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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>IL CORSO DI STORIA</title><link>https://www.youtube.com/@marcomana4903</link><description><![CDATA[L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:<br />https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8g<br /><br />Le lezioni sono divise in stagioni, a seconda della storia di appartenenza:<br /><ul><li>STORIA GRECA</li><li>STORIA ROMANA</li><li>STORIA MEDIEVALE</li><li>STORIA MODERNA</li><li>STORIA CONTEMPORANEA</li></ul>]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5986462/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Courses</category><copyright>Marco Mana</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg</url><title>IL CORSO DI STORIA</title><link>https://www.youtube.com/@marcomana4903</link></image><lastBuildDate>Sun, 16 Aug 2026 09:19:47 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Marco Mana</itunes:name><itunes:email>marcomana83@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:subtitle>L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. 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Cosa accadde davvero tra la pace di Ryswick e l’esplosione del nuovo conflitto nel 1701? Davvero si trattò di anni di pace, oppure fu solo un fragile intervallo carico di tensioni, manovre diplomatiche, illusioni e disillusioni? In questo episodio raccontiamo come Luigi XIV tentò di consolidare il proprio predominio in Europa, mentre l’Impero e l’Inghilterra affrontavano ricostruzioni interne e complesse rivalità. Vedremo come si aprì la questione della successione di Carlo II di Spagna, ormai malato e senza eredi, e quali furono gli accordi segreti, i testamenti incrociati, gli equilibri internazionali che tennero il continente col fiato sospeso. Tra diplomazie segrete, giochi di potere e calcoli dinastici, seguiamo il filo conduttore che unisce la fine di una guerra all’inizio della successiva, spiegando un passaggio decisivo della storia europea moderna.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841883</guid><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 09:00:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841883/77_l_eta_del_re_sole_da_guerra_a_guerra_1697_1701.mp3" length="70246817" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d6b123ac-0fc7-4c6d-ba9f-20c6d3359a2f/d6b123ac-0fc7-4c6d-ba9f-20c6d3359a2f.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d6b123ac-0fc7-4c6d-ba9f-20c6d3359a2f/d6b123ac-0fc7-4c6d-ba9f-20c6d3359a2f.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d6b123ac-0fc7-4c6d-ba9f-20c6d3359a2f/d6b123ac-0fc7-4c6d-ba9f-20c6d3359a2f.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Da guerra a guerra (1697–1701) è una lezione che apre uno squarcio fondamentale sul periodo di transizione tra due conflitti epocali: la Guerra della Lega d’Augusta appena conclusa e la Guerra di Successione Spagnola ormai alle porte. 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In questa lezione vi accompagniamo nel cuore di un mondo in fermento, dove la Nuova Inghilterra si ribella, la Francia rafforza il suo dominio in Canada, e la Spagna cerca di resistere in Florida e nel Nuovo Messico. Attraverseremo le guerre anglo-olandesi, l’esperimento autoritario del Dominion del New England, la centralizzazione francese guidata da Colbert e Frontenac, e il ruolo strategico delle nazioni indigene. L’anno 1689 segna un punto di svolta: nasce l’impero britannico costituzionale, mentre l’Atlantico si infiamma di conflitti, alleanze e idee nuove. Una lezione che si propone di spiegare come l’Atlantico diventò il teatro della prima geopolitica globale tra imperi, colonie e popoli nativi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841688</guid><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 09:00:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841688/76_l_alba_degli_imperi_atlantici_1660_1689.mp3" length="91344979" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2d6d1334-f267-46b4-961f-ea3928019137/2d6d1334-f267-46b4-961f-ea3928019137.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2d6d1334-f267-46b4-961f-ea3928019137/2d6d1334-f267-46b4-961f-ea3928019137.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2d6d1334-f267-46b4-961f-ea3928019137/2d6d1334-f267-46b4-961f-ea3928019137.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Tra il 1660 e il 1689 il mondo atlantico si trasformò radicalmente: restaurazioni monarchiche, guerre commerciali, rivolte costituzionali e strategie imperiali segnarono l’inizio di una nuova epoca. 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In questa lezione seguiamo il lungo regno di Aleksej Michajlovič, la sua eredità istituzionale e militare, il rafforzamento dell’apparato statale e le tensioni sociali che sfociarono nella rivolta di Stenka Razin. Osserviamo la conquista dell’Ucraina orientale, la guerra con la Polonia, i rapporti con la Svezia, la penetrazione in Siberia e i primi contatti diplomatici sistematici con l’Europa. Nel cuore della narrazione emerge il ruolo della religione, della burocrazia, della servitù della gleba e dei prikazy, ma anche il faticoso tentativo di modernizzare l’esercito e centralizzare il controllo imperiale. La lezione prosegue con il breve regno di Fëdor III, la crisi dinastica del 1682, l’insurrezione degli Strel’cy e la reggenza di Sof’ja Alekseevna, che cerca – tra equilibri precari – di guidare la Russia in una nuova stagione geopolitica culminata nell’adesione alla Santa Lega e nel trattato di pace perpetua con la Polonia. È una Russia ancora sospesa, fragile, incerta, ma sempre più proiettata verso l’Europa. Alla vigilia dell’ascesa di Pietro il Grande, ne analizziamo la struttura politica, le debolezze economiche, l’influenza del clero, la diplomazia e le guerre, attraverso le fonti storiche e le principali interpretazioni storiografiche.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841687</guid><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 08:55:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841687/75_la_russia_alle_porte_dell_europa_1648_1686.mp3" length="78075193" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/9bd2e0e1-f2dd-4f48-a817-1434fd7ef3be/9bd2e0e1-f2dd-4f48-a817-1434fd7ef3be.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/9bd2e0e1-f2dd-4f48-a817-1434fd7ef3be/9bd2e0e1-f2dd-4f48-a817-1434fd7ef3be.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/9bd2e0e1-f2dd-4f48-a817-1434fd7ef3be/9bd2e0e1-f2dd-4f48-a817-1434fd7ef3be.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La Russia tra il 1645 e il 1686 fu una potenza in transizione: uscita dal caos del “Tempo dei Torbidi”, governata dalla dinastia Romanov, intrappolata tra un’autocrazia feudale e l’inizio di un lento processo di occidentalizzazione. 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La lezione prosegue con il breve regno di Fëdor III, la crisi dinastica del 1682, l’insurrezione degli Strel’cy e la reggenza di Sof’ja Alekseevna, che cerca – tra equilibri precari – di guidare la Russia in una nuova stagione geopolitica culminata nell’adesione alla Santa Lega e nel trattato di pace perpetua con la Polonia. È una Russia ancora sospesa, fragile, incerta, ma sempre più proiettata verso l’Europa. 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In questa lezione, esploriamo a fondo l’evoluzione della Svezia e della Danimarca tra la pace di Vestfalia e la morte di Carlo XI, in un’epoca di espansione militare, centralizzazione amministrativa e ridefinizione del rapporto tra monarchia, nobiltà e esercito. Partiremo dalla situazione post-vestfalica: una Svezia militarizzata e imperiale, dominatrice del Baltico, che cerca di mantenere il suo ruolo di potenza egemone in uno spazio geopolitico affollato da avversari — l’Impero, la Polonia, la Russia — e al tempo stesso segnata da profonde tensioni interne. Attraverseremo il regno travagliato di Cristina di Svezia, la crisi della nobiltà, l’ascesa di Carlo X Gustavo, e la trasformazione profonda operata dal suo successore, Carlo XI, che incarnò un vero e proprio assolutismo militare-finanziario. Dall’altra parte del Kattegat, la Danimarca affronta la propria crisi istituzionale dopo le guerre contro la Svezia, approdando anch’essa a un modello assolutistico, ma profondamente diverso: più giuridico e patrimoniale, più legato alle dinamiche nobiliari e alla stabilizzazione delle élite danesi. Racconteremo il grande momento di svolta del 1660–1665, con la riforma costituzionale danese, e le profonde trasformazioni fiscali, amministrative e sociali che segnarono l’equilibrio scandinavo fino alla fine del secolo.Analizzeremo il concetto di "monarchia di guerra" in chiave baltica, il ruolo delle città, delle università, della burocrazia, della flotta e del clero luterano in due contesti in apparenza simili, ma in realtà assai diversi. Uno studio fondamentale per comprendere come l’assolutismo si sia affermato anche in contesti “periferici”, con modelli originali, profondamente radicati nel territorio e capaci di reggere il confronto con le grandi monarchie europee. La storia del Nord nella seconda metà del XVII secolo è molto più centrale di quanto spesso si creda.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841685</guid><pubDate>Sun, 09 Aug 2026 08:52:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841685/74_svezia_danimarca_e_l_assolutismo_baltico_1648_1697_1.mp3" length="77261009" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5ef98d72-2d28-437e-ae4c-039327509eb5/5ef98d72-2d28-437e-ae4c-039327509eb5.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5ef98d72-2d28-437e-ae4c-039327509eb5/5ef98d72-2d28-437e-ae4c-039327509eb5.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5ef98d72-2d28-437e-ae4c-039327509eb5/5ef98d72-2d28-437e-ae4c-039327509eb5.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nell’Europa del Seicento, mentre le grandi monarchie latine si confrontano con la crisi dell’assolutismo e le guerre religiose, nel cuore del Nord si sviluppa un modello tutto particolare di potere e di Stato: l’assolutismo baltico. 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Attraverseremo il regno travagliato di Cristina di Svezia, la crisi della nobiltà, l’ascesa di Carlo X Gustavo, e la trasformazione profonda operata dal suo successore, Carlo XI, che incarnò un vero e proprio assolutismo militare-finanziario. Dall’altra parte del Kattegat, la Danimarca affronta la propria crisi istituzionale dopo le guerre contro la Svezia, approdando anch’essa a un modello assolutistico, ma profondamente diverso: più giuridico e patrimoniale, più legato alle dinamiche nobiliari e alla stabilizzazione delle élite danesi. Racconteremo il grande momento di svolta del 1660–1665, con la riforma costituzionale danese, e le profonde trasformazioni fiscali, amministrative e sociali che segnarono l’equilibrio scandinavo fino alla fine del secolo.Analizzeremo il concetto di "monarchia di guerra" in chiave baltica, il ruolo delle città, delle università, della burocrazia, della flotta e del clero luterano in due contesti in apparenza simili, ma in realtà assai diversi. Uno studio fondamentale per comprendere come l’assolutismo si sia affermato anche in contesti “periferici”, con modelli originali, profondamente radicati nel territorio e capaci di reggere il confronto con le grandi monarchie europee. 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In questa lezione, esploriamo la parabola dell’impero tra la metà e la fine del Seicento, quando il soglio del Califfo era conteso tra ambizioni militari e crisi strutturali. La figura di Mehmed IV, soprannominato “il Cacciatore”, regnante per quasi quarant’anni ma spesso assente dalla scena politica, ci introduce nel cuore delle dinamiche di palazzo, tra valide consorti, gran visir autoritari e corti inquiete. Ma il vero protagonista di quest’epoca è il potere militare e burocratico dei Köprülü, la famiglia di visir che prese le redini dell’Impero e tentò l’ultima grande espansione verso l’Europa centrale. Racconteremo le vittorie in Ungheria, i massacri nei Balcani, l’occupazione di Creta, l’assedio di Candia, il ruolo del giannizzero e del timar, la trasformazione dell’esercito e il graduale sgretolarsi della macchina imperiale. Attraverso le guerre con la Polonia, la Russia e soprattutto con gli Asburgo, fino al catastrofico assedio di Vienna del 1683, questa lezione ci guida nel cuore del tramonto ottomano, mostrando come le ambizioni espansionistiche non potessero più nascondere le debolezze sistemiche. Analizzeremo istituzioni, esercito, società, fiscalità, religione e diplomazia dell’Impero, nella sua difficile transizione da grande potenza egemonica a gigante fragile in crisi. Una lezione fondamentale per capire la geopolitica dell’Europa orientale, la storia islamica moderna e l’equilibrio tra riforma e declino che ha segnato l’Impero Ottomano nella sua età barocca.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841686</guid><pubDate>Sun, 09 Aug 2026 08:50:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841686/73_l_impero_ottomano_di_mehmed_iv_1648_1687.mp3" length="72469942" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/19d24cfa-3051-4c70-aaad-a3fe9924181c/19d24cfa-3051-4c70-aaad-a3fe9924181c.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/19d24cfa-3051-4c70-aaad-a3fe9924181c/19d24cfa-3051-4c70-aaad-a3fe9924181c.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/19d24cfa-3051-4c70-aaad-a3fe9924181c/19d24cfa-3051-4c70-aaad-a3fe9924181c.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Sotto il lungo regno di Mehmed IV, l’Impero Ottomano visse una delle fasi più drammatiche e decisive della sua storia: un’epoca di guerre continue, riforme mancate, ribellioni interne e tentativi di restaurare la gloria imperiale, culminata nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sotto il lungo regno di Mehmed IV, l’Impero Ottomano visse una delle fasi più drammatiche e decisive della sua storia: un’epoca di guerre continue, riforme mancate, ribellioni interne e tentativi di restaurare la gloria imperiale, culminata nel disastro alle porte di Vienna. In questa lezione, esploriamo la parabola dell’impero tra la metà e la fine del Seicento, quando il soglio del Califfo era conteso tra ambizioni militari e crisi strutturali. La figura di Mehmed IV, soprannominato “il Cacciatore”, regnante per quasi quarant’anni ma spesso assente dalla scena politica, ci introduce nel cuore delle dinamiche di palazzo, tra valide consorti, gran visir autoritari e corti inquiete. Ma il vero protagonista di quest’epoca è il potere militare e burocratico dei Köprülü, la famiglia di visir che prese le redini dell’Impero e tentò l’ultima grande espansione verso l’Europa centrale. Racconteremo le vittorie in Ungheria, i massacri nei Balcani, l’occupazione di Creta, l’assedio di Candia, il ruolo del giannizzero e del timar, la trasformazione dell’esercito e il graduale sgretolarsi della macchina imperiale. Attraverso le guerre con la Polonia, la Russia e soprattutto con gli Asburgo, fino al catastrofico assedio di Vienna del 1683, questa lezione ci guida nel cuore del tramonto ottomano, mostrando come le ambizioni espansionistiche non potessero più nascondere le debolezze sistemiche. Analizzeremo istituzioni, esercito, società, fiscalità, religione e diplomazia dell’Impero, nella sua difficile transizione da grande potenza egemonica a gigante fragile in crisi. Una lezione fondamentale per capire la geopolitica dell’Europa orientale, la storia islamica moderna e l’equilibrio tra riforma e declino che ha segnato l’Impero Ottomano nella sua età barocca.]]></itunes:summary><itunes:duration>4530</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,giannizzeri,histoire,histoiremoderne,history,imperoottomanostoria,modernhistory,ottomani,storia,storiamoderna,turchiastoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>73</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 72: POLONIA E LITUANIA TRA LA RIVOLTA COSACCA E L'ASSEDIO DI VIENNA (1648-1686)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=BV3JQa6JkjY</link><description><![CDATA[Cosa accade quando uno dei più vasti stati d’Europa, nato dall’unione di due popoli, viene travolto da ribellioni interne, guerre senza sosta, pressioni imperiali esterne e un sistema politico unico, fondato sulla libertà della nobiltà e l’elezione del re? Benvenuti nella Confederazione Polacco-Lituana del secondo Seicento: un mondo affascinante e complesso, che questa lezione vi farà riscoprire in ogni suo dettaglio, dalle paludi del Dnepr fino ai bastioni di Vienna. Partiremo dal devastante biennio 1648–1650, quando la rivolta cosacca guidata da Bohdan Chmel’nyc’kyj dà il via a una catena di eventi tragici noti come il “Diluvio” — un periodo in cui la Polonia-Lituania è aggredita contemporaneamente da cosacchi, tartari, russi e svedesi. Passeremo poi alle guerre di sopravvivenza della metà del secolo, agli accordi difficili, alle elezioni travagliate di monarchi stranieri e al lento emergere della figura eroica di Giovanni Sobieski. Sarà lui, re-contadino, nobile militare, patriota e diplomatico, a diventare il simbolo di una possibile rinascita. Seguiremo il suo cammino da comandante a re, tra battaglie contro gli Ottomani, riforme istituzionali fallite, grandi sogni di potenza e la leggendaria vittoria di Vienna del 1683, che lo rese l’eroe d’Europa ma non salvò la sua patria dalla decadenza. In questa lezione vi accompagneremo attraverso istituzioni originali come il Sejm e la liberum veto, la struttura federale del Commonwealth, l’equilibrio fragile tra nobiltà e monarchia, le sfide geopolitiche dell’Europa orientale, e il destino di uno stato affascinante, schiacciato fra giganti. Una lezione fondamentale per capire l’identità della Polonia storica, la crisi del Seicento, il rapporto tra libertà politica e debolezza statuale, ma anche per riscoprire la figura potente e contraddittoria di Giovanni Sobieski, uno degli ultimi grandi condottieri della cristianità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841621</guid><pubDate>Sun, 09 Aug 2026 08:48:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841621/72_polonia_e_lituania_tra_la_rivolta_cosacca_e_l_assedio_di_vienna_1648_1686.mp3" length="68733387" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6c366e76-246c-4b8e-9b3a-9ccdbf5a5811/6c366e76-246c-4b8e-9b3a-9ccdbf5a5811.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6c366e76-246c-4b8e-9b3a-9ccdbf5a5811/6c366e76-246c-4b8e-9b3a-9ccdbf5a5811.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6c366e76-246c-4b8e-9b3a-9ccdbf5a5811/6c366e76-246c-4b8e-9b3a-9ccdbf5a5811.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa accade quando uno dei più vasti stati d’Europa, nato dall’unione di due popoli, viene travolto da ribellioni interne, guerre senza sosta, pressioni imperiali esterne e un sistema politico unico, fondato sulla libertà della nobiltà e l’elezione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa accade quando uno dei più vasti stati d’Europa, nato dall’unione di due popoli, viene travolto da ribellioni interne, guerre senza sosta, pressioni imperiali esterne e un sistema politico unico, fondato sulla libertà della nobiltà e l’elezione del re? Benvenuti nella Confederazione Polacco-Lituana del secondo Seicento: un mondo affascinante e complesso, che questa lezione vi farà riscoprire in ogni suo dettaglio, dalle paludi del Dnepr fino ai bastioni di Vienna. Partiremo dal devastante biennio 1648–1650, quando la rivolta cosacca guidata da Bohdan Chmel’nyc’kyj dà il via a una catena di eventi tragici noti come il “Diluvio” — un periodo in cui la Polonia-Lituania è aggredita contemporaneamente da cosacchi, tartari, russi e svedesi. Passeremo poi alle guerre di sopravvivenza della metà del secolo, agli accordi difficili, alle elezioni travagliate di monarchi stranieri e al lento emergere della figura eroica di Giovanni Sobieski. Sarà lui, re-contadino, nobile militare, patriota e diplomatico, a diventare il simbolo di una possibile rinascita. Seguiremo il suo cammino da comandante a re, tra battaglie contro gli Ottomani, riforme istituzionali fallite, grandi sogni di potenza e la leggendaria vittoria di Vienna del 1683, che lo rese l’eroe d’Europa ma non salvò la sua patria dalla decadenza. In questa lezione vi accompagneremo attraverso istituzioni originali come il Sejm e la liberum veto, la struttura federale del Commonwealth, l’equilibrio fragile tra nobiltà e monarchia, le sfide geopolitiche dell’Europa orientale, e il destino di uno stato affascinante, schiacciato fra giganti. Una lezione fondamentale per capire l’identità della Polonia storica, la crisi del Seicento, il rapporto tra libertà politica e debolezza statuale, ma anche per riscoprire la figura potente e contraddittoria di Giovanni Sobieski, uno degli ultimi grandi condottieri della cristianità.]]></itunes:summary><itunes:duration>4296</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,cosacchistoria,histoire,histoiremoderne,history,lituaniastoria,modernhistory,poloniastoria,regnodipoloniastoria,russiastoria,storia,storiamoderna,ucrainastoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>72</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 71: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, IL TRATTATO DI RIJSWIJK (1697)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storia-moderna-71-la-guerra-della-lega-d-augusta-il-trattato-di-rijswijk-1697--72841619</link><description><![CDATA[Il biennio 1696–1697 segna la fine della Guerra della Lega di Augusta, ma non il trionfo della pace. È un’uscita faticosa, dolente, negoziata tra trincee e ambasciate, tra colpi di cannone e lettere segrete. Le monarchie europee sono esauste, le finanze distrutte, le campagne desolate. In Francia, Luigi XIV deve fronteggiare non solo i nemici esterni, ma la fame interna, le rivolte fiscali, il collasso rurale. Nell’Impero si moltiplicano i dubbi sulla prosecuzione del conflitto. La guerra ha mostrato i limiti della potenza, e ora si deve decidere chi cede, chi resiste, chi firma. In questa lezione raccontiamo come l’Europa arriva, stremata, a Rijswijk: la città olandese dove nel 1697 si firma una pace fragile, parziale, compromissoria. Ma ogni clausola del trattato porta con sé un significato politico profondo: dalla questione della successione spagnola al ritiro francese dalle Fiandre, dal riconoscimento del re d’Inghilterra alla ridistribuzione di piazzeforti, tutto è calcolo e rinvio, diplomazia e sospetto. Nessuno vince davvero. Ma tutti hanno bisogno di fermarsi, almeno per un momento. La guerra finisce, ma il mondo che ne esce è pronto a ricominciare. La lezione svela i retroscena del trattato, la fatica dei negoziati, il ruolo delle potenze minori, i malumori tra gli alleati. È il racconto di una pace che somiglia più a un’interruzione che a una soluzione. Ma è anche il momento in cui si ridefinisce l’Europa: una nuova idea di equilibrio, di impero, di monarchia, che sarà messa subito alla prova dalla crisi dinastica spagnola. Rijswijk non è una fine: è un punto e virgola.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841619</guid><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 19:30:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841619/71_la_guerra_della_lega_d_augusta_il_trattato_di_rijswijk_1697.mp3" length="75167033" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/87a91e29-7e82-4e96-aa1c-3539fe91ba9f/87a91e29-7e82-4e96-aa1c-3539fe91ba9f.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/87a91e29-7e82-4e96-aa1c-3539fe91ba9f/87a91e29-7e82-4e96-aa1c-3539fe91ba9f.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/87a91e29-7e82-4e96-aa1c-3539fe91ba9f/87a91e29-7e82-4e96-aa1c-3539fe91ba9f.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il biennio 1696–1697 segna la fine della Guerra della Lega di Augusta, ma non il trionfo della pace. 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Ma ogni clausola del trattato porta con sé un significato politico profondo: dalla questione della successione spagnola al ritiro francese dalle Fiandre, dal riconoscimento del re d’Inghilterra alla ridistribuzione di piazzeforti, tutto è calcolo e rinvio, diplomazia e sospetto. Nessuno vince davvero. Ma tutti hanno bisogno di fermarsi, almeno per un momento. La guerra finisce, ma il mondo che ne esce è pronto a ricominciare. La lezione svela i retroscena del trattato, la fatica dei negoziati, il ruolo delle potenze minori, i malumori tra gli alleati. È il racconto di una pace che somiglia più a un’interruzione che a una soluzione. Ma è anche il momento in cui si ridefinisce l’Europa: una nuova idea di equilibrio, di impero, di monarchia, che sarà messa subito alla prova dalla crisi dinastica spagnola. Rijswijk non è una fine: è un punto e virgola.]]></itunes:summary><itunes:duration>4698</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdelresole,franciastoria,histoire,histoiremoderne,historia,history,modernhistory,storia,storiaeuropea,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>71</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 70: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, NUBI SUL RE SOLE (1693-1695)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=l_LM9I5erxA</link><description><![CDATA[Tra il 1693 e il 1695 l’Europa intera sembra precipitare in una spirale di stanchezza, ferocia e accanimento strategico. La Guerra della Lega di Augusta, che aveva promesso una rapida risposta alla minaccia egemonica di Luigi XIV, si è trasformata in una guerra lunga, pervasiva, che logora eserciti, economie e società civili. Mentre le armate francesi infliggono colpi devastanti nei Paesi Bassi e sul fronte alpino, è la Francia stessa a piegarsi sotto il peso di carestie spaventose, fallimenti fiscali e tensioni sociali sempre più esplosive. L’Impero, in affanno, cerca di tenere unita la coalizione antifrancese tra contrasti interni e risorse sempre più esigue. In questa lezione attraverseremo il cuore cupo del conflitto: le grandi battaglie, gli assedi prolungati, le strategie dell’orrore, ma anche la vita quotidiana di chi la guerra la subisce, la governa o la combatte. Un viaggio nella guerra moderna alle soglie della crisi, dove l’arte della politica si mescola all’ingegneria della devastazione, e le monarchie europee sono costrette a ripensare il proprio rapporto con il territorio, con la popolazione, con la storia stessa. È in questi anni, tra 1693 e 1695, che l’Europa impara davvero cosa significa una guerra d’attrito.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841620</guid><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 19:27:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841620/70_la_guerra_della_lega_d_augusta_nubi_sul_re_sole_1693_1695.mp3" length="66076421" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e6b5cffc-e707-4522-a390-795ecc6ac148/e6b5cffc-e707-4522-a390-795ecc6ac148.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e6b5cffc-e707-4522-a390-795ecc6ac148/e6b5cffc-e707-4522-a390-795ecc6ac148.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e6b5cffc-e707-4522-a390-795ecc6ac148/e6b5cffc-e707-4522-a390-795ecc6ac148.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Tra il 1693 e il 1695 l’Europa intera sembra precipitare in una spirale di stanchezza, ferocia e accanimento strategico. La Guerra della Lega di Augusta, che aveva promesso una rapida risposta alla minaccia egemonica di Luigi XIV, si è trasformata in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra il 1693 e il 1695 l’Europa intera sembra precipitare in una spirale di stanchezza, ferocia e accanimento strategico. La Guerra della Lega di Augusta, che aveva promesso una rapida risposta alla minaccia egemonica di Luigi XIV, si è trasformata in una guerra lunga, pervasiva, che logora eserciti, economie e società civili. Mentre le armate francesi infliggono colpi devastanti nei Paesi Bassi e sul fronte alpino, è la Francia stessa a piegarsi sotto il peso di carestie spaventose, fallimenti fiscali e tensioni sociali sempre più esplosive. L’Impero, in affanno, cerca di tenere unita la coalizione antifrancese tra contrasti interni e risorse sempre più esigue. In questa lezione attraverseremo il cuore cupo del conflitto: le grandi battaglie, gli assedi prolungati, le strategie dell’orrore, ma anche la vita quotidiana di chi la guerra la subisce, la governa o la combatte. Un viaggio nella guerra moderna alle soglie della crisi, dove l’arte della politica si mescola all’ingegneria della devastazione, e le monarchie europee sono costrette a ripensare il proprio rapporto con il territorio, con la popolazione, con la storia stessa. È in questi anni, tra 1693 e 1695, che l’Europa impara davvero cosa significa una guerra d’attrito.]]></itunes:summary><itunes:duration>4130</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdelresole,europastoria,europeanhistory,histoiremoderne,history,luigixiv,modernhistory,storia,storiadifrancia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>70</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 69: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, LA FRANCIA TRA VITTORIE TERRESTRI E DISFATTE NAVALI (1690-1692)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=BF_ZDzKc4bY</link><description><![CDATA[Il 1690 segna una svolta decisiva nella Guerra della Lega di Augusta. La Francia ottiene vittorie spettacolari — su tutte, quella di Fleurus — ma per la prima volta l’Europa inizia davvero a reagire. In questa lezione analizziamo un anno chiave in cui l’egemonia del Re Sole si scontra con una coalizione sempre più consapevole, organizzata e politicamente determinata a sopravvivere. Vedremo come Luigi XIV, pur ancora dominante, comincia a perdere l’iniziativa strategica: l’Impero si muove sul Reno, Guglielmo III costruisce una macchina parlamentare bellica, e la Savoia, con Vittorio Amedeo II, rompe l’alleanza con Versailles in una svolta dinastica destinata a cambiare la geopolitica italiana. Affronteremo la battaglia di Staffarda, la resistenza montanara piemontese, le tensioni sociali nelle retrovie francesi, e la disfatta navale di La Hogue che segna la fine del sogno di invasione dell’Inghilterra. Senza dimenticare il lato meno visibile della guerra: carestie, malcontento fiscale, reclutamenti forzati, diplomazie parallele e il silenzio strategico della Spagna in attesa della successione di Carlo II. Una lezione densa di eventi, svolte, e riflessioni storiche su come una guerra che sembrava francese stia diventando europea. Perché è nel logoramento, più che nel trionfo, che si forgiano i nuovi equilibri di potere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841546</guid><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 19:25:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841546/69_la_guerra_della_lega_d_augusta_la_francia_tra_vittorie_terrestri_e_disfatte_navali_1690_1692.mp3" length="64306782" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/9133f2d4-ce22-4b22-927a-5557f8c89941/9133f2d4-ce22-4b22-927a-5557f8c89941.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/9133f2d4-ce22-4b22-927a-5557f8c89941/9133f2d4-ce22-4b22-927a-5557f8c89941.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/9133f2d4-ce22-4b22-927a-5557f8c89941/9133f2d4-ce22-4b22-927a-5557f8c89941.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il 1690 segna una svolta decisiva nella Guerra della Lega di Augusta. La Francia ottiene vittorie spettacolari — su tutte, quella di Fleurus — ma per la prima volta l’Europa inizia davvero a reagire. In questa lezione analizziamo un anno chiave in cui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 1690 segna una svolta decisiva nella Guerra della Lega di Augusta. La Francia ottiene vittorie spettacolari — su tutte, quella di Fleurus — ma per la prima volta l’Europa inizia davvero a reagire. In questa lezione analizziamo un anno chiave in cui l’egemonia del Re Sole si scontra con una coalizione sempre più consapevole, organizzata e politicamente determinata a sopravvivere. Vedremo come Luigi XIV, pur ancora dominante, comincia a perdere l’iniziativa strategica: l’Impero si muove sul Reno, Guglielmo III costruisce una macchina parlamentare bellica, e la Savoia, con Vittorio Amedeo II, rompe l’alleanza con Versailles in una svolta dinastica destinata a cambiare la geopolitica italiana. Affronteremo la battaglia di Staffarda, la resistenza montanara piemontese, le tensioni sociali nelle retrovie francesi, e la disfatta navale di La Hogue che segna la fine del sogno di invasione dell’Inghilterra. Senza dimenticare il lato meno visibile della guerra: carestie, malcontento fiscale, reclutamenti forzati, diplomazie parallele e il silenzio strategico della Spagna in attesa della successione di Carlo II. Una lezione densa di eventi, svolte, e riflessioni storiche su come una guerra che sembrava francese stia diventando europea. Perché è nel logoramento, più che nel trionfo, che si forgiano i nuovi equilibri di potere.]]></itunes:summary><itunes:duration>4020</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdelresole,etàmoderna,europastoria,europeanhistory,guerradellalegad'augusta,histoire,historia,history,ilcorsodistoria,luigixiv,modernhistory,resole,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>69</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 68: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA DEVASTAZIONE FRANCESE E REAZIONE COLLETTIVA (1688-1690)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=0WYeQIoTPuw</link><description><![CDATA[Nel cuore dell’autunno 1688, il Reno fu attraversato da un esercito francese che non cercava conquiste territoriali, ma la distruzione sistematica di un intero spazio politico, sociale e culturale: il Palatinato. Questa videolezione ricostruisce, con stile parlato e rigore storiografico, le tappe della devastazione orchestrata da Louvois e Vauban, il collasso istituzionale dell’Impero, la reazione dei principi tedeschi, il ruolo strategico della stampa, l’esodo dei rifugiati e la nascita della Grande Alleanza. Un momento spartiacque: la guerra diventa globale, la distruzione uno strumento di governo, e la memoria un’arma diplomatica. In un viaggio tra fonti primarie, diritto pubblico e strategie militari, seguiamo la trasformazione di un’aggressione brutale in un conflitto continentale e in una nuova architettura dell’Europa moderna.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841547</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:21:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841547/68_la_guerra_della_lega_d_augusta_devastazione_francese_e_reazione_collettiva_1688_1690.mp3" length="56808176" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/58cbfe76-2062-4a00-b648-fe36a5282415/58cbfe76-2062-4a00-b648-fe36a5282415.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/58cbfe76-2062-4a00-b648-fe36a5282415/58cbfe76-2062-4a00-b648-fe36a5282415.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/58cbfe76-2062-4a00-b648-fe36a5282415/58cbfe76-2062-4a00-b648-fe36a5282415.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel cuore dell’autunno 1688, il Reno fu attraversato da un esercito francese che non cercava conquiste territoriali, ma la distruzione sistematica di un intero spazio politico, sociale e culturale: il Palatinato. Questa videolezione ricostruisce, con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel cuore dell’autunno 1688, il Reno fu attraversato da un esercito francese che non cercava conquiste territoriali, ma la distruzione sistematica di un intero spazio politico, sociale e culturale: il Palatinato. Questa videolezione ricostruisce, con stile parlato e rigore storiografico, le tappe della devastazione orchestrata da Louvois e Vauban, il collasso istituzionale dell’Impero, la reazione dei principi tedeschi, il ruolo strategico della stampa, l’esodo dei rifugiati e la nascita della Grande Alleanza. Un momento spartiacque: la guerra diventa globale, la distruzione uno strumento di governo, e la memoria un’arma diplomatica. In un viaggio tra fonti primarie, diritto pubblico e strategie militari, seguiamo la trasformazione di un’aggressione brutale in un conflitto continentale e in una nuova architettura dell’Europa moderna.]]></itunes:summary><itunes:duration>3551</itunes:duration><itunes:keywords>600storia,corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdelresole,guglielmoiiid'orange,inghilterrastoria,legad'augusta,luigixivstoria,provinceunitestoria,storia,storiamoderna,xviisecolostoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>68</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 67: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA LE CAUSE PROFONDE</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=et4NlKXss2Q</link><description><![CDATA[Tra il 1678 e il 1688, l’Europa visse un periodo di apparente pace. Ma dietro la facciata della stabilizzazione diplomatica seguita alla pace di Nimega, si celava un progetto egemonico nuovo, ambizioso e inquietante: quello della monarchia assoluta di Luigi XIV. Questa lezione ricostruisce il decennio che prepara la Guerra della Lega di Augusta, mostrando come la Francia abbia saputo combinare diritto, propaganda e diplomazia per espandere la propria influenza ben oltre i confini sanciti dai trattati. Attraverso l’analisi delle Reunions, dell’annessione di Strasburgo e della crisi del Palatinato, si delinea una strategia che trasforma la legge in strumento di conquista, mentre la risposta imperiale di Leopoldo I e delle corti tedesche si articola tra autodifesa costituzionale e costruzione di una nuova coscienza geopolitica. L’Inghilterra, attraversata dalle tensioni dinastiche, e l’Olanda di Guglielmo d’Orange emergono come protagonisti di una coalizione sempre più determinata a contenere l’espansionismo francese. La lezione approfondisce anche il ruolo della propaganda, della teologia politica e della diplomazia pontificia, mostrando come la guerra imminente fosse già in atto nei linguaggi, nei simboli e nei timori collettivi dell’epoca. Un racconto appassionato e documentato che ci conduce alle soglie del grande conflitto europeo del 1688, tra l’illusione dell’equilibrio e la realtà di un sistema sull’orlo della guerra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841545</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:19:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841545/67_la_guerra_della_lega_d_augusta_le_cause_profonde_1.mp3" length="68019513" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0ef75569-d395-42bc-bd99-d52d75ac9485/0ef75569-d395-42bc-bd99-d52d75ac9485.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0ef75569-d395-42bc-bd99-d52d75ac9485/0ef75569-d395-42bc-bd99-d52d75ac9485.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0ef75569-d395-42bc-bd99-d52d75ac9485/0ef75569-d395-42bc-bd99-d52d75ac9485.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Tra il 1678 e il 1688, l’Europa visse un periodo di apparente pace. Ma dietro la facciata della stabilizzazione diplomatica seguita alla pace di Nimega, si celava un progetto egemonico nuovo, ambizioso e inquietante: quello della monarchia assoluta di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra il 1678 e il 1688, l’Europa visse un periodo di apparente pace. Ma dietro la facciata della stabilizzazione diplomatica seguita alla pace di Nimega, si celava un progetto egemonico nuovo, ambizioso e inquietante: quello della monarchia assoluta di Luigi XIV. Questa lezione ricostruisce il decennio che prepara la Guerra della Lega di Augusta, mostrando come la Francia abbia saputo combinare diritto, propaganda e diplomazia per espandere la propria influenza ben oltre i confini sanciti dai trattati. Attraverso l’analisi delle Reunions, dell’annessione di Strasburgo e della crisi del Palatinato, si delinea una strategia che trasforma la legge in strumento di conquista, mentre la risposta imperiale di Leopoldo I e delle corti tedesche si articola tra autodifesa costituzionale e costruzione di una nuova coscienza geopolitica. L’Inghilterra, attraversata dalle tensioni dinastiche, e l’Olanda di Guglielmo d’Orange emergono come protagonisti di una coalizione sempre più determinata a contenere l’espansionismo francese. La lezione approfondisce anche il ruolo della propaganda, della teologia politica e della diplomazia pontificia, mostrando come la guerra imminente fosse già in atto nei linguaggi, nei simboli e nei timori collettivi dell’epoca. 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Un’opera che ci aiuta a comprendere come si forma lo Stato moderno, come si regola il comportamento sociale, e come nasce la soggettività individuale. Partendo dalla figura di Luigi XIV e dalla Versailles del Seicento, Elias mostra come il potere non sia soltanto comando, ma rappresentazione: un gioco di visibilità, distinzione e autocontrollo. Il cortigiano non è solo un nobile: è il prototipo dell’individuo moderno, che recita un ruolo, controlla le emozioni e misura ogni gesto. Attraverso un percorso ricco di citazioni, confronti teorici e riflessioni critiche, questa lezione mette in dialogo Elias con Weber, Freud, Mauss, Bourdieu e Foucault. Scopriremo che la corte non è scomparsa: vive ancora nella politica spettacolo, nei social media, nelle gerarchie invisibili della nostra vita quotidiana. Una lezione per chi vuole capire il passato — e soprattutto il presente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841548</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:18:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841548/66_l_eta_del_re_sole_la_societa_di_corte_1.mp3" length="51609600" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5c2a7274-7783-4206-b627-ae9be338be55/5c2a7274-7783-4206-b627-ae9be338be55.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5c2a7274-7783-4206-b627-ae9be338be55/5c2a7274-7783-4206-b627-ae9be338be55.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5c2a7274-7783-4206-b627-ae9be338be55/5c2a7274-7783-4206-b627-ae9be338be55.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questo video esploriamo uno dei testi più influenti della sociologia storica del Novecento: La società di corte di Norbert Elias. Un’opera che ci aiuta a comprendere come si forma lo Stato moderno, come si regola il comportamento sociale, e come...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo video esploriamo uno dei testi più influenti della sociologia storica del Novecento: La società di corte di Norbert Elias. Un’opera che ci aiuta a comprendere come si forma lo Stato moderno, come si regola il comportamento sociale, e come nasce la soggettività individuale. Partendo dalla figura di Luigi XIV e dalla Versailles del Seicento, Elias mostra come il potere non sia soltanto comando, ma rappresentazione: un gioco di visibilità, distinzione e autocontrollo. Il cortigiano non è solo un nobile: è il prototipo dell’individuo moderno, che recita un ruolo, controlla le emozioni e misura ogni gesto. Attraverso un percorso ricco di citazioni, confronti teorici e riflessioni critiche, questa lezione mette in dialogo Elias con Weber, Freud, Mauss, Bourdieu e Foucault. 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Ma se l’Impero si frantuma in una pluralità di poteri locali, i domini ereditari della dinastia asburgica — Austria, Boemia, Ungheria e altri territori patrimoniali — diventano il laboratorio della costruzione di una monarchia assoluta. In questa lezione approfondiamo il periodo 1648–1688, un quarantennio segnato da riforme fiscali e militari, consolidamento del potere centrale, repressione delle autonomie provinciali e diffusione del cattolicesimo tridentino come colonna ideologica del regime. Attraverso Vienna, la Boemia restaurata, l’Ungheria inquieta, l’aristocrazia riconfigurata e il fronte ottomano, esploriamo le tensioni, le mediazioni e le strategie con cui gli Asburgo seppero costruire uno Stato senza costituzione scritta, ma saldo, centralizzato e proiettato verso nuove sfide imperiali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841543</guid><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 17:05:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841543/63_l_eta_del_re_sole_i_domini_asburgici_1648_1688.mp3" length="74585234" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/39f83cb8-e11c-4d02-b918-abceb0922805/39f83cb8-e11c-4d02-b918-abceb0922805.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/39f83cb8-e11c-4d02-b918-abceb0922805/39f83cb8-e11c-4d02-b918-abceb0922805.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/39f83cb8-e11c-4d02-b918-abceb0922805/39f83cb8-e11c-4d02-b918-abceb0922805.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la fine della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero esce profondamente trasformato, e con esso muta il ruolo degli Asburgo sullo scacchiere europeo. Ma se l’Impero si frantuma in una pluralità di poteri locali, i domini ereditari della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la fine della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero esce profondamente trasformato, e con esso muta il ruolo degli Asburgo sullo scacchiere europeo. Ma se l’Impero si frantuma in una pluralità di poteri locali, i domini ereditari della dinastia asburgica — Austria, Boemia, Ungheria e altri territori patrimoniali — diventano il laboratorio della costruzione di una monarchia assoluta. In questa lezione approfondiamo il periodo 1648–1688, un quarantennio segnato da riforme fiscali e militari, consolidamento del potere centrale, repressione delle autonomie provinciali e diffusione del cattolicesimo tridentino come colonna ideologica del regime. Attraverso Vienna, la Boemia restaurata, l’Ungheria inquieta, l’aristocrazia riconfigurata e il fronte ottomano, esploriamo le tensioni, le mediazioni e le strategie con cui gli Asburgo seppero costruire uno Stato senza costituzione scritta, ma saldo, centralizzato e proiettato verso nuove sfide imperiali.]]></itunes:summary><itunes:duration>4662</itunes:duration><itunes:keywords>asburgoborbone,asburgostoria,borbonestoria,corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdelresolestoria,franciastoria,germaniastoria,history,imperogermanicostoria,luigixivstoria,modernhistory,resolestoria,sacroromanoimperostoria,storia,storiamoderna,storiauniversità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3053c8addd2660d6c03d8a44400a1bc7.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>63</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 65: L'ETA' DEL RE SOLE LA RESTAURAZIONE PORTOGHESE (1640-1683)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=XRGEjSMlag0</link><description><![CDATA[Tra il 1640 e il 1688, il Portogallo affrontò una trasformazione radicale: da monarchia soggetta agli Asburgo a potenza imperiale autonoma. La Restaurazione del 1640 non fu solo un evento politico, ma l’inizio di un processo di rifondazione istituzionale e imperiale. Al centro di questa parabola si colloca la rinascita di un potere monarchico fortemente aristocratico, fondato sul patto tra la nuova dinastia di Braganza e le élite nobiliari, capace di ricostruire lo Stato e riconquistare l’Impero, ma incapace di riformarsi strutturalmente. Il nuovo Portogallo restaurato si dotò di istituzioni complesse – Cortes, Consigli, Camere municipali – per bilanciare il potere del sovrano e cooptare le forze sociali dominanti. Tuttavia, il cuore della legittimazione restava dinastico e nobiliare. La guerra d’indipendenza contro la Spagna (1640–1668) fu uno sforzo immane, ma anche un banco di prova della resilienza politica e militare portoghese. Parallelamente, il conflitto contro l’Olanda e la riconquista del Brasile e dell’Angola ridefinirono l’asse imperiale: non più l’Asia, ma l’Atlantico fu il vero centro del potere lusitano. Il Brasile, devastato dal conflitto coloniale, fu ricostruito attraverso la tratta degli schiavi africani e la rilancio della monocultura zuccheriera. Qui nacque una nuova aristocrazia militare creola, legata a Lisbona ma dotata di forte autonomia. Le colonie africane, come Angola e São Tomé, diventarono nodi fondamentali del traffico transatlantico, mentre le colonie asiatiche vennero progressivamente marginalizzate, conservate più per prestigio che per utilità. Sul piano economico, la monarchia tentò invano di introdurre modelli capitalistici con la Companhia do Brasil, ma la debolezza della borghesia commerciale e l’ostilità delle élite locali decretarono il fallimento. L’Impero restava così basato su capitale straniero, clientelismo, controllo aristocratico e sfruttamento coloniale. Dopo la crisi dinastica con Afonso VI, il potere fu assunto dal fratello Pedro (reggente dal 1667, re dal 1683), che garantì stabilità e il riconoscimento definitivo dell’indipendenza, ma al prezzo di una crescente aristocratizzazione dello Stato. Sotto Pedro, l’impero si consolidò in forma conservatrice, senza riforme profonde, fondandosi su un equilibrio precario tra corona e nobiltà. Il risultato fu un impero aristocratico, atlantico e fragile: forte nella sua rete coloniale, debole nella capacità di modernizzazione. L’assenza di un capitalismo nazionale, la dipendenza dal traffico schiavista e il predominio nobiliare segnarono i limiti di lungo periodo. Ma fu proprio questa formula di compromesso tra tradizione e sopravvivenza a garantire al Portogallo una posizione autonoma nella geografia imperiale dell’Europa barocca.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841383</guid><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 17:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841383/65_l_eta_del_re_sole_la_restaurazione_portoghese_1640_1683.mp3" length="73556218" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a06f13a9-6f9b-4588-aa7f-bae93baeaf71/a06f13a9-6f9b-4588-aa7f-bae93baeaf71.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a06f13a9-6f9b-4588-aa7f-bae93baeaf71/a06f13a9-6f9b-4588-aa7f-bae93baeaf71.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a06f13a9-6f9b-4588-aa7f-bae93baeaf71/a06f13a9-6f9b-4588-aa7f-bae93baeaf71.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Tra il 1640 e il 1688, il Portogallo affrontò una trasformazione radicale: da monarchia soggetta agli Asburgo a potenza imperiale autonoma. La Restaurazione del 1640 non fu solo un evento politico, ma l’inizio di un processo di rifondazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra il 1640 e il 1688, il Portogallo affrontò una trasformazione radicale: da monarchia soggetta agli Asburgo a potenza imperiale autonoma. La Restaurazione del 1640 non fu solo un evento politico, ma l’inizio di un processo di rifondazione istituzionale e imperiale. Al centro di questa parabola si colloca la rinascita di un potere monarchico fortemente aristocratico, fondato sul patto tra la nuova dinastia di Braganza e le élite nobiliari, capace di ricostruire lo Stato e riconquistare l’Impero, ma incapace di riformarsi strutturalmente. Il nuovo Portogallo restaurato si dotò di istituzioni complesse – Cortes, Consigli, Camere municipali – per bilanciare il potere del sovrano e cooptare le forze sociali dominanti. Tuttavia, il cuore della legittimazione restava dinastico e nobiliare. La guerra d’indipendenza contro la Spagna (1640–1668) fu uno sforzo immane, ma anche un banco di prova della resilienza politica e militare portoghese. Parallelamente, il conflitto contro l’Olanda e la riconquista del Brasile e dell’Angola ridefinirono l’asse imperiale: non più l’Asia, ma l’Atlantico fu il vero centro del potere lusitano. Il Brasile, devastato dal conflitto coloniale, fu ricostruito attraverso la tratta degli schiavi africani e la rilancio della monocultura zuccheriera. Qui nacque una nuova aristocrazia militare creola, legata a Lisbona ma dotata di forte autonomia. Le colonie africane, come Angola e São Tomé, diventarono nodi fondamentali del traffico transatlantico, mentre le colonie asiatiche vennero progressivamente marginalizzate, conservate più per prestigio che per utilità. Sul piano economico, la monarchia tentò invano di introdurre modelli capitalistici con la Companhia do Brasil, ma la debolezza della borghesia commerciale e l’ostilità delle élite locali decretarono il fallimento. L’Impero restava così basato su capitale straniero, clientelismo, controllo aristocratico e sfruttamento coloniale. Dopo la crisi dinastica con Afonso VI, il potere fu assunto dal fratello Pedro (reggente dal 1667, re dal 1683), che garantì stabilità e il riconoscimento definitivo dell’indipendenza, ma al prezzo di una crescente aristocratizzazione dello Stato. Sotto Pedro, l’impero si consolidò in forma conservatrice, senza riforme profonde, fondandosi su un equilibrio precario tra corona e nobiltà. Il risultato fu un impero aristocratico, atlantico e fragile: forte nella sua rete coloniale, debole nella capacità di modernizzazione. L’assenza di un capitalismo nazionale, la dipendenza dal traffico schiavista e il predominio nobiliare segnarono i limiti di lungo periodo. Ma fu proprio questa formula di compromesso tra tradizione e sopravvivenza a garantire al Portogallo una posizione autonoma nella geografia imperiale dell’Europa barocca.]]></itunes:summary><itunes:duration>4598</itunes:duration><itunes:keywords>atlanticostoria,braganzastoria,brasilestoria,colonialismostoria,colonieportoghesistoria,commerciostoria,corsodistoria,corsodistoriamoderna,imperoportoghesestoria,penisolaibericastoria,portogallostoria,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a8ef335fecc0c042d94a95b41386e8f6.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>65</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 64: L'ETA' DEL RE SOLE, FEDERICO GUGLIELMO I E LA NASCITA DELLA PRUSSIA (1640-1688)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=8x6FQo9tmDY</link><description><![CDATA[La lezione ripercorre la trasformazione del Brandeburgo da mosaico feudale frammentato a potenza sovrana nell’Europa post-westfalica. Al centro di questo processo, la figura di Federico Guglielmo I di Hohenzollern (1620–1688), detto il "Grande Elettore", che seppe sfruttare la crisi dell’Impero, le guerre del Nord e le tensioni confessionali per costruire un nuovo modello di sovranità. Il percorso si snoda attraverso le principali tappe della sua azione politica e militare: le riforme istituzionali e fiscali, la creazione dell’esercito stanziale, l’uso strategico della diplomazia, l’integrazione della Prussia ducale e la gestione delle disuguaglianze sociali. La lezione mostra come la combinazione tra burocrazia, fiscalità e forza armata fu alla base di una monarchia proto-assoluta, che anticipava lo Stato moderno. Grande spazio è riservato alla storiografia tedesca, francese, italiana e inglese, che ha interpretato l’eredità federiciana come la premessa della Prussia imperiale del Settecento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841382</guid><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 17:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841382/64_l_eta_del_re_sole_federico_guglielmo_i_e_la_nascita_della_prussia_1640_1688.mp3" length="74490357" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/42961ed6-8e0e-420a-82c5-bbb77500c78f/42961ed6-8e0e-420a-82c5-bbb77500c78f.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/42961ed6-8e0e-420a-82c5-bbb77500c78f/42961ed6-8e0e-420a-82c5-bbb77500c78f.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/42961ed6-8e0e-420a-82c5-bbb77500c78f/42961ed6-8e0e-420a-82c5-bbb77500c78f.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La lezione ripercorre la trasformazione del Brandeburgo da mosaico feudale frammentato a potenza sovrana nell’Europa post-westfalica. Al centro di questo processo, la figura di Federico Guglielmo I di Hohenzollern (1620–1688), detto il "Grande...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La lezione ripercorre la trasformazione del Brandeburgo da mosaico feudale frammentato a potenza sovrana nell’Europa post-westfalica. Al centro di questo processo, la figura di Federico Guglielmo I di Hohenzollern (1620–1688), detto il "Grande Elettore", che seppe sfruttare la crisi dell’Impero, le guerre del Nord e le tensioni confessionali per costruire un nuovo modello di sovranità. Il percorso si snoda attraverso le principali tappe della sua azione politica e militare: le riforme istituzionali e fiscali, la creazione dell’esercito stanziale, l’uso strategico della diplomazia, l’integrazione della Prussia ducale e la gestione delle disuguaglianze sociali. La lezione mostra come la combinazione tra burocrazia, fiscalità e forza armata fu alla base di una monarchia proto-assoluta, che anticipava lo Stato moderno. Grande spazio è riservato alla storiografia tedesca, francese, italiana e inglese, che ha interpretato l’eredità federiciana come la premessa della Prussia imperiale del Settecento.]]></itunes:summary><itunes:duration>4656</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdelresolestoria,federicoguglielmodiprussia,franciastoria,germaniastoria,luigixivstoria,prussiastoria,resolestoria,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d06179a2b3a882a0ebe2e73c11a52c03.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>64</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 62: L'ETA' DEL RE SOLE, LA MODERNITA' DELL'IMPERO</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=7lMB88B09Jk</link><description><![CDATA[La lezione ricostruisce l’evoluzione politica, istituzionale e militare dei territori ereditari degli Asburgo nella seconda metà del Seicento, a partire dalla pace di Vestfalia del 1648 fino alla vigilia della Guerra della Lega di Augusta. Il filo conduttore è il lento ma deciso passaggio da una compagine territoriale frammentata e colpita dalla guerra a un sistema monarchico sempre più centralizzato e autoritario. Attraverso l’analisi della politica imperiale in Austria, Boemia e Ungheria, vengono messi in luce i principali strumenti della restaurazione asburgica: la repressione delle autonomie nobiliari e confessionali, il rafforzamento dell’apparato fiscale e militare, la marginalizzazione dei corpi intermedi e la ridefinizione del rapporto tra monarchia e società. Centrale è il conflitto con l’Impero Ottomano, che culmina nell’assedio di Vienna del 1683 e nella progressiva riconquista dell’Ungheria, elemento decisivo per l’ascesa geopolitica degli Asburgo in Europa centrale. Il percorso analizzato mostra come la crisi dell’Impero si trasformi, nei territori dinastici, in una spinta verso la formazione di una monarchia più solida e accentrata, pronta a svolgere un ruolo di primo piano negli equilibri europei del tardo Seicento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841381</guid><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 17:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841381/62_l_eta_del_re_sole_la_modernita_dell_impero.mp3" length="64768209" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/300658e9-55cd-42cd-be01-131eb4fab413/300658e9-55cd-42cd-be01-131eb4fab413.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/300658e9-55cd-42cd-be01-131eb4fab413/300658e9-55cd-42cd-be01-131eb4fab413.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/300658e9-55cd-42cd-be01-131eb4fab413/300658e9-55cd-42cd-be01-131eb4fab413.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La lezione ricostruisce l’evoluzione politica, istituzionale e militare dei territori ereditari degli Asburgo nella seconda metà del Seicento, a partire dalla pace di Vestfalia del 1648 fino alla vigilia della Guerra della Lega di Augusta. 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Centrale è il conflitto con l’Impero Ottomano, che culmina nell’assedio di Vienna del 1683 e nella progressiva riconquista dell’Ungheria, elemento decisivo per l’ascesa geopolitica degli Asburgo in Europa centrale. Il percorso analizzato mostra come la crisi dell’Impero si trasformi, nei territori dinastici, in una spinta verso la formazione di una monarchia più solida e accentrata, pronta a svolgere un ruolo di primo piano negli equilibri europei del tardo Seicento.]]></itunes:summary><itunes:duration>4049</itunes:duration><itunes:keywords>asburgo,asburgoborbone,asburgostoria,borbone,corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdelresolestoria,franciastoria,germaniastoria,luigixivstoria,resolestoria,sacroromanoimperostoria,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/916b4dff42d62abaccad4317afffc792.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>62</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 61: L'ETA' DEL RE SOLE, LA PERIFERIA ITALIANA (1648-1688)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=F5qnxg2okxs</link><description><![CDATA[Questa lezione ricostruisce la storia politico-istituzionale dell’Italia tra la fine della Guerra dei Trent’anni e la vigilia della Guerra della Lega d’Augusta. Apparentemente ai margini della storia europea, la penisola fu in realtà attraversata da dinamiche profonde di crisi e trasformazione: paralisi istituzionali, conflitti locali, declino delle potenze regionali e inizio di nuove traiettorie politiche. Dalla guerra di Candia alla rivolta di Messina, dalla crisi del papato al fallimento dell’assolutismo sabaudo, seguiamo un secolo segnato da decadenza e adattamento, in cui l’Italia sembra ritirarsi dalla scena internazionale, ma in cui si preparano, sotto la superficie, i germi della modernità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841273</guid><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 16:40:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841273/61_l_eta_del_re_sole_la_periferia_italiana_1648_1688_1_converted.mp3" length="74203637" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f8484d09-a8b7-45ee-9795-0f3ab5ebc406/f8484d09-a8b7-45ee-9795-0f3ab5ebc406.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f8484d09-a8b7-45ee-9795-0f3ab5ebc406/f8484d09-a8b7-45ee-9795-0f3ab5ebc406.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f8484d09-a8b7-45ee-9795-0f3ab5ebc406/f8484d09-a8b7-45ee-9795-0f3ab5ebc406.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione ricostruisce la storia politico-istituzionale dell’Italia tra la fine della Guerra dei Trent’anni e la vigilia della Guerra della Lega d’Augusta. 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Dalla guerra di Candia alla rivolta di Messina, dalla crisi del papato al fallimento dell’assolutismo sabaudo, seguiamo un secolo segnato da decadenza e adattamento, in cui l’Italia sembra ritirarsi dalla scena internazionale, ma in cui si preparano, sotto la superficie, i germi della modernità.]]></itunes:summary><itunes:duration>4638</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàdell'assolutismo,europa,europastoria,franciastoria,italiastoria,luigixivstoia,monarchiassoluta,resolestoria,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7e99b1e191a07094a4d0aa830f6f52a6.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>61</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 60: L'ETA' DEL RE SOLE, LA FINE DELLA POTENZA SPAGNOLA</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=AS6DjC2oT-g</link><description><![CDATA[Dal 1648 al 1688, l’impero spagnolo affronta una crisi profonda: crollo demografico, depressione economica, declino politico e minacce internazionali ne segnano la parabola. Ma è anche un periodo di straordinaria produzione artistica, riflessione politica e tentativi di riforma. In questa lezione esploriamo le cause e le conseguenze di questa crisi, dal fallimento della centralizzazione di Olivares alla resistenza delle periferie, dai problemi monetari alla rinascita catalana, dal ruolo della Chiesa all’ascesa del commercio straniero. Un viaggio storico nella Spagna che, mentre perdeva potenza, produceva Velázquez.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841270</guid><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 16:40:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841270/60_l_eta_del_re_sole_la_fine_della_potenza_spagnola_1_converted.mp3" length="57555905" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c85e5d69-a79d-4066-8800-90a08ee52f2d/c85e5d69-a79d-4066-8800-90a08ee52f2d.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c85e5d69-a79d-4066-8800-90a08ee52f2d/c85e5d69-a79d-4066-8800-90a08ee52f2d.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c85e5d69-a79d-4066-8800-90a08ee52f2d/c85e5d69-a79d-4066-8800-90a08ee52f2d.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 1648 al 1688, l’impero spagnolo affronta una crisi profonda: crollo demografico, depressione economica, declino politico e minacce internazionali ne segnano la parabola. 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Un viaggio storico nella Spagna che, mentre perdeva potenza, produceva Velázquez.]]></itunes:summary><itunes:duration>3598</itunes:duration><itunes:keywords>asburgodispagna,asburgostoria,corsodistoria,corsodistoriamoderna,ducacontediolivares,franciastoria,germaniastoria,luigixivstoria,olivares,resolestoria,spagnastoria,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/86c2e5abbf97ba97132fd1a61efa55e5.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>60</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 59: L'ETA' DEL RE SOLE, I PAESI BASSI (1648-1688)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=zF3-5byvhLo</link><description><![CDATA[Nel cuore dell’Europa del Seicento, una piccola repubblica affacciata sul Mare del Nord sfidava imperi, regni e monarchie assolute con la sola forza del commercio, della finanza e della libertà. Questa lezione racconta l’ascesa, l’apogeo e le prime crepe della Repubblica delle Province Unite, i Paesi Bassi indipendenti dopo la Pace di Vestfalia del 1648. È la storia di un miracolo economico fondato su navi, libri e tolleranza; di un laboratorio politico in cui il potere era diffuso, la religione pluralista, la stampa libera. Ma è anche il racconto di un sistema fragile, esposto alle pressioni di un mondo che cambia: la concorrenza inglese, l’ambizione francese, il peso insostenibile della guerra e delle tensioni interne. Seguiremo passo dopo passo le guerre anglo-olandesi, l’anno tragico del 1672, l’ascesa di Guglielmo III d’Orange e le dinamiche che portarono questa piccola repubblica a incidere sul destino dell’Europa intera, fino alle soglie della Gloriosa Rivoluzione inglese. Una lezione di storia, ma anche una riflessione sulla modernità politica, sul capitalismo nascente e sui limiti del potere mercantile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841271</guid><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:37:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841271/59_l_eta_del_re_sole_i_paesi_bassi_1648_1688_converted.mp3" length="79865312" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/66514484-d569-4609-b8ae-daf2e0d541c1/66514484-d569-4609-b8ae-daf2e0d541c1.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/66514484-d569-4609-b8ae-daf2e0d541c1/66514484-d569-4609-b8ae-daf2e0d541c1.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/66514484-d569-4609-b8ae-daf2e0d541c1/66514484-d569-4609-b8ae-daf2e0d541c1.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel cuore dell’Europa del Seicento, una piccola repubblica affacciata sul Mare del Nord sfidava imperi, regni e monarchie assolute con la sola forza del commercio, della finanza e della libertà. Questa lezione racconta l’ascesa, l’apogeo e le prime...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel cuore dell’Europa del Seicento, una piccola repubblica affacciata sul Mare del Nord sfidava imperi, regni e monarchie assolute con la sola forza del commercio, della finanza e della libertà. Questa lezione racconta l’ascesa, l’apogeo e le prime crepe della Repubblica delle Province Unite, i Paesi Bassi indipendenti dopo la Pace di Vestfalia del 1648. È la storia di un miracolo economico fondato su navi, libri e tolleranza; di un laboratorio politico in cui il potere era diffuso, la religione pluralista, la stampa libera. Ma è anche il racconto di un sistema fragile, esposto alle pressioni di un mondo che cambia: la concorrenza inglese, l’ambizione francese, il peso insostenibile della guerra e delle tensioni interne. Seguiremo passo dopo passo le guerre anglo-olandesi, l’anno tragico del 1672, l’ascesa di Guglielmo III d’Orange e le dinamiche che portarono questa piccola repubblica a incidere sul destino dell’Europa intera, fino alle soglie della Gloriosa Rivoluzione inglese. 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Uscito vittorioso dalla Guerra d’Olanda e dalla pace di Nimega, Luigi XIV si presenta come arbitro d’Europa, ma dietro l’immagine regale del monarca trionfante si cela una politica di espansione sistematica e incruenta, condotta attraverso il meccanismo delle Chambres de Réunion: corti giuridiche create per rivendicare territori “naturalmente annessi” alla corona. Sul piano interno, il decennio è segnato dal culmine dell’assolutismo barocco: il re accentra ogni funzione decisionale, isola la nobiltà nella sfera cerimoniale di Versailles, rafforza la centralizzazione fiscale e razionalizza gli strumenti di governo. L’intento è duplice: garantire l’ordine e consolidare l’immagine sacralizzata del sovrano. La seconda metà della lezione è dedicata alla questione religiosa, con l’inasprimento della pressione contro i protestanti: prima con le conversioni forzate e le famigerate dragonnades, poi con l’evento simbolico della revoca dell’Editto di Nantes (1685), che segna la fine della tolleranza legale in Francia. Analizziamo le motivazioni politiche, ideologiche e strategiche di questa scelta, così come le sue conseguenze sociali e internazionali: emigrazione degli ugonotti, condanna dell’opinione pubblica europea e incrinatura dell’immagine universalistica della monarchia cristiana francese. La lezione si conclude con l’atmosfera tesa che precede il grande conflitto successivo: la Francia ha raggiunto il suo apice territoriale e istituzionale, ma il sistema europeo comincia a organizzarsi per contenerne la forza. L’epoca della pace inquieta volge al termine: all’orizzonte si profila la Guerra della Lega d’Augusta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72841272</guid><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:36:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72841272/58_l_eta_del_re_sole_la_pace_armata_1679_1688_converted.mp3" length="60278073" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bf325820-f3ec-402e-9b22-1fdce143e45f/bf325820-f3ec-402e-9b22-1fdce143e45f.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bf325820-f3ec-402e-9b22-1fdce143e45f/bf325820-f3ec-402e-9b22-1fdce143e45f.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bf325820-f3ec-402e-9b22-1fdce143e45f/bf325820-f3ec-402e-9b22-1fdce143e45f.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa quarta lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV affronta un decennio di pace solo apparente, in cui la monarchia francese raffina tutti i suoi strumenti di dominio interno ed esterno. Uscito vittorioso dalla Guerra d’Olanda e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa quarta lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV affronta un decennio di pace solo apparente, in cui la monarchia francese raffina tutti i suoi strumenti di dominio interno ed esterno. Uscito vittorioso dalla Guerra d’Olanda e dalla pace di Nimega, Luigi XIV si presenta come arbitro d’Europa, ma dietro l’immagine regale del monarca trionfante si cela una politica di espansione sistematica e incruenta, condotta attraverso il meccanismo delle Chambres de Réunion: corti giuridiche create per rivendicare territori “naturalmente annessi” alla corona. Sul piano interno, il decennio è segnato dal culmine dell’assolutismo barocco: il re accentra ogni funzione decisionale, isola la nobiltà nella sfera cerimoniale di Versailles, rafforza la centralizzazione fiscale e razionalizza gli strumenti di governo. L’intento è duplice: garantire l’ordine e consolidare l’immagine sacralizzata del sovrano. La seconda metà della lezione è dedicata alla questione religiosa, con l’inasprimento della pressione contro i protestanti: prima con le conversioni forzate e le famigerate dragonnades, poi con l’evento simbolico della revoca dell’Editto di Nantes (1685), che segna la fine della tolleranza legale in Francia. Analizziamo le motivazioni politiche, ideologiche e strategiche di questa scelta, così come le sue conseguenze sociali e internazionali: emigrazione degli ugonotti, condanna dell’opinione pubblica europea e incrinatura dell’immagine universalistica della monarchia cristiana francese. La lezione si conclude con l’atmosfera tesa che precede il grande conflitto successivo: la Francia ha raggiunto il suo apice territoriale e istituzionale, ma il sistema europeo comincia a organizzarsi per contenerne la forza. L’epoca della pace inquieta volge al termine: all’orizzonte si profila la Guerra della Lega d’Augusta.]]></itunes:summary><itunes:duration>3768</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,dragonnades,edittodinantes,edittoditolleranza,etàdelresolestoria,europastoria,francese,francia,franciastoria,guerre,in,luigixivstoria,politica,protestanti,resolestoria,riunione,storia,storiamoderna,versailles</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2aed22876e5b0ee6dd8efd0d278b2fbf.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>58</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 57: L'ETA' DEL RE SOLE, L'EGEMONIA EFFIMERA E LA PACE DI NIMEGA (1674-1678)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=R2d0QrSQRFE</link><description><![CDATA[In questa terza lezione dedicata al regno di Luigi XIV, seguiamo la fase finale della Guerra d’Olanda, a partire dal 1674, anno in cui il conflitto si trasforma in una lunga guerra di logoramento. Al centro della narrazione vi sono le campagne militari su più fronti – nei Paesi Bassi, sul Reno, in Alsazia, in Franca Contea – e il ruolo crescente della diplomazia francese nella gestione del conflitto. Analizziamo le difficoltà incontrate da Luigi XIV nel mantenere l’iniziativa, l’evoluzione delle coalizioni europee, l’azione dei ministri Louvois e Pomponne, e l’uso della guerra come strumento politico. Un'attenzione particolare è riservata alla pace di Nimega (1678–1679), con cui la Francia ottiene significativi guadagni territoriali e consolida la propria egemonia sul continente. La lezione mostra come, tra battaglie e trattative, Luigi XIV si imponga come protagonista assoluto della diplomazia europea.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72840962</guid><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72840962/57_l_eta_del_re_sole_l_egemonia_effimera_e_la_pace_di_nimega_1674_1678.mp3" length="61520666" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/edeb4e73-29b1-42ec-aab0-28954093faf2/edeb4e73-29b1-42ec-aab0-28954093faf2.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/edeb4e73-29b1-42ec-aab0-28954093faf2/edeb4e73-29b1-42ec-aab0-28954093faf2.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/edeb4e73-29b1-42ec-aab0-28954093faf2/edeb4e73-29b1-42ec-aab0-28954093faf2.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa terza lezione dedicata al regno di Luigi XIV, seguiamo la fase finale della Guerra d’Olanda, a partire dal 1674, anno in cui il conflitto si trasforma in una lunga guerra di logoramento. Al centro della narrazione vi sono le campagne...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa terza lezione dedicata al regno di Luigi XIV, seguiamo la fase finale della Guerra d’Olanda, a partire dal 1674, anno in cui il conflitto si trasforma in una lunga guerra di logoramento. Al centro della narrazione vi sono le campagne militari su più fronti – nei Paesi Bassi, sul Reno, in Alsazia, in Franca Contea – e il ruolo crescente della diplomazia francese nella gestione del conflitto. Analizziamo le difficoltà incontrate da Luigi XIV nel mantenere l’iniziativa, l’evoluzione delle coalizioni europee, l’azione dei ministri Louvois e Pomponne, e l’uso della guerra come strumento politico. Un'attenzione particolare è riservata alla pace di Nimega (1678–1679), con cui la Francia ottiene significativi guadagni territoriali e consolida la propria egemonia sul continente. La lezione mostra come, tra battaglie e trattative, Luigi XIV si imponga come protagonista assoluto della diplomazia europea.]]></itunes:summary><itunes:duration>3846</itunes:duration><itunes:keywords>assoluta,assolutismostoria,corsodistoria,etàdelresole,etàdiluigixiv,europastoria,francia,franciastoria,logoramento,louvois,luigixivstoria,monarchia,pacedinimega,pomponne,resolestoria,secolo,storia,storiamoderna,xvii</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/de9fc04934145b805f169156fb736d1b.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>57</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>VITE PARALLELE 2: PERICLE E DE GAULLE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vite-parallele-2-pericle-e-de-gaulle--72840869</link><description><![CDATA[In questo episodio di Vite parallele mettiamo a confronto due figure lontanissime eppure unite da una stessa domanda politica: che cosa succede quando una democrazia comincia a riconoscersi in un uomo forte?Da una parte Pericle, il grande protagonista dell’Atene del V secolo a.C., simbolo della democrazia ateniese ma anche suo problema vivente: aristocratico, ricco, potente, rieletto per anni stratego, capace di guidare la città fino a diventare, secondo Tucidide, il “primo uomo” di una democrazia che formalmente restava governo del popolo. Con lui Atene raggiunge il massimo splendore culturale e politico, ma consolida anche il proprio impero marittimo, usa il tributo degli alleati, reprime le città ribelli e porta dentro la democrazia il fascino inquietante della leadership personale.Dall’altra Charles de Gaulle, il generale del 18 giugno 1940, l’uomo della Francia libera, il fondatore della Quinta Repubblica. De Gaulle salva l’onore francese nella sconfitta, torna al potere nella crisi del 1958, chiude la guerra d’Algeria e costruisce una Repubblica più stabile, ma anche più verticale, presidenziale, plebiscitaria, raccolta attorno alla figura del capo dello Stato.Pericle e De Gaulle non sono dittatori. Proprio per questo sono più interessanti. Entrambi agiscono dentro forme democratiche o repubblicane. Entrambi parlano in nome del popolo. Entrambi trasformano una crisi in una nuova concentrazione del potere. Entrambi mostrano che la democrazia può essere minacciata non solo da chi la abbatte dall’esterno, ma anche da chi la incarna troppo bene dall’interno.Questa non è una puntata sul “grande uomo” come salvatore. È una puntata sul prezzo della grandezza politica: gli alleati dell’impero ateniese, i contadini chiusi nelle Lunghe Mura, gli esclusi dalla cittadinanza, i colonizzati algerini, i soldati, gli harkis, i manifestanti repressi, i parlamenti ridimensionati, tutti coloro che restano ai margini del racconto monumentale.Pericle e De Gaulle: la democrazia dell’uomo forte.<br />Una puntata su libertà, impero, consenso, paura, grandezza nazionale e sulla domanda che ogni democrazia dovrebbe continuare a farsi: quando un popolo affida troppo a un solo volto, sta diventando più forte o sta cominciando a smettere di governarsi?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72840869</guid><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:09:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72840869/vite_parallele_pericle_e_de_gaulle.mp3" length="42107072" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e4db88e1-17c5-4afd-85fe-0d1ec2ef72ba/e4db88e1-17c5-4afd-85fe-0d1ec2ef72ba.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e4db88e1-17c5-4afd-85fe-0d1ec2ef72ba/e4db88e1-17c5-4afd-85fe-0d1ec2ef72ba.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e4db88e1-17c5-4afd-85fe-0d1ec2ef72ba/e4db88e1-17c5-4afd-85fe-0d1ec2ef72ba.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio di Vite parallele mettiamo a confronto due figure lontanissime eppure unite da una stessa domanda politica: che cosa succede quando una democrazia comincia a riconoscersi in un uomo forte?Da una parte Pericle, il grande protagonista...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio di Vite parallele mettiamo a confronto due figure lontanissime eppure unite da una stessa domanda politica: che cosa succede quando una democrazia comincia a riconoscersi in un uomo forte?Da una parte Pericle, il grande protagonista dell’Atene del V secolo a.C., simbolo della democrazia ateniese ma anche suo problema vivente: aristocratico, ricco, potente, rieletto per anni stratego, capace di guidare la città fino a diventare, secondo Tucidide, il “primo uomo” di una democrazia che formalmente restava governo del popolo. Con lui Atene raggiunge il massimo splendore culturale e politico, ma consolida anche il proprio impero marittimo, usa il tributo degli alleati, reprime le città ribelli e porta dentro la democrazia il fascino inquietante della leadership personale.Dall’altra Charles de Gaulle, il generale del 18 giugno 1940, l’uomo della Francia libera, il fondatore della Quinta Repubblica. De Gaulle salva l’onore francese nella sconfitta, torna al potere nella crisi del 1958, chiude la guerra d’Algeria e costruisce una Repubblica più stabile, ma anche più verticale, presidenziale, plebiscitaria, raccolta attorno alla figura del capo dello Stato.Pericle e De Gaulle non sono dittatori. Proprio per questo sono più interessanti. Entrambi agiscono dentro forme democratiche o repubblicane. Entrambi parlano in nome del popolo. Entrambi trasformano una crisi in una nuova concentrazione del potere. Entrambi mostrano che la democrazia può essere minacciata non solo da chi la abbatte dall’esterno, ma anche da chi la incarna troppo bene dall’interno.Questa non è una puntata sul “grande uomo” come salvatore. È una puntata sul prezzo della grandezza politica: gli alleati dell’impero ateniese, i contadini chiusi nelle Lunghe Mura, gli esclusi dalla cittadinanza, i colonizzati algerini, i soldati, gli harkis, i manifestanti repressi, i parlamenti ridimensionati, tutti coloro che restano ai margini del racconto monumentale.Pericle e De Gaulle: la democrazia dell’uomo forte.<br />Una puntata su libertà, impero, consenso, paura, grandezza nazionale e sulla domanda che ogni democrazia dovrebbe continuare a farsi: quando un popolo affida troppo a un solo volto, sta diventando più forte o sta cominciando a smettere di governarsi?]]></itunes:summary><itunes:duration>2628</itunes:duration><itunes:keywords>charlesdegaulle,corsodistoria,guerradelpeloponneso,novecentostoria,pericle,plutarco,podcaststoria,storia,viteparallele</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3bed08c5a7cbbdb7402547816210bb53.jpg"/><itunes:season>5</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>VITE PARALLELE 1: SOCRATE E GRAMSCI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vite-parallele-1-socrate-e-gramsci--72777327</link><description><![CDATA[Atene, 399 a.C. Socrate è davanti ai giudici della città. Non possiede eserciti, non guida fazioni armate, non ha ricchezze. Eppure Atene lo considera pericoloso.<br />Roma, 1928. Antonio Gramsci viene condannato dal Tribunale speciale fascista. Anche lui non ha armi, non comanda truppe, non può rovesciare il regime con la forza. Il fascismo vuole colpire qualcosa di più profondo: la sua capacità di pensare, educare, organizzare.<br />Il primo episodio di “Vite parallele” mette a confronto Socrate e Gramsci per interrogare una domanda ancora viva: perché il potere teme chi insegna a pensare?<br />Due mondi lontanissimi — la polis ateniese e l’Italia fascista — si incontrano davanti allo stesso problema storico. Quando il pensiero resta solitario può essere tollerato. Quando diventa educazione, quando forma coscienze, quando insegna a dubitare dell’ordine esistente, allora diventa una minaccia. Socrate porta la domanda nella piazza. Gramsci porta la lotta politica dentro la cultura, la scuola, il giornale, il senso comune. Entrambi mostrano che il dominio non vive soltanto nelle leggi, nei tribunali o nella forza: vive anche nelle parole con cui una società insegna agli uomini a obbedire.<br />Questa non è una puntata sul martirio individuale. È una puntata sul prezzo collettivo della libertà critica, sulla paura del potere davanti all’intelligenza, e sulla possibilità che una domanda sopravviva anche quando il corpo di chi l’ha posta viene sconfitto. Socrate beve la cicuta. Gramsci muore dopo anni di carcere.<br />Ma il pensiero, quando viene consegnato agli altri, continua a camminare.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72777327</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 18:37:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72777327/vite_parallele_socrate_e_gramsci.mp3" length="57168835" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/578b2a19-168d-402e-b99c-10f5edbeaa85/578b2a19-168d-402e-b99c-10f5edbeaa85.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/578b2a19-168d-402e-b99c-10f5edbeaa85/578b2a19-168d-402e-b99c-10f5edbeaa85.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/578b2a19-168d-402e-b99c-10f5edbeaa85/578b2a19-168d-402e-b99c-10f5edbeaa85.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Atene, 399 a.C. 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Quando diventa educazione, quando forma coscienze, quando insegna a dubitare dell’ordine esistente, allora diventa una minaccia. Socrate porta la domanda nella piazza. Gramsci porta la lotta politica dentro la cultura, la scuola, il giornale, il senso comune. Entrambi mostrano che il dominio non vive soltanto nelle leggi, nei tribunali o nella forza: vive anche nelle parole con cui una società insegna agli uomini a obbedire.<br />Questa non è una puntata sul martirio individuale. È una puntata sul prezzo collettivo della libertà critica, sulla paura del potere davanti all’intelligenza, e sulla possibilità che una domanda sopravviva anche quando il corpo di chi l’ha posta viene sconfitto. Socrate beve la cicuta. Gramsci muore dopo anni di carcere.<br />Ma il pensiero, quando viene consegnato agli altri, continua a camminare.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3566</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5b0b22ec94342a74b51c39a2db20c889.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 55: L'ETA' DI LUIGI XIV LA COSTRUZIONE DEL POTERE (1661-1667)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=PVt7l9jN4M8</link><description><![CDATA[In questa prima lezione del ciclo dedicato all’età di Luigi XIV, esploriamo i primi sei anni del suo governo personale: dal 1661 al 1667. È il momento della svolta storica, quello in cui il giovane sovrano – appena ventiduenne – prende in mano le redini del regno alla morte del cardinale Mazarino. Da quel momento, il suo motto "L’État, c’est moi" non sarà più solo un simbolo, ma un programma politico. Racconteremo la costruzione dell’assolutismo francese passo dopo passo: la riforma dell’amministrazione centrale, la figura fondamentale di Colbert, il controllo sull’aristocrazia, la politica fiscale, la strategia di accentramento territoriale, e la visione di uno Stato moderno, razionale e autoritario. Attraverso citazioni originali, biografie dei protagonisti, fonti storiografiche autorevoli e uno stile narrativo appassionante, analizziamo il periodo 1661–1667 come il laboratorio dell’assolutismo europeo. Una lezione che non è solo storia, ma riflessione sul potere, sulla propaganda, sulla centralizzazione amministrativa e sulla nascita dello Stato moderno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72706664</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 20:04:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72706664/55_l_eta_di_luigi_xiv_la_costruzione_del_potere_1661_1667.mp3" length="73709191" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49bd0df3-9663-4d9b-871b-de277f2775dc/49bd0df3-9663-4d9b-871b-de277f2775dc.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49bd0df3-9663-4d9b-871b-de277f2775dc/49bd0df3-9663-4d9b-871b-de277f2775dc.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49bd0df3-9663-4d9b-871b-de277f2775dc/49bd0df3-9663-4d9b-871b-de277f2775dc.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa prima lezione del ciclo dedicato all’età di Luigi XIV, esploriamo i primi sei anni del suo governo personale: dal 1661 al 1667. È il momento della svolta storica, quello in cui il giovane sovrano – appena ventiduenne – prende in mano le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa prima lezione del ciclo dedicato all’età di Luigi XIV, esploriamo i primi sei anni del suo governo personale: dal 1661 al 1667. È il momento della svolta storica, quello in cui il giovane sovrano – appena ventiduenne – prende in mano le redini del regno alla morte del cardinale Mazarino. Da quel momento, il suo motto "L’État, c’est moi" non sarà più solo un simbolo, ma un programma politico. Racconteremo la costruzione dell’assolutismo francese passo dopo passo: la riforma dell’amministrazione centrale, la figura fondamentale di Colbert, il controllo sull’aristocrazia, la politica fiscale, la strategia di accentramento territoriale, e la visione di uno Stato moderno, razionale e autoritario. Attraverso citazioni originali, biografie dei protagonisti, fonti storiografiche autorevoli e uno stile narrativo appassionante, analizziamo il periodo 1661–1667 come il laboratorio dell’assolutismo europeo. Una lezione che non è solo storia, ma riflessione sul potere, sulla propaganda, sulla centralizzazione amministrativa e sulla nascita dello Stato moderno.]]></itunes:summary><itunes:duration>4607</itunes:duration><itunes:keywords>assolutismostoria,colberteconomia,corsodistoria,europastoria,francese,franciastoria,ilresolestoria,itremoschettieri,lamscheradiferro,luigixivstoria,mazarinocardinale,monarchia,monarchiafrancese,potere,regnodifrancia,statomodernostoria,storiadelseicento,storiamoderna,storica,versaillesstoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bfda5acedfb70e210a0f457d8f66fd23.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>55</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 56: L'ETA' DI LUIGI XIV IL SOGNO DELLA GUERRA LAMPO (1667-1674)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=5QU-itSsZfk</link><description><![CDATA[Questa seconda lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV è interamente centrata sull’avvio della politica di espansione militare del Re Sole e sull’ambizione di trasformare la Francia nella potenza dominante dell’Europa moderna. Partendo dalla Guerra di Devoluzione (1667–1668) contro la Spagna per il controllo dei Paesi Bassi meridionali, esaminiamo la nascita della prima coalizione antifrancese e la risposta diplomatica europea. Il cuore della lezione è dedicato alla Guerra d’Olanda (1672–1678), ma con un focus preciso sulle fasi iniziali del conflitto (1672–1674): la travolgente offensiva francese, l’invasione delle Province Unite, la rapida ritirata olandese, il ruolo di Guglielmo III d’Orange e la formazione di una vasta coalizione internazionale contro Luigi XIV. La lezione si chiude nel 1674, anno in cui la guerra perde slancio offensivo e si trasforma in un conflitto di posizione e di logoramento, destinato a protrarsi per altri quattro anni. Analizziamo in dettaglio l’azione dei ministri e dei generali, le riforme militari volute da Le Tellier e Louvois, le manovre diplomatiche di Lionne e Pomponne, e le tensioni tra ambizione monarchica e realtà europea. Un passaggio chiave per comprendere la natura del potere francese in età barocca e la nascita del sistema di equilibrio continentale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72706663</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 20:00:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72706663/56_l_eta_di_luigi_xiv_il_sogno_della_guerra_lampo_1667_1674.mp3" length="65517609" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2acbc58d-cf53-4a64-a323-876470e6b2ba/2acbc58d-cf53-4a64-a323-876470e6b2ba.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2acbc58d-cf53-4a64-a323-876470e6b2ba/2acbc58d-cf53-4a64-a323-876470e6b2ba.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2acbc58d-cf53-4a64-a323-876470e6b2ba/2acbc58d-cf53-4a64-a323-876470e6b2ba.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa seconda lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV è interamente centrata sull’avvio della politica di espansione militare del Re Sole e sull’ambizione di trasformare la Francia nella potenza dominante dell’Europa moderna. Partendo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa seconda lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV è interamente centrata sull’avvio della politica di espansione militare del Re Sole e sull’ambizione di trasformare la Francia nella potenza dominante dell’Europa moderna. Partendo dalla Guerra di Devoluzione (1667–1668) contro la Spagna per il controllo dei Paesi Bassi meridionali, esaminiamo la nascita della prima coalizione antifrancese e la risposta diplomatica europea. Il cuore della lezione è dedicato alla Guerra d’Olanda (1672–1678), ma con un focus preciso sulle fasi iniziali del conflitto (1672–1674): la travolgente offensiva francese, l’invasione delle Province Unite, la rapida ritirata olandese, il ruolo di Guglielmo III d’Orange e la formazione di una vasta coalizione internazionale contro Luigi XIV. La lezione si chiude nel 1674, anno in cui la guerra perde slancio offensivo e si trasforma in un conflitto di posizione e di logoramento, destinato a protrarsi per altri quattro anni. Analizziamo in dettaglio l’azione dei ministri e dei generali, le riforme militari volute da Le Tellier e Louvois, le manovre diplomatiche di Lionne e Pomponne, e le tensioni tra ambizione monarchica e realtà europea. 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In questa lezione esploriamo il consolidamento del dominio spagnolo e portoghese sul continente, tra riforme amministrative, militarizzazione dei territori e crescente controllo fiscale e religioso. L’Impero spagnolo riorganizza il governo dei viceré e delle audiencias, rafforza l’Inquisizione e reprime le rivolte indigene e creole. Il Portogallo, dopo la restaurazione del 1640, riafferma il proprio controllo sul Brasile, contrastando gli Olandesi e rilanciando l’economia schiavista. Ma sotto la superficie dell’ordine imperiale si agitano tensioni profonde: resistenze locali, crisi economiche, carestie, sincretismi religiosi e nuove forme di adattamento tra popolazioni europee, indigene e africane. Questa lezione mostra l’America Latina come spazio conteso, modellato dall’incontro-scontro di culture, dalla gestione imperiale delle risorse e dall’emergere di prime forme di identità locale. Un momento cruciale nella costruzione delle società coloniali moderne, sospese tra fedeltà alla Corona e spinta all’autonomia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72706649</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 19:58:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72706649/54_storia_dell_america_latina_1610_1660.mp3" length="87814896" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2cfd3466-9a85-4ef4-8071-842d104793f1/2cfd3466-9a85-4ef4-8071-842d104793f1.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2cfd3466-9a85-4ef4-8071-842d104793f1/2cfd3466-9a85-4ef4-8071-842d104793f1.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2cfd3466-9a85-4ef4-8071-842d104793f1/2cfd3466-9a85-4ef4-8071-842d104793f1.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Tra il 1610 e il 1660, l’America Latina vive una fase decisiva della sua storia coloniale. In questa lezione esploriamo il consolidamento del dominio spagnolo e portoghese sul continente, tra riforme amministrative, militarizzazione dei territori e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra il 1610 e il 1660, l’America Latina vive una fase decisiva della sua storia coloniale. In questa lezione esploriamo il consolidamento del dominio spagnolo e portoghese sul continente, tra riforme amministrative, militarizzazione dei territori e crescente controllo fiscale e religioso. L’Impero spagnolo riorganizza il governo dei viceré e delle audiencias, rafforza l’Inquisizione e reprime le rivolte indigene e creole. Il Portogallo, dopo la restaurazione del 1640, riafferma il proprio controllo sul Brasile, contrastando gli Olandesi e rilanciando l’economia schiavista. Ma sotto la superficie dell’ordine imperiale si agitano tensioni profonde: resistenze locali, crisi economiche, carestie, sincretismi religiosi e nuove forme di adattamento tra popolazioni europee, indigene e africane. Questa lezione mostra l’America Latina come spazio conteso, modellato dall’incontro-scontro di culture, dalla gestione imperiale delle risorse e dall’emergere di prime forme di identità locale. 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In questa lezione ricostruiamo come Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia e Province Unite si sfidarono per il dominio marittimo, commerciale e coloniale del Nuovo Mondo, trasformando profondamente il rapporto tra Europa, Americhe e Africa. Racconteremo la crisi degli imperi iberici, la nascita delle potenze commerciali nord-europee, lo sviluppo delle compagnie di navigazione, la militarizzazione delle rotte oceaniche e la crescente importanza delle colonie per la politica europea. L’Atlantico divenne uno spazio globale di conflitto e ricchezza: teatro di guerre navali, scambi commerciali, tratta degli schiavi, esperimenti costituzionali e nuove forme di imperialismo. Una lezione geopolitica e costituzionale, che mostra come le ambizioni europee trasformarono gli equilibri mondiali e diedero forma a un’economia-mondo atlantica che anticipa la modernità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72586851</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 19:42:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72586851/53_il_sistema_coloniale_atlantico_1600_1650.mp3" length="72938057" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bab537a1-89a2-4341-9517-6ada40817fbd/bab537a1-89a2-4341-9517-6ada40817fbd.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bab537a1-89a2-4341-9517-6ada40817fbd/bab537a1-89a2-4341-9517-6ada40817fbd.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/bab537a1-89a2-4341-9517-6ada40817fbd/bab537a1-89a2-4341-9517-6ada40817fbd.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel XVII secolo l’Atlantico non è più un semplice spazio geografico: diventa il centro pulsante della competizione tra le potenze europee. 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Una lezione geopolitica e costituzionale, che mostra come le ambizioni europee trasformarono gli equilibri mondiali e diedero forma a un’economia-mondo atlantica che anticipa la modernità.]]></itunes:summary><itunes:duration>4559</itunes:duration><itunes:keywords>antille,atlantico,commercio,commercioatlanticostoria,compagniadelleindiestoria,espansionecolonialestoria,francia,imperiatlantici,impericolonialieuropei,imperoportoghese,imperospagnolo,inghilterra,newamsterdamstoria,newyorkstoria,paesibassistoria,province,provinceunitestoria,storia,unite,usastoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>53</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 52: DALLA RESTAURAZIONE ALLA GLORIOSA RIVOLUZIONE (1660-1689)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=z2Zv4eJ_QKk</link><description><![CDATA[Nel 1660 Carlo II torna a Londra acclamato come re: la monarchia Stuart viene restaurata, ma nulla sarà più come prima. In questa lezione raccontiamo come l’Inghilterra, uscita da una repubblica militare, tentò di ricostruire l’equilibrio tra Corona e Parlamento, tra libertà religiosa e ordine pubblico, tra modernità e restaurazione dell’antico ordine. Dalla Restaurazione di Carlo II alla crisi dell’Exclusion Bill, dal regno autoritario e cattolico di Giacomo II fino alla rivoluzione incruenta del 1688–89, l’Inghilterra attraversa una stagione di tensioni religiose, congiure reali, trasformazioni costituzionali e grandi dibattiti sul potere. La Gloriosa Rivoluzione, che porta sul trono Guglielmo III d’Orange e Maria Stuart, segna la fine della monarchia assoluta in Inghilterra e l’affermazione del principio parlamentare. Racconteremo eventi, personaggi e istituzioni chiave di questo trentennio: dal Test Act all’Habeas Corpus Act, dalla Dichiarazione d’Indulgenza alla Bill of Rights. È la nascita di una monarchia costituzionale moderna: nessun re, da allora in poi, regnerà più “per diritto divino”, ma solo “secondo la legge”.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72586784</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 19:42:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72586784/52_dalla_restaurazione_alla_gloriosa_rivoluzione_1660_1689_1.mp3" length="86051526" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1d36c078-5dd6-4b6c-be0e-d38a66034bfe/1d36c078-5dd6-4b6c-be0e-d38a66034bfe.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1d36c078-5dd6-4b6c-be0e-d38a66034bfe/1d36c078-5dd6-4b6c-be0e-d38a66034bfe.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1d36c078-5dd6-4b6c-be0e-d38a66034bfe/1d36c078-5dd6-4b6c-be0e-d38a66034bfe.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 1660 Carlo II torna a Londra acclamato come re: la monarchia Stuart viene restaurata, ma nulla sarà più come prima. 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La Gloriosa Rivoluzione, che porta sul trono Guglielmo III d’Orange e Maria Stuart, segna la fine della monarchia assoluta in Inghilterra e l’affermazione del principio parlamentare. Racconteremo eventi, personaggi e istituzioni chiave di questo trentennio: dal Test Act all’Habeas Corpus Act, dalla Dichiarazione d’Indulgenza alla Bill of Rights. 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Ma come funziona questa nuova Inghilterra? Chi governa? E con quale legittimità? In questa lezione raccontiamo gli anni tumultuosi del Commonwealth e del Protettorato: la difficile nascita della Repubblica sotto il controllo del Parlamento e del New Model Army, le campagne militari di Oliver Cromwell in Irlanda e Scozia, la conquista della Giamaica, la restaurazione dell’ordine morale attraverso i Major Generals. Analizziamo le tensioni tra radicali e moderati, la repressione dei Levellers, la breve esistenza del Parlamento dei Santi, e il momento in cui Cromwell, pur rifiutando la corona, assume poteri simili a quelli di un monarca. La Repubblica inglese fu un’esperienza breve ma cruciale: tra utopia e autoritarismo, tra riforme e repressioni, segnò una svolta nella storia costituzionale europea. Si chiude nel 1660 con la Restaurazione di Carlo II, ma lascia in eredità un nuovo concetto di sovranità, la tolleranza religiosa protestante, e un esempio duraturo di rivoluzione politica senza precedenti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72586458</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 19:41:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72586458/51_la_repubblica_inglese_1649_1660_1.mp3" length="65004773" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/21e04911-f869-41ae-b172-f3f8276b4fe5/21e04911-f869-41ae-b172-f3f8276b4fe5.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/21e04911-f869-41ae-b172-f3f8276b4fe5/21e04911-f869-41ae-b172-f3f8276b4fe5.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/21e04911-f869-41ae-b172-f3f8276b4fe5/21e04911-f869-41ae-b172-f3f8276b4fe5.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il 30 gennaio 1649 Carlo I viene giustiziato: l’Inghilterra abolisce la monarchia e si proclama Repubblica. 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La Repubblica inglese fu un’esperienza breve ma cruciale: tra utopia e autoritarismo, tra riforme e repressioni, segnò una svolta nella storia costituzionale europea. 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Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72505461</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 22:14:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72505461/50_la_prima_rivoluzione_inglese_1642_1649_1.mp3" length="62016783" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4e670056-412b-406e-b81e-6a6073a5a355/4e670056-412b-406e-b81e-6a6073a5a355.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4e670056-412b-406e-b81e-6a6073a5a355/4e670056-412b-406e-b81e-6a6073a5a355.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4e670056-412b-406e-b81e-6a6073a5a355/4e670056-412b-406e-b81e-6a6073a5a355.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.]]></itunes:summary><itunes:duration>3877</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>50</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 49: L'INGHILTERRA DEGLI STUART (1603-1642)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=H1kiyoTVVPI</link><description><![CDATA[Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72505460</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 22:09:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72505460/49_l_inghilterra_degli_stuart_1603_1642_1.mp3" length="64102400" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/15206e34-a298-48ea-b54f-f827f19b856b/15206e34-a298-48ea-b54f-f827f19b856b.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/15206e34-a298-48ea-b54f-f827f19b856b/15206e34-a298-48ea-b54f-f827f19b856b.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/15206e34-a298-48ea-b54f-f827f19b856b/15206e34-a298-48ea-b54f-f827f19b856b.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. 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Alla morte del sultano Ahmed I, si apre infatti un periodo di grave instabilità, durante il quale si susseguono sul trono ben sei sultani, molti dei quali bambini o mentalmente instabili, dominati dalle madri valide, dai dignitari di corte e soprattutto dai grandi visir. In questa conferenza storica rigorosa e appassionante, esploriamo i principali snodi di questo periodo: l’ombra lunga del potere dei Giannizzeri, le lotte intestine per il trono, la centralizzazione forzata del potere sotto il gran visir Köprülü Mehmed Pasha, la guerra con la Persia safavide e le prime crepe nell’equilibrio fiscale e militare dell’Impero. Ci addentreremo nelle strutture del potere ottomano, nei meccanismi di ascesa e declino dei sultani-bambini, nella complessa relazione tra il trono e il divano, nelle tensioni religiose tra ortodossia sunnita e confraternite, e nelle trasformazioni sociali che preparano l’ingresso dell’Impero in una nuova fase storica. Non mancheranno riferimenti alla storiografia moderna, alla geopolitica mediterranea e ai segnali di decadenza che gli osservatori europei cominciarono a percepire. Un viaggio nella grande crisi del Seicento ottomano, tra lotte dinastiche, guerre di confine, rivolte provinciali e tentativi di restaurazione autoritaria: la fine del “secolo d’oro” e l’inizio di una difficile età di transizione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72505413</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 22:06:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72505413/48_l_impero_ottomano_nella_prima_meta_del_600.mp3" length="61888888" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cbc813d0-8f3f-4f8d-aca8-242fca0e5b4d/cbc813d0-8f3f-4f8d-aca8-242fca0e5b4d.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cbc813d0-8f3f-4f8d-aca8-242fca0e5b4d/cbc813d0-8f3f-4f8d-aca8-242fca0e5b4d.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cbc813d0-8f3f-4f8d-aca8-242fca0e5b4d/cbc813d0-8f3f-4f8d-aca8-242fca0e5b4d.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Tra il 1617 e il 1648, l’Impero Ottomano attraversa una delle fasi più drammatiche della sua storia: un trentennio segnato da crisi dinastiche, ribellioni militari, declino istituzionale e interventi autoritari del gran visirato. 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Ci addentreremo nelle strutture del potere ottomano, nei meccanismi di ascesa e declino dei sultani-bambini, nella complessa relazione tra il trono e il divano, nelle tensioni religiose tra ortodossia sunnita e confraternite, e nelle trasformazioni sociali che preparano l’ingresso dell’Impero in una nuova fase storica. Non mancheranno riferimenti alla storiografia moderna, alla geopolitica mediterranea e ai segnali di decadenza che gli osservatori europei cominciarono a percepire. Un viaggio nella grande crisi del Seicento ottomano, tra lotte dinastiche, guerre di confine, rivolte provinciali e tentativi di restaurazione autoritaria: la fine del “secolo d’oro” e l’inizio di una difficile età di transizione.]]></itunes:summary><itunes:duration>3869</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,crisi,del,giannizzeri,guerra,impero,islamico,köprülü,kösem,ottomani,ottomano,persiano-ottomana,secolo,seicento,sultan,sultani,visir,xvii</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>48</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 47: LA RUSSIA ALL'ALBA DEI ROMANOV (1613-1645)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=glGN1NN7y_8</link><description><![CDATA[Nel 1613, dopo un decennio di caos, guerre civili e occupazioni straniere, la Russia sembra sull’orlo della dissoluzione. È il momento più buio del cosiddetto “Tempo dei Torbidi”, eppure da questo scenario drammatico emerge una nuova speranza: Michail Romanov, un ragazzo di soli sedici anni, viene eletto zar dallo Zemskij Sobor. Inizia così una delle stagioni più complesse e decisive della storia russa, che segnerà la fine dell’anarchia e la lenta, difficile rinascita dello Stato. In questa lezione ripercorriamo la prima fase della dinastia Romanov: un trentennio in cui la Russia tenta di sopravvivere al collasso sociale, economico e militare, restaurando il potere monarchico, centralizzando le istituzioni, reprimendo ogni forma di opposizione e affrontando minacce esterne imponenti come la Svezia, la Polonia e i Tartari di Crimea. Al centro del racconto troviamo personaggi chiave come Filarete Romanov, il patriarca che governa di fatto al posto del figlio zar, e la nascita dei primi reggimenti militari “all’occidentale”. Scopriremo come l’economia russa rimase paralizzata da un fisco oppressivo, come la società si irrigidì attorno alla servitù della gleba, come la religione ortodossa alimentò una chiusura culturale sempre più profonda e come la colonizzazione della Siberia aprì, in silenzio, le porte alla trasformazione della Russia in un impero continentale. Un viaggio nella storia della sopravvivenza e della restaurazione, tra la forza del simbolo e la fragilità del potere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72505411</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 22:03:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72505411/47_la_russia_all_alba_dei_romanov_1613_1645.mp3" length="74899957" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0a2ea27e-a713-4f9a-8d81-761ec6db80f2/0a2ea27e-a713-4f9a-8d81-761ec6db80f2.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0a2ea27e-a713-4f9a-8d81-761ec6db80f2/0a2ea27e-a713-4f9a-8d81-761ec6db80f2.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0a2ea27e-a713-4f9a-8d81-761ec6db80f2/0a2ea27e-a713-4f9a-8d81-761ec6db80f2.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 1613, dopo un decennio di caos, guerre civili e occupazioni straniere, la Russia sembra sull’orlo della dissoluzione. 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In questa lezione ripercorriamo la prima fase della dinastia Romanov: un trentennio in cui la Russia tenta di sopravvivere al collasso sociale, economico e militare, restaurando il potere monarchico, centralizzando le istituzioni, reprimendo ogni forma di opposizione e affrontando minacce esterne imponenti come la Svezia, la Polonia e i Tartari di Crimea. Al centro del racconto troviamo personaggi chiave come Filarete Romanov, il patriarca che governa di fatto al posto del figlio zar, e la nascita dei primi reggimenti militari “all’occidentale”. Scopriremo come l’economia russa rimase paralizzata da un fisco oppressivo, come la società si irrigidì attorno alla servitù della gleba, come la religione ortodossa alimentò una chiusura culturale sempre più profonda e come la colonizzazione della Siberia aprì, in silenzio, le porte alla trasformazione della Russia in un impero continentale. Un viaggio nella storia della sopravvivenza e della restaurazione, tra la forza del simbolo e la fragilità del potere.]]></itunes:summary><itunes:duration>4682</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,filarete,lituaniastoria,ortodossia,poloniastoria,romanovstoria,russiastoria,secolo,storia,storiadellarussia,storiamoderna,storiarussa,sveziastoria,xvii,zarismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>47</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 46: IL DECLINO POLACCO-LITUANO (1611-1648)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=CsuALQxLuIg</link><description><![CDATA[Questa lezione ricostruisce la traiettoria politica, militare e istituzionale della Confederazione polacco-lituana nella prima metà del Seicento, un periodo cruciale di espansione e insieme di fragilità interna. Dalla guerra contro la Russia (1609–1618) al drammatico conflitto con la Svezia di Gustavo Adolfo, passando per la grande insurrezione cosacca del 1648, il corso degli eventi viene analizzato alla luce del complesso equilibrio costituzionale della Repubblica delle Due Nazioni. Il video offre uno sguardo completo su guerre, diplomazia e trasformazioni interne della monarchia elettiva polacco-lituana, tra nobiltà potente e sovrani spesso indeboliti. Ampio spazio è dedicato alla figura di Ladislao IV Vasa (1632–1648) e al delicato rapporto tra centro e periferie, cattolici e ortodossi, polacchi, lituani e ucraini, sullo sfondo di un’Europa agitata dalla Guerra dei Trent’anni. Attraverso un linguaggio accessibile e un taglio accademico-divulgativo, questa lezione guida lo spettatore alla scoperta di una delle grandi potenze barocche dell’Europa orientale, mostrandone la gloria, le tensioni interne e l’inizio della crisi che ne segnerà il declino nel secolo successivo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72505412</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 22:01:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72505412/46_il_declino_polacco_lituano_1611_1648.mp3" length="65863680" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e9be7f76-00d3-497b-9b81-527eaa34c956/e9be7f76-00d3-497b-9b81-527eaa34c956.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e9be7f76-00d3-497b-9b81-527eaa34c956/e9be7f76-00d3-497b-9b81-527eaa34c956.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e9be7f76-00d3-497b-9b81-527eaa34c956/e9be7f76-00d3-497b-9b81-527eaa34c956.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione ricostruisce la traiettoria politica, militare e istituzionale della Confederazione polacco-lituana nella prima metà del Seicento, un periodo cruciale di espansione e insieme di fragilità interna. 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Attraverso un linguaggio accessibile e un taglio accademico-divulgativo, questa lezione guida lo spettatore alla scoperta di una delle grandi potenze barocche dell’Europa orientale, mostrandone la gloria, le tensioni interne e l’inizio della crisi che ne segnerà il declino nel secolo successivo.]]></itunes:summary><itunes:duration>4117</itunes:duration><itunes:keywords>cosacchistoria,costituzione,guerradeitrent'anni,guerrarussopolacca,gustavoadolfodisvezia,ladislaoivvasa,lituaniastoria,nobiltà,polacca,poloniastoria,russastoria,seicentostoria,storiamoderna,sveziastoria,trent’anni,ucrainastoria,xviisecolostoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>46</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 45: L'APICE DELLA POTENZA SVEDESE (1611-1654)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=9OB8p_OTeKs</link><description><![CDATA[In questa lezione esploriamo la straordinaria ascesa della Svezia come grande potenza baltica nella prima metà del Seicento, a partire dal regno di Gustavo II Adolfo fino all'affermazione di Cristina di Svezia. Attraverso guerre, riforme e una raffinata strategia geopolitica, la monarchia svedese trasforma il proprio ruolo da potenza periferica a protagonista della scena europea. Analizzeremo il contesto politico e militare del Mar Baltico, la rivalità con Danimarca, Polonia e Russia, e il coinvolgimento decisivo nella Guerra dei Trent’anni. Un viaggio tra diplomazia, economia e potere militare, che culmina con la pace di Westfalia e il consolidamento dell’impero svedese nel Nord Europa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72332126</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 22:16:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72332126/45_l_apice_della_potenza_svedese_1611_1654_1.mp3" length="101128150" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d16294cf-7d2b-499b-b765-f78185a3574e/d16294cf-7d2b-499b-b765-f78185a3574e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d16294cf-7d2b-499b-b765-f78185a3574e/d16294cf-7d2b-499b-b765-f78185a3574e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d16294cf-7d2b-499b-b765-f78185a3574e/d16294cf-7d2b-499b-b765-f78185a3574e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa lezione esploriamo la straordinaria ascesa della Svezia come grande potenza baltica nella prima metà del Seicento, a partire dal regno di Gustavo II Adolfo fino all'affermazione di Cristina di Svezia. Attraverso guerre, riforme e una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa lezione esploriamo la straordinaria ascesa della Svezia come grande potenza baltica nella prima metà del Seicento, a partire dal regno di Gustavo II Adolfo fino all'affermazione di Cristina di Svezia. Attraverso guerre, riforme e una raffinata strategia geopolitica, la monarchia svedese trasforma il proprio ruolo da potenza periferica a protagonista della scena europea. Analizzeremo il contesto politico e militare del Mar Baltico, la rivalità con Danimarca, Polonia e Russia, e il coinvolgimento decisivo nella Guerra dei Trent’anni. Un viaggio tra diplomazia, economia e potere militare, che culmina con la pace di Westfalia e il consolidamento dell’impero svedese nel Nord Europa.]]></itunes:summary><itunes:duration>6321</itunes:duration><itunes:keywords>1600,balticostoria,corsodistoria,crisidel600,cristinadisvezia,europastoria,germaniastoria,guerradeitrent'anni,gustavoadolfodisvezia,imperosvedese,marbalticostoria,russiastoria,storiamoderna,svezia,sveziastoria,westfalia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>45</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 44: TRASFORMAZIONE ASBURGICA DALL'IMPERO ALL'AUSTRIA (1618-1657)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=8-PDaW4K5Bs</link><description><![CDATA[In questa lezione raccontiamo uno dei periodi più drammatici e trasformativi della storia asburgica: dal 1618, con la defenestrazione di Praga, al 1657, anno della morte di Ferdinando III. Un quarantennio segnato da guerre devastanti, rivoluzioni religiose, crisi istituzionali e tentativi di restaurazione del potere imperiale. Analizzeremo la struttura dei domini asburgici — un mosaico di regni, principati e territori eterogenei — e il modo in cui la dinastia affrontò la Guerra dei Trent'anni, la sfida protestante, le minacce dalla Transilvania e l’ingresso in guerra di Svezia e Francia. Approfondiremo le figure chiave dell’epoca: Ferdinando II, Gustavo Adolfo di Svezia, Wallenstein, Gábor Bethlen, fino a Ferdinando III, protagonista del difficile equilibrio tra guerra e diplomazia. Discuteremo le riforme religiose, le confische postribellione, la centralizzazione statale e gli effetti della Pace di Westfalia. Questa lezione è anche una riflessione sul passaggio da un’Impero universale a una monarchia dinastica territoriale, su come la crisi del Seicento abbia ridisegnato la geopolitica europea e sul ruolo che gli Asburgo seppero ritagliarsi nell’Europa centro-orientale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72332104</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 22:04:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72332104/44_gli_asburgo_si_trasformano_dall_impero_all_austria_1618_1657.mp3" length="64052662" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d97ed5e5-a0b0-4d67-ae89-52edaaf2925e/d97ed5e5-a0b0-4d67-ae89-52edaaf2925e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d97ed5e5-a0b0-4d67-ae89-52edaaf2925e/d97ed5e5-a0b0-4d67-ae89-52edaaf2925e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d97ed5e5-a0b0-4d67-ae89-52edaaf2925e/d97ed5e5-a0b0-4d67-ae89-52edaaf2925e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa lezione raccontiamo uno dei periodi più drammatici e trasformativi della storia asburgica: dal 1618, con la defenestrazione di Praga, al 1657, anno della morte di Ferdinando III. 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Discuteremo le riforme religiose, le confische postribellione, la centralizzazione statale e gli effetti della Pace di Westfalia. Questa lezione è anche una riflessione sul passaggio da un’Impero universale a una monarchia dinastica territoriale, su come la crisi del Seicento abbia ridisegnato la geopolitica europea e sul ruolo che gli Asburgo seppero ritagliarsi nell’Europa centro-orientale.]]></itunes:summary><itunes:duration>4004</itunes:duration><itunes:keywords>asburgo,asburgostoria,austriastoria,corsodistoria,crisidel600,ferdinandoiid'asburgo,ferdinandoiiid'asburgo,guerradeitrent'anni,gustavoadolfodisvezia,histoiremoderne,history,imperoasburgico,modernhistory,pacediwestfalia,regnodiboemia,seicento,storia,storiamoderna,sveziastoria,westfalia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>44</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 43: LA GEOPOLITICA EUROPEA TRA WESTFALIA E LA PACE DEL NORD (1648-1651)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=_bwq_-EhQ1I</link><description><![CDATA[Nel 1648 l’Europa esce stremata dalla Guerra dei Trent’anni, ma per la Francia inizia una nuova fase: quella della costruzione di un sistema europeo fondato sulla propria egemonia. In questa conferenza esploriamo il cruciale periodo 1648–1661, quando – dopo la pace di Westfalia – il cardinale Mazzarino muove i primi passi per consolidare il ruolo della Francia come potenza guida dell’Europa moderna. Dalla conquista della Bassa Alsazia alla capacità di influenzare le decisioni dell’Impero, dal ruolo di garante della pace tedesca alla nascita della Lega del Reno, la Francia assume un profilo inedito: potenza diplomatica, militare, ideologica. La figura di Mazzarino emerge come cardine della transizione geopolitica: raffinato stratega, prosegue l’opera di Richelieu ma la innesta su nuove basi costituzionali, superando le vecchie alleanze confessionali per costruire un equilibrio flessibile, pragmatico e multilaterale. Accanto ai successi diplomatici, però, si affacciano tensioni interne: le città imperiali resistono alla dominazione francese, i principi tedeschi si muovono con cautela, e si preannunciano le prime sfide che la Francia dovrà affrontare per mantenere il suo primato. Una lezione fondamentale per comprendere le origini della modernità politica europea, i limiti dell’Impero, il tramonto della Spagna e l’ascesa del Re Sole.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72332086</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 22:00:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72332086/43_la_geopolitica_europea_tra_westfalia_e_la_pace_del_nord_1648_1651.mp3" length="89217985" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/71229b7e-448d-47f1-a6f9-b8bb8298a16e/71229b7e-448d-47f1-a6f9-b8bb8298a16e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/71229b7e-448d-47f1-a6f9-b8bb8298a16e/71229b7e-448d-47f1-a6f9-b8bb8298a16e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/71229b7e-448d-47f1-a6f9-b8bb8298a16e/71229b7e-448d-47f1-a6f9-b8bb8298a16e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 1648 l’Europa esce stremata dalla Guerra dei Trent’anni, ma per la Francia inizia una nuova fase: quella della costruzione di un sistema europeo fondato sulla propria egemonia. 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La figura di Mazzarino emerge come cardine della transizione geopolitica: raffinato stratega, prosegue l’opera di Richelieu ma la innesta su nuove basi costituzionali, superando le vecchie alleanze confessionali per costruire un equilibrio flessibile, pragmatico e multilaterale. Accanto ai successi diplomatici, però, si affacciano tensioni interne: le città imperiali resistono alla dominazione francese, i principi tedeschi si muovono con cautela, e si preannunciano le prime sfide che la Francia dovrà affrontare per mantenere il suo primato. 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Inizia un lungo percorso che porterà la Francia da una monarchia in crisi a una potenza continentale, attraverso guerre, rivolte, congiure e riforme profonde. Luigi XIII, Richelieu, Mazarino, Anna d’Austria e il giovane Luigi XIV sono i protagonisti di un secolo dominato dal tentativo di costruire uno Stato assoluto in un contesto di fragilità istituzionale e instabilità sociale. Dalla reggenza di Maria de’ Medici alla Fronda, passando per la guerra dei Trent’anni e l’assedio di La Rochelle, la Francia sperimenta modelli di governo, centralizza il potere, affronta crisi fiscali e sociali e si afferma come protagonista della politica europea. Ma il cammino verso l’assolutismo non è lineare: è segnato da resistenze nobiliari, rivolte contadine, e ambizioni politiche contrastanti. Questa lezione racconta il grande apprendistato monarchico della Francia tra 1610 e 1654: un periodo chiave per comprendere l’ascesa di Luigi XIV e le origini dello Stato moderno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72332060</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 21:54:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72332060/42_la_francia_di_richelieu_e_mazzarino_1610_1654.mp3" length="84924290" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5ba26581-e5d8-4f86-8611-f25e5ff4fd92/5ba26581-e5d8-4f86-8611-f25e5ff4fd92.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5ba26581-e5d8-4f86-8611-f25e5ff4fd92/5ba26581-e5d8-4f86-8611-f25e5ff4fd92.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5ba26581-e5d8-4f86-8611-f25e5ff4fd92/5ba26581-e5d8-4f86-8611-f25e5ff4fd92.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel maggio del 1610, l’assassinio di Enrico IV apre una delle stagioni più tormentate e affascinanti della storia francese. 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Ma il cammino verso l’assolutismo non è lineare: è segnato da resistenze nobiliari, rivolte contadine, e ambizioni politiche contrastanti. 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Ma dietro la facciata di grandezza, si nasconde un edificio instabile, minato da crisi finanziarie, debolezze strutturali e tensioni regionali. In questa lezione esploriamo cinquant’anni decisivi per la penisola iberica: l’illusione del dominio globale si incrina sotto Filippo III, si tenta di restaurarla con l’ambizioso progetto riformatore di Olivares sotto Filippo IV, e infine crolla con le rivolte del 1640, l’indipendenza del Portogallo e la guerra in Catalogna. Analizziamo le cause della crisi imperiale: l’incapacità di riformare lo Stato, la paralisi fiscale, la marginalizzazione delle province non castigliane, la rigidità ideologica. Ma anche la straordinaria vivacità culturale del Siglo de Oro, che accompagna il declino come un ultimo lampo di grandezza. Tra battaglie, crisi sociali e tentativi falliti di centralizzazione, questa è la storia di una Spagna che, pur ancora temibile, entra nel Seicento già sul viale del tramonto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72332040</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 21:49:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72332040/41_la_spagna_da_filippo_ii_alla_pace_dei_pirenei_1598_1659.mp3" length="55533818" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/da9231ac-4c9c-48df-a777-34df847d2bc5/da9231ac-4c9c-48df-a777-34df847d2bc5.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/da9231ac-4c9c-48df-a777-34df847d2bc5/da9231ac-4c9c-48df-a777-34df847d2bc5.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/da9231ac-4c9c-48df-a777-34df847d2bc5/da9231ac-4c9c-48df-a777-34df847d2bc5.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Quando muore Filippo II nel 1598, l’Impero spagnolo sembra ancora il più potente d’Europa. 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Come si è formata la divisione tra l’Olanda protestante e il Belgio cattolico? In questa lezione esploriamo un periodo cruciale della storia europea: dalla Tregua dei Dodici Anni (1609) fino alla Pace di Münster (1648), attraversando guerre, rivoluzioni religiose, trasformazioni istituzionali e sogni infranti di unità nazionale. Seguiamo l’ascesa della Repubblica delle Sette Province Unite, la leadership degli Orange, le tensioni tra Arminiani e Gomaristi, l’alleanza con la Francia, le glorie e i fallimenti militari, fino alla nascita formale dello Stato olandese. Un viaggio nel cuore del Seicento europeo, tra controriforma, tolleranza religiosa, imperi commerciali e modernità politica. Una storia di due mondi che si separano, e che cambieranno per sempre l’Europa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72210452</guid><pubDate>Thu, 28 May 2026 16:07:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72210452/40_i_paesi_bassi_nel_primo_600_1609_1648.mp3" length="63414857" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6c686697-80d6-4622-b41a-e13bcdcd1c29/6c686697-80d6-4622-b41a-e13bcdcd1c29.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6c686697-80d6-4622-b41a-e13bcdcd1c29/6c686697-80d6-4622-b41a-e13bcdcd1c29.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6c686697-80d6-4622-b41a-e13bcdcd1c29/6c686697-80d6-4622-b41a-e13bcdcd1c29.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa sono davvero i “Paesi Bassi” nel primo Seicento? 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Una storia di due mondi che si separano, e che cambieranno per sempre l’Europa.]]></itunes:summary><itunes:duration>3964</itunes:duration><itunes:keywords>amsterdamstoria,arminiani,barocco,controriforma,corsodistoria,corsodistoriamoderna,gomaristi,guerradegliottant'anni,guerredireligione,guglielmoiid'orange,nascitapaesibassi,olandastoria,paesibassistoria,repubblicaolandese,riformaprotestante,sinodo,spagnastoria,storiamoderna,tolleranzastoria,treguadeidodicianni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>40</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 39: L'ITALIA NELLA PRIMA META' DEL '600</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=EcdbVUGfPYM</link><description><![CDATA[Cosa accadde davvero in Italia tra il 1600 e il 1648? Questa lezione ci porta al cuore della crisi seicentesca nella penisola italiana, analizzando intrecci politici, militari e istituzionali durante uno dei periodi più turbolenti della storia europea. A partire dal dominio spagnolo su Napoli e Milano, fino alle ambizioni della Savoia, all’azione diplomatica del Papato e alla resistenza della Serenissima, il video esplora con rigore e chiarezza una geografia politica frammentata ma cruciale, inserita in un più ampio sistema imperiale globale. Seguiamo le guerre del Monferrato, la militarizzazione della Lombardia, la rivolta di Masaniello, la neutralità armata dello Stato Pontificio e la lunga guerra di Candia contro i Turchi. Un’attenzione speciale è dedicata anche ai piccoli Stati come Parma, Modena e Genova, spesso dimenticati ma tutt’altro che marginali. Attraverso l’analisi delle città, delle strutture fiscali, delle tensioni sociali, delle rivendicazioni nobiliari e delle rivolte popolari, ricostruiamo il volto mutevole di un’Italia attraversata dalla crisi ma capace di resistere. Una storia di decadenza? Non solo. È anche la storia di una tenuta istituzionale che prefigura le trasformazioni dell’età moderna.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72210437</guid><pubDate>Thu, 28 May 2026 16:05:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72210437/39_l_italia_nella_prima_meta_del_600.mp3" length="86340754" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1ab85492-8d03-46ea-8495-af010b66b532/1ab85492-8d03-46ea-8495-af010b66b532.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1ab85492-8d03-46ea-8495-af010b66b532/1ab85492-8d03-46ea-8495-af010b66b532.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1ab85492-8d03-46ea-8495-af010b66b532/1ab85492-8d03-46ea-8495-af010b66b532.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa accadde davvero in Italia tra il 1600 e il 1648? Questa lezione ci porta al cuore della crisi seicentesca nella penisola italiana, analizzando intrecci politici, militari e istituzionali durante uno dei periodi più turbolenti della storia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa accadde davvero in Italia tra il 1600 e il 1648? Questa lezione ci porta al cuore della crisi seicentesca nella penisola italiana, analizzando intrecci politici, militari e istituzionali durante uno dei periodi più turbolenti della storia europea. A partire dal dominio spagnolo su Napoli e Milano, fino alle ambizioni della Savoia, all’azione diplomatica del Papato e alla resistenza della Serenissima, il video esplora con rigore e chiarezza una geografia politica frammentata ma cruciale, inserita in un più ampio sistema imperiale globale. Seguiamo le guerre del Monferrato, la militarizzazione della Lombardia, la rivolta di Masaniello, la neutralità armata dello Stato Pontificio e la lunga guerra di Candia contro i Turchi. Un’attenzione speciale è dedicata anche ai piccoli Stati come Parma, Modena e Genova, spesso dimenticati ma tutt’altro che marginali. Attraverso l’analisi delle città, delle strutture fiscali, delle tensioni sociali, delle rivendicazioni nobiliari e delle rivolte popolari, ricostruiamo il volto mutevole di un’Italia attraversata dalla crisi ma capace di resistere. Una storia di decadenza? Non solo. È anche la storia di una tenuta istituzionale che prefigura le trasformazioni dell’età moderna.]]></itunes:summary><itunes:duration>5397</itunes:duration><itunes:keywords>1600-1648,barocco,corsodistoria,crisidel600,dominazionespagnola,guerradeitrent'anni,guerradelmonferrato,history,italia,italiaspagnola,italiastoria,masaniello,papato,papatostoria,piemontesabaudo,savoia,seicento,storiad'italia,storiamoderna,storiasabauda</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>39</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 38: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.III (1635-1648)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=Ixri7_IeX_M</link><description><![CDATA[Negli anni compresi tra il 1635 e il 1648, la Guerra dei Trent’Anni raggiunse la sua fase più distruttiva, geopolitica e sistemica. La religione smise di essere il motore del conflitto e lasciò il posto alla logica della potenza e dell’equilibrio. In questa lezione approfondita e rigorosa ricostruiamo, anno per anno, eventi militari, svolte diplomatiche e trasformazioni istituzionali che condussero all’epocale pace di Westfalia. Dalle battaglie decisive come Rocroi e Jankau all’assedio finale di Praga, passando per le manovre di Francia, Svezia, Spagna e Impero, mostriamo come il conflitto mutò radicalmente la carta politica dell’Europa. Un’attenzione particolare è riservata ai processi di lungo periodo: la formazione dello Stato moderno, la crisi demografica tedesca, la nascita del diritto internazionale. Un viaggio attraverso l’ultima fase di una guerra che fu insieme rovina e fondamento, catastrofe e origine di una nuova Europa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72210409</guid><pubDate>Thu, 28 May 2026 16:00:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72210409/38_la_guerra_dei_trent_anni_pt_iii_1635_1648.mp3" length="69056888" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0d4deba8-9429-48e7-b70c-9a76fc13b73e/0d4deba8-9429-48e7-b70c-9a76fc13b73e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0d4deba8-9429-48e7-b70c-9a76fc13b73e/0d4deba8-9429-48e7-b70c-9a76fc13b73e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0d4deba8-9429-48e7-b70c-9a76fc13b73e/0d4deba8-9429-48e7-b70c-9a76fc13b73e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Negli anni compresi tra il 1635 e il 1648, la Guerra dei Trent’Anni raggiunse la sua fase più distruttiva, geopolitica e sistemica. La religione smise di essere il motore del conflitto e lasciò il posto alla logica della potenza e dell’equilibrio. In...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Negli anni compresi tra il 1635 e il 1648, la Guerra dei Trent’Anni raggiunse la sua fase più distruttiva, geopolitica e sistemica. La religione smise di essere il motore del conflitto e lasciò il posto alla logica della potenza e dell’equilibrio. In questa lezione approfondita e rigorosa ricostruiamo, anno per anno, eventi militari, svolte diplomatiche e trasformazioni istituzionali che condussero all’epocale pace di Westfalia. Dalle battaglie decisive come Rocroi e Jankau all’assedio finale di Praga, passando per le manovre di Francia, Svezia, Spagna e Impero, mostriamo come il conflitto mutò radicalmente la carta politica dell’Europa. Un’attenzione particolare è riservata ai processi di lungo periodo: la formazione dello Stato moderno, la crisi demografica tedesca, la nascita del diritto internazionale. Un viaggio attraverso l’ultima fase di una guerra che fu insieme rovina e fondamento, catastrofe e origine di una nuova Europa.]]></itunes:summary><itunes:duration>4317</itunes:duration><itunes:keywords>1648,asburgostoria,battagliadirocroi,cardinalerichelieu,condé,corsodistoria,diritto,guerradeitrent'anni,imperoasburgico,internazionale,jankau,luigixiii,modernhistory,moderno,pacediwestafalia,praga,stato,storiamoderna,torstensson,turenne</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>38</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 37: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.II (1630-1635)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=y7zK-9uB54E</link><description><![CDATA[Nel cuore del XVII secolo, l’Europa è travolta da una delle più devastanti guerre della sua storia: la Guerra dei Trent’Anni. In questa seconda fase, dal 1630 al 1635, tutto cambia. La Svezia irrompe in Germania sotto la guida carismatica di Gustavo Adolfo, la Francia si prepara a entrare in campo, e l’Impero asburgico affronta crisi interne, tradimenti e disfatte. Dal massacro di Magdeburgo alla battaglia di Breitenfeld, dalla caduta di Tilly all’enigmatica parabola di Wallenstein, fino alla disfatta svedese a Nördlingen e all’ingresso ufficiale della Francia nel conflitto: ogni evento segna una svolta. In questa lezione, ripercorriamo quei cinque anni decisivi in cui il conflitto si trasforma da guerra religiosa in guerra globale europea. Un viaggio tra strategie militari, diplomazie occulte e rovesciamenti di potere che plasmeranno l’Europa moderna.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72210365</guid><pubDate>Thu, 28 May 2026 15:57:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72210365/37_la_guerra_dei_trent_anni_pt_ii_1630_1635.mp3" length="35941146" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3076c260-f230-4fef-a211-b4b5008d1b0e/3076c260-f230-4fef-a211-b4b5008d1b0e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3076c260-f230-4fef-a211-b4b5008d1b0e/3076c260-f230-4fef-a211-b4b5008d1b0e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3076c260-f230-4fef-a211-b4b5008d1b0e/3076c260-f230-4fef-a211-b4b5008d1b0e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel cuore del XVII secolo, l’Europa è travolta da una delle più devastanti guerre della sua storia: la Guerra dei Trent’Anni. In questa seconda fase, dal 1630 al 1635, tutto cambia. La Svezia irrompe in Germania sotto la guida carismatica di Gustavo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel cuore del XVII secolo, l’Europa è travolta da una delle più devastanti guerre della sua storia: la Guerra dei Trent’Anni. In questa seconda fase, dal 1630 al 1635, tutto cambia. La Svezia irrompe in Germania sotto la guida carismatica di Gustavo Adolfo, la Francia si prepara a entrare in campo, e l’Impero asburgico affronta crisi interne, tradimenti e disfatte. Dal massacro di Magdeburgo alla battaglia di Breitenfeld, dalla caduta di Tilly all’enigmatica parabola di Wallenstein, fino alla disfatta svedese a Nördlingen e all’ingresso ufficiale della Francia nel conflitto: ogni evento segna una svolta. In questa lezione, ripercorriamo quei cinque anni decisivi in cui il conflitto si trasforma da guerra religiosa in guerra globale europea. Un viaggio tra strategie militari, diplomazie occulte e rovesciamenti di potere che plasmeranno l’Europa moderna.]]></itunes:summary><itunes:duration>2247</itunes:duration><itunes:keywords>asburgostoria,breitenfeld,cardinalerichelieu,corsodistoria,franciastoria,germaniastoria,guerradeitrent'anni,gustavoadolfodisvezia,imperostoria,magdeburgo,nördlingen,regnodifrancia,sacroromanoimpero,secolo,storiamoderna,wallenstein,xvii</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>37</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 36: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.I (1618-1629)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=2X4PBjlIjyY</link><description><![CDATA[Come nasce la guerra che devasta il cuore dell’Europa per oltre trent’anni? Nella prima parte della lezione dedicata alla Guerra dei Trent’anni (1618–1648), esploriamo in profondità gli eventi, i protagonisti e le trasformazioni che caratterizzano la fase iniziale del conflitto, dal 1618 al 1629. Partiamo dalla rivolta della Boemia, terra inquieta e frammentata, dove la celebre defenestrazione di Praga accende la miccia di una guerra che è al tempo stesso religiosa, politica e costituzionale. Analizziamo l’ascesa dell’imperatore Ferdinando II, deciso a restaurare l’unità cattolica e il potere asburgico, e la tragica parabola di Federico V del Palatinato, re “d’inverno” boemo. Dopo la battaglia della Montagna Bianca (1620) e la restaurazione imperiale, il conflitto si estende al Palatinato renano e si complica con l’intervento della Spagna asburgica, trasformandosi in una guerra d’egemonia. Il personaggio di Wallenstein emerge come simbolo della guerra moderna: un generale privato, al servizio dell’imperatore, che crea un esercito mercenario e potente, minando l’equilibrio interno dell’Impero. Nel 1625, la guerra si internazionalizza con l’entrata in campo della Danimarca di Cristiano IV, aprendo la cosiddetta “fase danese”. Ma il sogno protestante si infrange davanti alla superiorità militare imperiale. La Pace di Lubecca (1629) segna una vittoria apparente per Ferdinando II, che però commette un grave errore politico promulgando l’Editto di Restituzione, scatenando nuove tensioni in tutto l’Impero. Questa lezione racconta non solo eventi militari, ma anche la trasformazione costituzionale del Sacro Romano Impero, il declino delle autonomie locali, la centralizzazione fragile del potere imperiale, l’impatto devastante della guerra su popolazione, economia e società. È la storia di un’Europa in crisi, di un conflitto che non è solo tra religioni o Stati, ma tra due visioni del potere e due idee di mondo. La lezione si conclude nel 1629, alla vigilia dell’intervento decisivo della Svezia di Gustavo Adolfo. La seconda parte prenderà il via da qui. Non è solo una guerra: è la prima grande crisi europea della modernità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72210364</guid><pubDate>Thu, 28 May 2026 15:54:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72210364/36_la_guerra_dei_trent_anni_pt_i_1618_1629.mp3" length="51157368" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8bf7c32e-9ccd-4708-a571-23a7c7f1c13c/8bf7c32e-9ccd-4708-a571-23a7c7f1c13c.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8bf7c32e-9ccd-4708-a571-23a7c7f1c13c/8bf7c32e-9ccd-4708-a571-23a7c7f1c13c.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8bf7c32e-9ccd-4708-a571-23a7c7f1c13c/8bf7c32e-9ccd-4708-a571-23a7c7f1c13c.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Come nasce la guerra che devasta il cuore dell’Europa per oltre trent’anni? 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Dopo la battaglia della Montagna Bianca (1620) e la restaurazione imperiale, il conflitto si estende al Palatinato renano e si complica con l’intervento della Spagna asburgica, trasformandosi in una guerra d’egemonia. Il personaggio di Wallenstein emerge come simbolo della guerra moderna: un generale privato, al servizio dell’imperatore, che crea un esercito mercenario e potente, minando l’equilibrio interno dell’Impero. Nel 1625, la guerra si internazionalizza con l’entrata in campo della Danimarca di Cristiano IV, aprendo la cosiddetta “fase danese”. Ma il sogno protestante si infrange davanti alla superiorità militare imperiale. La Pace di Lubecca (1629) segna una vittoria apparente per Ferdinando II, che però commette un grave errore politico promulgando l’Editto di Restituzione, scatenando nuove tensioni in tutto l’Impero. Questa lezione racconta non solo eventi militari, ma anche la trasformazione costituzionale del Sacro Romano Impero, il declino delle autonomie locali, la centralizzazione fragile del potere imperiale, l’impatto devastante della guerra su popolazione, economia e società. È la storia di un’Europa in crisi, di un conflitto che non è solo tra religioni o Stati, ma tra due visioni del potere e due idee di mondo. La lezione si conclude nel 1629, alla vigilia dell’intervento decisivo della Svezia di Gustavo Adolfo. La seconda parte prenderà il via da qui. Non è solo una guerra: è la prima grande crisi europea della modernità.]]></itunes:summary><itunes:duration>3198</itunes:duration><itunes:keywords>asburgico,asburgostoria,corsodistoria,cristianodidanimarca,defenestrazionedipraga,federicovdelpalatinato,ferdinandoiid'asburgo,germania,guerradeitrent'anni,guerredireligione,montagnabianca,sacroromanoimpero,storiamoderna,wallenstein</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>36</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 35: LA GERMANIA SULL'ORLO DEL BARATRO (1600-1618)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=v6DWnsV1zZs</link><description><![CDATA[Alla vigilia della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero era un gigante economico ma un nano politico. In questa lezione esploriamo le profonde contraddizioni della Germania del primo Seicento: una realtà prospera e culturalmente vivace, ma frammentata politicamente, lacerata dalle tensioni religiose e priva di una vera autorità centrale. Tra il declino dell’autorità imperiale, la paralisi delle istituzioni comuni, la formazione delle leghe confessionali e la crisi della successione asburgica, si profila il dramma che deflagrerà nel 1618. Una lezione che ricostruisce il mosaico tedesco nel momento esatto in cui l’intero edificio imperiale comincia a sgretolarsi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72100737</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 18:13:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72100737/35_la_germania_sull_orlo_del_baratro_1600_1618_1.mp3" length="65547702" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5dc9196e-66b3-4a5f-b175-a1299a909064/5dc9196e-66b3-4a5f-b175-a1299a909064.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5dc9196e-66b3-4a5f-b175-a1299a909064/5dc9196e-66b3-4a5f-b175-a1299a909064.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5dc9196e-66b3-4a5f-b175-a1299a909064/5dc9196e-66b3-4a5f-b175-a1299a909064.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Alla vigilia della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero era un gigante economico ma un nano politico. In questa lezione esploriamo le profonde contraddizioni della Germania del primo Seicento: una realtà prospera e culturalmente vivace, ma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla vigilia della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero era un gigante economico ma un nano politico. In questa lezione esploriamo le profonde contraddizioni della Germania del primo Seicento: una realtà prospera e culturalmente vivace, ma frammentata politicamente, lacerata dalle tensioni religiose e priva di una vera autorità centrale. Tra il declino dell’autorità imperiale, la paralisi delle istituzioni comuni, la formazione delle leghe confessionali e la crisi della successione asburgica, si profila il dramma che deflagrerà nel 1618. Una lezione che ricostruisce il mosaico tedesco nel momento esatto in cui l’intero edificio imperiale comincia a sgretolarsi.]]></itunes:summary><itunes:duration>4097</itunes:duration><itunes:keywords>asburgo,asburgostoria,boemiastoria,corsodistoria,defenestrazionedipraga,europa1618,europastoria,germaniastoria,guerradeitrent'anni,imperoasburgico,imperogermanico,imperostoria,massimilianodibaviera,palatinato,pragastoria,rodolfodasburgo,sacroromanoimpero,storia,storiaeuropea,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>35</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 34: LA PAX HISPANICA E LA FRAGILITA' DI UN IMPERO (1598-1621)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=IlnuSjJLd6M</link><description><![CDATA[In questa lezione racconta la storia dell’Impero spagnolo all’inizio del XVII secolo, un’epoca in apparenza pacifica ma attraversata da tensioni profonde. Dalla morte di Filippo II all’ascesa di Filippo IV, esploriamo le contraddizioni della cosiddetta Pax Hispanica, un sistema fondato su burocrazia, rendite aristocratiche, dominio coloniale e diplomazia gesuitica. Attraverso la figura del duca di Lerma, del conte-duca di Olivares e dell’ambizioso Carlo Emanuele I di Savoia, scopriremo come il sistema imperiale spagnolo tentò di conservare il proprio predominio fra trattati, guerre congelate e alleanze clientelari — fino alla sua crisi interna e alla deflagrazione della Guerra dei Trent’Anni. Dall’Italia alle Fiandre, da Venezia a Praga, l’impero “su cui non tramonta mai il sole” si rivela un colosso dai piedi d’argilla.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72100712</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 18:09:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72100712/34_la_pax_hispanica.mp3" length="60344529" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/05718ce1-8313-4bee-a9f1-fa63218578fc/05718ce1-8313-4bee-a9f1-fa63218578fc.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/05718ce1-8313-4bee-a9f1-fa63218578fc/05718ce1-8313-4bee-a9f1-fa63218578fc.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/05718ce1-8313-4bee-a9f1-fa63218578fc/05718ce1-8313-4bee-a9f1-fa63218578fc.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa lezione racconta la storia dell’Impero spagnolo all’inizio del XVII secolo, un’epoca in apparenza pacifica ma attraversata da tensioni profonde. Dalla morte di Filippo II all’ascesa di Filippo IV, esploriamo le contraddizioni della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa lezione racconta la storia dell’Impero spagnolo all’inizio del XVII secolo, un’epoca in apparenza pacifica ma attraversata da tensioni profonde. Dalla morte di Filippo II all’ascesa di Filippo IV, esploriamo le contraddizioni della cosiddetta Pax Hispanica, un sistema fondato su burocrazia, rendite aristocratiche, dominio coloniale e diplomazia gesuitica. Attraverso la figura del duca di Lerma, del conte-duca di Olivares e dell’ambizioso Carlo Emanuele I di Savoia, scopriremo come il sistema imperiale spagnolo tentò di conservare il proprio predominio fra trattati, guerre congelate e alleanze clientelari — fino alla sua crisi interna e alla deflagrazione della Guerra dei Trent’Anni. Dall’Italia alle Fiandre, da Venezia a Praga, l’impero “su cui non tramonta mai il sole” si rivela un colosso dai piedi d’argilla.]]></itunes:summary><itunes:duration>3772</itunes:duration><itunes:keywords>asburgodispagna,asburgospagna,carloemanueleidisavoia,controriforma,corsodistoria,crisidel600,crisispagnola,filippoiidispagna,histoire,histoiremoderne,history,imperospagnolo,italiastoria,modernhistory,regnodispagna,seicentostoria,spagnastoria,statiitaliani,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>34</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 33: LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA (1543-1687)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=rBtv8BSOCGk</link><description><![CDATA[Dalla pubblicazione del De revolutionibus di Copernico nel 1543 ai Principia Mathematica di Newton del 1687, questa lezione racconta la straordinaria trasformazione che ha rivoluzionato la conoscenza umana: la nascita della scienza moderna. Seguiremo le grandi figure di questo processo—Copernico, Keplero, Galileo, Bacone, Cartesio e Newton—ricostruendo le svolte concettuali che hanno cambiato per sempre il modo di pensare il cosmo, la materia, il sapere e il ruolo dell’uomo nell’universo. Un viaggio tra osservazione, matematica, filosofia e fede, tra rotture radicali e sopravvivenze culturali del pensiero antico. Che cosa fu davvero la Rivoluzione Scientifica? Una rottura netta o un lungo processo di trasformazione? E cosa ci resta oggi di quel cambio di paradigma?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72100587</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 18:06:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72100587/33_la_rivoluzione_scientifica_1.mp3" length="63922259" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3efcda86-92da-47b9-85e6-15d42fd7fd59/3efcda86-92da-47b9-85e6-15d42fd7fd59.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3efcda86-92da-47b9-85e6-15d42fd7fd59/3efcda86-92da-47b9-85e6-15d42fd7fd59.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3efcda86-92da-47b9-85e6-15d42fd7fd59/3efcda86-92da-47b9-85e6-15d42fd7fd59.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dalla pubblicazione del De revolutionibus di Copernico nel 1543 ai Principia Mathematica di Newton del 1687, questa lezione racconta la straordinaria trasformazione che ha rivoluzionato la conoscenza umana: la nascita della scienza moderna. 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E cosa ci resta oggi di quel cambio di paradigma?]]></itunes:summary><itunes:duration>3996</itunes:duration><itunes:keywords>astronomiastoria,copernico,corsodistoria,eliocentrismo,galileo,galileogalilei,geocentrismo,histoire,histoiremoderne,history,isaacnewton,keplero,modernhistory,newton,principiamatematica,rivoluzionescientifica,storia,storiamoderna,tichobrahe,tolomeoteoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>33</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 32: LA CRISI DEL SEICENTO</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=RCDSPQmIX6k</link><description><![CDATA[Un secolo in tempesta. Guerre, carestie e rivoluzioni nella crisi del Seicento. Questa lezione è dedicata a uno dei periodi più drammatici, affascinanti e decisivi della storia moderna: il Seicento. Un secolo segnato da guerre interminabili, rivolte sanguinose, inverni glaciali e regni sull’orlo del collasso. Ma anche un secolo in cui nascono lo Stato moderno, la scienza sperimentale e l’economia globale. Cosa significa parlare di “crisi del Seicento”? È davvero stata una crisi generale? E cosa unisce le vicende così diverse dell’Inghilterra di Cromwell, della Francia della Fronda, della Cina dei Ming, dell’Impero Ottomano e della Napoli di Masaniello? In questo viaggio di oltre un’ora, affronteremo la crisi militare, fiscale, climatica, religiosa e culturale del XVII secolo, seguendo le principali interpretazioni storiografiche – da Trevor-Roper a Hobsbawm, da Braudel a Geoffrey Parker – e cercando di capire perché questo secolo, così instabile, abbia segnato profondamente la nostra modernità. Dal gelo della Piccola Era Glaciale alle fiamme dei roghi per stregoneria, dalla crisi delle monarchie assolute alla nascita del razionalismo e della tolleranza, il Seicento ci parla di paura e cambiamento, di crolli e rinascite. Un secolo che è uno specchio, e in cui – forse – possiamo leggere anche qualcosa del nostro presente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72100481</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 18:03:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72100481/32_la_crisi_del_seicento_1.mp3" length="65538089" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/03275bea-fffa-4d53-b66f-968b403b05f5/03275bea-fffa-4d53-b66f-968b403b05f5.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/03275bea-fffa-4d53-b66f-968b403b05f5/03275bea-fffa-4d53-b66f-968b403b05f5.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/03275bea-fffa-4d53-b66f-968b403b05f5/03275bea-fffa-4d53-b66f-968b403b05f5.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Un secolo in tempesta. 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In questo viaggio di oltre un’ora, affronteremo la crisi militare, fiscale, climatica, religiosa e culturale del XVII secolo, seguendo le principali interpretazioni storiografiche – da Trevor-Roper a Hobsbawm, da Braudel a Geoffrey Parker – e cercando di capire perché questo secolo, così instabile, abbia segnato profondamente la nostra modernità. Dal gelo della Piccola Era Glaciale alle fiamme dei roghi per stregoneria, dalla crisi delle monarchie assolute alla nascita del razionalismo e della tolleranza, il Seicento ci parla di paura e cambiamento, di crolli e rinascite. 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Questa lezione esplora uno dei momenti più densi e drammatici della storia ottomana: i cinquant’anni che vanno dalla morte di Solimano il Magnifico alla fine del regno di Ahmed I. È il passaggio da un impero conquistatore e trionfante a una potenza ancora vasta, ma impegnata in una difficile opera di ridefinizione. Guerre in Occidente (Cipro, Lepanto, Austria), in Oriente (le guerre con la Persia), e all’interno (le rivolte celali in Anatolia) mettono a dura prova le strutture militari, fiscali e sociali dell’Impero. La lezione segue una rigorosa scansione cronologica, ma senza perdere mai di vista i nodi strutturali: il funzionamento dell’apparato statale, il reclutamento militare, la crisi agraria, le pressioni fiscali, e le trasformazioni delle élite di potere. Non è una semplice narrazione di eventi, ma un viaggio nella complessità di un sistema imperiale che cambia per poter sopravvivere. Perché la storia dell’Impero Ottomano in questa fase non è solo quella di una “decadenza”, ma di un adattamento profondo a un mondo che cambia: dalla guerra di conquista alla guerra di contenimento, dalla centralizzazione al compromesso con le autonomie locali, da un’élite reclutata all’esterno a una classe dirigente sempre più interna e instabile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72100459</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 18:00:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72100459/31_l_impero_ottomano_si_trasforma_1566_1617_1.mp3" length="43932107" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1ba256ad-1edc-4b7b-90e2-a0a60b294790/1ba256ad-1edc-4b7b-90e2-a0a60b294790.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1ba256ad-1edc-4b7b-90e2-a0a60b294790/1ba256ad-1edc-4b7b-90e2-a0a60b294790.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1ba256ad-1edc-4b7b-90e2-a0a60b294790/1ba256ad-1edc-4b7b-90e2-a0a60b294790.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L’Impero Ottomano tra Apogeo e Trasformazione (1566–1617): una lezione storica per comprendere il cuore della crisi imperiale. Questa lezione esplora uno dei momenti più densi e drammatici della storia ottomana: i cinquant’anni che vanno dalla morte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Impero Ottomano tra Apogeo e Trasformazione (1566–1617): una lezione storica per comprendere il cuore della crisi imperiale. Questa lezione esplora uno dei momenti più densi e drammatici della storia ottomana: i cinquant’anni che vanno dalla morte di Solimano il Magnifico alla fine del regno di Ahmed I. È il passaggio da un impero conquistatore e trionfante a una potenza ancora vasta, ma impegnata in una difficile opera di ridefinizione. Guerre in Occidente (Cipro, Lepanto, Austria), in Oriente (le guerre con la Persia), e all’interno (le rivolte celali in Anatolia) mettono a dura prova le strutture militari, fiscali e sociali dell’Impero. La lezione segue una rigorosa scansione cronologica, ma senza perdere mai di vista i nodi strutturali: il funzionamento dell’apparato statale, il reclutamento militare, la crisi agraria, le pressioni fiscali, e le trasformazioni delle élite di potere. Non è una semplice narrazione di eventi, ma un viaggio nella complessità di un sistema imperiale che cambia per poter sopravvivere. 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A partire dal regno di Giovanni III (1568–1592) fino alle soglie della guerra civile interna e dell’ingresso del paese nell’orbita internazionale, analizziamo come la monarchia svedese tenti di affermarsi nel contesto frammentato del Baltico, conteso tra Polonia-Lituania, Danimarca, Ordine Teutonico e Russia. La lezione si concentra su temi centrali: la costruzione dello Stato svedese tra monarchia e aristocrazia, l’evoluzione del conflitto religioso interno (tra luterani e cattolici), la politica matrimoniale e dinastica, e il confronto costante con le altre potenze affacciate sul Baltico. Particolare attenzione è riservata alla figura di Sigismondo Vasa, al doppio trono svedese-polacco e alle complesse dinamiche della sovranità nel contesto della prima età moderna. Un viaggio attraverso guerre, trattati, alleanze e crisi istituzionali che gettano le basi per l’espansione svedese del Seicento, ma che già mostrano le tensioni profonde di un’area destinata a essere strategica nello scacchiere europeo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71981652</guid><pubDate>Tue, 12 May 2026 19:38:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71981652/30_la_svezia_e_il_baltico_1550_1620_1.mp3" length="51324551" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa lezione esploriamo l’ascesa della Svezia come potenza baltica nel secondo Cinquecento, un processo che segna profondamente gli equilibri geopolitici del Nord Europa. 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Particolare attenzione è riservata alla figura di Sigismondo Vasa, al doppio trono svedese-polacco e alle complesse dinamiche della sovranità nel contesto della prima età moderna. Un viaggio attraverso guerre, trattati, alleanze e crisi istituzionali che gettano le basi per l’espansione svedese del Seicento, ma che già mostrano le tensioni profonde di un’area destinata a essere strategica nello scacchiere europeo.]]></itunes:summary><itunes:duration>3208</itunes:duration><itunes:keywords>baltica,baltico,della,europea,geopolitica,giovanni,guerra,iii,impero,moderna,nordica,politica,polonia-lituania,secolo,sigismondo,storia,svedese,svezia,vasa,xvi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>30</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 29: L'AMERICA NELLA SECONDA META' DEL '500</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=X09nlJ-IpUw</link><description><![CDATA[Questa lezione è dedicata al colonialismo in America nella seconda metà del XVI secolo, con uno sguardo preciso al dominio spagnolo sotto Filippo II. L'obiettivo è quello di comprendere come un continente scoperto e saccheggiato dagli eroi delle conquiste si trasformi in un vasto apparato imperiale, fatto di burocrazia, porti fortificati, rotte navali e metallo prezioso. Nel primo atto, lasciamo alle spalle le gesta di Cortés e Pizarro e incontriamo la nuova classe dirigente: funzionari, giuristi e missionari che delineano un modello coloniale strutturato, funzionale e finalizzato all’estrazione intensiva di ricchezza — dall’argento delle miniere di Zacatecas e Potosí alle piantagioni di zucchero. Dal punto di vista didattico, la lezione vuole stimolare riflessioni critiche: non si tratta solo di ripercorrere eventi, ma di capire le scelte politiche e morali di Filippo II — tra consolidamento, lotta contro gli abusi e calcolo fiscale — e di osservare l’impatto devastante delle epidemie, dei sistemi di lavoro coatto e delle crisi agricole su popolazioni indigene e colonie. Un altro focus fondamentale è la militarizzazione dell’Atlantico: la protezione delle rotte d’argento, la nascita dei convogli scortati, le fortezze nei principali porti caraibici, e il ruolo strategico di figure come Pedro Menéndez de Avilés. E, in risposta, l’avvento dei corsari — da John Hawkins a Francis Drake — che trasforma i mari americani in teatro di guerriglia globale. Infine, il racconto si conclude con lo sguardo verso il futuro: come questo modello spagnolo perda progressivamente il monopolio, lasciando spazio a modelli coloniali alternativi — inglesi, francesi, olandesi — segnando l’alba dell’Atlantico coloniale e il passaggio dal saccheggio alla costruzione di società nuove. Scopriremo un mondo in mutazione: da impero conquistato a sistema amministrativo, da economia estrattiva a impensabili fragilità strutturali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71981655</guid><pubDate>Tue, 12 May 2026 19:38:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71981655/29_l_america_nella_seconda_meta_del_500.mp3" length="52717609" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione è dedicata al colonialismo in America nella seconda metà del XVI secolo, con uno sguardo preciso al dominio spagnolo sotto Filippo II. L'obiettivo è quello di comprendere come un continente scoperto e saccheggiato dagli eroi delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione è dedicata al colonialismo in America nella seconda metà del XVI secolo, con uno sguardo preciso al dominio spagnolo sotto Filippo II. L'obiettivo è quello di comprendere come un continente scoperto e saccheggiato dagli eroi delle conquiste si trasformi in un vasto apparato imperiale, fatto di burocrazia, porti fortificati, rotte navali e metallo prezioso. Nel primo atto, lasciamo alle spalle le gesta di Cortés e Pizarro e incontriamo la nuova classe dirigente: funzionari, giuristi e missionari che delineano un modello coloniale strutturato, funzionale e finalizzato all’estrazione intensiva di ricchezza — dall’argento delle miniere di Zacatecas e Potosí alle piantagioni di zucchero. Dal punto di vista didattico, la lezione vuole stimolare riflessioni critiche: non si tratta solo di ripercorrere eventi, ma di capire le scelte politiche e morali di Filippo II — tra consolidamento, lotta contro gli abusi e calcolo fiscale — e di osservare l’impatto devastante delle epidemie, dei sistemi di lavoro coatto e delle crisi agricole su popolazioni indigene e colonie. Un altro focus fondamentale è la militarizzazione dell’Atlantico: la protezione delle rotte d’argento, la nascita dei convogli scortati, le fortezze nei principali porti caraibici, e il ruolo strategico di figure come Pedro Menéndez de Avilés. E, in risposta, l’avvento dei corsari — da John Hawkins a Francis Drake — che trasforma i mari americani in teatro di guerriglia globale. Infine, il racconto si conclude con lo sguardo verso il futuro: come questo modello spagnolo perda progressivamente il monopolio, lasciando spazio a modelli coloniali alternativi — inglesi, francesi, olandesi — segnando l’alba dell’Atlantico coloniale e il passaggio dal saccheggio alla costruzione di società nuove. 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Un sistema politico originale, fondato su una monarchia elettiva e sull’egemonia della nobiltà (szlachta), che teneva insieme due realtà distinte: il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania, uniti dal 1569 nella celebre Unione di Lublino. Attraverseremo i decenni cruciali che videro l’ascesa di Stefano Báthory (1576–1586), principe transilvano divenuto re, protagonista della guerra contro Ivan il Terribile e dell’intervento polacco in Livonia. Analizzeremo poi il lungo e controverso regno di Sigismondo III Vasa (1587–1632), esponente di una dinastia cattolica in uno Stato a maggioranza nobile e multiconfessionale. Con lui si apriranno nuove guerre, tra cui il conflitto con la Svezia per il controllo delle coste baltiche, e si intensificheranno le tensioni interne per la sua politica filoasburgica e controriformista. Vedremo come la Rzeczpospolita, pur dotata di un’aristocrazia colta e politicamente attiva, fosse lacerata da uno statalismo fragile, basato sul principio del liberum veto e sulla difesa gelosa delle libertà nobiliari, a scapito dell’efficacia decisionale centrale. Discuteremo le guerre contro i Turchi, le spedizioni in Moldavia, le prime fasi del lungo confronto con la Russia zarista, culminato con l’incredibile occupazione di Mosca da parte delle truppe polacco-lituane nel 1610. Un mondo di frontiere mobili, di pluralismo religioso e culturale, ma anche di fragilità strutturali. Parleremo di economia, dei commerci del grano sul Baltico, della vita urbana nelle città reali e delle tensioni contadine nelle vaste campagne dominate dai latifondisti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71981654</guid><pubDate>Tue, 12 May 2026 19:38:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71981654/28_la_confederazione_polacco_lituana_1587_1610.mp3" length="61003232" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa lezione vi accompagno alla scoperta della Confederazione polacco-lituana nel pieno della sua parabola ascendente e allo stesso tempo problematica, tra la fine del Cinquecento e il primo decennio del Seicento. Un sistema politico originale,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa lezione vi accompagno alla scoperta della Confederazione polacco-lituana nel pieno della sua parabola ascendente e allo stesso tempo problematica, tra la fine del Cinquecento e il primo decennio del Seicento. Un sistema politico originale, fondato su una monarchia elettiva e sull’egemonia della nobiltà (szlachta), che teneva insieme due realtà distinte: il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania, uniti dal 1569 nella celebre Unione di Lublino. Attraverseremo i decenni cruciali che videro l’ascesa di Stefano Báthory (1576–1586), principe transilvano divenuto re, protagonista della guerra contro Ivan il Terribile e dell’intervento polacco in Livonia. Analizzeremo poi il lungo e controverso regno di Sigismondo III Vasa (1587–1632), esponente di una dinastia cattolica in uno Stato a maggioranza nobile e multiconfessionale. Con lui si apriranno nuove guerre, tra cui il conflitto con la Svezia per il controllo delle coste baltiche, e si intensificheranno le tensioni interne per la sua politica filoasburgica e controriformista. Vedremo come la Rzeczpospolita, pur dotata di un’aristocrazia colta e politicamente attiva, fosse lacerata da uno statalismo fragile, basato sul principio del liberum veto e sulla difesa gelosa delle libertà nobiliari, a scapito dell’efficacia decisionale centrale. Discuteremo le guerre contro i Turchi, le spedizioni in Moldavia, le prime fasi del lungo confronto con la Russia zarista, culminato con l’incredibile occupazione di Mosca da parte delle truppe polacco-lituane nel 1610. Un mondo di frontiere mobili, di pluralismo religioso e culturale, ma anche di fragilità strutturali. 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Un racconto costruito per chi vuole capire non solo cosa è accaduto, ma anche perché è accaduto: la costruzione dell’autocrazia russa, l’espansione imperiale, la repressione, la diplomazia, il sangue e l’ambizione. Come si è formata l’idea di uno Stato russo unitario Chi erano davvero Ivan III, Vasily III e Ivan IV? Perché Ivan si chiamava “il Terribile”? Cos’erano l’oprichnina, il pomest’e, i prikazy, la Duma dei boiari? Da dove inizia la conquista della Siberia? Quali traumi politici ha lasciato il primo zar al suo Paese?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71981653</guid><pubDate>Tue, 12 May 2026 19:38:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71981653/27_la_russia_di_ivan_iv_il_terribile_1505_1584.mp3" length="74063621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Un viaggio attraverso ottant’anni di storia russa, dalle ultime volontà di Ivan III fino alla morte di Ivan il Terribile. Un racconto costruito per chi vuole capire non solo cosa è accaduto, ma anche perché è accaduto: la costruzione dell’autocrazia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un viaggio attraverso ottant’anni di storia russa, dalle ultime volontà di Ivan III fino alla morte di Ivan il Terribile. Un racconto costruito per chi vuole capire non solo cosa è accaduto, ma anche perché è accaduto: la costruzione dell’autocrazia russa, l’espansione imperiale, la repressione, la diplomazia, il sangue e l’ambizione. Come si è formata l’idea di uno Stato russo unitario Chi erano davvero Ivan III, Vasily III e Ivan IV? Perché Ivan si chiamava “il Terribile”? Cos’erano l’oprichnina, il pomest’e, i prikazy, la Duma dei boiari? Da dove inizia la conquista della Siberia? Quali traumi politici ha lasciato il primo zar al suo Paese?]]></itunes:summary><itunes:duration>4629</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàmoderna,etàmodernastoria,guerralituana,ivaniii,ivanilterribile,ivanivilterribile,lituaniastoria,livoniastoria,primozar,putin,russia,russiastoria,storia,storiadellarussia,storiamoderna,tartaristoria,zar,zarstoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>27</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 26: L'IMPERO DOPO CARLO V (1555-1612)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=5_SR5SjLhsU</link><description><![CDATA[Questa lezione si occuperà di un contesto storico-geografico tradizionalmente escluso dai programmi di storia: l'impero germanico dopo Carlo V. Il periodo va dal 1555, anno della pace di Augusta e dell'abdicazione di Carlo V, e il 1612, anno della destituzione dell'imperatore Rodolfo II d'Asburgo. La lezione si occupa quindi a rispondere ad alcuni interrogativi riguardo il ramo austriaco degli Asburgo e il loro effettivo potere sulla Germania e sulla parte orientale dell'Europa cristiana, dove gli Asburgo giocavano il proprio potere sulla capacità di opporsi all'avanzata dei turchi ottomani. Le istituzioni imperiali, i tribunali e le diete, verranno esaminati tenendo presente il complesso gioco politico fra i tanti principi territoriali e il potere imperiale. In gioco era l'evoluzione della Germania in uno stato moderno, cosa che non avvenne proprio in seguito agli sviluppi politici di questo periodo. La pace di Augusta aveva dato alla Germania una tregua nello scontro religioso, ma aveva aggiunto alla storia costituzionale tedesca una nuova fonte legittima di separazione, l'aspetto religioso. La lezione risponde quindi alla domanda sul perchè la Germania non diventò uno stato moderno, se non all'interno dei singoli principati più potenti, come la Sassonia, il Brandeburgo, il Palatinato e la Baviera]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71877887</guid><pubDate>Tue, 05 May 2026 15:58:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71877887/26_l_impero_dopo_carlo_v_1555_1612.mp3" length="54142850" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si occuperà di un contesto storico-geografico tradizionalmente escluso dai programmi di storia: l'impero germanico dopo Carlo V. 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In gioco era l'evoluzione della Germania in uno stato moderno, cosa che non avvenne proprio in seguito agli sviluppi politici di questo periodo. La pace di Augusta aveva dato alla Germania una tregua nello scontro religioso, ma aveva aggiunto alla storia costituzionale tedesca una nuova fonte legittima di separazione, l'aspetto religioso. 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La seconda parte del XV secolo vede avviarsi in Russia un processo di accentramento del potere operato dal gran principe di Mosca. Ivan III si pone l'obiettivo di liberarsi definitivamente del giogo tartaro e di riunificare, sotto il comando di Mosca, tutte le terre della cosiddetta Grande Russia. Questo porterà il primo sovrano cui verrà affidato il nome di "Zar" ad essere protagonista, militare e diplomatico, con i domini posti ai suoi confini. In particolare, il suo grande obiettivo sarà quello di riportare le terre ucraine, allora controllate dalla Lituania, sotto il dominio di Mosca. Questa lezione si propone di raccontare il regno di Ivan III dal punto di vista della politica interna e di quella estera.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71877868</guid><pubDate>Tue, 05 May 2026 15:56:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71877868/25_la_russia_di_ivan_iii_il_grande_1462_1505.mp3" length="70208365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La Russia di Ivan III il Grande fa il suo ingresso nell'età moderna. La seconda parte del XV secolo vede avviarsi in Russia un processo di accentramento del potere operato dal gran principe di Mosca. Ivan III si pone l'obiettivo di liberarsi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Russia di Ivan III il Grande fa il suo ingresso nell'età moderna. La seconda parte del XV secolo vede avviarsi in Russia un processo di accentramento del potere operato dal gran principe di Mosca. Ivan III si pone l'obiettivo di liberarsi definitivamente del giogo tartaro e di riunificare, sotto il comando di Mosca, tutte le terre della cosiddetta Grande Russia. Questo porterà il primo sovrano cui verrà affidato il nome di "Zar" ad essere protagonista, militare e diplomatico, con i domini posti ai suoi confini. In particolare, il suo grande obiettivo sarà quello di riportare le terre ucraine, allora controllate dalla Lituania, sotto il dominio di Mosca. Questa lezione si propone di raccontare il regno di Ivan III dal punto di vista della politica interna e di quella estera.]]></itunes:summary><itunes:duration>4389</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,etàmodernastoria,europaorientalestoria,guerrarussoucraina,history,ivaniiidirussia,modernhistory,putin,russia,russiaeucraina,russiastoria,storia,storiadellaguerrarussoucraina,storiadellarussia,storiamoderna,ucrainastoria,zalenski,zar,zarstoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>25</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 24: L'EUROPA ALLA FINE DEL '500, DALL'INVICIBILE ARMATA ALL'EDITTO DI NANTES</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=pKTRObNlzcc</link><description><![CDATA[Questa lezione racconta la storia dell'Europa occidentale alla fine del XVI secolo. In questi decenni, tutti i conflitti interni ed esterni delle potenze europee trovarono un compimento. La strategia egemonica della Spagna di Filippo II tentò di sottomettere direttamente l'Inghilterra di Elisabetta I, rea di essere una regina eretica, scomunicata e rea di aver imprigionato e infine giustiziato la legittima e cattolicissima regina di Scozia, Maria Stuart. La vittoria sull'Inghilterra avrebbe, nei calcoli di Filippo II, sconfitto definitivamente il protestantesimo, non solo in Inghilterra, ma anche nei Paesi Bassi, dove infuriava la rivolta dall'inizio degli anni '70. Proprio le Province Unite, protestanti, chiamarono gli inglesi in Olanda, coinvolgendoli nella guerra contro la Spagna. In Francia, intanto, il clima religioso era pronto a sfociare in una nuova guerra, con la monarchia di Enrico III fra l'incudine della minaccia ugonotta di Enrico IV di Borbone, e la Lega cattolica di Enrico di Guisa, finanziata e armata da Filippo II, che voleva rendere la Francia uno stato vassallo e neutrale rispetto all'invasione inglese. Le storia sono tutte incrociate e infine portarono alla sconfitta dell'invincibile armata di Filippo II, all'ascesa al trono di Francia del primo sovrano Borbone, Enrico di Navarra, ugonotto convertito al cattolicesimo che concesse la libertà di culto del famoso Editto di Nantes; e in Olanda ad una tregua di 12 anni che sancì la sovranità degli stati generali e dello statolder del casato d'Orange sulle Province Unite, che inaugurarono il loro secolo d'oro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71877853</guid><pubDate>Tue, 05 May 2026 15:53:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71877853/24_l_europa_alla_fine_del_500_dall_invicibile_armata_all_editto_di_nantes.mp3" length="91670151" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione racconta la storia dell'Europa occidentale alla fine del XVI secolo. 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Proprio le Province Unite, protestanti, chiamarono gli inglesi in Olanda, coinvolgendoli nella guerra contro la Spagna. In Francia, intanto, il clima religioso era pronto a sfociare in una nuova guerra, con la monarchia di Enrico III fra l'incudine della minaccia ugonotta di Enrico IV di Borbone, e la Lega cattolica di Enrico di Guisa, finanziata e armata da Filippo II, che voleva rendere la Francia uno stato vassallo e neutrale rispetto all'invasione inglese. Le storia sono tutte incrociate e infine portarono alla sconfitta dell'invincibile armata di Filippo II, all'ascesa al trono di Francia del primo sovrano Borbone, Enrico di Navarra, ugonotto convertito al cattolicesimo che concesse la libertà di culto del famoso Editto di Nantes; e in Olanda ad una tregua di 12 anni che sancì la sovranità degli stati generali e dello statolder del casato d'Orange sulle Province Unite, che inaugurarono il loro secolo d'oro.]]></itunes:summary><itunes:duration>5730</itunes:duration><itunes:keywords>asburgodispagna,borbonestoria,corsodistoria,dinastiaasburgica,dinastiaborbone,earlymodernhistory,enricodivalois,enricoivdiborbone,filippoiidispagna,franciastoria,guerredireligione,guerredireligionefrancia,histoire,histoiremoderne,history,ilcorsodistoria,marcomana,spagnastoria,storia,storiadispagna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>24</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 23: LE GUERRE DI RELIGIONE IN FRANCIA (1562-1577)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=nlXJoaI22OA</link><description><![CDATA[Le guerre di religione in Francia sono un lungo susseguirsi di conflitti civili tra una fazione cattolica e una fazione ugonotta, durati per più di 30 anni, fino all'Editto di tolleranza, emanato a Nantes nel 1598. Ma l'aspetto religioso è in realtà solamente uno degli aspetti da considerate, perchè in realtà, queste guerre civili, sotto la lotta per la tolleranza religiosa, nascondevano un profondo conflitto politico che vedeva il potere monarchico in conflitto, in alleanza o in balia dei grandi principi del sangue di Francia. I Guisa e i Borbone erano i due casati principali, che insieme alle loro clientele, una cattolica e l'altra protestante, si contendevano il potere e l'egemonia su un sovrano che, di volta in volta, da Francesco II a Carlo IX, per finire con Enrico III e Enrico IV, si presentava come debole e non in grado di dirigere la politica del regno. In questa situazione così turbolente giocò un ruolo di primo piano la regina madre, Caterina de' Medici, la quale tentò in ogni modo di preservare il potere della corona, dimostrando una flessibilità politica fuori dal comune. Anche la reggente, però, nel tentativo di non farsi soggiogare dalla lotta tra le fazioni, perse talvolta il controllo della situazione, come dimostrò il terribile massacro della notte di San Bartolomeo del 1572.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71877836</guid><pubDate>Tue, 05 May 2026 15:50:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71877836/23_le_guerre_di_religione_in_francia.mp3" length="80307095" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Le guerre di religione in Francia sono un lungo susseguirsi di conflitti civili tra una fazione cattolica e una fazione ugonotta, durati per più di 30 anni, fino all'Editto di tolleranza, emanato a Nantes nel 1598. 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In questa situazione così turbolente giocò un ruolo di primo piano la regina madre, Caterina de' Medici, la quale tentò in ogni modo di preservare il potere della corona, dimostrando una flessibilità politica fuori dal comune. Anche la reggente, però, nel tentativo di non farsi soggiogare dalla lotta tra le fazioni, perse talvolta il controllo della situazione, come dimostrò il terribile massacro della notte di San Bartolomeo del 1572.]]></itunes:summary><itunes:duration>5020</itunes:duration><itunes:keywords>carloixdifrancia,caterinade'medici,corsodistoria,corsodistoriamoderna,dinastiadeiborbone,dinastiadeivalois,enricoiidifrancia,enricoiiidifrancia,enricoivdiborbone,enricoivdifrancia,francescoiidifrancia,franciaetàmoderna,franciastoria,guerrecivili,guerrecivilifrancia,guerredireligionefrancia,guerrereligiose,ilcorsodistoria,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>23</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 22: LE DUE REGINE ELISABETTA D'INGHILTERRA E MARIA DI SCOZIA</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=u4IXk0lfiMQ</link><description><![CDATA[Questa lezione racconta la storia di due regine, Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Tudor di Scozia. Il nuovo assetto dell'Europa plasmato dal trattato di Cateau-Cambresis (1559) diede inizio all'egemonia spagnola che aveva come sua fondamentale corollario la fede cattolica della controriforma. Gli avversari erano la Francia, sul continente, e l'asse protestante, che vedeva nelle isole britanniche un centro in espansione. E proprio qui, dopo il lungo regno di Enrico VIII, che aveva staccato la chiesa inglese da Roma, la corona aveva vissuto un nuovo periodo turbolento, per problemi di successione che videro avvicendarsi Edoardo VI, protestante convinto, e Maria la sanguinaria, primogenita di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, ferocemente cattolica, prima dell'avvento di Elisabetta I, la regina vergine, che non avrebbe avuto eredi. Accanto era il regno di Scozia, saldamente legato alla Francia, ma dove l'opposizione alla sottomissione francese guidata dalla reggente, Maria di Guisa, creò un terreno fertile per la diffusione del calvinismo, così come venne adattato dal predicatore scozzese John Knox. Maria Stuart, cattolica e giovane regina di Scozia, nutriva delle speranze, per antica parentela, al trono di Inghilterra, e per tentare di raggiungere questo obiettivo regnò sulla Scozia in una iniziale alleanza con i lord protestanti. Ma alla lunga, il difficile rapporto politico con Elisabetta, e la permanenza della fede cattolica provocarono la rottura con i lord, l'abdicazione forzata e la fuga, in prigionia, proprio presso la corte inglese. Tutte queste vicende, nella quale Elisabetta mostrò la sua abilità politica, segnarono l'avvento di un Inghilterra più forte e indipendente sullo scacchiere europeo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71244280</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:52:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71244280/22_le_due_regine_elisabetta_d_inghilterra_e_maria_di_scozia.mp3" length="85989250" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione racconta la storia di due regine, Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Tudor di Scozia. Il nuovo assetto dell'Europa plasmato dal trattato di Cateau-Cambresis (1559) diede inizio all'egemonia spagnola che aveva come sua fondamentale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione racconta la storia di due regine, Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Tudor di Scozia. Il nuovo assetto dell'Europa plasmato dal trattato di Cateau-Cambresis (1559) diede inizio all'egemonia spagnola che aveva come sua fondamentale corollario la fede cattolica della controriforma. Gli avversari erano la Francia, sul continente, e l'asse protestante, che vedeva nelle isole britanniche un centro in espansione. E proprio qui, dopo il lungo regno di Enrico VIII, che aveva staccato la chiesa inglese da Roma, la corona aveva vissuto un nuovo periodo turbolento, per problemi di successione che videro avvicendarsi Edoardo VI, protestante convinto, e Maria la sanguinaria, primogenita di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, ferocemente cattolica, prima dell'avvento di Elisabetta I, la regina vergine, che non avrebbe avuto eredi. Accanto era il regno di Scozia, saldamente legato alla Francia, ma dove l'opposizione alla sottomissione francese guidata dalla reggente, Maria di Guisa, creò un terreno fertile per la diffusione del calvinismo, così come venne adattato dal predicatore scozzese John Knox. Maria Stuart, cattolica e giovane regina di Scozia, nutriva delle speranze, per antica parentela, al trono di Inghilterra, e per tentare di raggiungere questo obiettivo regnò sulla Scozia in una iniziale alleanza con i lord protestanti. Ma alla lunga, il difficile rapporto politico con Elisabetta, e la permanenza della fede cattolica provocarono la rottura con i lord, l'abdicazione forzata e la fuga, in prigionia, proprio presso la corte inglese. Tutte queste vicende, nella quale Elisabetta mostrò la sua abilità politica, segnarono l'avvento di un Inghilterra più forte e indipendente sullo scacchiere europeo.]]></itunes:summary><itunes:duration>5375</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,dinastiatudor,earlymodernhistory,elisabettad'inghilterra,elisabettatudor,etàmoderna,histoire,histoiremoderne,history,inghilterrastoria,johknox,ledueregine,leduereginefilm,mariastuarda,mariastuart,scoziastoria,storia,storiamoderna,williamcecil</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>22</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 21: EL SIGLO DE ORO, LA RIVOLTA DEI PAESI BASSI (1560-1584)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=Rz_X7yXtv9o</link><description><![CDATA[Questa lezione racconta quello che fu il primo colpo assestato all'egemonia della Spagna del secolo d'oro. E' una vicenda che si svolge nei Paesi Bassi, che sono passati al ramo asburgico di Spagna dopo le abdicazioni di Carlo V. Filippo II è il nuovo sovrano e vorrebbe installare nei Paesi Bassi una dominazione salda, centralizzata e cattolica. Ma i diversi governatori che il sovrano nominò si dovettero scontrare con una forte resistenza delle assemblee degli stati generali, con una nobiltà gelosa dei suoi antichi privilegi, e una popolazione in crisi economica. In questo contesto giunsero i predicatori calvinisti che fecero immediatamente migliaia di proseliti. La riforma religiosa si fuse con la resistenza all'assolutismo spagnolo, dando il via ad una rivolta che trovò nella piccola nobiltà combattente sui mari e in alcuni nobili convertiti, come Guglielmo I d'Orange, la chiave di volta di un movimento che divenne rivoluzione. Dopo numerosi rivolgimenti, i Paesi Bassi si spaccarono in due. L'unione di Arras, nel sud cattolico, rimase fedele al sovrano spagnolo e si avviò a diventare il moderno Belgio. A nord, l'unione di Utrecht, calvinista e governata dal binomio stati generali e statolder, riuscirono ad affermare la propria indipendenza, diventando un nuovo soggetto della geopolitica euopea.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71244283</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:51:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71244283/21_el_siglo_de_oro_la_rivolta_dei_paesi_bassi.mp3" length="68651885" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione racconta quello che fu il primo colpo assestato all'egemonia della Spagna del secolo d'oro. E' una vicenda che si svolge nei Paesi Bassi, che sono passati al ramo asburgico di Spagna dopo le abdicazioni di Carlo V. Filippo II è il nuovo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione racconta quello che fu il primo colpo assestato all'egemonia della Spagna del secolo d'oro. E' una vicenda che si svolge nei Paesi Bassi, che sono passati al ramo asburgico di Spagna dopo le abdicazioni di Carlo V. Filippo II è il nuovo sovrano e vorrebbe installare nei Paesi Bassi una dominazione salda, centralizzata e cattolica. Ma i diversi governatori che il sovrano nominò si dovettero scontrare con una forte resistenza delle assemblee degli stati generali, con una nobiltà gelosa dei suoi antichi privilegi, e una popolazione in crisi economica. In questo contesto giunsero i predicatori calvinisti che fecero immediatamente migliaia di proseliti. La riforma religiosa si fuse con la resistenza all'assolutismo spagnolo, dando il via ad una rivolta che trovò nella piccola nobiltà combattente sui mari e in alcuni nobili convertiti, come Guglielmo I d'Orange, la chiave di volta di un movimento che divenne rivoluzione. Dopo numerosi rivolgimenti, i Paesi Bassi si spaccarono in due. L'unione di Arras, nel sud cattolico, rimase fedele al sovrano spagnolo e si avviò a diventare il moderno Belgio. 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Dopo la firma del trattato di Cateau-Cambresis nel 1559, Filippo II poté dirottare la potenza spagnola contro il nemico turco, per conquistare l'egemonia del Mediterraneo. Nonostante la straordinaria vittoria della battaglia navale di Lepanto (1571), la Spagna, colpita dalle difficoltà finanziarie, non riuscì ad avere ragione dei turchi, con i quali avvenne una spartizione del Mediterraneo e nacque una guerra fredda. La penisola italica viene raccontata divisa nei singoli domini: la Sicilia, con l'affermazione legalizzata del potere autonomo dei baroni, Napoli, con le divisioni dell'aristocrazia che avvantaggiarono la presa del dominio spagnolo, e Milano, che fu l'unica regione dell'impero spagnolo a guadagnare una posizione economicamente rilevante in questo scorcio di XVI secolo. In seguito, la seconda parte della lezione, è dedicata al resto d'Italia, formalmente indipendente, ma in realtà orbitante intorno alla potenza egemone: la Toscana dei Medici, il ducato Sabaudo che si affacciava come nuova potenza peninsulare, lo stato della Chiesa e, infine, lo stato che più di tutti conservò la propria autonomia, Venezia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71244282</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:49:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71244282/20_el_siglo_de_oro_l_italia_spagnola.mp3" length="49996277" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione racconta l'egemonia spagnola sul Mediterraneo e nella penisola italica. 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La penisola italica viene raccontata divisa nei singoli domini: la Sicilia, con l'affermazione legalizzata del potere autonomo dei baroni, Napoli, con le divisioni dell'aristocrazia che avvantaggiarono la presa del dominio spagnolo, e Milano, che fu l'unica regione dell'impero spagnolo a guadagnare una posizione economicamente rilevante in questo scorcio di XVI secolo. 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Il trattato diede alla Spagna l'egemonia sul continente e Carlo V aveva da poco abdicato, lasciando Spagna, Italia e Paesi Bassi, oltre ovviamente ai domini coloniali, nelle mani del figlio, Filippo II. Questa lezione è la prima di un mini ciclo dedicato all'epoca dell'egemonia spagnola in Europa e si occuperà di delineare i tratti essenziali del sistema di governo spagnolo e del suo vertice, il re ultracattolico dal carattere maniacale e sospettoso. Il tema fondamentale sarà, la Spagna, dalla sua economia, che portò a diverse bancarotte, fino alla sua situazione politica interna. Nel 1581, ai suoi domini, Filippo II riuscì ad aggiungere quello della corona del Portogallo, unificando per la prima volta la penisola iberica e portando a termine il plurisecolare processo di reconquista, questa volta, però, ai danni non di un regno musulmano, ma di un regno cristiano e cattolico.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71244281</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:48:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71244281/19_el_siglo_de_oro_la_spagna_di_filippo_ii.mp3" length="67338702" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il trattato di Cateau-Cambresis aprì una nuova epoca nella relazione tra gli Stati europei. 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Nel 1581, ai suoi domini, Filippo II riuscì ad aggiungere quello della corona del Portogallo, unificando per la prima volta la penisola iberica e portando a termine il plurisecolare processo di reconquista, questa volta, però, ai danni non di un regno musulmano, ma di un regno cristiano e cattolico.]]></itunes:summary><itunes:duration>4209</itunes:duration><itunes:keywords>asburgo,asburgod'austria,asburgodispagna,asburgostoria,corsodistoria,dongiovanni,dongiovannid'austria,esamedistoriamoderna,etàmoderna,filippoii,filippoiid'asburgo,filippoiidispagna,imperospagnolo,monarchiadispagna,siglodeoro,siglodeorostoria,spagnastoria,storia,storiamoderna,universitàstoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>19</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 18:  IL CONCILIO DI TRENTO E LA CONTRORIFORMA (1545-1563)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=9pN_Sd99pns</link><description><![CDATA[Che su fa la Controriforma cattolica? La risposta a questa domanda parte da una premessa indispensabile. Occorre infatti tenere presente che, il periodo della Controriforma, che si fa coincidere con il Concilio di Trento, fu in realtà un periodo nel quale si intrecciarono rinnovamento e reazione. Una esigenza di Riforma cattolica era infatti presente da tempo nella Chiesa e focalizzava la propria attenzione sul bisogno di un rinnovamento morale del clero, tanto nei costumi, quanto nella gestione dei benefici e delle rendite, riportando al primo posto la cura delle anime. Si trattava di un terreno sul quale vi poteva essere una conciliazione con i protestanti. Ma è sul piano dottrinario che il Concilio di Trento portò ad un solco incolmabile con il cristianesimo riformato. Il Concilio radicalizzò la posizione della Chiesa che rifiuto in toto la teologia di Martin Lutero, riaffermando il proprio patrimonio dottrinario e liturgico. Conseguenza di questa radicalizzazione fu l'inizio di un lungo periodo storico nel quale dominò un'idea intollerante e battagliera del cattolicesimo, armato degli strumenti della Controriforma: l'inquisizione centralizzata, il braccio armato dei Gesuiti, l'indice dei libri proibiti, la pretesa di un controllo assoluto delle anime e delle vite dei fedeli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71244245</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:47:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71244245/18_il_concilio_di_trento_e_la_controriforma.mp3" length="64453111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Che su fa la Controriforma cattolica? La risposta a questa domanda parte da una premessa indispensabile. 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Il Concilio radicalizzò la posizione della Chiesa che rifiuto in toto la teologia di Martin Lutero, riaffermando il proprio patrimonio dottrinario e liturgico. Conseguenza di questa radicalizzazione fu l'inizio di un lungo periodo storico nel quale dominò un'idea intollerante e battagliera del cattolicesimo, armato degli strumenti della Controriforma: l'inquisizione centralizzata, il braccio armato dei Gesuiti, l'indice dei libri proibiti, la pretesa di un controllo assoluto delle anime e delle vite dei fedeli.]]></itunes:summary><itunes:duration>4029</itunes:duration><itunes:keywords>carlov,clementevii,concilioditrento,controriforma,controriformastoria,corsodistoria,leonex,luternaesimo,martinlutero,paoloiii,paoloiiifarnese,paoloiv,paoloivcarafa,papato,protestantesimo,riforma,riformaecontroriforma,riformastoria,rinascimento,storia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>18</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 17: L'INGHILTERRA DI ENRICO VIII (1509-1547)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=FEx_cTadRn8</link><description><![CDATA[Il lungo regno di Enrico VIII d'Inghilterra riveste un'importanza fondamentale non solo per la storia inglese, ma per la storia dell'Europa moderna. Conosciuto per le 6 mogli e per gli intrighi di corte, Enrico VIII fu ben altro. Dietro gli aneddoti e i costumi del sovrano si nasconde infatti un complesso gioco politico finalizzato all'obiettivo primario di ottenere un erede maschio per garantire una successione pacifica del potere nella ancor giovane dinastia Tudor. La memoria della mattanza nobiliare della guerra delle due rose era ancora ben vivida nella mente del sovrano, del parlamento e della corte, che si trovarono concordi nella necessità di trovare un erede che fosse al di sopra di ogni dubbio. Per questa ragione il re, che si era sposato inizialmente con Caterina d'Aragona, cosa che avrebbe legato l'Inghilterra alla cattolicissima Spagna, iniziò una serie di divorzi che, da un alto, portarono alla nascita del principe Edoardo, frutto del terzo matrimonio, con Jane Seymour, e dall'altro alla rottura con il papato e allo scisma anglicano, che dura tutt'oggi. Fra gli intrighi e le vicende oscura della relazione con Anna Bolena, da cui nacque la futura Elisabetta I, e il ruolo giocato con le altre potenze europee, il regno di Enrico VIII vide espandersi il possesso, da parte dello stato, di tutte le proprietà ecclesiastiche. Un enorme tesoro che avrebbe creato la potenza dell'Inghilterra industriale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71244244</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:45:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71244244/17_l_inghilterra_di_enrico_viii.mp3" length="72415234" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il lungo regno di Enrico VIII d'Inghilterra riveste un'importanza fondamentale non solo per la storia inglese, ma per la storia dell'Europa moderna. Conosciuto per le 6 mogli e per gli intrighi di corte, Enrico VIII fu ben altro. 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Per questa ragione il re, che si era sposato inizialmente con Caterina d'Aragona, cosa che avrebbe legato l'Inghilterra alla cattolicissima Spagna, iniziò una serie di divorzi che, da un alto, portarono alla nascita del principe Edoardo, frutto del terzo matrimonio, con Jane Seymour, e dall'altro alla rottura con il papato e allo scisma anglicano, che dura tutt'oggi. Fra gli intrighi e le vicende oscura della relazione con Anna Bolena, da cui nacque la futura Elisabetta I, e il ruolo giocato con le altre potenze europee, il regno di Enrico VIII vide espandersi il possesso, da parte dello stato, di tutte le proprietà ecclesiastiche. 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Con questo trattato si inaugurava il periodo dell'egemonia spagnola sull'Italia e sull'Europa. Si tratta di una lezione che si sposta nei quattro angoli d'Europa, dall'Italia del nord al cuore della Germania, passando per l'impero ottomano e il Mediterraneo. L'ultima fase del conflitto vide infatti diversi attori sul continente, ciascuno con delle specifiche rivendicazioni che andavano però a fondersi con il grande conflitto generale tra Valois e Asburgo. Alla fine, tutte le vittorie di Carlo V, lo misero di fronte all'impossibilità di conquistare davvero il potere universale. L'imperatore, invecchiato precocemente e ormai malato, decise di abdicare e ritirarsi in convento, dando il via ad una nuova fase della geopolitica europea: l'apice del siglo de oro spagnolo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71134612</guid><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:23:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71134612/15_fino_a_cateau_cambresis.mp3" length="59869353" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si propone di raccontare l'ultima fase delle guerre d'Italia, che si concluse, dopo l'abdicazione di Carlo V, con la firma del trattato di Cateau-Cambresis nel 1559. 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Gli anabattisti furono un movimento religioso odiato e perseguitato da tutti, cattolici e riformati. Essi non credevano nella validità del battesimo somministrato agli infanti e predicavano un nuovo battesimo, da cui il nome di ribattezzati, anabattisti. Ma non si limitavano a questo, predicando l'imminenza del giudizio universale, essi, nel quali confluirono i ceti più poveri delle città del centro Europa, voleva l'instaurazione di una comunità di eletti, libera dalla proprietà privata e da qualsiasi vincolo mondano, compresa la monogamia. Fra il 1533 e il 1535 riuscirono a instaurare un regime di questo tipo nella città di Munster, in Westfalia, ma furono assediati e massacrati a migliaia. Lo stesso destino venne riservato agli anabattisti del resto d'Europa. Zwingli e Calvino instaurarono invece un regime politico-religioso riformato a Zurigo e Ginevra. La loro visione religiosa affondava nell'umanesimo e nelle caratteristiche delle città da stato della Svizzera. Ne sarebbe nata una religione, quella calvinista, convinta della giustificazione per fede, ma con una visione antropologica positiva. I calvinisti si percepivano come una comunità di eletti, predestinati da Dio alla salvezza, e per questo ebbero una visione della vita terrena come quella di una preghiera da consacrare a Dio e come segno tangibile della sua grazia. L'autorità politica ne era strumento, non semplice giustiziere. Le autorità politiche e religiose dovevano essere una cosa sola nell'instaurazione della perfetta comunità cristiana, qui, nella vita terrena. In conclusione, questo spirito calvinista fu la ragione per la quale il grande sociologo Max Weber intese leggere nel protestantesimo il fondamento dell'etica protestante.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71134613</guid><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:10:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71134613/16_le_atre_riforme.mp3" length="55703136" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si propone di raccontare la storia delle riforme religiose che nacquero nel XVI secolo, prendendo le mosse dalla riforma luterana, ma distanziandosi da essa. Gli anabattisti furono un movimento religioso odiato e perseguitato da tutti,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione si propone di raccontare la storia delle riforme religiose che nacquero nel XVI secolo, prendendo le mosse dalla riforma luterana, ma distanziandosi da essa. Gli anabattisti furono un movimento religioso odiato e perseguitato da tutti, cattolici e riformati. Essi non credevano nella validità del battesimo somministrato agli infanti e predicavano un nuovo battesimo, da cui il nome di ribattezzati, anabattisti. Ma non si limitavano a questo, predicando l'imminenza del giudizio universale, essi, nel quali confluirono i ceti più poveri delle città del centro Europa, voleva l'instaurazione di una comunità di eletti, libera dalla proprietà privata e da qualsiasi vincolo mondano, compresa la monogamia. Fra il 1533 e il 1535 riuscirono a instaurare un regime di questo tipo nella città di Munster, in Westfalia, ma furono assediati e massacrati a migliaia. Lo stesso destino venne riservato agli anabattisti del resto d'Europa. Zwingli e Calvino instaurarono invece un regime politico-religioso riformato a Zurigo e Ginevra. La loro visione religiosa affondava nell'umanesimo e nelle caratteristiche delle città da stato della Svizzera. Ne sarebbe nata una religione, quella calvinista, convinta della giustificazione per fede, ma con una visione antropologica positiva. I calvinisti si percepivano come una comunità di eletti, predestinati da Dio alla salvezza, e per questo ebbero una visione della vita terrena come quella di una preghiera da consacrare a Dio e come segno tangibile della sua grazia. L'autorità politica ne era strumento, non semplice giustiziere. Le autorità politiche e religiose dovevano essere una cosa sola nell'instaurazione della perfetta comunità cristiana, qui, nella vita terrena. In conclusione, questo spirito calvinista fu la ragione per la quale il grande sociologo Max Weber intese leggere nel protestantesimo il fondamento dell'etica protestante.]]></itunes:summary><itunes:duration>3482</itunes:duration><itunes:keywords>calvinismo,corsodistoria,cristianesimo,enricoviii,etàmoderna,germaniastoria,guerredireligioneinfrancia,luteranesimo,luteroecalvino,protestantesimo,riformaecontroriforma,riformaginevra,riformazurigo,scismaanglicano,storia,storiadelcristianesimo,storiamoderna,storiareligiosa,ugonotti,zwingli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>16</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 14: GUERRE D'ITALIA, GUERRE D'EUROPA: CARLO V E FRANCESCO I (1516-1530)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=FVWqCahADWU</link><description><![CDATA[Il periodo compreso fra il trattato di Noyon (1516) e la pace di Cambrai (1530) segna una nuova fase delle guerre d'Italia. Il trattato di Noyon doveva essere, in ottica francese, un trattato generale di sistemazione della carta geopolitica europea, con la spartizione dell'Italia fra francesi, a Milano, e spagnoli nel regno di Napoli. La Francia ne usciva come la principale potenza militare d'Europa. La situazione cambiò con il progressivo accumulò di corone sulla testa di Carlo di Gand che fra il 1516 e il 1519 divenne re di Spagna e imperatore di Germania. Francesco I di Francia non poteva tollerare di essere isolato e stritolato dalla potenza asburgica. Il conflitto riesplose nel 1521, accompagnato dall'ormai consueto gioco di alleanze delle potenze minori, dall'Inghilterra di Enrico VIII ai diversi stati italiani. Il conflitto si concluse con la vittoria ispano-imperiale di Pavia del 1525, con la quale la Francia fu sconfitta e il suo re imprigionato e tradotto a Madrid. Carlo V si sentiva il re d'Europa, ansioso di dirigere la sua azione in difesa della cristianità tutta, contro l'espansione ottomana. Ma la pace di Madrid del 1526 fu un trattato troppo umiliante per la Francia perchè questa potesse accettarlo e immediatamente, Francesco I, rimesso in libertà, si diede a organizzare la rivincita. I francesi ottennero alcuni successi, non decisivi, ma sufficienti per spingere Carlo V ad una nuova proposta di pace, i trattati di Barcellona e di Cambrai, con i quali veniva ribadita l'egemonia asburgica in Europa, ma con i quali la Francia non veniva eccessivamente umiliata. La seconda parte della lezione è dedicata invece ai turchi di Solimano I e alle sue campagne sul e oltre il Danubio. I turchi, che il supporto francese faceva entrare nello scacchiere europeo, conquistarono, dopo la battaglia di Mohacs del 1526 due/terzi dell'Ungheria, ma nel 1529 fallirono nel colpo di prendere Vienna, che venne efficacemente difesa dall'arciduca Ferdinando d'Asburgo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71134567</guid><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:03:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71134567/14_carlo_v_vs_francesco_i_1516_1530.mp3" length="70146969" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il periodo compreso fra il trattato di Noyon (1516) e la pace di Cambrai (1530) segna una nuova fase delle guerre d'Italia. Il trattato di Noyon doveva essere, in ottica francese, un trattato generale di sistemazione della carta geopolitica europea,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il periodo compreso fra il trattato di Noyon (1516) e la pace di Cambrai (1530) segna una nuova fase delle guerre d'Italia. Il trattato di Noyon doveva essere, in ottica francese, un trattato generale di sistemazione della carta geopolitica europea, con la spartizione dell'Italia fra francesi, a Milano, e spagnoli nel regno di Napoli. La Francia ne usciva come la principale potenza militare d'Europa. La situazione cambiò con il progressivo accumulò di corone sulla testa di Carlo di Gand che fra il 1516 e il 1519 divenne re di Spagna e imperatore di Germania. Francesco I di Francia non poteva tollerare di essere isolato e stritolato dalla potenza asburgica. Il conflitto riesplose nel 1521, accompagnato dall'ormai consueto gioco di alleanze delle potenze minori, dall'Inghilterra di Enrico VIII ai diversi stati italiani. Il conflitto si concluse con la vittoria ispano-imperiale di Pavia del 1525, con la quale la Francia fu sconfitta e il suo re imprigionato e tradotto a Madrid. Carlo V si sentiva il re d'Europa, ansioso di dirigere la sua azione in difesa della cristianità tutta, contro l'espansione ottomana. Ma la pace di Madrid del 1526 fu un trattato troppo umiliante per la Francia perchè questa potesse accettarlo e immediatamente, Francesco I, rimesso in libertà, si diede a organizzare la rivincita. I francesi ottennero alcuni successi, non decisivi, ma sufficienti per spingere Carlo V ad una nuova proposta di pace, i trattati di Barcellona e di Cambrai, con i quali veniva ribadita l'egemonia asburgica in Europa, ma con i quali la Francia non veniva eccessivamente umiliata. La seconda parte della lezione è dedicata invece ai turchi di Solimano I e alle sue campagne sul e oltre il Danubio. I turchi, che il supporto francese faceva entrare nello scacchiere europeo, conquistarono, dopo la battaglia di Mohacs del 1526 due/terzi dell'Ungheria, ma nel 1529 fallirono nel colpo di prendere Vienna, che venne efficacemente difesa dall'arciduca Ferdinando d'Asburgo.]]></itunes:summary><itunes:duration>4385</itunes:duration><itunes:keywords>adrianovi,asburgo,carlovd'asburgo,casatodeimedici,clementevii,corsocompletodistoriamoderna,corsodistoria,ducatodimilanospagnoli,etàmoderna,francescoidifrancia,guerred'italia,imperochenontramontamaiilsole,legadicognac,legasanta,leonex,mediciafirenze,papimedici,storia,storiamoderna,suditaliastoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 13: LA RIFORMA DOPO WORMS TRA RIVOLUZIONE E REAZIONE (1521-1525)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=6pMcyYU_sRs</link><description><![CDATA[Dopo la dieta di Worms, l'8 maggio 1521, l'imperatore Carlo V scagliò il bando imperiale contro Martin Lutero. Ma Lutero era già stato messo in salvo, con uno spettacolare rapimento, da Federico il Savio, elettore di Sassonia. A questo punto inizia la vera storia della riforma protestante. Mentre Lutero traduce in tedesco il Nuovo Testamento, a partire dal 1522, le sue idee e i suoi scritti si diffondo per tutta la Germania. Il malcontento che a vari livelli stava montando nella società tedesca si salda perfettamente con le idee antipapiste di Lutero. La riforma si diffonde ovunque. Ma i richiami alla libertà del cristiano avranno degli effetti che lo stesso Lutero, prima di diventare un abile uomo politico, non poteva prevedere. La rivolta dei cavalieri e quella, ben più rivoluzionaria, dei contadini imporranno a Lutero di fare delle scelte. Il grande riformatore si schiererà dalla parte del potere costituito, dei principi e della nobiltà tedesca, mentre i contadini vengono massacrati a decine di migliaia. La libertà del cristiano è solo interiore. Dio ha dato la spada ai potenti proprio perchè l'uomo, per sua natura malvagio, deve essere controllato. Bisogna dunque uniformarsi al potere. Da questo momento, brandendo le insegne della Riforma, molti principi tedeschi la utilizzeranno per consolidare la propria autonomia interna nei confronti del potere imperiale di Carlo V, che pretendeva di controllarli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71134531</guid><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:01:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71134531/13_la_riforma_dopo_worms_tra_rivoluzione_e_reazione_1521_1525.mp3" length="44525653" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la dieta di Worms, l'8 maggio 1521, l'imperatore Carlo V scagliò il bando imperiale contro Martin Lutero. Ma Lutero era già stato messo in salvo, con uno spettacolare rapimento, da Federico il Savio, elettore di Sassonia. A questo punto inizia la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la dieta di Worms, l'8 maggio 1521, l'imperatore Carlo V scagliò il bando imperiale contro Martin Lutero. Ma Lutero era già stato messo in salvo, con uno spettacolare rapimento, da Federico il Savio, elettore di Sassonia. A questo punto inizia la vera storia della riforma protestante. Mentre Lutero traduce in tedesco il Nuovo Testamento, a partire dal 1522, le sue idee e i suoi scritti si diffondo per tutta la Germania. Il malcontento che a vari livelli stava montando nella società tedesca si salda perfettamente con le idee antipapiste di Lutero. La riforma si diffonde ovunque. Ma i richiami alla libertà del cristiano avranno degli effetti che lo stesso Lutero, prima di diventare un abile uomo politico, non poteva prevedere. La rivolta dei cavalieri e quella, ben più rivoluzionaria, dei contadini imporranno a Lutero di fare delle scelte. Il grande riformatore si schiererà dalla parte del potere costituito, dei principi e della nobiltà tedesca, mentre i contadini vengono massacrati a decine di migliaia. La libertà del cristiano è solo interiore. Dio ha dato la spada ai potenti proprio perchè l'uomo, per sua natura malvagio, deve essere controllato. Bisogna dunque uniformarsi al potere. Da questo momento, brandendo le insegne della Riforma, molti principi tedeschi la utilizzeranno per consolidare la propria autonomia interna nei confronti del potere imperiale di Carlo V, che pretendeva di controllarli.]]></itunes:summary><itunes:duration>2783</itunes:duration><itunes:keywords>bibbiadilutero,carlostadio,corsodistoria,ecolampadio,etàmoderna,holybible,luteranesimo,luteranistoria,lutero,luterostoria,martinlutero,nuovotestamento,protestantesimo,protestantistoria,riformaprotestante,riformaprotestantestoria,rivoltadeicontadini,storia,storiamoderna,thomasmuntzer</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 12: LUTERO E LA RIFORMA PROTESTANTE</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=V6Ie6Szuq54</link><description><![CDATA[Martin Lutero è un gigante della storia moderna europea. Ancor più di Carlo V, suo contemporaneo e padrone dell'occidente, il pensiero e gli scritti del monaco agostiniano influenzarono la storia, non solo religiosa, ma politica, sociale e filosofica di gran parte dell'Europa centrale, creando al contempo una divisione e un contrasto apparentemente insanabile con l'Europa cattolica. Questa lezione, tracciando il profilo degli anni di formazione e affermazione del pensiero di Lutero, si pone l'obiettivo di raccontare i fondamenti teologici della riforma protestante e di raccontarne la progressiva diffusione fino alla fondamentale dieta imperiale di Worms del 1521. Dopo questo momento, la frattura creata dalla nuova teologia luterana, che si pose come sovrastruttura sulla realtà sociopolitica tedesca, sarà, di fatto, insanabile]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71134512</guid><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 15:59:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71134512/12_lutero_e_la_riforma_protestante.mp3" length="80638581" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Martin Lutero è un gigante della storia moderna europea. Ancor più di Carlo V, suo contemporaneo e padrone dell'occidente, il pensiero e gli scritti del monaco agostiniano influenzarono la storia, non solo religiosa, ma politica, sociale e filosofica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martin Lutero è un gigante della storia moderna europea. Ancor più di Carlo V, suo contemporaneo e padrone dell'occidente, il pensiero e gli scritti del monaco agostiniano influenzarono la storia, non solo religiosa, ma politica, sociale e filosofica di gran parte dell'Europa centrale, creando al contempo una divisione e un contrasto apparentemente insanabile con l'Europa cattolica. Questa lezione, tracciando il profilo degli anni di formazione e affermazione del pensiero di Lutero, si pone l'obiettivo di raccontare i fondamenti teologici della riforma protestante e di raccontarne la progressiva diffusione fino alla fondamentale dieta imperiale di Worms del 1521. Dopo questo momento, la frattura creata dalla nuova teologia luterana, che si pose come sovrastruttura sulla realtà sociopolitica tedesca, sarà, di fatto, insanabile]]></itunes:summary><itunes:duration>5040</itunes:duration><itunes:keywords>carlovelutero,chiesastoria,concilioditrento,corsodistoria,dietadiworms,etàmoderna,etàmodernastoria,luteranesimo,luterostoria,martinlutero,martinluterostoria,papaleonexmedici,protestantesimo,riformaecontroriforma,riformaprotestante,sacerdoziouniversale,sacramentiprotestanti,storia,storiadellachiesa,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 11: RAPPORTI DI PRODUZIONE E RIVOLUZIONE DEI PREZZI</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=2w9rtA-tBc0</link><description><![CDATA[Questa lezione si propone di spiegare come cambiarono i rapporti di produzione e le variabili economiche nell'Europa del XVI secolo. Le basi per l'evoluzione capitalista europea affondano infatti le proprie radici proprio nei decenni iniziali del 1500. Il modo con il quale le diverse aree produttive europee reagirono alle nuove variabili economiche, derivate in particolar modo dall'aumento della popolazione e dal conseguente allargamento del mercato, determinarono gli sviluppi successivi dell'Europa capitalista e industriale. L'affermazione del lavoro salariato a domicilio, contrapposto a quello delle corporazioni, la nascita di un autonomo settore finanziario, i cui capitali andarono a finanziare le imprese commerciali e belliche delle potenze europee, sono solo alcune delle variabili prese in considerazione. In conclusione, l'intero sistema economico europeo è utilizzato per spiegare la cosiddetta rivoluzione dei prezzi che determino dinamiche inflattive per tutto fino all'inizio del XVII secolo. L'aumento della domanda, rapportata ad una possibilità di produzione, tanto agricola quanto manifatturiera, causò una forte inflazione, la quale, a sua volta, incise sulla storia sociale e politica d'Europa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71134454</guid><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 15:53:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71134454/11_rapporti_di_produzione_e_rivoluzione_dei_prezzi.mp3" length="57541738" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si propone di spiegare come cambiarono i rapporti di produzione e le variabili economiche nell'Europa del XVI secolo. Le basi per l'evoluzione capitalista europea affondano infatti le proprie radici proprio nei decenni iniziali del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione si propone di spiegare come cambiarono i rapporti di produzione e le variabili economiche nell'Europa del XVI secolo. Le basi per l'evoluzione capitalista europea affondano infatti le proprie radici proprio nei decenni iniziali del 1500. Il modo con il quale le diverse aree produttive europee reagirono alle nuove variabili economiche, derivate in particolar modo dall'aumento della popolazione e dal conseguente allargamento del mercato, determinarono gli sviluppi successivi dell'Europa capitalista e industriale. L'affermazione del lavoro salariato a domicilio, contrapposto a quello delle corporazioni, la nascita di un autonomo settore finanziario, i cui capitali andarono a finanziare le imprese commerciali e belliche delle potenze europee, sono solo alcune delle variabili prese in considerazione. In conclusione, l'intero sistema economico europeo è utilizzato per spiegare la cosiddetta rivoluzione dei prezzi che determino dinamiche inflattive per tutto fino all'inizio del XVII secolo. L'aumento della domanda, rapportata ad una possibilità di produzione, tanto agricola quanto manifatturiera, causò una forte inflazione, la quale, a sua volta, incise sulla storia sociale e politica d'Europa.]]></itunes:summary><itunes:duration>3597</itunes:duration><itunes:keywords>anversa,capitalismonascita,commercieuropei,corsodistoria,corsodistoriamoderna,crisidel300,fiandrestoria,firenzestoria,industriatessile,inflazione,inflazioneineuropa,letteredicambio,nascitadelcapitalismo,rivoluzionedeiprezzi,storia,storiadellafinanza,storiadell'inflazione,storiaeconomica,storiamoderna,viaggidiscoperta</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 10: L'IMPERO DI CARLO V</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=LkBEKWNVgeg</link><description><![CDATA[L'impero di Carlo V d'Asburgo è passato alla storia come l'impero su cui non tramontava mai il sole. Fu un immenso agglomerato di domini diversi, ciascuno segnato dalla propria storia, dalle proprie tradizioni e dalle proprie leggi, e accomunato solamente dalla persona del sovrano. Carlo, nato a Gand nel 1500, si trovò al centro di una tempesta dinastica perfetta, il cui primo tassello fu preparato dal bisnonno di Carlo, l'imperatore Federico III d'Asburgo, che nel 1477, con il matrimonio fra il figlio, Massimiliano, e l'erede del ducato di Borgogna, Maria, portò il ducato che poteva vantare anche il dominio sui Paesi Bassi all'interno dei domini asburgici. Il padre di Carlo, il duca di Borgogna, Filippo il Bello d'Asburgo, morì però già nel 1506 e Carlo ne divenne quindi il successore. La madre di Carlo era però Giovanna di Castiglia, meglio nota come Giovanna la Pazza, che fra il 1497 e il 1500, in virtù della morte di tutti gli altri pretendenti, divenne l'unica erede delle corone dei genitori, Isabella di Castiglia e Giovanna la Pazza. Dopo che la madre iniziò a mostrare i primi segni di pazzia e il padre morì nel 1506, Carlo divenne dunque l'unico erede delle corone di Spagna, che ereditò alla morte di Ferdinando II il Cattolico nel 1516. Da ultimo, nel 1519 morì il nonno, l'imperatore Massimiliano e Carlo ereditò dunque i domini diretti degli Asburgo, cui il nonno era riuscito a legare anche l'Ungheria e la Boemia, e venne eletto, a suon di fiorini d'oro, imperatore del Sacro Romano Impero. Questa lezione, dopo aver raccontato la successione ereditaria di Carlo, si propone poi di tratteggiare uno schizzo dei diversi domini di Carlo, con le diverse peculiarità che l'imperatore dovette affrontare nel suo regno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71060398</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 11:05:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71060398/10_l_impero_di_carlo_v.mp3" length="93173177" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'impero di Carlo V d'Asburgo è passato alla storia come l'impero su cui non tramontava mai il sole. Fu un immenso agglomerato di domini diversi, ciascuno segnato dalla propria storia, dalle proprie tradizioni e dalle proprie leggi, e accomunato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'impero di Carlo V d'Asburgo è passato alla storia come l'impero su cui non tramontava mai il sole. Fu un immenso agglomerato di domini diversi, ciascuno segnato dalla propria storia, dalle proprie tradizioni e dalle proprie leggi, e accomunato solamente dalla persona del sovrano. Carlo, nato a Gand nel 1500, si trovò al centro di una tempesta dinastica perfetta, il cui primo tassello fu preparato dal bisnonno di Carlo, l'imperatore Federico III d'Asburgo, che nel 1477, con il matrimonio fra il figlio, Massimiliano, e l'erede del ducato di Borgogna, Maria, portò il ducato che poteva vantare anche il dominio sui Paesi Bassi all'interno dei domini asburgici. Il padre di Carlo, il duca di Borgogna, Filippo il Bello d'Asburgo, morì però già nel 1506 e Carlo ne divenne quindi il successore. La madre di Carlo era però Giovanna di Castiglia, meglio nota come Giovanna la Pazza, che fra il 1497 e il 1500, in virtù della morte di tutti gli altri pretendenti, divenne l'unica erede delle corone dei genitori, Isabella di Castiglia e Giovanna la Pazza. Dopo che la madre iniziò a mostrare i primi segni di pazzia e il padre morì nel 1506, Carlo divenne dunque l'unico erede delle corone di Spagna, che ereditò alla morte di Ferdinando II il Cattolico nel 1516. Da ultimo, nel 1519 morì il nonno, l'imperatore Massimiliano e Carlo ereditò dunque i domini diretti degli Asburgo, cui il nonno era riuscito a legare anche l'Ungheria e la Boemia, e venne eletto, a suon di fiorini d'oro, imperatore del Sacro Romano Impero. Questa lezione, dopo aver raccontato la successione ereditaria di Carlo, si propone poi di tratteggiare uno schizzo dei diversi domini di Carlo, con le diverse peculiarità che l'imperatore dovette affrontare nel suo regno.]]></itunes:summary><itunes:duration>5824</itunes:duration><itunes:keywords>carlov,carlovd'asburgo,corsodistoria,ferdinandoilcattolico,filippod'asburgo,filippoilbello,giovannalapazza,imperosucuinontramontailsole,isabelladicastiglia,mariadiborgogna,massimilianod'asburgo,mercurinoarboriodagattinara,regnodinapoli,rivoltadeicomuneros,storia,storiadell'impero,storiadigermania,storiadispagna,storiad'italia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 9: LE GUERRE D'ITALIA DA LUIGI XII A FRANCESCO I</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=90r7K3iuqkU</link><description><![CDATA[La seconda lezione dedicata alle guerre d'Italia si occupa del periodo compreso fra l'ascesa al trono di Luigi XII di Francia (1498) e il trattato di Noyon (1516) con il quale Francesco I di Francia e Carlo V, appena diventato re di Spagna, stabilirono il nuovo assetto di potere della penisola: alla Francia il ducato di Milano, alla Spagna il regno di Napoli. Questo periodo di quasi vent'anni è però cosparso di molte spedizioni, molte guerre e numerosi cambi di alleanze e strategia, con i diversi attori della penisola, dal papato (Alessandro VI, Giulio II e Leone X), a Firenze (dalla repubblica al ritorno dei Medici), fino a Venezia, che perderà e poi recupererà i territori di Terraferma. Un periodo estremamente convulso, nel quale assistiamo alla ricerca, diplomatica e bellica, di un nuovo equilibrio del potere in Italia e, di conseguenza, in Europa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71060290</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 10:50:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71060290/9_le_guerre_d_italia_da_luigi_xii_a_francesco_i_volume_iv_storia_moderna.mp3" length="71457689" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La seconda lezione dedicata alle guerre d'Italia si occupa del periodo compreso fra l'ascesa al trono di Luigi XII di Francia (1498) e il trattato di Noyon (1516) con il quale Francesco I di Francia e Carlo V, appena diventato re di Spagna,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La seconda lezione dedicata alle guerre d'Italia si occupa del periodo compreso fra l'ascesa al trono di Luigi XII di Francia (1498) e il trattato di Noyon (1516) con il quale Francesco I di Francia e Carlo V, appena diventato re di Spagna, stabilirono il nuovo assetto di potere della penisola: alla Francia il ducato di Milano, alla Spagna il regno di Napoli. Questo periodo di quasi vent'anni è però cosparso di molte spedizioni, molte guerre e numerosi cambi di alleanze e strategia, con i diversi attori della penisola, dal papato (Alessandro VI, Giulio II e Leone X), a Firenze (dalla repubblica al ritorno dei Medici), fino a Venezia, che perderà e poi recupererà i territori di Terraferma. Un periodo estremamente convulso, nel quale assistiamo alla ricerca, diplomatica e bellica, di un nuovo equilibrio del potere in Italia e, di conseguenza, in Europa.]]></itunes:summary><itunes:duration>4467</itunes:duration><itunes:keywords>agnadello,alessandroviborgia,battagliadiagnadello,battagliadimarignano,battagliadiravenna,cesareborgia,corsodistoria,etàmoderna,firenzestoria,giangiacomotrivulzio,ilcorsodistoria,ilvalentino,lorenzoilmagnifico,luigixiidifrancia,marcomana,medicistoria,scuola,storiamoderna,storiamodernacorso,università</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 8: LA DISCESA DI CARLO VIII</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=mPXBl9tS9wY</link><description><![CDATA[La discesa in Italia di Carlo VIII dà l'avvio a quelle che sono state battezzate dagli storici come le guerre d'Italia. Si tratta di un ciclo quasi ininterrotto di guerre nelle quali le potenze europee di Francia, Spagna e impero asburgico si sono contese il predominio in Italia e, di conseguenza e come si vedrà, in Europa. Per questo motivo, la discesa in Italia del re di Francia, che pone fine all'effimera stagione dell'equilibrio tra le potenze italiane, rappresenta un vero e proprio punto di svolta della storia. La caduta della prima tessera di un lungo domino che cambierà le relazioni e gli assetti del potere in Europa. In palio, come sempre quando nella storia si muovono le "potenze", è l'egemonia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71060234</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 10:46:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71060234/8_la_discesa_di_carlo_viii.mp3" length="63050440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La discesa in Italia di Carlo VIII dà l'avvio a quelle che sono state battezzate dagli storici come le guerre d'Italia. Si tratta di un ciclo quasi ininterrotto di guerre nelle quali le potenze europee di Francia, Spagna e impero asburgico si sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La discesa in Italia di Carlo VIII dà l'avvio a quelle che sono state battezzate dagli storici come le guerre d'Italia. Si tratta di un ciclo quasi ininterrotto di guerre nelle quali le potenze europee di Francia, Spagna e impero asburgico si sono contese il predominio in Italia e, di conseguenza e come si vedrà, in Europa. Per questo motivo, la discesa in Italia del re di Francia, che pone fine all'effimera stagione dell'equilibrio tra le potenze italiane, rappresenta un vero e proprio punto di svolta della storia. La caduta della prima tessera di un lungo domino che cambierà le relazioni e gli assetti del potere in Europa. In palio, come sempre quando nella storia si muovono le "potenze", è l'egemonia.]]></itunes:summary><itunes:duration>3941</itunes:duration><itunes:keywords>carloviii,corsodistoria,discesadicarloviii,ducatodimilano,equilibriotrapotenze,etàmodernastoria,girolamosavonarola,guerred'italia,lorenzoilmagnifico,milanostoria,pacedilodi,pierodemedici,repubblicafiorentina,storiadell'italiamoderna,storiadelregnodinapoli,storiadifrancia,storiadinapoli,storiamoderna,veneziastoria,xvisecolostoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 7: I CONQUISTADORES E L'IMPERO COLONIALE SPAGNOLO</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=zxJF-xB-ChQ</link><description><![CDATA[Questa lezione si propone di raccontare, dopo i primi viaggi di Colombo, la conquista dell'America centro-meridionale da parte dei conquistadores spagnoli. Dopo aver raccontato delle spedizioni, fra cui quella di Ferdinando Magellano, che furono indispensabili per avere una conoscenza della reale grandezza del Nuovo Mondo, si passa al racconto delle spedizioni di Hernan Cortes in Messico e di Francisco Pizarro, in Perù. Alla conquista armata e l'inizio del genocidio delle popolazioni precolombiane seguirà, poi, il racconto delle modalità di sfruttamento, con i cicli dell'oro e dell'argento, delle nuove terre conquistate. Il colonialismo europeo era ufficialmente cominciato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71060192</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 10:43:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71060192/7_i_conquistadores_e_l_impero_coloniale_spagnolo.mp3" length="56653993" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si propone di raccontare, dopo i primi viaggi di Colombo, la conquista dell'America centro-meridionale da parte dei conquistadores spagnoli. Dopo aver raccontato delle spedizioni, fra cui quella di Ferdinando Magellano, che furono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione si propone di raccontare, dopo i primi viaggi di Colombo, la conquista dell'America centro-meridionale da parte dei conquistadores spagnoli. Dopo aver raccontato delle spedizioni, fra cui quella di Ferdinando Magellano, che furono indispensabili per avere una conoscenza della reale grandezza del Nuovo Mondo, si passa al racconto delle spedizioni di Hernan Cortes in Messico e di Francisco Pizarro, in Perù. Alla conquista armata e l'inizio del genocidio delle popolazioni precolombiane seguirà, poi, il racconto delle modalità di sfruttamento, con i cicli dell'oro e dell'argento, delle nuove terre conquistate. Il colonialismo europeo era ufficialmente cominciato.]]></itunes:summary><itunes:duration>3541</itunes:duration><itunes:keywords>amerigovespucci,antoniopigafetta,azteco,canaledipanama,conquistadores,cristoforocolombo,etàmoderna,ferdinandomagellano,franciscopizarro,hernancortes,imperoazteco,imperocolonialespagnolo,imperoinca,inca,passaggiodinordovest,perù,spagna,storia,storiadispagna,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 6: LA SCOPERTA DELL'AMERICA E LE CIVILTA' PRECOLOMBIANE</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=bSPE1MWXjBU</link><description><![CDATA[La scoperta dell'America nel 1492 rappresenta uno degli avvenimenti più importanti nella storia dell'umanità. Essa fu frutto di un errore, compiuto dal marinaio genovese Cristoforo Colombo che, convinto della sfericità del globo e pensando che le coste della Cina non fossero lontane a quelle dell'Europa, riuscì a farsi finanziare una spedizione atlantica da parte della corona di Spagna. La prima spedizione di Colombo, che approdò nei caraibi, non mostrò l'errore e l'ammiraglio tornò in Spagna convinto di aver raggiunto le Indie. Ma, nonostante questo, Colombo aprì una rotta che egli stesso, e altri avventurieri, compirono sempre più spesso negli anni seguenti, portando infine alla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un continente immenso, un Mundus Novus come ebbe a definirlo Amerigo Vespucci, da cui il continente prese il nome. La seconda parte della lezione sarà invece dedicata a tracciare un quadro complessivo delle civiltà che gli spagnoli incontrarono una volta espanso il loro raggio d'azione al di fuori delle Antille. I maya, gli aztechi e gli inca verranno descritti nelle loro caratteristiche politiche, sociali ed economiche, prima che la grande tragedia dell'incontro con gli europei si abbattesse micidiale su di loro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70649716</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:44:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70649716/6_la_scoperta_dell_america_e_le_civilta_precolombiane.mp3" length="63381464" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La scoperta dell'America nel 1492 rappresenta uno degli avvenimenti più importanti nella storia dell'umanità. Essa fu frutto di un errore, compiuto dal marinaio genovese Cristoforo Colombo che, convinto della sfericità del globo e pensando che le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La scoperta dell'America nel 1492 rappresenta uno degli avvenimenti più importanti nella storia dell'umanità. Essa fu frutto di un errore, compiuto dal marinaio genovese Cristoforo Colombo che, convinto della sfericità del globo e pensando che le coste della Cina non fossero lontane a quelle dell'Europa, riuscì a farsi finanziare una spedizione atlantica da parte della corona di Spagna. La prima spedizione di Colombo, che approdò nei caraibi, non mostrò l'errore e l'ammiraglio tornò in Spagna convinto di aver raggiunto le Indie. Ma, nonostante questo, Colombo aprì una rotta che egli stesso, e altri avventurieri, compirono sempre più spesso negli anni seguenti, portando infine alla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un continente immenso, un Mundus Novus come ebbe a definirlo Amerigo Vespucci, da cui il continente prese il nome. La seconda parte della lezione sarà invece dedicata a tracciare un quadro complessivo delle civiltà che gli spagnoli incontrarono una volta espanso il loro raggio d'azione al di fuori delle Antille. I maya, gli aztechi e gli inca verranno descritti nelle loro caratteristiche politiche, sociali ed economiche, prima che la grande tragedia dell'incontro con gli europei si abbattesse micidiale su di loro.]]></itunes:summary><itunes:duration>3962</itunes:duration><itunes:keywords>americastoria,antillestoria,caravelle,colombostoria,coloniespagnole,cristoforocolombo,etàmoderna,etàmodernastoria,ferdinandod'aragona,imperospagnolo,isabelladicastiglia,ninapintasantamaria,regnodispagna,scopertadell'america,scopertegeografiche,spagna,spagnastoria,storia,storiamoderna,viaggidiscoperta</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 5: L'INIZIO DELLE SCOPERTE GEOGRAFICHE E L'IMPERO COLONIALE PORTOGHESE</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=Us4qrh5HXYo</link><description><![CDATA[L'epoca compresa fra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI è conosciuta come l'età delle grandi scoperte geografiche. A partire dal 1487, anno nel quale i portoghesi doppiano il capo di Buona Speranza e scoprono l'oceano indiano, fino al 1519, anno della prima circumnavigazione del globo ad opera di Ferdinando Magellano, avviene la cosiddetta "mondializzazione" della storia europea. Da questo momento prende il via quel processo che porterà alla formazione del colonialismo europeo, che plasmerà l'immagine e lo sfruttamento del mondo da parte dell'Europa fino all'età contemporanea. Questa lezione si pone l'obiettivo di raccontare quali furono le premesse e quali le condizioni di possibilità che spinsero, per primi, i portoghesi, a cercare nuove rotte commerciali verso l'India e il suo ricco mercato delle spezie: impossibilità di espansione economica nella penisola iberica, spirito crociato dovuto tanto alla reconquista quanto alla percezione della pressione turca sull'Europa, chiusura dei traffici consolidati con l'oriente a causa del sopraggiungere dell'impero ottomano. Per questa serie di concause, i portoghesi, già dalla prima metà del XV secolo, iniziarono un percorso di esplorazione verso sud delle coste africane e, tappa dopo tappa, e base dopo base, costruirono un percorso ininterrotto fino all'India. Nel giro di un secolo, uno dei più piccoli stati europei, che poteva contare su appena mezzo milione di abitanti, ebbe il quasi monopolio sul mercato delle spezie e costruì un impero commerciale le cui ultime basi furono abbandonate dai portoghesi solamente nel 1975]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70649715</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:40:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70649715/5_l_inizio_delle_scoperte_geografiche_e_l_impero_coloniale_portoghese_volume_iv_storia_moderna.mp3" length="49975005" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'epoca compresa fra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI è conosciuta come l'età delle grandi scoperte geografiche. A partire dal 1487, anno nel quale i portoghesi doppiano il capo di Buona Speranza e scoprono l'oceano indiano, fino al 1519, anno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'epoca compresa fra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI è conosciuta come l'età delle grandi scoperte geografiche. A partire dal 1487, anno nel quale i portoghesi doppiano il capo di Buona Speranza e scoprono l'oceano indiano, fino al 1519, anno della prima circumnavigazione del globo ad opera di Ferdinando Magellano, avviene la cosiddetta "mondializzazione" della storia europea. Da questo momento prende il via quel processo che porterà alla formazione del colonialismo europeo, che plasmerà l'immagine e lo sfruttamento del mondo da parte dell'Europa fino all'età contemporanea. Questa lezione si pone l'obiettivo di raccontare quali furono le premesse e quali le condizioni di possibilità che spinsero, per primi, i portoghesi, a cercare nuove rotte commerciali verso l'India e il suo ricco mercato delle spezie: impossibilità di espansione economica nella penisola iberica, spirito crociato dovuto tanto alla reconquista quanto alla percezione della pressione turca sull'Europa, chiusura dei traffici consolidati con l'oriente a causa del sopraggiungere dell'impero ottomano. Per questa serie di concause, i portoghesi, già dalla prima metà del XV secolo, iniziarono un percorso di esplorazione verso sud delle coste africane e, tappa dopo tappa, e base dopo base, costruirono un percorso ininterrotto fino all'India. Nel giro di un secolo, uno dei più piccoli stati europei, che poteva contare su appena mezzo milione di abitanti, ebbe il quasi monopolio sul mercato delle spezie e costruì un impero commerciale le cui ultime basi furono abbandonate dai portoghesi solamente nel 1975]]></itunes:summary><itunes:duration>3124</itunes:duration><itunes:keywords>bartolomeodiaz,cabral,calicut,capodibuonasperanza,commerciodellespezie,etàdellescoperte,etàmoderna,etàmodernastoria,grandiviaggidiesplorazione,imperoportoghese,indieoccidentali,indieorientali,portogallo,portogallostoria,scopertadelbrasile,scopertadell'america,scopertegeografiche,spedizionedimagellano,storia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 4: GEOSTORIA DELL'EUROPA DEL XVI SECOLO PT. II</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=9jdi7fbnBLE</link><description><![CDATA[Questa lezione prosegue il viaggio nell'Europa dell'inizio dell'età moderna, concentrandosi sulle attività commerciali e produttive del continente. L'attività mineraria e le sfere commerciali, con i relativi prodotti, saranno l'oggetto principale di questa lezione, che si propone di tratteggiare un quadro del continente europeo nel momento immediatamente precedente l'inizio dell'epoca delle grandi scoperte geografiche]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70649717</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:38:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70649717/4_geostoria_dell_europa_del_xvi_secolo_pt_ii.mp3" length="41242166" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione prosegue il viaggio nell'Europa dell'inizio dell'età moderna, concentrandosi sulle attività commerciali e produttive del continente. 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L'attività mineraria e le sfere commerciali, con i relativi prodotti, saranno l'oggetto principale di questa lezione, che si propone di tratteggiare un quadro del continente europeo nel momento immediatamente precedente l'inizio dell'epoca delle grandi scoperte geografiche]]></itunes:summary><itunes:duration>2578</itunes:duration><itunes:keywords>aringhe,commercibaltici,commercimediterranei,etàmoderna,europa,europastoria,geostoria,geostoriad'europa,geostoriaetàmoderna,hansa,lanainglese,lanaspagnola,legaanseatica,metallipreziosistoria,miniere,oroeargento,storia,storiadelleminiere,storiad'europa,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 3: GEOSTORIA DELL'EUROPA DEL XVI SECOLO PT.I</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=vGDBY74m7Ow</link><description><![CDATA[Questa lezione si propone di fare un viaggio alla scoperta dell'Europa del XVI secolo. La prospettiva che verrà adottata è quella della geostoria, vale a dire un racconto che partendo dalle caratteristiche fisiche e economiche si salderà con le vicende etniche e storiche delle diverse aree europee. Il viaggio inizierà ai confini orientali dell'Europa, nell'area del principato di Moscovia, per poi spostarsi verso ovest, con la Scandinavia, la Germania e la Polonia, fino ad arrivare alla Francia e alla penisola iberica, dove inizierà il racconto, procedendo questa volta verso est, dell'Europa mediterranea.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70649684</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:35:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70649684/3_geostoria_dell_europa_del_xvi_secolo_pt_i.mp3" length="59998920" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si propone di fare un viaggio alla scoperta dell'Europa del XVI secolo. La prospettiva che verrà adottata è quella della geostoria, vale a dire un racconto che partendo dalle caratteristiche fisiche e economiche si salderà con le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione si propone di fare un viaggio alla scoperta dell'Europa del XVI secolo. La prospettiva che verrà adottata è quella della geostoria, vale a dire un racconto che partendo dalle caratteristiche fisiche e economiche si salderà con le vicende etniche e storiche delle diverse aree europee. Il viaggio inizierà ai confini orientali dell'Europa, nell'area del principato di Moscovia, per poi spostarsi verso ovest, con la Scandinavia, la Germania e la Polonia, fino ad arrivare alla Francia e alla penisola iberica, dove inizierà il racconto, procedendo questa volta verso est, dell'Europa mediterranea.]]></itunes:summary><itunes:duration>3750</itunes:duration><itunes:keywords>1500,etàmoderna,europadell'eststoria,europadelnord,franciastoria,geostoria,geostoriaeuropa,geostoriaeuropamoderna,germaniastoria,italiastoria,penisolaibericastoria,poloniastoria,portogallostoria,russiastoria,scandinaviastoria,spagnastoria,storia,storiamoderna,ungheriastoria,xvisecolo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 2: UMANESIMO E RINASCIMENTO</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=6Y_uG1mzjYw</link><description><![CDATA[Questa lezione sarà dedicata all'Umanesimo e al Rinascimento. Siamo di fronte a due categorie storiografiche pensate dagli storici nel XIX secolo per indicare l'inizio di un lungo processo di formazione dell'intellettuale europeo che ebbe inizio nel 1400 e terminò con il sistema di istruzione liberale che venne progressivamente esteso alla massa della popolazione fra XIX e XX secolo. Queste due categorie sono però ben lungi da poter essere utilizzate per indicare un'intera epoca storica, come spesso accade se pensiamo ai secoli XV e XVI. Si trattò di un movimento intellettuale che, come si propone di fare questa lezione, andò allargandosi progressivamente, da un piccolo nucleo di intellettuali, fino a raggiungere stati sempre più vasi di popolazione, lungo tutta l'età moderna. Modernità e uomo moderno sono quindi concetti che affondano le proprie radici nel movimento intellettuale di riscoperta delle humanea litterae? Attraverso la citazione di alcuni grandi autori e alcuni grandi temi, questa lezione si propone di rispondere a questa domanda.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70649685</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:33:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70649685/2_umanesimo_e_rinascimento.mp3" length="88187759" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione sarà dedicata all'Umanesimo e al Rinascimento. Siamo di fronte a due categorie storiografiche pensate dagli storici nel XIX secolo per indicare l'inizio di un lungo processo di formazione dell'intellettuale europeo che ebbe inizio nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione sarà dedicata all'Umanesimo e al Rinascimento. Siamo di fronte a due categorie storiografiche pensate dagli storici nel XIX secolo per indicare l'inizio di un lungo processo di formazione dell'intellettuale europeo che ebbe inizio nel 1400 e terminò con il sistema di istruzione liberale che venne progressivamente esteso alla massa della popolazione fra XIX e XX secolo. Queste due categorie sono però ben lungi da poter essere utilizzate per indicare un'intera epoca storica, come spesso accade se pensiamo ai secoli XV e XVI. Si trattò di un movimento intellettuale che, come si propone di fare questa lezione, andò allargandosi progressivamente, da un piccolo nucleo di intellettuali, fino a raggiungere stati sempre più vasi di popolazione, lungo tutta l'età moderna. Modernità e uomo moderno sono quindi concetti che affondano le proprie radici nel movimento intellettuale di riscoperta delle humanea litterae? Attraverso la citazione di alcuni grandi autori e alcuni grandi temi, questa lezione si propone di rispondere a questa domanda.]]></itunes:summary><itunes:duration>5512</itunes:duration><itunes:keywords>etàmoderna,filologia,leonardobruni,leonardodavinci,lorenzoghiberti,lorenzovalla,machiavelli,marsilioficino,pedagogiastorica,pierodellafrancesca,pietropomponazzi,rinascimento,rivoluzione,scientifica,storia,storiadelleidee,storiamoderna,umanesimo,umanesimoerinascimento,vasari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 1: INTRODUZIONE ALLA STORIA MODERNA</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=0Awe9Q5GMDk</link><description><![CDATA[L'introduzione alla storia moderna apre il IV volume del nostro corso di storia ed è dedicata ad una panoramica introduttiva sulla storia moderna. In primo luogo si pone il problema della periodizzazione. Quando inizia la storia moderna? Esistono diverse date prese in considerazione dagli storici di diversi paesi e di diverse epoche. Queste date sono situate all'interno del quarantennio compreso fra il 1453, data della caduta di Costantinopoli e prima data proposta per l'inizio della storia moderna già nel XVII secolo, e il 1492, anno della scoperta dell'America, scelto dal sistema scolastico italiano come punto di partenza dell'età moderna. La storia moderna è però, soprattutto la storia dello stato moderno, e per questo motivo non stupisce che, per esigenze di sopravvivenza culturale, ogni stato europeo abbia il proprio inizio: Italia 1492, Francia 1453, fine della guerra dei 100 anni, Inghilterra 1485, fine della guerra delle due rose e salita al potere della dinastia Tudor, Germania 1517, inizio della riforma protestante, etc. Dopo aver analizzato le periodizzazioni possibili, la seconda parte della lezione sarà dedicata ad elencare, per sommi capi, i grandi temi che caratterizzano l'inizio dell'età moderna: la nascita dello Stato moderno, la fine dell'unità cristiana dell'Europa, la mondializzazione della storia e del commercio con le scoperte geografiche, primo impulso al colonialismo europeo dei secoli successivi; e ancora lo sviluppo, seppur ristretto, per il momento alla cerchia degli intellettuali umanisti, di una cultura laica, che fa dell'uomo moderno un uomo libero, nel bene e nel male. In conclusione, sarà citato un evento di portata di rivoluzionaria che spesso viene poco considerato, l'invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutemberg nel 1455. Senza la possibilità di una maggiore diffusione del sapere l'uomo moderno non sarebbe potuto nascere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70647954</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 18:01:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70647954/1_introduzione_alla_storia_moderna_volume_iv_storia_moderna_1.mp3" length="53961500" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'introduzione alla storia moderna apre il IV volume del nostro corso di storia ed è dedicata ad una panoramica introduttiva sulla storia moderna. In primo luogo si pone il problema della periodizzazione. Quando inizia la storia moderna? Esistono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'introduzione alla storia moderna apre il IV volume del nostro corso di storia ed è dedicata ad una panoramica introduttiva sulla storia moderna. In primo luogo si pone il problema della periodizzazione. Quando inizia la storia moderna? Esistono diverse date prese in considerazione dagli storici di diversi paesi e di diverse epoche. Queste date sono situate all'interno del quarantennio compreso fra il 1453, data della caduta di Costantinopoli e prima data proposta per l'inizio della storia moderna già nel XVII secolo, e il 1492, anno della scoperta dell'America, scelto dal sistema scolastico italiano come punto di partenza dell'età moderna. La storia moderna è però, soprattutto la storia dello stato moderno, e per questo motivo non stupisce che, per esigenze di sopravvivenza culturale, ogni stato europeo abbia il proprio inizio: Italia 1492, Francia 1453, fine della guerra dei 100 anni, Inghilterra 1485, fine della guerra delle due rose e salita al potere della dinastia Tudor, Germania 1517, inizio della riforma protestante, etc. Dopo aver analizzato le periodizzazioni possibili, la seconda parte della lezione sarà dedicata ad elencare, per sommi capi, i grandi temi che caratterizzano l'inizio dell'età moderna: la nascita dello Stato moderno, la fine dell'unità cristiana dell'Europa, la mondializzazione della storia e del commercio con le scoperte geografiche, primo impulso al colonialismo europeo dei secoli successivi; e ancora lo sviluppo, seppur ristretto, per il momento alla cerchia degli intellettuali umanisti, di una cultura laica, che fa dell'uomo moderno un uomo libero, nel bene e nel male. In conclusione, sarà citato un evento di portata di rivoluzionaria che spesso viene poco considerato, l'invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutemberg nel 1455. Senza la possibilità di una maggiore diffusione del sapere l'uomo moderno non sarebbe potuto nascere.]]></itunes:summary><itunes:duration>3373</itunes:duration><itunes:keywords>colombo,colonialismo,colonialismoeuropeo,cristoforocolombo,etàmoderna,europamoderna,finedelmedioevo,imperocoloniale,magellano,martinlutero,medioevo,quandoinizial'etàmoderna,riformaprotestante,scopertadell'america,scopertegeografiche,storia,storiamoderna,uomomoderno,vascodagama,vespucci</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 62: LA FINE DEL MEDIOEVO IN ITALIA (1454-1492)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=lOg8duPGOgQ</link><description><![CDATA[La fine del Medioevo in Italia è occupata dal periodo del cosiddetto equilibrio. Dopo la pace di Lodi del 1454 le maggiori potenze italiane si erano vincolate reciprocamente a mantenere lo status quo, consapevoli che un tentativo di espansione di una avrebbe necessariamente coinvolto una potenza straniera, nello specifico la Francia, nelle vicende italiane. I principi italiani, signori di Milano, Venezia, Firenze e Napoli avevano compreso che rinunciare alla propria ambizione di potere era il prezzo da pagare per conservare la propria autonomia. Questa lezione si propone di dare conto dei decenni dell'equilibrio, dominati dalla personalità e dall'abilità politica di Lorenzo il Magnifico, vero perno del sistema politico italiano; Francesco Sforza e i suoi successori al ducato di Milano, la repubblica oligarchica di Firenze; Ferrante d'Aragona, succeduto al padre Alfonso sul trono di Napoli. Questo sistema entrerà in crisi per la concomitanza di due eventi entrambi occorsi nel 1492: la morte di Lorenzo il Magnifico e l'uscita dalla minorità del giovane e ambizioso nuovo re di Francia, Carlo VIII. La seconda parte della lezione sarà dedicata a fornire una descrizione delle maggiori signorie italiane del XV secolo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69176051</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2025 16:30:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69176051/62_la_fine_del_medioevo_in_italia_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="69391299" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La fine del Medioevo in Italia è occupata dal periodo del cosiddetto equilibrio. Dopo la pace di Lodi del 1454 le maggiori potenze italiane si erano vincolate reciprocamente a mantenere lo status quo, consapevoli che un tentativo di espansione di una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La fine del Medioevo in Italia è occupata dal periodo del cosiddetto equilibrio. Dopo la pace di Lodi del 1454 le maggiori potenze italiane si erano vincolate reciprocamente a mantenere lo status quo, consapevoli che un tentativo di espansione di una avrebbe necessariamente coinvolto una potenza straniera, nello specifico la Francia, nelle vicende italiane. I principi italiani, signori di Milano, Venezia, Firenze e Napoli avevano compreso che rinunciare alla propria ambizione di potere era il prezzo da pagare per conservare la propria autonomia. Questa lezione si propone di dare conto dei decenni dell'equilibrio, dominati dalla personalità e dall'abilità politica di Lorenzo il Magnifico, vero perno del sistema politico italiano; Francesco Sforza e i suoi successori al ducato di Milano, la repubblica oligarchica di Firenze; Ferrante d'Aragona, succeduto al padre Alfonso sul trono di Napoli. Questo sistema entrerà in crisi per la concomitanza di due eventi entrambi occorsi nel 1492: la morte di Lorenzo il Magnifico e l'uscita dalla minorità del giovane e ambizioso nuovo re di Francia, Carlo VIII. La seconda parte della lezione sarà dedicata a fornire una descrizione delle maggiori signorie italiane del XV secolo.]]></itunes:summary><itunes:duration>4337</itunes:duration><itunes:keywords>cosimodemedici,cosimoilvecchio,firenze,firenzestoria,history,italia,italiamedievo,italiastoria,medici,medicistoria,medioevo,medioevostoria,middleage,pierodemedici,signorieitaliane,storia,storiad'italia,storiaitalia,storiaitaliana,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>62</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 61: L'ITALIA DEL '400: DAL CONFLITTO ALLA PACE DI LODI (1414-1454)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=vgtwI_Uzd6U</link><description><![CDATA[Con la morte di Ladislao di Napoli nel 1414 cessarono i tentativi, da parte di una singola potenza italiana, di unificare politicamente la penisola. Il XIV secolo aveva visto imporsi sulla scena italiana alcune grandi potente (Firenze, Milano, Venezia, Napoli e il papato) che, nel corso del secolo successivo, sarebbero state protagoniste, prima, di una serie trentennale di conflitti e, successivamente, della cosiddetta epoca dell'equilibrio (1454-1494). Questa lezione si propone di tracciare il profilo delle principali potenze, delineando le istituzioni di Firenze, all'epoca dell'ascesa medicea, e di Milano, con il passaggio dai Visconti agli Sforza. Le guerre combattute per arginare l'espansionismo veneziano, con il crescente asse di alleanza fra Milano e Firenze, portò, infine, alla consapevolezza che nessuna potenza era abbastanza forte da sottomettere le altre e, che, il rischio, per tutti, fosse quello di un intervento straniero. Il trattato di Lodi 1454 è dunque il risultato di questa consapevolezza. Ogni membro si impegnava a mantenere l'equilibrio italiano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69176050</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2025 16:28:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69176050/61_l_italia_dal_conflitto_all_equilibrio_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="51681115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Con la morte di Ladislao di Napoli nel 1414 cessarono i tentativi, da parte di una singola potenza italiana, di unificare politicamente la penisola. Il XIV secolo aveva visto imporsi sulla scena italiana alcune grandi potente (Firenze, Milano,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con la morte di Ladislao di Napoli nel 1414 cessarono i tentativi, da parte di una singola potenza italiana, di unificare politicamente la penisola. Il XIV secolo aveva visto imporsi sulla scena italiana alcune grandi potente (Firenze, Milano, Venezia, Napoli e il papato) che, nel corso del secolo successivo, sarebbero state protagoniste, prima, di una serie trentennale di conflitti e, successivamente, della cosiddetta epoca dell'equilibrio (1454-1494). Questa lezione si propone di tracciare il profilo delle principali potenze, delineando le istituzioni di Firenze, all'epoca dell'ascesa medicea, e di Milano, con il passaggio dai Visconti agli Sforza. Le guerre combattute per arginare l'espansionismo veneziano, con il crescente asse di alleanza fra Milano e Firenze, portò, infine, alla consapevolezza che nessuna potenza era abbastanza forte da sottomettere le altre e, che, il rischio, per tutti, fosse quello di un intervento straniero. Il trattato di Lodi 1454 è dunque il risultato di questa consapevolezza. 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Fra i principati turchi della penisola anatolica si distinsero, per aggressività ed espansione, i turchi guidati da Othman I che, brandendo la spada della guerra sacra agli infedeli, misero in campo un ininterrotto conflitto contro i bizantini. I successori di Othman espansero i confini e organizzarono l'impero, adottando un sistema feudale nelle periferie e un'amministrazione centrale fondata soprattutto sulla forza dell'esercito. Progressivamente, ma rapidamente, i turchi attraversarono l'Egeo e estesero il proprio dominio ai Balcani. Mentre Costantinopoli era ormai circondata sulle due sponde degli stretti, la cristianità occidentale, terrorizzata, sembrava incapace di porre un argine all'avanzata ottomana. Nonostante un decennio di pausa, dovuto alla conquista dei mongoli di Tarmerlano, il sultano Muhammad II pose l'assedio decisivo a Costantinopoli che cadde nel 1453. Mentre la cristianità occidentale rimaneva sconcertata dalla caduta dell'impero romano d'oriente e la cultura europea riscopriva il greco, grazie alla diaspora dei cristiani ortodossi dall'oriente, la geopolitica europea scopriva che avrebbe dovuto fare i conti con una nuova grande potenza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69176052</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2025 16:26:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69176052/60_l_ascesa_ottomana_e_la_caduta_di_costantinopoli_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="61402009" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'ascesa ottomana prese avvio nella seconda metà del XIII secolo, in seguito alla disgregazione del sultanato selgiuchide di Rum sotto i colpi dell'avanzata mongola. 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Mentre Costantinopoli era ormai circondata sulle due sponde degli stretti, la cristianità occidentale, terrorizzata, sembrava incapace di porre un argine all'avanzata ottomana. Nonostante un decennio di pausa, dovuto alla conquista dei mongoli di Tarmerlano, il sultano Muhammad II pose l'assedio decisivo a Costantinopoli che cadde nel 1453. Mentre la cristianità occidentale rimaneva sconcertata dalla caduta dell'impero romano d'oriente e la cultura europea riscopriva il greco, grazie alla diaspora dei cristiani ortodossi dall'oriente, la geopolitica europea scopriva che avrebbe dovuto fare i conti con una nuova grande potenza.]]></itunes:summary><itunes:duration>3838</itunes:duration><itunes:keywords>cadutadicostantinopoli,costantinopoi,costantinopolistoria,imperoottomano,imperoottomanostoria,imperoromanostoria,medioevo,medioevostoria,ottomani,ottomanistoria,storia,storiadegliottomani,storiadeiturchi,storiadellaturchia,storiamedievale,turchi,turchia,turchiastoria,turchimedioevo,turchistoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>60</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 58: STORIA DELLA RUSSIA NEL MEDIOEVO</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=AfBK9WJ196g</link><description><![CDATA[Questa lezione è dedicata alla storia della Russia nel medioevo. Fra il X e il XV secolo prese forma l'unità territoriale e nazionale della Russia, originariamente dominata Kiev e, successivamente all'invasione mongola del XIII secolo, spostatasi nella regione di Mosca. Qui, grazie all'alleanza con la chiesa e con l'Orda d'oro tartara, i principi di Mosca riuscirono progressivamente ad aumentare la propria autorità, legando a sé, in un sistema feudale più rigido di quello europeo, gli altri principi della Russia, un tempo indipendenti. Con la dissoluzione del giogo tartaro, nel 1480, la Russia era una compagine territoriale unitaria e dipendente da Mosca, in un sistema governato dal principe, "signore di tutta la Russia", in alleanza con l'aristocrazia dei boiari e dei principi minori, con una popolazione in gran parte asservita nel lavoro agricolo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69176053</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2025 16:23:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69176053/58_storia_della_russia_nel_medioevo_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="61395322" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione è dedicata alla storia della Russia nel medioevo. Fra il X e il XV secolo prese forma l'unità territoriale e nazionale della Russia, originariamente dominata Kiev e, successivamente all'invasione mongola del XIII secolo, spostatasi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione è dedicata alla storia della Russia nel medioevo. Fra il X e il XV secolo prese forma l'unità territoriale e nazionale della Russia, originariamente dominata Kiev e, successivamente all'invasione mongola del XIII secolo, spostatasi nella regione di Mosca. Qui, grazie all'alleanza con la chiesa e con l'Orda d'oro tartara, i principi di Mosca riuscirono progressivamente ad aumentare la propria autorità, legando a sé, in un sistema feudale più rigido di quello europeo, gli altri principi della Russia, un tempo indipendenti. Con la dissoluzione del giogo tartaro, nel 1480, la Russia era una compagine territoriale unitaria e dipendente da Mosca, in un sistema governato dal principe, "signore di tutta la Russia", in alleanza con l'aristocrazia dei boiari e dei principi minori, con una popolazione in gran parte asservita nel lavoro agricolo.]]></itunes:summary><itunes:duration>3838</itunes:duration><itunes:keywords>gengiskhan,kiev,kievstoria,medioevo,medioevostoria,mongolia,mongoliastoria,russia,russiamedioevo,russiastoria,storia,storiadellarussia,storiadell'ucraina,storiamedievale,tamerlano,tamerlanostoria,tartari,tartaristoria,ucraina,ucrainastoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>58</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 59:  I TURCHI E L'ASCESA DEGLI OTTOMANI (X-XIII sec.)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=dRSCDgEPbyQ</link><description><![CDATA[Questa lezione si pone l'obiettivo di tracciare, in modo sintetico, l'emergere, dalle steppe dell'Asia orientale delle diverse tribù di etnia e lingua turca, a cominciare dal primo impero, quello dei turchi kok, nel VI secolo. A partire dall'VIII secolo, i rapporti tra i turchi e i vicino regno islamico della Persia determinò una conversione all'islam sunnita delle tribù turche. Sotto l'egida ideologica della guerra santa, la jihad, i turchi si espansero progressivamente verso occidente arrivando a occupare gran parte della penisola anatolica. Fra l'XI e la fine del XIV secolo fu l'impero selgiuchide, che sottomise la stessa persia araba, a dominare la zona del vicino oriente, strappando diversi territori anatolici all'impero romano d'oriente e iniziando una guerra che, fra alterne vicende, avrebbe portato alla caduta di Costantinopoli. Con l'avanzare dei mongoli di Gengis Khan e dei suoi successori, il grande impero selgiuchide si sfaldò, sopravvivendo, come vassallo dei mongoli, in una zona dell'Anatolia centro-orientale. La diaspora turca da oriente, sotto la spinta dell'avanzata mongola, portò in Anatolia, diverse nuove tribù di etnia turca che fondarono, fra l'Anatolia occidentale e ciò che rimaneva del sultanato selgiuchide di Rum, diversi principati autonomi. Fra questi, ben presto, spiccò per aggressività ed espansione il principato guidato da Othman I, il capostipite dei turchi ottomani che nei secoli successivi avrebbero terrorizzato l'occidente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69176049</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2025 16:21:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69176049/59_i_turchi_e_l_ascesa_degli_ottomani_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="46873330" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si pone l'obiettivo di tracciare, in modo sintetico, l'emergere, dalle steppe dell'Asia orientale delle diverse tribù di etnia e lingua turca, a cominciare dal primo impero, quello dei turchi kok, nel VI secolo. 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Con l'avanzare dei mongoli di Gengis Khan e dei suoi successori, il grande impero selgiuchide si sfaldò, sopravvivendo, come vassallo dei mongoli, in una zona dell'Anatolia centro-orientale. La diaspora turca da oriente, sotto la spinta dell'avanzata mongola, portò in Anatolia, diverse nuove tribù di etnia turca che fondarono, fra l'Anatolia occidentale e ciò che rimaneva del sultanato selgiuchide di Rum, diversi principati autonomi. 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Sovrano scrupoli, capace di concepire disegni grandiosi, fu il sovrano che ereditò la Francia spossata dalla guerra dei cent'anni e che, con abilità militare e diplomatica, lasciò in dote alla Francia moderna notevoli acquisizioni territoriali, che portarono la monarchia quasi a coincidere con il territorio nazionale contemporaneo. Questa lezione tratterà delle rivolte dell'antica nobiltà feudale e della fine dei ducati indipendenti di Bretagna e Borgogna, nonché delle acquisizioni in Linguadoca e Rossiglione. La monarchia consolidò autorità e istituzioni, ma non si preoccupò del popolo, che continuava a patire il disastro della guerra dei cent'anni e fu spolpato dal fisco regio, incaricato di trovare le risorse per finanziare le guerre del re.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172943</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2025 21:22:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172943/57_la_fine_del_medioevo_in_francia_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="61140785" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il regno di Luigi XI segna la fine del Medioevo in Francia. Sovrano scrupoli, capace di concepire disegni grandiosi, fu il sovrano che ereditò la Francia spossata dalla guerra dei cent'anni e che, con abilità militare e diplomatica, lasciò in dote...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il regno di Luigi XI segna la fine del Medioevo in Francia. Sovrano scrupoli, capace di concepire disegni grandiosi, fu il sovrano che ereditò la Francia spossata dalla guerra dei cent'anni e che, con abilità militare e diplomatica, lasciò in dote alla Francia moderna notevoli acquisizioni territoriali, che portarono la monarchia quasi a coincidere con il territorio nazionale contemporaneo. Questa lezione tratterà delle rivolte dell'antica nobiltà feudale e della fine dei ducati indipendenti di Bretagna e Borgogna, nonché delle acquisizioni in Linguadoca e Rossiglione. La monarchia consolidò autorità e istituzioni, ma non si preoccupò del popolo, che continuava a patire il disastro della guerra dei cent'anni e fu spolpato dal fisco regio, incaricato di trovare le risorse per finanziare le guerre del re.]]></itunes:summary><itunes:duration>3822</itunes:duration><itunes:keywords>assolutismo,borgogna,borgognastoria,bretagna,bretagnastoria,carloiltemerario,ducatodiborgogna,francia,franciastoria,luigixi,medioevo,medioevostoria,monarchiadeivalois,monarchiadifrancia,redifrancia,regnodifrancia,statigenerali,storia,storiadifrancia,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>57</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 56: IL REGNO DI NAPOLI NEL XV SECOLO: DAGLI ANGIOINI AGLI ARAGONESI (1414-1483)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=C11hoM3lZQM</link><description><![CDATA[Alla morte di Ladislao di Durazzo, nel 1414, gli successe sul trono di Napoli la regina Giovanna II. La regina, 45enne e vedova, fu oggetto, nel ventennio successivo di un intrigato succedersi di eventi, nei quali la politica interna napoletana, dominata dai baroni e dai favoriti della regina, si incrocio con l'intervento degli aragonesi di Alfonso V, già re d'Aragona, di Sicilia e di Sardegna e di Luigi III d'Angiò, del ramo principale del casato francese di cui faceva parte la stessa Giovanna II. In vorticoso volgersi delle alleanze e della sorte, dopo la morte della regina nel 1435, furono proprio gli aragonesi a installarsi sul trono di Napoli. Alfonso riunificò Sicilia e Napoli, andando a gestire un dominio che abbracciava tutto il mediterraneo occidentale. Fu in questo momento che le vicende napoletane andarono a inserirsi nel complesso sistema geopolitico italiano che culminò, nel 1454, con l'equilibrio tra le potenze sancito dalla pace di Lodi. Nella seconda parte del secolo, l'erede di Alfonso, Ferrante d'Aragona dovette fronteggiare una rivolta dei baroni, ostili ai tentativi del sovrano di accentrare il potere. Furono ancora una volta gli stati italiani che si impegnarono a sostenere il monarca napoletano per scongiurare una volta di più il rischio dell'intervento diretto di una grande potenza nella penisola. Si trattava di un equilibrio estremamente precario...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172942</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2025 21:11:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172942/56_il_regno_di_napoli_nel_xv_secolo_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="59044719" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Alla morte di Ladislao di Durazzo, nel 1414, gli successe sul trono di Napoli la regina Giovanna II. 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Fu in questo momento che le vicende napoletane andarono a inserirsi nel complesso sistema geopolitico italiano che culminò, nel 1454, con l'equilibrio tra le potenze sancito dalla pace di Lodi. Nella seconda parte del secolo, l'erede di Alfonso, Ferrante d'Aragona dovette fronteggiare una rivolta dei baroni, ostili ai tentativi del sovrano di accentrare il potere. Furono ancora una volta gli stati italiani che si impegnarono a sostenere il monarca napoletano per scongiurare una volta di più il rischio dell'intervento diretto di una grande potenza nella penisola. 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Filippo di Stiria era un personaggio estremamente particolare, signore diretto di pochi e poveri possedimenti in Stiria, Carinzia e Carnicola, si trovò a essere re dei romani e potenzialmente duca d'Austria, re di Boemia e re d'Ungheria. Il suo lungo regno è in realtà costellato di vani tentativi di tenere insieme i titoli asburgici. Tanto in Austria, dove i rivali erano interni al proprio stesso casato, quanto in Boemia e Ungheria, dove l'elemento nazionalista privilegiò re autoctoni. Tuttavia la risolutezza dell'imperatore, spesso assediato e costretto ad una vita errabonda, la lunghezza del suo regno a confronto della morte dei suoi rivali, fecero sì che al termine della sua vita, il suo erede, Massimiliano d'Asburgo potesse riacquistare tutti i titoli del casato, aumentandoli con la Borgogna e le Fiandre, portate in dote dal matrimonio con Maria di Borgogna, figlia di Carlo il Temerario, che proprio Federico III aveva combinato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172926</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2025 21:05:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172926/55_la_germania_alla_fine_del_medioevo_1438_1493.mp3" length="60519279" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La storia della Germania alla fine del medioevo è dominata, dopo la breve parentesi del rimpianto Alberto II d'Asburgo (1438-1439) dal lungo regno di Filippo III d'Asburgo (1440-1493). 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Tuttavia la risolutezza dell'imperatore, spesso assediato e costretto ad una vita errabonda, la lunghezza del suo regno a confronto della morte dei suoi rivali, fecero sì che al termine della sua vita, il suo erede, Massimiliano d'Asburgo potesse riacquistare tutti i titoli del casato, aumentandoli con la Borgogna e le Fiandre, portate in dote dal matrimonio con Maria di Borgogna, figlia di Carlo il Temerario, che proprio Federico III aveva combinato.]]></itunes:summary><itunes:duration>3783</itunes:duration><itunes:keywords>asburgo,asburgostoria,austriastoria,boemia,boemiastoria,carlov,carlovstoria,casad'asburgo,casad'austria,germaniastoria,history,medioevo,medioevostoria,sacroromanoimpero,sacroromanoimperostoria,storia,storiadigermania,storiamedievale,ungheria,ungheriastoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>55</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 54: L'IMPERO GERMANICO DAI LUSSEMBURGO AGLI ASBURGO (1378-1437)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=xP2KqQ7zjzU</link><description><![CDATA[Alla morte di Carlo IV di Boemia, del casato dei Lussemburgo, nel 1378, per la prima volta in quasi due secoli, in Germania, il titolo di re dei romani si trasmise di padre in figlio. Venceslao di Lussemburgo aveva però di fronte una situazione estremamente complessa. Il potere regio era debole, l'autorità che poteva esercitare sui potenti principi elettori dipendeva dalla quantità di concessioni che il re sarebbe stato in grado di fare. Inoltre la Germania era ormai in uno stato di anarchia perenne, con le varie parti della società, dai ceti alla città, il costante lotta nel tentativo di aumentare potere e autonomia dalla corona. A questa situazione, nello stesso 1378, andava ad aggiungersi il grande scisma d'occidente, che si fuse, come elemento di contrasto, con la lotta politica tedesca. Polonia, Ungheria e Boemia stavano vivendo un periodo nel quale l'elemento nazionalista portava alla volontà di affrancamento dalla sfera di dominio imperiale. Proprio in Boemia, l'eresia iniziata con la predicazione di Ian Hus, trasformò l'inizio del XV secolo in una lotta tra germanesimo e elemento nazionalista boemo. Le diverse guerre che i principi tedeschi e gli imperatori portarono avanti non riuscirono a imporre l'autorità tedesca su una Boemia che si considerava sempre più ceca. Deposto Venceslao, e morto prematuramente il debole Roberto III del Palatinato (1411) la corona tornò alla casa di Lussemburgo con il fratello minore di Venceslao, Sigismondo, re d'Ungheria. Anch'egli, nonostante i suoi sforzi e nonostante il tentativo di riformare nel senso di uno stato moderno l'impero, dovette arrendersi all'impotenze. Quando Sigismondo morì senza eredi maschi, nel 1437, si attivò il trattato di Bruna, siglato dai Lussemburgo e dagli Asburgo settant'anni prima. Il trattato prevedeva che, in cambio dell'esclusione degli Asburgo dal novero dei grandi elettori, se i Lussemburgo si fossero estinti, tutti i loro domini sarebbero passati agli Asburgo. Nel 1437 a beneficiare di questo straordinario salto avanti nel potere fu Alberto d'Asburgo, che inaugurò un periodo di tre secoli nei quali la corona imperiale spettò alla discendenza maschile asburgica]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172925</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2025 21:01:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172925/54_l_impero_germanico_dai_lussemburgo_agli_asburgo_1378_1437_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="60052001" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Alla morte di Carlo IV di Boemia, del casato dei Lussemburgo, nel 1378, per la prima volta in quasi due secoli, in Germania, il titolo di re dei romani si trasmise di padre in figlio. 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Polonia, Ungheria e Boemia stavano vivendo un periodo nel quale l'elemento nazionalista portava alla volontà di affrancamento dalla sfera di dominio imperiale. Proprio in Boemia, l'eresia iniziata con la predicazione di Ian Hus, trasformò l'inizio del XV secolo in una lotta tra germanesimo e elemento nazionalista boemo. Le diverse guerre che i principi tedeschi e gli imperatori portarono avanti non riuscirono a imporre l'autorità tedesca su una Boemia che si considerava sempre più ceca. Deposto Venceslao, e morto prematuramente il debole Roberto III del Palatinato (1411) la corona tornò alla casa di Lussemburgo con il fratello minore di Venceslao, Sigismondo, re d'Ungheria. Anch'egli, nonostante i suoi sforzi e nonostante il tentativo di riformare nel senso di uno stato moderno l'impero, dovette arrendersi all'impotenze. Quando Sigismondo morì senza eredi maschi, nel 1437, si attivò il trattato di Bruna, siglato dai Lussemburgo e dagli Asburgo settant'anni prima. Il trattato prevedeva che, in cambio dell'esclusione degli Asburgo dal novero dei grandi elettori, se i Lussemburgo si fossero estinti, tutti i loro domini sarebbero passati agli Asburgo. 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La guerra delle due rose fu un conflitto dinastico combattuto da due rami della casa regnante dei Plantageneti, i Lancaster e gli York, entrambi discendenti del re Edoardo III. Il regno di Enrico VI (1221-1271) vide quindi il conflitto, dalle alterne vicende, fra le due casate in lotta per il potere. Entrambe nel corso del conflitto durato un trentennio riuscirono a raggiungere il potere, ma fu solamente negli anni 80, che si riuscì a superare il conflitto con l'ascesa al potere della nuova dinastia Tudor, imparentata tanto con i Lancaster che con gli York. L'incoronazione di Enrico VII Tudor (1485-1509) rappresenta, per gli storici d'oltremanica, l'inizio dell'età moderna in Inghilterra. Il nuovo sovrano avrebbe potuto governare uno stato nel quale l'antica aristocrazia feudale usciva massacrata e mutilata dal conflitto delle due rose. Per questo motivo, la fine della guerra rappresentò un nuovo inizio per l'intero regno d'Inghilterra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172895</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2025 20:59:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172895/53_la_guerra_delle_due_rose_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="71220706" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Se la fine della guerra dei cent'anni aveva segnato, per la Francia, il passaggio decisivo verso lo Stato moderno, per l'Inghilterra fu invece il preludio ad un conflitto di matrice dinastica che sarebbe stato destinato a segnare il passaggio del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se la fine della guerra dei cent'anni aveva segnato, per la Francia, il passaggio decisivo verso lo Stato moderno, per l'Inghilterra fu invece il preludio ad un conflitto di matrice dinastica che sarebbe stato destinato a segnare il passaggio del regno all'età moderna. La guerra delle due rose fu un conflitto dinastico combattuto da due rami della casa regnante dei Plantageneti, i Lancaster e gli York, entrambi discendenti del re Edoardo III. Il regno di Enrico VI (1221-1271) vide quindi il conflitto, dalle alterne vicende, fra le due casate in lotta per il potere. Entrambe nel corso del conflitto durato un trentennio riuscirono a raggiungere il potere, ma fu solamente negli anni 80, che si riuscì a superare il conflitto con l'ascesa al potere della nuova dinastia Tudor, imparentata tanto con i Lancaster che con gli York. L'incoronazione di Enrico VII Tudor (1485-1509) rappresenta, per gli storici d'oltremanica, l'inizio dell'età moderna in Inghilterra. Il nuovo sovrano avrebbe potuto governare uno stato nel quale l'antica aristocrazia feudale usciva massacrata e mutilata dal conflitto delle due rose. 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L'assedio d'Orleans era percepito da entrambe le parti come il momento decisivo del conflitto. Caduta la città, Carlo VII sarebbe stato perduto e il potere di Enrico VI sulla Francia riconosciuto. Fu in questo momento che la Francia conobbe Giovanna d'Arco. Questa lezione si occupa in primo luogo di raccontare la storia dell'adolescente pastorella analfabeta che, udite per anni voci divine, decise di mettersi a capo della riconquista francese. La pulzella d'Orleans divenne il tramite fra Dio e la monarchia di Francia, impersonata da Carlo VII. Liberata Orleans, Giovanna d'Arco spinse Carlo VII fino a Reims, dove venne incoronato re di Francia, legittimando il suo potere di fronte ad una popolazione che si stava sollevando contro gli inglesi. Da questo momento le vittorie francesi non furono interrotte nemmeno dalla tragica morte sul rogo dell'eroina nazionale che, anzi, sacrificandosi come i martiri, infiammò ancor più l'animo dei francesi di ardore patriottico. La guerra terminò, pur senza un trattato di pace ufficiale, nel 1453, restituendo una monarchia che si stava dotando dell'amministrazione e delle istituzioni di uno stato pienamente moderno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172886</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:20:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172886/52_la_fine_della_guerra_dei_cent_anni_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="68086848" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 1429 la Francia sembrava perduta. L'assedio d'Orleans era percepito da entrambe le parti come il momento decisivo del conflitto. Caduta la città, Carlo VII sarebbe stato perduto e il potere di Enrico VI sulla Francia riconosciuto. Fu in questo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 1429 la Francia sembrava perduta. L'assedio d'Orleans era percepito da entrambe le parti come il momento decisivo del conflitto. Caduta la città, Carlo VII sarebbe stato perduto e il potere di Enrico VI sulla Francia riconosciuto. Fu in questo momento che la Francia conobbe Giovanna d'Arco. Questa lezione si occupa in primo luogo di raccontare la storia dell'adolescente pastorella analfabeta che, udite per anni voci divine, decise di mettersi a capo della riconquista francese. La pulzella d'Orleans divenne il tramite fra Dio e la monarchia di Francia, impersonata da Carlo VII. Liberata Orleans, Giovanna d'Arco spinse Carlo VII fino a Reims, dove venne incoronato re di Francia, legittimando il suo potere di fronte ad una popolazione che si stava sollevando contro gli inglesi. Da questo momento le vittorie francesi non furono interrotte nemmeno dalla tragica morte sul rogo dell'eroina nazionale che, anzi, sacrificandosi come i martiri, infiammò ancor più l'animo dei francesi di ardore patriottico. 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Protagonisti furono lo spregiudicato re inglese Enrico V, che dopo le politiche pacifiste di Riccardo II e Enrico IV, decise che la guerra civile che stava dilaniando la Francia fornisse l'occasione migliore per tornare a rivendicare il sogno di Edoardo III, la corona di Francia. Alleatosi con i borgognoni, Enrico V, nel 1415, iniziò una sistematica impresa di conquista del nord della Francia, dalla Normandia a Parigi, con il supporto della Borgogna. Al giovane, inesperto e inconcludente Carlo VII di Valois rimaneva il controllo della parte centro-meridionale del regno. Solamente la morte improvvisa di Enrico V nel 1422 consentì alla Francia di sopravvivere, in quella che però sembrava una lenta agonia. Il giovane Enrico VI aveva solamente 10 mesi quando venne incoronato re d'Inghilterra, ma anche sotto la reggenza dello zio, il duca di Bedford, l'avanzata inglese sembrò inarrestabile. Finché gli inglesi posero l'assedio alla città di Orleans, giudicava ormai da entrambe le parti come la chiave di volta dell'intero conflitto. Qui, improvvisamente e inaspettatamente, i francesi, che covavano sotto la cenere di un'opposizione passiva agli inglesi un reale sentimento patriottico, non potendo rivolgersi al proprio inutile re, trovarono un simbolo dietro cui risollevarsi...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172871</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:18:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172871/51_la_guerra_dei_cent_anni_pt_iv_la_francia_sull_orlo_del_baratro_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="62157262" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La quarta lezione dedicata alla guerra dei cent'anni vedrà la Francia portarsi ad un passo dall'annientamento. Protagonisti furono lo spregiudicato re inglese Enrico V, che dopo le politiche pacifiste di Riccardo II e Enrico IV, decise che la guerra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La quarta lezione dedicata alla guerra dei cent'anni vedrà la Francia portarsi ad un passo dall'annientamento. Protagonisti furono lo spregiudicato re inglese Enrico V, che dopo le politiche pacifiste di Riccardo II e Enrico IV, decise che la guerra civile che stava dilaniando la Francia fornisse l'occasione migliore per tornare a rivendicare il sogno di Edoardo III, la corona di Francia. Alleatosi con i borgognoni, Enrico V, nel 1415, iniziò una sistematica impresa di conquista del nord della Francia, dalla Normandia a Parigi, con il supporto della Borgogna. Al giovane, inesperto e inconcludente Carlo VII di Valois rimaneva il controllo della parte centro-meridionale del regno. Solamente la morte improvvisa di Enrico V nel 1422 consentì alla Francia di sopravvivere, in quella che però sembrava una lenta agonia. Il giovane Enrico VI aveva solamente 10 mesi quando venne incoronato re d'Inghilterra, ma anche sotto la reggenza dello zio, il duca di Bedford, l'avanzata inglese sembrò inarrestabile. Finché gli inglesi posero l'assedio alla città di Orleans, giudicava ormai da entrambe le parti come la chiave di volta dell'intero conflitto. Qui, improvvisamente e inaspettatamente, i francesi, che covavano sotto la cenere di un'opposizione passiva agli inglesi un reale sentimento patriottico, non potendo rivolgersi al proprio inutile re, trovarono un simbolo dietro cui risollevarsi...]]></itunes:summary><itunes:duration>3885</itunes:duration><itunes:keywords>bretagnastoria,enricovshakespeare,franciamedioevo,giovannad'arco,guerradei100anni,guerradeicent'anni,histoire,history,inghilterramedioevo,medioevo,medioevostoria,middleage,moyenage,normandiastoria,orleansstoria,regnodifrancia,regnod'inghilterra,shakespeare,storia,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>51</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 50: LA GUERRA DEI 100 ANNI PT. III DALLA TREGUA ALLA GUERRA CIVILE IN FRANCIA (1380-1414)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=CGwY06j2sfQ</link><description><![CDATA[Dopo la scomparsa dei sovrani di Inghilterra e Francia, Edoardo III (1377) e Carlo V (1380), la guerra dei cent'anni si arrestò in una tregua che sarebbe durata fino al 1415. Questa lezione si occuperà quindi di raccontare la storia di questa tregua, che è storia soprattutto delle turbolente vicende che, in un parallelismo del quale i pesanti decenni della guerra dei cent'anni rappresentano il denominatore comune. In Inghilterra, Riccardo II, convinto della necessità della pace con la Francia, si rese protagonista di un conflitto con la grande aristocrazia e il Parlamento, in palio vi era la stessa concezione del potere monarchico, assoluto o limitato. In Francia, la pazzia del re Carlo VI causò una lotta per il potere fra i principi di Valois, in seno al consiglio di reggenza. I seguaci del duca d'Orleans, alleati con i formidabili guasconi d'Armagnac, i cosiddetti armagnacchi, e quelli del duca di Borgogna, territorio non annesso al regno di Francia ma vassallo del re. Il potere sul folle monarca causò una guerra civile che divise, devastò e dissesto finanziariamente il regno di Francia, logorando e disorientando la popolazione. Questo scenario sfociò infine nella ripresa della guerra dei cent'anni e portò gli inglesi ad un passo dalla vittoria finale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172867</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:17:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172867/50_la_guerra_dei_100_anni_pt_iii_dalla_tregua_alla_guerra_civile_in_francia_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="67245079" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la scomparsa dei sovrani di Inghilterra e Francia, Edoardo III (1377) e Carlo V (1380), la guerra dei cent'anni si arrestò in una tregua che sarebbe durata fino al 1415. 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I seguaci del duca d'Orleans, alleati con i formidabili guasconi d'Armagnac, i cosiddetti armagnacchi, e quelli del duca di Borgogna, territorio non annesso al regno di Francia ma vassallo del re. Il potere sul folle monarca causò una guerra civile che divise, devastò e dissesto finanziariamente il regno di Francia, logorando e disorientando la popolazione. 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LA PRIMA RISCOSSA FRANCESE (1360-1380)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=2nEQ43wKg7s</link><description><![CDATA[La firma del trattato di Bretigny (1360) aveva sancito la vittoria inglese nella prima offensiva della guerra: molti territori francesi passavano in mano inglese e Giovanni II di Francia veniva liberato dietro il pagamento di un pesante riscatto. Il successore di Giovanni II, Carlo V (1364-1380) dedicò il suo intero regno alla vendetta contro gli inglesi e al recupero dei territori perduti. Egli agì su più fronti, in Spagna, sostenendo Enrico contro il fratellastro Pietro, appoggiato dagli inglesi; in Bretagna, nella guerra di successione fra Carlo di Blois e Giovanni di Monfort, alleato di Edoardo III. Fra il 1370 e il 1380, però, il conflitto fu aperto. Gli inglesi tentarono una nuova invasione della Francia ma i francesi, guidati dal formidabile comandante du Guesclin, riportarono una serie ininterrotta di vittorie. Alla morte di Carlo V, nel 1380, una nuova tregua sanciva, di fatto, il ritorno allo status quo precedente lo scoppio della guerra nel 1337. Ma per la Francia si spalancava il baratro della guerra civile...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172852</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:15:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172852/49_la_guerra_dei_cento_anni_pt_ii_1360_1380_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="70021999" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La firma del trattato di Bretigny (1360) aveva sancito la vittoria inglese nella prima offensiva della guerra: molti territori francesi passavano in mano inglese e Giovanni II di Francia veniva liberato dietro il pagamento di un pesante riscatto. 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Un conflitto lungo, sanguinoso, complesso, dalle diverse fasi, segnato da tregue e riprese, e gravido di conseguenze per la storia dei due paesi belligeranti. Questa lezione si occuperà delle cause e della prima parte del conflitto, fino al trattato di Bretigny che aprì la decennale tregua del 1360, sancendo il recupero di quasi tutti gli antichi feudi degli inglesi sul terreno di Francia. Il casus belli che portò alla guerra fu l'estinzione del ramo principale della dinastia capetingia, che regnava sulla Francia da Ugo Capeto (987). Alla morte dell'ultimo figlio di Filippo IV il Bello, Carlo IV, senza eredi, si pose il problema della successione. L'erede più prossimo, figlio di una figlia di Filippo IV, era proprio Edoardo III, il re d'Inghilterra. Ma la legge di successione francese aveva sempre impedito che il diritto a regnare si trasmettesse per linea materna. Di conseguenza, per i francesi, l'eredi più prossimo di Carlo IV era il figlio del fratello di Filippo IV, Carlo di Valois, vale a dire Filippo VI di Valois, che verrà quindi incoronato nel 1328. La guerra scoppierà quasi 10 anni dopo, con Edoardo III che reclamerà ufficialmente per se il trono di Francia. La prima parte del conflitto vide due importanti battaglie, nelle quali i formidabili arcieri inglesi ebbero la meglio sull'esercito feudale inglese, vale a dire le battaglie di Crecy e di Poitiers che portò all'imprigionamento del re di Francia Giovanni II, figlio di Filippo VI. Questi eventi, accompagnati da una pesante crisi sociale ed economica che colpì il regno di Francia, portarono alla stipula, nel 1360, del Trattato di Bretigny che sancì la vittoria, non definitiva, degli inglesi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172826</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:13:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172826/48_gli_ultimi_capetingi_e_l_inizio_della_guerra_dei_100_anni_1314_1360_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="62866120" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La storia del XIV secolo è segnata, per i regni di Francia e Inghilterra, da quella che gli storici hanno ribattezzato "guerra dei cent'anni" (1337-1453). 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L'erede più prossimo, figlio di una figlia di Filippo IV, era proprio Edoardo III, il re d'Inghilterra. Ma la legge di successione francese aveva sempre impedito che il diritto a regnare si trasmettesse per linea materna. Di conseguenza, per i francesi, l'eredi più prossimo di Carlo IV era il figlio del fratello di Filippo IV, Carlo di Valois, vale a dire Filippo VI di Valois, che verrà quindi incoronato nel 1328. La guerra scoppierà quasi 10 anni dopo, con Edoardo III che reclamerà ufficialmente per se il trono di Francia. La prima parte del conflitto vide due importanti battaglie, nelle quali i formidabili arcieri inglesi ebbero la meglio sull'esercito feudale inglese, vale a dire le battaglie di Crecy e di Poitiers che portò all'imprigionamento del re di Francia Giovanni II, figlio di Filippo VI. 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La Chiesa uscirà da questo secolo profondamente trasformata, tanto nel potere spirituale quanto in quello temporale. Essa dovette confrontarsi con le nascenti monarchie nazionali e con la loro pretesa di tassare i benefici ecclesiastici e di nominare i vescovi che questi benefici amministravano. Contestualmente, così come le grandi monarchia, anche i papi avignonesi riformarono la struttura amministrativa della Chiesa dotandola di istituzioni accentrate nella curia papale che prepareranno il terreno alla monarchia pontificia di età moderna. Si trattava di una Chiesa che somigliava sempre più alle grandi corti europee, con lo sfarzo e la pompa che le accompagnavano, e un'amministrazione sempre più costosa. Man mano che il potere si accentrava e il lusso si diffondeva in tutti i piani della gerarchia ecclesiastica, però, la Chiesa si distanziava dalle esigenze spirituali del popolo, afflitto dalla devastante epidemia di peste e dalla crisi economica e sociale che essa si portò con se. Per questo motivo, lo scisma d'occidente, nel quale ci furono due papi, e talvolta addirittura tre, aprì la strada a nuove teorie politiche, come la tesi della sovranità del concilio sul papa, e nuovi conflitti. In palio c'era il potere del trono di Pietro]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172813</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:11:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172813/47_la_cattivita_avignonese_e_il_grande_scisma_d_occidente_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="52219028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La cattività avignonese e il grande scisma d'occidente (1305-1417) rappresentano un periodo importante nella millenaria storia della Chiesa cattolica. 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Si trattava di una Chiesa che somigliava sempre più alle grandi corti europee, con lo sfarzo e la pompa che le accompagnavano, e un'amministrazione sempre più costosa. Man mano che il potere si accentrava e il lusso si diffondeva in tutti i piani della gerarchia ecclesiastica, però, la Chiesa si distanziava dalle esigenze spirituali del popolo, afflitto dalla devastante epidemia di peste e dalla crisi economica e sociale che essa si portò con se. Per questo motivo, lo scisma d'occidente, nel quale ci furono due papi, e talvolta addirittura tre, aprì la strada a nuove teorie politiche, come la tesi della sovranità del concilio sul papa, e nuovi conflitti. 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I regni di Ludovico il Bavaro e di Carlo IV di Boemia sanciranno la definitiva identificazione del regno di Germania con l'impero. E' stato il risultato di un processo molto lungo, che molti imperatori avevano cercato di arrestare, continuando ad accarezzare il sogno di un unico potere che governasse Germania e Italia. Progressivamente, la società feudale e l'autonomia dei principi territoriale, aveva fatto sì che l'imperatore non avesse mai la forza e l'autorità necessarie per una simile impresa. Ludovico il Bavaro tagliò, per primo, le catene che vincolavano l'esercizio delle prerogative imperiali al beneplacito papale, fondando la laicità della sovranità tedesca, che si concretizzava nel conferimento del potere da parte dei grandi elettori. Carlo IV di Boemia, con la Bolla d'Oro, disciplinò definitivamente il loro ruolo, tanto durante l'elezione imperiale, quanto nell'autonomia del loro potere. Dal XIV secolo, l'impero si sarà un affare esclusivamente tedesco.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172797</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:10:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172797/46_l_impero_da_ludovico_il_bavaro_a_carlo_iv_1313_1378_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="62590267" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La storia del sacro romano impero nel XIV secolo riveste una grande importanza per il consolidamento costituzionale della Germania. I regni di Ludovico il Bavaro e di Carlo IV di Boemia sanciranno la definitiva identificazione del regno di Germania...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La storia del sacro romano impero nel XIV secolo riveste una grande importanza per il consolidamento costituzionale della Germania. I regni di Ludovico il Bavaro e di Carlo IV di Boemia sanciranno la definitiva identificazione del regno di Germania con l'impero. E' stato il risultato di un processo molto lungo, che molti imperatori avevano cercato di arrestare, continuando ad accarezzare il sogno di un unico potere che governasse Germania e Italia. Progressivamente, la società feudale e l'autonomia dei principi territoriale, aveva fatto sì che l'imperatore non avesse mai la forza e l'autorità necessarie per una simile impresa. Ludovico il Bavaro tagliò, per primo, le catene che vincolavano l'esercizio delle prerogative imperiali al beneplacito papale, fondando la laicità della sovranità tedesca, che si concretizzava nel conferimento del potere da parte dei grandi elettori. Carlo IV di Boemia, con la Bolla d'Oro, disciplinò definitivamente il loro ruolo, tanto durante l'elezione imperiale, quanto nell'autonomia del loro potere. 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Questo accadde perchè, con la crisi economica, sociale e politica del '300, il comune non si dimostrò più in grado di garantire ordine e stabilità. Le istituzioni comunali, ivi compresa la forza militare del comune, si dimostrarono inadeguate a far fronte tanto alla conflittualità interna, quanto alle esigenze della politica estera, dove ogni comune cercò di estendere il più possibile il proprio potere. Nel corso del '300 alcuni comparvero in Italia alcuni grandi signori, come i Visconti e i Savoia, insieme agli Angioini del Regno di Napoli e alla permanenza di alcuni comuni come Firenze, Bologna e Verona: nessuno però fu in grado di portare a termine il proprio sogno egemonico. Questa lezione si occuperà quindi di raccontare la storia dei principali stati italiani del '300, delle loro lotte, delle conquiste e delle sconfitte, delle alleanze e degli intrighi interni di cui è disseminata questa porzione di storia d'Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172796</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:08:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172796/45_l_italia_del_xiv_secolo_1313_1414_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="73379884" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'Italia, nel caos del XIV secolo, vide il passaggio dalla forma politica del comune a quella, prevalente, della signoria. Questo accadde perchè, con la crisi economica, sociale e politica del '300, il comune non si dimostrò più in grado di garantire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Italia, nel caos del XIV secolo, vide il passaggio dalla forma politica del comune a quella, prevalente, della signoria. Questo accadde perchè, con la crisi economica, sociale e politica del '300, il comune non si dimostrò più in grado di garantire ordine e stabilità. Le istituzioni comunali, ivi compresa la forza militare del comune, si dimostrarono inadeguate a far fronte tanto alla conflittualità interna, quanto alle esigenze della politica estera, dove ogni comune cercò di estendere il più possibile il proprio potere. Nel corso del '300 alcuni comparvero in Italia alcuni grandi signori, come i Visconti e i Savoia, insieme agli Angioini del Regno di Napoli e alla permanenza di alcuni comuni come Firenze, Bologna e Verona: nessuno però fu in grado di portare a termine il proprio sogno egemonico. Questa lezione si occuperà quindi di raccontare la storia dei principali stati italiani del '300, delle loro lotte, delle conquiste e delle sconfitte, delle alleanze e degli intrighi interni di cui è disseminata questa porzione di storia d'Italia]]></itunes:summary><itunes:duration>4587</itunes:duration><itunes:keywords>bernabòvisconti,crisidel300,dellascalaverona,dominiviscontei,ducatodimilanostoria,ducatodimilanovisconti,giangaleazzavisconti,giovannivisconti,histoire,history,lanostrastoria,livingiinitaly,medioevo,medioevostoria,middleage,moyenage,storia,storiad'italia,storiamedievale,storiebrevi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>45</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 44: LA CRISI DEL '300</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=tkjhwvRh4Jg</link><description><![CDATA[La crisi del '300 è una delle categorie storiografiche più studiate dagli storici di ogni epoca. Le variabili di una crisi che colpì, seppur in maniera diversa, tutta l'Europa, sono molteplici. Questa lezione si propone di analizzarle, a cominciare dalla considerazione che alcuni indicatori di crisi erano presenti prima della grande frattura rappresentata dall'epidemia di peste del 1347-1350. L'Europa, alla fine del XIII, aveva arrestato lo sviluppo che l'aveva vista protagonista dopo l'anno 1000. La curva demografica, che aveva portato al raddoppiamento della popolazione, si era arrestata; le condizioni climatiche erano peggiorate, l'agricoltura faceva registrare una interruzione di messa a coltura di nuove terre e la produzione artigianale stava rallentando. Poi, la peste giunta dall'oriente a bordo delle navi genovesi, falciò l'Europa, dal Mediterraneo al Baltico, dimezzandone la popolazione. La seconda parte della lezione è dedicata alle conseguenze della peste. Come reagirono i diversi stati e i diversi sistemi socio-economici a questo sconvolgimento? I prezzi prima aumentarono, poi crollarono, la rendita agricola crollò, le manifatture diminuirono drasticamente la produzione. Nell'Europa mediterranea si ebbe un aumento del latifondo e della rendita parassitaria degli aristocratici; nell'Europa atlantica lo sviluppo di un agricoltura libera dai legami signorili; nell'Europa orientale la diffusione capillare della servitù della gleba. Dove il contadino era libero, nell'Italia centrosettentrionale, in Francia e Inghilterra, la contrazione economica e il peggioramento delle condizioni di vita provocarono intensi moti di rivolta che, privi di una organizzazione e di una strategia politica, si prestarono ad essere represse nel sangue.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172612</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 02:07:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172612/44_la_crisi_del_300_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="53230489" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La crisi del '300 è una delle categorie storiografiche più studiate dagli storici di ogni epoca. Le variabili di una crisi che colpì, seppur in maniera diversa, tutta l'Europa, sono molteplici. Questa lezione si propone di analizzarle, a cominciare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La crisi del '300 è una delle categorie storiografiche più studiate dagli storici di ogni epoca. Le variabili di una crisi che colpì, seppur in maniera diversa, tutta l'Europa, sono molteplici. Questa lezione si propone di analizzarle, a cominciare dalla considerazione che alcuni indicatori di crisi erano presenti prima della grande frattura rappresentata dall'epidemia di peste del 1347-1350. L'Europa, alla fine del XIII, aveva arrestato lo sviluppo che l'aveva vista protagonista dopo l'anno 1000. La curva demografica, che aveva portato al raddoppiamento della popolazione, si era arrestata; le condizioni climatiche erano peggiorate, l'agricoltura faceva registrare una interruzione di messa a coltura di nuove terre e la produzione artigianale stava rallentando. Poi, la peste giunta dall'oriente a bordo delle navi genovesi, falciò l'Europa, dal Mediterraneo al Baltico, dimezzandone la popolazione. La seconda parte della lezione è dedicata alle conseguenze della peste. Come reagirono i diversi stati e i diversi sistemi socio-economici a questo sconvolgimento? I prezzi prima aumentarono, poi crollarono, la rendita agricola crollò, le manifatture diminuirono drasticamente la produzione. Nell'Europa mediterranea si ebbe un aumento del latifondo e della rendita parassitaria degli aristocratici; nell'Europa atlantica lo sviluppo di un agricoltura libera dai legami signorili; nell'Europa orientale la diffusione capillare della servitù della gleba. Dove il contadino era libero, nell'Italia centrosettentrionale, in Francia e Inghilterra, la contrazione economica e il peggioramento delle condizioni di vita provocarono intensi moti di rivolta che, privi di una organizzazione e di una strategia politica, si prestarono ad essere represse nel sangue.]]></itunes:summary><itunes:duration>3327</itunes:duration><itunes:keywords>ciompi,crisidel300,demografia,europadel300,firenzestoria,guerradei100anni,guerradeicent'anni,italyhistorydocumentary,jacquerie,linguaitaliana,medievalhistorian,medioevo,medioevostoria,middleage,mortenera,pestenera,storiadifrancia,storiad'inghilterra,storiamedievale,tutmultodeiciompi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>44</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 43: L'INGHILTERRA DI EDOARDO I E EDOARDO II</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=7i18XI1EA0c</link><description><![CDATA[L'Inghilterra di Edoardo I e Edoardo II si affaccia al XIV secolo cercando di imprimere una maggiore efficienza al governo centrale facendo però i conti con il parlamento, che proprio dal regno di Edoardo I inizierà ad essere convocato con regolarità e acquisirà in pianta stabile la facoltà di legittimare le richieste del sovrano soprattutto in materia fiscale. Da un punto di vista di politica interna, insieme alla rivolta del Galles, furono soprattutto due i fronti nei quali i due Edoardo furono coinvolti: la Scozia e la Francia. La Scozia, che era uno stato vassallo del regno d'Inghilterra, si ribellò alle pretese centralizzatrici inglesi, dando il via ad una rivolta che, fra alterne vicende, portò Edoardo II a riconoscere formalmente l'indipendenza del regno di Scozia da quello d'Inghilterra. In questa guerra si distinse William Wallace, consegnato anche alla storia del cinema con Braveheart, che guidò il fronte di resistenza scozzese, fino alla cattura e alla decapitazione nel 1305. Con la Francia, invece, l'Inghilterra si trovava ormai invischiata in una disputa che, fra tregue e guerre, durava ormai dal XII secolo e che avrebbe portato, nel 1337 allo scoppio della guerra dei 100 anni. Fulcro della contesa continuavano a essere i feudi che l'Inghilterra teneva su suolo francese, in particolare Guascogna e Poitou. I conflitti dei due Edoardo con Filippo IV e i suoi successori sul trono di Francia non portarono a risultati diversi dal mantenimento dello status quo ante. Ma la guerra dei 100 anni ormai era alle porte]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172570</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 01:56:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172570/43_l_inghilterra_di_edoardo_i_e_edoardo_ii_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="65105128" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'Inghilterra di Edoardo I e Edoardo II si affaccia al XIV secolo cercando di imprimere una maggiore efficienza al governo centrale facendo però i conti con il parlamento, che proprio dal regno di Edoardo I inizierà ad essere convocato con regolarità...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Inghilterra di Edoardo I e Edoardo II si affaccia al XIV secolo cercando di imprimere una maggiore efficienza al governo centrale facendo però i conti con il parlamento, che proprio dal regno di Edoardo I inizierà ad essere convocato con regolarità e acquisirà in pianta stabile la facoltà di legittimare le richieste del sovrano soprattutto in materia fiscale. Da un punto di vista di politica interna, insieme alla rivolta del Galles, furono soprattutto due i fronti nei quali i due Edoardo furono coinvolti: la Scozia e la Francia. La Scozia, che era uno stato vassallo del regno d'Inghilterra, si ribellò alle pretese centralizzatrici inglesi, dando il via ad una rivolta che, fra alterne vicende, portò Edoardo II a riconoscere formalmente l'indipendenza del regno di Scozia da quello d'Inghilterra. In questa guerra si distinse William Wallace, consegnato anche alla storia del cinema con Braveheart, che guidò il fronte di resistenza scozzese, fino alla cattura e alla decapitazione nel 1305. Con la Francia, invece, l'Inghilterra si trovava ormai invischiata in una disputa che, fra tregue e guerre, durava ormai dal XII secolo e che avrebbe portato, nel 1337 allo scoppio della guerra dei 100 anni. Fulcro della contesa continuavano a essere i feudi che l'Inghilterra teneva su suolo francese, in particolare Guascogna e Poitou. I conflitti dei due Edoardo con Filippo IV e i suoi successori sul trono di Francia non portarono a risultati diversi dal mantenimento dello status quo ante. Ma la guerra dei 100 anni ormai era alle porte]]></itunes:summary><itunes:duration>4070</itunes:duration><itunes:keywords>braveheart,braveheartverastoria,edoardoid'inghilterra,edoardoiid'inghilterra,guerradei100anni,guerradeicent'anni,historyandculture,indipendenzascozzese,medievalhistorian,medioevostoria,middleage,regnodiscozia,scozia,scoziastoria,storia,storiadifrancia,storiad'inghilterra,storiamedievale,williamwallace,williamwallacebraveheart</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>43</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 42: LA FRANCIA DI FILIPPO IV (1285-1314)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=rFwcK7cef5s</link><description><![CDATA[Il regno di Filippo IV di Francia (1285-1314), detto il Bello, è sempre stato giudicato dagli storici uno dei più significativi della storia della monarchia francese. Diversi aspetti hanno contribuito alla formulazione di questo giudizio. In primo luogo, il re di Francia è stato protagonista di una lunga disputa con il papato, e in particolare con papa Bonifacio VIII. Oggetto del contendere era la pretesa, da parte del re, di poter tassare il clero francese. La disputa si concluse con il tentativo di arrestare il papa e l'umiliazione del cosiddetto schiaffo d'Anagni, quando un manipolo di francesi capitanato da Guglielmo Nogaret, fece irruzione nel palazzo papale, prendendo in ostaggio Bonifacio VIII. Quest'ultimo, morì nel giro di un mese, e qualche anno dopo, Clemente V fissò la dimora papale ad Avignone, dando il via all'omonima cattività che sarebbe durata fino al 1378. La motivazione che aveva portato Filippo IV a voler tassare il clero era la necessità, impellente, di ottenere maggiori risorse per condurre la guerra contro l'Inghilterra e le Fiandre. Per lo stesso motivo, Filippo IV, con la compiacenza del nuovo papato avignonese, mise fuorilegge l'ordine dei Templari, che vennero arrestati in massa venerdì 13 ottobre 1307, per poterne incamerare beni e risorse. Se, in politica estera, i successi di Filippo IV furono limitati all'annessione di alcuni territori delle Fiandre e del confine con il Sacro Romano Impero, questo sovrano di Francia va giustamente ricordato per aver dato avvio alla convocazione degli stati generali: un'assemblea divisa in tre ordini (clero, nobiltà e rappresentanti delle città) che era espressione della volontà generale del regno che il re chiamava ufficialmente per essere consultata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172535</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 01:55:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172535/42_la_francia_di_filippo_iv_1285_1314_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="57331923" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il regno di Filippo IV di Francia (1285-1314), detto il Bello, è sempre stato giudicato dagli storici uno dei più significativi della storia della monarchia francese. 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Quest'ultimo, morì nel giro di un mese, e qualche anno dopo, Clemente V fissò la dimora papale ad Avignone, dando il via all'omonima cattività che sarebbe durata fino al 1378. La motivazione che aveva portato Filippo IV a voler tassare il clero era la necessità, impellente, di ottenere maggiori risorse per condurre la guerra contro l'Inghilterra e le Fiandre. Per lo stesso motivo, Filippo IV, con la compiacenza del nuovo papato avignonese, mise fuorilegge l'ordine dei Templari, che vennero arrestati in massa venerdì 13 ottobre 1307, per poterne incamerare beni e risorse. Se, in politica estera, i successi di Filippo IV furono limitati all'annessione di alcuni territori delle Fiandre e del confine con il Sacro Romano Impero, questo sovrano di Francia va giustamente ricordato per aver dato avvio alla convocazione degli stati generali: un'assemblea divisa in tre ordini (clero, nobiltà e rappresentanti delle città) che era espressione della volontà generale del regno che il re chiamava ufficialmente per essere consultata.]]></itunes:summary><itunes:duration>3584</itunes:duration><itunes:keywords>avignone,bonifacioviii,cattivitàavignonese,cavalieritemplari,clementev,dante,dantealighieri,divinacommedia,filippoivilbello,guglielmodinogaret,histoire,history,ordinetemplare,palazzopapalediavignone,papatodiavignone,regnodifranciastoria,schiaffodianagni,storia,storiadifrancia,venerdì13verastoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>42</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 41: L'ITALIA AL TEMPO DI DANTE E ENRICO VII (1292-1313)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=Al7U-ZDCnIE</link><description><![CDATA[Dopo aver visto, nella precedente lezione, la storia di Firenze e della Toscana all'epoca di Dante, questa lezione si propone di allegare lo sguardo al resto della penisola, negli stessi anni nei quali il sommo poeta peregrinava in esilio fra le diverse corti d'Italia, coltivando il sogno di un nuovo imperatore che potesse riportare l'ordine e la pace fra i diversi stati italiani. Questo imperatore doveva essere, nei sogni di Dante, Enrico VII del Lussemburgo che, primo dai tempi di Federico II, discese in Italia nel tentativo di riportare l'ordine e la stabilità sotto l'egida del potere imperiale. Si vedrà la storia del Monferrato, di Milano, di Verona, Ferrara, Venezia e delle altre realtà cittadine che con questi stati più importanti entrarono in contatto e, più spesso in conflitto, nella affannata gara per l'egemonia. In questo contesto, come già aveva sperimentato Federico II, era ormai impensabile che un potere universale, fosse esso l'impero o la Chiesa, riuscissero a esprimere una potenza tale per imporre la propria autorità. E fu così che, mestamente, l'avventura e la vita di Enrico VII si spensero a Buoncovento, nel territorio di Siena, nel tentativo di portarsi ad assediare Roma. Mentre Dante, intento a scrivere la sua Commedia, rimaneva peregrino per le corti d'Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172760</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 01:53:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172760/41_l_italia_al_tempo_di_dante_e_enrico_vii_1292_1313_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="58340876" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo aver visto, nella precedente lezione, la storia di Firenze e della Toscana all'epoca di Dante, questa lezione si propone di allegare lo sguardo al resto della penisola, negli stessi anni nei quali il sommo poeta peregrinava in esilio fra le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo aver visto, nella precedente lezione, la storia di Firenze e della Toscana all'epoca di Dante, questa lezione si propone di allegare lo sguardo al resto della penisola, negli stessi anni nei quali il sommo poeta peregrinava in esilio fra le diverse corti d'Italia, coltivando il sogno di un nuovo imperatore che potesse riportare l'ordine e la pace fra i diversi stati italiani. Questo imperatore doveva essere, nei sogni di Dante, Enrico VII del Lussemburgo che, primo dai tempi di Federico II, discese in Italia nel tentativo di riportare l'ordine e la stabilità sotto l'egida del potere imperiale. Si vedrà la storia del Monferrato, di Milano, di Verona, Ferrara, Venezia e delle altre realtà cittadine che con questi stati più importanti entrarono in contatto e, più spesso in conflitto, nella affannata gara per l'egemonia. In questo contesto, come già aveva sperimentato Federico II, era ormai impensabile che un potere universale, fosse esso l'impero o la Chiesa, riuscissero a esprimere una potenza tale per imporre la propria autorità. E fu così che, mestamente, l'avventura e la vita di Enrico VII si spensero a Buoncovento, nel territorio di Siena, nel tentativo di portarsi ad assediare Roma. 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I versi danteschi, pur non essendo un'opera storica in senso stretto, ci restituiscono la convulsa storia italiana di quei decenni, stretta fra la lotta interna ai comuni fra le diverse fazioni, le grandi famiglie aristocratiche che si stavano affacciando alla ribalta e i grandi movimenti della geopolitica internazionale di Francia, Impero, papato e regno di Sicilia. Questa lezione si propone di narrare la storia di questo periodo concentrandosi sulla Toscana e su Firenze, proprio seguendo l'itinerario di vita di Dante, che venne esiliato in seguito alla venuta in Italia di Carlo di Valois, braccio armato francese, chiamato da papa Bonifacio VIII per riconquistare la Sicilia agli aragonesi. Fu l'arrivo in città di Carlo di Valois che spalancò le porte del potere ai guelfi neri, comandati dal terribile Corso Donati, di cui Dante, nella Commedia, ci lascerà una profezia della caduta e della morte.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69172530</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 01:51:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69172530/4o_firenze_e_la_toscana_al_tempo_di_dante_e_bonifacio_viii_1292_1313_v_iii_storia_medievale.mp3" length="62553109" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La Divina Commedia non è stata solamente una geniale opera di poesia, ma il tentativo, riuscito, di mettere in versi un mondo intero, e nello specifico il mondo medievale dei decenni compresi fra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. 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Fu l'arrivo in città di Carlo di Valois che spalancò le porte del potere ai guelfi neri, comandati dal terribile Corso Donati, di cui Dante, nella Commedia, ci lascerà una profezia della caduta e della morte.]]></itunes:summary><itunes:duration>3910</itunes:duration><itunes:keywords>bonifacioviii,dante,dantealighieri,danteebonifacioviii,demonarchia,demonarchiadante,divinacommedia,enricoviidilussembrugo,filippoilbello,filippoivdifrancia,histoireaudio,historychannelitaly,inferno,lifeinitaly,medioevo,medioevostoria,storia,storia'ditalia,storiamedievale,teoriadeiduesoli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>40</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 39:L'IMPERO DA FEDERICO II A ENRICO VII: L'ASCESA DEGLI ASBURGO (1250-1313)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=3293R3BRcG0</link><description><![CDATA[La morte di Federico II (1250) e le sconfitte, per mano di Carlo d'Angiò, degli ultimi Svevi (Manfredi 1266 e Corradino 1268) sancirono un periodo di incertezza e debolezza per il Sacro Romano Impero Germanico. Dalla deposizione di Federico II per mano di papa Innocenzo IV nel 1245 fino al 1273, molti saranno i re dei romani regolarmente eletti dai principi tedeschi, ma nessuno fu in grado di esercitare un vero potere, mentre la Germania si consolidava come un aggregato di tanti principati e città autonome. La situazione mutò con l'elezione, nel 1273, di Rodolfo I d'Asburgo a re dei romani. Questa lezione si occuperà di tracciare la storia dell'origine di uno dei casati più importanti e potenti dell'intera storia d'Europa, fino a Rodolfo, il primo a cingere la corona di re dei romani, grazie alla quale riuscì a strappare a Ottocaro II, re di Boemia, i ducati di Austria e di Stiria, ponendo quindi le basi per il successivo dominio del casato asburgico, che proprio all'Austria legherà la sua intera esistenza. Rodolfo I non riuscì però ad affermare il principio di successione dinastica e il figlio Alberto dovette combattere con Adolfo di Nassau, eletto re dei romani, ma infine deposto dai principi elettori, scontenti del mancato rispetto delle promesse fatte prima dell'elezione. Dopo la sua morte, un nuovo Asburgo fu dunque imperatore in pectore, ma anche Alberto non riuscì a farsi incoronare imperatore a Roma. Sorte che toccò invece all'ultimo imperatore di questa lezione, Enrico VII del Lussemburgo, successore di Alberto d'Asburgo come re dei romani e primo dai tempi di Federico II a intraprendere una discesa in Italia nel 1310. Il triennio dell'impresa di Enrico VII rinvigorì le speranze, che emergono dal genio di Dante, di un imperatore che potesse pacificare la realtà comunale dell'Italia centro - settentrionale, ormai dilaniata da conflitti politici senza soluzione di continuità. La malaria, però, colpì Enrico VII che non poté portare a compimento la sua impresa]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66003029</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 19:50:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66003029/39_l_impero_da_federico_ii_a_enrico_vii_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="75875140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La morte di Federico II (1250) e le sconfitte, per mano di Carlo d'Angiò, degli ultimi Svevi (Manfredi 1266 e Corradino 1268) sancirono un periodo di incertezza e debolezza per il Sacro Romano Impero Germanico. Dalla deposizione di Federico II per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La morte di Federico II (1250) e le sconfitte, per mano di Carlo d'Angiò, degli ultimi Svevi (Manfredi 1266 e Corradino 1268) sancirono un periodo di incertezza e debolezza per il Sacro Romano Impero Germanico. Dalla deposizione di Federico II per mano di papa Innocenzo IV nel 1245 fino al 1273, molti saranno i re dei romani regolarmente eletti dai principi tedeschi, ma nessuno fu in grado di esercitare un vero potere, mentre la Germania si consolidava come un aggregato di tanti principati e città autonome. La situazione mutò con l'elezione, nel 1273, di Rodolfo I d'Asburgo a re dei romani. Questa lezione si occuperà di tracciare la storia dell'origine di uno dei casati più importanti e potenti dell'intera storia d'Europa, fino a Rodolfo, il primo a cingere la corona di re dei romani, grazie alla quale riuscì a strappare a Ottocaro II, re di Boemia, i ducati di Austria e di Stiria, ponendo quindi le basi per il successivo dominio del casato asburgico, che proprio all'Austria legherà la sua intera esistenza. Rodolfo I non riuscì però ad affermare il principio di successione dinastica e il figlio Alberto dovette combattere con Adolfo di Nassau, eletto re dei romani, ma infine deposto dai principi elettori, scontenti del mancato rispetto delle promesse fatte prima dell'elezione. Dopo la sua morte, un nuovo Asburgo fu dunque imperatore in pectore, ma anche Alberto non riuscì a farsi incoronare imperatore a Roma. Sorte che toccò invece all'ultimo imperatore di questa lezione, Enrico VII del Lussemburgo, successore di Alberto d'Asburgo come re dei romani e primo dai tempi di Federico II a intraprendere una discesa in Italia nel 1310. Il triennio dell'impresa di Enrico VII rinvigorì le speranze, che emergono dal genio di Dante, di un imperatore che potesse pacificare la realtà comunale dell'Italia centro - settentrionale, ormai dilaniata da conflitti politici senza soluzione di continuità. La malaria, però, colpì Enrico VII che non poté portare a compimento la sua impresa]]></itunes:summary><itunes:duration>4743</itunes:duration><itunes:keywords>adolfodinassau,asburgo,austria,casad'asburgo,enricoviidilussemburgo,federicoii,histoireaudio,historia,historychannelitaly,impero,italyarthistory,medievalhistory,medioevo,medioevostoria,middleage,sacroromanoimpero,sacroromanoimperostoria,storia,storiadell'impero,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>39</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 38: LA GUERRA DEL VESPRO E LA SPARTIZIONE DEL REGNO DI SICILIA: (1282-1304)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=oKBmOt1wvZU</link><description><![CDATA[Dopo la conquista del regno di Sicilia e la fine degli Svevi, Carlo d'Angiò era all'apice della sua potenza. Aveva domini, a vario titolo, sparsi dalla Francia alla Grecia, ma il costo che gli angioini dovevano pagare si rivelò, ben presto, troppo alto. La necessità di mantenersi costantemente in armi per tutta la penisola italiana portò Carlo ad esercitare, soprattutto in Sicilia, un potere dispotico che esautorò il vecchio establishment e impose pensanti tributi alla popolazione. Già negli anni '70 del XIII secolo, la nobiltà siciliana instaurò relazioni internazionali per trovare qualcuno che potesse liberarli dal gioco papale e angioino. La scelta ricadde su Pietro III d'Aragona, personaggio ambizioso almeno quanto Carlo d'Angiò, e legato alla Sicilia per aver sposato Costanza, figlia di Manfredi. La scintilla che fece scoppiare la guerra fu un episodio privato, l'uccisione di un soldato francese da parte di un nobile palermitano, il 30 marzo 1282, all'ora del Vespro, da cui la rivolta prese il nome. All'arrivo degli aragonesi, nell'agosto dello stesso anno, Carlo d'Angiò e l'esercito angioino ripararono sulla penisola, stabilendo, di fatto una divisione del regno di Sicilia che sarebbe stata legittimata una prima volta nel 1302, a Caltabellotta: il regno di Napoli ai francesi angioini e la Sicilia agli spagnoli aragonesi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66003030</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 19:48:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66003030/38_la_spartizione_del_regno_di_sicilia_1282_1304_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="66604805" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la conquista del regno di Sicilia e la fine degli Svevi, Carlo d'Angiò era all'apice della sua potenza. 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La scintilla che fece scoppiare la guerra fu un episodio privato, l'uccisione di un soldato francese da parte di un nobile palermitano, il 30 marzo 1282, all'ora del Vespro, da cui la rivolta prese il nome. All'arrivo degli aragonesi, nell'agosto dello stesso anno, Carlo d'Angiò e l'esercito angioino ripararono sulla penisola, stabilendo, di fatto una divisione del regno di Sicilia che sarebbe stata legittimata una prima volta nel 1302, a Caltabellotta: il regno di Napoli ai francesi angioini e la Sicilia agli spagnoli aragonesi]]></itunes:summary><itunes:duration>4163</itunes:duration><itunes:keywords>angioini,angioiniearagonesi,aragonesi,bonifacioviii,carlod'angiò,corsoitalia,histoire,history,italydocumentary,italystory,poterespirituale,poteretemporale,regnodinapoli,regnodisicilia,storia,storiadelregnodisicilia,storiadifrancia,storiadisicilia,storiadispagna,storiad'italia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>38</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MODERNA 37: LA RECONQUISTA SPAGNOLA (711-1250)</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=HUEgNWR2T_c</link><description><![CDATA[La reconquista spagnola è l'etichetta storiografica con la quale, a partire dal XVI secolo, si identifica la guerra di riconquista cristiana della penisola iberica, conquistata dai musulmani nel 711. La reconquista terminò ufficialmente con la caduta dell'ultima roccaforte musulmana, il regno di Granada, nel 1492, ma alla metà del XII secolo la maggior parte della penisola iberica, così come i regni cristiani spagnoli, erano già perfettamente formati. L'importanza della reconquista risiede nel fatto che l'elemento religioso cattolico rappresentò l'elemento identitario degli abitanti della penisola iberica, che politicamente erano divisi in diversi regni. Questa lezione si propone di ripercorrere la storia della nascita e dell'espansione della Castiglia, del Leon, dell'Aragona, della Navarra, del Portogallo e del loro scontro con l'al-Andalus, il territorio spagnolo musulmano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66002927</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 19:45:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66002927/37_la_reconquista_711_1250_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="59303894" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La reconquista spagnola è l'etichetta storiografica con la quale, a partire dal XVI secolo, si identifica la guerra di riconquista cristiana della penisola iberica, conquistata dai musulmani nel 711. 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Diversi papi, dopo la morte di Federico II, tentarono di offrire la corona di Sicilia ad una nuova dinastia. Corrado IV, Manfredi e Corradino, gli ultimi tre svevi saranno gli avversari contro cui diversi pontefici combatteranno per il dominio sulla Sicilia e il sud Italia. Non doveva esserci un nuovo Federico II a regnare dalla Germania alla Sicilia. E così, messo alle strette dall'ascesa di Manfredi, tanto in Sicilia quanto nel centro-nord Italia, con la fazione guelfa ovunque seriamente minacciata, il papa Clemente IV concordo con la Francia e Carlo d'Angiò i termini di una nuova investitura del regno di Sicilia al ramo cadetto dei capetingi. La discesa in Italia di Carlo d'Angiò fu un successo, dal Piemonte alla Sicilia, dove, nel 1266, il sovrano angioino sconfisse e uccise Manfredi nella battaglia di Benevento, per poi replicare con Corradino, nel 1268, nella battaglia di Tagliacozzo. La fine degli svevi, che emerge da numerose terzine disseminate per la divina commedia, segna l'inizio della dominazione francese nel sud Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66002906</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 19:43:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66002906/36_la_discesa_di_carlo_d_angio_in_itali_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="61372792" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La discesa in Italia di Carlo d'Angiò nel 1265 rappresenta uno spartiacque per la storia d'Italia: l'inizio della dominazione straniera che si protrarrà fino all'unità d'Italia nel 1861. 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La discesa in Italia di Carlo d'Angiò fu un successo, dal Piemonte alla Sicilia, dove, nel 1266, il sovrano angioino sconfisse e uccise Manfredi nella battaglia di Benevento, per poi replicare con Corradino, nel 1268, nella battaglia di Tagliacozzo. 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Tre furono le principali direttrici del suo governo: la prima di politica interna, con la conflittualità dei vassalli ancora titubanti fra la fedeltà alla corona e la possibilità di sfruttare le pretese francesi in terra di Francia per difendere la propria autonomia; la politica estera con la pace finalmente raggiunta con l'Inghilterra di Enrico III e il trattato di Parigi del 1259 che poneva fine al più che secolare conflitto fra Capetingi di Francia e Plantageneti d'Inghilterra; infine la grande devozione di San Luigi lo portò a partecipare alla settima e all'ottava crociata, dove, nell'accampamento crociato di Cartagine, durante l'assedio di Tunisi, il re morì nel 1270]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66002883</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 19:39:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66002883/35_luigi_ix_di_francia_1226_1270_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="53877530" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il regno di Luigi IX, detto il Santo, copre gran parte del XIII secolo francese (1226-1270). 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Tre furono le principali direttrici del suo governo: la prima di politica interna, con la conflittualità dei vassalli ancora titubanti fra la fedeltà alla corona e la possibilità di sfruttare le pretese francesi in terra di Francia per difendere la propria autonomia; la politica estera con la pace finalmente raggiunta con l'Inghilterra di Enrico III e il trattato di Parigi del 1259 che poneva fine al più che secolare conflitto fra Capetingi di Francia e Plantageneti d'Inghilterra; infine la grande devozione di San Luigi lo portò a partecipare alla settima e all'ottava crociata, dove, nell'accampamento crociato di Cartagine, durante l'assedio di Tunisi, il re morì nel 1270]]></itunes:summary><itunes:duration>3368</itunes:duration><itunes:keywords>crociate,enricoiii,histoire,history,invasionemongola,luigiix,luigiixilsanto,medievalhistory,medioevostoria,middleage,moyenage,ottavacrociata,regnodifrancia,regnod'inghilterra,settimacrociata,storia,storiadifrancia,storiad'inghilterra,storiamedievale,xiiisecolo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>35</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE 34: IL REGNO DI ENRICO III D'INGHILTERRA (1216-1272)</title><link>https://youtu.be/ggwCbtkwp_4</link><description><![CDATA[Il regno di Enrico III d'Inghilterra occupa gran parte del XIV secolo, dall'1216, anno in cui salì, ad appena 9 anni, sul trono del padre Giovanni Senzaterra, fino al 1272. Due furono le direttrici principali del suo regno, una esterna, che portò alla conclusione, con Luigi IX di Francia, del centenario conflitto che opponeva Capetingi e Plantageneti per il possesso degli antichi feudi normanni e angioini in terra di Francia. L'altra direttrice, forse più determinante per plasmare la coscienza costituzionale del regno d'Inghilterra, fu il rapporto con i baroni. Salito al trono dopo la conclusione della prima guerra dei baroni, che aveva portato il padre a concedere la Magna Charta Libertatum, Enrico III avrebbe dovuto affrontare la seconda ribellione dei baroni, guidati dal cavaliere di origine francese Simone di Monfort. Questi conflitto, dal quale emerse la coscienza, per la corona come per il parlamento dei baroni, di essere due componenti complementari dello stesso regno, portò all'affermazione dell'idea che il potere del re fosse effettivamente limitato dall'istituzione del parlamento dei baroni. I rapporti di forza politica fra i due rami della costituzione medievale inglese erano, però, ancora ben lungi dal trovare una sistemazione definitiva...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66002873</guid><pubDate>Mon, 12 May 2025 19:43:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66002873/34_il_regno_di_enrico_iii_d_inghilterra_1216_1272_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="77207176" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il regno di Enrico III d'Inghilterra occupa gran parte del XIV secolo, dall'1216, anno in cui salì, ad appena 9 anni, sul trono del padre Giovanni Senzaterra, fino al 1272. 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Questi conflitto, dal quale emerse la coscienza, per la corona come per il parlamento dei baroni, di essere due componenti complementari dello stesso regno, portò all'affermazione dell'idea che il potere del re fosse effettivamente limitato dall'istituzione del parlamento dei baroni. 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L'ultimo decennio della vita di Federico II fu un continuo susseguirsi di scontri politici - il nuovo papa Innocenzo IV lo scomunicò e lo depose al concilio di Lione - e militari. Federico II e i suoi avversari compresero che, per quante città e terre l'esercito imperiale riuscisse a sottomette, appena levava le tende, tornava immediatamente a spirare il vento della ribellione. Questo accadde perché i motivi del conflitto per il potere universale si saldarono al conflitto fra le fazioni guelfe e ghibellini all'interno dei comuni. Universale e particolare sono due aspetti della stessa conflittualità. Dopo la morte improvvisa di Federico (1250) toccò prima al figlio Corrado IV e poi, morto anche lui, al figliastro Manfredi raccogliere il titolo di guida dei ghibellini in Italia. E fu proprio Manfredi Lancia a riuscire nuovamente a portare in alto l'egemonia imperiale, dopo la vittoria di Montaperti (1260) che determinò, seppur per breve periodo, il dominio ghibellino in Toscana]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66002814</guid><pubDate>Mon, 12 May 2025 19:40:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66002814/33_il_declino_di_federico_e_manfredi_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="67954395" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Federico II non seppe approfittare del trionfo di Cortenuova contro i comuni della lega lombarda (1237), ma consentì al papato e ai comuni di riorganizzarsi e di prepararsi allo scontro finale. 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Dopo la morte improvvisa di Federico (1250) toccò prima al figlio Corrado IV e poi, morto anche lui, al figliastro Manfredi raccogliere il titolo di guida dei ghibellini in Italia. E fu proprio Manfredi Lancia a riuscire nuovamente a portare in alto l'egemonia imperiale, dopo la vittoria di Montaperti (1260) che determinò, seppur per breve periodo, il dominio ghibellino in Toscana]]></itunes:summary><itunes:duration>4248</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,federicodisvevia,federicoii,ilcorsodistoria,imperatorefederico,italia,italiamedioevo,medieovo,medioevostoria,scuolasiciliana,storia,storiadelmedioevo,storiad'italia,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>33</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 32 FEDERICO II A UN PASSO DAL TRIONFO, DALLA CROCIATA A CORTENUOVA</title><link>https://youtu.be/AlgT13JFK58</link><description><![CDATA[Federico II di Svevia è stato ad un passo dal trionfo assoluto. Dopo aver ricevuto la corona imperiale da Onorio III nel 1220, l'imperatore e re di Sicilia si dedicò ad una intensa attività di riorganizzazione costituzionale e amministrativa del regno di Sicilia, che considerava il suo vero dominio. La politica di rafforzamento del potere centrale, a discapito delle autonomie baronali ed ecclesiastiche, sfociò nelle costituzioni di Melfi (1233) che rappresentano il primo codice legislativo unitario della storia medievale. Ma la politica centralizzatrice di Federico II spaventò i comuni, che temevano di dover subire lo stesso destino della Sicilia, e il papa che, pur di non avere un unico sovrano dalla Germania alla Sicilia, costrinse Federico II a partire per la sesta crociata (1228-1229). Mentre Federico II era lontano, impegnato a concludere un accordo diplomatico con il sultano, il papa scatenò una vera e propria crociata contro l'imperatore. Tornato in Italia, dopo una iniziale tregue con il papato e i comuni, Federico II, negli anni '30 riprese l'offensiva. L'esercito siculo-imperiale avanzò inarrestabile nell'Italia del nord, cogliendo la sfolgorante vittoria di Cortenuova (1237) contro la Lega lombarda. Quando Federico II sembrava ad un passo dal trionfo definitivo, però, mancò di scagliare il colpo di grazia sulla città di Milano. Questa esitazione avrebbe cambiato il corso della storia dello stupor mundi...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66002782</guid><pubDate>Mon, 12 May 2025 19:37:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66002782/32_federico_ii_dalla_crociata_a_cortenuova_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="61271646" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Federico II di Svevia è stato ad un passo dal trionfo assoluto. Dopo aver ricevuto la corona imperiale da Onorio III nel 1220, l'imperatore e re di Sicilia si dedicò ad una intensa attività di riorganizzazione costituzionale e amministrativa del regno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Federico II di Svevia è stato ad un passo dal trionfo assoluto. Dopo aver ricevuto la corona imperiale da Onorio III nel 1220, l'imperatore e re di Sicilia si dedicò ad una intensa attività di riorganizzazione costituzionale e amministrativa del regno di Sicilia, che considerava il suo vero dominio. La politica di rafforzamento del potere centrale, a discapito delle autonomie baronali ed ecclesiastiche, sfociò nelle costituzioni di Melfi (1233) che rappresentano il primo codice legislativo unitario della storia medievale. Ma la politica centralizzatrice di Federico II spaventò i comuni, che temevano di dover subire lo stesso destino della Sicilia, e il papa che, pur di non avere un unico sovrano dalla Germania alla Sicilia, costrinse Federico II a partire per la sesta crociata (1228-1229). Mentre Federico II era lontano, impegnato a concludere un accordo diplomatico con il sultano, il papa scatenò una vera e propria crociata contro l'imperatore. Tornato in Italia, dopo una iniziale tregue con il papato e i comuni, Federico II, negli anni '30 riprese l'offensiva. L'esercito siculo-imperiale avanzò inarrestabile nell'Italia del nord, cogliendo la sfolgorante vittoria di Cortenuova (1237) contro la Lega lombarda. Quando Federico II sembrava ad un passo dal trionfo definitivo, però, mancò di scagliare il colpo di grazia sulla città di Milano. Questa esitazione avrebbe cambiato il corso della storia dello stupor mundi...]]></itunes:summary><itunes:duration>3830</itunes:duration><itunes:keywords>comuniitaliani,corsodistoria,corsodistoriamedievale,costanzad'altavilla,federicodisvevia,federicoii,federicoimperatore,italiamedieovo,medioevo,sacroromanoimpero,scuolasiciliana,storia,storiadeicomuni,storiad'italia,storiamediavale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>32</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 31 FEDERICO II: L'ASCESA DELLO STUPOR MUNDI: 1194-1220</title><link>https://youtu.be/PiTo65HA7hg</link><description><![CDATA[Federico II di Svevia, definito nella cronaca del benedettino inglese Matteo Paris è una figura fondamentale della storia del medioevo europeo. L'imperatore e re di Sicilia incarnò, forse per l'ultima volta, il sogno di dominio universale dell'impero germanico. Questa lezione è dedicata alla prima parte della vita di Federico: la nascita a Jesi, con il parto pubblico di Costanza d'Altavilla, gli anni dell'educazione, in Sicilia, quando la tutela del giovane, che veniva educato al riparo dagli scontri che dilaniavano la Sicilia, era conteso dalle fazioni in lotta. Il papa Innocenzo III fu il suo principale tutore. La Germania, dopo la morte del padre di Federico, Enrico VI nel 1197, era dilaniata dal riemergere della guerra civile fra guelfi e ghibellini: la spuntò Ottone di Brunswick che, dopo la morte di Filippo di Svevia, zio di Federico, aveva ottenuto l'appoggio di Innocenzo III e, nell'1209, la corona imperiale. Ma è proprio in questo momento che la storia si mette in moto in favore di Federico, perché Ottone, nonostante le numerose promesse fatte al papa in merito alla tutela dello stato pontificio, iniziò immediatamente una marcia di conquista dell'Italia e della stessa Sicilia. Ed è proprio Innocenzo III, a questo punto, a spendersi con tutto se stesso per fare in modo che, dalla Germania, iniziasse la rivincita ghibellina proponendo per il titolo di re di Germania, proprio il pupillo Federico. La storia europea svoltò sul campo di battaglia di Bouvines nell'estate 1214: Ottone e Giovanni d'Inghilterra furono sconfitti da Filippo II di Francia, alleato di Federico, il quale approfittò immediatamente della situazione per riconquistare i domini guelfi e iniziare la pacificazione della Germania. Finalmente, nel 1220 poté tornare in Italia, verso l'amata Sicilia, unico vero obiettivo politico della sua carriera...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907557</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:56:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907557/1194_1220.mp3" length="70259440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Federico II di Svevia, definito nella cronaca del benedettino inglese Matteo Paris è una figura fondamentale della storia del medioevo europeo. L'imperatore e re di Sicilia incarnò, forse per l'ultima volta, il sogno di dominio universale dell'impero...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Federico II di Svevia, definito nella cronaca del benedettino inglese Matteo Paris è una figura fondamentale della storia del medioevo europeo. L'imperatore e re di Sicilia incarnò, forse per l'ultima volta, il sogno di dominio universale dell'impero germanico. Questa lezione è dedicata alla prima parte della vita di Federico: la nascita a Jesi, con il parto pubblico di Costanza d'Altavilla, gli anni dell'educazione, in Sicilia, quando la tutela del giovane, che veniva educato al riparo dagli scontri che dilaniavano la Sicilia, era conteso dalle fazioni in lotta. Il papa Innocenzo III fu il suo principale tutore. La Germania, dopo la morte del padre di Federico, Enrico VI nel 1197, era dilaniata dal riemergere della guerra civile fra guelfi e ghibellini: la spuntò Ottone di Brunswick che, dopo la morte di Filippo di Svevia, zio di Federico, aveva ottenuto l'appoggio di Innocenzo III e, nell'1209, la corona imperiale. Ma è proprio in questo momento che la storia si mette in moto in favore di Federico, perché Ottone, nonostante le numerose promesse fatte al papa in merito alla tutela dello stato pontificio, iniziò immediatamente una marcia di conquista dell'Italia e della stessa Sicilia. Ed è proprio Innocenzo III, a questo punto, a spendersi con tutto se stesso per fare in modo che, dalla Germania, iniziasse la rivincita ghibellina proponendo per il titolo di re di Germania, proprio il pupillo Federico. La storia europea svoltò sul campo di battaglia di Bouvines nell'estate 1214: Ottone e Giovanni d'Inghilterra furono sconfitti da Filippo II di Francia, alleato di Federico, il quale approfittò immediatamente della situazione per riconquistare i domini guelfi e iniziare la pacificazione della Germania. Finalmente, nel 1220 poté tornare in Italia, verso l'amata Sicilia, unico vero obiettivo politico della sua carriera...]]></itunes:summary><itunes:duration>4392</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,federicoii,federicoiidisvevia,imperogermanico,medioevo,medioevostoria,sacroromanoimpero,storiadelmedioevo,storiamedievale,stupormundi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>31</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 30 INNOCENZO III LA CHIESA AL CENTRO D'EUROPA</title><link>https://youtu.be/s94TtehoSME</link><description><![CDATA[Innocenzo III papa dal 1198 al 1216 è il personaggio scelto come chiave di volta di questa lezione. Attraverso il racconto del papato di Lotario dei conti di Segni si scopriranno i maggiori eventi che trasportarono l'Europa nel XIII secolo. Innocenzo III concepì il papato come una teocrazia e la Chiesa cattolica come lo strumento esecutivo di questo potere superiore a tutti gli altri poteri del mondo. Innocenzo III si inserì nella disputa fra impero e regno di Sicilia, che attraverso usurpazioni, guerre e scontri intestini aprì le porte al regno di Federico II. Il potere universale della Chiesa aveva poi il compito di ambire alla totalità del potere, tanto verso l'esterno che verso l'interno. Innocenzo III fu quindi il promotore della quarta crociata, che si risolse non nella riconquista della Terrasanta, ma con la creazione dell'impero latino d'oriente e la caduta di Costantinopoli; e fu il promotore della prima crociata contro gli eretici, nello specifico i catari, o albigesi, e attraverso il massacro di migliaia di persone portò all'annessione della Linguadoca nel regno di Francia. Per questi motivi il papato di Innocenzo III è l'evento storico che meglio può spiegarci l'Europa dell'inizio del XIII secolo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907543</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:54:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907543/30_innocenzo_iii_la_chiesa_al_centro_d_europa.mp3" length="106426702" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Innocenzo III papa dal 1198 al 1216 è il personaggio scelto come chiave di volta di questa lezione. Attraverso il racconto del papato di Lotario dei conti di Segni si scopriranno i maggiori eventi che trasportarono l'Europa nel XIII secolo. Innocenzo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Innocenzo III papa dal 1198 al 1216 è il personaggio scelto come chiave di volta di questa lezione. Attraverso il racconto del papato di Lotario dei conti di Segni si scopriranno i maggiori eventi che trasportarono l'Europa nel XIII secolo. Innocenzo III concepì il papato come una teocrazia e la Chiesa cattolica come lo strumento esecutivo di questo potere superiore a tutti gli altri poteri del mondo. Innocenzo III si inserì nella disputa fra impero e regno di Sicilia, che attraverso usurpazioni, guerre e scontri intestini aprì le porte al regno di Federico II. Il potere universale della Chiesa aveva poi il compito di ambire alla totalità del potere, tanto verso l'esterno che verso l'interno. Innocenzo III fu quindi il promotore della quarta crociata, che si risolse non nella riconquista della Terrasanta, ma con la creazione dell'impero latino d'oriente e la caduta di Costantinopoli; e fu il promotore della prima crociata contro gli eretici, nello specifico i catari, o albigesi, e attraverso il massacro di migliaia di persone portò all'annessione della Linguadoca nel regno di Francia. 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Il settimo sovrano della dinastia capetingia, che regnò per 43 anni, fu autentico protagonista della politica europea dell'epoca. Filo rosso del suo lungo regno fu l'espansione del dominio diretto della corona. Un obiettivo che il sovrano perseguì combattendo con le armi e con la politica, scendendo in guerra contro i vassalli ribelli e contro i sovrani anglo-normanni e stringendo alleanze vantaggiose per la corona con l'obiettivo di indebolire i propri avversari. Enrico II, Riccardo Cuor di Leone, Giovanni Senzaterra, Innocenzo III, il Saladino, Ottone IV e Federico II di Svevia sono solo alcuni dei personaggi che incrociarono il cammino di Filippo II Augusto. La battaglia di Bouvines del 1214, una delle più importanti battaglie campali del medioevo, sancì il trionfo di Filippo II e l'annessione di quasi tutti i domini continentali degli angioini-plantageneti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907521</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:52:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907521/29_l_espansione_del_regno_di_francia_filippo_ii_augusto_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="85985573" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'espansione del regno di Francia prende una spinta decisiva sotto il regno di Filippo II Augusto (1180-1223). Il settimo sovrano della dinastia capetingia, che regnò per 43 anni, fu autentico protagonista della politica europea dell'epoca. 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Giovanni, che nell'eredità del padre Enrico II non doveva ereditare alcun dominio paterno, aveva visto crescere le proprie ambizioni con la morte di due dei tre fratelli maschi, Enrico il Giovane e Goffredo di Bretagna, e aveva tentato di sfruttare ogni occasione, alleandosi con il re di Francia Filippo II Augusto, per spodestare il fratello Riccardo. Alla morte di questi, Giovanni Senzaterra inizia un regno che segnerà, da un lato, il tramonto dell'impero angioino e, dall'altro, l'emanazione del primo documento costituzionale d'Inghilterra e d'Europa, la Magna Charta Libertatum. Questa lezione si occupa del regno di Giovanni sotto tre punti di vista, che porteranno all'emanazione della Carta: in primo luogo la guerra contro la Francia e la perdita dei feudi oltremanica da parte di Giovanni, cui rimasero solamente una porzione della Guascogna e del Poitou; l'aspra diatriba con il papato che, nata per la nomina del nuovo arcivescovo di Canterbury, in conseguenza dell'interdetto e della scomunica lanciati da Innocenzo III, obbligherà Giovanni Senzaterra a prestare giuramento di fedeltà vassallatica al papa; infine il conflitto con i baroni, i quali, in conseguenza dell'estrema debolezza del sovrano, dopo la sconfitta nella battaglia di BOuvines (1214), una delle più importanti del medioevo, obbligheranno il sovrano ad accettare di garantire agli stessi alcune libertà fondamentali. Per questo motivo, la Magna Charta è considerata una pietra miliare nella storia della limitazione del potere monarchico, imbrigliato da quella che può definirsi "costituzione materiale del regno".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907508</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:50:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907508/28_giovanni_senza_terra_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="4543322" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Alla morte di Riccardo Cuor di Leone, nel 1199, sul letto di morte, il sovrano inglese decise, seppur riluttante, di nominare come proprio successore il fratello minore Giovanni Senzaterra, nonostante l'aspra lotta che aveva diviso i due fratelli nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla morte di Riccardo Cuor di Leone, nel 1199, sul letto di morte, il sovrano inglese decise, seppur riluttante, di nominare come proprio successore il fratello minore Giovanni Senzaterra, nonostante l'aspra lotta che aveva diviso i due fratelli nel decennio precedente. Giovanni, che nell'eredità del padre Enrico II non doveva ereditare alcun dominio paterno, aveva visto crescere le proprie ambizioni con la morte di due dei tre fratelli maschi, Enrico il Giovane e Goffredo di Bretagna, e aveva tentato di sfruttare ogni occasione, alleandosi con il re di Francia Filippo II Augusto, per spodestare il fratello Riccardo. Alla morte di questi, Giovanni Senzaterra inizia un regno che segnerà, da un lato, il tramonto dell'impero angioino e, dall'altro, l'emanazione del primo documento costituzionale d'Inghilterra e d'Europa, la Magna Charta Libertatum. Questa lezione si occupa del regno di Giovanni sotto tre punti di vista, che porteranno all'emanazione della Carta: in primo luogo la guerra contro la Francia e la perdita dei feudi oltremanica da parte di Giovanni, cui rimasero solamente una porzione della Guascogna e del Poitou; l'aspra diatriba con il papato che, nata per la nomina del nuovo arcivescovo di Canterbury, in conseguenza dell'interdetto e della scomunica lanciati da Innocenzo III, obbligherà Giovanni Senzaterra a prestare giuramento di fedeltà vassallatica al papa; infine il conflitto con i baroni, i quali, in conseguenza dell'estrema debolezza del sovrano, dopo la sconfitta nella battaglia di BOuvines (1214), una delle più importanti del medioevo, obbligheranno il sovrano ad accettare di garantire agli stessi alcune libertà fondamentali. Per questo motivo, la Magna Charta è considerata una pietra miliare nella storia della limitazione del potere monarchico, imbrigliato da quella che può definirsi "costituzione materiale del regno".]]></itunes:summary><itunes:duration>465</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamedievale,giovannisenzaterra,inghilterrastoria,medioevo,medioevostoria,normannistoria,regnod'inghilterra,riccardocuordileone,robinhoodstoria,storia,storiadelmedioevo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>28</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 27 RICCARDO CUOR DI LEONE - VOLUME III  STORIA MEDIEVALE</title><link>https://youtu.be/5JMdtgkxNSE</link><description><![CDATA[L'Inghilterra dei Plantageneti, e con lei il cosiddetto impero angioino, che andava dall'Inghilterra al sud della Francia, prese avvio con il regno di Enrico II, figlio di Goffredo d'Angiò, detto Plantageneto, e Matilde, discendente di Guglielmo il Conquistatore e figlia del re d'Inghilterra e duca dei Normanni, Enrico I. La storia del regno di questi primi re angioini d'Inghilterra è estremamente avventurosa. Si sono già visti, nella lezione precedente, i problemi di Enrico II nella successione al nonno Enrico I e nella complicata gestione del rapporto fra potere della corona e autonomie giurisdizionali, tanto laiche quanto ecclesiastiche, come dimostra l'affaire Thomas Becket. La seconda parte del regno di Enrico II, dal 1173 fino alla morte nel 1189, fu segnata dal conflitto con i tre figli Enrico il re giovane, successore designato, Riccardo detto Cuor di Leone, duca d'Aquitania e Goffredo di Bretagna, scontenti per la ripartizione del potere e dei domini disposta dal padre, cui si rimproverava anche un crescente apprezzamento per il quarto figlio, inizialmente escluso dalla successione, Giovanni Senzaterra. Nel 1189, alla morte di Enrico II, solamente Riccardo e Giovanni erano sopravvissuti ai fratelli, e così fu il primo a succedere al padre in tutto l'impero angioino. Riccardo Cuor di Leone regnò per 10 anni nei quali partecipò alla presa di Cipro, alla Terza crociata, detta crociata dei re, ad un lungo conflitto con il re di Francia Filippo II Augusto, e ai tentativi del fratello minore Giovanni di impossessarsi del potere fomentando le ribellioni dei baroni. Ironia della sorte, quando Riccardo, trafitto da una freccia, si trovò in punto di morte, nel 1199, fu quasi costretto dalle circostanze a riconoscere il fratello come successore al trono,]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907497</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:46:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907497/27_riccardo_cuor_di_leone_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="85105351" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'Inghilterra dei Plantageneti, e con lei il cosiddetto impero angioino, che andava dall'Inghilterra al sud della Francia, prese avvio con il regno di Enrico II, figlio di Goffredo d'Angiò, detto Plantageneto, e Matilde, discendente di Guglielmo il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Inghilterra dei Plantageneti, e con lei il cosiddetto impero angioino, che andava dall'Inghilterra al sud della Francia, prese avvio con il regno di Enrico II, figlio di Goffredo d'Angiò, detto Plantageneto, e Matilde, discendente di Guglielmo il Conquistatore e figlia del re d'Inghilterra e duca dei Normanni, Enrico I. La storia del regno di questi primi re angioini d'Inghilterra è estremamente avventurosa. Si sono già visti, nella lezione precedente, i problemi di Enrico II nella successione al nonno Enrico I e nella complicata gestione del rapporto fra potere della corona e autonomie giurisdizionali, tanto laiche quanto ecclesiastiche, come dimostra l'affaire Thomas Becket. La seconda parte del regno di Enrico II, dal 1173 fino alla morte nel 1189, fu segnata dal conflitto con i tre figli Enrico il re giovane, successore designato, Riccardo detto Cuor di Leone, duca d'Aquitania e Goffredo di Bretagna, scontenti per la ripartizione del potere e dei domini disposta dal padre, cui si rimproverava anche un crescente apprezzamento per il quarto figlio, inizialmente escluso dalla successione, Giovanni Senzaterra. Nel 1189, alla morte di Enrico II, solamente Riccardo e Giovanni erano sopravvissuti ai fratelli, e così fu il primo a succedere al padre in tutto l'impero angioino. Riccardo Cuor di Leone regnò per 10 anni nei quali partecipò alla presa di Cipro, alla Terza crociata, detta crociata dei re, ad un lungo conflitto con il re di Francia Filippo II Augusto, e ai tentativi del fratello minore Giovanni di impossessarsi del potere fomentando le ribellioni dei baroni. Ironia della sorte, quando Riccardo, trafitto da una freccia, si trovò in punto di morte, nel 1199, fu quasi costretto dalle circostanze a riconoscere il fratello come successore al trono,]]></itunes:summary><itunes:duration>5320</itunes:duration><itunes:keywords>bassomedioevo,corsodistoria,corsodistoriamedievale,medioevo,medioevostoria,normandia,normandiastoria,normannistoria,plantegenetistoria,riccardocuordileone,robinhoodverastoria,storia,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>27</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 26 L'INGHILTERRA DEI PLANTAGENETI DALL'ANARCHIA A THOMAS BECKET</title><link>https://youtu.be/2TajB2rW6MI</link><description><![CDATA[L'Inghilterra dei Plantageneti nasce con il regno di Enrico II, capostipite della dinastia in virtù della turbolenta successione di Enrico I. La morte dell'ultimo sovrano di sangue puramente normanno coincide con quello che gli storici hanno definito il periodo dell'anarchia inglese. Sprovvisto di un erede maschio, Enrico I aveva tentato di fare accettare ai baroni al successione in linea femminile della figlia Matilde, vedova dell'imperatore Enrico V, e moglie di Goffredo d'Angiò, signore dell'Angiò e del Maine, per tradizione acerrimo nemico proprio del ducato di Normandia. Alla morte di Enrico I, i baroni, con un clamoroso colpo di mano, contravvennero al giuramento di fedeltà in favore di Matilde, concedendo la corona a Stefano di Blois, discendente per linea maschile di Guglielmo il Conquistatore. La guerra civile si concluse, infine, con un accordo: Stefano I d'Inghilterra riconobbe come proprio erede al trono Enrico II, figlio di Matilde e Goffredo, già signore della Normandia, dell'Angiò, della Britannia, del Maine e, per diritto matrimoniale con Eleonora, anche dell'Aquitania. Dal 1154, quindi, Enrico II divenne signore di un dominio feudale che si estendeva dal sud della Francia all'Inghilterra, cui si sarebbe aggiunta poi anche l'Irlanda: il cosiddetto impero angioino. La seconda parte della lezione è dedicata alla politica interna del regno di Enrico II, dominata, nella prima fase, dal turbolento rapporto con l'arcivescovo di Canterbury, l'ex cancelliere del re, Thomas Becket. Il rapporto con l'arcivescovo, infine ucciso da 4 cavalieri feudali proprio nella sua cattedrale nel 1170, è ben esemplificativo della politica messa in atto dal primo plantageneto, vale a dire un progetto di espansione, nemmeno troppo graduale, del potere centrale nei confronti dei diversi poteri del territorio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907477</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:44:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907477/26_l_inghilterra_dei_plantageneti_dall_anarchia_a_thomas_becket_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="57053184" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'Inghilterra dei Plantageneti nasce con il regno di Enrico II, capostipite della dinastia in virtù della turbolenta successione di Enrico I. La morte dell'ultimo sovrano di sangue puramente normanno coincide con quello che gli storici hanno definito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Inghilterra dei Plantageneti nasce con il regno di Enrico II, capostipite della dinastia in virtù della turbolenta successione di Enrico I. La morte dell'ultimo sovrano di sangue puramente normanno coincide con quello che gli storici hanno definito il periodo dell'anarchia inglese. Sprovvisto di un erede maschio, Enrico I aveva tentato di fare accettare ai baroni al successione in linea femminile della figlia Matilde, vedova dell'imperatore Enrico V, e moglie di Goffredo d'Angiò, signore dell'Angiò e del Maine, per tradizione acerrimo nemico proprio del ducato di Normandia. Alla morte di Enrico I, i baroni, con un clamoroso colpo di mano, contravvennero al giuramento di fedeltà in favore di Matilde, concedendo la corona a Stefano di Blois, discendente per linea maschile di Guglielmo il Conquistatore. La guerra civile si concluse, infine, con un accordo: Stefano I d'Inghilterra riconobbe come proprio erede al trono Enrico II, figlio di Matilde e Goffredo, già signore della Normandia, dell'Angiò, della Britannia, del Maine e, per diritto matrimoniale con Eleonora, anche dell'Aquitania. Dal 1154, quindi, Enrico II divenne signore di un dominio feudale che si estendeva dal sud della Francia all'Inghilterra, cui si sarebbe aggiunta poi anche l'Irlanda: il cosiddetto impero angioino. La seconda parte della lezione è dedicata alla politica interna del regno di Enrico II, dominata, nella prima fase, dal turbolento rapporto con l'arcivescovo di Canterbury, l'ex cancelliere del re, Thomas Becket. Il rapporto con l'arcivescovo, infine ucciso da 4 cavalieri feudali proprio nella sua cattedrale nel 1170, è ben esemplificativo della politica messa in atto dal primo plantageneto, vale a dire un progetto di espansione, nemmeno troppo graduale, del potere centrale nei confronti dei diversi poteri del territorio.]]></itunes:summary><itunes:duration>3566</itunes:duration><itunes:keywords>bassomedioevo,corsodistoria,corsodistoriamedivale,inghilterra,inghilterrastoria,medioevo,medioevostoria,normannistoria,plantageneti,plantagenetistoria,regnod'inghilterra,storia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>26</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 25 INGHILTERRA E NORMANDIA DAL CONQUISTATORE ALLA GUERRA CIVILE</title><link>https://youtu.be/XVdbClQdts0</link><description><![CDATA[Il regno di Inghilterra e il ducato di Normandia, a partire dalla conquista normanna di Guglielmo I il Conquistatore, iniziarono ad essere profondamente legate. Il legame era rappresentato dal sempre più fitto intreccio di relazioni feudali tra feudatari di origine normanna che possedevano benefici tanto in Inghilterra quanto in Normandia. Nel regno essi erano vassalli del re, che rappresentava il vertice della piramide feudale; nel ducato, pur dovendo i vassalli la dovuta fedeltà al proprio duca, il signore supremo era rappresentato invece dal re di Francia. Questa commistione, che travalicò ben presto i confini della Normandia, per estendersi al Maine, all'Angiò e all'Aquitania determinò una matasse di diritti feudali che sfocerà, due secoli più tardi, nella guerra dei 100 anni. Nel XII secolo, in ogni caso, il re d'Inghilterra è vassallo del re di Francia per quanto riguarda i suoi possedimenti francesi. Questa intricata impalcatura costituzionale fa da sfondo ad un periodo turbolento di grandi lotte interne per il potere. La volontà del conquistatore di tenere separati i domini inglesi e quelli francesi si scontrò ben presto con la sfrenata ambizione dei suoi eredi. Prima Roberto il Corto, duca di Normandia dovette soccombere al fratello minore, Guglielmo il Rosso, re d'Inghilterra. Successivamente anche Enrico I dovette affrontare lo spinoso problema della successione, perchè sprovvisto di un erede maschio, si convinse della possibilità di far regnare, per la prima volta, una donna, la figlia, nonché vedova dell'imperatore Enrico V e nuova moglie di Goffredo d'Angiò detto Plantageneto, Matilde.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907462</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:42:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907462/25_inghilterra_e_normandia_dal_conquistatore_alla_guerra_civile_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="64373739" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il regno di Inghilterra e il ducato di Normandia, a partire dalla conquista normanna di Guglielmo I il Conquistatore, iniziarono ad essere profondamente legate. Il legame era rappresentato dal sempre più fitto intreccio di relazioni feudali tra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il regno di Inghilterra e il ducato di Normandia, a partire dalla conquista normanna di Guglielmo I il Conquistatore, iniziarono ad essere profondamente legate. Il legame era rappresentato dal sempre più fitto intreccio di relazioni feudali tra feudatari di origine normanna che possedevano benefici tanto in Inghilterra quanto in Normandia. Nel regno essi erano vassalli del re, che rappresentava il vertice della piramide feudale; nel ducato, pur dovendo i vassalli la dovuta fedeltà al proprio duca, il signore supremo era rappresentato invece dal re di Francia. Questa commistione, che travalicò ben presto i confini della Normandia, per estendersi al Maine, all'Angiò e all'Aquitania determinò una matasse di diritti feudali che sfocerà, due secoli più tardi, nella guerra dei 100 anni. Nel XII secolo, in ogni caso, il re d'Inghilterra è vassallo del re di Francia per quanto riguarda i suoi possedimenti francesi. Questa intricata impalcatura costituzionale fa da sfondo ad un periodo turbolento di grandi lotte interne per il potere. La volontà del conquistatore di tenere separati i domini inglesi e quelli francesi si scontrò ben presto con la sfrenata ambizione dei suoi eredi. Prima Roberto il Corto, duca di Normandia dovette soccombere al fratello minore, Guglielmo il Rosso, re d'Inghilterra. Successivamente anche Enrico I dovette affrontare lo spinoso problema della successione, perchè sprovvisto di un erede maschio, si convinse della possibilità di far regnare, per la prima volta, una donna, la figlia, nonché vedova dell'imperatore Enrico V e nuova moglie di Goffredo d'Angiò detto Plantageneto, Matilde.]]></itunes:summary><itunes:duration>4024</itunes:duration><itunes:keywords>bassomedioevo,bassomedioevostoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,inghilterrastoria,medioevo,medioevostoria,normandiastoria,normannistoria,regnod'inghilterra,storia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>25</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 24 FEDERICO BARBAROSSA CONTRO TUTTI</title><link>https://youtu.be/BXRz3t1TLFY</link><description><![CDATA[Nella dieta di Roncaglia del 1158, Federico Barbarossa, dopo aver sottomesso Milano e la Lombardia, affermò solennemente l'autorità imperiale in Italia. All'impero dovevano spettare tutti i diritti e le rendite feudali e solamente lui aveva la facoltà di nominare i magistrati a capo dei comuni. Si trattò, tuttavia, di una vittoria quanto mai effimera, dal momento che Federico Barbarossa si trovò, nei 25 anni successivi, a combattere contro una coalizione internazionale che rappresenta, probabilmente, il primo vero caso di guerra fra potenze europee. A guidare, politicamente e ideologicamente, questa alleanza era il papa Alessandro III, leader di una chiesa scismatica, ma nonostante questo abile a saper sfruttare e attizzare le rivalità e l'ostilità nei confronti dell'imperatore. In diverse occasioni Federico scese in Italia, arrivando a distruggere Milano e a occupare Roma, ma non riuscì mai a riportare una vittoria decisiva. Dall'altra parte la Lega lombarda, finanziata dal papa e dall'imperatore bizantino, con l'appoggio di Francia e Inghilterra arrivava invece a riportare una vittoria decisiva nella battaglia di Legnano. Il turbolento periodo storico si conclude con la pace di Costanza del 1183 che sancì la pace fra i comuni e l'imperatore, pochi anni prima che Federico concluda la sua avventura terrena nel tentativo di raggiungere Gerusalemme per partecipare alla crociata dei re]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907461</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:40:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907461/24_federico_barbarossa_contro_tutti_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="55207476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nella dieta di Roncaglia del 1158, Federico Barbarossa, dopo aver sottomesso Milano e la Lombardia, affermò solennemente l'autorità imperiale in Italia. 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In diverse occasioni Federico scese in Italia, arrivando a distruggere Milano e a occupare Roma, ma non riuscì mai a riportare una vittoria decisiva. Dall'altra parte la Lega lombarda, finanziata dal papa e dall'imperatore bizantino, con l'appoggio di Francia e Inghilterra arrivava invece a riportare una vittoria decisiva nella battaglia di Legnano. Il turbolento periodo storico si conclude con la pace di Costanza del 1183 che sancì la pace fra i comuni e l'imperatore, pochi anni prima che Federico concluda la sua avventura terrena nel tentativo di raggiungere Gerusalemme per partecipare alla crociata dei re]]></itunes:summary><itunes:duration>3451</itunes:duration><itunes:keywords>barbarossastoria,bassomedioevo,bassomedioevostoria,casadisvevia,comunistoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,federicobarbarossa,medioevo,medioevostoria,roncaglia,storiadelmedioevo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>24</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 23 FDERICO BARBAROSSA PT. 1</title><link>https://youtu.be/gistcsc4k4A</link><description><![CDATA[Federico Barbarossa (1122-1190) è una degli imperatori che maggiormente sono rimasti impressi in generazioni di studenti. E' generalmente ricordato perchè protagonista, nella seconda metà del XII secolo, di una lunga guerra contro i liberi comuni dell'Italia settentrionale, Milano in testa. Preso anche come simbolo politico della lotta delle buone amministrazioni locali contro l'asfissiante potere centrale, è, in realtà, una figura molto più complessa e variegata di come viene presentata nei nostri manuali di storia. In primo luogo, questa lezione, dedicata ai primi anni di regno (1152-1158) si occuperò di delinearne le caratteristiche della personalità e dell'azione di governo, non solo in rapporto all'Italia, ma prima di tutto in Germania, dove l'azione centralizzatrice del suo governo cercherà di imprimere una direzione diversa al destino di un impero che ereditava come profondamente diviso nelle varie diatribe feudali tra i principi. Inoltre, vedremo come saranno i rapporti iniziali con gli altri poteri europei, in primo luogo il papa, per proseguire con i primi scontri con i comuni, fino alla famigerata dieta di Roncaglia del 1158, che rappresenta la massima espressione, non solamente del regno del Barbarossa, ma probabilmente di tutta la storia del sacro romano impero in Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907463</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:38:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907463/23_fderico_barbarossa_pt_1_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="55895437" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Federico Barbarossa (1122-1190) è una degli imperatori che maggiormente sono rimasti impressi in generazioni di studenti. E' generalmente ricordato perchè protagonista, nella seconda metà del XII secolo, di una lunga guerra contro i liberi comuni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Federico Barbarossa (1122-1190) è una degli imperatori che maggiormente sono rimasti impressi in generazioni di studenti. E' generalmente ricordato perchè protagonista, nella seconda metà del XII secolo, di una lunga guerra contro i liberi comuni dell'Italia settentrionale, Milano in testa. Preso anche come simbolo politico della lotta delle buone amministrazioni locali contro l'asfissiante potere centrale, è, in realtà, una figura molto più complessa e variegata di come viene presentata nei nostri manuali di storia. In primo luogo, questa lezione, dedicata ai primi anni di regno (1152-1158) si occuperò di delinearne le caratteristiche della personalità e dell'azione di governo, non solo in rapporto all'Italia, ma prima di tutto in Germania, dove l'azione centralizzatrice del suo governo cercherà di imprimere una direzione diversa al destino di un impero che ereditava come profondamente diviso nelle varie diatribe feudali tra i principi. Inoltre, vedremo come saranno i rapporti iniziali con gli altri poteri europei, in primo luogo il papa, per proseguire con i primi scontri con i comuni, fino alla famigerata dieta di Roncaglia del 1158, che rappresenta la massima espressione, non solamente del regno del Barbarossa, ma probabilmente di tutta la storia del sacro romano impero in Italia]]></itunes:summary><itunes:duration>3494</itunes:duration><itunes:keywords>barbarossastoria,bassomedioevo,casadisvevia,corsodistoria,corsodistoriamedievale,federicobarbarossa,germaniastoria,imperatoritedeschi,imperogermanico,medioevo,medioevostoria,sacroromanoimpero,storiadelmedioevo,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>23</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 22 GLI ALBORI DELLA CIVILTA' COMUNALE</title><link>https://youtu.be/E65SXfzs3Pg</link><description><![CDATA[Gli albori della civiltà comunale meritano una lezione a sé. In primo luogo per chiarire il concetto di comune e uscire dall'eccessiva semplificazione con il quale ci viene da sempre spiegato a scuola e nella quale, spesso, lo troviamo nei manuali di storia. Il problema è che i comuni non sono stati una civiltà avulsa dal contesto nel quale sono fioriti, anzi, si è trattato di una forma giuridica del potere che si è inserita nell'alveo del diritto feudale. Questa lezione si dedica a spiegare che i comuni altro non sono stati che dei soggetti giuridici collocati, a vario titolo, nei gradini del diritto feudale. Un comune, per esercitare prerogative di natura pubblica, doveva necessariamente ottenere la legittimazione giuridica di un potere superiore e esercitava il proprio potere sul territorio circostante diventando, a sua volta, "signore" di altri vassalli presenti sul territorio. Il comune è un altro filo dell'intricato gomitolo di poteri presenti nel medioevo. Dopo questo chiarimento concettuale la lezione si sposterà sulla narrazione dei fatti che dipingeranno i contorni del contesto dell'Italia del XII secolo. Un'Italia nella quale, i comuni dell'Italia centro-settentrionale, più ricchi e potenti grazie alle variabili economiche fiorite dopo l'anno 1000, acquisteranno sempre più spazi di autonomia sfruttando la debolezza dei poteri superiori, l'impero e il papato, impegnati tanto nelle lotte intestine, quanto nelle dispute internazionali con i normanni di Ruggiero II e i musulmani della seconda crociata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907407</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:36:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907407/22_gli_albori_della_civilta_comunale_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="49139963" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Gli albori della civiltà comunale meritano una lezione a sé. 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Un comune, per esercitare prerogative di natura pubblica, doveva necessariamente ottenere la legittimazione giuridica di un potere superiore e esercitava il proprio potere sul territorio circostante diventando, a sua volta, "signore" di altri vassalli presenti sul territorio. Il comune è un altro filo dell'intricato gomitolo di poteri presenti nel medioevo. Dopo questo chiarimento concettuale la lezione si sposterà sulla narrazione dei fatti che dipingeranno i contorni del contesto dell'Italia del XII secolo. Un'Italia nella quale, i comuni dell'Italia centro-settentrionale, più ricchi e potenti grazie alle variabili economiche fiorite dopo l'anno 1000, acquisteranno sempre più spazi di autonomia sfruttando la debolezza dei poteri superiori, l'impero e il papato, impegnati tanto nelle lotte intestine, quanto nelle dispute internazionali con i normanni di Ruggiero II e i musulmani della seconda crociata.]]></itunes:summary><itunes:duration>3072</itunes:duration><itunes:keywords>civiltàcomunale,comuniitalia,comunistoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,medioevo,medioevostoria,storiadelmedioevo,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>22</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 21 LA FRANCIA NELL'XI SECOLO</title><link>https://youtu.be/uVni4dPrOgQ</link><description><![CDATA[La Francia nell'XI secolo è protagonista di un conflitto fra le forze centrifughe e centripete della società feudale. La dinastia capetingia, inaugurata dall'incoronazione di Ugo Capeto nell'887, rappresenta il vertice della piramide feudale, ma si trova ad esercitare un potere diretto solamente su una ristretta zona conosciuta come Ile de France e avente come città principali Parigi e Orleans. Il resto del territorio francese è stato ormai completamente infeudato e subinfeudato e si trova così diviso in una miriade di domini nei quali i vassalli e i vassalli di vassalli esercitano un potere dinastico e autonomo. La storia della Francia medievale, della dinastia capetingia e delle caratteristiche il regno acquisirà nell'età moderna e contemporanea affondando le proprie radici nel processo di riaggregazione, feudo per feudo, messo in atto dalla corona che saprà sfruttare a proprio vantaggio ogni occasione che il diritto feudale le presenterà di aggregare nuovi domini a propri domini diretti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907409</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:33:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907409/21_la_francia_nell_xi_secolo_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="35237804" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La Francia nell'XI secolo è protagonista di un conflitto fra le forze centrifughe e centripete della società feudale. 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La storia della Francia medievale, della dinastia capetingia e delle caratteristiche il regno acquisirà nell'età moderna e contemporanea affondando le proprie radici nel processo di riaggregazione, feudo per feudo, messo in atto dalla corona che saprà sfruttare a proprio vantaggio ogni occasione che il diritto feudale le presenterà di aggregare nuovi domini a propri domini diretti.]]></itunes:summary><itunes:duration>2203</itunes:duration><itunes:keywords>capetingi,corsodistoria,corsodistoriamedievale,dinastiacapetingia,franciastoria,medioevo,medioevostoria,redifranciastoria,regnodifrancia,storiamedievale,ugocapeto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>21</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 20 LA PRIMA CROCIATA</title><link>https://youtu.be/wf94lCQD_n0</link><description><![CDATA[La prima crociata è la guerra santa condotta dall'Europa feudale contro il vicino oriente islamico. Per quanto, la storia delle 9 crociate combattute fra il 1095 e il 1272 sia la prova inconfutabile della falsità della presunzione di innocenza e superiorità del cristianesimo nei confronti delle altre religioni monoteiste, questa lezione si limiterà a narrare le vicende della prima crociata da un punto di vista storico. La chiamata alle armi di tutta la cristianità da parte di Urbano II al concilio di Clermont del 1097 ne rappresenta l'atto iniziale: difesa delle cristiani orientali nei confronti della neonata dominazione turca; ripristino delle rotte commerciali fra l'Europa e l'oriente; tutela degli interessi commerciali delle repubbliche marinare italiane; fanatismo religioso e cavalleresco; prospettiva di conquiste terrene e spirituali (la salvezza). Molte sono le variabili che entrano in gioco per spiegare il fervore con il quale l'appello del papa venne accolto dai grandi signori feudali d'Europa. Seguiremo poi il percorso dell'esercito internazionale latino e dei suoi capi, da Goffredo di Buglione, a Raimondo di Tolosa passando per Tancredi e Boemondo di Taranto, in un percorso che condurrà i crociati da Costantinopoli, attraverso la penisola anatolica fino a Gerusalemme, che sarà presa nell'estate del 1099]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907410</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:31:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907410/20_la_prima_crociata_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="43826866" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La prima crociata è la guerra santa condotta dall'Europa feudale contro il vicino oriente islamico. 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La chiamata alle armi di tutta la cristianità da parte di Urbano II al concilio di Clermont del 1097 ne rappresenta l'atto iniziale: difesa delle cristiani orientali nei confronti della neonata dominazione turca; ripristino delle rotte commerciali fra l'Europa e l'oriente; tutela degli interessi commerciali delle repubbliche marinare italiane; fanatismo religioso e cavalleresco; prospettiva di conquiste terrene e spirituali (la salvezza). Molte sono le variabili che entrano in gioco per spiegare il fervore con il quale l'appello del papa venne accolto dai grandi signori feudali d'Europa. Seguiremo poi il percorso dell'esercito internazionale latino e dei suoi capi, da Goffredo di Buglione, a Raimondo di Tolosa passando per Tancredi e Boemondo di Taranto, in un percorso che condurrà i crociati da Costantinopoli, attraverso la penisola anatolica fino a Gerusalemme, che sarà presa nell'estate del 1099]]></itunes:summary><itunes:duration>2740</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamedievale,crociate,crociatestoria,gerusalemmestoria,goffredodibuglione,medioevostoria,primacrociata,storiadelmedioevo,tassogerusalemme</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>20</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 19 LA LOTTA PER LE INVESTITURE</title><link>https://youtu.be/G3_uxYLh0eo</link><description><![CDATA[La lotta per le investiture rappresenta un crocevia per lo storia europea, al termine della quale l'impero germanico si vedrà costretto ad abbandonare per sempre il sogno di rappresentare un potere universale, così come era stato concepito da Carlomagno, mentre il papato ne uscirà con i connotati di una vera e propria monarchia temporale, tanto nazionale (lo Stato pontificio) quanto sovranazionale, considerata la pretesa di controllo del clero che il papa avanzerà, da qui in avanti. I prodromi dello scontro fra papato e impero per la nomina dei vescovi sono stati trattati nelle precedenti lezioni: il montante movimento moralizzatore e riformatore della Chiesa trovò una sponda, politicamente ingenua, nell'imperatore Enrico III che, con la nomina a pontefice di Niccolò II, avrebbe aperto le porte di Roma alle più eminenti personalità del movimento cluniacense. E proprio da Cluny sarebbe venuto papa Gregorio VII, al secolo Ildebrando di Saona, che avrebbe ingaggiato, a colpi di scomunica e di reazioni militari, un'aspra lotta con l'imperatore Enrico IV nota appunto come lotta per le investiture. I decenni successivi videro uno scontro più o meno acceso fra le due istituzioni universali che culminò, nel 1122, nella stipula del concordato di Worms che può essere considerata una sorta di spartizione delle sfere di influenza fra le due potenze.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907408</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:30:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907408/19_la_lotta_per_le_investiture_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="35359431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La lotta per le investiture rappresenta un crocevia per lo storia europea, al termine della quale l'impero germanico si vedrà costretto ad abbandonare per sempre il sogno di rappresentare un potere universale, così come era stato concepito da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La lotta per le investiture rappresenta un crocevia per lo storia europea, al termine della quale l'impero germanico si vedrà costretto ad abbandonare per sempre il sogno di rappresentare un potere universale, così come era stato concepito da Carlomagno, mentre il papato ne uscirà con i connotati di una vera e propria monarchia temporale, tanto nazionale (lo Stato pontificio) quanto sovranazionale, considerata la pretesa di controllo del clero che il papa avanzerà, da qui in avanti. I prodromi dello scontro fra papato e impero per la nomina dei vescovi sono stati trattati nelle precedenti lezioni: il montante movimento moralizzatore e riformatore della Chiesa trovò una sponda, politicamente ingenua, nell'imperatore Enrico III che, con la nomina a pontefice di Niccolò II, avrebbe aperto le porte di Roma alle più eminenti personalità del movimento cluniacense. E proprio da Cluny sarebbe venuto papa Gregorio VII, al secolo Ildebrando di Saona, che avrebbe ingaggiato, a colpi di scomunica e di reazioni militari, un'aspra lotta con l'imperatore Enrico IV nota appunto come lotta per le investiture. I decenni successivi videro uno scontro più o meno acceso fra le due istituzioni universali che culminò, nel 1122, nella stipula del concordato di Worms che può essere considerata una sorta di spartizione delle sfere di influenza fra le due potenze.]]></itunes:summary><itunes:duration>2210</itunes:duration><itunes:keywords>bassomedioevo,canossa,canossastoria,chiesastoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,enricoivdisvevia,gregoriovii,lottaperleinvestiture,matildedicanossa,medioevo,medioevostoria,papatostoria,storiadellachiesa,storiamedievale,terredeicanossa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>19</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 18 L APOGEO DELL'IMPERO GERMANICO 1002-1056</title><link>https://youtu.be/CAtQWoBGl40</link><description><![CDATA[L'apogeo dell'impero germanico avvenne nel mezzo secolo compreso fra la morte di Ottone III e la salita al potere di Enrico IV. Per apogeo dell'impero intendiamo il periodo nel quale il potere dell'imperatore germanico è stato più forte, tanto sui grandi duchi della Germania, quanto sull'Italia e, soprattutto sul papato. Nel periodo considerato da questa lezione vediamo il succedersi di tre imperatori: Enrico II, Corrado II il Salico e Enrico III. Con Enrico II si conclude la discendenza maschile della dinastia sassone e si inaugura un periodo nel quale gli imperatori germanici si dimostreranno sensibili alle istanze di riforma della Chiesa. Tanto Enrico II quanto Corrado II e Enrico III faranno quindi ampio ricorso alle nomine vescovili (e papali) in una chiara strategia di mantenere il controllo dei feudi al potere centrale, dal momento che, almeno per quanto riguarda la sfera giuridica, un vescovo non poteva trasmettere ad un erede il proprio feudo. Assistiamo, parallelamente, ad una sanzione ufficiale (il famigerato Edictum de beneficiis di Corrado II il Salico del 1037) dell'ereditarietà anche dei feudi investiti ai vassalli dei vassalli. Oltre ai grandi del regno, dunque, anche i gradini inferiori della piramide feudale otterranno una legittimazione giuridica del potere autonomo con il quale gestivano i propri feudi. Se, in un primo momento, questo farà guadagnare consenso agli imperatori tedeschi, dall'altro, la sanzione del trionfo della società feudale (quantomeno in Italia e in Germania) segnerà per sempre la storia di questi paesi, nei quali l'autonomia dei feudatari dal potere centrale si evolverà in una miriade di domini autonomi e separati, almeno fino alle unificazioni del XIX secolo. Parallelamente, anche l'appoggio alle istanze di riforma della Chiesa, che in un primo momento sembra mantenere il potere dell'impero sul papato, sarà il germa che porterà, una generazione più tardi, all'esplosione della lotta per le investiture e alla trasformazione del papato in un vero e proprio potere temporale a vocazione universale. E qui inizierà il declino dell'istituzione imperiale germanica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907406</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:28:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907406/18_l_apogeo_dell_impero_germanico_1002_1056.mp3" length="80588884" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'apogeo dell'impero germanico avvenne nel mezzo secolo compreso fra la morte di Ottone III e la salita al potere di Enrico IV. 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Tanto Enrico II quanto Corrado II e Enrico III faranno quindi ampio ricorso alle nomine vescovili (e papali) in una chiara strategia di mantenere il controllo dei feudi al potere centrale, dal momento che, almeno per quanto riguarda la sfera giuridica, un vescovo non poteva trasmettere ad un erede il proprio feudo. Assistiamo, parallelamente, ad una sanzione ufficiale (il famigerato Edictum de beneficiis di Corrado II il Salico del 1037) dell'ereditarietà anche dei feudi investiti ai vassalli dei vassalli. Oltre ai grandi del regno, dunque, anche i gradini inferiori della piramide feudale otterranno una legittimazione giuridica del potere autonomo con il quale gestivano i propri feudi. 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Molti degli intrecci della storia europea dell'XI secolo riguardano i cavalieri normanni. Parallelamente all'epopea inglese di Guglielmo il Conquistatore, si affianca la conquista dell'Italia meridionale da parte di Roberto il Guiscardo, poi affianco e succeduto dal fratello Ruggiero, primo re di Sicilia. Si tratta di un'avventura che si alimenta del sostrato feudale di cui è ammantata l'Europa: dalla prima investitura della conte di Aversa, i cavalieri normanni espanderanno il proprio dominio prima sulla Puglia e la Calabria, sancendo la fine dei domini longobardi e bizantini e sulla Sicilia, poi, strappata definitivamente ai saraceni nel 1091. Ma questa storia di conquista apparentemente locale, si intreccia indissolubilmente con le storie universali che animavano l'Europa: la lotta fra il papato e l'impero, dalla quale il primo trarrà lo slancio per la definitiva affermazione della propria sovranità temporale, vede nell'intervento normanno come braccio armato della Chiesa una sua variabile fondamentale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65907405</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 19:25:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65907405/17_guglielmo_il_conquistatore_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="56608057" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La conquista normanna del sud Italia rappresenta la seconda grande storia normanna, insieme alla conquista dell'Inghilterra. Molti degli intrecci della storia europea dell'XI secolo riguardano i cavalieri normanni. 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Ma questa storia di conquista apparentemente locale, si intreccia indissolubilmente con le storie universali che animavano l'Europa: la lotta fra il papato e l'impero, dalla quale il primo trarrà lo slancio per la definitiva affermazione della propria sovranità temporale, vede nell'intervento normanno come braccio armato della Chiesa una sua variabile fondamentale.]]></itunes:summary><itunes:duration>3538</itunes:duration><itunes:keywords>bassomedioevo,battagliadihastings,corsodistoria,corsodistoriamedievale,guglilemoilconquistatore,inghilterranormanni,inghilterrastoria,normanni,normannistoria,regnodiinghilterra,storiamedievale,storianormanna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>17</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 14 LA NASCITA DEL REGNO D'INGHILTERRA - VOLUME III  STORIA MEDIEVAL</title><link>https://youtu.be/CxH6qSIBsZw</link><description><![CDATA[La nascita del regno d'Inghilterra è una storia che si dipana fra l'isola britannica, la Scandinavia e la Normandia; una storia che vede lo scontro fra i vichinghi danesi e gli anglosassoni, eredi di quegli Angli e Sassoni che avevano occupato l'isola dopo l'abbandono da parte di Roma. Le seconde invasioni barbariche, e nello specifico le progressive incursioni degli uomini del nord, i vichinghi scandinavi, fra la fine del X e l'inizio del XI secolo portarono alla conquista danese dell'Inghilterra. Al contempo, però, la stirpe regale danese stringeva con i "cugini" normanni un legame dinastico sempre più stretto. Prima che la dinastia regale danese potesse radicarsi a sufficienza sull'isola, con l'elemento nobiliare anglosassone che ancora bramava di tornare al potere, la presenza normanna fra l'aristocrazia inglese poneva le basi per l'epopea di Guglielmo il Conquistatore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858281</guid><pubDate>Sun, 04 May 2025 14:51:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858281/14_la_nascita_del_regno_d_inghilterra_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="35996400" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La nascita del regno d'Inghilterra è una storia che si dipana fra l'isola britannica, la Scandinavia e la Normandia; una storia che vede lo scontro fra i vichinghi danesi e gli anglosassoni, eredi di quegli Angli e Sassoni che avevano occupato l'isola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La nascita del regno d'Inghilterra è una storia che si dipana fra l'isola britannica, la Scandinavia e la Normandia; una storia che vede lo scontro fra i vichinghi danesi e gli anglosassoni, eredi di quegli Angli e Sassoni che avevano occupato l'isola dopo l'abbandono da parte di Roma. Le seconde invasioni barbariche, e nello specifico le progressive incursioni degli uomini del nord, i vichinghi scandinavi, fra la fine del X e l'inizio del XI secolo portarono alla conquista danese dell'Inghilterra. Al contempo, però, la stirpe regale danese stringeva con i "cugini" normanni un legame dinastico sempre più stretto. 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Questa lezione si proporrà di raccontare l'epopea di Guglielmo il Conquistatore, premettendo la storia del ducato di Normandia, nato ufficialmente nel 911, in seguito al giuramento di fedeltà del duca Rollone di Normandia ai carolingi. La società feudale francese, nella quale il ducato di Normandia era perfettamente inserito, è il contesto storico che da i natali al duca Guglielmo, che in più occasioni darà prova di essere il perfetto signore feudale, inflessibile nel porsi come vertice del diritto, ma rispettoso dei doveri del signore feudale nei confronti dei propri vassalli. E sarà proprio la più grande adunata di cavalieri feudali della storia della Normandia a diventare l'ultima conquista subita dall'isola britannica nella storia. La debolezza dello stato anglosassone renderà possibile l'impresa, condotta da appena 5000 armati normanni. Guglielmo sarà incoronato nell'abbazia di Westminster dall'arcivescovo di York e, una volta consolidato il potere, dimostrò di essere un sovrano politicamente esperto, in grado di porsi come re e non come conquistatore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858376</guid><pubDate>Sun, 04 May 2025 14:49:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858376/16_conquista_normanna_del_sud_italia_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="63037524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La conquista normanna dell'Inghilterra è avvenuta in seguito alla vittoria di Guglielmo il Conquistatore contro Aroldo II, ultimo re anglosassone d'Inghilterra, nella battaglia di Hastings del 1066. 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Questa lezione è una lezione periodizzante, nel senso che la rinascita dell'anno 1000, è considerata lo spartiacque fra l'alto e il basso medioevo. La categoria storiografica stessa del basso medioevo deve la sua esistenza a questo momento iniziale. Intorno all'anno 1000, numerose variabili contribuirono, condizionandosi a vicenda, a un cambiamento netto rispetto all'età precedente. Il miglioramento delle condizioni climatiche, il miglioramento delle condizioni di vita, l'affievolirsi della virulenza delle epidemie, la conclusione delle seconde invasioni barbariche, l'aumento della popolazione, la messa a coltura di nuove aree coltivabili, le fondazioni di migliaia di nuove comunità rurale, lo sviluppo delle città, i progressi delle tecniche produttive agricole e manifatturiere sono solo alcune delle variabili che vengono prese in analisi in questa lezione. L'obiettivo è quello di spiegare perché l'anno 1000 rappresenta, per la storia, l'inizio di quello che oggi è considerato, vedremo quanto a ragione, il medioevo bello, in opposizione ai veri e propri secoli bui]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858369</guid><pubDate>Sun, 04 May 2025 14:47:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858369/15_rinascita_del_1000_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="41281494" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La rinascita dell'anno 1000 è ormai da decenni diventata una categoria storiografica riconosciuta, nelle sue linee generali, dalla maggioranza degli studiosi. 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Prima che la dinastia regale danese potesse radicarsi a sufficienza sull'isola, con l'elemento nobiliare anglosassone che ancora bramava di tornare al potere, la presenza normanna fra l'aristocrazia inglese poneva le basi per l'epopea di Guglielmo il Conquistatore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858370</guid><pubDate>Sun, 04 May 2025 14:44:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858370/14_la_nascita_del_regno_d_inghilterra_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="35996400" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La nascita del regno d'Inghilterra è una storia che si dipana fra l'isola britannica, la Scandinavia e la Normandia; una storia che vede lo scontro fra i vichinghi danesi e gli anglosassoni, eredi di quegli Angli e Sassoni che avevano occupato l'isola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La nascita del regno d'Inghilterra è una storia che si dipana fra l'isola britannica, la Scandinavia e la Normandia; una storia che vede lo scontro fra i vichinghi danesi e gli anglosassoni, eredi di quegli Angli e Sassoni che avevano occupato l'isola dopo l'abbandono da parte di Roma. Le seconde invasioni barbariche, e nello specifico le progressive incursioni degli uomini del nord, i vichinghi scandinavi, fra la fine del X e l'inizio del XI secolo portarono alla conquista danese dell'Inghilterra. Al contempo, però, la stirpe regale danese stringeva con i "cugini" normanni un legame dinastico sempre più stretto. Prima che la dinastia regale danese potesse radicarsi a sufficienza sull'isola, con l'elemento nobiliare anglosassone che ancora bramava di tornare al potere, la presenza normanna fra l'aristocrazia inglese poneva le basi per l'epopea di Guglielmo il Conquistatore.]]></itunes:summary><itunes:duration>2250</itunes:duration><itunes:keywords>battagliadihastings,conquistanormanna,corsodistoria,guglielmoilconquistatore,ilcorsodistoria,inghilterra,inghilterrastoria,medioevo,medioevostoria,normanni,regnod'inghilterra,storia,storiadelmedioevo,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 13 OTTONE II E OTTONE III</title><link>https://youtu.be/JoeZjgirMMs</link><description><![CDATA[Ottone II e Ottone III sono gli imperatori succeduti a Ottone I il Grande sul trono del Sacro Romano Impero Germanico. La storia dell'impero sotto questi sovrani è complicata da elementi di continuità, come la sottomissione del papato, e elementi di conflittualità, come il rapporto con i grandi feudatari tedeschi e quelli dell'Italia settentrionale, dove cominciavano ad affacciarsi come detentrici di diritti pubblici, le città. Ottone III, in particolare, educato dalla madre bizantina Teofane e dal consigliere francese Gerberto d'Aurillac, il futuro papa Silvestro II, ha coltivato il mito di una vera e proprio renovatio imperii romanorum, con l'intenzione di fare rivivere l'impero universale di Carlo Magno. Ma la conflittualità che Ottone dovette affrontare, tanto in Germania che in Italia, testimonia come l'utopia ottoniana fosse ormai fuori tempo massimo. Il radicamento della società feudale implicava che il sovrano non potesse fare a meno dei feudatari per condurre la sua politica, e che questi ultimi fossero ormai detentori di tali prerogative di tipo pubblico, da riuscire a governare il territorio in autonomia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858303</guid><pubDate>Sun, 04 May 2025 14:42:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858303/13_ottone_ii_e_ottone_iii_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="33560534" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Ottone II e Ottone III sono gli imperatori succeduti a Ottone I il Grande sul trono del Sacro Romano Impero Germanico. La storia dell'impero sotto questi sovrani è complicata da elementi di continuità, come la sottomissione del papato, e elementi di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ottone II e Ottone III sono gli imperatori succeduti a Ottone I il Grande sul trono del Sacro Romano Impero Germanico. La storia dell'impero sotto questi sovrani è complicata da elementi di continuità, come la sottomissione del papato, e elementi di conflittualità, come il rapporto con i grandi feudatari tedeschi e quelli dell'Italia settentrionale, dove cominciavano ad affacciarsi come detentrici di diritti pubblici, le città. Ottone III, in particolare, educato dalla madre bizantina Teofane e dal consigliere francese Gerberto d'Aurillac, il futuro papa Silvestro II, ha coltivato il mito di una vera e proprio renovatio imperii romanorum, con l'intenzione di fare rivivere l'impero universale di Carlo Magno. Ma la conflittualità che Ottone dovette affrontare, tanto in Germania che in Italia, testimonia come l'utopia ottoniana fosse ormai fuori tempo massimo. Il radicamento della società feudale implicava che il sovrano non potesse fare a meno dei feudatari per condurre la sua politica, e che questi ultimi fossero ormai detentori di tali prerogative di tipo pubblico, da riuscire a governare il territorio in autonomia]]></itunes:summary><itunes:duration>2098</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamedievale,dinastiadegliottoni,germania,germaniastoria,imperotedesco,ottoneiii,ottoniii,renovatioimperii,sacroromanoimpero,storia,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 12 OTTONE IL GRANDE VOLUME</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storia-medievale-12-ottone-il-grande-volume--65858278</link><description><![CDATA[Ottone il Grande è il fondatore del Sacro Romano Impero della Nazione germanica. Questa lezione si propone di raccontare l'epopea di governo del sovrano sassone, responsabile di aver rifondato l'impero di Carlo Magno. Il nuovo impero è però qualcosa di profondamente diverso rispetto all'antenato carolingio. La pretesa di universalità del Sacro Romano Impero di Carlo Magno sfuma all'interno di un'istituzione che è formata dal regno dei franchi orientali, la Germania, e dal regno d'Italia. I nuovi imperatori tedeschi, inoltre, dovranno fare i conti con la società feudale e l'impero si rivelerà incapace di fondare una sovranità stabile e solida sotto le spinte centrifughe della nobiltà, tanto laica che ecclesiastica, che governa direttamente il territorio. In ogni caso, il nuovo impero diventerà il vertice del sistema giuridico feudale e, almeno formalmente, i poteri dei territori soggetti all'impero dovranno sempre fare i conti con lui]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858278</guid><pubDate>Sun, 04 May 2025 14:38:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858278/12_ottone_il_grande_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="38237079" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Ottone il Grande è il fondatore del Sacro Romano Impero della Nazione germanica. Questa lezione si propone di raccontare l'epopea di governo del sovrano sassone, responsabile di aver rifondato l'impero di Carlo Magno. Il nuovo impero è però qualcosa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ottone il Grande è il fondatore del Sacro Romano Impero della Nazione germanica. Questa lezione si propone di raccontare l'epopea di governo del sovrano sassone, responsabile di aver rifondato l'impero di Carlo Magno. Il nuovo impero è però qualcosa di profondamente diverso rispetto all'antenato carolingio. La pretesa di universalità del Sacro Romano Impero di Carlo Magno sfuma all'interno di un'istituzione che è formata dal regno dei franchi orientali, la Germania, e dal regno d'Italia. I nuovi imperatori tedeschi, inoltre, dovranno fare i conti con la società feudale e l'impero si rivelerà incapace di fondare una sovranità stabile e solida sotto le spinte centrifughe della nobiltà, tanto laica che ecclesiastica, che governa direttamente il territorio. In ogni caso, il nuovo impero diventerà il vertice del sistema giuridico feudale e, almeno formalmente, i poteri dei territori soggetti all'impero dovranno sempre fare i conti con lui]]></itunes:summary><itunes:duration>2390</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamoderna,dinastiadegliottoni,germaniastoria,imperostoria,ottonedigermania,ottonei,renovatioimperii,sacroromanoimpero,sacroromanoimperostoria,storiad'italia,storiamoderna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 11 L'ITALIA NEL X SECOLO</title><link>https://youtu.be/HRY37wj50do</link><description><![CDATA[L'anarchia feudale è l'autentica protagonista di questo secolo. Nel X secolo le tendenze centrifughe insite nel diritto feudale raggiungono l'apice nel conflitto con il potere centrale. I grandi feudatari laici ed ecclesiastici nominano il sovrano e sono in grado di determinarne il destino. La conflittualità conseguente è aggravata dal ruolo giocato dalle incursioni barbariche, tanto ungare quanto saracene, e dal ruolo sempre più centrale giocato dalla corte papale e dalla città di Roma, che si giovava dell'assenza di un forte imperatore. In questo contesto esaminiamo i conflitti fra Berengario del Friuli e i pretendenti provenzali al trono d'Italia, a cui seguirono quelli fra l'altro Berengario, marchese d'Ivrea, e Ugo di Provenza. La debolezza del potere e del consenso conquistati dai vari protagonisti della lotta per il potere mostrerà il suo vero volto nei confronti di un pretendente estremamente diverso dagli altri, Ottone I il Grande. E la storia cambierà]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858222</guid><pubDate>Sun, 04 May 2025 14:36:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858222/11_l_italia_nel_x_secolo_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="40712234" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'anarchia feudale è l'autentica protagonista di questo secolo. Nel X secolo le tendenze centrifughe insite nel diritto feudale raggiungono l'apice nel conflitto con il potere centrale. I grandi feudatari laici ed ecclesiastici nominano il sovrano e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'anarchia feudale è l'autentica protagonista di questo secolo. Nel X secolo le tendenze centrifughe insite nel diritto feudale raggiungono l'apice nel conflitto con il potere centrale. I grandi feudatari laici ed ecclesiastici nominano il sovrano e sono in grado di determinarne il destino. La conflittualità conseguente è aggravata dal ruolo giocato dalle incursioni barbariche, tanto ungare quanto saracene, e dal ruolo sempre più centrale giocato dalla corte papale e dalla città di Roma, che si giovava dell'assenza di un forte imperatore. In questo contesto esaminiamo i conflitti fra Berengario del Friuli e i pretendenti provenzali al trono d'Italia, a cui seguirono quelli fra l'altro Berengario, marchese d'Ivrea, e Ugo di Provenza. La debolezza del potere e del consenso conquistati dai vari protagonisti della lotta per il potere mostrerà il suo vero volto nei confronti di un pretendente estremamente diverso dagli altri, Ottone I il Grande. E la storia cambierà]]></itunes:summary><itunes:duration>2545</itunes:duration><itunes:keywords>altomedioevo,altomedioevostoria,anarchiafeudale,corsodistoria,corsodistoriamedievale,feudalesimo,italia,italiamedioevo,italistoria,longobardi,medioevo,medioevostoria,regnod'italia,secondeinvasionibarbariche,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 10 LA FRANCIA NEL X SECOLO VOLUME III</title><link>https://youtu.be/XwCe9_dBtdI</link><description><![CDATA[Dopo la deposizione di Carlo il Grosso nell'887 inizia, parallelamente all'affermarsi dell'anarchia feudale, un periodo di profondi rivolgimenti per tutta l'Europa che era, un tempo, stata l'impero carolingio. Questa lezione, dedicata alla Francia, si occuperà di analizzare, da un punto di vista cronologico e politico, tutti i cambi di potere che si sono realizzati nel regno dopo la deposizione di Carlo il Grosso. Gli ultimi sovrani carolingi - Carlo il Semplice, Luigi d'Oltremare, Luigi V - si dimostrarono incapaci di coagulare intorno a sè un consenso tale da poter consolidare il proprio potere. Dall'altra parte, la grande nobiltà feudale tentò a più riprese di imporre un proprio esponente come sovrano, giocando su più tavoli, quello della politica ecclesiastica e quello della politica internazionale, con ingerenze sempre più pressanti da parte del regno dei Franchi orientali, che si apprestava a divenire il Sacro Romano Impero della nazione germanica con gli Ottoni. Al termine di questo periodo così convulso, il definitivo tramonto della dinastia carolingia lasciò il posto ad una nuova dinastia, quella dei capetingi, con il proprio capostipite, Ugo Capeto]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858221</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:20:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858221/10_la_francia_nel_x_secolo_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="35417945" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la deposizione di Carlo il Grosso nell'887 inizia, parallelamente all'affermarsi dell'anarchia feudale, un periodo di profondi rivolgimenti per tutta l'Europa che era, un tempo, stata l'impero carolingio. Questa lezione, dedicata alla Francia, si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la deposizione di Carlo il Grosso nell'887 inizia, parallelamente all'affermarsi dell'anarchia feudale, un periodo di profondi rivolgimenti per tutta l'Europa che era, un tempo, stata l'impero carolingio. Questa lezione, dedicata alla Francia, si occuperà di analizzare, da un punto di vista cronologico e politico, tutti i cambi di potere che si sono realizzati nel regno dopo la deposizione di Carlo il Grosso. Gli ultimi sovrani carolingi - Carlo il Semplice, Luigi d'Oltremare, Luigi V - si dimostrarono incapaci di coagulare intorno a sè un consenso tale da poter consolidare il proprio potere. Dall'altra parte, la grande nobiltà feudale tentò a più riprese di imporre un proprio esponente come sovrano, giocando su più tavoli, quello della politica ecclesiastica e quello della politica internazionale, con ingerenze sempre più pressanti da parte del regno dei Franchi orientali, che si apprestava a divenire il Sacro Romano Impero della nazione germanica con gli Ottoni. Al termine di questo periodo così convulso, il definitivo tramonto della dinastia carolingia lasciò il posto ad una nuova dinastia, quella dei capetingi, con il proprio capostipite, Ugo Capeto]]></itunes:summary><itunes:duration>2214</itunes:duration><itunes:keywords>capetingi,corsodistoria,corsodistoriamedievale,francia,franciastoria,medioevo,medioevostoria,storiadifrancia,storiamedievale,ugocapeto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 9 IL CRISTIANESIMO NELL'ALTO MEDIOEVO</title><link>https://youtu.be/TjMy0xuXsZY</link><description><![CDATA[La comprensione dell'epoca medievale è impossibile se non si conoscono le caratteristiche del cristianesimo del primo millennio. Questa lezione si propone di illustrare le principali caratteristiche del cristianesimo e della Chiesa altomedievali, tanto da un punto di vista di consolidamento dogmatico e liturgico, quanto da quello del progressivo sviluppo di una coscienza politica e economica della Chiesa. Un processo iniziato sotto Costantino e portato a maturazione con il collasso del potere politico centralizzato e il fiorire dell'anarchia feudale. La Chiesa che si presenta al volgere del primo millennio è un'istituzione organizzata come centro del potere temporale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858175</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:18:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858175/9_il_cristianesimo_nell_alto_medioevo_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="34842833" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La comprensione dell'epoca medievale è impossibile se non si conoscono le caratteristiche del cristianesimo del primo millennio. Questa lezione si propone di illustrare le principali caratteristiche del cristianesimo e della Chiesa altomedievali,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La comprensione dell'epoca medievale è impossibile se non si conoscono le caratteristiche del cristianesimo del primo millennio. Questa lezione si propone di illustrare le principali caratteristiche del cristianesimo e della Chiesa altomedievali, tanto da un punto di vista di consolidamento dogmatico e liturgico, quanto da quello del progressivo sviluppo di una coscienza politica e economica della Chiesa. Un processo iniziato sotto Costantino e portato a maturazione con il collasso del potere politico centralizzato e il fiorire dell'anarchia feudale. La Chiesa che si presenta al volgere del primo millennio è un'istituzione organizzata come centro del potere temporale.]]></itunes:summary><itunes:duration>2178</itunes:duration><itunes:keywords>chiesastoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,cristianesimo,cristianesimomedievale,cristianesimostoria,medioevo,medioevostoria,papastoria,papatostoria,storiadelcristianesimo,storiadellachiesa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 8 CHE COS'E' STATA LA SOCIETA' FEUDALE</title><link>https://youtu.be/SN_vvBacZy8</link><description><![CDATA[La parola feudalesimo ci è stranamente familiare fin dai tempi delle scuole elementari. Eppure in pochi possono dire di sapere effettivamente che cosa sia stata la società feudale. Si tratta in realtà del punto di arrivo di un lungo processo nel quale un contratto giuridico che regolava le relazioni fra due uomini si è lentamente trasformato nella forma costituzionale dominante in larghe parti d'Europa. La complessità di tale processo è, per di più, aggravata dalla matassa sociale, politica, economica e giuridica nella quale si è venuta trovare l'Europa occidentale dopo la morte di Carlo Magno. La storia della società feudale è, di fatto, l'atto di nascita dell'eterogeneità regionale europea.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858189</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:16:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858189/8_che_cos_e_stata_la_societa_feudale_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="31161031" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La parola feudalesimo ci è stranamente familiare fin dai tempi delle scuole elementari. Eppure in pochi possono dire di sapere effettivamente che cosa sia stata la società feudale. Si tratta in realtà del punto di arrivo di un lungo processo nel quale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La parola feudalesimo ci è stranamente familiare fin dai tempi delle scuole elementari. Eppure in pochi possono dire di sapere effettivamente che cosa sia stata la società feudale. Si tratta in realtà del punto di arrivo di un lungo processo nel quale un contratto giuridico che regolava le relazioni fra due uomini si è lentamente trasformato nella forma costituzionale dominante in larghe parti d'Europa. La complessità di tale processo è, per di più, aggravata dalla matassa sociale, politica, economica e giuridica nella quale si è venuta trovare l'Europa occidentale dopo la morte di Carlo Magno. La storia della società feudale è, di fatto, l'atto di nascita dell'eterogeneità regionale europea.]]></itunes:summary><itunes:duration>1948</itunes:duration><itunes:keywords>altomedioevo,corsodistoria,corsodistoriamedievale,feudalesimo,feudalesimostoria,feudo,medioevo,medioevostoria,societàfeudale,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 7 LA CRISI DELL'EUROPA CAROLINGIA</title><link>https://youtu.be/hJ7Z_tRuJjw</link><description><![CDATA[Il periodo successivo alla morte di Carlo Magno fu estremamente convulso. Un vortice di lotte di successione e rivolgimenti territoriali che contribuì a sprofondare l'Europa nella successiva anarchia feudale. Il Sacro Romano Impero, così lontano dalla solidità e dall'unità dell'Impero romano di cui si sentiva erede, entrò in crisi sotto la pressione della legge di successione franca, che imponeva la divisione dei beni paterni. Dopo Ludovico il Pio, l'impero carolingio si scompose e ricompose più volte, generando la definizione di tre aree essenziali per la storia d'Europa: la Francia, la Germania e l'Italia. Mentre i carolingi si contendevano il potere, a livello locale si affermava l'effettivo uso del potere da parte delle grandi dinastia di marchesi, duchi, conti etc., che nei rispettivi territori esercitavano la funzione pubblica. I grandi del regno erano legati al vertice da giuramenti di fedeltà che, come contropartita ad una fedeltà che era in primo luogo militare, avevano il riconoscimento dell'autonomia da parte del re. Ad intervenire in questo contesto fu poi la variabile delle seconde invasioni barbariche: dalla Scandinavia, le popolazioni del nord, da est, i terribili Ungari, da sud i Saraceni. L'inconsistenza del potere centrale venne messa a nudo dall'incapacità di contrastare le invasioni. La seconda parte del IX secolo rappresenta un vero e proprio tragico spartiacque della storia europea. Il potere pubblico dei dinasti e dei vescovi si consolidò nell'effettiva capacità di difendere e proteggere il proprio piccolo territorio]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858174</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:14:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858174/7_la_crisi_dell_europa_carolingia_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="63896012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il periodo successivo alla morte di Carlo Magno fu estremamente convulso. Un vortice di lotte di successione e rivolgimenti territoriali che contribuì a sprofondare l'Europa nella successiva anarchia feudale. Il Sacro Romano Impero, così lontano dalla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il periodo successivo alla morte di Carlo Magno fu estremamente convulso. Un vortice di lotte di successione e rivolgimenti territoriali che contribuì a sprofondare l'Europa nella successiva anarchia feudale. Il Sacro Romano Impero, così lontano dalla solidità e dall'unità dell'Impero romano di cui si sentiva erede, entrò in crisi sotto la pressione della legge di successione franca, che imponeva la divisione dei beni paterni. Dopo Ludovico il Pio, l'impero carolingio si scompose e ricompose più volte, generando la definizione di tre aree essenziali per la storia d'Europa: la Francia, la Germania e l'Italia. Mentre i carolingi si contendevano il potere, a livello locale si affermava l'effettivo uso del potere da parte delle grandi dinastia di marchesi, duchi, conti etc., che nei rispettivi territori esercitavano la funzione pubblica. I grandi del regno erano legati al vertice da giuramenti di fedeltà che, come contropartita ad una fedeltà che era in primo luogo militare, avevano il riconoscimento dell'autonomia da parte del re. Ad intervenire in questo contesto fu poi la variabile delle seconde invasioni barbariche: dalla Scandinavia, le popolazioni del nord, da est, i terribili Ungari, da sud i Saraceni. L'inconsistenza del potere centrale venne messa a nudo dall'incapacità di contrastare le invasioni. La seconda parte del IX secolo rappresenta un vero e proprio tragico spartiacque della storia europea. Il potere pubblico dei dinasti e dei vescovi si consolidò nell'effettiva capacità di difendere e proteggere il proprio piccolo territorio]]></itunes:summary><itunes:duration>3994</itunes:duration><itunes:keywords>altomedioevo,carlomagno,carlomagnostoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,imperocarolingiostoria,medioevo,medioevostoria,sacroromanoimpero,sacroromanoimperostoria,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 6 CARLO MAGNO E LA RINASCITA DELL'IMPERO</title><link>https://youtu.be/BNLZLVBVwFY</link><description><![CDATA[Carlo Magno è uno dei personaggi più famosi della storia del Medioevo. Carlo si rese protagonista della cosiddetta "rinascita carolingia", un processo che coinvolse diversi aspetti della storia dell'Europa occidentale. In primo luogo, da un punto di vista istituzionale, dopo più di 300 anni un impero tornava a dominare sull'Europa. Le conquiste di Carlo, che occuparono gran parte della sua vita, espansero il dominio dei Franchi dalla Marca spagnola fino alla Vistola, dall'Italia al Mar baltico. Le campagne contro Sassoni, Avari e Bavari espansero i confini a est. La rinascita carolingia determinò anche un sanzione formale del rapporto privilegiato non solo fra la Chiesa di Roma e Carlo Magno, ma, cosa che ebbe un'importanza decisiva per la storia occidentale, il legame fra potere temporale imperiale e potere spirituale della Chiesa. E' il papa a incoronare l'imperatore, è il potere spirituale a sanzionare la legittimità del potere temporale. Sarà un avvenimento ricco di conseguenze. Dal punto di vista amministrativo Carlo, ispirandosi alla storia amministrativa dell'impero romano, tentò di riportare in vita un concetto di "potere pubblico" sopito ormai da secoli, ma nonostante l'istituzione dei missi dominici, veri e proprio funzionari pubblici, la tenuta dell'unità dell'impero fu determinata dai vincoli di fedeltà personale, di origine germanica, fra il signore (l'imperatore in questo caso) e i suoi vassalli (conti, duchi e marchesi che dominavano le diverse circoscrizioni dell'impero). Fu questo il momento nel quale, per la prima volta, i rapporti vassallatico-beneficiari, conosciuti da secoli nel mondo germanico, diventarono forma dell'organizzazione del potere che oggi definiremmo pubblico, antesignano del fiorire successivo della società feudale. Il vero tallone d'Achille di Carlo e dell'impero carolingio fu tuttavia rappresentato dalle dinamiche della successione ereditaria. Per i Franchi e per la tradizione Germanica, il potere era trattato alla stessa stregua di un bene privato e, pertanto, andava diviso equamente fra tutti gli eredi. Pipino era stato "fortunato" e aveva avuto un solo figlio che gli era sopravvissuto, Carlo Magno, appunto, e costui aveva avuto la medesima fortuna con il solo Ludovico il Pio. I problemi iniziarono alla successione di quest'ultimo, per la quale esplosero le lotte di successione che portarono alla spartizione del territorio dell'impero con il trattato di Verdun dell'843, rivelandone tutta l'estrema fragilità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858112</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:12:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858112/6_carlo_magno_e_la_rinascita_dell_impero_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="46472129" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Carlo Magno è uno dei personaggi più famosi della storia del Medioevo. Carlo si rese protagonista della cosiddetta "rinascita carolingia", un processo che coinvolse diversi aspetti della storia dell'Europa occidentale. 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E' il papa a incoronare l'imperatore, è il potere spirituale a sanzionare la legittimità del potere temporale. Sarà un avvenimento ricco di conseguenze. Dal punto di vista amministrativo Carlo, ispirandosi alla storia amministrativa dell'impero romano, tentò di riportare in vita un concetto di "potere pubblico" sopito ormai da secoli, ma nonostante l'istituzione dei missi dominici, veri e proprio funzionari pubblici, la tenuta dell'unità dell'impero fu determinata dai vincoli di fedeltà personale, di origine germanica, fra il signore (l'imperatore in questo caso) e i suoi vassalli (conti, duchi e marchesi che dominavano le diverse circoscrizioni dell'impero). Fu questo il momento nel quale, per la prima volta, i rapporti vassallatico-beneficiari, conosciuti da secoli nel mondo germanico, diventarono forma dell'organizzazione del potere che oggi definiremmo pubblico, antesignano del fiorire successivo della società feudale. Il vero tallone d'Achille di Carlo e dell'impero carolingio fu tuttavia rappresentato dalle dinamiche della successione ereditaria. Per i Franchi e per la tradizione Germanica, il potere era trattato alla stessa stregua di un bene privato e, pertanto, andava diviso equamente fra tutti gli eredi. Pipino era stato "fortunato" e aveva avuto un solo figlio che gli era sopravvissuto, Carlo Magno, appunto, e costui aveva avuto la medesima fortuna con il solo Ludovico il Pio. I problemi iniziarono alla successione di quest'ultimo, per la quale esplosero le lotte di successione che portarono alla spartizione del territorio dell'impero con il trattato di Verdun dell'843, rivelandone tutta l'estrema fragilità]]></itunes:summary><itunes:duration>2905</itunes:duration><itunes:keywords>carlomagno,carlomagnostoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,franciastoria,imperocarolingio,imperodicarlomagno,medioevo,medioevostoria,popolofranchi,regnodeifranchi,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 5 NASCITA E DIFFUSIONE DELL'ISLAM</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storia-medievale-5-nascita-e-diffusione-dell-islam--65858094</link><description><![CDATA[La nascita dell'Islam rappresenta uno snodo della storia. Si tratta di una fede religiosa abbracciata, oggi, da più di 2 miliardi di persone e della religione che mantiene il più alto tasso di crescita annua. L'Islam fece la sua comparsa intorno alla metà del VII secolo, predicato dal profeta Maometto, membro di una importante famiglia mercantile della Mecca, che nel 610 ricevette la chiamata di Allah da parte dell'arcangelo Gabriele. L'ordine del messaggio divino era molto semplice: diffondere la parola di Dio, il Corano. Maometto si dedicò dunque a questa impresa, predicando una religione rigidamente monoteista in un territorio diviso in diverse tribù seminomadi, adoranti i culti pagani più disparati. L'Islam si riconnetteva alla tradizione delle religioni abramitiche, come ebraismo e cristianesimo, ponendosi al culmine del rapporto fra l'uomo e Dio che aveva dettato nel Corano l'ultima e definitiva versione della sua parola. La conflittualità che questo messaggio scatenò nella penisola arabica fra nuova credenza e esponenti politici tutori degli antichi culti venne composta dall'espansione militare di Maometto e dei suoi seguaci che dal 630, anno dal quale i musulmani contano gli anni del calendario, portò alla conquista della Mecca. Dalla morte di Maometto, nel 632, iniziò un'espansione apparentemente inarrestabile, che in meno di un secolo avrebbe portato l'impero islamico controllato dalla dinastia califfale degli Omayyadi a controllare un territorio che andava dalla penisola iberica alla valle dell'Indo. Nacquero a partire dal IX secolo difficoltà derivanti dal governo e dall'amministrazione di un territorio tanto vasto e abitato da etnie diverse. Queste distinzioni provocarono anche dissidi dottrinali interni alla religione islamica e, intorno all'anno 1000, l'impero era ormai diviso in una moltitudine di emiri indipendenti]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858094</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:10:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858094/5_nascita_e_diffusione_dell_islam_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="36319065" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La nascita dell'Islam rappresenta uno snodo della storia. Si tratta di una fede religiosa abbracciata, oggi, da più di 2 miliardi di persone e della religione che mantiene il più alto tasso di crescita annua. L'Islam fece la sua comparsa intorno alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La nascita dell'Islam rappresenta uno snodo della storia. Si tratta di una fede religiosa abbracciata, oggi, da più di 2 miliardi di persone e della religione che mantiene il più alto tasso di crescita annua. L'Islam fece la sua comparsa intorno alla metà del VII secolo, predicato dal profeta Maometto, membro di una importante famiglia mercantile della Mecca, che nel 610 ricevette la chiamata di Allah da parte dell'arcangelo Gabriele. L'ordine del messaggio divino era molto semplice: diffondere la parola di Dio, il Corano. Maometto si dedicò dunque a questa impresa, predicando una religione rigidamente monoteista in un territorio diviso in diverse tribù seminomadi, adoranti i culti pagani più disparati. L'Islam si riconnetteva alla tradizione delle religioni abramitiche, come ebraismo e cristianesimo, ponendosi al culmine del rapporto fra l'uomo e Dio che aveva dettato nel Corano l'ultima e definitiva versione della sua parola. La conflittualità che questo messaggio scatenò nella penisola arabica fra nuova credenza e esponenti politici tutori degli antichi culti venne composta dall'espansione militare di Maometto e dei suoi seguaci che dal 630, anno dal quale i musulmani contano gli anni del calendario, portò alla conquista della Mecca. Dalla morte di Maometto, nel 632, iniziò un'espansione apparentemente inarrestabile, che in meno di un secolo avrebbe portato l'impero islamico controllato dalla dinastia califfale degli Omayyadi a controllare un territorio che andava dalla penisola iberica alla valle dell'Indo. Nacquero a partire dal IX secolo difficoltà derivanti dal governo e dall'amministrazione di un territorio tanto vasto e abitato da etnie diverse. 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I Longobardi del re Agilulfo trovarono una penisola devastata e sfiancata dalla guerra greco-gotica e i bizantini non riuscirono quasi a opporre alcuna resistenza all'inarrestabile avanzata longobarda. L'Italia venne così divisa per la prima volta fra due entità profondamente diverse: il regno longobardo, con le propaggini di Spoleto e Benevento, nel nord Italia e il cosiddetto "esarcato bizantino" compreso nella fascia territoriale e appenninica fra Ravenna e Roma. Il regno longobardo seguì la stessa traiettoria degli altri regni romano-barbarici con una prima fase di conquista e stanziamento di una popolazione militarmente dominante ma completamente estranea al governo di un territorio. Lentamente e progressivamente, di pari passo con il crescere dell'integrazione fra popolazione romana e longobarda, il potere centrale, organizzato al di sotto del re con duchi, gastaldi e funzionari minori, venne rafforzato. L'Editto di Rotari del 643 rappresentò il culmine di questo processo con la redazione delle prime leggi scritte del regno, dalle quali è possibile riscontrare una progressiva civilizzazione dei barbari, sotto l'influenza evidentemente dell'elemento e della tradizione giuridica romana. L'apogeo del regno longobardo convinse però i re Liutprando prima, e Astolfo poi, alla metà dell'VIII secolo, a tentare la presa dell'esarcato. I papi, in successione Gregorio III, Stefano II e Adriano I, abbandonati dalla tutela dell'imperatore d'Oriente, si risolsero a chiamare in Italia i re dei Franchi, nuovi protettori della Chiesa. Pipino il Breve prima, e suo figlio Carlo, detto Magno, poi, conquistarono il regno longobardo, associando la corona a quella già posseduta di sovrani dei franchi e ponendo fine al governo indipendente dei longobardi sull'Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858074</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:09:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858074/4_i_longobardi_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="36383848" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Secondo alcuni storici la migrazione del popolo longobardo (130000 persone) in Italia nel 568 rappresenta il vero e proprio inizio del Medioevo per la penisola. 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Lentamente e progressivamente, di pari passo con il crescere dell'integrazione fra popolazione romana e longobarda, il potere centrale, organizzato al di sotto del re con duchi, gastaldi e funzionari minori, venne rafforzato. L'Editto di Rotari del 643 rappresentò il culmine di questo processo con la redazione delle prime leggi scritte del regno, dalle quali è possibile riscontrare una progressiva civilizzazione dei barbari, sotto l'influenza evidentemente dell'elemento e della tradizione giuridica romana. L'apogeo del regno longobardo convinse però i re Liutprando prima, e Astolfo poi, alla metà dell'VIII secolo, a tentare la presa dell'esarcato. I papi, in successione Gregorio III, Stefano II e Adriano I, abbandonati dalla tutela dell'imperatore d'Oriente, si risolsero a chiamare in Italia i re dei Franchi, nuovi protettori della Chiesa. 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In particolare, la storia bizantina, nel VI secolo, si incrocia con la storia dell'Europa occidentale in seguito al tentativo dell'imperatore bizantino Giustiniano che, ispirato dall'ideale del recupero dell'universalità e dell'unità dell'impero, metterà in campo un'azzardata campagna militare per riconquistare i territori occidentali. L'Africa vandala fu riconquistata fra il 534-535, la penisola iberica visigota resse invece l'urto e i bizantini si limitarono ad una stretta fascia della costa meridionale compresa fra Gibilterra e Cartagena. La penisola italica sarà però il territorio che più di tutti pagherà il prezzo della politica giustinianea: la guerra greco-gotica, durata fra il 535 e il 553, riuscirà, infine, a ristabilire il dominio bizantino sulla penisola, ma devastando il territorio e decimando la popolazione. Il prezzo fu così alto che, un quindicennio dopo, nel 569, i bizantini non seppero quasi opporre resistenza alla migrazione del popolo longobardo, che si stabilì in ampie zone della penisola. Per molti storici, questi due avvenimenti, a causa della devastazione e del crollo demografico, rappresentano il vero e proprio inizio dell'epoca medievale in Italia. Ma il vero motivo per il quale la civiltà occidentale è debitrice nei confronti di Giustiniano, è il suo lavoro di sistemazione e codificazione dell'impressionante mole del diritto romano che si era stratificato in leggi, pareri e commenti dall'imperatore Adriano in avanti. Il Corpus Iuris Civilis è il più grande lascito giustinianeo, che viene ancora studiato nelle nostre facoltà di giurisprudenza Dopo il regno di Giustiniano, l'impero bizantino, schiacciato a partire dalla metà del VII secolo, dall'inarrestabile avanzata islamica, e dagli slavi sul suo fronte occidentale, divenne una potenza regionale, gravitante sul mar Egeo e sulla penisola Anatolica. Caratterizzato dalla debolezza del potere centrale e da una sempre più accentuata autonomia locale in chiave amministrativa, solamente il cristianesimo poté fungere da elemento unitario per l'impero bizantino. Testimonianza ne furono tanto la conversione degli slavi orientali, per opera dei monaci Cirillo e Metodio, quanto anche il deflagrare della lotta iconoclasta, nella quale gli storici hanno ravvisato la strategia del potere imperiale di porsi come unico controllore e garante della Chiesa orientale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858076</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:07:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858076/3_giustiniano_e_l_impero_d_oriente_vi_viii_sec_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="36494608" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La caduta dell'impero romano d'Occidente non arresta la storia dell'impero d'Oriente, che durerà fino alla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453. 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La penisola italica sarà però il territorio che più di tutti pagherà il prezzo della politica giustinianea: la guerra greco-gotica, durata fra il 535 e il 553, riuscirà, infine, a ristabilire il dominio bizantino sulla penisola, ma devastando il territorio e decimando la popolazione. Il prezzo fu così alto che, un quindicennio dopo, nel 569, i bizantini non seppero quasi opporre resistenza alla migrazione del popolo longobardo, che si stabilì in ampie zone della penisola. Per molti storici, questi due avvenimenti, a causa della devastazione e del crollo demografico, rappresentano il vero e proprio inizio dell'epoca medievale in Italia. Ma il vero motivo per il quale la civiltà occidentale è debitrice nei confronti di Giustiniano, è il suo lavoro di sistemazione e codificazione dell'impressionante mole del diritto romano che si era stratificato in leggi, pareri e commenti dall'imperatore Adriano in avanti. Il Corpus Iuris Civilis è il più grande lascito giustinianeo, che viene ancora studiato nelle nostre facoltà di giurisprudenza Dopo il regno di Giustiniano, l'impero bizantino, schiacciato a partire dalla metà del VII secolo, dall'inarrestabile avanzata islamica, e dagli slavi sul suo fronte occidentale, divenne una potenza regionale, gravitante sul mar Egeo e sulla penisola Anatolica. Caratterizzato dalla debolezza del potere centrale e da una sempre più accentuata autonomia locale in chiave amministrativa, solamente il cristianesimo poté fungere da elemento unitario per l'impero bizantino. Testimonianza ne furono tanto la conversione degli slavi orientali, per opera dei monaci Cirillo e Metodio, quanto anche il deflagrare della lotta iconoclasta, nella quale gli storici hanno ravvisato la strategia del potere imperiale di porsi come unico controllore e garante della Chiesa orientale]]></itunes:summary><itunes:duration>2281</itunes:duration><itunes:keywords>bisanziostoria,corsodistoria,corsodistoriamedievale,costantinopolibisanzio,giustinianoimperatore,imperobizantino,imperoromanod'oriente,medioevo,medioevostoria,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 2 I REGNI ROMANO BARBARICI</title><link>https://youtu.be/Ib-SKmO-444</link><description><![CDATA[La caduta dell'impero romano d'Occidente apre la prima fase del Medioevo dell'Europa occidentale, occupata dai cosiddetti regni romano-barbarici. Si è trattato di entità territoriali autonome fiorite nello spazio precedentemente occupato dall'impero romano d'Occidente e nei quali, a fronte della sovranità, fondata sulla forza guerriera della minoranza barbarica, rimaneva forte l'elemento etnico, sociale e politico della popolazione di origine romana. La lezione si occuperà, in primo luogo, di definire le caratteristiche generali e comuni di questi regni, per poi soffermarsi singolarmente su ognuno di essi, seguendo uno schema ascendente dal regno dei Vandali, nel quale l'integrazione fra elemento romano e elemento barbarico fu praticamente assente, passando per quello degli Ostrogoti di Teoderico e dei Visigoti in Spagna, a quello dei Franchi, in cui questa si realizzò nel modo più pieno e profondo. Si delineeranno così due direttrici storiografiche principali per la storia dell'intero Medioevo, vale a dire la dissoluzione dell'amministrazione pubblica su un determinato territorio e il ruolo centrale della Chiesa nelle amministrazioni urbane, dove i vescovi si posero come gli eredi della tradizione amministrativa romana, esercitando le funzioni del potere pubblico.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858077</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:05:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858077/2_i_regni_romano_barbarici_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="53541491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La caduta dell'impero romano d'Occidente apre la prima fase del Medioevo dell'Europa occidentale, occupata dai cosiddetti regni romano-barbarici. 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La lezione si occuperà, in primo luogo, di definire le caratteristiche generali e comuni di questi regni, per poi soffermarsi singolarmente su ognuno di essi, seguendo uno schema ascendente dal regno dei Vandali, nel quale l'integrazione fra elemento romano e elemento barbarico fu praticamente assente, passando per quello degli Ostrogoti di Teoderico e dei Visigoti in Spagna, a quello dei Franchi, in cui questa si realizzò nel modo più pieno e profondo. Si delineeranno così due direttrici storiografiche principali per la storia dell'intero Medioevo, vale a dire la dissoluzione dell'amministrazione pubblica su un determinato territorio e il ruolo centrale della Chiesa nelle amministrazioni urbane, dove i vescovi si posero come gli eredi della tradizione amministrativa romana, esercitando le funzioni del potere pubblico.]]></itunes:summary><itunes:duration>3347</itunes:duration><itunes:keywords>barbari,corsodistoria,corsodistoriamedievale,medioevo,medioevostoria,nascitadell'europa,regniromanobarbarici,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA MEDIEVALE: 1 INTRODUZIONE ALLA STORIA MEDIEVALE</title><link>https://youtu.be/lnuZ3bX_eMg</link><description><![CDATA[Questa lezione si pone l'obiettivo di fissare alcuni punti fondamentali per approcciarsi allo studio del Medioevo. In particolare, quando nasce il nome "Medioevo" e qual è l'idea che vi soggiace? In che modo questo concetto si è evoluto dal Rinascimento fino alla storiografia contemporanea? Il Medioevo può essere sottoposto ad una molteplicità di letture che devono stare attente a non ricadere negli scivoloni della storiografia dei secoli passati, che sceglieva nettamente fra un'epoca oscura di decadenza, e un'epoca positiva nella quale hanno le radici tutti i popoli d'Europa Per questa ragione bisogna sgombrare il campo da un'idea monolitica del Medioevo per sporcarsi le mani e indagare l'estrema molteplicità delle variabili storiche che interessano questo lungo millennio, dai cicli climatici, a quelli economici, dai rapporti di servitù, al vassallaggio e alla società feudale, dalle pretese universalistiche dell'impero e del papato, al complesso rapporto dell'Europa cristiana con l'Islam etc Questa lezione pone, in conclusione, la periodizzazione che verrà utilizzata nel prosieguo del corso: regni romani-barbarici, rinascita carolingia, seconde invasioni barbariche, rinascita dopo l'anno 1000, la società feudale, il tardo medioevo e la ricomposizione della frammentazione politica]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65858075</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 17:04:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65858075/1_introduzione_alla_storia_medievale_volume_iii_storia_medievale.mp3" length="35911555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si pone l'obiettivo di fissare alcuni punti fondamentali per approcciarsi allo studio del Medioevo. In particolare, quando nasce il nome "Medioevo" e qual è l'idea che vi soggiace? In che modo questo concetto si è evoluto dal...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione si pone l'obiettivo di fissare alcuni punti fondamentali per approcciarsi allo studio del Medioevo. In particolare, quando nasce il nome "Medioevo" e qual è l'idea che vi soggiace? In che modo questo concetto si è evoluto dal Rinascimento fino alla storiografia contemporanea? Il Medioevo può essere sottoposto ad una molteplicità di letture che devono stare attente a non ricadere negli scivoloni della storiografia dei secoli passati, che sceglieva nettamente fra un'epoca oscura di decadenza, e un'epoca positiva nella quale hanno le radici tutti i popoli d'Europa Per questa ragione bisogna sgombrare il campo da un'idea monolitica del Medioevo per sporcarsi le mani e indagare l'estrema molteplicità delle variabili storiche che interessano questo lungo millennio, dai cicli climatici, a quelli economici, dai rapporti di servitù, al vassallaggio e alla società feudale, dalle pretese universalistiche dell'impero e del papato, al complesso rapporto dell'Europa cristiana con l'Islam etc Questa lezione pone, in conclusione, la periodizzazione che verrà utilizzata nel prosieguo del corso: regni romani-barbarici, rinascita carolingia, seconde invasioni barbariche, rinascita dopo l'anno 1000, la società feudale, il tardo medioevo e la ricomposizione della frammentazione politica]]></itunes:summary><itunes:duration>2245</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriamedievale,introduzioneallastoriamedieval,medioevo,medioevostoria,storiamedievale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 45 DAL SACCO DI ROMA ALLA CADUTA DELL'IMPERO (410-476)</title><link>https://youtu.be/B1bjqTwkISI</link><description><![CDATA[E' l'ultima lezione della lunga storia di Roma. Da Romolo, il fondatore, a Romolo Augustolo, l'imperatore ragazzino assunto a simbolo della caduta dell'impero. Ma prima di arrivare al fatidico 476 bisognerà fare esperienza con le vere e proprie invasioni barbariche: Visigoti, Vandali, Unni, etc. Le tribù barbariche, consapevoli dell'agonia dell'impero, attaccano, saccheggiano, minacciano, trattano fino ad arrivare alla concessione, da parte dei generalissimi al comando dell'occidente, di veri e propri territori in sovranità. Dal 418, con l'Aquitania ceduta ai Visigoti, nasce il primo regno romano-germanico, etichetta che caratterizzerà la prima fase del Medioevo, e da questo momento, passando per la terribile conoscenza con Attila e gli Unni, l'impero perderà un pezzo dopo l'altro: la Gallia, la penisola iberica, l'Illirico, l'Africa. Dopo una lunga successione di imperatori, assassinati o deposti prima ancora di poter iscrivere il proprio nome nella storia, Oreste nominerà il giovane figlio Romolo Augusto(lo) che verrà deposto da Odoacre il 23 agosto 476. Il re delle popolazioni germaniche presenti sulla penisola italiana chiuderà l'esperienza istituzionale dell'impero d'occidente proclamandosi rex e spedendo le insegne imperiali a Zenone, imperatore d'oriente. Se una lunga storia finisce, l'altra, quella orientale, greco-bizantino-romana, proseguirà per altri 1000 anni...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814961</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 16:20:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814961/45_dal_sacco_di_roma_alla_caduta_dell_impero_410_476_volume_ii_storia_romana.mp3" length="48418565" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>E' l'ultima lezione della lunga storia di Roma. Da Romolo, il fondatore, a Romolo Augustolo, l'imperatore ragazzino assunto a simbolo della caduta dell'impero. Ma prima di arrivare al fatidico 476 bisognerà fare esperienza con le vere e proprie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[E' l'ultima lezione della lunga storia di Roma. Da Romolo, il fondatore, a Romolo Augustolo, l'imperatore ragazzino assunto a simbolo della caduta dell'impero. Ma prima di arrivare al fatidico 476 bisognerà fare esperienza con le vere e proprie invasioni barbariche: Visigoti, Vandali, Unni, etc. Le tribù barbariche, consapevoli dell'agonia dell'impero, attaccano, saccheggiano, minacciano, trattano fino ad arrivare alla concessione, da parte dei generalissimi al comando dell'occidente, di veri e propri territori in sovranità. Dal 418, con l'Aquitania ceduta ai Visigoti, nasce il primo regno romano-germanico, etichetta che caratterizzerà la prima fase del Medioevo, e da questo momento, passando per la terribile conoscenza con Attila e gli Unni, l'impero perderà un pezzo dopo l'altro: la Gallia, la penisola iberica, l'Illirico, l'Africa. Dopo una lunga successione di imperatori, assassinati o deposti prima ancora di poter iscrivere il proprio nome nella storia, Oreste nominerà il giovane figlio Romolo Augusto(lo) che verrà deposto da Odoacre il 23 agosto 476. Il re delle popolazioni germaniche presenti sulla penisola italiana chiuderà l'esperienza istituzionale dell'impero d'occidente proclamandosi rex e spedendo le insegne imperiali a Zenone, imperatore d'oriente. 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Il suo governo, passato alla storia per la consacrazione del cristianesimo niceno come religione di Stato e per il definitivo tramonto del paganesimo, è stato in realtà improntato al principio del realismo politico. Nonostante gli sforzi di Teodosio per tenere unità la compagine imperiale, però, i tentativi di usurpazione e la presenza dei barbari, tanto fra le file dell'esercito che come tribù avversarie, sono ormai all'ordine del giorno. Dopo la sua morte, la divisione dell'impero fra occidente, al figlio Onorio, e oriente, al fratello Arcadio, sarà il punto di svolta fra le due strade dell'impero, che da allora imboccheranno direzioni diverse sotto tutti i punti di vista. La morte di Teodosio inaugura anche il periodo dei generalissimi dell'impero d'Occidente. Il capostipite, Stilicone, tenta di tenere unito l'impero adottando una politica di conciliazione e integrazione con l'elemento barbarico, ormai presenza ineliminabile dal territorio dell'impero. L'epoca dei generalissimi è uno dei segni che l'impero sta per giungere alla fine. Quando l'elemento militare è l'ultimo baluardo contro la disgregazione di uno Stato che sembrava eterno. Ma anche questa sarà una pia illusione perchè, nell'agosto del 410, dopo 8 secoli dall'ultimo saccheggio, Roma verrà messa a sacco dai Visigoti di Alarico. L'eccezionalità dell'evento dimostra come ormai l'impero d'Occidente fosse incapace di reagire e si dimostrasse completamente alla merce del nemico]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814935</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 16:18:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814935/44_da_teodosio_al_sacco_di_roma_l_inizio_della_fine_379_410_volume_ii_storia_romana.mp3" length="51029138" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Teodosio fu l'ultimo imperatore a governare su tutto l'impero romano. 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La morte di Teodosio inaugura anche il periodo dei generalissimi dell'impero d'Occidente. Il capostipite, Stilicone, tenta di tenere unito l'impero adottando una politica di conciliazione e integrazione con l'elemento barbarico, ormai presenza ineliminabile dal territorio dell'impero. L'epoca dei generalissimi è uno dei segni che l'impero sta per giungere alla fine. Quando l'elemento militare è l'ultimo baluardo contro la disgregazione di uno Stato che sembrava eterno. Ma anche questa sarà una pia illusione perchè, nell'agosto del 410, dopo 8 secoli dall'ultimo saccheggio, Roma verrà messa a sacco dai Visigoti di Alarico. L'eccezionalità dell'evento dimostra come ormai l'impero d'Occidente fosse incapace di reagire e si dimostrasse completamente alla merce del nemico]]></itunes:summary><itunes:duration>3190</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,costantinopoli,gallaplacidia,imperatoreteodosio,imperatoriromani,imperoromano,imperoromanostoria,invasionibarbariche,ravennastoria,romastoria,storiaromana,teodosio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>44</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 43 DA COSTANZO II ALLA DISFATTA DI ADRIANOPOLI (337-378)</title><link>https://youtu.be/qDGZcz4iPkk</link><description><![CDATA[Dopo la morte di Costantino la storia dell'impero romano segna il fallimento del grande progetto riformatore del fondatore della nuova Roma. In primo luogo problemi di successione dinastica, con l'impero che dapprima è una triarchia e, per lo spazio del decennio degli anni '40 del IV secolo, nuovamente una diarchia, con i figli di Costantino, Costante e Costanzo II nel ruolo di Augusti d'occidente e d'oriente. La svolta nell'equilibrio politico dell'impero avvenne in Gallia, ormai periferia dell'impero esposta sempre più alle incursioni barbare, dove l'usurpatore Magnenzio diede il via alla serie di eventi che portarono Costanzo II ad essere l'unico imperatore. Costretto dalla contingenza a nominare un Cesare, Costanzo lo trovò negli ultimi parenti rimasti: prima il cugino Gallo, presto fatto decapitare, e successivamente Giuliano. Quest'ultimo ebbe l'abilità di far crescere la sua popolarità e, appena prima che Costanzo gli potesse muovere guerra, rimase l'unico Augusto a causa della morte del cugino. Giuliano, passato agli annali come l'apostasa, mise in atto una politica di restaurazione del paganesimo a discapito della religione cristiana. I cristiani e la Chiesa vennero progressivamente privati dei privilegi concessigli da Costantino e esclusi dalla vita pubblica dello Stato. Il progetto di restaurazione pagana, fuori tempo massimo, venne tuttavia interrotto dalla prematura morte dell'imperatore, colpito da una freccia nel 363, in occasione della ripresa delle ostilità contro i Parti. Mentre l'impero si perdeva nelle questioni religiose (cristiani contro pagani, niceni contro ariani) la pressione delle tribù barbare stanziate oltre il confine renano-danubiano, a causa della spinta degli Unni, giunti dalla profondità delle steppe eurasiatiche, determinò l'inizio della fine. Per fronteggiare i barbari, l'impero, ormai da tempo in preda ad una crisi prima di tutto demografica, si risolse ad adottare una politica migratoria che prevedeva la concessione dello stanziamento a quelle tribù barbariche che accettassero di combattere nell'esercito romano. Nel 376, Valente, imperatore d'oriente, concesse questo privilegio ai Visigoti che a decine di migliaia guadarono il Danubio per stabilirsi in Tracia. Poco dopo, tuttavia, i Visigoti, privi di risorse per vivere a causa della miopia dell'impero, si ribellarono, tornando a compiere razzie nel territorio dell'impero. Nel 378 si giunse allo scontro decisivo presso Adrianopoli. Qui, l'esercito romano venne spazzato via dai Visigoti; l'imperatore Valente ucciso sul campo di battaglia. La disfatta di Adrianopoli segna ufficialmente l'inizio delle invasioni barbariche, rappresentando la data dopo la quale i barbari non avrebbero di fatto più abbandonato il territorio dell'impero romano d'occidente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814909</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 16:16:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814909/43_da_costanzo_ii_alla_disfatta_di_adrianopoli_337_378_volume_ii_storia_romana.mp3" length="49392828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte di Costantino la storia dell'impero romano segna il fallimento del grande progetto riformatore del fondatore della nuova Roma. In primo luogo problemi di successione dinastica, con l'impero che dapprima è una triarchia e, per lo spazio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la morte di Costantino la storia dell'impero romano segna il fallimento del grande progetto riformatore del fondatore della nuova Roma. In primo luogo problemi di successione dinastica, con l'impero che dapprima è una triarchia e, per lo spazio del decennio degli anni '40 del IV secolo, nuovamente una diarchia, con i figli di Costantino, Costante e Costanzo II nel ruolo di Augusti d'occidente e d'oriente. La svolta nell'equilibrio politico dell'impero avvenne in Gallia, ormai periferia dell'impero esposta sempre più alle incursioni barbare, dove l'usurpatore Magnenzio diede il via alla serie di eventi che portarono Costanzo II ad essere l'unico imperatore. Costretto dalla contingenza a nominare un Cesare, Costanzo lo trovò negli ultimi parenti rimasti: prima il cugino Gallo, presto fatto decapitare, e successivamente Giuliano. Quest'ultimo ebbe l'abilità di far crescere la sua popolarità e, appena prima che Costanzo gli potesse muovere guerra, rimase l'unico Augusto a causa della morte del cugino. Giuliano, passato agli annali come l'apostasa, mise in atto una politica di restaurazione del paganesimo a discapito della religione cristiana. I cristiani e la Chiesa vennero progressivamente privati dei privilegi concessigli da Costantino e esclusi dalla vita pubblica dello Stato. Il progetto di restaurazione pagana, fuori tempo massimo, venne tuttavia interrotto dalla prematura morte dell'imperatore, colpito da una freccia nel 363, in occasione della ripresa delle ostilità contro i Parti. Mentre l'impero si perdeva nelle questioni religiose (cristiani contro pagani, niceni contro ariani) la pressione delle tribù barbare stanziate oltre il confine renano-danubiano, a causa della spinta degli Unni, giunti dalla profondità delle steppe eurasiatiche, determinò l'inizio della fine. Per fronteggiare i barbari, l'impero, ormai da tempo in preda ad una crisi prima di tutto demografica, si risolse ad adottare una politica migratoria che prevedeva la concessione dello stanziamento a quelle tribù barbariche che accettassero di combattere nell'esercito romano. Nel 376, Valente, imperatore d'oriente, concesse questo privilegio ai Visigoti che a decine di migliaia guadarono il Danubio per stabilirsi in Tracia. Poco dopo, tuttavia, i Visigoti, privi di risorse per vivere a causa della miopia dell'impero, si ribellarono, tornando a compiere razzie nel territorio dell'impero. Nel 378 si giunse allo scontro decisivo presso Adrianopoli. Qui, l'esercito romano venne spazzato via dai Visigoti; l'imperatore Valente ucciso sul campo di battaglia. La disfatta di Adrianopoli segna ufficialmente l'inizio delle invasioni barbariche, rappresentando la data dopo la quale i barbari non avrebbero di fatto più abbandonato il territorio dell'impero romano d'occidente.]]></itunes:summary><itunes:duration>3088</itunes:duration><itunes:keywords>adrianopoli,alarico,battagliadiadrianopoli,corsodistoria,corsodistoriaromana,costantinoilgrande,costantinopoli,goti,imperatorevalente,imperoromano,imperoromanostoria,invasionibarbarichestoria,romastoria,storia,storiadiroma,storiaromana,visigoti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>43</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 42 COSTANTINO E L'ALBA DELL'IMPERO CRISTIANO (305-337)</title><link>https://youtu.be/000g9a8lO9E</link><description><![CDATA[La tetrarchia pensata da Diocleziano non resse alla prova dei fatti. Dopo l'abdicazione di Diocleziano e Massimiano, e lo scatto di carriera dei due Cesari Costanzo e Galerio, il sistema deflagrò, con l'ingresso in scena di Costantino, figlio di Costanzo e proclamato imperatore dalle truppe britanniche alla morte del padre, e Massenzio, figlio di Massimiano. A questi si univano Massimino Daia e Licinio, nominato Cesare alla morte di Severo. Nonostante un tentativo di composizione diretto da Diocleziano nella riunione di Carnuntum, la guerra civile fu inevitabile. Costantino, sconfitto Massenzio nella famigerata battaglia del Ponte Milvio, e Licinio, sconfitto Massimino, diedero vita a un nuovo impero diarchico che durò fino al 324, data della battaglia di Crisopoli, nella quale Costantino sconfisse Licinio diventando l'unico imperatore. Il regno di Costantino è stato però reso celebre dalla storiografia e dalla produzione letteraria cristiana, che ha visto nel suo governo il primo affermarsi del cristianesimo come religione dell'impero, contro il paganesimo imperante fino a quel momento. Celebri e forieri di spunti di analisi sono gli episodi della visione cristologica precedente la battaglia del Ponte Milvio ("in hoc signo vinces") e della direzione politica impressa al concilio di Nicea del 325, nel quale Costantino inaugurò la stagione del "cesaropapismo", appoggiando la consustanzialità del Padre e del Figlio, osteggiata invece dagli ariani. Il governo di Costantino va dunque interpretato alla luce della consapevolezza della propaganda cristiana e, una volta scoperto il velo cristiano, occorre capire la vera portata delle sue riforme]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65854135</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 16:14:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65854135/42_costantino_e_l_alba_dell_impero_cristiano_305_337_volume_ii_storia_romana.mp3" length="67938891" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La tetrarchia pensata da Diocleziano non resse alla prova dei fatti. Dopo l'abdicazione di Diocleziano e Massimiano, e lo scatto di carriera dei due Cesari Costanzo e Galerio, il sistema deflagrò, con l'ingresso in scena di Costantino, figlio di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La tetrarchia pensata da Diocleziano non resse alla prova dei fatti. Dopo l'abdicazione di Diocleziano e Massimiano, e lo scatto di carriera dei due Cesari Costanzo e Galerio, il sistema deflagrò, con l'ingresso in scena di Costantino, figlio di Costanzo e proclamato imperatore dalle truppe britanniche alla morte del padre, e Massenzio, figlio di Massimiano. A questi si univano Massimino Daia e Licinio, nominato Cesare alla morte di Severo. Nonostante un tentativo di composizione diretto da Diocleziano nella riunione di Carnuntum, la guerra civile fu inevitabile. Costantino, sconfitto Massenzio nella famigerata battaglia del Ponte Milvio, e Licinio, sconfitto Massimino, diedero vita a un nuovo impero diarchico che durò fino al 324, data della battaglia di Crisopoli, nella quale Costantino sconfisse Licinio diventando l'unico imperatore. Il regno di Costantino è stato però reso celebre dalla storiografia e dalla produzione letteraria cristiana, che ha visto nel suo governo il primo affermarsi del cristianesimo come religione dell'impero, contro il paganesimo imperante fino a quel momento. Celebri e forieri di spunti di analisi sono gli episodi della visione cristologica precedente la battaglia del Ponte Milvio ("in hoc signo vinces") e della direzione politica impressa al concilio di Nicea del 325, nel quale Costantino inaugurò la stagione del "cesaropapismo", appoggiando la consustanzialità del Padre e del Figlio, osteggiata invece dagli ariani. Il governo di Costantino va dunque interpretato alla luce della consapevolezza della propaganda cristiana e, una volta scoperto il velo cristiano, occorre capire la vera portata delle sue riforme]]></itunes:summary><itunes:duration>4247</itunes:duration><itunes:keywords>anticaroma,conciliodinicea,corsodistoria,costantino,credoniceno,cristianesimostoria,imperocristiano,imperoromano,imperoromanostoria,imperotardoantico,romastoria,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>42</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 41 DIOCLEZIANO E LA RIFORMA DELL'IMPERO (284-305)</title><link>https://youtu.be/qYsh7OGpIwE</link><description><![CDATA[Il regno di Diocleziano (284-305) rappresenta uno spartiacque epocale per la storia romana. Durante il ventennio dioclezianeo l'impero subì delle riforme così strutturali da spingere gli storici a distinguerlo nettamente rispetto al principato. Con il IV secolo si apriva l'età tardoimperiale. Come per gli imperatori illirici, l'obiettivo di Diocleziano era quello di rifondare l'unità e la solidità dell'impero. Da un punto di vista istituzionale, moltiplicò le figure imperiali con l'ideazione della tetrarchia: la divisione dell'impero in 4 zone, ognuna delle quali corrispondeva ad un Augusto (Diocleziano e Massimiano) o ad un Cesare (Galerio e Costanzo Cloro), il tutto in una struttura gerarchica che vedeva Diocleziano al vertice. Fra gli imperatori e il popolo venne poi creato un intero apparato amministrativo (raddoppio delle province, diocesis, prefetture, funzionari supremi etc.) che aveva lo scopo di rendere il governo presente sul territorio, in modo da poter drenare tutte le risorse necessarie al sostentamento dell'impero Il fallimento di Diocleziano può essere però considerata la politica religiosa perchè indisse l'ultima persecuzione sistematica contro i cristiani, non rendendosi però conto che ormai il cristianesimo si era diffuso in maniera trasversale a tutta la società romana]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814891</guid><pubDate>Fri, 02 May 2025 16:12:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814891/41_diocleziano_e_la_riforma_dell_impero_284_305_volume_ii_storia_romana.mp3" length="39714565" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il regno di Diocleziano (284-305) rappresenta uno spartiacque epocale per la storia romana. Durante il ventennio dioclezianeo l'impero subì delle riforme così strutturali da spingere gli storici a distinguerlo nettamente rispetto al principato. Con il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il regno di Diocleziano (284-305) rappresenta uno spartiacque epocale per la storia romana. Durante il ventennio dioclezianeo l'impero subì delle riforme così strutturali da spingere gli storici a distinguerlo nettamente rispetto al principato. Con il IV secolo si apriva l'età tardoimperiale. Come per gli imperatori illirici, l'obiettivo di Diocleziano era quello di rifondare l'unità e la solidità dell'impero. Da un punto di vista istituzionale, moltiplicò le figure imperiali con l'ideazione della tetrarchia: la divisione dell'impero in 4 zone, ognuna delle quali corrispondeva ad un Augusto (Diocleziano e Massimiano) o ad un Cesare (Galerio e Costanzo Cloro), il tutto in una struttura gerarchica che vedeva Diocleziano al vertice. Fra gli imperatori e il popolo venne poi creato un intero apparato amministrativo (raddoppio delle province, diocesis, prefetture, funzionari supremi etc.) che aveva lo scopo di rendere il governo presente sul territorio, in modo da poter drenare tutte le risorse necessarie al sostentamento dell'impero Il fallimento di Diocleziano può essere però considerata la politica religiosa perchè indisse l'ultima persecuzione sistematica contro i cristiani, non rendendosi però conto che ormai il cristianesimo si era diffuso in maniera trasversale a tutta la società romana]]></itunes:summary><itunes:duration>2483</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,diocleziano,imperoromano,imperoromanostoria,imperotardoantico,riformadidiocleziano,romastoria,storia,storiaantica,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>41</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 40 GLI IMPERATORI ILLIRICI (268-284)</title><link>https://youtu.be/LUWAPX34VWg</link><description><![CDATA[I periodi storici più confusi sono quelli che, per essere diventare storia, hanno più bisogno di etichette periodizzanti. E' quanto accade al III secolo, prima con l'anarchia militare, poi con il periodo degli imperatori illirici, etichetta che indica una serie di imperatori succedutisi fra il 268, anno della morte di Galieno, e il 284, anno della salita al trono di Diocleziano. Per la verità anche quest'ultimo era nativo dell'Illiria ma, per la portata del suo regno, merita un discorso a parte. Caratteristica peculiare degli imperatori Illirici fu quella di avere una percezione chiara e netta dei problemi che affliggevano l'impero: dal separatismo gallico a quello siriaco; dai barbari del nord, ai persiani a est; dall'inflazione alla stagnazione economica e demografica. Le loro politiche furono quindi mirate a ristabilire l'unità e solidità dell'impero, per questo vengono anche etichettati come "restitutores imperii". Il limite della politica di questi imperatori fu tuttavia l'estrema fragilità del potere, falcidiato dai continui tentativi di usurpazione, sostenute dall'apparato militare]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814890</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 22:27:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814890/40_gli_imperatori_illirici_268_284_volume_ii_storia_romana.mp3" length="26434748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>I periodi storici più confusi sono quelli che, per essere diventare storia, hanno più bisogno di etichette periodizzanti. E' quanto accade al III secolo, prima con l'anarchia militare, poi con il periodo degli imperatori illirici, etichetta che indica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I periodi storici più confusi sono quelli che, per essere diventare storia, hanno più bisogno di etichette periodizzanti. E' quanto accade al III secolo, prima con l'anarchia militare, poi con il periodo degli imperatori illirici, etichetta che indica una serie di imperatori succedutisi fra il 268, anno della morte di Galieno, e il 284, anno della salita al trono di Diocleziano. Per la verità anche quest'ultimo era nativo dell'Illiria ma, per la portata del suo regno, merita un discorso a parte. Caratteristica peculiare degli imperatori Illirici fu quella di avere una percezione chiara e netta dei problemi che affliggevano l'impero: dal separatismo gallico a quello siriaco; dai barbari del nord, ai persiani a est; dall'inflazione alla stagnazione economica e demografica. Le loro politiche furono quindi mirate a ristabilire l'unità e solidità dell'impero, per questo vengono anche etichettati come "restitutores imperii". Il limite della politica di questi imperatori fu tuttavia l'estrema fragilità del potere, falcidiato dai continui tentativi di usurpazione, sostenute dall'apparato militare]]></itunes:summary><itunes:duration>1653</itunes:duration><itunes:keywords>anarchiamilitare,corsodistoria,corsodistoriaromana,crisidell'imperoromano,imperoromano,imperoromanostoria,imperotardoantico,invasionibarbariche,romaantica,romastoria,storiaantica,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>40</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 39 L'ANARCHIA MILITARE E L'APICE DELLA CRISI DEL III SECOLO (235-268)</title><link>https://youtu.be/tbdH1emi1OE</link><description><![CDATA[Il periodo definito dagli storici come "anarchia militare" è uno dei più convulsi e confusi della storia romana. La scarsità delle fonti non aiuta a gettare luce su un trentennio caratterizzato da una profonda crisi a cui imperatori troppo effimeri e troppo deboli non seppero porre rimedio. Questa lezione si pone l'obiettivo di seguire la successione cronologica degli imperatori, da Massimino il Trace a Gallieno, e al contempo quello di spiegare i vari aspetti della crisi che ha colpito l'impero. Anarchia militare è un'etichetta che pone l'accento solamente su un aspetto di questa crisi, il preponderante peso politico ottenuto dalle legioni nella scelta e nel consenso al potere imperiale. La crisi del III secolo fu economica, sociale e politica, immagine di un impero che era ormai molto lontano dai fasti del II secolo e che, trovatosi privo delle risorse economiche e demografiche necessarie, aveva prima rallentato e si è alla fine inceppato]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814834</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 22:25:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814834/39_l_anarchia_militare_e_l_apice_della_crisi_del_iii_secolo_235_268_volume_ii_storia_romana.mp3" length="59256665" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il periodo definito dagli storici come "anarchia militare" è uno dei più convulsi e confusi della storia romana. La scarsità delle fonti non aiuta a gettare luce su un trentennio caratterizzato da una profonda crisi a cui imperatori troppo effimeri e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il periodo definito dagli storici come "anarchia militare" è uno dei più convulsi e confusi della storia romana. La scarsità delle fonti non aiuta a gettare luce su un trentennio caratterizzato da una profonda crisi a cui imperatori troppo effimeri e troppo deboli non seppero porre rimedio. Questa lezione si pone l'obiettivo di seguire la successione cronologica degli imperatori, da Massimino il Trace a Gallieno, e al contempo quello di spiegare i vari aspetti della crisi che ha colpito l'impero. Anarchia militare è un'etichetta che pone l'accento solamente su un aspetto di questa crisi, il preponderante peso politico ottenuto dalle legioni nella scelta e nel consenso al potere imperiale. La crisi del III secolo fu economica, sociale e politica, immagine di un impero che era ormai molto lontano dai fasti del II secolo e che, trovatosi privo delle risorse economiche e demografiche necessarie, aveva prima rallentato e si è alla fine inceppato]]></itunes:summary><itunes:duration>3704</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,crisidelterzosecolo,imperatoriromani,imperoromano,imperoromanostoria,imperotardoantico,invasionibarbariche,roma,romastoria,storiaantica,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>39</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 38 L'IMPERO AL FEMMINILE E GLI ULTIMI SEVERI (217-235)</title><link>https://youtu.be/NrSGa9LqtUU</link><description><![CDATA[Il regno del tradizionalista Macrino durò solamente 14 mesi, tanto era fuori tempo massimo il suo richiamo ai valori tradizionali dell'impero che fu. L'esercito, con la prospettiva di perdere i propri privilegi, volle dare immediatamente un segnale, assassinando Macrino. A Roma, intanto, le donne della famiglia dei Severi riuscivano a restaurare la dinastia, imponendo al Senato il 14enne Elagabalo, chiamato così dal culto del Sole El-Gabal di cui il ragazzo era grande sacerdote come il nonno e il cui culto volle imporre ai romani, non a fianco ma al posto degli dei tradizionali. Troppo orientaleggiante nei costumi e nelle consuetudini, dopo 4 anni di regno anche Elagabalo conobbe la sua congiura, ordita questa volta dai pretoriani che gettarono il cadavere nel Tevere e pretesero la damnatio memoriae. il fascino politico di una dinastia riuscì però a mantenere in auge i Severi e le loro donne, che imposero questa volta Alessandro, l'ultimo dei Severi. Il consiglio fu quello di correggere il tiro rispetto ad Elagabalo, rimanendo fedeli ai valori della romanitas. Sui valori, in questo scorcio di III secolo, non si deve mettere la mano sul fuoco, perché sono ormai cambiati e ma non ancora così delineati da essere immuni da frenate, cambi di rotta e accelerazioni. E così anche l'ultimo dei Severi venne tolto di mezzo dall'esercito che questa volta decise di tagliare corto, proclamando imperatore un suo membro, il semibarbarico e gigantesco Massimino detto il Trace]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65815205</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 22:23:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65815205/38_l_impero_al_femminile_e_gli_ultimi_severi_217_235_volume_ii_storia_romana.mp3" length="30006627" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il regno del tradizionalista Macrino durò solamente 14 mesi, tanto era fuori tempo massimo il suo richiamo ai valori tradizionali dell'impero che fu. 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Troppo orientaleggiante nei costumi e nelle consuetudini, dopo 4 anni di regno anche Elagabalo conobbe la sua congiura, ordita questa volta dai pretoriani che gettarono il cadavere nel Tevere e pretesero la damnatio memoriae. il fascino politico di una dinastia riuscì però a mantenere in auge i Severi e le loro donne, che imposero questa volta Alessandro, l'ultimo dei Severi. Il consiglio fu quello di correggere il tiro rispetto ad Elagabalo, rimanendo fedeli ai valori della romanitas. Sui valori, in questo scorcio di III secolo, non si deve mettere la mano sul fuoco, perché sono ormai cambiati e ma non ancora così delineati da essere immuni da frenate, cambi di rotta e accelerazioni. E così anche l'ultimo dei Severi venne tolto di mezzo dall'esercito che questa volta decise di tagliare corto, proclamando imperatore un suo membro, il semibarbarico e gigantesco Massimino detto il Trace]]></itunes:summary><itunes:duration>1876</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,dinastiadeiseveri,elagabalo,imperoromano,imperoromanostoria,roma,romastoria,storiaantica,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>38</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 37 SETTIMIO SEVERO E CARACALLA (196-217)</title><link>https://youtu.be/WPVIWrI0sSM</link><description><![CDATA[Dopo le guerre civili del triennio 193-196 Settimio Severo divenne l'unico imperatore di Roma. Il suo regno coincise con l'inizio del famigerato III secolo, nel quale l'impero conobbe una crisi tanto profonda da uscire completamente trasformato. Consapevole dei tempi, Settimio Severo tentò un'opera di rianimazione dell'impero attraverso il rafforzamento dell'esercito, su cui egli basava il proprio consenso, e che diventava ormai l'attore principale della politica romana. Settimio Severo seguì poi diverse strade per sollevare l'impero dalla crisi economica: la politica monetaria e diverse sovvenzioni economiche, ma alla fine l'unica strada per garantire all'impero le coperture finanziarie necessarie, fu quella di aumentare la pressione fiscale. Furono tutte scelte fallimentari, ma Settimio Severo raggiunse l'obiettivo di restituire all'impero una parvenza di ordine e di stabilire l'autorità dello Stato. Alla politica paterna, il figlio Caracalla, successo al potere nel 211, aggiunse un ulteriore dose di autoritarismo in salsa orientale, mentre la sua corte era in mano alle famigerate donne della famiglia imperiale. Il suo regno sarà ricordato per l'estensione della cittadinanza romana a tutti i cittadini dell'impero, che portava a termine un processo plurisecolare di espansione del diritto romano e su cui gli storici ancora oggi discutono]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814755</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 20:31:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814755/37_settimio_severo_e_caracalla_196_217_volume_ii_storia_romana.mp3" length="49111959" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo le guerre civili del triennio 193-196 Settimio Severo divenne l'unico imperatore di Roma. Il suo regno coincise con l'inizio del famigerato III secolo, nel quale l'impero conobbe una crisi tanto profonda da uscire completamente trasformato....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo le guerre civili del triennio 193-196 Settimio Severo divenne l'unico imperatore di Roma. Il suo regno coincise con l'inizio del famigerato III secolo, nel quale l'impero conobbe una crisi tanto profonda da uscire completamente trasformato. Consapevole dei tempi, Settimio Severo tentò un'opera di rianimazione dell'impero attraverso il rafforzamento dell'esercito, su cui egli basava il proprio consenso, e che diventava ormai l'attore principale della politica romana. Settimio Severo seguì poi diverse strade per sollevare l'impero dalla crisi economica: la politica monetaria e diverse sovvenzioni economiche, ma alla fine l'unica strada per garantire all'impero le coperture finanziarie necessarie, fu quella di aumentare la pressione fiscale. Furono tutte scelte fallimentari, ma Settimio Severo raggiunse l'obiettivo di restituire all'impero una parvenza di ordine e di stabilire l'autorità dello Stato. Alla politica paterna, il figlio Caracalla, successo al potere nel 211, aggiunse un ulteriore dose di autoritarismo in salsa orientale, mentre la sua corte era in mano alle famigerate donne della famiglia imperiale. Il suo regno sarà ricordato per l'estensione della cittadinanza romana a tutti i cittadini dell'impero, che portava a termine un processo plurisecolare di espansione del diritto romano e su cui gli storici ancora oggi discutono]]></itunes:summary><itunes:duration>3070</itunes:duration><itunes:keywords>caracalla,constitutioantoniniana,corsodistoria,corsodistoriaromana,crisiromana,dinastiadeiseveri,edittodicaracalla,imperoromano,imperoromanostoria,invasionibarbariche,romaantica,romastoria,settiminiosevero,storiadelcristianesimo,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>37</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 36 DA COMMODO A SETTIMIO SEVERO (180-196)</title><link>https://youtu.be/lzyQ_y8XAec</link><description><![CDATA[Prima di intraprendere, e per meglio comprendere, il viaggio verso la profonda crisi che colpì l'impero lungo tutto il terribile III secolo, facciamo un breve passo indietro per parlare delle caratteristiche della società e dell'economia romana nel secolo d'oro dell'impero. L'a morte di Marco Aurelio e l'avvento del regno di Commodo possono essere considerati come la data finale di questo "secolo breve" in salsa romana. L'eccentricità demagogica di Commodo, completamente disinteressato alle pratiche di governo e paranoico, come già Caligola e Nerone, nella difesa del proprio potere, inaugureranno un'epoca che sarà costellata di imperatori inetti e tirannici, ben lontani dall'ideale di "primo servitore dell'Stato" che aveva dominato l'età degli Antonini. Dopo l'assassinio di Commodo, e il trimestre del successore Pertinace, si aprirà nuovamente un biennio di guerre civili per il potere, con ben 3 pretendenti al trono imperiali, nominati rispettivamente dal Senato, Didio Giuliano, dalle legioni orientali, Pescennio Nigro, e da quelle del nord, Settimio Severo. Sarà quest'ultimo ad avere la meglio, inaugurando una nuova dinastia che governerà l'impero per più di un trentennio]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814757</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 20:28:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814757/36_da_commodo_a_settimio_severo_180_196_volume_ii_storia_romana.mp3" length="35886477" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Prima di intraprendere, e per meglio comprendere, il viaggio verso la profonda crisi che colpì l'impero lungo tutto il terribile III secolo, facciamo un breve passo indietro per parlare delle caratteristiche della società e dell'economia romana nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Prima di intraprendere, e per meglio comprendere, il viaggio verso la profonda crisi che colpì l'impero lungo tutto il terribile III secolo, facciamo un breve passo indietro per parlare delle caratteristiche della società e dell'economia romana nel secolo d'oro dell'impero. L'a morte di Marco Aurelio e l'avvento del regno di Commodo possono essere considerati come la data finale di questo "secolo breve" in salsa romana. L'eccentricità demagogica di Commodo, completamente disinteressato alle pratiche di governo e paranoico, come già Caligola e Nerone, nella difesa del proprio potere, inaugureranno un'epoca che sarà costellata di imperatori inetti e tirannici, ben lontani dall'ideale di "primo servitore dell'Stato" che aveva dominato l'età degli Antonini. Dopo l'assassinio di Commodo, e il trimestre del successore Pertinace, si aprirà nuovamente un biennio di guerre civili per il potere, con ben 3 pretendenti al trono imperiali, nominati rispettivamente dal Senato, Didio Giuliano, dalle legioni orientali, Pescennio Nigro, e da quelle del nord, Settimio Severo. 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Antonino è un imperatore di un'umanità forse addirittura superiore a quella del predecessore, fondata tuttavia non sulla conoscenza della filosofia greca, che tuttavia, in questi decenni, permea l'intera classe dirigente romana, ma sulla religiosità, soprattutto in riferimento ai culti tradizionali. Antonino non si produrrà in un'azione incisiva come quella di Adriano, da un punto di vista evergetico e culturale, ma sarà un amministratore molto oculato, che lascerà le casse dello Stato con un tesoretto di 600 milioni di sesterzi. Finanze che il suo successore, Marco Aurelio, l'imperatore filosofo, nonostante la filosofica propensione per la pace, sarà costretto ad investire in un susseguirsi di campagne militari che dureranno per quasi tutto il ventennio del suo regno. Alla minaccia dei Parti ad oriente, si unirà il terrore scatenato dalle invasioni barbariche dei Quadi e dei Marcomanni, che arriveranno fino alla pianura Padana. La calamità più devastante che colpirà l'impero sarà tuttavia la terribile peste che dall'Egitto, insieme al marciare delle legioni, diffonderà il proprio contagio e dissanguerà l'impero della sua forza vitale. Per questa ragione il regno di Marco Aurelio è considerato quello che chiude il secolo breve e aureo dell'impero romano, aprendo il campo alla terribile crisi economica, politica e sociale del III secolo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814756</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 20:26:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814756/35_antonino_il_pio_e_marco_aurelio_il_santo_e_il_filosofo_138_180_volume_ii_storia_romana.mp3" length="38242931" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte di Adriano (138) il potere passa al figlio adottivo Antonino il Pio, esponente di una importante famiglia dell'aristocrazia romana originaria della Gallia Narbonese, ma da generazioni stabilitasi nel Lazio. Antonino è un imperatore di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la morte di Adriano (138) il potere passa al figlio adottivo Antonino il Pio, esponente di una importante famiglia dell'aristocrazia romana originaria della Gallia Narbonese, ma da generazioni stabilitasi nel Lazio. Antonino è un imperatore di un'umanità forse addirittura superiore a quella del predecessore, fondata tuttavia non sulla conoscenza della filosofia greca, che tuttavia, in questi decenni, permea l'intera classe dirigente romana, ma sulla religiosità, soprattutto in riferimento ai culti tradizionali. Antonino non si produrrà in un'azione incisiva come quella di Adriano, da un punto di vista evergetico e culturale, ma sarà un amministratore molto oculato, che lascerà le casse dello Stato con un tesoretto di 600 milioni di sesterzi. Finanze che il suo successore, Marco Aurelio, l'imperatore filosofo, nonostante la filosofica propensione per la pace, sarà costretto ad investire in un susseguirsi di campagne militari che dureranno per quasi tutto il ventennio del suo regno. Alla minaccia dei Parti ad oriente, si unirà il terrore scatenato dalle invasioni barbariche dei Quadi e dei Marcomanni, che arriveranno fino alla pianura Padana. La calamità più devastante che colpirà l'impero sarà tuttavia la terribile peste che dall'Egitto, insieme al marciare delle legioni, diffonderà il proprio contagio e dissanguerà l'impero della sua forza vitale. Per questa ragione il regno di Marco Aurelio è considerato quello che chiude il secolo breve e aureo dell'impero romano, aprendo il campo alla terribile crisi economica, politica e sociale del III secolo]]></itunes:summary><itunes:duration>2391</itunes:duration><itunes:keywords>antoninoilpio,antoninoilpioimperatore,corsodistoria,corsodistoriaromana,imperoromano,imperoromanostoria,marcoaurelio,marcoaurelioimperatore,roma,romaantica,romastoria,storiadell'imperoromano,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>35</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 34 ADRIANO, L'IMPERATORE UMANO (117-138)</title><link>https://youtu.be/WPVIWrI0sSM</link><description><![CDATA[Dopo le guerre civili del triennio 193-196 Settimio Severo divenne l'unico imperatore di Roma. Il suo regno coincise con l'inizio del famigerato III secolo, nel quale l'impero conobbe una crisi tanto profonda da uscire completamente trasformato. Consapevole dei tempi, Settimio Severo tentò un'opera di rianimazione dell'impero attraverso il rafforzamento dell'esercito, su cui egli basava il proprio consenso, e che diventava ormai l'attore principale della politica romana. Settimio Severo seguì poi diverse strade per sollevare l'impero dalla crisi economica: la politica monetaria e diverse sovvenzioni economiche, ma alla fine l'unica strada per garantire all'impero le coperture finanziarie necessarie, fu quella di aumentare la pressione fiscale. Furono tutte scelte fallimentari, ma Settimio Severo raggiunse l'obiettivo di restituire all'impero una parvenza di ordine e di stabilire l'autorità dello Stato. Alla politica paterna, il figlio Caracalla, successo al potere nel 211, aggiunse un ulteriore dose di autoritarismo in salsa orientale, mentre la sua corte era in mano alle famigerate donne della famiglia imperiale. Il suo regno sarà ricordato per l'estensione della cittadinanza romana a tutti i cittadini dell'impero, che portava a termine un processo plurisecolare di espansione del diritto romano e su cui gli storici ancora oggi discutono]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65814758</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 20:21:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65814758/34_adriano_l_imperatore_umano_117_138_volume_ii_storia_romana.mp3" length="30700439" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo le guerre civili del triennio 193-196 Settimio Severo divenne l'unico imperatore di Roma. Il suo regno coincise con l'inizio del famigerato III secolo, nel quale l'impero conobbe una crisi tanto profonda da uscire completamente trasformato....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo le guerre civili del triennio 193-196 Settimio Severo divenne l'unico imperatore di Roma. Il suo regno coincise con l'inizio del famigerato III secolo, nel quale l'impero conobbe una crisi tanto profonda da uscire completamente trasformato. Consapevole dei tempi, Settimio Severo tentò un'opera di rianimazione dell'impero attraverso il rafforzamento dell'esercito, su cui egli basava il proprio consenso, e che diventava ormai l'attore principale della politica romana. Settimio Severo seguì poi diverse strade per sollevare l'impero dalla crisi economica: la politica monetaria e diverse sovvenzioni economiche, ma alla fine l'unica strada per garantire all'impero le coperture finanziarie necessarie, fu quella di aumentare la pressione fiscale. Furono tutte scelte fallimentari, ma Settimio Severo raggiunse l'obiettivo di restituire all'impero una parvenza di ordine e di stabilire l'autorità dello Stato. Alla politica paterna, il figlio Caracalla, successo al potere nel 211, aggiunse un ulteriore dose di autoritarismo in salsa orientale, mentre la sua corte era in mano alle famigerate donne della famiglia imperiale. Il suo regno sarà ricordato per l'estensione della cittadinanza romana a tutti i cittadini dell'impero, che portava a termine un processo plurisecolare di espansione del diritto romano e su cui gli storici ancora oggi discutono]]></itunes:summary><itunes:duration>1919</itunes:duration><itunes:keywords>adriano,adrianoimperatore,corsodistoria,corsodistoriaromana,dinastiaantonina,imperoromano,imperoromanostoria,roma,romastoria,storiaantica,storiadiroma,storiaromana,vallodiadriano</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>34</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 33 NERVA E TRAIANO, L'OPTIMUS PRINCEPS (96-117)</title><link>https://youtu.be/eMUKmtbAQ9E</link><description><![CDATA[Dopo l'assassinio di Domiziano, il Senato coglie al volo l'occasione propizia per riaffermare la propria autorità eleggendo un autorevole membro delle proprie fila, Marco Cocceio Nerva. L'aspetto fondamentale del regno di Nerva è stata l'affermazione del principio dell'adozione del migliore, con conseguente ratifica senatoriale, come meccanismo costituzionale di successione al potere. Questo aspetto caratterizzerà l'intero II secondo secolo fino alla successione di Marco Aurelio. Un secolo meglio conosciuto come "il secolo d'oro" dell'Impero Romano. E Marco Ulpio Traiano, generale di origine spagnola, incarnò, per l'intera tradizione occidentale la figura dell'ottimo principe per antonomasia. Sotto il suo regno, fra il 98 e il 117, l'impero godette di un'epoca estremamente favorevole, da un punto di vista economico, sociale, politico, militare e urbanistico. La lezione sarà dedicata a spiegare la connessione fra la politica estera imperialista con la quale Traiano portò l'impero alla sua massima estensione, e la politica interna, moderata e di sostegno all'economia sia dei ceti medi che dell'aristocrazia. L'oro della Dacia fu fondamentale per sostenere le casse dello Stato e la politica monetaria dell'impero. L'ultima parte della lezione sarà poi dedicata al carteggio tra Plinio il Giovane, allora governatore della Bitinia, e l'imperatore sul problema delle comunità cristiane dell'Asia Minore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65806899</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 19:34:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65806899/33_nerva_e_traiano_l_optimus_princeps_96_117_volume_ii_storia_romana.mp3" length="43582777" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo l'assassinio di Domiziano, il Senato coglie al volo l'occasione propizia per riaffermare la propria autorità eleggendo un autorevole membro delle proprie fila, Marco Cocceio Nerva. 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La lezione sarà dedicata a spiegare la connessione fra la politica estera imperialista con la quale Traiano portò l'impero alla sua massima estensione, e la politica interna, moderata e di sostegno all'economia sia dei ceti medi che dell'aristocrazia. L'oro della Dacia fu fondamentale per sostenere le casse dello Stato e la politica monetaria dell'impero. 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II (79-96)</title><link>https://youtu.be/V8mGOP2jBug</link><description><![CDATA[Dopo la morte di Vespasiano, il principio dinastico da questi riaffermato, portò al poter il figlio Tito, da anni ormai addestrato nelle pratiche di governo. Famoso per aver condotto a termine la guerra giudaica con la presa e la distruzione di Gerusalemme, secondo le fonti, Tito si era distinto per una gioventù dissoluta, libertina, lussuosa e arrogante, ma, una volta salito al potere, aveva saputo modificare profondamente il suo carattere, tanto da meritarsi la descrizione svetoniana di "amor ac deliciae generis humani". Il suo breve regno fu tuttavia caratterizzato da alcuni eventi catastrofici: un incendio e un'epidemia colpirono Roma rispettivamente nel 79 e nell'81, e in queste occasioni Tito diede prova di grande umanità e talento amministrativo. Ma l'evento più significativo fu l'eruzione del Vesuvio del 2 agosto 79. Fra le diverse ricostruzioni possibili della vicenda, abbiano scelto di dare voce all'osservazione suicida compiuta, per amore della scienza, da Plinio il Vecchio, che possiamo leggere in una lettera a Tacito del nipote Plinio il Giovane. Dopo poco più di due anni regno, tuttavia, Tito si ammalò e morì in breve tempo. Il principio dinastico, che aveva dato a Roma un ottimo governante, portò al soglio imperiale un altro figlio di Vespasiano, Domiziano. Così come per Tiberio, Domiziano sconta la profonda ostilità riservatagli dalla storiografia senatoria e da Tacito, che sedeva in Senato proprio in quegli anni. I moderni hanno tuttavia riabilitato le qualità amministrative di Domiziano, che nei suoi anni di regno si distinse per una grande attenzione all'economia e alla politica delle province, ebbe sempre la fedeltà delle forze armate, e ottenne diversi risultati in politica estera con l'estensione del territorio britannico e germanico sotto il controllo romano. I problemi emersero dopo i primi 5/6 a]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65807189</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 19:32:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65807189/32_tito_e_domiziano_la_dinastia_flavia_pt_ii_79_96_volume_ii_storia_romana.mp3" length="34759241" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte di Vespasiano, il principio dinastico da questi riaffermato, portò al poter il figlio Tito, da anni ormai addestrato nelle pratiche di governo. Famoso per aver condotto a termine la guerra giudaica con la presa e la distruzione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la morte di Vespasiano, il principio dinastico da questi riaffermato, portò al poter il figlio Tito, da anni ormai addestrato nelle pratiche di governo. Famoso per aver condotto a termine la guerra giudaica con la presa e la distruzione di Gerusalemme, secondo le fonti, Tito si era distinto per una gioventù dissoluta, libertina, lussuosa e arrogante, ma, una volta salito al potere, aveva saputo modificare profondamente il suo carattere, tanto da meritarsi la descrizione svetoniana di "amor ac deliciae generis humani". Il suo breve regno fu tuttavia caratterizzato da alcuni eventi catastrofici: un incendio e un'epidemia colpirono Roma rispettivamente nel 79 e nell'81, e in queste occasioni Tito diede prova di grande umanità e talento amministrativo. Ma l'evento più significativo fu l'eruzione del Vesuvio del 2 agosto 79. Fra le diverse ricostruzioni possibili della vicenda, abbiano scelto di dare voce all'osservazione suicida compiuta, per amore della scienza, da Plinio il Vecchio, che possiamo leggere in una lettera a Tacito del nipote Plinio il Giovane. Dopo poco più di due anni regno, tuttavia, Tito si ammalò e morì in breve tempo. Il principio dinastico, che aveva dato a Roma un ottimo governante, portò al soglio imperiale un altro figlio di Vespasiano, Domiziano. Così come per Tiberio, Domiziano sconta la profonda ostilità riservatagli dalla storiografia senatoria e da Tacito, che sedeva in Senato proprio in quegli anni. I moderni hanno tuttavia riabilitato le qualità amministrative di Domiziano, che nei suoi anni di regno si distinse per una grande attenzione all'economia e alla politica delle province, ebbe sempre la fedeltà delle forze armate, e ottenne diversi risultati in politica estera con l'estensione del territorio britannico e germanico sotto il controllo romano. 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In un clima da ritorno alle guerre civili, in questo lasso di tempo saranno 4 gli imperatori nominati a contendersi il potere, ognuno espressione di una diversa parte dello Stato romano. Il Senato avrà il suo campione in Galba, i pretoriani in Otone, le legioni del Reno in Vitellio e, infine, quelle orientali, in Tito Flavio Vespasiano. Dopo scontri, battaglie e distruzioni, sarà quest'ultimo a dare il via alla nuova dinastia che regnerà su Roma per il successivo trentennio. Questa lezione sarà dunque dedicata alle guerre civili del biennio 68-69 e, successivamente, al regno di Vespasiano, vero e proprio homo novus del potere romano]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65806489</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 19:29:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65806489/31_la_dinastia_flavia_pt_i_vespasiano_69_79_volume_ii_storia_romana.mp3" length="44347225" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La morte di Nerone apre il cosiddetto "longus et unus annus", un unico lungo anno rappresentato dall'anno e mezzo compreso fra la primavera del 68 e l'autunno del 69. 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Questa lezione sarà dunque dedicata alle guerre civili del biennio 68-69 e, successivamente, al regno di Vespasiano, vero e proprio homo novus del potere romano]]></itunes:summary><itunes:duration>2772</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,dinastiaflavia,imperoromano,imperoromanostoria,romaantica,romastoria,storiadiroma,storiaromana,titoflaviovespasiano,vespasiano,vespasianoimperatore,vespasianostoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>31</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 30 NERONE (54-68 d.C.)</title><link>https://youtu.be/v6iPZwix5B0</link><description><![CDATA[Salito al potere a 17 anni, grazie all'intenso lavoro politico della madre Agrippina, Nerone regnò per quasi un quindicennio. La prima parte del suo governo, il cosiddetto "quinquennium Neronis", avvenne sotto la tutela della madre, del maestro Seneca e del prefetto al pretorio Burro, grazie ai quali le intemperanze e le eccentricità del vizioso giovane imperatore vennero imbrigliati all'interno di una politica ipersenatoriale. La passione per il vizio e la perversione, che nella prima fase era stata sfogata nel privato, ruppe gli argini dopo il primo quinquennio quando, con la morte di Burro, l'allontanamento di Seneca e l'uccisione di Agrippina, risultato di un intrigo passionale con la nobildonna Poppea, lasciarono Nerone libero di sfogare le sue passioni. Amante della cultura ellenistica, Nerone fu pittore, poeta, auriga negli agoni sportivi, ammantando nel grottesco ogni sua esibizione pubblica. L'incendio che nel 64 devastò Roma, le cui cause erano estranee all'imperatore, fu seguito da voci che vedevano Nerone come responsabile diretto. L'imperatore, che nel frattempo si era prodigato per gli sfollati di Roma, per sedare le maldicenze trovò un capro espiatorio nella comunità cristiana di Roma che subì una pesante persecuzione. Al contempo, Nerone sfruttò la distruzione per proporre una profonda riqualificazione urbanistica della città di Roma, a cominciare dalla Domus Aurea, la nuova e gigantesca dimora dell'imperatore. L'ammontare dei lavori pubblici, cui si univa l'esenzione dal tributo per l'intera Grecia, mise così in difficoltà le casse dello Stato che Nerone fu costretto ad aumentare i tributi in tutto l'impero causando un'ondata di rivolte anti imperiali che rapidamente fecero crollare il suo potere. Con le legioni di Galba e Otone in marcia su Roma, Nerone, abbandonato da tutti, morì, assistito nel suicidio da un liberto, mentre, dichiarato nemico pubblico dal Senato, stava per essere arrestato dai pretoriani.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65806448</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 19:25:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65806448/30_nerone_54_68_d_c_volume_ii_storia_romana.mp3" length="47685047" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Salito al potere a 17 anni, grazie all'intenso lavoro politico della madre Agrippina, Nerone regnò per quasi un quindicennio. 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Amante della cultura ellenistica, Nerone fu pittore, poeta, auriga negli agoni sportivi, ammantando nel grottesco ogni sua esibizione pubblica. L'incendio che nel 64 devastò Roma, le cui cause erano estranee all'imperatore, fu seguito da voci che vedevano Nerone come responsabile diretto. L'imperatore, che nel frattempo si era prodigato per gli sfollati di Roma, per sedare le maldicenze trovò un capro espiatorio nella comunità cristiana di Roma che subì una pesante persecuzione. Al contempo, Nerone sfruttò la distruzione per proporre una profonda riqualificazione urbanistica della città di Roma, a cominciare dalla Domus Aurea, la nuova e gigantesca dimora dell'imperatore. L'ammontare dei lavori pubblici, cui si univa l'esenzione dal tributo per l'intera Grecia, mise così in difficoltà le casse dello Stato che Nerone fu costretto ad aumentare i tributi in tutto l'impero causando un'ondata di rivolte anti imperiali che rapidamente fecero crollare il suo potere. Con le legioni di Galba e Otone in marcia su Roma, Nerone, abbandonato da tutti, morì, assistito nel suicidio da un liberto, mentre, dichiarato nemico pubblico dal Senato, stava per essere arrestato dai pretoriani.]]></itunes:summary><itunes:duration>2981</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,dinastiagiulia,imperatorenerone,imperoromano,imperoromanostoria,incendiodiroma,incendiodiromanerone,nerone,neronestoria,roma,romaantica,romastoria,storia,storiaantica,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>30</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 29 CLAUDIO, L'IMPERATORE CHE DIVENNE ZUCCA (41-54 d.C.)</title><link>https://youtu.be/qwg3F6OZbGw</link><description><![CDATA[Dopo la morte violenta di Caligola, raccontano le fonti che Claudio, fratello di Germanico e pertanto zio dell'imperatore, fosse stato scovato dai pretoriani, impaurito, in un angolo del palazzo e messo a forza sul trono. A 51, pieno di piccoli e grandi problemi fisici, deriso dai suoi stessi parenti, e dedito più allo studio, al gioco, alle donne e al bere, si rivelò uno degli imperatori più attivi e efficace della storia dell'impero. Varò numerose riforme, allargo i diritti di cittadinanza, instaurò un regime burocratico fondato sulle figure dei liberti imperiali, progettò e realizzò numerose opere pubbliche. Anch'egli, tuttavia, non fu immune ai giochi di potere del palazzo imperiale. Sposato più volte, fu vittima di Agrippina minore, la giovane seconda moglie e madre del futuro imperatore Nerone, che si mosse abilmente nei gangli del potere romano, fino ad assassinare il vecchio Claudio e a riuscire nel proprio intento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65806449</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 19:20:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65806449/29_claudio_l_imperatore_che_divenne_zucca_41_54_d_c_volume_ii_storia_romana.mp3" length="39100165" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte violenta di Caligola, raccontano le fonti che Claudio, fratello di Germanico e pertanto zio dell'imperatore, fosse stato scovato dai pretoriani, impaurito, in un angolo del palazzo e messo a forza sul trono. A 51, pieno di piccoli e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la morte violenta di Caligola, raccontano le fonti che Claudio, fratello di Germanico e pertanto zio dell'imperatore, fosse stato scovato dai pretoriani, impaurito, in un angolo del palazzo e messo a forza sul trono. A 51, pieno di piccoli e grandi problemi fisici, deriso dai suoi stessi parenti, e dedito più allo studio, al gioco, alle donne e al bere, si rivelò uno degli imperatori più attivi e efficace della storia dell'impero. Varò numerose riforme, allargo i diritti di cittadinanza, instaurò un regime burocratico fondato sulle figure dei liberti imperiali, progettò e realizzò numerose opere pubbliche. Anch'egli, tuttavia, non fu immune ai giochi di potere del palazzo imperiale. Sposato più volte, fu vittima di Agrippina minore, la giovane seconda moglie e madre del futuro imperatore Nerone, che si mosse abilmente nei gangli del potere romano, fino ad assassinare il vecchio Claudio e a riuscire nel proprio intento.]]></itunes:summary><itunes:duration>2444</itunes:duration><itunes:keywords>augusto,caligola,claudioimperatore,corsodistoria,corsodistoriaromana,dinastiagiulia,filosofiastoica,imperoromano,imperoromanostoria,roma,romaantica,romastoria,seneca,storia,storiaromana,tiberio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>29</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 28 TIBERIO E CALIGOLA (14-41 d.C.)</title><link>https://youtu.be/Z-E5WRjiLhY</link><description><![CDATA[Dopo la morte di Augusto (14 d.C.) il trono imperiale sarà occupato dall'erede, designato a malincuore dal fondatore dell'impero, Tiberio. Salito al potere a 56 anni, il suo regno, benché la storiografia contemporanea abbia smentito la lettura negativa che emerge dalle fonti (Tacito), può essere diviso in due parti. La prima, nella quale, in concordia con il Senato, Tiberio, affianca alle ottime doti di amministratore, una gestione del potere e della corte in equilibrato connubio con il Senato; e una seconda, nella quale le congiure e le trame di palazzo, orchestrate dal terribile prefetto al pretorio Seiano, tramuteranno Claudio in un vecchio sovrano rancoroso e vendicativo, che trasformerà gli ultimi anni in un regno del terrore. Il suo successore, Gaio Cesare, figlio dell'indimenticato Germanico, e soprannominato Caligola riuscirà a far rimpiangere gli ultimi anni di Claudio. Dissipatore senza limiti, lussurioso e sfarzoso oltre modo, regnò dal 37 al 41, quando i pretoriani, ormai affermata nuova forza di governo nel cuore stesso dell'impero, ordirono una congiura per liberarsene.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65806447</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 19:18:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65806447/28_tiberio_e_caligola_14_41_d_c_volume_ii_storia_romana.mp3" length="43017279" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte di Augusto (14 d.C.) il trono imperiale sarà occupato dall'erede, designato a malincuore dal fondatore dell'impero, Tiberio. Salito al potere a 56 anni, il suo regno, benché la storiografia contemporanea abbia smentito la lettura...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la morte di Augusto (14 d.C.) il trono imperiale sarà occupato dall'erede, designato a malincuore dal fondatore dell'impero, Tiberio. Salito al potere a 56 anni, il suo regno, benché la storiografia contemporanea abbia smentito la lettura negativa che emerge dalle fonti (Tacito), può essere diviso in due parti. La prima, nella quale, in concordia con il Senato, Tiberio, affianca alle ottime doti di amministratore, una gestione del potere e della corte in equilibrato connubio con il Senato; e una seconda, nella quale le congiure e le trame di palazzo, orchestrate dal terribile prefetto al pretorio Seiano, tramuteranno Claudio in un vecchio sovrano rancoroso e vendicativo, che trasformerà gli ultimi anni in un regno del terrore. Il suo successore, Gaio Cesare, figlio dell'indimenticato Germanico, e soprannominato Caligola riuscirà a far rimpiangere gli ultimi anni di Claudio. Dissipatore senza limiti, lussurioso e sfarzoso oltre modo, regnò dal 37 al 41, quando i pretoriani, ormai affermata nuova forza di governo nel cuore stesso dell'impero, ordirono una congiura per liberarsene.]]></itunes:summary><itunes:duration>2689</itunes:duration><itunes:keywords>augusto,caligolaimperatore,corsodistoria,corsodistoriaromana,dinastiagiulia,imperoromano,imperoromanostoria,roma,romaantica,romastoria,storia,storiadiroma,storiaromana,tiberioimperatore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>28</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 27 TACITO E SVETONIO, LE FONTI SUI CESARI</title><link>https://youtu.be/Kd_xdvIC1eQ</link><description><![CDATA[Prima di iniziare la trattazione sistematica degli imperatori romani della dinastia Giulio-Claudia (da Tiberio, 14 d.C. a Nerone, 69 d.C.), abbiamo dedicato questa lezione ad approfondire due delle fonti principali delle informazioni sul I secolo d.C., lo storico Tacito e il biografo Svetonio. Il primo è il più grande storico romano, sia per l'acume dell'analisi storica sia per la capacità espressiva, nella quale porta la lingua latina alla sua massima espressione in prosa. Gli Annales di Tacito, in particolare, sono l'opera annalistica, giuntaci purtroppo incompleta, che narra le vicende comprese tra il 14 e il 69, focalizzando l'analisi sul rapporto fra libertà e dispotismo, rappresentato, nella scena politica romana, dal rapporto tra Senato e imperatore che, dopo la morte di Augusto, inizia a sbilanciarsi sempre più a favore del principe. Svetonio è invece un funzionario culturale della corte imperiale che dedica l'intera vita allo studio e alla produzione letteraria sui temi più svariati. La sua opera maggiore, Le vite dei Cesari, narra le biografie dei primi 12 Cesari, da Giulio Cesare a Domiziano, focalizzando l'attenzione sulle caratteristiche psicologiche del principe. La costruzione della psicologia dell'imperatore emerge dalla dialettica fra vizi e virtù che Svetonio fa emergere nella sterminata serie di aneddoti, tralasciando però il dato storico. I due autori si completano dunque nel restituirci un'immagine a tratti turpe e degradata della corte e del potere imperiale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65806446</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 18:47:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65806446/27_tacito_e_svetonio_le_fonti_sui_cesari_volume_ii_storia_romana.mp3" length="34998732" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Prima di iniziare la trattazione sistematica degli imperatori romani della dinastia Giulio-Claudia (da Tiberio, 14 d.C. a Nerone, 69 d.C.), abbiamo dedicato questa lezione ad approfondire due delle fonti principali delle informazioni sul I secolo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Prima di iniziare la trattazione sistematica degli imperatori romani della dinastia Giulio-Claudia (da Tiberio, 14 d.C. a Nerone, 69 d.C.), abbiamo dedicato questa lezione ad approfondire due delle fonti principali delle informazioni sul I secolo d.C., lo storico Tacito e il biografo Svetonio. Il primo è il più grande storico romano, sia per l'acume dell'analisi storica sia per la capacità espressiva, nella quale porta la lingua latina alla sua massima espressione in prosa. Gli Annales di Tacito, in particolare, sono l'opera annalistica, giuntaci purtroppo incompleta, che narra le vicende comprese tra il 14 e il 69, focalizzando l'analisi sul rapporto fra libertà e dispotismo, rappresentato, nella scena politica romana, dal rapporto tra Senato e imperatore che, dopo la morte di Augusto, inizia a sbilanciarsi sempre più a favore del principe. Svetonio è invece un funzionario culturale della corte imperiale che dedica l'intera vita allo studio e alla produzione letteraria sui temi più svariati. La sua opera maggiore, Le vite dei Cesari, narra le biografie dei primi 12 Cesari, da Giulio Cesare a Domiziano, focalizzando l'attenzione sulle caratteristiche psicologiche del principe. La costruzione della psicologia dell'imperatore emerge dalla dialettica fra vizi e virtù che Svetonio fa emergere nella sterminata serie di aneddoti, tralasciando però il dato storico. I due autori si completano dunque nel restituirci un'immagine a tratti turpe e degradata della corte e del potere imperiale]]></itunes:summary><itunes:duration>2188</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,imperoromano,imperoromanostoria,roma,romaantica,romastoria,storia,storiadiroma,svetonio,tacitostoria,tacitostorico,vitedeicesari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>27</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 26 AUGUSTO PLASMA L'IMPERO ROMANO (31 a.C.-14 d.C.)</title><link>https://youtu.be/VmpxcHkwe-E</link><description><![CDATA[Dopo la battaglia di Azio, Ottaviano rimane l'incontrastato padrone di Roma. Sfrutterà il suo lunghissimo regno per plasmare un ordinamento che, dietro alla facciata repubblicana, sarà qualcosa di profondamente diverso: l'impero Romano. In questa lezione verranno messe in luce tutte le iniziative augustee, dalla politica interna a quella estera, fino al nodo per la successione del principe]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65792690</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 19:52:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65792690/26_augusto_plasma_l_impero_romano_31_a_c_14_d_c_volume_ii_storia_romana.mp3" length="40665840" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la battaglia di Azio, Ottaviano rimane l'incontrastato padrone di Roma. Sfrutterà il suo lunghissimo regno per plasmare un ordinamento che, dietro alla facciata repubblicana, sarà qualcosa di profondamente diverso: l'impero Romano. 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In questa lezione verranno messe in luce tutte le iniziative augustee, dalla politica interna a quella estera, fino al nodo per la successione del principe]]></itunes:summary><itunes:duration>2542</itunes:duration><itunes:keywords>augusto,corsodistoria,corsodistoriaromana,guerreciviliromane,imperoromano,imperoromanostoria,ottaviano,ottavianoaugusto,primoimperatore,principatoromano,romaantica,romastoria,storia,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>26</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>CORSO DI STORIA: 25 OTTAVIANO E ANTONIO, LO SCONTRO FINALE (44-31)</title><link>https://youtu.be/XMcmmPKoWOQ</link><description><![CDATA[Dopo la morte di Cesare la scena politica romana si fa contorta e confusa. Molti gli attori in campo: Antonio, braccio destro di Cesare e deciso a ereditarne lo status; i Cesaricidi che, a discapito della genuinità repubblicana, non avevano un chiaro piano d'azione; il Senato esitante e incerto nel prendere una scelta definitiva; e infinte il giovane erede di Cesare, Ottaviano, appena sbarcato in Oriente e deciso a giocare un ruolo decisivo per prendere il potere. Gli eventi convulsi del 44-43 portano a numerosi scambi di alleanze, fino alla formalizzazione del secondo Triumvirato, attraverso il quale il Senato consegnava la Repubblica a Antonio, Ottaviano e Lepido. Dopo la battaglia di Filippi del 42, Antonio e Ottaviano, sconfitti definitivamente i cesaricidi, giunsero ad una spartizione di sfere d'influenza: al primo l'Oriente, al secondo l'Occidente ma, soprattutto, la scena politica romana. La passione orientale di Antonio, nella quale giocò un ruolo decisivo la relazione con Cleopatra, rappresentò lo strumento ideale per la propaganda antiantonina di Ottaviano che, infine, riuscì a portare l'intero orizzonte politico romano contro Antonio. La battaglia finale di Azio del 2 settembre 31 a.C. sancì la fine di Antonio e quella della Repubblica romana]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65792689</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 19:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65792689/25_ottaviano_e_antonio_lo_scontro_finale_44_31_volume_ii_storia_romana.mp3" length="48771741" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte di Cesare la scena politica romana si fa contorta e confusa. 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Dopo la battaglia di Filippi del 42, Antonio e Ottaviano, sconfitti definitivamente i cesaricidi, giunsero ad una spartizione di sfere d'influenza: al primo l'Oriente, al secondo l'Occidente ma, soprattutto, la scena politica romana. La passione orientale di Antonio, nella quale giocò un ruolo decisivo la relazione con Cleopatra, rappresentò lo strumento ideale per la propaganda antiantonina di Ottaviano che, infine, riuscì a portare l'intero orizzonte politico romano contro Antonio. 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La fuga si interruppe tuttavia in Egitto, dove un consigliere del re Tolomeo XIII, allora in guerra per il potere con la sorella Cleopatra VII, pensò di farlo assassinare, in modo da guadagnare Cesare alla propria causa. Avvenne il contrario, perchè Cesare, giunto in Egitto all'inseguimento di Pompeo, messo a conoscenza della morte del rivale, scelse di parteggiare per Cleopatra, con il quale iniziò una relazione amorosa. Regolate le questioni dinastica con la sconfitta di Tolomeo, nel 47, Cesare si occupò di regolare anche il re del Ponto Farnace II che, approfittando delle guerre civili, si era reso egemone nell'area anatolica. Negli anni successivi ,Cesare affiancò alla lotta contro i pompeiani, sconfitti prima in Africa, nella battaglia di Tapso, dopo la quale Catone si tolse la vita, e successivamente in Spagna, a Munda, dove persero la vita Tito Labieno e il figlio di Pomepo, Gneo, un'intensa attività di riforma amministrativa, politica, economica e urbanistica di Roma. Senza che ci sia dato sapere con certezza quali fossero i piani di Cesare riguardo la trasformazione della Repubblica in un governo monarchico, venne nel frattempo organizzata una congiura contro il dittatore. Troppe erano le figure della nobilitas che si erano viste privare di un effettivo esercizio del potere da parte del nuovo sovrano assoluto della Repubblica. Così, il 15 di marzo del 44, in Senato, con 23 pugnalate, Cesare venne assassinato, aprendo tuttavia un periodo non di restaurazione repubblicana, ma una nuova e più intensa fase delle guerre civili.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65792692</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 19:46:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65792692/24_dalla_morte_di_pompeo_alle_idi_di_marzo_48_44_volume_ii_storia_romana.mp3" length="43827284" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la battaglia di Farsalo, Pompeo iniziò una lunga fuga che dalla Grecia avrebbe dovuto fargli raggiungere la Numidia, dove, alleati del re Giuba, si erano riuniti i suoi seguaci, comandati da Catone, pronti ad una estrema resistenza. La fuga si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la battaglia di Farsalo, Pompeo iniziò una lunga fuga che dalla Grecia avrebbe dovuto fargli raggiungere la Numidia, dove, alleati del re Giuba, si erano riuniti i suoi seguaci, comandati da Catone, pronti ad una estrema resistenza. La fuga si interruppe tuttavia in Egitto, dove un consigliere del re Tolomeo XIII, allora in guerra per il potere con la sorella Cleopatra VII, pensò di farlo assassinare, in modo da guadagnare Cesare alla propria causa. Avvenne il contrario, perchè Cesare, giunto in Egitto all'inseguimento di Pompeo, messo a conoscenza della morte del rivale, scelse di parteggiare per Cleopatra, con il quale iniziò una relazione amorosa. Regolate le questioni dinastica con la sconfitta di Tolomeo, nel 47, Cesare si occupò di regolare anche il re del Ponto Farnace II che, approfittando delle guerre civili, si era reso egemone nell'area anatolica. Negli anni successivi ,Cesare affiancò alla lotta contro i pompeiani, sconfitti prima in Africa, nella battaglia di Tapso, dopo la quale Catone si tolse la vita, e successivamente in Spagna, a Munda, dove persero la vita Tito Labieno e il figlio di Pomepo, Gneo, un'intensa attività di riforma amministrativa, politica, economica e urbanistica di Roma. Senza che ci sia dato sapere con certezza quali fossero i piani di Cesare riguardo la trasformazione della Repubblica in un governo monarchico, venne nel frattempo organizzata una congiura contro il dittatore. Troppe erano le figure della nobilitas che si erano viste privare di un effettivo esercizio del potere da parte del nuovo sovrano assoluto della Repubblica. Così, il 15 di marzo del 44, in Senato, con 23 pugnalate, Cesare venne assassinato, aprendo tuttavia un periodo non di restaurazione repubblicana, ma una nuova e più intensa fase delle guerre civili.]]></itunes:summary><itunes:duration>2740</itunes:duration><itunes:keywords>brutoecassio,cesareepompeo,cesaremorte,cesarestoria,cesaricidio,corsodistoria,corsodistoriaromana,giuliocesare,ididimarzo,romastoria,storia,storiaantica,storiadiroma</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>24</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 23 IL DADO E' TRATTO, DAL TRIUMVIRATO ALLA BATTAGLIA DI FARSALO (60-48)</title><link>https://studio.youtube.com/video/VUscjG-NUuA/edit</link><description><![CDATA[Nel 60 a. C., Crasso, Pompeo e Cesare siglano l'accordo impropriamente noto come primo triumvirato. Si trattò non di una carica istituzionale, bensì di un accordo tra privati, i più potenti cittadini di Roma, per spartirsi il potere nella Repubblica. In particolare, il piano, perfettamente realizzato, prevedeva di controllare l'elezione di Cesare per il consolato del 59. Da questa posizione, il leader dei popolari avrebbe potuto garantire a Crasso i vantaggi fiscali che chiedeva per il proprio impero immobiliare, e avrebbe potuto fare in modo che Pompeo ottenesse l'agognata ratifica delle proprie conquiste in oriente e l'assegnazione delle terre per i veterani. Dal 59. l'accordo, poi prolungato di altri 5 anni nel convegno di Lucca del 56, produsse altri risultati significativi: Cesare si fece assegnare un comando proconsolare sulle Gallie, grazie al quale procedette alla sottomissione dell'intera area compresa fra l'Atlantico, la Manica (con una breve puntata in Britannia) e il Reno; Pompeo ottenne un altrettanto vaso comando sulla Spagna, esercitato però da Roma, dove poteva tenere sotto controllo la situazione; Crasso, infine, il comando per la campagna militare contro i Parti che avrebbe dovuto dargli la gloria militare. Al di sotto dei tre personaggi, però, a Roma infuriavano scontri civili fra popolari cesariani e ottimati pompeiani. Alla morte di Crasso, nella disfatta di Carre del 53, venne a mancare l'equilibrio fra i membri dell'accordo e si arrivò ben presto allo scontro frontale fra Cesare e Pompeo, inaugurato con il famigerato attraversamento in armi del Rubicone da parte di Cesare. Il superamento di questo limite sacro diede il via alle guerre civili. Pompeo e il Senato, spaventati dalla sfolgorante e rapidissima discesa di Cesare dalla Romagna verso Roma, ripararono prima a Brindisi, poi in Epiro. Qui, Cesare, giunto dopo aver sistemato le legioni pompeiane in Spagna, subì una pesante sconfitta nella battaglia di Durazzo ma Pompeo non colse l'occasione per infliggere al nemico un colpo mortale. Nell'agosto del 48, in Tessaglia, nella piana di Farsalo, si combatté la prima battaglia decisiva delle guerre civili, rimasta anche l'ultimo scontro frontale fra Pompeo e Cesare. Con la dimostrazione del proprio genio militare, Cesare inflisse ai pompeiani una sconfitta terribile, ma non decisiva...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65792688</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 19:44:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65792688/23_il_dado_e_tratto_dal_triumvirato_alla_battaglia_di_farsalo_60_48_volume_ii_storia_romana.mp3" length="40301380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 60 a. C., Crasso, Pompeo e Cesare siglano l'accordo impropriamente noto come primo triumvirato. Si trattò non di una carica istituzionale, bensì di un accordo tra privati, i più potenti cittadini di Roma, per spartirsi il potere nella Repubblica....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 60 a. C., Crasso, Pompeo e Cesare siglano l'accordo impropriamente noto come primo triumvirato. Si trattò non di una carica istituzionale, bensì di un accordo tra privati, i più potenti cittadini di Roma, per spartirsi il potere nella Repubblica. In particolare, il piano, perfettamente realizzato, prevedeva di controllare l'elezione di Cesare per il consolato del 59. Da questa posizione, il leader dei popolari avrebbe potuto garantire a Crasso i vantaggi fiscali che chiedeva per il proprio impero immobiliare, e avrebbe potuto fare in modo che Pompeo ottenesse l'agognata ratifica delle proprie conquiste in oriente e l'assegnazione delle terre per i veterani. Dal 59. l'accordo, poi prolungato di altri 5 anni nel convegno di Lucca del 56, produsse altri risultati significativi: Cesare si fece assegnare un comando proconsolare sulle Gallie, grazie al quale procedette alla sottomissione dell'intera area compresa fra l'Atlantico, la Manica (con una breve puntata in Britannia) e il Reno; Pompeo ottenne un altrettanto vaso comando sulla Spagna, esercitato però da Roma, dove poteva tenere sotto controllo la situazione; Crasso, infine, il comando per la campagna militare contro i Parti che avrebbe dovuto dargli la gloria militare. Al di sotto dei tre personaggi, però, a Roma infuriavano scontri civili fra popolari cesariani e ottimati pompeiani. Alla morte di Crasso, nella disfatta di Carre del 53, venne a mancare l'equilibrio fra i membri dell'accordo e si arrivò ben presto allo scontro frontale fra Cesare e Pompeo, inaugurato con il famigerato attraversamento in armi del Rubicone da parte di Cesare. Il superamento di questo limite sacro diede il via alle guerre civili. Pompeo e il Senato, spaventati dalla sfolgorante e rapidissima discesa di Cesare dalla Romagna verso Roma, ripararono prima a Brindisi, poi in Epiro. Qui, Cesare, giunto dopo aver sistemato le legioni pompeiane in Spagna, subì una pesante sconfitta nella battaglia di Durazzo ma Pompeo non colse l'occasione per infliggere al nemico un colpo mortale. Nell'agosto del 48, in Tessaglia, nella piana di Farsalo, si combatté la prima battaglia decisiva delle guerre civili, rimasta anche l'ultimo scontro frontale fra Pompeo e Cesare. 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I protagonisti della storia sono Marco Tullio Cicerone, vincitore delle elezioni per il consolato proprio contro Catilina e console in questo fatidico 63, e il congiurato per eccellenza, le cui straordinarie doti di perversione morale emergono dalle pagine della monografia dedicata alla congiura da parte di Sallustio. Il corso degli eventi, dall'insurrezione delle truppe dei congiurati presso Fiesole il 27 di ottobre, fino alla pronuncia della condanna a morte per i congiurati del 5 novembre, terranno il passo delle famose quattro catilinarie, vale a dire le orazioni pronunciate in Senato da Cicerone, nelle quali il famoso oratore ci informa degli atti compiuti dai congiurati, presentando al contempo sé stesso come il salvatore della patria e l'eroe della Repubblica]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65792693</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 19:41:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65792693/22_la_congiura_di_catilina_63_a_c_volume_ii_storia_romana.mp3" length="22556505" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La lezione è dedicata alla congiura ordita dal nobile romano Lucio Sergio Catilina per impadronirsi della Repubblica alla fine del 63. I protagonisti della storia sono Marco Tullio Cicerone, vincitore delle elezioni per il consolato proprio contro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La lezione è dedicata alla congiura ordita dal nobile romano Lucio Sergio Catilina per impadronirsi della Repubblica alla fine del 63. I protagonisti della storia sono Marco Tullio Cicerone, vincitore delle elezioni per il consolato proprio contro Catilina e console in questo fatidico 63, e il congiurato per eccellenza, le cui straordinarie doti di perversione morale emergono dalle pagine della monografia dedicata alla congiura da parte di Sallustio. Il corso degli eventi, dall'insurrezione delle truppe dei congiurati presso Fiesole il 27 di ottobre, fino alla pronuncia della condanna a morte per i congiurati del 5 novembre, terranno il passo delle famose quattro catilinarie, vale a dire le orazioni pronunciate in Senato da Cicerone, nelle quali il famoso oratore ci informa degli atti compiuti dai congiurati, presentando al contempo sé stesso come il salvatore della patria e l'eroe della Repubblica]]></itunes:summary><itunes:duration>1410</itunes:duration><itunes:keywords>catilina,catilinarie,cicerone,corsodistoria,corsodistoriaromana,marcotulliocicerone,romaantica,romastoria,sallustio,storia,storiaantica,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>22</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 21 GIULIO CESARE, DAGLI ESORDI AL PRIMO TRIUMVIRATO</title><link>https://youtu.be/Zg7Gozz8tIk</link><description><![CDATA[Arrivati agli anni '60 del I secolo a.C., dopo aver fatto la conoscenza di Pompeo e Crasso, riavvolgiamo il nastro per conoscere il terzo, e più grande, protagonista della politica romana di questi anni, Caio Giulio Cesare. Discendente dell'illustre, ma squattrinata, gens Iulia, Cesare, nato nel malfamato e popolare quartiere della Suburra, dimostra fin da subito la volontà di fare carriera in politica, scegliendo per la parte popolare, allora guidata dallo zio acquisito Caio Mario. Alla sconfitta dei popolari, Cesare, spaventato per la possibile rappresaglia sillana, fugge da Roma, per farvi ritorno solamente alla morte del dittatore ottimate. A questo punto inizia una sfolgorante carriera politica, tutta improntata a guadagnarsi il favore e le simpatie del popolo, dimostrando al contempo l'assenza di scrupoli e un'ambizione personale che non si poneva dilemmi morali. Entrato in contatto con Pompeo e Crasso, Cesare si porrà come autorità equilibratrice fra i due litiganti, arrivando a siglare con essi il cosiddetto primo Triumvirato. Si trattava di un accordo privato con il quale le tre personalità si impegnavano reciprocamente per la gestione del potere nella Repubblica. Gli esiti furono nefasti...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65792687</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 19:38:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65792687/21_giulio_cesare_dagli_esordi_al_primo_triumvirato_volume_ii_storia_romana.mp3" length="23302144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Arrivati agli anni '60 del I secolo a.C., dopo aver fatto la conoscenza di Pompeo e Crasso, riavvolgiamo il nastro per conoscere il terzo, e più grande, protagonista della politica romana di questi anni, Caio Giulio Cesare. Discendente dell'illustre,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Arrivati agli anni '60 del I secolo a.C., dopo aver fatto la conoscenza di Pompeo e Crasso, riavvolgiamo il nastro per conoscere il terzo, e più grande, protagonista della politica romana di questi anni, Caio Giulio Cesare. Discendente dell'illustre, ma squattrinata, gens Iulia, Cesare, nato nel malfamato e popolare quartiere della Suburra, dimostra fin da subito la volontà di fare carriera in politica, scegliendo per la parte popolare, allora guidata dallo zio acquisito Caio Mario. Alla sconfitta dei popolari, Cesare, spaventato per la possibile rappresaglia sillana, fugge da Roma, per farvi ritorno solamente alla morte del dittatore ottimate. A questo punto inizia una sfolgorante carriera politica, tutta improntata a guadagnarsi il favore e le simpatie del popolo, dimostrando al contempo l'assenza di scrupoli e un'ambizione personale che non si poneva dilemmi morali. Entrato in contatto con Pompeo e Crasso, Cesare si porrà come autorità equilibratrice fra i due litiganti, arrivando a siglare con essi il cosiddetto primo Triumvirato. Si trattava di un accordo privato con il quale le tre personalità si impegnavano reciprocamente per la gestione del potere nella Repubblica. 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Riemersero i mai del tutto sopiti contrasti fra popolari e ottimati, che si concretizzarono in scontri da perenne guerra civile. Il revanscismo dei popolari, con il console ribelle Marco Emilio Lepido, e il vecchio braccio destro di Mario, Quinto Sertorio, vennero domati grazie al fondamentale contributo dell'astro nascente dell'esercito e della politica romana, Gneo Pompeo Magno. Giovane generale, sotto Silla, Pompeo dimostrò immediatamente le sue straordinarie doti militari e politiche, seconde solo alla sua spietatezza, sconfiggendo a più riprese i popolari e fornendo il proprio contributo nel debellare la rivolta degli schiavi capeggiati da Spartaco. Tale rivolta era stata combattuta da Marco Licinio Crasso, anch'egli ex comandante sotto Silla e, successivamente grande speculatore immobiliare che era diventato uno degli uomini più ricchi e potenti di Roma. Alla fine degli anni '70 nacque un sodalizio fra Pompeo e Crasso che portò entrambi al consolato. Crasso dedicò quindi gli anni successivi a plasmare le leggi della Repubblica per favorire gli affari propri e degli affaristi che lo sostenevano; Pompeo si dedicò invece a straordinarie imprese oltre mare, con le quali potersi presentare, al suo ritorno in patria, come l'autentico dominatore della Repubblica. In pochi anni debellò la minaccia dei pirati dal Mediterraneo, sistemo i conti ancora aperti con Mitridate del Ponto e "pacificò" la regione della Palestina, annettendo al dominio romano nuove regioni in oriente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65792691</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 19:34:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65792691/20_dopo_silla_pompeo_e_crasso_78_63_volume_ii_storia_romana_1.mp3" length="33632005" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte di Silla (78) la riforma costituzionale di stampo ottimate voluta dal dittatore si manifestò in tutta la sua fragilità. 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Tale rivolta era stata combattuta da Marco Licinio Crasso, anch'egli ex comandante sotto Silla e, successivamente grande speculatore immobiliare che era diventato uno degli uomini più ricchi e potenti di Roma. Alla fine degli anni '70 nacque un sodalizio fra Pompeo e Crasso che portò entrambi al consolato. Crasso dedicò quindi gli anni successivi a plasmare le leggi della Repubblica per favorire gli affari propri e degli affaristi che lo sostenevano; Pompeo si dedicò invece a straordinarie imprese oltre mare, con le quali potersi presentare, al suo ritorno in patria, come l'autentico dominatore della Repubblica. In pochi anni debellò la minaccia dei pirati dal Mediterraneo, sistemo i conti ancora aperti con Mitridate del Ponto e "pacificò" la regione della Palestina, annettendo al dominio romano nuove regioni in oriente.]]></itunes:summary><itunes:duration>2102</itunes:duration><itunes:keywords>cesare,corsodistoria,corsodistoriaromana,crasso,giuliocesare,guerrecivili,pompeoecrasso,pompeomagno,primotriumvirato,romaantica,silla,storia,storiaantica,storiadiroma,storiaromana,triumvirato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>20</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 19 LE GUERRE CIVILI: SILLA PADRONE DI ROMA (88-79)</title><link>https://youtu.be/tk_RnPA6o0I</link><description><![CDATA[Dopo la conclusione della guerra sociale (91-88), Lucio Cornelio Silla, che proprio in questa occasione era riuscito a mettere in ombra lo stesso Mario, ottenne l'elezione a console nell'88. Sullo sfondo del divampare, in oriente, della prima guerra contro Mitridate, la situazione interna di Roma esplose, con i popolari che tentarono di strappare al console il comando nella guerra, attribuendolo al vecchio Mario. Silla marciò quindi una prima volta su Roma con un esercito in armi e, credendo di aver sistemato la contesa con la fuga di Mario e dei suoi seguaci, partì immediatamente per l'oriente. Assediata e presa Atene (87), dove si era installato un governo antiromano e filomitridatico, Silla scoprì tuttavia che a Roma la situazione era tutt'altro che pacificata. Mario, insieme al suo braccio destro Cinna, era riuscito ad invalidare le leggi sillane e a farlo dichiarare nemico pubblico. La situazione precipitò quando, dopo aver concluso con un frettoloso trattato di pace la contesa contro Mitridate, morti Mario e Cinna (86 e 84), Silla tornò in Italia e, con un esercito di 40000 veterani, marciò nuovamente su Roma, dove prese il potere dedicandosi all'eliminazione di decine di migliaia di oppositori popolari e mariani e alla riorganizzazione della Repubblica. Nominato dittatore a vita introdusse delle norme che avevano l'obiettivo di pacificare, in senso ottimate, la politica romana. Introdusse 300 nuovi senatori, anche dell'ordine equestre, riformò i tribunali affidandoli ai senatori, svuotò di prerogative il tribunato della plebe e, onde evitare l'emergere di nuovi Mario, stabilì rigidamente le tappe temporali del cursus honorum e dell'assegnazione delle province. Si trattò di una pacificazione scaturita dalla violenza e destinata a restituire il potere all'ordine senatorio, integrato ormai con i membri dell'ordine equestre, a discapito delle istante dei popolari. Fatto questo, nel 79, sorprendentemente, lasciò il potere e si ritirò a vita privata. Morì l'anno successivo, probabilmente di cancro]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65785722</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 13:34:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65785722/19_le_guerre_civili_silla_padrone_di_roma_88_79_volume_ii_storia_romana.mp3" length="28870196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la conclusione della guerra sociale (91-88), Lucio Cornelio Silla, che proprio in questa occasione era riuscito a mettere in ombra lo stesso Mario, ottenne l'elezione a console nell'88. 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Mario, insieme al suo braccio destro Cinna, era riuscito ad invalidare le leggi sillane e a farlo dichiarare nemico pubblico. La situazione precipitò quando, dopo aver concluso con un frettoloso trattato di pace la contesa contro Mitridate, morti Mario e Cinna (86 e 84), Silla tornò in Italia e, con un esercito di 40000 veterani, marciò nuovamente su Roma, dove prese il potere dedicandosi all'eliminazione di decine di migliaia di oppositori popolari e mariani e alla riorganizzazione della Repubblica. Nominato dittatore a vita introdusse delle norme che avevano l'obiettivo di pacificare, in senso ottimate, la politica romana. Introdusse 300 nuovi senatori, anche dell'ordine equestre, riformò i tribunali affidandoli ai senatori, svuotò di prerogative il tribunato della plebe e, onde evitare l'emergere di nuovi Mario, stabilì rigidamente le tappe temporali del cursus honorum e dell'assegnazione delle province. Si trattò di una pacificazione scaturita dalla violenza e destinata a restituire il potere all'ordine senatorio, integrato ormai con i membri dell'ordine equestre, a discapito delle istante dei popolari. Fatto questo, nel 79, sorprendentemente, lasciò il potere e si ritirò a vita privata. 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Tuttavia, la Repubblica è ormai afflitta da problemi che sembrano insuperabili. Il conflitto fra l'elite senatoria e il nuovo (e ricchissimo) ordine equestre si concretizza nelle due fazioni di ottimati e popolari, nelle quali le due oligarchie in lotta cercano il consenso per attuare i propri piani egemonici. La riforma dell'ordinamento militare voluta da Mario, con l'arruolamento dei nullatenenti, assume i caratteri di una vera e propria rivoluzione, nella quale il nuovo soldato di mestiere rimpiazza il cittadino prestato occasionalmente alla milizia. I soldati stabiliscono un rapporto personale con il proprio comandante, dal quale dipende il loro destino e la loro fortuna al termine del servizio militare. Le istituzioni e l'idea stessa di Repubblica cedono il passo a tentativi di prendere il potere di tipo personalistico. In questo contesto, scoppia la rivolta degli alleati italici (i socii, appunti) che reclamano un posto al sole con il conferimento della cittadinanza e la conseguente possibilità di ascesa sociale e politica. Negli anni della guerra, risolta con provvedimenti legislativi più che con il ferro delle armi, sarà proprio la figura di Silla, ex questore di Mario e ambizioso esponente degli ottimati, ad emergere come nuovo possibile dominatore di Roma. Nell'88 sarà eletto console per la prima volta...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65785723</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 13:33:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65785723/18_la_guerra_sociale_91_88_e_l_ascesa_di_lucio_cornelio_silla_volume_ii_storia_romana.mp3" length="33104541" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la guerra contro Giugurta e contro i Cimbi e i Teutoni, Mario è diventato la personalità più potente di Roma. Nell'ultimo decennio del II riesce a ricoprire per ben 6 volte la carica di console. Tuttavia, la Repubblica è ormai afflitta da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la guerra contro Giugurta e contro i Cimbi e i Teutoni, Mario è diventato la personalità più potente di Roma. Nell'ultimo decennio del II riesce a ricoprire per ben 6 volte la carica di console. Tuttavia, la Repubblica è ormai afflitta da problemi che sembrano insuperabili. Il conflitto fra l'elite senatoria e il nuovo (e ricchissimo) ordine equestre si concretizza nelle due fazioni di ottimati e popolari, nelle quali le due oligarchie in lotta cercano il consenso per attuare i propri piani egemonici. La riforma dell'ordinamento militare voluta da Mario, con l'arruolamento dei nullatenenti, assume i caratteri di una vera e propria rivoluzione, nella quale il nuovo soldato di mestiere rimpiazza il cittadino prestato occasionalmente alla milizia. I soldati stabiliscono un rapporto personale con il proprio comandante, dal quale dipende il loro destino e la loro fortuna al termine del servizio militare. Le istituzioni e l'idea stessa di Repubblica cedono il passo a tentativi di prendere il potere di tipo personalistico. In questo contesto, scoppia la rivolta degli alleati italici (i socii, appunti) che reclamano un posto al sole con il conferimento della cittadinanza e la conseguente possibilità di ascesa sociale e politica. Negli anni della guerra, risolta con provvedimenti legislativi più che con il ferro delle armi, sarà proprio la figura di Silla, ex questore di Mario e ambizioso esponente degli ottimati, ad emergere come nuovo possibile dominatore di Roma. Nell'88 sarà eletto console per la prima volta...]]></itunes:summary><itunes:duration>2069</itunes:duration><itunes:keywords>cimbrietenutoni,corsodistoria,corsodistoriaromana,gaiomario,guerrasociale,guerrasocialeromana,marioesilla,roma,romaantica,romastoria,silla,storia,storiaantica,storiadiroma</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>18</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 17 L'ASCESA DI GAIO MARIO (112-100), DA GIUGURTA A SATURNINO</title><link>https://youtu.be/4B5wQyzNcZk</link><description><![CDATA[Gli anni della restaurazione senatoria post-graccana, in politica estera, vedono Roma impegnata su diversi fronti che si intrecciano con i fili della politica interna. In primo luogo, nel regno di Numidia, l'usurpatore al trono, Giugurta, formatosi a Roma e legato all'élite senatoria da una fitta rete di rapporti clientelari, riesce, prima a ritardare, e successivamente a ostacolare l'impegno bellico di Roma in Africa del nord. Questo finché non emergerà un homo novus che, grazie alla propria abilità e spregiudicatezza, evidenzierà, attraverso i suoi successi, l'ormai cronica incapacità senatoria di porre fine alle crisi: Gaio Mario. Dopo aver sconfitto agevolmente Giugurta fra il 107, anno dell'elezione a console, e il 105, Mario verrà chiamato a fermare la minaccia dei Cimbri e dei Teutoni. Con le celeberrime battaglie di Acquae Sextiae e dei Campi Raudii, Mario diventerà l'autentico protagonista della scena romana. Una scena che, sul fronte interno, sarà dominata, negli ultimi anni del secolo, dalle losche figure di due demagoghi seguaci dello stesso Mario, Saturnino e Glaucia, che con le loro proposte tenteranno di ingraziarsi il consenso popolare per prendere il potere a Roma e sovvertire la Repubblica]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65785721</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 13:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65785721/17_l_ascesa_di_gaio_mario_112_100_da_giugurta_a_saturnino_volume_ii_storia_romana.mp3" length="30205158" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Gli anni della restaurazione senatoria post-graccana, in politica estera, vedono Roma impegnata su diversi fronti che si intrecciano con i fili della politica interna. 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Con le celeberrime battaglie di Acquae Sextiae e dei Campi Raudii, Mario diventerà l'autentico protagonista della scena romana. 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Quando Roma estende il proprio dominio a tutto il bacino del Mediterraneo, si innescano delle variabili sociali, politiche ed economiche che hanno, come risultato, un aumento della disuguaglianza fra l'élite, rappresentata dall'ordine senatorio, e la plebe rurale che, schiacciata dalle difficoltà economiche, perdendo il proprio status di piccoli proprietari, va' ad ingrossare le fila dell'proletariato urbano. A questo processo si incrociano altre variabili come il ruolo del nuovo ordine equestre che, da un lato, ha la possibilità di accumulare grandi ricchezze con la gestione dei traffici economici del sistema provinciale ma che, dall'altro, è bloccata nella sua ascesa sociale, dall'ordine senatorio; e il problema della cittadinanza degli alleati italici che sopportano gli oneri della dominazione romana senza poter partecipare degli onori, riservati ai cittadini di piena cittadinanza. In questa situazione fra il 133 e il 122 si muovono i due fratelli Tiberio e Gaio Gracco che tentano di proporre una riforma, esclusivamente agraria per Tiberio, e di più ampia portata per Gaio. La resistenza e l'opposizione dell'ordine senatorio faranno naufragare questo primo progetto di riforma della Repubblica nel sangue. E' l'apertura del lungo cammino che condurrà, attraverso le guerre civili, al crollo della Repubblica romana]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65785720</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 13:28:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65785720/16_i_fratelli_gracchi_e_i_tentativi_di_riformare_la_repubblica_133_121_volume_ii_storia_romana.mp3" length="52158464" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>I problemi economici e sociali affliggono la Repubblica imperiale. Quando Roma estende il proprio dominio a tutto il bacino del Mediterraneo, si innescano delle variabili sociali, politiche ed economiche che hanno, come risultato, un aumento della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I problemi economici e sociali affliggono la Repubblica imperiale. Quando Roma estende il proprio dominio a tutto il bacino del Mediterraneo, si innescano delle variabili sociali, politiche ed economiche che hanno, come risultato, un aumento della disuguaglianza fra l'élite, rappresentata dall'ordine senatorio, e la plebe rurale che, schiacciata dalle difficoltà economiche, perdendo il proprio status di piccoli proprietari, va' ad ingrossare le fila dell'proletariato urbano. A questo processo si incrociano altre variabili come il ruolo del nuovo ordine equestre che, da un lato, ha la possibilità di accumulare grandi ricchezze con la gestione dei traffici economici del sistema provinciale ma che, dall'altro, è bloccata nella sua ascesa sociale, dall'ordine senatorio; e il problema della cittadinanza degli alleati italici che sopportano gli oneri della dominazione romana senza poter partecipare degli onori, riservati ai cittadini di piena cittadinanza. In questa situazione fra il 133 e il 122 si muovono i due fratelli Tiberio e Gaio Gracco che tentano di proporre una riforma, esclusivamente agraria per Tiberio, e di più ampia portata per Gaio. La resistenza e l'opposizione dell'ordine senatorio faranno naufragare questo primo progetto di riforma della Repubblica nel sangue. E' l'apertura del lungo cammino che condurrà, attraverso le guerre civili, al crollo della Repubblica romana]]></itunes:summary><itunes:duration>3260</itunes:duration><itunes:keywords>caiogracco,cornelia,corsodistoria,corsodistoriaromana,fratelligracchi,ottimati,patrizi,plebei,romastoria,scipione,senatoromano,storia,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>16</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 15 LA REPUBBLICA IMPERIALE (II sec. a.C.)</title><link>https://youtu.be/TUG_uKN3Nl0</link><description><![CDATA[La straordinaria espansione romana tra la seconda guerra punica e le campagne militari in oriente diede il via al periodo della cosiddetta Repubblica imperiale. Questo comportò trasformazioni profonde a tutti i livelli della società romana (economico, sociale e politico) che aprirono la strada ad un lungo processo che culminò, un secolo più tardi, nelle guerre civili e nel crollo della Repubblica stessa. Questa lezione si propone di fornire le variabili fondamentali che influenzarono questo processo, dai potenziali conflitti fra la tradizionale elite senatoria e il nuovo e ricchissimo ordine equestre all'aumento della disuguaglianza nel possesso fondiario fino all'immissione nel circuito economico romano di un massiccio numero di schiavi che influenzò notevolmente l'ordinamento sociale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65749561</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2025 06:58:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65749561/15_la_repubblica_imperiale_ii_sec_a_c_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="28620257" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La straordinaria espansione romana tra la seconda guerra punica e le campagne militari in oriente diede il via al periodo della cosiddetta Repubblica imperiale. 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Questa lezione si propone di fornire le variabili fondamentali che influenzarono questo processo, dai potenziali conflitti fra la tradizionale elite senatoria e il nuovo e ricchissimo ordine equestre all'aumento della disuguaglianza nel possesso fondiario fino all'immissione nel circuito economico romano di un massiccio numero di schiavi che influenzò notevolmente l'ordinamento sociale]]></itunes:summary><itunes:duration>1789</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,espansioneromana,imperialismoromano,imperoromano,marcomana,repubblicaromana,roma,romaantica,romastoria,storia,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>15</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 14 SHOCK AND AWE, LA DISTRUZIONE DI CARTAGINE, CORINTO E NUMANZA</title><link>https://youtu.be/V_yUfsaxzQc</link><description><![CDATA[Dopo la battaglia di Pidna (168) l'espansionismo romano assume un carattere più marcatamente imperialistico. Nei decenni successivi Roma decide di liquidare definitivamente l'antico nemico cartaginese e, nella terza guerra punica (149-146), Publio Cornelio Scipione Emiliano espugnerà e raderà definitivamente al suolo Cartagine. Negli stessi anni, nel mondo greco, si combatte la quarta guerra macedonica, contro Andrisco, salito al potere come Filippo VI. Dopo la decisiva seconda battaglia di Pidna (148) Roma dovrà però sedare la ribellione e l'aggressività della Lega Achea in una guerra lampo che si concluderà con la distruzione, ordinata dal Senato e eseguita da Lucullo, della città di Corinto (146). Di qui a poco Roma sarà impegnata nel terzo teatro di guerra di questa lezione, vale a dire la penisola iberica dove, in poco meno di un quindicennio sederà la conflittualità portata da Lusitani e Celtiberi. Anche in questo caso, l'imperialismo romano mostrerà il suo volto più disumano, con la distruzione di Numanzia ad opera dello stesso Scipione Emiliano distruttore di Cartagine. Si trattava, in tutti e tre i casi, dell'applicazione di quella che nel XX secolo, applicata agli USA, sarebbe stata definita strategia del colpisci e terrorizza (schock and awe), vale a dire una dimostrazione di una tale potenza da azzerare immediatamente la volontà di resistenza del nemico, per il presente e per i decenni a venire]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65749563</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2025 06:56:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65749563/14_shock_and_awe_la_distruzione_di_cartagine_corinto_e_numanza_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="37152057" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la battaglia di Pidna (168) l'espansionismo romano assume un carattere più marcatamente imperialistico. 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Di qui a poco Roma sarà impegnata nel terzo teatro di guerra di questa lezione, vale a dire la penisola iberica dove, in poco meno di un quindicennio sederà la conflittualità portata da Lusitani e Celtiberi. Anche in questo caso, l'imperialismo romano mostrerà il suo volto più disumano, con la distruzione di Numanzia ad opera dello stesso Scipione Emiliano distruttore di Cartagine. 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La guerra contro Antioco III e contro Perseo, conosciuta quest'ultima anche come terza guerra macedonica, portarono Roma ad un'ingerenza nuova nei confronti della Grecia e dell'Asia Minore. Dopo la battaglia di Pidna, Lucio Emilio Paolo Macedonico, ridisegnò la carta geopolitica del mondo greco, limitandone fortemente l'autonomia e subordinandola agli interessi di Roma]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65749562</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2025 06:54:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65749562/13_la_guerra_siriaca_192_188_e_la_guerra_contro_perseo_171_168_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="26879457" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 196, Flaminino aveva solennemente proclamato la libertà della Grecia, ma nei decenni successivi vediamo come, complice anche l'espansionismo di Antioco III e le mai sopite ambizioni macedoni, vediamo questo approccio cambiare radicalmente. 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Nella prima si farà una riflessione periodizzante sulle modifiche che le due prime guerre puniche introdussero nella Repubblica, iniziando la trasformazione dello stato romano in Repubblica Imperiale. La nascita del sistema provinciale, con le ingenti risorse che questo metteva a disposizione delle élite romane, determinò la nascita dell'ordine equestre che, forte del monopolio delle attività commerciali, esplose con l'espansionismo romano, reclamerà, in modo sempre più insistente, un posto al sole nel governo della Repubblica, appannaggio di un ordine senatorio che, a partire dal plebiscito del 218, doveva limitarsi alla rendita agraria, cardine della virtus romana. La seconda parte della lezione, focalizzata sugli anni di passaggio fra III e II secolo, racconterà dei conflitti che opposero i Romani a Filippo V di Macedonia, nelle due successive guerre macedoniche (215-205 e 200-197), concluse con il celeberrimo gesto del proconsole Tito Quinzio Flaminino che, dopo aver domato Filippo V nella battaglia di Cinoscefale (197), nello stadio di Corinto, gremito in occasione dei giochi istmici, proclamerà solennemente la libertà della Grecia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65749753</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2025 06:50:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65749753/12_l_espansionismo_romano_in_oriente_le_guerre_macedoniche_215_197_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="34311567" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Lezione suddivisa in due parti. 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La seconda parte della lezione, focalizzata sugli anni di passaggio fra III e II secolo, racconterà dei conflitti che opposero i Romani a Filippo V di Macedonia, nelle due successive guerre macedoniche (215-205 e 200-197), concluse con il celeberrimo gesto del proconsole Tito Quinzio Flaminino che, dopo aver domato Filippo V nella battaglia di Cinoscefale (197), nello stadio di Corinto, gremito in occasione dei giochi istmici, proclamerà solennemente la libertà della Grecia.]]></itunes:summary><itunes:duration>2145</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,espansioneromana,guerremacedoniche,imperoromano,macedonia,marcomana,repubblicaromana,roma,scipioneemiliano,scipioni,storia,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 11 LA SECONDA GUERRA PUNICA (218-202)</title><link>https://youtu.be/8KYbW9rDPvI</link><description><![CDATA[Dopo la conclusione della prima guerra punica (241), Cartagine riesce a mettere in campo una straordinaria ripresa, che si concretizza nell'espansione nella penisola Iberica, ricca di miniere d'argento. Roma percepisce quasi immediatamente il pericolo che può derivare da questa espansione e, nonostante il trattato del fiume Ebro stabilisce le sfere di influenza delle due potenze, con l'assedio di Segunto da parte di Annibale (219) si giunge ben presto allo scontro. La straordinaria capacità strategia del generale cartaginese si concretizza in un contropiede che mette in forte rischio la stessa incolumità di Roma. Nel 218, infatti, Annibale varca le Alpi e porta la guerra direttamente in Italia mirando a staccare le popolazioni italiche e le poleis della magna Grecia dall'alleanza con Roma, portandole dalla propria parte. Le battaglie del Ticino, del Trebbia, del Trasimeno e, soprattutto, di Canne (216) rappresentano un vero e proprio shock per Roma che ormai teme di trovare Annibale direttamente alle porte dell'Urbe. L'eccezionale resilienza romana, che si compatta di fronte al nemico, e l'incertezza di Annibale nell'attaccare direttamente Roma, consentiranno ai romani di riorganizzarsi e di passare al contrattacco. Il personaggio chiave è Publio Cornelio Scipione che, dopo essersi guadagnato fama e onore liberando la penisola iberica dai cartaginesi (210-206) verrà eletto console nel 205. La sua strategia, dimostratasi poi vincente, prevedeva di portare la guerra direttamente a Cartagine. Nel 203, quando le truppe di Scipione sono già sbarcate in Africa, Annibale deciderà di abbandonare l'Italia dopo 15 anni, per correre in soccorso della madrepatria. La decisiva battaglia di Zama del 202, grazie alla quale Scipione si guadagnerà il cognomen di Africano, segnerà la conclusione della seconda guerra punica e la prima espansione romana fuori dai confini italiani, con l'annessione del territorio compreso fra Marsiglia e Cadice]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746959</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:37:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746959/11_la_seconda_guerra_punica_218_202_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="35689618" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la conclusione della prima guerra punica (241), Cartagine riesce a mettere in campo una straordinaria ripresa, che si concretizza nell'espansione nella penisola Iberica, ricca di miniere d'argento. 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Le battaglie del Ticino, del Trebbia, del Trasimeno e, soprattutto, di Canne (216) rappresentano un vero e proprio shock per Roma che ormai teme di trovare Annibale direttamente alle porte dell'Urbe. L'eccezionale resilienza romana, che si compatta di fronte al nemico, e l'incertezza di Annibale nell'attaccare direttamente Roma, consentiranno ai romani di riorganizzarsi e di passare al contrattacco. Il personaggio chiave è Publio Cornelio Scipione che, dopo essersi guadagnato fama e onore liberando la penisola iberica dai cartaginesi (210-206) verrà eletto console nel 205. La sua strategia, dimostratasi poi vincente, prevedeva di portare la guerra direttamente a Cartagine. Nel 203, quando le truppe di Scipione sono già sbarcate in Africa, Annibale deciderà di abbandonare l'Italia dopo 15 anni, per correre in soccorso della madrepatria. La decisiva battaglia di Zama del 202, grazie alla quale Scipione si guadagnerà il cognomen di Africano, segnerà la conclusione della seconda guerra punica e la prima espansione romana fuori dai confini italiani, con l'annessione del territorio compreso fra Marsiglia e Cadice]]></itunes:summary><itunes:duration>2231</itunes:duration><itunes:keywords>annibale,cartagine,cornelioscipione,corsodistoria,corsodistoriaromana,polibio,polibiostorie,quintofabiomassimo,romastoria,scipione,scipionl'africano,secondaguerrapuninca,storia,storiaromana,temporeggiatore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 10 LA PRIMA GUERRA PUNICA E LE GUERRE ILLIRICHE (264-219)</title><link>https://youtu.be/5niPsjq_PeY</link><description><![CDATA[Dopo la vittoria contro Pirro, Roma è ormai diventata la potenza dominatrice dei un territorio compreso fra il fiume Rubicone, a nord, e l'intero centro sud della penisola. Questa direttrice dell'espansionismo romano, tuttavia, metteva Roma di fronte al nemico cartaginese, con la quale era legata da trattati di alleanza che stabilivano una spartizione delle sfere d'influenza. La posta in gioco che aprì il secolare contenzioso fra le due potenze sarebbe stata la Sicilia, dove i cartaginesi erano giunti ad una spartizione del territorio con Siracusa: questi ultimi dominavano nella parte occidentale, i punici, forti della loro flotta da guerra, nella parte orientale. Sfruttando il casus belli rappresentato dalla chiamata sull'isola da parte dei Mamertini, il Senato tracciò una linea d'azione chiara: si doveva proseguire fino alla completa conquista della Sicilia. Roma, che non aveva mai messo piede fuori dalla penisola, e che ancora nel 264 aveva superato lo stretto di Messina su di un ponte di barche, si dotò in fretta di una flotta da combattimento, grazie alla quale riuscì a cogliere alcune importanti vittorie (capo Ecnomo e isole Egadi). Nel contenzioso più che ventennale, Roma riuscirà alla fine a prevalere, sostenendo costi umani e finanziari estremi. Fra i tanti esempi di virtus romana all'opera in questa guerra, segnaliamo l'avventura e il sacrificio di Attilio Regolo che, pur potendosi salvare, sceglierà di tornare a Cartagine da prigioniero e di affrontare il proprio destino. Al termine della guerra, nel 241, Roma avrà esteso il suo dominio alla Sicilia (divenuta la prima provincia romana nel 227), e di li a pochi anni riuscirà a imporre il proprio potere su Sardegna e Corsica, diventando la dominatrice incontrastata del mar Tirreno. La lezione si concluderà con un excursus nell'Adriatico orientale, dove Roma, negli anni fra la prima e la seconda guerra punica, riuscirà ad instaurare un protettorato sull'Illiria, affacciandosi per la prima volta verso il mondo greco]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746963</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:35:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746963/10_la_prima_guerra_punica_e_le_guerre_illiriche_264_219_volume_ii_storia_romana_podcast_1.mp3" length="33154696" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la vittoria contro Pirro, Roma è ormai diventata la potenza dominatrice dei un territorio compreso fra il fiume Rubicone, a nord, e l'intero centro sud della penisola. 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Roma, che non aveva mai messo piede fuori dalla penisola, e che ancora nel 264 aveva superato lo stretto di Messina su di un ponte di barche, si dotò in fretta di una flotta da combattimento, grazie alla quale riuscì a cogliere alcune importanti vittorie (capo Ecnomo e isole Egadi). Nel contenzioso più che ventennale, Roma riuscirà alla fine a prevalere, sostenendo costi umani e finanziari estremi. Fra i tanti esempi di virtus romana all'opera in questa guerra, segnaliamo l'avventura e il sacrificio di Attilio Regolo che, pur potendosi salvare, sceglierà di tornare a Cartagine da prigioniero e di affrontare il proprio destino. Al termine della guerra, nel 241, Roma avrà esteso il suo dominio alla Sicilia (divenuta la prima provincia romana nel 227), e di li a pochi anni riuscirà a imporre il proprio potere su Sardegna e Corsica, diventando la dominatrice incontrastata del mar Tirreno. La lezione si concluderà con un excursus nell'Adriatico orientale, dove Roma, negli anni fra la prima e la seconda guerra punica, riuscirà ad instaurare un protettorato sull'Illiria, affacciandosi per la prima volta verso il mondo greco]]></itunes:summary><itunes:duration>2073</itunes:duration><itunes:keywords>cartagine,corsodistoria,corsodistoriaromana,guerrepuniche,mamertini,primaguerrapunica,quintofuriocamillo,romani,romanistoria,romastoria,siciliastoria,siracusastoria,storia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 9 LE GUERRE DI PIRRO (280-275)</title><link>https://youtu.be/i-M6XertdA8</link><description><![CDATA[Dopo il fondamentale spartiacque della vittoria di Sentino (295), Roma si presenta ormai come potenza egemone della penisola italiana e, in quanto tale, entra in rapporto con le città magnogreche del sud della penisola. La maggior parte di queste si rivolge a Roma proprio come potenza garante dell'ordine e dell'autonomia delle varie città all'interno del contesto geopolitico italico. Taranto tuttavia, che percepiva sé stessa come città in grado di esercitare un'effettiva autonomia, in virtù della forza militare che era ancora in grado di mettere in campo, entrò ben presto in conflitto con Roma. Nel 282, i Tarantini affondarono un contingente di 10 navi romane che, oltrepassando il termine di capo Colonna, cosa vietata da un trattato reciproco del 302, si era avventurata nello Ionio. Ne seguì una formale dichiarazione di guerra romana alla quale i Tarantini risposero chiamando in Italia Pirro, re dell'Epiro, sovrano ellenistico le cui mire si spingevano ben oltre la penisola italica, fino a Cartagine. Nonostante alcune vittorie importanti, ma non decisive, Pirro non riuscì a marciare su Roma e commise l'errore di dividere il fronte bellico, attaccando anche i cartaginesi nella parte occidentale della Sicilia. L'alleanza fra Romani e Cartaginesi, unita alla poco solida alleanza delle città greche con Pirro, consentirono ai Romani di giungere alla battaglia di Maleventum (da quel momento Beneventum), dopo la quale Pirro decise di abbandonare definitivamente la penisola e i suoi sogni di dominio del Mediterraneo occidentale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746961</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:32:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746961/9_le_guerre_di_pirro_280_275_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="34053308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il fondamentale spartiacque della vittoria di Sentino (295), Roma si presenta ormai come potenza egemone della penisola italiana e, in quanto tale, entra in rapporto con le città magnogreche del sud della penisola. La maggior parte di queste si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo il fondamentale spartiacque della vittoria di Sentino (295), Roma si presenta ormai come potenza egemone della penisola italiana e, in quanto tale, entra in rapporto con le città magnogreche del sud della penisola. La maggior parte di queste si rivolge a Roma proprio come potenza garante dell'ordine e dell'autonomia delle varie città all'interno del contesto geopolitico italico. Taranto tuttavia, che percepiva sé stessa come città in grado di esercitare un'effettiva autonomia, in virtù della forza militare che era ancora in grado di mettere in campo, entrò ben presto in conflitto con Roma. Nel 282, i Tarantini affondarono un contingente di 10 navi romane che, oltrepassando il termine di capo Colonna, cosa vietata da un trattato reciproco del 302, si era avventurata nello Ionio. Ne seguì una formale dichiarazione di guerra romana alla quale i Tarantini risposero chiamando in Italia Pirro, re dell'Epiro, sovrano ellenistico le cui mire si spingevano ben oltre la penisola italica, fino a Cartagine. Nonostante alcune vittorie importanti, ma non decisive, Pirro non riuscì a marciare su Roma e commise l'errore di dividere il fronte bellico, attaccando anche i cartaginesi nella parte occidentale della Sicilia. L'alleanza fra Romani e Cartaginesi, unita alla poco solida alleanza delle città greche con Pirro, consentirono ai Romani di giungere alla battaglia di Maleventum (da quel momento Beneventum), dopo la quale Pirro decise di abbandonare definitivamente la penisola e i suoi sogni di dominio del Mediterraneo occidentale]]></itunes:summary><itunes:duration>2129</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,elefantidipirro,guerredipirro,pirro,pirroredell'epiro,romani,romastoria,storia,storiaromana,vittoriadipirro</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 8 LA SECONDA E LA TERZA GUERRA SANNITICA (326-290)</title><link>https://youtu.be/gcoPLVU0iAs</link><description><![CDATA[La seconda e la terza guerra sannitica, comprendo l'ultimo scorcio del IV secolo e il primo decennio del successivo, rappresento un vero e proprio punto di svolta per la storia di Roma. L'espansionismo peninsulare si trova infatti messo a dura prova dalla sconfitta di Caudium e dalla conseguente umiliazione dell'intera Repubblica, costretta a subire l'onta della resa dell'esercito e dell'infamante sfilata sotto il giogo delle forche caudine. Nel momento della massima difficoltà però, Roma riesce a riorganizzarsi e rinnovarsi, riprendendo, ad un lustro di distanza, la propria avanzata, questa volta senza più fermarsi. Le successive vittorie, culminate nella famigerata "battaglia delle nazioni" di Sentino, rappresentano infatti, non solamente la vittoria contro il nemico sannita, ma contro la quasi totalità delle popolazione italiche, consegnando, di fatto, a Roma il dominio sull'Italia peninsulare e il trampolino di lancio per la futura espansione mediterranea]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746965</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:30:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746965/8_la_seconda_e_la_terza_guerra_sannitica_326_290_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="24439829" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La seconda e la terza guerra sannitica, comprendo l'ultimo scorcio del IV secolo e il primo decennio del successivo, rappresento un vero e proprio punto di svolta per la storia di Roma. L'espansionismo peninsulare si trova infatti messo a dura prova...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La seconda e la terza guerra sannitica, comprendo l'ultimo scorcio del IV secolo e il primo decennio del successivo, rappresento un vero e proprio punto di svolta per la storia di Roma. L'espansionismo peninsulare si trova infatti messo a dura prova dalla sconfitta di Caudium e dalla conseguente umiliazione dell'intera Repubblica, costretta a subire l'onta della resa dell'esercito e dell'infamante sfilata sotto il giogo delle forche caudine. Nel momento della massima difficoltà però, Roma riesce a riorganizzarsi e rinnovarsi, riprendendo, ad un lustro di distanza, la propria avanzata, questa volta senza più fermarsi. Le successive vittorie, culminate nella famigerata "battaglia delle nazioni" di Sentino, rappresentano infatti, non solamente la vittoria contro il nemico sannita, ma contro la quasi totalità delle popolazione italiche, consegnando, di fatto, a Roma il dominio sull'Italia peninsulare e il trampolino di lancio per la futura espansione mediterranea]]></itunes:summary><itunes:duration>1528</itunes:duration><itunes:keywords>battagliadellenazioni,battagliadistentino,corsodistoria,corsodistoriaromana,espansioneromana,forchecaudine,guerresannitiche,romastoria,sannio,storia,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 7 LA PRIMA GUERRA SANNITICA E LA GUERRA LATINA (343-338)</title><link>https://youtu.be/dACNh7Zdcb0</link><description><![CDATA[Prosegue il racconto del primo espansionismo romano, lungo due direttrici, quella marittima e quella dell'Italia peninsulare. Proponendosi come nuova potenza dell'Italia centrale, con interessi commerciali che si concretizzavano lungo la strada per la Campania e che andavano tutelati, Roma entrò in conflitto con uno dei nemici più ostici e resilienti di tutta la sua storia: i Sanniti. In questa lezione viene raccontata la prima guerra sannitica, una scaramuccia ben lungi dal fornire una sistemazione definitiva ai rapporti fra i due contendenti, e la guerra latina, nella quale, unico caso, Sanniti e Romani combatterono uno a fianco dell'altro. Sarà poi fondamentale notare l'importanza di questa seconda guerra che, portando allo scioglimento della Lega Latina, e facendo di Roma l'erede della più antica confederazione etno-giuridica della penisola, sarà gravida di conseguenze]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746962</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:27:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746962/7_la_prima_guerra_sannitica_e_la_guerra_latina_343_338_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="22943953" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Prosegue il racconto del primo espansionismo romano, lungo due direttrici, quella marittima e quella dell'Italia peninsulare. Proponendosi come nuova potenza dell'Italia centrale, con interessi commerciali che si concretizzavano lungo la strada per la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Prosegue il racconto del primo espansionismo romano, lungo due direttrici, quella marittima e quella dell'Italia peninsulare. Proponendosi come nuova potenza dell'Italia centrale, con interessi commerciali che si concretizzavano lungo la strada per la Campania e che andavano tutelati, Roma entrò in conflitto con uno dei nemici più ostici e resilienti di tutta la sua storia: i Sanniti. In questa lezione viene raccontata la prima guerra sannitica, una scaramuccia ben lungi dal fornire una sistemazione definitiva ai rapporti fra i due contendenti, e la guerra latina, nella quale, unico caso, Sanniti e Romani combatterono uno a fianco dell'altro. Sarà poi fondamentale notare l'importanza di questa seconda guerra che, portando allo scioglimento della Lega Latina, e facendo di Roma l'erede della più antica confederazione etno-giuridica della penisola, sarà gravida di conseguenze]]></itunes:summary><itunes:duration>1434</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,espansioneromana,forchecaudine,giogo,guerresannitiche,primaguerrasannitica,repubblicaromanastoria,roma,romani,romastoria,sannio,storia,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 6 L'INVASIONE DEI GALLI DI BRENNO (390)</title><link>https://youtu.be/8Tce4G_dVwo</link><description><![CDATA[Dopo l'annessione di Veio (396), i Romani si trovarono ad affrontare una minaccia che proveniva dal nord. In seguito ad una migrazione di popoli, popolazioni di origine celtiche, che Romani identificheranno con i Galli abitanti della Gallia Cisalpina, occuparono l'intera area padana e pedemontana della penisola. Nel 390 un esercito di Galli, capeggiati de Brenno, riuscì ad assediare e prendere Roma, fatto che non si sarebbe ripetuto fino al 410 d.C., che venne liberata solamente dietro pagamento di un riscatto. L'inserimento della variabile gallica nelle dinamiche internazionali della penisola rappresentò sì un momento di stop per l'espansionismo romano, ma anche l'occasione per una completa ridefinizione del modus operandi della propria politica estera, ponendo le basi per l'espansione successiva]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746968</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:25:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746968/6_l_invasione_dei_galli_di_brenno_390_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="17543084" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo l'annessione di Veio (396), i Romani si trovarono ad affrontare una minaccia che proveniva dal nord. In seguito ad una migrazione di popoli, popolazioni di origine celtiche, che Romani identificheranno con i Galli abitanti della Gallia Cisalpina,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo l'annessione di Veio (396), i Romani si trovarono ad affrontare una minaccia che proveniva dal nord. In seguito ad una migrazione di popoli, popolazioni di origine celtiche, che Romani identificheranno con i Galli abitanti della Gallia Cisalpina, occuparono l'intera area padana e pedemontana della penisola. Nel 390 un esercito di Galli, capeggiati de Brenno, riuscì ad assediare e prendere Roma, fatto che non si sarebbe ripetuto fino al 410 d.C., che venne liberata solamente dietro pagamento di un riscatto. L'inserimento della variabile gallica nelle dinamiche internazionali della penisola rappresentò sì un momento di stop per l'espansionismo romano, ma anche l'occasione per una completa ridefinizione del modus operandi della propria politica estera, ponendo le basi per l'espansione successiva]]></itunes:summary><itunes:duration>1097</itunes:duration><itunes:keywords>brenno,corsodistoria,corsodistoriaromana,galli,gallidibrenno,gallieromani,ochedelcampidoglio,romani,romastoria,senatoromano,storia,storiadiroma,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 5 L'ESPANSIONE ROMANA NEL V SECOLO, DA PORSENNA ALLA CONQUISTA DI VEIO</title><link>https://youtu.be/1CpfLg6h1zI</link><description><![CDATA[Dopo la fondazione della Repubblica (509), questa lezione si occupa della storia della prima espansione romana e dei rapporti con le popolazioni dell'Italia centrale. Dalla lega latina, con cui viene stipulato il foedus cassianum, agli sconti, difensivi, con Etruschi, Equi, Ernici, Sabini e Volsci. Il secolo si chiude con la prima guerra di conquista, concretizzatasi nel decennale assedio della città di Veio (406-396), che rappresenta la prima annessione romana del territorio di un'altra città, segnando dunque un momento fondamentale nell'intera storia dell'Urbe]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746964</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:22:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746964/5_l_espansione_romana_nel_v_secolo_da_porsenna_alla_conquista_di_veio_v_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="26156387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la fondazione della Repubblica (509), questa lezione si occupa della storia della prima espansione romana e dei rapporti con le popolazioni dell'Italia centrale. Dalla lega latina, con cui viene stipulato il foedus cassianum, agli sconti,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la fondazione della Repubblica (509), questa lezione si occupa della storia della prima espansione romana e dei rapporti con le popolazioni dell'Italia centrale. Dalla lega latina, con cui viene stipulato il foedus cassianum, agli sconti, difensivi, con Etruschi, Equi, Ernici, Sabini e Volsci. Il secolo si chiude con la prima guerra di conquista, concretizzatasi nel decennale assedio della città di Veio (406-396), che rappresenta la prima annessione romana del territorio di un'altra città, segnando dunque un momento fondamentale nell'intera storia dell'Urbe]]></itunes:summary><itunes:duration>1635</itunes:duration><itunes:keywords>conquistadiveio,corsodistoria,corsodistoriaromana,espansioneromana,etruschistoria,marcomana,porsenna,roma,romastoria,storia,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 4 LE ISTITUZIONI REPUBBLICANE PT. II</title><link>https://youtu.be/kd6sREyXpK4</link><description><![CDATA[Le leggi Liciniae-Sexstiae rappresentano un vasto pacchetto di riforme filo-plebee che vanno ad innescare un irreversibile processo di integrazione della plebe ai vertici dell'ordinamento istituzionale, politico e socioecnomico della repubblica romana. Il processo che termina con la lex Hortensia del 287 a.C. sancisce il definitivo tramonto della repubblica a trazione patrizia per lasciare il posto ad un ordinamento timocratico e plutocratico nel quale la nobilitas, e il conseguente accesso alle magistrature, è determinato dalla ricchezza fondiaria, in luogo dell'origine gentilizia. Stabiliti questi imprescindibili parametri sociali e politici, la seconda parte della lezione sarà dedicata ad un esame delle singole magistrature del cursus honorum romano: consoli, pretori, questori, edili etc]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746967</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:19:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746967/4_le_istituzioni_repubblicane_pt_ii_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="31537194" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Le leggi Liciniae-Sexstiae rappresentano un vasto pacchetto di riforme filo-plebee che vanno ad innescare un irreversibile processo di integrazione della plebe ai vertici dell'ordinamento istituzionale, politico e socioecnomico della repubblica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le leggi Liciniae-Sexstiae rappresentano un vasto pacchetto di riforme filo-plebee che vanno ad innescare un irreversibile processo di integrazione della plebe ai vertici dell'ordinamento istituzionale, politico e socioecnomico della repubblica romana. Il processo che termina con la lex Hortensia del 287 a.C. sancisce il definitivo tramonto della repubblica a trazione patrizia per lasciare il posto ad un ordinamento timocratico e plutocratico nel quale la nobilitas, e il conseguente accesso alle magistrature, è determinato dalla ricchezza fondiaria, in luogo dell'origine gentilizia. Stabiliti questi imprescindibili parametri sociali e politici, la seconda parte della lezione sarà dedicata ad un esame delle singole magistrature del cursus honorum romano: consoli, pretori, questori, edili etc]]></itunes:summary><itunes:duration>1972</itunes:duration><itunes:keywords>consolato,corsodistoria,corsodistoriaromana,istituzioniromane,patrizi,plebe,repubblicaromana,roma,romastoria,storia,storiadiroma,storiaromana,tribunodellaplebe</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 3 LA FONDAZIONE DELLA REPUBBLICA E LE SUE ISTITUZIONI</title><link>https://youtu.be/Auwi6mviFZg</link><description><![CDATA[Nel 509 a.C., dopo la cacciata dei Tarquini ad opera di Lucio Giunio Bruto, viene ufficialmente fondata la res pubblica romana. Questa lezione è dedicata a analizzare come il potere venne ripartito e gestito all'interno del nuovo ordinamento. Il principio della durata a tempo e della collegialità delle cariche divenne, da un lato, cardine della repubblica, per evitare il ripresentarsi in futuro di uomini che aspirassero ad un potere monarchico; dall'altro, elemento fondativo della stessa repubblica, fu la dialettica e, talvolta, il conflitto, fra i patrizi, sul potere dei quali l'ordinamento repubblicano venne originariamente plasmato, e i plebei, che, esclusi dalle supreme magistrature e dalla centralità dell'assetto socio-economico, gradualmente ottennero rivendicazioni istituzionali e giuridiche che plasmarono la leggendaria costituzione mista raccontata da Polibio]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746966</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:17:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746966/3_la_fondazione_della_repubblica_e_le_sue_istituzioni_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="36438183" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 509 a.C., dopo la cacciata dei Tarquini ad opera di Lucio Giunio Bruto, viene ufficialmente fondata la res pubblica romana. Questa lezione è dedicata a analizzare come il potere venne ripartito e gestito all'interno del nuovo ordinamento. Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 509 a.C., dopo la cacciata dei Tarquini ad opera di Lucio Giunio Bruto, viene ufficialmente fondata la res pubblica romana. Questa lezione è dedicata a analizzare come il potere venne ripartito e gestito all'interno del nuovo ordinamento. Il principio della durata a tempo e della collegialità delle cariche divenne, da un lato, cardine della repubblica, per evitare il ripresentarsi in futuro di uomini che aspirassero ad un potere monarchico; dall'altro, elemento fondativo della stessa repubblica, fu la dialettica e, talvolta, il conflitto, fra i patrizi, sul potere dei quali l'ordinamento repubblicano venne originariamente plasmato, e i plebei, che, esclusi dalle supreme magistrature e dalla centralità dell'assetto socio-economico, gradualmente ottennero rivendicazioni istituzionali e giuridiche che plasmarono la leggendaria costituzione mista raccontata da Polibio]]></itunes:summary><itunes:duration>2278</itunes:duration><itunes:keywords>consolato,corsodistoria,corsodistoriaromana,cursushonorum,repubblicaromana,roma,romastoria,romolo,storia,storiadiroma,storiaromana,titolivio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 2 - I 7 RE DI ROMA</title><link>https://youtu.be/3mGl4Y3cYfU</link><description><![CDATA[Dopo l'assassinio, mascherato da assunzione in cielo, di Romolo, dedichiamo la seconda lezione ai successivi 6 re di Roma (715-509). Come suddivisione generale è possibile individuare un periodo di monarchia "per delega" nel quale il depositario del potere rimane il Senato che, insieme al popolo riunito nelle curie, eleggeva il re; e un secondo periodo, detto della monarchia "etrusca", nel quale, dopo un pacifico passaggio sotto la dominazione etrusca, il principio monarchico è andato sempre più rafforzandosi, arrivando allo strappo definitivo con l'aristocrazia patrizia riunita nel Senato. Ad ogni re la tradizione assegna poi uno specifico pacchetto di innovazioni o, come nel caso di Servio Tullio, riforme destinate a radicarsi nella società romana fino alle guerre civili del I secolo a.C..]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65746960</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 22:15:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65746960/2_i_7_re_di_roma_volume_ii_storia_romana_podcast.mp3" length="27420296" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo l'assassinio, mascherato da assunzione in cielo, di Romolo, dedichiamo la seconda lezione ai successivi 6 re di Roma (715-509). 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Ad ogni re la tradizione assegna poi uno specifico pacchetto di innovazioni o, come nel caso di Servio Tullio, riforme destinate a radicarsi nella società romana fino alle guerre civili del I secolo a.C..]]></itunes:summary><itunes:duration>1714</itunes:duration><itunes:keywords>ancomarzio,corsodistoria,corsodistoriaromana,dodicitavole,numapompilio,pomerium,remo,romolo,romoloeremo,serviotullio,setterediroma,storia,storiaromana,tarquinioilsuperbo,tarquinioprisco,tullioostilio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA ROMANA: 1 LE ORIGINES: STORIE DELLA FONDAZIONE DI ROMA</title><link>https://youtu.be/N8uEDfOeoNY</link><description><![CDATA[La fondazione di Roma è avvolta nel mistero. Questa lezione, lungi dal voler fare luce su questo mistero, si occupa di esporre i diversi elementi che lo compongono. Il corpus di leggende, da Enea a Romolo, può consentirci di ricavare alcuni dati storici generali; così come le evidenze archeologiche possono fissare qualche punto fermo sulle origini di Roma. Quello che può essere affermato con relativa certezza è che, alla metà dell'VIII, il Lazio fu interessato da processi sinecistici che, sulla scorta di cambiamenti socio-economici avvenuti nell'area, determinarono il fiorire di nuove città. Vedremo poi quali elementi politici la tradizione attribuisce all'operato del suo primo re, vale a dire l'assetto politico istituzionale della città, suddiviso in rex, senatus e populus, verso i quali la peculiarità romana non risiede tanto nell'invenzione, quanto piuttosto nel modo con il quale le tre istituzioni si rapportarono una con l'altra. Era nata Roma]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65745175</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 16:35:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65745175/1_le_origines_storie_della_fondazione_di_roma_volume_ii_podcast_storia_romana.mp3" length="43396746" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La fondazione di Roma è avvolta nel mistero. Questa lezione, lungi dal voler fare luce su questo mistero, si occupa di esporre i diversi elementi che lo compongono. Il corpus di leggende, da Enea a Romolo, può consentirci di ricavare alcuni dati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La fondazione di Roma è avvolta nel mistero. Questa lezione, lungi dal voler fare luce su questo mistero, si occupa di esporre i diversi elementi che lo compongono. Il corpus di leggende, da Enea a Romolo, può consentirci di ricavare alcuni dati storici generali; così come le evidenze archeologiche possono fissare qualche punto fermo sulle origini di Roma. Quello che può essere affermato con relativa certezza è che, alla metà dell'VIII, il Lazio fu interessato da processi sinecistici che, sulla scorta di cambiamenti socio-economici avvenuti nell'area, determinarono il fiorire di nuove città. Vedremo poi quali elementi politici la tradizione attribuisce all'operato del suo primo re, vale a dire l'assetto politico istituzionale della città, suddiviso in rex, senatus e populus, verso i quali la peculiarità romana non risiede tanto nell'invenzione, quanto piuttosto nel modo con il quale le tre istituzioni si rapportarono una con l'altra. Era nata Roma]]></itunes:summary><itunes:duration>2713</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoria,corsodistoriaromana,fondazionediroma,rediroma,remo,repubblicaromana,romacittàeterne,romastoria,romolo,romoloeremo,storia,storiaromana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 21 L'ELLENISMO, ASPETTI GENERALI</title><link>https://youtu.be/ZIYY-D0VA34</link><description><![CDATA[Per "ellenismo" intendiamo, in primo luogo, una categoria storiografica ideata da Gustav Droysen nella prima metà del XIX secolo. Lo storico tedesco intese delineare i caratteri generali del periodo compreso fra la morte di Alessandro e l'inizio della dominazione romana nel Mediterraneo orientale. In questa lezione verranno dunque analizzati quelli che possono essere considerati i caratteri generali di questo periodo, dall'adozione privilegiata della monarchia come forma costituzionale dominante, seppur con caratteristiche diverse rispetto alla sua concezione greca, fino alle caratteristiche economiche e sociali di quella che può essere considerata la prima globalizzazione della storia. Aspetto comune delle varie forme dell'ellenismo fu l'incontro e la mescolanza (mai la fusione completa) fra elementi greci ed elementi autoctoni, sulla scorta di quanto già aveva immaginato il grande condottiero macedone]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686641</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 21:01:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686641/21_l_ellenismo_aspetti_generali_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="17977762" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Per "ellenismo" intendiamo, in primo luogo, una categoria storiografica ideata da Gustav Droysen nella prima metà del XIX secolo. Lo storico tedesco intese delineare i caratteri generali del periodo compreso fra la morte di Alessandro e l'inizio della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per "ellenismo" intendiamo, in primo luogo, una categoria storiografica ideata da Gustav Droysen nella prima metà del XIX secolo. Lo storico tedesco intese delineare i caratteri generali del periodo compreso fra la morte di Alessandro e l'inizio della dominazione romana nel Mediterraneo orientale. In questa lezione verranno dunque analizzati quelli che possono essere considerati i caratteri generali di questo periodo, dall'adozione privilegiata della monarchia come forma costituzionale dominante, seppur con caratteristiche diverse rispetto alla sua concezione greca, fino alle caratteristiche economiche e sociali di quella che può essere considerata la prima globalizzazione della storia. Aspetto comune delle varie forme dell'ellenismo fu l'incontro e la mescolanza (mai la fusione completa) fra elementi greci ed elementi autoctoni, sulla scorta di quanto già aveva immaginato il grande condottiero macedone]]></itunes:summary><itunes:duration>1124</itunes:duration><itunes:keywords>alessadromagnosuccessori,alessandroilmacedone,alessandromagno,corsodistoria,corsodistoriagreca,ellenismo,finedellastoriagreca,imperomacedone,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>21</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 20 L'EREDITA' DI ALESSANDRO E LE GUERRE DEI DIADOCHI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storia-greca-20-l-eredita-di-alessandro-e-le-guerre-dei-diadochi--65686636</link><description><![CDATA[Dopo la morte di Alessandro (323) l'immenso impero da lui conquistato non riuscì a mantenere la propria unità. Nonostante la presenza formale di eredi che avrebbero potuto ereditarne il comando (Filippo III Arrideo e Alessandro IV), le ambizioni dei più autorevoli compagni del re (i cosiddetti diadochi, successori) si concretizzarono in 40 anni di guerre e spartizioni dell'immenso territorio. Alla fine tale conflittualità porto alla presa di coscienza dell'impossibilità di mantenere in vita il sogno di un impero universale e sincretico fra i greci e le popolazioni orientali, favorendo l'installazione dei regni ellenistici, nei quali, ogni generale superstite di Alessandro riuscì a stabilire una dinastia che, nella maggior parte dei casi, sopravvisse fino all'avvento della dominazione romana nel II-I secolo a.C.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686636</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:57:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686636/20_l_eredita_di_alessandro_e_le_guerre_dei_diadochi_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="25450454" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la morte di Alessandro (323) l'immenso impero da lui conquistato non riuscì a mantenere la propria unità. Nonostante la presenza formale di eredi che avrebbero potuto ereditarne il comando (Filippo III Arrideo e Alessandro IV), le ambizioni dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la morte di Alessandro (323) l'immenso impero da lui conquistato non riuscì a mantenere la propria unità. Nonostante la presenza formale di eredi che avrebbero potuto ereditarne il comando (Filippo III Arrideo e Alessandro IV), le ambizioni dei più autorevoli compagni del re (i cosiddetti diadochi, successori) si concretizzarono in 40 anni di guerre e spartizioni dell'immenso territorio. Alla fine tale conflittualità porto alla presa di coscienza dell'impossibilità di mantenere in vita il sogno di un impero universale e sincretico fra i greci e le popolazioni orientali, favorendo l'installazione dei regni ellenistici, nei quali, ogni generale superstite di Alessandro riuscì a stabilire una dinastia che, nella maggior parte dei casi, sopravvisse fino all'avvento della dominazione romana nel II-I secolo a.C.]]></itunes:summary><itunes:duration>1591</itunes:duration><itunes:keywords>alessandromagno,corsodistoria,corsodistoriagreca,diadochi,ellenismo,greciaantica,guerredeidiadochi,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>20</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 19 - ALESSANDRO MAGNO PT. II IL TRIONFO E LA MORTE (332-323)</title><link>https://youtu.be/w83gM3IVn8U</link><description><![CDATA[Seconda lezione dedicata al grande condottiero macedone. Dopo la conquista della Siria e della Palestina, Alessandro si volge verso l'Egitto, dove riceverà anche il saluto "divino" da parte del sacerdote di Ammone, per poi dirigersi a oriente, alla conquista della Mesopotamia e delle satrapie orientali dell'impero persiano. Sconfitto ancora una volta Dario nella decisiva battaglia di Gaugamela, potrà entrare trionfalmente nelle capitali dell'Impero, per poi spingersi a oriente, fino ad arrivare nella valle dell'Indo. Oltre alle conquiste esamineremo anche il cambiamento della concezione della regalità nella percezione dello stesso Alessandro, che trasformerà progressivamente le pratiche regali greco-macedoni, in una monarchia divina di tipo orientale. Questo, insieme al sogno di un sincretismo fra elemento greco-macedone ed elemento persiano, alimenterà un progressivo malcontento da parte dei tradizionali compagni del re. La morte coglierà Alessandro nel 323, a soli 33, mentre si trovava a Babilonia, contribuendo a consolidarne la leggenda]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686628</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:57:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686628/19_alessandro_magno_pt_ii_il_trionfo_e_la_morte_332_323_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="36500041" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Seconda lezione dedicata al grande condottiero macedone. Dopo la conquista della Siria e della Palestina, Alessandro si volge verso l'Egitto, dove riceverà anche il saluto "divino" da parte del sacerdote di Ammone, per poi dirigersi a oriente, alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Seconda lezione dedicata al grande condottiero macedone. Dopo la conquista della Siria e della Palestina, Alessandro si volge verso l'Egitto, dove riceverà anche il saluto "divino" da parte del sacerdote di Ammone, per poi dirigersi a oriente, alla conquista della Mesopotamia e delle satrapie orientali dell'impero persiano. Sconfitto ancora una volta Dario nella decisiva battaglia di Gaugamela, potrà entrare trionfalmente nelle capitali dell'Impero, per poi spingersi a oriente, fino ad arrivare nella valle dell'Indo. Oltre alle conquiste esamineremo anche il cambiamento della concezione della regalità nella percezione dello stesso Alessandro, che trasformerà progressivamente le pratiche regali greco-macedoni, in una monarchia divina di tipo orientale. Questo, insieme al sogno di un sincretismo fra elemento greco-macedone ed elemento persiano, alimenterà un progressivo malcontento da parte dei tradizionali compagni del re. La morte coglierà Alessandro nel 323, a soli 33, mentre si trovava a Babilonia, contribuendo a consolidarne la leggenda]]></itunes:summary><itunes:duration>2282</itunes:duration><itunes:keywords>alessandroilmacedone,alessandromagno,corsodistoria,corsodistoriagreca,imperomacedone,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>19</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 17 - FILIPPO II E L'ASCESA DELLA MACEDONIA</title><link>https://youtu.be/RWzbGr9irIA</link><description><![CDATA[La vittoria tebana di Mantinea (362) rappresenta l'ultimo, effimero, tentativo, da parte di una polis, di affermare la propria egemonia sulla Grecia. La morte di Pelopida e, soprattutto, di Epaminonda, segnerà però la fine della politica di potenza tebana, aprendo un periodo di estrema conflittualità fra le poleis, che terminerà solamente con l'avvento di Filippo II di Macedonia. Il sovrano macedone, forte di uno Stato regionale che poteva offrire notevoli risorse economiche, demografiche e, di conseguenza, militari, inizia una spregiudicata politica di potenza per affermarsi come nuovo egemone delle Grecia. Politica e guerra si salderanno all'interno della vasta strategia di Filippo che, tardivamente e inutilmente ostacolato dall'Atene di Demostene, giungerà, con la battaglia di Cheronea (338) e la fondazione della Lega di Corinto, a pacificare la Grecia sotto la propria egemonia. Solamente l'assassinio ad opera di Pausania, nel 336, spezzerà il grande piano, poi ereditato dal figlio Alessandro, di invadere e sottomettere l'impero persiano alla potenza macedone]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686621</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:54:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686621/17_filippo_ii_e_l_ascesa_della_macedonia_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="50032724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La vittoria tebana di Mantinea (362) rappresenta l'ultimo, effimero, tentativo, da parte di una polis, di affermare la propria egemonia sulla Grecia. 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Politica e guerra si salderanno all'interno della vasta strategia di Filippo che, tardivamente e inutilmente ostacolato dall'Atene di Demostene, giungerà, con la battaglia di Cheronea (338) e la fondazione della Lega di Corinto, a pacificare la Grecia sotto la propria egemonia. Solamente l'assassinio ad opera di Pausania, nel 336, spezzerà il grande piano, poi ereditato dal figlio Alessandro, di invadere e sottomettere l'impero persiano alla potenza macedone]]></itunes:summary><itunes:duration>3128</itunes:duration><itunes:keywords>alessandromagno,atene,corsodistoria,corsodistoriagreca,filippoiidimacedonia,greciaantica,greciastoria,macedonia,polis,regnodimacedonia,sparta,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>17</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 18 - ALESSANDRO MAGNO PT. I (336 332)</title><link>https://youtu.be/UMzVmEN93uM</link><description><![CDATA[Prima parte della grande epopea di Alessandro il Macedone, dagli esordi, in Macedonia, fino alla conquista della Siria e della Palestina. Nei primi anni di regno Alessandro, proseguendo la linea politica del padre, dimostrò di saper utilizzare sia il mezzo politico che quello bellico. Consolidò prima il proprio potere, con l'eliminazione degli altri pretendenti al trono, per poi consolidare i confini settentrionali della Macedonia e sistemare le questioni con le poleis della Grecia che, con la dipartita di Filippo II, avevano sperato, per un breve momento, di recuperare la propria autonomia. Dopo la distruzione di Tebe poté dunque dedicarsi alla grande impresa di Filippo, la conquista dell'impero persiano. Dallo sbarco sulle coste dell'Asia minore, fino alla conquista delle città della Fenicia, passando per le fondamentali vittorie del fiume Granico e di Isso, il tutto accompagnato da fondamentali gesti simbolici e propagandistici, come la visita alla tomba di Achille e lo scioglimento del nodo di Gordio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686625</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:45:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686625/18_alessandro_magno_pt_i_336_332_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="32781040" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Prima parte della grande epopea di Alessandro il Macedone, dagli esordi, in Macedonia, fino alla conquista della Siria e della Palestina. Nei primi anni di regno Alessandro, proseguendo la linea politica del padre, dimostrò di saper utilizzare sia il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Prima parte della grande epopea di Alessandro il Macedone, dagli esordi, in Macedonia, fino alla conquista della Siria e della Palestina. Nei primi anni di regno Alessandro, proseguendo la linea politica del padre, dimostrò di saper utilizzare sia il mezzo politico che quello bellico. Consolidò prima il proprio potere, con l'eliminazione degli altri pretendenti al trono, per poi consolidare i confini settentrionali della Macedonia e sistemare le questioni con le poleis della Grecia che, con la dipartita di Filippo II, avevano sperato, per un breve momento, di recuperare la propria autonomia. Dopo la distruzione di Tebe poté dunque dedicarsi alla grande impresa di Filippo, la conquista dell'impero persiano. Dallo sbarco sulle coste dell'Asia minore, fino alla conquista delle città della Fenicia, passando per le fondamentali vittorie del fiume Granico e di Isso, il tutto accompagnato da fondamentali gesti simbolici e propagandistici, come la visita alla tomba di Achille e lo scioglimento del nodo di Gordio.]]></itunes:summary><itunes:duration>2049</itunes:duration><itunes:keywords>alessandromagno,conquistadellapersia,corsodistoria,corsodistoriagreca,imperomacedone,macedonia,olimpiade,regnodimacedonia,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>18</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 15 DAI TRENTA TIRANNI ALLA PACE DI ANTALCIDA</title><link>https://youtu.be/rq94PEJxfsE</link><description><![CDATA[La fine della guerra del Peloponneso coincise, per Atene, con un momento estremamente drammatico. Al cospetto di Lisandro e delle armi persiane, gli oligarchi della città riuscirono a far sì che la democrazia deliberasse la sua stessa fine. Il regime successivo, noto come quello dei Trenta Tiranni, segnò una pagina oscura per la città, che dopo un anno però, vide l'insorgere dei democratici e l'instaurazione di un ordinamento moderatamente democratico. A livello geopolitico, Sparta giocava le sue carte da egemone stringendo un'alleanza con la Persia ma scatenando, di conseguenza, un'elevata conflittualità fra le città della Grecia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686424</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:33:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686424/15_dai_trenta_tiranni_alla_pace_di_antalcida_lezione_xv_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="43239633" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La fine della guerra del Peloponneso coincise, per Atene, con un momento estremamente drammatico. Al cospetto di Lisandro e delle armi persiane, gli oligarchi della città riuscirono a far sì che la democrazia deliberasse la sua stessa fine. Il regime...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La fine della guerra del Peloponneso coincise, per Atene, con un momento estremamente drammatico. Al cospetto di Lisandro e delle armi persiane, gli oligarchi della città riuscirono a far sì che la democrazia deliberasse la sua stessa fine. Il regime successivo, noto come quello dei Trenta Tiranni, segnò una pagina oscura per la città, che dopo un anno però, vide l'insorgere dei democratici e l'instaurazione di un ordinamento moderatamente democratico. A livello geopolitico, Sparta giocava le sue carte da egemone stringendo un'alleanza con la Persia ma scatenando, di conseguenza, un'elevata conflittualità fra le città della Grecia]]></itunes:summary><itunes:duration>2703</itunes:duration><itunes:keywords>apologiadisocrate,corsodistoria,corsodistoriagreca,egemoniaspartana,guerradelpeloponneso,lisandro,pacediantalcida,persiastoria,senofonte,socrate,storia,storiagreca,trentatiranni,tucidide</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>15</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 16 L'ASCESA TEBANA E LA DECADENZA SPARTANA (382-362)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storia-greca-16-l-ascesa-tebana-e-la-decadenza-spartana-382-362--65686463</link><description><![CDATA[Dopo la pace del Re (387-386), che tentava di plasmare la geopolitica greca, garantita da Sparta e dalla Persia, si vede un aumento della conflittualità nel mondo delle poleis. Sparta, impegnata a mantenere il precario assetto internazionale, non riesce ad imporre la propria egemonia. Atene rifiorisce, non ai livelli di potenza del secolo precedente, fondando una seconda lega navale, in chiave antispartana, mentre sulla terraferma è Tebe, spinta dai formidabili beotarchi Epaminonda e Pelopida, a tentare di imporre una effimera egemonia sulla Grecia delle poleis]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686463</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:33:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686463/16_l_ascesa_tebana_e_la_decadenza_spartana_382_362_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="29991163" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la pace del Re (387-386), che tentava di plasmare la geopolitica greca, garantita da Sparta e dalla Persia, si vede un aumento della conflittualità nel mondo delle poleis. 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Atene rifiorisce, non ai livelli di potenza del secolo precedente, fondando una seconda lega navale, in chiave antispartana, mentre sulla terraferma è Tebe, spinta dai formidabili beotarchi Epaminonda e Pelopida, a tentare di imporre una effimera egemonia sulla Grecia delle poleis]]></itunes:summary><itunes:duration>1875</itunes:duration><itunes:keywords>anabasi,atenestoria,corsodistoria,corsodistoriagreca,egemoniatebana,epaminondaepelopida,epaminondatebano,senofonte,spartastoria,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>16</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 14 LA GUERRA DEL PELOPONNESO PT VI-IL TRIONFO DI SPARTA E LA FINE DI ATENE</title><link>https://youtu.be/Ja5KsAUZBXE</link><description><![CDATA[Dopo il ritorno della democrazia Atene sembra riprendersi, almeno da un punto di vista bellico, cogliendo importanti vittorie nell'Ellesponto. Alcibiade, stratego autokrator e vincitore di battaglie, può finalmente fare ritorno in patria, accolto da una folla festante. Ma una leggerezza consentirà a Lisandro di cogliere l'importante vittoria di capo Nozio, dopo la quale Alcibiade si darà all'esilio volontario e uscirà definitivamente dalla nostra storia. La battaglia delle isola Arginuse sarà però l'ultima vittoria di Atene, ma anche la battaglia che più di ogni altra ne segnerà il destino. Il drammatico processo farsa agli strateghi sarà il preludio della sconfitta decisiva di Egospotami, dopo la quale la flotta di Lisandro e le truppe di Pausania potranno marciare indisturbate sulla città. La democrazia ateniese vive i suoi giorni più drammatici, fino a votare la propria stessa eliminazione, pur di salvare la città]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686402</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:24:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686402/14_la_guerra_del_peloponneso_pt_vi_il_trionfo_di_sparta_e_la_fine_di_atene_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="34388093" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il ritorno della democrazia Atene sembra riprendersi, almeno da un punto di vista bellico, cogliendo importanti vittorie nell'Ellesponto. Alcibiade, stratego autokrator e vincitore di battaglie, può finalmente fare ritorno in patria, accolto da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo il ritorno della democrazia Atene sembra riprendersi, almeno da un punto di vista bellico, cogliendo importanti vittorie nell'Ellesponto. Alcibiade, stratego autokrator e vincitore di battaglie, può finalmente fare ritorno in patria, accolto da una folla festante. Ma una leggerezza consentirà a Lisandro di cogliere l'importante vittoria di capo Nozio, dopo la quale Alcibiade si darà all'esilio volontario e uscirà definitivamente dalla nostra storia. La battaglia delle isola Arginuse sarà però l'ultima vittoria di Atene, ma anche la battaglia che più di ogni altra ne segnerà il destino. Il drammatico processo farsa agli strateghi sarà il preludio della sconfitta decisiva di Egospotami, dopo la quale la flotta di Lisandro e le truppe di Pausania potranno marciare indisturbate sulla città. La democrazia ateniese vive i suoi giorni più drammatici, fino a votare la propria stessa eliminazione, pur di salvare la città]]></itunes:summary><itunes:duration>2150</itunes:duration><itunes:keywords>ateneesparta,atenestoria,corsodistoria,corsodistoriagreca,democraziaatene,democraziastoria,guerradelpeloponneso,spartastoria,storia,storiagreca,tucidide,tucididestoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 13 LA GUERRA DEL PELOPONNESO PT V - DALLA SPEDIZIONE IN SICILIA AL COLPO DI STATO DEI 400 (415-411)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storia-greca-13-la-guerra-del-peloponneso-pt-v-dalla-spedizione-in-sicilia-al-colpo-di-stato-dei-400-415-411--65686322</link><description><![CDATA[La spedizione in Sicilia del 415 rappresenta, per Tucidide, l'evento chiave della guerra. L'impresa, mal pensate e mal organizzata, si risolverà in una completa disfatta per gli ateniesi. Un ruolo chiave sarà giocato da Alcibiade che, accusato e rifugiatosi a Sparta, fornirà preziosi consigli agli Spartani, i quali, da questo momento, registrano un notevole cambiamento nella gestione della guerra, che verrà portata direttamente contro l'impero di Atene. E, mentre questa strategia, porterà alla decisiva alleanza finanziaria fra Sparta e il Gran re di Persia, ad Atene il sistema democratico, ormai stressato da molti anni, sarà vittima, impotente e quasi rinunciataria, del colpo di Stato del 411. Solamente la flotta di stanza a Samo e profondamente democratica riuscirà a fermare la rivoluzione]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686322</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:22:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686322/13_la_guerra_del_peloponneso_pt_v_dalla_spedizione_in_sicilia_al_colpo_di_stato_dei_400_415_411_podcast.mp3" length="42973393" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La spedizione in Sicilia del 415 rappresenta, per Tucidide, l'evento chiave della guerra. L'impresa, mal pensate e mal organizzata, si risolverà in una completa disfatta per gli ateniesi. Un ruolo chiave sarà giocato da Alcibiade che, accusato e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La spedizione in Sicilia del 415 rappresenta, per Tucidide, l'evento chiave della guerra. L'impresa, mal pensate e mal organizzata, si risolverà in una completa disfatta per gli ateniesi. Un ruolo chiave sarà giocato da Alcibiade che, accusato e rifugiatosi a Sparta, fornirà preziosi consigli agli Spartani, i quali, da questo momento, registrano un notevole cambiamento nella gestione della guerra, che verrà portata direttamente contro l'impero di Atene. E, mentre questa strategia, porterà alla decisiva alleanza finanziaria fra Sparta e il Gran re di Persia, ad Atene il sistema democratico, ormai stressato da molti anni, sarà vittima, impotente e quasi rinunciataria, del colpo di Stato del 411. Solamente la flotta di stanza a Samo e profondamente democratica riuscirà a fermare la rivoluzione]]></itunes:summary><itunes:duration>2686</itunes:duration><itunes:keywords>alcibiade,ateneesparta,atenestoria,corsodistoria,corsodistoriagreca,erme,greciaantica,guerradelpeloponneso,spartastoria,spedizioneinsicilia,storia,storiagreca,tucidide</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 12 LA GUERRA DEL PELOPONNESO PT  IV -LA TREGUA INCERTA E SOSPETTA (421- 415)</title><link>https://youtu.be/bjUR2F6s9P4</link><description><![CDATA[In questa lezione si raccontano gli anni compresi fra la firma della pace di Nicia (421) e la spedizione ateniese in Sicilia (415): il malcontento degli alleati per le condizioni di pace, la ripresa del partito della guerra ad Atene sotto la spinta dell'homo novus della politica ateniese, Alcibiade. Si racconterà poi con particolare attenzione il cosiddetto "dialogo dei Melii" con gli assalitori Ateniesi, nel quale Tucidide fa emergere l'impossibile dicotomia fra il giusto e l'utile, trionfante sotto l'egida del diritto naturale del più forte]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686317</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:18:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686317/12_la_guerra_del_peloponneso_pt_iv_la_tregua_incerta_e_sospetta_421_415_volume_i_storia_greca_podcast.mp3" length="27463346" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>In questa lezione si raccontano gli anni compresi fra la firma della pace di Nicia (421) e la spedizione ateniese in Sicilia (415): il malcontento degli alleati per le condizioni di pace, la ripresa del partito della guerra ad Atene sotto la spinta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa lezione si raccontano gli anni compresi fra la firma della pace di Nicia (421) e la spedizione ateniese in Sicilia (415): il malcontento degli alleati per le condizioni di pace, la ripresa del partito della guerra ad Atene sotto la spinta dell'homo novus della politica ateniese, Alcibiade. Si racconterà poi con particolare attenzione il cosiddetto "dialogo dei Melii" con gli assalitori Ateniesi, nel quale Tucidide fa emergere l'impossibile dicotomia fra il giusto e l'utile, trionfante sotto l'egida del diritto naturale del più forte]]></itunes:summary><itunes:duration>1717</itunes:duration><itunes:keywords>alcibiade,atenestoria,corsodistoria,corsodistoriagreca,dialogodeimeli,greciaantica,guerradelpeloponneso,pacedinicia,spartastoria,storia,storiagreca,tucidide</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 11 LA GUERRA DEL PELOPONNESO PT. III DALLA GUERRA ARCHIDAMICA ALLA PACE DI NICIA</title><link>https://youtu.be/8o2ZZXdjaQ8</link><description><![CDATA[Nonostante la peste che infuria in Atene, la guerra continua. In questa lezione percorreremo i principali avvenimenti degli anni '20 del V secolo, e le alterne fortune dei due contendenti; dall'impresa di Sfacteria, che consentirà ad Atene di prendere in ostaggio 120 Spartiati, alla presa di Anfipoli da parte del generale spartano Brasida, che segna una svolta nella conduzione della guerra da parte dei peloponnesiaci, fino alla pace di Nica, che chiude la prima fase della guerra]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65686211</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 20:12:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65686211/11_la_guerra_del_peloponneso_pt_iii_dalla_guerra_archidamica_alla_pace_di_nicia_sto_greca_podcast.mp3" length="28684204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nonostante la peste che infuria in Atene, la guerra continua. In questa lezione percorreremo i principali avvenimenti degli anni '20 del V secolo, e le alterne fortune dei due contendenti; dall'impresa di Sfacteria, che consentirà ad Atene di prendere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nonostante la peste che infuria in Atene, la guerra continua. In questa lezione percorreremo i principali avvenimenti degli anni '20 del V secolo, e le alterne fortune dei due contendenti; dall'impresa di Sfacteria, che consentirà ad Atene di prendere in ostaggio 120 Spartiati, alla presa di Anfipoli da parte del generale spartano Brasida, che segna una svolta nella conduzione della guerra da parte dei peloponnesiaci, fino alla pace di Nica, che chiude la prima fase della guerra]]></itunes:summary><itunes:duration>1793</itunes:duration><itunes:keywords>alcibiade,anfipoli,ateneesparta,atenestoria,brasida,corsodistoria,corsodistoriagreca,greciaantica,guerradelpeloponneso,spartastoria,storia,storiagreca,tucidide</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 10 LA GUERRA DEL PELOPONNESO PARTE II</title><link>https://youtu.be/h-Cw273wLKM</link><description><![CDATA[Nel 430, durante il secondo anno di guerra, fa la sua comparsa una variabile che non poteva essere considerata nella preparazione della strategia di guerra ateniese: la peste. Attraverso le pagine di Tucidide ricostruiamo le caratteristiche della patologia e, soprattutto, il tremendo impatto sociale che l'estrema mortalità della peste determinò nel tessuto della polis]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65666996</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 09:31:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65666996/10_la_guerra_del_peloponneso_parte_ii_la_peste_di_atene_volume_i_podcast_storia_greca.mp3" length="26015117" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 430, durante il secondo anno di guerra, fa la sua comparsa una variabile che non poteva essere considerata nella preparazione della strategia di guerra ateniese: la peste. Attraverso le pagine di Tucidide ricostruiamo le caratteristiche della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 430, durante il secondo anno di guerra, fa la sua comparsa una variabile che non poteva essere considerata nella preparazione della strategia di guerra ateniese: la peste. Attraverso le pagine di Tucidide ricostruiamo le caratteristiche della patologia e, soprattutto, il tremendo impatto sociale che l'estrema mortalità della peste determinò nel tessuto della polis]]></itunes:summary><itunes:duration>1626</itunes:duration><itunes:keywords>ateneesparta,atenestoria,efori,greciaantica,guerraarchidamica,guerradecelica,guerradelpeloponneso,lunghemuraatene,pestediatene,spartastoria,storia,storiagreca,tucidide,tucididestoria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 9 LA GUERRA DEL PELOPONNESO PARTE I</title><link>https://youtu.be/faZQuGxLZS4</link><description><![CDATA[Questa lezione si focalizza sui prodromi della Guerra del Peloponneso; seguendo la narrazione tucididea si riflette sulla differenza fra le cause profonde e quelle occasionali del conflitto. Si racconterà successivamente quali furono i casi belli: gli scontri fra Atene e Corinto a Corcira e Potidea, e il blocco commerciale imposto da Atene a Megara. E successivamente la drammatica assemblea della Lega del Peloponneso, nella quale venne decisa la guerra, giudicata, per altro, inevitabile da Atene; i preparativi di guerra, le strategie e i primi scontri del 431]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65676797</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 09:29:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65676797/9_la_guerra_del_peloponneso_parte_i_volume_i_podcast_storia_greca.mp3" length="39440802" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Questa lezione si focalizza sui prodromi della Guerra del Peloponneso; seguendo la narrazione tucididea si riflette sulla differenza fra le cause profonde e quelle occasionali del conflitto. Si racconterà successivamente quali furono i casi belli: gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa lezione si focalizza sui prodromi della Guerra del Peloponneso; seguendo la narrazione tucididea si riflette sulla differenza fra le cause profonde e quelle occasionali del conflitto. Si racconterà successivamente quali furono i casi belli: gli scontri fra Atene e Corinto a Corcira e Potidea, e il blocco commerciale imposto da Atene a Megara. E successivamente la drammatica assemblea della Lega del Peloponneso, nella quale venne decisa la guerra, giudicata, per altro, inevitabile da Atene; i preparativi di guerra, le strategie e i primi scontri del 431]]></itunes:summary><itunes:duration>2466</itunes:duration><itunes:keywords>agorà,ateneesparta,atenestoria,greciaantica,guerradelpeloponneso,imperoateniese,imperonavale,peloponneso,pericle,spartastoria,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 8 LA DEMOCRAZIA RADICALE</title><link>https://youtu.be/SVvwMIPS7TM</link><description><![CDATA[L'ostracismo di Cimone (462) apre spazio politico per la cosiddetta riforma di Efialte, la quale inaugura il periodo della democrazia radicale ateniese. Le cariche pubbliche sono effettivamente aperte alla partecipazione dell'intera cittadinanza che, nella maggioranza dei casi per sorteggio, in altre per elezione (strategia), può effettivamente sperare, almeno una volta nella vita, di essere chiamata ad amministrare la polis di Atene. Si apre quindi l'età periclea, con l'introduzione del pagamento di una somma dovuta a coloro che partecipavano all'assemblea e alle altre istituzioni; fra accuse di demagogia e ostracismo dei rivali politici, Pericle guida la città di Atene nel periodo del suo massimo fulgore, l'età classica, preparandosi al confronto finale con Sparta]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65667040</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 09:25:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65667040/8_la_democrazia_radicale_volume_i_podcast_storia_greca.mp3" length="29710294" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>L'ostracismo di Cimone (462) apre spazio politico per la cosiddetta riforma di Efialte, la quale inaugura il periodo della democrazia radicale ateniese. 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Si apre quindi l'età periclea, con l'introduzione del pagamento di una somma dovuta a coloro che partecipavano all'assemblea e alle altre istituzioni; fra accuse di demagogia e ostracismo dei rivali politici, Pericle guida la città di Atene nel periodo del suo massimo fulgore, l'età classica, preparandosi al confronto finale con Sparta]]></itunes:summary><itunes:duration>1857</itunes:duration><itunes:keywords>alcmeonidi,ateneesparta,atenestoria,cimone,democraziaateniese,efialte,guerradelpeloponneso,imperonavale,ostracismo,pericle,spartastoria,storia,storiagreca,tucidide</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 7 LA PENTECONTAETIA</title><link>https://youtu.be/wf2aaBVIens</link><description><![CDATA[La storia del cinquantennio compreso fra la fine delle guerre persiane e lo scoppio della guerra del Peloponneso. Il mondo greco si divide in due blocchi dominati dalla potenza marittima ateniese, che si configura come un vero e proprio impero, e dalla potenza terrestre di Sparta, che tuttavia cede il proprio ruolo di tutrice della libertà della Grecia proprio ad Atene.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65671459</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 08:56:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65671459/7_la_pentecontaetia_volume_i_podcast_storia_greca.mp3" length="38999855" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La storia del cinquantennio compreso fra la fine delle guerre persiane e lo scoppio della guerra del Peloponneso. Il mondo greco si divide in due blocchi dominati dalla potenza marittima ateniese, che si configura come un vero e proprio impero, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La storia del cinquantennio compreso fra la fine delle guerre persiane e lo scoppio della guerra del Peloponneso. Il mondo greco si divide in due blocchi dominati dalla potenza marittima ateniese, che si configura come un vero e proprio impero, e dalla potenza terrestre di Sparta, che tuttavia cede il proprio ruolo di tutrice della libertà della Grecia proprio ad Atene.]]></itunes:summary><itunes:duration>2438</itunes:duration><itunes:keywords>alcmeonidi,ateneesparta,atenestoria,democraziaatenisese,greciaantica,guerradelpeloponneso,imperonavale,pentecontetia,pericle,spartastoria,storia,storiagrecia,tucidide</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 5 LA PRIMA GUERRA PERSIANA</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=6k6c8MxV54A</link><description><![CDATA[La prima invasione persiana del 490 a.C. rappresenta un momento fondativo della stessa grecità. All'alba dell'epoca classica i principi di autonomia e libertà delle poleis vengono fissati definitivamente nell'ethos della civiltà greca]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65666816</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 17:17:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65666816/5.mp3" length="34544828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La prima invasione persiana del 490 a.C. rappresenta un momento fondativo della stessa grecità. All'alba dell'epoca classica i principi di autonomia e libertà delle poleis vengono fissati definitivamente nell'ethos della civiltà greca</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La prima invasione persiana del 490 a.C. rappresenta un momento fondativo della stessa grecità. All'alba dell'epoca classica i principi di autonomia e libertà delle poleis vengono fissati definitivamente nell'ethos della civiltà greca]]></itunes:summary><itunes:duration>2160</itunes:duration><itunes:keywords>battagliadisalamina,corsodistoria,corsodistoriagreca,erodoto,greciaantica,guerrepersiane,imperopersiano,leonida,leonidadisparta,serse,serseeleonida,storia,storiagreca,termopili</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 6 LA SECONDA GUERRA PERSIANA</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=HV_KuS85kv4</link><description><![CDATA[Nel periodo fra le due guerre emergono, attraverso i fondamentali provvedimenti legislativi di Temistocle, i contorni di quella che sarà l'epoca successiva. Mentre l'identità greca si esprime nell'unità della Lega Ellenica che tenta di resistere all'invasione del Gran Re, Atene fa vedere per la prima volta la sua nuova potenza marittima, nelle battaglie di capo Artemision e di Salamina; Sparta rimane la prostates della Grecia, ruolo che viene rinvigorito dalla battaglia di Platea e dal sangue dei 300 spartani di re Leonida. Gli Spartani sono sconfitti]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65666952</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 17:15:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65666952/6_la_seconda_guerra_persiana_volume_i_podcast_storia_greca.mp3" length="33632423" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Nel periodo fra le due guerre emergono, attraverso i fondamentali provvedimenti legislativi di Temistocle, i contorni di quella che sarà l'epoca successiva. Mentre l'identità greca si esprime nell'unità della Lega Ellenica che tenta di resistere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel periodo fra le due guerre emergono, attraverso i fondamentali provvedimenti legislativi di Temistocle, i contorni di quella che sarà l'epoca successiva. Mentre l'identità greca si esprime nell'unità della Lega Ellenica che tenta di resistere all'invasione del Gran Re, Atene fa vedere per la prima volta la sua nuova potenza marittima, nelle battaglie di capo Artemision e di Salamina; Sparta rimane la prostates della Grecia, ruolo che viene rinvigorito dalla battaglia di Platea e dal sangue dei 300 spartani di re Leonida. Gli Spartani sono sconfitti]]></itunes:summary><itunes:duration>2102</itunes:duration><itunes:keywords>ateneesparta,atenestoria,battagliadimaratona,erodoto,filippide,greciaantica,guerrepersiana,imperopersiano,maratona,persiastoria,spartastoria,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 4 ATENE E SPARTA FRA ETA' ARCAICA E V SECOLO</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=sVyycK9KI0c</link><description><![CDATA[Prosegue il nostro viaggio nella storia greca che si avvicina ormai inesorabilmente all'appuntamento cruciale con le guerre persiane. Proprio per l'importanza storica di questo avvenimento, dedichiamo questa lezione ad un approfondimento sugli assetti storico costituzionali delle poleis di Atene e Sparta. L'obiettivo è quello di conoscere le due città che saranno indiscusse protagoniste delle lezioni che seguiranno]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65666764</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 17:13:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65666764/4.mp3" length="64965151" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Prosegue il nostro viaggio nella storia greca che si avvicina ormai inesorabilmente all'appuntamento cruciale con le guerre persiane. Proprio per l'importanza storica di questo avvenimento, dedichiamo questa lezione ad un approfondimento sugli assetti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Prosegue il nostro viaggio nella storia greca che si avvicina ormai inesorabilmente all'appuntamento cruciale con le guerre persiane. Proprio per l'importanza storica di questo avvenimento, dedichiamo questa lezione ad un approfondimento sugli assetti storico costituzionali delle poleis di Atene e Sparta. L'obiettivo è quello di conoscere le due città che saranno indiscusse protagoniste delle lezioni che seguiranno]]></itunes:summary><itunes:duration>4061</itunes:duration><itunes:keywords>atene,ateneesparta,atenestoria,corsodistoria,corsodistoriagreca,greciaantica,sparta,spartastoria,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 3 IL MOVIMENTO COLONIALE GRECO</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=uVGyLhJ4zYA</link><description><![CDATA[Il movimento coloniale. Fra VII e VII secolo a.C. le poleis della Grecia si rendono protagoniste di un vasto processo di colonizzazione che porta la civiltà greca in larga parte del bacino del Mediterraneo. Dalla Spagna, alla costa Azzurra, fino al Mar Nero, passando per il nord Africa e la Magna Grecia. Quali furono le cause di questo fenomeno? Quali le sue caratteristiche e quali le conseguenze sul piano dell'elaborazione dell'identità greca?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65666427</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 17:06:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65666427/3.mp3" length="35073964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Il movimento coloniale. Fra VII e VII secolo a.C. le poleis della Grecia si rendono protagoniste di un vasto processo di colonizzazione che porta la civiltà greca in larga parte del bacino del Mediterraneo. Dalla Spagna, alla costa Azzurra, fino al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il movimento coloniale. Fra VII e VII secolo a.C. le poleis della Grecia si rendono protagoniste di un vasto processo di colonizzazione che porta la civiltà greca in larga parte del bacino del Mediterraneo. Dalla Spagna, alla costa Azzurra, fino al Mar Nero, passando per il nord Africa e la Magna Grecia. Quali furono le cause di questo fenomeno? Quali le sue caratteristiche e quali le conseguenze sul piano dell'elaborazione dell'identità greca?]]></itunes:summary><itunes:duration>2193</itunes:duration><itunes:keywords>atene,corsodistoria,corsodistoriagreca,greciaantica,magnagrecia,magnagreciastoria,poleis,polis,sparta,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 2 DAL MEDIOEVO ELLENICO AL FIORIRE DELLE POLEIS</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=qM-h__Yxs1I</link><description><![CDATA[La categoria storiografica del cosiddetto Medioevo ellenico rappresentò, per lo spazio geografico della Grecia, un periodo di intensi sconvolgimenti, che videro il tramonto della civiltà micenea e un quasi totale annullamento dei traffici commerciali e dello sviluppo urbano, agricolo e manifatturiero. Dalle macerie di questo periodo, che gli antichi identificavano con la migrazione dei Dori nel Peloponneso, fiorì l'età delle poleis, vero fulcro della storia greca. Questa lezione si occupa di fornire le coordinate storiche indispensabili per comprendere l'essenza della polis, lo "Stato senza territorio" come venne definito dal politologo Giovanni Sartori, spazio di gestione delle "cose comuni", nel quale prende vita l'idea della natura del potere. Spazio sacro, spazio politico e spazio socio-economico, del quale il cittadino è essenza fondante. Si vedranno i diversi elementi della polis, nelle loro differenze geografiche e nella trasformazione delle cariche, dalla monarchia omerica, alla polis aristocratica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65666425</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 16:31:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65666425/2_dal_medioevo_ellenico_al_fiorire_delle_poleis.mp3" length="52378728" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>La categoria storiografica del cosiddetto Medioevo ellenico rappresentò, per lo spazio geografico della Grecia, un periodo di intensi sconvolgimenti, che videro il tramonto della civiltà micenea e un quasi totale annullamento dei traffici commerciali...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La categoria storiografica del cosiddetto Medioevo ellenico rappresentò, per lo spazio geografico della Grecia, un periodo di intensi sconvolgimenti, che videro il tramonto della civiltà micenea e un quasi totale annullamento dei traffici commerciali e dello sviluppo urbano, agricolo e manifatturiero. Dalle macerie di questo periodo, che gli antichi identificavano con la migrazione dei Dori nel Peloponneso, fiorì l'età delle poleis, vero fulcro della storia greca. Questa lezione si occupa di fornire le coordinate storiche indispensabili per comprendere l'essenza della polis, lo "Stato senza territorio" come venne definito dal politologo Giovanni Sartori, spazio di gestione delle "cose comuni", nel quale prende vita l'idea della natura del potere. Spazio sacro, spazio politico e spazio socio-economico, del quale il cittadino è essenza fondante. Si vedranno i diversi elementi della polis, nelle loro differenze geografiche e nella trasformazione delle cariche, dalla monarchia omerica, alla polis aristocratica.]]></itunes:summary><itunes:duration>3274</itunes:duration><itunes:keywords>civiltàminoica,corsodistoriagreca,cretastoria,greciaantica,medioevoellenico,micenei,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>STORIA GRECA: 1  INTRODUZIONE ALLA STORIA GRECA</title><link>https://www.youtube.com/watch?v=kEMKUu1KLEc</link><description><![CDATA[Lezione introduttiva dedicata all'idea di STORIA come disciplina, la cui paternità affonda le radici agli albori del pensiero razionale greco. La seconda parte sarà dedicata alle civiltà minoica e micenea<br /><br />LINK YOUTUBE:<br /><br />https://www.youtube.com/watch?v=kEMKUu1KLEc]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65666423</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 16:25:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65666423/1_introduziione_alla_storia_greca.mp3" length="42739336" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Marco Mana</itunes:author><itunes:subtitle>Lezione introduttiva dedicata all'idea di STORIA come disciplina, la cui paternità affonda le radici agli albori del pensiero razionale greco. La seconda parte sarà dedicata alle civiltà minoica e micenea

LINK YOUTUBE:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lezione introduttiva dedicata all'idea di STORIA come disciplina, la cui paternità affonda le radici agli albori del pensiero razionale greco. La seconda parte sarà dedicata alle civiltà minoica e micenea<br /><br />LINK YOUTUBE:<br /><br />https://www.youtube.com/watch?v=kEMKUu1KLEc]]></itunes:summary><itunes:duration>2672</itunes:duration><itunes:keywords>corsodistoriagreca,introduzioneallastoriagreca,storia,storiagreca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81fa36bff3716d7abdf6b69469879b5d.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
