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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>TRAPPIST</title><link>https://www.spreaker.com/show/trappist_1</link><description><![CDATA[Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5344380/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Politics</category><copyright>CC-BY 4.0 Undermedia</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg</url><title>TRAPPIST</title><link>https://www.spreaker.com/show/trappist_1</link></image><lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 05:26:37 +0000</lastBuildDate><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>The Submarine</itunes:name><itunes:email>oblo@thesubmarine.it</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:subtitle>Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.]]></itunes:summary><itunes:category text="News"><itunes:category text="Politics"/></itunes:category><itunes:category text="News"><itunes:category text="News Commentary"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>4c2ea367-f8e9-5009-8abc-a389747fa2fa</podcast:guid><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>226: Ministri a targhe alterne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/226-ministri-a-targhe-alterne--71282944</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni non vuole che si parli di rimpasto, non vuole che si dica che il governo è in crisi, non vuole essere considerata responsabile delle difficoltà che il suo governo sta affrontando. Eppure la lista dei ministri in difficoltà è tutto tranne che breve — e la coalizione si comporta come separati in casa: la Lega è appostata sul Viminale, Forza Italia è a pezzi, e il resto del consiglio dei ministri si divide tra chi è sparito e chi è fin troppo visibile, spesso anche per dispiacere degli alleati.<br /><br />Nel frattempo il governo ha silurato l’ex ad di Leonardo, Roberto Cingolani, forse per compiacere Washington, forse per serrare i ranghi. E sulla crisi energetica, tra lo spettro del lockdown e il costo del pieno sempre piú alto, continuano ad arrivare poche risposte, e nessuna riflessione su come ci siamo ritrovati qui, senza piano di per una transizione energetica, 20 anni dopo quando serviva.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo e Alessandro Massone <br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71282944</guid><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 05:22:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71282944/trappist_10_1.mp3" length="51510251" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni non vuole che si parli di rimpasto, non vuole che si dica che il governo è in crisi, non vuole essere considerata responsabile delle difficoltà che il suo governo sta affrontando. 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E sulla crisi energetica, tra lo spettro del lockdown e il costo del pieno sempre piú alto, continuano ad arrivare poche risposte, e nessuna riflessione su come ci siamo ritrovati qui, senza piano di per una transizione energetica, 20 anni dopo quando serviva.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo e Alessandro Massone <br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup]]></itunes:summary><itunes:duration>2576</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>225: Oh no</title><link>https://www.spreaker.com/episode/225-oh-no--70872357</link><description><![CDATA[Congratulazioni! Da quanto tempo non vi capitava di votare per qualcosa che vince le elezioni? In questa puntata di TRAPPIST, registrata prima delle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, e dello stallo alla messicana con Santanchè, parliamo delle conseguenze del voto: sul governo, e anche sull’opposizione, che ora deve superare le proprie differenze per arrivare a una proposta unitaria, in vista di primarie a cui sia Conte che Schlein si dicono pronti.<br /><br />Ma se gli eventi delle ore successive alla registrazione fanno intendere che la crisi di governo è ancora più profonda di quanto sembrasse, sembra anche che i partiti di opposizione siano in realtà meno pronti a buttarsi nel percorso delle primarie di quanto apparisse sull'ondata della vittoria al referendum. <br /><br />Sostieni <i>the Submarine,</i> <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati alla newsletter</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70872357</guid><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 14:29:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70872357/trappist_referendum.mp3" length="56200275" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Congratulazioni! 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In questa puntata di TRAPPIST, registrata prima delle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, e dello stallo alla messicana con Santanchè, parliamo delle conseguenze del voto: sul governo, e anche sull’opposizione, che ora deve superare le proprie differenze per arrivare a una proposta unitaria, in vista di primarie a cui sia Conte che Schlein si dicono pronti.<br /><br />Ma se gli eventi delle ore successive alla registrazione fanno intendere che la crisi di governo è ancora più profonda di quanto sembrasse, sembra anche che i partiti di opposizione siano in realtà meno pronti a buttarsi nel percorso delle primarie di quanto apparisse sull'ondata della vittoria al referendum. <br /><br />Sostieni <i>the Submarine,</i> <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati alla newsletter</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2810</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>224: Con ragioni per il Sì come queste, chi ha bisogno di ragioni per il No</title><link>https://www.spreaker.com/episode/224-con-ragioni-per-il-si-come-queste-chi-ha-bisogno-di-ragioni-per-il-no--70683633</link><description><![CDATA[Mancano pochi giorni al voto, che nelle ultime settimane le forze di governo hanno politicizzato con quella che sembra crescente disperazione. In questa puntata di Trappist passiamo in rassegna i momenti più assurdi di una campagna elettorale per il Sì che si è rivelata la migliore pubblicità per il No.<br /><br />La piú clamorosa è una delle piú recenti: Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, che in tv invita a votare sì per "toglierci di mezzo la magistratura,” paragonandola a “un plotone d'esecuzione." Nordio, che da mesi colleziona uscite imbarazzanti — dalla magistratura come sistema "paramafioso" ai magistrati "inetti" che vanno “colpito nella carriera” — fino alla leghista Matone che ammette, senza sapere che nella stanza erano presenti giornalisti, che il ministro dice "cose che tutti pensano, ma almeno noi non le diciamo." Una menzione speciale per Tony Tajani, che ha dichiarato che la riforma onorerebbe la memoria di Silvio Berlusconi, e che alla possibilità dello spostamento della polizia giudiziaria fuori dall'autorità della magistratura. Quello che doveva restare un referendum tecnico ha finito per smascherare le reali ambizioni della coalizione: non il magistrato inetto, ma il magistrato che applica la legge in un modo che non piace al governo. <br /><br />Meloni ha aspettato l'ultima settimana per esporsi in prima persona, e lo ha fatto con un crescendo allarmante: al Teatro Parenti di Milano ha evocato "immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà" come conseguenza di una vittoria del no, non è chiaro come. Tutto questo nel contesto di mesi in cui la magistratura è stata attaccata frontalmente. <br /><br />Se dovesse vincere il No, e in modo solido, sarebbe la seconda sconfitta su tre grandi riforme costituzionali dopo il naufragio dell'autonomia differenziata, con il premierato ormai fuori portata a un anno dalle elezioni. Il governo si ritroverebbe senza agenda di riforme, senza margini economici e con una finanziaria difficilissima all’orizzonte tra impegni europei e NATO. Per Meloni, che ha scelto di metterci la faccia negli ultimi dieci giorni, il rischio è quello di una sconfitta simbolica paragonabile a quella di Renzi sul referendum costituzionale o della Lega in Emilia-Romagna. <br /><br />Con Arianna Bettin e Alessandro Massone <br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70683633</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:01:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70683633/trappist_14_3.mp3" length="53220226" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Mancano pochi giorni al voto, che nelle ultime settimane le forze di governo hanno politicizzato con quella che sembra crescente disperazione. 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Nordio, che da mesi colleziona uscite imbarazzanti — dalla magistratura come sistema "paramafioso" ai magistrati "inetti" che vanno “colpito nella carriera” — fino alla leghista Matone che ammette, senza sapere che nella stanza erano presenti giornalisti, che il ministro dice "cose che tutti pensano, ma almeno noi non le diciamo." Una menzione speciale per Tony Tajani, che ha dichiarato che la riforma onorerebbe la memoria di Silvio Berlusconi, e che alla possibilità dello spostamento della polizia giudiziaria fuori dall'autorità della magistratura. Quello che doveva restare un referendum tecnico ha finito per smascherare le reali ambizioni della coalizione: non il magistrato inetto, ma il magistrato che applica la legge in un modo che non piace al governo. <br /><br />Meloni ha aspettato l'ultima settimana per esporsi in prima persona, e lo ha fatto con un crescendo allarmante: al Teatro Parenti di Milano ha evocato "immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà" come conseguenza di una vittoria del no, non è chiaro come. Tutto questo nel contesto di mesi in cui la magistratura è stata attaccata frontalmente. <br /><br />Se dovesse vincere il No, e in modo solido, sarebbe la seconda sconfitta su tre grandi riforme costituzionali dopo il naufragio dell'autonomia differenziata, con il premierato ormai fuori portata a un anno dalle elezioni. Il governo si ritroverebbe senza agenda di riforme, senza margini economici e con una finanziaria difficilissima all’orizzonte tra impegni europei e NATO. Per Meloni, che ha scelto di metterci la faccia negli ultimi dieci giorni, il rischio è quello di una sconfitta simbolica paragonabile a quella di Renzi sul referendum costituzionale o della Lega in Emilia-Romagna. <br /><br />Con Arianna Bettin e Alessandro Massone <br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2661</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>223: Thumbs Up*</title><link>https://www.spreaker.com/episode/223-thumbs-up--70535947</link><description><![CDATA[A una settimana dall'inizio della guerra contro l'Iran, l'unica cosa chiara è che niente sta andando come previsto — né per Washington, né per Tel Aviv, né tantomeno per un'Europa che si muove senza direzione. In questa puntata di Trappist facciamo il punto su una settimana di bombardamenti, diplomazia inesistente e politica italiana in stato confusionale.<br /><br />Partiamo dall’inizio: gli attacchi di "decapitazione" non hanno decapitato nulla. I Guardiani della rivoluzione non si sono sgretolati, la popolazione iraniana non si è sollevata, i militanti curdi non si sono mobilitati. L'intelligence statunitense aveva scommesso su uno scenario tipo Venezuela — eliminare i vertici, trovare un successore addomesticabile, trovare un accordo commerciale — ma l'Iran non è il Venezuela, e il governo Netanyahu guarda piuttosto al modello Libia: disgregazione totale e permanente. Trump, intanto, ha ammesso senza pensarci troppo di aver fatto ammazzare tutti i potenziali successori che gli Stati Uniti avevano individuato come papabili.<br /><br />In Europa, von der Leyen si è mossa in totale autonomia su posizioni filoisraeliane e filostatunitensi, scavalcando Kaja Kallas, il resto della Commissione e i leader degli stati membri. L'unico paese a mantenere una linea dignitosa e indipendente è la Spagna di Sánchez. In Italia, Crosetto ammette che l'attacco è illegale ma si limita a minimizzare il ruolo di Sigonella.<br /><br />A fine puntata parliamo del DDL Romeo, approvato al Senato in queste ore, che adotta la definizione di antisemitismo dell'IHRA includendo nell'etichetta anche le critiche all'azione dello Stato di Israele e il boicottaggio dei prodotti israeliani. Il Partito democratico si è astenuto — spaccato tra 6 senatori dell'ala riformista che hanno votato a favore e il resto che non ha avuto il coraggio di votare contro. In un momento in cui le violazioni del diritto internazionale umanitario da parte del governo Netanyahu sono squadernate in maniera palese, l'astensione è un atto di pavidità politica che resterà scritto nella storia. Il tutto in un contesto italiano in cui, tra decreto sicurezza e DDL Romeo, lo spazio per organizzarsi ed esprimersi al di fuori del canone riconosciuto dal governo si restringe, pezzo dopo pezzo. <br /><br />Sostieni the Submarine, <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70535947</guid><pubDate>Sun, 08 Mar 2026 11:59:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70535947/trappist_6_3.mp3" length="66760014" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>A una settimana dall'inizio della guerra contro l'Iran, l'unica cosa chiara è che niente sta andando come previsto — né per Washington, né per Tel Aviv, né tantomeno per un'Europa che si muove senza direzione. 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Trump, intanto, ha ammesso senza pensarci troppo di aver fatto ammazzare tutti i potenziali successori che gli Stati Uniti avevano individuato come papabili.<br /><br />In Europa, von der Leyen si è mossa in totale autonomia su posizioni filoisraeliane e filostatunitensi, scavalcando Kaja Kallas, il resto della Commissione e i leader degli stati membri. L'unico paese a mantenere una linea dignitosa e indipendente è la Spagna di Sánchez. In Italia, Crosetto ammette che l'attacco è illegale ma si limita a minimizzare il ruolo di Sigonella.<br /><br />A fine puntata parliamo del DDL Romeo, approvato al Senato in queste ore, che adotta la definizione di antisemitismo dell'IHRA includendo nell'etichetta anche le critiche all'azione dello Stato di Israele e il boicottaggio dei prodotti israeliani. Il Partito democratico si è astenuto — spaccato tra 6 senatori dell'ala riformista che hanno votato a favore e il resto che non ha avuto il coraggio di votare contro. In un momento in cui le violazioni del diritto internazionale umanitario da parte del governo Netanyahu sono squadernate in maniera palese, l'astensione è un atto di pavidità politica che resterà scritto nella storia. Il tutto in un contesto italiano in cui, tra decreto sicurezza e DDL Romeo, lo spazio per organizzarsi ed esprimersi al di fuori del canone riconosciuto dal governo si restringe, pezzo dopo pezzo. <br /><br />Sostieni the Submarine, <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine]]></itunes:summary><itunes:duration>3338</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>222: Una legge elettorale su misura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/222-una-legge-elettorale-su-misura--70482271</link><description><![CDATA[Priorità: il governo ha bocciato la proposta di congedo parentale paritario delle opposizioni e ha presentato una nuova legge elettorale su misura.<br /><br />La proposta di legge, a prima firma Schlein, avrebbe portato il congedo di entrambi i genitori a 5 mesi retribuiti al 100%, finanziandolo con il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi — che in Italia valgono circa 123 miliardi di euro all'anno. Il governo ha risposto che non ci sono le coperture: la stessa scusa usata per il salario minimo, mentre i soldi per i centri in Albania, il ponte sullo Stretto e l'aumento delle spese militari saltano fuori senza problemi.<br /><br />Oggi in Italia il congedo obbligatorio per le madri è di 5 mesi pagato all'80%, quello per i padri è di 10 giorni — fino al 2018 erano due. La sproporzione è la radice strutturale della disparità salariale tra uomini e donne: i dati mostrano che le retribuzioni femminili subiscono una flessione in corrispondenza della maternità che non viene mai recuperata lungo l'intera carriera lavorativa. Equiparare i congedi significherebbe anche eliminare l'alibi con cui molte imprese preferiscono assumere uomini.<br /><br />Schlein ha fatto notare che questa bocciatura arriva "dal primo governo che ha un presidente del Consiglio donna." Il tema si allarga alla questione della riduzione dell'orario lavorativo — la proposta Conte delle 6 ore giornaliere, tutt'altro che populista alla luce degli studi sulla produttività — e alla contraddizione di fondo di un sistema che chiede alla gente di fare figli e poi tratta la genitorialità come un problema.<br /><br />Intanto, di fronte a sondaggi sempre meno incoraggianti — in particolare sul referendum sulla giustizia, dove il fronte del No è in netta rimonta — il governo corre ai ripari con una nuova legge elettorale.<br /><br />Lo "Stabilicum," che suona più come un farmaco per la regolarità intestinale che come una riforma istituzionale, è un proporzionale con soglia di sbarramento al 3% e un premio di maggioranza flessibile: chi supera il 40% dei voti ottiene fino al 55% dei seggi. Non ci sono le preferenze — una vecchia battaglia di Meloni, silenziosamente abbandonata — e sulla scheda dovrà comparire il nome del candidato presidente del Consiglio, una mossa pensata per mettere in difficoltà un centrosinistra che dovrebbe scegliere in fretta il proprio candidato. <br /><br />Una simulazione YouTrend parla chiaro: con il sistema attuale, centrodestra e centrosinistra arriverebbero sostanzialmente in parità; con la nuova legge, la destra avrebbe il 57% dei seggi in Parlamento. Il tempismo è rivelatore. La proposta arriva mentre il fronte del Sì al referendum perde terreno di giorno in giorno, e la comunicazione del governo è diventata più nervosa e flamboyant. Più fanno campagna per il Sì, più la gente si mobilita per il No: una posizione di lose-lose da cui sembra difficile uscire. <br /><br />Sostieni the Submarine, <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati alla newsletter</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70482271</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 14:25:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70482271/trappist_222.mp3" length="54380063" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Priorità: il governo ha bocciato la proposta di congedo parentale paritario delle opposizioni e ha presentato una nuova legge elettorale su misura.

La proposta di legge, a prima firma Schlein, avrebbe portato il congedo di entrambi i genitori a 5...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Priorità: il governo ha bocciato la proposta di congedo parentale paritario delle opposizioni e ha presentato una nuova legge elettorale su misura.<br /><br />La proposta di legge, a prima firma Schlein, avrebbe portato il congedo di entrambi i genitori a 5 mesi retribuiti al 100%, finanziandolo con il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi — che in Italia valgono circa 123 miliardi di euro all'anno. Il governo ha risposto che non ci sono le coperture: la stessa scusa usata per il salario minimo, mentre i soldi per i centri in Albania, il ponte sullo Stretto e l'aumento delle spese militari saltano fuori senza problemi.<br /><br />Oggi in Italia il congedo obbligatorio per le madri è di 5 mesi pagato all'80%, quello per i padri è di 10 giorni — fino al 2018 erano due. La sproporzione è la radice strutturale della disparità salariale tra uomini e donne: i dati mostrano che le retribuzioni femminili subiscono una flessione in corrispondenza della maternità che non viene mai recuperata lungo l'intera carriera lavorativa. Equiparare i congedi significherebbe anche eliminare l'alibi con cui molte imprese preferiscono assumere uomini.<br /><br />Schlein ha fatto notare che questa bocciatura arriva "dal primo governo che ha un presidente del Consiglio donna." Il tema si allarga alla questione della riduzione dell'orario lavorativo — la proposta Conte delle 6 ore giornaliere, tutt'altro che populista alla luce degli studi sulla produttività — e alla contraddizione di fondo di un sistema che chiede alla gente di fare figli e poi tratta la genitorialità come un problema.<br /><br />Intanto, di fronte a sondaggi sempre meno incoraggianti — in particolare sul referendum sulla giustizia, dove il fronte del No è in netta rimonta — il governo corre ai ripari con una nuova legge elettorale.<br /><br />Lo "Stabilicum," che suona più come un farmaco per la regolarità intestinale che come una riforma istituzionale, è un proporzionale con soglia di sbarramento al 3% e un premio di maggioranza flessibile: chi supera il 40% dei voti ottiene fino al 55% dei seggi. Non ci sono le preferenze — una vecchia battaglia di Meloni, silenziosamente abbandonata — e sulla scheda dovrà comparire il nome del candidato presidente del Consiglio, una mossa pensata per mettere in difficoltà un centrosinistra che dovrebbe scegliere in fretta il proprio candidato. <br /><br />Una simulazione YouTrend parla chiaro: con il sistema attuale, centrodestra e centrosinistra arriverebbero sostanzialmente in parità; con la nuova legge, la destra avrebbe il 57% dei seggi in Parlamento. Il tempismo è rivelatore. La proposta arriva mentre il fronte del Sì al referendum perde terreno di giorno in giorno, e la comunicazione del governo è diventata più nervosa e flamboyant. Più fanno campagna per il Sì, più la gente si mobilita per il No: una posizione di lose-lose da cui sembra difficile uscire. <br /><br />Sostieni the Submarine, <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati alla newsletter</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2719</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>221: Lo sanno tutti; non fa niente nessuno*</title><link>https://www.spreaker.com/episode/221-lo-sanno-tutti-non-fa-niente-nessuno--70068020</link><description><![CDATA[La procura di Milano ha commissariato Foodinho SRL, la società che gestisce Glovo. L'accusa è quella che tutti conoscono da anni: l'algoritmo della piattaforma configura un rapporto di lavoro subordinato mascherato da collaborazione autonoma. Ci sono circa 40 mila rider in condizioni di povertà nonostante lavorino 12 ore al giorno 7 giorni su 7 — con paghe tra 2,50 e 3,70 euro a consegna, per stipendi da 700-1.100 euro lordi al mese. L'azienda fattura 255 milioni.<br /><br />Ne parliamo in questa puntata di TRAPPIST: se queste cose le sappiamo tutti, perché ci vuole un PM per farle emergere come problema? Il commissariamento di Glovo si inserisce nel lavoro della procura di Milano, che sta scoperchiando sistematicamente lo sfruttamento lavorativo in settori che vanno dal food delivery alla moda. Mentre i sindacati sembrano non avere gli strumenti per gestire la crisi e il governo fa finta di niente.<br /><br />In chiusura della puntata parliamo del referendum sulla Giustizia: il fronte del no sembra in rimonta, ma il vero nodo, a quanto pare, sarebbe la partecipazione. Bisogna vedere se chi dice di essere per il Sì, poi effettivamente andrà a votare. <br /><br />Con: Stefano Colombo e Alessandro Massone <br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni <i>the Submarine</i></a> e ricevi la newsletter tutte le mattine]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70068020</guid><pubDate>Sun, 15 Feb 2026 14:22:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70068020/trappist_13_2.mp3" length="49120047" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La procura di Milano ha commissariato Foodinho SRL, la società che gestisce Glovo. L'accusa è quella che tutti conoscono da anni: l'algoritmo della piattaforma configura un rapporto di lavoro subordinato mascherato da collaborazione autonoma. Ci sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La procura di Milano ha commissariato Foodinho SRL, la società che gestisce Glovo. L'accusa è quella che tutti conoscono da anni: l'algoritmo della piattaforma configura un rapporto di lavoro subordinato mascherato da collaborazione autonoma. Ci sono circa 40 mila rider in condizioni di povertà nonostante lavorino 12 ore al giorno 7 giorni su 7 — con paghe tra 2,50 e 3,70 euro a consegna, per stipendi da 700-1.100 euro lordi al mese. L'azienda fattura 255 milioni.<br /><br />Ne parliamo in questa puntata di TRAPPIST: se queste cose le sappiamo tutti, perché ci vuole un PM per farle emergere come problema? Il commissariamento di Glovo si inserisce nel lavoro della procura di Milano, che sta scoperchiando sistematicamente lo sfruttamento lavorativo in settori che vanno dal food delivery alla moda. Mentre i sindacati sembrano non avere gli strumenti per gestire la crisi e il governo fa finta di niente.<br /><br />In chiusura della puntata parliamo del referendum sulla Giustizia: il fronte del no sembra in rimonta, ma il vero nodo, a quanto pare, sarebbe la partecipazione. Bisogna vedere se chi dice di essere per il Sì, poi effettivamente andrà a votare. <br /><br />Con: Stefano Colombo e Alessandro Massone <br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni <i>the Submarine</i></a> e ricevi la newsletter tutte le mattine]]></itunes:summary><itunes:duration>2456</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>220: I nemici dell’Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/220-i-nemici-dell-italia--69873774</link><description><![CDATA[Torniamo a parlare del “pacchetto sicurezza,” ora varato dal governo, un provvedimento che era già scritto prima dei fatti di Torino ma che è stato strumentalizzato con una velocità impressionante per creare il clima favorevole alla sua approvazione. La misura più grave è il fermo preventivo di 12 ore per i manifestanti — parzialmente stemperato dopo le perplessità del Quirinale, ma il cui impatto rischia di essere gravissimo. Non è un mistero che si tratti di una risposta sproporzionata: il ministro della Giustizia è arrivato a evocare il rischio di un ritorno delle Brigate Rosse — un parallelo che prepara il terreno per etichettare come terrorismo qualsiasi forma di dissenso, esattamente come sta facendo Trump negli Stati Uniti. A Torino, intanto, la polizia ha usato violenza eccessiva contro i manifestanti — persone anziane e giovanissimi finiti in ospedale con ferite gravi, e poi schedati — una pratica che apre scenari in cui le persone non si sentano più al sicuro nel cercare cure mediche dopo una manifestazione in cui ci sono stati scontri. Nelle scorse ore, dopo la registrazione di questo podcast, c’è stata un’ulteriore conferma di questa direzione: la presidente del Consiglio che, in merito agli scontri ai margini delle proteste a Milano contro le Olimpiadi, ha parlato addirittura di “nemici dell’Italia e degli italiani.”<br /><br />Apriamo la puntata su una notizia che è un risultato di Arianna: la mozione approvata dal consiglio comunale di Monza, che invita le 11 farmacie comunali gestite dalla partecipata Farmacom a sospendere la commercializzazione dei prodotti Teva — un'importante azienda farmaceutica israeliana precedentemente sanzionata dalla Commissione europea per abuso di posizione dominante sul Copaxone, un farmaco per la sclerosi multipla. La mozione, che tutela la continuità terapeutica e prevede la sostituzione con farmaci equivalenti, si inserisce nel solco di iniziative analoghe di altre città italiane, ma sta incontrando resistenze fortissime sia dalla stampa sia dal centrodestra, con una mistificazione immediata: i giornali hanno raccontato che le farmacie avrebbero smesso di distribuire farmaci dall'oggi al domani, ignorando completamente il motivo politico dell'iniziativa — l'assenza totale di sanzioni italiane ed europee contro Israele a fronte di violazioni del diritto internazionale ormai acclarate. <br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, Alessandro Massone ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69873774</guid><pubDate>Sun, 08 Feb 2026 13:26:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69873774/trappist_220.mp3" length="53441350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Torniamo a parlare del “pacchetto sicurezza,” ora varato dal governo, un provvedimento che era già scritto prima dei fatti di Torino ma che è stato strumentalizzato con una velocità impressionante per creare il clima favorevole alla sua approvazione....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Torniamo a parlare del “pacchetto sicurezza,” ora varato dal governo, un provvedimento che era già scritto prima dei fatti di Torino ma che è stato strumentalizzato con una velocità impressionante per creare il clima favorevole alla sua approvazione. La misura più grave è il fermo preventivo di 12 ore per i manifestanti — parzialmente stemperato dopo le perplessità del Quirinale, ma il cui impatto rischia di essere gravissimo. Non è un mistero che si tratti di una risposta sproporzionata: il ministro della Giustizia è arrivato a evocare il rischio di un ritorno delle Brigate Rosse — un parallelo che prepara il terreno per etichettare come terrorismo qualsiasi forma di dissenso, esattamente come sta facendo Trump negli Stati Uniti. A Torino, intanto, la polizia ha usato violenza eccessiva contro i manifestanti — persone anziane e giovanissimi finiti in ospedale con ferite gravi, e poi schedati — una pratica che apre scenari in cui le persone non si sentano più al sicuro nel cercare cure mediche dopo una manifestazione in cui ci sono stati scontri. Nelle scorse ore, dopo la registrazione di questo podcast, c’è stata un’ulteriore conferma di questa direzione: la presidente del Consiglio che, in merito agli scontri ai margini delle proteste a Milano contro le Olimpiadi, ha parlato addirittura di “nemici dell’Italia e degli italiani.”<br /><br />Apriamo la puntata su una notizia che è un risultato di Arianna: la mozione approvata dal consiglio comunale di Monza, che invita le 11 farmacie comunali gestite dalla partecipata Farmacom a sospendere la commercializzazione dei prodotti Teva — un'importante azienda farmaceutica israeliana precedentemente sanzionata dalla Commissione europea per abuso di posizione dominante sul Copaxone, un farmaco per la sclerosi multipla. La mozione, che tutela la continuità terapeutica e prevede la sostituzione con farmaci equivalenti, si inserisce nel solco di iniziative analoghe di altre città italiane, ma sta incontrando resistenze fortissime sia dalla stampa sia dal centrodestra, con una mistificazione immediata: i giornali hanno raccontato che le farmacie avrebbero smesso di distribuire farmaci dall'oggi al domani, ignorando completamente il motivo politico dell'iniziativa — l'assenza totale di sanzioni italiane ed europee contro Israele a fronte di violazioni del diritto internazionale ormai acclarate. <br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, Alessandro Massone ]]></itunes:summary><itunes:duration>2224</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>219: Spettro ICE → Modello ICE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/219-spettro-ice-modello-ice--69721998</link><description><![CDATA[Nei giorni scorsi il governo ha finalmente confermato — dopo una serie di smentite al limite dell’imbarazzante — che agenti dell'ICE saranno presenti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. L'ICE è l'agenzia preposta alla repressione delle migrazioni, che negli Stati Uniti ha piú di una volta ucciso civili in strada, con 3 morti in meno di un mese. Dopo le dichiarazioni sommesse dei giorni scorsi, giovedì Antonio Tajani ha rassicurato: "Non stanno arrivando le SS."<br /><br />Ma, mentre la preoccupazione per la violenza senza controllo degli agenti federali statunitensi era ancora tema al centro del dibattito italiano, in realtà le forze di governo guardavano a quel confronto piú violento e di repressione come a un modello. Sabato, a Torino, la protesta per Askatasuna è finita con veri e propri scontri tra manifestanti e Fdo. La risposta del governo? Crosetto ha definito i manifestanti "nemici, terroristi, guerriglieri" da trattare "senza sconti." Tajani ha rilanciato: "Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza." Piantedosi ha annunciato nuove misure repressive. Salvini ha detto che "per questa gentaglia il carcere non basta." Senza chiarire cosa si potesse fargli di peggio: pestarli? Ucciderli direttamente?<br /><br />La pressione per ulteriore repressione arriva in un momento in cui le infiltrazioni d’estrema destra sono ormai continue: giovedì l’opposizione è riuscita a impedire solo in extremis una conferenza stampa alla Camera che avrebbe visto esponenti dell’estrema destra, e direttamente del movimento skinhead, per parlare di “remigrazione.” <br /><br />con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, e Alessandro Massone <br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine ✨]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69721998</guid><pubDate>Sun, 01 Feb 2026 13:23:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69721998/trappist_30_1.mp3" length="50200471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nei giorni scorsi il governo ha finalmente confermato — dopo una serie di smentite al limite dell’imbarazzante — che agenti dell'ICE saranno presenti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. 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Crosetto ha definito i manifestanti "nemici, terroristi, guerriglieri" da trattare "senza sconti." Tajani ha rilanciato: "Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza." Piantedosi ha annunciato nuove misure repressive. Salvini ha detto che "per questa gentaglia il carcere non basta." Senza chiarire cosa si potesse fargli di peggio: pestarli? Ucciderli direttamente?<br /><br />La pressione per ulteriore repressione arriva in un momento in cui le infiltrazioni d’estrema destra sono ormai continue: giovedì l’opposizione è riuscita a impedire solo in extremis una conferenza stampa alla Camera che avrebbe visto esponenti dell’estrema destra, e direttamente del movimento skinhead, per parlare di “remigrazione.” <br /><br />con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, e Alessandro Massone <br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine ✨]]></itunes:summary><itunes:duration>2510</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>218: La corsa verso lo stato di polizia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/218-la-corsa-verso-lo-stato-di-polizia--69495556</link><description><![CDATA[Ogni mattina a Roma, quando sorge il sole, Matteo Piantedosi si sveglia e sa che dovrà correre verso lo stato di polizia piú veloce di Matteo Salvini per non essere ucciso. Il nuovo “pacchetto sicurezza” prevede non solo misure drastiche e arbitrarie per soffocare le proteste, ma anche per zittire le persone di origine straniera in Italia e per mettere in prigione i bambini — dai 12 anni in su.<br /><br />Nel frattempo, la crisi diplomatica sulla Groenlandia si è trasformata in una vera e propria guerra commerciale, da cui l’Italia spera di rimanere fuori con un comportamento duplice, assecondando Trump senza andare verso la rottura esplicita con gli altri stati europei.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Alessandro Massone <br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69495556</guid><pubDate>Sun, 18 Jan 2026 11:34:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69495556/trappist_16_1.mp3" length="69050430" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni mattina a Roma, quando sorge il sole, Matteo Piantedosi si sveglia e sa che dovrà correre verso lo stato di polizia piú veloce di Matteo Salvini per non essere ucciso. Il nuovo “pacchetto sicurezza” prevede non solo misure drastiche e arbitrarie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni mattina a Roma, quando sorge il sole, Matteo Piantedosi si sveglia e sa che dovrà correre verso lo stato di polizia piú veloce di Matteo Salvini per non essere ucciso. Il nuovo “pacchetto sicurezza” prevede non solo misure drastiche e arbitrarie per soffocare le proteste, ma anche per zittire le persone di origine straniera in Italia e per mettere in prigione i bambini — dai 12 anni in su.<br /><br />Nel frattempo, la crisi diplomatica sulla Groenlandia si è trasformata in una vera e propria guerra commerciale, da cui l’Italia spera di rimanere fuori con un comportamento duplice, assecondando Trump senza andare verso la rottura esplicita con gli altri stati europei.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Alessandro Massone <br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine]]></itunes:summary><itunes:duration>3453</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>217: La società se il Fantapartito vincesse le elezioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/217-la-societa-se-il-fantapartito-vincesse-le-elezioni--69250598</link><description><![CDATA[In questo speciale di fine anno di TRAPPIST, sei incauti concorrenti si scontrano in una sfida: scrivere il programma di un partito politico che possa vincere le elezioni e cambiare il paese. Si uniscono a noi Mattia Salvia, fondatore di Iconografie, Gemma Ghiglia, co-fondatrice di the Submarine, e Stefano Santangelo.<br /><br />L’abbiamo chiamato <i>Fantapartito</i> perché funziona come il fantacalcio: è un draft politico dove ogni partecipante costruisce il programma del proprio partito — ma ogni proposta “brucia” un tema per tutti gli altri. C’è chi decide di nazionalizzare tutte le seconde case, chi vuole proporre l’abolizione delle PMI, chi vuole mandare in carcere gli evasori, e persino chi candida Pier Luigi Bersani alla presidenza delle Repubblica.<br /><br />Alla fine del gioco sono emersi 6 programmi radicalmente diversi, e i giocatori hanno dovuto cercare di convincere gli altri concorrenti a eleggerli — ed è andata a finire nell’unico modo possibile.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, Mattia Salvia, Gemma Ghiglia, Stefano Santangelo, Alessandro Massone <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a>, la prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69250598</guid><pubDate>Tue, 30 Dec 2025 14:16:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69250598/trappist_gioco_natale.mp3" length="85220226" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questo speciale di fine anno di TRAPPIST, sei incauti concorrenti si scontrano in una sfida: scrivere il programma di un partito politico che possa vincere le elezioni e cambiare il paese. Si uniscono a noi Mattia Salvia, fondatore di Iconografie,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo speciale di fine anno di TRAPPIST, sei incauti concorrenti si scontrano in una sfida: scrivere il programma di un partito politico che possa vincere le elezioni e cambiare il paese. Si uniscono a noi Mattia Salvia, fondatore di Iconografie, Gemma Ghiglia, co-fondatrice di the Submarine, e Stefano Santangelo.<br /><br />L’abbiamo chiamato <i>Fantapartito</i> perché funziona come il fantacalcio: è un draft politico dove ogni partecipante costruisce il programma del proprio partito — ma ogni proposta “brucia” un tema per tutti gli altri. C’è chi decide di nazionalizzare tutte le seconde case, chi vuole proporre l’abolizione delle PMI, chi vuole mandare in carcere gli evasori, e persino chi candida Pier Luigi Bersani alla presidenza delle Repubblica.<br /><br />Alla fine del gioco sono emersi 6 programmi radicalmente diversi, e i giocatori hanno dovuto cercare di convincere gli altri concorrenti a eleggerli — ed è andata a finire nell’unico modo possibile.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, Mattia Salvia, Gemma Ghiglia, Stefano Santangelo, Alessandro Massone <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 <a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a>, la prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4261</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>216: Questo paese è stato fondato dai poveri comunisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/216-questo-paese-e-stato-fondato-dai-poveri-comunisti--69026313</link><description><![CDATA[La ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, ha reagito stizzita a chi la criticava per il semestre ghigliottina che oggi deve affrontare chi si iscrive alla facoltà di medicina. Eppure è una misura lesiva del diritto allo studio, della salute mentale degli studenti — e non garantisce affatto che passino gli aspiranti medici più bravi.<br /><br />Nel bel paese di Meloni, intanto, i dati sull'occupazione sembrano raccontare una storia confortante, con poca disoccupazione e un lavoro che sembra tornato a non essere una chimera per tutti. Ma la maggior parte dei posti d'impiego sono di scarsa qualità, precari e sottopagati: non proprio la ricetta per un paese prospero.<br /><br />Per finire vi parleremo dei problemi dei restauratori, che a differenza dei ristoratori non sono tra le categorie coccolate dal governo, e la stretta repressiva a scuola.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo<br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine 📨<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69026313</guid><pubDate>Sat, 13 Dec 2025 15:33:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69026313/trappist_resurrezione_12_12.mp3" length="48620063" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, ha reagito stizzita a chi la criticava per il semestre ghigliottina che oggi deve affrontare chi si iscrive alla facoltà di medicina. Eppure è una misura lesiva del diritto allo studio, della salute...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, ha reagito stizzita a chi la criticava per il semestre ghigliottina che oggi deve affrontare chi si iscrive alla facoltà di medicina. Eppure è una misura lesiva del diritto allo studio, della salute mentale degli studenti — e non garantisce affatto che passino gli aspiranti medici più bravi.<br /><br />Nel bel paese di Meloni, intanto, i dati sull'occupazione sembrano raccontare una storia confortante, con poca disoccupazione e un lavoro che sembra tornato a non essere una chimera per tutti. Ma la maggior parte dei posti d'impiego sono di scarsa qualità, precari e sottopagati: non proprio la ricetta per un paese prospero.<br /><br />Per finire vi parleremo dei problemi dei restauratori, che a differenza dei ristoratori non sono tra le categorie coccolate dal governo, e la stretta repressiva a scuola.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo<br /><br /><a href="https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine 📨<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>2431</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>215: PDS, Partito Democratico dei Sionisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/215-pds-partito-democratico-dei-sionisti--68928525</link><description><![CDATA[In questa puntata di TRAPPIST parliamo di un crescente problema per il centrosinistra italiano: una storica infiltrazione di politici legati alla causa sionista, oggi attivissimi nel contrastare le denunce del genocidio in corso nella Striscia di Gaza. L’argomento è di strettissima attualità in seguito allo strappo di Graziano Delrio e di un gruppo di altri senatori democratici che, in rottura con la linea di partito, hanno presentato un ddl che ha come obiettivo ultimo quello di parificare qualsiasi critica radicale al governo Netanyahu VI ad attacchi davvero antisemiti.<br /><br />Non si tratta però di un problema iniziato solo in questi giorni. Da mesi il gruppo Sinistra per Israele insiste sul fatto che sia possibile essere sia di sinistra sia sionisti — quando, in realtà, molti dei loro membri sono difficili da ascrivere alla sinistra a prescindere, non solo per il loro supporto al progetto coloniale di Israele.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Alessandro Massone]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68928525</guid><pubDate>Sun, 07 Dec 2025 13:12:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68928525/trappist_5_12.mp3" length="46080438" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata di TRAPPIST parliamo di un crescente problema per il centrosinistra italiano: una storica infiltrazione di politici legati alla causa sionista, oggi attivissimi nel contrastare le denunce del genocidio in corso nella Striscia di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata di TRAPPIST parliamo di un crescente problema per il centrosinistra italiano: una storica infiltrazione di politici legati alla causa sionista, oggi attivissimi nel contrastare le denunce del genocidio in corso nella Striscia di Gaza. L’argomento è di strettissima attualità in seguito allo strappo di Graziano Delrio e di un gruppo di altri senatori democratici che, in rottura con la linea di partito, hanno presentato un ddl che ha come obiettivo ultimo quello di parificare qualsiasi critica radicale al governo Netanyahu VI ad attacchi davvero antisemiti.<br /><br />Non si tratta però di un problema iniziato solo in questi giorni. Da mesi il gruppo Sinistra per Israele insiste sul fatto che sia possibile essere sia di sinistra sia sionisti — quando, in realtà, molti dei loro membri sono difficili da ascrivere alla sinistra a prescindere, non solo per il loro supporto al progetto coloniale di Israele.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Alessandro Massone]]></itunes:summary><itunes:duration>2304</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>214: La leva della rana bollita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/214-la-leva-della-rana-bollita--68797663</link><description><![CDATA[Le elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia hanno lasciato un panorama politico non poco cambiato nel giro di pochi giorni. Se la coalizione di centrosinistra continua ad avere i suoi problemi di disfunzionalità, quella di destra è se possibile sotto tensioni ancora maggiori: non solo per la vittoria del Campo largo in Campania e in Puglia, ma soprattutto per la sconfitta di Fratelli d’Italia nella corsa interna in Veneto. <br /><br />Queste nuove dinamiche hanno immediatamente portato a confronti interni: prima sulla legge sul consenso, silurata dalla Lega con Matteo Salvini che sperimenta il posizionamento del proprio partito in un quadro espressamente maschilista, ma anche nel dibattito interno tra nuova naja e leva “su base volontaria,” un dibattito che attraversa la destra, divisa tra sogni di educazione disciplina e autorità, e le “necessità” espresse dall’esercito, nel contesto del sempre più affamato riarmo che interessa tutti i paesi europei. Qualcuno direbbe, datemi una leva e vi solleverò le spese per la Difesa fino al 5% del PIL.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Alessandro Massone<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68797663</guid><pubDate>Sat, 29 Nov 2025 14:21:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68797663/trappist_28_11.mp3" length="76200144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Le elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia hanno lasciato un panorama politico non poco cambiato nel giro di pochi giorni. Se la coalizione di centrosinistra continua ad avere i suoi problemi di disfunzionalità, quella di destra è se possibile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia hanno lasciato un panorama politico non poco cambiato nel giro di pochi giorni. Se la coalizione di centrosinistra continua ad avere i suoi problemi di disfunzionalità, quella di destra è se possibile sotto tensioni ancora maggiori: non solo per la vittoria del Campo largo in Campania e in Puglia, ma soprattutto per la sconfitta di Fratelli d’Italia nella corsa interna in Veneto. <br /><br />Queste nuove dinamiche hanno immediatamente portato a confronti interni: prima sulla legge sul consenso, silurata dalla Lega con Matteo Salvini che sperimenta il posizionamento del proprio partito in un quadro espressamente maschilista, ma anche nel dibattito interno tra nuova naja e leva “su base volontaria,” un dibattito che attraversa la destra, divisa tra sogni di educazione disciplina e autorità, e le “necessità” espresse dall’esercito, nel contesto del sempre più affamato riarmo che interessa tutti i paesi europei. Qualcuno direbbe, datemi una leva e vi solleverò le spese per la Difesa fino al 5% del PIL.<br /><br />Con: Arianna Bettin, Alessandro Massone<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup]]></itunes:summary><itunes:duration>3810</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>213: A caccia del complotto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/213-a-caccia-del-complotto--68692361</link><description><![CDATA[Il caso politico dei giorni scorsi è quello dell’aggressione delle forze di governo contro il Quirinale. Lo shitstorm è stato scatenato, prima a mezzo stampa e poi direttamente a livello politico, mungendo un retroscena — una affermazione fatta da Francesco Saverio Garofani, consigliere di Mattarella, durante un pranzo tra amici, in cui si auspicava che le forze dell’opposizione trovassero una nuova figura che potesse sconfiggere la coalizione di destra. <br /><br />Alla fine Mattarella ha incontrato Meloni e si è deciso di ricomporre la crisi. Ma, in realtà, ci sono molte storie sottotraccia che hanno i fatti di questi giorni come sfogo: prima di tutto l’inimicizia tra Meloni e Mattarella, ma anche le ambizioni della presidente del Consiglio di cambiare drasticamente la figura del capo di stato — per assumerla lei. E rivela come tra i moderati si guardi con grande scetticismo all’attuale coalizione di centrosinistra, che nei numeri ha pienamente la potenzialità di sconfiggere la destra, ma che lo potrebbe fare con una leadership che chiaramente i più potenti detestano. <br /><br />Con: Stefano Colombo e Alessandro Massone<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68692361</guid><pubDate>Sat, 22 Nov 2025 11:16:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68692361/trappist_22_11.mp3" length="47800340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il caso politico dei giorni scorsi è quello dell’aggressione delle forze di governo contro il Quirinale. Lo shitstorm è stato scatenato, prima a mezzo stampa e poi direttamente a livello politico, mungendo un retroscena — una affermazione fatta da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il caso politico dei giorni scorsi è quello dell’aggressione delle forze di governo contro il Quirinale. Lo shitstorm è stato scatenato, prima a mezzo stampa e poi direttamente a livello politico, mungendo un retroscena — una affermazione fatta da Francesco Saverio Garofani, consigliere di Mattarella, durante un pranzo tra amici, in cui si auspicava che le forze dell’opposizione trovassero una nuova figura che potesse sconfiggere la coalizione di destra. <br /><br />Alla fine Mattarella ha incontrato Meloni e si è deciso di ricomporre la crisi. Ma, in realtà, ci sono molte storie sottotraccia che hanno i fatti di questi giorni come sfogo: prima di tutto l’inimicizia tra Meloni e Mattarella, ma anche le ambizioni della presidente del Consiglio di cambiare drasticamente la figura del capo di stato — per assumerla lei. E rivela come tra i moderati si guardi con grande scetticismo all’attuale coalizione di centrosinistra, che nei numeri ha pienamente la potenzialità di sconfiggere la destra, ma che lo potrebbe fare con una leadership che chiaramente i più potenti detestano. <br /><br />Con: Stefano Colombo e Alessandro Massone<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup]]></itunes:summary><itunes:duration>2390</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>212: La scuola che sogna il governo: molto latino e pochi soldi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/212-la-scuola-che-sogna-il-governo-molto-latino-e-pochi-soldi--68579636</link><description><![CDATA[Venerdì alcune sigle studentesche hanno indetto uno sciopero per protestare contro la scarsa attenzione del governo verso la scuola e l'università. L'esecutivo è prontissimo a intervenire sulla didattica con idee retrograde e discutibili, mentre è molto meno interessato ad aprire il portafoglio per investimenti sul personale e le strutture.<br /><br />Questi interventi sono urgenti, come tutti quelli che possono influire sugli stipendi italiani: negli ultimi cinque anni, infatti, l'inflazione è volata, con aumenti di ben il 25% dei prezzi sui generi alimentari. Anche qua, però, l'interesse del governo scarseggia.<br /><br />C'è una buona notizia, però. Un accordo tra maggioranza e opposizione ha reso possibile approvare un aggiornamento del reato di violenza sessuale: è stata riconosciuta la necessità del consenso per un rapporto sessuale, allineando l'italia alle linee guida internazionali in materia.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68579636</guid><pubDate>Sat, 15 Nov 2025 11:05:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68579636/trappist_resurrezione_14_11.mp3" length="52195181" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Venerdì alcune sigle studentesche hanno indetto uno sciopero per protestare contro la scarsa attenzione del governo verso la scuola e l'università. L'esecutivo è prontissimo a intervenire sulla didattica con idee retrograde e discutibili, mentre è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Venerdì alcune sigle studentesche hanno indetto uno sciopero per protestare contro la scarsa attenzione del governo verso la scuola e l'università. L'esecutivo è prontissimo a intervenire sulla didattica con idee retrograde e discutibili, mentre è molto meno interessato ad aprire il portafoglio per investimenti sul personale e le strutture.<br /><br />Questi interventi sono urgenti, come tutti quelli che possono influire sugli stipendi italiani: negli ultimi cinque anni, infatti, l'inflazione è volata, con aumenti di ben il 25% dei prezzi sui generi alimentari. Anche qua, però, l'interesse del governo scarseggia.<br /><br />C'è una buona notizia, però. Un accordo tra maggioranza e opposizione ha reso possibile approvare un aggiornamento del reato di violenza sessuale: è stata riconosciuta la necessità del consenso per un rapporto sessuale, allineando l'italia alle linee guida internazionali in materia.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>2610</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>211: Si può importare la ricetta di Zohran Mamdani?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/211-si-puo-importare-la-ricetta-di-zohran-mamdani--68472616</link><description><![CDATA[La vittoria alle elezioni comunali di New York di Zohran Mamdani, socialista democratico, ha fatto contenti tutti i progressisti dell'occidente. Ma la domanda è d'obbligo: quanto della sua ricetta, politica e comunicativa, può essere utilizzata anche nel resto del mondo e in particolare in Italia?<br /><br />Del resto è meglio spicciarsi: la Legge finanziaria proposta dal governo italiano rischia di tagliare centinaia di milioni agli enti locali, per destinare sempre più soldi alle spese militari. E inoltre: il governo poteva rendersi più ridicolo di così sul caso Almasri?<br /><br />Con: Stefano Colombo e Arianna Bettin<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68472616</guid><pubDate>Sat, 08 Nov 2025 11:00:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68472616/trappist_resurrezione_7_11.mp3" length="50125238" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La vittoria alle elezioni comunali di New York di Zohran Mamdani, socialista democratico, ha fatto contenti tutti i progressisti dell'occidente. Ma la domanda è d'obbligo: quanto della sua ricetta, politica e comunicativa, può essere utilizzata anche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La vittoria alle elezioni comunali di New York di Zohran Mamdani, socialista democratico, ha fatto contenti tutti i progressisti dell'occidente. Ma la domanda è d'obbligo: quanto della sua ricetta, politica e comunicativa, può essere utilizzata anche nel resto del mondo e in particolare in Italia?<br /><br />Del resto è meglio spicciarsi: la Legge finanziaria proposta dal governo italiano rischia di tagliare centinaia di milioni agli enti locali, per destinare sempre più soldi alle spese militari. E inoltre: il governo poteva rendersi più ridicolo di così sul caso Almasri?<br /><br />Con: Stefano Colombo e Arianna Bettin<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>2507</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>210: Facciamo il ponte..?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/210-facciamo-il-ponte--68376933</link><description><![CDATA[In una puntata registrata in pieno spirito di Halloween, Stefano, Arianna e Alessandro parlano dello spettro che si aggira tra Palazzo Chigi e Villa Patrizi: quello del progetto per il ponte sullo Stretto, messo in stop dalla Corte dei conti.<br /><br />Parliamo di quanto sia importante che la politica sia in grado di lanciarsi in “grandi opere,” ma che siano opere che hanno davvero un impatto positivo e che portino a pioggia a ulteriori investimenti per i territori, cosa che finora non c’è stato segnale sia il caso del ponte sullo Stretto. <br /><br />Il governo ha reagito con grande frustrazione alla bocciatura, e, anche se ora sta cercando di abbassare i toni, Meloni e Salvini hanno immediatamente fatto confluire lo scontro con le crescenti tensioni tra governo e magistratura. Tensioni che nei prossimi mesi non potranno che farsi più forti, con i partiti di governo che dovranno fare campagna per il prossimo referendum sulla riforma della giustizia.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, Alessandro Massone]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68376933</guid><pubDate>Sat, 01 Nov 2025 11:13:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68376933/trappist_210.mp3" length="56105189" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In una puntata registrata in pieno spirito di Halloween, Stefano, Arianna e Alessandro parlano dello spettro che si aggira tra Palazzo Chigi e Villa Patrizi: quello del progetto per il ponte sullo Stretto, messo in stop dalla Corte dei conti....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In una puntata registrata in pieno spirito di Halloween, Stefano, Arianna e Alessandro parlano dello spettro che si aggira tra Palazzo Chigi e Villa Patrizi: quello del progetto per il ponte sullo Stretto, messo in stop dalla Corte dei conti.<br /><br />Parliamo di quanto sia importante che la politica sia in grado di lanciarsi in “grandi opere,” ma che siano opere che hanno davvero un impatto positivo e che portino a pioggia a ulteriori investimenti per i territori, cosa che finora non c’è stato segnale sia il caso del ponte sullo Stretto. <br /><br />Il governo ha reagito con grande frustrazione alla bocciatura, e, anche se ora sta cercando di abbassare i toni, Meloni e Salvini hanno immediatamente fatto confluire lo scontro con le crescenti tensioni tra governo e magistratura. Tensioni che nei prossimi mesi non potranno che farsi più forti, con i partiti di governo che dovranno fare campagna per il prossimo referendum sulla riforma della giustizia.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, Alessandro Massone]]></itunes:summary><itunes:duration>2806</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>209: Come rubare legalmente (?) i soldi alla Russia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/209-come-rubare-legalmente-i-soldi-alla-russia--68275565</link><description><![CDATA[Le autorità europee continuano a essere in tensione — e confusione — su come utilizzare i beni russi congelati, molti fin dall’invasione dell’Ucraina, per assistere Kyiv. Durante il vertice di Bruxelles di venerdì, è stato eliminato il passaggio in cui il Consiglio europeo invitava la Commissione europea a presentare un piano per l’“utilizzo graduale dei saldi di cassa collegati ai beni russi congelati.” Il testo è stato stralciato perché nonostante si proseguisse in modo sereno, ovvero che l’operazione sarebbe “in conformità del diritto UE e internazionale,” in realtà ci sono molti dubbi su come effettivamente realizzare l’operazione. <br /><br />A monte c’è il problema che si vorrebbe arrivare a soluzioni per l’Ucraina che siano economiche e rapide — pretese impossibili dopo anni di guerra, a tratti anche intensa. Ma a prescindere dal caso specifico — e dai possibili ricorsi di Mosca — l’Europa è pronta a un mondo in cui i beni all’estero possono essere congelati e requisiti da qualunque autorità internazionale?<br /><br />Concludiamo la puntata su un tema più leggero, per modo di dire: il progressivo ma inesorabile avvicinamento di Calenda e del suo partito alle forze di governo; avvicinamento che anche Meloni sembra guardare con molto interesse.<br /><br /><i>Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, Alessandro Massone</i><br /><i>Scusate i problemi tecnici al microfono di Stefano. Stiamo lavorando perché nonsi ripetano</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68275565</guid><pubDate>Sat, 25 Oct 2025 11:50:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68275565/trappist_resurrezione_puntata_3.mp3" length="58026757" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Le autorità europee continuano a essere in tensione — e confusione — su come utilizzare i beni russi congelati, molti fin dall’invasione dell’Ucraina, per assistere Kyiv. Durante il vertice di Bruxelles di venerdì, è stato eliminato il passaggio in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le autorità europee continuano a essere in tensione — e confusione — su come utilizzare i beni russi congelati, molti fin dall’invasione dell’Ucraina, per assistere Kyiv. Durante il vertice di Bruxelles di venerdì, è stato eliminato il passaggio in cui il Consiglio europeo invitava la Commissione europea a presentare un piano per l’“utilizzo graduale dei saldi di cassa collegati ai beni russi congelati.” Il testo è stato stralciato perché nonostante si proseguisse in modo sereno, ovvero che l’operazione sarebbe “in conformità del diritto UE e internazionale,” in realtà ci sono molti dubbi su come effettivamente realizzare l’operazione. <br /><br />A monte c’è il problema che si vorrebbe arrivare a soluzioni per l’Ucraina che siano economiche e rapide — pretese impossibili dopo anni di guerra, a tratti anche intensa. Ma a prescindere dal caso specifico — e dai possibili ricorsi di Mosca — l’Europa è pronta a un mondo in cui i beni all’estero possono essere congelati e requisiti da qualunque autorità internazionale?<br /><br />Concludiamo la puntata su un tema più leggero, per modo di dire: il progressivo ma inesorabile avvicinamento di Calenda e del suo partito alle forze di governo; avvicinamento che anche Meloni sembra guardare con molto interesse.<br /><br /><i>Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, Alessandro Massone</i><br /><i>Scusate i problemi tecnici al microfono di Stefano. 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Centri per migranti che, per fortuna, sono rimasti praticamente vuoti, sempre: il governo ha speso 800 milioni di euro per 11 migranti che sono transitati per pochissimo all’interno delle strutture di Shengjin e a Gjader — 7,2 milioni a persona.<br /><br />Il fallimento del progetto dei lager per migranti è stata una vera e propria umiliazione per il governo, che l’ha evidentemente vissuta come tale, tra forzature sempre piú forti contro la magistratura a misure sempre piú teatrali e violente verso i migranti che si cercava di portare in Albania.<br /><br />Che cosa resta di questa operazione a un anno di distanza? Un esempio di come il governo Meloni ritenga la propria autorità al di sopra di leggi italiane e anche europee, e di come non accetti nessuna critica e confronto nemmeno quando platealmente in difficoltà.<br /><br />In conclusione di puntata parliamo dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, e di come anche l’Usigrai abbia collegato direttamente l’attacco con la campagna d’odio condotta contro il giornalista e la sua trasmissione da parte delle forze di estrema destra.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin e Alessandro Massone<br /><br />Sostieni TRAPPIST: <a href="https://thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a> e ricevi tutti i giorni la nostra newsletter<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68192662</guid><pubDate>Sat, 18 Oct 2025 12:24:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68192662/208.mp3" length="76569122" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>TRAPPIST torna con episodio dedicato a un anno dall’apertura dei centri per migranti voluti dal governo Meloni in Albania. Centri per migranti che, per fortuna, sono rimasti praticamente vuoti, sempre: il governo ha speso 800 milioni di euro per 11...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>TRAPPIST</i> torna con episodio dedicato a un anno dall’apertura dei centri per migranti voluti dal governo Meloni in Albania. Centri per migranti che, per fortuna, sono rimasti praticamente vuoti, sempre: il governo ha speso 800 milioni di euro per 11 migranti che sono transitati per pochissimo all’interno delle strutture di Shengjin e a Gjader — 7,2 milioni a persona.<br /><br />Il fallimento del progetto dei lager per migranti è stata una vera e propria umiliazione per il governo, che l’ha evidentemente vissuta come tale, tra forzature sempre piú forti contro la magistratura a misure sempre piú teatrali e violente verso i migranti che si cercava di portare in Albania.<br /><br />Che cosa resta di questa operazione a un anno di distanza? Un esempio di come il governo Meloni ritenga la propria autorità al di sopra di leggi italiane e anche europee, e di come non accetti nessuna critica e confronto nemmeno quando platealmente in difficoltà.<br /><br />In conclusione di puntata parliamo dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, e di come anche l’Usigrai abbia collegato direttamente l’attacco con la campagna d’odio condotta contro il giornalista e la sua trasmissione da parte delle forze di estrema destra.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin e Alessandro Massone<br /><br />Sostieni TRAPPIST: <a href="https://thesubmarine.it/#/portal/signup" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a> e ricevi tutti i giorni la nostra newsletter<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3188</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episode>208</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>207: Perché Giorgia Meloni teme il Leoncavallo Largo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/207-perche-giorgia-meloni-teme-il-leoncavallo-largo--68123150</link><description><![CDATA[<i>Questa è la nuova stagione di TRAPPIST. </i><br /><br />In questa puntata: le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza hanno ha mostrato che l’Italia è molto più del proprio governo, con dimostrazioni così vaste da aver avuto risonanza in tutto il mondo.<br /><br />Ovviamente ciò non è piaciuto a Giorgia Meloni e al suo governo, che hanno cercato di screditare le manifestazioni. La cosa che il governo riesce a screditare meglio, però, è sé stesso, con le ridicole figure del ministro degli esteri, Antonio Tajani.<br /><br />Tajani si è reso anche protagonista del grave spostamento di Forza Italia verso la destra fascista europea, con il suo parere favorevole alla consegna di Ilaria Salis al regime ungherese: un fatto molto grave per lo Stato di diritto continentale, non commentato a sufficienza nel discorso pubblico. <br /><br />Per finire: c’è un futuro per l’industria dell’auto italiana? Se c’è, di certo non sembra roseo.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, e Alessandro Massone <br /><br />===<br /><br />In questa puntata abbiamo avuto problemi di registrazione che saranno risolti dalla settimana prossima. Scusate per il disguido, grazie per la pazienza!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68123150</guid><pubDate>Mon, 13 Oct 2025 20:58:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68123150/207.mp3" length="76236217" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Questa è la nuova stagione di TRAPPIST. 

In questa puntata: le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza hanno ha mostrato che l’Italia è molto più del proprio governo, con dimostrazioni così vaste da aver avuto risonanza in tutto il mondo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Questa è la nuova stagione di TRAPPIST. </i><br /><br />In questa puntata: le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza hanno ha mostrato che l’Italia è molto più del proprio governo, con dimostrazioni così vaste da aver avuto risonanza in tutto il mondo.<br /><br />Ovviamente ciò non è piaciuto a Giorgia Meloni e al suo governo, che hanno cercato di screditare le manifestazioni. La cosa che il governo riesce a screditare meglio, però, è sé stesso, con le ridicole figure del ministro degli esteri, Antonio Tajani.<br /><br />Tajani si è reso anche protagonista del grave spostamento di Forza Italia verso la destra fascista europea, con il suo parere favorevole alla consegna di Ilaria Salis al regime ungherese: un fatto molto grave per lo Stato di diritto continentale, non commentato a sufficienza nel discorso pubblico. <br /><br />Per finire: c’è un futuro per l’industria dell’auto italiana? Se c’è, di certo non sembra roseo.<br /><br />Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, e Alessandro Massone <br /><br />===<br /><br />In questa puntata abbiamo avuto problemi di registrazione che saranno risolti dalla settimana prossima. Scusate per il disguido, grazie per la pazienza!]]></itunes:summary><itunes:duration>3174</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episode>207</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>206: Lacrime, sangue e vittimismo: il 2023 perfetto per la destra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/206-lacrime-sangue-e-vittimismo-il-2023-perfetto-per-la-destra--58160367</link><description><![CDATA[TRAPPIST torna con una puntata speciale di fine anno, per discutere delle cose peggiori successe nella politica quest’anno, e per provare a immaginare dove andrà l’estrema destra — e le forze di opposizione — l’anno prossimo. <br /><br />In particolare, tra MES e accordo sul Piano di stabilità che appesantiscono la retorica anti–europeista, nel pieno del proprio governo e senza capri espiatori, in che direzione può andare la comunicazione del governo? Anche con un’informazione fedele e acritica, c’è poco spazio retorico per i partiti di governo, che dovranno anche competere uno contro l’altro alla ricerca di un nuovo bilanciamento.<br /><br />Nel frattempo, la svolta “a sinistra” del Partito democratico procede con grande affanno e senza risultati entusiasmanti, in particolare dopo il flop della raccolta firme per il salario minimo legale. Ma gli scioperi generali dimostrano che c’è un grande pubblico che cerca un segnale di rottura.<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine  👉 <a href="https://manage.campaignzee.com/wjvjMAKJiL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a><br /><br /><i>In apertura Starting a New Year CC BY Jesse Spillane</i><br /><i>In copertina, immagine DALL–E</i><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58160367</guid><pubDate>Sun, 31 Dec 2023 13:32:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58160367/trappist_buon_anno.mp3" length="86255953" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>TRAPPIST torna con una puntata speciale di fine anno, per discutere delle cose peggiori successe nella politica quest’anno, e per provare a immaginare dove andrà l’estrema destra — e le forze di opposizione — l’anno prossimo. 

In particolare, tra MES...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TRAPPIST torna con una puntata speciale di fine anno, per discutere delle cose peggiori successe nella politica quest’anno, e per provare a immaginare dove andrà l’estrema destra — e le forze di opposizione — l’anno prossimo. <br /><br />In particolare, tra MES e accordo sul Piano di stabilità che appesantiscono la retorica anti–europeista, nel pieno del proprio governo e senza capri espiatori, in che direzione può andare la comunicazione del governo? Anche con un’informazione fedele e acritica, c’è poco spazio retorico per i partiti di governo, che dovranno anche competere uno contro l’altro alla ricerca di un nuovo bilanciamento.<br /><br />Nel frattempo, la svolta “a sinistra” del Partito democratico procede con grande affanno e senza risultati entusiasmanti, in particolare dopo il flop della raccolta firme per il salario minimo legale. Ma gli scioperi generali dimostrano che c’è un grande pubblico che cerca un segnale di rottura.<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine  👉 <a href="https://manage.campaignzee.com/wjvjMAKJiL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a><br /><br /><i>In apertura Starting a New Year CC BY Jesse Spillane</i><br /><i>In copertina, immagine DALL–E</i><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>3592</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6875c808f76523db5885c4ca63af6a23.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>205: Molti nemici immaginari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/205-molti-nemici-immaginari--57116808</link><description><![CDATA[Meno male che non c’era nessuno scontro tra governo e magistratura: Matteo Salvini ha pubblicato <a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1709835890401378670" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un video risalente al 2018</a> in cui si vede Iolanda Apostolico, la giudice che ha osato non convalidare il fermo dei migranti nel lager di Pozzallo, partecipare a un corteo al porto di Catania. <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/il-giallo-del-video-contro-la-giudice-di-salvini-lha-girato-la-polizia-en9qv2aj" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Si tratta ovviamente di un fatto grave</a>: il ministro ha acquisito — da fonti al momento ignote — un vecchio video di un momento della vita privata della giudice per continuare il proprio attacco politico. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/10/06/opportunita-e-schedature/7314859/amp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo Marco Travaglio</a>, l’angolo da cui Apostolico è inquadrata sembra confermare che sia stata ripresa da “un uomo armato di videocamera in mezzo alle forze di polizia.” Travaglio arriva a due sole possibili conclusioni: “O un poliziotto, con occhio di lince e memoria di ferro, si è ricordato di quel filmato di cinque anni fa e ha avvisato Salvini; oppure in qualche ufficio di polizia o di servizi si schedano i partecipanti illustri alle manifestazioni e, quando il politico di turno domanda ‘abbiamo niente contro la Apostolico?’, c’è chi sa dove pescare in tempo reale.”<br /><br />Apostolico aveva accolto il ricorso di un cittadino tunisino, arrivato in Italia a Lampedusa e poi portato al centro di Pozzallo. La giudice aveva stabilito che non possono essere autorizzate le detenzioni indiscriminate dei richiedenti asilo, come vorrebbe il dl Cutro, e aveva respinto anche il testo che istituisce il taglieggiamento di 5 mila euro da versare per chi non vuole essere incarcerato in quanto richiedente asilo.<br /><br /><a href="https://www.repubblica.it/economia/2023/09/30/news/meloni_lo_spettro_dello_spread_e_larma_del_voto_anticipato_con_noi_mai_un_governo_tecnico-416257218/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>La settimana scorsa, Meloni ha cercato di minimizzare la situazione sempre più allarmante dell’economia italiana: “La preoccupazione la vedo soltanto nei desideri di chi immagina un governo democraticamente eletto debba andare a casa per essere sostituito da un governo che nessuno ha scelto.” Secondo Meloni, infatti, “i soliti noti vorrebbero il governo tecnico e la sinistra ha già la lista ministri,” ma non c’è niente da preoccuparsi, anzi: l’Italia avrebbe “una previsione di crescita superiore alla media europea per il prossimo anno superiore alla Francia e alla Germania.” Una teoria già diffusa la scorsa settimana da Fratelli d’Italia <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/09/23/ecco-litalia-vincente-melonic-si-celebrano-a-suon-di-bugie-e-omissioni-in-una-brochure-pubblicati-numeri-e-fatti-mai-realizzati-o-incompleti/7301389/amp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in una brochure pubblicata per celebrare il primo anno di governo</a>, fitta di inesattezze, falsità e omissioni — sul Pil, l’occupazione e l’export, ma anche sulla lotta all’inflazione, <a href="https://ilmanifesto.it/inflazione-italia-quasi-maglia-nera-in-europa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dove in realtà l’Italia è tra i paesi messi peggio in Europa</a>.<br /> <br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine  👉 <a href="https://manage.campaignzee.com/wjvjMAKJiL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati al link in bio</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57116808</guid><pubDate>Fri, 06 Oct 2023 14:14:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57116808/trappist_205.mp3" length="56694535" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Meno male che non c’era nessuno scontro tra governo e magistratura: Matteo Salvini ha pubblicato https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1709835890401378670 in cui si vede Iolanda Apostolico, la giudice che ha osato non convalidare il fermo dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Meno male che non c’era nessuno scontro tra governo e magistratura: Matteo Salvini ha pubblicato <a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1709835890401378670" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un video risalente al 2018</a> in cui si vede Iolanda Apostolico, la giudice che ha osato non convalidare il fermo dei migranti nel lager di Pozzallo, partecipare a un corteo al porto di Catania. <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/il-giallo-del-video-contro-la-giudice-di-salvini-lha-girato-la-polizia-en9qv2aj" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Si tratta ovviamente di un fatto grave</a>: il ministro ha acquisito — da fonti al momento ignote — un vecchio video di un momento della vita privata della giudice per continuare il proprio attacco politico. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/10/06/opportunita-e-schedature/7314859/amp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo Marco Travaglio</a>, l’angolo da cui Apostolico è inquadrata sembra confermare che sia stata ripresa da “un uomo armato di videocamera in mezzo alle forze di polizia.” Travaglio arriva a due sole possibili conclusioni: “O un poliziotto, con occhio di lince e memoria di ferro, si è ricordato di quel filmato di cinque anni fa e ha avvisato Salvini; oppure in qualche ufficio di polizia o di servizi si schedano i partecipanti illustri alle manifestazioni e, quando il politico di turno domanda ‘abbiamo niente contro la Apostolico?’, c’è chi sa dove pescare in tempo reale.”<br /><br />Apostolico aveva accolto il ricorso di un cittadino tunisino, arrivato in Italia a Lampedusa e poi portato al centro di Pozzallo. La giudice aveva stabilito che non possono essere autorizzate le detenzioni indiscriminate dei richiedenti asilo, come vorrebbe il dl Cutro, e aveva respinto anche il testo che istituisce il taglieggiamento di 5 mila euro da versare per chi non vuole essere incarcerato in quanto richiedente asilo.<br /><br /><a href="https://www.repubblica.it/economia/2023/09/30/news/meloni_lo_spettro_dello_spread_e_larma_del_voto_anticipato_con_noi_mai_un_governo_tecnico-416257218/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>La settimana scorsa, Meloni ha cercato di minimizzare la situazione sempre più allarmante dell’economia italiana: “La preoccupazione la vedo soltanto nei desideri di chi immagina un governo democraticamente eletto debba andare a casa per essere sostituito da un governo che nessuno ha scelto.” Secondo Meloni, infatti, “i soliti noti vorrebbero il governo tecnico e la sinistra ha già la lista ministri,” ma non c’è niente da preoccuparsi, anzi: l’Italia avrebbe “una previsione di crescita superiore alla media europea per il prossimo anno superiore alla Francia e alla Germania.” Una teoria già diffusa la scorsa settimana da Fratelli d’Italia <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/09/23/ecco-litalia-vincente-melonic-si-celebrano-a-suon-di-bugie-e-omissioni-in-una-brochure-pubblicati-numeri-e-fatti-mai-realizzati-o-incompleti/7301389/amp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in una brochure pubblicata per celebrare il primo anno di governo</a>, fitta di inesattezze, falsità e omissioni — sul Pil, l’occupazione e l’export, ma anche sulla lotta all’inflazione, <a href="https://ilmanifesto.it/inflazione-italia-quasi-maglia-nera-in-europa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dove in realtà l’Italia è tra i paesi messi peggio in Europa</a>.<br /> <br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine  👉 <a href="https://manage.campaignzee.com/wjvjMAKJiL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati al link in bio</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2360</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c3d84dc8e29536b65a9739e9585a497c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>204: Meloni e il “miracolo italiano” (che non esiste)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/204-meloni-e-il-miracolo-italiano-che-non-esiste--56699316</link><description><![CDATA[<i><b>Il governo ha provato a raccontare un paese diverso dalla realtà, dove inflazione, recessione e disuguaglianze non sono un problema. Non è detto che le opposizioni riusciranno a sfruttare le crepe, però</b></i><br /><i><b></b></i><br /><i></i>Bentornati su TRAPPIST: il governo si deve riunire per iniziare a <a href="https://ilmanifesto.it/appuntamento-al-buio-sulla-manovra-con-lalibi-superbonus" target="_blank" rel="noreferrer noopener">discutere seriamente della prossima manovra</a>, e lo schema è stato già anticipato dal ministro dell’Economia Giorgetti a Cernobbio: programmare una manovra molto contenuta per quanto riguarda la spesa pubblica e dare la colpa alle spese sostenute per il superbonus — ieri Foti di FdI sosteneva che ci fosse una truffa “certificata” da 12 miliardi, una cifra nonostante le varie gravi problematicità del superbonus <a href="https://pagellapolitica.it/fact-checking/urso-truffe-superbonus" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è ampiamente esagerata</a>. Ma si può trarre un bilancio del superbonus? Non è facile: è stato effettivamente un costoso regalo ai ricchi, ma come fa notare il manifesto è stata anche una misura espansiva: “È certo che la spesa per il superbonus è andata molto oltre il previsto ma è altrettanto certo che senza quella misura non ci sarebbero state la crescita eccezionale del 2022 e l’impennata dell’occupazione, fiore all’occhiello del governo Meloni. [..] Quanto al rischio paventato dal ministro che i conti del Superbonus ricadano sul patto di stabilità dei prossimi 3 anni la situazione, in base alle nuove regole Eurostat, è in realtà molto incerta.”<br /><br />Eurostat <a href="https://www.editorialedomani.it/economia/deficit-il-governo-spera-aiuto-bruxelles-gegwypcw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">deve ancora pronunciarsi sul trattamento da riservare al superbonus</a>: se sarà possibile spalmare gli oneri economici ad esso legati su un periodo di tempo più lungo, ovvero man mano che vengono utilizzati dal contribuente, il governo avrà più spazio di manovra, mentre se saranno tutti da pagare subito la situazione delle finanze sarà più problematica. Il costo del superbonus, secondo i calcoli del ministero dell’Economia, aumenta di 3,5 miliardi ogni mese. Non è chiaro quando l’ufficio di Bruxelles si pronuncerà in materia — si attendeva una decisione già nei giorni scorsi. Il problema sarebbe inoltre meno grave se l’economia crescesse come Meloni e soci si aspettavano o millantavano — ma le recenti statistiche cupe sull’andamento del Pil e dei consumi, inferiori alle attese, rende proporzionalmente più alto anche il debito pubblico. I sindacati annunciano già battaglia contro una manovra che si annuncia dunque “lacrime e sangue” — in particolare la direzione della Cgil sta lanciando una consultazione tra gli iscritti con l’obiettivo di <a href="https://ilmanifesto.it/la-cgil-fa-votare-tutti-i-lavoratori-sullo-sciopero-generale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a uno sciopero generale</a> il prossimo autunno.<br /><br /><a href="https://thesubmarine.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine ✨]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56699316</guid><pubDate>Tue, 05 Sep 2023 14:01:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56699316/trappist_ritorno.mp3" length="64059997" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo ha provato a raccontare un paese diverso dalla realtà, dove inflazione, recessione e disuguaglianze non sono un problema. Non è detto che le opposizioni riusciranno a sfruttare le crepe, però

Bentornati su TRAPPIST: il governo si deve...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i><b>Il governo ha provato a raccontare un paese diverso dalla realtà, dove inflazione, recessione e disuguaglianze non sono un problema. Non è detto che le opposizioni riusciranno a sfruttare le crepe, però</b></i><br /><i><b></b></i><br /><i></i>Bentornati su TRAPPIST: il governo si deve riunire per iniziare a <a href="https://ilmanifesto.it/appuntamento-al-buio-sulla-manovra-con-lalibi-superbonus" target="_blank" rel="noreferrer noopener">discutere seriamente della prossima manovra</a>, e lo schema è stato già anticipato dal ministro dell’Economia Giorgetti a Cernobbio: programmare una manovra molto contenuta per quanto riguarda la spesa pubblica e dare la colpa alle spese sostenute per il superbonus — ieri Foti di FdI sosteneva che ci fosse una truffa “certificata” da 12 miliardi, una cifra nonostante le varie gravi problematicità del superbonus <a href="https://pagellapolitica.it/fact-checking/urso-truffe-superbonus" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è ampiamente esagerata</a>. Ma si può trarre un bilancio del superbonus? Non è facile: è stato effettivamente un costoso regalo ai ricchi, ma come fa notare il manifesto è stata anche una misura espansiva: “È certo che la spesa per il superbonus è andata molto oltre il previsto ma è altrettanto certo che senza quella misura non ci sarebbero state la crescita eccezionale del 2022 e l’impennata dell’occupazione, fiore all’occhiello del governo Meloni. [..] Quanto al rischio paventato dal ministro che i conti del Superbonus ricadano sul patto di stabilità dei prossimi 3 anni la situazione, in base alle nuove regole Eurostat, è in realtà molto incerta.”<br /><br />Eurostat <a href="https://www.editorialedomani.it/economia/deficit-il-governo-spera-aiuto-bruxelles-gegwypcw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">deve ancora pronunciarsi sul trattamento da riservare al superbonus</a>: se sarà possibile spalmare gli oneri economici ad esso legati su un periodo di tempo più lungo, ovvero man mano che vengono utilizzati dal contribuente, il governo avrà più spazio di manovra, mentre se saranno tutti da pagare subito la situazione delle finanze sarà più problematica. Il costo del superbonus, secondo i calcoli del ministero dell’Economia, aumenta di 3,5 miliardi ogni mese. Non è chiaro quando l’ufficio di Bruxelles si pronuncerà in materia — si attendeva una decisione già nei giorni scorsi. Il problema sarebbe inoltre meno grave se l’economia crescesse come Meloni e soci si aspettavano o millantavano — ma le recenti statistiche cupe sull’andamento del Pil e dei consumi, inferiori alle attese, rende proporzionalmente più alto anche il debito pubblico. I sindacati annunciano già battaglia contro una manovra che si annuncia dunque “lacrime e sangue” — in particolare la direzione della Cgil sta lanciando una consultazione tra gli iscritti con l’obiettivo di <a href="https://ilmanifesto.it/la-cgil-fa-votare-tutti-i-lavoratori-sullo-sciopero-generale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arrivare a uno sciopero generale</a> il prossimo autunno.<br /><br /><a href="https://thesubmarine.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sostieni the Submarine</a> e ricevi la newsletter tutte le mattine ✨]]></itunes:summary><itunes:duration>3203</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8344dd6e787ee422d147cbfff8d256da.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>203: La strada di Meloni per l’elezione diretta del premier</title><link>https://www.spreaker.com/episode/203-la-strada-di-meloni-per-l-elezione-diretta-del-premier--53843352</link><description><![CDATA[Meloni ha confermato che se non troverà i numeri in parlamento, porterà la riforma costituzionale a referendum — ma fino a che punto è pronto il governo a spingere verso il presidenzialismo?<br /><br />Domenica e lunedì governo e opposizioni si sfidano in una importante tornata di elezioni amministrative — <a href="https://www.interno.gov.it/it/notizie/elezioni-amministrative-maggio-2023-pubblicate-istruzioni-presentazione-e-lammissione-candidature" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si vota in 598 comuni, di cui 13 capoluoghi di provincia e 91 sopra i 15 mila abitanti</a>. Anche se ovviamente si tratta di candidature ereditate, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/05/12/berlusconi-chi-non-vota-non-e-un-buon-italiano_37e029d5-aef7-4a7e-b802-d3242b44f08b.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è la prima vera sfida elettorale di Schlein</a>, ma è anche una occasione per provare a regolare i conti dentro la maggioranza — Berlusconi è tornato a parlare <a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/05/12/news/berlusconi_video_san_raffaele_elezioni-399810453/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un altro video</a>, in cui ha dichiarato in modo trasparente che “questo voto alle amministrative può incidere sul peso del nostro governo.”Meloni ha chiuso la campagna elettorale <a href="https://www.fanpage.it/politica/meloni-chiedera-il-referendum-sulla-riforma-costituzionale-se-non-avra-i-numeri-in-parlamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con un discorso per niente istituzionale a Brescia</a>, in cui ha rivendicato la priorità delle riforme istituzionali, in cui, ha confermato che se non troverà i numeri in parlamento, porterà la sua riforma a referendum: “O questa nazione la cambiamo davvero o non c'è bisogno che stiamo al governo come tutti gli altri.”<br /><br /><a href="https://www.ilpost.it/2023/05/09/incontri-governo-opposizione-riforme-istituzionali/?homepagePosition=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le consultazioni sono andate più o meno come anticipato</a>: la posizione di Conte e del M5S è stata piuttosto sfumata, dicendosi “disponibili a un rafforzamento dei poteri del premier ma in un quadro che non mortifichi il confronto parlamentare e che non mortifichi neppure la funzione del presidente della Repubblica.” Conte ha fatto notare che la linea del governo però “ci sembra un’assoluta contraddizione, da un lato vogliono perseguire un progetto di autonomia differenziata spinta, che finisce per svuotare l’autorità di governo di tantissime funzioni, e nello stesso tempo si mira a rafforzare i poteri dell’autorità di governo centrale.” Conte si è comunque reso disponibile alla creazione di una commissione parlamentare per discutere della questione.<br /><br /><a href="https://video.corriere.it/politica/schlein-riforme-istituzionali-serve-cambiare-legge-elettorale/86645f92-ee90-11ed-a775-dde3d50a6495" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Schlein e la delegazione del Pd</a> invece si sono detti non disponibili a qualsiasi stretta autoritaria che preveda un’elezione diretta del presidente della Repubblica — Schlein ha chiesto a Meloni “e allora perché non una monarchia illuminata?” — dichiarandosi favorevoli a un rafforzamento dei poteri del premier bilanciato dalla possibilità della sfiducia costruttiva ma non alla sua elezione diretta. In compenso hanno portato altre cinque proposte: una riforma elettorale per superare le liste bloccate, attuazione dell’articolo 49, legge sul conflitto d’interessi, limitazione dei decreti d’urgenza e rafforzamento degli istituti referendari. Il Pd ha anche fatto notare che ritiene la discussione sulle riforme un tentativo di sviare l’attenzione del governo dai problemi del paese.<br /><br />La parte destra del Pd in realtà sarebbe anche favorevole a dialogare con Meloni, ma per ora non sembra trovare spazio.Non è chiaro quali saranno i prossimi passaggi del confronto. Le opposizioni però non sembrano coordinatissime per il momento, e <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/meloni-riforme-m5s-pd-uaqwjgqz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Meloni può sperare almeno di dividerle</a>: Avs ad esempio si è dichiarata contraria a qualunque riforma, mentre Azione e Italia Viva sono disponibili a sedersi al tavolo con il governo per l’elezione diretta del presidente del Consiglio. Oggi Maria Elena Boschi ha dichiarato che “noi di Italia viva riteniamo che non ci sia la necessità di un coordinamento con le opposizioni, tantomeno con i Cinque stelle.” La proposta di Conte di creare una commissione è una parziale apertura a Meloni, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/05/09/la-maledizione-delle-commissioni-bicamerali_befb1353-d6bc-478e-b21b-505304d64ab3.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">che però potrebbe sfociare in un pantano</a> per la presidente del Consiglio, come tutti gli organismi e le iniziative in proposito degli ultimi trent’anni.<i>Sostieni l’informazione indipendente di the </i><br /><i></i><br /><i>Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53843352</guid><pubDate>Sat, 13 May 2023 09:33:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53843352/trappist_203.mp3" length="53566738" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Meloni ha confermato che se non troverà i numeri in parlamento, porterà la riforma costituzionale a referendum — ma fino a che punto è pronto il governo a spingere verso il presidenzialismo?

Domenica e lunedì governo e opposizioni si sfidano in una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Meloni ha confermato che se non troverà i numeri in parlamento, porterà la riforma costituzionale a referendum — ma fino a che punto è pronto il governo a spingere verso il presidenzialismo?<br /><br />Domenica e lunedì governo e opposizioni si sfidano in una importante tornata di elezioni amministrative — <a href="https://www.interno.gov.it/it/notizie/elezioni-amministrative-maggio-2023-pubblicate-istruzioni-presentazione-e-lammissione-candidature" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si vota in 598 comuni, di cui 13 capoluoghi di provincia e 91 sopra i 15 mila abitanti</a>. Anche se ovviamente si tratta di candidature ereditate, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/05/12/berlusconi-chi-non-vota-non-e-un-buon-italiano_37e029d5-aef7-4a7e-b802-d3242b44f08b.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è la prima vera sfida elettorale di Schlein</a>, ma è anche una occasione per provare a regolare i conti dentro la maggioranza — Berlusconi è tornato a parlare <a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/05/12/news/berlusconi_video_san_raffaele_elezioni-399810453/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un altro video</a>, in cui ha dichiarato in modo trasparente che “questo voto alle amministrative può incidere sul peso del nostro governo.”Meloni ha chiuso la campagna elettorale <a href="https://www.fanpage.it/politica/meloni-chiedera-il-referendum-sulla-riforma-costituzionale-se-non-avra-i-numeri-in-parlamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con un discorso per niente istituzionale a Brescia</a>, in cui ha rivendicato la priorità delle riforme istituzionali, in cui, ha confermato che se non troverà i numeri in parlamento, porterà la sua riforma a referendum: “O questa nazione la cambiamo davvero o non c'è bisogno che stiamo al governo come tutti gli altri.”<br /><br /><a href="https://www.ilpost.it/2023/05/09/incontri-governo-opposizione-riforme-istituzionali/?homepagePosition=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le consultazioni sono andate più o meno come anticipato</a>: la posizione di Conte e del M5S è stata piuttosto sfumata, dicendosi “disponibili a un rafforzamento dei poteri del premier ma in un quadro che non mortifichi il confronto parlamentare e che non mortifichi neppure la funzione del presidente della Repubblica.” Conte ha fatto notare che la linea del governo però “ci sembra un’assoluta contraddizione, da un lato vogliono perseguire un progetto di autonomia differenziata spinta, che finisce per svuotare l’autorità di governo di tantissime funzioni, e nello stesso tempo si mira a rafforzare i poteri dell’autorità di governo centrale.” Conte si è comunque reso disponibile alla creazione di una commissione parlamentare per discutere della questione.<br /><br /><a href="https://video.corriere.it/politica/schlein-riforme-istituzionali-serve-cambiare-legge-elettorale/86645f92-ee90-11ed-a775-dde3d50a6495" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Schlein e la delegazione del Pd</a> invece si sono detti non disponibili a qualsiasi stretta autoritaria che preveda un’elezione diretta del presidente della Repubblica — Schlein ha chiesto a Meloni “e allora perché non una monarchia illuminata?” — dichiarandosi favorevoli a un rafforzamento dei poteri del premier bilanciato dalla possibilità della sfiducia costruttiva ma non alla sua elezione diretta. In compenso hanno portato altre cinque proposte: una riforma elettorale per superare le liste bloccate, attuazione dell’articolo 49, legge sul conflitto d’interessi, limitazione dei decreti d’urgenza e rafforzamento degli istituti referendari. Il Pd ha anche fatto notare che ritiene la discussione sulle riforme un tentativo di sviare l’attenzione del governo dai problemi del paese.<br /><br />La parte destra del Pd in realtà sarebbe anche favorevole a dialogare con Meloni, ma per ora non sembra trovare spazio.Non è chiaro quali saranno i prossimi passaggi del confronto. Le opposizioni però non sembrano coordinatissime...]]></itunes:summary><itunes:duration>2230</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>202: Suv, pistole, galera</title><link>https://www.spreaker.com/episode/202-suv-pistole-galera--53583150</link><description><![CDATA[Nelle ultime settimane il profilo ideologico del governo è emerso chiaramente: repressione contro le droghe e chi è costretto a occupare casa, stop ai tentativi di rendere più sicuro il processo per ottenere un porto d’armi. Per fortuna però si potrà andare a 150 km/h in autostrada.<br /><br />La deputata di FdI Augusta Montaruli ha depositato un progetto di legge per <a href="https://www.adnkronos.com/spaccio-e-detenzione-droga-stretta-fdi-carcere-fino-5-anni-per-casi-lieve-entita_5IPzmaaEwrFCpd4HxgNzn4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inasprire le pene</a> legate a possesso e spaccio di droga: saranno previsti fino a 5 anni di carcere anche per casi di “lieve entità.” In linea con l’impostazione securitaria e manettara del governo, la proposta è esplicitamente pensata per mandare più gente in carcere di quanto già si faccia ora: l’attuale norma infatti “rende al momento impossibile applicare la misura cautelare in carcere.” Sarà inoltre possibile confiscare gli stupefacenti anche per i casi, appunto, di lieve entità.<br /><br />“La droga uccide,” ma non le armi da fuoco: l’esecutivo ha affossato l’iniziativa legislativa per verificare con più attenzione i requisiti necessari alla richiesta di <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/piu-pistole-e-fucili-in-italia-con-la-destra-aumenta-la-passione-per-il-porto-darmi-ctjt7uex" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un porto d’armi</a>. Nei primi tre mesi del 2023 ci sono stati 17 fatti di sangue connessi ad armi legalmente detenute, con 25 morti. Nel 2022 c’è stato un incremento di 15 mila unità sul numero di persone che possono detenere un’arma in casa — in tutto sono 1 milione e 237 mila.<br /><br />Fast &amp; Furious: il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato che l’esecutivo è al lavoro per <a href="https://www.altroconsumo.it/auto-e-moto/automobili/news/cambio-limiti-velocita-autostrada" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumentare il limite di velocità autostradale a 150 km/h</a>. Come fa notare Altroconsumo, però, quest’idea potrebbe avere effetti negativi non solo sulla sicurezza stradale ma anche sull’inquinamento e i consumi di carburante. Ogni 10 km di velocità media oltre i 120 km/h si consuma mediamente il 10% di carburante in più.<br /><br />Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, già noto per aver invitato i giovani ad andare a farsi sfruttare nelle campagne, ieri <a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/04/18/news/lollobrigida_nascite_sostituzione_etnica_carne_sintetica-396652739/?ref=tgpr&amp;ts=1681818755" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha rilasciato un’altra dichiarazione estremamente problematica</a>: “Vanno incentivate le nascite. Va costruito un welfare per consentire di lavorare a chiunque e avere una famiglia. Non possiamo arrenderci al tema della sostituzione etnica.” La cosiddetta “sostituzione etnica” è una paranoia dell’estrema destra — <a href="https://twitter.com/captblicero/status/1648310453339140096" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche eversiva e terrorista</a> — di tutto l’Occidente, secondo cui ci sarebbe una cospirazione per sostituire le popolazioni europee con altre provenienti da altri paesi del mondo. Secondo la segretaria del Pd Schlein, le parole del ministro FdI, “fatte peraltro nel giorno in cui il presidente Mattarella si trova in visita ad Auschwitz, sono disgustose, inaccettabili da chi ricopre il suo ruolo. Ci riportano agli anni '30 del secolo scorso. Sono parole che hanno il sapore del suprematismo bianco.”<br /><br /><b><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i></b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53583150</guid><pubDate>Wed, 19 Apr 2023 15:55:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53583150/trappist_episodio_202.mp3" length="41713161" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle ultime settimane il profilo ideologico del governo è emerso chiaramente: repressione contro le droghe e chi è costretto a occupare casa, stop ai tentativi di rendere più sicuro il processo per ottenere un porto d’armi. Per fortuna però si potrà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle ultime settimane il profilo ideologico del governo è emerso chiaramente: repressione contro le droghe e chi è costretto a occupare casa, stop ai tentativi di rendere più sicuro il processo per ottenere un porto d’armi. Per fortuna però si potrà andare a 150 km/h in autostrada.<br /><br />La deputata di FdI Augusta Montaruli ha depositato un progetto di legge per <a href="https://www.adnkronos.com/spaccio-e-detenzione-droga-stretta-fdi-carcere-fino-5-anni-per-casi-lieve-entita_5IPzmaaEwrFCpd4HxgNzn4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inasprire le pene</a> legate a possesso e spaccio di droga: saranno previsti fino a 5 anni di carcere anche per casi di “lieve entità.” In linea con l’impostazione securitaria e manettara del governo, la proposta è esplicitamente pensata per mandare più gente in carcere di quanto già si faccia ora: l’attuale norma infatti “rende al momento impossibile applicare la misura cautelare in carcere.” Sarà inoltre possibile confiscare gli stupefacenti anche per i casi, appunto, di lieve entità.<br /><br />“La droga uccide,” ma non le armi da fuoco: l’esecutivo ha affossato l’iniziativa legislativa per verificare con più attenzione i requisiti necessari alla richiesta di <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/piu-pistole-e-fucili-in-italia-con-la-destra-aumenta-la-passione-per-il-porto-darmi-ctjt7uex" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un porto d’armi</a>. Nei primi tre mesi del 2023 ci sono stati 17 fatti di sangue connessi ad armi legalmente detenute, con 25 morti. Nel 2022 c’è stato un incremento di 15 mila unità sul numero di persone che possono detenere un’arma in casa — in tutto sono 1 milione e 237 mila.<br /><br />Fast &amp; Furious: il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato che l’esecutivo è al lavoro per <a href="https://www.altroconsumo.it/auto-e-moto/automobili/news/cambio-limiti-velocita-autostrada" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumentare il limite di velocità autostradale a 150 km/h</a>. Come fa notare Altroconsumo, però, quest’idea potrebbe avere effetti negativi non solo sulla sicurezza stradale ma anche sull’inquinamento e i consumi di carburante. Ogni 10 km di velocità media oltre i 120 km/h si consuma mediamente il 10% di carburante in più.<br /><br />Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, già noto per aver invitato i giovani ad andare a farsi sfruttare nelle campagne, ieri <a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/04/18/news/lollobrigida_nascite_sostituzione_etnica_carne_sintetica-396652739/?ref=tgpr&amp;ts=1681818755" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha rilasciato un’altra dichiarazione estremamente problematica</a>: “Vanno incentivate le nascite. Va costruito un welfare per consentire di lavorare a chiunque e avere una famiglia. Non possiamo arrenderci al tema della sostituzione etnica.” La cosiddetta “sostituzione etnica” è una paranoia dell’estrema destra — <a href="https://twitter.com/captblicero/status/1648310453339140096" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche eversiva e terrorista</a> — di tutto l’Occidente, secondo cui ci sarebbe una cospirazione per sostituire le popolazioni europee con altre provenienti da altri paesi del mondo. Secondo la segretaria del Pd Schlein, le parole del ministro FdI, “fatte peraltro nel giorno in cui il presidente Mattarella si trova in visita ad Auschwitz, sono disgustose, inaccettabili da chi ricopre il suo ruolo. Ci riportano agli anni '30 del secolo scorso. Sono parole che hanno il sapore del suprematismo bianco.”<br /><br /><b><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i></b>]]></itunes:summary><itunes:duration>2608</itunes:duration><itunes:keywords>meloni,salvini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ff2071e4c0ea332ccba32bc5b36b92de.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>201: Non chiederci la parola in italiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/201-non-chiederci-la-parola-in-italiano--53441780</link><description><![CDATA[<i>Il governo è in difficoltà su PNRR e caro energia: gli basteranno le piccole battaglie identitarie per salvare la faccia?</i><br /><br />Il dibattito sul Pnrr <a href="https://www.adnkronos.com/pnrr-molinari-lega-valutare-rinuncia-a-parte-dei-soldi_6K3XpyYj6ZjJjAJzS1CdJN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si sta avvitando su sé stesso</a> in modo sempre più pericoloso. Il governo è arrivato a dire che “l’Italia non rinuncia ai fondi” — perché ovviamente Riccardo Molinari, capogruppo leghista alla Camera, ha dichiarato che si potrebbe ipotizzare di farlo: “Ho parlato con molti sindaci di comuni piccoli e i problemi sono numerosi, ha senso indebitarsi con l'Ue per fare cose che non servono?” Meloni ha appunto ribattuto che “non prendo in considerazione di perdere risorse,” che sempre secondo il governo “verranno solo rimodulate.” Il problema comunque è serio: <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/giorgia-meloni-quirinale-mattarella-pnrr-mdslo96p" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono circolate anche voci</a> di presunti incontri tra Mattarella e Draghi e Mattarela e Gentiloni per discutere del da farsi con i ritardi, smentite dal Quirinale ma indicative del clima di questi giorni.<br /><br />I problemi del Pnrr sembrano essersi coagulati all’improvviso, <a href="https://www.corriere.it/economia/aziende/23_aprile_02/pnrr-reti-l-energia-crediti-d-imposta-strategia-dell-italia-salvare-piano-20029e7e-d0bf-11ed-8952-10f6bf0a23fa.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">e ora</a> — come spesso accade nella politica italiana — l’aria che si respira è quella dell’emergenza. In sostanza, diversi progetti sembrano poco sostenibili oppure troppo indietro per essere ultimati entro la scadenza del 2026. Ad esempio: il governo ha già chiesto a Bruxelles un rinvio <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/cronaca/23_marzo_13/pnrr-pioggia-di-soldi-per-i-asili-nido-del-veneto-ma-i-sindaci-mancano-i-bimbi-8035a17e-c034-11ed-8fa4-20c3e51c9585.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per la costruzione di asili nido in Veneto</a> — fatto di per sé sconcertante se si pensa che il governo ritiene la bassa natalità un’emergenza — ma la richiesta è stata negata. Secondo il Corriere, il prossimo mese sarà decisivo per rivedere o scrivere effettivamente da zero tutti i progetti per i quali sono previste le erogazione dei fondi, pensando anche ad eventuali piani B. Il Corriere insinua anche che l’irrigidimento di Bruxelles sia anche dovuto alla “tentazione in alcuni Paesi del Nord Europa di dimostrare che il Recovery non può funzionare: se così fosse, allora l’esperimento non sarebbe ripetibile.”<br /><br />Nel caso tutto vada male, il governo ha in mente una linea chiara: basta studiare, andate a lavorare, possibilmente nei campi. <a href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/meloni_licei_made_in_italy-7325750.html?refresh_ce" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Da Vinitaly</a> la presidente del Consiglio ha dichiarato che “Per come la vedo io questo è il vero liceo. Perché non c'è niente di più profondamente legato alla nostra cultura di quello che questi ragazzi sono in grado di studiare, tramandare e portare avanti. È il motivo per cui ragioniamo del liceo del Made in Italy.” La ministra del turismo Santanché è andata anche oltre: “abbiamo avuto una sinistra che ha invogliato i giovani a fare i licei. Questo governo vuole invece mettere al centro le scuole tecniche.”<br /><br />Il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare (🙄) Francesco Lollobrigida aveva inaugurato Vinitaly e <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/02/dal-governo-nuovo-attacco-al-reddito-lollobrigida-non-e-un-modello-di-civilta-stare-sul-divano-e-gravare-sulle-spalle-altrui/7117754/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva invitato “i giovani”</a> ad andare a lavorare nei campi, perché “devono sapere che non è svilente andare a lavorare in agricoltura.” Il ministro dimentica che, pur essendo il lavoro nei campi in sé degnissimo al pari di ogni altra forma di impiego salariato, le paghe e le pratiche del settore <a href="https://ilmanifesto.it/senza-tetto-ne-legge-10-mila-lavoratori-ostaggi-nei-ghetti-del-caporalato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rasentano lo schiavismo</a>. Ma per il ministro non è un problema: “Quello che non è un modello di civiltà è non andare a lavorare, stare sul divano e gravare sulle spalle altrui col reddito di cittadinanza” — come tutto il governo, il ministro sembra convinto che eliminando le forme di reddito alternative un numero più alto di persone sarà costretto a farsi sfruttare — <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/04/02/agricoltura-coldiretti-nei-campi-posto-per-100mila-giovani_e54b6f57-b5b3-47de-b8a4-ac3563cdccc2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coldiretti ha già fatto sapere</a> che nei campi “c’è posto” per 100 mila “giovani.” A Vinitaly era presente anche Matteo Salvini, che ha di nuovo rilasciato dichiarazioni antiscientifiche sostenendo che “il vino non è una sostanza cancerogena.” Meloni invece ha rivendicato che la scelta di abolire il Rdc “sta dando frutti,” anche se non ha specificato quali.<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53441780</guid><pubDate>Tue, 04 Apr 2023 16:49:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53441780/puntata_201.mp3" length="44429060" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo è in difficoltà su PNRR e caro energia: gli basteranno le piccole battaglie identitarie per salvare la faccia?

Il dibattito sul Pnrr https://www.adnkronos.com/pnrr-molinari-lega-valutare-rinuncia-a-parte-dei-soldi_6K3XpyYj6ZjJjAJzS1CdJN in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Il governo è in difficoltà su PNRR e caro energia: gli basteranno le piccole battaglie identitarie per salvare la faccia?</i><br /><br />Il dibattito sul Pnrr <a href="https://www.adnkronos.com/pnrr-molinari-lega-valutare-rinuncia-a-parte-dei-soldi_6K3XpyYj6ZjJjAJzS1CdJN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si sta avvitando su sé stesso</a> in modo sempre più pericoloso. Il governo è arrivato a dire che “l’Italia non rinuncia ai fondi” — perché ovviamente Riccardo Molinari, capogruppo leghista alla Camera, ha dichiarato che si potrebbe ipotizzare di farlo: “Ho parlato con molti sindaci di comuni piccoli e i problemi sono numerosi, ha senso indebitarsi con l'Ue per fare cose che non servono?” Meloni ha appunto ribattuto che “non prendo in considerazione di perdere risorse,” che sempre secondo il governo “verranno solo rimodulate.” Il problema comunque è serio: <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/giorgia-meloni-quirinale-mattarella-pnrr-mdslo96p" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono circolate anche voci</a> di presunti incontri tra Mattarella e Draghi e Mattarela e Gentiloni per discutere del da farsi con i ritardi, smentite dal Quirinale ma indicative del clima di questi giorni.<br /><br />I problemi del Pnrr sembrano essersi coagulati all’improvviso, <a href="https://www.corriere.it/economia/aziende/23_aprile_02/pnrr-reti-l-energia-crediti-d-imposta-strategia-dell-italia-salvare-piano-20029e7e-d0bf-11ed-8952-10f6bf0a23fa.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">e ora</a> — come spesso accade nella politica italiana — l’aria che si respira è quella dell’emergenza. In sostanza, diversi progetti sembrano poco sostenibili oppure troppo indietro per essere ultimati entro la scadenza del 2026. Ad esempio: il governo ha già chiesto a Bruxelles un rinvio <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/cronaca/23_marzo_13/pnrr-pioggia-di-soldi-per-i-asili-nido-del-veneto-ma-i-sindaci-mancano-i-bimbi-8035a17e-c034-11ed-8fa4-20c3e51c9585.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per la costruzione di asili nido in Veneto</a> — fatto di per sé sconcertante se si pensa che il governo ritiene la bassa natalità un’emergenza — ma la richiesta è stata negata. Secondo il Corriere, il prossimo mese sarà decisivo per rivedere o scrivere effettivamente da zero tutti i progetti per i quali sono previste le erogazione dei fondi, pensando anche ad eventuali piani B. Il Corriere insinua anche che l’irrigidimento di Bruxelles sia anche dovuto alla “tentazione in alcuni Paesi del Nord Europa di dimostrare che il Recovery non può funzionare: se così fosse, allora l’esperimento non sarebbe ripetibile.”<br /><br />Nel caso tutto vada male, il governo ha in mente una linea chiara: basta studiare, andate a lavorare, possibilmente nei campi. <a href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/meloni_licei_made_in_italy-7325750.html?refresh_ce" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Da Vinitaly</a> la presidente del Consiglio ha dichiarato che “Per come la vedo io questo è il vero liceo. Perché non c'è niente di più profondamente legato alla nostra cultura di quello che questi ragazzi sono in grado di studiare, tramandare e portare avanti. È il motivo per cui ragioniamo del liceo del Made in Italy.” La ministra del turismo Santanché è andata anche oltre: “abbiamo avuto una sinistra che ha invogliato i giovani a fare i licei. Questo governo vuole invece mettere al centro le scuole tecniche.”<br /><br />Il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare (🙄) Francesco Lollobrigida aveva inaugurato Vinitaly e <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/02/dal-governo-nuovo-attacco-al-reddito-lollobrigida-non-e-un-modello-di-civilta-stare-sul-divano-e-gravare-sulle-spalle-altrui/7117754/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva invitato “i giovani”</a> ad andare a lavorare nei campi, perché “devono sapere che non è svilente andare a lavorare in agricoltura.” Il ministro...]]></itunes:summary><itunes:duration>2777</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3778e6788b7071fbdda06785907b0aa9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>200: Il governo Meloni e il fondamentalismo religioso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/200-il-governo-meloni-e-il-fondamentalismo-religioso--53284088</link><description><![CDATA[<b>La maggioranza del governo Meloni ha trovato come portare via l’attenzione dal naufragio di Cutro, alimentando un ciclo di notizie e boutade omofobe contro le famiglie omogenitoriali. Ma quanto è profondo il legame tra il governo Meloni e il fondamentalismo religioso?</b><br /><br />Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, di FdI, <a href="https://video.corriere.it/politica/rampelli-tv-coppie-stesso-sesso-non-possono-spacciare-bambini-propri-figli/23ec845a-c65b-11ed-8319-4ca74abab2a3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha continuato ad alimentare la polemica omofoba</a> iniziata già sabato sera, quando aveva detto su <i>La7</i> che le coppie dello stesso sesso “spacciano per proprio figlio” i propri, beh, figli. Ieri <a href="https://www.facebook.com/fabiorampelli.ufficiale/posts/753915949438722" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su Facebook</a> Rampelli ha scritto un post per la festa del papà dal contenuto prevedibile, facendo gli auguri “a tutti i papà consapevoli di non poterlo essere senza una mamma” — visto che a suo dire ci sarebbero anche persone che scambiano “i bambini per puffi.”<br /><br />Purtroppo anche Vittorio Sgarbi è sottosegretario alla Cultura, dunque quello che dice ha un certo rilievo: <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2023/03/19/quelle-del-2000-sono-tr...-bufera-su-sgarbi-a-domenica-in_f3458909-3749-4b7f-9cab-eb6088409b8c.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ieri</a> ha ritenuto fosse una buona idea andare a <i>Domenica in</i> a dire che “Quelle nate nel 2000 sono tutte tr*ie.” La battuta è ancora più infelice se si pensa che la figlia di Sgarbi, <i>di fianco a lui in quel momento</i>, è nata proprio nel 2000 — a dire il vero Sgarbi non era sicuro se sua figlia fosse nata nel 1999 o nell’anno successivo; in ogni caso le ha suggerito di sposare un uomo ricco. Ci sono persone che hanno un’idea meno distorta del proprio ruolo paterno, anche all’interno della cosiddetta famiglia tradizionale.<br /><br />Secondo Save the children, negli ultimi 10 anni il tasso di utilizzo del congedo di paternità di 10 giorni <a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2023-03-19/festa_del_papa_aumento_congedo_paternita-20567544/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è aumentato del 38%</a>, passando dal 19,23% del 2013, l’anno successivo alla sua tardiva introduzione, al 57,6% del 2021. Un dato che rende evidente l’urgenza di estendere e parificare il congedo di paternità a quello di maternità — anche e soprattutto per diminuire le disuguaglianze di genere nell’occupazione — una proposta recentemente <a href="https://www.valigiablu.it/schlein-congedo-parentale-paritario-non-trasferibile-cosa-e/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilanciata da Elly Schlein</a>.<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><i></i><br /><i>Cover: elaborazione, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CC BY-NC-SA 3.0 IT</a> presidenza del Consiglio dei ministri</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53284088</guid><pubDate>Tue, 21 Mar 2023 16:02:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53284088/trappist_200_mix.mp3" length="62989628" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La maggioranza del governo Meloni ha trovato come portare via l’attenzione dal naufragio di Cutro, alimentando un ciclo di notizie e boutade omofobe contro le famiglie omogenitoriali. Ma quanto è profondo il legame tra il governo Meloni e il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>La maggioranza del governo Meloni ha trovato come portare via l’attenzione dal naufragio di Cutro, alimentando un ciclo di notizie e boutade omofobe contro le famiglie omogenitoriali. Ma quanto è profondo il legame tra il governo Meloni e il fondamentalismo religioso?</b><br /><br />Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, di FdI, <a href="https://video.corriere.it/politica/rampelli-tv-coppie-stesso-sesso-non-possono-spacciare-bambini-propri-figli/23ec845a-c65b-11ed-8319-4ca74abab2a3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha continuato ad alimentare la polemica omofoba</a> iniziata già sabato sera, quando aveva detto su <i>La7</i> che le coppie dello stesso sesso “spacciano per proprio figlio” i propri, beh, figli. Ieri <a href="https://www.facebook.com/fabiorampelli.ufficiale/posts/753915949438722" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su Facebook</a> Rampelli ha scritto un post per la festa del papà dal contenuto prevedibile, facendo gli auguri “a tutti i papà consapevoli di non poterlo essere senza una mamma” — visto che a suo dire ci sarebbero anche persone che scambiano “i bambini per puffi.”<br /><br />Purtroppo anche Vittorio Sgarbi è sottosegretario alla Cultura, dunque quello che dice ha un certo rilievo: <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2023/03/19/quelle-del-2000-sono-tr...-bufera-su-sgarbi-a-domenica-in_f3458909-3749-4b7f-9cab-eb6088409b8c.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ieri</a> ha ritenuto fosse una buona idea andare a <i>Domenica in</i> a dire che “Quelle nate nel 2000 sono tutte tr*ie.” La battuta è ancora più infelice se si pensa che la figlia di Sgarbi, <i>di fianco a lui in quel momento</i>, è nata proprio nel 2000 — a dire il vero Sgarbi non era sicuro se sua figlia fosse nata nel 1999 o nell’anno successivo; in ogni caso le ha suggerito di sposare un uomo ricco. Ci sono persone che hanno un’idea meno distorta del proprio ruolo paterno, anche all’interno della cosiddetta famiglia tradizionale.<br /><br />Secondo Save the children, negli ultimi 10 anni il tasso di utilizzo del congedo di paternità di 10 giorni <a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2023-03-19/festa_del_papa_aumento_congedo_paternita-20567544/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è aumentato del 38%</a>, passando dal 19,23% del 2013, l’anno successivo alla sua tardiva introduzione, al 57,6% del 2021. Un dato che rende evidente l’urgenza di estendere e parificare il congedo di paternità a quello di maternità — anche e soprattutto per diminuire le disuguaglianze di genere nell’occupazione — una proposta recentemente <a href="https://www.valigiablu.it/schlein-congedo-parentale-paritario-non-trasferibile-cosa-e/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilanciata da Elly Schlein</a>.<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><i></i><br /><i>Cover: elaborazione, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CC BY-NC-SA 3.0 IT</a> presidenza del Consiglio dei ministri</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>2622</itunes:duration><itunes:keywords>meloni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/374defccf6d19fdc23aa519fbe093661.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>199: Che cosa vuol dire costruire una “sinistra di governo”?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/199-che-cosa-vuol-dire-costruire-una-sinistra-di-governo--53183516</link><description><![CDATA[<b>Elly Schlein è ufficialmente segretaria del Partito democratico, proprio mentre il razzismo mortale delle istituzioni italiane è sotto gli occhi di tutti. Ma può un partito che negli anni è stato pesantemente compromesso ripensare se stesso e come intende governare il paese?</b><br /><br />Elly Schlein <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/stiamo-arrivando-schlein-prova-a-unire-il-pd-bonaccini-e-presidente-yi61qs7f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stata nominata segretaria</a> del Pd dall’assemblea del partito, secondo le indicazioni delle primarie lo scorso 26 febbraio. La nomina era poco più che una formalità, ma la giornata di ieri è stata comunque utile per capire diverse cose — ad esempio il rapporto della segretaria con l’ex sfidante Bonaccini e l’area politica da lui rappresentata. Bonaccini è stato nominato presidente del partito, dichiarando di essere “a disposizione per dare una mano.” Le due vicepresidenti invece sono Chiara Gribaudo e Loredana Capone, deputata e consigliera regionale vicini alla nuova segretaria. <a href="https://www.corriere.it/politica/diretta-live/23_marzo_12/pd-assemblea-elly-schlein-diretta-3c42923e-c0b5-11ed-99c4-8b2b65339237.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nella Direzione del partito</a> tornano Alfredo D’Attorre, Livia Turco e Maria Cecilia Guerra, ex Articolo 1 — ieri era presente all’assemblea anche Roberto Speranza, mentre rimangono Goffredo Bettini, Andrea Orlando e Peppe Provenzano. Largo alle Sardine con Mattia Santori e Jasmine Cristallo. Entrano poi anche i sindaci Emilio Del Bono, Giorgio Gori — che aveva qualche giorno fa pensato di andarsene dal partito in caso di vittoria di Schlein — e Pierfrancesco Majorino.<br /><br />Schlein ha tenuto <a href="https://ilmanifesto.it/pd-la-scossa-di-schlein-ora-daremo-voce-ai-piu-deboli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un discorso di quasi un’ora e mezza</a> per cercare di tenere unito il partito e al tempo stesso dettare la linea di “una sinistra di governo.” La segretaria ha individuato le sue priorità per il partito in sanità e scuola pubblica, salario minimo, lotta alla precarietà e stop ai finanziamenti alla guardia costiera libica. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/03/12/pd-inizia-lera-schlein-i-temi-del-primo-discorso-esplorare-i-terreni-comuni-con-le-opposizioni/7094081/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tra le proposte lanciate dal palco</a> c’è anche quella di “un congedo parentale di tre mesi non trasferibile per entrambi i coniugi.” Sulla guerra in Ucraina, una materia per cui è attesa al varco dal resto delle forze politiche, ha ribadito il “sostegno al popolo ucraino che ha diritto a difendersi” chiedendo però anche un “protagonismo più forte dell’Europa perché finisca la guerra con una pace giusta.” Ha chiuso il proprio discorso con un minuto di silenzio per l’ennesimo naufragio al largo delle coste libiche, definito “una vergogna per l’Europa e per l’Italia.”<br /><br />Questa puntata di TRAPPIST è stata editata da Federico Cuscunà.<br /><i></i><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><i></i><br /><i>foto: elaborazione / Elly Schlein / <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=750416776441033&amp;set=pb.100044181531459.-2207520000.&amp;type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a></i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53183516</guid><pubDate>Mon, 13 Mar 2023 16:06:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53183516/trappist_199.mp3" length="41548067" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Elly Schlein è ufficialmente segretaria del Partito democratico, proprio mentre il razzismo mortale delle istituzioni italiane è sotto gli occhi di tutti. Ma può un partito che negli anni è stato pesantemente compromesso ripensare se stesso e come...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Elly Schlein è ufficialmente segretaria del Partito democratico, proprio mentre il razzismo mortale delle istituzioni italiane è sotto gli occhi di tutti. Ma può un partito che negli anni è stato pesantemente compromesso ripensare se stesso e come intende governare il paese?</b><br /><br />Elly Schlein <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/stiamo-arrivando-schlein-prova-a-unire-il-pd-bonaccini-e-presidente-yi61qs7f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stata nominata segretaria</a> del Pd dall’assemblea del partito, secondo le indicazioni delle primarie lo scorso 26 febbraio. La nomina era poco più che una formalità, ma la giornata di ieri è stata comunque utile per capire diverse cose — ad esempio il rapporto della segretaria con l’ex sfidante Bonaccini e l’area politica da lui rappresentata. Bonaccini è stato nominato presidente del partito, dichiarando di essere “a disposizione per dare una mano.” Le due vicepresidenti invece sono Chiara Gribaudo e Loredana Capone, deputata e consigliera regionale vicini alla nuova segretaria. <a href="https://www.corriere.it/politica/diretta-live/23_marzo_12/pd-assemblea-elly-schlein-diretta-3c42923e-c0b5-11ed-99c4-8b2b65339237.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nella Direzione del partito</a> tornano Alfredo D’Attorre, Livia Turco e Maria Cecilia Guerra, ex Articolo 1 — ieri era presente all’assemblea anche Roberto Speranza, mentre rimangono Goffredo Bettini, Andrea Orlando e Peppe Provenzano. Largo alle Sardine con Mattia Santori e Jasmine Cristallo. Entrano poi anche i sindaci Emilio Del Bono, Giorgio Gori — che aveva qualche giorno fa pensato di andarsene dal partito in caso di vittoria di Schlein — e Pierfrancesco Majorino.<br /><br />Schlein ha tenuto <a href="https://ilmanifesto.it/pd-la-scossa-di-schlein-ora-daremo-voce-ai-piu-deboli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un discorso di quasi un’ora e mezza</a> per cercare di tenere unito il partito e al tempo stesso dettare la linea di “una sinistra di governo.” La segretaria ha individuato le sue priorità per il partito in sanità e scuola pubblica, salario minimo, lotta alla precarietà e stop ai finanziamenti alla guardia costiera libica. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/03/12/pd-inizia-lera-schlein-i-temi-del-primo-discorso-esplorare-i-terreni-comuni-con-le-opposizioni/7094081/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tra le proposte lanciate dal palco</a> c’è anche quella di “un congedo parentale di tre mesi non trasferibile per entrambi i coniugi.” Sulla guerra in Ucraina, una materia per cui è attesa al varco dal resto delle forze politiche, ha ribadito il “sostegno al popolo ucraino che ha diritto a difendersi” chiedendo però anche un “protagonismo più forte dell’Europa perché finisca la guerra con una pace giusta.” Ha chiuso il proprio discorso con un minuto di silenzio per l’ennesimo naufragio al largo delle coste libiche, definito “una vergogna per l’Europa e per l’Italia.”<br /><br />Questa puntata di TRAPPIST è stata editata da Federico Cuscunà.<br /><i></i><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><i></i><br /><i>foto: elaborazione / Elly Schlein / <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=750416776441033&amp;set=pb.100044181531459.-2207520000.&amp;type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a></i>]]></itunes:summary><itunes:duration>2597</itunes:duration><itunes:keywords>cutro,elly-schlein,partito-democratico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/910efb59a34651d614f8a2d16ff8a002.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>198: L’exploit di Elly Schlein</title><link>https://www.spreaker.com/episode/198-l-exploit-di-elly-schlein--52874886</link><description><![CDATA[Schlein è riuscita a vincere contro ogni pronostico le primarie del Pd. Riuscirà a riportare un po’ più a sinistra non solo il proprio partito, ma anche il tono del dibattito politico italiano?<br /><br />La politica italiana si è resa effettivamente conto che Elly Schlein ha vinto le primarie del Pd — <a href="https://www.partitodemocratico.it/news/primarie-pd-i-risultati-definitivi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono anche arrivati i dati definitivi</a>, che certificano la sua maggioranza del 53,75% alle primarie. Si è tenuta una cerimonia informale in cui il segretario uscente Enrico Letta <a href="https://www.ilmessaggero.it/politica/letta_regala_melograno_schlein_perche-7256847.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le ha fatto un regalo bizzarro</a>: un melograno di ceramica, “simbolo di prosperità.” La vera investitura però arriverà all’assemblea del prossimo 12 marzo.<br /><br />Tutto l’arco politico o quasi si è congratulato con lei: da Mattarella e <a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/02/27/news/meloni_telefonata_elly_schlein_segretaria_pd-389847709/amp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da Giorgia Meloni</a>, che si aspetta “una opposizione durissima” e che ha posto l’accento sul fatto che ora anche alla guida del Pd ci sia una donna, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/27/berlusconi-con-schlein-mi-auguro-confronto-costruttivo_b0be1578-b9ec-4ca6-a588-b5aafac86748.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fino a Berlusconi</a>, che si augura “un confronto costruttivo.” I leader dei principali partiti di opposizione e i dirigenti del Pd i dirigenti hanno fatto con varie sfumature gli auguri alla nuova segretaria. Tutti? Non proprio: non arrivano notizie di dichiarazioni <a href="https://t.me/ultimorapolitics24/22042" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da Vincenzo De Luca</a>, che ha mandato avanti il figlio Pietro — secondo il quale è “decisivo tenere unito il partito nella pluralità.”<br /><br />Cosa succederà ora? Dietro le felicitazioni, diverse persone sono spaventate da un Pd più a sinistra trascinato dalla nuova segretaria. <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/dopo-la-vittoria-di-schlein-conte-teme-di-essere-fagocitato-hx41xl5e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A cominciare da Conte</a>, che teme di perdere il monopolio sui temi di centrosinistra costruito nell’ultimo anno — probabilmente nelle prossime settimane il M5s cercherà di far uscire allo scoperto Schlein sulla guerra in Ucraina, un argomento molto difficile da ridefinire all’interno del Pd. Qualche centrista è già uscito, <a href="https://www.lastampa.it/politica/2023/02/27/news/pd_laddio_di_fioroni_non_e_piu_il_mio_partito-12665458/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come Giuseppe Fioroni</a>, ma non è detto che ci sia una fuga di massa come qualcuno aveva predetto: ad esempio il sindaco di Bergamo Gori, che si era esposto molto su una sua uscita dal partito in caso di vittoria di Schlein, ha fatto capire che per ora osserverà l’evoluzione della situazione. Ecco perché <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/la-finta-gioia-del-terzo-polo-per-la-vittoria-di-schlein-r4jyd0zr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche Calenda e in generale il cosiddetto “Terzo polo”</a> non è entusiasta del risultato — un Pd spostato a sinistra, paradossalmente, potrebbe trascinare verso il centrosinistra anche il Terzo polo, almeno su alcune posizioni: le elezioni regionali hanno dimostrato che schiacciarsi troppo verso destra può essere rischioso.<br /><br /><a href="https://www.corriere.it/politica/23_febbraio_27/squadra-elly-schlein-91d4b2b8-b624-11ed-b540-da4c61f70084.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le prossime mosse</a> che attendono Schlein saranno già un indicatore di come intende gestire la segreteria e un partito che rimane balcanizzato in una serie di correnti con opinioni e sensibilità diversissime tra loro. Schlein dovrà nominare dei nuovi capigruppo al Senato e alla Camera, per la quale potrebbero essere in prima fila Chiara Gribaudo, Chiara Braga, Peppe Provenzano e Francesco Boccia — i gruppi parlamentari saranno un capitolo delicato, visto che in proporzione pochi deputati e senatori hanno sostenuto Schlein: la nuova segretaria dovrà quindi capire quanto potrà forzare la mano senza rischiare la loro ingovernabilità, come successo in passato nel Pd. <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/la-finta-gioia-del-terzo-polo-per-la-vittoria-di-schlein-r4jyd0zr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A Bonaccini</a> potrebbe essere offerta la poltrona onorifica di presidente dell’assemblea.<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52874886</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2023 09:50:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52874886/trappist_198.mp3" length="51280373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Schlein è riuscita a vincere contro ogni pronostico le primarie del Pd. Riuscirà a riportare un po’ più a sinistra non solo il proprio partito, ma anche il tono del dibattito politico italiano?

La politica italiana si è resa effettivamente conto che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Schlein è riuscita a vincere contro ogni pronostico le primarie del Pd. Riuscirà a riportare un po’ più a sinistra non solo il proprio partito, ma anche il tono del dibattito politico italiano?<br /><br />La politica italiana si è resa effettivamente conto che Elly Schlein ha vinto le primarie del Pd — <a href="https://www.partitodemocratico.it/news/primarie-pd-i-risultati-definitivi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono anche arrivati i dati definitivi</a>, che certificano la sua maggioranza del 53,75% alle primarie. Si è tenuta una cerimonia informale in cui il segretario uscente Enrico Letta <a href="https://www.ilmessaggero.it/politica/letta_regala_melograno_schlein_perche-7256847.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le ha fatto un regalo bizzarro</a>: un melograno di ceramica, “simbolo di prosperità.” La vera investitura però arriverà all’assemblea del prossimo 12 marzo.<br /><br />Tutto l’arco politico o quasi si è congratulato con lei: da Mattarella e <a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/02/27/news/meloni_telefonata_elly_schlein_segretaria_pd-389847709/amp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da Giorgia Meloni</a>, che si aspetta “una opposizione durissima” e che ha posto l’accento sul fatto che ora anche alla guida del Pd ci sia una donna, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/27/berlusconi-con-schlein-mi-auguro-confronto-costruttivo_b0be1578-b9ec-4ca6-a588-b5aafac86748.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fino a Berlusconi</a>, che si augura “un confronto costruttivo.” I leader dei principali partiti di opposizione e i dirigenti del Pd i dirigenti hanno fatto con varie sfumature gli auguri alla nuova segretaria. Tutti? Non proprio: non arrivano notizie di dichiarazioni <a href="https://t.me/ultimorapolitics24/22042" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da Vincenzo De Luca</a>, che ha mandato avanti il figlio Pietro — secondo il quale è “decisivo tenere unito il partito nella pluralità.”<br /><br />Cosa succederà ora? Dietro le felicitazioni, diverse persone sono spaventate da un Pd più a sinistra trascinato dalla nuova segretaria. <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/dopo-la-vittoria-di-schlein-conte-teme-di-essere-fagocitato-hx41xl5e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A cominciare da Conte</a>, che teme di perdere il monopolio sui temi di centrosinistra costruito nell’ultimo anno — probabilmente nelle prossime settimane il M5s cercherà di far uscire allo scoperto Schlein sulla guerra in Ucraina, un argomento molto difficile da ridefinire all’interno del Pd. Qualche centrista è già uscito, <a href="https://www.lastampa.it/politica/2023/02/27/news/pd_laddio_di_fioroni_non_e_piu_il_mio_partito-12665458/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come Giuseppe Fioroni</a>, ma non è detto che ci sia una fuga di massa come qualcuno aveva predetto: ad esempio il sindaco di Bergamo Gori, che si era esposto molto su una sua uscita dal partito in caso di vittoria di Schlein, ha fatto capire che per ora osserverà l’evoluzione della situazione. Ecco perché <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/la-finta-gioia-del-terzo-polo-per-la-vittoria-di-schlein-r4jyd0zr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche Calenda e in generale il cosiddetto “Terzo polo”</a> non è entusiasta del risultato — un Pd spostato a sinistra, paradossalmente, potrebbe trascinare verso il centrosinistra anche il Terzo polo, almeno su alcune posizioni: le elezioni regionali hanno dimostrato che schiacciarsi troppo verso destra può essere rischioso.<br /><br /><a href="https://www.corriere.it/politica/23_febbraio_27/squadra-elly-schlein-91d4b2b8-b624-11ed-b540-da4c61f70084.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le prossime mosse</a> che attendono Schlein saranno già un indicatore di come intende gestire la segreteria e un partito che rimane balcanizzato in una serie di correnti con opinioni e sensibilità diversissime tra...]]></itunes:summary><itunes:duration>2564</itunes:duration><itunes:keywords>elly-schlein,partito-democratico,primarie</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/be0407587da421a9b7e14023a7c346bb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>197: Non facciamoci del male</title><link>https://www.spreaker.com/episode/197-non-facciamoci-del-male--52803831</link><description><![CDATA[Le primarie del Pd stanno arrivando alla fase conclusiva: il prossimo 26 febbraio si vota nei gazebo, e lo scontro è più aperto del previsto. Forse perché in realtà non è proprio uno scontro frontale?<br /><br />Ieri sera si è tenuto in diretta su SkyTg 24 <a href="https://tg24.sky.it/politica/2023/02/20/primarie-pd-confronto-candidati-bonaccini-schlein-diretta" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il dibattito “all’americana” tra i candidati alla segreteria del Pd</a>, Schlein e Bonaccini. Il dibattito non è stato particolarmente acceso, né i due contendenti hanno rivelato posizioni radicalmente diverse da loro. Schlein è sembrata piuttosto istituzionale, forse fin troppo per una candidata che in vista delle primarie aperte del 26 febbraio dovrebbe passare all’attacco. Bonaccini invece è parso gestire il vantaggio, non attaccando o discostandosi da praticamente nulla di quanto detto da Schlein. Tra le differenze principali c’è la proposta esplicita di Schlein sull’opportunità di istituire un salario minimo per combattere la stagnazione dei salari, mentre Bonaccini ha ritirato fuori il “taglio del costo del lavoro.”<br /><br />Alle primarie dei circoli ha vinto Stefano Bonaccini con il 52,87%, ma comunque vada lo scenario futuro <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/pd-i-circoli-scelgono-bonaccini-comunque-vada-sara-un-accordo-oifgz0a4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non sembra prevedere una rottura</a> tra le anime del partito che sostengono i due candidati — i quali molto probabilmente dovranno trovare un accordo, come è stato anche evidente dalla poca pugnacità del dibattito di ieri. Bonaccini ha già spiegato che se vincerà tenderà una mano a Schlein, ed è presumibile che avverrà anche il contrario visto che entrambi vorrebbero scongiurare il rischio di nuove scissioni.<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52803831</guid><pubDate>Tue, 21 Feb 2023 17:28:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52803831/puntata_197.mp3" length="33803701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Le primarie del Pd stanno arrivando alla fase conclusiva: il prossimo 26 febbraio si vota nei gazebo, e lo scontro è più aperto del previsto. Forse perché in realtà non è proprio uno scontro frontale?

Ieri sera si è tenuto in diretta su SkyTg 24...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le primarie del Pd stanno arrivando alla fase conclusiva: il prossimo 26 febbraio si vota nei gazebo, e lo scontro è più aperto del previsto. Forse perché in realtà non è proprio uno scontro frontale?<br /><br />Ieri sera si è tenuto in diretta su SkyTg 24 <a href="https://tg24.sky.it/politica/2023/02/20/primarie-pd-confronto-candidati-bonaccini-schlein-diretta" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il dibattito “all’americana” tra i candidati alla segreteria del Pd</a>, Schlein e Bonaccini. Il dibattito non è stato particolarmente acceso, né i due contendenti hanno rivelato posizioni radicalmente diverse da loro. Schlein è sembrata piuttosto istituzionale, forse fin troppo per una candidata che in vista delle primarie aperte del 26 febbraio dovrebbe passare all’attacco. Bonaccini invece è parso gestire il vantaggio, non attaccando o discostandosi da praticamente nulla di quanto detto da Schlein. Tra le differenze principali c’è la proposta esplicita di Schlein sull’opportunità di istituire un salario minimo per combattere la stagnazione dei salari, mentre Bonaccini ha ritirato fuori il “taglio del costo del lavoro.”<br /><br />Alle primarie dei circoli ha vinto Stefano Bonaccini con il 52,87%, ma comunque vada lo scenario futuro <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/italia/pd-i-circoli-scelgono-bonaccini-comunque-vada-sara-un-accordo-oifgz0a4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non sembra prevedere una rottura</a> tra le anime del partito che sostengono i due candidati — i quali molto probabilmente dovranno trovare un accordo, come è stato anche evidente dalla poca pugnacità del dibattito di ieri. Bonaccini ha già spiegato che se vincerà tenderà una mano a Schlein, ed è presumibile che avverrà anche il contrario visto che entrambi vorrebbero scongiurare il rischio di nuove scissioni.<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>2113</itunes:duration><itunes:keywords>democratico,partito,pd</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d01ead10f85057b27e622d7256e47ed.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>196: Le elezioni senza gli elettori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/196-le-elezioni-senza-gli-elettori--52715827</link><description><![CDATA[Il dato più evidente disponibile dopo la prima delle due giornate elettorali in Lazio e Lombardia <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2023/02/12/diretta/lombardia_elezioni_regionali_2023_affluenza-387476050/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è il calo drammatico dell’affluenza</a>: in Lombardia alle 19 di ieri era al 26,93%, in Lazio addirittura il 24,19%. Si potrà votare anche domani fino alle 15, ma i dati sono comunque preoccupanti e segno di una crescente disaffezione dei cittadini alla politica — e mentre una volta l’affluenza bassa “premiava” il centrosinistra, <a href="https://www.glistatigenerali.com/partiti-politici/sempre-meno-votanti-ma-vince-sempre-la-destra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le cose non sono più così scontate</a> da diverso tempo ormai. Qualche dato in più <a href="https://twitter.com/you_trend/status/1624852135715262466" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sull’affluenza in Lombardia</a>: a Milano si è votato di più in zona 3 e di meno in zona 1, mentre a livello regionale l’affluenza è più alta della media nelle zone montane delle province di Bergamo e Brescia. Sono zone dove dovrebbe essere premiato il centrosinistra, ma il divario che separa i principali contendenti Fontana e Majorino sembra essere difficile da colmare per quest’ultimo<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><i></i><br /><i>in copertina, elaborazione foto via Facebook / <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=778973070251438&amp;set=pb.100044162573155.-2207520000.&amp;type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Attilio Fontana</a></i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52715827</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2023 13:02:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52715827/trappist_196.mp3" length="63200279" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il dato più evidente disponibile dopo la prima delle due giornate elettorali in Lazio e Lombardia https://milano.repubblica.it/cronaca/2023/02/12/diretta/lombardia_elezioni_regionali_2023_affluenza-387476050/: in Lombardia alle 19 di ieri era al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il dato più evidente disponibile dopo la prima delle due giornate elettorali in Lazio e Lombardia <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2023/02/12/diretta/lombardia_elezioni_regionali_2023_affluenza-387476050/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è il calo drammatico dell’affluenza</a>: in Lombardia alle 19 di ieri era al 26,93%, in Lazio addirittura il 24,19%. Si potrà votare anche domani fino alle 15, ma i dati sono comunque preoccupanti e segno di una crescente disaffezione dei cittadini alla politica — e mentre una volta l’affluenza bassa “premiava” il centrosinistra, <a href="https://www.glistatigenerali.com/partiti-politici/sempre-meno-votanti-ma-vince-sempre-la-destra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le cose non sono più così scontate</a> da diverso tempo ormai. Qualche dato in più <a href="https://twitter.com/you_trend/status/1624852135715262466" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sull’affluenza in Lombardia</a>: a Milano si è votato di più in zona 3 e di meno in zona 1, mentre a livello regionale l’affluenza è più alta della media nelle zone montane delle province di Bergamo e Brescia. Sono zone dove dovrebbe essere premiato il centrosinistra, ma il divario che separa i principali contendenti Fontana e Majorino sembra essere difficile da colmare per quest’ultimo<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><i></i><br /><i>in copertina, elaborazione foto via Facebook / <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=778973070251438&amp;set=pb.100044162573155.-2207520000.&amp;type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Attilio Fontana</a></i>]]></itunes:summary><itunes:duration>2631</itunes:duration><itunes:keywords>destra,elezioni,estrema-destra,media,sanremo,tv</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9cb95473043f7f6cce0311d1e7bcd010.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>195: I giochi pericolosi del governo sul 41-bis</title><link>https://www.spreaker.com/episode/195-i-giochi-pericolosi-del-governo-sul-41-bis--52649892</link><description><![CDATA[Mandando avanti a scottarsi due uomini fidati, Meloni ha provato a spostare l’attenzione dalla salute di Cospito alla presunta minaccia allo stato, e ad attaccare l’opposizione<br /><br />Sabato la presidente del Consiglio è intervenuta sul caso Delmastro–Donzelli con <a href="https://www.corriere.it/politica/23_febbraio_04/meloni-cospito-lettera-ac56d0dc-a484-11ed-a9a2-20247d5f06f9.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una lettera al </a><a href="https://www.corriere.it/politica/23_febbraio_04/meloni-cospito-lettera-ac56d0dc-a484-11ed-a9a2-20247d5f06f9.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corriere della Sera</a> in cui ha blindato sia Delmastro che Donzelli, di cui da giorni in molti chiedono le dimissioni, perché “non ritengo vi siano in alcun modo i presupposti,” citando la <a href="https://www.gnewsonline.it/cospito-nordio-nessuna-intercettazione-citati-atti-non-segreti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">famigerata news</a> del ministero della Giustizia, in cui si sostiene che la scritta “limitata divulgazione” apposta sul documento fosse frutto di “mera prassi amministrativa.” Meloni conclude paventando di nuovo che il “clima si sta pericolosamente e velocemente surriscaldando,” questa volta citando i pericolosissimi “manifesti comparsi il giorno precedente all’università La Sapienza di Roma,” che in qualche modo giustificano il dover assegnare “la scorta all’on. Donzelli e ai Sottosegretari Delmastro e Ostellari.”<br /><br />Qualche ora dopo Meloni <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/04/cospito-meloni-blinda-delmastro-e-donzelli-nessun-presupposto-per-dimettersi-accuse-a-pd-eccessive-ma-indignazione-e-singolare/6989938/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è tornata sull’argomento in privato</a>, nella chat dei gruppi parlamentari, attaccando direttamente, tra le altre cose, il quotidiano Domani: “Sono sinceramente preoccupata dal clima che si sta creando attorno a questa vicenda e dalla minimizzazione che vedo da parte di molti” (…) “Le auto incendiate, i manifesti che additano presunti ‘assassini’ di Cospito all’università, le minacce di morte, gente messa sotto scorta, e dall’altra parte chi finge di non vedere e anzi giustifica (leggevo un lunare articolo nel quale si sostiene che inventiamo pericoli finti per poi imporre scelte di limitazione delle libertà ) o soffia direttamente sul fuoco (vedi alcuni titoli de ‘il Domani’)” (…) “Tutti i contorni di questa vicenda sono abbastanza inquietanti, compresa la tempistica che quasi sovrappone la nascita del governo all’inizio dello sciopero della fame da parte di Cospito – ha aggiunto la premier – È possibile che io stia esagerando e spero sia così, ma comunque vada serve che tutti siano concentrati e seri. Dalle risposte al mio appello credo che l’opposizione preferisca continuare ad alimentare la polemica. Vedremo, ma comunque vada vi invito a non partecipare.”<br /><br />Nel frattempo, <a href="https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/02/04/diretta/cospito_anarchici_roma_manifestazione-386472909/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ci sono stati di nuovo scontri tra manifestanti e polizia a Roma</a>, dove la protesta per la revoca del 41–bis a Cospito ha cambiato percorso, diventando formalmente con itinerario non autorizzato. Le forze dell’ordine hanno ferito 2 manifestanti a manganellate, e 3 sono stati arrestati. Tra i manifesti e gli striscioni presenti in manifestazione se ne segnala uno che diceva “il carcere uccide.” Durante la manifestazione gli organizzatori hanno definito il 41–bis un “regime di tortura.” A Milano è stata organizzata una protesta <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/04/cospito-anarchici-in-piazzain-diverse-citta-scontri-a-roma-fermati-tre-manifestanti_1f1d1f90-b162-47a6-be46-22faa06ed2c2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">davanti al carcere di Opera</a>, da cui ha preso vita un piccolo corteo — tra gli slogan: “Galere e Cpr non non ne vogliamo più, colpo su colpo le tireremo giù.”<br /><br />Il giorno prima, <a href="https://www.ilbiellese.it/attualita/delmastro-sotto-scorta-lintervista-a-il-biellese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un’intervista al *Biellese</a>,* Andrea Delmastro ha dichiarato che “la sinistra dovrà fornire all’opinione qualche spiegazione su quell’inchino ai mafiosi;” un’affermazione che avrebbe fatto “vacillare” anche Giorgia Meloni, che secondo <a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/02/03/news/giorgia_meloni_unita_governo_centrodestra-386394990/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un retroscena</a> di Repubblica si sarebbe esposta tantissimo, nel governo e nella maggioranza per proteggere Delmastro e Donzelli — arrivando a urlare, in riunione con Nordio e il suo staff, “i miei uomini non si toccano.” La reazione del Pd agli ulteriori attacchi è stata comprensibilmente dura. Il senatore milanese Misiani <a href="https://twitter.com/antoniomisiani/status/1621486887838818304" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha commentato</a>: “C’è una sola espressione possibile per definire l’attacco a testa bassa contro l’opposizione di Donzelli, Delmastro e dei loro camerati di Fratelli d’Italia: squadrismo fascista. È c’è una sola cosa che possono fare: dimettersi. Subito.” Il partito <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/03/cospito-pd-querele-e-denunce-contro-delmastro-donzelli_b1453e0a-26a7-421a-8c78-cf8de0ffbfa5.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha annunciato</a> che i democratici coinvolti nelle dichiarazioni di Delmastro e Donzelli “presenteranno querele e richiesta di risarcimento danni.”<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><br /><i>in copertina, elaborazione <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CC BY-NC-SA 3.0 IT </a><a href="https://www.governo.it/it/media/il-presidente-meloni-berlino/21698" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidenza del Consiglio dei ministri</a></i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52649892</guid><pubDate>Mon, 06 Feb 2023 14:49:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52649892/trappist_195.mp3" length="48795061" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Mandando avanti a scottarsi due uomini fidati, Meloni ha provato a spostare l’attenzione dalla salute di Cospito alla presunta minaccia allo stato, e ad attaccare l’opposizione

Sabato la presidente del Consiglio è intervenuta sul caso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mandando avanti a scottarsi due uomini fidati, Meloni ha provato a spostare l’attenzione dalla salute di Cospito alla presunta minaccia allo stato, e ad attaccare l’opposizione<br /><br />Sabato la presidente del Consiglio è intervenuta sul caso Delmastro–Donzelli con <a href="https://www.corriere.it/politica/23_febbraio_04/meloni-cospito-lettera-ac56d0dc-a484-11ed-a9a2-20247d5f06f9.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una lettera al </a><a href="https://www.corriere.it/politica/23_febbraio_04/meloni-cospito-lettera-ac56d0dc-a484-11ed-a9a2-20247d5f06f9.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corriere della Sera</a> in cui ha blindato sia Delmastro che Donzelli, di cui da giorni in molti chiedono le dimissioni, perché “non ritengo vi siano in alcun modo i presupposti,” citando la <a href="https://www.gnewsonline.it/cospito-nordio-nessuna-intercettazione-citati-atti-non-segreti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">famigerata news</a> del ministero della Giustizia, in cui si sostiene che la scritta “limitata divulgazione” apposta sul documento fosse frutto di “mera prassi amministrativa.” Meloni conclude paventando di nuovo che il “clima si sta pericolosamente e velocemente surriscaldando,” questa volta citando i pericolosissimi “manifesti comparsi il giorno precedente all’università La Sapienza di Roma,” che in qualche modo giustificano il dover assegnare “la scorta all’on. Donzelli e ai Sottosegretari Delmastro e Ostellari.”<br /><br />Qualche ora dopo Meloni <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/04/cospito-meloni-blinda-delmastro-e-donzelli-nessun-presupposto-per-dimettersi-accuse-a-pd-eccessive-ma-indignazione-e-singolare/6989938/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è tornata sull’argomento in privato</a>, nella chat dei gruppi parlamentari, attaccando direttamente, tra le altre cose, il quotidiano Domani: “Sono sinceramente preoccupata dal clima che si sta creando attorno a questa vicenda e dalla minimizzazione che vedo da parte di molti” (…) “Le auto incendiate, i manifesti che additano presunti ‘assassini’ di Cospito all’università, le minacce di morte, gente messa sotto scorta, e dall’altra parte chi finge di non vedere e anzi giustifica (leggevo un lunare articolo nel quale si sostiene che inventiamo pericoli finti per poi imporre scelte di limitazione delle libertà ) o soffia direttamente sul fuoco (vedi alcuni titoli de ‘il Domani’)” (…) “Tutti i contorni di questa vicenda sono abbastanza inquietanti, compresa la tempistica che quasi sovrappone la nascita del governo all’inizio dello sciopero della fame da parte di Cospito – ha aggiunto la premier – È possibile che io stia esagerando e spero sia così, ma comunque vada serve che tutti siano concentrati e seri. Dalle risposte al mio appello credo che l’opposizione preferisca continuare ad alimentare la polemica. Vedremo, ma comunque vada vi invito a non partecipare.”<br /><br />Nel frattempo, <a href="https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/02/04/diretta/cospito_anarchici_roma_manifestazione-386472909/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ci sono stati di nuovo scontri tra manifestanti e polizia a Roma</a>, dove la protesta per la revoca del 41–bis a Cospito ha cambiato percorso, diventando formalmente con itinerario non autorizzato. Le forze dell’ordine hanno ferito 2 manifestanti a manganellate, e 3 sono stati arrestati. Tra i manifesti e gli striscioni presenti in manifestazione se ne segnala uno che diceva “il carcere uccide.” Durante la manifestazione gli organizzatori hanno definito il 41–bis un “regime di tortura.” A Milano è stata organizzata una protesta <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/02/04/cospito-anarchici-in-piazzain-diverse-citta-scontri-a-roma-fermati-tre-manifestanti_1f1d1f90-b162-47a6-be46-22faa06ed2c2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">davanti al carcere di Opera</a>, da cui ha preso vita un piccolo corteo — tra gli slogan: “Galere e Cpr non non ne vogliamo...]]></itunes:summary><itunes:duration>3050</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f38efc67c0ed1bd79d838c4c982d12b0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>194: Sulla pelle di Alfredo Cospito</title><link>https://www.spreaker.com/episode/194-sulla-pelle-di-alfredo-cospito--52574924</link><description><![CDATA[<b>Le condizioni fisiche di Alfredo Cospito sono ormai completamente deteriorate. Il suo è un caso eccezionale, ma lo stato deve decidere qual è il ruolo del carcere nella società italiana: perché la nostra giustizia è così rigida contro movimenti e antagonisti?</b><br /><br /><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/29/palazzo-chigi-dopo-agli-attentati-anarchici-per-cospito-lo-stato-non-tratta-con-chi-minaccia/6954029/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il governo è uscito allo scoperto prendendo una posizione piuttosto dura</a> sul caso di Alfredo Cospito, usando come pretesto le “violenze” degli anarchici e dichiarando <a href="https://www.governo.it/it/articolo/nota-di-palazzo-chigi/21623" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in una breve nota</a> che “azioni del genere non intimidiranno le istituzioni. Tantomeno se l’obiettivo è quello di far allentare il regime detentivo. Lo Stato non scende a patti con chi minaccia.” Il ministro dell’Interno Piantedosi ha detto che “non ci facciamo condizionare.” L’udienza che dovrà decidere il destino di Cospito per ora <a href="https://www.lastampa.it/torino/2023/01/27/news/cospito_anticipata_udienza_cassazione-12608325/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stata anticipata al 7 marzo</a>, un mese e mezzo prima di quanto previsto ma comunque troppo lontana per le condizioni fisiche del detenuto, che dopo uno sciopero della fame di più di 100 giorni sono ormai pesantemente deteriorate.<br /><br />Nel corso del fine settimana è significativamente aumentata la tensione attorno al caso Cospito. A Roma una manifestazione in suo sostegno <a href="https://www.romatoday.it/cronaca/anarchici-trastevere-sabato-28-gennaio-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è degenerata in scontri tra i manifestanti e la polizia</a>. Intorno alle 20:00 di venerdì sera, i manifestanti hanno iniziato a muoversi in corteo — era previsto solo un presidio — e si è arrivati a tafferugli, con i militanti che hanno danneggiato alcune proprietà. Ieri è stato reso noto che 41 militanti anarchici sono stati identificati e denunciati. Commentando la notizia, il ministero dell’Interno Piantedosi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/01/29/piantedosi-stato-non-si-lascia-intimidire-da-anarchici_2ac524fa-6d14-4a26-9057-813ae441cbf8.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato</a> che “lo Stato non si lascerà mai intimidire e condizionare da queste azioni del tutto inaccettabili, nella convinzione che nessuna rivendicazione o proposta possa essere presa in considerazione se viene portata avanti col ricorso a questi metodi, ancor più se rivolti contro le forze dell'ordine.” Il ministro ha preannunciato anche che ci sarà “una disamina” degli eventi di questi giorni, “in un incontro con i vertici e gli esperti degli apparati di sicurezza.” Gli scontri a Roma non sono stati infatti l’unica iniziativa in difesa di Cospito: sulle colline di Torino <a href="https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2023/01/incendiato-un-ripetitore-in-collina-9f1e8d1b-b5bc-4f94-b264-cfa37adf4264.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono stati incendiati alcuni cavi di un traliccio</a> utilizzato come ripetitore anche per i segnali di servizio della polizia stradale. Sul muretto a fianco alla scritta era stato scritto con una bomboletta spray: “Fuori Cospito dal 41 bis.”<br /><br />I fatti che hanno motivato la reazione del governo arrivano però dall’estero: come segnalato da <a href="https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2023/01/nota-farnesina-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una nota della Farnesina</a> nei giorni scorsi è stato infranto un vetro nel palazzo del Consolato Generale a Barcellona ed è stata incendiata un’auto con targa diplomatica di un “funzionario diplomatico in servizio all’Ambasciata d’Italia,” Luigi Estero, di Berlino. In entrambi i casi non risultano feriti. El Periódico de Catalunya <a href="https://www.elperiodico.com/es/internacional/20230128/vandalizado-consulado-italiano-barcelona-meloni-82125449" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riporta</a> che l’attacco sarebbe opera di “cinque uomini incappucciati.” Sul muro a fianco all’ingresso del Consolato sono state lasciate tre scritte: “Amnistia totale,” “Stato italiano assassino,” “Libertà per Cospito.” L’attacco a Berlino <a href="https://www.politico.eu/article/arsonists-destroy-italian-diplomats-car-in-athens/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricalca esplicitamente quello che aveva colpito l’automobile di Susanna Schlein</a>, la diplomatica italiana ad Atene, sorella della candidata alla segreteria del Partito democratico. L’8 gennaio <a href="https://www.torinotoday.it/cronaca/busta-proiettile-francesco-saluzzo-dicembre-2022.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">era stata inviata invece una busta con un proiettile al procuratore Francesco Saluzzo</a>, che aveva chiesto la pena dell’ergastolo per Cospito.<br /><br />Flavio Rossi Albertini, l’avvocato difensore di Cospito, cerca di riportare il discorso sul suo cliente — <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/29/palazzo-chigi-dopo-agli-attentati-anarchici-per-cospito-lo-stato-non-tratta-con-chi-minaccia/6954029/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">descrivendo la posizione della linea dura dello stato come “singolare”</a>: “L’esecutivo sembra fermo a marzo del 1978, qui non si discute se cedere alle pressioni ma se ricorrono le condizioni per sottoporre e mantenere Alfredo Cospito al 41 bis. Non è una questione di muscoli ma di diritto, di interpretazione estensiva di una norma eccezionale. Il 41 bis dovrebbe essere applicato nei casi tassativi previsti dalla legge, è una norma di stretta interpretazione. Per Cospito è stato ampliato, dilatato il perimetro applicativo e dopo 102 giorni di sciopero della fame è ancora in attesa della decisione del Ministro.”<br /><br />Nei giorni scorsi il Garante Nazionale per le persone private della Libertà, Mauro Palma, <a href="https://www.radiondadurto.org/2023/01/27/cospito-e-41-bis-il-garante-palma-chiede-limmediamento-trasferimento-sanitario-fine-settimana-di-presidi-solidali-in-mezza-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva chiesto l’urgente trasferimento di Alfredo Cospito</a>, che deve essere portato in una “struttura in grado di garantire immediato intervento sanitario.” Palma sottolinea che il carcere di Sassari dove attualmente si trova Cospito “non è dotato di un centro clinico interno e nel territorio limitrofo non vi sono strutture sanitarie in grado di assicurare eventuali interventi urgenti con la dovuta sicurezza.” <a href="https://www.adnkronos.com/alfredo-cospito-udienza-cassazione-anticipata-al-7-marzo_64kPJ5JU7ZPTF3dn3ncGwC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">È stata anticipata, nel frattempo, l’udienza in Cassazione</a> sul ricorso presentato dalla difesa, che ora si terrà il 7 marzo, invece del 20 aprile. Cospito è in sciopero della fame da 101 giorni, un periodo lunghissimo, che ha conseguenze gravi sulla salute — il Post ha pubblicato un approfondimento per spiegare <a href="https://www.ilpost.it/2023/01/27/sciopero-fame-cospito/?homepagePosition=2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quali sono le conseguenze di uno sciopero della fame così lungo</a> sul corpo di una persona.<br /><br /><a href="https://www.radiondadurto.org/2023/01/26/caso-cospito-la-dottoressa-milia-da-un-momento-allaltro-puo-essere-in-pericolo-di-vita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alfredo Cospito “da un momento all’altro può essere in pericolo di vita.”</a> Lo ha testimoniato la sua dottoressa di fiducia Angelica Milia, che nei giorni scorsi <a href="https://www.radiondadurto.org/2023/01/23/caso-cospito-vietato-parlare-con-radio-onda-durto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">era stata diffidata</a> dal parlare delle condizioni sanitarie di Cospito. In sciopero della fame da 100 giorni, Cospito è a rischio di edema cerebrale, e la sua situazione è peggiorata drasticamente perché è scivolato nella doccia, cadendo e rompendosi il setto nasale. Avendo perso molto sangue, “si sono ridotte le piastrine e i globuli bianchi, con conseguente calo delle difese immunitarie.”<br /><br /><i>Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: </i><a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>abbonati a Hello, World!</i></a><i> La prima settimana è gratis</i><br /><i></i><br /><i>in copertina: elaborazione grab Agtw / AGTW - CorriereTv</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52574924</guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2023 16:19:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52574924/trappist_194.mp3" length="40838790" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Le condizioni fisiche di Alfredo Cospito sono ormai completamente deteriorate. Il suo è un caso eccezionale, ma lo stato deve decidere qual è il ruolo del carcere nella società italiana: perché la nostra giustizia è così rigida contro movimenti e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Le condizioni fisiche di Alfredo Cospito sono ormai completamente deteriorate. Il suo è un caso eccezionale, ma lo stato deve decidere qual è il ruolo del carcere nella società italiana: perché la nostra giustizia è così rigida contro movimenti e antagonisti?</b><br /><br /><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/29/palazzo-chigi-dopo-agli-attentati-anarchici-per-cospito-lo-stato-non-tratta-con-chi-minaccia/6954029/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il governo è uscito allo scoperto prendendo una posizione piuttosto dura</a> sul caso di Alfredo Cospito, usando come pretesto le “violenze” degli anarchici e dichiarando <a href="https://www.governo.it/it/articolo/nota-di-palazzo-chigi/21623" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in una breve nota</a> che “azioni del genere non intimidiranno le istituzioni. Tantomeno se l’obiettivo è quello di far allentare il regime detentivo. Lo Stato non scende a patti con chi minaccia.” Il ministro dell’Interno Piantedosi ha detto che “non ci facciamo condizionare.” L’udienza che dovrà decidere il destino di Cospito per ora <a href="https://www.lastampa.it/torino/2023/01/27/news/cospito_anticipata_udienza_cassazione-12608325/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stata anticipata al 7 marzo</a>, un mese e mezzo prima di quanto previsto ma comunque troppo lontana per le condizioni fisiche del detenuto, che dopo uno sciopero della fame di più di 100 giorni sono ormai pesantemente deteriorate.<br /><br />Nel corso del fine settimana è significativamente aumentata la tensione attorno al caso Cospito. A Roma una manifestazione in suo sostegno <a href="https://www.romatoday.it/cronaca/anarchici-trastevere-sabato-28-gennaio-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è degenerata in scontri tra i manifestanti e la polizia</a>. Intorno alle 20:00 di venerdì sera, i manifestanti hanno iniziato a muoversi in corteo — era previsto solo un presidio — e si è arrivati a tafferugli, con i militanti che hanno danneggiato alcune proprietà. Ieri è stato reso noto che 41 militanti anarchici sono stati identificati e denunciati. Commentando la notizia, il ministero dell’Interno Piantedosi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/01/29/piantedosi-stato-non-si-lascia-intimidire-da-anarchici_2ac524fa-6d14-4a26-9057-813ae441cbf8.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato</a> che “lo Stato non si lascerà mai intimidire e condizionare da queste azioni del tutto inaccettabili, nella convinzione che nessuna rivendicazione o proposta possa essere presa in considerazione se viene portata avanti col ricorso a questi metodi, ancor più se rivolti contro le forze dell'ordine.” Il ministro ha preannunciato anche che ci sarà “una disamina” degli eventi di questi giorni, “in un incontro con i vertici e gli esperti degli apparati di sicurezza.” Gli scontri a Roma non sono stati infatti l’unica iniziativa in difesa di Cospito: sulle colline di Torino <a href="https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2023/01/incendiato-un-ripetitore-in-collina-9f1e8d1b-b5bc-4f94-b264-cfa37adf4264.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono stati incendiati alcuni cavi di un traliccio</a> utilizzato come ripetitore anche per i segnali di servizio della polizia stradale. Sul muretto a fianco alla scritta era stato scritto con una bomboletta spray: “Fuori Cospito dal 41 bis.”<br /><br />I fatti che hanno motivato la reazione del governo arrivano però dall’estero: come segnalato da <a href="https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2023/01/nota-farnesina-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una nota della Farnesina</a> nei giorni scorsi è stato infranto un vetro nel palazzo del Consolato Generale a Barcellona ed è stata incendiata un’auto con targa diplomatica di un “funzionario diplomatico in servizio all’Ambasciata d’Italia,” Luigi Estero, di Berlino. In entrambi i casi non risultano feriti. El Periódico de Catalunya <a...]]></itunes:summary><itunes:duration>2553</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/90a1be4cfe4d5443242481d252f17e6b.jpg"/><itunes:episode>194</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>193: L’armadio perduto delle stragi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/193-l-armadio-perduto-delle-stragi--52502909</link><description><![CDATA[<i>Sta passando largamente inosservata la notizia che all’Archivio centrale dello Stato mancano tutti i documenti prodotti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal 1968 al 1980 — per coincidenza, lo stato non ha un solo foglio su stazioni, aerei, ferrovie, ponti degli anni delle Stragi</i><br /><br />Nell’archivio del ministero dei Trasporti non ci sono documenti che riguardano gli anni “delle Stragi” — dal 1968 al 1980 — e mancano addirittura tutte le documentazioni del ministero e del rispettivo gabinetto. La rivelazione arriva dalla relazione annuale del Comitato consultivo sulle attività di versamento all’Archivio Centrale dello Stato della documentazione relativa alla direttiva Renzi/Draghi. La conferma è arrivata dalla sottosegretaria del ministero Fausta Bergamotto (FdI) che ha ammesso quanto aveva anticipato già la presidente dell’Associazione familiari vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti. Bergamotto ha risposto, facendo le veci di Salvini, all’interrogazione di Luigi Marattin, che ha presentato un’interpellanza analoga a quella della settimana scorsa di Federico Fornaro. Tra i documenti riversati nell’Archivio centrale dello Stato, in realtà, mancano completamente tutti i documenti relativi al periodo 1968–1989 del Mit, nonché tutta la documentazione del ministro e del capo di Gabinetto. Bonfietti sottolinea che la mancanza di documenti “è contro la legge,” legge che però è “purtroppo totalmente disattesa non contemplando alcun tipo di sanzione.”<br /><br />Tra gli altri argomenti della puntata:<br /><ul><li>I dati della disuguaglianza in Italia, presentati da Oxfam in occasione del Forum economico mondiale;</li><li>L’emendamento al Milleproroghe per eliminare la scadenza delle concessioni balnerari;</li><li>Le miniere di Litio e Cobalto in Italia</li></ul><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine, <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a> 👉<br /><br /><i>in copertina: elaborazione foto <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CC BY-SA 3.0</a> <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Potere.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maristela Possamai</a></i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52502909</guid><pubDate>Sat, 21 Jan 2023 15:06:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52502909/trappist_193.mp3" length="63368299" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Sta passando largamente inosservata la notizia che all’Archivio centrale dello Stato mancano tutti i documenti prodotti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal 1968 al 1980 — per coincidenza, lo stato non ha un solo foglio su stazioni,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Sta passando largamente inosservata la notizia che all’Archivio centrale dello Stato mancano tutti i documenti prodotti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal 1968 al 1980 — per coincidenza, lo stato non ha un solo foglio su stazioni, aerei, ferrovie, ponti degli anni delle Stragi</i><br /><br />Nell’archivio del ministero dei Trasporti non ci sono documenti che riguardano gli anni “delle Stragi” — dal 1968 al 1980 — e mancano addirittura tutte le documentazioni del ministero e del rispettivo gabinetto. La rivelazione arriva dalla relazione annuale del Comitato consultivo sulle attività di versamento all’Archivio Centrale dello Stato della documentazione relativa alla direttiva Renzi/Draghi. La conferma è arrivata dalla sottosegretaria del ministero Fausta Bergamotto (FdI) che ha ammesso quanto aveva anticipato già la presidente dell’Associazione familiari vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti. Bergamotto ha risposto, facendo le veci di Salvini, all’interrogazione di Luigi Marattin, che ha presentato un’interpellanza analoga a quella della settimana scorsa di Federico Fornaro. Tra i documenti riversati nell’Archivio centrale dello Stato, in realtà, mancano completamente tutti i documenti relativi al periodo 1968–1989 del Mit, nonché tutta la documentazione del ministro e del capo di Gabinetto. Bonfietti sottolinea che la mancanza di documenti “è contro la legge,” legge che però è “purtroppo totalmente disattesa non contemplando alcun tipo di sanzione.”<br /><br />Tra gli altri argomenti della puntata:<br /><ul><li>I dati della disuguaglianza in Italia, presentati da Oxfam in occasione del Forum economico mondiale;</li><li>L’emendamento al Milleproroghe per eliminare la scadenza delle concessioni balnerari;</li><li>Le miniere di Litio e Cobalto in Italia</li></ul><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine, <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a> 👉<br /><br /><i>in copertina: elaborazione foto <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CC BY-SA 3.0</a> <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Potere.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maristela Possamai</a></i>]]></itunes:summary><itunes:duration>2638</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2f644c436b83680194a747180da591e7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>192: La crisi dei carburanti e gli orizzonti del governo Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/192-la-crisi-dei-carburanti-e-gli-orizzonti-del-governo-meloni--52440770</link><description><![CDATA[Il governo Meloni è tranquillo, coperto da una ampia maggioranza parlamentare. Ma nei primi mesi di governo ha deluso in modo seriale i propri elettori, e nei prossimi mesi le difficoltà da affrontare saranno ancora più complesse.<br /><br />Lo sciopero dei benzinai, annunciato perché il governo aveva cercato di scaricare la responsabilità dell’aumento dei carburanti sulla categoria, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/01/13/bonus-benzina-prorogato-oggi-lincontro-con-i-sindacati-_58df5cb4-a780-4ad7-882f-6ed996db6a75.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è “congelato”</a> — almeno fino al 17, quando ci sarà un nuovo incontro tra i rappresentanti delle associazioni e Palazzo Chigi. Mentre scriviamo non sono ancora stati formalizzati i cambiamenti al Dl benzina, che dovrebbe essere bollinato oggi, ma <a href="https://www.repubblica.it/economia/2023/01/13/news/sanzioni_piu_soft_tregua_con_i_benzinai_taglio_delle_accise_se_il_self_sale_a_2_euro-383446785/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dovrebbe contenere un meccanismo per ridurre le accise in caso il prezzo del self service superi i 2 euro, e un ammorbidimento delle sanzioni contro i benzinai</a> che non espongono il doppio prezzo, con le più rigide riservate solo per le “omissioni” e non per i “ritardi.” <br /><br />Aver fermato lo sciopero dei benzinai è una vittoria importante per il governo, che viene da una serie di “tradimenti” nei confronti di diversi bacini elettorali, e che era quindi preoccupato di una rottura con la filiera del trasporto. <a href="https://ilmanifesto.it/benzina-sciopero-congelato-in-attesa-del-decreto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ma aver temporaneamente calmato i benzinai non vuol dire aver risolto il problema dei carburanti</a>: ieri Fazzolari <a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/fazzolari-rispettiamo-programma-taglio-accise-solo-maggior-gettito-iva/AEF8hhWC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è tornato a sottolineare</a> che “si riducono le accise solo se c'è un aumento del prezzo del carburante e dunque un maggior gettito Iva da utilizzare.” L’idea, quindi, sembra essere quella di cercare di “resistere” e incassare l’extragettito, fino a quando non ci siano abbastanza risorse per abbassare le accise — come se i prezzi non fossero già oltre l’insostenibilità.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di <i>the Submarine:</i> <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a>, la prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52440770</guid><pubDate>Sat, 14 Jan 2023 14:04:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52440770/trappist_14_1_23.mp3" length="57809940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo Meloni è tranquillo, coperto da una ampia maggioranza parlamentare. Ma nei primi mesi di governo ha deluso in modo seriale i propri elettori, e nei prossimi mesi le difficoltà da affrontare saranno ancora più complesse.

Lo sciopero dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo Meloni è tranquillo, coperto da una ampia maggioranza parlamentare. Ma nei primi mesi di governo ha deluso in modo seriale i propri elettori, e nei prossimi mesi le difficoltà da affrontare saranno ancora più complesse.<br /><br />Lo sciopero dei benzinai, annunciato perché il governo aveva cercato di scaricare la responsabilità dell’aumento dei carburanti sulla categoria, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/01/13/bonus-benzina-prorogato-oggi-lincontro-con-i-sindacati-_58df5cb4-a780-4ad7-882f-6ed996db6a75.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è “congelato”</a> — almeno fino al 17, quando ci sarà un nuovo incontro tra i rappresentanti delle associazioni e Palazzo Chigi. Mentre scriviamo non sono ancora stati formalizzati i cambiamenti al Dl benzina, che dovrebbe essere bollinato oggi, ma <a href="https://www.repubblica.it/economia/2023/01/13/news/sanzioni_piu_soft_tregua_con_i_benzinai_taglio_delle_accise_se_il_self_sale_a_2_euro-383446785/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dovrebbe contenere un meccanismo per ridurre le accise in caso il prezzo del self service superi i 2 euro, e un ammorbidimento delle sanzioni contro i benzinai</a> che non espongono il doppio prezzo, con le più rigide riservate solo per le “omissioni” e non per i “ritardi.” <br /><br />Aver fermato lo sciopero dei benzinai è una vittoria importante per il governo, che viene da una serie di “tradimenti” nei confronti di diversi bacini elettorali, e che era quindi preoccupato di una rottura con la filiera del trasporto. <a href="https://ilmanifesto.it/benzina-sciopero-congelato-in-attesa-del-decreto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ma aver temporaneamente calmato i benzinai non vuol dire aver risolto il problema dei carburanti</a>: ieri Fazzolari <a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/fazzolari-rispettiamo-programma-taglio-accise-solo-maggior-gettito-iva/AEF8hhWC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è tornato a sottolineare</a> che “si riducono le accise solo se c'è un aumento del prezzo del carburante e dunque un maggior gettito Iva da utilizzare.” L’idea, quindi, sembra essere quella di cercare di “resistere” e incassare l’extragettito, fino a quando non ci siano abbastanza risorse per abbassare le accise — come se i prezzi non fossero già oltre l’insostenibilità.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di <i>the Submarine:</i> <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbonati</a>, la prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>2891</itunes:duration><itunes:explicit>true</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/36dd40690ed47532a2e6ad78cd1c0e9d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>191: Il governo Meloni ha un problema con l’istruzione e la ricerca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/191-il-governo-meloni-ha-un-problema-con-l-istruzione-e-la-ricerca--52010370</link><description><![CDATA[Con Rosa Fioravante, segretaria nazionale ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia<br /><br />Mentre il ministro Valditara tiene banco con le proprie opinioni sui lavori umilianti e il merito, Bernini condanna i dottorandi al precariato, abbandonando a un futuro non precisato il passaggio verso un contratto di ricerca<br /><br />Il ministro dell’Istruzione e del Merito è di nuovo al centro delle polemiche per un’affermazione fatta il 21 novembre durante un evento pubblico a Milano — lo stesso in cui ha proposto i lavori socialmente utili per gli alunni violenti. Non si è fermato lì: ha anche detto che l’umiliazione “è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità.” Di fronte alle critiche, il ministro ha fatto una mezza marcia indietro, dicendo di aver “usato un termine sicuramente inadeguato,” ma “confermo il messaggio.” <br /><br />Il ministro aveva fatto discutere fin da quanto il suo dicastero è stato annunciato da Meloni. La questione del “merito,” da sempre centrale al pensiero della destra italiana, con il quale si giustificano i sacrifici chiesti ai cittadini, fa il paio con l’idea della “libertà” della ricerca, con cui la ministra dell’Università Anna Maria Bernini sembra aver rimandato a data da destinarsi la piena attuazione della riforma del pre–ruolo universitario, che avrebbe garantito un contratto di ricerca ai dottorandi, andando a sostituire gli assegni di ricerca.<br /><br />Segui Adi <a href="https://www.instagram.com/adidottorato" rel="noopener">https://www.instagram.com/adidottorato</a> e Rosa <a href="https://www.instagram.com/rosa_fiorav/" rel="noopener">https://www.instagram.com/rosa_fiorav/</a><br /><br />Abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52010370</guid><pubDate>Fri, 25 Nov 2022 14:43:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52010370/trappist_191.mp3" length="47018989" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Con Rosa Fioravante, segretaria nazionale ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia&#13;
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Mentre il ministro Valditara tiene banco con le proprie opinioni sui lavori umilianti e il merito, Bernini condanna i dottorandi al precariato,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con Rosa Fioravante, segretaria nazionale ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia<br /><br />Mentre il ministro Valditara tiene banco con le proprie opinioni sui lavori umilianti e il merito, Bernini condanna i dottorandi al precariato, abbandonando a un futuro non precisato il passaggio verso un contratto di ricerca<br /><br />Il ministro dell’Istruzione e del Merito è di nuovo al centro delle polemiche per un’affermazione fatta il 21 novembre durante un evento pubblico a Milano — lo stesso in cui ha proposto i lavori socialmente utili per gli alunni violenti. Non si è fermato lì: ha anche detto che l’umiliazione “è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità.” Di fronte alle critiche, il ministro ha fatto una mezza marcia indietro, dicendo di aver “usato un termine sicuramente inadeguato,” ma “confermo il messaggio.” <br /><br />Il ministro aveva fatto discutere fin da quanto il suo dicastero è stato annunciato da Meloni. La questione del “merito,” da sempre centrale al pensiero della destra italiana, con il quale si giustificano i sacrifici chiesti ai cittadini, fa il paio con l’idea della “libertà” della ricerca, con cui la ministra dell’Università Anna Maria Bernini sembra aver rimandato a data da destinarsi la piena attuazione della riforma del pre–ruolo universitario, che avrebbe garantito un contratto di ricerca ai dottorandi, andando a sostituire gli assegni di ricerca.<br /><br />Segui Adi <a href="https://www.instagram.com/adidottorato" rel="noopener">https://www.instagram.com/adidottorato</a> e Rosa <a href="https://www.instagram.com/rosa_fiorav/" rel="noopener">https://www.instagram.com/rosa_fiorav/</a><br /><br />Abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1957</itunes:duration><itunes:keywords>istruzione,ricerca,università</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ef9a3d9a6b2069b6762a789b1f1befc6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>190: Il revisionismo Covid del governo Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/190-il-revisionismo-covid-del-governo-meloni--51724814</link><description><![CDATA[Il governo Meloni ha come priorità abbattere tutte le ultime norme, restrizioni ed eredità giuridiche riguardanti la lotta alla pandemia: ieri il nuovo ministro alla Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato che il bollettino sull’andamento della pandemia in Italia diventerà settimanale e non più quotidiano. Non è chiaro se ciò significherà la fine della diffusione e della disponibilità di dati per il pubblico o semplicemente il ministero smetterà di aggregarli — ma probabilmente lo si capirà già oggi.<br /><br />Ci sono però anche misure più sostanziali: il governo sta infatti lavorando a un provvedimento che disponga il rientro in servizio del personale sanitario sospeso per inadempienza all’obbligo vaccinale. Il ministro ha dichiarato che ritiene “opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità” incassando anche il sostegno del presidente della Federazione degli ordini dei medici, che ha sorprendentemente definito la decisione “di buon senso e saggezza.” Dovrebbero anche avere termine le sanzioni per gli over 50 che non hanno effettuato nemmeno la prima dose di vaccino.<br /><br />Ma quanto era atteso questo provvedimento? In realtà il fenomeno no-vax in Italia è stato piuttosto contenuto rispetto a molti altri paesi europei: ad oggi l’85,8% della popolazione ha iniziato il ciclo vaccinale, l’84% ha avuto una dose di richiamo e il 68% due — la quarta dose invece è stata effettuata solo dal 7% della popolazione, anche a causa di una campagna sottotono gestita dal precedente governo. È interessante notare però che la fascia di popolazione meno vaccinata, quella tra i 40 e i 49 anni, che ha una copertura con prima dose solo dell’89,6%, è anche una di quelle che ha votato più volentieri Fratelli d’Italia alle urne.<br /><br />Il provvedimento più forte di tutti però sarà la probabile abrogazione totale dell’obbligo delle mascherine, anche negli ospedali. L’obbligo di indossarla sul posto di lavoro scade il 31 ottobre e, se il governo deciderà di non prorogarlo, semplicemente non si rinnoverà automaticamente. La Fiaso, federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, ha però messo le mani avanti, chiedendo che in questo caso “le direzioni sanitarie valutino l'obbligo mascherine per operatori sanitari sulla base dei rischi, reparto per reparto, a tutela dei fragili.”<br /><br />Nel frattempo sembra proprio che la commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria si farà: due proposte sono state già depositate da Lega e FdI, mentre l’autoproclamato Terzo polo e il Pd si sono detti favorevoli — anche se Francesco Boccia, del Pd, ha chiesto che “allora si parli di tutto, anche delle responsabilità delle Regioni del Nord.” Il governo per il momento sembra comunque essere fortunato: secondo il consueto — per ora? — report settimanale dell’Iss, l’incidenza e i ricoveri sono in calo in tutto il paese. L’occupazione delle terapie intensive è intorno al 2,2%, mentre quella delle aree mediche è al 10,8% — numeri che comunque parlano di una pandemia, sebbene meno grave di due anni fa, ben lontana dall’essere conclusa.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis -> <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51724814</guid><pubDate>Sat, 29 Oct 2022 14:13:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51724814/trappist_puntata_190.mp3" length="51033233" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo Meloni ha come priorità abbattere tutte le ultime norme, restrizioni ed eredità giuridiche riguardanti la lotta alla pandemia: ieri il nuovo ministro alla Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato che il bollettino sull’andamento della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo Meloni ha come priorità abbattere tutte le ultime norme, restrizioni ed eredità giuridiche riguardanti la lotta alla pandemia: ieri il nuovo ministro alla Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato che il bollettino sull’andamento della pandemia in Italia diventerà settimanale e non più quotidiano. Non è chiaro se ciò significherà la fine della diffusione e della disponibilità di dati per il pubblico o semplicemente il ministero smetterà di aggregarli — ma probabilmente lo si capirà già oggi.<br /><br />Ci sono però anche misure più sostanziali: il governo sta infatti lavorando a un provvedimento che disponga il rientro in servizio del personale sanitario sospeso per inadempienza all’obbligo vaccinale. Il ministro ha dichiarato che ritiene “opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità” incassando anche il sostegno del presidente della Federazione degli ordini dei medici, che ha sorprendentemente definito la decisione “di buon senso e saggezza.” Dovrebbero anche avere termine le sanzioni per gli over 50 che non hanno effettuato nemmeno la prima dose di vaccino.<br /><br />Ma quanto era atteso questo provvedimento? In realtà il fenomeno no-vax in Italia è stato piuttosto contenuto rispetto a molti altri paesi europei: ad oggi l’85,8% della popolazione ha iniziato il ciclo vaccinale, l’84% ha avuto una dose di richiamo e il 68% due — la quarta dose invece è stata effettuata solo dal 7% della popolazione, anche a causa di una campagna sottotono gestita dal precedente governo. È interessante notare però che la fascia di popolazione meno vaccinata, quella tra i 40 e i 49 anni, che ha una copertura con prima dose solo dell’89,6%, è anche una di quelle che ha votato più volentieri Fratelli d’Italia alle urne.<br /><br />Il provvedimento più forte di tutti però sarà la probabile abrogazione totale dell’obbligo delle mascherine, anche negli ospedali. L’obbligo di indossarla sul posto di lavoro scade il 31 ottobre e, se il governo deciderà di non prorogarlo, semplicemente non si rinnoverà automaticamente. La Fiaso, federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, ha però messo le mani avanti, chiedendo che in questo caso “le direzioni sanitarie valutino l'obbligo mascherine per operatori sanitari sulla base dei rischi, reparto per reparto, a tutela dei fragili.”<br /><br />Nel frattempo sembra proprio che la commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria si farà: due proposte sono state già depositate da Lega e FdI, mentre l’autoproclamato Terzo polo e il Pd si sono detti favorevoli — anche se Francesco Boccia, del Pd, ha chiesto che “allora si parli di tutto, anche delle responsabilità delle Regioni del Nord.” Il governo per il momento sembra comunque essere fortunato: secondo il consueto — per ora? — report settimanale dell’Iss, l’incidenza e i ricoveri sono in calo in tutto il paese. L’occupazione delle terapie intensive è intorno al 2,2%, mentre quella delle aree mediche è al 10,8% — numeri che comunque parlano di una pandemia, sebbene meno grave di due anni fa, ben lontana dall’essere conclusa.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis -> <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3190</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c06f0ef578ad8c5bb604e4a9cac5b304.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>189: La galleria degli orrori del governo Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/189-la-galleria-degli-orrori-del-governo-meloni--51653064</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni e i suoi ministri hanno giurato, mettendo fine all’allucinazione che questo sarebbe stato un governo moderato. Al contrario, tra i ministri ci sono molti nomi impresentabili e figure dell’estrema destra.<br /><br />L’elenco è problematico persino nel nome assegnato ad alcuni dicasteri: come quello per l’Agricoltura e la sovranità alimentare, che sembra un richiamo all’autarchia; o quello dell’Istruzione, che diventa dell’Istruzione e del Merito; o quello della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità. È rientrato dalla finestra anche il famoso ministero del Made in Italy, che sostituirà quello dello Sviluppo Economico — ribattezzato, appunto, ministero delle Imprese e del Made in Italy. Durante la lettura della lista, Meloni ha invertito Zangrillo e Pichetto Fratin, che saranno rispettivamente ministro della Pubblica amministrazione e dell’Ambiente. Una svista può capitare — ma nel frattempo entrambi avevano iniziato a parlare a nome dei rispettivi ministeri.<br /><br />Per il resto: Eugenia Roccella, la nuova ministra della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità, è stata portavoce del Family Day ed è famosa per le proprie posizioni anti-abortiste — lo scorso 25 agosto ha dichiarato in tv che “l’aborto non è un diritto” ed è contraria all’adozione per le coppie LGBTQI+. È anche autrice di libri come Eluana non deve morire e Contro il cristianesimo: Onu e Ue come nuova ideologia.<br /><br />Anche sul lato economico non va molto meglio: il ministero dell’Economia alla fine è stato assegnato al leghista-governista Giancarlo Giorgetti, probabilmente come mossa per blindare la Lega al governo a prescindere dai capricci di Salvini. Giorgetti, nonostante l’aura di affidabilità e le lodi del ministro uscente Franco, è un leghista molto “classico,” soprattutto nell’atteggiamento verso il sud: in passato è stato al centro di diverse polemiche in proposito — come quando nel 2018, commentando il Rdc, aveva detto che era una misura gradita “all’Italia che non ci piace” — e da ministro dello Sviluppo economico del governo Draghi ha destinato meno fondi del Pnrr al sud rispetto a quanto previsto e con più ritardo — del 40% che sarebbe dovuto andare al Mezzogiorno, a giugno il suo ministero era fermo al 25%.<br /><br />E la nuova ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone? È una strenua sostenitrice del lavoro “flessibile” contrapposto al posto fisso e al salario minimo. Vuole che i giovani abbiano la “capacità del rischio.” Nel suo libro del 2012 10 idee per il lavoro dei nostri figli, Calderone criticava “l’architettura legislativa votata all’assistenzialismo” e costruzioni bolsceviche come il servizio sanitario nazionale o le borse di studio, colpevoli di andare incontro ai più poveri e non ai più meritevoli.<br /><br />Sono preoccupanti anche altri nomi, solo in apparenza meno impresentabili: a partire da Calderoli ministro agli Affari Regionali e alle Autonomie, dove potrà portare avanti un’agenda autonomista e pseudo-federalista, oppure il già citato ministero delle Imprese e del Made in Italy che è stato affidato ad Adolfo Urso, presidente uscente del Copasir ed esponente di FdI proveniente da una lunga militanza nel Msi. Una delle figure più criticate è quella di Daniela Santanché, posta al dicastero del Turismo nonostante i suoi evidenti interessi nel settore, essendo co–proprietaria insieme a Briatore del Twiga, il famigerato stabilimento di lusso a Forte dei Marmi, che fattura all’anno 4 milioni di euro e paga una concessione d’affitto allo Stato di 17.619€. Comunque non vi vorremmo illudere, la maggior parte dei membri del governo sono senatori e non deputati — e questo potrebbe essere un punto debole per il futuro, data la maggioranza più risicata in Senato.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51653064</guid><pubDate>Sat, 22 Oct 2022 12:48:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51653064/trappist_189.mp3" length="59754624" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni e i suoi ministri hanno giurato, mettendo fine all’allucinazione che questo sarebbe stato un governo moderato. 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L’elenco è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giorgia Meloni e i suoi ministri hanno giurato, mettendo fine all’allucinazione che questo sarebbe stato un governo moderato. Al contrario, tra i ministri ci sono molti nomi impresentabili e figure dell’estrema destra.<br /><br />L’elenco è problematico persino nel nome assegnato ad alcuni dicasteri: come quello per l’Agricoltura e la sovranità alimentare, che sembra un richiamo all’autarchia; o quello dell’Istruzione, che diventa dell’Istruzione e del Merito; o quello della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità. È rientrato dalla finestra anche il famoso ministero del Made in Italy, che sostituirà quello dello Sviluppo Economico — ribattezzato, appunto, ministero delle Imprese e del Made in Italy. Durante la lettura della lista, Meloni ha invertito Zangrillo e Pichetto Fratin, che saranno rispettivamente ministro della Pubblica amministrazione e dell’Ambiente. Una svista può capitare — ma nel frattempo entrambi avevano iniziato a parlare a nome dei rispettivi ministeri.<br /><br />Per il resto: Eugenia Roccella, la nuova ministra della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità, è stata portavoce del Family Day ed è famosa per le proprie posizioni anti-abortiste — lo scorso 25 agosto ha dichiarato in tv che “l’aborto non è un diritto” ed è contraria all’adozione per le coppie LGBTQI+. È anche autrice di libri come Eluana non deve morire e Contro il cristianesimo: Onu e Ue come nuova ideologia.<br /><br />Anche sul lato economico non va molto meglio: il ministero dell’Economia alla fine è stato assegnato al leghista-governista Giancarlo Giorgetti, probabilmente come mossa per blindare la Lega al governo a prescindere dai capricci di Salvini. Giorgetti, nonostante l’aura di affidabilità e le lodi del ministro uscente Franco, è un leghista molto “classico,” soprattutto nell’atteggiamento verso il sud: in passato è stato al centro di diverse polemiche in proposito — come quando nel 2018, commentando il Rdc, aveva detto che era una misura gradita “all’Italia che non ci piace” — e da ministro dello Sviluppo economico del governo Draghi ha destinato meno fondi del Pnrr al sud rispetto a quanto previsto e con più ritardo — del 40% che sarebbe dovuto andare al Mezzogiorno, a giugno il suo ministero era fermo al 25%.<br /><br />E la nuova ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone? È una strenua sostenitrice del lavoro “flessibile” contrapposto al posto fisso e al salario minimo. Vuole che i giovani abbiano la “capacità del rischio.” Nel suo libro del 2012 10 idee per il lavoro dei nostri figli, Calderone criticava “l’architettura legislativa votata all’assistenzialismo” e costruzioni bolsceviche come il servizio sanitario nazionale o le borse di studio, colpevoli di andare incontro ai più poveri e non ai più meritevoli.<br /><br />Sono preoccupanti anche altri nomi, solo in apparenza meno impresentabili: a partire da Calderoli ministro agli Affari Regionali e alle Autonomie, dove potrà portare avanti un’agenda autonomista e pseudo-federalista, oppure il già citato ministero delle Imprese e del Made in Italy che è stato affidato ad Adolfo Urso, presidente uscente del Copasir ed esponente di FdI proveniente da una lunga militanza nel Msi. Una delle figure più criticate è quella di Daniela Santanché, posta al dicastero del Turismo nonostante i suoi evidenti interessi nel settore, essendo co–proprietaria insieme a Briatore del Twiga, il famigerato stabilimento di lusso a Forte dei Marmi, che fattura all’anno 4 milioni di euro e paga una concessione d’affitto allo Stato di 17.619€. Comunque non vi vorremmo illudere, la maggior parte dei membri del governo sono senatori e non deputati — e questo potrebbe essere un punto debole per il futuro, data la maggioranza più risicata in Senato.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/"...]]></itunes:summary><itunes:duration>2488</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b272c7a86f5bbec72ce7d539743336eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>188: La fine dell’illusione di un governo Meloni moderato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/188-la-fine-dell-illusione-di-un-governo-meloni-moderato--51574857</link><description><![CDATA[Dopo settimane di retroscena che raccontavano un governo Meloni sorprendentemente domato, quasi “draghiano,” la coalizione di destra ha messo alla presidenza del Senato un ex missino e alla Camera un omofobo anti–aborto<br /><br />Il primo colpo di scena di questa legislatura è arrivato con l’elezione di Ignazio La Russa a presidente del Senato “a insaputa” di Forza Italia: l’accordo nella maggioranza, che fino a ieri mattina sera sembrava definitivo — con il “passo indietro” di Calderoli — evidentemente non lo era ancora. Forza Italia ha deciso quindi di non partecipare alla prima votazione — con l’eccezione di Berlusconi e Casellati — ma La Russa è stato eletto lo stesso, con i voti di almeno 17 senatori delle opposizioni. Chi l’ha votato, e perché? I sospetti si sono indirizzati subito verso Renzi e Calenda, che respingono le accuse. Pagella Politica ha analizzato i video della votazione per capire quali senatori sono rimasti “troppo tempo” all’interno del catafalco per aver fatto scheda bianca: tra i nomi, oltre a vari terzopolisti, ci sono anche diversi esponenti del M5S e del Pd, tra cui Patuanelli, Camusso e Delrio.<br /><br />Ma perché Forza Italia non ha voluto sostenere La Russa? A quanto pare l’ostinazione di Berlusconi — che poco prima del voto ha avuto con La Russa uno scontro acceso, mandandolo platealmente affanculo — è da ricondurre alla trattativa per far avere un ministero alla sua fedelissima Licia Ronzulli. Dopo lo smacco della votazione, Berlusconi si è formalmente congratulato con il suo ex ministro della Difesa, e ha spiegato di aver voluto “dare un segnale” contro i veti. L’ex cavaliere ora medita vendetta, e pretende di ottenere almeno i ministeri della Giustizia e dello Sviluppo Economico.<br /><br />La seduta del Senato si era aperta con il discorso commosso di Liliana Segre, che ha ricordato il centenario della marcia su Roma, ha citato Matteotti come iniziatore ideale della Resistenza, ha criticato i recenti tentativi di modifica della Costituzione e ha esortato a non considerare “divisive” le feste del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Un discorso molto “politico,” certamente calibrato sulla composizione della maggioranza e sul nome di chi avrebbe preso il suo posto nel giro di un paio d’ore — uno che il 25 aprile ha sempre rivendicato di non festeggiarlo. Nel suo discorso di insediamento, La Russa ha detto di condividere le parole di Segre, e ha ricordato le violenze politiche degli anni Settanta — da lui vissute da protagonista — appianandole nella retorica di pacificazione nazionale, citando sia Sergio Ramelli, sia Fausto e Iaio: “Cercherò con tutte le mie forze di essere il presidente di tutti.”<br /><br />Alla Camera le cose si sono svolte in modo piú ordinato: le opposizioni si sono contate — anche se 3 parlamentari del Pd hanno votato Richetti, il nome dei renziani — mentre la coalizione di centrodestra ha eletto in modo piuttosto compatto Lorenzo Fontana, esponente leghista veronese ultra-cattolico, noto per le sue posizioni oltranziste sui diritti civili e sull’immigrazione. Per dare un’idea del personaggio si potrebbero citare tante sue dichiarazioni passate, ma scegliamo un consiglio bibliografico: La culla vuota, libro scritto nel 2018 per un editore assolutamente non neofascista, poco prima di diventare ministro della Famiglia nel governo giallo-verde, in cui Fontana spiega che “il destino degli italiani rischia di essere l’estinzione” per via della “precisa scelta di colmare il gap demografico con i flussi migratori.” La prefazione è di Matteo Salvini.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51574857</guid><pubDate>Fri, 14 Oct 2022 13:53:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51574857/trappist_puntata_188.mp3" length="40065148" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo settimane di retroscena che raccontavano un governo Meloni sorprendentemente domato, quasi “draghiano,” la coalizione di destra ha messo alla presidenza del Senato un ex missino e alla Camera un omofobo anti–aborto&#13;
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Il primo colpo di scena di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo settimane di retroscena che raccontavano un governo Meloni sorprendentemente domato, quasi “draghiano,” la coalizione di destra ha messo alla presidenza del Senato un ex missino e alla Camera un omofobo anti–aborto<br /><br />Il primo colpo di scena di questa legislatura è arrivato con l’elezione di Ignazio La Russa a presidente del Senato “a insaputa” di Forza Italia: l’accordo nella maggioranza, che fino a ieri mattina sera sembrava definitivo — con il “passo indietro” di Calderoli — evidentemente non lo era ancora. Forza Italia ha deciso quindi di non partecipare alla prima votazione — con l’eccezione di Berlusconi e Casellati — ma La Russa è stato eletto lo stesso, con i voti di almeno 17 senatori delle opposizioni. Chi l’ha votato, e perché? I sospetti si sono indirizzati subito verso Renzi e Calenda, che respingono le accuse. Pagella Politica ha analizzato i video della votazione per capire quali senatori sono rimasti “troppo tempo” all’interno del catafalco per aver fatto scheda bianca: tra i nomi, oltre a vari terzopolisti, ci sono anche diversi esponenti del M5S e del Pd, tra cui Patuanelli, Camusso e Delrio.<br /><br />Ma perché Forza Italia non ha voluto sostenere La Russa? A quanto pare l’ostinazione di Berlusconi — che poco prima del voto ha avuto con La Russa uno scontro acceso, mandandolo platealmente affanculo — è da ricondurre alla trattativa per far avere un ministero alla sua fedelissima Licia Ronzulli. Dopo lo smacco della votazione, Berlusconi si è formalmente congratulato con il suo ex ministro della Difesa, e ha spiegato di aver voluto “dare un segnale” contro i veti. L’ex cavaliere ora medita vendetta, e pretende di ottenere almeno i ministeri della Giustizia e dello Sviluppo Economico.<br /><br />La seduta del Senato si era aperta con il discorso commosso di Liliana Segre, che ha ricordato il centenario della marcia su Roma, ha citato Matteotti come iniziatore ideale della Resistenza, ha criticato i recenti tentativi di modifica della Costituzione e ha esortato a non considerare “divisive” le feste del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Un discorso molto “politico,” certamente calibrato sulla composizione della maggioranza e sul nome di chi avrebbe preso il suo posto nel giro di un paio d’ore — uno che il 25 aprile ha sempre rivendicato di non festeggiarlo. Nel suo discorso di insediamento, La Russa ha detto di condividere le parole di Segre, e ha ricordato le violenze politiche degli anni Settanta — da lui vissute da protagonista — appianandole nella retorica di pacificazione nazionale, citando sia Sergio Ramelli, sia Fausto e Iaio: “Cercherò con tutte le mie forze di essere il presidente di tutti.”<br /><br />Alla Camera le cose si sono svolte in modo piú ordinato: le opposizioni si sono contate — anche se 3 parlamentari del Pd hanno votato Richetti, il nome dei renziani — mentre la coalizione di centrodestra ha eletto in modo piuttosto compatto Lorenzo Fontana, esponente leghista veronese ultra-cattolico, noto per le sue posizioni oltranziste sui diritti civili e sull’immigrazione. Per dare un’idea del personaggio si potrebbero citare tante sue dichiarazioni passate, ma scegliamo un consiglio bibliografico: La culla vuota, libro scritto nel 2018 per un editore assolutamente non neofascista, poco prima di diventare ministro della Famiglia nel governo giallo-verde, in cui Fontana spiega che “il destino degli italiani rischia di essere l’estinzione” per via della “precisa scelta di colmare il gap demografico con i flussi migratori.” La prefazione è di Matteo Salvini.]]></itunes:summary><itunes:duration>2505</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4bbed38776330b7a0d974676fb8d80b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>187: Perché non basta fare la Rifondazione del Pd</title><link>https://www.spreaker.com/episode/187-perche-non-basta-fare-la-rifondazione-del-pd--51498521</link><description><![CDATA[Forse questa volta il Partito democratico si troverà a doversi confrontare con le proprie spaccature interne — tra correnti e ideologie. Ma come sempre, il rischio più grande è che non cambi niente<br /><br />Si è tenuta ieri la direzione nazionale del Partito democratico, il primo importante appuntamento che porterà al congresso dell’anno prossimo. L’assemblea è durata quasi 10 ore, con decine di interventi: se siete amanti del genere e avete molto tempo libero, potete recuperare la diretta su YouTube. Nel proprio intervento di apertura, Enrico Letta ha fatto per la prima volta un esplicito “mea culpa” per aver impostato la campagna elettorale quasi unicamente sulla difesa del governo Draghi: “L’insistenza su questo fatto ha penalizzato il Pd,” che non è riuscito a mostrarsi soltanto come “il partito di coloro che ce la fanno.” All’autocritica si affianca però anche l’autoassoluzione: Letta non ha perso occasione di attaccare gli interlocutori del campo largo che “non volevano stare insieme,” e ha detto che tutto sommato il risultato “non è stato catastrofico.” D’altra parte — ha aggiunto nella replica al termine dei lavori — stare all’opposizione “ci farà bene, farà bene al Pd e ci consentirà di rigenerarci.” Alla fine, la relazione del segretario è stata approvata con un solo voto contrario — quello di Monica Cirinnà — e due astenuti. <br /><br />Ma come si potrebbe rigenerare il Pd? Parlando dell’anima del partito, nella lunga seduta di autocoscienza di ieri sono emerse le contraddizioni e le divisioni di sempre: Orlando ha parlato di “ambiguità congenita” e di “conflitto irrisolto” tra un partito “neoliberale” e uno socialista: “Dobbiamo decidere da che parte stiamo nel conflitto sociale, altrimenti rischiamo di finire nella tenaglia tra un partito delle élite (Calenda) e uno socialpopulista (Conte).” C’è poi la frattura generazionale — “sono cambiati tanti segretari, ma il gruppo dirigente è sempre lo stesso,” avverte il sindaco di Bologna Matteo Lepore — e soprattutto quella di genere: la presidente Valentina Cuppi ha parlato apertamente di un partito “fortemente maschilista e dominato dalle correnti.” Su questo punto anche Letta ha ammesso che “il fallimento della nostra rappresentanza è chiaro e evidente.” <br /><br />Le uniche certezze, al momento, sono che il partito non si scioglierà — è l’unica cosa su cui sembrano essere tutti d’accordo, nonostante il suggerimento arrivato da Rosy Bindi in questo senso — né cambierà il simbolo. A marzo si terranno le primarie e Letta resterà al proprio posto fino alla scelta del proprio successore, che avverrà al termine di un “congresso costituente” da portare avanti parallelamente al lavoro parlamentare. Con il rischio, come sempre, che alla fine non cambi nulla. <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter quotidiana: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51498521</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2022 15:19:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51498521/trappist_puntata_187.mp3" length="47249448" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Forse questa volta il Partito democratico si troverà a doversi confrontare con le proprie spaccature interne — tra correnti e ideologie. 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Si è tenuta ieri la direzione nazionale del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Forse questa volta il Partito democratico si troverà a doversi confrontare con le proprie spaccature interne — tra correnti e ideologie. Ma come sempre, il rischio più grande è che non cambi niente<br /><br />Si è tenuta ieri la direzione nazionale del Partito democratico, il primo importante appuntamento che porterà al congresso dell’anno prossimo. L’assemblea è durata quasi 10 ore, con decine di interventi: se siete amanti del genere e avete molto tempo libero, potete recuperare la diretta su YouTube. Nel proprio intervento di apertura, Enrico Letta ha fatto per la prima volta un esplicito “mea culpa” per aver impostato la campagna elettorale quasi unicamente sulla difesa del governo Draghi: “L’insistenza su questo fatto ha penalizzato il Pd,” che non è riuscito a mostrarsi soltanto come “il partito di coloro che ce la fanno.” All’autocritica si affianca però anche l’autoassoluzione: Letta non ha perso occasione di attaccare gli interlocutori del campo largo che “non volevano stare insieme,” e ha detto che tutto sommato il risultato “non è stato catastrofico.” D’altra parte — ha aggiunto nella replica al termine dei lavori — stare all’opposizione “ci farà bene, farà bene al Pd e ci consentirà di rigenerarci.” Alla fine, la relazione del segretario è stata approvata con un solo voto contrario — quello di Monica Cirinnà — e due astenuti. <br /><br />Ma come si potrebbe rigenerare il Pd? Parlando dell’anima del partito, nella lunga seduta di autocoscienza di ieri sono emerse le contraddizioni e le divisioni di sempre: Orlando ha parlato di “ambiguità congenita” e di “conflitto irrisolto” tra un partito “neoliberale” e uno socialista: “Dobbiamo decidere da che parte stiamo nel conflitto sociale, altrimenti rischiamo di finire nella tenaglia tra un partito delle élite (Calenda) e uno socialpopulista (Conte).” C’è poi la frattura generazionale — “sono cambiati tanti segretari, ma il gruppo dirigente è sempre lo stesso,” avverte il sindaco di Bologna Matteo Lepore — e soprattutto quella di genere: la presidente Valentina Cuppi ha parlato apertamente di un partito “fortemente maschilista e dominato dalle correnti.” Su questo punto anche Letta ha ammesso che “il fallimento della nostra rappresentanza è chiaro e evidente.” <br /><br />Le uniche certezze, al momento, sono che il partito non si scioglierà — è l’unica cosa su cui sembrano essere tutti d’accordo, nonostante il suggerimento arrivato da Rosy Bindi in questo senso — né cambierà il simbolo. A marzo si terranno le primarie e Letta resterà al proprio posto fino alla scelta del proprio successore, che avverrà al termine di un “congresso costituente” da portare avanti parallelamente al lavoro parlamentare. Con il rischio, come sempre, che alla fine non cambi nulla. <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter quotidiana: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2954</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/707f0af48e8d4881157e31a26ac56972.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>186: Tutte le crisi del governo Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/186-tutte-le-crisi-del-governo-meloni--51426651</link><description><![CDATA[L’esplosione delle bollette, i rapporti difficili con l’Unione europea, lo spettro di una nuova ondata di Covid — cosa può fare la destra, che finora si è dimostrata completamente inadatta ad affrontare queste crisi?<br /><br />Meloni e Salvini si sono affrettati a smentire i retroscena giornalistici sul braccio di ferro per ottenere il Viminale: dopo l’assemblea dei parlamentari leghisti, il segretario ha ribadito che “con Giorgia c’è grande sintonia” e la coalizione governerà per 5 anni. L’unico a mettere ancora apertamente in dubbio la leadership di Salvini è l’ex ministro Maroni, che ha lanciato apertamente la candidatura di Zaia a segretario. Ma il diretto interessato si schermisce: “Io mi devo occupare del Veneto.”<br /><br />Meloni ha smentito anche le ricostruzioni circolate in questi giorni sul totoministri, che però continua a tenere banco sui giornali. Tra le ultime ipotesi, se vi appassiona il genere: Casini potrebbe ottenere la presidenza del Senato in rappresentanza delle opposizioni; otto ministeri dovrebbero andare a esponenti di FdI, mentre Lega e FI ne otterrebbero quattro ciascuno; Meloni vorrebbe più ministri “tecnici,” mentre gli alleati premono per avere un governo pienamente politico; Giulia Bongiorno potrebbe andare alla Giustizia, oppure alla Pubblica Amministrazione, mentre per l’Economia resta ancora in campo l’ipotesi di Fabio Panetta, membro del board della BCE.<br /><br />L’ARERA, l’agenzia di regolazione dell’energia, ha comunicato un aumento del 59% del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per l’ultimo trimestre del 2022. L’aumento si tradurrà in una spesa di circa 1322 euro all’anno per una “famiglia-tipo,” importo più che raddoppiato rispetto ai 632 euro del 2021. E poteva andare peggio: l’authority ha deciso infatti di “posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati,” evitando di arrivare a un aumento del prezzo di circa il 100%.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis 👉 <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51426651</guid><pubDate>Fri, 30 Sep 2022 12:50:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51426651/trappist_puntata_186.mp3" length="46541426" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’esplosione delle bollette, i rapporti difficili con l’Unione europea, lo spettro di una nuova ondata di Covid — cosa può fare la destra, che finora si è dimostrata completamente inadatta ad affrontare queste crisi?&#13;
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Meloni e Salvini si sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’esplosione delle bollette, i rapporti difficili con l’Unione europea, lo spettro di una nuova ondata di Covid — cosa può fare la destra, che finora si è dimostrata completamente inadatta ad affrontare queste crisi?<br /><br />Meloni e Salvini si sono affrettati a smentire i retroscena giornalistici sul braccio di ferro per ottenere il Viminale: dopo l’assemblea dei parlamentari leghisti, il segretario ha ribadito che “con Giorgia c’è grande sintonia” e la coalizione governerà per 5 anni. L’unico a mettere ancora apertamente in dubbio la leadership di Salvini è l’ex ministro Maroni, che ha lanciato apertamente la candidatura di Zaia a segretario. Ma il diretto interessato si schermisce: “Io mi devo occupare del Veneto.”<br /><br />Meloni ha smentito anche le ricostruzioni circolate in questi giorni sul totoministri, che però continua a tenere banco sui giornali. Tra le ultime ipotesi, se vi appassiona il genere: Casini potrebbe ottenere la presidenza del Senato in rappresentanza delle opposizioni; otto ministeri dovrebbero andare a esponenti di FdI, mentre Lega e FI ne otterrebbero quattro ciascuno; Meloni vorrebbe più ministri “tecnici,” mentre gli alleati premono per avere un governo pienamente politico; Giulia Bongiorno potrebbe andare alla Giustizia, oppure alla Pubblica Amministrazione, mentre per l’Economia resta ancora in campo l’ipotesi di Fabio Panetta, membro del board della BCE.<br /><br />L’ARERA, l’agenzia di regolazione dell’energia, ha comunicato un aumento del 59% del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per l’ultimo trimestre del 2022. L’aumento si tradurrà in una spesa di circa 1322 euro all’anno per una “famiglia-tipo,” importo più che raddoppiato rispetto ai 632 euro del 2021. E poteva andare peggio: l’authority ha deciso infatti di “posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati,” evitando di arrivare a un aumento del prezzo di circa il 100%.<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis 👉 <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2909</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a276d244c0d0181975bb64f28c9e5f4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>185: Il giorno dopo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/185-il-giorno-dopo--51386666</link><description><![CDATA[In tarda mattinata si sono susseguite le conferenze stampa di Salvini, Calenda, e Enrico Letta — i tre leader politici che, in misure diverse, si sono dovuti confrontare con una sconfitta. Matteo Salvini ha fatto un discorso soprattutto rivolto verso l’interno del partito, minimizzando l’impatto della perdita dei voti e rivendicando la presenza in tutto il paese, un messaggio rivolto senza dubbio alla parte del partito che crede di poter ricostruire il consenso ripartendo dal discorso delle autonomie. Salvini ha promesso che ci sarà un “confronto di provincia in provincia,” ufficialmente per avvicinare il governo al territorio — ma è esplicito che si tratti di un tentativo di tenere sotto controllo il partito. Secondo il segretario della Lega, il partito ha scontato il supporto al governo Draghi, che gli elettori hanno bocciato, premiando FdI — sempre all’opposizione — e M5S. Sul ruolo del governo Draghi è intervenuto anche Carlo Calenda, che si è chiesto come mai gli elettori si siano espressi così nettamente per la destra quando il consenso per il governo di Mario Draghi rimaneva così alto. Calenda ha lamentato il poco successo del proprio schieramento, promettendo di “aprire subito un cantiere” per una opposizione alternativa a quella di Pd e M5S.<br /><br />Enrico Letta ha parlato per ultimo, ed è l’unico dei leader sconfitti a fare i conti con la sconfitta del proprio partito, seppure con i propri tempi: il segretario del Pd si è rifiutato di assumersi le responsabilità per aver fatto crollare il campo largo — che di fronte ai numeri di oggi aveva una possibilità di giocarsela ad armi pari con la destra — ma ha annunciato che non si candiderà al congresso del Partito democratico, che dovrebbe tenersi prima di marzo. Letta non si dimette però, e quindi avrà naturalmente un ruolo preponderante in questa fase di ricostruzione del Partito.<br /><br />Confermando i sondaggi, la coalizione di destra ha vinto nettamente le elezioni, con una percentuale che supera il 44% sia alla Camera sia al Senato — percentuale che garantirà la maggioranza assoluta in entrambe le camere, ma non quella dei due terzi indispensabile per cambiare la Costituzione senza passare da un referendum. Fratelli d’Italia è il primo partito, con oltre il 26% dei voti, mettendo Giorgia Meloni sulla strada per diventare la prima donna presidente del Consiglio e — come hanno titolato diversi media internazionali — la premier più a destra della storia dell’Italia repubblicana, a cent’anni esatti dalla marcia su Roma.<br /><br />Non è un risultato così difficile da interpretare: il voto ha premiato chiaramente l’unico grosso partito che è rimasto fuori dal governo Draghi e dalla logica delle larghe intese, permettendogli di sestuplicare i consensi ricevuti appena quattro anni fa. Duramente penalizzati, invece, gli altri due membri della coalizione (lasciamo stare i centristi di Lupi, Toti e Brugnaro, fermi sotto l’1%): Forza Italia e Lega, dal 14% e 17,4% ottenuti rispettivamente nel 2018, crollano attorno all’8%. Per il partito di Salvini, superato da FdI anche nelle regioni del Nord, è una sconfitta storica, che potrebbe mettere il segretario di fronte alla tanto pronosticata “resa dei conti” sulla leadership. La debolezza dei due alleati, passata l’euforia della vittoria, potrebbe essere un problema anche per Meloni: ieri Berlusconi è stato sentito mentre confessava a un gruppo di sostenitori di avere “un po’ paura” di lei.<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter quotidiana, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51386666</guid><pubDate>Mon, 26 Sep 2022 15:46:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51386666/trappist_puntata_185.mp3" length="36473207" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In tarda mattinata si sono susseguite le conferenze stampa di Salvini, Calenda, e Enrico Letta — i tre leader politici che, in misure diverse, si sono dovuti confrontare con una sconfitta. Matteo Salvini ha fatto un discorso soprattutto rivolto verso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In tarda mattinata si sono susseguite le conferenze stampa di Salvini, Calenda, e Enrico Letta — i tre leader politici che, in misure diverse, si sono dovuti confrontare con una sconfitta. Matteo Salvini ha fatto un discorso soprattutto rivolto verso l’interno del partito, minimizzando l’impatto della perdita dei voti e rivendicando la presenza in tutto il paese, un messaggio rivolto senza dubbio alla parte del partito che crede di poter ricostruire il consenso ripartendo dal discorso delle autonomie. Salvini ha promesso che ci sarà un “confronto di provincia in provincia,” ufficialmente per avvicinare il governo al territorio — ma è esplicito che si tratti di un tentativo di tenere sotto controllo il partito. Secondo il segretario della Lega, il partito ha scontato il supporto al governo Draghi, che gli elettori hanno bocciato, premiando FdI — sempre all’opposizione — e M5S. Sul ruolo del governo Draghi è intervenuto anche Carlo Calenda, che si è chiesto come mai gli elettori si siano espressi così nettamente per la destra quando il consenso per il governo di Mario Draghi rimaneva così alto. Calenda ha lamentato il poco successo del proprio schieramento, promettendo di “aprire subito un cantiere” per una opposizione alternativa a quella di Pd e M5S.<br /><br />Enrico Letta ha parlato per ultimo, ed è l’unico dei leader sconfitti a fare i conti con la sconfitta del proprio partito, seppure con i propri tempi: il segretario del Pd si è rifiutato di assumersi le responsabilità per aver fatto crollare il campo largo — che di fronte ai numeri di oggi aveva una possibilità di giocarsela ad armi pari con la destra — ma ha annunciato che non si candiderà al congresso del Partito democratico, che dovrebbe tenersi prima di marzo. Letta non si dimette però, e quindi avrà naturalmente un ruolo preponderante in questa fase di ricostruzione del Partito.<br /><br />Confermando i sondaggi, la coalizione di destra ha vinto nettamente le elezioni, con una percentuale che supera il 44% sia alla Camera sia al Senato — percentuale che garantirà la maggioranza assoluta in entrambe le camere, ma non quella dei due terzi indispensabile per cambiare la Costituzione senza passare da un referendum. Fratelli d’Italia è il primo partito, con oltre il 26% dei voti, mettendo Giorgia Meloni sulla strada per diventare la prima donna presidente del Consiglio e — come hanno titolato diversi media internazionali — la premier più a destra della storia dell’Italia repubblicana, a cent’anni esatti dalla marcia su Roma.<br /><br />Non è un risultato così difficile da interpretare: il voto ha premiato chiaramente l’unico grosso partito che è rimasto fuori dal governo Draghi e dalla logica delle larghe intese, permettendogli di sestuplicare i consensi ricevuti appena quattro anni fa. Duramente penalizzati, invece, gli altri due membri della coalizione (lasciamo stare i centristi di Lupi, Toti e Brugnaro, fermi sotto l’1%): Forza Italia e Lega, dal 14% e 17,4% ottenuti rispettivamente nel 2018, crollano attorno all’8%. Per il partito di Salvini, superato da FdI anche nelle regioni del Nord, è una sconfitta storica, che potrebbe mettere il segretario di fronte alla tanto pronosticata “resa dei conti” sulla leadership. La debolezza dei due alleati, passata l’euforia della vittoria, potrebbe essere un problema anche per Meloni: ieri Berlusconi è stato sentito mentre confessava a un gruppo di sostenitori di avere “un po’ paura” di lei.<br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter quotidiana, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2280</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ee9ac16031f016984b25916bde091c9c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>184: Pronti?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/184-pronti--51356498</link><description><![CDATA[Dopo una campagna elettorale fiacca e senza contenuti, l’Italia si prepara ad un voto di cui l’esito sembra scontato. Eppure, nessuno è d'accordo su cosa verrà dopo.<br /><br />I leader dei partiti di destra hanno chiuso la campagna elettorale a piazza del Popolo, a Roma, con un comizio in cui hanno parlato più o meno in ordine di importanza: prima Berlusconi, poi Lupi, poi Salvini, infine Meloni — introdotta da una citazione di Tolkien letta sul palco da Pino Insegno, voce di Aragorn nel doppiaggio italiano del Signore degli Anelli. Nonostante l’ostentazione di unità, le divisioni interne alla coalizione sono emerse anche durante la manifestazione, specialmente tra Meloni e Salvini — che non ha apprezzato l’affermazione dell’alleata riguardo alla lista di ministri già pronta. In ogni caso, il leader leghista ha detto che la destra è pronta per governare per 5 anni, mentre Meloni ha detto che se avranno i numeri per fare la riforma costituzionale sono pronti a farla anche da soli.<br /><br />Le cronache della manifestazione concordano sul predominio ormai schiacciante di Giorgia Meloni rispetto agli alleati: la maggior parte dei militanti che hanno riempito la piazza erano lì per lei, e suoi erano gli striscioni più visibili — “Noi siamo Giorgia” e “È tempo di patria.” Immancabile anche l’armamentario fascistoide, tra magliette con la citazione virgiliana “Sit romana potens itala virtute propago” — motto della federazione romana della Gioventù Nazionale — o direttamente della Xa Mas. Pietro Salvatori sull’HuffPost parla di un “Meloni Pride”; “Roma è casa di Giorgia Meloni, e Lega e Forza Italia presidiano i loro gazebo senza nemmeno provare a competere sui numeri,” commenta Giulia Merlo su Domani. <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi tutti i giorni la newsletter: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51356498</guid><pubDate>Fri, 23 Sep 2022 09:48:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51356498/trappist_puntata_184.mp3" length="43497429" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo una campagna elettorale fiacca e senza contenuti, l’Italia si prepara ad un voto di cui l’esito sembra scontato. Eppure, nessuno è d'accordo su cosa verrà dopo.&#13;
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I leader dei partiti di destra hanno chiuso la campagna elettorale a piazza del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo una campagna elettorale fiacca e senza contenuti, l’Italia si prepara ad un voto di cui l’esito sembra scontato. Eppure, nessuno è d'accordo su cosa verrà dopo.<br /><br />I leader dei partiti di destra hanno chiuso la campagna elettorale a piazza del Popolo, a Roma, con un comizio in cui hanno parlato più o meno in ordine di importanza: prima Berlusconi, poi Lupi, poi Salvini, infine Meloni — introdotta da una citazione di Tolkien letta sul palco da Pino Insegno, voce di Aragorn nel doppiaggio italiano del Signore degli Anelli. Nonostante l’ostentazione di unità, le divisioni interne alla coalizione sono emerse anche durante la manifestazione, specialmente tra Meloni e Salvini — che non ha apprezzato l’affermazione dell’alleata riguardo alla lista di ministri già pronta. In ogni caso, il leader leghista ha detto che la destra è pronta per governare per 5 anni, mentre Meloni ha detto che se avranno i numeri per fare la riforma costituzionale sono pronti a farla anche da soli.<br /><br />Le cronache della manifestazione concordano sul predominio ormai schiacciante di Giorgia Meloni rispetto agli alleati: la maggior parte dei militanti che hanno riempito la piazza erano lì per lei, e suoi erano gli striscioni più visibili — “Noi siamo Giorgia” e “È tempo di patria.” Immancabile anche l’armamentario fascistoide, tra magliette con la citazione virgiliana “Sit romana potens itala virtute propago” — motto della federazione romana della Gioventù Nazionale — o direttamente della Xa Mas. Pietro Salvatori sull’HuffPost parla di un “Meloni Pride”; “Roma è casa di Giorgia Meloni, e Lega e Forza Italia presidiano i loro gazebo senza nemmeno provare a competere sui numeri,” commenta Giulia Merlo su Domani. <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi tutti i giorni la newsletter: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2719</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e39a5ec68af4ed48048c43800d6113a8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>183: Tutti gli uomini del presidenzialismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/183-tutti-gli-uomini-del-presidenzialismo--51186649</link><description><![CDATA[Da Giorgia Meloni a Matteo Renzi, il fronte per una riforma costituzionale è molto ampio. Tutti parlano di presidenzialismo — ma cosa hanno in mente di preciso?<br /><br />L’idea di una commissione bicamerale per discutere delle riforme costituzionali — lanciata due giorni fa da Giorgia Meloni a Porta a porta — è finita al centro del dibattito elettorale: Letta l’ha respinta al mittente, dicendo che in ogni caso il Pd mantiene una “fortissima” opposizione al presidenzialismo, perché “la Costituzione nella sua parte centrale va salvaguardata.” Non stupiscono invece le aperture di Azione-Italia Viva: secondo Maria Elena Boschi una bicamerale “può essere un’ipotesi,” e anche Calenda ha parlato di una “buona soluzione.” Secondo il costituzionalista Massimo Villone, che da senatore ha fatto parte della bicamerale voluta da D’Alema tra il 1997 e il 2001, “Meloni vende fumo,” perché in ogni caso “una bicamerale non è isolata” rispetto al resto del Parlamento e ne riflette gli equilibri.<br /><br />Letta sta impostando queste ultime due settimane di campagna elettorale nel tentativo di smontare l’immagine di una Meloni “moderata”: in comizio a Cagliari ha detto che “il vero progetto di Meloni è in quel discorso che fece in Spagna, di fronte alla platea di Vox, partito post-franchista.” Nonostante una parziale ritrattazione sull’“allarme democratico” — ieri ha detto che “la democrazia non è a rischio” perché “il nostro sistema regge e reggerà” — intervistato questa mattina sulla Stampa insiste sul rischio che la destra stravolga la Costituzione e “mandi a casa Mattarella.” Il segretario del Pd torna ad attaccare anche il “terzo polo” e Conte — “la loro causa è quella di sconfiggere il Pd e di prenderne il posto” — e specificamente Renzi in quanto “padre” del Rosatellum: “La legge elettorale è figlia di Renzi, se l’è costruita con l’idea che il suo 40% potesse diventare il 60 in Parlamento. Un trucco da apprendista stregone che poteva avere solo esiti nefasti.” Ma il Pd ha fatto abbastanza per cambiarla, dal 2018 ad oggi? “Onestamente ho fatto di tutto — risponde Letta — ma ho trovato un Parlamento troppo frammentato.” <br /><br />“Il voto utile non esiste, è una grande mistificazione. Esiste il voto giusto, i cittadini lo devono dare alle forze politiche che appaiono più affidabili.” Parola di Giuseppe Conte, che si è concesso un bagno di folla a Torino insieme all’ex sindaca, ora candidata, Chiara Appendino. In mattinata è stato invece al mercato di Baggio, quartiere popolare di Milano, nel contesto di un tour elettorale nelle regioni del Nord — dove il Movimento 5 Stelle è più debole. L’ex premier rivendica i risultati dei propri governi e difende, in particolare, il Reddito di cittadinanza, tanto da paventare il rischio di una “guerra civile” se il futuro governo di destra dovesse abolirlo. <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutti i giorni: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51186649</guid><pubDate>Thu, 08 Sep 2022 14:29:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51186649/trappist_puntata_183.mp3" length="47161259" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Da Giorgia Meloni a Matteo Renzi, il fronte per una riforma costituzionale è molto ampio. Tutti parlano di presidenzialismo — ma cosa hanno in mente di preciso?&#13;
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L’idea di una commissione bicamerale per discutere delle riforme costituzionali —...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da Giorgia Meloni a Matteo Renzi, il fronte per una riforma costituzionale è molto ampio. Tutti parlano di presidenzialismo — ma cosa hanno in mente di preciso?<br /><br />L’idea di una commissione bicamerale per discutere delle riforme costituzionali — lanciata due giorni fa da Giorgia Meloni a Porta a porta — è finita al centro del dibattito elettorale: Letta l’ha respinta al mittente, dicendo che in ogni caso il Pd mantiene una “fortissima” opposizione al presidenzialismo, perché “la Costituzione nella sua parte centrale va salvaguardata.” Non stupiscono invece le aperture di Azione-Italia Viva: secondo Maria Elena Boschi una bicamerale “può essere un’ipotesi,” e anche Calenda ha parlato di una “buona soluzione.” Secondo il costituzionalista Massimo Villone, che da senatore ha fatto parte della bicamerale voluta da D’Alema tra il 1997 e il 2001, “Meloni vende fumo,” perché in ogni caso “una bicamerale non è isolata” rispetto al resto del Parlamento e ne riflette gli equilibri.<br /><br />Letta sta impostando queste ultime due settimane di campagna elettorale nel tentativo di smontare l’immagine di una Meloni “moderata”: in comizio a Cagliari ha detto che “il vero progetto di Meloni è in quel discorso che fece in Spagna, di fronte alla platea di Vox, partito post-franchista.” Nonostante una parziale ritrattazione sull’“allarme democratico” — ieri ha detto che “la democrazia non è a rischio” perché “il nostro sistema regge e reggerà” — intervistato questa mattina sulla Stampa insiste sul rischio che la destra stravolga la Costituzione e “mandi a casa Mattarella.” Il segretario del Pd torna ad attaccare anche il “terzo polo” e Conte — “la loro causa è quella di sconfiggere il Pd e di prenderne il posto” — e specificamente Renzi in quanto “padre” del Rosatellum: “La legge elettorale è figlia di Renzi, se l’è costruita con l’idea che il suo 40% potesse diventare il 60 in Parlamento. Un trucco da apprendista stregone che poteva avere solo esiti nefasti.” Ma il Pd ha fatto abbastanza per cambiarla, dal 2018 ad oggi? “Onestamente ho fatto di tutto — risponde Letta — ma ho trovato un Parlamento troppo frammentato.” <br /><br />“Il voto utile non esiste, è una grande mistificazione. Esiste il voto giusto, i cittadini lo devono dare alle forze politiche che appaiono più affidabili.” Parola di Giuseppe Conte, che si è concesso un bagno di folla a Torino insieme all’ex sindaca, ora candidata, Chiara Appendino. In mattinata è stato invece al mercato di Baggio, quartiere popolare di Milano, nel contesto di un tour elettorale nelle regioni del Nord — dove il Movimento 5 Stelle è più debole. L’ex premier rivendica i risultati dei propri governi e difende, in particolare, il Reddito di cittadinanza, tanto da paventare il rischio di una “guerra civile” se il futuro governo di destra dovesse abolirlo. <br /><br />Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutti i giorni: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2948</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0fc3988b1e52c1fa487c5579117a8cb3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>182: Perché i partiti in campagna elettorale non hanno soluzioni sulla crisi energetica?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/182-perche-i-partiti-in-campagna-elettorale-non-hanno-soluzioni-sulla-crisi-energetica--51105178</link><description><![CDATA[Tra poche proposte concrete e un discorso pubblico basato solo sulle critiche agli avversari, il momento del voto si avvicina. Ma sarebbe ora di parlare di cose più concrete, come ridurre le disuguaglianze o nazionalizzare Eni.<br /><br />Fino al 3 settembre la chiusura i flussi del Nord Steam 1 — già ridotti al 20% della capacità — è del tutto interrotta, ufficialmente per un intervento di manutenzione straordinaria. A questo si accompagna la decisione, da parte di Gazprom, di interrompere completamente le forniture destinate alla compagnia energetica francese Engie — che poi ha detto di aver trovato “altre fonti di approvvigionamento” — accusandola di non aver pagato del tutto le consegne di luglio. Secondo la ministra francese della Transizione energetica, Agnès Pannier-Runacher, è “molto chiaro” che la Russia stia usando il gas come “un’arma di guerra” e per questo “dobbiamo prepararci allo scenario peggiore di una completa interruzione delle forniture.” Il Cremlino, invece, continua a sostenere che i malfunzionamenti del gasdotto sono dovuti a “problemi tecnologici” causati dalle sanzioni europee, e nient’altro.<br /><br />Negli ultimi due giorni la corsa del prezzo del gas si è arrestata, chiudendo lunedì a 254 euro al megawattora sul mercato di Amsterdam. A “calmare” le speculazioni è stato l’annuncio, da parte di von der Leyen, di un prossimo intervento di emergenza, e l’apertura da parte tedesca alla possibilità di stabilire un tetto al prezzo del gas a livello europeo. Non è detto, però, che il peggio sia passato: i prezzi restano comunque molto alti e molto volatili. Anche per questo i diversi paesi europei stanno studiando piani per la riduzione dei consumi e, come extrema ratio, il razionamento del gas: il portavoce del governo francese Olivier Véran, ad esempio, ha detto che i cittadini dovrranno cambiare “un certo numero di abitudini.”<br /><br />In Italia il tema continua a dominare la campagna elettorale, con tutti i partiti che continuano a rivolgere appelli al governo: Salvini ha esortato ad “aprire il parlamento” per mettere un tetto agli aumenti delle bollette, mentre Letta parla di un intervento “improcrastinabile” e chiede al governo Draghi di intraprendere iniziative “determinate e tempestive.” L’esecutivo però continua a temporeggiare, sia per la mancanza di coperture — bisognerebbe trovare almeno 10 miliardi — sia in attesa dell’incontro europeo del 9 settembre. Intanto, dal mondo produttivo si moltiplicano gli allarmi per le filiere che rischiano di interrompere la produzione a causa dei rincari fuori controllo. <br /><br />L’Italia è uno dei paesi più colpiti dalla crisi dei prezzi: il governo Draghi starebbe studiando alcune misure per contrastare il caro-bollette, ma secondo il Corriere della Sera “si tratterebbe di mettere in campo aiuti per una ventina di miliardi, ma non si sa come finanziarli.” Il governo ha accolto positivamente la convocazione della riunione straordinaria dei ministri europei dell’energia, aspettandosi di ricevere un’autorizzazione a uno scostamento di bilancio che permetterebbe di stanziare questa somma — possibilmente nel quadro di un intervento europeo di più ampio respiro. Nel frattempo, si fa quel che si può: in attesa che il governo emani anche un piano di razionamento dell’utilizzo del gas, molte aziende — complice il periodo estivo — hanno già iniziato per conto loro a razionare i consumi. Le aziende più esposte ai prezzi altissimi dell’energia sono quelle più “energivore”: l’industria metallurgica, quella del vetro, della carta e della ceramica — ma tutta la manifattura e in generale l’economia sta soffrendo per il caro-bollette. Negli ultimi 3 mesi, secondo Snam, l’industria italiana ha consumato il 16 per cento in meno di gas rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51105178</guid><pubDate>Thu, 01 Sep 2022 14:22:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51105178/trappist_1_9.mp3" length="62584601" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Tra poche proposte concrete e un discorso pubblico basato solo sulle critiche agli avversari, il momento del voto si avvicina. Ma sarebbe ora di parlare di cose più concrete, come ridurre le disuguaglianze o nazionalizzare Eni.&#13;
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Fino al 3 settembre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra poche proposte concrete e un discorso pubblico basato solo sulle critiche agli avversari, il momento del voto si avvicina. Ma sarebbe ora di parlare di cose più concrete, come ridurre le disuguaglianze o nazionalizzare Eni.<br /><br />Fino al 3 settembre la chiusura i flussi del Nord Steam 1 — già ridotti al 20% della capacità — è del tutto interrotta, ufficialmente per un intervento di manutenzione straordinaria. A questo si accompagna la decisione, da parte di Gazprom, di interrompere completamente le forniture destinate alla compagnia energetica francese Engie — che poi ha detto di aver trovato “altre fonti di approvvigionamento” — accusandola di non aver pagato del tutto le consegne di luglio. Secondo la ministra francese della Transizione energetica, Agnès Pannier-Runacher, è “molto chiaro” che la Russia stia usando il gas come “un’arma di guerra” e per questo “dobbiamo prepararci allo scenario peggiore di una completa interruzione delle forniture.” Il Cremlino, invece, continua a sostenere che i malfunzionamenti del gasdotto sono dovuti a “problemi tecnologici” causati dalle sanzioni europee, e nient’altro.<br /><br />Negli ultimi due giorni la corsa del prezzo del gas si è arrestata, chiudendo lunedì a 254 euro al megawattora sul mercato di Amsterdam. A “calmare” le speculazioni è stato l’annuncio, da parte di von der Leyen, di un prossimo intervento di emergenza, e l’apertura da parte tedesca alla possibilità di stabilire un tetto al prezzo del gas a livello europeo. Non è detto, però, che il peggio sia passato: i prezzi restano comunque molto alti e molto volatili. Anche per questo i diversi paesi europei stanno studiando piani per la riduzione dei consumi e, come extrema ratio, il razionamento del gas: il portavoce del governo francese Olivier Véran, ad esempio, ha detto che i cittadini dovrranno cambiare “un certo numero di abitudini.”<br /><br />In Italia il tema continua a dominare la campagna elettorale, con tutti i partiti che continuano a rivolgere appelli al governo: Salvini ha esortato ad “aprire il parlamento” per mettere un tetto agli aumenti delle bollette, mentre Letta parla di un intervento “improcrastinabile” e chiede al governo Draghi di intraprendere iniziative “determinate e tempestive.” L’esecutivo però continua a temporeggiare, sia per la mancanza di coperture — bisognerebbe trovare almeno 10 miliardi — sia in attesa dell’incontro europeo del 9 settembre. Intanto, dal mondo produttivo si moltiplicano gli allarmi per le filiere che rischiano di interrompere la produzione a causa dei rincari fuori controllo. <br /><br />L’Italia è uno dei paesi più colpiti dalla crisi dei prezzi: il governo Draghi starebbe studiando alcune misure per contrastare il caro-bollette, ma secondo il Corriere della Sera “si tratterebbe di mettere in campo aiuti per una ventina di miliardi, ma non si sa come finanziarli.” Il governo ha accolto positivamente la convocazione della riunione straordinaria dei ministri europei dell’energia, aspettandosi di ricevere un’autorizzazione a uno scostamento di bilancio che permetterebbe di stanziare questa somma — possibilmente nel quadro di un intervento europeo di più ampio respiro. Nel frattempo, si fa quel che si può: in attesa che il governo emani anche un piano di razionamento dell’utilizzo del gas, molte aziende — complice il periodo estivo — hanno già iniziato per conto loro a razionare i consumi. Le aziende più esposte ai prezzi altissimi dell’energia sono quelle più “energivore”: l’industria metallurgica, quella del vetro, della carta e della ceramica — ma tutta la manifattura e in generale l’economia sta soffrendo per il caro-bollette. Negli ultimi 3 mesi, secondo Snam, l’industria italiana ha consumato il 16 per cento in meno di gas rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c941c7b3b50fa605de9256701748bff9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>181: La miglior campagna elettorale del resto della vostra vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/181-la-miglior-campagna-elettorale-del-resto-della-vostra-vita--51025319</link><description><![CDATA[A un mese dal voto, tutti i politici più in vista del paese — tranne Conte — sì sono trovati al meeting di CL a Rimini, con la campagna elettorale ancorata ai temi della destra, nonostante gravi episodi come la condivisione del video di uno stupro sui canali social di Meloni<br /><br />Nel contesto del Meeting di Rimini organizzato da Cl si è tenuto il primo confronto tra leader politici della campagna elettorale: erano presenti i “frontrunner” Letta e Meloni, insieme a Salvini, Lupi, e Tajani — e c’erano anche Ettore Rosato e Luigi Di Maio. Il grande assente era l’ex presidente del Consiglio Conte, che ha cercato di capitalizzare consenso grazie al mancato invito. Il pubblico ha accolto con particolare calore Giorgia Meloni. Si è parlato della necessità di un tetto al prezzo del gas, su cui in realtà concordano più o meno tutti i partiti, anche se con formule diverse. Si è parlato anche di scuola, e in un momento particolarmente infelice anche per gli standard di Cl, il pubblico è intervenuto con un coro di “no” quando Enrico Letta ha presentato la propria proposta di estendere l’obbligo scolastico.<br /><br />La Procura di Piacenza ha deciso di sequestrare il video dello stupro che nei giorni scorsi è stato pubblicato da diversi siti internet per poi essere ripreso da Giorgia Meloni sui propri canali social. Il decreto di sequestro riguarda Libero, Stopcensura, Rassegna Italia e Voxnews, ma i profili della leader di Fratelli d’Italia sono inclusi nel fascicolo per diffusione illecita del video. La donna che ha subito la violenza ha dichiarato: “Sono disperata, sono stata riconosciuta per colpa di quelle immagini.” Secondo Giorgia Meloni, però, la vera vittima è Giorgia Meloni: “È partita un’indagine ma temo solo a danno della sottoscritta, come se io fossi stata la fonte della notizia.” Meloni ha anche precisato: “Non ho ragione di scusarmi, se non per avere espresso solidarietà.”<br /><br />Si è finalmente conclusa la saga delle liste dei partiti, che ha portato, in particolare nel Partito democratico e in Forza Italia, a veri e propri scontri interni. Come era prevedibile, la riduzione del numero dei parlamentari non si è tradotta nel fantomatico “miglioramento qualitativo” dei candidati, ma al contrario ha chiuso ancora di più i partiti nella nomenklatura e nei potentati: i partiti hanno preferito mettere in sicurezza, anche a costo di paracadutaggi spericolati, i volti più noti e — soprattutto — fedeli. Il risultato non è solo una drastica riduzione della presenza della “società civile” nelle liste, ma anche l’apertura dello scontro tra i partiti nazionali e i loro amministratori locali.<br /><br />L’ultimo evento eclatante di questa fase affaticata della campagna elettorale è stato il caso di Federico Pizzarotti, che ha annunciato che non sarà candidato alle prossime elezioni politiche nel listone di Azione e Italia Viva. Pizzarotti e la sua “lista civica nazionale” avevano sperato di potersi ritagliare un angolino nel Terzo polo, ma l’ex sindaco accusa Calenda e Renzi di aver preferito seguire scelte “conservative,” per “salvare l’attuale dirigenza” dei due partiti.<br /><br />La lista di Azione e Italia Viva ha un problema con alcuni candidati scelti un po’ troppo frettolosamente: ieri ne sono emersi due, Stefania Modestino D’Angelo e di Guido Garau, entrambi autori di post in cui commentano economia e politica estera con posizioni decisamente poco allineate al Terzo polo. Massimiliano Coccia, che ha scoperto il caso, descrive Modestino come “complottista” e “filo–putiniana.” Garau, invece, se la prendeva contro “l’ordoliberismo,” e il “pensiero unico,” commentando il discorso d’insediamento di Mario Draghi.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51025319</guid><pubDate>Thu, 25 Aug 2022 09:18:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51025319/trappist_181.mp3" length="63314463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>A un mese dal voto, tutti i politici più in vista del paese — tranne Conte — sì sono trovati al meeting di CL a Rimini, con la campagna elettorale ancorata ai temi della destra, nonostante gravi episodi come la condivisione del video di uno stupro sui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A un mese dal voto, tutti i politici più in vista del paese — tranne Conte — sì sono trovati al meeting di CL a Rimini, con la campagna elettorale ancorata ai temi della destra, nonostante gravi episodi come la condivisione del video di uno stupro sui canali social di Meloni<br /><br />Nel contesto del Meeting di Rimini organizzato da Cl si è tenuto il primo confronto tra leader politici della campagna elettorale: erano presenti i “frontrunner” Letta e Meloni, insieme a Salvini, Lupi, e Tajani — e c’erano anche Ettore Rosato e Luigi Di Maio. Il grande assente era l’ex presidente del Consiglio Conte, che ha cercato di capitalizzare consenso grazie al mancato invito. Il pubblico ha accolto con particolare calore Giorgia Meloni. Si è parlato della necessità di un tetto al prezzo del gas, su cui in realtà concordano più o meno tutti i partiti, anche se con formule diverse. Si è parlato anche di scuola, e in un momento particolarmente infelice anche per gli standard di Cl, il pubblico è intervenuto con un coro di “no” quando Enrico Letta ha presentato la propria proposta di estendere l’obbligo scolastico.<br /><br />La Procura di Piacenza ha deciso di sequestrare il video dello stupro che nei giorni scorsi è stato pubblicato da diversi siti internet per poi essere ripreso da Giorgia Meloni sui propri canali social. Il decreto di sequestro riguarda Libero, Stopcensura, Rassegna Italia e Voxnews, ma i profili della leader di Fratelli d’Italia sono inclusi nel fascicolo per diffusione illecita del video. La donna che ha subito la violenza ha dichiarato: “Sono disperata, sono stata riconosciuta per colpa di quelle immagini.” Secondo Giorgia Meloni, però, la vera vittima è Giorgia Meloni: “È partita un’indagine ma temo solo a danno della sottoscritta, come se io fossi stata la fonte della notizia.” Meloni ha anche precisato: “Non ho ragione di scusarmi, se non per avere espresso solidarietà.”<br /><br />Si è finalmente conclusa la saga delle liste dei partiti, che ha portato, in particolare nel Partito democratico e in Forza Italia, a veri e propri scontri interni. Come era prevedibile, la riduzione del numero dei parlamentari non si è tradotta nel fantomatico “miglioramento qualitativo” dei candidati, ma al contrario ha chiuso ancora di più i partiti nella nomenklatura e nei potentati: i partiti hanno preferito mettere in sicurezza, anche a costo di paracadutaggi spericolati, i volti più noti e — soprattutto — fedeli. Il risultato non è solo una drastica riduzione della presenza della “società civile” nelle liste, ma anche l’apertura dello scontro tra i partiti nazionali e i loro amministratori locali.<br /><br />L’ultimo evento eclatante di questa fase affaticata della campagna elettorale è stato il caso di Federico Pizzarotti, che ha annunciato che non sarà candidato alle prossime elezioni politiche nel listone di Azione e Italia Viva. Pizzarotti e la sua “lista civica nazionale” avevano sperato di potersi ritagliare un angolino nel Terzo polo, ma l’ex sindaco accusa Calenda e Renzi di aver preferito seguire scelte “conservative,” per “salvare l’attuale dirigenza” dei due partiti.<br /><br />La lista di Azione e Italia Viva ha un problema con alcuni candidati scelti un po’ troppo frettolosamente: ieri ne sono emersi due, Stefania Modestino D’Angelo e di Guido Garau, entrambi autori di post in cui commentano economia e politica estera con posizioni decisamente poco allineate al Terzo polo. Massimiliano Coccia, che ha scoperto il caso, descrive Modestino come “complottista” e “filo–putiniana.” Garau, invece, se la prendeva contro “l’ordoliberismo,” e il “pensiero unico,” commentando il discorso d’insediamento di Mario Draghi.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3166</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a5a50738c18905aaac60490cb0793d07.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>180: L'implosione continua del centrosinistra italiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/180-l-implosione-continua-del-centrosinistra-italiano--50885962</link><description><![CDATA[Tra alleanze più o meno improbabili, siglate e poi rifiutate, tutti i partiti che sfidano la coalizione di destra hanno cominciato la campagna elettorale con il piede sbagliato. Il rischio è che la destra conquisti una maggioranza schiacciante, grazie a una legge elettorale che la favorisce — ma la tentazione di continuare a litigare è forte.<br /><br />Cercando di lasciarsi alle spalle lo psicodramma calendiano, la coalizione di centrosinistra ha presentato le prime candidature di punta: Verdi e Sinistra Italiana hanno annunciato i nomi di Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro, che correranno in un collegio uninominale e allo stesso tempo saranno capilista al proporzionale. Cucchi — che si era candidata già nel 2013 con Rivoluzione civile di Ingroia — commenta la decisione dicendo di voler mettere al centro della propria campagna “i diritti, per tutti e uguali per tutti. Perché ho sperimentato sulla mia pelle che non va così.” Il Pd, invece, ormai deciso a giocare al centro, ha annunciato la candidatura di Carlo Cottarelli, definito da Letta “punta di diamante della nostra campagna.”<br /><br />Intanto, la campagna elettorale, finora ostaggio della telenovela delle alleanze del centrosinistra, è entrata nel vivo con un battibecco a distanza tra Letta e Meloni. Il segretario del Pd, durante una conferenza stampa con Bonino e Della Vedova, ha attaccato la leader di Fratelli d’Italia, dicendo che sta cercando di “riposizionarsi, incipriarsi, rifarsi un’immagine,” rispetto alle posizioni espresse in supporto al partito neofranchista spagnolo Vox. Meloni ha replicato accusando Letta di misoginia e dicendo di non aver nessun bisogno di “incipriarsi” per essere credibile.<br /><br />È difficile negare, però, che Meloni sia entrata in una fase di “rassicurazioni” nei confronti dell’elettorato moderato e dell’opinione pubblica internazionale. Poco dopo lo scambio di accuse con Letta ha pubblicato un videomessaggio in tre lingue per rassicurare la stampa estera sul rischio di una “svolta autoritaria” in caso di vittoria di FdI alle elezioni. Nel video, tra le altre cose, Meloni fa abiura del fascismo e delle leggi razziali, dicendo che “la destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni.” Il capogruppo alla Camera del partito, Francesco Lollobrigida, in un’intervista per il Corriere cita Luttwak per negare addirittura l’etichetta di “nazionalista” per Meloni, preferendo quella di “patriottica” e “sovranista.”<br /><br />* Questa puntata è stata registrata prima della formalizzazione del “terzo polo” di Renzi e Calenda<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />in copertina, foto CC BY 2.0 Parlamento europeo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50885962</guid><pubDate>Thu, 11 Aug 2022 13:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50885962/trappist_180.mp3" length="57170985" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Tra alleanze più o meno improbabili, siglate e poi rifiutate, tutti i partiti che sfidano la coalizione di destra hanno cominciato la campagna elettorale con il piede sbagliato. Il rischio è che la destra conquisti una maggioranza schiacciante, grazie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra alleanze più o meno improbabili, siglate e poi rifiutate, tutti i partiti che sfidano la coalizione di destra hanno cominciato la campagna elettorale con il piede sbagliato. Il rischio è che la destra conquisti una maggioranza schiacciante, grazie a una legge elettorale che la favorisce — ma la tentazione di continuare a litigare è forte.<br /><br />Cercando di lasciarsi alle spalle lo psicodramma calendiano, la coalizione di centrosinistra ha presentato le prime candidature di punta: Verdi e Sinistra Italiana hanno annunciato i nomi di Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro, che correranno in un collegio uninominale e allo stesso tempo saranno capilista al proporzionale. Cucchi — che si era candidata già nel 2013 con Rivoluzione civile di Ingroia — commenta la decisione dicendo di voler mettere al centro della propria campagna “i diritti, per tutti e uguali per tutti. Perché ho sperimentato sulla mia pelle che non va così.” Il Pd, invece, ormai deciso a giocare al centro, ha annunciato la candidatura di Carlo Cottarelli, definito da Letta “punta di diamante della nostra campagna.”<br /><br />Intanto, la campagna elettorale, finora ostaggio della telenovela delle alleanze del centrosinistra, è entrata nel vivo con un battibecco a distanza tra Letta e Meloni. Il segretario del Pd, durante una conferenza stampa con Bonino e Della Vedova, ha attaccato la leader di Fratelli d’Italia, dicendo che sta cercando di “riposizionarsi, incipriarsi, rifarsi un’immagine,” rispetto alle posizioni espresse in supporto al partito neofranchista spagnolo Vox. Meloni ha replicato accusando Letta di misoginia e dicendo di non aver nessun bisogno di “incipriarsi” per essere credibile.<br /><br />È difficile negare, però, che Meloni sia entrata in una fase di “rassicurazioni” nei confronti dell’elettorato moderato e dell’opinione pubblica internazionale. Poco dopo lo scambio di accuse con Letta ha pubblicato un videomessaggio in tre lingue per rassicurare la stampa estera sul rischio di una “svolta autoritaria” in caso di vittoria di FdI alle elezioni. Nel video, tra le altre cose, Meloni fa abiura del fascismo e delle leggi razziali, dicendo che “la destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni.” Il capogruppo alla Camera del partito, Francesco Lollobrigida, in un’intervista per il Corriere cita Luttwak per negare addirittura l’etichetta di “nazionalista” per Meloni, preferendo quella di “patriottica” e “sovranista.”<br /><br />* Questa puntata è stata registrata prima della formalizzazione del “terzo polo” di Renzi e Calenda<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />in copertina, foto CC BY 2.0 Parlamento europeo]]></itunes:summary><itunes:duration>2859</itunes:duration><itunes:keywords>calenda,elezioni,letta,meloni,renzi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/07a9d96ddef6cad47eb1ab9a68baf47f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>179: La coalizione di estremo centro di Letta e Calenda</title><link>https://www.spreaker.com/episode/179-la-coalizione-di-estremo-centro-di-letta-e-calenda--50811767</link><description><![CDATA[Il Pd di Enrico Letta ha firmato un accordo in perdita con Azione e +Europa, ma il problema più grosso è il “personaggio” di Carlo Calenda, ogni giorno più ingombrante in coalizione — al punto da far mettere in discussione la presenza di Sinistra Italiana e Europa Verde.<br /><br />L’accordo elettorale tra Pd e Azione/+Europa rischia di allontanare gli altri alleati della coalizione di centrosinistra: Fratoianni e Bonelli hanno deciso di rinviare l’incontro con Letta previsto per ieri, citando il “profondo disagio” che si registra nel paese e in particolare nell’elettorato di centrosinistra. “Essendo cambiate le condizioni su cui abbiamo lavorato in questi giorni, sono in corso riflessioni e valutazioni che necessitano di un tempo ulteriore.” Secondo Bonelli, l’alleanza tra Sinistra Italiana e Verdi vale più voti di Calenda, e quindi andrebbe rinegoziata la spartizione dei collegi uninominali — il cui 30%, in base all’accordo, andrà ad Azione/+Europa.<br /><br />L’altro tema indigesto è la fantomatica “agenda Draghi”: Fratoianni ha detto esplicitamente che “se nella coalizione c’è quello, allora non ci sono io.” Il testo dell’accordo, in realtà, è volutamente ambiguo: non cita nessuna agenda, ma soltanto “il metodo e l’azione del governo Draghi” e le sue “linee guida di politica estera e di difesa.” Ma Calenda, che ha passato la giornata a vantarsi su Twitter di aver imposto al Pd tutte le proprie condizioni, ha chiuso a qualsiasi ipotesi di rinegoziazione, dicendo che “l’agenda Draghi è il perno di quel patto, e tale rimarrà. Fine della questione.”<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50811767</guid><pubDate>Thu, 04 Aug 2022 10:38:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50811767/trappist_179.mp3" length="72274463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il Pd di Enrico Letta ha firmato un accordo in perdita con Azione e +Europa, ma il problema più grosso è il “personaggio” di Carlo Calenda, ogni giorno più ingombrante in coalizione — al punto da far mettere in discussione la presenza di Sinistra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Pd di Enrico Letta ha firmato un accordo in perdita con Azione e +Europa, ma il problema più grosso è il “personaggio” di Carlo Calenda, ogni giorno più ingombrante in coalizione — al punto da far mettere in discussione la presenza di Sinistra Italiana e Europa Verde.<br /><br />L’accordo elettorale tra Pd e Azione/+Europa rischia di allontanare gli altri alleati della coalizione di centrosinistra: Fratoianni e Bonelli hanno deciso di rinviare l’incontro con Letta previsto per ieri, citando il “profondo disagio” che si registra nel paese e in particolare nell’elettorato di centrosinistra. “Essendo cambiate le condizioni su cui abbiamo lavorato in questi giorni, sono in corso riflessioni e valutazioni che necessitano di un tempo ulteriore.” Secondo Bonelli, l’alleanza tra Sinistra Italiana e Verdi vale più voti di Calenda, e quindi andrebbe rinegoziata la spartizione dei collegi uninominali — il cui 30%, in base all’accordo, andrà ad Azione/+Europa.<br /><br />L’altro tema indigesto è la fantomatica “agenda Draghi”: Fratoianni ha detto esplicitamente che “se nella coalizione c’è quello, allora non ci sono io.” Il testo dell’accordo, in realtà, è volutamente ambiguo: non cita nessuna agenda, ma soltanto “il metodo e l’azione del governo Draghi” e le sue “linee guida di politica estera e di difesa.” Ma Calenda, che ha passato la giornata a vantarsi su Twitter di aver imposto al Pd tutte le proprie condizioni, ha chiuso a qualsiasi ipotesi di rinegoziazione, dicendo che “l’agenda Draghi è il perno di quel patto, e tale rimarrà. Fine della questione.”<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3614</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cfeeedbeb49ca750072fc9ac529979e2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>178: Draghi non ci mancherà, il salario minimo sì</title><link>https://www.spreaker.com/episode/178-draghi-non-ci-manchera-il-salario-minimo-si--50678646</link><description><![CDATA[La caduta del governo e l’inizio della campagna elettorale rendono infattibili numerose misure che sarebbe stato necessario avviare con urgenza, a partire da un vero salario minimo legale. Ne parliamo con Rosa Fioravante, ricercatrice per il dottorato di Global Studies dell’Università di Urbino.<br /><br />Il congelamento della crisi della settimana scorsa non è servito a niente, e alla fine Mattarella ha dovuto accettare di sciogliere le camere per andare al voto anticipato: le elezioni si terranno in un giorno solo, il 25 settembre, dalle 7 alle 23. Nonostante la rottura del centrodestra, il governo dovrà cercare di ritrovare un funzionamento: l’attuale esecutivo rimarrà in carica per l’ordinaria amministrazione, ma si tratta di ordinaria amministrazione dai confini molto ampi, che permetterà al governo di rispondere alle necessità causate dall’inflazione, dalla guerra, e dalla pandemia — e ovviamente sorvegliare l’implementazione del Pnrr. <br /><br />Ieri Draghi si è presentato alla Camera prima di andare a rassegnare le dimissioni e si è commosso per l’applauso del governo e di molti parlamentari. La dinamica degli eventi del giorno precedente resta ancora poco chiara — soprattutto continua a non essere chiari gli intenti dello stesso Draghi: i toni duri del discorso al Senato facevano pensare che Draghi stesso cercasse lo strappo, ma un retroscena di Repubblica racconta un’altra storia. Draghi avrebbe cercato più volte di raggiungere Silvio Berlusconi al telefono per cercare di far rientrare la crisi — vedendosi rifiutato il colloquio ripetutamente da Licia Ronzulli, mentre Enrico Letta — di gran lunga il leader di partito più vicino al presidente del Consiglio — lavorava per cercare di convincere Conte e il M5S a votare la fiducia, scenario che sarebbe poi definitivamente naufragato dopo la replica in Senato di Draghi. Se questa ricostruzione fosse confermata — e l’uscita di Brunetta, Carfagna e Gelmini da Forza Italia le danno parzialmente credibilità — si configurerebbe uno scenario di una crisi grottesca, in cui tutte le parti hanno tirato troppo la fune, certe che dall’altra parte ci sarebbe stato un cedimento.<br /><br />La crisi scomposta di questi giorni ha effetti immediati e durissimi sulle prossime elezioni. Enrico Letta ieri ha speso parole pesanti contro il Movimento 5 Stelle, dicendo che l’accordo tra i due partiti “difficilmente sarà ricomposto.” La dose è stata poi rincarata dai renziani rimasti nel partito — Alessandro Alfieri, coordinatore di Base riformista, la corrente di Guerini, ha dichiarato che “la prospettiva si costruisce con chi vuol continuare con l'agenda Draghi e ieri il voto è stato uno spartiacque.” Dal canto suo, Giuseppe Conte invece ha lasciato la porta aperta, ma ovviamente con qualche condizione: “Noi siamo una forza progressista, perché guardiamo alla giustizia sociale e alla transizione ecologica. Chi vuole lavorare su questi temi può confrontarsi con noi, poi spetterà al Pd scegliere.” Una defezione apparentemente più definitiva al campo largo è quella di Calenda, che in un’intervista a Repubblica praticamente se ne chiama fuori, dicendo che non solo non vuole condividere un’alleanza con il Movimento 5 Stelle, ma nemmeno con “persone come Nicola Fratoianni o come Angelo Bonelli” e, ovviamente Luigi Di Maio: “Io a fare l’ammucchiata contro i sovranisti non ci sto.” Insomma, la grande coalizione progressista — che, certo, finora esisteva solo sulla carta — e che arrivava solo a un paio di punti percentuali distaccata dal centrodestra, sembra essere a pezzi, e lascia le forze progressiste a più di 15 punti dal centrodestra unito.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50678646</guid><pubDate>Fri, 22 Jul 2022 14:13:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50678646/trappist_178.mp3" length="50874663" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La caduta del governo e l’inizio della campagna elettorale rendono infattibili numerose misure che sarebbe stato necessario avviare con urgenza, a partire da un vero salario minimo legale. Ne parliamo con Rosa Fioravante, ricercatrice per il dottorato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La caduta del governo e l’inizio della campagna elettorale rendono infattibili numerose misure che sarebbe stato necessario avviare con urgenza, a partire da un vero salario minimo legale. Ne parliamo con Rosa Fioravante, ricercatrice per il dottorato di Global Studies dell’Università di Urbino.<br /><br />Il congelamento della crisi della settimana scorsa non è servito a niente, e alla fine Mattarella ha dovuto accettare di sciogliere le camere per andare al voto anticipato: le elezioni si terranno in un giorno solo, il 25 settembre, dalle 7 alle 23. Nonostante la rottura del centrodestra, il governo dovrà cercare di ritrovare un funzionamento: l’attuale esecutivo rimarrà in carica per l’ordinaria amministrazione, ma si tratta di ordinaria amministrazione dai confini molto ampi, che permetterà al governo di rispondere alle necessità causate dall’inflazione, dalla guerra, e dalla pandemia — e ovviamente sorvegliare l’implementazione del Pnrr. <br /><br />Ieri Draghi si è presentato alla Camera prima di andare a rassegnare le dimissioni e si è commosso per l’applauso del governo e di molti parlamentari. La dinamica degli eventi del giorno precedente resta ancora poco chiara — soprattutto continua a non essere chiari gli intenti dello stesso Draghi: i toni duri del discorso al Senato facevano pensare che Draghi stesso cercasse lo strappo, ma un retroscena di Repubblica racconta un’altra storia. Draghi avrebbe cercato più volte di raggiungere Silvio Berlusconi al telefono per cercare di far rientrare la crisi — vedendosi rifiutato il colloquio ripetutamente da Licia Ronzulli, mentre Enrico Letta — di gran lunga il leader di partito più vicino al presidente del Consiglio — lavorava per cercare di convincere Conte e il M5S a votare la fiducia, scenario che sarebbe poi definitivamente naufragato dopo la replica in Senato di Draghi. Se questa ricostruzione fosse confermata — e l’uscita di Brunetta, Carfagna e Gelmini da Forza Italia le danno parzialmente credibilità — si configurerebbe uno scenario di una crisi grottesca, in cui tutte le parti hanno tirato troppo la fune, certe che dall’altra parte ci sarebbe stato un cedimento.<br /><br />La crisi scomposta di questi giorni ha effetti immediati e durissimi sulle prossime elezioni. Enrico Letta ieri ha speso parole pesanti contro il Movimento 5 Stelle, dicendo che l’accordo tra i due partiti “difficilmente sarà ricomposto.” La dose è stata poi rincarata dai renziani rimasti nel partito — Alessandro Alfieri, coordinatore di Base riformista, la corrente di Guerini, ha dichiarato che “la prospettiva si costruisce con chi vuol continuare con l'agenda Draghi e ieri il voto è stato uno spartiacque.” Dal canto suo, Giuseppe Conte invece ha lasciato la porta aperta, ma ovviamente con qualche condizione: “Noi siamo una forza progressista, perché guardiamo alla giustizia sociale e alla transizione ecologica. Chi vuole lavorare su questi temi può confrontarsi con noi, poi spetterà al Pd scegliere.” Una defezione apparentemente più definitiva al campo largo è quella di Calenda, che in un’intervista a Repubblica praticamente se ne chiama fuori, dicendo che non solo non vuole condividere un’alleanza con il Movimento 5 Stelle, ma nemmeno con “persone come Nicola Fratoianni o come Angelo Bonelli” e, ovviamente Luigi Di Maio: “Io a fare l’ammucchiata contro i sovranisti non ci sto.” Insomma, la grande coalizione progressista — che, certo, finora esisteva solo sulla carta — e che arrivava solo a un paio di punti percentuali distaccata dal centrodestra, sembra essere a pezzi, e lascia le forze progressiste a più di 15 punti dal centrodestra unito.]]></itunes:summary><itunes:duration>2118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/573b18b233c94b7d49fd05da52e76c29.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>177: Lesa maestà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/177-lesa-maesta--50581149</link><description><![CDATA[Nonostante una solida maggioranza al Senato — e ignorando il fatto che il M5S non abbia mai detto di voler sfiduciare il governo — Mario Draghi prova ad alzare la posta in gioco.<br /><br />Ieri è stata una giornata molto faticosa, al termine della quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, imponendogli di verificare l’esistenza di un’eventuale maggioranza che lo sostenga in Parlamento. Già al mattino era risultato chiaro che i senatori del Movimento 5 Stelle non avrebbero partecipato alla questione di fiducia posta sul decreto Aiuti, distanziandosi così dalle altre forze di maggioranza. Il partito guidato da Giuseppe Conte è rimasto fuori dall’aula e il decreto è passato con 172 voti favorevoli, 39 contrari e nessun presente astenuto. Tra i 5 stelle non si sono segnalate defezioni.<br /><br />Nonostante l’esistenza di una maggioranza molto solida — ieri al Senato anche senza il M5S hanno votato la fiducia più senatori di quanti ne avesse in maggioranza il governo Conte II — Draghi ha ritenuto di doversi comunque dimettere: in una nota ha dichiarato che “la maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo.” Intorno alle 18:30 a palazzo Chigi si è tenuto un breve Consiglio dei ministri — in cui a quanto pare Cingolani ha attaccato Orlando per aver fatto “il gioco di Conte” — dove ha annunciato le proprie dimissioni, e si è poi recato direttamente da Mattarella a presentarle.<br /><br />Il Presidente della Repubblica ha deciso di non accogliere le dimissioni e ha rimandato Draghi in Parlamento, per verificare l’esistenza di una maggioranza in suo sostegno. Ciò significa che il governo continuerà a funzionare normalmente fino a prova contraria: lunedì e martedì ad esempio sarà in visita in Algeria per un vertice intergovernativo, che riguarderà soprattutto la crisi del gas e la ricerca di approvvigionamenti diversi dalle fonti russe. La verifica in Parlamento è prevista per mercoledì: un periodo di tempo molto lungo, durante il quale possono succedere molte cose.<br /><br />Già, quali sono gli scenari possibili a questo punto? Il Movimento 5 Stelle non ha chiuso la porta alla possibilità di confermare il proprio sostegno all’esecutivo: la capogruppo al Senato Mariolina Castelleone ha già dichiarato che “c’è tutta la nostra disponibilità a dare la fiducia al governo in una eventuale verifica a meno che Draghi non dica che vuole smantellare il reddito di cittadinanza o demolire pezzo per pezzo ogni nostra singola misura, dal decreto dignità al cashback.” La scelta è in mano a Conte e al suo partito, che chiede di “rispettare un programma definito all’inizio: transizione ecologica e urgenza della questione sociale che adesso è esplosa.” <br /><br />Il Pd in questi giorni ha accolto l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle più o meno come un reato di lesa maestà — e come lui la maggior parte della stampa nazionale. Dopo giorni di proclami sul fatto che lo scenario più probabile in caso di mancato sostegno al governo del M5S sarebbe stato il voto, però, ieri il partito ha moderato i toni: sembra che la soluzione preferita del Pd, come al solito, sarebbe continuare con lo status quo — Letta ha dichiarato che “abbiamo sempre pensato che questo governo ha la sua unicità e debba continuare con questo formato e in questo perimetro.” La capogruppo al Senato Simona Malpezzi sostiene che “mercoledì sarà il momento della stabilità.” Letta ha comunque dichiarato che “il voto non è mai un rischio.”<br /><br />Nella destra, una posizione di conservazione simile a quella del Pd arriva soprattutto da Forza Italia, mentre la Lega è rimasta ambigua, non riuscendo a risolvere il proprio conflitto interno tra la linea di Matteo Salvini — che vorrebbe cogliere l’occasione per sfilarsi dall’esecutivo — e l’ala governista rappresentata dal ministro Giorgetti, secondo il quale nelle crisi di governo “ci sono sempre i tempi supplementari.” Giorgia Meloni, invece, preme perché si vada al voto anticipato, che probabilmente premierebbe FdI come primo partito tra gli elettori.<br /><br />Anche all’estero ci si è accorti della crisi in corso — molti commentatori italiani e stranieri, senza pensarci troppo, hanno descritto la crisi in corso come una non meglio precisata “vittoria di Mosca.” Il commento più degno di nota in realtà è un post di trollaggio pubblicato su Telegram dal solito Dmitrij Medvedev, che ha fatto un parallelo con le dimissioni di Boris Johnson e si è chiesto “chi sarà il prossimo” leader di un paese Nato a dimettersi — visto che, com’è noto, i leader russi non hanno incombenze parlamentari da rispettare.<br /><br />Sostienici: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50581149</guid><pubDate>Fri, 15 Jul 2022 10:11:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50581149/trappist_crisi_again_definitivo.mp3" length="34284585" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nonostante una solida maggioranza al Senato — e ignorando il fatto che il M5S non abbia mai detto di voler sfiduciare il governo — Mario Draghi prova ad alzare la posta in gioco.&#13;
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Ieri è stata una giornata molto faticosa, al termine della quale il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nonostante una solida maggioranza al Senato — e ignorando il fatto che il M5S non abbia mai detto di voler sfiduciare il governo — Mario Draghi prova ad alzare la posta in gioco.<br /><br />Ieri è stata una giornata molto faticosa, al termine della quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, imponendogli di verificare l’esistenza di un’eventuale maggioranza che lo sostenga in Parlamento. Già al mattino era risultato chiaro che i senatori del Movimento 5 Stelle non avrebbero partecipato alla questione di fiducia posta sul decreto Aiuti, distanziandosi così dalle altre forze di maggioranza. Il partito guidato da Giuseppe Conte è rimasto fuori dall’aula e il decreto è passato con 172 voti favorevoli, 39 contrari e nessun presente astenuto. Tra i 5 stelle non si sono segnalate defezioni.<br /><br />Nonostante l’esistenza di una maggioranza molto solida — ieri al Senato anche senza il M5S hanno votato la fiducia più senatori di quanti ne avesse in maggioranza il governo Conte II — Draghi ha ritenuto di doversi comunque dimettere: in una nota ha dichiarato che “la maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo.” Intorno alle 18:30 a palazzo Chigi si è tenuto un breve Consiglio dei ministri — in cui a quanto pare Cingolani ha attaccato Orlando per aver fatto “il gioco di Conte” — dove ha annunciato le proprie dimissioni, e si è poi recato direttamente da Mattarella a presentarle.<br /><br />Il Presidente della Repubblica ha deciso di non accogliere le dimissioni e ha rimandato Draghi in Parlamento, per verificare l’esistenza di una maggioranza in suo sostegno. Ciò significa che il governo continuerà a funzionare normalmente fino a prova contraria: lunedì e martedì ad esempio sarà in visita in Algeria per un vertice intergovernativo, che riguarderà soprattutto la crisi del gas e la ricerca di approvvigionamenti diversi dalle fonti russe. La verifica in Parlamento è prevista per mercoledì: un periodo di tempo molto lungo, durante il quale possono succedere molte cose.<br /><br />Già, quali sono gli scenari possibili a questo punto? Il Movimento 5 Stelle non ha chiuso la porta alla possibilità di confermare il proprio sostegno all’esecutivo: la capogruppo al Senato Mariolina Castelleone ha già dichiarato che “c’è tutta la nostra disponibilità a dare la fiducia al governo in una eventuale verifica a meno che Draghi non dica che vuole smantellare il reddito di cittadinanza o demolire pezzo per pezzo ogni nostra singola misura, dal decreto dignità al cashback.” La scelta è in mano a Conte e al suo partito, che chiede di “rispettare un programma definito all’inizio: transizione ecologica e urgenza della questione sociale che adesso è esplosa.” <br /><br />Il Pd in questi giorni ha accolto l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle più o meno come un reato di lesa maestà — e come lui la maggior parte della stampa nazionale. Dopo giorni di proclami sul fatto che lo scenario più probabile in caso di mancato sostegno al governo del M5S sarebbe stato il voto, però, ieri il partito ha moderato i toni: sembra che la soluzione preferita del Pd, come al solito, sarebbe continuare con lo status quo — Letta ha dichiarato che “abbiamo sempre pensato che questo governo ha la sua unicità e debba continuare con questo formato e in questo perimetro.” La capogruppo al Senato Simona Malpezzi sostiene che “mercoledì sarà il momento della stabilità.” Letta ha comunque dichiarato che “il voto non è mai un rischio.”<br /><br />Nella destra, una posizione di conservazione simile a quella del Pd arriva soprattutto da Forza Italia, mentre la Lega è rimasta ambigua, non riuscendo a risolvere il proprio conflitto interno tra la linea di Matteo Salvini — che vorrebbe cogliere l’occasione per sfilarsi dall’esecutivo — e l’ala governista rappresentata dal ministro Giorgetti,...]]></itunes:summary><itunes:duration>1715</itunes:duration><itunes:keywords>conte,draghi,governo-draghi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a26fde05726c2e5bd89fc1078e055272.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>176: Stasera esco</title><link>https://www.spreaker.com/episode/176-stasera-esco--50569559</link><description><![CDATA[Il governo è in uno stallo alla messicana: il Movimento 5 Stelle ha deciso che non voterà la fiducia, mentre le altre forze politiche — compreso Mario Draghi — sono tentate di soffiare sul fuoco per andare alle elezioni.<br /><br />Al termine di una giornata convulsa, Giuseppe Conte ha annunciato che i senatori del M5S usciranno dall’aula al momento del voto di fiducia sul Decreto Aiuti. “I cittadini non capirebbero una decisione diversa,” ha spiegato all’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari — qui il video del suo intervento — appellandosi alla coerenza e ribadendo la necessità di un “cambio di passo” da parte del governo. Le aperture di Draghi dopo l’incontro con i sindacati non sono state reputate abbastanza: “La fase che stiamo affrontando non può accontentarsi di dichiarazioni di intenti e di impegni, occorrono misure concrete.” ha detto Conte, aggiungendo che “noi siamo disponibili a dialogare e dare il nostro contributo, ma non siamo disponibili a firmare cambiali in bianco.”<br /><br />Da nessuna parte è scritto che debba aprirsi per forza una crisi di governo: al Senato la fiducia passerà lo stesso anche senza la partecipazione dei senatori pentastellati — che comunque non voteranno “no,” ma appunto usciranno dall’aula. In più, Conte non ha annunciato l’uscita dalla maggioranza e il ritiro dei propri ministri. Tuttavia, nei giorni scorsi Draghi ha detto più volte che senza il Movimento 5 Stelle il governo non può andare avanti, e dopo il voto di sfiducia “mascherato” di oggi potrebbe salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Ieri si sono aggiunte anche le altre forze politiche della maggioranza: se per Berlusconi Draghi dovrebbe andare avanti anche senza Conte, Salvini ha invocato direttamente il voto anticipato. Anche Letta, alleato imbarazzato dell’ex premier, ha detto che “se una forza politica importante come il M5S esce dal governo [...] si va al voto, è la logica delle cose.”<br /><br />L’ultima parola spetta però a Mattarella, che verosimilmente, in caso di dimissioni, inviterebbe Draghi a verificare la maggioranza in Parlamento. A questo punto, il premier potrebbe rassegnarsi a governare con una maggioranza diversa — sempre che il M5S davvero non voti la fiducia — magari con un rimpasto dell’esecutivo; in caso contrario, iniziano a circolare le ipotesi di voto anticipato a settembre o ottobre. Secondo i retroscena, fino all’ultimo momento Conte ha cercato di evitare lo strappo, con una telefonata in extremis a Draghi prima della riunione serale con i gruppi parlamentari, ma non sarebbe riuscito a convincere la maggioranza dei propri senatori. Non tutti, però, sono d’accordo con la decisione: Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha detto che in questo modo “si rischia di regalare il paese al centrodestra,” e ci sono molti parlamentari “governisti” che in caso di crisi potrebbero uscire dal M5S e passare con Di Maio.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50569559</guid><pubDate>Thu, 14 Jul 2022 10:35:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50569559/trappist_176.mp3" length="50154495" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo è in uno stallo alla messicana: il Movimento 5 Stelle ha deciso che non voterà la fiducia, mentre le altre forze politiche — compreso Mario Draghi — sono tentate di soffiare sul fuoco per andare alle elezioni.&#13;
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Al termine di una giornata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo è in uno stallo alla messicana: il Movimento 5 Stelle ha deciso che non voterà la fiducia, mentre le altre forze politiche — compreso Mario Draghi — sono tentate di soffiare sul fuoco per andare alle elezioni.<br /><br />Al termine di una giornata convulsa, Giuseppe Conte ha annunciato che i senatori del M5S usciranno dall’aula al momento del voto di fiducia sul Decreto Aiuti. “I cittadini non capirebbero una decisione diversa,” ha spiegato all’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari — qui il video del suo intervento — appellandosi alla coerenza e ribadendo la necessità di un “cambio di passo” da parte del governo. Le aperture di Draghi dopo l’incontro con i sindacati non sono state reputate abbastanza: “La fase che stiamo affrontando non può accontentarsi di dichiarazioni di intenti e di impegni, occorrono misure concrete.” ha detto Conte, aggiungendo che “noi siamo disponibili a dialogare e dare il nostro contributo, ma non siamo disponibili a firmare cambiali in bianco.”<br /><br />Da nessuna parte è scritto che debba aprirsi per forza una crisi di governo: al Senato la fiducia passerà lo stesso anche senza la partecipazione dei senatori pentastellati — che comunque non voteranno “no,” ma appunto usciranno dall’aula. In più, Conte non ha annunciato l’uscita dalla maggioranza e il ritiro dei propri ministri. Tuttavia, nei giorni scorsi Draghi ha detto più volte che senza il Movimento 5 Stelle il governo non può andare avanti, e dopo il voto di sfiducia “mascherato” di oggi potrebbe salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Ieri si sono aggiunte anche le altre forze politiche della maggioranza: se per Berlusconi Draghi dovrebbe andare avanti anche senza Conte, Salvini ha invocato direttamente il voto anticipato. Anche Letta, alleato imbarazzato dell’ex premier, ha detto che “se una forza politica importante come il M5S esce dal governo [...] si va al voto, è la logica delle cose.”<br /><br />L’ultima parola spetta però a Mattarella, che verosimilmente, in caso di dimissioni, inviterebbe Draghi a verificare la maggioranza in Parlamento. A questo punto, il premier potrebbe rassegnarsi a governare con una maggioranza diversa — sempre che il M5S davvero non voti la fiducia — magari con un rimpasto dell’esecutivo; in caso contrario, iniziano a circolare le ipotesi di voto anticipato a settembre o ottobre. Secondo i retroscena, fino all’ultimo momento Conte ha cercato di evitare lo strappo, con una telefonata in extremis a Draghi prima della riunione serale con i gruppi parlamentari, ma non sarebbe riuscito a convincere la maggioranza dei propri senatori. Non tutti, però, sono d’accordo con la decisione: Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha detto che in questo modo “si rischia di regalare il paese al centrodestra,” e ci sono molti parlamentari “governisti” che in caso di crisi potrebbero uscire dal M5S e passare con Di Maio.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2508</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8ce827ff75cf68a700456f2da13b54c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Teaser: TCDD: Seveso e il disastro della diossina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/teaser-tcdd-seveso-e-il-disastro-della-diossina--50499192</link><description><![CDATA[46 anni fa una nube tossica di diossina TCDD stravolgeva la vita dei cittadini di Seveso, Meda e molti altri comuni brianzoli. Il caso dell’ICMESA è stato uno dei primi disastri ambientali a diventare un caso internazionale, creando un prima e un dopo nella coscienza ambientalista locale ed europea. Cloracne, tumori, malformazioni, aborti e vasche di contenimento: cosa è rimasto oggi?<br /><br />Lo raccontiamo in TCDD: Seveso e il disastro della diossina, un podcast in 5 puntate di the Submarine. Su Spotify e tutte le app di podcast dal 10 luglio]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50499192</guid><pubDate>Thu, 07 Jul 2022 17:01:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50499192/teaser_diossina.mp3" length="2744573" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>46 anni fa una nube tossica di diossina TCDD stravolgeva la vita dei cittadini di Seveso, Meda e molti altri comuni brianzoli. Il caso dell’ICMESA è stato uno dei primi disastri ambientali a diventare un caso internazionale, creando un prima e un dopo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[46 anni fa una nube tossica di diossina TCDD stravolgeva la vita dei cittadini di Seveso, Meda e molti altri comuni brianzoli. Il caso dell’ICMESA è stato uno dei primi disastri ambientali a diventare un caso internazionale, creando un prima e un dopo nella coscienza ambientalista locale ed europea. Cloracne, tumori, malformazioni, aborti e vasche di contenimento: cosa è rimasto oggi?<br /><br />Lo raccontiamo in TCDD: Seveso e il disastro della diossina, un podcast in 5 puntate di the Submarine. Su Spotify e tutte le app di podcast dal 10 luglio]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e8428b0e6c10f5df7420bd86265d3681.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>175: Perché la riforma della cittadinanza è necessaria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/175-perche-la-riforma-della-cittadinanza-e-necessaria--50414587</link><description><![CDATA[La proposta di legge sullo ius scholae è molto moderata, eppure sta rischiando di far esplodere il governo. Decine di migliaia di persone, però, vedono i propri diritti negati dalla legge attuale, attempata e razzista.<br /><br />È arrivata finalmente in aula alla Camera il disegno di legge sul cosiddetto “ius scholae,” la riforma che permetterebbe di ottenere la cittadinanza ai minorenni stranieri che abbiano frequentato “almeno 5 anni di scuola” in Italia. Ieri la Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio ha dato il via libera al testo, spaccando il centrodestra: Lega e FdI hanno votato contro, insieme alla deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria, mentre Renata Polverini, da sempre favorevole alla riforma, ha votato a favore insieme al centrosinistra. <br /><br />Gli ultimi ritocchi al testo del ddl — qui la scheda sul sito della Camera — riguardano i “requisiti essenziali” che gli istituti di istruzione e formazione professionale dovranno garantire per l’idoneità al rilascio della cittadinanza, e la possibilità che sia soltanto uno genitore — e non entrambi, come previsto in precedenza — a richiederla. Tutti gli emendamenti presentati da Lega e FdI — come quelli sulla conoscenza delle sagre e del folclore italiano — sono stati respinti.<br /><br />La riforma è attesa da una platea di oltre 800 mila bambini e ragazzi senza cittadinanza — non tutti famosi come Khaby Lame, il tiktoker a cui il ministero dell’Interno ha deciso di conferire la cittadinanza con un decreto ad hoc. Per sostenere l’iter della legge, a Roma è stato organizzato ieri pomeriggio un flash mob con un “finto matrimonio,” che ha inscenato le nozze tra l’Italia e i suoi cittadini non riconosciuti. <br /><br />Alcuni cittadini sono più cittadini di altri, come sempre: Khaby Lame è ufficialmente il TikToker più seguito del mondo, con più di 142 milioni di follower. Ieri avrebbe dovuto essere negli Stati Uniti a partecipare come super ospite al VidCon ma non è potuto essere presente per motivi burocratici: come decine di migliaia di altre persone residenti stabilmente in Italia, infatti, Khaby Lame non dispone di cittadinanza e passaporto italiani a causa delle sue origini straniere — Lame è nato in Senegal, e il passaporto senegalese non gli ha consentito di viaggiare negli Stati Uniti. Intervistato da Repubblica, Lame si è espresso piuttosto nettamente a riguardo, dicendo alla ministra Lamorgese che “non è giusto che una persona che vive e cresce con la cultura italiana per così tanti anni ed è pulito (sic), non abbia ancora oggi il diritto di cittadinanza. E non parlo solo per me.”<br /><br />Per evitare lo scoppio di un piccolo caso, il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia gli ha scritto provando a correre ai ripari: “Caro Khaby Lame volevo tranquillizzarti sul fatto che il decreto di concessione della cittadinanza italiana è stato già emanato i primi di giugno dal Ministero dell'Interno. A breve sarai contattato dalle istituzioni locali per la notifica e il giuramento. In bocca al lupo.” In realtà Lame aveva già dichiarato che “il visto e magari la cittadinanza mi renderebbero le cose più facili, ma non sarei contento pensando a tutte quelle altre persone che magari sono anche nate in Italia e non hanno lo stesso diritto.” Nonostante l’ex ministro Salvini abbia dichiarato che “basta la legge che c’è oggi,” secondo un sondaggio commissionato da Action Aid il 62,9% dei cittadini italiani è favorevole alla cittadinanza italiana per i figli di stranieri nati in Italia — una percentuale che sembra sfiorare il 50% anche tra l’elettorato di destra. <br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br />In copertina foto CC BY 2.0 DFID]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50414587</guid><pubDate>Thu, 30 Jun 2022 10:59:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50414587/trappist_puntata_175.mp3" length="49357217" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La proposta di legge sullo ius scholae è molto moderata, eppure sta rischiando di far esplodere il governo. Decine di migliaia di persone, però, vedono i propri diritti negati dalla legge attuale, attempata e razzista.&#13;
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È arrivata finalmente in aula...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La proposta di legge sullo ius scholae è molto moderata, eppure sta rischiando di far esplodere il governo. Decine di migliaia di persone, però, vedono i propri diritti negati dalla legge attuale, attempata e razzista.<br /><br />È arrivata finalmente in aula alla Camera il disegno di legge sul cosiddetto “ius scholae,” la riforma che permetterebbe di ottenere la cittadinanza ai minorenni stranieri che abbiano frequentato “almeno 5 anni di scuola” in Italia. Ieri la Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio ha dato il via libera al testo, spaccando il centrodestra: Lega e FdI hanno votato contro, insieme alla deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria, mentre Renata Polverini, da sempre favorevole alla riforma, ha votato a favore insieme al centrosinistra. <br /><br />Gli ultimi ritocchi al testo del ddl — qui la scheda sul sito della Camera — riguardano i “requisiti essenziali” che gli istituti di istruzione e formazione professionale dovranno garantire per l’idoneità al rilascio della cittadinanza, e la possibilità che sia soltanto uno genitore — e non entrambi, come previsto in precedenza — a richiederla. Tutti gli emendamenti presentati da Lega e FdI — come quelli sulla conoscenza delle sagre e del folclore italiano — sono stati respinti.<br /><br />La riforma è attesa da una platea di oltre 800 mila bambini e ragazzi senza cittadinanza — non tutti famosi come Khaby Lame, il tiktoker a cui il ministero dell’Interno ha deciso di conferire la cittadinanza con un decreto ad hoc. Per sostenere l’iter della legge, a Roma è stato organizzato ieri pomeriggio un flash mob con un “finto matrimonio,” che ha inscenato le nozze tra l’Italia e i suoi cittadini non riconosciuti. <br /><br />Alcuni cittadini sono più cittadini di altri, come sempre: Khaby Lame è ufficialmente il TikToker più seguito del mondo, con più di 142 milioni di follower. Ieri avrebbe dovuto essere negli Stati Uniti a partecipare come super ospite al VidCon ma non è potuto essere presente per motivi burocratici: come decine di migliaia di altre persone residenti stabilmente in Italia, infatti, Khaby Lame non dispone di cittadinanza e passaporto italiani a causa delle sue origini straniere — Lame è nato in Senegal, e il passaporto senegalese non gli ha consentito di viaggiare negli Stati Uniti. Intervistato da Repubblica, Lame si è espresso piuttosto nettamente a riguardo, dicendo alla ministra Lamorgese che “non è giusto che una persona che vive e cresce con la cultura italiana per così tanti anni ed è pulito (sic), non abbia ancora oggi il diritto di cittadinanza. E non parlo solo per me.”<br /><br />Per evitare lo scoppio di un piccolo caso, il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia gli ha scritto provando a correre ai ripari: “Caro Khaby Lame volevo tranquillizzarti sul fatto che il decreto di concessione della cittadinanza italiana è stato già emanato i primi di giugno dal Ministero dell'Interno. A breve sarai contattato dalle istituzioni locali per la notifica e il giuramento. In bocca al lupo.” In realtà Lame aveva già dichiarato che “il visto e magari la cittadinanza mi renderebbero le cose più facili, ma non sarei contento pensando a tutte quelle altre persone che magari sono anche nate in Italia e non hanno lo stesso diritto.” Nonostante l’ex ministro Salvini abbia dichiarato che “basta la legge che c’è oggi,” secondo un sondaggio commissionato da Action Aid il 62,9% dei cittadini italiani è favorevole alla cittadinanza italiana per i figli di stranieri nati in Italia — una percentuale che sembra sfiorare il 50% anche tra l’elettorato di destra. <br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br />In copertina foto CC BY 2.0 DFID]]></itunes:summary><itunes:duration>3085</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3e9445d029c1afeb13dbeaba37d4cb6b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>174: Le Idi Di Maio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/174-le-idi-di-maio--50307777</link><description><![CDATA[Luigi Di Maio è uscito dal Movimento 5 Stelle, aprendo una crisi politica in nome della stabilità di governo. Ma cambierà davvero qualcosa per il panorama complessivo della politica italiana?<br /><br />Anche se l’uscita di Luigi Di Maio dal M5S era qualcosa che nel partito si temeva da parecchio tempo, e la crisi interna fosse sotto gli occhi di tutti, la scissione, annunciata bruscamente, ha continuato ad agitare la politica per tutta la giornata. Da parte del Movimento 5 Stelle le reazioni sono state di varia intensità: c’è chi non nasconde la propria frustrazione, come Roberto Fico, che ha dichiarato che “la scissione è un’operazione di potere e non politica, che è una cosa diversa,” aggiungendo che ora nel M5S “siamo più forti di prima,” nonostante la riduzione marcata di numeri in Parlamento. È stata più conciliante Chiara Appendino, che ha parlato di “una scelta che non condivido assolutamente, ma che non cancella quanto fatto e vissuto insieme in tutti questi anni.” Per sentire una presa di posizione ragionata da parte di Giuseppe Conte si è dovuto aspettare sera, durante un’intervista a Otto e mezzo su La7. Il leader del M5S ha messo le mani avanti: “Non chiederò le dimissioni di Di Maio,” ma, ha aggiunto, “lascerei che si interroghi con la propria coscienza e decida.” Conte dice di non aver capito quale sia il progetto politico di Di Maio: un’accusa velata al fatto che la pretesa della difesa dell’atlantismo sia una foglia di fico davanti alla vera necessità — costruire una struttura che permetta a Di Maio di presentarsi come leader, e bypassare il limite dei due mandati. La scelta di rompere proprio sull’atlantismo è uno snodo rilevante nell’evoluzione di Di Maio e dei dimaiani — tra i fuoriusciti c’è anche Manlio Di Stefano, che negli ultimi mesi aveva compiuto una vera e propria metamorfosi rispetto alle proprie simpatie putiniane degli anni scorsi.<br /><br />La questione del superamento del limite dei due mandati non è ovviamente un caso chiuso per Giuseppe Conte — resta una richiesta di tanti parlamentari rimasti nel Movimento, ma è anche uno dei pochi temi su cui fa sentire ancora la propria presenza Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha cancellato il proprio viaggio a Roma e sta guardando come la crisi si consuma da lontano. I retroscena dicono che Grillo vede nel limite dei due mandati uno degli ultimi capisaldi dell’identità storica del M5S. Per chi è rimasto nel Movimento e spera ancora in un rilassamento della misura, in realtà, ci potrebbe essere da sperare, perché il cambio di statuto potrebbe essere più facile ora che non è più necessario specificamente per salvare il futuro di uno dei leader del partito. Su Twitter una parte della base del Movimento si è scagliata contro Di Maio, usando l’hashtag #traditore, e riesumando sue vecchie prese di posizione rigoriste in merito ai parlamentari “voltagabbana,” che facevano “cambio di casacca.” <br /><br />Ma cosa cambia negli orizzonti della futura coalizione elettorale che doveva comprendere Pd e M5S? Ne ha parlato Enrico Letta a Porta a Porta, dicendosi “abbastanza sereno,” perché la scissione “diciamo che non ha colto di sorpresa.” Letta ha svicolato sulle posizioni rispetto ai due potenziali alleati, commentando che “ci si domanda nel Pd chi è più vicino a Conte e chi a Di Maio. Nel Pd si è più vicini al Pd. E il Pd reagisce assumendosi la responsabilità di essere ancora più forte e produttivo.” Durante la trasmissione Letta ha dichiarato di aver chiesto ai due leader di rimanere uniti, ma di essere evidentemente rimasto inascoltato. Dall’opposizione, Meloni non si è trattenuta dal sottolineare che, secondo lei, non si è mai vista “una scissione di partito per continuare a stare nello stesso governo a votare gli stessi atti” — una dichiarazione che però dimentica l’esperienza di Gianfranco Fini e degli strani primi mesi di Futuro e Libertà per l’Italia, dentro un governo da cui il suo leader era stato praticamente cacciato.<br /><br />Abbonati a the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50307777</guid><pubDate>Thu, 23 Jun 2022 13:52:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50307777/trappist_174.mp3" length="62394430" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Luigi Di Maio è uscito dal Movimento 5 Stelle, aprendo una crisi politica in nome della stabilità di governo. Ma cambierà davvero qualcosa per il panorama complessivo della politica italiana?&#13;
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Anche se l’uscita di Luigi Di Maio dal M5S era qualcosa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Luigi Di Maio è uscito dal Movimento 5 Stelle, aprendo una crisi politica in nome della stabilità di governo. Ma cambierà davvero qualcosa per il panorama complessivo della politica italiana?<br /><br />Anche se l’uscita di Luigi Di Maio dal M5S era qualcosa che nel partito si temeva da parecchio tempo, e la crisi interna fosse sotto gli occhi di tutti, la scissione, annunciata bruscamente, ha continuato ad agitare la politica per tutta la giornata. Da parte del Movimento 5 Stelle le reazioni sono state di varia intensità: c’è chi non nasconde la propria frustrazione, come Roberto Fico, che ha dichiarato che “la scissione è un’operazione di potere e non politica, che è una cosa diversa,” aggiungendo che ora nel M5S “siamo più forti di prima,” nonostante la riduzione marcata di numeri in Parlamento. È stata più conciliante Chiara Appendino, che ha parlato di “una scelta che non condivido assolutamente, ma che non cancella quanto fatto e vissuto insieme in tutti questi anni.” Per sentire una presa di posizione ragionata da parte di Giuseppe Conte si è dovuto aspettare sera, durante un’intervista a Otto e mezzo su La7. Il leader del M5S ha messo le mani avanti: “Non chiederò le dimissioni di Di Maio,” ma, ha aggiunto, “lascerei che si interroghi con la propria coscienza e decida.” Conte dice di non aver capito quale sia il progetto politico di Di Maio: un’accusa velata al fatto che la pretesa della difesa dell’atlantismo sia una foglia di fico davanti alla vera necessità — costruire una struttura che permetta a Di Maio di presentarsi come leader, e bypassare il limite dei due mandati. La scelta di rompere proprio sull’atlantismo è uno snodo rilevante nell’evoluzione di Di Maio e dei dimaiani — tra i fuoriusciti c’è anche Manlio Di Stefano, che negli ultimi mesi aveva compiuto una vera e propria metamorfosi rispetto alle proprie simpatie putiniane degli anni scorsi.<br /><br />La questione del superamento del limite dei due mandati non è ovviamente un caso chiuso per Giuseppe Conte — resta una richiesta di tanti parlamentari rimasti nel Movimento, ma è anche uno dei pochi temi su cui fa sentire ancora la propria presenza Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha cancellato il proprio viaggio a Roma e sta guardando come la crisi si consuma da lontano. I retroscena dicono che Grillo vede nel limite dei due mandati uno degli ultimi capisaldi dell’identità storica del M5S. Per chi è rimasto nel Movimento e spera ancora in un rilassamento della misura, in realtà, ci potrebbe essere da sperare, perché il cambio di statuto potrebbe essere più facile ora che non è più necessario specificamente per salvare il futuro di uno dei leader del partito. Su Twitter una parte della base del Movimento si è scagliata contro Di Maio, usando l’hashtag #traditore, e riesumando sue vecchie prese di posizione rigoriste in merito ai parlamentari “voltagabbana,” che facevano “cambio di casacca.” <br /><br />Ma cosa cambia negli orizzonti della futura coalizione elettorale che doveva comprendere Pd e M5S? Ne ha parlato Enrico Letta a Porta a Porta, dicendosi “abbastanza sereno,” perché la scissione “diciamo che non ha colto di sorpresa.” Letta ha svicolato sulle posizioni rispetto ai due potenziali alleati, commentando che “ci si domanda nel Pd chi è più vicino a Conte e chi a Di Maio. Nel Pd si è più vicini al Pd. E il Pd reagisce assumendosi la responsabilità di essere ancora più forte e produttivo.” Durante la trasmissione Letta ha dichiarato di aver chiesto ai due leader di rimanere uniti, ma di essere evidentemente rimasto inascoltato. Dall’opposizione, Meloni non si è trattenuta dal sottolineare che, secondo lei, non si è mai vista “una scissione di partito per continuare a stare nello stesso governo a votare gli stessi atti” — una dichiarazione che però dimentica l’esperienza di Gianfranco Fini e degli strani primi mesi di Futuro e Libertà per l’Italia, dentro un governo da cui il suo leader era stato praticamente cacciato.<br /><br...]]></itunes:summary><itunes:duration>3120</itunes:duration><itunes:keywords>conte,draghi,grillo,m5s</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/891875284aa7ad504728137385f03605.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>173: La lunga estate del governo Draghi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/173-la-lunga-estate-del-governo-draghi--50225588</link><description><![CDATA[I risultati delle amministrative, deludenti per molti, lasciano il governo particolarmente fragile, mentre l’autunno — con la crisi del gas, tra le altre cose — si avvicina.<br /><br />Questa tornata di elezioni amministrative ha premiato la coalizione di centrodestra, che ha vinto al primo turno nei tre capoluoghi di regione Palermo, Genova e L’Aquila. A cui si aggiungono, tra i capoluoghi di provincia, Belluno, Rieti, Oristano, Pistoia e La Spezia. Il centrosinistra, invece, deve accontentarsi soltanto di tre vittorie al primo turno: Padova — dove è stato rieletto Sergio Giordani — Taranto — anche qui con la riconferma di Rinaldo Melucci — e Lodi, unico capoluogo di provincia strappato a una precedente amministrazione di centrodestra, con l’elezione del venticinquenne Andrea Furegato, ora uno dei sindaci più giovani d’Italia. Per il ballottaggio, il centrosinistra è in vantaggio a Como, Lucca, Cuneo, Piacenza, Parma e Verona — dove Damiano Tommasi dovrà tentare l’impresa disperata di battere il sindaco uscente Sboarina in una delle più solide roccaforti della destra in Veneto.<br /><br />Se la riconferma del “sindaco–commissario” Marco Bucci a Genova era scontata, la sconfitta del centrosinistra a Palermo archivia l’era di Leoluca Orlando, che dopo due mandati non è evidentemente riuscito a lasciare un’eredità politica. La vittoria di Roberto Lagalla — che aveva il sostegno anche di Italia Viva — non archivia comunque le divisioni all’interno del centrodestra siciliano, spaccato sulla ricandidatura di Nello Musumeci alle prossime regionali. A L’Aquila, invece, è stato riconfermato il meloniano Pierluigi Biondi, ex militante di Casapound. La candidata della coalizione di centrosinistra, Stefania Pezzopane, è arrivata soltanto terza, superata dalla coalizione centrista formata da Azione e +Europa.<br /><br />Allargando lo sguardo, il dato politico più rilevante è l’ulteriore avanzata di Fratelli d’Italia, che batte la Lega praticamente ovunque, anche nelle città del nord tradizionalmente leghiste. La posizione ormai predominante nella coalizione permette a Giorgia Meloni di alzare la voce, tanto da invitare gli alleati a lasciare il governo — un invito per ora rispedito al mittente da Salvini, la cui leadership però sembra sempre più in bilico.<br /><br />Salvini potrebbe scegliere la data del 18 settembre, in occasione del raduno di Pontida, per sfilarsi opportunamente dalla maggioranza in vista delle prossime politiche: un’ipotesi che preoccupa l’ala “governista” del partito, ma che prende atto del fatto che durante la permanenza al governo i consensi della Lega sono calati a favore di FdI — anche se non è chiaro quanto la colpa sia della permanenza in sé e quanto della condotta erratica di Salvini negli ultimi mesi. Nel frattempo, ci si aspetta che il leader leghista alzi i toni dello scontro sui prossimi temi “caldi” del governo.<br /><br />In copertina, foto CC BY-NC-SA 3.0 presidenza del Consiglio dei Ministri<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50225588</guid><pubDate>Thu, 16 Jun 2022 15:39:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50225588/trappist_puntata_173.mp3" length="49417403" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>I risultati delle amministrative, deludenti per molti, lasciano il governo particolarmente fragile, mentre l’autunno — con la crisi del gas, tra le altre cose — si avvicina.&#13;
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Questa tornata di elezioni amministrative ha premiato la coalizione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I risultati delle amministrative, deludenti per molti, lasciano il governo particolarmente fragile, mentre l’autunno — con la crisi del gas, tra le altre cose — si avvicina.<br /><br />Questa tornata di elezioni amministrative ha premiato la coalizione di centrodestra, che ha vinto al primo turno nei tre capoluoghi di regione Palermo, Genova e L’Aquila. A cui si aggiungono, tra i capoluoghi di provincia, Belluno, Rieti, Oristano, Pistoia e La Spezia. Il centrosinistra, invece, deve accontentarsi soltanto di tre vittorie al primo turno: Padova — dove è stato rieletto Sergio Giordani — Taranto — anche qui con la riconferma di Rinaldo Melucci — e Lodi, unico capoluogo di provincia strappato a una precedente amministrazione di centrodestra, con l’elezione del venticinquenne Andrea Furegato, ora uno dei sindaci più giovani d’Italia. Per il ballottaggio, il centrosinistra è in vantaggio a Como, Lucca, Cuneo, Piacenza, Parma e Verona — dove Damiano Tommasi dovrà tentare l’impresa disperata di battere il sindaco uscente Sboarina in una delle più solide roccaforti della destra in Veneto.<br /><br />Se la riconferma del “sindaco–commissario” Marco Bucci a Genova era scontata, la sconfitta del centrosinistra a Palermo archivia l’era di Leoluca Orlando, che dopo due mandati non è evidentemente riuscito a lasciare un’eredità politica. La vittoria di Roberto Lagalla — che aveva il sostegno anche di Italia Viva — non archivia comunque le divisioni all’interno del centrodestra siciliano, spaccato sulla ricandidatura di Nello Musumeci alle prossime regionali. A L’Aquila, invece, è stato riconfermato il meloniano Pierluigi Biondi, ex militante di Casapound. La candidata della coalizione di centrosinistra, Stefania Pezzopane, è arrivata soltanto terza, superata dalla coalizione centrista formata da Azione e +Europa.<br /><br />Allargando lo sguardo, il dato politico più rilevante è l’ulteriore avanzata di Fratelli d’Italia, che batte la Lega praticamente ovunque, anche nelle città del nord tradizionalmente leghiste. La posizione ormai predominante nella coalizione permette a Giorgia Meloni di alzare la voce, tanto da invitare gli alleati a lasciare il governo — un invito per ora rispedito al mittente da Salvini, la cui leadership però sembra sempre più in bilico.<br /><br />Salvini potrebbe scegliere la data del 18 settembre, in occasione del raduno di Pontida, per sfilarsi opportunamente dalla maggioranza in vista delle prossime politiche: un’ipotesi che preoccupa l’ala “governista” del partito, ma che prende atto del fatto che durante la permanenza al governo i consensi della Lega sono calati a favore di FdI — anche se non è chiaro quanto la colpa sia della permanenza in sé e quanto della condotta erratica di Salvini negli ultimi mesi. Nel frattempo, ci si aspetta che il leader leghista alzi i toni dello scontro sui prossimi temi “caldi” del governo.<br /><br />In copertina, foto CC BY-NC-SA 3.0 presidenza del Consiglio dei Ministri<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3089</itunes:duration><itunes:keywords>amministrative,draghi,elezioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/09f0af9ffe38f9b2149f04c6419e6571.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>172: Tutti i nemici del salario minimo legale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/172-tutti-i-nemici-del-salario-minimo-legale--50140778</link><description><![CDATA[Le autorità europee sono arrivate a un accordo per garantire che i salari in UE garantiscano un “tenore di vita dignitoso.” Ma in Italia la destra non vuole sentirne nemmeno parlare, e anche nel centrosinistra non c’è un accordo.<br /><br />Il Consiglio europeo ha annunciato un accordo sulla bozza della direttiva sul salario minimo europeo. Il testo non prevede l’obbligo di istituire un salario minimo legale in tutti gli stati membri, ma punta a creare un quadro che porterà all’innalzamento dei salari, in modo da garantire a tutti un “tenore di vita dignitoso.” La direttiva non riguarderà infatti solo i sei paesi europei senza salario minimo — tra cui appunto l’Italia — ma fisserà gli standard minimi di un salario con cui si possa vivere dignitosamente. <br /><br />Il Consiglio sottolinea che la direttiva dovrebbe rafforzare il ruolo delle parti sociali e della contrattazione collettiva, e non indebolirlo, come spesso sostengono i critici del salario minimo legale. Infatti, nel testo ci saranno anche misure riguardanti i diritti sindacali e l’accesso alla contrattazione collettiva. La Commissione e il Parlamento hanno concordato che i parametri del salario minimo legale dovranno essere aggiornati almeno ogni due anni, sempre con il coinvolgimento delle parti sociali. Agnes Jongerius, europarlamentare dei laburisti olandesi che ha seguito la direttiva per S&D ed era a capo dei negoziatori del Parlamento, ha sottolineato che sono 22 i paesi europei che non sono adeguati alle misure che verranno introdotte, e dove molti lavoratori ricevono paghe con cui è impossibile vivere. <br />L’accordo deriva da una proposta del Parlamento europeo inviata al Consiglio lo scorso ottobre, a cui hanno fatto seguito 8 round di consultazioni e negoziati. La trattativa si è conclusa in piena notte — Jongerius ha pubblicato un video in cui annunciava l’accordo alle 3 di notte. Dragoș Pîslaru, europarlamentare romeno di Renew Europe, ha pubblicato due foto di gruppo per celebrare l’accordo, pubblicando anche un’immagine zoomata sul dettaglio dell’orologio a muro, che segna le 2:44 di notte.<br /><br />L’Italia, insomma, non sarà obbligata ad approvare una legge sul salario minimo legale, ma dovrà scegliere con quali strumenti intervenire — anche rafforzando la contrattazione collettiva — per garantire che i salari siano superiori al 60% del salario mediano lordo, oppure al 50% del salario medio lordo, che in Italia si traduce in una cifra media di 9 euro l’ora. In Italia la normativa interesserebbe 4,6 milioni di lavoratori, tra cui il 90% dei lavoratori domestici e il 35% degli operai agricoli. <br /><br />Secondo il ministro del Lavoro Orlando, che ultimamente si è fatto portavoce della necessità di introdurre il salario minimo, la direttiva europea rappresenta “un assist per i lavoratori.” L’attuale maggioranza di governo però resta spaccata: se da un lato Conte vorrebbe vederlo approvato già in questa legislatura, soltanto pochi giorni fa il ministro Brunetta ha detto che il salario minimo legale “è contro la nostra storia di relazioni industriali e sindacali.” I tempi, molto probabilmente, trascendono la durata di questo governo: quando la direttiva sarà approvata definitivamente — mancano il placet della plenaria del parlamento europeo e poi la ratifica del Consiglio — gli stati membri avranno due anni di tempo per recepirla. <br /><br />Pd e M5S vorrebbero portare in Parlamento una proposta di legge sul salario minimo almeno entro luglio, ma trovare un accordo sarà difficile, anche all’interno della coalizione di centrosinistra: se i 5 Stelle difendono il testo dell’ex ministra Nunzia Catalfo, che mette nero su bianco il minimo di 9 euro lordi all’ora, il Pd preferirebbe derogare la questione ai contratti di settore, dicendo che la soglia dei 9 euro si raggiungerebbe “in modo implicito.” Secondo gli ultimi dati dell’Inps, quasi il 30% dei lavoratori in Italia prende una paga oraria inferiore — percentuale che sale al 35% tra i lavoratori agricoli.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50140778</guid><pubDate>Thu, 09 Jun 2022 14:18:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50140778/trappist_puntata_172.mp3" length="56377259" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Le autorità europee sono arrivate a un accordo per garantire che i salari in UE garantiscano un “tenore di vita dignitoso.” Ma in Italia la destra non vuole sentirne nemmeno parlare, e anche nel centrosinistra non c’è un accordo.&#13;
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Il Consiglio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le autorità europee sono arrivate a un accordo per garantire che i salari in UE garantiscano un “tenore di vita dignitoso.” Ma in Italia la destra non vuole sentirne nemmeno parlare, e anche nel centrosinistra non c’è un accordo.<br /><br />Il Consiglio europeo ha annunciato un accordo sulla bozza della direttiva sul salario minimo europeo. Il testo non prevede l’obbligo di istituire un salario minimo legale in tutti gli stati membri, ma punta a creare un quadro che porterà all’innalzamento dei salari, in modo da garantire a tutti un “tenore di vita dignitoso.” La direttiva non riguarderà infatti solo i sei paesi europei senza salario minimo — tra cui appunto l’Italia — ma fisserà gli standard minimi di un salario con cui si possa vivere dignitosamente. <br /><br />Il Consiglio sottolinea che la direttiva dovrebbe rafforzare il ruolo delle parti sociali e della contrattazione collettiva, e non indebolirlo, come spesso sostengono i critici del salario minimo legale. Infatti, nel testo ci saranno anche misure riguardanti i diritti sindacali e l’accesso alla contrattazione collettiva. La Commissione e il Parlamento hanno concordato che i parametri del salario minimo legale dovranno essere aggiornati almeno ogni due anni, sempre con il coinvolgimento delle parti sociali. Agnes Jongerius, europarlamentare dei laburisti olandesi che ha seguito la direttiva per S&D ed era a capo dei negoziatori del Parlamento, ha sottolineato che sono 22 i paesi europei che non sono adeguati alle misure che verranno introdotte, e dove molti lavoratori ricevono paghe con cui è impossibile vivere. <br />L’accordo deriva da una proposta del Parlamento europeo inviata al Consiglio lo scorso ottobre, a cui hanno fatto seguito 8 round di consultazioni e negoziati. La trattativa si è conclusa in piena notte — Jongerius ha pubblicato un video in cui annunciava l’accordo alle 3 di notte. Dragoș Pîslaru, europarlamentare romeno di Renew Europe, ha pubblicato due foto di gruppo per celebrare l’accordo, pubblicando anche un’immagine zoomata sul dettaglio dell’orologio a muro, che segna le 2:44 di notte.<br /><br />L’Italia, insomma, non sarà obbligata ad approvare una legge sul salario minimo legale, ma dovrà scegliere con quali strumenti intervenire — anche rafforzando la contrattazione collettiva — per garantire che i salari siano superiori al 60% del salario mediano lordo, oppure al 50% del salario medio lordo, che in Italia si traduce in una cifra media di 9 euro l’ora. In Italia la normativa interesserebbe 4,6 milioni di lavoratori, tra cui il 90% dei lavoratori domestici e il 35% degli operai agricoli. <br /><br />Secondo il ministro del Lavoro Orlando, che ultimamente si è fatto portavoce della necessità di introdurre il salario minimo, la direttiva europea rappresenta “un assist per i lavoratori.” L’attuale maggioranza di governo però resta spaccata: se da un lato Conte vorrebbe vederlo approvato già in questa legislatura, soltanto pochi giorni fa il ministro Brunetta ha detto che il salario minimo legale “è contro la nostra storia di relazioni industriali e sindacali.” I tempi, molto probabilmente, trascendono la durata di questo governo: quando la direttiva sarà approvata definitivamente — mancano il placet della plenaria del parlamento europeo e poi la ratifica del Consiglio — gli stati membri avranno due anni di tempo per recepirla. <br /><br />Pd e M5S vorrebbero portare in Parlamento una proposta di legge sul salario minimo almeno entro luglio, ma trovare un accordo sarà difficile, anche all’interno della coalizione di centrosinistra: se i 5 Stelle difendono il testo dell’ex ministra Nunzia Catalfo, che mette nero su bianco il minimo di 9 euro lordi all’ora, il Pd preferirebbe derogare la questione ai contratti di settore, dicendo che la soglia dei 9 euro si raggiungerebbe “in modo implicito.” Secondo gli ultimi dati dell’Inps, quasi il 30% dei lavoratori in Italia prende una paga oraria inferiore — percentuale che sale al 35% tra i lavoratori...]]></itunes:summary><itunes:duration>3524</itunes:duration><itunes:keywords>eu,europea,lavoro,salario,ue,unione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ae347c52795a4f531f0d9acee97930aa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>171: Un lavoro precario per tutt*</title><link>https://www.spreaker.com/episode/171-un-lavoro-precario-per-tutt--50049116</link><description><![CDATA[Più di 3 milioni di italiani sono assunti con un contratto a tempo determinato: è il numero più alto di sempre — il frutto di precise decisioni politiche che continuano da vent’anni<br /><br />In Italia ci si sta accorgendo che c’è un problema di politiche del lavoro? Forse sì. Di certo arrivano dati sempre più significativi e sconfortanti: Gli ultimi dati Istat sull’occupazione certificano un lieve calo ad aprile 2022, soprattutto tra donne, autonomi e persone di età compresa tra 35 e 49 anni. Il tasso di occupazione resta invariato al 59,9%, ma la notizia più interessante è il record dell’occupazione dipendente a termine: gli assunti con un contratto a tempo determinato hanno raggiunto quota 3 milioni e 166 mila, +12,6% rispetto ad aprile 2021, il dato più alto dall’inizio delle serie storiche nel 1977.<br /><br />È colpa di qualcuno? L’amore dell’imprenditoria italiana per il precariato è cosa nota da decenni, ma frugando tra le notizie dell’anno scorso si trova una vera e propria pistola fumante: lo scorso 25 luglio il governo, tramite un emendamento al decreto Sostegni bis promosso dal Pd, ha sostanzialmente offerto alle imprese la possibilità di prorogare i rapporti a tempo determinato senza indicare causali, e stipulare contratti a tempo determinato di durata superiore ai 12 mesi anche con lavoratori già impiegati con contratti precari da due anni. Confindustria aveva ringraziato di cuore il governo — e le imprese, a giudicare dai dati di questi giorni, non hanno avuto vergogna di approfittarne.<br /><br />Non è l’unica questione aperta, però: la stagnazione dei salari rispetto alla media europea è un problema politico altrettanto grande. Le proposte di salario minimo avanzate negli ultimi mesi stanno incontrando gli strepiti delle associazioni imprenditoriali e del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha invitato sostanzialmente a tenere i salari bassi per non mettere sotto pressione le imprese — non lanciandoli in una “vana rincorsa” rispetto ai prezzi, che stanno aumentando a causa delle ben note vicende sanitarie e belliche degli ultimi due anni. Per fortuna, dopo anni di tentennamenti sindacali che hanno contribuito a rendere l’Italia uno degli ultimi paesi Ue a non aver definito per legge un salario minimo, almeno la Cgil e il suo segretario Maurizio Landini sembrano essersi convinti che la misura non può più essere rimandata — lo stesso non si può dire, però, della Cisl.<br /><br />La classe politica italiana però ha altro per la testa, come le gite a Mosca. Il segretario leghista Matteo Salvini avrebbe voluto provare a risolvere la guerra in Ucraina recandosi personalmente al Cremlino e provando a proporsi come mediatore — peccato che, come ormai è noto, ha provato ad organizzare il viaggio in maniera molto irrituale, avvalendosi di un intermediario discutibile e non informando in maniera adeguata il governo. Si è sollevato quindi un polverone, con l’ex ministro dell’Interno attaccato praticamente da tutto l’arco politico: del viaggio probabilmente non se ne farà nulla — in compenso sulla vicenda indagherà il Copasir.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50049116</guid><pubDate>Fri, 03 Jun 2022 12:34:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50049116/trappist_171.mp3" length="52201429" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Più di 3 milioni di italiani sono assunti con un contratto a tempo determinato: è il numero più alto di sempre — il frutto di precise decisioni politiche che continuano da vent’anni&#13;
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In Italia ci si sta accorgendo che c’è un problema di politiche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Più di 3 milioni di italiani sono assunti con un contratto a tempo determinato: è il numero più alto di sempre — il frutto di precise decisioni politiche che continuano da vent’anni<br /><br />In Italia ci si sta accorgendo che c’è un problema di politiche del lavoro? Forse sì. Di certo arrivano dati sempre più significativi e sconfortanti: Gli ultimi dati Istat sull’occupazione certificano un lieve calo ad aprile 2022, soprattutto tra donne, autonomi e persone di età compresa tra 35 e 49 anni. Il tasso di occupazione resta invariato al 59,9%, ma la notizia più interessante è il record dell’occupazione dipendente a termine: gli assunti con un contratto a tempo determinato hanno raggiunto quota 3 milioni e 166 mila, +12,6% rispetto ad aprile 2021, il dato più alto dall’inizio delle serie storiche nel 1977.<br /><br />È colpa di qualcuno? L’amore dell’imprenditoria italiana per il precariato è cosa nota da decenni, ma frugando tra le notizie dell’anno scorso si trova una vera e propria pistola fumante: lo scorso 25 luglio il governo, tramite un emendamento al decreto Sostegni bis promosso dal Pd, ha sostanzialmente offerto alle imprese la possibilità di prorogare i rapporti a tempo determinato senza indicare causali, e stipulare contratti a tempo determinato di durata superiore ai 12 mesi anche con lavoratori già impiegati con contratti precari da due anni. Confindustria aveva ringraziato di cuore il governo — e le imprese, a giudicare dai dati di questi giorni, non hanno avuto vergogna di approfittarne.<br /><br />Non è l’unica questione aperta, però: la stagnazione dei salari rispetto alla media europea è un problema politico altrettanto grande. Le proposte di salario minimo avanzate negli ultimi mesi stanno incontrando gli strepiti delle associazioni imprenditoriali e del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha invitato sostanzialmente a tenere i salari bassi per non mettere sotto pressione le imprese — non lanciandoli in una “vana rincorsa” rispetto ai prezzi, che stanno aumentando a causa delle ben note vicende sanitarie e belliche degli ultimi due anni. Per fortuna, dopo anni di tentennamenti sindacali che hanno contribuito a rendere l’Italia uno degli ultimi paesi Ue a non aver definito per legge un salario minimo, almeno la Cgil e il suo segretario Maurizio Landini sembrano essersi convinti che la misura non può più essere rimandata — lo stesso non si può dire, però, della Cisl.<br /><br />La classe politica italiana però ha altro per la testa, come le gite a Mosca. Il segretario leghista Matteo Salvini avrebbe voluto provare a risolvere la guerra in Ucraina recandosi personalmente al Cremlino e provando a proporsi come mediatore — peccato che, come ormai è noto, ha provato ad organizzare il viaggio in maniera molto irrituale, avvalendosi di un intermediario discutibile e non informando in maniera adeguata il governo. Si è sollevato quindi un polverone, con l’ex ministro dell’Interno attaccato praticamente da tutto l’arco politico: del viaggio probabilmente non se ne farà nulla — in compenso sulla vicenda indagherà il Copasir.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3263</itunes:duration><itunes:keywords>lavoro,politica,precariato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c7bfe663e543b6b61f7a2656035244ec.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>170: La pace secondo Mario Draghi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/170-la-pace-secondo-mario-draghi--49955820</link><description><![CDATA[La Russia ha respinto il piano di pace di Di Maio e Draghi, ma qualcuno ci ha creduto? Mentre il governo parla di pace e condizionatori, l’Italia ha quadruplicato le proprie importazioni di petrolio russo<br /><br />Il “Piano italiano per la pace” offerto a Russia e Ucraina è stato malamente snobbato dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Medvedev, secondo cui “sembra preparato da politologi locali che hanno letto molti giornali di provincia.” Il portavoce del Cremlino Peskov ha poi stemperato, dicendo che il piano non è stato ancora esaminato. La proposta, in quattro punti, è stata definita da Di Maio come un lavoro “ancora embrionale.” Anticipato da Repubblica la settimana scorsa, il piano ha avuto una gestazione tortuosa e non molto chiara, estranea ai canali diplomatici tradizionali. <br /><br />Nel mondo reale, però, la situazione è molto più complessa. Ad esempio, l’Italia questo mese ha importato 450 mila barili di greggio dalla Russia — ben quattro volte più che a febbraio. Questo aumento è dovuto alla necessità di mantenere in funzione la raffineria Lukoil di Priolo, in provincia di Siracusa, di proprietà dell’omonima azienda russa e che — come conseguenza indiretta delle sanzioni — utilizza ora unicamente petrolio russo per le proprie attività. E la raffineria è troppo grande per essere chiusa — lavora il 13% del petrolio greggio che arriva in Italia e dà lavoro a circa mille dipendenti più indotto. L’aumento delle importazioni dalla Russia, però, stride con la politica del governo, che a parole parla di ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia — la quale finanzia il proprio apparato militare soprattutto con le esportazioni di petrolio.<br /><br />Con Stefano Colombo e Alessandro Massone<br />Editing di Federico Cuscunà<br /><br />in copertina, foto CC-BY-NC-SA 3.0 IT presidenza del Consiglio dei ministri<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49955820</guid><pubDate>Thu, 26 May 2022 16:21:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49955820/trappist_puntata_170.mp3" length="48640834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La Russia ha respinto il piano di pace di Di Maio e Draghi, ma qualcuno ci ha creduto? 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Ad esempio, l’Italia questo mese ha importato 450 mila barili di greggio dalla Russia — ben quattro volte più che a febbraio. Questo aumento è dovuto alla necessità di mantenere in funzione la raffineria Lukoil di Priolo, in provincia di Siracusa, di proprietà dell’omonima azienda russa e che — come conseguenza indiretta delle sanzioni — utilizza ora unicamente petrolio russo per le proprie attività. E la raffineria è troppo grande per essere chiusa — lavora il 13% del petrolio greggio che arriva in Italia e dà lavoro a circa mille dipendenti più indotto. L’aumento delle importazioni dalla Russia, però, stride con la politica del governo, che a parole parla di ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia — la quale finanzia il proprio apparato militare soprattutto con le esportazioni di petrolio.<br /><br />Con Stefano Colombo e Alessandro Massone<br />Editing di Federico Cuscunà<br /><br />in copertina, foto CC-BY-NC-SA 3.0 IT presidenza del Consiglio dei ministri<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3041</itunes:duration><itunes:keywords>draghi,guerra,italia,petrolio,russia,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2af850e76ba5bee06e0dfea1c890c9bf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>169: Cose rosse, diritti di tutte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/169-cose-rosse-diritti-di-tutte--49876242</link><description><![CDATA[La proposta di legge sul congedo mestruale del governo spagnolo, trainato da Podemos, ha aperto un dibattito sul diritto alla salute delle donne. Esistono due scuole di pensiero, che vedono nel congedo un’opportunità per rivendicare l’unicità del diritto alla salute femminile e chi pensa sia una discriminazione controproducente per la posizione della donna nella società. Una certezza è che la medicina non conosce ancora abbastanza il corpo delle donne, anzi ne trascura la specificità proponendo un modello basato sul corpo maschile.<br /><br />In questa puntata di Trappist parliamo di mestruazioni, diritti delle donne sul luogo di lavoro, storia del congedo mestruale.<br />Per farlo, abbiamo invitato Valentina Lucia Fontana ideatrice di Eva in Rosso il podcast sul ciclo mestruale e del Festival del ciclo mestruale, che si terrà a Milano dal 17 al 19 giugno.<br /><br />Con Valentina Lucia Fontana, Emanuela Colaci e Alessandro Massone.<br />Editing Federico Cuscunà]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49876242</guid><pubDate>Fri, 20 May 2022 13:24:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49876242/trappist_169.mp3" length="58704874" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La proposta di legge sul congedo mestruale del governo spagnolo, trainato da Podemos, ha aperto un dibattito sul diritto alla salute delle donne. 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Una certezza è che la medicina non conosce ancora abbastanza il corpo delle donne, anzi ne trascura la specificità proponendo un modello basato sul corpo maschile.<br /><br />In questa puntata di Trappist parliamo di mestruazioni, diritti delle donne sul luogo di lavoro, storia del congedo mestruale.<br />Per farlo, abbiamo invitato Valentina Lucia Fontana ideatrice di Eva in Rosso il podcast sul ciclo mestruale e del Festival del ciclo mestruale, che si terrà a Milano dal 17 al 19 giugno.<br /><br />Con Valentina Lucia Fontana, Emanuela Colaci e Alessandro Massone.<br />Editing Federico Cuscunà]]></itunes:summary><itunes:duration>3670</itunes:duration><itunes:keywords>congedo,femminismo,mestruale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a4ef374c3d1398602fdcafe251521e44.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>168: In Parlamento si discute del salario minimo. È la volta buona?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/168-in-parlamento-si-discute-del-salario-minimo-e-la-volta-buona--49786819</link><description><![CDATA[Il disegno di legge di Nunzia Catalfo è arrivato in Parlamento, ma far entrare anche l'Italia tra i paesi che adottano questo diritto non sarà facile<br /><br />L’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha presentato un disegno di legge per l’introduzione del salario minimo in Italia, che potrebbe aggirarsi sui 1.400 euro al mese e garantire stipendi dignitosi a quattro milioni e mezzo di lavoratori. Il salario minimo è presente già nella maggior parte dei paesi euro, ma non sarà facile introdurlo in Italia, anche per l’opposizione di alcuni noti partiti di centrodestra al governo come Forza Italia e Italia Viva. La sua introduzione però, con l’inflazione in volata, è sempre più urgente.<br /><br />Nel frattempo il paese si è finalmente accorto della gravità di quanto accade ad ogni raduno degli alpini, tra molestie e sessismo imperante. L’ultimo meeting di Rimini ha raccolto proteste generali e ha costretto addirittura il ministro della Difesa a parlare di “episodi gravissimi.” A differenza dell’epidemia di maschilismo, almeno, quella di covid secondo la politica italiana ormai si è fermata. O no?<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49786819</guid><pubDate>Fri, 13 May 2022 15:46:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49786819/trappist_168.mp3" length="56914463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il disegno di legge di Nunzia Catalfo è arrivato in Parlamento, ma far entrare anche l'Italia tra i paesi che adottano questo diritto non sarà facile&#13;
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L’ultimo meeting di Rimini ha raccolto proteste generali e ha costretto addirittura il ministro della Difesa a parlare di “episodi gravissimi.” A differenza dell’epidemia di maschilismo, almeno, quella di covid secondo la politica italiana ormai si è fermata. 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Wade — che dal 1973 protegge il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza negli Stati Uniti. È la prima volta che un documento interno della Corte suprema viene pubblicato mentre l’alta corte sta ancora dibattendo il caso. Il documento è datato 10 febbraio, e trattandosi di una bozza non riporta un voto definitivo, ma indica che la Corte sarebbe pronta ad esprimersi a favore dello stato del Mississippi, che sta cercando di vietare l’aborto dopo la 15esima settimana di gravidanza.<br /><br />Non sarebbe una sorpresa se la decisione venisse confermata: in questo momento la Corte suprema è profondamente sbilanciata, con 6 giudici conservatori e solo 3 democratici, e da più di un anno varie indicazioni e retroscena fanno capire che i giudici si potrebbero esprimere in questo modo. Ciononostante, se il documento venisse approvato in via definitiva, la Corte lancerebbe una bomba in mezzo al dibattito politico statunitense, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Le motivazioni citate nel documento sono le solite che arrivano da destra: secondo i giudici nel testo della Costituzione statunitense non c’è niente che indichi un diritto “costituzionale” all’IVG, e quindi la materia deve essere lasciata agli stati. La bozza riporta che i giudici conservatori hanno rifiutato una proposta di compromesso avanzata dal giudice Roberts, che a dicembre aveva proposto di approvare la legge liberticida del Mississippi ma di non esprimersi su Roe v. Wade. Prendere una decisione del genere — e a così breve distanza da un cambiamento della composizione della Corte — rischia di minarne l’autorità. La giudice Sonia Sotomayor riassume così il problema: “Questa istituzione può sopravvivere al fetore che questa decisione creerà nella percezione del pubblico, secondo cui la Costituzione e la sua interpretazione sono solo atti politici?”<br /><br />Dopo la pubblicazione della bozza del documento della Corte suprema, in tutti gli Stati Uniti migliaia di persone sono scese in strada per protestare a difesa del diritto all’aborto. Si è tenuta una manifestazione di fronte alla sede della Corte suprema, ma tantissime persone hanno manifestato anche ad Atlanta, a Chicago, a Denver, a Los Angeles — dove la polizia ha reagitoo con violenza — a Seattle e in molte altre città. La manifestazione più partecipata è stata quella di New York, dove molti manifestanti si sono presentati vestiti di verde, richiamandosi alla Marea Verde del Sudamerica. Non si può sminuire l’importanza di queste proteste: anche se il confronto finale per il diritto all’IVG si terrà al Congresso, la vera battaglia sarà necessariamente di comunità. Guardando con crescente scetticismo il partito democratico, il movimento pro-choice statunitense si sta preparando da tempo al momento in cui la destra potrebbe riuscire finalmente a minare Roe v. Wade.<br /><br />Sull’onda degli eventi, il governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt ha firmato una legge anti–aborto che ricalca il modello di quella del Texas, che in modo controverso era già riuscito a bypassare le protezioni federali, dando ai singoli cittadini la possibilità di denunciare chi pratica interruzioni volontarie di gravidanza. Annunciando la firma della legge, Stitt ha dichiarato che vuole rendere l’Oklahoma “lo stato più pro–life del paese.” In realtà in Oklahoma, tra le cosiddette “trigger laws,” era già stata approvata una legge che metteva al bando di fatto tutti gli aborti.<br />La cancellazione di Roe v. Wade, infatti, si tradurrà in un’ondata di leggi liberticide: l’Oklahoma e altri 12 stati hanno già approvato leggi “trigger” che entreranno automaticamente in vigore non appena non ci sarà più l’ostacolo di quel precedente. Oltre a questi tredici bisogna aggiungere gli stati che hanno già adattato leggi sul modello di quella texana, o che hanno altre leggi simili in corso di stesura. In totale, si contano almeno 26 stati in cui l’aborto diventerebbe illegale — più di metà degli Stati Uniti. <br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49690042</guid><pubDate>Fri, 06 May 2022 14:08:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49690042/trappist_167.mp3" length="91638222" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Con ospiti speciali Viola Stefanello @violastefanello e Filippo Valsorda @filosottile&#13;
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POLITICO ha ottenuto la bozza del documento con cui il giudice Samuel Alito spiega la posizione della maggioranza dei giudici della Corte suprema statunitense,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con ospiti speciali Viola Stefanello @violastefanello e Filippo Valsorda @filosottile<br /><br />POLITICO ha ottenuto la bozza del documento con cui il giudice Samuel Alito spiega la posizione della maggioranza dei giudici della Corte suprema statunitense, che in una votazione interna si sono espressi per superare la storica sentenza Roe v. Wade — che dal 1973 protegge il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza negli Stati Uniti. È la prima volta che un documento interno della Corte suprema viene pubblicato mentre l’alta corte sta ancora dibattendo il caso. Il documento è datato 10 febbraio, e trattandosi di una bozza non riporta un voto definitivo, ma indica che la Corte sarebbe pronta ad esprimersi a favore dello stato del Mississippi, che sta cercando di vietare l’aborto dopo la 15esima settimana di gravidanza.<br /><br />Non sarebbe una sorpresa se la decisione venisse confermata: in questo momento la Corte suprema è profondamente sbilanciata, con 6 giudici conservatori e solo 3 democratici, e da più di un anno varie indicazioni e retroscena fanno capire che i giudici si potrebbero esprimere in questo modo. Ciononostante, se il documento venisse approvato in via definitiva, la Corte lancerebbe una bomba in mezzo al dibattito politico statunitense, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Le motivazioni citate nel documento sono le solite che arrivano da destra: secondo i giudici nel testo della Costituzione statunitense non c’è niente che indichi un diritto “costituzionale” all’IVG, e quindi la materia deve essere lasciata agli stati. La bozza riporta che i giudici conservatori hanno rifiutato una proposta di compromesso avanzata dal giudice Roberts, che a dicembre aveva proposto di approvare la legge liberticida del Mississippi ma di non esprimersi su Roe v. Wade. Prendere una decisione del genere — e a così breve distanza da un cambiamento della composizione della Corte — rischia di minarne l’autorità. La giudice Sonia Sotomayor riassume così il problema: “Questa istituzione può sopravvivere al fetore che questa decisione creerà nella percezione del pubblico, secondo cui la Costituzione e la sua interpretazione sono solo atti politici?”<br /><br />Dopo la pubblicazione della bozza del documento della Corte suprema, in tutti gli Stati Uniti migliaia di persone sono scese in strada per protestare a difesa del diritto all’aborto. Si è tenuta una manifestazione di fronte alla sede della Corte suprema, ma tantissime persone hanno manifestato anche ad Atlanta, a Chicago, a Denver, a Los Angeles — dove la polizia ha reagitoo con violenza — a Seattle e in molte altre città. La manifestazione più partecipata è stata quella di New York, dove molti manifestanti si sono presentati vestiti di verde, richiamandosi alla Marea Verde del Sudamerica. Non si può sminuire l’importanza di queste proteste: anche se il confronto finale per il diritto all’IVG si terrà al Congresso, la vera battaglia sarà necessariamente di comunità. Guardando con crescente scetticismo il partito democratico, il movimento pro-choice statunitense si sta preparando da tempo al momento in cui la destra potrebbe riuscire finalmente a minare Roe v. Wade.<br /><br />Sull’onda degli eventi, il governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt ha firmato una legge anti–aborto che ricalca il modello di quella del Texas, che in modo controverso era già riuscito a bypassare le protezioni federali, dando ai singoli cittadini la possibilità di denunciare chi pratica interruzioni volontarie di gravidanza. Annunciando la firma della legge, Stitt ha dichiarato che vuole rendere l’Oklahoma “lo stato più pro–life del paese.” In realtà in Oklahoma, tra le cosiddette “trigger laws,” era già stata approvata una legge che metteva al bando di fatto tutti gli aborti.<br />La cancellazione di Roe v. 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La risposta aggressiva di Confindustria testimonia che di provvedimenti come questi c'è bisogno, visto che i salari continuano a calare rispetto al resto d'Europa.<br /><br />Il ministro del Lavoro Orlando ha proposto di subordinare gli aiuti statali alle imprese all’aumento dei salari, ottenendo una levata di scudi dal mondo imprenditoriale. Secondo il presidente di Confindustria Carlo Bonomi si tratta di “un ricatto.” “La mia non mi sembrava una proposta eversiva. Questa reazione mi dà l’idea di una inconsapevolezza di quello che si può produrre nel Paese nei prossimi tempi. Noi rischiamo la crisi sociale e una caduta della domanda interna,” ha ribattuto il ministro. <br /><br />La crisi di cui parla Orlando è innegabile: questi due anni di pandemia hanno fatto aumentare il costo della pandemia in tutta Europa — tranne che in Italia e in Spagna, dove però non solo sono state tagliate le tasse sul lavoro, ma sono direttamente calati i salari medi orari. Gli ultimi dati Eurostat, che tra l'altro dimostrano come non ci sia un rapporto diretto tra la tassazione sul lavoro e gli stipendi che i datori di lavoro effettivamente pagano, inquadrano una situazione emergenziale per l’Italia, almeno a livello storico: dal 2008 al 2021, nel resto d’Europa il costo orario dei salari è salito di quasi 6 euro, mentre in Italia non è aumentato di più di 3 euro<br /><br />Nel pieno di una nuova ondata giornalistica di lamentele imprenditoriali sui giovani che non vogliono lavorare, qualche giorno fa è stata presentata la “relazione intermedia” della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia. Ne risulta un quadro impietoso, caratterizzato da una “ricerca del profitto con modalità, termini e proporzioni prevalenti sulla tutela della dignità, della salute e della sicurezza” in molti settori dell’economia. A tal punto che la Commissione propone di inserire un nuovo reato nel Codice penale, per punire chi costringe i lavoratori ad accettare “trattamenti remunerativi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate.” L’indagine si è focalizzata in particolare sulla logistica, rilevando “fenomeni di severo sfruttamento lavorativo con controlli e ritmi serrati che ricalcano le condizioni di lavoro nelle catene di montaggio degli anni Sessanta.”<br /><br />Nota: questa puntata è stata registrata prima che i contratti temporanei dei navigator ancora assunti da Anpal Servizi fossero prorogati per quattro mesi, in attesa di una soluzione strutturale. Per il segretario generale della Uil, Bombardieri, è “un primo risultato positivo.”<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49584251</guid><pubDate>Thu, 28 Apr 2022 15:08:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49584251/trappist_166.mp3" length="77898859" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro Orlando ha proposto di legare gli aiuti statali alle imprese all’aumento dei salari. La risposta aggressiva di Confindustria testimonia che di provvedimenti come questi c'è bisogno, visto che i salari continuano a calare rispetto al resto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ministro Orlando ha proposto di legare gli aiuti statali alle imprese all’aumento dei salari. 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A tal punto che la Commissione propone di inserire un nuovo reato nel Codice penale, per punire chi costringe i lavoratori ad accettare “trattamenti remunerativi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate.” L’indagine si è focalizzata in particolare sulla logistica, rilevando “fenomeni di severo sfruttamento lavorativo con controlli e ritmi serrati che ricalcano le condizioni di lavoro nelle catene di montaggio degli anni Sessanta.”<br /><br />Nota: questa puntata è stata registrata prima che i contratti temporanei dei navigator ancora assunti da Anpal Servizi fossero prorogati per quattro mesi, in attesa di una soluzione strutturale. Per il segretario generale della Uil, Bombardieri, è “un primo risultato positivo.”<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3244</itunes:duration><itunes:keywords>lavoro,orlando</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/41c6389df118bfa8ddc67164decdc246.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>165: Ha stata l’Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/165-ha-stata-l-italia--49505272</link><description><![CDATA[Mentre il governo cerca di normalizzare la necessità che le famiglie usino meno condizionatore e riscaldamento, la politica italiana gioca annoiata a cercare uno scandalo, uno qualsiasi, che coinvolga la Russia<br /><br />Ricordate la vecchia storia secondo cui il governo Renzi avrebbe partecipato a un complotto internazionale per sabotare la vittoria di Trump alle elezioni del 2016, “confezionando” lo scandalo del Russiagate? Lanciata nel 2019 da uno dei personaggi chiave della vicenda, George Papadopoulos, e poi tornata in auge nel 2021 con il meme “Italy did it,” secondo cui ci sarebbe lo zampino di Renzi anche dietro la vittoria di Biden alle ultime elezioni, questa storia si è arricchita di un nuovo capitolo grazie a uno scoop di Repubblica, che rivela l’esistenza di una cena segreta a Roma tra il segretario alla giustizia di Trump William Barr e il direttore del Dis Gennaro Vecchione, avvenuta nell’estate del 2019, al termine di un incontro autorizzato direttamente dall’allora presidente del Consiglio Conte. Secondo la ricostruzione, Barr era in Italia proprio per indagare sul presunto coinvolgimento italiano nel Russiagate, e Conte avrebbe in qualche modo accreditato questo sospetto facilitando le indagini piuttosto irrituali da parte statunitense — il tutto poche settimane prima del famoso tweet di endorsement di Trump a “Giuseppi Conte.”<br /><br />Conte ha già parlato di questi incontri di fronte al Copasir, dicendo in sostanza che tutto si è svolto in trasparenza, ma secondo Renzi nella sua versione ci sarebbero dei “buchi neri.” Conte ha ribattuto dicendo di non essere stato a conoscenza della cena tra Barr e Vecchione, negando qualsiasi “patto” con Trump e invitando lo stesso Renzi a presentarsi al Copasir per “riferire tutta la verità.” Il leader di Italia Viva ha rilanciato proponendo “un confronto tv all’americana” (sic). Intervistato oggi sulla Stampa, definisce Conte un “incapace e incompetente” che “voleva solo salvarsi la poltrona.”<br /><br />A proposito di Conte e Russia, le carte emerse dall’indagine del Copasir sulla missione russa in Italia nel marzo 2020 rivelano che si trattò di un’operazione piuttosto articolata dal punto di vista logistico, per la quale il governo italiano ha dovuto pagare circa 3 milioni di euro tra vitto, alloggio e spostamenti. Il tono e lo stile delle comunicazioni tra la Farnesina e il Cremlino, oltre al fatto che il materiale sanitario fosse insufficiente rispetto alle esigenze, “alimenta il sospetto che l’obiettivo dei russi fosse l’attività spionistica e non l’aiuto umanitario,” scrive sul Corriere Fiorenza Sarzanini.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />in copertina: Matteo Renzi, foto Presidenza della Repubblica; Giuseppe Conte, foto CC BY-SA 3.0 Governo.it]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49505272</guid><pubDate>Thu, 21 Apr 2022 15:54:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49505272/trappist_165.mp3" length="48128880" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre il governo cerca di normalizzare la necessità che le famiglie usino meno condizionatore e riscaldamento, la politica italiana gioca annoiata a cercare uno scandalo, uno qualsiasi, che coinvolga la Russia&#13;
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Ricordate la vecchia storia secondo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre il governo cerca di normalizzare la necessità che le famiglie usino meno condizionatore e riscaldamento, la politica italiana gioca annoiata a cercare uno scandalo, uno qualsiasi, che coinvolga la Russia<br /><br />Ricordate la vecchia storia secondo cui il governo Renzi avrebbe partecipato a un complotto internazionale per sabotare la vittoria di Trump alle elezioni del 2016, “confezionando” lo scandalo del Russiagate? Lanciata nel 2019 da uno dei personaggi chiave della vicenda, George Papadopoulos, e poi tornata in auge nel 2021 con il meme “Italy did it,” secondo cui ci sarebbe lo zampino di Renzi anche dietro la vittoria di Biden alle ultime elezioni, questa storia si è arricchita di un nuovo capitolo grazie a uno scoop di Repubblica, che rivela l’esistenza di una cena segreta a Roma tra il segretario alla giustizia di Trump William Barr e il direttore del Dis Gennaro Vecchione, avvenuta nell’estate del 2019, al termine di un incontro autorizzato direttamente dall’allora presidente del Consiglio Conte. 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Intervistato oggi sulla Stampa, definisce Conte un “incapace e incompetente” che “voleva solo salvarsi la poltrona.”<br /><br />A proposito di Conte e Russia, le carte emerse dall’indagine del Copasir sulla missione russa in Italia nel marzo 2020 rivelano che si trattò di un’operazione piuttosto articolata dal punto di vista logistico, per la quale il governo italiano ha dovuto pagare circa 3 milioni di euro tra vitto, alloggio e spostamenti. Il tono e lo stile delle comunicazioni tra la Farnesina e il Cremlino, oltre al fatto che il materiale sanitario fosse insufficiente rispetto alle esigenze, “alimenta il sospetto che l’obiettivo dei russi fosse l’attività spionistica e non l’aiuto umanitario,” scrive sul Corriere Fiorenza Sarzanini.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />in copertina: Matteo Renzi, foto Presidenza della Repubblica; Giuseppe Conte, foto CC BY-SA 3.0 Governo.it]]></itunes:summary><itunes:duration>3004</itunes:duration><itunes:keywords>conte,renzi,russiagate</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/30e60cfad0360288dc73ee254810e9c8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>164: La polizia ha un problema con il razzismo; l’Italia ha un problema con la polizia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/164-la-polizia-ha-un-problema-con-il-razzismo-l-italia-ha-un-problema-con-la-polizia--49433992</link><description><![CDATA[Il caso dell’arresto violento di un cittadino senegalese a Firenze riassume problemi due grandi problemi italiani: il sistematico razzismo istituzionale e il problema mai affrontato della violenza della polizia.<br /><br />Lo scorso 5 aprile un agente in borghese della polizia municipale di Firenze ha arrestato un cittadino senegalese. La vicenda è emersa qualche giorno dopo grazie a un video diffuso sui social network che ha mostrato la violenza dell’arresto, ed è anche diventato una vera e propria crisi diplomatica: il sindaco Nardella e il prefetto Valenti hanno incontrato in prefettura il console onorario e l’ambasciatore del Senegal, che ha definito l’accaduto “semplicemente scandaloso e disumano.”<br /><br />Sabato ci sarà una nuova manifestazione sul lungarno degli Acciaiuoli, con lo slogan “Basta abusi, sciogliere le squadre antidegrado.” <br /><br />Il sindaco Nardella ha annunciato “una verifica interna con la polizia municipale,” ma ci tiene a “respingere fermamente l’accusa secondo cui gli agenti avrebbero agito per razzismo.” Anzi: gli agenti della polizia municipale hanno fatto un esposto alla procura per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.<br /><br />L’episodio arriva nel contesto di un crescente disinteresse delle istituzioni nei confronti della violenza della polizia in Italia — con l’introduzione sempre più diffusa dei Taser, nonostante siano considerati veri e propri strumenti di tortura — e mentre le autorità continuano a dividere i profughi che arrivano in Italia in base alla loro provenienza, o, più precisamente, in base al colore della loro pelle.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49433992</guid><pubDate>Thu, 14 Apr 2022 12:53:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49433992/trappist_164_edit.mp3" length="90903450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il caso dell’arresto violento di un cittadino senegalese a Firenze riassume problemi due grandi problemi italiani: il sistematico razzismo istituzionale e il problema mai affrontato della violenza della polizia.&#13;
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Lo scorso 5 aprile un agente in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il caso dell’arresto violento di un cittadino senegalese a Firenze riassume problemi due grandi problemi italiani: il sistematico razzismo istituzionale e il problema mai affrontato della violenza della polizia.<br /><br />Lo scorso 5 aprile un agente in borghese della polizia municipale di Firenze ha arrestato un cittadino senegalese. La vicenda è emersa qualche giorno dopo grazie a un video diffuso sui social network che ha mostrato la violenza dell’arresto, ed è anche diventato una vera e propria crisi diplomatica: il sindaco Nardella e il prefetto Valenti hanno incontrato in prefettura il console onorario e l’ambasciatore del Senegal, che ha definito l’accaduto “semplicemente scandaloso e disumano.”<br /><br />Sabato ci sarà una nuova manifestazione sul lungarno degli Acciaiuoli, con lo slogan “Basta abusi, sciogliere le squadre antidegrado.” <br /><br />Il sindaco Nardella ha annunciato “una verifica interna con la polizia municipale,” ma ci tiene a “respingere fermamente l’accusa secondo cui gli agenti avrebbero agito per razzismo.” Anzi: gli agenti della polizia municipale hanno fatto un esposto alla procura per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.<br /><br />L’episodio arriva nel contesto di un crescente disinteresse delle istituzioni nei confronti della violenza della polizia in Italia — con l’introduzione sempre più diffusa dei Taser, nonostante siano considerati veri e propri strumenti di tortura — e mentre le autorità continuano a dividere i profughi che arrivano in Italia in base alla loro provenienza, o, più precisamente, in base al colore della loro pelle.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3785</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fb3545a2294bf7f86fc48573e3cbe294.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>163: Tutto costa troppo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/163-tutto-costa-troppo--49354691</link><description><![CDATA[L’economia italiana è stata travolta da una tempesta perfetta, tra postumi degli effetti economici dei lockdown, siccità e guerra in Ucraina. Mentre i prezzi continuano ad aumentare, la politica cerca una soluzione in tempi stretti, che però non esiste.<br /><br />Il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il Def, il documento fondamentale della programmazione economica del governo. Il testo prende atto del significativo peggioramento del quadro economico dovuto alla guerra in Ucraina: la previsione tendenziale di crescita del Pil per il 2022 scende dal 4,7% — che era stato ipotizzato a settembre — al 2,9%, e dal 2,8 al 2,3% per il 2023.<br /><br />L’inflazione sta crescendo e la crisi colpisce soprattutto le famiglie meno abbienti, che di fronte all’aumento dei prezzi hanno meno margine per rivedere le proprie spese, dato che tendenzialmente consumano meno beni considerati superflui. In questa crisi la situazione si presenta ancora più preoccupante, dato che ad aumentare sono quei beni che già pesano di più sul conto delle famiglie più povere: prodotti alimentari ed energia.<br /><br />L’aumento dell’inflazione è dovuto a diversi fattori e la crisi è trasversale, spiega Fabio del Bravo - responsabile area analisi Ismea - Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare - in una intervista per Today Economia. Il rialzo dei prezzi sulle materie prime si poteva già osservare prima dello scoppio della guerra in Ucraina, per diverse ragioni geopolitiche e finanziarie. In questa situazione di tensione dei mercati si è inserita la crisi sull'approvvigionamento energetico e alimentare, che ha rincarato la dose.<br /><br />I prodotti alimentari che sono più soggetti al rincaro dei prezzi sono cereali, latte e derivati. I paesi occidentali contano su Russia e Ucraina non solo per l’approvvigionamento energetico, ma anche per quello di grano; forniscono rispettivamente un 20 e un 10 per cento delle esportazioni mondiali di grano. I prezzi della filiera alimentare aumenteranno dunque esponenzialmente in tutto il mondo, secondo l’Ocse dall’8.5% fino al +12.6 per cento in caso di blocco delle esportazioni agricole dell’Ucraina.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49354691</guid><pubDate>Thu, 07 Apr 2022 15:16:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49354691/trappist_163.mp3" length="82037282" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’economia italiana è stata travolta da una tempesta perfetta, tra postumi degli effetti economici dei lockdown, siccità e guerra in Ucraina. Mentre i prezzi continuano ad aumentare, la politica cerca una soluzione in tempi stretti, che però non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’economia italiana è stata travolta da una tempesta perfetta, tra postumi degli effetti economici dei lockdown, siccità e guerra in Ucraina. Mentre i prezzi continuano ad aumentare, la politica cerca una soluzione in tempi stretti, che però non esiste.<br /><br />Il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il Def, il documento fondamentale della programmazione economica del governo. Il testo prende atto del significativo peggioramento del quadro economico dovuto alla guerra in Ucraina: la previsione tendenziale di crescita del Pil per il 2022 scende dal 4,7% — che era stato ipotizzato a settembre — al 2,9%, e dal 2,8 al 2,3% per il 2023.<br /><br />L’inflazione sta crescendo e la crisi colpisce soprattutto le famiglie meno abbienti, che di fronte all’aumento dei prezzi hanno meno margine per rivedere le proprie spese, dato che tendenzialmente consumano meno beni considerati superflui. In questa crisi la situazione si presenta ancora più preoccupante, dato che ad aumentare sono quei beni che già pesano di più sul conto delle famiglie più povere: prodotti alimentari ed energia.<br /><br />L’aumento dell’inflazione è dovuto a diversi fattori e la crisi è trasversale, spiega Fabio del Bravo - responsabile area analisi Ismea - Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare - in una intervista per Today Economia. Il rialzo dei prezzi sulle materie prime si poteva già osservare prima dello scoppio della guerra in Ucraina, per diverse ragioni geopolitiche e finanziarie. In questa situazione di tensione dei mercati si è inserita la crisi sull'approvvigionamento energetico e alimentare, che ha rincarato la dose.<br /><br />I prodotti alimentari che sono più soggetti al rincaro dei prezzi sono cereali, latte e derivati. I paesi occidentali contano su Russia e Ucraina non solo per l’approvvigionamento energetico, ma anche per quello di grano; forniscono rispettivamente un 20 e un 10 per cento delle esportazioni mondiali di grano. I prezzi della filiera alimentare aumenteranno dunque esponenzialmente in tutto il mondo, secondo l’Ocse dall’8.5% fino al +12.6 per cento in caso di blocco delle esportazioni agricole dell’Ucraina.]]></itunes:summary><itunes:duration>3416</itunes:duration><itunes:keywords>grano,guerra,inflazione,russia,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a0fabeec87981820e7fa62c6ec16093e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>162: Ci sono sempre soldi per la Difesa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/162-ci-sono-sempre-soldi-per-la-difesa--49268504</link><description><![CDATA[Draghi parlava di aumentare notevolmente la spesa per la Difesa già a gennaio — come hanno fatto anche i governi precedenti. Ma perché spendere di più quando l’esercito russo sembra essersi rivelato una tigre di carta?<br /><br />Il ministro della Difesa Guerini è andato incontro alle richieste di Giuseppe Conte, cercando di ricucire lo strappo nella maggioranza sulle spese militari: l’obiettivo del 2% sarà raggiunto gradualmente entro il 2028. “È un buon passo verso quella sostenibilità e gradualità da noi sempre richiesta,” commentano fonti del M5S, facendo intendere che la ricomposizione della crisi è vicina — anche se, secondo un retroscena, il Movimento sarebbe tentato di sfilarsi dalla maggioranza il prossimo autunno, approfittando della fine vicina della legislatura per fare un po’ di opposizione e recuperare consensi. L’incontro tra Mario Draghi e Giuseppe Conte non aveva portato a buoni risultati, tanto che il premier ha riferito immediatamente a Sergio Mattarella quanto la divisione sulle spese per la difesa stia mettendo a rischio la stabilità del governo, in un momento già preoccupante per l’Europa. Il sospetto che aleggia a palazzo Chigi è che il leader del M5S voglia portare il paese al voto anticipato.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />in copertina, elaborazione foto CC-BY-SA-2.5 Jollyroger]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49268504</guid><pubDate>Thu, 31 Mar 2022 16:23:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49268504/trappist_162.mp3" length="95516465" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Draghi parlava di aumentare notevolmente la spesa per la Difesa già a gennaio — come hanno fatto anche i governi precedenti. Ma perché spendere di più quando l’esercito russo sembra essersi rivelato una tigre di carta?&#13;
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Il ministro della Difesa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Draghi parlava di aumentare notevolmente la spesa per la Difesa già a gennaio — come hanno fatto anche i governi precedenti. Ma perché spendere di più quando l’esercito russo sembra essersi rivelato una tigre di carta?<br /><br />Il ministro della Difesa Guerini è andato incontro alle richieste di Giuseppe Conte, cercando di ricucire lo strappo nella maggioranza sulle spese militari: l’obiettivo del 2% sarà raggiunto gradualmente entro il 2028. “È un buon passo verso quella sostenibilità e gradualità da noi sempre richiesta,” commentano fonti del M5S, facendo intendere che la ricomposizione della crisi è vicina — anche se, secondo un retroscena, il Movimento sarebbe tentato di sfilarsi dalla maggioranza il prossimo autunno, approfittando della fine vicina della legislatura per fare un po’ di opposizione e recuperare consensi. L’incontro tra Mario Draghi e Giuseppe Conte non aveva portato a buoni risultati, tanto che il premier ha riferito immediatamente a Sergio Mattarella quanto la divisione sulle spese per la difesa stia mettendo a rischio la stabilità del governo, in un momento già preoccupante per l’Europa. Il sospetto che aleggia a palazzo Chigi è che il leader del M5S voglia portare il paese al voto anticipato.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />in copertina, elaborazione foto CC-BY-SA-2.5 Jollyroger]]></itunes:summary><itunes:duration>3978</itunes:duration><itunes:keywords>armi,difesa,esercito,russia,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/54be831d69b7e53e8fda7ae512e9894c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>161: Per risolvere il problema energetico dell’Ue serviranno anni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/161-per-risolvere-il-problema-energetico-dell-ue-serviranno-anni--49186186</link><description><![CDATA[Superato lo shock dello scoppio della guerra in Ucraina, si inizia a pensare a soluzioni concrete per fare a meno dei combustibili fossili russi: ma forse bisognava pensarci prima.<br /><br />Joe Biden è arrivato in Europa per una visita di quattro giorni, che si aprirà oggi con una tripletta di summit senza precedenti storici: nello stesso giorno si coordineranno Nato, Consiglio europeo e G7. Sarà una giornata complessa: Biden può vantare di aver saputo tenere l’alleanza atlantica unita in questo primo mese di guerra, ma sulle decisioni più difficili che si dovranno prendere in questi giorni le spaccature sono profonde, in particolare per quanto riguarda l’energia. Ieri Olaf Scholz ha cercato di anticipare i temi in discussione, dicendo al Bundestag che la Germania è contraria alla no–fly zone e a un intervento Nato in Ucraina, e che il boicottaggio di gas e petrolio russo farebbe più male all’Europa che alla Russia.<br /><br />Ieri Putin ha annunciato che gli “stati non amichevoli” dovranno pagare gas e petrolio russo in rubli, costringendo di fatto i paesi europei che comprano energia dalla Russia a sostenerne la moneta. In realtà, per la valuta russa il peggio sembra già essere alle spalle: il rublo è crollato immediatamente dopo l’ingresso in guerra, e poi è sceso ulteriormente sotto il peso delle sanzioni, ma da questa seconda svalutazione si è ripreso piuttosto rapidamente, già la settimana scorsa. La mossa, però, ha un effetto secondario ancora più importante: dovendo cambiare euro e dollari in rubli, le autorità europee torneranno a garantire un flusso di valute estere — più stabili — nelle banche russe, almeno quelle non sanzionate. Proprio nei primi giorni delle sanzioni Stati Uniti e Unione europea avevano cercato di bloccare l’accesso delle autorità russe alle valute estere. Il ministro dell’Economia tedesco Habeck ha accusato Putin di non rispettare i contratti: infatti, per smettere di accettare pagamenti in euro e in dollari, Gazprom dovrà necessariamente rivedere i propri contratti, che attualmente prevedono pagamenti in dollari.<br /><br />A inizio mese la Commissione europea ha pubblicato i punti principali del piano per arrivare all’indipendenza dall’energia russa entro il 2030. Vengono indicati progetti per aumentare l’energia proveniente da fonti rinnovabili, e promessi interventi con “azioni urgenti sui prezzi.” In Italia ci vorranno almeno tre anni per sostituire il gas russo: l’ha detto il ministro Cingolani nella propria informativa urgente alla Camera. Cingolani ha annunciato anche l’arrivo di due nuove navi per la rigassificazione, in grado di trasformare il GNL — gas naturale liquefatto — in metano gassoso da immettere nella rete di distribuzione. Per l’espansione della Tap, invece, ci vorrà molto più tempo, fino a 9 anni per raddoppiarne la portata.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />In copertina, tubi del Nord Stream 2. Elaborazione foto CC BY 4.0 Gerd Fahrenhorst]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49186186</guid><pubDate>Thu, 24 Mar 2022 15:36:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49186186/trappist_161.mp3" length="64587695" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Superato lo shock dello scoppio della guerra in Ucraina, si inizia a pensare a soluzioni concrete per fare a meno dei combustibili fossili russi: ma forse bisognava pensarci prima.&#13;
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Joe Biden è arrivato in Europa per una visita di quattro giorni,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Superato lo shock dello scoppio della guerra in Ucraina, si inizia a pensare a soluzioni concrete per fare a meno dei combustibili fossili russi: ma forse bisognava pensarci prima.<br /><br />Joe Biden è arrivato in Europa per una visita di quattro giorni, che si aprirà oggi con una tripletta di summit senza precedenti storici: nello stesso giorno si coordineranno Nato, Consiglio europeo e G7. Sarà una giornata complessa: Biden può vantare di aver saputo tenere l’alleanza atlantica unita in questo primo mese di guerra, ma sulle decisioni più difficili che si dovranno prendere in questi giorni le spaccature sono profonde, in particolare per quanto riguarda l’energia. Ieri Olaf Scholz ha cercato di anticipare i temi in discussione, dicendo al Bundestag che la Germania è contraria alla no–fly zone e a un intervento Nato in Ucraina, e che il boicottaggio di gas e petrolio russo farebbe più male all’Europa che alla Russia.<br /><br />Ieri Putin ha annunciato che gli “stati non amichevoli” dovranno pagare gas e petrolio russo in rubli, costringendo di fatto i paesi europei che comprano energia dalla Russia a sostenerne la moneta. In realtà, per la valuta russa il peggio sembra già essere alle spalle: il rublo è crollato immediatamente dopo l’ingresso in guerra, e poi è sceso ulteriormente sotto il peso delle sanzioni, ma da questa seconda svalutazione si è ripreso piuttosto rapidamente, già la settimana scorsa. La mossa, però, ha un effetto secondario ancora più importante: dovendo cambiare euro e dollari in rubli, le autorità europee torneranno a garantire un flusso di valute estere — più stabili — nelle banche russe, almeno quelle non sanzionate. Proprio nei primi giorni delle sanzioni Stati Uniti e Unione europea avevano cercato di bloccare l’accesso delle autorità russe alle valute estere. Il ministro dell’Economia tedesco Habeck ha accusato Putin di non rispettare i contratti: infatti, per smettere di accettare pagamenti in euro e in dollari, Gazprom dovrà necessariamente rivedere i propri contratti, che attualmente prevedono pagamenti in dollari.<br /><br />A inizio mese la Commissione europea ha pubblicato i punti principali del piano per arrivare all’indipendenza dall’energia russa entro il 2030. Vengono indicati progetti per aumentare l’energia proveniente da fonti rinnovabili, e promessi interventi con “azioni urgenti sui prezzi.” In Italia ci vorranno almeno tre anni per sostituire il gas russo: l’ha detto il ministro Cingolani nella propria informativa urgente alla Camera. Cingolani ha annunciato anche l’arrivo di due nuove navi per la rigassificazione, in grado di trasformare il GNL — gas naturale liquefatto — in metano gassoso da immettere nella rete di distribuzione. Per l’espansione della Tap, invece, ci vorrà molto più tempo, fino a 9 anni per raddoppiarne la portata.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />In copertina, tubi del Nord Stream 2. Elaborazione foto CC BY 4.0 Gerd Fahrenhorst]]></itunes:summary><itunes:duration>2689</itunes:duration><itunes:keywords>energia,europa,gas,guerra,petrolio,russia,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3cd5e0d1256bac1472e2019afa95025d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>160: L’ondata ignorata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/160-l-ondata-ignorata--49096232</link><description><![CDATA[La variante BA.2 sembra essere responsabile di una nuova ondata di contagio in tutta Europa, ma l’affaticamento da misure anti-contagio e la guerra in Ucraina coprono l’inazione dei governi. In Italia si parla di “riaprire il paese,” e l’ultima flash survey sulle varianti è del 31 gennaio.<br />È atteso per oggi il decreto con la “road map” per l’uscita dallo stato d’emergenza: già dal primo aprile per i luoghi all’aperto non dovrebbe più servire il green pass, mentre il certificato “base” basterà per i mezzi di trasporto. A partire da maggio non dovrebbe essere più necessario neanche per accedere ai luoghi al chiuso, mentre sui luoghi di lavoro tornerà a bastare anche per gli over 50 il green pass base. L’obiettivo è arrivare a giugno con le restrizioni praticamente azzerate.<br />Su questa tabella di marcia incombe però il progressivo peggioramento del quadro epidemiologico: ieri sono stati registrati 72.568 nuovi contagi, oltre 20 mila in più rispetto a mercoledì scorso, con un tasso di positività al 14,8% e 137 decessi. Anche per questo nel decreto dovrebbe essere inclusa, per richiesta del ministro Speranza, una “clausola di salvaguardia” che permetta di aumentare rapidamente le restrizioni casomai la situazione dovesse ulteriormente peggiorare. <br />La campagna vaccinale, però, si è praticamente fermata, nonostante i 6 milioni di persone in età vaccinabile che non hanno ricevuto neanche una dose. Gli indicatori più “lenti” della pandemia — come decessi e ricoveri in terapia intensiva — continuano a calare su base settimanale, la curva dei contagi conferma il trend al rialzo: la settimana si è chiusa con 340.825 casi.<br /><br />La corsa alle riaperture europea rischia di portare ad una nuova crisi, accelerata dalla nuova variante BA.2, apparentemente più contagiosa di Omicron. Austria, Germania e Paesi Bassi hanno registrato nelle ultime settimane un innalzamento dei contagi. Le autorità sono tuttavia reticenti a imporre nuove restrizioni, dopo averle allentate poche settimane fa.<br /><br />Gli scienziati e gli ufficiali della sanità pubblica stanno monitorando la variante BA.2, che è stata descritta come la variante “stealth” perchè ha delle mutazioni che la rendono difficile da riconoscere. Gli scienziati danesi stimano che questa sottovariante sia più contagiosa, e che stia già sostituendo Omicron. La variante BA è già responsabile per più della metà dei nuovi casi in Germania e dell’11% dei casi negli Stati Uniti. <br /><br />Finché il virus continuerà a diffondersi, in particolare nelle popolazioni non vaccinate o dove l’immunità vaccinale si sta riducendo, produrrà nuove varianti, che continueranno a essere una minaccia anche per i paesi con un alto numero di vaccinati.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49096232</guid><pubDate>Thu, 17 Mar 2022 17:11:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49096232/trappist_160.mp3" length="72035727" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La variante BA.2 sembra essere responsabile di una nuova ondata di contagio in tutta Europa, ma l’affaticamento da misure anti-contagio e la guerra in Ucraina coprono l’inazione dei governi. In Italia si parla di “riaprire il paese,” e l’ultima flash...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La variante BA.2 sembra essere responsabile di una nuova ondata di contagio in tutta Europa, ma l’affaticamento da misure anti-contagio e la guerra in Ucraina coprono l’inazione dei governi. In Italia si parla di “riaprire il paese,” e l’ultima flash survey sulle varianti è del 31 gennaio.<br />È atteso per oggi il decreto con la “road map” per l’uscita dallo stato d’emergenza: già dal primo aprile per i luoghi all’aperto non dovrebbe più servire il green pass, mentre il certificato “base” basterà per i mezzi di trasporto. A partire da maggio non dovrebbe essere più necessario neanche per accedere ai luoghi al chiuso, mentre sui luoghi di lavoro tornerà a bastare anche per gli over 50 il green pass base. L’obiettivo è arrivare a giugno con le restrizioni praticamente azzerate.<br />Su questa tabella di marcia incombe però il progressivo peggioramento del quadro epidemiologico: ieri sono stati registrati 72.568 nuovi contagi, oltre 20 mila in più rispetto a mercoledì scorso, con un tasso di positività al 14,8% e 137 decessi. Anche per questo nel decreto dovrebbe essere inclusa, per richiesta del ministro Speranza, una “clausola di salvaguardia” che permetta di aumentare rapidamente le restrizioni casomai la situazione dovesse ulteriormente peggiorare. <br />La campagna vaccinale, però, si è praticamente fermata, nonostante i 6 milioni di persone in età vaccinabile che non hanno ricevuto neanche una dose. Gli indicatori più “lenti” della pandemia — come decessi e ricoveri in terapia intensiva — continuano a calare su base settimanale, la curva dei contagi conferma il trend al rialzo: la settimana si è chiusa con 340.825 casi.<br /><br />La corsa alle riaperture europea rischia di portare ad una nuova crisi, accelerata dalla nuova variante BA.2, apparentemente più contagiosa di Omicron. Austria, Germania e Paesi Bassi hanno registrato nelle ultime settimane un innalzamento dei contagi. Le autorità sono tuttavia reticenti a imporre nuove restrizioni, dopo averle allentate poche settimane fa.<br /><br />Gli scienziati e gli ufficiali della sanità pubblica stanno monitorando la variante BA.2, che è stata descritta come la variante “stealth” perchè ha delle mutazioni che la rendono difficile da riconoscere. Gli scienziati danesi stimano che questa sottovariante sia più contagiosa, e che stia già sostituendo Omicron. La variante BA è già responsabile per più della metà dei nuovi casi in Germania e dell’11% dei casi negli Stati Uniti. <br /><br />Finché il virus continuerà a diffondersi, in particolare nelle popolazioni non vaccinate o dove l’immunità vaccinale si sta riducendo, produrrà nuove varianti, che continueranno a essere una minaccia anche per i paesi con un alto numero di vaccinati.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2999</itunes:duration><itunes:keywords>covid,draghi,europa,omicron</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/63ee634e5fcb5a91de934271feabfb30.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>159: Cosa fare del petrolio che finanzia la guerra in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/159-cosa-fare-del-petrolio-che-finanzia-la-guerra-in-ucraina--49018512</link><description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno vietato l’import di energia dalla Russia e il Regno Unito si prepara a rendersi indipendente entro fine anno: da oggi anche l’Europa deve mettere in discussione tutte le proprie politiche energetiche.<br /><br />Joe Biden, senza aspettare l’Europa, ha firmato un ordine esecutivo che vieta tutto l’import di petrolio, gas e carbone dalla Russia. Nonostante la dipendenza dall’energia russa per gli Stati Uniti sia molto inferiore rispetto a quella europea, Biden ha ammesso che la decisione non sarà senza costi neanche per l’economia statunitense; commentando in questo senso la necessità di diventare indipendenti a livello energetico, accelerando una transizione all’energia pulita. Al momento la maggioranza dei cittadini statunitensi si è detta favorevole alla misura. Tuttavia, il costo della benzina rappresentava da sempre un problema politico per Biden e la situazione potrebbe quindi cambiare nelle prossime settimane, con l’aumento dei prezzi. <br /><br />Il Regno Unito, intanto, ha dichiarato un progetto altrettanto impegnativo: quello di volersi rendere indipendente dal petrolio russo e dai suoi derivati entro la fine del 2022, e sta considerando anche la messa a bando del gas. Da questo punto di vista il Regno Unito è già largamente indipendente rispetto agli altri paesi europei.<br /><br />La situazione Europea è invece più complessa. La Commissione europea ha pubblicato i punti principali del piano per arrivare all’indipendenza dall’energia russa entro il 2030. Vengono indicati progetti per aumentare l’energia proveniente da fonti rinnovabili, e promessi interventi con “azioni urgenti sui prezzi.” Oggi e domani a Versailles si terranno degli incontri per discutere la questione energetica.<br /><br />Euractiv ha visto una bozza del documento conclusivo in cui l’Unione rinnoverà l’impegno a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 ma, soprattutto, ad eliminare gradualmente la propria dipendenza da gas, petrolio e carbone russi. Il documento indica cinque soluzioni: diversificare l’import comprando da Stati Uniti e Qatar, accelerare lo sviluppo di energie rinnovabili, e vengono citate le necessità di aumentare l’interconnessione tra le reti elettriche e del gas dei singoli stati membri, rafforzare i “piani d’emergenza” energetici dell’Ue, e “migliorare l'efficienza energetica” del blocco. <br /><br />Comprare energia da Qatar e Stati Uniti potrebbe tuttavia rischiare di alzare i prezzi per tutti, dal momento in cui l’Europa si troverebbe a competere con altre grandi potenze consumatrici come la Cina, la Corea del Sud e il Giappone.<br /><br />Un nuovo report del think tank Transport & Environment mostra l’impatto che potrebbero avere le sanzioni sul petrolio: secondo le stime i paesi europei pagano in media 261 milioni di euro al giorno per il petrolio russo. Il direttore del think tank, William Todts, afferma che “il gas è una preoccupazione, ma è il petrolio che finanzia la guerra di Putin.” <br />Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha affermato ad Agorà Extra su Rai3 che in 24-30 mesi dovremmo essere indipendenti dal gas russo. Durante la trasmissione ha posto l’accento sulla necessità di implementare velocemente le energie rinnovabili e sulla capacità di rigassificare, cambiando anche fornitori per una parte delle fonti energetiche che ora provengono dalla Russia.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati 👉 <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49018512</guid><pubDate>Thu, 10 Mar 2022 16:30:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49018512/trappist_159.mp3" length="62874561" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Gli Stati Uniti hanno vietato l’import di energia dalla Russia e il Regno Unito si prepara a rendersi indipendente entro fine anno: da oggi anche l’Europa deve mettere in discussione tutte le proprie politiche energetiche.&#13;
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Joe Biden, senza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno vietato l’import di energia dalla Russia e il Regno Unito si prepara a rendersi indipendente entro fine anno: da oggi anche l’Europa deve mettere in discussione tutte le proprie politiche energetiche.<br /><br />Joe Biden, senza aspettare l’Europa, ha firmato un ordine esecutivo che vieta tutto l’import di petrolio, gas e carbone dalla Russia. Nonostante la dipendenza dall’energia russa per gli Stati Uniti sia molto inferiore rispetto a quella europea, Biden ha ammesso che la decisione non sarà senza costi neanche per l’economia statunitense; commentando in questo senso la necessità di diventare indipendenti a livello energetico, accelerando una transizione all’energia pulita. Al momento la maggioranza dei cittadini statunitensi si è detta favorevole alla misura. Tuttavia, il costo della benzina rappresentava da sempre un problema politico per Biden e la situazione potrebbe quindi cambiare nelle prossime settimane, con l’aumento dei prezzi. <br /><br />Il Regno Unito, intanto, ha dichiarato un progetto altrettanto impegnativo: quello di volersi rendere indipendente dal petrolio russo e dai suoi derivati entro la fine del 2022, e sta considerando anche la messa a bando del gas. Da questo punto di vista il Regno Unito è già largamente indipendente rispetto agli altri paesi europei.<br /><br />La situazione Europea è invece più complessa. La Commissione europea ha pubblicato i punti principali del piano per arrivare all’indipendenza dall’energia russa entro il 2030. Vengono indicati progetti per aumentare l’energia proveniente da fonti rinnovabili, e promessi interventi con “azioni urgenti sui prezzi.” Oggi e domani a Versailles si terranno degli incontri per discutere la questione energetica.<br /><br />Euractiv ha visto una bozza del documento conclusivo in cui l’Unione rinnoverà l’impegno a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 ma, soprattutto, ad eliminare gradualmente la propria dipendenza da gas, petrolio e carbone russi. Il documento indica cinque soluzioni: diversificare l’import comprando da Stati Uniti e Qatar, accelerare lo sviluppo di energie rinnovabili, e vengono citate le necessità di aumentare l’interconnessione tra le reti elettriche e del gas dei singoli stati membri, rafforzare i “piani d’emergenza” energetici dell’Ue, e “migliorare l'efficienza energetica” del blocco. <br /><br />Comprare energia da Qatar e Stati Uniti potrebbe tuttavia rischiare di alzare i prezzi per tutti, dal momento in cui l’Europa si troverebbe a competere con altre grandi potenze consumatrici come la Cina, la Corea del Sud e il Giappone.<br /><br />Un nuovo report del think tank Transport & Environment mostra l’impatto che potrebbero avere le sanzioni sul petrolio: secondo le stime i paesi europei pagano in media 261 milioni di euro al giorno per il petrolio russo. Il direttore del think tank, William Todts, afferma che “il gas è una preoccupazione, ma è il petrolio che finanzia la guerra di Putin.” <br />Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha affermato ad Agorà Extra su Rai3 che in 24-30 mesi dovremmo essere indipendenti dal gas russo. Durante la trasmissione ha posto l’accento sulla necessità di implementare velocemente le energie rinnovabili e sulla capacità di rigassificare, cambiando anche fornitori per una parte delle fonti energetiche che ora provengono dalla Russia.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati 👉 <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3144</itunes:duration><itunes:keywords>guerra,petrolio,russia,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8986246ea26b78ce8b56ffbee32f951e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>158: Armerie italiane</title><link>https://www.spreaker.com/episode/158-armerie-italiane--48936056</link><description><![CDATA[L’Italia ha deciso di inviare armi all’Ucraina senza troppe discussioni, ma l’aumento della spesa militare non è una novità: per quest'anno il budget della Difesa ha raggiunto una cifra record.<br /><br />Come arriveranno all’Ucraina le armi di cui il Parlamento ha appena autorizzato l’invio? La logistica della consegna sarà gestita dalla Nato: arriveranno con un ponte aereo alla frontiera e poi proseguiranno con un convoglio terrestre — spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera — ma probabilmente entreranno in gioco anche contractor privati. Fino al 30 settembre vengono messi a disposizione della Nato circa 4.000 soldati — i primi 1.350 sono già pronti a partire per stanziarsi in Romania e Ungheria.<br /><br />Subito dopo il voto, i parlamentari della Commissione Difesa hanno ricevuto una mail piuttosto minacciosa da parte dell’ambasciata russa in Italia, in cui si ribadisce quanto già detto più volte da Mosca: “I cittadini e le strutture della Ue coinvolti nella fornitura di armi letali alle Forze Armate Ucraine saranno ritenuti responsabili di qualsiasi conseguenza di tali azioni.” Secondo il ministro Guerini, il messaggio “dà il senso dell’arroganza del regime russo.” In Unione europea sono soltanto sette i paesi che non invieranno armi in modo diretto — anzi sei, perché anche la Spagna, dopo alcuni tentennamenti interni, ha deciso di spedire un carico di armi.<br /><br />Le voci contrarie all’invio di armi, in deroga alla legge 185/90, restano piuttosto isolate: su Domani, il politologo Pietro Ignazi spiega che “un tale cambio di passo rischia a di spianare la strada a giustificazioni tipiche dello stato di eccezione,” mentre in situazioni come questa andrebbe mantenuto “un atteggiamento improntato alla critica e alla razionalità.” A trovarsi nella posizione più imbarazzante è il Pd, che ha sposato l’invio di armi all’Ucraina senza alcuna discussione interna si trova a dover gestire i rapporti con la propria base antimilitarista e pacifista e con il mondo delle associazioni: l’Anpi ha già espresso la propria contrarietà, dicendo che la decisione italiana potrebbe essere interpretata dalla Russia come un atto di cobelligeranza, portando a un’ulteriore escalation. Sabato ci sarà a Roma una manifestazione nazionale per la pace e il disarmo, promossa dai sindacati e numerose altre associazioni.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48936056</guid><pubDate>Thu, 03 Mar 2022 15:34:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48936056/trappist_158.mp3" length="97084439" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’Italia ha deciso di inviare armi all’Ucraina senza troppe discussioni, ma l’aumento della spesa militare non è una novità: per quest'anno il budget della Difesa ha raggiunto una cifra record.&#13;
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Come arriveranno all’Ucraina le armi di cui il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Italia ha deciso di inviare armi all’Ucraina senza troppe discussioni, ma l’aumento della spesa militare non è una novità: per quest'anno il budget della Difesa ha raggiunto una cifra record.<br /><br />Come arriveranno all’Ucraina le armi di cui il Parlamento ha appena autorizzato l’invio? La logistica della consegna sarà gestita dalla Nato: arriveranno con un ponte aereo alla frontiera e poi proseguiranno con un convoglio terrestre — spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera — ma probabilmente entreranno in gioco anche contractor privati. Fino al 30 settembre vengono messi a disposizione della Nato circa 4.000 soldati — i primi 1.350 sono già pronti a partire per stanziarsi in Romania e Ungheria.<br /><br />Subito dopo il voto, i parlamentari della Commissione Difesa hanno ricevuto una mail piuttosto minacciosa da parte dell’ambasciata russa in Italia, in cui si ribadisce quanto già detto più volte da Mosca: “I cittadini e le strutture della Ue coinvolti nella fornitura di armi letali alle Forze Armate Ucraine saranno ritenuti responsabili di qualsiasi conseguenza di tali azioni.” Secondo il ministro Guerini, il messaggio “dà il senso dell’arroganza del regime russo.” In Unione europea sono soltanto sette i paesi che non invieranno armi in modo diretto — anzi sei, perché anche la Spagna, dopo alcuni tentennamenti interni, ha deciso di spedire un carico di armi.<br /><br />Le voci contrarie all’invio di armi, in deroga alla legge 185/90, restano piuttosto isolate: su Domani, il politologo Pietro Ignazi spiega che “un tale cambio di passo rischia a di spianare la strada a giustificazioni tipiche dello stato di eccezione,” mentre in situazioni come questa andrebbe mantenuto “un atteggiamento improntato alla critica e alla razionalità.” A trovarsi nella posizione più imbarazzante è il Pd, che ha sposato l’invio di armi all’Ucraina senza alcuna discussione interna si trova a dover gestire i rapporti con la propria base antimilitarista e pacifista e con il mondo delle associazioni: l’Anpi ha già espresso la propria contrarietà, dicendo che la decisione italiana potrebbe essere interpretata dalla Russia come un atto di cobelligeranza, portando a un’ulteriore escalation. Sabato ci sarà a Roma una manifestazione nazionale per la pace e il disarmo, promossa dai sindacati e numerose altre associazioni.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4043</itunes:duration><itunes:keywords>esercito,guerra,italia,russia,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d7fb7ca71de23dbec3594245ce01cd7d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>157: La crisi in Ucraina in Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/157-la-crisi-in-ucraina-in-italia--48857506</link><description><![CDATA[L’Italia è tra i paesi più incerti di fronte alla necessità di imporre sanzioni forti contro la Russia. Ma che percorsi ci sono per ridurre la nostra dipendenza dal gas russo? Ne abbiamo parlato nell’ultima puntata di Trappist, registrata prima dell'invasione.<br /><br />L’Europa, e l’Italia, sono fortemente dipendenti dal gas russo, che costituisce il 40% del nostro approvvigionamento annuale. La crisi in Ucraina, da questo punto di vista, arriva nel peggiore dei momenti possibili, con i prezzi del gas in costante aumento a causa dell’esplosione delle domanda da parte dell’industria, che sta cercando di recuperare il tempo perduto nella prima fase della pandemia.<br /><br />Lasciare alle spalle il gas russo non è impossibile, ma richiederà uno sforzo, e un tempo, considerevole. Per questo, diversi retroscena vogliono che l’Italia sia tra gli stati meno convinti sulla possibilità di avviare immediatamente sanzioni particolarmente dure contro la Russia. Ma l’invasione di oggi rende la posizione del nostro paese — che su questo fronte è affiancato da Germania e Cipro — sempre meno difendibile.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48857506</guid><pubDate>Thu, 24 Feb 2022 15:42:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48857506/trappist_157.mp3" length="83570147" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’Italia è tra i paesi più incerti di fronte alla necessità di imporre sanzioni forti contro la Russia. Ma che percorsi ci sono per ridurre la nostra dipendenza dal gas russo? 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Per questo, diversi retroscena vogliono che l’Italia sia tra gli stati meno convinti sulla possibilità di avviare immediatamente sanzioni particolarmente dure contro la Russia. Ma l’invasione di oggi rende la posizione del nostro paese — che su questo fronte è affiancato da Germania e Cipro — sempre meno difendibile.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3480</itunes:duration><itunes:keywords>gas,guerra,italia,milleproroghe,petrolio,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7097495476c6b528bd078ade24a289ab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>156: La scure della Consulta sui referendum</title><link>https://www.spreaker.com/episode/156-la-scure-della-consulta-sui-referendum--48770061</link><description><![CDATA[I referendum su cannabis ed eutanasia sono stati dichiarati inammissibili dalla Corte Costituzionale: una mossa molto conservatrice, ma che deve aprire un dibattito sulla formulazione dei quesiti respinti — e in generale sull'efficacia dei referendum per come sono concepiti oggi.<br /><br />La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’eutanasia legale. La sentenza completa sarà pubblicata nei prossimi giorni, ma intanto l’ufficio stampa della Consulta ha diffuso un comunicato stampa in cui vengono riassunte le motivazioni: secondo la Corte, con l’abrogazione “ancorché parziale” della norma sull’omicidio del consenziente “non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili.” Marco Cappato, tra i principali promotori, ha parlato di “una brutta notizia per coloro che subiscono e dovranno subire ancora più a lungo sofferenze insopportabili contro la loro volontà,” aggiungendo che saranno percorse altre strade come “disobbedienza civile e ricorsi.” <br /><br />Il referendum aveva raccolto 1,2 milioni di firme — più del doppio del necessario — e proponeva di abrogare una parte dell’articolo 579 del codice penale, che punisce l’omicidio di una persona consenziente: un modo per rendere legale di fatto l’eutanasia attraverso lo strumento limitato del referendum, che nel nostro ordinamento può essere solo abrogativo. La proposta di abolire una parte delle norme sull’omicidio, in assenza di una cornice legale coerente sull’eutanasia, aveva fatto sollevare alcune critiche, non soltanto da parte del conservatorismo cattolico. Luigi Testa, ricercatore di diritto pubblico all’Università dell’Insubria, aveva scritto a luglio sul proprio blog sul Fatto Quotidiano che l’inammissibilità del referendum sarebbe stata probabile, perché l’abolizione di una parte dell’art. 579 non avrebbe garantito i “delicati bilanciamenti” auspicati dalla stessa Corte nel 2019. <br /><br />La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile anche il referendum sulla cannabis legale. In attesa che siano depositate le motivazioni della decisione, il neopresidente della Consulta Giuliano Amato le ha illustrate in una conferenza stampa — un fatto di per sé piuttosto inusuale. Amato ha spiegato che il quesito referendario sulla cannabis riguardava in realtà altre sostanze stupefacenti “pesanti” e quindi sarebbe stato sufficiente “a farci violare obblighi internazionali plurimi.” In più, il referendum sarebbe stato “inidoneo allo scopo” perché avrebbe lasciato in piedi “altre disposizioni che prevedono la responsabilità penale delle stesse condotte.”<br /><br />Amato ha accusato in sostanza il comitato promotore di aver sbagliato il riferimento alle tabelle richiamate all’articolo 73 del Testo Unico sugli stupefacenti, depenalizzando la coltivazione delle sostanze delle tabelle 1 e 3, mentre la cannabis si troverebbe nella tabella 2. Secondo il comitato promotore, invece, è la Corte costituzionale ad essersi sbagliata, perché la parola “coltiva” non può che riferirsi alla cannabis, mentre per le altre sostanze citate da Amato resterebbe il reato di “produzione, fabbricazione, estrazione, raffinazione.” Del resto, che il quesito proponesse di depenalizzare la “coltivazione” per uso personale di qualsiasi sostanza era già noto, ed era anche inevitabile per com’è scritta la legge, che non distingue adeguatamente tra le diverse sostanze. In ogni caso, nella tabella 1 la cannabis c’è, ma è citata con il suo principio attivo — il Delta-9-trans-tetraidrocannabinolo, comunemente noto come THC. Viene il dubbio, quindi, che la Corte costituzionale abbia preso la propria decisione senza sapere con precisione che cos’è il THC, e senza sapere che la cannabis si può coltivare e consumare senza particolari processi di produzione e raffinazione — a differenza di coca e papavero da oppio.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br /><br />Foto: CC BY 2.0 EU2017EE Estonian Presidency]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48770061</guid><pubDate>Thu, 17 Feb 2022 14:02:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48770061/trappist_156.mp3" length="76394495" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>I referendum su cannabis ed eutanasia sono stati dichiarati inammissibili dalla Corte Costituzionale: una mossa molto conservatrice, ma che deve aprire un dibattito sulla formulazione dei quesiti respinti — e in generale sull'efficacia dei referendum...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I referendum su cannabis ed eutanasia sono stati dichiarati inammissibili dalla Corte Costituzionale: una mossa molto conservatrice, ma che deve aprire un dibattito sulla formulazione dei quesiti respinti — e in generale sull'efficacia dei referendum per come sono concepiti oggi.<br /><br />La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’eutanasia legale. La sentenza completa sarà pubblicata nei prossimi giorni, ma intanto l’ufficio stampa della Consulta ha diffuso un comunicato stampa in cui vengono riassunte le motivazioni: secondo la Corte, con l’abrogazione “ancorché parziale” della norma sull’omicidio del consenziente “non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili.” Marco Cappato, tra i principali promotori, ha parlato di “una brutta notizia per coloro che subiscono e dovranno subire ancora più a lungo sofferenze insopportabili contro la loro volontà,” aggiungendo che saranno percorse altre strade come “disobbedienza civile e ricorsi.” <br /><br />Il referendum aveva raccolto 1,2 milioni di firme — più del doppio del necessario — e proponeva di abrogare una parte dell’articolo 579 del codice penale, che punisce l’omicidio di una persona consenziente: un modo per rendere legale di fatto l’eutanasia attraverso lo strumento limitato del referendum, che nel nostro ordinamento può essere solo abrogativo. La proposta di abolire una parte delle norme sull’omicidio, in assenza di una cornice legale coerente sull’eutanasia, aveva fatto sollevare alcune critiche, non soltanto da parte del conservatorismo cattolico. Luigi Testa, ricercatore di diritto pubblico all’Università dell’Insubria, aveva scritto a luglio sul proprio blog sul Fatto Quotidiano che l’inammissibilità del referendum sarebbe stata probabile, perché l’abolizione di una parte dell’art. 579 non avrebbe garantito i “delicati bilanciamenti” auspicati dalla stessa Corte nel 2019. <br /><br />La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile anche il referendum sulla cannabis legale. In attesa che siano depositate le motivazioni della decisione, il neopresidente della Consulta Giuliano Amato le ha illustrate in una conferenza stampa — un fatto di per sé piuttosto inusuale. Amato ha spiegato che il quesito referendario sulla cannabis riguardava in realtà altre sostanze stupefacenti “pesanti” e quindi sarebbe stato sufficiente “a farci violare obblighi internazionali plurimi.” In più, il referendum sarebbe stato “inidoneo allo scopo” perché avrebbe lasciato in piedi “altre disposizioni che prevedono la responsabilità penale delle stesse condotte.”<br /><br />Amato ha accusato in sostanza il comitato promotore di aver sbagliato il riferimento alle tabelle richiamate all’articolo 73 del Testo Unico sugli stupefacenti, depenalizzando la coltivazione delle sostanze delle tabelle 1 e 3, mentre la cannabis si troverebbe nella tabella 2. Secondo il comitato promotore, invece, è la Corte costituzionale ad essersi sbagliata, perché la parola “coltiva” non può che riferirsi alla cannabis, mentre per le altre sostanze citate da Amato resterebbe il reato di “produzione, fabbricazione, estrazione, raffinazione.” Del resto, che il quesito proponesse di depenalizzare la “coltivazione” per uso personale di qualsiasi sostanza era già noto, ed era anche inevitabile per com’è scritta la legge, che non distingue adeguatamente tra le diverse sostanze. In ogni caso, nella tabella 1 la cannabis c’è, ma è citata con il suo principio attivo — il Delta-9-trans-tetraidrocannabinolo, comunemente noto come THC. Viene il dubbio, quindi, che la Corte costituzionale abbia preso la propria decisione senza sapere con precisione che cos’è il THC, e senza sapere che la cannabis si può coltivare e consumare senza particolari processi di produzione e raffinazione — a differenza di coca e papavero da oppio.<br /><br />Sostieni the Submarine, abbonati: <a...]]></itunes:summary><itunes:duration>3820</itunes:duration><itunes:keywords>cannabis,eutanasia,italia,politica,referendum</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a16485c627992a568934c38eab83caba.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>155: La Costituzione protegge l’ambiente, ma i sostenitori del nucleare festeggiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/155-la-costituzione-protegge-l-ambiente-ma-i-sostenitori-del-nucleare-festeggiano--48674420</link><description><![CDATA[L’articolo 41 della Costituzione italiana ora prevede la tutela dell’ambiente e degli animali: una grande vittoria, che però è messa in ombra dalle pressioni per il ritorno al nucleare.<br /><br />La Camera ha dato il via libera definitivo alla legge costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione, inserendo la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali tra i princìpi fondamentali dell’ordinamento italiano. All’art. 41, quello che stabilisce che “l’iniziativa economica privata è libera” a patto che non si svolga “in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana,” viene aggiunto ora che non deve neanche recare danno “alla salute e all’ambiente.” Grande soddisfazione è stata espressa dai ministri Cingolani e Giovannini, così come dalle principali associazioni ambientaliste, che però ora chiedono di tradurre i princìpi in azioni concrete. Nel frattempo, però, dallo scandalo sulla tassonomia voluta dalla Commissione europea, il discorso ambientalista è stato legato a doppio filo all’azione di alcuni gruppi di interesse, che vogliono riportare in Italia l’energia nucleare.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48674420</guid><pubDate>Thu, 10 Feb 2022 15:48:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48674420/trappist_154.mp3" length="69644583" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’articolo 41 della Costituzione italiana ora prevede la tutela dell’ambiente e degli animali: una grande vittoria, che però è messa in ombra dalle pressioni per il ritorno al nucleare.&#13;
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La Camera ha dato il via libera definitivo alla legge...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’articolo 41 della Costituzione italiana ora prevede la tutela dell’ambiente e degli animali: una grande vittoria, che però è messa in ombra dalle pressioni per il ritorno al nucleare.<br /><br />La Camera ha dato il via libera definitivo alla legge costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione, inserendo la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali tra i princìpi fondamentali dell’ordinamento italiano. All’art. 41, quello che stabilisce che “l’iniziativa economica privata è libera” a patto che non si svolga “in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana,” viene aggiunto ora che non deve neanche recare danno “alla salute e all’ambiente.” Grande soddisfazione è stata espressa dai ministri Cingolani e Giovannini, così come dalle principali associazioni ambientaliste, che però ora chiedono di tradurre i princìpi in azioni concrete. Nel frattempo, però, dallo scandalo sulla tassonomia voluta dalla Commissione europea, il discorso ambientalista è stato legato a doppio filo all’azione di alcuni gruppi di interesse, che vogliono riportare in Italia l’energia nucleare.]]></itunes:summary><itunes:duration>2900</itunes:duration><itunes:keywords>italia,nucleare,politica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/678aacf7874b1bb0beb0e874d475b099.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>154: Il caos nei partiti dopo la rielezione di Mattarella</title><link>https://www.spreaker.com/episode/154-il-caos-nei-partiti-dopo-la-rielezione-di-mattarella--48521541</link><description><![CDATA[Centrodestra e M5S escono disastrati dalla riconferma di Mattarella al Quirinale: mentre Salvini sogna un nuovo partito repubblicano, tra Di Maio e Conte si prepara lo scontro finale.<br /><br /><br />La rielezione di Mattarella ha portato a un clima da resa dei conti tra Di Maio e Conte all’interno del Movimento 5 Stelle: secondo il ministro degli Esteri è necessario “aprire una riflessione politica interna,” perché “alcune leadership hanno fallito, hanno creato tensioni.” Il capo politico del movimento gli ha risposto piccato, dicendo che anche lui “era in cabina di regia” e quindi dovrà chiarire “i comportamenti, l’operato e se la sua agenda era condivisa o meno.” Ma per Di Maio “in cabina di regia non si è mai parlato di fare annunci roboanti su presunti accordi raggiunti con Pd e Lega” — il riferimento è chiaramente al nome “bruciato” di Elisabetta Belloni — e quindi “non si provi a scaricare le responsabilità su altri. È chiaro che ci sono diversi aspetti che vanno chiariti.” In questo botta e risposta si è inserito anche Alessandro Di Battista, che su Facebook ha criticato la deriva del Movimento dando del “vigliacco” a Di Maio e definendo Conte “persona perbene e leale.”<br /><br /><br />Fino a dove può spingersi questa tensione? C’è chi profila la possibilità di una scissione, ma secondo alcuni retroscena Conte avrebbe addirittura intenzione di espellere Di Maio dal Movimento con un voto online — sempre che riesca a non farsi cacciare lui dalla “corrente” dei dimaiani. Questa guerra interna rischia di danneggiare la già fragile alleanza con il Pd, che infatti cerca di gettare acqua sul fuoco: secondo la capogruppo alla Camera Serracchiani, l’elezione del presidente della repubblica ha addirittura “rafforzato” l’alleanza tra i due partiti.<br /><br /><br />Nel campo del centrodestra le cose non vanno tanto meglio: Meloni ha detto che ora lavorerà lei per rifondare la coalizione, accusando Salvini di aver appoggiato la rielezione di Mattarella contro la volontà degli alleati. Il leader leghista si trova a gestire contemporaneamente i dissapori interni: nei prossimi giorni si terrà il consiglio federale del partito per avviare “una profonda riflessione sul centrodestra,” mentre le consorterie locali del partito — dal Veneto alla Lombardia — attaccano il segretario per la sua gestione disastrosa delle trattative di settimana scorsa. Per fortuna c’è Tajani a dispensare un po’ di ottimismo: secondo il coordinatore forzista il centrodestra “saprà fare pace,” mentre Berlusconi — uno dei principali responsabili del fallimento del “trasloco” di Draghi al Quirinale — prepara già il proprio ennesimo ritorno sulla scena.<br /><br /><br />Questo clima di incertezza politica si riflette ovviamente anche sul governo, che dopo la conferma di Mattarella riparte con una serie di incognite: dall’ipotesi di un rimpasto, per ora smentita, al rebus della nuova legge elettorale in vista delle elezioni dell’anno prossimo. L’esecutivo dovrà affrontare di corsa una serie di dossier importanti, dal caro bollette al Pnrr, prima di farsi risucchiare inesorabilmente dal gorgo della campagna elettorale.<br /><br /><br />Mattarella è il secondo Presidente consecutivo a cui le istituzioni chiedono di restare per un secondo mandato. Il primo era stato Napolitano nel 2013, che era rimasto al Quirinale su richiesta dei principali leader politici dell’epoca. La conferma di Napolitano era sfociata in un “governo del presidente” di larghe intese, capeggiato proprio da Enrico Letta. Questa volta un governo di quel tipo di fatto c’è già, e dunque la rielezione di Mattarella è una conferma sostanziale dello status quo politico complessivo del paese, in attesa delle elezioni del 2023 — uno status quo che paradossalmente rafforza Draghi e piace a tutti i poteri che sono interessati a conservarlo, come l’Ue o i principali attori finanziari. Il prossimo passo potrebbe essere la legge elettorale, probabilmente su un modello proporzionale che favorisca l’attuale coalizione imperniata sul centro.<br /><br /><br />“Paradossalmente,” perché Draghi è il principale sconfitto di questa votazione — essendo il nome di più alto profilo ad essersi di fatto candidato — ma è riuscito comunque a ottenere un quadro politico a lui favorevole. Dopo aver capito in occasione dell’incontro con Salvini di venerdì pomeriggio che non sarebbe riuscito a conquistare il Quirinale, sarebbe stato proprio lui a indicare quella sera Mattarella e a chiedergli esplicitamente di rimanere ieri mattina, in occasione del loro incontro al Quirinale per il giuramento del nuovo giudice costituzionale Filippo Patroni Griffi. Mattarella ha preso atto piuttosto facilmente della richiesta di “sacrificio” avanzatagli dal Parlamento — anche se probabilmente in occasione del discorso inaugurale, fissato per il 3 febbraio in occasione del nuovo giuramento, ribadirà la sua posizione per cui sarebbe necessaria una riforma che limiti la possibilità di essere eletti a un solo mandato come quella delineata nel Ddl elaborato dai parlamentari Pd Parrini e Zanda.<br /><br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2022/01/31/trappist-154/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2022/01/31/trappist-154/</a><br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48521541</guid><pubDate>Mon, 31 Jan 2022 13:56:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48521541/trappist_154.mp3" length="76834397" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Centrodestra e M5S escono disastrati dalla riconferma di Mattarella al Quirinale: mentre Salvini sogna un nuovo partito repubblicano, tra Di Maio e Conte si prepara lo scontro finale.&#13;
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La rielezione di Mattarella ha portato a un clima da resa dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Centrodestra e M5S escono disastrati dalla riconferma di Mattarella al Quirinale: mentre Salvini sogna un nuovo partito repubblicano, tra Di Maio e Conte si prepara lo scontro finale.<br /><br /><br />La rielezione di Mattarella ha portato a un clima da resa dei conti tra Di Maio e Conte all’interno del Movimento 5 Stelle: secondo il ministro degli Esteri è necessario “aprire una riflessione politica interna,” perché “alcune leadership hanno fallito, hanno creato tensioni.” Il capo politico del movimento gli ha risposto piccato, dicendo che anche lui “era in cabina di regia” e quindi dovrà chiarire “i comportamenti, l’operato e se la sua agenda era condivisa o meno.” Ma per Di Maio “in cabina di regia non si è mai parlato di fare annunci roboanti su presunti accordi raggiunti con Pd e Lega” — il riferimento è chiaramente al nome “bruciato” di Elisabetta Belloni — e quindi “non si provi a scaricare le responsabilità su altri. È chiaro che ci sono diversi aspetti che vanno chiariti.” In questo botta e risposta si è inserito anche Alessandro Di Battista, che su Facebook ha criticato la deriva del Movimento dando del “vigliacco” a Di Maio e definendo Conte “persona perbene e leale.”<br /><br /><br />Fino a dove può spingersi questa tensione? C’è chi profila la possibilità di una scissione, ma secondo alcuni retroscena Conte avrebbe addirittura intenzione di espellere Di Maio dal Movimento con un voto online — sempre che riesca a non farsi cacciare lui dalla “corrente” dei dimaiani. Questa guerra interna rischia di danneggiare la già fragile alleanza con il Pd, che infatti cerca di gettare acqua sul fuoco: secondo la capogruppo alla Camera Serracchiani, l’elezione del presidente della repubblica ha addirittura “rafforzato” l’alleanza tra i due partiti.<br /><br /><br />Nel campo del centrodestra le cose non vanno tanto meglio: Meloni ha detto che ora lavorerà lei per rifondare la coalizione, accusando Salvini di aver appoggiato la rielezione di Mattarella contro la volontà degli alleati. Il leader leghista si trova a gestire contemporaneamente i dissapori interni: nei prossimi giorni si terrà il consiglio federale del partito per avviare “una profonda riflessione sul centrodestra,” mentre le consorterie locali del partito — dal Veneto alla Lombardia — attaccano il segretario per la sua gestione disastrosa delle trattative di settimana scorsa. Per fortuna c’è Tajani a dispensare un po’ di ottimismo: secondo il coordinatore forzista il centrodestra “saprà fare pace,” mentre Berlusconi — uno dei principali responsabili del fallimento del “trasloco” di Draghi al Quirinale — prepara già il proprio ennesimo ritorno sulla scena.<br /><br /><br />Questo clima di incertezza politica si riflette ovviamente anche sul governo, che dopo la conferma di Mattarella riparte con una serie di incognite: dall’ipotesi di un rimpasto, per ora smentita, al rebus della nuova legge elettorale in vista delle elezioni dell’anno prossimo. L’esecutivo dovrà affrontare di corsa una serie di dossier importanti, dal caro bollette al Pnrr, prima di farsi risucchiare inesorabilmente dal gorgo della campagna elettorale.<br /><br /><br />Mattarella è il secondo Presidente consecutivo a cui le istituzioni chiedono di restare per un secondo mandato. Il primo era stato Napolitano nel 2013, che era rimasto al Quirinale su richiesta dei principali leader politici dell’epoca. La conferma di Napolitano era sfociata in un “governo del presidente” di larghe intese, capeggiato proprio da Enrico Letta. Questa volta un governo di quel tipo di fatto c’è già, e dunque la rielezione di Mattarella è una conferma sostanziale dello status quo politico complessivo del paese, in attesa delle elezioni del 2023 — uno status quo che paradossalmente rafforza Draghi e piace a tutti i poteri che sono interessati a conservarlo, come l’Ue o i principali attori finanziari. Il prossimo passo potrebbe essere la legge elettorale, probabilmente su un modello proporzionale che favorisca l’attuale...]]></itunes:summary><itunes:duration>3842</itunes:duration><itunes:keywords>mattarella,partiti,quirinale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/511c1c0c6b982600df6e66fa1e8ad1b6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>153: La pandemia del lavoro povero</title><link>https://www.spreaker.com/episode/153-la-pandemia-del-lavoro-povero--48377113</link><description><![CDATA[Uno studio del ministero del Lavoro certifica che l’11,8% dei lavoratori vive in condizioni di povertà, e che le soluzioni della politica finora sono servite a poco. E non solo: la classificazione europea di in–work poor esclude paradossalmente i lavoratori più poveri<br /><br />Secondo una relazione presentata dal ministero del Lavoro, l’11,8% dei lavoratori italiani si trova in condizioni di povertà, tre punti percentuali più della media europea. Il 25% percepisce una retribuzione inferiore al 60% della mediana dei redditi, rientrando nella categoria dei low-pay worker. In alcuni settori, come quello degli alberghi e della ristorazione, il rischio di basse retribuzioni annuali sfiora il 65%.<br /><br />La relazione del Gruppo di lavoro sugli interventi e le misure di contrasto alla povertà lavorativa in Italia rileva una situazione difficilissima, con tantissime persone che vivono in condizione di povertà — nonostante lavorino — e con le misure applicate da questo governo e dai precedenti sostanzialmente inefficaci nel sostenere il reddito di chi ne ha più bisogno.<br /><br />Non solo: la categoria degli in–work poor, definita dall’Unione europea come chi lavora almeno 7 mesi all’anno e ha un reddito familiare sotto la soglia di povertà, è estremamente limitativo, e nasconde come il problema dello sfruttamento dei lavoratori sia ancora più grave di così.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/</a><br /><br />/ In copertina, foto CC BY 2.0 simbiosc via Flickr]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48377113</guid><pubDate>Thu, 20 Jan 2022 16:18:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48377113/trappist_153.mp3" length="81604356" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Uno studio del ministero del Lavoro certifica che l’11,8% dei lavoratori vive in condizioni di povertà, e che le soluzioni della politica finora sono servite a poco. 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In alcuni settori, come quello degli alberghi e della ristorazione, il rischio di basse retribuzioni annuali sfiora il 65%.<br /><br />La relazione del Gruppo di lavoro sugli interventi e le misure di contrasto alla povertà lavorativa in Italia rileva una situazione difficilissima, con tantissime persone che vivono in condizione di povertà — nonostante lavorino — e con le misure applicate da questo governo e dai precedenti sostanzialmente inefficaci nel sostenere il reddito di chi ne ha più bisogno.<br /><br />Non solo: la categoria degli in–work poor, definita dall’Unione europea come chi lavora almeno 7 mesi all’anno e ha un reddito familiare sotto la soglia di povertà, è estremamente limitativo, e nasconde come il problema dello sfruttamento dei lavoratori sia ancora più grave di così.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/</a><br /><br />/ In copertina, foto CC BY 2.0 simbiosc via Flickr]]></itunes:summary><itunes:duration>4081</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/13a87e25711acbb06090b53dab3267f2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>152: La variante B</title><link>https://www.spreaker.com/episode/152-la-variante-b--48294044</link><description><![CDATA[Il picco dei casi di questa ondata sembra superato, ma i numeri del contagio restano altissimi. Nel frattempo, la politica è assorbita dal Quirinale, dove un centrodestra che per la prima volta in anni può nominare un presidente non riesce a liberarsi di Silvio Berlusconi<br /> <br /><br />La situazione della pandemia in Italia resta estremamente critica, nonostante i numeri degli ultimi giorni sembrino indicare che abbiamo superato il picco del contagio — fortunatamente in anticipo rispetto ai modelli matematici che erano circolati nei giorni scorsi. La situazione negli ospedali di molte regioni resta però di massimo allarme, per cui le regioni si sono mosse per trovare soluzioni creative per contare meno ospedalizzazioni possibili. <br /><br /> <br /><br />Intanto, a Roma, continua la partita a bridge per il Quirinale: è sempre più evidente che la scalata di Silvio Berlusconi sia più ardua di quanto l’ex presidente voglia ammettere, ma allo stesso tempo, i partiti della coalizione non riescono a trovare un nome per un “piano B.” Tra quadri regalati, pubblicità sul Giornale e riunioni per pretendere lealtà, Berlusconi sembra crederci ancora — o per lo meno vuole arrogarsi il titolo di kingmaker, se non può essere direttamente lui presidente.<br /><br /> <br /><br />In conclusione di puntata, cerchiamo di capire cosa sta succedendo con la cannabis light: nello stesso giorno in cui la Cassazione ha validato le firme per il referendum sulla cannabis, infatti, la Conferenza Stato Regioni ha adottato un decreto che rappresenta un passo indietro verso la legalizzazione. Ora i negozi di “cannabis light” rischiano sanzioni — a meno che non ricevano l’autorizzazione diretta del ministero della Salute.<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Covid, addio al bollettino quotidiano? «report dei contagi solo ogni 7 giorni». Il governo ci pensa- Corriere.it<br /> Ospedali oltre soglia, da lunedì probabile passaggio del Piemonte in arancione. Ecco cosa cambia - La Stampa<br /> Covid: Lombardia chiede a ospedali ampliamento posti - Lombardia - ANSA.it<br /> L’allarme dei chirurghi: «Rinviati causa Covid la metà degli interventi»- Corriere.it<br /> Covid, Draghi: "Gran parte dei problemi dipende dal fatto che ci sono non vaccinati"<br /> Draghi difende il governo per rilanciare la candidatura a Presidente - la Repubblica<br /> Salvini prepara un "piano B" per il Quirinale<br /> Quirinale, la Lega: «Berlusconi? Dobbiamo preparare anche un piano B»- Corriere.it<br /> Operazione Scoiattolo, cos'è: il significato della mossa di Berlusconi- Corriere.it<br /> Quirinale, Salvini e Renzi al lavoro su due ipotesi aspettando il flop di Berlusconi - la Repubblica<br /> Home - Referendum per la cannabis legale<br /> Cannabis light, negozi illegali con il nuovo decreto governativo | il manifesto<br /> Cannabis light illegale: spunta la norma nella conferenza Stato-Regioni<br /> Cannabis terapeutica: si convocano i pazienti ma si prospetta la galera per chi produce CBD? - Associazione Luca Coscioni<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47911</guid><pubDate>Fri, 14 Jan 2022 12:55:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48294044/152_la_variante_b.mp3" length="67484650" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il picco dei casi di questa ondata sembra superato, ma i numeri del contagio restano altissimi. Nel frattempo, la politica è assorbita dal Quirinale, dove un centrodestra che per la prima volta in anni può nominare un presidente non riesce a liberarsi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il picco dei casi di questa ondata sembra superato, ma i numeri del contagio restano altissimi. Nel frattempo, la politica è assorbita dal Quirinale, dove un centrodestra che per la prima volta in anni può nominare un presidente non riesce a liberarsi di Silvio Berlusconi<br /> <br /><br />La situazione della pandemia in Italia resta estremamente critica, nonostante i numeri degli ultimi giorni sembrino indicare che abbiamo superato il picco del contagio — fortunatamente in anticipo rispetto ai modelli matematici che erano circolati nei giorni scorsi. La situazione negli ospedali di molte regioni resta però di massimo allarme, per cui le regioni si sono mosse per trovare soluzioni creative per contare meno ospedalizzazioni possibili. <br /><br /> <br /><br />Intanto, a Roma, continua la partita a bridge per il Quirinale: è sempre più evidente che la scalata di Silvio Berlusconi sia più ardua di quanto l’ex presidente voglia ammettere, ma allo stesso tempo, i partiti della coalizione non riescono a trovare un nome per un “piano B.” Tra quadri regalati, pubblicità sul Giornale e riunioni per pretendere lealtà, Berlusconi sembra crederci ancora — o per lo meno vuole arrogarsi il titolo di kingmaker, se non può essere direttamente lui presidente.<br /><br /> <br /><br />In conclusione di puntata, cerchiamo di capire cosa sta succedendo con la cannabis light: nello stesso giorno in cui la Cassazione ha validato le firme per il referendum sulla cannabis, infatti, la Conferenza Stato Regioni ha adottato un decreto che rappresenta un passo indietro verso la legalizzazione. Ora i negozi di “cannabis light” rischiano sanzioni — a meno che non ricevano l’autorizzazione diretta del ministero della Salute.<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Covid, addio al bollettino quotidiano? «report dei contagi solo ogni 7 giorni». Il governo ci pensa- Corriere.it<br /> Ospedali oltre soglia, da lunedì probabile passaggio del Piemonte in arancione. Ecco cosa cambia - La Stampa<br /> Covid: Lombardia chiede a ospedali ampliamento posti - Lombardia - ANSA.it<br /> L’allarme dei chirurghi: «Rinviati causa Covid la metà degli interventi»- Corriere.it<br /> Covid, Draghi: "Gran parte dei problemi dipende dal fatto che ci sono non vaccinati"<br /> Draghi difende il governo per rilanciare la candidatura a Presidente - la Repubblica<br /> Salvini prepara un "piano B" per il Quirinale<br /> Quirinale, la Lega: «Berlusconi? Dobbiamo preparare anche un piano B»- Corriere.it<br /> Operazione Scoiattolo, cos'è: il significato della mossa di Berlusconi- Corriere.it<br /> Quirinale, Salvini e Renzi al lavoro su due ipotesi aspettando il flop di Berlusconi - la Repubblica<br /> Home - Referendum per la cannabis legale<br /> Cannabis light, negozi illegali con il nuovo decreto governativo | il manifesto<br /> Cannabis light illegale: spunta la norma nella conferenza Stato-Regioni<br /> Cannabis terapeutica: si convocano i pazienti ma si prospetta la galera per chi produce CBD? - Associazione Luca Coscioni<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3375</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a5b54fc79423ecb3d3986b7800aa8e77.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>151: Il governo della suspense</title><link>https://www.spreaker.com/episode/151-il-governo-della-suspense--48204401</link><description><![CDATA[Il nuovo decreto Covid è stato approvato da più di 24 ore, ma non è ancora pubblico. Il governo procede tra l’altezzosità di Draghi, che sembra vivere le meccaniche costituzionali come un fastidio, e l’imminenza dell’elezione del presidente della Repubblica. <br /> <br /><br />A più di 24 ore dal Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto sull’obbligo vaccinale per gli over 50, in Gazzetta Ufficiale il decreto non c’è ancora: secondo indiscrezioni, la scrittura del testo vero e proprio era ancora in corso ieri pomeriggio e i suoi contenuti erano “in fase di affinamento” anche dopo l’approvazione all’unanimità in Cdm. Per tutta la giornata c’è stato quindi un susseguirsi di interpretazioni contrastanti sull’applicazione delle nuove norme, dato che lo scarno comunicato stampa del governo — oltre a non costituire fonte del diritto — non offre molta precisione.<br /><br /> <br /><br />Uno dei nodi principali riguarda le sanzioni per chi non si adegua all’obbligo vaccinale: a quanto pare, ci sarà una multa di 100 euro “una tantum,” che potrebbe essere comminata direttamente dall’Agenzia delle Entrate incrociando i dati della popolazione residente con quelli delle anagrafi vaccinali. Si configura così un “doppio binario,” perché le sanzioni per gli over 50 che non rispettano l’obbligo vaccinale risultano diverse da quelle per chi non rispetta l’obbligo del super green pass sul lavoro.<br /><br /> <br /><br />Il governo, che ha preferito difendere lo shopping natalizio anziché cercare di arginare i contagi, sarà costretto a fare molto in fretta i conti con una realtà prevedibile: giovedì sono stati registrati 219.441 contagi e 198 morti, con un tasso di positività oltre il 19%, e in molti ospedali la situazione è fuori controllo.<br /><br /> <br /><br />Sulla scuola, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ribadisce in un’intervista al Corriere che non ci sarà nessun rinvio dell’inizio delle elezioni, ma ieri una petizione firmata da più di 2000 dirigenti scolastici ha chiesto all’esecutivo di posticipare il rientro per due settimane, descrivendo una situazione altrimenti “ingestibile.” E il ministro Brunetta? Nonostante il governo abbia sconfessato la sua linea dura contro la possibilità dei dipendenti pubblici di lavorare da casa, non sembra avere intenzione di dimettersi.<br /><br /> <br /><br />Ci siamo, è ufficiale: le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica inizieranno il 24 gennaio, ed è probabile che si protrarranno a lungo a causa delle misure anti-Covid, che costringeranno a rallentare le operazioni di voto. Per i partiti non sarà un problema, dato che sono ancora nel caos più completo: i parlamentari del M5S sembrano sempre più orientati sul Mattarella bis nonostante la contrarietà di Conte, che sta cercando di tenere insieme un partito allo sbando; nel centrodestra pesa invece l’ostinazione di Berlusconi, che continua la propria caccia all’ultimo voto nonostante il consiglio di lasciar perdere che sarebbe arrivato anche da un fedelissimo come Gianni Letta. Finché il nome del leader di FI resta sul tavolo, però, il Pd si rifiuta di trattare con gli alleati di coalizione.<br /><br /> <br /><br />Finalmente però è tornata l’ombra di D’Alema: Durante una tristissima diretta di auguri di fine anno su Zoom, Massimo D’Alema ha annunciato la disponibilità di Articolo 1 a rientrare nel Pd, definendo quest’ultimo come guarito dalla “malattia” del renzismo, e parlando di una “ricomposizione necessaria,” che potrebbe essere ufficializzata a maggio. Tutti d’accordo gli altri big del piccolo partito, da Bersani a Speranza; qualche reazione stizzita è arrivata però dallo stesso Pd, a cominciare dal segretario Letta, secondo cui non c’è stata “nessuna malattia e quindi nessuna guarigione. Solo passione e impegno.” Renzi, ovviamente, ha commentato ricordando il proprio famigerato 40% e ha mandato “un abbraccio a chi sognava il partito dei riformisti e si ritrova nel partito dei dalemiani.”<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Comunicato stampa del Consiglio dei Ministr]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47855</guid><pubDate>Fri, 07 Jan 2022 15:14:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48204401/151_il_governo_della_suspense.mp3" length="72234234" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo decreto Covid è stato approvato da più di 24 ore, ma non è ancora pubblico. Il governo procede tra l’altezzosità di Draghi, che sembra vivere le meccaniche costituzionali come un fastidio, e l’imminenza dell’elezione del presidente della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il nuovo decreto Covid è stato approvato da più di 24 ore, ma non è ancora pubblico. Il governo procede tra l’altezzosità di Draghi, che sembra vivere le meccaniche costituzionali come un fastidio, e l’imminenza dell’elezione del presidente della Repubblica. <br /> <br /><br />A più di 24 ore dal Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto sull’obbligo vaccinale per gli over 50, in Gazzetta Ufficiale il decreto non c’è ancora: secondo indiscrezioni, la scrittura del testo vero e proprio era ancora in corso ieri pomeriggio e i suoi contenuti erano “in fase di affinamento” anche dopo l’approvazione all’unanimità in Cdm. Per tutta la giornata c’è stato quindi un susseguirsi di interpretazioni contrastanti sull’applicazione delle nuove norme, dato che lo scarno comunicato stampa del governo — oltre a non costituire fonte del diritto — non offre molta precisione.<br /><br /> <br /><br />Uno dei nodi principali riguarda le sanzioni per chi non si adegua all’obbligo vaccinale: a quanto pare, ci sarà una multa di 100 euro “una tantum,” che potrebbe essere comminata direttamente dall’Agenzia delle Entrate incrociando i dati della popolazione residente con quelli delle anagrafi vaccinali. Si configura così un “doppio binario,” perché le sanzioni per gli over 50 che non rispettano l’obbligo vaccinale risultano diverse da quelle per chi non rispetta l’obbligo del super green pass sul lavoro.<br /><br /> <br /><br />Il governo, che ha preferito difendere lo shopping natalizio anziché cercare di arginare i contagi, sarà costretto a fare molto in fretta i conti con una realtà prevedibile: giovedì sono stati registrati 219.441 contagi e 198 morti, con un tasso di positività oltre il 19%, e in molti ospedali la situazione è fuori controllo.<br /><br /> <br /><br />Sulla scuola, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ribadisce in un’intervista al Corriere che non ci sarà nessun rinvio dell’inizio delle elezioni, ma ieri una petizione firmata da più di 2000 dirigenti scolastici ha chiesto all’esecutivo di posticipare il rientro per due settimane, descrivendo una situazione altrimenti “ingestibile.” E il ministro Brunetta? Nonostante il governo abbia sconfessato la sua linea dura contro la possibilità dei dipendenti pubblici di lavorare da casa, non sembra avere intenzione di dimettersi.<br /><br /> <br /><br />Ci siamo, è ufficiale: le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica inizieranno il 24 gennaio, ed è probabile che si protrarranno a lungo a causa delle misure anti-Covid, che costringeranno a rallentare le operazioni di voto. Per i partiti non sarà un problema, dato che sono ancora nel caos più completo: i parlamentari del M5S sembrano sempre più orientati sul Mattarella bis nonostante la contrarietà di Conte, che sta cercando di tenere insieme un partito allo sbando; nel centrodestra pesa invece l’ostinazione di Berlusconi, che continua la propria caccia all’ultimo voto nonostante il consiglio di lasciar perdere che sarebbe arrivato anche da un fedelissimo come Gianni Letta. Finché il nome del leader di FI resta sul tavolo, però, il Pd si rifiuta di trattare con gli alleati di coalizione.<br /><br /> <br /><br />Finalmente però è tornata l’ombra di D’Alema: Durante una tristissima diretta di auguri di fine anno su Zoom, Massimo D’Alema ha annunciato la disponibilità di Articolo 1 a rientrare nel Pd, definendo quest’ultimo come guarito dalla “malattia” del renzismo, e parlando di una “ricomposizione necessaria,” che potrebbe essere ufficializzata a maggio. Tutti d’accordo gli altri big del piccolo partito, da Bersani a Speranza; qualche reazione stizzita è arrivata però dallo stesso Pd, a cominciare dal segretario Letta, secondo cui non c’è stata “nessuna malattia e quindi nessuna guarigione. Solo passione e impegno.” Renzi, ovviamente, ha commentato ricordando il proprio famigerato 40% e ha mandato “un abbraccio a chi sognava il partito dei riformisti e si ritrova nel partito dei dalemiani.”<br /><br...]]></itunes:summary><itunes:duration>3612</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8f318171ca62178f690c4be6bb1f9b15.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>150: Chiacchiere di fine anno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/150-chiacchiere-di-fine-anno--48147376</link><description><![CDATA[In questa puntata speciale di TRAPPIST, con ospiti Francesca Motta ed Elena D’Alì di Chiamando Eva e Leila Belhadj Mohamed di Matassa cerchiamo di fare il punto sulle più importanti notizie di quest’anno, dall’Italia al Sud Ovest Asiatico, dall’implosione della maggioranza sul ddl Zan alla colonscopia di Joe Biden<br /><a href="https://open.spotify.com/episode/2tfD5y16WIYUXCXUPGwRNG?si=1rlan_eBTJKiST--zKS7XQ" rel="noopener">https://open.spotify.com/episode/2tfD5y16WIYUXCXUPGwRNG?si=1rlan_eBTJKiST--zKS7XQ</a><br /><br />Il 2021 doveva essere l’anno di uscita dalla pandemia, e non lo è stato. In Italia, doveva essere l’anno in cui si garantiva protezioni minime per le minoranze di genere e doveva essere l’anno del rilancio grazie ai fondi del PNRR — non lo è stato. È stato invece l’anno della catastrofica uscita occidentale dall’Afghanistan, che ora invece è uscito completamente dalla cronaca italiana, nonostante la situazione, in questi mesi, sia rimasta gravissima. E la crisi in Afghanistan è solo una di quelle del Sud Ovest Asiatico che la nostra stampa ha appena sfiorato.<br /><br /> <br /><br />In compenso nel 2022 andrà tutto benissimo, giusto? Forse no: i casi trainati dalla variante Omicron continuano a salire, il governo sembra sempre più disinteressato al benessere collettivo in favore del profitto delle imprese, e la responsabilità della gestione della pandemia viene ancora lasciata sulle spalle delle persone comuni. Per fortuna che presto potremo divertirci con le previsioni sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, con i principali pretendenti al Quirinale che si annunciano già — come dire — densi di significato.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /> <br /><br />In copertina, foto via Twitter @Quirinale]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47797</guid><pubDate>Fri, 31 Dec 2021 14:48:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147376/150_chiacchiere_di_fine_anno.mp3" length="104038444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata speciale di TRAPPIST, con ospiti Francesca Motta ed Elena D’Alì di Chiamando Eva e Leila Belhadj Mohamed di Matassa cerchiamo di fare il punto sulle più importanti notizie di quest’anno, dall’Italia al Sud Ovest Asiatico,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata speciale di TRAPPIST, con ospiti Francesca Motta ed Elena D’Alì di Chiamando Eva e Leila Belhadj Mohamed di Matassa cerchiamo di fare il punto sulle più importanti notizie di quest’anno, dall’Italia al Sud Ovest Asiatico, dall’implosione della maggioranza sul ddl Zan alla colonscopia di Joe Biden<br /><a href="https://open.spotify.com/episode/2tfD5y16WIYUXCXUPGwRNG?si=1rlan_eBTJKiST--zKS7XQ" rel="noopener">https://open.spotify.com/episode/2tfD5y16WIYUXCXUPGwRNG?si=1rlan_eBTJKiST--zKS7XQ</a><br /><br />Il 2021 doveva essere l’anno di uscita dalla pandemia, e non lo è stato. In Italia, doveva essere l’anno in cui si garantiva protezioni minime per le minoranze di genere e doveva essere l’anno del rilancio grazie ai fondi del PNRR — non lo è stato. È stato invece l’anno della catastrofica uscita occidentale dall’Afghanistan, che ora invece è uscito completamente dalla cronaca italiana, nonostante la situazione, in questi mesi, sia rimasta gravissima. E la crisi in Afghanistan è solo una di quelle del Sud Ovest Asiatico che la nostra stampa ha appena sfiorato.<br /><br /> <br /><br />In compenso nel 2022 andrà tutto benissimo, giusto? Forse no: i casi trainati dalla variante Omicron continuano a salire, il governo sembra sempre più disinteressato al benessere collettivo in favore del profitto delle imprese, e la responsabilità della gestione della pandemia viene ancora lasciata sulle spalle delle persone comuni. Per fortuna che presto potremo divertirci con le previsioni sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, con i principali pretendenti al Quirinale che si annunciano già — come dire — densi di significato.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /> <br /><br />In copertina, foto via Twitter @Quirinale]]></itunes:summary><itunes:duration>4333</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/228cff3b528081a65a000b20e41ca34c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>149: Il contagio corre, il governo resta a guardare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/149-il-contagio-corre-il-governo-resta-a-guardare--48147373</link><description><![CDATA[Tre nuovi studi aiutano a capire il rischio costituito dalla variante Omicron, ma nonostante il numero di casi in rapido aumento, il governo non sembra intenzionato a introdurre misure anti–contagio incisive<br /> <br /><br />Tre nuovi studi sembrano confermare che la variante Omicron causi sintomi meno gravi. Tuttavia, l’elevata contagiosità probabilmente provocherà comunque un’ondata di ospedalizzazioni. Riuscendo a evadere in certa misura le protezioni del vaccino, Omicron causa anche numerose re–infezioni: molti casi vengono registrati come meno gravi proprio perché riguardano chi ha già una forma di protezione dal Covid–19. In particolare, secondo un nuovo studio dell’Imperial College, la percentuale di persone ammalate nonostante una precedente infezione sono il 13%, mentre la media di reinfezione di Delta era stimata pari a 2,5%. I ricercatori arrivano alla conclusione che il 40% dei casi osservati sono re–infezioni, e di questi l’8% sono re-infezioni da Delta. Il rischio di ospedalizzazione è solo parzialmente ridotto rispetto a Delta — tra il 15 e il 20% — e per il 50–60% è riconducibile alle re-infezioni. Per approfondire ulteriormente, vi rimandiamo a questo ottimo thread di Deepti Guardasani.<br /><br /> <br /><br />Gli altri due studi — uno ancora in fase di lavoro e disponibile sul sito dell’Università di Edimburgo su dati raccolti in Scozia, l’altro disponibile in pre-print e basato su casi in Sudafrica — aggiungono altri dettagli utili agli stati per valutare come reagire a Omicron: i ricercatori scozzesi hanno registrato una riduzione del rischio di ospedalizzazione di due terzi, una percentuale che sale addirittura all’80% nei dati sudafricani. Però, una volta raggiunto il livello di gravità per cui è necessario andare in ospedale, il rischio che la malattia diventi più severa è pari alle precedenti varianti.<br /><br /> <br /><br />Le nuove restrizioni approvate dal governo confermano gran parte delle anticipazioni dei giorni scorsi. Dopo una settimana di attendismo per “aspettare i dati,” l’esecutivo ha adottato una serie di misure molto timide per contrastare l’ondata di variante Omicron. Viene poi estesa l’applicazione del “green pass rafforzato”: sarà obbligatorio in bar e ristoranti anche per il consumo al banco e per accedere a numerosi servizi o locali: piscine, palestre, musei, sale gioco, etc. Fa la sua comparsa anche una digi-evoluzione del green pass: il “mega green pass” — nome giornalistico ma non ufficiale, purtroppo — ovvero il certificato valido solo per chi ha la combinazione di seconda dose e tampone negativo, oppure la terza dose. Per il momento, però, servirà solo entrare come visitatori nelle Rsa e hospice.<br /><br /> <br /><br />Con queste misure, per i vaccinati o i guariti, viene sostanzialmente annullata la distinzione tra zona bianca, gialla e arancione — rendendo quindi obsoleto il sistema a zone per gran parte della popolazione italiana. Non è stata approvata una delle misure più discusse nei giorni scorsi, ovvero l’obbligo di tampone per partecipare agli eventi affollati al chiuso — né l’obbligo vaccinale per i dipendenti della pubblica amministrazione, voluto, secondo i retroscena, soprattutto dal Pd. <br /><br /> <br /><br />Il governo spera insomma che l’accelerazione sulle terze dosi e l’obbligo di indossare mascherine FFP2 al chiuso — anche in situazioni molto affollate, dato che non sono previste nuove regole per le capienze di mezzi pubblici, cinema o teatri — sia sufficiente ad arginare l’ondata dei contagi. Che ieri ha raggiunto un nuovo picco massimo dall’inizio della pandemia, con 44.595 casi, 168 morti e un tasso di positività al 4,9% — indice di una circolazione del virus molto ampia. Secondo la tanto attesa “flash survey” dell’Iss, la variante Omicron è al 28% di prevalenza, con un tasso di raddoppio ogni due giorni. I dati sono già vecchi: è quasi certo che alla prossima indagine, prevista per il 3 gennaio, la nuova variante risulterà dominante. <br /><br /> <br /><br />Come sempre, la situazione non è uguale in tutte le re]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47740</guid><pubDate>Fri, 24 Dec 2021 09:35:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147373/149_il_contagio_corre_il_governo_resta_a_guardare.mp3" length="72719589" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Tre nuovi studi aiutano a capire il rischio costituito dalla variante Omicron, ma nonostante il numero di casi in rapido aumento, il governo non sembra intenzionato a introdurre misure anti–contagio incisive
 

Tre nuovi studi sembrano confermare che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tre nuovi studi aiutano a capire il rischio costituito dalla variante Omicron, ma nonostante il numero di casi in rapido aumento, il governo non sembra intenzionato a introdurre misure anti–contagio incisive<br /> <br /><br />Tre nuovi studi sembrano confermare che la variante Omicron causi sintomi meno gravi. Tuttavia, l’elevata contagiosità probabilmente provocherà comunque un’ondata di ospedalizzazioni. Riuscendo a evadere in certa misura le protezioni del vaccino, Omicron causa anche numerose re–infezioni: molti casi vengono registrati come meno gravi proprio perché riguardano chi ha già una forma di protezione dal Covid–19. In particolare, secondo un nuovo studio dell’Imperial College, la percentuale di persone ammalate nonostante una precedente infezione sono il 13%, mentre la media di reinfezione di Delta era stimata pari a 2,5%. I ricercatori arrivano alla conclusione che il 40% dei casi osservati sono re–infezioni, e di questi l’8% sono re-infezioni da Delta. Il rischio di ospedalizzazione è solo parzialmente ridotto rispetto a Delta — tra il 15 e il 20% — e per il 50–60% è riconducibile alle re-infezioni. Per approfondire ulteriormente, vi rimandiamo a questo ottimo thread di Deepti Guardasani.<br /><br /> <br /><br />Gli altri due studi — uno ancora in fase di lavoro e disponibile sul sito dell’Università di Edimburgo su dati raccolti in Scozia, l’altro disponibile in pre-print e basato su casi in Sudafrica — aggiungono altri dettagli utili agli stati per valutare come reagire a Omicron: i ricercatori scozzesi hanno registrato una riduzione del rischio di ospedalizzazione di due terzi, una percentuale che sale addirittura all’80% nei dati sudafricani. Però, una volta raggiunto il livello di gravità per cui è necessario andare in ospedale, il rischio che la malattia diventi più severa è pari alle precedenti varianti.<br /><br /> <br /><br />Le nuove restrizioni approvate dal governo confermano gran parte delle anticipazioni dei giorni scorsi. Dopo una settimana di attendismo per “aspettare i dati,” l’esecutivo ha adottato una serie di misure molto timide per contrastare l’ondata di variante Omicron. Viene poi estesa l’applicazione del “green pass rafforzato”: sarà obbligatorio in bar e ristoranti anche per il consumo al banco e per accedere a numerosi servizi o locali: piscine, palestre, musei, sale gioco, etc. Fa la sua comparsa anche una digi-evoluzione del green pass: il “mega green pass” — nome giornalistico ma non ufficiale, purtroppo — ovvero il certificato valido solo per chi ha la combinazione di seconda dose e tampone negativo, oppure la terza dose. Per il momento, però, servirà solo entrare come visitatori nelle Rsa e hospice.<br /><br /> <br /><br />Con queste misure, per i vaccinati o i guariti, viene sostanzialmente annullata la distinzione tra zona bianca, gialla e arancione — rendendo quindi obsoleto il sistema a zone per gran parte della popolazione italiana. Non è stata approvata una delle misure più discusse nei giorni scorsi, ovvero l’obbligo di tampone per partecipare agli eventi affollati al chiuso — né l’obbligo vaccinale per i dipendenti della pubblica amministrazione, voluto, secondo i retroscena, soprattutto dal Pd. <br /><br /> <br /><br />Il governo spera insomma che l’accelerazione sulle terze dosi e l’obbligo di indossare mascherine FFP2 al chiuso — anche in situazioni molto affollate, dato che non sono previste nuove regole per le capienze di mezzi pubblici, cinema o teatri — sia sufficiente ad arginare l’ondata dei contagi. Che ieri ha raggiunto un nuovo picco massimo dall’inizio della pandemia, con 44.595 casi, 168 morti e un tasso di positività al 4,9% — indice di una circolazione del virus molto ampia. Secondo la tanto attesa “flash survey” dell’Iss, la variante Omicron è al 28% di prevalenza, con un tasso di raddoppio ogni due giorni. I dati sono già vecchi: è quasi certo che alla prossima indagine, prevista per il 3 gennaio, la nuova variante risulterà dominante. <br /><br...]]></itunes:summary><itunes:duration>3636</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/60e386635eb2e7553e15258fff8d60d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>148: Lo sciopero generale non basta a riportare il governo Draghi sulla Terra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/148-lo-sciopero-generale-non-basta-a-riportare-il-governo-draghi-sulla-terra--48147371</link><description><![CDATA[Il successo di una mobilitazione organizzata in nove giorni dimostra la distanza tra il paese reale e i partiti della maggioranza, che insieme al presidente del Consiglio hanno deciso di ignorare le ragioni dello sciopero e tirare avanti<br /> <br /><br />Secondo Cgil e Uil, lo sciopero generale ha avuto alte percentuali di adesione, con una media attorno all’85%. “Per noi questa non è la fine di un ciclo di manifestazioni, per noi è l’inizio perché non rinunciamo all’idea di una riforma delle pensioni, del fisco e della lotta alla precarietà. Ora ancora con più forza. Le piazze di oggi ci dicono che non siamo isolati,” ha detto Maurizio Landini a una piazza del Popolo piena di bandiere rosse e blu. Anche a Milano piazza Sempione si è riempita di circa 20 mila persone provenienti da tutto il Nord Italia. <br /><br />Lo sciopero arriva dopo lo strappo da parte dei partiti di destra della coalizione, che hanno costretto l’esecutivo a non rispettare gli impegni che Draghi personalmente aveva preso con i sindacati. Questa situazione, che dovrebbe essere di grande tensione politica, è stata minimizzata dai media, che ieri hanno largamente ignorato lo sciopero, e apparentemente ignorata dal presidente del Consiglio, che sembra sostanzialmente disinteressato dagli eventi che lo circondano, anche quando lo riguardano direttamente.<br /><br /> <br /><br />Ieri Draghi era impegnato con il Consiglio europeo, e nella replica delle comunicazioni di due giorni fa al Senato si è limitato a dire che non c’è stata nessuna “volontà punitiva” nei confronti dei sindacati, ma volontà di “colloquio, confronto, ascolto.” Per l’approvazione della manovra però il tempo stringe, gli emendamenti del governo ancora non sono stati presentati e l’unico tavolo di confronto con i sindacati è stato convocato per il 20 dicembre — e solo sulle pensioni: non ci sono all’orizzonte, al momento, interventi sul fisco per venire incontro alle richieste dei lavoratori che ieri hanno incrociato le braccia.<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Manovra, Cgil e Uil: "Adesioni a sciopero alte con medie 85%"<br /> Dall'operaia al rider, le storie di chi ha scioperato: "Precari, sotto ricatto e senza tutele. La politica venga a vedere da vicino cos'è il lavoro oggi" - Il Fatto Quotidiano<br /> Lo sciopero contro la precarietà riporta in piazza il paese reale<br /> Consiglio europeo del 16 dicembre, la replica del Presidente Draghi al Senato della Repubblica | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Manovra: Draghi, ‘sindacati? Nessuna volontà punitiva da governo’ – Il Dubbio<br /> Manovra: slitta la presentazione degli emendamenti del governo - Economia - ANSA<br /> Manovra a rilento. Draghi convoca i sindacati dopo il 16 | il manifesto<br /> Sciopero generale, aderisce l’80% dei metalmeccanici. Landini: “Di nuovo in piazza se non avremo risposte”. Centrodestra parla di farsa. M5s e Leu: “Ora dialogo” - Il Fatto Quotidiano<br /> Bollette, salta il contributo di solidarietà proposto da Draghi. Niente accordo sul fisco in cdm - la Repubblica<br /> ​Cgil e Uil: sciopero generale il 16 dicembre contro la Manovra - Rai News<br /> Guida allo sciopero del 16 dicembre 2021, dai treni alle manifestazioni: gli orari - Cronaca<br /> Perché Cgil e Uil sciopereranno contro la legge di Bilancio | Pagella Politica<br /> Riforma Irpef, anche sommando lo sconto sui contributi (che vale solo per il 2022) i vantaggi maggiori vanno ai redditi oltre 38mila euro - Il Fatto Quotidiano<br /> Landini: “Sono i partiti ad aver bloccato Draghi” - la Repubblica<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47691</guid><pubDate>Fri, 17 Dec 2021 14:37:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147371/148_lo_sciopero_generale_non_basta_a_riportare_il_governo_draghi_sulla_terra.mp3" length="71019540" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il successo di una mobilitazione organizzata in nove giorni dimostra la distanza tra il paese reale e i partiti della maggioranza, che insieme al presidente del Consiglio hanno deciso di ignorare le ragioni dello sciopero e tirare avanti
 

Secondo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il successo di una mobilitazione organizzata in nove giorni dimostra la distanza tra il paese reale e i partiti della maggioranza, che insieme al presidente del Consiglio hanno deciso di ignorare le ragioni dello sciopero e tirare avanti<br /> <br /><br />Secondo Cgil e Uil, lo sciopero generale ha avuto alte percentuali di adesione, con una media attorno all’85%. “Per noi questa non è la fine di un ciclo di manifestazioni, per noi è l’inizio perché non rinunciamo all’idea di una riforma delle pensioni, del fisco e della lotta alla precarietà. Ora ancora con più forza. Le piazze di oggi ci dicono che non siamo isolati,” ha detto Maurizio Landini a una piazza del Popolo piena di bandiere rosse e blu. Anche a Milano piazza Sempione si è riempita di circa 20 mila persone provenienti da tutto il Nord Italia. <br /><br />Lo sciopero arriva dopo lo strappo da parte dei partiti di destra della coalizione, che hanno costretto l’esecutivo a non rispettare gli impegni che Draghi personalmente aveva preso con i sindacati. Questa situazione, che dovrebbe essere di grande tensione politica, è stata minimizzata dai media, che ieri hanno largamente ignorato lo sciopero, e apparentemente ignorata dal presidente del Consiglio, che sembra sostanzialmente disinteressato dagli eventi che lo circondano, anche quando lo riguardano direttamente.<br /><br /> <br /><br />Ieri Draghi era impegnato con il Consiglio europeo, e nella replica delle comunicazioni di due giorni fa al Senato si è limitato a dire che non c’è stata nessuna “volontà punitiva” nei confronti dei sindacati, ma volontà di “colloquio, confronto, ascolto.” Per l’approvazione della manovra però il tempo stringe, gli emendamenti del governo ancora non sono stati presentati e l’unico tavolo di confronto con i sindacati è stato convocato per il 20 dicembre — e solo sulle pensioni: non ci sono all’orizzonte, al momento, interventi sul fisco per venire incontro alle richieste dei lavoratori che ieri hanno incrociato le braccia.<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Manovra, Cgil e Uil: "Adesioni a sciopero alte con medie 85%"<br /> Dall'operaia al rider, le storie di chi ha scioperato: "Precari, sotto ricatto e senza tutele. La politica venga a vedere da vicino cos'è il lavoro oggi" - Il Fatto Quotidiano<br /> Lo sciopero contro la precarietà riporta in piazza il paese reale<br /> Consiglio europeo del 16 dicembre, la replica del Presidente Draghi al Senato della Repubblica | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Manovra: Draghi, ‘sindacati? Nessuna volontà punitiva da governo’ – Il Dubbio<br /> Manovra: slitta la presentazione degli emendamenti del governo - Economia - ANSA<br /> Manovra a rilento. Draghi convoca i sindacati dopo il 16 | il manifesto<br /> Sciopero generale, aderisce l’80% dei metalmeccanici. Landini: “Di nuovo in piazza se non avremo risposte”. Centrodestra parla di farsa. M5s e Leu: “Ora dialogo” - Il Fatto Quotidiano<br /> Bollette, salta il contributo di solidarietà proposto da Draghi. Niente accordo sul fisco in cdm - la Repubblica<br /> ​Cgil e Uil: sciopero generale il 16 dicembre contro la Manovra - Rai News<br /> Guida allo sciopero del 16 dicembre 2021, dai treni alle manifestazioni: gli orari - Cronaca<br /> Perché Cgil e Uil sciopereranno contro la legge di Bilancio | Pagella Politica<br /> Riforma Irpef, anche sommando lo sconto sui contributi (che vale solo per il 2022) i vantaggi maggiori vanno ai redditi oltre 38mila euro - Il Fatto Quotidiano<br /> Landini: “Sono i partiti ad aver bloccato Draghi” - la Repubblica<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3551</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d864f157fd0008437ea70fc4d4d64eac.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>147: Tutte le vittime dei CPR</title><link>https://www.spreaker.com/episode/147-tutte-le-vittime-dei-cpr--48147372</link><description><![CDATA[Gli ultimi suicidi ed episodi di autolesionismo testimoniano il disagio psichico dei migranti intrappolati nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Un’emergenza del diritto alla salute fisica e mentale che continua e si aggrava a causa di un sistema che criminalizza la migrazione.<br /> <br /><br />Questa puntata di TRAPPIST menziona casi di suicidio e autolesionismo. Se hai bisogno di parlare con qualcuno, o conosci qualcuno che ha pensieri suicidi, puoi contattare gratuitamente il Telefono Amico al 02 2327 2327 (anche su WhatsApp al 324 011 72 52) o la Onlus Samaritans allo 06 772 08 977.<br /><br /> <br /><br />C’è stata una nuova morte all’interno del Cpr di Gradisca d’Isonzo, in Friuli-Venezia Giulia. Si tratta di una persona proveniente dal Marocco, che si è tolta la vita mentre si trovava in isolamento per precauzione anti-Covid. “I Cpr restano luoghi oppressivi ed angoscianti, e lo sono da sempre: a prescindere dal colore politico che governa il fenomeno migratorio, in queste strutture è molto difficile vivere. Soprattutto per persone fragili o con un vissuto tortuoso alle spalle. Questo è il momento del lutto e del silenzio ma al tempo stesso della riflessione sulle criticità dei Cpr, strutture concentrazionarie che continuano a palesare gravi criticità,” ha commentato la sindaca di Gradisca, Linda Tomasinsig. <br /><br /> <br /><br />Intanto il consigliere regionale laziale di +Europa Alessandro Capriccioli ha dichiarato di aver parlato con i compagni di stanza di Wissem Ben Abdel Latif, il 26enne tunisino morto il 28 novembre dopo una permanenza al Cpr di Ponte Galeria, che gli hanno detto che Latif gli aveva raccontato di “aver subito delle percosse il giorno prima del suo ricovero. Circostanza che, se confermata, sarebbe gravissima.” Il consigliere però ha confermato che il ricovero al San Camillo avrebbe avuto a che fare solo con le condizioni psichiatriche di Latif e non con un eventuale pestaggio. Ci sono molte domande sulla sua morte che meritano una risposta. Perché Latif è sbarcato in buone condizioni psico-fisiche e dopo 2 mesi nelle mani dello stato è morto? La sofferenza mentale del detenuto era precedente alla sua detenzione o è maturata nel corso della stessa? Quale “terapia” gli è stata somministrata?<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Cpr, l’accusa dei periti dopo la morte di Moussa Balde: “Non c'era solo l'ospedaletto, gravi carenze in tutta la gestione sanitaria” - la Repubblica<br /> Un altro morto in un centro per rimpatri (CPR), questa volta a Gradisca d'Isonzo<br /> Si toglie la vita al Cpr di Gradisca dov’era in isolamento per Covid. Il sindaco: “Un dolore immenso” - Il Piccolo Trieste<br /> 15 anni di "Bossi-Fini", legge frutto di ideologia che ha fatto aumentare gli irregolari - Altreconomia<br /> Il decreto sicurezza ha prodotto 140mila migranti invisibili in più - la Repubblica<br /> Che cambia con il nuovo decreto immigrazione - Annalisa Camilli - Internazionale<br /> Migranti, rapporto Cild sui Centri di permanenza per i rimpatri: 6 morti in 2 anni, mai così tanti<br /> Le domande sulla morte di Abdel nel Cpr di Ponte Galeria | L'HuffPost<br /> Cpr, l’accusa dei periti dopo la morte di Moussa Balde: “Non c'era solo l'ospedaletto, gravi carenze in tutta la gestione sanitaria” - la Repubblica<br /> Una lunga scia di sangue sul pavimento, le immagini choc dal Cpr di via Corelli Milano<br /> Il libro nero del Cpr di Torino. Dove le persone camminano sull’orlo di un burrone<br /><br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /> <br /><br />In copertina, il CPR di Gradisca d’Isonzo. Grab via Google Maps]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47614</guid><pubDate>Thu, 09 Dec 2021 16:24:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147372/147_tutte_le_vittime_dei_cpr.mp3" length="77622379" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Gli ultimi suicidi ed episodi di autolesionismo testimoniano il disagio psichico dei migranti intrappolati nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Un’emergenza del diritto alla salute fisica e mentale che continua e si aggrava a causa di un sistema...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli ultimi suicidi ed episodi di autolesionismo testimoniano il disagio psichico dei migranti intrappolati nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Un’emergenza del diritto alla salute fisica e mentale che continua e si aggrava a causa di un sistema che criminalizza la migrazione.<br /> <br /><br />Questa puntata di TRAPPIST menziona casi di suicidio e autolesionismo. Se hai bisogno di parlare con qualcuno, o conosci qualcuno che ha pensieri suicidi, puoi contattare gratuitamente il Telefono Amico al 02 2327 2327 (anche su WhatsApp al 324 011 72 52) o la Onlus Samaritans allo 06 772 08 977.<br /><br /> <br /><br />C’è stata una nuova morte all’interno del Cpr di Gradisca d’Isonzo, in Friuli-Venezia Giulia. Si tratta di una persona proveniente dal Marocco, che si è tolta la vita mentre si trovava in isolamento per precauzione anti-Covid. “I Cpr restano luoghi oppressivi ed angoscianti, e lo sono da sempre: a prescindere dal colore politico che governa il fenomeno migratorio, in queste strutture è molto difficile vivere. Soprattutto per persone fragili o con un vissuto tortuoso alle spalle. Questo è il momento del lutto e del silenzio ma al tempo stesso della riflessione sulle criticità dei Cpr, strutture concentrazionarie che continuano a palesare gravi criticità,” ha commentato la sindaca di Gradisca, Linda Tomasinsig. <br /><br /> <br /><br />Intanto il consigliere regionale laziale di +Europa Alessandro Capriccioli ha dichiarato di aver parlato con i compagni di stanza di Wissem Ben Abdel Latif, il 26enne tunisino morto il 28 novembre dopo una permanenza al Cpr di Ponte Galeria, che gli hanno detto che Latif gli aveva raccontato di “aver subito delle percosse il giorno prima del suo ricovero. Circostanza che, se confermata, sarebbe gravissima.” Il consigliere però ha confermato che il ricovero al San Camillo avrebbe avuto a che fare solo con le condizioni psichiatriche di Latif e non con un eventuale pestaggio. Ci sono molte domande sulla sua morte che meritano una risposta. Perché Latif è sbarcato in buone condizioni psico-fisiche e dopo 2 mesi nelle mani dello stato è morto? La sofferenza mentale del detenuto era precedente alla sua detenzione o è maturata nel corso della stessa? Quale “terapia” gli è stata somministrata?<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Cpr, l’accusa dei periti dopo la morte di Moussa Balde: “Non c'era solo l'ospedaletto, gravi carenze in tutta la gestione sanitaria” - la Repubblica<br /> Un altro morto in un centro per rimpatri (CPR), questa volta a Gradisca d'Isonzo<br /> Si toglie la vita al Cpr di Gradisca dov’era in isolamento per Covid. Il sindaco: “Un dolore immenso” - Il Piccolo Trieste<br /> 15 anni di "Bossi-Fini", legge frutto di ideologia che ha fatto aumentare gli irregolari - Altreconomia<br /> Il decreto sicurezza ha prodotto 140mila migranti invisibili in più - la Repubblica<br /> Che cambia con il nuovo decreto immigrazione - Annalisa Camilli - Internazionale<br /> Migranti, rapporto Cild sui Centri di permanenza per i rimpatri: 6 morti in 2 anni, mai così tanti<br /> Le domande sulla morte di Abdel nel Cpr di Ponte Galeria | L'HuffPost<br /> Cpr, l’accusa dei periti dopo la morte di Moussa Balde: “Non c'era solo l'ospedaletto, gravi carenze in tutta la gestione sanitaria” - la Repubblica<br /> Una lunga scia di sangue sul pavimento, le immagini choc dal Cpr di via Corelli Milano<br /> Il libro nero del Cpr di Torino. Dove le persone camminano sull’orlo di un burrone<br /><br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /> <br /><br />In copertina, il CPR di Gradisca d’Isonzo. Grab via Google Maps]]></itunes:summary><itunes:duration>3232</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dc0873d381767690e2645e33191cac10.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>146: Europa zona rossa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/146-europa-zona-rossa--48147377</link><description><![CDATA[Nuovi lockdown e vaccinazioni obbligatorie: l’Unione europea cerca di fermare il contagio, mentre l’arrivo della variante Omicron fa temere sulla tenuta dei vaccini<br /> <br /><br />I residenti in Grecia che hanno più di 60 anni e non hanno ancora effettuato il vaccino contro il Covid–19 saranno multati fino a 100 euro al mese: è il primo passo verso un obbligo vaccinale generale, annunciato di fronte al numero sempre crescente di casi. A novembre, nonostante il buon tasso vaccinale, in Grecia sono morte di Covid 2.219 persone, e soltanto martedì sono stati registrati 7.486 nuovi casi. Anche la Germania, finora restia a a qualsiasi tipo di vaccinazione obbligatoria, sembra ormai orientata in questa direzione: il futuro cancelliere Olaf Scholz ha dichiarato che il paese potrebbe introdurre l’obbligo a partire da febbraio o marzo, specificando che qualsiasi decisione dovrà passare dal parlamento. Il numero di casi ha smesso di crescere in modo drastico negli ultimi giorni, ma il numero di morti continua ad aumentare: l’altroieri sono stati contati 446 decessi.<br /><br /> <br /><br />Grecia e Germania si trovano nella situazione complessa di dover parlare di vaccinazioni obbligatorie mentre sui media continua il dibattito sull’efficacia dei vaccini attuali contro la variante Omicron. Martedì l’ad di Moderna Stéphane Bancel ha detto al Financial Times che “tutti gli scienziati con cui ho parlato dicono che le cose non andranno bene.” Bancel ha specificato che per avere dati più sicuri bisognerà aspettare, ma ha anche sottolineato che serviranno mesi per lo sviluppo e la produzione di vaccini aggiornati. È stato più confortante invece il co–fondatore di BioNTech Ugur Sahin, secondo cui, anche se sicuramente più persone vaccinate si ammaleranno a causa della variante, molto probabilmente saranno comunque protetti dai sintomi più gravi. “Il nostro messaggio è: non spaventatevi, il piano resta lo stesso — bisogna accelerare con la somministrazione delle terze dosi,” ha detto Sahin, rivolgendosi ai paesi più ricchi del mondo. Le dichiarazioni di Bancel avevano avuto un impatto negativo sui mercati.<br /><br /> <br /><br />I dati che arrivano dal Sudafrica sembrano attestare l’alta contagiosità della variante Omicron: mercoledì i casi registrati sono raddoppiati rispetto al giorno precedente — passando da 4.373 a 8.561. La settimana scorsa i casi si aggiravano attorno al migliaio al giorno — la settimana precedente 300. Stanno aumentando anche le ospedalizzazioni, anche se fortunatamente non alla stessa velocità. Maria Van Kerkhove, una dirigente dell’OMS, ha confermato che ci sono molti casi con sintomi moderati, ma anche casi gravi. Michelle Groome, dell’Istituto nazionale sudafricano per le malattie trasmissibili, ha dichiarato che il paese sta osservando “un aumento esponenziale” dei casi.<br /><br /> <br /><br />Ieri sono stati confermati i primi casi di Omicron anche negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti, e in Corea del Sud. La diffusione preoccupa particolarmente le autorità sudcoreane, che stanno già affrontando l’ondata più grande dall’inizio della pandemia. In Europa, von Der Leyen ha aperto la porta alle vaccinazioni obbligatorie dicendo che di fronte alla variante Omicron il blocco deve “prepararsi per il peggio, e sperare che vada tutto bene.”<br /><br /> <br /><br />Il direttore generale dell’OMS Tedros ha aperto il briefing media sul Covid–19 ricordando in modo pragmatico ai leader del mondo che la quasi totalità dei casi registrati a livello globale dipendono ancora dalla variante Delta. Il direttore generale ha però denunciato la “combinazione tossica” di “bassa copertura vaccinale e testing ancora minore,” che insieme costituiscono “una ricetta per allevare e amplificare le varianti.”<br /><br /> <br />Show notes<br />South Africa's new COVID cases double in 1 day amid omicron | AP News<br />Covid: WHO says South Africa hospitalizations rising, omicron severity unclear<br />Omicron variant fuelling ‘exponential’ rise in Covid cases, say South Africa officials | Coronavirus | Th]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47549</guid><pubDate>Thu, 02 Dec 2021 16:41:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147377/europa_zona_rossa.mp3" length="82889918" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nuovi lockdown e vaccinazioni obbligatorie: l’Unione europea cerca di fermare il contagio, mentre l’arrivo della variante Omicron fa temere sulla tenuta dei vaccini
 

I residenti in Grecia che hanno più di 60 anni e non hanno ancora effettuato il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nuovi lockdown e vaccinazioni obbligatorie: l’Unione europea cerca di fermare il contagio, mentre l’arrivo della variante Omicron fa temere sulla tenuta dei vaccini<br /> <br /><br />I residenti in Grecia che hanno più di 60 anni e non hanno ancora effettuato il vaccino contro il Covid–19 saranno multati fino a 100 euro al mese: è il primo passo verso un obbligo vaccinale generale, annunciato di fronte al numero sempre crescente di casi. A novembre, nonostante il buon tasso vaccinale, in Grecia sono morte di Covid 2.219 persone, e soltanto martedì sono stati registrati 7.486 nuovi casi. Anche la Germania, finora restia a a qualsiasi tipo di vaccinazione obbligatoria, sembra ormai orientata in questa direzione: il futuro cancelliere Olaf Scholz ha dichiarato che il paese potrebbe introdurre l’obbligo a partire da febbraio o marzo, specificando che qualsiasi decisione dovrà passare dal parlamento. Il numero di casi ha smesso di crescere in modo drastico negli ultimi giorni, ma il numero di morti continua ad aumentare: l’altroieri sono stati contati 446 decessi.<br /><br /> <br /><br />Grecia e Germania si trovano nella situazione complessa di dover parlare di vaccinazioni obbligatorie mentre sui media continua il dibattito sull’efficacia dei vaccini attuali contro la variante Omicron. Martedì l’ad di Moderna Stéphane Bancel ha detto al Financial Times che “tutti gli scienziati con cui ho parlato dicono che le cose non andranno bene.” Bancel ha specificato che per avere dati più sicuri bisognerà aspettare, ma ha anche sottolineato che serviranno mesi per lo sviluppo e la produzione di vaccini aggiornati. È stato più confortante invece il co–fondatore di BioNTech Ugur Sahin, secondo cui, anche se sicuramente più persone vaccinate si ammaleranno a causa della variante, molto probabilmente saranno comunque protetti dai sintomi più gravi. “Il nostro messaggio è: non spaventatevi, il piano resta lo stesso — bisogna accelerare con la somministrazione delle terze dosi,” ha detto Sahin, rivolgendosi ai paesi più ricchi del mondo. Le dichiarazioni di Bancel avevano avuto un impatto negativo sui mercati.<br /><br /> <br /><br />I dati che arrivano dal Sudafrica sembrano attestare l’alta contagiosità della variante Omicron: mercoledì i casi registrati sono raddoppiati rispetto al giorno precedente — passando da 4.373 a 8.561. La settimana scorsa i casi si aggiravano attorno al migliaio al giorno — la settimana precedente 300. Stanno aumentando anche le ospedalizzazioni, anche se fortunatamente non alla stessa velocità. Maria Van Kerkhove, una dirigente dell’OMS, ha confermato che ci sono molti casi con sintomi moderati, ma anche casi gravi. Michelle Groome, dell’Istituto nazionale sudafricano per le malattie trasmissibili, ha dichiarato che il paese sta osservando “un aumento esponenziale” dei casi.<br /><br /> <br /><br />Ieri sono stati confermati i primi casi di Omicron anche negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti, e in Corea del Sud. La diffusione preoccupa particolarmente le autorità sudcoreane, che stanno già affrontando l’ondata più grande dall’inizio della pandemia. In Europa, von Der Leyen ha aperto la porta alle vaccinazioni obbligatorie dicendo che di fronte alla variante Omicron il blocco deve “prepararsi per il peggio, e sperare che vada tutto bene.”<br /><br /> <br /><br />Il direttore generale dell’OMS Tedros ha aperto il briefing media sul Covid–19 ricordando in modo pragmatico ai leader del mondo che la quasi totalità dei casi registrati a livello globale dipendono ancora dalla variante Delta. Il direttore generale ha però denunciato la “combinazione tossica” di “bassa copertura vaccinale e testing ancora minore,” che insieme costituiscono “una ricetta per allevare e amplificare le varianti.”<br /><br /> <br />Show notes<br />South Africa's new COVID cases double in 1 day amid omicron | AP News<br />Covid: WHO says South Africa hospitalizations rising, omicron severity unclear<br />Omicron variant fuelling...]]></itunes:summary><itunes:duration>3452</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6e9381cd732b2d6abd6f9cbd52731df0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>145: Il Kurdistan siriano si prepara a una quarta invasione turca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/145-il-kurdistan-siriano-si-prepara-a-una-quarta-invasione-turca--48147374</link><description><![CDATA[Nonostante gli accordi di cessate il fuoco, i bombardamenti turchi nel Kurdistan siriano non sono mai finiti, e ora, con la situazione politica in Turchia sempre più instabile, molti temono Erdogan si stia preparando a una quarta invasione.<br /> <br /><br />Tre giorni fa la testata turca Sabah ha denunciato con sdegno la presenza di bandiere e insegne curde in Strappare lungo i bordi, la serie animata di Zerocalcare per Netflix. La vicinanza dell’artista alla causa curda non è ovviamente una notizia — almeno per il pubblico italiano che lo segue da anni — ma la polemica turca ci offre una utile scusa per tornare a parlare per un’ora di Kurdistan siriano, ridotto, dopo tre operazioni di vera e propria guerra, in patchwork geopolitico, con piccole strisce di territorio sotto il controllo di militanti e attori esteri diversi.<br /><br /> <br /><br />Le tre incursioni turche, infatti, hanno reso lo scacchiere, già molto complesso — tra operazioni russe e statunitensi contro ISIL praticamente ingestibile e presenza delle forze fedeli ad Assad — praticamente invivibile. Le tre operazioni sono state condotte rispettivamente nel 2016, nel 2018 e nel 2019: quest’ultima in aperta opposizione alle operazioni statunitensi, che negli anni precedenti, prima del tradimento di Trump, aveva investito ingenti risorse per addestrare le SDF.<br /><br /> <br /><br />Due anni dopo, la zona attorno a Idlib, l’ultima area completamente in mano ai ribelli, è costellata di avamposti di milizie vicine ad Ankara, e le strade che collegano la regione sono “sorvegliate” da pattuglie coordinate da Turchia e Russia. <br /><br /> <br /><br />Secondo la Turchia, le ultime enclavi curde costituiscono un problema per la sicurezza: un problema alla sicurezza che viene gestito bombardando civili e controllando impedendo la circolazione dell’acqua.<br /><br /> <br />Show Notes<br /> <br /><br /> Netflix'te yayınlanan çizgi dizide PKK/YPG skandalı - Son Dakika Haberler<br /> "Non possiamo voltare le spalle ai curdi". L'appello di Zerocalcare<br /> Turkey's war of attrition against Syria's Kurds - Al-Monitor: The Pulse of the Middle East<br /> Kurds and refugees behind Turkey’s Syria offensive | News | Al Jazeera<br /> Turkey to launch imminent Syria operation against YPG | Turkey-Syria Border News | Al Jazeera<br /> How Turkey’s ‘Peace Spring’ changed the dynamics of Syria’s war | Turkey-Syria Border | Al Jazeera<br /> 3 Killed in Suspected Turkish Drone Attack in NE Syria<br /> Killing the Khabur: How Turkish-backed armed groups blocked northeast Syria’s water lifeline - Peace Organization PAX<br /> Iraq's elections weaken PKK in Sinjar - Al-Monitor: The Pulse of the Middle East<br /> Erdogan Has Never Been in This Much Trouble<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br />In copertina: grab Netflix / Strappare lungo i bordi ]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47469</guid><pubDate>Thu, 25 Nov 2021 17:43:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147374/145_il_kurdistan_siriano_si_prepara_a_una_quarta_invasione_turca.mp3" length="83180191" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nonostante gli accordi di cessate il fuoco, i bombardamenti turchi nel Kurdistan siriano non sono mai finiti, e ora, con la situazione politica in Turchia sempre più instabile, molti temono Erdogan si stia preparando a una quarta invasione.
 

Tre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nonostante gli accordi di cessate il fuoco, i bombardamenti turchi nel Kurdistan siriano non sono mai finiti, e ora, con la situazione politica in Turchia sempre più instabile, molti temono Erdogan si stia preparando a una quarta invasione.<br /> <br /><br />Tre giorni fa la testata turca Sabah ha denunciato con sdegno la presenza di bandiere e insegne curde in Strappare lungo i bordi, la serie animata di Zerocalcare per Netflix. La vicinanza dell’artista alla causa curda non è ovviamente una notizia — almeno per il pubblico italiano che lo segue da anni — ma la polemica turca ci offre una utile scusa per tornare a parlare per un’ora di Kurdistan siriano, ridotto, dopo tre operazioni di vera e propria guerra, in patchwork geopolitico, con piccole strisce di territorio sotto il controllo di militanti e attori esteri diversi.<br /><br /> <br /><br />Le tre incursioni turche, infatti, hanno reso lo scacchiere, già molto complesso — tra operazioni russe e statunitensi contro ISIL praticamente ingestibile e presenza delle forze fedeli ad Assad — praticamente invivibile. Le tre operazioni sono state condotte rispettivamente nel 2016, nel 2018 e nel 2019: quest’ultima in aperta opposizione alle operazioni statunitensi, che negli anni precedenti, prima del tradimento di Trump, aveva investito ingenti risorse per addestrare le SDF.<br /><br /> <br /><br />Due anni dopo, la zona attorno a Idlib, l’ultima area completamente in mano ai ribelli, è costellata di avamposti di milizie vicine ad Ankara, e le strade che collegano la regione sono “sorvegliate” da pattuglie coordinate da Turchia e Russia. <br /><br /> <br /><br />Secondo la Turchia, le ultime enclavi curde costituiscono un problema per la sicurezza: un problema alla sicurezza che viene gestito bombardando civili e controllando impedendo la circolazione dell’acqua.<br /><br /> <br />Show Notes<br /> <br /><br /> Netflix'te yayınlanan çizgi dizide PKK/YPG skandalı - Son Dakika Haberler<br /> "Non possiamo voltare le spalle ai curdi". L'appello di Zerocalcare<br /> Turkey's war of attrition against Syria's Kurds - Al-Monitor: The Pulse of the Middle East<br /> Kurds and refugees behind Turkey’s Syria offensive | News | Al Jazeera<br /> Turkey to launch imminent Syria operation against YPG | Turkey-Syria Border News | Al Jazeera<br /> How Turkey’s ‘Peace Spring’ changed the dynamics of Syria’s war | Turkey-Syria Border | Al Jazeera<br /> 3 Killed in Suspected Turkish Drone Attack in NE Syria<br /> Killing the Khabur: How Turkish-backed armed groups blocked northeast Syria’s water lifeline - Peace Organization PAX<br /> Iraq's elections weaken PKK in Sinjar - Al-Monitor: The Pulse of the Middle East<br /> Erdogan Has Never Been in This Much Trouble<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br />In copertina: grab Netflix / Strappare lungo i bordi ]]></itunes:summary><itunes:duration>3464</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/09c3be6f8fedbe7c8a2f2953d1619642.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>144: Giro d’Europa nella quarta ondata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/144-giro-d-europa-nella-quarta-ondata--48147379</link><description><![CDATA[In tutta Europa la politica cerca soluzioni all’aumento dei contagi senza ritornare alle restrizioni: ma è un campo ancora inesplorato — mentre i contagi e i morti aumentano.<br /> <br /><br />Ieri la Germania ha registrato 65.371 casi giornalieri. È il numero più alto dall’inizio della pandemia, ma probabilmente è sottostimato: il presidente dell’Istituto Robert Koch, Lothar Wieler, ha avvisato che moltissimi casi non sono stati conteggiati, durante un discorso che ha scosso la politica tedesca — il Welt lo definisce “incendiario.” Il presidente dell’Istituto in questi mesi si era fatto conoscere come una presenza calma anche nelle situazioni più dure, mentre ieri non ha nascosto la gravità della situazione: secondo Wieler la Germania va incontro a un “Natale molto brutto,” e ha definito la situazione attuale come “molto cupa,” preannunciando che se non si agisce in fretta il paese potrebbe arrivare a vedere 1.200 morti al giorno.<br /><br /> <br /><br />Ciononostante, il Bundestag ha deciso di non estendere le precedenti misure d’emergenza, preferendo inaugurarne di nuove, firmate dalla nuova coalizione tra SPD, Verdi e FDP. Tra le misure, c’è l’obbligo di regolamentazione 3G su tutti i posti di lavoro e sui mezzi — una misura analoga al nostro green pass, che permette l’accesso alle persone vaccinate (geimpft), guarite (genesen) o testate (getestet).<br /><br /> <br /><br />La decisione del parlamento tedesco arriva dopo una settimana di decisioni che si sono susseguite mentre la politica cercava un modo per limitare il contagio alternativo alle ormai classiche limitazioni alla circolazione. Si sta formalizzando, attraverso molti paesi europei e nell’invocazione dei governatori regionali italiani, un vero e proprio “modello bavarese” — che prevede livelli di restrizioni diversi, negando l’accesso a servizi e svaghi a chi ha test negativi ma non ha fatto il vaccino e non è guarito.<br /><br /> <br /><br />In questa puntata di TRAPPIST percorriamo rapidamente la situazione stato per stato: dove la campagna vaccinale ha incontrato più difficoltà, ora la situazione è proporzionalmente più grave: ma in tutta Europa la situazione è la stessa — i mesi persi all’inizio della campagna e le difficoltà nel gestire le terze dosi ora si fanno sentire.<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Corona: Germany Measures of the Federal Government<br /> COVID in Europe: Germany faces 'terrible Christmas', Czech Republic and Slovakia target unvaccinated | Euronews<br /> Čo s neočkovanými zamestnancami, ktorí sa nechcú testovať? Firmy vidia riziká - Korzár SME<br /> Česko zavede bavorský model. Vláda zvažuje i obnovení povinného testování ve firmách | Hospodářské noviny (HN.cz)<br /> FFP2 und 2-G-plus: Was gilt in welchem Bundesland? | DiePresse.com<br /> Coronavirus: RKI-Chef Lothar Wieler warnt in Brandrede vor einem „sehr schlimmen Weihnachtsfest“ - WELT<br /> Corona-Regeln der Bundesländer: 3G, 2G-Plus, 2G – was gilt wo? - DER SPIEGEL<br /> Bundestag und Ministerpräsidentenkonferenz: Bund und Länder entscheiden über neue Corona-Regeln | ZEIT ONLINE<br /> Covid Italia, superata la soglia dei diecimila contagi. Stretta sul green pass, mossa delle Regioni- Corriere.it<br /> Green pass rafforzato, il pressing delle Regioni - Cronaca - ANSA<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina, elaborazione foto CC-BY-SA 4.0 Cezary p]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47393</guid><pubDate>Thu, 18 Nov 2021 17:04:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147379/trappist_144.mp3" length="74517859" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In tutta Europa la politica cerca soluzioni all’aumento dei contagi senza ritornare alle restrizioni: ma è un campo ancora inesplorato — mentre i contagi e i morti aumentano.
 

Ieri la Germania ha registrato 65.371 casi giornalieri. È il numero più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In tutta Europa la politica cerca soluzioni all’aumento dei contagi senza ritornare alle restrizioni: ma è un campo ancora inesplorato — mentre i contagi e i morti aumentano.<br /> <br /><br />Ieri la Germania ha registrato 65.371 casi giornalieri. È il numero più alto dall’inizio della pandemia, ma probabilmente è sottostimato: il presidente dell’Istituto Robert Koch, Lothar Wieler, ha avvisato che moltissimi casi non sono stati conteggiati, durante un discorso che ha scosso la politica tedesca — il Welt lo definisce “incendiario.” Il presidente dell’Istituto in questi mesi si era fatto conoscere come una presenza calma anche nelle situazioni più dure, mentre ieri non ha nascosto la gravità della situazione: secondo Wieler la Germania va incontro a un “Natale molto brutto,” e ha definito la situazione attuale come “molto cupa,” preannunciando che se non si agisce in fretta il paese potrebbe arrivare a vedere 1.200 morti al giorno.<br /><br /> <br /><br />Ciononostante, il Bundestag ha deciso di non estendere le precedenti misure d’emergenza, preferendo inaugurarne di nuove, firmate dalla nuova coalizione tra SPD, Verdi e FDP. Tra le misure, c’è l’obbligo di regolamentazione 3G su tutti i posti di lavoro e sui mezzi — una misura analoga al nostro green pass, che permette l’accesso alle persone vaccinate (geimpft), guarite (genesen) o testate (getestet).<br /><br /> <br /><br />La decisione del parlamento tedesco arriva dopo una settimana di decisioni che si sono susseguite mentre la politica cercava un modo per limitare il contagio alternativo alle ormai classiche limitazioni alla circolazione. Si sta formalizzando, attraverso molti paesi europei e nell’invocazione dei governatori regionali italiani, un vero e proprio “modello bavarese” — che prevede livelli di restrizioni diversi, negando l’accesso a servizi e svaghi a chi ha test negativi ma non ha fatto il vaccino e non è guarito.<br /><br /> <br /><br />In questa puntata di TRAPPIST percorriamo rapidamente la situazione stato per stato: dove la campagna vaccinale ha incontrato più difficoltà, ora la situazione è proporzionalmente più grave: ma in tutta Europa la situazione è la stessa — i mesi persi all’inizio della campagna e le difficoltà nel gestire le terze dosi ora si fanno sentire.<br /><br /> <br />Show notes<br /> <br /><br /> Corona: Germany Measures of the Federal Government<br /> COVID in Europe: Germany faces 'terrible Christmas', Czech Republic and Slovakia target unvaccinated | Euronews<br /> Čo s neočkovanými zamestnancami, ktorí sa nechcú testovať? Firmy vidia riziká - Korzár SME<br /> Česko zavede bavorský model. Vláda zvažuje i obnovení povinného testování ve firmách | Hospodářské noviny (HN.cz)<br /> FFP2 und 2-G-plus: Was gilt in welchem Bundesland? | DiePresse.com<br /> Coronavirus: RKI-Chef Lothar Wieler warnt in Brandrede vor einem „sehr schlimmen Weihnachtsfest“ - WELT<br /> Corona-Regeln der Bundesländer: 3G, 2G-Plus, 2G – was gilt wo? - DER SPIEGEL<br /> Bundestag und Ministerpräsidentenkonferenz: Bund und Länder entscheiden über neue Corona-Regeln | ZEIT ONLINE<br /> Covid Italia, superata la soglia dei diecimila contagi. Stretta sul green pass, mossa delle Regioni- Corriere.it<br /> Green pass rafforzato, il pressing delle Regioni - Cronaca - ANSA<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina, elaborazione foto CC-BY-SA 4.0 Cezary p]]></itunes:summary><itunes:duration>3726</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9373c4db32e6c2cee612eb640f97a92c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>143: Come sta la destra statunitense</title><link>https://www.spreaker.com/episode/143-come-sta-la-destra-statunitense--48147385</link><description><![CDATA[Un anno dopo la sconfitta, il partito repubblicano è diviso tra chi vuole assecondare una base ormai radicalizzata e chi invece vorrebbe collaborare con i democratici<br />Anche se siamo ormai alle porte del 2022, la politica e la società statunitense devono ancora metabolizzare il fatto senza precedenti accaduto lo scorso 6 gennaio, quando una folla variegata di estremisti di destra e supporter dell’ex presidente Trump ha invaso il Campidoglio a Washington. Il repubblicano sta ora cercando di fermare la desecretazione e la pubblicazione di alcune carte relative a suoi incontri e conversazioni nelle ore precedenti all’assalto — viene da domandarsi perché. In queste carte potrebbero essere contenute informazioni cruciali per capire davvero le dinamiche di quei giorni: non è chiaro se Trump, sfruttando la legislazione statunitense, potrà davvero impedirne la diffusione.<br /><br />Il Partito repubblicano intanto è sospeso in un limbo in vista delle prossime elezioni di midterm, sulle quali potrebbe lucrare grazie al calo della popolarità di Biden. Una parte ha votato il piano di investimenti infrastrutturali dell’amministrazione, ma un’altra larga fetta è invece rimasta ostile a qualsiasi forma di trattativa con l’esecutivo, adottando una tattica ostruzionistica. <br /><br />La Corte suprema del paese intanto dovrà dare il proprio parere su alcune delle questioni più scottanti e divisive degli ultimi anni - in particolare quelle inerenti al diritto all’aborto, che è al centro di decenni di tentativi di attacco da parte della destra reazionaria. In primis, saranno esaminati i casi provenienti dal Texas e dal Mississippi.<br /><br />Su questo sfondo la battaglia puramente ideologica tra chi vuole un paese egualitario — almeno a livello di diritti civili — e uno in cui vige di fatto il suprematismo bianco è sempre accesa e risulta evidente nei giorni del processo al terrorista Kyle Rittenhouse. Il nuovo terreno di scontro è la cosiddetta Critical race theory, una prospettiva di insegnamento della storia statunitense nelle scuole che fa notare come il razzismo sia incardinato da sempre alle istituzioni del paese, che ha ovviamente irritato i conservatori. Tra questi, il nuovo governatore della Virginia Glenn Youngkin, che ha costruito una campagna elettorale vittoriosa facendo del contrasto alla CRT la propria bandiera.<br />Show notes<br /><br /> La decisione della giudice sui registri della Casa bianca<br /> Trump’s Claim of Executive Privilege in the Jan. 6 Inquiry, Explained - The New York Times<br /> Capitol Police Officers Sue Trump and Allies Over Election Lies and Jan. 6 - The New York Times<br /> Trump bashes infrastructure bill and many Repulicans follow his lead - The Washington Post<br /> How Mitch McConnell, one of Washington's longtime GOP power players, succumbed to the preeminence of Trump - The Washington Post<br /> McConnell praises federal infrastructure bill during a visit to Covington | WVXU<br /> Glenn Youngkin vows to ban critical race theory if elected Virginia governor | Fox News<br /> Glenn Youngkin | TheHill<br /> What Youngkin's Win in the Virginia Governor Race Means for Democrats - The New York Times<br /> Pete Buttigieg gains new tool to speed up infrastructure megaprojects - The Washington Post<br /> How a Conservative Activist Invented the Conflict Over Critical Race Theory | The New Yorker<br /> The 1619 Project and the Long Battle Over U.S. History - The New York Times<br /> "Critical race theory" is a fairytale — but America's monsters are real | Salon.com<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br />In copertina, foto CC-BY 2.0 Anthony Crider]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47326</guid><pubDate>Thu, 11 Nov 2021 11:09:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147385/143_come_sta_la_destra_statunitense.mp3" length="76014675" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Un anno dopo la sconfitta, il partito repubblicano è diviso tra chi vuole assecondare una base ormai radicalizzata e chi invece vorrebbe collaborare con i democratici
Anche se siamo ormai alle porte del 2022, la politica e la società statunitense...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un anno dopo la sconfitta, il partito repubblicano è diviso tra chi vuole assecondare una base ormai radicalizzata e chi invece vorrebbe collaborare con i democratici<br />Anche se siamo ormai alle porte del 2022, la politica e la società statunitense devono ancora metabolizzare il fatto senza precedenti accaduto lo scorso 6 gennaio, quando una folla variegata di estremisti di destra e supporter dell’ex presidente Trump ha invaso il Campidoglio a Washington. Il repubblicano sta ora cercando di fermare la desecretazione e la pubblicazione di alcune carte relative a suoi incontri e conversazioni nelle ore precedenti all’assalto — viene da domandarsi perché. In queste carte potrebbero essere contenute informazioni cruciali per capire davvero le dinamiche di quei giorni: non è chiaro se Trump, sfruttando la legislazione statunitense, potrà davvero impedirne la diffusione.<br /><br />Il Partito repubblicano intanto è sospeso in un limbo in vista delle prossime elezioni di midterm, sulle quali potrebbe lucrare grazie al calo della popolarità di Biden. Una parte ha votato il piano di investimenti infrastrutturali dell’amministrazione, ma un’altra larga fetta è invece rimasta ostile a qualsiasi forma di trattativa con l’esecutivo, adottando una tattica ostruzionistica. <br /><br />La Corte suprema del paese intanto dovrà dare il proprio parere su alcune delle questioni più scottanti e divisive degli ultimi anni - in particolare quelle inerenti al diritto all’aborto, che è al centro di decenni di tentativi di attacco da parte della destra reazionaria. In primis, saranno esaminati i casi provenienti dal Texas e dal Mississippi.<br /><br />Su questo sfondo la battaglia puramente ideologica tra chi vuole un paese egualitario — almeno a livello di diritti civili — e uno in cui vige di fatto il suprematismo bianco è sempre accesa e risulta evidente nei giorni del processo al terrorista Kyle Rittenhouse. Il nuovo terreno di scontro è la cosiddetta Critical race theory, una prospettiva di insegnamento della storia statunitense nelle scuole che fa notare come il razzismo sia incardinato da sempre alle istituzioni del paese, che ha ovviamente irritato i conservatori. Tra questi, il nuovo governatore della Virginia Glenn Youngkin, che ha costruito una campagna elettorale vittoriosa facendo del contrasto alla CRT la propria bandiera.<br />Show notes<br /><br /> La decisione della giudice sui registri della Casa bianca<br /> Trump’s Claim of Executive Privilege in the Jan. 6 Inquiry, Explained - The New York Times<br /> Capitol Police Officers Sue Trump and Allies Over Election Lies and Jan. 6 - The New York Times<br /> Trump bashes infrastructure bill and many Repulicans follow his lead - The Washington Post<br /> How Mitch McConnell, one of Washington's longtime GOP power players, succumbed to the preeminence of Trump - The Washington Post<br /> McConnell praises federal infrastructure bill during a visit to Covington | WVXU<br /> Glenn Youngkin vows to ban critical race theory if elected Virginia governor | Fox News<br /> Glenn Youngkin | TheHill<br /> What Youngkin's Win in the Virginia Governor Race Means for Democrats - The New York Times<br /> Pete Buttigieg gains new tool to speed up infrastructure megaprojects - The Washington Post<br /> How a Conservative Activist Invented the Conflict Over Critical Race Theory | The New Yorker<br /> The 1619 Project and the Long Battle Over U.S. History - The New York Times<br /> "Critical race theory" is a fairytale — but America's monsters are real | Salon.com<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br />In copertina, foto CC-BY 2.0 Anthony Crider]]></itunes:summary><itunes:duration>3801</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8130adc5f53592e434bb114728d479f5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>142: La Cop26, tra buone intenzioni ed ecofascismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/142-la-cop26-tra-buone-intenzioni-ed-ecofascismo--48147402</link><description><![CDATA[Secondo gli esperti supereremo il limite di 1,5 °C già tra 11 anni. Intanto, la comunità internazionale non è pronta a mettere in discussione il nostro sistema economico<br />La Cop26 era iniziata non con i migliori auspici. A Roma, il G20 si era chiuso con un nulla di fatto, e Boris Johnson, che sta ospitando il summit, aveva sfondato ampiamente nell’ecofascismo, spiegando che il cambiamento climatico causerà “eventi geopolitici molto difficili” tra cui migrazioni di massa. Intervistato dentro al Colosseo, il Primo ministro britannico ha usato la Roma imperiale come paragone, dicendo che “quando l’impero romano è crollato, è stato in gran parte a causa dell’immigrazione incontrollata.” Una cosa che, secondo la visione pronta per la quinta elementare del premier britannico, “potrebbe succedere di nuovo.”<br /><br />All’evento non si sono presentati né Vladimir Putin né Xi Jinping, e anche Erdogan ha cancellato la propria partecipazione all’ultimo minuto. Anche tra i presenti le cose non sono iniziate benissimo, durante gli annunci degli impegni nazionali per affrontare la crisi climatica, l’India si è data per la prima volta una scadenza entro cui arrivare alle zero emissioni — ma per il 2070, vent’anni troppo tardi. Nel proprio discorso Modi ha comunque difeso il proprio paese, sottolineando come l’India costituisca il 17% della popolazione globale, ma contribuisca solo al 5% delle emissioni. Questo annuncio ha congelato qualsiasi ambizione di presentare obiettivi più avanzati della Cop22 di Parigi, nonostante la politica abbia ormai imparato a usare la retorica dell’apocalisse per parlare del disastro climatico: durante il proprio intervento Boris Johnson ha citato James Bond, dicendo che l’umanità è legata a un “dispositivo apocalittico”; con lo stesso spirito teatrale, Antonio Guterres ha detto che i leader del mondo “stanno scavando la propria stessa fossa,” e che bisogna “smettere di trattare la natura come un cesso.” Tra gli interventi più importanti c’è stato quello della Prima ministra delle Barbados, Mia Mottley, che ha parlato a nome dei tanti stati insulari a rischio a causa dell’innalzamento del livello del mare, chiedendo agli stati più ricchi di “non permettere che la via dell’avidità e dell’egoismo pianti i semi della nostra comune distruzione.”<br /><br />Una delle voci più ottimiste della prima giornata di summit è stata quella di Biden, che ha parlato di una “opportunità incredibile” di fronte alla “crescente catastrofe.” Biden da sempre sostiene che la conversione necessaria per ridurre le emissioni e la dipendenza dai combustibili fossili possa essere una nuova fonte importante di impiego: “Costruire i pannelli solari e le turbine eoliche che faranno crescere il mercato energetico del futuro creerà lavori sindacalizzati e ben pagati per i lavoratori americani,” ha commentato il presidente statunitense nel proprio intervento. “È una cosa che non dobbiamo mai perdere di vista.” Parlando con gli altri leader presenti al summit, Biden ha ammesso che l’impegno climatico degli Stati Uniti è stato a dir poco incostante, ovviamente in gran parte per responsabilità di Trump: “La mia amministrazione sta facendo gli straordinari per dimostrare il nostro impegno climatico coi fatti e non con le parole.” Biden ha promesso che nei prossimi giorni saranno svelate nuove iniziative climatiche guidate dagli Stati Uniti.<br /><br />Intanto, alcuni dati visti dal Guardian confermano le preoccupazioni degli attivisti: attraverso un accordo internazionale poco noto — l’Energy Charter Treaty del 1998 — gli investitori del petrolio e del carbone possono fare causa ai governi per i profitti persi a causa delle leggi che cercano di far abbandonare i combustibili fossili. Il quotidiano di Londra ha visionato numerosissime cause intentate nel contesto della ECT, tra cui c’è anche il famigerato caso che vede Rockhopper Exploration contrapposta all’Italia.<br /><br />Oggi è arrivata una importante presa di posizione per il superamento del carbone, che dovrebbe essere fi]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47210</guid><pubDate>Thu, 04 Nov 2021 16:10:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147402/142_la_cop26_tra_buone_intenzioni_ed_ecofascismo.mp3" length="65034365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Secondo gli esperti supereremo il limite di 1,5 °C già tra 11 anni. Intanto, la comunità internazionale non è pronta a mettere in discussione il nostro sistema economico
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Intervistato dentro al Colosseo, il Primo ministro britannico ha usato la Roma imperiale come paragone, dicendo che “quando l’impero romano è crollato, è stato in gran parte a causa dell’immigrazione incontrollata.” Una cosa che, secondo la visione pronta per la quinta elementare del premier britannico, “potrebbe succedere di nuovo.”<br /><br />All’evento non si sono presentati né Vladimir Putin né Xi Jinping, e anche Erdogan ha cancellato la propria partecipazione all’ultimo minuto. Anche tra i presenti le cose non sono iniziate benissimo, durante gli annunci degli impegni nazionali per affrontare la crisi climatica, l’India si è data per la prima volta una scadenza entro cui arrivare alle zero emissioni — ma per il 2070, vent’anni troppo tardi. Nel proprio discorso Modi ha comunque difeso il proprio paese, sottolineando come l’India costituisca il 17% della popolazione globale, ma contribuisca solo al 5% delle emissioni. Questo annuncio ha congelato qualsiasi ambizione di presentare obiettivi più avanzati della Cop22 di Parigi, nonostante la politica abbia ormai imparato a usare la retorica dell’apocalisse per parlare del disastro climatico: durante il proprio intervento Boris Johnson ha citato James Bond, dicendo che l’umanità è legata a un “dispositivo apocalittico”; con lo stesso spirito teatrale, Antonio Guterres ha detto che i leader del mondo “stanno scavando la propria stessa fossa,” e che bisogna “smettere di trattare la natura come un cesso.” Tra gli interventi più importanti c’è stato quello della Prima ministra delle Barbados, Mia Mottley, che ha parlato a nome dei tanti stati insulari a rischio a causa dell’innalzamento del livello del mare, chiedendo agli stati più ricchi di “non permettere che la via dell’avidità e dell’egoismo pianti i semi della nostra comune distruzione.”<br /><br />Una delle voci più ottimiste della prima giornata di summit è stata quella di Biden, che ha parlato di una “opportunità incredibile” di fronte alla “crescente catastrofe.” Biden da sempre sostiene che la conversione necessaria per ridurre le emissioni e la dipendenza dai combustibili fossili possa essere una nuova fonte importante di impiego: “Costruire i pannelli solari e le turbine eoliche che faranno crescere il mercato energetico del futuro creerà lavori sindacalizzati e ben pagati per i lavoratori americani,” ha commentato il presidente statunitense nel proprio intervento. “È una cosa che non dobbiamo mai perdere di vista.” Parlando con gli altri leader presenti al summit, Biden ha ammesso che l’impegno climatico degli Stati Uniti è stato a dir poco incostante, ovviamente in gran parte per responsabilità di Trump: “La mia amministrazione sta facendo gli straordinari per dimostrare il nostro impegno climatico coi fatti e non con le parole.” Biden ha promesso che nei prossimi giorni saranno svelate nuove iniziative climatiche guidate dagli Stati Uniti.<br /><br />Intanto, alcuni dati visti dal Guardian confermano le preoccupazioni degli attivisti: attraverso un accordo internazionale poco noto — l’Energy Charter Treaty del 1998 — gli investitori del petrolio e del carbone possono fare causa ai governi per i profitti persi a causa delle leggi che cercano di far abbandonare i combustibili fossili. 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Ne abbiamo parlato con i due autori, Alex Majoli e Marco Zanella, che ci hanno raccontato il loro percorso da fotografi, dalle origini ai loro ultimi progetti.<br /> <br /><br />Oᴘᴇʀᴀ Aᴘᴇʀᴛᴀ | ​​Nel febbraio 2020, Alex Majoli si trovava a Reggio Emilia, dove stava lavorando con la Fondazione I Teatri. La sua intenzione era quella di aggiungere un nuovo capitolo al suo progetto Scene, una lunga ricerca per immagini sulla teatralità della vita quotidiana. ​​L’8 marzo tutto si ferma, il teatro chiude, Majoli e il suo assistente partono per un viaggio che li porterà dal profondo sud alle montagne del Nord Italia, per documentare una tragedia contemporanea. Dopo più di un anno di pausa, l’autore decide di riprendere il lavoro insieme a I Teatri. Il libro che ne risulta non è più solo fotografia, ma un paragrafo aperto sul COVID.<br /><br />Con SCENE, Alex Majoli ha generato nuove chiavi di lettura sul rapporto tra l’uomo e la sua quotidiana teatralità. In Opera Aperta, l’autore riprende il discorso già sviluppato, ed esplora l’ambiguità tra realtà e finzione.<br /><br /> <br /><br />Sᴄᴀʟᴀɴᴅʀê | parola del dialetto romagnolo che significa “fuori stagione, sfasato”, è il titolo del progetto di Marco Zanella protrattosi per gli ultimi tre anni in una piccola cittadina di tradizione agricola del Nord Italia, Cotignola. Indaga quella che è stata spesso definita la fine della civiltà contadina, collocandosi a cavallo tra il mondo prima e dopo la pandemia. Racconta di una realtà messa a dura prova dall’incedere della nuova società digitale e dal confronto con un sentimento del tempo alienante, dove il ritmo naturale delle stagioni, delle feste e dei riti, che ha sempre scandito la vita di una comunità in contatto osmotico con la terra, rischia di essere stravolto e perduto. Le immagini di Marco Zanella testimoniano l’impegno di una comunità nel preservare dal cambiamento accelerato antiche tradizioni e memorie collettive.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47139</guid><pubDate>Thu, 28 Oct 2021 14:50:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147375/141_2_pandemia_e_territorio_presentazione_di_opera_aperta_e_scalandre.mp3" length="72805793" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Questa settimana su TRAPPIST ospitiamo le due talk di APNEA, l’evento organizzato sabato 23 al Circolo IAM.
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La sua intenzione era quella di aggiungere un nuovo capitolo al suo progetto Scene, una lunga ricerca per immagini sulla teatralità della vita quotidiana. ​​L’8 marzo tutto si ferma, il teatro chiude, Majoli e il suo assistente partono per un viaggio che li porterà dal profondo sud alle montagne del Nord Italia, per documentare una tragedia contemporanea. Dopo più di un anno di pausa, l’autore decide di riprendere il lavoro insieme a I Teatri. Il libro che ne risulta non è più solo fotografia, ma un paragrafo aperto sul COVID.<br /><br />Con SCENE, Alex Majoli ha generato nuove chiavi di lettura sul rapporto tra l’uomo e la sua quotidiana teatralità. In Opera Aperta, l’autore riprende il discorso già sviluppato, ed esplora l’ambiguità tra realtà e finzione.<br /><br /> <br /><br />Sᴄᴀʟᴀɴᴅʀê | parola del dialetto romagnolo che significa “fuori stagione, sfasato”, è il titolo del progetto di Marco Zanella protrattosi per gli ultimi tre anni in una piccola cittadina di tradizione agricola del Nord Italia, Cotignola. Indaga quella che è stata spesso definita la fine della civiltà contadina, collocandosi a cavallo tra il mondo prima e dopo la pandemia. Racconta di una realtà messa a dura prova dall’incedere della nuova società digitale e dal confronto con un sentimento del tempo alienante, dove il ritmo naturale delle stagioni, delle feste e dei riti, che ha sempre scandito la vita di una comunità in contatto osmotico con la terra, rischia di essere stravolto e perduto. Le immagini di Marco Zanella testimoniano l’impegno di una comunità nel preservare dal cambiamento accelerato antiche tradizioni e memorie collettive.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3641</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c0b91f4435f34b1c7ec65b7124d03e6f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>141: Stare insieme dopo un anno e mezzo di pandemia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/141-stare-insieme-dopo-un-anno-e-mezzo-di-pandemia--48147392</link><description><![CDATA[Questa settimana su TRAPPIST ospitiamo le due talk di APNEA, l’evento organizzato sabato 23 al Circolo IAM.<br />La pandemia ci ha costretto a ripensare al modo di stare insieme. Dopo il successo della campagna vaccinale, ma ancora in piena crisi, ripercorriamo quello che è successo con Sabina Barcucci, Valerio Bassan e Vittorio Agnoletto<br /> <br /><br />La pandemia ci ha costretti con la forza a ripensare il nostro modo di stare insieme. Un anno e mezzo di emergenza sanitaria e di lockdown hanno dimostrato sia quanto fosse fragile il nostro modello di convivenza sociale, sia quanto le persone siano in grado di inventare nuove forme di associazione, incontro e condivisione.<br /><br /> <br /><br />Un’emergenza che ha avuto anche un effetto dirompente sui lavoratori e sui rapporti di lavoro. Un lavoro che per molti, nel settore dello spettacolo e nel settore culturale, non c’è più stato, e che ha dovuto pian piano essere reinventato. E un lavoro che per molti altri ha significato un profondo cambiamento delle proprie abitudini, con lo smart working che ha modificato la fisionomia di una città come Milano.<br /><br /> <br /><br />è un evento in cui ripercorriamo la storia dell’evoluzione della socialità in questa pandemia, dai primi drammatici giorni del marzo 2020 al futuro. Lo facciamo con alcuni ospiti che hanno inquadrato momenti che difficilmente dimenticheremo, con i loro obiettivi o con la loro attività medica, di ricerca o lavorativa. O semplicemente con la loro azione quotidiana.<br /><br /> <br /><br />Ospiti:<br /><br /> <br /><br />Sabina Barcucci è architetto e cultural manager. Lavora nel public engagement come consulente di innovazione culturale scientifica. Ha sviluppato prodotti digitali, culturali ed educativi per musei, istituzioni di ricerca, agenzie creative, imprese, associazioni. Per 5 anni ha diretto il laboratorio di innovazione digitale del MUSE – Museo della Scienza di Trento. Nel 2021, insieme al Festival della Scienza di Genova, ha co-fondato ST[r]EAM, il festival online di comunicazione scientifica sul web.<br /><br /> <br /><br />Vittorio Agnoletto è medico. Insegna Globalizzazione e Politiche della Salute nella facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano. Fa parte del direttivo di Medicina Democratica e conduce la trasmissione 37e2 su Radio Popolare.<br /><br /> <br /><br />Valerio Bassan è giornalista e digital strategist . È il co-fondatore di Supercerchio, per cui si occupa di strategia digitale e innovazione nei media. È autore della newsletter Ellissi. Come consulente ha lavorato con alcune importanti testate come Forbes, Vice, Il Sole 24 Ore e Internazionale. È anche il publisher di una rivista digitale dedicata all’approfondimento e alla lettura lenta, Istmo Magazine, e co-organizza un festival dedicato al giornalismo investigativo, DIG Festival.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47137</guid><pubDate>Thu, 28 Oct 2021 14:46:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147392/141_stare_insieme_dopo_un_anno_e_mezzo_di_pandemia.mp3" length="85154397" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Questa settimana su TRAPPIST ospitiamo le due talk di APNEA, l’evento organizzato sabato 23 al Circolo IAM.
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Un lavoro che per molti, nel settore dello spettacolo e nel settore culturale, non c’è più stato, e che ha dovuto pian piano essere reinventato. E un lavoro che per molti altri ha significato un profondo cambiamento delle proprie abitudini, con lo smart working che ha modificato la fisionomia di una città come Milano.<br /><br /> <br /><br />è un evento in cui ripercorriamo la storia dell’evoluzione della socialità in questa pandemia, dai primi drammatici giorni del marzo 2020 al futuro. Lo facciamo con alcuni ospiti che hanno inquadrato momenti che difficilmente dimenticheremo, con i loro obiettivi o con la loro attività medica, di ricerca o lavorativa. O semplicemente con la loro azione quotidiana.<br /><br /> <br /><br />Ospiti:<br /><br /> <br /><br />Sabina Barcucci è architetto e cultural manager. Lavora nel public engagement come consulente di innovazione culturale scientifica. Ha sviluppato prodotti digitali, culturali ed educativi per musei, istituzioni di ricerca, agenzie creative, imprese, associazioni. Per 5 anni ha diretto il laboratorio di innovazione digitale del MUSE – Museo della Scienza di Trento. Nel 2021, insieme al Festival della Scienza di Genova, ha co-fondato ST[r]EAM, il festival online di comunicazione scientifica sul web.<br /><br /> <br /><br />Vittorio Agnoletto è medico. Insegna Globalizzazione e Politiche della Salute nella facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano. Fa parte del direttivo di Medicina Democratica e conduce la trasmissione 37e2 su Radio Popolare.<br /><br /> <br /><br />Valerio Bassan è giornalista e digital strategist . È il co-fondatore di Supercerchio, per cui si occupa di strategia digitale e innovazione nei media. È autore della newsletter Ellissi. Come consulente ha lavorato con alcune importanti testate come Forbes, Vice, Il Sole 24 Ore e Internazionale. È anche il publisher di una rivista digitale dedicata all’approfondimento e alla lettura lenta, Istmo Magazine, e co-organizza un festival dedicato al giornalismo investigativo, DIG Festival.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4258</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ee02426c8e8e287efba58a8c2367b926.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>140: Bullismo diplomatico e estremismo di destra: la Polonia può stare nell’Ue?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/140-bullismo-diplomatico-e-estremismo-di-destra-la-polonia-puo-stare-nell-ue--48147412</link><description><![CDATA[Lo scontro tra Unione europea e Polonia è arrivato al punto di rottura, prima al Parlamento e ora al Consiglio europeo. Tra stato di diritto, zone LGBTQ e pacchetto per il clima, una soluzione diplomatica sembra sempre più difficile<br />Al Parlamento europeo la spaccatura tra Polonia e il resto dell’Unione europea si è manifestata in due discorsi dai toni durissimi di Ursula von der Leyen e del Primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki. Von der Leyen, che ha parlato per prima, ha impostato il confronto in modo netto, dicendo che la decisione della Corte costituzionale polacca “mette in discussione le fondamenta dell’Unione europea,” e indicando il PiS come responsabile ultimo della rottura: “La Corte costituzionale polacca che ora mette in dubbio la validità del nostro Trattato è la stessa corte che, nel contesto dell’Articolo 7, non possiamo considerare indipendente e legittima, e così, in qualche modo, si chiude il cerchio.” <br /><br /> <br /><br />Morawiecki ha risposto alle accuse mosse dalla Commissione in un discorso molto lungo, che ha sforato di più di mezz’ora il tempo concesso. Il Primo ministro polacco ha dichiarato che “le competenze comunitarie hanno chiari confini, e non possiamo rimanere zitti quando questi confini sono oltrepassati. Stiamo dicendo sì all’universalismo europeo, ma diciamo no al centralismo europeo.” Da entrambe le parti, insomma, il tono è simile: profonda frattura, ma dichiarata volontà di trovare un compromesso. Morawiecki ha anche proposto una concessione: la possibilità di abolire la sezione disciplinare della Corte suprema, con cui sono stati colpiti i giudici che non erano allineati al PiS.<br /><br /> <br /><br />In questa battaglia si gioca il futuro dell’Unione europea, che deve decidere fino a che punto è disposta ad accettare derive autoritarie nei propri stati membri. Questa settimana, giovedì e venerdì, il summit dei leader dell’Unione finirà sicuramente per essere dedicato in modo sostanziale al tema dello stato di diritto — invece che al nodo digitale su mercato e servizi, o alla crisi energetica, di cui sarebbe urgente parlare. Non è chiaro in che direzione ci si muoverà: ancora pochi giorni fa Merkel aveva chiesto un ritorno al dialogo e non uno scontro diretto, ma la posizione presa dal Parlamento, che è pronto a far causa alla Commissione se non difenderà l’Europa dalla deriva polacca, fa presagire il contrario. In questo scontro la Polonia sarà sostenuta dai gruppi di estrema destra del Parlamento e dall’Ungheria, che ha già emesso un decreto in cui condanna le azioni dell’Unione, dicendo che “ignora volutamente il principio di sussidiarietà” e “cerca di privare gli stati membri dei loro diritti.”<br /><br /> <br /><br />È la seconda volta che la permanenza di un paese nel blocco viene messa effettivamente in discussione negli ultimi cinque anni, ma il caso è molto diverso rispetto a quello della Brexit: in questo caso la cittadinanza polacca è largamente a favore — fino all’80% — della permanenza nell’Unione. E questo contribuisce a inquadrare la mossa del governo di Varsavia come uno arroccamento del proprio potere a scapito dell’interesse collettivo, un passo rilevante verso l’instaurazione di un governo più autoritario.<br /><br /> <br /><br />Le dichiarazioni più divertenti di ieri sono arrivate proprio dalle sigle europee di estrema destra. L’Ecr, il gruppo che comprende il PiS e anche FdI, ha parlato della “guerra fredda” del Parlamento “per destabilizzare i governi conservatori”; Id, il gruppo della Lega, ha parlato addirittura di “processo staliniano.” L’ironia di accusare di comportamento dittatoriale chi sta contrastando i tentativi di sottomissione della magistratura alla politica deve essere sfuggita agli europarlamentari di estrema destra. Dall’altra parte, la posizione più dura è stata presa dal gruppo S&D, secondo cui “i voti non danno la legittimità di distruggere una democrazia.” Iratxe García, la leader del gruppo, ha evocato direttamente la questione della Polexit, che la Polonia giura di non vo]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47086</guid><pubDate>Thu, 21 Oct 2021 15:51:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147412/140_bullismo_diplomatico_e_estremismo_di_destra_la_polonia_puo_stare_nellue.mp3" length="79247589" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scontro tra Unione europea e Polonia è arrivato al punto di rottura, prima al Parlamento e ora al Consiglio europeo. Tra stato di diritto, zone LGBTQ e pacchetto per il clima, una soluzione diplomatica sembra sempre più difficile
Al Parlamento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scontro tra Unione europea e Polonia è arrivato al punto di rottura, prima al Parlamento e ora al Consiglio europeo. Tra stato di diritto, zone LGBTQ e pacchetto per il clima, una soluzione diplomatica sembra sempre più difficile<br />Al Parlamento europeo la spaccatura tra Polonia e il resto dell’Unione europea si è manifestata in due discorsi dai toni durissimi di Ursula von der Leyen e del Primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki. Von der Leyen, che ha parlato per prima, ha impostato il confronto in modo netto, dicendo che la decisione della Corte costituzionale polacca “mette in discussione le fondamenta dell’Unione europea,” e indicando il PiS come responsabile ultimo della rottura: “La Corte costituzionale polacca che ora mette in dubbio la validità del nostro Trattato è la stessa corte che, nel contesto dell’Articolo 7, non possiamo considerare indipendente e legittima, e così, in qualche modo, si chiude il cerchio.” <br /><br /> <br /><br />Morawiecki ha risposto alle accuse mosse dalla Commissione in un discorso molto lungo, che ha sforato di più di mezz’ora il tempo concesso. Il Primo ministro polacco ha dichiarato che “le competenze comunitarie hanno chiari confini, e non possiamo rimanere zitti quando questi confini sono oltrepassati. Stiamo dicendo sì all’universalismo europeo, ma diciamo no al centralismo europeo.” Da entrambe le parti, insomma, il tono è simile: profonda frattura, ma dichiarata volontà di trovare un compromesso. Morawiecki ha anche proposto una concessione: la possibilità di abolire la sezione disciplinare della Corte suprema, con cui sono stati colpiti i giudici che non erano allineati al PiS.<br /><br /> <br /><br />In questa battaglia si gioca il futuro dell’Unione europea, che deve decidere fino a che punto è disposta ad accettare derive autoritarie nei propri stati membri. Questa settimana, giovedì e venerdì, il summit dei leader dell’Unione finirà sicuramente per essere dedicato in modo sostanziale al tema dello stato di diritto — invece che al nodo digitale su mercato e servizi, o alla crisi energetica, di cui sarebbe urgente parlare. Non è chiaro in che direzione ci si muoverà: ancora pochi giorni fa Merkel aveva chiesto un ritorno al dialogo e non uno scontro diretto, ma la posizione presa dal Parlamento, che è pronto a far causa alla Commissione se non difenderà l’Europa dalla deriva polacca, fa presagire il contrario. In questo scontro la Polonia sarà sostenuta dai gruppi di estrema destra del Parlamento e dall’Ungheria, che ha già emesso un decreto in cui condanna le azioni dell’Unione, dicendo che “ignora volutamente il principio di sussidiarietà” e “cerca di privare gli stati membri dei loro diritti.”<br /><br /> <br /><br />È la seconda volta che la permanenza di un paese nel blocco viene messa effettivamente in discussione negli ultimi cinque anni, ma il caso è molto diverso rispetto a quello della Brexit: in questo caso la cittadinanza polacca è largamente a favore — fino all’80% — della permanenza nell’Unione. E questo contribuisce a inquadrare la mossa del governo di Varsavia come uno arroccamento del proprio potere a scapito dell’interesse collettivo, un passo rilevante verso l’instaurazione di un governo più autoritario.<br /><br /> <br /><br />Le dichiarazioni più divertenti di ieri sono arrivate proprio dalle sigle europee di estrema destra. L’Ecr, il gruppo che comprende il PiS e anche FdI, ha parlato della “guerra fredda” del Parlamento “per destabilizzare i governi conservatori”; Id, il gruppo della Lega, ha parlato addirittura di “processo staliniano.” L’ironia di accusare di comportamento dittatoriale chi sta contrastando i tentativi di sottomissione della magistratura alla politica deve essere sfuggita agli europarlamentari di estrema destra. 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Si cerca di superare l'approccio politico alla crisi sanitaria, ma la battaglia sembra persa in partenza<br />Questa settimana l’OMS ha annunciato la formazione di un nuovo gruppo di esperti — il SAGO, per Scientific Advisory Group on the Origins of Novel Pathogens — che avrà lo scopo di guidare gli studi sulle origini di tutti i patogeni nuovi o ri-emergenti, compreso il SARS-CoV-2. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato la decisione ricordando che “l’emergere di nuovi virus con il potenziale di scatenare epidemie e pandemie è un fatto naturale, e mentre il SARS-CoV-2 è il più recente di questo tipo di virus, non sarà l’ultimo.”<br /><br />Il direttore generale ha sottolineato la varietà di ambiti da cui provengono gli esperti e dicendo che riflettono “le diversità geografiche e di genere.” In ogni caso, prima della prima riunione del gruppo bisognerà aspettare le due settimane di consultazioni pubbliche previste dalle norme dell’OMS. Il gruppo, tra le altre funzioni, assisterà l’OMS nel valutare una serie di nuovi studi sulle origini del Covid–19.<br /><br />L’annuncio è arrivato insieme a un editoriale, firmato da Maria Van Kerkhove, responsabile tecnica per la risposta alla pandemia, Michael Ryan, direttore esecutivo del programma dell’OMS per le emergenze sanitarie, e dallo stesso Tedros Adhanom Ghebreyesus, pubblicato su Science. Nell’articolo, titolato “Prepararsi per la Malattia X,” i tre autori spiegano la decisione di lanciare il SAGO: “Non è la prima volta che vengono lanciati studi internazionali sulle origini di un nuovo virus. Eppure, ogni volta, i ricercatori si trovano di fronte a una serie di sfide — non solo scientifiche, ma anche logistiche e politiche. […] Nel maggio 2020, gli stati membri dell’OMS hanno approvato una risoluzione all’unanimità per dare all’OMS un mandato per riunire un gruppo di esperti per realizzare studi scientifici e collaborativi sulle origini del virus. Ma è chiaro che i processi scientifici sono stati danneggiati dalla politicizzazione, ed è per questo che la comunità scientifica globale deve rinforzare il proprio impegno per portare avanti il processo scientifico.”<br /><br />Evitare la politicizzazione delle indagini sarà difficilissimo: nel corso del 2021 la teoria delle origini in laboratorio del virus — che, ricordiamo, non ha nessuna prova a favore, ma è stata istituzionalizzata quando è diventata bipartisan negli Stati Uniti — è diventata sempre più forte, raccogliendo il sostegno anche di diverse testate che hanno una reputazione di affidabilità. È il caso ad esempio del New York Times, che da tempo ormai abbraccia tacitamente la teoria, e che ieri ha pubblicato un pezzo in cui spiega che il nuovo gruppo incontrerà forti resistenze dalla Cina.<br /><br />Prepararsi alla Malattia X vuol dire anche superare le tante difficoltà che ancora rendono inutilmente difficile la pandemia in tante parti del mondo: mentre i paesi più ricchi del mondo si preoccupano del regime dei richiami — una cosa sacrosanta per la politica nazionale, ma miope su scala globale — i paesi più sfruttati devono affrontare sfide più complesse: in Africa il numero di tamponi è troppo basso, e un nuovo studio dell’OMS valuta che siano stati individuati solo il 14,2% dei casi — uno su tre. In tantissimi altri paesi come Indonesia e Brasile, dove la campagna vaccinale è stata condotta soprattutto con vaccini cinesi, la questione delle terze dosi è particolarmente urgente, perché questi vaccini garantiscono un periodo di protezione più breve. Così, mentre continuiamo a non produrre abbastanza vaccini per proteggere tutto il mondo, alcuni paesi che avrebbero bisogno urgente di terze dosi non hanno nemmeno quelle.<br />Show notes<br /><br /> Scientific Advisory Group on the Origins of Novel Pathogens (SAGO)<br /> WHO Announces Proposed Members of its Scientific Advisory Group for the Origins of Novel Pathogens (SAGO)<br /> Preparing for]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47014</guid><pubDate>Fri, 15 Oct 2021 13:33:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147383/139_prepararsi_per_la_malattia_x.mp3" length="77714201" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L'OMS ha annunciato la formazione di un gruppo di esperti per indagare le origini del Covid-19 e prepararci alla prossima pandemia. Si cerca di superare l'approccio politico alla crisi sanitaria, ma la battaglia sembra persa in partenza
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Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato la decisione ricordando che “l’emergere di nuovi virus con il potenziale di scatenare epidemie e pandemie è un fatto naturale, e mentre il SARS-CoV-2 è il più recente di questo tipo di virus, non sarà l’ultimo.”<br /><br />Il direttore generale ha sottolineato la varietà di ambiti da cui provengono gli esperti e dicendo che riflettono “le diversità geografiche e di genere.” In ogni caso, prima della prima riunione del gruppo bisognerà aspettare le due settimane di consultazioni pubbliche previste dalle norme dell’OMS. Il gruppo, tra le altre funzioni, assisterà l’OMS nel valutare una serie di nuovi studi sulle origini del Covid–19.<br /><br />L’annuncio è arrivato insieme a un editoriale, firmato da Maria Van Kerkhove, responsabile tecnica per la risposta alla pandemia, Michael Ryan, direttore esecutivo del programma dell’OMS per le emergenze sanitarie, e dallo stesso Tedros Adhanom Ghebreyesus, pubblicato su Science. Nell’articolo, titolato “Prepararsi per la Malattia X,” i tre autori spiegano la decisione di lanciare il SAGO: “Non è la prima volta che vengono lanciati studi internazionali sulle origini di un nuovo virus. Eppure, ogni volta, i ricercatori si trovano di fronte a una serie di sfide — non solo scientifiche, ma anche logistiche e politiche. […] Nel maggio 2020, gli stati membri dell’OMS hanno approvato una risoluzione all’unanimità per dare all’OMS un mandato per riunire un gruppo di esperti per realizzare studi scientifici e collaborativi sulle origini del virus. Ma è chiaro che i processi scientifici sono stati danneggiati dalla politicizzazione, ed è per questo che la comunità scientifica globale deve rinforzare il proprio impegno per portare avanti il processo scientifico.”<br /><br />Evitare la politicizzazione delle indagini sarà difficilissimo: nel corso del 2021 la teoria delle origini in laboratorio del virus — che, ricordiamo, non ha nessuna prova a favore, ma è stata istituzionalizzata quando è diventata bipartisan negli Stati Uniti — è diventata sempre più forte, raccogliendo il sostegno anche di diverse testate che hanno una reputazione di affidabilità. È il caso ad esempio del New York Times, che da tempo ormai abbraccia tacitamente la teoria, e che ieri ha pubblicato un pezzo in cui spiega che il nuovo gruppo incontrerà forti resistenze dalla Cina.<br /><br />Prepararsi alla Malattia X vuol dire anche superare le tante difficoltà che ancora rendono inutilmente difficile la pandemia in tante parti del mondo: mentre i paesi più ricchi del mondo si preoccupano del regime dei richiami — una cosa sacrosanta per la politica nazionale, ma miope su scala globale — i paesi più sfruttati devono affrontare sfide più complesse: in Africa il numero di tamponi è troppo basso, e un nuovo studio dell’OMS valuta che siano stati individuati solo il 14,2% dei casi — uno su tre. In tantissimi altri paesi come Indonesia e Brasile, dove la campagna vaccinale è stata condotta soprattutto con vaccini cinesi, la questione delle terze dosi è particolarmente urgente, perché questi vaccini garantiscono un periodo di protezione più breve. Così, mentre continuiamo a non produrre abbastanza vaccini per proteggere tutto il mondo, alcuni paesi che avrebbero bisogno urgente di terze dosi non hanno nemmeno quelle.<br />Show notes<br /><br /> Scientific Advisory Group on the Origins of Novel Pathogens (SAGO)<br /> WHO Announces Proposed Members of its Scientific Advisory Group for...]]></itunes:summary><itunes:duration>3886</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d749990d509a8b7e1bdd909706f0eed6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>138: Dalla pandemia alla crisi dell’energia: la Brexit è stata una scommessa persa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/138-dalla-pandemia-alla-crisi-dell-energia-la-brexit-e-stata-una-scommessa-persa--48147378</link><description><![CDATA[L’economia del Regno Unito si prepara a una tempesta perfetta, mentre sempre più aziende non trovano dipendenti disposti a lavorare per i bassi salari che offrono<br />Il discorso di Boris Johnson alla convention del Partito conservatore britannico è stato tutto quello che ci si potrebbe aspettare un discorso di Boris Johnson, tra riferimenti a Thatcher e racconti di quando sarebbe “quasi morto” di Covid–19 il Primo ministro ha presentato un disegno per il futuro del paese che è riuscito a scontentare tutti, ricevendo critiche da laburisti, SNP, e persino dagli ambienti del conservatorismo più convinto. Il premier ha deciso di fare anche in questa occasione ciò che sa fare meglio — divertire e parlare alla pancia del suo elettorato — ma non è sembrato granché padrone della situazione nel proprio paese.<br /><br />Il Regno Unito infatti è in una crisi economica, lavorativa e sociale molto più profonda rispetto ai paesi dell’Ue che ha abbandonato con la Brexit: in particolare stanno aumentando vertiginosamente i prezzi dei beni di consumo fondamentali e delle risorse come la benzina e il gas. E il paese è attanagliato da una grave mancanza di manodopera — ben esemplificata dal tentativo disperato di trovare camionisti, la cui scarsità è complice della crisi della benzina di pochi giorni fa, per cercare di salvare i consumi natalizi.<br /><br />La mancanza di manodopera è dovuta a una combinazione degli effetti della Brexit, che ha reso il Regno Unito meno attrattivo per i lavoratori stranieri, e della pandemia, che ha spinto tutto l’Occidente a rivedere il proprio rapporto con il lavoro. Una crisi che dimostra quanto il modello di sviluppo adottato finora si regga sullo sfruttamento dei lavoratori autoctoni e migranti, ugualmente necessari all’arricchimento di chi detiene il potere, sia nel Regno Unito che in Italia.<br />Show notes<br /><br /> Boris Johnson’s conference speech: what he said and what he meant | Boris Johnson | The Guardian<br /> (222) 'Insulate them snuggly in prison' - Boris Johnson's best gags from Tory Party Conference speech - YouTube<br /> Uproar at proposal to lower student loan repayment threshold | Varsity<br /> Co-op warns of price rises as staff and stock shortages dent profits | Supply chain crisis | The Guardian<br /> EU lorry drivers will not help Britain ease its fuel crisis, union says | Supply chain crisis | The Guardian<br /> The good news about labor shortages – POLITICO<br /> Russia says it could boost supplies to ease Europe gas costs - ABC News<br /> One in ten firms passing on higher prices as BoE chief economist says inflation spike is worse than expected | Business News | Sky News<br /> ‘Significant’ price rises will continue and more energy firms will collapse, Ofgem warns | The Independent<br /> ‘Significant’ energy price rises will continue and more firms will collapse, Ofgem warns<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina, foto via Twitter]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46957</guid><pubDate>Fri, 08 Oct 2021 15:09:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147378/138_dalla_pandemia_alla_crisi_dellenergia_la_brexit_e_stata_una_scommessa_persa.mp3" length="91870816" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’economia del Regno Unito si prepara a una tempesta perfetta, mentre sempre più aziende non trovano dipendenti disposti a lavorare per i bassi salari che offrono
Il discorso di Boris Johnson alla convention del Partito conservatore britannico è stato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’economia del Regno Unito si prepara a una tempesta perfetta, mentre sempre più aziende non trovano dipendenti disposti a lavorare per i bassi salari che offrono<br />Il discorso di Boris Johnson alla convention del Partito conservatore britannico è stato tutto quello che ci si potrebbe aspettare un discorso di Boris Johnson, tra riferimenti a Thatcher e racconti di quando sarebbe “quasi morto” di Covid–19 il Primo ministro ha presentato un disegno per il futuro del paese che è riuscito a scontentare tutti, ricevendo critiche da laburisti, SNP, e persino dagli ambienti del conservatorismo più convinto. Il premier ha deciso di fare anche in questa occasione ciò che sa fare meglio — divertire e parlare alla pancia del suo elettorato — ma non è sembrato granché padrone della situazione nel proprio paese.<br /><br />Il Regno Unito infatti è in una crisi economica, lavorativa e sociale molto più profonda rispetto ai paesi dell’Ue che ha abbandonato con la Brexit: in particolare stanno aumentando vertiginosamente i prezzi dei beni di consumo fondamentali e delle risorse come la benzina e il gas. E il paese è attanagliato da una grave mancanza di manodopera — ben esemplificata dal tentativo disperato di trovare camionisti, la cui scarsità è complice della crisi della benzina di pochi giorni fa, per cercare di salvare i consumi natalizi.<br /><br />La mancanza di manodopera è dovuta a una combinazione degli effetti della Brexit, che ha reso il Regno Unito meno attrattivo per i lavoratori stranieri, e della pandemia, che ha spinto tutto l’Occidente a rivedere il proprio rapporto con il lavoro. Una crisi che dimostra quanto il modello di sviluppo adottato finora si regga sullo sfruttamento dei lavoratori autoctoni e migranti, ugualmente necessari all’arricchimento di chi detiene il potere, sia nel Regno Unito che in Italia.<br />Show notes<br /><br /> Boris Johnson’s conference speech: what he said and what he meant | Boris Johnson | The Guardian<br /> (222) 'Insulate them snuggly in prison' - Boris Johnson's best gags from Tory Party Conference speech - YouTube<br /> Uproar at proposal to lower student loan repayment threshold | Varsity<br /> Co-op warns of price rises as staff and stock shortages dent profits | Supply chain crisis | The Guardian<br /> EU lorry drivers will not help Britain ease its fuel crisis, union says | Supply chain crisis | The Guardian<br /> The good news about labor shortages – POLITICO<br /> Russia says it could boost supplies to ease Europe gas costs - ABC News<br /> One in ten firms passing on higher prices as BoE chief economist says inflation spike is worse than expected | Business News | Sky News<br /> ‘Significant’ price rises will continue and more energy firms will collapse, Ofgem warns | The Independent<br /> ‘Significant’ energy price rises will continue and more firms will collapse, Ofgem warns<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina, foto via Twitter]]></itunes:summary><itunes:duration>3826</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a7c23a12d854f189af3af9eec1d9a07b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>137: Bla bla bla nei palazzi, manganelli nelle strade</title><link>https://www.spreaker.com/episode/137-bla-bla-bla-nei-palazzi-manganelli-nelle-strade--48147390</link><description><![CDATA[L’aggressione delle forze dell’ordine alla manifestazione di Rise Up, a un mese dall’inizio di una Cop26 che si preannuncia difficile se non fallimentare, mostra quanto movimenti ambientalisti e politica siano ancora lontanissimi<br />Gli attivisti e le attiviste di Rise Up For Climate Justice hanno occupato nella notte piazza Affari, a Milano, piantando alcune tende e mettendo le catene all’ingresso della Borsa. L’azione si inserisce nella serie di proteste in atto in questi giorni per la pre-Cop in corso nel capoluogo lombardo: gli attivisti di Extinction Rebellion hanno messo in atto ieri diversi blocchi stradali nei dintorni del centro congressi in zona CityLife — rimossi con violenza dalla polizia, che ha arrestato alcuni manifestanti. <br /><br />Ieri Draghi ha incontrato Greta Thunberg ed è intervenuto nella sessione conclusiva della Youth4Climate, dando ragione alla protesta: “Dobbiamo agire adesso. Sono convinto che abbiamo tanto da imparare dalle vostre idee, i vostri suggerimenti e la vostra leadership. La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando.” Appena ha iniziato a parlare è stato interrotto da un gruppo di contestatori che cantavano “El pueblo unido jamás será vencido.”<br /><br />Tuttavia, nonostante le dichiarazioni di Draghi, il suo ministro alla Transizione Ecologica resta una delle voci più stonate in ambito ecologico a livello europeo: Cingolani, che due giorni fa è stato colto da una sorta di ansia da prestazione per il confronto con Thunberg. In un fuorionda pubblicato dall’Ansa, Cingolani si lamentava con un proprio collaboratore della “poca concretezza” e della mancanza di proposte dell’attivista svedese — che, ricordiamo, ha 18 anni e nessun incarico politico nazionale, a differenza di Cingolani.<br /><br />Sul panorama internazionale, però Cingolani non è assolutamente tra i problemi più grossi di chi chiede maggiore azione politica contro il cambiamento climatico (principalmente per le dimensioni trascurabili dell’Italia e della sua economia). La Cop26, infatti, non inizia con i migliori auspici: la situazione è particolarmente tesa nei confronti dell’Australia — non è nemmeno chiaro se parteciperà alla Cop26. <br /><br />Da mesi ormai è chiaro che il governo australiano si trova sempre più isolato nel proprio scetticismo climatico. Morrison negli ultimi mesi si è progressivamente ammorbidito, ma la stessa cosa non si può dire del suo alleato di governo, il Partito Nazionale d’Australia, che continua a inquadrare l’azione climatica come un peso per l’economia, difesa strenuamente dalle élite cittadine che non ne pagheranno le conseguenze economiche — a differenza delle comunità rurali. <br /><br />In Australia l’industria del carbone è ancora potentissima, ma tensioni simili tra politica ed economia sono presenti nel dibattito di tutti i paesi: pochi giorni fa la Camera dei rappresentanti statunitense ha ufficialmente lanciato un’indagine sul ruolo delle grandi aziende petrolifere nel diffondere disinformazione sulla crisi climatica. Il Congresso è preoccupato che “per proteggere i propri profitti l’industria abbia condotto un impegno coordinato per diffondere disinformazione e per prevenire azioni vitali per combattere il cambiamento climatico.” La Harvard Gazette ha parlato con Naomi Oreskes e con Geoffrey Supran, due ricercatori che negli ultimi anni hanno pubblicato numerosi studi sull’ostruzionismo dell’industria degli idrocarburi, per farsi raccontare nel dettaglio chi sono i responsabili ultimi dell’inazione della politica di fronte all’emergenza.<br />Show notes<br /><br /> Youth4Climate, gli attivisti occupano piazza Affari a Milano: tende di fronte alla sede della Borsa italiana - Il Fatto Quotidiano<br /> Milano, blocco stradale degli attivisti di Extinction Rebellion: rimossi dalla polizia - LaPresse<br /> Global March for Climate Justice, marcia per la giustizia climatica - Milano<br /> Youth4Climate, la promessa di Draghi ai giovani: 'Avete ragione, agiremo adesso' - Politica - ANSA<br /> Intervento]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46844</guid><pubDate>Fri, 01 Oct 2021 12:47:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147390/137_bla_bla_bla_nei_palazzi_manganelli_in_strada.mp3" length="91756713" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’aggressione delle forze dell’ordine alla manifestazione di Rise Up, a un mese dall’inizio di una Cop26 che si preannuncia difficile se non fallimentare, mostra quanto movimenti ambientalisti e politica siano ancora lontanissimi
Gli attivisti e le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’aggressione delle forze dell’ordine alla manifestazione di Rise Up, a un mese dall’inizio di una Cop26 che si preannuncia difficile se non fallimentare, mostra quanto movimenti ambientalisti e politica siano ancora lontanissimi<br />Gli attivisti e le attiviste di Rise Up For Climate Justice hanno occupato nella notte piazza Affari, a Milano, piantando alcune tende e mettendo le catene all’ingresso della Borsa. L’azione si inserisce nella serie di proteste in atto in questi giorni per la pre-Cop in corso nel capoluogo lombardo: gli attivisti di Extinction Rebellion hanno messo in atto ieri diversi blocchi stradali nei dintorni del centro congressi in zona CityLife — rimossi con violenza dalla polizia, che ha arrestato alcuni manifestanti. <br /><br />Ieri Draghi ha incontrato Greta Thunberg ed è intervenuto nella sessione conclusiva della Youth4Climate, dando ragione alla protesta: “Dobbiamo agire adesso. Sono convinto che abbiamo tanto da imparare dalle vostre idee, i vostri suggerimenti e la vostra leadership. La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando.” Appena ha iniziato a parlare è stato interrotto da un gruppo di contestatori che cantavano “El pueblo unido jamás será vencido.”<br /><br />Tuttavia, nonostante le dichiarazioni di Draghi, il suo ministro alla Transizione Ecologica resta una delle voci più stonate in ambito ecologico a livello europeo: Cingolani, che due giorni fa è stato colto da una sorta di ansia da prestazione per il confronto con Thunberg. In un fuorionda pubblicato dall’Ansa, Cingolani si lamentava con un proprio collaboratore della “poca concretezza” e della mancanza di proposte dell’attivista svedese — che, ricordiamo, ha 18 anni e nessun incarico politico nazionale, a differenza di Cingolani.<br /><br />Sul panorama internazionale, però Cingolani non è assolutamente tra i problemi più grossi di chi chiede maggiore azione politica contro il cambiamento climatico (principalmente per le dimensioni trascurabili dell’Italia e della sua economia). La Cop26, infatti, non inizia con i migliori auspici: la situazione è particolarmente tesa nei confronti dell’Australia — non è nemmeno chiaro se parteciperà alla Cop26. <br /><br />Da mesi ormai è chiaro che il governo australiano si trova sempre più isolato nel proprio scetticismo climatico. Morrison negli ultimi mesi si è progressivamente ammorbidito, ma la stessa cosa non si può dire del suo alleato di governo, il Partito Nazionale d’Australia, che continua a inquadrare l’azione climatica come un peso per l’economia, difesa strenuamente dalle élite cittadine che non ne pagheranno le conseguenze economiche — a differenza delle comunità rurali. <br /><br />In Australia l’industria del carbone è ancora potentissima, ma tensioni simili tra politica ed economia sono presenti nel dibattito di tutti i paesi: pochi giorni fa la Camera dei rappresentanti statunitense ha ufficialmente lanciato un’indagine sul ruolo delle grandi aziende petrolifere nel diffondere disinformazione sulla crisi climatica. Il Congresso è preoccupato che “per proteggere i propri profitti l’industria abbia condotto un impegno coordinato per diffondere disinformazione e per prevenire azioni vitali per combattere il cambiamento climatico.” La Harvard Gazette ha parlato con Naomi Oreskes e con Geoffrey Supran, due ricercatori che negli ultimi anni hanno pubblicato numerosi studi sull’ostruzionismo dell’industria degli idrocarburi, per farsi raccontare nel dettaglio chi sono i responsabili ultimi dell’inazione della politica di fronte all’emergenza.<br />Show notes<br /><br /> Youth4Climate, gli attivisti occupano piazza Affari a Milano: tende di fronte alla sede della Borsa italiana - Il Fatto Quotidiano<br /> Milano, blocco stradale degli attivisti di Extinction Rebellion: rimossi dalla polizia - LaPresse<br /> Global March for Climate Justice, marcia per la giustizia climatica - Milano<br /> Youth4Climate, la promessa di Draghi ai...]]></itunes:summary><itunes:duration>3821</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3da1ecc4ab153471c5145d8ac0b308dc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>136: Unione europea e Stati Uniti in fuga dalle proprie responsabilità vaccinali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/136-unione-europea-e-stati-uniti-in-fuga-dalle-proprie-responsabilita-vaccinali--48147391</link><description><![CDATA[Per la seconda volta in meno di un mese i paesi più ricchi del mondo si sono dati una pacca sulla spalla, promettendo di donare poche dosi invece di pochissime ai paesi ancora scoperti, e ignorando le richieste della società civile e dell’OMS<br />Intervenendo in videoconferenza al “Global Covid-19 Summit” a margine dell’assemblea generale dell’Onu, l’altro ieri Draghi ha annunciato che l’Italia donerà 45 milioni di dosi ai paesi più poveri entro la fine del 2021, triplicando gli sforzi annunciati finora — la previsione era infatti di donare 15 milioni di dosi, principalmente attraverso il meccanismo COVAX. Il presidente del Consiglio ha riconosciuto nella distribuzione dei vaccini ci sono ancora “grandi disuguaglianze” e che “uno dei punti deboli nella risposta globale alla pandemia è stato l'insufficiente coordinamento tra autorità sanitarie e finanziarie.”<br /><br />Draghi ha detto inoltre che “dobbiamo aumentare la nostra preparazione per le pandemie del futuro,” aumentando “la capacità produttiva di vaccini e di strumenti sanitari in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più vulnerabili.” Le donazioni saranno composte soprattutto dalle dosi di AstraZeneca non distribuite alle regioni. L’Italia aggiunge così il proprio timido impegno agli impegni altrettanto insufficienti degli altri paesi occidentali: per quanto triplicato, lo sforzo italiano è infatti poca cosa di fronte ai miliardi di persone che in tutto il mondo ancora non hanno ricevuto il vaccino.<br /><br />Contemporaneamente, a dispetto della contrarietà dell’Oms, il nostro paese procede spedito con la somministrazione delle terze dosi: nel primo giorno ne sono state inoculate poco più di 3 mila. L’estensione del programma alla popolazione generale è solo questione di tempo: il sottosegretario Sileri ha detto che è ancora prematuro parlarne, ma sicuramente la terza dose “sarà per tutti.” Dello stesso avviso anche il consigliere del ministro Speranza Walter Ricciardi, secondo cui il richiamo per tutti sarà periodico, già a partire dall’anno prossimo.<br /><br />La somministrazione delle terze dosi nei paesi ricchi pone però gravi problemi etici vista la mancata vaccinazione di quelli poveri. A inizio mese, i ministri della Salute del G20 si sono incontrati a Roma e hanno sottoscritto una dichiarazione non apre alla possibilità di una sospensione dei brevetti, ma prevede di “rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, per aumentare e diversificare la capacità produttiva di vaccini globale, locale e regionale,” con attenzione in particolare ai paesi a reddito medio-basso. Il “Patto di Roma,” firmato all’unanimità, è un documento di 11 pagine suddiviso in 33 punti incentrato sulla cooperazione multilaterale per una ripresa post-pandemica “salutare e sostenibile.” Al punto 7 viene riaffermato l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione mondiale entro la fine del 2021 — un’espressione che significa poco: secondo i dati aggregati da Our World in Data il 40,4% della popolazione mondiale ha già ricevuto almeno una dose, ma è il 40% più ricco. Nei paesi a basso reddito, la percentuale di chi ha ricevuto almeno una dose è ferma all’1,8%.<br /><br />Il summit dell’altro ieri è stato invece organizzato da Joe Biden, che come altre volte ha abbinato retorica roboante ad azioni molto timide di fronte alle proporzioni enormi della crisi. Biden ha aperto il summit indicando due emergenze: riuscire a vaccinare il resto del mondo, e risolvere la crisi globale dell’ossigeno, che sta causando ulteriori morti tra persone che potevano invece essere salvate. “Non possiamo risolvere questa crisi con mezze misure o ambizioni modeste, dobbiamo pensare in grande,” ha dichiarato il presidente. Purtroppo, quelle offerte dagli Stati Uniti sono invece proprio mezze misure: gli Stati Uniti hanno promesso di donare 1,1 miliardi di dosi — un numero comunque bassissimo per vaccinare i 5,4 miliardi ancora senza vaccino — ma entro la fine dell’anno ne consegneranno circa 300 milioni, permettendo di vaccinare 150]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46778</guid><pubDate>Fri, 24 Sep 2021 12:39:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147391/trappist_136.mp3" length="82558895" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Per la seconda volta in meno di un mese i paesi più ricchi del mondo si sono dati una pacca sulla spalla, promettendo di donare poche dosi invece di pochissime ai paesi ancora scoperti, e ignorando le richieste della società civile e dell’OMS...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per la seconda volta in meno di un mese i paesi più ricchi del mondo si sono dati una pacca sulla spalla, promettendo di donare poche dosi invece di pochissime ai paesi ancora scoperti, e ignorando le richieste della società civile e dell’OMS<br />Intervenendo in videoconferenza al “Global Covid-19 Summit” a margine dell’assemblea generale dell’Onu, l’altro ieri Draghi ha annunciato che l’Italia donerà 45 milioni di dosi ai paesi più poveri entro la fine del 2021, triplicando gli sforzi annunciati finora — la previsione era infatti di donare 15 milioni di dosi, principalmente attraverso il meccanismo COVAX. Il presidente del Consiglio ha riconosciuto nella distribuzione dei vaccini ci sono ancora “grandi disuguaglianze” e che “uno dei punti deboli nella risposta globale alla pandemia è stato l'insufficiente coordinamento tra autorità sanitarie e finanziarie.”<br /><br />Draghi ha detto inoltre che “dobbiamo aumentare la nostra preparazione per le pandemie del futuro,” aumentando “la capacità produttiva di vaccini e di strumenti sanitari in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più vulnerabili.” Le donazioni saranno composte soprattutto dalle dosi di AstraZeneca non distribuite alle regioni. L’Italia aggiunge così il proprio timido impegno agli impegni altrettanto insufficienti degli altri paesi occidentali: per quanto triplicato, lo sforzo italiano è infatti poca cosa di fronte ai miliardi di persone che in tutto il mondo ancora non hanno ricevuto il vaccino.<br /><br />Contemporaneamente, a dispetto della contrarietà dell’Oms, il nostro paese procede spedito con la somministrazione delle terze dosi: nel primo giorno ne sono state inoculate poco più di 3 mila. L’estensione del programma alla popolazione generale è solo questione di tempo: il sottosegretario Sileri ha detto che è ancora prematuro parlarne, ma sicuramente la terza dose “sarà per tutti.” Dello stesso avviso anche il consigliere del ministro Speranza Walter Ricciardi, secondo cui il richiamo per tutti sarà periodico, già a partire dall’anno prossimo.<br /><br />La somministrazione delle terze dosi nei paesi ricchi pone però gravi problemi etici vista la mancata vaccinazione di quelli poveri. A inizio mese, i ministri della Salute del G20 si sono incontrati a Roma e hanno sottoscritto una dichiarazione non apre alla possibilità di una sospensione dei brevetti, ma prevede di “rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, per aumentare e diversificare la capacità produttiva di vaccini globale, locale e regionale,” con attenzione in particolare ai paesi a reddito medio-basso. Il “Patto di Roma,” firmato all’unanimità, è un documento di 11 pagine suddiviso in 33 punti incentrato sulla cooperazione multilaterale per una ripresa post-pandemica “salutare e sostenibile.” Al punto 7 viene riaffermato l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione mondiale entro la fine del 2021 — un’espressione che significa poco: secondo i dati aggregati da Our World in Data il 40,4% della popolazione mondiale ha già ricevuto almeno una dose, ma è il 40% più ricco. Nei paesi a basso reddito, la percentuale di chi ha ricevuto almeno una dose è ferma all’1,8%.<br /><br />Il summit dell’altro ieri è stato invece organizzato da Joe Biden, che come altre volte ha abbinato retorica roboante ad azioni molto timide di fronte alle proporzioni enormi della crisi. Biden ha aperto il summit indicando due emergenze: riuscire a vaccinare il resto del mondo, e risolvere la crisi globale dell’ossigeno, che sta causando ulteriori morti tra persone che potevano invece essere salvate. “Non possiamo risolvere questa crisi con mezze misure o ambizioni modeste, dobbiamo pensare in grande,” ha dichiarato il presidente. Purtroppo, quelle offerte dagli Stati Uniti sono invece proprio mezze misure: gli Stati Uniti hanno promesso di donare 1,1 miliardi di dosi — un numero comunque bassissimo per vaccinare i 5,4 miliardi ancora senza vaccino — ma entro la fine dell’anno ne consegneranno circa...]]></itunes:summary><itunes:duration>3438</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/96fddb0025a42b0c64432a4524ff8de5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>135: Non chiamatelo obbligo vaccinale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/135-non-chiamatelo-obbligo-vaccinale--48147393</link><description><![CDATA[Dopo settimane di dibattito sempre più radicalizzato, l’espansione del green pass voluta dal governo Draghi è la più aggressiva d’Europa. Ma anche questa volta la politica ha scaricato le responsabilità dei propri fallimenti sulle persone<br />Le anticipazioni sono state confermate: il nuovo decreto legge sul green pass, approvato ieri all’unanimità dal Consiglio dei ministri, prevede l’obbligatorietà, a partire dal 15 ottobre, del certificato verde per tutti i lavoratori del pubblico e del privato, inclusi i lavoratori autonomi, occasionali e volontari. In totale parliamo di una platea di circa 23 milioni di persone. L’onere di controllare il possesso e la validità del pass spetta al datore di lavoro: chi ne è sprovvisto rischia una multa da 600 a 1500 euro, la sospensione dal lavoro e dallo stipendio, ma non il licenziamento o altre conseguenze disciplinari — unica concessione ottenuta dai sindacati dopo l’incontro di mercoledì con il governo. I tamponi continueranno ad avere prezzi calmierati — 15 euro per i maggiorenni, 8 per i minorenni, gratis per i soggetti che non possono fare il vaccino — e sono previste sanzioni per le farmacie che non li applicano.<br /><br />A proposito di tamponi, il governo è intenzionato ad accogliere la richiesta di estendere a 72 ore la validità dei tamponi molecolari, ma la modifica sarà inserita con un emendamento al “decreto bis,” che a breve dovrà essere convertito in legge. L’altra novità rilevante inserita già nell’ultimo decreto, invece, è che il green pass sarà valido subito dopo la prima dose, e non più dopo 15 giorni: un dettaglio che conferma lo scopo fondamentale del provvedimento — non tanto garantire direttamente la salute pubblica, dato che nessuno sviluppa la risposta immunitaria dopo un giorno dal vaccino, ma spingere gli ultimi indecisi a vaccinarsi rendendo sostanzialmente impossibile la vita a chi non è vaccinato.<br /><br />Nella conferenza stampa successiva al Cdm — dove, nonostante l’importanza del provvedimento, Draghi ha deciso di non parlare — il ministro Brunetta ne ha parlato cinicamente in termini di produttività, citando la crescita del Pil e il fatto che “il capitale umano tutto vaccinato in presenza” non potrà che rafforzare questa crescita. Sulla stessa linea anche la ministra Gelmini, secondo cui l’obbligo del green pass garantirà “libertà e aperture.”<br /><br />Una piccola polemica riguarda il green pass obbligatorio anche per i parlamentari e i membri delle altre assemblee elettive: il governo non può intervenire sui regolamenti di Camera e Senato, e quindi nel decreto si limita a invitare le due Camere ad adeguarsi — ma ovviamente c’è qualcuno che vorrebbe evitarlo. Il senatore di Italexit Gianluigi Paragone, ad esempio, si è già detto pronto a “forzare questa regola” ed entrare lo stesso in Senato.<br /><br />E la Lega? Matteo Salvini continua a borbottare la propria contrarietà, ma ha deciso sostanzialmente di abbandonare la battaglia contro il green pass, convinto dagli esponenti “governisti” del partito a non percorrere una strada evidentemente impopolare.<br />Show notes<br /><br /> Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 36 | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Draghi sul green pass: «Il decreto è pensato per continuare ad aprire»- Corriere.it<br /> Green Pass obbligatorio, Brunetta: "Vale per 23 milioni di lavoratori"<br /> Tamponi Covid e Green pass, il governo: "Sì validità del test molecolare a 72 ore" - Cronaca<br /> Green pass subito dopo prima dose vaccino<br /> Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri n.36 - YouTube<br /> Green pass, una decisione forte che Draghi doveva spiegare | L'HuffPost<br /> Dl Green Pass. Speranza: "Spinta alla ripartenza". Brunetta: "Rafforzerà la crescita" - Rai News<br /> Green pass, Governo chiede al Parlamento di adeguarsi a obbligo<br /> Green Pass in Parlamento: “L'obbligo in aula dovevamo deciderlo prima” - la Repubblica<br /> Green Pass obbligatorio, Salvini: "Non si può complicare la vita a italiani"<br /> Green pass, Salvini «convertito» dai big leghisti: «Se stai su quella linea il Paes]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46697</guid><pubDate>Fri, 17 Sep 2021 12:56:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147393/135_non_chiamatelo_obbligo_vaccinale.mp3" length="80086875" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo settimane di dibattito sempre più radicalizzato, l’espansione del green pass voluta dal governo Draghi è la più aggressiva d’Europa. 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Le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo settimane di dibattito sempre più radicalizzato, l’espansione del green pass voluta dal governo Draghi è la più aggressiva d’Europa. Ma anche questa volta la politica ha scaricato le responsabilità dei propri fallimenti sulle persone<br />Le anticipazioni sono state confermate: il nuovo decreto legge sul green pass, approvato ieri all’unanimità dal Consiglio dei ministri, prevede l’obbligatorietà, a partire dal 15 ottobre, del certificato verde per tutti i lavoratori del pubblico e del privato, inclusi i lavoratori autonomi, occasionali e volontari. In totale parliamo di una platea di circa 23 milioni di persone. L’onere di controllare il possesso e la validità del pass spetta al datore di lavoro: chi ne è sprovvisto rischia una multa da 600 a 1500 euro, la sospensione dal lavoro e dallo stipendio, ma non il licenziamento o altre conseguenze disciplinari — unica concessione ottenuta dai sindacati dopo l’incontro di mercoledì con il governo. I tamponi continueranno ad avere prezzi calmierati — 15 euro per i maggiorenni, 8 per i minorenni, gratis per i soggetti che non possono fare il vaccino — e sono previste sanzioni per le farmacie che non li applicano.<br /><br />A proposito di tamponi, il governo è intenzionato ad accogliere la richiesta di estendere a 72 ore la validità dei tamponi molecolari, ma la modifica sarà inserita con un emendamento al “decreto bis,” che a breve dovrà essere convertito in legge. L’altra novità rilevante inserita già nell’ultimo decreto, invece, è che il green pass sarà valido subito dopo la prima dose, e non più dopo 15 giorni: un dettaglio che conferma lo scopo fondamentale del provvedimento — non tanto garantire direttamente la salute pubblica, dato che nessuno sviluppa la risposta immunitaria dopo un giorno dal vaccino, ma spingere gli ultimi indecisi a vaccinarsi rendendo sostanzialmente impossibile la vita a chi non è vaccinato.<br /><br />Nella conferenza stampa successiva al Cdm — dove, nonostante l’importanza del provvedimento, Draghi ha deciso di non parlare — il ministro Brunetta ne ha parlato cinicamente in termini di produttività, citando la crescita del Pil e il fatto che “il capitale umano tutto vaccinato in presenza” non potrà che rafforzare questa crescita. Sulla stessa linea anche la ministra Gelmini, secondo cui l’obbligo del green pass garantirà “libertà e aperture.”<br /><br />Una piccola polemica riguarda il green pass obbligatorio anche per i parlamentari e i membri delle altre assemblee elettive: il governo non può intervenire sui regolamenti di Camera e Senato, e quindi nel decreto si limita a invitare le due Camere ad adeguarsi — ma ovviamente c’è qualcuno che vorrebbe evitarlo. Il senatore di Italexit Gianluigi Paragone, ad esempio, si è già detto pronto a “forzare questa regola” ed entrare lo stesso in Senato.<br /><br />E la Lega? Matteo Salvini continua a borbottare la propria contrarietà, ma ha deciso sostanzialmente di abbandonare la battaglia contro il green pass, convinto dagli esponenti “governisti” del partito a non percorrere una strada evidentemente impopolare.<br />Show notes<br /><br /> Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 36 | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Draghi sul green pass: «Il decreto è pensato per continuare ad aprire»- Corriere.it<br /> Green Pass obbligatorio, Brunetta: "Vale per 23 milioni di lavoratori"<br /> Tamponi Covid e Green pass, il governo: "Sì validità del test molecolare a 72 ore" - Cronaca<br /> Green pass subito dopo prima dose vaccino<br /> Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri n.36 - YouTube<br /> Green pass, una decisione forte che Draghi doveva spiegare | L'HuffPost<br /> Dl Green Pass. Speranza: "Spinta alla ripartenza". Brunetta: "Rafforzerà la crescita" - Rai News<br /> Green pass, Governo chiede al Parlamento di adeguarsi a obbligo<br /> Green Pass in Parlamento: “L'obbligo in aula dovevamo deciderlo prima” - la Repubblica<br /> Green Pass obbligatorio,...]]></itunes:summary><itunes:duration>3335</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dc17186217d003116a75e9ecf8508e47.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>134: La repressione degli afgani comincia a Kabul ma continua in Europa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/134-la-repressione-degli-afgani-comincia-a-kabul-ma-continua-in-europa--48147413</link><description><![CDATA[A un anno dall’incendio nel campo di Moria, sull’isola di Lesbo, migliaia di richiedenti asilo sono ancora intrappolati nel nuovo campo di Mavrovouni. Intanto, la Grecia e l’Unione europea sono impegnate a impedire l’arrivo di nuovi richiedenti asilo dall’Afghanistan<br />Un anno fa andava a fuoco il campo profughi di Moria, sull’isola di Lesbo nell’Egeo. A distanza di un anno la situazione a Lesbo è ancora emergenziale: nonostante le promesse del governo greco, i profughi vivono ancora in tendopoli dalle condizioni miserabili — pochissimi servizi igienici e acqua potabile, impossibilità di muoversi liberamente per l’isola, repressione da parte delle forze di polizia. <br /><br />Il governo greco è poi impegnato in una guerra politica e giudiziaria contro tutte le persone in transito sul proprio territorio. Nel corso dell’ultimo anno sono aumentati i respingimenti illegali verso la Turchia e le autorità elleniche sembrano aver deciso di punire i migranti con processi sommari: per il rogo di Moria sono state condannate a decenni di carcere quattro persone con processi farsa, a cui è stato impossibile assistere da parte di osservatori internazionali, nel silenzio dell’Europa.<br /><br />La maggior parte delle persone ancora bloccate nell’Egeo proviene dall’Afghanistan, da cui è scappata prima che i governi europei si rendessero conto che forse non era un paese così sicuro come andavano dichiarando. In generale, la differenza tra migranti economici e rifugiati — è opportuno ricordarlo — è una distinzione artificiale che serve solo a mettere in atto più comodamente politiche repressive verso persone nate in altri paesi.<br /><br />A scanso di equivoci l’Afghanistan, dopo la conquista talebana, è in una situazione sempre più critica: l’inviata speciale ONU Deborah Lyons ha detto al Consiglio di Sicurezza che la comunità internazionale deve trovare modo di far affluire in Afghanistan risorse economiche, nonostante la presenza del governo talebano, “per prevenire un collasso totale dell’ordine sociale ed economico.” Il prezzo dei beni di prima necessità sta aumentando, mentre le banche private stanno finendo la liquidità e le autorità statali stanno finendo le risorse per pagare gli stipendi. “Dobbiamo dare la possibilità all’economia di respirare per ancora qualche mese, per dare la possibilità ai talebani di mostrare flessibilità e l’intento genuino di fare le cose in modo diverso questa volta, in particolare in prospettiva sui diritti umani, genere, e antiterrorismo.” Lyons specifica che sono necessarie “garanzie” che i soldi vengano usati “dove serve che siano spesi,” e che non vengano sprecati dalle autorità. <br /><br />L’ex presidente Mohammad Ashraf Ghani ha pubblicato su Twitter un messaggio in cui “spiega” la propria fuga da Kabul, dicendo che il suo team di sicurezza gli aveva detto che sarebbe stato impossibile evitare “gli stessi orribili scontri in strada in città che abbiamo visto durante la guerra civile negli anni Novanta.” “Lasciare Kabul è stata la decisione più difficile della mia vita, ma credevo che fosse l’unico modo per tenere zitte le pistole, e salvare Kabul e i suoi 6 milioni di cittadini.” Ieri, in visita in Germania, il segretario di Stato Blinken è tornato a dire che i rapporti tra governo talebano e comunità internazionale “dovranno essere guadagnati.”<br /><br />Intanto, i talebani confermano di essere un regime repressivo, nonostante le parole concilianti con la comunità internazionale. Il primo decreto di Sirajuddin Haqqani come ministro dell’Interno è radicalmente autoritario: dopo giorni di proteste, il governo ha stabilito che protestare sarà legale soltanto previa approvazione sia della manifestazione in sé, sia dei singoli slogan che verranno usati. La repressione nei giorni scorsi è stata dura, e a Herat martedì si sono registrati due morti. Ieri il vicepresidente della commissione culturale dei talebani, Ahmadullah Wasiq, ha annunciato che alle donne probabilmente sarà vietato partecipare agli sport “in cui i loro corpi potrebbero esse]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46612</guid><pubDate>Fri, 10 Sep 2021 14:22:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147413/trappist_134.mp3" length="79928259" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>A un anno dall’incendio nel campo di Moria, sull’isola di Lesbo, migliaia di richiedenti asilo sono ancora intrappolati nel nuovo campo di Mavrovouni. Intanto, la Grecia e l’Unione europea sono impegnate a impedire l’arrivo di nuovi richiedenti asilo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A un anno dall’incendio nel campo di Moria, sull’isola di Lesbo, migliaia di richiedenti asilo sono ancora intrappolati nel nuovo campo di Mavrovouni. Intanto, la Grecia e l’Unione europea sono impegnate a impedire l’arrivo di nuovi richiedenti asilo dall’Afghanistan<br />Un anno fa andava a fuoco il campo profughi di Moria, sull’isola di Lesbo nell’Egeo. A distanza di un anno la situazione a Lesbo è ancora emergenziale: nonostante le promesse del governo greco, i profughi vivono ancora in tendopoli dalle condizioni miserabili — pochissimi servizi igienici e acqua potabile, impossibilità di muoversi liberamente per l’isola, repressione da parte delle forze di polizia. <br /><br />Il governo greco è poi impegnato in una guerra politica e giudiziaria contro tutte le persone in transito sul proprio territorio. Nel corso dell’ultimo anno sono aumentati i respingimenti illegali verso la Turchia e le autorità elleniche sembrano aver deciso di punire i migranti con processi sommari: per il rogo di Moria sono state condannate a decenni di carcere quattro persone con processi farsa, a cui è stato impossibile assistere da parte di osservatori internazionali, nel silenzio dell’Europa.<br /><br />La maggior parte delle persone ancora bloccate nell’Egeo proviene dall’Afghanistan, da cui è scappata prima che i governi europei si rendessero conto che forse non era un paese così sicuro come andavano dichiarando. In generale, la differenza tra migranti economici e rifugiati — è opportuno ricordarlo — è una distinzione artificiale che serve solo a mettere in atto più comodamente politiche repressive verso persone nate in altri paesi.<br /><br />A scanso di equivoci l’Afghanistan, dopo la conquista talebana, è in una situazione sempre più critica: l’inviata speciale ONU Deborah Lyons ha detto al Consiglio di Sicurezza che la comunità internazionale deve trovare modo di far affluire in Afghanistan risorse economiche, nonostante la presenza del governo talebano, “per prevenire un collasso totale dell’ordine sociale ed economico.” Il prezzo dei beni di prima necessità sta aumentando, mentre le banche private stanno finendo la liquidità e le autorità statali stanno finendo le risorse per pagare gli stipendi. “Dobbiamo dare la possibilità all’economia di respirare per ancora qualche mese, per dare la possibilità ai talebani di mostrare flessibilità e l’intento genuino di fare le cose in modo diverso questa volta, in particolare in prospettiva sui diritti umani, genere, e antiterrorismo.” Lyons specifica che sono necessarie “garanzie” che i soldi vengano usati “dove serve che siano spesi,” e che non vengano sprecati dalle autorità. <br /><br />L’ex presidente Mohammad Ashraf Ghani ha pubblicato su Twitter un messaggio in cui “spiega” la propria fuga da Kabul, dicendo che il suo team di sicurezza gli aveva detto che sarebbe stato impossibile evitare “gli stessi orribili scontri in strada in città che abbiamo visto durante la guerra civile negli anni Novanta.” “Lasciare Kabul è stata la decisione più difficile della mia vita, ma credevo che fosse l’unico modo per tenere zitte le pistole, e salvare Kabul e i suoi 6 milioni di cittadini.” Ieri, in visita in Germania, il segretario di Stato Blinken è tornato a dire che i rapporti tra governo talebano e comunità internazionale “dovranno essere guadagnati.”<br /><br />Intanto, i talebani confermano di essere un regime repressivo, nonostante le parole concilianti con la comunità internazionale. Il primo decreto di Sirajuddin Haqqani come ministro dell’Interno è radicalmente autoritario: dopo giorni di proteste, il governo ha stabilito che protestare sarà legale soltanto previa approvazione sia della manifestazione in sé, sia dei singoli slogan che verranno usati. La repressione nei giorni scorsi è stata dura, e a Herat martedì si sono registrati due morti. Ieri il vicepresidente della commissione culturale dei talebani, Ahmadullah Wasiq, ha annunciato che alle donne probabilmente sarà vietato partecipare...]]></itunes:summary><itunes:duration>3328</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/07e808907c8e86dfd4454ef631febb2b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>133: Ricostruire il mondo dopo il cambiamento climatico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/133-ricostruire-il-mondo-dopo-il-cambiamento-climatico--48147397</link><description><![CDATA[Gli allagamenti delle metropolitane di New York e Zhengzhou, le case distrutte in New Jersey, il disastro ambientale lasciato dalla guerra in Siria: come potrete immaginare la responsabilità non è degli ambientalisti ideologizzati<br />L’ondata di maltempo causata dal passaggio di parti dell’uragano Ida sul nord–est degli Stati Uniti è stata devastante: si parla di almeno 46 morti, ma si teme che il numero sia destinato a crescere: ieri il governatore del New Jersey Phil Murphy ha annunciato che 23 persone avevano perso la vita, principalmente perché sorpresi da allagamenti improvvisi mentre erano alla guida. La governatrice di New York Kathy Hochul ha specificato il collegamento tra devastazione e cambiamento climatico, sottolineando come questi eventi non si possano più definire “impossibili da prevedere.” Tra i problemi che gli Stati Uniti devono affrontare c’è l’estrema fragilità di case e altre strutture: è il caso di Mullica Hill, in New Jersey, in cui tante abitazioni sono state fatte letteralmente a pezzi da un tornado. Per grandi città come New York, che dipendono fortemente dalla propria metropolitana, l’alluvione di ieri dovrebbe essere un momento di chiarezza: negli ultimi anni ci sono stati molti allagamenti che hanno paralizzato i trasporti e causato morti. <br /><br />A fine luglio dopo l’alluvione a Zhengzhou, dove 12 persone sono morte nella metropolitana, molti esperti avevano denunciato la fragilità del trasporto sotterraneo di fronte al cambiamento climatico. Solo pochi giorni dopo, l’alluvione che ha colpito l’Europa centrale ha mostrato come anche nei paesi europei le città e i comuni più piccoli non siano in grado di reggere l’impatto devastante degli eventi meteorologici aggravati dal cambiamento climatico.<br /><br />Intanto, il Mar Mediterraneo viene segnato da un altro riversamento di petrolio, causato dalla rottura di un serbatoio in una centrale termica a Baniyas. L’area contaminata interessa un raggio di 800 km quadrati: il paragone più usato sulla stampa è che è grande quanto l’area di New York. L’evento ha iniziato a fare notizia solo quando il petrolio si è avvicinato a Cipro del Nord: infatti, la situazione dell’inquinamento in Siria è universalmente ignorata. La guerra civile, e la progressiva sostituzione di stabilimenti per l’estrazione del petrolio con postazioni improvvisate e costruite senza sufficienti misure di sicurezza, hanno profondamente segnato l’ambiente del paese.<br /><br />Pochi giorni fa, l’istituto delle politiche energetiche dell’università di Chicago ha pubblicato il proprio report annuale sulla qualità dell’aria in cui stima che l’inquinamento dell’aria in India rischia di ridurre di almeno 9 anni l’aspettativa di vita del 40% della popolazione indiana. Gli autori del report sottolineano con particolare preoccupazione che l’area interessata da un alto inquinamento dell’aria sia in aumento costante nel paese. La situazione non è particolarmente dissimile anche in Europa — Milano, ad esempio, è una delle città più inquinate del pianeta, classificandosi tra le prime venti metropoli per peggior qualità dell’aria prima della pandemia. Secondo le stime, ogni anno a Milano muoiono 1500 persone per l’inquinamento atmosferico.<br /><br />Esiste però un lungo asse, che attraversa tutta la destra e arriva fino al ministro della Transizione Ecologica Cingolani, che sistematicamente minimizza l’impatto della crisi climatica, rivendica la libertà di inquinare, o per lo almeno osteggia gli attivisti “troppo ideologizzati.” <br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo e Alessandro Massone.<br />Show notes<br /><br /> Ida's remnants leave at least 46 dead after massive flooding in the East - CNN<br /> N.J. death toll from Ida climbs to 23 people, Murphy says - nj.com<br /> 43 Die as Deadliest Storm Since Sandy Devastates the Northeast - The New York Times<br /> Catastrophic Tornado Rips Apart Homes in Mullica Hill, NJ – NBC10 Philadelphia<br /> Climate Change Means More Subway Flooding : NPR<br /> Zhengzhou Metro releases details of flood tr]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46558</guid><pubDate>Fri, 03 Sep 2021 11:42:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147397/133_ricostruire_il_mondo_dopo_il_cambiamento_climatico.mp3" length="68034267" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Gli allagamenti delle metropolitane di New York e Zhengzhou, le case distrutte in New Jersey, il disastro ambientale lasciato dalla guerra in Siria: come potrete immaginare la responsabilità non è degli ambientalisti ideologizzati
L’ondata di maltempo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli allagamenti delle metropolitane di New York e Zhengzhou, le case distrutte in New Jersey, il disastro ambientale lasciato dalla guerra in Siria: come potrete immaginare la responsabilità non è degli ambientalisti ideologizzati<br />L’ondata di maltempo causata dal passaggio di parti dell’uragano Ida sul nord–est degli Stati Uniti è stata devastante: si parla di almeno 46 morti, ma si teme che il numero sia destinato a crescere: ieri il governatore del New Jersey Phil Murphy ha annunciato che 23 persone avevano perso la vita, principalmente perché sorpresi da allagamenti improvvisi mentre erano alla guida. La governatrice di New York Kathy Hochul ha specificato il collegamento tra devastazione e cambiamento climatico, sottolineando come questi eventi non si possano più definire “impossibili da prevedere.” Tra i problemi che gli Stati Uniti devono affrontare c’è l’estrema fragilità di case e altre strutture: è il caso di Mullica Hill, in New Jersey, in cui tante abitazioni sono state fatte letteralmente a pezzi da un tornado. Per grandi città come New York, che dipendono fortemente dalla propria metropolitana, l’alluvione di ieri dovrebbe essere un momento di chiarezza: negli ultimi anni ci sono stati molti allagamenti che hanno paralizzato i trasporti e causato morti. <br /><br />A fine luglio dopo l’alluvione a Zhengzhou, dove 12 persone sono morte nella metropolitana, molti esperti avevano denunciato la fragilità del trasporto sotterraneo di fronte al cambiamento climatico. Solo pochi giorni dopo, l’alluvione che ha colpito l’Europa centrale ha mostrato come anche nei paesi europei le città e i comuni più piccoli non siano in grado di reggere l’impatto devastante degli eventi meteorologici aggravati dal cambiamento climatico.<br /><br />Intanto, il Mar Mediterraneo viene segnato da un altro riversamento di petrolio, causato dalla rottura di un serbatoio in una centrale termica a Baniyas. L’area contaminata interessa un raggio di 800 km quadrati: il paragone più usato sulla stampa è che è grande quanto l’area di New York. L’evento ha iniziato a fare notizia solo quando il petrolio si è avvicinato a Cipro del Nord: infatti, la situazione dell’inquinamento in Siria è universalmente ignorata. La guerra civile, e la progressiva sostituzione di stabilimenti per l’estrazione del petrolio con postazioni improvvisate e costruite senza sufficienti misure di sicurezza, hanno profondamente segnato l’ambiente del paese.<br /><br />Pochi giorni fa, l’istituto delle politiche energetiche dell’università di Chicago ha pubblicato il proprio report annuale sulla qualità dell’aria in cui stima che l’inquinamento dell’aria in India rischia di ridurre di almeno 9 anni l’aspettativa di vita del 40% della popolazione indiana. Gli autori del report sottolineano con particolare preoccupazione che l’area interessata da un alto inquinamento dell’aria sia in aumento costante nel paese. La situazione non è particolarmente dissimile anche in Europa — Milano, ad esempio, è una delle città più inquinate del pianeta, classificandosi tra le prime venti metropoli per peggior qualità dell’aria prima della pandemia. Secondo le stime, ogni anno a Milano muoiono 1500 persone per l’inquinamento atmosferico.<br /><br />Esiste però un lungo asse, che attraversa tutta la destra e arriva fino al ministro della Transizione Ecologica Cingolani, che sistematicamente minimizza l’impatto della crisi climatica, rivendica la libertà di inquinare, o per lo almeno osteggia gli attivisti “troppo ideologizzati.” <br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo e Alessandro Massone.<br />Show notes<br /><br /> Ida's remnants leave at least 46 dead after massive flooding in the East - CNN<br /> N.J. death toll from Ida climbs to 23 people, Murphy says - nj.com<br /> 43 Die as Deadliest Storm Since Sandy Devastates the Northeast - The New York Times<br /> Catastrophic Tornado Rips Apart Homes in Mullica Hill, NJ – NBC10 Philadelphia<br /> Climate Change Means More...]]></itunes:summary><itunes:duration>3402</itunes:duration><itunes:keywords>critical race theory,estrema destra,infrastrutture,stati uniti,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1a26960f9892d5a263527f6577a7963c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>132: La catastrofe di Kabul</title><link>https://www.spreaker.com/episode/132-la-catastrofe-di-kabul--48147389</link><description><![CDATA[L’attentato dell’ISIS-K ha rivelato con drammaticità la disorganizzazione dell’evacuazione gestita dalle forze alleate. Nonostante le dichiarazioni dei talebani dei giorni scorsi, per l’Afghanistan si sta per aprire tutt’altro che un periodo di tranquillità<br />Ieri, dopo giorni di allerta, c’è stato un attacco esplosivo all’aeroporto di Kabul, dove da giorni decine di migliaia di persone si accalcano per cercare di lasciare l’Afghanistan nei ponti aerei organizzati dalle forze alleate agli Stati Uniti. Ieri era, di fatto, l’ultimo giorno di evacuazione, perché gli gli ultimi giorni servivano agli Stati Uniti per smantellare la propria presenza militare e lasciare l’aeroporto entro la scadenza del 31 agosto. Mentre scriviamo si parla di almeno 72 civili uccisi nelle esplosioni. Inoltre, hanno perso la vita 28 guardie talebane e 13 soldati statunitensi. Sono numeri che sono destinati a crescere ancora nelle prossime ore: per un quadro aggiornato potete fare riferimento al liveblog di Al Jazeera.<br /><br />Dopo ore di silenzio, l’attacco all’aeroporto è stato rivendicato: Amaq, l’organo di propaganda dello Stato islamico, ha scritto — secondo una traduzione fornita ai media internazionali dall’agenzia di monitoring SITE — che un uomo è riuscito ad avvicinarsi fino a 5 metri dai militari statunitensi prima di attivare la propria cintura esplosiva. Amaq, tuttavia, parla di un singolo attentatore suicida e di una singola esplosione, mentre le esplosioni a Kabul sono state almeno 6. Dopo la prima esplosione all’aeroporto, all’Abbey Gate, e quella nell’hotel limitrofo, dove soggiornavano i lavoratori internazionali, ci sono state diverse altre le esplosioni segnalate nella città nelle ore successive.<br /><br />I talebani hanno condannato l’attacco, anche se hanno specificato che l’esplosione all’aeroporto è avvenuta in una zona dove la sicurezza era gestita dagli Stati Uniti. La reazione internazionale è stata immediata: Turchia, Qatar, ed Egitto hanno emesso dichiarazioni di condoglianze alle vittime. L’Arabia Saudita ha scritto che l’attacco è “incompatibile con qualsiasi principio religioso.” Emmanuel Macron ha dichiarato di essere in contatto con i talebani per cercare di estendere il periodo di evacuazione; Merkel ha descritto l’attacco come “atroce”; Draghi ha detto che si è trattato di un “attacco vile contro chi cerca la libertà.”<br /><br />Le dichiarazioni più dure sono arrivate però dalla Casa bianca: era dall’agosto 2011 — quando fu abbattuto un elicottero Chinook, sempre in Afghanistan, uccidendo 38 persone — che i militari statunitensi non perdevano così tanti soldati in un giorno solo. Joe Biden ha dichiarato che gli Stati Uniti “daranno la caccia” ai responsabili. L’attacco — e la morte di così tanti cittadini statunitensi — ​​mette ulteriormente in difficoltà l’amministrazione Biden, che ha gestito il ritiro delle truppe e le evacuazioni in modo disastroso. Le difficoltà del presidente sono state particolarmente evidenti durante la giornata di ieri, quando per ore Biden e il suo staff si sono chiusi nella Situation Room senza essere raggiungibili dai giornalisti e senza parlare al pubblico.<br /><br />L’attacco sembra essere stato opera di uno specifico ramo di Daesh, l’ISIS-K — la K sta per la “provincia di Khorasan.” La regione storica del Grande Khorasan comprendeva territori che oggi sono divisi tra Iran, Afghanistan, Tajikistan, Turkmenistan, e Uzbekistan. Le differenze tra talebani e ISIS-K sono profonde e ideologiche. Lo scontro tra le due forze è pressoché inevitabile, perché negli ultimi anni sia l’ormai defunto governo afgano che i talebani hanno riconquistato tutti i territori controllati dal gruppo, che ormai porta a segno solo attacchi terroristici — come quello dello scorso maggio contro una scuola di Kabul, in cui sono morte 90 persone, tra cui tantissime studentesse. Negli ultimi giorni, nella newsletter di Al–Naba, un giornale settimanale pubblicato dall’ISIS, si leggeva che i talebani avevano conquistato l’Afghanistan così in fret]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46515</guid><pubDate>Fri, 27 Aug 2021 13:25:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147389/132_la_catastrofe_di_kabul.mp3" length="86385102" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’attentato dell’ISIS-K ha rivelato con drammaticità la disorganizzazione dell’evacuazione gestita dalle forze alleate. Nonostante le dichiarazioni dei talebani dei giorni scorsi, per l’Afghanistan si sta per aprire tutt’altro che un periodo di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’attentato dell’ISIS-K ha rivelato con drammaticità la disorganizzazione dell’evacuazione gestita dalle forze alleate. Nonostante le dichiarazioni dei talebani dei giorni scorsi, per l’Afghanistan si sta per aprire tutt’altro che un periodo di tranquillità<br />Ieri, dopo giorni di allerta, c’è stato un attacco esplosivo all’aeroporto di Kabul, dove da giorni decine di migliaia di persone si accalcano per cercare di lasciare l’Afghanistan nei ponti aerei organizzati dalle forze alleate agli Stati Uniti. Ieri era, di fatto, l’ultimo giorno di evacuazione, perché gli gli ultimi giorni servivano agli Stati Uniti per smantellare la propria presenza militare e lasciare l’aeroporto entro la scadenza del 31 agosto. Mentre scriviamo si parla di almeno 72 civili uccisi nelle esplosioni. Inoltre, hanno perso la vita 28 guardie talebane e 13 soldati statunitensi. Sono numeri che sono destinati a crescere ancora nelle prossime ore: per un quadro aggiornato potete fare riferimento al liveblog di Al Jazeera.<br /><br />Dopo ore di silenzio, l’attacco all’aeroporto è stato rivendicato: Amaq, l’organo di propaganda dello Stato islamico, ha scritto — secondo una traduzione fornita ai media internazionali dall’agenzia di monitoring SITE — che un uomo è riuscito ad avvicinarsi fino a 5 metri dai militari statunitensi prima di attivare la propria cintura esplosiva. Amaq, tuttavia, parla di un singolo attentatore suicida e di una singola esplosione, mentre le esplosioni a Kabul sono state almeno 6. Dopo la prima esplosione all’aeroporto, all’Abbey Gate, e quella nell’hotel limitrofo, dove soggiornavano i lavoratori internazionali, ci sono state diverse altre le esplosioni segnalate nella città nelle ore successive.<br /><br />I talebani hanno condannato l’attacco, anche se hanno specificato che l’esplosione all’aeroporto è avvenuta in una zona dove la sicurezza era gestita dagli Stati Uniti. La reazione internazionale è stata immediata: Turchia, Qatar, ed Egitto hanno emesso dichiarazioni di condoglianze alle vittime. L’Arabia Saudita ha scritto che l’attacco è “incompatibile con qualsiasi principio religioso.” Emmanuel Macron ha dichiarato di essere in contatto con i talebani per cercare di estendere il periodo di evacuazione; Merkel ha descritto l’attacco come “atroce”; Draghi ha detto che si è trattato di un “attacco vile contro chi cerca la libertà.”<br /><br />Le dichiarazioni più dure sono arrivate però dalla Casa bianca: era dall’agosto 2011 — quando fu abbattuto un elicottero Chinook, sempre in Afghanistan, uccidendo 38 persone — che i militari statunitensi non perdevano così tanti soldati in un giorno solo. Joe Biden ha dichiarato che gli Stati Uniti “daranno la caccia” ai responsabili. L’attacco — e la morte di così tanti cittadini statunitensi — ​​mette ulteriormente in difficoltà l’amministrazione Biden, che ha gestito il ritiro delle truppe e le evacuazioni in modo disastroso. Le difficoltà del presidente sono state particolarmente evidenti durante la giornata di ieri, quando per ore Biden e il suo staff si sono chiusi nella Situation Room senza essere raggiungibili dai giornalisti e senza parlare al pubblico.<br /><br />L’attacco sembra essere stato opera di uno specifico ramo di Daesh, l’ISIS-K — la K sta per la “provincia di Khorasan.” La regione storica del Grande Khorasan comprendeva territori che oggi sono divisi tra Iran, Afghanistan, Tajikistan, Turkmenistan, e Uzbekistan. Le differenze tra talebani e ISIS-K sono profonde e ideologiche. Lo scontro tra le due forze è pressoché inevitabile, perché negli ultimi anni sia l’ormai defunto governo afgano che i talebani hanno riconquistato tutti i territori controllati dal gruppo, che ormai porta a segno solo attacchi terroristici — come quello dello scorso maggio contro una scuola di Kabul, in cui sono morte 90 persone, tra cui tantissime studentesse. 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E perché l’occidente era così impreparato?<br />I talebani hanno annunciato di aver conquistato Kandahar, la seconda città del paese. Il governo afgano non ha ancora ammesso la sconfitta, ma fonti di Associated Press confermano che il gruppo avrebbe occupato il palazzo del governatore e le strutture di potere della città. Nel corso della giornata i talebani avevano conquistato anche le importanti città di Herat e Ghazni. In totale gli insorgenti hanno preso il controllo di 13 capoluoghi provinciali e stanno facendo pressione per chiudere i territori ancora contesi sia al nord che al sud. Di fatto, sotto il completo controllo del governo resta solo il centro del paese e la zona immediatamente circostante a Kabul. Una fonte dell’intelligence statunitense ha detto a Reuters che i talebani potrebbero isolare Kabul entro 30 giorni, e prenderne il controllo entro 90 — un’analisi che a prima vista poteva sembrare catastrofista ma che potrebbe rivelarsi persino ottimista. Oggi, il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha dichiarato a BBC News che a suo parere il paese stava andando inevitabilmente verso la guerra civile. <br /><br />L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari conferma che solo negli ultimi giorni migliaia di persone hanno lasciato le proprie case per cercare rifugio nella capitale: dal primo luglio al 12 agosto le organizzazioni umanitarie hanno contato più di 10 mila persone sfollate che hanno raggiunto Kabul. TOLOnews ha raccolto la storia straziante di una famiglia che, dovendo lasciare la propria casa, ha dovuto scegliere chi lasciare indietro, per mancanza di trasporto e risorse per tutti. Gli aiuti umanitari non riescono a raggiungere tutte le persone che ne hanno bisogno, per cui, in assenza di un programma governativo, il sostegno delle persone costrette a vivere in tende nella città ricade sulla società civile. Kamal Afzali ha raggiunto Wafi T. Latifi, un imprenditore di Kabul che sta cercando di coordinare i lavori di sostegno immediato per le persone che arrivano nella capitale.<br /><br />Il rapidissimo collasso della situazione ha lasciato gran parte della comunità internazionale disarmata: gli Stati Uniti hanno mobilitato 3.000 soldati per assistere all’evacuazione dell’ambasciata statunitense di Kabul e di tutti i propri cittadini ancora presenti nel paese; fonti di Associated Press confermano che anche il Canada si sta attivando per inviare militari ed evacuare i propri cittadini. L’ambasciata di Washington ha rilasciato una serie di messaggi di allerta preoccupanti, istruendo i cittadini statunitensi a “lasciare l’Afghanistan immediatamente usando i voli commerciali disponibili.” Nonostante l’evacuazione, però, il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price ha sottolineato che non c’è l’intenzione di chiudere l’ambasciata. La Germania è ancora più avanti di Stati Uniti e Canada, e già parla come se il governo afgano fosse caduto: il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha esplicitamente criticato il ritiro delle truppe statunitensi, dicendo che la Germania “non darà un centesimo” a un Afghanistan talebano, “in cui venga introdotta la Sharia.” Maas forse non ha presente che i due partner arabi principali della Germania — gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita — sono noti per la propria interpretazione particolarmente conservatrice della Sharia.<br /><br />Ma quindi una soluzione di pace, o comunque politica, è ormai completamente fuori discussione? Il Primo ministro pakistano Imran Khan ha speso parole pesanti nei confronti della gestione della crisi da parte degli Stati Uniti, e ha specificato che i leader talebani gli hanno detto che non sono interessati a nessuna soluzione diplomatica al conflitto finché il presidente, Ashraf Ghani, non avrà dato le dimissioni. Gli Stati Uniti da tempo accusano il Pakistan di aver fornito ai talebani il sost]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46302</guid><pubDate>Fri, 13 Aug 2021 13:55:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147399/131_lafghanistan_verso_la_guerra_civile.mp3" length="63552619" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il paese doveva essere sui binari della pace, e invece nelle ultime settimane è caduto quasi completamente sotto il controllo dei talebani. Ma cosa è successo? E perché l’occidente era così impreparato?
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Una fonte dell’intelligence statunitense ha detto a Reuters che i talebani potrebbero isolare Kabul entro 30 giorni, e prenderne il controllo entro 90 — un’analisi che a prima vista poteva sembrare catastrofista ma che potrebbe rivelarsi persino ottimista. Oggi, il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha dichiarato a BBC News che a suo parere il paese stava andando inevitabilmente verso la guerra civile. <br /><br />L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari conferma che solo negli ultimi giorni migliaia di persone hanno lasciato le proprie case per cercare rifugio nella capitale: dal primo luglio al 12 agosto le organizzazioni umanitarie hanno contato più di 10 mila persone sfollate che hanno raggiunto Kabul. TOLOnews ha raccolto la storia straziante di una famiglia che, dovendo lasciare la propria casa, ha dovuto scegliere chi lasciare indietro, per mancanza di trasporto e risorse per tutti. Gli aiuti umanitari non riescono a raggiungere tutte le persone che ne hanno bisogno, per cui, in assenza di un programma governativo, il sostegno delle persone costrette a vivere in tende nella città ricade sulla società civile. Kamal Afzali ha raggiunto Wafi T. Latifi, un imprenditore di Kabul che sta cercando di coordinare i lavori di sostegno immediato per le persone che arrivano nella capitale.<br /><br />Il rapidissimo collasso della situazione ha lasciato gran parte della comunità internazionale disarmata: gli Stati Uniti hanno mobilitato 3.000 soldati per assistere all’evacuazione dell’ambasciata statunitense di Kabul e di tutti i propri cittadini ancora presenti nel paese; fonti di Associated Press confermano che anche il Canada si sta attivando per inviare militari ed evacuare i propri cittadini. L’ambasciata di Washington ha rilasciato una serie di messaggi di allerta preoccupanti, istruendo i cittadini statunitensi a “lasciare l’Afghanistan immediatamente usando i voli commerciali disponibili.” Nonostante l’evacuazione, però, il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price ha sottolineato che non c’è l’intenzione di chiudere l’ambasciata. La Germania è ancora più avanti di Stati Uniti e Canada, e già parla come se il governo afgano fosse caduto: il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha esplicitamente criticato il ritiro delle truppe statunitensi, dicendo che la Germania “non darà un centesimo” a un Afghanistan talebano, “in cui venga introdotta la Sharia.” Maas forse non ha presente che i due partner arabi principali della Germania — gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita — sono noti per la propria interpretazione particolarmente conservatrice della Sharia.<br /><br />Ma quindi una soluzione di pace, o comunque politica, è ormai completamente fuori discussione? Il Primo ministro pakistano Imran Khan ha speso parole pesanti nei confronti della gestione della crisi da parte degli Stati Uniti, e ha specificato che i leader talebani gli hanno detto che non sono interessati a nessuna soluzione diplomatica al conflitto finché il presidente, Ashraf Ghani, non avrà dato le dimissioni. Gli Stati Uniti da tempo accusano il Pakistan di...]]></itunes:summary><itunes:duration>2646</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,donald trump,guerra,joe biden,talebani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3ac24b6880fdc03c1c93c2d4ebfba451.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>130: Con la terza dose l’apartheid vaccinale si allarga ancora di più</title><link>https://www.spreaker.com/episode/130-con-la-terza-dose-l-apartheid-vaccinale-si-allarga-ancora-di-piu--48147398</link><description><![CDATA[La preoccupazione per la variante Delta ha portato molti stati ad accelerare i propri piani per una terza dose. Ma con tutti i paesi più sfruttati del mondo ancora da vaccinare il rischio di protrarre ulteriormente la pandemia è altissimo<br />Sono passati otto mesi dall’inizio della campagna vaccinale in tutto il mondo, e le aziende farmaceutiche iniziano a pubblicare i primi dati riguardo alla diminuzione di efficacia dei vaccini dopo qualche mese. I paesi più ricchi del mondo stanno uno alla volta facendo i conti con la necessità di una terza dose, prima ancora di aver finito la campagna vaccinale — e con gran parte del resto del mondo ancora a zero dosi.<br /><br />Questa settimana, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto una sospensione della somministrazione delle terze dosi di vaccino, “almeno fino alla fine di settembre,” per permettere di vaccinare “almeno il 10%” (!) della popolazione di tutti i paesi. “Capisco le preoccupazioni di tutti i governi di proteggere i propri cittadini dalla variante Delta,” ha commentato Tedros, “ma non possiamo accettare che i paesi che hanno già usato quasi tutte le riserve di vaccini del mondo ne usino altri ancora.” La dichiarazione dell’OMS non è stata presa bene dagli Stati Uniti: l’addetta stampa della Casa bianca Jen Psaki ha detto che l’organizzazione sta “presentando una scelta falsa.” Psaki si è vantata del fatto che gli Stati Uniti finora hanno donato 110 milioni di dosi ai paesi che ne avevano bisogno — una quantità risibile rispetto a quanto necessario. <br /><br />Dopo otto mesi, la disuguaglianza vaccinale è ancora gravissima: mentre sia Stati Uniti che Unione europea corrono verso il 50% della popolazione vaccinata, ha ricevuto il vaccino solo l’1,8% della popolazione africana. Nei paesi classificati come ad alto reddito dalla Banca mondiale sono state distribuite 101 dosi ogni 100 persone; nei 29 paesi più sfruttati del mondo 1,7 dosi ogni 100 persone. Il dottor Bruce Aylward, uno dei consiglieri speciali di Tedros, ha ripetuto l’ovvio: l’emergere di nuove varianti dimostra che “non possiamo uscirne [dalla pandemia] finché tutto il mondo non è vaccinato.” Con una disparità vaccinale come quella attuale, l’obiettivo di vaccinare tutto il mondo, però, sembra impossibile.<br /><br />C’è del vero in quello che dice Psaki: gli Stati Uniti infatti, si sono ufficialmente schierati a favore della moratoria sui brevetti dei vaccini, insieme al resto del mondo. Su questo fronte, infatti, al WTO c’è l’Unione europea sostanzialmente isolata, nella strenua difesa del diritto di Pfizer / BioNTech, e delle altre grandi aziende farmaceutiche, di chiedere prezzi sempre più esorbitanti a dose, mentre il resto del mondo resta senza vaccino.<br />Show notes<br /><br /> Six Month Safety and Efficacy of the BNT162b2 mRNA COVID-19 Vaccine | medRxiv<br /> Should you get a third Covid vaccine dose? Booster shots explained<br /> Brusaferro (Iss): “Sì alla terza dose di vaccino per i più fragili. La crescita dei casi? Ora è più contenuta" | L'HuffPost<br /> Vaccini Lombardia, consegnate un milione di dosi in meno a luglio Le forniture frenano la corsa- Corriere.it<br /> Vaccino Covid, Ricciardi: "Terza dose andrà fatta, serve produrre di più"<br /> WHO Director-General's opening remarks at the media briefing on COVID-19 - 4 August 2021<br /> WHO calls for moratorium on booster vaccine shots through September, citing global disparity - The Washington Post<br /> Coronavirus (COVID-19) Vaccinations - Statistics and Research - Our World in Data<br /> WHO calls for moratorium on COVID vaccine booster jabs | Coronavirus pandemic News | Al Jazeera<br /> Parliament calls for temporary COVID-19 vaccine patent waiver | News | European Parliament<br /> The patent waiver debate - PharmaTimes Magazine July 2021<br /> EU seals deal with Novavax for up to 200 million COVID-19 vaccines | Reuters<br /> I profitti di Pfizer e l'impotenza della politica | il manifesto<br /> Let down by rich and failing the poor, global vaccine scheme to be shaken up | Reuters]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46252</guid><pubDate>Fri, 06 Aug 2021 12:52:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147398/130_con_la_terza_dose_lapartheid_vaccinale_si_allarga_ancora_di_piu.mp3" length="80034397" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La preoccupazione per la variante Delta ha portato molti stati ad accelerare i propri piani per una terza dose. Ma con tutti i paesi più sfruttati del mondo ancora da vaccinare il rischio di protrarre ulteriormente la pandemia è altissimo
Sono passati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La preoccupazione per la variante Delta ha portato molti stati ad accelerare i propri piani per una terza dose. Ma con tutti i paesi più sfruttati del mondo ancora da vaccinare il rischio di protrarre ulteriormente la pandemia è altissimo<br />Sono passati otto mesi dall’inizio della campagna vaccinale in tutto il mondo, e le aziende farmaceutiche iniziano a pubblicare i primi dati riguardo alla diminuzione di efficacia dei vaccini dopo qualche mese. I paesi più ricchi del mondo stanno uno alla volta facendo i conti con la necessità di una terza dose, prima ancora di aver finito la campagna vaccinale — e con gran parte del resto del mondo ancora a zero dosi.<br /><br />Questa settimana, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto una sospensione della somministrazione delle terze dosi di vaccino, “almeno fino alla fine di settembre,” per permettere di vaccinare “almeno il 10%” (!) della popolazione di tutti i paesi. “Capisco le preoccupazioni di tutti i governi di proteggere i propri cittadini dalla variante Delta,” ha commentato Tedros, “ma non possiamo accettare che i paesi che hanno già usato quasi tutte le riserve di vaccini del mondo ne usino altri ancora.” La dichiarazione dell’OMS non è stata presa bene dagli Stati Uniti: l’addetta stampa della Casa bianca Jen Psaki ha detto che l’organizzazione sta “presentando una scelta falsa.” Psaki si è vantata del fatto che gli Stati Uniti finora hanno donato 110 milioni di dosi ai paesi che ne avevano bisogno — una quantità risibile rispetto a quanto necessario. <br /><br />Dopo otto mesi, la disuguaglianza vaccinale è ancora gravissima: mentre sia Stati Uniti che Unione europea corrono verso il 50% della popolazione vaccinata, ha ricevuto il vaccino solo l’1,8% della popolazione africana. Nei paesi classificati come ad alto reddito dalla Banca mondiale sono state distribuite 101 dosi ogni 100 persone; nei 29 paesi più sfruttati del mondo 1,7 dosi ogni 100 persone. Il dottor Bruce Aylward, uno dei consiglieri speciali di Tedros, ha ripetuto l’ovvio: l’emergere di nuove varianti dimostra che “non possiamo uscirne [dalla pandemia] finché tutto il mondo non è vaccinato.” Con una disparità vaccinale come quella attuale, l’obiettivo di vaccinare tutto il mondo, però, sembra impossibile.<br /><br />C’è del vero in quello che dice Psaki: gli Stati Uniti infatti, si sono ufficialmente schierati a favore della moratoria sui brevetti dei vaccini, insieme al resto del mondo. Su questo fronte, infatti, al WTO c’è l’Unione europea sostanzialmente isolata, nella strenua difesa del diritto di Pfizer / BioNTech, e delle altre grandi aziende farmaceutiche, di chiedere prezzi sempre più esorbitanti a dose, mentre il resto del mondo resta senza vaccino.<br />Show notes<br /><br /> Six Month Safety and Efficacy of the BNT162b2 mRNA COVID-19 Vaccine | medRxiv<br /> Should you get a third Covid vaccine dose? Booster shots explained<br /> Brusaferro (Iss): “Sì alla terza dose di vaccino per i più fragili. La crescita dei casi? Ora è più contenuta" | L'HuffPost<br /> Vaccini Lombardia, consegnate un milione di dosi in meno a luglio Le forniture frenano la corsa- Corriere.it<br /> Vaccino Covid, Ricciardi: "Terza dose andrà fatta, serve produrre di più"<br /> WHO Director-General's opening remarks at the media briefing on COVID-19 - 4 August 2021<br /> WHO calls for moratorium on booster vaccine shots through September, citing global disparity - The Washington Post<br /> Coronavirus (COVID-19) Vaccinations - Statistics and Research - Our World in Data<br /> WHO calls for moratorium on COVID vaccine booster jabs | Coronavirus pandemic News | Al Jazeera<br /> Parliament calls for temporary COVID-19 vaccine patent waiver | News | European Parliament<br /> The patent waiver debate - PharmaTimes Magazine July 2021<br /> EU seals deal with Novavax for up to 200 million COVID-19 vaccines | Reuters<br /> I profitti di Pfizer e l'impotenza della politica | il manifesto<br /> Let down...]]></itunes:summary><itunes:duration>4002</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,donald trump,guerra,joe biden,talebani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9c0274915c2eab93f598807090219c59.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>129:  L’inquinamento chimico uccide 9 milioni di persone all’anno nel mondo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/129-l-inquinamento-chimico-uccide-9-milioni-di-persone-all-anno-nel-mondo--48147419</link><description><![CDATA[Dall’incidente di questa settimana a Leverkusen ai casi di Vicenza e Seveso, la contaminazione da sostanze tossiche è il rovescio della medaglia dell'industria chimica mondiale<br />L’inquinamento è un problema grave, che mette a rischio il presente e il futuro del nostro pianeta. Ma non bisogna dimenticare che, oltre a quello causato dalle emissioni di gas climalteranti, ce n’è anche un altro: l’inquinamento chimico, che avvelena terre, fiumi, aria, vita. Un inquinamento che già oggi è causa di un sesto — sì — delle morti premature in tutto il mondo, e di cui non si parla abbastanza.<br /><br />Partiremo raccontando il disastro di Leverkusen, in Germania, dove martedì mattina si è verificata una gigantesca esplosione in uno degli impianti chimici più grandi d’Europa. Sono morte almeno due persone, e non sembra esserci speranza per altri cinque dispersi, mentre non è ancora chiaro quanti e quali inquinanti chimici siano stati dispersi nel territorio circostante.<br /><br />La mancanza di chiarezza, in effetti, è uno dei motivi per cui è così difficile contrastare l’inquinamento chimico: non esistono veri e propri protocolli internazionali per l’analisi del rischio, e la grande quantità di molecole chimiche inventate di continuo rende difficile analizzarne tutte le possibili controindicazioni: per svolgere test esaustivi su tutte le molecole inventate ogni anno, con le capacità attuali, occorrerebbero 2 mila anni. <br /><br />La storia dell’inquinamento chimico è dunque una storia di pentimenti: come il caso della contaminazione da Pfas in provincia di Vicenza, dove la seconda falda acquifera più grande d’Europa è stata inquinata per decenni da sostanze per le quali — nonostante ne sia da tempo nota la tossicità — non ci sono state fino agli scorsi anni regolamentazioni. Risultato: a luglio è partito un processo su quello che è uno dei più grandi disastri ambientali della storia italiana.<br /><br />Per finire cercheremo di fare il punto sul disastro dell’Icmesa di Seveso del 1976, probabilmente l’incidente chimico italiano più grave e noto della storia recente, provando a capire perché uno dei nostri speaker non possa ancora coltivare le zucchine sotto casa.<br />Show notes<br /><br /> Leverkusen chemical blast likely released toxins into air | News | DW | 28.07.2021<br /> Chemical park operator assumes the death of the missing after the explosion<br /> Chemical pollution: A growing peril and potential catastrophic risk to humanity<br /> Cosa sono i PFAS, gli inquinanti delle acque del Veneto - Il Post<br /> PFAS nei cibi: l'EFSA ne valuta i rischi e stabilisce il limite di sicurezza | Autorità europea per la sicurezza alimentare<br /> Pfas, al via il processo a Vicenza, otto anni dopo la scoperta dell'inquinamento della falda<br /> Zucchine e diossina, il pericolo viene dall'orto: 3 verdure da evitare • MBNews<br /> Diossina, Corbetta (M5S) chiede più controlli sui prodotti agricoli • MBNews<br /> Il sindaco di Seveso dimesso nel nome della nube di diossina 45 anni dopo<br /> C'è un grosso problema con le vasche di diossina di Seveso<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo e Alessandro Massone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina: JuergenPM / Pixabay Licence. Elaborazione CC-BY the Submarine]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46162</guid><pubDate>Fri, 30 Jul 2021 14:06:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147419/129_linquinamento_chimico_uccide_9_milioni_di_persone_allanno_nel_mondo.mp3" length="107348054" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dall’incidente di questa settimana a Leverkusen ai casi di Vicenza e Seveso, la contaminazione da sostanze tossiche è il rovescio della medaglia dell'industria chimica mondiale
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Sono morte almeno due persone, e non sembra esserci speranza per altri cinque dispersi, mentre non è ancora chiaro quanti e quali inquinanti chimici siano stati dispersi nel territorio circostante.<br /><br />La mancanza di chiarezza, in effetti, è uno dei motivi per cui è così difficile contrastare l’inquinamento chimico: non esistono veri e propri protocolli internazionali per l’analisi del rischio, e la grande quantità di molecole chimiche inventate di continuo rende difficile analizzarne tutte le possibili controindicazioni: per svolgere test esaustivi su tutte le molecole inventate ogni anno, con le capacità attuali, occorrerebbero 2 mila anni. <br /><br />La storia dell’inquinamento chimico è dunque una storia di pentimenti: come il caso della contaminazione da Pfas in provincia di Vicenza, dove la seconda falda acquifera più grande d’Europa è stata inquinata per decenni da sostanze per le quali — nonostante ne sia da tempo nota la tossicità — non ci sono state fino agli scorsi anni regolamentazioni. Risultato: a luglio è partito un processo su quello che è uno dei più grandi disastri ambientali della storia italiana.<br /><br />Per finire cercheremo di fare il punto sul disastro dell’Icmesa di Seveso del 1976, probabilmente l’incidente chimico italiano più grave e noto della storia recente, provando a capire perché uno dei nostri speaker non possa ancora coltivare le zucchine sotto casa.<br />Show notes<br /><br /> Leverkusen chemical blast likely released toxins into air | News | DW | 28.07.2021<br /> Chemical park operator assumes the death of the missing after the explosion<br /> Chemical pollution: A growing peril and potential catastrophic risk to humanity<br /> Cosa sono i PFAS, gli inquinanti delle acque del Veneto - Il Post<br /> PFAS nei cibi: l'EFSA ne valuta i rischi e stabilisce il limite di sicurezza | Autorità europea per la sicurezza alimentare<br /> Pfas, al via il processo a Vicenza, otto anni dopo la scoperta dell'inquinamento della falda<br /> Zucchine e diossina, il pericolo viene dall'orto: 3 verdure da evitare • MBNews<br /> Diossina, Corbetta (M5S) chiede più controlli sui prodotti agricoli • MBNews<br /> Il sindaco di Seveso dimesso nel nome della nube di diossina 45 anni dopo<br /> C'è un grosso problema con le vasche di diossina di Seveso<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo e Alessandro Massone. 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Negli scorsi giorni a Genova si sono tenute diverse celebrazioni per ricordare le vittime di violenza e repressione. Ma com’era l’Italia di allora?<br /><br />Abbiamo cercato di capire com’era il paese in quel momento: per certi versi simile a quello di oggi e per certi versi ancora diverso — c’erano già i segni di una crescente precarizzazione del lavoro, ad esempio, contro cui il movimento del Genoa Social Forum si batteva. Ed era un paese che si era appena affacciato al governo Berlusconi 2, il più lungo dell’Italia repubblicana, che avrebbe lasciato tracce devastanti nella società degli anni successivi.<br /><br />Abbiamo cercato di ricostruire precisamente cosa accadde durante le manifestazioni di quei giorni, tra errori grotteschi di coordinazione delle forze di polizia e responsabilità delle massime cariche dello stato, completamente impreparate o addirittura conniventi con i massacri e le violenze sugli innocenti esibite dalle forze dell’ordine. Oppire la dinamica dell’omicidio di Carlo Giuliani e delle assurde scuse accampate dalle forze dell’ordine per averlo ucciso.<br /><br />Abbiamo cercato di raccontare l’uso della forza alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto, definito in diversi modi — “macelleria messicane,” “torture,” “martirio” — che non riescono comunque a cogliere la gravità dei fatti: secondo la formula di Amnesty International, che non possiamo sottovalutare solo perché l’abbiamo sentita più volte, “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale.”<br /><br />Abbiamo cercato di capire quali sono stati gli effetti di lungo termine sulla sinistra italiana e sulla società del paese in generale, e come sia stato possibile che nessuno nelle forze dell’ordine abbia pagato per quanto è successo, mentre diversi attivisti sono ancora perseguitati dalla giustizia e dai ricordi — insomma: di come la brutalità del “metodo Genova” abbia fatto scuola.<br />Show notes<br /><br /> Il 20 luglio 2001 a Genova nelle riprese d’archivio di Indymedia<br /> Il G8 di Genova è stato il “trauma psicopolitico” di una generazione<br /> La notte della Diaz nelle riprese di Indymedia<br /> Genova, vent'anni dopo.. Il G8 del 2001, storia di un fallimento di Mari Giovanni - Bookdealer | I tuoi librai a domicilio<br /> Vittorio Agnoletto: "Avevamo ragione noi, il G8 non solo una sconfitta"<br /> Ventennale G8, l'ex ministro Scajola: "La responsabilità fu dei violenti ma la polizia era impreparata" - Genova 24<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo, Marta Clinco e Alessandro Massone.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina: foto CC-BY 2.5 Camillo. Elaborazione CC-BY the Submarine]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=46008</guid><pubDate>Fri, 23 Jul 2021 14:17:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147405/128_perche_leredita_del_g8_di_genova_ci_riguarda_tutt.mp3" length="124086065" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Passato il ventennale, è importante ricordare che la repressione nel sangue di quei giorni ha lasciato campo libero  agli eccessi del capitalismo contro cui si battevano i manifestanti nel 2001
Durante il G8 di Genova del 2001 sono state compiute...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Passato il ventennale, è importante ricordare che la repressione nel sangue di quei giorni ha lasciato campo libero  agli eccessi del capitalismo contro cui si battevano i manifestanti nel 2001<br />Durante il G8 di Genova del 2001 sono state compiute torture e i più gravi abusi dello stato di diritto in Italia degli ultimi decenni: un episodio che ha lasciato tracce profonde — forse più di quello che sembrava all’inizio — nella società del paese. Negli scorsi giorni a Genova si sono tenute diverse celebrazioni per ricordare le vittime di violenza e repressione. Ma com’era l’Italia di allora?<br /><br />Abbiamo cercato di capire com’era il paese in quel momento: per certi versi simile a quello di oggi e per certi versi ancora diverso — c’erano già i segni di una crescente precarizzazione del lavoro, ad esempio, contro cui il movimento del Genoa Social Forum si batteva. Ed era un paese che si era appena affacciato al governo Berlusconi 2, il più lungo dell’Italia repubblicana, che avrebbe lasciato tracce devastanti nella società degli anni successivi.<br /><br />Abbiamo cercato di ricostruire precisamente cosa accadde durante le manifestazioni di quei giorni, tra errori grotteschi di coordinazione delle forze di polizia e responsabilità delle massime cariche dello stato, completamente impreparate o addirittura conniventi con i massacri e le violenze sugli innocenti esibite dalle forze dell’ordine. Oppire la dinamica dell’omicidio di Carlo Giuliani e delle assurde scuse accampate dalle forze dell’ordine per averlo ucciso.<br /><br />Abbiamo cercato di raccontare l’uso della forza alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto, definito in diversi modi — “macelleria messicane,” “torture,” “martirio” — che non riescono comunque a cogliere la gravità dei fatti: secondo la formula di Amnesty International, che non possiamo sottovalutare solo perché l’abbiamo sentita più volte, “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale.”<br /><br />Abbiamo cercato di capire quali sono stati gli effetti di lungo termine sulla sinistra italiana e sulla società del paese in generale, e come sia stato possibile che nessuno nelle forze dell’ordine abbia pagato per quanto è successo, mentre diversi attivisti sono ancora perseguitati dalla giustizia e dai ricordi — insomma: di come la brutalità del “metodo Genova” abbia fatto scuola.<br />Show notes<br /><br /> Il 20 luglio 2001 a Genova nelle riprese d’archivio di Indymedia<br /> Il G8 di Genova è stato il “trauma psicopolitico” di una generazione<br /> La notte della Diaz nelle riprese di Indymedia<br /> Genova, vent'anni dopo.. Il G8 del 2001, storia di un fallimento di Mari Giovanni - Bookdealer | I tuoi librai a domicilio<br /> Vittorio Agnoletto: "Avevamo ragione noi, il G8 non solo una sconfitta"<br /> Ventennale G8, l'ex ministro Scajola: "La responsabilità fu dei violenti ma la polizia era impreparata" - Genova 24<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo, Marta Clinco e Alessandro Massone.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina: foto CC-BY 2.5 Camillo. 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Anche di fronte ad eventi meteorologici devastanti, continua a mancare la volontà politica di affrontare l’emergenza<br />L’alluvione che si è abbattuta in Germania, nei Länder di Renania settentrionale-Vestfalia e Renania-Palatinato, ha causato un numero di morti ancora imprecisato. Mentre scriviamo il liveblog di DW si ferma a 58 morti, ma Die Welt ne riporta già uno più alto, almeno 70. Solo nel circondario di Ahrweiler ci sono 1.300 dispersi: ci sono territori che sono rimasti completamente isolati dalle piogge torrenziali, senza possibilità di comunicare con l’esterno — la rete mobile non è funzionante — e dove i soccorsi non sono ancora arrivati. In molte città i soccorsi arrivano in elicottero, per recuperare le persone che hanno trovato riparo arrampicandosi sul tetto di casa. Anche i danni alle strutture sono ingenti: sempre secondo il liveblog di DW almeno sei case sono crollate, e altre 25 rischiano di cedere. L’alluvione ha colpito duramente anche il Belgio, dove hanno perso la vita 12 persone e almeno 21 mila persone sono senza corrente elettrica, e i Paesi Bassi, dove il governo ha dichiarato lo stato di calamità naturale. In Lussemburgo, secondo i meteorologi, non ha mai piovuto così tanto nella storia.<br /><br />L’evento — Angela Merkel, da Washington, l’ha descritto come una “catastrofe” — segna una nuova fase del confronto tra i territori europei e le conseguenze del cambiamento climatico causato dall’uomo. L’emergenza climatica infatti non si traduce soltanto in estati torride e temperature da capogiro, ma rende anche molto più probabili alluvioni e allagamenti. Se è vero che eventi estremi come i flash flood difficilmente possono essere contenuti, è possibile mitigare gli effetti degli allagamenti attraverso strategie di urbanistica, architettura e scienza dei materiali.<br /><br />L’altro ieri i funzionari europei avevano annunciato una serie di misure per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico. La Commissione europea ha presentato un piano su larga scala che è il più ambizioso a livello globale: l’Unione europea dovrebbe tagliare le proprie emissioni del 55% entro il 2030, e raggiungere la piena neutralità climatica entro il 2050. Per farlo, il blocco promette lo stop della vendita delle automobili a benzina e diesel entro il 2035, e disegna un ampio progetto di ristrutturazione delle industrie europee, a partire dall’acciaio e dal cemento. Presentando il “Green Deal” europeo, von der Leyen ha detto che “salvare il clima è la nostra missione generazionale, che deve unirci e incoraggiarci, per assicurare il benessere e la libertà dei nostri figli.” Sono parole molto ambiziose, che però si scontrano con i fatti: nemmeno il piano climatico più ambizioso del mondo (finora) è sufficiente per rimanere sotto la soglia dell’aumento di 1,5° C, che porterà a conseguenze ambientali, sociali ed economiche devastanti, come hanno sottolineato Greenpeace e Greta Thunberg.<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo e Alessandro Massone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Show notes<br /><br /> Fatal flooding in western Germany and neighboring countries — as it happened | News | DW | 15.07.2021<br /> Unwetter: Mindestens 103 Tote – Hochwasser in NRW noch nie so verheerend - WELT<br /> Liveblog noodweer | Dijkbreuk op de Demer in Herk-de-Stad - De Standaard<br /> Kabinet verklaart overstromingen Limburg tot ramp: deel schade wordt vergoed | Instagram | AD.nl<br /> 105,8 Liter pro Quadratmeter – so viel Regen wie noch nie in Luxemburg  - Tageblatt.lu : Tageblatt.lu<br /> Wetter in Zeiten des Klimawandels: Extreme mit Ansage | Politik<br /> How climate change is making record-breaking floods the new normal<br /> Katastrophen im Wahlkampf: Warum Hochwasser Wahlen entscheiden kann - WELT<br /> EU wants to tax aviation fuel and phase out polluting cars by 2035 | Euro]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45913</guid><pubDate>Fri, 16 Jul 2021 14:10:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147409/127_leuropa_tra_catastrofe_e_inazione_climatica.mp3" length="100474297" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La Commissione europea ha annunciato il piano ambientale più ambizioso del mondo — che però è comunque insufficiente. Anche di fronte ad eventi meteorologici devastanti, continua a mancare la volontà politica di affrontare l’emergenza
L’alluvione che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Commissione europea ha annunciato il piano ambientale più ambizioso del mondo — che però è comunque insufficiente. Anche di fronte ad eventi meteorologici devastanti, continua a mancare la volontà politica di affrontare l’emergenza<br />L’alluvione che si è abbattuta in Germania, nei Länder di Renania settentrionale-Vestfalia e Renania-Palatinato, ha causato un numero di morti ancora imprecisato. Mentre scriviamo il liveblog di DW si ferma a 58 morti, ma Die Welt ne riporta già uno più alto, almeno 70. Solo nel circondario di Ahrweiler ci sono 1.300 dispersi: ci sono territori che sono rimasti completamente isolati dalle piogge torrenziali, senza possibilità di comunicare con l’esterno — la rete mobile non è funzionante — e dove i soccorsi non sono ancora arrivati. In molte città i soccorsi arrivano in elicottero, per recuperare le persone che hanno trovato riparo arrampicandosi sul tetto di casa. Anche i danni alle strutture sono ingenti: sempre secondo il liveblog di DW almeno sei case sono crollate, e altre 25 rischiano di cedere. L’alluvione ha colpito duramente anche il Belgio, dove hanno perso la vita 12 persone e almeno 21 mila persone sono senza corrente elettrica, e i Paesi Bassi, dove il governo ha dichiarato lo stato di calamità naturale. In Lussemburgo, secondo i meteorologi, non ha mai piovuto così tanto nella storia.<br /><br />L’evento — Angela Merkel, da Washington, l’ha descritto come una “catastrofe” — segna una nuova fase del confronto tra i territori europei e le conseguenze del cambiamento climatico causato dall’uomo. L’emergenza climatica infatti non si traduce soltanto in estati torride e temperature da capogiro, ma rende anche molto più probabili alluvioni e allagamenti. Se è vero che eventi estremi come i flash flood difficilmente possono essere contenuti, è possibile mitigare gli effetti degli allagamenti attraverso strategie di urbanistica, architettura e scienza dei materiali.<br /><br />L’altro ieri i funzionari europei avevano annunciato una serie di misure per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico. La Commissione europea ha presentato un piano su larga scala che è il più ambizioso a livello globale: l’Unione europea dovrebbe tagliare le proprie emissioni del 55% entro il 2030, e raggiungere la piena neutralità climatica entro il 2050. Per farlo, il blocco promette lo stop della vendita delle automobili a benzina e diesel entro il 2035, e disegna un ampio progetto di ristrutturazione delle industrie europee, a partire dall’acciaio e dal cemento. Presentando il “Green Deal” europeo, von der Leyen ha detto che “salvare il clima è la nostra missione generazionale, che deve unirci e incoraggiarci, per assicurare il benessere e la libertà dei nostri figli.” Sono parole molto ambiziose, che però si scontrano con i fatti: nemmeno il piano climatico più ambizioso del mondo (finora) è sufficiente per rimanere sotto la soglia dell’aumento di 1,5° C, che porterà a conseguenze ambientali, sociali ed economiche devastanti, come hanno sottolineato Greenpeace e Greta Thunberg.<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo e Alessandro Massone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Show notes<br /><br /> Fatal flooding in western Germany and neighboring countries — as it happened | News | DW | 15.07.2021<br /> Unwetter: Mindestens 103 Tote – Hochwasser in NRW noch nie so verheerend - WELT<br /> Liveblog noodweer | Dijkbreuk op de Demer in Herk-de-Stad - De Standaard<br /> Kabinet verklaart overstromingen Limburg tot ramp: deel schade wordt vergoed | Instagram | AD.nl<br /> 105,8 Liter pro Quadratmeter – so viel Regen wie noch nie in Luxemburg  - Tageblatt.lu : Tageblatt.lu<br /> Wetter in Zeiten des Klimawandels: Extreme mit Ansage | Politik<br /> How climate change is making record-breaking floods the new normal<br /> Katastrophen im Wahlkampf: Warum Hochwasser Wahlen entscheiden kann - WELT<br /> EU...]]></itunes:summary><itunes:duration>4184</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,donald trump,guerra,joe biden,talebani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5a6340f4bdb796a56bfc043de76e96f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>126: Gli Stati Uniti contro la Silicon Valley</title><link>https://www.spreaker.com/episode/126-gli-stati-uniti-contro-la-silicon-valley--48147404</link><description><![CDATA[La nuova causa avanzata da 37 procuratori generali statunitensi contro Google dimostra che le autorità statunitensi vogliono andare fino in fondo nel regolamentare Big Tech<br />Questa settimana 36 stati, e Washington D.C., hanno intentato una nuova causa contro Google, accusandolo di abusare del proprio potere e di controllare la distribuzione del software su Android come un monopolio — attraverso il Play Store, che ha il 90% del mercato. Le accuse dei procuratori generali sono molto forti — dicono che Android è open source “per modo di dire” — e hanno anche una pistola fumante: le pressioni di Google contro Samsung, che opera, con molto poco successo, un altro app store per Android, il Galaxy Store.<br /><br />Si tratta del quarto caso di anti–trust presentato contro Google negli ultimi mesi, ma questo è particolarmente rilevante anche per un’altra azienda, Apple, e in senso lato per tutta l’industria. Come ha fatto notare Google stessa nel comunicato in cui commenta la causa, infatti, Android permette già di installare app store di terze parti e di installare app direttamente dal web — le due richieste che vengono rivolte più spesso nei confronti di Apple, che invece ha un vero e proprio monopolio tecnico della distribuzione del software per iPhone e iPad.<br /><br />La causa insomma dimostra che c’è intento politico — e ci potrebbero essere prima ancora gli estremi legali — per un intervento profondo e radicale sul funzionamento delle grandi piattaforme, che non potranno più essere dominio incontrastato di singole aziende, che effettivamente dettano le leggi di un mercato di dimensioni enormi.<br />Show notes<br />Google Faces Antitrust Lawsuit Over App Store Fees - The New York Times<br />A lawsuit that ignores choice on Android and Google Play<br />Google saw Samsung app store and Fortnite as ‘virus to be eliminated’ claim 36 attorneys general in huge lawsuit | The Independent<br />Google sued by DOJ in antitrust case over search dominance<br />Google to stop treating EU antitrust remedy as a “promotional opportunity” | Ars Technica<br />Objections sent to Apple on App Store rules<br />Texas antitrust lawsuit against Google alleges agreement with Facebook<br />Google faces a third government antitrust lawsuit<br />Roblox rebrands as 'experience' creation platform amid Epic Games v. Apple trial | AppleInsider<br />Epic Games vs. Apple trial veers into Internet memes with Tinder, naked ‘banana man’ talk - The Washington Post<br />Epic v. Apple keeps coming back to the gap between ignorance and inconvenience - The Verge<br />Epic vs. Apple Shows the Courts Were Not Prepared for the Games Industry's Obsessive Secrecy - IGN<br /><br />In questa puntata sono con voi Alessandro Massone e Giuseppe Tripodi. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br /><br />in copertina, elaborazione da foto cc mac morrison]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45846</guid><pubDate>Fri, 09 Jul 2021 13:18:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147404/126_gli_stati_uniti_contro_la_silicon_valley.mp3" length="111599953" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La nuova causa avanzata da 37 procuratori generali statunitensi contro Google dimostra che le autorità statunitensi vogliono andare fino in fondo nel regolamentare Big Tech
Questa settimana 36 stati, e Washington D.C., hanno intentato una nuova causa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La nuova causa avanzata da 37 procuratori generali statunitensi contro Google dimostra che le autorità statunitensi vogliono andare fino in fondo nel regolamentare Big Tech<br />Questa settimana 36 stati, e Washington D.C., hanno intentato una nuova causa contro Google, accusandolo di abusare del proprio potere e di controllare la distribuzione del software su Android come un monopolio — attraverso il Play Store, che ha il 90% del mercato. Le accuse dei procuratori generali sono molto forti — dicono che Android è open source “per modo di dire” — e hanno anche una pistola fumante: le pressioni di Google contro Samsung, che opera, con molto poco successo, un altro app store per Android, il Galaxy Store.<br /><br />Si tratta del quarto caso di anti–trust presentato contro Google negli ultimi mesi, ma questo è particolarmente rilevante anche per un’altra azienda, Apple, e in senso lato per tutta l’industria. Come ha fatto notare Google stessa nel comunicato in cui commenta la causa, infatti, Android permette già di installare app store di terze parti e di installare app direttamente dal web — le due richieste che vengono rivolte più spesso nei confronti di Apple, che invece ha un vero e proprio monopolio tecnico della distribuzione del software per iPhone e iPad.<br /><br />La causa insomma dimostra che c’è intento politico — e ci potrebbero essere prima ancora gli estremi legali — per un intervento profondo e radicale sul funzionamento delle grandi piattaforme, che non potranno più essere dominio incontrastato di singole aziende, che effettivamente dettano le leggi di un mercato di dimensioni enormi.<br />Show notes<br />Google Faces Antitrust Lawsuit Over App Store Fees - The New York Times<br />A lawsuit that ignores choice on Android and Google Play<br />Google saw Samsung app store and Fortnite as ‘virus to be eliminated’ claim 36 attorneys general in huge lawsuit | The Independent<br />Google sued by DOJ in antitrust case over search dominance<br />Google to stop treating EU antitrust remedy as a “promotional opportunity” | Ars Technica<br />Objections sent to Apple on App Store rules<br />Texas antitrust lawsuit against Google alleges agreement with Facebook<br />Google faces a third government antitrust lawsuit<br />Roblox rebrands as 'experience' creation platform amid Epic Games v. Apple trial | AppleInsider<br />Epic Games vs. Apple trial veers into Internet memes with Tinder, naked ‘banana man’ talk - The Washington Post<br />Epic v. Apple keeps coming back to the gap between ignorance and inconvenience - The Verge<br />Epic vs. Apple Shows the Courts Were Not Prepared for the Games Industry's Obsessive Secrecy - IGN<br /><br />In questa puntata sono con voi Alessandro Massone e Giuseppe Tripodi. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br /><br />in copertina, elaborazione da foto cc mac morrison]]></itunes:summary><itunes:duration>4648</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9e753f49d37510ce9c90d540100168ff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>125: L’accordo (quasi) globale per far pagare le multinazionali (il meno possibile)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/125-l-accordo-quasi-globale-per-far-pagare-le-multinazionali-il-meno-possibile--48147381</link><description><![CDATA[Joe Biden e i governi occidentali dicono che è un grande risultato, ma al contrario si tratta di una misura di basso impatto, che per stessa ammissione dell’Ocse recupererà meno della metà delle tasse eluse dalle grandi multinazionali<br />Ieri è stato chiuso un mezzo accordo per l’aliquota minima globale: 130 paesi su 139 nell’Ocse hanno firmato un accordo basato sulla proposta avanzata dagli Stati Uniti al G7 dei ministri dell’Economia. Biden ne ha parlato come un grande passo avanti, ma si tratta di una soluzione con numerosi compromessi: in primis perché la City di Londra resta esclusa dalla norma — ma in realtà la stessa partecipazione dei paesi europei è ancora tutta da dibattere, perché Irlanda, Estonia e Ungheria non hanno firmato l’accordo, e potrebbero bloccare la misura a livello comunitario.<br /><br />La proposta statunitense arriva, in primis, per evitare l’elusione fiscale dal nordamerica, e recuperare risorse per finanziare l’ambizioso piano d’infrastrutture post–pandemia. Con l’Europa, il nodo più complesso da sciogliere era quello delle digital tax, presenti in alcuni paesi come misura alternativa per tassare le grandi aziende informatiche — e che nei prossimi anni dovranno essere superate. Il nuovo accordo prevede una tassazione minima sugli utili del 15% e una tassa del 20% sui profitti per le multinazionali i cui margini siano superiori al 10%, che va pagata nello stato dove vengono realizzati quei profitti. <br /><br />Va sottolineato che, al netto dei paradisi fiscali diciamo più famigerati, come le Bermuda, in realtà l'aliquota minima globale sia solo marginalmente più alta di quanto le multinazionali siano già abituate a pagare: la tassazione sulle aziende in Irlanda, ad esempio, e a parte eccezioni come l’accordo stretto con Apple, non è molto distante — è al 12,5%. In Svizzera le aliquote sono tra l’11,9 e il 21,6%; a Singapore invece le imposte sulle aziende sono già più alte del limite deciso dal G7, e sono fissate al 17%.<br />Show notes<br /><br /> Global tax reform: 130 countries commit to minimum corporate rate | Global economy | The Guardian<br /> Global tax overhaul backed by 130 countries - BBC News<br /> Big Tech Says Global Tax Deal Is a Win - WSJ<br /> Ireland Among Europe's Awkward Squad Casting Shadow on Global Tax Deal - Bloomberg<br /> Global tax deal backers battle to win over holdout countries | Financial Times<br /> G7: Rich nations back deal to tax multinationals - BBC News<br /> City of London set for carve-out from new global tax rules<br /> Yellen Won a Global Tax Deal. Now She Must Sell It to Congress. - The New York Times<br /> Charts show highest and lowest corporate tax rates around the world<br /> G20 could improve on ‘one-sided’ global tax reform | Financial Times<br /> Decoding the global tax deal - POLITICO<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45794</guid><pubDate>Fri, 02 Jul 2021 14:22:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147381/125_laccordo_quasi_globale_per_far_pagare_le_multinazionali_il_meno_possibile.mp3" length="54850499" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Joe Biden e i governi occidentali dicono che è un grande risultato, ma al contrario si tratta di una misura di basso impatto, che per stessa ammissione dell’Ocse recupererà meno della metà delle tasse eluse dalle grandi multinazionali
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Biden ne ha parlato come un grande passo avanti, ma si tratta di una soluzione con numerosi compromessi: in primis perché la City di Londra resta esclusa dalla norma — ma in realtà la stessa partecipazione dei paesi europei è ancora tutta da dibattere, perché Irlanda, Estonia e Ungheria non hanno firmato l’accordo, e potrebbero bloccare la misura a livello comunitario.<br /><br />La proposta statunitense arriva, in primis, per evitare l’elusione fiscale dal nordamerica, e recuperare risorse per finanziare l’ambizioso piano d’infrastrutture post–pandemia. Con l’Europa, il nodo più complesso da sciogliere era quello delle digital tax, presenti in alcuni paesi come misura alternativa per tassare le grandi aziende informatiche — e che nei prossimi anni dovranno essere superate. Il nuovo accordo prevede una tassazione minima sugli utili del 15% e una tassa del 20% sui profitti per le multinazionali i cui margini siano superiori al 10%, che va pagata nello stato dove vengono realizzati quei profitti. <br /><br />Va sottolineato che, al netto dei paradisi fiscali diciamo più famigerati, come le Bermuda, in realtà l'aliquota minima globale sia solo marginalmente più alta di quanto le multinazionali siano già abituate a pagare: la tassazione sulle aziende in Irlanda, ad esempio, e a parte eccezioni come l’accordo stretto con Apple, non è molto distante — è al 12,5%. In Svizzera le aliquote sono tra l’11,9 e il 21,6%; a Singapore invece le imposte sulle aziende sono già più alte del limite deciso dal G7, e sono fissate al 17%.<br />Show notes<br /><br /> Global tax reform: 130 countries commit to minimum corporate rate | Global economy | The Guardian<br /> Global tax overhaul backed by 130 countries - BBC News<br /> Big Tech Says Global Tax Deal Is a Win - WSJ<br /> Ireland Among Europe's Awkward Squad Casting Shadow on Global Tax Deal - Bloomberg<br /> Global tax deal backers battle to win over holdout countries | Financial Times<br /> G7: Rich nations back deal to tax multinationals - BBC News<br /> City of London set for carve-out from new global tax rules<br /> Yellen Won a Global Tax Deal. Now She Must Sell It to Congress. - The New York Times<br /> Charts show highest and lowest corporate tax rates around the world<br /> G20 could improve on ‘one-sided’ global tax reform | Financial Times<br /> Decoding the global tax deal - POLITICO<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3425</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f43574ee0da903479a9f3c93be607e31.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>124: Dopo la più grande ingerenza del Vaticano degli ultimi 40 anni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/124-dopo-la-piu-grande-ingerenza-del-vaticano-degli-ultimi-40-anni--48147406</link><description><![CDATA[L'intervento della Santa Sede ha scompaginato le carte intorno al ddl Zan, e ora la destra dà per certo che il disegno di legge sarà modificato<br />Dopo una giornata interminabile in cui sembrava che nessun parlamentare avesse intenzione di sollevare la questione, il senatore Pd Alfieri ha chiesto conto a Draghi delle critiche del Vaticano al ddl Zan. Pur non entrando nel merito dei contenuti del ddl, il premier ha risposto ribadendo l’ovvio, specificando che l’Italia è uno stato laico, e quindi il parlamento “è sempre libero di discutere”: “Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per rispettare gli impegni internazionali, tra cui il Concordato. Ci sono i controlli preventivi nelle commissioni e poi i controlli successivi della Corte Costituzionale.” Draghi ha ricordato anche che “la laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, è tutela del pluralismo e della diversità,” aggiungendo — stavolta nel merito — che il governo ha voluto firmare la dichiarazione di preoccupazione “sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale.” “Come vedete, il governo la sta seguendo ma questo è il momento del Parlamento – non è il momento del governo.”<br /><br />Le parole di Draghi sono state accolte bene dal Pd, un po’ meno bene dalla Lega — Salvini ha detto sbrigativamente di averle “condivise,” ma sui social continua a dare per scontato che il testo del ddl sarà rivisto. E potrebbe non avere tutti i torti: la Lega sembra infatti intenzionata a sfruttare il momento per affossare il ddl, facendo la parte di chi cerca la “mediazione” e il “dialogo,” non senza trovare qualche sponda nel Pd. Mentre Fratelli d’Italia vorrebbe fermare del tutto l’iter della legge, il Pd e il M5S hanno chiesto la sua calendarizzazione in aula per la settimana del 13 luglio — il voto sarà il 6. C’è però un altro rischio: che in aula il ddl non passi, nonostante la maggioranza sulla carta, per colpa dello scrutinio segreto. <br /><br />Questa puntata di TRAPPIST è stata registrata prima della domanda del senatore Alfieri sul ddl Zan<br />Show notes<br /><br /> Nessuna forza politica è disposta a scontrarsi con la Chiesa<br /> Spotify – 117: Il ddl Zan non limita la libertà di nessuno: chi lo sostiene è in malafede - TRAPPIST | Podcast on Spotify<br /> Ddl Zan, Draghi: "Il nostro è uno Stato laico, il Parlamento è libero. Ci sono tutte le garanzie per rispettare il Concordato" - Il Fatto Quotidiano<br /> Ddl Zan, Draghi : "Il nostro è uno Stato laico, il parlamento è libero" - Rai News<br /> Consiglio europeo, le Comunicazioni del Presidente Draghi in Parlamento | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Ddl Zan, Salvini: "Condivido le parole di Draghi, mi stupisce il silenzio di Pd e M5s" - Video - Il Fatto Quotidiano<br /> Ddl-Zan, Ostellari: "Solo col dialogo si farà un passo in avanti" - LaPresse<br /> Pd-M5s-Leu vogliono ddl Zan in Aula a metà luglio, Lega e FdI chiedono lo stop dopo nota Vaticano<br /> Ddl Zan, l’incognita dei voti a scrutinio segreto. Renzi avverte: «Attenti ai numeri»- Corriere.it<br /> Seventeen countries unite at Belgium's initiative to defend LGBTIQ rights in Europe | Sophie Wilmès<br /> Angela Merkel Joins Other EU Leaders in Criticizing Hungary's LGBT Law: 'This Law is Wrong'<br /> Act on rule of law violations or we will, Sassoli tells von der Leyen - Newsbook<br /> Vaticano contro il ddl Zan, Letta: "Pronti al dialogo, ma sostegno convinto alla legge". Telefonata tra il segretario Pd e Di Maio - Il Fatto Quotidiano<br /> Verso il disgelo sul Ddl Zan tra Pd e Lega dopo la lettera dal Vaticano: Letta apre, Ostellari lo segue - Open<br /> Omotransfobia, Fratoianni: "Pesantissima ingerenza del Vaticano sul ddl Zan. Minacciato il Concordato? Possiamo ridiscuterlo" - Il Fatto Quotidiano<br /> Ddl Zan, Fedez: il Vaticano non paga tasse e dice che l'Italia viola Concordato | Elodie: “Ringrazio i miei genitori che non mi hanno battezzata” - Tgcom24<br /> Sixteen EU countries denounce Hungary's new anti-LGBT law | Euronews<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the S]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45742</guid><pubDate>Thu, 24 Jun 2021 15:51:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147406/124_dopo_la_piu_grande_ingerenza_del_vaticano_degli_ultimi_40_anni.mp3" length="89909752" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L'intervento della Santa Sede ha scompaginato le carte intorno al ddl Zan, e ora la destra dà per certo che il disegno di legge sarà modificato
Dopo una giornata interminabile in cui sembrava che nessun parlamentare avesse intenzione di sollevare la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'intervento della Santa Sede ha scompaginato le carte intorno al ddl Zan, e ora la destra dà per certo che il disegno di legge sarà modificato<br />Dopo una giornata interminabile in cui sembrava che nessun parlamentare avesse intenzione di sollevare la questione, il senatore Pd Alfieri ha chiesto conto a Draghi delle critiche del Vaticano al ddl Zan. Pur non entrando nel merito dei contenuti del ddl, il premier ha risposto ribadendo l’ovvio, specificando che l’Italia è uno stato laico, e quindi il parlamento “è sempre libero di discutere”: “Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per rispettare gli impegni internazionali, tra cui il Concordato. Ci sono i controlli preventivi nelle commissioni e poi i controlli successivi della Corte Costituzionale.” Draghi ha ricordato anche che “la laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, è tutela del pluralismo e della diversità,” aggiungendo — stavolta nel merito — che il governo ha voluto firmare la dichiarazione di preoccupazione “sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale.” “Come vedete, il governo la sta seguendo ma questo è il momento del Parlamento – non è il momento del governo.”<br /><br />Le parole di Draghi sono state accolte bene dal Pd, un po’ meno bene dalla Lega — Salvini ha detto sbrigativamente di averle “condivise,” ma sui social continua a dare per scontato che il testo del ddl sarà rivisto. E potrebbe non avere tutti i torti: la Lega sembra infatti intenzionata a sfruttare il momento per affossare il ddl, facendo la parte di chi cerca la “mediazione” e il “dialogo,” non senza trovare qualche sponda nel Pd. Mentre Fratelli d’Italia vorrebbe fermare del tutto l’iter della legge, il Pd e il M5S hanno chiesto la sua calendarizzazione in aula per la settimana del 13 luglio — il voto sarà il 6. C’è però un altro rischio: che in aula il ddl non passi, nonostante la maggioranza sulla carta, per colpa dello scrutinio segreto. <br /><br />Questa puntata di TRAPPIST è stata registrata prima della domanda del senatore Alfieri sul ddl Zan<br />Show notes<br /><br /> Nessuna forza politica è disposta a scontrarsi con la Chiesa<br /> Spotify – 117: Il ddl Zan non limita la libertà di nessuno: chi lo sostiene è in malafede - TRAPPIST | Podcast on Spotify<br /> Ddl Zan, Draghi: "Il nostro è uno Stato laico, il Parlamento è libero. Ci sono tutte le garanzie per rispettare il Concordato" - Il Fatto Quotidiano<br /> Ddl Zan, Draghi : "Il nostro è uno Stato laico, il parlamento è libero" - Rai News<br /> Consiglio europeo, le Comunicazioni del Presidente Draghi in Parlamento | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Ddl Zan, Salvini: "Condivido le parole di Draghi, mi stupisce il silenzio di Pd e M5s" - Video - Il Fatto Quotidiano<br /> Ddl-Zan, Ostellari: "Solo col dialogo si farà un passo in avanti" - LaPresse<br /> Pd-M5s-Leu vogliono ddl Zan in Aula a metà luglio, Lega e FdI chiedono lo stop dopo nota Vaticano<br /> Ddl Zan, l’incognita dei voti a scrutinio segreto. Renzi avverte: «Attenti ai numeri»- Corriere.it<br /> Seventeen countries unite at Belgium's initiative to defend LGBTIQ rights in Europe | Sophie Wilmès<br /> Angela Merkel Joins Other EU Leaders in Criticizing Hungary's LGBT Law: 'This Law is Wrong'<br /> Act on rule of law violations or we will, Sassoli tells von der Leyen - Newsbook<br /> Vaticano contro il ddl Zan, Letta: "Pronti al dialogo, ma sostegno convinto alla legge". Telefonata tra il segretario Pd e Di Maio - Il Fatto Quotidiano<br /> Verso il disgelo sul Ddl Zan tra Pd e Lega dopo la lettera dal Vaticano: Letta apre, Ostellari lo segue - Open<br /> Omotransfobia, Fratoianni: "Pesantissima ingerenza del Vaticano sul ddl Zan. Minacciato il Concordato? Possiamo ridiscuterlo" - Il Fatto Quotidiano<br /> Ddl Zan, Fedez: il Vaticano non paga tasse e dice che l'Italia viola Concordato | Elodie: “Ringrazio i miei genitori che non mi hanno battezzata”...]]></itunes:summary><itunes:duration>3744</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d3b13640d85b7b8b99fbadb0d7470a6c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>123: Spazio: ultima frontiera del privato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/123-spazio-ultima-frontiera-del-privato--48147401</link><description><![CDATA[Mentre sulla Terra si parla di Guerra fredda è partita una nuova corsa spaziale, in cui però competono anche grandi aziende che vogliono mandare i ricchi in vacanza nello spazio<br />Bello lo spazio, vero? Peccato che sia a sua volta al centro della rivalità tra gli Stati Uniti e la Cina. L’11 giugno il rover cinese Zhurong ha iniziato a scattare foto dalla superficie di Marte, e ci sono molte immagini bellissime di panorami marziani desolati. La nostra preferita però è questa, che in un blog post la CNSA definisce una “foto di gruppo,” scattata “con l’autoscatto” dal rover Zhurong, a fianco alla propria piattaforma di atterraggio. <br /><br />Gli Stati Uniti sono preoccupati dall’attività spaziale cinese. La collaborazione non terrestre tra i due paesi è congelata dal 2011 per volontà del Congresso statunitense, che con l’emendamento Wolf ha deciso di proibire la collaborazione tra la Nasa e Pechino per timori di ingerenze militari e segreti industriali. La Cina è di fatto bandita dalla Stazione spaziale internazionale — unico paese al mondo: un embargo che autorevoli professori di astronomia hanno definito “non etico.”<br /><br />Ecco perché la Cina, il 17 giugno ha lanciato il razzo Shenzhou-12, che porterà tre astronauti a bordo della sua stazione spaziale Tiangong. Sul Global Times potete vedere il video del lancio. La missione, la prima con esseri umani a bordo da cinque anni per la Cina, è diventata necessaria con l’aumentare delle ambizioni spaziali del paese, che resta escluso dalla Stazione spaziale internazionale dal veto degli Stati Uniti. I tre astronauti effettivamente continueranno i lavori di costruzione della stazione mentre sono in orbita. Nei prossimi mesi sono previsti altri 11 lanci per completarla in ogni sua parte. Si chiamerà Tiangong, o Palazzo celeste.<br /><br />Negli Stati Uniti invece impazza l’esplorazione spaziale privata, anzi, il turismo spaziale privato: in un’operazione perfettamente egomaniaca, il primo uomo mandato in orbita su un razzo Blue Origin, l’azienda spaziale di Jeff Bezos, sarà Jeff Bezos stesso, che ha annunciato che si porterà dietro il fratello. La vita sentimentale dell’uomo più ricco del mondo è comprensibilmente arida, ipotizziamo. Il volo avverrà il 20 luglio, speriamo che i passeggeri avranno di che chiacchierare.<br /><br />L’altro grande personaggio coinvolto nell’esplorazione spaziale è Elon Musk, che con la sua SpaceX sta ormai diventando sempre più importante anche per l’attività spaziale pubblica statunitense, che gli sta appaltando numerose missioni. Ma l’attività di turismo spaziale, che interessa molto anche a Musk, potrebbe avere effetti disastrosi sull’ambiente — oltre ad essere eticamente discutibile.<br />Show notes<br /><br /> China’s Ambitious Plans in Space: The Moon, Mars and Beyond - The New York Times<br /> 'Divine vessel' launched successfully; three astronauts aboard to reach China's space station core module - Global Times<br /> China wants to build a sustainable human presence on Mars. Here's how<br /> Far side of the moon: China's Chang'e 4 probe makes historic touchdown | The moon | The Guardian<br /> China’s space station launch – in pictures | Science | The Guardian<br /> Bad Idea: The Wolf Amendment (Limiting Collaboration with China in Space) | Defense360<br /> Congress Bans Scientific Collaboration with China, Cites High Espionage Risks<br /> SpaceX ignored last-minute warnings from the FAA before December Starship launch - The Verge<br /> Neil Armstrong, Gene Cernan: SpaceX Destroying America from Within – Reason.com<br /> Extra <br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45685</guid><pubDate>Fri, 18 Jun 2021 14:55:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147401/spazio_ultima_frontiera_del_privato.mp3" length="99767737" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre sulla Terra si parla di Guerra fredda è partita una nuova corsa spaziale, in cui però competono anche grandi aziende che vogliono mandare i ricchi in vacanza nello spazio
Bello lo spazio, vero? Peccato che sia a sua volta al centro della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre sulla Terra si parla di Guerra fredda è partita una nuova corsa spaziale, in cui però competono anche grandi aziende che vogliono mandare i ricchi in vacanza nello spazio<br />Bello lo spazio, vero? Peccato che sia a sua volta al centro della rivalità tra gli Stati Uniti e la Cina. L’11 giugno il rover cinese Zhurong ha iniziato a scattare foto dalla superficie di Marte, e ci sono molte immagini bellissime di panorami marziani desolati. La nostra preferita però è questa, che in un blog post la CNSA definisce una “foto di gruppo,” scattata “con l’autoscatto” dal rover Zhurong, a fianco alla propria piattaforma di atterraggio. <br /><br />Gli Stati Uniti sono preoccupati dall’attività spaziale cinese. La collaborazione non terrestre tra i due paesi è congelata dal 2011 per volontà del Congresso statunitense, che con l’emendamento Wolf ha deciso di proibire la collaborazione tra la Nasa e Pechino per timori di ingerenze militari e segreti industriali. La Cina è di fatto bandita dalla Stazione spaziale internazionale — unico paese al mondo: un embargo che autorevoli professori di astronomia hanno definito “non etico.”<br /><br />Ecco perché la Cina, il 17 giugno ha lanciato il razzo Shenzhou-12, che porterà tre astronauti a bordo della sua stazione spaziale Tiangong. Sul Global Times potete vedere il video del lancio. La missione, la prima con esseri umani a bordo da cinque anni per la Cina, è diventata necessaria con l’aumentare delle ambizioni spaziali del paese, che resta escluso dalla Stazione spaziale internazionale dal veto degli Stati Uniti. I tre astronauti effettivamente continueranno i lavori di costruzione della stazione mentre sono in orbita. Nei prossimi mesi sono previsti altri 11 lanci per completarla in ogni sua parte. Si chiamerà Tiangong, o Palazzo celeste.<br /><br />Negli Stati Uniti invece impazza l’esplorazione spaziale privata, anzi, il turismo spaziale privato: in un’operazione perfettamente egomaniaca, il primo uomo mandato in orbita su un razzo Blue Origin, l’azienda spaziale di Jeff Bezos, sarà Jeff Bezos stesso, che ha annunciato che si porterà dietro il fratello. La vita sentimentale dell’uomo più ricco del mondo è comprensibilmente arida, ipotizziamo. Il volo avverrà il 20 luglio, speriamo che i passeggeri avranno di che chiacchierare.<br /><br />L’altro grande personaggio coinvolto nell’esplorazione spaziale è Elon Musk, che con la sua SpaceX sta ormai diventando sempre più importante anche per l’attività spaziale pubblica statunitense, che gli sta appaltando numerose missioni. Ma l’attività di turismo spaziale, che interessa molto anche a Musk, potrebbe avere effetti disastrosi sull’ambiente — oltre ad essere eticamente discutibile.<br />Show notes<br /><br /> China’s Ambitious Plans in Space: The Moon, Mars and Beyond - The New York Times<br /> 'Divine vessel' launched successfully; three astronauts aboard to reach China's space station core module - Global Times<br /> China wants to build a sustainable human presence on Mars. Here's how<br /> Far side of the moon: China's Chang'e 4 probe makes historic touchdown | The moon | The Guardian<br /> China’s space station launch – in pictures | Science | The Guardian<br /> Bad Idea: The Wolf Amendment (Limiting Collaboration with China in Space) | Defense360<br /> Congress Bans Scientific Collaboration with China, Cites High Espionage Risks<br /> SpaceX ignored last-minute warnings from the FAA before December Starship launch - The Verge<br /> Neil Armstrong, Gene Cernan: SpaceX Destroying America from Within – Reason.com<br /> Extra <br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4155</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/903f85c8161d007c02af72060dcad072.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>122: Pronti per un altro G7 che non concluderà niente?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/122-pronti-per-un-altro-g7-che-non-concludera-niente--48147438</link><description><![CDATA[Domenica si apre il G7, ma anche questa volta il gruppo ignorerà l’urgenza di sospendere i brevetti dei vaccini. In compenso i leader chiederanno un’altra indagine sulla teoria del complotto del laboratorio di Wuhan<br />Tra gli obiettivi statunitensi per questo summit c’è la ricostruzione del rapporto di fiducia con i paesi europei, logorato dagli anni di Trump. Ieri ha incontrato Boris Johnson: i due leader hanno firmato una “Nuova Carta Atlantica,” ricalcando con grande modestia l’Accordo Atlantico firmato da Roosevelt e Churchill nel 1941. L’accordo, considerato progenitore della NATO, viene aggiornato per contrastare più esplicitamente Russia e Cina. Se il documento originario conteneva espressioni come l’obiettivo della “distruzione finale della tirannia nazista,” la nuova carta parla di “opporsi all’ingerenza esercitata con la disinformazione e altre influenze malevole.”<br /><br />Oltre a recitare nella fanfiction di loro stessi, i due capi di stato si sono anche scambiati una serie di battute cringe sul fatto che entrambi avrebbero “sposato sposato entrambi donne di condizione superiore,” secondo Joe Biden, qualsiasi cosa questo significhi. Johnson, reduce dal terzo matrimonio, non ha potuto trattenersi dal commentare che “non ho intenzione di dissentire. Non sono in disaccordo ma non dissento neppure su nient'altro.” Questa simpatia tra i due capi di stato non era scontata, viste le premesse e le tensioni tra i due prima e dopo le elezioni negli Stati Uniti.<br /><br />In attesa dell’inizio del summit vero e proprio, continuano le anticipazioni: rispondendo all’annuncio che gli Stati Uniti doneranno 500 milioni di dosi ai paesi più sfruttati del mondo, ieri Johnson ha dichiarato che il Regno Unito donerà 100 milioni di dosi avanzate. Johnson ha anche dichiarato che si aspetta che il totale delle donazioni in cui si impegnano gli stati del G7 dovrebbe arrivare nei prossimi giorni al miliardo. L’improvvisa “generosità” dei paesi più ricchi, che hanno monopolizzato in tutti i sensi la produzione di vaccini, lasciando il resto del mondo a raccogliere, appunto, i loro avanzi, è dettata principalmente dal tentativo di limitare la sempre più ambiziosa “diplomazia vaccinale” cinese — il regime di Pechino infatti non partecipa al G7, che anzi è un’emanazione diretta dell’atlantismo.<br /><br />Già dalle prime settimane dell’anno il governo cinese ha stretto accordi internazionali per distribuire 500 milioni di dosi, a cui hanno fatto seguito promesse di ingenti donazioni economiche per gli stati che hanno bisogno di sostegno nella risposta al Covid–19. Questa settimana, la sola Sinopharm si è impegnata a esportare un miliardo di dosi. Questo sforzo di soft power preoccupa il G7 e anche l’Unione europea, che vogliono al più presto partecipare al tavolo della diplomazia vaccinale. <br /><br />Intanto, in Cina, la campagna prosegue a ritmi forsennati, con una media di 20 milioni di persone vaccinate al giorno. La capacità di vaccinazione della Cina fa impallidire quanto fatto finora dagli Stati Uniti e soprattutto dall’Unione Europea. Vale la pena citare un fatto emerso con la pubblicazioni dei verbali di febbraio della “task force” italiana: il 15 febbraio 2020 viene rilevata la necessità di aggiornare il piano pandemico nazionale, risalente al 2009. Com’è noto, questa osservazione è arrivata ampiamente troppo tardi, e l’Italia, come tutto l’occidente, si è trovata impreparata davanti al virus. Risultato: la Cina ha avuto in totale circa 4.600 morti, l’Italia molti più di 100 mila. <br /><br />Gli stati del G7 però hanno deciso di non prendersi le proprie responsabilità e provare a migliorare la propria risposta alla pandemia — anzi: per sviare l’attenzione dai propri fallimenti, il G7 chiederà assurdamente una nuova indagine dell’OMS sulle origini del coronavirus, continuando a giocare con la teoria del complotto senza fondamento sulla presunta origine non naturale del virus e accusando la Cina di essere dietro non meglio specificate “sperimentazioni” o “incidenti di l]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45591</guid><pubDate>Fri, 11 Jun 2021 12:07:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147438/122_pronti_per_un_altro_g7_che_non_concludera_niente.mp3" length="115982255" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica si apre il G7, ma anche questa volta il gruppo ignorerà l’urgenza di sospendere i brevetti dei vaccini. 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Tra gli obiettivi statunitensi per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica si apre il G7, ma anche questa volta il gruppo ignorerà l’urgenza di sospendere i brevetti dei vaccini. In compenso i leader chiederanno un’altra indagine sulla teoria del complotto del laboratorio di Wuhan<br />Tra gli obiettivi statunitensi per questo summit c’è la ricostruzione del rapporto di fiducia con i paesi europei, logorato dagli anni di Trump. Ieri ha incontrato Boris Johnson: i due leader hanno firmato una “Nuova Carta Atlantica,” ricalcando con grande modestia l’Accordo Atlantico firmato da Roosevelt e Churchill nel 1941. L’accordo, considerato progenitore della NATO, viene aggiornato per contrastare più esplicitamente Russia e Cina. Se il documento originario conteneva espressioni come l’obiettivo della “distruzione finale della tirannia nazista,” la nuova carta parla di “opporsi all’ingerenza esercitata con la disinformazione e altre influenze malevole.”<br /><br />Oltre a recitare nella fanfiction di loro stessi, i due capi di stato si sono anche scambiati una serie di battute cringe sul fatto che entrambi avrebbero “sposato sposato entrambi donne di condizione superiore,” secondo Joe Biden, qualsiasi cosa questo significhi. Johnson, reduce dal terzo matrimonio, non ha potuto trattenersi dal commentare che “non ho intenzione di dissentire. Non sono in disaccordo ma non dissento neppure su nient'altro.” Questa simpatia tra i due capi di stato non era scontata, viste le premesse e le tensioni tra i due prima e dopo le elezioni negli Stati Uniti.<br /><br />In attesa dell’inizio del summit vero e proprio, continuano le anticipazioni: rispondendo all’annuncio che gli Stati Uniti doneranno 500 milioni di dosi ai paesi più sfruttati del mondo, ieri Johnson ha dichiarato che il Regno Unito donerà 100 milioni di dosi avanzate. Johnson ha anche dichiarato che si aspetta che il totale delle donazioni in cui si impegnano gli stati del G7 dovrebbe arrivare nei prossimi giorni al miliardo. L’improvvisa “generosità” dei paesi più ricchi, che hanno monopolizzato in tutti i sensi la produzione di vaccini, lasciando il resto del mondo a raccogliere, appunto, i loro avanzi, è dettata principalmente dal tentativo di limitare la sempre più ambiziosa “diplomazia vaccinale” cinese — il regime di Pechino infatti non partecipa al G7, che anzi è un’emanazione diretta dell’atlantismo.<br /><br />Già dalle prime settimane dell’anno il governo cinese ha stretto accordi internazionali per distribuire 500 milioni di dosi, a cui hanno fatto seguito promesse di ingenti donazioni economiche per gli stati che hanno bisogno di sostegno nella risposta al Covid–19. Questa settimana, la sola Sinopharm si è impegnata a esportare un miliardo di dosi. Questo sforzo di soft power preoccupa il G7 e anche l’Unione europea, che vogliono al più presto partecipare al tavolo della diplomazia vaccinale. <br /><br />Intanto, in Cina, la campagna prosegue a ritmi forsennati, con una media di 20 milioni di persone vaccinate al giorno. La capacità di vaccinazione della Cina fa impallidire quanto fatto finora dagli Stati Uniti e soprattutto dall’Unione Europea. Vale la pena citare un fatto emerso con la pubblicazioni dei verbali di febbraio della “task force” italiana: il 15 febbraio 2020 viene rilevata la necessità di aggiornare il piano pandemico nazionale, risalente al 2009. Com’è noto, questa osservazione è arrivata ampiamente troppo tardi, e l’Italia, come tutto l’occidente, si è trovata impreparata davanti al virus. Risultato: la Cina ha avuto in totale circa 4.600 morti, l’Italia molti più di 100 mila. <br /><br />Gli stati del G7 però hanno deciso di non prendersi le proprie responsabilità e provare a migliorare la propria risposta alla pandemia — anzi: per sviare l’attenzione dai propri fallimenti, il G7 chiederà assurdamente una nuova indagine dell’OMS sulle origini del coronavirus, continuando a giocare con la teoria del complotto senza fondamento sulla presunta origine non naturale del virus e accusando la Cina di essere dietro non meglio...]]></itunes:summary><itunes:duration>4830</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cb7310aaafa310c6eebb55067b0d8630.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>121: Nessun partito ascolta le necessità degli italiani senza cittadinanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/121-nessun-partito-ascolta-le-necessita-degli-italiani-senza-cittadinanza--48147426</link><description><![CDATA[Un anno fa il movimento Black Lives Matter ha riportato il dibattito sui diritti delle persone nate in Italia a cui la legge nega la cittadinanza. Ma la politica non ha fatto praticamente nulla per loro.<br />È passato un anno dalle grandi manifestazioni organizzate in tutto il mondo dopo l’assassinio di George Floyd. Anche in Italia, Black Lives Matter è diventato un trend, e oltre alle proteste c’è stata una grande cassa di risonanza, mediatica e politica. Poi, gradualmente, questa attenzione è scemata. Un anno dopo si può dire che nessuno dei temi al centro delle manifestazioni dello scorso anno — le necessità e i diritti degli italiani senza cittadinanza, la repressione dei migranti e dei richiedenti asilo, la lotta contro il razzismo quotidiano e istituzionale — sono andate largamente inascoltate.<br /><br />Il problema va oltre la crescente radicalizzazione della destra parlamentare: è ormai evidente che i partiti di centrosinistra, incapaci di realizzare le semplici riforme che promette da anni, sono attivamente complici dell’oppressione — come si è visto e si vede oggi con la repressione di migranti e richiedenti asilo portata avanti dal governo Draghi.<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo, Leila Belhadj Mohamed e Alessandro Massone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45551</guid><pubDate>Fri, 04 Jun 2021 15:11:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147426/121_nessun_partito_ascolta_le_necessita_degli_italiani_senza_cittadinanza.mp3" length="102370787" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Un anno fa il movimento Black Lives Matter ha riportato il dibattito sui diritti delle persone nate in Italia a cui la legge nega la cittadinanza. Ma la politica non ha fatto praticamente nulla per loro.
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Un anno dopo si può dire che nessuno dei temi al centro delle manifestazioni dello scorso anno — le necessità e i diritti degli italiani senza cittadinanza, la repressione dei migranti e dei richiedenti asilo, la lotta contro il razzismo quotidiano e istituzionale — sono andate largamente inascoltate.<br /><br />Il problema va oltre la crescente radicalizzazione della destra parlamentare: è ormai evidente che i partiti di centrosinistra, incapaci di realizzare le semplici riforme che promette da anni, sono attivamente complici dell’oppressione — come si è visto e si vede oggi con la repressione di migranti e richiedenti asilo portata avanti dal governo Draghi.<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo, Leila Belhadj Mohamed e Alessandro Massone. 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Commentando l’incontro di ieri a palazzo Chigi, il segretario Cgil Landini ha invece dichiarato che “la mediazione sui licenziamenti per noi non è sufficiente,” confermando la manifestazione per oggi davanti a palazzo Chigi.<br /><br />La settimana scorsa, il Cdm, approvando il decreto Sostegni bis, aveva esteso lo stop dei licenziamenti fino al 28 agosto, sorprendendo evidentemente Confindustria, che ha reagito in modo muscolare a livello politico — attraverso Forza Italia e Lega — e mediatico, raccontando tramite il Sole che il ministro del lavoro Orlando avrebbe inserito la norma “a tradimento” una volta concluso il Cdm, alterando il testo definitivo praticamente “nella notte.” Così, con un vero e proprio blitz, a quattro giorni dall’approvazione in Cdm del decreto Sostegni bis, la parziale proroga dei licenziamenti era saltata: le imprese potranno tornare a licenziare liberamente dal 1° di luglio.<br /><br />Quanti lavoratori perderanno il posto dopo la fine del blocco? Ci sono varie stime. Secondo il rapporto congiunto del ministero del Lavoro, realizzato insieme a Inps, Anpal, Istat e altri, dal 1° luglio al 1° novembre 2021 sono a rischio tra i 60 mila e i 100 mila lavoratori. Secondo la Fondazione Adapt si parla di circa 150 mila persone. Decisamente meno ottimistiche le previsioni di Bankitalia, che arriva a parlare di quasi 600 mila posti di lavoro a rischio.<br /><br />Intanto, la vertenza Alitalia si avvia verso la conclusione, e si preannuncia un disastro a livello occupazionale. La Commissione europea avrebbe “imposto,” durante un colloquio di ieri con il ministro Giorgetti, un taglio del personale di più della metà di quello attuale — quindi almeno 5 mila dipendenti — che si accompagnerà a un dimezzamento della flotta. La chiave è “garantire la discontinuità” tra Alitalia e la nuova compagnia che sorgerà dalle sue ceneri. Giorgetti, per non lasciare dubbi sulla propria considerazione per i lavoratori della compagnia, ha reso chiaro che “non è la Commissione, è anche il governo che vuole che la compagnia nasca in condizioni di sostenibilità economica. Quindi, ci sono condizioni di mercato, perché non si può fare semplicemente la compagnia di Stato.” Dovrà nascere, insomma, “un'azienda che dimostra di stare sul mercato.” La situazione, però, resta ai limiti del parodico, e ieri fonti ministeriali hanno spiegato che chi ha acquistato un biglietto con Alitalia per i prossimi mesi non potrà utilizzarlo per volare con la nuova compagnia una volta che questa sarà subentrata alla vecchia.<br />Show Notes<br /><br /> Approvato il decreto Sostegni bis, le novità: stop ai licenziamenti fino al 28 agosto e assunzioni a tempo indeterminato per i medici - Open<br /> Licenziamenti, Orlando: «Non ho fatto alcun blitz. I partiti ripongano le bandiere o mettono tutto a rischio»- Corriere.it<br /> Decreto Semplificazioni - Argomenti - la Repubblica<br /> "Ex Ilva, unica certezza al momento sono gli esuberi" - Corriere di Taranto<br /> Orlando: "Misure per lavoro e imprese per superare blocco licenziamenti"<br /> Licenziamenti, saranno le donne nell'industria le prime candidate a perdere il posto - la Repubblica<br /> Landini: "Blocco licenziamenti? Mediazione non sufficiente. Confermiamo lo sciopero di domani a Montecitorio" - Il Fatto Quotidiano<br /> Giorgetti sbatte contro Vestager, che alza paletti sul]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45488</guid><pubDate>Fri, 28 May 2021 09:38:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147421/120_il_governo_dei_licenziamenti.mp3" length="87757471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo Draghi ha deciso che sarà un’estate durissima: lo sblocco dei licenziamenti — che mette a rischio il posto di decine di migliaia persone — arriva il primo luglio, e i dossier di Alitalia ed ex Ilva minacciano ulteriori esuberi
Sembra ormai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo Draghi ha deciso che sarà un’estate durissima: lo sblocco dei licenziamenti — che mette a rischio il posto di decine di migliaia persone — arriva il primo luglio, e i dossier di Alitalia ed ex Ilva minacciano ulteriori esuberi<br />Sembra ormai chiuso il discorso sulla fine del blocco dei licenziamenti, almeno per quanto riguarda il governo: il ministro del Lavoro Orlando continua a voler provare a vedere il bicchiere mezzo pieno (?), sostenendo che le misure compensative saranno sufficienti “a sostenere e tutelare adeguatamente i lavoratori e le imprese in questa fase di transizione.” Come sempre, a pagare per primi saranno le categorie più fragili, a cominciare dalle donne. Commentando l’incontro di ieri a palazzo Chigi, il segretario Cgil Landini ha invece dichiarato che “la mediazione sui licenziamenti per noi non è sufficiente,” confermando la manifestazione per oggi davanti a palazzo Chigi.<br /><br />La settimana scorsa, il Cdm, approvando il decreto Sostegni bis, aveva esteso lo stop dei licenziamenti fino al 28 agosto, sorprendendo evidentemente Confindustria, che ha reagito in modo muscolare a livello politico — attraverso Forza Italia e Lega — e mediatico, raccontando tramite il Sole che il ministro del lavoro Orlando avrebbe inserito la norma “a tradimento” una volta concluso il Cdm, alterando il testo definitivo praticamente “nella notte.” Così, con un vero e proprio blitz, a quattro giorni dall’approvazione in Cdm del decreto Sostegni bis, la parziale proroga dei licenziamenti era saltata: le imprese potranno tornare a licenziare liberamente dal 1° di luglio.<br /><br />Quanti lavoratori perderanno il posto dopo la fine del blocco? Ci sono varie stime. Secondo il rapporto congiunto del ministero del Lavoro, realizzato insieme a Inps, Anpal, Istat e altri, dal 1° luglio al 1° novembre 2021 sono a rischio tra i 60 mila e i 100 mila lavoratori. Secondo la Fondazione Adapt si parla di circa 150 mila persone. Decisamente meno ottimistiche le previsioni di Bankitalia, che arriva a parlare di quasi 600 mila posti di lavoro a rischio.<br /><br />Intanto, la vertenza Alitalia si avvia verso la conclusione, e si preannuncia un disastro a livello occupazionale. La Commissione europea avrebbe “imposto,” durante un colloquio di ieri con il ministro Giorgetti, un taglio del personale di più della metà di quello attuale — quindi almeno 5 mila dipendenti — che si accompagnerà a un dimezzamento della flotta. La chiave è “garantire la discontinuità” tra Alitalia e la nuova compagnia che sorgerà dalle sue ceneri. Giorgetti, per non lasciare dubbi sulla propria considerazione per i lavoratori della compagnia, ha reso chiaro che “non è la Commissione, è anche il governo che vuole che la compagnia nasca in condizioni di sostenibilità economica. Quindi, ci sono condizioni di mercato, perché non si può fare semplicemente la compagnia di Stato.” Dovrà nascere, insomma, “un'azienda che dimostra di stare sul mercato.” La situazione, però, resta ai limiti del parodico, e ieri fonti ministeriali hanno spiegato che chi ha acquistato un biglietto con Alitalia per i prossimi mesi non potrà utilizzarlo per volare con la nuova compagnia una volta che questa sarà subentrata alla vecchia.<br />Show Notes<br /><br /> Approvato il decreto Sostegni bis, le novità: stop ai licenziamenti fino al 28 agosto e assunzioni a tempo indeterminato per i medici - Open<br /> Licenziamenti, Orlando: «Non ho fatto alcun blitz. I partiti ripongano le bandiere o mettono tutto a rischio»- Corriere.it<br /> Decreto Semplificazioni - Argomenti - la Repubblica<br /> "Ex Ilva, unica certezza al momento sono gli esuberi" - Corriere di Taranto<br /> Orlando: "Misure per lavoro e imprese per superare blocco licenziamenti"<br /> Licenziamenti, saranno le donne nell'industria le prime candidate a perdere il posto - la Repubblica<br /> Landini: "Blocco licenziamenti? Mediazione non sufficiente. Confermiamo lo sciopero di domani a Montecitorio" - Il Fatto...]]></itunes:summary><itunes:duration>3654</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2bad90df2a8ef56886fdf6d42e7d6e47.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>119: La lotta contro i brevetti dei vaccini al Global Health Summit</title><link>https://www.spreaker.com/episode/119-la-lotta-contro-i-brevetti-dei-vaccini-al-global-health-summit--48147423</link><description><![CDATA[Mentre esperti e attivisti insistono sia l’unica soluzione per accelerare la produzione, politica e media sono sempre più occupate da lobbisti delle grande aziende farmaceutiche<br />Oggi a Roma si è aperto il Global Health Summit del G20. All’evento sono convenuti paesi che sono apertamente contrari alla liberalizzazione dei brevetti — come Germania e Regno Unito — e paesi che finora hanno espresso il proprio sostegno alla causa in modo molto timido, come la Francia e il Canada. Nel corso della giornata ci sono stati momenti particolarmente bassi — come l’Unione europea che promette di donare 100 milioni di dosi di vaccino, quando ci sono 7,5 miliardi di persone ancora da vaccinare — ma anche rilevanti prese di posizione, come quella di Draghi, che si è allineato con gli Stati Uniti nel chiedere la sospensione dei brevetti per i vaccini.<br /><br />Ieri, prima dell’apertura del summit, la People’s Vaccine Alliance, la coalizione che chiede la sospensione dei brevetti sui vaccini, ha fatto notare che siccome si è lasciato lucrare sulla vendita dei vaccini, nove persone sono diventate miliardarie. Queste nove persone hanno un patrimonio netto combinato di 19,3 miliardi di dollari — una cifra con cui si potrebbe vaccinare tutte le persone nei paesi più sfruttati del mondo, che finora hanno ricevuto lo 0,2% delle dosi prodotte dalle aziende farmaceutiche. Oltre a questi nove, altri otto miliardari hanno visto le proprie finanze crescere drasticamente grazie ai vaccini, con un aumento della propria ricchezza combinato pari a 32,2 miliardi di dollari.<br /><br />Sospendere i brevetti è l’unico modo per garantire una drastica accelerazione della produzione dei vaccini — necessaria non solo da un punto di vista umanitario, ma anche per proteggere i paesi privilegiati, dove sempre più persone sono vaccinate, ma che potrebbero non essere protette anche da future varianti, che possono svilupparsi e diffondersi finché non avremo vaccinato tutt*.<br />Show notes<br /><br /> COVID vaccines create 9 new billionaires with combined wealth greater than cost of vaccinating world's poorest countries | Oxfam International<br /> Big Pharma Backs Media Voices Against Sharing Vaccine Patents<br /> Britain in talks to waive Covid vaccine patents to improve global access to jabs | Global development | The Guardian<br /> Global Health Summit - 21 May 2021 | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Covid-19 vaccines have spawned nine new billionaires: campaign group | Arab News<br /> Vaccini Covid. Il Global Health Summit potrebbe chiedere la ‘licenza volontaria’ dei brevetti - Quotidiano Sanità<br /> A Roma Global Health Summit, Draghi: 'Crisi globale non è finita, dobbiamo agire in fretta' - Politica - ANSA<br /> Covid, Draghi al Global health summit: "L'Italia è per la sospensione temporanea dei brevetti". Big Pharma: "3,5 mld dosi a Paesi poveri" - la Repubblica<br /> EU to donate at least 100 million COVID vaccines to poorer nations this year | Reuters<br /><br />Sostieni l’informazione di the Submarine. Abbonati a Hello, World!, la nostra rassegna stampa del mattino]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45369</guid><pubDate>Fri, 21 May 2021 15:57:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147423/119_la_lotta_contro_i_brevetti_dei_vaccini_al_global_health_summit.mp3" length="87988184" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre esperti e attivisti insistono sia l’unica soluzione per accelerare la produzione, politica e media sono sempre più occupate da lobbisti delle grande aziende farmaceutiche
Oggi a Roma si è aperto il Global Health Summit del G20. All’evento sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre esperti e attivisti insistono sia l’unica soluzione per accelerare la produzione, politica e media sono sempre più occupate da lobbisti delle grande aziende farmaceutiche<br />Oggi a Roma si è aperto il Global Health Summit del G20. All’evento sono convenuti paesi che sono apertamente contrari alla liberalizzazione dei brevetti — come Germania e Regno Unito — e paesi che finora hanno espresso il proprio sostegno alla causa in modo molto timido, come la Francia e il Canada. Nel corso della giornata ci sono stati momenti particolarmente bassi — come l’Unione europea che promette di donare 100 milioni di dosi di vaccino, quando ci sono 7,5 miliardi di persone ancora da vaccinare — ma anche rilevanti prese di posizione, come quella di Draghi, che si è allineato con gli Stati Uniti nel chiedere la sospensione dei brevetti per i vaccini.<br /><br />Ieri, prima dell’apertura del summit, la People’s Vaccine Alliance, la coalizione che chiede la sospensione dei brevetti sui vaccini, ha fatto notare che siccome si è lasciato lucrare sulla vendita dei vaccini, nove persone sono diventate miliardarie. Queste nove persone hanno un patrimonio netto combinato di 19,3 miliardi di dollari — una cifra con cui si potrebbe vaccinare tutte le persone nei paesi più sfruttati del mondo, che finora hanno ricevuto lo 0,2% delle dosi prodotte dalle aziende farmaceutiche. Oltre a questi nove, altri otto miliardari hanno visto le proprie finanze crescere drasticamente grazie ai vaccini, con un aumento della propria ricchezza combinato pari a 32,2 miliardi di dollari.<br /><br />Sospendere i brevetti è l’unico modo per garantire una drastica accelerazione della produzione dei vaccini — necessaria non solo da un punto di vista umanitario, ma anche per proteggere i paesi privilegiati, dove sempre più persone sono vaccinate, ma che potrebbero non essere protette anche da future varianti, che possono svilupparsi e diffondersi finché non avremo vaccinato tutt*.<br />Show notes<br /><br /> COVID vaccines create 9 new billionaires with combined wealth greater than cost of vaccinating world's poorest countries | Oxfam International<br /> Big Pharma Backs Media Voices Against Sharing Vaccine Patents<br /> Britain in talks to waive Covid vaccine patents to improve global access to jabs | Global development | The Guardian<br /> Global Health Summit - 21 May 2021 | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Covid-19 vaccines have spawned nine new billionaires: campaign group | Arab News<br /> Vaccini Covid. Il Global Health Summit potrebbe chiedere la ‘licenza volontaria’ dei brevetti - Quotidiano Sanità<br /> A Roma Global Health Summit, Draghi: 'Crisi globale non è finita, dobbiamo agire in fretta' - Politica - ANSA<br /> Covid, Draghi al Global health summit: "L'Italia è per la sospensione temporanea dei brevetti". Big Pharma: "3,5 mld dosi a Paesi poveri" - la Repubblica<br /> EU to donate at least 100 million COVID vaccines to poorer nations this year | Reuters<br /><br />Sostieni l’informazione di the Submarine. Abbonati a Hello, World!, la nostra rassegna stampa del mattino]]></itunes:summary><itunes:duration>3664</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4d2dffea2f332d4554fbee456c1db17e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>118: Quella in Israele non è una guerra civile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/118-quella-in-israele-non-e-una-guerra-civile--48147410</link><description><![CDATA[I bombardamenti sulla Striscia di Gaza continuano senza sosta, mentre proseguono in tutto il paese i linciaggi e le aggressioni contro le famiglie arabe, ad opera di gruppi di estrema destra. Lo scontro non potrebbe essere più impari, e i palestinesi sono costretti a difendere la propria stessa esistenza<br />Su Gaza continuano i bombardamenti, che hanno segnato drammaticamente quelle che avrebbero dovuto essere le celebrazioni per il primo giorno di Id al-fitr e sono andati avanti ininterrotti fino all’alba di questa mattina. La scorsa notte le IDF hanno annunciato — su Twitter ovviamente — che avevano iniziato anche operazioni di terra contro la Striscia di Gaza, ma la notizia al momento è stata smentita dai report dei giornalisti presenti nella zona. Nel corso della giornata di ieri l’esercito israeliano aveva continuato ad ammassare truppe lungo il confine della Striscia, mobilitando anche 9.000 riservisti. La strategia della tensione, comunque, ha funzionato: un retroscena di Haaretz rivela che Naftali Bennett, leader del partito La Casa Ebraica, avrebbe dichiarato a porte chiuse che gli episodi di violenza tra israeliani e palestinesi avrebbero definitivamente archiviato la possibilità di formare un governo anti–Netanyahu, e sarebbe pronto a tornare a parlare con il Likud.<br /><br />Non ci sono solo i bombardamenti, ma anche la violenza di stato e quella delle squadracce di estrema destra. Ad Al–Bireh la polizia ha represso le proteste completamente pacifiche dei cittadini palestinesi, che stavano manifestando contro i bombardamenti, di fronte all’insediamento illegale di Beit El. Lubna Masarwa e Frank Andrews hanno letto dei messaggi che vengono scambiati su “the Underground Unit,” una chat con centinaia di partecipanti su Signal, dove i fondamentalisti di estrema destra organizzano gli attacchi. “Portate tutto, coltelli, gasolio,” si leggeva in un messaggio. “Non abbiate paura, siamo i prescelti.”<br /><br />Con calma, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà questa domenica per quella che, con un eufemismo, l’ambasciatrice Linda Thomas–Greenfield ha descritto come “la situazione a Gaza.” Gli Stati Uniti hanno ripetuto di nuovo il proprio impegno per la de-escalation, che vuol dire, specificamente, emettere dichiarazioni in cui si chiede solo ad Hamas di smettere di lanciare razzi verso Israele.<br /><br /><br /><br /> <br />In piú, a fine puntata si unisce a noi Peter Kleckner, per andare dietro le quinte di TITANO ROSSO, il nostro podcast miniserie che racconta del colpo di stato contro il governo socialcomunista di San Marino.<br />Show notes<br /><br /> “È Israele che ha superato ogni linea rossa, non i palestinesi.” Lo storico Ilan Pappé commenta l’aggressione a Gaza<br /> A Milano le seconde generazioni scendono in piazza per la Palestina<br /> Israel-Gaza violence: Israel carries out attacks on Gaza Strip — live updates | News | DW | 14.05.2021<br /> Bennett says Lapid government is off the table, renews talks with Netanyahu's Likud - Israel News - Haaretz.com<br /> Far-right Israeli groups plan further violence against Palestinians after night of lynchings | Middle East Eye<br /> Israel threatens Gaza with ground attack amid air strikes: Live | Conflict News | Al Jazeera<br /> The untold story of Sheikh Jarrah – Middle East Monitor<br /> In pictures: Seven things you should know about Sheikh Jarrah's history | Middle East Eye<br /> Breaking News, World News and Video from Al Jazeera<br /> Israel says no troops in Gaza, blames 'internal communication' for confusion<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45282</guid><pubDate>Fri, 14 May 2021 14:22:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147410/118_quella_in_israele_non_e_una_guerra_civile.mp3" length="89319883" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>I bombardamenti sulla Striscia di Gaza continuano senza sosta, mentre proseguono in tutto il paese i linciaggi e le aggressioni contro le famiglie arabe, ad opera di gruppi di estrema destra. 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Nel corso della giornata di ieri l’esercito israeliano aveva continuato ad ammassare truppe lungo il confine della Striscia, mobilitando anche 9.000 riservisti. La strategia della tensione, comunque, ha funzionato: un retroscena di Haaretz rivela che Naftali Bennett, leader del partito La Casa Ebraica, avrebbe dichiarato a porte chiuse che gli episodi di violenza tra israeliani e palestinesi avrebbero definitivamente archiviato la possibilità di formare un governo anti–Netanyahu, e sarebbe pronto a tornare a parlare con il Likud.<br /><br />Non ci sono solo i bombardamenti, ma anche la violenza di stato e quella delle squadracce di estrema destra. Ad Al–Bireh la polizia ha represso le proteste completamente pacifiche dei cittadini palestinesi, che stavano manifestando contro i bombardamenti, di fronte all’insediamento illegale di Beit El. Lubna Masarwa e Frank Andrews hanno letto dei messaggi che vengono scambiati su “the Underground Unit,” una chat con centinaia di partecipanti su Signal, dove i fondamentalisti di estrema destra organizzano gli attacchi. “Portate tutto, coltelli, gasolio,” si leggeva in un messaggio. “Non abbiate paura, siamo i prescelti.”<br /><br />Con calma, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà questa domenica per quella che, con un eufemismo, l’ambasciatrice Linda Thomas–Greenfield ha descritto come “la situazione a Gaza.” Gli Stati Uniti hanno ripetuto di nuovo il proprio impegno per la de-escalation, che vuol dire, specificamente, emettere dichiarazioni in cui si chiede solo ad Hamas di smettere di lanciare razzi verso Israele.<br /><br /><br /><br /> <br />In piú, a fine puntata si unisce a noi Peter Kleckner, per andare dietro le quinte di TITANO ROSSO, il nostro podcast miniserie che racconta del colpo di stato contro il governo socialcomunista di San Marino.<br />Show notes<br /><br /> “È Israele che ha superato ogni linea rossa, non i palestinesi.” Lo storico Ilan Pappé commenta l’aggressione a Gaza<br /> A Milano le seconde generazioni scendono in piazza per la Palestina<br /> Israel-Gaza violence: Israel carries out attacks on Gaza Strip — live updates | News | DW | 14.05.2021<br /> Bennett says Lapid government is off the table, renews talks with Netanyahu's Likud - Israel News - Haaretz.com<br /> Far-right Israeli groups plan further violence against Palestinians after night of lynchings | Middle East Eye<br /> Israel threatens Gaza with ground attack amid air strikes: Live | Conflict News | Al Jazeera<br /> The untold story of Sheikh Jarrah – Middle East Monitor<br /> In pictures: Seven things you should know about Sheikh Jarrah's history | Middle East Eye<br /> Breaking News, World News and Video from Al Jazeera<br /> Israel says no troops in Gaza, blames 'internal communication' for confusion<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. 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È un passo avanti nell’accidentato percorso di approvazione della legge, che la destra sta provando a sabotare con un ostruzionismo costante. Dopo che la questione della legge sull’omobitransfobia è stata inaspettatamente messa al centro del dibattito pubblico da Fedez durante il concerto del Primo maggio, i tentativi di sabotaggio della legge si sono concentrati sulla presentazione di proposte edulcorate rispetto al ddl Zan, che affrontino comunque la questione ma in modo ancora più blando.<br /><br />Diversi sondaggi mostrano infatti come per la maggioranza degli italiani ci sia bisogno di una normativa che limiti la violenza omofobica e sessista: una lezione importante, che mostra bene come un’azione politica decisa possa portare all’attenzione dell’opinioine pubblica anche temi che, secondo la destra, non sarebbero prioritari durante la pandemia. Tra le conquiste più importanti del ddl Zan ci sarebbe la codificazione di una sostanziale continuità, ad esempio, tra la violenza sulle donne e quella connessa all’identità di genere, frutto in ultima analisi della stessa cultura maschilista, cercando di adottare un approccio non solo punitivo ma anche educativo sulla questione.<br /><br />Il ddl Zan, però, non risolverà tutti i problemi connessi all’argomento in Italia. Il disegno di legge firmato Pd, infatti, pur essendo diventato oggetto di uno scontro ideologico piuttosto acceso è una proposta molto moderata, che costituisce un primo passo nella tutela delle categorie più sensibili alla violenza di genere ma che lascia aperte molte questioni centrali nella società italiana contemporanea.<br /><br />Il ddl Zan andrebbe sostanzialmente a integrare la legge Mancino, la normativa che già oggi si occupa di contrastare e regolare le manifestazioni di odio e discriminazione razziale in Italia. Peccato che la legge sia notoriamente difficile da applicare, essendo efficace solo in casi di atti d’odio — verbali o concreti — molto precisi e diretti esplicitamente ad una certa persona in quanto appartenente a una categoria svantaggiata.<br /><br />Insomma, anche se il ddl Zan verrà  approvato, non dobbiamo aspettarci una radicale diminuzione delle esternazioni truci di esponenti leghisti nei consigli comunali di tutta Italia come quelle ricordate da Fedez dal palco del concertone. Senza dubbio però lo stato italiano farebbe un passo avanti nella protezione di chi, da lungo tempo, attende di non essere più lasciato solo contro un retroterra sociale e culturale che spesso si rivela oppressivo e violento.<br />Show notes<br /><br /> Testo del ddl<br /> Ddl Zan, cosa significa articolo per articolo - Wired<br /> A che punto siamo con il ddl Zan - Il Post<br /> Zappino: «Omo-lesbo-bi-transfobia problema strutturale» - DINAMOpress<br /> Omofobia:Cirinnà(Pd),si porti ddl Zan direttamente in Aula - Ultima Ora - ANSA<br /> Risultati sondaggio: legge Zan, l’omotransfobia deve essere reato<br /> Sondaggio BiDiMedia, Ddl Zan: la maggioranza degli italiani è a favore]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45186</guid><pubDate>Fri, 07 May 2021 13:17:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147427/117_il_ddl_zan_non_limita_la_liberta_di_nessuno_chi_lo_sostiene_e_in_malafede.mp3" length="67978365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il disegno di legge del Pd è piuttosto moderato, ma è un primo passo necessario per un paese che ha urgente bisogno di una svolta sui diritti civili
La commissione Giustizia del Senato ha deciso che il ddl Zan sarà discusso da solo, e non accorpato ad...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il disegno di legge del Pd è piuttosto moderato, ma è un primo passo necessario per un paese che ha urgente bisogno di una svolta sui diritti civili<br />La commissione Giustizia del Senato ha deciso che il ddl Zan sarà discusso da solo, e non accorpato ad altri disegni di legge come stava cercando di fare la destra. È un passo avanti nell’accidentato percorso di approvazione della legge, che la destra sta provando a sabotare con un ostruzionismo costante. Dopo che la questione della legge sull’omobitransfobia è stata inaspettatamente messa al centro del dibattito pubblico da Fedez durante il concerto del Primo maggio, i tentativi di sabotaggio della legge si sono concentrati sulla presentazione di proposte edulcorate rispetto al ddl Zan, che affrontino comunque la questione ma in modo ancora più blando.<br /><br />Diversi sondaggi mostrano infatti come per la maggioranza degli italiani ci sia bisogno di una normativa che limiti la violenza omofobica e sessista: una lezione importante, che mostra bene come un’azione politica decisa possa portare all’attenzione dell’opinioine pubblica anche temi che, secondo la destra, non sarebbero prioritari durante la pandemia. Tra le conquiste più importanti del ddl Zan ci sarebbe la codificazione di una sostanziale continuità, ad esempio, tra la violenza sulle donne e quella connessa all’identità di genere, frutto in ultima analisi della stessa cultura maschilista, cercando di adottare un approccio non solo punitivo ma anche educativo sulla questione.<br /><br />Il ddl Zan, però, non risolverà tutti i problemi connessi all’argomento in Italia. Il disegno di legge firmato Pd, infatti, pur essendo diventato oggetto di uno scontro ideologico piuttosto acceso è una proposta molto moderata, che costituisce un primo passo nella tutela delle categorie più sensibili alla violenza di genere ma che lascia aperte molte questioni centrali nella società italiana contemporanea.<br /><br />Il ddl Zan andrebbe sostanzialmente a integrare la legge Mancino, la normativa che già oggi si occupa di contrastare e regolare le manifestazioni di odio e discriminazione razziale in Italia. Peccato che la legge sia notoriamente difficile da applicare, essendo efficace solo in casi di atti d’odio — verbali o concreti — molto precisi e diretti esplicitamente ad una certa persona in quanto appartenente a una categoria svantaggiata.<br /><br />Insomma, anche se il ddl Zan verrà  approvato, non dobbiamo aspettarci una radicale diminuzione delle esternazioni truci di esponenti leghisti nei consigli comunali di tutta Italia come quelle ricordate da Fedez dal palco del concertone. Senza dubbio però lo stato italiano farebbe un passo avanti nella protezione di chi, da lungo tempo, attende di non essere più lasciato solo contro un retroterra sociale e culturale che spesso si rivela oppressivo e violento.<br />Show notes<br /><br /> Testo del ddl<br /> Ddl Zan, cosa significa articolo per articolo - Wired<br /> A che punto siamo con il ddl Zan - Il Post<br /> Zappino: «Omo-lesbo-bi-transfobia problema strutturale» - DINAMOpress<br /> Omofobia:Cirinnà(Pd),si porti ddl Zan direttamente in Aula - Ultima Ora - ANSA<br /> Risultati sondaggio: legge Zan, l’omotransfobia deve essere reato<br /> Sondaggio BiDiMedia, Ddl Zan: la maggioranza degli italiani è a favore]]></itunes:summary><itunes:duration>3399</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3bf08c3f4838a95100977191a3bb6db0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>116: Il piano europeo per le deportazioni “volontarie”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/116-il-piano-europeo-per-le-deportazioni-volontarie--48147431</link><description><![CDATA[Con “gestione delle migrazioni” la Commissione europea intende semplicemente rimpatriare più migranti che si può, possibilmente spendendo poco<br />Il vicepresidente della Commissione europea per la promozione dello “stile di vita europeo” Margaritis Schinas e la Commissaria agli Affari interni Ylva Johansson hanno presentato quello che hanno descritto come un nuovo piano per intensificare i rimpatri “volontari” a discapito di quelli “forzati.” Il problema principale di questi ultimi, secondo l’Unione europea, non sono perplessità sui diritti umani, ma il loro costo superiore: rispettivamente 560 euro contro 3.414.<br /><br />Il piano, che prevede l’istituzione di un nuovo responsabile europeo a quelle che sono effettivamente deportazioni, amplierà i poteri di Frontex e codificherà i rimpatri nel sistema dei visti europei, in modo da incardinarli saldamente nella burocrazia della gestione dei flussi migratori. In questa puntata di TRAPPIST ci soffermiamo sui materiali illustrativi di dubbio gusto prodotti dall’Unione europea sull’argomento per commentarli, per poi espandere il discorso sulla sistematica politica di repressione dei migranti condotta dagli stati europei.<br />Show notes<br /><br /> EU adopts strategy on sending irregular migrants back – EURACTIV.com<br /> EU Strategy on voluntary return and reintegration: Q&A<br /> The EU strategy on voluntary return and reintegration<br /> A sustainable development approach to return and reintegration: dilemmas, choices and possibilities<br /> Return & readmission<br /> EU commission calls Frontex its new 'Return Agency'<br /> More than 18,000 migrant and refugee children missing in Europe - InfoMigrants<br /> [Press release from 26.4.2021] Scandalous sentencing of a Syrian refugee on the Greek island of Lesvos to 52 years imprisonment +++ Trial observers strongly criticise the criminalisation of flight | You can't evict a Movement – You can't evict Solidarity!]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45118</guid><pubDate>Fri, 30 Apr 2021 13:29:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147431/116_il_piano_europeo_per_le_deportazioni_volontarie.mp3" length="98836733" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Con “gestione delle migrazioni” la Commissione europea intende semplicemente rimpatriare più migranti che si può, possibilmente spendendo poco
Il vicepresidente della Commissione europea per la promozione dello “stile di vita europeo” Margaritis...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con “gestione delle migrazioni” la Commissione europea intende semplicemente rimpatriare più migranti che si può, possibilmente spendendo poco<br />Il vicepresidente della Commissione europea per la promozione dello “stile di vita europeo” Margaritis Schinas e la Commissaria agli Affari interni Ylva Johansson hanno presentato quello che hanno descritto come un nuovo piano per intensificare i rimpatri “volontari” a discapito di quelli “forzati.” Il problema principale di questi ultimi, secondo l’Unione europea, non sono perplessità sui diritti umani, ma il loro costo superiore: rispettivamente 560 euro contro 3.414.<br /><br />Il piano, che prevede l’istituzione di un nuovo responsabile europeo a quelle che sono effettivamente deportazioni, amplierà i poteri di Frontex e codificherà i rimpatri nel sistema dei visti europei, in modo da incardinarli saldamente nella burocrazia della gestione dei flussi migratori. In questa puntata di TRAPPIST ci soffermiamo sui materiali illustrativi di dubbio gusto prodotti dall’Unione europea sull’argomento per commentarli, per poi espandere il discorso sulla sistematica politica di repressione dei migranti condotta dagli stati europei.<br />Show notes<br /><br /> EU adopts strategy on sending irregular migrants back – EURACTIV.com<br /> EU Strategy on voluntary return and reintegration: Q&A<br /> The EU strategy on voluntary return and reintegration<br /> A sustainable development approach to return and reintegration: dilemmas, choices and possibilities<br /> Return & readmission<br /> EU commission calls Frontex its new 'Return Agency'<br /> More than 18,000 migrant and refugee children missing in Europe - InfoMigrants<br /> [Press release from 26.4.2021] Scandalous sentencing of a Syrian refugee on the Greek island of Lesvos to 52 years imprisonment +++ Trial observers strongly criticise the criminalisation of flight | You can't evict a Movement – You can't evict Solidarity!]]></itunes:summary><itunes:duration>4116</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/446537a3c64b33a71b6a104938521978.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>115: Per contrastare l'emergenza climatica non bastano le parole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/115-per-contrastare-l-emergenza-climatica-non-bastano-le-parole--48147439</link><description><![CDATA[Stati Uniti, Cina e Russia dicono di voler collaborare per evitare la catastrofe, ma nonostante i summit come quello di questi giorni, i governi del mondo non stanno facendo abbastanza<br />In apertura al summit sul clima organizzato in occasione della Giornata della Terra, Joe Biden ha annunciato un nuovo obiettivo per gli Stati Uniti: dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 — rispetto però ai dati del 2005, e non del 1990. Questo è un dettaglio fondamentale: il termine di paragone usato da tutto il mondo è quello del 1990 — Biden spera di nascondere con il paragone al 2005, in cui le emissioni erano maggiori rispetto al 1990, che il proprio annuncio è in realtà molto meno ambizioso di quello di altri paesi, come il Regno Unito e i paesi europei. Nonostante ciò, per Biden si tratta comunque di una montagna forse insormontabile — in parte perché deve lavorare senza il sostegno del Congresso, dove la maggioranza democratica è troppo debole, in parte perché ogni sforzo realizzato dal presidente potrebbe essere distrutto tra quattro anni dal suo successore.<br /><br />Al summit è intervenuto anche Xi Jinping, che ha rinnovato l’impegno della Cina di essere carbon neutral entro il 2060. Nonostante le tensioni su tutti gli altri fronti, è fondamentale che Stati Uniti e Cina collaborino su questo fronte, perché i due paesi, insieme, sono responsabili di circa metà delle emissioni del mondo. Xi ha chiesto ai leader del mondo di dimostrare “ambizioni e azioni senza precedenti,” ripetendo gli impegni del proprio paese nell’avanzamento tecnologico che dovrebbe garantire l’azzeramento delle emissioni.<br />Show notes<br /><br /> Climate Summit: U.S. Aims For 50% Cut In Greenhouse Gas Emissions : NPR<br /> The U.S. Has a New Climate Goal. How Does It Stack Up Globally? - The New York Times<br /> Biden unveils sweeping climate goal — and plans to meet it even if Congress won't - POLITICO<br /> Biden calls for climate action as Xi renews carbon neutral pledge | Climate Change News | Al Jazeera<br /> Xi calls for building a community for man and nature at US-held climate summit - Global Times<br /> Global climate summit to prove ‘America’s back in the driver’s seat,’ Michael Regan says | PBS NewsHour<br /> U.S.-China Joint Statement Addressing the Climate Crisis - United States Department of State<br /> Cingolani: 'Giovani credano in cultura, studio e scienza'<br /> Giornata della Terra, Cingolani: "Tempi della burocrazia incompatibili con transizione ecologica" - Il Fatto Quotidiano<br /> Trivelle, da Cingolani ok a 10 giacimenti di idrocarburi in Italia - Wired<br /> Ilva, il ministero della Transizione ecologica contro il Tar di Lecce che vuole spegnerla per le emissioni nocive: "Sentenza ideologica" - Il Fatto Quotidiano<br /> Ilva, il ministero della Transizione ecologica contro il Tar di Lecce che vuole spegnerla per le emissioni nocive: "Sentenza ideologica" - Il Fatto Quotidiano<br /> La transizione ecologica del conflitto di interessi del ministro Cingolani<br /> Most major companies failing climate targets: study – EURACTIV.com<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45043</guid><pubDate>Fri, 23 Apr 2021 15:44:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147439/115_per_contrastare_lemergenza_climatica_non_bastano_le_parole.mp3" length="88034658" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Stati Uniti, Cina e Russia dicono di voler collaborare per evitare la catastrofe, ma nonostante i summit come quello di questi giorni, i governi del mondo non stanno facendo abbastanza
In apertura al summit sul clima organizzato in occasione della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Stati Uniti, Cina e Russia dicono di voler collaborare per evitare la catastrofe, ma nonostante i summit come quello di questi giorni, i governi del mondo non stanno facendo abbastanza<br />In apertura al summit sul clima organizzato in occasione della Giornata della Terra, Joe Biden ha annunciato un nuovo obiettivo per gli Stati Uniti: dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 — rispetto però ai dati del 2005, e non del 1990. Questo è un dettaglio fondamentale: il termine di paragone usato da tutto il mondo è quello del 1990 — Biden spera di nascondere con il paragone al 2005, in cui le emissioni erano maggiori rispetto al 1990, che il proprio annuncio è in realtà molto meno ambizioso di quello di altri paesi, come il Regno Unito e i paesi europei. Nonostante ciò, per Biden si tratta comunque di una montagna forse insormontabile — in parte perché deve lavorare senza il sostegno del Congresso, dove la maggioranza democratica è troppo debole, in parte perché ogni sforzo realizzato dal presidente potrebbe essere distrutto tra quattro anni dal suo successore.<br /><br />Al summit è intervenuto anche Xi Jinping, che ha rinnovato l’impegno della Cina di essere carbon neutral entro il 2060. Nonostante le tensioni su tutti gli altri fronti, è fondamentale che Stati Uniti e Cina collaborino su questo fronte, perché i due paesi, insieme, sono responsabili di circa metà delle emissioni del mondo. Xi ha chiesto ai leader del mondo di dimostrare “ambizioni e azioni senza precedenti,” ripetendo gli impegni del proprio paese nell’avanzamento tecnologico che dovrebbe garantire l’azzeramento delle emissioni.<br />Show notes<br /><br /> Climate Summit: U.S. Aims For 50% Cut In Greenhouse Gas Emissions : NPR<br /> The U.S. Has a New Climate Goal. How Does It Stack Up Globally? - The New York Times<br /> Biden unveils sweeping climate goal — and plans to meet it even if Congress won't - POLITICO<br /> Biden calls for climate action as Xi renews carbon neutral pledge | Climate Change News | Al Jazeera<br /> Xi calls for building a community for man and nature at US-held climate summit - Global Times<br /> Global climate summit to prove ‘America’s back in the driver’s seat,’ Michael Regan says | PBS NewsHour<br /> U.S.-China Joint Statement Addressing the Climate Crisis - United States Department of State<br /> Cingolani: 'Giovani credano in cultura, studio e scienza'<br /> Giornata della Terra, Cingolani: "Tempi della burocrazia incompatibili con transizione ecologica" - Il Fatto Quotidiano<br /> Trivelle, da Cingolani ok a 10 giacimenti di idrocarburi in Italia - Wired<br /> Ilva, il ministero della Transizione ecologica contro il Tar di Lecce che vuole spegnerla per le emissioni nocive: "Sentenza ideologica" - Il Fatto Quotidiano<br /> Ilva, il ministero della Transizione ecologica contro il Tar di Lecce che vuole spegnerla per le emissioni nocive: "Sentenza ideologica" - Il Fatto Quotidiano<br /> La transizione ecologica del conflitto di interessi del ministro Cingolani<br /> Most major companies failing climate targets: study – EURACTIV.com<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4402</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/556353f43129ff3bfad1b9fca7c975bf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>114: Perché l’Italia non può fare a meno dell’ex Ilva</title><link>https://www.spreaker.com/episode/114-perche-l-italia-non-puo-fare-a-meno-dell-ex-ilva--48147387</link><description><![CDATA[La storia dello stabilimento di Taranto è una lista di promesse disattese, posti di lavoro persi, morti per inquinamento. Ma l’impianto resta di importanza economica e strategica innegabile<br />La questione Ilva sembra finalmente avviarsi verso una soluzione che non metta a rischio tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Taranto nel breve termine. Questa soluzione è l’ingresso dello stato, tramite la controllata pubblica Invitalia, che con 400 milioni diventerà di fatto il principale socio dell’azienda. Nasce così Acciaierie d’Italia. Il ritorno di Ilva allo stato arriva dopo più di due decenni di privatizzazione che si è rivelata rovinosa per le casse dell’azienda e soprattutto sotto il profilo di efficienza ambientale dell’impianto, al centro di numerose polemiche per la sua nocività per gli abitanti dei territori circostanti.<br /><br />L’altro ieri l’operazione è stata ufficializzata dal ministro dello Sviluppo economico Giorgetti — che nelle scorse settimane era sembrato freddo all’idea di un rientro così forte dello stato — dopo essere stato annunciato già a dicembre e a gennaio. Giorgetti potrà indicare tre nomi per il nuovo cda, tra cui quello del nuovo amministratore delegato. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, potrebbe essere Franco Bernabè, ex ad di Eni e Telecom Italia.<br /><br />Cercheremo di ripercorrere la storia dell’acciaieria e delle ultime vicende che vedono coinvolto lo stabilimento di Taranto — compreso il licenziamento di un operaio in seguito alla pubblicazione di un post su Facebook sulla pericolosità dell’inquinamento causato dall’acciaieria. Il licenziato ha incassato il sostegno morale del ministro del Lavoro Orlando e quello economico di Sabrina Ferilli. Negli ultimi anni, l’inquinamento dell’acciaieria ha causato migliaia di vittime nella città di Taranto, e le gestioni private non hanno fatto nulla per cambiare questa situazione drammatica — a cominciare da Arcelor Mittal.<br /><br />Per finire parleremo dello scoppiettante mercato mondiale dell’acciaio, dominato dall’industria cinese, ma in cui l’Italia gioca ancora un inatteso ruolo di primo piano. In generale, tutti i mercati delle materie prime sono destinati a subire cambiamenti rilevanti in seguito alla pandemia, evidente soprattutto nell’aumento vertiginoso dei loro prezzi — dal frumento al petrolio all’acciaio, appunto: fatto che rende ancora più sensibile la riuscita dell’affare-ex Ilva.<br />Show notes<br /><br /> Ex Ilva, si sblocca l’ingresso dello Stato con 400 milioni: nasce Acciaierie d’Italia - Il Sole 24 ORE<br /> Ex Ilva, torna lo Stato (con Bernabè). Giorgetti: ok all’ingresso di Invitalia- Corriere.it<br /> Orlando duro con Mittal: "Chiarire su operaio licenziato per un post". L'azienda sostiene di aver fornito spiegazioni. Ma il ministero nega<br /> Sabrina Ferilli pagherà le spese legali all'operaio dell'ex Ilva di Taranto licenziato per un post sulla sua fiction<br /> Taranto: dopo l’ennesima privatizzazione la storia infinita si ripete<br /> Le scuse di ArcelorMittal e le complicità dello Stato<br /> WHO WE ARE | worldsteel<br /> Total production of crude steel<br /> Imports of semi-finished and finished steel products<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44966</guid><pubDate>Fri, 16 Apr 2021 15:07:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147387/trappist_114.mp3" length="90622871" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La storia dello stabilimento di Taranto è una lista di promesse disattese, posti di lavoro persi, morti per inquinamento. Ma l’impianto resta di importanza economica e strategica innegabile
La questione Ilva sembra finalmente avviarsi verso una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La storia dello stabilimento di Taranto è una lista di promesse disattese, posti di lavoro persi, morti per inquinamento. Ma l’impianto resta di importanza economica e strategica innegabile<br />La questione Ilva sembra finalmente avviarsi verso una soluzione che non metta a rischio tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Taranto nel breve termine. Questa soluzione è l’ingresso dello stato, tramite la controllata pubblica Invitalia, che con 400 milioni diventerà di fatto il principale socio dell’azienda. Nasce così Acciaierie d’Italia. Il ritorno di Ilva allo stato arriva dopo più di due decenni di privatizzazione che si è rivelata rovinosa per le casse dell’azienda e soprattutto sotto il profilo di efficienza ambientale dell’impianto, al centro di numerose polemiche per la sua nocività per gli abitanti dei territori circostanti.<br /><br />L’altro ieri l’operazione è stata ufficializzata dal ministro dello Sviluppo economico Giorgetti — che nelle scorse settimane era sembrato freddo all’idea di un rientro così forte dello stato — dopo essere stato annunciato già a dicembre e a gennaio. Giorgetti potrà indicare tre nomi per il nuovo cda, tra cui quello del nuovo amministratore delegato. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, potrebbe essere Franco Bernabè, ex ad di Eni e Telecom Italia.<br /><br />Cercheremo di ripercorrere la storia dell’acciaieria e delle ultime vicende che vedono coinvolto lo stabilimento di Taranto — compreso il licenziamento di un operaio in seguito alla pubblicazione di un post su Facebook sulla pericolosità dell’inquinamento causato dall’acciaieria. Il licenziato ha incassato il sostegno morale del ministro del Lavoro Orlando e quello economico di Sabrina Ferilli. Negli ultimi anni, l’inquinamento dell’acciaieria ha causato migliaia di vittime nella città di Taranto, e le gestioni private non hanno fatto nulla per cambiare questa situazione drammatica — a cominciare da Arcelor Mittal.<br /><br />Per finire parleremo dello scoppiettante mercato mondiale dell’acciaio, dominato dall’industria cinese, ma in cui l’Italia gioca ancora un inatteso ruolo di primo piano. In generale, tutti i mercati delle materie prime sono destinati a subire cambiamenti rilevanti in seguito alla pandemia, evidente soprattutto nell’aumento vertiginoso dei loro prezzi — dal frumento al petrolio all’acciaio, appunto: fatto che rende ancora più sensibile la riuscita dell’affare-ex Ilva.<br />Show notes<br /><br /> Ex Ilva, si sblocca l’ingresso dello Stato con 400 milioni: nasce Acciaierie d’Italia - Il Sole 24 ORE<br /> Ex Ilva, torna lo Stato (con Bernabè). Giorgetti: ok all’ingresso di Invitalia- Corriere.it<br /> Orlando duro con Mittal: "Chiarire su operaio licenziato per un post". L'azienda sostiene di aver fornito spiegazioni. Ma il ministero nega<br /> Sabrina Ferilli pagherà le spese legali all'operaio dell'ex Ilva di Taranto licenziato per un post sulla sua fiction<br /> Taranto: dopo l’ennesima privatizzazione la storia infinita si ripete<br /> Le scuse di ArcelorMittal e le complicità dello Stato<br /> WHO WE ARE | worldsteel<br /> Total production of crude steel<br /> Imports of semi-finished and finished steel products<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4531</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3c574cb3c58562cc3a7c842f08f1f450.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>113: La guerra dell’acqua per la Grande diga del rinascimento etiope</title><link>https://www.spreaker.com/episode/113-la-guerra-dell-acqua-per-la-grande-diga-del-rinascimento-etiope--48147388</link><description><![CDATA[La GERD costituisce una minaccia vitale per l’economia di Sudan ed Egitto, ma è un investimento troppo importante per l’Etiopia perché si trovi un facile compromesso. E i rapporti tesissimi tra Stati Uniti e Cina rendono difficile una soluzione grazie a una terza parte<br />Martedì l’incontro tra Egitto, Sudan e Etiopia per trovare un accordo sulla Gerd, la Grande diga del rinascimento etiope, è fallito prima di iniziare. L’Etiopia, infatti, ha rifiutato la proposta di invitare ispettori terzi — statunitensi, europei, cinesi o altro — come richiesto dal Sudan. Il fallimento racconta benissimo le difficoltà che i tre paesi stanno attraversando. Il dittatore egiziano al-Sisi ha minacciato esplicitamente l’Etiopia di guerra. Il Sudan sostiene la decisione unilaterale di costruire la diga da parte dell’Etiopia è un atto illegale secondo la legge internazionale. <br /><br />Riuscire a ricondurre la crisi in un contesto di accordo transnazionale, in un momento in cui Stati Uniti e Cina — i due investitori più importanti della regione — a stento si parlano, sembra però molto difficile.<br /><br />Della diga in Italia si è parlato molto poco, ma in realtà si tratta di una storia che ci tocca da vicino: la GERD è stata costruita da Webuild, ex–Salini Impregilo, il colosso delle grandi costruzioni, che da sempre è attivissimo in Africa e che in Etiopia era già stato coinvolto nella costruzione — e nell controversie — della diga Gibe III.<br />Show notes<br /><br /> Kinshasa dam talks between Ethiopia, Sudan and Egypt at an impasse | Africanews<br /> China at the heart of rising Nile River conflict - Asia Times<br /> Africa News: China Steps Up Pressure Over Ethiopia Hydro Power - Bloomberg<br /> Grandi dighe: benefici e costi del “Rinascimento” dell’Etiopia | ISPI<br /> Death on the Nile Haunts Ethiopia’s Rebirth<br /> Omo investors won't scrub away Kuraz's sugary stain - Ethiopia Insight<br /> La diga dei guai in Etiopia | Giornalettismo<br /> Una diga lascia a secco 200mila etiopi - Corriere della Sera<br /> الصين وإثيوبيا توقعان اتفاقا بشأن إقامة آلية حماية لأمن المشروعات الرئيسية لمبادرة الحزام والطريق<br /> "البرلمان الإثيوبي" يصدق على اتفاقية "تعاون عسكري" مع تركيا - المراقب<br /> حجم الاستثمارات بين مصر والصين يرتفع بنسبة 83.4% بإجمالى 190 مليون دولار - جريدة المال<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44872</guid><pubDate>Fri, 09 Apr 2021 14:29:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147388/113_la_guerra_dellacqua_per_la_grande_diga_del_rinascimento_etiope.mp3" length="85046773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La GERD costituisce una minaccia vitale per l’economia di Sudan ed Egitto, ma è un investimento troppo importante per l’Etiopia perché si trovi un facile compromesso. 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Il Sudan sostiene la decisione unilaterale di costruire la diga da parte dell’Etiopia è un atto illegale secondo la legge internazionale. <br /><br />Riuscire a ricondurre la crisi in un contesto di accordo transnazionale, in un momento in cui Stati Uniti e Cina — i due investitori più importanti della regione — a stento si parlano, sembra però molto difficile.<br /><br />Della diga in Italia si è parlato molto poco, ma in realtà si tratta di una storia che ci tocca da vicino: la GERD è stata costruita da Webuild, ex–Salini Impregilo, il colosso delle grandi costruzioni, che da sempre è attivissimo in Africa e che in Etiopia era già stato coinvolto nella costruzione — e nell controversie — della diga Gibe III.<br />Show notes<br /><br /> Kinshasa dam talks between Ethiopia, Sudan and Egypt at an impasse | Africanews<br /> China at the heart of rising Nile River conflict - Asia Times<br /> Africa News: China Steps Up Pressure Over Ethiopia Hydro Power - Bloomberg<br /> Grandi dighe: benefici e costi del “Rinascimento” dell’Etiopia | ISPI<br /> Death on the Nile Haunts Ethiopia’s Rebirth<br /> Omo investors won't scrub away Kuraz's sugary stain - Ethiopia Insight<br /> La diga dei guai in Etiopia | Giornalettismo<br /> Una diga lascia a secco 200mila etiopi - Corriere della Sera<br /> الصين وإثيوبيا توقعان اتفاقا بشأن إقامة آلية حماية لأمن المشروعات الرئيسية لمبادرة الحزام والطريق<br /> "البرلمان الإثيوبي" يصدق على اتفاقية "تعاون عسكري" مع تركيا - المراقب<br /> حجم الاستثمارات بين مصر والصين يرتفع بنسبة 83.4% بإجمالى 190 مليون دولار - جريدة المال<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4253</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dbe8586d116f0ff6ae7ea67a893656e8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>112: Tre mesi di campagna vaccinale fallimentare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/112-tre-mesi-di-campagna-vaccinale-fallimentare--48147436</link><description><![CDATA[Entro fine marzo avrebbero dovuto ricevere il vaccino l’80% degli anziani — ma siamo fermi al 27%, a livello comunitario. Intanto, la campagna vaccinale statunitense corre sempre più veloce, lasciando l'Ue in imbarazzo<br />Dopo tre mesi di campagna vaccinale, il Regno Unito ha dato almeno una dose al 45% della popolazione, gli Stati Uniti al 28%, l’Unione europea solo all’11%. Una campagna “inaccettabilmente lenta,” secondo il direttore regionale per l’Europa dell’OMS Hans Kluge. “Lasciate che sia chiaro,” ha continuato, “dobbiamo accelerare aumentando la produzione, abbattendo le barriere per amministrare i vaccini, e usando tutte le dosi che abbiamo già in stock.” Nell’Ue questi primi tre mesi sono stati un completo fallimento: si doveva arrivare a vaccinare l’80% degli over 80 e del personale sanitario, e invece si sono raggiunti solo il 27% dei più anziani e il 47% degli operatori sanitari. La situazione è ancora più dura nei paesi della regione fuori dall’Unione europea. Kluge ha chiesto ai paesi più ricchi, non appena terminata la campagna per infermieri, medici, e persone più anziane, di condividere le proprie dosi con i paesi europei di medio reddito, e con il meccanismo COVAX di distribuzione dei vaccini. Una richiesta che, è inutile dirlo, sarà disattesa.<br /><br />La campagna vaccinale è una corsa contro il tempo non solo per salvare le vite delle persone che non sarebbero morte se fossero già state vaccinate, ma è anche l’unico strumento che abbiamo per impedire l’emergere di nuove varianti più pericolose del virus: un’evenienza che, con l’ampissima circolazione del virus in tutta Europa, costituisce un rischio concreto. Reuters ieri ha pubblicato una serie di infografiche che ritraggono “l’esitazione vaccinale” dell’Europa: i dati raccontano una storia imbarazzante, dall’inizio lentissimo delle inoculazioni — il Regno Unito ha vaccinato con una dose il 5% della propria popolazione in 38 giorni, gli Stati Uniti in 40 giorni, l’Unione europea in 63 — al sorpasso dell’Ungheria rispetto alla media di persone vaccinate nel resto del blocco, grazie alla distribuzione dei vaccini Sputnik V e Sinopharm.<br />Show notes<br /><br /> COVID vaccine rollout 'unacceptably slow' in Europe as cases rise, warns WHO | Euronews<br /> Coronavirus, tutte le falle del piano Ue di vaccinazione: non ha centrato nessuno degli obiettivi prefissati per il primo trimestre - la Repubblica<br /> WHO/Europe | Media centre - Slow vaccine roll-out prolonging pandemic<br /> WHO slams Europe′s ′unacceptably slow′ vaccine rollout | News | DW | 01.04.2021<br /> Covid-19 Vaccine Rollout: County and State Tracker<br /> More Than 608 Million Shots Given: Covid-19 Vaccine Tracker<br /> Biden Administration Announces Ad Campaign to Combat Vaccine Hesitancy<br /> Biden administration launches $10 million ad campaign, leaders' network to encourage vaccination - CNNPolitics<br /> Photos: The Great Vaccination Campaign - The Atlantic<br /> White House set to unveil sweeping vaccine-confidence campaign<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44779</guid><pubDate>Fri, 02 Apr 2021 15:44:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147436/112_tre_mesi_di_campagna_vaccinale_fallimentare.mp3" length="95932126" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Entro fine marzo avrebbero dovuto ricevere il vaccino l’80% degli anziani — ma siamo fermi al 27%, a livello comunitario. Intanto, la campagna vaccinale statunitense corre sempre più veloce, lasciando l'Ue in imbarazzo
Dopo tre mesi di campagna...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Entro fine marzo avrebbero dovuto ricevere il vaccino l’80% degli anziani — ma siamo fermi al 27%, a livello comunitario. Intanto, la campagna vaccinale statunitense corre sempre più veloce, lasciando l'Ue in imbarazzo<br />Dopo tre mesi di campagna vaccinale, il Regno Unito ha dato almeno una dose al 45% della popolazione, gli Stati Uniti al 28%, l’Unione europea solo all’11%. Una campagna “inaccettabilmente lenta,” secondo il direttore regionale per l’Europa dell’OMS Hans Kluge. “Lasciate che sia chiaro,” ha continuato, “dobbiamo accelerare aumentando la produzione, abbattendo le barriere per amministrare i vaccini, e usando tutte le dosi che abbiamo già in stock.” Nell’Ue questi primi tre mesi sono stati un completo fallimento: si doveva arrivare a vaccinare l’80% degli over 80 e del personale sanitario, e invece si sono raggiunti solo il 27% dei più anziani e il 47% degli operatori sanitari. La situazione è ancora più dura nei paesi della regione fuori dall’Unione europea. Kluge ha chiesto ai paesi più ricchi, non appena terminata la campagna per infermieri, medici, e persone più anziane, di condividere le proprie dosi con i paesi europei di medio reddito, e con il meccanismo COVAX di distribuzione dei vaccini. Una richiesta che, è inutile dirlo, sarà disattesa.<br /><br />La campagna vaccinale è una corsa contro il tempo non solo per salvare le vite delle persone che non sarebbero morte se fossero già state vaccinate, ma è anche l’unico strumento che abbiamo per impedire l’emergere di nuove varianti più pericolose del virus: un’evenienza che, con l’ampissima circolazione del virus in tutta Europa, costituisce un rischio concreto. Reuters ieri ha pubblicato una serie di infografiche che ritraggono “l’esitazione vaccinale” dell’Europa: i dati raccontano una storia imbarazzante, dall’inizio lentissimo delle inoculazioni — il Regno Unito ha vaccinato con una dose il 5% della propria popolazione in 38 giorni, gli Stati Uniti in 40 giorni, l’Unione europea in 63 — al sorpasso dell’Ungheria rispetto alla media di persone vaccinate nel resto del blocco, grazie alla distribuzione dei vaccini Sputnik V e Sinopharm.<br />Show notes<br /><br /> COVID vaccine rollout 'unacceptably slow' in Europe as cases rise, warns WHO | Euronews<br /> Coronavirus, tutte le falle del piano Ue di vaccinazione: non ha centrato nessuno degli obiettivi prefissati per il primo trimestre - la Repubblica<br /> WHO/Europe | Media centre - Slow vaccine roll-out prolonging pandemic<br /> WHO slams Europe′s ′unacceptably slow′ vaccine rollout | News | DW | 01.04.2021<br /> Covid-19 Vaccine Rollout: County and State Tracker<br /> More Than 608 Million Shots Given: Covid-19 Vaccine Tracker<br /> Biden Administration Announces Ad Campaign to Combat Vaccine Hesitancy<br /> Biden administration launches $10 million ad campaign, leaders' network to encourage vaccination - CNNPolitics<br /> Photos: The Great Vaccination Campaign - The Atlantic<br /> White House set to unveil sweeping vaccine-confidence campaign<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3995</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/58e6caa9cd2310377ca07aa1c031e2bc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>111: I privilegi vaccinali e le loro conseguenze</title><link>https://www.spreaker.com/episode/111-i-privilegi-vaccinali-e-le-loro-conseguenze--48147384</link><description><![CDATA[Da una parte campagne vaccinali vista lago, dall’altra paesi dove non è stato vaccinato nessuno; da una parte giovani con mansioni non a rischio già vaccinati; dall’altra novantenni che aspettano ancora la prima dose. I privilegi vaccinali mettono in pericolo la salute di tutt*<br />Dall’apartheid vaccinale alla gestione opaca della campagna vaccinale delle regioni, sono tantissimi i “privilegi” vaccinali, e portano con sé conseguenze pesantissime: l’Italia è l’ultimo paese in Europa per le vaccinazioni della fascia 70–79, ed è molto indietro anche nel vaccinare gli ultra–ottantenni, e per questo è interessata da un tasso di mortalità molto più alto che altri paesi europei. <br /><br />Al contempo, mentre noi ci preoccupiamo di quanto presto saremo vaccinati, la condizione di ognuno di noi è già inerentemente privilegiata, perché nel resto del mondo, al di fuori dai paesi più ricchi, la campagna vaccinale di fatto non è ancora incominciata.<br />Show notes<br /><br /> Il vaccino anti covid in Italia in tempo reale | Il Sole 24 ORE<br /> DATAVIRUS: Vaccini, quei due mesi persi dall’Italia | ISPI<br /> Bertolaso boccia senza appello l'hub vaccinale. A Como scoppia la rivolta - Cronaca - ilgiorno.it<br /> Press Briefing by Press Secretary Jen Psaki and Secretary of Homeland Security Alejandro Mayorkas | The White House<br /> EU exported 77 million COVID-19 vaccines since December - Commission<br /> How the UK gained an edge with AstraZeneca’s vaccine commitments – POLITICO<br /> Biden sets new Covid vaccine goal as coronavirus pandemic continues<br /> Le dosi di vaccino AstraZeneca trovate nello stabilimento di Anagni andranno all'Unione europea<br /> Cosa si sa dei 29 milioni di dosi di AstraZeneca trovati ad Anagni<br /> UK and EU say looking to create 'win-win' situation on COVID-19 vaccines<br /> AstraZeneca may have used 'outdated information' on vaccine - STAT<br /> Vaccini, Draghi rimprovera le Regioni indietro con gli over 80: la peggiore è la Toscana. Giani si difende - Il Tirreno<br /> Dove si vaccinano di più gli anziani<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub, Emanuela Colaci @EmaColaci, e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina, foto CC-BY-2.0 Dipartimento della Difesa statunitense, via WIkimedia Commons]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44707</guid><pubDate>Fri, 26 Mar 2021 14:07:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147384/111_i_privilegi_vaccinali_e_le_loro_conseguenze.mp3" length="84722460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Da una parte campagne vaccinali vista lago, dall’altra paesi dove non è stato vaccinato nessuno; da una parte giovani con mansioni non a rischio già vaccinati; dall’altra novantenni che aspettano ancora la prima dose. 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I privilegi vaccinali mettono in pericolo la salute di tutt*<br />Dall’apartheid vaccinale alla gestione opaca della campagna vaccinale delle regioni, sono tantissimi i “privilegi” vaccinali, e portano con sé conseguenze pesantissime: l’Italia è l’ultimo paese in Europa per le vaccinazioni della fascia 70–79, ed è molto indietro anche nel vaccinare gli ultra–ottantenni, e per questo è interessata da un tasso di mortalità molto più alto che altri paesi europei. <br /><br />Al contempo, mentre noi ci preoccupiamo di quanto presto saremo vaccinati, la condizione di ognuno di noi è già inerentemente privilegiata, perché nel resto del mondo, al di fuori dai paesi più ricchi, la campagna vaccinale di fatto non è ancora incominciata.<br />Show notes<br /><br /> Il vaccino anti covid in Italia in tempo reale | Il Sole 24 ORE<br /> DATAVIRUS: Vaccini, quei due mesi persi dall’Italia | ISPI<br /> Bertolaso boccia senza appello l'hub vaccinale. A Como scoppia la rivolta - Cronaca - ilgiorno.it<br /> Press Briefing by Press Secretary Jen Psaki and Secretary of Homeland Security Alejandro Mayorkas | The White House<br /> EU exported 77 million COVID-19 vaccines since December - Commission<br /> How the UK gained an edge with AstraZeneca’s vaccine commitments – POLITICO<br /> Biden sets new Covid vaccine goal as coronavirus pandemic continues<br /> Le dosi di vaccino AstraZeneca trovate nello stabilimento di Anagni andranno all'Unione europea<br /> Cosa si sa dei 29 milioni di dosi di AstraZeneca trovati ad Anagni<br /> UK and EU say looking to create 'win-win' situation on COVID-19 vaccines<br /> AstraZeneca may have used 'outdated information' on vaccine - STAT<br /> Vaccini, Draghi rimprovera le Regioni indietro con gli over 80: la peggiore è la Toscana. Giani si difende - Il Tirreno<br /> Dove si vaccinano di più gli anziani<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub, Emanuela Colaci @EmaColaci, e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br />in copertina, foto CC-BY-2.0 Dipartimento della Difesa statunitense, via WIkimedia Commons]]></itunes:summary><itunes:duration>3528</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5dd318aaac546bf44675fc23b4ecc69e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>110: Che cosa è successo questa settimana con il vaccino di AstraZeneca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/110-che-cosa-e-successo-questa-settimana-con-il-vaccino-di-astrazeneca--48147430</link><description><![CDATA[L’Europa è stata travolta dal panico per gli ipotizzati effetti collaterali causati dal vaccino di Oxford, mentre la Commissione europea continua a fare i conti con la mancanza di dosi, e la terza ondata si è abbattuta su Francia e Italia<br />Il comitato di sicurezza dell’EMA si è espresso sul rischio di coaguli collegato alle inoculazioni del vaccino di AstraZeneca. Il comitato ha aperto la propria analisi ripetendo che “i benefici superano i rischi.” Il comitato ha stabilito che per ora è impossibile associare il vaccino ad un aumento di rischio di eventi tromboembolici e ha assicurato che gli episodi emersi in tutta Europa nei giorni scorsi non sono legati a uno specifico lotto di vaccini. Non si sono invece potute trarre conclusioni definitive sull’associazione con coaguli causati da trombocitopenia — ovvero quando si rilevano livelli bassi di piastrine nel sangue. L’agenzia riporta i dati con cui siamo ormai familiari: su circa 20 milioni di persone vaccinate con AstraZeneca, si contano finora 7 episodi di coagulazione intravascolare disseminata, e 18 di trombosi del seno venoso cerebrale.<br /><br />La posizione dell’EMA, che non è mai cambiata in questi giorni, era attesa da molti paesi europei, evidentemente pentiti dal panico mediatico scatenato dalla sospensione delle inoculazioni: oggi riprendono le vaccinazioni con AstraZeneca in Italia, in Francia — dove oggi riceverà una dose di AstraZeneca anche il Primo ministro Castex, per dimostrare la fiducia del governo nel vaccino anglo–svedese — e in Germania. Anche la Spagna riprenderà a somministrarlo, ma non prima di mercoledì prossimo.<br /><br />Insomma: i paesi che hanno sospeso AstraZeneca nelle ore successive alla decisione tedesca ricominceranno a vaccinare al più presto. La storia è invece diversa per diversi stati che avevano espresso dubbi sul vaccino di Oxford prima di lunedì. Norvegia, Svezia, e Danimarca, infatti, hanno annunciato che non riprenderanno le somministrazioni finché le autorità locali non avranno terminato la propria revisione del verdetto dell’EMA. Geir Bukholm, dell’Istituto norvegese alla Salute pubblica, ha indicato che i funzionari hanno intenzione di prendersi almeno un’altra settimana per indagare sui casi locali. Una finestra di tempo confermata anche dalle autorità omologhe svedesi. Le indagini da tenere d’occhio sono quelle della Danimarca, dove già ieri, prima che l’EMA confermasse la propria posizione, gli esperti sanitari si erano schierati dicendo di poter dimostrare il collegamento tra AstraZeneca e gli effetti collaterali. Parlando con VG, il ricercatore Pål Andre Holme si era esposto, sostenendo che la causa dei coaguli sarebbe una “fortissima risposta immunitaria.”<br /><br />La sospensione di AstraZeneca — oltre ad aver causato un cataclisma mediatico che speriamo non abbia danneggiato irrimediabilmente la fiducia nel vaccino da parte del pubblico europeo — è arrivata nei giorni peggiori immaginabili per molti stati europei. In Francia l’annuncio della ripresa della somministrazione è arrivata insieme all’inizio di un lockdown in 16 regioni, compresa l’Île-de-France. In Germania la politica è scossa dalla lentezza della campagna vaccinale — ieri Richard Walker di DW ha chiesto a Heiko Maas se la situazione non comprometta la reputazione di efficienza del paese. In Italia il presidente del Consiglio Draghi ne aveva già parlato dalla cerimonia per le vittime del Covid a Bergamo, dicendo che in ogni caso “il ritmo dei vaccini” non sarebbe cambiato. L’intensità di questa contraddizione interna aveva raggiunto livelli grotteschi l’altroieri, quando la Commissione europea aveva avanzato di nuovo minacce contro il Regno Unito su un vaccino che, in quel momento, era stato bloccato da moltissimi paesi europei.<br />Show notes<br /><br /> Nicola Magrini (Aifa): "Stia tranquillo chi ha fatto la prima dose, io credo nel vaccino AstraZeneca"<br /> Biella, autopsia del professore morto: nessun legame con AstraZeneca<br /> Which European states have paused AstraZeneca jabs due to cl]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44623</guid><pubDate>Fri, 19 Mar 2021 15:50:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147430/trappist_110.mp3" length="100791528" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’Europa è stata travolta dal panico per gli ipotizzati effetti collaterali causati dal vaccino di Oxford, mentre la Commissione europea continua a fare i conti con la mancanza di dosi, e la terza ondata si è abbattuta su Francia e Italia
Il comitato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Europa è stata travolta dal panico per gli ipotizzati effetti collaterali causati dal vaccino di Oxford, mentre la Commissione europea continua a fare i conti con la mancanza di dosi, e la terza ondata si è abbattuta su Francia e Italia<br />Il comitato di sicurezza dell’EMA si è espresso sul rischio di coaguli collegato alle inoculazioni del vaccino di AstraZeneca. Il comitato ha aperto la propria analisi ripetendo che “i benefici superano i rischi.” Il comitato ha stabilito che per ora è impossibile associare il vaccino ad un aumento di rischio di eventi tromboembolici e ha assicurato che gli episodi emersi in tutta Europa nei giorni scorsi non sono legati a uno specifico lotto di vaccini. Non si sono invece potute trarre conclusioni definitive sull’associazione con coaguli causati da trombocitopenia — ovvero quando si rilevano livelli bassi di piastrine nel sangue. L’agenzia riporta i dati con cui siamo ormai familiari: su circa 20 milioni di persone vaccinate con AstraZeneca, si contano finora 7 episodi di coagulazione intravascolare disseminata, e 18 di trombosi del seno venoso cerebrale.<br /><br />La posizione dell’EMA, che non è mai cambiata in questi giorni, era attesa da molti paesi europei, evidentemente pentiti dal panico mediatico scatenato dalla sospensione delle inoculazioni: oggi riprendono le vaccinazioni con AstraZeneca in Italia, in Francia — dove oggi riceverà una dose di AstraZeneca anche il Primo ministro Castex, per dimostrare la fiducia del governo nel vaccino anglo–svedese — e in Germania. Anche la Spagna riprenderà a somministrarlo, ma non prima di mercoledì prossimo.<br /><br />Insomma: i paesi che hanno sospeso AstraZeneca nelle ore successive alla decisione tedesca ricominceranno a vaccinare al più presto. La storia è invece diversa per diversi stati che avevano espresso dubbi sul vaccino di Oxford prima di lunedì. Norvegia, Svezia, e Danimarca, infatti, hanno annunciato che non riprenderanno le somministrazioni finché le autorità locali non avranno terminato la propria revisione del verdetto dell’EMA. Geir Bukholm, dell’Istituto norvegese alla Salute pubblica, ha indicato che i funzionari hanno intenzione di prendersi almeno un’altra settimana per indagare sui casi locali. Una finestra di tempo confermata anche dalle autorità omologhe svedesi. Le indagini da tenere d’occhio sono quelle della Danimarca, dove già ieri, prima che l’EMA confermasse la propria posizione, gli esperti sanitari si erano schierati dicendo di poter dimostrare il collegamento tra AstraZeneca e gli effetti collaterali. Parlando con VG, il ricercatore Pål Andre Holme si era esposto, sostenendo che la causa dei coaguli sarebbe una “fortissima risposta immunitaria.”<br /><br />La sospensione di AstraZeneca — oltre ad aver causato un cataclisma mediatico che speriamo non abbia danneggiato irrimediabilmente la fiducia nel vaccino da parte del pubblico europeo — è arrivata nei giorni peggiori immaginabili per molti stati europei. In Francia l’annuncio della ripresa della somministrazione è arrivata insieme all’inizio di un lockdown in 16 regioni, compresa l’Île-de-France. In Germania la politica è scossa dalla lentezza della campagna vaccinale — ieri Richard Walker di DW ha chiesto a Heiko Maas se la situazione non comprometta la reputazione di efficienza del paese. In Italia il presidente del Consiglio Draghi ne aveva già parlato dalla cerimonia per le vittime del Covid a Bergamo, dicendo che in ogni caso “il ritmo dei vaccini” non sarebbe cambiato. L’intensità di questa contraddizione interna aveva raggiunto livelli grotteschi l’altroieri, quando la Commissione europea aveva avanzato di nuovo minacce contro il Regno Unito su un vaccino che, in quel momento, era stato bloccato da moltissimi paesi europei.<br />Show notes<br /><br /> Nicola Magrini (Aifa): "Stia tranquillo chi ha fatto la prima dose, io credo nel vaccino AstraZeneca"<br /> Biella, autopsia del professore morto: nessun legame con AstraZeneca<br /> Which...]]></itunes:summary><itunes:duration>4197</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/431de118f87ee99dbd6bebca526dc589.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>109: Naufragi e deportazioni sono la realtà quotidiana nel Mediterraneo centrale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/109-naufragi-e-deportazioni-sono-la-realta-quotidiana-nel-mediterraneo-centrale--48147449</link><description><![CDATA[Il Consiglio d’Europa chiede agli stati di attivare una nuova missione di soccorso, interrompere la criminalizzazione delle Ong, e smettere di aver rapporti con la Libia. Sarebbe il minimo — ma sembra impossibile<br />A inizio settimana la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatović ha presentato un documento in cui si riassume l’ultimo anno e mezzo di azione politica — e spesso inazione politica — da parte dell’Europa sui flussi migratori. La commissaria illustra come a livello europeo, le ONG siano state stigmatizzate prima e poi perseguitate a livello legale, e come la collaborazione dell’Unione europea con paesi terzi — prima di tutti, la Libia — renda possibile gravissime infrazioni dei diritti umani.<br /><br />Il report non dice niente di nuovo, ma costituisce una presa di posizione molto importante. Le richieste sono specifiche: che gli Stati si impegnino a tornare nel Mediterraneo con una missione umanitaria come fu missione Sophia; che non si stringano più accordi con stati che non rispettano i diritti umani, come la Libia; e che venga interrotta la criminalizzazione delle ONG. Si tratta proposte basilari — il punto di partenza per ripristinare la decenza e il rispetto delle leggi internazionali, ma sono così radicalmente contrapposte alle attuali linee dei governi nazionali che secondo Mijatović un cambio di direzione può arrivare solo grazie alla pressione di gruppi per i diritti umani e di parlamentari.<br /><br />Partiamo dal report per ripercorrere la situazione anche oltre al Mediterraneo. Alle Canarie, ad esempio, dove la Spagna effettua deportazioni sistematiche verso il Marocco. Ancora ieri la polizia marocchina ha compiuto diversi raid violenti a ridosso del confine dell’enclave spagnola di Melilla, fermando più di 150 persone, tra cui molti minori, che verranno probabilmente deportati nei paesi di origine. Intanto, continua l'oppressione lungo la rotta balcanica, dove la polizia croata massacra i migranti e la giustizia italiana perseguita chi cerca di curarli.<br />Show notes<br /><br /> Il Consiglio d'Europa: "Le politiche dei Paesi Ue provocano morti"<br /> <a href="https://rm.coe.int/a-distress-call-for-human-rights-the-widening-gap-in-migrant-protectio/1680a1abcd" rel="noopener">https://rm.coe.int/a-distress-call-for-human-rights-the-widening-gap-in-migrant-protectio/1680a1abcd</a><br /> EU takes legal steps against Hungary over NGO law | News | DW | 18.02.2021<br /> Greece: Refugee children lack access to education, NGOs say - InfoMigrants<br /> Spagna, una nuova crisi dei rifugiati? – UNHCR Italia<br /> Witness: “If You Scream, They Will Beat You More” | Human Rights Watch<br /> "È un processo politico alle Ong": parla il capitano della nave Iuventa<br /> La solidarietà non è reato | il manifesto<br /> Gian Andrea Franchi: "Aiutiamo i migranti che arrivano a Trieste. Io sotto indagine per aver ospitato famiglia iraniana con due bambini" - Il Fatto Quotidiano<br /> Justice for the Moria 6 – Legal Centre Lesvos<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub, Emanuela Colaci @EmaColaci, e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44540</guid><pubDate>Fri, 12 Mar 2021 13:40:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147449/trappist_109.mp3" length="82954365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il Consiglio d’Europa chiede agli stati di attivare una nuova missione di soccorso, interrompere la criminalizzazione delle Ong, e smettere di aver rapporti con la Libia. Sarebbe il minimo — ma sembra impossibile
A inizio settimana la commissaria per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Consiglio d’Europa chiede agli stati di attivare una nuova missione di soccorso, interrompere la criminalizzazione delle Ong, e smettere di aver rapporti con la Libia. Sarebbe il minimo — ma sembra impossibile<br />A inizio settimana la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatović ha presentato un documento in cui si riassume l’ultimo anno e mezzo di azione politica — e spesso inazione politica — da parte dell’Europa sui flussi migratori. La commissaria illustra come a livello europeo, le ONG siano state stigmatizzate prima e poi perseguitate a livello legale, e come la collaborazione dell’Unione europea con paesi terzi — prima di tutti, la Libia — renda possibile gravissime infrazioni dei diritti umani.<br /><br />Il report non dice niente di nuovo, ma costituisce una presa di posizione molto importante. Le richieste sono specifiche: che gli Stati si impegnino a tornare nel Mediterraneo con una missione umanitaria come fu missione Sophia; che non si stringano più accordi con stati che non rispettano i diritti umani, come la Libia; e che venga interrotta la criminalizzazione delle ONG. Si tratta proposte basilari — il punto di partenza per ripristinare la decenza e il rispetto delle leggi internazionali, ma sono così radicalmente contrapposte alle attuali linee dei governi nazionali che secondo Mijatović un cambio di direzione può arrivare solo grazie alla pressione di gruppi per i diritti umani e di parlamentari.<br /><br />Partiamo dal report per ripercorrere la situazione anche oltre al Mediterraneo. Alle Canarie, ad esempio, dove la Spagna effettua deportazioni sistematiche verso il Marocco. Ancora ieri la polizia marocchina ha compiuto diversi raid violenti a ridosso del confine dell’enclave spagnola di Melilla, fermando più di 150 persone, tra cui molti minori, che verranno probabilmente deportati nei paesi di origine. Intanto, continua l'oppressione lungo la rotta balcanica, dove la polizia croata massacra i migranti e la giustizia italiana perseguita chi cerca di curarli.<br />Show notes<br /><br /> Il Consiglio d'Europa: "Le politiche dei Paesi Ue provocano morti"<br /> <a href="https://rm.coe.int/a-distress-call-for-human-rights-the-widening-gap-in-migrant-protectio/1680a1abcd" rel="noopener">https://rm.coe.int/a-distress-call-for-human-rights-the-widening-gap-in-migrant-protectio/1680a1abcd</a><br /> EU takes legal steps against Hungary over NGO law | News | DW | 18.02.2021<br /> Greece: Refugee children lack access to education, NGOs say - InfoMigrants<br /> Spagna, una nuova crisi dei rifugiati? – UNHCR Italia<br /> Witness: “If You Scream, They Will Beat You More” | Human Rights Watch<br /> "È un processo politico alle Ong": parla il capitano della nave Iuventa<br /> La solidarietà non è reato | il manifesto<br /> Gian Andrea Franchi: "Aiutiamo i migranti che arrivano a Trieste. Io sotto indagine per aver ospitato famiglia iraniana con due bambini" - Il Fatto Quotidiano<br /> Justice for the Moria 6 – Legal Centre Lesvos<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub, Emanuela Colaci @EmaColaci, e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4148</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a33ff6dffe8088e792079f7aea501ddb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>108: Myanmar, un paese senza alternative</title><link>https://www.spreaker.com/episode/108-myanmar-un-paese-senza-alternative--48147417</link><description><![CDATA[Un mese dopo il colpo di stato il movimento di protesta del Myanmar continua a resistere contro un’oppressione sempre più violenta. Ma chiedere il ripristinio dello status quo — proprio quello che ha reso possibile il golpe — non basta per salvare il paese<br />Lo scorso primo febbraio, in Myanmar, l’esercito ha sciolto il parlamento e arrestato i leader politici del NLD, il partito di Aung San Suu Kyi, prendendo direttamente il controllo del governo. Le proteste sono scattatate immediatamente, ma inizialmente non hanno incontrato forte resistenza da parte delle autorità e delle forze dell’ordine. Poi, due settimane fa, progressivamente la repressione si è fatta sempre più violenta,  fino ad arrivare alla strage dell’altroieri, quando in un solo giorno sono state uccise più di 30 persone.<br /><br />Si possono dividere le proteste in due parti: da un lato, il movimento di disobbedienza civile, coordinato da sindacati e gruppi studenteschi — un fronte unico che unisce minatori, operai, infermieri e studenti universitari; dall’altro ci sono tantissime persone scese in strada senza una forte organizzazione, dimostrando coraggio ma mettendo soprattutto a repentaglio la propria vita. Non per niente, tra le misure più aspre attivate dalla giunta c’è stata la messa al bando di tutti i sindacati.<br /><br /><br /><br />Dopo la sollevazione 8888, la ribellione è a tutti gli effetti un mito fondativo per chi protesta in Myanmar, e infatti, nonostante il sangue versato nelle strade, le proteste non si fermano. Ma la mancanza di una struttura, per mancanza di un miglior termine, rivoluzionaria, mette a repentaglio qualsiasi vittoria immaginabile per la sollevazione.<br /><br />Nella seconda metà dell’episodio cerchiamo di ricostruire rapidamente i punti più importanti della storia del paese, per spiegare come l’esercito del paese sia riuscito a costruire a tutti gli effetti uno stato nello stato — controllando una banca, diversi media, producendo… una birra — e come la figura di Aung San Suu Kyi sia irrimediabilmente compromessa, lasciando il paese senza futuro.<br />Show Notes<br /><br /> Myanmar Military Detains More Than 1,500 Since Coup<br /> A day after the regime murdered dozens of their comrades, defiant protesters return to the streets<br /> Myanmar’s Rescue Workers, Medical Volunteers Targeted by Security Forces<br /> Myanmar diplomatic revolt widens as anti-coup protests return<br /> Another Bloody Day in Myanmar: At Least 28 Protesters Slain by Military<br /> World condemns Myanmar crackdown as 18 peaceful protesters killed | Myanmar News | Al Jazeera<br /> Frontline workers in Myanmar’s health crisis vow to keep up pressure on the regime<br /> Myanmar protests continue after violence, raid on NLD office<br /> Hundreds of cars stall traffic on Yangon’s roads in day 12 of protest | The Myanmar Times<br /> ‘We are under the Tatmadaw again’: watching the coup unfold from a conflict zone | Frontier Myanmar<br /> Myanmar: what is to be done?<br /> The united states of Myanmar? - The Hindu<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44462</guid><pubDate>Fri, 05 Mar 2021 14:20:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147417/108_myanmar_un_paese_senza_alternative.mp3" length="91268955" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Un mese dopo il colpo di stato il movimento di protesta del Myanmar continua a resistere contro un’oppressione sempre più violenta. 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Poi, due settimane fa, progressivamente la repressione si è fatta sempre più violenta,  fino ad arrivare alla strage dell’altroieri, quando in un solo giorno sono state uccise più di 30 persone.<br /><br />Si possono dividere le proteste in due parti: da un lato, il movimento di disobbedienza civile, coordinato da sindacati e gruppi studenteschi — un fronte unico che unisce minatori, operai, infermieri e studenti universitari; dall’altro ci sono tantissime persone scese in strada senza una forte organizzazione, dimostrando coraggio ma mettendo soprattutto a repentaglio la propria vita. Non per niente, tra le misure più aspre attivate dalla giunta c’è stata la messa al bando di tutti i sindacati.<br /><br /><br /><br />Dopo la sollevazione 8888, la ribellione è a tutti gli effetti un mito fondativo per chi protesta in Myanmar, e infatti, nonostante il sangue versato nelle strade, le proteste non si fermano. Ma la mancanza di una struttura, per mancanza di un miglior termine, rivoluzionaria, mette a repentaglio qualsiasi vittoria immaginabile per la sollevazione.<br /><br />Nella seconda metà dell’episodio cerchiamo di ricostruire rapidamente i punti più importanti della storia del paese, per spiegare come l’esercito del paese sia riuscito a costruire a tutti gli effetti uno stato nello stato — controllando una banca, diversi media, producendo… una birra — e come la figura di Aung San Suu Kyi sia irrimediabilmente compromessa, lasciando il paese senza futuro.<br />Show Notes<br /><br /> Myanmar Military Detains More Than 1,500 Since Coup<br /> A day after the regime murdered dozens of their comrades, defiant protesters return to the streets<br /> Myanmar’s Rescue Workers, Medical Volunteers Targeted by Security Forces<br /> Myanmar diplomatic revolt widens as anti-coup protests return<br /> Another Bloody Day in Myanmar: At Least 28 Protesters Slain by Military<br /> World condemns Myanmar crackdown as 18 peaceful protesters killed | Myanmar News | Al Jazeera<br /> Frontline workers in Myanmar’s health crisis vow to keep up pressure on the regime<br /> Myanmar protests continue after violence, raid on NLD office<br /> Hundreds of cars stall traffic on Yangon’s roads in day 12 of protest | The Myanmar Times<br /> ‘We are under the Tatmadaw again’: watching the coup unfold from a conflict zone | Frontier Myanmar<br /> Myanmar: what is to be done?<br /> The united states of Myanmar? - The Hindu<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3801</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2b7bfd30cdd6a5aaf1f1cb38bed3105f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>107: Parliamo seriamente dei passaporti vaccinali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/107-parliamo-seriamente-dei-passaporti-vaccinali--48147434</link><description><![CDATA[Dopo il summit di ieri i passaporti vaccinali sembrano ormai inevitabili anche in Europa: ma hanno implicazioni sociali e morali che vanno affrontate, non ignorate<br />Nell’Unione europea c’è ancora forte disaccordo tra i paesi che si sono fatti promotori dei passaporti vaccinali e chi invece resta più scettico: Spagna e Grecia — due paesi che hanno stretta necessità che il turismo riparta in forza quest’estate — sono molto a favore, mentre Francia e Germania sono più scettiche. <br /><br />Le dichiarazioni di von der Leyen di ieri sembrano confermare che ci sarà un certificato europeo che permetterà di viaggiare, testimoniando la propria immunità o la propria negatività a tampone — ma, resta ancora da risolvere quello che è di gran lunga l’aspetto più annoso del confronto: l’uso dei passaporti come pass per accedere a ristoranti, discoteche, cinema e altri locali. È il modello che ha deciso di seguire Israele, dove, seppur con mascherine e distanziamento ovunque, ha riaperto tutto per chi è già immune, ed è una possibilità discussa molto seriamente anche nel Regno Unito — non per caso, i due paesi che sono più avanti nelle rispettive campagne vaccinali.<br /><br />Se l’utilizzo di certificati nel contesto di corridoi turistici sembra ormai inevitabile, l’utilizzo di pass vaccinali per accedere a occasioni di convivialità apre a scenari che vanno analizzati con accuratezza — con profonde implicazioni sociali e per la privacy. Dobbiamo iniziare a parlarne ora in modo che, quando saranno probabilmente attivati, si siano prese misure per garantire la minore intrusività possibile.<br />Show notes<br /><br /> EU mulls vaccination passports to resurrect tourism after COVID-19<br /> Vaccine certificates could be available within three months, says EU chief<br /> Coronavirus: EU leaders consider vaccine passports | News | DW | 25.02.2021<br /> Greece issues COVID vaccine certificates to those who have had both doses<br /> Subscribe to read | Financial Times<br /> Spain to add Covid-19 vaccine passport to travel corridor scheme - The Local<br /> France Has 1 Of The Highest Rates Of Vaccine Skepticism : NPR<br /> Interview: Von der Leyen: "Ich kann den Frust der Menschen nachvollziehen" | Augsburger Allgemeine<br /> EU leaders vow to speed up vaccine production at Covid-19 summit<br /> UK, US to achieve herd immunity in 2021, but not EU: Report | Coronavirus pandemic News | Al Jazeera<br /> Singapore says discussing vaccine certification with other countries<br /> 500 Internal Server Error<br /> Vaccinated Tel Aviv is a glimpse at the confusing future of going out | WIRED UK<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44406</guid><pubDate>Fri, 26 Feb 2021 14:19:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147434/parliamo_seriamente_dei_passaporti_vaccinali.mp3" length="67758751" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il summit di ieri i passaporti vaccinali sembrano ormai inevitabili anche in Europa: ma hanno implicazioni sociali e morali che vanno affrontate, non ignorate
Nell’Unione europea c’è ancora forte disaccordo tra i paesi che si sono fatti promotori...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo il summit di ieri i passaporti vaccinali sembrano ormai inevitabili anche in Europa: ma hanno implicazioni sociali e morali che vanno affrontate, non ignorate<br />Nell’Unione europea c’è ancora forte disaccordo tra i paesi che si sono fatti promotori dei passaporti vaccinali e chi invece resta più scettico: Spagna e Grecia — due paesi che hanno stretta necessità che il turismo riparta in forza quest’estate — sono molto a favore, mentre Francia e Germania sono più scettiche. <br /><br />Le dichiarazioni di von der Leyen di ieri sembrano confermare che ci sarà un certificato europeo che permetterà di viaggiare, testimoniando la propria immunità o la propria negatività a tampone — ma, resta ancora da risolvere quello che è di gran lunga l’aspetto più annoso del confronto: l’uso dei passaporti come pass per accedere a ristoranti, discoteche, cinema e altri locali. È il modello che ha deciso di seguire Israele, dove, seppur con mascherine e distanziamento ovunque, ha riaperto tutto per chi è già immune, ed è una possibilità discussa molto seriamente anche nel Regno Unito — non per caso, i due paesi che sono più avanti nelle rispettive campagne vaccinali.<br /><br />Se l’utilizzo di certificati nel contesto di corridoi turistici sembra ormai inevitabile, l’utilizzo di pass vaccinali per accedere a occasioni di convivialità apre a scenari che vanno analizzati con accuratezza — con profonde implicazioni sociali e per la privacy. Dobbiamo iniziare a parlarne ora in modo che, quando saranno probabilmente attivati, si siano prese misure per garantire la minore intrusività possibile.<br />Show notes<br /><br /> EU mulls vaccination passports to resurrect tourism after COVID-19<br /> Vaccine certificates could be available within three months, says EU chief<br /> Coronavirus: EU leaders consider vaccine passports | News | DW | 25.02.2021<br /> Greece issues COVID vaccine certificates to those who have had both doses<br /> Subscribe to read | Financial Times<br /> Spain to add Covid-19 vaccine passport to travel corridor scheme - The Local<br /> France Has 1 Of The Highest Rates Of Vaccine Skepticism : NPR<br /> Interview: Von der Leyen: "Ich kann den Frust der Menschen nachvollziehen" | Augsburger Allgemeine<br /> EU leaders vow to speed up vaccine production at Covid-19 summit<br /> UK, US to achieve herd immunity in 2021, but not EU: Report | Coronavirus pandemic News | Al Jazeera<br /> Singapore says discussing vaccine certification with other countries<br /> 500 Internal Server Error<br /> Vaccinated Tel Aviv is a glimpse at the confusing future of going out | WIRED UK<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4231</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dbc03c9f844f3cd20161b2c9bcd4e7c3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>106: Draghi non è ancora riuscito a spiegare il governo Draghi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/106-draghi-non-e-ancora-riuscito-a-spiegare-il-governo-draghi--48147445</link><description><![CDATA[Continuità con il governo precedente e pochissime indicazioni di un nuovo indirizzo politico: ma allora perché esiste questo governo?<br />Il governo Draghi è ufficialmente in carica: la Camera ha votato la fiducia con 535 sì e 56 no, confermandosi il governo con la terza maggioranza più ampia nella storia della repubblica. A sinistra, l’unico voto contrario è stato quello di Nicola Fratoianni. Il premier ha deciso di non ripetere il discorso già pronunciato al Senato ma, al termine del dibattito, si è concesso una replica di circa 13 minuti, in cui è tornato su alcuni elementi del proprio programma: lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, ripartenza del turismo — “il turismo è sicuro che riparte, perché siamo l’Italia” — centralità dello sport per il suo “straordinario valore sociale, educativo, formativo.”<br /><br />Durante il discorso al Senato Draghi aveva rilasciato dichiarazioni ancora più utili per provare a capire come sarà il suo governo. In particolare, secondo Draghi, “Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.”<br /><br />Le parole sembrano confermare la fine degli aiuti “a pioggia” per ristorare lavoratori e imprese dal rischio di fallimento, impostando l’investimento da parte dello stato invece verso le imprese e i settori che più possano garantire un’espansione dell’economia in futuro. Nonostante le parole del nuovo presidente del Consiglio, evitare che a fare le spese di un’eventuale ristrutturazione profonda dell’economia italiana siano soprattutto i lavoratori sarà un’impresa che richiederà impegno e — oltre che “competenza” — anche una precisa volontà politica.<br /><br />Il governo Draghi per il momento non sembra essere nemmeno particolarmente amico delle piccole e medie imprese, che costituiscono la base elettorale dei partiti di destra che lo sostengono. È difficile immaginare quale potrà essere il futuro di tutte le forze al governo e in particolare della coalizione di centrosinistra, rimasta orfana dalla defenestrazione di Conte ad opera di Matteo Renzi.<br /><br />Come tutti i governi e le forze politiche basati sulla convinzione di essere più competenti degli altri, però, quello guidato da Draghi dovrà fornire rapidamente molte risposte e scegliere da che parte stare — tra più ricchi e meno ricchi — nella gestione dei fondi del Recovery Fund. Il rischio è bruciare i residui di credibilità di tutto l’arco parlamentare a parte Sinistra Italiana e, soprattutto, fratelli d’Italia. Per ora le premesse non sono delle migliori, visto che in tutti gli interventi parlamentari del Premier sono state date poche informazioni concrete.<br />Show notes<br /><br /> "La Camera approva": 535 sì e 56 no per il Governo Draghi<br /> Fratoianni: "No alla fiducia, Conte vittima di un delitto politico premeditato"<br /> Dichiarazioni programmatiche, la replica del Presidente Draghi alla Camera | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Il Senato vota sì alla fiducia al Governo Draghi con 262 voti a favore, 40 contrari e 2 astenuti<br /> I voti di fiducia ai governi passati - YouTrend<br /> Che cosa ha detto Draghi in Senato, oggi: vaccini, scuola, euro, sanità e fisco- Corriere.it<br /> Salvini sull'Euro: irreversibile? Solo la morte lo è | Sky TG24<br /> Governo, Draghi 'inciampa' su numeri terapie intensive<br /> Che fine faranno le primule di Arcuri: dovevano far rinascere l'Italia, ma saranno solo un logo<br /> Proteggere i lavoratori non i posti di lavoro. La visione schumpeteriana di Draghi | L'HuffPost<br /> Stop al Reddito di cittadinanza e soldi alla sanità, le condizioni di Renzi per il Conte ter - Giornale di Sicilia<br /> Mario Draghi è l'ennesimo uomo che vuole spiegare alle donne come raggiungere la parità di genere<br /> Migranti: Draghi, cruciale politica europea di rimpatri - Ultima Ora -]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44282</guid><pubDate>Fri, 19 Feb 2021 09:00:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147445/trappist_106_governo_draghi.mp3" length="99730748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Continuità con il governo precedente e pochissime indicazioni di un nuovo indirizzo politico: ma allora perché esiste questo governo?
Il governo Draghi è ufficialmente in carica: la Camera ha votato la fiducia con 535 sì e 56 no, confermandosi il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Continuità con il governo precedente e pochissime indicazioni di un nuovo indirizzo politico: ma allora perché esiste questo governo?<br />Il governo Draghi è ufficialmente in carica: la Camera ha votato la fiducia con 535 sì e 56 no, confermandosi il governo con la terza maggioranza più ampia nella storia della repubblica. A sinistra, l’unico voto contrario è stato quello di Nicola Fratoianni. Il premier ha deciso di non ripetere il discorso già pronunciato al Senato ma, al termine del dibattito, si è concesso una replica di circa 13 minuti, in cui è tornato su alcuni elementi del proprio programma: lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, ripartenza del turismo — “il turismo è sicuro che riparte, perché siamo l’Italia” — centralità dello sport per il suo “straordinario valore sociale, educativo, formativo.”<br /><br />Durante il discorso al Senato Draghi aveva rilasciato dichiarazioni ancora più utili per provare a capire come sarà il suo governo. In particolare, secondo Draghi, “Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.”<br /><br />Le parole sembrano confermare la fine degli aiuti “a pioggia” per ristorare lavoratori e imprese dal rischio di fallimento, impostando l’investimento da parte dello stato invece verso le imprese e i settori che più possano garantire un’espansione dell’economia in futuro. Nonostante le parole del nuovo presidente del Consiglio, evitare che a fare le spese di un’eventuale ristrutturazione profonda dell’economia italiana siano soprattutto i lavoratori sarà un’impresa che richiederà impegno e — oltre che “competenza” — anche una precisa volontà politica.<br /><br />Il governo Draghi per il momento non sembra essere nemmeno particolarmente amico delle piccole e medie imprese, che costituiscono la base elettorale dei partiti di destra che lo sostengono. È difficile immaginare quale potrà essere il futuro di tutte le forze al governo e in particolare della coalizione di centrosinistra, rimasta orfana dalla defenestrazione di Conte ad opera di Matteo Renzi.<br /><br />Come tutti i governi e le forze politiche basati sulla convinzione di essere più competenti degli altri, però, quello guidato da Draghi dovrà fornire rapidamente molte risposte e scegliere da che parte stare — tra più ricchi e meno ricchi — nella gestione dei fondi del Recovery Fund. Il rischio è bruciare i residui di credibilità di tutto l’arco parlamentare a parte Sinistra Italiana e, soprattutto, fratelli d’Italia. Per ora le premesse non sono delle migliori, visto che in tutti gli interventi parlamentari del Premier sono state date poche informazioni concrete.<br />Show notes<br /><br /> "La Camera approva": 535 sì e 56 no per il Governo Draghi<br /> Fratoianni: "No alla fiducia, Conte vittima di un delitto politico premeditato"<br /> Dichiarazioni programmatiche, la replica del Presidente Draghi alla Camera | <a href="http://www.governo.it" rel="noopener">www.governo.it</a><br /> Il Senato vota sì alla fiducia al Governo Draghi con 262 voti a favore, 40 contrari e 2 astenuti<br /> I voti di fiducia ai governi passati - YouTrend<br /> Che cosa ha detto Draghi in Senato, oggi: vaccini, scuola, euro, sanità e fisco- Corriere.it<br /> Salvini sull'Euro: irreversibile? Solo la morte lo è | Sky TG24<br /> Governo, Draghi 'inciampa' su numeri terapie intensive<br /> Che fine faranno le primule di Arcuri: dovevano far rinascere l'Italia, ma saranno solo un logo<br /> Proteggere i lavoratori non i posti di lavoro. La visione schumpeteriana di Draghi | L'HuffPost<br /> Stop al Reddito di cittadinanza e soldi alla sanità, le condizioni di Renzi per il Conte ter - Giornale di Sicilia<br /> Mario Draghi è l'ennesimo uomo che...]]></itunes:summary><itunes:duration>4153</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/55aa4c7a6f45438e4d6f224585e0ebef.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>105: Donald Trump è ancora un pericolo per la democrazia statunitense</title><link>https://www.spreaker.com/episode/105-donald-trump-e-ancora-un-pericolo-per-la-democrazia-statunitense--48147386</link><description><![CDATA[“Cari colleghi, c’è un singolo leader politico in questa stanza che crede che, se il Senato gli permettesse di ritornare nello studio Ovale, Donald Trump smetterebbe di incitare violenze per ottenere quello che vuole? Ci scommettereste la vita di altri agenti di polizia? La sicurezza delle vostre famiglie? Il futuro della vostra democrazia?” Nel secondo processo per l’impeachment, i democratici hanno concluso le proprie 16 ore di “accusa” a Donald Trump mostrando le prove della sconsideratezza delle azioni dei miliziani che hanno assaltato il Campidoglio. Secondo i democratici, questa sconsideratezza si spiega con la loro dedizione al presidente, che li faceva sentire legittimati, e hanno formulato una tesi precisa: non è ancora finita, Trump è ancora una minaccia alla democrazia statunitense.<br /><br />Il giorno precedente, i democratici hanno mostrato numerosi nuovi video che hanno rivelato quanto i miliziani di Trump siano stati a un passo dal mettere le mani sui membri del Congresso e sui loro assistenti. Un video delle telecamere di sicurezza mostra Eugene Goodman — il poliziotto già promosso a vice cerimoniere al Senato per le sue azioni valorose durante la giornata — che riesce a re-indirizzare Mitt Romney, a pochi passi dalla folla, forse salvandogli la vita. Un altro video mostra le forze di sicurezza scortare Mike Pence e la sua famiglia, mentre i miliziani erano a due porte di distanza. Durante l’assedio, diversi giornalisti hanno riportato che gli estremisti stavano dando la caccia a Pence, cantando di volerlo impiccare. In un altro video condiviso con il Senato è ripreso il momento in cui una guardia del Senato spara, attraverso una finestra, ad Ashli Babbitt, uccidendola.<br /><br />In un altro video si sente uno dei miliziani chiamare Nancy Pelosi con quello che può essere descritto come il tono canzonatorio usato spesso dagli assassini nei film horror, mentre contemporaneamente i membri dello staff della presidente della Camera si barricavano in un ufficio, “temendo per la propria vita,” come descritto da Stacey Plaskett, che ha sottolineato un aspetto fondamentale delle responsabilità di Trump: la marcia dal parco the Ellipse al Campidoglio era stata autorizzata proprio perché Trump e il suo comitato elettorale erano tra gli organizzatori dell’evento. Al termine della seconda giornata i democratici hanno ottenuto due risultati importanti: sono riusciti a mostrare la pericolosità della situazione del 6 gennaio — spesso minimizzata come una rissa dalla destra statunitense — e hanno ribadito le responsabilità del presidente nell’aver aizzato i propri sostenitori. Ovviamente, che questi sforzi abbiano influenza sul voto finale sull’impeachment è molto improbabile. <br />Show notes<br /><br /> House Managers Rest Their Case Against Trump, but Most Republicans Are Not Swayed<br /> With Video From The Insurrection And Strong Words, Neguse And Degette Make The Case For Trump’s Impeachment | Colorado Public Radio<br /> Impeachment Video: Goodman Saves Mitt Romney During Capitol Riot<br /> GRAPHIC: House managers show the moment Ashli Babbitt was shot and killed as she broke into the Capitol<br /> (30) Chilling video shows Pelosi staffers hiding as rioters try to break down the door<br /> Capitol march not permitted until Trump got involved -Rep. Plaskett | Reuters Video<br /> Il processo per l’impeachment di Trump, alla corte dell’opinione pubblica<br /> Managers Say Trump ‘Lit the Fuse’: Impeachment Updates<br /> Bill Cassidy joins Democrats in proceeding with Trump impeachment<br /> Senate Impeachment Trial: January 6 Video Montage - YouTube<br /> Why Trump's Second Impeachment Is a Visceral Reckoning<br /> Trump impeachment: Five GOP Senators vote trial is constitutional<br /> Trump was quite displeased with his impeachment defense team - POLITICO<br /> 'He just rambled': Republicans unimpressed by Trump's impeachment lawyers | Trump impeachment (2021) | The Guardian<br /> A different 'court': Trump's silence at his Senate impeachment trial can be used against him<br /> The 3 impeachm]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44223</guid><pubDate>Fri, 12 Feb 2021 15:45:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147386/105_donald_trump_e_ancora_un_pericolo_per_la_democrazia_statunitense.mp3" length="66114267" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>“Cari colleghi, c’è un singolo leader politico in questa stanza che crede che, se il Senato gli permettesse di ritornare nello studio Ovale, Donald Trump smetterebbe di incitare violenze per ottenere quello che vuole? Ci scommettereste la vita di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Cari colleghi, c’è un singolo leader politico in questa stanza che crede che, se il Senato gli permettesse di ritornare nello studio Ovale, Donald Trump smetterebbe di incitare violenze per ottenere quello che vuole? Ci scommettereste la vita di altri agenti di polizia? La sicurezza delle vostre famiglie? Il futuro della vostra democrazia?” Nel secondo processo per l’impeachment, i democratici hanno concluso le proprie 16 ore di “accusa” a Donald Trump mostrando le prove della sconsideratezza delle azioni dei miliziani che hanno assaltato il Campidoglio. Secondo i democratici, questa sconsideratezza si spiega con la loro dedizione al presidente, che li faceva sentire legittimati, e hanno formulato una tesi precisa: non è ancora finita, Trump è ancora una minaccia alla democrazia statunitense.<br /><br />Il giorno precedente, i democratici hanno mostrato numerosi nuovi video che hanno rivelato quanto i miliziani di Trump siano stati a un passo dal mettere le mani sui membri del Congresso e sui loro assistenti. Un video delle telecamere di sicurezza mostra Eugene Goodman — il poliziotto già promosso a vice cerimoniere al Senato per le sue azioni valorose durante la giornata — che riesce a re-indirizzare Mitt Romney, a pochi passi dalla folla, forse salvandogli la vita. Un altro video mostra le forze di sicurezza scortare Mike Pence e la sua famiglia, mentre i miliziani erano a due porte di distanza. Durante l’assedio, diversi giornalisti hanno riportato che gli estremisti stavano dando la caccia a Pence, cantando di volerlo impiccare. In un altro video condiviso con il Senato è ripreso il momento in cui una guardia del Senato spara, attraverso una finestra, ad Ashli Babbitt, uccidendola.<br /><br />In un altro video si sente uno dei miliziani chiamare Nancy Pelosi con quello che può essere descritto come il tono canzonatorio usato spesso dagli assassini nei film horror, mentre contemporaneamente i membri dello staff della presidente della Camera si barricavano in un ufficio, “temendo per la propria vita,” come descritto da Stacey Plaskett, che ha sottolineato un aspetto fondamentale delle responsabilità di Trump: la marcia dal parco the Ellipse al Campidoglio era stata autorizzata proprio perché Trump e il suo comitato elettorale erano tra gli organizzatori dell’evento. Al termine della seconda giornata i democratici hanno ottenuto due risultati importanti: sono riusciti a mostrare la pericolosità della situazione del 6 gennaio — spesso minimizzata come una rissa dalla destra statunitense — e hanno ribadito le responsabilità del presidente nell’aver aizzato i propri sostenitori. Ovviamente, che questi sforzi abbiano influenza sul voto finale sull’impeachment è molto improbabile. <br />Show notes<br /><br /> House Managers Rest Their Case Against Trump, but Most Republicans Are Not Swayed<br /> With Video From The Insurrection And Strong Words, Neguse And Degette Make The Case For Trump’s Impeachment | Colorado Public Radio<br /> Impeachment Video: Goodman Saves Mitt Romney During Capitol Riot<br /> GRAPHIC: House managers show the moment Ashli Babbitt was shot and killed as she broke into the Capitol<br /> (30) Chilling video shows Pelosi staffers hiding as rioters try to break down the door<br /> Capitol march not permitted until Trump got involved -Rep. Plaskett | Reuters Video<br /> Il processo per l’impeachment di Trump, alla corte dell’opinione pubblica<br /> Managers Say Trump ‘Lit the Fuse’: Impeachment Updates<br /> Bill Cassidy joins Democrats in proceeding with Trump impeachment<br /> Senate Impeachment Trial: January 6 Video Montage - YouTube<br /> Why Trump's Second Impeachment Is a Visceral Reckoning<br /> Trump impeachment: Five GOP Senators vote trial is constitutional<br /> Trump was quite displeased with his impeachment defense team - POLITICO<br /> 'He just rambled': Republicans unimpressed by Trump's impeachment lawyers | Trump impeachment (2021) | The Guardian<br /> A different 'court': Trump's silence...]]></itunes:summary><itunes:duration>3306</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fac01f93e97d2b8ac0c138f5681ceb3d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>104: Un governo di tutti (i partiti) contro i molti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/104-un-governo-di-tutti-i-partiti-contro-i-molti--48147441</link><description><![CDATA[Tutto l’arco politico sembra aver fatto i conti con la necessità di sostenere in qualche modo il governo Draghi. Senza che, almeno pubblicamente, si sappia niente di quello che Draghi vuole fare<br />Ieri Draghi ha tenuto le prime consultazioni ufficiali in qualità di premier incaricato. I primi, nel pomeriggio, sono stati i piccoli e variegati gruppi di centro — quelli che ci si aspettava fossero “responsabili” per il governo Conte, e che invece ne hanno favorito la caduta. Con Draghi sono stati molto più accomodanti: Calenda e Bonino, di Azione e +Europa, hanno dichiarato con gioia la propria adesione al governo — secondo Repubblica, Draghi avrebbe concluso il colloquio con Bonino esclamando “Ma benissimo, siamo d'accordo su tutto!,” al che la leader di +Europa l’avrebbe messo in guardia: “Caro presidente, con noi è facile. Ma non ti illudere, al Senato sarà un Vietnam pure per te.”<br /><br />In realtà il timore di Bonino sembra più che altro scaramantico, visto che nella giornata di ieri sempre più esponenti di tutte le forze politiche hanno offerto il proprio sostegno alla formazione del governo Draghi. Per il M5S ha cominciato proprio Conte, che in una conferenza stampa improvvisata in piazza, già da premier uscente, ha dichiarato che non si opporrà alla formazione del governo e spera in “un governo politico che sia solido e che abbia la sufficiente coesione per fare scelte politiche.” Conte spera di riuscire a conservare il proprio ruolo di punto d’equilibrio tra Pd e M5S, preservando la coalizione per il futuro a medio termine. Gli ha fatto eco Luigi di Maio, che intorno a mezzogiorno ha dichiarato che il M5S deve dimostrarsi “maturo” e “ascoltare” Draghi. Le resistenze interne a entrare al governo insieme all’ennesimo ex grande nemico ci sono, ma è convinzione dei vertici che il partito in questo momento subirebbe di più a stare all’opposizione che nella maggioranza. Il Movimento 5 Stelle sarà l’ultimo gruppo parlamentare ad essere ricevuto, domani prima di pranzo. <br /><br />Anche la Lega durante la giornata ha cominciato a entrare sempre più nell’ottica del sostegno al governo, quasi come una scelta obbligata. La posizione del partito, però, è resa più complicata dal fatto che il meno entusiasta all’idea di sostenere Draghi sembra essere proprio Salvini — mentre i parlamentari e l’ala “moderata,” guidata da Giorgetti ma sostenuta anche dai governatori del Nord, è molto più aperta al confronto: Giorgetti ieri ha dichiarato che Draghi “è un fuoriclasse, come Ronaldo,” e che dunque “non può stare in panchina.” A sera però Salvini ha provato a imporre una condizione piuttosto pesante per il sostegno della Lega, dichiarando che Draghi dovrà scegliere tra il sostegno leghista o quello del M5S. Un’adesione più esplicita a Draghi da parte del segretario leghista avrebbe reso paradossalmente più difficile la creazione di una maggioranza, perché — forse — il Pd e il M5S avrebbero avuto qualche remora a sostenere un governo insieme alla Lega. La delegazione della Lega è attesa da Draghi domattina, subito prima di quella pentastellata.<br /><br />Chi invece sembra aver sciolto definitivamente tutti i dubbi è Silvio Berlusconi: il capo di Forza Italia si presenterà di persona alle consultazioni con Draghi, lasciando la villa di famiglia in Costa Azzurra. Quel che è certo è che i tre partiti della coalizione si presenteranno separatamente alle consultazioni con Draghi: una prova del fatto che la coalizione è sostanzialmente spaccata. Meloni, secondo cui la destra dovrebbe votare compatta per l’astensione, ha contestato le sofferte aperture di Salvini, chiedendosi se “il Pd va bene? La Boldrini e LeU vanno bene?” Il timore di essere eclissato da Meloni è probabilmente uno dei motivi per cui Salvini non è troppo entusiasta di aderire senza obiezioni a un governo alla fine guidato da uno dei volti dell’euro e dell’Europa. La delegazione di Fratelli d’Italia incontrerà Draghi oggi alle 15.<br />Show notes<br /><br /> Crisi di governo, Draghi apre il tavolo: “Diamo spera]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44161</guid><pubDate>Fri, 05 Feb 2021 13:47:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147441/trappist104.mp3" length="70394819" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Tutto l’arco politico sembra aver fatto i conti con la necessità di sostenere in qualche modo il governo Draghi. Senza che, almeno pubblicamente, si sappia niente di quello che Draghi vuole fare
Ieri Draghi ha tenuto le prime consultazioni ufficiali...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tutto l’arco politico sembra aver fatto i conti con la necessità di sostenere in qualche modo il governo Draghi. Senza che, almeno pubblicamente, si sappia niente di quello che Draghi vuole fare<br />Ieri Draghi ha tenuto le prime consultazioni ufficiali in qualità di premier incaricato. I primi, nel pomeriggio, sono stati i piccoli e variegati gruppi di centro — quelli che ci si aspettava fossero “responsabili” per il governo Conte, e che invece ne hanno favorito la caduta. Con Draghi sono stati molto più accomodanti: Calenda e Bonino, di Azione e +Europa, hanno dichiarato con gioia la propria adesione al governo — secondo Repubblica, Draghi avrebbe concluso il colloquio con Bonino esclamando “Ma benissimo, siamo d'accordo su tutto!,” al che la leader di +Europa l’avrebbe messo in guardia: “Caro presidente, con noi è facile. Ma non ti illudere, al Senato sarà un Vietnam pure per te.”<br /><br />In realtà il timore di Bonino sembra più che altro scaramantico, visto che nella giornata di ieri sempre più esponenti di tutte le forze politiche hanno offerto il proprio sostegno alla formazione del governo Draghi. Per il M5S ha cominciato proprio Conte, che in una conferenza stampa improvvisata in piazza, già da premier uscente, ha dichiarato che non si opporrà alla formazione del governo e spera in “un governo politico che sia solido e che abbia la sufficiente coesione per fare scelte politiche.” Conte spera di riuscire a conservare il proprio ruolo di punto d’equilibrio tra Pd e M5S, preservando la coalizione per il futuro a medio termine. Gli ha fatto eco Luigi di Maio, che intorno a mezzogiorno ha dichiarato che il M5S deve dimostrarsi “maturo” e “ascoltare” Draghi. Le resistenze interne a entrare al governo insieme all’ennesimo ex grande nemico ci sono, ma è convinzione dei vertici che il partito in questo momento subirebbe di più a stare all’opposizione che nella maggioranza. Il Movimento 5 Stelle sarà l’ultimo gruppo parlamentare ad essere ricevuto, domani prima di pranzo. <br /><br />Anche la Lega durante la giornata ha cominciato a entrare sempre più nell’ottica del sostegno al governo, quasi come una scelta obbligata. La posizione del partito, però, è resa più complicata dal fatto che il meno entusiasta all’idea di sostenere Draghi sembra essere proprio Salvini — mentre i parlamentari e l’ala “moderata,” guidata da Giorgetti ma sostenuta anche dai governatori del Nord, è molto più aperta al confronto: Giorgetti ieri ha dichiarato che Draghi “è un fuoriclasse, come Ronaldo,” e che dunque “non può stare in panchina.” A sera però Salvini ha provato a imporre una condizione piuttosto pesante per il sostegno della Lega, dichiarando che Draghi dovrà scegliere tra il sostegno leghista o quello del M5S. Un’adesione più esplicita a Draghi da parte del segretario leghista avrebbe reso paradossalmente più difficile la creazione di una maggioranza, perché — forse — il Pd e il M5S avrebbero avuto qualche remora a sostenere un governo insieme alla Lega. La delegazione della Lega è attesa da Draghi domattina, subito prima di quella pentastellata.<br /><br />Chi invece sembra aver sciolto definitivamente tutti i dubbi è Silvio Berlusconi: il capo di Forza Italia si presenterà di persona alle consultazioni con Draghi, lasciando la villa di famiglia in Costa Azzurra. Quel che è certo è che i tre partiti della coalizione si presenteranno separatamente alle consultazioni con Draghi: una prova del fatto che la coalizione è sostanzialmente spaccata. Meloni, secondo cui la destra dovrebbe votare compatta per l’astensione, ha contestato le sofferte aperture di Salvini, chiedendosi se “il Pd va bene? La Boldrini e LeU vanno bene?” Il timore di essere eclissato da Meloni è probabilmente uno dei motivi per cui Salvini non è troppo entusiasta di aderire senza obiezioni a un governo alla fine guidato da uno dei volti dell’euro e dell’Europa. 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E cosa si può fare per migliorare la situazione?<br />Dopo giorni di controversie, sembra che il quotidiano tedesco Handelsblatt avesse almeno parzialmente ragione. In una bozza pubblicata dal ministero della Salute tedesco si legge che la Stiko, il comitato permanente per i vaccini dell’Istituto Robert Koch, ha intenzione di consigliare l’uso del vaccino di AstraZeneca solo per le persone tra i 18 e i 64 anni, perché il campione di persone con più di 65 anni su cui è stato testato sarebbe “statisticamente non significativo.” L’azienda anglosvedese sostiene di aver esteso i propri test sulle persone meno giovani, e di aver consegnato questi dati all’EMA, che dovrebbe pubblicarli “nei prossimi giorni,” presumibilmente in seguito alla propria indicazione sull’uso, che dovrebbe arrivare oggi. Una volta che l’opinione dell’EMA sarà pubblica, a sua volta la Stiko dovrebbe ufficializzare la regolamentazione. Poche ore dopo, sui media italiani è trapelato che anche l’Aifa sarebbe intenzionata a porre lo stesso limite, anche se non fosse presente nelle carte europee. La decisione, se confermata, costringerà inevitabilmente gli stati a rivedere la propria campagna vaccinale, presumibilmente anticipando le vaccinazioni di persone in età lavorativa che svolgono mansioni esposte al virus in questa prima fase, riservando i vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna alla popolazione più anziana.<br /><br />La notizia ha ovviamente scosso il Regno Unito, dove il vaccino è stato autorizzato per tutte le età. Parlando con la stampa durante una visita in Scozia, Boris Johnson ha difeso la decisione dell’agenzia del farmaco britannica, la MHRA, dicendo che “le nostre autorità hanno dimostrato chiaramente che il vaccino Oxford/AstraZeneca è molto buono ed efficace (…) e garantisce una buona risposta immunitaria in tutte le fasce di età.” Ma per stessa ammissione dell’autorità britannica, all’interno della coorte di persone con più di 65 anni dei test presentati da AstraZeneca, sono elencati solo 10 casi in totale di Covid–19: due tra chi aveva ricevuto il vaccino, e otto tra chi aveva ricevuto il placebo — numeri bassissimi, dovuti al fatto che il vaccino è stato testato in grande maggioranza su pazienti più giovani. L’agenzia britannica ha dato il proprio via libera, anche di fronte a questi numeri microscopici, perché negli esami del sangue delle persone meno giovani era possibile osservare una buona reazione immunitaria, e nessuno di coloro a cui è stato dato il vaccino è stato ospedalizzato per Covid e ha perso la vita.<br /><br />Durante la giornata di oggi, dopo la registrazione del podcast, è stato finalmente pubblicato, da AstraZeneca su indicazione della Commissione, una versione pesantemente redatta del contratto con l’Unione europea. Tra le informazioni coperte di nero: i costi e i volumi delle consegne previste. Ad oggi una soluzione al taglio della produzione, dovuto a problemi di resi in un singolo stabilimento in Belgio, non è all’orizzonte. Di fronte alla differenza di trattamento tra Regno Unito e Unione europea, la Commissione oggi ha adottato la regolamentazione che permetterà ai singoli stati di controllare l’export di vaccini: una violentissima arma commerciale e sanitaria, con cui la Germania potrebbe fare pressione contro il Regno Unito, minacciando maggiore burocrazia, o addirittura un blocco, dell’export del vaccino di BioNTech, prodotto solo in Europa.<br /><br />Nelle ultime ore, inoltre, Moderna ha annunciato un taglio delle proprie — già molto contenute — spedizioni all’Italia. Non sono ancora note le ragioni e gli sviluppi di questo ulteriore taglio alle risorse vaccinali disponibili per il paese.<br />Show notes<br /><br /> Die Empfehlung der Impfkommission: Das Originaldokument zum Download<br /> Vaccini, AstraZeneca, in Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44084</guid><pubDate>Fri, 29 Jan 2021 15:51:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147456/trappist_103.mp3" length="99449879" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>I rapporti tra Unione europea e AstraZeneca sono a un passo dalla rottura, e i dubbi sull’efficacia del vaccino per le persone con più di 65 anni costringerà a riorganizzare la somministrazione. Come ha fatto ad andare tutto così storto? 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In una bozza pubblicata dal ministero della Salute tedesco si legge che la Stiko, il comitato permanente per i vaccini dell’Istituto Robert Koch, ha intenzione di consigliare l’uso del vaccino di AstraZeneca solo per le persone tra i 18 e i 64 anni, perché il campione di persone con più di 65 anni su cui è stato testato sarebbe “statisticamente non significativo.” L’azienda anglosvedese sostiene di aver esteso i propri test sulle persone meno giovani, e di aver consegnato questi dati all’EMA, che dovrebbe pubblicarli “nei prossimi giorni,” presumibilmente in seguito alla propria indicazione sull’uso, che dovrebbe arrivare oggi. Una volta che l’opinione dell’EMA sarà pubblica, a sua volta la Stiko dovrebbe ufficializzare la regolamentazione. Poche ore dopo, sui media italiani è trapelato che anche l’Aifa sarebbe intenzionata a porre lo stesso limite, anche se non fosse presente nelle carte europee. La decisione, se confermata, costringerà inevitabilmente gli stati a rivedere la propria campagna vaccinale, presumibilmente anticipando le vaccinazioni di persone in età lavorativa che svolgono mansioni esposte al virus in questa prima fase, riservando i vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna alla popolazione più anziana.<br /><br />La notizia ha ovviamente scosso il Regno Unito, dove il vaccino è stato autorizzato per tutte le età. Parlando con la stampa durante una visita in Scozia, Boris Johnson ha difeso la decisione dell’agenzia del farmaco britannica, la MHRA, dicendo che “le nostre autorità hanno dimostrato chiaramente che il vaccino Oxford/AstraZeneca è molto buono ed efficace (…) e garantisce una buona risposta immunitaria in tutte le fasce di età.” Ma per stessa ammissione dell’autorità britannica, all’interno della coorte di persone con più di 65 anni dei test presentati da AstraZeneca, sono elencati solo 10 casi in totale di Covid–19: due tra chi aveva ricevuto il vaccino, e otto tra chi aveva ricevuto il placebo — numeri bassissimi, dovuti al fatto che il vaccino è stato testato in grande maggioranza su pazienti più giovani. L’agenzia britannica ha dato il proprio via libera, anche di fronte a questi numeri microscopici, perché negli esami del sangue delle persone meno giovani era possibile osservare una buona reazione immunitaria, e nessuno di coloro a cui è stato dato il vaccino è stato ospedalizzato per Covid e ha perso la vita.<br /><br />Durante la giornata di oggi, dopo la registrazione del podcast, è stato finalmente pubblicato, da AstraZeneca su indicazione della Commissione, una versione pesantemente redatta del contratto con l’Unione europea. Tra le informazioni coperte di nero: i costi e i volumi delle consegne previste. Ad oggi una soluzione al taglio della produzione, dovuto a problemi di resi in un singolo stabilimento in Belgio, non è all’orizzonte. Di fronte alla differenza di trattamento tra Regno Unito e Unione europea, la Commissione oggi ha adottato la regolamentazione che permetterà ai singoli stati di controllare l’export di vaccini: una violentissima arma commerciale e sanitaria, con cui la Germania potrebbe fare pressione contro il Regno Unito, minacciando maggiore burocrazia, o addirittura un blocco, dell’export del vaccino di BioNTech, prodotto solo in Europa.<br /><br />Nelle ultime ore, inoltre, Moderna ha annunciato un taglio delle proprie — già molto contenute — spedizioni all’Italia. Non sono ancora note le ragioni e gli sviluppi di questo ulteriore taglio alle risorse vaccinali disponibili per il paese.<br />Show notes<br /><br /> Die Empfehlung der Impfkommission: Das Originaldokument zum...]]></itunes:summary><itunes:duration>4142</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2e64e0730ce5901670c7c53996e48a92.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>102: Biden non può salvare gli Stati Uniti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/102-biden-non-puo-salvare-gli-stati-uniti--48147459</link><description><![CDATA[Il nuovo presidente ha inaugurato la propria amministrazione con aggressività, ma solo sanando le profonde ingiustizie che hanno distrutto gli Stati Uniti si può sperare di “unificarli”<br />Joe Biden ha iniziato la iniziato la propria presidenza a tutta velocità, con una scarica di ordini presidenziali destinati a invertire le misure più retrograde di Trump su molti fronti: l’ambiente, le politiche migratorie, la lotta al razzismo, la gestione della pandemia. Ma se queste prime azioni dimostrano come la leadership del Partito democratico abbia fatto almeno parzialmente pace con i tempi e con la propria base — dopotutto il programma di Biden è di per sé già molto più progressista di quello di Obama, ad esempio – certamente non bastano per affrontare tutte le crisi che il paese deve affrontare.<br /><br />Dalla necessità di dimostrare nuova credibilità sul fronte ambientalista alle politiche migratorie, che non si possono fermarsi a uno “scusateci” alle tante famiglie che sono state messe in difficoltà o fatte soffrire, passando dalle azioni poliziesche sul confine, Biden non può “unificare” il paese senza averlo primo sanato dalle profonde ingiustizie che, davvero, lo spaccano.<br /><br />Finita la sbornia di soddisfazione per esserci liberati da Trump — di cui siamo tutti contenti — bisogna ricordare che non può bastare un “nuovo normale,” perché il “normale,” negli Stati Uniti, è quello che ha portato alla deriva violenta e neofascista a cui abbiamo assistito in questi anni. <br /><br />In questa puntata di TRAPPIST riepiloghiamo i primi giorni di presidenza della nuova amministrazione, e cerchiamo di guardare oltre, per capire se è lecito aspettarsi un vero cambiamento dai democratici — che hanno solo due anni per dimostrare di avere una visione del paese e del mondo.<br />Show notes<br /><br /> Full text: Joe Biden inauguration speech transcript - POLITICO<br /> Trump's Farewell Ceremony Attended by 5 White House Staffers, Sean Spicer and First Family<br /> Executive actions: Here's what Biden signed on Inauguration Day<br /> Biden inauguration: US rejoins World Health Organization and Paris climate accord with new executive order - Vox<br /> Biden returns US to Paris climate accord hours after becoming president | Climate change | The Guardian<br /> 1776 commission dissolved via executive order<br /> Immigration: Biden halts border wall and travel ban<br /> Joe Biden rolling back Trump immigration policies on first day | The Texas Tribune<br /> Biden orders a 'pause' on border wall construction, bringing crews to halt - The Washington Post<br /> Dreamers Hopeful For Pathway To Citizenship Efforts From Biden Administration – CBS Los Angeles<br /> Presidential Actions Archives | The White House<br /> Travel Ban: Legacy Of Trump Policies Will Be Hard For Biden To Erase<br /> The US will rejoin the Paris climate agreement, but that was the easy part - The Verge<br /> ‘Worse Than We Imagined’: Team Trump Left Biden a COVID-19 Nightmare<br /> What's In Joe Biden's Plan On Systemic Racism, Racial Equity<br /> Opinion | Can Biden Finally Fix America’s Broken Immigration System?<br /> Biden to Announce Broad Plan to Reverse Trump Immigration Policies<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44044</guid><pubDate>Sat, 23 Jan 2021 15:18:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147459/102_biden_non_puo_salvare_gli_stati_uniti.mp3" length="93858212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo presidente ha inaugurato la propria amministrazione con aggressività, ma solo sanando le profonde ingiustizie che hanno distrutto gli Stati Uniti si può sperare di “unificarli”
Joe Biden ha iniziato la iniziato la propria presidenza a tutta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il nuovo presidente ha inaugurato la propria amministrazione con aggressività, ma solo sanando le profonde ingiustizie che hanno distrutto gli Stati Uniti si può sperare di “unificarli”<br />Joe Biden ha iniziato la iniziato la propria presidenza a tutta velocità, con una scarica di ordini presidenziali destinati a invertire le misure più retrograde di Trump su molti fronti: l’ambiente, le politiche migratorie, la lotta al razzismo, la gestione della pandemia. Ma se queste prime azioni dimostrano come la leadership del Partito democratico abbia fatto almeno parzialmente pace con i tempi e con la propria base — dopotutto il programma di Biden è di per sé già molto più progressista di quello di Obama, ad esempio – certamente non bastano per affrontare tutte le crisi che il paese deve affrontare.<br /><br />Dalla necessità di dimostrare nuova credibilità sul fronte ambientalista alle politiche migratorie, che non si possono fermarsi a uno “scusateci” alle tante famiglie che sono state messe in difficoltà o fatte soffrire, passando dalle azioni poliziesche sul confine, Biden non può “unificare” il paese senza averlo primo sanato dalle profonde ingiustizie che, davvero, lo spaccano.<br /><br />Finita la sbornia di soddisfazione per esserci liberati da Trump — di cui siamo tutti contenti — bisogna ricordare che non può bastare un “nuovo normale,” perché il “normale,” negli Stati Uniti, è quello che ha portato alla deriva violenta e neofascista a cui abbiamo assistito in questi anni. <br /><br />In questa puntata di TRAPPIST riepiloghiamo i primi giorni di presidenza della nuova amministrazione, e cerchiamo di guardare oltre, per capire se è lecito aspettarsi un vero cambiamento dai democratici — che hanno solo due anni per dimostrare di avere una visione del paese e del mondo.<br />Show notes<br /><br /> Full text: Joe Biden inauguration speech transcript - POLITICO<br /> Trump's Farewell Ceremony Attended by 5 White House Staffers, Sean Spicer and First Family<br /> Executive actions: Here's what Biden signed on Inauguration Day<br /> Biden inauguration: US rejoins World Health Organization and Paris climate accord with new executive order - Vox<br /> Biden returns US to Paris climate accord hours after becoming president | Climate change | The Guardian<br /> 1776 commission dissolved via executive order<br /> Immigration: Biden halts border wall and travel ban<br /> Joe Biden rolling back Trump immigration policies on first day | The Texas Tribune<br /> Biden orders a 'pause' on border wall construction, bringing crews to halt - The Washington Post<br /> Dreamers Hopeful For Pathway To Citizenship Efforts From Biden Administration – CBS Los Angeles<br /> Presidential Actions Archives | The White House<br /> Travel Ban: Legacy Of Trump Policies Will Be Hard For Biden To Erase<br /> The US will rejoin the Paris climate agreement, but that was the easy part - The Verge<br /> ‘Worse Than We Imagined’: Team Trump Left Biden a COVID-19 Nightmare<br /> What's In Joe Biden's Plan On Systemic Racism, Racial Equity<br /> Opinion | Can Biden Finally Fix America’s Broken Immigration System?<br /> Biden to Announce Broad Plan to Reverse Trump Immigration Policies<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3909</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a16cd09311b367dcab0260589ce2016c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>101: Matteo Renzi rischia di essersi condannato all’irrilevanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/101-matteo-renzi-rischia-di-essersi-condannato-all-irrilevanza--48147395</link><description><![CDATA[L'organizzazione di un gruppo parlamentare per sostenere il governo Conte procede spedita, mentre Renzi si trova sempre più all'angolo: una posizione in cui si è messo da solo, esclusivamente per la sua sete di potere<br />La rottura sembra essere scappata di mano a Matteo Renzi: l’altroieri il senatore di Italia viva, annunciando come terza parte le dimissioni delle ministre del suo partito, aveva camminato su un filo sottile: da una parte rivolgendo accuse pesantissime al presidente del Consiglio — praticamente un dittatore, secondo Renzi — e tentativi di apertura ai partiti della coalizione, e perfino al premier stesso, sì, quello che “non era indispensabile” a Palazzo Chigi.<br /><br />Il giorno successivo Renzi si è svegliato con uno scacchiere molto diverso: i dissapori di Movimento 5 Stelle e Partito democratico nei confronti del presidente del Consiglio si sono effettivamente azzerati, e i due partiti hanno deciso di andare fino in fondo per cercare una nuova maggioranza con cui estendere l’esperienza del Conte bis.<br /><br />Nelle ore successive, in uno sviluppo che in realtà poteva essere assolutamente prevedibile, i renziani hanno insistito sulla possibilità di formare un nuovo governo con la stessa maggioranza — nonostante le parole velenosissime dei giorni scorsi — mentre invece gli altri partiti della coalizione sembrano molto felici di tagliare i ponti con l’ex premier, fondamentalmente tacciato di essere inaffidabile.<br /><br />Nel corso della giornata di oggi, si sono fatti numerosi passi avanti sulla strada della ricerca e dell’organizzazione dei cosiddetti “responsabili,” o “costruttori” — scegliete voi il termine politichese che preferite. Il gruppo Maie si è magicamente trasformato in Maie/Con-te, diventando un gruppo parlamentare con l’obiettivo esplicito di sostenere il presidente del Consiglio.  <br /><br />Come ha detto Franceschini, queste dinamiche sono normali operazioni parlamentari, proprie di una democrazia sana, in cui il Parlamento ha il potere di bloccare slanci in avanti di personaggi autoritari seri o farseschi come sono stati quelli degli ultimi due anni, entrambi provenienti da persone chiamate Matteo. Per vedere se questa volta l’operazione riuscirà, bisognerà aspettare lunedì o martedì prossimo.<br />Show notes<br /><br /> Crisi di Governo: ultime notizie di oggi. Le mosse di Renzi, Conte, Grillo e del Pd - la Repubblica<br /> Conte cerca il voto in Aula. Ora è caccia ai 'costruttori'. Fronda nel M5s - Politica - ANSA<br /> Di Maio contro Renzi: Gesto irresponsabile divide nostre strade, ora appello a costruttori europei<br /> Pd, contrordine compagni: «Sì ai voti dei responsabili» | il manifesto<br /> Crisi di governo, la rimonta di Conte. Al Senato vicino a quota 161 con i transfughi di Iv e Fi | Rep<br /> Governo, staff Chigi: "Post contro Renzi non autorizzato, ipotesi hackeraggio" - Rai News<br /> Crisi governo, Renzi: "Se Conte prende 161 voti ha vinto"<br /> Crisi di governo, Conte: il nuovo gruppo dei costruttori diventerà un partito- Corriere.it<br /> Governo, staff Chigi: "Post contro Renzi non autorizzato, ipotesi hackeraggio" - Rai News<br /> M5S, spunta documento eletti. Ira Crimi: "Basito"<br /> Enrico Letta: "Lo strappo, follia di una sola persona" | L'HuffPost<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43970</guid><pubDate>Fri, 15 Jan 2021 16:01:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147395/trappist_101.mp3" length="114692015" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L'organizzazione di un gruppo parlamentare per sostenere il governo Conte procede spedita, mentre Renzi si trova sempre più all'angolo: una posizione in cui si è messo da solo, esclusivamente per la sua sete di potere
La rottura sembra essere scappata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'organizzazione di un gruppo parlamentare per sostenere il governo Conte procede spedita, mentre Renzi si trova sempre più all'angolo: una posizione in cui si è messo da solo, esclusivamente per la sua sete di potere<br />La rottura sembra essere scappata di mano a Matteo Renzi: l’altroieri il senatore di Italia viva, annunciando come terza parte le dimissioni delle ministre del suo partito, aveva camminato su un filo sottile: da una parte rivolgendo accuse pesantissime al presidente del Consiglio — praticamente un dittatore, secondo Renzi — e tentativi di apertura ai partiti della coalizione, e perfino al premier stesso, sì, quello che “non era indispensabile” a Palazzo Chigi.<br /><br />Il giorno successivo Renzi si è svegliato con uno scacchiere molto diverso: i dissapori di Movimento 5 Stelle e Partito democratico nei confronti del presidente del Consiglio si sono effettivamente azzerati, e i due partiti hanno deciso di andare fino in fondo per cercare una nuova maggioranza con cui estendere l’esperienza del Conte bis.<br /><br />Nelle ore successive, in uno sviluppo che in realtà poteva essere assolutamente prevedibile, i renziani hanno insistito sulla possibilità di formare un nuovo governo con la stessa maggioranza — nonostante le parole velenosissime dei giorni scorsi — mentre invece gli altri partiti della coalizione sembrano molto felici di tagliare i ponti con l’ex premier, fondamentalmente tacciato di essere inaffidabile.<br /><br />Nel corso della giornata di oggi, si sono fatti numerosi passi avanti sulla strada della ricerca e dell’organizzazione dei cosiddetti “responsabili,” o “costruttori” — scegliete voi il termine politichese che preferite. Il gruppo Maie si è magicamente trasformato in Maie/Con-te, diventando un gruppo parlamentare con l’obiettivo esplicito di sostenere il presidente del Consiglio.  <br /><br />Come ha detto Franceschini, queste dinamiche sono normali operazioni parlamentari, proprie di una democrazia sana, in cui il Parlamento ha il potere di bloccare slanci in avanti di personaggi autoritari seri o farseschi come sono stati quelli degli ultimi due anni, entrambi provenienti da persone chiamate Matteo. Per vedere se questa volta l’operazione riuscirà, bisognerà aspettare lunedì o martedì prossimo.<br />Show notes<br /><br /> Crisi di Governo: ultime notizie di oggi. Le mosse di Renzi, Conte, Grillo e del Pd - la Repubblica<br /> Conte cerca il voto in Aula. Ora è caccia ai 'costruttori'. Fronda nel M5s - Politica - ANSA<br /> Di Maio contro Renzi: Gesto irresponsabile divide nostre strade, ora appello a costruttori europei<br /> Pd, contrordine compagni: «Sì ai voti dei responsabili» | il manifesto<br /> Crisi di governo, la rimonta di Conte. Al Senato vicino a quota 161 con i transfughi di Iv e Fi | Rep<br /> Governo, staff Chigi: "Post contro Renzi non autorizzato, ipotesi hackeraggio" - Rai News<br /> Crisi governo, Renzi: "Se Conte prende 161 voti ha vinto"<br /> Crisi di governo, Conte: il nuovo gruppo dei costruttori diventerà un partito- Corriere.it<br /> Governo, staff Chigi: "Post contro Renzi non autorizzato, ipotesi hackeraggio" - Rai News<br /> M5S, spunta documento eletti. Ira Crimi: "Basito"<br /> Enrico Letta: "Lo strappo, follia di una sola persona" | L'HuffPost<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>4777</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a88aa22d1df09cd4c89a13aa6cf25b91.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>100: La radicalizzazione della destra negli Stati Uniti non è iniziata l’altroieri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/100-la-radicalizzazione-della-destra-negli-stati-uniti-non-e-iniziata-l-altroieri--48147450</link><description><![CDATA[L’assalto del Campidoglio è figlio di cinque anni di escalation di razzismo, odio, violenza fisica. E se fosse solo l’inizio?<br /><br />È facile perdere di vista quanto la situazione negli Stati Uniti si sia aggravata sul fronte del razzismo, della violenza, della diffusione dell’odio nel corso degli ultimi cinque anni — è semplicemente successo, un giorno alla volta. In questa puntata di TRAPPIST proviamo a elencare alcuni dei passaggi più importanti che hanno portato alla radicalizzazione di metà dell’elettorato statunitense. <br /><br />Riassumendole brevemente:<br /><br /> <br /><br /> 2015: Trump definisce Sanders “un debole” perché ha lasciato la parola a due attiviste Black Lives Matter;<br /> Due uomini a Boston vengono arrestati per aver assalito un uomo senza dimora, e si difendono dicendo che “Trump ha ragione.” Lui li difende;<br /> 2016: Nel corso della campagna elettorale chiede la rimozione, auspicando sia violenta, di numerosi contro–manifestanti presenti ai propri eventi;<br /> Trump si lamenta che i poliziotti sono diventati troppo poco violenti, perché “stiamo diventando un paese spaventato”;<br /> 2017: Aggressione di una dipendente di Delta musulmana lo stesso giorno della prima firma del Muslim ban;<br /> Nello stesso anno inizia l’ormai iconica guerra contro la stampa;<br /> Durante un discorso da presidente, Trump invita di nuovo la polizia ad essere più violenta;<br /> Ad agosto avviene la tristemente nota manifestazione di “Unite the Right,” in cui la contromanifestante 32enne Heather Heyer viene travolta e uccisa da un’auto. È l’occasione della storica citazione: “You also had some very fine people on both sides”;<br /> Nel 2018, mentre Trump aggrava le già violente politiche contro le famiglie di migranti, inizia una progressiva accelerazione degli episodi violenti;<br /> Tra ottobre e novembre un Florida man trumpiano invia 16 tubi bomba a personalità del partito democratico e Trump usa l’occasione per attaccare ancora la stampa;<br /> Sempre a ottobre un terrorista anti–semita uccide 11 persone nella sinagoga di Pittsburgh. Trump commenta la notizia dicendo che i fedeli avrebbero dovuto essere armati, se volevano difendersi;<br /> Nel 2019 un 21enne di estrema destra uccide 23 persone in un Walmart di El Paso, Texas, dopo aver pubblicato un manifesto online che preannunciava “l’invasione ispanica;”<br /> Un uomo del Montana spacca la testa a un bambino di 13 anni che non si è tolto il cappello durante l’inno nazionale, e il suo avvocato indica nella retorica di Trump la prima ragione dell’attacco;<br /> Un 61enne di Milwaukee getta acido su una donna peruviana che stava entrando in un ristorante messicano. La polizia trova nell’appartamento dell’uomo tre lettere indirizzate a Trump;<br /> Nel 2020 esplode la violenza contro gli asioamericani in seguito all’uso frequente dell’espressione “China Virus” — compresi episodi tragicamente truculenti; parlando della vicenda Trump definisce i cittadini statunitensi di origini asiatiche come “loro”;<br /> A maggio, in seguito al brutale omicidio di George Floyd, Trump minaccia di ulteriori violenze i manifestanti innumerevoli volte;<br /> Ad agosto, dopo l’aggressione di Jacob Blake, l’adolescente trumpiano Kyle Rittenhouse apre il fuoco nelle strade di Kenosha;<br /> A settembre Trump si rivolge direttamente ai Proud Boys, in un momento offertogli goffamente da Joe Biden;<br /> A ottobre sei uomini vengono arrestati per aver ordito un complotto per rapire la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer; Trump coglie l’occasione per attaccarla;<br /> Dopo aver perso le elezioni, Trump calca ancora la mano raccontando di un golpe di cui non ha prove.<br /><br /><br /><br />Ieri, sotto fortissima pressione, Donald Trump ha postato su Twitter — al termine del proprio periodo di museruola — un video in cui, corrucciato, ha garantito che la “nuova amministrazione” presterà giuramento il 20 gennaio come previsto. Trump ha detto anche che “essere il vostro presidente è stato il più grande onore della mia vita.” Leggendo da un suggeritore elettronico, il presidente]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43907</guid><pubDate>Fri, 08 Jan 2021 16:15:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147450/trappist_100.mp3" length="87223319" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’assalto del Campidoglio è figlio di cinque anni di escalation di razzismo, odio, violenza fisica. E se fosse solo l’inizio?

È facile perdere di vista quanto la situazione negli Stati Uniti si sia aggravata sul fronte del razzismo, della violenza,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’assalto del Campidoglio è figlio di cinque anni di escalation di razzismo, odio, violenza fisica. E se fosse solo l’inizio?<br /><br />È facile perdere di vista quanto la situazione negli Stati Uniti si sia aggravata sul fronte del razzismo, della violenza, della diffusione dell’odio nel corso degli ultimi cinque anni — è semplicemente successo, un giorno alla volta. In questa puntata di TRAPPIST proviamo a elencare alcuni dei passaggi più importanti che hanno portato alla radicalizzazione di metà dell’elettorato statunitense. <br /><br />Riassumendole brevemente:<br /><br /> <br /><br /> 2015: Trump definisce Sanders “un debole” perché ha lasciato la parola a due attiviste Black Lives Matter;<br /> Due uomini a Boston vengono arrestati per aver assalito un uomo senza dimora, e si difendono dicendo che “Trump ha ragione.” Lui li difende;<br /> 2016: Nel corso della campagna elettorale chiede la rimozione, auspicando sia violenta, di numerosi contro–manifestanti presenti ai propri eventi;<br /> Trump si lamenta che i poliziotti sono diventati troppo poco violenti, perché “stiamo diventando un paese spaventato”;<br /> 2017: Aggressione di una dipendente di Delta musulmana lo stesso giorno della prima firma del Muslim ban;<br /> Nello stesso anno inizia l’ormai iconica guerra contro la stampa;<br /> Durante un discorso da presidente, Trump invita di nuovo la polizia ad essere più violenta;<br /> Ad agosto avviene la tristemente nota manifestazione di “Unite the Right,” in cui la contromanifestante 32enne Heather Heyer viene travolta e uccisa da un’auto. È l’occasione della storica citazione: “You also had some very fine people on both sides”;<br /> Nel 2018, mentre Trump aggrava le già violente politiche contro le famiglie di migranti, inizia una progressiva accelerazione degli episodi violenti;<br /> Tra ottobre e novembre un Florida man trumpiano invia 16 tubi bomba a personalità del partito democratico e Trump usa l’occasione per attaccare ancora la stampa;<br /> Sempre a ottobre un terrorista anti–semita uccide 11 persone nella sinagoga di Pittsburgh. Trump commenta la notizia dicendo che i fedeli avrebbero dovuto essere armati, se volevano difendersi;<br /> Nel 2019 un 21enne di estrema destra uccide 23 persone in un Walmart di El Paso, Texas, dopo aver pubblicato un manifesto online che preannunciava “l’invasione ispanica;”<br /> Un uomo del Montana spacca la testa a un bambino di 13 anni che non si è tolto il cappello durante l’inno nazionale, e il suo avvocato indica nella retorica di Trump la prima ragione dell’attacco;<br /> Un 61enne di Milwaukee getta acido su una donna peruviana che stava entrando in un ristorante messicano. La polizia trova nell’appartamento dell’uomo tre lettere indirizzate a Trump;<br /> Nel 2020 esplode la violenza contro gli asioamericani in seguito all’uso frequente dell’espressione “China Virus” — compresi episodi tragicamente truculenti; parlando della vicenda Trump definisce i cittadini statunitensi di origini asiatiche come “loro”;<br /> A maggio, in seguito al brutale omicidio di George Floyd, Trump minaccia di ulteriori violenze i manifestanti innumerevoli volte;<br /> Ad agosto, dopo l’aggressione di Jacob Blake, l’adolescente trumpiano Kyle Rittenhouse apre il fuoco nelle strade di Kenosha;<br /> A settembre Trump si rivolge direttamente ai Proud Boys, in un momento offertogli goffamente da Joe Biden;<br /> A ottobre sei uomini vengono arrestati per aver ordito un complotto per rapire la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer; Trump coglie l’occasione per attaccarla;<br /> Dopo aver perso le elezioni, Trump calca ancora la mano raccontando di un golpe di cui non ha prove.<br /><br /><br /><br />Ieri, sotto fortissima pressione, Donald Trump ha postato su Twitter — al termine del proprio periodo di museruola — un video in cui, corrucciato, ha garantito che la “nuova amministrazione” presterà giuramento il 20 gennaio come previsto. 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Chiudiamo quest’anno di TRAPPIST ripercorrendo le politiche migratorie del governo italiano durante un anno in cui grazie alla pandemia sono state giustificate ulteriori restrizioni dei diritti umani, contro le quali è stato spesso molto difficile protestare.<br /><br />Dall’istituzione delle navi quarantena alla riapertura del CPR di via Corelli a Milano: il governo ha raccontato il nuovo decreto immigrazione come un importante passo avanti contro le leggi firmate da Salvini — ma per ogni cambiamento positivo, Pd e M5S hanno ereditato volentieri diverse misure retrograde. L’anno finisce con ancora molto da chiarire sul nuovo accordo con la Tunisia, e con nessuno sviluppo sui lager in Libia — dove teoricamente esattamente tra un anno ci dovrebbero essere nuove elezioni per un governo che unisca il paese.<br /><br />Anche guardando lo scenario europeo nel suo insieme è stato un anno complesso. Dopo l’incendio catastrofico del campo profughi di Moria, sull’isola di Lesbo, il Patto sulla migrazione e l’asilo ha cercato di ridefinire il concetto di “solidarietà” — visto come solidarietà tra stati europei nel gestire il “fardello” dei migranti, e non verso chi migra rischiando la vita. Un mese fa, il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione ha promesso di fare passi avanti importanti: ma non essendo vincolante difficilmente marcherà un vero cambio di direzione rispetto alle politiche sempre più repressive degli stati del continente.<br />Show notes<br /><br /> Navi e bus, la "quarantena" dei migranti - Redattore Sociale<br /> «Navi quarantena», i minori che hanno perso la vita sono due | il manifesto<br /> Italia-Tunisia e quell’accordo fantasma - Nigrizia<br /> Che cambia con il nuovo decreto immigrazione - Annalisa Camilli - Internazionale<br /> I migranti in Libia li lasciamo morire in mare o marcire nei lager | Globalist<br /> Perché ora i migranti vanno verso le Canarie - Il Post<br /> Un anno di Commissione Von der Leyen: il punto sulle politiche per le migrazioni ⁄ Open Migration<br /> Il Cpr di via Corelli dev’essere chiuso al più presto<br /> L'Europa delle deportazioni sponsorizzate<br /> Nel braccio di ferro tra il governo e Musumeci a nessuno interessa dei diritti dei migranti<br /> Chi parte dalla Tunisia lo fa perché non ha altra scelta<br /> La guardia costiera libica ha ucciso tre persone, ma al governo italiano non importa<br /> Lo sciopero è l’ultima arma rimasta ai braccianti delle campagne<br /> Nessun diritto per i migranti sulla rotta balcanica durante la pandemia<br /> Non c’è bisogno di pagare riscatti: le armi esportate dall’Italia finiscono già in mano ai terroristi<br /> Nel Mediterraneo centrale non ci sono più navi di soccorso<br /> Più di 600 persone a marzo sono state respinte in Libia<br /> Nel Mediterraneo centrale non ci sono più navi di soccorso<br /> La Grecia deporta i migranti verso la Turchia?<br /> Serve ancora a qualcosa la Giornata mondiale del rifugiato?<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43729</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2020 15:11:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147422/2020_politiche_migratorie.mp3" length="95999208" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dalle navi quarantena al Cpr di via Corelli, dagli accordi con la Tunisia al Patto sulla migrazione e l’asilo, è stato un anno durissimo — e, in Italia, il decreto immigrazione non chiude con il passato ingombrante e razzista dei partiti della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dalle navi quarantena al Cpr di via Corelli, dagli accordi con la Tunisia al Patto sulla migrazione e l’asilo, è stato un anno durissimo — e, in Italia, il decreto immigrazione non chiude con il passato ingombrante e razzista dei partiti della coalizione di governo<br />Era l’8 aprile quando, di fronte alla prima ondata di contagio, i ministri De Micheli, Lamorgese, Di Maio e Speranza — del governo Conte II, quello della “discontinuità” — firmavano per chiudere i porti dell’Italia, a loro detta non più un “porto sicuro” a causa del Covid. Chiudiamo quest’anno di TRAPPIST ripercorrendo le politiche migratorie del governo italiano durante un anno in cui grazie alla pandemia sono state giustificate ulteriori restrizioni dei diritti umani, contro le quali è stato spesso molto difficile protestare.<br /><br />Dall’istituzione delle navi quarantena alla riapertura del CPR di via Corelli a Milano: il governo ha raccontato il nuovo decreto immigrazione come un importante passo avanti contro le leggi firmate da Salvini — ma per ogni cambiamento positivo, Pd e M5S hanno ereditato volentieri diverse misure retrograde. L’anno finisce con ancora molto da chiarire sul nuovo accordo con la Tunisia, e con nessuno sviluppo sui lager in Libia — dove teoricamente esattamente tra un anno ci dovrebbero essere nuove elezioni per un governo che unisca il paese.<br /><br />Anche guardando lo scenario europeo nel suo insieme è stato un anno complesso. Dopo l’incendio catastrofico del campo profughi di Moria, sull’isola di Lesbo, il Patto sulla migrazione e l’asilo ha cercato di ridefinire il concetto di “solidarietà” — visto come solidarietà tra stati europei nel gestire il “fardello” dei migranti, e non verso chi migra rischiando la vita. Un mese fa, il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione ha promesso di fare passi avanti importanti: ma non essendo vincolante difficilmente marcherà un vero cambio di direzione rispetto alle politiche sempre più repressive degli stati del continente.<br />Show notes<br /><br /> Navi e bus, la "quarantena" dei migranti - Redattore Sociale<br /> «Navi quarantena», i minori che hanno perso la vita sono due | il manifesto<br /> Italia-Tunisia e quell’accordo fantasma - Nigrizia<br /> Che cambia con il nuovo decreto immigrazione - Annalisa Camilli - Internazionale<br /> I migranti in Libia li lasciamo morire in mare o marcire nei lager | Globalist<br /> Perché ora i migranti vanno verso le Canarie - Il Post<br /> Un anno di Commissione Von der Leyen: il punto sulle politiche per le migrazioni ⁄ Open Migration<br /> Il Cpr di via Corelli dev’essere chiuso al più presto<br /> L'Europa delle deportazioni sponsorizzate<br /> Nel braccio di ferro tra il governo e Musumeci a nessuno interessa dei diritti dei migranti<br /> Chi parte dalla Tunisia lo fa perché non ha altra scelta<br /> La guardia costiera libica ha ucciso tre persone, ma al governo italiano non importa<br /> Lo sciopero è l’ultima arma rimasta ai braccianti delle campagne<br /> Nessun diritto per i migranti sulla rotta balcanica durante la pandemia<br /> Non c’è bisogno di pagare riscatti: le armi esportate dall’Italia finiscono già in mano ai terroristi<br /> Nel Mediterraneo centrale non ci sono più navi di soccorso<br /> Più di 600 persone a marzo sono state respinte in Libia<br /> Nel Mediterraneo centrale non ci sono più navi di soccorso<br /> La Grecia deporta i migranti verso la Turchia?<br /> Serve ancora a qualcosa la Giornata mondiale del rifugiato?<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>3998</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e22c134d899f590a6373622a9c41b0aa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>098: Gli ultimi giorni del Regno Unito nell’Unione europea</title><link>https://www.spreaker.com/episode/098-gli-ultimi-giorni-del-regno-unito-nell-unione-europea--48147416</link><description><![CDATA[Domenica è letteralmente l’ultimo giorno per siglare un accordo post–Brexit prima della fine dell’anno. Ma il governo Johnson vuole davvero un accordo? E soprattutto, in caso di emergenza, si potrebbe estendere il periodo di transizione all’ultimo minuto?<br />Giovedì sera Boris Johnson e Ursula von der Leyen si sono di nuovo sentiti al telefono per discutere dei negoziati sull’accordo post–Brexit. Al termine della conversazione von der Leyen ha pubblicato un breve comunicato, in cui dice che i due leader hanno fatto “progressi sostanziali” su molti fronti, ma che rimangono ancora molte divergenze da coprire — in particolare riguardo alla questione della pesca. Johnson ha descritto la situazione in un modo diverso, scrivendo su Twitter che “la posizione dell’Unione europea deve cambiare sostanzialmente.” <br /><br />Nel comunicato di Downing Street si legge che restano aperte ancora questioni anche riguardo il “level playing field,” ovvero l’obbligo per il Regno Unito di non abbassare i propri standard per fare slealmente concorrenza all’Unione europea. Si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo: il Parlamento europeo ha avanzato ieri quasi un ultimatum ai negoziatori, ricordando che l’ultima data per avere il tempo di ratificare l’accordo è questa domenica. In caso contrario, in meno di due settimane il Regno Unito dovrà affrontare un’uscita no deal potenzialmente caotica e certamente di grave impatto economico.<br /><br />Ma come si è arrivati a questo punto? Siglare un trattato post–Brexit in un anno era già considerato da molti un’impresa quasi impossibile, e con la pandemia sarebbe stato solo ragionevole da parte del Regno Unito chiedere un’estensione del periodo di transizione oltre il 31 dicembre 2020. Ma anche questa estensione aveva una scadenza — quella del primo luglio. E all’epoca, il governo Johnson ha deciso che non gli sarebbe servito altro tempo. Oggi, di fronte ai segnali vagamente positivi delle scorse settimane, però, una estensione — anche solo di qualche settimana — sembra una soluzione necessaria seppur creativa.<br /><br />Tutto questo ammesso e non concesso che ad un accordo ci si possa arrivare. Fin dal 2019 è stato difficile interpretare il comportamento del governo Johnson, spesso così oltranzista da lasciare il dubbio che mirasse a uno scontro frontale e a una pericolosissima uscita no deal. In modo molto simbolico sembra che l’ultimo punto rimasto in sospeso sia proprio quello della pesca, già al centro della questione nazionalistica fin dall’inizio, quando era uno dei capisaldi della retorica brexista, con tanto di manifestazione in barca lungo il Tamigi capitanata da Nigel Farage. Sì, non ce ne siamo dimenticati.<br />Show notes<br /><br /> Prime Minister’s call with European Commission President Ursula von der Leyen: 17 December 2020 - GOV.UK<br /> Brexit talks: 'Moment of truth' says Barnier as only a 'few hours left' to strike a deal<br /> Brexit: Boris Johnson says talks in 'serious situation' after call with EU chief | Politics | The Guardian<br /> Brexit talks: 'Narrow path' exists to a deal with UK, von der Leyen tells MEPs<br /> Fishing: Why is fishing important in Brexit trade talks? - BBC News<br /> The Economist explains - Why fishing might scupper a Brexit deal | The Economist explains | The Economist<br /> In cod we trust: How fish became such a Brexit problem<br /> Can the post-Brexit transition period be extended — and if not, why not?<br /> UK formally rejects Brexit transition period extension<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesube Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.<br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43699</guid><pubDate>Fri, 18 Dec 2020 13:08:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147416/trappist_098.mp3" length="72660785" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica è letteralmente l’ultimo giorno per siglare un accordo post–Brexit prima della fine dell’anno. Ma il governo Johnson vuole davvero un accordo? E soprattutto, in caso di emergenza, si potrebbe estendere il periodo di transizione all’ultimo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica è letteralmente l’ultimo giorno per siglare un accordo post–Brexit prima della fine dell’anno. Ma il governo Johnson vuole davvero un accordo? E soprattutto, in caso di emergenza, si potrebbe estendere il periodo di transizione all’ultimo minuto?<br />Giovedì sera Boris Johnson e Ursula von der Leyen si sono di nuovo sentiti al telefono per discutere dei negoziati sull’accordo post–Brexit. Al termine della conversazione von der Leyen ha pubblicato un breve comunicato, in cui dice che i due leader hanno fatto “progressi sostanziali” su molti fronti, ma che rimangono ancora molte divergenze da coprire — in particolare riguardo alla questione della pesca. Johnson ha descritto la situazione in un modo diverso, scrivendo su Twitter che “la posizione dell’Unione europea deve cambiare sostanzialmente.” <br /><br />Nel comunicato di Downing Street si legge che restano aperte ancora questioni anche riguardo il “level playing field,” ovvero l’obbligo per il Regno Unito di non abbassare i propri standard per fare slealmente concorrenza all’Unione europea. Si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo: il Parlamento europeo ha avanzato ieri quasi un ultimatum ai negoziatori, ricordando che l’ultima data per avere il tempo di ratificare l’accordo è questa domenica. In caso contrario, in meno di due settimane il Regno Unito dovrà affrontare un’uscita no deal potenzialmente caotica e certamente di grave impatto economico.<br /><br />Ma come si è arrivati a questo punto? Siglare un trattato post–Brexit in un anno era già considerato da molti un’impresa quasi impossibile, e con la pandemia sarebbe stato solo ragionevole da parte del Regno Unito chiedere un’estensione del periodo di transizione oltre il 31 dicembre 2020. Ma anche questa estensione aveva una scadenza — quella del primo luglio. E all’epoca, il governo Johnson ha deciso che non gli sarebbe servito altro tempo. Oggi, di fronte ai segnali vagamente positivi delle scorse settimane, però, una estensione — anche solo di qualche settimana — sembra una soluzione necessaria seppur creativa.<br /><br />Tutto questo ammesso e non concesso che ad un accordo ci si possa arrivare. Fin dal 2019 è stato difficile interpretare il comportamento del governo Johnson, spesso così oltranzista da lasciare il dubbio che mirasse a uno scontro frontale e a una pericolosissima uscita no deal. In modo molto simbolico sembra che l’ultimo punto rimasto in sospeso sia proprio quello della pesca, già al centro della questione nazionalistica fin dall’inizio, quando era uno dei capisaldi della retorica brexista, con tanto di manifestazione in barca lungo il Tamigi capitanata da Nigel Farage. Sì, non ce ne siamo dimenticati.<br />Show notes<br /><br /> Prime Minister’s call with European Commission President Ursula von der Leyen: 17 December 2020 - GOV.UK<br /> Brexit talks: 'Moment of truth' says Barnier as only a 'few hours left' to strike a deal<br /> Brexit: Boris Johnson says talks in 'serious situation' after call with EU chief | Politics | The Guardian<br /> Brexit talks: 'Narrow path' exists to a deal with UK, von der Leyen tells MEPs<br /> Fishing: Why is fishing important in Brexit trade talks? - BBC News<br /> The Economist explains - Why fishing might scupper a Brexit deal | The Economist explains | The Economist<br /> In cod we trust: How fish became such a Brexit problem<br /> Can the post-Brexit transition period be extended — and if not, why not?<br /> UK formally rejects Brexit transition period extension<br /><br />In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesube Alessandro Massone @amassone. 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La Procura di Roma ha concluso le indagini avviate nel 2016 sul brutale omicidio del ricercatore friulano, attribuendone la responsabilità a quattro ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani, a cui il procuratore Michele Prestipino e il pm Sergio Colaiocco contestano, a vario titolo, il reato di sequestro di persona pluriaggravato, di concorso in lesioni personali e di omicidio. I quattro responsabili materiali della morte di Giulio Regeni sono il generale Tariq Sabir, il colonnello Athar Kamel, il colonnello Usham Helmi, il maggiore Magdi Sharif e l’agente Mahmoud Najem. È stato possibile ricostruire la dinamica dell’omicidio grazie a cinque testimonianze chiave raccolte sia in Egitto, riuscendo a filtrare le maglie della repressione, che in Kenya. L’identità dei cinque testimoni è segreta.<br /><br />Dalla ricostruzione emerge come Regeni sia stato intercettato e pedinato prima della cattura da parte delle forze di sicurezza egiziane, che l’avrebbero sequestrato in una stazione della metropolitana del Cairo e portato in una villa, utilizzata dal ministero dell’Interno per “torturare i cittadini stranieri sospettati di minare alla sicurezza dello Stato,” per la precisione nella stanza numero 13 della struttura. Dove avrebbe trovato la morte. Nonostante le prove raccolte, l’Egitto ha deciso di non collaborare con le indagini, e continua a seguire la pista della criminalità comune. Il regime non ha fornito — e sembra che non fornirà — alla procura di Roma il domicilio dei quattro agenti incriminati, necessario non tanto per raggiungerli fisicamente, ma per recapitare gli atti del processo.<br /><br />A detta della procura stessa, questo risultato è stato possibile grazie alla tenacia della famiglia Regeni, che non si è piegata di fronte alle beffe e ai tentativi di insabbiamento della dittatura di al-Sisi. Al contrario, il ruolo del governo sembra essere quanto mai defilato. Ieri Luigi Di Maio — che, ricordiamo, è anche ministro degli Esteri — ha rilasciato uno scarno comunicato in cui definisce “inquietante” quanto ricostruito dalla procura italiana sulla fine di Regeni, chiedendo “al Cairo un chiaro cambio di passo. Basta tentennamenti. Basta attese,” esprimendo poi la propria “profonda vicinanza alla famiglia Regeni e a chi si batte per restituire verità e giustizia ai genitori di Giulio.” Lui non sembra includersi tra questi ultimi, evidentemente.<br /><br />I genitori di Regeni hanno chiesto invece un nuovo ritiro dell’ambasciatore italiano dall’Egitto, una mossa molto grave nel linguaggio della diplomazia internazionale: “Quando è stato deciso dal governo Gentiloni di rinviare al Cairo l’ambasciatore Cantini, uno degli scopi principali era la ricerca di verità e giustizia per nostro figlio. Purtroppo questo punto è stato messo in secondo piano, dando priorità alla normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto e a sviluppare i reciproci interessi in campo economico, finanziario, militare e nel turismo, evitando di affrontare qualsiasi scontro.”<br /><br />È ormai chiaro, infatti, che il regime egiziano sta provando a blandire le autorità italiane con il denaro. Come? Commissionando alle aziende nostrane commesse di armamenti sempre più ricche. Lo scorso giugno era emerso come le licenze per l’esportazione di materiale militare dall’Italia al regime di al Sisi siano passate dai 7,1 milioni di euro del 2016 a 7,4 nel 2017 fino a raggiungere 69 milioni di euro nel 2018 — per poi arrivare alla gigantesca commessa da 10 miliardi di euro resa nota durante l’estate. Due fregate, missili, aerei da combattimento — tutti venduti a uno dei regimi che, secondo i report di Amnesty e Humans Rights Watch, è coinvolto nelle più sistematiche violazi]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43655</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2020 14:30:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147448/097_quanto_costa_la_verita_per_giulio_regeni.mp3" length="99518215" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La storia del caso Regeni, ancora lontana da una conclusione, ha svelato che per la politica italiana gli interessi legati alle armi e agli idrocarburi sono più importanti dei diritti umani
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I quattro responsabili materiali della morte di Giulio Regeni sono il generale Tariq Sabir, il colonnello Athar Kamel, il colonnello Usham Helmi, il maggiore Magdi Sharif e l’agente Mahmoud Najem. È stato possibile ricostruire la dinamica dell’omicidio grazie a cinque testimonianze chiave raccolte sia in Egitto, riuscendo a filtrare le maglie della repressione, che in Kenya. L’identità dei cinque testimoni è segreta.<br /><br />Dalla ricostruzione emerge come Regeni sia stato intercettato e pedinato prima della cattura da parte delle forze di sicurezza egiziane, che l’avrebbero sequestrato in una stazione della metropolitana del Cairo e portato in una villa, utilizzata dal ministero dell’Interno per “torturare i cittadini stranieri sospettati di minare alla sicurezza dello Stato,” per la precisione nella stanza numero 13 della struttura. Dove avrebbe trovato la morte. Nonostante le prove raccolte, l’Egitto ha deciso di non collaborare con le indagini, e continua a seguire la pista della criminalità comune. Il regime non ha fornito — e sembra che non fornirà — alla procura di Roma il domicilio dei quattro agenti incriminati, necessario non tanto per raggiungerli fisicamente, ma per recapitare gli atti del processo.<br /><br />A detta della procura stessa, questo risultato è stato possibile grazie alla tenacia della famiglia Regeni, che non si è piegata di fronte alle beffe e ai tentativi di insabbiamento della dittatura di al-Sisi. Al contrario, il ruolo del governo sembra essere quanto mai defilato. Ieri Luigi Di Maio — che, ricordiamo, è anche ministro degli Esteri — ha rilasciato uno scarno comunicato in cui definisce “inquietante” quanto ricostruito dalla procura italiana sulla fine di Regeni, chiedendo “al Cairo un chiaro cambio di passo. Basta tentennamenti. Basta attese,” esprimendo poi la propria “profonda vicinanza alla famiglia Regeni e a chi si batte per restituire verità e giustizia ai genitori di Giulio.” Lui non sembra includersi tra questi ultimi, evidentemente.<br /><br />I genitori di Regeni hanno chiesto invece un nuovo ritiro dell’ambasciatore italiano dall’Egitto, una mossa molto grave nel linguaggio della diplomazia internazionale: “Quando è stato deciso dal governo Gentiloni di rinviare al Cairo l’ambasciatore Cantini, uno degli scopi principali era la ricerca di verità e giustizia per nostro figlio. Purtroppo questo punto è stato messo in secondo piano, dando priorità alla normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto e a sviluppare i reciproci interessi in campo economico, finanziario, militare e nel turismo, evitando di affrontare qualsiasi scontro.”<br /><br />È ormai chiaro, infatti, che il regime egiziano sta provando a blandire le autorità italiane con il denaro. Come? Commissionando alle aziende nostrane commesse di armamenti sempre più ricche. Lo scorso giugno era emerso come le licenze per l’esportazione di materiale militare dall’Italia al regime di al Sisi siano passate dai 7,1 milioni di euro del 2016 a 7,4 nel 2017 fino a raggiungere 69 milioni di euro nel 2018 — per poi arrivare alla gigantesca commessa da 10 miliardi di euro resa nota durante l’estate. 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Anche se è una tattica molto rischiosa — perché la vaccinazione richiederà molto tempo — almeno sul fronte dei vaccini c’è qualche buona novità.<br /><br />Durante gli ultimi giorni infatti Moderna, e Pfizer e BioNTech hanno fatto domanda per chiedere l’autorizzazione d’emergenza per l’uso dei propri vaccini in Europa. Moderna e Pfizer sono i due “vincitori” della corsa vaccinale: le prime due aziende ad aver terminato i test necessari per dimostrare la sicurezza e l’efficacia dopo le imprecisioni di AstraZeneca nel testing del “vaccino di Oxford.”<br /><br />In particolare, il vaccino di Pfizer sembra quello che per primo verrà distribuito e utilizzato in Europa. Secondo i dati rilasciati dall’azienda, ha un’efficacia del 95%, e del 94% negli adulti di età superiore ai 65 anni. Utilizza la tecnologia dell’RNA messaggero: istruzioni genetiche che aiutano il corpo a riconoscere la proteina spike del virus. Il vaccino di Pfizer ha soprattutto un punto debole: ha bisogno di essere trasportato a temperature ultrafredde — -70 gradi —, per cui sarà quasi impossibile distribuirlo in molte parti del mondo.<br /><br />L’EMA martedì ha dichiarato che avrà bisogno di almeno altre quattro settimane per valutare i vaccini di Pfizer e BioNtech. Gli Stati Uniti e il Regno Unito invece contano di arrivare a una conclusione prima: l’altroieri il Regno Unito ha infatti approvato per l’utilizzo il vaccino di Pfizer. La notizia è stata accolta con un sospiro di sollievo, in particolare dal segretario alla Salute Matt Hancock, che ha sentito il bisogno di dire che il Regno Unito è arrivato primo “grazie alla Brexit.” Una notizia rilanciata, ad esempio, anche da Viktor Orban nella sua polemica contro l’Unione Europea.<br /><br />Purtroppo per Hancock, però, si tratta semplicemente di una falsità: l’approvazione è arrivata nel contesto delle Human Medicines Regulations, approvate molto prima della Brexit — nel 2012. Peraltro, le leggi europee non richiedono che gli stati membri debbano aspettare le indicazioni dell’EMA per procedere con approvazione di medicine per uso d’emergenza. Nonostante il sostegno ungherese in patria Hancock è stato sbugiardato da tutti, perfino dal portavoce di Downing Street.<br /><br />Ok, e in Italia? Mercoledì il ministro Speranza, come previsto, ha riferito in Parlamento sul piano nazionale per i vaccini, confermando che il farmaco sarà gratuito per tutta la popolazione. In base ai piani attuali l’Italia nei prossimi mesi potrà contare su circa 202 milioni di dosi totali, di cui inizialmente 8 forniti da Pfizer e oltre 1 milione da Moderna. Nel caso in cui tutti i vaccini si dimostrassero efficaci e sicuri, l’Italia potrebbe ricevere 40,38 milioni di dosi da Astrazeneca, 26,92 da Johnsson, 20 da Sanofi, 26 da Pfizer-Biontech, oltre a 10 da Moderna. <br /><br />Con quali tempistiche? È prevista una prima partita di dosi all’inizio del 2021, mentre secondo Speranza “il cuore della campagna vaccinale, secondo le previsioni, sarà tra la prossima primavera e l’estate.” Si procederà in ordine di priorità: operatori sanitari e sociosanitari; residenti e personale delle Rsa; persone in età avanzata (over 80) circa 1 milione e 400 mila persone, poi i residenti e il personale delle RSA (le residenze per anziani), circa 570 mila persone. <br /><br />A quel punto si procederà per età in ordine decrescente, cominciando da chi ha più di 80 anni (oltre 4 milioni e 400 mila per]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43606</guid><pubDate>Fri, 04 Dec 2020 15:29:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147461/trappist_096.mp3" length="62100419" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Conte ha firmato il nuovo Dpcm ed è andato in conferenza stampa a presentarlo, sancendo quello che tutti già sapevano: sarà un Natale privato, in cui verranno limitati al massimo gli spostamenti per evitare quella che già viene fatta balenare come la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Conte ha firmato il nuovo Dpcm ed è andato in conferenza stampa a presentarlo, sancendo quello che tutti già sapevano: sarà un Natale privato, in cui verranno limitati al massimo gli spostamenti per evitare quella che già viene fatta balenare come la terza ondata — nonostante la seconda sia ancora molto lontana dal finire, visto l’altissimo numero di morti registrati ieri: 993.<br /><br />Il governo italiano sembra avere elaborato una sola strategia: tenere duro con le misure di distanziamento sociale e aspettare il vaccino, rinunciando di fatto ad elaborare qualsiasi miglioramento dei meccanismi di test & tracciamento. Anche se è una tattica molto rischiosa — perché la vaccinazione richiederà molto tempo — almeno sul fronte dei vaccini c’è qualche buona novità.<br /><br />Durante gli ultimi giorni infatti Moderna, e Pfizer e BioNTech hanno fatto domanda per chiedere l’autorizzazione d’emergenza per l’uso dei propri vaccini in Europa. Moderna e Pfizer sono i due “vincitori” della corsa vaccinale: le prime due aziende ad aver terminato i test necessari per dimostrare la sicurezza e l’efficacia dopo le imprecisioni di AstraZeneca nel testing del “vaccino di Oxford.”<br /><br />In particolare, il vaccino di Pfizer sembra quello che per primo verrà distribuito e utilizzato in Europa. Secondo i dati rilasciati dall’azienda, ha un’efficacia del 95%, e del 94% negli adulti di età superiore ai 65 anni. Utilizza la tecnologia dell’RNA messaggero: istruzioni genetiche che aiutano il corpo a riconoscere la proteina spike del virus. Il vaccino di Pfizer ha soprattutto un punto debole: ha bisogno di essere trasportato a temperature ultrafredde — -70 gradi —, per cui sarà quasi impossibile distribuirlo in molte parti del mondo.<br /><br />L’EMA martedì ha dichiarato che avrà bisogno di almeno altre quattro settimane per valutare i vaccini di Pfizer e BioNtech. Gli Stati Uniti e il Regno Unito invece contano di arrivare a una conclusione prima: l’altroieri il Regno Unito ha infatti approvato per l’utilizzo il vaccino di Pfizer. La notizia è stata accolta con un sospiro di sollievo, in particolare dal segretario alla Salute Matt Hancock, che ha sentito il bisogno di dire che il Regno Unito è arrivato primo “grazie alla Brexit.” Una notizia rilanciata, ad esempio, anche da Viktor Orban nella sua polemica contro l’Unione Europea.<br /><br />Purtroppo per Hancock, però, si tratta semplicemente di una falsità: l’approvazione è arrivata nel contesto delle Human Medicines Regulations, approvate molto prima della Brexit — nel 2012. Peraltro, le leggi europee non richiedono che gli stati membri debbano aspettare le indicazioni dell’EMA per procedere con approvazione di medicine per uso d’emergenza. Nonostante il sostegno ungherese in patria Hancock è stato sbugiardato da tutti, perfino dal portavoce di Downing Street.<br /><br />Ok, e in Italia? Mercoledì il ministro Speranza, come previsto, ha riferito in Parlamento sul piano nazionale per i vaccini, confermando che il farmaco sarà gratuito per tutta la popolazione. In base ai piani attuali l’Italia nei prossimi mesi potrà contare su circa 202 milioni di dosi totali, di cui inizialmente 8 forniti da Pfizer e oltre 1 milione da Moderna. Nel caso in cui tutti i vaccini si dimostrassero efficaci e sicuri, l’Italia potrebbe ricevere 40,38 milioni di dosi da Astrazeneca, 26,92 da Johnsson, 20 da Sanofi, 26 da Pfizer-Biontech, oltre a 10 da Moderna. <br /><br />Con quali tempistiche? È prevista una prima partita di dosi all’inizio del 2021, mentre secondo Speranza “il cuore della campagna vaccinale, secondo le previsioni, sarà tra la prossima primavera e l’estate.” Si procederà in ordine di priorità: operatori sanitari e sociosanitari; residenti e personale delle Rsa; persone in età avanzata (over 80) circa 1 milione e 400 mila persone, poi i residenti e il personale delle RSA (le residenze per anziani), circa 570 mila persone. <br /><br />A quel punto si procederà per età in ordine decrescente,...]]></itunes:summary><itunes:duration>3878</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/475d7f02d868010519b48a08f719f884.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>095: Natale con i sopravvissuti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/095-natale-con-i-sopravvissuti--48147382</link><description><![CDATA[Dalle regole delle 6 M in Spagna alle norme sui fuochi di Capodanno in Germania, cerchiamo di capire come gli stati europei si stanno muovendo nella speranza di garantire un Natale sicuro.<br /><br />Come tutta Europa era arrivata di fronte alle necessità di fare nuovi lockdown, ora tutta Europa cerca di capire come riaprire in vista del Natale. A differenza delle riaperture di maggio, però, questa volta c’è molta più fretta: non si riapre perché si riusciti a limitare il contagio, ma perché c’è l’urgenza di garantire l’usuale boom dei consumi per i regali di Natale. Per questo, le misure arrivano con compromessi, promemoria, e preghiere di autoisolamento.<br /><br />In Spagna il governo lavora ad una campagna per ricordare le “6 M” da rispettare durante la tregua invernale — mascarilla, manos, metros, maximizar ventilacion, e minimizar numero de contactos, e “Me quedo en casa” (sì); in Francia ci si potrà spostare tra regioni, ma bisogna evitare “i viaggi inutili;” in Germania i governatori dei Lander pregano i cittadini di mettersi in autoisolamento in attesa del cenone — e chiedono ai datori di lavoro di offrire flessibilità ai propri dipendenti per lavorare da casa nei giorni precedenti alle ferie, una cosa che succederà di sicuro.<br /><br />In Italia sono ancora molti i punti interrogativi, ma mentre continua la lotta tra regioni e stato sulla possibilità di spostarsi oltre i confini regionali, l’Europa deve fare i conti con la necessità di improvvisare un’alleanza per la chiusura delle località sciistiche.<br /><br />Ma mentre ci si preoccupa di garantire lo scambio dei regali, l’Europa continua a non avere nessun vero piano per limitare il contagio e tracciare i contatti — al netto di ripetere enfaticamente che bisogna a tutti i costi “evitare la terza ondata,” prima ancora di aver superato la seconda. Gli stati europei, al contrario, sembrano concentrati per accelerare al massimo l’approvazione e la distribuzione del vaccino, un’operazione che però non è sostitutiva a quelle di test & tracciamento, anche perché per realizzare la vaccinazione di una parte consistente della popolazione ci vorrà molto tempo.<br /><br />Leggi le note dell’episodio al link in bio:]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/095-natale-con-i-sopravvissuti/</guid><pubDate>Thu, 26 Nov 2020 13:22:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147382/095_natale_con_i_sopravvissuti.mp3" length="91225069" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dalle regole delle 6 M in Spagna alle norme sui fuochi di Capodanno in Germania, cerchiamo di capire come gli stati europei si stanno muovendo nella speranza di garantire un Natale sicuro.

Come tutta Europa era arrivata di fronte alle necessità di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dalle regole delle 6 M in Spagna alle norme sui fuochi di Capodanno in Germania, cerchiamo di capire come gli stati europei si stanno muovendo nella speranza di garantire un Natale sicuro.<br /><br />Come tutta Europa era arrivata di fronte alle necessità di fare nuovi lockdown, ora tutta Europa cerca di capire come riaprire in vista del Natale. A differenza delle riaperture di maggio, però, questa volta c’è molta più fretta: non si riapre perché si riusciti a limitare il contagio, ma perché c’è l’urgenza di garantire l’usuale boom dei consumi per i regali di Natale. Per questo, le misure arrivano con compromessi, promemoria, e preghiere di autoisolamento.<br /><br />In Spagna il governo lavora ad una campagna per ricordare le “6 M” da rispettare durante la tregua invernale — mascarilla, manos, metros, maximizar ventilacion, e minimizar numero de contactos, e “Me quedo en casa” (sì); in Francia ci si potrà spostare tra regioni, ma bisogna evitare “i viaggi inutili;” in Germania i governatori dei Lander pregano i cittadini di mettersi in autoisolamento in attesa del cenone — e chiedono ai datori di lavoro di offrire flessibilità ai propri dipendenti per lavorare da casa nei giorni precedenti alle ferie, una cosa che succederà di sicuro.<br /><br />In Italia sono ancora molti i punti interrogativi, ma mentre continua la lotta tra regioni e stato sulla possibilità di spostarsi oltre i confini regionali, l’Europa deve fare i conti con la necessità di improvvisare un’alleanza per la chiusura delle località sciistiche.<br /><br />Ma mentre ci si preoccupa di garantire lo scambio dei regali, l’Europa continua a non avere nessun vero piano per limitare il contagio e tracciare i contatti — al netto di ripetere enfaticamente che bisogna a tutti i costi “evitare la terza ondata,” prima ancora di aver superato la seconda. Gli stati europei, al contrario, sembrano concentrati per accelerare al massimo l’approvazione e la distribuzione del vaccino, un’operazione che però non è sostitutiva a quelle di test & tracciamento, anche perché per realizzare la vaccinazione di una parte consistente della popolazione ci vorrà molto tempo.<br /><br />Leggi le note dell’episodio al link in bio:]]></itunes:summary><itunes:duration>3799</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>094: La scuola tra Dad, lotta alla cultura maschilista e disuguaglianze</title><link>https://www.spreaker.com/episode/094-la-scuola-tra-dad-lotta-alla-cultura-maschilista-e-disuguaglianze--48147451</link><description><![CDATA[Il caso di una maestra d’asilo torinese, licenziata dal proprio istituto dopo essere stata vittima di revenge porn, ha contribuito a riportare la scuola al centro del dibattito nazionale. Ma com’è la scuola che i ragazzi e i professori sono costretti a vivere durante il lockdown?<br /><br />La scuola sarebbe dovuta essere una delle priorità del governo, insieme al lavoro — ma appena i contagi hanno cominciato a risalire, è stata rapidamente sacrificata in favore della produttività nazionale. Com’è la situazione oggi che la maggior parte degli alunni sono in didattica a distanza? Ne abbiamo parlato con Elena D’Alì di Chiamando Eva, e insieme a lei abbiamo cercato di capire com’è possibile che il problema della scuola italiana, per alcuni, sia il fatto che una maestra d’asilo sia libera di vivere la propria vita privata come vuole, senza essere oggetto di revenge porn.<br /><br />Di problemi, infatti, ce ne sono numerosi. La didattica a distanza, per dichiarazione della stessa ministra Azzolina, aumenta le disuguaglianze tra gli alunni. “In mezzo a tante incognite, una certezza c’è: la chiusura delle scuole non produce gli stessi effetti per tutti,” aveva scritto la ministra su Facebook a fine ottobre. Ora è discutibile e discusso che le scuole possano mai riaprire prima di giugno: il deputato del M5S Marco Bella ha detto che l’ipotesi di tenerle chiuse per tutto l’anno è fuori discussione — ma se qualcuno deve smentire una voce, vuol dire che questa voce per qualche motivo circola. O no?<br /><br />Ci sono, comunque, studenti e docenti che non si rassegnano alla dad. È il caso di Anita, una giovane studente torinese che ha deciso di organizzare un flashmob fuori dalla propria scuola, e seguire da lì alcune delle lezioni in segno di protesta. Il suo esempio è stato velocemente raccolto da altri studenti e studentesse in giro per l’Italia, come a Bologna, dove si è deciso di partecipare alle lezioni davanti alla scuola perché “un'aula non sarà mai più contagiosa di una chiesa.”<br /><br />Ma quanto ha influito la riapertura delle scuole sull’aumento del contagio? Il discorso è molto delicato: nonostante l’aumento dei casi si sia registrato tra settembre e ottobre, non esistono prove conclusive sul fatto che l’aumento dei casi sia stato causato dal rientro scolastico — anzi: evidenze da studi internazionali segnalerebbero il contrario. È però vero che, una volta deterioratasi la situazione, lasciare a casa ampie fette della popolazione — come quella scolastica, appunto — è un buon modo per diminuire in fretta la circolazione del virus.<br /><br />Ma in questi giorni per quanto riguarda la scuola si è parlato soprattutto della vicenda della maestra torinese vittima di revenge porn e successivamente licenziata dal proprio istituto. Nel 2018 la maestra era stata licenziata per colpa della diffusione di alcuni suoi video e foto di nudo, diffusione che è stata fatta a suo danno dall’ex fidanzato.<br />La vicenda è avvenuta nel torinese due anni fa, ma è emersa soltanto ora per via del processo in cui sono state implicate insieme ad altri la direttrice scolastica — accusata di aver obbligato la vittima alle dimissioni e di averla diffamata — e una donna che, imbattutasi nelle foto in una chat di gruppo del mario, aveva riconosciuto e minacciato l’insegnante e fatto circolare ulteriormente il materiale.<br /><br />Per l’ex sono stati disposti i lavori socialmente utili e il risarcimento del danno — ma è chiaro chi ha pagato di più in questa storia, che fa scalpore anche perché al centro vi è quello che per eccellenza nelle categorie che vogliono la donna ferma a un modello degli anni ‘50 è stato il simbolo della donna illibata e premurosa: la maestra d’asilo — Lady Diana insegna. Sembra assurdo che una maestra d’asilo possa avere una vita sessuale — incredibile, vero?<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/11/20/trappist-094/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/11/20/trappist-094/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/094-la-scuola-tra-dad-lotta-alla-cultura-maschilista-e-disuguaglianze/</guid><pubDate>Fri, 20 Nov 2020 14:04:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147451/094_la_scuola_tra_dad_lotta_alla_cultura_maschilista_e_disuguaglianze.mp3" length="76448122" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il caso di una maestra d’asilo torinese, licenziata dal proprio istituto dopo essere stata vittima di revenge porn, ha contribuito a riportare la scuola al centro del dibattito nazionale. Ma com’è la scuola che i ragazzi e i professori sono costretti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il caso di una maestra d’asilo torinese, licenziata dal proprio istituto dopo essere stata vittima di revenge porn, ha contribuito a riportare la scuola al centro del dibattito nazionale. Ma com’è la scuola che i ragazzi e i professori sono costretti a vivere durante il lockdown?<br /><br />La scuola sarebbe dovuta essere una delle priorità del governo, insieme al lavoro — ma appena i contagi hanno cominciato a risalire, è stata rapidamente sacrificata in favore della produttività nazionale. Com’è la situazione oggi che la maggior parte degli alunni sono in didattica a distanza? Ne abbiamo parlato con Elena D’Alì di Chiamando Eva, e insieme a lei abbiamo cercato di capire com’è possibile che il problema della scuola italiana, per alcuni, sia il fatto che una maestra d’asilo sia libera di vivere la propria vita privata come vuole, senza essere oggetto di revenge porn.<br /><br />Di problemi, infatti, ce ne sono numerosi. La didattica a distanza, per dichiarazione della stessa ministra Azzolina, aumenta le disuguaglianze tra gli alunni. “In mezzo a tante incognite, una certezza c’è: la chiusura delle scuole non produce gli stessi effetti per tutti,” aveva scritto la ministra su Facebook a fine ottobre. Ora è discutibile e discusso che le scuole possano mai riaprire prima di giugno: il deputato del M5S Marco Bella ha detto che l’ipotesi di tenerle chiuse per tutto l’anno è fuori discussione — ma se qualcuno deve smentire una voce, vuol dire che questa voce per qualche motivo circola. O no?<br /><br />Ci sono, comunque, studenti e docenti che non si rassegnano alla dad. È il caso di Anita, una giovane studente torinese che ha deciso di organizzare un flashmob fuori dalla propria scuola, e seguire da lì alcune delle lezioni in segno di protesta. Il suo esempio è stato velocemente raccolto da altri studenti e studentesse in giro per l’Italia, come a Bologna, dove si è deciso di partecipare alle lezioni davanti alla scuola perché “un'aula non sarà mai più contagiosa di una chiesa.”<br /><br />Ma quanto ha influito la riapertura delle scuole sull’aumento del contagio? Il discorso è molto delicato: nonostante l’aumento dei casi si sia registrato tra settembre e ottobre, non esistono prove conclusive sul fatto che l’aumento dei casi sia stato causato dal rientro scolastico — anzi: evidenze da studi internazionali segnalerebbero il contrario. È però vero che, una volta deterioratasi la situazione, lasciare a casa ampie fette della popolazione — come quella scolastica, appunto — è un buon modo per diminuire in fretta la circolazione del virus.<br /><br />Ma in questi giorni per quanto riguarda la scuola si è parlato soprattutto della vicenda della maestra torinese vittima di revenge porn e successivamente licenziata dal proprio istituto. Nel 2018 la maestra era stata licenziata per colpa della diffusione di alcuni suoi video e foto di nudo, diffusione che è stata fatta a suo danno dall’ex fidanzato.<br />La vicenda è avvenuta nel torinese due anni fa, ma è emersa soltanto ora per via del processo in cui sono state implicate insieme ad altri la direttrice scolastica — accusata di aver obbligato la vittima alle dimissioni e di averla diffamata — e una donna che, imbattutasi nelle foto in una chat di gruppo del mario, aveva riconosciuto e minacciato l’insegnante e fatto circolare ulteriormente il materiale.<br /><br />Per l’ex sono stati disposti i lavori socialmente utili e il risarcimento del danno — ma è chiaro chi ha pagato di più in questa storia, che fa scalpore anche perché al centro vi è quello che per eccellenza nelle categorie che vogliono la donna ferma a un modello degli anni ‘50 è stato il simbolo della donna illibata e premurosa: la maestra d’asilo — Lady Diana insegna. Sembra assurdo che una maestra d’asilo possa avere una vita sessuale — incredibile, vero?<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/11/20/trappist-094/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/11/20/trappist-094/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3183</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>093: La caduta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/093-la-caduta--48147425</link><description><![CDATA[È passata un’altra settimana: le cause avanzate dai repubblicani si stanno fermando tutte, e il vantaggio di Biden si è solo consolidato. Ma Trump non ammette la sconfitta, e riempie il Pentagono di propri yes men<br /><br />È passata un’altra settimana e no, Donald Trump non ha ancora ammesso la sconfitta alle elezioni statunitensi. Ma mentre le cause avanzate dai repubblicani sembra che non stiano andando avanti, parallelamente Trump non sta solo minando la fiducia di tantissime persone nelle istituzioni democratiche statunitensi: ha avviato anche un assalto alle istituzioni come non si è mai visto da parte di un presidente uscente, tutto incentrato sulla scommessa di riuscire a far decidere le elezioni in tribunale.<br /><br />Il procuratore generale Barr, in un memorandum assurdo, ha dato il via libera ai procuratori federali per investigare su “specifiche accuse” di brogli elettorali prima che il risultato delle elezioni venga certificato. Si tratta di una rottura senza precedenti con le norme — il dipartimento di Giustizia si è sempre tenuto alla larga dalle materie elettorali. Già un mese fa, a inizio ottobre, Barr aveva dato il permesso ai procuratori di annunciare indagini su possibili frodi elettorali anche prima delle elezioni, ma questa seconda operazione è di gravità molto maggiore, tanto che il funzionario al dipartimento di Giustizia che si occupa di brogli elettorali, Richard Pilger, ha annunciato le proprie dimissioni nel giro di poche ore.<br /><br />La strategia di Trump e del Partito repubblicano sembra però non essere stata pianificata molto accuratamente: in tutti gli stati più delicati le cause non stanno portando da nessuna parte, e anche se riuscissero a procedere il vantaggio di Biden sembra ormai così ampio rispetto alle prime previsioni che anche conquistare uno stato a furia di operazioni giudiziarie non basterebbe per garantire la vittoria al presidente uscente.<br /><br />Dunque, perché non accarezzare l’idea di un colpo di stato vero e proprio? Tre giorni fa il presidente ha annunciato il licenziamento del segretario alla Difesa Mark Esper, che a dire il vero era stato dato per morto già mesi fa. Inizialmente il capo del Pentagono aveva tenuto il passo con Trump, facendo ben poco per fermare il blocco agli aiuti militari in Ucraina, il fronte per cui Trump ha rischiato l’impeachment. Esper era così docile con l’amministrazione da meritarsi il soprannome di “Yesper.” Un soprannome umiliante, che perfino il presidente ha usato con la stampa. Solo la scorsa estate il Pentagono e la Casa bianca hanno iniziato a distanziarsi: in particolare, il momento della rottura è stata questa conferenza stampa del 3 giugno, durante la quale Esper ha detto che non avrebbe supportato l’attivazione dell’Insurrection Act per inviare l’esercito nelle città statunitensi e reprimere le proteste di Black Lives Matter. Da allora, moltissimi commentatori davano per scontato il suo licenziamento — il fatto che sia successo questa settimana, però, rende particolarmente preoccupante l’azione del presidente.<br /><br />Negli ultimi mesi Esper aveva tenuto un profilo più basso, con l’eccezione dell’annuncio della messa al bando della bandiera degli Stati confederati dalle basi militari, e aveva già preparato una lettera di dimissioni in caso arrivasse un giorno di pioggia. La dinamica del suo licenziamento resta avvolta nel mistero: il licenziamento di Esper avrebbe dovuto far passare automaticamente la carica, pro tempore, al suo vice Norquist, e invece Trump ha nominato un sostituto ad interim, il direttore del Centro nazionale antiterrorismo Christopher Miller. Contattato dalla stampa, il Pentagono non ha saputo spiegare perché la carica non sia passata a Norquist, che rimarrà vicesegretario. Miller ha un curriculum molto breve per l’incarico che gli è stato assegnato, ma in compenso, quando era stato interrogato dal Senato per la propria precedente nomina aveva rifiutato di promettere che non avrebbe usato strumenti di intelligence nei confronti di cittadini st]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/093-la-caduta/</guid><pubDate>Fri, 13 Nov 2020 15:11:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147425/093_la_caduta.mp3" length="82541340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>È passata un’altra settimana: le cause avanzate dai repubblicani si stanno fermando tutte, e il vantaggio di Biden si è solo consolidato. Ma Trump non ammette la sconfitta, e riempie il Pentagono di propri yes men

È passata un’altra settimana e no,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È passata un’altra settimana: le cause avanzate dai repubblicani si stanno fermando tutte, e il vantaggio di Biden si è solo consolidato. Ma Trump non ammette la sconfitta, e riempie il Pentagono di propri yes men<br /><br />È passata un’altra settimana e no, Donald Trump non ha ancora ammesso la sconfitta alle elezioni statunitensi. Ma mentre le cause avanzate dai repubblicani sembra che non stiano andando avanti, parallelamente Trump non sta solo minando la fiducia di tantissime persone nelle istituzioni democratiche statunitensi: ha avviato anche un assalto alle istituzioni come non si è mai visto da parte di un presidente uscente, tutto incentrato sulla scommessa di riuscire a far decidere le elezioni in tribunale.<br /><br />Il procuratore generale Barr, in un memorandum assurdo, ha dato il via libera ai procuratori federali per investigare su “specifiche accuse” di brogli elettorali prima che il risultato delle elezioni venga certificato. Si tratta di una rottura senza precedenti con le norme — il dipartimento di Giustizia si è sempre tenuto alla larga dalle materie elettorali. Già un mese fa, a inizio ottobre, Barr aveva dato il permesso ai procuratori di annunciare indagini su possibili frodi elettorali anche prima delle elezioni, ma questa seconda operazione è di gravità molto maggiore, tanto che il funzionario al dipartimento di Giustizia che si occupa di brogli elettorali, Richard Pilger, ha annunciato le proprie dimissioni nel giro di poche ore.<br /><br />La strategia di Trump e del Partito repubblicano sembra però non essere stata pianificata molto accuratamente: in tutti gli stati più delicati le cause non stanno portando da nessuna parte, e anche se riuscissero a procedere il vantaggio di Biden sembra ormai così ampio rispetto alle prime previsioni che anche conquistare uno stato a furia di operazioni giudiziarie non basterebbe per garantire la vittoria al presidente uscente.<br /><br />Dunque, perché non accarezzare l’idea di un colpo di stato vero e proprio? Tre giorni fa il presidente ha annunciato il licenziamento del segretario alla Difesa Mark Esper, che a dire il vero era stato dato per morto già mesi fa. Inizialmente il capo del Pentagono aveva tenuto il passo con Trump, facendo ben poco per fermare il blocco agli aiuti militari in Ucraina, il fronte per cui Trump ha rischiato l’impeachment. Esper era così docile con l’amministrazione da meritarsi il soprannome di “Yesper.” Un soprannome umiliante, che perfino il presidente ha usato con la stampa. Solo la scorsa estate il Pentagono e la Casa bianca hanno iniziato a distanziarsi: in particolare, il momento della rottura è stata questa conferenza stampa del 3 giugno, durante la quale Esper ha detto che non avrebbe supportato l’attivazione dell’Insurrection Act per inviare l’esercito nelle città statunitensi e reprimere le proteste di Black Lives Matter. Da allora, moltissimi commentatori davano per scontato il suo licenziamento — il fatto che sia successo questa settimana, però, rende particolarmente preoccupante l’azione del presidente.<br /><br />Negli ultimi mesi Esper aveva tenuto un profilo più basso, con l’eccezione dell’annuncio della messa al bando della bandiera degli Stati confederati dalle basi militari, e aveva già preparato una lettera di dimissioni in caso arrivasse un giorno di pioggia. La dinamica del suo licenziamento resta avvolta nel mistero: il licenziamento di Esper avrebbe dovuto far passare automaticamente la carica, pro tempore, al suo vice Norquist, e invece Trump ha nominato un sostituto ad interim, il direttore del Centro nazionale antiterrorismo Christopher Miller. Contattato dalla stampa, il Pentagono non ha saputo spiegare perché la carica non sia passata a Norquist, che rimarrà vicesegretario. Miller ha un curriculum molto breve per l’incarico che gli è stato assegnato, ma in compenso, quando era stato interrogato dal Senato per la propria precedente nomina aveva rifiutato di promettere che non avrebbe usato strumenti di...]]></itunes:summary><itunes:duration>3437</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>092: Ma quindi è finita?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/092-ma-quindi-e-finita--48147460</link><description><![CDATA[Joe Biden ha vinto le elezioni. Ma basterà? I repubblicani hanno avviato numerose cause per sopprimere centinaia di migliaia di voti, e il comitato elettorale di Trump minaccia che le elezioni “non sono ancora finite”<br /><br />Ok, Trump è indietro in tutti gli stati chiave, e ormai manca davvero poco alla fine dello spoglio dei voti di tutto il paese. Ma era uno scenario tutto sommato previsto — ecco perché il bancarottiere di New York sta da tempo preparando il terreno per cercare di rubare le elezioni. Ieri Trump ha iniziato la giornata twittando di FERMARE IL CONTO — e ha passato la giornata ad accusare i democratici di stare “rubando” le elezioni, ovviamente senza produrre nessuna prova tangibile. Parlando per la prima volta dopo il suo intervento al termine dell’Election Day, quando aveva falsamente annunciato la vittoria, Trump ha dichiarato che “se si contano solo i voti legali” ha vinto, e che “è strano come questi voti per posta siano così di parte” — come se non fosse stato lui stesso a istruire il proprio elettorato a non usare il voto postale.<br /><br />Per capire il livello di menzogne a cui Trump sta arrivando: durante il discorso ha detto che in Georgia “le procedure di voto sono controllate dai democratici,” quando il Segretario di stato non solo è repubblicano, ma è Brad Raffensperger — che due anni fa meritò un diretto endorsement di Trump. Secondo Trump, i democratici “non vogliono che i repubblicani abbiano osservatori a Detroit” per monitorare il voto. A Detroit, per la precisione, i repubblicani hanno 134 osservatori.<br /><br />Ormai è praticamente certo che Biden arriverà sopra i 270 grandi elettori, e in un mondo in cui gli Stati Uniti sono una democrazia funzionante, sarebbe finita lì. Sono però già in atto una serie di strategie per provare a ribaltare la situazione a colpi di carte bollate, possibilmente corredati da minacce di intervento di milizie armate. Il voto in Wisconsin, ad esempio, verrà quasi sicuramente ricontato: se la forbice di diff tra i due candidati è sotto l'1 si può fare praticamente in automatico e di sicuro Trump lo chiederà. Sono già in moto iniziative o tentativi di invalidare i voti in Pennsylvania, Michigan, Arizona — tutti gli stati chiave, insomma.<br /><br />Con il vantaggio per Biden che sembra sempre più solido, è anche sempre meno probabile che questi tentativi di colpo di stato invalidare il funzionamento della macchina elettorale riescano. Sono però un indizio della lunga eredità lasciata da quattro anni di presidenza Trump, che hanno scosso in profondità le fondamenta già precarie del sistema democratico statunitense, e che dureranno molto più a lungo anche di una presidenza Biden — a cominciare dalla Corte Suprema più conservatrice dell’ultimo secolo. Nel frattempo, sono già iniziati i regolamenti di conti all’interno del partito democratico, con l’ala di destra che sta cercando fin da subito dopo il voto di scaricare la responsabilità della performance poco brillante del partito su quella di sinistra, nonostante i numeri smentiscano questa interpretazione.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/11/06/trappist-092/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/11/06/trappist-092/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/092-ma-quindi-e-finita/</guid><pubDate>Fri, 06 Nov 2020 14:27:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147460/092_ma_quindi_e_finita.mp3" length="70818839" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Joe Biden ha vinto le elezioni. Ma basterà? I repubblicani hanno avviato numerose cause per sopprimere centinaia di migliaia di voti, e il comitato elettorale di Trump minaccia che le elezioni “non sono ancora finite”

Ok, Trump è indietro in tutti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Joe Biden ha vinto le elezioni. Ma basterà? I repubblicani hanno avviato numerose cause per sopprimere centinaia di migliaia di voti, e il comitato elettorale di Trump minaccia che le elezioni “non sono ancora finite”<br /><br />Ok, Trump è indietro in tutti gli stati chiave, e ormai manca davvero poco alla fine dello spoglio dei voti di tutto il paese. Ma era uno scenario tutto sommato previsto — ecco perché il bancarottiere di New York sta da tempo preparando il terreno per cercare di rubare le elezioni. Ieri Trump ha iniziato la giornata twittando di FERMARE IL CONTO — e ha passato la giornata ad accusare i democratici di stare “rubando” le elezioni, ovviamente senza produrre nessuna prova tangibile. Parlando per la prima volta dopo il suo intervento al termine dell’Election Day, quando aveva falsamente annunciato la vittoria, Trump ha dichiarato che “se si contano solo i voti legali” ha vinto, e che “è strano come questi voti per posta siano così di parte” — come se non fosse stato lui stesso a istruire il proprio elettorato a non usare il voto postale.<br /><br />Per capire il livello di menzogne a cui Trump sta arrivando: durante il discorso ha detto che in Georgia “le procedure di voto sono controllate dai democratici,” quando il Segretario di stato non solo è repubblicano, ma è Brad Raffensperger — che due anni fa meritò un diretto endorsement di Trump. Secondo Trump, i democratici “non vogliono che i repubblicani abbiano osservatori a Detroit” per monitorare il voto. A Detroit, per la precisione, i repubblicani hanno 134 osservatori.<br /><br />Ormai è praticamente certo che Biden arriverà sopra i 270 grandi elettori, e in un mondo in cui gli Stati Uniti sono una democrazia funzionante, sarebbe finita lì. Sono però già in atto una serie di strategie per provare a ribaltare la situazione a colpi di carte bollate, possibilmente corredati da minacce di intervento di milizie armate. Il voto in Wisconsin, ad esempio, verrà quasi sicuramente ricontato: se la forbice di diff tra i due candidati è sotto l'1 si può fare praticamente in automatico e di sicuro Trump lo chiederà. Sono già in moto iniziative o tentativi di invalidare i voti in Pennsylvania, Michigan, Arizona — tutti gli stati chiave, insomma.<br /><br />Con il vantaggio per Biden che sembra sempre più solido, è anche sempre meno probabile che questi tentativi di colpo di stato invalidare il funzionamento della macchina elettorale riescano. Sono però un indizio della lunga eredità lasciata da quattro anni di presidenza Trump, che hanno scosso in profondità le fondamenta già precarie del sistema democratico statunitense, e che dureranno molto più a lungo anche di una presidenza Biden — a cominciare dalla Corte Suprema più conservatrice dell’ultimo secolo. Nel frattempo, sono già iniziati i regolamenti di conti all’interno del partito democratico, con l’ala di destra che sta cercando fin da subito dopo il voto di scaricare la responsabilità della performance poco brillante del partito su quella di sinistra, nonostante i numeri smentiscano questa interpretazione.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/11/06/trappist-092/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/11/06/trappist-092/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2949</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>091: I nuovi lockdown in Europa sono un fallimento, ma non c’è altra soluzione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/091-i-nuovi-lockdown-in-europa-sono-un-fallimento-ma-non-c-e-altra-soluzione--48147432</link><description><![CDATA[Il tracciamento dei contatti non ha funzionato, i sistemi sanitari non reggono: Macron chiude la Francia, la Germania stringe le maglie delle norme anti–contagio. In Italia, invece, il governo sembra paralizzato.<br /><br />In questa puntata di TRAPPIST torniamo a parlare della situazione sanitaria e politica europea: mentre in Italia si rincorrevano testimonianze delle difficoltà che sta attraversando il sistema sanitario nazionale, Francia e Germania hanno annunciato nuove misure di per limitare il contagio. Macron ha annunciato che la Francia andrà in lockdown per un mese a partire da domani, mentre invece la Germania va in contro a misure anti–contagio più simili a quelle italiane, seppur più rigide. I media lo hanno definito un “lockdown leggero.”<br /><br />Emmanuel Macron ha ammesso che la Francia ha bisogno di misure anti–contagio più efficaci, nonostante quelle già vigenti si siano rivelate molto impopolari, dato che la seconda ondata si sta configurando ancora più mortale della prima. Macron ha quindi annunciato che la Francia tornerà in lockdown per un mese, a partire da venerdì 30 ottobre. Le misure saranno simili a quelle viste in primavera: chiusura generalizzata delle attività “non essenziali” — restano aperte filiere agricole, fabbriche, logistica; divieto di organizzare incontri fuori dal proprio gruppo familiare; divieto di spostarsi fuori dalla propria regione. A differenza del primo lockdown, le scuole resteranno aperte — tranne le Università — e sarà ancora possibile visitare parenti in residenze assistenziali. Il lavoro da casa è fortemente consigliato, ma non obbligatorio.<br /><br />Le misure approvate in Germania sono invece più vicine a quelle già adottate da Italia e Spagna, piuttosto che a un vero e proprio lockdown. Saranno chiusi completamente, però, bar e ristoranti, oltre a teatri, cinema, e palestre. La decisione arriva proporzionalmente prima in Germania che in altri stati, rispetto all’andamento del contagio — ieri sono stati confermati 16.774 casi, su una popolazione di più di 80 milioni di persone — ma non senza difficoltà: fino all’ultimo i leader dei 16 Länder tedeschi si erano opposti a qualsiasi tipo di chiusura a livello federale. L’accordo è arrivato solo in seguito a rassicurazioni riguardo alle misure di sostegno economico per le aziende colpite dalle misure: gli imprenditori potranno ricevere a fondo perduto esborsi pari al 75% del proprio fatturato del novembre 2019. Per i lavoratori del settore culturale, però, si tratta di una crisi senza precedenti: tutti i lavoratori autonomi, moltissimi nella filiera, non hanno visto annunciata nessuna misura di sollievo, e potranno fare affidamento unicamente sui meccanismi generali per la disoccupazione.<br /><br />La situazione in Italia, nel frattempo, si fa sempre più allarmante. Non solo per i dati sempre più preoccupanti su nuovi positivi, deceduti e ricoverati in terapia intensiva: il dato forse più preoccupante è il continuo squillare di campanelli sulle condizioni del sistema sanitario nazionale. Finora la gestione della crisi è stata più “permissiva” proprio perché il governo sembrava in qualche modo illuso che il sistema sanitario potesse reggere alla situazione drammatica. Un primo allarme ieri è arrivato dagli Ospedali San Paolo e San Carlo di Milano, dove la dirigenza, in mail interne pubblicate da Matteo Pucciarelli, di Repubblica, su Twitter parlavano di una “situazione esplosiva,” con il “personale allo stremo.”<br /><br />A questo punto è giusto chiedersi: ma qualcuno pagherà per tutto questo? Se l’arrivo della prima ondata aveva come parziale attenuante un grande effetto sorpresa, per questa non ci sono scuse — l’Europa intera si è fatta trovare completamente impreparata al nuovo dilagare della pandemia. Nonostante ciò, in Italia, per ora il consenso sulla gestione dei fatti da parte del governo sembra essere ancora solida, e lo stato della politica nazionale sembra essere troppo catatonico per impostare un ragionamento costruttivo: l’unica opposizione sembra e]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/091-i-nuovi-lockdown-in-europa-sono-un-fallimento-ma-non-ce-altra-soluzione/</guid><pubDate>Thu, 29 Oct 2020 12:57:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147432/091_i_nuovi_lockdown_in_europa_sono_un_fallimento_ma_non_ce_altra_soluzione.mp3" length="86124295" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il tracciamento dei contatti non ha funzionato, i sistemi sanitari non reggono: Macron chiude la Francia, la Germania stringe le maglie delle norme anti–contagio. In Italia, invece, il governo sembra paralizzato.

In questa puntata di TRAPPIST...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tracciamento dei contatti non ha funzionato, i sistemi sanitari non reggono: Macron chiude la Francia, la Germania stringe le maglie delle norme anti–contagio. In Italia, invece, il governo sembra paralizzato.<br /><br />In questa puntata di TRAPPIST torniamo a parlare della situazione sanitaria e politica europea: mentre in Italia si rincorrevano testimonianze delle difficoltà che sta attraversando il sistema sanitario nazionale, Francia e Germania hanno annunciato nuove misure di per limitare il contagio. Macron ha annunciato che la Francia andrà in lockdown per un mese a partire da domani, mentre invece la Germania va in contro a misure anti–contagio più simili a quelle italiane, seppur più rigide. I media lo hanno definito un “lockdown leggero.”<br /><br />Emmanuel Macron ha ammesso che la Francia ha bisogno di misure anti–contagio più efficaci, nonostante quelle già vigenti si siano rivelate molto impopolari, dato che la seconda ondata si sta configurando ancora più mortale della prima. Macron ha quindi annunciato che la Francia tornerà in lockdown per un mese, a partire da venerdì 30 ottobre. Le misure saranno simili a quelle viste in primavera: chiusura generalizzata delle attività “non essenziali” — restano aperte filiere agricole, fabbriche, logistica; divieto di organizzare incontri fuori dal proprio gruppo familiare; divieto di spostarsi fuori dalla propria regione. A differenza del primo lockdown, le scuole resteranno aperte — tranne le Università — e sarà ancora possibile visitare parenti in residenze assistenziali. Il lavoro da casa è fortemente consigliato, ma non obbligatorio.<br /><br />Le misure approvate in Germania sono invece più vicine a quelle già adottate da Italia e Spagna, piuttosto che a un vero e proprio lockdown. Saranno chiusi completamente, però, bar e ristoranti, oltre a teatri, cinema, e palestre. La decisione arriva proporzionalmente prima in Germania che in altri stati, rispetto all’andamento del contagio — ieri sono stati confermati 16.774 casi, su una popolazione di più di 80 milioni di persone — ma non senza difficoltà: fino all’ultimo i leader dei 16 Länder tedeschi si erano opposti a qualsiasi tipo di chiusura a livello federale. L’accordo è arrivato solo in seguito a rassicurazioni riguardo alle misure di sostegno economico per le aziende colpite dalle misure: gli imprenditori potranno ricevere a fondo perduto esborsi pari al 75% del proprio fatturato del novembre 2019. Per i lavoratori del settore culturale, però, si tratta di una crisi senza precedenti: tutti i lavoratori autonomi, moltissimi nella filiera, non hanno visto annunciata nessuna misura di sollievo, e potranno fare affidamento unicamente sui meccanismi generali per la disoccupazione.<br /><br />La situazione in Italia, nel frattempo, si fa sempre più allarmante. Non solo per i dati sempre più preoccupanti su nuovi positivi, deceduti e ricoverati in terapia intensiva: il dato forse più preoccupante è il continuo squillare di campanelli sulle condizioni del sistema sanitario nazionale. Finora la gestione della crisi è stata più “permissiva” proprio perché il governo sembrava in qualche modo illuso che il sistema sanitario potesse reggere alla situazione drammatica. Un primo allarme ieri è arrivato dagli Ospedali San Paolo e San Carlo di Milano, dove la dirigenza, in mail interne pubblicate da Matteo Pucciarelli, di Repubblica, su Twitter parlavano di una “situazione esplosiva,” con il “personale allo stremo.”<br /><br />A questo punto è giusto chiedersi: ma qualcuno pagherà per tutto questo? Se l’arrivo della prima ondata aveva come parziale attenuante un grande effetto sorpresa, per questa non ci sono scuse — l’Europa intera si è fatta trovare completamente impreparata al nuovo dilagare della pandemia. 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Nel resto del mondo ci sono molti esempi di gestione razionale ed efficace della pandemia — ma non siamo stati capaci di riprodurli.<br /><br />La settimana scorsa, durante una conferenza stampa, il direttore generale dell’OMS Tedros ha ripetuto che il numero di nuovi casi a livello globale non è mai stato così alto, e ha attaccato direttamente chi solleva l’“immunità di gregge” come una strategia valida per contrastare il Covid–19. Tedros l’ha definita “scientificamente ed eticamente problematica,” e ha sottolineato come “l’immunità di gregge non sia mai stata usata come strategia per combattere un’epidemia in tutta la storia della sanità pubblica.” Parlando con la stampa, il direttore generale è anche tornato a parlare di chi ha contratto il Covid–19 per una seconda volta, e ha sottolineato la centralità del problema degli effetti a lungo termine, di cui abbiamo scritto anche noi pochi giorni fa. La retorica di “tenere duro” un ultimo inverno potrebbe essere una visione altrettanto poco lungimirante: Soumya Swaminathan, la Scienziata capo dell’organizzazione, ha ammesso che difficilmente i giovani e le persone in salute saranno vaccinate prima del 2022. Secondo Swaminathan il vaccino rischia di essere disponibile inizialmente solo in quantità limitate, e per questo sarà necessario essere molto rigidi nel dare la precedenza prima ai lavoratori più esposti, e poi alle persone anziane.<br /><br />Insomma, nel caso non fosse ancora abbondantemente chiaro, dopo sette mesi, la gestione solo emergenziale della pandemia non va da nessuna parte. Bisogna lavorare a meccanismi che ci permettano di gestire la crisi sul lungo periodo, in modo più costruttivo e con un respiro politico più ampio ed efficace.<br /><br />Come procede il testing di massa a Qingdao, nel frattempo? Spedito: l’ultimo aggiornamento è di ieri, ed erano stati effettuati 7 dei 9 milioni di test necessari per coprire tutta la popolazione. Finora non sono stati individuate altre infezioni — anche se la Cina mantiene un conteggio separato per i casi asintomatici, per cui potremmo saperne di più nei prossimi giorni. Sono stati individuati, invece, due responsabili: Sui Zhenhua, uno degli ufficiali alla commissione alla Sanità della città, e Deng Kai, il direttore dell’ospedale convertito in Covid hospital per viaggiatori da cui si è diffuso il contagio, sono stati licenziati.<br /><br />La Cina è stato il primo paese colpito dalla pandemia, ma negli ultimi mesi ha dimostrato come nessun altro luogo di saper controllare il contagio, grazie a misure spesso drastiche ma efficaci come questa. Non si tratta infatti del primo test di massa — lo scorso maggio furono testati anche tutti gli abitanti di Wuhan, e nei mesi scorsi molte altre metropoli cinesi sono passate attraverso campagne intense di testing, tra cui anche Pechino. Dall’inizio della pandemia, nella capitale cinese si sono contati solo 9 morti ufficiali. Per quanto sia legittimo dubitare dei numeri ufficiali cinesi — come, del resto, quelli di tutti i paesi del mondo, Italia compresa — è indubbio che in estremo oriente la pandemia sia stata gestita molto meglio rispetto all’Europa Occidentale.<br /><br />Il paragone più impietoso per l’Occidente è indubbiamente quello con la Corea del Sud, in cui dall’inizio della crisi il picco giornaliero è stato di 909 casi, e che a fine agosto è riuscita a strozzare una seconda ondata — ora i casi sono da un mese sempre attorno ai 100 tutti i giorni. Il paese — indubbiamente anche perché aveva già attraversato la MERS — è un modello mondiale nella lotta al contagio, forse quello che ha avuto più successo di tutti nel contrastare il virus.<br /><br />Non si può non osservare i casi in tutta l’Asia e non arrivare alla conclusione netta che tutti i governi abbiano investito più risorse, più soldi, nella difesa della vita delle persone. Non è un caso che i tre paesi che in tutto il mondo hanno gestito meg]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/089-perche-tutta-europa-e-arrivata-impreparata-alla-seconda-ondata/</guid><pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:33:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147443/089_perche_tutta_europa_e_arrivata_impreparata_alla_seconda_ondata.mp3" length="101513135" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>I paesi europei sono arrivati a questo autunno largamente impreparati a una crisi che sapevano sarebbe stata da affrontare. Nel resto del mondo ci sono molti esempi di gestione razionale ed efficace della pandemia — ma non siamo stati capaci di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I paesi europei sono arrivati a questo autunno largamente impreparati a una crisi che sapevano sarebbe stata da affrontare. Nel resto del mondo ci sono molti esempi di gestione razionale ed efficace della pandemia — ma non siamo stati capaci di riprodurli.<br /><br />La settimana scorsa, durante una conferenza stampa, il direttore generale dell’OMS Tedros ha ripetuto che il numero di nuovi casi a livello globale non è mai stato così alto, e ha attaccato direttamente chi solleva l’“immunità di gregge” come una strategia valida per contrastare il Covid–19. Tedros l’ha definita “scientificamente ed eticamente problematica,” e ha sottolineato come “l’immunità di gregge non sia mai stata usata come strategia per combattere un’epidemia in tutta la storia della sanità pubblica.” Parlando con la stampa, il direttore generale è anche tornato a parlare di chi ha contratto il Covid–19 per una seconda volta, e ha sottolineato la centralità del problema degli effetti a lungo termine, di cui abbiamo scritto anche noi pochi giorni fa. La retorica di “tenere duro” un ultimo inverno potrebbe essere una visione altrettanto poco lungimirante: Soumya Swaminathan, la Scienziata capo dell’organizzazione, ha ammesso che difficilmente i giovani e le persone in salute saranno vaccinate prima del 2022. Secondo Swaminathan il vaccino rischia di essere disponibile inizialmente solo in quantità limitate, e per questo sarà necessario essere molto rigidi nel dare la precedenza prima ai lavoratori più esposti, e poi alle persone anziane.<br /><br />Insomma, nel caso non fosse ancora abbondantemente chiaro, dopo sette mesi, la gestione solo emergenziale della pandemia non va da nessuna parte. Bisogna lavorare a meccanismi che ci permettano di gestire la crisi sul lungo periodo, in modo più costruttivo e con un respiro politico più ampio ed efficace.<br /><br />Come procede il testing di massa a Qingdao, nel frattempo? Spedito: l’ultimo aggiornamento è di ieri, ed erano stati effettuati 7 dei 9 milioni di test necessari per coprire tutta la popolazione. Finora non sono stati individuate altre infezioni — anche se la Cina mantiene un conteggio separato per i casi asintomatici, per cui potremmo saperne di più nei prossimi giorni. Sono stati individuati, invece, due responsabili: Sui Zhenhua, uno degli ufficiali alla commissione alla Sanità della città, e Deng Kai, il direttore dell’ospedale convertito in Covid hospital per viaggiatori da cui si è diffuso il contagio, sono stati licenziati.<br /><br />La Cina è stato il primo paese colpito dalla pandemia, ma negli ultimi mesi ha dimostrato come nessun altro luogo di saper controllare il contagio, grazie a misure spesso drastiche ma efficaci come questa. Non si tratta infatti del primo test di massa — lo scorso maggio furono testati anche tutti gli abitanti di Wuhan, e nei mesi scorsi molte altre metropoli cinesi sono passate attraverso campagne intense di testing, tra cui anche Pechino. Dall’inizio della pandemia, nella capitale cinese si sono contati solo 9 morti ufficiali. Per quanto sia legittimo dubitare dei numeri ufficiali cinesi — come, del resto, quelli di tutti i paesi del mondo, Italia compresa — è indubbio che in estremo oriente la pandemia sia stata gestita molto meglio rispetto all’Europa Occidentale.<br /><br />Il paragone più impietoso per l’Occidente è indubbiamente quello con la Corea del Sud, in cui dall’inizio della crisi il picco giornaliero è stato di 909 casi, e che a fine agosto è riuscita a strozzare una seconda ondata — ora i casi sono da un mese sempre attorno ai 100 tutti i giorni. Il paese — indubbiamente anche perché aveva già attraversato la MERS — è un modello mondiale nella lotta al contagio, forse quello che ha avuto più successo di tutti nel contrastare il virus.<br /><br />Non si può non osservare i casi in tutta l’Asia e non arrivare alla conclusione netta che tutti i governi abbiano investito più risorse, più soldi, nella difesa della vita delle persone. 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Ieri sono stati 4458, quasi 800 in più rispetto alla giornata precedente. Nel corso della giornata si sono inseguite molte dichiarazioni, contributi e interviste, tutte nella stessa falsariga: i numeri europei – di Spagna, Regno Unito e Francia, che finora ci sembravano incoraggianti per la situazione italiana, ora sembrano al contrario — un monito di quello che rischia di succedere anche qui.<br /><br />I tamponi, ad esempio, non sembrano tenere il passo con l’aumento del contagio, e rimangono ancora lontani dagli obiettivi dichiarati dal governo a inizio settembre. Il giudizio del virologo Andrea Crisanti, che aveva sottoposto al governo un piano per arrivare a 3-400 mila tamponi al giorno, è molto duro al riguardo: “Abbiamo perso 4 mesi preziosi.” Sono allo studio possibile misure di estensione dei cosiddetti “test rapidi,” la cui efficacia però non è ancora del tutto provata.<br /><br />La situazione sembra particolarmente degna di osservazione in Campania. Nella regione si sono contati 757 nuovi casi: in serata, De Luca è andato a Roma, dove ha parlato con Speranza e il commissario Arcuri. A quest’ultimo, il governatore ha chiesto di reclutare operatori sanitari volontari tramite la Protezione civile, visto che uno dei problemi più pressanti nella sanità campana oggi — oltre ai pochi tamponi e ai pochi posti letto — è la mancanza di personale.<br /><br />Visto che un ulteriore aumento dei contagi sembra quasi inevitabile, è ora di domandarsi se le strutture ospedaliere siano preparate, non solo in Campania. La risposta è: solo in parte. Soprattutto gli ospedali del Nord hanno ormai una buona esperienza nel trattare la malattia, ma in tutta la penisola permangono problemi logistici drammatici: ad esempio sull’aumento del numero di posti letto in terapia intensiva disponibili, per cui proprio in questi giorni si sta concludendo la gara — ciò vuol dire che non sono ancora pronti, e non lo saranno se non nelle prossime settimane. Un altro problema, risolvibile forse più in fretta, è quello della mancanza di personale, su cui però non ci sono ancora linee d’azione precise.<br /><br />Proprio come nella fase 1, il governo sembra insomma deciso a gestire la crisi scaricando buona parte della responsabilità sui comportamenti dei cittadini. In Italia, fortunatamente, non sembrano esserci grossi problemi nel convincere la maggior parte della popolazione a indossare la mascherina — e dato che il governo non sembra molto più pronto ad affrontare un eventuale nuovo radicale aumento dei contagi, o a prevenirlo, le misure di igiene individuale potrebbero davvero essere fondamentali nello scongiurare un nuovo lockdown. Intanto sempre più persone si stanno decidendo a scaricare l’app Immuni, su cui il governo ha scommesso molto, ma che si è finora rivelata un clamoroso flop.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/10/09/trappist-088/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/10/09/trappist-088/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/088-lockdown-revival/</guid><pubDate>Fri, 09 Oct 2020 11:54:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147403/088_lockdown_revival.mp3" length="78663097" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi giorni i casi di coronavirus sono aumentati notevolmente, costringendo la politica e gli esperti ad affrontare domande difficilissime: è stato fatto abbastanza per arrivare preparati a questo momento? 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Nel corso della giornata si sono inseguite molte dichiarazioni, contributi e interviste, tutte nella stessa falsariga: i numeri europei – di Spagna, Regno Unito e Francia, che finora ci sembravano incoraggianti per la situazione italiana, ora sembrano al contrario — un monito di quello che rischia di succedere anche qui.<br /><br />I tamponi, ad esempio, non sembrano tenere il passo con l’aumento del contagio, e rimangono ancora lontani dagli obiettivi dichiarati dal governo a inizio settembre. Il giudizio del virologo Andrea Crisanti, che aveva sottoposto al governo un piano per arrivare a 3-400 mila tamponi al giorno, è molto duro al riguardo: “Abbiamo perso 4 mesi preziosi.” Sono allo studio possibile misure di estensione dei cosiddetti “test rapidi,” la cui efficacia però non è ancora del tutto provata.<br /><br />La situazione sembra particolarmente degna di osservazione in Campania. Nella regione si sono contati 757 nuovi casi: in serata, De Luca è andato a Roma, dove ha parlato con Speranza e il commissario Arcuri. A quest’ultimo, il governatore ha chiesto di reclutare operatori sanitari volontari tramite la Protezione civile, visto che uno dei problemi più pressanti nella sanità campana oggi — oltre ai pochi tamponi e ai pochi posti letto — è la mancanza di personale.<br /><br />Visto che un ulteriore aumento dei contagi sembra quasi inevitabile, è ora di domandarsi se le strutture ospedaliere siano preparate, non solo in Campania. La risposta è: solo in parte. Soprattutto gli ospedali del Nord hanno ormai una buona esperienza nel trattare la malattia, ma in tutta la penisola permangono problemi logistici drammatici: ad esempio sull’aumento del numero di posti letto in terapia intensiva disponibili, per cui proprio in questi giorni si sta concludendo la gara — ciò vuol dire che non sono ancora pronti, e non lo saranno se non nelle prossime settimane. Un altro problema, risolvibile forse più in fretta, è quello della mancanza di personale, su cui però non ci sono ancora linee d’azione precise.<br /><br />Proprio come nella fase 1, il governo sembra insomma deciso a gestire la crisi scaricando buona parte della responsabilità sui comportamenti dei cittadini. In Italia, fortunatamente, non sembrano esserci grossi problemi nel convincere la maggior parte della popolazione a indossare la mascherina — e dato che il governo non sembra molto più pronto ad affrontare un eventuale nuovo radicale aumento dei contagi, o a prevenirlo, le misure di igiene individuale potrebbero davvero essere fondamentali nello scongiurare un nuovo lockdown. Intanto sempre più persone si stanno decidendo a scaricare l’app Immuni, su cui il governo ha scommesso molto, ma che si è finora rivelata un clamoroso flop.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/10/09/trappist-088/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/10/09/trappist-088/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3275</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>087: Il virus alla Casa Bianca è Donald Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/087-il-virus-alla-casa-bianca-e-donald-trump--48147458</link><description><![CDATA[Anche prima di contrarre il coronavirus Trump passava la propria campagna elettorale a diffondere informazioni pericolose sul virus e a soffiare sul fuoco dell’odio razzista. Un nuovo studio della Cornell University ha rilevato che, tra le altre cose, Trump è stato il più grande “generatore” di notizie false sul coronavirus del mondo.<br /><br />Questa puntata è stata registrata nel pomeriggio di giovedì 1 ottobre<br /><br />A un mese dal voto, Trump è risultato positivo al test per il coronavirus. La notizia arriva in mezzo ad un calendario fittissimo di appuntamenti, eventi, e manifestazioni, che dovranno essere cancellate mentre il presidente resta in quarantena con la moglie. Nei giorni scorsi — non si sa esattamente da quando fosse positivo, è bene tenere presente — Trump ha rigato tantissimo, facendo sempre il solito Trump, soprattutto nel primo dibattito faccia a faccia con il suo rivale, Joe Biden, nella corsa verso le elezioni di novembre — un dibattito è stato definito uno “shit show” dalla corrispondente della CNN Dana Bash. Trump non lasciava parlare Biden per più di mezzo minuto consecutivo, provando a metterlo all’angolo e farlo balbettare. Biden non è caduto nella trappola, in compenso si è confermato essere un politico noiosissimo.<br /><br />Risultato: tra l’imbranataggine di Biden e la tracotanza di Trump, in pratica non si è detto nulla. Si è parlato ovviamente anche di coronavirus, e Trump è tornato a ripetere le proprie frequenti falsità: i bambini sarebbero, a suo parere, “immuni.” Per colpa anche di Biden, non si è detto quasi niente di vero e sostanziale a riguardo — mentre il Presidente avrebbe potuto essere attaccato duramente.<br /><br />Più inquetante invece la piega che ha preso la conversazione quando si è affrontato il suprematismo bianco. Quando Biden — con una mossa non molto intelligente — gli ha chiesto di condannare i “Proud Boys,” un gruppo di estremisti violenti, Trump ha detto di “fare un passo indietro e prepararsi.” Non esattamente una condanna — alcuni membri dell’organizzazione festeggiavano, e poco dopo è iniziata a circolare una versione del loro stemma, circondato dalla citazione del presidente.<br /><br />Dibattito a parte, Trump continua anche a millantare brogli e irregolarità attraverso il voto postale, in modo da costruire una narrativa che renda possibile contestare il risultato elettorale nel caso dovesse perdere le elezioni. Trump è tornato a seminare dubbi sulla legittimità del voto — come i presunti brogli in corso a Philadelphia, di cui ovviamente non ci sono prove, dove ha incoraggiato la propria base elettorale a compiere pratiche di intimidazione sugli elettori.<br /><br />Il caso citato di Philadelphia è particolarmente problematico, perché coinvolge non solo strumenti per contestare il voto, ma per attivamente intimidire i sostenitori del partito democratico per andare a votare. Se vi sembra una analisi troppo allarmista ricordatevi che è come avete reagito ad ogni notizia su Trump in questi quattro anni, e poi ha fatto tutte le cose che si temeva facesse. Ieri il New York Times ha pubblicato un retroscena agghiacciante che racconta di come il partito repubblicano stia “costruendo un esercito di sostenitori di Trump” da inviare come “monitor” delle elezioni.<br /><br />Ma quanto è dannoso Trump per il mondo? Proprio ieri è uscito uno studio della Cornell University che misura la cattiva informazione durante la pandemia, e, dopo aver esaminato 38 milioni di articoli, i ricercatori dell’università hanno premiato come peggior divulgatore del mondo proprio il presidente degli Stati Uniti: Trump sembra essere in grado di spargere disinformazione semplicemente respirando, inquinando internet continuando a dire le sue stupidaggini — come quella, assurda, secondo cui i raggi ultravioletti o i disinfettanti curerebbero dal virus. Gli auguriamo che su di lui funzionino.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/10/02/trappist-087/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/10/02/trappist-087/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/087-il-virus-alla-casa-bianca-e-donald-trump/</guid><pubDate>Fri, 02 Oct 2020 12:16:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147458/087_il_virus_alla_casa_bianca_e_donald_trump.mp3" length="98637993" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Anche prima di contrarre il coronavirus Trump passava la propria campagna elettorale a diffondere informazioni pericolose sul virus e a soffiare sul fuoco dell’odio razzista. Un nuovo studio della Cornell University ha rilevato che, tra le altre cose,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Anche prima di contrarre il coronavirus Trump passava la propria campagna elettorale a diffondere informazioni pericolose sul virus e a soffiare sul fuoco dell’odio razzista. Un nuovo studio della Cornell University ha rilevato che, tra le altre cose, Trump è stato il più grande “generatore” di notizie false sul coronavirus del mondo.<br /><br />Questa puntata è stata registrata nel pomeriggio di giovedì 1 ottobre<br /><br />A un mese dal voto, Trump è risultato positivo al test per il coronavirus. La notizia arriva in mezzo ad un calendario fittissimo di appuntamenti, eventi, e manifestazioni, che dovranno essere cancellate mentre il presidente resta in quarantena con la moglie. Nei giorni scorsi — non si sa esattamente da quando fosse positivo, è bene tenere presente — Trump ha rigato tantissimo, facendo sempre il solito Trump, soprattutto nel primo dibattito faccia a faccia con il suo rivale, Joe Biden, nella corsa verso le elezioni di novembre — un dibattito è stato definito uno “shit show” dalla corrispondente della CNN Dana Bash. Trump non lasciava parlare Biden per più di mezzo minuto consecutivo, provando a metterlo all’angolo e farlo balbettare. Biden non è caduto nella trappola, in compenso si è confermato essere un politico noiosissimo.<br /><br />Risultato: tra l’imbranataggine di Biden e la tracotanza di Trump, in pratica non si è detto nulla. Si è parlato ovviamente anche di coronavirus, e Trump è tornato a ripetere le proprie frequenti falsità: i bambini sarebbero, a suo parere, “immuni.” Per colpa anche di Biden, non si è detto quasi niente di vero e sostanziale a riguardo — mentre il Presidente avrebbe potuto essere attaccato duramente.<br /><br />Più inquetante invece la piega che ha preso la conversazione quando si è affrontato il suprematismo bianco. Quando Biden — con una mossa non molto intelligente — gli ha chiesto di condannare i “Proud Boys,” un gruppo di estremisti violenti, Trump ha detto di “fare un passo indietro e prepararsi.” Non esattamente una condanna — alcuni membri dell’organizzazione festeggiavano, e poco dopo è iniziata a circolare una versione del loro stemma, circondato dalla citazione del presidente.<br /><br />Dibattito a parte, Trump continua anche a millantare brogli e irregolarità attraverso il voto postale, in modo da costruire una narrativa che renda possibile contestare il risultato elettorale nel caso dovesse perdere le elezioni. Trump è tornato a seminare dubbi sulla legittimità del voto — come i presunti brogli in corso a Philadelphia, di cui ovviamente non ci sono prove, dove ha incoraggiato la propria base elettorale a compiere pratiche di intimidazione sugli elettori.<br /><br />Il caso citato di Philadelphia è particolarmente problematico, perché coinvolge non solo strumenti per contestare il voto, ma per attivamente intimidire i sostenitori del partito democratico per andare a votare. Se vi sembra una analisi troppo allarmista ricordatevi che è come avete reagito ad ogni notizia su Trump in questi quattro anni, e poi ha fatto tutte le cose che si temeva facesse. Ieri il New York Times ha pubblicato un retroscena agghiacciante che racconta di come il partito repubblicano stia “costruendo un esercito di sostenitori di Trump” da inviare come “monitor” delle elezioni.<br /><br />Ma quanto è dannoso Trump per il mondo? Proprio ieri è uscito uno studio della Cornell University che misura la cattiva informazione durante la pandemia, e, dopo aver esaminato 38 milioni di articoli, i ricercatori dell’università hanno premiato come peggior divulgatore del mondo proprio il presidente degli Stati Uniti: Trump sembra essere in grado di spargere disinformazione semplicemente respirando, inquinando internet continuando a dire le sue stupidaggini — come quella, assurda, secondo cui i raggi ultravioletti o i disinfettanti curerebbero dal virus. Gli auguriamo che su di lui funzionino.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/10/02/trappist-087/"...]]></itunes:summary><itunes:duration>4108</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>086: La sanità territoriale lombarda è pronta alla seconda ondata?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/086-la-sanita-territoriale-lombarda-e-pronta-alla-seconda-ondata--48147466</link><description><![CDATA[Sei mesi dopo lo scoppio della pandemia in Italia, nel resto dell’Europa il numero di casi aumenta sempre più rapidamente. Ma che cosa abbiamo imparato dalla catastrofe della scorsa primavera? La sanità italiana — e lombarda, quella più colpita sei mesi fa — sono pronte alla seconda ondata?<br /><br />A distanza di più di sei mesi dallo scoppio della pandemia di Covid-19 in Italia e in Lombardia — e mentre all’estero già infuria quella che molti definiscono una seconda ondata — si possono iniziare a tirare le somme di quello che è successo. La regione guidata dalla giunta Fontana, ad esempio, è riuscita dopo cinque mesi di trattative e colpi di scena a nominare una commissione regionale a riguardo che non fosse farlocca o comandata da personaggi un po’ troppo vicini alla giunta stessa, come la consigliera di Italia Viva Patrizia Baffi.<br /><br />In un articolo pubblicato ieri su il Manifesto, un medico di Nembro — uno dei comuni della bergamasca più colpiti — ha illustrato come sia riuscito a curare in modo efficace tutti i suoi pazienti, tra i quali non si è contata nemmeno una vittima, indicando il depotenziamento del sistema di medici di base lombardo come una delle principali cause della gravità della pandemia della regione. Un’accusa formulata anche da Vittorio Agnoletto, di Medicina democratica.<br /><br />Dopo cinque mesi di attesa e di chiusura, inoltre, l’Ats competente ha anche divulgato le statistiche dei morti nelle Rsa della provincia di Bergamo, che hanno fatto registrare un drammatico +700% durante le settimane di marzo più gravi della pandemia. Una statistica che conferma l’effetto devastante della decisione, presa dalla giunta Fontana, di inviare malati di Covid non gravi nelle Rsa della provincia per liberare posti in ospedale, con l’ordinanza XI/2906, dello scorso 8 marzo.<br /><br />Non solo l’Ats di Bergamo, ma anche i ministeri della salute di Francia e Spagna sono in genere restii a divulgare i propri dati. Oltralpe, la situazione è sempre più drammatica: sia a Madrid che a Parigi si sta cominciando a ragionare seriamente se sia il caso di imporre misure drastiche per contenere la diffusione della pandemia — in Francia i nuovi casi quotidiani hanno superato i 16 mila.<br /><br />Ma non tutto il male viene per nuocere: l’Accademia svedese ha annunciato che quest’anno non si terrà il consueto banchetto luculliano in occasione dell’assegnazione dei premi Nobel: un piccolo contrappasso per aver premiato lo scorso anno lo scrittore austriaco Peter Handke, negazionista del genocidio bosniaco e grande ammiratore del leader ultranazionalista serbo Slobodan Milosevic.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/09/25/trappist-086/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/09/25/trappist-086/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/086-la-sanita-territoriale-lombarda-e-pronta-alla-seconda-ondata/</guid><pubDate>Fri, 25 Sep 2020 11:51:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147466/086_la_sanita_territoriale_lombarda_e_pronta_alla_seconda_ondata.mp3" length="65926418" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Sei mesi dopo lo scoppio della pandemia in Italia, nel resto dell’Europa il numero di casi aumenta sempre più rapidamente. 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Un’accusa formulata anche da Vittorio Agnoletto, di Medicina democratica.<br /><br />Dopo cinque mesi di attesa e di chiusura, inoltre, l’Ats competente ha anche divulgato le statistiche dei morti nelle Rsa della provincia di Bergamo, che hanno fatto registrare un drammatico +700% durante le settimane di marzo più gravi della pandemia. Una statistica che conferma l’effetto devastante della decisione, presa dalla giunta Fontana, di inviare malati di Covid non gravi nelle Rsa della provincia per liberare posti in ospedale, con l’ordinanza XI/2906, dello scorso 8 marzo.<br /><br />Non solo l’Ats di Bergamo, ma anche i ministeri della salute di Francia e Spagna sono in genere restii a divulgare i propri dati. Oltralpe, la situazione è sempre più drammatica: sia a Madrid che a Parigi si sta cominciando a ragionare seriamente se sia il caso di imporre misure drastiche per contenere la diffusione della pandemia — in Francia i nuovi casi quotidiani hanno superato i 16 mila.<br /><br />Ma non tutto il male viene per nuocere: l’Accademia svedese ha annunciato che quest’anno non si terrà il consueto banchetto luculliano in occasione dell’assegnazione dei premi Nobel: un piccolo contrappasso per aver premiato lo scorso anno lo scrittore austriaco Peter Handke, negazionista del genocidio bosniaco e grande ammiratore del leader ultranazionalista serbo Slobodan Milosevic.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/09/25/trappist-086/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/09/25/trappist-086/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4117</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>085: L’Europa delle deportazioni dal volto umano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/085-l-europa-delle-deportazioni-dal-volto-umano--48147415</link><description><![CDATA[Ieri Ursula von der Leyen ha tenuto il proprio primo discorso dello “Stato dell’Unione.” La presidente della Commissione europea ha riflettuto sulla pandemia in corso, sottolineando la responsabilità dell’Europa di proteggere vite umane, e ha delineato i punti centrali del proprio programma per il prossimo anno. Ma Von der Leyen si è esposta soprattuto riguardo gli accordi di Dublino, dichiarando che è necessario superare i meccanismi che regolano la gestione dell’asilo politico all’interno della Comunità europea.<br /><br />La catastrofe dell’incendio dell’8 settembre a Lesbo ha riportato lo sguardo internazionale sulla sistematica oppressione dei diritti dei migranti, in un momento in cui alla politica nazionale degli stati membri l’argomento non potrebbe interessare di meno. Durante il proprio discorso von der Leyen non ha specificato dettagli su come gli accordi di Dublino andranno superati — l’obiettivo però sembra chiaro: sbloccare il problema della redistribuzione dei richiedenti asilo tra gli stati membri “in cambio” di una politica più puntuale e aggressiva sui rimpatri.<br /><br />Insomma, si tratterà di una riforma molto meno progressista di quanto molti, ieri, hanno intuitivamente immaginato o sperato. Negli scorsi anni i tentativi di riforma degli accordi di Dublino sono stati molti, sia da parte del Parlamento che della Commissione: ma avevano sempre trovato ostacolo negli stati membri, organizzati nel Consiglio dell’Unione europea.<br /><br />Gli stati del resto hanno al governo elementi di destra o estrema destra, come il ministro per la Protezione civile greco Chrisochoidis, secondo cui potrà essere legittimo l’uso della forza per costringere i migranti nel nuovo campo di prigionia di Kara Tepe. Chrisochoidis ha promesso in sostanza, se i migranti non faranno troppo chiasso, di portare i primi 6000 rifugiati in Grecia entro Natale, e procedere con gli altri entro la Pasqua successiva. Come non fidarsi? Tutto questo senza che le persone presenti sull’isola abbiano commesso alcun crimine, ma sono persone in fuga da guerre — prevalentemente dall’Afghanistan — costrette a chiedere asilo politico in Grecia.<br /><br />Gli accordi di Dublino prevedono infatti che i migranti arrivati in territorio Ue debbano chiedere asilo nel primo paese in cui mettono piede: una norma che lascia tutto il peso della gestione della prima accoglienza agli stati di confine, e che gli stati più interni non hanno interesse a mettere in discussione. Finora questo nodo era rimasto apparentemente impossibile da risolvere. Secondo i primi retroscena, la proposta sarebbe dovuta arrivare entro il 30 settembre, ma dopo la presa di posizione di von der Leyen sembra che possa arrivare già il 23. Il giorno successivo si aprirà una seduta speciale di due giorni del Consiglio europeo, dove però difficilmente si parlerà di Dublino — i tempi sono troppo stretti.<br /><br />Visto che i migranti sono accampati per strada e non hanno tempo di aspettare i comodi della diplomazia europea, si sono rivolti direttamente alla figura più autorevole disponibile: Angela Merkel. Durante le proteste di questi giorni, infatti, si sono visti molti cartelli e striscioni inneggianti alla Cancelliera tedesca e all’Ue, la maggior parte con richieste di aiuto. Questo tradisce ciò che tutti sul continente sanno — il fatto che la Cancelliera sia la persona più potente dell’Ue — e mette nelle sue mani una responsabilità che si è già presa una volta, in passato. All’epoca della grande crisi migratoria siriana, quando tra il 2015 e il 2016 la Germania accolse 1,2 milioni di profughi dal paese mediorientale, tormentato dalla guerra civile.<br /><br />A distanza di cinque anni, il progetto di accoglienza e inclusione del governo tedesco si è rivelato un successo secondo la maggior parte degli indicatori e delle opinioni raccolte tra tedeschi e migranti stessi, rappresentando — pur con alcuni punti deboli il più vasto progetto di assistenza a profughi e rifugiati dell’Europa del dopoguerra. Nonostante questo, è mal visto dall]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/085-leuropa-delle-deportazioni-dal-volto-umano/</guid><pubDate>Thu, 17 Sep 2020 10:17:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147415/085_leuropa_delle_deportazioni_dal_volto_umano.mp3" length="102752593" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri Ursula von der Leyen ha tenuto il proprio primo discorso dello “Stato dell’Unione.” La presidente della Commissione europea ha riflettuto sulla pandemia in corso, sottolineando la responsabilità dell’Europa di proteggere vite umane, e ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri Ursula von der Leyen ha tenuto il proprio primo discorso dello “Stato dell’Unione.” La presidente della Commissione europea ha riflettuto sulla pandemia in corso, sottolineando la responsabilità dell’Europa di proteggere vite umane, e ha delineato i punti centrali del proprio programma per il prossimo anno. 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Negli scorsi anni i tentativi di riforma degli accordi di Dublino sono stati molti, sia da parte del Parlamento che della Commissione: ma avevano sempre trovato ostacolo negli stati membri, organizzati nel Consiglio dell’Unione europea.<br /><br />Gli stati del resto hanno al governo elementi di destra o estrema destra, come il ministro per la Protezione civile greco Chrisochoidis, secondo cui potrà essere legittimo l’uso della forza per costringere i migranti nel nuovo campo di prigionia di Kara Tepe. Chrisochoidis ha promesso in sostanza, se i migranti non faranno troppo chiasso, di portare i primi 6000 rifugiati in Grecia entro Natale, e procedere con gli altri entro la Pasqua successiva. Come non fidarsi? 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Il giorno successivo si aprirà una seduta speciale di due giorni del Consiglio europeo, dove però difficilmente si parlerà di Dublino — i tempi sono troppo stretti.<br /><br />Visto che i migranti sono accampati per strada e non hanno tempo di aspettare i comodi della diplomazia europea, si sono rivolti direttamente alla figura più autorevole disponibile: Angela Merkel. Durante le proteste di questi giorni, infatti, si sono visti molti cartelli e striscioni inneggianti alla Cancelliera tedesca e all’Ue, la maggior parte con richieste di aiuto. Questo tradisce ciò che tutti sul continente sanno — il fatto che la Cancelliera sia la persona più potente dell’Ue — e mette nelle sue mani una responsabilità che si è già presa una volta, in passato. All’epoca della grande crisi migratoria siriana, quando tra il 2015 e il 2016 la Germania accolse 1,2 milioni di profughi dal paese mediorientale, tormentato dalla guerra civile.<br /><br />A distanza di cinque anni, il progetto di accoglienza e inclusione del governo tedesco si è rivelato un successo secondo la maggior parte degli indicatori e delle opinioni raccolte tra tedeschi e migranti stessi, rappresentando — pur con alcuni punti deboli il più vasto progetto di assistenza a profughi e rifugiati dell’Europa...]]></itunes:summary><itunes:duration>4279</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>084: Boris Johnson vuole distruggere l’accordo per la Brexit firmato da Boris Johnson</title><link>https://www.spreaker.com/episode/084-boris-johnson-vuole-distruggere-l-accordo-per-la-brexit-firmato-da-boris-johnson--48147462</link><description><![CDATA[L’ultimo strappo di Boris Johnson con l’Unione europea è così grave da compromettere anche il trattato commerciale con gli Stati Uniti. Ma mentre il Regno Unito gioca d’azzardo con il proprio futuro, in Europa la Brexit interessa ancora a qualcuno?<br /><br />Dopo giorni di voci, critiche, cablo filtrati alla stampa, il governo britannico ha pubblicato il testo del controverso Internal Market Bill, con cui Boris Johnson rimette in discussione uno dei punti già più complessi dell’accordo per la Brexit con l’Unione europea: il Protocollo dell’Irlanda del Nord.<br /><br />Le pretese avanzate dal governo britannico sono a dir poco piratesche: in un testo che letteralmente ammette di infrangere leggi internazionali, si rivendica per i ministri britannici il potere di disapplicare specifiche parti o regole previste nell’accordo dello scorso ottobre.<br /><br />Secondo Johnson il testo della legge è necessario per proteggere il paese da interpretazioni “estremiste o irrazionali” dell’accordo sulla Brexit, ma è vero esattamente il contrario: il rischio è quello di minare ulteriormente la solidità dell’accordo del Venerdì Santo, già messo in crisi quando il Regno Unito ha iniziato le procedure per uscire dall Brexit.<br /><br />Cosa succede sul confine irlandese se si arriva a una Brexit no–deal? Perché Johnson sta tirando così tanto la corda? E soprattutto, c’è ancora qualcuno in Europa a cui interessa abbastanza della Brexit da voler stare al gioco del Primo ministro britannico?<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/09/10/trappist-084/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/09/10/trappist-084/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/084-boris-johnson-vuole-distruggere-laccordo-per-la-brexit-firmato-da-boris-johnson/</guid><pubDate>Thu, 10 Sep 2020 12:20:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147462/083_lalleanza_tra_estrema_destra_e_scettici_della_pandemia_e_sempre_piu_pericolosa.mp3" length="82434528" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’ultimo strappo di Boris Johnson con l’Unione europea è così grave da compromettere anche il trattato commerciale con gli Stati Uniti. 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Ma mentre il Regno Unito gioca d’azzardo con il proprio futuro, in Europa la Brexit interessa ancora a qualcuno?<br /><br />Dopo giorni di voci, critiche, cablo filtrati alla stampa, il governo britannico ha pubblicato il testo del controverso Internal Market Bill, con cui Boris Johnson rimette in discussione uno dei punti già più complessi dell’accordo per la Brexit con l’Unione europea: il Protocollo dell’Irlanda del Nord.<br /><br />Le pretese avanzate dal governo britannico sono a dir poco piratesche: in un testo che letteralmente ammette di infrangere leggi internazionali, si rivendica per i ministri britannici il potere di disapplicare specifiche parti o regole previste nell’accordo dello scorso ottobre.<br /><br />Secondo Johnson il testo della legge è necessario per proteggere il paese da interpretazioni “estremiste o irrazionali” dell’accordo sulla Brexit, ma è vero esattamente il contrario: il rischio è quello di minare ulteriormente la solidità dell’accordo del Venerdì Santo, già messo in crisi quando il Regno Unito ha iniziato le procedure per uscire dall Brexit.<br /><br />Cosa succede sul confine irlandese se si arriva a una Brexit no–deal? Perché Johnson sta tirando così tanto la corda? E soprattutto, c’è ancora qualcuno in Europa a cui interessa abbastanza della Brexit da voler stare al gioco del Primo ministro britannico?<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/09/10/trappist-084/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/09/10/trappist-084/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4122</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>083: L’alleanza tra estrema destra e scettici della pandemia è sempre più pericolosa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/083-l-alleanza-tra-estrema-destra-e-scettici-della-pandemia-e-sempre-piu-pericolosa--48147465</link><description><![CDATA[Per un po’, all’inizio della pandemia, sembrava che in Europa, e in particolare in Italia, il complottismo non fosse riuscito a far del tutto presa sul discorso pubblico attorno al coronavirus. E da noi, ancora oggi, sembra così: le tendenze di questo tipo sono una parte minoritaria del dibattito.<br /><br />Fortunatamente c’è chi prova a rimediare: soprattutto l’estrema destra, che — avendo ben presente l’esperienza americana — sta provando ad omogeneizzare il suo solito apparato retorico alle più moderne teorie cospirazioniste contro mascherine, vaccini, società del controllo.<br /><br />In Italia il campione di questa retorica è stato per un breve periodo di tempo Matteo Salvini, che però ha deciso di rinunciare a cavalcare l’onda quasi subito, spinto dalla diffidenza del pubblico italiano verso queste posizioni e dalla costernazione degli amministratori leghisti del Nord — che hanno avuto a che fare davvero con la pandemia, negazionismo o meno.<br /><br />Sfilatosi Salvini, rimangono in fondo i fondamentalisti: il 5 settembre si riuniranno a Roma in manifestazione — non ancora chiaro quanto vasta — una vasta galassia di negazionisti, cospirazionisti e fascisti comuni, per manifestare contro il Covid e le politiche anti Covid. La manifestazione è capitanata da Forza Nuova, ma non mancheranno personalità chiave come Diego Fusaro, l'avvocato Taormina, Povia.<br /><br />Ci si può consolare(?) pensando alla situazione all’estero: una manifestazione analoga, in Germania, ha visto la partecipazione di quasi 40 mila persone, mentre negli Stati Uniti sta prendendo sempre più piede QAnon, una teoria del complotto secondo cui lo stato sarebbe gestito da una rete di satanisti pedofili in guerra contro il “puro” Trump. Cosa c’entra il virus? C’entra, c’entra.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/09/04/trappist-083/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/09/04/trappist-083/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/083-lalleanza-tra-estrema-destra-e-scettici-della-pandemia-e-sempre-piu-pericolosa/</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2020 10:47:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147465/083_lalleanza_tra_estrema_destra_e_scettici_della_pandemia_e_sempre_piu_pericolosa.mp3" length="82434528" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Per un po’, all’inizio della pandemia, sembrava che in Europa, e in particolare in Italia, il complottismo non fosse riuscito a far del tutto presa sul discorso pubblico attorno al coronavirus. 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E da noi, ancora oggi, sembra così: le tendenze di questo tipo sono una parte minoritaria del dibattito.<br /><br />Fortunatamente c’è chi prova a rimediare: soprattutto l’estrema destra, che — avendo ben presente l’esperienza americana — sta provando ad omogeneizzare il suo solito apparato retorico alle più moderne teorie cospirazioniste contro mascherine, vaccini, società del controllo.<br /><br />In Italia il campione di questa retorica è stato per un breve periodo di tempo Matteo Salvini, che però ha deciso di rinunciare a cavalcare l’onda quasi subito, spinto dalla diffidenza del pubblico italiano verso queste posizioni e dalla costernazione degli amministratori leghisti del Nord — che hanno avuto a che fare davvero con la pandemia, negazionismo o meno.<br /><br />Sfilatosi Salvini, rimangono in fondo i fondamentalisti: il 5 settembre si riuniranno a Roma in manifestazione — non ancora chiaro quanto vasta — una vasta galassia di negazionisti, cospirazionisti e fascisti comuni, per manifestare contro il Covid e le politiche anti Covid. La manifestazione è capitanata da Forza Nuova, ma non mancheranno personalità chiave come Diego Fusaro, l'avvocato Taormina, Povia.<br /><br />Ci si può consolare(?) pensando alla situazione all’estero: una manifestazione analoga, in Germania, ha visto la partecipazione di quasi 40 mila persone, mentre negli Stati Uniti sta prendendo sempre più piede QAnon, una teoria del complotto secondo cui lo stato sarebbe gestito da una rete di satanisti pedofili in guerra contro il “puro” Trump. Cosa c’entra il virus? C’entra, c’entra.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/09/04/trappist-083/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/09/04/trappist-083/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4122</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>082: Com’è possibile che sulla scuola ci sia ancora tutta questa incertezza?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/082-com-e-possibile-che-sulla-scuola-ci-sia-ancora-tutta-questa-incertezza--48147394</link><description><![CDATA[Tra circa 2 settimane inizia l'anno scolastico. Le scuole sono state chiuse a fine febbraio, prima ancora del lockdown nazionale, e non hanno mai più riaperto. La data ufficiale è il 14 settembre, ma per esempio in Alto Adige ricominceranno già il 7 settembre, mentre in Friuli Venezia Giulia aspetteranno il 16. Alcune regioni hanno preferito infatti aspettare lo svolgimento delle elezioni regionali e dei referendum che si svolgeranno il 20-21 settembre, e che come al solito vedranno nelle scuole la propria sede privilegiata.<br /><br />La pandemia è iniziata da parecchi mesi e le misure di distanziamento sociale sono entrate a far parte della quotidianit: ci si potrebbe aspettare di arrivare pronti a questa ripartenza. Invece non è così: al momento la riapertura delle scuole è ammantata ancora da moltissima incertezza. È complicato riorganizzare in poco tempo un sistema scolastico che da decenni è fondato su due pilastri: il sovraffollamento delle classi e la povertà strutturale degli edifici scolastici.<br /><br />Negli ultimi giorni le discussioni più accese si sono registrate tra il governo e le regioni, con una serie di riunioni infinite, linee guida contraddittorie e tira e molla vari, su alcune questioni fondamentali come: il trasporto pubblico, il mantenimento delle mascherine in aula, la misurazione della febbre.<br />Dopo due giorni di riunioni, le regioni hanno dato il proprio OK alle indicazioni operative dell’Istituto superiore di sanità su come bisognerà gestire i casi e i focolai di coronavirus nelle scuole. È l'OK definitivo? Ovviamente no: bisogna aspettare una nuova riunione, che dovrebbe tenersi proprio oggi.<br /><br />In sostanza: ogni scuola deve avere una stanza dove isolare l'allievo che si sospetta positivo, mentre si aspetta l'arrivo dei genitori. Sono loro a contattare pediatra o medico di famiglia che a sua volta, se lo ritiene necessario, richiede il tampone alla Asl. In caso di positività si valuta l'isolamento di tutti i compagni di classe e dei docenti che hanno avuto contatti con il contagiato nelle 48 ore precedenti. Per un singolo caso non va automaticamente chiusa la scuola, ma il dipartimento di prevenzione della Asl deve valutare la situazione anche in base alla circolazione del virus in quel momento nell'area dove si trova la scuola. Se viene contagiato un docente o un altro lavoratore scolastico si valuteranno i suoi contatti, sempre nei due giorni prima, e si avvieranno eventuali quarantene.<br /><br />Tutte le scuole, inoltre, dovranno nominare un referente, che dialogherà con la Asl. Nei dipartimenti di prevenzione dovrà esserci un medico di riferimento per ogni istituto. Nelle scuole dovranno esserci registri che tengono conto di tutti gli spostamenti di docenti e supplenti nelle classi e di eventuali attività svolte da uno o più alunni fuori dalla propria aula. A ogni bambino verrà misurata la febbre dai genitori la mattina, prima dell'ingresso a scuola — altro fattore fonte di polemiche, dato che una parte di responsabilità della salute generale viene scaricata, di fatto, sui genitori.<br /><br />Queste linee guida dicono solo come ci si deve comportare in caso di sospetti positivi in classe. Restano ancora numerose questioni da risolvere.<br />Una, molto rilevante, riguarda i trasporti. Le linee guida del CTS prevedono che sugli autobus scolastici venga mantenuto il distanziamento di un metro, misura che limiterà la capienza dei mezzi e che richiederà un notevole potenziamento delle linee — cosa che alle regioni non piace.<br /><br />Come per la polemica delle scorse settimane sulla capienza dei treni regionali in Lombardia e Liguria, anche stavolta si sta cercando in tutti i modi una gabola che permetta di aggirare la regola del metro di distanza. Per esempio? La regola può essere infranta quando è possibile far sedere gli studenti allineati “verticalmente”, cioè uno per fila, senza che siano rivolti faccia a faccia. Il distanziamento di un metro, però, può non essere rispettato solo per i tragitti inferiori ai 15 minuti: un punto int]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/082-come-possibile-che-sulla-scuola-ci-sia-ancora-tutta-questa-incertezza/</guid><pubDate>Fri, 28 Aug 2020 11:59:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147394/082_come_possibile_che_sulla_scuola_ci_sia_ancora_tutta_questa_incertezza.mp3" length="63382718" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Tra circa 2 settimane inizia l'anno scolastico. Le scuole sono state chiuse a fine febbraio, prima ancora del lockdown nazionale, e non hanno mai più riaperto. La data ufficiale è il 14 settembre, ma per esempio in Alto Adige ricominceranno già il 7...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra circa 2 settimane inizia l'anno scolastico. Le scuole sono state chiuse a fine febbraio, prima ancora del lockdown nazionale, e non hanno mai più riaperto. La data ufficiale è il 14 settembre, ma per esempio in Alto Adige ricominceranno già il 7 settembre, mentre in Friuli Venezia Giulia aspetteranno il 16. Alcune regioni hanno preferito infatti aspettare lo svolgimento delle elezioni regionali e dei referendum che si svolgeranno il 20-21 settembre, e che come al solito vedranno nelle scuole la propria sede privilegiata.<br /><br />La pandemia è iniziata da parecchi mesi e le misure di distanziamento sociale sono entrate a far parte della quotidianit: ci si potrebbe aspettare di arrivare pronti a questa ripartenza. Invece non è così: al momento la riapertura delle scuole è ammantata ancora da moltissima incertezza. È complicato riorganizzare in poco tempo un sistema scolastico che da decenni è fondato su due pilastri: il sovraffollamento delle classi e la povertà strutturale degli edifici scolastici.<br /><br />Negli ultimi giorni le discussioni più accese si sono registrate tra il governo e le regioni, con una serie di riunioni infinite, linee guida contraddittorie e tira e molla vari, su alcune questioni fondamentali come: il trasporto pubblico, il mantenimento delle mascherine in aula, la misurazione della febbre.<br />Dopo due giorni di riunioni, le regioni hanno dato il proprio OK alle indicazioni operative dell’Istituto superiore di sanità su come bisognerà gestire i casi e i focolai di coronavirus nelle scuole. È l'OK definitivo? Ovviamente no: bisogna aspettare una nuova riunione, che dovrebbe tenersi proprio oggi.<br /><br />In sostanza: ogni scuola deve avere una stanza dove isolare l'allievo che si sospetta positivo, mentre si aspetta l'arrivo dei genitori. Sono loro a contattare pediatra o medico di famiglia che a sua volta, se lo ritiene necessario, richiede il tampone alla Asl. In caso di positività si valuta l'isolamento di tutti i compagni di classe e dei docenti che hanno avuto contatti con il contagiato nelle 48 ore precedenti. Per un singolo caso non va automaticamente chiusa la scuola, ma il dipartimento di prevenzione della Asl deve valutare la situazione anche in base alla circolazione del virus in quel momento nell'area dove si trova la scuola. Se viene contagiato un docente o un altro lavoratore scolastico si valuteranno i suoi contatti, sempre nei due giorni prima, e si avvieranno eventuali quarantene.<br /><br />Tutte le scuole, inoltre, dovranno nominare un referente, che dialogherà con la Asl. Nei dipartimenti di prevenzione dovrà esserci un medico di riferimento per ogni istituto. Nelle scuole dovranno esserci registri che tengono conto di tutti gli spostamenti di docenti e supplenti nelle classi e di eventuali attività svolte da uno o più alunni fuori dalla propria aula. A ogni bambino verrà misurata la febbre dai genitori la mattina, prima dell'ingresso a scuola — altro fattore fonte di polemiche, dato che una parte di responsabilità della salute generale viene scaricata, di fatto, sui genitori.<br /><br />Queste linee guida dicono solo come ci si deve comportare in caso di sospetti positivi in classe. Restano ancora numerose questioni da risolvere.<br />Una, molto rilevante, riguarda i trasporti. Le linee guida del CTS prevedono che sugli autobus scolastici venga mantenuto il distanziamento di un metro, misura che limiterà la capienza dei mezzi e che richiederà un notevole potenziamento delle linee — cosa che alle regioni non piace.<br /><br />Come per la polemica delle scorse settimane sulla capienza dei treni regionali in Lombardia e Liguria, anche stavolta si sta cercando in tutti i modi una gabola che permetta di aggirare la regola del metro di distanza. Per esempio? La regola può essere infranta quando è possibile far sedere gli studenti allineati “verticalmente”, cioè uno per fila, senza che siano rivolti faccia a faccia. 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È cominciato il 18 e durerà fino al 23, e quest’anno è partito col botto, con un vero e proprio comizio di Mario Draghi. Le sue parole — come spesso accade alle parole pronunciate dal palco del meeting — hanno avuto una grande risonanza nell’afoso dibattito politico di agosto, dove sono risuonate espressioni come “governo spiazzato” e “sferzata alla politica.”<br /><br />L’ex Presidente della Banca centrale europea, in realtà, non ha detto molto di innovativo o sconcertante: ha fatto una distinzione tra “debito buono” — sostenibile — e “debito cattivo” — insostenibile perché impiegato “a fini improduttivi” — auspicando tra le righe un cambiamento delle regole europee di cui “l’inadeguatezza era divenuta da tempo evidente.” Non è un mistero che, da tempo, esista un blocco politico, mediatico e imprenditoriale che vedrebbe di buon occhio Draghi al governo, un’asse che va da Forza Italia al Pd e Italia Viva.<br /><br />Draghi è uno dei personaggi più importanti della scena politica europea ed italiana, e probabilmente è stato inteso da CL come l’“headliner” del festival, ma scorrendo l’elenco degli ospiti si rimane impressionati dal peso politico ed economico di molti partecipanti — e partner — dell’evento, o di sigle disposte a metterci il cappello: Snam, Ferrovie Nord, Randstad, Generali, Enel, Aci, Cassa depositi e prestiti, Philip Morris.<br /><br />Molte persone insospettabili hanno partecipato nel corso degli anni al meeting, spesso sconfinando nella piaggeria verso il movimento. Ad esempio, Bersani nel 2003: “Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl. Solo l'ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare.” O nel 2015, l’ex segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti — che tra l’altro partecipa anche quest’anno: “A Rimini ho trovato molto di più e di diverso di quel che mi aspettavo. Anzitutto, il popolo. Ricordo che per Gramsci l’intellettuale può pensare di rappresentare il popolo solo se con questo vi è quella che lui chiamava “una connessione sentimentale”. Lì l’ho trovata.”<br /><br />Ovviamente tutto questo, se per alcuni personaggi può lasciare un po’ perplessi, sul piano politico e amministrativo presenta qualche criticità, a prescindere dal proprio posizionamento ideologico: CL non è un partito politico ma una confraternita religiosa, riconosciuta dalla Santa sede, fortemente intrecciata alla politica, i cui legami con larghe fette della destra — non solo — italiana sono noti e notori da tempo, soprattutto in Lombardia. Quanto intrecciata? così: nel 2010 la Lombardia aveva finanziato il meeting con ben 234 mila euro, soldi versati sostanzialmente a causa dell’entusiasmo di Formigoni: “Siamo orgogliosi che Regione Lombardia sia presente da anni alla più importante manifestazione culturale, giovanile e non solo, d’Europa il Meeting internazionale di Rimini, evento che fa registrare 800mila presenze da tutto il mondo.” In Lombardia, infatti, la sigla di CL fa venire in mente subito il celeste, e il suo modello di gestione della sanità, ereditato senza colpo ferire dalle successive giunte Maroni e Fontana — nonostante i gravissimi fatti di corruzione nell’ambito sanitario emersi in seguito all’arresto dello stesso Formigoni e del vicepresidente Mantovani.<br /><br />Del resto, dove non sono arrivate le inchieste non è arrivata nemmeno la gestione disastrosa della pandemia da parte della giunta regionale lombarda, in particolare con il collasso del sistema ospedaliero. La giunta Fontana ha scelto di sostituire sì il direttore della Sanità, Luigi Cajazzo: ma per mettere al suo posto Marco Trivelli, uomo cresciuto sotto le varie giunte Formigoni, appartenente da CL fin dall’adolescenza, e sotto cui non c’è motivo di creder]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/081-nemmeno-la-pandemia-ferma-il-meeting-di-cl-a-rimini/</guid><pubDate>Fri, 21 Aug 2020 10:54:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147468/081_nemmeno_la_pandemia_ferma_il_meeting_di_cl_a_rimini.mp3" length="89369330" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Immancabile come i tormentoni estivi, e non fermato dal coronavirus, anche quest’anno il paese sta assistendo a uno degli eventi cardine della vera estate italiana: il meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, che si tiene ormai dal lontano 1980....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Immancabile come i tormentoni estivi, e non fermato dal coronavirus, anche quest’anno il paese sta assistendo a uno degli eventi cardine della vera estate italiana: il meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, che si tiene ormai dal lontano 1980. È cominciato il 18 e durerà fino al 23, e quest’anno è partito col botto, con un vero e proprio comizio di Mario Draghi. Le sue parole — come spesso accade alle parole pronunciate dal palco del meeting — hanno avuto una grande risonanza nell’afoso dibattito politico di agosto, dove sono risuonate espressioni come “governo spiazzato” e “sferzata alla politica.”<br /><br />L’ex Presidente della Banca centrale europea, in realtà, non ha detto molto di innovativo o sconcertante: ha fatto una distinzione tra “debito buono” — sostenibile — e “debito cattivo” — insostenibile perché impiegato “a fini improduttivi” — auspicando tra le righe un cambiamento delle regole europee di cui “l’inadeguatezza era divenuta da tempo evidente.” Non è un mistero che, da tempo, esista un blocco politico, mediatico e imprenditoriale che vedrebbe di buon occhio Draghi al governo, un’asse che va da Forza Italia al Pd e Italia Viva.<br /><br />Draghi è uno dei personaggi più importanti della scena politica europea ed italiana, e probabilmente è stato inteso da CL come l’“headliner” del festival, ma scorrendo l’elenco degli ospiti si rimane impressionati dal peso politico ed economico di molti partecipanti — e partner — dell’evento, o di sigle disposte a metterci il cappello: Snam, Ferrovie Nord, Randstad, Generali, Enel, Aci, Cassa depositi e prestiti, Philip Morris.<br /><br />Molte persone insospettabili hanno partecipato nel corso degli anni al meeting, spesso sconfinando nella piaggeria verso il movimento. Ad esempio, Bersani nel 2003: “Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl. Solo l'ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare.” O nel 2015, l’ex segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti — che tra l’altro partecipa anche quest’anno: “A Rimini ho trovato molto di più e di diverso di quel che mi aspettavo. Anzitutto, il popolo. Ricordo che per Gramsci l’intellettuale può pensare di rappresentare il popolo solo se con questo vi è quella che lui chiamava “una connessione sentimentale”. Lì l’ho trovata.”<br /><br />Ovviamente tutto questo, se per alcuni personaggi può lasciare un po’ perplessi, sul piano politico e amministrativo presenta qualche criticità, a prescindere dal proprio posizionamento ideologico: CL non è un partito politico ma una confraternita religiosa, riconosciuta dalla Santa sede, fortemente intrecciata alla politica, i cui legami con larghe fette della destra — non solo — italiana sono noti e notori da tempo, soprattutto in Lombardia. Quanto intrecciata? così: nel 2010 la Lombardia aveva finanziato il meeting con ben 234 mila euro, soldi versati sostanzialmente a causa dell’entusiasmo di Formigoni: “Siamo orgogliosi che Regione Lombardia sia presente da anni alla più importante manifestazione culturale, giovanile e non solo, d’Europa il Meeting internazionale di Rimini, evento che fa registrare 800mila presenze da tutto il mondo.” In Lombardia, infatti, la sigla di CL fa venire in mente subito il celeste, e il suo modello di gestione della sanità, ereditato senza colpo ferire dalle successive giunte Maroni e Fontana — nonostante i gravissimi fatti di corruzione nell’ambito sanitario emersi in seguito all’arresto dello stesso Formigoni e del vicepresidente Mantovani.<br /><br />Del resto, dove non sono arrivate le inchieste non è arrivata nemmeno la gestione disastrosa della pandemia da parte della giunta regionale lombarda, in particolare con il collasso del sistema ospedaliero. 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Ma il passato di Harris, ex procuratrice, rischia di allontanare ulteriormente l’elettorato progressista<br />La situazione statunitense è disastrosa: la pandemia continua a essere fuori controllo, e la gestione disastrosa da parte del governo sta compromettendo le possibilità di Donald Trump di essere rieletto. In questo scenario emergenziale — che comprende anche la peggiore crisi economica a memoria d’uomo — il Partito democratico vede una grossa occasione di ritornare alla Casa Bianca.<br /><br />Il candidato del partito è Joe Biden. Questa settimana, com’è prassi nei meccanismi delle competizioni elettorali statunitensi, Biden ha indicato chi sarà la persona che ricoprirà il ruolo di vicepresidente in caso di una sua vittoria. La scelta è caduta su Kamala Harris, ex procuratrice della California, di origini indiane e giamaicane.<br /><br />Harris ha corso alle primarie, dove era tra i candidati più in vista, ed è nota per la retorica tagliente ed efficace. Ma è anche una figura divisiva: da procuratrice ha mantenuto una linea estremamente lassista verso le forze di polizia, commettendo inoltre diversi abusi in sede giudiziaria, a danno di innocenti.<br /><br />Va segnalato inoltre il supporto di Harris a proposte di legge draconiane — come la perseguibilità penale dei genitori dei figli che marinano la scuola — o l’opposizione alla legalizzazione della cannabis, su cui ha cambiato idea solo troppo tardi.<br /><br />La candidatura di Harris potrebbe essere vista come troppo centrista, o di destra, in un contesto di proteste di massa tra le più grandi della storia degli Stati Uniti: ma dall’altra parte c’è l’estrema destra trumpiana — che non ha perso tempo ad attaccarla perché donna e appartenente una minoranza, e di cui una larga fetta della società statunitense spera di sbarazzarsi al più presto.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/08/14/trappist-080/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/08/14/trappist-080/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/080-perche-kamala-harris-non-e-la-vicepresidente-ideale/</guid><pubDate>Fri, 14 Aug 2020 07:56:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147447/080_perche_kamala_harris_non_e_la_vicepresidente_ideale.mp3" length="100308158" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il comitato elettorale di Biden ha scelto una vicepresidente dalla retorica tagliente e capace di dominare i propri avversari. 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La situazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il comitato elettorale di Biden ha scelto una vicepresidente dalla retorica tagliente e capace di dominare i propri avversari. Ma il passato di Harris, ex procuratrice, rischia di allontanare ulteriormente l’elettorato progressista<br />La situazione statunitense è disastrosa: la pandemia continua a essere fuori controllo, e la gestione disastrosa da parte del governo sta compromettendo le possibilità di Donald Trump di essere rieletto. In questo scenario emergenziale — che comprende anche la peggiore crisi economica a memoria d’uomo — il Partito democratico vede una grossa occasione di ritornare alla Casa Bianca.<br /><br />Il candidato del partito è Joe Biden. Questa settimana, com’è prassi nei meccanismi delle competizioni elettorali statunitensi, Biden ha indicato chi sarà la persona che ricoprirà il ruolo di vicepresidente in caso di una sua vittoria. La scelta è caduta su Kamala Harris, ex procuratrice della California, di origini indiane e giamaicane.<br /><br />Harris ha corso alle primarie, dove era tra i candidati più in vista, ed è nota per la retorica tagliente ed efficace. Ma è anche una figura divisiva: da procuratrice ha mantenuto una linea estremamente lassista verso le forze di polizia, commettendo inoltre diversi abusi in sede giudiziaria, a danno di innocenti.<br /><br />Va segnalato inoltre il supporto di Harris a proposte di legge draconiane — come la perseguibilità penale dei genitori dei figli che marinano la scuola — o l’opposizione alla legalizzazione della cannabis, su cui ha cambiato idea solo troppo tardi.<br /><br />La candidatura di Harris potrebbe essere vista come troppo centrista, o di destra, in un contesto di proteste di massa tra le più grandi della storia degli Stati Uniti: ma dall’altra parte c’è l’estrema destra trumpiana — che non ha perso tempo ad attaccarla perché donna e appartenente una minoranza, e di cui una larga fetta della società statunitense spera di sbarazzarsi al più presto.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/08/14/trappist-080/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/08/14/trappist-080/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4177</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>079: L’estate di estrema destra del governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/079-l-estate-di-estrema-destra-del-governo--48147420</link><description><![CDATA[Navi quarantena, invio di truppe al confine, accelerazioni sui rimpatri: il governo sta facendo tutto quello che farebbero al governo i partiti di estrema destra — che nel frattempo, ad esempio in Friuli Venezia Giulia, si stanno spostando su posizioni ancora più estremiste.<br /><br />Nella giornata di ieri si sono inseguite voci che volevano un accanito scontro dietro le quinte della maggioranza di governo per sottrarre la poltrona di ministro dell’Interno a Lucia Lamorgese. I principali contendenti sarebbero stati Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti — quest’ultimo, in particolare, sarebbe stato interessato al Viminale non solo per poter meglio dire la propria sulla politica migratoria del governo, ma per partecipare più da vicino alla partita per il controllo dei vertici dei servizi segreti — sì.<br /><br />Si sono susseguite smentite, e l’intrigo sembra essersi risolto in un nulla di fatto. Del resto, perché rimuovere Lamorgese, una ministra perfettamente in linea con la politica ultrasicuritaria del governo, e in piena continuità con quello precedente? In questi giorni si è mostrata estremamente muscolare sia sul fronte dei rimpatri verso la Tunisia, annunciandone la ripresa il prossimo 10 agosto, sia sul confine sloveno, dove ha annunciato l’arrivo di contingenti militari.<br /><br />La visione politica di questo esecutivo — che doveva essere di discontinuità con quello precedente — è ben visibile, ad esempio, con la decisione di risolvere il sovraffollamento di migranti nell’hotspot di Lampedusa con l’utilizzo di navi-quarantena: una misura criticata duramente da virologi come il professor Galli, visto che oltre a essere poco rispettosa dei diritti dei migranti, in realtà favorisce la diffusione del contagio.<br /><br />Nel frattempo, i battibecchi e la linea di estrema destra del governo stanno portando — guardacaso — a toni sempre più estremi da parte dei politici di estrema destra dichiarata. La Lega di Matteo Salvini vuole persuadere gli italiani che il virus nel paese non esiste più, e se c’è lo portano i migranti — una teoria del complotto vecchia come il mondo, ovviamente infondata. In Friuli il coordinatore della protezione civile di Grado si è lasciato andare a dichiarazioni inneggianti ai forni crematori, mentre il consigliere regionale leghista Calligaris ha sostenuto che ai miranti lui sparerebbe “tranquillamente.”<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/08/06/trappist-079/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/08/06/trappist-079/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/079-lestate-di-estrema-destra-del-governo/</guid><pubDate>Thu, 06 Aug 2020 10:06:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147420/079_lestate_di_estrema_destra_del_governo.mp3" length="86145611" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Navi quarantena, invio di truppe al confine, accelerazioni sui rimpatri: il governo sta facendo tutto quello che farebbero al governo i partiti di estrema destra — che nel frattempo, ad esempio in Friuli Venezia Giulia, si stanno spostando su...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Navi quarantena, invio di truppe al confine, accelerazioni sui rimpatri: il governo sta facendo tutto quello che farebbero al governo i partiti di estrema destra — che nel frattempo, ad esempio in Friuli Venezia Giulia, si stanno spostando su posizioni ancora più estremiste.<br /><br />Nella giornata di ieri si sono inseguite voci che volevano un accanito scontro dietro le quinte della maggioranza di governo per sottrarre la poltrona di ministro dell’Interno a Lucia Lamorgese. I principali contendenti sarebbero stati Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti — quest’ultimo, in particolare, sarebbe stato interessato al Viminale non solo per poter meglio dire la propria sulla politica migratoria del governo, ma per partecipare più da vicino alla partita per il controllo dei vertici dei servizi segreti — sì.<br /><br />Si sono susseguite smentite, e l’intrigo sembra essersi risolto in un nulla di fatto. Del resto, perché rimuovere Lamorgese, una ministra perfettamente in linea con la politica ultrasicuritaria del governo, e in piena continuità con quello precedente? In questi giorni si è mostrata estremamente muscolare sia sul fronte dei rimpatri verso la Tunisia, annunciandone la ripresa il prossimo 10 agosto, sia sul confine sloveno, dove ha annunciato l’arrivo di contingenti militari.<br /><br />La visione politica di questo esecutivo — che doveva essere di discontinuità con quello precedente — è ben visibile, ad esempio, con la decisione di risolvere il sovraffollamento di migranti nell’hotspot di Lampedusa con l’utilizzo di navi-quarantena: una misura criticata duramente da virologi come il professor Galli, visto che oltre a essere poco rispettosa dei diritti dei migranti, in realtà favorisce la diffusione del contagio.<br /><br />Nel frattempo, i battibecchi e la linea di estrema destra del governo stanno portando — guardacaso — a toni sempre più estremi da parte dei politici di estrema destra dichiarata. La Lega di Matteo Salvini vuole persuadere gli italiani che il virus nel paese non esiste più, e se c’è lo portano i migranti — una teoria del complotto vecchia come il mondo, ovviamente infondata. In Friuli il coordinatore della protezione civile di Grado si è lasciato andare a dichiarazioni inneggianti ai forni crematori, mentre il consigliere regionale leghista Calligaris ha sostenuto che ai miranti lui sparerebbe “tranquillamente.”<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/08/06/trappist-079/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/08/06/trappist-079/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3587</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>078: Nessuno salva Matteo Salvini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/078-nessuno-salva-matteo-salvini--48147452</link><description><![CDATA[Dopo il voto al Senato, ora sta alla procura di Palermo decidere se Matteo Salvini sarà processato. Per i crimini di cui è accusato, rischia fino a 15 anni di carcere — ma la vera minaccia è un’altra: quella della Legge Severino, che lo farebbe decadere e lo renderebbe ineleggibile.<br /><br />Il Senato si è espresso: Matteo Salvini potrà essere processato per le accuse avanzate dai giudici sul caso del blocco di 19 giorni della nave Open Arms. Ormai un anno fa, dal primo al 20 agosto, proprio mentre si consumava la crisi in cui si sarebbe schiantato il governo Conte I, Matteo Salvini aveva impedito alla nave di Proactiva Open Arms, con a bordo 151 migranti, di trovare un porto sicuro in Italia.<br /><br />Il voto è passato con una maggioranza esigua, 149 a 141, dimostrando che la dichiarazione di voto di ieri mattina di Matteo Renzi era stata davvero chiave per confermare una maggioranza. In precedenza infatti, quando si era votato in Giunta, il partito personale di Renzi non si era espresso indicando che, a loro parere, la responsabilità non fosse solo dell’ex ministro, ma di tutto il governo, puntando il dito contro i nuovi alleati Conte e Di Maio. Ieri, una pandemia e un Recovery Fund dopo, le dinamiche della maggioranza sono cambiate, e i renziani si sono uniti al fronte che vuole vedere Salvini processato.<br /><br />Si tratta di un evento più unico che raro, ma sulla decisione della maggioranza, Salvini non ha torto: si tratta di una decisione politica, prima che in materia — perché la linea di questo governo è solo marginalmente diversa da quello del governo precedente, e se non si sono ripetuti episodi di presupposto sequestro di persona, indubbiamente l’operato resta per lo meno in linea di continuità. Ma non si può valutare la decisione del Senato solo come decisione politica: è anche un passo avanti importante verso la giustizia per le vittime dell’operato di Salvini, come il fondatore di Proactiva Oscar Camps, che finalmente può chiedere sia fatta giustizia. Ora a decidere se andare avanti spetta alla procura di Palermo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/078-nessuno-salva-matteo-salvini/</guid><pubDate>Fri, 31 Jul 2020 12:15:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147452/078_nessuno_salva_matteo_salvini.mp3" length="93594898" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il voto al Senato, ora sta alla procura di Palermo decidere se Matteo Salvini sarà processato. 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Ormai un anno fa, dal primo al 20 agosto, proprio mentre si consumava la crisi in cui si sarebbe schiantato il governo Conte I, Matteo Salvini aveva impedito alla nave di Proactiva Open Arms, con a bordo 151 migranti, di trovare un porto sicuro in Italia.<br /><br />Il voto è passato con una maggioranza esigua, 149 a 141, dimostrando che la dichiarazione di voto di ieri mattina di Matteo Renzi era stata davvero chiave per confermare una maggioranza. In precedenza infatti, quando si era votato in Giunta, il partito personale di Renzi non si era espresso indicando che, a loro parere, la responsabilità non fosse solo dell’ex ministro, ma di tutto il governo, puntando il dito contro i nuovi alleati Conte e Di Maio. Ieri, una pandemia e un Recovery Fund dopo, le dinamiche della maggioranza sono cambiate, e i renziani si sono uniti al fronte che vuole vedere Salvini processato.<br /><br />Si tratta di un evento più unico che raro, ma sulla decisione della maggioranza, Salvini non ha torto: si tratta di una decisione politica, prima che in materia — perché la linea di questo governo è solo marginalmente diversa da quello del governo precedente, e se non si sono ripetuti episodi di presupposto sequestro di persona, indubbiamente l’operato resta per lo meno in linea di continuità. Ma non si può valutare la decisione del Senato solo come decisione politica: è anche un passo avanti importante verso la giustizia per le vittime dell’operato di Salvini, come il fondatore di Proactiva Oscar Camps, che finalmente può chiedere sia fatta giustizia. 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Ne parliamo nell’ultima puntata di Trappist<br /><br />Dopo un quasi un mese di teaser e voci di corridoio Gianluigi Paragone ha davvero lanciato un nuovo partito, che si chiama — da leggere tutto d’un fiato — Italexit No Europa Per l’Italia Con Paragone. Si tratta di una nuova formazione chiaramente euroscettica, ma di un ramo diverso dell’ecosistema “no euro,” che pesca a piene mani dal linguaggio del Movimento 5 Stelle era 2014, dal rossobrunismo, e da un campionario abbastanza disparato di trovate populiste qualsiasi — dall’Italia che rischierebbe di diventare una “immensa via Paolo Sarpi” alla necessità di riconquistare la “sovranità alimentare” 🍕<br /><br />Lo scopo di questa puntata non è però semplicemente di deridere l’operazione di Paragone: l’incrocio con l’annuncio del Recovery Fund può sembrare nell’immediato goffo e infelice, ma potrebbe anche essere un’idea sorprendentemente brillante: i limiti dell’accordo appena raggiunto a Bruxelles, infatti, sono moltissimi, e non è così difficile immaginare un boom antieuropeista nei prossimi mesi — o tra un anno o due — quando la crisi economica lasciata dal coronavirus sarà sotto gli occhi di tutti e l’Europa non avrà fatto abbastanza. Dopotutto, in Italia sia M5S che Lega hanno agitato più volte la bandiera dell’euroscetticismo, ma nessuno è mai arrivato alle logiche conclusioni, nemmeno l’economista no euro per antonomasia Bagnai, che proprio un anno fa disconosceva le proprie origini.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/24/trappist-077/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/24/trappist-077/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/077-dobbiamo-prendere-sul-serio-gianluigi-paragone/</guid><pubDate>Fri, 24 Jul 2020 12:06:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147463/077_dobbiamo_prendere_sul_serio_gianluigi_paragone.mp3" length="57641631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Probabilmente no, ma per scrupolo abbiamo analizzato comunque il manifesto di Italexit, la sua nuova creatura politica. 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Dopo un quasi un mese di teaser e voci di corridoio Gianluigi Paragone ha davvero...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Probabilmente no, ma per scrupolo abbiamo analizzato comunque il manifesto di Italexit, la sua nuova creatura politica. Ne parliamo nell’ultima puntata di Trappist<br /><br />Dopo un quasi un mese di teaser e voci di corridoio Gianluigi Paragone ha davvero lanciato un nuovo partito, che si chiama — da leggere tutto d’un fiato — Italexit No Europa Per l’Italia Con Paragone. Si tratta di una nuova formazione chiaramente euroscettica, ma di un ramo diverso dell’ecosistema “no euro,” che pesca a piene mani dal linguaggio del Movimento 5 Stelle era 2014, dal rossobrunismo, e da un campionario abbastanza disparato di trovate populiste qualsiasi — dall’Italia che rischierebbe di diventare una “immensa via Paolo Sarpi” alla necessità di riconquistare la “sovranità alimentare” 🍕<br /><br />Lo scopo di questa puntata non è però semplicemente di deridere l’operazione di Paragone: l’incrocio con l’annuncio del Recovery Fund può sembrare nell’immediato goffo e infelice, ma potrebbe anche essere un’idea sorprendentemente brillante: i limiti dell’accordo appena raggiunto a Bruxelles, infatti, sono moltissimi, e non è così difficile immaginare un boom antieuropeista nei prossimi mesi — o tra un anno o due — quando la crisi economica lasciata dal coronavirus sarà sotto gli occhi di tutti e l’Europa non avrà fatto abbastanza. Dopotutto, in Italia sia M5S che Lega hanno agitato più volte la bandiera dell’euroscetticismo, ma nessuno è mai arrivato alle logiche conclusioni, nemmeno l’economista no euro per antonomasia Bagnai, che proprio un anno fa disconosceva le proprie origini.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/24/trappist-077/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/24/trappist-077/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3599</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>076: Possiamo parlare seriamente dello smart working?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/076-possiamo-parlare-seriamente-dello-smart-working--48147467</link><description><![CDATA[Dalle dichiarazioni di Beppe Sala alla fantasiosa rappresentazione di Susan, in Italia sembra impossibile discutere seriamente dello smart working. Potremmo cominciare, per esempio, smettendo di chiamarlo così.<br /><br />Dopo essere stato raccontato come una rivoluzione durante le settimane del lockdown, lo smart working ha iniziato a fare paura a qualcuno. Dopo gli attacchi diretti di Beppe Sala, ieri sulla stampa è rimbalzata ovunque la storia di Susan, la visualizzazione 3D che immagina una donna che fa smart working da 25 anni.<br /><br />Partiamo da un presupposto: l’espressione smart working è un neologismo italiano, un inglesismo da manager, che fonde la necessità di fare telelavoro, diventata un obbligo per milioni di persone durante il lockdown, con una spinta verso un lavoro più “agile,” con consegne e obiettivi al posto di orari. Per questo è necessario, mentre si costruisce come sarà il lavoro in futuro, dopo la pandemia, discutere seriamente di come e dove si lavorerà. Non perché “per ripensare le città ci vuole tempo,” ma per garantire contratti e orari giusti, con un rispetto vero del bilanciamento tra vita e lavoro.<br /><br />Leggi le note dell’episodio completo: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/17/trappist-076/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/17/trappist-076/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/076-possiamo-parlare-seriamente-dello-smart-working/</guid><pubDate>Fri, 17 Jul 2020 11:29:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147467/076_possiamo_parlare_seriamente_dello_smart_working.mp3" length="77313298" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dalle dichiarazioni di Beppe Sala alla fantasiosa rappresentazione di Susan, in Italia sembra impossibile discutere seriamente dello smart working. Potremmo cominciare, per esempio, smettendo di chiamarlo così.

Dopo essere stato raccontato come una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dalle dichiarazioni di Beppe Sala alla fantasiosa rappresentazione di Susan, in Italia sembra impossibile discutere seriamente dello smart working. Potremmo cominciare, per esempio, smettendo di chiamarlo così.<br /><br />Dopo essere stato raccontato come una rivoluzione durante le settimane del lockdown, lo smart working ha iniziato a fare paura a qualcuno. Dopo gli attacchi diretti di Beppe Sala, ieri sulla stampa è rimbalzata ovunque la storia di Susan, la visualizzazione 3D che immagina una donna che fa smart working da 25 anni.<br /><br />Partiamo da un presupposto: l’espressione smart working è un neologismo italiano, un inglesismo da manager, che fonde la necessità di fare telelavoro, diventata un obbligo per milioni di persone durante il lockdown, con una spinta verso un lavoro più “agile,” con consegne e obiettivi al posto di orari. Per questo è necessario, mentre si costruisce come sarà il lavoro in futuro, dopo la pandemia, discutere seriamente di come e dove si lavorerà. Non perché “per ripensare le città ci vuole tempo,” ma per garantire contratti e orari giusti, con un rispetto vero del bilanciamento tra vita e lavoro.<br /><br />Leggi le note dell’episodio completo: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/17/trappist-076/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/17/trappist-076/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3219</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>075: Si può costruire l’Europa a suon di prestiti?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/075-si-puo-costruire-l-europa-a-suon-di-prestiti--48147478</link><description><![CDATA[Tra Mes e Recovery Fund, l’Europa è spaccata su quali meccanismi mettere in atto per uscire da quella che si prospetta essere — anzi: che già è — la peggiore crisi economica della storia recente. Il PIL Italiano, secondo le ultime previsioni della Commissione europea, si contrarrà nel 2020 di più dell’11%: la peggiore flessione, anche se di margine, di tutti i paesi dell’Unione.<br /><br />Ieri Conte si è recato in visita a Madrid, prima destinazione di un tour europeo che lo porterà a incontrare anche Rutte, Merkel e Macron. Il premier spagnolo Sanchez è tra gli alleati più stretti dell’Italia nella richiesta dell’attuazione di un recovery fund — che però resta una montagna ardua da scalare. L’UE, infatti, non riesce a liberarsi dall’influenza tossica dei governi ultraliberisti — definiti “frugali” — del Nord, in particolare di quello olandese e austriaco, contrari a ogni forma di condivisione del debito per raccogliere risorse con cui affrontare la crisi economica.<br /><br />Il Recovery Fund prevederebbe la condivisione del debito necessario per il rilancio dell’economia, a differenza di come funziona il Mes, che anche nella sua molto vantaggiosa formula per gli investimenti sanitari grava comunque sulle casse dei singoli stati. L’Europa si trova di fronte allo stesso bivio dove è ferma da anni, ma ora non può più aspettare: è possibile pensare di essere una vera e propria comunità se nel momento del bisogno tutto quello che è possibile fare è ricevere dei prestiti — o si potrebbe fare un passo oltre?<br /><br />È quello che forse si sta chiedendo anche Angela Merkel. Merkel — che resta comunque alla testa di un governo di centrodestra — dovrà cercare di tenere insieme il proprio paese e il continente, in un momento estremamente delicato per l’economia e il futuro politico della comunità europea.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/09/trappist-075/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/09/trappist-075/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/075-si-puo-costruire-leuropa-a-suon-di-prestiti/</guid><pubDate>Thu, 09 Jul 2020 12:36:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147478/075_si_puo_costruire_leuropa_a_suon_di_prestiti.mp3" length="85468517" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Tra Mes e Recovery Fund, l’Europa è spaccata su quali meccanismi mettere in atto per uscire da quella che si prospetta essere — anzi: che già è — la peggiore crisi economica della storia recente. 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L’UE, infatti, non riesce a liberarsi dall’influenza tossica dei governi ultraliberisti — definiti “frugali” — del Nord, in particolare di quello olandese e austriaco, contrari a ogni forma di condivisione del debito per raccogliere risorse con cui affrontare la crisi economica.<br /><br />Il Recovery Fund prevederebbe la condivisione del debito necessario per il rilancio dell’economia, a differenza di come funziona il Mes, che anche nella sua molto vantaggiosa formula per gli investimenti sanitari grava comunque sulle casse dei singoli stati. L’Europa si trova di fronte allo stesso bivio dove è ferma da anni, ma ora non può più aspettare: è possibile pensare di essere una vera e propria comunità se nel momento del bisogno tutto quello che è possibile fare è ricevere dei prestiti — o si potrebbe fare un passo oltre?<br /><br />È quello che forse si sta chiedendo anche Angela Merkel. Merkel — che resta comunque alla testa di un governo di centrodestra — dovrà cercare di tenere insieme il proprio paese e il continente, in un momento estremamente delicato per l’economia e il futuro politico della comunità europea.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/09/trappist-075/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/09/trappist-075/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3559</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>074: Da Trump ai boogaloo, i social network iniziano a fare i conti con i neonazisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/074-da-trump-ai-boogaloo-i-social-network-iniziano-a-fare-i-conti-con-i-neonazisti--48147476</link><description><![CDATA[Negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di novembre: Twitter e Reddit questa volta non vogliono essere accusati di aver facilitato la diffusione del discorso d’odio, mentre Facebook si fa trascinare da una campagna di boicottaggio. Ma rischia di essere comunque troppo tardi<br /><br />Negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni presidenziali, e il clima politico e sociale è sempre più teso. Come sempre negli ultimi anni, i principali social network del mondo sono al centro dell’attenzione per il loro ruolo di catalizzatori di discorso d’odio, teorie del complotto, e molto altro.<br /><br />Questa volta, qualcosa è diverso: Twitter ha iniziato a prendere piccole misure contro la comunicazione sempre più violenta dell’amministrazione Trump, seguito con estrema riluttanza da Facebook — che non ha potuto fare a meno di rimuovere una pubblicità di stampo esplicitamente nazistoide pubblicata sulla pagina del presidente.<br /><br />Facebook, incalzato anche da una crescente campagna di boicottaggio da parte di bran anche enormi, come Starbucks e Coca–Cola, ha cancellato una parte consistente dei gruppi e account del “movimento” boogaloo: degli estremisti neonazisti vestiti con delle camicie hawaiiane e armati fino ai denti, che si preparano attivamente per combattere una “guerra civile” razzista. Ma, com’era prevedibile, il social network ha fatto troppo poco e troppo tardi — i boogaloo non sono più un meme per ridere, ma sono una minaccia concreta.<br /><br />Al termine della puntata affrontiamo anche le politiche di Facebook e di Twitter degli ultimi anni, e cerchiamo di capire come e se è possibile conciliare l’importanza dello spazio pubblico online con l’esistenza di grandi multinazionali che lo controllano.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/03/trappist-074/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/03/trappist-074/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/074-da-trump-ai-boogaloo-i-social-network-iniziano-a-fare-i-conti-con-i-neonazisti/</guid><pubDate>Fri, 03 Jul 2020 12:20:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147476/074_da_trump_ai_boogaloo_i_social_network_iniziano_a_fare_i_conti_con_i_neonazisti.mp3" length="113490800" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di novembre: Twitter e Reddit questa volta non vogliono essere accusati di aver facilitato la diffusione del discorso d’odio, mentre Facebook si fa trascinare da una campagna di boicottaggio. 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Come sempre negli ultimi anni, i principali social network del mondo sono al centro dell’attenzione per il loro ruolo di catalizzatori di discorso d’odio, teorie del complotto, e molto altro.<br /><br />Questa volta, qualcosa è diverso: Twitter ha iniziato a prendere piccole misure contro la comunicazione sempre più violenta dell’amministrazione Trump, seguito con estrema riluttanza da Facebook — che non ha potuto fare a meno di rimuovere una pubblicità di stampo esplicitamente nazistoide pubblicata sulla pagina del presidente.<br /><br />Facebook, incalzato anche da una crescente campagna di boicottaggio da parte di bran anche enormi, come Starbucks e Coca–Cola, ha cancellato una parte consistente dei gruppi e account del “movimento” boogaloo: degli estremisti neonazisti vestiti con delle camicie hawaiiane e armati fino ai denti, che si preparano attivamente per combattere una “guerra civile” razzista. Ma, com’era prevedibile, il social network ha fatto troppo poco e troppo tardi — i boogaloo non sono più un meme per ridere, ma sono una minaccia concreta.<br /><br />Al termine della puntata affrontiamo anche le politiche di Facebook e di Twitter degli ultimi anni, e cerchiamo di capire come e se è possibile conciliare l’importanza dello spazio pubblico online con l’esistenza di grandi multinazionali che lo controllano.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/07/03/trappist-074/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/07/03/trappist-074/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4727</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>073: Sulla scuola il governo è riuscito a scontentare tutti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/073-sulla-scuola-il-governo-e-riuscito-a-scontentare-tutti--48147396</link><description><![CDATA[Dall’inizio della pandemia, la scuola sembra essere scivolata in fondo alla lista delle priorità del governo. A poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico, la ripartenza a settembre non potrebbe essere più incerta: ne abbiamo parlato nell’ultima puntata di Trappist.<br /><br />La scuola, finora, è stato uno dei settori della società italiana più colpiti dalla pandemia. L’anno scolastico è terminato a distanza, e gli esami di maturità in presenza non bastano a sancire un ritorno definitivo alla normalità. La bozza delle linee guida per la riapertura generale di settembre, pubblicata il 23 giugno dal ministero dell’Istruzione, ha scontentato tutti: sindacati, enti locali, studenti.<br /><br />Abbiamo parlato con Maddalena Fragnito, una portavoce del comitato Priorità alla scuola, per capire bene quali sono i principali punti critici della proposta ministeriale. A giudicare dal documento, il ministero aveva deciso di scaricare la responsabilità di scelte delicatissime per la salute dell’intero paese su singoli ed enti locali — in questo caso, anche sui singoli istituti scolastici — in nome di una “autonomia,” che però in questo caso non aveva chiesto nessuno. Solo grazie alle proteste di ieri sembra che il governo stia cambiando linea, ma non ci si può fermare a assicurare “la sicurezza,” serve poter garantire la qualità dello studio.<br /><br />Vedremo anche qualche caso che ha provato ad affrontare la questione in modo diverso: dai divisori di plexiglass tra i banchi degli studenti sudcoreani, agli studenti tedeschi che si fanno i test da soli, ricevendo l’esito via mail in giornata. Ci sono anche casi forse poco virtuosi — come quello delle scuole australiane, che al momento hanno deciso di riaprire per un giorno a settimana.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/26/trappist-073/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/26/trappist-073/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/073-sulla-scuola-il-governo-e-riuscito-a-scontentare-tutti/</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2020 12:19:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147396/073_sulla_scuola_il_governo_e_riuscito_a_scontentare_tutti.mp3" length="81295613" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dall’inizio della pandemia, la scuola sembra essere scivolata in fondo alla lista delle priorità del governo. A poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico, la ripartenza a settembre non potrebbe essere più incerta: ne abbiamo parlato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dall’inizio della pandemia, la scuola sembra essere scivolata in fondo alla lista delle priorità del governo. A poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico, la ripartenza a settembre non potrebbe essere più incerta: ne abbiamo parlato nell’ultima puntata di Trappist.<br /><br />La scuola, finora, è stato uno dei settori della società italiana più colpiti dalla pandemia. L’anno scolastico è terminato a distanza, e gli esami di maturità in presenza non bastano a sancire un ritorno definitivo alla normalità. La bozza delle linee guida per la riapertura generale di settembre, pubblicata il 23 giugno dal ministero dell’Istruzione, ha scontentato tutti: sindacati, enti locali, studenti.<br /><br />Abbiamo parlato con Maddalena Fragnito, una portavoce del comitato Priorità alla scuola, per capire bene quali sono i principali punti critici della proposta ministeriale. A giudicare dal documento, il ministero aveva deciso di scaricare la responsabilità di scelte delicatissime per la salute dell’intero paese su singoli ed enti locali — in questo caso, anche sui singoli istituti scolastici — in nome di una “autonomia,” che però in questo caso non aveva chiesto nessuno. Solo grazie alle proteste di ieri sembra che il governo stia cambiando linea, ma non ci si può fermare a assicurare “la sicurezza,” serve poter garantire la qualità dello studio.<br /><br />Vedremo anche qualche caso che ha provato ad affrontare la questione in modo diverso: dai divisori di plexiglass tra i banchi degli studenti sudcoreani, agli studenti tedeschi che si fanno i test da soli, ricevendo l’esito via mail in giornata. Ci sono anche casi forse poco virtuosi — come quello delle scuole australiane, che al momento hanno deciso di riaprire per un giorno a settimana.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/26/trappist-073/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/26/trappist-073/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3385</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>072:  Caporalato e razzismo sono un’emergenza nazionale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/072-caporalato-e-razzismo-sono-un-emergenza-nazionale--48147407</link><description><![CDATA[Ieri decine di braccianti hanno protestato a Saluzzo per il diritto alla casa: dalle pianure del Sud a quelle del ricco Nord, la situazione dei lavoratori migranti stagionali è sempre la stessa. Ma a livello nazionale qualcuno fa qualcosa? Ne parliamo nell’ultima puntata di Trappist<br /><br />Il caporalato non è un problema che riguarda solo il Sud del paese. La situazione nella pianura piemontese, uno dei più produttivi distretti agricoli italiani, è da tempo insostenibile e resa ancora più difficile dal coronavirus. Ieri ci sono state tensioni tra polizia e manifestanti, che chiedevano di poter accedere alle strutture di sostegno abitativo del PAS di Saluzzo.<br /><br />Qualcuno si sta muovendo per porre fine alla violenza sistemica che contraddistingue l’intera filiera alimentare italiana? Oltre alle lotte organizzate da diverse realtà di attivisti e associazioni di braccianti, da nord a sud, a livello nazionale chi è riuscito ad ottenere una notevole visibilità per la causa degli “invisibili” è Aboubakar Soumahoro. Il sindacalista USB, dopo otto ore di protesta di fronte a Villa Pamphilj, durante gli Stati generali, ha ottenuto un colloquio con il premier Conte, che ha promesso di lavorare alla proposta di Soumahoro di introdurre una “patente del cibo” con cui riconoscere gli alimenti prodotti in modo etico.<br /><br />Soumahoro ha anche chiesto di abolire i decreti sicurezza — ma su questo la risposta del governo è stata più timida. Ieri c’è stato un primo vertice di maggioranza per discutere delle proposte di modifica avanzate dalla ministra Lamorgese — se ne parla almeno dallo scorso febbraio — ma si è concluso con l’ennesimo nulla di fatto, a causa dell’opposizione del Movimento 5 Stelle, complice dell’approvazione delle stesse leggi liberticide e razziste che ora dovrebbe modificare o abrogare.<br /><br />Dopo l’ennesima tragica morte di un bracciante nel ghetto di Borgo Mezzanone, la scorsa settimana, affrontare il binomio di razzismo e sfruttamento in Italia è una priorità sempre più impellente.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/19/trappist-072/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/19/trappist-072/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/072-caporalato-e-razzismo-sono-unemergenza-nazionale/</guid><pubDate>Fri, 19 Jun 2020 12:36:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147407/072_caporalato_e_razzismo_sono_unemergenza_nazionale.mp3" length="84008377" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri decine di braccianti hanno protestato a Saluzzo per il diritto alla casa: dalle pianure del Sud a quelle del ricco Nord, la situazione dei lavoratori migranti stagionali è sempre la stessa. 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Oltre alle lotte organizzate da diverse realtà di attivisti e associazioni di braccianti, da nord a sud, a livello nazionale chi è riuscito ad ottenere una notevole visibilità per la causa degli “invisibili” è Aboubakar Soumahoro. Il sindacalista USB, dopo otto ore di protesta di fronte a Villa Pamphilj, durante gli Stati generali, ha ottenuto un colloquio con il premier Conte, che ha promesso di lavorare alla proposta di Soumahoro di introdurre una “patente del cibo” con cui riconoscere gli alimenti prodotti in modo etico.<br /><br />Soumahoro ha anche chiesto di abolire i decreti sicurezza — ma su questo la risposta del governo è stata più timida. Ieri c’è stato un primo vertice di maggioranza per discutere delle proposte di modifica avanzate dalla ministra Lamorgese — se ne parla almeno dallo scorso febbraio — ma si è concluso con l’ennesimo nulla di fatto, a causa dell’opposizione del Movimento 5 Stelle, complice dell’approvazione delle stesse leggi liberticide e razziste che ora dovrebbe modificare o abrogare.<br /><br />Dopo l’ennesima tragica morte di un bracciante nel ghetto di Borgo Mezzanone, la scorsa settimana, affrontare il binomio di razzismo e sfruttamento in Italia è una priorità sempre più impellente.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/19/trappist-072/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/19/trappist-072/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3498</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>071: L’illusione della tecnocrazia, dai dieci saggi di Monti alla task force di Colao</title><link>https://www.spreaker.com/episode/071-l-illusione-della-tecnocrazia-dai-dieci-saggi-di-monti-alla-task-force-di-colao--48147408</link><description><![CDATA[Il brand del turismo in Italia, un condono come contentino per la pandemia, e niente per il lavoro. Alla vigilia degli “Stati generali” il governo ha bisogno di sentirsi dire cosa deve fare<br /><br />La trovata inizia pochi giorni dopo il fallimento dell’operazione della task force guidata dal “supermanager” Vittorio Colao. Un lavoro collettivo di “esperti” che sono riusciti a partorire un documento che propone un condono, spiega la necessità di costruire un miglior brand per il turismo in Italia, e che in 121 pagine non trova che poche righe per parlare dei lavoratori e della loro sicurezza.<br /><br />La ricerca disperata di tecnici che dicano alla politica cosa fare non è una novità: la task force di Colao ricorda il caso dei “dieci saggi” nominati da Napolitano alla ricerca di una soluzione all’impasse dopo le elezioni del 2013.<br /><br />Oggi, come allora, del loro contributo al discorso politico e al futuro del paese non resterà quasi niente. Ma allora perché la politica continua a cercare rifugio negli stessi esperti che fanno sempre le stesse proposte? Ne abbiamo parlato in questa puntata di TRAPPIST.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/11/trappist-071/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/11/trappist-071/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/071-lillusione-della-tecnocrazia-dai-dieci-saggi-di-monti-alla-task-force-di-colao/</guid><pubDate>Thu, 11 Jun 2020 12:50:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147408/071_lillusione_della_tecnocrazia_dai_dieci_saggi_di_monti_alla_task_force_di_colao.mp3" length="84235956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il brand del turismo in Italia, un condono come contentino per la pandemia, e niente per il lavoro. Alla vigilia degli “Stati generali” il governo ha bisogno di sentirsi dire cosa deve fare

La trovata inizia pochi giorni dopo il fallimento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il brand del turismo in Italia, un condono come contentino per la pandemia, e niente per il lavoro. Alla vigilia degli “Stati generali” il governo ha bisogno di sentirsi dire cosa deve fare<br /><br />La trovata inizia pochi giorni dopo il fallimento dell’operazione della task force guidata dal “supermanager” Vittorio Colao. Un lavoro collettivo di “esperti” che sono riusciti a partorire un documento che propone un condono, spiega la necessità di costruire un miglior brand per il turismo in Italia, e che in 121 pagine non trova che poche righe per parlare dei lavoratori e della loro sicurezza.<br /><br />La ricerca disperata di tecnici che dicano alla politica cosa fare non è una novità: la task force di Colao ricorda il caso dei “dieci saggi” nominati da Napolitano alla ricerca di una soluzione all’impasse dopo le elezioni del 2013.<br /><br />Oggi, come allora, del loro contributo al discorso politico e al futuro del paese non resterà quasi niente. Ma allora perché la politica continua a cercare rifugio negli stessi esperti che fanno sempre le stesse proposte? Ne abbiamo parlato in questa puntata di TRAPPIST.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/11/trappist-071/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/11/trappist-071/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3508</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>070: Un sistema economico basato sull’inquinamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/070-un-sistema-economico-basato-sull-inquinamento--48147411</link><description><![CDATA[Perdite di gasolio in Siberia, falde acquifere inquinate in Lombardia, futuro delle fonti di energia rinnovabili a rischio: nella prima giornata mondiale dell'ambiente dopo la pandemia, il destino del pianeta non è mai stato così incerto<br /><br />Oggi è la giornata mondiale dell'ambiente. Come sta messo il nostro pianeta? Non benissimo: dopo la pandemia il rischio concreto è un ritorno ai combustibili fossili, a causa del crollo dei prezzi del petrolio.<br /><br />Partiremo da Norilsk, una città siberiana in cui il 29 maggio una cisterna di gasolio ha riversato una quantità enorme di combustibile nell'ambiente artico che circonda la città, andando ad aggravare una situazione già tragica. Norilsk è infatti la capitale mondiale del nichel e la città più inquinata, probabilmente, dell'intero pianeta.<br /><br />Un report di Legambiente mette in luce le emergenze di inquinamento idrico che attanagliano il nostro paese. Ogni regione italiana può vantare un ricco campionario di situazioni indicate come emergenziali - ma che in realtà si trascinano da decenni, come la Caffaro di Brescia o il polo di Marghera.<br /><br />In Lombardia, com'è noto, la situazione è particolarmente grave per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico. Nonostante il bonus bici possa contribuire a una mobilità più sostenibile, per risolvere i problemi della regione serve un approccio di ampio respiro che le autorità non sembrano essere in grado di garantire.<br /><br />In particolare è importante focalizzare la radice del problema. Nonostante i tentativi di industrie e governi di scaricare le responsabilità della salvaguardia dell'ambiente sui singoli cittadini, è ancora oggi la filiera produttiva ad essere la principale responsabile dell'inquinamento nel mondo. Qualsiasi risposta risolutiva della crisi ambientale dovrà passare necessariamente dal ripensamento di questo sistema economico, basato sul profitto e sul capitale privato.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/05/trappist-070/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/05/trappist-070/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/070-un-sistema-economico-basato-sullinquinamento/</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2020 12:59:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147411/070_un_sistema_economico_basato_sullinquinamento.mp3" length="77865004" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Perdite di gasolio in Siberia, falde acquifere inquinate in Lombardia, futuro delle fonti di energia rinnovabili a rischio: nella prima giornata mondiale dell'ambiente dopo la pandemia, il destino del pianeta non è mai stato così incerto

Oggi è la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perdite di gasolio in Siberia, falde acquifere inquinate in Lombardia, futuro delle fonti di energia rinnovabili a rischio: nella prima giornata mondiale dell'ambiente dopo la pandemia, il destino del pianeta non è mai stato così incerto<br /><br />Oggi è la giornata mondiale dell'ambiente. Come sta messo il nostro pianeta? Non benissimo: dopo la pandemia il rischio concreto è un ritorno ai combustibili fossili, a causa del crollo dei prezzi del petrolio.<br /><br />Partiremo da Norilsk, una città siberiana in cui il 29 maggio una cisterna di gasolio ha riversato una quantità enorme di combustibile nell'ambiente artico che circonda la città, andando ad aggravare una situazione già tragica. Norilsk è infatti la capitale mondiale del nichel e la città più inquinata, probabilmente, dell'intero pianeta.<br /><br />Un report di Legambiente mette in luce le emergenze di inquinamento idrico che attanagliano il nostro paese. Ogni regione italiana può vantare un ricco campionario di situazioni indicate come emergenziali - ma che in realtà si trascinano da decenni, come la Caffaro di Brescia o il polo di Marghera.<br /><br />In Lombardia, com'è noto, la situazione è particolarmente grave per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico. Nonostante il bonus bici possa contribuire a una mobilità più sostenibile, per risolvere i problemi della regione serve un approccio di ampio respiro che le autorità non sembrano essere in grado di garantire.<br /><br />In particolare è importante focalizzare la radice del problema. Nonostante i tentativi di industrie e governi di scaricare le responsabilità della salvaguardia dell'ambiente sui singoli cittadini, è ancora oggi la filiera produttiva ad essere la principale responsabile dell'inquinamento nel mondo. Qualsiasi risposta risolutiva della crisi ambientale dovrà passare necessariamente dal ripensamento di questo sistema economico, basato sul profitto e sul capitale privato.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/05/trappist-070/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/05/trappist-070/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3242</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>069: Uno stato, due sistemi (giudiziari)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/069-uno-stato-due-sistemi-giudiziari--48147488</link><description><![CDATA[L’omicidio di George Floyd ha sconvolto il mondo, attraverso immagini diffuse in tutto il pianeta, e ha contribuito a sollevare nuovamente il velo sulla questione razzismo, negli Stati Uniti e non solo. Le proteste che hanno incendiato la città di Minneapolis lasciano sperare che questo possa essere l’inizio di una nuova ondata di protesta contro le discriminazioni su basi etniche che, specie da parte della polizia, sembrano essere sistemiche nel funzionamento del paese.<br /><br />Negli ultimi tre giorni migliaia di persone sono scese in strada a chiedere giustizia per Floyd, un addetto alla sicurezza ucciso senza ragione da quattro agenti di polizia, due dei quali avevano precedenti di violenza in servizio. Ma le proteste non si fermano alla condotta dei quattro ex poliziotti — che sono stati licenziati ma che non hanno ancora capi d’accusa.<br /><br />L’omicidio mette infatti sotto gli occhi di tutti quello che si può chiamare un vero e proprio modello “uno stato, due sistemi:” da una parte il sistema giudiziario per le persone bianche, che vengono trattate coi guanti dalla polizia, anche dopo aver compiuto stragi — letteralmente; dall’altra, la “giustizia” per le persone afroamericane, che vengono uccise, pestate a sangue, e perseguitate anche per reati minori o, spesso, per nessuna ragione.<br /><br />L’omicidio di Floyd non è solo un caso di cronaca locale, e non interessa nemmeno “soltanto” gli Stati Uniti: è merito dell’enorme influenza della galassia di organizzazioni del movimento Black Lives Matter, che hanno riplasmato il modo in cui pensiamo alla partecipazione, e hanno insegnato al mondo le ragioni della lotta delle persone di colore negli Stati Uniti.<br /><br />Seguire la tragedia di Minneapolis però non può diventare un modo per dimenticare l’emergenza razzismo che attraversa anche l’Italia. Un’emergenza che non si può minimizzare indicando soltanto Salvini, ma con cui dobbiamo fare i conti. A fine puntata elenchiamo alcune delle morti di persone di colore che il nostro paese ha già dimenticato.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/29/trappist-069/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/29/trappist-069/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/069-uno-stato-due-sistemi-giudiziari/</guid><pubDate>Fri, 29 May 2020 13:28:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147488/069_uno_stato_due_sistemi_giudiziari.mp3" length="83540054" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’omicidio di George Floyd ha sconvolto il mondo, attraverso immagini diffuse in tutto il pianeta, e ha contribuito a sollevare nuovamente il velo sulla questione razzismo, negli Stati Uniti e non solo. 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Ma le proteste non si fermano alla condotta dei quattro ex poliziotti — che sono stati licenziati ma che non hanno ancora capi d’accusa.<br /><br />L’omicidio mette infatti sotto gli occhi di tutti quello che si può chiamare un vero e proprio modello “uno stato, due sistemi:” da una parte il sistema giudiziario per le persone bianche, che vengono trattate coi guanti dalla polizia, anche dopo aver compiuto stragi — letteralmente; dall’altra, la “giustizia” per le persone afroamericane, che vengono uccise, pestate a sangue, e perseguitate anche per reati minori o, spesso, per nessuna ragione.<br /><br />L’omicidio di Floyd non è solo un caso di cronaca locale, e non interessa nemmeno “soltanto” gli Stati Uniti: è merito dell’enorme influenza della galassia di organizzazioni del movimento Black Lives Matter, che hanno riplasmato il modo in cui pensiamo alla partecipazione, e hanno insegnato al mondo le ragioni della lotta delle persone di colore negli Stati Uniti.<br /><br />Seguire la tragedia di Minneapolis però non può diventare un modo per dimenticare l’emergenza razzismo che attraversa anche l’Italia. Un’emergenza che non si può minimizzare indicando soltanto Salvini, ma con cui dobbiamo fare i conti. A fine puntata elenchiamo alcune delle morti di persone di colore che il nostro paese ha già dimenticato.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/29/trappist-069/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/29/trappist-069/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3479</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>068: L’ospedale in Fiera a Milano è il simbolo perfetto del fallimento della sanità lombarda</title><link>https://www.spreaker.com/episode/068-l-ospedale-in-fiera-a-milano-e-il-simbolo-perfetto-del-fallimento-della-sanita-lombarda--48147472</link><description><![CDATA[Ieri nell’aula della Camera dei deputati si è consumato un reato di lesa maestà. Il deputato 5 stelle Riccardo Ricciardi ha osato criticare la gestione della pandemia in Lombardia, a tutt’oggi la regione in cui si registra il maggior numero di casi di coronavirus al giorno. Ricciardi ha fatto notare che forse i 21 milioni di euro spesi per l’ormai famoso ospedale in Fiera avrebbero potuto essere spesi meglio che per la costruzione di una struttura che ha curato solo 25 pazienti. I deputati della Lega, come al solito poco inclini a comportamenti fascistoidi, sono arrivati vicino a mettergli le mani addosso.<br /><br />Il fallimento ospedale in Fiera è un ottimo esempio di come risorse che potevano essere usate per qualcosa di concreto contro Covid-19 siano stati sprecati per una lotta di potere tra regioni e stato centrale. Ieri, a seguito di un esposto del sindacato Cobas, la procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo riguardo alla tormentata vicenda dell’ospedale in Fiera da lui fortemente voluto.<br /><br />Il numero totale di pazienti ospitati nella struttura durante tutta la sua apertura è stato venticinque. Visto che l’intera struttura è costata 21 milioni di euro, non si può resistere alla tentazione di fare un calcolo e notare che per ogni paziente sono stati spesi 840 mila euro. Il consigliere regionale di +Europa, Michele Usuelli, ha fatto notare che si sarebbe potuto usare tutti quei soldi in modo più efficace. Ad esempio rimettendo in uso gli ospedali chiusi dalla regione sul proprio territorio negli scorsi decenni, o per riuscire a produrre più tamponi e materiale per i test, o per comprare più mascherine — di cui, ancora oggi, c’è una drammatica carenza.<br /><br />I 21 milioni, infatti sono stati versati dalle tasche di aziende e persone che hanno voluto, lodevolmente, contribuire allo sforzo. Solo oggi la Fondazione Milano ha pubblicato “una prima rendicontazione” parziale delle fatture, che testimoniano come la struttura sia costata circa 17 milioni di euro più IVA. Secondo quanto riporta Milano today, “è evidente che il conteggio potrebbe salire.”<br /><br />Grazie a tutti questi soldi insomma si è allestita “un’astronave” di fianco ai nuovi grattacieli di Citylife, come l’ha definita Guido Bertolaso. Nei giorni scorsi — quindi a distanza di settimane dagli avvenimenti — Bertolaso ha dichiarato di essere stato sostanzialmente esautorato dalla gestione dell’affaire-ospedale durante la sua malattia, invitando la regione a rendere pubblica la rendicontazione delle donazioni all’ospedale.<br /><br />Bertolaso è poi passato ad occuparsi della realizzazione di una struttura simile nelle Marche, dove a Civitanova è stata costruita un’altra “astronave” sul modello di quella lombarda, evidentemente un modello vincente. L’ospedale delle Marche ha molti dei problemi segnalati per quello lombardo, come la mancanza di personale e di pazienti, ma almeno ha rendicontato tutte le spese senza mesi di ritardo.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/22/trappist-068/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/22/trappist-068/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/068-lospedale-in-fiera-a-milano-e-il-simbolo-perfetto-del-fallimento-della-sanita-lombarda/</guid><pubDate>Fri, 22 May 2020 13:12:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147472/068_lospedale_in_fiera_a_milano_e_il_simbolo_perfetto_del_fallimento_della_sanita_lombarda.mp3" length="97661850" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri nell’aula della Camera dei deputati si è consumato un reato di lesa maestà. Il deputato 5 stelle Riccardo Ricciardi ha osato criticare la gestione della pandemia in Lombardia, a tutt’oggi la regione in cui si registra il maggior numero di casi di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri nell’aula della Camera dei deputati si è consumato un reato di lesa maestà. Il deputato 5 stelle Riccardo Ricciardi ha osato criticare la gestione della pandemia in Lombardia, a tutt’oggi la regione in cui si registra il maggior numero di casi di coronavirus al giorno. Ricciardi ha fatto notare che forse i 21 milioni di euro spesi per l’ormai famoso ospedale in Fiera avrebbero potuto essere spesi meglio che per la costruzione di una struttura che ha curato solo 25 pazienti. I deputati della Lega, come al solito poco inclini a comportamenti fascistoidi, sono arrivati vicino a mettergli le mani addosso.<br /><br />Il fallimento ospedale in Fiera è un ottimo esempio di come risorse che potevano essere usate per qualcosa di concreto contro Covid-19 siano stati sprecati per una lotta di potere tra regioni e stato centrale. Ieri, a seguito di un esposto del sindacato Cobas, la procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo riguardo alla tormentata vicenda dell’ospedale in Fiera da lui fortemente voluto.<br /><br />Il numero totale di pazienti ospitati nella struttura durante tutta la sua apertura è stato venticinque. Visto che l’intera struttura è costata 21 milioni di euro, non si può resistere alla tentazione di fare un calcolo e notare che per ogni paziente sono stati spesi 840 mila euro. Il consigliere regionale di +Europa, Michele Usuelli, ha fatto notare che si sarebbe potuto usare tutti quei soldi in modo più efficace. Ad esempio rimettendo in uso gli ospedali chiusi dalla regione sul proprio territorio negli scorsi decenni, o per riuscire a produrre più tamponi e materiale per i test, o per comprare più mascherine — di cui, ancora oggi, c’è una drammatica carenza.<br /><br />I 21 milioni, infatti sono stati versati dalle tasche di aziende e persone che hanno voluto, lodevolmente, contribuire allo sforzo. Solo oggi la Fondazione Milano ha pubblicato “una prima rendicontazione” parziale delle fatture, che testimoniano come la struttura sia costata circa 17 milioni di euro più IVA. Secondo quanto riporta Milano today, “è evidente che il conteggio potrebbe salire.”<br /><br />Grazie a tutti questi soldi insomma si è allestita “un’astronave” di fianco ai nuovi grattacieli di Citylife, come l’ha definita Guido Bertolaso. Nei giorni scorsi — quindi a distanza di settimane dagli avvenimenti — Bertolaso ha dichiarato di essere stato sostanzialmente esautorato dalla gestione dell’affaire-ospedale durante la sua malattia, invitando la regione a rendere pubblica la rendicontazione delle donazioni all’ospedale.<br /><br />Bertolaso è poi passato ad occuparsi della realizzazione di una struttura simile nelle Marche, dove a Civitanova è stata costruita un’altra “astronave” sul modello di quella lombarda, evidentemente un modello vincente. L’ospedale delle Marche ha molti dei problemi segnalati per quello lombardo, come la mancanza di personale e di pazienti, ma almeno ha rendicontato tutte le spese senza mesi di ritardo.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/22/trappist-068/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/22/trappist-068/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4067</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>067: La regolarizzazione non basta: è ora di abolire la legge Bossi-Fini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/067-la-regolarizzazione-non-basta-e-ora-di-abolire-la-legge-bossi-fini--48147480</link><description><![CDATA[Dopo un lungo tira e molla all’interno della maggioranza, è stato finalmente approvato il decreto rilancio, al cui interno è contenuta la sospirata “regolarizzazione” dei lavoratori stranieri. La misura è stata fortemente caldeggiata dalla ministra Bellanova, che alla fine è riuscita a portare a casa un accordo ai parlamentari 5 stelle.<br /><br />Il provvedimento, però, non fa abbastanza per andare ad affrontare tutte le problematiche dello sfruttamento e del lavoro nero a cui sono sottoposti i lavoratori stranieri sul territorio italiano. Andremo a capire perché questa, in realtà, sia solo una vittoria di facciata, che rischia di non avere effetti profondi su situazioni disumane.<br /><br />È importante anche capire come i provvedimenti presi dai governi italiani sulle migrazioni nell’ultimo quarto di secolo siano tutti impostati sulla subordinazione dei diritti umani al lavoro, e dunque alle necessità dei padroni. Il decreto appena approvato non fa eccezione, inserendosi nel grande e disastroso solco tracciato diciotto anni fa dalla legge Bossi-Fini — che sarebbe ora di abolire.<br /><br />Ma non basta. È ora di dare il diritto di voto in Italia ai lavoratori stranieri. Solo così sarà possibile avere uno strumento con cui provare davvero a porre un freno allo sfruttamento e al caporalato. Del resto, l’Italia nel 1992 ha firmato una carta europea con cui si impegnava a legiferare in questa direzione. Qualcuno ne ha più sentito parlare?<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/15/trappist-067/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/15/trappist-067/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/067-la-regolarizzazione-non-basta-e-ora-di-abolire-la-legge-bossi-fini/</guid><pubDate>Fri, 15 May 2020 11:40:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147480/067_la_regolarizzazione_non_basta_e_ora_di_abolire_la_legge_bossi_fini.mp3" length="82402160" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo un lungo tira e molla all’interno della maggioranza, è stato finalmente approvato il decreto rilancio, al cui interno è contenuta la sospirata “regolarizzazione” dei lavoratori stranieri. La misura è stata fortemente caldeggiata dalla ministra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo un lungo tira e molla all’interno della maggioranza, è stato finalmente approvato il decreto rilancio, al cui interno è contenuta la sospirata “regolarizzazione” dei lavoratori stranieri. La misura è stata fortemente caldeggiata dalla ministra Bellanova, che alla fine è riuscita a portare a casa un accordo ai parlamentari 5 stelle.<br /><br />Il provvedimento, però, non fa abbastanza per andare ad affrontare tutte le problematiche dello sfruttamento e del lavoro nero a cui sono sottoposti i lavoratori stranieri sul territorio italiano. Andremo a capire perché questa, in realtà, sia solo una vittoria di facciata, che rischia di non avere effetti profondi su situazioni disumane.<br /><br />È importante anche capire come i provvedimenti presi dai governi italiani sulle migrazioni nell’ultimo quarto di secolo siano tutti impostati sulla subordinazione dei diritti umani al lavoro, e dunque alle necessità dei padroni. Il decreto appena approvato non fa eccezione, inserendosi nel grande e disastroso solco tracciato diciotto anni fa dalla legge Bossi-Fini — che sarebbe ora di abolire.<br /><br />Ma non basta. È ora di dare il diritto di voto in Italia ai lavoratori stranieri. Solo così sarà possibile avere uno strumento con cui provare davvero a porre un freno allo sfruttamento e al caporalato. Del resto, l’Italia nel 1992 ha firmato una carta europea con cui si impegnava a legiferare in questa direzione. Qualcuno ne ha più sentito parlare?<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/15/trappist-067/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/15/trappist-067/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3431</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>066: Da notizia a teoria del complotto: la strana storia delle terapie al plasma</title><link>https://www.spreaker.com/episode/066-da-notizia-a-teoria-del-complotto-la-strana-storia-delle-terapie-al-plasma--48147428</link><description><![CDATA[Nelle ultime settimane sono tornate ad esplodere, in tutto il mondo, nuove teorie del complotto e notizie deformate sul coronavirus. Anche in Italia, dove le teorie del complotto si sono scatenate sull’ipotetica cura al cosiddetto plasma iperimmune — rilanciata sui profili social del noto ex ministro dell’Interno — che sarebbe miracolosa ma tenuta nascosta al pubblico dalle grandi case farmaceutiche.<br /><br />Come le teorie del complotto migliori, anche quella sul plasma parte da un fondo di verità: in alcuni ospedali italiani si sta effettivamente testando e utilizzando il plasma di alcuni pazienti guariti come terapia contro il Covid-19, ma la strada per utilizzarlo su larga scala è molto lunga. In particolare non è possibile produrne molto, ci sono varie controindicazioni come per tutte le trasfusioni, e servono macchinari che non sono al momento disponibili in tutti gli ospedali.<br /><br />La cura con il plasma potrà essere, secondo anche la studiosa Ilaria Capua, un ponte per traghettarci verso il momento in cui sarà finalmente disponibile un vaccino, ma non è una cura risolutiva. Nel frattempo una lunga serie di farmaci sono stati proposti come efficaci nel trattare il Covid-19 — a volte con forse troppa avventatezza, come nel caso del Remdesivir.<br /><br />L’ex ministro dell’Interno è comunque in buona compagnia nel condividere teorie più o meno complottiste, dato che una teoria del complotto altrettanto assurda è stata rilanciata dal governo statunitense per coprire la propria inefficienza nel limitare gli effetti disastrosi di quella che è una crisi non solo sanitaria, ma anche politica e amministrativa: ovvero quella secondo cui il virus sarebbe nato in un laboratorio di Wuhan.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/066-da-notizia-a-teoria-del-complotto-la-strana-storia-delle-terapie-al-plasma/</guid><pubDate>Thu, 07 May 2020 12:41:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147428/066_da_notizia_a_teoria_del_complotto_la_strana_storia_delle_terapie_al_plasma.mp3" length="86498578" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle ultime settimane sono tornate ad esplodere, in tutto il mondo, nuove teorie del complotto e notizie deformate sul coronavirus. Anche in Italia, dove le teorie del complotto si sono scatenate sull’ipotetica cura al cosiddetto plasma iperimmune —...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle ultime settimane sono tornate ad esplodere, in tutto il mondo, nuove teorie del complotto e notizie deformate sul coronavirus. Anche in Italia, dove le teorie del complotto si sono scatenate sull’ipotetica cura al cosiddetto plasma iperimmune — rilanciata sui profili social del noto ex ministro dell’Interno — che sarebbe miracolosa ma tenuta nascosta al pubblico dalle grandi case farmaceutiche.<br /><br />Come le teorie del complotto migliori, anche quella sul plasma parte da un fondo di verità: in alcuni ospedali italiani si sta effettivamente testando e utilizzando il plasma di alcuni pazienti guariti come terapia contro il Covid-19, ma la strada per utilizzarlo su larga scala è molto lunga. In particolare non è possibile produrne molto, ci sono varie controindicazioni come per tutte le trasfusioni, e servono macchinari che non sono al momento disponibili in tutti gli ospedali.<br /><br />La cura con il plasma potrà essere, secondo anche la studiosa Ilaria Capua, un ponte per traghettarci verso il momento in cui sarà finalmente disponibile un vaccino, ma non è una cura risolutiva. Nel frattempo una lunga serie di farmaci sono stati proposti come efficaci nel trattare il Covid-19 — a volte con forse troppa avventatezza, come nel caso del Remdesivir.<br /><br />L’ex ministro dell’Interno è comunque in buona compagnia nel condividere teorie più o meno complottiste, dato che una teoria del complotto altrettanto assurda è stata rilanciata dal governo statunitense per coprire la propria inefficienza nel limitare gli effetti disastrosi di quella che è una crisi non solo sanitaria, ma anche politica e amministrativa: ovvero quella secondo cui il virus sarebbe nato in un laboratorio di Wuhan.]]></itunes:summary><itunes:duration>3602</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>065: Aperturisti della democrazia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/065-aperturisti-della-democrazia--48147492</link><description><![CDATA[Oggi è stata una giornata piena per la politica italiana: in parlamento si è capito che nessun partito ha una visione di cosa dovrebbe succedere nelle prossime settimane. Inoltre, si è allargato il fronte delle regioni ribelli contro il governo, e Borrelli ha ufficialmente concluso la fase delle<br />conferenze stampa delle 18.<br /><br />La posizione di Contee dell'esecutivo non è solidissima, perché ignora qualsiasi critica su come la transizione verso la fase 2 sia stata gestita. Ma viene almeno parzialmente giustificata dall’opposizione di Salvini, Meloni e Renzi, che non hanno il coraggio di ammettere che vorrebbero una riapertura totale.<br /><br />Intanto, lunedì la fase 2 inizia davvero: ma la distribuzione e il prezzo delle mascherine chirurgiche restano molto discussi, l’app di contact tracing non sarà pronta in tempo, e le difficoltà per garantire una mobilità sicura sono tantissime.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/01/trappist-065/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/01/trappist-065/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/065-aperturisti-della-democrazia/</guid><pubDate>Fri, 01 May 2020 13:40:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147492/065_aperturisti_della_democrazia.mp3" length="101759522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi è stata una giornata piena per la politica italiana: in parlamento si è capito che nessun partito ha una visione di cosa dovrebbe succedere nelle prossime settimane. 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Ma viene almeno parzialmente giustificata dall’opposizione di Salvini, Meloni e Renzi, che non hanno il coraggio di ammettere che vorrebbero una riapertura totale.<br /><br />Intanto, lunedì la fase 2 inizia davvero: ma la distribuzione e il prezzo delle mascherine chirurgiche restano molto discussi, l’app di contact tracing non sarà pronta in tempo, e le difficoltà per garantire una mobilità sicura sono tantissime.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/05/01/trappist-065/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/05/01/trappist-065/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4238</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>064: La Lombardia è pronta per la fase 2?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/064-la-lombardia-e-pronta-per-la-fase-2--48147503</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast che rifarebbe tutto<br /><br />La fase due si avvicina — ma prima di pianificarla, bisognerebbe avere ben chiaro cos’è andato storto nella fase uno. Com’è la situazione in Lombardia e a Milano? Abbiamo provato a capire meglio l’origine e l’entità del disastro che si è consumato nell’ultimo mese e mezzo nella parte più ricca del paese, tra assurdi ospedali in Fiera, delibere più che discutibili e assessori alla Sanità — pardon, al welfare — che vivono senza rimpianti.<br /><br />La situazione nella regione continua ad essere peggiore che nel resto del paese. In particolare preoccupa la provincia di Milano, che continua a mostrare una curva dei contagi che non consente di pensare ad un’eventuale riapertura del 4 maggio in completa tranquillità. Il già citato assessore al Welfare, Giulio Gallera, ha comunque rassicurato sul fatto che una zona rossa per la città “non è necessaria.”<br /><br />Ieri Gallera ha anche dichiarato che “rifarebbe tutto,” a partire dal firmare la delibera Xl/3018 del 30/03/2020 con cui sono state spalancate le porte delle RSA della regione a pazienti Covid-positivi. Ha anche dichiarato, però, che le strutture erano “probabilmente inidonee” ad accogliere questo tipo di pazienti. Uno spaesamento che rappresenta molto bene l’atteggiamento della regione nella gestione dell’emergenza, che nelle ultime settimane ha provato a scaricare la colpa dell’emergenza nelle RSA sui gestori e sugli amministratori locali.<br /><br />Per ricominciare servirà anche una politica di tamponi precisa e rigorosa, che finora in Lombardia è completamente mancata: la raccolta di dati precisi sul contagio sarà la chiave per non ritrovarsi un nuovo aumento repentino dei malati. Sullo sfondo, prende più consistenza una domanda ormai quantomeno legittima: e se la scelta migliore fosse commissariare la sanità lombarda?<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/24/trappist-064/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/24/trappist-064/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/064-la-lombardia-e-pronta-per-la-fase-2/</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2020 10:20:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147503/064_la_lombardia_e_pronta_per_la_fase_2.mp3" length="91735164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast che rifarebbe tutto

La fase due si avvicina — ma prima di pianificarla, bisognerebbe avere ben chiaro cos’è andato storto nella fase uno. Com’è la situazione in Lombardia e a Milano? Abbiamo provato a capire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast che rifarebbe tutto<br /><br />La fase due si avvicina — ma prima di pianificarla, bisognerebbe avere ben chiaro cos’è andato storto nella fase uno. Com’è la situazione in Lombardia e a Milano? Abbiamo provato a capire meglio l’origine e l’entità del disastro che si è consumato nell’ultimo mese e mezzo nella parte più ricca del paese, tra assurdi ospedali in Fiera, delibere più che discutibili e assessori alla Sanità — pardon, al welfare — che vivono senza rimpianti.<br /><br />La situazione nella regione continua ad essere peggiore che nel resto del paese. In particolare preoccupa la provincia di Milano, che continua a mostrare una curva dei contagi che non consente di pensare ad un’eventuale riapertura del 4 maggio in completa tranquillità. Il già citato assessore al Welfare, Giulio Gallera, ha comunque rassicurato sul fatto che una zona rossa per la città “non è necessaria.”<br /><br />Ieri Gallera ha anche dichiarato che “rifarebbe tutto,” a partire dal firmare la delibera Xl/3018 del 30/03/2020 con cui sono state spalancate le porte delle RSA della regione a pazienti Covid-positivi. Ha anche dichiarato, però, che le strutture erano “probabilmente inidonee” ad accogliere questo tipo di pazienti. Uno spaesamento che rappresenta molto bene l’atteggiamento della regione nella gestione dell’emergenza, che nelle ultime settimane ha provato a scaricare la colpa dell’emergenza nelle RSA sui gestori e sugli amministratori locali.<br /><br />Per ricominciare servirà anche una politica di tamponi precisa e rigorosa, che finora in Lombardia è completamente mancata: la raccolta di dati precisi sul contagio sarà la chiave per non ritrovarsi un nuovo aumento repentino dei malati. Sullo sfondo, prende più consistenza una domanda ormai quantomeno legittima: e se la scelta migliore fosse commissariare la sanità lombarda?<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/24/trappist-064/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/24/trappist-064/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4587</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>063: L’agricoltura italiana ha due problemi: la pandemia e lo sfruttamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/063-l-agricoltura-italiana-ha-due-problemi-la-pandemia-e-lo-sfruttamento--48147508</link><description><![CDATA[La proposta della ministra dell’Agricoltura Bellanova di regolarizzare i braccianti senza documenti ha scosso la politica, sollevando da Lega e Movimento 5 Stelle proposte su diversi livelli di surrealismo che ignorano non solo la corrente pandemia che attraversa il mondo, ma gli aspetti fondamentali della crisi che sta agitando il comparto agricolo.<br /><br />Al settore mancano infatti circa 200 mila lavoratori stagionali — che normalmente sarebbero arrivati dall’estero tramite un decreto flussi. Per risolvere il problema, invece di garantire diritti a lavoratori stranieri, la Lega e il Movimento 5 Stelle hanno proposto di sfruttare le persone che ricevono il reddito di cittadinanza e i lavoratori in cassa integrazione.<br /><br />Il problema va oltre il decreto flussi, però: la produzione agricola in Italia è sostenuta attraverso lo sfruttamento organizzato e istituzionalizzato attraverso il sistema del caporalato. A fine puntata allarghiamo la discussione, per sottolineare come le condizioni di sfruttamento, in particolare di lavori stranieri, non siano la norma in Europa, ma l’Italia costituisca un’eccezione.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/17/trappist-063/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/17/trappist-063/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/063-lagricoltura-italiana-ha-due-problemi-la-pandemia-e-lo-sfruttamento/</guid><pubDate>Fri, 17 Apr 2020 12:43:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147508/063_lagricoltura_italiana_ha_due_problemi_la_pandemia_e_lo_sfruttamento.mp3" length="97189138" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La proposta della ministra dell’Agricoltura Bellanova di regolarizzare i braccianti senza documenti ha scosso la politica, sollevando da Lega e Movimento 5 Stelle proposte su diversi livelli di surrealismo che ignorano non solo la corrente pandemia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La proposta della ministra dell’Agricoltura Bellanova di regolarizzare i braccianti senza documenti ha scosso la politica, sollevando da Lega e Movimento 5 Stelle proposte su diversi livelli di surrealismo che ignorano non solo la corrente pandemia che attraversa il mondo, ma gli aspetti fondamentali della crisi che sta agitando il comparto agricolo.<br /><br />Al settore mancano infatti circa 200 mila lavoratori stagionali — che normalmente sarebbero arrivati dall’estero tramite un decreto flussi. Per risolvere il problema, invece di garantire diritti a lavoratori stranieri, la Lega e il Movimento 5 Stelle hanno proposto di sfruttare le persone che ricevono il reddito di cittadinanza e i lavoratori in cassa integrazione.<br /><br />Il problema va oltre il decreto flussi, però: la produzione agricola in Italia è sostenuta attraverso lo sfruttamento organizzato e istituzionalizzato attraverso il sistema del caporalato. A fine puntata allarghiamo la discussione, per sottolineare come le condizioni di sfruttamento, in particolare di lavori stranieri, non siano la norma in Europa, ma l’Italia costituisca un’eccezione.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/17/trappist-063/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/17/trappist-063/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4047</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>062: La fase 2 di Confindustria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/062-la-fase-2-di-confindustria--48147433</link><description><![CDATA[Con la flessione della curva dei contagi, la pandemia in Italia non è ancora finita ma già si deve cominciare a parlare della cosiddetta “fase 2,” quella che dovrebbe traghettarci verso la normalità. Al momento sembra proprio che il governo — marinato nell’incertezza fin dall’inizio della crisi — sia orientato a cedere alle pressioni di Confindustria, ricominciando ad aprire alcune filiere produttive dopo Pasqua.<br /><br />Ma già oggi, c’è stata davvero una serrata globale della produzione? Secondo ISTAT, nì: è possibile che addirittura il 50% dei lavoratori italiani siano costretti anche oggi a recarsi sul posto di lavoro, grazie ai mille spiragli offerti dal governo col decreto del 22 marzo. La fase 2 andrà pianificata con molta più coerenza — una virtù di cui le istituzioni non hanno certo abusato in questo mese drammatico.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/09/trappist-062/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/09/trappist-062/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/062-la-fase-2-di-confindustria/</guid><pubDate>Thu, 09 Apr 2020 11:44:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147433/062_la_fase_2_di_confindustria.mp3" length="76536521" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Con la flessione della curva dei contagi, la pandemia in Italia non è ancora finita ma già si deve cominciare a parlare della cosiddetta “fase 2,” quella che dovrebbe traghettarci verso la normalità. Al momento sembra proprio che il governo — marinato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con la flessione della curva dei contagi, la pandemia in Italia non è ancora finita ma già si deve cominciare a parlare della cosiddetta “fase 2,” quella che dovrebbe traghettarci verso la normalità. Al momento sembra proprio che il governo — marinato nell’incertezza fin dall’inizio della crisi — sia orientato a cedere alle pressioni di Confindustria, ricominciando ad aprire alcune filiere produttive dopo Pasqua.<br /><br />Ma già oggi, c’è stata davvero una serrata globale della produzione? Secondo ISTAT, nì: è possibile che addirittura il 50% dei lavoratori italiani siano costretti anche oggi a recarsi sul posto di lavoro, grazie ai mille spiragli offerti dal governo col decreto del 22 marzo. La fase 2 andrà pianificata con molta più coerenza — una virtù di cui le istituzioni non hanno certo abusato in questo mese drammatico.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/09/trappist-062/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/09/trappist-062/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3187</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>061: La pandemia ci ruberà il lavoro?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/061-la-pandemia-ci-rubera-il-lavoro--48147453</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast completamente automatizzato<br /><br />La pandemia è terribile, ma non dovrebbe durare per sempre — è molto probabile che gli effetti della conseguente crisi economica, invece, si faranno sentire duramente e a lungo. Dopo tutte le crisi degli ultimi trent’anni, la maggior parte dei posti di lavoro perduti sono stati sacrificati non per nuovi impieghi, ma in favore di una maggiore automazione — qualcosa che potrebbe drammaticamente accadere anche nei prossimi mesi. In più: parlare di reddito universale di base è importante ora più che mai, ma bisogna farlo con criteri e paletti ben precisi: uno su tutti, non far perdere potere contrattuale ai lavoratori.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/03/trappist-061/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/03/trappist-061/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/061-la-pandemia-ci-rubera-il-lavoro/</guid><pubDate>Fri, 03 Apr 2020 12:03:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147453/061_la_pandemia_ci_rubera_il_lavoro.mp3" length="64599397" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, il podcast completamente automatizzato

La pandemia è terribile, ma non dovrebbe durare per sempre — è molto probabile che gli effetti della conseguente crisi economica, invece, si faranno sentire duramente e a lungo. Dopo tutte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast completamente automatizzato<br /><br />La pandemia è terribile, ma non dovrebbe durare per sempre — è molto probabile che gli effetti della conseguente crisi economica, invece, si faranno sentire duramente e a lungo. Dopo tutte le crisi degli ultimi trent’anni, la maggior parte dei posti di lavoro perduti sono stati sacrificati non per nuovi impieghi, ma in favore di una maggiore automazione — qualcosa che potrebbe drammaticamente accadere anche nei prossimi mesi. In più: parlare di reddito universale di base è importante ora più che mai, ma bisogna farlo con criteri e paletti ben precisi: uno su tutti, non far perdere potere contrattuale ai lavoratori.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/03/trappist-061/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/03/trappist-061/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4034</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>060: Che cosa abbiamo fatto di male per meritarci Gallera e Fontana?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/060-che-cosa-abbiamo-fatto-di-male-per-meritarci-gallera-e-fontana--48147502</link><description><![CDATA[presidente della regione Lombardia e il suo assessore al Welfare stanno sfruttando la sovraesposizione mediatica delle ultime settimane per guadagnare consensi, ma la responsabilità della cattiva gestione di questa crisi è anche loro. Ne parliamo nell’ultima puntata di TRAPPIST<br /><br />Anche questa settimana a TRAPPIST dobbiamo parlare di Covid-19. Dopo essere stati all’estero nelle scorse settimane torniamo vicinissimo a casa, per ricostruire la crisi in Lombardia — e in particolare capire come la sovraesposizione mediatica di Fontana e Gallera li abbia lanciati sulla scena politica nazionale.<br /><br />Tra il mondo fantastico della tentata candidatura a sindaco di Milano di Gallera e il mondo reale, con la situazione drammatica nella bergamasca, le autorità locali stanno incassando grandi consensi. Tutto ciò nonostante la situazione in Lombardia, guidata da decenni dalla stessa coalizione, dovrebbe tradursi in pesanti conseguenze per il centrodestra locale.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/26/trappist-060/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/26/trappist-060/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/060-che-cosa-abbiamo-fatto-di-male-per-meritarci-gallera-e-fontana/</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2020 15:05:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147502/060_che_cosa_abbiamo_fatto_di_male_per_meritarci_gallera_e_fontana.mp3" length="88135515" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>presidente della regione Lombardia e il suo assessore al Welfare stanno sfruttando la sovraesposizione mediatica delle ultime settimane per guadagnare consensi, ma la responsabilità della cattiva gestione di questa crisi è anche loro. 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Tutto ciò nonostante la situazione in Lombardia, guidata da decenni dalla stessa coalizione, dovrebbe tradursi in pesanti conseguenze per il centrodestra locale.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/26/trappist-060/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/26/trappist-060/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3670</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>059: L'emergenza nel mondo colpirà i più deboli. Come i migranti.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/059-l-emergenza-nel-mondo-colpira-i-piu-deboli-come-i-migranti--48147485</link><description><![CDATA[Il nuovo coronavirus costituisce una minaccia ancora più pericolosa per migranti, rifugiati, e paesi con un sistema sanitario fragile. Cerchiamo di ricostruire la situazione in Italia, ma anche nel campo di Moria, e in Libia, Afghanistan e Kenya, anche con un breve contributo audio di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.<br /><br />Chiusi dentro i nostri appartamenti che hanno tutti almeno un bagno e diversi rubinetti, è facile perdere di vista che, in quanto pandemia, l’emergenza nuovo coronavirus non sta interessando solo Europa e Stati Uniti, ora.<br /><br />In questa puntata di TRAPPIST guardiamo ad un’altra faccia della crisi mondiale: con contributi audio di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Gemma Ghiglia, Communications Officer nel contesto dell’iniziativa EU Aid Volunteers, esaminiamo il rischio di un’epidemia nel campo di Moria, a Lesbo, e gli ulteriori pericoli per le persone che cercano di arrivare in un paese europeo con la completa chiusura dei confini. Inoltre, la gestione della risposta all’epidemia in Afghanistan e in Kenya.<br /><br />Leggi le note dell’episodio completo: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/20/trappist-059/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/20/trappist-059/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/059-lemergenza-nel-mondo-colpira-i-piu-deboli-come-i-migranti/</guid><pubDate>Fri, 20 Mar 2020 16:46:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147485/059_lemergenza_nel_mondo_colpira_i_piu_deboli_come_i_migranti.mp3" length="86434397" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo coronavirus costituisce una minaccia ancora più pericolosa per migranti, rifugiati, e paesi con un sistema sanitario fragile. 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Cerchiamo di ricostruire la situazione in Italia, ma anche nel campo di Moria, e in Libia, Afghanistan e Kenya, anche con un breve contributo audio di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.<br /><br />Chiusi dentro i nostri appartamenti che hanno tutti almeno un bagno e diversi rubinetti, è facile perdere di vista che, in quanto pandemia, l’emergenza nuovo coronavirus non sta interessando solo Europa e Stati Uniti, ora.<br /><br />In questa puntata di TRAPPIST guardiamo ad un’altra faccia della crisi mondiale: con contributi audio di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Gemma Ghiglia, Communications Officer nel contesto dell’iniziativa EU Aid Volunteers, esaminiamo il rischio di un’epidemia nel campo di Moria, a Lesbo, e gli ulteriori pericoli per le persone che cercano di arrivare in un paese europeo con la completa chiusura dei confini. Inoltre, la gestione della risposta all’epidemia in Afghanistan e in Kenya.<br /><br />Leggi le note dell’episodio completo: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/20/trappist-059/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/20/trappist-059/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4322</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>058: La quarantena vista dagli italiani all’estero</title><link>https://www.spreaker.com/episode/058-la-quarantena-vista-dagli-italiani-all-estero--48147493</link><description><![CDATA[La pandemia si sta diffondendo velocemente in Europa, ma molti paesi ancora stentano a prendere misure drastiche per contenerla. Per gli italiani che si trovano all’estero la situazione è particolarmente surreale: da New York a Dublino, nell’ultima puntata di Trappist abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontarci come sta andando.<br /><br />Quella della Covid–19 è ufficialmente una pandemia, visto che “non c’è speranza” di contenerla in settori limitati del globo. L’Italia è finora uno dei paesi che più sta soffrendo per i contagi rapidissimi e gravi, ma la malattia non sembra intenzionata a fermarsi al nostro paese: i casi nel resto dell’Europa occidentale e negli USA stanno aumentando rapidamente, causando ansia per il futuro di miliardi di persone.<br /><br />Abbiamo parlato con alcuni nostri collaboratori che attualmente si trovano all’estero per capire se qualche paese sta cercando di trarre spunto dalla lezione italiana — spoiler: non molto, negli Stati Uniti per ora sono stati resi gratuiti solo i test, non i trattamenti, nemmeno in questa situazione di emergenza — e per farci raccontare com’è, vista dall’estero, la situazione emergenziale della nostra penisola.<br /><br />Con Stefano Colombo, Sebastian Bendinelli e Alessandro Massone<br />E CON OSPITI SPECIALI Bianca Giacobone, Elena Buzzo, Eleonora Tremolada, Maria Mancuso, e Nicolò Tabarelli<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/12/trappist-058/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/12/trappist-058/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/058-la-quarantena-vista-dagli-italiani-allestero/</guid><pubDate>Thu, 12 Mar 2020 14:03:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147493/058_la_quarantena_vista_dagli_italiani_allestero.mp3" length="110971133" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La pandemia si sta diffondendo velocemente in Europa, ma molti paesi ancora stentano a prendere misure drastiche per contenerla. 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L’Italia è finora uno dei paesi che più sta soffrendo per i contagi rapidissimi e gravi, ma la malattia non sembra intenzionata a fermarsi al nostro paese: i casi nel resto dell’Europa occidentale e negli USA stanno aumentando rapidamente, causando ansia per il futuro di miliardi di persone.<br /><br />Abbiamo parlato con alcuni nostri collaboratori che attualmente si trovano all’estero per capire se qualche paese sta cercando di trarre spunto dalla lezione italiana — spoiler: non molto, negli Stati Uniti per ora sono stati resi gratuiti solo i test, non i trattamenti, nemmeno in questa situazione di emergenza — e per farci raccontare com’è, vista dall’estero, la situazione emergenziale della nostra penisola.<br /><br />Con Stefano Colombo, Sebastian Bendinelli e Alessandro Massone<br />E CON OSPITI SPECIALI Bianca Giacobone, Elena Buzzo, Eleonora Tremolada, Maria Mancuso, e Nicolò Tabarelli<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/12/trappist-058/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/12/trappist-058/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4622</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>057: L’Unione europea ha superato il sovranismo a destra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/057-l-unione-europea-ha-superato-il-sovranismo-a-destra--48147494</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, il podcast il fascismo istituzionale.<br /><br />Al confine tra Grecia e Turchia si sta scatenando una crisi migratoria che potrebbe risultare simile a quella, drammatica, del 2015-16: solo che le istituzioni europee sono scivolate ancora più a destra, e la risposta dei governi è ancora più criminale. La guardia costiera greca ha sparato verso i gommoni; i poliziotti greci sul confine hanno ucciso almeno una persona; sull’isola di Lesbo è consentito a squadre fasciste legate ad Alba Dorata di picchiare e intimidire migranti, giornalisti e volontari. Tutto questo ci porta a una domanda: ma non è ora di finirla con gli stati nazionali?<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/05/trappist-057/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/05/trappist-057/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/057-lunione-europea-ha-superato-il-sovranismo-a-destra/</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2020 14:37:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147494/057_lunione_europea_ha_superato_il_sovranismo_a_destra.mp3" length="83558235" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST, il podcast il fascismo istituzionale.

Al confine tra Grecia e Turchia si sta scatenando una crisi migratoria che potrebbe risultare simile a quella, drammatica, del 2015-16: solo che le istituzioni europee sono scivolate ancora...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, il podcast il fascismo istituzionale.<br /><br />Al confine tra Grecia e Turchia si sta scatenando una crisi migratoria che potrebbe risultare simile a quella, drammatica, del 2015-16: solo che le istituzioni europee sono scivolate ancora più a destra, e la risposta dei governi è ancora più criminale. La guardia costiera greca ha sparato verso i gommoni; i poliziotti greci sul confine hanno ucciso almeno una persona; sull’isola di Lesbo è consentito a squadre fasciste legate ad Alba Dorata di picchiare e intimidire migranti, giornalisti e volontari. Tutto questo ci porta a una domanda: ma non è ora di finirla con gli stati nazionali?<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/03/05/trappist-057/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/05/trappist-057/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3479</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>056: Bloccare le navi delle Ong con il pretesto del coronavirus non ha senso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/056-bloccare-le-navi-delle-ong-con-il-pretesto-del-coronavirus-non-ha-senso--48147474</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast live dalla zona rossa<br /><br />Tutti hanno trovato almeno un nuovo aspetto positivo nella quarantena da COVID-19. Ad esempio il governatore friulano Fedriga, che ha deciso di cogliere la palla al balzo per provare a internare più stranieri possibile; o il governatore siciliano Musumeci, che ha chiesto senza alcuna ragione valida di quarantenare equipaggio e soccorsi delle navi di soccorso umanitario nel Mediterraneo.<br /><br />L’irrequietezza dei governatori è dovuta a un problema dell’orientamento italiano, sospeso tra centralismo e una progressiva apertura federalista che ha avuto luogo negli ultimi vent’anni. Ma cos’hanno fatto le regioni per meritarsi così tanti poteri in ambiti come quello della sanità? (Spoiler: niente)<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/27/trappist-056/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/27/trappist-056/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/056-bloccare-le-navi-delle-ong-con-il-pretesto-del-coronavirus-non-ha-senso/</guid><pubDate>Thu, 27 Feb 2020 14:24:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147474/056_bloccare_le_navi_delle_ong_con_il_pretesto_del_coronavirus_non_ha_senso.mp3" length="45576403" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast live dalla zona rossa

Tutti hanno trovato almeno un nuovo aspetto positivo nella quarantena da COVID-19. Ad esempio il governatore friulano Fedriga, che ha deciso di cogliere la palla al balzo per provare a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast live dalla zona rossa<br /><br />Tutti hanno trovato almeno un nuovo aspetto positivo nella quarantena da COVID-19. Ad esempio il governatore friulano Fedriga, che ha deciso di cogliere la palla al balzo per provare a internare più stranieri possibile; o il governatore siciliano Musumeci, che ha chiesto senza alcuna ragione valida di quarantenare equipaggio e soccorsi delle navi di soccorso umanitario nel Mediterraneo.<br /><br />L’irrequietezza dei governatori è dovuta a un problema dell’orientamento italiano, sospeso tra centralismo e una progressiva apertura federalista che ha avuto luogo negli ultimi vent’anni. Ma cos’hanno fatto le regioni per meritarsi così tanti poteri in ambiti come quello della sanità? (Spoiler: niente)<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/27/trappist-056/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/27/trappist-056/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2845</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>055: La guerra alla droga di Lamorgese è in piena continuità con Salvini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/055-la-guerra-alla-droga-di-lamorgese-e-in-piena-continuita-con-salvini--48147501</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast solo per uso personale<br /><br />Luciana Lamorgese ha annunciato una stretta nella "guerra alla droga," un concetto nient'affatto di destra. Secondo quanto dichiarato dalla ministra dell'interno, sarà molto più facile finire in carcere anche in caso di spaccio di piccole quantità. Peccato che tutti i sistemi moderni pensati per contrastare la diffusione di stupefacenti vadano contro il modello punitivo proposto da Lamorgese. Un modello che avrebbe l'effetto di riempire ancora di più le carceri italiane, le cui condizioni sono già ai limiti del disumano.<br /><br />Inoltre: la candidatura di Bloomberg non è uno scherzo, il multimiliardario newyorchese sembra seriamente intenzionato a comprarsi la nomination per la corsa alla presidenza. Riuscirà Bernie Sanders, attualmente il candidato con più sostegno popolare, a fermarlo?<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/21/trappist-055/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/21/trappist-055/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/055-la-guerra-alla-droga-di-lamorgese-e-in-piena-continuita-con-salvini/</guid><pubDate>Fri, 21 Feb 2020 14:28:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147501/055_la_guerra_alla_droga_di_lamorgese_e_in_piena_continuita_con_salvini.mp3" length="50268831" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast solo per uso personale

Luciana Lamorgese ha annunciato una stretta nella "guerra alla droga," un concetto nient'affatto di destra. Secondo quanto dichiarato dalla ministra dell'interno, sarà molto più facile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast solo per uso personale<br /><br />Luciana Lamorgese ha annunciato una stretta nella "guerra alla droga," un concetto nient'affatto di destra. Secondo quanto dichiarato dalla ministra dell'interno, sarà molto più facile finire in carcere anche in caso di spaccio di piccole quantità. Peccato che tutti i sistemi moderni pensati per contrastare la diffusione di stupefacenti vadano contro il modello punitivo proposto da Lamorgese. Un modello che avrebbe l'effetto di riempire ancora di più le carceri italiane, le cui condizioni sono già ai limiti del disumano.<br /><br />Inoltre: la candidatura di Bloomberg non è uno scherzo, il multimiliardario newyorchese sembra seriamente intenzionato a comprarsi la nomination per la corsa alla presidenza. Riuscirà Bernie Sanders, attualmente il candidato con più sostegno popolare, a fermarlo?<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/21/trappist-055/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/21/trappist-055/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3138</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>054: Perché preoccuparsi della crisi industriale quando c'è la “crisi di governo”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/054-perche-preoccuparsi-della-crisi-industriale-quando-c-e-la-crisi-di-governo--48147440</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast derivato dal petrolio<br /><br />I dati dell’industria italiana nello scorso trimestre sono semplicemente allarmanti. Per il nostro paese si tratta del calo più ampio dal 2013, quando la flessione era direttamente riconducibile all’inizio della crisi economica. Ma non siamo soli: Eurostat misura un calo preoccupante in tutta Europa, con numeri negativi mese su mese anche in Germania e con numeri particolarmente allarmanti in Romania ed Estonia. Tutto questo nel contesto del panico globale per gli effetti economici del nuovo coronavirus: una ricetta pericolosissima che potrebbe produrre effetti gravi sull’economia italiana ed europea — ma per ora la politica sembra scommettere in un rimbalzo.<br /><br />Nella seconda metà della puntata ci spostiamo negli Stati Uniti per discutere brevemente delle primarie democratiche, e della crescente psicosi di media tradizionale ed establishment di fronte alla possibilità sempre più reale che il candidato che si scontrerà con Donald Trump sarà Bernie Sanders.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/14/trappist-054/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/14/trappist-054/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/054-perche-preoccuparsi-della-crisi-industriale-quando-ce-la-crisi-di-governo/</guid><pubDate>Fri, 14 Feb 2020 14:56:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147440/054_perche_preoccuparsi_della_crisi_industriale_quando_ce_la_crisi_di_governo.mp3" length="59018806" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast derivato dal petrolio

I dati dell’industria italiana nello scorso trimestre sono semplicemente allarmanti. Per il nostro paese si tratta del calo più ampio dal 2013, quando la flessione era direttamente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast derivato dal petrolio<br /><br />I dati dell’industria italiana nello scorso trimestre sono semplicemente allarmanti. Per il nostro paese si tratta del calo più ampio dal 2013, quando la flessione era direttamente riconducibile all’inizio della crisi economica. Ma non siamo soli: Eurostat misura un calo preoccupante in tutta Europa, con numeri negativi mese su mese anche in Germania e con numeri particolarmente allarmanti in Romania ed Estonia. Tutto questo nel contesto del panico globale per gli effetti economici del nuovo coronavirus: una ricetta pericolosissima che potrebbe produrre effetti gravi sull’economia italiana ed europea — ma per ora la politica sembra scommettere in un rimbalzo.<br /><br />Nella seconda metà della puntata ci spostiamo negli Stati Uniti per discutere brevemente delle primarie democratiche, e della crescente psicosi di media tradizionale ed establishment di fronte alla possibilità sempre più reale che il candidato che si scontrerà con Donald Trump sarà Bernie Sanders.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/14/trappist-054/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/14/trappist-054/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3685</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>053: Non ci stiamo preoccupando abbastanza di Giorgia Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/053-non-ci-stiamo-preoccupando-abbastanza-di-giorgia-meloni--48147511</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast a rischio di povertà<br /><br />Giorgia Meloni non è solo un meme: è anche capa di FdI, un partito con una storia di diretta continuità con il fascismo, e in fase di forte ascesa negli ultimi sondaggi e nelle ultime prove elettorali, come quella emiliana. Cerchiamo di capire meglio perché non bisogna ridere, ma preoccuparsi dell’avanzata di Meloni, che nei giorni scorsi è andata a Washington al grande evento del National Prayer Breakfast.<br /><br />I problemi del nostro paese ovviamente non si limitano ai rigurgiti fascisti: secondo un rapporto Eurostat, i lavoratori italiani sono tra i più a rischio di povertà dell’intera UE, e tra i più colpiti da precariato, part-time involontario e stagnazione dei salari.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/07/trappist-053/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/07/trappist-053/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/053-non-ci-stiamo-preoccupando-abbastanza-di-giorgia-meloni/</guid><pubDate>Fri, 07 Feb 2020 13:59:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147511/053_non_ci_stiamo_preoccupando_abbastanza_di_giorgia_meloni.mp3" length="67836781" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, il podcast a rischio di povertà

Giorgia Meloni non è solo un meme: è anche capa di FdI, un partito con una storia di diretta continuità con il fascismo, e in fase di forte ascesa negli ultimi sondaggi e nelle ultime prove...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast a rischio di povertà<br /><br />Giorgia Meloni non è solo un meme: è anche capa di FdI, un partito con una storia di diretta continuità con il fascismo, e in fase di forte ascesa negli ultimi sondaggi e nelle ultime prove elettorali, come quella emiliana. Cerchiamo di capire meglio perché non bisogna ridere, ma preoccuparsi dell’avanzata di Meloni, che nei giorni scorsi è andata a Washington al grande evento del National Prayer Breakfast.<br /><br />I problemi del nostro paese ovviamente non si limitano ai rigurgiti fascisti: secondo un rapporto Eurostat, i lavoratori italiani sono tra i più a rischio di povertà dell’intera UE, e tra i più colpiti da precariato, part-time involontario e stagnazione dei salari.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/07/trappist-053/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/07/trappist-053/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3392</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>052: La Brexit è appena cominciata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/052-la-brexit-e-appena-cominciata--48147442</link><description><![CDATA[惊喜！ 我们知道您会翻译这句话:)欢迎来到TRAPPIST！<br /><br />Oggi, alle 23, il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dall’Unione Europea. Cioè, sarà fuori appunto a livello ufficiale, ma per i prossimi 11 mesi resterà in un limbo giuridico e normativo nei confronti dell’UE e del resto del mondo. Riuscirà il paese a non andare in rovina? Ne parliamo con un contributo di Maria Mancuso, autrice e speaker di S/Confini.<br /><br />Chi è in rovina è invece la credibilità della stampa italiana, completamente impazzita e felice di rilanciare ogni sorta di notizia, vera o falsa che possa essere, in grado di fomentare il razzismo verso la comunità cinese italiana, che sta mondando a livelli mai visti prima.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/31/trappist-052/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/31/trappist-052/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/052-la-brexit-e-appena-cominciata/</guid><pubDate>Fri, 31 Jan 2020 14:28:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147442/052_la_brexit_e_appena_cominciata.mp3" length="60012713" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>惊喜！ 我们知道您会翻译这句话:)欢迎来到TRAPPIST！

Oggi, alle 23, il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dall’Unione Europea. Cioè, sarà fuori appunto a livello ufficiale, ma per i prossimi 11 mesi resterà in un limbo giuridico e normativo nei confronti dell’UE e del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[惊喜！ 我们知道您会翻译这句话:)欢迎来到TRAPPIST！<br /><br />Oggi, alle 23, il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dall’Unione Europea. Cioè, sarà fuori appunto a livello ufficiale, ma per i prossimi 11 mesi resterà in un limbo giuridico e normativo nei confronti dell’UE e del resto del mondo. Riuscirà il paese a non andare in rovina? Ne parliamo con un contributo di Maria Mancuso, autrice e speaker di S/Confini.<br /><br />Chi è in rovina è invece la credibilità della stampa italiana, completamente impazzita e felice di rilanciare ogni sorta di notizia, vera o falsa che possa essere, in grado di fomentare il razzismo verso la comunità cinese italiana, che sta mondando a livelli mai visti prima.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/31/trappist-052/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/31/trappist-052/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3747</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>051: Una repubblica fondata sul cemento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/051-una-repubblica-fondata-sul-cemento--48147512</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non consuma suolo<br /><br />Vakhtang Enukidze è morto a 38 anni nel CPR di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, in seguito ad una colluttazione con 10 agenti di polizia. Le dinamiche della vicenda non sono ancora chiare, ma la deportazione precipitosa di quattro testimoni oculari ospiti del centro rende legittimo sospettare quello che potrebbe essere “un nuovo caso Cucchi,” per dirla con le parole del deputato radicale Riccardo Magi.<br /><br />Inoltre: parliamo con la giornalista indipendente Rosy Battaglia di consumo di suolo. Battaglia se n’è occupata in modo estensivo per Valori.it. Riuscirà il nostro paese a mettere un freno al cemento entro il 2030, come chiede l’UE? Probabilmente no — ma la speranza è l’ultima a morire.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/24/trappist-051/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/24/trappist-051/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/051-una-repubblica-fondata-sul-cemento/</guid><pubDate>Fri, 24 Jan 2020 14:42:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147512/051_una_repubblica_fondata_sul_cemento.mp3" length="79914234" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non consuma suolo

Vakhtang Enukidze è morto a 38 anni nel CPR di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, in seguito ad una colluttazione con 10 agenti di polizia. Le dinamiche della vicenda non sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non consuma suolo<br /><br />Vakhtang Enukidze è morto a 38 anni nel CPR di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, in seguito ad una colluttazione con 10 agenti di polizia. Le dinamiche della vicenda non sono ancora chiare, ma la deportazione precipitosa di quattro testimoni oculari ospiti del centro rende legittimo sospettare quello che potrebbe essere “un nuovo caso Cucchi,” per dirla con le parole del deputato radicale Riccardo Magi.<br /><br />Inoltre: parliamo con la giornalista indipendente Rosy Battaglia di consumo di suolo. Battaglia se n’è occupata in modo estensivo per Valori.it. Riuscirà il nostro paese a mettere un freno al cemento entro il 2030, come chiede l’UE? Probabilmente no — ma la speranza è l’ultima a morire.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/24/trappist-051/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/24/trappist-051/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3996</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>050: Cosa possiamo imparare dagli scioperi in Francia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/050-cosa-possiamo-imparare-dagli-scioperi-in-francia--48147444</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast non a punti.<br /><br />Oggi è il 44esimo giorno consecutivo di protesta in Francia, dove lavoratori di tutti i settori da settimane mantengono accesa l’opposizione contro la riforma delle pensioni voluta da Macron.<br /><br />La legge sostituisce un sistema complesso ma ragionato per ogni singola professione e mansione con un meccanismo a punti unico per tutti, ma a dir poco bizantino — e che non fa niente per colmare la differenza di genere tra le pensioni di donne e uomini, e attivamente punisce i lavoratori con i salari più bassi.<br /><br />Dopo settimane di muso duro, ora il governo è stato costretto a scendere a compromessi — ma per tantissimi lavoratori non basta, e pretendono che il testo sia semplicemente archiviato.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/17/trappist-050/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/17/trappist-050/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/050-cosa-possiamo-imparare-dagli-scioperi-in-francia/</guid><pubDate>Fri, 17 Jan 2020 13:10:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147444/050_cosa_possiamo_imparare_dagli_scioperi_in_francia.mp3" length="96677009" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast non a punti.

Oggi è il 44esimo giorno consecutivo di protesta in Francia, dove lavoratori di tutti i settori da settimane mantengono accesa l’opposizione contro la riforma delle pensioni voluta da Macron.

La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast non a punti.<br /><br />Oggi è il 44esimo giorno consecutivo di protesta in Francia, dove lavoratori di tutti i settori da settimane mantengono accesa l’opposizione contro la riforma delle pensioni voluta da Macron.<br /><br />La legge sostituisce un sistema complesso ma ragionato per ogni singola professione e mansione con un meccanismo a punti unico per tutti, ma a dir poco bizantino — e che non fa niente per colmare la differenza di genere tra le pensioni di donne e uomini, e attivamente punisce i lavoratori con i salari più bassi.<br /><br />Dopo settimane di muso duro, ora il governo è stato costretto a scendere a compromessi — ma per tantissimi lavoratori non basta, e pretendono che il testo sia semplicemente archiviato.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/17/trappist-050/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/17/trappist-050/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4834</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>049: Perché l’Italia non riesce ad avere una politica estera decente?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/049-perche-l-italia-non-riesce-ad-avere-una-politica-estera-decente--48147514</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast narrativo sulla Terza guerra mondiale.<br /><br />Il 2020 è iniziato con l’aggressione statunitense all’Iran e un ulteriore aggravamento della situazione in Libia — due fronti su cui sarebbe lecito aspettarsi che l’Italia svolga importanti funzioni diplomatiche. Ma invece Roma si muove goffamente, con Di Maio vistosamente in difficoltà e Conte che si fa dare buca da al–Serraj.<br /><br />Abbiamo chiesto a Laura Silvia Battaglia e Luca Misculin di mandarci due contributi per rispondere a una domanda tutt’altro che semplice — perché l’Italia non riesce ad avere una politica estera decente?<br /><br />E se è vero che questi ultimi mesi sembrano una caduta libera interminabile, il problema non nasce con l’arrivo di Di Maio alla Farnesina — ma è una situazione di vecchia data, dalle dimissioni di Terzi Sant’Agata per il caso dei marò alla “doppia posizione” di Moavero Milanesi sul Venezuela, passando per crisi serie come il caso Shalabayeva, e semiserie, come l’espulsione dell’ambasciatore nordcoreano a Roma.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/09/trappist-049/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/09/trappist-049/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/049-perche-litalia-non-riesce-ad-avere-una-politica-estera-decente/</guid><pubDate>Thu, 09 Jan 2020 13:10:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147514/049_perche_litalia_non_riesce_ad_avere_una_politica_estera_decente.mp3" length="88818878" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast narrativo sulla Terza guerra mondiale.

Il 2020 è iniziato con l’aggressione statunitense all’Iran e un ulteriore aggravamento della situazione in Libia — due fronti su cui sarebbe lecito aspettarsi che l’Italia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast narrativo sulla Terza guerra mondiale.<br /><br />Il 2020 è iniziato con l’aggressione statunitense all’Iran e un ulteriore aggravamento della situazione in Libia — due fronti su cui sarebbe lecito aspettarsi che l’Italia svolga importanti funzioni diplomatiche. Ma invece Roma si muove goffamente, con Di Maio vistosamente in difficoltà e Conte che si fa dare buca da al–Serraj.<br /><br />Abbiamo chiesto a Laura Silvia Battaglia e Luca Misculin di mandarci due contributi per rispondere a una domanda tutt’altro che semplice — perché l’Italia non riesce ad avere una politica estera decente?<br /><br />E se è vero che questi ultimi mesi sembrano una caduta libera interminabile, il problema non nasce con l’arrivo di Di Maio alla Farnesina — ma è una situazione di vecchia data, dalle dimissioni di Terzi Sant’Agata per il caso dei marò alla “doppia posizione” di Moavero Milanesi sul Venezuela, passando per crisi serie come il caso Shalabayeva, e semiserie, come l’espulsione dell’ambasciatore nordcoreano a Roma.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/09/trappist-049/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/09/trappist-049/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3699</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>048: Quanti pezzi può ancora perdere il Movimento 5 Stelle?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/048-quanti-pezzi-puo-ancora-perdere-il-movimento-5-stelle--48147513</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, il podcast senza termini di Paragone.<br /><br />La rottura al rallentatore tra Gianluigi Paragone e il Movimento 5 Stelle si è (quasi) consumata: i probiviri hanno sancito l’espulsione dal partito, ma l’ex direttore della Padania ha dichiarato che “dovranno portarlo via con la forza” — eppure sembra non avere più nessuna stima del M5S che chiama “il Nulla.” In (quasi) contemporanea procede la rottura con l’ex ministro dell’Istruzione Fioramonti, che si è unito al Gruppo Misto, in attesa di lanciare la propria avventura politica, “Eco” — sia per ecologia che per economia che per il lol. Tra l’altro: siamo davvero sicuri che ci sia spazio, in Italia, per un nuovo partito ambientalista?<br /><br />La crisi del Movimento 5 Stelle, però, se possibile è ancora più profonda, con spaccature anche all’interno del fronte populista, tra Di Maio e Di Battista, e enormi difficoltà di progetto — come la questione della quasi–nazionalizzazione di Autostrade, che si trascina da un anno e mezzo, e difficilmente può andare da qualche parte.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/03/trappist-048/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/03/trappist-048/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/048-quanti-pezzi-puo-ancora-perdere-il-movimento-5-stelle/</guid><pubDate>Fri, 03 Jan 2020 13:11:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147513/048_quanti_pezzi_puo_ancora_perdere_il_movimento_5_stelle.mp3" length="56508125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST, il podcast senza termini di Paragone.

La rottura al rallentatore tra Gianluigi Paragone e il Movimento 5 Stelle si è (quasi) consumata: i probiviri hanno sancito l’espulsione dal partito, ma l’ex direttore della Padania ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, il podcast senza termini di Paragone.<br /><br />La rottura al rallentatore tra Gianluigi Paragone e il Movimento 5 Stelle si è (quasi) consumata: i probiviri hanno sancito l’espulsione dal partito, ma l’ex direttore della Padania ha dichiarato che “dovranno portarlo via con la forza” — eppure sembra non avere più nessuna stima del M5S che chiama “il Nulla.” In (quasi) contemporanea procede la rottura con l’ex ministro dell’Istruzione Fioramonti, che si è unito al Gruppo Misto, in attesa di lanciare la propria avventura politica, “Eco” — sia per ecologia che per economia che per il lol. Tra l’altro: siamo davvero sicuri che ci sia spazio, in Italia, per un nuovo partito ambientalista?<br /><br />La crisi del Movimento 5 Stelle, però, se possibile è ancora più profonda, con spaccature anche all’interno del fronte populista, tra Di Maio e Di Battista, e enormi difficoltà di progetto — come la questione della quasi–nazionalizzazione di Autostrade, che si trascina da un anno e mezzo, e difficilmente può andare da qualche parte.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/03/trappist-048/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/03/trappist-048/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3532</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>047: Il governo Conte del futuro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/047-il-governo-conte-del-futuro--48147454</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’ultimo podcast prima della fine dell’anno<br /><br />Dopo lo scoglio della manovra — un risultato non scontato — il governo Conte 2 deve superare la fase delle “emergenze,” in questi giorni le dimissioni del ministro Fioramonti e il Milleproroghe, e cercare di delineare se è possibile un futuro per la coalizione di governo.<br /><br />La sfida centrale del 2020 sarà senza dubbio della del lavoro, con la scadenza in questi giorni dei contratti nazionali di milioni di persone, e complessi snodi su ex Ilva, Alitalia, Auchan e Unicredit, tra gli altri. Ma qualsiasi azione politica di questo governo, nel lungo termine, dipende soprattutto dagli sviluppi del conflitto interno mai risolto nel Movimento 5 Stelle, e da come il partito di Casaleggio saprà staccarsi dall’eredità di Matteo Salvini.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/12/28/trappist-047/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/12/28/trappist-047/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/047-il-governo-conte-del-futuro/</guid><pubDate>Sat, 28 Dec 2019 13:28:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147454/047_il_governo_conte_del_futuro.mp3" length="81983365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’ultimo podcast prima della fine dell’anno

Dopo lo scoglio della manovra — un risultato non scontato — il governo Conte 2 deve superare la fase delle “emergenze,” in questi giorni le dimissioni del ministro Fioramonti e il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’ultimo podcast prima della fine dell’anno<br /><br />Dopo lo scoglio della manovra — un risultato non scontato — il governo Conte 2 deve superare la fase delle “emergenze,” in questi giorni le dimissioni del ministro Fioramonti e il Milleproroghe, e cercare di delineare se è possibile un futuro per la coalizione di governo.<br /><br />La sfida centrale del 2020 sarà senza dubbio della del lavoro, con la scadenza in questi giorni dei contratti nazionali di milioni di persone, e complessi snodi su ex Ilva, Alitalia, Auchan e Unicredit, tra gli altri. Ma qualsiasi azione politica di questo governo, nel lungo termine, dipende soprattutto dagli sviluppi del conflitto interno mai risolto nel Movimento 5 Stelle, e da come il partito di Casaleggio saprà staccarsi dall’eredità di Matteo Salvini.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/12/28/trappist-047/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/12/28/trappist-047/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3414</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>046: La stampa italiana parla di immigrazione ancora in modo del tutto sbagliato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/046-la-stampa-italiana-parla-di-immigrazione-ancora-in-modo-del-tutto-sbagliato--48147495</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, il podcast locomotiva d’Italia<br /><br />Un report dell’associazione Carta di Roma certifica una situazione distopica: nel 2019, i media nazionali mainstream — giornali e telegiornali — hanno affrontato il tema immigrazione in quantità maggiore del 30% rispetto all’anno precedente. Soprattutto, l’hanno affrontata in modo superficiale: un modo che contribuisce alla percezione della migrazione come un problema piuttosto che un fenomeno sociale, e alla disumanizzazione di chi migra.<br /><br />Inoltre: siamo proprio sicuri che Milano sia la miglior città dell’universo mondo in cui vivere? E se vi dicessimo che la megalopoli lombarda è solo alla trentaseiesima posizione in Italia per occupazione giovanile?<br /><br />Settimo rapporto Carta di Roma 2019 <a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2019/12/CdR-Report-2019_FInal.pdf" rel="noopener">https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2019/12/CdR-Report-2019_FInal.pdf</a><br /><br />L’indagine del Sole 24Ore sulla qualità della vita nel 2019 <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita-2019/classifiche-complete.php" rel="noopener">https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita-2019/classifiche-complete.php</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/046-la-stampa-italiana-parla-di-immigrazione-ancora-in-modo-del-tutto-sbagliato/</guid><pubDate>Fri, 20 Dec 2019 13:27:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147495/046_la_stampa_italiana_parla_di_immigrazione_ancora_in_modo_del_tutto_sbagliato.mp3" length="72648246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST, il podcast locomotiva d’Italia

Un report dell’associazione Carta di Roma certifica una situazione distopica: nel 2019, i media nazionali mainstream — giornali e telegiornali — hanno affrontato il tema immigrazione in quantità...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, il podcast locomotiva d’Italia<br /><br />Un report dell’associazione Carta di Roma certifica una situazione distopica: nel 2019, i media nazionali mainstream — giornali e telegiornali — hanno affrontato il tema immigrazione in quantità maggiore del 30% rispetto all’anno precedente. Soprattutto, l’hanno affrontata in modo superficiale: un modo che contribuisce alla percezione della migrazione come un problema piuttosto che un fenomeno sociale, e alla disumanizzazione di chi migra.<br /><br />Inoltre: siamo proprio sicuri che Milano sia la miglior città dell’universo mondo in cui vivere? E se vi dicessimo che la megalopoli lombarda è solo alla trentaseiesima posizione in Italia per occupazione giovanile?<br /><br />Settimo rapporto Carta di Roma 2019 <a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2019/12/CdR-Report-2019_FInal.pdf" rel="noopener">https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2019/12/CdR-Report-2019_FInal.pdf</a><br /><br />L’indagine del Sole 24Ore sulla qualità della vita nel 2019 <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita-2019/classifiche-complete.php" rel="noopener">https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita-2019/classifiche-complete.php</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3025</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>045: In un anno, i decreti Salvini hanno distrutto l’accoglienza in Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/045-in-un-anno-i-decreti-salvini-hanno-distrutto-l-accoglienza-in-italia--48147418</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast non in sicurezza<br /><br />Salvini non è più al governo da quattro mesi, ma gli effetti delle sue politiche razziste e discriminatorie si fanno sentire — anche perché il nuovo governo ha sostanzialmente deciso di non abolirle. Grazie a un ottimo report del NAGA, un'associazione di volontariato nata nel 1987 che fornisce assistenza sanitaria, sociale e legale ai cittadini stranieri, siamo in grado di addentrarci in tutte le peggiori vessazioni subite dai migranti: dall’esclusione ai servizi sociali per gli indigenti al taglio dei corsi di lingua italiana, dalla rimozione di migliaia di operatori dopo i tagli salviniani alla trasformazione di molti centri in prigioni.<br /><br />Leggi il report Senza (s)campo di NAGA: <a href="https://naga.it/2019/12/11/report-senza-scampo-tutti-i-materiali/" rel="noopener">https://naga.it/2019/12/11/report-senza-scampo-tutti-i-materiali/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/045-in-un-anno-i-decreti-salvini-hanno-distrutto-laccoglienza-in-italia/</guid><pubDate>Thu, 12 Dec 2019 12:30:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147418/045_in_un_anno_i_decreti_salvini_hanno_distrutto_laccoglienza_in_italia.mp3" length="74871371" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, il podcast non in sicurezza

Salvini non è più al governo da quattro mesi, ma gli effetti delle sue politiche razziste e discriminatorie si fanno sentire — anche perché il nuovo governo ha sostanzialmente deciso di non abolirle....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast non in sicurezza<br /><br />Salvini non è più al governo da quattro mesi, ma gli effetti delle sue politiche razziste e discriminatorie si fanno sentire — anche perché il nuovo governo ha sostanzialmente deciso di non abolirle. Grazie a un ottimo report del NAGA, un'associazione di volontariato nata nel 1987 che fornisce assistenza sanitaria, sociale e legale ai cittadini stranieri, siamo in grado di addentrarci in tutte le peggiori vessazioni subite dai migranti: dall’esclusione ai servizi sociali per gli indigenti al taglio dei corsi di lingua italiana, dalla rimozione di migliaia di operatori dopo i tagli salviniani alla trasformazione di molti centri in prigioni.<br /><br />Leggi il report Senza (s)campo di NAGA: <a href="https://naga.it/2019/12/11/report-senza-scampo-tutti-i-materiali/" rel="noopener">https://naga.it/2019/12/11/report-senza-scampo-tutti-i-materiali/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3117</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>044: Milano Ladrona</title><link>https://www.spreaker.com/episode/044-milano-ladrona--48147510</link><description><![CDATA[La disparità tra nord e sud è evidente anche negli investimenti pubblici pro-capite, drasticamente più alti in Lombardia che nell'Italia meridionale. Inoltre: davvero il prossimo candidato democratico sarà Joe Biden?<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non si è candidato alle primarie democratiche statunitensi.<br /><br />Le primarie del Partito democratico statunitense stanno entrando nel vivo, con la prima defezione illustre: quella della californiana Kamala Harris. Attualmente Joe Biden sembra riuscire a conservare il proprio vantaggio: è insidiato da Sanders e Warren, ma — paradossalmente — la discesa in campo di Bloomberg, allineato su posizioni centriste simili alle sue, sembra averne rafforzato la candidatura. Sarà perché finalmente esiste un dibattito interno al partito vero e proprio?<br /><br />Intanto prosegue la nostra battaglia verso i vostri istinti antimeridionali: grazie a un articolo del professor Viesti, vi illustriamo come lo stato italiano spenda sistematicamente di più per chi sta al Nord rispetto che per chi sta al Sud.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/12/05/trappist-044/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/12/05/trappist-044/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/044-milano-ladrona/</guid><pubDate>Thu, 05 Dec 2019 15:02:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147510/044_milano_ladrona.mp3" length="61274532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La disparità tra nord e sud è evidente anche negli investimenti pubblici pro-capite, drasticamente più alti in Lombardia che nell'Italia meridionale. Inoltre: davvero il prossimo candidato democratico sarà Joe Biden?

Bentornat* a TRAPPIST, l’unico...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La disparità tra nord e sud è evidente anche negli investimenti pubblici pro-capite, drasticamente più alti in Lombardia che nell'Italia meridionale. Inoltre: davvero il prossimo candidato democratico sarà Joe Biden?<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non si è candidato alle primarie democratiche statunitensi.<br /><br />Le primarie del Partito democratico statunitense stanno entrando nel vivo, con la prima defezione illustre: quella della californiana Kamala Harris. Attualmente Joe Biden sembra riuscire a conservare il proprio vantaggio: è insidiato da Sanders e Warren, ma — paradossalmente — la discesa in campo di Bloomberg, allineato su posizioni centriste simili alle sue, sembra averne rafforzato la candidatura. Sarà perché finalmente esiste un dibattito interno al partito vero e proprio?<br /><br />Intanto prosegue la nostra battaglia verso i vostri istinti antimeridionali: grazie a un articolo del professor Viesti, vi illustriamo come lo stato italiano spenda sistematicamente di più per chi sta al Nord rispetto che per chi sta al Sud.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/12/05/trappist-044/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/12/05/trappist-044/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3826</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>043: Sto lontano dallo stress, fumo un po’ e poi riformo il MES</title><link>https://www.spreaker.com/episode/043-sto-lontano-dallo-stress-fumo-un-po-e-poi-riformo-il-mes--48147424</link><description><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST CONTINENTALE<br /><br />Dopo un’estenuante serie di trattative e bocciature, la nuova Commissione europea von der Leyen ha ottenuto il via libera da parte del Parlamento di Strasburgo. Abbiamo cercato di capire come è composta la nuova commissione, e soprattutto come diamine è possibile che sia presente un “commissario alla promozione dello stile di vita europeo.”<br /><br />Sempre rimanendo nelle brume dell’europarlamento, ci siamo addentrati nei meandri del MES, il meccanismo europeo di stabilità su cui la destra italiana sta cercando di alzare il solito polverone mediatico, basandosi — quasi — sul nulla.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/29/trappist-043/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/29/trappist-043/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/043-sto-lontano-dallo-stress-fumo-un-po-e-poi-riformo-il-mes/</guid><pubDate>Fri, 29 Nov 2019 14:26:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147424/043_sto_lontano_dallo_stress_fumo_un_po_e_poi_riformo_il_mes.mp3" length="56816579" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST CONTINENTALE

Dopo un’estenuante serie di trattative e bocciature, la nuova Commissione europea von der Leyen ha ottenuto il via libera da parte del Parlamento di Strasburgo. Abbiamo cercato di capire come è composta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST CONTINENTALE<br /><br />Dopo un’estenuante serie di trattative e bocciature, la nuova Commissione europea von der Leyen ha ottenuto il via libera da parte del Parlamento di Strasburgo. Abbiamo cercato di capire come è composta la nuova commissione, e soprattutto come diamine è possibile che sia presente un “commissario alla promozione dello stile di vita europeo.”<br /><br />Sempre rimanendo nelle brume dell’europarlamento, ci siamo addentrati nei meandri del MES, il meccanismo europeo di stabilità su cui la destra italiana sta cercando di alzare il solito polverone mediatico, basandosi — quasi — sul nulla.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/29/trappist-043/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/29/trappist-043/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3547</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>042: Le sardine sono l'unica opposizione di piazza alla destra, ed è questo il problema</title><link>https://www.spreaker.com/episode/042-le-sardine-sono-l-unica-opposizione-di-piazza-alla-destra-ed-e-questo-il-problema--48147455</link><description><![CDATA[Oggi è quasi impossibile pensare di creare qualcosa di radicale appoggiandosi a contenitori già esistenti. Il rischio, però, è creare qualcosa di politicamente già vuoto.<br />Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast al limone<br /><br />Il 14 novembre quasi quindicimila persone si sono organizzate, tramite un evento Facebook, per riunirsi in Piazza Maggiore a Bologna e manifestare contro Salvini che quella stessa sera era presente a un evento della Lega per promuovere la candidata Lucia Borgonzoni.<br /><br />Quella piazza, che sta avendo risonanza a livello nazionale e ne sta producendo diverse altre, arriva in piena campagna elettorale per le elezioni regionali che si svolgeranno in Emilia-Romagna il 26 gennaio 2020. La campagna vede scontrarsi il presidente Bonaccini (PD), e la sua avversaria leghista.<br /><br />Di fronte a una regione storicamente schierata a sinistra, ma sempre più erosa dalla destra leghista in provincia, un movimento dichiaratamente apartitico come quello delle sardine cosa può sollevare, e in che modo potrebbe influenzare il risultato delle elezioni?<br /><br />Inoltre, a cosa serve un movimento apartitico? In ottica anche nazionale — dato che le sardine stanno uscendo dall’Emilia–Romagna — confrontiamo il nascituro movimento con esperienze più politicizzate, chiedendoci se sia possibile riempirne il contenitore ancora vuoto.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/21/trappist-042/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/21/trappist-042/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/042-le-sardine-sono-lunica-opposizione-di-piazza-alla-destra-ed-e-questo-il-problema/</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2019 14:58:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147455/042_le_sardine_sono_lunica_opposizione_di_piazza_alla_destra_ed_e_questo_il_problema.mp3" length="66426169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi è quasi impossibile pensare di creare qualcosa di radicale appoggiandosi a contenitori già esistenti. Il rischio, però, è creare qualcosa di politicamente già vuoto.
Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast al limone

Il 14 novembre quasi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi è quasi impossibile pensare di creare qualcosa di radicale appoggiandosi a contenitori già esistenti. Il rischio, però, è creare qualcosa di politicamente già vuoto.<br />Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast al limone<br /><br />Il 14 novembre quasi quindicimila persone si sono organizzate, tramite un evento Facebook, per riunirsi in Piazza Maggiore a Bologna e manifestare contro Salvini che quella stessa sera era presente a un evento della Lega per promuovere la candidata Lucia Borgonzoni.<br /><br />Quella piazza, che sta avendo risonanza a livello nazionale e ne sta producendo diverse altre, arriva in piena campagna elettorale per le elezioni regionali che si svolgeranno in Emilia-Romagna il 26 gennaio 2020. La campagna vede scontrarsi il presidente Bonaccini (PD), e la sua avversaria leghista.<br /><br />Di fronte a una regione storicamente schierata a sinistra, ma sempre più erosa dalla destra leghista in provincia, un movimento dichiaratamente apartitico come quello delle sardine cosa può sollevare, e in che modo potrebbe influenzare il risultato delle elezioni?<br /><br />Inoltre, a cosa serve un movimento apartitico? In ottica anche nazionale — dato che le sardine stanno uscendo dall’Emilia–Romagna — confrontiamo il nascituro movimento con esperienze più politicizzate, chiedendoci se sia possibile riempirne il contenitore ancora vuoto.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/21/trappist-042/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/21/trappist-042/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3322</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>041: Perché la nazionalizzazione dell’Ilva è ancora un tabù?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/041-perche-la-nazionalizzazione-dell-ilva-e-ancora-un-tabu--48147429</link><description><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST DI INTERESSE STRATEGICO-NAZIONALE<br /><br />La vicenda ILVA è arrivata a una sorta di stallo alla messicana, con lo Stato italiano che prova a prendere tempo, i proprietari di Arcelor Mittal che provano a ottenere licenziamenti e condizioni vantaggiose, e gli abitanti e i lavoratori di Taranto che lottano contro la minaccia della disoccupazione e dell’inquinamento.<br /><br />Abbiamo cercato di dipanare un po’ la questione, cercando soprattutto di capire se la strada per una nazionalizzazione dell’azienda esiste ed è praticabile allo stato attuale — drammatico — della situazione tarantina.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/14/trappist-041/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/14/trappist-041/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/041-perche-la-nazionalizzazione-dellilva-e-ancora-un-tabu/</guid><pubDate>Thu, 14 Nov 2019 13:32:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147429/041_perche_la_nazionalizzazione_dellilva_e_ancora_un_tabu.mp3" length="72581791" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST DI INTERESSE STRATEGICO-NAZIONALE

La vicenda ILVA è arrivata a una sorta di stallo alla messicana, con lo Stato italiano che prova a prendere tempo, i proprietari di Arcelor Mittal che provano a ottenere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST DI INTERESSE STRATEGICO-NAZIONALE<br /><br />La vicenda ILVA è arrivata a una sorta di stallo alla messicana, con lo Stato italiano che prova a prendere tempo, i proprietari di Arcelor Mittal che provano a ottenere licenziamenti e condizioni vantaggiose, e gli abitanti e i lavoratori di Taranto che lottano contro la minaccia della disoccupazione e dell’inquinamento.<br /><br />Abbiamo cercato di dipanare un po’ la questione, cercando soprattutto di capire se la strada per una nazionalizzazione dell’azienda esiste ed è praticabile allo stato attuale — drammatico — della situazione tarantina.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/14/trappist-041/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/14/trappist-041/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3022</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>040: Il divario tra Nord e Sud è ancora il problema più grave che la politica non sa affrontare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/040-il-divario-tra-nord-e-sud-e-ancora-il-problema-piu-grave-che-la-politica-non-sa-affrontare--48147457</link><description><![CDATA[Emigrazione di massa, disinteresse politico, minacce di secessione dei ricchi: qualcuno ha intenzione di fare qualcosa per il Meridione?<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, il podcast per tutto il paese<br /><br />L’ultimo rapporto Svimez certifica una realtà agghiacciante: il divario tra Sud e Nord Italia è enorme e destinato solo ad allargarsi. Di fronte a questa situazione, però, la politica sembra completamente disarmata — al punto da sospettare che il sentimento predominante sia lo sconfittismo, tra prospettive di secessione dei ricchi dai poveri e crateri lunari nel futuro dell’economia italiana.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/08/trappist-040/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/08/trappist-040/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/040-il-divario-tra-nord-e-sud-e-ancora-il-problema-piu-grave-che-la-politica-non-sa-affrontare/</guid><pubDate>Fri, 08 Nov 2019 15:35:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147457/040_il_divario_tra_nord_e_sud_e_ancora_il_problema_piu_grave_che_la_politica_non_sa_affrontare.mp3" length="70931769" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Emigrazione di massa, disinteresse politico, minacce di secessione dei ricchi: qualcuno ha intenzione di fare qualcosa per il Meridione?

Bentornat* a TRAPPIST, il podcast per tutto il paese

L’ultimo rapporto Svimez certifica una realtà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Emigrazione di massa, disinteresse politico, minacce di secessione dei ricchi: qualcuno ha intenzione di fare qualcosa per il Meridione?<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, il podcast per tutto il paese<br /><br />L’ultimo rapporto Svimez certifica una realtà agghiacciante: il divario tra Sud e Nord Italia è enorme e destinato solo ad allargarsi. Di fronte a questa situazione, però, la politica sembra completamente disarmata — al punto da sospettare che il sentimento predominante sia lo sconfittismo, tra prospettive di secessione dei ricchi dai poveri e crateri lunari nel futuro dell’economia italiana.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/08/trappist-040/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/08/trappist-040/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3547</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>039: Rinnovando gli accordi con la Libia, l’Italia ha scelto di stare dalla parte della disumanità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/039-rinnovando-gli-accordi-con-la-libia-l-italia-ha-scelto-di-stare-dalla-parte-della-disumanita--48147435</link><description><![CDATA[In questa puntata di TRAPPIST ripercorriamo le notizie che ci aiutano a ricostruire come l’Italia e l’Europa abbiano tacitamente accettato di non difendere i diritti umani di migranti e richiedenti asilo, in una operazione tra la negazione plausibile e la biopolitica.<br />Il governo non ha voluto sentire ragioni, e domani l’accordo incostituzionale con la Libia sarà confermato. Al netto di quella che MSF definisce una operazione di “maquillage umanitario,” il governo della “discontinuità” conferma per altri tre anni, e altri 500 milioni di euro, il supporto italiano ai lager in Libia e alle violenze della guardia costiera libica.<br /><br />Dai report sulle condizioni di vita dei migranti imprigionati nei lager in Libia allo scandalo sulla visita italiana di Bija, le occasioni per stracciare l’accordo state tantissime, ma nell’arco parlamentare solo in pochissimi sono evidentemente interessati ai diritti umani dei migranti.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/01/trappist-039/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/01/trappist-039/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/039-rinnovando-gli-accordi-con-la-libia-litalia-ha-scelto-di-stare-dalla-parte-della-disumanita/</guid><pubDate>Fri, 01 Nov 2019 11:53:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147435/039_rinnovando_gli_accordi_con_la_libia_litalia_ha_scelto_di_stare_dalla_parte_della_disumanita.mp3" length="76953435" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata di TRAPPIST ripercorriamo le notizie che ci aiutano a ricostruire come l’Italia e l’Europa abbiano tacitamente accettato di non difendere i diritti umani di migranti e richiedenti asilo, in una operazione tra la negazione plausibile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata di TRAPPIST ripercorriamo le notizie che ci aiutano a ricostruire come l’Italia e l’Europa abbiano tacitamente accettato di non difendere i diritti umani di migranti e richiedenti asilo, in una operazione tra la negazione plausibile e la biopolitica.<br />Il governo non ha voluto sentire ragioni, e domani l’accordo incostituzionale con la Libia sarà confermato. Al netto di quella che MSF definisce una operazione di “maquillage umanitario,” il governo della “discontinuità” conferma per altri tre anni, e altri 500 milioni di euro, il supporto italiano ai lager in Libia e alle violenze della guardia costiera libica.<br /><br />Dai report sulle condizioni di vita dei migranti imprigionati nei lager in Libia allo scandalo sulla visita italiana di Bija, le occasioni per stracciare l’accordo state tantissime, ma nell’arco parlamentare solo in pochissimi sono evidentemente interessati ai diritti umani dei migranti.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/01/trappist-039/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/01/trappist-039/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3204</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>038: Estremismo religioso, petrolio e Salvini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/038-estremismo-religioso-petrolio-e-salvini--48147470</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast segreto<br /><br />Il 21 ottobre è uscita un’inchiesta di Report sulla Lega e i suoi legami con vari magnati russi negli ultimi anni: un resoconto che ricostruisce in maniera lineare vicende che, fino ad adesso, erano state solo marginalmente conosciute. Dall’Hotel Metropol e Savoini, fino ad arrivare alle dichiarazioni di Gigi Moncalvo e Konstantin Malofeev.<br /><br />Intanto, Conte dichiara Copasir dichiara che in nessun modo sono stati “lesi gli interessi nazionali” e che l’Italia è completamente estranea alle accuse mosse dal governo Trump in merito al Russiagate. Meno male.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/25/trappist-038/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/25/trappist-038/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/038-estremismo-religioso-petrolio-e-salvini/</guid><pubDate>Fri, 25 Oct 2019 07:26:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147470/038_estremismo_religioso_petrolio_e_salvini.mp3" length="72588977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, il podcast segreto

Il 21 ottobre è uscita un’inchiesta di Report sulla Lega e i suoi legami con vari magnati russi negli ultimi anni: un resoconto che ricostruisce in maniera lineare vicende che, fino ad adesso, erano state...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast segreto<br /><br />Il 21 ottobre è uscita un’inchiesta di Report sulla Lega e i suoi legami con vari magnati russi negli ultimi anni: un resoconto che ricostruisce in maniera lineare vicende che, fino ad adesso, erano state solo marginalmente conosciute. Dall’Hotel Metropol e Savoini, fino ad arrivare alle dichiarazioni di Gigi Moncalvo e Konstantin Malofeev.<br /><br />Intanto, Conte dichiara Copasir dichiara che in nessun modo sono stati “lesi gli interessi nazionali” e che l’Italia è completamente estranea alle accuse mosse dal governo Trump in merito al Russiagate. Meno male.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/25/trappist-038/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/25/trappist-038/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3630</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>037: La poca voglia di schierarsi davvero dalla parte del Rojava</title><link>https://www.spreaker.com/episode/037-la-poca-voglia-di-schierarsi-davvero-dalla-parte-del-rojava--48147469</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non riceve lettere da Trump<br /><br />La guerra in Siria continua ad infuriare. L’invasione turca orchestrata da Erdogan dura ormai da più di una settimana: possiamo sicuramente registrare la stupefacente inconsistenza dell’amministrazione USA Trump, la poca voglia da parte dell’Unione Europea di fare qualcosa di effettivo per fermare una strage annunciata, l’intervento di Assad — sigh.<br /><br />In più: Facebook ha cancellato numerose pagine di attivismo filocurdo, Erdogan vuole dall’UE altri soldi, molti calciatori turchi sono al centro di una polemica, e a Salvini sono venuti i calcoli renali.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/17/trappist-037/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/17/trappist-037/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/037-la-poca-voglia-di-schierarsi-davvero-dalla-parte-del-rojava/</guid><pubDate>Thu, 17 Oct 2019 12:16:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147469/037_la_poca_voglia_di_schierarsi_davvero_dalla_parte_del_rojava.mp3" length="56217516" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non riceve lettere da Trump

La guerra in Siria continua ad infuriare. L’invasione turca orchestrata da Erdogan dura ormai da più di una settimana: possiamo sicuramente registrare la stupefacente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che non riceve lettere da Trump<br /><br />La guerra in Siria continua ad infuriare. L’invasione turca orchestrata da Erdogan dura ormai da più di una settimana: possiamo sicuramente registrare la stupefacente inconsistenza dell’amministrazione USA Trump, la poca voglia da parte dell’Unione Europea di fare qualcosa di effettivo per fermare una strage annunciata, l’intervento di Assad — sigh.<br /><br />In più: Facebook ha cancellato numerose pagine di attivismo filocurdo, Erdogan vuole dall’UE altri soldi, molti calciatori turchi sono al centro di una polemica, e a Salvini sono venuti i calcoli renali.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/17/trappist-037/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/17/trappist-037/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2811</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>036: 5 stragi bastano per capire che il terrorismo neonazista è una minaccia?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/036-5-stragi-bastano-per-capire-che-il-terrorismo-neonazista-e-una-minaccia--48147486</link><description><![CDATA[La strage di Halle di ieri avviene nel contesto dei mini attentati premeditati, a opera di terroristi di estrema destra e con alle spalle una fitta rete di contatti online.<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, il podcast settimanale di approfondimento di the Submarine.<br /><br />Il 9 ottobre 2019, a Halle, un uomo di 27 anni prova a compiere un attentato nella sinagoga piena di fedeli intenti a celebrare lo Yom Kippur. La vicenda è stata trasmessa in diretta sulla piattaforma Twitch, servizio live streaming di videogiochi su Amazon. Non riuscendo a entrare, inizia a sparare per strada e uccide una donna nei pressi del cimitero ebraico, e un uomo davanti a un venditore di kebab. La strage, che avrebbe potuto essere di ben altre dimensioni, se l’attentatore fosse stato capace di utilizzare le armi con cui era armato, ha una dichiarata matrice antisemita, xenofoba, e anti femminista.<br /><br />A fronte di questa vicenda drammatica, proviamo a far emergere quello che è un problema molto più ampio e radicato. Vi parliamo del ritorno dell’ideologia nazista, di cui il ragazzo si è esplicitamente dichiarato seguace, e di come questa e altre correnti di estrema destra scatenano una serie di tragici eventi difficilmente fronteggiabili.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/10/trappist-036/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/10/trappist-036/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/036-5-stragi-bastano-per-capire-che-il-terrorismo-neonazista-e-una-minaccia/</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2019 13:05:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147486/036_5_stragi_bastano_per_capire_che_il_terrorismo_neonazista_e_una_minaccia.mp3" length="65724520" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La strage di Halle di ieri avviene nel contesto dei mini attentati premeditati, a opera di terroristi di estrema destra e con alle spalle una fitta rete di contatti online.

Bentornat* a TRAPPIST, il podcast settimanale di approfondimento di the...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La strage di Halle di ieri avviene nel contesto dei mini attentati premeditati, a opera di terroristi di estrema destra e con alle spalle una fitta rete di contatti online.<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, il podcast settimanale di approfondimento di the Submarine.<br /><br />Il 9 ottobre 2019, a Halle, un uomo di 27 anni prova a compiere un attentato nella sinagoga piena di fedeli intenti a celebrare lo Yom Kippur. La vicenda è stata trasmessa in diretta sulla piattaforma Twitch, servizio live streaming di videogiochi su Amazon. Non riuscendo a entrare, inizia a sparare per strada e uccide una donna nei pressi del cimitero ebraico, e un uomo davanti a un venditore di kebab. La strage, che avrebbe potuto essere di ben altre dimensioni, se l’attentatore fosse stato capace di utilizzare le armi con cui era armato, ha una dichiarata matrice antisemita, xenofoba, e anti femminista.<br /><br />A fronte di questa vicenda drammatica, proviamo a far emergere quello che è un problema molto più ampio e radicato. Vi parliamo del ritorno dell’ideologia nazista, di cui il ragazzo si è esplicitamente dichiarato seguace, e di come questa e altre correnti di estrema destra scatenano una serie di tragici eventi difficilmente fronteggiabili.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/10/trappist-036/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/10/trappist-036/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3287</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>035: Ma cosa se ne fa Conte della delega ai servizi segreti?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/035-ma-cosa-se-ne-fa-conte-della-delega-ai-servizi-segreti--48147491</link><description><![CDATA[Ma cosa se ne fa Conte della delega ai servizi segreti? Fa i favori a Trump, a quanto pare, gettando il governo italiano in uno schema di intrighi internazionali in cui realtà e teorie del complotto sono quasi indistinguibili.<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che state ascoltando insieme ai servizi segreti proprio in questo momento<br /><br />Vi sembrerà surreale questa nuova puntata di TRAPPIST. Negli ultimi due giorni, infatti, nuove informazioni sulle relazioni tra Stati Uniti e Italia, e indirettamente con la Russia, raggiungono nuovi livelli di surrealismo, in cui realtà e teoria del complotto si intrecciano e diventano indistinguibili. Trump, alla ricerca di argomenti contro le inchieste contro di lui, ha sguinzagliato il proprio procuratore generale alla ricerca di informazioni compromettenti, e ovviamente l’Italia partecipa molto volentieri a questo evidente abuso di potere.<br /><br />Proviamo a spiegarvi le origini di questa vicenda, cosa e chi ci sta dietro, gli obiettivi di Trump e se davvero rischia di essere cacciato dalla Casa bianca. Per concludere, le nuove delicatissime e assolutamente non medievali idee che ha proposto al proprio staff per rendere il muro con il Messico ancora più mortale.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/03/trappist-035/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/03/trappist-035/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/035-ma-cosa-se-ne-fa-conte-della-delega-ai-servizi-segreti/</guid><pubDate>Thu, 03 Oct 2019 09:57:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147491/035_ma_cosa_se_ne_fa_conte_della_delega_ai_servizi_segreti.mp3" length="81308152" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Ma cosa se ne fa Conte della delega ai servizi segreti? Fa i favori a Trump, a quanto pare, gettando il governo italiano in uno schema di intrighi internazionali in cui realtà e teorie del complotto sono quasi indistinguibili.

Bentornat* a TRAPPIST,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ma cosa se ne fa Conte della delega ai servizi segreti? Fa i favori a Trump, a quanto pare, gettando il governo italiano in uno schema di intrighi internazionali in cui realtà e teorie del complotto sono quasi indistinguibili.<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast che state ascoltando insieme ai servizi segreti proprio in questo momento<br /><br />Vi sembrerà surreale questa nuova puntata di TRAPPIST. Negli ultimi due giorni, infatti, nuove informazioni sulle relazioni tra Stati Uniti e Italia, e indirettamente con la Russia, raggiungono nuovi livelli di surrealismo, in cui realtà e teoria del complotto si intrecciano e diventano indistinguibili. Trump, alla ricerca di argomenti contro le inchieste contro di lui, ha sguinzagliato il proprio procuratore generale alla ricerca di informazioni compromettenti, e ovviamente l’Italia partecipa molto volentieri a questo evidente abuso di potere.<br /><br />Proviamo a spiegarvi le origini di questa vicenda, cosa e chi ci sta dietro, gli obiettivi di Trump e se davvero rischia di essere cacciato dalla Casa bianca. Per concludere, le nuove delicatissime e assolutamente non medievali idee che ha proposto al proprio staff per rendere il muro con il Messico ancora più mortale.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/10/03/trappist-035/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/10/03/trappist-035/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3386</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>034: Non bastano gli slogan per fare il Green New Deal</title><link>https://www.spreaker.com/episode/034-non-bastano-gli-slogan-per-fare-il-green-new-deal--48147489</link><description><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST A TEMPERATURA COSTANTE<br /><br />Le coscienze di milioni di adolescenti in tutto il mondo, mentre gli adulti restano indifferenti o ostili, sono smosse dalla drammatica situazione ambientale in cui il sistema economico in vigore ci sta sprofondando sempre più. Lunedì, Greta Thunberg — la principale figura pubblica del movimento coagulato intorno alle proteste di Fridays for future — ha tenuto un appassionato discorso all’ONU, invitando i governanti a fare qualcosa contro la catastrofe, possibilmente qualcosa di concreto.<br /><br />Intanto: in Val d’Aosta sta per crollare mezzo ghiacciaio delle Grandes Jorasses e la bassa Brianza è invasa dai cervi in fuga dal Parco delle Groane, mentre la popolarità di Giuseppe Conte è inspiegabilmente in aumento.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/26/trappist-034/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/26/trappist-034/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/034-non-bastano-gli-slogan-per-fare-il-green-new-deal/</guid><pubDate>Thu, 26 Sep 2019 11:58:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147489/034_non_bastano_gli_slogan_per_fare_il_green_new_deal.mp3" length="65282343" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST A TEMPERATURA COSTANTE

Le coscienze di milioni di adolescenti in tutto il mondo, mentre gli adulti restano indifferenti o ostili, sono smosse dalla drammatica situazione ambientale in cui il sistema economico in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST A TEMPERATURA COSTANTE<br /><br />Le coscienze di milioni di adolescenti in tutto il mondo, mentre gli adulti restano indifferenti o ostili, sono smosse dalla drammatica situazione ambientale in cui il sistema economico in vigore ci sta sprofondando sempre più. Lunedì, Greta Thunberg — la principale figura pubblica del movimento coagulato intorno alle proteste di Fridays for future — ha tenuto un appassionato discorso all’ONU, invitando i governanti a fare qualcosa contro la catastrofe, possibilmente qualcosa di concreto.<br /><br />Intanto: in Val d’Aosta sta per crollare mezzo ghiacciaio delle Grandes Jorasses e la bassa Brianza è invasa dai cervi in fuga dal Parco delle Groane, mentre la popolarità di Giuseppe Conte è inspiegabilmente in aumento.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/26/trappist-034/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/26/trappist-034/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2718</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>033: Il consumo di suolo in Italia continua ad aumentare: è ora di fermarlo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/033-il-consumo-di-suolo-in-italia-continua-ad-aumentare-e-ora-di-fermarlo--48147516</link><description><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST CHE ODIA L’ASFALTO<br /><br />In questa puntata di Trappist vi parliamo di uno dei tanti veri problemi italiani, che spesso passano in secondo piano dietro questa o quella polemica inutile o disumana: il consumo di suolo. Secondo un rapporto ISPRA, ogni anno sparisce sotto cemento e asfalto lo 0,24% della superficie verde del nostro paese — più di due metri quadri al secondo: una percentuale folle. Cercheremo di capire cosa si può fare per invertire la tendenza, e cosa viene fatto oggi. Perché l’edilizia è una parte dell’economia altamente tossica? Perché il comune di Seriate vuole costruire un intero nuovo quartiere quando il paese è pieno di case vuote? Ma soprattutto: a chi è venuto in mente di usare l’asfalto per realizzare le strade??<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/20/trappist-033/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/20/trappist-033/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/033-il-consumo-di-suolo-in-italia-continua-ad-aumentare-e-ora-di-fermarlo/</guid><pubDate>Fri, 20 Sep 2019 11:29:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147516/033_il_consumo_di_suolo_in_italia_continua_ad_aumentare_e_ora_di_fermarlo.mp3" length="87258428" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST CHE ODIA L’ASFALTO

In questa puntata di Trappist vi parliamo di uno dei tanti veri problemi italiani, che spesso passano in secondo piano dietro questa o quella polemica inutile o disumana: il consumo di suolo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST CHE ODIA L’ASFALTO<br /><br />In questa puntata di Trappist vi parliamo di uno dei tanti veri problemi italiani, che spesso passano in secondo piano dietro questa o quella polemica inutile o disumana: il consumo di suolo. Secondo un rapporto ISPRA, ogni anno sparisce sotto cemento e asfalto lo 0,24% della superficie verde del nostro paese — più di due metri quadri al secondo: una percentuale folle. Cercheremo di capire cosa si può fare per invertire la tendenza, e cosa viene fatto oggi. Perché l’edilizia è una parte dell’economia altamente tossica? Perché il comune di Seriate vuole costruire un intero nuovo quartiere quando il paese è pieno di case vuote? Ma soprattutto: a chi è venuto in mente di usare l’asfalto per realizzare le strade??<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/20/trappist-033/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/20/trappist-033/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3634</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>032: Deplatforming al popolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/032-deplatforming-al-popolo--48147437</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, un podcast disponibile su molte piattaforme.<br /><br />Le pagine Facebook di CasaPound e Forza Nuova sono state chiuse dal social network, che si è accorto — sorpresa — di come venissero utilizzate per diffondere odio. È un buon modo per danneggiare questi e altre entità politiche fascistoidi? Sì, almeno a livello economico — almeno finché non vengono effettivamente sciolte. Ma soprattutto: è giusto che un potere politico così cruciale sia in mano a un’azienda privata?<br /><br />Intanto la caduta del primo governo Conte si allontana, sempre più sommersa dal presente che diventa passato. Cosa rimane? Sessismo, sdoganamento di fascismo verbale, crudeltà verso i migranti: e il nuovo governo non sembra particolarmente determinato ad agire, soprattutto in merito a quest’ultimo punto. Ocean Viking è ancora in mare.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/13/trappist-032/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/13/trappist-032/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/032-deplatforming-al-popolo/</guid><pubDate>Fri, 13 Sep 2019 10:46:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147437/032_deplatforming_al_popolo.mp3" length="55452570" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, un podcast disponibile su molte piattaforme.

Le pagine Facebook di CasaPound e Forza Nuova sono state chiuse dal social network, che si è accorto — sorpresa — di come venissero utilizzate per diffondere odio. È un buon modo per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, un podcast disponibile su molte piattaforme.<br /><br />Le pagine Facebook di CasaPound e Forza Nuova sono state chiuse dal social network, che si è accorto — sorpresa — di come venissero utilizzate per diffondere odio. È un buon modo per danneggiare questi e altre entità politiche fascistoidi? Sì, almeno a livello economico — almeno finché non vengono effettivamente sciolte. Ma soprattutto: è giusto che un potere politico così cruciale sia in mano a un’azienda privata?<br /><br />Intanto la caduta del primo governo Conte si allontana, sempre più sommersa dal presente che diventa passato. Cosa rimane? Sessismo, sdoganamento di fascismo verbale, crudeltà verso i migranti: e il nuovo governo non sembra particolarmente determinato ad agire, soprattutto in merito a quest’ultimo punto. Ocean Viking è ancora in mare.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/13/trappist-032/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/13/trappist-032/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2308</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>031: Governo Conte is the new Governo Conte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/031-governo-conte-is-the-new-governo-conte--48147446</link><description><![CDATA[Questa settimana a TRAPPIST ci chiediamo, dopo essere sopravvissuti al precedente governo, cosa aspettarci da questo. Inoltre, cerchiamo di capire anche cosa diamine sta succedendo nel Regno Unito.<br /><br />BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST SENZA APPOGGI ESTERNI<br /><br />In questa puntata cerchiamo di capire, partendo dalle prime mosse del governo Conte bis, cosa aspettarci dal futuro. Chi sono Lamorgese, Gualtieri, Di Maio? E perché a un certo punto delle loro vita si sono trovati Ministri della Repubblica? E soprattutto: il Pd riuscirà almeno a questo giro a non fare stupidaggini?<br /><br />Chi sta facendo stupidaggini è senza alcun dubbio Boris Johnson, l’uomo forte(?) del partito conservatore britannico, che sta cercando in modo piuttosto goffo di guidare la Brexit — peccato che la sua goffaggine rischi di precipitare il paese in un baratro senza uscita.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/06/trappist-031/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/06/trappist-031/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/031-governo-conte-is-the-new-governo-conte/</guid><pubDate>Fri, 06 Sep 2019 11:26:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147446/031_governo_conte_is_the_new_governo_conte.mp3" length="97616710" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Questa settimana a TRAPPIST ci chiediamo, dopo essere sopravvissuti al precedente governo, cosa aspettarci da questo. Inoltre, cerchiamo di capire anche cosa diamine sta succedendo nel Regno Unito.

BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST SENZA APPOGGI...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa settimana a TRAPPIST ci chiediamo, dopo essere sopravvissuti al precedente governo, cosa aspettarci da questo. Inoltre, cerchiamo di capire anche cosa diamine sta succedendo nel Regno Unito.<br /><br />BENTORNAT* A TRAPPIST, IL PODCAST SENZA APPOGGI ESTERNI<br /><br />In questa puntata cerchiamo di capire, partendo dalle prime mosse del governo Conte bis, cosa aspettarci dal futuro. Chi sono Lamorgese, Gualtieri, Di Maio? E perché a un certo punto delle loro vita si sono trovati Ministri della Repubblica? E soprattutto: il Pd riuscirà almeno a questo giro a non fare stupidaggini?<br /><br />Chi sta facendo stupidaggini è senza alcun dubbio Boris Johnson, l’uomo forte(?) del partito conservatore britannico, che sta cercando in modo piuttosto goffo di guidare la Brexit — peccato che la sua goffaggine rischi di precipitare il paese in un baratro senza uscita.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/09/06/trappist-031/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/09/06/trappist-031/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>4065</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>030: Giuseppe Conte all’improvviso è potentissimo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/030-giuseppe-conte-all-improvviso-e-potentissimo--48147471</link><description><![CDATA[Matteo Salvini non è piú ministro dell’Interno. Ma per quanto resterà fuori dai palazzi di potere? E davvero Conte riuscirà a mettere insieme la coalizione tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle? In questa puntata di TRAPPIST continuiamo a commentare la crisi di governo piú assurda della storia della repubblica.<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST Bis: a quanto pare, le forze politiche parlamentari stanno riuscendo ad accordarsi per creare un governo non esplicitamente di estrema destra, composto da Pd, M5S e pezzi di gruppo misto come Leu. È un progresso? Speriamo. A TRAPPIST questa settimana cerchiamo di capire cosa succederà e cosa passa per la testa dei protagonisti di questa assurdissima crisi di governo, e in generale siamo molto contenti che finalmente l’argomento principale di cui dobbiamo parlare non siano più le stupidaggini quotidiane del fu ministro dell’Interno.<br /><br />BONUS: sapete che il Codacons, nell’arco di due settimane, è riuscito a denunciare Greta Thunberg e Giuseppe Conte?<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/30/trappist-030/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/30/trappist-030/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/030-giuseppe-conte-allimprovviso-e-potentissimo/</guid><pubDate>Fri, 30 Aug 2019 12:05:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147471/030_giuseppe_conte_allimprovviso_e_potentissimo.mp3" length="54700034" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Matteo Salvini non è piú ministro dell’Interno. Ma per quanto resterà fuori dai palazzi di potere? E davvero Conte riuscirà a mettere insieme la coalizione tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle? In questa puntata di TRAPPIST continuiamo a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Matteo Salvini non è piú ministro dell’Interno. Ma per quanto resterà fuori dai palazzi di potere? E davvero Conte riuscirà a mettere insieme la coalizione tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle? In questa puntata di TRAPPIST continuiamo a commentare la crisi di governo piú assurda della storia della repubblica.<br /><br />Bentornat* a TRAPPIST Bis: a quanto pare, le forze politiche parlamentari stanno riuscendo ad accordarsi per creare un governo non esplicitamente di estrema destra, composto da Pd, M5S e pezzi di gruppo misto come Leu. È un progresso? Speriamo. A TRAPPIST questa settimana cerchiamo di capire cosa succederà e cosa passa per la testa dei protagonisti di questa assurdissima crisi di governo, e in generale siamo molto contenti che finalmente l’argomento principale di cui dobbiamo parlare non siano più le stupidaggini quotidiane del fu ministro dell’Interno.<br /><br />BONUS: sapete che il Codacons, nell’arco di due settimane, è riuscito a denunciare Greta Thunberg e Giuseppe Conte?<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/30/trappist-030/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/30/trappist-030/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3415</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>029: Clown fiesta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/029-clown-fiesta--48147473</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast di consultazioni di the Submarine<br /><br />Uno spettro si aggira per il paese: è lo spettro delle consultazioni al Quirinale. Ieri è stata una giornata di dichiarazioni, posizioni, aperture e smentite, in un sofisticato gioco di specchi e leve in cui tutti tirano acqua al proprio mulino.<br /><br />Abbiamo cercato di capire un po’ meglio in che acque navigano e dove vorrebbero approdare tutte le principali forze politiche: grillini, renziani, zingarettiani, fascioleghisti. Ah, sì, c’è pure Conte, che vorrebbe fare il padre della patria, ma non si sa bene che fine farà.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/23/trappist-029/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/23/trappist-029/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/029-clown-fiesta/</guid><pubDate>Fri, 23 Aug 2019 09:39:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147473/029_clown_fiesta.mp3" length="53520135" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, il podcast di consultazioni di the Submarine

Uno spettro si aggira per il paese: è lo spettro delle consultazioni al Quirinale. Ieri è stata una giornata di dichiarazioni, posizioni, aperture e smentite, in un sofisticato gioco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, il podcast di consultazioni di the Submarine<br /><br />Uno spettro si aggira per il paese: è lo spettro delle consultazioni al Quirinale. Ieri è stata una giornata di dichiarazioni, posizioni, aperture e smentite, in un sofisticato gioco di specchi e leve in cui tutti tirano acqua al proprio mulino.<br /><br />Abbiamo cercato di capire un po’ meglio in che acque navigano e dove vorrebbero approdare tutte le principali forze politiche: grillini, renziani, zingarettiani, fascioleghisti. Ah, sì, c’è pure Conte, che vorrebbe fare il padre della patria, ma non si sa bene che fine farà.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/23/trappist-029/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/23/trappist-029/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3341</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>028: Le trame di palazzo non si fanno in spiaggia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/028-le-trame-di-palazzo-non-si-fanno-in-spiaggia--48147464</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast registrato grazie a un accordo scritto, come in Germania.<br /><br />La settimana scorsa dicevamo che dalla crisi sulla TAV non sarebbe successo niente. E non potevamo avere più torto, o forse no?! In sette giorni Salvini ha deciso di far cadere il governo per tornare immediatamente al voto, ma ha preso male le misure e le scadenze di riforma costituzionale e legge di bilancio hanno reso possibile la vera apertura di un forno per un governo “giallorosso” (ma rosso per cosa poi 🤔).<br /><br />Ieri, sette giorni dopo l'apertura della crisi e sei giorni dopo aver presentato la mozione di sfiducia a Conte, Salvini sembra aver riaperto la porta a un rimpasto di governo — poco dopo la chiusura di questa puntata, addirittura, hanno iniziato a rincorrersi voci abbia offerto la presidenza del Consiglio a Di Maio.<br /><br />Salvini ha scommesso sul ritorno al voto e ha perso. Cosa succede ora? Proviamo a capirlo in questa puntata di TRAPPIST, ricostruendo la settimana più assurda del governo Conte.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/16/trappist-028/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/16/trappist-028/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/028-le-trame-di-palazzo-non-si-fanno-in-spiaggia/</guid><pubDate>Fri, 16 Aug 2019 11:21:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147464/028_le_trame_di_palazzo_non_si_fanno_in_spiaggia.mp3" length="58881298" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast registrato grazie a un accordo scritto, come in Germania.

La settimana scorsa dicevamo che dalla crisi sulla TAV non sarebbe successo niente. E non potevamo avere più torto, o forse no?! In sette giorni Salvini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast registrato grazie a un accordo scritto, come in Germania.<br /><br />La settimana scorsa dicevamo che dalla crisi sulla TAV non sarebbe successo niente. E non potevamo avere più torto, o forse no?! In sette giorni Salvini ha deciso di far cadere il governo per tornare immediatamente al voto, ma ha preso male le misure e le scadenze di riforma costituzionale e legge di bilancio hanno reso possibile la vera apertura di un forno per un governo “giallorosso” (ma rosso per cosa poi 🤔).<br /><br />Ieri, sette giorni dopo l'apertura della crisi e sei giorni dopo aver presentato la mozione di sfiducia a Conte, Salvini sembra aver riaperto la porta a un rimpasto di governo — poco dopo la chiusura di questa puntata, addirittura, hanno iniziato a rincorrersi voci abbia offerto la presidenza del Consiglio a Di Maio.<br /><br />Salvini ha scommesso sul ritorno al voto e ha perso. Cosa succede ora? Proviamo a capirlo in questa puntata di TRAPPIST, ricostruendo la settimana più assurda del governo Conte.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/16/trappist-028/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/16/trappist-028/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3676</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>027: Velocissimo rimpasto ad alta velocità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/027-velocissimo-rimpasto-ad-alta-velocita--48147475</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast che parla della crisi del governo italiano, solo che tutte le settimane è per un motivo diverso.<br /><br />Vi ricordate (controlla negli appunti) quando due settimane fa parlavamo dell’insanabile crisi di governo sul Russiagate? E di come sembrava essersi risolta grazie alla concessione di Conte sulla Tav? Ovviamente la crisi si è riaperta ieri, quando il Movimento 5 Stelle ha deciso di portare fino in fondo la propria mozione contro la Tav.<br /><br />Per fortuna (del Movimento 5 Stelle) Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito democratico (trova l’intruso) hanno fatto sponda con la Lega e hanno approvato le mozioni a favore della Tav. Così il governo si trova in crisi, ma non una crisi difficilmente superabile come sarebbe stata nel caso la mozione 5 stelle fosse passata.<br /><br />Ma mentre Salvini cerca di capire cosa riesce a portare a casa dalla costante strategia della tensione, problemi veri si stagliano all’orizzonte per il governo: in particolare la prossima legge di bilancio, dove non solo ci sarà da risolvere il nodo dell’aumento IVA, ma in cui il governo si dovrà preparare anche a gestire il “superamento” degli Ottanta euro.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/08/trappist-027/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/08/trappist-027/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/027-velocissimo-rimpasto-ad-alta-velocita/</guid><pubDate>Thu, 08 Aug 2019 09:14:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147475/027_velocissimo_rimpasto_ad_alta_velocita.mp3" length="75165406" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast che parla della crisi del governo italiano, solo che tutte le settimane è per un motivo diverso.

Vi ricordate (controlla negli appunti) quando due settimane fa parlavamo dell’insanabile crisi di governo sul...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast che parla della crisi del governo italiano, solo che tutte le settimane è per un motivo diverso.<br /><br />Vi ricordate (controlla negli appunti) quando due settimane fa parlavamo dell’insanabile crisi di governo sul Russiagate? E di come sembrava essersi risolta grazie alla concessione di Conte sulla Tav? Ovviamente la crisi si è riaperta ieri, quando il Movimento 5 Stelle ha deciso di portare fino in fondo la propria mozione contro la Tav.<br /><br />Per fortuna (del Movimento 5 Stelle) Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito democratico (trova l’intruso) hanno fatto sponda con la Lega e hanno approvato le mozioni a favore della Tav. Così il governo si trova in crisi, ma non una crisi difficilmente superabile come sarebbe stata nel caso la mozione 5 stelle fosse passata.<br /><br />Ma mentre Salvini cerca di capire cosa riesce a portare a casa dalla costante strategia della tensione, problemi veri si stagliano all’orizzonte per il governo: in particolare la prossima legge di bilancio, dove non solo ci sarà da risolvere il nodo dell’aumento IVA, ma in cui il governo si dovrà preparare anche a gestire il “superamento” degli Ottanta euro.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/08/08/trappist-027/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/08/08/trappist-027/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3130</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>026: E anche questa settimana il Pd ha fatto opposizione contro se stesso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/026-e-anche-questa-settimana-il-pd-ha-fatto-opposizione-contro-se-stesso--48147517</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast a cui vogliono togliere la cittadinanza italiana.<br /><br />Questa settimana il Partito democratico è riuscito a tornare al centro del dibattito politico — ma non esattamente per buone ragioni. Sotto attacco per le azioni del deputato Ivan Scalfarotto e del dirigente Sandro Gozi, il partito è andato in tilt, non riuscendo a difendere posizioni che non avevano assolutamente niente di anomalo, come nel caso di Gozi, o che meritavano all’interno del partito una riflessione che andasse oltre il bieco tatticismo, come nel caso di Scalfarotto.<br /><br />Ma poche ore prima che registrassimo la puntata il ministro dell’Interno Salvini ci ha ricordato che non esiste nessun limite al peggio, e si è prodotto in quello che è senza dubbio uno dei suoi attacchi più razzisti degli ultimi anni, contro una donna rom di Milano.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/026-e-anche-questa-settimana-il-pd-ha-fatto-opposizione-contro-se-stesso/</guid><pubDate>Fri, 02 Aug 2019 12:43:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147517/026_e_anche_questa_settimana_il_pd_ha_fatto_opposizione_contro_se_stesso.mp3" length="89087835" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast a cui vogliono togliere la cittadinanza italiana.

Questa settimana il Partito democratico è riuscito a tornare al centro del dibattito politico — ma non esattamente per buone ragioni. Sotto attacco per le azioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast a cui vogliono togliere la cittadinanza italiana.<br /><br />Questa settimana il Partito democratico è riuscito a tornare al centro del dibattito politico — ma non esattamente per buone ragioni. Sotto attacco per le azioni del deputato Ivan Scalfarotto e del dirigente Sandro Gozi, il partito è andato in tilt, non riuscendo a difendere posizioni che non avevano assolutamente niente di anomalo, come nel caso di Gozi, o che meritavano all’interno del partito una riflessione che andasse oltre il bieco tatticismo, come nel caso di Scalfarotto.<br /><br />Ma poche ore prima che registrassimo la puntata il ministro dell’Interno Salvini ci ha ricordato che non esiste nessun limite al peggio, e si è prodotto in quello che è senza dubbio uno dei suoi attacchi più razzisti degli ultimi anni, contro una donna rom di Milano.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3710</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>025: L’avvocato del popolo, ma soprattutto di Salvini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/025-l-avvocato-del-popolo-ma-soprattutto-di-salvini--48147487</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST ZERO, una puntata che non vale nel conteggio totale.<br /><br />Doveva essere una settimana di fuoco per il governo, con la resa dei conti — o per lo meno qualche spiegazione? — sul Russiagate di Salvini, l’approvazione del decreto sicurezza bis, e l’autonomia, mentre il posto del presidente del Consiglio Conte sembrava seriamente in dubbio. A tutto questo si è aggiunto martedì l’annuncio, proprio di Conte, sul dietrofront del governo in merito alla Tav.<br /><br />Così, mentre Salvini farnetica di numeri a caso, di Bibbiano, di Carola Rakete, letteralmente di mozzarella pur di non parlare di Russia, Conte è andato in Senato a dire che non è vero che non c’è nessun legame tra Salvini e Savoini e che non si conoscono, ma che – siccome Savoini non è legato al governo – va bene tutto lo stesso.<br /><br />Intanto il Movimento 5 Stelle si gioca la carta dello sconfittismo — non possono fermare la Tav perché la maggioranza parlamentare lo vuole, e non prendono nemmeno in considerazione l’opzione che su una delle proprie battaglie più importanti forse si potrebbe almeno minacciare di far saltare il governo.<br /><br />Così la settimana si prepara a finire, con il ministro delle Infrastrutture scavalcato dal presidente del Consiglio e dal vicepremier, ma che non si dimette; con il presidente del Consiglio, che parla al Senato mentre il suo stesso partito abbandona l’aula, ma che non si dimette; con il vicepremier che è accusato di aver mentito dal suo stesso presidente del Consiglio, ma che non si dimette.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/25/trappist-025" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/25/trappist-025</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/025-lavvocato-del-popolo-ma-soprattutto-di-salvini/</guid><pubDate>Thu, 25 Jul 2019 10:08:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147487/025_lavvocato_del_popolo_ma_soprattutto_di_salvini.mp3" length="52636988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST ZERO, una puntata che non vale nel conteggio totale.

Doveva essere una settimana di fuoco per il governo, con la resa dei conti — o per lo meno qualche spiegazione? — sul Russiagate di Salvini, l’approvazione del decreto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST ZERO, una puntata che non vale nel conteggio totale.<br /><br />Doveva essere una settimana di fuoco per il governo, con la resa dei conti — o per lo meno qualche spiegazione? — sul Russiagate di Salvini, l’approvazione del decreto sicurezza bis, e l’autonomia, mentre il posto del presidente del Consiglio Conte sembrava seriamente in dubbio. A tutto questo si è aggiunto martedì l’annuncio, proprio di Conte, sul dietrofront del governo in merito alla Tav.<br /><br />Così, mentre Salvini farnetica di numeri a caso, di Bibbiano, di Carola Rakete, letteralmente di mozzarella pur di non parlare di Russia, Conte è andato in Senato a dire che non è vero che non c’è nessun legame tra Salvini e Savoini e che non si conoscono, ma che – siccome Savoini non è legato al governo – va bene tutto lo stesso.<br /><br />Intanto il Movimento 5 Stelle si gioca la carta dello sconfittismo — non possono fermare la Tav perché la maggioranza parlamentare lo vuole, e non prendono nemmeno in considerazione l’opzione che su una delle proprie battaglie più importanti forse si potrebbe almeno minacciare di far saltare il governo.<br /><br />Così la settimana si prepara a finire, con il ministro delle Infrastrutture scavalcato dal presidente del Consiglio e dal vicepremier, ma che non si dimette; con il presidente del Consiglio, che parla al Senato mentre il suo stesso partito abbandona l’aula, ma che non si dimette; con il vicepremier che è accusato di aver mentito dal suo stesso presidente del Consiglio, ma che non si dimette.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/25/trappist-025" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/25/trappist-025</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3286</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>024: Neonazisti casualmente appassionati di armi da guerra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/024-neonazisti-casualmente-appassionati-di-armi-da-guerra--48147479</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast aria–aria<br /><br />In questa puntata parliamo dell’arsenale da guerra sequestrato a Fabio Del Bergiolo, estremista di destra residente in un ridente paesino dell’Oltrepò Pavese e candidato al senato con Forza Nuova nel 2001. Tra le armi sequestrate c’era anche un missile aria-aria, un dispositivo normalissimo da avere in casa per un collezionista un po’ esagitato. Il Ministro dell’interno ha dichiarato che le armi servivano a uccidere lui: ovviamente non è vero, ma c’è un fondo di verità, come in tutte le leggende più belle.<br /><br />Parlando di cose più serie: nei giorni scorsi in provincia di Foggia si è tenuto l’ennesimo attacco razzista da parte di italiani contro lavoratori stranieri. Il razzismo va ad aggiungersi alle terribili condizioni di vita dei braccianti, che vivono da sfruttati ma sostanzialmente ignorati dalla politica mainstream. Abbiamo osservato le loro proteste non solo a Foggia, ma anche nell’Italia del Nord e in Francia, dove i cosiddetti Gilets noirs hanno occupato il Panthéon.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/18/trappist-024/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/18/trappist-024/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/024-neonazisti-casualmente-appassionati-di-armi-da-guerra/</guid><pubDate>Thu, 18 Jul 2019 11:53:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147479/024_neonazisti_casualmente_appassionati_di_armi_da_guerra.mp3" length="47618134" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast aria–aria

In questa puntata parliamo dell’arsenale da guerra sequestrato a Fabio Del Bergiolo, estremista di destra residente in un ridente paesino dell’Oltrepò Pavese e candidato al senato con Forza Nuova nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST, l’unico podcast aria–aria<br /><br />In questa puntata parliamo dell’arsenale da guerra sequestrato a Fabio Del Bergiolo, estremista di destra residente in un ridente paesino dell’Oltrepò Pavese e candidato al senato con Forza Nuova nel 2001. Tra le armi sequestrate c’era anche un missile aria-aria, un dispositivo normalissimo da avere in casa per un collezionista un po’ esagitato. Il Ministro dell’interno ha dichiarato che le armi servivano a uccidere lui: ovviamente non è vero, ma c’è un fondo di verità, come in tutte le leggende più belle.<br /><br />Parlando di cose più serie: nei giorni scorsi in provincia di Foggia si è tenuto l’ennesimo attacco razzista da parte di italiani contro lavoratori stranieri. Il razzismo va ad aggiungersi alle terribili condizioni di vita dei braccianti, che vivono da sfruttati ma sostanzialmente ignorati dalla politica mainstream. Abbiamo osservato le loro proteste non solo a Foggia, ma anche nell’Italia del Nord e in Francia, dove i cosiddetti Gilets noirs hanno occupato il Panthéon.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/18/trappist-024/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/18/trappist-024/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2973</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>023: Gabbie salariali e scuola regionale: la Lega vuole spaccare l’Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/023-gabbie-salariali-e-scuola-regionale-la-lega-vuole-spaccare-l-italia--48147498</link><description><![CDATA[BENTORNATI A TRAPPIST, L’UNICO PODCAST CON 23 COMPETENZE ESCLUSIVE<br /><br />In questa puntata di TRAPPIST vi parleremo dell’ennesima spaccatura del governo (🙄), che questa volta corre tra il Nord e il Sud del nostro paese. La parte leghista della maggioranza ha infatti deciso di premere per l’autonomia regionale di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, come chiesto dai buffi referendum degli anni scorsi.<br /><br />Vi illustreremo come e perché questo provvedimento sarebbe una secessione dei ricchi, un nuovo passo nel frazionamento del paese e un atto di egoismo — qualcosa che qualunque governo di qualunque paese dovrebbe evitare, ma tant’è.<br /><br />Per finire: cosa ne pensate dell’idea di mettere dei tapis roulant per le vie del centro di Milano?<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/12/trappist-023/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/12/trappist-023/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/023-gabbie-salariali-e-scuola-regionale-la-lega-vuole-spaccare-litalia/</guid><pubDate>Fri, 12 Jul 2019 13:52:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147498/023_gabbie_salariali_e_scuola_regionale_la_lega_vuole_spaccare_litalia.mp3" length="76576018" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>BENTORNATI A TRAPPIST, L’UNICO PODCAST CON 23 COMPETENZE ESCLUSIVE

In questa puntata di TRAPPIST vi parleremo dell’ennesima spaccatura del governo (🙄), che questa volta corre tra il Nord e il Sud del nostro paese. La parte leghista della maggioranza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[BENTORNATI A TRAPPIST, L’UNICO PODCAST CON 23 COMPETENZE ESCLUSIVE<br /><br />In questa puntata di TRAPPIST vi parleremo dell’ennesima spaccatura del governo (🙄), che questa volta corre tra il Nord e il Sud del nostro paese. La parte leghista della maggioranza ha infatti deciso di premere per l’autonomia regionale di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, come chiesto dai buffi referendum degli anni scorsi.<br /><br />Vi illustreremo come e perché questo provvedimento sarebbe una secessione dei ricchi, un nuovo passo nel frazionamento del paese e un atto di egoismo — qualcosa che qualunque governo di qualunque paese dovrebbe evitare, ma tant’è.<br /><br />Per finire: cosa ne pensate dell’idea di mettere dei tapis roulant per le vie del centro di Milano?<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/12/trappist-023/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/12/trappist-023/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3188</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>022: Daspo urbano e sindaci sceriffi: il modello che piace alla Lega e al Pd</title><link>https://www.spreaker.com/episode/022-daspo-urbano-e-sindaci-sceriffi-il-modello-che-piace-alla-lega-e-al-pd--48147497</link><description><![CDATA[Benvent* a TRAPPIST, l’unico podcast che non può entrare in centro a Calolziocorte<br /><br />Vi ricordate il comune di Milano come ultimo bastione dell’Italia progressista? Non ci vorrete mica dei venditori ambulanti in quel bel bastione.<br /><br />In perfetta continuità con le politiche di Salvini, il Comune di Milano sta lavorando all’elenco delle zone in cui sarà possibile applicare il daspo urbano. La decisione segue il calco di altre amministrazioni — anche molte di centrosinistra, come nei casi di Bologna e Firenze — dove in nome della “sicurezza” si costruiscono comunità chiuse ai poveri e agli stranieri.<br /><br />L’idea del sindaco, o peggio, del magistrato sceriffo è una delle derive ideologiche più pericolose del repertorio di Salvini. Nella seconda metà dell’episodio torniamo a parlare del ministro dell’Interno, che dall’annullamento dell’arresto di Rackete alle manovra correttiva ha avuto una settimana intensa, ma forse non negativa.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/05/trappist-022/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/05/trappist-022/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/022-daspo-urbano-e-sindaci-sceriffi-il-modello-che-piace-alla-lega-e-al-pd/</guid><pubDate>Fri, 05 Jul 2019 11:05:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147497/022_daspo_urbano_e_sindaci_sceriffi_il_modello_che_piace_alla_lega_e_al_pd.mp3" length="58473788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvent* a TRAPPIST, l’unico podcast che non può entrare in centro a Calolziocorte

Vi ricordate il comune di Milano come ultimo bastione dell’Italia progressista? Non ci vorrete mica dei venditori ambulanti in quel bel bastione.

In perfetta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvent* a TRAPPIST, l’unico podcast che non può entrare in centro a Calolziocorte<br /><br />Vi ricordate il comune di Milano come ultimo bastione dell’Italia progressista? Non ci vorrete mica dei venditori ambulanti in quel bel bastione.<br /><br />In perfetta continuità con le politiche di Salvini, il Comune di Milano sta lavorando all’elenco delle zone in cui sarà possibile applicare il daspo urbano. La decisione segue il calco di altre amministrazioni — anche molte di centrosinistra, come nei casi di Bologna e Firenze — dove in nome della “sicurezza” si costruiscono comunità chiuse ai poveri e agli stranieri.<br /><br />L’idea del sindaco, o peggio, del magistrato sceriffo è una delle derive ideologiche più pericolose del repertorio di Salvini. Nella seconda metà dell’episodio torniamo a parlare del ministro dell’Interno, che dall’annullamento dell’arresto di Rackete alle manovra correttiva ha avuto una settimana intensa, ma forse non negativa.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/07/05/trappist-022/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/07/05/trappist-022/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3651</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>021: L’inverno olimpico sta arrivando</title><link>https://www.spreaker.com/episode/021-l-inverno-olimpico-sta-arrivando--48147515</link><description><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST; l’unico podcast fresco come le Olimpiadi della neve<br /><br />In questa puntata di Trappist parleremo delle olimpiadi del 2026, appena assegnate a Milano e Cortina. Cosa c’è da fare? Chi ci guadagnerà? Milano andrà incontro davvero a un nuovo processo di gentrificazione? E soprattutto, perché non ci sono le gare di Curling nel capoluogo lombardo?<br /><br />Faremo qualche confronto con le esperienze passate, soprattutto Torino 2006 e Giubileo 2000, per capire se un grande evento può eventualmente essere almeno un po’ utile e sostenibile.<br /><br />Leggi le note complete dell’episiodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/29/trappist-021/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/29/trappist-021/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/021-linverno-olimpico-sta-arrivando/</guid><pubDate>Sat, 29 Jun 2019 12:16:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147515/021_linverno_olimpico_sta_arrivando.mp3" length="47824188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornat* a TRAPPIST; l’unico podcast fresco come le Olimpiadi della neve

In questa puntata di Trappist parleremo delle olimpiadi del 2026, appena assegnate a Milano e Cortina. Cosa c’è da fare? Chi ci guadagnerà? Milano andrà incontro davvero a un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornat* a TRAPPIST; l’unico podcast fresco come le Olimpiadi della neve<br /><br />In questa puntata di Trappist parleremo delle olimpiadi del 2026, appena assegnate a Milano e Cortina. Cosa c’è da fare? Chi ci guadagnerà? Milano andrà incontro davvero a un nuovo processo di gentrificazione? E soprattutto, perché non ci sono le gare di Curling nel capoluogo lombardo?<br /><br />Faremo qualche confronto con le esperienze passate, soprattutto Torino 2006 e Giubileo 2000, per capire se un grande evento può eventualmente essere almeno un po’ utile e sostenibile.<br /><br />Leggi le note complete dell’episiodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/29/trappist-021/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/29/trappist-021/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2985</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>020: Qualcuno salvi le città europee da Airbnb</title><link>https://www.spreaker.com/episode/020-qualcuno-salvi-le-citta-europee-da-airbnb--48147477</link><description><![CDATA[In questa puntata di TRAPPIST partiamo dalla lettera che dieci città europee hanno scritto alla Commissione Europea per chiedere aiuto contro lo strapotere di Airbnb. No, non c’è nessuna città italiana tra queste. Ma gli effetti della piattaforma si fanno sentire anche nel nostro paese: dovunque sia presente in modo massiccio, Airbnb alla lunga alza gli affitti non solo per i turisti, ma anche per i residenti, contribuendo alla gentrificazione di quartieri e città.<br /><br />C’è chi ha deciso di prendere misure drastiche: ad esempio la città di Berlino, in cui è stato deciso di porre un tetto economico agli affitti per i prossimi cinque anni. Nella capitale tedesca, tra l’altro, c’è anche chi parla seriamente di espropriare decine di migliaia di alloggi di proprietà di grandi corporation.<br /><br />Per finire ci spostiamo in Turchia, con gli ultimi sviluppi del caso Khashoggi — che, se ancora non fosse chiaro, secondo l’ONU è stato ucciso dietro grandi responsabilità di “alti esponenti del governo saudita,” chissà di chi si sta parlando.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/21/trappist-020/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/21/trappist-020/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/020-qualcuno-salvi-le-citta-europee-da-airbnb/</guid><pubDate>Fri, 21 Jun 2019 11:30:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147477/020_qualcuno_salvi_le_citta_europee_da_airbnb.mp3" length="40902366" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata di TRAPPIST partiamo dalla lettera che dieci città europee hanno scritto alla Commissione Europea per chiedere aiuto contro lo strapotere di Airbnb. 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Nella capitale tedesca, tra l’altro, c’è anche chi parla seriamente di espropriare decine di migliaia di alloggi di proprietà di grandi corporation.<br /><br />Per finire ci spostiamo in Turchia, con gli ultimi sviluppi del caso Khashoggi — che, se ancora non fosse chiaro, secondo l’ONU è stato ucciso dietro grandi responsabilità di “alti esponenti del governo saudita,” chissà di chi si sta parlando.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/21/trappist-020/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/21/trappist-020/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2553</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>019: L’eterno ritorno del dibattito delirante sulla legittima difesa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/019-l-eterno-ritorno-del-dibattito-delirante-sulla-legittima-difesa--48147496</link><description><![CDATA[Non è passato molto tempo da quando il governo gialloverde ha approvato la riforma sulla legittima difesa; e già sembrano intravedersene gli effetti. A Ivrea, un 24enne moldavo è stato ucciso davanti all’abitazione di un tabaccaio, che a quanto pare stava cercando di rapinare. Sembra che il tabaccaio gli abbia sparato dal balcone. Tutto questo ha dato ovviamente vita al solito teatrino da parte della destra.<br /><br />Un altro ottimo pretesto per imbastire retorica della paura e prendersela con i più deboli è stato il salvataggio di 53 persone da parte della ONG Sea Watch, al largo delle coste libiche. La novità questa volta è che la “guardia costiera” libica ha indicato Tripoli con porto sicuro in cui portare i fuggitivi, nonostante si rincorrano i racconti di torture e vessazioni ai migranti intorno alla città. La ONG ha rifiutato l’offerta, e Salvini l’ha accusata di sequestrare persone a scopi politici (sì).<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/14/trappist-019/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/14/trappist-019/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/019-leterno-ritorno-del-dibattito-delirante-sulla-legittima-difesa/</guid><pubDate>Fri, 14 Jun 2019 13:28:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147496/019_leterno_ritorno_del_dibattito_delirante_sulla_legittima_difesa.mp3" length="45989347" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Non è passato molto tempo da quando il governo gialloverde ha approvato la riforma sulla legittima difesa; e già sembrano intravedersene gli effetti. 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La ONG ha rifiutato l’offerta, e Salvini l’ha accusata di sequestrare persone a scopi politici (sì).<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/14/trappist-019/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/14/trappist-019/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2871</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>018: Lo Sblocca cantieri è un decreto degno della peggior destra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/018-lo-sblocca-cantieri-e-un-decreto-degno-della-peggior-destra--48147500</link><description><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast italiano senza subappalti<br /><br />Il governo non si preoccupa solo di prendersela con i più deboli: è anche molto attivo sul fronte anticorruzione. In particolare, il decreto sblocca-cantieri smantellerà molte delle norme e delle tutele istituite dagli scorsi governi inserite per cercare di mettere un freno alle infiltrazioni mafiose e criminali in appalti e infrastrutture. Ah, inoltre verranno anche messe delle telecamere negli asili.<br /><br />Nella seconda parte della puntata ci spostiamo in Nordamerica, dove Trump ha scoperto che vuole imporre dazi anche ai propri vicini di casa — al Messico, per la precisione. Cercheremo di capire cosa significherebbe a livello concreto per l’economia mondiale, e perché forse è meglio non imbarcarsi in una guerra protezionistica che l’ultima volta ha portato a un conflitto mondiale.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/07/trappist-018/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/07/trappist-018/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/018-lo-sblocca-cantieri-e-un-decreto-degno-della-peggior-destra/</guid><pubDate>Fri, 07 Jun 2019 10:56:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147500/018_lo_sblocca_cantieri_e_un_decreto_degno_della_peggior_destra.mp3" length="72893379" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast italiano senza subappalti

Il governo non si preoccupa solo di prendersela con i più deboli: è anche molto attivo sul fronte anticorruzione. In particolare, il decreto sblocca-cantieri smantellerà molte delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast italiano senza subappalti<br /><br />Il governo non si preoccupa solo di prendersela con i più deboli: è anche molto attivo sul fronte anticorruzione. In particolare, il decreto sblocca-cantieri smantellerà molte delle norme e delle tutele istituite dagli scorsi governi inserite per cercare di mettere un freno alle infiltrazioni mafiose e criminali in appalti e infrastrutture. Ah, inoltre verranno anche messe delle telecamere negli asili.<br /><br />Nella seconda parte della puntata ci spostiamo in Nordamerica, dove Trump ha scoperto che vuole imporre dazi anche ai propri vicini di casa — al Messico, per la precisione. Cercheremo di capire cosa significherebbe a livello concreto per l’economia mondiale, e perché forse è meglio non imbarcarsi in una guerra protezionistica che l’ultima volta ha portato a un conflitto mondiale.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/07/trappist-018/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/07/trappist-018/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3035</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>017: L’analisi della sconfitta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/017-l-analisi-della-sconfitta--48147519</link><description><![CDATA[Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con una solida maggioranza parlamentare socialista.<br /><br />In questa puntata Sebastian e Alessandro commentano i risultati delle elezioni europee — la crisi totale del Movimento 5 Stelle, che sembra aver perso ogni prospettiva di futuro, in particolare per un ipotetico movimento “di opposizione,” e il successo della Lega di Matteo Salvini, comunque non inarrestabile come sembrano volere tutti, anche i suoi detrattori.<br /><br />Mentre in Italia il Movimento 5 Stelle finge una crisi interna per nascondere la mancanza di alternative a Di Maio e al rimanere stampella del governo della Lega, in Europa invece di parlare di politica si passa in direttissima dalle elezioni — che hanno visto tutti in difficoltà — a litigare per le nomine.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/30/trappist-017/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/30/trappist-017/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/017-lanalisi-della-sconfitta/</guid><pubDate>Thu, 30 May 2019 10:54:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147519/017_lanalisi_della_sconfitta.mp3" length="53116387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con una solida maggioranza parlamentare socialista.

In questa puntata Sebastian e Alessandro commentano i risultati delle elezioni europee — la crisi totale del Movimento 5 Stelle, che sembra aver perso ogni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con una solida maggioranza parlamentare socialista.<br /><br />In questa puntata Sebastian e Alessandro commentano i risultati delle elezioni europee — la crisi totale del Movimento 5 Stelle, che sembra aver perso ogni prospettiva di futuro, in particolare per un ipotetico movimento “di opposizione,” e il successo della Lega di Matteo Salvini, comunque non inarrestabile come sembrano volere tutti, anche i suoi detrattori.<br /><br />Mentre in Italia il Movimento 5 Stelle finge una crisi interna per nascondere la mancanza di alternative a Di Maio e al rimanere stampella del governo della Lega, in Europa invece di parlare di politica si passa in direttissima dalle elezioni — che hanno visto tutti in difficoltà — a litigare per le nomine.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/30/trappist-017/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/30/trappist-017/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3316</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>016: Aiuto, domani per chi votiamo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/016-aiuto-domani-per-chi-votiamo--48147518</link><description><![CDATA[Benvenuti a TRAPPIST, il podcast che prova a capirci qualcosa.<br /><br />Questa settimana TRAPPIST va in onda con una puntata speciale in vista delle elezioni europee, pensata apposta per voi nove milioni di italiani indecisi su chi votare. Cercheremo di fare un po’ di chiarezza su una contesa elettorale che ha contorni molto nebulosi — come del resto tutto quello che riguarda il funzionamento dell’Unione Europea: quali sono le forze in campo? La soglia di sbarramento al 4% c’è dappertutto? E ancora: perché tra gli alleati inglesi del Movimento 5 Stelle c’è un candidato che ha insegnato al proprio carlino a fare il saluto nazista?<br /><br />Per la preparazione di questa puntata ci siamo appoggiati, tra le altre cose, all’ottimo lavoro di catalogazione svolto da Valigia Blu, che potete trovare nei link utili.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/016-aiuto-domani-per-chi-votiamo/</guid><pubDate>Sat, 25 May 2019 09:27:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147518/016_aiuto_domani_per_chi_votiamo.mp3" length="55914206" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti a TRAPPIST, il podcast che prova a capirci qualcosa.

Questa settimana TRAPPIST va in onda con una puntata speciale in vista delle elezioni europee, pensata apposta per voi nove milioni di italiani indecisi su chi votare. Cercheremo di fare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti a TRAPPIST, il podcast che prova a capirci qualcosa.<br /><br />Questa settimana TRAPPIST va in onda con una puntata speciale in vista delle elezioni europee, pensata apposta per voi nove milioni di italiani indecisi su chi votare. Cercheremo di fare un po’ di chiarezza su una contesa elettorale che ha contorni molto nebulosi — come del resto tutto quello che riguarda il funzionamento dell’Unione Europea: quali sono le forze in campo? La soglia di sbarramento al 4% c’è dappertutto? E ancora: perché tra gli alleati inglesi del Movimento 5 Stelle c’è un candidato che ha insegnato al proprio carlino a fare il saluto nazista?<br /><br />Per la preparazione di questa puntata ci siamo appoggiati, tra le altre cose, all’ottimo lavoro di catalogazione svolto da Valigia Blu, che potete trovare nei link utili.]]></itunes:summary><itunes:duration>3491</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>015: La sindrome dello striscione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/015-la-sindrome-dello-striscione--48147520</link><description><![CDATA[Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con tutte le notizie dal Pueblo de Nuestra Señora la Reina de los Ángeles.<br /><br />In questa puntata, molto a malincuore, seguiamo da vicino la parabola recente del nostro amato Ministro dell’interno, Matteo Salvini. All’avvicinarsi delle elezioni europee, la popolarità del Ministro — lo definiamo così anche se al Viminale non c’è praticamente mai — è sempre altissima, ma parrebbe mostrare qualche segnale di fragilità.<br /><br />In ogni caso abbiamo letto la prima pagina della sua biografia edita da Altaforte, la casa editrice amica di CasaPound di cui vi abbiamo parlato la scorsa puntata, e non ci è piaciuta. Ciononostante ci ha regalato qualche utile informazione — come il furto subito da Salvini a scuola, quando qualche compagno zekka gli rubò un pupazzetto di Zorro.<br /><br />Consigliamo vivamente la visione del video del ministro che scappa linkato nelle note dell’episodio, online su the Submarine a questo link: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/16/trappist-015/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/16/trappist-015/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/015-la-sindrome-dello-striscione/</guid><pubDate>Thu, 16 May 2019 13:29:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147520/015_la_sindrome_dello_striscione.mp3" length="47231939" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con tutte le notizie dal Pueblo de Nuestra Señora la Reina de los Ángeles.

In questa puntata, molto a malincuore, seguiamo da vicino la parabola recente del nostro amato Ministro dell’interno, Matteo Salvini....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con tutte le notizie dal Pueblo de Nuestra Señora la Reina de los Ángeles.<br /><br />In questa puntata, molto a malincuore, seguiamo da vicino la parabola recente del nostro amato Ministro dell’interno, Matteo Salvini. All’avvicinarsi delle elezioni europee, la popolarità del Ministro — lo definiamo così anche se al Viminale non c’è praticamente mai — è sempre altissima, ma parrebbe mostrare qualche segnale di fragilità.<br /><br />In ogni caso abbiamo letto la prima pagina della sua biografia edita da Altaforte, la casa editrice amica di CasaPound di cui vi abbiamo parlato la scorsa puntata, e non ci è piaciuta. Ciononostante ci ha regalato qualche utile informazione — come il furto subito da Salvini a scuola, quando qualche compagno zekka gli rubò un pupazzetto di Zorro.<br /><br />Consigliamo vivamente la visione del video del ministro che scappa linkato nelle note dell’episodio, online su the Submarine a questo link: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/16/trappist-015/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/16/trappist-015/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2948</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>014: Cannabis legale e antifascista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/014-cannabis-legale-e-antifascista--48147481</link><description><![CDATA[Benvenut* a Trappist, l’unico podcast che ha una percentuale di THC superiore al 20%.<br /><br />In questa puntata commentiamo la stretta improvvisata di Matteo Salvini contro la cannabis light, una boutade televisiva trasformatasi nel giro di un giorno in una direttiva ministeriale. Qual è il senso di una stretta contro negozi che sono stati aperti solo grazie alla legalizzazione della vendita della cannabis light solo due anni fa? E quali sono i veri confini tra “guerra alla droga” e “sicurezza”?<br /><br />Nella seconda metà della puntata torniamo sul caso degli editori neofascisti al Salone del libro, un problema di vecchia data che finalmente gli intellettuali italiani sono stati costretti ad affrontare. Alla fine Altaforte non ha potuto partecipare al Salone — grazie a pressioni da parte di autori, istituzioni, politici — ma si tratta di un sintomo di un problema piú ampio, il non aver gestito correttamente il fascismo dal Secondo dopoguerra ad oggi.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/10/trappist-014/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/10/trappist-014/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/014-cannabis-legale-e-antifascista/</guid><pubDate>Fri, 10 May 2019 12:27:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147481/014_cannabis_legale_e_antifascista.mp3" length="43010134" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenut* a Trappist, l’unico podcast che ha una percentuale di THC superiore al 20%.

In questa puntata commentiamo la stretta improvvisata di Matteo Salvini contro la cannabis light, una boutade televisiva trasformatasi nel giro di un giorno in una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenut* a Trappist, l’unico podcast che ha una percentuale di THC superiore al 20%.<br /><br />In questa puntata commentiamo la stretta improvvisata di Matteo Salvini contro la cannabis light, una boutade televisiva trasformatasi nel giro di un giorno in una direttiva ministeriale. Qual è il senso di una stretta contro negozi che sono stati aperti solo grazie alla legalizzazione della vendita della cannabis light solo due anni fa? E quali sono i veri confini tra “guerra alla droga” e “sicurezza”?<br /><br />Nella seconda metà della puntata torniamo sul caso degli editori neofascisti al Salone del libro, un problema di vecchia data che finalmente gli intellettuali italiani sono stati costretti ad affrontare. Alla fine Altaforte non ha potuto partecipare al Salone — grazie a pressioni da parte di autori, istituzioni, politici — ma si tratta di un sintomo di un problema piú ampio, il non aver gestito correttamente il fascismo dal Secondo dopoguerra ad oggi.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/10/trappist-014/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/10/trappist-014/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2685</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>013: In Libia non è stato un bel 25 aprile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/013-in-libia-non-e-stato-un-bel-25-aprile--48147522</link><description><![CDATA[Bentornati a Trappist, un podcast divisivo della redazione di the Submarine<br /><br />Ieri siamo andati in piazza a Milano per ricordare, come ogni 25 aprile, la festa della liberazione dal nazifascismo. Eravamo in circa settantamila, un buon numero di partecipanti considerando il tempo inclemente, probabilmente per reazione al clima xenofobo e di estrema destra che si respira nel paese — un rigurgito antifascista, insomma. Parleremo anche di tutto il solito corollario di provocazioncine fasciste prima e durante la giornata, come lo striscione inneggiante a Mussolini srotolato vicino a piazzale Loreto.<br /><br />Essere antifascisti vuol dire anche rispettare la libertà e l’uguaglianza di tutte le persone. La situazione in Libia impone una riflessione: migliaia di persone sono imprigionate in veri e propri campi di concentramento, ma della situazione libica al governo italiano — e alla maggior parte dell’opinione pubblica — importa solo la minaccia di nuovi sbarchi. Il 23 aprile, le milizie del generale Haftar avrebbero fatto irruzione in uno di questi campi uccidendo almeno 6 persone.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/26/trappist-013/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/26/trappist-013/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/013-in-libia-non-e-stato-un-bel-25-aprile/</guid><pubDate>Fri, 26 Apr 2019 08:55:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147522/013_in_libia_non_e_stato_un_bel_25_aprile.mp3" length="57999822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornati a Trappist, un podcast divisivo della redazione di the Submarine

Ieri siamo andati in piazza a Milano per ricordare, come ogni 25 aprile, la festa della liberazione dal nazifascismo. Eravamo in circa settantamila, un buon numero di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornati a Trappist, un podcast divisivo della redazione di the Submarine<br /><br />Ieri siamo andati in piazza a Milano per ricordare, come ogni 25 aprile, la festa della liberazione dal nazifascismo. Eravamo in circa settantamila, un buon numero di partecipanti considerando il tempo inclemente, probabilmente per reazione al clima xenofobo e di estrema destra che si respira nel paese — un rigurgito antifascista, insomma. Parleremo anche di tutto il solito corollario di provocazioncine fasciste prima e durante la giornata, come lo striscione inneggiante a Mussolini srotolato vicino a piazzale Loreto.<br /><br />Essere antifascisti vuol dire anche rispettare la libertà e l’uguaglianza di tutte le persone. La situazione in Libia impone una riflessione: migliaia di persone sono imprigionate in veri e propri campi di concentramento, ma della situazione libica al governo italiano — e alla maggior parte dell’opinione pubblica — importa solo la minaccia di nuovi sbarchi. Il 23 aprile, le milizie del generale Haftar avrebbero fatto irruzione in uno di questi campi uccidendo almeno 6 persone.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/26/trappist-013/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/26/trappist-013/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2414</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>012: Notre–Dame, le elezioni europee e altre cose che vanno in fiamme</title><link>https://www.spreaker.com/episode/012-notre-dame-le-elezioni-europee-e-altre-cose-che-vanno-in-fiamme--48147482</link><description><![CDATA[Benvenuti a TRAPPIST, l’unico podcast ignifugo, dalla redazione di the Submarine.<br /><br />La cattedrale di Notre-Dame è stata ingoiata dalle fiamme in un drammatico incendio nella serata di lunedì: un fatto che ha suscitato un grande scalpore, ma che ha anche fornito un ottimo pretesto alle persone di destra di tutto il mondo di diffondere il proprio messaggio discriminatorio, complottista e razzista — prevedibile, vero? Sono bruciati il tetto e la guglia ottocenteschi della struttura. Il presidente Macron ha dichiarato che la cattedrale tornerà come nuova in cinque anni - un obiettivo che pare essere ambizioso.<br /><br />Se molti hanno pianto “l'anima europea” (?) bruciata con la cattedrale, c'è chi ha pianto per la sua mancata candidatura al parlamento europeo. È il caso di Mario Borghezio, su cui non servono presentazioni. Ma le liste delle elezioni del prossimo 26 maggio sono piene di personaggi folkloristici, riciclati, o da mettere nel frigorifero — oltre ai candidati veri.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/18/trappist-012/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/18/trappist-012/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/012-notre-dame-le-elezioni-europee-e-altre-cose-che-vanno-in-fiamme/</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2019 14:23:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147482/012_notre_dame_le_elezioni_europee_e_altre_cose_che_vanno_in_fiamme.mp3" length="57102881" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti a TRAPPIST, l’unico podcast ignifugo, dalla redazione di the Submarine.

La cattedrale di Notre-Dame è stata ingoiata dalle fiamme in un drammatico incendio nella serata di lunedì: un fatto che ha suscitato un grande scalpore, ma che ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti a TRAPPIST, l’unico podcast ignifugo, dalla redazione di the Submarine.<br /><br />La cattedrale di Notre-Dame è stata ingoiata dalle fiamme in un drammatico incendio nella serata di lunedì: un fatto che ha suscitato un grande scalpore, ma che ha anche fornito un ottimo pretesto alle persone di destra di tutto il mondo di diffondere il proprio messaggio discriminatorio, complottista e razzista — prevedibile, vero? Sono bruciati il tetto e la guglia ottocenteschi della struttura. Il presidente Macron ha dichiarato che la cattedrale tornerà come nuova in cinque anni - un obiettivo che pare essere ambizioso.<br /><br />Se molti hanno pianto “l'anima europea” (?) bruciata con la cattedrale, c'è chi ha pianto per la sua mancata candidatura al parlamento europeo. È il caso di Mario Borghezio, su cui non servono presentazioni. Ma le liste delle elezioni del prossimo 26 maggio sono piene di personaggi folkloristici, riciclati, o da mettere nel frigorifero — oltre ai candidati veri.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/18/trappist-012/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/18/trappist-012/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3565</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>011: Maschiofascisti alla riscossa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/011-maschiofascisti-alla-riscossa--48147525</link><description><![CDATA[Bentornati a Trappist, il podcast non piatto di the Submarine.<br /><br />In questa puntata parliamo con la nostra collega Francesca Motta dell’eterno ritorno del DDL Pillon, il progetto di legge fortemente reazionario voluto dalla Lega e fintamente contrastato dal M5S. Il partito di Di Maio è sempre più stravaccato sulle posizioni reazionarie della Lega, e sembra addirittura non vederci niente di male.<br /><br />A proposito: sta andando a finire così anche con la flat tax, la bislacca proposta iperliberista avanzata da Matteo Salvini in questi giorni di campagna elettorale montante. Ma la tassa piatta è compatibile con la democrazia? In Russia a quanto pare sì — ma forse quello a cui si ispira la destra italiana non è un esempio da seguire, uhm.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/11/trappist-011/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/11/trappist-011/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/011-maschiofascisti-alla-riscossa/</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2019 12:00:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147525/011_maschiofascisti_alla_riscossa.mp3" length="74692694" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornati a Trappist, il podcast non piatto di the Submarine.

In questa puntata parliamo con la nostra collega Francesca Motta dell’eterno ritorno del DDL Pillon, il progetto di legge fortemente reazionario voluto dalla Lega e fintamente contrastato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornati a Trappist, il podcast non piatto di the Submarine.<br /><br />In questa puntata parliamo con la nostra collega Francesca Motta dell’eterno ritorno del DDL Pillon, il progetto di legge fortemente reazionario voluto dalla Lega e fintamente contrastato dal M5S. Il partito di Di Maio è sempre più stravaccato sulle posizioni reazionarie della Lega, e sembra addirittura non vederci niente di male.<br /><br />A proposito: sta andando a finire così anche con la flat tax, la bislacca proposta iperliberista avanzata da Matteo Salvini in questi giorni di campagna elettorale montante. Ma la tassa piatta è compatibile con la democrazia? In Russia a quanto pare sì — ma forse quello a cui si ispira la destra italiana non è un esempio da seguire, uhm.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/11/trappist-011/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/11/trappist-011/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3110</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>010: Come affrontare l'emergenza droga a Milano — se esiste</title><link>https://www.spreaker.com/episode/010-come-affrontare-l-emergenza-droga-a-milano-se-esiste--48147504</link><description><![CDATA[Benvenuti a Trappist, l’unico podcast che potete venire a trovare.<br /><br />Lo scorso 29 marzo il sindaco Sala, il prefetto Saccone e un nutrito gruppo di cittadini hanno fatto una passeggiata nel Parco Cassinis, meglio noto come “Bosco di Rogoredo” o “Boschetto della droga.” Scopo: riappropriarsi di uno spazio pubblico al centro della cronaca negli ultimi anni per l’intensa attività di spaccio al suo interno.<br /><br />A Milano dunque c’è un ritorno dell’eroina, come si vede letto su molti giornali? O forse non se n’è mai andata? Ne Parliamo con Vincenzo Cristiano di ALA Milano, una ONLUS che si occupa di inclusione sociale, tutela della salute e lotta alle discriminazione, e con Francesco Floris, giornalista di Redattore Sociale che si è occupato da vicino della situazione di Rogoredo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/010-come-affrontare-lemergenza-droga-a-milano-se-esiste/</guid><pubDate>Thu, 04 Apr 2019 11:22:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147504/010_come_affrontare_lemergenza_droga_a_milano_se_esiste.mp3" length="95281363" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti a Trappist, l’unico podcast che potete venire a trovare.

Lo scorso 29 marzo il sindaco Sala, il prefetto Saccone e un nutrito gruppo di cittadini hanno fatto una passeggiata nel Parco Cassinis, meglio noto come “Bosco di Rogoredo” o...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti a Trappist, l’unico podcast che potete venire a trovare.<br /><br />Lo scorso 29 marzo il sindaco Sala, il prefetto Saccone e un nutrito gruppo di cittadini hanno fatto una passeggiata nel Parco Cassinis, meglio noto come “Bosco di Rogoredo” o “Boschetto della droga.” Scopo: riappropriarsi di uno spazio pubblico al centro della cronaca negli ultimi anni per l’intensa attività di spaccio al suo interno.<br /><br />A Milano dunque c’è un ritorno dell’eroina, come si vede letto su molti giornali? O forse non se n’è mai andata? Ne Parliamo con Vincenzo Cristiano di ALA Milano, una ONLUS che si occupa di inclusione sociale, tutela della salute e lotta alle discriminazione, e con Francesco Floris, giornalista di Redattore Sociale che si è occupato da vicino della situazione di Rogoredo.]]></itunes:summary><itunes:duration>3968</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>009: Dirottatori di cittadinanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/009-dirottatori-di-cittadinanza--48147523</link><description><![CDATA[Bentornati a una nuova puntata di Trappist, l’unico podcast che tifa per i dirottatori, creato dalla redazione di The Submarine.<br /><br />Una nave commerciale, dopo aver soccorso più di cento migranti nel canale di Sicilia, stava facendo rotta verso la Libia quando — a soli sei chilometri dal porto di Tripoli — ha invertito bruscamente la rotta. Questa mattina è giunta a Malta, dove alcuni migranti sono stati ammanettati per aver preso parte a quella che viene definita un’azione di pirateria, ma che è semplicemente figlia dell’ostinazione europea nel costringere le persone nell’inferno libico, ben descritto da un report pubblicato questa settimana da Women’s refugee committee.<br /><br />Oltre a gongolare per l’ennesima occasione di accrescere i propri consensi sulla pelle degli innocenti, il ministro Salvini ha deciso di avallare la concessione della cittadinanza italiana al piccolo Ramy, lo studente che ha chiamato i carabinieri in occasione della tentata strage di San Donato. L’ultima cosa che Salvini vuole, infatti, è che si torni a parlare di Ius soli, dopo che un anno e mezzo fa il Partito democratico decise di lasciare perdere questa battaglia e rimandarla “al prossimo giro” (sic).<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/28/trappist-009/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/28/trappist-009/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/009-dirottatori-di-cittadinanza/</guid><pubDate>Thu, 28 Mar 2019 14:51:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147523/009_dirottatori_di_cittadinanza.mp3" length="45871900" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Bentornati a una nuova puntata di Trappist, l’unico podcast che tifa per i dirottatori, creato dalla redazione di The Submarine.

Una nave commerciale, dopo aver soccorso più di cento migranti nel canale di Sicilia, stava facendo rotta verso la Libia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bentornati a una nuova puntata di Trappist, l’unico podcast che tifa per i dirottatori, creato dalla redazione di The Submarine.<br /><br />Una nave commerciale, dopo aver soccorso più di cento migranti nel canale di Sicilia, stava facendo rotta verso la Libia quando — a soli sei chilometri dal porto di Tripoli — ha invertito bruscamente la rotta. Questa mattina è giunta a Malta, dove alcuni migranti sono stati ammanettati per aver preso parte a quella che viene definita un’azione di pirateria, ma che è semplicemente figlia dell’ostinazione europea nel costringere le persone nell’inferno libico, ben descritto da un report pubblicato questa settimana da Women’s refugee committee.<br /><br />Oltre a gongolare per l’ennesima occasione di accrescere i propri consensi sulla pelle degli innocenti, il ministro Salvini ha deciso di avallare la concessione della cittadinanza italiana al piccolo Ramy, lo studente che ha chiamato i carabinieri in occasione della tentata strage di San Donato. L’ultima cosa che Salvini vuole, infatti, è che si torni a parlare di Ius soli, dopo che un anno e mezzo fa il Partito democratico decise di lasciare perdere questa battaglia e rimandarla “al prossimo giro” (sic).<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/28/trappist-009/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/28/trappist-009/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2863</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>008: Porti chiusi e altre creature mitologiche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/008-porti-chiusi-e-altre-creature-mitologiche--48147507</link><description><![CDATA[Benvenuti a un’altra puntata di TRAPPIST, l’unico podcast di approfondimento che non finge che al mondo non vada tutto male.<br /><br />In questa puntata parliamo del caso della Mare Jonio e della direttiva di Salvini nata in fretta e furia, del connubio finale tra Lega e Movimento 5 Stelle per salvare Matteo Salvini e di come AfD cerchi di espandere gli orizzonti di cosa sia essere neonazisti.<br /><br />La nave Mare Jonio, nonostante l’opposizione del ministro Salvini e le sue improbabili “direttive,” ha fatto felicemente sbarcare tutti i migranti a bordo, salvati dal cattivo tempo del canale di Sicilia e dalle grinfie della Guardia costiera libica. Il capitano Marrone è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.<br /><br />Il ministro si è però potuto consolare grazie al suo salvataggio parlamentare, operato dai fidi colleghi di governo del Movimento 5 stelle. Ieri il Senato ha negato l’autorizzazione a procedere per i reati di sequestro di persona e abuso d’ufficio nei confronti di Salvini, che si è commosso, ciccino.<br /><br />I nazisti intanto fanno cose bizzarre anche all’estero: AfD, il partito di estrema destra tedesco, ha creato il gruppo dei “nuovi tedeschi,” figli di immigrati in Germania da questo e quel paese, uniti nel fermare “l’islamizzazione” tedesca. OK.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/21/trappist-008/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/21/trappist-008/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/008-porti-chiusi-e-altre-creature-mitologiche/</guid><pubDate>Thu, 21 Mar 2019 15:01:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147507/008_porti_chiusi_e_altre_creature_mitologiche.mp3" length="57672142" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti a un’altra puntata di TRAPPIST, l’unico podcast di approfondimento che non finge che al mondo non vada tutto male.

In questa puntata parliamo del caso della Mare Jonio e della direttiva di Salvini nata in fretta e furia, del connubio finale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti a un’altra puntata di TRAPPIST, l’unico podcast di approfondimento che non finge che al mondo non vada tutto male.<br /><br />In questa puntata parliamo del caso della Mare Jonio e della direttiva di Salvini nata in fretta e furia, del connubio finale tra Lega e Movimento 5 Stelle per salvare Matteo Salvini e di come AfD cerchi di espandere gli orizzonti di cosa sia essere neonazisti.<br /><br />La nave Mare Jonio, nonostante l’opposizione del ministro Salvini e le sue improbabili “direttive,” ha fatto felicemente sbarcare tutti i migranti a bordo, salvati dal cattivo tempo del canale di Sicilia e dalle grinfie della Guardia costiera libica. Il capitano Marrone è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.<br /><br />Il ministro si è però potuto consolare grazie al suo salvataggio parlamentare, operato dai fidi colleghi di governo del Movimento 5 stelle. Ieri il Senato ha negato l’autorizzazione a procedere per i reati di sequestro di persona e abuso d’ufficio nei confronti di Salvini, che si è commosso, ciccino.<br /><br />I nazisti intanto fanno cose bizzarre anche all’estero: AfD, il partito di estrema destra tedesco, ha creato il gruppo dei “nuovi tedeschi,” figli di immigrati in Germania da questo e quel paese, uniti nel fermare “l’islamizzazione” tedesca. OK.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/21/trappist-008/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/21/trappist-008/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3601</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>007: Perché fermare la fine del mondo se puoi specularci sopra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/007-perche-fermare-la-fine-del-mondo-se-puoi-specularci-sopra--48147484</link><description><![CDATA[TRAPPIST torna puntuale come l’ennesima votazione alla Camera dei comuni sulla Brexit per discutere dei possibili scenari futuri per il Regno Unito, incapace di uscire dall’Unione europea senza rompere niente. Dalle conseguenze di un no deal — che renderebbe Regno Unito e UE semplici membri vicini di casa del WTO — alla possibilità dell’intervento di un mano italiana, o polacca, per impedire l’estensione dell’articolo 50.<br /><br />Ma per quanto la Brexit possa essere terribile, i suoi effetti non potranno mai essere misurati sulla stessa scala dell’imminente apocalisse climatica che si sta per abbattere su tutto il mondo. Per quanto possa sprofondare il Regno Unito saliranno piú in fretta i mari: guardiamo alle manifestazioni di domani per chiedere azione politica contro il cambiamento climatico. Ma è possibile? O il capitalismo è incompatibile con l’ambientalismo?<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/14/trappist-007/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/14/trappist-007/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/007-perche-fermare-la-fine-del-mondo-se-puoi-specularci-sopra/</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2019 13:43:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147484/007_perche_fermare_la_fine_del_mondo_se_puoi_specularci_sopra.mp3" length="48559378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>TRAPPIST torna puntuale come l’ennesima votazione alla Camera dei comuni sulla Brexit per discutere dei possibili scenari futuri per il Regno Unito, incapace di uscire dall’Unione europea senza rompere niente. 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O il capitalismo è incompatibile con l’ambientalismo?<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/14/trappist-007/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/14/trappist-007/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3031</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>006: Che mangino caramelle al limone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/006-che-mangino-caramelle-al-limone--48147499</link><description><![CDATA[Piazze piene, urne vuote — soprattutto se non c’è proprio nessuno nessuno da votare. Sabato 2 marzo centinaia di migliaia di persone sono scese per le strade di Milano con People, una manifestazione di gente stufa del razzismo e delle politiche discriminatorie del governo. Il nuovo segretario del Pd Zingaretti, però, sembra proprio preferire la TAV alle rivendicazioni di sinistra — per non parlare di Calenda e dei suoi scatti liberisti.<br />Anche la piazza che si riempirà venerdì 8 marzo per combattere le discriminazioni di genere, Lotto Marzo, rischia di restare inascoltata. Con Francesca Motta di Chiamando Eva, il podcast femminista di The Submarine, abbiamo cercato di fare il punto sulla situazione dei diritti delle donne in Italia, tra decreti Pillon, caramelle al Limone sui Frecciarossa e grandi dichiarazioni dei giovani padani di Crotone.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/07/trappist006/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/07/trappist006/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/006-che-mangino-caramelle-al-limone/</guid><pubDate>Thu, 07 Mar 2019 14:19:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147499/006_che_mangino_caramelle_al_limone.mp3" length="55381726" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Piazze piene, urne vuote — soprattutto se non c’è proprio nessuno nessuno da votare. 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Con Francesca Motta di Chiamando Eva, il podcast femminista di The Submarine, abbiamo cercato di fare il punto sulla situazione dei diritti delle donne in Italia, tra decreti Pillon, caramelle al Limone sui Frecciarossa e grandi dichiarazioni dei giovani padani di Crotone.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/07/trappist006/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/07/trappist006/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3458</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>005: Jeff Bezos pagaci la metro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/005-jeff-bezos-pagaci-la-metro--48147521</link><description><![CDATA[In questa puntata: l’aumento del biglietto di ATM, da 1,50€ fino a 2€, sta causando una baruffa tra comune di Milano e regione Lombardia. Secondo Sala è necessario, secondo Fontana è una buona arma per vincere le elezioni europee anche a Milano. Abbiamo cercato di capire le luci e le ombre del provvedimento, che tradisce una visione molto liberista dei servizi pubblici.<br /><br />Da ascoltare se siete in coda in Tangenziale: lo scontro tra i due enti locali è stato forte anche riguardo all’Area B, una misura del comune per interdire la circolazione a una serie di mezzi inquinanti — per la maggior parte diesel — visto che la qualità dell’aria di Milano è tra le peggiori in Europa. È entrata in vigore martedì.<br /><br />Infine parleremo di chi per lavoro si muove in città e in provincia con ritmi forsennati: i fattorini di Amazon, che in questi giorni hanno scioperato contro i ritmi di lavoro forsennati — si parla di una consegna ogni tre minuti — e la loro completa mercificazione, da parte dell’azienda posseduta dall’uomo più ricco del mondo, che li considera robot in carne e ossa.<br /><br />Leggi tutte le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/28/trappist005/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/28/trappist005/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/005-jeff-bezos-pagaci-la-metro/</guid><pubDate>Thu, 28 Feb 2019 14:38:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147521/005_jeff_bezos_pagaci_la_metro.mp3" length="50248231" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata: l’aumento del biglietto di ATM, da 1,50€ fino a 2€, sta causando una baruffa tra comune di Milano e regione Lombardia. 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È entrata in vigore martedì.<br /><br />Infine parleremo di chi per lavoro si muove in città e in provincia con ritmi forsennati: i fattorini di Amazon, che in questi giorni hanno scioperato contro i ritmi di lavoro forsennati — si parla di una consegna ogni tre minuti — e la loro completa mercificazione, da parte dell’azienda posseduta dall’uomo più ricco del mondo, che li considera robot in carne e ossa.<br /><br />Leggi tutte le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/28/trappist005/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/28/trappist005/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3141</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>004: Il fantasma del socialismo futuro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/004-il-fantasma-del-socialismo-futuro--48147506</link><description><![CDATA[In questa puntata parliamo di un pericoloso spettro che si aggira non solo per l’Europa, ma addirittura per il mondo: il socialismo, che sta tentando sempre più partiti di centrosinistra in tutto il globo. L’altro ieri, Bernie Sanders ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del Partito democratico americano, che decideranno il candidato presidente. È una buona notizia? Ha speranze di vincere — sia le elezioni interne che quelle nazionali?<br /><br />Il vento di socialismo sta causando una ovvia paranoia non tanto nelle destre di tutto il mondo, quanto nelle correnti “liberiste” dei vari partiti di centro-sinistra, che vedono scricchiolare il loro predominio decennale. Questo è particolarmente evidente nel Partito laburista inglese, che l’altro ieri ha visto la più grande scissione interna degli ultimi quarant’anni. Chi sono gli scissionisti? E perché tra loro c’è una che definisce il colore della pelle asiatico “strambo?”<br /><br />Tornando a casa, non si può non parlare della situazione catatonica del nostro paese, dove qualsiasi ritorno alla più blanda proposta progressista viene accolto con scetticismo o lieve disagio. Ma scegliamo di essere ottimisti, finché c’è vita c’è Speranza.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/21/trappist004/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/21/trappist004/</a><br /><br />* * *<br /><br />In questa puntata sono con voi:<br /><br />Sebastian Bendinelli @Sebendinelli<br />Stefano Colombo @SteftheSub<br />Alessandro Massone @Amassone]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/004-il-fantasma-del-socialismo-futuro/</guid><pubDate>Thu, 21 Feb 2019 13:32:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147506/004_il_fantasma_del_socialismo_futuro.mp3" length="79684380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata parliamo di un pericoloso spettro che si aggira non solo per l’Europa, ma addirittura per il mondo: il socialismo, che sta tentando sempre più partiti di centrosinistra in tutto il globo. L’altro ieri, Bernie Sanders ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata parliamo di un pericoloso spettro che si aggira non solo per l’Europa, ma addirittura per il mondo: il socialismo, che sta tentando sempre più partiti di centrosinistra in tutto il globo. L’altro ieri, Bernie Sanders ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del Partito democratico americano, che decideranno il candidato presidente. È una buona notizia? Ha speranze di vincere — sia le elezioni interne che quelle nazionali?<br /><br />Il vento di socialismo sta causando una ovvia paranoia non tanto nelle destre di tutto il mondo, quanto nelle correnti “liberiste” dei vari partiti di centro-sinistra, che vedono scricchiolare il loro predominio decennale. Questo è particolarmente evidente nel Partito laburista inglese, che l’altro ieri ha visto la più grande scissione interna degli ultimi quarant’anni. Chi sono gli scissionisti? E perché tra loro c’è una che definisce il colore della pelle asiatico “strambo?”<br /><br />Tornando a casa, non si può non parlare della situazione catatonica del nostro paese, dove qualsiasi ritorno alla più blanda proposta progressista viene accolto con scetticismo o lieve disagio. Ma scegliamo di essere ottimisti, finché c’è vita c’è Speranza.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/21/trappist004/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/21/trappist004/</a><br /><br />* * *<br /><br />In questa puntata sono con voi:<br /><br />Sebastian Bendinelli @Sebendinelli<br />Stefano Colombo @SteftheSub<br />Alessandro Massone @Amassone]]></itunes:summary><itunes:duration>3318</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>003: Torino–Lione solo andata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/003-torino-lione-solo-andata--48147526</link><description><![CDATA[In questo episodio di TRAPPIST:<br /><br />Uno spettro aleggia sull’Europa: è l’analisi costi benefici della TAV voluta dal Movimento 5 Stelle. È stata pubblicata martedì pomeriggio — dopo che era stata inviata in maniera “confidenziale” alla Francia all’inizio del mese — e ha suscitato numerose polemiche riguardo la sua credibilità. Il partito di Luigi Di Maio infatti conta di far diventare l’annullamento dell’opera una sua bandiera ideologica ed elettorale. Ma non ha fatto i conti con la Lega, e con il fatto che la TAV non interessa a molta gente al di sotto degli Appennini.<br /><br />Del resto il governo sembra avere un’allergia per tutto ciò che è transalpino. Il caso del ritiro dell’ambasciatore francese Christian Masset ha segnato nell’ultima settimana il punto più basso delle relazioni diplomatiche tra Italia e Francia dal termine della seconda guerra mondiale. L’ambasciatore, tra l’altro, è ancora in Francia.<br /><br />Leggi tutte le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/14/trappist-003/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/14/trappist-003/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/003-torino-lione-solo-andata/</guid><pubDate>Thu, 14 Feb 2019 13:30:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147526/003_torino_lione_solo_andata.mp3" length="57084491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio di TRAPPIST:

Uno spettro aleggia sull’Europa: è l’analisi costi benefici della TAV voluta dal Movimento 5 Stelle. È stata pubblicata martedì pomeriggio — dopo che era stata inviata in maniera “confidenziale” alla Francia all’inizio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio di TRAPPIST:<br /><br />Uno spettro aleggia sull’Europa: è l’analisi costi benefici della TAV voluta dal Movimento 5 Stelle. È stata pubblicata martedì pomeriggio — dopo che era stata inviata in maniera “confidenziale” alla Francia all’inizio del mese — e ha suscitato numerose polemiche riguardo la sua credibilità. Il partito di Luigi Di Maio infatti conta di far diventare l’annullamento dell’opera una sua bandiera ideologica ed elettorale. Ma non ha fatto i conti con la Lega, e con il fatto che la TAV non interessa a molta gente al di sotto degli Appennini.<br /><br />Del resto il governo sembra avere un’allergia per tutto ciò che è transalpino. Il caso del ritiro dell’ambasciatore francese Christian Masset ha segnato nell’ultima settimana il punto più basso delle relazioni diplomatiche tra Italia e Francia dal termine della seconda guerra mondiale. L’ambasciatore, tra l’altro, è ancora in Francia.<br /><br />Leggi tutte le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/14/trappist-003/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/14/trappist-003/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2376</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>002: Non ci accontentiamo del reddito di cittadinanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/002-non-ci-accontentiamo-del-reddito-di-cittadinanza--48147505</link><description><![CDATA[In questa puntata di Trappist:<br /><br />Il reddito di cittadinanza è ormai realtà — chi l’avrebbe mai detto — ma doveva essere fatto molto meglio. Ecco come il governo sta spacciando per progressista una misura che, in realtà, è stata deformata dai tagli fino a diventare retrograda e discriminatoria: verso le donne e verso gli stranieri. Nonostante tutto, la maggior parte delle critiche al provvedimento arrivano da destra — sì, anche quelle che partono dal Partito democratico.<br /><br />Da ieri 92 operai dello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure sono in cassa integrazione, e lo stabilimento è chiuso da tre mesi. La storia di come le dinamiche dell’economia mondiale stritolino i lavoratori, il governo sia inetto nell’affrontarle in modo efficace, e la pluridecennale decadenza dell’industria italiana.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/07/trappist002-rdc-pernigotti/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/07/trappist002-rdc-pernigotti/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/002-non-ci-accontentiamo-del-reddito-di-cittadinanza/</guid><pubDate>Thu, 07 Feb 2019 11:22:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147505/002_non_ci_accontentiamo_del_reddito_di_cittadinanza.mp3" length="40733928" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata di Trappist:

Il reddito di cittadinanza è ormai realtà — chi l’avrebbe mai detto — ma doveva essere fatto molto meglio. Ecco come il governo sta spacciando per progressista una misura che, in realtà, è stata deformata dai tagli fino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata di Trappist:<br /><br />Il reddito di cittadinanza è ormai realtà — chi l’avrebbe mai detto — ma doveva essere fatto molto meglio. Ecco come il governo sta spacciando per progressista una misura che, in realtà, è stata deformata dai tagli fino a diventare retrograda e discriminatoria: verso le donne e verso gli stranieri. Nonostante tutto, la maggior parte delle critiche al provvedimento arrivano da destra — sì, anche quelle che partono dal Partito democratico.<br /><br />Da ieri 92 operai dello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure sono in cassa integrazione, e lo stabilimento è chiuso da tre mesi. La storia di come le dinamiche dell’economia mondiale stritolino i lavoratori, il governo sia inetto nell’affrontarle in modo efficace, e la pluridecennale decadenza dell’industria italiana.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/07/trappist002-rdc-pernigotti/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/07/trappist002-rdc-pernigotti/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2542</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>001: L'ultimo capitolo della guerra del governo alle Ong</title><link>https://www.spreaker.com/episode/001-l-ultimo-capitolo-della-guerra-del-governo-alle-ong--48147524</link><description><![CDATA[In questa puntata di Trappist:<br />- Finisce l’odissea per la Sea Watch, ma non per le persone a bordo,<br />- In Italia lavorare è molto pericoloso<br />- La settimana terribile di Facebook<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/01/31/lultimo-capitolo-della-guerra-del-governo-alle-ong/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/01/31/lultimo-capitolo-della-guerra-del-governo-alle-ong/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/001-lultimo-capitolo-della-guerra-del-governo-alle-ong/</guid><pubDate>Thu, 31 Jan 2019 11:11:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147524/001_lultimo_capitolo_della_guerra_del_governo_alle_ong.mp3" length="42414542" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa puntata di Trappist:
- Finisce l’odissea per la Sea Watch, ma non per le persone a bordo,
- In Italia lavorare è molto pericoloso
- La settimana terribile di Facebook

Leggi le note complete dell’episodio su...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa puntata di Trappist:<br />- Finisce l’odissea per la Sea Watch, ma non per le persone a bordo,<br />- In Italia lavorare è molto pericoloso<br />- La settimana terribile di Facebook<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/01/31/lultimo-capitolo-della-guerra-del-governo-alle-ong/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/01/31/lultimo-capitolo-della-guerra-del-governo-alle-ong/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2647</itunes:duration><itunes:keywords>antitrust,big tech,stati uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2be6da69ec3eeddcb6053be39ae3bb4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
