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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Pelo nell'uovo</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/pelo-nell-uovo--5871629</link><description><![CDATA[Oltre alla storia dell’arte dei <i>grandi maestri</i>, sistematicamente studiati e idolatrati, esiste anche un’<i>altra</i> storia: quella degli emarginati, dei sorvolati e quella delle cose non dette.<br /><br />Una narrazione disallineata, irrispettosa, <i>altra </i>per l’appunto… pronta a mettere in luce ciò che è sempre rimasto nel buio.<br /><br />E per fare ciò, c’è un solo e unico modo possibile: raccontare, o forse essere, il <i>Pelo nell’uovo.</i><br />.<br />.<br />.<br />INSTAGRAM: <a href="https://www.instagram.com/pelo.nell.uovo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a><br />.<br />.<br />. <br />PER COLLABORAZIONI: pelo.nell.uovo.art@gmail.com]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5871629/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Arts</category><copyright>Copyright Ginevra Rutherford</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg</url><title>Pelo nell'uovo</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/pelo-nell-uovo--5871629</link></image><lastBuildDate>Fri, 08 Aug 2025 15:51:27 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Ginevra Rutherford</itunes:name><itunes:email>pelo.nell.uovo.art@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:subtitle>Oltre alla storia dell’arte dei grandi maestri, sistematicamente studiati e idolatrati, esiste anche un’altra storia: quella degli emarginati, dei sorvolati e quella delle cose non dette.

Una narrazione disallineata, irrispettosa, altra per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oltre alla storia dell’arte dei <i>grandi maestri</i>, sistematicamente studiati e idolatrati, esiste anche un’<i>altra</i> storia: quella degli emarginati, dei sorvolati e quella delle cose non dette.<br /><br />Una narrazione disallineata, irrispettosa, <i>altra </i>per l’appunto… pronta a mettere in luce ciò che è sempre rimasto nel buio.<br /><br />E per fare ciò, c’è un solo e unico modo possibile: raccontare, o forse essere, il <i>Pelo nell’uovo.</i><br />.<br />.<br />.<br />INSTAGRAM: <a href="https://www.instagram.com/pelo.nell.uovo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a><br />.<br />.<br />. <br />PER COLLABORAZIONI: pelo.nell.uovo.art@gmail.com]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>#40. “Per il suo bene”:  vita, morte e arte di Unica Zürn</title><link>https://www.spreaker.com/episode/40-per-il-suo-bene-vita-morte-e-arte-di-unica-zurn--67299884</link><description><![CDATA[Unica Zürn (6 luglio 1916, Berlino, Germania - 19 ottobre 1970, Parigi, Francia) è stata una scrittrice e artista ricordata principalmente come compagna dell’artista Hans Bellmer e musa surrealista.<br />Ma, dietro le fotografie e i disegni che la legano a lui, si nasconde una storia di corpi manipolati, di voci ridotte al silenzio e di medicalizzazione del dissenso femminile. <br /><br />D’altronde, quando un uomo viene accostato alla follia, è segno di estro e genialità eppure, quando viene accostata una donna, è un’isterica da internare.<br />In questo episodio raccontiamo la sua vita, le sue opere visionarie e la fine tragica di una donna che rifiutava di vivere una vita “normale”. <br /><br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67299884</guid><pubDate>Fri, 08 Aug 2025 15:50:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67299884/episodio_40.mp3" length="14241974" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Unica Zürn (6 luglio 1916, Berlino, Germania - 19 ottobre 1970, Parigi, Francia) è stata una scrittrice e artista ricordata principalmente come compagna dell’artista Hans Bellmer e musa surrealista.
Ma, dietro le fotografie e i disegni che la legano a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Unica Zürn (6 luglio 1916, Berlino, Germania - 19 ottobre 1970, Parigi, Francia) è stata una scrittrice e artista ricordata principalmente come compagna dell’artista Hans Bellmer e musa surrealista.<br />Ma, dietro le fotografie e i disegni che la legano a lui, si nasconde una storia di corpi manipolati, di voci ridotte al silenzio e di medicalizzazione del dissenso femminile. <br /><br />D’altronde, quando un uomo viene accostato alla follia, è segno di estro e genialità eppure, quando viene accostata una donna, è un’isterica da internare.<br />In questo episodio raccontiamo la sua vita, le sue opere visionarie e la fine tragica di una donna che rifiutava di vivere una vita “normale”. <br /><br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>593</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artesurrelista,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,hansbellmer,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie,surrealismo,unicazurn</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>40</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#39. La musa silenziosa.  L’inquietante storia della bambola di Oskar Kokoschka</title><link>https://www.spreaker.com/episode/39-la-musa-silenziosa-l-inquietante-storia-della-bambola-di-oskar-kokoschka--66929924</link><description><![CDATA[Dopo la rottura con la compositrice Alma Mahler, Oskar Kokoschka non riesce ad accettare l’idea che fosse finita. Decide così di fare ciò che nessuno avrebbe mai pensato lontanamente: se non può averla, può ricrearla.<br /><br />Commissiona a Hermine Moos, marionettista di Monaco, una bambola a grandezza naturale con le fattezza della sua ex amante. Il risultato, però, non è quello tanto sperato: la bambola risultante è, a dir poco, inquietante e assomiglia più a un grottesco mostro piumato che ad Alma Mahler. <br />In questo episodio non mi limiterò a raccontare questa storia, ma cercherò di sviscerarla il più possibile, ricercando le molteplici ossessioni, simbolismi e giochi di potere che si porta con sé. <br /><br />n.b.; Le foto originali e la riproduzione della bambola (Atelier Coleur&amp;Co, Die Puppe, 2021) di Oskar Kokoschka fanno parte della collezione permanente del Leopold Museum di Vienna.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66929924</guid><pubDate>Thu, 10 Jul 2025 17:00:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66929924/episodio_39.mp3" length="18474878" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la rottura con la compositrice Alma Mahler, Oskar Kokoschka non riesce ad accettare l’idea che fosse finita. Decide così di fare ciò che nessuno avrebbe mai pensato lontanamente: se non può averla, può ricrearla.

Commissiona a Hermine Moos,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la rottura con la compositrice Alma Mahler, Oskar Kokoschka non riesce ad accettare l’idea che fosse finita. Decide così di fare ciò che nessuno avrebbe mai pensato lontanamente: se non può averla, può ricrearla.<br /><br />Commissiona a Hermine Moos, marionettista di Monaco, una bambola a grandezza naturale con le fattezza della sua ex amante. Il risultato, però, non è quello tanto sperato: la bambola risultante è, a dir poco, inquietante e assomiglia più a un grottesco mostro piumato che ad Alma Mahler. <br />In questo episodio non mi limiterò a raccontare questa storia, ma cercherò di sviscerarla il più possibile, ricercando le molteplici ossessioni, simbolismi e giochi di potere che si porta con sé. <br /><br />n.b.; Le foto originali e la riproduzione della bambola (Atelier Coleur&amp;Co, Die Puppe, 2021) di Oskar Kokoschka fanno parte della collezione permanente del Leopold Museum di Vienna.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>769</itunes:duration><itunes:keywords>almamahler,arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,hansbellmer,herminemoos,intrattenimento,novità,oskarkokoschka,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>39</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#38. “Artists: Man and Wife”: la controversa mostra dell’Espressionismo astratto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/38-artists-man-and-wife-la-controversa-mostra-dell-espressionismo-astratto--66121607</link><description><![CDATA[Era il 1949 quando Sidney Janis inaugura la mostra “Artist: Man and Wife” nella sua galleria di New York. Sceglie di esporre sei coppie di artisti sposati - tra cui Jackson Pollock e Lee Krasner - con il fine di capire come le relazioni amorose influenzino le pratiche artistiche. In realtà, come si può già evincere dal titolo, la mostra suggerisce una gerarchia implicita, posizionando l'uomo come "artista" e la donna come "moglie". <br /><br />In questo episodio parleremo di questa mostra e del ruolo che le artiste hanno avuto nello sviluppo di uno dei movimenti artistici macisti per eccellenza: l’Espressionismo astratto americano.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66121607</guid><pubDate>Fri, 16 May 2025 16:24:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66121607/episodio_38.mp3" length="16271386" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Era il 1949 quando Sidney Janis inaugura la mostra “Artist: Man and Wife” nella sua galleria di New York. 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In realtà, come si può già evincere dal titolo, la mostra suggerisce una gerarchia implicita, posizionando l'uomo come "artista" e la donna come "moglie". <br /><br />In questo episodio parleremo di questa mostra e del ruolo che le artiste hanno avuto nello sviluppo di uno dei movimenti artistici macisti per eccellenza: l’Espressionismo astratto americano.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>678</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,espressionismoastratto,femminismo,formazione,intrattenimento,jacksonpollock,leekrasner,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>38</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#37. Editoria femminista: lo scenario italiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/37-editoria-femminista-lo-scenario-italiano--64728234</link><description><![CDATA[L’Italia è spesso è un paese ritardatario e indifferente rispetto molte questioni, ma non nell’ambito editoriale femminista: è stato infatti il primo a vedere fiorire un’editoria informale fatta di fogli, volantini, periodici autogestiti e, in poco tempo, anche progetti più concreti, come le prime case editrici di donne e le prime riviste femministe e lesbiche. <br /><br />Un’editoria “della” e non più “sulla” donna che rigetta completamente l’idea di includere la figura femminile come rappresentazione stereotipata e/o sessualizzata per giornali e riviste. <br />Inoltre, le riviste femministe, al contrario di quelle femminili, non si rivolgono alle donne per vendere loro cosmesi o elettrodomestici, ma rappresentano uno strumento di comunicazione e divulgazione dei propri ideali, palcoscenico sperimentale di studi di genere, letterari e artistici, e trampolino di lancio per iniziative culturali, sociali e politiche.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64728234</guid><pubDate>Thu, 06 Mar 2025 16:50:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64728234/episodio_37.mp3" length="20618139" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>L’Italia è spesso è un paese ritardatario e indifferente rispetto molte questioni, ma non nell’ambito editoriale femminista: è stato infatti il primo a vedere fiorire un’editoria informale fatta di fogli, volantini, periodici autogestiti e, in poco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Italia è spesso è un paese ritardatario e indifferente rispetto molte questioni, ma non nell’ambito editoriale femminista: è stato infatti il primo a vedere fiorire un’editoria informale fatta di fogli, volantini, periodici autogestiti e, in poco tempo, anche progetti più concreti, come le prime case editrici di donne e le prime riviste femministe e lesbiche. <br /><br />Un’editoria “della” e non più “sulla” donna che rigetta completamente l’idea di includere la figura femminile come rappresentazione stereotipata e/o sessualizzata per giornali e riviste. <br />Inoltre, le riviste femministe, al contrario di quelle femminili, non si rivolgono alle donne per vendere loro cosmesi o elettrodomestici, ma rappresentano uno strumento di comunicazione e divulgazione dei propri ideali, palcoscenico sperimentale di studi di genere, letterari e artistici, e trampolino di lancio per iniziative culturali, sociali e politiche.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>859</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,carlalonzi,cultura,curiosità,donna,editoriafemminista,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,pubblicità,pubblicitàsessiste,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>37</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#36. Espectador Nómada, arte tra Milano e Valencia: dialogo con Marika Vitrani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/36-espectador-nomada-arte-tra-milano-e-valencia-dialogo-con-marika-vitrani--64170671</link><description><![CDATA[Creato da Marika Vitrani ed Esther Sancho, <a href="https://www.instagram.com/ee_nomada?igsh=Z2hxdXpib3hkMDU=" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>Espectador Nomada </i></a>non solo esplora e promuove mostre tra Milano a Valencia, ma dà anche spazio a voci emergenti dell’arte.<br />Un piccolo ponte artistico tra due città diverse, ma con una premente questione in comune: valorizzare la scena artistica contemporanea.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64170671</guid><pubDate>Thu, 06 Feb 2025 16:50:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64170671/episodio_36_esp_nom.mp3" length="24581498" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Creato da Marika Vitrani ed Esther Sancho, https://www.instagram.com/ee_nomada?igsh=Z2hxdXpib3hkMDU=non solo esplora e promuove mostre tra Milano a Valencia, ma dà anche spazio a voci emergenti dell’arte.
Un piccolo ponte artistico tra due città...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Creato da Marika Vitrani ed Esther Sancho, <a href="https://www.instagram.com/ee_nomada?igsh=Z2hxdXpib3hkMDU=" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>Espectador Nomada </i></a>non solo esplora e promuove mostre tra Milano a Valencia, ma dà anche spazio a voci emergenti dell’arte.<br />Un piccolo ponte artistico tra due città diverse, ma con una premente questione in comune: valorizzare la scena artistica contemporanea.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1024</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemilano,artemoderna,artevalencia,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,mostremilano,mostrevalencia,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>36</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#35. “Se bella vuoi apparire,  un po’ devi soffrire”: Arte, Corpo e Bellezza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/35-se-bella-vuoi-apparire-un-po-devi-soffrire-arte-corpo-e-bellezza--63638865</link><description><![CDATA[“Se bella vuoi apparire, un po’ devi soffrire”. Nessun bambino maschio si è mai sentito dire una frase del genere; eppure a noi bambine, le nostre mamme o le nostre nonne l’hanno ripetuta ogni qualvolta che dovevano conficcarci in testa delle forcine, vestirci con dei vestiti scomodi o tirarci i capelli per ottenere una coda tiratissima.<br /><br />Per la maggior parte delle persone questo è solo “un modo di dire” che, in quanto tale, non andrebbe preso troppo sul serio. In realtà, è l’opposto: innesta e normalizza nelle menti delle bambine la “sofferenza” come mezzo necessario per ottenere la bellezza.<br /><br />Che poi… è proprio necessario essere belle? Perché dobbiamo esserlo a tutti i costi, sofferenze o sacrifici? <br /><br />In questo episodio cercheremo di rispondere a queste domande, attingendo anche dal mondo dell’arte, che per primo ha contribuito a radicare il mito della bellezza ma che, grazie al lavoro successivo di molte artiste, è riuscito straordinariamente a sovvertirlo.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63638865</guid><pubDate>Fri, 10 Jan 2025 16:50:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63638865/episodio_35.mp3" length="24570550" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>“Se bella vuoi apparire, un po’ devi soffrire”. Nessun bambino maschio si è mai sentito dire una frase del genere; eppure a noi bambine, le nostre mamme o le nostre nonne l’hanno ripetuta ogni qualvolta che dovevano conficcarci in testa delle forcine,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Se bella vuoi apparire, un po’ devi soffrire”. Nessun bambino maschio si è mai sentito dire una frase del genere; eppure a noi bambine, le nostre mamme o le nostre nonne l’hanno ripetuta ogni qualvolta che dovevano conficcarci in testa delle forcine, vestirci con dei vestiti scomodi o tirarci i capelli per ottenere una coda tiratissima.<br /><br />Per la maggior parte delle persone questo è solo “un modo di dire” che, in quanto tale, non andrebbe preso troppo sul serio. In realtà, è l’opposto: innesta e normalizza nelle menti delle bambine la “sofferenza” come mezzo necessario per ottenere la bellezza.<br /><br />Che poi… è proprio necessario essere belle? Perché dobbiamo esserlo a tutti i costi, sofferenze o sacrifici? <br /><br />In questo episodio cercheremo di rispondere a queste domande, attingendo anche dal mondo dell’arte, che per primo ha contribuito a radicare il mito della bellezza ma che, grazie al lavoro successivo di molte artiste, è riuscito straordinariamente a sovvertirlo.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1022</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,bellezza,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,hannahwilke,intrattenimento,marinaabramovic,mitodellabellezza,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>35</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#34. Vivian Maier: a mano a mano con l’oblio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/34-vivian-maier-a-mano-a-mano-con-l-oblio--63169206</link><description><![CDATA[La fotografia di Vivian Maier (New York, 1 febbraio 1926 - Chicago, 21 aprile 2009) è la rappresentazione visiva di quei frammenti dell’ordinario - mani, sguardi, volti - che rimangono inosservati, quasi dimenticati; insomma, la rappresentazione visiva di un sentimento di vuoto palpabile. Un vuoto che, per aggiunta, le tiene la mano per tutta la carriera artistica, per tutta la vita. <br /><br />In questo episodio cercheremo di addentrarci nel suo oblio: approfondiremo la sua arte, la sua vita, l’uomo fortunato che ha scoperto i suoi archivi andati perduti e le problematiche relative all’eredità.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63169206</guid><pubDate>Thu, 05 Dec 2024 16:55:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63169206/episodio_34.mp3" length="18251451" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>La fotografia di Vivian Maier (New York, 1 febbraio 1926 - Chicago, 21 aprile 2009) è la rappresentazione visiva di quei frammenti dell’ordinario - mani, sguardi, volti - che rimangono inosservati, quasi dimenticati; insomma, la rappresentazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La fotografia di Vivian Maier (New York, 1 febbraio 1926 - Chicago, 21 aprile 2009) è la rappresentazione visiva di quei frammenti dell’ordinario - mani, sguardi, volti - che rimangono inosservati, quasi dimenticati; insomma, la rappresentazione visiva di un sentimento di vuoto palpabile. Un vuoto che, per aggiunta, le tiene la mano per tutta la carriera artistica, per tutta la vita. <br /><br />In questo episodio cercheremo di addentrarci nel suo oblio: approfondiremo la sua arte, la sua vita, l’uomo fortunato che ha scoperto i suoi archivi andati perduti e le problematiche relative all’eredità.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>759</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,fotografia,intrattenimento,novità,pittura,reggiadimonza,società,storia,storie,vivianmaier,vivianmaiermonza</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>34</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#33. ATTACCARE LA BELLEZZA. Lorenza Böttner e Niki de Saint Phalle</title><link>https://www.spreaker.com/episode/33-attaccare-la-bellezza-lorenza-bottner-e-niki-de-saint-phalle--62654635</link><description><![CDATA[La Venere di Milo è una di quelle opere elette dal sistema dell’arte occidentale come simbolo di perfezione e bellezza assoluta, ispirando artisti da tutta Europa.<br /><br />Lorenza Böttner e Niki de Saint Phalle, tuttavia, hanno preso la sua simbologia per rimetterla in discussione: Böttner si sofferma sul paradosso tra l’ammirazione di un corpo statuario mutilato e, al contempo, i sentimenti di incertezza e vergogna verso un corpo umano mutilato (come nel suo caso); mentre de Saint Phalle, spara alla Venere con un fucile, riempiendola di colore. <br /><br />Un vero e proprio attacco a quella bellezza che, ancora a oggi, si impossessa delle donne, rinchiudendole in un malato sistema di potere e oppressione.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62654635</guid><pubDate>Thu, 07 Nov 2024 16:50:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62654635/episodio_33.mp3" length="20222184" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>La Venere di Milo è una di quelle opere elette dal sistema dell’arte occidentale come simbolo di perfezione e bellezza assoluta, ispirando artisti da tutta Europa.

Lorenza Böttner e Niki de Saint Phalle, tuttavia, hanno preso la sua simbologia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Venere di Milo è una di quelle opere elette dal sistema dell’arte occidentale come simbolo di perfezione e bellezza assoluta, ispirando artisti da tutta Europa.<br /><br />Lorenza Böttner e Niki de Saint Phalle, tuttavia, hanno preso la sua simbologia per rimetterla in discussione: Böttner si sofferma sul paradosso tra l’ammirazione di un corpo statuario mutilato e, al contempo, i sentimenti di incertezza e vergogna verso un corpo umano mutilato (come nel suo caso); mentre de Saint Phalle, spara alla Venere con un fucile, riempiendola di colore. <br /><br />Un vero e proprio attacco a quella bellezza che, ancora a oggi, si impossessa delle donne, rinchiudendole in un malato sistema di potere e oppressione.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>841</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,ilmitodellabellezza,intrattenimento,lorenzabottner,nikidesaintphalle,novità,patriarcato,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>33</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#32. Claude Cahun, singolare e molteplice</title><link>https://www.spreaker.com/episode/32-claude-cahun-singolare-e-molteplice--62333233</link><description><![CDATA[Claude Cahun (Nantes, 25 ottobre 1894 - Saint Helier, 8 dicembre 1954) - artista, omosessuale ed ebrea durante la Francia del primo dopoguerra - con la sua ricerca esplora l'irrazionalità delle narrazioni oniriche e i limiti del realismo.<br /><br />La sua intera vita è un atto politico, a partire dalla scelta dallo pseudonimo androgino (Claude) e dichiaratamente ebraico (Cahun): così facendo sovverte e scardina le convenzioni e i canoni sociali prestabiliti, liberandosi dal binarismo in cui è intrappolata la società.<br /><br />In molti della comunità LGBTQA+, genderless o gender fluid si riconoscono in Claude Cahun e nelle sue opere, considerandola come la pioniera della sessualità fluida, colei che ha abbattuto i pregiudizi sullo stereotipo della femminilità.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62333233</guid><pubDate>Fri, 11 Oct 2024 15:50:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62333233/episodio_32.mp3" length="19366069" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Claude Cahun (Nantes, 25 ottobre 1894 - Saint Helier, 8 dicembre 1954) - artista, omosessuale ed ebrea durante la Francia del primo dopoguerra - con la sua ricerca esplora l'irrazionalità delle narrazioni oniriche e i limiti del realismo.

La sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Claude Cahun (Nantes, 25 ottobre 1894 - Saint Helier, 8 dicembre 1954) - artista, omosessuale ed ebrea durante la Francia del primo dopoguerra - con la sua ricerca esplora l'irrazionalità delle narrazioni oniriche e i limiti del realismo.<br /><br />La sua intera vita è un atto politico, a partire dalla scelta dallo pseudonimo androgino (Claude) e dichiaratamente ebraico (Cahun): così facendo sovverte e scardina le convenzioni e i canoni sociali prestabiliti, liberandosi dal binarismo in cui è intrappolata la società.<br /><br />In molti della comunità LGBTQA+, genderless o gender fluid si riconoscono in Claude Cahun e nelle sue opere, considerandola come la pioniera della sessualità fluida, colei che ha abbattuto i pregiudizi sullo stereotipo della femminilità.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>806</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,claudecahun,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,genderfluid,intrattenimento,marcelmoore,novità,pittura,società,storia,storie,surrealismo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>32</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#31. Oltre l’amore. Robert Mapplethorpe e Patti Smith</title><link>https://www.spreaker.com/episode/31-oltre-l-amore-robert-mapplethorpe-e-patti-smith--62118880</link><description><![CDATA[“Su Robert è stato detto molto, e molto altro si dirà. I giovani faranno propria la sua andatura. Le giovani vestiranno di bianco e piangeranno i suoi riccioli. Verrà condannato e venerato. I suoi eccessi biasimati oppure romanzati. Alla fine, la verità potrà essere ritrovata soltanto nella sua opera, il corpo materiale dell’artista. Essa non svanirà. Gli uomini non possono giudicarla. Poiché l’arte canta di Dio, e a lui appartiene in ultima istanza”, così racconta la sacerdotessa del rock - Patti Smith - di Robert Mapplethorpe, suo ex compagno, amico, confidente e collaboratore.<br /><br />Il supporto reciproco è la chiave del loro successo: lei lo sprona nella fotografia e lui la sprona nella musica. Il loro è un rapporto unico, profondo, che va oltre l’amicizia, oltre l’amore: è un rapporto di arte e di poesia.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62118880</guid><pubDate>Thu, 26 Sep 2024 17:21:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62118880/episodio_31.mp3" length="21261141" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>“Su Robert è stato detto molto, e molto altro si dirà. I giovani faranno propria la sua andatura. Le giovani vestiranno di bianco e piangeranno i suoi riccioli. Verrà condannato e venerato. I suoi eccessi biasimati oppure romanzati. Alla fine, la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Su Robert è stato detto molto, e molto altro si dirà. I giovani faranno propria la sua andatura. Le giovani vestiranno di bianco e piangeranno i suoi riccioli. Verrà condannato e venerato. I suoi eccessi biasimati oppure romanzati. Alla fine, la verità potrà essere ritrovata soltanto nella sua opera, il corpo materiale dell’artista. Essa non svanirà. Gli uomini non possono giudicarla. Poiché l’arte canta di Dio, e a lui appartiene in ultima istanza”, così racconta la sacerdotessa del rock - Patti Smith - di Robert Mapplethorpe, suo ex compagno, amico, confidente e collaboratore.<br /><br />Il supporto reciproco è la chiave del loro successo: lei lo sprona nella fotografia e lui la sprona nella musica. Il loro è un rapporto unico, profondo, che va oltre l’amicizia, oltre l’amore: è un rapporto di arte e di poesia.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>884</itunes:duration><itunes:keywords>amorerock,arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pattismith,pittura,robertmapplethorpe,società,storia,storiadelrock,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>31</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#30. Egon Schiele: perverso o progressista?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/30-egon-schiele-perverso-o-progressista--61374010</link><description><![CDATA[Egon Schiele (12 giugno 1890, Tulln an der Donau, Austria - 31 ottobre 1918, Vienna, Austria), oltre a essere il protagonista indiscusso dell’espressionismo viennese, è una delle figure più controverse della storia dell’arte.<br /><br />Un anticonformista, un ribelle e, senza alcun dubbio, un visionario. Tutte cose che i manuali ufficiali ci hanno prolissamente raccontato. Ma, oltre a ciò… chi è veramente Egon Schiele? E, soprattutto, che rapporto ha con il genere femminile?  <br /><br />In quest’episodio proveremo a dare una risposta. E come? In un solo e unico modo: ricercando ancora una volta il pelo nell’uovo.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61374010</guid><pubDate>Thu, 12 Sep 2024 15:50:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61374010/episodio_30.mp3" length="22487105" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Egon Schiele (12 giugno 1890, Tulln an der Donau, Austria - 31 ottobre 1918, Vienna, Austria), oltre a essere il protagonista indiscusso dell’espressionismo viennese, è una delle figure più controverse della storia dell’arte.

Un anticonformista, un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Egon Schiele (12 giugno 1890, Tulln an der Donau, Austria - 31 ottobre 1918, Vienna, Austria), oltre a essere il protagonista indiscusso dell’espressionismo viennese, è una delle figure più controverse della storia dell’arte.<br /><br />Un anticonformista, un ribelle e, senza alcun dubbio, un visionario. Tutte cose che i manuali ufficiali ci hanno prolissamente raccontato. Ma, oltre a ciò… chi è veramente Egon Schiele? E, soprattutto, che rapporto ha con il genere femminile?  <br /><br />In quest’episodio proveremo a dare una risposta. E come? In un solo e unico modo: ricercando ancora una volta il pelo nell’uovo.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>935</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,egonschiele,espressionismoaustriaco,femminismo,formazione,gustavklimt,intrattenimento,novità,perversione,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>30</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#29. Il corpo di Cristo. Anzi, il corpo di Lydia. Arte, corpo e religione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/29-il-corpo-di-cristo-anzi-il-corpo-di-lydia-arte-corpo-e-religione--60902365</link><description><![CDATA[Il rapporto tra arte e religione è stato ed è decisamente intricato, alternando amore e sfruttamento, esaltazione e dissacrazione. Sopratutto se si tiene in conto un altro fattore: il corpo. Corpo nudo, corpo sensuale, corpo sacro, corpo di cristo, corpo demitizzato. <br /><br />In quest’episodio vedremo due esempi di questi corpi: il primo è Lydia (1777 ca), del “reverendo pittore di Veneri” - Reverendo Matthew William Peters - mentre, il secondo è Piss Christ (1989) di Andres Serrano.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60902365</guid><pubDate>Fri, 02 Aug 2024 17:53:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60902365/episodio_29.mp3" length="23018964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Il rapporto tra arte e religione è stato ed è decisamente intricato, alternando amore e sfruttamento, esaltazione e dissacrazione. Sopratutto se si tiene in conto un altro fattore: il corpo. Corpo nudo, corpo sensuale, corpo sacro, corpo di cristo,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il rapporto tra arte e religione è stato ed è decisamente intricato, alternando amore e sfruttamento, esaltazione e dissacrazione. Sopratutto se si tiene in conto un altro fattore: il corpo. Corpo nudo, corpo sensuale, corpo sacro, corpo di cristo, corpo demitizzato. <br /><br />In quest’episodio vedremo due esempi di questi corpi: il primo è Lydia (1777 ca), del “reverendo pittore di Veneri” - Reverendo Matthew William Peters - mentre, il secondo è Piss Christ (1989) di Andres Serrano.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>957</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,corpodicristo,cristo,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,georgeiv,intrattenimento,novità,pittura,reverendomatthewwilliampeters,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>29</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#28. SPOILER: dialogo con Elena Garbarino e Mara Surace</title><link>https://www.spreaker.com/episode/28-spoiler-dialogo-con-elena-garbarino-e-mara-surace--60721929</link><description><![CDATA[Se in principio - prima delle ricerche sul campo - gli antropologi analizzavano le usanze e le culture di popoli lontani comodamente dalla poltrona di casa, si può dire che le due antropologhe Elena Garbarino e Mara Surace abbiano inventato una nuova professione: “l’antropologia da divano”: dopo aver guardato e studiato 90 serie TV, sono riemerse dal binge watching con un nuovo punto di vista sul mondo. <br /><br />Nasce così “Spoiler! Serie TV e giustizia sociale” (2022, Meltemi Editore): un libro capace di trattare temi importanti e complessi (come il femminismo, antirazzismo, la lotta di classe…), attraverso un mezzo diretto e a noi familiare come la serie TV.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60721929</guid><pubDate>Thu, 18 Jul 2024 15:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60721929/episodio_28_elena_e_mara.mp3" length="26437407" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Se in principio - prima delle ricerche sul campo - gli antropologi analizzavano le usanze e le culture di popoli lontani comodamente dalla poltrona di casa, si può dire che le due antropologhe Elena Garbarino e Mara Surace abbiano inventato una nuova...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se in principio - prima delle ricerche sul campo - gli antropologi analizzavano le usanze e le culture di popoli lontani comodamente dalla poltrona di casa, si può dire che le due antropologhe Elena Garbarino e Mara Surace abbiano inventato una nuova professione: “l’antropologia da divano”: dopo aver guardato e studiato 90 serie TV, sono riemerse dal binge watching con un nuovo punto di vista sul mondo. <br /><br />Nasce così “Spoiler! Serie TV e giustizia sociale” (2022, Meltemi Editore): un libro capace di trattare temi importanti e complessi (come il femminismo, antirazzismo, la lotta di classe…), attraverso un mezzo diretto e a noi familiare come la serie TV.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1648</itunes:duration><itunes:keywords>antropologia,arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,elenagarbarino,femminismo,formazione,intrattenimento,marasurace,novità,pittura,società,spoiler,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>28</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#27. Un femminismo decoloniale: dialogo con Françoise Vergès</title><link>https://www.spreaker.com/episode/27-un-femminismo-decoloniale-dialogo-con-francoise-verges--60600885</link><description><![CDATA[Françoise Vergès è politologa, attivista francese, femminista antirazzista, ricercatrice senior presso il <i>Sarah Parker Remond Center Institute of Advanced Studies </i>e autrice di diverse scritti sulla schiavitù coloniale, sugli studi decoloniali, sull’istituzione museale e sul femminismo, tra cui “Un femminismo decoloniale” (“Un feminisme décolonial”, 2019<i>, </i>La Fabrique éditions). <br /><br />Il saggio evidenzia come il femminismo occidentale, fondato sulla cancellazione delle disparità uomo-donna, abbia sottovalutato e talvolta ignorato le esperienze di dominazione che esistono tra le donne stesse.<br />Il femminismo decoloniale, a differenza di quello occidentale, è prima di tutto anticapitalista e antirazziale: secondo Vergès, difatti, non ci si dovrebbe definire femministe senza interessarsi alle questioni ambientali, allo sfruttamento, alla questione di classe e al razzismo. <br /><br />Grazie ancora Françoise Vergès per il suo tempo e per le sue parole… attendiamo con ansia l’uscita del prossimo libro! <br /><br />Un grazie speciale anche a Alessia Vespa, co-autrice di questo episodio, e a Celeste Tartaglia, la nostra doppiatrice dalla voce impeccabile.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60600885</guid><pubDate>Thu, 04 Jul 2024 15:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60600885/episodio_27_francoise_verg_s.mp3" length="23132359" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Françoise Vergès è politologa, attivista francese, femminista antirazzista, ricercatrice senior presso il Sarah Parker Remond Center Institute of Advanced Studies e autrice di diverse scritti sulla schiavitù coloniale, sugli studi decoloniali,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Françoise Vergès è politologa, attivista francese, femminista antirazzista, ricercatrice senior presso il <i>Sarah Parker Remond Center Institute of Advanced Studies </i>e autrice di diverse scritti sulla schiavitù coloniale, sugli studi decoloniali, sull’istituzione museale e sul femminismo, tra cui “Un femminismo decoloniale” (“Un feminisme décolonial”, 2019<i>, </i>La Fabrique éditions). <br /><br />Il saggio evidenzia come il femminismo occidentale, fondato sulla cancellazione delle disparità uomo-donna, abbia sottovalutato e talvolta ignorato le esperienze di dominazione che esistono tra le donne stesse.<br />Il femminismo decoloniale, a differenza di quello occidentale, è prima di tutto anticapitalista e antirazziale: secondo Vergès, difatti, non ci si dovrebbe definire femministe senza interessarsi alle questioni ambientali, allo sfruttamento, alla questione di classe e al razzismo. <br /><br />Grazie ancora Françoise Vergès per il suo tempo e per le sue parole… attendiamo con ansia l’uscita del prossimo libro! <br /><br />Un grazie speciale anche a Alessia Vespa, co-autrice di questo episodio, e a Celeste Tartaglia, la nostra doppiatrice dalla voce impeccabile.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1439</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminimooccidentale,femminismo,femminismobianco,femminismodecoloniale,formazione,françoisevergès,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>27</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#26. Un panino imbottito di marmo: la storia di Meret Oppenheim</title><link>https://www.spreaker.com/episode/26-un-panino-imbottito-di-marmo-la-storia-di-meret-oppenheim--60152754</link><description><![CDATA[Meret Oppenheim (6 ottobre 1913, Berlino - 15 novembre 1985, Basilea) è stata un’artista incredibile che non ha mai voluto che venisse ricordata come modella, musa o men che meno insegna del Surrealismo.<br /><br />Tuttavia, ancora ad oggi, la storia ufficiale la racconta come la musa di Man Ray, di Max Ernst, di Marcel Duchamp, di Alberto Giacometti o di Renè Magritte, quando invece ha saputo affermarsi nel contesto prevalentemente maschile del surrealismo e sviluppare una ricerca coerente con la sua persona: complessa, profonda e anticonformista.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60152754</guid><pubDate>Thu, 23 May 2024 17:35:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60152754/episodio_26.mp3" length="13020441" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Meret Oppenheim (6 ottobre 1913, Berlino - 15 novembre 1985, Basilea) è stata un’artista incredibile che non ha mai voluto che venisse ricordata come modella, musa o men che meno insegna del Surrealismo.

Tuttavia, ancora ad oggi, la storia ufficiale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Meret Oppenheim (6 ottobre 1913, Berlino - 15 novembre 1985, Basilea) è stata un’artista incredibile che non ha mai voluto che venisse ricordata come modella, musa o men che meno insegna del Surrealismo.<br /><br />Tuttavia, ancora ad oggi, la storia ufficiale la racconta come la musa di Man Ray, di Max Ernst, di Marcel Duchamp, di Alberto Giacometti o di Renè Magritte, quando invece ha saputo affermarsi nel contesto prevalentemente maschile del surrealismo e sviluppare una ricerca coerente con la sua persona: complessa, profonda e anticonformista.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>806</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,manray,maxernst,meretoppenheim,novità,oppenheimer,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>26</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#25. L'arte può far ridere?: dialogo con Simone Nigiotti (@ready_meme.exe)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/25-l-arte-puo-far-ridere-dialogo-con-simone-nigiotti-ready-meme-exe--59924727</link><description><![CDATA[Se Marcel Duchamp fosse nostro contemporaneo, non ci sorprenderebbe se presentasse il suo famoso “orinatoio”  (Fontana, 1917) sotto forma di… meme: un fenomeno virale (immagine, video, testo) dal contenuto ironico, irriverente e imprevedibile.<br /><br />&lt;&lt; Il meme come nuova wave del Dada - così l’ha definito l’ospite di oggi, Simone Nigiotti, creatore del profilo Instagram da quasi 25 mila followers <a href="https://www.instagram.com/ready_meme.exe?igsh=ZXUzZWM5bWh0bGlp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@<i>r</i></a><i><a href="https://www.instagram.com/ready_meme.exe?igsh=ZXUzZWM5bWh0bGlp" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>e</i>ady_meme.exe</a> - </i>la summa perfetta di immediatezza e impatto visivo &gt;&gt;.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59924727</guid><pubDate>Thu, 09 May 2024 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59924727/episodio_25_simone_meme.mp3" length="23274086" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Se Marcel Duchamp fosse nostro contemporaneo, non ci sorprenderebbe se presentasse il suo famoso “orinatoio”  (Fontana, 1917) sotto forma di… meme: un fenomeno virale (immagine, video, testo) dal contenuto ironico, irriverente e imprevedibile....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se Marcel Duchamp fosse nostro contemporaneo, non ci sorprenderebbe se presentasse il suo famoso “orinatoio”  (Fontana, 1917) sotto forma di… meme: un fenomeno virale (immagine, video, testo) dal contenuto ironico, irriverente e imprevedibile.<br /><br />&lt;&lt; Il meme come nuova wave del Dada - così l’ha definito l’ospite di oggi, Simone Nigiotti, creatore del profilo Instagram da quasi 25 mila followers <a href="https://www.instagram.com/ready_meme.exe?igsh=ZXUzZWM5bWh0bGlp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@<i>r</i></a><i><a href="https://www.instagram.com/ready_meme.exe?igsh=ZXUzZWM5bWh0bGlp" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>e</i>ady_meme.exe</a> - </i>la summa perfetta di immediatezza e impatto visivo &gt;&gt;.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1450</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,dadaismo,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,marcelduchamp,meme,novità,pittura,readymade,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>25</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#24. Femminismi contro: dialogo con Elvira Vannini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/24-femminismi-contro-dialogo-con-elvira-vannini--59627988</link><description><![CDATA[Femminismi contro: Pratiche artistiche e cartografie di genere (2023, Meltemi Editore) è un insieme di otto saggi di artiste, critiche e curatrici accumunate dal loro legame tra arte, cultura e politica che, uniti, scandiscono una narrazione contro-egemonica dell’arte.<br /><br />A raccontarcelo è Elvira Vannini, storica dell’arte, critica d’arte, curatrice indipendente, docente alla NABA di Milano, fondatrice del blog/magazine <i>HOT POTATOES</i> e curatrice dell’antologia.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59627988</guid><pubDate>Thu, 25 Apr 2024 15:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59627988/episodio_24_vannini.mp3" length="19879522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Femminismi contro: Pratiche artistiche e cartografie di genere (2023, Meltemi Editore) è un insieme di otto saggi di artiste, critiche e curatrici accumunate dal loro legame tra arte, cultura e politica che, uniti, scandiscono una narrazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Femminismi contro: Pratiche artistiche e cartografie di genere (2023, Meltemi Editore) è un insieme di otto saggi di artiste, critiche e curatrici accumunate dal loro legame tra arte, cultura e politica che, uniti, scandiscono una narrazione contro-egemonica dell’arte.<br /><br />A raccontarcelo è Elvira Vannini, storica dell’arte, critica d’arte, curatrice indipendente, docente alla NABA di Milano, fondatrice del blog/magazine <i>HOT POTATOES</i> e curatrice dell’antologia.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1237</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artefemminista,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,elviravannini,femminismicontro,femminismo,formazione,griseldapollock,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>24</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#23. Carla Accardi: la mostra al Palazzo Esposizioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/23-carla-accardi-la-mostra-al-palazzo-esposizioni--59421841</link><description><![CDATA[Sperimentatrice, ricercatrice, militante femminista e una delle prime artiste astrattiste italiane: questo e molto altro è stata Carla Accardi (9 ottobre 1924, Trapani - 23 febbraio 2014, Roma), figura cardine dell’arte del Novecento. <br /><br />Questo episodio è dedicato alla sua lunghissima carriera artistica - durata circa sessant’anni - con particolare attenzione al rapporto tra arte e femminismo (per il quale ha chiuso i rapporti con Carla Lonzi) e alla sua sperimentazione artistica. <br /><br />Vi ricordo che la mostra a lei dedicata al Palazzo Esposizioni a Roma è visitabile fino al 9 giugno 2024!<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59421841</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2024 16:49:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59421841/episodio_23.mp3" length="18127902" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Sperimentatrice, ricercatrice, militante femminista e una delle prime artiste astrattiste italiane: questo e molto altro è stata Carla Accardi (9 ottobre 1924, Trapani - 23 febbraio 2014, Roma), figura cardine dell’arte del Novecento. 

Questo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sperimentatrice, ricercatrice, militante femminista e una delle prime artiste astrattiste italiane: questo e molto altro è stata Carla Accardi (9 ottobre 1924, Trapani - 23 febbraio 2014, Roma), figura cardine dell’arte del Novecento. <br /><br />Questo episodio è dedicato alla sua lunghissima carriera artistica - durata circa sessant’anni - con particolare attenzione al rapporto tra arte e femminismo (per il quale ha chiuso i rapporti con Carla Lonzi) e alla sua sperimentazione artistica. <br /><br />Vi ricordo che la mostra a lei dedicata al Palazzo Esposizioni a Roma è visitabile fino al 9 giugno 2024!<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1126</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,carlaaccardi,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,mostreroma,novità,palazzoesposizioni,pittura,romacultura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>23</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#22. L'irrazionalità dell’effimero: il ghiaccio nell’arte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/22-l-irrazionalita-dell-effimero-il-ghiaccio-nell-arte--59211213</link><description><![CDATA[Il ghiaccio attraversa l’ecologia, il femminile e il femminismo, la politica, fino ad arrivare alla poesia: l’inevitabilità del suo scioglimento ci riconduce alla fragilità e alla transitorietà della nostra vita, alla mortalità del nostro essere.<br /><br />In questo episodio vedremo degli esempi di artisti - David Hammons, Francis Alÿs, Paul Kos, Nèle Azevedo, Ólafur Elíasson, Kirsten Justesen e Gloria Camiruaga - che, con la loro arte, hanno concretizzato questo discorso, rovesciando la monumentalità e la solidità del ghiaccio in favore della sua contraddittoria effimerità e della sua ampia simbologia. <br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59211213</guid><pubDate>Thu, 28 Mar 2024 18:28:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59211213/episodio_22.mp3" length="14486724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Il ghiaccio attraversa l’ecologia, il femminile e il femminismo, la politica, fino ad arrivare alla poesia: l’inevitabilità del suo scioglimento ci riconduce alla fragilità e alla transitorietà della nostra vita, alla mortalità del nostro essere.

In...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ghiaccio attraversa l’ecologia, il femminile e il femminismo, la politica, fino ad arrivare alla poesia: l’inevitabilità del suo scioglimento ci riconduce alla fragilità e alla transitorietà della nostra vita, alla mortalità del nostro essere.<br /><br />In questo episodio vedremo degli esempi di artisti - David Hammons, Francis Alÿs, Paul Kos, Nèle Azevedo, Ólafur Elíasson, Kirsten Justesen e Gloria Camiruaga - che, con la loro arte, hanno concretizzato questo discorso, rovesciando la monumentalità e la solidità del ghiaccio in favore della sua contraddittoria effimerità e della sua ampia simbologia. <br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>899</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,arteghiaccio,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,davidhammons,donna,femminismo,formazione,ghiaccio,intrattenimento,novità,olafureliasson,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>22</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#21. Caso Ana Mendieta: suicidio o femminicidio?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/21-caso-ana-mendieta-suicidio-o-femminicidio--59047006</link><description><![CDATA[All’improvviso il tonfo. <br />Durante la notte dell’8 settembre 1985, qualcosa precipita dal 34° piano di un palazzo nel Greenwich Village, a New York: è il corpo di Ana Mendieta, artista femminista di origini cubane.<br />Ad avvisare le autorità è stato il marito, anche lui artista, Carl Andre. Unico sospettato della sua morte, Andre verrà processato e poi assolto nel 1988 per insufficienza di prove. <br /><br />Suicidio o femminicidio? Nonostante una sentenza definitiva, l’enigma rimane tutt’oggi ancora aperto, lasciando nel pensiero collettivo diversi dubbi (e tanta rabbia) ancora in sospeso.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59047006</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2024 17:50:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59047006/episodio_21.mp3" length="15639977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>All’improvviso il tonfo. 
Durante la notte dell’8 settembre 1985, qualcosa precipita dal 34° piano di un palazzo nel Greenwich Village, a New York: è il corpo di Ana Mendieta, artista femminista di origini cubane.
Ad avvisare le autorità è stato il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[All’improvviso il tonfo. <br />Durante la notte dell’8 settembre 1985, qualcosa precipita dal 34° piano di un palazzo nel Greenwich Village, a New York: è il corpo di Ana Mendieta, artista femminista di origini cubane.<br />Ad avvisare le autorità è stato il marito, anche lui artista, Carl Andre. Unico sospettato della sua morte, Andre verrà processato e poi assolto nel 1988 per insufficienza di prove. <br /><br />Suicidio o femminicidio? Nonostante una sentenza definitiva, l’enigma rimane tutt’oggi ancora aperto, lasciando nel pensiero collettivo diversi dubbi (e tanta rabbia) ancora in sospeso.<br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>970</itunes:duration><itunes:keywords>anamendieta,arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,carlandre,cronacanera,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie,truecrime</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>21</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#20. Behind the Iron Curtain: l’arte di confine dell’Europa dell’Est</title><link>https://www.spreaker.com/episode/20-behind-the-iron-curtain-l-arte-di-confine-dell-europa-dell-est--58869324</link><description><![CDATA[Ciò che divideva l’Europa in blocchi (occidentale e orientale) - prima della Caduta del Muro di Berlino - era la Cortina di ferro: linea di divisione e di confine.<br /><br />Tuttavia, il confine oltre che “frontiera”, era anche limite, soglia: luogo sì di separazione, ma anche di riflessione e immaginazione. <br /><br />Dietro la cortina di ferro, gli artisti tematizzavano il confine, rendendolo tangibile nelle loro opere. Per le artiste, inoltre, il confine trattato aveva una connotazione differente: non era solo politico, ma soprattutto sociale, culturale ed esistenziale.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58869324</guid><pubDate>Thu, 29 Feb 2024 16:50:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58869324/episodio_20.mp3" length="14089534" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Ciò che divideva l’Europa in blocchi (occidentale e orientale) - prima della Caduta del Muro di Berlino - era la Cortina di ferro: linea di divisione e di confine.

Tuttavia, il confine oltre che “frontiera”, era anche limite, soglia: luogo sì di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ciò che divideva l’Europa in blocchi (occidentale e orientale) - prima della Caduta del Muro di Berlino - era la Cortina di ferro: linea di divisione e di confine.<br /><br />Tuttavia, il confine oltre che “frontiera”, era anche limite, soglia: luogo sì di separazione, ma anche di riflessione e immaginazione. <br /><br />Dietro la cortina di ferro, gli artisti tematizzavano il confine, rendendolo tangibile nelle loro opere. Per le artiste, inoltre, il confine trattato aveva una connotazione differente: non era solo politico, ma soprattutto sociale, culturale ed esistenziale.<br /><br /><br />Per la bibliografia/sitografia visitate il mio canale <a href="https://ko-fi.com/pelonelluovo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ko-Fi</a>, per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>874</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artedellest,arteest,artemoderna,artivisive,attualità,cortinadiferro,cultura,curiosità,donna,esteuropa,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>20</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#19. Ewa Partum e Magdalena Abakanowicz: il corpo nella sfera pubblica della Polonia socialista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/19-ewa-partum-e-magdalena-abakanowicz-il-corpo-nella-sfera-pubblica-della-polonia-socialista--58698063</link><description><![CDATA[Ewa Partum (1945, Grodzisk Mazowiecki, Polonia) e Magdalena Abakanowicz (20 giugno 1930, Falenty, Polonia - 20 aprile 2017, Varsavia, Polonia) sono due artiste polacche che, oltre al paese d’origine, hanno apparentemente ben poco in comune: la prima è considerata tutt’oggi una delle più grandi pioniere dell’arte femminista dell’Europa dell’est mentre, la seconda, un’importante artista installativa che, al contrario, mai si è voluta definire femminista.<br /><br />In realtà qualcosa in comune ce l’hanno e nell’episodio di oggi cercheremo di approfondirlo: seppur in modo differente, nei lavori di entrambe emerge la tematica del <i>corpo</i>, inteso come elemento rappresentativo dei valori di una Polonia devastata e sconvolta non solo dalla Seconda guerra mondiale ma anche dalla rivoluzione comunista (che ha portato a circa quarantacinque anni di regime).<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58698063</guid><pubDate>Thu, 15 Feb 2024 17:58:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58698063/episodio_19.mp3" length="15863383" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Ewa Partum (1945, Grodzisk Mazowiecki, Polonia) e Magdalena Abakanowicz (20 giugno 1930, Falenty, Polonia - 20 aprile 2017, Varsavia, Polonia) sono due artiste polacche che, oltre al paese d’origine, hanno apparentemente ben poco in comune: la prima è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ewa Partum (1945, Grodzisk Mazowiecki, Polonia) e Magdalena Abakanowicz (20 giugno 1930, Falenty, Polonia - 20 aprile 2017, Varsavia, Polonia) sono due artiste polacche che, oltre al paese d’origine, hanno apparentemente ben poco in comune: la prima è considerata tutt’oggi una delle più grandi pioniere dell’arte femminista dell’Europa dell’est mentre, la seconda, un’importante artista installativa che, al contrario, mai si è voluta definire femminista.<br /><br />In realtà qualcosa in comune ce l’hanno e nell’episodio di oggi cercheremo di approfondirlo: seppur in modo differente, nei lavori di entrambe emerge la tematica del <i>corpo</i>, inteso come elemento rappresentativo dei valori di una Polonia devastata e sconvolta non solo dalla Seconda guerra mondiale ma anche dalla rivoluzione comunista (che ha portato a circa quarantacinque anni di regime).<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>985</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,comunismo,cultura,curiosità,donna,ewapartum,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,polonia,socialismo,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>19</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#18. Milli Gandini e il gruppo Immagine: dialogo con Manuela Gandini </title><link>https://www.spreaker.com/episode/18-milli-gandini-e-il-gruppo-immagine-dialogo-con-manuela-gandini--58532583</link><description><![CDATA[“Artista, gallerista, femminista, agitatrice culturale”: è così che Manuela Gandini descrive sua madre, Milli Gandini (1941-2017), fondatrice del gruppo femminista Immagine di Varese.<br /><br />In questo episodio, Manuela ci permette di ripercorrere alcuni aspetti della vita dell'artista: a partire dalla sua adolescenza, che coincide con la scelta - poi all’ultimo abbandonata - di farsi suora; al momento in cui si avvicina al femminismo; fino ad arrivare alla sua iconica performance “La mamma è uscita” in cui deliberatamente smette di pulire, di cucinare, di prendersi cura della casa e della famiglia. Chiama poi Mirella Tognola - un’altra artista del gruppo - che, nella polvere sedimentata sui mobili, traccia con il dito la scritta “salario al lavoro domestico” e il simbolo femminista creando, come direbbe Manuela, dei &lt;&lt; graffiti interni, non urbani, graffiti familiari &gt;&gt;.<br /><br />Un’arte-arma quella di Milli Gandini: sovversiva, arrabbiata e ribelle. Un’arte che, anche quarant’anni più tardi, non perde la sua energia né tantomeno la sua freschezza.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58532583</guid><pubDate>Thu, 01 Feb 2024 16:50:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58532583/episodio_18_gandini.mp3" length="28986966" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>“Artista, gallerista, femminista, agitatrice culturale”: è così che Manuela Gandini descrive sua madre, Milli Gandini (1941-2017), fondatrice del gruppo femminista Immagine di Varese.

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All’età di 27 anni deciderà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VALIE EXPORT (17 maggio 1940, Linz, Austria) si scrive tutto in maiuscolo. E questo non vale solo per il suo nome, ma anche per la sua persona: un’artista sfrontata, provocatoria, ribelle e controcorrente fin da bambina.<br /><br />All’età di 27 anni deciderà di cambiare all’anagrafe il suo nome di battesimo (Waltraud Lehner) in VALIE EXPORT: slegandosi così non solo dal cognome del padre - Lehner, appunto - ma anche da quello dell’ex marito - Hollinger - che aveva sposato all’età di 18 anni e dal quale aveva avuto una figlia.<br /><br />Libera, indipendente e slegata dalle imposizioni sociali maschiliste, VALIE EXPORT inizia la sua carriera d’artista, facendosi coraggiosamente strada in un’Austria intrisa di perbenismo e ipocrisia.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>1150</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,austria,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,smartexport,società,storia,storie,valieexport,valiexport</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>17</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#16. Un uomo può parlare di femminismo?: dialogo con Alessio Maronn</title><link>https://www.spreaker.com/episode/16-un-uomo-puo-parlare-di-femminismo-dialogo-con-alessio-maronn--58187400</link><description><![CDATA[Sui suoi canali social (soprattutto TikTok) l’ospite di oggi, <a href="https://www.instagram.com/alessiomaronn?igsh=MTZ2c283dndxZXBkcQ==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@alessiomaronn</a>, denuncia quotidianamente prevaricazioni, prepotenze e ingiustizie morali, sociali e culturali che relegano la donna - e non solo - in uno radicato stato di subordinazione ed emarginazione (le stesse che Pelo nell’uovo approfondisce nel contesto dell’arte).<br /><br />Scommetto che qualcun* di voi, leggendo queste poche righe, avrà esordito con: &lt;&lt; <b><i>Mansplaing</i></b>! &gt;&gt; e invece vi posso assicurare che non è affatto così: con la sua divulgazione, Alessio si autodecostruisce ancor prima di decostruire e si interroga sul suo effettivo ruolo nella società, senza mai negare l’esistenza del suo privilegio maschile. <br /><br />Grazie di cuore <a href="https://www.instagram.com/alessiomaronn?igsh=MTZ2c283dndxZXBkcQ==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@alessiomaronn</a> per quello che fai, per quello che porti avanti ogni giorno e per la persona che sei! E grazie per avvicinare sempre più persone alla consapevolezza di queste tematiche!<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58187400</guid><pubDate>Thu, 04 Jan 2024 16:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58187400/episodio_16_alessio.mp3" length="33487890" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Sui suoi canali social (soprattutto TikTok) l’ospite di oggi, https://www.instagram.com/alessiomaronn?igsh=MTZ2c283dndxZXBkcQ==, denuncia quotidianamente prevaricazioni, prepotenze e ingiustizie morali, sociali e culturali che relegano la donna - e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sui suoi canali social (soprattutto TikTok) l’ospite di oggi, <a href="https://www.instagram.com/alessiomaronn?igsh=MTZ2c283dndxZXBkcQ==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@alessiomaronn</a>, denuncia quotidianamente prevaricazioni, prepotenze e ingiustizie morali, sociali e culturali che relegano la donna - e non solo - in uno radicato stato di subordinazione ed emarginazione (le stesse che Pelo nell’uovo approfondisce nel contesto dell’arte).<br /><br />Scommetto che qualcun* di voi, leggendo queste poche righe, avrà esordito con: &lt;&lt; <b><i>Mansplaing</i></b>! &gt;&gt; e invece vi posso assicurare che non è affatto così: con la sua divulgazione, Alessio si autodecostruisce ancor prima di decostruire e si interroga sul suo effettivo ruolo nella società, senza mai negare l’esistenza del suo privilegio maschile. <br /><br />Grazie di cuore <a href="https://www.instagram.com/alessiomaronn?igsh=MTZ2c283dndxZXBkcQ==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@alessiomaronn</a> per quello che fai, per quello che porti avanti ogni giorno e per la persona che sei! E grazie per avvicinare sempre più persone alla consapevolezza di queste tematiche!<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>2090</itunes:duration><itunes:keywords>alessiomaronn,arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,patriarcato,pittura,sessismo,società,storia,storie,tiktok</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>16</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#15. La censura è uguale per tutti?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/15-la-censura-e-uguale-per-tutti--58081931</link><description><![CDATA[Si sa, nel corso della storia dell’umanità la censura ha portato all’oscuramento di linguaggi, pensieri e prese di posizione.<br /><br />Nell’arte, però, quasi per assurdo, ha significato la spinta della curiosità del pubblico e dell’interesse della critica verso gli artisti censurati, aumentando il valore artistico ed economico delle loro opere (basi pensare a Egon Schiele, Èdouard Manet, Gustave Courbet e molti altri…).<br /><br />Tuttavia, per le artiste censurate, non è stato proprio così: la censura non ha dato loro nessun aiuto, anzi, spesso ha determinato il decadimento della loro carriera.<br />Per le artiste la censura non è stata solo sinonimo di cancellazione, di privazione di una voce e di un pensiero, ma anche di un ruolo, oscurando sia il loro lavoro, che la loro persona.<br /><br />In questo episodio parleremo di tre casi di censura in particolare: Anita Steckel (24 febbraio 1930, Brooklyn, New York - 16 marzo 2012, Manhattan, New York); Dorothy Iannone (9 agosto 1933, Boston, Stati Uniti<b> - </b>26 dicembre 2022, Berlino, Germania) e Penny Slinger (1947, Londra, Regno Unito).<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58081931</guid><pubDate>Thu, 21 Dec 2023 16:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58081931/episodio_15.mp3" length="14709527" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Si sa, nel corso della storia dell’umanità la censura ha portato all’oscuramento di linguaggi, pensieri e prese di posizione.

Nell’arte, però, quasi per assurdo, ha significato la spinta della curiosità del pubblico e dell’interesse della critica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si sa, nel corso della storia dell’umanità la censura ha portato all’oscuramento di linguaggi, pensieri e prese di posizione.<br /><br />Nell’arte, però, quasi per assurdo, ha significato la spinta della curiosità del pubblico e dell’interesse della critica verso gli artisti censurati, aumentando il valore artistico ed economico delle loro opere (basi pensare a Egon Schiele, Èdouard Manet, Gustave Courbet e molti altri…).<br /><br />Tuttavia, per le artiste censurate, non è stato proprio così: la censura non ha dato loro nessun aiuto, anzi, spesso ha determinato il decadimento della loro carriera.<br />Per le artiste la censura non è stata solo sinonimo di cancellazione, di privazione di una voce e di un pensiero, ma anche di un ruolo, oscurando sia il loro lavoro, che la loro persona.<br /><br />In questo episodio parleremo di tre casi di censura in particolare: Anita Steckel (24 febbraio 1930, Brooklyn, New York - 16 marzo 2012, Manhattan, New York); Dorothy Iannone (9 agosto 1933, Boston, Stati Uniti<b> - </b>26 dicembre 2022, Berlino, Germania) e Penny Slinger (1947, Londra, Regno Unito).<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>913</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,censura,cultura,curiosità,donna,dorothyiannone,egonschiele,femminismo,formazione,gustavecourbet,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>15</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#14. La micronazione “Ceneria”: dialogo con l’artista Elisa Ceneri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/14-la-micronazione-ceneria-dialogo-con-l-artista-elisa-ceneri--57926992</link><description><![CDATA[Nel nord ovest dell’Italia, al confine tra Liguria e Toscana in un luogo chiamato Lunigiana, si trova Castelnuovo. Nei suoi pressi è sorto un piccolo territorio indipendente: si tratta di “Ceneria”, il primo regno libero fatto a mano, ateo e dell’arte. Così lo definisce la sua fondatrice Elisa Ceneri, artista visiva e regina del regno. <br />Una terra che rispecchia la fatica ma anche l’armonia e la cooperatività, la felicità e la pace; “un luogo per me e per i miei amici, ma anche a tutte quelle persone che vogliono estraniarsi dal contesto culturale in cui vivono”.<br />Ma il regno di Ceneria, come ci racconterà l’artista stessa, non è una monarchia come le altre, ma un regno libero e svincolato dai concetti competitivi e egocentrici del mondo in sintonia con la natura e il con il rispetto del luogo; terra di libertà e di cultura; territorio di arte nella sua dimensione più ampia e pura. Questo e molto altro è Ceneria.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57926992</guid><pubDate>Thu, 07 Dec 2023 16:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57926992/episodio_14.mp3" length="29001493" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Nel nord ovest dell’Italia, al confine tra Liguria e Toscana in un luogo chiamato Lunigiana, si trova Castelnuovo. Nei suoi pressi è sorto un piccolo territorio indipendente: si tratta di “Ceneria”, il primo regno libero fatto a mano, ateo e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel nord ovest dell’Italia, al confine tra Liguria e Toscana in un luogo chiamato Lunigiana, si trova Castelnuovo. Nei suoi pressi è sorto un piccolo territorio indipendente: si tratta di “Ceneria”, il primo regno libero fatto a mano, ateo e dell’arte. Così lo definisce la sua fondatrice Elisa Ceneri, artista visiva e regina del regno. <br />Una terra che rispecchia la fatica ma anche l’armonia e la cooperatività, la felicità e la pace; “un luogo per me e per i miei amici, ma anche a tutte quelle persone che vogliono estraniarsi dal contesto culturale in cui vivono”.<br />Ma il regno di Ceneria, come ci racconterà l’artista stessa, non è una monarchia come le altre, ma un regno libero e svincolato dai concetti competitivi e egocentrici del mondo in sintonia con la natura e il con il rispetto del luogo; terra di libertà e di cultura; territorio di arte nella sua dimensione più ampia e pura. Questo e molto altro è Ceneria.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>1808</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artista,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,elisaceneri,femminismo,formazione,intrattenimento,micronazione,novità,pittura,regno,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#13. Molto più che musa: la storia di Lee Miller</title><link>https://www.spreaker.com/episode/13-molto-piu-che-musa-la-storia-di-lee-miller--57784724</link><description><![CDATA[In questo episodio vedremo, partendo dall’inizio, la storia di Lee Miller (23 aprile 1907, New York - 21 luglio 1977, Chiddingly): modella, grande fotografa, pioniera della fotografia surrealista e prima donna reporter di guerra, ricordata quasi esclusivamente come amante e musa di Man Ray.<br /><br />Quella di Lee Miller è solo una delle tante storie che stiamo affrontando su Pelo nell’uovo, storie di grandi donne, di grandi artiste relegate all’ombra dei loro amanti, mariti o padri.<br /><br />È ora di prendere consapevolezza, di prendere voce e non per riscrivere la storia, quanto piuttosto, per rileggerla. <br /><br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57784724</guid><pubDate>Thu, 23 Nov 2023 16:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57784724/episodio_13.mp3" length="19922811" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio vedremo, partendo dall’inizio, la storia di Lee Miller (23 aprile 1907, New York - 21 luglio 1977, Chiddingly): modella, grande fotografa, pioniera della fotografia surrealista e prima donna reporter di guerra, ricordata quasi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio vedremo, partendo dall’inizio, la storia di Lee Miller (23 aprile 1907, New York - 21 luglio 1977, Chiddingly): modella, grande fotografa, pioniera della fotografia surrealista e prima donna reporter di guerra, ricordata quasi esclusivamente come amante e musa di Man Ray.<br /><br />Quella di Lee Miller è solo una delle tante storie che stiamo affrontando su Pelo nell’uovo, storie di grandi donne, di grandi artiste relegate all’ombra dei loro amanti, mariti o padri.<br /><br />È ora di prendere consapevolezza, di prendere voce e non per riscrivere la storia, quanto piuttosto, per rileggerla. <br /><br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>1238</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,leemiller,novità,palazzinadicacciastupinigi,pittura,società,storia,storie,stupinigi,torino</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#12. Zoo umani: chi è il vero animale?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/12-zoo-umani-chi-e-il-vero-animale--57579110</link><description><![CDATA[In questo episodio, dal taglio più storico, introdurremo quello che nella storia e nell’arte è un argomento di cui potremmo parlare all’infinito: il colonialismo.<br />Ci soffermeremo, nel particolare, su alcuni dei fenomeni più vergognosi degli ultimi secoli: gli zoo umani, delle vere e proprie esposizioni in recinti o gabbie dove al posto di animali esotici, vi si trovavano persone provenienti dalle parti più disparate del mondo (etiopi, eritrei, nubiani, eschimesi, portoricani…). <br /><br />Nel 1992, gli artisti Coco Fusco e Guillermo Gómez-Peña, realizzano la performance <i>The Couple in a Cage </i>in cui si fanno rinchiudere in una gabbia, simulando due amerindi provenienti da un’isola immaginaria.<br />Sebbene l’intento degli artisti fosse quello di creare un commento satirico e critico sulla scoperta dell’America, si sono presto resi conto che molti dei loro spettatori credevano alla finzione e pensavano che gli artisti fossero dei “veri selvaggi” proprio come accadeva negli zoo umani.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57579110</guid><pubDate>Thu, 09 Nov 2023 16:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57579110/episodio_12.mp3" length="14115628" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio, dal taglio più storico, introdurremo quello che nella storia e nell’arte è un argomento di cui potremmo parlare all’infinito: il colonialismo.
Ci soffermeremo, nel particolare, su alcuni dei fenomeni più vergognosi degli ultimi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio, dal taglio più storico, introdurremo quello che nella storia e nell’arte è un argomento di cui potremmo parlare all’infinito: il colonialismo.<br />Ci soffermeremo, nel particolare, su alcuni dei fenomeni più vergognosi degli ultimi secoli: gli zoo umani, delle vere e proprie esposizioni in recinti o gabbie dove al posto di animali esotici, vi si trovavano persone provenienti dalle parti più disparate del mondo (etiopi, eritrei, nubiani, eschimesi, portoricani…). <br /><br />Nel 1992, gli artisti Coco Fusco e Guillermo Gómez-Peña, realizzano la performance <i>The Couple in a Cage </i>in cui si fanno rinchiudere in una gabbia, simulando due amerindi provenienti da un’isola immaginaria.<br />Sebbene l’intento degli artisti fosse quello di creare un commento satirico e critico sulla scoperta dell’America, si sono presto resi conto che molti dei loro spettatori credevano alla finzione e pensavano che gli artisti fossero dei “veri selvaggi” proprio come accadeva negli zoo umani.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>875</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,colonialismo,cultura,curiosità,decolonizzazione,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,schiavitù,società,storia,storie,zooumani</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#11. Arte ed emarginazione sociale: dialogo con Giulia Ariganello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/11-arte-ed-emarginazione-sociale-dialogo-con-giulia-ariganello--57384059</link><description><![CDATA[Oggi mi trovo con Giulia Ariganello (<a href="https://instagram.com/educazione.rgn?igshid=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@educazione.rgn</a>), educatrice e content creator, per riflettere sul rapporto tra arte ed emarginazione sociale.<br />Come scopriremo in questo episodio, infatti, sono due mondi profondamente interconnessi: basti pensare allo stesso artista, l’emarginato sociale per eccellenza, o anche all’emarginazione sociale come oggetto di opere d’arte.<br /><br />Un esempio tra i più celebri è “<i>Seconda soluzione di immortalità (l’universo è immobile)”</i>, esposta a Venezia durante la Biennale di Venezia del 1972, in cui l’artista Gino De Dominicis<b> </b>(1 aprile 1947, Ancona - 29 novembre 1998, Roma) espone un ragazzo down, Paolo Rosa, che fissa tre sue opere. <br />È subito scandalo: l’opera dura poco più di mezz’ora, l’artista viene accusato di sottrazione di incapace e la stampa esordisce, senza un briciolo di umanità, definendolo “subnormale”, “minorato”, “mongoloide messo all’angolo”.<br />L’opera di De Dominicis, in realtà, era l’esatto opposto: una denuncia sociale a quella stessa disumanità gratuitamente ricevuta.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57384059</guid><pubDate>Thu, 26 Oct 2023 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57384059/episodio_11.mp3" length="33070077" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi mi trovo con Giulia Ariganello (https://instagram.com/educazione.rgn?igshid=MzRlODBiNWFlZA==), educatrice e content creator, per riflettere sul rapporto tra arte ed emarginazione sociale.
Come scopriremo in questo episodio, infatti, sono due...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi mi trovo con Giulia Ariganello (<a href="https://instagram.com/educazione.rgn?igshid=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@educazione.rgn</a>), educatrice e content creator, per riflettere sul rapporto tra arte ed emarginazione sociale.<br />Come scopriremo in questo episodio, infatti, sono due mondi profondamente interconnessi: basti pensare allo stesso artista, l’emarginato sociale per eccellenza, o anche all’emarginazione sociale come oggetto di opere d’arte.<br /><br />Un esempio tra i più celebri è “<i>Seconda soluzione di immortalità (l’universo è immobile)”</i>, esposta a Venezia durante la Biennale di Venezia del 1972, in cui l’artista Gino De Dominicis<b> </b>(1 aprile 1947, Ancona - 29 novembre 1998, Roma) espone un ragazzo down, Paolo Rosa, che fissa tre sue opere. <br />È subito scandalo: l’opera dura poco più di mezz’ora, l’artista viene accusato di sottrazione di incapace e la stampa esordisce, senza un briciolo di umanità, definendolo “subnormale”, “minorato”, “mongoloide messo all’angolo”.<br />L’opera di De Dominicis, in realtà, era l’esatto opposto: una denuncia sociale a quella stessa disumanità gratuitamente ricevuta.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>2056</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,disabilità,diversità,donna,educazione,emarginazionesociale,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#10. “Per la differenza, contro l’uguaglianza”: il femminismo di Carla Lonzi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/10-per-la-differenza-contro-l-uguaglianza-il-femminismo-di-carla-lonzi--57200768</link><description><![CDATA[“Quando ho saputo che esisteva il femminismo non sono stata neanche lì a informarmi su cos'era: sono una donna, dunque faccio il femminismo” scriveva Carla Lonzi (6 marzo 1931, Firenze<b> - </b>2 agosto 1982, Milano). <br /><br />La sua carriera inizia come critica d’arte ma, ben presto, le cose cambieranno radicalmente.<br />Capisce infatti che l’arte era troppo impregnata dell’oppressione maschile poterne rappresentare una forma di liberazione per la donna. <br />La soluzione era dunque una: astenersi, non prenderne parte. <br />Lei stessa decide di abbandonare l’arte e da lì in poi, e per tutta la vita, si dedicherà esclusivamente alla pratica femminista, diventando una delle più importanti, se non la prima in assoluto, teoriche del femminismo italiano degli anni Settanta.<br /><br />Questa è la sua storia.<br /><br /><b>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram </b><a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a><b> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57200768</guid><pubDate>Thu, 12 Oct 2023 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57200768/episodio_10.mp3" length="14557727" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>“Quando ho saputo che esisteva il femminismo non sono stata neanche lì a informarmi su cos'era: sono una donna, dunque faccio il femminismo” scriveva Carla Lonzi (6 marzo 1931, Firenze - 2 agosto 1982, Milano). 

La sua carriera inizia come critica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Quando ho saputo che esisteva il femminismo non sono stata neanche lì a informarmi su cos'era: sono una donna, dunque faccio il femminismo” scriveva Carla Lonzi (6 marzo 1931, Firenze<b> - </b>2 agosto 1982, Milano). <br /><br />La sua carriera inizia come critica d’arte ma, ben presto, le cose cambieranno radicalmente.<br />Capisce infatti che l’arte era troppo impregnata dell’oppressione maschile poterne rappresentare una forma di liberazione per la donna. <br />La soluzione era dunque una: astenersi, non prenderne parte. <br />Lei stessa decide di abbandonare l’arte e da lì in poi, e per tutta la vita, si dedicherà esclusivamente alla pratica femminista, diventando una delle più importanti, se non la prima in assoluto, teoriche del femminismo italiano degli anni Settanta.<br /><br />Questa è la sua storia.<br /><br /><b>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram </b><a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a><b> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>903</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,carlalonzi,cultura,curiosità,differenza,donna,femminismo,femminismoradicale,formazione,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie,uguaglianza</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#9. L’autentica radicalità di Piero Gilardi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/9-l-autentica-radicalita-di-piero-gilardi--56975562</link><description><![CDATA[“<i>La verità non può essere contenuta in un solo sogno, né nel sogno di uno solo</i>” diceva Piero Gilardi (3 agosto 1942 - 5 marzo 2023): artista, sperimentatore, attivista, ecologista e uno tra i primi ad aver riconosciuto l’arte come impegno socio-politico collettivo.<br /><br />Quella di Gilardi è un’arte autentica, radicale, ma anche multiforme, dalle mille sfaccettature: ironica, divertente, sovversiva, arrabbiata, a tratti visionaria. <br /><br />Alla fine degli anni ’60, infatti, nel pieno del successo internazionale dato soprattutto dai suoi <i>tappeti-natura</i>, decide che è arrivato il momento di smettere di fare arte.<br />Questo “abbandono” non rappresenta solamente una presa di posizione artistica, ma soprattutto un riposizionamento politico e sociale.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56975562</guid><pubDate>Thu, 28 Sep 2023 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56975562/episodio_9.mp3" length="9823942" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>“La verità non può essere contenuta in un solo sogno, né nel sogno di uno solo” diceva Piero Gilardi (3 agosto 1942 - 5 marzo 2023): artista, sperimentatore, attivista, ecologista e uno tra i primi ad aver riconosciuto l’arte come impegno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“<i>La verità non può essere contenuta in un solo sogno, né nel sogno di uno solo</i>” diceva Piero Gilardi (3 agosto 1942 - 5 marzo 2023): artista, sperimentatore, attivista, ecologista e uno tra i primi ad aver riconosciuto l’arte come impegno socio-politico collettivo.<br /><br />Quella di Gilardi è un’arte autentica, radicale, ma anche multiforme, dalle mille sfaccettature: ironica, divertente, sovversiva, arrabbiata, a tratti visionaria. <br /><br />Alla fine degli anni ’60, infatti, nel pieno del successo internazionale dato soprattutto dai suoi <i>tappeti-natura</i>, decide che è arrivato il momento di smettere di fare arte.<br />Questo “abbandono” non rappresenta solamente una presa di posizione artistica, ma soprattutto un riposizionamento politico e sociale.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>607</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artepovera,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pav,pierogilardi,pittura,società,storia,storie,torino</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#8. Desacralizzare l'arte con Rey Sciutto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/8-desacralizzare-l-arte-con-rey-sciutto--56791834</link><description><![CDATA[Più l’arte è maestosa, virtuosistica e collettivamente considerata “bella” e più viene sacralizzata, resa intoccabile.<br />Ma le conseguenze… quali sono? Sintetizzandole: l’arte inevitabilmente si allontana da una dimensione terrena per elevarsi, divinizzarsi; tutto ciò che non rientra in questi canoni non viene considerata arte (come banalmente succede con l’arte contemporanea); e i luoghi dell’arte, al posto di rappresentare spazi attivi di dibattito, diventano una sorta di silenziosi templi religiosi.<br /><br />Questa volta, però, non ve ne parlerò da sola: con me c’è <a href="https://instagram.com/rey.sciutto?igshid=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@rey.sciutto</a>, divulgatore storico-artistico attivo da anni sui social (oltre che unico e solo imperatore del Sacro Calabro Impero).<br />Ci racconterà di lui, del suo percorso, della sua sconfinata passione per l’arte e del suo modo non convenzionale di raccontarla. Attraverso un linguaggio dinamico e semplice, infatti, riesce a profanare quell’aurea di superiorità dell’arte, rendendola accessibile e godibile a tutti.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56791834</guid><pubDate>Thu, 14 Sep 2023 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56791834/episodio_8.mp3" length="37685856" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Più l’arte è maestosa, virtuosistica e collettivamente considerata “bella” e più viene sacralizzata, resa intoccabile.
Ma le conseguenze… quali sono? Sintetizzandole: l’arte inevitabilmente si allontana da una dimensione terrena per elevarsi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Più l’arte è maestosa, virtuosistica e collettivamente considerata “bella” e più viene sacralizzata, resa intoccabile.<br />Ma le conseguenze… quali sono? 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Attraverso un linguaggio dinamico e semplice, infatti, riesce a profanare quell’aurea di superiorità dell’arte, rendendola accessibile e godibile a tutti.<br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>2353</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,desacralizzare,divulgazione,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,rey,reysciutto,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#7. Kazuko Miyamoto: la mostra al Museo Madre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/7-kazuko-miyamoto-la-mostra-al-museo-madre--56646213</link><description><![CDATA[Fino al 9 ottobre 2023, al Museo Madre di Napoli, è aperta al pubblico la mostra a cura di Eva Fabbris dedicata a Kazuko Miyamoto (Tokyo, 1942), un’artista che ha sempre cercato di riaffermare il suo ruolo da donna artista non bianca in un contesto - come quello degli Stati Uniti della seconda metà del ‘900 - in cui “arte” e “mascolinità” andavano innegabilmente di pari passo.<br /><br />In ogni fase della sua vita e del suo percorso artistico (dal figurativo, al geometrico, al politico, al naturale, fino al performativo) vediamo come il tentativo di un riposizionamento di ruoli sia, non solo onnipresente, ma necessario. <br />Nel 1972, Miyamoto prende parte alla mostra “13 Women Artists”, una delle prime espressioni artistiche, dalle fondamenta profondamente politiche, che denunciava il misero spazio che le grandi gallerie e istituzioni davano alle donne artiste.<br /><br />Ma quella di Miyamoto è un’arte che è sempre stata “politica”: ricercare l’imprecisione nella perfetta rigidità minimalista è un atto politico; non sottostare alle rigide regole di un sistema patriarcale è un atto politico; disobbedire, in qualsiasi forma, è un atto politico.<br /><br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram<br /><a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56646213</guid><pubDate>Thu, 31 Aug 2023 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56646213/episodio_7.mp3" length="13259854" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Fino al 9 ottobre 2023, al Museo Madre di Napoli, è aperta al pubblico la mostra a cura di Eva Fabbris dedicata a Kazuko Miyamoto (Tokyo, 1942), un’artista che ha sempre cercato di riaffermare il suo ruolo da donna artista non bianca in un contesto -...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fino al 9 ottobre 2023, al Museo Madre di Napoli, è aperta al pubblico la mostra a cura di Eva Fabbris dedicata a Kazuko Miyamoto (Tokyo, 1942), un’artista che ha sempre cercato di riaffermare il suo ruolo da donna artista non bianca in un contesto - come quello degli Stati Uniti della seconda metà del ‘900 - in cui “arte” e “mascolinità” andavano innegabilmente di pari passo.<br /><br />In ogni fase della sua vita e del suo percorso artistico (dal figurativo, al geometrico, al politico, al naturale, fino al performativo) vediamo come il tentativo di un riposizionamento di ruoli sia, non solo onnipresente, ma necessario. <br />Nel 1972, Miyamoto prende parte alla mostra “13 Women Artists”, una delle prime espressioni artistiche, dalle fondamenta profondamente politiche, che denunciava il misero spazio che le grandi gallerie e istituzioni davano alle donne artiste.<br /><br />Ma quella di Miyamoto è un’arte che è sempre stata “politica”: ricercare l’imprecisione nella perfetta rigidità minimalista è un atto politico; non sottostare alle rigide regole di un sistema patriarcale è un atto politico; disobbedire, in qualsiasi forma, è un atto politico.<br /><br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram<br /><a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>822</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,kazukomiyamoto,minimalismo,museomadre,napoli,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#6. Gina Pane è un'artista femminista?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/6-gina-pane-e-un-artista-femminista--56503062</link><description><![CDATA[Spine di rosa conficcate nelle braccia, tagli sul corpo e sul viso: sono sicura che, almeno una volta nella vostra vita, vi sarà capitato di imbattervi in una di queste opere di Gina Pane, artista considerata quasi un’icona femminista dell’arte.<br />Ma, ecco, sarà realmente così? Gina Pane è o non è un’artista femminista?<br /><br />Nonostante avesse partecipato ai movimenti di emancipazione femminile del ’68 e utilizzasse chiari riferimenti della sfera femminile nelle sue opere, la risposta non è così diretta come potrebbe sembrare.<br />La sofferenza di cui tratta, infatti, non era esclusiva del femminile, quanto piuttosto di un dolore storico, culturale, sociale ed esistenziale che comprende l’altro nel più generale.<br /><br />Come lei stessa afferma, tutto quello che fa: &lt;&lt; è per amore vostro: l’altro &gt;&gt;.<br /><br /><br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56503062</guid><pubDate>Thu, 17 Aug 2023 16:04:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56503062/episodio_6.mp3" length="16583768" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Spine di rosa conficcate nelle braccia, tagli sul corpo e sul viso: sono sicura che, almeno una volta nella vostra vita, vi sarà capitato di imbattervi in una di queste opere di Gina Pane, artista considerata quasi un’icona femminista dell’arte.
Ma,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spine di rosa conficcate nelle braccia, tagli sul corpo e sul viso: sono sicura che, almeno una volta nella vostra vita, vi sarà capitato di imbattervi in una di queste opere di Gina Pane, artista considerata quasi un’icona femminista dell’arte.<br />Ma, ecco, sarà realmente così? Gina Pane è o non è un’artista femminista?<br /><br />Nonostante avesse partecipato ai movimenti di emancipazione femminile del ’68 e utilizzasse chiari riferimenti della sfera femminile nelle sue opere, la risposta non è così diretta come potrebbe sembrare.<br />La sofferenza di cui tratta, infatti, non era esclusiva del femminile, quanto piuttosto di un dolore storico, culturale, sociale ed esistenziale che comprende l’altro nel più generale.<br /><br />Come lei stessa afferma, tutto quello che fa: &lt;&lt; è per amore vostro: l’altro &gt;&gt;.<br /><br /><br /><br />Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!]]></itunes:summary><itunes:duration>1030</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,autolesionismo,bodyart,cultura,curiosità,donna,femminismo,ferita,formazione,ginapane,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#5. “Amore” per Pablo Picasso, Jackson Pollock e Piero Manzoni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-amore-per-pablo-picasso-jackson-pollock-e-piero-manzoni--56293449</link><description><![CDATA[L’“Amore”, senza dubbio è il concetto più controverso e discusso nell’arte: amori platonici, amori casti, amori sessuali, amori eterni e amori impossibili.<br /><br />Potremmo continuare all’infinito ma, in questo episodio, tratteremo di un altro tipo di “amore”: quello dei grandi artisti della storia dell’arte.<br /><br />Nello specifico, quello di Pablo Picasso, Jackson Pollock e Piero Manzoni.<br /><br />Un rapporto con il genere femminile decisamente ambiguo e deleterio: Picasso affermava che <i>“ci sono solo due tipi di donne: dee e zerbini”</i>, e ciò lo metteva subdolamente in atto nella sfera privata; Pollock e Manzoni preferivano che le loro donne (entrambe artiste di straordinario talento) mettessero in secondo piano la loro carriera artistica per badare alla casa.<br /><br />Probabilmente avere al proprio fianco una donna intelligente, capace e sicura di sé, crea in questi grandi artisti, ma anche in tanti altri uomini, un sentimento d’insicurezza e inadeguatezza.<br />“La donna forte che un po’ ti turba” direbbe Marracash: si sentono minacciati, quindi le mentono, la sminuiscono e perfino l’annullano, cercando al contempo in lei continua approvazione e sostegno. <br /><br />Il loro “amore”, dunque, sarà all’altezza della loro arte?<br /><br /><br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56293449</guid><pubDate>Thu, 03 Aug 2023 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56293449/episodio_5.mp3" length="19522749" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>L’“Amore”, senza dubbio è il concetto più controverso e discusso nell’arte: amori platonici, amori casti, amori sessuali, amori eterni e amori impossibili.

Potremmo continuare all’infinito ma, in questo episodio, tratteremo di un altro tipo di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’“Amore”, senza dubbio è il concetto più controverso e discusso nell’arte: amori platonici, amori casti, amori sessuali, amori eterni e amori impossibili.<br /><br />Potremmo continuare all’infinito ma, in questo episodio, tratteremo di un altro tipo di “amore”: quello dei grandi artisti della storia dell’arte.<br /><br />Nello specifico, quello di Pablo Picasso, Jackson Pollock e Piero Manzoni.<br /><br />Un rapporto con il genere femminile decisamente ambiguo e deleterio: Picasso affermava che <i>“ci sono solo due tipi di donne: dee e zerbini”</i>, e ciò lo metteva subdolamente in atto nella sfera privata; Pollock e Manzoni preferivano che le loro donne (entrambe artiste di straordinario talento) mettessero in secondo piano la loro carriera artistica per badare alla casa.<br /><br />Probabilmente avere al proprio fianco una donna intelligente, capace e sicura di sé, crea in questi grandi artisti, ma anche in tanti altri uomini, un sentimento d’insicurezza e inadeguatezza.<br />“La donna forte che un po’ ti turba” direbbe Marracash: si sentono minacciati, quindi le mentono, la sminuiscono e perfino l’annullano, cercando al contempo in lei continua approvazione e sostegno. <br /><br />Il loro “amore”, dunque, sarà all’altezza della loro arte?<br /><br /><br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></itunes:summary><itunes:duration>1213</itunes:duration><itunes:keywords>amore,arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,jacksopollock,novità,pablopicasso,pieromanzoni,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#4. Mostra d'Arte Degenerata: il paradosso di Hitler</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-mostra-d-arte-degenerata-il-paradosso-di-hitler--56168624</link><description><![CDATA[Adolf Hitler, prima di darsi alla politica, era un pittore.<br />Misero e incompreso ma, comunque, un pittore.<br /><br />E vi dirò di più: proprio perché era stato un pittore, era ben consapevole della potenzialità dell’arte come strumento di dominio delle coscienze e di propaganda politica. <br />Per lui vi erano due tipologie di arte possibili: l’arte tedesca, perfetta, pura ed eterna, e l’arte immorale (nonché l’arte moderna), figlia di una modernità sempre più “degenerata”.<br /><br />Pertanto, nel 1937 vengono istituite due mostre: la Grande Rassegna di Arte Germanica, volta a sublimare l’arte tedesca, e la Mostra d’Arte Degenerata, creata al solo scopo di mettere in ridicolo le mostruosità dell’arte non tedesca.<br /><br />Ma nulla andò secondo i suoi piani. <br /><br />Hitler non aveva previsto due sentimenti profondamente caratteristici dell’animo umano: la curiosità e il senso del proibito. Questa Mostra d’Arte Degenerata, infatti, aveva riscosso tre volte il successo dell’altra, non solo in termini numerici (con tre milioni di visitatori in quattro mesi), ma anche per quanto a lungo se ne era discusso, tanto da prolungare la data conclusiva dell’esposizione.<br /><br />Due anni prima, nel 1935, durante il Congresso della Cultura, Hitler dichiarò che &lt;&lt; la Germania nazionalsocialista vuole […] un’arte eterna &gt;&gt; senza sapere, però, che sarebbe stato lui stesso… a sopprimerla per sempre. <br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56168624</guid><pubDate>Thu, 20 Jul 2023 15:56:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56168624/episodio_4.mp3" length="12734476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Adolf Hitler, prima di darsi alla politica, era un pittore.
Misero e incompreso ma, comunque, un pittore.

E vi dirò di più: proprio perché era stato un pittore, era ben consapevole della potenzialità dell’arte come strumento di dominio delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Adolf Hitler, prima di darsi alla politica, era un pittore.<br />Misero e incompreso ma, comunque, un pittore.<br /><br />E vi dirò di più: proprio perché era stato un pittore, era ben consapevole della potenzialità dell’arte come strumento di dominio delle coscienze e di propaganda politica. <br />Per lui vi erano due tipologie di arte possibili: l’arte tedesca, perfetta, pura ed eterna, e l’arte immorale (nonché l’arte moderna), figlia di una modernità sempre più “degenerata”.<br /><br />Pertanto, nel 1937 vengono istituite due mostre: la Grande Rassegna di Arte Germanica, volta a sublimare l’arte tedesca, e la Mostra d’Arte Degenerata, creata al solo scopo di mettere in ridicolo le mostruosità dell’arte non tedesca.<br /><br />Ma nulla andò secondo i suoi piani. <br /><br />Hitler non aveva previsto due sentimenti profondamente caratteristici dell’animo umano: la curiosità e il senso del proibito. Questa Mostra d’Arte Degenerata, infatti, aveva riscosso tre volte il successo dell’altra, non solo in termini numerici (con tre milioni di visitatori in quattro mesi), ma anche per quanto a lungo se ne era discusso, tanto da prolungare la data conclusiva dell’esposizione.<br /><br />Due anni prima, nel 1935, durante il Congresso della Cultura, Hitler dichiarò che &lt;&lt; la Germania nazionalsocialista vuole […] un’arte eterna &gt;&gt; senza sapere, però, che sarebbe stato lui stesso… a sopprimerla per sempre. <br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></itunes:summary><itunes:duration>789</itunes:duration><itunes:keywords>adolfhitler,arte,artecontemporanea,artedegenerata,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,hitler,intrattenimento,nazismo,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#3. Decostruire il genio: Lynda Benglis, Janine Antoni e Hannah Wilke</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-decostruire-il-genio-lynda-benglis-janine-antoni-e-hannah-wilke--56011019</link><description><![CDATA[In questo episodio incontreremo tre artiste che, con la loro ricerca, hanno sovvertito il senso della storia partendo dalla decostruzione di un concetto che ormai conosciamo bene: il mito dell’artista genio. <br /><br />Sto parlando di Lynda Benglis, Janine Antoni e Hannah Wilke che, con le loro rispettive opere <i>Self </i>(1970-’76), <i>Loving Care </i>(1993) e <i>Through the Large Glass</i> (1976), sono riuscite a sconsacrare questo mito intoccabile producendo un’arte nuova, graffiante e totalmente disallineata dalla narrativa tradizionale. <br /><br />Quella di queste artiste, e di molte altre che avremo modo di raccontare, è un’arte che diviene strumento di denuncia, di autodeterminazione e di rivendicazione di un corpo, di una coscienza, di una sessualità e di una voce.<br />Dimostrandoci che il culto del genio... è tutt’altro che eterno.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></li></ul>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56011019</guid><pubDate>Thu, 06 Jul 2023 15:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56011019/episodio_3.mp3" length="15099146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio incontreremo tre artiste che, con la loro ricerca, hanno sovvertito il senso della storia partendo dalla decostruzione di un concetto che ormai conosciamo bene: il mito dell’artista genio. 

Sto parlando di Lynda Benglis, Janine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio incontreremo tre artiste che, con la loro ricerca, hanno sovvertito il senso della storia partendo dalla decostruzione di un concetto che ormai conosciamo bene: il mito dell’artista genio. <br /><br />Sto parlando di Lynda Benglis, Janine Antoni e Hannah Wilke che, con le loro rispettive opere <i>Self </i>(1970-’76), <i>Loving Care </i>(1993) e <i>Through the Large Glass</i> (1976), sono riuscite a sconsacrare questo mito intoccabile producendo un’arte nuova, graffiante e totalmente disallineata dalla narrativa tradizionale. <br /><br />Quella di queste artiste, e di molte altre che avremo modo di raccontare, è un’arte che diviene strumento di denuncia, di autodeterminazione e di rivendicazione di un corpo, di una coscienza, di una sessualità e di una voce.<br />Dimostrandoci che il culto del genio... è tutt’altro che eterno.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!<a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></li></ul>]]></itunes:summary><itunes:duration>937</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artefemminista,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,hannahwilke,intrattenimento,janineantoni,lyndabenglis,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#2. Perché non ci sono state grandi artiste? Parte 2: L’educazione dell’arte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-perche-non-ci-sono-state-grandi-artiste-parte-2-l-educazione-dell-arte--54554111</link><description><![CDATA[La figura miticizzata dell’artista genio non è stata la sola e unica componente artefice dell’emarginazione della donna nell’arte. Vi sono anche secoli di mancata educazione e formazione, di assente supporto e incoraggiamento da parte della famiglia e di imposizioni, standard e ruoli sociali e culturali ai quali doveva rigidamente attenersi.<br /><br />La donna, vista come madre, come santa, come amante, e perfino come diavolo, nell’arte diviene una <i>musa</i>, una fonte d’ispirazione dell’artista uomo.<br />Per poter accedere al sistema dell’arte, doveva ricoprire il ruolo di modella (logicamente nuda), oggetto da ritrarre e mai soggetto attivo.<br />Di conseguenza, non potendo studiare nelle accademie d’arte, le donne dipingevano al massimo per loro stesse, dovendo sottostare per di più alla supponenza dei mariti che, al contrario di loro, svolgevano un “vero” lavoro. <br /><i></i><br /><i>“</i><i>Voglio fare il pittore, non la pittrice come mia madre, che dipinge solo per sé stessa”</i><br />- Benedetta Cappa Marinetti<br /><br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54554111</guid><pubDate>Thu, 22 Jun 2023 15:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54554111/episodio_2.mp3" length="13388089" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>La figura miticizzata dell’artista genio non è stata la sola e unica componente artefice dell’emarginazione della donna nell’arte. 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Vi sono anche secoli di mancata educazione e formazione, di assente supporto e incoraggiamento da parte della famiglia e di imposizioni, standard e ruoli sociali e culturali ai quali doveva rigidamente attenersi.<br /><br />La donna, vista come madre, come santa, come amante, e perfino come diavolo, nell’arte diviene una <i>musa</i>, una fonte d’ispirazione dell’artista uomo.<br />Per poter accedere al sistema dell’arte, doveva ricoprire il ruolo di modella (logicamente nuda), oggetto da ritrarre e mai soggetto attivo.<br />Di conseguenza, non potendo studiare nelle accademie d’arte, le donne dipingevano al massimo per loro stesse, dovendo sottostare per di più alla supponenza dei mariti che, al contrario di loro, svolgevano un “vero” lavoro. <br /><i></i><br /><i>“</i><i>Voglio fare il pittore, non la pittrice come mia madre, che dipinge solo per sé stessa”</i><br />- Benedetta Cappa Marinetti<br /><br /><br /><br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></itunes:summary><itunes:duration>831</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,donnaartista,educazione,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>#1. Perché non ci sono state grandi artiste? Parte 1: Il mito dell’artista genio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-perche-non-ci-sono-state-grandi-artiste-parte-1-il-mito-dell-artista-genio--54136057</link><description><![CDATA[Perché non ci sono state grandi artiste? Ve lo siete mai chiesti? <br />In questo episodio cercheremo di dare una prima risposta a partire da una figura patriarcale che ha avvolto il panorama artistico: quello dell’<i>artista genio</i>.<br /><br />Dall’alto della sua superiorità divinizzata, il genio ha oscurato, minimizzato e ridicolizzato la pratica artistica femminile, come se la donna avesse biologicamente una mancata capacità a creare.<br />La pittrice e autrice Simona Weller ci parla, a proposito, del <i>Complesso di Michelangelo, </i>la falsa credenza secondo cui « non c’è mai stata una Michelangelo donna », un senso di inferiorità penosamente subito dalle artiste nei riguardi del genio maschio creatore. <br /><br />Il genio, inoltre, va di pari passo con la retorica del “talento”, fattore storicamente ritenuto innato, divino e categoricamente estraneo alla donna che, come ben sappiamo, di divino non ha mai avuto nulla. <br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54136057</guid><pubDate>Thu, 08 Jun 2023 16:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54136057/episodio_1.mp3" length="12516855" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Perché non ci sono state grandi artiste? Ve lo siete mai chiesti? 
In questo episodio cercheremo di dare una prima risposta a partire da una figura patriarcale che ha avvolto il panorama artistico: quello dell’artista genio.

Dall’alto della sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché non ci sono state grandi artiste? Ve lo siete mai chiesti? <br />In questo episodio cercheremo di dare una prima risposta a partire da una figura patriarcale che ha avvolto il panorama artistico: quello dell’<i>artista genio</i>.<br /><br />Dall’alto della sua superiorità divinizzata, il genio ha oscurato, minimizzato e ridicolizzato la pratica artistica femminile, come se la donna avesse biologicamente una mancata capacità a creare.<br />La pittrice e autrice Simona Weller ci parla, a proposito, del <i>Complesso di Michelangelo, </i>la falsa credenza secondo cui « non c’è mai stata una Michelangelo donna », un senso di inferiorità penosamente subito dalle artiste nei riguardi del genio maschio creatore. <br /><br />Il genio, inoltre, va di pari passo con la retorica del “talento”, fattore storicamente ritenuto innato, divino e categoricamente estraneo alla donna che, come ben sappiamo, di divino non ha mai avuto nulla. <br /><ul><li>Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram <a href="https://instagram.com/pelo.nell.uovo?igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@pelo.nell.uovo</a> e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!</li></ul>]]></itunes:summary><itunes:duration>774</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artefemminista,artemoderna,artistadonna,artistagenio,artivisive,attualità,cultura,curiosità,donna,femminismo,formazione,genio,intrattenimento,novità,pittura,società,storia,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pelo nell'uovo - Trailer</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pelo-nell-uovo-trailer--54059314</link><description><![CDATA[Oltre alla storia dell’arte dei <i>grandi maestri</i>, sistematicamente studiati e idolatrati, esiste anche un’<i>altra</i> storia: quella degli emarginati, dei sorvolati e quella delle cose non dette.<br /><br />Una narrazione disallineata, irrispettosa, <i>altra </i>per l’appunto… pronta a mettere in luce ciò che è sempre rimasto nel buio.<br /><br />E per fare ciò, c’è un solo e unico modo possibile: raccontare, o forse essere, il <i>Pelo nell’uovo.</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54059314</guid><pubDate>Thu, 01 Jun 2023 14:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54059314/trailer.mp3" length="680491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Ginevra Rutherford</itunes:author><itunes:subtitle>Oltre alla storia dell’arte dei grandi maestri, sistematicamente studiati e idolatrati, esiste anche un’altra storia: quella degli emarginati, dei sorvolati e quella delle cose non dette.

Una narrazione disallineata, irrispettosa, altra per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oltre alla storia dell’arte dei <i>grandi maestri</i>, sistematicamente studiati e idolatrati, esiste anche un’<i>altra</i> storia: quella degli emarginati, dei sorvolati e quella delle cose non dette.<br /><br />Una narrazione disallineata, irrispettosa, <i>altra </i>per l’appunto… pronta a mettere in luce ciò che è sempre rimasto nel buio.<br /><br />E per fare ciò, c’è un solo e unico modo possibile: raccontare, o forse essere, il <i>Pelo nell’uovo.</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>36</itunes:duration><itunes:keywords>arte,artecontemporanea,artemoderna,artivisive,attualità,cultura,culturagenerale,curiosità,donna,femminismo,formazione,intrattenimento,novità,pelonell'uovo,pittura,podcast,società,storia,storie,trailer</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/457d23a48641c83cbe8ad2f3bb508776.jpg"/><itunes:episodeType>trailer</itunes:episodeType></item></channel></rss>
