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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Atlas - Brevi dalle crisi del mondo</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/atlas-brevi-dalle-crisi-del-mondo--5731657</link><description><![CDATA[Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, notizie e commenti dagli scenari di crisi.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5731657/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>News</category><copyright>Copyright Atlante Editoriale</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg</url><title>Atlas - Brevi dalle crisi del mondo</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/atlas-brevi-dalle-crisi-del-mondo--5731657</link></image><lastBuildDate>Wed, 20 Mar 2024 09:58:07 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Atlante Editoriale</itunes:name><itunes:email>atlante.editoriale@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:subtitle>Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, notizie e commenti dagli scenari di crisi.
A cura di Sabato Angieri
Regia di Ciro Colonna</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, notizie e commenti dagli scenari di crisi.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:category text="News"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Atlas_98</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-98--56166865</link><description><![CDATA[Questa puntata conclusiva della prima stagione di Atlas propone una breve panoramica di diversi scenari che a livello internazionale saranno senz’altro al centro delle cronache nelle prossime settimane. <br />Da un lato l’attenzione sarà senz’altro puntata sulla Spagna, con un cruciale appuntamento elettorale fissato per il 23 luglio, in cui il premier uscente Pedro Sanchez rischia di cedere il passo alla coalizione di destra formata dal Partido Popular e dal partito di estrema destra Vox. Una eventuale vittoria della destra in Spagna potrebbe avere dei riflessi anche a livello comunitario; non a caso la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni guarda a questo appuntamento con molto interesse, auspicando la possibilità di creare una grande coalizione di “nazioni” guidate da governi di destra. <br />Unione Europea reduce dalla firma del memorandum con il governo tunisino, in cui si promettono aiuti per un ammontare complessivo di 1,9 miliardi di euro in cambio dell’impegno a tentare di arginare la partenza di migranti diretti verso le coste europee. L’accordo - molto criticato dalle ONG che si occupano di salvataggio in mare – ricalca nella sostanza quello già in vigore con la Turchia e quello a suo tempo sottoscritto con la Libia. <br />Infine l’Ucraina – focus privilegiato di molte puntate di Atlas – dove gli attacchi ripetuti alle strutture di stoccaggio dei cereali ucraini e la messa fuori uso di migliaia di ettari di coltivazioni, aprono per il prossimo autunno un problema enorme di approvvigionamento alimentare per Kiev.    <br /><br />Atlas torna in autunno, un ringraziamento speciale va a tutte le persone che ci hanno ascoltato e sostenuto in questi mesi.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56166865</guid><pubDate>Fri, 21 Jul 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56166865/atlas_98.mp3" length="9256297" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Questa puntata conclusiva della prima stagione di Atlas propone una breve panoramica di diversi scenari che a livello internazionale saranno senz’altro al centro delle cronache nelle prossime settimane. 
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Una eventuale vittoria della destra in Spagna potrebbe avere dei riflessi anche a livello comunitario; non a caso la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni guarda a questo appuntamento con molto interesse, auspicando la possibilità di creare una grande coalizione di “nazioni” guidate da governi di destra. <br />Unione Europea reduce dalla firma del memorandum con il governo tunisino, in cui si promettono aiuti per un ammontare complessivo di 1,9 miliardi di euro in cambio dell’impegno a tentare di arginare la partenza di migranti diretti verso le coste europee. 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Gli effetti della decisione saranno pesanti e immediatamente palpabili soprattutto per i paesi del sud del mondo, benché anche in Europa si attendono conseguenze sul piano dei costi al consumo. Ovviamente la nuova situazione potrà avere conseguenze molto serie sulla già instabile economia ucraina e se Mosca iniziasse ad attaccare sistematicamente le riserve di grano ucraine, toglierebbe a Kiev la possibilità di usufruirne in futuro. Il tutto va ad aggravare un quadro reso già molto complesso dalle conseguenze indirette dell’attentato alla diga di Nova Kakhovka che hanno messo in ginocchio migliaia di ettari di coltivazioni privandoli di un fondamentale bacino di irrigazione e inondando vastissime aree circostanti. Mosca ha negato la possibilità di tornare sui propri passi, ma ha anche lasciato intendere che se l’Onu, da sempre accusata di non aver rispettato la propria parte dell’accordo sul grano, dovesse cambiare posizione, ci sarebbe la possibilità di riaprire il flusso dai porti ucraini. Parole definite da Emmanuel Macron come un ricatto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56154143</guid><pubDate>Wed, 19 Jul 2023 13:28:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56154143/atlas_97.mp3" length="5267639" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>L’accordo secondo cui la Russia consentiva al grano ucraino di lasciare i porti per essere esportato in tutto il mondo è stato unilateralmente sospeso da Mosca. 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Il tutto va ad aggravare un quadro reso già molto complesso dalle conseguenze indirette dell’attentato alla diga di Nova Kakhovka che hanno messo in ginocchio migliaia di ettari di coltivazioni privandoli di un fondamentale bacino di irrigazione e inondando vastissime aree circostanti. Mosca ha negato la possibilità di tornare sui propri passi, ma ha anche lasciato intendere che se l’Onu, da sempre accusata di non aver rispettato la propria parte dell’accordo sul grano, dovesse cambiare posizione, ci sarebbe la possibilità di riaprire il flusso dai porti ucraini. 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Secondo quanto riportato dalla testata ucraina RBC, l’attacco - messo a segno probabilmente a segno  con due droni marini e che ha causato anche due vittime – è opera dei servizi di sicurezza di Kiev. Fonti russe definiscono il gesto  come atto terroristico e minimizzano l’entità dei danni, puntando il dito contro agenzie statunitensi e britanniche come co-autrici dell’attacco. Il ponte è uno dei principali canali di rifornimento della penisola di Crimea e rendere inagibile la struttura per il traffico automobilistico rappresenta un danno significativo per la catena di approvvigionamento delle difese russe. L’attacco dello scorso ottobre ha dovuto attendere molti mesi (il 10 luglio, esattamente una settimana fa) per essere riconosciuto da Kiev come proprio operato; in attesa di dichiarazioni ufficiali rispetto alla paternità dei danneggiamenti della scorsa notte, è quasi certo che non si faranno attendere le reazioni da parte russa.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56126241</guid><pubDate>Mon, 17 Jul 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56126241/atlas_96.mp3" length="6119928" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Nella scorsa notte è stato nuovamente colpito il ponte di Crimea, l’attacco fa seguito a quello dello scorso 8 ottobre che lo aveva già reso inagibile al traffico automobilistico. 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Tra i militari più in vista e sospettati di contiguità con Prigozhin figura niente meno che Sergej Surovikin, dal 2017 a capo delle forze aerospaziali russe e dall’ottobre dello scorso anno incaricato di condurre la campagna in Ucraina. Attualmente non si sa dove si trovi il generale e non è chiaro se rimarrà al suo posto al comando delle truppe russe in Ucraina. Altro caso emblematico è quello del generale Ivan Popov. Già comandante delle operazioni militari nel sud dell’Ucraina, Popov stesso ha dichiarato di essere stato esautorato per aver criticato la gestione della guerra contro Kiev. Assumendo posizioni simili a quelle già fatte proprie dal capo della Wagner, Popov aveva aspramente attaccato lo stato maggiore russo per non aver fornito ai propri soldati gli armamenti necessari a far fronte alla controffensiva ucraina. Non è dato sapere se le vicende di Surovikin e Popov siano da ricondursi a più ampi movimenti all’interno delle forze armate russe, ma è certo che la situazione ai vertici militari di Mosca sia tutt’altro che serena.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56101039</guid><pubDate>Fri, 14 Jul 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56101039/atlas_95.mp3" length="6984011" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il presunto e fallito colpo di stato capitanato da Evgenji Progozhin, i rapporti tra settori dell’esercito e la compagnia Wagner sono nel mirino di Putin. Tra i militari più in vista e sospettati di contiguità con Prigozhin figura niente meno che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo il presunto e fallito colpo di stato capitanato da Evgenji Progozhin, i rapporti tra settori dell’esercito e la compagnia Wagner sono nel mirino di Putin. Tra i militari più in vista e sospettati di contiguità con Prigozhin figura niente meno che Sergej Surovikin, dal 2017 a capo delle forze aerospaziali russe e dall’ottobre dello scorso anno incaricato di condurre la campagna in Ucraina. Attualmente non si sa dove si trovi il generale e non è chiaro se rimarrà al suo posto al comando delle truppe russe in Ucraina. Altro caso emblematico è quello del generale Ivan Popov. Già comandante delle operazioni militari nel sud dell’Ucraina, Popov stesso ha dichiarato di essere stato esautorato per aver criticato la gestione della guerra contro Kiev. Assumendo posizioni simili a quelle già fatte proprie dal capo della Wagner, Popov aveva aspramente attaccato lo stato maggiore russo per non aver fornito ai propri soldati gli armamenti necessari a far fronte alla controffensiva ucraina. Non è dato sapere se le vicende di Surovikin e Popov siano da ricondursi a più ampi movimenti all’interno delle forze armate russe, ma è certo che la situazione ai vertici militari di Mosca sia tutt’altro che serena.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>435</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_94: Una Nato in espansione dice sì alla Svezia e rimanda l'ingresso dell'Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-94-una-nato-in-espansione-dice-si-alla-svezia-e-rimanda-l-ingresso-dell-ucraina--56070124</link><description><![CDATA[Kiev entrerà nella Nato quando ci saranno le condizioni e se gli alleati lo riterranno opportuno. Questa la sintesi del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, alla fine del vertice di Vilnius. Il risultato dell’incontro, non soddisfa Kiev, l’ingresso nell’alleanza è sostanzialmente rimandato a data da destinarsi. Su altro fronte, Stoltenberg incassa l’ingresso imminente della Svezia, sdoganata da Erdogan in cambio della fornitura di 40 aerei F16 che Washington aveva negato ad Ankara anche in virtù delle posizioni assunte a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Il sultano aveva messo sul tavolo delle trattative la richiesta di una ripresa della procedura di ingresso della Turchia come membro dell’Unione Europea. Richiesta che aveva generato non pochi malumori nei vertici europei; il cancelliere tedesco Sholz - tra i primi – ha prontamente dichiarato che Nato e UE non sono sovrapponibili.<br />Se si dovesse riassumere il summit di Vilnius con una parola questa sarebbe senza dubbio “allargamento”. Si torna alla logica di divisione in blocchi di influenza e il riarmo come orizzonte.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56070124</guid><pubDate>Wed, 12 Jul 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56070124/atlas_94.mp3" length="7910168" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Kiev entrerà nella Nato quando ci saranno le condizioni e se gli alleati lo riterranno opportuno. Questa la sintesi del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, alla fine del vertice di Vilnius. Il risultato dell’incontro, non soddisfa Kiev,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Kiev entrerà nella Nato quando ci saranno le condizioni e se gli alleati lo riterranno opportuno. Questa la sintesi del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, alla fine del vertice di Vilnius. Il risultato dell’incontro, non soddisfa Kiev, l’ingresso nell’alleanza è sostanzialmente rimandato a data da destinarsi. Su altro fronte, Stoltenberg incassa l’ingresso imminente della Svezia, sdoganata da Erdogan in cambio della fornitura di 40 aerei F16 che Washington aveva negato ad Ankara anche in virtù delle posizioni assunte a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Il sultano aveva messo sul tavolo delle trattative la richiesta di una ripresa della procedura di ingresso della Turchia come membro dell’Unione Europea. Richiesta che aveva generato non pochi malumori nei vertici europei; il cancelliere tedesco Sholz - tra i primi – ha prontamente dichiarato che Nato e UE non sono sovrapponibili.<br />Se si dovesse riassumere il summit di Vilnius con una parola questa sarebbe senza dubbio “allargamento”. 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Tra i punti all’ordine del giorno ci sono l’ingresso dell’Ucraina nel patto atlantico e la discussione delle linee guida per i membri dell’alleanza in merito alla produzione di armi, alla difesa dei confini Nato e al posizionamento nello scacchiere internazionale a seguito dell’invasione russa in Ucraina. Il presidente USA ha definito ieri “prematuro” il processo di ingresso di Kiev nella Nato, in quanto se questo avvenisse gli altri membri sarebbero tenuti a intervenire direttamente nel conflitto in corso. Inoltre - aggiunge Biden – non c’è unanimità sull’ingresso dell’Ucraina e prima che questo accada, Kiev dovrebbe in ogni caso compiere dei requisiti tra cui quello della democratizzazione del paese. Una battuta d’arresto non da poco per il governo ucraino, che si aspettava un sostegno da parte degli USA, e una buona notizia per gli stati europei che hanno da sempre segnalato il rischio che un ingresso precipitato dell’Ucraina nella Nato aumentasse il rischio di una importante escalation del conflitto. Ciò che al momento sembra più probabile è la stipula di una serie di accordi bilaterali, che nella sostanza fornirebbero a Kiev garanzie molto simili senza che l'alleanza si sbilanci troppo direttamente. Atlas seguirà da vicino gli sviluppi di questo vertice, che si preannuncia particolarmente significativo per gli equilibri futuri a livello globale.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56048730</guid><pubDate>Mon, 10 Jul 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56048730/atlas_93.mp3" length="5624115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Si apre domani a Vilnius, in Lituania, un vertice Nato che viene percepito come cruciale in questa fase politica. Tra i punti all’ordine del giorno ci sono l’ingresso dell’Ucraina nel patto atlantico e la discussione delle linee guida per i membri...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si apre domani a Vilnius, in Lituania, un vertice Nato che viene percepito come cruciale in questa fase politica. Tra i punti all’ordine del giorno ci sono l’ingresso dell’Ucraina nel patto atlantico e la discussione delle linee guida per i membri dell’alleanza in merito alla produzione di armi, alla difesa dei confini Nato e al posizionamento nello scacchiere internazionale a seguito dell’invasione russa in Ucraina. Il presidente USA ha definito ieri “prematuro” il processo di ingresso di Kiev nella Nato, in quanto se questo avvenisse gli altri membri sarebbero tenuti a intervenire direttamente nel conflitto in corso. Inoltre - aggiunge Biden – non c’è unanimità sull’ingresso dell’Ucraina e prima che questo accada, Kiev dovrebbe in ogni caso compiere dei requisiti tra cui quello della democratizzazione del paese. Una battuta d’arresto non da poco per il governo ucraino, che si aspettava un sostegno da parte degli USA, e una buona notizia per gli stati europei che hanno da sempre segnalato il rischio che un ingresso precipitato dell’Ucraina nella Nato aumentasse il rischio di una importante escalation del conflitto. Ciò che al momento sembra più probabile è la stipula di una serie di accordi bilaterali, che nella sostanza fornirebbero a Kiev garanzie molto simili senza che l'alleanza si sbilanci troppo direttamente. Atlas seguirà da vicino gli sviluppi di questo vertice, che si preannuncia particolarmente significativo per gli equilibri futuri a livello globale.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>349</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_92: L'amministrazione Biden approva la fornitura di bombe a grappolo all'Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-92-l-amministrazione-biden-approva-la-fornitura-di-bombe-a-grappolo-all-ucraina--56025462</link><description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti ha approvato la fornitura di bombe a grappolo all’Ucraina. L’iniziativa si inserisce tra le preoccupazioni per il ritardo della controffensiva di Kiev contro le truppe russe e la diminuzione delle scorte di artiglieria tradizionale da parte dei paesi europei che sostengono l’Ucraina nel conflitto in corso. Si tratta di una delle armi più letali per le popolazioni civili e una convenzione internazionale firmata da più di 120 paesi ne vieta l’uso, definito come disumano e indiscriminato. In gran parte questa definizione dipende dall’alto tasso di fallimento di questo tipo di arma, dal pericolo che il suo uso costituisce anche per le “truppe amiche”, per la presenza di ordigni inesplosi che anche per decenni risultano letali per chi vi si imbatte. USA, Ucraina e Russia non hanno ratificato la convenzione in oggetto e quindi formalmente non si sono posti dei limiti nel loro utilizzo. Secondo una stima statunitense che risale a più di vent’anni fa, un proiettile come quelli che l’amministrazione Biden ha deciso di fornire all’Ucraina, sparato con un cannone come quelli in dotazione all’esercito di Kiev, ha un tasso di fallimento di almeno il 6%, la qual cosa significa che almeno 4 delle 72 schegge che vengono sparate da ciascun proiettile, rimangono inesplose in un’area di 22.500 metri quadrati.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56025462</guid><pubDate>Fri, 07 Jul 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56025462/atlas_92.mp3" length="6687459" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il presidente degli Stati Uniti ha approvato la fornitura di bombe a grappolo all’Ucraina. L’iniziativa si inserisce tra le preoccupazioni per il ritardo della controffensiva di Kiev contro le truppe russe e la diminuzione delle scorte di artiglieria...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti ha approvato la fornitura di bombe a grappolo all’Ucraina. L’iniziativa si inserisce tra le preoccupazioni per il ritardo della controffensiva di Kiev contro le truppe russe e la diminuzione delle scorte di artiglieria tradizionale da parte dei paesi europei che sostengono l’Ucraina nel conflitto in corso. Si tratta di una delle armi più letali per le popolazioni civili e una convenzione internazionale firmata da più di 120 paesi ne vieta l’uso, definito come disumano e indiscriminato. In gran parte questa definizione dipende dall’alto tasso di fallimento di questo tipo di arma, dal pericolo che il suo uso costituisce anche per le “truppe amiche”, per la presenza di ordigni inesplosi che anche per decenni risultano letali per chi vi si imbatte. USA, Ucraina e Russia non hanno ratificato la convenzione in oggetto e quindi formalmente non si sono posti dei limiti nel loro utilizzo. Secondo una stima statunitense che risale a più di vent’anni fa, un proiettile come quelli che l’amministrazione Biden ha deciso di fornire all’Ucraina, sparato con un cannone come quelli in dotazione all’esercito di Kiev, ha un tasso di fallimento di almeno il 6%, la qual cosa significa che almeno 4 delle 72 schegge che vengono sparate da ciascun proiettile, rimangono inesplose in un’area di 22.500 metri quadrati.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>416</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_91: A Jenin l'esercito israeliano di ritira e lascia sul campo morti e sfollati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-91-a-jenin-l-esercito-israeliano-di-ritira-e-lascia-sul-campo-morti-e-sfollati--56002456</link><description><![CDATA[L’esercito israeliano ha iniziato a lasciare Jenin, la città palestinese che si trova in Cisgiordania - occupata dal 1967 dai coloni israeliani – teatro negli ultimi giorni di un’imponente operazione militare che ha impiegato almeno 2000 soldati ed è stata preceduta da un intenso fuoco di sbarramento. Scopo dell’operazione, a quanto dichiarato dall’intelligence israeliana, era la distruzione del quartier generale usato come coordinamento dai vari gruppi di resistenza palestinese. Da vent’anni non si assisteva a un’operazione così massiccia in quest’area. Si contano circa 3000 sfollati e 11 vittime – la maggior parte delle quali civili - in un’area dalla altissima densità abitativa dove l’intervento militare israeliano avrebbe potuto facilmente generare una strage.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56002456</guid><pubDate>Wed, 05 Jul 2023 13:27:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56002456/atlas_91.mp3" length="6878093" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>L’esercito israeliano ha iniziato a lasciare Jenin, la città palestinese che si trova in Cisgiordania - occupata dal 1967 dai coloni israeliani – teatro negli ultimi giorni di un’imponente operazione militare che ha impiegato almeno 2000 soldati ed è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’esercito israeliano ha iniziato a lasciare Jenin, la città palestinese che si trova in Cisgiordania - occupata dal 1967 dai coloni israeliani – teatro negli ultimi giorni di un’imponente operazione militare che ha impiegato almeno 2000 soldati ed è stata preceduta da un intenso fuoco di sbarramento. Scopo dell’operazione, a quanto dichiarato dall’intelligence israeliana, era la distruzione del quartier generale usato come coordinamento dai vari gruppi di resistenza palestinese. Da vent’anni non si assisteva a un’operazione così massiccia in quest’area. Si contano circa 3000 sfollati e 11 vittime – la maggior parte delle quali civili - in un’area dalla altissima densità abitativa dove l’intervento militare israeliano avrebbe potuto facilmente generare una strage.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>428</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_90: I russi progettano di far saltare la centrale di Zaporizhzhia?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-90-i-russi-progettano-di-far-saltare-la-centrale-di-zaporizhzhia--55905622</link><description><![CDATA[La centrale atomica di Zaporizhzhia sarebbe in pericolo, potrebbe subire a breve un attentato per mano russa. A denunciarlo sono fonti ucraine, che sostengono la veridicità di questo allarmante scenario con le immagini di ingenti truppe russe che abbandonano la zona dirette a est, mentre ai dipendenti sarebbe stato ordinato di abbandonare l’impianto e di additare gli ucraini come responsabili di qualsiasi possibile problema. Secondo i servizi di Kiev, i russi vorrebbero provocare un’esplosione nucleare controllata, con l’intenzione di neutralizzare in un sol colpo tutta la controffensiva nella parte meridionale del paese. La centrale, conquistata dai russi poco dopo l’inizio del conflitto, è da molti mesi oggetto del fuoco incrociato mediatico, oltre che militare: le forze in campo si accusano reciprocamente di voler generare un incidente alla centrale. La tensione sta salendo progressivamente, man mano che si struttura l’attesa controffensiva ucraina, che coinvolge anche l’area meridionale del paese, dove la centrale è ubicata. L’ombra di un disastro nucleare in Europa torna quindi ad aleggiare, con tutte le imprevedibili conseguenze che porterebbe con sé.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55905622</guid><pubDate>Mon, 03 Jul 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55905622/atlas_90.mp3" length="6890544" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La centrale atomica di Zaporizhzhia sarebbe in pericolo, potrebbe subire a breve un attentato per mano russa. A denunciarlo sono fonti ucraine, che sostengono la veridicità di questo allarmante scenario con le immagini di ingenti truppe russe che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La centrale atomica di Zaporizhzhia sarebbe in pericolo, potrebbe subire a breve un attentato per mano russa. A denunciarlo sono fonti ucraine, che sostengono la veridicità di questo allarmante scenario con le immagini di ingenti truppe russe che abbandonano la zona dirette a est, mentre ai dipendenti sarebbe stato ordinato di abbandonare l’impianto e di additare gli ucraini come responsabili di qualsiasi possibile problema. Secondo i servizi di Kiev, i russi vorrebbero provocare un’esplosione nucleare controllata, con l’intenzione di neutralizzare in un sol colpo tutta la controffensiva nella parte meridionale del paese. La centrale, conquistata dai russi poco dopo l’inizio del conflitto, è da molti mesi oggetto del fuoco incrociato mediatico, oltre che militare: le forze in campo si accusano reciprocamente di voler generare un incidente alla centrale. La tensione sta salendo progressivamente, man mano che si struttura l’attesa controffensiva ucraina, che coinvolge anche l’area meridionale del paese, dove la centrale è ubicata. L’ombra di un disastro nucleare in Europa torna quindi ad aleggiare, con tutte le imprevedibili conseguenze che porterebbe con sé.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>429</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_89: La Francia brucia per la morte di Nahel</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-89-la-francia-brucia-per-la-morte-di-nahel--55590132</link><description><![CDATA[Terza notte di scontri in Francia a seguito dell’assassinio di un ragazzo diciassettenne di origini algerine da parte di un agente di polizia. Nahel, questo il nome della vittima, è stato ucciso martedì mattina con un colpo d’arma da fuoco esploso dall’agente nell’ambito di un posto di blocco. Immediate le reazioni della popolazione di Nanterre, sobborgo di Parigi dove il ragazzo viveva. Le strade sono state barricate, auto e negozi dati alle fiamme, tanto a Parigi come in altre città francesi, in una dinamica non nuova alle banlieue transalpine. L’agente responsabile della morte del ragazzo – attualmente in stato di arresto e incriminato per omicidio volontario – ha chiesto scusa alla famiglia, ma la rabbia monta: quando ieri il corteo è passato nei pressi del tribunale di Nanterre, oltre seimila persone hanno preso parte ai disordini nel tentativo di rompere il blocco di polizia. Nelle ultime 48 ore sono state arrestate 421 persone, secondo dati del ministero dell’Interno quasi tutte di età compresa tra i 14 e i 18 anni. I primi bilanci, provvisori e approssimativi, parlano di 2400 incendi dolosi verificatisi dall’inizio delle proteste, proteste distribuite in tutto il territorio nazionale e ovunque affrontate dal governo con l’invio di ingenti reparti di polizia antisommossa.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55590132</guid><pubDate>Fri, 30 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55590132/atlas_89.mp3" length="6511609" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Terza notte di scontri in Francia a seguito dell’assassinio di un ragazzo diciassettenne di origini algerine da parte di un agente di polizia. Nahel, questo il nome della vittima, è stato ucciso martedì mattina con un colpo d’arma da fuoco esploso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Terza notte di scontri in Francia a seguito dell’assassinio di un ragazzo diciassettenne di origini algerine da parte di un agente di polizia. Nahel, questo il nome della vittima, è stato ucciso martedì mattina con un colpo d’arma da fuoco esploso dall’agente nell’ambito di un posto di blocco. Immediate le reazioni della popolazione di Nanterre, sobborgo di Parigi dove il ragazzo viveva. Le strade sono state barricate, auto e negozi dati alle fiamme, tanto a Parigi come in altre città francesi, in una dinamica non nuova alle banlieue transalpine. L’agente responsabile della morte del ragazzo – attualmente in stato di arresto e incriminato per omicidio volontario – ha chiesto scusa alla famiglia, ma la rabbia monta: quando ieri il corteo è passato nei pressi del tribunale di Nanterre, oltre seimila persone hanno preso parte ai disordini nel tentativo di rompere il blocco di polizia. Nelle ultime 48 ore sono state arrestate 421 persone, secondo dati del ministero dell’Interno quasi tutte di età compresa tra i 14 e i 18 anni. I primi bilanci, provvisori e approssimativi, parlano di 2400 incendi dolosi verificatisi dall’inizio delle proteste, proteste distribuite in tutto il territorio nazionale e ovunque affrontate dal governo con l’invio di ingenti reparti di polizia antisommossa.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>405</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_88: Intervista al capo politico della Legione "Libertà per la Russia"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-88-intervista-al-capo-politico-della-legione-liberta-per-la-russia--55412855</link><description><![CDATA[Oggi Atlas propone un’intervista in esclusiva al coordinatore politico della Legione Libertà per la Russia, una delle due formazioni di russi che combattono al fianco degli ucraini nella guerra contro Mosca. Già membro della Duma, il parlamento russo, Il'ja Vladimirovič Ponomarëv ha preso la cittadinanza ucraina nel 2019 e dal 2022 è parte della formazione militare di dissidenti russi. “Ero certo che Putin non avrebbe mai iniziato questa guerra se non fosse stato male informato sulle possibili reazioni della società e delle elite ucraine”, dichiara Ponomarëv rispetto alle premesse della guerra e alle difficoltà che la Russia ha trovato nel momento in cui ha invaso l’Ucraina. Riguardo al sollevamento della compagnia di Mercenari Wagner avvenuto lo scorso fine settimana, la tesi di Ponomarëv è che Putin e Prigozhin siano stati in contatto per tutto il tempo del presunto golpe, e che il capo del Cremlino fosse certo che la cosa sarebbe rientrata. Ponomarëv si dichiara uomo di sinistra e giustifica il fatto che la formazione di cui è capo politico operi in stretto coordinamento con l’RDK - che al contrario sfoggia simboli nazisti e suprematisti - con la necessità di far fronte contro il nemico comune, tirando in ballo l’alleanza tattica tra Stati Uniti, Inghilterra e URSS durante la Seconda Guerra Mondiale. La controffensiva – ammette Ponomarëv come tutti i funzionari ucraini intervistati sull’argomento – è ancora agli esordi e procede a rilento, ma rilancia sull’imminenza di una grande azione coordinata.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55412855</guid><pubDate>Wed, 28 Jun 2023 14:17:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55412855/atlas_88.mp3" length="12159394" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Atlas propone un’intervista in esclusiva al coordinatore politico della Legione Libertà per la Russia, una delle due formazioni di russi che combattono al fianco degli ucraini nella guerra contro Mosca. 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Riguardo al sollevamento della compagnia di Mercenari Wagner avvenuto lo scorso fine settimana, la tesi di Ponomarëv è che Putin e Prigozhin siano stati in contatto per tutto il tempo del presunto golpe, e che il capo del Cremlino fosse certo che la cosa sarebbe rientrata. Ponomarëv si dichiara uomo di sinistra e giustifica il fatto che la formazione di cui è capo politico operi in stretto coordinamento con l’RDK - che al contrario sfoggia simboli nazisti e suprematisti - con la necessità di far fronte contro il nemico comune, tirando in ballo l’alleanza tattica tra Stati Uniti, Inghilterra e URSS durante la Seconda Guerra Mondiale. La controffensiva – ammette Ponomarëv come tutti i funzionari ucraini intervistati sull’argomento – è ancora agli esordi e procede a rilento, ma rilancia sull’imminenza di una grande azione coordinata.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>759</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_87: Cosa ha fermato l'insurrezione della Wagner?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-87-cosa-ha-fermato-l-insurrezione-della-wagner--55045328</link><description><![CDATA[L’insurrezione armata guidata da Evgenij Prigozhin, il capo della compagnia di mercenari Wagner, si è conclusa senza alterare l’assetto del potere russo. Questo è quanto ci è dato vedere in superficie, posto che la dinamica dei fatti di questi giorni rimane ancora in gran parte oscura. Se i giornali statunitensi riportano che i vertici USA fossero al corrente dei piani di Prigozhin, secondo molti analisti questo varrebbe anche per il Cremlino. Cosa è dunque accaduto, affinché Mosca  non prevenisse gli eventi? Possibile ipotizzare che il capo della Wagner abbia preso preventivamente contatti con settori dell’establishment russo contrari a Putin, di modo che questi potessero mettere i bastoni tra le ruote al tentativo di reazione governativa. D’altro canto ci si domanda cosa abbia offerto il presidente bielorusso Lukashenko per conto di Putin per far sì che l’avanzata delle truppe della Wagner si arrestasse. Si rincorrono le voci secondo cui sul piatto ci sarebbero le teste di Shoigu e Gerasimov, rispettivamente ministro della difesa russo e comandante in capo delle operazioni militari in Ucraina. Nell’immediato è prevedibile che non accada nulla di appariscente – destituire i due in questo momento, se questa ipotesi dovesse vedersi confermata sarebbe uno smacco pubblico troppo evidente per Putin, confermando la sottomissione al ricatto di Prigozhin. È anche facile presumere che Prigozhin stesso dovrà mantenersi lontano dalla Russia per un periodo, rifugiando probabilmente in Africa, dove i suoi mercenari hanno forti interessi in svariati paesi. Il quadro è composito e tuttora difficile da delineare nel suo complesso, quel che è certo – riflessione condivisa dai principali organi di stampa internazionali – è che quanto accaduto nelle ultime ore mostra una crepa inedita nel potere di Putin.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55045328</guid><pubDate>Mon, 26 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55045328/atlas_87.mp3" length="8408959" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>L’insurrezione armata guidata da Evgenij Prigozhin, il capo della compagnia di mercenari Wagner, si è conclusa senza alterare l’assetto del potere russo. Questo è quanto ci è dato vedere in superficie, posto che la dinamica dei fatti di questi giorni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’insurrezione armata guidata da Evgenij Prigozhin, il capo della compagnia di mercenari Wagner, si è conclusa senza alterare l’assetto del potere russo. Questo è quanto ci è dato vedere in superficie, posto che la dinamica dei fatti di questi giorni rimane ancora in gran parte oscura. Se i giornali statunitensi riportano che i vertici USA fossero al corrente dei piani di Prigozhin, secondo molti analisti questo varrebbe anche per il Cremlino. Cosa è dunque accaduto, affinché Mosca  non prevenisse gli eventi? Possibile ipotizzare che il capo della Wagner abbia preso preventivamente contatti con settori dell’establishment russo contrari a Putin, di modo che questi potessero mettere i bastoni tra le ruote al tentativo di reazione governativa. D’altro canto ci si domanda cosa abbia offerto il presidente bielorusso Lukashenko per conto di Putin per far sì che l’avanzata delle truppe della Wagner si arrestasse. Si rincorrono le voci secondo cui sul piatto ci sarebbero le teste di Shoigu e Gerasimov, rispettivamente ministro della difesa russo e comandante in capo delle operazioni militari in Ucraina. Nell’immediato è prevedibile che non accada nulla di appariscente – destituire i due in questo momento, se questa ipotesi dovesse vedersi confermata sarebbe uno smacco pubblico troppo evidente per Putin, confermando la sottomissione al ricatto di Prigozhin. È anche facile presumere che Prigozhin stesso dovrà mantenersi lontano dalla Russia per un periodo, rifugiando probabilmente in Africa, dove i suoi mercenari hanno forti interessi in svariati paesi. Il quadro è composito e tuttora difficile da delineare nel suo complesso, quel che è certo – riflessione condivisa dai principali organi di stampa internazionali – è che quanto accaduto nelle ultime ore mostra una crepa inedita nel potere di Putin.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>525</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_86: Sale il livello repressivo in Bielorussia - il racconto di due casi particolarmente gravi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-86-sale-il-livello-repressivo-in-bielorussia-il-racconto-di-due-casi-particolarmente-gravi--54836135</link><description><![CDATA[Le conseguenze della guerra in Ucraina amplificano la repressione in Bielorussia. Negli ultimi giorni due nuovi casi hanno determinato un’ondata di mobilitazione interna e internazionale. Il primo caso riguarda Vitali Dvarashyn, un cittadino bielorusso di 54 anni che, dopo aver riparato in Lituania per sfuggire alla coscrizione in quanto obiettore di coscienza, è stato rinchiuso in un campo di prigionia a 100 km da Vilnius (in pieno territorio dell’Ue) e ora rischia l’estradizione. Se le autorità lituane dovessero riconsegnarlo a Misk, Dvarashyn potrebbe essere condannato a 7 anni per le sue attività a favore degli obiettori di coscienza. Il Movimento Nonviolento si è fatto carico della sua difesa legale e ha presentato ricorso all’Ue. L’altro caso, denunciato da <i>Human rights watch</i>, riguarda Anastasia Loika, condannata da un tribunale bielorusso a 7 anni per aver contribuito a un rapporto sulle violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell'ordine durante la repressione degli anarchici. Loika è stata arrestata il 28 ottobre 2022 e da allora è detenuta arbitrariamente mentre 15 associazioni ne chiedono la scarcerazione.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54836135</guid><pubDate>Fri, 23 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54836135/atlas_86.mp3" length="5917801" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Le conseguenze della guerra in Ucraina amplificano la repressione in Bielorussia. Negli ultimi giorni due nuovi casi hanno determinato un’ondata di mobilitazione interna e internazionale. Il primo caso riguarda Vitali Dvarashyn, un cittadino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le conseguenze della guerra in Ucraina amplificano la repressione in Bielorussia. Negli ultimi giorni due nuovi casi hanno determinato un’ondata di mobilitazione interna e internazionale. Il primo caso riguarda Vitali Dvarashyn, un cittadino bielorusso di 54 anni che, dopo aver riparato in Lituania per sfuggire alla coscrizione in quanto obiettore di coscienza, è stato rinchiuso in un campo di prigionia a 100 km da Vilnius (in pieno territorio dell’Ue) e ora rischia l’estradizione. Se le autorità lituane dovessero riconsegnarlo a Misk, Dvarashyn potrebbe essere condannato a 7 anni per le sue attività a favore degli obiettori di coscienza. Il Movimento Nonviolento si è fatto carico della sua difesa legale e ha presentato ricorso all’Ue. L’altro caso, denunciato da <i>Human rights watch</i>, riguarda Anastasia Loika, condannata da un tribunale bielorusso a 7 anni per aver contribuito a un rapporto sulle violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell'ordine durante la repressione degli anarchici. Loika è stata arrestata il 28 ottobre 2022 e da allora è detenuta arbitrariamente mentre 15 associazioni ne chiedono la scarcerazione.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>368</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_85: La Grecia processa i presunti scafisti di Pylos ma nega le proprie responsabilità nel naufragio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-85-la-grecia-processa-i-presunti-scafisti-di-pylos-ma-nega-le-proprie-responsabilita-nel-naufragio--54584880</link><description><![CDATA[La celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato – ieri, 20 di giugno – indetta dalle Nazioni Unite, è stata quanto mai offuscata dal disastroso naufragio avvenuto nelle acque greche, nei pressi dell’isola di Pylos. Si tratterebbe dell’incidente marittimo che coinvolge migranti più grave della storia. Il ribaltamento della nave, accaduto il 14 giugno, ha determinato per il momento 80 morti, ma è fortemente probabile che siano svariate centinaia le altre vittime. La maggior parte delle vittime accertate proveniva dal Pakistan – che ieri ha osservato una giornata di lutto nazionale – si calcola che vi fossero tra i tre e i quattrocento cittadini pakistani a bordo della nave. Oggi verranno interrogati i nove presunti scafisti, accusati dalle autorità elleniche di essere i responsabili del naufragio. I nove, tutti di nazionalità egiziana, si sono dichiarati innocenti. Per il momento non sappiamo come siano andate le cose, ma è un fatto comprovato che sia pratica comune affidare il timone a semplici passeggeri, magari in cambio di uno sconto sul costo del passaggio. Intanto continuano le ricostruzioni della dinamica del disastro, in uno specchio di mare estremamente battuto, come dimostra un diagramma emesso dal portale Marinetraffic che mostra la presenza di numerose imbarcazioni nell’area in concomitanza con il naufragio. Le autorità elleniche sostengono che solo poche ore prima di naufragare la nave navigasse in autonomia e senza problemi. Evidentemente la verità sulle cause e sulle responsabilità – anche e soprattutto da parte degli stati, Grecia in testa - relative alla tragedia di Pylos, è lungi dall’essere stata scritta.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54584880</guid><pubDate>Wed, 21 Jun 2023 13:19:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54584880/atlas_85.mp3" length="5211820" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato – ieri, 20 di giugno – indetta dalle Nazioni Unite, è stata quanto mai offuscata dal disastroso naufragio avvenuto nelle acque greche, nei pressi dell’isola di Pylos. Si tratterebbe dell’incidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato – ieri, 20 di giugno – indetta dalle Nazioni Unite, è stata quanto mai offuscata dal disastroso naufragio avvenuto nelle acque greche, nei pressi dell’isola di Pylos. Si tratterebbe dell’incidente marittimo che coinvolge migranti più grave della storia. Il ribaltamento della nave, accaduto il 14 giugno, ha determinato per il momento 80 morti, ma è fortemente probabile che siano svariate centinaia le altre vittime. La maggior parte delle vittime accertate proveniva dal Pakistan – che ieri ha osservato una giornata di lutto nazionale – si calcola che vi fossero tra i tre e i quattrocento cittadini pakistani a bordo della nave. Oggi verranno interrogati i nove presunti scafisti, accusati dalle autorità elleniche di essere i responsabili del naufragio. I nove, tutti di nazionalità egiziana, si sono dichiarati innocenti. Per il momento non sappiamo come siano andate le cose, ma è un fatto comprovato che sia pratica comune affidare il timone a semplici passeggeri, magari in cambio di uno sconto sul costo del passaggio. Intanto continuano le ricostruzioni della dinamica del disastro, in uno specchio di mare estremamente battuto, come dimostra un diagramma emesso dal portale Marinetraffic che mostra la presenza di numerose imbarcazioni nell’area in concomitanza con il naufragio. Le autorità elleniche sostengono che solo poche ore prima di naufragare la nave navigasse in autonomia e senza problemi. Evidentemente la verità sulle cause e sulle responsabilità – anche e soprattutto da parte degli stati, Grecia in testa - relative alla tragedia di Pylos, è lungi dall’essere stata scritta.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>324</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_84: I ministri dela difesa Nato e le decisioni già prese del vertice di Vilnius di luglio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-84-i-ministri-dela-difesa-nato-e-le-decisioni-gia-prese-del-vertice-di-vilnius-di-luglio--54520853</link><description><![CDATA[Si è tenuta nei giorni scorsi la riunione dei ministri della difesa dei paesi Nato. Si è discusso anche della possibile entrata dell’Ucraina nell’alleanza atlantica. Ipotesi per la quale Kiev spinge fin dall’inizio del conflitto, tanto che il ministro della difesa ucraino Oleksij Reznikov ha dichiarato nei giorni scorsi che “di fatto svogliamo già il ruolo di fianco est della Nato perché proteggiamo l’occidente dalla barbara Russia”. Il ministro ucraino ha avuto anche un colloquio privato con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, colloquio che ha definito molto produttivo. Gli incontri di questo fine settimana sono preliminari al vertice vero e proprio che si terrà a Vilnius l’11 e il 12 luglio. Tra gli obiettivi del vertice a venire c’è l’aumento degli investimenti in armamenti di almeno il 2% da parte dei paesi membri. Non è mancato un cenno all’arsenale nucleare, che secondo il discorso ufficiale non dovrà essere implementato ma modernizzato al fine di raggiungere l’obiettivo della deterrenza, parole che ricordano molto da vicino gli scenari della guerra fredda. Tutte queste informazioni sono trapelate senza eccessiva enfasi, in quanto l’opinione pubblica, soprattutto europea, non sarebbe pronta a recepirle bene. Lo scopo della riunione dei ministri della difesa è stato quindi quello di fissare l’agenda del vertice di Vilnius, affinché possano essere ratificate le decisioni che sono state già prese in questa sede.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54520853</guid><pubDate>Mon, 19 Jun 2023 13:20:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54520853/atlas_84.mp3" length="8123314" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Si è tenuta nei giorni scorsi la riunione dei ministri della difesa dei paesi Nato. Si è discusso anche della possibile entrata dell’Ucraina nell’alleanza atlantica. 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Non è mancato un cenno all’arsenale nucleare, che secondo il discorso ufficiale non dovrà essere implementato ma modernizzato al fine di raggiungere l’obiettivo della deterrenza, parole che ricordano molto da vicino gli scenari della guerra fredda. Tutte queste informazioni sono trapelate senza eccessiva enfasi, in quanto l’opinione pubblica, soprattutto europea, non sarebbe pronta a recepirle bene. 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Ieri notte si è trattato di un attacco con i droni, che la contraerea ucraina ha tentato di abbattere. Secondo le fonti di Kiev la difesa sarebbe riuscita in maniera efficace nel 100% dei casi, ma è difficile stabilire se questo sia vero oltre che per il centro della città anche per le zone periferiche e per il porto. Stando a quanto riportato da canali Telegram russi sarebbero state colpite delle importanti infrastrutture. Il gioco delle parti non è nuovo ed è difficile districarsi tra indiscrezioni e che provengono dall’una o dall’altra fonte. Nel pomeriggio le sirene hanno suonato nuovamente, a quanto pare non rivolto al centro della città quanto a uno stabilimento industriale situato al di fuori del centro abitato. Anche in questo caso non ci sono dati certi rispetto all’efficacia dell’attacco. Quel che è certo è che - nonostante non si tratti di un’area direttamente interessata dalle attività del fronte - Odessa torna centrale dal punto di vista strategico ed è nuovamente sotto il mirino degli attacchi russi, vuoi per le importanti riserve di idrocarburi vuoi per le infrastrutture logistiche di cui la città è base.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54458717</guid><pubDate>Fri, 16 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54458717/atlas_83.mp3" length="5678443" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Ancora una volta i cittadini di Odessa sono stati svegliati dagli allarmi che anticipano di pochi minuti o secondi i boati delle bombe. Ieri notte si è trattato di un attacco con i droni, che la contraerea ucraina ha tentato di abbattere. 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Anche in questo caso non ci sono dati certi rispetto all’efficacia dell’attacco. Quel che è certo è che - nonostante non si tratti di un’area direttamente interessata dalle attività del fronte - Odessa torna centrale dal punto di vista strategico ed è nuovamente sotto il mirino degli attacchi russi, vuoi per le importanti riserve di idrocarburi vuoi per le infrastrutture logistiche di cui la città è base.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>353</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_82: Intervista al sindaco di Orichiv, nelle retrovie della controffensiva ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-82-intervista-al-sindaco-di-orichiv-nelle-retrovie-della-controffensiva-ucraina--54396232</link><description><![CDATA[Da circa una settimana sono in corso combattimenti molto duri nella zona di Zaporizhzhia. Oggi, Sabato Angieri ha potuto intervistare in esclusiva il sindaco di Orikhiv, in questo momento a nel capoluogo regionale in quanto la città da lui amministrata è passata sotto il controllo dell’esercito ucraino per coordinare le operazioni militari. In qualche modo sollevato dal fatto di aver abbandonato il centro di cui è sindaco,  l'ex-sindaco racconta che la vita in città è più pericolosa nelle ultime settimane e che uno dei problemi è e sarà nei prossimi anni quello degli ordigni inesplosi. Per molti mesi la situazione è stata stagnante, ora pare che qualcosa si sia sbloccato e le persone credono nella possibilità che la vittoria sia vicina. Il senso di appartenenza spinge le persone a non abbandonare i propri luoghi di vita, insieme alla paura dell’ignoto, ma la guerra – conclude il sindaco di Orichiv – ci obbliga a fare delle scelte difficili e la cosa più importante è preservare la propria vita per poter poi ricostruire quando ce ne sarà l’opportunità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54396232</guid><pubDate>Wed, 14 Jun 2023 14:06:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54396232/atlas_82.mp3" length="8174310" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Da circa una settimana sono in corso combattimenti molto duri nella zona di Zaporizhzhia. 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Il senso di appartenenza spinge le persone a non abbandonare i propri luoghi di vita, insieme alla paura dell’ignoto, ma la guerra – conclude il sindaco di Orichiv – ci obbliga a fare delle scelte difficili e la cosa più importante è preservare la propria vita per poter poi ricostruire quando ce ne sarà l’opportunità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>510</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_81: La controffensiva nella zona di Zaporizhia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-81-la-controffensiva-nella-zona-di-zaporizhia--54287103</link><description><![CDATA[Una delle principali direttrici della controffensiva ucraina si trova nella regione di Zaporizhia, dove si trova Sabato Angieri in questi giorni. L’attentato alla diga di Nova Kakhovka sembra quindi non aver modificato i piani ucraini, nonostante quanto ipotizzato negli scorsi giorni. Nella giornata di ieri le autorità di Kiev hanno annunciato di aver riconquistato tre villaggi nel Donetsk. Non si tratta di postazioni significative, che possano modificare in maniera radicale l’esito del conflitto, ma questi passaggi indicano una tendenza e un’intenzione chiara da parte delle forze ucraine nel tentare di riprendere il controllo di parti del territorio sottratto. Anche sul piano simbolico queste vittorie rivestono una particolare importanza e sono state ampiamente narrate dalle autorità di Kiev. In attesa di confermare le voci che vogliono impegnati nella controffensiva i mezzi militari forniti dai paesi occidentali – soprattutto i mezzi corazzati statunitensi Bradley e quelli tedeschi Leopard II – non v’è dubbio che siano sul campo i soldati addestrati in occidente in questi ultimi mesi.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54287103</guid><pubDate>Mon, 12 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54287103/atlas_81.mp3" length="5259004" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Una delle principali direttrici della controffensiva ucraina si trova nella regione di Zaporizhia, dove si trova Sabato Angieri in questi giorni. L’attentato alla diga di Nova Kakhovka sembra quindi non aver modificato i piani ucraini, nonostante...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una delle principali direttrici della controffensiva ucraina si trova nella regione di Zaporizhia, dove si trova Sabato Angieri in questi giorni. L’attentato alla diga di Nova Kakhovka sembra quindi non aver modificato i piani ucraini, nonostante quanto ipotizzato negli scorsi giorni. Nella giornata di ieri le autorità di Kiev hanno annunciato di aver riconquistato tre villaggi nel Donetsk. Non si tratta di postazioni significative, che possano modificare in maniera radicale l’esito del conflitto, ma questi passaggi indicano una tendenza e un’intenzione chiara da parte delle forze ucraine nel tentare di riprendere il controllo di parti del territorio sottratto. Anche sul piano simbolico queste vittorie rivestono una particolare importanza e sono state ampiamente narrate dalle autorità di Kiev. In attesa di confermare le voci che vogliono impegnati nella controffensiva i mezzi militari forniti dai paesi occidentali – soprattutto i mezzi corazzati statunitensi Bradley e quelli tedeschi Leopard II – non v’è dubbio che siano sul campo i soldati addestrati in occidente in questi ultimi mesi.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>327</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_80: Cinque metri d'acqua a Kherson dopo l'esplosione della diga di Nova Kakhovka</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-80-cinque-metri-d-acqua-a-kherson-dopo-l-esplosione-della-diga-di-nova-kakhovka--54143877</link><description><![CDATA[In questa concitata corrispondenza Sabato Angieri ci porta a Kherson, nel pieno dell’attività di salvataggio ad opera dei volontari che si danno da fare per far fronte alla drammatica situazione determinata dalla distruzione della diga di Nova Kakhovka. L’attentato ha causato l’esplosione del bacino e la conseguente inondazione del territorio circostante, per chilometri. Da un gommone che sta effettuando delle evacuazioni dalle case – nella parte bassa di Kherson gli edifici sono allagati fino al primo piano – si sentono le salve di artiglieria russa. Sono molti i mezzi di fortuna che vengono utilizzati per soccorrere le persone che sono intrappolate nelle loro case, in molti casi si tratta di semplici gommoncini da spiaggia. Le sommità dei cartelli stradali emergono dalle acque e i volontari assicurano i gommoni alle cime degli alberi. L’acqua è putrida, maleodorante, secondo le prime stime la piena ha trascinato con sé 450 tonnellate di olio da motore depositato in una fabbrica che è stata travolta.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54143877</guid><pubDate>Fri, 09 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54143877/atlas_80.mp3" length="5154042" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>In questa concitata corrispondenza Sabato Angieri ci porta a Kherson, nel pieno dell’attività di salvataggio ad opera dei volontari che si danno da fare per far fronte alla drammatica situazione determinata dalla distruzione della diga di Nova...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa concitata corrispondenza Sabato Angieri ci porta a Kherson, nel pieno dell’attività di salvataggio ad opera dei volontari che si danno da fare per far fronte alla drammatica situazione determinata dalla distruzione della diga di Nova Kakhovka. L’attentato ha causato l’esplosione del bacino e la conseguente inondazione del territorio circostante, per chilometri. Da un gommone che sta effettuando delle evacuazioni dalle case – nella parte bassa di Kherson gli edifici sono allagati fino al primo piano – si sentono le salve di artiglieria russa. Sono molti i mezzi di fortuna che vengono utilizzati per soccorrere le persone che sono intrappolate nelle loro case, in molti casi si tratta di semplici gommoncini da spiaggia. Le sommità dei cartelli stradali emergono dalle acque e i volontari assicurano i gommoni alle cime degli alberi. L’acqua è putrida, maleodorante, secondo le prime stime la piena ha trascinato con sé 450 tonnellate di olio da motore depositato in una fabbrica che è stata travolta.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>320</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_79: L'attentato alla diga di Nova Kakhovka e la controffensiva ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-79-l-attentato-alla-diga-di-nova-kakhovka-e-la-controffensiva-ucraina--54124815</link><description><![CDATA[Come di tutto il mondo la diga di Nova Kakhovka è stata distrutta. L’argine che verso la foce del Dnipro forniva acqua riportato dai media alla centrale nucleare di Zaporižžja, la stessa acqua che veniva dirottata ai centri urbani ucraini, fino in Crimea, è saltato inondando il territorio circostante. Immediati sono stati  i paragoni con quanto ordinato da Stalin nel 1941 per bloccare l’avanzata delle truppe naziste. Kiev ha subito accusato Mosca, che ha smentito, nel rimpallo di responsabilità cui ormai siamo abituati. Di certo c’è che l’azione di sabotaggio ha messo a repentaglio l’esistenza di decine di migliaia di persone (un milione secondo le stime più pessimistiche) che vivono nelle aree circostanti. Non meno allarmante è il fatto che zone distanti dalla diga rischiano di vedere interrotte le forniture d’acqua e che la centrale di Zaporižžja possa non disporre di acqua per il raffreddamento dei circuiti. In parallelo si moltiplicano gli scontri armati, soprattutto nel Donetsk meridionale. Si combatte ancora nelle vicinanze di Bakhmut, dove gli ucraini sono riusciti a sfondare a ovest della città ormai in mano ai russi. La controffensiva di cui si parla da mesi pare essere a tutti gli effetti iniziata, ma l’attentato alla diga di Nova Kakhovka spariglia le carte in tavola.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54124815</guid><pubDate>Wed, 07 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54124815/atlas_79.mp3" length="5802776" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Come di tutto il mondo la diga di Nova Kakhovka è stata distrutta. 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Non meno allarmante è il fatto che zone distanti dalla diga rischiano di vedere interrotte le forniture d’acqua e che la centrale di Zaporižžja possa non disporre di acqua per il raffreddamento dei circuiti. In parallelo si moltiplicano gli scontri armati, soprattutto nel Donetsk meridionale. Si combatte ancora nelle vicinanze di Bakhmut, dove gli ucraini sono riusciti a sfondare a ovest della città ormai in mano ai russi. La controffensiva di cui si parla da mesi pare essere a tutti gli effetti iniziata, ma l’attentato alla diga di Nova Kakhovka spariglia le carte in tavola.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>361</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_78: Provocazione alla frontiera da parte dei miliziani russi filo-ucraini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-78-provocazione-alla-frontiera-da-parte-dei-miliziani-russi-filo-ucraini--54096550</link><description><![CDATA[Da alcune settimane - da quando cioè è iniziata la crisi alla frontiera tra  Russia e Ucraina, con le azioni militari in territorio russo da parte delle formazioni denominate rispettivamente RDK e Svoboda Rossii (Libertà per la Russia) – è in atto il tentativo delle autorità russe di derubricare quanto accade a episodi sporadici, frutto di iniziative personali o di intromissioni delle intelligence occidentali e ucraine. Nella giornata di ieri, in occasione della festa della Trinità, importante ricorrenza per tutto il mondo cristiano ortodosso, i miliziani russi filo-ucraini che operano in territorio russo, hanno invitato il governatore della regione Vyacheslav Vladimirovich Gladkov a un momento di confronto senza armi sul futuro della Federazione Russa. Il comunicato rappresenta una provocazione alle autorità russe, se non direttamente uno sberleffo. Il messaggio parla direttamente a Mosca, mettendo in chiaro che non sarà possibile  ignorare la presenza di  ribelli e che con loro bisognerà trovare una qualche forma di dialogo. Colpisce che il governatore Gladkov abbia risposto positivamente all’invito, accettando di incontrare i ribelli. L’incontro dovrebbe essersi svolto nel tardo pomeriggio di ieri, ma per il momento  non si hanno notizie dell’esito dello stesso.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54096550</guid><pubDate>Mon, 05 Jun 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54096550/atlas_78.mp3" length="6409094" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Da alcune settimane - da quando cioè è iniziata la crisi alla frontiera tra  Russia e Ucraina, con le azioni militari in territorio russo da parte delle formazioni denominate rispettivamente RDK e Svoboda Rossii (Libertà per la Russia) – è in atto il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da alcune settimane - da quando cioè è iniziata la crisi alla frontiera tra  Russia e Ucraina, con le azioni militari in territorio russo da parte delle formazioni denominate rispettivamente RDK e Svoboda Rossii (Libertà per la Russia) – è in atto il tentativo delle autorità russe di derubricare quanto accade a episodi sporadici, frutto di iniziative personali o di intromissioni delle intelligence occidentali e ucraine. Nella giornata di ieri, in occasione della festa della Trinità, importante ricorrenza per tutto il mondo cristiano ortodosso, i miliziani russi filo-ucraini che operano in territorio russo, hanno invitato il governatore della regione Vyacheslav Vladimirovich Gladkov a un momento di confronto senza armi sul futuro della Federazione Russa. Il comunicato rappresenta una provocazione alle autorità russe, se non direttamente uno sberleffo. Il messaggio parla direttamente a Mosca, mettendo in chiaro che non sarà possibile  ignorare la presenza di  ribelli e che con loro bisognerà trovare una qualche forma di dialogo. Colpisce che il governatore Gladkov abbia risposto positivamente all’invito, accettando di incontrare i ribelli. L’incontro dovrebbe essersi svolto nel tardo pomeriggio di ieri, ma per il momento  non si hanno notizie dell’esito dello stesso.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>399</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_77: Il confine dimenticato: il muro tra Polonia e Bielorussia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-77-il-confine-dimenticato-il-muro-tra-polonia-e-bielorussia--54054380</link><description><![CDATA[Oggi Atlas sposta la propria attenzione sul confine tra Polonia e Bielorussia, dove Sabato Angieri ha incontrato gli attivisti che provano a dare sostegno ai migranti e richiedenti asilo bloccati dal muro che separa i due paesi. La barriera, 188 chilometri di pali d’acciaio alti sei metri con una striscia di filo spinato sulla sommità, impedisce a decine di persone di proseguire il proprio percorso migratorio. La crisi umanitaria, ormai in corso da quasi due anni, non raccoglie più l’attenzione dell’opinione pubblica tanto polacca quanto internazionale. A bussare alle porte dell’Europa sono soprattutto famiglie siriane o irachene, ma non mancano persone che provengono dal subcontinente indiano o dall’Africa, come spiega l’attivista polacca che ci racconta la drammatica situazione al confine. Situazione aggravata dall’atteggiamento ostile delle forze di polizia di Varsavia, che impediscono agli attivisti presenti di rifornire le persone al di là della barriera di cibo e medicinali. È attesa per oggi una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che potrebbe obbligare il governo polacco a far accedere i migranti mentre vengono esaminate le loro richieste d’aiuto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54054380</guid><pubDate>Wed, 31 May 2023 15:51:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54054380/atlas_77.mp3" length="10922702" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Atlas sposta la propria attenzione sul confine tra Polonia e Bielorussia, dove Sabato Angieri ha incontrato gli attivisti che provano a dare sostegno ai migranti e richiedenti asilo bloccati dal muro che separa i due paesi. La barriera, 188...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi Atlas sposta la propria attenzione sul confine tra Polonia e Bielorussia, dove Sabato Angieri ha incontrato gli attivisti che provano a dare sostegno ai migranti e richiedenti asilo bloccati dal muro che separa i due paesi. La barriera, 188 chilometri di pali d’acciaio alti sei metri con una striscia di filo spinato sulla sommità, impedisce a decine di persone di proseguire il proprio percorso migratorio. La crisi umanitaria, ormai in corso da quasi due anni, non raccoglie più l’attenzione dell’opinione pubblica tanto polacca quanto internazionale. A bussare alle porte dell’Europa sono soprattutto famiglie siriane o irachene, ma non mancano persone che provengono dal subcontinente indiano o dall’Africa, come spiega l’attivista polacca che ci racconta la drammatica situazione al confine. Situazione aggravata dall’atteggiamento ostile delle forze di polizia di Varsavia, che impediscono agli attivisti presenti di rifornire le persone al di là della barriera di cibo e medicinali. È attesa per oggi una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che potrebbe obbligare il governo polacco a far accedere i migranti mentre vengono esaminate le loro richieste d’aiuto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>682</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_76: Elezioni turche, Erdogan rimane in sella</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-76-elezioni-turche-erdogan-rimane-in-sella--54031798</link><description><![CDATA[Il ballottaggio in Turchia si è concluso con una nuova vittoria di Erdogan. Nonostante alla vigilia si fosse creata un’ampia alleanza tra forze politiche molto eterogenee il “sultano” è stato riconfermato. Le scelte di Erdogan negli ultimi dieci anni hanno mostrato una politica estera muscolare e sul piano interno delle serie difficoltà a far fronte a una crisi economica che ha spinto l’inflazione a livelli altissimi. Il terremoto dello scorso febbraio aveva messo in luce le lacune del governo nel rispondere all’emergenza, situazione che secondo molti analisti avrebbe potuto dare la spallata finale al potere del presidente. Invece secondo l’agenzia Anadolu, Erdogan avrebbe ottenuto il 52,2% dei voti, mentre lo sfidante Kilicdaroglu si sarebbe fermato al 47,9%. Il distacco non particolarmente ingente non toglie nulla alla vittoria politica del presidente, che ha dimostrato di poter rimanere al potere nonostante le difficoltà e il largo fronte dell’opposizione. Certo, le alleanze strette con la destra estrema, nazionalista e tradizionalista, porteranno con sé delle conseguenze, con il rischio che l’asse del governo si sposti ancora più a destra.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54031798</guid><pubDate>Mon, 29 May 2023 14:54:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54031798/atlas_76.mp3" length="5309882" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il ballottaggio in Turchia si è concluso con una nuova vittoria di Erdogan. Nonostante alla vigilia si fosse creata un’ampia alleanza tra forze politiche molto eterogenee il “sultano” è stato riconfermato. Le scelte di Erdogan negli ultimi dieci anni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ballottaggio in Turchia si è concluso con una nuova vittoria di Erdogan. Nonostante alla vigilia si fosse creata un’ampia alleanza tra forze politiche molto eterogenee il “sultano” è stato riconfermato. Le scelte di Erdogan negli ultimi dieci anni hanno mostrato una politica estera muscolare e sul piano interno delle serie difficoltà a far fronte a una crisi economica che ha spinto l’inflazione a livelli altissimi. Il terremoto dello scorso febbraio aveva messo in luce le lacune del governo nel rispondere all’emergenza, situazione che secondo molti analisti avrebbe potuto dare la spallata finale al potere del presidente. Invece secondo l’agenzia Anadolu, Erdogan avrebbe ottenuto il 52,2% dei voti, mentre lo sfidante Kilicdaroglu si sarebbe fermato al 47,9%. Il distacco non particolarmente ingente non toglie nulla alla vittoria politica del presidente, che ha dimostrato di poter rimanere al potere nonostante le difficoltà e il largo fronte dell’opposizione. Certo, le alleanze strette con la destra estrema, nazionalista e tradizionalista, porteranno con sé delle conseguenze, con il rischio che l’asse del governo si sposti ancora più a destra.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>330</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_75: Il muro anti-migranti tra Polonia e Bielorussia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-75-il-muro-anti-migranti-tra-polonia-e-bielorussia--54004470</link><description><![CDATA[La Polonia e la Bielorussia sono separate da un muro, una barriera costituita da 186 chilometri di grate d’acciaio, costruita tra il 2021 e il 2022 dal governo polacco presieduto dal primo ministro di estrema destra Mateusz Morawiecki. La frontiera tra i due paesi è divenuta teatro di una delle tragedie umanitarie più silenzione e drammatiche dei nostri tempi: migliaia  di profughi siriani e mediorientali hanno iniziato a volare a Minsk, approfittando di una serie di agevolazioni messe in campo dal governo bielorusso, per poi provare a passare in Polonia per entrare nella UE.  <i>Prawo i Sprawiedliwość</i> (PiS), il partito di Morawiecki – letteralmente Diritto e Giustizia - che aveva vinto le elezioni agitando lo spauracchio dell’invasione dei migranti e del pericolo terroristico, non mancò di sbandierare la stessa retorica durante la crisi iniziata nell’estate del 2021. A distanza di quasi due anni la frontiera rimane un punto caldo, con migranti e profughi che provano ad attraversarla nonostante la barriera. Ad essere cambiato è il contesto: dopo l’inizio della guerra in Ucraina la popolazione polacca ha avuto modo di relazionarsi con l’ondata di profughi provenienti dal paese confinante, dando prova di solidarietà e progressivamente minando la presa della retorica promossa dal partito di governo.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54004470</guid><pubDate>Fri, 26 May 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54004470/atlas_75.mp3" length="7505387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La Polonia e la Bielorussia sono separate da un muro, una barriera costituita da 186 chilometri di grate d’acciaio, costruita tra il 2021 e il 2022 dal governo polacco presieduto dal primo ministro di estrema destra Mateusz Morawiecki. La frontiera...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Polonia e la Bielorussia sono separate da un muro, una barriera costituita da 186 chilometri di grate d’acciaio, costruita tra il 2021 e il 2022 dal governo polacco presieduto dal primo ministro di estrema destra Mateusz Morawiecki. La frontiera tra i due paesi è divenuta teatro di una delle tragedie umanitarie più silenzione e drammatiche dei nostri tempi: migliaia  di profughi siriani e mediorientali hanno iniziato a volare a Minsk, approfittando di una serie di agevolazioni messe in campo dal governo bielorusso, per poi provare a passare in Polonia per entrare nella UE.  <i>Prawo i Sprawiedliwość</i> (PiS), il partito di Morawiecki – letteralmente Diritto e Giustizia - che aveva vinto le elezioni agitando lo spauracchio dell’invasione dei migranti e del pericolo terroristico, non mancò di sbandierare la stessa retorica durante la crisi iniziata nell’estate del 2021. A distanza di quasi due anni la frontiera rimane un punto caldo, con migranti e profughi che provano ad attraversarla nonostante la barriera. Ad essere cambiato è il contesto: dopo l’inizio della guerra in Ucraina la popolazione polacca ha avuto modo di relazionarsi con l’ondata di profughi provenienti dal paese confinante, dando prova di solidarietà e progressivamente minando la presa della retorica promossa dal partito di governo.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>468</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_74: Le incursioni dei "partigiani russi" e i grattacapi di Mosca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-74-le-incursioni-dei-partigiani-russi-e-i-grattacapi-di-mosca--53985847</link><description><![CDATA[L’attacco dei cosiddetti “partigiani russi” alla regione di Belgorod si è concluso. In questa puntata di Atlas proviamo a capire cosa ci sia dietro i due gruppi che hanno rivendicato le azioni militari di questi giorni, gruppi molto eterogenei tanto nella composizione quanto nella leadership.<br />Belgorod è da mesi oggetto di attacchi e sabotaggi, sia alle infrastrutture civili sia a quelle militari, azioni di cui Kiev ha – fino ad ora – sempre negato ogni responsabilità. Lunedì notte un gruppo denominato Svoboda Rossii (traducibile in italiano con “Legione Libertà per la Russia”), ha pubblicato un asciutto comunicato in cui annunciavano di aver varcato il confine e di essersi istallati in due piccole località non lontane da quest’ultimo. In contemporanea un altro gruppo, il Gruppo dei Volontari Russi ha diffuso un altro comunicato in cui si invitano i cittadini di frontiera a rimanere in casa e non esporsi a rischi. In entrambi i comunicati i due gruppi rivendicano la propria appartenenza russa e il proprio desiderio di non sottostare al potere di Putin. Gli scontri nell’area sono andati avanti per quasi 24 ore, fino a quando, nel pomeriggio di ieri, le autorità russe hanno dichiarato di aver posto fine a quello che viene definito “attacco terroristico”.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53985847</guid><pubDate>Wed, 24 May 2023 15:12:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53985847/atlas_74.mp3" length="7202645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>L’attacco dei cosiddetti “partigiani russi” alla regione di Belgorod si è concluso. 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In contemporanea un altro gruppo, il Gruppo dei Volontari Russi ha diffuso un altro comunicato in cui si invitano i cittadini di frontiera a rimanere in casa e non esporsi a rischi. In entrambi i comunicati i due gruppi rivendicano la propria appartenenza russa e il proprio desiderio di non sottostare al potere di Putin. Gli scontri nell’area sono andati avanti per quasi 24 ore, fino a quando, nel pomeriggio di ieri, le autorità russe hanno dichiarato di aver posto fine a quello che viene definito “attacco terroristico”.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>449</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_73: La caduta di Bakhmut</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-73-la-caduta-di-bakhmut--53957233</link><description><![CDATA[Dopo mesi di violentissimi scontri la cittadina di Bakhmut è caduta. All’indomani del successo personale di Zelensky, che in Giappone ha incassato da Joe Biden la promessa di consegnare all’Ucraina i caccia F16 che Kiev domanda da tempo, la vittoria di Bakhmut restituisce un po’ di fiato alla propaganda russa, che può esibire il successo e indicare al proprio popolo che l’<i>operazione speciale </i>– come tuttora viene definita in Russia la guerra in Ucraina – ha ancora possibilità di riuscire. <br />La notizia, confermata dalle autorità di Kiev dopo le esternazioni del capo della Wagner Yevgeny Prigozhin, è di notevole importanza strategica, nonostante il piccolo centro sia ormai praticamente raso al suolo. La posizione della città, situata in un crocevia dove confluiscono tre importanti arterie di comunicazione, è vitale in vista di future operazioni militari. La fine della contesa per Bakhmut libera molte forze per entrambi gli schieramenti, in uno scenario bellico che si dinamizzerà senz’altro nelle prossime settimane. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53957233</guid><pubDate>Mon, 22 May 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53957233/atlas_73.mp3" length="6503894" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo mesi di violentissimi scontri la cittadina di Bakhmut è caduta. All’indomani del successo personale di Zelensky, che in Giappone ha incassato da Joe Biden la promessa di consegnare all’Ucraina i caccia F16 che Kiev domanda da tempo, la vittoria...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo mesi di violentissimi scontri la cittadina di Bakhmut è caduta. All’indomani del successo personale di Zelensky, che in Giappone ha incassato da Joe Biden la promessa di consegnare all’Ucraina i caccia F16 che Kiev domanda da tempo, la vittoria di Bakhmut restituisce un po’ di fiato alla propaganda russa, che può esibire il successo e indicare al proprio popolo che l’<i>operazione speciale </i>– come tuttora viene definita in Russia la guerra in Ucraina – ha ancora possibilità di riuscire. <br />La notizia, confermata dalle autorità di Kiev dopo le esternazioni del capo della Wagner Yevgeny Prigozhin, è di notevole importanza strategica, nonostante il piccolo centro sia ormai praticamente raso al suolo. La posizione della città, situata in un crocevia dove confluiscono tre importanti arterie di comunicazione, è vitale in vista di future operazioni militari. La fine della contesa per Bakhmut libera molte forze per entrambi gli schieramenti, in uno scenario bellico che si dinamizzerà senz’altro nelle prossime settimane. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>405</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_72: Il punto sull'Ucraina, dai missili su Kiev al vertice di Hiroshima</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-72-il-punto-sull-ucraina-dai-missili-su-kiev-al-vertice-di-hiroshima--53929378</link><description><![CDATA[Ieri le autorità russe hanno riconosciuto che le truppe ucraine sono avanzate nella parte ovest di Bakhmut. La controparte ucraina ha dichiarato che le truppe di Kiev ogni giorno riuscirebbero a conquistare tra i 150 e i 1700 metri di terreno, senza per questo negare che la situazione su detto fronte sia ancora estremamente complessa. Intanto l’artiglieria russa continua ad attaccare pesantemente le città delle retrovie. Ieri si sono diretti sui cieli di Kiev una trentina di missili, tra cui sei missili ipersonici, il fiore all’occhiello dell’artiglieria di Mosca, una delle armi che secondo Putin avrebbero dovuto cambiare il corso della guerra. Secondo lo stato maggiore ucraino 29 dei 30 missili sarebbero stati abbattuti prima di arrivare a bersaglio, informazione al momento impossibile da verificare. Dopo Gedda, dove è stato invitato dal sultano bin Salman, Zelensky si dirigerà in Giappone per assistere al G7, dove la guerra in Ucraina e le possibili prospettive di pace saranno al centro dell’agenda dei lavori. In ultimo, diversi analisti statunitensi stanno iniziando a ipotizzare che il conflitto ucraino possa trasformarsi in quello che viene definito “scenario coreano”, vale a dire una situazione in cui nessuno dei due contendenti riesce a prendere il sopravvento sul piano militare.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53929378</guid><pubDate>Fri, 19 May 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53929378/atlas_72.mp3" length="7378354" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri le autorità russe hanno riconosciuto che le truppe ucraine sono avanzate nella parte ovest di Bakhmut. 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Dopo Gedda, dove è stato invitato dal sultano bin Salman, Zelensky si dirigerà in Giappone per assistere al G7, dove la guerra in Ucraina e le possibili prospettive di pace saranno al centro dell’agenda dei lavori. In ultimo, diversi analisti statunitensi stanno iniziando a ipotizzare che il conflitto ucraino possa trasformarsi in quello che viene definito “scenario coreano”, vale a dire una situazione in cui nessuno dei due contendenti riesce a prendere il sopravvento sul piano militare.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>459</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_71: La Wagner sta trattando con l'Ucraina lo scambio di posizioni sul campo?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-71-la-wagner-sta-trattando-con-l-ucraina-lo-scambio-di-posizioni-sul-campo--53906820</link><description><![CDATA[Yevgeniy Prigozhin è al centro di un terremoto mediatico scatenato dal Washington Post, secondo il quale il capo della compagnia di mercenari russa conosciuta come Wagner starebbe tradendo il proprio paese e trattando con gli ucraini lo scambio di posizioni sul campo di battaglia di Bakhmut. Fin dall’inizio della battaglia di Bakhmut, Prigozhin è estremamente critico verso il ministero della difesa russo e in particolare con il titolare del dicastero, Sergej Šojgu. Gli attacchi si son fatti via via più violenti ma per più di una ragione la Russia non può permettersi di fare a meno di Prigozhin. La prima motivazione è di immagine, la Wagner è una compagnia privata che Mosca ha sempre dichiarato di non avere sotto il proprio controllo, se Putin agisse per rimuoverne il capo dimostrerebbe il contrario. In seconda battuta, l’impegno della compagnia Wagner in Ucraina sta permettendo a Putin di non richiamare un’ulteriore leva militare in Russia, mantenendo il contesto sociale in patria sotto controllo. Tanto Prigozhin quanto le autorità russe hanno bollato le rivelazioni del Washington  Post come bufale, ma l’avanzata ucraina sull’area di Bakhmut si fa sempre più pressante e se la situazione sul campo dovesse peggiorare, la posizione personale del capo della Wagner potrebbe vacillare.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53906820</guid><pubDate>Wed, 17 May 2023 13:44:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53906820/atlas_71.mp3" length="7615666" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Yevgeniy Prigozhin è al centro di un terremoto mediatico scatenato dal Washington Post, secondo il quale il capo della compagnia di mercenari russa conosciuta come Wagner starebbe tradendo il proprio paese e trattando con gli ucraini lo scambio di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Yevgeniy Prigozhin è al centro di un terremoto mediatico scatenato dal Washington Post, secondo il quale il capo della compagnia di mercenari russa conosciuta come Wagner starebbe tradendo il proprio paese e trattando con gli ucraini lo scambio di posizioni sul campo di battaglia di Bakhmut. Fin dall’inizio della battaglia di Bakhmut, Prigozhin è estremamente critico verso il ministero della difesa russo e in particolare con il titolare del dicastero, Sergej Šojgu. Gli attacchi si son fatti via via più violenti ma per più di una ragione la Russia non può permettersi di fare a meno di Prigozhin. La prima motivazione è di immagine, la Wagner è una compagnia privata che Mosca ha sempre dichiarato di non avere sotto il proprio controllo, se Putin agisse per rimuoverne il capo dimostrerebbe il contrario. In seconda battuta, l’impegno della compagnia Wagner in Ucraina sta permettendo a Putin di non richiamare un’ulteriore leva militare in Russia, mantenendo il contesto sociale in patria sotto controllo. Tanto Prigozhin quanto le autorità russe hanno bollato le rivelazioni del Washington  Post come bufale, ma l’avanzata ucraina sull’area di Bakhmut si fa sempre più pressante e se la situazione sul campo dovesse peggiorare, la posizione personale del capo della Wagner potrebbe vacillare.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>474</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_70: La Turchia verso il ballottaggio, risultato storico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-70-la-turchia-verso-il-ballottaggio-risultato-storico--53871220</link><description><![CDATA[Si è conclusa la lunga notte delle elezioni turche. Nessuno dei due  sfidanti – il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan, al governo da circa vent’anni, e lo sfidante Kemal Kilicdaroglu, in rappresentanza di una eterogenea colazione di partiti all’opposizione – ha raggiunto il 50% dei consensi, rimandando il tutto al ballottaggio previsto per il 28 maggio. La tornata elettorale non è stata scevra di polemiche, a partire dalla diffusione da parte dell’agenzia di stampa di stato Anadolu, di dati che davano il presidente in netto vantaggio. Se Erdogan ha raggiunto poco più  del 49%, il  suo principale sfidante non è andato oltre il 45. A sorpresa, il partito dell’estrema destra guidato da Sinan Ogan si è accaparrato circa il 5% (corrispondente  4 milioni di voti), percentuale che sarà determinante per eleggere il nuovo presidente. Kilicdaroglu ha superato di molto Erdogan nei principali centri urbani, Istambul, Ankara, Smirne, mentre  il presidente uscente si è ampiamente affermato nelle aree rurali.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53871220</guid><pubDate>Mon, 15 May 2023 13:36:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53871220/atlas_70.mp3" length="6558422" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Si è conclusa la lunga notte delle elezioni turche. Nessuno dei due  sfidanti – il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan, al governo da circa vent’anni, e lo sfidante Kemal Kilicdaroglu, in rappresentanza di una eterogenea colazione di partiti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si è conclusa la lunga notte delle elezioni turche. Nessuno dei due  sfidanti – il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan, al governo da circa vent’anni, e lo sfidante Kemal Kilicdaroglu, in rappresentanza di una eterogenea colazione di partiti all’opposizione – ha raggiunto il 50% dei consensi, rimandando il tutto al ballottaggio previsto per il 28 maggio. La tornata elettorale non è stata scevra di polemiche, a partire dalla diffusione da parte dell’agenzia di stampa di stato Anadolu, di dati che davano il presidente in netto vantaggio. Se Erdogan ha raggiunto poco più  del 49%, il  suo principale sfidante non è andato oltre il 45. A sorpresa, il partito dell’estrema destra guidato da Sinan Ogan si è accaparrato circa il 5% (corrispondente  4 milioni di voti), percentuale che sarà determinante per eleggere il nuovo presidente. Kilicdaroglu ha superato di molto Erdogan nei principali centri urbani, Istambul, Ankara, Smirne, mentre  il presidente uscente si è ampiamente affermato nelle aree rurali.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>408</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_69: Elezioni in Turchia, Erdogan rischia di perdere il potere dopo 20 anni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-69-elezioni-in-turchia-erdogan-rischia-di-perdere-il-potere-dopo-20-anni--53831317</link><description><![CDATA[Domenica 14 maggio si terranno le elezioni politiche in Turchia, le terze dalla controversa riforma presidenzialista introdotta da Erdogan. Lo sfidante, Kemal kilicdaroglu, è l’unico rimasto dei quattro che hanno partecipato alla campagna per le presidenziali e appare in vantaggio nei sondaggi, sopra il 50% per quanto il margine si sia assottigliato nelle ultime settimane. Dello stesso partito del fondatore della patria Mustafa Kemal Atatürk, colui che dopo la prima mondiale e il crollo dell’Impero Ottomano avviò il processo di laicizzazione dello stato turco, kilicdaroglu è portatore di valori che contraddicono il lavoro di secolarizzazione che ha progressivamente intrapreso Erdogan negli ultimi due decenni. Le tematiche che hanno minato la solidità del potere di Erdogan sono però la questione curda, l’interventismo turco in Siria e la reazione al terremoto dello scorso febbraio che è stata ampiamente criticata e giudicata insufficiente. Il voto in Turchia è obbligatorio, per quanto in genere la multa previsa non venga applicata. Secondo alcuni analisti questa circostanza favorirebbe il candidato più forte dal punto di vista mediatico perché larghe fasce della popolazione che non si interessano di politica andrebbero a votare decidendo all’ultimo momento a chi dare il voto.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53831317</guid><pubDate>Fri, 12 May 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53831317/atlas_69.mp3" length="9877718" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 14 maggio si terranno le elezioni politiche in Turchia, le terze dalla controversa riforma presidenzialista introdotta da Erdogan. 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Le tematiche che hanno minato la solidità del potere di Erdogan sono però la questione curda, l’interventismo turco in Siria e la reazione al terremoto dello scorso febbraio che è stata ampiamente criticata e giudicata insufficiente. Il voto in Turchia è obbligatorio, per quanto in genere la multa previsa non venga applicata. Secondo alcuni analisti questa circostanza favorirebbe il candidato più forte dal punto di vista mediatico perché larghe fasce della popolazione che non si interessano di politica andrebbero a votare decidendo all’ultimo momento a chi dare il voto.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>616</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_68: Parata per la Vittoria in tono minore a Mosca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-68-parata-per-la-vittoria-in-tono-minore-a-mosca--53805174</link><description><![CDATA[Le celebrazioni russe per il 9 maggio, ricorrenza della vittoria sulla Germania nazista, quest’anno si sono tenute in modalità minore. Lo stesso presidente è apparso dimesso nei toni, ben diverso dal condottiero marziale che un anno fa annunciava la necessità di “denazificare” l’Ucraina. Putin - circondato da sei leader di repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale e dal fedelissimo presidente bielorusso Lukashenko – ha argomentato che la Russia deve far fronte a una minaccia per la propria esistenza. L’Occidente collettivo, utilizzando una categoria ormai comune a Putin e al suo entourage, sarebbe responsabile di un attacco alla Federazione Russa, che, proprio come durante la seconda guerra mondiale, sarebbe chiamata a difendersi. L’unico momento in cui il presidente russo ha recuperato il piglio del condottiero è stato quando ha chiamato il popolo russo alla necessità di vincere. Non ha aiutato il fatto che la parata militare sia stata molto scarna, con un solo carrarmato – un vecchio T-34 della seconda guerra mondiale – a sfilare sulla Piazza Rossa. La sensazione è che fosse importante apparire dimostrare che nonostante gli attacchi con i droni al Cremlino – vicenda sulla quale ancora non è stata fatta chiarezza – e  le voci insistenti di malattia del presidente, quest’ultimo non ha paura e non si tira indietro.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53805174</guid><pubDate>Wed, 10 May 2023 13:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53805174/atlas_68.mp3" length="6663638" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Le celebrazioni russe per il 9 maggio, ricorrenza della vittoria sulla Germania nazista, quest’anno si sono tenute in modalità minore. Lo stesso presidente è apparso dimesso nei toni, ben diverso dal condottiero marziale che un anno fa annunciava la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le celebrazioni russe per il 9 maggio, ricorrenza della vittoria sulla Germania nazista, quest’anno si sono tenute in modalità minore. Lo stesso presidente è apparso dimesso nei toni, ben diverso dal condottiero marziale che un anno fa annunciava la necessità di “denazificare” l’Ucraina. Putin - circondato da sei leader di repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale e dal fedelissimo presidente bielorusso Lukashenko – ha argomentato che la Russia deve far fronte a una minaccia per la propria esistenza. L’Occidente collettivo, utilizzando una categoria ormai comune a Putin e al suo entourage, sarebbe responsabile di un attacco alla Federazione Russa, che, proprio come durante la seconda guerra mondiale, sarebbe chiamata a difendersi. L’unico momento in cui il presidente russo ha recuperato il piglio del condottiero è stato quando ha chiamato il popolo russo alla necessità di vincere. Non ha aiutato il fatto che la parata militare sia stata molto scarna, con un solo carrarmato – un vecchio T-34 della seconda guerra mondiale – a sfilare sulla Piazza Rossa. La sensazione è che fosse importante apparire dimostrare che nonostante gli attacchi con i droni al Cremlino – vicenda sulla quale ancora non è stata fatta chiarezza – e  le voci insistenti di malattia del presidente, quest’ultimo non ha paura e non si tira indietro.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>415</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_67: Primi negoziati di pace in Sudan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-67-primi-negoziati-di-pace-in-sudan--53776055</link><description><![CDATA[I generali a capo delle due fazioni in guerra in Sudan - Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan e Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemetti, rispettivamente alla testa dell’esercito regolare e del gruppo di paramilitari conosciuto come RSF, si sono incontrati ieri a Gedda, in Arabia Saudita, per dei colloqui preliminari in vista di un possibile accordo di pace. Tanto gli USA come l’Arabia Saudita, la Lega degli stati arabi, L’ONU e l’Unione Africana hanno esercitato forti pressioni affinché questo incontro avvenisse. Nonostante si stiano aprendo degli spiragli di pace, le ostilità non sono cessate per tutta la giornata di ieri e proseguono in quella odierna, con un computo dei feriti che avrebbe raggiunto la cifra di ben 5.000 unità. Ospedali e cliniche private nel paese sono quasi al collasso e grazie a un corridoio umanitario l’ONU ha fatto giungere 30.000 tonnellate di aiuti sanitari. Circa 80.000 persone sono in fuga verso i paesi limitrofi – escludendo l’Etiopia, la cui situazione politica e sociale è tutt’altro che pacifica – quantità che potrebbe decuplicarsi nel giro di pochi giorni.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53776055</guid><pubDate>Mon, 08 May 2023 13:31:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53776055/atlas_67.mp3" length="7317682" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>I generali a capo delle due fazioni in guerra in Sudan - Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan e Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemetti, rispettivamente alla testa dell’esercito regolare e del gruppo di paramilitari conosciuto come RSF, si sono incontrati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I generali a capo delle due fazioni in guerra in Sudan - Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan e Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemetti, rispettivamente alla testa dell’esercito regolare e del gruppo di paramilitari conosciuto come RSF, si sono incontrati ieri a Gedda, in Arabia Saudita, per dei colloqui preliminari in vista di un possibile accordo di pace. Tanto gli USA come l’Arabia Saudita, la Lega degli stati arabi, L’ONU e l’Unione Africana hanno esercitato forti pressioni affinché questo incontro avvenisse. Nonostante si stiano aprendo degli spiragli di pace, le ostilità non sono cessate per tutta la giornata di ieri e proseguono in quella odierna, con un computo dei feriti che avrebbe raggiunto la cifra di ben 5.000 unità. Ospedali e cliniche private nel paese sono quasi al collasso e grazie a un corridoio umanitario l’ONU ha fatto giungere 30.000 tonnellate di aiuti sanitari. Circa 80.000 persone sono in fuga verso i paesi limitrofi – escludendo l’Etiopia, la cui situazione politica e sociale è tutt’altro che pacifica – quantità che potrebbe decuplicarsi nel giro di pochi giorni.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>455</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_66: La Wagner minaccia di ritirarsi da Bakhmut</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-66-la-wagner-minaccia-di-ritirarsi-da-bakhmut--53751254</link><description><![CDATA[Il capo della compagnia di mercenari nota come Wagner, Evgenij Prigožin, ha pubblicato stamattina un video nel quale attacca duramente i vertici della difesa russi per la carneficina di Bakhmut. Contestualmente ha minacciato – come già accaduto recentemente – di ritirare i propri uomini dal terreno di conflitto, ventilando questa volta la data del 10 maggio. Prigožin ha accusato il ministro della difesa Sergej Šojgu e il capo di stato maggiore Valerij Gerasimov di non aver consegnato il 70% delle munizioni richieste. A suo dire, se così non fosse stato, Bakhmut sarebbe già in mano russa e il tributo di sangue dei suoi soldati – che anziché mercenari, definisce “volontari” che stanno morendo per il bene della patria - sarebbe stato molto minore. <br />Le parole del leader della Wagner sono state ancor più dure ed esplicite di quanto già non ci abbia abituato; giocando la carta della possibile ritirata della compagnia probabilmente mira a ottenere dalle autorità russe delle concessioni che altrimenti non otterrebbe. Inoltre con questo genere di comunicazioni si accredita presso la società russa come l’unico che sta tentando realmente di vincere la guerra in Ucraina.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53751254</guid><pubDate>Fri, 05 May 2023 13:28:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53751254/atlas_66.mp3" length="5621932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il capo della compagnia di mercenari nota come Wagner, Evgenij Prigožin, ha pubblicato stamattina un video nel quale attacca duramente i vertici della difesa russi per la carneficina di Bakhmut. 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A suo dire, se così non fosse stato, Bakhmut sarebbe già in mano russa e il tributo di sangue dei suoi soldati – che anziché mercenari, definisce “volontari” che stanno morendo per il bene della patria - sarebbe stato molto minore. <br />Le parole del leader della Wagner sono state ancor più dure ed esplicite di quanto già non ci abbia abituato; giocando la carta della possibile ritirata della compagnia probabilmente mira a ottenere dalle autorità russe delle concessioni che altrimenti non otterrebbe. Inoltre con questo genere di comunicazioni si accredita presso la società russa come l’unico che sta tentando realmente di vincere la guerra in Ucraina.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>350</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_65: Sventato attacco con droni al Cremlino, è parte della nuova strategia di Kiev?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-65-sventato-attacco-con-droni-al-cremlino-e-parte-della-nuova-strategia-di-kiev--53727978</link><description><![CDATA[La notizia di un attacco con droni alla residenza di Vladimir Putin al Cremlino sta rimbalzando nelle agenzie di tutto il mondo. Immediatamente Mosca ha fatto sapere che il presidente risulta illeso e che annzi nemmeno si trovava in loco al momento dei fatti. Pronta anche la promessa di rappresaglie per questo spregiudicato attacco. Spregiudicato ma di certo non isolato: da almeno due settimane a questa parte si susseguono gli attacchi ucraini in territorio russo, nonostante la linea rossa tracciata dagli USA e dallo schieramento che sta sostenendo Kiev nella guerra di difesa contro la Russia. Ieri il cancelliere Scholz ha ribadito all’Ucraina il monito di non utilizzare le armi consegnate dai paesi occidentali per compiere attacchi oltre confine. Dall’attacco al ponte di Crimea, avvenuto nello scorso ottobre, è possibile leggere un progressivo cambio di paradigma nella strategia di Kiev, che fino ad allora aveva attaccato solo zone all’interno del territorio ucraino, meccanismo che se proiettato nell’immediato futuro potrebbe riprodursi nell’attesa controffensiva di primavera. Ultimo in ordine temporale, l’attacco registrato oggi alla regione russa di Krasnodar ha causato un violento incendio che le autorità locali al momento non sarebbero state in grado di estinguere.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53727978</guid><pubDate>Wed, 03 May 2023 13:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53727978/atlas_65_bis.mp3" length="7152470" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La notizia di un attacco con droni alla residenza di Vladimir Putin al Cremlino sta rimbalzando nelle agenzie di tutto il mondo. 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Dall’attacco al ponte di Crimea, avvenuto nello scorso ottobre, è possibile leggere un progressivo cambio di paradigma nella strategia di Kiev, che fino ad allora aveva attaccato solo zone all’interno del territorio ucraino, meccanismo che se proiettato nell’immediato futuro potrebbe riprodursi nell’attesa controffensiva di primavera. Ultimo in ordine temporale, l’attacco registrato oggi alla regione russa di Krasnodar ha causato un violento incendio che le autorità locali al momento non sarebbero state in grado di estinguere.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>445</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_64: Il conflitto in Sudan, la Russia e i nuovi equilibri in Africa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-64-il-conflitto-in-sudan-la-russia-e-i-nuovi-equilibri-in-africa--53676007</link><description><![CDATA[Dopo quasi dieci giorni di confronto serratissimo tra le forze in campo in Sudan, le ostilità non accennano a placarsi. In prima battuta gli analisti davano per probabile una rapida sconfitta del RSF, in virtù del fatto che l’esercito regolare può contare sul sostegno dell’aviazione. Tuttavia le notizie che giungono da Khartoum dipingono uno scenario composito, con l’RSF che avrebbe preso il controllo della capitale. Difficile tracciare ipotesi su quali potranno essere gli equilibri dopo quella che ha tutta l’aria di essere una nuova guerra civile. Storicamente legato all’Inghilterra, di cui è stato a lungo colonia, il Sudan si è avvicinato alla Russia a partire dal 2017. La Russia da anni vuole istallare una base commerciale a Port Sudan, importante scalo commerciale del Mar Rosso. Gli ultimi eventi costituiscono una battuta l’arresto per Mosca, che aveva quasi ottenuto l’autorizzazione dal governo sudanese. D’altra parte, il capo della compagnia di mercenari Wagner, Yevgeny Prigozhin, ha diversi interessi nell’area, come ad esempio miniere d’oro di cui avrebbe ottenuto l’esclusiva attraverso una società di comodo. Sullo sfondo la ridefinizione dei rapporti di forza in Africa, la vicinanza tra il capo dell’Esercito Nazionale Libico e l’RSF, che invece non gode dei favori dell’Egitto. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53676007</guid><pubDate>Fri, 28 Apr 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53676007/atlas_64.mp3" length="6363642" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo quasi dieci giorni di confronto serratissimo tra le forze in campo in Sudan, le ostilità non accennano a placarsi. 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Gli ultimi eventi costituiscono una battuta l’arresto per Mosca, che aveva quasi ottenuto l’autorizzazione dal governo sudanese. D’altra parte, il capo della compagnia di mercenari Wagner, Yevgeny Prigozhin, ha diversi interessi nell’area, come ad esempio miniere d’oro di cui avrebbe ottenuto l’esclusiva attraverso una società di comodo. Sullo sfondo la ridefinizione dei rapporti di forza in Africa, la vicinanza tra il capo dell’Esercito Nazionale Libico e l’RSF, che invece non gode dei favori dell’Egitto. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>396</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_63: Le sanzioni alla Russia stanno avendo l'effetto desiderato?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-63-le-sanzioni-alla-russia-stanno-avendo-l-effetto-desiderato--53652435</link><description><![CDATA[Secondo l’Economist le sanzioni imposte dall’occidente alla Russia funzionano, ma solo in parte. Non hanno evidentemente minato l’economia russa né tanto meno determinato una situazione per cui Putin dovrebbe far fronte a un malcontento generalizzato, ma ha anche fatto sì che la Russia debba fare i conti con un equilibrio molto precario. Sono diversi i fattori presi in esame dall’Economist.a un lato gli oligarchi che in qualche caso hanno persino tratto vantaggio dalle sanzioni acquisendo gli asset occidentali che avevano interessi in Russia, dall’altro le cosiddette “triangolazioni”, che vedono un paese terzo fare da intermediario per le merci oggetto di sanzione facendo in modo che arrivino in Russia. Poi c’è l’opera degli hacker e la pratica diffusa di estrarre i chip necessari per le armi da elettrodomestici di alta fascia come lavatrici o lavastoviglie. In conclusione, nonostante una grave carenza di manodopera e il rischio che in prospettiva ci sia un’impennata dell’inflazione, Mosca ha avuto la capacità di adattarsi alle sanzioni, ma è altresì consapevole di non potersi permettere di intensificare il conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53652435</guid><pubDate>Wed, 26 Apr 2023 13:35:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53652435/atlas_63.mp3" length="8378506" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Secondo l’Economist le sanzioni imposte dall’occidente alla Russia funzionano, ma solo in parte. Non hanno evidentemente minato l’economia russa né tanto meno determinato una situazione per cui Putin dovrebbe far fronte a un malcontento generalizzato,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Secondo l’Economist le sanzioni imposte dall’occidente alla Russia funzionano, ma solo in parte. Non hanno evidentemente minato l’economia russa né tanto meno determinato una situazione per cui Putin dovrebbe far fronte a un malcontento generalizzato, ma ha anche fatto sì che la Russia debba fare i conti con un equilibrio molto precario. Sono diversi i fattori presi in esame dall’Economist.a un lato gli oligarchi che in qualche caso hanno persino tratto vantaggio dalle sanzioni acquisendo gli asset occidentali che avevano interessi in Russia, dall’altro le cosiddette “triangolazioni”, che vedono un paese terzo fare da intermediario per le merci oggetto di sanzione facendo in modo che arrivino in Russia. Poi c’è l’opera degli hacker e la pratica diffusa di estrarre i chip necessari per le armi da elettrodomestici di alta fascia come lavatrici o lavastoviglie. In conclusione, nonostante una grave carenza di manodopera e il rischio che in prospettiva ci sia un’impennata dell’inflazione, Mosca ha avuto la capacità di adattarsi alle sanzioni, ma è altresì consapevole di non potersi permettere di intensificare il conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>522</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_62: Ingerenze estere e in Sudan si rischia la guerra civile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-62-ingerenze-estere-e-in-sudan-si-rischia-la-guerra-civile--53627403</link><description><![CDATA[Torniamo oggi in Sudan, dove da una settimana l’esercito regolare agli ordini del militare golpista Abdel Fatah Al-Burhan si sta scontrando violentemente con le forze paramilitari del RSF, in passato alleate dell’esercito e oggi in conflitto per questioni legate alla spartizione del potere. Migliaia di persone hanno attraversato la frontiera con il Ciad e l’Onu si aspetta l’arrivo di centomila profughi nei prossimi giorni. A nulla sono valsi gli appelli degli USA e degli Emirati Arabi, la violenza sembra destinata a una escalation che in potenza potrebbe sfociare in una vera e propria guerra civile. In questo contesto pesa l’allarme lanciato dalle organizzazioni internazionali secondo cui ci sarebbero legami tra l’RSF e i mercenari della Wagner, che si sarebbero resi disponibili a trasferire in Sudan armi pesanti in sostegno dei paramilitari. Oltre alla Russia altri paesi hanno interessi in Sudan, l’Egitto ad esempio è un fermo sostenitore di Al-Burhan. A quanto pare proprio le pressioni incrociate di questi e di altri interessi stranieri avrebbero contribuito a far implodere il fragile equilibrio sudanese.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53627403</guid><pubDate>Mon, 24 Apr 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53627403/atlas_62.mp3" length="5774986" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Torniamo oggi in Sudan, dove da una settimana l’esercito regolare agli ordini del militare golpista Abdel Fatah Al-Burhan si sta scontrando violentemente con le forze paramilitari del RSF, in passato alleate dell’esercito e oggi in conflitto per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Torniamo oggi in Sudan, dove da una settimana l’esercito regolare agli ordini del militare golpista Abdel Fatah Al-Burhan si sta scontrando violentemente con le forze paramilitari del RSF, in passato alleate dell’esercito e oggi in conflitto per questioni legate alla spartizione del potere. Migliaia di persone hanno attraversato la frontiera con il Ciad e l’Onu si aspetta l’arrivo di centomila profughi nei prossimi giorni. A nulla sono valsi gli appelli degli USA e degli Emirati Arabi, la violenza sembra destinata a una escalation che in potenza potrebbe sfociare in una vera e propria guerra civile. In questo contesto pesa l’allarme lanciato dalle organizzazioni internazionali secondo cui ci sarebbero legami tra l’RSF e i mercenari della Wagner, che si sarebbero resi disponibili a trasferire in Sudan armi pesanti in sostegno dei paramilitari. Oltre alla Russia altri paesi hanno interessi in Sudan, l’Egitto ad esempio è un fermo sostenitore di Al-Burhan. A quanto pare proprio le pressioni incrociate di questi e di altri interessi stranieri avrebbero contribuito a far implodere il fragile equilibrio sudanese.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>359</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_61: Dal vertice di Ramstein si apre ai jet all'Ucraina?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-61-dal-vertice-di-ramstein-si-apre-ai-jet-all-ucraina--53605360</link><description><![CDATA[Si sta tenendo in queste ore l’undicesimo vertice del gruppo di contatto per il supporto all’Ucraina. L’incontro, che si tiene come di consueto nella base Nato di Ramstein, vede come da oltre un anno a questa parte la presenza di cinquanta ministri della difesa di paesi schierati con Kiev. Lloyd Austin, segretario alla difesa statunitense, ha esortato gli altri stati presenti ad accelerare sulla fornitura di armamenti a Kiev in vista della attesa controffensiva di primavera. Come già altre volte in occasioni simili, il presidente Zelensky ha sottolineato l’urgenza di ricevere gli armamenti, aggiungendo che ogni ritardo determina la morte di altri soldati ucraini. La novità più significativa è probabilmente il fatto che per la prima volta il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha fatto riferimento alla possibilità che vengano forniti aerei da combattimento all’Ucraina. Per il momento i ministri della difesa dei differenti paesi non si sono espressi al riguardo, ma è evidente che la mossa di Stoltenberg mira a far pressione sugli alleati affinché si crei un primo gruppo di favorevoli all’iniziativa che progressivamente possa coinvolgere gli scettici. L’invio di jet sui cieli ucraini sarebbe visto da Mosca come un atto belligerante da parte dei paesi occidentali.<br /><br />A cura do Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53605360</guid><pubDate>Fri, 21 Apr 2023 14:46:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53605360/atlas_61.mp3" length="4505866" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Si sta tenendo in queste ore l’undicesimo vertice del gruppo di contatto per il supporto all’Ucraina. 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La novità più significativa è probabilmente il fatto che per la prima volta il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha fatto riferimento alla possibilità che vengano forniti aerei da combattimento all’Ucraina. Per il momento i ministri della difesa dei differenti paesi non si sono espressi al riguardo, ma è evidente che la mossa di Stoltenberg mira a far pressione sugli alleati affinché si crei un primo gruppo di favorevoli all’iniziativa che progressivamente possa coinvolgere gli scettici. L’invio di jet sui cieli ucraini sarebbe visto da Mosca come un atto belligerante da parte dei paesi occidentali.<br /><br />A cura do Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>280</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_60: Gli USA combattono una guerra per procura in Urcaina?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-60-gli-usa-combattono-una-guerra-per-procura-in-urcaina--53582041</link><description><![CDATA[Un editoriale apparso ieri sul Washington Post ci si domanda se gli Stati Uniti stiano combattendo in Ucraina una guerra per procura. Secondo l’analisi del prestigioso quotidiano, ad eccezione della presenza fisica di soldati sul territorio ucraino, gli USA esercitano di fatto tutti gli altri ruoli che caratterizzano un paese cobelligerante. Il ragionamento prende le mosse dalla disanima delle informazioni filtrate nei giorni scorsi sulla piattaforma di gioco Discord ed enumera l’enorme quantità di dati riguardo il conflitto ucraino e di relative elaborazioni degli stessi che sono apparse tra i file rivelati. Il tutto dimostrerebbe che la Casa Bianca sta impiegando il proprio vasto patrimonio di intelligence e sorveglianza per sostenere Kiev nello sforzo bellico. I funzionari di Biden respingono questa etichetta appellandosi al diritto internazionale che giustifica il sostegno alla difesa di paesi aggrediti. Pur riconoscendo queste condizioni il giornale fa notare come siano stati già forniti a Kiev  più di 40 miliardi di dollari in assistenza militare e logistica. L’articolo chiude con il paragone tra la situazione attuale e il sostegno dato ai Mujahidin contro l’URSS negli anni ’80. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53582041</guid><pubDate>Wed, 19 Apr 2023 13:27:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53582041/atlas_60.mp3" length="8488714" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Un editoriale apparso ieri sul Washington Post ci si domanda se gli Stati Uniti stiano combattendo in Ucraina una guerra per procura. Secondo l’analisi del prestigioso quotidiano, ad eccezione della presenza fisica di soldati sul territorio ucraino,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un editoriale apparso ieri sul Washington Post ci si domanda se gli Stati Uniti stiano combattendo in Ucraina una guerra per procura. Secondo l’analisi del prestigioso quotidiano, ad eccezione della presenza fisica di soldati sul territorio ucraino, gli USA esercitano di fatto tutti gli altri ruoli che caratterizzano un paese cobelligerante. Il ragionamento prende le mosse dalla disanima delle informazioni filtrate nei giorni scorsi sulla piattaforma di gioco Discord ed enumera l’enorme quantità di dati riguardo il conflitto ucraino e di relative elaborazioni degli stessi che sono apparse tra i file rivelati. Il tutto dimostrerebbe che la Casa Bianca sta impiegando il proprio vasto patrimonio di intelligence e sorveglianza per sostenere Kiev nello sforzo bellico. I funzionari di Biden respingono questa etichetta appellandosi al diritto internazionale che giustifica il sostegno alla difesa di paesi aggrediti. Pur riconoscendo queste condizioni il giornale fa notare come siano stati già forniti a Kiev  più di 40 miliardi di dollari in assistenza militare e logistica. L’articolo chiude con il paragone tra la situazione attuale e il sostegno dato ai Mujahidin contro l’URSS negli anni ’80. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>529</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_59: Conflitti interni al potere golpista dietro gli scontri in Sudan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-59-conflitti-interni-al-potere-golpista-dietro-gli-scontri-in-sudan--53559048</link><description><![CDATA[Oggi Atlas volge la propria attenzione a quanto accade in Sudan. I due schieramenti che si fronteggiano, principalmente nella capitale Khartoum, sono l’esercito regolare e le Forze di Supporto Rapido (RSF), un gruppo paramilitare in passato vicino all’esercito e oggi arrivato allo scontro con quest’ultimo. Le vicende odierne affondano le radici nella storia del Sudan degli ultimi 35 anni. Nel 1989 Omar Al-Bashir, colonnello dell’esercito, prese il potere con un colpo di stato, potere saldamente mantenuto fino al 2019. Il dittatore è stato il primo al mondo – il secondo è Vladimir Putin – ad essere condannato per crimini contro l’umanità mentre era ancora in carica. Il nuovo colpo di stato che lo ha spodestato è stato guidato dall’esercito, sotto l’egida di Abdel Fatah Al-Burhan, che ha guidato la transizione. Dopo due anni dall'aver ceduto il potere affinché si dispieegasse un processo democratico, Al-Burhan ha però ripreso il controllo del paese con un nuovo colpo di stato, con il supporto tra gli altri dell’RSF. La ragione degli scontri di questi giorni - che già avrebbero prodotto circa cento morti certificati, in una escalation di violenza che non sembra destinata a placarsi - è da ricercarsi quindi in un conflitto interno a questo nuovo assetto di potere, con l’RSF che esige ruoli di maggior rilievo nel governo e Al-Burhan che sbarra la strada a questa possibilità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53559048</guid><pubDate>Mon, 17 Apr 2023 13:47:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53559048/atlas_59.mp3" length="7118986" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Atlas volge la propria attenzione a quanto accade in Sudan. 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Il nuovo colpo di stato che lo ha spodestato è stato guidato dall’esercito, sotto l’egida di Abdel Fatah Al-Burhan, che ha guidato la transizione. Dopo due anni dall'aver ceduto il potere affinché si dispieegasse un processo democratico, Al-Burhan ha però ripreso il controllo del paese con un nuovo colpo di stato, con il supporto tra gli altri dell’RSF. La ragione degli scontri di questi giorni - che già avrebbero prodotto circa cento morti certificati, in una escalation di violenza che non sembra destinata a placarsi - è da ricercarsi quindi in un conflitto interno a questo nuovo assetto di potere, con l’RSF che esige ruoli di maggior rilievo nel governo e Al-Burhan che sbarra la strada a questa possibilità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>443</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_58: Un giovane riservista è l'autore delle filtrazioni di documenti classificati USA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-58-un-giovane-riservista-e-l-autore-delle-filtrazioni-di-documenti-classificati-usa--53535860</link><description><![CDATA[L’autore delle filtrazioni di informazioni riservate dell’intelligence USA è un riservista della Guardia Nazionale del Massachusetts, il ventunenne Jack Teixeira. Sulla chat Thug Shaker, Teixeira avrebbe riunito poco più di una ventina di persone accomunate dalla passione per le armi, per  l’equipaggiamento militare e per la fede in dio. Il giovane, sotto lo pseudonimo di OG (Original Gangster), avrebbe diffuso nella chat trascrizioni di documenti riservati. Gli argomenti del giovane sono quelli della teoria del complotto cari alla destra conservatrice USA, le sue azioni non sarebbero legate a contatti con altri stati. L’arresto è stato spettacolare e ancora incerta la sorte del giovane, per il quale è però prevedibile una pena molto grave. I file classificati che sono stati diffusi sono tra i 300 e i 500, molti dei quali ancora non sono venuti alla luce; è presumibile che nei prossimi giorni si abbiano nuove e pesanti rivelazioni.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53535860</guid><pubDate>Fri, 14 Apr 2023 13:40:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53535860/atlas_58.mp3" length="7086346" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>L’autore delle filtrazioni di informazioni riservate dell’intelligence USA è un riservista della Guardia Nazionale del Massachusetts, il ventunenne Jack Teixeira. 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I file classificati che sono stati diffusi sono tra i 300 e i 500, molti dei quali ancora non sono venuti alla luce; è presumibile che nei prossimi giorni si abbiano nuove e pesanti rivelazioni.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>441</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_57: La fuga di notizie dell'intelligence USA e quei militari Nato su suolo ucraino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-57-la-fuga-di-notizie-dell-intelligence-usa-e-quei-militari-nato-su-suolo-ucraino--53513214</link><description><![CDATA[La scorsa settimana il NY Times ha raccontato della presenza di informazioni top-secret dell’intelligence statunitense su una piattaforma di gioco online chiamata Discord. Se le autorità USA hanno immediatamente smentito la veridicità dei fatti, da Mosca arrivano accuse di manipolazione da parte degli stessi statunitensi. Da quel momento però le informazioni filtrate si sono moltiplicate e vanno dai file classificati che riguardano la presunta fabbricazione segreta di armi destinate alla Russia in Egitto, al ruolo del Mossad nel fomentare la protesta contro il governo in Israele, passando per i contatti tra  Emirati Arabi e Russia. C’è poi il capitolo che riguarda la Corea del Sud e le pressioni subite da Seul per la fornitura diretta di armi a Kiev. In ultimo, sarebbe filtrato il numero esatto di militari Nato dislocati in Ucraina: si tratterebbe solo di poche decine di unità afferenti a diversi paesi che fanno capo al patto atlantico, ma il motivo della loro presenza su suolo ucraino è tutt’altro che chiaro.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53513214</guid><pubDate>Wed, 12 Apr 2023 13:34:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53513214/atlas_57.mp3" length="8840074" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La scorsa settimana il NY Times ha raccontato della presenza di informazioni top-secret dell’intelligence statunitense su una piattaforma di gioco online chiamata Discord. 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In ultimo, sarebbe filtrato il numero esatto di militari Nato dislocati in Ucraina: si tratterebbe solo di poche decine di unità afferenti a diversi paesi che fanno capo al patto atlantico, ma il motivo della loro presenza su suolo ucraino è tutt’altro che chiaro.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>551</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_56: Xi Jinping telefonerà a Zelensky, un segno di equidistanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-56-xi-jinping-telefonera-a-zelensky-un-segno-di-equidistanza--53470470</link><description><![CDATA[Il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leien si sono recati a Pechino per una visita diplomatica cruciale. Sullo sfondo il recente vertice tra Russia e Cina svoltosi a Mosca, che ha segnato un allineamento storico tra le due super potenze asiatiche. Von der Leyer è la massima esponente europea del pensiero atlantista che tende a isolare economicamente la Cina, atteggiamento che ha sempre trovato una relativa freddezza negli interlocutori europei. Lo stesso Macron è volato a Pechino con un nutrito seguito di capitani d’industria e rappresentanti commerciali, a riconferma dell’importanza come partner commerciale che viene riconosciuta alla Cina dalla Francia. Alla fine del vertice il risultato più apprezzabile consiste nella promessa strappata a Xi Jinping di telefonare a Zelensky. Benché in apparenza sbilanciato rispetto alla visita diplomatica in omaggio a Putin, questo risultato viene considerato apprezzabile: detta telefonata ha infatti assunto un alto valore simbolico perché dimostrerebbe una posizione maggiormente equidistante da parte del colosso cinese in relazione al conflitto in Ucraina.<br /><br />A cura di Sabato angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53470470</guid><pubDate>Fri, 07 Apr 2023 13:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53470470/atlas_56.mp3" length="10181586" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leien si sono recati a Pechino per una visita diplomatica cruciale. Sullo sfondo il recente vertice tra Russia e Cina svoltosi a Mosca, che ha segnato un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leien si sono recati a Pechino per una visita diplomatica cruciale. Sullo sfondo il recente vertice tra Russia e Cina svoltosi a Mosca, che ha segnato un allineamento storico tra le due super potenze asiatiche. Von der Leyer è la massima esponente europea del pensiero atlantista che tende a isolare economicamente la Cina, atteggiamento che ha sempre trovato una relativa freddezza negli interlocutori europei. Lo stesso Macron è volato a Pechino con un nutrito seguito di capitani d’industria e rappresentanti commerciali, a riconferma dell’importanza come partner commerciale che viene riconosciuta alla Cina dalla Francia. Alla fine del vertice il risultato più apprezzabile consiste nella promessa strappata a Xi Jinping di telefonare a Zelensky. Benché in apparenza sbilanciato rispetto alla visita diplomatica in omaggio a Putin, questo risultato viene considerato apprezzabile: detta telefonata ha infatti assunto un alto valore simbolico perché dimostrerebbe una posizione maggiormente equidistante da parte del colosso cinese in relazione al conflitto in Ucraina.<br /><br />A cura di Sabato angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>635</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_55: Il processo a Trump e la tesi della persecuzione da parte della giustizia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-55-il-processo-a-trump-e-la-tesi-della-persecuzione-da-parte-della-giustizia--53451379</link><description><![CDATA[La notizia dell’arresto dell’ex-presidente USA Donald Trump, tiene banco sulle principali testate di informazione. I fatti per cui Trump è accusato riguardano diversi casi di corruzione con l’obiettivo di non far emergere informazioni a lui sfavorevoli durante la campagna elettorale del 2016. La pena massima prevista per i reati che vengono contestati dal procuratore distrettuale Alvin Bragg, non supera i 4 anni di reclusione. L’ex-presidente e candidato designato alle prossime elezioni presidenziali, ha definito il processo “una farsa” e ha chiesto lo spostamento del procedimento a Staten Island, dove gode di maggiori consensi elettorali. Cavalcando un argomento caro alla destra non solo statunitense, Trump ha denunciato l’uso politico della giustizia che si starebbe ordendo alle sue spalle e indicato il presidente Biden come responsabile di aver tirato le fila dell’operazione. Parallelamente in maggio dovrebbero svolgersi ulteriori passaggi dell’altro procedimento che Trump ha in corso, quello che lo vede imputato per l’occultamento di documenti ufficiali nella sua residenza in Florida.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53451379</guid><pubDate>Wed, 05 Apr 2023 13:54:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53451379/atlas_55.mp3" length="6591370" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La notizia dell’arresto dell’ex-presidente USA Donald Trump, tiene banco sulle principali testate di informazione. I fatti per cui Trump è accusato riguardano diversi casi di corruzione con l’obiettivo di non far emergere informazioni a lui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La notizia dell’arresto dell’ex-presidente USA Donald Trump, tiene banco sulle principali testate di informazione. I fatti per cui Trump è accusato riguardano diversi casi di corruzione con l’obiettivo di non far emergere informazioni a lui sfavorevoli durante la campagna elettorale del 2016. La pena massima prevista per i reati che vengono contestati dal procuratore distrettuale Alvin Bragg, non supera i 4 anni di reclusione. L’ex-presidente e candidato designato alle prossime elezioni presidenziali, ha definito il processo “una farsa” e ha chiesto lo spostamento del procedimento a Staten Island, dove gode di maggiori consensi elettorali. Cavalcando un argomento caro alla destra non solo statunitense, Trump ha denunciato l’uso politico della giustizia che si starebbe ordendo alle sue spalle e indicato il presidente Biden come responsabile di aver tirato le fila dell’operazione. Parallelamente in maggio dovrebbero svolgersi ulteriori passaggi dell’altro procedimento che Trump ha in corso, quello che lo vede imputato per l’occultamento di documenti ufficiali nella sua residenza in Florida.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>410</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_54: La bomba di Sanpietroburgo e le conseguenze sulla guerra in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-54-la-bomba-di-sanpietroburgo-e-le-conseguenze-sulla-guerra-in-ucraina--53429716</link><description><![CDATA[L’esplosione che ha devastato un bar a Sanpietroburgo uccidendo Vladen Tatarsky campeggia sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. La vittima dell’attentato, corrispondente di guerra, blogger, personaggio molto in vista, tra quanti da sempre hanno sostenuto l’invasione dell’Ucraina, si annoverava nella lista dei “Falchi”, di quanti cioè criticavano l’operato dello stato maggiore russo considerandolo troppo blando. Vicino al capo della compagnia di mercenari Wagner (cui tra l’altro appartiene il bar dove sono accaduti i fatti), Tatarsky ha perso la vita in un attentato dinamitardo avvenuto in pieno giorno. Lo stesso giorno dell’attentato è stato annunciato l’arresto di Nadia Trepova, già arrestata in passato per aver manifestato contro l’invasione dell’Ucraina. Secondo la prima ricostruzione diramata una ragazza si sarebbe presentata con un regalo per il blogger, pacco che poi sarebbe esploso pochi minuti dopo ferendo molte delle persone intorno a lui. Mentre non manca chi insinua che a mettere in atto l’attentato possano essere state forze interne con l’intento di destabilizzare il paese, le fonti contattate dall’Atlante raccontano che le forze d’intelligence russe avrebbero già concluso che siano stati gli ucraini a portare a termine l’azione, invocando a gran voce una decisa punizione per gli autori dell’attentato e un inasprimento del conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53429716</guid><pubDate>Mon, 03 Apr 2023 15:29:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53429716/atlas_54.mp3" length="6241454" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>L’esplosione che ha devastato un bar a Sanpietroburgo uccidendo Vladen Tatarsky campeggia sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. La vittima dell’attentato, corrispondente di guerra, blogger, personaggio molto in vista, tra quanti da sempre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’esplosione che ha devastato un bar a Sanpietroburgo uccidendo Vladen Tatarsky campeggia sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. La vittima dell’attentato, corrispondente di guerra, blogger, personaggio molto in vista, tra quanti da sempre hanno sostenuto l’invasione dell’Ucraina, si annoverava nella lista dei “Falchi”, di quanti cioè criticavano l’operato dello stato maggiore russo considerandolo troppo blando. Vicino al capo della compagnia di mercenari Wagner (cui tra l’altro appartiene il bar dove sono accaduti i fatti), Tatarsky ha perso la vita in un attentato dinamitardo avvenuto in pieno giorno. Lo stesso giorno dell’attentato è stato annunciato l’arresto di Nadia Trepova, già arrestata in passato per aver manifestato contro l’invasione dell’Ucraina. Secondo la prima ricostruzione diramata una ragazza si sarebbe presentata con un regalo per il blogger, pacco che poi sarebbe esploso pochi minuti dopo ferendo molte delle persone intorno a lui. Mentre non manca chi insinua che a mettere in atto l’attentato possano essere state forze interne con l’intento di destabilizzare il paese, le fonti contattate dall’Atlante raccontano che le forze d’intelligence russe avrebbero già concluso che siano stati gli ucraini a portare a termine l’azione, invocando a gran voce una decisa punizione per gli autori dell’attentato e un inasprimento del conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>388</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_53: I Vulkan Files e la guerra telematica della Russia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-53-i-vulkan-files-e-la-guerra-telematica-della-russia--53393787</link><description><![CDATA[Gli eserciti in Ucraina si fronteggiano con sempre più violenza, soprattutto nella zona orientale del paese. Parallelamente si svolge la guerra dei servizi di informazione. Oggi il governo tedesco ha dichiarato che l’attività di spionaggio russa è ai livelli della guerra fredda. Una serie di testate, tra le quali il Guardian inglese e lo Spiegel tedesco, hanno svelato una nuova fuga di informazioni provenienti dalla Russia e che ha preso il nome di Vulkan Files. Nello specifico si è venuto a sapere che la Vulkan, un’agenzia gestita da due ex-ufficiali russi è stata investita dal governo di Mosca di compiere azioni di cyber-guerra attraverso l’hackeraggio e il sabotaggio di siti istituzionali e aziendali di paesi ritenuti ostili, oltre che del compito di svolgere una funzione di controllo della rete internet russa. La Vulkan sarebbe attiva da diversi anni, le informazioni raccolte dalle testate si riferiscono al periodo che va dal 2016 e il 2021 e provengono da una fonte interna che ha fatto filtrare migliaia di documenti. La guerra delle spie si è quindi spostata dal campo della realtà a quello virtuale della rete.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53393787</guid><pubDate>Fri, 31 Mar 2023 13:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53393787/atlas_53.mp3" length="7749898" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Gli eserciti in Ucraina si fronteggiano con sempre più violenza, soprattutto nella zona orientale del paese. Parallelamente si svolge la guerra dei servizi di informazione. Oggi il governo tedesco ha dichiarato che l’attività di spionaggio russa è ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli eserciti in Ucraina si fronteggiano con sempre più violenza, soprattutto nella zona orientale del paese. Parallelamente si svolge la guerra dei servizi di informazione. Oggi il governo tedesco ha dichiarato che l’attività di spionaggio russa è ai livelli della guerra fredda. Una serie di testate, tra le quali il Guardian inglese e lo Spiegel tedesco, hanno svelato una nuova fuga di informazioni provenienti dalla Russia e che ha preso il nome di Vulkan Files. Nello specifico si è venuto a sapere che la Vulkan, un’agenzia gestita da due ex-ufficiali russi è stata investita dal governo di Mosca di compiere azioni di cyber-guerra attraverso l’hackeraggio e il sabotaggio di siti istituzionali e aziendali di paesi ritenuti ostili, oltre che del compito di svolgere una funzione di controllo della rete internet russa. La Vulkan sarebbe attiva da diversi anni, le informazioni raccolte dalle testate si riferiscono al periodo che va dal 2016 e il 2021 e provengono da una fonte interna che ha fatto filtrare migliaia di documenti. La guerra delle spie si è quindi spostata dal campo della realtà a quello virtuale della rete.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>483</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_52: L'ombra della recessione su Mosca?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-52-l-ombra-della-recessione-su-mosca--53378322</link><description><![CDATA[In un recente discorso agli operai di una fabbrica bellica, Putin ha insistito sulla necessità dell’attuale guerra per costruire il futuro della Russia, minacciata dall’egemonia degli USA e dei paesi che operano sotto l’egida di questi ultimi. In un insolito afflato di onestà, il presidente russo ha ammesso che le sanzioni possono avere un effetto negativo sull’economia russa, ribadendo la necessità di sostenere i consumi interni. Tuttavia, è noto come Mosca stia spingendo sull’esportazione di idrocarburi attraverso canali diversi da quelli battuti fin ora. Un esempio su tutti: l’India ha aumentato le importazioni di petrolio russo di ben 22 volte nel corso dell’ultimo anno. Altrettanto, l’incontro al vertice con Xi Jinping ha sancito anche l’accordo per scambiare idrocarburi con componenti elettroniche, utilizzate secondo fonti statunitensi per armare i droni impiegati in Ucraina. Senza dubbio le strade alternative che la Russia sta percorrendo per supplire allo stop alle esportazioni verso l’Europa stanno mitigando l’effetto delle sanzioni, ma è innegabile che la sottrazione del mercato europeo difficilmente potrà essere sostituita in tempi brevi da altre piazze. Secondo il Wall Street Journal, gli introiti derivati dall’esportazione di gas si sono contratti di circa il 30% e dall’inizio del conflitto in Ucraina è stato bruciato l’1,5% del PIL, indicando l’ombra della recessione per Mosca. Difficile dire quali risvolti possa avere questo scenario nella cornice autoritaria dello stato russo.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53378322</guid><pubDate>Wed, 29 Mar 2023 13:45:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53378322/atlas_52.mp3" length="8867722" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>In un recente discorso agli operai di una fabbrica bellica, Putin ha insistito sulla necessità dell’attuale guerra per costruire il futuro della Russia, minacciata dall’egemonia degli USA e dei paesi che operano sotto l’egida di questi ultimi. 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Senza dubbio le strade alternative che la Russia sta percorrendo per supplire allo stop alle esportazioni verso l’Europa stanno mitigando l’effetto delle sanzioni, ma è innegabile che la sottrazione del mercato europeo difficilmente potrà essere sostituita in tempi brevi da altre piazze. Secondo il Wall Street Journal, gli introiti derivati dall’esportazione di gas si sono contratti di circa il 30% e dall’inizio del conflitto in Ucraina è stato bruciato l’1,5% del PIL, indicando l’ombra della recessione per Mosca. 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Se la riforma dovesse passare in via definitiva, si creerebbe il paradosso per cui il governo acquisirebbe la facoltà di invalidare le decisioni della corte, che ha tra gli altri compiti quelli di esercitare un controllo di coerenza con i principi generali dello stato (Israele non è dotata di una vera e propria costituzione) delle leggi emanate dal governo stesso. La riforma, bollata dai manifestanti  come potenzialmente foriera di una svolta autocratica, ricorre uno dei cavalli della destra israeliana (e non solo israeliana), che da anni si scaglia contro la magistratura e contro la corte suprema. La piazza intanto continua a crescere e a coinvolgere sempre più strati della popolazione, senza eccezione per elettori del partito di governo e membri delle forze armate.  L’aeroporto Ben Gurion è bloccato, come pure lo sono sempre più spesso le strade del paese. La situazione sembra fuori controllo in quello che è il momento di protesta più significativo dalla nascita dello stato israeliano, gli stessi Stati Uniti hanno mostrato preoccupazione e invitato le autorità di Tel Aviv a valutare una soluzione di mediazione.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53351904</guid><pubDate>Mon, 27 Mar 2023 13:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53351904/atlas_51.mp3" length="7496366" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La lente di Atlas si sposta oggi in Israele, dove da 11 settimane la società civile si oppone alla contestatissima riforma del sistema giudiziario. In estrema sintesi la riforma vuole sottomettere la corte suprema, il più alto organo della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La lente di Atlas si sposta oggi in Israele, dove da 11 settimane la società civile si oppone alla contestatissima riforma del sistema giudiziario. In estrema sintesi la riforma vuole sottomettere la corte suprema, il più alto organo della magistratura israeliana, al controllo governativo. Se la riforma dovesse passare in via definitiva, si creerebbe il paradosso per cui il governo acquisirebbe la facoltà di invalidare le decisioni della corte, che ha tra gli altri compiti quelli di esercitare un controllo di coerenza con i principi generali dello stato (Israele non è dotata di una vera e propria costituzione) delle leggi emanate dal governo stesso. La riforma, bollata dai manifestanti  come potenzialmente foriera di una svolta autocratica, ricorre uno dei cavalli della destra israeliana (e non solo israeliana), che da anni si scaglia contro la magistratura e contro la corte suprema. La piazza intanto continua a crescere e a coinvolgere sempre più strati della popolazione, senza eccezione per elettori del partito di governo e membri delle forze armate.  L’aeroporto Ben Gurion è bloccato, come pure lo sono sempre più spesso le strade del paese. La situazione sembra fuori controllo in quello che è il momento di protesta più significativo dalla nascita dello stato israeliano, gli stessi Stati Uniti hanno mostrato preoccupazione e invitato le autorità di Tel Aviv a valutare una soluzione di mediazione.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>467</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_50: Quale sorte per Bakhmut?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-50-quale-sorte-per-bakhmut--53323981</link><description><![CDATA[Il 24 marzo è il triste anniversario dell’inizio dei bombardamenti NATO sulla Ex-Yugoslavia. La guerra nei balcani, considerata il primo conflitto dal 1945, almeno per quanto riguarda l’Europa, è uno spartiacque della storia. Attraverso altre tre decadi giungiamo infatti all’attuale situazione bellica in Ucraina, una realtà che ha tutta l’aria di voler protrarsi ancora a lungo. Torna alla ribalta quanto accade a Bakhmut, la cittadina, data per spacciata da ormai diverse settimane, continua a resistere strenuamente alle forze di invasione russe. Secondo il Ministero per la Difesa britannico oltre che da fonti governative ucraine, i russi avrebbero esaurito la propria spinta propulsiva e Kiev sarebbe riuscita ad ammassare fino a 80.000 uomini per lanciare una controffensiva in quell’area.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53323981</guid><pubDate>Fri, 24 Mar 2023 14:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53323981/atlas_50.mp3" length="7689934" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il 24 marzo è il triste anniversario dell’inizio dei bombardamenti NATO sulla Ex-Yugoslavia. La guerra nei balcani, considerata il primo conflitto dal 1945, almeno per quanto riguarda l’Europa, è uno spartiacque della storia. Attraverso altre tre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 24 marzo è il triste anniversario dell’inizio dei bombardamenti NATO sulla Ex-Yugoslavia. La guerra nei balcani, considerata il primo conflitto dal 1945, almeno per quanto riguarda l’Europa, è uno spartiacque della storia. Attraverso altre tre decadi giungiamo infatti all’attuale situazione bellica in Ucraina, una realtà che ha tutta l’aria di voler protrarsi ancora a lungo. Torna alla ribalta quanto accade a Bakhmut, la cittadina, data per spacciata da ormai diverse settimane, continua a resistere strenuamente alle forze di invasione russe. Secondo il Ministero per la Difesa britannico oltre che da fonti governative ucraine, i russi avrebbero esaurito la propria spinta propulsiva e Kiev sarebbe riuscita ad ammassare fino a 80.000 uomini per lanciare una controffensiva in quell’area.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>479</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_49: In Ucraina il conflitto è globale, la conferma nel vertice Russia-Cina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-49-in-ucraina-il-conflitto-e-globale-la-conferma-nel-vertice-russia-cina--53296127</link><description><![CDATA[Alla conclusione dell’incontro tra i presidenti russo Vladimir Putin e cinese Xi Jinping, non si può escludere che il vertice segni una svolta nelle sorti della guerra e presumibilmente negli equilibri internazionali. La continua e reiterata dichiarazione di fratellanza tra le due potenze cui si è assistito nei due giorni di presenza di Xi Jinping a Mosca, fa il paio con il massimo storico in termini di scambi commerciali tra i due paesi. I 12 punti definiti dal leader cinese per raggiungere una pace in Ucraina sono stati accolti da Mosca come una buona base di partenza per iniziare dei negoziati. Gli USA hanno fin da subito chiarito che qualsiasi proposta di pace fosse scaturita da questo incontro sarebbe rimasta lettera morta. Nelle parole tanto di Putin quanto di Xi, la rottura dell’ordine globale sotto l’egida degli Stati Uniti per stabilirne uno nuovo, garantito da paesi definiti “responsabili”, è apparso come un obiettivo inderogabile.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53296127</guid><pubDate>Wed, 22 Mar 2023 14:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53296127/atlas_49.mp3" length="6648582" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Alla conclusione dell’incontro tra i presidenti russo Vladimir Putin e cinese Xi Jinping, non si può escludere che il vertice segni una svolta nelle sorti della guerra e presumibilmente negli equilibri internazionali. 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Nelle parole tanto di Putin quanto di Xi, la rottura dell’ordine globale sotto l’egida degli Stati Uniti per stabilirne uno nuovo, garantito da paesi definiti “responsabili”, è apparso come un obiettivo inderogabile.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>414</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_48: Putin cerca sostegno in Cina e Iran contro l'isolamento internazionale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-48-putin-cerca-sostegno-in-cina-e-iran-contro-l-isolamento-internazionale--53262552</link><description><![CDATA[Vladimir Putin occupa le prime pagine di tutti i giornali internazionali, sia per la condanna da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aia per crimini di guerra, sia per i viaggi che lo hanno visto protagonista negli ultimi giorni portandolo in Crimea prima e a Mariupol poi. In ultimo, ma non certo di minor rilievo, è molto atteso l’incontro al vertice con l’omologo cinese Xi Jinping, che oggi si recherà a Mosca. La presenza del presidente cinese a Mosca, proprio subito dopo la condanna per Putin per crimini di guerra, ha un elevato valore simbolico. Fortemente stigmatizzata da Xi Jinping, la condanna della Corte dell’Aia crea una frattura tra Mosca e il resto d’Europa, rendendo la possibilità di ricucire i rapporti molto più remota. Anche l’Iran, che ancora una volta respinge al mittente le accuse di fornire droni alla Russia, annuncia che presto organizzerà una visita diplomatica a Mosca. Putin prova, insomma, a tessere con maggior forza la rete di relazioni internazionali che lo sostengono; allo stesso tempo si mostra sorridente nelle apparizioni pubbliche. La conferenza stampa conclusiva della visita cinese al Cremlino è prevista per la giornata di domani.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53262552</guid><pubDate>Mon, 20 Mar 2023 14:59:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53262552/atlas_48.mp3" length="6769516" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Vladimir Putin occupa le prime pagine di tutti i giornali internazionali, sia per la condanna da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aia per crimini di guerra, sia per i viaggi che lo hanno visto protagonista negli ultimi giorni portandolo in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Vladimir Putin occupa le prime pagine di tutti i giornali internazionali, sia per la condanna da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aia per crimini di guerra, sia per i viaggi che lo hanno visto protagonista negli ultimi giorni portandolo in Crimea prima e a Mariupol poi. In ultimo, ma non certo di minor rilievo, è molto atteso l’incontro al vertice con l’omologo cinese Xi Jinping, che oggi si recherà a Mosca. La presenza del presidente cinese a Mosca, proprio subito dopo la condanna per Putin per crimini di guerra, ha un elevato valore simbolico. Fortemente stigmatizzata da Xi Jinping, la condanna della Corte dell’Aia crea una frattura tra Mosca e il resto d’Europa, rendendo la possibilità di ricucire i rapporti molto più remota. Anche l’Iran, che ancora una volta respinge al mittente le accuse di fornire droni alla Russia, annuncia che presto organizzerà una visita diplomatica a Mosca. Putin prova, insomma, a tessere con maggior forza la rete di relazioni internazionali che lo sostengono; allo stesso tempo si mostra sorridente nelle apparizioni pubbliche. La conferenza stampa conclusiva della visita cinese al Cremlino è prevista per la giornata di domani.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>422</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_47: L'ombra della Cina sulla guerra ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-47-l-ombra-della-cina-sulla-guerra-ucraina--53236217</link><description><![CDATA[Il conflitto in Ucraina sta portando a galla una serie di rivalità a livello internazionale che fino ad oggi erano rimaste sotto traccia. Alcuni paesi – ci sono prove contundenti a proposito – stanno utilizzando la contingenza per acquisire posizioni e trarre vantaggio dalla situazione. Un esempio su tutti è la Turchia, che negli ultimi mesi è riuscita a far chiudere un occhio alla comunità internazionale sulle proprie azioni contro la popolazione curda in Siria. D’altro canto Israele (è notizia di ieri) ha annunciato che potrebbe fornire armi all’Ucraina. Lo scopo dell’operazione, valutano alcuni analisti, potrebbe essere testare i propri sistemi d’armamento contro i droni forniti alla Russia dall’Iran, principale antagonista di Tel Aviv nello scacchiere mediorientale. Sempre sul fronte della fornitura di armi a Kiev, fa notizia il fatto che dalla Polonia arriveranno a giorni quattro caccia Mig-24. La mossa di Varsavia pone in tensione la questione della fornitura degli F-16 della NATO all’Ucraina; Biden ha replicato in maniera netta che allo stato attuale non è in discussione la fornitura dei caccia NATO. L’elemento di novità, però, che potrebbe avere risvolti importanti in termini di coinvolgimento di altre potenze nel conflitto, è rappresentato dall’abbattimento in Ucraina di un drone costruito con componenti cinesi. La notizia, passata piuttosto in sordina, potrebbe confermare il fatto che la Cina stia fornendo armamenti a Mosca, circostanza da tempo denunciata dagli USA, ma della quale fino ad oggi non si avevano prove.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53236217</guid><pubDate>Fri, 17 Mar 2023 14:22:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53236217/atlas_47.mp3" length="5729014" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il conflitto in Ucraina sta portando a galla una serie di rivalità a livello internazionale che fino ad oggi erano rimaste sotto traccia. Alcuni paesi – ci sono prove contundenti a proposito – stanno utilizzando la contingenza per acquisire posizioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il conflitto in Ucraina sta portando a galla una serie di rivalità a livello internazionale che fino ad oggi erano rimaste sotto traccia. Alcuni paesi – ci sono prove contundenti a proposito – stanno utilizzando la contingenza per acquisire posizioni e trarre vantaggio dalla situazione. Un esempio su tutti è la Turchia, che negli ultimi mesi è riuscita a far chiudere un occhio alla comunità internazionale sulle proprie azioni contro la popolazione curda in Siria. D’altro canto Israele (è notizia di ieri) ha annunciato che potrebbe fornire armi all’Ucraina. Lo scopo dell’operazione, valutano alcuni analisti, potrebbe essere testare i propri sistemi d’armamento contro i droni forniti alla Russia dall’Iran, principale antagonista di Tel Aviv nello scacchiere mediorientale. Sempre sul fronte della fornitura di armi a Kiev, fa notizia il fatto che dalla Polonia arriveranno a giorni quattro caccia Mig-24. La mossa di Varsavia pone in tensione la questione della fornitura degli F-16 della NATO all’Ucraina; Biden ha replicato in maniera netta che allo stato attuale non è in discussione la fornitura dei caccia NATO. L’elemento di novità, però, che potrebbe avere risvolti importanti in termini di coinvolgimento di altre potenze nel conflitto, è rappresentato dall’abbattimento in Ucraina di un drone costruito con componenti cinesi. La notizia, passata piuttosto in sordina, potrebbe confermare il fatto che la Cina stia fornendo armamenti a Mosca, circostanza da tempo denunciata dagli USA, ma della quale fino ad oggi non si avevano prove.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>357</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_46: Il drone USA sul Mar Nero e la paura di escalation</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-46-il-drone-usa-sul-mar-nero-e-la-paura-di-escalation--53211834</link><description><![CDATA[La notizia che tiene banco in questi giorni è senz’altro lo schianto del drone spia statunitense venuto a contatto con due caccia russi sulle acque del Mar Nero. Mosca e Washington si scambiano accuse reciproche ed è difficile stabilire effettivamente cosa sia accaduto. Stando alla ricostruzione statunitense il drone sarebbe stato attaccato dai due caccia e costretto a una manovra che poi lo avrebbe portato a perdere il controllo. La versione russa nega responsabilità dirette, adducendo che i caccia si sarebbero alzati in volo per affiancare e identificare il velivolo presente nello spazio aereo di Mosca e che quest’ultimo avrebbe perso il controllo. Dettagli a parte, la diffusione della notizia ha unanimemente diffuso il timore che questo accadimento potrebbe portare a una nuova escalation in cui gli USA siano direttamente coinvolti. Timore confermato dall’avvistamento avvenuto oggi di due caccia russi in volo da San Pietroburgo e diretti all’exclave di Kaliningrad, territorio russo al di fuori dei confini. I due aerei sono stati scortati per tutto il tragitto sui cieli dell’Estonia (territorio NATO) da aerei tedeschi e inglesi. Le tensioni sembrano essersi stemperate nel corso della giornata e che il rischio di una ulteriore escalation sia ora ridotto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53211834</guid><pubDate>Wed, 15 Mar 2023 14:47:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53211834/atlas_46.mp3" length="6130584" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La notizia che tiene banco in questi giorni è senz’altro lo schianto del drone spia statunitense venuto a contatto con due caccia russi sulle acque del Mar Nero. Mosca e Washington si scambiano accuse reciproche ed è difficile stabilire effettivamente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La notizia che tiene banco in questi giorni è senz’altro lo schianto del drone spia statunitense venuto a contatto con due caccia russi sulle acque del Mar Nero. Mosca e Washington si scambiano accuse reciproche ed è difficile stabilire effettivamente cosa sia accaduto. Stando alla ricostruzione statunitense il drone sarebbe stato attaccato dai due caccia e costretto a una manovra che poi lo avrebbe portato a perdere il controllo. La versione russa nega responsabilità dirette, adducendo che i caccia si sarebbero alzati in volo per affiancare e identificare il velivolo presente nello spazio aereo di Mosca e che quest’ultimo avrebbe perso il controllo. Dettagli a parte, la diffusione della notizia ha unanimemente diffuso il timore che questo accadimento potrebbe portare a una nuova escalation in cui gli USA siano direttamente coinvolti. Timore confermato dall’avvistamento avvenuto oggi di due caccia russi in volo da San Pietroburgo e diretti all’exclave di Kaliningrad, territorio russo al di fuori dei confini. I due aerei sono stati scortati per tutto il tragitto sui cieli dell’Estonia (territorio NATO) da aerei tedeschi e inglesi. Le tensioni sembrano essersi stemperate nel corso della giornata e che il rischio di una ulteriore escalation sia ora ridotto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>382</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_45: Le proteste in Georgia e gli assestamenti nell'area ex-sovietica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-45-le-proteste-in-georgia-e-gli-assestamenti-nell-area-ex-sovietica--53183360</link><description><![CDATA[La Georgia si trova da giorni al centro delle attenzioni internazionali a causa delle proteste che hanno coinvolto il paese a fronte della proposta di legge contro i cosiddetti agenti stranieri. Plasmata su una misura analoga in vigore in Russia, secondo i manifestanti la legge in questione aveva come fine ultimo allontanare il paese caucasico dall’Unione Europea e avvicinarlo sempre più alla Russia. Nella fattispecie, la norma imponeva ai media indipendenti che ricevono più del 20% dei propri finanziamenti di definirsi “agenti stranieri”, etichetta che avrebbe comportato numerose restrizioni. Le violente proteste sono iniziate il 7 marzo, quando i manifestanti hanno provato a entrare in parlamento. Gli scontri sono andati avanti per due notti consecutive, con una cinquantina di agenti refertati e circa settanta manifestanti arrestati. Il contesto in cui avvengono le proteste è di per sé problematico, con l’ex presidente Mikheil Saakashvili, attualmente in carcere, che denuncia il proprio stato di salute e il presunto tentativo di avvelenamento ai sui danni. Saakashvili era divenuto internazionalmente noto nel 2003, a seguito di quella che è passata alla storia come “rivoluzione delle rose”, che aveva tentato di allontanare la Georgia da Mosca e innescato l’intervento militare russo. L’ex presidente si è espresso a favore delle proteste e la sua presenza in carcere funziona da catalizzatore alle proteste stesse.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53183360</guid><pubDate>Mon, 13 Mar 2023 14:31:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53183360/atlas_45.mp3" length="8635428" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La Georgia si trova da giorni al centro delle attenzioni internazionali a causa delle proteste che hanno coinvolto il paese a fronte della proposta di legge contro i cosiddetti agenti stranieri. Plasmata su una misura analoga in vigore in Russia,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Georgia si trova da giorni al centro delle attenzioni internazionali a causa delle proteste che hanno coinvolto il paese a fronte della proposta di legge contro i cosiddetti agenti stranieri. Plasmata su una misura analoga in vigore in Russia, secondo i manifestanti la legge in questione aveva come fine ultimo allontanare il paese caucasico dall’Unione Europea e avvicinarlo sempre più alla Russia. Nella fattispecie, la norma imponeva ai media indipendenti che ricevono più del 20% dei propri finanziamenti di definirsi “agenti stranieri”, etichetta che avrebbe comportato numerose restrizioni. Le violente proteste sono iniziate il 7 marzo, quando i manifestanti hanno provato a entrare in parlamento. Gli scontri sono andati avanti per due notti consecutive, con una cinquantina di agenti refertati e circa settanta manifestanti arrestati. Il contesto in cui avvengono le proteste è di per sé problematico, con l’ex presidente Mikheil Saakashvili, attualmente in carcere, che denuncia il proprio stato di salute e il presunto tentativo di avvelenamento ai sui danni. Saakashvili era divenuto internazionalmente noto nel 2003, a seguito di quella che è passata alla storia come “rivoluzione delle rose”, che aveva tentato di allontanare la Georgia da Mosca e innescato l’intervento militare russo. L’ex presidente si è espresso a favore delle proteste e la sua presenza in carcere funziona da catalizzatore alle proteste stesse.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>538</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_44: Cosa succede in Moldavia, tra tentativi di golpe e attentati politici.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-44-cosa-succede-in-moldavia-tra-tentativi-di-golpe-e-attentati-politici--53157893</link><description><![CDATA[Negli ultimi giorni la situazione in Moldavia si sta progressivamente complicando, a causa della piccola regione separatista della Transnistria. Dal 1992 la piccola striscia di terra che si trova al confine tra Moldavia e Ucraina si è dichiarata indipendente dalla Moldavia, ha chiesto l’ingresso di truppe russe (in questo momento sarebbero circa 1500 unità) e si è dotata di un governo indipendente. La situazione è molto simile a quella del Donbass ucraino prima del 24 febbraio. Ieri, nove marzo, secondo i servizi segreti filorussi, le forze ucraine avrebbero provato ad assassinare Krasnoselsky, presidente della regione e principale alleato di Putin. Ipotesi rispedita al mittente da Kiev - secondo un copione già sentito più volte negli anni - come provocazione dei filo russi. Provocazione che potrebbe aprire la strada a un intervento militare russo e aprire un nuovo fronte di guerra.<br /><br />A cura si Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53157893</guid><pubDate>Fri, 10 Mar 2023 14:49:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53157893/atlas_44.mp3" length="10230180" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi giorni la situazione in Moldavia si sta progressivamente complicando, a causa della piccola regione separatista della Transnistria. Dal 1992 la piccola striscia di terra che si trova al confine tra Moldavia e Ucraina si è dichiarata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Negli ultimi giorni la situazione in Moldavia si sta progressivamente complicando, a causa della piccola regione separatista della Transnistria. Dal 1992 la piccola striscia di terra che si trova al confine tra Moldavia e Ucraina si è dichiarata indipendente dalla Moldavia, ha chiesto l’ingresso di truppe russe (in questo momento sarebbero circa 1500 unità) e si è dotata di un governo indipendente. La situazione è molto simile a quella del Donbass ucraino prima del 24 febbraio. Ieri, nove marzo, secondo i servizi segreti filorussi, le forze ucraine avrebbero provato ad assassinare Krasnoselsky, presidente della regione e principale alleato di Putin. Ipotesi rispedita al mittente da Kiev - secondo un copione già sentito più volte negli anni - come provocazione dei filo russi. Provocazione che potrebbe aprire la strada a un intervento militare russo e aprire un nuovo fronte di guerra.<br /><br />A cura si Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>638</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_43: Sono stati gli ucraini a far saltare il gasdotto Nord Stream?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-43-sono-stati-gli-ucraini-a-far-saltare-il-gasdotto-nord-stream--53135010</link><description><![CDATA[Nello scorso settembre delle violentissime esplosioni hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2, che trasferivano gas dalla Russia alla Germania. Fonti statunitensi hanno a lungo sostenuto che gli attacchi ai gasdotti fossero opera dei russi stessi. Mosca fin da subito ha invece indicato l’Inghilterra come responsabile, Londra ha ovviamente sempre negato ogni coinvolgimento. In un lungo articolo pubblicato ieri, il New York Times addita invece gli ucraini come autori del danneggiamento. L’autorevole quotidiano mette in chiaro che non si tratterebbe di un’azione messa in campo dal governo di Kiev quanto piuttosto da un gruppo di ucraini che in maniera indipendente porterebbe avanti la propria lotta contro Putin. L’ipotesi è di difficile riscontro, trattandosi di un’operazione che ha richiesto competenze e mezzi che è difficile ricondurre a gruppi informali, molto più probabile è che si sia trattato di uno stato.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53135010</guid><pubDate>Wed, 08 Mar 2023 14:24:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53135010/atlas_43.mp3" length="9276708" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Nello scorso settembre delle violentissime esplosioni hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2, che trasferivano gas dalla Russia alla Germania. 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L’ipotesi è di difficile riscontro, trattandosi di un’operazione che ha richiesto competenze e mezzi che è difficile ricondurre a gruppi informali, molto più probabile è che si sia trattato di uno stato.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>578</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_42: Una sintesi della situazione in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-42-una-sintesi-della-situazione-in-ucraina--53109827</link><description><![CDATA[Oggi Atlas fa il punto sui differenti fronti di guerra aperti in Ucraina. Le due linee di contatto sono essenzialmente due, il fronte orientale e quello meridionale. Per quanto riguarda il primo, che va all’incirca dalla zona costiera di Mariupol fino a Karkiv, il punto più caldo – come raccontato ampiamente nelle ultime settimane – è quello di Bakhmut. Nel momento in cui avvenisse, la conquista della città, con l’enorme dispendio di uomini e mezzi da parte dei russi, sarebbe considerata da molti una vittoria di Pirro. Per quanto nel governo di Kiev ci siano ufficialmente opinioni discordanti sul da farsi, secondo i servizi segreti britannici, gli ucraini starebbero già operando una lenta e progressiva ritirata. Spostando il focus sul sud, invece, la linea costiera è stata ampiamente occupata dai russi. Il controllo della costa è fondamentale sia per ottenere i rifornimenti dalla Crimea, sia per tenere sotto pressione gli ucraini a Kerson. Secondo molti analisti, se l’esercito ucraino dovesse tentare una sortita, sarebbe proprio sul fronte meridionale. In ogni caso nulla accadrà fino a che il fango non si asciugherà, permettendo ai mezzi corazzati di muoversi con maggiore agilità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53109827</guid><pubDate>Mon, 06 Mar 2023 14:46:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53109827/atlas_42.mp3" length="9526528" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Atlas fa il punto sui differenti fronti di guerra aperti in Ucraina. Le due linee di contatto sono essenzialmente due, il fronte orientale e quello meridionale. Per quanto riguarda il primo, che va all’incirca dalla zona costiera di Mariupol fino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi Atlas fa il punto sui differenti fronti di guerra aperti in Ucraina. Le due linee di contatto sono essenzialmente due, il fronte orientale e quello meridionale. Per quanto riguarda il primo, che va all’incirca dalla zona costiera di Mariupol fino a Karkiv, il punto più caldo – come raccontato ampiamente nelle ultime settimane – è quello di Bakhmut. Nel momento in cui avvenisse, la conquista della città, con l’enorme dispendio di uomini e mezzi da parte dei russi, sarebbe considerata da molti una vittoria di Pirro. Per quanto nel governo di Kiev ci siano ufficialmente opinioni discordanti sul da farsi, secondo i servizi segreti britannici, gli ucraini starebbero già operando una lenta e progressiva ritirata. Spostando il focus sul sud, invece, la linea costiera è stata ampiamente occupata dai russi. Il controllo della costa è fondamentale sia per ottenere i rifornimenti dalla Crimea, sia per tenere sotto pressione gli ucraini a Kerson. Secondo molti analisti, se l’esercito ucraino dovesse tentare una sortita, sarebbe proprio sul fronte meridionale. In ogni caso nulla accadrà fino a che il fango non si asciugherà, permettendo ai mezzi corazzati di muoversi con maggiore agilità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>594</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_41: USA e Russia si parlano a New Delhi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-41-usa-e-russia-si-parlano-a-new-delhi--53083879</link><description><![CDATA[Oggi Atlas ospita Greta Cristini, analista geopolitica, collaboratrice di Limes. Il tema del giorno è l’incontro a New Delhi tra il segretario di stato statunitense Blinken e il ministro degli esteri russo Lavrov. Secondo Greta Cristini l’incontro non avrà necessariamente dei risvolti sulla guerra in corso in Ucraina, ma rivela ma capacità delle due potenze di parlarsi anche in un momento di rapporti tesi come quello attuale. Al centro del colloquio c’è stato il ritiro di Mosca dal trattato di non proliferazione nucleare New Start. A creare le condizioni per l’incontro, paradossalmente, è stato proprio l’innalzamento della tensione sul piano nucleare da parte di Mosca. Poco influirebbe invece, secondo Greta Cristini, il piano di pace avanzato dalla Cina e prontamente bocciato dagli USA. Quando i russi vorranno trattare – conclude l’analista – lo farà direttamente con Washington.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53083879</guid><pubDate>Fri, 03 Mar 2023 14:56:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53083879/atlas_41.mp3" length="9588214" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Atlas ospita Greta Cristini, analista geopolitica, collaboratrice di Limes. Il tema del giorno è l’incontro a New Delhi tra il segretario di stato statunitense Blinken e il ministro degli esteri russo Lavrov. Secondo Greta Cristini l’incontro non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi Atlas ospita Greta Cristini, analista geopolitica, collaboratrice di Limes. Il tema del giorno è l’incontro a New Delhi tra il segretario di stato statunitense Blinken e il ministro degli esteri russo Lavrov. Secondo Greta Cristini l’incontro non avrà necessariamente dei risvolti sulla guerra in corso in Ucraina, ma rivela ma capacità delle due potenze di parlarsi anche in un momento di rapporti tesi come quello attuale. Al centro del colloquio c’è stato il ritiro di Mosca dal trattato di non proliferazione nucleare New Start. A creare le condizioni per l’incontro, paradossalmente, è stato proprio l’innalzamento della tensione sul piano nucleare da parte di Mosca. Poco influirebbe invece, secondo Greta Cristini, il piano di pace avanzato dalla Cina e prontamente bocciato dagli USA. Quando i russi vorranno trattare – conclude l’analista – lo farà direttamente con Washington.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>598</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_40: La sofferenza di civili e militari a Bakhmut</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-40-la-sofferenza-di-civili-e-militari-a-bakhmut--52899653</link><description><![CDATA[Le truppe ucraine che stanno difendendo Bakhmut sono sempre più in difficoltà. La situazione in città è disperata, i civili rimasti sono davvero pochi e sono ridotti in condizioni fisiche e mentali molto difficili. Alcuni si fermano in mezzo alla strada durante i bombardamenti e non c’è verso di smuoverli. Anche i soldati sono psicologicamente molto provati dai lunghi mesi di bombardamenti e costante pericolo. Per quanto possa apparire scontato che questo accada in un contesto di guerra, la condizione in cui versano i militari impiegati a Bakhmut discrepa con la narrazione che di loro si è costruita in occidente. I soldati sono consapevoli dell’importanza della propria resistenza a Bakhmut, ma il prezzo che stanno pagando è altissimo.<br /><br />A cura si Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52899653</guid><pubDate>Wed, 01 Mar 2023 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52899653/atlas_40.mp3" length="9029796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Le truppe ucraine che stanno difendendo Bakhmut sono sempre più in difficoltà. 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I soldati sono consapevoli dell’importanza della propria resistenza a Bakhmut, ma il prezzo che stanno pagando è altissimo.<br /><br />A cura si Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>563</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_39: Ore  cruciali per Bakhmut</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-39-ore-cruciali-per-bakhmut--52866050</link><description><![CDATA[Primo appuntamento di una piccola serie di approfondimenti da Bakhmut, dove Sabato Angieri è stato nelle ultime ore. Rispetto ai giorni scorsi la resistenza ucraina sembra molto più blanda: di fronte al martellare incessante dell’artiglieria russa, le salve di proiettili ucraine sono piuttosto rade. Come ormai abbiamo capito la caduta eventuale di Bakhmut non cambierà le sorti della guerra, ma non è del tutto ininfluente, tanto per la posizione sopraelevata in cui si trova la città quanto per il controllo delle autostrade che la attraversano. Proprio la posizione elevata ha rappresentato fino ad oggi un vantaggio strategico che ha impedito ai russi di entrare in città. I soldati di Putin stanno provando una manovra di accerchiamento, con l’obiettivo di prendere il nemico alle spalle. È divenuto cruciale il piccolo villaggio di Krasna Hora, che i russi avevano annunciato di aver conquistato la scorsa settimana, salvo esser ricacciati indietro dopo poco più di due giorni. Poche centinaia di metri, uno spazio estremamente ridotto ma molto significativo nell’ottica della battaglia di Bakhmut, dove i russi sono rimasti impantanati da oltre due mesi.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52866050</guid><pubDate>Mon, 27 Feb 2023 14:56:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52866050/atlas_39.mp3" length="5454592" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Primo appuntamento di una piccola serie di approfondimenti da Bakhmut, dove Sabato Angieri è stato nelle ultime ore. Rispetto ai giorni scorsi la resistenza ucraina sembra molto più blanda: di fronte al martellare incessante dell’artiglieria russa, le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Primo appuntamento di una piccola serie di approfondimenti da Bakhmut, dove Sabato Angieri è stato nelle ultime ore. Rispetto ai giorni scorsi la resistenza ucraina sembra molto più blanda: di fronte al martellare incessante dell’artiglieria russa, le salve di proiettili ucraine sono piuttosto rade. Come ormai abbiamo capito la caduta eventuale di Bakhmut non cambierà le sorti della guerra, ma non è del tutto ininfluente, tanto per la posizione sopraelevata in cui si trova la città quanto per il controllo delle autostrade che la attraversano. Proprio la posizione elevata ha rappresentato fino ad oggi un vantaggio strategico che ha impedito ai russi di entrare in città. I soldati di Putin stanno provando una manovra di accerchiamento, con l’obiettivo di prendere il nemico alle spalle. È divenuto cruciale il piccolo villaggio di Krasna Hora, che i russi avevano annunciato di aver conquistato la scorsa settimana, salvo esser ricacciati indietro dopo poco più di due giorni. Poche centinaia di metri, uno spazio estremamente ridotto ma molto significativo nell’ottica della battaglia di Bakhmut, dove i russi sono rimasti impantanati da oltre due mesi.    <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>340</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_38: un anno di conflitto raccontato da quattro reporter italiani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-38-un-anno-di-conflitto-raccontato-da-quattro-reporter-italiani--52837675</link><description><![CDATA[A un anno dall’ingresso dei carri armati russi in territorio ucraino, ancora non si vedono spiragli di pace. Oggi Atlas sceglie di dare la parola a quattro reporter italiani che hanno contribuito a coprire questi primi dodici mesi di conflitto. Greta Cristini, analista di Limes, annota come nessuna delle forze in campo stia avendo la meglio sull’altra. “La posta in gioco”, appunta  Cristini, “è tanto il confine tra i blocchi rappresentati dalla Nato da un lato e dalla Russia dall’altro, quanto la relazione tra Russia e Cina”. Andrea Sceresini, giornalista freelance che segue questo conflitto ormai dal 2014, riassume l’assurdità della guerra in un anneddoto: racconta di un contadino che, intervistato, ha detto che se gli abitanti del paese avversario sono in prevalenza contadini non possono essere delle cattive persone. Il fotografo Alfredo Bosco racconta di come sia partito senza aver alcun incarico, nel momento in cui è iniziato il conflitto. “Ogni mese ha stravolto le previsioni del precedente” – racconta Bosco – “e temo che questo possa essere il primo anniversario ma non certo l’ultimo.” Riccardo Coletti, giornalista freelance che ha seguito il conflitto fin dalle primissime battute, racconta il cambio di ritmo che si è determinato con l’assedio di Mariupol. Dopo i primi tempi di estrema convulsione, si è passati alla consapevolezza della lunga gittata del conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52837675</guid><pubDate>Fri, 24 Feb 2023 15:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52837675/atlas_38.mp3" length="12489610" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>A un anno dall’ingresso dei carri armati russi in territorio ucraino, ancora non si vedono spiragli di pace. Oggi Atlas sceglie di dare la parola a quattro reporter italiani che hanno contribuito a coprire questi primi dodici mesi di conflitto. Greta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A un anno dall’ingresso dei carri armati russi in territorio ucraino, ancora non si vedono spiragli di pace. Oggi Atlas sceglie di dare la parola a quattro reporter italiani che hanno contribuito a coprire questi primi dodici mesi di conflitto. Greta Cristini, analista di Limes, annota come nessuna delle forze in campo stia avendo la meglio sull’altra. “La posta in gioco”, appunta  Cristini, “è tanto il confine tra i blocchi rappresentati dalla Nato da un lato e dalla Russia dall’altro, quanto la relazione tra Russia e Cina”. Andrea Sceresini, giornalista freelance che segue questo conflitto ormai dal 2014, riassume l’assurdità della guerra in un anneddoto: racconta di un contadino che, intervistato, ha detto che se gli abitanti del paese avversario sono in prevalenza contadini non possono essere delle cattive persone. Il fotografo Alfredo Bosco racconta di come sia partito senza aver alcun incarico, nel momento in cui è iniziato il conflitto. “Ogni mese ha stravolto le previsioni del precedente” – racconta Bosco – “e temo che questo possa essere il primo anniversario ma non certo l’ultimo.” Riccardo Coletti, giornalista freelance che ha seguito il conflitto fin dalle primissime battute, racconta il cambio di ritmo che si è determinato con l’assedio di Mariupol. Dopo i primi tempi di estrema convulsione, si è passati alla consapevolezza della lunga gittata del conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>779</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_37: Meloni a Kiev ribadisce il sostegno italiano all'Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-37-meloni-a-kiev-ribadisce-il-sostegno-italiano-all-ucraina--52813135</link><description><![CDATA[La presidente del consiglio Giorgia Meloni, in visita a Kiev, ha pronunciato un discorso di pieno sostegno all’Ucraina e ha ribadito senza mezzi termini la fedeltà atlantista del governo da lei presieduto. A pochi giorni dalle dichiarazioni di Berlusconi – che ha preso le distanze da Zelensky – e con le posizioni di apprezzamento in passato espresse da Salvini nei confronti della Russia di Putin, la fermezza di Meloni rappresenta una presa di posizione non scontata. Se Meloni ha sottolineato come, al di là delle posizioni espresse, il suo governo non ha mai tentennato al momento di votare per ribadire le misure in sostegno a Kiev, Zelensky è stato invece molto duro nei confronti di Berlusconi e delle sue esternazioni. Sul piano pratico la delegazione italiana ha promesso la fornitura del sistema contraereo Samp/T e un pacchetto di aiuti economici per i settori energetico e infrastrutturale. Meloni ha anche messo un’ipoteca sulla ricostruzione, candidando il paese a soggetto di rilievo per ristabilire nel paese condizioni accettabili di vita. La premier non ha perso occasione per dare alla visita a Kiev e al sostegno italiano all’Ucraina una lettura ideologica: “le nazioni si fondano sul sacrificio dei propri popoli”, ha detto, “l’Italia è una nazione che sta aiutando un’altra nazione che è stata aggredita”. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52813135</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2023 14:35:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52813135/atlas_37.mp3" length="9533910" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La presidente del consiglio Giorgia Meloni, in visita a Kiev, ha pronunciato un discorso di pieno sostegno all’Ucraina e ha ribadito senza mezzi termini la fedeltà atlantista del governo da lei presieduto. 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Meloni ha anche messo un’ipoteca sulla ricostruzione, candidando il paese a soggetto di rilievo per ristabilire nel paese condizioni accettabili di vita. La premier non ha perso occasione per dare alla visita a Kiev e al sostegno italiano all’Ucraina una lettura ideologica: “le nazioni si fondano sul sacrificio dei propri popoli”, ha detto, “l’Italia è una nazione che sta aiutando un’altra nazione che è stata aggredita”. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>595</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_36: Biden a Kiev</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-36-biden-a-kiev--52790455</link><description><![CDATA[Fin dalle prime lui dell’alba la città di Kiev si mostra oggi in stato di forte agitazione. In molte zone della città sono state poste delle transenne e si nota una forte concentrazione di servizi di sicurezza. Il motivo di tanta agitazione è la visita del presidente USA, Joe Biden, ufficialmente in Polonia. La visita, non del tutto inattesa, ha avuto una fortissima valenza simbolica oltre che pratiche. Il sostegno USA a due giorni dal primo anniversario dall’inizio della guerra ribadisce la compattezza e determinazione dei paesi occidentali. Biden aveva visitato più volte Kiev mentre ricopriva il ruolo di vice presidente nell’amministrazione Obama, tanto da far ricadere sulla sua persona le presunte responsabilità dell’intelligence statunitense nel dirigere le sollevazioni passate alla storia come Euro Maidan. Dopo la conferenza di Monaco nella quale molti capi di stato hanno insistito sulla necessità di fornire a Kiev quanto chiede, vale a dire armi e jet per sconfiggere Mosca, la visita di Biden mette nuovamente in chiaro che per il momento non ci sarà una soluzione diplomatica al conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52790455</guid><pubDate>Mon, 20 Feb 2023 14:23:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52790455/atlas_36.mp3" length="7139670" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Fin dalle prime lui dell’alba la città di Kiev si mostra oggi in stato di forte agitazione. In molte zone della città sono state poste delle transenne e si nota una forte concentrazione di servizi di sicurezza. 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Dopo la conferenza di Monaco nella quale molti capi di stato hanno insistito sulla necessità di fornire a Kiev quanto chiede, vale a dire armi e jet per sconfiggere Mosca, la visita di Biden mette nuovamente in chiaro che per il momento non ci sarà una soluzione diplomatica al conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>445</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_35: Routine di guerra per civili e militari sul fronte orientale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-35-routine-di-guerra-per-civili-e-militari-sul-fronte-orientale--52768422</link><description><![CDATA[Batterie, qualcosa per fare luce: i civili rimasti nelle città vicino al fronte hanno questa tra le prime richieste per quanti giungono da fuori. Sabato Angieri si trova oggi a Sivers'k, le strade sono deserte e si sente solo il suono dell’artiglieria. Il rapporto tra militari e civili è piuttosto simbiotico, con i secondi che hanno bisogno degli aiuti che i primi sono in grado di fornire per poter sopravvivere, si tratti di acqua, di cibo, di vestiti o medicine. D’altro canto molti civili sono preoccupati dall’arrivo dei militari, la cui presenza viene vissuta come elemento di turbativa del poco di pace rimasto. Spesso si assiste a discussione, gli animi sono esasperati; tuttavia la stanchezza prende progressivamente il posto degli altri sentimenti, la rassegnazione si fa strada scalzando la rabbia. Le postazioni ucraine a Sivers'k sono piuttosto stabili, forti anche del fatto di trovarsi su un’altura. In alcuni angoli di quel che resta della città la puzza di gasolio è insopportabile, gasolio bruciato per mantenere in funzione i mezzi corazzati, che necessitano di essere accesi diverse volte al giorno per mantenere la propria operatività. Mentre Sabato Angieri descrive i particolari intorno a sé, improvvisamente esplode violento un colpo di artiglieria. “Si tratta di un colpo in uscita” commenta con fiato corto. “Le persone” continua “ormai non battono più ciglio di fronte a questi suoni, ormai hanno imparato a distinguere i colpi in uscita da quelli in entrata”.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52768422</guid><pubDate>Fri, 17 Feb 2023 16:34:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52768422/atlas_35.mp3" length="6468438" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Batterie, qualcosa per fare luce: i civili rimasti nelle città vicino al fronte hanno questa tra le prime richieste per quanti giungono da fuori. 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Le postazioni ucraine a Sivers'k sono piuttosto stabili, forti anche del fatto di trovarsi su un’altura. In alcuni angoli di quel che resta della città la puzza di gasolio è insopportabile, gasolio bruciato per mantenere in funzione i mezzi corazzati, che necessitano di essere accesi diverse volte al giorno per mantenere la propria operatività. Mentre Sabato Angieri descrive i particolari intorno a sé, improvvisamente esplode violento un colpo di artiglieria. “Si tratta di un colpo in uscita” commenta con fiato corto. “Le persone” continua “ormai non battono più ciglio di fronte a questi suoni, ormai hanno imparato a distinguere i colpi in uscita da quelli in entrata”.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>403</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_34: A Bakhmut si attende al freddo e sotto le bombe che qualcosa accada</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-34-a-bakhmut-si-attende-al-freddo-e-sotto-le-bombe-che-qualcosa-accada--52741345</link><description><![CDATA[La situazione a Bakhmut è disastrosa, dal punto di vista militare gli ucraini ancora non hanno ceduto del tutto all’avanzata russa. Le persone non escono più dai rifugi e se non hanno alternative a farlo camminano sotto i muri per mettersi il più possibile al riparo dai colpi di artiglieria. Nei cosiddetti “centri dell’invincibilità”, locali attrezzati per la distribuzione di pasti caldi, con generatori sempre in funzione e connessione satellitare, si affollano i pochi civili che non hanno abbandonato la città. A parte i più anziani, le persone sono costantemente a capo chino sui cellulari per comunicare con amici e familiari che si trovano altrove. Difficile descrivere la condizione delle persone rimaste in loco, Sabato Angieri – tra i pochi giornalisti ad aver avuto acccesso a Bakhmut grazie a un pass speciale - si è addentrato in un palazzo apparentemente abbandonato che gli era stato segnalato come possibile rifugio. Attraverso i corridoi del piano terra dello stabile si giunge a una piccola stanza, la più distante dalla strada, dove gli anziani che risiedevano nel palazzo sono riuniti intorno a una stufa. Alla domanda su cosa stessero facendo hanno risposto semplicemente che stavano aspettando. L’attesa che qualcosa di definitivo accada segna l’esistenza delle persone ormai da mesi, in una città che nonostante la situazione disperata non sembra voler cadere nell’imminenza.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52741345</guid><pubDate>Wed, 15 Feb 2023 15:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52741345/atlas_34.mp3" length="7863510" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La situazione a Bakhmut è disastrosa, dal punto di vista militare gli ucraini ancora non hanno ceduto del tutto all’avanzata russa. Le persone non escono più dai rifugi e se non hanno alternative a farlo camminano sotto i muri per mettersi il più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La situazione a Bakhmut è disastrosa, dal punto di vista militare gli ucraini ancora non hanno ceduto del tutto all’avanzata russa. Le persone non escono più dai rifugi e se non hanno alternative a farlo camminano sotto i muri per mettersi il più possibile al riparo dai colpi di artiglieria. Nei cosiddetti “centri dell’invincibilità”, locali attrezzati per la distribuzione di pasti caldi, con generatori sempre in funzione e connessione satellitare, si affollano i pochi civili che non hanno abbandonato la città. A parte i più anziani, le persone sono costantemente a capo chino sui cellulari per comunicare con amici e familiari che si trovano altrove. Difficile descrivere la condizione delle persone rimaste in loco, Sabato Angieri – tra i pochi giornalisti ad aver avuto acccesso a Bakhmut grazie a un pass speciale - si è addentrato in un palazzo apparentemente abbandonato che gli era stato segnalato come possibile rifugio. Attraverso i corridoi del piano terra dello stabile si giunge a una piccola stanza, la più distante dalla strada, dove gli anziani che risiedevano nel palazzo sono riuniti intorno a una stufa. Alla domanda su cosa stessero facendo hanno risposto semplicemente che stavano aspettando. L’attesa che qualcosa di definitivo accada segna l’esistenza delle persone ormai da mesi, in una città che nonostante la situazione disperata non sembra voler cadere nell’imminenza.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>491</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_33: aggiornamenti dal fronte di Bakhmut, civili allo stremo e ospedali di fortuna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-33-aggiornamenti-dal-fronte-di-bakhmut-civili-allo-stremo-e-ospedali-di-fortuna--52715467</link><description><![CDATA[Il fronte di Bakhmut è particolarmente caldo e le zone limitrofe ne risentono, le condizioni in cui i civili provano a sopravvivere sono drammatiche. Sabato Angieri oggi si trova nella piccola località di Chasiv Yar nelle retrovie del fronte, dove arrivano feriti da artiglieria leggera, segnale che i russi sarebbero riusciti a entrare nella zona nord di Bakhmut. Un ex ospedale civile a Chasiv Yar è stato adattato a punto di accoglienza per i feriti: i medici operano in condizioni disastrose, senza corrente e in condizioni climatiche estreme. Il gelo è infatti un ulteriore nemico in questa fase del conflitto, contro il quale devono combattere soprattutto i civili. Essenziale procurarsi della legna da ardere – tra i pochi motivi che portano le persone ad avventurarsi fuori dai rifugi. Pressoché ogni scantinato è stato attrezzato con cappe di fortuna per scaldarsi e cucinare; il rischio di intossicarsi è presente ma passa in secondo piano. Le persone che sopravvivono in queste condizioni rispondono in maniera evasiva alla domanda sul perché non si facciano evacuare altrove. La sensazione – racconta Sabato Angieri – è che molti siano entrati in questa routine e non si domandino neanche perché sono ancora lì. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52715467</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2023 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52715467/atlas_33.mp3" length="7578116" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il fronte di Bakhmut è particolarmente caldo e le zone limitrofe ne risentono, le condizioni in cui i civili provano a sopravvivere sono drammatiche. Sabato Angieri oggi si trova nella piccola località di Chasiv Yar nelle retrovie del fronte, dove...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il fronte di Bakhmut è particolarmente caldo e le zone limitrofe ne risentono, le condizioni in cui i civili provano a sopravvivere sono drammatiche. Sabato Angieri oggi si trova nella piccola località di Chasiv Yar nelle retrovie del fronte, dove arrivano feriti da artiglieria leggera, segnale che i russi sarebbero riusciti a entrare nella zona nord di Bakhmut. Un ex ospedale civile a Chasiv Yar è stato adattato a punto di accoglienza per i feriti: i medici operano in condizioni disastrose, senza corrente e in condizioni climatiche estreme. Il gelo è infatti un ulteriore nemico in questa fase del conflitto, contro il quale devono combattere soprattutto i civili. Essenziale procurarsi della legna da ardere – tra i pochi motivi che portano le persone ad avventurarsi fuori dai rifugi. Pressoché ogni scantinato è stato attrezzato con cappe di fortuna per scaldarsi e cucinare; il rischio di intossicarsi è presente ma passa in secondo piano. Le persone che sopravvivono in queste condizioni rispondono in maniera evasiva alla domanda sul perché non si facciano evacuare altrove. La sensazione – racconta Sabato Angieri – è che molti siano entrati in questa routine e non si domandino neanche perché sono ancora lì. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>473</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_32: Di ritorno in Ucraina, mentre inizia la nuova offensiva russa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-32-di-ritorno-in-ucraina-mentre-inizia-la-nuova-offensiva-russa--52692591</link><description><![CDATA[Di ritorno in Ucraina, Sabato Angieri è in viaggio verso est, diretto in Donbass. Sono in corso nuovi attacchi russi a Kiev e in altre città del paese. Al momento le uniche vittime accertate sembrano essere le quattro persone decedute a Kiev nell’esplosione di una fabbrica. Secondo fonti USA saremmo di fronte a una nuova offensiva da parte di Mosca, per il momento le informazioni provengono esclusivamente da rilievi satellitari. Con tutta probabilità il fulcro della nuova avanzata sarà la città di Kremin, conquistata la quale le truppe russe avrebbero gioco facile nel raggiungere Kramators’k, capitale del Donestk ucraino e roccaforte designata a difendere il Donbass in mano agli ucraini se Bakmut dovesse cadere, eventualità molto probabile nelle prossime settimane. La situazione sul campo è tutt’altro che favorevole alle truppe ucraine; il presidente Zelensky nel corso del suo tour europeo sta provando in tutti i modi ad ottenere la fornitura di jet militari, elemento che potrebbe modificare l’equilibrio in campo. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52692591</guid><pubDate>Fri, 10 Feb 2023 15:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52692591/atlas_32.mp3" length="6730024" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Di ritorno in Ucraina, Sabato Angieri è in viaggio verso est, diretto in Donbass. Sono in corso nuovi attacchi russi a Kiev e in altre città del paese. Al momento le uniche vittime accertate sembrano essere le quattro persone decedute a Kiev...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Di ritorno in Ucraina, Sabato Angieri è in viaggio verso est, diretto in Donbass. Sono in corso nuovi attacchi russi a Kiev e in altre città del paese. Al momento le uniche vittime accertate sembrano essere le quattro persone decedute a Kiev nell’esplosione di una fabbrica. Secondo fonti USA saremmo di fronte a una nuova offensiva da parte di Mosca, per il momento le informazioni provengono esclusivamente da rilievi satellitari. Con tutta probabilità il fulcro della nuova avanzata sarà la città di Kremin, conquistata la quale le truppe russe avrebbero gioco facile nel raggiungere Kramators’k, capitale del Donestk ucraino e roccaforte designata a difendere il Donbass in mano agli ucraini se Bakmut dovesse cadere, eventualità molto probabile nelle prossime settimane. La situazione sul campo è tutt’altro che favorevole alle truppe ucraine; il presidente Zelensky nel corso del suo tour europeo sta provando in tutti i modi ad ottenere la fornitura di jet militari, elemento che potrebbe modificare l’equilibrio in campo. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>420</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_31: Catastrofe o trattativa, un bivio pericoloso per ‘Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-31-catastrofe-o-trattativa-un-bivio-pericoloso-per-ucraina--52669502</link><description><![CDATA[Il segretario generale dell’ONU ha pronunciato parole accorate e molto preoccupate di fronte all’assemblea generale delle nazioni unite. Il pericolo di una escalation nucleare è più reale di quanto non sia stata da molti decenni a questa parte, ha sottolineato Guterres, in un discorso che ha rapidamente fatto il giro del mondo. Il segretario generale dell’ONU ha fatto riferimento alle 13.000 armi nucleari sparse per il globo, l’allarme che lancia non sembra quindi rivolto solo alla guerra in corso in Ucraina. Tuttavia è inevitabile cogliere un riferimento alla possibilità di utilizzo di armi nucleari paventata da Putin. Quest’ultimo continua a indicare la NATO come responsabile dell’escalation. Nonostante sia impossibile leggere le future evoluzioni, il conflitto in Ucraina sembra giunto a un bivio: la guerra totale o il compromesso con Putin. Quest’ultima ipotesi inizia ad acquisire un qualche credito in base a diversi fattori: l’avanzata russa verso Bakhmut appare in grado di far indietreggiare le truppe ucraine, l’imminente dispiegamento di ulteriori 200.000 soldati russi porterebbe a 500.000 le unità impiegate da Mosca nel conflitto, i tempi tecnici di fornitura delle armi occidentali giocano a favore dei russi che nel frattempo si organizzano e avanzano. In ultimo, ma non certo di scarsa importanza, non si possono trascurare le difficoltà del governo ucraino, decapitato dagli scandali di corruzione. <br />Nella giornata di oggi Sabato Angieri torna in Ucraina, non perdete i prossimi collegamenti dal campo. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52669502</guid><pubDate>Wed, 08 Feb 2023 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52669502/atlas_31.mp3" length="8738948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Il segretario generale dell’ONU ha pronunciato parole accorate e molto preoccupate di fronte all’assemblea generale delle nazioni unite. Il pericolo di una escalation nucleare è più reale di quanto non sia stata da molti decenni a questa parte, ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il segretario generale dell’ONU ha pronunciato parole accorate e molto preoccupate di fronte all’assemblea generale delle nazioni unite. Il pericolo di una escalation nucleare è più reale di quanto non sia stata da molti decenni a questa parte, ha sottolineato Guterres, in un discorso che ha rapidamente fatto il giro del mondo. Il segretario generale dell’ONU ha fatto riferimento alle 13.000 armi nucleari sparse per il globo, l’allarme che lancia non sembra quindi rivolto solo alla guerra in corso in Ucraina. Tuttavia è inevitabile cogliere un riferimento alla possibilità di utilizzo di armi nucleari paventata da Putin. Quest’ultimo continua a indicare la NATO come responsabile dell’escalation. Nonostante sia impossibile leggere le future evoluzioni, il conflitto in Ucraina sembra giunto a un bivio: la guerra totale o il compromesso con Putin. Quest’ultima ipotesi inizia ad acquisire un qualche credito in base a diversi fattori: l’avanzata russa verso Bakhmut appare in grado di far indietreggiare le truppe ucraine, l’imminente dispiegamento di ulteriori 200.000 soldati russi porterebbe a 500.000 le unità impiegate da Mosca nel conflitto, i tempi tecnici di fornitura delle armi occidentali giocano a favore dei russi che nel frattempo si organizzano e avanzano. In ultimo, ma non certo di scarsa importanza, non si possono trascurare le difficoltà del governo ucraino, decapitato dagli scandali di corruzione. <br />Nella giornata di oggi Sabato Angieri torna in Ucraina, non perdete i prossimi collegamenti dal campo. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>545</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_30: Imminente cambio al vertice del Ministero della Difesa ucraino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-30-imminente-cambio-al-vertice-del-ministero-della-difesa-ucraino--52650102</link><description><![CDATA[In Ucraina in queste ore è in primo piano il caso del Ministro della Difesa Oleksiy Reznikov. Secondo fonti interne al partito Servitore del Popolo, presieduto da Volodimir Zelensky, sarebbe prossima la sua rimozione. Persino il capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhni, osannato dai vertici occidentali come fine stratega e valoroso combattente, si è schierato circa due settimane fa al lato del ministro Reznikov. Qust’ultimo ha dichiarato che se sarà il presidente a chiedergli di farsi da parte, lui non avrà obiezioni. Ancora non sono note le cause dell’imminente cambio al vertice del Ministero della Difesa, ma evidentemente il tutto va inquadrato nella cornice degli scandali di corruzione che stanno coinvolgendo parti significative dei vertici dell’amministrazione statale. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52650102</guid><pubDate>Mon, 06 Feb 2023 14:21:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52650102/atlas_30.mp3" length="6744918" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>In Ucraina in queste ore è in primo piano il caso del Ministro della Difesa Oleksiy Reznikov. Secondo fonti interne al partito Servitore del Popolo, presieduto da Volodimir Zelensky, sarebbe prossima la sua rimozione. Persino il capo delle forze...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Ucraina in queste ore è in primo piano il caso del Ministro della Difesa Oleksiy Reznikov. Secondo fonti interne al partito Servitore del Popolo, presieduto da Volodimir Zelensky, sarebbe prossima la sua rimozione. Persino il capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhni, osannato dai vertici occidentali come fine stratega e valoroso combattente, si è schierato circa due settimane fa al lato del ministro Reznikov. Qust’ultimo ha dichiarato che se sarà il presidente a chiedergli di farsi da parte, lui non avrà obiezioni. Ancora non sono note le cause dell’imminente cambio al vertice del Ministero della Difesa, ma evidentemente il tutto va inquadrato nella cornice degli scandali di corruzione che stanno coinvolgendo parti significative dei vertici dell’amministrazione statale. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>421</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_29: Putin chiama i russi allo sforzo bellico in nome della battaglia di Stalingrado</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-29-putin-chiama-i-russi-allo-sforzo-bellico-in-nome-della-battaglia-di-stalingrado--52627272</link><description><![CDATA[“Siamo pronti a tutto per vincere”: con queste parole Vladimir Putin ha chiosato ieri la celebrazione dell’ottantesimo anniversario della battaglia di Stalingrado. Il parallelismo è sempre lo stesso, quello secondo cui il governo ucraino sarebbe di chiara ispirazione filo nazista e la Russia starebbe conducendo una guerra contro i nuovi fascismi. Come sappiamo i primi carri armati Leopard tedeschi sono diretti verso l’Ucraina: questa immagine è stata sovrapposta a quella dei panzer nazisti che nel 1942 hanno invaso l’Unione Sovietica. Putin, naturalmente, non ha fatto menzione del fatto che sia stata la Russia stessa a invadere l’Ucraina, raccontando la situazione attuale come una guerra di difesa in cui Mosca sarebbe impegnata. Il richiamo alla popolazione russa è quindi quello delle grandi emergenze, chiedendo uno sforzo straordinario per sconfiggere il nemico. <br />Parallelamente, la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, arrivava a Kiev con in tasca un nuovo pacchetto di aiuti per l’ammontare di 500 milioni di euro. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52627272</guid><pubDate>Fri, 03 Feb 2023 14:22:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52627272/atlas_29.mp3" length="7216854" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>“Siamo pronti a tutto per vincere”: con queste parole Vladimir Putin ha chiosato ieri la celebrazione dell’ottantesimo anniversario della battaglia di Stalingrado. Il parallelismo è sempre lo stesso, quello secondo cui il governo ucraino sarebbe di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Siamo pronti a tutto per vincere”: con queste parole Vladimir Putin ha chiosato ieri la celebrazione dell’ottantesimo anniversario della battaglia di Stalingrado. Il parallelismo è sempre lo stesso, quello secondo cui il governo ucraino sarebbe di chiara ispirazione filo nazista e la Russia starebbe conducendo una guerra contro i nuovi fascismi. Come sappiamo i primi carri armati Leopard tedeschi sono diretti verso l’Ucraina: questa immagine è stata sovrapposta a quella dei panzer nazisti che nel 1942 hanno invaso l’Unione Sovietica. Putin, naturalmente, non ha fatto menzione del fatto che sia stata la Russia stessa a invadere l’Ucraina, raccontando la situazione attuale come una guerra di difesa in cui Mosca sarebbe impegnata. Il richiamo alla popolazione russa è quindi quello delle grandi emergenze, chiedendo uno sforzo straordinario per sconfiggere il nemico. <br />Parallelamente, la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, arrivava a Kiev con in tasca un nuovo pacchetto di aiuti per l’ammontare di 500 milioni di euro. <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>450</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_28: Trame corrotte a Kiev, mentre arrivano nuove armi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-28-trame-corrotte-a-kiev-mentre-arrivano-nuove-armi--52605926</link><description><![CDATA[Mentre non si esaurisce il dibattito intorno alla fornitura di armi all’Ucraina, in seno all’amministrazione di Zelensky è stata scoperta una fitta trama di corruzione che raggiunge persino i vertici del Ministero della Difesa e l’Agenzia delle Dogane. Sarebbero dunque veritiere le rivelazioni di circa una settimana fa da parte di Ukrainska Pravda. L’ingente ammontare delle cifre distratte, pone l’accento di esercitare controlli molto più  stretti anche sulle forniture di armi e risorse da parte della Nato e dell’UE. Quest’ultima ha messo la lotta alla corruzione e al peculato come condizioni necessarie per l’ammissibilità della domanda di ingresso nell’Unione da parte di Kiev.   <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52605926</guid><pubDate>Wed, 01 Feb 2023 15:28:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52605926/atlas_28.mp3" length="6365828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre non si esaurisce il dibattito intorno alla fornitura di armi all’Ucraina, in seno all’amministrazione di Zelensky è stata scoperta una fitta trama di corruzione che raggiunge persino i vertici del Ministero della Difesa e l’Agenzia delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre non si esaurisce il dibattito intorno alla fornitura di armi all’Ucraina, in seno all’amministrazione di Zelensky è stata scoperta una fitta trama di corruzione che raggiunge persino i vertici del Ministero della Difesa e l’Agenzia delle Dogane. Sarebbero dunque veritiere le rivelazioni di circa una settimana fa da parte di Ukrainska Pravda. L’ingente ammontare delle cifre distratte, pone l’accento di esercitare controlli molto più  stretti anche sulle forniture di armi e risorse da parte della Nato e dell’UE. Quest’ultima ha messo la lotta alla corruzione e al peculato come condizioni necessarie per l’ammissibilità della domanda di ingresso nell’Unione da parte di Kiev.   <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>397</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_27:Attacco in Iran di Israele e implicazioni internazionali del conflitto in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-27-attacco-in-iran-di-israele-e-implicazioni-internazionali-del-conflitto-in-ucraina--52582613</link><description><![CDATA[La guerra in Ucraina determina delle ricadute sullo scacchiere internazionale. Già in passato Atlas si è occupato di queste vicende, tanto rispetto al conflitto Armeno-Azero quanto per ciò che concerne la Turchia e la ridefinizione delle sue rotte commerciali con il Mediterraneo. Oggi è la volta di Israele e della sua relazione, storicamente complessa e conflittuale, con l’Iran. I fatti sono noti: secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, l’aviazione israeliana avrebbe condotto con successo un attacco alla base militare iraniana a Isfahan. L’obiettivo dell’azione sarebbero state le istallazioni per la produzione dei droni kamikaze iraniani e diversi hangar in cui questi droni venivano immagazzinati. Secondo quanto rilevato dal satellite statunitense SkySat, la base sarebbe però ancora in piedi, smentendo almeno parzialmente le fonti israeliane. <br />Teheran sta fornendo a Mosca una quantità sempre maggiore di droni kamikaze; Israele dal canto suo non ha mai voluto concedere armamenti a Kiev, nonostante le pressioni USA.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52582613</guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2023 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52582613/atlas_27.mp3" length="7209558" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra in Ucraina determina delle ricadute sullo scacchiere internazionale. Già in passato Atlas si è occupato di queste vicende, tanto rispetto al conflitto Armeno-Azero quanto per ciò che concerne la Turchia e la ridefinizione delle sue rotte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La guerra in Ucraina determina delle ricadute sullo scacchiere internazionale. Già in passato Atlas si è occupato di queste vicende, tanto rispetto al conflitto Armeno-Azero quanto per ciò che concerne la Turchia e la ridefinizione delle sue rotte commerciali con il Mediterraneo. Oggi è la volta di Israele e della sua relazione, storicamente complessa e conflittuale, con l’Iran. I fatti sono noti: secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, l’aviazione israeliana avrebbe condotto con successo un attacco alla base militare iraniana a Isfahan. L’obiettivo dell’azione sarebbero state le istallazioni per la produzione dei droni kamikaze iraniani e diversi hangar in cui questi droni venivano immagazzinati. Secondo quanto rilevato dal satellite statunitense SkySat, la base sarebbe però ancora in piedi, smentendo almeno parzialmente le fonti israeliane. <br />Teheran sta fornendo a Mosca una quantità sempre maggiore di droni kamikaze; Israele dal canto suo non ha mai voluto concedere armamenti a Kiev, nonostante le pressioni USA.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>450</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_26: Kiev punta ai jet, Berlino li esclude</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-26-kiev-punta-ai-jet-berlino-li-esclude--52560411</link><description><![CDATA[Anche il Giorno della Memoria diviene terreno di scontro tra Russia e Ucraina. Mosca accusa il governo ucraino di essere infiltrato da massicce componenti neonaziste – accusa che fin dall’inizio ha fatto parte dell’apparato retorico a sostegno dell’invasione. D’altra parte, il governo di Kiev emette un comunicato nel quale oltre a ricordare l’orrore della Shoa (sofferta personalmente dalla famiglia del presidente Zelensky) invita ad abbandonare l’indifferenza e a sostenere chi lotta contro l’odio. L’allusione è al dibattito sulla fornitura di armi pesanti da parte dei paesi Nato e di quanti altri gravitano intorno a quest’egida. Superato lo scoglio dei carri armati, con il via libera di Germania e Stati Uniti, il governo ucraino punta all’ottenimento di cacciabombardieri. Un passo in questo senso viene da tutti considerato molto compromettente per il blocco Nato, già considerato cobelligerante dell’Ucraina nella vulgata russa. Il governo tedesco ha già espresso un netto diniego, ma – e la vicenda dei carri armati ne è un fulgido esempio - nel corso di questo conflitto abbiamo già assistito a radicali cambiamenti d’atteggiamento rispetto a questioni analoghe. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52560411</guid><pubDate>Fri, 27 Jan 2023 15:01:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52560411/atlas_26.mp3" length="8003122" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Anche il Giorno della Memoria diviene terreno di scontro tra Russia e Ucraina. Mosca accusa il governo ucraino di essere infiltrato da massicce componenti neonaziste – accusa che fin dall’inizio ha fatto parte dell’apparato retorico a sostegno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Anche il Giorno della Memoria diviene terreno di scontro tra Russia e Ucraina. Mosca accusa il governo ucraino di essere infiltrato da massicce componenti neonaziste – accusa che fin dall’inizio ha fatto parte dell’apparato retorico a sostegno dell’invasione. D’altra parte, il governo di Kiev emette un comunicato nel quale oltre a ricordare l’orrore della Shoa (sofferta personalmente dalla famiglia del presidente Zelensky) invita ad abbandonare l’indifferenza e a sostenere chi lotta contro l’odio. L’allusione è al dibattito sulla fornitura di armi pesanti da parte dei paesi Nato e di quanti altri gravitano intorno a quest’egida. Superato lo scoglio dei carri armati, con il via libera di Germania e Stati Uniti, il governo ucraino punta all’ottenimento di cacciabombardieri. Un passo in questo senso viene da tutti considerato molto compromettente per il blocco Nato, già considerato cobelligerante dell’Ucraina nella vulgata russa. Il governo tedesco ha già espresso un netto diniego, ma – e la vicenda dei carri armati ne è un fulgido esempio - nel corso di questo conflitto abbiamo già assistito a radicali cambiamenti d’atteggiamento rispetto a questioni analoghe. <br /><br />A cura di Sabato Angieri <br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>499</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_25: Le accuse di corruzione ridisegnano la mappa del potere in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-25-le-accuse-di-corruzione-ridisegnano-la-mappa-del-potere-in-ucraina--52538844</link><description><![CDATA[Oggi Atlas mantiene il proprio focus sull’Ucraina, ma distoglie parzialmente l’attenzione dalle vicende belliche, per occuparsi degli equilibri interni al sistema di potere che fa capo al presidente Volodymyr Zelensky. Nella giornata di ieri abbiamo assistito a un’ondata di licenziamenti senza precedenti tra dipendenti ministeriali, ma anche tra le cariche apicali del governo centrale e di quelli regionali.  A mettere in atto questo processo sono state delle pesanti accuse di corruzione diffuse dalla stampa, divenute alla lunga insostenibili per il governo. <br />Nei giorni scorsi già altri alti carichi avevano rassegnato le proprie dimissioni, altrettanto ha fatto ieri il vice capo del gabinetto presidenziale Kyrylo Tymoshenko, tra gli uomini più potenti del paese e strettamente legato al presidente; allo stesso modo si sono dimessi o sono stati rimossi ben cinque governatori regionali. Un bufera che coinvolge numerosi altri vertici dell’amministrazione di Kiev e che ha trovato fino ad ora il proprio apice nell’arresto del vice-ministro delle infrastrutture Vasyl Lozynskiy, accusato di aver intascato mazzette per oltre 400.000 euro sulla fornitura di generatori di corrente. <br />Secondo l’Istituto Kiel, dall’inizio del conflitto, sono giunti in Ucraina 108 miliardi di dollari di aiuti, corrispondenti a circa la metà del  PIL ucraino prima dell’inizio della guerra. Queste risorse, fondamentali per la resistenza ucraina, sono oggi nel mirino degli inquirenti ucraini in materia di anticorruzione.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52538844</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2023 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52538844/atlas_25.mp3" length="8447958" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Atlas mantiene il proprio focus sull’Ucraina, ma distoglie parzialmente l’attenzione dalle vicende belliche, per occuparsi degli equilibri interni al sistema di potere che fa capo al presidente Volodymyr Zelensky. 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Un bufera che coinvolge numerosi altri vertici dell’amministrazione di Kiev e che ha trovato fino ad ora il proprio apice nell’arresto del vice-ministro delle infrastrutture Vasyl Lozynskiy, accusato di aver intascato mazzette per oltre 400.000 euro sulla fornitura di generatori di corrente. <br />Secondo l’Istituto Kiel, dall’inizio del conflitto, sono giunti in Ucraina 108 miliardi di dollari di aiuti, corrispondenti a circa la metà del  PIL ucraino prima dell’inizio della guerra. Queste risorse, fondamentali per la resistenza ucraina, sono oggi nel mirino degli inquirenti ucraini in materia di anticorruzione.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>527</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_24: Via libera della Germania all'invio dei carri armati Leopard in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-24-via-libera-della-germania-all-invio-dei-carri-armati-leopard-in-ucraina--52514607</link><description><![CDATA[La settimana comincia tirando le somme del vertice di Ramstein di venerdì scorso. La tanto attesa svolta della Germania sulla consegna dei carri armati Leopard all’Ucraina non c’era stata, Berlino ha infatti preso tempo sulla decisione. La reazione serena degli Stati Uniti di fronte all’esito dell’incontro aveva fatto supporre a molti analisti che in realtà si fosse trovato un accordo che però non fosse stato reso pubblico. Ipotesi confermata  eri sera da Annalena Baerbock, ministra degli esteri tedesca, che ha dichiarato che dopo ponderate riflessioni la Germania ha deciso di non opporsi alla fornitura di carri armati da parte della Polonia. La centralità strategica dei tank Leopard sta nella possibilità che fornirebbero all’Ucraina di intraprendere un contrattacco nelle zone tuttora occupare dalle truppe russe. Le reazioni di Mosca sono state molto dure, ipotizzando uno scenario di crisi globale di fronte a questa risoluzione. Per il momento Vladimir Putin non si è espresso personalmente  sulla decisione tedesca e non è ancora chiaro quando questi mezzi bellici potranno essere inviati in Ucraina e in che quantità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52514607</guid><pubDate>Mon, 23 Jan 2023 15:30:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52514607/atlas_24.mp3" length="8026244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La settimana comincia tirando le somme del vertice di Ramstein di venerdì scorso. La tanto attesa svolta della Germania sulla consegna dei carri armati Leopard all’Ucraina non c’era stata, Berlino ha infatti preso tempo sulla decisione. La reazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La settimana comincia tirando le somme del vertice di Ramstein di venerdì scorso. La tanto attesa svolta della Germania sulla consegna dei carri armati Leopard all’Ucraina non c’era stata, Berlino ha infatti preso tempo sulla decisione. La reazione serena degli Stati Uniti di fronte all’esito dell’incontro aveva fatto supporre a molti analisti che in realtà si fosse trovato un accordo che però non fosse stato reso pubblico. Ipotesi confermata  eri sera da Annalena Baerbock, ministra degli esteri tedesca, che ha dichiarato che dopo ponderate riflessioni la Germania ha deciso di non opporsi alla fornitura di carri armati da parte della Polonia. La centralità strategica dei tank Leopard sta nella possibilità che fornirebbero all’Ucraina di intraprendere un contrattacco nelle zone tuttora occupare dalle truppe russe. Le reazioni di Mosca sono state molto dure, ipotizzando uno scenario di crisi globale di fronte a questa risoluzione. Per il momento Vladimir Putin non si è espresso personalmente  sulla decisione tedesca e non è ancora chiaro quando questi mezzi bellici potranno essere inviati in Ucraina e in che quantità.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_23: A Ramstein si decide sull'invio di carri armati in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-23-a-ramstein-si-decide-sull-invio-di-carri-armati-in-ucraina--52492941</link><description><![CDATA[Oggi è una giornata molto importante, tanto per la guerra in Ucraina quanto per gli equilibri globali. Gli Stati Uniti hanno convocato a Ramstein, una delle principali basi aeree fuori dal territorio statunitense, un summit con i paesi aderenti alla Nato. L'incontro si concentrerà sulla crisi in corso in Ucraina e sulle principali questioni di sicurezza che gli alleati devono affrontare. Sul piatto c’è il tanto discusso invio di carri armati alle forze ucraine. L’invio rappresenterebbe una forte novità rispetto alla posizione della Nato sulla tipologia di armi che si possono inviare in sostegno di Kiev. Il rischio evidente è che questa risoluzione potrebbe determinare un’escalation nel conflitto. Fino ad oggi la Germania  si è opposta alla consegna dei carri armati. Le dimissioni della ministra della difesa tedesca Christine Lambrecht sono state interpretate come frutto del clima di pressione intorno a Berlino su questo tema. La delegazione USA è volata in Germania con un giorno di anticipo per incontrare il nuovo ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, in un incontro bilaterale che viene letto come il tentativo di stabilire una linea comune prima del vertice di oggi.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52492941</guid><pubDate>Fri, 20 Jan 2023 14:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52492941/atlas_23.mp3" length="6858582" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi è una giornata molto importante, tanto per la guerra in Ucraina quanto per gli equilibri globali. Gli Stati Uniti hanno convocato a Ramstein, una delle principali basi aeree fuori dal territorio statunitense, un summit con i paesi aderenti alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi è una giornata molto importante, tanto per la guerra in Ucraina quanto per gli equilibri globali. Gli Stati Uniti hanno convocato a Ramstein, una delle principali basi aeree fuori dal territorio statunitense, un summit con i paesi aderenti alla Nato. L'incontro si concentrerà sulla crisi in corso in Ucraina e sulle principali questioni di sicurezza che gli alleati devono affrontare. Sul piatto c’è il tanto discusso invio di carri armati alle forze ucraine. L’invio rappresenterebbe una forte novità rispetto alla posizione della Nato sulla tipologia di armi che si possono inviare in sostegno di Kiev. Il rischio evidente è che questa risoluzione potrebbe determinare un’escalation nel conflitto. Fino ad oggi la Germania  si è opposta alla consegna dei carri armati. Le dimissioni della ministra della difesa tedesca Christine Lambrecht sono state interpretate come frutto del clima di pressione intorno a Berlino su questo tema. La delegazione USA è volata in Germania con un giorno di anticipo per incontrare il nuovo ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, in un incontro bilaterale che viene letto come il tentativo di stabilire una linea comune prima del vertice di oggi.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>428</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_22: La storia di Areatovych il tracotante</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-22-la-storia-di-areatovych-il-tracotante--52473990</link><description><![CDATA[In Ucraina ha destato molto scalpore la notizia delle dimissioni del consigliere presindenziale, Oleksij Arestovych, in seguito alle dichiarazioni di quest’ultimo in merito alla palazzina civile distrutta a Dnipro con un bilancio di più di quaranta vittime. Secondo Arestovych la distruzione della palazzina durante un attacco russo potrebbe essere riconducibile agli effetti collaterali della contraerea ucraina, che colpendo un missile russo avrebbe potuto causare l’impatto di una scheggia del missile stesso con lo stabile distrutto. Rimane oscuro il motivo per il quale Arestovych avrebbe rilasciato queste dichiarazioni. Ben nota è la sua familiarità con i mezzi di comunicazione, con i social network e con il linguaggio della politica. Proveniente da posizioni ultranazionaliste e dal forte accento conservatore, dal 2021 si era avvicinato alle posizioni del presidente Zelensky fino a divenirne uno degli uomini di fiducia più vicini.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52473990</guid><pubDate>Wed, 18 Jan 2023 15:42:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52473990/atlas_22.mp3" length="6803204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>In Ucraina ha destato molto scalpore la notizia delle dimissioni del consigliere presindenziale, Oleksij Arestovych, in seguito alle dichiarazioni di quest’ultimo in merito alla palazzina civile distrutta a Dnipro con un bilancio di più di quaranta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Ucraina ha destato molto scalpore la notizia delle dimissioni del consigliere presindenziale, Oleksij Arestovych, in seguito alle dichiarazioni di quest’ultimo in merito alla palazzina civile distrutta a Dnipro con un bilancio di più di quaranta vittime. Secondo Arestovych la distruzione della palazzina durante un attacco russo potrebbe essere riconducibile agli effetti collaterali della contraerea ucraina, che colpendo un missile russo avrebbe potuto causare l’impatto di una scheggia del missile stesso con lo stabile distrutto. Rimane oscuro il motivo per il quale Arestovych avrebbe rilasciato queste dichiarazioni. Ben nota è la sua familiarità con i mezzi di comunicazione, con i social network e con il linguaggio della politica. Proveniente da posizioni ultranazionaliste e dal forte accento conservatore, dal 2021 si era avvicinato alle posizioni del presidente Zelensky fino a divenirne uno degli uomini di fiducia più vicini.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>424</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_21: Bombe sui civili e nuovi aiuti internazionali per l'Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-21-bombe-sui-civili-e-nuovi-aiuti-internazionali-per-l-ucraina--52452882</link><description><![CDATA[Questa settimana torniamo in Ucraina, dove nel fine settimana si sono tenuti dei violenti attacchi russi alle città ucraine. Particolare scalpore ha suscitatao la distruzione di un edificio civile a Dnipro, con al momento 35 vittime accertate. Il portavoce del Cremlino ha dichiarato oggi che la responsabilità del drammatico evento di Dnipro sia da attribuire alla contraerea ucraina. Si tratta di un’argomentazione abbastanza abituale che in questo caso più che mai non sembra rispondere a verità. Ancora una volta il governo di Kiev ha insistito sull’urgenza di ricevere sistemi antimissilistici adeguati. L’UE ha invece annunciato un nuovo pacchetto di aiuti per l’ammontare di 3 miliardi di euro, risorse che andranno a coprire soprattutto le necessità della popolazione civile in sofferenza per il conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52452882</guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2023 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52452882/atlas_21.mp3" length="5806724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Questa settimana torniamo in Ucraina, dove nel fine settimana si sono tenuti dei violenti attacchi russi alle città ucraine. Particolare scalpore ha suscitatao la distruzione di un edificio civile a Dnipro, con al momento 35 vittime accertate. 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L’UE ha invece annunciato un nuovo pacchetto di aiuti per l’ammontare di 3 miliardi di euro, risorse che andranno a coprire soprattutto le necessità della popolazione civile in sofferenza per il conflitto.<br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>362</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_20: Effetti in Armenia della guerra in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-20-effetti-in-armenia-della-guerra-in-ucraina--52432635</link><description><![CDATA[In questo episodio di Atlas torniamo a interessarci di Nagorno Karabakh, dove da oltre un mese le autorità armene di ciò che resta della Repubblica dell’Artsakh, lamentano l’impossibilità ad accedere ai rifornimenti primari. Il blocco, ufficialmente messo in opera da alcuni attivisti civili azeri, secondo il governo armeno sarebbe invece da ricondurre a infiltrati dell’esercito azero. Ciò che sta accadendo in Nagorno Karabakh ha a che fare anche con la guerra in Ucraina; l’Armenia aveva firmato un trattato di mutuo soccorso con la Russia. Quest’ultima non è stata in grado o non ha voluto difendere la Repubblica dell’Artsakh e le frontiere Armene, più volte attaccate nel corso dello scorso anno. In Armenia stanno sorgendo di conseguenza sentimenti anti-russi. Il Partito Nazionale Democratico sta chiedendo a gran voce la chiusura delle basi russe su territorio armeno.  <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52432635</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2023 15:03:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52432635/atlas_20.mp3" length="6383574" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio di Atlas torniamo a interessarci di Nagorno Karabakh, dove da oltre un mese le autorità armene di ciò che resta della Repubblica dell’Artsakh, lamentano l’impossibilità ad accedere ai rifornimenti primari. 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Il Partito Nazionale Democratico sta chiedendo a gran voce la chiusura delle basi russe su territorio armeno.  <br /><br />A cura di Sabato Angieri<br /><br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>398</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_19: Soledar pronta a cadere, Bakhmut nel mirino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-19-soledar-pronta-a-cadere-bakhmut-nel-mirino--52413661</link><description><![CDATA[Da mesi i russi provano a prendere il controllo di Bakhmut, fondamentale per la sua posizione strategica e di Soledar, a poca distanza. Stando a quanto riportato da militari ucraini presenti sul campo, Soledar sarebbe già perduta. La sua conquista da parte delle forze russe – ancora non c’è stata una resa ufficiale ma pare debba essere imminente - è costata mesi di dure battaglie e un enorme dispendio di forze e armamenti sul campo.<br />L’importanza strategica di Soledar, oltre che per la sua vicinanza a Bakhmut, risiede nella presenza nell’area di giacimenti minerari e di una fitta rete di cunicoli che servono da rifugio per i militari ucraini.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52413661</guid><pubDate>Wed, 11 Jan 2023 17:02:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52413661/atlas_19.mp3" length="8178774" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Da mesi i russi provano a prendere il controllo di Bakhmut, fondamentale per la sua posizione strategica e di Soledar, a poca distanza. Stando a quanto riportato da militari ucraini presenti sul campo, Soledar sarebbe già perduta. La sua conquista da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da mesi i russi provano a prendere il controllo di Bakhmut, fondamentale per la sua posizione strategica e di Soledar, a poca distanza. Stando a quanto riportato da militari ucraini presenti sul campo, Soledar sarebbe già perduta. La sua conquista da parte delle forze russe – ancora non c’è stata una resa ufficiale ma pare debba essere imminente - è costata mesi di dure battaglie e un enorme dispendio di forze e armamenti sul campo.<br />L’importanza strategica di Soledar, oltre che per la sua vicinanza a Bakhmut, risiede nella presenza nell’area di giacimenti minerari e di una fitta rete di cunicoli che servono da rifugio per i militari ucraini.]]></itunes:summary><itunes:duration>510</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_18: Brasile, attacco alla democrazia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-18-brasile-attacco-alla-democrazia--52390382</link><description><![CDATA[Questo episodio di Atlas ci  porta in Brasile, dove i sostenitori del presidente uscente Jair Bolsonaro, hanno preso d’assalto le sedi delle più alte istituzioni dello stato. A Brasilia si è ripetuta una scena simile a quella cui abbiamo assistito il 6 gennaio del 2021 a Whashington. Il parallelismo tra le due situazioni non è casuale, Bolsonaro ha da sempre sostenuto le tesi di Trump, con accenti ulteriormente maschilisti e violentemente denigratori nei confronti deli oppositori. Già nelle settimane precedenti al voto, Bolsonaro si è rivolto ai propri sostenitori con tesi complottiste che anticipavano che se fosse stato sconfitto sarebbe stata a causa di un qualche complotto. Al momento dei fatti di Brasilia, Bolsonaro si trovava in Florida, da dove tuttora segue lo sviluppo degli eventi. Il presidente eletto, Lula, ha accusato i manifestanti di essere dei “vandali fascisti” e la polizia di non essere stata all’altezza della situazione. È probabile che venga proclamato lo stato d’emergenza, con la conseguente concentrazione della gestione in mani presidenziali.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52390382</guid><pubDate>Mon, 09 Jan 2023 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52390382/atlas_18.mp3" length="7955286" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Questo episodio di Atlas ci  porta in Brasile, dove i sostenitori del presidente uscente Jair Bolsonaro, hanno preso d’assalto le sedi delle più alte istituzioni dello stato. A Brasilia si è ripetuta una scena simile a quella cui abbiamo assistito il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questo episodio di Atlas ci  porta in Brasile, dove i sostenitori del presidente uscente Jair Bolsonaro, hanno preso d’assalto le sedi delle più alte istituzioni dello stato. A Brasilia si è ripetuta una scena simile a quella cui abbiamo assistito il 6 gennaio del 2021 a Whashington. Il parallelismo tra le due situazioni non è casuale, Bolsonaro ha da sempre sostenuto le tesi di Trump, con accenti ulteriormente maschilisti e violentemente denigratori nei confronti deli oppositori. Già nelle settimane precedenti al voto, Bolsonaro si è rivolto ai propri sostenitori con tesi complottiste che anticipavano che se fosse stato sconfitto sarebbe stata a causa di un qualche complotto. Al momento dei fatti di Brasilia, Bolsonaro si trovava in Florida, da dove tuttora segue lo sviluppo degli eventi. Il presidente eletto, Lula, ha accusato i manifestanti di essere dei “vandali fascisti” e la polizia di non essere stata all’altezza della situazione. È probabile che venga proclamato lo stato d’emergenza, con la conseguente concentrazione della gestione in mani presidenziali.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>496</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_17: La tregua di Natale di Putin e Kirill</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-17-la-tregua-di-natale-di-putin-e-kirill--52370317</link><description><![CDATA[La tregua unilaterale russa per la ricorrenza del Natale ortodosso è stato un colpo di scena. La Chiesa ortodossa russa si è schierata nettamente a favore di Putin nell’invasione dell’Ucraina, e questi ha risposto all’appello del patriarca Kirill. Le parole con cui il patriarca ha sollecitato la tregua – Kirill, “patriarca di Mosca e di tutte le Russie”, ha parlato di “guerra intestina” - sono a loro volta un sostegno a Putin. Non stupisce quindi che gli ucraini abbiano reagito con freddezza questa tregua e i termini in cui è stata proposta. Proseguono in parallelo le conversazioni di Erdogan con Putin da un lato e Zelensky dall’altro, ma le posizioni rimangono inconciliabili.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52370317</guid><pubDate>Fri, 06 Jan 2023 14:22:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52370317/atlas_17.mp3" length="6952580" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>La tregua unilaterale russa per la ricorrenza del Natale ortodosso è stato un colpo di scena. La Chiesa ortodossa russa si è schierata nettamente a favore di Putin nell’invasione dell’Ucraina, e questi ha risposto all’appello del patriarca Kirill. Le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La tregua unilaterale russa per la ricorrenza del Natale ortodosso è stato un colpo di scena. La Chiesa ortodossa russa si è schierata nettamente a favore di Putin nell’invasione dell’Ucraina, e questi ha risposto all’appello del patriarca Kirill. Le parole con cui il patriarca ha sollecitato la tregua – Kirill, “patriarca di Mosca e di tutte le Russie”, ha parlato di “guerra intestina” - sono a loro volta un sostegno a Putin. Non stupisce quindi che gli ucraini abbiano reagito con freddezza questa tregua e i termini in cui è stata proposta. Proseguono in parallelo le conversazioni di Erdogan con Putin da un lato e Zelensky dall’altro, ma le posizioni rimangono inconciliabili.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>434</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_16: Polemiche in Russia dopo l'attacco alla base di Makiivka</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-16-polemiche-in-russia-dopo-l-attacco-alla-base-di-makiivka--52352426</link><description><![CDATA[Tanto in Russia come in Ucraina la notizia che tiene banco è l’attacco alla base russa di Makiivka, nel Doneck. L’artiglieria ucraina ha sparato contro una ex-scuola professionale adibita a caserma, dove secondo le fonti ucraine si trovavano diverse centinaia di soldati russi. Oltre alle truppe l’edificio ospitava depositi di munizioni e carburanti, che hanno amplificato le esplosioni e condotto alla completa distruzione dello stabile. Oltre alla rapida ammissione da parte russa – benché i russi parlino inizialmente di soli 63 morti – colpiscono le reazioni che si sono avute  a Mosca. Da più parti si sono sollevati dubbi sulla competenza degli alti ranghi dell’esercito. Il Cremlino prova a reagire alle polemiche e ad adeguarsi al passo lungo della guerra con nuovi investimenti propagandistici e risarcimenti per caduti e feriti.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52352426</guid><pubDate>Wed, 04 Jan 2023 16:00:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52352426/atlas_16.mp3" length="7987076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Tanto in Russia come in Ucraina la notizia che tiene banco è l’attacco alla base russa di Makiivka, nel Doneck. L’artiglieria ucraina ha sparato contro una ex-scuola professionale adibita a caserma, dove secondo le fonti ucraine si trovavano diverse...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tanto in Russia come in Ucraina la notizia che tiene banco è l’attacco alla base russa di Makiivka, nel Doneck. L’artiglieria ucraina ha sparato contro una ex-scuola professionale adibita a caserma, dove secondo le fonti ucraine si trovavano diverse centinaia di soldati russi. Oltre alle truppe l’edificio ospitava depositi di munizioni e carburanti, che hanno amplificato le esplosioni e condotto alla completa distruzione dello stabile. Oltre alla rapida ammissione da parte russa – benché i russi parlino inizialmente di soli 63 morti – colpiscono le reazioni che si sono avute  a Mosca. Da più parti si sono sollevati dubbi sulla competenza degli alti ranghi dell’esercito. Il Cremlino prova a reagire alle polemiche e ad adeguarsi al passo lungo della guerra con nuovi investimenti propagandistici e risarcimenti per caduti e feriti.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>498</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_15: negoziati al palo in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-15-negoziati-al-palo-in-ucraina--52312869</link><description><![CDATA[Una nuova ondata di bombardamenti ha sconvolto le città ucraine. Il bilancio dei morti è meno grave che nelle scorse occasioni: tre morti e una quindicina di feriti. Resta però evidente che la strategia di Mosca non si è modificata nelle ultime settimane, a dispetto dell’opinione di diversi analisti che ipotizza che le scorte di armamenti russi si starebbe esaurendo. Elettricità e forniture idriche scarseggiano nelle principali città ucraine, con evidente sofferenza della popolazione e il risultato strategico di portare la guerra e di impegnare le risorse ucraine lontano dal fronte. Parallelamente Kiev torna a parlare di possibili negoziati, ma le proposte di trattativa sembrano piuttosto una lista di desiderata da parte ucraina. Per contro, la Russia ribadisce che l’unica base di un’eventuale trattativa deve partire dal riconoscimento dello status quo. In definitiva, allo stato attuale non esistono spiragli concreti di pace e dopo un Natale di sangue, si profila anche un capodanno difficile per i civili coinvolti loro malgrado nella contesa bellica.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52312869</guid><pubDate>Fri, 30 Dec 2022 15:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52312869/atlas_15.mp3" length="8732420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Una nuova ondata di bombardamenti ha sconvolto le città ucraine. Il bilancio dei morti è meno grave che nelle scorse occasioni: tre morti e una quindicina di feriti. Resta però evidente che la strategia di Mosca non si è modificata nelle ultime...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una nuova ondata di bombardamenti ha sconvolto le città ucraine. Il bilancio dei morti è meno grave che nelle scorse occasioni: tre morti e una quindicina di feriti. Resta però evidente che la strategia di Mosca non si è modificata nelle ultime settimane, a dispetto dell’opinione di diversi analisti che ipotizza che le scorte di armamenti russi si starebbe esaurendo. Elettricità e forniture idriche scarseggiano nelle principali città ucraine, con evidente sofferenza della popolazione e il risultato strategico di portare la guerra e di impegnare le risorse ucraine lontano dal fronte. Parallelamente Kiev torna a parlare di possibili negoziati, ma le proposte di trattativa sembrano piuttosto una lista di desiderata da parte ucraina. Per contro, la Russia ribadisce che l’unica base di un’eventuale trattativa deve partire dal riconoscimento dello status quo. In definitiva, allo stato attuale non esistono spiragli concreti di pace e dopo un Natale di sangue, si profila anche un capodanno difficile per i civili coinvolti loro malgrado nella contesa bellica.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>545</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_14: ennesima morte eccellente tra l'establishment di Putin</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-14-ennesima-morte-eccellente-tra-l-establishment-di-putin--52298005</link><description><![CDATA[È circolata la notizia dell’ennesima morte all’interno dell’establishment russo. Si tratta di Pavel Antov, re degli insaccati appartenente allo stesso partito di Putin, caduto dalla finestra dell’hotel indiano in cui stava festeggiando il proprio compleanno. Liquidata come frutto di un suicidio, la morte di Antov non è passata inosservata: l’imprenditore aveva dichiarato nei primi tempi dell’attacco russo all’Ucraina che le azioni russe erano degli attacchi terroristici. Quella di Antov è solo l’ultima, in termini cronologici, delle numerose morti eccellenti - all’interno e al di fuori dei confini russi – tra personalità in vista del potere russo, fossero essi politici, imprenditori o finanzieri. Il tratto che accomuna queste morti eccellenti sta nel fatto che ciascuno di loro, a vario titolo, aveva manifestato critiche o perplessità rispetto all’agire di Putin. Ovviamente, tutto ciò non rappresenta alcuna prova di colpevolezza ma giustifica il sospetto che ci sia un collegamento tra il loro posizionamento e la loro successiva morte. A cura di Sabato Angieri Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52298005</guid><pubDate>Wed, 28 Dec 2022 15:06:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52298005/atlas_14.mp3" length="8422230" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>È circolata la notizia dell’ennesima morte all’interno dell’establishment russo. Si tratta di Pavel Antov, re degli insaccati appartenente allo stesso partito di Putin, caduto dalla finestra dell’hotel indiano in cui stava festeggiando il proprio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È circolata la notizia dell’ennesima morte all’interno dell’establishment russo. Si tratta di Pavel Antov, re degli insaccati appartenente allo stesso partito di Putin, caduto dalla finestra dell’hotel indiano in cui stava festeggiando il proprio compleanno. Liquidata come frutto di un suicidio, la morte di Antov non è passata inosservata: l’imprenditore aveva dichiarato nei primi tempi dell’attacco russo all’Ucraina che le azioni russe erano degli attacchi terroristici. Quella di Antov è solo l’ultima, in termini cronologici, delle numerose morti eccellenti - all’interno e al di fuori dei confini russi – tra personalità in vista del potere russo, fossero essi politici, imprenditori o finanzieri. Il tratto che accomuna queste morti eccellenti sta nel fatto che ciascuno di loro, a vario titolo, aveva manifestato critiche o perplessità rispetto all’agire di Putin. Ovviamente, tutto ciò non rappresenta alcuna prova di colpevolezza ma giustifica il sospetto che ci sia un collegamento tra il loro posizionamento e la loro successiva morte. 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Soprattutto nel caso dei Grad (dal russo, “grandine”), dei lanciarazzi multipli il cui livello di precisione è molto relativo. Dal punto di vista strategico, d’altro canto, i russi hanno tutto l’interesse nel mantenere occupate le forze ucraine nella difesa delle zone civili, non lasciando loro margine di riorganizzazione. A cura di Sabato Angieri Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52281854</guid><pubDate>Mon, 26 Dec 2022 15:15:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52281854/atlas_13.mp3" length="6359766" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>16 persone sono rimaste uccise la vigilia di Natale a Kherson, nell’attacco a un centro commerciale da parte russa. Perché i russi a colpiscono obiettivi civili con sempre maggior insistenza? 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L'inverno non ha rallentato i combattimenti e chi ne fa le spese è la popolazione inerme di fronte alle bombe di Mosca e ai rigori dell'inverno in assenza di forniture energetiche. Persone che comunque, ogni giorno, scelgono di vivere.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52267092</guid><pubDate>Fri, 23 Dec 2022 15:35:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52267092/atlas_12.mp3" length="5529476" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Si è svolta la visita del presidente Zelensky a Washington, visita fortemente caldeggiata dall'amministrazione USA, nel tentativo da parte di Biden di compatttare il fronte interno in vista dell'imminiente passaggio di consegne al Congresso. 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Persone che comunque, ogni giorno, scelgono di vivere.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>345</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_11: Zelensky negli USA mentre  proseguono gli attacchi russi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-11-zelensky-negli-usa-mentre-proseguono-gli-attacchi-russi--52247453</link><description><![CDATA[Si continua a bombardare nelle città ucraine del sud e dell’est, che continuano a scontare gravi problemi di approvvigionamento. Intanto le autorità ucraine continuano a diffondere notizie sull’imminenza di nuove azioni sul fronte di Melitopol. La notizia che oggi tiene banco è comunque la visita del presidente Zelensky a Washington, accolta con grande risalto dalle autorità statunitensi. Dal canto suo, Putin ha dichiarato oggi che la guerra è sostanzialmente colpa di paesi terzi, con evidente riferimento a Inghilterra e Stati Uniti. Nelle ultime ore sono giunte nuove dichiarazioni della presidenza USA che alludono a una prevedibile lunga durata del conflitto. Si attendono le dichiarazioni conclusive che verranno emesse dopo la visita del presidente ucraino negli USA, visita che durerà solo 24 ore.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52247453</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2022 16:33:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52247453/atlas_11.mp3" length="5863638" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Si continua a bombardare nelle città ucraine del sud e dell’est, che continuano a scontare gravi problemi di approvvigionamento. Intanto le autorità ucraine continuano a diffondere notizie sull’imminenza di nuove azioni sul fronte di Melitopol. La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si continua a bombardare nelle città ucraine del sud e dell’est, che continuano a scontare gravi problemi di approvvigionamento. Intanto le autorità ucraine continuano a diffondere notizie sull’imminenza di nuove azioni sul fronte di Melitopol. La notizia che oggi tiene banco è comunque la visita del presidente Zelensky a Washington, accolta con grande risalto dalle autorità statunitensi. Dal canto suo, Putin ha dichiarato oggi che la guerra è sostanzialmente colpa di paesi terzi, con evidente riferimento a Inghilterra e Stati Uniti. Nelle ultime ore sono giunte nuove dichiarazioni della presidenza USA che alludono a una prevedibile lunga durata del conflitto. 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Manca la corrente nella parte centrale della città e le uniche comunicazioni sono possibili grazie alle cosiddette “tende dell’invincibilità”, tende dotate di connessione Starlink e di generatore, messe a disposizione dalle amministrazioni. All’obitorio si è tenuto oggi il funerale di Inna, la volontaria della croce rossa caduta la scorsa settimana durante un bombardamento. I cortei funebri sono sconsigliati in quanto ogni agglomerato di massa può far pensare ai rilevatori GPS nemici che si tratti di uno spostamento di truppe, motivo per il quale anche durante le esequie di Inna è stato chiesto ai presenti di disattivare il segnale dei telefoni cellulari. Mentre si svolgevano i funerali, numerose persone attendevano di poter parlare con il cappellano per fissare un appuntamento per seppellire a loro volta i propri cari. Sono ancora molti i morti che non hanno trovato sepoltura, soprattutto tra quanti hanno perso la vita da settembre in poi, quando la città era caduta in mani russe.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52227854</guid><pubDate>Mon, 19 Dec 2022 15:31:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52227854/atlas_10.mp3" length="6073768" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Nuovo risveglio sotto il fuoco russo per Kershon. Il primo obiettivo è stato l’edificio dell’amministrazione, parzialmente distrutto dal bombardamento. I colpi di artiglieria si sono susseguiti durante tutto il giorno. Manca la corrente nella parte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nuovo risveglio sotto il fuoco russo per Kershon. Il primo obiettivo è stato l’edificio dell’amministrazione, parzialmente distrutto dal bombardamento. I colpi di artiglieria si sono susseguiti durante tutto il giorno. Manca la corrente nella parte centrale della città e le uniche comunicazioni sono possibili grazie alle cosiddette “tende dell’invincibilità”, tende dotate di connessione Starlink e di generatore, messe a disposizione dalle amministrazioni. All’obitorio si è tenuto oggi il funerale di Inna, la volontaria della croce rossa caduta la scorsa settimana durante un bombardamento. I cortei funebri sono sconsigliati in quanto ogni agglomerato di massa può far pensare ai rilevatori GPS nemici che si tratti di uno spostamento di truppe, motivo per il quale anche durante le esequie di Inna è stato chiesto ai presenti di disattivare il segnale dei telefoni cellulari. Mentre si svolgevano i funerali, numerose persone attendevano di poter parlare con il cappellano per fissare un appuntamento per seppellire a loro volta i propri cari. Sono ancora molti i morti che non hanno trovato sepoltura, soprattutto tra quanti hanno perso la vita da settembre in poi, quando la città era caduta in mani russe.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>379</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_09: La strategia russa per piegare la resistenza ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-09-la-strategia-russa-per-piegare-la-resistenza-ucraina--52204372</link><description><![CDATA[Nuova ondata di violenti attacchi russi in diverse città ucraine. I bombardamenti sono parte della strategia russa per piegare la resistenza ucraina: attaccare le città che non sono direttamente coinvolte dalla linea del fronte. Oltre alla sospensione delle forniture elettriche si registra la debacle delle linee telefoniche, con evidenti conseguenze sulle comunicazioni. In prossimità del fronte a Kherson nuovi attacchi hanno sferzato la città. Due persone sono rimaste uccise, tra loro Inna, volontaria della Croce Rossa colpita da una scheggia mentre aiutava le persone in fila per ricevere sostegno alimentare a rifugiarsi nell’interrato dell’edificio. Intanto i bombardamenti sono continuati con intensità per ore.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52204372</guid><pubDate>Fri, 16 Dec 2022 14:23:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52204372/atlas_09.mp3" length="6372740" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Nuova ondata di violenti attacchi russi in diverse città ucraine. I bombardamenti sono parte della strategia russa per piegare la resistenza ucraina: attaccare le città che non sono direttamente coinvolte dalla linea del fronte. Oltre alla sospensione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nuova ondata di violenti attacchi russi in diverse città ucraine. I bombardamenti sono parte della strategia russa per piegare la resistenza ucraina: attaccare le città che non sono direttamente coinvolte dalla linea del fronte. Oltre alla sospensione delle forniture elettriche si registra la debacle delle linee telefoniche, con evidenti conseguenze sulle comunicazioni. In prossimità del fronte a Kherson nuovi attacchi hanno sferzato la città. Due persone sono rimaste uccise, tra loro Inna, volontaria della Croce Rossa colpita da una scheggia mentre aiutava le persone in fila per ricevere sostegno alimentare a rifugiarsi nell’interrato dell’edificio. Intanto i bombardamenti sono continuati con intensità per ore.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>397</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_08 L'Ucraina progetta la controffensiva su Melitopol</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-08-l-ucraina-progetta-la-controffensiva-su-melitopol--52183612</link><description><![CDATA[Nuovi bombardamenti a Kherson. Colpite delle palazzine popolari, l’obiettivo pare fosse uno stabilimento industriale non distante. Il comandante in capo delle forze armate ucraine, Valery Zaluzhny, ha dichiarato che non appena il terreno ghiaccerà di nuovo riprenderà l’offensiva di Kiev. Questa dichiarazione ha ovviamente l’obiettivo di mettere pressione ai russi, ma al tempo stesso svela l’intenzione di sferrare una controffensiva nella zona di Melitopol. Se l’operazione riuscisse avrebbe la duplice valenza di spezzare in due i territori occupati dai russi nel sud del paese e di interrompere la catena di approvvigionamento delle forze di Mosca.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52183612</guid><pubDate>Wed, 14 Dec 2022 15:44:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52183612/atlas_08.mp3" length="6100182" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Nuovi bombardamenti a Kherson. Colpite delle palazzine popolari, l’obiettivo pare fosse uno stabilimento industriale non distante. 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Se l’operazione riuscisse avrebbe la duplice valenza di spezzare in due i territori occupati dai russi nel sud del paese e di interrompere la catena di approvvigionamento delle forze di Mosca.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>380</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_07: Bombe sui civili a Kherson</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-07-bombe-sui-civili-a-kherson--52160876</link><description><![CDATA[Nuovamente a Kherson, Sabato Angieri racconta la situazione in città a poche ore dai violenti bombardamenti russi che nelle prime ore del mattino hanno sferzato la zona nord della città. Sono state  colpite numerose abitazioni civili, ci sono molte case senza tetto e i Vigili del Fuoco sono impegnati nello spegnimento degli incendi. In generale, si registra un’evoluzione nella strategia dei russi, che non si limitano più ad attaccare le zone limitrofe al fiume Dnipro, dove si concentra l’artiglieria ucraina. Un altro attacco ha colpito un quartiere di palazzine popolari non distanti dal centro. Per il momento si registra una vittima accertata, un’anziana signora che passava di fronte alle palazzine durante il bombardamento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52160876</guid><pubDate>Mon, 12 Dec 2022 13:09:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52160876/atlas_07.mp3" length="5216296" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Nuovamente a Kherson, Sabato Angieri racconta la situazione in città a poche ore dai violenti bombardamenti russi che nelle prime ore del mattino hanno sferzato la zona nord della città. Sono state  colpite numerose abitazioni civili, ci sono molte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nuovamente a Kherson, Sabato Angieri racconta la situazione in città a poche ore dai violenti bombardamenti russi che nelle prime ore del mattino hanno sferzato la zona nord della città. Sono state  colpite numerose abitazioni civili, ci sono molte case senza tetto e i Vigili del Fuoco sono impegnati nello spegnimento degli incendi. In generale, si registra un’evoluzione nella strategia dei russi, che non si limitano più ad attaccare le zone limitrofe al fiume Dnipro, dove si concentra l’artiglieria ucraina. Un altro attacco ha colpito un quartiere di palazzine popolari non distanti dal centro. Per il momento si registra una vittima accertata, un’anziana signora che passava di fronte alle palazzine durante il bombardamento.]]></itunes:summary><itunes:duration>325</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_06: la sofferenza di Kherson</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-06-la-sofferenza-di-kherson--52137298</link><description><![CDATA[Vedere delle persone in coda, nella speranza di ricevere pacchi alimentari, è piuttosto comune a Kherson. "In realtà manca tutto", sottolinea Sabato Angieri, tra le maggiori preoccupazioni della popolazione c'è il reparimento di acqua potabile. L'attesa e la frustrazione per la fine delle scorte sono delle costanti nelle giornate degli abitanti della città.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52137298</guid><pubDate>Fri, 09 Dec 2022 14:57:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52137298/atlas_06.mp3" length="5595058" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Vedere delle persone in coda, nella speranza di ricevere pacchi alimentari, è piuttosto comune a Kherson. "In realtà manca tutto", sottolinea Sabato Angieri, tra le maggiori preoccupazioni della popolazione c'è il reparimento di acqua potabile....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Vedere delle persone in coda, nella speranza di ricevere pacchi alimentari, è piuttosto comune a Kherson. "In realtà manca tutto", sottolinea Sabato Angieri, tra le maggiori preoccupazioni della popolazione c'è il reparimento di acqua potabile. L'attesa e la frustrazione per la fine delle scorte sono delle costanti nelle giornate degli abitanti della città.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>349</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_05: Istantanea da Odessa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-05-istantanea-da-odessa--52121148</link><description><![CDATA[Di ritorno in città dopo circa un mese di assenza, Sabato Angieri racconta la situazione ad Odessa. Gli attacchi russi hanno lasciato in eredità la sospensione delle forniture elettriche e l’assenza di riscaldamenti come segni più evidenti; una strategia mirata da parte delle truppe russe. Benché il coprifuoco sia fissato ufficialmente alle 23.00, già alle 18.00 le strade sono pressoché deserte. I pochi pub aperti funzionano anche da stazioni di ricarica: i banconi sono colmi di ciabatte elettriche dove le persone ricaricano i propri cellulari.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52121148</guid><pubDate>Wed, 07 Dec 2022 15:17:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52121148/atlas_05.mp3" length="5623940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Di ritorno in città dopo circa un mese di assenza, Sabato Angieri racconta la situazione ad Odessa. Gli attacchi russi hanno lasciato in eredità la sospensione delle forniture elettriche e l’assenza di riscaldamenti come segni più evidenti; una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Di ritorno in città dopo circa un mese di assenza, Sabato Angieri racconta la situazione ad Odessa. Gli attacchi russi hanno lasciato in eredità la sospensione delle forniture elettriche e l’assenza di riscaldamenti come segni più evidenti; una strategia mirata da parte delle truppe russe. Benché il coprifuoco sia fissato ufficialmente alle 23.00, già alle 18.00 le strade sono pressoché deserte. I pochi pub aperti funzionano anche da stazioni di ricarica: i banconi sono colmi di ciabatte elettriche dove le persone ricaricano i propri cellulari.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>351</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_04: La posizione ambivalente degli USA rispetto all'Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-04-la-posizione-ambivalente-degli-usa-rispetto-all-ucraina--52099041</link><description><![CDATA[Oggi Atlas analizza la posizione degli Stati Uniti verso Kiev, posizione che in molti non esitano a definire ambivalente. Da un alto Mark Milley, capo di stato maggiore congiunto sostiene che il conflitto in Ucraina non si concluderà con una vittoria militare. Dall’altra il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha intrattenuto conversazioni con Zelensky affinché l’Ucraina si mostri aperta a negoziati. Lo stesso presidente Joe Biden nega di voler incontrare Putin per promuovere una mediazione, ma la diplomazia si sta muovendo in questo senso in maniera ufficiosa.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52099041</guid><pubDate>Mon, 05 Dec 2022 13:48:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52099041/atlas_04.mp3" length="5672406" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Atlas analizza la posizione degli Stati Uniti verso Kiev, posizione che in molti non esitano a definire ambivalente. 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Lo stesso presidente Joe Biden nega di voler incontrare Putin per promuovere una mediazione, ma la diplomazia si sta muovendo in questo senso in maniera ufficiosa.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>354</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_03: La legione internazionale ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-03-la-legione-internazionale-ucraina--52079028</link><description><![CDATA[Oggi torniamo a occuparci in Ucraina, raccontando le vicende della legione internazionale, vale a dire il reparto speciale dell'esercito di Kiev composto esclusivamente da soldati stranieri. Sabato Angieri ha trascorso buona parte del proprio tempo in Ucarina dall'inizio del conflitto, scrivendo e rilasciando corrispondenze per numerose testate tra cui Il Manifesto, L'Espresso, La7. <br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52079028</guid><pubDate>Fri, 02 Dec 2022 15:41:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52079028/atlas_03.mp3" length="8120186" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi torniamo a occuparci in Ucraina, raccontando le vicende della legione internazionale, vale a dire il reparto speciale dell'esercito di Kiev composto esclusivamente da soldati stranieri. 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Sabato Angieri ha trascorso buona parte del proprio tempo in Ucarina dall'inizio del conflitto, scrivendo e rilasciando corrispondenze per numerose testate tra cui Il Manifesto, L'Espresso, La7. <br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>507</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_02: La contesa del Nagorno Karabakh</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-02-la-contesa-del-nagorno-karabakh--52055452</link><description><![CDATA[Oggi facciamo il punto sulla situazione in Nagorno Karabakh, l'Azerbaijan approfitta della guerra in Ucraina per rivendicare il disarmo dell'esercito di difesa della Repubblica dell'Artsakh, probabilmente valutando che la Russia sia troppo impegnata per muoversi in difesa dell'Armenia, con la quale ha buoni rapporti diplomatici.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52055452</guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2022 13:48:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52055452/atlas_02.mp3" length="6240700" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi facciamo il punto sulla situazione in Nagorno Karabakh, l'Azerbaijan approfitta della guerra in Ucraina per rivendicare il disarmo dell'esercito di difesa della Repubblica dell'Artsakh, probabilmente valutando che la Russia sia troppo impegnata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi facciamo il punto sulla situazione in Nagorno Karabakh, l'Azerbaijan approfitta della guerra in Ucraina per rivendicare il disarmo dell'esercito di difesa della Repubblica dell'Artsakh, probabilmente valutando che la Russia sia troppo impegnata per muoversi in difesa dell'Armenia, con la quale ha buoni rapporti diplomatici.<br />A cura di Sabato Angieri<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>389</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Atlas_01: Notizie da Zaporizhzhia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/atlas-01-notizie-da-zaporizhzhia--52033993</link><description><![CDATA[Primo appuntamento con Atlas, il podcast a cura di Sabato Angieri che ogni lunedì, mercoledì e venerdì fa il punto sulle principali novità da alcuni dei principali teatri di crisi al mondo.<br />Oggi ci concentriamo sull'Ucraina, dove la notizia più rilevante riguarda la smentita da parte delle autorità russe circa la presunta imminente ritirata delle truppe di Mosca dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia.<br />Regia di Ciro Colonna]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52033993</guid><pubDate>Mon, 28 Nov 2022 15:54:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52033993/atlas_01.mp3" length="5412422" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Atlante Editoriale</itunes:author><itunes:subtitle>Primo appuntamento con Atlas, il podcast a cura di Sabato Angieri che ogni lunedì, mercoledì e venerdì fa il punto sulle principali novità da alcuni dei principali teatri di crisi al mondo.&#13;
Oggi ci concentriamo sull'Ucraina, dove la notizia più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Primo appuntamento con Atlas, il podcast a cura di Sabato Angieri che ogni lunedì, mercoledì e venerdì fa il punto sulle principali novità da alcuni dei principali teatri di crisi al mondo.<br />Oggi ci concentriamo sull'Ucraina, dove la notizia più rilevante riguarda la smentita da parte delle autorità russe circa la presunta imminente ritirata delle truppe di Mosca dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia.<br />Regia di Ciro Colonna]]></itunes:summary><itunes:duration>338</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a92df5ea48b039ea09cde12d91d96a65.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
