte di Hamas non offre a Israele la licenza di disumanizzare il nemico". Le posizioni americane e israeliane sono talmente distanti che alla fine non avviene nessuna conferenza stampa congiunta: Netanyahu a Gerusalemme, Blinken a Tel Aviv. Anzi il segretario di Stato incontra poco dopo Abu Mazen e gli conferma di voler proseguire sulla strada del riconoscimento di uno stato palestinese. A questo punto, l'accordo è ancora più lontano: serve un ulteriore sforzo diplomatico e una decisione politica forte da parte degli Stati Uniti che ancora non c'è stata.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cb3e1cec1e19b92ab2e350bce7b7f624.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas | 08/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-allontana-il-tentativo-di-intesa-tra-israele-e-hamas-08-02-2024-il-corsivo--58606958</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas, nonostante l'impegno diplomatico di Qatar, Egitto e dell'amministrazione americana del presidente Joe Biden che ha inviato per l'ennesima volta il segretario di Stato Antony Blinken a colloquio con Benjamin Netanyahu. Il documento di Hamas chiede quattro mesi e mezzo di cessate il fuoco invece che un mese e mezzo. Inoltre le tre fasi per la liberazione degli ostaggi dovrebbero durare 45 giorni ciascuna. Nella prima fase ci sarebbe la liberazione di un primo gruppo di ostaggi formato da donne, bambini e anziani, poi nella seconda parte toccherebbe agli uomini e infine nella terza fase ai corpi senza vita. Lo scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi non avverrebbe più secondo la proporzione di un israeliano contro tre palestinesi: il gruppo di Gaza chiede la scarcerazione di almeno millecinquecento prigionieri, elencati nome per nome in una lista, e di questi cinquecento sono condannati all’ergastolo per terrorismo. Il premier israeliano definisce deliranti le condizioni poste da Hamas per raggiungere la tregua e il rilascio degli ostaggi. "Cedere porterebbe ad un altro massacro. La guerra finirà solo con la totale distruzione di Hamas". Il messaggio giunge al termine di una giornata in cui Netanyahu ha ricevuto da Blinken una dura e inappellabile critica sulla conduzione del conflitto. "L'attacco del 7 ottobre da parte di Hamas non offre a Israele la licenza di disumanizzare il nemico". Le posizioni americane e israeliane sono talmente distanti che alla fine non avviene nessuna conferenza stampa congiunta: Netanyahu a Gerusalemme, Blinken a Tel Aviv. Anzi il segretario di Stato incontra poco dopo Abu Mazen e gli conferma di voler proseguire sulla strada del riconoscimento di uno stato palestinese. A questo punto, l'accordo è ancora più lontano: serve un ulteriore sforzo diplomatico e una decisione politica forte da parte degli Stati Uniti che ancora non c'è stata.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 08 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58606958/corsivo_08_02_2024_08_25.mp3" length="2323052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas, nonostante l'impegno diplomatico di Qatar, Egitto e dell'amministrazione americana del presidente Joe Biden che ha inviato per l'ennesima volta il segretario di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Si allontana il tentativo di intesa tra Israele e Hamas, nonostante l'impegno diplomatico di Qatar, Egitto e dell'amministrazione americana del presidente Joe Biden che ha inviato per l'ennesima volta il segretario di Stato Antony Blinken a colloquio con Benjamin Netanyahu. Il documento di Hamas chiede quattro mesi e mezzo di cessate il fuoco invece che un mese e mezzo. Inoltre le tre fasi per la liberazione degli ostaggi dovrebbero durare 45 giorni ciascuna. Nella prima fase ci sarebbe la liberazione di un primo gruppo di ostaggi formato da donne, bambini e anziani, poi nella seconda parte toccherebbe agli uomini e infine nella terza fase ai corpi senza vita. Lo scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi non avverrebbe più secondo la proporzione di un israeliano contro tre palestinesi: il gruppo di Gaza chiede la scarcerazione di almeno millecinquecento prigionieri, elencati nome per nome in una lista, e di questi cinquecento sono condannati all’ergastolo per terrorismo. Il premier israeliano definisce deliranti le condizioni poste da Hamas per raggiungere la tregua e il rilascio degli ostaggi. "Cedere porterebbe ad un altro massacro. La guerra finirà solo con la totale distruzione di Hamas". Il messaggio giunge al termine di una giornata in cui Netanyahu ha ricevuto da Blinken una dura e inappellabile critica sulla conduzione del conflitto. "L'attacco del 7 ottobre da parte di Hamas non offre a Israele la licenza di disumanizzare il nemico". Le posizioni americane e israeliane sono talmente distanti che alla fine non avviene nessuna conferenza stampa congiunta: Netanyahu a Gerusalemme, Blinken a Tel Aviv. Anzi il segretario di Stato incontra poco dopo Abu Mazen e gli conferma di voler proseguire sulla strada del riconoscimento di uno stato palestinese. A questo punto, l'accordo è ancora più lontano: serve un ulteriore sforzo diplomatico e una decisione politica forte da parte degli Stati Uniti che ancora non c'è stata.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cb3e1cec1e19b92ab2e350bce7b7f624.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Hamas e Israele, trattativa all'ultimo respiro | 07/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/hamas-e-israele-trattativa-all-ultimo-respiro-07-02-2024-il-corsivo--64556539</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra alti e bassi, la trattativa sulla tregua in Medio Oriente è all'ultimo respiro. Il Qatar ha annunciato di aver ricevuto 'una risposta positiva' da parte di Hamas sull'intesa per gli ostaggi israeliani a Gaza, ma il gruppo islamico chiede un cessate il fuoco totale, quella che considera la “fine dell'aggressione”, e inoltra a Qatar e Egitto una risposta alla mediazione di Parigi. Per Israele, le richieste sono impossibili e dichiara la sua intenzione di proseguire il conflitto. “Le richieste di Hamas sono un po' oltre, ma ci ragioniamo”, dice il presidente degli Stati Uniti Biden che invia il segretario di Stato americano Blinken dal primo ministro israeliano Netanyahu per tentare di farlo ragionare e di sfilarsi da una guerra che ha ormai provocato migliaia di morti tra militari e civili palestinesi. Il contenuto dell'accordo non è pubblico e quindi le visioni restano diverse. Il Qatar sostiene che ci sono ragioni per essere ottimisti, perché Hamas accetta la cornice dell'intesa e la restituisce con annotazioni, ma è già accaduto più volte in queste settimane che i qatarini abbiano dato buone notizie che non si sono poi avverate. Blinken se la cava con affermazioni meno trionfalistiche e si attiene a toni diplomatici: "C'è ancora molto lavoro da fare ma crediamo ancora nella possibilità di raggiungere un cessate il fuoco".  Hamas nella sua dichiarazione ufficiale include gli stessi paletti che hanno frenato la firma dell'accordo che non riguarda la fine della guerra, ma uno stop delle ostilità lungo e significativo. Sta di fatto che il negoziato si muove sottotraccia mentre il conflitto compie un cambio di passo per Hamas e Israele.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 07 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556539/corsivo_07_02_2024_08_25.mp3" length="2119916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra alti e bassi, la trattativa sulla tregua in Medio Oriente è all'ultimo respiro. Il Qatar ha annunciato di aver ricevuto 'una risposta positiva' da parte di Hamas sull'intesa per gli ostaggi israeliani a Gaza, ma il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra alti e bassi, la trattativa sulla tregua in Medio Oriente è all'ultimo respiro. Il Qatar ha annunciato di aver ricevuto 'una risposta positiva' da parte di Hamas sull'intesa per gli ostaggi israeliani a Gaza, ma il gruppo islamico chiede un cessate il fuoco totale, quella che considera la “fine dell'aggressione”, e inoltra a Qatar e Egitto una risposta alla mediazione di Parigi. Per Israele, le richieste sono impossibili e dichiara la sua intenzione di proseguire il conflitto. “Le richieste di Hamas sono un po' oltre, ma ci ragioniamo”, dice il presidente degli Stati Uniti Biden che invia il segretario di Stato americano Blinken dal primo ministro israeliano Netanyahu per tentare di farlo ragionare e di sfilarsi da una guerra che ha ormai provocato migliaia di morti tra militari e civili palestinesi. Il contenuto dell'accordo non è pubblico e quindi le visioni restano diverse. Il Qatar sostiene che ci sono ragioni per essere ottimisti, perché Hamas accetta la cornice dell'intesa e la restituisce con annotazioni, ma è già accaduto più volte in queste settimane che i qatarini abbiano dato buone notizie che non si sono poi avverate. Blinken se la cava con affermazioni meno trionfalistiche e si attiene a toni diplomatici: "C'è ancora molto lavoro da fare ma crediamo ancora nella possibilità di raggiungere un cessate il fuoco".  Hamas nella sua dichiarazione ufficiale include gli stessi paletti che hanno frenato la firma dell'accordo che non riguarda la fine della guerra, ma uno stop delle ostilità lungo e significativo. Sta di fatto che il negoziato si muove sottotraccia mentre il conflitto compie un cambio di passo per Hamas e Israele.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e4e12b94483f3ebce128dc707519e1ce.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Hamas e Israele, trattativa all'ultimo respiro | 07/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/hamas-e-israele-trattativa-all-ultimo-respiro-07-02-2024-il-corsivo--58594936</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra alti e bassi, la trattativa sulla tregua in Medio Oriente è all'ultimo respiro. Il Qatar ha annunciato di aver ricevuto 'una risposta positiva' da parte di Hamas sull'intesa per gli ostaggi israeliani a Gaza, ma il gruppo islamico chiede un cessate il fuoco totale, quella che considera la “fine dell'aggressione”, e inoltra a Qatar e Egitto una risposta alla mediazione di Parigi. Per Israele, le richieste sono impossibili e dichiara la sua intenzione di proseguire il conflitto. “Le richieste di Hamas sono un po' oltre, ma ci ragioniamo”, dice il presidente degli Stati Uniti Biden che invia il segretario di Stato americano Blinken dal primo ministro israeliano Netanyahu per tentare di farlo ragionare e di sfilarsi da una guerra che ha ormai provocato migliaia di morti tra militari e civili palestinesi. Il contenuto dell'accordo non è pubblico e quindi le visioni restano diverse. Il Qatar sostiene che ci sono ragioni per essere ottimisti, perché Hamas accetta la cornice dell'intesa e la restituisce con annotazioni, ma è già accaduto più volte in queste settimane che i qatarini abbiano dato buone notizie che non si sono poi avverate. Blinken se la cava con affermazioni meno trionfalistiche e si attiene a toni diplomatici: "C'è ancora molto lavoro da fare ma crediamo ancora nella possibilità di raggiungere un cessate il fuoco".  Hamas nella sua dichiarazione ufficiale include gli stessi paletti che hanno frenato la firma dell'accordo che non riguarda la fine della guerra, ma uno stop delle ostilità lungo e significativo. Sta di fatto che il negoziato si muove sottotraccia mentre il conflitto compie un cambio di passo per Hamas e Israele.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_07-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 07 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58594936/corsivo_07_02_2024_08_25.mp3" length="2119916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tra alti e bassi, la trattativa sulla tregua in Medio Oriente è all'ultimo respiro. Il Qatar ha annunciato di aver ricevuto 'una risposta positiva' da parte di Hamas sull'intesa per gli ostaggi israeliani a Gaza, ma il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tra alti e bassi, la trattativa sulla tregua in Medio Oriente è all'ultimo respiro. Il Qatar ha annunciato di aver ricevuto 'una risposta positiva' da parte di Hamas sull'intesa per gli ostaggi israeliani a Gaza, ma il gruppo islamico chiede un cessate il fuoco totale, quella che considera la “fine dell'aggressione”, e inoltra a Qatar e Egitto una risposta alla mediazione di Parigi. Per Israele, le richieste sono impossibili e dichiara la sua intenzione di proseguire il conflitto. “Le richieste di Hamas sono un po' oltre, ma ci ragioniamo”, dice il presidente degli Stati Uniti Biden che invia il segretario di Stato americano Blinken dal primo ministro israeliano Netanyahu per tentare di farlo ragionare e di sfilarsi da una guerra che ha ormai provocato migliaia di morti tra militari e civili palestinesi. Il contenuto dell'accordo non è pubblico e quindi le visioni restano diverse. Il Qatar sostiene che ci sono ragioni per essere ottimisti, perché Hamas accetta la cornice dell'intesa e la restituisce con annotazioni, ma è già accaduto più volte in queste settimane che i qatarini abbiano dato buone notizie che non si sono poi avverate. Blinken se la cava con affermazioni meno trionfalistiche e si attiene a toni diplomatici: "C'è ancora molto lavoro da fare ma crediamo ancora nella possibilità di raggiungere un cessate il fuoco".  Hamas nella sua dichiarazione ufficiale include gli stessi paletti che hanno frenato la firma dell'accordo che non riguarda la fine della guerra, ma uno stop delle ostilità lungo e significativo. Sta di fatto che il negoziato si muove sottotraccia mentre il conflitto compie un cambio di passo per Hamas e Israele.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e4e12b94483f3ebce128dc707519e1ce.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La rabbia del padre di Ilaria Salis e la mancanza di coraggio della politica | 06/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rabbia-del-padre-di-ilaria-salis-e-la-mancanza-di-coraggio-della-politica-06-02-2024-il-corsivo--64556549</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le immagini di Ilaria Salis, maestra antifascista di Monza detenuta nelle carceri ungheresi da un anno, apparsa in un tribunale legata mani e piedi, hanno fatto il giro del mondo, suscitando indignazione e vergogna. Il padre di Ilaria, Roberto Salis, chiede al nostro Governo un intervento immediato sul trasferimento della figlia in Italia perché le condizioni del sistema penitenziario ungherese è disumano e si muove fuori dalle regole europee. Solo ieri Roberto Salis si è recato a Roma e ha incontrato i ministri degli esteri Antonio Tajani e della Giustizia Carlo Nordio. Era stata promessa una nota, da depositare al giudice ungherese, con la quale Palazzo Chigi rassicurava Budapest sulle condizioni di sicurezza che la detenuta Salis avrebbe avuto una volta trasferita in Italia: braccialetto elettronico, controllo da parte della polizia giudiziaria, partecipazione certa alle udienze, nessun pericolo di fuga. Invece, da quello che racconta Roberto Salis, nessun documento è stato scritto e inviato in Ungheria. Il motivo? Il Governo non può interferire nel procedimento e nello status di libertà dell’indagato e un’interlocuzione epistolare tra un dicastero italiano e l’organo giurisdizionale straniero sarebbe irrituale e irricevibile. Si tratta di una risposta burocratica, certamente basata su elementi veri, ma che nasconde però la mancanza di coraggio della politica italiana. Al di là di come la si pensi, la difesa dei diritti del detenuto è scritta nella nostra Costituzione e nelle direttive europee. L'Ungheria fa parte dell'Europa , ma il suo leader Victor Orban la sta  trasformando da stato liberale a democratura. Con le sue politiche sovraniste e populiste è riuscito a frenare ogni iniziativa di sviluppo europeo, ma solo negli ultimi giorni ha permesso di sbloccare 27 su 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina, in cambio di altre entrate per il suo paese. Chi lo sostiene in Europa nonostante i suoi plateali ricatti? Vedremo alle prossime elezioni europee.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 06 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556549/corsivo_06_02_2024_08_25.mp3" length="2438252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le immagini di Ilaria Salis, maestra antifascista di Monza detenuta nelle carceri ungheresi da un anno, apparsa in un tribunale legata mani e piedi, hanno fatto il giro del mondo, suscitando indignazione e vergogna. 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Invece, da quello che racconta Roberto Salis, nessun documento è stato scritto e inviato in Ungheria. Il motivo? Il Governo non può interferire nel procedimento e nello status di libertà dell’indagato e un’interlocuzione epistolare tra un dicastero italiano e l’organo giurisdizionale straniero sarebbe irrituale e irricevibile. Si tratta di una risposta burocratica, certamente basata su elementi veri, ma che nasconde però la mancanza di coraggio della politica italiana. Al di là di come la si pensi, la difesa dei diritti del detenuto è scritta nella nostra Costituzione e nelle direttive europee. L'Ungheria fa parte dell'Europa , ma il suo leader Victor Orban la sta  trasformando da stato liberale a democratura. Con le sue politiche sovraniste e populiste è riuscito a frenare ogni iniziativa di sviluppo europeo, ma solo negli ultimi giorni ha permesso di sbloccare 27 su 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina, in cambio di altre entrate per il suo paese. Chi lo sostiene in Europa nonostante i suoi plateali ricatti? Vedremo alle prossime elezioni europee.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il padre di Ilaria, Roberto Salis, chiede al nostro Governo un intervento immediato sul trasferimento della figlia in Italia perché le condizioni del sistema penitenziario ungherese è disumano e si muove fuori dalle regole europee. Solo ieri Roberto Salis si è recato a Roma e ha incontrato i ministri degli esteri Antonio Tajani e della Giustizia Carlo Nordio. Era stata promessa una nota, da depositare al giudice ungherese, con la quale Palazzo Chigi rassicurava Budapest sulle condizioni di sicurezza che la detenuta Salis avrebbe avuto una volta trasferita in Italia: braccialetto elettronico, controllo da parte della polizia giudiziaria, partecipazione certa alle udienze, nessun pericolo di fuga. Invece, da quello che racconta Roberto Salis, nessun documento è stato scritto e inviato in Ungheria. Il motivo? Il Governo non può interferire nel procedimento e nello status di libertà dell’indagato e un’interlocuzione epistolare tra un dicastero italiano e l’organo giurisdizionale straniero sarebbe irrituale e irricevibile. Si tratta di una risposta burocratica, certamente basata su elementi veri, ma che nasconde però la mancanza di coraggio della politica italiana. Al di là di come la si pensi, la difesa dei diritti del detenuto è scritta nella nostra Costituzione e nelle direttive europee. L'Ungheria fa parte dell'Europa , ma il suo leader Victor Orban la sta  trasformando da stato liberale a democratura. Con le sue politiche sovraniste e populiste è riuscito a frenare ogni iniziativa di sviluppo europeo, ma solo negli ultimi giorni ha permesso di sbloccare 27 su 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina, in cambio di altre entrate per il suo paese. Chi lo sostiene in Europa nonostante i suoi plateali ricatti? Vedremo alle prossime elezioni europee.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Invece, da quello che racconta Roberto Salis, nessun documento è stato scritto e inviato in Ungheria. Il motivo? Il Governo non può interferire nel procedimento e nello status di libertà dell’indagato e un’interlocuzione epistolare tra un dicastero italiano e l’organo giurisdizionale straniero sarebbe irrituale e irricevibile. Si tratta di una risposta burocratica, certamente basata su elementi veri, ma che nasconde però la mancanza di coraggio della politica italiana. Al di là di come la si pensi, la difesa dei diritti del detenuto è scritta nella nostra Costituzione e nelle direttive europee. L'Ungheria fa parte dell'Europa , ma il suo leader Victor Orban la sta  trasformando da stato liberale a democratura. Con le sue politiche sovraniste e populiste è riuscito a frenare ogni iniziativa di sviluppo europeo, ma solo negli ultimi giorni ha permesso di sbloccare 27 su 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina, in cambio di altre entrate per il suo paese. Chi lo sostiene in Europa nonostante i suoi plateali ricatti? Vedremo alle prossime elezioni europee.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>153</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/338b5dc63a4dbe7e7e5730c7ecddae1c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Al via la discussione al Senato sul premierato. Opposizioni divise sul progetto del centrodestra | 05/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/al-via-la-discussione-al-senato-sul-premierato-opposizioni-divise-sul-progetto-del-centrodestra-05-02-2024-il-corsivo--64556526</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Scadono oggi i termini per presentare gli emendamenti al ddl Casellati sul premierato e la premier Giorgia Meloni chiede un'accelerazione parlamentare per portare a casa il provvedimento  che prevede l’elezione diretta del capo del governo. Le tensioni nel centrodestra, soprattutto tra Fdl e Lega, sembrano rientrate  dopo la calendarizzazione dell’Autonomia differenziata e lo scambio politico pare andato a buon fine. Gli emendamenti dovrebbero essere presentati entro oggi pomeriggio e in settimana potrebbe partire in Senato l'illustrazione del ddl. A quel punto, il relatore Alberto Balboni potrà proporre dei correttivi in corso d’opera, così come il governo tramite i ministri Elisabetta Casellati (Riforme) e Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento). I ritocchi stabiliti dai capigruppo del centrodestra restano passibili di ulteriori cambiamenti.  Le opposizioni vanno all'appuntamento parlamentare divise. Sulle modifiche proposte dal Governo potrebbe convergere Matteo Renzi di Italia Viva. Partito democratico e l'alleanza Verdi-Sinistra propongono una ventina di emendamenti alcuni soppressivi dell’elezione diretta del premier, altri invece mirati a modificare in meglio il provvedimento, guardando al modello di cancellierato tedesco. Il Pd in particolare chiederà di introdurre la sfiducia costruttiva per rendere più stabile l’esecutivo; l’innalzamento dei quorum di garanzia per sottrarre alla maggioranza la possibilità di eleggere da sola il capo dello Stato e i presidenti di Camera e Senato.  La sensazione è che il premierato sarà certamente introdotto, ma che si tratta di un provvedimento che stravolge la Costituzione e crea uno squilibrio devastante fra i poteri dello Stato, indebolendo sia il presidente della Repubblica, sia il Parlamento.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 05 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556526/corsivo_05_02_2024_08_25.mp3" length="2152172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Scadono oggi i termini per presentare gli emendamenti al ddl Casellati sul premierato e la premier Giorgia Meloni chiede un'accelerazione parlamentare per portare a casa il provvedimento  che prevede l’elezione diretta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Scadono oggi i termini per presentare gli emendamenti al ddl Casellati sul premierato e la premier Giorgia Meloni chiede un'accelerazione parlamentare per portare a casa il provvedimento  che prevede l’elezione diretta del capo del governo. Le tensioni nel centrodestra, soprattutto tra Fdl e Lega, sembrano rientrate  dopo la calendarizzazione dell’Autonomia differenziata e lo scambio politico pare andato a buon fine. Gli emendamenti dovrebbero essere presentati entro oggi pomeriggio e in settimana potrebbe partire in Senato l'illustrazione del ddl. A quel punto, il relatore Alberto Balboni potrà proporre dei correttivi in corso d’opera, così come il governo tramite i ministri Elisabetta Casellati (Riforme) e Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento). I ritocchi stabiliti dai capigruppo del centrodestra restano passibili di ulteriori cambiamenti.  Le opposizioni vanno all'appuntamento parlamentare divise. Sulle modifiche proposte dal Governo potrebbe convergere Matteo Renzi di Italia Viva. Partito democratico e l'alleanza Verdi-Sinistra propongono una ventina di emendamenti alcuni soppressivi dell’elezione diretta del premier, altri invece mirati a modificare in meglio il provvedimento, guardando al modello di cancellierato tedesco. Il Pd in particolare chiederà di introdurre la sfiducia costruttiva per rendere più stabile l’esecutivo; l’innalzamento dei quorum di garanzia per sottrarre alla maggioranza la possibilità di eleggere da sola il capo dello Stato e i presidenti di Camera e Senato.  La sensazione è che il premierato sarà certamente introdotto, ma che si tratta di un provvedimento che stravolge la Costituzione e crea uno squilibrio devastante fra i poteri dello Stato, indebolendo sia il presidente della Repubblica, sia il Parlamento.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2a1a577018b55f4f44cef146279e68ca.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Al via la discussione al Senato sul premierato. 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A quel punto, il relatore Alberto Balboni potrà proporre dei correttivi in corso d’opera, così come il governo tramite i ministri Elisabetta Casellati (Riforme) e Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento). I ritocchi stabiliti dai capigruppo del centrodestra restano passibili di ulteriori cambiamenti.  Le opposizioni vanno all'appuntamento parlamentare divise. Sulle modifiche proposte dal Governo potrebbe convergere Matteo Renzi di Italia Viva. Partito democratico e l'alleanza Verdi-Sinistra propongono una ventina di emendamenti alcuni soppressivi dell’elezione diretta del premier, altri invece mirati a modificare in meglio il provvedimento, guardando al modello di cancellierato tedesco. Il Pd in particolare chiederà di introdurre la sfiducia costruttiva per rendere più stabile l’esecutivo; l’innalzamento dei quorum di garanzia per sottrarre alla maggioranza la possibilità di eleggere da sola il capo dello Stato e i presidenti di Camera e Senato.  La sensazione è che il premierato sarà certamente introdotto, ma che si tratta di un provvedimento che stravolge la Costituzione e crea uno squilibrio devastante fra i poteri dello Stato, indebolendo sia il presidente della Repubblica, sia il Parlamento.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 05 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58571481/corsivo_05_02_2024_08_25.mp3" length="2152172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Scadono oggi i termini per presentare gli emendamenti al ddl Casellati sul premierato e la premier Giorgia Meloni chiede un'accelerazione parlamentare per portare a casa il provvedimento  che prevede l’elezione diretta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Scadono oggi i termini per presentare gli emendamenti al ddl Casellati sul premierato e la premier Giorgia Meloni chiede un'accelerazione parlamentare per portare a casa il provvedimento  che prevede l’elezione diretta del capo del governo. Le tensioni nel centrodestra, soprattutto tra Fdl e Lega, sembrano rientrate  dopo la calendarizzazione dell’Autonomia differenziata e lo scambio politico pare andato a buon fine. Gli emendamenti dovrebbero essere presentati entro oggi pomeriggio e in settimana potrebbe partire in Senato l'illustrazione del ddl. A quel punto, il relatore Alberto Balboni potrà proporre dei correttivi in corso d’opera, così come il governo tramite i ministri Elisabetta Casellati (Riforme) e Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento). I ritocchi stabiliti dai capigruppo del centrodestra restano passibili di ulteriori cambiamenti.  Le opposizioni vanno all'appuntamento parlamentare divise. Sulle modifiche proposte dal Governo potrebbe convergere Matteo Renzi di Italia Viva. Partito democratico e l'alleanza Verdi-Sinistra propongono una ventina di emendamenti alcuni soppressivi dell’elezione diretta del premier, altri invece mirati a modificare in meglio il provvedimento, guardando al modello di cancellierato tedesco. Il Pd in particolare chiederà di introdurre la sfiducia costruttiva per rendere più stabile l’esecutivo; l’innalzamento dei quorum di garanzia per sottrarre alla maggioranza la possibilità di eleggere da sola il capo dello Stato e i presidenti di Camera e Senato.  La sensazione è che il premierato sarà certamente introdotto, ma che si tratta di un provvedimento che stravolge la Costituzione e crea uno squilibrio devastante fra i poteri dello Stato, indebolendo sia il presidente della Repubblica, sia il Parlamento.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2a1a577018b55f4f44cef146279e68ca.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>800 funzionari europei e Usa denunciano Israele: gravi soluzioni internazionali | 03/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/800-funzionari-europei-e-usa-denunciano-israele-gravi-soluzioni-internazionali-03-02-2024-il-corsivo--64556529</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Almeno 800 diplomatici e funzionari americani ed europei hanno sottoscritto un documento in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della risposta militare contro la Striscia di Gaza all'attacco di Hamas del 7 ottobre e chiedono ai rispettivi governi una reazione decisa e immediata. Il report è firmato da funzionari in servizio per conto del governo Usa e di quelli di 11 Paesi europei fra cui Regno Unito,  Germania e Francia. Nel testo si accusa Israele di "non avere limiti" nelle sue operazioni militari a Gaza: operazioni che hanno già provocato "migliaia di morti civili evitabili" e che, tramite "il blocco deliberato degli aiuti", sta "mettendo migliaia di civili di fronte al rischio di una lenta morte per fame". Non solo: i firmatari evocano pure, a carico delle politiche dei rispettivi governi, "il rischio plausibile di contribuire" (attraverso una sorta di favoreggiamento) a "gravi violazioni del diritto internazionale, del diritto di guerra e perfino a pulizia etnica o genocidio". Nella sostanza, a uno a uno si sfilano i partner storici di Israele e il leader Benjamin Netanyahu si trova sempre più solo nella guerra ad oltranza nella striscia di Gaza. E di pochi giorni fa la notizia che l'amministrazione di Joe Biden sta pensando di riconoscere lo stato palestinese e di procedere sulla strada della costruzione di due popoli in due stati. E oggi a Cesarea, attorno alla residenza privata di Benjamin Netanyahu, arrivano le famiglie degli oltre 130 ostaggi prigionieri a Gaza a cui il premier aveva promesso la loro immediata liberazione. Tutto avviene mentre l'accordo tra Hamas e Israele è quasi pronto, ma mancano ancora dettagli fondamentali per la buona riuscita della mediazione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 03 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556529/corsivo_03_02_2024_08_25.mp3" length="2061932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Almeno 800 diplomatici e funzionari americani ed europei hanno sottoscritto un documento in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della risposta militare contro la Striscia di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Almeno 800 diplomatici e funzionari americani ed europei hanno sottoscritto un documento in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della risposta militare contro la Striscia di Gaza all'attacco di Hamas del 7 ottobre e chiedono ai rispettivi governi una reazione decisa e immediata. Il report è firmato da funzionari in servizio per conto del governo Usa e di quelli di 11 Paesi europei fra cui Regno Unito,  Germania e Francia. Nel testo si accusa Israele di "non avere limiti" nelle sue operazioni militari a Gaza: operazioni che hanno già provocato "migliaia di morti civili evitabili" e che, tramite "il blocco deliberato degli aiuti", sta "mettendo migliaia di civili di fronte al rischio di una lenta morte per fame". Non solo: i firmatari evocano pure, a carico delle politiche dei rispettivi governi, "il rischio plausibile di contribuire" (attraverso una sorta di favoreggiamento) a "gravi violazioni del diritto internazionale, del diritto di guerra e perfino a pulizia etnica o genocidio". Nella sostanza, a uno a uno si sfilano i partner storici di Israele e il leader Benjamin Netanyahu si trova sempre più solo nella guerra ad oltranza nella striscia di Gaza. E di pochi giorni fa la notizia che l'amministrazione di Joe Biden sta pensando di riconoscere lo stato palestinese e di procedere sulla strada della costruzione di due popoli in due stati. E oggi a Cesarea, attorno alla residenza privata di Benjamin Netanyahu, arrivano le famiglie degli oltre 130 ostaggi prigionieri a Gaza a cui il premier aveva promesso la loro immediata liberazione. Tutto avviene mentre l'accordo tra Hamas e Israele è quasi pronto, ma mancano ancora dettagli fondamentali per la buona riuscita della mediazione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3aaf4d851c5c4c141d5b62ab75942659.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>800 funzionari europei e Usa denunciano Israele: gravi soluzioni internazionali | 03/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/800-funzionari-europei-e-usa-denunciano-israele-gravi-soluzioni-internazionali-03-02-2024-il-corsivo--58553037</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Almeno 800 diplomatici e funzionari americani ed europei hanno sottoscritto un documento in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della risposta militare contro la Striscia di Gaza all'attacco di Hamas del 7 ottobre e chiedono ai rispettivi governi una reazione decisa e immediata. Il report è firmato da funzionari in servizio per conto del governo Usa e di quelli di 11 Paesi europei fra cui Regno Unito,  Germania e Francia. Nel testo si accusa Israele di "non avere limiti" nelle sue operazioni militari a Gaza: operazioni che hanno già provocato "migliaia di morti civili evitabili" e che, tramite "il blocco deliberato degli aiuti", sta "mettendo migliaia di civili di fronte al rischio di una lenta morte per fame". Non solo: i firmatari evocano pure, a carico delle politiche dei rispettivi governi, "il rischio plausibile di contribuire" (attraverso una sorta di favoreggiamento) a "gravi violazioni del diritto internazionale, del diritto di guerra e perfino a pulizia etnica o genocidio". Nella sostanza, a uno a uno si sfilano i partner storici di Israele e il leader Benjamin Netanyahu si trova sempre più solo nella guerra ad oltranza nella striscia di Gaza. E di pochi giorni fa la notizia che l'amministrazione di Joe Biden sta pensando di riconoscere lo stato palestinese e di procedere sulla strada della costruzione di due popoli in due stati. E oggi a Cesarea, attorno alla residenza privata di Benjamin Netanyahu, arrivano le famiglie degli oltre 130 ostaggi prigionieri a Gaza a cui il premier aveva promesso la loro immediata liberazione. Tutto avviene mentre l'accordo tra Hamas e Israele è quasi pronto, ma mancano ancora dettagli fondamentali per la buona riuscita della mediazione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 03 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58553037/corsivo_03_02_2024_08_25.mp3" length="2061932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Almeno 800 diplomatici e funzionari americani ed europei hanno sottoscritto un documento in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della risposta militare contro la Striscia di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Almeno 800 diplomatici e funzionari americani ed europei hanno sottoscritto un documento in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della risposta militare contro la Striscia di Gaza all'attacco di Hamas del 7 ottobre e chiedono ai rispettivi governi una reazione decisa e immediata. Il report è firmato da funzionari in servizio per conto del governo Usa e di quelli di 11 Paesi europei fra cui Regno Unito,  Germania e Francia. Nel testo si accusa Israele di "non avere limiti" nelle sue operazioni militari a Gaza: operazioni che hanno già provocato "migliaia di morti civili evitabili" e che, tramite "il blocco deliberato degli aiuti", sta "mettendo migliaia di civili di fronte al rischio di una lenta morte per fame". Non solo: i firmatari evocano pure, a carico delle politiche dei rispettivi governi, "il rischio plausibile di contribuire" (attraverso una sorta di favoreggiamento) a "gravi violazioni del diritto internazionale, del diritto di guerra e perfino a pulizia etnica o genocidio". Nella sostanza, a uno a uno si sfilano i partner storici di Israele e il leader Benjamin Netanyahu si trova sempre più solo nella guerra ad oltranza nella striscia di Gaza. E di pochi giorni fa la notizia che l'amministrazione di Joe Biden sta pensando di riconoscere lo stato palestinese e di procedere sulla strada della costruzione di due popoli in due stati. E oggi a Cesarea, attorno alla residenza privata di Benjamin Netanyahu, arrivano le famiglie degli oltre 130 ostaggi prigionieri a Gaza a cui il premier aveva promesso la loro immediata liberazione. Tutto avviene mentre l'accordo tra Hamas e Israele è quasi pronto, ma mancano ancora dettagli fondamentali per la buona riuscita della mediazione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3aaf4d851c5c4c141d5b62ab75942659.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Orban vota a favore degli aiuti all'Ucraina, entra nei Conservatori europei, ma sul caso Salis non cede | 02/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/orban-vota-a-favore-degli-aiuti-all-ucraina-entra-nei-conservatori-europei-ma-sul-caso-salis-non-cede-02-02-2024-il-corsivo--64556552</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il leader ungherese Viktor Orban compie una svolta di politica estera grazie alla mediazione di Italia e Francia: vota a favore degli aiuti all'Ucraina, annuncia la sua entrata nel gruppo dei Conservatori europei, ma sul caso della detenzione di Ilaria Salis non cede di un millimetro. “L’idea era di entrare già prima, ma a questo punto lo faremo dopo le elezioni. Comunque la risposta è sì, siamo pronti ed entreremo nei Conservatori”, afferma Orban. Ma al netto del suo posizionamento politico, la vera novità ungherese consiste nel via libera a 27 su 50 miliardi all'Ucraina. Orban era rimasto l'ultimo leader europeo a opporsi alla revisione del bilancio pluriennale dell'Ue che prevedeva un piano di 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina. In cambio del suo benestare, Budapest aveva posto come condizione che l'assistenza finanziaria a Kiev fosse rivista e autorizzata ogni anno, in modo da esercitare il diritto di veto. Orban chiedeva anche di essere esentato dal pagamento degli interessi di Next Generation Eu e di posticipare di due anni la data di scadenza per spendere i soldi del Pnrr. Nulla di tutto questo è stato concesso a Orban. Il Consiglio europeo  ha soltanto stabilito che la Commissione farà un rapporto annuale sull'applicazione del fondo all'Ucraina. Niente di più, ma basta a Orban per poter parlare di un successo personale. Italia e Francia esultano per aver convinto l'Ungheria a rivedere le sue posizioni. Qualcosa deve avere avuto in cambio. Il risultato più visibile è una più definita stabilità politica di Orban nello stesso gruppo parlamentare di Giorgia Meloni, ma certamente ci sono sottotraccia misure di carattere economico a favore dell'Ungheria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 02 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556552/corsivo_02_02_2024_08_25.mp3" length="2238956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il leader ungherese Viktor Orban compie una svolta di politica estera grazie alla mediazione di Italia e Francia: vota a favore degli aiuti all'Ucraina, annuncia la sua entrata nel gruppo dei Conservatori europei, ma sul...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il leader ungherese Viktor Orban compie una svolta di politica estera grazie alla mediazione di Italia e Francia: vota a favore degli aiuti all'Ucraina, annuncia la sua entrata nel gruppo dei Conservatori europei, ma sul caso della detenzione di Ilaria Salis non cede di un millimetro. “L’idea era di entrare già prima, ma a questo punto lo faremo dopo le elezioni. Comunque la risposta è sì, siamo pronti ed entreremo nei Conservatori”, afferma Orban. Ma al netto del suo posizionamento politico, la vera novità ungherese consiste nel via libera a 27 su 50 miliardi all'Ucraina. Orban era rimasto l'ultimo leader europeo a opporsi alla revisione del bilancio pluriennale dell'Ue che prevedeva un piano di 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina. In cambio del suo benestare, Budapest aveva posto come condizione che l'assistenza finanziaria a Kiev fosse rivista e autorizzata ogni anno, in modo da esercitare il diritto di veto. Orban chiedeva anche di essere esentato dal pagamento degli interessi di Next Generation Eu e di posticipare di due anni la data di scadenza per spendere i soldi del Pnrr. Nulla di tutto questo è stato concesso a Orban. Il Consiglio europeo  ha soltanto stabilito che la Commissione farà un rapporto annuale sull'applicazione del fondo all'Ucraina. Niente di più, ma basta a Orban per poter parlare di un successo personale. Italia e Francia esultano per aver convinto l'Ungheria a rivedere le sue posizioni. Qualcosa deve avere avuto in cambio. Il risultato più visibile è una più definita stabilità politica di Orban nello stesso gruppo parlamentare di Giorgia Meloni, ma certamente ci sono sottotraccia misure di carattere economico a favore dell'Ungheria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6796ef5f7bc6f45b37b2d949dbfaad30.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Orban vota a favore degli aiuti all'Ucraina, entra nei Conservatori europei, ma sul caso Salis non cede | 02/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/orban-vota-a-favore-degli-aiuti-all-ucraina-entra-nei-conservatori-europei-ma-sul-caso-salis-non-cede-02-02-2024-il-corsivo--58540765</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il leader ungherese Viktor Orban compie una svolta di politica estera grazie alla mediazione di Italia e Francia: vota a favore degli aiuti all'Ucraina, annuncia la sua entrata nel gruppo dei Conservatori europei, ma sul caso della detenzione di Ilaria Salis non cede di un millimetro. “L’idea era di entrare già prima, ma a questo punto lo faremo dopo le elezioni. Comunque la risposta è sì, siamo pronti ed entreremo nei Conservatori”, afferma Orban. Ma al netto del suo posizionamento politico, la vera novità ungherese consiste nel via libera a 27 su 50 miliardi all'Ucraina. Orban era rimasto l'ultimo leader europeo a opporsi alla revisione del bilancio pluriennale dell'Ue che prevedeva un piano di 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina. In cambio del suo benestare, Budapest aveva posto come condizione che l'assistenza finanziaria a Kiev fosse rivista e autorizzata ogni anno, in modo da esercitare il diritto di veto. Orban chiedeva anche di essere esentato dal pagamento degli interessi di Next Generation Eu e di posticipare di due anni la data di scadenza per spendere i soldi del Pnrr. Nulla di tutto questo è stato concesso a Orban. Il Consiglio europeo  ha soltanto stabilito che la Commissione farà un rapporto annuale sull'applicazione del fondo all'Ucraina. Niente di più, ma basta a Orban per poter parlare di un successo personale. Italia e Francia esultano per aver convinto l'Ungheria a rivedere le sue posizioni. Qualcosa deve avere avuto in cambio. Il risultato più visibile è una più definita stabilità politica di Orban nello stesso gruppo parlamentare di Giorgia Meloni, ma certamente ci sono sottotraccia misure di carattere economico a favore dell'Ungheria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 02 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58540765/corsivo_02_02_2024_08_25.mp3" length="2238956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il leader ungherese Viktor Orban compie una svolta di politica estera grazie alla mediazione di Italia e Francia: vota a favore degli aiuti all'Ucraina, annuncia la sua entrata nel gruppo dei Conservatori europei, ma sul...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il leader ungherese Viktor Orban compie una svolta di politica estera grazie alla mediazione di Italia e Francia: vota a favore degli aiuti all'Ucraina, annuncia la sua entrata nel gruppo dei Conservatori europei, ma sul caso della detenzione di Ilaria Salis non cede di un millimetro. “L’idea era di entrare già prima, ma a questo punto lo faremo dopo le elezioni. Comunque la risposta è sì, siamo pronti ed entreremo nei Conservatori”, afferma Orban. Ma al netto del suo posizionamento politico, la vera novità ungherese consiste nel via libera a 27 su 50 miliardi all'Ucraina. Orban era rimasto l'ultimo leader europeo a opporsi alla revisione del bilancio pluriennale dell'Ue che prevedeva un piano di 50 miliardi di finanziamenti all'Ucraina. In cambio del suo benestare, Budapest aveva posto come condizione che l'assistenza finanziaria a Kiev fosse rivista e autorizzata ogni anno, in modo da esercitare il diritto di veto. Orban chiedeva anche di essere esentato dal pagamento degli interessi di Next Generation Eu e di posticipare di due anni la data di scadenza per spendere i soldi del Pnrr. Nulla di tutto questo è stato concesso a Orban. Il Consiglio europeo  ha soltanto stabilito che la Commissione farà un rapporto annuale sull'applicazione del fondo all'Ucraina. Niente di più, ma basta a Orban per poter parlare di un successo personale. Italia e Francia esultano per aver convinto l'Ungheria a rivedere le sue posizioni. Qualcosa deve avere avuto in cambio. Il risultato più visibile è una più definita stabilità politica di Orban nello stesso gruppo parlamentare di Giorgia Meloni, ma certamente ci sono sottotraccia misure di carattere economico a favore dell'Ungheria.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6796ef5f7bc6f45b37b2d949dbfaad30.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli Stati Uniti pronti a riconoscere lo stato palestinese | 01/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-stati-uniti-pronti-a-riconoscere-lo-stato-palestinese-01-02-2024-il-corsivo--64556590</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'amministrazione democratica di Joe Biden è pronta a riconoscere uno stato palestinese. Secondo il sito americano Axios, che cita fonti attendibili, il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al suo team di analisti di studiare la possibilità di un riconoscimento di uno Stato palestinese da parte degli Stati Uniti. In quel caso gli Usa non eserciteranno il proprio veto su l'ammissione della Palestina come Stato membro delle Nazioni Unite e faranno pressione su altri Paesi, Israele in primis, per giungere a un riconoscimento largamente condiviso. Se Washington procedesse in questa direzione e confermasse la scelta politica, sarebbe una svolta epocale nel conflitto in Medio Oriente. Del resto, fin dall'inizio dell'ultima guerra innescata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, l’America spinge in maniera decisiva verso la soluzione dei due Stati. Tutto accade mentre sembrano fare progressi i colloqui tra Israele e il partito armato palestinese, mediati da Stati Uniti e Paesi arabi, su un cessate il fuoco duraturo che porti al rilascio degli ostaggi israeliani e di centinaia di prigionieri palestinesi nelle carceri di Tel Aviv. Israele avrebbe accettato la proposta avanzata da Stati Uniti, Qatar ed Egitto che prevede sei settimane di tregua in cambio del rilascio dei restanti 109 ostaggi in vita, secondo le stime di Tel Aviv, ai quali dovranno corrispondere anche le liberazioni dei prigionieri palestinesi in rapporto di 3 a 1, oltre a uno spostamento temporaneo delle Idf lontano dalle aree densamente popolate di Gaza e a un aumento significativo degli aiuti umanitari che affluiscono nell’enclave. Una cosa è certa. Se gli Stati Uniti dovesse raggiungere l'obiettivo finale dei due stati, la permanenza del premier Netanyahu alla guida di Israele sarebbe compromessa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_01-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 01 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556590/corsivo_01_02_2024_08_25.mp3" length="2250476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'amministrazione democratica di Joe Biden è pronta a riconoscere uno stato palestinese. Secondo il sito americano Axios, che cita fonti attendibili, il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al suo team di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'amministrazione democratica di Joe Biden è pronta a riconoscere uno stato palestinese. Secondo il sito americano Axios, che cita fonti attendibili, il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al suo team di analisti di studiare la possibilità di un riconoscimento di uno Stato palestinese da parte degli Stati Uniti. In quel caso gli Usa non eserciteranno il proprio veto su l'ammissione della Palestina come Stato membro delle Nazioni Unite e faranno pressione su altri Paesi, Israele in primis, per giungere a un riconoscimento largamente condiviso. Se Washington procedesse in questa direzione e confermasse la scelta politica, sarebbe una svolta epocale nel conflitto in Medio Oriente. Del resto, fin dall'inizio dell'ultima guerra innescata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, l’America spinge in maniera decisiva verso la soluzione dei due Stati. Tutto accade mentre sembrano fare progressi i colloqui tra Israele e il partito armato palestinese, mediati da Stati Uniti e Paesi arabi, su un cessate il fuoco duraturo che porti al rilascio degli ostaggi israeliani e di centinaia di prigionieri palestinesi nelle carceri di Tel Aviv. Israele avrebbe accettato la proposta avanzata da Stati Uniti, Qatar ed Egitto che prevede sei settimane di tregua in cambio del rilascio dei restanti 109 ostaggi in vita, secondo le stime di Tel Aviv, ai quali dovranno corrispondere anche le liberazioni dei prigionieri palestinesi in rapporto di 3 a 1, oltre a uno spostamento temporaneo delle Idf lontano dalle aree densamente popolate di Gaza e a un aumento significativo degli aiuti umanitari che affluiscono nell’enclave. Una cosa è certa. Se gli Stati Uniti dovesse raggiungere l'obiettivo finale dei due stati, la permanenza del premier Netanyahu alla guida di Israele sarebbe compromessa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a7e67d344c252f292adfcb3f21842bfa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli Stati Uniti pronti a riconoscere lo stato palestinese | 01/02/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-stati-uniti-pronti-a-riconoscere-lo-stato-palestinese-01-02-2024-il-corsivo--58528875</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'amministrazione democratica di Joe Biden è pronta a riconoscere uno stato palestinese. Secondo il sito americano Axios, che cita fonti attendibili, il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al suo team di analisti di studiare la possibilità di un riconoscimento di uno Stato palestinese da parte degli Stati Uniti. In quel caso gli Usa non eserciteranno il proprio veto su l'ammissione della Palestina come Stato membro delle Nazioni Unite e faranno pressione su altri Paesi, Israele in primis, per giungere a un riconoscimento largamente condiviso. Se Washington procedesse in questa direzione e confermasse la scelta politica, sarebbe una svolta epocale nel conflitto in Medio Oriente. Del resto, fin dall'inizio dell'ultima guerra innescata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, l’America spinge in maniera decisiva verso la soluzione dei due Stati. Tutto accade mentre sembrano fare progressi i colloqui tra Israele e il partito armato palestinese, mediati da Stati Uniti e Paesi arabi, su un cessate il fuoco duraturo che porti al rilascio degli ostaggi israeliani e di centinaia di prigionieri palestinesi nelle carceri di Tel Aviv. Israele avrebbe accettato la proposta avanzata da Stati Uniti, Qatar ed Egitto che prevede sei settimane di tregua in cambio del rilascio dei restanti 109 ostaggi in vita, secondo le stime di Tel Aviv, ai quali dovranno corrispondere anche le liberazioni dei prigionieri palestinesi in rapporto di 3 a 1, oltre a uno spostamento temporaneo delle Idf lontano dalle aree densamente popolate di Gaza e a un aumento significativo degli aiuti umanitari che affluiscono nell’enclave. Una cosa è certa. Se gli Stati Uniti dovesse raggiungere l'obiettivo finale dei due stati, la permanenza del premier Netanyahu alla guida di Israele sarebbe compromessa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_01-02-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 01 Feb 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58528875/corsivo_01_02_2024_08_25.mp3" length="2250476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'amministrazione democratica di Joe Biden è pronta a riconoscere uno stato palestinese. Secondo il sito americano Axios, che cita fonti attendibili, il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al suo team di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'amministrazione democratica di Joe Biden è pronta a riconoscere uno stato palestinese. Secondo il sito americano Axios, che cita fonti attendibili, il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al suo team di analisti di studiare la possibilità di un riconoscimento di uno Stato palestinese da parte degli Stati Uniti. In quel caso gli Usa non eserciteranno il proprio veto su l'ammissione della Palestina come Stato membro delle Nazioni Unite e faranno pressione su altri Paesi, Israele in primis, per giungere a un riconoscimento largamente condiviso. Se Washington procedesse in questa direzione e confermasse la scelta politica, sarebbe una svolta epocale nel conflitto in Medio Oriente. Del resto, fin dall'inizio dell'ultima guerra innescata dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, l’America spinge in maniera decisiva verso la soluzione dei due Stati. Tutto accade mentre sembrano fare progressi i colloqui tra Israele e il partito armato palestinese, mediati da Stati Uniti e Paesi arabi, su un cessate il fuoco duraturo che porti al rilascio degli ostaggi israeliani e di centinaia di prigionieri palestinesi nelle carceri di Tel Aviv. Israele avrebbe accettato la proposta avanzata da Stati Uniti, Qatar ed Egitto che prevede sei settimane di tregua in cambio del rilascio dei restanti 109 ostaggi in vita, secondo le stime di Tel Aviv, ai quali dovranno corrispondere anche le liberazioni dei prigionieri palestinesi in rapporto di 3 a 1, oltre a uno spostamento temporaneo delle Idf lontano dalle aree densamente popolate di Gaza e a un aumento significativo degli aiuti umanitari che affluiscono nell’enclave. Una cosa è certa. Se gli Stati Uniti dovesse raggiungere l'obiettivo finale dei due stati, la permanenza del premier Netanyahu alla guida di Israele sarebbe compromessa.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a7e67d344c252f292adfcb3f21842bfa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tra Schlein e Conte le distanze sono molte. L'alleanza resta in campo solo in Sardegna | 31/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tra-schlein-e-conte-le-distanze-sono-molte-l-alleanza-resta-in-campo-solo-in-sardegna-31-01-2024-il-corsivo--64556597</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alla presentazione del libro dell'ex ministro della sanità dei governi Conte e Draghi, le divisioni tra Pd e M5s diventano pubbliche. Le premesse ci sarebbero però, ma l'occasione è sprecata. Ci sarebbero quasi tutti: Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, Dario Franceschini e Vincenzo Visco, Laura Boldrini e Peppe Provenzano, Susanna Camusso e la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, Alessandro Zan e numerosi parlamentari dem. Speranza tenta la mediazione. "Siamo qui per presentare il mio libro ma anche per provare a tracciare una rotta comune, altrimenti Salvini e Meloni ce li teniamo per anni". Anche Schlein elenca i punti di possibile convergenza tra i due partiti: salario minimo, difesa della sanità e della scuola pubblica, congedo paritario retribuito di 5 mesi. Ma il tentativo non riesce. Il leader del M5s gela la platea e accusa il Pd di essere un partito bellicista. "Noi dobbiamo far capire ai cittadini che non costruiremo un cartello elettorale, come fa il centrodestra, che nasconde le diversità. Se non abbiamo una visione comune in politica estera è meglio che ci provochiamo adesso. Il giorno dopo le elezioni dobbiamo sapere cosa fare. Noi del M5S non siamo bravi a gestire il potere", afferma Conte. Nella sostanza il M5s invita il Pd ad avvicinarsi alle loro posizioni iniziando dalla politica estera. Solo allora se ne potrà parlare. Al momento l'esperienza politica del campo largo rimane solo in sede locale, e limitata alle elezioni regionali in Sardegna. Per il resto, l'alternativa al governo di centrodestra  non c'è e ognuno va in ordine sparso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_31-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 31 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556597/corsivo_31_01_2024_08_25.mp3" length="2167532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alla presentazione del libro dell'ex ministro della sanità dei governi Conte e Draghi, le divisioni tra Pd e M5s diventano pubbliche. Le premesse ci sarebbero però, ma l'occasione è sprecata. Ci sarebbero quasi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alla presentazione del libro dell'ex ministro della sanità dei governi Conte e Draghi, le divisioni tra Pd e M5s diventano pubbliche. Le premesse ci sarebbero però, ma l'occasione è sprecata. Ci sarebbero quasi tutti: Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, Dario Franceschini e Vincenzo Visco, Laura Boldrini e Peppe Provenzano, Susanna Camusso e la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, Alessandro Zan e numerosi parlamentari dem. Speranza tenta la mediazione. "Siamo qui per presentare il mio libro ma anche per provare a tracciare una rotta comune, altrimenti Salvini e Meloni ce li teniamo per anni". Anche Schlein elenca i punti di possibile convergenza tra i due partiti: salario minimo, difesa della sanità e della scuola pubblica, congedo paritario retribuito di 5 mesi. Ma il tentativo non riesce. Il leader del M5s gela la platea e accusa il Pd di essere un partito bellicista. "Noi dobbiamo far capire ai cittadini che non costruiremo un cartello elettorale, come fa il centrodestra, che nasconde le diversità. Se non abbiamo una visione comune in politica estera è meglio che ci provochiamo adesso. Il giorno dopo le elezioni dobbiamo sapere cosa fare. Noi del M5S non siamo bravi a gestire il potere", afferma Conte. Nella sostanza il M5s invita il Pd ad avvicinarsi alle loro posizioni iniziando dalla politica estera. Solo allora se ne potrà parlare. Al momento l'esperienza politica del campo largo rimane solo in sede locale, e limitata alle elezioni regionali in Sardegna. Per il resto, l'alternativa al governo di centrodestra  non c'è e ognuno va in ordine sparso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/63487cda674089b359105b7821d92c06.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tra Schlein e Conte le distanze sono molte. L'alleanza resta in campo solo in Sardegna | 31/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tra-schlein-e-conte-le-distanze-sono-molte-l-alleanza-resta-in-campo-solo-in-sardegna-31-01-2024-il-corsivo--58510327</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alla presentazione del libro dell'ex ministro della sanità dei governi Conte e Draghi, le divisioni tra Pd e M5s diventano pubbliche. Le premesse ci sarebbero però, ma l'occasione è sprecata. Ci sarebbero quasi tutti: Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, Dario Franceschini e Vincenzo Visco, Laura Boldrini e Peppe Provenzano, Susanna Camusso e la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, Alessandro Zan e numerosi parlamentari dem. Speranza tenta la mediazione. "Siamo qui per presentare il mio libro ma anche per provare a tracciare una rotta comune, altrimenti Salvini e Meloni ce li teniamo per anni". Anche Schlein elenca i punti di possibile convergenza tra i due partiti: salario minimo, difesa della sanità e della scuola pubblica, congedo paritario retribuito di 5 mesi. Ma il tentativo non riesce. Il leader del M5s gela la platea e accusa il Pd di essere un partito bellicista. "Noi dobbiamo far capire ai cittadini che non costruiremo un cartello elettorale, come fa il centrodestra, che nasconde le diversità. Se non abbiamo una visione comune in politica estera è meglio che ci provochiamo adesso. Il giorno dopo le elezioni dobbiamo sapere cosa fare. Noi del M5S non siamo bravi a gestire il potere", afferma Conte. Nella sostanza il M5s invita il Pd ad avvicinarsi alle loro posizioni iniziando dalla politica estera. Solo allora se ne potrà parlare. Al momento l'esperienza politica del campo largo rimane solo in sede locale, e limitata alle elezioni regionali in Sardegna. Per il resto, l'alternativa al governo di centrodestra  non c'è e ognuno va in ordine sparso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_31-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 31 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58510327/corsivo_31_01_2024_08_25.mp3" length="2167532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alla presentazione del libro dell'ex ministro della sanità dei governi Conte e Draghi, le divisioni tra Pd e M5s diventano pubbliche. Le premesse ci sarebbero però, ma l'occasione è sprecata. Ci sarebbero quasi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alla presentazione del libro dell'ex ministro della sanità dei governi Conte e Draghi, le divisioni tra Pd e M5s diventano pubbliche. Le premesse ci sarebbero però, ma l'occasione è sprecata. Ci sarebbero quasi tutti: Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, Dario Franceschini e Vincenzo Visco, Laura Boldrini e Peppe Provenzano, Susanna Camusso e la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, Alessandro Zan e numerosi parlamentari dem. Speranza tenta la mediazione. "Siamo qui per presentare il mio libro ma anche per provare a tracciare una rotta comune, altrimenti Salvini e Meloni ce li teniamo per anni". Anche Schlein elenca i punti di possibile convergenza tra i due partiti: salario minimo, difesa della sanità e della scuola pubblica, congedo paritario retribuito di 5 mesi. Ma il tentativo non riesce. Il leader del M5s gela la platea e accusa il Pd di essere un partito bellicista. "Noi dobbiamo far capire ai cittadini che non costruiremo un cartello elettorale, come fa il centrodestra, che nasconde le diversità. Se non abbiamo una visione comune in politica estera è meglio che ci provochiamo adesso. Il giorno dopo le elezioni dobbiamo sapere cosa fare. Noi del M5S non siamo bravi a gestire il potere", afferma Conte. Nella sostanza il M5s invita il Pd ad avvicinarsi alle loro posizioni iniziando dalla politica estera. Solo allora se ne potrà parlare. Al momento l'esperienza politica del campo largo rimane solo in sede locale, e limitata alle elezioni regionali in Sardegna. Per il resto, l'alternativa al governo di centrodestra  non c'è e ognuno va in ordine sparso.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/63487cda674089b359105b7821d92c06.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il caso di Ilaria Salis detenuta nelle carceri di Orban | 30/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-caso-di-ilaria-salis-detenuta-nelle-carceri-di-orban-30-01-2024-il-corsivo--64556553</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le immagini della milanese antifascista Ilaria Salis, detenuta da un anno in Ungheria, apparsa in un'aula del tribunale legata mani e piedi, con un guinzaglio al collo, circondata da uomini dei corpi speciali con tanto di mimetica, giubbotto antiproiettile e passamontagna nero, dimostrano la totale disumanità del sistema penale di Budapest, il disprezzo dei più elementari diritti delle persone.  Ilaria Salis, 39 anni, viene fermata e arrestata nel febbraio 2023 nella capitale ungherese con l'accusa di aver partecipato al presidio contro le celebrazioni neonaziste del Giorno dell'onore. In particolare, si trova sul banco degli imputati per aver provocato lesioni a due neofascisti e per appartenere al gruppo tedesco Hammebande. La Salis si trova da 11 mesi nelle prigioni di Orban, trattata come una bestia in una cella di 90 per 120 centimetri, e attraverso il suoi legali denuncia una situazione carceraria ben sotto anche i peggiori standard europei: condizioni inumane tra topi, cimici, denutrizione, vestiti sporchi, telefonate ai familiari negate per lunghi mesi. L'avvocato di Ilaria Salis chiede per lei i domiciliari in Italia, in attesa di giudizio a causa delle pessime condizioni delle carceri ungheresi che violano le norme del diritto europeo, secondo cui i paesi membri devono adottare misure appropriate per garantire che gli imputati non siano presentati come colpevoli, in tribunale o in pubblico, attraverso il ricorso alla coercizione fisica. Il ministro degli esteri Antonio Tajani convoca l'ambasciatore ungherese in Italia. Il ministro Guardasigilli Carlo Nordio parla di immagini dure. Voci di dissenso giungono dalle opposizioni, e sono pure anche flebili, nulla di più, ma il nostro paese non può tacere se un suo cittadino è trattato in questo modo.  L'Ungheria di Orban si è ormai trasformata da stato liberale a luogo in cui la situazione giudiziaria e l'indipendenza della giustizia dal potere politico sono ormai sempre più compromesse.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556553/corsivo_30_01_2024_08_25.mp3" length="2524652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le immagini della milanese antifascista Ilaria Salis, detenuta da un anno in Ungheria, apparsa in un'aula del tribunale legata mani e piedi, con un guinzaglio al collo, circondata da uomini dei corpi speciali con tanto di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le immagini della milanese antifascista Ilaria Salis, detenuta da un anno in Ungheria, apparsa in un'aula del tribunale legata mani e piedi, con un guinzaglio al collo, circondata da uomini dei corpi speciali con tanto di mimetica, giubbotto antiproiettile e passamontagna nero, dimostrano la totale disumanità del sistema penale di Budapest, il disprezzo dei più elementari diritti delle persone.  Ilaria Salis, 39 anni, viene fermata e arrestata nel febbraio 2023 nella capitale ungherese con l'accusa di aver partecipato al presidio contro le celebrazioni neonaziste del Giorno dell'onore. In particolare, si trova sul banco degli imputati per aver provocato lesioni a due neofascisti e per appartenere al gruppo tedesco Hammebande. La Salis si trova da 11 mesi nelle prigioni di Orban, trattata come una bestia in una cella di 90 per 120 centimetri, e attraverso il suoi legali denuncia una situazione carceraria ben sotto anche i peggiori standard europei: condizioni inumane tra topi, cimici, denutrizione, vestiti sporchi, telefonate ai familiari negate per lunghi mesi. L'avvocato di Ilaria Salis chiede per lei i domiciliari in Italia, in attesa di giudizio a causa delle pessime condizioni delle carceri ungheresi che violano le norme del diritto europeo, secondo cui i paesi membri devono adottare misure appropriate per garantire che gli imputati non siano presentati come colpevoli, in tribunale o in pubblico, attraverso il ricorso alla coercizione fisica. Il ministro degli esteri Antonio Tajani convoca l'ambasciatore ungherese in Italia. Il ministro Guardasigilli Carlo Nordio parla di immagini dure. Voci di dissenso giungono dalle opposizioni, e sono pure anche flebili, nulla di più, ma il nostro paese non può tacere se un suo cittadino è trattato in questo modo.  L'Ungheria di Orban si è ormai trasformata da stato liberale a luogo in cui la situazione giudiziaria e l'indipendenza della giustizia dal potere politico sono ormai sempre più compromesse.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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In particolare, si trova sul banco degli imputati per aver provocato lesioni a due neofascisti e per appartenere al gruppo tedesco Hammebande. La Salis si trova da 11 mesi nelle prigioni di Orban, trattata come una bestia in una cella di 90 per 120 centimetri, e attraverso il suoi legali denuncia una situazione carceraria ben sotto anche i peggiori standard europei: condizioni inumane tra topi, cimici, denutrizione, vestiti sporchi, telefonate ai familiari negate per lunghi mesi. L'avvocato di Ilaria Salis chiede per lei i domiciliari in Italia, in attesa di giudizio a causa delle pessime condizioni delle carceri ungheresi che violano le norme del diritto europeo, secondo cui i paesi membri devono adottare misure appropriate per garantire che gli imputati non siano presentati come colpevoli, in tribunale o in pubblico, attraverso il ricorso alla coercizione fisica. Il ministro degli esteri Antonio Tajani convoca l'ambasciatore ungherese in Italia. Il ministro Guardasigilli Carlo Nordio parla di immagini dure. Voci di dissenso giungono dalle opposizioni, e sono pure anche flebili, nulla di più, ma il nostro paese non può tacere se un suo cittadino è trattato in questo modo.  L'Ungheria di Orban si è ormai trasformata da stato liberale a luogo in cui la situazione giudiziaria e l'indipendenza della giustizia dal potere politico sono ormai sempre più compromesse.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_30-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 30 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58497364/corsivo_30_01_2024_08_25.mp3" length="2524652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le immagini della milanese antifascista Ilaria Salis, detenuta da un anno in Ungheria, apparsa in un'aula del tribunale legata mani e piedi, con un guinzaglio al collo, circondata da uomini dei corpi speciali con tanto di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le immagini della milanese antifascista Ilaria Salis, detenuta da un anno in Ungheria, apparsa in un'aula del tribunale legata mani e piedi, con un guinzaglio al collo, circondata da uomini dei corpi speciali con tanto di mimetica, giubbotto antiproiettile e passamontagna nero, dimostrano la totale disumanità del sistema penale di Budapest, il disprezzo dei più elementari diritti delle persone.  Ilaria Salis, 39 anni, viene fermata e arrestata nel febbraio 2023 nella capitale ungherese con l'accusa di aver partecipato al presidio contro le celebrazioni neonaziste del Giorno dell'onore. In particolare, si trova sul banco degli imputati per aver provocato lesioni a due neofascisti e per appartenere al gruppo tedesco Hammebande. La Salis si trova da 11 mesi nelle prigioni di Orban, trattata come una bestia in una cella di 90 per 120 centimetri, e attraverso il suoi legali denuncia una situazione carceraria ben sotto anche i peggiori standard europei: condizioni inumane tra topi, cimici, denutrizione, vestiti sporchi, telefonate ai familiari negate per lunghi mesi. L'avvocato di Ilaria Salis chiede per lei i domiciliari in Italia, in attesa di giudizio a causa delle pessime condizioni delle carceri ungheresi che violano le norme del diritto europeo, secondo cui i paesi membri devono adottare misure appropriate per garantire che gli imputati non siano presentati come colpevoli, in tribunale o in pubblico, attraverso il ricorso alla coercizione fisica. Il ministro degli esteri Antonio Tajani convoca l'ambasciatore ungherese in Italia. Il ministro Guardasigilli Carlo Nordio parla di immagini dure. Voci di dissenso giungono dalle opposizioni, e sono pure anche flebili, nulla di più, ma il nostro paese non può tacere se un suo cittadino è trattato in questo modo.  L'Ungheria di Orban si è ormai trasformata da stato liberale a luogo in cui la situazione giudiziaria e l'indipendenza della giustizia dal potere politico sono ormai sempre più compromesse.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Washington: l'Iran dietro all'attacco | 29/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/colpita-una-base-americana-in-giordania-washington-l-iran-dietro-all-attacco-29-01-2024-il-corsivo--64556580</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  E' il primo attacco diretto contro una base americana dall'inizio del nuovo conflitto in Medio oriente. Tre soldati americani uccisi, e 34 feriti  in un attacco notturno con drone. L'obiettivo è una postazione statunitense nella Giordania nord orientale, vicino al confine con la Siria. Il governo di Amman ha sostenuto che l'attentato non sia avvenuto sul suolo giordano ma in Siria, prendendo di mira la base americana di Al-Tanf. Ma il Pentagono insiste sulla sua versione. Secondo il Wall Street Journal, è stata colpita la Tower 22, un piccolo avamposto Usa in Giordania vicino alla base Al-Tanf, la quale si trova però al di là del confine, nella Siria sud occidentale, dove le forze americane proseguono la guerra contro l'Isis. "Stiamo ancora raccogliendo informazioni su questo attacco, ma sappiamo che è stato effettuato da gruppi militanti radicali sostenuti dall'Iran che operano in Siria e Iraq", afferma il presidente americano Joe Biden. C'è il rischio di un allargamento del conflitto, dopo i ripetuti attacchi di milizie filo iraniane contro le truppe Usa in Iraq, Siria e Yemen. In particolare nel Mar Rosso, dove continuano gli attacchi Houthi contro le navi commerciali, non solo americane. Il raid mette in difficoltà Biden proprio durante le negoziazioni con Doha per sbloccare i fondi iraniani (6 miliardi di dollari) in due banche del Qatar dopo la liberazione di alcuni ostaggi americani. E accresce le sue difficoltà elettorali sul fronte della guerra. I pastori afroamericani chiedono un immediato un cessate il fuoco a Gaza, altrimenti non garantiscono il voto in South Carolina, il 3 febbraio. la prima tappa delle primarie dem.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556580/corsivo_29_01_2024_08_25.mp3" length="2165228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  E' il primo attacco diretto contro una base americana dall'inizio del nuovo conflitto in Medio oriente. 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"Stiamo ancora raccogliendo informazioni su questo attacco, ma sappiamo che è stato effettuato da gruppi militanti radicali sostenuti dall'Iran che operano in Siria e Iraq", afferma il presidente americano Joe Biden. C'è il rischio di un allargamento del conflitto, dopo i ripetuti attacchi di milizie filo iraniane contro le truppe Usa in Iraq, Siria e Yemen. In particolare nel Mar Rosso, dove continuano gli attacchi Houthi contro le navi commerciali, non solo americane. Il raid mette in difficoltà Biden proprio durante le negoziazioni con Doha per sbloccare i fondi iraniani (6 miliardi di dollari) in due banche del Qatar dopo la liberazione di alcuni ostaggi americani. E accresce le sue difficoltà elettorali sul fronte della guerra. I pastori afroamericani chiedono un immediato un cessate il fuoco a Gaza, altrimenti non garantiscono il voto in South Carolina, il 3 febbraio. la prima tappa delle primarie dem.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/871d4cc7446e94901e4c7691bd98a8b6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Colpita una base americana in Giordania. 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Secondo il Wall Street Journal, è stata colpita la Tower 22, un piccolo avamposto Usa in Giordania vicino alla base Al-Tanf, la quale si trova però al di là del confine, nella Siria sud occidentale, dove le forze americane proseguono la guerra contro l'Isis. "Stiamo ancora raccogliendo informazioni su questo attacco, ma sappiamo che è stato effettuato da gruppi militanti radicali sostenuti dall'Iran che operano in Siria e Iraq", afferma il presidente americano Joe Biden. C'è il rischio di un allargamento del conflitto, dopo i ripetuti attacchi di milizie filo iraniane contro le truppe Usa in Iraq, Siria e Yemen. In particolare nel Mar Rosso, dove continuano gli attacchi Houthi contro le navi commerciali, non solo americane. Il raid mette in difficoltà Biden proprio durante le negoziazioni con Doha per sbloccare i fondi iraniani (6 miliardi di dollari) in due banche del Qatar dopo la liberazione di alcuni ostaggi americani. E accresce le sue difficoltà elettorali sul fronte della guerra. I pastori afroamericani chiedono un immediato un cessate il fuoco a Gaza, altrimenti non garantiscono il voto in South Carolina, il 3 febbraio. la prima tappa delle primarie dem.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_29-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 29 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58485535/corsivo_29_01_2024_08_25.mp3" length="2165228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  E' il primo attacco diretto contro una base americana dall'inizio del nuovo conflitto in Medio oriente. 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"Stiamo ancora raccogliendo informazioni su questo attacco, ma sappiamo che è stato effettuato da gruppi militanti radicali sostenuti dall'Iran che operano in Siria e Iraq", afferma il presidente americano Joe Biden. C'è il rischio di un allargamento del conflitto, dopo i ripetuti attacchi di milizie filo iraniane contro le truppe Usa in Iraq, Siria e Yemen. In particolare nel Mar Rosso, dove continuano gli attacchi Houthi contro le navi commerciali, non solo americane. Il raid mette in difficoltà Biden proprio durante le negoziazioni con Doha per sbloccare i fondi iraniani (6 miliardi di dollari) in due banche del Qatar dopo la liberazione di alcuni ostaggi americani. E accresce le sue difficoltà elettorali sul fronte della guerra. I pastori afroamericani chiedono un immediato un cessate il fuoco a Gaza, altrimenti non garantiscono il voto in South Carolina, il 3 febbraio. la prima tappa delle primarie dem.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/871d4cc7446e94901e4c7691bd98a8b6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La giornata della memoria e i fantasmi del passato | 27/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-giornata-della-memoria-e-i-fantasmi-del-passato-27-01-2024-il-corsivo--64556546</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo la giornata della memoria della Shoah che ricorda lo sterminio pianificato da parte nazista di milioni di ebrei, oppositori politici, minoranze. Proprio da qui parte il ragionamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un discorso al Quirinale davanti alla premier Giorgia Meloni e al presidente del Senato Ignazio La Russa. “Il culto del capo è stato un virus micidiale. Siamo di fronte a un crinale apocalittico della storia. Israele ha sofferto, ora non neghi lo Stato ad altri”. Il Capo dello Stato dedica la commemorazione ai cosiddetti Giusti, cioè a quelle persone che salvarono le vite degli ebrei, gente come Giorgio Perlasca, Gino Bartali e molti altri. Mattarella li ricorda ad uno a uno, affermando che l’indifferenza è la più perniciosa delle colpe, e non dimentica che l'Italia fascista, adottò le leggi razziali, quelle che definisce "il capitolo iniziale del terribile libro dello sterminio". Il Presidente ricorda anche che gli appartenenti alla Repubblica di Salò catturarono gli ebrei, contribuirono alla loro deportazione, ordinarono stragi. "Un portato inestinguibile di dolore, di sangue, di morte sul quale mai dovremo far calare il velo del silenzio", sostiene Mattarella. E' solo una storia del passato? No, è anche storia di oggi, perché si corre il rischio di un ritorno “di pericolose fattispecie di antisemitismo potenziato da social media senza controllo e senza pudore”. Ma il nostro Paese conserva ancora degli anticorpi per impedire che i fantasmi del passato ritornino? Mattarella è prudente, ma ottimista. Sostiene che la cura deve iniziare dalla cultura e dall’istruzione, specialmente in questo tempo in cui la storia sembra smarrire la sua strada.  Mattarella però avverte: “Le ideologie di superiorità razziale, il nazionalismo predatorio, la supremazia dello Stato, del partito, sul diritto inviolabile di ogni persona, il culto della personalità e del capo sono stati virus micidiali”. Si tratta di un messaggio chiaro, rivolto contro chi in Europa tenta di spostare indietro l'orologio della Storia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 27 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556546/corsivo_27_01_2024_08_25.mp3" length="2493932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo la giornata della memoria della Shoah che ricorda lo sterminio pianificato da parte nazista di milioni di ebrei, oppositori politici, minoranze. 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Mattarella li ricorda ad uno a uno, affermando che l’indifferenza è la più perniciosa delle colpe, e non dimentica che l'Italia fascista, adottò le leggi razziali, quelle che definisce "il capitolo iniziale del terribile libro dello sterminio". Il Presidente ricorda anche che gli appartenenti alla Repubblica di Salò catturarono gli ebrei, contribuirono alla loro deportazione, ordinarono stragi. "Un portato inestinguibile di dolore, di sangue, di morte sul quale mai dovremo far calare il velo del silenzio", sostiene Mattarella. E' solo una storia del passato? No, è anche storia di oggi, perché si corre il rischio di un ritorno “di pericolose fattispecie di antisemitismo potenziato da social media senza controllo e senza pudore”. Ma il nostro Paese conserva ancora degli anticorpi per impedire che i fantasmi del passato ritornino? Mattarella è prudente, ma ottimista. Sostiene che la cura deve iniziare dalla cultura e dall’istruzione, specialmente in questo tempo in cui la storia sembra smarrire la sua strada.  Mattarella però avverte: “Le ideologie di superiorità razziale, il nazionalismo predatorio, la supremazia dello Stato, del partito, sul diritto inviolabile di ogni persona, il culto della personalità e del capo sono stati virus micidiali”. Si tratta di un messaggio chiaro, rivolto contro chi in Europa tenta di spostare indietro l'orologio della Storia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f74ba41caad15bc8d6b617c1082c23db.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La giornata della memoria e i fantasmi del passato | 27/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-giornata-della-memoria-e-i-fantasmi-del-passato-27-01-2024-il-corsivo--58470506</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo la giornata della memoria della Shoah che ricorda lo sterminio pianificato da parte nazista di milioni di ebrei, oppositori politici, minoranze. Proprio da qui parte il ragionamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un discorso al Quirinale davanti alla premier Giorgia Meloni e al presidente del Senato Ignazio La Russa. “Il culto del capo è stato un virus micidiale. Siamo di fronte a un crinale apocalittico della storia. Israele ha sofferto, ora non neghi lo Stato ad altri”. Il Capo dello Stato dedica la commemorazione ai cosiddetti Giusti, cioè a quelle persone che salvarono le vite degli ebrei, gente come Giorgio Perlasca, Gino Bartali e molti altri. Mattarella li ricorda ad uno a uno, affermando che l’indifferenza è la più perniciosa delle colpe, e non dimentica che l'Italia fascista, adottò le leggi razziali, quelle che definisce "il capitolo iniziale del terribile libro dello sterminio". Il Presidente ricorda anche che gli appartenenti alla Repubblica di Salò catturarono gli ebrei, contribuirono alla loro deportazione, ordinarono stragi. "Un portato inestinguibile di dolore, di sangue, di morte sul quale mai dovremo far calare il velo del silenzio", sostiene Mattarella. E' solo una storia del passato? No, è anche storia di oggi, perché si corre il rischio di un ritorno “di pericolose fattispecie di antisemitismo potenziato da social media senza controllo e senza pudore”. Ma il nostro Paese conserva ancora degli anticorpi per impedire che i fantasmi del passato ritornino? Mattarella è prudente, ma ottimista. Sostiene che la cura deve iniziare dalla cultura e dall’istruzione, specialmente in questo tempo in cui la storia sembra smarrire la sua strada.  Mattarella però avverte: “Le ideologie di superiorità razziale, il nazionalismo predatorio, la supremazia dello Stato, del partito, sul diritto inviolabile di ogni persona, il culto della personalità e del capo sono stati virus micidiali”. Si tratta di un messaggio chiaro, rivolto contro chi in Europa tenta di spostare indietro l'orologio della Storia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_27-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 27 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58470506/corsivo_27_01_2024_08_25.mp3" length="2493932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo la giornata della memoria della Shoah che ricorda lo sterminio pianificato da parte nazista di milioni di ebrei, oppositori politici, minoranze. 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Mattarella li ricorda ad uno a uno, affermando che l’indifferenza è la più perniciosa delle colpe, e non dimentica che l'Italia fascista, adottò le leggi razziali, quelle che definisce "il capitolo iniziale del terribile libro dello sterminio". Il Presidente ricorda anche che gli appartenenti alla Repubblica di Salò catturarono gli ebrei, contribuirono alla loro deportazione, ordinarono stragi. "Un portato inestinguibile di dolore, di sangue, di morte sul quale mai dovremo far calare il velo del silenzio", sostiene Mattarella. E' solo una storia del passato? No, è anche storia di oggi, perché si corre il rischio di un ritorno “di pericolose fattispecie di antisemitismo potenziato da social media senza controllo e senza pudore”. Ma il nostro Paese conserva ancora degli anticorpi per impedire che i fantasmi del passato ritornino? Mattarella è prudente, ma ottimista. Sostiene che la cura deve iniziare dalla cultura e dall’istruzione, specialmente in questo tempo in cui la storia sembra smarrire la sua strada.  Mattarella però avverte: “Le ideologie di superiorità razziale, il nazionalismo predatorio, la supremazia dello Stato, del partito, sul diritto inviolabile di ogni persona, il culto della personalità e del capo sono stati virus micidiali”. Si tratta di un messaggio chiaro, rivolto contro chi in Europa tenta di spostare indietro l'orologio della Storia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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E ciò è avvenuto con ogni Governo, di ogni colore. Al potere non piace mai essere deriso, schernito, messo a nudo davanti all'opinione pubblica. La verità sarebbe il sale della democrazia, ma in Italia non funziona così. Con la legge bavaglio che vieta di diffondere le notizie di base contenute in un'ordinanza cautelare, soprattutto con gli attacchi di palazzo Chigi attraverso il sistema delle veline contro i colleghi di Repubblica, contro Corrado Formigli di Piazza Pulita, e più in generale contro chiunque nel campo dell'informazione eserciti il diritto di critica e di dissenso, si sono raggiunti livelli dal vago sapore nostalgico. Negli anni Trenta, il Minculpop, il ministero della cultura popolare fascista, guidato da Dino Alfieri, imponeva ai direttori delle testate le linee guida editoriali. Nelle veline, ad esempio, si consigliava di prestare ampia attenzione alla cronaca nera nei momenti politicamente più delicati, in modo da distrarre l'opinione pubblica dai problemi del governo. Così puntualmente i giornali pubblicavano storie di assassini, terroristi, pedofili, la cui caccia è nelle mani di uno Stato sicuro e ordinato, dove la polizia assicura alla giustizia i presunti autori dei reati. Ogni suggerimento era un ordine. Oggi le veline dell'ufficio informazioni di Palazzo Chigi si chiamano "spunti" e si trovano leggendo con attenzione il "Mattinale ore 11" di Fazzolari, dove ogni "spunto" corrisponde ad un attacco contro una testata, in questo caso Repubblica. Il meccanismo mette in campo le testate amiche, e trasforma i giornalisti da liberi narratori di un Paese in militanti di uno schieramento o peggio ancora di partito. Dice oggi Alessandra Costante, segretaria della Fnsi. "La cosa più sacra dei giornalisti è la reputazione ed è monetizzabile, nel senso che i lettori se si fidano ti comprano. Una campagna di delegittimazione ad opera della premier colpisce direttamente i giornalisti e non l’editore". Le si può dare solo ragione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_26-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 26 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556530/corsivo_26_01_2024_08_25.mp3" length="2526188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il rapporto tra informazione e potere non è mai stato idilliaco. 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Negli anni Trenta, il Minculpop, il ministero della cultura popolare fascista, guidato da Dino Alfieri, imponeva ai direttori delle testate le linee guida editoriali. Nelle veline, ad esempio, si consigliava di prestare ampia attenzione alla cronaca nera nei momenti politicamente più delicati, in modo da distrarre l'opinione pubblica dai problemi del governo. Così puntualmente i giornali pubblicavano storie di assassini, terroristi, pedofili, la cui caccia è nelle mani di uno Stato sicuro e ordinato, dove la polizia assicura alla giustizia i presunti autori dei reati. Ogni suggerimento era un ordine. Oggi le veline dell'ufficio informazioni di Palazzo Chigi si chiamano "spunti" e si trovano leggendo con attenzione il "Mattinale ore 11" di Fazzolari, dove ogni "spunto" corrisponde ad un attacco contro una testata, in questo caso Repubblica. Il meccanismo mette in campo le testate amiche, e trasforma i giornalisti da liberi narratori di un Paese in militanti di uno schieramento o peggio ancora di partito. Dice oggi Alessandra Costante, segretaria della Fnsi. "La cosa più sacra dei giornalisti è la reputazione ed è monetizzabile, nel senso che i lettori se si fidano ti comprano. Una campagna di delegittimazione ad opera della premier colpisce direttamente i giornalisti e non l’editore". Le si può dare solo ragione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a4cb3366f7da8cc41bf4cbfa4d289aab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'attacco all'informazione e i ritorno delle veline | 26/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-attacco-all-informazione-e-i-ritorno-delle-veline-26-01-2024-il-corsivo--58453191</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il rapporto tra informazione e potere non è mai stato idilliaco. E ciò è avvenuto con ogni Governo, di ogni colore. Al potere non piace mai essere deriso, schernito, messo a nudo davanti all'opinione pubblica. La verità sarebbe il sale della democrazia, ma in Italia non funziona così. Con la legge bavaglio che vieta di diffondere le notizie di base contenute in un'ordinanza cautelare, soprattutto con gli attacchi di palazzo Chigi attraverso il sistema delle veline contro i colleghi di Repubblica, contro Corrado Formigli di Piazza Pulita, e più in generale contro chiunque nel campo dell'informazione eserciti il diritto di critica e di dissenso, si sono raggiunti livelli dal vago sapore nostalgico. Negli anni Trenta, il Minculpop, il ministero della cultura popolare fascista, guidato da Dino Alfieri, imponeva ai direttori delle testate le linee guida editoriali. Nelle veline, ad esempio, si consigliava di prestare ampia attenzione alla cronaca nera nei momenti politicamente più delicati, in modo da distrarre l'opinione pubblica dai problemi del governo. Così puntualmente i giornali pubblicavano storie di assassini, terroristi, pedofili, la cui caccia è nelle mani di uno Stato sicuro e ordinato, dove la polizia assicura alla giustizia i presunti autori dei reati. Ogni suggerimento era un ordine. Oggi le veline dell'ufficio informazioni di Palazzo Chigi si chiamano "spunti" e si trovano leggendo con attenzione il "Mattinale ore 11" di Fazzolari, dove ogni "spunto" corrisponde ad un attacco contro una testata, in questo caso Repubblica. Il meccanismo mette in campo le testate amiche, e trasforma i giornalisti da liberi narratori di un Paese in militanti di uno schieramento o peggio ancora di partito. Dice oggi Alessandra Costante, segretaria della Fnsi. "La cosa più sacra dei giornalisti è la reputazione ed è monetizzabile, nel senso che i lettori se si fidano ti comprano. Una campagna di delegittimazione ad opera della premier colpisce direttamente i giornalisti e non l’editore". Le si può dare solo ragione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_26-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 26 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58453191/corsivo_26_01_2024_08_25.mp3" length="2526188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il rapporto tra informazione e potere non è mai stato idilliaco. 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Negli anni Trenta, il Minculpop, il ministero della cultura popolare fascista, guidato da Dino Alfieri, imponeva ai direttori delle testate le linee guida editoriali. Nelle veline, ad esempio, si consigliava di prestare ampia attenzione alla cronaca nera nei momenti politicamente più delicati, in modo da distrarre l'opinione pubblica dai problemi del governo. Così puntualmente i giornali pubblicavano storie di assassini, terroristi, pedofili, la cui caccia è nelle mani di uno Stato sicuro e ordinato, dove la polizia assicura alla giustizia i presunti autori dei reati. Ogni suggerimento era un ordine. Oggi le veline dell'ufficio informazioni di Palazzo Chigi si chiamano "spunti" e si trovano leggendo con attenzione il "Mattinale ore 11" di Fazzolari, dove ogni "spunto" corrisponde ad un attacco contro una testata, in questo caso Repubblica. Il meccanismo mette in campo le testate amiche, e trasforma i giornalisti da liberi narratori di un Paese in militanti di uno schieramento o peggio ancora di partito. Dice oggi Alessandra Costante, segretaria della Fnsi. "La cosa più sacra dei giornalisti è la reputazione ed è monetizzabile, nel senso che i lettori se si fidano ti comprano. Una campagna di delegittimazione ad opera della premier colpisce direttamente i giornalisti e non l’editore". Le si può dare solo ragione.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a4cb3366f7da8cc41bf4cbfa4d289aab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele colpisce il rifugio Onu per i rifugiati a Gaza. Tel Aviv accusa hamas, ma gli Stati Uniti se la prendono con gli israeliani | 25/01/</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-colpisce-il-rifugio-onu-per-i-rifugiati-a-gaza-tel-aviv-accusa-hamas-ma-gli-stati-uniti-se-la-prendono-con-gli-israeliani-25-01--64556581</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il conflitto tra Israele e Hamas coinvolge ora direttamente le Nazioni Unite. L’attacco al rifugio dell’Unrwa a Khan Yunis, ha provocato 9 morti e 75 feriti. Si tratta del luogo più delicato e sensibile della guerra, il rifugio Onu per i rifugiati a Gaza. Secondo Thomas White, direttore a Gaza dell’agenzia dell’Onu per gli aiuti ai profughi palestinesi, l’edificio ospita 800 persone ed è stato colpito da “due proiettili anticarro”. Invece, l'esercito israeliano ha escluso che l’incidente sia stato provocato da un raid aereo o dal fuoco di artiglieria israeliani e sta quindi “esaminando la possibilità che a colpire sia stato il fuoco di Hamas. Gli Stati Uniti chiedono che i siti dell'organizzazione siano “protetti” a livello internazionale. “Deploriamo l'attacco contro il centro di formazione delle Nazioni Unite a Khan Yunis”, ha detto il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Vedant Patel. L'incidente da qualunque parte lo si guardi è terribilmente preoccupante perché fa uscire il nervo scoperto della guerra: la protezione che per legge internazionale l'Onu ha il dovere di offrire a centinaia di migliaia di vecchi, donne e bambini di Gaza. Senza queste regole basilari, sottoscritte almeno sulla carta da tutte le nazioni del mondo, i conflitti, pur gravi, si trasformano in mere barbarie. A Gaza, la popolazione impaurita cerca solo di essere protetta dalle istituzioni internazionali e non intende essere considerata un danno collaterale della guerra, il cui bilancio di morti e feriti ha raggiunto cifre ragguardevoli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_25-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556581/corsivo_25_01_2024_08_25.mp3" length="2132972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il conflitto tra Israele e Hamas coinvolge ora direttamente le Nazioni Unite. 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Gli Stati Uniti chiedono che i siti dell'organizzazione siano “protetti” a livello internazionale. “Deploriamo l'attacco contro il centro di formazione delle Nazioni Unite a Khan Yunis”, ha detto il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Vedant Patel. L'incidente da qualunque parte lo si guardi è terribilmente preoccupante perché fa uscire il nervo scoperto della guerra: la protezione che per legge internazionale l'Onu ha il dovere di offrire a centinaia di migliaia di vecchi, donne e bambini di Gaza. Senza queste regole basilari, sottoscritte almeno sulla carta da tutte le nazioni del mondo, i conflitti, pur gravi, si trasformano in mere barbarie. A Gaza, la popolazione impaurita cerca solo di essere protetta dalle istituzioni internazionali e non intende essere considerata un danno collaterale della guerra, il cui bilancio di morti e feriti ha raggiunto cifre ragguardevoli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9ac180f87a8c056e0d96bb7144d2b124.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele colpisce il rifugio Onu per i rifugiati a Gaza. Tel Aviv accusa hamas, ma gli Stati Uniti se la prendono con gli israeliani | 25/01/</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-colpisce-il-rifugio-onu-per-i-rifugiati-a-gaza-tel-aviv-accusa-hamas-ma-gli-stati-uniti-se-la-prendono-con-gli-israeliani-25-01--58441806</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il conflitto tra Israele e Hamas coinvolge ora direttamente le Nazioni Unite. L’attacco al rifugio dell’Unrwa a Khan Yunis, ha provocato 9 morti e 75 feriti. Si tratta del luogo più delicato e sensibile della guerra, il rifugio Onu per i rifugiati a Gaza. Secondo Thomas White, direttore a Gaza dell’agenzia dell’Onu per gli aiuti ai profughi palestinesi, l’edificio ospita 800 persone ed è stato colpito da “due proiettili anticarro”. Invece, l'esercito israeliano ha escluso che l’incidente sia stato provocato da un raid aereo o dal fuoco di artiglieria israeliani e sta quindi “esaminando la possibilità che a colpire sia stato il fuoco di Hamas. Gli Stati Uniti chiedono che i siti dell'organizzazione siano “protetti” a livello internazionale. “Deploriamo l'attacco contro il centro di formazione delle Nazioni Unite a Khan Yunis”, ha detto il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Vedant Patel. L'incidente da qualunque parte lo si guardi è terribilmente preoccupante perché fa uscire il nervo scoperto della guerra: la protezione che per legge internazionale l'Onu ha il dovere di offrire a centinaia di migliaia di vecchi, donne e bambini di Gaza. Senza queste regole basilari, sottoscritte almeno sulla carta da tutte le nazioni del mondo, i conflitti, pur gravi, si trasformano in mere barbarie. A Gaza, la popolazione impaurita cerca solo di essere protetta dalle istituzioni internazionali e non intende essere considerata un danno collaterale della guerra, il cui bilancio di morti e feriti ha raggiunto cifre ragguardevoli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_25-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 25 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58441806/corsivo_25_01_2024_08_25.mp3" length="2132972" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il conflitto tra Israele e Hamas coinvolge ora direttamente le Nazioni Unite. 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Gli Stati Uniti chiedono che i siti dell'organizzazione siano “protetti” a livello internazionale. “Deploriamo l'attacco contro il centro di formazione delle Nazioni Unite a Khan Yunis”, ha detto il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Vedant Patel. L'incidente da qualunque parte lo si guardi è terribilmente preoccupante perché fa uscire il nervo scoperto della guerra: la protezione che per legge internazionale l'Onu ha il dovere di offrire a centinaia di migliaia di vecchi, donne e bambini di Gaza. Senza queste regole basilari, sottoscritte almeno sulla carta da tutte le nazioni del mondo, i conflitti, pur gravi, si trasformano in mere barbarie. A Gaza, la popolazione impaurita cerca solo di essere protetta dalle istituzioni internazionali e non intende essere considerata un danno collaterale della guerra, il cui bilancio di morti e feriti ha raggiunto cifre ragguardevoli.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il divario con Nikki Haley sembra destinato a rimanere sotto il 10%. L’ex presidente però ha dichiarato che per lui "la corsa è finita", sollecitando il Partito repubblicano ad unirsi sotto la sua leadership, per sfidare Joe Biden nelle elezioni del 5 novembre. Stando ai meri numeri, Trump non ha ripetuto la vittoria a valanga dell’Iowa, ma ha incassato il secondo successo consecutivo. In passato non è mai accaduto che un candidato repubblicano abbia vinto l’Iowa e il New Hampshire, e non sia stato scelto come candidato del partito. Nukki Haley non demorde e prosegue la battaglia certamente fino al voto in South Carolina, lo stato di cui era governatrice, in programma il prossimo 24 febbraio. La campagna della seconda candidata è tutta improntata sul rinnovamento. Dice che Trump è troppo vecchio per fare il capo della Casa Bianca, e rieleggerlo vorrebbe dire restare ancorati al passato, perché il suo unico interesse è lamentarsi per le presidenziali perse nel 2020.  La Haley spera di ottenere una visibilità maggiore ai prossimi appuntamenti con le primarie, ma la corsa di Trump alla nomination sembra inarrestabile. Al netto dei guai giudiziari che sembrano non scalfire la sua immagine tra i militanti del Gop, il problema arriverà quando dovrà rivolgersi all'intero elettorato, parlando alla pancia della provincia americana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_24-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556565/corsivo_24_01_2024_08_25.mp3" length="1950188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dopo lo stato dell'Iowa, Donald Trump si aggiudica anche le primarie del New Hampshire. Il divario con Nikki Haley sembra destinato a rimanere sotto il 10%. L’ex presidente però ha dichiarato che per lui "la corsa è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo lo stato dell'Iowa, Donald Trump si aggiudica anche le primarie del New Hampshire. Il divario con Nikki Haley sembra destinato a rimanere sotto il 10%. L’ex presidente però ha dichiarato che per lui "la corsa è finita", sollecitando il Partito repubblicano ad unirsi sotto la sua leadership, per sfidare Joe Biden nelle elezioni del 5 novembre. Stando ai meri numeri, Trump non ha ripetuto la vittoria a valanga dell’Iowa, ma ha incassato il secondo successo consecutivo. In passato non è mai accaduto che un candidato repubblicano abbia vinto l’Iowa e il New Hampshire, e non sia stato scelto come candidato del partito. Nukki Haley non demorde e prosegue la battaglia certamente fino al voto in South Carolina, lo stato di cui era governatrice, in programma il prossimo 24 febbraio. La campagna della seconda candidata è tutta improntata sul rinnovamento. Dice che Trump è troppo vecchio per fare il capo della Casa Bianca, e rieleggerlo vorrebbe dire restare ancorati al passato, perché il suo unico interesse è lamentarsi per le presidenziali perse nel 2020.  La Haley spera di ottenere una visibilità maggiore ai prossimi appuntamenti con le primarie, ma la corsa di Trump alla nomination sembra inarrestabile. Al netto dei guai giudiziari che sembrano non scalfire la sua immagine tra i militanti del Gop, il problema arriverà quando dovrà rivolgersi all'intero elettorato, parlando alla pancia della provincia americana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6fb16a2bf45860d276399d4b2e4d163e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo Iowa, Trump trionfa anche nelle primarie repubblicane New Hampshire | 24/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-iowa-trump-trionfa-anche-nelle-primarie-repubblicane-new-hampshire-24-01-2024-il-corsivo--58426145</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo lo stato dell'Iowa, Donald Trump si aggiudica anche le primarie del New Hampshire. 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Dice che Trump è troppo vecchio per fare il capo della Casa Bianca, e rieleggerlo vorrebbe dire restare ancorati al passato, perché il suo unico interesse è lamentarsi per le presidenziali perse nel 2020.  La Haley spera di ottenere una visibilità maggiore ai prossimi appuntamenti con le primarie, ma la corsa di Trump alla nomination sembra inarrestabile. Al netto dei guai giudiziari che sembrano non scalfire la sua immagine tra i militanti del Gop, il problema arriverà quando dovrà rivolgersi all'intero elettorato, parlando alla pancia della provincia americana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_24-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 24 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58426145/corsivo_24_01_2024_08_25.mp3" length="1950188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Dopo lo stato dell'Iowa, Donald Trump si aggiudica anche le primarie del New Hampshire. Il divario con Nikki Haley sembra destinato a rimanere sotto il 10%. L’ex presidente però ha dichiarato che per lui "la corsa è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Dopo lo stato dell'Iowa, Donald Trump si aggiudica anche le primarie del New Hampshire. Il divario con Nikki Haley sembra destinato a rimanere sotto il 10%. L’ex presidente però ha dichiarato che per lui "la corsa è finita", sollecitando il Partito repubblicano ad unirsi sotto la sua leadership, per sfidare Joe Biden nelle elezioni del 5 novembre. Stando ai meri numeri, Trump non ha ripetuto la vittoria a valanga dell’Iowa, ma ha incassato il secondo successo consecutivo. In passato non è mai accaduto che un candidato repubblicano abbia vinto l’Iowa e il New Hampshire, e non sia stato scelto come candidato del partito. Nukki Haley non demorde e prosegue la battaglia certamente fino al voto in South Carolina, lo stato di cui era governatrice, in programma il prossimo 24 febbraio. La campagna della seconda candidata è tutta improntata sul rinnovamento. Dice che Trump è troppo vecchio per fare il capo della Casa Bianca, e rieleggerlo vorrebbe dire restare ancorati al passato, perché il suo unico interesse è lamentarsi per le presidenziali perse nel 2020.  La Haley spera di ottenere una visibilità maggiore ai prossimi appuntamenti con le primarie, ma la corsa di Trump alla nomination sembra inarrestabile. Al netto dei guai giudiziari che sembrano non scalfire la sua immagine tra i militanti del Gop, il problema arriverà quando dovrà rivolgersi all'intero elettorato, parlando alla pancia della provincia americana.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il documento prevede tempi brevi in quanto non è una  legge costituzionale e non è necessaria la doppia lettura. Dopo il via libera del Senato, potrebbe passare alla Camera tra febbraio e marzo con un iter accelerato dovuto ai numeri della maggioranza nelle commissioni e in aula. Il Governo ha 24 mesi di tempo per fissare i cosiddetti Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), con relative coperture finanziarie. Dopo questo passaggio, i tempi saranno ancora più celeri: la procedura per l’intesa fra lo Stato e la Regione che chiederà l’autonomia dovrà durare 5 mesi, ma inclusi i 60 giorni concessi alle Camere per l’esame delle richieste. Le intese potranno durare fino a 10 anni e poi essere rinnovate. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna dovrebbero chiedere subito l'autonomia differenziate, tutte le altre regioni non sono d'accordo. Già questa plateale divisione numerica dimostra che si tratta di una pur legittima legge imposta dall'alto. Il fondo per colmare le differenze tra nord e sud è già stato prosciugato nella manovra del governo. Poi ci sono i forti dubbi costituzionali, come conferma oggi l'ex presidente della Consulta Ugo de Servio, secondo cui  è una riforma solo parziale, che amplia la possibilità di estendere i poteri di alcune Regioni, ma senza modificare le altre norme costituzionali già esistenti.  Se si concedono maggiori poteri a una Regione in materia di sanità, questa dovrebbe poter adottare una sua legge in quel settore. Ma se la adotta modifica nei fatti tutta la legislazione nazionale, a meno di frantumare l’intero sistema regionale italiano. Nell'ipotesi migliore viene fuori un pasticciaccio all'italiana.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556586/corsivo_23_01_2024_08_25.mp3" length="2340332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Oggi il Senato approva la legge sull'autonomia differenziata, voluta dalla Lega e dal ministro Roberto Calderoli e sostenuta dalla maggioranza. Il documento prevede tempi brevi in quanto non è una  legge costituzionale e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Oggi il Senato approva la legge sull'autonomia differenziata, voluta dalla Lega e dal ministro Roberto Calderoli e sostenuta dalla maggioranza. Il documento prevede tempi brevi in quanto non è una  legge costituzionale e non è necessaria la doppia lettura. Dopo il via libera del Senato, potrebbe passare alla Camera tra febbraio e marzo con un iter accelerato dovuto ai numeri della maggioranza nelle commissioni e in aula. Il Governo ha 24 mesi di tempo per fissare i cosiddetti Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), con relative coperture finanziarie. Dopo questo passaggio, i tempi saranno ancora più celeri: la procedura per l’intesa fra lo Stato e la Regione che chiederà l’autonomia dovrà durare 5 mesi, ma inclusi i 60 giorni concessi alle Camere per l’esame delle richieste. Le intese potranno durare fino a 10 anni e poi essere rinnovate. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna dovrebbero chiedere subito l'autonomia differenziate, tutte le altre regioni non sono d'accordo. Già questa plateale divisione numerica dimostra che si tratta di una pur legittima legge imposta dall'alto. Il fondo per colmare le differenze tra nord e sud è già stato prosciugato nella manovra del governo. Poi ci sono i forti dubbi costituzionali, come conferma oggi l'ex presidente della Consulta Ugo de Servio, secondo cui  è una riforma solo parziale, che amplia la possibilità di estendere i poteri di alcune Regioni, ma senza modificare le altre norme costituzionali già esistenti.  Se si concedono maggiori poteri a una Regione in materia di sanità, questa dovrebbe poter adottare una sua legge in quel settore. Ma se la adotta modifica nei fatti tutta la legislazione nazionale, a meno di frantumare l’intero sistema regionale italiano. Nell'ipotesi migliore viene fuori un pasticciaccio all'italiana.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c98c609e573c945d472698e7ba1e6a60.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'autonomia differenziata, i dubbi costituzionali, il braccio di ferro tra Governo e le Regioni | 23/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-autonomia-differenziata-i-dubbi-costituzionali-il-braccio-di-ferro-tra-governo-e-le-regioni-23-01-2024-il-corsivo--58413235</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Oggi il Senato approva la legge sull'autonomia differenziata, voluta dalla Lega e dal ministro Roberto Calderoli e sostenuta dalla maggioranza. Il documento prevede tempi brevi in quanto non è una  legge costituzionale e non è necessaria la doppia lettura. Dopo il via libera del Senato, potrebbe passare alla Camera tra febbraio e marzo con un iter accelerato dovuto ai numeri della maggioranza nelle commissioni e in aula. Il Governo ha 24 mesi di tempo per fissare i cosiddetti Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), con relative coperture finanziarie. Dopo questo passaggio, i tempi saranno ancora più celeri: la procedura per l’intesa fra lo Stato e la Regione che chiederà l’autonomia dovrà durare 5 mesi, ma inclusi i 60 giorni concessi alle Camere per l’esame delle richieste. Le intese potranno durare fino a 10 anni e poi essere rinnovate. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna dovrebbero chiedere subito l'autonomia differenziate, tutte le altre regioni non sono d'accordo. Già questa plateale divisione numerica dimostra che si tratta di una pur legittima legge imposta dall'alto. Il fondo per colmare le differenze tra nord e sud è già stato prosciugato nella manovra del governo. Poi ci sono i forti dubbi costituzionali, come conferma oggi l'ex presidente della Consulta Ugo de Servio, secondo cui  è una riforma solo parziale, che amplia la possibilità di estendere i poteri di alcune Regioni, ma senza modificare le altre norme costituzionali già esistenti.  Se si concedono maggiori poteri a una Regione in materia di sanità, questa dovrebbe poter adottare una sua legge in quel settore. Ma se la adotta modifica nei fatti tutta la legislazione nazionale, a meno di frantumare l’intero sistema regionale italiano. Nell'ipotesi migliore viene fuori un pasticciaccio all'italiana.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 23 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58413235/corsivo_23_01_2024_08_25.mp3" length="2340332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Oggi il Senato approva la legge sull'autonomia differenziata, voluta dalla Lega e dal ministro Roberto Calderoli e sostenuta dalla maggioranza. 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Le intese potranno durare fino a 10 anni e poi essere rinnovate. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna dovrebbero chiedere subito l'autonomia differenziate, tutte le altre regioni non sono d'accordo. Già questa plateale divisione numerica dimostra che si tratta di una pur legittima legge imposta dall'alto. Il fondo per colmare le differenze tra nord e sud è già stato prosciugato nella manovra del governo. Poi ci sono i forti dubbi costituzionali, come conferma oggi l'ex presidente della Consulta Ugo de Servio, secondo cui  è una riforma solo parziale, che amplia la possibilità di estendere i poteri di alcune Regioni, ma senza modificare le altre norme costituzionali già esistenti.  Se si concedono maggiori poteri a una Regione in materia di sanità, questa dovrebbe poter adottare una sua legge in quel settore. Ma se la adotta modifica nei fatti tutta la legislazione nazionale, a meno di frantumare l’intero sistema regionale italiano. Nell'ipotesi migliore viene fuori un pasticciaccio all'italiana.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c98c609e573c945d472698e7ba1e6a60.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il nazismo di Afd che non piace ai tedeschi | 22/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nazismo-di-afd-che-non-piace-ai-tedeschi-22-01-2024-il-corsivo--64556532</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Afd sta per Alternative für Deutschland. E' un partito emergente della destra radicale, che si ispira direttamente agli anni bui del nazismo, che non sconfessa le leggi razziali e propone un programma basato su pochi punti: lotta all'immigrazione, suprematismo bianco, sovranismo.  La Germania si mobilita contro la loro presenza sulla scena politica.  Nel weekend, in migliaia sono scesi in piazza ad Amburgo, Hannover, Francoforte, Kassel, Dortmund, Wuppertal, Karlsruhe, Norimberga,  uniti da slogan e motti in favore della democrazia e contro il partito nazional-conservatore, euroscettico e anti-immigrazione. Non solo. . A Monaco di Baviera, a causa del sovraffollamento dovuto all’affluenza record, la manifestazione indetta è stata addirittura interrotta: 50.000 persone, il doppio di quelle registrate all’evento e previste dalla Polizia. Tutto parte dalle rivelazioni della redazione d'inchiesta investigativa "Correctiv" che ha riferito di un incontro segreto a Potsdam, vicino a Berlino, in cui è stato discusso un piano per l’espulsione di massa di migranti, richiedenti asilo e cittadini tedeschi “non assimilati”. Tra i partecipanti figurano proprio i membri dell’Afd. Il partito conferma la presenza di suoi membri all’evento, ma dichiara di non sostenere il progetto di “ri-emigrazione” di Martin Sellner, figura di spicco della Nuova Destra e del Movimento Identitario. Fa riflettere la mobilitazione tedesca che avviene mentre in Italia c'è chi come la Lega di Matteo Salvini annuncia una lista proprio con Afd per le prossime elezioni europee. Lo scontro potrebbe riacutizzarsi nei prossimi mesi. In una rilevazione di YouGov l’Afd ha raggiunto il 24%, posizionandosi come secondo partito, dietro la Cdu-Csu al 29%. E a settembre 2024 potrebbe vincere le elezioni in alcuni Länder orientali, dove svetta tra le preferenze: in Turingia, Brandeburgo e Sassonia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556532/corsivo_22_01_2024_08_25.mp3" length="2298092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Afd sta per Alternative für Deutschland. E' un partito emergente della destra radicale, che si ispira direttamente agli anni bui del nazismo, che non sconfessa le leggi razziali e propone un programma basato su pochi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Afd sta per Alternative für Deutschland. E' un partito emergente della destra radicale, che si ispira direttamente agli anni bui del nazismo, che non sconfessa le leggi razziali e propone un programma basato su pochi punti: lotta all'immigrazione, suprematismo bianco, sovranismo.  La Germania si mobilita contro la loro presenza sulla scena politica.  Nel weekend, in migliaia sono scesi in piazza ad Amburgo, Hannover, Francoforte, Kassel, Dortmund, Wuppertal, Karlsruhe, Norimberga,  uniti da slogan e motti in favore della democrazia e contro il partito nazional-conservatore, euroscettico e anti-immigrazione. Non solo. . A Monaco di Baviera, a causa del sovraffollamento dovuto all’affluenza record, la manifestazione indetta è stata addirittura interrotta: 50.000 persone, il doppio di quelle registrate all’evento e previste dalla Polizia. Tutto parte dalle rivelazioni della redazione d'inchiesta investigativa "Correctiv" che ha riferito di un incontro segreto a Potsdam, vicino a Berlino, in cui è stato discusso un piano per l’espulsione di massa di migranti, richiedenti asilo e cittadini tedeschi “non assimilati”. Tra i partecipanti figurano proprio i membri dell’Afd. Il partito conferma la presenza di suoi membri all’evento, ma dichiara di non sostenere il progetto di “ri-emigrazione” di Martin Sellner, figura di spicco della Nuova Destra e del Movimento Identitario. Fa riflettere la mobilitazione tedesca che avviene mentre in Italia c'è chi come la Lega di Matteo Salvini annuncia una lista proprio con Afd per le prossime elezioni europee. Lo scontro potrebbe riacutizzarsi nei prossimi mesi. In una rilevazione di YouGov l’Afd ha raggiunto il 24%, posizionandosi come secondo partito, dietro la Cdu-Csu al 29%. E a settembre 2024 potrebbe vincere le elezioni in alcuni Länder orientali, dove svetta tra le preferenze: in Turingia, Brandeburgo e Sassonia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/16243be15d7b3898f95cca960c0fc20b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il nazismo di Afd che non piace ai tedeschi | 22/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nazismo-di-afd-che-non-piace-ai-tedeschi-22-01-2024-il-corsivo--58400226</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Afd sta per Alternative für Deutschland. E' un partito emergente della destra radicale, che si ispira direttamente agli anni bui del nazismo, che non sconfessa le leggi razziali e propone un programma basato su pochi punti: lotta all'immigrazione, suprematismo bianco, sovranismo.  La Germania si mobilita contro la loro presenza sulla scena politica.  Nel weekend, in migliaia sono scesi in piazza ad Amburgo, Hannover, Francoforte, Kassel, Dortmund, Wuppertal, Karlsruhe, Norimberga,  uniti da slogan e motti in favore della democrazia e contro il partito nazional-conservatore, euroscettico e anti-immigrazione. Non solo. . A Monaco di Baviera, a causa del sovraffollamento dovuto all’affluenza record, la manifestazione indetta è stata addirittura interrotta: 50.000 persone, il doppio di quelle registrate all’evento e previste dalla Polizia. Tutto parte dalle rivelazioni della redazione d'inchiesta investigativa "Correctiv" che ha riferito di un incontro segreto a Potsdam, vicino a Berlino, in cui è stato discusso un piano per l’espulsione di massa di migranti, richiedenti asilo e cittadini tedeschi “non assimilati”. Tra i partecipanti figurano proprio i membri dell’Afd. Il partito conferma la presenza di suoi membri all’evento, ma dichiara di non sostenere il progetto di “ri-emigrazione” di Martin Sellner, figura di spicco della Nuova Destra e del Movimento Identitario. Fa riflettere la mobilitazione tedesca che avviene mentre in Italia c'è chi come la Lega di Matteo Salvini annuncia una lista proprio con Afd per le prossime elezioni europee. Lo scontro potrebbe riacutizzarsi nei prossimi mesi. In una rilevazione di YouGov l’Afd ha raggiunto il 24%, posizionandosi come secondo partito, dietro la Cdu-Csu al 29%. E a settembre 2024 potrebbe vincere le elezioni in alcuni Länder orientali, dove svetta tra le preferenze: in Turingia, Brandeburgo e Sassonia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_22-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 22 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58400226/corsivo_22_01_2024_08_25.mp3" length="2298092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Afd sta per Alternative für Deutschland. E' un partito emergente della destra radicale, che si ispira direttamente agli anni bui del nazismo, che non sconfessa le leggi razziali e propone un programma basato su pochi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Afd sta per Alternative für Deutschland. E' un partito emergente della destra radicale, che si ispira direttamente agli anni bui del nazismo, che non sconfessa le leggi razziali e propone un programma basato su pochi punti: lotta all'immigrazione, suprematismo bianco, sovranismo.  La Germania si mobilita contro la loro presenza sulla scena politica.  Nel weekend, in migliaia sono scesi in piazza ad Amburgo, Hannover, Francoforte, Kassel, Dortmund, Wuppertal, Karlsruhe, Norimberga,  uniti da slogan e motti in favore della democrazia e contro il partito nazional-conservatore, euroscettico e anti-immigrazione. Non solo. . A Monaco di Baviera, a causa del sovraffollamento dovuto all’affluenza record, la manifestazione indetta è stata addirittura interrotta: 50.000 persone, il doppio di quelle registrate all’evento e previste dalla Polizia. Tutto parte dalle rivelazioni della redazione d'inchiesta investigativa "Correctiv" che ha riferito di un incontro segreto a Potsdam, vicino a Berlino, in cui è stato discusso un piano per l’espulsione di massa di migranti, richiedenti asilo e cittadini tedeschi “non assimilati”. Tra i partecipanti figurano proprio i membri dell’Afd. Il partito conferma la presenza di suoi membri all’evento, ma dichiara di non sostenere il progetto di “ri-emigrazione” di Martin Sellner, figura di spicco della Nuova Destra e del Movimento Identitario. Fa riflettere la mobilitazione tedesca che avviene mentre in Italia c'è chi come la Lega di Matteo Salvini annuncia una lista proprio con Afd per le prossime elezioni europee. Lo scontro potrebbe riacutizzarsi nei prossimi mesi. In una rilevazione di YouGov l’Afd ha raggiunto il 24%, posizionandosi come secondo partito, dietro la Cdu-Csu al 29%. E a settembre 2024 potrebbe vincere le elezioni in alcuni Länder orientali, dove svetta tra le preferenze: in Turingia, Brandeburgo e Sassonia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi  non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/16243be15d7b3898f95cca960c0fc20b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il calendario della discordia | 20/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-calendario-della-discordia-20-01-2024-il-corsivo--64556554</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Il calendario dell’Esercito italiano per il 2024 porta un titolo – fortemente voluto dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti – che sta suscitando un diffuso malumore sia a livello storico, che politico. “Per l’Italia sempre… prima e dopo l’8 settembre 1943”: sono queste, infatti, le parole che campeggiano sulla copertina del calendario che, appena pubblicato, è già divenuto un “casus” in grado di alimentare polemiche che sono tipiche di un Paese che, evidentemente, stenta a fare i conti con il proprio passato.  Con l’indirizzo dato al calendario 2024, la figlia dello storico dirigente del Msi, Pino Rauti, sembra voler superare la distinzione tra quanto avvenne, tra le nostre Forze Armate, prima e dopo la fatidica data dell’8 settembre: giorno in cui, caduto da poco tempo il fascismo, l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati. Il calendario – come si legge nella sua presentazione – intende rendere  omaggio ad alcuni dei militari che furono insigniti della Medaglia d’oro al Valore:uomini che parteciparono ai tragici eventi di guerra “con l’assoluta consapevolezza di servire la Patria”,  “sia prima e sia dopo l’8 settembre 1943”. E si trattò sempre – continua la prefazione - degli “stessi uomini, degli stessi Eroi”. E qui però, anche noi abbiamo qualcosa da dire, perché il sacrificio di tanti soldati che sono caduti nei primi tre anni di guerra non può essere strumentalizzato da chi cerca di dimostrare una effettiva continuità istituzionale tra il prima e il dopo. Anzi, ci pare che il sorvolare, come se nulla fosse,  sulle responsabilità di una classe di governo che incamminò, imperdonabilmente, verso la morte  migliaia e migliaia di giovani italiani, significhi equivocare un po’ troppo su come andarono realmente le cose. Certo che gli alpini morti di fame e di freddo nella Ritirata di Russia sono dei martiri e degli eroi ! Certo che i fanti mandati allo sbaraglio in Africa contro un nemico molto più armato sono anch’essi dei martiri e degli eroi! Ci mancherebbe altro...Tuttavia, se vogliamo veramente onorarne la memoria, dobbiamo anche ricordare che l’8 settembre segnò una svolta drammatica per il Regio Esercito che di fatto  si trovò, da un giorno all’altro, allo sbando e fu costretto a vivere quella situazione di confusa smobilitazione così ben descritta da Luigi Comencini nel suo film “Tutti a casa” del 1960. Ma sempre lo stesso 8 settembre rappresentò pure  l’inizio di un riscatto nazionale al quale contribuirono anche tanti militari che, in quelle ore, operarono una scelta decisiva proprio “tra il prima e il dopo”: e cioè, tra la guerra combattuta a fianco di Hitler e quella per liberarci dal suo giogo criminale.  "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 20 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556554/corsivo_20_01_2024_08_25.mp3" length="2598764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio   Il calendario dell’Esercito italiano per il 2024 porta un titolo – fortemente voluto dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti – che sta suscitando un diffuso malumore sia a livello storico, che politico. “Per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Il calendario dell’Esercito italiano per il 2024 porta un titolo – fortemente voluto dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti – che sta suscitando un diffuso malumore sia a livello storico, che politico. “Per l’Italia sempre… prima e dopo l’8 settembre 1943”: sono queste, infatti, le parole che campeggiano sulla copertina del calendario che, appena pubblicato, è già divenuto un “casus” in grado di alimentare polemiche che sono tipiche di un Paese che, evidentemente, stenta a fare i conti con il proprio passato.  Con l’indirizzo dato al calendario 2024, la figlia dello storico dirigente del Msi, Pino Rauti, sembra voler superare la distinzione tra quanto avvenne, tra le nostre Forze Armate, prima e dopo la fatidica data dell’8 settembre: giorno in cui, caduto da poco tempo il fascismo, l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati. Il calendario – come si legge nella sua presentazione – intende rendere  omaggio ad alcuni dei militari che furono insigniti della Medaglia d’oro al Valore:uomini che parteciparono ai tragici eventi di guerra “con l’assoluta consapevolezza di servire la Patria”,  “sia prima e sia dopo l’8 settembre 1943”. E si trattò sempre – continua la prefazione - degli “stessi uomini, degli stessi Eroi”. E qui però, anche noi abbiamo qualcosa da dire, perché il sacrificio di tanti soldati che sono caduti nei primi tre anni di guerra non può essere strumentalizzato da chi cerca di dimostrare una effettiva continuità istituzionale tra il prima e il dopo. Anzi, ci pare che il sorvolare, come se nulla fosse,  sulle responsabilità di una classe di governo che incamminò, imperdonabilmente, verso la morte  migliaia e migliaia di giovani italiani, significhi equivocare un po’ troppo su come andarono realmente le cose. Certo che gli alpini morti di fame e di freddo nella Ritirata di Russia sono dei martiri e degli eroi ! Certo che i fanti mandati allo sbaraglio in Africa contro un nemico molto più armato sono anch’essi dei martiri e degli eroi! Ci mancherebbe altro...Tuttavia, se vogliamo veramente onorarne la memoria, dobbiamo anche ricordare che l’8 settembre segnò una svolta drammatica per il Regio Esercito che di fatto  si trovò, da un giorno all’altro, allo sbando e fu costretto a vivere quella situazione di confusa smobilitazione così ben descritta da Luigi Comencini nel suo film “Tutti a casa” del 1960. Ma sempre lo stesso 8 settembre rappresentò pure  l’inizio di un riscatto nazionale al quale contribuirono anche tanti militari che, in quelle ore, operarono una scelta decisiva proprio “tra il prima e il dopo”: e cioè, tra la guerra combattuta a fianco di Hitler e quella per liberarci dal suo giogo criminale.  "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>163</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a6e6308164814dd713e2caacc5005b37.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il calendario della discordia | 20/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-calendario-della-discordia-20-01-2024-il-corsivo--58378020</link><description><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Il calendario dell’Esercito italiano per il 2024 porta un titolo – fortemente voluto dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti – che sta suscitando un diffuso malumore sia a livello storico, che politico. “Per l’Italia sempre… prima e dopo l’8 settembre 1943”: sono queste, infatti, le parole che campeggiano sulla copertina del calendario che, appena pubblicato, è già divenuto un “casus” in grado di alimentare polemiche che sono tipiche di un Paese che, evidentemente, stenta a fare i conti con il proprio passato.  Con l’indirizzo dato al calendario 2024, la figlia dello storico dirigente del Msi, Pino Rauti, sembra voler superare la distinzione tra quanto avvenne, tra le nostre Forze Armate, prima e dopo la fatidica data dell’8 settembre: giorno in cui, caduto da poco tempo il fascismo, l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati. Il calendario – come si legge nella sua presentazione – intende rendere  omaggio ad alcuni dei militari che furono insigniti della Medaglia d’oro al Valore:uomini che parteciparono ai tragici eventi di guerra “con l’assoluta consapevolezza di servire la Patria”,  “sia prima e sia dopo l’8 settembre 1943”. E si trattò sempre – continua la prefazione - degli “stessi uomini, degli stessi Eroi”. E qui però, anche noi abbiamo qualcosa da dire, perché il sacrificio di tanti soldati che sono caduti nei primi tre anni di guerra non può essere strumentalizzato da chi cerca di dimostrare una effettiva continuità istituzionale tra il prima e il dopo. Anzi, ci pare che il sorvolare, come se nulla fosse,  sulle responsabilità di una classe di governo che incamminò, imperdonabilmente, verso la morte  migliaia e migliaia di giovani italiani, significhi equivocare un po’ troppo su come andarono realmente le cose. Certo che gli alpini morti di fame e di freddo nella Ritirata di Russia sono dei martiri e degli eroi ! Certo che i fanti mandati allo sbaraglio in Africa contro un nemico molto più armato sono anch’essi dei martiri e degli eroi! Ci mancherebbe altro...Tuttavia, se vogliamo veramente onorarne la memoria, dobbiamo anche ricordare che l’8 settembre segnò una svolta drammatica per il Regio Esercito che di fatto  si trovò, da un giorno all’altro, allo sbando e fu costretto a vivere quella situazione di confusa smobilitazione così ben descritta da Luigi Comencini nel suo film “Tutti a casa” del 1960. Ma sempre lo stesso 8 settembre rappresentò pure  l’inizio di un riscatto nazionale al quale contribuirono anche tanti militari che, in quelle ore, operarono una scelta decisiva proprio “tra il prima e il dopo”: e cioè, tra la guerra combattuta a fianco di Hitler e quella per liberarci dal suo giogo criminale.  "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_20-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 20 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58378020/corsivo_20_01_2024_08_25.mp3" length="2598764" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Ferruccio Bovio   Il calendario dell’Esercito italiano per il 2024 porta un titolo – fortemente voluto dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti – che sta suscitando un diffuso malumore sia a livello storico, che politico. “Per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Ferruccio Bovio   Il calendario dell’Esercito italiano per il 2024 porta un titolo – fortemente voluto dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti – che sta suscitando un diffuso malumore sia a livello storico, che politico. “Per l’Italia sempre… prima e dopo l’8 settembre 1943”: sono queste, infatti, le parole che campeggiano sulla copertina del calendario che, appena pubblicato, è già divenuto un “casus” in grado di alimentare polemiche che sono tipiche di un Paese che, evidentemente, stenta a fare i conti con il proprio passato.  Con l’indirizzo dato al calendario 2024, la figlia dello storico dirigente del Msi, Pino Rauti, sembra voler superare la distinzione tra quanto avvenne, tra le nostre Forze Armate, prima e dopo la fatidica data dell’8 settembre: giorno in cui, caduto da poco tempo il fascismo, l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati. Il calendario – come si legge nella sua presentazione – intende rendere  omaggio ad alcuni dei militari che furono insigniti della Medaglia d’oro al Valore:uomini che parteciparono ai tragici eventi di guerra “con l’assoluta consapevolezza di servire la Patria”,  “sia prima e sia dopo l’8 settembre 1943”. E si trattò sempre – continua la prefazione - degli “stessi uomini, degli stessi Eroi”. E qui però, anche noi abbiamo qualcosa da dire, perché il sacrificio di tanti soldati che sono caduti nei primi tre anni di guerra non può essere strumentalizzato da chi cerca di dimostrare una effettiva continuità istituzionale tra il prima e il dopo. Anzi, ci pare che il sorvolare, come se nulla fosse,  sulle responsabilità di una classe di governo che incamminò, imperdonabilmente, verso la morte  migliaia e migliaia di giovani italiani, significhi equivocare un po’ troppo su come andarono realmente le cose. Certo che gli alpini morti di fame e di freddo nella Ritirata di Russia sono dei martiri e degli eroi ! Certo che i fanti mandati allo sbaraglio in Africa contro un nemico molto più armato sono anch’essi dei martiri e degli eroi! Ci mancherebbe altro...Tuttavia, se vogliamo veramente onorarne la memoria, dobbiamo anche ricordare che l’8 settembre segnò una svolta drammatica per il Regio Esercito che di fatto  si trovò, da un giorno all’altro, allo sbando e fu costretto a vivere quella situazione di confusa smobilitazione così ben descritta da Luigi Comencini nel suo film “Tutti a casa” del 1960. Ma sempre lo stesso 8 settembre rappresentò pure  l’inizio di un riscatto nazionale al quale contribuirono anche tanti militari che, in quelle ore, operarono una scelta decisiva proprio “tra il prima e il dopo”: e cioè, tra la guerra combattuta a fianco di Hitler e quella per liberarci dal suo giogo criminale.  "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>163</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a6e6308164814dd713e2caacc5005b37.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Pd a conclave a Gubbio: l'obiettivo è il rilancio del centrosinistra | 19/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pd-a-conclave-a-gubbio-l-obiettivo-e-il-rilancio-del-centrosinistra-19-01-2024-il-corsivo--64556568</link><description><![CDATA[Dalla nascita del Pds di Achille Occhetto al Partito Democratico di Elly Schlein, quando il centrosinistra smarrisce il cammino va in conclave e sceglie i conventi. Nel 1995, l'allora segretario del Pds Massimo D'Alema convoca nell'Abbazia di Pontignano, colline senesi, il primo momento di riflessione con il gruppo dirigente: un conclave, ma in un resort di impronta medioevale. Romano Prodi, nel 1997, convoca in un convento a Gargonza, in Val di Chiana, un vertice del centrosinistra e del suo governo, parlamentari e studiosi come Umberto Eco con il compito di elaborare le "Dieci idee per l'Ulivo". Nel 2000, Prodi replica l'appuntamento ancora a Gargonza per gli Stati Generali dell'Ulivo. La relazione introduttiva viene messa a punto da un gruppo di venti promotori coordinati dal semiologo Omar Calabrese. Sempre Prodi nel 2006 riconvoca a San Martino in Campo, in provincia di Perugia, un summit di governo nel corso del quale viene stabilita la strategia comunicativa di Palazzo Chigi. Nel 2007, ci si sposta nella cornice della reggia di Caserta, Nel 2010 Dario Franceschini, allora capogruppo Pd alla Camera dei deputati, convoca nell'Abbazia toscana di Spineto, un seminario dei parlamentari dove l'ospite d'onore è  Romano Prodi. Tre anni dopo vi torna anche Enrico Letta che a Spineto della Luca porta tutti i ministri e i sottosegretari in ritiro "per conoscersi e fare spogliatoio" con la promessa e la garanzia che comunque "ognuno paga per sé".  Poi tocca a Nicola Zingaretti continuare la tradizione nell’abbazia di Contigliano. Si arriva al conclave in corso a Gubbio, in un vecchio monastero nel cuore dell'Umbria. L’idea di Chiara Braga è quella di rinchiudersi due giorni in un convento per ritrovare l’armonia del gruppo parlamentare. Ma il conclave, al centrosinistra, non ha mai portato bene, e ci vuole ben altro, forse una più approfondita ristrutturazione del gruppo dirigente,  per risollevare le sorti di un partito che i sondaggi stimano tra il 19 e il 20% e che non frena in alcun modo la stabile tenuta di Fratelli d'Italia e di Giorgia Meloni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556568/corsivo_19_01_2024_08_25.mp3" length="2470124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Dalla nascita del Pds di Achille Occhetto al Partito Democratico di Elly Schlein, quando il centrosinistra smarrisce il cammino va in conclave e sceglie i conventi. 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Sempre Prodi nel 2006 riconvoca a San Martino in Campo, in provincia di Perugia, un summit di governo nel corso del quale viene stabilita la strategia comunicativa di Palazzo Chigi. Nel 2007, ci si sposta nella cornice della reggia di Caserta, Nel 2010 Dario Franceschini, allora capogruppo Pd alla Camera dei deputati, convoca nell'Abbazia toscana di Spineto, un seminario dei parlamentari dove l'ospite d'onore è  Romano Prodi. Tre anni dopo vi torna anche Enrico Letta che a Spineto della Luca porta tutti i ministri e i sottosegretari in ritiro "per conoscersi e fare spogliatoio" con la promessa e la garanzia che comunque "ognuno paga per sé".  Poi tocca a Nicola Zingaretti continuare la tradizione nell’abbazia di Contigliano. Si arriva al conclave in corso a Gubbio, in un vecchio monastero nel cuore dell'Umbria. L’idea di Chiara Braga è quella di rinchiudersi due giorni in un convento per ritrovare l’armonia del gruppo parlamentare. Ma il conclave, al centrosinistra, non ha mai portato bene, e ci vuole ben altro, forse una più approfondita ristrutturazione del gruppo dirigente,  per risollevare le sorti di un partito che i sondaggi stimano tra il 19 e il 20% e che non frena in alcun modo la stabile tenuta di Fratelli d'Italia e di Giorgia Meloni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/188cd2654c7c8a725a3733286ea1871d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Pd a conclave a Gubbio: l'obiettivo è il rilancio del centrosinistra | 19/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pd-a-conclave-a-gubbio-l-obiettivo-e-il-rilancio-del-centrosinistra-19-01-2024-il-corsivo--58362399</link><description><![CDATA[Dalla nascita del Pds di Achille Occhetto al Partito Democratico di Elly Schlein, quando il centrosinistra smarrisce il cammino va in conclave e sceglie i conventi. Nel 1995, l'allora segretario del Pds Massimo D'Alema convoca nell'Abbazia di Pontignano, colline senesi, il primo momento di riflessione con il gruppo dirigente: un conclave, ma in un resort di impronta medioevale. Romano Prodi, nel 1997, convoca in un convento a Gargonza, in Val di Chiana, un vertice del centrosinistra e del suo governo, parlamentari e studiosi come Umberto Eco con il compito di elaborare le "Dieci idee per l'Ulivo". Nel 2000, Prodi replica l'appuntamento ancora a Gargonza per gli Stati Generali dell'Ulivo. La relazione introduttiva viene messa a punto da un gruppo di venti promotori coordinati dal semiologo Omar Calabrese. Sempre Prodi nel 2006 riconvoca a San Martino in Campo, in provincia di Perugia, un summit di governo nel corso del quale viene stabilita la strategia comunicativa di Palazzo Chigi. Nel 2007, ci si sposta nella cornice della reggia di Caserta, Nel 2010 Dario Franceschini, allora capogruppo Pd alla Camera dei deputati, convoca nell'Abbazia toscana di Spineto, un seminario dei parlamentari dove l'ospite d'onore è  Romano Prodi. Tre anni dopo vi torna anche Enrico Letta che a Spineto della Luca porta tutti i ministri e i sottosegretari in ritiro "per conoscersi e fare spogliatoio" con la promessa e la garanzia che comunque "ognuno paga per sé".  Poi tocca a Nicola Zingaretti continuare la tradizione nell’abbazia di Contigliano. Si arriva al conclave in corso a Gubbio, in un vecchio monastero nel cuore dell'Umbria. L’idea di Chiara Braga è quella di rinchiudersi due giorni in un convento per ritrovare l’armonia del gruppo parlamentare. Ma il conclave, al centrosinistra, non ha mai portato bene, e ci vuole ben altro, forse una più approfondita ristrutturazione del gruppo dirigente,  per risollevare le sorti di un partito che i sondaggi stimano tra il 19 e il 20% e che non frena in alcun modo la stabile tenuta di Fratelli d'Italia e di Giorgia Meloni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_19-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 19 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58362399/corsivo_19_01_2024_08_25.mp3" length="2470124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Dalla nascita del Pds di Achille Occhetto al Partito Democratico di Elly Schlein, quando il centrosinistra smarrisce il cammino va in conclave e sceglie i conventi. 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Sempre Prodi nel 2006 riconvoca a San Martino in Campo, in provincia di Perugia, un summit di governo nel corso del quale viene stabilita la strategia comunicativa di Palazzo Chigi. Nel 2007, ci si sposta nella cornice della reggia di Caserta, Nel 2010 Dario Franceschini, allora capogruppo Pd alla Camera dei deputati, convoca nell'Abbazia toscana di Spineto, un seminario dei parlamentari dove l'ospite d'onore è  Romano Prodi. Tre anni dopo vi torna anche Enrico Letta che a Spineto della Luca porta tutti i ministri e i sottosegretari in ritiro "per conoscersi e fare spogliatoio" con la promessa e la garanzia che comunque "ognuno paga per sé".  Poi tocca a Nicola Zingaretti continuare la tradizione nell’abbazia di Contigliano. Si arriva al conclave in corso a Gubbio, in un vecchio monastero nel cuore dell'Umbria. L’idea di Chiara Braga è quella di rinchiudersi due giorni in un convento per ritrovare l’armonia del gruppo parlamentare. Ma il conclave, al centrosinistra, non ha mai portato bene, e ci vuole ben altro, forse una più approfondita ristrutturazione del gruppo dirigente,  per risollevare le sorti di un partito che i sondaggi stimano tra il 19 e il 20% e che non frena in alcun modo la stabile tenuta di Fratelli d'Italia e di Giorgia Meloni.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/188cd2654c7c8a725a3733286ea1871d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La questione morale sbaraglia le regionali in Sardegna. Solinas indagato per corruzione | 18/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-questione-morale-sbaraglia-le-regionali-in-sardegna-solinas-indagato-per-corruzione-18-01-2024-il-corsivo--64556537</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La questione morale entra nello scontro politico sulle candidature delle elezioni regionali in Sardegna, previste il prossimo 25 febbraio. Il governatore uscente della Sardegna Christian Solinas, esponente della Lega, è indagato per corruzione. Al centro delle indagini della procura di Cagliari ci sono la compravendita di alcuni terreni di proprietà dello stesso Solinas e nomine pilotate in enti controllati dalla Regione. A Solinas sono stati sequestrati beni per circa 350 mila euro. Nel primo troncone d'inchiesta, insieme a Solinas sono coinvolti l’imprenditore Roberto Zedda e il consigliere regionale Nanni Lancioni del Partito di azione sardo. Il secondo filone dell’indagine riguarda pressioni per la nomina di Roberto Raimondi al vertice dell’Enpi, legata alla promessa di una laurea ad honorem di un’università albanese e di contratti di docenza per lo stesso governatore sardo. Solinas respinge le accuse al mittente, parla di giustizia ad orologeria perché le notizie coperte dal segreto istruttorio sono state trapelate a quattro giorni dalla presentazione delle liste, mentre si decide il candidato presidente unitario del centrodestra. Saranno infatti i tribunali attraverso eventuali processi a stabilire se le accuse rivolte a Solinas siano vere, verificate, ma la questione morale risulta ancora centrale nella politica italiana, soprattutto nella scelta di candidati puliti, senza macchie, senza ombre. Il dibattito invece si concentra sui rapporti di forza tra i partiti, tra chi chiede posti che gli sarebbero dovuti. Il Bene comune è un obiettivo ancora lontano da raggiungere, anche in Sardegna.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 18 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556537/corsivo_18_01_2024_08_25.mp3" length="2148716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La questione morale entra nello scontro politico sulle candidature delle elezioni regionali in Sardegna, previste il prossimo 25 febbraio. 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Al centro delle indagini della procura di Cagliari ci sono la compravendita di alcuni terreni di proprietà dello stesso Solinas e nomine pilotate in enti controllati dalla Regione. A Solinas sono stati sequestrati beni per circa 350 mila euro. Nel primo troncone d'inchiesta, insieme a Solinas sono coinvolti l’imprenditore Roberto Zedda e il consigliere regionale Nanni Lancioni del Partito di azione sardo. Il secondo filone dell’indagine riguarda pressioni per la nomina di Roberto Raimondi al vertice dell’Enpi, legata alla promessa di una laurea ad honorem di un’università albanese e di contratti di docenza per lo stesso governatore sardo. Solinas respinge le accuse al mittente, parla di giustizia ad orologeria perché le notizie coperte dal segreto istruttorio sono state trapelate a quattro giorni dalla presentazione delle liste, mentre si decide il candidato presidente unitario del centrodestra. Saranno infatti i tribunali attraverso eventuali processi a stabilire se le accuse rivolte a Solinas siano vere, verificate, ma la questione morale risulta ancora centrale nella politica italiana, soprattutto nella scelta di candidati puliti, senza macchie, senza ombre. Il dibattito invece si concentra sui rapporti di forza tra i partiti, tra chi chiede posti che gli sarebbero dovuti. Il Bene comune è un obiettivo ancora lontano da raggiungere, anche in Sardegna.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Nuovo attacco Usa contro gli houti | 17/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/raid-iraniani-su-iraq-e-siria-israele-colpisce-hezbollah-nuovo-attacco-usa-contro-gli-houti-17-01-2024-il-corsivo--64556601</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In poche ore, lo scenario già complesso, focalizzato per settimane sullo scontro tra Israele e Hamas, ha coinvolto dapprima la popolazione civile a Gaza con oltre 24 mila morti, migliaia di feriti, la totale distruzione delle strutture, poi si è esteso al Libano, allo Yemen, a Iran, Iraq, Siria e Pakistan. Il regime di Teheran entra in azione, non più solo attraverso la sua rete di combattenti sparsi per il Medio Oriente, dagli Hezbollah libanesi agli Houthi yemeniti, ma in forma diretta: le forze aeree dei Guardiani della Rivoluzione hanno lanciato missili balistici sull'Iraq e la Siria. L'esercito americano ha di nuovo colpito i ribelli filo iraniani in Yemen, mentre Israele ha lanciato il più massiccio attacco contro i miliziani del Partito di Dio nel sud del Libano. Il Pakistan accusa l'Iran di aver effettuato attacchi aerei sul suo territorio, uccidendo due bambini e ferendone altri tre. D'altro canto, Il kibbutz di Beeri ha confermato la morte dei suoi cittadini Yossi Sharabi e Itai Svirsky, i due ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre e comparsi negli ultimi video pubblicati dal movimento islamista palestinese. Tra i 27 dell'Ue c'è "un ampio consenso" sulla necessità di agire "in modo rapido e pragmatico" per contrastare gli Houti creando una missione Ue. La diplomazia sembra svanita nel nulla, e quella poca rimasta attiva non ha soluzioni forti a portata di mano da offrire ai vari attori in conflitto. L'Onu sembra sempre più un gigante di carta, imbrigliato tra veti e contrapposizioni tattiche. Il conflitto in Medio Oriente si allarga e prende le forme di una guerra globale.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_17-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 17 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556601/corsivo_17_01_2024_08_25.mp3" length="2068844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In poche ore, lo scenario già complesso, focalizzato per settimane sullo scontro tra Israele e Hamas, ha coinvolto dapprima la popolazione civile a Gaza con oltre 24 mila morti, migliaia di feriti, la totale distruzione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In poche ore, lo scenario già complesso, focalizzato per settimane sullo scontro tra Israele e Hamas, ha coinvolto dapprima la popolazione civile a Gaza con oltre 24 mila morti, migliaia di feriti, la totale distruzione delle strutture, poi si è esteso al Libano, allo Yemen, a Iran, Iraq, Siria e Pakistan. 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Il Pakistan accusa l'Iran di aver effettuato attacchi aerei sul suo territorio, uccidendo due bambini e ferendone altri tre. D'altro canto, Il kibbutz di Beeri ha confermato la morte dei suoi cittadini Yossi Sharabi e Itai Svirsky, i due ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre e comparsi negli ultimi video pubblicati dal movimento islamista palestinese. Tra i 27 dell'Ue c'è "un ampio consenso" sulla necessità di agire "in modo rapido e pragmatico" per contrastare gli Houti creando una missione Ue. La diplomazia sembra svanita nel nulla, e quella poca rimasta attiva non ha soluzioni forti a portata di mano da offrire ai vari attori in conflitto. L'Onu sembra sempre più un gigante di carta, imbrigliato tra veti e contrapposizioni tattiche. Il conflitto in Medio Oriente si allarga e prende le forme di una guerra globale.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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L'esercito americano ha di nuovo colpito i ribelli filo iraniani in Yemen, mentre Israele ha lanciato il più massiccio attacco contro i miliziani del Partito di Dio nel sud del Libano. Il Pakistan accusa l'Iran di aver effettuato attacchi aerei sul suo territorio, uccidendo due bambini e ferendone altri tre. D'altro canto, Il kibbutz di Beeri ha confermato la morte dei suoi cittadini Yossi Sharabi e Itai Svirsky, i due ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre e comparsi negli ultimi video pubblicati dal movimento islamista palestinese. Tra i 27 dell'Ue c'è "un ampio consenso" sulla necessità di agire "in modo rapido e pragmatico" per contrastare gli Houti creando una missione Ue. La diplomazia sembra svanita nel nulla, e quella poca rimasta attiva non ha soluzioni forti a portata di mano da offrire ai vari attori in conflitto. L'Onu sembra sempre più un gigante di carta, imbrigliato tra veti e contrapposizioni tattiche. Il conflitto in Medio Oriente si allarga e prende le forme di una guerra globale.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Il regime di Teheran entra in azione, non più solo attraverso la sua rete di combattenti sparsi per il Medio Oriente, dagli Hezbollah libanesi agli Houthi yemeniti, ma in forma diretta: le forze aeree dei Guardiani della Rivoluzione hanno lanciato missili balistici sull'Iraq e la Siria. L'esercito americano ha di nuovo colpito i ribelli filo iraniani in Yemen, mentre Israele ha lanciato il più massiccio attacco contro i miliziani del Partito di Dio nel sud del Libano. Il Pakistan accusa l'Iran di aver effettuato attacchi aerei sul suo territorio, uccidendo due bambini e ferendone altri tre. D'altro canto, Il kibbutz di Beeri ha confermato la morte dei suoi cittadini Yossi Sharabi e Itai Svirsky, i due ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre e comparsi negli ultimi video pubblicati dal movimento islamista palestinese. Tra i 27 dell'Ue c'è "un ampio consenso" sulla necessità di agire "in modo rapido e pragmatico" per contrastare gli Houti creando una missione Ue. La diplomazia sembra svanita nel nulla, e quella poca rimasta attiva non ha soluzioni forti a portata di mano da offrire ai vari attori in conflitto. L'Onu sembra sempre più un gigante di carta, imbrigliato tra veti e contrapposizioni tattiche. Il conflitto in Medio Oriente si allarga e prende le forme di una guerra globale.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La sua vittoria è piena e travolge il suo partito e i candidati repubblicani come l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley e il governatore della Florida Ron DeSantis, che non riescono a colmare la differenza numerica con l'ex presidente americano. Il successo di Trump era così certo che perfino una agenzia di stampa generalmente cauta ha battuto la notizia 31 minuti prima dell'annuncio ufficiale. Le quattro incriminazioni con accuse gravissime, tra cui quella di essere il mandante e l'organizzatore dell'assalto suprematista al Capitol Hill, hanno aiutato Trump a tornare al centro della scena politica, grazie ad un programma perfettamente in linea con il suo elettorato, dall’aborto ai tagli alle tasse. L'affermazione dei valori dell'America più reazionaria e conservatrice  risulta alla luce di questo risultato più importante di qualsiasi limite personale. La dimensione del successo di Trump in Iowa non ha precedenti nella storia dei caucus repubblicani, perché finora il massimo vantaggio ottenuto da un candidato vincente era stato del 12%. Dunque gli elettori repubblicani hanno preferito la vecchia figura del miliardario che parla alla pancia della provincia americana, confermando così l'esistenza di un presunto complotto giudiziario ordito dai democratici per impedire a Donald Trump di tornare alla Casa Bianca. Joe Biden incassa il duro colpo e invita il popolo democratico alla mobilitazione. "Se le prime proiezioni sono giuste, Trump è avviato verso la nomination repubblicana. Questo significa che dobbiamo impegnarci ancora di più per vincere le elezioni". L'avvio delle primarie mette così l’ipoteca sulla nomination del Partito repubblicano e lancia un preoccupante avvertimento al presidente Joe Biden in vista del voto del 5 novembre per la Casa Bianca, e all'intero Paese.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_16-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 16 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556604/corsivo_16_01_2024_08_25.mp3" length="2478188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Come previsto dagli analisti e dai sondaggi, Donald Trump trionfa nel caucus dell’Iowa. La sua vittoria è piena e travolge il suo partito e i candidati repubblicani come l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley e il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Come previsto dagli analisti e dai sondaggi, Donald Trump trionfa nel caucus dell’Iowa. La sua vittoria è piena e travolge il suo partito e i candidati repubblicani come l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley e il governatore della Florida Ron DeSantis, che non riescono a colmare la differenza numerica con l'ex presidente americano. Il successo di Trump era così certo che perfino una agenzia di stampa generalmente cauta ha battuto la notizia 31 minuti prima dell'annuncio ufficiale. Le quattro incriminazioni con accuse gravissime, tra cui quella di essere il mandante e l'organizzatore dell'assalto suprematista al Capitol Hill, hanno aiutato Trump a tornare al centro della scena politica, grazie ad un programma perfettamente in linea con il suo elettorato, dall’aborto ai tagli alle tasse. L'affermazione dei valori dell'America più reazionaria e conservatrice  risulta alla luce di questo risultato più importante di qualsiasi limite personale. La dimensione del successo di Trump in Iowa non ha precedenti nella storia dei caucus repubblicani, perché finora il massimo vantaggio ottenuto da un candidato vincente era stato del 12%. Dunque gli elettori repubblicani hanno preferito la vecchia figura del miliardario che parla alla pancia della provincia americana, confermando così l'esistenza di un presunto complotto giudiziario ordito dai democratici per impedire a Donald Trump di tornare alla Casa Bianca. Joe Biden incassa il duro colpo e invita il popolo democratico alla mobilitazione. "Se le prime proiezioni sono giuste, Trump è avviato verso la nomination repubblicana. Questo significa che dobbiamo impegnarci ancora di più per vincere le elezioni". L'avvio delle primarie mette così l’ipoteca sulla nomination del Partito repubblicano e lancia un preoccupante avvertimento al presidente Joe Biden in vista del voto del 5 novembre per la Casa Bianca, e all'intero Paese.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/70f084f76759bce592afe2024eb71204.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump vince i caucus repubblicani in Iowa | 16/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-vince-i-caucus-repubblicani-in-iowa-16-01-2024-il-corsivo--58316866</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Come previsto dagli analisti e dai sondaggi, Donald Trump trionfa nel caucus dell’Iowa. La sua vittoria è piena e travolge il suo partito e i candidati repubblicani come l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley e il governatore della Florida Ron DeSantis, che non riescono a colmare la differenza numerica con l'ex presidente americano. Il successo di Trump era così certo che perfino una agenzia di stampa generalmente cauta ha battuto la notizia 31 minuti prima dell'annuncio ufficiale. Le quattro incriminazioni con accuse gravissime, tra cui quella di essere il mandante e l'organizzatore dell'assalto suprematista al Capitol Hill, hanno aiutato Trump a tornare al centro della scena politica, grazie ad un programma perfettamente in linea con il suo elettorato, dall’aborto ai tagli alle tasse. L'affermazione dei valori dell'America più reazionaria e conservatrice  risulta alla luce di questo risultato più importante di qualsiasi limite personale. La dimensione del successo di Trump in Iowa non ha precedenti nella storia dei caucus repubblicani, perché finora il massimo vantaggio ottenuto da un candidato vincente era stato del 12%. Dunque gli elettori repubblicani hanno preferito la vecchia figura del miliardario che parla alla pancia della provincia americana, confermando così l'esistenza di un presunto complotto giudiziario ordito dai democratici per impedire a Donald Trump di tornare alla Casa Bianca. Joe Biden incassa il duro colpo e invita il popolo democratico alla mobilitazione. "Se le prime proiezioni sono giuste, Trump è avviato verso la nomination repubblicana. Questo significa che dobbiamo impegnarci ancora di più per vincere le elezioni". L'avvio delle primarie mette così l’ipoteca sulla nomination del Partito repubblicano e lancia un preoccupante avvertimento al presidente Joe Biden in vista del voto del 5 novembre per la Casa Bianca, e all'intero Paese.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_16-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 16 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58316866/corsivo_16_01_2024_08_25.mp3" length="2478188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Come previsto dagli analisti e dai sondaggi, Donald Trump trionfa nel caucus dell’Iowa. La sua vittoria è piena e travolge il suo partito e i candidati repubblicani come l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley e il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Come previsto dagli analisti e dai sondaggi, Donald Trump trionfa nel caucus dell’Iowa. La sua vittoria è piena e travolge il suo partito e i candidati repubblicani come l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley e il governatore della Florida Ron DeSantis, che non riescono a colmare la differenza numerica con l'ex presidente americano. Il successo di Trump era così certo che perfino una agenzia di stampa generalmente cauta ha battuto la notizia 31 minuti prima dell'annuncio ufficiale. Le quattro incriminazioni con accuse gravissime, tra cui quella di essere il mandante e l'organizzatore dell'assalto suprematista al Capitol Hill, hanno aiutato Trump a tornare al centro della scena politica, grazie ad un programma perfettamente in linea con il suo elettorato, dall’aborto ai tagli alle tasse. L'affermazione dei valori dell'America più reazionaria e conservatrice  risulta alla luce di questo risultato più importante di qualsiasi limite personale. La dimensione del successo di Trump in Iowa non ha precedenti nella storia dei caucus repubblicani, perché finora il massimo vantaggio ottenuto da un candidato vincente era stato del 12%. Dunque gli elettori repubblicani hanno preferito la vecchia figura del miliardario che parla alla pancia della provincia americana, confermando così l'esistenza di un presunto complotto giudiziario ordito dai democratici per impedire a Donald Trump di tornare alla Casa Bianca. Joe Biden incassa il duro colpo e invita il popolo democratico alla mobilitazione. "Se le prime proiezioni sono giuste, Trump è avviato verso la nomination repubblicana. Questo significa che dobbiamo impegnarci ancora di più per vincere le elezioni". L'avvio delle primarie mette così l’ipoteca sulla nomination del Partito repubblicano e lancia un preoccupante avvertimento al presidente Joe Biden in vista del voto del 5 novembre per la Casa Bianca, e all'intero Paese.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>155</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/70f084f76759bce592afe2024eb71204.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Primarie repubblicane Iowa: Trump al 48% nei sondaggi a poche ore dal voto | 15/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/primarie-repubblicane-iowa-trump-al-48-nei-sondaggi-a-poche-ore-dal-voto-15-01-2024-il-corsivo--64556607</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le primarie repubblicane per la scelta del candidato alle prossime elezioni presidenziali americane partono sotto il segno di Donald Trump che corre verso la vittoria in Iowa.  Oggi parte lunga corsa per la nomination, e l'ex presidente americano supera il 48% dei consensi nel sondaggio, condotto tra un campione di cittadini intenzionati a votare ai caucus locali, è realizzato per il Des Moines Register, Nbc News e Mediacom, considerato un punto di riferimento attendibile a poche ore dal voto. La gara per il secondo posto vede il sorpasso dell’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley, con il 20%, sul governatore della Florida Ron DeSantis con il 16%. Al quarto posto l’imprenditore biotech Vivek Ramaswamy con l’8%. "I nostri sostenitori ci hanno messo nella posizione di vincere ora devono solo presentarsi ai caucus e finire il lavoro", ha detto Trump, commentando le rilevazioni che gli consentirebbero di fare la storia. Nessun candidato ha infatti mai vinto con un margine così ampio; ma Trump sa che nulla va dato per scontato visto che i caucus dei repubblicani sono segreti e questo potrebbe riservare sorprese. Infatti, nel 2016 era avanti in tutti i sondaggi in Iowa, ma alla fine a cantare vittoria fu il senatore del Texas Ted Cruz. E ancora prima, nel 2012, Mitt Romney venne dichiarato vincitore di caucus ma 16 giorni dopo il partito repubblicano dello stato, in difficoltà nella conta dei voti, comunicò che il vero vincitore era in realtà Rick Santorum. Quello che sconcerta è che Donald Trump, nonostante i numerosi processi pendenti, con accuse gravissime, sia in testa ai sondaggi nelle primarie repubblicane, e più in generale in un confronto con il presidente americano Joe Biden.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 15 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556607/corsivo_15_01_2024_08_25.mp3" length="2230892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le primarie repubblicane per la scelta del candidato alle prossime elezioni presidenziali americane partono sotto il segno di Donald Trump che corre verso la vittoria in Iowa.  Oggi parte lunga corsa per la nomination, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le primarie repubblicane per la scelta del candidato alle prossime elezioni presidenziali americane partono sotto il segno di Donald Trump che corre verso la vittoria in Iowa.  Oggi parte lunga corsa per la nomination, e l'ex presidente americano supera il 48% dei consensi nel sondaggio, condotto tra un campione di cittadini intenzionati a votare ai caucus locali, è realizzato per il Des Moines Register, Nbc News e Mediacom, considerato un punto di riferimento attendibile a poche ore dal voto. La gara per il secondo posto vede il sorpasso dell’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley, con il 20%, sul governatore della Florida Ron DeSantis con il 16%. Al quarto posto l’imprenditore biotech Vivek Ramaswamy con l’8%. "I nostri sostenitori ci hanno messo nella posizione di vincere ora devono solo presentarsi ai caucus e finire il lavoro", ha detto Trump, commentando le rilevazioni che gli consentirebbero di fare la storia. Nessun candidato ha infatti mai vinto con un margine così ampio; ma Trump sa che nulla va dato per scontato visto che i caucus dei repubblicani sono segreti e questo potrebbe riservare sorprese. Infatti, nel 2016 era avanti in tutti i sondaggi in Iowa, ma alla fine a cantare vittoria fu il senatore del Texas Ted Cruz. E ancora prima, nel 2012, Mitt Romney venne dichiarato vincitore di caucus ma 16 giorni dopo il partito repubblicano dello stato, in difficoltà nella conta dei voti, comunicò che il vero vincitore era in realtà Rick Santorum. Quello che sconcerta è che Donald Trump, nonostante i numerosi processi pendenti, con accuse gravissime, sia in testa ai sondaggi nelle primarie repubblicane, e più in generale in un confronto con il presidente americano Joe Biden.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La gara per il secondo posto vede il sorpasso dell’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley, con il 20%, sul governatore della Florida Ron DeSantis con il 16%. Al quarto posto l’imprenditore biotech Vivek Ramaswamy con l’8%. "I nostri sostenitori ci hanno messo nella posizione di vincere ora devono solo presentarsi ai caucus e finire il lavoro", ha detto Trump, commentando le rilevazioni che gli consentirebbero di fare la storia. Nessun candidato ha infatti mai vinto con un margine così ampio; ma Trump sa che nulla va dato per scontato visto che i caucus dei repubblicani sono segreti e questo potrebbe riservare sorprese. Infatti, nel 2016 era avanti in tutti i sondaggi in Iowa, ma alla fine a cantare vittoria fu il senatore del Texas Ted Cruz. E ancora prima, nel 2012, Mitt Romney venne dichiarato vincitore di caucus ma 16 giorni dopo il partito repubblicano dello stato, in difficoltà nella conta dei voti, comunicò che il vero vincitore era in realtà Rick Santorum. Quello che sconcerta è che Donald Trump, nonostante i numerosi processi pendenti, con accuse gravissime, sia in testa ai sondaggi nelle primarie repubblicane, e più in generale in un confronto con il presidente americano Joe Biden.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_15-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 15 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58302487/corsivo_15_01_2024_08_25.mp3" length="2230892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le primarie repubblicane per la scelta del candidato alle prossime elezioni presidenziali americane partono sotto il segno di Donald Trump che corre verso la vittoria in Iowa.  Oggi parte lunga corsa per la nomination, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le primarie repubblicane per la scelta del candidato alle prossime elezioni presidenziali americane partono sotto il segno di Donald Trump che corre verso la vittoria in Iowa.  Oggi parte lunga corsa per la nomination, e l'ex presidente americano supera il 48% dei consensi nel sondaggio, condotto tra un campione di cittadini intenzionati a votare ai caucus locali, è realizzato per il Des Moines Register, Nbc News e Mediacom, considerato un punto di riferimento attendibile a poche ore dal voto. La gara per il secondo posto vede il sorpasso dell’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley, con il 20%, sul governatore della Florida Ron DeSantis con il 16%. Al quarto posto l’imprenditore biotech Vivek Ramaswamy con l’8%. "I nostri sostenitori ci hanno messo nella posizione di vincere ora devono solo presentarsi ai caucus e finire il lavoro", ha detto Trump, commentando le rilevazioni che gli consentirebbero di fare la storia. Nessun candidato ha infatti mai vinto con un margine così ampio; ma Trump sa che nulla va dato per scontato visto che i caucus dei repubblicani sono segreti e questo potrebbe riservare sorprese. Infatti, nel 2016 era avanti in tutti i sondaggi in Iowa, ma alla fine a cantare vittoria fu il senatore del Texas Ted Cruz. E ancora prima, nel 2012, Mitt Romney venne dichiarato vincitore di caucus ma 16 giorni dopo il partito repubblicano dello stato, in difficoltà nella conta dei voti, comunicò che il vero vincitore era in realtà Rick Santorum. Quello che sconcerta è che Donald Trump, nonostante i numerosi processi pendenti, con accuse gravissime, sia in testa ai sondaggi nelle primarie repubblicane, e più in generale in un confronto con il presidente americano Joe Biden.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aae61f6a6dcd215a6a41199a16810c4b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La difesa israeliana contro l'accusa di genocidio a Gaza della Corte dell'Aja | 13/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-difesa-israeliana-contro-l-accusa-di-genocidio-a-gaza-della-corte-dell-aja-13-01-2024-il-corsivo--64556616</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Da due giorni, davanti alla Corte Internazionale Giustizia dell'Aja si combatte una guerra parallela al conflitto tra Hamas e Israele. Si tratta di un conflitto legale che contrappone il Sudafrica a Israele, accusato di genocidio contro la popolazione civile di Gaza. Secondo un membro della squadra di difesa israeliana Tal Becker, il Sudafrica ha presentato "un quadro fattuale e giuridico profondamente distorto, e l'intero caso si basa su una descrizione deliberatamente decontestualizzata e manipolatoria della realtà delle attuali ostilità". La tesi difensiva è che il genocidio c'è stato ma contro Israele. Becker ha descritto il "massacro, le mutilazioni, gli stupri e rapimenti su vasta scala" compiuti da Hamas il 7 ottobre e ha detto che "se ci sono stati atti di genocidio, sono stati perpetrati contro Israele". Becker ha poi detto che all'accusa di genocidio avanzata dal Sudafrica "manca totalmente l'elemento chiave di questa denuncia, ovvero l'intenzione di distruggere un popolo in tutto o in parte".  Israele resta isolato nella sua guerra contro i palestinesi. L'Ufficio per i diritti umani dell'Onu ha dichiarato che Israele ha ripetutamente mancato di rispettare il diritto umanitario internazionale da quando ha lanciato la sua offensiva a Gaza in risposta all'attacco di Hamas il 7 ottobre. E il presidente turco Erdogan si è schierato con le tesi avanzate dal Sudafrica all'Aja. Le sedute all'Aja dureranno alcuni mesi e, mentre la guerra sul campo raggiunge il drammatico bilancio di oltre 23 mila vittime civili, sarà complicato per il Sudafrica dimostrare con prove schiaccianti le sue accuse.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 13 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556616/corsivo_13_01_2024_08_25.mp3" length="2199020" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Da due giorni, davanti alla Corte Internazionale Giustizia dell'Aja si combatte una guerra parallela al conflitto tra Hamas e Israele. Si tratta di un conflitto legale che contrappone il Sudafrica a Israele, accusato di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Da due giorni, davanti alla Corte Internazionale Giustizia dell'Aja si combatte una guerra parallela al conflitto tra Hamas e Israele. Si tratta di un conflitto legale che contrappone il Sudafrica a Israele, accusato di genocidio contro la popolazione civile di Gaza. Secondo un membro della squadra di difesa israeliana Tal Becker, il Sudafrica ha presentato "un quadro fattuale e giuridico profondamente distorto, e l'intero caso si basa su una descrizione deliberatamente decontestualizzata e manipolatoria della realtà delle attuali ostilità". La tesi difensiva è che il genocidio c'è stato ma contro Israele. Becker ha descritto il "massacro, le mutilazioni, gli stupri e rapimenti su vasta scala" compiuti da Hamas il 7 ottobre e ha detto che "se ci sono stati atti di genocidio, sono stati perpetrati contro Israele". Becker ha poi detto che all'accusa di genocidio avanzata dal Sudafrica "manca totalmente l'elemento chiave di questa denuncia, ovvero l'intenzione di distruggere un popolo in tutto o in parte".  Israele resta isolato nella sua guerra contro i palestinesi. L'Ufficio per i diritti umani dell'Onu ha dichiarato che Israele ha ripetutamente mancato di rispettare il diritto umanitario internazionale da quando ha lanciato la sua offensiva a Gaza in risposta all'attacco di Hamas il 7 ottobre. E il presidente turco Erdogan si è schierato con le tesi avanzate dal Sudafrica all'Aja. Le sedute all'Aja dureranno alcuni mesi e, mentre la guerra sul campo raggiunge il drammatico bilancio di oltre 23 mila vittime civili, sarà complicato per il Sudafrica dimostrare con prove schiaccianti le sue accuse.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/467d209f5149b40a8b2729d40d759947.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La difesa israeliana contro l'accusa di genocidio a Gaza della Corte dell'Aja | 13/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-difesa-israeliana-contro-l-accusa-di-genocidio-a-gaza-della-corte-dell-aja-13-01-2024-il-corsivo--58287860</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Da due giorni, davanti alla Corte Internazionale Giustizia dell'Aja si combatte una guerra parallela al conflitto tra Hamas e Israele. Si tratta di un conflitto legale che contrappone il Sudafrica a Israele, accusato di genocidio contro la popolazione civile di Gaza. Secondo un membro della squadra di difesa israeliana Tal Becker, il Sudafrica ha presentato "un quadro fattuale e giuridico profondamente distorto, e l'intero caso si basa su una descrizione deliberatamente decontestualizzata e manipolatoria della realtà delle attuali ostilità". La tesi difensiva è che il genocidio c'è stato ma contro Israele. Becker ha descritto il "massacro, le mutilazioni, gli stupri e rapimenti su vasta scala" compiuti da Hamas il 7 ottobre e ha detto che "se ci sono stati atti di genocidio, sono stati perpetrati contro Israele". Becker ha poi detto che all'accusa di genocidio avanzata dal Sudafrica "manca totalmente l'elemento chiave di questa denuncia, ovvero l'intenzione di distruggere un popolo in tutto o in parte".  Israele resta isolato nella sua guerra contro i palestinesi. L'Ufficio per i diritti umani dell'Onu ha dichiarato che Israele ha ripetutamente mancato di rispettare il diritto umanitario internazionale da quando ha lanciato la sua offensiva a Gaza in risposta all'attacco di Hamas il 7 ottobre. E il presidente turco Erdogan si è schierato con le tesi avanzate dal Sudafrica all'Aja. Le sedute all'Aja dureranno alcuni mesi e, mentre la guerra sul campo raggiunge il drammatico bilancio di oltre 23 mila vittime civili, sarà complicato per il Sudafrica dimostrare con prove schiaccianti le sue accuse.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Becker ha poi detto che all'accusa di genocidio avanzata dal Sudafrica "manca totalmente l'elemento chiave di questa denuncia, ovvero l'intenzione di distruggere un popolo in tutto o in parte".  Israele resta isolato nella sua guerra contro i palestinesi. L'Ufficio per i diritti umani dell'Onu ha dichiarato che Israele ha ripetutamente mancato di rispettare il diritto umanitario internazionale da quando ha lanciato la sua offensiva a Gaza in risposta all'attacco di Hamas il 7 ottobre. E il presidente turco Erdogan si è schierato con le tesi avanzate dal Sudafrica all'Aja. Le sedute all'Aja dureranno alcuni mesi e, mentre la guerra sul campo raggiunge il drammatico bilancio di oltre 23 mila vittime civili, sarà complicato per il Sudafrica dimostrare con prove schiaccianti le sue accuse.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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L'atto di accusa del governo di Pretoria è racchiuso in un dossier di 84 pagine, presentato lo scorso 29 dicembre, dove sono elencati fatti, nomi, cognomi e azioni di esercito e aviazione, su ordine del presidente Benjamin Netanyahu.  Diversamente dalla Corte Penale che ha sede sempre nella città olandese, la Corte Internazionale di Giustizia non stabilisce responsabilità personali, ma quelle di Stati che violano il diritto internazionale. John Dugard, uno dei costituenti post-apartheid, ha esposto due tipi di prove: l’entità della devastazione a Gaza e il linguaggio disumanizzante utilizzato da alcuni ministri israeliani inneggianti al massacro. "Nel corso del conflitto contro Hamas avviato a Gaza all’indomani della strage del 7 ottobre – che fermamente condanniamo - Israele ha ripetutamente violato l’articolo 2 della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di Genocidio", ha spiegato Dugard. Le violazioni riguardano oltre 22 mila morti e 60 mila feriti, donne e bambini nel 70% dei casi, l'utilizzo di bombe pesanti in zone indicate dall’esercito come sicure, il collasso del sistema sanitario, gli aiuti umanitari ritardati e bloccati, insufficienti alla sopravvivenza. Non sappiamo come andrà finire. Il genocidio non è mai una risposta accettabile non importa quanto sia grave l’atto scatenante. Ogni uso della forza deve rimanere nei limiti della legge internazionale.  Sappiamo invece come è andata nel passato. La Corte ha emesso finora un’unica sentenza per un caso analogo: nel 2007 aveva assolto la Serbia dalla diretta responsabilità del massacro di Srebrenica del 1995,  ma la riconobbe colpevole di non averla impedita.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-01-2024_08-26.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Jan 2024 07:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556555/corsivo_12_01_2024_08_26.mp3" length="2527724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  All'Aja si è aperta la sessione della Corte Internazionale di Giustizia.  "Israele ha commesso, sta commettendo e vuol continuare a commettere atti di genocidio contro i palestinesi di Gaza", è l’accusa pronunciata dal...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  All'Aja si è aperta la sessione della Corte Internazionale di Giustizia.  "Israele ha commesso, sta commettendo e vuol continuare a commettere atti di genocidio contro i palestinesi di Gaza", è l’accusa pronunciata dal Sudafrica davanti alla Corte composta da 17 giudici (15 di nomina Onu e uno per ciascuno Stato contendente). L'atto di accusa del governo di Pretoria è racchiuso in un dossier di 84 pagine, presentato lo scorso 29 dicembre, dove sono elencati fatti, nomi, cognomi e azioni di esercito e aviazione, su ordine del presidente Benjamin Netanyahu.  Diversamente dalla Corte Penale che ha sede sempre nella città olandese, la Corte Internazionale di Giustizia non stabilisce responsabilità personali, ma quelle di Stati che violano il diritto internazionale. John Dugard, uno dei costituenti post-apartheid, ha esposto due tipi di prove: l’entità della devastazione a Gaza e il linguaggio disumanizzante utilizzato da alcuni ministri israeliani inneggianti al massacro. "Nel corso del conflitto contro Hamas avviato a Gaza all’indomani della strage del 7 ottobre – che fermamente condanniamo - Israele ha ripetutamente violato l’articolo 2 della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di Genocidio", ha spiegato Dugard. Le violazioni riguardano oltre 22 mila morti e 60 mila feriti, donne e bambini nel 70% dei casi, l'utilizzo di bombe pesanti in zone indicate dall’esercito come sicure, il collasso del sistema sanitario, gli aiuti umanitari ritardati e bloccati, insufficienti alla sopravvivenza. Non sappiamo come andrà finire. Il genocidio non è mai una risposta accettabile non importa quanto sia grave l’atto scatenante. Ogni uso della forza deve rimanere nei limiti della legge internazionale.  Sappiamo invece come è andata nel passato. La Corte ha emesso finora un’unica sentenza per un caso analogo: nel 2007 aveva assolto la Serbia dalla diretta responsabilità del massacro di Srebrenica del 1995,  ma la riconobbe colpevole di non averla impedita.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6380a08564f7a44cf193d703aa1398b9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'atto di accusa della Corte Internazionale dell'Aja contro Israele: genocidio contro i palestinesi a Gaza | 12/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-atto-di-accusa-della-corte-internazionale-dell-aja-contro-israele-genocidio-contro-i-palestinesi-a-gaza-12-01-2024-il-corsivo--58272311</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  All'Aja si è aperta la sessione della Corte Internazionale di Giustizia.  "Israele ha commesso, sta commettendo e vuol continuare a commettere atti di genocidio contro i palestinesi di Gaza", è l’accusa pronunciata dal Sudafrica davanti alla Corte composta da 17 giudici (15 di nomina Onu e uno per ciascuno Stato contendente). L'atto di accusa del governo di Pretoria è racchiuso in un dossier di 84 pagine, presentato lo scorso 29 dicembre, dove sono elencati fatti, nomi, cognomi e azioni di esercito e aviazione, su ordine del presidente Benjamin Netanyahu.  Diversamente dalla Corte Penale che ha sede sempre nella città olandese, la Corte Internazionale di Giustizia non stabilisce responsabilità personali, ma quelle di Stati che violano il diritto internazionale. John Dugard, uno dei costituenti post-apartheid, ha esposto due tipi di prove: l’entità della devastazione a Gaza e il linguaggio disumanizzante utilizzato da alcuni ministri israeliani inneggianti al massacro. "Nel corso del conflitto contro Hamas avviato a Gaza all’indomani della strage del 7 ottobre – che fermamente condanniamo - Israele ha ripetutamente violato l’articolo 2 della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di Genocidio", ha spiegato Dugard. Le violazioni riguardano oltre 22 mila morti e 60 mila feriti, donne e bambini nel 70% dei casi, l'utilizzo di bombe pesanti in zone indicate dall’esercito come sicure, il collasso del sistema sanitario, gli aiuti umanitari ritardati e bloccati, insufficienti alla sopravvivenza. Non sappiamo come andrà finire. Il genocidio non è mai una risposta accettabile non importa quanto sia grave l’atto scatenante. Ogni uso della forza deve rimanere nei limiti della legge internazionale.  Sappiamo invece come è andata nel passato. La Corte ha emesso finora un’unica sentenza per un caso analogo: nel 2007 aveva assolto la Serbia dalla diretta responsabilità del massacro di Srebrenica del 1995,  ma la riconobbe colpevole di non averla impedita.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-01-2024_08-26.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Jan 2024 07:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58272311/corsivo_12_01_2024_08_26.mp3" length="2527724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  All'Aja si è aperta la sessione della Corte Internazionale di Giustizia.  "Israele ha commesso, sta commettendo e vuol continuare a commettere atti di genocidio contro i palestinesi di Gaza", è l’accusa pronunciata dal...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  All'Aja si è aperta la sessione della Corte Internazionale di Giustizia.  "Israele ha commesso, sta commettendo e vuol continuare a commettere atti di genocidio contro i palestinesi di Gaza", è l’accusa pronunciata dal Sudafrica davanti alla Corte composta da 17 giudici (15 di nomina Onu e uno per ciascuno Stato contendente). L'atto di accusa del governo di Pretoria è racchiuso in un dossier di 84 pagine, presentato lo scorso 29 dicembre, dove sono elencati fatti, nomi, cognomi e azioni di esercito e aviazione, su ordine del presidente Benjamin Netanyahu.  Diversamente dalla Corte Penale che ha sede sempre nella città olandese, la Corte Internazionale di Giustizia non stabilisce responsabilità personali, ma quelle di Stati che violano il diritto internazionale. John Dugard, uno dei costituenti post-apartheid, ha esposto due tipi di prove: l’entità della devastazione a Gaza e il linguaggio disumanizzante utilizzato da alcuni ministri israeliani inneggianti al massacro. "Nel corso del conflitto contro Hamas avviato a Gaza all’indomani della strage del 7 ottobre – che fermamente condanniamo - Israele ha ripetutamente violato l’articolo 2 della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di Genocidio", ha spiegato Dugard. Le violazioni riguardano oltre 22 mila morti e 60 mila feriti, donne e bambini nel 70% dei casi, l'utilizzo di bombe pesanti in zone indicate dall’esercito come sicure, il collasso del sistema sanitario, gli aiuti umanitari ritardati e bloccati, insufficienti alla sopravvivenza. Non sappiamo come andrà finire. Il genocidio non è mai una risposta accettabile non importa quanto sia grave l’atto scatenante. Ogni uso della forza deve rimanere nei limiti della legge internazionale.  Sappiamo invece come è andata nel passato. La Corte ha emesso finora un’unica sentenza per un caso analogo: nel 2007 aveva assolto la Serbia dalla diretta responsabilità del massacro di Srebrenica del 1995,  ma la riconobbe colpevole di non averla impedita.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6380a08564f7a44cf193d703aa1398b9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sui gruppi fascisti, la politica è divisa tra richieste di scioglimento, rigore e imbarazzo | 11/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sui-gruppi-fascisti-la-politica-e-divisa-tra-richieste-di-scioglimento-rigore-e-imbarazzo-11-01-2024-il-corsivo--58272059</link><description><![CDATA[Le recenti manifestazioni pubbliche di gruppi che si ispirano direttamente al ventennio fascista dividono la politica tra richieste di scioglimento di Forza Nuova e Casapound, misure di rigore e imbarazzanti silenzi. Prima i saluti romani alla commemorazione dell'assassinio di tre missini in via Acca Larentia il 7 gennaio 1978. Poi ancora i saluti romani alla manifestazione in memoria di Alberto Giaquinto, ucciso il 10 gennaio 1979. Infine la gazzarra avvenuta prima del derby Lazio-Roma, quando un gruppo di tifosi biancocelesti a Ponte Milvio ha anche intonato un canto ungherese degli anni '50 contro la dittatura sovietica. La segretaria del Pd Elly Schlein alla Camera chiede al ministro Matteo Piantedosi di punire chi esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo.  Anpi presenta una denuncia nei confronti dei partecipanti all'adunata di Acca Larentia e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Noemi Di Segni, parla di nostalgia pericolosa. Risponde il responsabile del Viminale: eravate al Governo, perchè non lo avete mai fatto? In Fratelli d'Italia l'imbarazzo è evidente e si misura nel silenzio della premier Giorgia Meloni impegnata ad aprire la presidenza del G7, nei distinguo di Tommaso Foti e di Giovanni Donzelli, nella richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che i saluti romani non vengano sanzionati, ma anche dalla condanna del ministro Guido Crosetto. Ma il fascisismo in Italia non è tornato, semplicemente non se n'è mai andato. Dalla mancata epurazione del dopoguerra all'amnistia di Togliatti, allo sdoganamento degli eredi del Msi da parte di Silvio Berlusconi, fino a oggi. Più che lo scioglimento dei gruppi, servirebbe l'applicazione dei principi scritti nella nostra Costituzione che si ispira direttamente ai valori dell'antifascismo.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_12-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 12 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58272059/corsivo_12_01_2024_08_26.mp3" length="2527724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Le recenti manifestazioni pubbliche di gruppi che si ispirano direttamente al ventennio fascista dividono la politica tra richieste di scioglimento di Forza Nuova e Casapound, misure di rigore e imbarazzanti silenzi. Prima i saluti romani alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le recenti manifestazioni pubbliche di gruppi che si ispirano direttamente al ventennio fascista dividono la politica tra richieste di scioglimento di Forza Nuova e Casapound, misure di rigore e imbarazzanti silenzi. Prima i saluti romani alla commemorazione dell'assassinio di tre missini in via Acca Larentia il 7 gennaio 1978. Poi ancora i saluti romani alla manifestazione in memoria di Alberto Giaquinto, ucciso il 10 gennaio 1979. Infine la gazzarra avvenuta prima del derby Lazio-Roma, quando un gruppo di tifosi biancocelesti a Ponte Milvio ha anche intonato un canto ungherese degli anni '50 contro la dittatura sovietica. La segretaria del Pd Elly Schlein alla Camera chiede al ministro Matteo Piantedosi di punire chi esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo.  Anpi presenta una denuncia nei confronti dei partecipanti all'adunata di Acca Larentia e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Noemi Di Segni, parla di nostalgia pericolosa. Risponde il responsabile del Viminale: eravate al Governo, perchè non lo avete mai fatto? In Fratelli d'Italia l'imbarazzo è evidente e si misura nel silenzio della premier Giorgia Meloni impegnata ad aprire la presidenza del G7, nei distinguo di Tommaso Foti e di Giovanni Donzelli, nella richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che i saluti romani non vengano sanzionati, ma anche dalla condanna del ministro Guido Crosetto. Ma il fascisismo in Italia non è tornato, semplicemente non se n'è mai andato. Dalla mancata epurazione del dopoguerra all'amnistia di Togliatti, allo sdoganamento degli eredi del Msi da parte di Silvio Berlusconi, fino a oggi. Più che lo scioglimento dei gruppi, servirebbe l'applicazione dei principi scritti nella nostra Costituzione che si ispira direttamente ai valori dell'antifascismo.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4e85ffd8cc4b8aae01cceb54c025a302.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sui gruppi fascisti, la politica è divisa tra richieste di scioglimento, rigore e imbarazzo | 11/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sui-gruppi-fascisti-la-politica-e-divisa-tra-richieste-di-scioglimento-rigore-e-imbarazzo-11-01-2024-il-corsivo--64556551</link><description><![CDATA[Le recenti manifestazioni pubbliche di gruppi che si ispirano direttamente al ventennio fascista dividono la politica tra richieste di scioglimento di Forza Nuova e Casapound, misure di rigore e imbarazzanti silenzi. 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La segretaria del Pd Elly Schlein alla Camera chiede al ministro Matteo Piantedosi di punire chi esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo.  Anpi presenta una denuncia nei confronti dei partecipanti all'adunata di Acca Larentia e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Noemi Di Segni, parla di nostalgia pericolosa. Risponde il responsabile del Viminale: eravate al Governo, perchè non lo avete mai fatto? In Fratelli d'Italia l'imbarazzo è evidente e si misura nel silenzio della premier Giorgia Meloni impegnata ad aprire la presidenza del G7, nei distinguo di Tommaso Foti e di Giovanni Donzelli, nella richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che i saluti romani non vengano sanzionati, ma anche dalla condanna del ministro Guido Crosetto. Ma il fascisismo in Italia non è tornato, semplicemente non se n'è mai andato. Dalla mancata epurazione del dopoguerra all'amnistia di Togliatti, allo sdoganamento degli eredi del Msi da parte di Silvio Berlusconi, fino a oggi. Più che lo scioglimento dei gruppi, servirebbe l'applicazione dei principi scritti nella nostra Costituzione che si ispira direttamente ai valori dell'antifascismo.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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In Fratelli d'Italia l'imbarazzo è evidente e si misura nel silenzio della premier Giorgia Meloni impegnata ad aprire la presidenza del G7, nei distinguo di Tommaso Foti e di Giovanni Donzelli, nella richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che i saluti romani non vengano sanzionati, ma anche dalla condanna del ministro Guido Crosetto. Ma il fascisismo in Italia non è tornato, semplicemente non se n'è mai andato. Dalla mancata epurazione del dopoguerra all'amnistia di Togliatti, allo sdoganamento degli eredi del Msi da parte di Silvio Berlusconi, fino a oggi. Più che lo scioglimento dei gruppi, servirebbe l'applicazione dei principi scritti nella nostra Costituzione che si ispira direttamente ai valori dell'antifascismo.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_11-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 11 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58261556/corsivo_11_01_2024_08_25.mp3" length="2399084" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Le recenti manifestazioni pubbliche di gruppi che si ispirano direttamente al ventennio fascista dividono la politica tra richieste di scioglimento di Forza Nuova e Casapound, misure di rigore e imbarazzanti silenzi. 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La segretaria del Pd Elly Schlein alla Camera chiede al ministro Matteo Piantedosi di punire chi esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo.  Anpi presenta una denuncia nei confronti dei partecipanti all'adunata di Acca Larentia e la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Noemi Di Segni, parla di nostalgia pericolosa. Risponde il responsabile del Viminale: eravate al Governo, perchè non lo avete mai fatto? In Fratelli d'Italia l'imbarazzo è evidente e si misura nel silenzio della premier Giorgia Meloni impegnata ad aprire la presidenza del G7, nei distinguo di Tommaso Foti e di Giovanni Donzelli, nella richiesta del presidente del Senato Ignazio La Russa che i saluti romani non vengano sanzionati, ma anche dalla condanna del ministro Guido Crosetto. Ma il fascisismo in Italia non è tornato, semplicemente non se n'è mai andato. 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Ridotto anche quello di traffico di influenze | 10/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-maggioranza-e-renzi-cancellano-il-reato-di-abuso-d-ufficio-ridotto-anche-quello-di-traffico-di-influenze-10-01-2024-il-corsivo--64556617</link><description><![CDATA[Quello della Commissione Giustizia del Senato è il primo via libera alla cancellazione del reato di abuso d'ufficio e alla riduzione di traffico di influenze. Il provvedimento è stato votato dalla maggioranza, con il sostegno di Italia viva di Matteo Renzi. Contrari Pd, M5s, Alleanza Verdi Sinistra, secondo cui si spalancano le porte ai comitati del malaffare. La soppressione dell'abuso d'ufficio, reato piazzato nel lontano 1930 nel codice di procedura penale da Alfredo Rocco, il Guardasigilli di Benito Mussolini era stato chiesto a gran voce dai sindaci italiani e sostenuto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Nella maggioranza, Forza Italia è il partito che ha combattuto fin da subito l'abuso d'ufficio perché contrasta con i principi di tassatività e legalità previsti dalla nostra Costituzione. Dubbi sono stati rilevati dalla Lega che alla fine ha fatto quadrato intorno alla decisione della maggioranza. Cosa potrebbe accadere se al termine dell'iter parlamentare dovesse scomparire il reato di abuso d'ufficio? Il giurista Gianluigi Gatta ha calcolato che sparirebbero 3623 condanne definitive che intanto sono maturate negli ultimi 25 anni. In quel caso le sentenze dovranno essere revocate e cesserebbero le pene in esecuzione, con tanto di possibili scarcerazioni immediate. La riduzione del reato di traffico di influenze favorirà certamente l'ex pm Luca Palamara che ha patteggiato davanti al Gup di Perugia, Beppe Grillo il cui processo potrebbe non iniziare mai, Tommaso e Denis Verdini accusati di corruzione e turbata libertà degli incanti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_10-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 10 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556617/corsivo_10_01_2024_08_25.mp3" length="2192108" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Quello della Commissione Giustizia del Senato è il primo via libera alla cancellazione del reato di abuso d'ufficio e alla riduzione di traffico di influenze. 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Dubbi sono stati rilevati dalla Lega che alla fine ha fatto quadrato intorno alla decisione della maggioranza. Cosa potrebbe accadere se al termine dell'iter parlamentare dovesse scomparire il reato di abuso d'ufficio? Il giurista Gianluigi Gatta ha calcolato che sparirebbero 3623 condanne definitive che intanto sono maturate negli ultimi 25 anni. In quel caso le sentenze dovranno essere revocate e cesserebbero le pene in esecuzione, con tanto di possibili scarcerazioni immediate. La riduzione del reato di traffico di influenze favorirà certamente l'ex pm Luca Palamara che ha patteggiato davanti al Gup di Perugia, Beppe Grillo il cui processo potrebbe non iniziare mai, Tommaso e Denis Verdini accusati di corruzione e turbata libertà degli incanti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Nella maggioranza, Forza Italia è il partito che ha combattuto fin da subito l'abuso d'ufficio perché contrasta con i principi di tassatività e legalità previsti dalla nostra Costituzione. Dubbi sono stati rilevati dalla Lega che alla fine ha fatto quadrato intorno alla decisione della maggioranza. Cosa potrebbe accadere se al termine dell'iter parlamentare dovesse scomparire il reato di abuso d'ufficio? Il giurista Gianluigi Gatta ha calcolato che sparirebbero 3623 condanne definitive che intanto sono maturate negli ultimi 25 anni. In quel caso le sentenze dovranno essere revocate e cesserebbero le pene in esecuzione, con tanto di possibili scarcerazioni immediate. La riduzione del reato di traffico di influenze favorirà certamente l'ex pm Luca Palamara che ha patteggiato davanti al Gup di Perugia, Beppe Grillo il cui processo potrebbe non iniziare mai, Tommaso e Denis Verdini accusati di corruzione e turbata libertà degli incanti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_10-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 10 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58249239/corsivo_10_01_2024_08_25.mp3" length="2192108" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Quello della Commissione Giustizia del Senato è il primo via libera alla cancellazione del reato di abuso d'ufficio e alla riduzione di traffico di influenze. Il provvedimento è stato votato dalla maggioranza, con il sostegno di Italia viva di Matteo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quello della Commissione Giustizia del Senato è il primo via libera alla cancellazione del reato di abuso d'ufficio e alla riduzione di traffico di influenze. Il provvedimento è stato votato dalla maggioranza, con il sostegno di Italia viva di Matteo Renzi. Contrari Pd, M5s, Alleanza Verdi Sinistra, secondo cui si spalancano le porte ai comitati del malaffare. La soppressione dell'abuso d'ufficio, reato piazzato nel lontano 1930 nel codice di procedura penale da Alfredo Rocco, il Guardasigilli di Benito Mussolini era stato chiesto a gran voce dai sindaci italiani e sostenuto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Nella maggioranza, Forza Italia è il partito che ha combattuto fin da subito l'abuso d'ufficio perché contrasta con i principi di tassatività e legalità previsti dalla nostra Costituzione. Dubbi sono stati rilevati dalla Lega che alla fine ha fatto quadrato intorno alla decisione della maggioranza. Cosa potrebbe accadere se al termine dell'iter parlamentare dovesse scomparire il reato di abuso d'ufficio? Il giurista Gianluigi Gatta ha calcolato che sparirebbero 3623 condanne definitive che intanto sono maturate negli ultimi 25 anni. In quel caso le sentenze dovranno essere revocate e cesserebbero le pene in esecuzione, con tanto di possibili scarcerazioni immediate. La riduzione del reato di traffico di influenze favorirà certamente l'ex pm Luca Palamara che ha patteggiato davanti al Gup di Perugia, Beppe Grillo il cui processo potrebbe non iniziare mai, Tommaso e Denis Verdini accusati di corruzione e turbata libertà degli incanti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2c8aa7cbb75f9d9b4a0c0319c8fa2c44.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Acca Larentia, il passato che non passa mai | 09/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/acca-larentia-il-passato-che-non-passa-mai-09-01-2024-il-corsivo--58237778</link><description><![CDATA[Fa freddo in quel tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978. Quindici militanti escono dalla sede missina in via Acca Larentia, nel quartiere del Tuscolano, a Roma. Franco Bigonzetti, 19 anni, chiude la luce della sezione e si lascia alle spalle la porta blindata. Nella via l’illuminazione è scarsa, ci sono solo le luci fioche dei lampioni e qualche ombra. Una donna cammina con passo deciso verso la palazzina. Girato l’angolo di via Evado aziona una Skorpion calibro 7.65. I proiettili rimbalzano dappertutto. Bigonzetti viene colpito alla testa e cade davanti al portone della sezione. Dall’altra parte della strada avanzano altri due killer: Vincenzo Segneri viene ferito. Per Francesco Ciavatta, 18 anni, c’è una pioggia di piombo. Muore al San Giovanni dopo pochi minuti. Gli assassini raggiungono una Renault 4 rossa e lasciano al suo interno alcune armi, tranne la mitraglietta Skorpion. Poi si dileguano a piedi. La notizia del duplice omicidio compie il giro della città e in pochi minuti al Tuscolano arrivano migliaia di giovani di destra pronti alla vendetta. Davanti al sangue di Bigonzetti la tensione è forte e basta la presenza di Carlo Ceccherini, giornalista del telegiornale e del suo operatore di ripresa, per scatenare i tumulti. In pochi minuti via Acca Larentia viene invasa da ragazzi armati di bastoni e pistole che inseguono poliziotti, mentre i carabinieri lanciano i lacrimogeni. Infuria la battaglia e a un ufficiale dell’Arma, Edoardo Sivori partono alcuni colpi che tolgono la vita a Stefano Recchioni. Verso sera giunge la rivendicazione del duplice omicidio dei missini: Nuclei armati per il contropotere territoriale. Ogni anno, da quel lontano 1978, davanti ad Acca Larentia si tiene la commemorazione, sempre tollerata dalle autorità. E da sempre va in scena la stessa ritualità con labari, cori fascisti e saluti romani. Nonostante le leggi e le parti della nostra Costituzione che vietano ogni forma di apologia del fascismo, quel rito è autorizzato da Prefettura, Questura, sotto ogni esecutivo, di ogni colore. E' la vera anomalia italiana. E' il passato che non passa mai.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-01-2024_08-41.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Jan 2024 07:41:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58237778/corsivo_09_01_2024_08_41.mp3" length="2529644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fa freddo in quel tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978. 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Muore al San Giovanni dopo pochi minuti. Gli assassini raggiungono una Renault 4 rossa e lasciano al suo interno alcune armi, tranne la mitraglietta Skorpion. Poi si dileguano a piedi. La notizia del duplice omicidio compie il giro della città e in pochi minuti al Tuscolano arrivano migliaia di giovani di destra pronti alla vendetta. Davanti al sangue di Bigonzetti la tensione è forte e basta la presenza di Carlo Ceccherini, giornalista del telegiornale e del suo operatore di ripresa, per scatenare i tumulti. In pochi minuti via Acca Larentia viene invasa da ragazzi armati di bastoni e pistole che inseguono poliziotti, mentre i carabinieri lanciano i lacrimogeni. Infuria la battaglia e a un ufficiale dell’Arma, Edoardo Sivori partono alcuni colpi che tolgono la vita a Stefano Recchioni. Verso sera giunge la rivendicazione del duplice omicidio dei missini: Nuclei armati per il contropotere territoriale. Ogni anno, da quel lontano 1978, davanti ad Acca Larentia si tiene la commemorazione, sempre tollerata dalle autorità. E da sempre va in scena la stessa ritualità con labari, cori fascisti e saluti romani. Nonostante le leggi e le parti della nostra Costituzione che vietano ogni forma di apologia del fascismo, quel rito è autorizzato da Prefettura, Questura, sotto ogni esecutivo, di ogni colore. E' la vera anomalia italiana. E' il passato che non passa mai.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d9a971dec9da77301f4625d21aa9d45f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Acca Larentia, il passato che non passa mai | 09/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/acca-larentia-il-passato-che-non-passa-mai-09-01-2024-il-corsivo--64556579</link><description><![CDATA[Fa freddo in quel tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978. Quindici militanti escono dalla sede missina in via Acca Larentia, nel quartiere del Tuscolano, a Roma. Franco Bigonzetti, 19 anni, chiude la luce della sezione e si lascia alle spalle la porta blindata. Nella via l’illuminazione è scarsa, ci sono solo le luci fioche dei lampioni e qualche ombra. Una donna cammina con passo deciso verso la palazzina. Girato l’angolo di via Evado aziona una Skorpion calibro 7.65. I proiettili rimbalzano dappertutto. Bigonzetti viene colpito alla testa e cade davanti al portone della sezione. Dall’altra parte della strada avanzano altri due killer: Vincenzo Segneri viene ferito. Per Francesco Ciavatta, 18 anni, c’è una pioggia di piombo. Muore al San Giovanni dopo pochi minuti. Gli assassini raggiungono una Renault 4 rossa e lasciano al suo interno alcune armi, tranne la mitraglietta Skorpion. Poi si dileguano a piedi. La notizia del duplice omicidio compie il giro della città e in pochi minuti al Tuscolano arrivano migliaia di giovani di destra pronti alla vendetta. Davanti al sangue di Bigonzetti la tensione è forte e basta la presenza di Carlo Ceccherini, giornalista del telegiornale e del suo operatore di ripresa, per scatenare i tumulti. In pochi minuti via Acca Larentia viene invasa da ragazzi armati di bastoni e pistole che inseguono poliziotti, mentre i carabinieri lanciano i lacrimogeni. Infuria la battaglia e a un ufficiale dell’Arma, Edoardo Sivori partono alcuni colpi che tolgono la vita a Stefano Recchioni. Verso sera giunge la rivendicazione del duplice omicidio dei missini: Nuclei armati per il contropotere territoriale. Ogni anno, da quel lontano 1978, davanti ad Acca Larentia si tiene la commemorazione, sempre tollerata dalle autorità. E da sempre va in scena la stessa ritualità con labari, cori fascisti e saluti romani. Nonostante le leggi e le parti della nostra Costituzione che vietano ogni forma di apologia del fascismo, quel rito è autorizzato da Prefettura, Questura, sotto ogni esecutivo, di ogni colore. E' la vera anomalia italiana. E' il passato che non passa mai.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556579/corsivo_09_01_2024_08_25.mp3" length="2529644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fa freddo in quel tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978. 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Muore al San Giovanni dopo pochi minuti. Gli assassini raggiungono una Renault 4 rossa e lasciano al suo interno alcune armi, tranne la mitraglietta Skorpion. Poi si dileguano a piedi. La notizia del duplice omicidio compie il giro della città e in pochi minuti al Tuscolano arrivano migliaia di giovani di destra pronti alla vendetta. Davanti al sangue di Bigonzetti la tensione è forte e basta la presenza di Carlo Ceccherini, giornalista del telegiornale e del suo operatore di ripresa, per scatenare i tumulti. In pochi minuti via Acca Larentia viene invasa da ragazzi armati di bastoni e pistole che inseguono poliziotti, mentre i carabinieri lanciano i lacrimogeni. Infuria la battaglia e a un ufficiale dell’Arma, Edoardo Sivori partono alcuni colpi che tolgono la vita a Stefano Recchioni. Verso sera giunge la rivendicazione del duplice omicidio dei missini: Nuclei armati per il contropotere territoriale. Ogni anno, da quel lontano 1978, davanti ad Acca Larentia si tiene la commemorazione, sempre tollerata dalle autorità. E da sempre va in scena la stessa ritualità con labari, cori fascisti e saluti romani. Nonostante le leggi e le parti della nostra Costituzione che vietano ogni forma di apologia del fascismo, quel rito è autorizzato da Prefettura, Questura, sotto ogni esecutivo, di ogni colore. E' la vera anomalia italiana. E' il passato che non passa mai.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d9a971dec9da77301f4625d21aa9d45f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Acca Larentia, il passato che non passa mai | 09/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/acca-larentia-il-passato-che-non-passa-mai-09-01-2024-il-corsivo--58237777</link><description><![CDATA[Fa freddo in quel tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978. Quindici militanti escono dalla sede missina in via Acca Larentia, nel quartiere del Tuscolano, a Roma. Franco Bigonzetti, 19 anni, chiude la luce della sezione e si lascia alle spalle la porta blindata. Nella via l’illuminazione è scarsa, ci sono solo le luci fioche dei lampioni e qualche ombra. Una donna cammina con passo deciso verso la palazzina. Girato l’angolo di via Evado aziona una Skorpion calibro 7.65. I proiettili rimbalzano dappertutto. Bigonzetti viene colpito alla testa e cade davanti al portone della sezione. Dall’altra parte della strada avanzano altri due killer: Vincenzo Segneri viene ferito. Per Francesco Ciavatta, 18 anni, c’è una pioggia di piombo. Muore al San Giovanni dopo pochi minuti. Gli assassini raggiungono una Renault 4 rossa e lasciano al suo interno alcune armi, tranne la mitraglietta Skorpion. Poi si dileguano a piedi. La notizia del duplice omicidio compie il giro della città e in pochi minuti al Tuscolano arrivano migliaia di giovani di destra pronti alla vendetta. Davanti al sangue di Bigonzetti la tensione è forte e basta la presenza di Carlo Ceccherini, giornalista del telegiornale e del suo operatore di ripresa, per scatenare i tumulti. In pochi minuti via Acca Larentia viene invasa da ragazzi armati di bastoni e pistole che inseguono poliziotti, mentre i carabinieri lanciano i lacrimogeni. Infuria la battaglia e a un ufficiale dell’Arma, Edoardo Sivori partono alcuni colpi che tolgono la vita a Stefano Recchioni. Verso sera giunge la rivendicazione del duplice omicidio dei missini: Nuclei armati per il contropotere territoriale. Ogni anno, da quel lontano 1978, davanti ad Acca Larentia si tiene la commemorazione, sempre tollerata dalle autorità. E da sempre va in scena la stessa ritualità con labari, cori fascisti e saluti romani. Nonostante le leggi e le parti della nostra Costituzione che vietano ogni forma di apologia del fascismo, quel rito è autorizzato da Prefettura, Questura, sotto ogni esecutivo, di ogni colore. E' la vera anomalia italiana. E' il passato che non passa mai.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_09-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 09 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58237777/corsivo_09_01_2024_08_25.mp3" length="2529644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Fa freddo in quel tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978. 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Muore al San Giovanni dopo pochi minuti. Gli assassini raggiungono una Renault 4 rossa e lasciano al suo interno alcune armi, tranne la mitraglietta Skorpion. Poi si dileguano a piedi. La notizia del duplice omicidio compie il giro della città e in pochi minuti al Tuscolano arrivano migliaia di giovani di destra pronti alla vendetta. Davanti al sangue di Bigonzetti la tensione è forte e basta la presenza di Carlo Ceccherini, giornalista del telegiornale e del suo operatore di ripresa, per scatenare i tumulti. In pochi minuti via Acca Larentia viene invasa da ragazzi armati di bastoni e pistole che inseguono poliziotti, mentre i carabinieri lanciano i lacrimogeni. Infuria la battaglia e a un ufficiale dell’Arma, Edoardo Sivori partono alcuni colpi che tolgono la vita a Stefano Recchioni. Verso sera giunge la rivendicazione del duplice omicidio dei missini: Nuclei armati per il contropotere territoriale. Ogni anno, da quel lontano 1978, davanti ad Acca Larentia si tiene la commemorazione, sempre tollerata dalle autorità. E da sempre va in scena la stessa ritualità con labari, cori fascisti e saluti romani. Nonostante le leggi e le parti della nostra Costituzione che vietano ogni forma di apologia del fascismo, quel rito è autorizzato da Prefettura, Questura, sotto ogni esecutivo, di ogni colore. E' la vera anomalia italiana. E' il passato che non passa mai.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1074607ad848bc8fbfc70e02540a8a67.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza muoiono altri tre giornalisti. Sono 80 dall'inizio del conflitto | 08/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-muoiono-altri-tre-giornalisti-sono-80-dall-inizio-del-conflitto-08-01-2024-il-corsivo--64556589</link><description><![CDATA[A Gaza, solo ieri, durante i raid aerei israeliani, hanno perso la vita altri tre colleghi: si chiamavano Mustafa Abu Thraya, Hamza Wael Dahdouh e Ali Salem Abu Ajwa. Dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, secondo le ong, sono almeno 80 i cronisti uccisi mentre facevano il loro lavoro quotidiano: informare sulla situazione umanitaria a Gaza, ormai da settimane ben fuori l'ordinaria emergenza di una guerra. Mustafa Abu Thraya e Hamza Wael Dahdouh lavoravano per Al Jazeera che, in una nota, ha condannato l’attacco: “Israele viola i principi della libertà di stampa”, è la denuncia dell’emittente con sede in Qatar secondo cui l’auto dei giornalisti “è stata presa di mira”. Hamza era il figlio di Wael Dahdouh, capo dell’ufficio di Al Jazeera a Gaza e già testimone della morte della moglie e di altri due figli. La terza vittima, Ali Salem Abu Ajwa, lavorava come cronista a Gaza e secondo il Times of Israel era nipote dello sceicco Ahmed Yassin, che fondò Hamas a Gaza nel 1987. Si tratta del più alto numero di vittime dei media in un conflitto in un periodo di tempo così breve.  Le cifre fornite in queste ore da alcune ong sono diverse da quelle dell’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere che, a dicembre scorso, parlava di 17 giornalisti morti mentre lavoravano a Gaza. La discrepanza è dovuta al fatto che RSF non tiene conto dei professionisti dei media morti ad esempio durante il bombardamento delle loro case. Nella sostanza a Gaza, oltre alla mattanza della popolazione civile, va in scena anche la guerra contro l'informazione. Tutto ciò accade nel silenzio delle autorità internazionali, perché un giornalista che lavora sul campo è un testimone scomodo che vede e scrive. E ai signori della guerra non va bene.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 08 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556589/corsivo_08_01_2024_08_25.mp3" length="2387948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza, solo ieri, durante i raid aerei israeliani, hanno perso la vita altri tre colleghi: si chiamavano Mustafa Abu Thraya, Hamza Wael Dahdouh e Ali Salem Abu Ajwa. Dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, secondo le ong, sono almeno 80 i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza, solo ieri, durante i raid aerei israeliani, hanno perso la vita altri tre colleghi: si chiamavano Mustafa Abu Thraya, Hamza Wael Dahdouh e Ali Salem Abu Ajwa. Dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, secondo le ong, sono almeno 80 i cronisti uccisi mentre facevano il loro lavoro quotidiano: informare sulla situazione umanitaria a Gaza, ormai da settimane ben fuori l'ordinaria emergenza di una guerra. Mustafa Abu Thraya e Hamza Wael Dahdouh lavoravano per Al Jazeera che, in una nota, ha condannato l’attacco: “Israele viola i principi della libertà di stampa”, è la denuncia dell’emittente con sede in Qatar secondo cui l’auto dei giornalisti “è stata presa di mira”. Hamza era il figlio di Wael Dahdouh, capo dell’ufficio di Al Jazeera a Gaza e già testimone della morte della moglie e di altri due figli. La terza vittima, Ali Salem Abu Ajwa, lavorava come cronista a Gaza e secondo il Times of Israel era nipote dello sceicco Ahmed Yassin, che fondò Hamas a Gaza nel 1987. Si tratta del più alto numero di vittime dei media in un conflitto in un periodo di tempo così breve.  Le cifre fornite in queste ore da alcune ong sono diverse da quelle dell’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere che, a dicembre scorso, parlava di 17 giornalisti morti mentre lavoravano a Gaza. La discrepanza è dovuta al fatto che RSF non tiene conto dei professionisti dei media morti ad esempio durante il bombardamento delle loro case. Nella sostanza a Gaza, oltre alla mattanza della popolazione civile, va in scena anche la guerra contro l'informazione. Tutto ciò accade nel silenzio delle autorità internazionali, perché un giornalista che lavora sul campo è un testimone scomodo che vede e scrive. E ai signori della guerra non va bene.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/04a4fbd5eba5d3617f7df78ddc3ee7b7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza muoiono altri tre giornalisti. Sono 80 dall'inizio del conflitto | 08/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-muoiono-altri-tre-giornalisti-sono-80-dall-inizio-del-conflitto-08-01-2024-il-corsivo--58228129</link><description><![CDATA[A Gaza, solo ieri, durante i raid aerei israeliani, hanno perso la vita altri tre colleghi: si chiamavano Mustafa Abu Thraya, Hamza Wael Dahdouh e Ali Salem Abu Ajwa. Dall’inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, secondo le ong, sono almeno 80 i cronisti uccisi mentre facevano il loro lavoro quotidiano: informare sulla situazione umanitaria a Gaza, ormai da settimane ben fuori l'ordinaria emergenza di una guerra. Mustafa Abu Thraya e Hamza Wael Dahdouh lavoravano per Al Jazeera che, in una nota, ha condannato l’attacco: “Israele viola i principi della libertà di stampa”, è la denuncia dell’emittente con sede in Qatar secondo cui l’auto dei giornalisti “è stata presa di mira”. Hamza era il figlio di Wael Dahdouh, capo dell’ufficio di Al Jazeera a Gaza e già testimone della morte della moglie e di altri due figli. La terza vittima, Ali Salem Abu Ajwa, lavorava come cronista a Gaza e secondo il Times of Israel era nipote dello sceicco Ahmed Yassin, che fondò Hamas a Gaza nel 1987. Si tratta del più alto numero di vittime dei media in un conflitto in un periodo di tempo così breve.  Le cifre fornite in queste ore da alcune ong sono diverse da quelle dell’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere che, a dicembre scorso, parlava di 17 giornalisti morti mentre lavoravano a Gaza. La discrepanza è dovuta al fatto che RSF non tiene conto dei professionisti dei media morti ad esempio durante il bombardamento delle loro case. Nella sostanza a Gaza, oltre alla mattanza della popolazione civile, va in scena anche la guerra contro l'informazione. Tutto ciò accade nel silenzio delle autorità internazionali, perché un giornalista che lavora sul campo è un testimone scomodo che vede e scrive. E ai signori della guerra non va bene.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La terza vittima, Ali Salem Abu Ajwa, lavorava come cronista a Gaza e secondo il Times of Israel era nipote dello sceicco Ahmed Yassin, che fondò Hamas a Gaza nel 1987. Si tratta del più alto numero di vittime dei media in un conflitto in un periodo di tempo così breve.  Le cifre fornite in queste ore da alcune ong sono diverse da quelle dell’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere che, a dicembre scorso, parlava di 17 giornalisti morti mentre lavoravano a Gaza. La discrepanza è dovuta al fatto che RSF non tiene conto dei professionisti dei media morti ad esempio durante il bombardamento delle loro case. Nella sostanza a Gaza, oltre alla mattanza della popolazione civile, va in scena anche la guerra contro l'informazione. Tutto ciò accade nel silenzio delle autorità internazionali, perché un giornalista che lavora sul campo è un testimone scomodo che vede e scrive. E ai signori della guerra non va bene.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>150</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/70a4a96b6c0c84987eb3e880a813ef64.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La guerre delle candidature per europee, regionali e comunali | 06/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerre-delle-candidature-per-europee-regionali-e-comunali-06-01-2024-il-corsivo--64556593</link><description><![CDATA[Nel 2024 si vota per elezioni europee, regionali e comunali, e i partiti affilano i coltelli per marchiare le candidature secondo i nuovi equilibri e pesi politici. Il primo banco di prova arriva il prossimo 25 febbraio dove la Sardegna esprime il nuovo governo . Lo scontro nel centrodestra verte sulla ricandidatura del governatore uscente, il leghista Christian Solinas. Il Carroccio vuole la riconferma di Solinas, FdI spinge per il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. Del resto i rapporti di forza all’interno della coalizione sono cambiati rispetto a quando FdI era minoranza. Ora la premier Giorgia Meloni preme per ottenere la leadership delle liste nelle cinque regioni che andranno al voto nel 2024, tutte, tranne l’Abruzzo, governate da Lega e Forza Italia. La coalizione di centrosinistra, a trazione Pd e M5s, in Sardegna sostiene Alessandra Todde alla presidenza della Regione, punta ad avere 11 liste sulla scheda elettorale da inserire nelle urne il 25 febbraio. Il Pd resta spaccato. L'ex governatore Renato Soru corre con una sua lista che va dai moderati a Rifondazione. "Il Pd ha subito la scelta del M5s", dice Soru, ma la figlia Camilla resta con il Partito democratico. Resta in salita l'intesa tra Pd e M5s in Piemonte sul candidato comune che potrebbe battersi con il governatore Cirio. In Abruzzo, il sondaggio commissionato a Winpoll  dal Partito democratico  evidenzia un  testa a testa tra Marco Marsilio di Fdi e Luciano D’Amico del Pd alle regionali del 10 marzo, ma tra i dem cresce la fronda dei critici rispetto alla figura dell'ex rettore dell'Università di teramo D'Amico, giudicato uomo con poco appeal sul piano comunicativo.  Gli schieramenti devono ancora gli accordi sulle comunali, che probabilmente si svolgeranno il 9 giugno in concomitanza con le elezioni Europee. Il test riguarda 3.700 municipi, di cui 27 sono capoluoghi di provincia e 5 di regione, tra cui Firenze, Bari, Cagliari, Campobasso, Perugia e Potenza.  Nella sostanza tutto è ancora in movimento e la guerra sulle candidature provocherà certamente numerosi scontenti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 06 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556593/corsivo_06_01_2024_08_25.mp3" length="2402924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 2024 si vota per elezioni europee, regionali e comunali, e i partiti affilano i coltelli per marchiare le candidature secondo i nuovi equilibri e pesi politici. 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Ora la premier Giorgia Meloni preme per ottenere la leadership delle liste nelle cinque regioni che andranno al voto nel 2024, tutte, tranne l’Abruzzo, governate da Lega e Forza Italia. La coalizione di centrosinistra, a trazione Pd e M5s, in Sardegna sostiene Alessandra Todde alla presidenza della Regione, punta ad avere 11 liste sulla scheda elettorale da inserire nelle urne il 25 febbraio. Il Pd resta spaccato. L'ex governatore Renato Soru corre con una sua lista che va dai moderati a Rifondazione. "Il Pd ha subito la scelta del M5s", dice Soru, ma la figlia Camilla resta con il Partito democratico. Resta in salita l'intesa tra Pd e M5s in Piemonte sul candidato comune che potrebbe battersi con il governatore Cirio. In Abruzzo, il sondaggio commissionato a Winpoll  dal Partito democratico  evidenzia un  testa a testa tra Marco Marsilio di Fdi e Luciano D’Amico del Pd alle regionali del 10 marzo, ma tra i dem cresce la fronda dei critici rispetto alla figura dell'ex rettore dell'Università di teramo D'Amico, giudicato uomo con poco appeal sul piano comunicativo.  Gli schieramenti devono ancora gli accordi sulle comunali, che probabilmente si svolgeranno il 9 giugno in concomitanza con le elezioni Europee. Il test riguarda 3.700 municipi, di cui 27 sono capoluoghi di provincia e 5 di regione, tra cui Firenze, Bari, Cagliari, Campobasso, Perugia e Potenza.  Nella sostanza tutto è ancora in movimento e la guerra sulle candidature provocherà certamente numerosi scontenti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2325a0cb35abc6a3932043feb496f7b9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La guerre delle candidature per europee, regionali e comunali | 06/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerre-delle-candidature-per-europee-regionali-e-comunali-06-01-2024-il-corsivo--58215698</link><description><![CDATA[Nel 2024 si vota per elezioni europee, regionali e comunali, e i partiti affilano i coltelli per marchiare le candidature secondo i nuovi equilibri e pesi politici. Il primo banco di prova arriva il prossimo 25 febbraio dove la Sardegna esprime il nuovo governo . Lo scontro nel centrodestra verte sulla ricandidatura del governatore uscente, il leghista Christian Solinas. Il Carroccio vuole la riconferma di Solinas, FdI spinge per il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. Del resto i rapporti di forza all’interno della coalizione sono cambiati rispetto a quando FdI era minoranza. Ora la premier Giorgia Meloni preme per ottenere la leadership delle liste nelle cinque regioni che andranno al voto nel 2024, tutte, tranne l’Abruzzo, governate da Lega e Forza Italia. La coalizione di centrosinistra, a trazione Pd e M5s, in Sardegna sostiene Alessandra Todde alla presidenza della Regione, punta ad avere 11 liste sulla scheda elettorale da inserire nelle urne il 25 febbraio. Il Pd resta spaccato. L'ex governatore Renato Soru corre con una sua lista che va dai moderati a Rifondazione. "Il Pd ha subito la scelta del M5s", dice Soru, ma la figlia Camilla resta con il Partito democratico. Resta in salita l'intesa tra Pd e M5s in Piemonte sul candidato comune che potrebbe battersi con il governatore Cirio. In Abruzzo, il sondaggio commissionato a Winpoll  dal Partito democratico  evidenzia un  testa a testa tra Marco Marsilio di Fdi e Luciano D’Amico del Pd alle regionali del 10 marzo, ma tra i dem cresce la fronda dei critici rispetto alla figura dell'ex rettore dell'Università di teramo D'Amico, giudicato uomo con poco appeal sul piano comunicativo.  Gli schieramenti devono ancora gli accordi sulle comunali, che probabilmente si svolgeranno il 9 giugno in concomitanza con le elezioni Europee. Il test riguarda 3.700 municipi, di cui 27 sono capoluoghi di provincia e 5 di regione, tra cui Firenze, Bari, Cagliari, Campobasso, Perugia e Potenza.  Nella sostanza tutto è ancora in movimento e la guerra sulle candidature provocherà certamente numerosi scontenti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 06 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58215698/corsivo_06_01_2024_08_25.mp3" length="2402924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 2024 si vota per elezioni europee, regionali e comunali, e i partiti affilano i coltelli per marchiare le candidature secondo i nuovi equilibri e pesi politici. 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Ora la premier Giorgia Meloni preme per ottenere la leadership delle liste nelle cinque regioni che andranno al voto nel 2024, tutte, tranne l’Abruzzo, governate da Lega e Forza Italia. La coalizione di centrosinistra, a trazione Pd e M5s, in Sardegna sostiene Alessandra Todde alla presidenza della Regione, punta ad avere 11 liste sulla scheda elettorale da inserire nelle urne il 25 febbraio. Il Pd resta spaccato. L'ex governatore Renato Soru corre con una sua lista che va dai moderati a Rifondazione. "Il Pd ha subito la scelta del M5s", dice Soru, ma la figlia Camilla resta con il Partito democratico. Resta in salita l'intesa tra Pd e M5s in Piemonte sul candidato comune che potrebbe battersi con il governatore Cirio. In Abruzzo, il sondaggio commissionato a Winpoll  dal Partito democratico  evidenzia un  testa a testa tra Marco Marsilio di Fdi e Luciano D’Amico del Pd alle regionali del 10 marzo, ma tra i dem cresce la fronda dei critici rispetto alla figura dell'ex rettore dell'Università di teramo D'Amico, giudicato uomo con poco appeal sul piano comunicativo.  Gli schieramenti devono ancora gli accordi sulle comunali, che probabilmente si svolgeranno il 9 giugno in concomitanza con le elezioni Europee. Il test riguarda 3.700 municipi, di cui 27 sono capoluoghi di provincia e 5 di regione, tra cui Firenze, Bari, Cagliari, Campobasso, Perugia e Potenza.  Nella sostanza tutto è ancora in movimento e la guerra sulle candidature provocherà certamente numerosi scontenti.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Doveva essere responsabile con il porto d’armi. Io ho chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione dei probiviri di FdI indipendentemente dal lavoro che fa l'autorità competente e che nelle more del giudizio sia sospeso dal partito", annuncia Meloni scaricando Pozzolo. Quando però si tratta di difendere l'alleato Matteo Salvini sfiorato dall'inchiesta Verdini, la premier esclude che il segretario della Lega debba riferire la sua posizione in Parlamento. Meloni afferma che in Italia oggi non c'è una questione morale, ma i casi di esponenti della sua maggioranza e del suo partito coinvolti in vicende giudiziarie cominciano ad essere molti: dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro accusato di avere diffuso le carte riservate dell'indagine sull'anarchico Alfredo Cospito ai cachet d'oro del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, alle società di Daniela Santanchè, e molto altro ancora. In una intervista al quotidiano La Repubblica, il leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che esiste una distinzione tra la responsabilità penale e la responsabilità politica, che impone a chi riveste un incarico pubblico di comportarsi con “disciplina e onore” come prescrive l’art. 54 della Costituzione. La sfida di Giorgia Meloni parte proprio da questo punto e deve ormai scegliere tra solidarietà di partito e di coalizione o tutela delle istituzioni che rappresenta.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_05-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556623/corsivo_05_01_2024_08_25.mp3" length="2206700" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La questione morale si palesa solo nella seconda parte della conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e travolge il deputato di Fdi Emanuele Pozzolo, responsabile della sparatoria di Capodanno, ora denunciato dalla sua vittima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La questione morale si palesa solo nella seconda parte della conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e travolge il deputato di Fdi Emanuele Pozzolo, responsabile della sparatoria di Capodanno, ora denunciato dalla sua vittima Luca Campana. "Pozzolo? Doveva essere responsabile con il porto d’armi. Io ho chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione dei probiviri di FdI indipendentemente dal lavoro che fa l'autorità competente e che nelle more del giudizio sia sospeso dal partito", annuncia Meloni scaricando Pozzolo. Quando però si tratta di difendere l'alleato Matteo Salvini sfiorato dall'inchiesta Verdini, la premier esclude che il segretario della Lega debba riferire la sua posizione in Parlamento. Meloni afferma che in Italia oggi non c'è una questione morale, ma i casi di esponenti della sua maggioranza e del suo partito coinvolti in vicende giudiziarie cominciano ad essere molti: dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro accusato di avere diffuso le carte riservate dell'indagine sull'anarchico Alfredo Cospito ai cachet d'oro del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, alle società di Daniela Santanchè, e molto altro ancora. In una intervista al quotidiano La Repubblica, il leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che esiste una distinzione tra la responsabilità penale e la responsabilità politica, che impone a chi riveste un incarico pubblico di comportarsi con “disciplina e onore” come prescrive l’art. 54 della Costituzione. La sfida di Giorgia Meloni parte proprio da questo punto e deve ormai scegliere tra solidarietà di partito e di coalizione o tutela delle istituzioni che rappresenta.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/986bcdde47758f525f746ff5038d65b4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni scarica Pozzolo, difende Salvini sul caso Verdini, ma nega la questione morale nel Paese | 05/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-scarica-pozzolo-difende-salvini-sul-caso-verdini-ma-nega-la-questione-morale-nel-paese-05-01-2024-il-corsivo--58204328</link><description><![CDATA[La questione morale si palesa solo nella seconda parte della conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e travolge il deputato di Fdi Emanuele Pozzolo, responsabile della sparatoria di Capodanno, ora denunciato dalla sua vittima Luca Campana. "Pozzolo? Doveva essere responsabile con il porto d’armi. Io ho chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione dei probiviri di FdI indipendentemente dal lavoro che fa l'autorità competente e che nelle more del giudizio sia sospeso dal partito", annuncia Meloni scaricando Pozzolo. Quando però si tratta di difendere l'alleato Matteo Salvini sfiorato dall'inchiesta Verdini, la premier esclude che il segretario della Lega debba riferire la sua posizione in Parlamento. Meloni afferma che in Italia oggi non c'è una questione morale, ma i casi di esponenti della sua maggioranza e del suo partito coinvolti in vicende giudiziarie cominciano ad essere molti: dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro accusato di avere diffuso le carte riservate dell'indagine sull'anarchico Alfredo Cospito ai cachet d'oro del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, alle società di Daniela Santanchè, e molto altro ancora. In una intervista al quotidiano La Repubblica, il leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che esiste una distinzione tra la responsabilità penale e la responsabilità politica, che impone a chi riveste un incarico pubblico di comportarsi con “disciplina e onore” come prescrive l’art. 54 della Costituzione. La sfida di Giorgia Meloni parte proprio da questo punto e deve ormai scegliere tra solidarietà di partito e di coalizione o tutela delle istituzioni che rappresenta.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_05-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 05 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58204328/corsivo_05_01_2024_08_25.mp3" length="2206700" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La questione morale si palesa solo nella seconda parte della conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e travolge il deputato di Fdi Emanuele Pozzolo, responsabile della sparatoria di Capodanno, ora denunciato dalla sua vittima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La questione morale si palesa solo nella seconda parte della conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e travolge il deputato di Fdi Emanuele Pozzolo, responsabile della sparatoria di Capodanno, ora denunciato dalla sua vittima Luca Campana. "Pozzolo? Doveva essere responsabile con il porto d’armi. Io ho chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione dei probiviri di FdI indipendentemente dal lavoro che fa l'autorità competente e che nelle more del giudizio sia sospeso dal partito", annuncia Meloni scaricando Pozzolo. Quando però si tratta di difendere l'alleato Matteo Salvini sfiorato dall'inchiesta Verdini, la premier esclude che il segretario della Lega debba riferire la sua posizione in Parlamento. Meloni afferma che in Italia oggi non c'è una questione morale, ma i casi di esponenti della sua maggioranza e del suo partito coinvolti in vicende giudiziarie cominciano ad essere molti: dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro accusato di avere diffuso le carte riservate dell'indagine sull'anarchico Alfredo Cospito ai cachet d'oro del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, alle società di Daniela Santanchè, e molto altro ancora. In una intervista al quotidiano La Repubblica, il leader del M5s Giuseppe Conte ricorda che esiste una distinzione tra la responsabilità penale e la responsabilità politica, che impone a chi riveste un incarico pubblico di comportarsi con “disciplina e onore” come prescrive l’art. 54 della Costituzione. La sfida di Giorgia Meloni parte proprio da questo punto e deve ormai scegliere tra solidarietà di partito e di coalizione o tutela delle istituzioni che rappresenta.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un alto consigliere del presidente iraniano Raisi accusa Israele e gli Stati Uniti: “Washington dice che Usa e Israele non hanno avuto un ruolo? Non sbagliatevi, la responsabilità è degli Stati Uniti e dei regimi sionisti”. Israele ha informato gli alleati di non essere coinvolto nell’attentato in territorio iraniano e la Casa Bianca si difende e punta il dito sull'Isis.  "Gli Usa non sono coinvolti. È ridicolo anche solo pensarlo. Non abbiamo informazioni relative alla partecipazione degli israeliani", manda a dire il portavoce del dipartimento di Stato Matthew Miller. Restano tre le ipotesi sulla matrice della strage di Kerman: un attentato gestito dal servizio segreto israeliano del Mossad, un’operazione dell’Isis sunnita in chiave anti sciita, e un atto di rivolta interno all’Iran. In queste ore, l'amministrazione di Joe Biden distingue la strage contro i civili avvenuta a Kerman con l'attentato di Beirut che ha colpito Saleh al Arouri, il vice capo politico di Hamas. Le due azioni aumentano il rischio di un’escalation del conflitto bellico iniziato a Gaza, così il dipartimento di Stato americano torna a ripetere l’avvertimento lanciato all’inizio dal presidente Biden: "Chiunque stia considerando di approfittare della situazione per allargare la guerra, farebbe bene a pensarci due volte". La preoccupazione americana è testimoniata dalla partenza per il Medio Oriente del segretario di Stato Blinken e dell’inviato diplomatico Hochman. Riuscirà nell'impresa diplomatica?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_04-01-2024_08-27.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Jan 2024 07:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556606/corsivo_04_01_2024_08_27.mp3" length="2076908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Chi muove la mano dei responsabili della strage di Kerman, in Iran, nell'anniversario dell'uccisione del generale Soleimani, con quasi cento morti tra la popolazione civile? 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Restano tre le ipotesi sulla matrice della strage di Kerman: un attentato gestito dal servizio segreto israeliano del Mossad, un’operazione dell’Isis sunnita in chiave anti sciita, e un atto di rivolta interno all’Iran. In queste ore, l'amministrazione di Joe Biden distingue la strage contro i civili avvenuta a Kerman con l'attentato di Beirut che ha colpito Saleh al Arouri, il vice capo politico di Hamas. Le due azioni aumentano il rischio di un’escalation del conflitto bellico iniziato a Gaza, così il dipartimento di Stato americano torna a ripetere l’avvertimento lanciato all’inizio dal presidente Biden: "Chiunque stia considerando di approfittare della situazione per allargare la guerra, farebbe bene a pensarci due volte". La preoccupazione americana è testimoniata dalla partenza per il Medio Oriente del segretario di Stato Blinken e dell’inviato diplomatico Hochman. Riuscirà nell'impresa diplomatica?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Un alto consigliere del presidente iraniano Raisi accusa Israele e gli Stati Uniti: “Washington dice che Usa e Israele non hanno avuto un ruolo? Non sbagliatevi, la responsabilità è degli Stati Uniti e dei regimi sionisti”. Israele ha informato gli alleati di non essere coinvolto nell’attentato in territorio iraniano e la Casa Bianca si difende e punta il dito sull'Isis.  "Gli Usa non sono coinvolti. È ridicolo anche solo pensarlo. Non abbiamo informazioni relative alla partecipazione degli israeliani", manda a dire il portavoce del dipartimento di Stato Matthew Miller. Restano tre le ipotesi sulla matrice della strage di Kerman: un attentato gestito dal servizio segreto israeliano del Mossad, un’operazione dell’Isis sunnita in chiave anti sciita, e un atto di rivolta interno all’Iran. In queste ore, l'amministrazione di Joe Biden distingue la strage contro i civili avvenuta a Kerman con l'attentato di Beirut che ha colpito Saleh al Arouri, il vice capo politico di Hamas. Le due azioni aumentano il rischio di un’escalation del conflitto bellico iniziato a Gaza, così il dipartimento di Stato americano torna a ripetere l’avvertimento lanciato all’inizio dal presidente Biden: "Chiunque stia considerando di approfittare della situazione per allargare la guerra, farebbe bene a pensarci due volte". La preoccupazione americana è testimoniata dalla partenza per il Medio Oriente del segretario di Stato Blinken e dell’inviato diplomatico Hochman. Riuscirà nell'impresa diplomatica?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_04-01-2024_08-27.mp3</guid><pubDate>Thu, 04 Jan 2024 07:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58238094/corsivo_04_01_2024_08_27.mp3" length="2076908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Chi muove la mano dei responsabili della strage di Kerman, in Iran, nell'anniversario dell'uccisione del generale Soleimani, con quasi cento morti tra la popolazione civile? 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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Le due azioni aumentano il rischio di un’escalation del conflitto bellico iniziato a Gaza, così il dipartimento di Stato americano torna a ripetere l’avvertimento lanciato all’inizio dal presidente Biden: "Chiunque stia considerando di approfittare della situazione per allargare la guerra, farebbe bene a pensarci due volte". La preoccupazione americana è testimoniata dalla partenza per il Medio Oriente del segretario di Stato Blinken e dell’inviato diplomatico Hochman. Riuscirà nell'impresa diplomatica?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Restano tre le ipotesi sulla matrice della strage di Kerman: un attentato gestito dal servizio segreto israeliano del Mossad, un’operazione dell’Isis sunnita in chiave anti sciita, e un atto di rivolta interno all’Iran. In queste ore, l'amministrazione di Joe Biden distingue la strage contro i civili avvenuta a Kerman con l'attentato di Beirut che ha colpito Saleh al Arouri, il vice capo politico di Hamas. Le due azioni aumentano il rischio di un’escalation del conflitto bellico iniziato a Gaza, così il dipartimento di Stato americano torna a ripetere l’avvertimento lanciato all’inizio dal presidente Biden: "Chiunque stia considerando di approfittare della situazione per allargare la guerra, farebbe bene a pensarci due volte". La preoccupazione americana è testimoniata dalla partenza per il Medio Oriente del segretario di Stato Blinken e dell’inviato diplomatico Hochman. Riuscirà nell'impresa diplomatica?  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d1d8a027388e0a34fb5968eaa64bed0e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un testimone inchioda il deputato di Fdl Pozzolo, autore della sparatoria di Capodanno | 03/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-testimone-inchioda-il-deputato-di-fdl-pozzolo-autore-della-sparatoria-di-capodanno-03-01-2024-il-corsivo--64556598</link><description><![CDATA[In una democrazia evoluta e in un Paese normale, un deputato non va in una festa di Capodanno con una pistola, non la mostra in pubblico con orgoglio, non colpisce con l'arma, anche solo in modo accidentale, un partecipante inconsapevole della festa, soprattutto non si difende attraverso lo strumento dell'immunità parlamentare rifiutandosi di consegnare i vestiti agli inquirenti. Il deputato di Fdl Emanuele Pozzolo si dichiara innocente. Dice di non essere stato lui a sparare la notte di Capodanno nella sede della Proloco di Rosazza, un borgo di 99 anime a 70 chilometri da Torino, ferendo Luca Campana, in una festa organizzata dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro. Ma le prime indagini inchiodano Emanuele Pozzolo alle sue responsabilità. Il cenone è finito, la sala è già rassettata quando si presenta Pozzolo per salutare Delmastro. "È allegro", racconta un testimone. Improvvisamente estrae la pistola dal taschino per mostrarla ai presenti e parte un colpo, che ferisce Campana, invitato alla cena in qualità di genero del capo scorta di Delmastro. Campana racconta la sua versione dei fatti ai carabinieri e indica proprio Pozzolo come l’uomo che impugna la pistola al momento dello sparo. La verità sarà stabilita dagli accertamenti irripetibili sull’arma e sulle eventuali tracce di polvere da sparo, e in seguito da un regolare processo, ma la vicenda suggerisce a Pozzolo l'immediata autosospensione dalla carica di deputato e alla premier Giorgia Meloni una decisione politica su un esponente del suo partito certamente difficile, ma coerente.   Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_03-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556598/corsivo_03_01_2024_08_25.mp3" length="2056940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In una democrazia evoluta e in un Paese normale, un deputato non va in una festa di Capodanno con una pistola, non la mostra in pubblico con orgoglio, non colpisce con l'arma, anche solo in modo accidentale, un partecipante inconsapevole della festa,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In una democrazia evoluta e in un Paese normale, un deputato non va in una festa di Capodanno con una pistola, non la mostra in pubblico con orgoglio, non colpisce con l'arma, anche solo in modo accidentale, un partecipante inconsapevole della festa, soprattutto non si difende attraverso lo strumento dell'immunità parlamentare rifiutandosi di consegnare i vestiti agli inquirenti. 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Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d1d8a027388e0a34fb5968eaa64bed0e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un testimone inchioda il deputato di Fdl Pozzolo, autore della sparatoria di Capodanno | 03/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-testimone-inchioda-il-deputato-di-fdl-pozzolo-autore-della-sparatoria-di-capodanno-03-01-2024-il-corsivo--58181529</link><description><![CDATA[In una democrazia evoluta e in un Paese normale, un deputato non va in una festa di Capodanno con una pistola, non la mostra in pubblico con orgoglio, non colpisce con l'arma, anche solo in modo accidentale, un partecipante inconsapevole della festa, soprattutto non si difende attraverso lo strumento dell'immunità parlamentare rifiutandosi di consegnare i vestiti agli inquirenti. Il deputato di Fdl Emanuele Pozzolo si dichiara innocente. Dice di non essere stato lui a sparare la notte di Capodanno nella sede della Proloco di Rosazza, un borgo di 99 anime a 70 chilometri da Torino, ferendo Luca Campana, in una festa organizzata dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro. Ma le prime indagini inchiodano Emanuele Pozzolo alle sue responsabilità. Il cenone è finito, la sala è già rassettata quando si presenta Pozzolo per salutare Delmastro. "È allegro", racconta un testimone. Improvvisamente estrae la pistola dal taschino per mostrarla ai presenti e parte un colpo, che ferisce Campana, invitato alla cena in qualità di genero del capo scorta di Delmastro. Campana racconta la sua versione dei fatti ai carabinieri e indica proprio Pozzolo come l’uomo che impugna la pistola al momento dello sparo. La verità sarà stabilita dagli accertamenti irripetibili sull’arma e sulle eventuali tracce di polvere da sparo, e in seguito da un regolare processo, ma la vicenda suggerisce a Pozzolo l'immediata autosospensione dalla carica di deputato e alla premier Giorgia Meloni una decisione politica su un esponente del suo partito certamente difficile, ma coerente.   Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_03-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 03 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58181529/corsivo_03_01_2024_08_25.mp3" length="2056940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>In una democrazia evoluta e in un Paese normale, un deputato non va in una festa di Capodanno con una pistola, non la mostra in pubblico con orgoglio, non colpisce con l'arma, anche solo in modo accidentale, un partecipante inconsapevole della festa,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In una democrazia evoluta e in un Paese normale, un deputato non va in una festa di Capodanno con una pistola, non la mostra in pubblico con orgoglio, non colpisce con l'arma, anche solo in modo accidentale, un partecipante inconsapevole della festa, soprattutto non si difende attraverso lo strumento dell'immunità parlamentare rifiutandosi di consegnare i vestiti agli inquirenti. Il deputato di Fdl Emanuele Pozzolo si dichiara innocente. Dice di non essere stato lui a sparare la notte di Capodanno nella sede della Proloco di Rosazza, un borgo di 99 anime a 70 chilometri da Torino, ferendo Luca Campana, in una festa organizzata dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro. Ma le prime indagini inchiodano Emanuele Pozzolo alle sue responsabilità. Il cenone è finito, la sala è già rassettata quando si presenta Pozzolo per salutare Delmastro. "È allegro", racconta un testimone. Improvvisamente estrae la pistola dal taschino per mostrarla ai presenti e parte un colpo, che ferisce Campana, invitato alla cena in qualità di genero del capo scorta di Delmastro. Campana racconta la sua versione dei fatti ai carabinieri e indica proprio Pozzolo come l’uomo che impugna la pistola al momento dello sparo. 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Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d1d8a027388e0a34fb5968eaa64bed0e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'appello di Sergio Mattarella alla partecipazione, alla difesa dei diritti e della Costituzione | 02/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-appello-di-sergio-mattarella-alla-partecipazione-alla-difesa-dei-diritti-e-della-costituzione-02-01-2024-il-corsivo--64556558</link><description><![CDATA[Nel suo discorso di fine anno, il Capo dello Stato Sergio Mattarella sprona gli italiani alla partecipazione politica. "E' il voto che decide", sostiene Mattarella. Il presidente della Repubblica comprende, più di molti altri leader di partito e di Governo, che il vero nemico della nostra fragile democrazia è proprio la disaffezione alla politica, l'aumento consistente dell'astensione. "Non sono i social o i sondaggi che definiscono la strada che dobbiamo percorrere", dice Mattarella. L’altra sera ha dedicato molto spazio ai diritti calpestati, al lavoro che manca, quello sottopagato, le liste d’attesa per visite ed esami, i femminicidi, i rincari degli affitti per gli studenti. Secondo il pensiero di Mattarella la regressione dei diritti è la conseguenza di un arretramento della partecipazione alla vita pubblica, non solo quindi della disaffezione al voto. E' il monito di Mattarella ad una società rassegnata, sempre meno incline a far rispettare i propri diritti, dove prevale una solitudine individuale e collettiva. Ma come reagire? Il Capo dello Stato tutti noi possiamo fare qualcosa per il Paese, partendo dai valori fondanti della Repubblica, quelli scritti nella nostra Costituzione: la solidarietà, la partecipazione. La democrazia è composta dall'esercizio della libertà. "Prima che un dovere, partecipare alla vita e alle scelte della comunità è un diritto di libertà. Anche un diritto al futuro. Alla costruzione del futuro. Partecipare significa farsi carico della propria comunità. Ciascuno per la sua parte". Gli si può solo dare ragione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_02-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 02 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556558/corsivo_02_01_2024_08_25.mp3" length="2029292" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nel suo discorso di fine anno, il Capo dello Stato Sergio Mattarella sprona gli italiani alla partecipazione politica. 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Secondo il pensiero di Mattarella la regressione dei diritti è la conseguenza di un arretramento della partecipazione alla vita pubblica, non solo quindi della disaffezione al voto. E' il monito di Mattarella ad una società rassegnata, sempre meno incline a far rispettare i propri diritti, dove prevale una solitudine individuale e collettiva. Ma come reagire? Il Capo dello Stato tutti noi possiamo fare qualcosa per il Paese, partendo dai valori fondanti della Repubblica, quelli scritti nella nostra Costituzione: la solidarietà, la partecipazione. La democrazia è composta dall'esercizio della libertà. "Prima che un dovere, partecipare alla vita e alle scelte della comunità è un diritto di libertà. Anche un diritto al futuro. Alla costruzione del futuro. Partecipare significa farsi carico della propria comunità. Ciascuno per la sua parte". Gli si può solo dare ragione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/840cb995f40b8868b0f55179c28ca43a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'appello di Sergio Mattarella alla partecipazione, alla difesa dei diritti e della Costituzione | 02/01/2024 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-appello-di-sergio-mattarella-alla-partecipazione-alla-difesa-dei-diritti-e-della-costituzione-02-01-2024-il-corsivo--58169429</link><description><![CDATA[Nel suo discorso di fine anno, il Capo dello Stato Sergio Mattarella sprona gli italiani alla partecipazione politica. 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Il Capo dello Stato tutti noi possiamo fare qualcosa per il Paese, partendo dai valori fondanti della Repubblica, quelli scritti nella nostra Costituzione: la solidarietà, la partecipazione. La democrazia è composta dall'esercizio della libertà. "Prima che un dovere, partecipare alla vita e alle scelte della comunità è un diritto di libertà. Anche un diritto al futuro. Alla costruzione del futuro. Partecipare significa farsi carico della propria comunità. Ciascuno per la sua parte". Gli si può solo dare ragione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_02-01-2024_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 02 Jan 2024 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58169429/corsivo_02_01_2024_08_25.mp3" length="2029292" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nel suo discorso di fine anno, il Capo dello Stato Sergio Mattarella sprona gli italiani alla partecipazione politica. 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Secondo il pensiero di Mattarella la regressione dei diritti è la conseguenza di un arretramento della partecipazione alla vita pubblica, non solo quindi della disaffezione al voto. E' il monito di Mattarella ad una società rassegnata, sempre meno incline a far rispettare i propri diritti, dove prevale una solitudine individuale e collettiva. Ma come reagire? Il Capo dello Stato tutti noi possiamo fare qualcosa per il Paese, partendo dai valori fondanti della Repubblica, quelli scritti nella nostra Costituzione: la solidarietà, la partecipazione. La democrazia è composta dall'esercizio della libertà. "Prima che un dovere, partecipare alla vita e alle scelte della comunità è un diritto di libertà. Anche un diritto al futuro. Alla costruzione del futuro. Partecipare significa farsi carico della propria comunità. Ciascuno per la sua parte". Gli si può solo dare ragione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/840cb995f40b8868b0f55179c28ca43a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il discorso di fine anno di Mattarella tra guerre, crisi umanitarie, cambiamenti climatici | 30/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-discorso-di-fine-anno-di-mattarella-tra-guerre-crisi-umanitarie-cambiamenti-climatici-30-12-2023-il-corsivo--64556626</link><description><![CDATA[Domani Sergio Mattarella tiene il tradizionale discorso di fine anno. C'è attesa su ciò che dirà soprattutto sul suo ruolo di presidente della Repubblica, messo in discussione dalle ultime dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa e più in generale dal progetto di premierato del governo a guida Giorgia Meloni che depotenzia la funzione super partes del Quirinale. Mattarella non risponde su temi divisivi della discussione pubblica, preferisce lasciar decantare le cose. E tanto meno può entrare nel merito di una revisione costituzionale di cui è investito il Parlamento. È la regola che si è imposto Mattarella: rifiutare ogni scontro, per mantenere la neutralità del suo ruolo che ha rivendicato fin dal primo settennato. Figuriamoci nel discorso che conclude il 2023. Certamente Mattarella interverrà sui conflitti in corso. Nella cerimonia dello scambio di auguri di fine anno, il Capo dello Stato aveva parlato del conflitto che da due anni coinvolge l’Europa, quello tra Russia e Ucraina, con un immenso numero di vite umane perdute, e che ha improvvisamente sgretolato la certezza di una pace duratura. Mattarella affronterà il tema della guerra che infiamma il Medio Oriente, la sanguinosa aggressione di Hamas e le azioni militari israeliane a Gaza che hanno provocato un numero inaccettabile di vittime civili. Il presidente della Repubblica si soffermerà sugli effetti dirompenti del cambiamento climatico, la devastazione prodotta da alluvioni e inondazioni, come quelle in Emilia Romagna e Toscana. Infine ci sarà spazio per le sfide future. Mattarella ricorderà che nel 2024 l'Italia assumerà la presidenza del G7. Per il Quirinale sarà una grande opportunità per favorire soluzioni più avanzate su cruciali questioni globali, quali il governo delle migrazioni, la sicurezza alimentare e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Quello che ascolteremo sarà quindi un discorso che marcia sui classici binari istituzionali, con un forte richiamo ai valori che tengono insieme l'Europa e una possibile critica contro ogni sovranismo.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_30-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 30 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556626/corsivo_30_12_2023_08_25.mp3" length="2903396" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Domani Sergio Mattarella tiene il tradizionale discorso di fine anno. C'è attesa su ciò che dirà soprattutto sul suo ruolo di presidente della Repubblica, messo in discussione dalle ultime dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa e più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domani Sergio Mattarella tiene il tradizionale discorso di fine anno. C'è attesa su ciò che dirà soprattutto sul suo ruolo di presidente della Repubblica, messo in discussione dalle ultime dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa e più in generale dal progetto di premierato del governo a guida Giorgia Meloni che depotenzia la funzione super partes del Quirinale. Mattarella non risponde su temi divisivi della discussione pubblica, preferisce lasciar decantare le cose. E tanto meno può entrare nel merito di una revisione costituzionale di cui è investito il Parlamento. È la regola che si è imposto Mattarella: rifiutare ogni scontro, per mantenere la neutralità del suo ruolo che ha rivendicato fin dal primo settennato. Figuriamoci nel discorso che conclude il 2023. Certamente Mattarella interverrà sui conflitti in corso. Nella cerimonia dello scambio di auguri di fine anno, il Capo dello Stato aveva parlato del conflitto che da due anni coinvolge l’Europa, quello tra Russia e Ucraina, con un immenso numero di vite umane perdute, e che ha improvvisamente sgretolato la certezza di una pace duratura. Mattarella affronterà il tema della guerra che infiamma il Medio Oriente, la sanguinosa aggressione di Hamas e le azioni militari israeliane a Gaza che hanno provocato un numero inaccettabile di vittime civili. Il presidente della Repubblica si soffermerà sugli effetti dirompenti del cambiamento climatico, la devastazione prodotta da alluvioni e inondazioni, come quelle in Emilia Romagna e Toscana. Infine ci sarà spazio per le sfide future. Mattarella ricorderà che nel 2024 l'Italia assumerà la presidenza del G7. Per il Quirinale sarà una grande opportunità per favorire soluzioni più avanzate su cruciali questioni globali, quali il governo delle migrazioni, la sicurezza alimentare e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Quello che ascolteremo sarà quindi un discorso che marcia sui classici binari istituzionali, con un forte richiamo ai valori che tengono insieme l'Europa e una possibile critica contro ogni sovranismo.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/25c1e10da9c0f99c4ea73b659cc8b223.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo il Colorado, anche il Maine esclude Donald Trump dalle primarie | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-il-colorado-anche-il-maine-esclude-donald-trump-dalle-primarie-il-corsivo--64556628</link><description><![CDATA[Dopo il Colorado, anche il Maine esclude Donald Trump dalle primarie. In Colorado, la decisione proviene dai giudici della Corte Suprema statale, mentre nel Maine si tratta del provvedimento unilaterale del segretario di Stato e ex senatrice democratica Shenna Bellows, che ha rimosso Trump dalla lista dei candidati alle primarie repubblicane in programma il 5 marzo 2024. E' quindi l'iniziativa di un rappresentante dell’amministrazione.  Anche nel Maine, contro Donald Trump viene citata la terza sezione del 14° emendamento che esclude dal ricoprire un incarico pubblico chi, dopo aver giurato per la Costituzione, ha partecipato a un’insurrezione o a qualsiasi azione contro la Costituzione stessa. Ma al di là degli aspetti tecnici, i prevedibili ricorsi legali messi in campo dall'ex presidente americano, rimane il dato politico. Donald Trump, in testa ai sondaggi contro gli altri candidati repubblicani e più in generale contro Joe Biden, non potrà partecipare alla corsa verso un possibile ritorno alla Casa Bianca, nonostante i numerosi processi giudiziari e accuse pesantissime come essere il mandante organizzativo dell'assalto al Capitol Hill, il cui processo è stato fissato a Washington per il 4 marzo, il giorno prima delle primarie nel Maine. E' ormai sempre più probabile che toccherà ai giudici supremi di Washington prendere una decisione, che varrà non solo per il Colorado e per il Maine, ma anche in tutti gli altri Stati che dovranno decidere se ammettere alle primarie o no un ex presidente coinvolto in un’insurrezione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_29-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 29 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556628/corsivo_29_12_2023_08_25.mp3" length="2529323" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il Colorado, anche il Maine esclude Donald Trump dalle primarie. 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Ma al di là degli aspetti tecnici, i prevedibili ricorsi legali messi in campo dall'ex presidente americano, rimane il dato politico. Donald Trump, in testa ai sondaggi contro gli altri candidati repubblicani e più in generale contro Joe Biden, non potrà partecipare alla corsa verso un possibile ritorno alla Casa Bianca, nonostante i numerosi processi giudiziari e accuse pesantissime come essere il mandante organizzativo dell'assalto al Capitol Hill, il cui processo è stato fissato a Washington per il 4 marzo, il giorno prima delle primarie nel Maine. E' ormai sempre più probabile che toccherà ai giudici supremi di Washington prendere una decisione, che varrà non solo per il Colorado e per il Maine, ma anche in tutti gli altri Stati che dovranno decidere se ammettere alle primarie o no un ex presidente coinvolto in un’insurrezione.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d364f185222d27fd42504ac6e86bd710.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Addio a Jacques Delors e Wolfgang Schaeuble, le visioni antitetiche dell'Europa moderna | 28/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/addio-a-jacques-delors-e-wolfgang-schaeuble-le-visioni-antitetiche-dell-europa-moderna-28-12-2023-il-corsivo--64556602</link><description><![CDATA[Nello stesso giorno ci lasciano il francese Jacques Delors e il tedesco Wolfgang Schaeuble. Jacques Delors, cattolico, socialista, ex presidente della Commissione, è stato il padre dell'unificazione europea e l'ispiratore della moneta unica. Le sue idee hanno messo insieme i valori di libertà, liberalismo, giustizia sociale e solidarietà. In particolare Delors ha proposto un paradigma etico, basato sul principio della riconciliazione con la Storia: quella franco-tedesca dopo la Seconda guerra mondiale, tra Est e Ovest dopo la fine della Guerra fredda, di classe, quella etica tra laici e credenti e quella politica tra socialisti e popolari. "Il modello europeo è in pericolo se dimentichiamo il principio della responsabilità personale", amava ripetere Delors. Nel 2015 il Consiglio europeo gli ha conferito il titolo di Cittadino onorario d’Europa. Prima di lui, l’hanno ricevuto solo Jean Monnet e Helmut Kohl. Ora sono tutti scomparsi. L'altra faccia di Jacques Delors è rappresentata certamente da Wolfgang Schaeuble, ex ministro dell'economia tedesco nel governo di Angela Merkel, esponente del partito del rigore nell’Europa travolta dalla crisi dell’euro. Sostenitore di lunga data di una maggiore unità europea, ha contribuito a condurre uno sforzo durato anni che mirava a un’integrazione più profonda e a regole più severe. Tuttavia in quegli anni la Germania è stata anche criticata a più riprese in quanto sostenitrice di misure di austerity. Con Delors e Schaeuble se ne vanno due figure che rappresentano le visioni antitetiche dell'Europa moderna  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_28-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 28 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556602/corsivo_28_12_2023_08_25.mp3" length="2627543" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Nello stesso giorno ci lasciano il francese Jacques Delors e il tedesco Wolfgang Schaeuble. 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Nel 2015 il Consiglio europeo gli ha conferito il titolo di Cittadino onorario d’Europa. Prima di lui, l’hanno ricevuto solo Jean Monnet e Helmut Kohl. Ora sono tutti scomparsi. L'altra faccia di Jacques Delors è rappresentata certamente da Wolfgang Schaeuble, ex ministro dell'economia tedesco nel governo di Angela Merkel, esponente del partito del rigore nell’Europa travolta dalla crisi dell’euro. Sostenitore di lunga data di una maggiore unità europea, ha contribuito a condurre uno sforzo durato anni che mirava a un’integrazione più profonda e a regole più severe. Tuttavia in quegli anni la Germania è stata anche criticata a più riprese in quanto sostenitrice di misure di austerity. Con Delors e Schaeuble se ne vanno due figure che rappresentano le visioni antitetiche dell'Europa moderna  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>165</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1bec57242abe978515583a6c5dce475b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Governo impegnato tra l’approvazione della manovra e le polemiche sulla mancata ratifica del Mes | 27/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-governo-impegnato-tra-l-approvazione-della-manovra-e-le-polemiche-sulla-mancata-ratifica-del-mes-27-12-2023-il-corsivo--64556557</link><description><![CDATA[La manovra economica arriva alla Camera dopo aver ottenuto il via libera del Senato e sarà approvata in modo definitivo il 29 dicembre, a soli due giorni dall’esercizio provvisorio. Le misure più importanti sono certamente la proroga del taglio del cuneo fiscale per il 2024 e la riforma dell’Irpef che passa da 4 a 3 aliquote. Solo questi due provvedimenti assorbono metà dei 28 miliardi di euro stanziati dalla legge di bilancio. In particolare viene confermato il taglio del cuneo fiscale, già in vigore da luglio (6 punti in meno per i redditi fino a 35mila euro e 7 per quelli fino a 25mila). Ma la riduzione non sarà applicata alle tredicesime ed è finanziata solo per il 2024. Poi c’è la nuova Irpef, che passa da quattro a tre aliquote, con l’accorpamento dei primi due scaglioni (l’aliquota del 23% sarà applicata sui redditi fino a 28mila euro). Sul fronte pensioni si torna a Quota 103, ma con penalizzazioni.  Niente proroghe sul Superbonus, ma sale la cedolare sugli affitti brevi.  Vengono anche rimodulati i fondi stanziati (11,6 miliardi al 2032) per il Ponte sullo Stretto, con una riduzione degli oneri a carico dello Stato per 2,3 miliardi, recuperati dal Fondo di sviluppo e coesione. Il testo che approda a Montecitorio è composto di 109 articoli ed è  sostanzialmente blindato, vuol dire che la maggioranza potrà solo approvare il documento visto che non c’è margine per un dibattito parlamentare serrato. Ma la vera grana per la maggioranza è il malcontento all’interno di Forza Italia, uno dei tre partiti che sostengono Giorgia Meloni. Cresce la fronda di chi accusa Antonio Tajani di aver ceduto a Lega e Fratelli d’Italia nel voto sul Mes, soprattutto di non avere difeso la linea del Ppe. Su questo e altri temi si deciderà la tenuta dell’esecutivo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_27-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 27 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556557/corsivo_27_12_2023_08_25.mp3" length="2807265" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La manovra economica arriva alla Camera dopo aver ottenuto il via libera del Senato e sarà approvata in modo definitivo il 29 dicembre, a soli due giorni dall’esercizio provvisorio. 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Sul fronte pensioni si torna a Quota 103, ma con penalizzazioni.  Niente proroghe sul Superbonus, ma sale la cedolare sugli affitti brevi.  Vengono anche rimodulati i fondi stanziati (11,6 miliardi al 2032) per il Ponte sullo Stretto, con una riduzione degli oneri a carico dello Stato per 2,3 miliardi, recuperati dal Fondo di sviluppo e coesione. Il testo che approda a Montecitorio è composto di 109 articoli ed è  sostanzialmente blindato, vuol dire che la maggioranza potrà solo approvare il documento visto che non c’è margine per un dibattito parlamentare serrato. Ma la vera grana per la maggioranza è il malcontento all’interno di Forza Italia, uno dei tre partiti che sostengono Giorgia Meloni. Cresce la fronda di chi accusa Antonio Tajani di aver ceduto a Lega e Fratelli d’Italia nel voto sul Mes, soprattutto di non avere difeso la linea del Ppe. Su questo e altri temi si deciderà la tenuta dell’esecutivo.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2a901a25779503800d60f6b8561e01bd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La crisi industriale e il caso dell'Ilva di Taranto | 23/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-crisi-industriale-e-il-caso-dell-ilva-di-taranto-23-12-2023-il-corsivo--64556561</link><description><![CDATA[Non sono feste serene quelle che si apprestano a celebrare i lavoratori dell'ex Ilva di Taranto, tornati in piazza per denunciare lo stato a dir poco precario del fabbisogno finanziario dell'azienda. Lo stato delle trattative è racchiuso in un comunicato con cui Acciaierie d’Italia mette in campo un consiglio di amministrazione per il prossimo 28 dicembre, con l’obiettivo di formulare un nuovo testo di delibera da proporre all’assemblea degli azionisti. Nello stesso tempo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso convoca la prossima settimana un tavolo di discussione con i sindacati. "Lavoriamo affinché l’Ilva continui ad essere un polo industriale con le prospettive della riconversione green. L’unica cosa certa è che continuerà a produrre", assicura Urso. Nel cda del 28 dicembre, Acciaierie propone di creare le condizioni finanziarie per l’acquisizione dei rami di azienda di Ilva spa previsti dal contratto di affitto con obbligo di acquisto. I soci di Acciaierie dovranno certamente deliberare un ulteriore aumento di capitale o prestito convertibile, da sottoscriversi da parte dei soci o di investitori terzi, per un totale di 320 milioni di azioni da un euro l'una. La proposta di delibera dispone di dare termine a ciascun socio per l’esercizio dell’opzione fino al 31 gennaio 2024, con diritto di prelazione a ciascun socio sulle eventuali azioni rimaste (per le quali non è stato esercitato il diritto di opzione) dall’altro socio, da esercitare entro i successivi 10 giorni, e cioè entro il 10 febbraio 2024. Non sappiamo al momento se questa manovra di Acciaierie riuscirà a salvare l'azienda. Sappiamo però che i lavoratori dell'ex Ilva sono arrivati fin qui per la totale mancanza di una visione della politica industriale in Italia, anzi di un vero declino le cui responsabilità sono di tutti i Governi che si sono avvicendati da 40 anni a questa parte. Una responsabilità politicamente trasversale.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_23-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 23 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556561/corsivo_26_12_2023_08_25.mp3" length="2798906" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Non sono feste serene quelle che si apprestano a celebrare i lavoratori dell'ex Ilva di Taranto, tornati in piazza per denunciare lo stato a dir poco precario del fabbisogno finanziario dell'azienda. 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Nel cda del 28 dicembre, Acciaierie propone di creare le condizioni finanziarie per l’acquisizione dei rami di azienda di Ilva spa previsti dal contratto di affitto con obbligo di acquisto. I soci di Acciaierie dovranno certamente deliberare un ulteriore aumento di capitale o prestito convertibile, da sottoscriversi da parte dei soci o di investitori terzi, per un totale di 320 milioni di azioni da un euro l'una. La proposta di delibera dispone di dare termine a ciascun socio per l’esercizio dell’opzione fino al 31 gennaio 2024, con diritto di prelazione a ciascun socio sulle eventuali azioni rimaste (per le quali non è stato esercitato il diritto di opzione) dall’altro socio, da esercitare entro i successivi 10 giorni, e cioè entro il 10 febbraio 2024. Non sappiamo al momento se questa manovra di Acciaierie riuscirà a salvare l'azienda. Sappiamo però che i lavoratori dell'ex Ilva sono arrivati fin qui per la totale mancanza di una visione della politica industriale in Italia, anzi di un vero declino le cui responsabilità sono di tutti i Governi che si sono avvicendati da 40 anni a questa parte. Una responsabilità politicamente trasversale.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>175</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c377086459607f4437dbd851a45c4448.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La crisi industriale e il caso dell'Ilva di Taranto | 23/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-crisi-industriale-e-il-caso-dell-ilva-di-taranto-23-12-2023-il-corsivo--58102549</link><description><![CDATA[Non sono feste serene quelle che si apprestano a celebrare i lavoratori dell'ex Ilva di Taranto, tornati in piazza per denunciare lo stato a dir poco precario del fabbisogno finanziario dell'azienda. Lo stato delle trattative è racchiuso in un comunicato con cui Acciaierie d’Italia mette in campo un consiglio di amministrazione per il prossimo 28 dicembre, con l’obiettivo di formulare un nuovo testo di delibera da proporre all’assemblea degli azionisti. Nello stesso tempo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso convoca la prossima settimana un tavolo di discussione con i sindacati. "Lavoriamo affinché l’Ilva continui ad essere un polo industriale con le prospettive della riconversione green. L’unica cosa certa è che continuerà a produrre", assicura Urso. Nel cda del 28 dicembre, Acciaierie propone di creare le condizioni finanziarie per l’acquisizione dei rami di azienda di Ilva spa previsti dal contratto di affitto con obbligo di acquisto. I soci di Acciaierie dovranno certamente deliberare un ulteriore aumento di capitale o prestito convertibile, da sottoscriversi da parte dei soci o di investitori terzi, per un totale di 320 milioni di azioni da un euro l'una. La proposta di delibera dispone di dare termine a ciascun socio per l’esercizio dell’opzione fino al 31 gennaio 2024, con diritto di prelazione a ciascun socio sulle eventuali azioni rimaste (per le quali non è stato esercitato il diritto di opzione) dall’altro socio, da esercitare entro i successivi 10 giorni, e cioè entro il 10 febbraio 2024. Non sappiamo al momento se questa manovra di Acciaierie riuscirà a salvare l'azienda. Sappiamo però che i lavoratori dell'ex Ilva sono arrivati fin qui per la totale mancanza di una visione della politica industriale in Italia, anzi di un vero declino le cui responsabilità sono di tutti i Governi che si sono avvicendati da 40 anni a questa parte. Una responsabilità politicamente trasversale.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_23-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 23 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58102549/corsivo_26_12_2023_08_25.mp3" length="2798906" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>Non sono feste serene quelle che si apprestano a celebrare i lavoratori dell'ex Ilva di Taranto, tornati in piazza per denunciare lo stato a dir poco precario del fabbisogno finanziario dell'azienda. 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Nel cda del 28 dicembre, Acciaierie propone di creare le condizioni finanziarie per l’acquisizione dei rami di azienda di Ilva spa previsti dal contratto di affitto con obbligo di acquisto. I soci di Acciaierie dovranno certamente deliberare un ulteriore aumento di capitale o prestito convertibile, da sottoscriversi da parte dei soci o di investitori terzi, per un totale di 320 milioni di azioni da un euro l'una. La proposta di delibera dispone di dare termine a ciascun socio per l’esercizio dell’opzione fino al 31 gennaio 2024, con diritto di prelazione a ciascun socio sulle eventuali azioni rimaste (per le quali non è stato esercitato il diritto di opzione) dall’altro socio, da esercitare entro i successivi 10 giorni, e cioè entro il 10 febbraio 2024. Non sappiamo al momento se questa manovra di Acciaierie riuscirà a salvare l'azienda. Sappiamo però che i lavoratori dell'ex Ilva sono arrivati fin qui per la totale mancanza di una visione della politica industriale in Italia, anzi di un vero declino le cui responsabilità sono di tutti i Governi che si sono avvicendati da 40 anni a questa parte. Una responsabilità politicamente trasversale.    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>175</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c377086459607f4437dbd851a45c4448.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Italia non ratifica il Mes. Ue preoccupata, Maggioranza divisa: Forza Italia si astiene | 22/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-italia-non-ratifica-il-mes-ue-preoccupata-maggioranza-divisa-forza-italia-si-astiene-22-12-2023-il-corsivo--64556629</link><description><![CDATA[La premier Giorgia Meloni segue il suo alleato Matteo Salvini nella svolta ultra sovranista che precede la campagna elettorale europea e boccia il Mes. L’Aula della Camera respinge il trattato con 72 voti a favore, 184 contrari e 44 astenuti. Votano a favore della ratifica i deputati del Pd, Iv e Azione. Il centrodestra si spacca: Lega e Fdi sono contrari, Forza Italia, Avs e Noi Moderat si astengono. Dopo il voto, Palazzo Chigi dice di voler riflettere sulle modifiche al Mes più utili, ma la decisione italiana diventa un caso politico a Bruxelles: la posizione del nostro governo imbarazza e preoccupa le diplomazie europee, perché l’Italia è l’unico Paese europeo a non aver ratificato il Meccanismo: anche i paesi sovranisti come Ungheria, Polonia, Olanda hanno accettato il provvedimento. "Pur nel pieno rispetto delle deliberazioni parlamentari, mi rammarico per l’esito", ha commentato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe. “L’Italia rimane l’unico Paese che blocca la finalizzazione di una riforma su cui tutti ci siamo impegnati nel 2021”, ricorda Donohoe, evidenziando che si tratta di “un elemento chiave della rete di sicurezza comune nell’Eurozona, a vantaggio di tutti i Paesi membri”. Palazzo Chigi ha dovuto accettare il nuovo Patto di stabilità scritto tra Berlino e Parigi, nonostante le numerose riserve espresse da Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Poi le ragioni di politica interna hanno avuto il sopravvento portando il nostro esecutivo ad aprire un nuovo fronte nella complicata coesistenza europea, in una battaglia che ancora una volta lo vede isolato in Europa.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_22-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 22 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556629/corsivo_22_12_2023_08_25.mp3" length="2573626" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>La premier Giorgia Meloni segue il suo alleato Matteo Salvini nella svolta ultra sovranista che precede la campagna elettorale europea e boccia il Mes. 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"Pur nel pieno rispetto delle deliberazioni parlamentari, mi rammarico per l’esito", ha commentato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe. “L’Italia rimane l’unico Paese che blocca la finalizzazione di una riforma su cui tutti ci siamo impegnati nel 2021”, ricorda Donohoe, evidenziando che si tratta di “un elemento chiave della rete di sicurezza comune nell’Eurozona, a vantaggio di tutti i Paesi membri”. Palazzo Chigi ha dovuto accettare il nuovo Patto di stabilità scritto tra Berlino e Parigi, nonostante le numerose riserve espresse da Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Poi le ragioni di politica interna hanno avuto il sopravvento portando il nostro esecutivo ad aprire un nuovo fronte nella complicata coesistenza europea, in una battaglia che ancora una volta lo vede isolato in Europa.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>161</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9528578338aa0a43f9f148bed37ca8cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La battaglia dei giornalisti contro legge bavaglio. Fnsi a Mattarella: non firmi il provvedimento | 21/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-battaglia-dei-giornalisti-contro-legge-bavaglio-fnsi-a-mattarella-non-firmi-il-provvedimento-21-12-2023-il-corsivo--64556575</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  In un Paese democratico i cittadini devono essere informati in modo libero e per quanto possibile imparziale. Il nuovo bavaglio al diritto di cronaca rappresentato dal divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare, rende l’Italia carente sul piano della libertà di stampa. L’emendamento di Enrico Costa di Azione alla legge di delegazione europea, approvato dalla Camera, impegna l’esecutivo a modificare l’articolo 114 del codice di procedura penale prevedendo il divieto di pubblicazione integrale o per estratto dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari. Si tratta di una forte retromarcia rispetto alla riforma Orlando del 2017, che aveva escluso da ogni divieto di pubblicazione proprio le ordinanze di applicazione delle misure cautelari. In quei provvedimenti il gip, motivando sui gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, spesso riporta stralci di intercettazioni raccolte dall’accusa. Dovrebbe rimanere consentito, pubblicare il “contenuto” delle carte, la cui diffusione è vietata solo per gli atti coperti da segreto. Il mestiere di cronista giudiziario diventa a questo punto impossibile. Un esempio. Il racconto del boss Matteo Messina Denaro, al di là degli aspetti rimasti ancora oscuri della sua latitanza, era contenuto nel provvedimento del suo arresto e riassumeva il lavoro di indagine degli inquirenti. Con la nuova legge non sarà più possibile diffondere anche il pur minimo particolare di una ordinanza cautelare. Per questo fa bene la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ad avviare una mobilitazione della società civile, chiedendo al Capo dello Stato Sergio Mattarella di non firmare la legge.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_21-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 21 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556575/corsivo_21_12_2023_08_25.mp3" length="2693163" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In un Paese democratico i cittadini devono essere informati in modo libero e per quanto possibile imparziale. 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In quei provvedimenti il gip, motivando sui gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, spesso riporta stralci di intercettazioni raccolte dall’accusa. Dovrebbe rimanere consentito, pubblicare il “contenuto” delle carte, la cui diffusione è vietata solo per gli atti coperti da segreto. Il mestiere di cronista giudiziario diventa a questo punto impossibile. Un esempio. Il racconto del boss Matteo Messina Denaro, al di là degli aspetti rimasti ancora oscuri della sua latitanza, era contenuto nel provvedimento del suo arresto e riassumeva il lavoro di indagine degli inquirenti. Con la nuova legge non sarà più possibile diffondere anche il pur minimo particolare di una ordinanza cautelare. Per questo fa bene la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ad avviare una mobilitazione della società civile, chiedendo al Capo dello Stato Sergio Mattarella di non firmare la legge.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f0cfea6b03c053c408f78a1944c41485.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La battaglia dei giornalisti contro legge bavaglio. 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Si tratta di una forte retromarcia rispetto alla riforma Orlando del 2017, che aveva escluso da ogni divieto di pubblicazione proprio le ordinanze di applicazione delle misure cautelari. In quei provvedimenti il gip, motivando sui gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, spesso riporta stralci di intercettazioni raccolte dall’accusa. Dovrebbe rimanere consentito, pubblicare il “contenuto” delle carte, la cui diffusione è vietata solo per gli atti coperti da segreto. Il mestiere di cronista giudiziario diventa a questo punto impossibile. Un esempio. Il racconto del boss Matteo Messina Denaro, al di là degli aspetti rimasti ancora oscuri della sua latitanza, era contenuto nel provvedimento del suo arresto e riassumeva il lavoro di indagine degli inquirenti. Con la nuova legge non sarà più possibile diffondere anche il pur minimo particolare di una ordinanza cautelare. Per questo fa bene la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ad avviare una mobilitazione della società civile, chiedendo al Capo dello Stato Sergio Mattarella di non firmare la legge.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_21-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 21 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58081193/corsivo_21_12_2023_08_25.mp3" length="2693163" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  In un Paese democratico i cittadini devono essere informati in modo libero e per quanto possibile imparziale. 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In quei provvedimenti il gip, motivando sui gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, spesso riporta stralci di intercettazioni raccolte dall’accusa. Dovrebbe rimanere consentito, pubblicare il “contenuto” delle carte, la cui diffusione è vietata solo per gli atti coperti da segreto. Il mestiere di cronista giudiziario diventa a questo punto impossibile. Un esempio. Il racconto del boss Matteo Messina Denaro, al di là degli aspetti rimasti ancora oscuri della sua latitanza, era contenuto nel provvedimento del suo arresto e riassumeva il lavoro di indagine degli inquirenti. Con la nuova legge non sarà più possibile diffondere anche il pur minimo particolare di una ordinanza cautelare. Per questo fa bene la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ad avviare una mobilitazione della società civile, chiedendo al Capo dello Stato Sergio Mattarella di non firmare la legge.   "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f0cfea6b03c053c408f78a1944c41485.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La nuova legge bavaglio vieta ai giornalisti di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare | 20/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-nuova-legge-bavaglio-vieta-ai-giornalisti-di-pubblicare-le-ordinanze-di-custodia-cautelare-20-12-2023-il-corsivo--64556634</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Tutto è accaduto alla Camera, tra la discussione sul Mes e nei giorni dell'approvazione definitiva della legge di bilancio. Il deputato di Azione Enrico Costa presenta un emendamento a sorpresa che intende modificare l’articolo 114 del codice di procedura penale, inserendo il divieto assoluto per i giornalisti di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare, gli atti con cui i giudici formalizzano una misura di arresto, su richiesta dei pubblici ministeri. Se andasse in porto l'idea di Enrico Costa i giornalisti non potrebbero più scrivere nulla su qualsiasi tipo di inchiesta. Costa chiede il voto segreto in Aula perché si tratta di un tema che riguarda le libertà personali dei cittadini. In quel caso la maggioranza potrebbe andare sotto: Forza Italia è favorevole, Azione e Italia viva pure, Lega e Fratelli d’Italia non hanno avuto indicazioni e potrebbero andare in ordine sparso, una parte dell'opposizione è pronta ad approfittare dell'impasse politica. La proposta finisce subito sul tavolo di Carlo Nordio che chiede di accantonare l’emendamento e di avviare una trattativa per riformularlo per non mettere in difficoltà la maggioranza creando nuove frizioni politiche tra i partiti. Fino al processo tutto sarà segreto. Se l’obiettivo di Nordio sembrava il divieto di pubblicare le intercettazioni, ora diventa segreto il contenitore. I cittadini non saprebbero più nulla sulle indagini. Non è un bene per la democrazia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_20-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 20 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556634/corsivo_20_12_2023_08_25.mp3" length="2300281" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Tutto è accaduto alla Camera, tra la discussione sul Mes e nei giorni dell'approvazione definitiva della legge di bilancio. 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In quel caso la maggioranza potrebbe andare sotto: Forza Italia è favorevole, Azione e Italia viva pure, Lega e Fratelli d’Italia non hanno avuto indicazioni e potrebbero andare in ordine sparso, una parte dell'opposizione è pronta ad approfittare dell'impasse politica. La proposta finisce subito sul tavolo di Carlo Nordio che chiede di accantonare l’emendamento e di avviare una trattativa per riformularlo per non mettere in difficoltà la maggioranza creando nuove frizioni politiche tra i partiti. Fino al processo tutto sarà segreto. Se l’obiettivo di Nordio sembrava il divieto di pubblicare le intercettazioni, ora diventa segreto il contenitore. I cittadini non saprebbero più nulla sulle indagini. Non è un bene per la democrazia.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/15694b0dea8f27cbdd0009f2e8a405c0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il premierato secondo La Russa e le preoccupazioni del Quirinale | 19/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-premierato-secondo-la-russa-e-le-preoccupazioni-del-quirinale-19-12-2023-il-corsivo--64556592</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il premierato, secondo Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, prevede un ridimensionamento della figura del presidente della Repubblica. Dice il Presidente del Senato nel tradizionale brindisi natalizio. "Al Capo dello Stato vengono concessi poteri più grandi di quelli che originariamente la Costituzione prevedeva e un'elezione diretta del presidente del Consiglio potrebbe ridimensionare l'utilizzo costante di questi ulteriori poteri. Ridimensionarli non eliminarli, Sarebbe un atto di salute per la nostra Costituzione non un atto di debolezza". Non so se quello di Ignazio La Russa è lo stesso pensiero di tutto il centrodestra, ma si tratterebbe di un esautoramento del ruolo di garanzia di Sergio Mattarella. Nel nostro attuale ordinamento, il Presidente della Repubblica è il motore di riserva nei casi di crisi, capace di rimettere in piedi il sistema. Questa funzione super partes ha salvato il Paese in più occasioni, soprattutto nei momenti in cui quando la politica non è riuscita a trovare una sintesi di programma, sfiduciando il Presidente del Consiglio, come avvenuto nel 2022 con Mario Draghi. Al momento, Mattarella non ha detto una parola sul premierato, né la dirà. Ha cercato di mantenere un rapporto di buon vicinato, anche quando, come in questo caso, qualcuno è uscito allo scoperto confondendo il premierato, già criticato da molti giuristi e costituzionalisti, nell'elezione diretta del Presidente della Repubblica senza un sistema di pesi e contrappesi. Il Quirinale non fa trapelare gli stati d'animo, ma l'imbarazzo e la preoccupazione sono già visibili.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_19-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 19 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556592/corsivo_19_12_2023_08_25.mp3" length="2537682" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il premierato, secondo Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, prevede un ridimensionamento della figura del presidente della Repubblica. 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Nel nostro attuale ordinamento, il Presidente della Repubblica è il motore di riserva nei casi di crisi, capace di rimettere in piedi il sistema. Questa funzione super partes ha salvato il Paese in più occasioni, soprattutto nei momenti in cui quando la politica non è riuscita a trovare una sintesi di programma, sfiduciando il Presidente del Consiglio, come avvenuto nel 2022 con Mario Draghi. Al momento, Mattarella non ha detto una parola sul premierato, né la dirà. Ha cercato di mantenere un rapporto di buon vicinato, anche quando, come in questo caso, qualcuno è uscito allo scoperto confondendo il premierato, già criticato da molti giuristi e costituzionalisti, nell'elezione diretta del Presidente della Repubblica senza un sistema di pesi e contrappesi. Il Quirinale non fa trapelare gli stati d'animo, ma l'imbarazzo e la preoccupazione sono già visibili.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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"Questo imponente sistema di tunnel, suddiviso in rami di gallerie, si estende per oltre quattro chilometri e dista solo 400 metri dal valico di Erez", informa l’esercito israeliano, impegnato nella caccia ai tunnel di Hamas. Tutto avviene mentre un raid aereo colpisce per l'ennesima volta il campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, con almeno 90 vittime civili accertate. Il conflitto prosegue, ma entra in campo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che potrebbe votare nelle prossime ore una risoluzione redatta da Stati Uniti e Emirati Arabi Uniti che chiede a Israele e ad Hamas una "cessazione urgente e sostenibile delle ostilità". L'obiettivo è permettere l'accesso di aiuti nella Striscia di Gaza e di istituire un monitoraggio delle Nazioni Unite per verificare che gli aiuti umanitari vengano effettivamente consegnati. La posizione americana però non cambia. Secondo Joe Biden, la cessazione del conflitto favorirebbe la riorganizzazione di Hamas. La risoluzione al Consiglio di sicurezza ha bisogno di almeno nove voti su quindici per passare e nessun veto da parte dei cinque Paesi membri permanenti, che sono Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Regno Unito. Solo due settimane, gli americani hanno posto il veto a una risoluzione che fermava il conflitto per favorire l'arrivo di aiuti umanitari. L'Assemblea generale ha approvato con 153 voti a favore su 193 una risoluzione dello stesso tenore, ma che ha solo un valore simbolico rispetto alle decisioni del Consiglio di sicurezza, che invece sono più vincolanti per i Paesi membri.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_18-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 18 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556612/corsivo_18_12_2023_08_25.mp3" length="2663487" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Le forze armate israeliane avrebbero intercettato il più grande sistema di tunnel sotterranei a Gaza: si troverebbe nelle immediate vicinanze del punto di passaggio di Erez, riaperto in queste ore per consentire l'arrivo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Le forze armate israeliane avrebbero intercettato il più grande sistema di tunnel sotterranei a Gaza: si troverebbe nelle immediate vicinanze del punto di passaggio di Erez, riaperto in queste ore per consentire l'arrivo nella Striscia di aiuti umanitari. "Questo imponente sistema di tunnel, suddiviso in rami di gallerie, si estende per oltre quattro chilometri e dista solo 400 metri dal valico di Erez", informa l’esercito israeliano, impegnato nella caccia ai tunnel di Hamas. Tutto avviene mentre un raid aereo colpisce per l'ennesima volta il campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, con almeno 90 vittime civili accertate. Il conflitto prosegue, ma entra in campo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che potrebbe votare nelle prossime ore una risoluzione redatta da Stati Uniti e Emirati Arabi Uniti che chiede a Israele e ad Hamas una "cessazione urgente e sostenibile delle ostilità". L'obiettivo è permettere l'accesso di aiuti nella Striscia di Gaza e di istituire un monitoraggio delle Nazioni Unite per verificare che gli aiuti umanitari vengano effettivamente consegnati. La posizione americana però non cambia. Secondo Joe Biden, la cessazione del conflitto favorirebbe la riorganizzazione di Hamas. La risoluzione al Consiglio di sicurezza ha bisogno di almeno nove voti su quindici per passare e nessun veto da parte dei cinque Paesi membri permanenti, che sono Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Regno Unito. Solo due settimane, gli americani hanno posto il veto a una risoluzione che fermava il conflitto per favorire l'arrivo di aiuti umanitari. L'Assemblea generale ha approvato con 153 voti a favore su 193 una risoluzione dello stesso tenore, ma che ha solo un valore simbolico rispetto alle decisioni del Consiglio di sicurezza, che invece sono più vincolanti per i Paesi membri.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>167</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9b435bbb08711679815eed10d14db0b5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Sabato 16 Dicembre 2023</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-sabato-16-dicembre-2023--64556594</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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Gli abitanti della Striscia vivono senza acqua, senza cibo, in molti momenti della giornata al buio e senza luce. Gli aiuti che giungono da varie parti hanno l'effetto di una goccia nel deserto. In centinaia assaltano i camion umanitari per una bottiglia di acque. È la guerra tra poveri che vivono nella miseria, tra i ripetuti raid aerei, le operazioni di terra degli israeliani e i ricatti di Hamas.  A Rafah, non c’è più un posto: è tutto pieno dopo l’arrivo degli sfollati dal nord. Alcuni hanno cominciato a costruire baracche con assi di legno e teli di plastica per proteggersi, ma quando piove i tetti diventano come vasche.  Il fotografo palestinese Anas Fteiha ha diffuso sui social un video che mostra la disperazione della popolazione di Gaza, da settimane ormai costretta a fronteggiare una drammatica carenza di acqua potabile e generi alimentare. E con gli impianti di depurazione danneggiati o fuori uso per l’assenza di carburante, la situazione di fa ogni giorno più disperata. Secondo l’Oms, le persone consumano dal 59% all’89% di acqua in meno rispetto al periodo precedente alla guerra dell’attuale escalation. Inoltre, denuncia sempre l’Oms, il collasso quasi totale del sistema sanitario, idrico e igienico-sanitario, rischia di provocare migliaia di morti per malattie. E allora che fare? Serve un cessate il fuoco, non una tregua di qualche ora. Serve una presa di posizione netta, chiara, del presidente americano Joe Biden, a partire dall'adesione all'ultima risoluzione dell'Onu. Serve soprattutto un intervento immediato prima che il disastro umanitario si trasformi in un genocidio.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_15-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Fri, 15 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556605/corsivo_15_12_2023_08_25.mp3" length="2691073" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il disastro umanitario della popolazione palestinese di Gaza si consuma con l'impotenza politica dell'Onu, imbrigliata nei veti, l'indifferenza dell'Europa e dei grandi del mondo. 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Il fotografo palestinese Anas Fteiha ha diffuso sui social un video che mostra la disperazione della popolazione di Gaza, da settimane ormai costretta a fronteggiare una drammatica carenza di acqua potabile e generi alimentare. E con gli impianti di depurazione danneggiati o fuori uso per l’assenza di carburante, la situazione di fa ogni giorno più disperata. Secondo l’Oms, le persone consumano dal 59% all’89% di acqua in meno rispetto al periodo precedente alla guerra dell’attuale escalation. Inoltre, denuncia sempre l’Oms, il collasso quasi totale del sistema sanitario, idrico e igienico-sanitario, rischia di provocare migliaia di morti per malattie. E allora che fare? Serve un cessate il fuoco, non una tregua di qualche ora. Serve una presa di posizione netta, chiara, del presidente americano Joe Biden, a partire dall'adesione all'ultima risoluzione dell'Onu. Serve soprattutto un intervento immediato prima che il disastro umanitario si trasformi in un genocidio.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9c8ed4dbab00c5e13bfb237f414f1eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Albania non ratifica l'accordo Meloni-Rama sui migranti | 14/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-albania-non-ratifica-l-accordo-meloni-rama-sui-migranti-14-12-2023-il-corsivo--64556596</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  L'accordo tra Roma e Tirana sui migranti era stato annunciato in pompa magna a Palazzo Chigi con tanto di conferenza stampa di Giorgia Meloni e Edi Rama. Le forti critiche europee, il ricorso delle opposizioni alla Corte Costituzionale, hanno sospeso e rinviato di almeno tre mesi, o forse più, la ratifica dell'intesa prevista domani nel Parlamento albanese. Il protocollo siglato da Meloni e Rama lo scorso novembre, prevede la creazione di due centri di accoglienza e rimpatrio sul suolo albanese, ma finanziati e gestiti dall'Italia. Il memorandum ha creato duri scontri tra maggioranza e opposizione nel nostro Paese, dove l'intesa deve ancora approdare in aula per la ratifica, e a Tirana. In Albania, il centrodestra, avversario dell'esecutivo socialista, si è spinto fino al più alto tribunale per denunciare un meccanismo di cooperazione che sarebbe in contrasto con la Costituzione e con le convenzioni internazionali. I due ricorsi presentati alla Corte sono stati avanzati dal Partito democratico guidato dall'ex ministro dell'Interno ed ex sindaco di Tirana Lulzim Basha, e da 28 deputati legati all'ex premier ed ex presidente Sali Berisha. In questi rilievi si afferma che l'Italia porterebbe l'Albania a rinunciare alla sua sovranità, e in ogni caso per far passare l'accordo sarebbe necessaria l'autorizzazione del presidente della Repubblica. Su questi rilievi è arrivato un primo pronunciamento della Corte costituzionale, non nel merito, ma sulla legittimità. Per Palazzo Chigi, forse sarebbe stato meglio affrontare il problema con maggiore prudenza, visto che, ben prima della stipula dell'intesa, forti malumori si erano già palesati dalle opposizioni albanesi e dalla comunità di giuristi europei.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_14-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 14 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556596/corsivo_14_12_2023_08_25.mp3" length="2691491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  L'accordo tra Roma e Tirana sui migranti era stato annunciato in pompa magna a Palazzo Chigi con tanto di conferenza stampa di Giorgia Meloni e Edi Rama. 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In Albania, il centrodestra, avversario dell'esecutivo socialista, si è spinto fino al più alto tribunale per denunciare un meccanismo di cooperazione che sarebbe in contrasto con la Costituzione e con le convenzioni internazionali. I due ricorsi presentati alla Corte sono stati avanzati dal Partito democratico guidato dall'ex ministro dell'Interno ed ex sindaco di Tirana Lulzim Basha, e da 28 deputati legati all'ex premier ed ex presidente Sali Berisha. In questi rilievi si afferma che l'Italia porterebbe l'Albania a rinunciare alla sua sovranità, e in ogni caso per far passare l'accordo sarebbe necessaria l'autorizzazione del presidente della Repubblica. Su questi rilievi è arrivato un primo pronunciamento della Corte costituzionale, non nel merito, ma sulla legittimità. Per Palazzo Chigi, forse sarebbe stato meglio affrontare il problema con maggiore prudenza, visto che, ben prima della stipula dell'intesa, forti malumori si erano già palesati dalle opposizioni albanesi e dalla comunità di giuristi europei.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a3f7f784f398dc88b823a9433b0cf338.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni attacca Draghi, l'Europa, l'opposizione | 13/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-attacca-draghi-l-europa-l-opposizione-13-12-2023-il-corsivo--64556615</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Nel dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio Europeo la premier Giorgia Meloni sceglie la linea dura contro Mario Draghi, l'Europa, le opposizioni. Prima attacca Giuseppe Conte e al suo governo: "Con il favore delle tenebre approvò il nuovo regolamento del fondo Salva-Stati". Poi arriva l’affronto a Mario Draghi: "Mi ha molto colpito che si sia fatto riferimento al grande gesto da statista del mio predecessore Draghi e la foto in treno verso Kiev con Macron e Scholz. Per alcuni la politica estera è stata farsi una foto con Francia e Germania quando non si portava a casa niente". Il cambio di passo di Giorgia Meloni giunge in un momento delicato del suo Governo. E' iniziato l'assalto alla diligenza che precede il varo della legge di bilancio. Il centrodestra si spacca sul superbonus, Forza Italia chiede la proroga, interviene il ministro dell'Economia Giorgetti che la blocca. La Lega festeggia il mantenimento di 11,6 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto, ma i tempi di approvazione della manovra sono serrati perché l'esame del provvedimento inizierà il 19 o 20 dicembre e la chiusura definitiva slitta tra il 28 e il 29 dicembre. Sul piano delle alleanze in Europa prende sempre più corpo il progetto di Emmanuel Macron di piazzare Mario Draghi alla guida della Commissione: l'ipotesi trova contrari Meloni, Salvini, ma non Forza Italia e il Pd, cioè i baluardi italiani del Ppe e del gruppo socialista europeo. Nella sostanza, la premier si barcamena fra l’approccio istituzionale alla partita delle elezioni europee e l’esigenza di non farsi sottrarre voti dalla Lega che ha rilanciato l'ultra destra xenofoba e filo-russa. E tutto accade alla vigilia della trattativa sul patto di Stabilità e la scelta di ratificare il Mes.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_13-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 13 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556615/corsivo_13_12_2023_08_25.mp3" length="2908829" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Nel dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio Europeo la premier Giorgia Meloni sceglie la linea dura contro Mario Draghi, l'Europa, le opposizioni. 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Il centrodestra si spacca sul superbonus, Forza Italia chiede la proroga, interviene il ministro dell'Economia Giorgetti che la blocca. La Lega festeggia il mantenimento di 11,6 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto, ma i tempi di approvazione della manovra sono serrati perché l'esame del provvedimento inizierà il 19 o 20 dicembre e la chiusura definitiva slitta tra il 28 e il 29 dicembre. Sul piano delle alleanze in Europa prende sempre più corpo il progetto di Emmanuel Macron di piazzare Mario Draghi alla guida della Commissione: l'ipotesi trova contrari Meloni, Salvini, ma non Forza Italia e il Pd, cioè i baluardi italiani del Ppe e del gruppo socialista europeo. Nella sostanza, la premier si barcamena fra l’approccio istituzionale alla partita delle elezioni europee e l’esigenza di non farsi sottrarre voti dalla Lega che ha rilanciato l'ultra destra xenofoba e filo-russa. E tutto accade alla vigilia della trattativa sul patto di Stabilità e la scelta di ratificare il Mes.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3620b99ecdcf28676612cd423b2e26e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo scontro sul Mes e la trattativa sul nuovo patto di stabilità europeo | 12/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-scontro-sul-mes-e-la-trattativa-sul-nuovo-patto-di-stabilita-europeo-12-12-2023-il-corsivo--64556562</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, divide le forze politiche, apre un nuovo fronte di frizione nel centrodestra e con l'opposizione, mentre è in corso la trattativa tra Palazzo Chigi e Bruxelles sul nuovo patto di stabilità europeo. Le cose stanno così. L'Europa chiede di ratificare al più presto il Mes, la Lega lo osteggia in ogni modo, Forza Italia ne chiede l'approvazione così come il Pd. La premier Giorgia Meloni non intende creare nuove divisioni in vista della campagna per le elezioni europee del 2024, sottolinea che è uno strumento che congela molte risorse, sostanzialmente inutile. Meloni valuterà in corso d'opera se ratificare il Mes, anche se alla fine dovrà farlo, come hanno fatto gran parte dei paesi europei. Secondo Palazzo Chigi, la sottoscrizione del Meccanismo potrà avvenire solo al termine della trattativa sul Patto di stabilità, cioè nel gennaio 2024. Alle critiche della segretaria del Pd Elly Schlein, Giorgia Meloni rimanda la palla al mittente. “Siete stati al governo 4 anni, perché non lo avete ratificato se era così fondamentale farlo in tempi rapidi?”. Schlein reagisce con durezza. “Quello di cui discute non è l’attivazione del Mes, ma la ratifica del trattato che lo modifica. 26 Paesi su 27 l’hanno già fatto. Rimane solo l’Italia, perché la destra è prigioniera della sua propaganda ideologica”. Ma al di là della normale dialettica politica tra maggioranza e opposizione, il contesto è il Patto di stabilità. Se Meloni porterà a casa un buon risultato sarà più chiaro dopo l’Ecofin che si terrà tra il 18 e il 21 dicembre. In quel caso dovrà costruire una via di uscita e convincere Matteo Salvini a rinnegare la battaglia contro il Salva Stati. La strada è in salita.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_12-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Tue, 12 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556562/corsivo_12_12_2023_08_25.mp3" length="2874139" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, divide le forze politiche, apre un nuovo fronte di frizione nel centrodestra e con l'opposizione, mentre è in corso la trattativa tra Palazzo Chigi e Bruxelles sul nuovo patto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, divide le forze politiche, apre un nuovo fronte di frizione nel centrodestra e con l'opposizione, mentre è in corso la trattativa tra Palazzo Chigi e Bruxelles sul nuovo patto di stabilità europeo. 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Schlein reagisce con durezza. “Quello di cui discute non è l’attivazione del Mes, ma la ratifica del trattato che lo modifica. 26 Paesi su 27 l’hanno già fatto. Rimane solo l’Italia, perché la destra è prigioniera della sua propaganda ideologica”. Ma al di là della normale dialettica politica tra maggioranza e opposizione, il contesto è il Patto di stabilità. Se Meloni porterà a casa un buon risultato sarà più chiaro dopo l’Ecofin che si terrà tra il 18 e il 21 dicembre. In quel caso dovrà costruire una via di uscita e convincere Matteo Salvini a rinnegare la battaglia contro il Salva Stati. La strada è in salita.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5b0ae16125a553538560e6d953de26fd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Cop28 di Dubai cerca l'intesa sul clima, ma permangono i veti | 11/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-cop28-di-dubai-cerca-l-intesa-sul-clima-ma-permangono-i-veti-11-12-2023-il-corsivo--64556566</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Cop28 di Dubai cerca l'intesa sul clima: Le trattative sono serrate, ma si muovono tra la ricerca di una svolta storica attraverso la mediazione e i veti incrociati posti da Arabia, Iran e Russia contrari ad abbandonare le fonti fossili. Il presidente del vertice sul clima COP28, Sultan Al Jaber, ha esortato i negoziatori a lavorare di più per trovare un consenso mentre la conferenza entra nella fase finale dei colloqui incentrati su una proposta di accordo per eliminare gradualmente l’uso mondiale di petrolio, gas e carbone. In realtà ci sarebbe una super-maggioranza di Paesi che spinge per il traguardo più ambizioso. Almeno sulla carta, rappresentano la stragrande maggioranza dei Paesi e dei popoli della Terra. Ma il consenso, anche se schiacciante, non basta, perchè nelle Cop le decisioni si dovrebbero all’unanimità e basta anche un voto contrario a far fallire qualsiasi accordo. Ecco perché, nella messa in campo della bozza finale sarà importante il linguaggio utilizzato dai mediatori. Tutti gli occhi sono puntati sulle decisioni di Arabia Saudita, Iran e Russia, grandi esportatori di petrolio, che vedono nella probabile intesa della Cop28, una minaccia esiziale alle loro economie. Sauditi, iraniani e russi sono anche preoccupati dalla strategia adottata dalla Cina a Dubai: nelle ultime ore l’Inviato speciale di Pechino per il clima Xie Zhenhua ha dialogato lungamente con il suo omologo americano Kerry alla ricerca di un accordo globale. La Cina ha auspicato che nel documento finale le nazioni si impegnino a sostituire i combustibili fossili con le energie rinnovabili. Sarebbe una svolta epocale.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_11-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Mon, 11 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556566/corsivo_11_12_2023_08_25.mp3" length="2641754" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  La Cop28 di Dubai cerca l'intesa sul clima: Le trattative sono serrate, ma si muovono tra la ricerca di una svolta storica attraverso la mediazione e i veti incrociati posti da Arabia, Iran e Russia contrari ad...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  La Cop28 di Dubai cerca l'intesa sul clima: Le trattative sono serrate, ma si muovono tra la ricerca di una svolta storica attraverso la mediazione e i veti incrociati posti da Arabia, Iran e Russia contrari ad abbandonare le fonti fossili. Il presidente del vertice sul clima COP28, Sultan Al Jaber, ha esortato i negoziatori a lavorare di più per trovare un consenso mentre la conferenza entra nella fase finale dei colloqui incentrati su una proposta di accordo per eliminare gradualmente l’uso mondiale di petrolio, gas e carbone. In realtà ci sarebbe una super-maggioranza di Paesi che spinge per il traguardo più ambizioso. Almeno sulla carta, rappresentano la stragrande maggioranza dei Paesi e dei popoli della Terra. Ma il consenso, anche se schiacciante, non basta, perchè nelle Cop le decisioni si dovrebbero all’unanimità e basta anche un voto contrario a far fallire qualsiasi accordo. Ecco perché, nella messa in campo della bozza finale sarà importante il linguaggio utilizzato dai mediatori. Tutti gli occhi sono puntati sulle decisioni di Arabia Saudita, Iran e Russia, grandi esportatori di petrolio, che vedono nella probabile intesa della Cop28, una minaccia esiziale alle loro economie. Sauditi, iraniani e russi sono anche preoccupati dalla strategia adottata dalla Cina a Dubai: nelle ultime ore l’Inviato speciale di Pechino per il clima Xie Zhenhua ha dialogato lungamente con il suo omologo americano Kerry alla ricerca di un accordo globale. La Cina ha auspicato che nel documento finale le nazioni si impegnino a sostituire i combustibili fossili con le energie rinnovabili. Sarebbe una svolta epocale.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>166</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f79ce979ff846daef415c0f6f0f14b35.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Corsivo di Sabato 09 Dicembre 2023</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corsivo-di-sabato-09-dicembre-2023--64556618</link><description><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_09-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Sat, 09 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556618/corsivo_09_12_2023_08_25.mp3" length="2712807" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm  oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3  Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>170</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b33a200398179721db86d25f6c988148.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Scala applaude Liliana Segre alla prima del Don Carlo | 08/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-scala-applaude-liliana-segre-alla-prima-del-don-carlo-08-12-2023-il-corsivo--64556563</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alla prima del Don Carlo alla Scala la vera protagonista è stata la senatrice Liliana Segre, applaudita per lunghi minuti dal pubblico del teatro. "Sono un’amante della lirica e un’abbonata della Scala: sono partita dal loggione e questo è un bel punto da ricordare", dice la Segre. Dopo l'esecuzione del tradizionale inno di Mameli, un loggionista approfitta del breve silenzio per urlare a gran voce: "Viva l'Italia antifascista". E un altro rincara la dose: "No al fascismo". La protesta innescata dai lavoratori del Teatro e dall'Anpi riguarda la presenza di Ignazio La Russa, presidente del Senato, accanto a Liliana Segre, giudicato da una parte della platea come una istituzione che non ha fatto i conti con il fascismo. La polemica si era già trasformata in un caso politico, perché, in mancanza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, l'unico uomo a rappresentare le istituzioni sarebbe stato proprio La Russa. L'imbarazzo è stato risolto dal sindaco di Milano Beppe Sala che ha accompagnato la Segre sul palco Reale portando via la scena della serata. Ma le frizioni restano e non sono state archiviate. Del resto, Milano è medaglia d’oro della Resistenza, la Scala è il suo cuore e anche ieri sera non ha voluto dimenticare. Anpi e gli orchestrali Cgil, nell’intervallo, disertano il saluto istituzionale al presidente del Senato. "I fascisti - ripetono - non sono graditi alla Scala e La Russa non si è mai dichiarato anti-fascista, condannando colonialismo e alleanza con il nazismo"  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_08-12-2023_08-26.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 Dec 2023 07:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556563/corsivo_08_12_2023_08_26.mp3" length="3822653" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alla prima del Don Carlo alla Scala la vera protagonista è stata la senatrice Liliana Segre, applaudita per lunghi minuti dal pubblico del teatro. 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La polemica si era già trasformata in un caso politico, perché, in mancanza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, l'unico uomo a rappresentare le istituzioni sarebbe stato proprio La Russa. L'imbarazzo è stato risolto dal sindaco di Milano Beppe Sala che ha accompagnato la Segre sul palco Reale portando via la scena della serata. Ma le frizioni restano e non sono state archiviate. Del resto, Milano è medaglia d’oro della Resistenza, la Scala è il suo cuore e anche ieri sera non ha voluto dimenticare. Anpi e gli orchestrali Cgil, nell’intervallo, disertano il saluto istituzionale al presidente del Senato. "I fascisti - ripetono - non sono graditi alla Scala e La Russa non si è mai dichiarato anti-fascista, condannando colonialismo e alleanza con il nazismo"  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/49e0d0d3de00368fd7028584d9721775.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Scala applaude Liliana Segre alla prima del Don Carlo | 08/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-scala-applaude-liliana-segre-alla-prima-del-don-carlo-08-12-2023-il-corsivo--57949725</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Alla prima del Don Carlo alla Scala la vera protagonista è stata la senatrice Liliana Segre, applaudita per lunghi minuti dal pubblico del teatro. "Sono un’amante della lirica e un’abbonata della Scala: sono partita dal loggione e questo è un bel punto da ricordare", dice la Segre. Dopo l'esecuzione del tradizionale inno di Mameli, un loggionista approfitta del breve silenzio per urlare a gran voce: "Viva l'Italia antifascista". E un altro rincara la dose: "No al fascismo". La protesta innescata dai lavoratori del Teatro e dall'Anpi riguarda la presenza di Ignazio La Russa, presidente del Senato, accanto a Liliana Segre, giudicato da una parte della platea come una istituzione che non ha fatto i conti con il fascismo. La polemica si era già trasformata in un caso politico, perché, in mancanza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, l'unico uomo a rappresentare le istituzioni sarebbe stato proprio La Russa. L'imbarazzo è stato risolto dal sindaco di Milano Beppe Sala che ha accompagnato la Segre sul palco Reale portando via la scena della serata. Ma le frizioni restano e non sono state archiviate. Del resto, Milano è medaglia d’oro della Resistenza, la Scala è il suo cuore e anche ieri sera non ha voluto dimenticare. Anpi e gli orchestrali Cgil, nell’intervallo, disertano il saluto istituzionale al presidente del Senato. "I fascisti - ripetono - non sono graditi alla Scala e La Russa non si è mai dichiarato anti-fascista, condannando colonialismo e alleanza con il nazismo"  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_08-12-2023_08-26.mp3</guid><pubDate>Fri, 08 Dec 2023 07:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57949725/corsivo_08_12_2023_08_26.mp3" length="3822653" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Alla prima del Don Carlo alla Scala la vera protagonista è stata la senatrice Liliana Segre, applaudita per lunghi minuti dal pubblico del teatro. 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La polemica si era già trasformata in un caso politico, perché, in mancanza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, l'unico uomo a rappresentare le istituzioni sarebbe stato proprio La Russa. L'imbarazzo è stato risolto dal sindaco di Milano Beppe Sala che ha accompagnato la Segre sul palco Reale portando via la scena della serata. Ma le frizioni restano e non sono state archiviate. Del resto, Milano è medaglia d’oro della Resistenza, la Scala è il suo cuore e anche ieri sera non ha voluto dimenticare. Anpi e gli orchestrali Cgil, nell’intervallo, disertano il saluto istituzionale al presidente del Senato. "I fascisti - ripetono - non sono graditi alla Scala e La Russa non si è mai dichiarato anti-fascista, condannando colonialismo e alleanza con il nazismo"  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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La Casa Bianca avverte che i finanziamenti verso Kiev stanno lentamente esaurendosi e ora serve il via libera politico ad un nuovo pacchetto di aiuti. I fondi per Kiev rimangono ostaggio di uno scontro politico tra repubblicani e democratici che riguarda però le politiche migratorie statunitensi. Il nuovo pacchetto vale 106 miliardi di dollari (70 quelli già stanziati) ma deve essere diviso tra Ucraina, Israele e dossier migrazione. Il presidente Joe Biden lancia un appello al Congresso. "Bisogna approvare i nuovi fondi all’Ucraina entro Natale. Se il via libera non arriverà il rischio è di fare a Putin il più grande regalo che potesse sperare". Secondo il pensiero di Biden, se Putin dovesse conquistare l'Ucraina non si fermerà a quella vittoria, andrà avanti, minaccerà gli alleati europei della Nato. Solo due giorni fa un’esortazione ai parlamentari era arrivata anche dalla segretaria al Tesoro Janet Yellen, secondo cui gli Stati Uniti sarebbero responsabili della sconfitta dell’Ucraina” se il Congresso non riuscisse ad approvare l’ultima richiesta di finanziamenti miliardari dell’amministrazione Biden. Martedì era saltato all’ultimo minuto anche il previsto videocollegamento di Zelensky con il Senato Usa, qualcuno ipotizza proprio a causa dello stallo sui finanziamenti. Mercoledì prossimo Zelensky parteciperà in video collegamento al vertice con i leader del G7. La campagna elettorale americana sarà decisiva anche per le sorti del conflitto tra Russia e Ucraina, perché la perdita di consenso di Biden rispetto al suo rivale Trump deriva proprio dalla gestione economica delle guerre.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_07-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Thu, 07 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556564/corsivo_07_12_2023_08_25.mp3" length="2640082" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Il futuro dell’Ucraina e del suo presidente Zelensky è da sempre nelle mani degli Stati Uniti, ma le priorità di Washington sono cambiate. 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Secondo il pensiero di Biden, se Putin dovesse conquistare l'Ucraina non si fermerà a quella vittoria, andrà avanti, minaccerà gli alleati europei della Nato. Solo due giorni fa un’esortazione ai parlamentari era arrivata anche dalla segretaria al Tesoro Janet Yellen, secondo cui gli Stati Uniti sarebbero responsabili della sconfitta dell’Ucraina” se il Congresso non riuscisse ad approvare l’ultima richiesta di finanziamenti miliardari dell’amministrazione Biden. Martedì era saltato all’ultimo minuto anche il previsto videocollegamento di Zelensky con il Senato Usa, qualcuno ipotizza proprio a causa dello stallo sui finanziamenti. Mercoledì prossimo Zelensky parteciperà in video collegamento al vertice con i leader del G7. La campagna elettorale americana sarà decisiva anche per le sorti del conflitto tra Russia e Ucraina, perché la perdita di consenso di Biden rispetto al suo rivale Trump deriva proprio dalla gestione economica delle guerre.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. 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In queste settimane, dove il circo mediatico ha fornito il peggio della cronaca giornalistica di tutti i tempi, con una spasmodica sete dello scoop e la cura del particolare morboso dell'omicidio, il padre di Giulia Cecchettin, uccisa dal fidanzato Filippo Turetta, ha affrontato il dolore privato con sobrietà e passione civile. Ha atteso il funerale della figlia per offrire a noi tutti una lezione umana e morale. "Il nostro cuore cerca tenerezza, comprensione, affetto, amore. La pace del cuore è pace con se stessi, con il proprio corpo, con la propria psiche, con i propri sentimenti soprattutto quelli che riguardano il senso delle azioni che compiamo e il senso della vita". Nel suo saluto al termine del rito, Gino Cecchettin ha ribadito quella linea di comportamento sempre tenuta durante questa drammatica vicenda: "La memoria di Giulia ci deve far lavorare insieme contro la violenza, la sua morte sia la spinta per cambiare", ha invocato Gino Cecchettin. E in mezzo alle polemiche politiche, alla mancanza di soluzioni e idee, Gino ci pone domande ancora senza risposta. "Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro che avrebbero dovuto amarle e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi fino a perdere completamente la loro libertà prima di perdere anche la vita". E a Giulia: "Voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite, e un giorno possa germogliare, e produca il suo frutto di amore, di perdono, e di pace". Amore, perdono, pace, ciò che manca troppo spesso nella nostra società.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/corsivo/corsivo_06-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 06 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64556639/corsivo_06_12_2023_08_25.mp3" length="2709463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Gino Cecchettin è un uomo per bene. In queste settimane, dove il circo mediatico ha fornito il peggio della cronaca giornalistica di tutti i tempi, con una spasmodica sete dello scoop e la cura del particolare morboso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gino Cecchettin è un uomo per bene. In queste settimane, dove il circo mediatico ha fornito il peggio della cronaca giornalistica di tutti i tempi, con una spasmodica sete dello scoop e la cura del particolare morboso dell'omicidio, il padre di Giulia Cecchettin, uccisa dal fidanzato Filippo Turetta, ha affrontato il dolore privato con sobrietà e passione civile. Ha atteso il funerale della figlia per offrire a noi tutti una lezione umana e morale. "Il nostro cuore cerca tenerezza, comprensione, affetto, amore. La pace del cuore è pace con se stessi, con il proprio corpo, con la propria psiche, con i propri sentimenti soprattutto quelli che riguardano il senso delle azioni che compiamo e il senso della vita". Nel suo saluto al termine del rito, Gino Cecchettin ha ribadito quella linea di comportamento sempre tenuta durante questa drammatica vicenda: "La memoria di Giulia ci deve far lavorare insieme contro la violenza, la sua morte sia la spinta per cambiare", ha invocato Gino Cecchettin. E in mezzo alle polemiche politiche, alla mancanza di soluzioni e idee, Gino ci pone domande ancora senza risposta. "Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro che avrebbero dovuto amarle e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi fino a perdere completamente la loro libertà prima di perdere anche la vita". E a Giulia: "Voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite, e un giorno possa germogliare, e produca il suo frutto di amore, di perdono, e di pace". Amore, perdono, pace, ciò che manca troppo spesso nella nostra società.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>170</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c0150b54b26ef04297ad33d5ee5cdf19.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lezione di Gino Cecchettin, padre di Giulia | 06/12/2023 | Il Corsivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lezione-di-gino-cecchettin-padre-di-giulia-06-12-2023-il-corsivo--57925594</link><description><![CDATA[A cura di Daniele Biacchessi  Gino Cecchettin è un uomo per bene. In queste settimane, dove il circo mediatico ha fornito il peggio della cronaca giornalistica di tutti i tempi, con una spasmodica sete dello scoop e la cura del particolare morboso dell'omicidio, il padre di Giulia Cecchettin, uccisa dal fidanzato Filippo Turetta, ha affrontato il dolore privato con sobrietà e passione civile. Ha atteso il funerale della figlia per offrire a noi tutti una lezione umana e morale. "Il nostro cuore cerca tenerezza, comprensione, affetto, amore. La pace del cuore è pace con se stessi, con il proprio corpo, con la propria psiche, con i propri sentimenti soprattutto quelli che riguardano il senso delle azioni che compiamo e il senso della vita". Nel suo saluto al termine del rito, Gino Cecchettin ha ribadito quella linea di comportamento sempre tenuta durante questa drammatica vicenda: "La memoria di Giulia ci deve far lavorare insieme contro la violenza, la sua morte sia la spinta per cambiare", ha invocato Gino Cecchettin. E in mezzo alle polemiche politiche, alla mancanza di soluzioni e idee, Gino ci pone domande ancora senza risposta. "Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro che avrebbero dovuto amarle e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi fino a perdere completamente la loro libertà prima di perdere anche la vita". E a Giulia: "Voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite, e un giorno possa germogliare, e produca il suo frutto di amore, di perdono, e di pace". Amore, perdono, pace, ciò che manca troppo spesso nella nostra società.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></description><guid isPermaLink="false">https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/podcast.giornaleradio.fm/channel-files/giornaleradio-il-corsivo/files/podcasts/20/giornaleradio/corsivo_06-12-2023_08-25.mp3</guid><pubDate>Wed, 06 Dec 2023 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57925594/corsivo_06_12_2023_08_25.mp3" length="2709463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giornale Radio</itunes:author><itunes:subtitle>A cura di Daniele Biacchessi  Gino Cecchettin è un uomo per bene. 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Nel suo saluto al termine del rito, Gino Cecchettin ha ribadito quella linea di comportamento sempre tenuta durante questa drammatica vicenda: "La memoria di Giulia ci deve far lavorare insieme contro la violenza, la sua morte sia la spinta per cambiare", ha invocato Gino Cecchettin. E in mezzo alle polemiche politiche, alla mancanza di soluzioni e idee, Gino ci pone domande ancora senza risposta. "Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro che avrebbero dovuto amarle e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi fino a perdere completamente la loro libertà prima di perdere anche la vita". E a Giulia: "Voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite, e un giorno possa germogliare, e produca il suo frutto di amore, di perdono, e di pace". Amore, perdono, pace, ciò che manca troppo spesso nella nostra società.  "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm   oppure scarica la nostra App gratuita:  iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA  Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3   Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:  Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/  Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it]]></itunes:summary><itunes:duration>170</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c0150b54b26ef04297ad33d5ee5cdf19.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
