<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Triduo Pasquale 2023</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/triduo-pasquale-2023--5829441</link><description><![CDATA[Cuore della nostra fede.<br />Senso e divenire del Cristianesimo di ogni tempo.<br />Discrimine di giustizia , di pace, di bene comune.<br />Capovolgimento di ogni umano credere e sperare.<br />Tre giorni in un unico atto d’amore e di adorazione.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5829441/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Spirituality</category><copyright>Copyright Salvatore Martinez</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9f6bce6cf90ed247a13a8b17042a3634.jpg</url><title>Triduo Pasquale 2023</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/triduo-pasquale-2023--5829441</link></image><lastBuildDate>Sun, 24 Mar 2024 10:41:28 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Salvatore Martinez</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Salvatore Martinez</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9f6bce6cf90ed247a13a8b17042a3634.jpg"/><itunes:subtitle>Cuore della nostra fede.
Senso e divenire del Cristianesimo di ogni tempo.
Discrimine di giustizia , di pace, di bene comune.
Capovolgimento di ogni umano credere e sperare.
Tre giorni in un unico atto d’amore e di adorazione.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cuore della nostra fede.<br />Senso e divenire del Cristianesimo di ogni tempo.<br />Discrimine di giustizia , di pace, di bene comune.<br />Capovolgimento di ogni umano credere e sperare.<br />Tre giorni in un unico atto d’amore e di adorazione.]]></itunes:summary><itunes:category text="Religion &amp; Spirituality"><itunes:category text="Spirituality"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>5d7cd8aa-17b6-5c85-8ae3-a3bdec546a94</podcast:guid><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Lunedì di Pasqua 10 aprile 2023 «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risorto» (cf Lc 24, 5-6).</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lunedi-di-pasqua-10-aprile-2023-perche-cercate-tra-i-morti-colui-che-e-vivo-e-risorto-cf-lc-24-5-6--53489436</link><description><![CDATA[<b>Lunedì di Pasqua 2023</b><br /><i>«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risorto» (cf Lc 24, 5-6).</i><br /><b>Se Gesù non risorge nella nostra vita, vana è la nostra fede!</b><br /><br />Sì, Gesù è risorto!<br />È lui il Cristo, il Figlio di Dio venuto ad aprire il Cielo salvando l’umanità dalla morte.<br />È talmente sconvolgente, inaccessibile, incredibile questa verità storica che gli stessi<br />discepoli di Gesù, le stesse donne che lo seguivano stentarono a crederlo, rivedendolo in<br />un corpo risorto e vivo.<br />San Giovanni, del resto, è chiaro quando scrive: «Infatti non avevano ancora compreso la<br />Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti» (Gv 20, 9).<br />Il ritardo dei contemporanei di Gesù, in fondo, è anche il nostro. Non basta conoscere la<br />Scrittura e comprenderla, non basta essere discepoli se poi non crediamo veramente e<br />fino in fondo.<br />Difatti, la Risurrezione di Gesù si addice alla fede più che alla ragione, per quanto la<br />stessa ragione abbia tutte le evidenze per smettere di ostinarsi a non credere e decidersi<br />a varcare la soglia della verità.<br />Un insegnamento, allo scopo, lo riceviamo da un centurione, non da un seguace di Gesù:<br />ai piedi della croce, vedendolo morire, questo romano è capace di fugare i nostri dubbi, le<br />nostre cadute di fede, il nostro vagare nel buio dell’incredulità. Egli afferma: «Davvero<br />costui era il figlio di Dio» (Mt 27, 54).<br />Sì, Gesù è Dio! Questa è la questione fondamentale posta dalla risurrezione di Gesù.<br />A che serve questionare con lungaggini storiche e filologiche per cercare l’inganno o<br />attenuare la portata del più grande evento che la storia abbia mai raccontato?<br />Gesù è veramente risorto e vive!<br />È tornato in vita per vivere e per portarci alla vita.<br />È risorto perché ogni nostro punto di morte, fino alla morte, non abbia più alcun potere su<br />di noi, affliggendoci e rovinandoci l’esistenza.<br />Siamo fatti per la vita!<br />Siamo fatti per una vita nuova!<br />Siamo fatti per la vita eterna!<br />Siamo impastati di eternità!<br />Siamo destinati a vivere per sempre in Cielo!<br />Siamo uomini e donne celesti, non solo terrestri!<br />Siamo uomini e donne abitate dallo Spirito del Risorto!<br />Svegliamoci dal sonno mortale che è caduto su di noi, sulle nostre responsabilità, sulle<br />nostre decadenze morali, sulla nostra svogliatezza spirituale, sulla nostra arrendevolezza<br />dinanzi ai mali della storia.<br />Svegliamoci e lasciamo che Gesù risusciti nella nostra vita, perché a nulla vale che sia<br />risorto e che viva, se non risorge e non vive in me!<br />Non facciamo, allora, come le donne che, andate al sepolcro; scrive san Luca: «Vista la<br />pietra che era stata rimossa dal sepolcro e non trovando il corpo del Signore Gesù, si<br />domandavano che senso avesse tutto questo» (cf Lc 24, 1-4).<br />È tempo di credere!<br />È tempo di proclamare che Gesù è risorto!<br />E come accadde a quelle donne, lasciamo che si presentino a noi – come attesta ancora<br />l’evangelista Luca – «due uomini in abito sfolgorante» e che ci dicano: «Perché cercate tra<br />i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto» (cf Lc 24, 4-6).<br />Gesù non è più lì dove è morto.<br />Gesù non è più lì dove lo attendiamo senza speranza.<br />Gesù non è più lì dove tutto sembra essere finito.<br />Gesù è risorto!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53489436</guid><pubDate>Mon, 10 Apr 2023 06:54:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53489436/lunedi_di_pasqua_10_aprile_2023_alleluja_gesu_e_risorto.mp3" length="4207824" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salvatore Martinez</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì di Pasqua 2023
«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risorto» (cf Lc 24, 5-6).
Se Gesù non risorge nella nostra vita, vana è la nostra fede!

Sì, Gesù è risorto!
È lui il Cristo, il Figlio di Dio venuto ad aprire il Cielo salvando...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Lunedì di Pasqua 2023</b><br /><i>«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risorto» (cf Lc 24, 5-6).</i><br /><b>Se Gesù non risorge nella nostra vita, vana è la nostra fede!</b><br /><br />Sì, Gesù è risorto!<br />È lui il Cristo, il Figlio di Dio venuto ad aprire il Cielo salvando l’umanità dalla morte.<br />È talmente sconvolgente, inaccessibile, incredibile questa verità storica che gli stessi<br />discepoli di Gesù, le stesse donne che lo seguivano stentarono a crederlo, rivedendolo in<br />un corpo risorto e vivo.<br />San Giovanni, del resto, è chiaro quando scrive: «Infatti non avevano ancora compreso la<br />Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti» (Gv 20, 9).<br />Il ritardo dei contemporanei di Gesù, in fondo, è anche il nostro. Non basta conoscere la<br />Scrittura e comprenderla, non basta essere discepoli se poi non crediamo veramente e<br />fino in fondo.<br />Difatti, la Risurrezione di Gesù si addice alla fede più che alla ragione, per quanto la<br />stessa ragione abbia tutte le evidenze per smettere di ostinarsi a non credere e decidersi<br />a varcare la soglia della verità.<br />Un insegnamento, allo scopo, lo riceviamo da un centurione, non da un seguace di Gesù:<br />ai piedi della croce, vedendolo morire, questo romano è capace di fugare i nostri dubbi, le<br />nostre cadute di fede, il nostro vagare nel buio dell’incredulità. Egli afferma: «Davvero<br />costui era il figlio di Dio» (Mt 27, 54).<br />Sì, Gesù è Dio! Questa è la questione fondamentale posta dalla risurrezione di Gesù.<br />A che serve questionare con lungaggini storiche e filologiche per cercare l’inganno o<br />attenuare la portata del più grande evento che la storia abbia mai raccontato?<br />Gesù è veramente risorto e vive!<br />È tornato in vita per vivere e per portarci alla vita.<br />È risorto perché ogni nostro punto di morte, fino alla morte, non abbia più alcun potere su<br />di noi, affliggendoci e rovinandoci l’esistenza.<br />Siamo fatti per la vita!<br />Siamo fatti per una vita nuova!<br />Siamo fatti per la vita eterna!<br />Siamo impastati di eternità!<br />Siamo destinati a vivere per sempre in Cielo!<br />Siamo uomini e donne celesti, non solo terrestri!<br />Siamo uomini e donne abitate dallo Spirito del Risorto!<br />Svegliamoci dal sonno mortale che è caduto su di noi, sulle nostre responsabilità, sulle<br />nostre decadenze morali, sulla nostra svogliatezza spirituale, sulla nostra arrendevolezza<br />dinanzi ai mali della storia.<br />Svegliamoci e lasciamo che Gesù risusciti nella nostra vita, perché a nulla vale che sia<br />risorto e che viva, se non risorge e non vive in me!<br />Non facciamo, allora, come le donne che, andate al sepolcro; scrive san Luca: «Vista la<br />pietra che era stata rimossa dal sepolcro e non trovando il corpo del Signore Gesù, si<br />domandavano che senso avesse tutto questo» (cf Lc 24, 1-4).<br />È tempo di credere!<br />È tempo di proclamare che Gesù è risorto!<br />E come accadde a quelle donne, lasciamo che si presentino a noi – come attesta ancora<br />l’evangelista Luca – «due uomini in abito sfolgorante» e che ci dicano: «Perché cercate tra<br />i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto» (cf Lc 24, 4-6).<br />Gesù non è più lì dove è morto.<br />Gesù non è più lì dove lo attendiamo senza speranza.<br />Gesù non è più lì dove tutto sembra essere finito.<br />Gesù è risorto!]]></itunes:summary><itunes:duration>263</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/832ef9d7b5e77701e2cb360586f5285f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Domenica Santa 9 aprile Pasqua 2023 - Alleluja! Gesù è risorto!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/domenica-santa-9-aprile-pasqua-2023-alleluja-gesu-e-risorto--53489363</link><description><![CDATA[<b>La responsabilità dell’Alleluja</b><br /><b></b><br /><i>Alleluja! Gesù è risorto!</i><br />E chi ascolta replica: <i>“È veramente risorto!”</i><br />Abbiamo imparato questo dialogo dalla tradizione cristiana ortodossa.<br />Vorrei forzare e attualizzare questa espressione pasquale sostituendo l’avverbio che<br />esclama “veramente” con un altro avverbio, in forma interrogativa: “finalmente”.<br />“Gesù, è finalmente risorto?”<br />Cioè, alla fine, alla fine di tutto, al termine di tutte le morti vigenti, alla fine di tutte le<br />domande di risurrezione che ci sono nel mondo, nel cuore dell’uomo e dei popoli,<br />finalmente, Gesù è risorto?<br />Gesù non è risorto e deve risorgere nella famiglia Parini di Roma. Alessandro 35 anni,<br />passeggiava a Tel Aviv, in uno dei lungomari più belli e sicuri al mondo, non lontano dal<br />porto storico, biblico di Giaffa da cui salparono i primi cristiani per evangelizzare il mondo.<br />Alessandro muore innocente sotto i colpi di un insensato terrorismo religioso, che in nome<br />di Dio ha fatto morti da anni in tutto il mondo, in tutte le capitali del mondo.<br />Gesù non è risorto e deve risorgere nella famiglia Berdiansky di Chop, in Ucraina. Oleg,<br />22 anni, è stato mandato a Bakhmut, a combattere una insensata guerra di potere che sta<br />falcidiando migliaia e migliaia di giovani cristiani ucraini e russi, che in futuro sapranno<br />solo odiarsi e vendicare. La zia Zhanna, una cara amica scappata un anno fa dall’Ucraina,<br />mi ha dato notizia della morte di Oleg, nello stesso momento in cui moriva Alessandro<br />Parini. Oleg, ha fatto la fine del padre. Oleg aveva 3 anni quando il padre ucraino, militare,<br />moriva a 33 anni. Oleg non festeggerà la Pasqua a casa con la sua mamma vedova.<br />Mi fermo, perché il racconto sarebbe straziante; eppure, ci fa bene, se vogliamo affermare,<br />proclamare che “Gesù è veramente risorto”: risorto sul male, sulla morte, sui peccati del<br />mondo, sul potere demoniaco che sta distruggendo l’uomo e il creato.<br />Noi che gridiamo “Alleluja, Gesù è risorto” abbiamo una responsabilità, la responsabilità<br />dell’Alleluja!<br />Vorrei farvi “Auguri responsabili”. Vorrei reclutare i “militanti dell’Alleluja”, quelli che non si<br />arrendono quando la risurrezione di Gesù sembra tardare, quelli che in mezzo alle prove e<br />alle sofferenze non smettono di lodare Dio.<br />Alleluja, in ebraico, significa “Lodare il Signore”.<br />L’acclamazione Alleluja, nella tradizione cristiana antica, si pronunciava solo a Pasqua.<br />Poi si estese al tempo pasquale e poi a ogni celebrazione della Messa, a eccezione del<br />tempo quaresimale.<br />Oggi è il giorno per eccellenza dell’Alleluja della nostra fede!<br />Oggi è il giorno in cui non possiamo vanificare la risurrezione di Gesù, facendo prevalere il<br />lamento di morte: Dio va lodato ed esaltato sopra ogni cosa, sempre!<br />Questa è la lezione dell’Alleluja, in vista del Cielo dove di ode il canto eterno dell’Alleluja!<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti non lo lodano.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti soffrono e hanno la voce<br />spezzata dal dolore e dalla disperazione.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti attendono il riscatto delle<br />ingiustizie subite, delle morti subite.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti vivono nel peccato e lodano<br />gli idoli muti che non possono salvare.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per i nostri figli che non hanno la fede<br />o per quanti la fede l’hanno perduta o l’hanno messa nel cassetto dei ricordi.<br />Oggi è il giorno del mio Alleluja, del Tuo Alleluja, se “Cristo è veramente Risorto”.<br />Non muoia la lode a Gesù Risorto sulle nostre labbra!<br />Non muoia la gioia cristiana nei nostri volti!<br />Non muoia il dono di Gesù vivo nelle nostre mani, pronte a darlo a tutti!<br />Gesù è risorto per me!<br />Gesù è risorto per ogni uomo e donna che è sulla terra!<br />Che il Cristo viva!<br />Che il Cristo torni a vivere!<br />Che il Cristo riempia di vita il mondo!<br />E noi non stanchiamoci di gridare: “Alleluja, Gesù è risorto!”<br />Auguri, cari miei, vera Pasqua di Risurrezione di Gesù!<br />Auguri veri e responsabili a ciascuno di Voi!<br />Alleluja!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53489363</guid><pubDate>Mon, 10 Apr 2023 06:49:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53489363/domenica_santa_9_aprile_2023_perche_cercate_tra_i_morti_colui_che_e_vivo_e_risorto_cf_lc_24_5_6_giusto.mp3" length="5405695" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salvatore Martinez</itunes:author><itunes:subtitle>La responsabilità dell’Alleluja

Alleluja! Gesù è risorto!
E chi ascolta replica: “È veramente risorto!”
Abbiamo imparato questo dialogo dalla tradizione cristiana ortodossa.
Vorrei forzare e attualizzare questa espressione pasquale sostituendo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>La responsabilità dell’Alleluja</b><br /><b></b><br /><i>Alleluja! Gesù è risorto!</i><br />E chi ascolta replica: <i>“È veramente risorto!”</i><br />Abbiamo imparato questo dialogo dalla tradizione cristiana ortodossa.<br />Vorrei forzare e attualizzare questa espressione pasquale sostituendo l’avverbio che<br />esclama “veramente” con un altro avverbio, in forma interrogativa: “finalmente”.<br />“Gesù, è finalmente risorto?”<br />Cioè, alla fine, alla fine di tutto, al termine di tutte le morti vigenti, alla fine di tutte le<br />domande di risurrezione che ci sono nel mondo, nel cuore dell’uomo e dei popoli,<br />finalmente, Gesù è risorto?<br />Gesù non è risorto e deve risorgere nella famiglia Parini di Roma. Alessandro 35 anni,<br />passeggiava a Tel Aviv, in uno dei lungomari più belli e sicuri al mondo, non lontano dal<br />porto storico, biblico di Giaffa da cui salparono i primi cristiani per evangelizzare il mondo.<br />Alessandro muore innocente sotto i colpi di un insensato terrorismo religioso, che in nome<br />di Dio ha fatto morti da anni in tutto il mondo, in tutte le capitali del mondo.<br />Gesù non è risorto e deve risorgere nella famiglia Berdiansky di Chop, in Ucraina. Oleg,<br />22 anni, è stato mandato a Bakhmut, a combattere una insensata guerra di potere che sta<br />falcidiando migliaia e migliaia di giovani cristiani ucraini e russi, che in futuro sapranno<br />solo odiarsi e vendicare. La zia Zhanna, una cara amica scappata un anno fa dall’Ucraina,<br />mi ha dato notizia della morte di Oleg, nello stesso momento in cui moriva Alessandro<br />Parini. Oleg, ha fatto la fine del padre. Oleg aveva 3 anni quando il padre ucraino, militare,<br />moriva a 33 anni. Oleg non festeggerà la Pasqua a casa con la sua mamma vedova.<br />Mi fermo, perché il racconto sarebbe straziante; eppure, ci fa bene, se vogliamo affermare,<br />proclamare che “Gesù è veramente risorto”: risorto sul male, sulla morte, sui peccati del<br />mondo, sul potere demoniaco che sta distruggendo l’uomo e il creato.<br />Noi che gridiamo “Alleluja, Gesù è risorto” abbiamo una responsabilità, la responsabilità<br />dell’Alleluja!<br />Vorrei farvi “Auguri responsabili”. Vorrei reclutare i “militanti dell’Alleluja”, quelli che non si<br />arrendono quando la risurrezione di Gesù sembra tardare, quelli che in mezzo alle prove e<br />alle sofferenze non smettono di lodare Dio.<br />Alleluja, in ebraico, significa “Lodare il Signore”.<br />L’acclamazione Alleluja, nella tradizione cristiana antica, si pronunciava solo a Pasqua.<br />Poi si estese al tempo pasquale e poi a ogni celebrazione della Messa, a eccezione del<br />tempo quaresimale.<br />Oggi è il giorno per eccellenza dell’Alleluja della nostra fede!<br />Oggi è il giorno in cui non possiamo vanificare la risurrezione di Gesù, facendo prevalere il<br />lamento di morte: Dio va lodato ed esaltato sopra ogni cosa, sempre!<br />Questa è la lezione dell’Alleluja, in vista del Cielo dove di ode il canto eterno dell’Alleluja!<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti non lo lodano.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti soffrono e hanno la voce<br />spezzata dal dolore e dalla disperazione.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti attendono il riscatto delle<br />ingiustizie subite, delle morti subite.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per quanti vivono nel peccato e lodano<br />gli idoli muti che non possono salvare.<br />Abbiamo la responsabilità di lodare Dio – Alleluja – per i nostri figli che non hanno la fede<br />o per quanti la fede l’hanno perduta o l’hanno messa nel cassetto dei ricordi.<br />Oggi è il giorno del mio Alleluja, del Tuo Alleluja, se “Cristo è veramente Risorto”.<br />Non muoia la lode a Gesù Risorto sulle nostre labbra!<br />Non muoia la gioia cristiana nei nostri volti!<br />Non muoia il dono di Gesù vivo nelle nostre mani, pronte a darlo a...]]></itunes:summary><itunes:duration>338</itunes:duration><itunes:keywords>gesù,pasqua,risorto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/187bb9a12d93fed6a1897ef6e601f1f1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sabato Santo 8 aprile 2023 «… e già splendevano le luci del sabato» (Lc 23, 54)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sabato-santo-8-aprile-2023-e-gia-splendevano-le-luci-del-sabato-lc-23-54--53469110</link><description><![CDATA[<i>«… e già splendevano le luci del sabato» (Lc 23, 54).</i><br /><br />Oggi facciamo memoria del giorno seguente la morte di Gesù.<br />È sabato. La croce è vuota; lo sarà anche il sepolcro di Gesù.<br />Il silenzio avvolge il Golgota, non si ode più il lamento delle donne.<br />Quanti luoghi del mondo rimangono avvolti nelle tenebre di morte, senza che nessuno si procuri di illuminare il dolore con la speranza della vita eterna, della vita oltre la morte.<br />In questo sabato, in cui tutto sembra essere finito per quanti avevano sperato in Gesù come il liberatore d’Israele, Gesù scende negli inferi e diventa il vero, il solo liberatore della morte, di tutti coloro che sono morti riponendo la loro speranza nel Signore.<br />Gesù scende negli inferi per portare l’annuncio di salvezza, compimento del Vangelo della salvezza, là dove nessun altro uomo avrebbe potuto, come nessun altro uomo avrebbe potuto.<br />Scrive a tal proposito san Pietro: <i>«La buona novella è stata annunciata anche ai morti» (1 Pt 4, 6)</i>, commentando così le parole pronunciate da Gesù stesso: <i>«</i><i>In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno</i><i>»</i><i> (Gv 5, 25).<br /></i>Le luci del sabato, del giorno seguente la morte di Gesù, prima che sulla città di Gerusalemme si accesero proprio negli inferi dove Gesù, morto tra i morti, risorge, per essere fonte di risurrezione per ogni uomo, per i morti e per i vivi, per tutti noi che un giorno moriremo.<br />Gesù è la luce del sabato delle nostre città ammorbate dallo spirito di morte, da una cultura della morte che affascina e asserve le nuove generazioni.<br />Gesù è la luce di tutti i sabati della storia che attendono la giustizia divina della risurrezione.<br />Quante tombe ospitano morti anonimi senza destino!<br />Quanti cimiteri a cielo aperto, come il Mar Mediterraneo o come i teatri di guerra d’Ucraina, dello Yemen o del Myanmar, dell’Etiopia o della Siria o dell’Afghanistan sembrano inferi senza speranza!<br />Nel silenzio del Sabato Santo si oda la nostra preghiera.<br />Come afferma san Paolo: <br /><br /><i>«si compirà la parola della Scrittura: “La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?”. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!» (1 Cor 12, 54- 55.57).</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53469110</guid><pubDate>Sat, 08 Apr 2023 07:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53469110/sabato_santo_8_aprile_2023_e_gia_splendevano_le_luci_del_sabato_lc_23_54.mp3" length="3168366" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salvatore Martinez</itunes:author><itunes:subtitle>«… e già splendevano le luci del sabato» (Lc 23, 54).

Oggi facciamo memoria del giorno seguente la morte di Gesù.
È sabato. La croce è vuota; lo sarà anche il sepolcro di Gesù.
Il silenzio avvolge il Golgota, non si ode più il lamento delle donne....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>«… e già splendevano le luci del sabato» (Lc 23, 54).</i><br /><br />Oggi facciamo memoria del giorno seguente la morte di Gesù.<br />È sabato. La croce è vuota; lo sarà anche il sepolcro di Gesù.<br />Il silenzio avvolge il Golgota, non si ode più il lamento delle donne.<br />Quanti luoghi del mondo rimangono avvolti nelle tenebre di morte, senza che nessuno si procuri di illuminare il dolore con la speranza della vita eterna, della vita oltre la morte.<br />In questo sabato, in cui tutto sembra essere finito per quanti avevano sperato in Gesù come il liberatore d’Israele, Gesù scende negli inferi e diventa il vero, il solo liberatore della morte, di tutti coloro che sono morti riponendo la loro speranza nel Signore.<br />Gesù scende negli inferi per portare l’annuncio di salvezza, compimento del Vangelo della salvezza, là dove nessun altro uomo avrebbe potuto, come nessun altro uomo avrebbe potuto.<br />Scrive a tal proposito san Pietro: <i>«La buona novella è stata annunciata anche ai morti» (1 Pt 4, 6)</i>, commentando così le parole pronunciate da Gesù stesso: <i>«</i><i>In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno</i><i>»</i><i> (Gv 5, 25).<br /></i>Le luci del sabato, del giorno seguente la morte di Gesù, prima che sulla città di Gerusalemme si accesero proprio negli inferi dove Gesù, morto tra i morti, risorge, per essere fonte di risurrezione per ogni uomo, per i morti e per i vivi, per tutti noi che un giorno moriremo.<br />Gesù è la luce del sabato delle nostre città ammorbate dallo spirito di morte, da una cultura della morte che affascina e asserve le nuove generazioni.<br />Gesù è la luce di tutti i sabati della storia che attendono la giustizia divina della risurrezione.<br />Quante tombe ospitano morti anonimi senza destino!<br />Quanti cimiteri a cielo aperto, come il Mar Mediterraneo o come i teatri di guerra d’Ucraina, dello Yemen o del Myanmar, dell’Etiopia o della Siria o dell’Afghanistan sembrano inferi senza speranza!<br />Nel silenzio del Sabato Santo si oda la nostra preghiera.<br />Come afferma san Paolo: <br /><br /><i>«si compirà la parola della Scrittura: “La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?”. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!» (1 Cor 12, 54- 55.57).</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>198</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8222a5541937bbf2865d7dda7de0d0d5.jpg"/><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Venerdì Santo 7 aprile 2023 «Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce»</title><link>https://www.spreaker.com/episode/venerdi-santo-7-aprile-2023-gesu-porto-i-nostri-peccati-nel-suo-corpo-sul-legno-della-croce--53468839</link><description><![CDATA[<b>Venerdì Santo 2023</b><br /><b>Muore per vincere la morte: si spalanca l’eternità!</b><br /><br /><i>«Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pt 2, 24).</i><br /><br />Oggi facciamo memoria della <b>passione e della morte di Gesù sulla croce.</b><br />Nessuno più di Gesù è titolato nel dire: “Ti amo da morire, da morire per te!”.<br />Ma morire davvero e con la morte più ignominiosa e violenta che si potesse augurare a un<br />nemico.<br />E c’è di più: morire per i peccati altrui, per i nostri peccati.<br />Questa è la sconvolgente chiave di volta del Cristianesimo; è la vera, immensa regalità del<br />Dio fatto uomo.<br />Osserviamo i salvatori umani: i filantropi e i benefattori di questo mondo al meglio si danno<br />da fare per risolvere i problemi connessi alla vita terrena; dunque, a salvarci dalla povertà,<br />dall’indigenza, dalle malattie, dalle ingiustizie, da tutto ciò che lede la dignità dell’uomo e lo<br />rende infelice su questa terra.<br />Ma questo non è Gesù.<br />Gesù, con la Sua morte, viene a dirci che siamo fatti per il Cielo.<br />Salvando dai peccati, Lui salva dalla vera morte, alla quale nessun uomo potrà mai<br />sottrarsi: la morte eterna.<br /><i>«Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pt 2, 24).</i><br />Quando mai si è udito nulla di simile?<br />Morire per i peccati altrui. Lasciarsi inchiodare sulla croce con i miei, i nostri peccati per<br />lasciarli lì, impotenti, morti su quel legno, per poi scendere dalla croce, vittorioso sulla<br />morte, su ogni nostro punto di morte già scritto nel documento sfavorevole della nostra<br />vita, per aprire all’umanità la sola possibilità di una vera vita, di una vita senza fine.<br />Ben lo riassume san Paolo quando scrive:<br /><i>«Con Gesù Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa dei peccati,</i><br /><i>perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che ci era</i><br /><i>contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce» (cf Col 2, 13-14).</i><br />La morte di Gesù vince la morte e ci spalanca la vita eterna!<br /><i>“O corona di spine</i>, che cingesti il capo di Gesù facendo sanguinare il Suo capo: ti<br />contemplo, perché ora comprendo che i tuoi aculei erano i miei peccati!<br /><i>O chiodi,</i> che perforaste le mani e i piedi di Gesù crocifiggendolo al legno di morte: vi<br />contemplo, perché ora comprendo che a ogni colpo di martello ero io a far <i>soffrire</i> fino alla<br />morte Gesù!”.<br />Signore Gesù, con le stesse parole del Re Davide, anche io sinceramente voglio pregarti:<br /><i>«Contro di te, contro te solo ho peccato,</i><br /><i>quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.</i><br /><i>Cancella tutte le mie colpe.</i><br /><i>Rendimi la gioia di essere salvato,</i><br /><i>Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, </i><i>la mia lingua esalterà la tua giustizia» (Sal 50, 6.11.14.16).</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53468839</guid><pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:26:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53468839/venerdi_santo_7_aprile_2023_gesu_porto_i_nostri_peccati_nel_suo_corpo_sul_legno_della_croce.mp3" length="3612237" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salvatore Martinez</itunes:author><itunes:subtitle>Venerdì Santo 2023
Muore per vincere la morte: si spalanca l’eternità!

«Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pt 2, 24).

Oggi facciamo memoria della passione e della morte di Gesù sulla croce.
Nessuno più di Gesù è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Venerdì Santo 2023</b><br /><b>Muore per vincere la morte: si spalanca l’eternità!</b><br /><br /><i>«Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pt 2, 24).</i><br /><br />Oggi facciamo memoria della <b>passione e della morte di Gesù sulla croce.</b><br />Nessuno più di Gesù è titolato nel dire: “Ti amo da morire, da morire per te!”.<br />Ma morire davvero e con la morte più ignominiosa e violenta che si potesse augurare a un<br />nemico.<br />E c’è di più: morire per i peccati altrui, per i nostri peccati.<br />Questa è la sconvolgente chiave di volta del Cristianesimo; è la vera, immensa regalità del<br />Dio fatto uomo.<br />Osserviamo i salvatori umani: i filantropi e i benefattori di questo mondo al meglio si danno<br />da fare per risolvere i problemi connessi alla vita terrena; dunque, a salvarci dalla povertà,<br />dall’indigenza, dalle malattie, dalle ingiustizie, da tutto ciò che lede la dignità dell’uomo e lo<br />rende infelice su questa terra.<br />Ma questo non è Gesù.<br />Gesù, con la Sua morte, viene a dirci che siamo fatti per il Cielo.<br />Salvando dai peccati, Lui salva dalla vera morte, alla quale nessun uomo potrà mai<br />sottrarsi: la morte eterna.<br /><i>«Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pt 2, 24).</i><br />Quando mai si è udito nulla di simile?<br />Morire per i peccati altrui. Lasciarsi inchiodare sulla croce con i miei, i nostri peccati per<br />lasciarli lì, impotenti, morti su quel legno, per poi scendere dalla croce, vittorioso sulla<br />morte, su ogni nostro punto di morte già scritto nel documento sfavorevole della nostra<br />vita, per aprire all’umanità la sola possibilità di una vera vita, di una vita senza fine.<br />Ben lo riassume san Paolo quando scrive:<br /><i>«Con Gesù Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa dei peccati,</i><br /><i>perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che ci era</i><br /><i>contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce» (cf Col 2, 13-14).</i><br />La morte di Gesù vince la morte e ci spalanca la vita eterna!<br /><i>“O corona di spine</i>, che cingesti il capo di Gesù facendo sanguinare il Suo capo: ti<br />contemplo, perché ora comprendo che i tuoi aculei erano i miei peccati!<br /><i>O chiodi,</i> che perforaste le mani e i piedi di Gesù crocifiggendolo al legno di morte: vi<br />contemplo, perché ora comprendo che a ogni colpo di martello ero io a far <i>soffrire</i> fino alla<br />morte Gesù!”.<br />Signore Gesù, con le stesse parole del Re Davide, anche io sinceramente voglio pregarti:<br /><i>«Contro di te, contro te solo ho peccato,</i><br /><i>quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.</i><br /><i>Cancella tutte le mie colpe.</i><br /><i>Rendimi la gioia di essere salvato,</i><br /><i>Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, </i><i>la mia lingua esalterà la tua giustizia» (Sal 50, 6.11.14.16).</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>226</itunes:duration><itunes:keywords>pasqua,santo,venerdì</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d2db871f204b8d547a2118768e8dffe.jpg"/><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giovedì Santo 6 aprile 2023 «Un solo pane, un solo corpo»</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giovedi-santo-6-aprile-2023-un-solo-pane-un-solo-corpo--53459614</link><description><![CDATA[Oggi facciamo memoria dell’<b>ultima Cena di Gesù</b> con gli Apostoli e dell’<b>Istituzione dell’Eucaristia</b>.<br /><br /><br />Quella sera, prima di andare incontro alla Sua passione e morte, Gesù disse: <i>«Questo è il mio corpo che è dato per voi» (Lc 22, 19).<br /></i><i>Un corpo</i> ci viene consegnato.<br />Quel bambino Gesù, che misteriosamente veniva alla luce a Nazareth, ora sta per dare drammaticamente la sua vita sulla croce a Gerusalemme.<br />È la sconvolgente cifra dell’incarnazione del Figlio di Dio; l’epilogo di una storia salvifica già scritta, eppure da compiersi.<br /><i>Un corpo</i> – Gesù – ci è dato di ricevere e, al contempo, <i>un corpo</i> – in Gesù – ci è chiesto di diventare.<br />È quanto accade e si ripete ogni giorno, da duemila anni, nel miracolo dell’Eucaristia: <i>«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6, 56).<br /></i>In quel <i>pane eucaristico</i> è la Chiesa; in ogni chicco i suoi fedeli; nel lievito è lo Spirito Santo, che fermenta e forma l’unità del pane.<br />Ben lo ricapitola san Paolo, quando scrive: <i>«</i><i>Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane</i><i>» (1 Cor 10, 17).<br /></i>Gesù è <i>un</i> <i>corpo </i>che, come un pane, continua a spezzarsi: da tutti può essere mangiato, perché a null’altro serve se non a sfamare.<br />Non c’è alimento più antico e popolare del pane, ma se non ci facciamo poveri come un tozzo di pane, non potremo capire nulla dell’Eucaristia, di un amore che non è fatto per essere consumato, ma per moltiplicarsi nella misura in cui si condivide!<br />Gesù è sacramento d’amore, codice di pace per disincagliare la mano violenta del genere umano, che preferisce dividere e non condividere.<br />Come il pane, a cui tutti accedono, così l’Eucaristia vince ogni altro appello umano al bene: in Gesù, oggi come ieri, tutti possono fare la più compiuta e risanante esperienza d’amore.<br />Un <i>corpo</i>, dunque, per ricordarci che l’uomo è sempre un essere in relazione, destinato a vincere nella fraternità tutte le sue solitudini.<br />L’Eucaristia si declina sempre al plurale, antidoto salutare al veleno dell’egoismo che uccide il mondo, l’ambiente, la famiglia, la società.<br />Eucaristia: comunione tra Dio e l’uomo; fraternità tra gli uomini; misericordia per il mondo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53459614</guid><pubDate>Thu, 06 Apr 2023 08:07:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53459614/giovedi_santo_6_aprile_2023_un_solo_pane_un_solo_corpo.mp3" length="2901704" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salvatore Martinez</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi facciamo memoria dell’ultima Cena di Gesù con gli Apostoli e dell’Istituzione dell’Eucaristia.


Quella sera, prima di andare incontro alla Sua passione e morte, Gesù disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi» (Lc 22, 19).
Un corpo ci...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi facciamo memoria dell’<b>ultima Cena di Gesù</b> con gli Apostoli e dell’<b>Istituzione dell’Eucaristia</b>.<br /><br /><br />Quella sera, prima di andare incontro alla Sua passione e morte, Gesù disse: <i>«Questo è il mio corpo che è dato per voi» (Lc 22, 19).<br /></i><i>Un corpo</i> ci viene consegnato.<br />Quel bambino Gesù, che misteriosamente veniva alla luce a Nazareth, ora sta per dare drammaticamente la sua vita sulla croce a Gerusalemme.<br />È la sconvolgente cifra dell’incarnazione del Figlio di Dio; l’epilogo di una storia salvifica già scritta, eppure da compiersi.<br /><i>Un corpo</i> – Gesù – ci è dato di ricevere e, al contempo, <i>un corpo</i> – in Gesù – ci è chiesto di diventare.<br />È quanto accade e si ripete ogni giorno, da duemila anni, nel miracolo dell’Eucaristia: <i>«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6, 56).<br /></i>In quel <i>pane eucaristico</i> è la Chiesa; in ogni chicco i suoi fedeli; nel lievito è lo Spirito Santo, che fermenta e forma l’unità del pane.<br />Ben lo ricapitola san Paolo, quando scrive: <i>«</i><i>Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane</i><i>» (1 Cor 10, 17).<br /></i>Gesù è <i>un</i> <i>corpo </i>che, come un pane, continua a spezzarsi: da tutti può essere mangiato, perché a null’altro serve se non a sfamare.<br />Non c’è alimento più antico e popolare del pane, ma se non ci facciamo poveri come un tozzo di pane, non potremo capire nulla dell’Eucaristia, di un amore che non è fatto per essere consumato, ma per moltiplicarsi nella misura in cui si condivide!<br />Gesù è sacramento d’amore, codice di pace per disincagliare la mano violenta del genere umano, che preferisce dividere e non condividere.<br />Come il pane, a cui tutti accedono, così l’Eucaristia vince ogni altro appello umano al bene: in Gesù, oggi come ieri, tutti possono fare la più compiuta e risanante esperienza d’amore.<br />Un <i>corpo</i>, dunque, per ricordarci che l’uomo è sempre un essere in relazione, destinato a vincere nella fraternità tutte le sue solitudini.<br />L’Eucaristia si declina sempre al plurale, antidoto salutare al veleno dell’egoismo che uccide il mondo, l’ambiente, la famiglia, la società.<br />Eucaristia: comunione tra Dio e l’uomo; fraternità tra gli uomini; misericordia per il mondo.]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:keywords>gesù,pasqua</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bed7c0e298ab9c9b3faa7a83da4f5179.jpg"/><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
