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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Slowly - il podcast di Slow News</title><link>https://www.spreaker.com/show/slowly-la-settimana-di-slow-news</link><description><![CDATA[<b>Slowly è il podcast di Slow News</b>. Esce una volta la settimana, quando è pronto, e racconta le notizie che restano, quelle che servono per farti risparmiare tempo, per aiutarti a non perdere la bussola in mezzo al caos dell'informazione, quelle che potrai riascoltare anche domani o la settimana dopo. ]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5721862/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>News Commentary</category><copyright>Copyright Slow News</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg</url><title>Slowly - il podcast di Slow News</title><link>https://www.spreaker.com/show/slowly-la-settimana-di-slow-news</link></image><lastBuildDate>Wed, 12 Nov 2025 18:47:52 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Slow News</itunes:name><itunes:email>info@slow-news.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:subtitle>Il podcast di informazione lenta, curato da Alberto Puliafito e dalla redazione di Slow News.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Slowly è il podcast di Slow News</b>. Esce una volta la settimana, quando è pronto, e racconta le notizie che restano, quelle che servono per farti risparmiare tempo, per aiutarti a non perdere la bussola in mezzo al caos dell'informazione, quelle che potrai riascoltare anche domani o la settimana dopo. ]]></itunes:summary><itunes:category text="News"><itunes:category text="News Commentary"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Ep. 22 - Il giornalismo è un privilegio?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-22-il-giornalismo-e-un-privilegio--68541141</link><description><![CDATA[Le vite di chi racconta le cose facendo giornalismo non sono esattamente facili come si può pensare. E, in molti casi, <b>il giornalismo è un privilegio di classe</b>. È a forma di <b>maschio bianco benestante</b>. E siccome il privilegio è intersezionale, in questa puntata di Slowly parliamo anche con Roberta Cavaglià, che ha realizzato insieme a Stefania Prandi e Francesca Candioli un'inchiesta sulle molestie nelle scuole di giornalismo e che ora raccoglie testimonianze per una nuova inchiesta su molestie, ricatti sessuali, discriminazioni legate alla maternità, comportamenti sessisti e abusi di potere avvenuti all’interno delle redazioni italiane.<br />Per raccoglierle, hanno creato un questionario che puoi compilare in forma anonima, lasciando un mail o numero di telefono per essere ricontattata e verificare la tua identità, che non verrà diffusa per nessun motivo: <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfeXovPGQKvJMz6ssZu3jYNm8j9n2t5w0cZAX8qgUPmtHWaNQ/viewform" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo trovi qui</a>.<br /><br />***<br /><i>Da qui in giù, la sintesi è fatta in maniera automatica da una macchina. </i><br /><br />Il giornalismo in Italia è un privilegio di classe Il giornalismo in Italia è, di fatto, un privilegio di classe. Potremmo riassumerlo dicendo che ha la forma di un maschio bianco e benestante. <br /><br />È il motivo principale per cui il giornalismo italiano è schierato, e lo è quasi sempre dal punto di vista di chi ha di più, mentre tutti gli altri — che sono molti di più — restano sistematicamente esclusi dal racconto. Succede per molti motivi, a partire dalle barriere d’accesso alla professione. <br /><br />La via maestra è la frequenza di un master biennale riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti, al termine del quale si sostiene l’esame di Stato per ottenere il tesserino. Ma l’architettura di questo sistema è di per sé un problema: il costo diretto per frequentare una scuola accreditata supera le possibilità di una famiglia con reddito medio-basso. Le rette più o meno vanno dai 14 ai 21 mila euro, spesso più del reddito annuo di un lavoratore precario del settore. A queste cifre si aggiungono tasse d’ammissione, spese di selezione, e non c’è alcuna garanzia di sbocco occupazionale, anche dopo aver superato tutto. <br /><br />Una persona e la sua famiglia devono quindi affrontare una spesa altissima, senza certezza di un ritorno economico in un settore già noto per la precarietà. È una scommessa che può permettersi solo chi ha un paracadute economico familiare. Le borse di studio dovrebbero essere un correttivo, ma nella pratica finiscono per premiare chi ha già superato le prime selezioni. E chi non ha mezzi, spesso, non può nemmeno permettersi di provarci. Le scuole di giornalismo si concentrano nelle grandi città: Milano, Roma, Torino, Bologna. Questo significa che chi viene da altre aree deve affrontare costi di trasferimento, vitto e alloggio. Il totale, tra retta e spese, può arrivare a 50 o 60 mila euro in due anni — una cifra fuori portata per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. Così il sistema seleziona non i più talentuosi, ma chi possiede il capitale economico e sociale necessario a superare questo percorso a ostacoli. E anche chi riesce ad entrare, spesso si trova davanti una gavetta fatta di tirocini sottopagati, collaborazioni occasionali, stipendi che non coprono le spese minime per vivere in una grande città. Le prime esperienze, quelle che dovrebbero formare, diventano un test di sopravvivenza economica. Solo chi ha un sostegno familiare può resistere. Il risultato è un giornalismo composto da persone che provengono da un contesto sociale, geografico e culturale omogeneo. Le eccezioni esistono, ma si muovono in un sistema i cui vertici restano invariati. Il praticantato, per chi non fa il master, è un’altra forma di gavetta: due anni di articoli retribuiti, spesso con compensi irrisori. Il tirocinio, in teoria formativo, in pratica diventa una fase di precarietà. Le analisi di mercato dicono che lo stipendio medio per i tirocini giornalistici è di circa 985 euro al mese. Una cifra appena sufficiente per sopravvivere. Il sistema non seleziona il talento, ma la disponibilità economica. E questo ha conseguenze enormi: esclude chi non può permettersi di restare, ritarda l’autonomia di chi ci prova, prolunga la dipendenza economica e finisce per impoverire il racconto stesso della società. A questo si aggiungono altre fratture: il divario di genere, per esempio. I giornalisti uomini guadagnano in media il 16% in più delle colleghe, e la forbice cresce dopo i 50 anni. La forza lavoro precaria è composta in gran parte da giovani donne, che subiscono discriminazioni, molestie e penalizzazioni nelle carriere. Poi c’è la questione geografica: nascere al Sud è una delle principali determinanti del destino socioeconomico di una persona, e lo è anche nel giornalismo. Devi lasciare la tua terra, o rinunciare a fare il tuo lavoro dove sei nato. Infine, ci sono le barriere culturali e il capitale sociale. Nel giornalismo, il networking non è un’attività accessoria: è una strategia di sopravvivenza. Ma le reti di contatti più preziose si formano in contesti esclusivi — università private, ambienti sociali costosi — ai quali molti non possono accedere. Il capitale sociale diventa una valuta: ti permette di convertire il capitale culturale in capitale economico. Ma è un gioco con regole diseguali e arbitri già schierati. E chi resta fuori, resta invisibile. Tutto questo ha un impatto anche sulla salute mentale di chi lavora. Giovani reporter che intervistano braccianti sfruttati per tre euro l’ora provano rabbia, non empatia. Freelance che devono anticipare le spese per le inchieste si vedono negati i compensi. L’ansia e l’incertezza diventano la norma. In queste condizioni, parlare di vocazione suona ipocrita. Il giornalismo dovrebbe darti strumenti per capire il mondo, ma finisce per raccontarlo a chi ha tempo e mezzi per informarsi. Dovrebbe essere un cane da guardia del potere, ma quando sei precario, ricattabile, vulnerabile legalmente, non puoi permettertelo. Un freelance che guadagna diecimila euro l’anno come fa ad affrontare una querela? È un incubo. E così scatta l’autocensura. Il grande giornalismo, quello che tutti citano parlando di Watergate, costa: servono tempo, risorse, libertà di rischiare. Ma in un sistema fondato sulla pubblicità, se la tua inchiesta tira meno di un pezzo di gossip scritto in cinque minuti, qualcuno ti dirà di scrivere gossip. Il risultato è un sistema informativo fragile, costruito su un esercito di precari, che produce un’informazione meno libera, meno coraggiosa e meno capace di controllare il potere. E così l’accesso al giornalismo diventa un lusso. La gavetta una guerra di logoramento. Le disuguaglianze si moltiplicano. È una minaccia non solo per chi fa questo mestiere, ma per la democrazia stessa. Servirebbe un’azione congiunta — Governo, Parlamento, Ordine dei giornalisti, sindacati, aziende — per riconoscere al giornalismo una funzione sociale e cambiare davvero le condizioni strutturali. Ma questa azione, oggi, è lontana. E allora, per una volta, non c’è un finale positivo. <br /><br />Solo la consapevolezza che se vuoi sostenere un giornalismo diverso, puoi farlo sostenendoti chi lo pratica. <br /><br /><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68541141</guid><pubDate>Wed, 12 Nov 2025 18:46:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68541141/20251212_slowly.mp3" length="68230899" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Le vite di chi racconta le cose facendo giornalismo non sono esattamente facili come si può pensare. E, in molti casi, il giornalismo è un privilegio di classe. È a forma di maschio bianco benestante. E siccome il privilegio è intersezionale, in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le vite di chi racconta le cose facendo giornalismo non sono esattamente facili come si può pensare. E, in molti casi, <b>il giornalismo è un privilegio di classe</b>. È a forma di <b>maschio bianco benestante</b>. E siccome il privilegio è intersezionale, in questa puntata di Slowly parliamo anche con Roberta Cavaglià, che ha realizzato insieme a Stefania Prandi e Francesca Candioli un'inchiesta sulle molestie nelle scuole di giornalismo e che ora raccoglie testimonianze per una nuova inchiesta su molestie, ricatti sessuali, discriminazioni legate alla maternità, comportamenti sessisti e abusi di potere avvenuti all’interno delle redazioni italiane.<br />Per raccoglierle, hanno creato un questionario che puoi compilare in forma anonima, lasciando un mail o numero di telefono per essere ricontattata e verificare la tua identità, che non verrà diffusa per nessun motivo: <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfeXovPGQKvJMz6ssZu3jYNm8j9n2t5w0cZAX8qgUPmtHWaNQ/viewform" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo trovi qui</a>.<br /><br />***<br /><i>Da qui in giù, la sintesi è fatta in maniera automatica da una macchina. </i><br /><br />Il giornalismo in Italia è un privilegio di classe Il giornalismo in Italia è, di fatto, un privilegio di classe. Potremmo riassumerlo dicendo che ha la forma di un maschio bianco e benestante. <br /><br />È il motivo principale per cui il giornalismo italiano è schierato, e lo è quasi sempre dal punto di vista di chi ha di più, mentre tutti gli altri — che sono molti di più — restano sistematicamente esclusi dal racconto. Succede per molti motivi, a partire dalle barriere d’accesso alla professione. <br /><br />La via maestra è la frequenza di un master biennale riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti, al termine del quale si sostiene l’esame di Stato per ottenere il tesserino. Ma l’architettura di questo sistema è di per sé un problema: il costo diretto per frequentare una scuola accreditata supera le possibilità di una famiglia con reddito medio-basso. Le rette più o meno vanno dai 14 ai 21 mila euro, spesso più del reddito annuo di un lavoratore precario del settore. A queste cifre si aggiungono tasse d’ammissione, spese di selezione, e non c’è alcuna garanzia di sbocco occupazionale, anche dopo aver superato tutto. <br /><br />Una persona e la sua famiglia devono quindi affrontare una spesa altissima, senza certezza di un ritorno economico in un settore già noto per la precarietà. È una scommessa che può permettersi solo chi ha un paracadute economico familiare. Le borse di studio dovrebbero essere un correttivo, ma nella pratica finiscono per premiare chi ha già superato le prime selezioni. E chi non ha mezzi, spesso, non può nemmeno permettersi di provarci. Le scuole di giornalismo si concentrano nelle grandi città: Milano, Roma, Torino, Bologna. Questo significa che chi viene da altre aree deve affrontare costi di trasferimento, vitto e alloggio. Il totale, tra retta e spese, può arrivare a 50 o 60 mila euro in due anni — una cifra fuori portata per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. Così il sistema seleziona non i più talentuosi, ma chi possiede il capitale economico e sociale necessario a superare questo percorso a ostacoli. E anche chi riesce ad entrare, spesso si trova davanti una gavetta fatta di tirocini sottopagati, collaborazioni occasionali, stipendi che non coprono le spese minime per vivere in una grande città. Le prime esperienze, quelle che dovrebbero formare, diventano un test di sopravvivenza economica. Solo chi ha un sostegno familiare può resistere. Il risultato è un giornalismo composto da persone che provengono da un contesto sociale, geografico e culturale omogeneo. Le eccezioni esistono, ma si muovono in un sistema i cui vertici restano invariati. Il praticantato, per chi non fa il master, è un’altra forma di gavetta: due anni di articoli retribuiti, spesso con compensi irrisori. 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O peggio: leggerai che è un sindaco poco amato, addirittura “il meno amato d’America”. Ed è un problema, perché è una narrazione parziale.<br /><br />Vale la pena, allora, provare a capire <b>chi è Brandon Johnson</b>.<br /><br /><b>Un sindaco nato fuori dalle stanze del potere</b><br />Nell’aprile del 2023, quando Johnson vinse a sorpresa le elezioni per il sindaco di Chicago, si parlò di un risultato inatteso. Ma le “sorprese” elettorali non dovrebbero sorprenderci più: sono all’ordine del giorno. Quello che conta è che quella notte si diffuse un’ondata di speranza tra le comunità di base e gli ambienti progressisti della città.Quella di Johnson non è solo una vittoria politica, né solo la vittoria di un singolo individuo — anche se la sua storia personale conta. È il culmine di un decennio di organizzazione dal basso, guidato soprattutto dal sindacato degli insegnanti di Chicago, di cui Johnson faceva parte, contro le politiche neoliberiste delle amministrazioni precedenti.Dalle aule alle lotte sindacaliJohnson è cresciuto a Elgin, Illinois. È uno dei dieci figli di un pastore e, fin da giovane, sviluppa un forte senso di servizio collettivo. Un evento segna profondamente la sua vita: la morte della madre per insufficienza cardiaca, che lui attribuisce alla mancanza di un sistema sanitario pubblico di qualità. Da lì nasce il suo impegno, che per lui è una missione personale e politica insieme. Diventa insegnante e, lavorando nelle scuole pubbliche, vede da vicino cosa significhi chiuderle, disinvestire sull’istruzione pubblica, ignorare la violenza armata tra studentesse e studenti. Nel 2011 entra nel Chicago Teachers Union e gioca un ruolo importante nello sciopero del 2012. Quello sciopero non fu solo una vertenza sindacale: fu la nascita di un movimento sociale che collegava la scuola pubblica alle questioni più ampie della giustizia sociale, del diritto alla casa, del potere delle grandi aziende. Questa esperienza modella la sua visione: <b>un approccio intersezionale e comunitario alla politica, fiducia nelle coalizioni multietniche, la scuola come centro della comunità e il sindacato come motore del cambiamento sociale</b>.<br /><br /><b>Dal movimento alle istituzioni<br /></b>Tra il 2018 e il 2023 Johnson è commissario della contea di Cook. È il passaggio da organizzatore esterno a parte del sistema che vuole cambiare. In quel ruolo promuove leggi progressiste, come l’ordinanza che vieta la discriminazione abitativa verso chi ha precedenti penali e quella che garantisce assistenza legale gratuita alle persone migranti a rischio di espulsione. Da qui nasce la sua candidatura a sindaco, considerata improbabile da molti.<br /><br />Eppure, nel 2023, sconfigge la sindaca uscente Lori Lightfoot e il moderato Paul Vallas.La sua non è una storia personale: è un intero movimento che diventa sindaco.<br /><br />Johnson tenta di applicare le tattiche dell’organizzazione comunitaria alla macchina istituzionale di una delle città più grandi d’America.<br /><br /><b>La politica dal basso verso l’alto<br /></b>Una volta in carica, Johnson prova a tradurre quella visione in un progetto legislativo concreto. Vuole ristrutturare l’economia di Chicago dal basso, ma si scontra con un sistema complesso e con i limiti del potere reale. Ci sono promesse ambiziose, sconfitte evidenti, ma anche risultati significativi.“Bring Chicago Home” e la sconfitta del referendumIl fulcro del suo piano politico è la giustizia sociale. Uno dei suoi progetti più importanti è il referendum Bring Chicago Home, che mira a rimodulare la tassa sul trasferimento immobiliare: aumentarla sulle vendite di immobili oltre 1 milione di dollari e ridurla per il 95% dei proprietari, generando circa 100 milioni di dollari l’anno da destinare ai servizi per i senza tetto. C’è un referendum. L’iniziativa, sostenuta da oltre 100 organizzazioni comunitarie, fallisce.<br /><br />Viene bocciata con il 54% dei voti contrari, dopo una campagna potentissima e ben finanziata dalla lobby immobiliare che la dipinge come “una tassa che uccide il lavoro e soffoca lo sviluppo”. Alcuni grandi proprietari avrebbero persino inviato mail ai propri inquilini esortandoli a votare contro. È una campagna basata sulla paura, e funziona.Per Johnson è una sconfitta politica e simbolica. Senza quelle entrate strutturali, l’amministrazione resta costretta a finanziare i servizi con un bilancio già sotto pressione.<br /><br />Ad aprile 2024 il Consiglio approva un’emissione di bond da 1,25 miliardi di dollari: una soluzione meno democratica di un referendum, che sposta il peso da una tassa progressiva al debito pubblico.<br /><br /><b>Lavoro e diritti: la vittoria di “One Fair Wage”<br /></b>Tra i successi più importanti dell’amministrazione Johnson c’è l’ordinanza One Fair Wage, che elimina il doppio salario minimo: è più basso per chi lavora con le mance (come i camerieri).<br />Entro il 2028, a Chicago tutti i lavoratori e le lavoratrici avranno lo stesso salario minimo.<br />È una vittoria simbolica e concreta per chi sostiene i diritti delle persone che lavorano.<br /><br /><b>Migranti, tensioni e la “guerra tra poveri”</b><br /><br />Dal 2022 sono arrivati a Chicago migliaia di migranti, per lo più dal Venezuela.<br />L’amministrazione ha speso centinaia di milioni di dollari per accoglienza, alloggi e servizi.<br />Una risposta rapida ma emergenziale, che ha però generato risentimento nelle comunità nere storicamente disinvestite: scuole chiuse da anni riaperte come rifugi per i nuovi arrivati.<br />La domanda che risuona nei quartieri è semplice: perché la città riesce a mobilitare risorse con tale urgenza per i migranti, quando le nostre richieste di lavoro, alloggi e scuole sicure sono state ignorate per decenni? È il paradosso delle comunità marginalizzate: non sono un blocco unico. Hanno bisogni, priorità, paure diverse. E la tensione interna mina la solidarietà di base su cui si fonda il progetto di Johnson. <br /><br /><b>Sicurezza e giustizia sociale<br /></b>L’approccio di Johnson alla sicurezza pubblica privilegia le cause profonde della violenza: disoccupazione giovanile, mancanza di servizi, salute mentale.<br />Ha definito la polizia tradizionale “una malattia” e si oppone all’idea che la sicurezza significhi sorveglianza e paura. Nel 2025 Chicago registra un calo storico dei crimini violenti: omicidi in diminuzione di quasi il 47% rispetto all’anno precedente, criminalità violenta in calo di oltre il 23%.<br />Numeri significativi, anche se non sempre percepiti nei quartieri più colpiti.Johnson decide anche di cancellare il contratto con ShotSpotter, la tecnologia di rilevamento degli spari.<br />Secondo lui è inefficace e discriminatoria: crea un feedback loop che concentra la sorveglianza nei quartieri già marginalizzati.<br />La decisione scatena però proteste nei quartieri ad alta criminalità, dove molti residenti si sentono privati di uno strumento di sicurezza.<br />È un’altra frattura interna, che rivela quanto sia complesso governare un “noi” diseguale.<br /><br /><b>Le scuole come laboratorio di equità<br /><br /></b>Per anni le Chicago Public Schools sono state finanziate con il sistema “per studente”: i fondi seguivano l’iscrizione. Questo modello ha prodotto enormi disuguaglianze, concentrando le scuole sottofinanziate nei quartieri neri e costringendo i presidi a tagliare personale e servizi.L’amministrazione Johnson cambia direzione: introduce un nuovo modello basato sull’equità, che garantisce a ogni scuola risorse e posizioni di base, e aggiunge fondi in base alle necessità misurate da un indice dedicato.<br /><br />Sindacato e amministrazione lo salutano come un passo storico.I critici però avvertono che questo sistema, pur giusto nelle intenzioni, rischia di penalizzare le scuole selettive e di accelerare la fuga della classe media, erodendo la base fiscale necessaria a sostenere le riforme.È un paradosso tipico di ogni tentativo di riequilibrio strutturale: corregge ingiustizie, ma genera nuovi conflitti.<br /><br /><b>Linguaggio e politica</b><br />In un’intervista diventata virale, Johnson rifiuta il termine “illegal aliens” per definire le persone senza documenti:<br /><br />«Il termine legale per il mio popolo era “schiavi”. Vuoi che usi anche quello?»<br />È un esempio del suo modo di intendere la politica: contestare il linguaggio per contestare il potere.<br /><br /><b>Il bilancio impossibile<br /><br /></b>Valutare oggi il mandato di Brandon Johnson è quasi impossibile.<br />Sono passati poco più di due anni, ma dentro questo tempo breve si è condensato tutto: promesse, contraddizioni, successi e sconfitte che fanno parte naturale di un percorso peculiare.<br /><br />Johnson ha provato a cambiare le regole del gioco dall’interno, e inevitabilmente si è scontrato con il sistema che le produce e che lo ostacola in ogni modo.<br />Alcune delle persone che lo avevano sostenuto si sentono ora escluse.<br /><br />Ma, come ricordava David Graeber, i cambiamenti veri si misurano su scala epocale.<br />Non ha senso chiedersi se Johnson sia “amato” o “odiato”: ha senso capire cosa rappresenta e perché la sua esperienza dice molto dell’America di oggi.<br />È la storia di un noi che cerca di sostituirsi agli io, in un mondo che spinge nella direzione opposta. Questo è il motivo per cui vale la pena raccontare Brandon Johnson. Perché capire le sue scelte, anche le sue sconfitte, aiuta a leggere le dinamiche del potere e le fratture che attraversano la democrazia america<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68362740</guid><pubDate>Wed, 05 Nov 2025 06:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68362740/slowly_5_novembre_2025.mp3" length="54330755" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>«Are you all ready to defend this democracy?
Are you ready to fight fascism?
Are you prepared to destroy authoritarianism once and for all?»

Brandon Johnson, sindaco di Chicago, pronuncia queste parole il 18 ottobre 2025 alla manifestazione No Kings....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>«Are you all ready to defend this democracy?</i><br /><i>Are you ready to fight fascism?</i><br /><i>Are you prepared to destroy authoritarianism once and for all?»</i><br /><br />Brandon Johnson, sindaco di Chicago, pronuncia queste parole il 18 ottobre 2025 alla manifestazione No Kings.<br /><br />Se cerchi il suo nome su Google e guardi come lo raccontano molti giornali italiani, scoprirai che viene definito quasi sempre in funzione di quello che dice di lui Donald Trump. O peggio: leggerai che è un sindaco poco amato, addirittura “il meno amato d’America”. Ed è un problema, perché è una narrazione parziale.<br /><br />Vale la pena, allora, provare a capire <b>chi è Brandon Johnson</b>.<br /><br /><b>Un sindaco nato fuori dalle stanze del potere</b><br />Nell’aprile del 2023, quando Johnson vinse a sorpresa le elezioni per il sindaco di Chicago, si parlò di un risultato inatteso. Ma le “sorprese” elettorali non dovrebbero sorprenderci più: sono all’ordine del giorno. Quello che conta è che quella notte si diffuse un’ondata di speranza tra le comunità di base e gli ambienti progressisti della città.Quella di Johnson non è solo una vittoria politica, né solo la vittoria di un singolo individuo — anche se la sua storia personale conta. È il culmine di un decennio di organizzazione dal basso, guidato soprattutto dal sindacato degli insegnanti di Chicago, di cui Johnson faceva parte, contro le politiche neoliberiste delle amministrazioni precedenti.Dalle aule alle lotte sindacaliJohnson è cresciuto a Elgin, Illinois. È uno dei dieci figli di un pastore e, fin da giovane, sviluppa un forte senso di servizio collettivo. Un evento segna profondamente la sua vita: la morte della madre per insufficienza cardiaca, che lui attribuisce alla mancanza di un sistema sanitario pubblico di qualità. Da lì nasce il suo impegno, che per lui è una missione personale e politica insieme. Diventa insegnante e, lavorando nelle scuole pubbliche, vede da vicino cosa significhi chiuderle, disinvestire sull’istruzione pubblica, ignorare la violenza armata tra studentesse e studenti. Nel 2011 entra nel Chicago Teachers Union e gioca un ruolo importante nello sciopero del 2012. Quello sciopero non fu solo una vertenza sindacale: fu la nascita di un movimento sociale che collegava la scuola pubblica alle questioni più ampie della giustizia sociale, del diritto alla casa, del potere delle grandi aziende. Questa esperienza modella la sua visione: <b>un approccio intersezionale e comunitario alla politica, fiducia nelle coalizioni multietniche, la scuola come centro della comunità e il sindacato come motore del cambiamento sociale</b>.<br /><br /><b>Dal movimento alle istituzioni<br /></b>Tra il 2018 e il 2023 Johnson è commissario della contea di Cook. È il passaggio da organizzatore esterno a parte del sistema che vuole cambiare. In quel ruolo promuove leggi progressiste, come l’ordinanza che vieta la discriminazione abitativa verso chi ha precedenti penali e quella che garantisce assistenza legale gratuita alle persone migranti a rischio di espulsione. Da qui nasce la sua candidatura a sindaco, considerata improbabile da molti.<br /><br />Eppure, nel 2023, sconfigge la sindaca uscente Lori Lightfoot e il moderato Paul Vallas.La sua non è una storia personale: è un intero movimento che diventa sindaco.<br /><br />Johnson tenta di applicare le tattiche dell’organizzazione comunitaria alla macchina istituzionale di una delle città più grandi d’America.<br /><br /><b>La politica dal basso verso l’alto<br /></b>Una volta in carica, Johnson prova a tradurre quella visione in un progetto legislativo concreto. Vuole ristrutturare l’economia di Chicago dal basso, ma si scontra con un sistema complesso e con i limiti del potere reale. Ci sono promesse ambiziose, sconfitte evidenti, ma anche risultati significativi.“Bring Chicago Home” e la sconfitta del referendumIl fulcro del suo piano politico è la giustizia sociale. Uno dei suoi progetti più importanti è...]]></itunes:summary><itunes:duration>1698</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/02fdbdc9df602931e8d5a968d001a028.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>21</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep.20 - Poveri proprietari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-20-poveri-proprietari--68310442</link><description><![CDATA[Il 14 ottobre 2025 un contingente di circa trenta operatori tra carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e ufficiali giudiziari è pronto a intervenire.In prima linea ci sono militari dell’aliquota di primo intervento del Nucleo Operativo e Radiomobile di Padova, delle squadre operative di supporto del 4° Battaglione Carabinieri Veneto e del 2° Battaglione Carabinieri Liguria, reparti specializzati impiegati in operazioni ad alto rischio dell’Arma dei Carabinieri e unità operative di primo intervento della Polizia di Stato, della Questura di Verona.<br /><br />Dopo pochi minuti dall’arrivo di questo contingente, l’edificio esplode violentemente.Era stato saturato di gas proveniente da numerose bombole sul tetto.All’interno vengono trovate bottiglie incendiarie, di cui almeno due integre: molotov.Il crollo della struttura provoca la morte di tre carabinieri e il ferimento di numerosi operatori.<br /><br />Il 23 ottobre 2025, davanti a un condominio a due passi dalla Fiera di Bologna, in via Michelino 41, decine di agenti di polizia e carabinieri, con caschi e manganelli, si appostano davanti all’edificio, abbattono un muro, entrano.<br /><br />Questi due scenari non sono scenari di guerra.Sono scenari di sfratti.Nel primo caso sono morti tre carabinieri.Nel secondo abbiamo visto manganellare i proprietari, gli affittuari, in una situazione in cui erano presenti anche dei bambini — a quanto pare anche bambini disabili.E allora, come è possibile che succeda qualcosa del genere?<br /><br />La narrazione mainstream, superata l’onda di indignazione — che dura poco — nei confronti delle famiglie sfrattate, si concentra sulle morti dei carabinieri, e lì non si può che empatizzare.Ma poi cala il silenzio.Nei video che arrivano da Bologna si vedono le forze di polizia in tenuta antisommossa, impegnate a eseguire un ordine che costringe due famiglie a lasciare gli appartamenti in cui vivono.Scena documentata da attivisti presenti, brutale.La morte dei tre carabinieri, ancora più che brutale.<br /><br />Questi due episodi sono simboli di qualcosa che ha un nome preciso: crisi abitativa.Le famiglie, che paghino o meno l’affitto — e poi ci arriviamo — stanno occupando immobili che le proprietà, per vari motivi, hanno deciso di riconvertire in strutture da affittare a prezzi più alti, o per affitti brevi, o per altro.<br /><br />Questi eventi non sono anomalie, ma sintomi.Sono punti di rottura di un conflitto sociale che attraversa tutto il Paese.E mentre a Bologna si usa la forza per fare spazio ai turisti — pare, anche se la proprietà ora dice che non è vero — in tutta Italia si muovono campagne come Ottobre Sfratti Zero, promossa dai sindacati degli inquilini.A Roma ci sono assemblee pubbliche con lo slogan Passaggio da casa a casa, per chiedere soluzioni abitative prima degli sgomberi.A Milano presidi davanti a Palazzo Marino per denunciare il paradosso di seimila alloggi comunali lasciati vuoti, mentre centinaia di famiglie vivono in emergenza.Eppure, gli sfratti continuano.<br /><br />Nel 2024, secondo i dati ministeriali, in Italia sono stati richiesti 81.054 provvedimenti di sfratto.Sono seguite 40.158 richieste di esecuzione e sono stati eseguiti 21.337 sfratti.<br /><br />Le famiglie vengono definite “morose”, e parte subito la retorica del “poveri proprietari”: che cosa dovrebbero fare per tutelarsi? La legge, si dice, è troppo a tutela dell’inquilino.Ma nel 2024 l’esecuzione degli sfratti con la forza pubblica ha riguardato 21.337 famiglie.Cento­sei famiglie al giorno lavorativo, come se ogni giorno, in Italia, un intero condominio venisse privato del tetto.Dal 2022 al 2024 si arriva a un totale di 73.000 famiglie sfrattate: l’equivalente della popolazione di una città media.<br /><br />Il fenomeno non è uniforme. Ci sono focolai di crisi, discrepanze tra dati nazionali e locali, e spesso la narrazione si piega agli interessi.Si leggono titoli come “gli sfratti si riducono”, ma sono dati parziali.A Reggio Emilia, per esempio, le esecuzioni sono diminuite dell’8,6%, ma il dato nazionale resta drammatico.<br /><br />Il 75% degli sfratti è per morosità: mancato pagamento del canone. Poi ci sono quasi ottomila casi per finita locazione e oltre duemila per “necessità del locatore”. E le famiglie morose non è che non vogliano pagare: non possono. Perché i salari sono fermi, i lavori precari, il costo della vita aumenta, gli affitti diventano insostenibili, soprattutto nelle grandi città. Il mancato pagamento non è una scelta, ma il risultato di un’equazione: entrate insufficienti, uscite essenziali.<br />Bisogna scegliere se pagare l’affitto o curarsi, se pagare l’affitto o mandare i figli dal dentista.<br /><br />La crisi degli sfratti è strutturale. Non è una crisi di legalità o di moralità, come vorrebbero farla passare. Non è un attacco alla proprietà privata. È una crisi di accessibilità economica.È il prodotto diretto di un mercato immobiliare completamente sganciato dalla capacità di spesa delle famiglie, soprattutto quelle a reddito medio-basso, e di un welfare che non funziona più.Colpevolizzare l’inquilino moroso significa assolvere un sistema che prima produce povertà e poi espulsione abitativa.<br />Per capire questa crisi bisogna guardare alla storia.<br /><br />La proprietà privata non è un concetto naturale: è un costrutto giuridico e politico.<br /><br />Nasce da conflitti sociali, si trasforma nel tempo, affonda le radici nel pensiero liberale di John Locke, secondo cui la proprietà nasce dal lavoro. Ma quante proprietà nascono davvero dal lavoro, e quante invece da eredità, censo, classe? La Rivoluzione francese la definisce “diritto inviolabile e sacro”: e già allora, nel 1789, il linguaggio religioso ne segna la forza.Il Codice civile italiano del 1942 — in pieno fascismo — la conferma: “Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo.”<br />Due parole che dicono tutto: pieno ed esclusivo.<br /><br />La Costituzione del 1948, nata dalle ceneri del fascismo, prova a limitare quell’assolutismo.Riconosce la proprietà privata, ma stabilisce che debba avere una funzione sociale.<br /><br />Un principio nobile, ma oggi svuotato di significato.In Italia ci sono quasi dieci milioni di case vuote o sfitte — il 27% del patrimonio immobiliare nazionale — a fronte di 650.000 famiglie in lista d’attesa per una casa popolare.Un paradosso strutturale: un Paese ricco di immobili, povero di politiche abitative.<br />La casa è diventata il principale pilastro della ricchezza familiare, e quindi un motore di disuguaglianza.<br /><br />Chi ha case ha vantaggio. Chi ne ha più di una, ancora di più.<br /><br />E chi non ne ha paga tutto. Poi magari si lamenta pure chi "deve ricorrere alla forza” per far rispettare il proprio diritto di proprietà.<br /><br />In questo contesto, pensiamo a chi perde il lavoro, alle famiglie monogenitoriali, agli anziani, ai giovani che cercano una stanza vicino a scuola o al lavoro. Pensiamo a chi ha la pelle del colore sbagliato per essere considerato “italiano”.E allora i due scenari con cui abbiamo aperto — le morti, le manganellate — diventano il riflesso di un fallimento collettivo.<br /><br />Perché la crisi abitativa italiana non è una calamità naturale.<br /><br />È il risultato di scelte politiche, economiche e culturali precise: abbiamo privilegiato il valore di scambio della casa, non il suo valore d’uso.<br /><br />Abbiamo scelto di trattarla come merce, non come diritto.<br />Ora ne paghiamo le conseguenze: disuguaglianza, precarietà, sofferenza sociale.Il diritto di proprietà è stato concepito come pieno ed esclusivo, e ha divorato la sua funzione sociale.Le alternative esistono, ma mancano la volontà e la visione.<br /><br />Servirebbero politiche pubbliche, investimenti, un piano abitativo equo.<br /><br />Garantire un tetto non è un costo. È un investimento. Per la salute, la coesione sociale, la vitalità economica del Paese. La battaglia per la casa è una battaglia per il tipo di società in cui vogliamo vivere: una fondata sulla rendita e sull’esclusione, o una fondata sulla dignità e sul diritto universale ad abitare.<br /><br />Personalmente, so in quale vorrei vivere. E so anche da che parte è schierato Slowly.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68310442</guid><pubDate>Wed, 29 Oct 2025 06:15:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68310442/slowly_2mp3.mp3" length="42779635" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Il 14 ottobre 2025 un contingente di circa trenta operatori tra carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e ufficiali giudiziari è pronto a intervenire.In prima linea ci sono militari dell’aliquota di primo intervento del Nucleo Operativo e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 14 ottobre 2025 un contingente di circa trenta operatori tra carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e ufficiali giudiziari è pronto a intervenire.In prima linea ci sono militari dell’aliquota di primo intervento del Nucleo Operativo e Radiomobile di Padova, delle squadre operative di supporto del 4° Battaglione Carabinieri Veneto e del 2° Battaglione Carabinieri Liguria, reparti specializzati impiegati in operazioni ad alto rischio dell’Arma dei Carabinieri e unità operative di primo intervento della Polizia di Stato, della Questura di Verona.<br /><br />Dopo pochi minuti dall’arrivo di questo contingente, l’edificio esplode violentemente.Era stato saturato di gas proveniente da numerose bombole sul tetto.All’interno vengono trovate bottiglie incendiarie, di cui almeno due integre: molotov.Il crollo della struttura provoca la morte di tre carabinieri e il ferimento di numerosi operatori.<br /><br />Il 23 ottobre 2025, davanti a un condominio a due passi dalla Fiera di Bologna, in via Michelino 41, decine di agenti di polizia e carabinieri, con caschi e manganelli, si appostano davanti all’edificio, abbattono un muro, entrano.<br /><br />Questi due scenari non sono scenari di guerra.Sono scenari di sfratti.Nel primo caso sono morti tre carabinieri.Nel secondo abbiamo visto manganellare i proprietari, gli affittuari, in una situazione in cui erano presenti anche dei bambini — a quanto pare anche bambini disabili.E allora, come è possibile che succeda qualcosa del genere?<br /><br />La narrazione mainstream, superata l’onda di indignazione — che dura poco — nei confronti delle famiglie sfrattate, si concentra sulle morti dei carabinieri, e lì non si può che empatizzare.Ma poi cala il silenzio.Nei video che arrivano da Bologna si vedono le forze di polizia in tenuta antisommossa, impegnate a eseguire un ordine che costringe due famiglie a lasciare gli appartamenti in cui vivono.Scena documentata da attivisti presenti, brutale.La morte dei tre carabinieri, ancora più che brutale.<br /><br />Questi due episodi sono simboli di qualcosa che ha un nome preciso: crisi abitativa.Le famiglie, che paghino o meno l’affitto — e poi ci arriviamo — stanno occupando immobili che le proprietà, per vari motivi, hanno deciso di riconvertire in strutture da affittare a prezzi più alti, o per affitti brevi, o per altro.<br /><br />Questi eventi non sono anomalie, ma sintomi.Sono punti di rottura di un conflitto sociale che attraversa tutto il Paese.E mentre a Bologna si usa la forza per fare spazio ai turisti — pare, anche se la proprietà ora dice che non è vero — in tutta Italia si muovono campagne come Ottobre Sfratti Zero, promossa dai sindacati degli inquilini.A Roma ci sono assemblee pubbliche con lo slogan Passaggio da casa a casa, per chiedere soluzioni abitative prima degli sgomberi.A Milano presidi davanti a Palazzo Marino per denunciare il paradosso di seimila alloggi comunali lasciati vuoti, mentre centinaia di famiglie vivono in emergenza.Eppure, gli sfratti continuano.<br /><br />Nel 2024, secondo i dati ministeriali, in Italia sono stati richiesti 81.054 provvedimenti di sfratto.Sono seguite 40.158 richieste di esecuzione e sono stati eseguiti 21.337 sfratti.<br /><br />Le famiglie vengono definite “morose”, e parte subito la retorica del “poveri proprietari”: che cosa dovrebbero fare per tutelarsi? La legge, si dice, è troppo a tutela dell’inquilino.Ma nel 2024 l’esecuzione degli sfratti con la forza pubblica ha riguardato 21.337 famiglie.Cento­sei famiglie al giorno lavorativo, come se ogni giorno, in Italia, un intero condominio venisse privato del tetto.Dal 2022 al 2024 si arriva a un totale di 73.000 famiglie sfrattate: l’equivalente della popolazione di una città media.<br /><br />Il fenomeno non è uniforme. 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Uno di quei pezzi si chiudeva con le parole di OneChot, famoso cantante reggae venezuelano: «La mia missione è contribuire alla democrazia con la mia musica, infondendo un pensiero positivo anche se qui non è facile, penso che bisogni toccare il fondo per sapere cosa conta davvero e questo vale anche per il Venezuela. Eravamo ricchi, egoisti, questa crisi ci ha fatto tornare persone generose, solidali, ora dobbiamo solo tornare un paese normale. Detesto Trump, probabilmente qui lo detestano tutti e so che dove hanno messo mano gli americani hanno fatto solo danni, ma non abbiamo alternative se non ci aiutano, siamo fottuti lo stesso. Non si tratta di scegliere tra nero o bianco, ma tra vita o morte».<br /><br />Cinque anni dopo, il 10 ottobre 2025, il Premio Nobel per la Pace viene assegnato a María Corina Machado, che si oppone al governo-regime di Nicolás Maduro. La motivazione la definisce “instancabile" nella sua lotta per la democrazia e i diritti civili. Un aggettivo che i media italiani riprendono all’unisono, trasformandolo in un’etichetta.<br /><br />Nello stesso giorno, senza alcuna eco mediatica, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunisce d’urgenza: gli Stati Uniti hanno attaccato quattro imbarcazioni venezuelane nel giro di un mese, provocando decine di vittime. Washington parla di operazioni contro i narcotrafficanti, ma Russia e Cina accusano gli USA di comportarsi da cowboy e preparare un’invasione. Nel clima di escalation e propaganda, il Nobel a Machado appare come un gesto politico più che simbolico. <br /><br />Ne abbiamo parlato con il giornalista <a href="https://ilfinestrino.substack.com/about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Cegna</a>. <br /><br />***<br /><br />Slowly è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza. Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità. Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. Se vuoi puoi sostenerci:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano. Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. 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Detesto Trump, probabilmente qui lo detestano tutti e so che dove hanno messo mano gli americani hanno fatto solo danni, ma non abbiamo alternative se non ci aiutano, siamo fottuti lo stesso. Non si tratta di scegliere tra nero o bianco, ma tra vita o morte».<br /><br />Cinque anni dopo, il 10 ottobre 2025, il Premio Nobel per la Pace viene assegnato a María Corina Machado, che si oppone al governo-regime di Nicolás Maduro. La motivazione la definisce “instancabile" nella sua lotta per la democrazia e i diritti civili. Un aggettivo che i media italiani riprendono all’unisono, trasformandolo in un’etichetta.<br /><br />Nello stesso giorno, senza alcuna eco mediatica, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunisce d’urgenza: gli Stati Uniti hanno attaccato quattro imbarcazioni venezuelane nel giro di un mese, provocando decine di vittime. Washington parla di operazioni contro i narcotrafficanti, ma Russia e Cina accusano gli USA di comportarsi da cowboy e preparare un’invasione. Nel clima di escalation e propaganda, il Nobel a Machado appare come un gesto politico più che simbolico. <br /><br />Ne abbiamo parlato con il giornalista <a href="https://ilfinestrino.substack.com/about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Cegna</a>. <br /><br />***<br /><br />Slowly è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza. Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità. Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. Se vuoi puoi sostenerci:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano. 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E quando la protesta è nonviolenta, la derisione aumenta. Ma la nonviolenza è un metodo storico, “antica come le montagne”, diceva Gandhi. È pazienza, verità, costruzione collettiva. In questo episodio di Slowly, Alberto Puliafito dialoga con <b>Roberta Covelli</b> partendo dalle parole di Giorgia Meloni sullo “sciopero del weekend lungo”, passando per la flottiglia verso Gaza, fino alla regola del 3,5% di Erica Chenoweth. Un viaggio dentro la forza rivoluzionaria della nonviolenza.<br /><br />Per Slow News Roberta Covelli ha scritto <a href="https://www.slow-news.com/serie/uno-come-noi-militare-la-nonviolenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Uno come noi. Militare la nonviolenza</a>.<b><br /><br />Slowly </b>è un podcast settimanale di Slow News. 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E quando la protesta è nonviolenta, la derisione aumenta. Ma la nonviolenza è un metodo storico, “antica come le montagne”, diceva Gandhi. È pazienza, verità,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando qualcuno protesta, c’è sempre chi arriva a spiegargli come dovrebbe farlo. E quando la protesta è nonviolenta, la derisione aumenta. Ma la nonviolenza è un metodo storico, “antica come le montagne”, diceva Gandhi. È pazienza, verità, costruzione collettiva. In questo episodio di Slowly, Alberto Puliafito dialoga con <b>Roberta Covelli</b> partendo dalle parole di Giorgia Meloni sullo “sciopero del weekend lungo”, passando per la flottiglia verso Gaza, fino alla regola del 3,5% di Erica Chenoweth. Un viaggio dentro la forza rivoluzionaria della nonviolenza.<br /><br />Per Slow News Roberta Covelli ha scritto <a href="https://www.slow-news.com/serie/uno-come-noi-militare-la-nonviolenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Uno come noi. Militare la nonviolenza</a>.<b><br /><br />Slowly </b>è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.<br />Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.<br />Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br />Se vuoi puoi sostenerci:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  <br />Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>911</itunes:duration><itunes:keywords>flotilla,nonviolenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/05d3197308fcc5ff5e9fc806e7f69bb0.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>18</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 17 - Human Slop</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-17-human-slop--67889859</link><description><![CDATA[<b>Floranor</b>: se vuoi giocare con la lingua inventata da Alberto, <a href="https://chatgpt.com/g/g-67fe0e5762748191befd39aa61a71df0-floranor" target="_blank" rel="noreferrer noopener">puoi farlo qui</a><br /><b>AI@Work: </b><a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il nostro corso on demand si trova qui</a>.<br /><br />***<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.<br /><b>Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità</b>. <br />Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br />Se vuoi puoi sostenerci: <a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  <br />Facciamo anche corsi. <a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.<br /><br />***<br /><br />C’è questo termine che gira nelle conversazioni su intelligenze artificiali. Sì, scusami: magari non ne puoi più di sentire parlare di intelligenze artificiali, oppure non te ne importa niente. Entrambe le posizioni sono legittime.<br /><br />Però lasciami dire che questo termine riguarda molto altro. Non è un vezzo da nerd, non riguarda solo le AI. Se hai voglia, seguimi.Che cos’è lo slopLo trovi ovunque: social, thread, chiacchiere da ufficio, perfino su Wikipedia. Si scrive SLOP e in origine significa “sbobba, pastone, cibo scadente”. Esattamente come “spam”, che prima di essere email indesiderate era carne in scatola (prodotta dal 1937).<br /><br />Lo slop, in questo contesto, indica contenuti generati in modo massivo, spesso mediocri, ripetitivi, kitsch. Un Gesù fatto di gamberi (il famigerato Shrimp Jesus diventato virale su Facebook). Poster di film improbabili. Spot pubblicitari iper-generati.Il termine è entrato nel mainstream nel 2024 grazie al programmatore britannico Simon Wilson, ma era già nell’aria. Da allora è stato usato per definire di tutto: meme religiosi, spot politici (Trump incluso), pubblicità discutibili della Coca-Cola, poster di videogiochi, liste di libri inventati dai giornali, fino al mondo della scienza e del lavoro.Quando lo slop arriva in ufficioA settembre 2025 la Harvard Business Review ha pubblicato uno studio su questo fenomeno dentro le organizzazioni. Lo hanno chiamato “workslop”: la sbobba applicata al lavoro.<br />L’idea è semplice: le AI generative promettevano produttività, ma in molti casi hanno prodotto l’opposto. Presentazioni, report, email plausibili ma pieni di errori. Output senza sostanza. Tempo perso per correggere. Fiducia che crolla.Secondo il campione (1150 dipendenti USA), il 40% ha ricevuto almeno un “workslop” nell’ultimo mese. Ognuno di questi casi costa, in media, quasi 2 ore di lavoro: circa 186 dollari di produttività. Su organizzazioni grandi, parliamo di milioni di dollari al mese.<br />Perfetto per titolare “l’AI fa male al lavoro”. Ma lo studio dice altro: il problema non è la tecnologia, ma come la usiamo. C’è chi pilota e chi si fa trasportare. <br /><br /><b>Le scorciatoie senza competenza producono slop.</b><br /><br />Non è l’AI che inventa la mediocritàCritiche come quelle di Kate Crawford — che definisce lo slop “caratteristica inevitabile” dei media generativi — hanno fatto scuola. Ma io non sono d’accordo. Non è intrinseco. Lo vedo ogni giorno: chi usa questi strumenti con consapevolezza evita lo slop. Chi li usa per migliorare ciò che già sa fare, evita lo slop.E soprattutto: il brutto non nasce con le intelligenze artificiali. <br /><br /><b>L’appiattimento dei contenuti viene da molto prima. Viene dal mercato.</b><br /><br />Prendiamo le foto stock: sorrisi finti, situazioni stereotipate, immagini intercambiabili. Un’estetica che abbassa il valore degli scatti. O i film commerciali costruiti sulla formula perfetta per minimizzare i rischi: strutture narrative tutte uguali, colpi di scena al minuto giusto calcolati con strumenti di analisi dati.<br /><br />O ancora il Corporate Memphis — quello stile illustrativo “inclusivo” nato in Facebook nel 2017 — che doveva essere amichevole e invece è diventato simbolo di design senz’anima, facilmente replicabile e inoffensivo.Il brutto non è sintetico. È frutto di incentivi commerciali, di metriche quantitative, di decisioni prese da persone spaventate più dal rischio di un flop che dall’assenza di originalità.L’AI come amplificatoreLe intelligenze artificiali generative non hanno inventato la mediocrità. Semmai la rendono esponenzialmente più efficiente. Se l’intento è produrre contenuti a basso sforzo per massimizzare l’engagement, l’AI lo permette a volumi e velocità prima impensabili. Il valore tende a zero.Il problema è nel mercato del lavoro, nella cultura del “pubblica di più”, “spingi l’engagement”, “massimizza la produttività”. È questo che genera slop. Non le macchine.Come evitarloPer evitare lo slop bisogna scegliere per cosa usare le AI generative. Non sono sostituti del pensiero. Sono strumenti. Producono semilavorati. Sta a noi filtrarli, correggerli, rielaborarli.<br /><br /><b>Vuoi risparmiare tempo? Devi prima investirlo per addestrare il tuo assistente.</b><br /><br />Io ho un GPT personalizzato che ha letto decine (quasi centinaia) dei miei articoli. Ora mi produce bozze e scalette in linea con il mio stile. Ma ci ho lavorato sopra.Collaborare con le AI significa dare contesto, offrire feedback, usare gli output come materia prima da rielaborare insieme. Non copiare prompt da Internet. Non delegare tutto. Pilotare.Una questione di responsabilità (umana)Molte critiche alle AI sono in realtà nostalgia mascherata. Il Merovingio di Matrix Resurrection che rimpiange i bei tempi andati. L’idea che “l’originalità contava” — quando in realtà l’appiattimento c’è sempre stato.<br />E spesso sono critiche classiste: “non sei capace, fai slop” — come se il brutto fosse solo una colpa individuale.Io credo che possiamo fare di meglio. Prima di liberarci del presunto slop dovremmo liberarci dell’human slop. Le intelligenze artificiali amplificano strategie di cattura e manipolazione dell’attenzione che esistono da decenni. Ma siamo noi a ordinare alle macchine cosa fare.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67889859</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 05:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67889859/2025_10_01_slowly.mp3" length="66037096" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Floranor: se vuoi giocare con la lingua inventata da Alberto, https://chatgpt.com/g/g-67fe0e5762748191befd39aa61a71df0-floranor
AI@Work: https://slownewsacademy.thinkific.com/.

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Slowly è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Floranor</b>: se vuoi giocare con la lingua inventata da Alberto, <a href="https://chatgpt.com/g/g-67fe0e5762748191befd39aa61a71df0-floranor" target="_blank" rel="noreferrer noopener">puoi farlo qui</a><br /><b>AI@Work: </b><a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il nostro corso on demand si trova qui</a>.<br /><br />***<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.<br /><b>Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità</b>. <br />Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br />Se vuoi puoi sostenerci: <a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  <br />Facciamo anche corsi. <a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.<br /><br />***<br /><br />C’è questo termine che gira nelle conversazioni su intelligenze artificiali. Sì, scusami: magari non ne puoi più di sentire parlare di intelligenze artificiali, oppure non te ne importa niente. Entrambe le posizioni sono legittime.<br /><br />Però lasciami dire che questo termine riguarda molto altro. Non è un vezzo da nerd, non riguarda solo le AI. Se hai voglia, seguimi.Che cos’è lo slopLo trovi ovunque: social, thread, chiacchiere da ufficio, perfino su Wikipedia. Si scrive SLOP e in origine significa “sbobba, pastone, cibo scadente”. Esattamente come “spam”, che prima di essere email indesiderate era carne in scatola (prodotta dal 1937).<br /><br />Lo slop, in questo contesto, indica contenuti generati in modo massivo, spesso mediocri, ripetitivi, kitsch. Un Gesù fatto di gamberi (il famigerato Shrimp Jesus diventato virale su Facebook). Poster di film improbabili. Spot pubblicitari iper-generati.Il termine è entrato nel mainstream nel 2024 grazie al programmatore britannico Simon Wilson, ma era già nell’aria. Da allora è stato usato per definire di tutto: meme religiosi, spot politici (Trump incluso), pubblicità discutibili della Coca-Cola, poster di videogiochi, liste di libri inventati dai giornali, fino al mondo della scienza e del lavoro.Quando lo slop arriva in ufficioA settembre 2025 la Harvard Business Review ha pubblicato uno studio su questo fenomeno dentro le organizzazioni. Lo hanno chiamato “workslop”: la sbobba applicata al lavoro.<br />L’idea è semplice: le AI generative promettevano produttività, ma in molti casi hanno prodotto l’opposto. Presentazioni, report, email plausibili ma pieni di errori. Output senza sostanza. Tempo perso per correggere. Fiducia che crolla.Secondo il campione (1150 dipendenti USA), il 40% ha ricevuto almeno un “workslop” nell’ultimo mese. Ognuno di questi casi costa, in media, quasi 2 ore di lavoro: circa 186 dollari di produttività. Su organizzazioni grandi, parliamo di milioni di dollari al mese.<br />Perfetto per titolare “l’AI fa male al lavoro”. Ma lo studio dice altro: il problema non è la tecnologia, ma come la usiamo. C’è chi pilota e chi si fa trasportare. <br /><br /><b>Le scorciatoie senza competenza producono slop.</b><br /><br />Non è l’AI che inventa la mediocritàCritiche come quelle di Kate Crawford — che definisce lo slop “caratteristica inevitabile” dei media generativi — hanno fatto scuola. Ma io non sono d’accordo. Non è intrinseco. Lo vedo ogni giorno: chi usa questi strumenti con consapevolezza evita lo slop. Chi li usa per migliorare ciò che già sa fare, evita lo slop.E soprattutto: il brutto non nasce con le intelligenze artificiali. <br /><br /><b>L’appiattimento dei contenuti viene da molto prima. Viene dal mercato.</b><br /><br />Prendiamo le foto stock: sorrisi finti, situazioni stereotipate, immagini intercambiabili. Un’estetica che abbassa...]]></itunes:summary><itunes:duration>2064</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1716b38ae49c67f0df009d7c73d6eb62.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>17</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 16 - Siamo tutt* Antifa?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-16-siamo-tutt-antifa--67863778</link><description><![CDATA[Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che designa Antifa come “organizzazione terroristica interna” negli Stati Uniti. Nel testo, Antifa viene descritta come un’entità militante e anarchica che invoca il rovesciamento del governo e del sistema legale, accusata di portare avanti una campagna di violenza: scontri con la polizia, rivolte, aggressioni, minacce, doxing di attivisti e figure politiche. L’ordine impegna le agenzie federali a smantellarne le presunte attività illegali. <br /><br />La realtà, però, è più complessa. Antifa non è un’organizzazione centralizzata: non ha leader, statuti o quartier generale. È un termine ombrello che indica reti locali e informali di attivisti antifascisti, spesso anarchici o anticapitalisti. Negli Stati Uniti la prima formazione riconducibile al nome risale al 2007 a Portland, ma il movimento affonda le radici nell’Europa degli anni Venti, in risposta alla violenza fascista. <br /><br />Negli USA, la legge consente la designazione di organizzazioni terroristiche solo se straniere. Per le entità interne non esiste un meccanismo giuridico equivalente, e lo stesso direttore dell’FBI ha definito Antifa “un’ideologia, non un’organizzazione”.<br /><br />L’ordine di Trump appare dunque più come un atto politico a mettere a tacere gli avversari politici che come una misura legale efficace. <br /><br />Si criminalizza un’idea — l’antifascismo — e si apre la porta a derive contro la libertà di espressione e di protesta sancite dal Primo emendamento negli USA, proprio là dove si è cominciato a lamentarsi che non si potesse più dire niente..<br /><br /> La storia dell’antifascismo, dagli Arditi del Popolo in Italia agli anni Ottanta in Germania, mostra che i movimenti Antifa hanno sempre avuto forme fluide e decentralizzate di organizzazione. Non esiste alcuna prova che esiata un'Antifa che persegue un piano unitario di sovvertimento dello Stato.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67863778</guid><pubDate>Wed, 24 Sep 2025 05:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67863778/2025_09_24_slowly_mp3.mp3" length="35625784" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che designa Antifa come “organizzazione terroristica interna” negli Stati Uniti. 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Negli Stati Uniti la prima formazione riconducibile al nome risale al 2007 a Portland, ma il movimento affonda le radici nell’Europa degli anni Venti, in risposta alla violenza fascista. <br /><br />Negli USA, la legge consente la designazione di organizzazioni terroristiche solo se straniere. Per le entità interne non esiste un meccanismo giuridico equivalente, e lo stesso direttore dell’FBI ha definito Antifa “un’ideologia, non un’organizzazione”.<br /><br />L’ordine di Trump appare dunque più come un atto politico a mettere a tacere gli avversari politici che come una misura legale efficace. <br /><br />Si criminalizza un’idea — l’antifascismo — e si apre la porta a derive contro la libertà di espressione e di protesta sancite dal Primo emendamento negli USA, proprio là dove si è cominciato a lamentarsi che non si potesse più dire niente..<br /><br /> La storia dell’antifascismo, dagli Arditi del Popolo in Italia agli anni Ottanta in Germania, mostra che i movimenti Antifa hanno sempre avuto forme fluide e decentralizzate di organizzazione. Non esiste alcuna prova che esiata un'Antifa che persegue un piano unitario di sovvertimento dello Stato.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>1113</itunes:duration><itunes:keywords>antifa,antifascismo,politica,storia,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4cf64b25f7c0ced8f96c8effe6be3eef.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 15 - Gaza - Se la cura è lo sterminio</title><link>https://www.slow-news.com/guerra/gaza-se-la-cura-e-lo-sterminio</link><description><![CDATA[Gaza - Se la cura è lo sterminio.<br /><br />Questo è Slowly, con Alberto Puliafito e Laura Silvia Battaglia. <br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67780508</guid><pubDate>Wed, 17 Sep 2025 05:15:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67780508/slowly_gaza_se_la_cura_e_lo_sterminio.mp3" length="9492551" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza - Se la cura è lo sterminio.

Questo è Slowly, con Alberto Puliafito e Laura Silvia Battaglia. </itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gaza - Se la cura è lo sterminio.<br /><br />Questo è Slowly, con Alberto Puliafito e Laura Silvia Battaglia. <br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>297</itunes:duration><itunes:keywords>gaza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cea3ef6a6662f732b26d48fa70e77190.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 14 - Banksy e Venezia - Slowly</title><link>https://www.slow-news.com/serie/sulle-tracce-di-banksy/il-salvataggio-di-banksy-a-venezia-e-lidea-che-ce-dietro</link><description><![CDATA[Nella notte tra il<b> 23 e il 24 luglio 2025</b> a Venezia è stato staccato dal Palazzo San Pantalon, nel cuore del sestiere Dorsoduro, il murale più famoso della città: <b>Migrant Child</b> di Banksy.<br /><br />Un bambino naufrago che lancia un razzo di segnalazione rosso acceso: una denuncia, una richiesta di attenzione per tutte le vite migranti che continuiamo a perdere in mare. L’operazione è avvenuta di notte, in silenzio, con due barche e una gru. È stato tutto organizzato, tutto programmato da tempo: il murale è stato portato “al sicuro”, dicono, in una struttura di Mestre dove sarà restaurato da Federico Borgogni, lo stesso che a Bristol aveva già restaurato un’altra opera di Banksy.<br /><br /><a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abbonati a Slow News</a><br /><br />Tutto bene, allora? Sì, se pensiamo che un’opera di street art debba essere trattata come un quadro del Rinascimento da appendere in salotto o in banca, protetto da vetri antiproiettile e allarmi sofisticati.Nel 2019, quando Banksy ha creato questa immagine in occasione della Biennale, sapeva benissimo che cosa stava facendo: aveva scelto una città fragile e insieme fortissima, una città che da decenni viene usata come vetrina e palco di una Disneyland per turisti, una città che perde residenti ogni giorno e in cui oggi ci sono più letti per turisti che abitanti.Era un’opera destinata a scomparire, lentamente, sotto l’umidità salmastra, le onde, il tempo. Era questa la sua forza: un’immagine effimera, urgente, autenticamente veneziana proprio perché destinata a non restare per sempre. E proprio per questo capace di interrogare, disturbare, provocare. Come fanno le opere d’arte vere.Invece ora qualcuno ha scelto la conservazionemuseale, asettica e rassicurante. Un restauro deciso dall’alto, dalla politica, dagli interessi privati.<br /><br /><a href="https://www.slow-news.com/serie/sulle-tracce-di-banksy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi "Sulle tracce di Banksy"</a><br /><br /><br />Nel 2024, Palazzo San Pantalon è stato acquistato da Banca Ifis, che vuole trasformarlo nella sua sede veneziana. E il murale è parte integrante del valore del palazzo: Banksy è prestigio, è investimento, è un asset.Certo, la banca promette che il restauro porterà a una mostra pubblica, gratuita. Ma intanto, per rimuovere Migrant Child, nessuno ha chiesto nulla né alla comunità locale né all’artista stesso, che notoriamente non ha un’identità pubblica proprio perché le sue opere non appartengono a lui, e certamente non alle banche, ma alla strada, alle persone.Questa vicenda è emblematica. È l’ennesimo atto di privatizzazione simbolica della città, un altro segnale che si vuole far diventare Venezia un brand, una cartolina, un’attrazione turistica.Togliere il murale dal muro non è solo questione di restauri: è una scelta politica, economica, culturale. È un modo per ribadire che la città non è più delle persone che la abitano, ma dei grandi interessi che la sfruttano, la vendono, la consumano.È un modo coerente con quell’idea paternalista che emerge continuamente: Venezia va salvata. Ma da cosa? Il Banksy rimosso rischia di diventare metafora di venezia stessa, staccata, pezzo dopo pezzo, e portata via in nome del profitto.È questo, forse, ciò da cui dobbiamo salvare davvero Venezia.<br /><br /><a href="https://slow-news.com/serie/smart-housed" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi Smart Housed, la serie di Slow News su Venezia</a><br /><br />Musica: <b>mobygratis </b><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67151603</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2025 12:25:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67151603/001_slowly_news_banksy_e_venezia.mp3" length="6954786" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://www.slow-news.com/serie/sulle-tracce-di-banksy/il-salvataggio-di-banksy-a-venezia-e-lidea-che-ce-dietro" type="text/plain" language="it"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Nella notte tra il 23 e il 24 luglio 2025 a Venezia è stato staccato dal Palazzo San Pantalon, nel cuore del sestiere Dorsoduro, il murale più famoso della città: Migrant Child di Banksy.

Un bambino naufrago che lancia un razzo di segnalazione rosso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella notte tra il<b> 23 e il 24 luglio 2025</b> a Venezia è stato staccato dal Palazzo San Pantalon, nel cuore del sestiere Dorsoduro, il murale più famoso della città: <b>Migrant Child</b> di Banksy.<br /><br />Un bambino naufrago che lancia un razzo di segnalazione rosso acceso: una denuncia, una richiesta di attenzione per tutte le vite migranti che continuiamo a perdere in mare. L’operazione è avvenuta di notte, in silenzio, con due barche e una gru. È stato tutto organizzato, tutto programmato da tempo: il murale è stato portato “al sicuro”, dicono, in una struttura di Mestre dove sarà restaurato da Federico Borgogni, lo stesso che a Bristol aveva già restaurato un’altra opera di Banksy.<br /><br /><a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abbonati a Slow News</a><br /><br />Tutto bene, allora? Sì, se pensiamo che un’opera di street art debba essere trattata come un quadro del Rinascimento da appendere in salotto o in banca, protetto da vetri antiproiettile e allarmi sofisticati.Nel 2019, quando Banksy ha creato questa immagine in occasione della Biennale, sapeva benissimo che cosa stava facendo: aveva scelto una città fragile e insieme fortissima, una città che da decenni viene usata come vetrina e palco di una Disneyland per turisti, una città che perde residenti ogni giorno e in cui oggi ci sono più letti per turisti che abitanti.Era un’opera destinata a scomparire, lentamente, sotto l’umidità salmastra, le onde, il tempo. Era questa la sua forza: un’immagine effimera, urgente, autenticamente veneziana proprio perché destinata a non restare per sempre. E proprio per questo capace di interrogare, disturbare, provocare. Come fanno le opere d’arte vere.Invece ora qualcuno ha scelto la conservazionemuseale, asettica e rassicurante. Un restauro deciso dall’alto, dalla politica, dagli interessi privati.<br /><br /><a href="https://www.slow-news.com/serie/sulle-tracce-di-banksy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi "Sulle tracce di Banksy"</a><br /><br /><br />Nel 2024, Palazzo San Pantalon è stato acquistato da Banca Ifis, che vuole trasformarlo nella sua sede veneziana. E il murale è parte integrante del valore del palazzo: Banksy è prestigio, è investimento, è un asset.Certo, la banca promette che il restauro porterà a una mostra pubblica, gratuita. Ma intanto, per rimuovere Migrant Child, nessuno ha chiesto nulla né alla comunità locale né all’artista stesso, che notoriamente non ha un’identità pubblica proprio perché le sue opere non appartengono a lui, e certamente non alle banche, ma alla strada, alle persone.Questa vicenda è emblematica. È l’ennesimo atto di privatizzazione simbolica della città, un altro segnale che si vuole far diventare Venezia un brand, una cartolina, un’attrazione turistica.Togliere il murale dal muro non è solo questione di restauri: è una scelta politica, economica, culturale. È un modo per ribadire che la città non è più delle persone che la abitano, ma dei grandi interessi che la sfruttano, la vendono, la consumano.È un modo coerente con quell’idea paternalista che emerge continuamente: Venezia va salvata. Ma da cosa? Il Banksy rimosso rischia di diventare metafora di venezia stessa, staccata, pezzo dopo pezzo, e portata via in nome del profitto.È questo, forse, ciò da cui dobbiamo salvare davvero Venezia.<br /><br /><a href="https://slow-news.com/serie/smart-housed" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi Smart Housed, la serie di Slow News su Venezia</a><br /><br />Musica: <b>mobygratis </b><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank"...]]></itunes:summary><itunes:duration>217</itunes:duration><itunes:keywords>banksy,venezia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0dc5f8d38f1038a1e6d4c28c6f2fa5ef.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>EP 13 - Questa immagine è falsa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-13-questa-immagine-e-falsa--53404947</link><description><![CDATA[In questa puntata parliamo di<br /><br />Ossessione per il lavoro, con Osvaldo Danzi<br />Le macchine che creano<br />Il nuovo rapporto IPPC, con Ferdinando Cotugno<br /><br />Per approfondire<br /><br /><a href="https://tracking.tldrnewsletter.com/CL0/https:%2F%2Farstechnica.com%2Finformation-technology%2F2023%2F03%2Fgenerative-ai-set-to-affect-300-million-jobs-across-major-economies%2F%3Futm_source=tldrnewsletter/1/010001872d043d1e-c6c138a6-41b7-4c48-8bcb-0579840691aa-000000/OjUqrG_3isnmzsZ6INy8xkG3pqWYaBnVc4RFkUh9ALI=294" target="_blank" rel="noreferrer noopener">300 milioni di posti di lavoro</a> a rischio con le A.I. generative<br /><a href="https://www.iltascabile.com/scienze/lungotermismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lungotermismo</a>, la nuova fanatica utopia della Silicon Valley (Il Tascabile, Andrea Daniele Signorelli)<br /><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53404947</guid><pubDate>Fri, 31 Mar 2023 17:56:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53404947/31_marzo.mp3" length="19624481" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata parliamo di

Ossessione per il lavoro, con Osvaldo Danzi
Le macchine che creano
Il nuovo rapporto IPPC, con Ferdinando Cotugno

Per approfondire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata parliamo di<br /><br />Ossessione per il lavoro, con Osvaldo Danzi<br />Le macchine che creano<br />Il nuovo rapporto IPPC, con Ferdinando Cotugno<br /><br />Per approfondire<br /><br /><a href="https://tracking.tldrnewsletter.com/CL0/https:%2F%2Farstechnica.com%2Finformation-technology%2F2023%2F03%2Fgenerative-ai-set-to-affect-300-million-jobs-across-major-economies%2F%3Futm_source=tldrnewsletter/1/010001872d043d1e-c6c138a6-41b7-4c48-8bcb-0579840691aa-000000/OjUqrG_3isnmzsZ6INy8xkG3pqWYaBnVc4RFkUh9ALI=294" target="_blank" rel="noreferrer noopener">300 milioni di posti di lavoro</a> a rischio con le A.I. generative<br /><a href="https://www.iltascabile.com/scienze/lungotermismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lungotermismo</a>, la nuova fanatica utopia della Silicon Valley (Il Tascabile, Andrea Daniele Signorelli)<br /><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>1227</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f805b9506d5547985565b10efcc4178a.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>EP 12 - Adulti invecchiati male</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-12-adulti-invecchiati-male--53163677</link><description><![CDATA[<b>Oggi parliamo di: </b>Lavoro sostenibile – I conservatori e la socialdemocrazia – Zaki, prigioniero di coscienza – La fine delle auto a benzina? – Diritto al tetto<br /><br /><b>Sostieni Slow News</b>: https://bit.ly/sostieni-slow-news <br />e scopri tutti i gadget per i membri della nostra comunità<br /><b><br />Regala Slow News</b>: https://bit.ly/regala-slow-news<br /><br />---<br /><br />In questo episodio: <br />- <b>Riccardo Noury</b>, portavoce di <a href="https://www.amnesty.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amnesty International Italia</a><br />- <b>Lorenzo Scottà, </b>del collettivo di <a href="https://www.facebook.com/EcoPolTorino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecologia Politica dell’Università di Torino</a><br />- <b>Martina Lovat, </b>analista di <a href="https://www.openpolis.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPolis</a><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53163677</guid><pubDate>Sat, 11 Mar 2023 00:47:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53163677/10_marzo_2.mp3" length="17398013" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo di: Lavoro sostenibile – I conservatori e la socialdemocrazia – Zaki, prigioniero di coscienza – La fine delle auto a benzina? – Diritto al tetto

Sostieni Slow News: https://bit.ly/sostieni-slow-news 
e scopri tutti i gadget per i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Oggi parliamo di: </b>Lavoro sostenibile – I conservatori e la socialdemocrazia – Zaki, prigioniero di coscienza – La fine delle auto a benzina? – Diritto al tetto<br /><br /><b>Sostieni Slow News</b>: https://bit.ly/sostieni-slow-news <br />e scopri tutti i gadget per i membri della nostra comunità<br /><b><br />Regala Slow News</b>: https://bit.ly/regala-slow-news<br /><br />---<br /><br />In questo episodio: <br />- <b>Riccardo Noury</b>, portavoce di <a href="https://www.amnesty.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amnesty International Italia</a><br />- <b>Lorenzo Scottà, </b>del collettivo di <a href="https://www.facebook.com/EcoPolTorino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecologia Politica dell’Università di Torino</a><br />- <b>Martina Lovat, </b>analista di <a href="https://www.openpolis.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPolis</a><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>1088</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep 11 - SPECIALE - Anche tu potresti diventare una persona povera</title><link>https://www.slow-news.com/progetti-speciali/slowly</link><description><![CDATA[<b>Episodio speciale di Slowly,</b> come anticorpo per la settimana sanremese e non solo. <br /><br /><br /><b>Sostieni Slow News</b>: https://bit.ly/sostieni-slow-news e scopri tutti i gadget per i membri della nostra comunità<br /><b>Regala Slow News</b>: https://bit.ly/regala-slow-news<br /><br />--<br /><br />Oggi parliamo di povertà e di precariato, a partire da storie in cui molte persone possibili target di questo podcast potrebbero immedesimarsi.<br /><br /><br />🇪🇺 UN PROGETTO DI SLOW NEWS, <a href="https://www.secondowelfare.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PERCORSI DI SECONDO WELFARE</a>, <a href="https://www.internazionale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">INTERNAZIONALE</a>, <a href="https://www.zai.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ZAI.NET</a>,<br /><a href="https://www.larevuedessineeitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LA REVUE DESSINÉE ITALIA</a>, FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA.Autrici e autori dei contenuti sono i soli responsabili di questa pubblicazione. I contenuti riflettono i nostri punti di vista. La Commissione Europea non è in alcun modo responsabile di come verranno utilizzate le informazioni contenute in questo progetto.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52690600</guid><pubDate>Fri, 10 Feb 2023 08:59:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52690600/10_feb_1.mp3" length="30832893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Episodio speciale di Slowly, come anticorpo per la settimana sanremese e non solo. 


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I contenuti riflettono i nostri punti di vista. La Commissione Europea non è in alcun modo responsabile di come verranno utilizzate le informazioni contenute in questo progetto.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>1928</itunes:duration><itunes:keywords>giornalismo,povertà</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep 10 - Versa il vino, spezza il pane, inquina la conversazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-10-versa-il-vino-spezza-il-pane-inquina-la-conversazione--52630490</link><description><![CDATA[Oggi parliamo di La pista anarchica, di nuovo - Vino, farine e altre storie alimentari - La Libia e il regime delle milizie<br /><br />Sostieni Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/SostieniSlowNews</a><br /><br />🎁 Regala Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/regala-slow-news</a><br /><br /><br /><br /><br /><b>LA PISTA ANARCHICA</b><br />👉 I fatti - Nel carcere di Opera, dove è stato trasferito il 30 gennaio scorso, il detenuto Alfredo Cospito prosegue il suo sciopero della fame. Non chiede direttamente la sospensione della propria pena. Il suo obiettivo è l’abolizione del cosiddetto 41bis, il regime carcerario al quale è stato condannato.<br /><br /><a href="https://emojipedia.org/classical-building/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">🏛️</a> Nel frattempo, in Parlamento, un ministro spiega la posizione del Governo; la prima ministra spiega la sua posizione in televisione; e un deputato del partito del Governo dice cose che non potrebbe sapere senza spiegare come le ha sapute. <br /><br />Ⓐ Ma se ti sembra un bell’accrocchio così, aspetta, perché la parte più interessante e assurda di questa storia sta accadendo sui media.<br /><br /><b>VERSARE IL VINO, SPEZZARE IL PANE, INQUINARE LA CONVERSAZIONE</b><br /><br />Un giorno, mentre ero in una piccola trattoria a gestione famigliare, sento una signora con marcatissimo accento piemontese – più del mio – dire: «Hai sentito Salvini cosa ha detto a quella là dell'Europa? Te le mangi te, le farine d'insetti!» <br /><br />È la solita tecnica comunicativa di queste destre. Potremmo chiamarla: buttiamo tutto in caciara. Che è un'evoluzione del trial balloon – ne abbiamo parlato con Mafe de Baggis qualche tempo fa – e che ha la conseguenza desiderata di inquinare irrimediabilmente la conversazione. In questo caso, per esempio, si finge che qualcuno voglia obbligarti a mangiare bacherozzi o lombrichi. Magari vivi. <br /><br />Non è proprio così, ovviamente. Abbiamo chiesto a Silvia Soligon, nutrizionista e giornalista medico-scientifica, di dirci come stanno le cose. Per scoprire che è semplicemente in atto una tutela della nostra salute.<br /><br /><b>LA LIBIA E IL REGIME DELLE MILIZIE</b><br /><br />Mentre la conversazione pop è dominata dai deliri sugli anarchici, sugli alimenti e sui licei classici, con dati che vengono presi a caso e messi fuori contesto per dire «Signora mia, i giovani d'oggi non studiano più il latino», dopo aver detto per mesi che bisogna dare possibilità a chi vuole fare le fioriere coi copertoni (uno degli aneddoti preferiti del Ministro dell'Istruzione e del Merito), be', succedono. cose. Per esempio, succede che il governo italiano faccia accordi con la Libia. <br /><br />Ma che succede, in Libia? <br /><br />👉 Nel 2011, quando Gheddafi è stato ucciso e lo Stato libico è collassato su sé stesso, qualcuno pensava che la Rivoluzione fosse arrivata a compimento. Il Paese nord-africano è invece entrato in una spirale di violenza e crimine che, 12 anni dopo, sembrano impossibili da risolvere.<br />Sami Zaptia, imprenditore libico, co-fondatore e direttore del quotidiano <a href="https://www.libyaherald.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Libya Herald</a>, ci ha descritto quello che oggi è il “regime delle milizie”, che ha sostituito il “regime del dittatore”.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52630490</guid><pubDate>Fri, 03 Feb 2023 18:44:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52630490/3_febbraio.mp3" length="15551716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo di La pista anarchica, di nuovo - Vino, farine e altre storie alimentari - La Libia e il regime delle milizie

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LA PISTA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi parliamo di La pista anarchica, di nuovo - Vino, farine e altre storie alimentari - La Libia e il regime delle milizie<br /><br />Sostieni Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/SostieniSlowNews</a><br /><br />🎁 Regala Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/regala-slow-news</a><br /><br /><br /><br /><br /><b>LA PISTA ANARCHICA</b><br />👉 I fatti - Nel carcere di Opera, dove è stato trasferito il 30 gennaio scorso, il detenuto Alfredo Cospito prosegue il suo sciopero della fame. Non chiede direttamente la sospensione della propria pena. Il suo obiettivo è l’abolizione del cosiddetto 41bis, il regime carcerario al quale è stato condannato.<br /><br /><a href="https://emojipedia.org/classical-building/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">🏛️</a> Nel frattempo, in Parlamento, un ministro spiega la posizione del Governo; la prima ministra spiega la sua posizione in televisione; e un deputato del partito del Governo dice cose che non potrebbe sapere senza spiegare come le ha sapute. <br /><br />Ⓐ Ma se ti sembra un bell’accrocchio così, aspetta, perché la parte più interessante e assurda di questa storia sta accadendo sui media.<br /><br /><b>VERSARE IL VINO, SPEZZARE IL PANE, INQUINARE LA CONVERSAZIONE</b><br /><br />Un giorno, mentre ero in una piccola trattoria a gestione famigliare, sento una signora con marcatissimo accento piemontese – più del mio – dire: «Hai sentito Salvini cosa ha detto a quella là dell'Europa? Te le mangi te, le farine d'insetti!» <br /><br />È la solita tecnica comunicativa di queste destre. Potremmo chiamarla: buttiamo tutto in caciara. Che è un'evoluzione del trial balloon – ne abbiamo parlato con Mafe de Baggis qualche tempo fa – e che ha la conseguenza desiderata di inquinare irrimediabilmente la conversazione. In questo caso, per esempio, si finge che qualcuno voglia obbligarti a mangiare bacherozzi o lombrichi. Magari vivi. <br /><br />Non è proprio così, ovviamente. Abbiamo chiesto a Silvia Soligon, nutrizionista e giornalista medico-scientifica, di dirci come stanno le cose. Per scoprire che è semplicemente in atto una tutela della nostra salute.<br /><br /><b>LA LIBIA E IL REGIME DELLE MILIZIE</b><br /><br />Mentre la conversazione pop è dominata dai deliri sugli anarchici, sugli alimenti e sui licei classici, con dati che vengono presi a caso e messi fuori contesto per dire «Signora mia, i giovani d'oggi non studiano più il latino», dopo aver detto per mesi che bisogna dare possibilità a chi vuole fare le fioriere coi copertoni (uno degli aneddoti preferiti del Ministro dell'Istruzione e del Merito), be', succedono. cose. Per esempio, succede che il governo italiano faccia accordi con la Libia. <br /><br />Ma che succede, in Libia? <br /><br />👉 Nel 2011, quando Gheddafi è stato ucciso e lo Stato libico è collassato su sé stesso, qualcuno pensava che la Rivoluzione fosse arrivata a compimento. Il Paese nord-africano è invece entrato in una spirale di violenza e crimine che, 12 anni dopo, sembrano impossibili da risolvere.<br />Sami Zaptia, imprenditore libico, co-fondatore e direttore del quotidiano <a href="https://www.libyaherald.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Libya Herald</a>, ci ha descritto quello che oggi è il “regime delle milizie”, che ha sostituito il “regime del dittatore”.<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica,...]]></itunes:summary><itunes:duration>966</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep 9 - Come ne parli?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-9-come-ne-parli--52563199</link><description><![CDATA[Oggi parliamo di Violenza ostetrica, Giornata della memoria, Dati balneari, Elezioni politiche 2024<br /><br />Sostieni Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/SostieniSlowNews</a><br /><br />🎁 Regala Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/regala-slow-news</a><br /><br />Il tema che accomuna tutto è: come ne parli. Come parli di un fatto di cronaca in cui muore un neonato? Come parli del ricordo delle vittime della Shoah, come parli dei dati degli stabilimenti balneari e delle elezioni politiche che verranno? <br /><br />Ospiti di questa settimana: <br /><br />Irene Caselli, giornalista che fra l'altro fa The First 1,000 Days, sulla violenza ostetrica<br /><a href="https://www.thefirst1000days.news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.thefirst1000days.news</a><br /><br />Isaia Invernizzi, giornalista che fra l'altro per Il Post ha fatto un lavoro eccezionale sugli stabilimenti balneari, che trovi qui: <a href="https://www.ilpost.it/2022/03/01/mappa-canoni-concessioni-stabilimenti-balneari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ilpost.it/2022/03/01/mappa-canoni-concessioni-stabilimenti-balneari/</a><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52563199</guid><pubDate>Fri, 27 Jan 2023 17:58:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52563199/27_gennaio.mp3" length="12355012" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo di Violenza ostetrica, Giornata della memoria, Dati balneari, Elezioni politiche 2024

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Come parli del ricordo delle vittime della Shoah, come parli dei dati degli stabilimenti balneari e delle elezioni politiche che verranno? <br /><br />Ospiti di questa settimana: <br /><br />Irene Caselli, giornalista che fra l'altro fa The First 1,000 Days, sulla violenza ostetrica<br /><a href="https://www.thefirst1000days.news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.thefirst1000days.news</a><br /><br />Isaia Invernizzi, giornalista che fra l'altro per Il Post ha fatto un lavoro eccezionale sugli stabilimenti balneari, che trovi qui: <a href="https://www.ilpost.it/2022/03/01/mappa-canoni-concessioni-stabilimenti-balneari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ilpost.it/2022/03/01/mappa-canoni-concessioni-stabilimenti-balneari/</a><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. 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E parliamo anche di fiducia. Ospite: <b>Ferdinando Cotugno.</b><br /><br /><br />Sostieni Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/SostieniSlowNews</a><br /><br />🎁 Regala Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/regala-slow-news</a><br /><br />👉 Nella remotissima ipotesi in cui tu non ne abbia sentito parlare, ecco i fatti, se possiamo chiamarli così. I giornali si sono occupati di una storia di una collaboratrice scolastica che afferma di fare la pendolare Napoli-Milano per poter lavorare, visto che non può permettersi di pagare gli affitti nel milanese. Come prevedibile, la conversazione si è polarizzata pro o contro di lei. <br /><br />🗣️ Su Il Foglio c'è chi ha addirittura scomodato una citazione di Smisurata preghiera di Fabrizio De Andrè, elogiando questa ragazza che andrebbe in «direzione ostinata e contraria». In altri contesti c'è chi ha sollevato dubbi, chi ha ironizzato, altrove si è scatenata una caccia al fact-checking con un'attenzione che sarebbe bello veder applicata su questioni più importanti. Tutto quello che abbiamo da dire su questa storia non riguarda la sua protagonsita, ma il modo in cui funzionano i giornali. E una cosa che si chiama framing e che trovi nel <a href="https://slow-news.com/glossario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">glossario di Slow News</a>.<br /><br />Framing – sost. ingl. (trad. letterale: «inquadratura, intelaiatura, struttura, cornice»), usato in italiano al masch. pronuncia ‹fréi-miŋ&gt; – 1. il modo in cui una storia, un fatto, un’alternativa vengono presentati alle persone. I giornali e i media in generale sono pieni di framing, che generalmente sfociano in veri e propri filoni, o generi di racconto (es.: la studentessa che non dorme mai e si laurea prima di tutti, il lavoratore che si sacrifica tantissimo pur di continuare a lavorare rinunciando a tutto). Generalmente, il framing riproduce il pensiero dominante. Per approfondire il concetto di framing, potresti leggere il libro di <a href="https://www.facebook.com/antonio.pavolini?__cft__%5B0%5D=AZWfktCO3KPGU27y_Qssb8raRxlbJb16z2n8E-krTBTc4MuMIUmtGG_9ikbYanmYdn7S9LMV4Bn6zkai1KiO0JhNcI4bTpE1BawWpOy9J1IQfMioR1neQiAHna-F4KEIwq8&amp;__tn__=-%5DK-R" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Pavolini</a>, Unframing, e un altro testo stupendo, per bambini ma utilissimo anche per gli adulti. Si intitola <a href="https://www.bookdealer.it/libro/9788899556174/la-vera-storia-dei-3-porcellini-ediz-a-colori" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La vera storia dei 3 porcellini</a> ed è un regalo perfetto se vuoi aiutare giovanissimi e meno giovani a costruirsi una consapevolezza critica sul fenomeno. <br /><br />REPRESSIONE ANTI-AMBIENTALISTII fatti - Negli ultimi mesi, in molte parti del mondo, persone di ogni età mettono in pratica delle strategie di protesta nuove e radicali. Lo fanno per portare al centro del dibattito l’emergenza climatica e l’inazione di fronte ad essa dei governi di tutto il mondo. E, facendolo, hanno scatenato una serie di reazioni contrarie molto aggressive. Sia da parte degli apparati di sicurezza degli Stati che chiamano in causa, sia da parte di una certa opinione pubblica, solitamente vecchia (o vecchia dentro), solitamente conservatrice, solitamente ricca e solitamente bianca. <br /><br />La conversazione – È pienpo di persone che dicono alle altre come si dovrebbe dissentire. Tendenzialmene, si vorrebbe un dissenso non conflittuale, che non disturba. Quindi, invisibile. D'altra parte, la negazione di qualsiasi elemento di conflitto fa comodo, proprio come il framing, a chi fa profitto, che lo faccia mantenendo lo status quo o approfittando del cambiamento. <br /><br />Il personaggio – L’ultimo di questi fatti è stato anche uno dei più adatti al frame dei media mainstream, visto che ha colpito una persona che, i suddetti media mainstream, hanno usato negli ultimi anni per incarnare la protesta ambientalista. Stiamo parlando del fermo a scopo di identificazione, durato poche ore, di Greta Thunberg da parte della polizia tedesca, avvenuto il 17 gennaio. <br /><br />La cronaca di quel che è successo la puoi leggere sul <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/jan/17/greta-thunberg-detained-at-coal-protest-in-germany" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guardian</a>. A noi interessa, come sempre, andare un po’ più in là.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. 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E parliamo anche di fiducia. Ospite: Ferdinando Cotugno.


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🎁 Regala Slow News 👉...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi parliamo di Bidelle, pendolarismo e framing, Proteste e repressione, Welfare aziendale, Eurobarometro. E parliamo anche di fiducia. Ospite: <b>Ferdinando Cotugno.</b><br /><br /><br />Sostieni Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/SostieniSlowNews</a><br /><br />🎁 Regala Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/regala-slow-news</a><br /><br />👉 Nella remotissima ipotesi in cui tu non ne abbia sentito parlare, ecco i fatti, se possiamo chiamarli così. I giornali si sono occupati di una storia di una collaboratrice scolastica che afferma di fare la pendolare Napoli-Milano per poter lavorare, visto che non può permettersi di pagare gli affitti nel milanese. Come prevedibile, la conversazione si è polarizzata pro o contro di lei. <br /><br />🗣️ Su Il Foglio c'è chi ha addirittura scomodato una citazione di Smisurata preghiera di Fabrizio De Andrè, elogiando questa ragazza che andrebbe in «direzione ostinata e contraria». In altri contesti c'è chi ha sollevato dubbi, chi ha ironizzato, altrove si è scatenata una caccia al fact-checking con un'attenzione che sarebbe bello veder applicata su questioni più importanti. Tutto quello che abbiamo da dire su questa storia non riguarda la sua protagonsita, ma il modo in cui funzionano i giornali. E una cosa che si chiama framing e che trovi nel <a href="https://slow-news.com/glossario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">glossario di Slow News</a>.<br /><br />Framing – sost. ingl. (trad. letterale: «inquadratura, intelaiatura, struttura, cornice»), usato in italiano al masch. pronuncia ‹fréi-miŋ&gt; – 1. il modo in cui una storia, un fatto, un’alternativa vengono presentati alle persone. I giornali e i media in generale sono pieni di framing, che generalmente sfociano in veri e propri filoni, o generi di racconto (es.: la studentessa che non dorme mai e si laurea prima di tutti, il lavoratore che si sacrifica tantissimo pur di continuare a lavorare rinunciando a tutto). Generalmente, il framing riproduce il pensiero dominante. Per approfondire il concetto di framing, potresti leggere il libro di <a href="https://www.facebook.com/antonio.pavolini?__cft__%5B0%5D=AZWfktCO3KPGU27y_Qssb8raRxlbJb16z2n8E-krTBTc4MuMIUmtGG_9ikbYanmYdn7S9LMV4Bn6zkai1KiO0JhNcI4bTpE1BawWpOy9J1IQfMioR1neQiAHna-F4KEIwq8&amp;__tn__=-%5DK-R" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Pavolini</a>, Unframing, e un altro testo stupendo, per bambini ma utilissimo anche per gli adulti. Si intitola <a href="https://www.bookdealer.it/libro/9788899556174/la-vera-storia-dei-3-porcellini-ediz-a-colori" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La vera storia dei 3 porcellini</a> ed è un regalo perfetto se vuoi aiutare giovanissimi e meno giovani a costruirsi una consapevolezza critica sul fenomeno. <br /><br />REPRESSIONE ANTI-AMBIENTALISTII fatti - Negli ultimi mesi, in molte parti del mondo, persone di ogni età mettono in pratica delle strategie di protesta nuove e radicali. Lo fanno per portare al centro del dibattito l’emergenza climatica e l’inazione di fronte ad essa dei governi di tutto il mondo. E, facendolo, hanno scatenato una serie di reazioni contrarie molto aggressive. Sia da parte degli apparati di sicurezza degli Stati che chiamano in causa, sia da parte di una certa opinione pubblica, solitamente vecchia (o vecchia dentro), solitamente conservatrice, solitamente ricca e solitamente bianca. <br /><br />La conversazione – È pienpo di persone che dicono alle altre come si dovrebbe dissentire. Tendenzialmene, si vorrebbe un dissenso non conflittuale, che non disturba. Quindi, invisibile. D'altra parte, la negazione di qualsiasi elemento di conflitto fa comodo, proprio come il framing, a chi fa profitto, che lo faccia mantenendo lo status quo o approfittando del cambiamento. <br /><br />Il personaggio – L’ultimo di questi fatti è stato anche uno dei più...]]></itunes:summary><itunes:duration>906</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep 7 - Benzina sul fuoco</title><link>https://www.slow-news.com</link><description><![CDATA[Oggi parliamo di: M<b>ilano città lenta</b> - <b>Benzina sul fuoco</b> - <b>Scuola sotto assedio</b> – <b>I Bulli<br /><br /></b>Sostieni Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/SostieniSlowNews</a><br /><br />🎁 Regala Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/regala-slow-news</a><br /><b></b><br /><br /><br /><b>👉 </b><b>Milano città lenta </b>– Nella seduta di martedì 10 gennaio 2023, il consiglio comunale di Milano ha approvato a maggioranza un ordine del giorno che invita «il sindaco Beppe Sala e la giunta a proclamare Milano Città 30, istituendo il limite di velocità in ambito urbano a 30 km/h a partire dal 1° gennaio 2024». Non si tratta ancora di una misura adottata e, come scrive il Sole24Ore, «non è un atto vincolante, è solo un’indicazione politica». Ma in un paese come l’Italia è senz’altro una grande novità.<br /><br />Ne parliamo con Marco Mazzei, primo firmatario della proposta. che ha subito anche una serie di assurdi attacchi e insulti. <br /><br />Per approfondire: <br />- Un rapporto di <a href="https://www.recommon.org/ripresa-e-connivenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ReComMon</a><br /><br /><a href="https://abne.slow-news.com/mobilita-cambia-testa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La mobilità si cambia dalla testa</a><br /><ul><li></li></ul><br />⛽ <b>Benzina sul fuoco</b> – Tutti parlano della benzina, di quanto costa, di quanto è aumentata: è decisamente la polemica della settimana. Tanto che il Governo è intervenuto con un decreto legge ad hoc per la «trasparenza nel mercato dei carburanti a vantaggio del consumatore».<br />Eppure, l'aumento dei prezzi era facilmente prevedibile, visto che questo stesso Governo ha deciso di non prorogare lo sconto sulle accise che era stato introdotto a marzo 2022 dall’esecutivo Draghi.<br />Ma la cosa più interessante è questo richiamo alla trasparenza, come se i dati non fossero disponibili. Invece, ci sono. Tant'è che Riccardo Saporiti, giornalista, ha potuto accedere a questi dati. <br /><br />Per approfondire:<br /><br />- <a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2023/01/12/monitoraggio-prezzo-benzina-diesel-open-data/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il pezzo di Riccardo Saporiti</a><br /><br /><a href="https://twitter.com/NdrCcc/status/1612706687034572800" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Tweet di Andrea Coccia</a><br /><br /><br /><b>🏫 Non è vietando che si educa</b> – La scuola è spesso oggetto di un discorso dall'alto, in cui si fa a gara a chi la spara più grossa. A volte senza competenze specifiche. Spesso basandosi solamente su aneddotica. Ancor più spesso si adotta un atteggiamento reazionario.<br />Eppure nella scuola italiana ci sono tante eccellenze, insieme a tanti problemi. Alfonso D'Ambrosio è un dirigente scolastico molto attivo, interessante da seguire sui social anche per i non addetti ai lavori, con una visione della scuola proiettata verso il futuro.<br /><br />Di recente è stato duramente attaccato da Mario Giordano che, su Panorama, si è scagliato contro la valutazione formativa con un pezzo dal titolo: «La scuola deve insegnare, non dare felicità». Un'idea arcaica, che fa a pugni la contemporaneità. Con quello che sappiamo della scuola.<br /><br />Come <a href="https://www.glistatigenerali.com/neuroscienze_scuola/la-scuola-deve-insegnare-non-dare-felicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scrive Paolo Fasce su Gli Stati Generali</a>, «un contesto facilitante, motivante e inclusivo, rispettoso della persona e dei suoi ritmi di apprendimento, facilita il benessere psicofisico e, con questo, costruisce apprendimenti più significativi e duraturi». Altro che non generare felicità. <br /><br />Comunque, prima che subisse questo attacco – di cui ci scusiamo, a nome di tutta la categoria dei giornalisti –, avevamo chiesto a D'Ambrosio di raccontarci il suo punto di vista su una querelle che sembra già dimenticata: la questione dello smartphone a scuola. È bello ascoltarlo, e per questo lo facciamo integralmente.<br /><br />Per approfondire:<br />- <a href="https://www.facebook.com/dirigente.alfonso.dambrosio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segui Alfonso D'Ambrosio su Facebook</a><br /><br />Cos'hanno in comune queste storie? I bulli!<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52435710</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2023 20:13:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52435710/13_gen_2023_1.mp3" length="18176671" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi parliamo di: Milano città lenta - Benzina sul fuoco - Scuola sotto assedio – I Bulli

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👉 Milano città lenta – Nella seduta di martedì 10...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi parliamo di: M<b>ilano città lenta</b> - <b>Benzina sul fuoco</b> - <b>Scuola sotto assedio</b> – <b>I Bulli<br /><br /></b>Sostieni Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/SostieniSlowNews</a><br /><br />🎁 Regala Slow News 👉 <a href="https://bit.ly/regala-slow-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/regala-slow-news</a><br /><b></b><br /><br /><br /><b>👉 </b><b>Milano città lenta </b>– Nella seduta di martedì 10 gennaio 2023, il consiglio comunale di Milano ha approvato a maggioranza un ordine del giorno che invita «il sindaco Beppe Sala e la giunta a proclamare Milano Città 30, istituendo il limite di velocità in ambito urbano a 30 km/h a partire dal 1° gennaio 2024». Non si tratta ancora di una misura adottata e, come scrive il Sole24Ore, «non è un atto vincolante, è solo un’indicazione politica». Ma in un paese come l’Italia è senz’altro una grande novità.<br /><br />Ne parliamo con Marco Mazzei, primo firmatario della proposta. che ha subito anche una serie di assurdi attacchi e insulti. <br /><br />Per approfondire: <br />- Un rapporto di <a href="https://www.recommon.org/ripresa-e-connivenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ReComMon</a><br /><br /><a href="https://abne.slow-news.com/mobilita-cambia-testa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La mobilità si cambia dalla testa</a><br /><ul><li></li></ul><br />⛽ <b>Benzina sul fuoco</b> – Tutti parlano della benzina, di quanto costa, di quanto è aumentata: è decisamente la polemica della settimana. Tanto che il Governo è intervenuto con un decreto legge ad hoc per la «trasparenza nel mercato dei carburanti a vantaggio del consumatore».<br />Eppure, l'aumento dei prezzi era facilmente prevedibile, visto che questo stesso Governo ha deciso di non prorogare lo sconto sulle accise che era stato introdotto a marzo 2022 dall’esecutivo Draghi.<br />Ma la cosa più interessante è questo richiamo alla trasparenza, come se i dati non fossero disponibili. Invece, ci sono. Tant'è che Riccardo Saporiti, giornalista, ha potuto accedere a questi dati. <br /><br />Per approfondire:<br /><br />- <a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2023/01/12/monitoraggio-prezzo-benzina-diesel-open-data/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il pezzo di Riccardo Saporiti</a><br /><br /><a href="https://twitter.com/NdrCcc/status/1612706687034572800" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Tweet di Andrea Coccia</a><br /><br /><br /><b>🏫 Non è vietando che si educa</b> – La scuola è spesso oggetto di un discorso dall'alto, in cui si fa a gara a chi la spara più grossa. A volte senza competenze specifiche. Spesso basandosi solamente su aneddotica. Ancor più spesso si adotta un atteggiamento reazionario.<br />Eppure nella scuola italiana ci sono tante eccellenze, insieme a tanti problemi. Alfonso D'Ambrosio è un dirigente scolastico molto attivo, interessante da seguire sui social anche per i non addetti ai lavori, con una visione della scuola proiettata verso il futuro.<br /><br />Di recente è stato duramente attaccato da Mario Giordano che, su Panorama, si è scagliato contro la valutazione formativa con un pezzo dal titolo: «La scuola deve insegnare, non dare felicità». Un'idea arcaica, che fa a pugni la contemporaneità. Con quello che sappiamo della scuola.<br /><br />Come <a href="https://www.glistatigenerali.com/neuroscienze_scuola/la-scuola-deve-insegnare-non-dare-felicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scrive Paolo Fasce su Gli Stati Generali</a>, «un contesto facilitante, motivante e inclusivo, rispettoso della persona e dei suoi ritmi di apprendimento, facilita il benessere psicofisico e, con questo, costruisce apprendimenti più significativi e duraturi». Altro che non generare felicità. <br /><br />Comunque, prima che subisse questo attacco – di cui ci scusiamo, a nome di tutta la categoria dei giornalisti –, avevamo chiesto a D'Ambrosio di raccontarci...]]></itunes:summary><itunes:duration>1137</itunes:duration><itunes:keywords>automobili,benzina,scuola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep 6 - Caro Babbo Classista...</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-6-caro-babbo-classista--52269302</link><description><![CDATA[Questa settimana parliamo di: A cosa serve essere Slow - Il price cap - Le letterine di Natale di Valditara - Cameriera, il nuovo libro di Sarah Gainsforth - La posta di Slow News.<br /><br />Sostieni Slow News 👉 https://bit.ly/SostieniSlowNews<br />🎄 Regala Slow News per Natale (o tutto l'anno!) 👉 https://bit.ly/regala-slow-news<br />🎬 Guarda il documentario di Slow News 👉 https://vimeo.com/ondemand/slownewsitalia<br /><br /><br /><br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52269302</guid><pubDate>Fri, 23 Dec 2022 18:16:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52269302/slowly_23_dicembre.mp3" length="17858617" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Questa settimana parliamo di: A cosa serve essere Slow - Il price cap - Le letterine di Natale di Valditara - Cameriera, il nuovo libro di Sarah Gainsforth - La posta di Slow News.

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Insieme a me ci sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Oggi parliamo di</b> – 1. Palloncini, ovvero come la politica prende in ostaggio la conversazione – 2. Notizie atomiche di retroguardia – 3. Bonus psicologo, a che punto siamo? – 4. La corruzione in Europa – 5. La posta di Slow News<br /><br />Insieme a me ci sono Mafe de Baggis che ci spiega il "trial baloon", Quentin Aries che cerca di fare il punto sul caso di corruzione in Europa, Claudio Dalpiaz che racconta il bonus psicologo, insieme ad alcune testimonianze di nostre lettrici e lettori. <br /><br />Se vuoi leggere il pezzo di Ilaria Sesana sulle comunità energetiche, lo trovi qui: https://abne.slow-news.com/energia-delle-comunita/<br /><br />Non abbiamo pubblicità. Sostienici, se ti piace Slowly. Abbiamo bisogno anche di te: https://bit.ly/sostieni-slow-news Riceverai un pacco-Slow news con contenuti variabili a seconda di quel che scegli. <br /><br /><br /><br />Se vuoi, puoi regalarci per Natale (o tutto l'anno): https://bit.ly/regala-slow-news<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>1006</itunes:duration><itunes:keywords>giornalismo,nucleare,psicologo,trial,ue</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep 4 - La pista anarchica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-4-la-pista-anarchica--52142464</link><description><![CDATA[La pista anarchica<br /><br />Sostieni Slow News 👉 https://bit.ly/SostieniSlowNews<br />🎁 Regala Slow News 👉 https://bit.ly/regala-slow-news<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52142464</guid><pubDate>Fri, 09 Dec 2022 19:50:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52142464/slowly_del_9_dicembre_2022.mp3" length="12277083" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>La pista anarchica

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Sostieni Slow News 👉...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[1. Abbiamo un problema con le citazioni (e con la cultura) – 2. Il reddito di base universale – 3. La guerra ai free party, con Vanni Santoni – 4. Il problema sbagliato dei POS – 5. Le domande all'intelligenza artificiale.<br /><br />Sostieni Slow News 👉 https://bit.ly/SostieniSlowNews<br />🎄 Regala Slow News per Natale (o tutto l'anno!) 👉 https://bit.ly/regala-slow-news<br /><br /><br />Per partecipare al talk di mercoledì 7 dicembre con Stella Levantesi e Ferdinando Cotugno<br />https://bit.ly/slow-news-talk-ultimo-respiro<br /><br />Scrivici: info@slow-news.com<br />Mandaci un vocale: https://wa.me/message/6J4NHR2MU4WPN1<br /><br />Link per approfondire:<br />Pagella politica spiega l'emendamento alla norma anti-rave: https://pagellapolitica.it/articoli/governo-modifica-reato-rave<br /><br />Il report sul fatturato delle banche<br />https://www.fabi.it/wp-content/uploads/2022/06/FABI_Analisi_20220610_ricavi2021.pdf<br /><br />La povertà educativa:<br />https://abne.slow-news.com/la-poverta-educativa/<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>743</itunes:duration><itunes:keywords>ai,giornalismo,pos,povertà,rave,reddito,redditodibase</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/819547c880fbcf1c69ad542f2a673de5.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep 2 - Il Ministero dell'Umiliazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-2-il-ministero-dell-umiliazione--52011535</link><description><![CDATA[Sostieni Slow News bit.ly/sostieni-slow-news<br />Regala Slow News bit.ly/regala-slow news<br /><br />1. IL MINISTERO DELL'UMILIAZIONE<br /><br />🏫 Il fatto – Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, durante un intervento pubblico sulla scuola e sui metodi che bisogna adottare per combattere il bullismo, ha affermato che «l’umiliazione è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità».<br /><br />2. IL MOSE È UN SUCCESSO E UN PROBLEMA<br />Il fatto – Anche questa volta, come accade da ottobre 2020, il MOSE si è alzato e ha salvato una parte di Venezia. In questo caso, l'acqua alta che sarebbe stata da record.<br />3. È IN ATTO UNA GUERRA CONTRO I POVERI, NON CONTRO LA POVERTÀ<br /><br />Il Governo Meloni, con la manovra approvata questa settimana, ha avviato il percorso per cancellare il Reddito di Cittadinanza.  <br />Al di là della questione politica e sociale - enorme - del portare avanti una politica sempre più dichiaratamente contro i ceti poveri, bullizzati, puniti e umiliati, c'è una questione che riguarda il giornalismo e che crediamo che vada affrontata in modo molto serio.<br /><br />4. Si può tifare, sapere, indignarsi, boicottare<br />Il fatto – I mondiali di calcio in Qatar sono oggetto di polemiche. Assegnati nel 2012, in corso adesso, rappresentano molto bene l'intersezione tra sport e politica. Sono un emblema di tutte le contraddizioni dei nostri giorni. <br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52011535</guid><pubDate>Fri, 25 Nov 2022 17:22:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52011535/slowly_il_ministero_dell_umiliazione.mp3" length="11335844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Slow News</itunes:author><itunes:subtitle>Sostieni Slow News bit.ly/sostieni-slow-news&#13;
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Grazie per il tuo sostegno!&#13;
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Oggi Parliamo di &#13;
vaccini liberi da brevetti – mondiali di calcio in Qatar –...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Diario delle cose che restano è un'isola informativa al riparo dal caos del giornalismo delle breaking news e delle polemiche incessanti.<br />Grazie per il tuo sostegno!<br /><br />Oggi Parliamo di <br />vaccini liberi da brevetti – mondiali di calcio in Qatar – un piano Marshall per l'Africa?<br /><br /><b>Slowly</b> è un podcast settimanale di Slow News. Si ascolta gratuitamente e parla di una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.Slow News è indipendente, libera e non ha pubblicità.Tutto quello che produciamo online si può leggere, ascoltare, vedere liberamente, ricondividere, riusare. <br /><br /><b>Se vuoi puoi sostenerci</b>:<a href="https://www.slow-news.com/sostienici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> abbonati a Slow News</a> e ricevi la nostra rivista cartacea, annuale monocromatica, Piano.  Facciamo anche corsi.<a href="https://slownewsacademy.thinkific.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Li trovi tutti nella Slow News Academy</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>638</itunes:duration><itunes:keywords>africa,brevetti,giornalismo,mondiali,vaccini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/139cb51bffbcee802ca1b166b4a060d4.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
