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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Elena Leoni - VOICE TALENT</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/elena-leoni-voice-talent--5762992</link><description><![CDATA[Da ragazza, la lettura ad alta voce mi aiutava a riconoscermi. Recitare a teatro mi aiutava ad acquisire sicurezza.<br /><br />Sentire questa voce calda, profonda, suadente – capace di risvegliare i morti, mi dicevano al liceo – che mi usciva dalla bocca naturalmente, senza inflessioni particolari ma anzi con una dizione perfetta mi ha sempre aiutata nel ricordo di me.<br /><br />E poi adoravo dare vita ai personaggi, sentirli vivere, palpitare, esitare, amare attraverso la mia voce; poter modulare le loro emozioni, immaginare le loro espressioni, simulare il loro sentire! Che potenza! Un momento ero Anna Karenina, un altro Nora di “Casa di bambola”, un altro ancora Emma Bovary o Sonja di “Delitto e Castigo”! E non importava se lo facevo solo per me al chiuso della mia stanza con la voce tremante. Era il mio mondo e lì io ero invulnerabile!<br /><br />Per questo oggi che sono connessa al mio interno posso leggere e interpretare con naturalezza ogni tipo di lettura –anche comica o dialettale – dagli audiolibri ai podcast alla pubblicità.<br /><br />Perché non si tratta solo di leggere ma di interpretare con consapevolezza, sapere quello che si legge, sentirlo nella pancia – ma non troppo! – e fare l’esperienza della scrittura come mezzo di riconquista di sé.<br /><br />Solo così è possibile diventare fedeli interpreti della realtà nelle sue mille sfaccettature.<br /><br />Nessuna finzione, solo essere autenticamente ciò che si è.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5762992/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Books</category><copyright>Copyright Elena Leoni</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ad5a4d6b648fe94d2f76bfac6439446f.jpg</url><title>Elena Leoni - VOICE TALENT</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/elena-leoni-voice-talent--5762992</link></image><lastBuildDate>Wed, 29 May 2024 07:26:35 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Elena Leoni</itunes:name><itunes:email>scritturaespressiva@elenaleoni.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ad5a4d6b648fe94d2f76bfac6439446f.jpg"/><itunes:subtitle>Da ragazza, la lettura ad alta voce mi aiutava a riconoscermi. Recitare a teatro mi aiutava ad acquisire sicurezza.&#13;
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Sentire questa voce calda, profonda, suadente – capace di risvegliare i morti, mi dicevano al liceo – che mi usciva dalla bocca...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da ragazza, la lettura ad alta voce mi aiutava a riconoscermi. Recitare a teatro mi aiutava ad acquisire sicurezza.<br /><br />Sentire questa voce calda, profonda, suadente – capace di risvegliare i morti, mi dicevano al liceo – che mi usciva dalla bocca naturalmente, senza inflessioni particolari ma anzi con una dizione perfetta mi ha sempre aiutata nel ricordo di me.<br /><br />E poi adoravo dare vita ai personaggi, sentirli vivere, palpitare, esitare, amare attraverso la mia voce; poter modulare le loro emozioni, immaginare le loro espressioni, simulare il loro sentire! Che potenza! Un momento ero Anna Karenina, un altro Nora di “Casa di bambola”, un altro ancora Emma Bovary o Sonja di “Delitto e Castigo”! E non importava se lo facevo solo per me al chiuso della mia stanza con la voce tremante. Era il mio mondo e lì io ero invulnerabile!<br /><br />Per questo oggi che sono connessa al mio interno posso leggere e interpretare con naturalezza ogni tipo di lettura –anche comica o dialettale – dagli audiolibri ai podcast alla pubblicità.<br /><br />Perché non si tratta solo di leggere ma di interpretare con consapevolezza, sapere quello che si legge, sentirlo nella pancia – ma non troppo! – e fare l’esperienza della scrittura come mezzo di riconquista di sé.<br /><br />Solo così è possibile diventare fedeli interpreti della realtà nelle sue mille sfaccettature.<br /><br />Nessuna finzione, solo essere autenticamente ciò che si è.]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Books"/></itunes:category><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Lo Scrittore Moderno è l'Uomo Moderno!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/scrittore-moderno.html</link><description><![CDATA[Lo scrittore efficace è colui che ha trovato se stesso, che ha smesso di sentirsi vittima della vita e della società. È colui che scrive questo:<br /><br />«Canto il sé, la semplice singola persona,<br />Ma aggiungo anche la parola Democratico, la parola<br />In-Massa.<br /><br />La fisiologia da capo a piedi, canto,<br />Né la fisionomia né il cervello sono degni da soli della<br />Musa, la Forma completa è di gran lunga più degna.<br />Canto imparzialmente la Femmina insieme col Maschio.<br /><br />La Vita immensa nella sua passione, impulso e forza.<br />Gioiosamente, per un più libero agire sotto le leggi<br />Divine.<br />L’Uomo Moderno, io canto.»<br /><br />Questo è Walt Whitman in Foglie d’Erba. L’Uomo Moderno, lo Scrittore Moderno, lo scrittore dignitoso, forte, consapevole della propria forza, consapevole della propria connessione col Divino; non colui che cerca in questo piano, sulla Terra, le riposta alle sue domande, ma colui che anela all’Alto e che sa che solo in questa connessione troverà le riposte.<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60205846</guid><pubDate>Wed, 29 May 2024 07:22:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60205846/lo_scrittore_moderno_e_l_uomo_moderno_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="3208114" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scrittore efficace è colui che ha trovato se stesso, che ha smesso di sentirsi vittima della vita e della società. È colui che scrive questo:

«Canto il sé, la semplice singola persona,
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In-Massa....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scrittore efficace è colui che ha trovato se stesso, che ha smesso di sentirsi vittima della vita e della società. È colui che scrive questo:<br /><br />«Canto il sé, la semplice singola persona,<br />Ma aggiungo anche la parola Democratico, la parola<br />In-Massa.<br /><br />La fisiologia da capo a piedi, canto,<br />Né la fisionomia né il cervello sono degni da soli della<br />Musa, la Forma completa è di gran lunga più degna.<br />Canto imparzialmente la Femmina insieme col Maschio.<br /><br />La Vita immensa nella sua passione, impulso e forza.<br />Gioiosamente, per un più libero agire sotto le leggi<br />Divine.<br />L’Uomo Moderno, io canto.»<br /><br />Questo è Walt Whitman in Foglie d’Erba. L’Uomo Moderno, lo Scrittore Moderno, lo scrittore dignitoso, forte, consapevole della propria forza, consapevole della propria connessione col Divino; non colui che cerca in questo piano, sulla Terra, le riposta alle sue domande, ma colui che anela all’Alto e che sa che solo in questa connessione troverà le riposte.<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>71</itunes:duration><itunes:keywords>scrittura</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cf5ec8bbf44672d576c94bd2f9e1259a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La letteratura esprime, non comunica</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/letteratura-espressione.html</link><description><![CDATA[Freud ci dice che il bambino è felice solo quando sta nel grembo materno; appena si separa e si rende conto di essere separato dalla madre, lì inizia la sua infelicità (appena inizia ad esistere - ecco l'angoscia sartriana - ex sisto = sono posto fuori).<br /><br />Quindi il poeta che cosa farà? Tenterà per tutta la vita di abbattere il processo di separazione, di cercare l'unione. Ecco perché usiamo, per esempio, le figure retoriche che avvicinano, gli ossimori: un sole nero, un silenzio assordante, per cercare di ricongiungere ciò che è stato dislocato, separato. Ecco perché cerchiamo per tutta la vita di fonderci col nostro oggetto di amore - il nostro amato - o con il cibo o con la sigaretta che è quasi un ciuccio, perché cerchiamo di esprimere: l'espressione è attraverso l'unione, la vicinanza, mentre la comunicazione presuppone due oggetti separati. Noi in letteratura esprimiamo, andiamo oltre la comunicazione, transcodifichiamo.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60065012</guid><pubDate>Thu, 16 May 2024 22:41:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60065012/la_letteratura_esprime_non_comunica_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="3278440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Freud ci dice che il bambino è felice solo quando sta nel grembo materno; appena si separa e si rende conto di essere separato dalla madre, lì inizia la sua infelicità (appena inizia ad esistere - ecco l'angoscia sartriana - ex sisto = sono posto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Freud ci dice che il bambino è felice solo quando sta nel grembo materno; appena si separa e si rende conto di essere separato dalla madre, lì inizia la sua infelicità (appena inizia ad esistere - ecco l'angoscia sartriana - ex sisto = sono posto fuori).<br /><br />Quindi il poeta che cosa farà? Tenterà per tutta la vita di abbattere il processo di separazione, di cercare l'unione. Ecco perché usiamo, per esempio, le figure retoriche che avvicinano, gli ossimori: un sole nero, un silenzio assordante, per cercare di ricongiungere ciò che è stato dislocato, separato. Ecco perché cerchiamo per tutta la vita di fonderci col nostro oggetto di amore - il nostro amato - o con il cibo o con la sigaretta che è quasi un ciuccio, perché cerchiamo di esprimere: l'espressione è attraverso l'unione, la vicinanza, mentre la comunicazione presuppone due oggetti separati. 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Sentite qui:<br /><br />«Credo in te, anima mia,<br />l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,<br />e tu non devi umiliarti di fronte a lui.<br />Ozia con me sull’erba,<br />libera la tua gola da ogni impedimento, <br />né parole, né musica o rima voglio,<br />né consuetudini né discorsi,<br />neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,<br />il tuo mormorio mi piace. <br /><br />Penso a come una volta giacemmo,<br />un trasparente mattino d’estate,<br />come tu posasti la tua testa<br />di per traverso sul mio fianco <br />ti voltasti dolcemente verso di me,<br />e apristi la camicia sul mio petto,<br />e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore nudo,<br />e ti stendesti sino a sentire la mia barba,<br />ti stendesti sino a trattenermi i piedi.<br /> <br />Veloce si alzò in me<br />e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza<br />che va oltre ogni argomento terreno,<br />io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,<br />e io conosco che lo spirito di Dio è il fratello del mio,<br />e che tutti gli uomini mai venuti alla luce<br />sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti<br />…» (Walt  Whitman, in Foglie d’Erba, Canto di me stesso, n^ 5)<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59988644</guid><pubDate>Sun, 12 May 2024 10:01:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59988644/credo_in_te_anima_mia.mp3" length="4107621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scrittore efficace, ragazzi, sa che noi siamo pura coscienza, che non siamo il nostro corpo, che non siamo i nostri pensieri, che non siamo le nostre emozioni. 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Sentite qui:<br /><br />«Credo in te, anima mia,<br />l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,<br />e tu non devi umiliarti di fronte a lui.<br />Ozia con me sull’erba,<br />libera la tua gola da ogni impedimento, <br />né parole, né musica o rima voglio,<br />né consuetudini né discorsi,<br />neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,<br />il tuo mormorio mi piace. <br /><br />Penso a come una volta giacemmo,<br />un trasparente mattino d’estate,<br />come tu posasti la tua testa<br />di per traverso sul mio fianco <br />ti voltasti dolcemente verso di me,<br />e apristi la camicia sul mio petto,<br />e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore nudo,<br />e ti stendesti sino a sentire la mia barba,<br />ti stendesti sino a trattenermi i piedi.<br /> <br />Veloce si alzò in me<br />e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza<br />che va oltre ogni argomento terreno,<br />io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,<br />e io conosco che lo spirito di Dio è il fratello del mio,<br />e che tutti gli uomini mai venuti alla luce<br />sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti<br />…» (Walt  Whitman, in Foglie d’Erba, Canto di me stesso, n^ 5)<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5067a5415b75842994ce2d2c51d6291f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La potenza di anafore ed epifore!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/anafore-epifore.html</link><description><![CDATA[<i>Mostra, non dire</i> anche attraverso le figure retoriche. Abbiamo visto la similitudine, oggi vediamo anafora ed epifora. Che cosa sono? Sono le ripetizioni. All’inizio della frase o alla fine della frase. <br /><b><i></i></b><br /><b><i>Per me</i></b><i> si va nella città dolente,</i><br /><b><i>per me</i></b><i> si va nel ne l’etterno dolore</i><br /><b><i>per me</i></b><i> si va tra la perduta gente.</i><br /><br />Lo vedete com’è efficace questo <b>per me, per me, per me</b>. È la porta stessa dell’Inferno che parla e dice <i>Attenzione, perché una volta che passate attraverso me siete entrati nella dannazione eterna</i>. E lo stesso effetto di ripetizione, di iperdrammatizzazione della scena, ce lo dà l’epifora che si mette alla fine della frase. Vi ricordate quella canzone di Lucio Battisti che dice:<br /><i></i><br /><i>Io lavoro </i><b><i>e penso a te</i></b><i>,</i><br /><i>torno a casa </i><b><i>e penso a te</i></b><i>,</i><br /><i>non son stato divertente </i><b><i>e penso a te</i></b><i>…</i><br /><br />Questo ripetere <b>e penso a te</b> evidenzia l’importanza che lei ha per lui.<br /><br />Quindi la ripetizione serve a iperdrammatizzare il testo, ad enfatizzarlo, e vedete anche come rende coesa, bella, fluida la narrazione, no? È come un contenitore.<br /><br />Quindi, forza, ragazzi, applicate le anafore e le epifore – le ripetizioni – nel testo perché lo renderete molto più efficace.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59831551</guid><pubDate>Sun, 05 May 2024 00:00:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59831551/la_potenza_di_anafore_ed_epifore_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="4522280" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Mostra, non dire anche attraverso le figure retoriche. Abbiamo visto la similitudine, oggi vediamo anafora ed epifora. Che cosa sono? Sono le ripetizioni. All’inizio della frase o alla fine della frase. 

Per me si va nella città dolente,
per me si va...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Mostra, non dire</i> anche attraverso le figure retoriche. Abbiamo visto la similitudine, oggi vediamo anafora ed epifora. Che cosa sono? Sono le ripetizioni. All’inizio della frase o alla fine della frase. <br /><b><i></i></b><br /><b><i>Per me</i></b><i> si va nella città dolente,</i><br /><b><i>per me</i></b><i> si va nel ne l’etterno dolore</i><br /><b><i>per me</i></b><i> si va tra la perduta gente.</i><br /><br />Lo vedete com’è efficace questo <b>per me, per me, per me</b>. È la porta stessa dell’Inferno che parla e dice <i>Attenzione, perché una volta che passate attraverso me siete entrati nella dannazione eterna</i>. E lo stesso effetto di ripetizione, di iperdrammatizzazione della scena, ce lo dà l’epifora che si mette alla fine della frase. Vi ricordate quella canzone di Lucio Battisti che dice:<br /><i></i><br /><i>Io lavoro </i><b><i>e penso a te</i></b><i>,</i><br /><i>torno a casa </i><b><i>e penso a te</i></b><i>,</i><br /><i>non son stato divertente </i><b><i>e penso a te</i></b><i>…</i><br /><br />Questo ripetere <b>e penso a te</b> evidenzia l’importanza che lei ha per lui.<br /><br />Quindi la ripetizione serve a iperdrammatizzare il testo, ad enfatizzarlo, e vedete anche come rende coesa, bella, fluida la narrazione, no? È come un contenitore.<br /><br />Quindi, forza, ragazzi, applicate le anafore e le epifore – le ripetizioni – nel testo perché lo renderete molto più efficace.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>94</itunes:duration><itunes:keywords>anafore,epifore,scrittura,scrivere</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1de6d6b9a78726e04966577cb2529106.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mostra quello che il personaggio sta provando!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/mostra-personaggio-prova.html</link><description><![CDATA[E quindi 'mostra, non dire' significa non raccontare le emozioni, falle vedere direttamente. Guardate qui – dal mio libro 'Portami a casa' –, questa donna, la protagonista, Annalaura, ha una crisi di panico. Io non sto a dire che la donna si sente male, ha una crisi di panico, non riesce a respirare... no, io lo mostro! E come lo mostro? Zoomo, mi avvicino, mi avvicino, mi avvicino a lei; faccio in modo che il lettore entri nella sua testa, nella sua pancia, nel suo cuore; deve stare lì con lei, si deve fondere con lei, deve sentire, provare quello che prova lei. Sentite qui:《Come ora, che mi arriva tutto addosso. Ero scesa a prepararvi la cena, arriva all'improvviso, è un tornado dell'anima che mi travolge in un attimo e mi lascia inerte, voi siete tutti qui, in cucina, ad aspettare, e mi sembra che mi accerchiate... mi muovo lentamente e faccio finta di niente...Oddio, allontanatevi! Non mi schiacciate, non mi guardate, non mi parlate, vi prego! Mi manca l'aria! Che cosa volete da me? Io ho fatto tutto, ho fatto tutto quello che potevo fare, ve lo giuro, ho fatto tutto quello che ho saputo... perché continuate a parlarmi, a muovere le labbra, perché? Non sento niente, non voglio sentire niente, non voglio guardare! Lasciatemi in pace, vi prego, lasciatemi stare! Aspettate che io dica qualcosa? E se non fosse quello che vi piace? Che cosa volete da me? Ma no, non me ne vado, va bene, resto qui, resto qui...». Ecco, e poi continua. Questa è una crisi di panico. Io non l'ho raccontata, l'ho mostrata! Dovete fare la stessa cosa, per essere scrittori efficaci.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59683138</guid><pubDate>Sun, 28 Apr 2024 13:53:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59683138/mostra_quello_che_il_personaggio_sta_provando_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="4574715" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>E quindi 'mostra, non dire' significa non raccontare le emozioni, falle vedere direttamente. Guardate qui – dal mio libro 'Portami a casa' –, questa donna, la protagonista, Annalaura, ha una crisi di panico. Io non sto a dire che la donna si sente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[E quindi 'mostra, non dire' significa non raccontare le emozioni, falle vedere direttamente. Guardate qui – dal mio libro 'Portami a casa' –, questa donna, la protagonista, Annalaura, ha una crisi di panico. Io non sto a dire che la donna si sente male, ha una crisi di panico, non riesce a respirare... no, io lo mostro! E come lo mostro? Zoomo, mi avvicino, mi avvicino, mi avvicino a lei; faccio in modo che il lettore entri nella sua testa, nella sua pancia, nel suo cuore; deve stare lì con lei, si deve fondere con lei, deve sentire, provare quello che prova lei. Sentite qui:《Come ora, che mi arriva tutto addosso. Ero scesa a prepararvi la cena, arriva all'improvviso, è un tornado dell'anima che mi travolge in un attimo e mi lascia inerte, voi siete tutti qui, in cucina, ad aspettare, e mi sembra che mi accerchiate... mi muovo lentamente e faccio finta di niente...Oddio, allontanatevi! Non mi schiacciate, non mi guardate, non mi parlate, vi prego! Mi manca l'aria! Che cosa volete da me? Io ho fatto tutto, ho fatto tutto quello che potevo fare, ve lo giuro, ho fatto tutto quello che ho saputo... perché continuate a parlarmi, a muovere le labbra, perché? Non sento niente, non voglio sentire niente, non voglio guardare! Lasciatemi in pace, vi prego, lasciatemi stare! Aspettate che io dica qualcosa? E se non fosse quello che vi piace? Che cosa volete da me? Ma no, non me ne vado, va bene, resto qui, resto qui...». Ecco, e poi continua. Questa è una crisi di panico. Io non l'ho raccontata, l'ho mostrata! Dovete fare la stessa cosa, per essere scrittori efficaci.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:keywords>scrittura</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9a5a3ead4ae2afefd54835537376f697.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mostra il dialogo interiore del personaggio!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/dialogo-interiore.html</link><description><![CDATA["Mostra, non dire" si ottiene anche facendo parlare il personaggio con se stesso, mostrando i dialoghi interiori del personaggio, i suoi dubbi, esattamente tutto quello che lo tormenta, come se stesse parlando con qualcun altro; in realtà parla con se stesso. Quando io in 'Portami a casa' scrivo: «Per tutti eri un'amica, la mia amica più intima, snob e un po' stronza. Ma poi una stronza cos'è se non una povera infelice, bloccata dentro da un dolore primitivo, appena intravisto, mai riconosciuto, mai fatto affiorare?». Queste sono delle domande che la protagonista, Annalaura, si fa, sono dubbi che ha. Parla con se stessa perché parlare con noi stessi ci aiuta a stare meglio, a chiarirci le idee. E continua: «Questo dolore sepolto nel profondo, tenuto premuto come quando si vuole affogare qualcuno e gli si spinge la testa sott'acqua con forza (mi raccomando alle similitudini: devono essere molto potenti, mai banali!). Claudia è morta, è morta per via di una bomba convenzionale». E poi continua: «A chi riconsegneranno i pezzi di te, Claudia?». Ecco, sembra che stia parlando con Claudia, in realtà parla con se stessa, perché è tormentata dai dubbi. Va bene, ragazzi? "Mostra, non dire": fate parlare i personaggi, un bel dialogo interiore, un monologo interiore in prima persona, dubbi e domande A SE STESSI.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59537915</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2024 23:23:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59537915/mostra_il_dialogo_interiore_del_personaggio_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="2590031" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>"Mostra, non dire" si ottiene anche facendo parlare il personaggio con se stesso, mostrando i dialoghi interiori del personaggio, i suoi dubbi, esattamente tutto quello che lo tormenta, come se stesse parlando con qualcun altro; in realtà parla con se...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Mostra, non dire" si ottiene anche facendo parlare il personaggio con se stesso, mostrando i dialoghi interiori del personaggio, i suoi dubbi, esattamente tutto quello che lo tormenta, come se stesse parlando con qualcun altro; in realtà parla con se stesso. Quando io in 'Portami a casa' scrivo: «Per tutti eri un'amica, la mia amica più intima, snob e un po' stronza. Ma poi una stronza cos'è se non una povera infelice, bloccata dentro da un dolore primitivo, appena intravisto, mai riconosciuto, mai fatto affiorare?». Queste sono delle domande che la protagonista, Annalaura, si fa, sono dubbi che ha. Parla con se stessa perché parlare con noi stessi ci aiuta a stare meglio, a chiarirci le idee. E continua: «Questo dolore sepolto nel profondo, tenuto premuto come quando si vuole affogare qualcuno e gli si spinge la testa sott'acqua con forza (mi raccomando alle similitudini: devono essere molto potenti, mai banali!). Claudia è morta, è morta per via di una bomba convenzionale». E poi continua: «A chi riconsegneranno i pezzi di te, Claudia?». Ecco, sembra che stia parlando con Claudia, in realtà parla con se stessa, perché è tormentata dai dubbi. Va bene, ragazzi? "Mostra, non dire": fate parlare i personaggi, un bel dialogo interiore, un monologo interiore in prima persona, dubbi e domande A SE STESSI.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>90</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/17c120b60e6214484901599cdce4f906.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Solo similitudini potenti!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/similitudini.html</link><description><![CDATA[<i>Mostra, non dire</i>. Come? Usando figure retoriche, perché le figure retoriche già rappresentano, appunto, il linguaggio figurato e cioè fanno venire immediatamente in mente delle immagini. Usare similitudini potenti, non paragonare oggetti che già hanno una connessione tra di loro, tipo “bianca come la neve” o “bello come il sole”, no! Queste sono similitudini banali!  Mettere a confronto due oggetti che apparentemente non hanno nessun nesso tra loro; andare a scovarla la somiglianza; impegnarsi a cercare somiglianze potenti, come fa, per esempio, David Foster Wallace in ‘Piccoli animali senza espressione’.<br /><br />Qui dice:<br />«Il cielo è basso e pieno di nuvole Le nuvole grigie sono gonfie, increspate, luminose Il cielo sembra un cervello.»<br /><br />Lo vedete questa similitudine com’è potente? Il cielo sembra un cervello perché il cervello è come le nuvole: gonfio e increspato.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59461672</guid><pubDate>Sun, 14 Apr 2024 22:20:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59461672/solo_similitudini_potenti_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="2096006" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Mostra, non dire. Come? Usando figure retoriche, perché le figure retoriche già rappresentano, appunto, il linguaggio figurato e cioè fanno venire immediatamente in mente delle immagini. Usare similitudini potenti, non paragonare oggetti che già hanno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Mostra, non dire</i>. Come? Usando figure retoriche, perché le figure retoriche già rappresentano, appunto, il linguaggio figurato e cioè fanno venire immediatamente in mente delle immagini. Usare similitudini potenti, non paragonare oggetti che già hanno una connessione tra di loro, tipo “bianca come la neve” o “bello come il sole”, no! Queste sono similitudini banali!  Mettere a confronto due oggetti che apparentemente non hanno nessun nesso tra loro; andare a scovarla la somiglianza; impegnarsi a cercare somiglianze potenti, come fa, per esempio, David Foster Wallace in ‘Piccoli animali senza espressione’.<br /><br />Qui dice:<br />«Il cielo è basso e pieno di nuvole Le nuvole grigie sono gonfie, increspate, luminose Il cielo sembra un cervello.»<br /><br />Lo vedete questa similitudine com’è potente? Il cielo sembra un cervello perché il cervello è come le nuvole: gonfio e increspato.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>67</itunes:duration><itunes:keywords>linguaggio,podcast,retoriche,scrittura,scrivere,similitudini,wallace</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/26cab7bc258df928d720dc22abef319d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Usiamo verbi onomatopeici!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/verbi-onomatepeici.html</link><description><![CDATA[<i>Mostra, non dire,</i> quindi facciamo direttamente vedere l’immagine. Usiamo, per esempio, verbi onomatopeici cioè verbi che evochino suoni o movimento, come quelli dei versi degli animali. In questa maniera, al posto di usare un verbo debole e di rinforzarlo con un avverbio – cosa che è di una pesantezza assoluta – noi useremo direttamente un verbo che evocherà nel lettore l’immagine che gli vogliamo trasmettere.<br /><br />Per esempio: se noi diciamo <b>ragliare</b>, evochiamo immediatamente quella voce sgradevole, stonata, sgraziata, come il verso dell’asino; se noi diciamo che quella persona squittiva, evochiamo immediatamente il gridolino acuto del topo o di alcuni uccelli – persone che parlano con voce stridula – <b>squittire</b>. Oppure <b>ringhiare</b>, ringhiare con i denti così, immediatamente evochiamo la minaccia; <b>latrare</b>, evochiamo la rabbia; <b>starnazzare</b>, le oche che starnazzano, fanno chiasso, si agitano continuamente – ‘quel gruppo di persone starnazzava’; <b>schiamazzare</b>, fare rumore, fare baccano; <b>belare</b> come una pecora, una bambina che bela, che piagnucola, che si lamenta.<br /><br />Ragazzi, cerchiamo verbi onomatopeici, cercatene altri, cercateli voi, cercateli e usateli! Non usate verbi deboli rinforzati dagli avverbi perché appesantite il testo.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59320964</guid><pubDate>Sat, 06 Apr 2024 12:43:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59320964/usiamo_verbi_onomatopeici_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="4396322" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Mostra, non dire, quindi facciamo direttamente vedere l’immagine. Usiamo, per esempio, verbi onomatopeici cioè verbi che evochino suoni o movimento, come quelli dei versi degli animali. In questa maniera, al posto di usare un verbo debole e di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Mostra, non dire,</i> quindi facciamo direttamente vedere l’immagine. Usiamo, per esempio, verbi onomatopeici cioè verbi che evochino suoni o movimento, come quelli dei versi degli animali. In questa maniera, al posto di usare un verbo debole e di rinforzarlo con un avverbio – cosa che è di una pesantezza assoluta – noi useremo direttamente un verbo che evocherà nel lettore l’immagine che gli vogliamo trasmettere.<br /><br />Per esempio: se noi diciamo <b>ragliare</b>, evochiamo immediatamente quella voce sgradevole, stonata, sgraziata, come il verso dell’asino; se noi diciamo che quella persona squittiva, evochiamo immediatamente il gridolino acuto del topo o di alcuni uccelli – persone che parlano con voce stridula – <b>squittire</b>. Oppure <b>ringhiare</b>, ringhiare con i denti così, immediatamente evochiamo la minaccia; <b>latrare</b>, evochiamo la rabbia; <b>starnazzare</b>, le oche che starnazzano, fanno chiasso, si agitano continuamente – ‘quel gruppo di persone starnazzava’; <b>schiamazzare</b>, fare rumore, fare baccano; <b>belare</b> come una pecora, una bambina che bela, che piagnucola, che si lamenta.<br /><br />Ragazzi, cerchiamo verbi onomatopeici, cercatene altri, cercateli voi, cercateli e usateli! Non usate verbi deboli rinforzati dagli avverbi perché appesantite il testo.<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>93</itunes:duration><itunes:keywords>scrittura,scrivere</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b940dbd3f4bc3f3f7920ad92853f1cad.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Contraiamo la scena!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/contraiamo-la-scena</link><description><![CDATA[“Mostra, non dire”, fai vedere il dolore, di modo che il lettore possa immedesimarsi e ricordarsi, far affiorare un suo dolore sepolto. Non raccontarlo il dolore, fai vedere la scena. Fai vedere una scena d’amore, così il lettore potrà immedesimarsi nella scena e ricordare il suo amore. Come si ottiene questa tecnica del mostrare? Avvicinandoci, avvicinandoci, avvicinandoci, dobbiamo zoomare, non dobbiamo creare distanza tra noi e l’oggetto narrato, lo dobbiamo contrarre, ci dobbiamo avvicinare come se stessimo lì. Guardate che cosa fa Valerio Magrelli, con “L’infanzia del lavoro”<br /><br />«Guarda questa bambina<br />che sta imparando a leggere:<br />tende le labbra, si concentra, (guardate come si è avvicinato alla bambina, la vediamo proprio da vicino, siamo lì, ci possiamo immedesimare!)<br />tira su una parola dopo l’altra,<br />pesca, (ecco qui, una figura retorica, una metafora, la sta paragonando a una canna da pesca!) e la voce fa da canna,<br />fila, si flette, strappa<br />guizzanti queste lettere (ecco, l’ha pescato il pesce che guizza!)<br />ora alte nell’aria luccicanti (come il pesce quando viene pescato!)<br />al sole della pronuncia.»<br /><br />Lo capite che cosa significa contrarre la scena? Zoomare, avvicinarsi, stare lì, stare lì?<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59150792</guid><pubDate>Sun, 24 Mar 2024 00:25:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59150792/contraiamo_la_scena_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="4263037" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>“Mostra, non dire”, fai vedere il dolore, di modo che il lettore possa immedesimarsi e ricordarsi, far affiorare un suo dolore sepolto. Non raccontarlo il dolore, fai vedere la scena. Fai vedere una scena d’amore, così il lettore potrà immedesimarsi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Mostra, non dire”, fai vedere il dolore, di modo che il lettore possa immedesimarsi e ricordarsi, far affiorare un suo dolore sepolto. Non raccontarlo il dolore, fai vedere la scena. Fai vedere una scena d’amore, così il lettore potrà immedesimarsi nella scena e ricordare il suo amore. Come si ottiene questa tecnica del mostrare? Avvicinandoci, avvicinandoci, avvicinandoci, dobbiamo zoomare, non dobbiamo creare distanza tra noi e l’oggetto narrato, lo dobbiamo contrarre, ci dobbiamo avvicinare come se stessimo lì. Guardate che cosa fa Valerio Magrelli, con “L’infanzia del lavoro”<br /><br />«Guarda questa bambina<br />che sta imparando a leggere:<br />tende le labbra, si concentra, (guardate come si è avvicinato alla bambina, la vediamo proprio da vicino, siamo lì, ci possiamo immedesimare!)<br />tira su una parola dopo l’altra,<br />pesca, (ecco qui, una figura retorica, una metafora, la sta paragonando a una canna da pesca!) e la voce fa da canna,<br />fila, si flette, strappa<br />guizzanti queste lettere (ecco, l’ha pescato il pesce che guizza!)<br />ora alte nell’aria luccicanti (come il pesce quando viene pescato!)<br />al sole della pronuncia.»<br /><br />Lo capite che cosa significa contrarre la scena? Zoomare, avvicinarsi, stare lì, stare lì?<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>90</itunes:duration><itunes:keywords>metafora,poesia,scrittura,scrivere</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8fcdac90be1db3cd48ecbf6737415d3a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occulto, di Joyce Carol Oates</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/occulto</link><description><![CDATA[…<br />e poi la visita inesplicabile di tuo padre:<br />due giorni di preavviso, dieci ore di viaggio spericolato<br />piogge vento giorni maledetti<br />traffico tergicristallo rotto<br />ma nulla lo blocca<br />strette di mano – goffe<br />come stai?<br />che bello!<br />quanto tempo!<br />deve partire di mattina<br />una stazione di servizio aggiusta il tergicristallo<br />ha percepito la morte<br />sa come morirà stretto<br />tra sorrisi solidi e nervosi<br />la voragine di ricordi che deve sopportare…<br />niente di ciò che sappiamo può spiegare la sua visita<br />o lo strano modo in cui si è mosso tra noi –<br />toccandoci stringendo le braccia sorridendo<br />era una scusa<br />le parole con cui ci ha accerchiato erano una scusa<br />inesorabile: inventiamo un linguaggio<br />per toccare gli altri<br />e andarcene.<br />(Occulto, Joyce Carol Oates)<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59077291</guid><pubDate>Sun, 17 Mar 2024 12:05:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59077291/occulto_di_joyce_carol_oates_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="1580120" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>…
e poi la visita inesplicabile di tuo padre:
due giorni di preavviso, dieci ore di viaggio spericolato
piogge vento giorni maledetti
traffico tergicristallo rotto
ma nulla lo blocca
strette di mano – goffe
come stai?
che bello!
quanto tempo!
deve...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[…<br />e poi la visita inesplicabile di tuo padre:<br />due giorni di preavviso, dieci ore di viaggio spericolato<br />piogge vento giorni maledetti<br />traffico tergicristallo rotto<br />ma nulla lo blocca<br />strette di mano – goffe<br />come stai?<br />che bello!<br />quanto tempo!<br />deve partire di mattina<br />una stazione di servizio aggiusta il tergicristallo<br />ha percepito la morte<br />sa come morirà stretto<br />tra sorrisi solidi e nervosi<br />la voragine di ricordi che deve sopportare…<br />niente di ciò che sappiamo può spiegare la sua visita<br />o lo strano modo in cui si è mosso tra noi –<br />toccandoci stringendo le braccia sorridendo<br />era una scusa<br />le parole con cui ci ha accerchiato erano una scusa<br />inesorabile: inventiamo un linguaggio<br />per toccare gli altri<br />e andarcene.<br />(Occulto, Joyce Carol Oates)<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>61</itunes:duration><itunes:keywords>oates,occulto,scrittura</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ad69c78fc1d29a70b8a23fd8e4c9b072.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Facciamolo soffrire questo lettore!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/soffrire-lettore.html</link><description><![CDATA[Nelle mie poesie brevi, ci dice Joyce Carole Oates, cerco un effetto brillante, duro, gelido, come fili di acciaio che passano dalle narici al cervello!<br /><br />Guardate com’è potente questa similitudine! Noi dobbiamo scrivere come se le nostre parole fossero fili di acciaio che passano dalle narici e arrivano al cervello! Lo dobbiamo sconquassare il lettore, ragazzi, lo dobbiamo tramortire! Lo dobbiamo lasciare con una sensazione quasi di smarrimento, deve riflettere, si deve trasformare, si deve fare domande importanti sulla vita!<br /><br />Non dobbiamo scrivere di cose banali, sentimentalismi melliflui… Dobbiamo scrivere di cose alte, le grosse scelte, i rimpianti, le nostalgie, i rimorsi!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59003463</guid><pubDate>Mon, 11 Mar 2024 15:09:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59003463/facciamolo_soffrire_questo_lettore_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="2961992" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle mie poesie brevi, ci dice Joyce Carole Oates, cerco un effetto brillante, duro, gelido, come fili di acciaio che passano dalle narici al cervello!

Guardate com’è potente questa similitudine! Noi dobbiamo scrivere come se le nostre parole...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle mie poesie brevi, ci dice Joyce Carole Oates, cerco un effetto brillante, duro, gelido, come fili di acciaio che passano dalle narici al cervello!<br /><br />Guardate com’è potente questa similitudine! Noi dobbiamo scrivere come se le nostre parole fossero fili di acciaio che passano dalle narici e arrivano al cervello! Lo dobbiamo sconquassare il lettore, ragazzi, lo dobbiamo tramortire! Lo dobbiamo lasciare con una sensazione quasi di smarrimento, deve riflettere, si deve trasformare, si deve fare domande importanti sulla vita!<br /><br />Non dobbiamo scrivere di cose banali, sentimentalismi melliflui… Dobbiamo scrivere di cose alte, le grosse scelte, i rimpianti, le nostalgie, i rimorsi!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>57</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22f125286dd1a5f06fa8f6b05ef02929.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Crea un personaggio bizzarro!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/crea-personaggio-bizzarro.html</link><description><![CDATA[Dovete creare dei personaggi molto caratterizzati; per esempio potreste inventarvi un ragazzo, che parla come parlano i ragazzi, a volte facendo anche errori di grammatica, prendendo in giro gli adulti.<br /><br />Sentite qui: “La vecchia Sally non parlava molto, se non per farneticare sui Lunt perché era troppo occupata a guardare in giro e a fare l’affascinante. Poi d’improvviso vide un babbione che conosceva all’altro lato dell’atrio, un tizio con uno di quei completi di flanella grigio scuro e il panciotto a quadretti. Strettamente Ivy League. Bell’affare! Era in piedi accanto al muro e fumava da restarci sotto, con l’aria di uno scocciato a morte.<br /><br />La vecchia Sally continuava a ripetere «Io lo conosco quel ragazzo, l’ho conosciuto in qualche posto» dovunque la portavi c’era sempre qualcuno che conosceva. Allora le ho detto: «Senti, se lo conosci, perché non vai da lui e gli dai un bel bacio in bocca? Lingua-in-bocca! Gli piacerà un sacco!<br />(Il giovane Holden, J.D.Salinger)<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58902354</guid><pubDate>Sat, 02 Mar 2024 21:56:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58902354/crea_un_personaggio_bizzarro_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="2042653" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Dovete creare dei personaggi molto caratterizzati; per esempio potreste inventarvi un ragazzo, che parla come parlano i ragazzi, a volte facendo anche errori di grammatica, prendendo in giro gli adulti.

Sentite qui: “La vecchia Sally non parlava...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dovete creare dei personaggi molto caratterizzati; per esempio potreste inventarvi un ragazzo, che parla come parlano i ragazzi, a volte facendo anche errori di grammatica, prendendo in giro gli adulti.<br /><br />Sentite qui: “La vecchia Sally non parlava molto, se non per farneticare sui Lunt perché era troppo occupata a guardare in giro e a fare l’affascinante. Poi d’improvviso vide un babbione che conosceva all’altro lato dell’atrio, un tizio con uno di quei completi di flanella grigio scuro e il panciotto a quadretti. Strettamente Ivy League. Bell’affare! Era in piedi accanto al muro e fumava da restarci sotto, con l’aria di uno scocciato a morte.<br /><br />La vecchia Sally continuava a ripetere «Io lo conosco quel ragazzo, l’ho conosciuto in qualche posto» dovunque la portavi c’era sempre qualcuno che conosceva. Allora le ho detto: «Senti, se lo conosci, perché non vai da lui e gli dai un bel bacio in bocca? Lingua-in-bocca! Gli piacerà un sacco!<br />(Il giovane Holden, J.D.Salinger)<br /><br />Forza, ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>68</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8f0ee2cc5166fac62cede6b1672fb79.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scriviamo attraverso i sensi!</title><link>https://www.elenaleoni.com/it/news/view/scrivere-sensi.html</link><description><![CDATA[<b>HO COSTRUITO COL PENSIERO UNA CASA BIANCA</b><br /><br /><i>Ho costruito col pensiero una casa bianca</i><br /><br /><i>Ho costruito col pensiero una casa bianca che profuma di rosmarino e alloro.</i><br /><br /><i>È in un bosco, ma ogni tanto si sposta sul mare.</i><br /><br /><i>Sì, perché può sollevarsi da terra e sorvolarla.</i><br /><br /><i>Mi basta desiderare il mare.</i><br /><br />Prendi un oggetto, anche il più apparentemente insignificante, e avvicinati, avvicinati, guardalo da vicino, cogline un dettaglio e poi questo dettaglio prova a sentirlo attraverso tutti i sensi. Mettitelo in bocca, nel naso, nelle orecchie, guardalo con gli occhi, assaporalo, senti un po’ che gusto ha, che consistenza ha, com’è, come lo vedi, che suono ha, che sapore.<br /><br />Avrai iniziato a scrivere qualcosa di efficace. Avrai iniziato a cogliere l’anima dell’oggetto!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58806535</guid><pubDate>Sat, 24 Feb 2024 11:07:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58806535/scriviamo_attraverso_i_sensi_con_poesia_ho_costruito_col_pensiero_una_casa_bianca_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="2754857" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>HO COSTRUITO COL PENSIERO UNA CASA BIANCA

Ho costruito col pensiero una casa bianca

Ho costruito col pensiero una casa bianca che profuma di rosmarino e alloro.

È in un bosco, ma ogni tanto si sposta sul mare.

Sì, perché può sollevarsi da terra e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>HO COSTRUITO COL PENSIERO UNA CASA BIANCA</b><br /><br /><i>Ho costruito col pensiero una casa bianca</i><br /><br /><i>Ho costruito col pensiero una casa bianca che profuma di rosmarino e alloro.</i><br /><br /><i>È in un bosco, ma ogni tanto si sposta sul mare.</i><br /><br /><i>Sì, perché può sollevarsi da terra e sorvolarla.</i><br /><br /><i>Mi basta desiderare il mare.</i><br /><br />Prendi un oggetto, anche il più apparentemente insignificante, e avvicinati, avvicinati, guardalo da vicino, cogline un dettaglio e poi questo dettaglio prova a sentirlo attraverso tutti i sensi. Mettitelo in bocca, nel naso, nelle orecchie, guardalo con gli occhi, assaporalo, senti un po’ che gusto ha, che consistenza ha, com’è, come lo vedi, che suono ha, che sapore.<br /><br />Avrai iniziato a scrivere qualcosa di efficace. Avrai iniziato a cogliere l’anima dell’oggetto!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>52</itunes:duration><itunes:keywords>psicologia,scrittura,sensi</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/46122861089e2d2cefa9390a80dd5129.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cerchiamo l'anima delle cose!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/cerchiamo-anima.html</link><description><![CDATA[<b>DOV’È ANDATA A FINIRE QUELLA RAGAZZA?</b><br /><br /><i>Quella ragazza che, a un certo punto, a Roma</i><br /><br /><i>non ce la faceva più e voleva scappare</i><br /><br /><i>dov’è andata?</i><br /><br /><i>che ha fatto?</i><br /><br /><i>come ha vissuto per tutto il tempo in cui</i><br /><br /><i>io ho smesso di pensarla?</i><br /><br />Cerchiamo l’anima degli oggetti quando vogliamo scrivere efficacemente. James Joyce ci parla del concetto di “epifanie”, quelle rivelazioni che ci arrivano ascoltando la musica, guardando un’immagine, ricordando qualcosa. Dobbiamo scrivere evocando l’anima degli oggetti.<br /><br />Lui dice: «Come quando ci sembra che l’anima del più comune oggetto risplenda». <br /><br />Ecco, cerchiamo l’anima delle cose, scriviamo di quelle!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58721555</guid><pubDate>Sun, 18 Feb 2024 11:11:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58721555/cerchiamo_l_anima_delle_cose_con_poesia_dov_e_andata_a_finire_quella_ragazza_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="1690920" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>DOV’È ANDATA A FINIRE QUELLA RAGAZZA?

Quella ragazza che, a un certo punto, a Roma

non ce la faceva più e voleva scappare

dov’è andata?

che ha fatto?

come ha vissuto per tutto il tempo in cui

io ho smesso di pensarla?

Cerchiamo l’anima degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>DOV’È ANDATA A FINIRE QUELLA RAGAZZA?</b><br /><br /><i>Quella ragazza che, a un certo punto, a Roma</i><br /><br /><i>non ce la faceva più e voleva scappare</i><br /><br /><i>dov’è andata?</i><br /><br /><i>che ha fatto?</i><br /><br /><i>come ha vissuto per tutto il tempo in cui</i><br /><br /><i>io ho smesso di pensarla?</i><br /><br />Cerchiamo l’anima degli oggetti quando vogliamo scrivere efficacemente. James Joyce ci parla del concetto di “epifanie”, quelle rivelazioni che ci arrivano ascoltando la musica, guardando un’immagine, ricordando qualcosa. Dobbiamo scrivere evocando l’anima degli oggetti.<br /><br />Lui dice: «Come quando ci sembra che l’anima del più comune oggetto risplenda». <br /><br />Ecco, cerchiamo l’anima delle cose, scriviamo di quelle!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>50</itunes:duration><itunes:keywords>evocare,joyce,scrivere</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/05583b9558e7edaa00adf992320e2256.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Niente spiegazioni, per favore!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/scrittura-dubbi.html</link><description><![CDATA[<b>ALLE CINQUE DI MATTINA</b><br /><i></i><br /><i>Mentre passava davanti alla camera del padre, gettò un’occhiata all’interno. </i><br /><i></i><br /><i>Evgràf Ivànovic non si era neanche spogliato né messo a letto e se ne stava davanti alla finestra, tamburellando le dita sul vetro.</i><br /><i>«Addio, io parto», disse il figlio.</i><br /><i></i><br /><i>«Addio… i soldi sono sul tavolo rotondo», rispose il padre senza neanche voltarsi.</i><br /><i></i><br /><i>Mentre il servo lo portava in carrozza alla stazione cadeva una pioggia fredda e uggiosa…</i><br /><i></i><br /><i>L’erba sembrava più cupa che mai.</i><br /><br />(Anton Čechov, Caratteri difficili) <br /><br />Non c’è bisogno, ragazzi, di dire che il padre litigava col figlio, che il figlio era cattivo, che il padre era buono… Lo scrittore efficace non è colui che dà risposte al lettore ma è colui che gli insegna a considerare il mondo come una domanda. Il lettore vuole avere dei dubbi e vuole essere portato dallo scrittore mano mano verso lo svelamento della vita, verso lo svelamento dei dubbi.<br /><br />Lo scrittore che dice al lettore come deve guardare il mondo e che quindi infarcisce lo scritto di giudizi, di moralismi, di ridondanze psicologiche è pesante, noioso!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58535248</guid><pubDate>Thu, 01 Feb 2024 17:20:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58535248/niente_spiegazioni_per_favore_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="3210054" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>ALLE CINQUE DI MATTINA

Mentre passava davanti alla camera del padre, gettò un’occhiata all’interno. 

Evgràf Ivànovic non si era neanche spogliato né messo a letto e se ne stava davanti alla finestra, tamburellando le dita sul vetro.
«Addio, io...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>ALLE CINQUE DI MATTINA</b><br /><i></i><br /><i>Mentre passava davanti alla camera del padre, gettò un’occhiata all’interno. </i><br /><i></i><br /><i>Evgràf Ivànovic non si era neanche spogliato né messo a letto e se ne stava davanti alla finestra, tamburellando le dita sul vetro.</i><br /><i>«Addio, io parto», disse il figlio.</i><br /><i></i><br /><i>«Addio… i soldi sono sul tavolo rotondo», rispose il padre senza neanche voltarsi.</i><br /><i></i><br /><i>Mentre il servo lo portava in carrozza alla stazione cadeva una pioggia fredda e uggiosa…</i><br /><i></i><br /><i>L’erba sembrava più cupa che mai.</i><br /><br />(Anton Čechov, Caratteri difficili) <br /><br />Non c’è bisogno, ragazzi, di dire che il padre litigava col figlio, che il figlio era cattivo, che il padre era buono… Lo scrittore efficace non è colui che dà risposte al lettore ma è colui che gli insegna a considerare il mondo come una domanda. Il lettore vuole avere dei dubbi e vuole essere portato dallo scrittore mano mano verso lo svelamento della vita, verso lo svelamento dei dubbi.<br /><br />Lo scrittore che dice al lettore come deve guardare il mondo e che quindi infarcisce lo scritto di giudizi, di moralismi, di ridondanze psicologiche è pesante, noioso!<br /><br /><i>Forza, ragazzi, scriviamo!</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>81</itunes:duration><itunes:keywords>cechov,scrittore,scrittura,scrivere</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/15120e544ae8a4f13b0a267d374a1370.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La potenza delle immagini!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/scrittura-immagini.html</link><description><![CDATA[<b>Poesia: Nella culla del cielo</b><br /><i></i><br /><i>Guardo dal finestrino di questo aereo</i><br /><i>E vedo le mani di Dio che lo sorreggono.</i><br /><i>Ho capito,</i><br /><i>questo volo sarà</i><br /><i>un quieto sonnecchiare nella culla del cielo</i><i>. </i><br /><br />Se vogliamo realizzare una scrittura efficace, dobbiamo lasciar affiorare le immagini che sono dentro di noi. Le parole non contano, ameno non in questa prima fase. Contano le immagini. Platone ci dice che le idee – pensate! – vengono da εἶδος che vuol dire "forma". Quindi c’è un collegamento tra le idee, che sono l’attività del pensiero, e la forma delle cose. Andiamo a cercare le forme che sono dentro di noi, così potremo scrivere efficacemente. Lasciando affiorare le forme!<br /><br />Forza ragazzi, scriviamo!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58534229</guid><pubDate>Thu, 01 Feb 2024 15:38:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58534229/la_potenza_delle_immagini_con_poesia_nella_culla_del_cielo_forza_ragazzi_scriviamo.mp3" length="1648815" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Poesia: Nella culla del cielo

Guardo dal finestrino di questo aereo
E vedo le mani di Dio che lo sorreggono.
Ho capito,
questo volo sarà
un quieto sonnecchiare nella culla del cielo. 

Se vogliamo realizzare una scrittura efficace, dobbiamo lasciar...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Poesia: Nella culla del cielo</b><br /><i></i><br /><i>Guardo dal finestrino di questo aereo</i><br /><i>E vedo le mani di Dio che lo sorreggono.</i><br /><i>Ho capito,</i><br /><i>questo volo sarà</i><br /><i>un quieto sonnecchiare nella culla del cielo</i><i>. </i><br /><br />Se vogliamo realizzare una scrittura efficace, dobbiamo lasciar affiorare le immagini che sono dentro di noi. Le parole non contano, ameno non in questa prima fase. Contano le immagini. Platone ci dice che le idee – pensate! – vengono da εἶδος che vuol dire "forma". Quindi c’è un collegamento tra le idee, che sono l’attività del pensiero, e la forma delle cose. Andiamo a cercare le forme che sono dentro di noi, così potremo scrivere efficacemente. Lasciando affiorare le forme!<br /><br />Forza ragazzi, scriviamo!]]></itunes:summary><itunes:duration>51</itunes:duration><itunes:keywords>immagini,platone,scrittura</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fd1887f845e73a5b816d780d08be1ec4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mettiamolo 'sto apostrofo!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/apostrofo.html</link><description><![CDATA[Mettete l’apostrofo quando la parola è femminile! Un’auto, una auto, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’auto. Un’anima, una anima, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’anima. Un’unica, una unica. Chiedetevi <i>la parola è femminile?</i> Ok, allora tolgo la ‘a’ dall’articolo indeterminativo ‘una’ e al posto della ‘a’ metto l’apostrofo. Un’anima, una anima. Un’unica, una unica. Un’idea. Idea è femminile? Sì, una idea, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’idea. Un’aquila, una aquila, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’aquila! Ve lo dico perché l’accuratezza nella scrittura è una forma di rispetto per gli altri: io posso scrivere il testo più profondo del mondo ma se sbaglio a scrivere, sbaglio la grammatica italiana, dimostro che ho poca cura, ho poco rispetto nei confronti di chi mi legge e a me personalmente mi viene un istinto di chiudere subito… non vado avanti… non…<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58471869</guid><pubDate>Sat, 27 Jan 2024 11:12:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58471869/mettiamolo_sto_apostrofo_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="1887366" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Mettete l’apostrofo quando la parola è femminile! Un’auto, una auto, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’auto. Un’anima, una anima, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’anima. Un’unica, una unica. Chiedetevi la parola è femminile? Ok, allora tolgo la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mettete l’apostrofo quando la parola è femminile! Un’auto, una auto, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’auto. Un’anima, una anima, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’anima. Un’unica, una unica. Chiedetevi <i>la parola è femminile?</i> Ok, allora tolgo la ‘a’ dall’articolo indeterminativo ‘una’ e al posto della ‘a’ metto l’apostrofo. Un’anima, una anima. Un’unica, una unica. Un’idea. Idea è femminile? Sì, una idea, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’idea. Un’aquila, una aquila, tolgo la ‘a’ e metto l’apostrofo: un’aquila! Ve lo dico perché l’accuratezza nella scrittura è una forma di rispetto per gli altri: io posso scrivere il testo più profondo del mondo ma se sbaglio a scrivere, sbaglio la grammatica italiana, dimostro che ho poca cura, ho poco rispetto nei confronti di chi mi legge e a me personalmente mi viene un istinto di chiudere subito… non vado avanti… non…<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>70</itunes:duration><itunes:keywords>apostrofo,grammatica</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/888a596f5041e08eb9224b0f997953a8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Risolviamoli i problemi!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/risolvere-problemi.html</link><description><![CDATA[Quello che sto per dire sembra banale ma non lo è, in realtà! Capita che ci svegliamo con un pensiero fisso, è una difficoltà, è qualcosa che dobbiamo superare. Allora, al posto di archiviarlo - perché spesso lo facciamo - affrontiamolo! Troviamo una soluzione! Io mi rendo conto, molte volte, che quando c’è un pensiero che mi gira nella testa devo assolutamente trovare la soluzione altrimenti non riesco a rilassarmi. Quindi, quello che voglio dirvi è: al posto di concentrarvi sul problema <i>Oddio, mi è successo questo, e devo fare questa cosa, e come farò a farla</i>, fermiamoci, troviamo la soluzione, pensiamo a come possiamo risolverlo e una volta che avremo trovato la soluzione la nostra mente, il nostro cervello in automatico archivierà il problema e saremo liberi di pensare ad altro e di rilassarci.<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58307945</guid><pubDate>Mon, 15 Jan 2024 15:50:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58307945/risolviamoli_i_problemi_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="1917074" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Quello che sto per dire sembra banale ma non lo è, in realtà! Capita che ci svegliamo con un pensiero fisso, è una difficoltà, è qualcosa che dobbiamo superare. Allora, al posto di archiviarlo - perché spesso lo facciamo - affrontiamolo! Troviamo una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quello che sto per dire sembra banale ma non lo è, in realtà! Capita che ci svegliamo con un pensiero fisso, è una difficoltà, è qualcosa che dobbiamo superare. Allora, al posto di archiviarlo - perché spesso lo facciamo - affrontiamolo! Troviamo una soluzione! Io mi rendo conto, molte volte, che quando c’è un pensiero che mi gira nella testa devo assolutamente trovare la soluzione altrimenti non riesco a rilassarmi. Quindi, quello che voglio dirvi è: al posto di concentrarvi sul problema <i>Oddio, mi è successo questo, e devo fare questa cosa, e come farò a farla</i>, fermiamoci, troviamo la soluzione, pensiamo a come possiamo risolverlo e una volta che avremo trovato la soluzione la nostra mente, il nostro cervello in automatico archivierà il problema e saremo liberi di pensare ad altro e di rilassarci.<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>54</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b4ea6abd00ccf8f94e4e98f137a63988.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa vuole questo bambino?</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/bambino-interiore.html</link><description><![CDATA[Facciamo un esercizio di riconnessione con la nostra anima, con la nostra parte più profonda, che può valere anche come esercizio di scrittura, scrittura creativa, scrittura espressiva. Allora, chiudiamo gli occhi, facciamo tre profondi respiri, facciamo entrare l’aria nella nostra pancia e poi pian piano da lontano iniziamo a vedere un bambino o una bambina che si avvicina a noi. Guardiamolo… continuiamo a respirare… chi è? È il nostro bambino interiore. È ciò che siamo stati, è la nostra bambina, è il nostro bambino, siamo noi. E adesso ascoltiamo quello che ha da dirci, poniamoci in ascolto, guardiamo il suo volto, guardiamo la sua bocca che inizia a parlare. Che cosa ci vuole dire? Che cosa ci sta dicendo? Che cosa voleva? Quali erano i suoi sogni? Che cosa abbiamo dimenticato? Che cosa avrebbe voluto essere, fare? Ascoltiamolo! È un esercizio bellissimo di riconnessione con la nostra parte più profonda che fa emergere i desideri, tutto ciò a cui abbiamo dovuto rinunciare. Ascoltiamolo, poi riapriamo gli occhi e scriviamo!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58233113</guid><pubDate>Mon, 08 Jan 2024 18:36:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58233113/cosa_vuole_questo_bambino_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="2137470" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Facciamo un esercizio di riconnessione con la nostra anima, con la nostra parte più profonda, che può valere anche come esercizio di scrittura, scrittura creativa, scrittura espressiva. Allora, chiudiamo gli occhi, facciamo tre profondi respiri,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Facciamo un esercizio di riconnessione con la nostra anima, con la nostra parte più profonda, che può valere anche come esercizio di scrittura, scrittura creativa, scrittura espressiva. Allora, chiudiamo gli occhi, facciamo tre profondi respiri, facciamo entrare l’aria nella nostra pancia e poi pian piano da lontano iniziamo a vedere un bambino o una bambina che si avvicina a noi. Guardiamolo… continuiamo a respirare… chi è? È il nostro bambino interiore. È ciò che siamo stati, è la nostra bambina, è il nostro bambino, siamo noi. E adesso ascoltiamo quello che ha da dirci, poniamoci in ascolto, guardiamo il suo volto, guardiamo la sua bocca che inizia a parlare. Che cosa ci vuole dire? Che cosa ci sta dicendo? Che cosa voleva? Quali erano i suoi sogni? Che cosa abbiamo dimenticato? Che cosa avrebbe voluto essere, fare? Ascoltiamolo! È un esercizio bellissimo di riconnessione con la nostra parte più profonda che fa emergere i desideri, tutto ciò a cui abbiamo dovuto rinunciare. Ascoltiamolo, poi riapriamo gli occhi e scriviamo!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>63</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8fe18cb22c1e681270d4651c5a7e80f4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Prima di ricevere, diamo!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/dare-ricevere.html</link><description><![CDATA[Ragazzi, se vogliamo ricevere amore, attenzioni, considerazione, iniziamo a darle noi per primi! Se noi siamo capaci di dare, diamo! Diamo queste cose, diamo conforto, diamo sostegno! L’altro probabilmente non ne è capace! Lo impara da noi! I motivi possono essere i più svariati: è intimidito, ha paura. Quante persone hanno paura di aprire il cuore? Se noi invece già sappiamo farlo perché abbiamo questa dote, quest’indole, diamo! Non pensiamo a quello che dobbiamo ricevere perché, automaticamente, dando prima o poi riceveremo tantissimo, si apriranno le porte dell’abbondanza.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58171879</guid><pubDate>Tue, 02 Jan 2024 13:24:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58171879/prima_di_ricevere_diamo_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="2664077" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Ragazzi, se vogliamo ricevere amore, attenzioni, considerazione, iniziamo a darle noi per primi! Se noi siamo capaci di dare, diamo! Diamo queste cose, diamo conforto, diamo sostegno! L’altro probabilmente non ne è capace! Lo impara da noi! I motivi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ragazzi, se vogliamo ricevere amore, attenzioni, considerazione, iniziamo a darle noi per primi! Se noi siamo capaci di dare, diamo! Diamo queste cose, diamo conforto, diamo sostegno! L’altro probabilmente non ne è capace! Lo impara da noi! I motivi possono essere i più svariati: è intimidito, ha paura. Quante persone hanno paura di aprire il cuore? Se noi invece già sappiamo farlo perché abbiamo questa dote, quest’indole, diamo! Non pensiamo a quello che dobbiamo ricevere perché, automaticamente, dando prima o poi riceveremo tantissimo, si apriranno le porte dell’abbondanza.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>44</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/420d51775291a2a57acca7f7b288cab2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'uomo non è il nemico numero uno!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/uomo-non-nemico.html</link><description><![CDATA[Amiche mie, se vogliamo trovare un partner, un compagno che veramente ci ami, ci sostenga, ci apprezzi, ci rispetti dobbiamo iniziare a fare la stessa cosa con lui! Dobbiamo smetterla di considerare l’uomo il nemico numero uno di noi donne ma dobbiamo iniziare a sostenerlo, a incoraggiarlo, ad apprezzarlo per quello che dice, per il modo in cui pensa, per il modo in cui si comporta, perché in questa maniera, facendolo sentire importante, noi avremo sicuramente in cambio apprezzamento, valore, amore. Recupereremo la coppia sacra in cui la donna si prende cura dell’uomo e l’uomo la protegge. Un uomo che si sente supportato, che sente la donna complice, non vedrà l’ora di amarla, di farla sentire protetta, sicura.<br /><br />Quindi... forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58137582</guid><pubDate>Thu, 28 Dec 2023 11:40:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58137582/l_uomo_non_e_il_nemico_numero_uno_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="2936114" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Amiche mie, se vogliamo trovare un partner, un compagno che veramente ci ami, ci sostenga, ci apprezzi, ci rispetti dobbiamo iniziare a fare la stessa cosa con lui! Dobbiamo smetterla di considerare l’uomo il nemico numero uno di noi donne ma dobbiamo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Amiche mie, se vogliamo trovare un partner, un compagno che veramente ci ami, ci sostenga, ci apprezzi, ci rispetti dobbiamo iniziare a fare la stessa cosa con lui! Dobbiamo smetterla di considerare l’uomo il nemico numero uno di noi donne ma dobbiamo iniziare a sostenerlo, a incoraggiarlo, ad apprezzarlo per quello che dice, per il modo in cui pensa, per il modo in cui si comporta, perché in questa maniera, facendolo sentire importante, noi avremo sicuramente in cambio apprezzamento, valore, amore. Recupereremo la coppia sacra in cui la donna si prende cura dell’uomo e l’uomo la protegge. Un uomo che si sente supportato, che sente la donna complice, non vedrà l’ora di amarla, di farla sentire protetta, sicura.<br /><br />Quindi... forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>52</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5575679d4d800d11176b776262901bbd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Io non ho bisogno di te!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/amicizia-condivisione.html</link><description><![CDATA[Ragazzi, noi dobbiamo frequentare le persone non per bisogno, non per riempire dei vuoti interiori ma per il piacere della condivisione! Se gli altri si accorgono che noi abbiamo bisogno di loro, perché non sappiamo stare da soli, perché siamo tristi, e ci dobbiamo lamentare, e non sappiamo che fare, e mi hai lasciato solo, e non mi hai telefonato… alla lunga si stancheranno, si allontaneranno! Le relazioni sane sono quelle non basate sul bisogno ma sul reale piacere della condivisione e per poter avere relazioni sane ognuno di noi deve star bene con se stesso, deve essere centrato, deve avere una vita piena, gratificante, deve saper stare da solo. E deve desiacderare condividere con l’altro solo alcuni momenti, appunto, di condivisione.<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58102970</guid><pubDate>Sat, 23 Dec 2023 09:55:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58102970/io_non_ho_bisogno_di_te_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="1013679" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Ragazzi, noi dobbiamo frequentare le persone non per bisogno, non per riempire dei vuoti interiori ma per il piacere della condivisione! Se gli altri si accorgono che noi abbiamo bisogno di loro, perché non sappiamo stare da soli, perché siamo tristi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ragazzi, noi dobbiamo frequentare le persone non per bisogno, non per riempire dei vuoti interiori ma per il piacere della condivisione! Se gli altri si accorgono che noi abbiamo bisogno di loro, perché non sappiamo stare da soli, perché siamo tristi, e ci dobbiamo lamentare, e non sappiamo che fare, e mi hai lasciato solo, e non mi hai telefonato… alla lunga si stancheranno, si allontaneranno! Le relazioni sane sono quelle non basate sul bisogno ma sul reale piacere della condivisione e per poter avere relazioni sane ognuno di noi deve star bene con se stesso, deve essere centrato, deve avere una vita piena, gratificante, deve saper stare da solo. E deve desiacderare condividere con l’altro solo alcuni momenti, appunto, di condivisione.<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>51</itunes:duration><itunes:keywords>amicizia</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fd63b4cc6c6327c4385e76b828024380.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Parlami di te!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/parlami-di-te.html</link><description><![CDATA[Ragazzi, se vogliamo avere delle amicizie sincere, se vogliamo che gli altri si interessino a noi, che abbiano voglia di passare del tempo con noi, la dobbiamo smettere di parlare sempre e solo di noi… e che cosa piace a me, e come sto io, e di che cosa ho bisogno... Dobbiamo smetterla di fare questo perché alla lunga risulteremo noiosi, gli altri si stancheranno di noi o, peggio ancora, proveranno invidia, gelosia, se noi continuiamo a vantarci e a mettere sempre noi al primo posto. Quello che dobbiamo fare è iniziare a interessarci sinceramente all’altro, spostare il focus su di lui: Come stai? Parlami di te! Che cosa ti piace? Ti voglio ascoltare! Raccontami! In questa maniera, poiché alla fine della fiera tutto ciò che noi vogliamo su questa Terra è essere amati e apprezzati dagli altri, otterremo il risultato di farci amare e apprezzare. Quindi, piuttosto che parlare di noi, piuttosto che pretendere noi l’amore, l’apprezzamento, il rispetto, iniziamo a dare queste cose agli altri in maniera naturale e vedrete che li attireremo come delle calamite! Diventeremo magnetici! Gli altri non potranno più fare a meno di noi!<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58026606</guid><pubDate>Sat, 16 Dec 2023 08:57:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58026606/parlami_di_te_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="3033466" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Ragazzi, se vogliamo avere delle amicizie sincere, se vogliamo che gli altri si interessino a noi, che abbiano voglia di passare del tempo con noi, la dobbiamo smettere di parlare sempre e solo di noi… e che cosa piace a me, e come sto io, e di che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ragazzi, se vogliamo avere delle amicizie sincere, se vogliamo che gli altri si interessino a noi, che abbiano voglia di passare del tempo con noi, la dobbiamo smettere di parlare sempre e solo di noi… e che cosa piace a me, e come sto io, e di che cosa ho bisogno... Dobbiamo smetterla di fare questo perché alla lunga risulteremo noiosi, gli altri si stancheranno di noi o, peggio ancora, proveranno invidia, gelosia, se noi continuiamo a vantarci e a mettere sempre noi al primo posto. Quello che dobbiamo fare è iniziare a interessarci sinceramente all’altro, spostare il focus su di lui: Come stai? Parlami di te! Che cosa ti piace? Ti voglio ascoltare! Raccontami! In questa maniera, poiché alla fine della fiera tutto ciò che noi vogliamo su questa Terra è essere amati e apprezzati dagli altri, otterremo il risultato di farci amare e apprezzare. Quindi, piuttosto che parlare di noi, piuttosto che pretendere noi l’amore, l’apprezzamento, il rispetto, iniziamo a dare queste cose agli altri in maniera naturale e vedrete che li attireremo come delle calamite! Diventeremo magnetici! Gli altri non potranno più fare a meno di noi!<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>76</itunes:duration><itunes:keywords>egocentrismo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5929d8384fc2d017b11779f387ae76a8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fatti i fatti tuoi!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/fatti-i-fatti-tuoi.html</link><description><![CDATA[Qualche volta stai in silenzio! Ma parli troppo, quanto parli! Non c’è bisogno che parli così tanto! Qualche volta, lascia andare! Come dice Roberto Potocniak, lascia andare! Stai in silenzio! Non è necessario che controbatti a tutto, che dici la tua… Eh no, io devo dire la mia! Ma dove sta scritto che devi dire la tua?<br /><br />Goditi la meravigliosa sensazione di non dire la tua, rimani a guardare, non ti interessare, osserva, fatti i fatti tuoi, fatti i fatti tuoi, stai nel tuo, goditi la tua pace, la tua vita. Non c’è affatto bisogno che tu dica sempre la tua!<br /><br />Provaci! È una sensazione meravigliosa; eviterai di litigare, di discutere, di metterti nei pasticci! Non dire la tua, fatti i fatti tuoi, vattene, vai a fare le cose tue!<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57888499</guid><pubDate>Sat, 02 Dec 2023 23:17:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57888499/fatti_i_fatti_tuoi_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="2872305" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Qualche volta stai in silenzio! Ma parli troppo, quanto parli! Non c’è bisogno che parli così tanto! Qualche volta, lascia andare! Come dice Roberto Potocniak, lascia andare! Stai in silenzio! Non è necessario che controbatti a tutto, che dici la tua…...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qualche volta stai in silenzio! Ma parli troppo, quanto parli! Non c’è bisogno che parli così tanto! Qualche volta, lascia andare! Come dice Roberto Potocniak, lascia andare! Stai in silenzio! Non è necessario che controbatti a tutto, che dici la tua… Eh no, io devo dire la mia! Ma dove sta scritto che devi dire la tua?<br /><br />Goditi la meravigliosa sensazione di non dire la tua, rimani a guardare, non ti interessare, osserva, fatti i fatti tuoi, fatti i fatti tuoi, stai nel tuo, goditi la tua pace, la tua vita. Non c’è affatto bisogno che tu dica sempre la tua!<br /><br />Provaci! È una sensazione meravigliosa; eviterai di litigare, di discutere, di metterti nei pasticci! Non dire la tua, fatti i fatti tuoi, vattene, vai a fare le cose tue!<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>51</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/83162d9c2ded5839c27ac3343ad1af17.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non mi piace!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/non-mi-piace.html</link><description><![CDATA[Ragazzi, io non so se questo errore l’avete fatto anche voi; io l’ho fatto per molti anni.<br /><br />E cioè cosa ho fatto?<br /><br />Non ho detto quello che non mi andava bene! Tante volte rimanevo in silenzio, perché pensavo “Ma tanto che cambia? Non cambia niente…”. E invece no! Bisogna imparare a dire “No, non mi piace, non mi va bene questa cosa!”.<br /><br />E bisogna imparare a farlo per tutta una serie di motivi. Il primo è che noi in questo modo sappiamo cosa ci piace e cosa non ci piace; impariamo a conoscerci, impariamo a darci valore. Secondo, impariamo a farci rispettare perché l’altro ci porterà rispetto, cosa che non farebbe se noi non dicessimo nulla, se noi rimanessimo in silenzio. L’altro penserebbe che quello che ci ha fatto ci va bene. E, terzo, mi piace pensare che l’Universo ci ascolta, e che quella piccola goccia andrà a far parte dell’oceano e che pian piano qualche cosa cambierà. Creeremo un mondo migliore dicendo con calma, con garbo, con gentilezza, senza arrabbiarci, senza polemica “No, questa cosa, scusa, non mi va bene, non mi piace…”.<br /><br />Ok? Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57804654</guid><pubDate>Sat, 25 Nov 2023 14:03:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57804654/non_mi_piace_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="3588340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Ragazzi, io non so se questo errore l’avete fatto anche voi; io l’ho fatto per molti anni.

E cioè cosa ho fatto?

Non ho detto quello che non mi andava bene! Tante volte rimanevo in silenzio, perché pensavo “Ma tanto che cambia? Non cambia niente…”....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ragazzi, io non so se questo errore l’avete fatto anche voi; io l’ho fatto per molti anni.<br /><br />E cioè cosa ho fatto?<br /><br />Non ho detto quello che non mi andava bene! Tante volte rimanevo in silenzio, perché pensavo “Ma tanto che cambia? Non cambia niente…”. E invece no! Bisogna imparare a dire “No, non mi piace, non mi va bene questa cosa!”.<br /><br />E bisogna imparare a farlo per tutta una serie di motivi. Il primo è che noi in questo modo sappiamo cosa ci piace e cosa non ci piace; impariamo a conoscerci, impariamo a darci valore. Secondo, impariamo a farci rispettare perché l’altro ci porterà rispetto, cosa che non farebbe se noi non dicessimo nulla, se noi rimanessimo in silenzio. L’altro penserebbe che quello che ci ha fatto ci va bene. E, terzo, mi piace pensare che l’Universo ci ascolta, e che quella piccola goccia andrà a far parte dell’oceano e che pian piano qualche cosa cambierà. Creeremo un mondo migliore dicendo con calma, con garbo, con gentilezza, senza arrabbiarci, senza polemica “No, questa cosa, scusa, non mi va bene, non mi piace…”.<br /><br />Ok? Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>68</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2c09cfa9e8aa704c796d74c202f8ce00.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una cosa alla volta!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/una-cosa-alla-volta.html</link><description><![CDATA[Tante volte noi donne - soprattutto! - ci vantiamo di essere diventate “multitasking”, cioè di saper fare tante cose in contemporanea.<br /><br /><b>Ma siamo sicure che questo sia un bene? Io penso proprio di no!</b><br /><br />Ormai, vedendo che cosa è diventato il mondo… un luogo pieno di confusione e di caos, un luogo dove agisce l’”uomo frammentato”, direbbe Gurdjieff, io dico che non è un bene!<br /><br />Noi dobbiamo piuttosto recuperare l’essere “monotasking”, cioè il tornare a fare una cosa per volta, perché in questo modo la faremo bene, rimarremo concentrati e soprattutto ci ricorderemo di averla fatta! E invece quando siamo multitasking, ragazzi, facciamo tante cose, tutte insieme, tutte male, e ci dimentichiamo di averle fatte! Riflettete su questo.<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57627496</guid><pubDate>Tue, 14 Nov 2023 09:09:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57627496/una_cosa_alla_volta_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="2165156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Tante volte noi donne - soprattutto! - ci vantiamo di essere diventate “multitasking”, cioè di saper fare tante cose in contemporanea.

Ma siamo sicure che questo sia un bene? Io penso proprio di no!

Ormai, vedendo che cosa è diventato il mondo… un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tante volte noi donne - soprattutto! - ci vantiamo di essere diventate “multitasking”, cioè di saper fare tante cose in contemporanea.<br /><br /><b>Ma siamo sicure che questo sia un bene? Io penso proprio di no!</b><br /><br />Ormai, vedendo che cosa è diventato il mondo… un luogo pieno di confusione e di caos, un luogo dove agisce l’”uomo frammentato”, direbbe Gurdjieff, io dico che non è un bene!<br /><br />Noi dobbiamo piuttosto recuperare l’essere “monotasking”, cioè il tornare a fare una cosa per volta, perché in questo modo la faremo bene, rimarremo concentrati e soprattutto ci ricorderemo di averla fatta! E invece quando siamo multitasking, ragazzi, facciamo tante cose, tutte insieme, tutte male, e ci dimentichiamo di averle fatte! Riflettete su questo.<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>55</itunes:duration><itunes:keywords>calma,multitasking</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3e318aed0a9c81498d968227de5f6d4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da dove nascono i conflitti?</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/conflitti.html</link><description><![CDATA[Il giudizio, sempre il giudizio! Come si creano i conflitti?<br /><br />Riflettiamo su questo: il conflitto si crea tutte le volte che noi giudichiamo qualcosa, non accettiamo quello che accade e lo vogliamo sempre cambiare.<br /><br />Fa freddo? Ah, ma com’era bello il caldo! Fa caldo? Uh, ma quanto vorrei il freddo!<br /><br />Questo che cosa significa? Che in questa maniera si crea il conflitto: ci mettiamo contro le cose per come dovrebbero invece naturalmente fluire.<br /><br />Se noi imparassimo ad accettare senza giudicare le cose che accadono, a stare nel flusso della vita, non ci sarebbero conflitti, ci sarebbe accettazione di quello che c’è, accettazione di noi stessi, della vita e le cose andrebbero molto meglio, molto meglio!<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57505301</guid><pubDate>Fri, 03 Nov 2023 22:16:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57505301/da_dove_nascono_i_conflitti_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="2807138" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Il giudizio, sempre il giudizio! Come si creano i conflitti?

Riflettiamo su questo: il conflitto si crea tutte le volte che noi giudichiamo qualcosa, non accettiamo quello che accade e lo vogliamo sempre cambiare.

Fa freddo? Ah, ma com’era bello il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il giudizio, sempre il giudizio! Come si creano i conflitti?<br /><br />Riflettiamo su questo: il conflitto si crea tutte le volte che noi giudichiamo qualcosa, non accettiamo quello che accade e lo vogliamo sempre cambiare.<br /><br />Fa freddo? Ah, ma com’era bello il caldo! Fa caldo? Uh, ma quanto vorrei il freddo!<br /><br />Questo che cosa significa? Che in questa maniera si crea il conflitto: ci mettiamo contro le cose per come dovrebbero invece naturalmente fluire.<br /><br />Se noi imparassimo ad accettare senza giudicare le cose che accadono, a stare nel flusso della vita, non ci sarebbero conflitti, ci sarebbe accettazione di quello che c’è, accettazione di noi stessi, della vita e le cose andrebbero molto meglio, molto meglio!<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>48</itunes:duration><itunes:keywords>accettazione,conflitto,giudizio,vita</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3fab126273191fbbaf6f55bcc8691713.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se chiami tuo figlio "monello", lo fai diventare monello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-chiami-tuo-figlio-monello-lo-fai-diventare-monello--57260478</link><description><![CDATA[Ragazzi, ma lo sapete che quando dite a vostro figlio: «Monello! Eh, lui è monello!» vostro figlio diventerà un monello? Perché vostro figlio farà quello che voi gli dite! Quindi, dire che vostro figlio è monello piuttosto che dire che è un bravo bambino magari anche di fronte ad altre persone significherà che vostro figlio diventerà molto verosimilmente un monello perché si sentirà legittimato a essere monello, a fare quello che i genitori gli dicono. Poi non ci meravigliamo se i nostri figli fanno delle cose che non vanno bene, gli abbiamo detto che erano monelli!<br /><br />Urlare a vostro figlio: «Ah! Ti ho detto che non si fa così, hai capito?» proprio mentre vostro figlio magari sta urlando, significherà legittimare le urla, quindi significherà dirgli una cosa e farne un’altra, significherà legittimare esattamente il comportamento che voi state criticando.<br /><br />Picchiare vostro figlio quando vostro figlio magari picchia un compagno significherà fargli capire esattamente il contrario, cioè che si può picchiare! Quindi, voi dite qualcosa e fate altro!<br /><br />Vostro figlio imparerà quello che voi fate, non quello che dite.<br /><br />Vostro figlio va incoraggiato, va educato con l’esempio.<br /><br />Per esempio, portarselo nei viaggi significa dargli valore; lasciarlo a casa con la nonna perché magari vi dà fastidio significherà farlo sentire un inetto.<br /><br />Paragonarlo sempre agli altri, ai figli degli amici, significherà farlo sentire un inetto.<br /><br />Poi ci stupiamo che da grande nostro figlio non abbia autostima: «Come mai questo bambino non ha autostima?» E certo! L’abbiamo lasciato sempre a casa, l’abbiamo fatto sentire inferiore agli altri, non gli abbiamo dato valore.<br /><br />Dire a vostro figlio la verità, coinvolgerlo nelle questioni familiari significa farlo sentire importante. Nascondergli le cose oppure omettere questioni di famiglia perché tanto è un bambino e non capisce significherà farlo crescere con l’idea di non valere nulla.<br /><br />Piccoli accorgimenti quando abbiamo a che fare con i nostri figli.<br /><br /><i>Forza, ragazzi, svegliamoci!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57260478</guid><pubDate>Mon, 16 Oct 2023 20:30:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57260478/se_chiami_tuo_figlio_monello_lo_fai_diventare_monello_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="5939787" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Ragazzi, ma lo sapete che quando dite a vostro figlio: «Monello! Eh, lui è monello!» vostro figlio diventerà un monello? Perché vostro figlio farà quello che voi gli dite! 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Ti ho detto che non si fa così, hai capito?» proprio mentre vostro figlio magari sta urlando, significherà legittimare le urla, quindi significherà dirgli una cosa e farne un’altra, significherà legittimare esattamente il comportamento che voi state criticando.<br /><br />Picchiare vostro figlio quando vostro figlio magari picchia un compagno significherà fargli capire esattamente il contrario, cioè che si può picchiare! Quindi, voi dite qualcosa e fate altro!<br /><br />Vostro figlio imparerà quello che voi fate, non quello che dite.<br /><br />Vostro figlio va incoraggiato, va educato con l’esempio.<br /><br />Per esempio, portarselo nei viaggi significa dargli valore; lasciarlo a casa con la nonna perché magari vi dà fastidio significherà farlo sentire un inetto.<br /><br />Paragonarlo sempre agli altri, ai figli degli amici, significherà farlo sentire un inetto.<br /><br />Poi ci stupiamo che da grande nostro figlio non abbia autostima: «Come mai questo bambino non ha autostima?» E certo! L’abbiamo lasciato sempre a casa, l’abbiamo fatto sentire inferiore agli altri, non gli abbiamo dato valore.<br /><br />Dire a vostro figlio la verità, coinvolgerlo nelle questioni familiari significa farlo sentire importante. Nascondergli le cose oppure omettere questioni di famiglia perché tanto è un bambino e non capisce significherà farlo crescere con l’idea di non valere nulla.<br /><br />Piccoli accorgimenti quando abbiamo a che fare con i nostri figli.<br /><br /><i>Forza, ragazzi, svegliamoci!</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:keywords>educazione,famiglia,figli,genitori,monello</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/94902363dd29d612f454ca2187aa9ced.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per ventiquattr'ore, accettiamo tutto ciò che ci arriva!</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/sadhguru-accettiamo-tutto-esercizio.html</link><description><![CDATA[Oggi facciamo un esercizio suggeritoci da Sadhguru, il mistico yogi indiano tanto conosciuto in Italia ultimamente. È un esercizio di consapevolezza, perché è un esercizio di abbandono alla Vita, e tutte le volte che si trova il coraggio di abbandonarsi alla vita, la consapevolezza si accresce. Dunque, oggi facciamo questo esercizio: ACCETTIAMO tutto, tutto quello che ci arriva, senza controbattere, accettiamo ogni cosa che questa giornata ci porterà! Sì, avete capito bene: ventiquattro ore di tempo da quando leggerete questo post o ascolterete questo podcast per accettare tutto, ogni cosa, senza obiettare, senza opporre resistenza, senza lamentarvi, senza protestare, senza chiedervi se è giusto o sbagliato, senza risentimento, ma con fluidità, con leggerezza, stando semplicemente nel flusso della Vita, con un’arrendevolezza che è fiducia in un disegno più grande e assolutamente giusto per noi. Questo esercizio, ragazzi, se riusciremo a farlo correttamente, ci farà comprendere quanto tempo sprechiamo inutilmente a contrastare cose che sono più grandi di noi e nei confronti delle quali non abbiamo veramente nessun potere, come per esempio il clima, quando ci lamentiamo del troppo caldo o del troppo freddo, con ciò mostrando di voler controllare con il nostro ego eventi della vita che sono assolutamente incontrollabili. Risultato: una perdita di tempo. O come sia inutile litigare con Tizio o con Caio; quanto il nostro ego ci possa trascinare come dei burattini di qua o di là; quanta energia sprechiamo che potremmo conservare magari per impiegarla in una bella meditazione o in una passeggiata nella natura. Scopriremo la bellezza e l’enorme liberatoria umiltà di accettare una critica, di accettare un giudizio senza che ci tocchi, di accettare un cibo anche se non ci piace, di andare in un luogo anche se non l’avevamo messo in conto. Scopriremo la grandezza che c’è nel dire un sì al posto di un no, anche quando il ‘no’ sarebbe la scelta usuale; scopriremo che siamo capaci di fare cose che ci sono sempre sembrate impossibili, che il nostro cuore è molto più grande di quanto credevamo e che può contenere anche cose che ieri reputavamo inaccettabili. Impareremo che si può andare d’accordo anche se si hanno idee diverse, che si può sopportare ciò che credevamo insopportabile e ci renderemo conto, alla fine di questa giornata, che in una visione più allargata e meno ego-riferita della vita noi non siamo poi così tanto importanti su questa Terra, che non gira tutto attorno a noi e che possiamo vivere molto meglio semplicemente stando nel flusso delle cose senza pretendere di controllare tutto. Perché questa è la vera grandezza di un essere umano risvegliato, ragazzi: accettare tutto ciò che la vita ha in serbo per lui, senza mai dubitare dell’enorme Amore che la Vita, cioè Dio, ha per noi. Arrenderci alla Vita ci rende forti, con fiducia, energia, consapevolezza, perché Dio ha un piano perfetto per ogni anima! E dobbiamo crederci!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57140057</guid><pubDate>Sat, 07 Oct 2023 08:41:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57140057/per_ventiquattr_ore_accettiamo_tutto_cio_che_ci_arriva_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="8207801" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi facciamo un esercizio suggeritoci da Sadhguru, il mistico yogi indiano tanto conosciuto in Italia ultimamente. È un esercizio di consapevolezza, perché è un esercizio di abbandono alla Vita, e tutte le volte che si trova il coraggio di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi facciamo un esercizio suggeritoci da Sadhguru, il mistico yogi indiano tanto conosciuto in Italia ultimamente. È un esercizio di consapevolezza, perché è un esercizio di abbandono alla Vita, e tutte le volte che si trova il coraggio di abbandonarsi alla vita, la consapevolezza si accresce. Dunque, oggi facciamo questo esercizio: ACCETTIAMO tutto, tutto quello che ci arriva, senza controbattere, accettiamo ogni cosa che questa giornata ci porterà! Sì, avete capito bene: ventiquattro ore di tempo da quando leggerete questo post o ascolterete questo podcast per accettare tutto, ogni cosa, senza obiettare, senza opporre resistenza, senza lamentarvi, senza protestare, senza chiedervi se è giusto o sbagliato, senza risentimento, ma con fluidità, con leggerezza, stando semplicemente nel flusso della Vita, con un’arrendevolezza che è fiducia in un disegno più grande e assolutamente giusto per noi. Questo esercizio, ragazzi, se riusciremo a farlo correttamente, ci farà comprendere quanto tempo sprechiamo inutilmente a contrastare cose che sono più grandi di noi e nei confronti delle quali non abbiamo veramente nessun potere, come per esempio il clima, quando ci lamentiamo del troppo caldo o del troppo freddo, con ciò mostrando di voler controllare con il nostro ego eventi della vita che sono assolutamente incontrollabili. Risultato: una perdita di tempo. O come sia inutile litigare con Tizio o con Caio; quanto il nostro ego ci possa trascinare come dei burattini di qua o di là; quanta energia sprechiamo che potremmo conservare magari per impiegarla in una bella meditazione o in una passeggiata nella natura. Scopriremo la bellezza e l’enorme liberatoria umiltà di accettare una critica, di accettare un giudizio senza che ci tocchi, di accettare un cibo anche se non ci piace, di andare in un luogo anche se non l’avevamo messo in conto. Scopriremo la grandezza che c’è nel dire un sì al posto di un no, anche quando il ‘no’ sarebbe la scelta usuale; scopriremo che siamo capaci di fare cose che ci sono sempre sembrate impossibili, che il nostro cuore è molto più grande di quanto credevamo e che può contenere anche cose che ieri reputavamo inaccettabili. Impareremo che si può andare d’accordo anche se si hanno idee diverse, che si può sopportare ciò che credevamo insopportabile e ci renderemo conto, alla fine di questa giornata, che in una visione più allargata e meno ego-riferita della vita noi non siamo poi così tanto importanti su questa Terra, che non gira tutto attorno a noi e che possiamo vivere molto meglio semplicemente stando nel flusso delle cose senza pretendere di controllare tutto. Perché questa è la vera grandezza di un essere umano risvegliato, ragazzi: accettare tutto ciò che la vita ha in serbo per lui, senza mai dubitare dell’enorme Amore che la Vita, cioè Dio, ha per noi. Arrenderci alla Vita ci rende forti, con fiducia, energia, consapevolezza, perché Dio ha un piano perfetto per ogni anima! E dobbiamo crederci!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>206</itunes:duration><itunes:keywords>accettazione,sadhguru</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34d9a749050c3b6334134a97c130f624.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sii sempre libero, mai schiavo</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/liberta.html</link><description><![CDATA[Devi prendere tutte le strade che ti portano alla liberazione, non quelle che ti portano alla schiavitù. Devi tendere ad essere padrone di te stesso, padrone della tua vita, schiavo di niente, dipendente da niente e da nessuno. A me oggi quando qualcuno mi impone qualcosa o mi si rivolge con un tono pretenzioso o avverto che mi vuole usare o manipolare per qualche secondo fine, mi viene l’orticaria. Lo allontano immediatamente. Non tollero che rapporti incondizionati, liberi da pressioni, da bisogni, da dipendenze. Mi accorgo, ormai con una chiarezza assoluta, che ogni cosa su questa Terra è una messinscena inscenata, appunto, dal bisogno: bisogno di apparire, bisogno di riempire dei vuoti, bisogno di non sentirsi soli, bisogno di riconoscimento esterno. La gente non sa stare da sola perché non ha la compagnia della propria coscienza, della propria Essenza, e quindi si annoia, sente vuoto o ansia o tristezza. Senza la padronanza di sé, ragazzi, che solo la conquista della propria Essenza può dare, noi siamo canne al vento in balia delle emozioni, dei pensieri, del turbinio di questi elementi che ci destabilizzano e ci fanno sempre dipendere da qualcosa o da qualcuno. E invece noi non siamo i nostri pensieri, non siamo le nostre emozioni, non siamo nemmeno il nostro corpo perché il nostro corpo è solo il veicolo che la nostra anima ha scelto per questa incarnazione: noi siamo pura coscienza immutabile ed eterna, un faro interiore sempre acceso a cui possiamo e dobbiamo sempre attingere per trovare la fonte della nostra gioia, la nostra luce, la nostra stabilità! Questo è il risveglio a se stessi che tanto auspico, ragazzi, una condizione di liberazione dal dolore, di affrancamento dagli attaccamenti, dalle bassezze della vita come l’invidia, la gelosia, l’odio, la rabbia; un luogo interiore di pace e luce abitato dalla gioia e bastante a se stesso. Ciò non significa che non dobbiamo avere rapporti con gli altri, ma che siano rapporti sani, di mutuo scambio, di piacere spirituale, senza dipendenze o bisogni o attaccamenti. E anche con le cose dobbiamo avere rapporti di non attaccamento. Dalle cose, dagli oggetti materiali noi dobbiamo prendere solo quello per cui sono nati e non dobbiamo usarli per compensare quel vuoto interiore di cui parlavamo poco fa e che è tipico di chi non ha conquistato se stesso. Cerchiamo di restare liberi, di conquistarci la bellezza di noi stessi, e scopriremo com’è grandioso e dignitoso non avere bisogno di niente e di nessuno, ma semmai avere il piacere di condividere del tempo con qualcuno. Minori sono i bisogni, maggiore sarà la felicità spirituale. Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56952755</guid><pubDate>Wed, 27 Sep 2023 06:56:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56952755/sii_sempre_libero_mai_schiavo_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="4883853" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Devi prendere tutte le strade che ti portano alla liberazione, non quelle che ti portano alla schiavitù. Devi tendere ad essere padrone di te stesso, padrone della tua vita, schiavo di niente, dipendente da niente e da nessuno. A me oggi quando...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Devi prendere tutte le strade che ti portano alla liberazione, non quelle che ti portano alla schiavitù. Devi tendere ad essere padrone di te stesso, padrone della tua vita, schiavo di niente, dipendente da niente e da nessuno. A me oggi quando qualcuno mi impone qualcosa o mi si rivolge con un tono pretenzioso o avverto che mi vuole usare o manipolare per qualche secondo fine, mi viene l’orticaria. Lo allontano immediatamente. Non tollero che rapporti incondizionati, liberi da pressioni, da bisogni, da dipendenze. Mi accorgo, ormai con una chiarezza assoluta, che ogni cosa su questa Terra è una messinscena inscenata, appunto, dal bisogno: bisogno di apparire, bisogno di riempire dei vuoti, bisogno di non sentirsi soli, bisogno di riconoscimento esterno. La gente non sa stare da sola perché non ha la compagnia della propria coscienza, della propria Essenza, e quindi si annoia, sente vuoto o ansia o tristezza. Senza la padronanza di sé, ragazzi, che solo la conquista della propria Essenza può dare, noi siamo canne al vento in balia delle emozioni, dei pensieri, del turbinio di questi elementi che ci destabilizzano e ci fanno sempre dipendere da qualcosa o da qualcuno. E invece noi non siamo i nostri pensieri, non siamo le nostre emozioni, non siamo nemmeno il nostro corpo perché il nostro corpo è solo il veicolo che la nostra anima ha scelto per questa incarnazione: noi siamo pura coscienza immutabile ed eterna, un faro interiore sempre acceso a cui possiamo e dobbiamo sempre attingere per trovare la fonte della nostra gioia, la nostra luce, la nostra stabilità! Questo è il risveglio a se stessi che tanto auspico, ragazzi, una condizione di liberazione dal dolore, di affrancamento dagli attaccamenti, dalle bassezze della vita come l’invidia, la gelosia, l’odio, la rabbia; un luogo interiore di pace e luce abitato dalla gioia e bastante a se stesso. Ciò non significa che non dobbiamo avere rapporti con gli altri, ma che siano rapporti sani, di mutuo scambio, di piacere spirituale, senza dipendenze o bisogni o attaccamenti. E anche con le cose dobbiamo avere rapporti di non attaccamento. Dalle cose, dagli oggetti materiali noi dobbiamo prendere solo quello per cui sono nati e non dobbiamo usarli per compensare quel vuoto interiore di cui parlavamo poco fa e che è tipico di chi non ha conquistato se stesso. Cerchiamo di restare liberi, di conquistarci la bellezza di noi stessi, e scopriremo com’è grandioso e dignitoso non avere bisogno di niente e di nessuno, ma semmai avere il piacere di condividere del tempo con qualcuno. Minori sono i bisogni, maggiore sarà la felicità spirituale. 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E invece “la colpa” è molto occidentale, di matrice cattolica, e fa tanti danni perché poi alla colpa è legato anche il senso di fallimento e poi ci vuole tutta una vita di psicoterapia per liberarsi da questi concetti. Quindi, niente senso di colpa, semmai senso di responsabilità. Educate i vostri figli al senso di responsabilità – con l’esempio, non con le parole perché le parole sono chiacchiere – comportatevi bene con gli altri, con rispetto, con lealtà, con sostegno, fiducia reciproca. In casa, salutiamo i nostri figli la mattina con un sorriso, incoraggiamoli, supportiamoli, aiutiamoli a tirar fuori i loro talenti, a capire quali sono i loro talenti. Educare viene da e-ducere che vuol dire ‘tirare fuori’ quindi al posto di pretendere di mettergli noi dentro alla testa dei concetti desueti e poco utili, cerchiamo di ascoltare loro: Cosa vogliono fare? Per che cosa sono nati? Quali sono i loro talenti? I talenti sono come dei semi, i semi hanno bisogno di silenzio, di buio, di acqua per germogliare, quindi noi dobbiamo rappresentare delle presenze discrete per i nostri figli, non dobbiamo essere invadenti, intrometterci, pretendere che loro facciano quello che noi non siamo riusciti a fare con noi stessi, e cioè essere felici. Diamocela noi da soli la felicità e lasciamo i nostri figli liberi di darsi la loro. Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56846570</guid><pubDate>Mon, 18 Sep 2023 21:12:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56846570/non_fate_mai_sentire_in_colpa_i_vostri_figli_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="4886323" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Non fate mai sentire in colpa i vostri figli! I vostri figli non hanno colpe, il concetto di colpa non esiste! 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In casa, salutiamo i nostri figli la mattina con un sorriso, incoraggiamoli, supportiamoli, aiutiamoli a tirar fuori i loro talenti, a capire quali sono i loro talenti. Educare viene da e-ducere che vuol dire ‘tirare fuori’ quindi al posto di pretendere di mettergli noi dentro alla testa dei concetti desueti e poco utili, cerchiamo di ascoltare loro: Cosa vogliono fare? Per che cosa sono nati? Quali sono i loro talenti? I talenti sono come dei semi, i semi hanno bisogno di silenzio, di buio, di acqua per germogliare, quindi noi dobbiamo rappresentare delle presenze discrete per i nostri figli, non dobbiamo essere invadenti, intrometterci, pretendere che loro facciano quello che noi non siamo riusciti a fare con noi stessi, e cioè essere felici. Diamocela noi da soli la felicità e lasciamo i nostri figli liberi di darsi la loro. 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Quindi impariamo a ringraziare sempre, ringraziamo anche per qualcosa di apparentemente negativo, perché tutto ciò che ci capita nella vita è per la nostra evoluzione, per il nostro risveglio alla consapevolezza, per la nostra crescita come esseri spirituali in un corpo fisico. Quando moriamo, quando lasciamo il corpo fisico, la nostra anima risale in cielo e ritornerà sulla Terra per tante volte quante gliene serviranno per imparare la lezione, imparare dagli errori, staccarsi dai vizi e praticare le virtù divine: quindi tutto quello che ci capita su questa Terra va bene perché accade secondo la volontà divina e nulla - dico proprio nulla! - potrebbe accadere diversamente da come accade. Molte persone la sprecano letteralmente questa vita, perché non imparano niente. Nascono e muoiono inutilmente. Sai già dove ti porterà un evento negativo? No, non lo sai, non lo puoi sapere, e allora ringrazia, ringrazia per ogni disgrazia perché in fondo al tunnel quella disgrazia potrebbe rivelarsi la più grande gioia. Quante persone hanno perso l’aereo, aereo che poi è caduto, e hanno avuta salva la vita? Oppure quante volte una separazione o la perdita del lavoro si sono rivelate, a distanza, l’inizio di un nuovo percorso di vita più soddisfacente? Dobbiamo fidarci della Vita, ragazzi, perché la vita vuole il nostro bene e il nostro bene è il risveglio alla consapevolezza, è la padronanza di noi stessi, è il non delegare le nostre azioni a qualcun altro, è sapere che siamo esseri divini, parte della coscienza universale, scintille divine, creatori della nostra realtà, non meri corpi mortali che finiscono la loro esperienza con la morte. Il nostro compito qui sulla Terra è aprire gli occhi sull’Eterno, smettere di credere alle illusioni del mondo e sviluppare una connessione e una comprensione della vita più profonde, sapere che c’è molto altro oltre le necessità fisiologiche e la ricerca del piacere terreno. Nel dolore, per esempio, è insita la grazia divina. Attraverso il dolore diventiamo persone migliori, sviluppiamo l’umiltà, la tenerezza, il senso di umanità. Senza il dolore, c’è il rischio che viviamo l’intera vita senza imparare a fare del bene a uno nostro fratello, sentendoci superiori agli altri, arroganti, presuntuosi, senza sviluppare l’empatia, la misericordia, la compassione, in una parola, l’amore. Quindi ringraziamo per ogni disgrazia, perché la Vita ci vuole svegli, ci vuole consapevoli, ci vuole forti e responsabili, non vittime delle circostanze, non lagnosi piagnucoloni che a ogni evento negativo si lamentano e se la prendono con le circostanze avverse, ma esseri pieni di luce, di vigore, di forza. Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56713104</guid><pubDate>Wed, 06 Sep 2023 15:02:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56713104/ringraziamo_per_ogni_disgrazia_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="7560948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Quando ci capita qualcosa che consideriamo negativo, noi non possiamo sapere, in quel preciso momento, se quell’evento apparentemente negativo non sia in realtà una benedizione, perché lo vediamo con gli occhi di quel momento, non da una prospettiva...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando ci capita qualcosa che consideriamo negativo, noi non possiamo sapere, in quel preciso momento, se quell’evento apparentemente negativo non sia in realtà una benedizione, perché lo vediamo con gli occhi di quel momento, non da una prospettiva futura. Quindi impariamo a ringraziare sempre, ringraziamo anche per qualcosa di apparentemente negativo, perché tutto ciò che ci capita nella vita è per la nostra evoluzione, per il nostro risveglio alla consapevolezza, per la nostra crescita come esseri spirituali in un corpo fisico. Quando moriamo, quando lasciamo il corpo fisico, la nostra anima risale in cielo e ritornerà sulla Terra per tante volte quante gliene serviranno per imparare la lezione, imparare dagli errori, staccarsi dai vizi e praticare le virtù divine: quindi tutto quello che ci capita su questa Terra va bene perché accade secondo la volontà divina e nulla - dico proprio nulla! - potrebbe accadere diversamente da come accade. Molte persone la sprecano letteralmente questa vita, perché non imparano niente. Nascono e muoiono inutilmente. Sai già dove ti porterà un evento negativo? No, non lo sai, non lo puoi sapere, e allora ringrazia, ringrazia per ogni disgrazia perché in fondo al tunnel quella disgrazia potrebbe rivelarsi la più grande gioia. Quante persone hanno perso l’aereo, aereo che poi è caduto, e hanno avuta salva la vita? Oppure quante volte una separazione o la perdita del lavoro si sono rivelate, a distanza, l’inizio di un nuovo percorso di vita più soddisfacente? Dobbiamo fidarci della Vita, ragazzi, perché la vita vuole il nostro bene e il nostro bene è il risveglio alla consapevolezza, è la padronanza di noi stessi, è il non delegare le nostre azioni a qualcun altro, è sapere che siamo esseri divini, parte della coscienza universale, scintille divine, creatori della nostra realtà, non meri corpi mortali che finiscono la loro esperienza con la morte. Il nostro compito qui sulla Terra è aprire gli occhi sull’Eterno, smettere di credere alle illusioni del mondo e sviluppare una connessione e una comprensione della vita più profonde, sapere che c’è molto altro oltre le necessità fisiologiche e la ricerca del piacere terreno. Nel dolore, per esempio, è insita la grazia divina. Attraverso il dolore diventiamo persone migliori, sviluppiamo l’umiltà, la tenerezza, il senso di umanità. Senza il dolore, c’è il rischio che viviamo l’intera vita senza imparare a fare del bene a uno nostro fratello, sentendoci superiori agli altri, arroganti, presuntuosi, senza sviluppare l’empatia, la misericordia, la compassione, in una parola, l’amore. Quindi ringraziamo per ogni disgrazia, perché la Vita ci vuole svegli, ci vuole consapevoli, ci vuole forti e responsabili, non vittime delle circostanze, non lagnosi piagnucoloni che a ogni evento negativo si lamentano e se la prendono con le circostanze avverse, ma esseri pieni di luce, di vigore, di forza. Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ae2301eddd4aade544c7fa4c9db26f43.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sii sempre gentile con te stesso</title><link>https://www.elenaleoni.com/it/news/view/gentilezza.html</link><description><![CDATA[Se vuoi l’aiuto di Dio, non chiedere, non avanzare richieste, compi piuttosto una buona azione. Se compi una buona azione, le forze celesti si accorgeranno di te e si avvicineranno. Se invece chiedi, ti metti ancora una volta nella modalità ‘vittima’, nella modalità di colui che non sa di essere un essere divino, non sa di essere un’emanazione del divino ma pensa piuttosto di essere un semplice essere umano privo di risorse e incapace di dare un senso alla propria vita. Invece noi dobbiamo assumerci la responsabilità di cambiare la nostra vita, di crearla come vogliamo e per far ciò dobbiamo essere buoni e gentili, fare buone azioni, azioni gentili, non stare sempre a giudicare o a criticare gli altri ma capire che gli altri siamo noi, che facciamo tutti parte di un’unica coscienza divina e che quindi criticare gli altri equivale a criticare noi stessi, giudicare gli altri equivale a giudicare noi stessi. E invece per stare in pace, per avere una vita serena noi dobbiamo essere buoni e gentili innanzitutto con noi stessi e quindi con gli altri. Praticare gesti di gentilezza nei confronti di noi stessi ci aiuta a rallentare quando ci stiamo stressando troppo, a prenderci il nostro tempo quando magari ci stiamo prodigando troppo per gli altri dimenticandoci di noi, a mangiare il cibo giusto per noi, a praticare attività che ci rilassano: insomma dobbiamo imparare a essere gentili con noi stessi come nessuno lo è stato finora. Questa gentilezza riservata a noi stessi si percepirà dall’esterno, cioè dall’esterno gli altri si accorgeranno che noi siamo gentili e compassionevoli con noi stessi e sentiranno il desiderio di fare lo stesso con se stessi: sarà come se dentro di loro scattasse una sorta di autorizzazione a farsi del bene, oppure una rivelazione, come se scoprissero qualcosa di nuovo che non sapevano, e gli verrà di dire: “Ah! Guarda che bello! Guarda questa persona come sa rispettare se stessa, come sa prendersi cura di se stessa, com’è armoniosa, come trasmette calma… da ora in poi, anche io farò così con me stesso!” E a quel punto anche le forze del cielo si accorgeranno di noi, non solo gli altri esseri umani sulla Terra! Le forze celesti, le guide, gli angeli, i nostri defunti che ci sono sempre accanto e ci proteggono, tutta questa meravigliosa tribù celeste vedrà il nostro impegno a fare il bene, lo percepirà in termini di energia - perché noi, che siamo energia, avremo a quel punto alzato le nostre vibrazioni - e ci starà sempre più vicino, mandandoci dei segnali di aiuto sotto forma di sogni o di intuizioni o di fenomeni di sincronicità cosicché la nostra vita diventi un affidarsi a Dio, riducendo le inutili preoccupazioni mondane, cioè quelle che appartengono al mondo. Quindi, mi raccomando, ogni giorno almeno un gesto di gentilezza con noi stessi e con gli altri! Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56620092</guid><pubDate>Mon, 28 Aug 2023 21:11:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56620092/sii_sempre_gentile_con_te_stesso_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="7794448" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Se vuoi l’aiuto di Dio, non chiedere, non avanzare richieste, compi piuttosto una buona azione. Se compi una buona azione, le forze celesti si accorgeranno di te e si avvicineranno. Se invece chiedi, ti metti ancora una volta nella modalità ‘vittima’,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se vuoi l’aiuto di Dio, non chiedere, non avanzare richieste, compi piuttosto una buona azione. Se compi una buona azione, le forze celesti si accorgeranno di te e si avvicineranno. Se invece chiedi, ti metti ancora una volta nella modalità ‘vittima’, nella modalità di colui che non sa di essere un essere divino, non sa di essere un’emanazione del divino ma pensa piuttosto di essere un semplice essere umano privo di risorse e incapace di dare un senso alla propria vita. Invece noi dobbiamo assumerci la responsabilità di cambiare la nostra vita, di crearla come vogliamo e per far ciò dobbiamo essere buoni e gentili, fare buone azioni, azioni gentili, non stare sempre a giudicare o a criticare gli altri ma capire che gli altri siamo noi, che facciamo tutti parte di un’unica coscienza divina e che quindi criticare gli altri equivale a criticare noi stessi, giudicare gli altri equivale a giudicare noi stessi. E invece per stare in pace, per avere una vita serena noi dobbiamo essere buoni e gentili innanzitutto con noi stessi e quindi con gli altri. Praticare gesti di gentilezza nei confronti di noi stessi ci aiuta a rallentare quando ci stiamo stressando troppo, a prenderci il nostro tempo quando magari ci stiamo prodigando troppo per gli altri dimenticandoci di noi, a mangiare il cibo giusto per noi, a praticare attività che ci rilassano: insomma dobbiamo imparare a essere gentili con noi stessi come nessuno lo è stato finora. Questa gentilezza riservata a noi stessi si percepirà dall’esterno, cioè dall’esterno gli altri si accorgeranno che noi siamo gentili e compassionevoli con noi stessi e sentiranno il desiderio di fare lo stesso con se stessi: sarà come se dentro di loro scattasse una sorta di autorizzazione a farsi del bene, oppure una rivelazione, come se scoprissero qualcosa di nuovo che non sapevano, e gli verrà di dire: “Ah! Guarda che bello! Guarda questa persona come sa rispettare se stessa, come sa prendersi cura di se stessa, com’è armoniosa, come trasmette calma… da ora in poi, anche io farò così con me stesso!” E a quel punto anche le forze del cielo si accorgeranno di noi, non solo gli altri esseri umani sulla Terra! Le forze celesti, le guide, gli angeli, i nostri defunti che ci sono sempre accanto e ci proteggono, tutta questa meravigliosa tribù celeste vedrà il nostro impegno a fare il bene, lo percepirà in termini di energia - perché noi, che siamo energia, avremo a quel punto alzato le nostre vibrazioni - e ci starà sempre più vicino, mandandoci dei segnali di aiuto sotto forma di sogni o di intuizioni o di fenomeni di sincronicità cosicché la nostra vita diventi un affidarsi a Dio, riducendo le inutili preoccupazioni mondane, cioè quelle che appartengono al mondo. Quindi, mi raccomando, ogni giorno almeno un gesto di gentilezza con noi stessi e con gli altri! Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3c09e4dcd443d3d705cd016f41c792c8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Che bello sapere che il dolore mi è servito per incontrare Dio</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/dolore-riflessione-dio.html</link><description><![CDATA[Prima di venire sulla Terra, ragazzi, la nostra anima, che è parte dello Spirito divino, sceglie il progetto di vita che meglio le consentirà di evolversi. Ovviamente, non sarà un percorso facile, perché si cresce attraverso il dolore, e su questo pianeta Terra si viene per fare questa forte esperienza di dolore e imparare a trascenderlo. Già Platone ci diceva che l’anima prima di incarnarsi in un corpo contempla le idee, cioè la forma delle cose, in uno spazio sopra il cielo fisico che lui chiamò Iperuranio e poi si tuffa sulla Terra, va ad abitare un corpo fisico per poter interagire con gli altri, diventa una persona, la sua memoria viene resettata e fa la sua esperienza di vita cercando di ricordare quante più cose possibili tra quelle che ha contemplato nell’Iperuranio. Più idee avrà contemplato più saggio sarà e più cose ricorderà, una volta sulla Terra. Per questo motivo, per esempio, un bambino piccolo è in grado di riconoscere un cavallo come ‘cavallo’, perché ne ha vista la forma nell’Iperuranio. Platone era un illuminato, un’anima molto evoluta. Perché dimentichiamo? Perché dobbiamo ricordare. Che cosa dobbiamo ricordare? Che siamo parti di Dio, scesi sulla Terra per sentire la sua mancanza e desiderare di ricongiungerci a Lui, di tornare da Lui. E come ci ricongiungiamo a Lui? Diventando come Lui: buoni, amorevoli, compassionevoli con noi stessi e con gli altri, bandendo dalla nostra vita ogni sentimento di rabbia, di paura, di competizione, di attaccamento alle cose, di invidia, perché ciò ci fa sentire separati dagli altri. E invece noi siamo tutti parte di Dio, siamo un’unica cosa con lui. Quindi per ricordare questo noi dobbiamo passare attraverso il dolore, perché il dolore ci farà cadere il prosciutto dagli occhi, come si suol dire, ci farà risvegliare da tutte le chiacchiere che ci raccontano, dalle cose che ci insegnano a considerare prioritarie, come la competizione, l'apparenza, il potere, l'esteriorità, e ci farà prendere in mano la nostra vita e andare dentro noi stessi e scoprire ciò che realmente siamo. Dobbiamo essere coraggiosi, pronti ad attraversare il dolore, pronti a diventare i padroni della nostra vita, altrimenti decideranno sempre gli altri per noi e ci toccherà subire cose che non fanno parte del nostro progetto di vita. Una volta compreso, quindi, che tutto ciò che “ci accade” l’abbiamo scelto noi, fa parte del progetto che la nostra anima ha scelto per evolversi - i genitori, la gente che incontreremo, le esperienze che faremo, addirittura la data della nostra morte - sarà più facile, quindi, affidarci alla vita, perché comprenderemo di non essere canne al vento finite qui per caso. C’è un disegno, e dobbiamo cercare di onorarlo al meglio. Come? Fidandoci di lui, del disegno, cioè della vita, cioè di Dio, o come volete chiamarlo. Che bello sapere che tutto il dolore che ho provato su questa Terra mi è servito per incontrare Dio. Ora posso affidarmi a Lui!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56529795</guid><pubDate>Sun, 20 Aug 2023 23:01:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56529795/che_bello_sapere_che_il_dolore_mi_e_servito_per_incontrare_dio_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="7836122" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Prima di venire sulla Terra, ragazzi, la nostra anima, che è parte dello Spirito divino, sceglie il progetto di vita che meglio le consentirà di evolversi. Ovviamente, non sarà un percorso facile, perché si cresce attraverso il dolore, e su questo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Prima di venire sulla Terra, ragazzi, la nostra anima, che è parte dello Spirito divino, sceglie il progetto di vita che meglio le consentirà di evolversi. Ovviamente, non sarà un percorso facile, perché si cresce attraverso il dolore, e su questo pianeta Terra si viene per fare questa forte esperienza di dolore e imparare a trascenderlo. Già Platone ci diceva che l’anima prima di incarnarsi in un corpo contempla le idee, cioè la forma delle cose, in uno spazio sopra il cielo fisico che lui chiamò Iperuranio e poi si tuffa sulla Terra, va ad abitare un corpo fisico per poter interagire con gli altri, diventa una persona, la sua memoria viene resettata e fa la sua esperienza di vita cercando di ricordare quante più cose possibili tra quelle che ha contemplato nell’Iperuranio. Più idee avrà contemplato più saggio sarà e più cose ricorderà, una volta sulla Terra. Per questo motivo, per esempio, un bambino piccolo è in grado di riconoscere un cavallo come ‘cavallo’, perché ne ha vista la forma nell’Iperuranio. Platone era un illuminato, un’anima molto evoluta. Perché dimentichiamo? Perché dobbiamo ricordare. Che cosa dobbiamo ricordare? Che siamo parti di Dio, scesi sulla Terra per sentire la sua mancanza e desiderare di ricongiungerci a Lui, di tornare da Lui. E come ci ricongiungiamo a Lui? Diventando come Lui: buoni, amorevoli, compassionevoli con noi stessi e con gli altri, bandendo dalla nostra vita ogni sentimento di rabbia, di paura, di competizione, di attaccamento alle cose, di invidia, perché ciò ci fa sentire separati dagli altri. E invece noi siamo tutti parte di Dio, siamo un’unica cosa con lui. Quindi per ricordare questo noi dobbiamo passare attraverso il dolore, perché il dolore ci farà cadere il prosciutto dagli occhi, come si suol dire, ci farà risvegliare da tutte le chiacchiere che ci raccontano, dalle cose che ci insegnano a considerare prioritarie, come la competizione, l'apparenza, il potere, l'esteriorità, e ci farà prendere in mano la nostra vita e andare dentro noi stessi e scoprire ciò che realmente siamo. Dobbiamo essere coraggiosi, pronti ad attraversare il dolore, pronti a diventare i padroni della nostra vita, altrimenti decideranno sempre gli altri per noi e ci toccherà subire cose che non fanno parte del nostro progetto di vita. Una volta compreso, quindi, che tutto ciò che “ci accade” l’abbiamo scelto noi, fa parte del progetto che la nostra anima ha scelto per evolversi - i genitori, la gente che incontreremo, le esperienze che faremo, addirittura la data della nostra morte - sarà più facile, quindi, affidarci alla vita, perché comprenderemo di non essere canne al vento finite qui per caso. C’è un disegno, e dobbiamo cercare di onorarlo al meglio. Come? Fidandoci di lui, del disegno, cioè della vita, cioè di Dio, o come volete chiamarlo. Che bello sapere che tutto il dolore che ho provato su questa Terra mi è servito per incontrare Dio. Ora posso affidarmi a Lui!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>188</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ff7daac5e23d68e79aa216e1ba52353e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Grazie se sono sano anche oggi</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/salute-malattia-karma.html</link><description><![CDATA[Il discorso sulla malattia è un discorso molto delicato, perché molti di noi si ammalano mentre altri non si ammalano. Molti di noi, nonostante un’alimentazione giusta, un giusto atteggiamento nei confronti della vita, nonostante nutrano il corpo al meglio, lo spirito, nonostante pensieri alti di compassione, di amore, di fratellanza, ahimè, si ammalano. Perché questo? Perché siamo soggetti anche alla legge del karma, che è la legge di causa-effetto. Quando nasciamo, nessuno potra mai assicurarci che staremo sempre bene. Non troviamo nella culla un libretto di istruzioni nel quale ci sarà scritto: bene, adesso sei nato, sei destinato a essere sempre in salute! No, questo è imponderabile. Quando la nostra anima viene su questa Terra prende un corpo e il corpo è fatto di materia; la materia è densa e quindi per sua stessa natura è destinata a disgregarsi, un giorno, e a cessare. Quindi la malattia potrebbe accadere mentre la morte accadrà per certo. Come fare a gestire questi eventi? Semplicemente accettandoli: osservandoli e accettandoli perché l’accettazione trasformerà quello che noi reputiamo negativo in qualche cosa di naturale. Perché dico questo? Perché sento spesso gente lamentarsi: eh, ma mio cugino si è ammalato, eh, ma mio zio è morto, eh, allora la vita è ingiusta, Dio è cattivo, Dio ce l’ha con me, capitano tutte a me… Ragazzi, questa è un’enorme sciocchezza, è un’enorme illusione quella di credere che staremo sempre bene, che non moriremo mai, che i nostri cari saranno sempre vivi e in salute. Non è così che funziona la vita su questa Terra. Ciò non significa che la nostra anima morirà, assolutamente no - ma questo è un discorso che faremo un’altra volta. Ma che la materia sia destinata a disgregarsi e a cessare questo è un dato di fatto. Per questo motivo, noi dobbiamo ringraziare tutti i giorni quando ci svegliamo e siamo ancora in vita e sani e dire 'grazie se sono sano anche oggi'. Possiamo ringraziare Dio, l’Universo, ciò in cui crediamo, ma dobbiamo ringraziare perché abbiamo un’altra giornata in cui siamo sani e che possiamo condividere con i nostri cari. I monaci buddisti pregano tutti i giorni e durante le loro meditazioni evocano la malattia ed evocano la morte, perché sanno che la malattia e la morte fanno parte della vita, sanno che quando noi nasciamo stiamo già lentamente morendo, quindi vogliono prendere confidenza con questi elementi della vita e non temerli come se fossero qualcosa di brutto, di cattivo che capita a qualcuno di noi perché è stato più cattivo di un altro o perché c’è un’entità malvagia su questa Terra che ce l’ha con qualcuno di noi. Non è così! Quindi, grazie se sono sano anche oggi, grazie se sono sano anche oggi, grazie se sono sano anche oggi.<br /><br />Forza,ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56448029</guid><pubDate>Sat, 12 Aug 2023 08:41:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56448029/grazie_se_sono_sano_anche_oggi_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="7342281" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Il discorso sulla malattia è un discorso molto delicato, perché molti di noi si ammalano mentre altri non si ammalano. Molti di noi, nonostante un’alimentazione giusta, un giusto atteggiamento nei confronti della vita, nonostante nutrano il corpo al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il discorso sulla malattia è un discorso molto delicato, perché molti di noi si ammalano mentre altri non si ammalano. Molti di noi, nonostante un’alimentazione giusta, un giusto atteggiamento nei confronti della vita, nonostante nutrano il corpo al meglio, lo spirito, nonostante pensieri alti di compassione, di amore, di fratellanza, ahimè, si ammalano. Perché questo? Perché siamo soggetti anche alla legge del karma, che è la legge di causa-effetto. Quando nasciamo, nessuno potra mai assicurarci che staremo sempre bene. Non troviamo nella culla un libretto di istruzioni nel quale ci sarà scritto: bene, adesso sei nato, sei destinato a essere sempre in salute! No, questo è imponderabile. Quando la nostra anima viene su questa Terra prende un corpo e il corpo è fatto di materia; la materia è densa e quindi per sua stessa natura è destinata a disgregarsi, un giorno, e a cessare. Quindi la malattia potrebbe accadere mentre la morte accadrà per certo. Come fare a gestire questi eventi? Semplicemente accettandoli: osservandoli e accettandoli perché l’accettazione trasformerà quello che noi reputiamo negativo in qualche cosa di naturale. Perché dico questo? Perché sento spesso gente lamentarsi: eh, ma mio cugino si è ammalato, eh, ma mio zio è morto, eh, allora la vita è ingiusta, Dio è cattivo, Dio ce l’ha con me, capitano tutte a me… Ragazzi, questa è un’enorme sciocchezza, è un’enorme illusione quella di credere che staremo sempre bene, che non moriremo mai, che i nostri cari saranno sempre vivi e in salute. Non è così che funziona la vita su questa Terra. Ciò non significa che la nostra anima morirà, assolutamente no - ma questo è un discorso che faremo un’altra volta. Ma che la materia sia destinata a disgregarsi e a cessare questo è un dato di fatto. Per questo motivo, noi dobbiamo ringraziare tutti i giorni quando ci svegliamo e siamo ancora in vita e sani e dire 'grazie se sono sano anche oggi'. Possiamo ringraziare Dio, l’Universo, ciò in cui crediamo, ma dobbiamo ringraziare perché abbiamo un’altra giornata in cui siamo sani e che possiamo condividere con i nostri cari. I monaci buddisti pregano tutti i giorni e durante le loro meditazioni evocano la malattia ed evocano la morte, perché sanno che la malattia e la morte fanno parte della vita, sanno che quando noi nasciamo stiamo già lentamente morendo, quindi vogliono prendere confidenza con questi elementi della vita e non temerli come se fossero qualcosa di brutto, di cattivo che capita a qualcuno di noi perché è stato più cattivo di un altro o perché c’è un’entità malvagia su questa Terra che ce l’ha con qualcuno di noi. Non è così! 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Avete mai visto gli anziani quando si mettono le mani sui reni perché sono stanchi? Beh, questo istintivamente è un modo per preservare l’energia vitale perché questo gesto denota che i reni stanno perdendo la loro energia vitale. Secondo la medicina tradizionale cinese, i reni sono la sede della nostra forza vitale, dello jing, cioè la forza vitale costituzionale che noi riceviamo dai genitori – non solo dalla madre ma anche dal padre – prima di nascere, al momento del concepimento, attraverso l’ovulo della mamma e lo sperma del papà. Per questo è anche molto importante il benessere di entrambi i genitori prima della nascita, perché se per esempio la mamma fuma tante sigarette e il papà beve tanto alcol, beh, questo in termini di energia ci danneggia poiché ne avremo di meno e di minore qualità rispetto a chi magari ha due genitori sani. Questo jing, questa energia rappresenta la batteria del nostro corpo. È il legame con gli antenati, si chiama ‘energia del cielo anteriore’, e dobbiamo stare attenti a non farla esaurire perché quando si esaurisce finisce tutto, si muore. Possiamo però ritardare quel momento, possiamo salvarla, risparmiarla. È un’energia legata ai reni, quindi è legata all’acqua. Sul piano psichico è collegata alla creatività e alla volontà, mentre sul piano materiale è collegata alla sessualità. Quindi dobbiamo cercare di non disperderla. Come? Facendo attività che fanno bene al corpo ma anche allo spirito, come riposare, non stare troppo in piedi, meditare, fare quella buona pratica di respirazione per allontanare stress e ansia di cui vi parlo spesso, non dedicare tutta la nostra vita al lavoro, mangiare bene - non troppe proteine, non troppo sale, niente zucchero, farine bianche - mangiare caldo il più possibile, camminare in mezzo alla natura anche a piedi scalzi, fare dei pediluvi con acqua calda e sale – un sale integrale. Tutto ciò, unito a quello che io ripeto sempre e cioè fare pensieri alti, nutrire sentimenti di compassione, perdono, fratellanza, amore - azioni che elevano le nostre frequenze e ci connettono alla nostra coscienza, al cuore, allo spirito, cioè a ciò che siamo veramente - servirà anche a preservare l' energia costituzionale. Quando i reni sono in armonia, noi ci sentiamo pieni di voglia di fare, ci sentiamo lucidi, propositivi. Se invece siamo sempre stanchi e svogliati, vuol dire che dobbiamo dare vigore ai nostri reni. Tutto ciò è molto importante perché noi qui, in questo laboratorio stiamo imparando a esprimerci. Colui che sa esprimersi liberamente sta bene con se stesso, ragazzi, è centrato, sa prendersi cura di sé, del suo corpo, del suo spirito, dei suoi reni, della sua energia vitale, del suo jing.<br /><br />Quindi, vivacità, energia, verità, amore. Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56251878</guid><pubDate>Thu, 27 Jul 2023 19:34:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56251878/ma_lo_sapete_che_la_nostra_energia_si_esaurisce_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="8996186" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Le nostre energie, ragazzi, si esauriscono! Finché siamo giovani questo noi non lo sappiamo e viviamo come dei forsennati, ma vi assicuro che man mano che cresciamo ci accorgiamo che anche piegarci a raccogliere un oggetto non ci viene più tanto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le nostre energie, ragazzi, si esauriscono! Finché siamo giovani questo noi non lo sappiamo e viviamo come dei forsennati, ma vi assicuro che man mano che cresciamo ci accorgiamo che anche piegarci a raccogliere un oggetto non ci viene più tanto naturale come prima. Avete mai visto gli anziani quando si mettono le mani sui reni perché sono stanchi? Beh, questo istintivamente è un modo per preservare l’energia vitale perché questo gesto denota che i reni stanno perdendo la loro energia vitale. Secondo la medicina tradizionale cinese, i reni sono la sede della nostra forza vitale, dello jing, cioè la forza vitale costituzionale che noi riceviamo dai genitori – non solo dalla madre ma anche dal padre – prima di nascere, al momento del concepimento, attraverso l’ovulo della mamma e lo sperma del papà. Per questo è anche molto importante il benessere di entrambi i genitori prima della nascita, perché se per esempio la mamma fuma tante sigarette e il papà beve tanto alcol, beh, questo in termini di energia ci danneggia poiché ne avremo di meno e di minore qualità rispetto a chi magari ha due genitori sani. Questo jing, questa energia rappresenta la batteria del nostro corpo. È il legame con gli antenati, si chiama ‘energia del cielo anteriore’, e dobbiamo stare attenti a non farla esaurire perché quando si esaurisce finisce tutto, si muore. Possiamo però ritardare quel momento, possiamo salvarla, risparmiarla. È un’energia legata ai reni, quindi è legata all’acqua. Sul piano psichico è collegata alla creatività e alla volontà, mentre sul piano materiale è collegata alla sessualità. Quindi dobbiamo cercare di non disperderla. Come? Facendo attività che fanno bene al corpo ma anche allo spirito, come riposare, non stare troppo in piedi, meditare, fare quella buona pratica di respirazione per allontanare stress e ansia di cui vi parlo spesso, non dedicare tutta la nostra vita al lavoro, mangiare bene - non troppe proteine, non troppo sale, niente zucchero, farine bianche - mangiare caldo il più possibile, camminare in mezzo alla natura anche a piedi scalzi, fare dei pediluvi con acqua calda e sale – un sale integrale. Tutto ciò, unito a quello che io ripeto sempre e cioè fare pensieri alti, nutrire sentimenti di compassione, perdono, fratellanza, amore - azioni che elevano le nostre frequenze e ci connettono alla nostra coscienza, al cuore, allo spirito, cioè a ciò che siamo veramente - servirà anche a preservare l' energia costituzionale. Quando i reni sono in armonia, noi ci sentiamo pieni di voglia di fare, ci sentiamo lucidi, propositivi. Se invece siamo sempre stanchi e svogliati, vuol dire che dobbiamo dare vigore ai nostri reni. Tutto ciò è molto importante perché noi qui, in questo laboratorio stiamo imparando a esprimerci. Colui che sa esprimersi liberamente sta bene con se stesso, ragazzi, è centrato, sa prendersi cura di sé, del suo corpo, del suo spirito, dei suoi reni, della sua energia vitale, del suo jing.<br /><br />Quindi, vivacità, energia, verità, amore. 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Che se noi facciamo pensieri bassi, pensieri negativi, continueremo ad attrarre circostanze negative? Noi dobbiamo pensare alto, dobbiamo essere positivi, ottimisti, dobbiamo immaginare con la forza del pensiero la vita che vogliamo; in questa maniera attireremo esseri di luce e saremo sempre meno vulnerabili, sempre meno soggetti alle malattie e anche guarire sarà più facile, perché vivremo in una sorta di aura di luce. Attrarremo lo Spirito, il Divino. Nella nostra vita, noi ci dobbiamo preoccupare soltanto di vivere una vita luminosa, pura, e poi saranno le cose luminose e pure a venire da noi. Dobbiamo avere pensieri alti, visioni alti, di fratellanza, di misericordia; dobbiamo bandire tutti i sentimenti bassi dalla nostra vita le invidie, le gelosie, le piccolezze perché se ci nutriamo di questa roba attrarremo questa roba. Gli angeli e gli esseri di luce entrano in noi quando noi eleviamo i nostri pensieri, ci stacchiamo dai difetti, dalle cose basse perché queste cose basse come l’arroganza, la cattiveria, la rabbia tingono il nostro mondo astrale di scuro, la nostra aura diventa scura, precipitiamo in dei mondi che vibrano basso. Vi ricordate quando Dante Alighieri parlava dell’Inferno? Non che esista l’inferno vero, ma esiste una condizione vibratoria bassa, quindi se noi, grazie al nostro libero arbitrio, scegliamo la rabbia, vivremo in un mondo basso, sporco, dove c’è cattivo odore, dove c’è rumore. Gli esseri di luce non si avvicinano nemmeno a noi quando noi vibriamo basso e abbiamo attorno a noi quest’aura scura. Quindi dobbiamo imparare tutte le cose che io dico sempre, a vibrare alto, a pensare alto, a stare in silenzio, a stare dentro di noi, a fare pensieri profumati, cioè alti. Più alziamo i nostri pensieri più la luce entra dentro di noi! Quando c’è una bella giornata di sole, andiamoci a mettere davanti al sole, ringraziamo il Dio Sole, facciamo che i suoi raggi entrino in noi. Contempliamo la bellezza della natura, del cielo infinito, di modo che poi, crescendo, più invecchieremo più diventeremo forti, belli, perché esprimeremo saggezza. Lasciamo andare tutto questo rancore, amiamo! Lasciamo che la vita diventi magia! Nell’antico Egitto veniva insegnato questo, a vivere in questa maniera. Se invece noi vivremo tutta la vita pensando al peggio e credendo di non essere artefici della nostra vita, credendo di essere vittime della vita, noi non potremo decidere il tipo di vita che vogliamo e quindi subiremo la vita, e invecchieremo male, saremo vittima delle circostanze, saremo sempre più appesantiti, tristi, depressi, perderemo la giovinezza dell’anima. Invecchiare bene, ragazzi, significa rinvigorirci, essere sempre più giovani dentro, sempre più saggi.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56115362</guid><pubDate>Sat, 15 Jul 2023 22:40:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56115362/dobbiamo_invecchiare_bene_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="8866320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>La vecchiaia dovrebbe essere intesa proprio come un momento di saggezza, come il momento in cui si è trovata la luce divina che è dentro di noi. Non ci dimentichiamo, ragazzi, che noi ci siamo incarnati per esprimere le qualità divine, quindi se non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La vecchiaia dovrebbe essere intesa proprio come un momento di saggezza, come il momento in cui si è trovata la luce divina che è dentro di noi. Non ci dimentichiamo, ragazzi, che noi ci siamo incarnati per esprimere le qualità divine, quindi se non lo abbiamo fatto durante la giovinezza, almeno facciamolo durante la vecchiaia! E invece io vedo tanti anziani che si lamentano, che si ripiegano su se stessi, che si lagnano delle loro malattie. Ragazzi, ma l’abbiamo capito che il pensiero crea? Che se noi facciamo pensieri bassi, pensieri negativi, continueremo ad attrarre circostanze negative? Noi dobbiamo pensare alto, dobbiamo essere positivi, ottimisti, dobbiamo immaginare con la forza del pensiero la vita che vogliamo; in questa maniera attireremo esseri di luce e saremo sempre meno vulnerabili, sempre meno soggetti alle malattie e anche guarire sarà più facile, perché vivremo in una sorta di aura di luce. Attrarremo lo Spirito, il Divino. Nella nostra vita, noi ci dobbiamo preoccupare soltanto di vivere una vita luminosa, pura, e poi saranno le cose luminose e pure a venire da noi. Dobbiamo avere pensieri alti, visioni alti, di fratellanza, di misericordia; dobbiamo bandire tutti i sentimenti bassi dalla nostra vita le invidie, le gelosie, le piccolezze perché se ci nutriamo di questa roba attrarremo questa roba. Gli angeli e gli esseri di luce entrano in noi quando noi eleviamo i nostri pensieri, ci stacchiamo dai difetti, dalle cose basse perché queste cose basse come l’arroganza, la cattiveria, la rabbia tingono il nostro mondo astrale di scuro, la nostra aura diventa scura, precipitiamo in dei mondi che vibrano basso. Vi ricordate quando Dante Alighieri parlava dell’Inferno? Non che esista l’inferno vero, ma esiste una condizione vibratoria bassa, quindi se noi, grazie al nostro libero arbitrio, scegliamo la rabbia, vivremo in un mondo basso, sporco, dove c’è cattivo odore, dove c’è rumore. Gli esseri di luce non si avvicinano nemmeno a noi quando noi vibriamo basso e abbiamo attorno a noi quest’aura scura. Quindi dobbiamo imparare tutte le cose che io dico sempre, a vibrare alto, a pensare alto, a stare in silenzio, a stare dentro di noi, a fare pensieri profumati, cioè alti. Più alziamo i nostri pensieri più la luce entra dentro di noi! Quando c’è una bella giornata di sole, andiamoci a mettere davanti al sole, ringraziamo il Dio Sole, facciamo che i suoi raggi entrino in noi. Contempliamo la bellezza della natura, del cielo infinito, di modo che poi, crescendo, più invecchieremo più diventeremo forti, belli, perché esprimeremo saggezza. Lasciamo andare tutto questo rancore, amiamo! Lasciamo che la vita diventi magia! Nell’antico Egitto veniva insegnato questo, a vivere in questa maniera. Se invece noi vivremo tutta la vita pensando al peggio e credendo di non essere artefici della nostra vita, credendo di essere vittime della vita, noi non potremo decidere il tipo di vita che vogliamo e quindi subiremo la vita, e invecchieremo male, saremo vittima delle circostanze, saremo sempre più appesantiti, tristi, depressi, perderemo la giovinezza dell’anima. Invecchiare bene, ragazzi, significa rinvigorirci, essere sempre più giovani dentro, sempre più saggi.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>214</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/123c1c3bd05afd99086ef4c9e0e136e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Autocuriamoci con un esercizio di compassione</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/domanda-cuore.html</link><description><![CDATA[Buongiorno ragazzi e bentrovati da Elena Leoni. Allora, oggi vediamo come diventare più forti e imparare ad autocurarci attingendo all'intelligenza del cuore. Abbiamo detto che il cuore ha una sua intelligenza - potendo contare su quarantamila neuriti che pensano, ragionano, ricordano come il cervello - e che manda delle informazioni al cervello. Quando noi abbiamo pensieri negativi, il cuore manda un segnale confuso, incoerente, al cervello e il cervello allora rilascia la chimica dello stress: sostanze come il cortisolo, l'adrenalina che vanno bene per un periodo di tempo limitato - quando per esempio dobbiamo reagire a un vero pericolo e allora abbiamo bisogno che il cervello sviluppi proprio queste sostanze - ma che nel lungo periodo ci fanno ammalare perché il sistema immunitario si indebolisce e noi viviamo in un continuo stato di allerta. Ci sono persone che vivono sempre così e sono le persone poi più vulnerabili, più deboli rispetto alle difficoltà della vita: se per esempio c'è nei paraggi qualcuno con un raffreddore loro se lo prendono, oppure sono sempre pessimiste, acquisiscono pian piano un aspetto più vecchio, insomma dimostrano più anni della loro età. Quando invece noi vibriamo alto, facciamo pensieri alti, magari ripetiamo anche affermazioni positive, potenzianti, non assumiamo un atteggiamento da vittime, siamo insomma in una condizione di bellezza, mandiamo al cervello un segnale coerente e quindi il cervello produrrà sostanze che ci aiutano a diventare più resilienti. Adesso facciamo un esercizio, facciamo un esercizio di compassione: chiudiamo gli occhi, inspiriamo per cinque secondi ed espiriamo per sei, quindi rallentiamo il respiro ed evochiamo un'emozione, un sentimento buono, di gratitudine, di compassione, di cura, di tenerezza. Possiamo pensare a un nostro caro che amiamo, a un bambino, a una persona che ci ha intenerito, a un animale. Dobbiamo evocare un pensiero, un'emozione buona. Anche soltanto la parola ‘gratitudine’, ‘compassione’, scatena il segnale al cervello perché ci attiva le frequenze a 0,1 Hertz che sono delle frequenze in cui il cuore si allinea con il cervello e quindi noi in questo stato, in questa condizione, chiudendo gli occhi, portando l'attenzione sul cuore, evocando un evento della nostra vita che ci ha dato tenerezza raggiungeremo un livello di consapevolezza molto elevato. Chi medita per ore, per esempio i monaci buddisti, arriva a fare addirittura sei respiri al minuto il che vuol dire attingere al subconscio quindi andare molto in profondità dentro di noi. E Gregg Braden, che ci trasferisce questa bella meditazione che si chiama di ‘coerenza cuore cervello’, ci dice che noi in questo stato possiamo addirittura guarire i filamenti rotti del DNA, possiamo rigenerare il DNA del nostro corpo. Quindi capite come aumenteremo la resilienza, aumenteremo la forza e ci potremo veramente autocurare con questi esercizi di ‘coerenza cuore cervello’, andando dentro di noi, evocando un sentimento buono di compassione, di tenerezza e portando al cervello questa informazione. È un modo per star bene, per diventare più forti.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56039806</guid><pubDate>Sun, 09 Jul 2023 09:05:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56039806/autocuriamoci_con_un_esercizio_di_compassione_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="9045662" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno ragazzi e bentrovati da Elena Leoni. Allora, oggi vediamo come diventare più forti e imparare ad autocurarci attingendo all'intelligenza del cuore. Abbiamo detto che il cuore ha una sua intelligenza - potendo contare su quarantamila neuriti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno ragazzi e bentrovati da Elena Leoni. Allora, oggi vediamo come diventare più forti e imparare ad autocurarci attingendo all'intelligenza del cuore. Abbiamo detto che il cuore ha una sua intelligenza - potendo contare su quarantamila neuriti che pensano, ragionano, ricordano come il cervello - e che manda delle informazioni al cervello. Quando noi abbiamo pensieri negativi, il cuore manda un segnale confuso, incoerente, al cervello e il cervello allora rilascia la chimica dello stress: sostanze come il cortisolo, l'adrenalina che vanno bene per un periodo di tempo limitato - quando per esempio dobbiamo reagire a un vero pericolo e allora abbiamo bisogno che il cervello sviluppi proprio queste sostanze - ma che nel lungo periodo ci fanno ammalare perché il sistema immunitario si indebolisce e noi viviamo in un continuo stato di allerta. Ci sono persone che vivono sempre così e sono le persone poi più vulnerabili, più deboli rispetto alle difficoltà della vita: se per esempio c'è nei paraggi qualcuno con un raffreddore loro se lo prendono, oppure sono sempre pessimiste, acquisiscono pian piano un aspetto più vecchio, insomma dimostrano più anni della loro età. Quando invece noi vibriamo alto, facciamo pensieri alti, magari ripetiamo anche affermazioni positive, potenzianti, non assumiamo un atteggiamento da vittime, siamo insomma in una condizione di bellezza, mandiamo al cervello un segnale coerente e quindi il cervello produrrà sostanze che ci aiutano a diventare più resilienti. Adesso facciamo un esercizio, facciamo un esercizio di compassione: chiudiamo gli occhi, inspiriamo per cinque secondi ed espiriamo per sei, quindi rallentiamo il respiro ed evochiamo un'emozione, un sentimento buono, di gratitudine, di compassione, di cura, di tenerezza. Possiamo pensare a un nostro caro che amiamo, a un bambino, a una persona che ci ha intenerito, a un animale. Dobbiamo evocare un pensiero, un'emozione buona. Anche soltanto la parola ‘gratitudine’, ‘compassione’, scatena il segnale al cervello perché ci attiva le frequenze a 0,1 Hertz che sono delle frequenze in cui il cuore si allinea con il cervello e quindi noi in questo stato, in questa condizione, chiudendo gli occhi, portando l'attenzione sul cuore, evocando un evento della nostra vita che ci ha dato tenerezza raggiungeremo un livello di consapevolezza molto elevato. Chi medita per ore, per esempio i monaci buddisti, arriva a fare addirittura sei respiri al minuto il che vuol dire attingere al subconscio quindi andare molto in profondità dentro di noi. E Gregg Braden, che ci trasferisce questa bella meditazione che si chiama di ‘coerenza cuore cervello’, ci dice che noi in questo stato possiamo addirittura guarire i filamenti rotti del DNA, possiamo rigenerare il DNA del nostro corpo. Quindi capite come aumenteremo la resilienza, aumenteremo la forza e ci potremo veramente autocurare con questi esercizi di ‘coerenza cuore cervello’, andando dentro di noi, evocando un sentimento buono di compassione, di tenerezza e portando al cervello questa informazione. È un modo per star bene, per diventare più forti.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>204</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9841640f0c0b48401cb04fe1515fa7b1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Facciamo una domanda al nostro cuore?</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/domanda-cuore.html</link><description><![CDATA[Come facciamo quindi a connetterci con l’intelligenza del cuore? Abbiamo detto che il cuore contiene una rete di quarantamila neuriti sensori, una vera e propria intelligenza al suo interno, quindi il cuore è capace di imparare, di ricordare, di sapere. Ma come possiamo fare noi ad attingere a tutta questa enorme saggezza del cuore? Dobbiamo fare un piccolo esercizio, dobbiamo chiudere gli occhi, guardare dentro - già questo abbiamo detto che ci calma perché al corpo arriva il segnale che la consapevolezza adesso è all’interno - e spostare ora l’attenzione dal cervello al cuore ci consente di dare al corpo una sensazione di calma, noi sappiamo già che dovunque il corpo provi la sensazione, la consapevolezza si sposta lì e questo è l’inizio del processo per entrare nel cuore. Ora respiriamo lentamente - questo è un esercizio che ci viene da Gregg Braden ed è molto potente - cinque secondi di inspirazione, sei secondi di espirazione - allunghiamola un po’ - e questo segnale potente arriverà al cuore, il segnale che siamo al sicuro, perché l’unico momento in cui si rallenta la respirazione è quando noi ci sentiamo al sicuro - lo sappiamo che quando siamo in ansia il respiro, il cuore, accelera. Quindi rallentare la respirazione significa dare al cuore questa sensazione di sicurezza e questo già cambia la chimica del corpo. Ora siamo nel cuore, con gli occhi chiusi, col nostro sguardo interno al cuore e possiamo porre al cuore una domanda, possiamo fare al nostro cuore qualunque domanda perché il nostro cuore ha tutte le riposte! Abbiamo accesso a quarantamila neuriti sensori, ragazzi, che sanno, che pensano, che si ricordano della nostra vita indipendentemente dal cervello quindi se noi facciamo una domanda al cuore - qualunque domanda: che cosa siamo venuti a fare al mondo, se questa relazione è giusta per noi, se questo è il lavoro della nostra vita - il cuore silenziosamente, pian piano, farà affiorare la risposta. Quindi facciamo questo esercizio, ragazzi!<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55863484</guid><pubDate>Mon, 03 Jul 2023 07:13:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55863484/facciamo_una_domanda_al_nostro_cuore_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="6217877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Come facciamo quindi a connetterci con l’intelligenza del cuore? Abbiamo detto che il cuore contiene una rete di quarantamila neuriti sensori, una vera e propria intelligenza al suo interno, quindi il cuore è capace di imparare, di ricordare, di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come facciamo quindi a connetterci con l’intelligenza del cuore? Abbiamo detto che il cuore contiene una rete di quarantamila neuriti sensori, una vera e propria intelligenza al suo interno, quindi il cuore è capace di imparare, di ricordare, di sapere. Ma come possiamo fare noi ad attingere a tutta questa enorme saggezza del cuore? Dobbiamo fare un piccolo esercizio, dobbiamo chiudere gli occhi, guardare dentro - già questo abbiamo detto che ci calma perché al corpo arriva il segnale che la consapevolezza adesso è all’interno - e spostare ora l’attenzione dal cervello al cuore ci consente di dare al corpo una sensazione di calma, noi sappiamo già che dovunque il corpo provi la sensazione, la consapevolezza si sposta lì e questo è l’inizio del processo per entrare nel cuore. Ora respiriamo lentamente - questo è un esercizio che ci viene da Gregg Braden ed è molto potente - cinque secondi di inspirazione, sei secondi di espirazione - allunghiamola un po’ - e questo segnale potente arriverà al cuore, il segnale che siamo al sicuro, perché l’unico momento in cui si rallenta la respirazione è quando noi ci sentiamo al sicuro - lo sappiamo che quando siamo in ansia il respiro, il cuore, accelera. Quindi rallentare la respirazione significa dare al cuore questa sensazione di sicurezza e questo già cambia la chimica del corpo. Ora siamo nel cuore, con gli occhi chiusi, col nostro sguardo interno al cuore e possiamo porre al cuore una domanda, possiamo fare al nostro cuore qualunque domanda perché il nostro cuore ha tutte le riposte! Abbiamo accesso a quarantamila neuriti sensori, ragazzi, che sanno, che pensano, che si ricordano della nostra vita indipendentemente dal cervello quindi se noi facciamo una domanda al cuore - qualunque domanda: che cosa siamo venuti a fare al mondo, se questa relazione è giusta per noi, se questo è il lavoro della nostra vita - il cuore silenziosamente, pian piano, farà affiorare la risposta. Quindi facciamo questo esercizio, ragazzi!<br /><br />Forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/46f61fb24ee30f178435edf6dfeebeab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'intelligenza del cuore</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/intelligenza-cuore.html</link><description><![CDATA[Buongiorno ragazzi e bentrovati, allora oggi parliamo dell’intelligenza del cuore. Ma voi lo sapevate che il cuore ha una sua intelligenza? Lo scienziato americano Gregg Braden che io amo e seguo molto ci racconta di una ricerca che è stata fatta nel 1991 esattamente, da alcuni scienziati canadesi, e resa poi pubblica nel 1994, in base alla quale il cuore avrebbe una sua vera e propria rete neurale di neuriti, sono quarantamila neuriti, chiamati neuriti sensori, in tutto e per tutto simili a quelli del cervello, che sono invece i neuroni. Quindi questa fitta rete di nervi, neurotrasmettitori, proteine, renderebbe il cuore un vero e proprio organo dotato di una sua intelligenza che prescinde da quella del cervello, quindi il cuore può imparare, sapere – contiene una saggezza antica – ricordare e addirittura mandare, trasmettere informazioni al cervello – anche la memoria può trasmettere! È pazzesco tutto questo, vero? Perché questo ci fa comprendere come il primo organo che si forma quando siamo ancora nel grembo materno, cioè il cuore, abbia in realtà per noi un’importanza straordinaria. Ci sono popolazioni indigene americane, australiane, che sanno che il cuore ha una saggezza antica e insegnano ai loro bambini a connettersi coll’intelligenza del cuore prima ancora che con quella del cervello; noi in Occidente invece diamo tanta importanza al cervello mentre non sappiamo che la vera intelligenza risiede nel cuore. Nel cervello risiede l’intelletto, la capacità di ragionare, di fare collegamenti, di memorizzare dati, ma la vera intelligenza, quella che ci consente di comprendere l’altro non di capirlo – si capisce col cervello ma si comprende col cuore, cum prehendo, dal latino ‘prendo con me’ – risiede nel cuore. Quindi cosa dobbiamo fare ora che sappiamo che il cuore ha il suo piccolo cervello, si chiama proprio ‘piccolo cervello nel cuore’, noi dobbiamo imparare ad attingere questa saggezza, dobbiamo accedere al linguaggio del cuore perché il cuore ha tanto da dirci, così come il cervello, ma con una potenza che ci consente di connetterci agli altri in maniera più elevata rispetto al cervello. Quindi con i prossimi due podcast vi insegnerò delle tecniche per accedere alla saggezza del cuore.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54653392</guid><pubDate>Wed, 21 Jun 2023 23:08:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54653392/l_intelligenza_del_cuore_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="7590743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno ragazzi e bentrovati, allora oggi parliamo dell’intelligenza del cuore. Ma voi lo sapevate che il cuore ha una sua intelligenza? Lo scienziato americano Gregg Braden che io amo e seguo molto ci racconta di una ricerca che è stata fatta nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno ragazzi e bentrovati, allora oggi parliamo dell’intelligenza del cuore. Ma voi lo sapevate che il cuore ha una sua intelligenza? Lo scienziato americano Gregg Braden che io amo e seguo molto ci racconta di una ricerca che è stata fatta nel 1991 esattamente, da alcuni scienziati canadesi, e resa poi pubblica nel 1994, in base alla quale il cuore avrebbe una sua vera e propria rete neurale di neuriti, sono quarantamila neuriti, chiamati neuriti sensori, in tutto e per tutto simili a quelli del cervello, che sono invece i neuroni. Quindi questa fitta rete di nervi, neurotrasmettitori, proteine, renderebbe il cuore un vero e proprio organo dotato di una sua intelligenza che prescinde da quella del cervello, quindi il cuore può imparare, sapere – contiene una saggezza antica – ricordare e addirittura mandare, trasmettere informazioni al cervello – anche la memoria può trasmettere! È pazzesco tutto questo, vero? Perché questo ci fa comprendere come il primo organo che si forma quando siamo ancora nel grembo materno, cioè il cuore, abbia in realtà per noi un’importanza straordinaria. Ci sono popolazioni indigene americane, australiane, che sanno che il cuore ha una saggezza antica e insegnano ai loro bambini a connettersi coll’intelligenza del cuore prima ancora che con quella del cervello; noi in Occidente invece diamo tanta importanza al cervello mentre non sappiamo che la vera intelligenza risiede nel cuore. Nel cervello risiede l’intelletto, la capacità di ragionare, di fare collegamenti, di memorizzare dati, ma la vera intelligenza, quella che ci consente di comprendere l’altro non di capirlo – si capisce col cervello ma si comprende col cuore, cum prehendo, dal latino ‘prendo con me’ – risiede nel cuore. Quindi cosa dobbiamo fare ora che sappiamo che il cuore ha il suo piccolo cervello, si chiama proprio ‘piccolo cervello nel cuore’, noi dobbiamo imparare ad attingere questa saggezza, dobbiamo accedere al linguaggio del cuore perché il cuore ha tanto da dirci, così come il cervello, ma con una potenza che ci consente di connetterci agli altri in maniera più elevata rispetto al cervello. Quindi con i prossimi due podcast vi insegnerò delle tecniche per accedere alla saggezza del cuore.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>168</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e8aef2032ce4b2428e2a1337f1806207.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché amiamo tanto gli animali?</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/amore-animali.html</link><description><![CDATA[Perché amiamo tanto gli animali domestici, i cani, i gatti? Perché i cani ci sono così fedeli e i gatti sono così profondi, calmi, tranquilli, ci rilassano? Perché, amici, gli animali domestici - gli animali in genere - non hanno ego personalità, gli animali sono pura coscienza quindi quando loro vengono al mondo arrivano direttamente dalla Fonte, dal Divino, e non hanno l’ego, la falsa personalità che abbiano noi umani e che sviluppiamo a un certo momento intorno ai sei/sette anni perché dobbiamo interagire con gli altri, dobbiamo vivere in questo mondo e quindi la nostra anima ha bisogno di un corpo, per questo si incarna, e noi abbiamo bisogno di una maschera - in latino la maschera è la persona, ok? Perché questo? Perché ci serve per interagire con gli altri un ego, una falsa personalità. Gli animali non ce l‘hanno, gli animali sono pura coscienza, sono amore puro. Per questo il cane è così fedele all’uomo, è così felice di vedere il suo padrone ogni volta, perché non conosce tutte le bassezze dell’ego: la gelosia, l’invidia, il giudizio, gli attaccamenti. Il gatto? Il gatto vive in una dimensione sovrannaturale, è così eterico, sembra una Sfinge e a volte noi lo guardiamo proprio perché ci rilassa. Ecco, perché non hanno la personalità, non hanno l’ego ed essendo pura coscienza come i bambini fino ai sei/sette anni, sono fonti di amore puro. Ragazzi, queste cose le dobbiamo sapere perché ci aiutano a vivere meglio e a scrivere meglio, ci aiutano a capire sempre meglio chi siamo e perché siamo venuti su questa terra.<br /><br />Quindi forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54124735</guid><pubDate>Wed, 07 Jun 2023 07:45:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54124735/perche_amiamo_tanto_gli_animali_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="4955699" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Perché amiamo tanto gli animali domestici, i cani, i gatti? 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Perché ci serve per interagire con gli altri un ego, una falsa personalità. Gli animali non ce l‘hanno, gli animali sono pura coscienza, sono amore puro. Per questo il cane è così fedele all’uomo, è così felice di vedere il suo padrone ogni volta, perché non conosce tutte le bassezze dell’ego: la gelosia, l’invidia, il giudizio, gli attaccamenti. Il gatto? Il gatto vive in una dimensione sovrannaturale, è così eterico, sembra una Sfinge e a volte noi lo guardiamo proprio perché ci rilassa. Ecco, perché non hanno la personalità, non hanno l’ego ed essendo pura coscienza come i bambini fino ai sei/sette anni, sono fonti di amore puro. Ragazzi, queste cose le dobbiamo sapere perché ci aiutano a vivere meglio e a scrivere meglio, ci aiutano a capire sempre meglio chi siamo e perché siamo venuti su questa terra.<br /><br />Quindi forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/de41474b2de4071702185139b1b81d65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ma a che serve meditare o pregare?</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/meditare-pregare-significato.html</link><description><![CDATA[Buongiorno amici e bentrovati da Elena Leoni, oggi vi parlo del cervello modellato dal divino e per fare questo mi riporto agli insegnamenti dei Maestri Deunov e Aïvanhov della Fratellanza Bianca Universale che io seguo e amo tanto. Che cosa intendo quando parlo del cervello modellato dal divino? Voglio dire che c’è una magia nel meditare o nel pregare. Perché noi dobbiamo meditare o dobbiamo pregare? Molte volte me lo chiedono. La gente in realtà non si rende conto della necessità di fare queste due operazioni che peraltro sono molto simili tra loro e cambiano a seconda del credo di ognuno di noi. Quindi perché dobbiamo meditare o pregare? Perché è così importante farlo per poterci esprimere appieno? Pregare o meditare - come ci dicono appunto Aivanhov e Deunov - non è una ripetizione meccanica di formule magiche che può far accadere i miracoli, noi non dobbiamo pensare alla preghiera come ad un’invocazione tesa a far accadere un miracolo nella nostra vita ma è proprio una vera e propria attività che ci guarisce come una medicina. E perché questo? Perché durante la preghiera o la meditazione intanto il cervello si stacca dagli stimoli esterni e ci consente di gettare l’occhio all’interno e questa già di per sé è un’operazione calmante, perché stacchiamo con lo stress esterno, riduciamo i battiti cardiaci, la pressione sanguigna si abbassa, si attiva la funzione parasimpatica, si abbassano i livelli di cortisolo e quindi si riduce l’ormone dello stress che invece noi produciamo quando siamo proiettati fuori perché quando siamo proiettati all’esterno noi viviamo - anche senza rendercene conto - in un continuo stato di allerta, come se ci dovessimo sempre difendere; ma quindi rivolgere l’occhio all’interno ci consente di connetterci col divino che è in noi perché aumentando l’attività della corteccia prefrontale, cioè la parte anteriore del lobo frontale - quelle zone che governano le emozioni - si attivano delle parti del cervello che tecnicamente si chiamano nucleo caudato, insula e giro del cingolo che sono proprio tre centri che ci fanno sentire in armonia col tutto, tre centri che hanno il potere di calmarci. Sono le stesse aree che si attivano quando noi ci innamoriamo, o quando siamo emozionati perché stiamo apprendendo qualcosa di nuovo, o quando siamo nella natura, quando ci troviamo davanti a un’opera d’arte, quando ci commuoviamo, per intenderci. Quindi questo lavoro di meditare o di pregare ci pone in un’ottica di trascendenza e di infinito che ci consente quindi di scoprire, di sentire proprio Dio, lo Spirito nel profondo della nostra mente, della nostra coscienza, e lo scrittore efficace, ragazzi, cioè colui che sa esprimere se stesso, non può non aver trovato Dio, lo Spirito, la Vita, l’Universo - chiamatelo come volete ma è questa entità superiore di cui noi siamo intrisi - dentro di sé. Siamo esseri divini, non ce lo dimentichiamo mai.<br /><br />Quindi forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54021573</guid><pubDate>Sun, 28 May 2023 11:57:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54021573/ma_a_che_serve_meditare_o_pregare_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="8295111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno amici e bentrovati da Elena Leoni, oggi vi parlo del cervello modellato dal divino e per fare questo mi riporto agli insegnamenti dei Maestri Deunov e Aïvanhov della Fratellanza Bianca Universale che io seguo e amo tanto. 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Pregare o meditare - come ci dicono appunto Aivanhov e Deunov - non è una ripetizione meccanica di formule magiche che può far accadere i miracoli, noi non dobbiamo pensare alla preghiera come ad un’invocazione tesa a far accadere un miracolo nella nostra vita ma è proprio una vera e propria attività che ci guarisce come una medicina. E perché questo? Perché durante la preghiera o la meditazione intanto il cervello si stacca dagli stimoli esterni e ci consente di gettare l’occhio all’interno e questa già di per sé è un’operazione calmante, perché stacchiamo con lo stress esterno, riduciamo i battiti cardiaci, la pressione sanguigna si abbassa, si attiva la funzione parasimpatica, si abbassano i livelli di cortisolo e quindi si riduce l’ormone dello stress che invece noi produciamo quando siamo proiettati fuori perché quando siamo proiettati all’esterno noi viviamo - anche senza rendercene conto - in un continuo stato di allerta, come se ci dovessimo sempre difendere; ma quindi rivolgere l’occhio all’interno ci consente di connetterci col divino che è in noi perché aumentando l’attività della corteccia prefrontale, cioè la parte anteriore del lobo frontale - quelle zone che governano le emozioni - si attivano delle parti del cervello che tecnicamente si chiamano nucleo caudato, insula e giro del cingolo che sono proprio tre centri che ci fanno sentire in armonia col tutto, tre centri che hanno il potere di calmarci. Sono le stesse aree che si attivano quando noi ci innamoriamo, o quando siamo emozionati perché stiamo apprendendo qualcosa di nuovo, o quando siamo nella natura, quando ci troviamo davanti a un’opera d’arte, quando ci commuoviamo, per intenderci. Quindi questo lavoro di meditare o di pregare ci pone in un’ottica di trascendenza e di infinito che ci consente quindi di scoprire, di sentire proprio Dio, lo Spirito nel profondo della nostra mente, della nostra coscienza, e lo scrittore efficace, ragazzi, cioè colui che sa esprimere se stesso, non può non aver trovato Dio, lo Spirito, la Vita, l’Universo - chiamatelo come volete ma è questa entità superiore di cui noi siamo intrisi - dentro di sé. Siamo esseri divini, non ce lo dimentichiamo mai.<br /><br />Quindi forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>185</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/da1d149a655bc88234b0840fc001e3a4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sei proprio sicuro che non ne valga la pena?</title><link>https://www.elenaleoni.com/it/news/view/sicuro-non-valga-pena.html</link><description><![CDATA[Lo scrittore, ragazzi, deve essere una persona luminosa, è colui che vive della sua luce, irradia la sua luce, ha scoperto il suo interno, sa stare nel suo interno, e da lì dona se stesso, dona il suo amore. Lo scrittore non è colui che si aspetta che gli altri si comportino in un certo modo, non è colui che va elemosinando amore o attenzioni dagli altri. E quindi, ciao! Siete con Elena Leoni e oggi lo spunto per questa riflessione me l’ha dato il barista. C’è un bar dove io vado ogni tanto a prendermi un caffè macchiato con il latte di soia e mi piace guardare l’immagine che si forma del latte nel caffè e oggi mi è sembrato di vedere questa figura di una bambina e mi è piaciuto pensare che fosse la mia bambina interiore con cui io mi sono riconciliata e che amo tanto. Il barista mi ha detto <i>sai, Elena, io prima le facevo sempre le figure con il latte però a un certo punto un giorno una signora ci è rimasta male e mi ha detto ‘Ma non ti vergogni? Potrei essere tua madre!’</i> <i>E io sono rimasto di stucco e da allora non le ho fatte più perché ho pensato che non ne vale la pena</i>. Ecco, ragazzi, niente di più sbagliato! – infatti gliel’ho detto al mio amico barista! Ne vale sempre la pena, soprattutto quando noi incontriamo persone che non ci apprezzano, che non ci capiscono, perché è evidente che questa povera signora abbia il cuore chiuso e non ci possiamo fare nulla, possiamo solo auspicare che lo apra, che abbia un risveglio! Ma tu che sei tanto bravo – ho detto al mio barista – che sei un ragazzo così gentile devi continuare, e anzi devi prendere spunto, noi dobbiamo prendere spunto dalle contrarietà che ci accadono nella vita, sono delle benedizioni perché ci riportano a noi: ci cade il velo di Maya, quel velo dell’illusione che noi abbiamo, ahimè, e apriamo gli occhi, e torniamo alla nostra Verità, perché, ragazzi, mica ci siamo incarnati perché ci andasse tutto bene, ci siamo incarnati proprio per evolverci e ci evolviamo attraverso gli ostacoli! Quindi tutte le volte che una signora o qualcuno non apprezzerà il cuoricino che tu fai nel caffè - dicevo al mio amico - tu dovrai capire, tornare a te stesso, capire quello che hai capito questa volta e cioè che sei un ragazzo gentile, continuare a fare cuoricini, continuare a far splendere la tua luce, e non fa niente se la signora o altre signore non apprezzeranno, perché continuando a vibrare con le tue energie tu attrarrai i tuoi simili, attrarrai chi apprezza i tuoi cuoricini e soprattutto ti evolverai e sarai più felice. Il nostro obiettivo come esseri umani e come scrittori è essere nel nostro centro, trovare la nostra felicità, trovare la nostra luce e non curarci di quello che pensano gli altri, non fermarci, non demoralizzarci se non siamo apprezzati o capiti perché questo fa parte del gioco della vita.<br /><br />Tutto chiaro, ragazzi? E quindi, forza, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53923252</guid><pubDate>Thu, 18 May 2023 20:02:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53923252/sei_proprio_sicuro_che_non_ne_valga_la_pena_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="4425761" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scrittore, ragazzi, deve essere una persona luminosa, è colui che vive della sua luce, irradia la sua luce, ha scoperto il suo interno, sa stare nel suo interno, e da lì dona se stesso, dona il suo amore. Lo scrittore non è colui che si aspetta che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scrittore, ragazzi, deve essere una persona luminosa, è colui che vive della sua luce, irradia la sua luce, ha scoperto il suo interno, sa stare nel suo interno, e da lì dona se stesso, dona il suo amore. Lo scrittore non è colui che si aspetta che gli altri si comportino in un certo modo, non è colui che va elemosinando amore o attenzioni dagli altri. E quindi, ciao! Siete con Elena Leoni e oggi lo spunto per questa riflessione me l’ha dato il barista. C’è un bar dove io vado ogni tanto a prendermi un caffè macchiato con il latte di soia e mi piace guardare l’immagine che si forma del latte nel caffè e oggi mi è sembrato di vedere questa figura di una bambina e mi è piaciuto pensare che fosse la mia bambina interiore con cui io mi sono riconciliata e che amo tanto. Il barista mi ha detto <i>sai, Elena, io prima le facevo sempre le figure con il latte però a un certo punto un giorno una signora ci è rimasta male e mi ha detto ‘Ma non ti vergogni? Potrei essere tua madre!’</i> <i>E io sono rimasto di stucco e da allora non le ho fatte più perché ho pensato che non ne vale la pena</i>. Ecco, ragazzi, niente di più sbagliato! – infatti gliel’ho detto al mio amico barista! Ne vale sempre la pena, soprattutto quando noi incontriamo persone che non ci apprezzano, che non ci capiscono, perché è evidente che questa povera signora abbia il cuore chiuso e non ci possiamo fare nulla, possiamo solo auspicare che lo apra, che abbia un risveglio! Ma tu che sei tanto bravo – ho detto al mio barista – che sei un ragazzo così gentile devi continuare, e anzi devi prendere spunto, noi dobbiamo prendere spunto dalle contrarietà che ci accadono nella vita, sono delle benedizioni perché ci riportano a noi: ci cade il velo di Maya, quel velo dell’illusione che noi abbiamo, ahimè, e apriamo gli occhi, e torniamo alla nostra Verità, perché, ragazzi, mica ci siamo incarnati perché ci andasse tutto bene, ci siamo incarnati proprio per evolverci e ci evolviamo attraverso gli ostacoli! Quindi tutte le volte che una signora o qualcuno non apprezzerà il cuoricino che tu fai nel caffè - dicevo al mio amico - tu dovrai capire, tornare a te stesso, capire quello che hai capito questa volta e cioè che sei un ragazzo gentile, continuare a fare cuoricini, continuare a far splendere la tua luce, e non fa niente se la signora o altre signore non apprezzeranno, perché continuando a vibrare con le tue energie tu attrarrai i tuoi simili, attrarrai chi apprezza i tuoi cuoricini e soprattutto ti evolverai e sarai più felice. Il nostro obiettivo come esseri umani e come scrittori è essere nel nostro centro, trovare la nostra felicità, trovare la nostra luce e non curarci di quello che pensano gli altri, non fermarci, non demoralizzarci se non siamo apprezzati o capiti perché questo fa parte del gioco della vita.<br /><br />Tutto chiaro, ragazzi? E quindi, forza, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b17b1f00b7977dfce139b7c18ede09be.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E se questo fosse il tuo unico istante di vita?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-se-questo-fosse-il-tuo-unico-istante-di-vita--53838070</link><description><![CDATA[Lo scrittore, ragazzi, è una persona che ha fatto pace col mondo, con la vita, con gli esseri umani! È un punto di riferimento per i suoi lettori, deve essere una voce autorevole, deve avere qualcosa da insegnare, qualcosa da dire, deve essere visto con l’ammirazione di chi si è evoluto. Quindi, per sviluppare il pensiero di oggi io prendo spunto dal maestro illuminato indiano Krishnamurti e intanto vi do il buongiorno! Siete con me, con Elena Leoni! E quindi di che cosa parliamo oggi? Parliamo dello stare nel presente, nel “qui e ora”, nell’hic et nunc. L’abbiamo sentita molte volte questa cosa però forse non ci è proprio chiaro che cosa significhi stare nel “qui e ora” e quindi vi lancio una piccola provocazione e vi dico questo: dunque, ora sono le dodici tre minuti e quattro secondi. Provate a immaginare di avere soltanto questo secondo a disposizione: voi vivete in questo momento, non c’è più il passato, il passato è finito, e non esiste neanche il futuro perché effettivamente noi non possiamo sapere e nessuno può dirci se alle dodici e tre minuti e cinque secondi o sei secondi o sette secondi noi saremo ancora vivi, ok? Quindi se noi avessimo solo questo istante di vita e ci fossero qui di fronte a noi i nostri cari, le persone che amiamo, nostro marito, nostra moglie, i nostri figli… come ci comporteremmo noi con loro, eh? Facciamoci questa domanda! Avremmo forse ancora il risentimento con nostra moglie o con nostro marito che abbiamo da una settimana perché magari una settimana fa lui o lei sono usciti con gli amici senza avvisarci? Saremmo ancora arrabbiati con nostro figlio che l’altro ieri è rientrato alle tre di notte e ci ha fatto stare in pensiero? Se questo fosse l’ultimo istante, o l’unico istante della nostra vita e non ci fossero certezze, se il passato non esistesse più, non ci fosse nessuna certezza sul nostro futuro, cosa faremmo? Io penso che noi vorremmo abbracciarli i nostri cari, vorremmo passare del tempo con loro, magari andarci a mangiare una piazza tutti insieme, parlare, ascoltarli, comunicare, trascorrere del tempo sano con loro. Ecco, ragazzi, che cosa vuol dire stare nel momento presente, rendersi conto della bellezza, della meraviglia, dell’importanza del mondo, della vita, degli affetti, delle cose belle che questo passaggio sulla Terra ci offre, senza nutrire rancori, rabbie, risentimenti che non servono a niente in un discorso alto, perché lo scrittore è un essere umano evoluto e deve fare discorsi alti, deve avere pensieri alti, deve poter superare i risentimenti, i rancori, le piccolezze, le bassezze della vita perché altrimenti non avrà nulla da insegnare al suo lettore! Quindi, ragazzi, mi raccomando, provate a fare questo esercizio: quando state con le vostre persone care, e magari avete ancora un risentimento o una rabbia  per qualcosa del passato o del recente passato, cancellate tutto con un colpo di spugna, chiedetevi: ma se questo fosse l’ultimo momento, io come mi comporterei? E vedrete che in questo modo spariranno tutte le emozioni basse e voi vi riempirete di luce come uno scrittore deve essere.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53838070</guid><pubDate>Fri, 12 May 2023 20:52:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53838070/xxx.mp3" length="3918495" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scrittore, ragazzi, è una persona che ha fatto pace col mondo, con la vita, con gli esseri umani! È un punto di riferimento per i suoi lettori, deve essere una voce autorevole, deve avere qualcosa da insegnare, qualcosa da dire, deve essere visto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scrittore, ragazzi, è una persona che ha fatto pace col mondo, con la vita, con gli esseri umani! È un punto di riferimento per i suoi lettori, deve essere una voce autorevole, deve avere qualcosa da insegnare, qualcosa da dire, deve essere visto con l’ammirazione di chi si è evoluto. Quindi, per sviluppare il pensiero di oggi io prendo spunto dal maestro illuminato indiano Krishnamurti e intanto vi do il buongiorno! Siete con me, con Elena Leoni! E quindi di che cosa parliamo oggi? Parliamo dello stare nel presente, nel “qui e ora”, nell’hic et nunc. L’abbiamo sentita molte volte questa cosa però forse non ci è proprio chiaro che cosa significhi stare nel “qui e ora” e quindi vi lancio una piccola provocazione e vi dico questo: dunque, ora sono le dodici tre minuti e quattro secondi. Provate a immaginare di avere soltanto questo secondo a disposizione: voi vivete in questo momento, non c’è più il passato, il passato è finito, e non esiste neanche il futuro perché effettivamente noi non possiamo sapere e nessuno può dirci se alle dodici e tre minuti e cinque secondi o sei secondi o sette secondi noi saremo ancora vivi, ok? Quindi se noi avessimo solo questo istante di vita e ci fossero qui di fronte a noi i nostri cari, le persone che amiamo, nostro marito, nostra moglie, i nostri figli… come ci comporteremmo noi con loro, eh? Facciamoci questa domanda! Avremmo forse ancora il risentimento con nostra moglie o con nostro marito che abbiamo da una settimana perché magari una settimana fa lui o lei sono usciti con gli amici senza avvisarci? Saremmo ancora arrabbiati con nostro figlio che l’altro ieri è rientrato alle tre di notte e ci ha fatto stare in pensiero? Se questo fosse l’ultimo istante, o l’unico istante della nostra vita e non ci fossero certezze, se il passato non esistesse più, non ci fosse nessuna certezza sul nostro futuro, cosa faremmo? Io penso che noi vorremmo abbracciarli i nostri cari, vorremmo passare del tempo con loro, magari andarci a mangiare una piazza tutti insieme, parlare, ascoltarli, comunicare, trascorrere del tempo sano con loro. Ecco, ragazzi, che cosa vuol dire stare nel momento presente, rendersi conto della bellezza, della meraviglia, dell’importanza del mondo, della vita, degli affetti, delle cose belle che questo passaggio sulla Terra ci offre, senza nutrire rancori, rabbie, risentimenti che non servono a niente in un discorso alto, perché lo scrittore è un essere umano evoluto e deve fare discorsi alti, deve avere pensieri alti, deve poter superare i risentimenti, i rancori, le piccolezze, le bassezze della vita perché altrimenti non avrà nulla da insegnare al suo lettore! Quindi, ragazzi, mi raccomando, provate a fare questo esercizio: quando state con le vostre persone care, e magari avete ancora un risentimento o una rabbia  per qualcosa del passato o del recente passato, cancellate tutto con un colpo di spugna, chiedetevi: ma se questo fosse l’ultimo momento, io come mi comporterei? E vedrete che in questo modo spariranno tutte le emozioni basse e voi vi riempirete di luce come uno scrittore deve essere.<br /><br />Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>196</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/45b6f3c6099f08c9b3cf78736cda7fe0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ma chi ti credi di essere?</title><link>https://elenaleoni.com/it/news/view/ma-chi-ti-credi-di-essere.html</link><description><![CDATA[Quando ti dicono “ma chi ti credi di essere?”, ragazzi, è proprio lì che vuol dire che avete fatto centro! A me quando mi dicono “ma chi ti credi di essere?”, vi giuro, <i>mi skatt la giulenz</i> perché capisco che va bene così! Noi non possiamo piacere a tutti e soprattutto daremo molto fastidio a chi rimane nella sua zona di confort, a chi non vuole fare un passetto oltre perché c’è uno spazio che delimita questo mondo - che noi reputiamo il mondo reale - dal mondo ultraterreno dove possono accadere i miracoli, che è quello spazio oltre lo spazio visibile, quello che Platone chiamava l’Iperuranio, lo spazio metafisico oltre la Matrix, in quella dimensione che è una dimensione divina dove tutto è possibile, dove ci sono altri livelli di vita - avete visto il film "Sliding Doors" <i>se</i> <i>non avessi fatto questo e avessi fatto quello che cosa sarebbe successo</i> - quindi noi dobbiamo immaginare, visualizzare, sentire il piacere della vita che vorremmo e vivere sempre in questo stato di sogno. Io da quando sono bambina vivo in questa condizione cerebrale di immaginazione della mia vita e me la sto creando la mia vita quindi bisogna crearsi la vita che si desidera che è una vita fatta di cose belle, di realizzazione, e per far questo bisogna nutrire pensieri alti, compassione, gratitudine, perdono, in primis di se stessi e poi degli altri, senso di unità con tutto perché noi non siamo separati dal resto, siamo tutto un unicum, quindi quando ti dicono "ma chi ti credi di essere?", là capisco che sto sulla strada giusta e questo dovete capire anche voi: che siete dei visionari, coraggiosi, che avete il coraggio di osare!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53734774</guid><pubDate>Wed, 03 May 2023 23:55:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53734774/ma_chi_ti_credi_di_essere_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="4979881" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Quando ti dicono “ma chi ti credi di essere?”, ragazzi, è proprio lì che vuol dire che avete fatto centro! 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Noi non possiamo piacere a tutti e soprattutto daremo molto fastidio a chi rimane nella sua zona di confort, a chi non vuole fare un passetto oltre perché c’è uno spazio che delimita questo mondo - che noi reputiamo il mondo reale - dal mondo ultraterreno dove possono accadere i miracoli, che è quello spazio oltre lo spazio visibile, quello che Platone chiamava l’Iperuranio, lo spazio metafisico oltre la Matrix, in quella dimensione che è una dimensione divina dove tutto è possibile, dove ci sono altri livelli di vita - avete visto il film "Sliding Doors" <i>se</i> <i>non avessi fatto questo e avessi fatto quello che cosa sarebbe successo</i> - quindi noi dobbiamo immaginare, visualizzare, sentire il piacere della vita che vorremmo e vivere sempre in questo stato di sogno. Io da quando sono bambina vivo in questa condizione cerebrale di immaginazione della mia vita e me la sto creando la mia vita quindi bisogna crearsi la vita che si desidera che è una vita fatta di cose belle, di realizzazione, e per far questo bisogna nutrire pensieri alti, compassione, gratitudine, perdono, in primis di se stessi e poi degli altri, senso di unità con tutto perché noi non siamo separati dal resto, siamo tutto un unicum, quindi quando ti dicono "ma chi ti credi di essere?", là capisco che sto sulla strada giusta e questo dovete capire anche voi: che siete dei visionari, coraggiosi, che avete il coraggio di osare!<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8e11ac847603b4184dd8e6fae878db64.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il perdono come soluzione ai problemi quotidiani</title><link>https://elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Buongiorno amici, siete con Elena Leoni. Ho scoperto nella mia vita che il modo migliore per risolvere i problemi è PERDONARE: "io perdono tutto e tutti, io perdono tutto e tutti, io perdono tutto e tutti". Se fate questo esercizio e ripetete più di una volta al giorno questa frase magica, vi accorgerete pian piano che tutti i problemi, i dispiaceri, le preoccupazioni si allontanano, perché scoprirete dentro di voi, ragazzi, una forza pazzesca, la forza di ergervi al di sopra di questi problemi, di queste quisquilie – alla fine – della vita quotidiana, la forza di sentirvi molto più in alto, molto più potenti di tutta questa robetta. Riuscirete a vedere tutto con distacco, vedere tutto dall’alto. Io perdono tutto e tutti: quindi io non sono più agganciato, legato dai sensi di colpa, dal dover fare necessariamente, io non devo fare nulla di diverso dal prendermi cura di me stesso e della mia vita e posso risolvere tutto perché ho la forza per risolvere tutti i problemi che mi accadono; tutto quello che mi accade è commisurato alle mie capacità, posso gestirlo. Quindi recitando questa formula magica voi vi accorgerete che il problema non sarà più tale, l’ego, la mente non si soffermeranno più sul problema ma immediatamente apparirà la soluzione, la soluzione al problema. Perché, ragazzi, la vita non è un non avere problemi ma un trovare sempre la soluzione per superarli, e quindi il perdono è una chiave pazzesca per superare i problemi. Provateci e ditemelo, scrivendomi a <a href="https://elenaleoni.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><b>scritturaespressiva@elenaleoni.com</b></a>.<br /><br /><i>Forza, ragazzi, svegliamoci!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53595502</guid><pubDate>Thu, 20 Apr 2023 16:13:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53595502/il_perdono_come_soluzione_ai_problemi_quotidiani_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="5380224" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno amici, siete con Elena Leoni. Ho scoperto nella mia vita che il modo migliore per risolvere i problemi è PERDONARE: "io perdono tutto e tutti, io perdono tutto e tutti, io perdono tutto e tutti". Se fate questo esercizio e ripetete più di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno amici, siete con Elena Leoni. Ho scoperto nella mia vita che il modo migliore per risolvere i problemi è PERDONARE: "io perdono tutto e tutti, io perdono tutto e tutti, io perdono tutto e tutti". Se fate questo esercizio e ripetete più di una volta al giorno questa frase magica, vi accorgerete pian piano che tutti i problemi, i dispiaceri, le preoccupazioni si allontanano, perché scoprirete dentro di voi, ragazzi, una forza pazzesca, la forza di ergervi al di sopra di questi problemi, di queste quisquilie – alla fine – della vita quotidiana, la forza di sentirvi molto più in alto, molto più potenti di tutta questa robetta. Riuscirete a vedere tutto con distacco, vedere tutto dall’alto. Io perdono tutto e tutti: quindi io non sono più agganciato, legato dai sensi di colpa, dal dover fare necessariamente, io non devo fare nulla di diverso dal prendermi cura di me stesso e della mia vita e posso risolvere tutto perché ho la forza per risolvere tutti i problemi che mi accadono; tutto quello che mi accade è commisurato alle mie capacità, posso gestirlo. Quindi recitando questa formula magica voi vi accorgerete che il problema non sarà più tale, l’ego, la mente non si soffermeranno più sul problema ma immediatamente apparirà la soluzione, la soluzione al problema. Perché, ragazzi, la vita non è un non avere problemi ma un trovare sempre la soluzione per superarli, e quindi il perdono è una chiave pazzesca per superare i problemi. 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Sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico, l’uomo rinasce ogni momento, perché, ragazzi, la vita non muore mai, la vita si assopisce per un periodo più o meno lungo, ma poi si risveglia. È come quando la crisalide si trasforma in farfalla, ha bisogno del suo tempo, o l’albero che è secco durante l’inverno e poi in primavera si ricopre di foglie e di fiori perché rinasce. Quindi non si tratta di una morte effettiva, è una morte simbolica, è un dormire, è uno stato di quiescenza che permette la rigenerazione, che permette la resurrezione, quindi in realtà la nostra resurrezione, la resurrezione cristica è simbolicamente uno stato di risveglio, di risveglio interiore. Noi ogni anno viviamo questo rituale della Pasqua che è un rituale cattolico, e va bene, serve a ricordarci che abbiamo in noi questo quest’ enorme potere di rigenerazione, ma in realtà la resurrezione in noi può capitare anche diverse volte durante il giorno; diverse volte nella nostra vita accade la resurrezione fisica e psichica. Tutte le volte che siamo depressi, che siamo tristi, siamo in un momento in cui la vita è quiescente, si addormenta per poi risvegliarsi. La Pasqua che celebriamo in primavera è un rituale non casuale, non è un caso che sia in primavera perché Gesù è stato un uomo ma è stato anche Cristo e Cristo è lo Spirito e lo Spirito segue i cicli della natura, quindi si risveglia a Pasqua così come a Pasqua si risveglia la primavera. Ma in realtà dobbiamo ricordare che noi abbiamo dentro di noi questa energia vitale di resurrezione ogni giorno, e la dobbiamo cercare, dobbiamo essere fiduciosi, non ci dobbiamo deprimere, perché dobbiamo ricordare che la vita funziona in questo modo: si assopisce ma si rigenera. Tutte le volte che saremo giù, che saremo tristi che saremo in un momento di riflessione interiore ricordiamoci che non siamo morti, siamo in quiescenza, il nostro Spirito sta raccogliendo le energie per resuscitare, per risorgere.<br /><br /><i>Quindi, forza, ragazzi, svegliamoci!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53498981</guid><pubDate>Tue, 11 Apr 2023 05:22:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53498981/la_resurrezione_come_rinascita_quotidiana_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="6197322" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno amici, siete con Elena Leoni e oggi cerchiamo di comprendere che cos’è per noi la resurrezione. La resurrezione è una rinascita che in realtà accade nell’essere umano tutti i giorni. 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Noi ogni anno viviamo questo rituale della Pasqua che è un rituale cattolico, e va bene, serve a ricordarci che abbiamo in noi questo quest’ enorme potere di rigenerazione, ma in realtà la resurrezione in noi può capitare anche diverse volte durante il giorno; diverse volte nella nostra vita accade la resurrezione fisica e psichica. Tutte le volte che siamo depressi, che siamo tristi, siamo in un momento in cui la vita è quiescente, si addormenta per poi risvegliarsi. La Pasqua che celebriamo in primavera è un rituale non casuale, non è un caso che sia in primavera perché Gesù è stato un uomo ma è stato anche Cristo e Cristo è lo Spirito e lo Spirito segue i cicli della natura, quindi si risveglia a Pasqua così come a Pasqua si risveglia la primavera. Ma in realtà dobbiamo ricordare che noi abbiamo dentro di noi questa energia vitale di resurrezione ogni giorno, e la dobbiamo cercare, dobbiamo essere fiduciosi, non ci dobbiamo deprimere, perché dobbiamo ricordare che la vita funziona in questo modo: si assopisce ma si rigenera. Tutte le volte che saremo giù, che saremo tristi che saremo in un momento di riflessione interiore ricordiamoci che non siamo morti, siamo in quiescenza, il nostro Spirito sta raccogliendo le energie per resuscitare, per risorgere.<br /><br /><i>Quindi, forza, ragazzi, svegliamoci!</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/97b75627260595d21c92547ba84d86b6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIOSCRIVERE 14: Non importa se scrittori o lettori</title><link>https://www.elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53412122</guid><pubDate>Sat, 01 Apr 2023 14:23:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53412122/audioscrivere_14_non_importa_se_scrittori_o_lettori.mp3" length="3505887" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. 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Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53411823</guid><pubDate>Sat, 01 Apr 2023 13:34:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53411823/audioridere_07_l_importanza_delle_orecchie.mp3" length="2183694" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>96</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22fa0aa6510b264cf26dfd64616b2339.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIOSCRIVERE 13: Aggancia una contrarietà</title><link>https://www.elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53404034</guid><pubDate>Fri, 31 Mar 2023 16:47:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53404034/xxx.mp3" length="7364569" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>185</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cf3f971df2481b373bbbf4ce56fde336.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il coraggio di essere felici</title><link>https://elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Buongiorno amici, siete con Elena Leoni e oggi voglio prendere spunto da una telefonata appena conclusa con una persona cara di famiglia alla quale ho chiesto come fosse andata la serata di ieri e che mi ha risposto "sì, così e così…"ma sei stata bene, ti sei divertita?"sì, sì, certo…"ma non c’è mai, ragazzi, un vero "si" pieno, che venga dal cuore, perché noi abbiamo quasi paura, ci sentiamo in colpa a dire che siamo stati bene, che siamo felici, che abbiamo passato una bella serata in compagnia dei nostri amici, abbiamo quasi un marchio impresso nella pelle a sangue per cui dobbiamo sentirci in colpa a star bene, noi non siamo meritevoli di star bene!E invece l’essere umano, ragazzi, viene al mondo per realizzare quella che Aristotele chiamava l’eudaimonia, la propria felicità, che è la ricerca del bene, ciò che mi fa star bene. Lui lo chiamava l’areté, la virtù, noi dobbiamo cercare di nutrire positività, sentimenti alti, con coraggio, avere il coraggio di dire che siamo stati bene perché questo significa che stiamo prendendo in mano la nostra vita, che la nostra vita, la nostra felicità dipendono da noi e che noi andiamo verso la nostra felicità!Questo produrrà tutta una serie di cambiamenti anche nel nostro corpo perché il nostro cervello crede a quello che noi gli diciamo quindi se noi diciamo che siamo sani, che stiamo bene, che siamo felici, il cervello produrrà sostanze, ormoni, endorfine, serotonina che ci faranno stare sempre meglio e quindi alzeremo le nostre vibrazioni e attrarremo persone simili a noi, felici, soddisfatte, consapevoli, che si prendono la propria vita in mano, e ci collegheremo col divino, perché ogni volta che noi alziamo le nostre vibrazioni noi andiamo verso il Cielo, verso la Luce, verso il Sole; viceversa quando ci abbattiamo per questo atavico senso di colpa e di sacrificio che ci portiamo dentro e di cui ci dobbiamo liberare, e diciamo che stiamo male, che siamo tristi, noi attraiamo sentimenti bassi, paura, rabbia, costernazione e tutto questo ci tira verso il basso e non ci fa evolvere.Quindi andiamo avanti con coraggio e abbiamo il coraggio di essere felici!<br /><i></i><br /><i>Forza, ragazzi, svegliamoci!</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53334535</guid><pubDate>Sat, 25 Mar 2023 15:32:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53334535/il_coraggio_di_essere_felici_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="5771414" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno amici, siete con Elena Leoni e oggi voglio prendere spunto da una telefonata appena conclusa con una persona cara di famiglia alla quale ho chiesto come fosse andata la serata di ieri e che mi ha risposto "sì, così e così…"ma sei stata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buongiorno amici, siete con Elena Leoni e oggi voglio prendere spunto da una telefonata appena conclusa con una persona cara di famiglia alla quale ho chiesto come fosse andata la serata di ieri e che mi ha risposto "sì, così e così…"ma sei stata bene, ti sei divertita?"sì, sì, certo…"ma non c’è mai, ragazzi, un vero "si" pieno, che venga dal cuore, perché noi abbiamo quasi paura, ci sentiamo in colpa a dire che siamo stati bene, che siamo felici, che abbiamo passato una bella serata in compagnia dei nostri amici, abbiamo quasi un marchio impresso nella pelle a sangue per cui dobbiamo sentirci in colpa a star bene, noi non siamo meritevoli di star bene!E invece l’essere umano, ragazzi, viene al mondo per realizzare quella che Aristotele chiamava l’eudaimonia, la propria felicità, che è la ricerca del bene, ciò che mi fa star bene. Lui lo chiamava l’areté, la virtù, noi dobbiamo cercare di nutrire positività, sentimenti alti, con coraggio, avere il coraggio di dire che siamo stati bene perché questo significa che stiamo prendendo in mano la nostra vita, che la nostra vita, la nostra felicità dipendono da noi e che noi andiamo verso la nostra felicità!Questo produrrà tutta una serie di cambiamenti anche nel nostro corpo perché il nostro cervello crede a quello che noi gli diciamo quindi se noi diciamo che siamo sani, che stiamo bene, che siamo felici, il cervello produrrà sostanze, ormoni, endorfine, serotonina che ci faranno stare sempre meglio e quindi alzeremo le nostre vibrazioni e attrarremo persone simili a noi, felici, soddisfatte, consapevoli, che si prendono la propria vita in mano, e ci collegheremo col divino, perché ogni volta che noi alziamo le nostre vibrazioni noi andiamo verso il Cielo, verso la Luce, verso il Sole; viceversa quando ci abbattiamo per questo atavico senso di colpa e di sacrificio che ci portiamo dentro e di cui ci dobbiamo liberare, e diciamo che stiamo male, che siamo tristi, noi attraiamo sentimenti bassi, paura, rabbia, costernazione e tutto questo ci tira verso il basso e non ci fa evolvere.Quindi andiamo avanti con coraggio e abbiamo il coraggio di essere felici!<br /><i></i><br /><i>Forza, ragazzi, svegliamoci!</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e0762c6581735c7687fbc72ea89a54aa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Distinguere il dolore dalla sofferenza inutile</title><link>https://elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Buongiorno amici, siete con Elena Leoni e oggi voglio dirvi questo: lo spunto me lo ha dato una mia amica che mi ha detto che sta soffrendo tanto. Al che io le ho detto: Ilaria, attenzione, distinguiamo il dolore dalla sofferenza perché il dolore è qualcosa a cui noi non ci possiamo sottrarre; per esempio, ci schiacciano un dito è chiaro che sentiamo dolore, oppure ci bruciamo con un accendino e sentiremo dolore. Altro è la sofferenza che è invece una forma di attaccamento al dolore, un modo quasi di crogiolarsi nel dolore, perché sto soffrendo, perché sento dolore. Quindi la sofferenza è un surplus, un qualcosa di assolutamente inutile di cui noi ci possiamo e ci dobbiamo liberare perché, ragazzi, quando ci accade qualcosa di brutto nella vita va bene provare dolore ma per un tempo limitato, dopodiché tutta quella sovrastruttura creata dalla mente per farci stare nel basso, nei pensieri bassi, noi la dobbiamo rifiutare e dobbiamo con coraggio, con dignità, sbarazzarci di questa sofferenza inutile, stare con il nostro dolore, nel nostro interno, dignitosamente, in silenzio, senza parlarne al mondo <i>urbi et orbi</i>, tenendocelo per noi – perché oggi c’è questa moda di pubblicare su Facebook e sui social tutto, qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, e invece il dolore va gestito come qualunque altra cosa con pudore nel nostro interno. Quindi ci sentiamo il nostro dolore e una volta che lo abbiamo sentito tutto ringraziamo l’Universo e andiamo avanti, ringraziamo perché il dolore è benefico, ci serve a spezzare, a distruggere, a far cadere tutta quella corazza di ego, di vanità, l’immagine che noi abbiamo di noi stessi, quello che noi crediamo di essere e che invece non siamo. Nel momento in cui noi capiamo che c’è una sovrastruttura – che peraltro ci impedisce di accedere davvero all’amore puro, alla coscienza, al cuore che stanno dentro di noi – questa vanità, questo ego ci fa provare dolore perché ci fa sentire separati dagli altri. Ma, ok, perdiamo una persona cara, ci separiamo, fallisce la nostra azienda? Va bene il dolore ma per un tempo limitato, dopodiché ci rimbocchiamo le maniche con coraggio e andiamo avanti, aprendo il cuore,  fidandoci di noi, fidandoci dell’Universo e ringraziando per questo evento apparentemente negativo perché soltanto passando attraverso il dolore noi ci potremo evolvere. Chi ha tutto dalla vita o crede di avere tutto non si evolverà mai, ragazzi, rimarrà nella sua zona di comfort a dormire, a guardarsi il film il sabato sera sul divano mangiando patatine fritte, ok? E quindi non si evolverà. Noi dobbiamo andare con coraggio verso la nostra evoluzione e se serve il dolore, va bene, purché non ci aggiungiamo sofferenza inutile.<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52851427</guid><pubDate>Sat, 25 Feb 2023 23:19:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52851427/distinguere_il_dolore_dalla_sofferenza_inutile_forza_ragazzi_svegliamoci.mp3" length="7233956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Buongiorno amici, siete con Elena Leoni e oggi voglio dirvi questo: lo spunto me lo ha dato una mia amica che mi ha detto che sta soffrendo tanto. 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Quindi la sofferenza è un surplus, un qualcosa di assolutamente inutile di cui noi ci possiamo e ci dobbiamo liberare perché, ragazzi, quando ci accade qualcosa di brutto nella vita va bene provare dolore ma per un tempo limitato, dopodiché tutta quella sovrastruttura creata dalla mente per farci stare nel basso, nei pensieri bassi, noi la dobbiamo rifiutare e dobbiamo con coraggio, con dignità, sbarazzarci di questa sofferenza inutile, stare con il nostro dolore, nel nostro interno, dignitosamente, in silenzio, senza parlarne al mondo <i>urbi et orbi</i>, tenendocelo per noi – perché oggi c’è questa moda di pubblicare su Facebook e sui social tutto, qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, e invece il dolore va gestito come qualunque altra cosa con pudore nel nostro interno. Quindi ci sentiamo il nostro dolore e una volta che lo abbiamo sentito tutto ringraziamo l’Universo e andiamo avanti, ringraziamo perché il dolore è benefico, ci serve a spezzare, a distruggere, a far cadere tutta quella corazza di ego, di vanità, l’immagine che noi abbiamo di noi stessi, quello che noi crediamo di essere e che invece non siamo. Nel momento in cui noi capiamo che c’è una sovrastruttura – che peraltro ci impedisce di accedere davvero all’amore puro, alla coscienza, al cuore che stanno dentro di noi – questa vanità, questo ego ci fa provare dolore perché ci fa sentire separati dagli altri. Ma, ok, perdiamo una persona cara, ci separiamo, fallisce la nostra azienda? Va bene il dolore ma per un tempo limitato, dopodiché ci rimbocchiamo le maniche con coraggio e andiamo avanti, aprendo il cuore,  fidandoci di noi, fidandoci dell’Universo e ringraziando per questo evento apparentemente negativo perché soltanto passando attraverso il dolore noi ci potremo evolvere. Chi ha tutto dalla vita o crede di avere tutto non si evolverà mai, ragazzi, rimarrà nella sua zona di comfort a dormire, a guardarsi il film il sabato sera sul divano mangiando patatine fritte, ok? E quindi non si evolverà. Noi dobbiamo andare con coraggio verso la nostra evoluzione e se serve il dolore, va bene, purché non ci aggiungiamo sofferenza inutile.<br /><br />Forza, ragazzi, svegliamoci!]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e63579a44347b0214168623029862e91.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIOSCRIVERE 12: Tatto, gusto e ricordo</title><link>https://www.elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52851195</guid><pubDate>Sat, 25 Feb 2023 22:29:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52851195/audioscrivere_11_vista_udito_e_rimpianto.mp3" length="8134135" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52850124</guid><pubDate>Sat, 25 Feb 2023 18:39:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52850124/audioridere_06_perdere_un_oggetto_a_milano.mp3" length="2423504" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22fa0aa6510b264cf26dfd64616b2339.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIORIDERE 05: Come ti togli i penziè</title><link>https://elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52849662</guid><pubDate>Sat, 25 Feb 2023 17:26:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52849662/audioridere_05_come_ti_togli_i_penzie.mp3" length="2145242" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>93</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22fa0aa6510b264cf26dfd64616b2339.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIOSCRIVERE 10: "Le dita del piede", di Raymond Carver</title><link>https://www.elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52565753</guid><pubDate>Fri, 27 Jan 2023 23:27:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52565753/audioscrivere_10_le_dita_del_piede_raymond_carver.mp3" length="3843340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. 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Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52512063</guid><pubDate>Sun, 22 Jan 2023 22:11:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52512063/audioridere_04_fateme_ride.mp3" length="3501056" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. 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Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52512058</guid><pubDate>Sun, 22 Jan 2023 22:10:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52512058/audioridere_03_sull_inutilita_della_sofferenza.mp3" length="1805377" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22fa0aa6510b264cf26dfd64616b2339.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIORIDERE 02: Un mondo asciutto</title><link>https://elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52512029</guid><pubDate>Sun, 22 Jan 2023 22:07:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52512029/audioridere_02_un_mondo_asciutto.mp3" length="2258463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22fa0aa6510b264cf26dfd64616b2339.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIORIDERE 01: Sulla leggerezza</title><link>https://elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52511886</guid><pubDate>Sun, 22 Jan 2023 21:34:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52511886/audioridere_01_sulla_leggerezza.mp3" length="2021520" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È l'espressione di sé in una forma talmente autentica da diventare scanzonata, perché quando squarci il velo dell'illusione e scopri che non hai più bisogno di difenderti e togli strati e strati di inutili sovrastrutture caratteriali ed egoiche, ciò che resta è pura coscienza, la tua Essenza, il nucleo dell'affettività, il cuore: ciò che sei e che nessuno potrà mai toglierti. Solo questa dimensione deve restare, in scrittura. Tutto il resto non serve. Allora non avrai più paura di mostrarti, perché il cuore aperto ti rende più forte, non più vulnerabile. Sembra un paradosso ma è così. Io ho sempre amato far ridere, fare le imitazioni, parlare i vari dialetti, divertire con la mia voce. Ma allora erano sprazzi di coraggio, oggi è la norma. Dobbiamo raggiungere l'espressione di noi stessi in forma leggera, senza appesantimenti di tipo ideologico o egoico, ma anzi sdrammatizzando anche noi stessi, le nostre manie, il nostro approccio alla vita. Dobbiamo imparare a ridere ed essere disposti a ridere di noi. Capire che non siamo poi così importanti. Io sono un clown e faccio collezione di attimi, diceva Heinrich Böll in "Opinioni di un clown". Dissacrare e dissacrarci nell'ottica del recupero della semplicità: semplicità espressiva, semplicità di vita, semplicità del sentire. Noi siamo esseri divini, creatori dell'universo, creatori della nostra vita. Ma l'abbiamo dimenticato. Dobbiamo ritrovare la strada di casa. Unitevi a me in questo viaggio.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22fa0aa6510b264cf26dfd64616b2339.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIOSCRIVERE 09: Il valore riparatorio della scrittura</title><link>https://www.elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52475458</guid><pubDate>Wed, 18 Jan 2023 18:00:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52475458/audioscrivere_09_il_valore_riparatorio_della_scrittura.mp3" length="2982788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cb23fa5d64de2964ccbe330c0b89392.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIOSCRIVERE 08: Cosa scopro di me attraverso l’haiku che ho scelto</title><link>https://www.elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52475453</guid><pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:59:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52475453/audioscrivere_08_cosa_scopro_di_me_attraverso_l_haiku_che_ho_scelto.mp3" length="2649466" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cb23fa5d64de2964ccbe330c0b89392.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AUDIOSCRIVERE 07: Comporre un haiku</title><link>https://www.elenaleoni.com/</link><description><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52475436</guid><pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:58:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52475436/audioscrivere_05_primo_esercizio_evocativo.mp3" length="2353237" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. 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Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52460995</guid><pubDate>Tue, 17 Jan 2023 10:12:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52460995/audioscrivere_01.mp3" length="2155086" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:subtitle>Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audioscrivere è un primo tentativo di fondere in uno spazio virtuale voce, immagine e scrittura, dando corpo a un connubio di sensazioni calde e avvolgenti che cattureranno il lettore al primo sguardo. Non è solo la sfida di insegnare a scrivere utilizzando una voce convincente o di leggere con voce suadente delle tecniche di scrittura, ma entrambe le cose e molto altro ancora: è creare un mondo, il mio mondo dove voi possiate sentirvi a casa, mettervi comodi ed essere condotti verso la scoperta del vostro sé profondo. È riconnettervi con la vostra matrice divina. Voi con me dovete sognare a occhi aperti, essere nuvola che volteggia in cielo liberata dal peso della materia ma anche quercia solida e possente che pianta le sue radici nelle profondità della terra. Sognare la vostra vita ma anche avere la certezza di realizzarla. Essere nuvola ed essere quercia, una nuvola leggiadra che campeggia beata nell’atmosfera e una quercia secolare che nessuna avversità climatica potrà mai scalfire. Così vi voglio, amici miei. Affinché attraverso un gesto suadente, una strizzata d’occhio, una parola rivelatrice voi possiate ricordarvi chi siete e iniziare a esprimerlo. Come fa lo sguardo degli amanti che è rivelatore. Così voi, attraverso me, riveliate a voi stessi chi siete.]]></itunes:summary><itunes:duration>90</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0cb23fa5d64de2964ccbe330c0b89392.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>ELENA LEONI legge UNA DONNA SPEZZATA (SIMONE DE BEAUVOIR)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elena-leoni-legge-una-donna-spezzata-simone-de-beauvoir--52427417</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52427417</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2023 00:10:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52427417/elena_leoni_legge_una_donna_spezzata_simone_de_beauvoir.mp3" length="3613369" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/771e1adec45c8ee0bbb5813136393897.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>ELENA LEONI legge LA DANZA DEL GABBIANO (ANDREA CAMILLERI)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elena-leoni-legge-la-danza-del-gabbiano-andrea-camilleri--52427416</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52427416</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2023 00:10:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52427416/elena_leoni_legge_la_danza_del_gabbiano_andrea_camilleri.mp3" length="5590084" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:duration>240</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aef055b6fa97f85cedfeda341e9f33fc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>ELENA LEONI legge CIRCE (MADELINE MILLER)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elena-leoni-legge-circe-madeline-miller--52427415</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52427415</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2023 00:10:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52427415/elena_leoni_legge_circe_madeline_miller.mp3" length="6135291" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:duration>280</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4f0cf7c23c6e350389c0af53c1985352.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>ELENA LEONI legge PORTAMI A CASA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elena-leoni-legge-portami-a-casa--52427412</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52427412</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2023 00:09:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52427412/elena_leoni_legge_portami_a_casa.mp3" length="5978574" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Elena Leoni</itunes:author><itunes:duration>248</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/558e6c361f3ee7771328d92b0a01b568.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
