<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Chiamando Eva</title><link>https://www.spreaker.com/show/chiamando-eva_3</link><description><![CDATA[Benvenuti a Chiamando Eva, una conversazione quindicinale su donne, femminismo e la vita.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5344361/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Politics</category><copyright>Copyright The Submarine</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg</url><title>Chiamando Eva</title><link>https://www.spreaker.com/show/chiamando-eva_3</link></image><lastBuildDate>Fri, 29 Nov 2024 22:00:14 +0000</lastBuildDate><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>The Submarine</itunes:name><itunes:email>oblo@thesubmarine.it</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:subtitle>Benvenuti a Chiamando Eva, una conversazione quindicinale su donne, femminismo e la vita.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti a Chiamando Eva, una conversazione quindicinale su donne, femminismo e la vita.]]></itunes:summary><itunes:category text="News"><itunes:category text="Politics"/></itunes:category><itunes:category text="Health &amp; Fitness"><itunes:category text="Sexuality"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>5x09: Non solo badanti e amanti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5x09-non-solo-badanti-e-amanti--48990269</link><description><![CDATA[Se il conflitto contro la Russia ci insegna che molte donne donne ucraine sono venute in Italia per svolgere lavori domestici, l'ultimo rapporto Domina dimostra quanto il loro lavoro rimanga precario, senza garanzie e spesso invisibile.<br /><br />Chiamando Eva torna dopo una settimana di pausa per riflettere sul lavoro domestico in Italia, partendo dal bluff di Lucia Annunziata e Antonio Di Bella. “Centinaia di migliaia di cameriere e badanti…” e “amanti”: si sono riferiti così i due giornalisti alla comunità ucraina in Italia. Annunziata e Di Bella si sono scusati, ma forse era il caso proprio di non dire una cosa del genere in principio.<br /><br />In Italia una grande fetta di popolazione femminile si dedica al lavoro domestico — ma viene spesso trascurata nel dibattito pubblico o, ancor peggio, trattata con razzismo.<br />Una buona notizia per il settore è di inizio anno: dal primo gennaio 2022 ci sono nuovi minimi retributivi per il lavoro domestico. Il sindacato Assindatcolf ha fatto però notare che cambierà ben poco. Sono infatti pochi i lavoratori regolarizzati: la maggior parte si muove in nero. Il report di Domina uscito settimana scorsa mostra infatti che, nonostante la domanda di lavoro domestico sia in aumento, gli irregolari (circa un milione) continuano a superare i regolari (921 mila). La metà dei lavoratori sono extracomunitari — spesso senza permesso di soggiorno — che si trovano in difficoltà a richiedere la cittadinanza perché senza lavoro contrattualizzato. Le principali nazionalità sono Romania, Ucraina e Filippine. Ma non per questo possiamo definire gli ucraini una popolazione di “badanti.” Al posto di fermarsi agli stereotipi, bisognerebbe invece analizzare le intersezioni tra disuguaglianze di genere e razziste che caratterizzano il settore.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br />in copertina, foto via Twitter / @PolandMOI]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48990269</guid><pubDate>Tue, 08 Mar 2022 11:23:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48990269/eva_509.mp3" length="64671868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Se il conflitto contro la Russia ci insegna che molte donne donne ucraine sono venute in Italia per svolgere lavori domestici, l'ultimo rapporto Domina dimostra quanto il loro lavoro rimanga precario, senza garanzie e spesso invisibile.&#13;
&#13;
Chiamando...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se il conflitto contro la Russia ci insegna che molte donne donne ucraine sono venute in Italia per svolgere lavori domestici, l'ultimo rapporto Domina dimostra quanto il loro lavoro rimanga precario, senza garanzie e spesso invisibile.<br /><br />Chiamando Eva torna dopo una settimana di pausa per riflettere sul lavoro domestico in Italia, partendo dal bluff di Lucia Annunziata e Antonio Di Bella. “Centinaia di migliaia di cameriere e badanti…” e “amanti”: si sono riferiti così i due giornalisti alla comunità ucraina in Italia. Annunziata e Di Bella si sono scusati, ma forse era il caso proprio di non dire una cosa del genere in principio.<br /><br />In Italia una grande fetta di popolazione femminile si dedica al lavoro domestico — ma viene spesso trascurata nel dibattito pubblico o, ancor peggio, trattata con razzismo.<br />Una buona notizia per il settore è di inizio anno: dal primo gennaio 2022 ci sono nuovi minimi retributivi per il lavoro domestico. Il sindacato Assindatcolf ha fatto però notare che cambierà ben poco. Sono infatti pochi i lavoratori regolarizzati: la maggior parte si muove in nero. Il report di Domina uscito settimana scorsa mostra infatti che, nonostante la domanda di lavoro domestico sia in aumento, gli irregolari (circa un milione) continuano a superare i regolari (921 mila). La metà dei lavoratori sono extracomunitari — spesso senza permesso di soggiorno — che si trovano in difficoltà a richiedere la cittadinanza perché senza lavoro contrattualizzato. Le principali nazionalità sono Romania, Ucraina e Filippine. Ma non per questo possiamo definire gli ucraini una popolazione di “badanti.” Al posto di fermarsi agli stereotipi, bisognerebbe invece analizzare le intersezioni tra disuguaglianze di genere e razziste che caratterizzano il settore.<br /><br />Sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a><br />in copertina, foto via Twitter / @PolandMOI]]></itunes:summary><itunes:duration>1617</itunes:duration><itunes:keywords>8marzo,femminismo,lotto-marzo,sciopero,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d3fcffe4948496e0e9efc3fc76c64f64.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5x08: Parlare di dress code non è parlare di educazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5x08-parlare-di-dress-code-non-e-parlare-di-educazione--48816011</link><description><![CDATA[Commenti sui vestiti e sessismo interiorizzato: il dibattito su educazione e libertà in corso in questi giorni dimostra ancora una volta come alcuni docenti non abbiano gli strumenti per capire i loro studenti.<br /><br />Lo scorso 16 febbraio ha iniziato a circolare online la notizia di una protesta a opera degli studenti di un liceo romano, il Liceo Righi, contro un episodio sessista avvenuto in una classe dell’istituto. Sembra che una professoressa abbia visto delle ragazze registrare un video per TikTok durante un’ora buca e si sia rivolta a una di loro, colpevole di avere la pancia scoperta, chiedendole “se fosse per caso sulla Salaria.”<br /><br />Questo episodio ha causato due diversi moti contrapposti: da un lato, la protesta degli studenti e delle studentesse, che hanno deciso di picchettare in gonna e pancia in bella vista per ribadire che il sessismo non può avere spazio nelle scuole. Dall’altra la giustificazione di alcuni insegnanti — e di alcuni opinionisti — che hanno messo sul tavolo il tanto amato dibattito su quale sia e quale non sia il dress code più consono alla scuola. <br /><br />Non solo. La professoressa da cui tutto è partito ha voluto spiegare le sue azioni, dicendo che la sua reazione sarebbe stata scatenata non tanto dall’abbigliamento della ragazza, quanto dal fatto che stesse registrando un video all’interno della classe, in orario scolastico, e che un video di quel tipo, con quella pancia in vista, una volta online avrebbe potuto causarle non pochi problemi. <br /><br />La preside del liceo romano, in un’intervista al Corriere, ha dichiarato che la professoressa non voleva offendere la ragazza, ma voleva tutelarla. La preside dice, testualmente, che viviamo in un cliché e che l’espressione utilizzata dalla professoressa è semplicemente un modo di dire, quasi svuotato del suo significato.<br /><br />Se anche fosse così, forse converrebbe arrivare al punto, e dirsi che il sessismo interiorizzato è e resta un problema della nostra società, e che se gli adolescenti hanno smesso di accettarlo passivamente è una grande conquista per tutti – anche – per la scuola.<br /><br />Abbonati a Hello, World e sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48816011</guid><pubDate>Mon, 21 Feb 2022 11:37:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48816011/eva_508.mp3" length="27542091" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Commenti sui vestiti e sessismo interiorizzato: il dibattito su educazione e libertà in corso in questi giorni dimostra ancora una volta come alcuni docenti non abbiano gli strumenti per capire i loro studenti.&#13;
&#13;
Lo scorso 16 febbraio ha iniziato a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Commenti sui vestiti e sessismo interiorizzato: il dibattito su educazione e libertà in corso in questi giorni dimostra ancora una volta come alcuni docenti non abbiano gli strumenti per capire i loro studenti.<br /><br />Lo scorso 16 febbraio ha iniziato a circolare online la notizia di una protesta a opera degli studenti di un liceo romano, il Liceo Righi, contro un episodio sessista avvenuto in una classe dell’istituto. Sembra che una professoressa abbia visto delle ragazze registrare un video per TikTok durante un’ora buca e si sia rivolta a una di loro, colpevole di avere la pancia scoperta, chiedendole “se fosse per caso sulla Salaria.”<br /><br />Questo episodio ha causato due diversi moti contrapposti: da un lato, la protesta degli studenti e delle studentesse, che hanno deciso di picchettare in gonna e pancia in bella vista per ribadire che il sessismo non può avere spazio nelle scuole. Dall’altra la giustificazione di alcuni insegnanti — e di alcuni opinionisti — che hanno messo sul tavolo il tanto amato dibattito su quale sia e quale non sia il dress code più consono alla scuola. <br /><br />Non solo. La professoressa da cui tutto è partito ha voluto spiegare le sue azioni, dicendo che la sua reazione sarebbe stata scatenata non tanto dall’abbigliamento della ragazza, quanto dal fatto che stesse registrando un video all’interno della classe, in orario scolastico, e che un video di quel tipo, con quella pancia in vista, una volta online avrebbe potuto causarle non pochi problemi. <br /><br />La preside del liceo romano, in un’intervista al Corriere, ha dichiarato che la professoressa non voleva offendere la ragazza, ma voleva tutelarla. La preside dice, testualmente, che viviamo in un cliché e che l’espressione utilizzata dalla professoressa è semplicemente un modo di dire, quasi svuotato del suo significato.<br /><br />Se anche fosse così, forse converrebbe arrivare al punto, e dirsi che il sessismo interiorizzato è e resta un problema della nostra società, e che se gli adolescenti hanno smesso di accettarlo passivamente è una grande conquista per tutti – anche – per la scuola.<br /><br />Abbonati a Hello, World e sostieni the Submarine: <a href="https://thesubmarine.it/hw-abbonati/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/hw-abbonati/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1722</itunes:duration><itunes:keywords>code,dress,femminismo,liceo,roma,scuola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2a51fac253fab51ed42328258c5b25d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5x07: Riprendersi da Sanremo 2022</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5x07-riprendersi-da-sanremo-2022--48728543</link><description><![CDATA[Chiamando Eva torna per la prima puntata dell’anno, dopo un’edizione di Sanremo che ha cercato davvero di dare spazio a nuove voci e nuove identità — riuscendoci solo parzialmente.<br /><br />Ai tempi dei Romani, febbraio era considerato l’ultimo mese dell’anno  — il nome del mese sembrerebbe derivare da “februare,” che in latino significa “purificare:” era infatti dedicato a riti purificatori in vista dell’anno nuovo. Ed è un po’ questa la funzione che sembra aver assunto Sanremo.<br /><br />Il festival per una settimana concentra su di sé l’attenzione di tutto il paese in una vera e propria catarsi collettiva. Quest’anno, ancora più che nelle scorse edizioni, ci ha restituito una fotografia delle due velocità in cui si muove l’Italia. <br /><br />Apprezzatissimi i discorsi commossi e giusti di Lorena Cesarini e Drusilla Foer, che con parole semplici hanno dimostrato quanto sia semplice ferire con il razzismo ed etichettare una persona in quanto “diversa.” Come ha detto Foer, “Le parole sono come le amanti quando non si amano più: vanno cambiate subito.” Durante Sanremo abbiamo sentito parlare di unicità, senza distinzione di genere, colore della pelle, orientamento sessuale. Solo pochi anni fa sarebbe stato impossibile pensare a momenti del genere in onda sulla rete nazionale. Ma è bastato aspettare qualche pubblicità per vedere Checco Zalone che faceva “umorismo” transfobico, o Fiorello che scherzava sulla lunghezza del membro del conduttore. <br /><br />L’ultima parola però l’hanno avuta i cantanti, che hanno dimostrato in modo netto — con le musiche e i testi delle loro canzoni — in che direzione stiano davvero andando le nuove generazioni. Ed ecco Mahmood e Blanco, con un pezzo che smuove l’anima, e che —come ha raccontato Jonathan Bazzi in un editoriale su Domani — spiazzano tutti con la loro perfomance, dove “Riccardo/Blanco ha agguantato Alessandro/Mahmood con un impeto di rabbia e tenerezza violando la legge non scritta che proibisce ai maschi “normali” di giocare all’amore tra uguali.” Un momento che l’autore di Febbre ha definito “liberatorio.”<br />E lo è effettivamente stato. Così come è stato liberatorio vedere una cantante navigata come la Rettore a braccetto con una giovane Ditonellapiaga cantare serenamente di orgasmo. O Cosmo ospite dei La rappresentante di lista che canta “Stop greenwashing” nel festival sponsorizzato da ENI. Contraddittorio, sì: ma è proprio questa l’anima della televisione italiana, che spesso racconta un paese che cambia più velocemente di quanto riesca lei stessa a capire e raccontare. Il festival continuerà la strada intrapresa all’insegno del rinnovamento degli ultimi anni, riuscendo a dare voce al nuovo e all’inclusione? Solo se la risposta sarà sì, il risultato sarà davvero purificatorio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48728543</guid><pubDate>Mon, 14 Feb 2022 17:29:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48728543/eva_507.mp3" length="75298480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Chiamando Eva torna per la prima puntata dell’anno, dopo un’edizione di Sanremo che ha cercato davvero di dare spazio a nuove voci e nuove identità — riuscendoci solo parzialmente.&#13;
&#13;
Ai tempi dei Romani, febbraio era considerato l’ultimo mese...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chiamando Eva torna per la prima puntata dell’anno, dopo un’edizione di Sanremo che ha cercato davvero di dare spazio a nuove voci e nuove identità — riuscendoci solo parzialmente.<br /><br />Ai tempi dei Romani, febbraio era considerato l’ultimo mese dell’anno  — il nome del mese sembrerebbe derivare da “februare,” che in latino significa “purificare:” era infatti dedicato a riti purificatori in vista dell’anno nuovo. Ed è un po’ questa la funzione che sembra aver assunto Sanremo.<br /><br />Il festival per una settimana concentra su di sé l’attenzione di tutto il paese in una vera e propria catarsi collettiva. Quest’anno, ancora più che nelle scorse edizioni, ci ha restituito una fotografia delle due velocità in cui si muove l’Italia. <br /><br />Apprezzatissimi i discorsi commossi e giusti di Lorena Cesarini e Drusilla Foer, che con parole semplici hanno dimostrato quanto sia semplice ferire con il razzismo ed etichettare una persona in quanto “diversa.” Come ha detto Foer, “Le parole sono come le amanti quando non si amano più: vanno cambiate subito.” Durante Sanremo abbiamo sentito parlare di unicità, senza distinzione di genere, colore della pelle, orientamento sessuale. Solo pochi anni fa sarebbe stato impossibile pensare a momenti del genere in onda sulla rete nazionale. Ma è bastato aspettare qualche pubblicità per vedere Checco Zalone che faceva “umorismo” transfobico, o Fiorello che scherzava sulla lunghezza del membro del conduttore. <br /><br />L’ultima parola però l’hanno avuta i cantanti, che hanno dimostrato in modo netto — con le musiche e i testi delle loro canzoni — in che direzione stiano davvero andando le nuove generazioni. Ed ecco Mahmood e Blanco, con un pezzo che smuove l’anima, e che —come ha raccontato Jonathan Bazzi in un editoriale su Domani — spiazzano tutti con la loro perfomance, dove “Riccardo/Blanco ha agguantato Alessandro/Mahmood con un impeto di rabbia e tenerezza violando la legge non scritta che proibisce ai maschi “normali” di giocare all’amore tra uguali.” Un momento che l’autore di Febbre ha definito “liberatorio.”<br />E lo è effettivamente stato. Così come è stato liberatorio vedere una cantante navigata come la Rettore a braccetto con una giovane Ditonellapiaga cantare serenamente di orgasmo. O Cosmo ospite dei La rappresentante di lista che canta “Stop greenwashing” nel festival sponsorizzato da ENI. Contraddittorio, sì: ma è proprio questa l’anima della televisione italiana, che spesso racconta un paese che cambia più velocemente di quanto riesca lei stessa a capire e raccontare. Il festival continuerà la strada intrapresa all’insegno del rinnovamento degli ultimi anni, riuscendo a dare voce al nuovo e all’inclusione? Solo se la risposta sarà sì, il risultato sarà davvero purificatorio.]]></itunes:summary><itunes:duration>1883</itunes:duration><itunes:keywords>femminismo,sanremo,transfemminismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e708a061d31c9d458f10461499433d72.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5×06: Come non comportarsi quando ti criticano sui social</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-06-come-non-comportarsi-quando-ti-criticano-sui-social--48147168</link><description><![CDATA[Dal deadnaming nell’ultima puntata di Morgana al caso dei Corpi Astinenti, nella maggior parte dei casi l’opzione migliore sarebbe chiedere scusa e ammettere di aver detto qualcosa di sbagliato<br /> <br /><br />Nelle scorse puntate, abbiamo già più volte parlato di privilegio: il privilegio del maschio bianco etero cis, per esempio. Il privilegio di chi è nato — o nata — nella parte del mondo considerata, tra mille virgolette, “fortunata.” Il privilegio di chi può fare la strada a piedi in piena notte senza paura. <br /><br /> <br /><br />Spesso la parte più difficile per chi vive nel privilegio è ammetterlo. Si fa fatica ad ammettere che su alcuni argomenti non possiamo mettere bocca — semplicemente perché non sappiamo davvero cosa significa vivere le vite degli altri. E non possiamo saperlo, perché siamo privilegiati, perché quella situazione, quello stato, non l’abbiamo mai vissuto.<br /><br /> <br /><br />Negli scorsi giorni si è parlato di privilegio in merito a due avvenimenti poco piacevoli che riguardavano la ormai celebre bolla dell’attivismo web. Da un lato, la puntata del podcast Morgana su Lana e Lilly Wachowski, dove le due registe venivano chiamate con i rispettivi deadname, e dall’altro la pubblicazione del saggio I Corpi Astinenti di Emanuelle Richard pubblicato per Edizioni Tlon e da molti accusato di afobia. <br /><br /> <br /><br />Non vogliamo ora entrare nel merito, e questa non vuole essere una puntata di dissing o di critica ad altre realtà, però ci ha colpito come, in entrambi i casi gli autori o gli editori si siano limitati a spiegare le proprie ragioni, a giustificarsi, ancor prima di chiedere scusa alle parti offese, nello specifico alle persone transessuali e asessuali. <br /><br /> <br /><br />Non crediamo che le autrici di Morgana siano transfobiche, né che la casa editrice di Edizioni Tlon abbia qualcosa nello specifico contro le persone asessuali. Tuttavia, anche in un ambito che potremmo in un certo senso definire di “attivismo” si fa ancora troppa fatica a dirsi che per parlare di argomenti che sono estranei alla nostra sfera di privilegio bisogna quanto meno chiedere una consulenza a chi quella realtà la vive davvero. <br /><br /> <br /><br />E soprattutto, quando qualcuno sostiene di sentirsi discriminato, non ha alcun senso giustificarsi, perché non c’è motivazione che tenga. Bisogna chiedere scusa, ascoltare e imparare. <br /><br /> <br /><br />Fa parte tutto dello stesso principio: non esistiamo solo noi e la nostra voce non conta di più di quella degli altri. E credere di poter parlare di tutto e tutti senza chiedere a* dirett* interessat* cosa ne pensano a riguardo è semplicemente il frutto di una società bianca, patriarcale, eteronormata e anche colonialista. <br /><br /> <br /><br />Giustificare un comportamento discriminatorio è sempre sbagliato. Se lo facciamo continuiamo a perpetuare l’idea che alcune discriminazioni valgano più di altre, e non esiste errore peggiore.<br /><br />Show notes<br /><br /> La ring light della Madonna<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47726</guid><pubDate>Thu, 23 Dec 2021 16:29:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147168/5x06_come_non_comportarsi_quando_ti_criticano_sui_social.mp3" length="25100599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dal deadnaming nell’ultima puntata di Morgana al caso dei Corpi Astinenti, nella maggior parte dei casi l’opzione migliore sarebbe chiedere scusa e ammettere di aver detto qualcosa di sbagliato
 

Nelle scorse puntate, abbiamo già più volte parlato di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal deadnaming nell’ultima puntata di Morgana al caso dei Corpi Astinenti, nella maggior parte dei casi l’opzione migliore sarebbe chiedere scusa e ammettere di aver detto qualcosa di sbagliato<br /> <br /><br />Nelle scorse puntate, abbiamo già più volte parlato di privilegio: il privilegio del maschio bianco etero cis, per esempio. Il privilegio di chi è nato — o nata — nella parte del mondo considerata, tra mille virgolette, “fortunata.” Il privilegio di chi può fare la strada a piedi in piena notte senza paura. <br /><br /> <br /><br />Spesso la parte più difficile per chi vive nel privilegio è ammetterlo. Si fa fatica ad ammettere che su alcuni argomenti non possiamo mettere bocca — semplicemente perché non sappiamo davvero cosa significa vivere le vite degli altri. E non possiamo saperlo, perché siamo privilegiati, perché quella situazione, quello stato, non l’abbiamo mai vissuto.<br /><br /> <br /><br />Negli scorsi giorni si è parlato di privilegio in merito a due avvenimenti poco piacevoli che riguardavano la ormai celebre bolla dell’attivismo web. Da un lato, la puntata del podcast Morgana su Lana e Lilly Wachowski, dove le due registe venivano chiamate con i rispettivi deadname, e dall’altro la pubblicazione del saggio I Corpi Astinenti di Emanuelle Richard pubblicato per Edizioni Tlon e da molti accusato di afobia. <br /><br /> <br /><br />Non vogliamo ora entrare nel merito, e questa non vuole essere una puntata di dissing o di critica ad altre realtà, però ci ha colpito come, in entrambi i casi gli autori o gli editori si siano limitati a spiegare le proprie ragioni, a giustificarsi, ancor prima di chiedere scusa alle parti offese, nello specifico alle persone transessuali e asessuali. <br /><br /> <br /><br />Non crediamo che le autrici di Morgana siano transfobiche, né che la casa editrice di Edizioni Tlon abbia qualcosa nello specifico contro le persone asessuali. Tuttavia, anche in un ambito che potremmo in un certo senso definire di “attivismo” si fa ancora troppa fatica a dirsi che per parlare di argomenti che sono estranei alla nostra sfera di privilegio bisogna quanto meno chiedere una consulenza a chi quella realtà la vive davvero. <br /><br /> <br /><br />E soprattutto, quando qualcuno sostiene di sentirsi discriminato, non ha alcun senso giustificarsi, perché non c’è motivazione che tenga. Bisogna chiedere scusa, ascoltare e imparare. <br /><br /> <br /><br />Fa parte tutto dello stesso principio: non esistiamo solo noi e la nostra voce non conta di più di quella degli altri. E credere di poter parlare di tutto e tutti senza chiedere a* dirett* interessat* cosa ne pensano a riguardo è semplicemente il frutto di una società bianca, patriarcale, eteronormata e anche colonialista. <br /><br /> <br /><br />Giustificare un comportamento discriminatorio è sempre sbagliato. Se lo facciamo continuiamo a perpetuare l’idea che alcune discriminazioni valgano più di altre, e non esiste errore peggiore.<br /><br />Show notes<br /><br /> La ring light della Madonna<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>1569</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6bfd0d2372adac4b94c68eae928c96f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5×05: Come cambiano i canoni di bellezza, 14 anni di Kardashian dopo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-05-come-cambiano-i-canoni-di-bellezza-14-anni-di-kardashian-dopo--48147171</link><description><![CDATA[A metà degli anni 2000 il modello da seguire era rigido e dannoso, basato sul dogma della magrezza: oggi va un po' meglio, ma continuiamo a non aver bisogno di un canone a cui paragonare i nostri corpi<br />Dopo 14 anni di onorato servizio chiude il reality show della famiglia Kardashian. Ma com’è cambiato il canone della bellezza femminile in un decennio e mezzo? Anche grazie a Kim Kardashian ci è stato imposto un modello di forme artefatte e dalla perfezione irraggiungibile, sdoganando definitivamente la chirurgia estetica anche presso il grande pubblico — ma che almeno ha avuto il merito di spazzare via l’ossessione per la magrezza con cui siamo cresciute negli anni duemila. <br /><br />Oggi il canone viaggia sui social network, come TikTok, e la pressione per aderire a determinati modelli è ancora molto forte — l’esempio da seguire non è più la modella sul cartellone con la foto ritoccata, ma chi produce contenuti online, magari ritoccando in modo discreto le proprie immagini. Rispetto a quindici anni fa i nuovi social network e la cultura del body positive ha contribuito almeno a creare una maggiore consapevolezza dei rischi di un canone oppressivo, contribuendo a dare una voce anche a chi non si riconosce negli standard imposti o non è di origine europea. Ma abbiamo davvero bisogno di un canone di bellezza a cui paragonare i nostri corpi? (Ovviamente no.)<br /><br />(A proposito: avete visto il video in cui Piton canta i My Chemical Romance per Natale? Bene, è il momento della vostra dose di nostalgia quotidiana.)<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47649</guid><pubDate>Mon, 13 Dec 2021 16:09:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147171/5x05_come_cambiano_i_canoni_di_bellezza_14_anni_di_kardashian_dopo.mp3" length="57662693" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>A metà degli anni 2000 il modello da seguire era rigido e dannoso, basato sul dogma della magrezza: oggi va un po' meglio, ma continuiamo a non aver bisogno di un canone a cui paragonare i nostri corpi
Dopo 14 anni di onorato servizio chiude il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A metà degli anni 2000 il modello da seguire era rigido e dannoso, basato sul dogma della magrezza: oggi va un po' meglio, ma continuiamo a non aver bisogno di un canone a cui paragonare i nostri corpi<br />Dopo 14 anni di onorato servizio chiude il reality show della famiglia Kardashian. Ma com’è cambiato il canone della bellezza femminile in un decennio e mezzo? Anche grazie a Kim Kardashian ci è stato imposto un modello di forme artefatte e dalla perfezione irraggiungibile, sdoganando definitivamente la chirurgia estetica anche presso il grande pubblico — ma che almeno ha avuto il merito di spazzare via l’ossessione per la magrezza con cui siamo cresciute negli anni duemila. <br /><br />Oggi il canone viaggia sui social network, come TikTok, e la pressione per aderire a determinati modelli è ancora molto forte — l’esempio da seguire non è più la modella sul cartellone con la foto ritoccata, ma chi produce contenuti online, magari ritoccando in modo discreto le proprie immagini. Rispetto a quindici anni fa i nuovi social network e la cultura del body positive ha contribuito almeno a creare una maggiore consapevolezza dei rischi di un canone oppressivo, contribuendo a dare una voce anche a chi non si riconosce negli standard imposti o non è di origine europea. Ma abbiamo davvero bisogno di un canone di bellezza a cui paragonare i nostri corpi? (Ovviamente no.)<br /><br />(A proposito: avete visto il video in cui Piton canta i My Chemical Romance per Natale? Bene, è il momento della vostra dose di nostalgia quotidiana.)<br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>1442</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b4d00c544b88f039c4c7a0c00a657c88.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5×04: Sì, ce la prendiamo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-04-si-ce-la-prendiamo--48147170</link><description><![CDATA[A pochi giorni dal 25 novembre, le molestie in diretta a Greta Beccaglia hanno riportato al centro del dibattito il tema della violenza di genere e della sua impunità. Ma l'indignazione non basta, se non si decostruisce la cultura machista dominante.<br /> <br /><br />Giovedì scorso era la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, e come ogni anno internet si è riempito di contenuti e polemiche più o meno strillate. C’è un’immagine in particolare che è rimbalzata nella nostra bolla, con una grafica che legge “protect your daughter,” “proteggi tua figlia.” La scritta è cancellata da una riga rossa, accompagnata da una correzione: “educate your son,” “educa tuo figlio.” <br /><br /> <br /><br />Non è un messaggio sbagliato: il patriarcato è ancora molto introiettato nella vita delle donne, ma lo è altrettanto nella vita degli uomini. Tuttavia, non si può non pensare che la scritta parli a una donna — per due motivi precisi: in primis perché sono le donne che proteggono le donne, e poi perché la società continua a volerci imporre che dei figli dovrebbe occuparsi la madre, non il padre. Si crea così un meccanismo per cui si de–responsabilizzano ulteriormente gli uomini: se un figlio cresce sessista e misogino, non è colpa del padre, ma della madre che lo ha educato male. Per superare tutto questo, però, servirebbe che tutti gli uomini fossero più disposti a parlare di mascolinità tossica, e di come alla fine, tutti questi problemi derivino dall’influenza del machismo sulla nostra società.<br /><br /> <br /><br />In Strappare lungo i bordi il giovane Zero andando a scuola vede un murales che dice “amare le donne è da froci.” Posto che non dovrebbe nemmeno servire specificare che essere omosessuali non è un insulto, in quella scritta c’è davvero tutto il discorso che stiamo facendo oggi: amare le donne, rispettarle, non ucciderle e non considerarle oggetti è una preoccupazione di chi, alla fine, non si sente così tanto virile, in un contrasto tra maschi di serie A e maschi di serie B, che se non ci impegniamo a distruggere continuerà a nutrire una logica di violenza.<br /><br /> <br /><br />Greta Beccaglia, la giornalista sportiva molestata in diretta durante la trasmissione di una tv locale toscana, ha ricevuto numerose attestazioni di solidarietà dal mondo della politica e del giornalismo, dopo che il video della molestia è diventato virale sui social. “Sono sempre più delusa da quello che mi è successo, ma ho ancora più voglia di fare la giornalista,” racconta in un’intervista. Il collega in studio che l’ha invitata a “non prendersela” si è scusato, dicendo di averlo detto per “non mandarla nel panico.” Lei stessa l’ha difeso: “In studio si è scusato molte volte e mi ha invitata a raccontare l’accaduto e a denunciare.”<br /><br /> <br /><br />Chiamando Eva torna lunedì 13 dicembre.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br /> <br /><br />In copertina, grab via YouTube]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47497</guid><pubDate>Mon, 29 Nov 2021 14:30:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147170/5x04_ce_la_prendiamo.mp3" length="21668715" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>A pochi giorni dal 25 novembre, le molestie in diretta a Greta Beccaglia hanno riportato al centro del dibattito il tema della violenza di genere e della sua impunità. Ma l'indignazione non basta, se non si decostruisce la cultura machista dominante....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A pochi giorni dal 25 novembre, le molestie in diretta a Greta Beccaglia hanno riportato al centro del dibattito il tema della violenza di genere e della sua impunità. Ma l'indignazione non basta, se non si decostruisce la cultura machista dominante.<br /> <br /><br />Giovedì scorso era la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, e come ogni anno internet si è riempito di contenuti e polemiche più o meno strillate. C’è un’immagine in particolare che è rimbalzata nella nostra bolla, con una grafica che legge “protect your daughter,” “proteggi tua figlia.” La scritta è cancellata da una riga rossa, accompagnata da una correzione: “educate your son,” “educa tuo figlio.” <br /><br /> <br /><br />Non è un messaggio sbagliato: il patriarcato è ancora molto introiettato nella vita delle donne, ma lo è altrettanto nella vita degli uomini. Tuttavia, non si può non pensare che la scritta parli a una donna — per due motivi precisi: in primis perché sono le donne che proteggono le donne, e poi perché la società continua a volerci imporre che dei figli dovrebbe occuparsi la madre, non il padre. Si crea così un meccanismo per cui si de–responsabilizzano ulteriormente gli uomini: se un figlio cresce sessista e misogino, non è colpa del padre, ma della madre che lo ha educato male. Per superare tutto questo, però, servirebbe che tutti gli uomini fossero più disposti a parlare di mascolinità tossica, e di come alla fine, tutti questi problemi derivino dall’influenza del machismo sulla nostra società.<br /><br /> <br /><br />In Strappare lungo i bordi il giovane Zero andando a scuola vede un murales che dice “amare le donne è da froci.” Posto che non dovrebbe nemmeno servire specificare che essere omosessuali non è un insulto, in quella scritta c’è davvero tutto il discorso che stiamo facendo oggi: amare le donne, rispettarle, non ucciderle e non considerarle oggetti è una preoccupazione di chi, alla fine, non si sente così tanto virile, in un contrasto tra maschi di serie A e maschi di serie B, che se non ci impegniamo a distruggere continuerà a nutrire una logica di violenza.<br /><br /> <br /><br />Greta Beccaglia, la giornalista sportiva molestata in diretta durante la trasmissione di una tv locale toscana, ha ricevuto numerose attestazioni di solidarietà dal mondo della politica e del giornalismo, dopo che il video della molestia è diventato virale sui social. “Sono sempre più delusa da quello che mi è successo, ma ho ancora più voglia di fare la giornalista,” racconta in un’intervista. Il collega in studio che l’ha invitata a “non prendersela” si è scusato, dicendo di averlo detto per “non mandarla nel panico.” Lei stessa l’ha difeso: “In studio si è scusato molte volte e mi ha invitata a raccontare l’accaduto e a denunciare.”<br /><br /> <br /><br />Chiamando Eva torna lunedì 13 dicembre.<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /><br /><br /><br /> <br /><br />In copertina, grab via YouTube]]></itunes:summary><itunes:duration>1355</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/066183446fae7584d8b9488eccb655d8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5×03: Nella musica pop ci sono troppi uomini che ci hanno spezzato il cuore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-03-nella-musica-pop-ci-sono-troppi-uomini-che-ci-hanno-spezzato-il-cuore--48147169</link><description><![CDATA[Il mondo è stato travolto da “All Too Well” e “Easy On Me” — ma perché nella musica pop le donne si trovano sempre a cantare di relazioni spezzate?<br /> <br /><br />La nuova edizione di RED di Taylor Swift, insieme alla versione estesa di “All Too Well,” ha travolto il mondo. Per chi è neofita della cantante del Tennessee e non è mai stato un suo accanito fan, “All Too Well” è una canzone che parla della relazione fra una ragazza che sta per compiere 21 anni e un uomo già trentenne. All’inizio è un tripudio di romanticismo, è autunno, lui la invita dai suoi, ballano nel bel mezzo della notte illuminati solo dalla luce del frigorifero, è tutto bello. Poi però le cose cominciano a non andare più tanto bene e la storia finisce dopo soli tre mesi. Lei ci sta male per mesi, forse anni, ma lui conserva la sciarpa che lei ha dimenticato a casa della sorella. È opinione diffusa che lui sia Jake Gyllenhaal. Nonostante siano passati 11 anni, la canzone ha travolto i social — a partire dalla pagina Instagram di Gyllenhaal. È naturale essere empatici con la storia di Swift, e compartecipare a tutta questa sofferenza emotiva cantata ascoltando il pezzo. Tuttavia, non si può non notare come si tratti di una precisa strategia del personaggio di Taylor: ha costruito una carriera mettendo in musica i suoi insuccessi relazionali — cosa per cui è stata oltremodo criticata. Però, a prescindere dal fatto meramente economico, è vero che il modello che porta avanti è quello di una donna che adesso riguarda alle sue sofferenze con lo sguardo fiero chi è uscito vittorioso dai suoi traumi. <br /><br /> <br /><br />Traumi che però partono sempre dagli uomini. <br /><br /> <br /><br />Un’altra che di delusioni amorose se ne intende è Adele. La cantante inglese dopo un silenzio di sei anni è finalmente uscita con il nuovo album “30” anticipato dal singolo “Easy On Me.” Dopo i pianoforti arpeggiati di “Someone like You” e le urla al vento di “Hello,” la cantautrice britannica è tornata a darci un pugno allo stomaco parlando del suo divorzio. Nel videoclip girato da Xavier Dolan dice, fra le tante cose: “Non puoi negare che ci ho provato davvero / Ho cambiato chi ero per metterti al primo posto / Ma ora rinuncio.”<br /><br /> <br /><br />Ma quand’è che la smetteremo di avere cantanti donna (sarebbe il caso di menzionare che sono anche etero e bianche) che cantano di quanto sono state deluse dagli uomini? Forse gli uomini non smetteranno mai di deludere le donne, ed è vero che i testi della musica pop da sempre sono legati al romanticismo e a raccontare storie relatable. ma forse un giorno saremo anche in grado di ascoltare qualcosa che non sia solo la malinconia per una relazione che poteva funzionare e invece…<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /> <br /><br />In copertina, elaborazione the Submarine. Foto: Taylor Swift, CC BY-SA 2.0 Eva Rinaldi; Adele, CC BY 2.0 Kristopher Harris, Jake Gyllenhaal, CC BY 3.0 Georges Biard]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47428</guid><pubDate>Mon, 22 Nov 2021 13:19:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147169/5x03_nella_musica_pop_ci_sono_troppi_uomini_che_ci_hanno_spezzato_il_cuore.mp3" length="53844635" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il mondo è stato travolto da “All Too Well” e “Easy On Me” — ma perché nella musica pop le donne si trovano sempre a cantare di relazioni spezzate?
 

La nuova edizione di RED di Taylor Swift, insieme alla versione estesa di “All Too Well,” ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il mondo è stato travolto da “All Too Well” e “Easy On Me” — ma perché nella musica pop le donne si trovano sempre a cantare di relazioni spezzate?<br /> <br /><br />La nuova edizione di RED di Taylor Swift, insieme alla versione estesa di “All Too Well,” ha travolto il mondo. Per chi è neofita della cantante del Tennessee e non è mai stato un suo accanito fan, “All Too Well” è una canzone che parla della relazione fra una ragazza che sta per compiere 21 anni e un uomo già trentenne. All’inizio è un tripudio di romanticismo, è autunno, lui la invita dai suoi, ballano nel bel mezzo della notte illuminati solo dalla luce del frigorifero, è tutto bello. Poi però le cose cominciano a non andare più tanto bene e la storia finisce dopo soli tre mesi. Lei ci sta male per mesi, forse anni, ma lui conserva la sciarpa che lei ha dimenticato a casa della sorella. È opinione diffusa che lui sia Jake Gyllenhaal. Nonostante siano passati 11 anni, la canzone ha travolto i social — a partire dalla pagina Instagram di Gyllenhaal. È naturale essere empatici con la storia di Swift, e compartecipare a tutta questa sofferenza emotiva cantata ascoltando il pezzo. Tuttavia, non si può non notare come si tratti di una precisa strategia del personaggio di Taylor: ha costruito una carriera mettendo in musica i suoi insuccessi relazionali — cosa per cui è stata oltremodo criticata. Però, a prescindere dal fatto meramente economico, è vero che il modello che porta avanti è quello di una donna che adesso riguarda alle sue sofferenze con lo sguardo fiero chi è uscito vittorioso dai suoi traumi. <br /><br /> <br /><br />Traumi che però partono sempre dagli uomini. <br /><br /> <br /><br />Un’altra che di delusioni amorose se ne intende è Adele. La cantante inglese dopo un silenzio di sei anni è finalmente uscita con il nuovo album “30” anticipato dal singolo “Easy On Me.” Dopo i pianoforti arpeggiati di “Someone like You” e le urla al vento di “Hello,” la cantautrice britannica è tornata a darci un pugno allo stomaco parlando del suo divorzio. Nel videoclip girato da Xavier Dolan dice, fra le tante cose: “Non puoi negare che ci ho provato davvero / Ho cambiato chi ero per metterti al primo posto / Ma ora rinuncio.”<br /><br /> <br /><br />Ma quand’è che la smetteremo di avere cantanti donna (sarebbe il caso di menzionare che sono anche etero e bianche) che cantano di quanto sono state deluse dagli uomini? Forse gli uomini non smetteranno mai di deludere le donne, ed è vero che i testi della musica pop da sempre sono legati al romanticismo e a raccontare storie relatable. ma forse un giorno saremo anche in grado di ascoltare qualcosa che non sia solo la malinconia per una relazione che poteva funzionare e invece…<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis<br /> <br /><br />In copertina, elaborazione the Submarine. Foto: Taylor Swift, CC BY-SA 2.0 Eva Rinaldi; Adele, CC BY 2.0 Kristopher Harris, Jake Gyllenhaal, CC BY 3.0 Georges Biard]]></itunes:summary><itunes:duration>1347</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d396fe081c5321e77ffb62fd3c018fee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5×02: Il cortocircuito dell'attivismo nella bolla</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-02-il-cortocircuito-dell-attivismo-nella-bolla--48147180</link><description><![CDATA[Quello del falso ginecologo pugliese è solo l’ultimo esempio di un episodio che mobilita attivist* e opinionist* sui social ma che poi esce dalla discussione alla stessa velocità con cui ci è entrato. Ma come si esce dal circolo vizioso dell'attivismo performativo?<br /> <br /><br />Nei primi giorni di novembre è girato su Instagram un post che denunciava le molestie da parte di un presunto medico subite da 25 ragazze pugliesi. Le donne hanno riferito di aver ricevuto una chiamata da un numero privato e di essersi trovate a parlare con un sedicente ginecologo. Il tale dottor Licante, o Lirante, prima forniva loro dati e i informazioni relative a recenti analisi ginecologiche effettivamente sostenute, poi diagnosticava una qualche infezione e le inondava di domande inerenti alla loro vita sessuale, chiedendo, in alcuni casi, di fare anche una videochiamata. <br /><br /> <br /><br />Il post è diventato virale, riuscendo a raccogliere le testimonianze di altre donne che avevano subito la stessa molestia — arrivando a quota 125. L’interessamento alla vicenda ha però avuto vita molto breve. Come tutti i contenuti di attivismo social, dopo il picco di condivisioni il post è andato a scemare per essere poi sepolto da mille altri. Anche in questo caso, la brama di parlarne a priori ed esprimere sempre la propria opinione il prima possibile rischia di oscurare il vero senso di quello che facciamo e soprattutto del perché sia giusto farlo. <br /><br /> <br /><br />Da un lato i social ci spingono a essere sempre protagonist* — anche quando non siamo propriamente attivist* — ma, dall’altro lato, la loro conformazione strutturale ci porta al tentativo frettoloso di essere sempre in prima linea. I soprusi così creano scalpore per pochi istanti nella propria cerchia ristretta, che risponde in coro alla chiamata alle armi, per essere poi sostituiti e cadere nel baratro. Se i post di attivismo riescono a sensibilizzare su certe tematiche delicate e fondamentali, difficilmente però varcano la soglia della propria bolla online — e nel caso hanno vita molto breve. Questa dinamica improntata sulla velocità e su “chi-arriva-per-prim*” toglie un po’ di significato al proprio impegno politico e rischia di rimanere in superficie, senza andare veramente ad approfondire. Non è meglio a questo punto aspettare un attimo e chiedersi se il nostro contenuto rappresenta veramente un apporto positivo - non spinto dalla fear of missing out?<br /><br /> <br /><br />Intanto su TikTok l* adolescent* si prodigiano nel reality shifting, tecnica che dovrebbe permettere loro di cambiare realtà dopo essersi addormentat*. Tra le varie esperienze, ritorna di frequente il flirt con Draco Malfoy nel mondo magico di Harry Potter.<br /><br /> <br />Show notes<br />Buon viaggio su Shiftok<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47347</guid><pubDate>Mon, 15 Nov 2021 12:28:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147180/47347.mp3" length="45761433" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Quello del falso ginecologo pugliese è solo l’ultimo esempio di un episodio che mobilita attivist* e opinionist* sui social ma che poi esce dalla discussione alla stessa velocità con cui ci è entrato. Ma come si esce dal circolo vizioso dell'attivismo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quello del falso ginecologo pugliese è solo l’ultimo esempio di un episodio che mobilita attivist* e opinionist* sui social ma che poi esce dalla discussione alla stessa velocità con cui ci è entrato. Ma come si esce dal circolo vizioso dell'attivismo performativo?<br /> <br /><br />Nei primi giorni di novembre è girato su Instagram un post che denunciava le molestie da parte di un presunto medico subite da 25 ragazze pugliesi. Le donne hanno riferito di aver ricevuto una chiamata da un numero privato e di essersi trovate a parlare con un sedicente ginecologo. Il tale dottor Licante, o Lirante, prima forniva loro dati e i informazioni relative a recenti analisi ginecologiche effettivamente sostenute, poi diagnosticava una qualche infezione e le inondava di domande inerenti alla loro vita sessuale, chiedendo, in alcuni casi, di fare anche una videochiamata. <br /><br /> <br /><br />Il post è diventato virale, riuscendo a raccogliere le testimonianze di altre donne che avevano subito la stessa molestia — arrivando a quota 125. L’interessamento alla vicenda ha però avuto vita molto breve. Come tutti i contenuti di attivismo social, dopo il picco di condivisioni il post è andato a scemare per essere poi sepolto da mille altri. Anche in questo caso, la brama di parlarne a priori ed esprimere sempre la propria opinione il prima possibile rischia di oscurare il vero senso di quello che facciamo e soprattutto del perché sia giusto farlo. <br /><br /> <br /><br />Da un lato i social ci spingono a essere sempre protagonist* — anche quando non siamo propriamente attivist* — ma, dall’altro lato, la loro conformazione strutturale ci porta al tentativo frettoloso di essere sempre in prima linea. I soprusi così creano scalpore per pochi istanti nella propria cerchia ristretta, che risponde in coro alla chiamata alle armi, per essere poi sostituiti e cadere nel baratro. Se i post di attivismo riescono a sensibilizzare su certe tematiche delicate e fondamentali, difficilmente però varcano la soglia della propria bolla online — e nel caso hanno vita molto breve. Questa dinamica improntata sulla velocità e su “chi-arriva-per-prim*” toglie un po’ di significato al proprio impegno politico e rischia di rimanere in superficie, senza andare veramente ad approfondire. Non è meglio a questo punto aspettare un attimo e chiedersi se il nostro contenuto rappresenta veramente un apporto positivo - non spinto dalla fear of missing out?<br /><br /> <br /><br />Intanto su TikTok l* adolescent* si prodigiano nel reality shifting, tecnica che dovrebbe permettere loro di cambiare realtà dopo essersi addormentat*. Tra le varie esperienze, ritorna di frequente il flirt con Draco Malfoy nel mondo magico di Harry Potter.<br /><br /> <br />Show notes<br />Buon viaggio su Shiftok<br /><br /> <br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>1430</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/24602f0336476cd633796a0a54dc3ae5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5×01: Dal panico per lo schwa all’affossamento del ddl Zan: di cosa hanno paura i privilegiati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-01-dal-panico-per-lo-schwa-all-affossamento-del-ddl-zan-di-cosa-hanno-paura-i-privilegiati--48147177</link><description><![CDATA[Chiamando Eva torna con una nuova stagione dieci giorni dopo una sconfitta storica per i diritti civili in Italia. Ma perché chi è al potere si dice perseguitato da una “dittatura,” quando si chiedono solo maggiori tutele?<br />Il 27 ottobre 2021 in Senato è stato affossato il ddl Zan. Con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti, la richiesta di “non passaggio all’esame degli articoli,” la tanto discussa “tagliola,” ha spento in pochi minuti il sogno che aveva riempito le piazze di tutta Italia a sostegno dei diritti civili. Il resto della storia la sapete: sui social sono circolati i video – desolanti – dei banchi della destra esplosi in applausi e cori da stadio, in un exploit di goduria e follia collettiva.<br /><br />Nelle pagine di Repubblica del 31 ottobre Luca Ricolfi, sociologo, scriveva un articolo molto critico in merito alla questione del politicamente corretto nella lingua e del tanto odiato asterisco o schwa. Nell’articolo si legge che “i discendenti dell’uomo bianco (anche se non hanno alcuna colpa) devono pagare per le colpe, vere o presunte, dei loro progenitori colonialisti, oppressori, schiavisti, in ogni caso privilegiati.” Chiara Valerio ha risposto qualche giorno dopo: dire “maschio bianco eterosessuale” per riferirsi a una determinata categoria di persone – guarda caso quelle stesse persone che non si sono mai poste il problema di nominarsi e che Kubra Gumusay chiama per questo “innominati” – non vuole essere degradante. Semplicemente è una categorizzazione fatta per insiemi. Tutti rientriamo in una qualche definizione, per quanto ci possa sembrare limitante.<br /><br />Le due notizie rientrano in un più esteso sentimento di opposizione a qualsiasi istanza di trasformazione culturale verso una maggiore rappresentazione. Se il linguaggio inclusivo e la presunta “dittatura del politicamente corretto” fanno paura, bisogna chiedersi a chi. <br /><br />La lingua in realtà è già di per sé in continuo cambiamento, in quanto specchio della cultura e del quotidiano. Il momento “linguisticamente molto frizzante” che stiamo vivendo, come aveva evidenziato la linguista Vera Gheno in una nostra intervista, è infatti mera espressione del grande sommovimento sociale attuale. Il cambiamento spaventa chi pensa che i propri privilegi siano a rischio – e così finisce per schernire i vari esperimenti. In realtà le due cose non sono autoescludenti. Un linguaggio che rappresenti coloro che oggi mancano degli strumenti per farlo non è un affronto a chi invece questo diritto già ce l’ha, ma un tentativo di apertura. Le trasformazioni non vogliono sradicare, ma aprire una porta, una possibilità.<br /><br />Per fortuna, una buona notizia dal teatrino del Senato italiano c’è: con l’approvazione del Decreto Infrastrutture, sarà vietata qualsiasi forma di pubblicità a sfondo sessista, razzista o abilista per le strade.<br /><br />In copertina, foto di Marco Casino<br />Show notes<br /><br /> Carə tuttə, il linguaggio inclusivo esiste. Perché non usarlo? Intervista a Vera Gheno<br /> Il dibattito. Parlar “giusto” non è questione di etichetta - la Repubblica<br /> Nel mondo senza schwa mio nonno era un geometro<br /> Il ddl Zan non limita la libertà di nessuno: chi lo sostiene è in malafede<br /> Risultati sondaggio: legge Zan, l’omotransfobia deve essere reato<br /> Sondaggio BiDiMedia, Ddl Zan: la maggioranza degli italiani è a favore<br /> Con l’affossamento del ddl Zan ha vinto il fondamentalismo cattolico<br /> La marea umana per il ddl Zan<br /> TikTok: Il costume a tema Fleabag per Halloween <br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=47296</guid><pubDate>Mon, 08 Nov 2021 12:04:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147177/5x01_dal_panico_per_lo_schwa_allaffossamento_del_ddl_zan_di_cosa_hanno_paura_i_privilegiati.mp3" length="51271052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Chiamando Eva torna con una nuova stagione dieci giorni dopo una sconfitta storica per i diritti civili in Italia. Ma perché chi è al potere si dice perseguitato da una “dittatura,” quando si chiedono solo maggiori tutele?
Il 27 ottobre 2021 in Senato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chiamando Eva torna con una nuova stagione dieci giorni dopo una sconfitta storica per i diritti civili in Italia. Ma perché chi è al potere si dice perseguitato da una “dittatura,” quando si chiedono solo maggiori tutele?<br />Il 27 ottobre 2021 in Senato è stato affossato il ddl Zan. Con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti, la richiesta di “non passaggio all’esame degli articoli,” la tanto discussa “tagliola,” ha spento in pochi minuti il sogno che aveva riempito le piazze di tutta Italia a sostegno dei diritti civili. Il resto della storia la sapete: sui social sono circolati i video – desolanti – dei banchi della destra esplosi in applausi e cori da stadio, in un exploit di goduria e follia collettiva.<br /><br />Nelle pagine di Repubblica del 31 ottobre Luca Ricolfi, sociologo, scriveva un articolo molto critico in merito alla questione del politicamente corretto nella lingua e del tanto odiato asterisco o schwa. Nell’articolo si legge che “i discendenti dell’uomo bianco (anche se non hanno alcuna colpa) devono pagare per le colpe, vere o presunte, dei loro progenitori colonialisti, oppressori, schiavisti, in ogni caso privilegiati.” Chiara Valerio ha risposto qualche giorno dopo: dire “maschio bianco eterosessuale” per riferirsi a una determinata categoria di persone – guarda caso quelle stesse persone che non si sono mai poste il problema di nominarsi e che Kubra Gumusay chiama per questo “innominati” – non vuole essere degradante. Semplicemente è una categorizzazione fatta per insiemi. Tutti rientriamo in una qualche definizione, per quanto ci possa sembrare limitante.<br /><br />Le due notizie rientrano in un più esteso sentimento di opposizione a qualsiasi istanza di trasformazione culturale verso una maggiore rappresentazione. Se il linguaggio inclusivo e la presunta “dittatura del politicamente corretto” fanno paura, bisogna chiedersi a chi. <br /><br />La lingua in realtà è già di per sé in continuo cambiamento, in quanto specchio della cultura e del quotidiano. Il momento “linguisticamente molto frizzante” che stiamo vivendo, come aveva evidenziato la linguista Vera Gheno in una nostra intervista, è infatti mera espressione del grande sommovimento sociale attuale. Il cambiamento spaventa chi pensa che i propri privilegi siano a rischio – e così finisce per schernire i vari esperimenti. In realtà le due cose non sono autoescludenti. Un linguaggio che rappresenti coloro che oggi mancano degli strumenti per farlo non è un affronto a chi invece questo diritto già ce l’ha, ma un tentativo di apertura. Le trasformazioni non vogliono sradicare, ma aprire una porta, una possibilità.<br /><br />Per fortuna, una buona notizia dal teatrino del Senato italiano c’è: con l’approvazione del Decreto Infrastrutture, sarà vietata qualsiasi forma di pubblicità a sfondo sessista, razzista o abilista per le strade.<br /><br />In copertina, foto di Marco Casino<br />Show notes<br /><br /> Carə tuttə, il linguaggio inclusivo esiste. Perché non usarlo? Intervista a Vera Gheno<br /> Il dibattito. Parlar “giusto” non è questione di etichetta - la Repubblica<br /> Nel mondo senza schwa mio nonno era un geometro<br /> Il ddl Zan non limita la libertà di nessuno: chi lo sostiene è in malafede<br /> Risultati sondaggio: legge Zan, l’omotransfobia deve essere reato<br /> Sondaggio BiDiMedia, Ddl Zan: la maggioranza degli italiani è a favore<br /> Con l’affossamento del ddl Zan ha vinto il fondamentalismo cattolico<br /> La marea umana per il ddl Zan<br /> TikTok: Il costume a tema Fleabag per Halloween <br /><br />Sostieni l’informazione indipendente di the Submarine: abbonati a Hello, World! La prima settimana è gratis]]></itunes:summary><itunes:duration>1282</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1bd931fc155913073dbdc319a661e9c5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4×07: Chiamando Camposanto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-07-chiamando-camposanto--48147176</link><description><![CDATA[La storie che si celano dietro le lapidi nascondono più di una sorpresa. In questa puntata Giulia Depentor, autrice del podcast Camposanto, ci racconta quelle che hanno avuto come protagoniste alcune donne straordinarie<br />In questa nuova puntata di Chiamando Eva un’ospite speciale racconta il mondo delle sepolture femminili. Giulia Depentor, blogger e autrice del fortunato podcast Camposanto, è appassionata di cimiteri e negli ultimi anni ha dedicato tempo e attenzione alle storie di coloro che li abitano.<br /><br />Non sempre è facile ricostruire il passato che si cela dietro una lapide, o persino trovare il luogo di sepoltura, anche quando appartiene a un personaggio famoso. Come il caso di Fernanda Pivano, sepolta al Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova e volutamente “nascosta”: per trovare la sua tomba, conviene convincere il custode, ma non è un’impresa facile.<br /><br />In altri casi invece, esistono cimiteri molto poco spettacolari e avvolti in una natura bucolica, o inquietante, come il cimitero Skogskyrkogården a Stoccolma dove è sepolta Greta Garbo, o il Friedhof Grunewald-Forst, il cosiddetto “cimitero dei suicidi” dove curiosamente volle farsi seppellire, insieme alla madre Margarete, Christa Päffgen, più comunemente nota come la Nico dei Velvet Underground.<br /><br />Frequentare cimiteri porta anche a scoprire storie di donne meno famose ma non per questo con vite meno interessanti. È il caso di Rosa May, prostituta della cittadina di Bodie, un villaggio fantasma della California, mantenuto nello stato dell’epoca con l’architettura in stile far west, o della patriota tirolese Katharina Lanz, passata alla storia come colei che cacciò i nemici col forcone.<br /><br />Segui Giulia Depentor<br /><br />Ascolta Camposanto]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=45105</guid><pubDate>Wed, 28 Apr 2021 13:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147176/4x07_chiamando_camposanto.mp3" length="125355362" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La storie che si celano dietro le lapidi nascondono più di una sorpresa. In questa puntata Giulia Depentor, autrice del podcast Camposanto, ci racconta quelle che hanno avuto come protagoniste alcune donne straordinarie
In questa nuova puntata di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La storie che si celano dietro le lapidi nascondono più di una sorpresa. In questa puntata Giulia Depentor, autrice del podcast Camposanto, ci racconta quelle che hanno avuto come protagoniste alcune donne straordinarie<br />In questa nuova puntata di Chiamando Eva un’ospite speciale racconta il mondo delle sepolture femminili. Giulia Depentor, blogger e autrice del fortunato podcast Camposanto, è appassionata di cimiteri e negli ultimi anni ha dedicato tempo e attenzione alle storie di coloro che li abitano.<br /><br />Non sempre è facile ricostruire il passato che si cela dietro una lapide, o persino trovare il luogo di sepoltura, anche quando appartiene a un personaggio famoso. Come il caso di Fernanda Pivano, sepolta al Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova e volutamente “nascosta”: per trovare la sua tomba, conviene convincere il custode, ma non è un’impresa facile.<br /><br />In altri casi invece, esistono cimiteri molto poco spettacolari e avvolti in una natura bucolica, o inquietante, come il cimitero Skogskyrkogården a Stoccolma dove è sepolta Greta Garbo, o il Friedhof Grunewald-Forst, il cosiddetto “cimitero dei suicidi” dove curiosamente volle farsi seppellire, insieme alla madre Margarete, Christa Päffgen, più comunemente nota come la Nico dei Velvet Underground.<br /><br />Frequentare cimiteri porta anche a scoprire storie di donne meno famose ma non per questo con vite meno interessanti. È il caso di Rosa May, prostituta della cittadina di Bodie, un villaggio fantasma della California, mantenuto nello stato dell’epoca con l’architettura in stile far west, o della patriota tirolese Katharina Lanz, passata alla storia come colei che cacciò i nemici col forcone.<br /><br />Segui Giulia Depentor<br /><br />Ascolta Camposanto]]></itunes:summary><itunes:duration>3134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/16124d23381fd2c64b6ea3e11ee44001.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4×06: Per smontare gli stereotipi femminili bisogna partire dall’Antica Grecia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-06-per-smontare-gli-stereotipi-femminili-bisogna-partire-dall-antica-grecia--48147199</link><description><![CDATA[Chiamando Eva ritorna con una puntata in cui indaga gli archetipi femminili per eccellenza, passando in rassegna le grandi figure del mito greco, dall’Iliade all’Odissea<br />Perché quando diciamo che le donne sono state a lungo etichettate nel binomio o “sante” o “poco di buono” dobbiamo anzitutto partire dall’Iliade e dall’Odissea? Perché è proprio nei testi di Omero che si fissano i canoni di quella che sarebbe poi diventata l’immagine esemplare della femminilità. Nati come testi per raccontare le origini dei popoli dell’antica Grecia, i poemi omerici proponevano dei “modelli di comportamento” per il pubblico, anche femminile. Se Andromaca è il perfetto esempio di madre e protettrice del focolare domestico, Elena, per contrapposizione, è l’esempio negativo della donna che tradisce il talamo nuziale, la patria e i suoi sudditi.<br /><br />Ma questa contrapposizione trova le sue cause nella storica rivalità tra Atene e Sparta. Ad Atene le donne vivevano recluse in casa, non ricevevano un’educazione e non dovevano fare mostra di sé se non in limitate occasioni sociali. A Sparta invece le donne ricevevano un’istruzione, si allenavano al pari degli uomini e si mostravano in pubblico. Nonostante questo trattamento venisse riservato alle donne affinché donassero alla città figli guerrieri più forti, gli ateniesi avevano una visione estremamente licenziosa delle donne spartane.<br /><br />Le conseguenze di questa dicotomia fra spartane e ateniesi si sono poi trasformate, nel corso dei secoli, nei modelli stereotipati di rappresentazione femminile che si fatica ancora a scardinare. Ma per riuscire a debellarli definitivamente, è necessario conoscerli.<br /><br />Ne parliamo con Maddalena Parziani, laureata in Lettere classiche e insegnante di liceo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44846</guid><pubDate>Wed, 07 Apr 2021 13:53:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147199/4x06_per_smontare_gli_stereotipi_femminili_bisogna_partire_dallantica_grecia.mp3" length="141522023" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Chiamando Eva ritorna con una puntata in cui indaga gli archetipi femminili per eccellenza, passando in rassegna le grandi figure del mito greco, dall’Iliade all’Odissea
Perché quando diciamo che le donne sono state a lungo etichettate nel binomio o...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chiamando Eva ritorna con una puntata in cui indaga gli archetipi femminili per eccellenza, passando in rassegna le grandi figure del mito greco, dall’Iliade all’Odissea<br />Perché quando diciamo che le donne sono state a lungo etichettate nel binomio o “sante” o “poco di buono” dobbiamo anzitutto partire dall’Iliade e dall’Odissea? Perché è proprio nei testi di Omero che si fissano i canoni di quella che sarebbe poi diventata l’immagine esemplare della femminilità. Nati come testi per raccontare le origini dei popoli dell’antica Grecia, i poemi omerici proponevano dei “modelli di comportamento” per il pubblico, anche femminile. Se Andromaca è il perfetto esempio di madre e protettrice del focolare domestico, Elena, per contrapposizione, è l’esempio negativo della donna che tradisce il talamo nuziale, la patria e i suoi sudditi.<br /><br />Ma questa contrapposizione trova le sue cause nella storica rivalità tra Atene e Sparta. Ad Atene le donne vivevano recluse in casa, non ricevevano un’educazione e non dovevano fare mostra di sé se non in limitate occasioni sociali. A Sparta invece le donne ricevevano un’istruzione, si allenavano al pari degli uomini e si mostravano in pubblico. Nonostante questo trattamento venisse riservato alle donne affinché donassero alla città figli guerrieri più forti, gli ateniesi avevano una visione estremamente licenziosa delle donne spartane.<br /><br />Le conseguenze di questa dicotomia fra spartane e ateniesi si sono poi trasformate, nel corso dei secoli, nei modelli stereotipati di rappresentazione femminile che si fatica ancora a scardinare. Ma per riuscire a debellarli definitivamente, è necessario conoscerli.<br /><br />Ne parliamo con Maddalena Parziani, laureata in Lettere classiche e insegnante di liceo.]]></itunes:summary><itunes:duration>3539</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/64d84a2e1dd24c82d4434915e9389262.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4×05: Perché è sbagliato dire che Meghan è la nuova Diana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-05-perche-e-sbagliato-dire-che-meghan-e-la-nuova-diana--48147196</link><description><![CDATA[Si continua a dipingere Meghan come la nuova Spencer, ma è molto più simile a Wallis Simpson<br />L’intervista più chiacchierata dell’anno, la coppia più amata/odiata, l’argomento che sta imperversando ben oltre i tabloid inglesi. L’intervista a Harry e Meghan di Oprah Winfrey ha nuovamente scatenato un polverone mediatico, fra le accuse più pesanti, spicca quella di razzismo da parte di alcuni membri della Royal Family nei confronti di Meghan.<br /><br />La scelta della coppia di allontanarsi dalla Corona sembrerebbe essere stato dettato dal clima irrespirabile e dalla pressione mediatica a cui era sottoposta l’attrice di Suits. Sebbene effettivamente i tabloid online abbiano mostrato un accanimento nei suoi confronti, è tuttavia difficile prendere una posizione netta in merito a tutta la faccenda.<br /><br />Del resto, è da oltre sessant’anni che la Corona inglese affronta drammi che coinvolgono donne, potere e regine e re. Ne abbiamo parlato in una diretta IG con Guido Beduschi, dottorando in Storia a Cambridge, e Francesca Moretti, studiosa di Cinema e celebrity culture.<br /><br /> ]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44549</guid><pubDate>Fri, 12 Mar 2021 16:28:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147196/4x05_perche_e_sbagliato_dire_che_meghan_e_la_nuova_diana.mp3" length="132118986" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Si continua a dipingere Meghan come la nuova Spencer, ma è molto più simile a Wallis Simpson
L’intervista più chiacchierata dell’anno, la coppia più amata/odiata, l’argomento che sta imperversando ben oltre i tabloid inglesi. L’intervista a Harry e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si continua a dipingere Meghan come la nuova Spencer, ma è molto più simile a Wallis Simpson<br />L’intervista più chiacchierata dell’anno, la coppia più amata/odiata, l’argomento che sta imperversando ben oltre i tabloid inglesi. L’intervista a Harry e Meghan di Oprah Winfrey ha nuovamente scatenato un polverone mediatico, fra le accuse più pesanti, spicca quella di razzismo da parte di alcuni membri della Royal Family nei confronti di Meghan.<br /><br />La scelta della coppia di allontanarsi dalla Corona sembrerebbe essere stato dettato dal clima irrespirabile e dalla pressione mediatica a cui era sottoposta l’attrice di Suits. Sebbene effettivamente i tabloid online abbiano mostrato un accanimento nei suoi confronti, è tuttavia difficile prendere una posizione netta in merito a tutta la faccenda.<br /><br />Del resto, è da oltre sessant’anni che la Corona inglese affronta drammi che coinvolgono donne, potere e regine e re. Ne abbiamo parlato in una diretta IG con Guido Beduschi, dottorando in Storia a Cambridge, e Francesca Moretti, studiosa di Cinema e celebrity culture.<br /><br /> ]]></itunes:summary><itunes:duration>3303</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/39fa85f45f4803f9c55f2eb397fc08a1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4×04: Questo non è un book club</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-04-questo-non-e-un-book-club--48147178</link><description><![CDATA[In questi tempi di Zoom call e lezioni a distanza, si sono anche moltiplicati i già tantissimi club del libro e con essi l’ansia da prestazione legata alla lettura. Tra reading challenges e gare a chi è più colto, leggere tanto sembra sempre di più una posa e sempre meno una passione. <br /><br />Per questo motivo — e anche per una insana voglia di parlare FINALMENTE di romanzi rosa — le speaker di Chiamando Eva hanno deciso di inaugurare una diretta Instagram mensile (o poco più) dedicata alle letture del mese. Con la promessa di dire solo la verità e nient’altro che la verità, di portare alto il baluardo delle scrittrici contemporanee e non, e di dare spazio anche (e soprattutto) a quei libri meno cool ma, in certi casi, assolutamente necessari. <br /><br />Nella diretta di Gennaio si è parlato di :<br /><br /> J.K. Rowling, Harry Potter e la Pietra Filosofale, edizione MinaLima, Salani, 2020<br /> Stefania Bertola, A neve ferma, TEA, 2020<br /> Emma Cline, Le Ragazze, Einaudi 2017<br /> Nicola Lagioia, La Città dei vivi, Einaudi, 2020<br /> Antonella Lattanzi, Questo giorno che incombe, HarperCollins 2021<br /> Marta Barone, Città Sommersa, Bompiani, 2020<br /> Sophie Gee, Lo scandalo della stagione, Neri Pozza, 2007<br /> Io non sono Islam, Benedetta Argenteri e Sara Gironi Carnevale, Magazzini Salani, 2019<br /> Emil Ferris, La mia cosa preferita sono i mostri, Bao, 2018<br /> Walter Moers, Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu, Salani, 2001<br /> Benedetta Craveri, Amanti e Regine, Adelphi, 2008]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44160</guid><pubDate>Fri, 05 Feb 2021 11:23:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147178/4x04_questo_non_e_un_book_club.mp3" length="53905838" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questi tempi di Zoom call e lezioni a distanza, si sono anche moltiplicati i già tantissimi club del libro e con essi l’ansia da prestazione legata alla lettura. Tra reading challenges e gare a chi è più colto, leggere tanto sembra sempre di più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questi tempi di Zoom call e lezioni a distanza, si sono anche moltiplicati i già tantissimi club del libro e con essi l’ansia da prestazione legata alla lettura. Tra reading challenges e gare a chi è più colto, leggere tanto sembra sempre di più una posa e sempre meno una passione. <br /><br />Per questo motivo — e anche per una insana voglia di parlare FINALMENTE di romanzi rosa — le speaker di Chiamando Eva hanno deciso di inaugurare una diretta Instagram mensile (o poco più) dedicata alle letture del mese. Con la promessa di dire solo la verità e nient’altro che la verità, di portare alto il baluardo delle scrittrici contemporanee e non, e di dare spazio anche (e soprattutto) a quei libri meno cool ma, in certi casi, assolutamente necessari. <br /><br />Nella diretta di Gennaio si è parlato di :<br /><br /> J.K. Rowling, Harry Potter e la Pietra Filosofale, edizione MinaLima, Salani, 2020<br /> Stefania Bertola, A neve ferma, TEA, 2020<br /> Emma Cline, Le Ragazze, Einaudi 2017<br /> Nicola Lagioia, La Città dei vivi, Einaudi, 2020<br /> Antonella Lattanzi, Questo giorno che incombe, HarperCollins 2021<br /> Marta Barone, Città Sommersa, Bompiani, 2020<br /> Sophie Gee, Lo scandalo della stagione, Neri Pozza, 2007<br /> Io non sono Islam, Benedetta Argenteri e Sara Gironi Carnevale, Magazzini Salani, 2019<br /> Emil Ferris, La mia cosa preferita sono i mostri, Bao, 2018<br /> Walter Moers, Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu, Salani, 2001<br /> Benedetta Craveri, Amanti e Regine, Adelphi, 2008]]></itunes:summary><itunes:duration>3370</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9c56c9219663107134aa7d3d84794992.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4×03: Da Kamala Harris a Stacey Abrams: le donne da tenere d’occhio nella nuova politica americana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-03-da-kamala-harris-a-stacey-abrams-le-donne-da-tenere-d-occhio-nella-nuova-politica-americana--48147179</link><description><![CDATA[Un nuovo movimento femminista sta attraversando il partito democratico statunitense, ma non è tutto empowerment quel che luccica. Ne parliamo nell’ultima puntata di Chiamando Eva<br />A poche ore dall’attesissimo insediamento di Joe Biden — e dall’ancora più attesa performance di Lady Gaga — è ormai indubbio che quest’ultimo anno ci abbia fatto conoscere meglio diverse voci femminili della politica americana, a partire da Kamala Harris, prima vicepresidente donna e prima vicepresidente afroamericana e prima vicepresidente asioamericana.<br /><br />Kamala nasce a Oakland da una donna indoamericana del Chennai e da un uomo di origine giamaicana. Si forma prima alla Howard University e poi alla Hastings College of Law di San Francisco e arriva sulla mappa nazionale nel 2003, quando viene eletta procuratrice distrettuale di San Francisco. Da quel momento inizia una carriera brillante, che la porta ad essere poi procuratrice generale della California, nel 2010, e nel 2014, e poi in Senato nel 2016. L’anno scorso è stata protagonista di una campagna per le primarie che ha avuto molto poco successo, ma il suo profilo, le ha garantito il “ripescaggio” come vice di Biden. <br /><br />Ma la “donna dei tre primati” porta con sé diversi tratti controversi: femminista e concentrata sull’empowerment femminile (come ha sottolineato anche nel suo discorso post elezione), nel suo passato da procuratrice ha mantenuto una linea estremamente lassista verso le forze di polizia ed è nota anche per le sue proposte di legge draconiane — come la perseguibilità penale dei genitori dei figli che marinano la scuola.<br /><br />Ma in una realtà come quella statunitense, dove posizioni come quelle di Alexandra Ocasio Cortez sono considerate estreme, cosa possiamo aspettarci dall’elezione di Kamala Harris come vicepresidente? E quanto il femminismo ha influito e influirà su quelle che saranno le sue possibili mosse politiche? <br /><br />In questa puntata Elena e Francesca fanno una chiacchierata con Bianca Giacobone, vecchia conoscenza di Chiamando Eva, giornalista e newyorkese di adozione. <br />Linkini<br /><br /> Articolo di Pardis Mahdavi su Zócalo Public Square, sul movimento femminista che ha permesso l’elezione di Kamala Harris<br /> Sul passato di Kamala Harris come prosecutor, un approfondimento<br /> Kamala is a cop<br /> La riflessione di Reginald Dwayne Betts<br /> Cose che ci fanno volare: la questione Vogue<br /> I prossimi anni saranno una vera e propria battaglia per i diritti delle donne nel Congresso: ad esempio, stanno arrivando un sacco di donne contro l’aborto nelle file dei repubblicani<br /> Friendly reminder: questa ondata arriva dopo un anno che è stato chiave nella battaglia retrograda di tantissimi stati contro il diritto all’interruzione di gravidanza<br /> Cose positive di Nancy Pelosi: è per la difesa e l’aumento dello stipendio minimo legale, è a favore di azione progressista — ma non radicale — contro il cambiamento climatico: "'The existential threat of our time': Pelosi elevates climate change on Day One"; È a favore dell’aborto e dell’uso di contraccettivi ma una volta per spiegare perché era a favore ha detto «almeno così la gente non faceva figli se non li vogliono — che poi sono cari da mantenere per lo stato»<br /> Cose non positive di Nancy Pelosi: Lo spionaggio di massa ops; non si è mai opposta agli interrogatori con torture e waterboarding e Tifava Israele nella guerra del 2014, ma almeno è contro i piani di annessione israeliani<br /> Però la questione dell’outfit per l’impeachment ci ha fatto volare, grazie Nancy<br /> L'importanza di Stacey Abrams, la donna che ha contribuito alla vittoria democratica in Georgia<br /> Melania and Me, il libro che ora vogliamo leggere<br /> Feticisti per il sociale]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=44016</guid><pubDate>Wed, 20 Jan 2021 15:06:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147179/eva_403.mp3" length="48440298" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Un nuovo movimento femminista sta attraversando il partito democratico statunitense, ma non è tutto empowerment quel che luccica. Ne parliamo nell’ultima puntata di Chiamando Eva
A poche ore dall’attesissimo insediamento di Joe Biden — e dall’ancora...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un nuovo movimento femminista sta attraversando il partito democratico statunitense, ma non è tutto empowerment quel che luccica. Ne parliamo nell’ultima puntata di Chiamando Eva<br />A poche ore dall’attesissimo insediamento di Joe Biden — e dall’ancora più attesa performance di Lady Gaga — è ormai indubbio che quest’ultimo anno ci abbia fatto conoscere meglio diverse voci femminili della politica americana, a partire da Kamala Harris, prima vicepresidente donna e prima vicepresidente afroamericana e prima vicepresidente asioamericana.<br /><br />Kamala nasce a Oakland da una donna indoamericana del Chennai e da un uomo di origine giamaicana. Si forma prima alla Howard University e poi alla Hastings College of Law di San Francisco e arriva sulla mappa nazionale nel 2003, quando viene eletta procuratrice distrettuale di San Francisco. Da quel momento inizia una carriera brillante, che la porta ad essere poi procuratrice generale della California, nel 2010, e nel 2014, e poi in Senato nel 2016. L’anno scorso è stata protagonista di una campagna per le primarie che ha avuto molto poco successo, ma il suo profilo, le ha garantito il “ripescaggio” come vice di Biden. <br /><br />Ma la “donna dei tre primati” porta con sé diversi tratti controversi: femminista e concentrata sull’empowerment femminile (come ha sottolineato anche nel suo discorso post elezione), nel suo passato da procuratrice ha mantenuto una linea estremamente lassista verso le forze di polizia ed è nota anche per le sue proposte di legge draconiane — come la perseguibilità penale dei genitori dei figli che marinano la scuola.<br /><br />Ma in una realtà come quella statunitense, dove posizioni come quelle di Alexandra Ocasio Cortez sono considerate estreme, cosa possiamo aspettarci dall’elezione di Kamala Harris come vicepresidente? E quanto il femminismo ha influito e influirà su quelle che saranno le sue possibili mosse politiche? <br /><br />In questa puntata Elena e Francesca fanno una chiacchierata con Bianca Giacobone, vecchia conoscenza di Chiamando Eva, giornalista e newyorkese di adozione. <br />Linkini<br /><br /> Articolo di Pardis Mahdavi su Zócalo Public Square, sul movimento femminista che ha permesso l’elezione di Kamala Harris<br /> Sul passato di Kamala Harris come prosecutor, un approfondimento<br /> Kamala is a cop<br /> La riflessione di Reginald Dwayne Betts<br /> Cose che ci fanno volare: la questione Vogue<br /> I prossimi anni saranno una vera e propria battaglia per i diritti delle donne nel Congresso: ad esempio, stanno arrivando un sacco di donne contro l’aborto nelle file dei repubblicani<br /> Friendly reminder: questa ondata arriva dopo un anno che è stato chiave nella battaglia retrograda di tantissimi stati contro il diritto all’interruzione di gravidanza<br /> Cose positive di Nancy Pelosi: è per la difesa e l’aumento dello stipendio minimo legale, è a favore di azione progressista — ma non radicale — contro il cambiamento climatico: "'The existential threat of our time': Pelosi elevates climate change on Day One"; È a favore dell’aborto e dell’uso di contraccettivi ma una volta per spiegare perché era a favore ha detto «almeno così la gente non faceva figli se non li vogliono — che poi sono cari da mantenere per lo stato»<br /> Cose non positive di Nancy Pelosi: Lo spionaggio di massa ops; non si è mai opposta agli interrogatori con torture e waterboarding e Tifava Israele nella guerra del 2014, ma almeno è contro i piani di annessione israeliani<br /> Però la questione dell’outfit per l’impeachment ci ha fatto volare, grazie Nancy<br /> L'importanza di Stacey Abrams, la donna che ha contribuito alla vittoria democratica in Georgia<br /> Melania and Me, il libro che ora vogliamo leggere<br /> Feticisti per il sociale]]></itunes:summary><itunes:duration>3028</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a33f3974bccdf7c0a8d57312c2b01c04.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4×02: Da Sally Rooney a Naoise Dolan: dove stanno andando le narrazioni femminili?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-02-da-sally-rooney-a-naoise-dolan-dove-stanno-andando-le-narrazioni-femminili--48147191</link><description><![CDATA[Negli ultimi anni è emersa un’onda di giovani scrittrici che parlano di donne e questioni di genere, ma che soprattutto descrivono una generazione alle prese con il proprio destino sentimentale, lavorativo, e psicologico<br />La seconda puntata di Chiamando Eva torna a parlare di un argomento caro alle autrici: donne e letteratura. Negli ultimi anni, nel panorama editoriale, è stata vista crescere e diffondersi un’onda di giovani scrittrici che parlano di donne, femminismo, questioni di genere, ma che soprattutto descrivono la generazione dei millennials alle prese con il proprio destino, sentimentale, lavorativo, psicologico.<br /><br />Ne esce un quadro di un insieme di soggettività complesse, i/le protagonisti/e si osservano con occhio cinico e disincantato, presentando un’immagine di sé carica di fragilità, vizi e difetti. Viene però da chiedersi se questa tendenza, nata nel panorama anglosassone e suggellata dal grande successo di “Normal People” di Sally Rooney, non abbia il limite di presentare una realtà parziale: c’è forse il rischio che la letteratura si “appiattisca” tutta in questa direzione?<br /><br />In Italia questa lezione per ora non sembra essere pienamente colta. Ma non per questo mancano esempi lodevoli di giovani autrici che stanno emergendo come le nuove voci della letteratura. Spesso però partono da un vissuto autobiografico — Città sommersa di Marta Barone, La straniera di Claudia Durastanti, ma anche Nuova era onirica e Noi non abbiamo colpa di Marta Zura Puntaroni — tralasciando il mondo della cosiddetta “fiction”.<br /><br />In un panorama — quale è quello italiano —  in cui, ancora con molta difficoltà, le scrittrici vengono presentati per i più importanti premi letterari, fa fatica a emergere un filone letterario ormai ben collaudato nel panorama anglosassone. <br /><br />Infine, passando in rassegna i 40 titoli consigliati da Elena Ferrante, le speaker commentano la lista dispensando consigli per gli acquisti.<br />Links<br /><br /> Has Self-Awareness Gone Too Far in Fiction? <br /> Elena Ferrante’s Recommended Reading<br /> Normal People’ Review: Their Love Will Tear You Apart.<br /> Naoise Dolan, il poliamore nel libro Exciting Times<br /> Ottessa Moshfegh’s Painful, Funny Novel of a Young Woman’s Chemical Hibernation<br /> Perché anche al premio Strega sono quasi sempre tutti maschi<br /><br /> ]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43683</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 13:21:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147191/eva_402.mp3" length="124652146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi anni è emersa un’onda di giovani scrittrici che parlano di donne e questioni di genere, ma che soprattutto descrivono una generazione alle prese con il proprio destino sentimentale, lavorativo, e psicologico
La seconda puntata di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Negli ultimi anni è emersa un’onda di giovani scrittrici che parlano di donne e questioni di genere, ma che soprattutto descrivono una generazione alle prese con il proprio destino sentimentale, lavorativo, e psicologico<br />La seconda puntata di Chiamando Eva torna a parlare di un argomento caro alle autrici: donne e letteratura. Negli ultimi anni, nel panorama editoriale, è stata vista crescere e diffondersi un’onda di giovani scrittrici che parlano di donne, femminismo, questioni di genere, ma che soprattutto descrivono la generazione dei millennials alle prese con il proprio destino, sentimentale, lavorativo, psicologico.<br /><br />Ne esce un quadro di un insieme di soggettività complesse, i/le protagonisti/e si osservano con occhio cinico e disincantato, presentando un’immagine di sé carica di fragilità, vizi e difetti. Viene però da chiedersi se questa tendenza, nata nel panorama anglosassone e suggellata dal grande successo di “Normal People” di Sally Rooney, non abbia il limite di presentare una realtà parziale: c’è forse il rischio che la letteratura si “appiattisca” tutta in questa direzione?<br /><br />In Italia questa lezione per ora non sembra essere pienamente colta. Ma non per questo mancano esempi lodevoli di giovani autrici che stanno emergendo come le nuove voci della letteratura. Spesso però partono da un vissuto autobiografico — Città sommersa di Marta Barone, La straniera di Claudia Durastanti, ma anche Nuova era onirica e Noi non abbiamo colpa di Marta Zura Puntaroni — tralasciando il mondo della cosiddetta “fiction”.<br /><br />In un panorama — quale è quello italiano —  in cui, ancora con molta difficoltà, le scrittrici vengono presentati per i più importanti premi letterari, fa fatica a emergere un filone letterario ormai ben collaudato nel panorama anglosassone. <br /><br />Infine, passando in rassegna i 40 titoli consigliati da Elena Ferrante, le speaker commentano la lista dispensando consigli per gli acquisti.<br />Links<br /><br /> Has Self-Awareness Gone Too Far in Fiction? <br /> Elena Ferrante’s Recommended Reading<br /> Normal People’ Review: Their Love Will Tear You Apart.<br /> Naoise Dolan, il poliamore nel libro Exciting Times<br /> Ottessa Moshfegh’s Painful, Funny Novel of a Young Woman’s Chemical Hibernation<br /> Perché anche al premio Strega sono quasi sempre tutti maschi<br /><br /> ]]></itunes:summary><itunes:duration>3117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/68f9f7a3edbaa9a767c2957d9a1d0eba.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4×01: Violenza (sulle donne) all’italiana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-01-violenza-sulle-donne-all-italiana--48147194</link><description><![CDATA[In occasione del 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è stato pubblicato il VII rapporto Eures sul femminicidio in Italia: dai dati risulta che sono 91 le donne vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020 — una ogni tre giorni. Nel corso dell’anno sono diminuite significativamente solo le vittime femminili della criminalità comune (da 14 a 3 nel periodo gennaio–ottobre 2020), mentre risulta sostanzialmente stabile il numero dei femminicidi familiari, da 85 a 81).<br /><br />A inasprire ulteriormente la situazione ha giocato un ruolo decisivo il lockdown: obbligate a stare in case, molte donne si sono ritrovate rinchiuse con il loro proprio carnefice. Non ha inoltre aiutato la mancanza reale di spazi fisici per accogliere donne in difficoltà nei primi mesi della pandemia, un altro fattore che messo in grave difficoltà i centri antiviolenza.<br /><br />Una tematica che non risulta però emergere da quanto si legge nella stampa: i femminicidi finiscono sempre per essere un trafiletto di cronaca. E quando viene data attenzione, non manca la tendenza a voler comprendere le ragioni di chi ha commesso un delitto, a colpevolizzare la vittima — come a voler dire, ancora una volta, che se una donna è vittima di violenza fa meglio a tacere.<br /><br />Con Elena e Francesca è ospite per questa prima puntata della quarta stagione Claudia Torrisi, giornalista che si occupa di diritti di genere per Valigia blu e altre testate come Internazionale, Open Democracy e Vice. <br /><br />Linkini<br /><br /> Eures: 91 donne vittime di femminicidio nel 2020. Uccisa 1 donna ogni 3 giorni (Rainews)<br /> Eures, 91 donne vittime di femminicidio nel 2020 - Cronaca (ANSA)<br /> Aumentano i femminicidi: il 77% delle donne uccise in famiglia, complice il lockdown (la Repubblica)<br /> Con il lockdown è aumentata la violenza sulle donne: nel 2020 uccisa una donna ogni 3 giorni, raddoppiano i femminicidi-suicidi (il Fatto Quotidiano<br /> Alberto Genovese, chi è l’imprenditore accusato di violenza sessuale (Corriere della Sera)<br /> Alberto Genovese, Roberto Bolle chiamò la polizia la notte della violenza sessuale (Corriere della Sera Milano)<br /> Bisogna smettere di pensare la vita delle donne e la parità dei sessi come negoziabile: A partire da Vittorio Feltri, Mattia Feltri e Laura Boldrini - Giulia Siviero ]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/?post_type=podcast&amp;p=43590</guid><pubDate>Wed, 02 Dec 2020 13:25:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147194/eva_401.mp3" length="127851623" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In occasione del 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è stato pubblicato il VII rapporto Eures sul femminicidio in Italia: dai dati risulta che sono 91 le donne vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020 — una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In occasione del 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è stato pubblicato il VII rapporto Eures sul femminicidio in Italia: dai dati risulta che sono 91 le donne vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020 — una ogni tre giorni. Nel corso dell’anno sono diminuite significativamente solo le vittime femminili della criminalità comune (da 14 a 3 nel periodo gennaio–ottobre 2020), mentre risulta sostanzialmente stabile il numero dei femminicidi familiari, da 85 a 81).<br /><br />A inasprire ulteriormente la situazione ha giocato un ruolo decisivo il lockdown: obbligate a stare in case, molte donne si sono ritrovate rinchiuse con il loro proprio carnefice. Non ha inoltre aiutato la mancanza reale di spazi fisici per accogliere donne in difficoltà nei primi mesi della pandemia, un altro fattore che messo in grave difficoltà i centri antiviolenza.<br /><br />Una tematica che non risulta però emergere da quanto si legge nella stampa: i femminicidi finiscono sempre per essere un trafiletto di cronaca. E quando viene data attenzione, non manca la tendenza a voler comprendere le ragioni di chi ha commesso un delitto, a colpevolizzare la vittima — come a voler dire, ancora una volta, che se una donna è vittima di violenza fa meglio a tacere.<br /><br />Con Elena e Francesca è ospite per questa prima puntata della quarta stagione Claudia Torrisi, giornalista che si occupa di diritti di genere per Valigia blu e altre testate come Internazionale, Open Democracy e Vice. <br /><br />Linkini<br /><br /> Eures: 91 donne vittime di femminicidio nel 2020. Uccisa 1 donna ogni 3 giorni (Rainews)<br /> Eures, 91 donne vittime di femminicidio nel 2020 - Cronaca (ANSA)<br /> Aumentano i femminicidi: il 77% delle donne uccise in famiglia, complice il lockdown (la Repubblica)<br /> Con il lockdown è aumentata la violenza sulle donne: nel 2020 uccisa una donna ogni 3 giorni, raddoppiano i femminicidi-suicidi (il Fatto Quotidiano<br /> Alberto Genovese, chi è l’imprenditore accusato di violenza sessuale (Corriere della Sera)<br /> Alberto Genovese, Roberto Bolle chiamò la polizia la notte della violenza sessuale (Corriere della Sera Milano)<br /> Bisogna smettere di pensare la vita delle donne e la parità dei sessi come negoziabile: A partire da Vittorio Feltri, Mattia Feltri e Laura Boldrini - Giulia Siviero ]]></itunes:summary><itunes:duration>3197</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9c56c9219663107134aa7d3d84794992.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×15: Siamo stanche di sentir parlare di “prova costume”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-15-siamo-stanche-di-sentir-parlare-di-prova-costume--48147203</link><description><![CDATA[Puntuale come i tormentoni estivi, ogni anno arriva il timore di mostrarsi in costume, in pantaloncini corti, in abiti “estivi.” In questa puntata di Chiamando Eva — l’ultima della stagione — Francesca e Elena ne parlano dopo aver raccolto le opinioni delle proprie follower su Instagram<br />Esiste un termine in psichiatria per definire quando percepiamo la nostra immagine corporea come sbagliata: si tratta di dismorfofobia e ne soffrono sia donne che uomini. Il modello di fisico che viene imposto, pur cambiando a seconda delle mode e dei tempi è perennemente inarrivabile, dunque anche la percezione del proprio fisico ne risulta alterata perché mai abbastanza aderente al modello proposto.<br /><br />Ma se quantomeno oggi — a differenza di 10 anni fa — si parla finalmente in maniera condivisa di accettazione del proprio fisico e della propria body shape, ciò non toglie che è altrettanto facile imbattersi, in una panoramica di TikTok, in challenge che sfidano le adolescenti a provare la propria magrezza: ad esempio facendo fare un doppio giro intorno alla vita il cavo delle cuffiette dell’iPhone.<br /><br />Nella seconda parte della puntata, Francesca e Elena ripercorrono gli highlight della stagione passata, tra lockdown e previsioni astrali, in un anno che  — come ci aveva anticipato l’astrologa Lumpa nella prima puntata  — presentava “la stessa conformazione astrale dell’anno in cui è scoppiata la Prima guerra mondiale.” In attesa di “cieli” migliori, Chiamando Eva tornerà a settembre con una nuova stagione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x15-siamo-stanche-di-sentir-parlare-di-prova-costume/</guid><pubDate>Thu, 23 Jul 2020 11:49:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147203/3x15_siamo_stanche_di_sentir_parlare_di_prova_costume.mp3" length="64040750" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Puntuale come i tormentoni estivi, ogni anno arriva il timore di mostrarsi in costume, in pantaloncini corti, in abiti “estivi.” In questa puntata di Chiamando Eva — l’ultima della stagione — Francesca e Elena ne parlano dopo aver raccolto le opinioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Puntuale come i tormentoni estivi, ogni anno arriva il timore di mostrarsi in costume, in pantaloncini corti, in abiti “estivi.” In questa puntata di Chiamando Eva — l’ultima della stagione — Francesca e Elena ne parlano dopo aver raccolto le opinioni delle proprie follower su Instagram<br />Esiste un termine in psichiatria per definire quando percepiamo la nostra immagine corporea come sbagliata: si tratta di dismorfofobia e ne soffrono sia donne che uomini. Il modello di fisico che viene imposto, pur cambiando a seconda delle mode e dei tempi è perennemente inarrivabile, dunque anche la percezione del proprio fisico ne risulta alterata perché mai abbastanza aderente al modello proposto.<br /><br />Ma se quantomeno oggi — a differenza di 10 anni fa — si parla finalmente in maniera condivisa di accettazione del proprio fisico e della propria body shape, ciò non toglie che è altrettanto facile imbattersi, in una panoramica di TikTok, in challenge che sfidano le adolescenti a provare la propria magrezza: ad esempio facendo fare un doppio giro intorno alla vita il cavo delle cuffiette dell’iPhone.<br /><br />Nella seconda parte della puntata, Francesca e Elena ripercorrono gli highlight della stagione passata, tra lockdown e previsioni astrali, in un anno che  — come ci aveva anticipato l’astrologa Lumpa nella prima puntata  — presentava “la stessa conformazione astrale dell’anno in cui è scoppiata la Prima guerra mondiale.” In attesa di “cieli” migliori, Chiamando Eva tornerà a settembre con una nuova stagione.]]></itunes:summary><itunes:duration>1601</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×14: Anche in Italia abbiamo sempre più bisogno di femminismo nero</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-14-anche-in-italia-abbiamo-sempre-piu-bisogno-di-femminismo-nero--48147205</link><description><![CDATA[La lotta femminista si può inserire nel dibattito nato dalle proteste di Black Lives Matter a patto che l’intersezionalità non sia soltanto un’etichetta. In questa puntata di Chiamando Eva ne parliamo con Nadeesha Uyangoda, giornalista e autrice freelance<br /><br />A quasi un mese dalla morte di George Floyd, cosa rimane delle polemiche su Indro Montanelli, la riesumazione dell’intervista televisiva con l’intervento di Elvira Banotti e la questione se sia giusto o meno abbattere i monumenti?<br /><br />Non molto, o meglio, in Italia anziché cogliere l’occasione per parlare di diritti delle minoranze, ci si è focalizzati sul problema visto dai bianchi. Come ha fatto notare Francesca Moretti, il dibattito sul razzismo italiano ha deliberatamente evitato di prendere in considerazione i diretti interessati, i neri italiani.<br /><br />Cosa può significare allora, per la lotta femminista, rivendicare il proprio posto all’interno di questo dibattito? In che modo — in Italia — si può parlare di un femminismo realmente più inclusivo? L’aggettivo “intersezionale” troppo spesso viene utilizzato come etichetta apposta a molte femministe italiane, che continuano a essere una maggioranza — se non una totalità — di bianche.<br /><br />L’internazionalità, però, nasce proprio come unione di due blocchi che per troppo tempo sono stati visti come contrapposti: le discriminazioni subite dalle donne bianche in quanto donne, e la discriminazione dei neri in quanto neri. Tuttavia, oggi in Italia tante donne non bianche non si sentono rappresentate dal femminismo italiano.<br /><br />Ma come si può rendere più forte la voce delle donne — il cui stesso aggettivo “nere” è riduttivo — in Italia? Bisogna forse replicare l’esperienza statunitense in Europa o si rischia di appiattire e dimenticare la storia di lotte presenti anche in Europa?<br /><br />Ne parliamo in questa puntata con Nadeesha Uyangoda, giornalista e autrice freelance che si occupa di migrazioni e identità, da diverso tempo collaboratrice di The Submarine (già ospite di S/Confini) e per testate quali Vice, Al Jazeera, The Telegraph e Corriere della Sera.<br /><br />Leggi le note dell’episodio qui: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/24/chiamando-eva-314/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/24/chiamando-eva-314/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x14-anche-in-italia-abbiamo-sempre-piu-bisogno-di-femminismo-nero/</guid><pubDate>Wed, 24 Jun 2020 08:11:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147205/3x14_anche_in_italia_abbiamo_sempre_piu_bisogno_di_femminismo_nero.mp3" length="131292472" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La lotta femminista si può inserire nel dibattito nato dalle proteste di Black Lives Matter a patto che l’intersezionalità non sia soltanto un’etichetta. In questa puntata di Chiamando Eva ne parliamo con Nadeesha Uyangoda, giornalista e autrice...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La lotta femminista si può inserire nel dibattito nato dalle proteste di Black Lives Matter a patto che l’intersezionalità non sia soltanto un’etichetta. In questa puntata di Chiamando Eva ne parliamo con Nadeesha Uyangoda, giornalista e autrice freelance<br /><br />A quasi un mese dalla morte di George Floyd, cosa rimane delle polemiche su Indro Montanelli, la riesumazione dell’intervista televisiva con l’intervento di Elvira Banotti e la questione se sia giusto o meno abbattere i monumenti?<br /><br />Non molto, o meglio, in Italia anziché cogliere l’occasione per parlare di diritti delle minoranze, ci si è focalizzati sul problema visto dai bianchi. Come ha fatto notare Francesca Moretti, il dibattito sul razzismo italiano ha deliberatamente evitato di prendere in considerazione i diretti interessati, i neri italiani.<br /><br />Cosa può significare allora, per la lotta femminista, rivendicare il proprio posto all’interno di questo dibattito? In che modo — in Italia — si può parlare di un femminismo realmente più inclusivo? L’aggettivo “intersezionale” troppo spesso viene utilizzato come etichetta apposta a molte femministe italiane, che continuano a essere una maggioranza — se non una totalità — di bianche.<br /><br />L’internazionalità, però, nasce proprio come unione di due blocchi che per troppo tempo sono stati visti come contrapposti: le discriminazioni subite dalle donne bianche in quanto donne, e la discriminazione dei neri in quanto neri. Tuttavia, oggi in Italia tante donne non bianche non si sentono rappresentate dal femminismo italiano.<br /><br />Ma come si può rendere più forte la voce delle donne — il cui stesso aggettivo “nere” è riduttivo — in Italia? Bisogna forse replicare l’esperienza statunitense in Europa o si rischia di appiattire e dimenticare la storia di lotte presenti anche in Europa?<br /><br />Ne parliamo in questa puntata con Nadeesha Uyangoda, giornalista e autrice freelance che si occupa di migrazioni e identità, da diverso tempo collaboratrice di The Submarine (già ospite di S/Confini) e per testate quali Vice, Al Jazeera, The Telegraph e Corriere della Sera.<br /><br />Leggi le note dell’episodio qui: <a href="https://thesubmarine.it/2020/06/24/chiamando-eva-314/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/06/24/chiamando-eva-314/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3283</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×13: Le nostre eroine, passate e future</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-13-le-nostre-eroine-passate-e-future--48147201</link><description><![CDATA[Tra i vari personaggi femminili che hanno accompagnato la nostra crescita, alcuni sono risultati ben più funzionali e iconici di altri.<br />Abbiamo chiesto alle nostre ascoltatrici di dirci quali fossero state le loro eroine letterarie o cinematografiche dell’infanzia, cosa avessero scoperto grazie a loro, e cosa avessero imparato (o disimparato).<br /><br />Dalle principesse Disney — specchio, il più delle volte, di una concezione della donna datata e maschilista — alle W.I.T.C.H, le guerriere alate del fumetto di Elisabetta Gnone, in una live su Instagram abbiamo provato a mettere insieme le tante risposte che ci sono arrivate, domandandoci anche quali siano, oggi, i personaggi (o meglio, le personagge) più interessanti e rappresentativi.<br /><br />Questa puntata è andata in diretta sul nostro profilo Instagram, per cui potete anche vederla qui: <a href="https://www.instagram.com/p/CAtDjfkIyKd/" rel="noopener">https://www.instagram.com/p/CAtDjfkIyKd/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x13-le-nostre-eroine-passate-e-future/</guid><pubDate>Thu, 28 May 2020 14:23:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147201/3x13_le_nostre_eroine_passate_e_future.mp3" length="56810310" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Tra i vari personaggi femminili che hanno accompagnato la nostra crescita, alcuni sono risultati ben più funzionali e iconici di altri.
Abbiamo chiesto alle nostre ascoltatrici di dirci quali fossero state le loro eroine letterarie o cinematografiche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra i vari personaggi femminili che hanno accompagnato la nostra crescita, alcuni sono risultati ben più funzionali e iconici di altri.<br />Abbiamo chiesto alle nostre ascoltatrici di dirci quali fossero state le loro eroine letterarie o cinematografiche dell’infanzia, cosa avessero scoperto grazie a loro, e cosa avessero imparato (o disimparato).<br /><br />Dalle principesse Disney — specchio, il più delle volte, di una concezione della donna datata e maschilista — alle W.I.T.C.H, le guerriere alate del fumetto di Elisabetta Gnone, in una live su Instagram abbiamo provato a mettere insieme le tante risposte che ci sono arrivate, domandandoci anche quali siano, oggi, i personaggi (o meglio, le personagge) più interessanti e rappresentativi.<br /><br />Questa puntata è andata in diretta sul nostro profilo Instagram, per cui potete anche vederla qui: <a href="https://www.instagram.com/p/CAtDjfkIyKd/" rel="noopener">https://www.instagram.com/p/CAtDjfkIyKd/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3547</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×12: Non è possibile che indossare il velo in Italia sia ancora un problema</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-12-non-e-possibile-che-indossare-il-velo-in-italia-sia-ancora-un-problema--48147173</link><description><![CDATA[L’odio che si è scatenato contro Silvia Romano per la sua conversione ha dimostrato come, ancora una volta, in Italia ci sia un problema con la religione musulmana. Sia sulle testate giornalistiche, che sui social, il velo indossato da Romano ha portato l’opinione pubblica a discutere le ragioni della sua scelta, ed è emerso ancora una volta e in maniera palese quanto il nostro Paese sia islamofobico.<br /><br />La fede è una scelta personale e, come tale, non dovrebbe essere messa in discussione dalla stampa e men che meno essere oggetto di chiacchiere da bar. Eppure Silvia è una giovane donna che in un periodo di prigionia ha deciso di convertirsi e diventare musulmana, e proprio per questo sembra che non possa essere padrona delle sue scelte di vita. La sua storia dimostra che il corpo della donna viene costantemente messo al centro del dibattito, come fosse di dominio pubblico, criticabile e analizzabile da chiunque.<br /><br />Tuttavia, nonostante questo panorama poco edificante, qualche esempio positivo di rappresentazione della donna musulmana esiste. Come l’attesa nuova stagione di Skam Italia che vedrà protagonista Sana, un'adolescente femminista e musulmana. O come il libro di Linda Sarsour, attivista e ideatrice della Women’s March, che spiega perché si può essere femminista e indossare il velo.<br /><br />In questa nuova puntata ne parliamo con Aya Mohamed, giovane studentessa di Scienze Politiche, nata in Egitto e cresciuta a Milano, blogger e attivista, più conosciuta sui social come @milanpyramid.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x12-non-e-possibile-che-indossare-il-velo-in-italia-sia-ancora-un-problema/</guid><pubDate>Wed, 13 May 2020 12:25:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147173/3x12_non_e_possibile_che_indossare_il_velo_in_italia_sia_ancora_un_problema.mp3" length="126835982" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>L’odio che si è scatenato contro Silvia Romano per la sua conversione ha dimostrato come, ancora una volta, in Italia ci sia un problema con la religione musulmana. Sia sulle testate giornalistiche, che sui social, il velo indossato da Romano ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’odio che si è scatenato contro Silvia Romano per la sua conversione ha dimostrato come, ancora una volta, in Italia ci sia un problema con la religione musulmana. Sia sulle testate giornalistiche, che sui social, il velo indossato da Romano ha portato l’opinione pubblica a discutere le ragioni della sua scelta, ed è emerso ancora una volta e in maniera palese quanto il nostro Paese sia islamofobico.<br /><br />La fede è una scelta personale e, come tale, non dovrebbe essere messa in discussione dalla stampa e men che meno essere oggetto di chiacchiere da bar. Eppure Silvia è una giovane donna che in un periodo di prigionia ha deciso di convertirsi e diventare musulmana, e proprio per questo sembra che non possa essere padrona delle sue scelte di vita. La sua storia dimostra che il corpo della donna viene costantemente messo al centro del dibattito, come fosse di dominio pubblico, criticabile e analizzabile da chiunque.<br /><br />Tuttavia, nonostante questo panorama poco edificante, qualche esempio positivo di rappresentazione della donna musulmana esiste. Come l’attesa nuova stagione di Skam Italia che vedrà protagonista Sana, un'adolescente femminista e musulmana. O come il libro di Linda Sarsour, attivista e ideatrice della Women’s March, che spiega perché si può essere femminista e indossare il velo.<br /><br />In questa nuova puntata ne parliamo con Aya Mohamed, giovane studentessa di Scienze Politiche, nata in Egitto e cresciuta a Milano, blogger e attivista, più conosciuta sui social come @milanpyramid.]]></itunes:summary><itunes:duration>3171</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×11: Vengo anch’io in quarantena</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-11-vengo-anch-io-in-quarantena--48147195</link><description><![CDATA[Dopo esserci dedicati allo yoga, alla meditazione e agli esperimenti di panificazione, che fine ha fatto la nostra vita sessuale? Le speaker di Chiamando Eva ne parlano con Leni di Vengo anch’io podcast.<br /><br />A inizio lockdown, tutti eravamo ovviamente assorbiti dalla preoccupazione per l’aumento dei contagi e del numero dei morti. A oltre due mesi dal primo caso di Codogno, però, ci siamo in qualche modo abituati al bollettino dei malati e alle autocertificazioni, cambiando drasticamente la nostra quotidianità.<br /><br />Ma dopo esserci scoperti grandi panificatori, esperti di fitness home-made e aver provato app di meditazione nel nostro salotto, dobbiamo fare i conti anche con la nostra vita sessuale. Perché esattamente come la nostra mente e il nostro corpo, anch'essa va saziata.<br /><br />È vero che la quarantena sta azzerando la libido o è invece un’occasione preziosa per scoprire come meglio darsi piacere? Come la stanno passando le donne e gli uomini costretti all’isolamento da oltre due mesi? Come faremo a tornare ad avere una vita serenamente attiva quando sarà finita questa pandemia?<br /><br />Per aiutarci a trovare le risposte, è stata nostra ospite Leni, laureata in psicologia e autrice del podcast Vengo anch’io, un programma che “racconta con serietà e ironia il sesso di oggi, perché domani sia un sesso migliore.”<br /><br />Ascolta Vengo anch’io: <a href="https://podtail.com/it/podcast/vengo-anch-io/" rel="noopener">https://podtail.com/it/podcast/vengo-anch-io/</a><br />Segui Vengo anch’io su Instagram: <a href="https://www.instagram.com/vengo_anchio_podcast/" rel="noopener">https://www.instagram.com/vengo_anchio_podcast/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x11-vengo-anchio-in-quarantena/</guid><pubDate>Wed, 29 Apr 2020 11:47:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147195/3x11_vengo_anchio_in_quarantena.mp3" length="94134856" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo esserci dedicati allo yoga, alla meditazione e agli esperimenti di panificazione, che fine ha fatto la nostra vita sessuale? Le speaker di Chiamando Eva ne parlano con Leni di Vengo anch’io podcast.

A inizio lockdown, tutti eravamo ovviamente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo esserci dedicati allo yoga, alla meditazione e agli esperimenti di panificazione, che fine ha fatto la nostra vita sessuale? Le speaker di Chiamando Eva ne parlano con Leni di Vengo anch’io podcast.<br /><br />A inizio lockdown, tutti eravamo ovviamente assorbiti dalla preoccupazione per l’aumento dei contagi e del numero dei morti. A oltre due mesi dal primo caso di Codogno, però, ci siamo in qualche modo abituati al bollettino dei malati e alle autocertificazioni, cambiando drasticamente la nostra quotidianità.<br /><br />Ma dopo esserci scoperti grandi panificatori, esperti di fitness home-made e aver provato app di meditazione nel nostro salotto, dobbiamo fare i conti anche con la nostra vita sessuale. Perché esattamente come la nostra mente e il nostro corpo, anch'essa va saziata.<br /><br />È vero che la quarantena sta azzerando la libido o è invece un’occasione preziosa per scoprire come meglio darsi piacere? Come la stanno passando le donne e gli uomini costretti all’isolamento da oltre due mesi? Come faremo a tornare ad avere una vita serenamente attiva quando sarà finita questa pandemia?<br /><br />Per aiutarci a trovare le risposte, è stata nostra ospite Leni, laureata in psicologia e autrice del podcast Vengo anch’io, un programma che “racconta con serietà e ironia il sesso di oggi, perché domani sia un sesso migliore.”<br /><br />Ascolta Vengo anch’io: <a href="https://podtail.com/it/podcast/vengo-anch-io/" rel="noopener">https://podtail.com/it/podcast/vengo-anch-io/</a><br />Segui Vengo anch’io su Instagram: <a href="https://www.instagram.com/vengo_anchio_podcast/" rel="noopener">https://www.instagram.com/vengo_anchio_podcast/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2354</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×10: La paza fare non</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-10-la-paza-fare-non--48147182</link><description><![CDATA[In questi giorni di ormai infinita quarantena sono sempre meno le cose a cui aggrapparsi per non perdersi d’animo e pensare che presto o tardi, torneremo ad avere una vita normale.<br />C’è chi sta vivendo questi giorni in isolamento totale e chi invece vive in una sorta di reclusione coatta con familiari, amici, compagni, coinquilini.<br /><br />Nella decima puntata di Chiamando Eva, le speaker raccontano come si sopravvive al lockdown se si è un genitore. Complice la chiusura delle scuole, la didattica a distanza non sempre virtuosa e tutti i problemi che possono sorgere per semplice mancanza di una buona connessione internet, la quarantena ha imposto ai genitori — più spesso alle madri — di diventare al contempo insegnanti, educatori, psicologi e tuttofare h24.<br /><br />E sempre più emerge come l’isolamento coatto causato da Covid-19 metta in luce le problematiche legate al digital divide, alle difficoltà che molte famiglie hanno di anche solo avere una rete internet e di quale ricchezza rappresenti — per bambini provenienti da contesti economici umili — il poter andare andare scuola.<br /><br />Infine, non si può pensare di parlare di lockdown senza pensare a quelle donne che sono “rinchiuse” in casa con chi commette violenza su di loro. E a quali misure esistano per evitarlo.<br /><br />In questa puntata Francesca ed Elena ne parlano con Costanza Cappelli — più comunemente conosciuta sui social come La Connie — che da sempre racconta la sua quotidianità di madre e moglie in maniera molto leggera e al contempo non banale. Dalla profonda Toscana del Ciclone, la puntata è qua per alleviare la vostra reclusione. Buon ascolto.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/15/chiamando-eva-310/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/15/chiamando-eva-310/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x10-la-paza-fare-non/</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2020 10:41:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147182/3x10_la_paza_fare_non.mp3" length="136377991" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questi giorni di ormai infinita quarantena sono sempre meno le cose a cui aggrapparsi per non perdersi d’animo e pensare che presto o tardi, torneremo ad avere una vita normale.
C’è chi sta vivendo questi giorni in isolamento totale e chi invece...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questi giorni di ormai infinita quarantena sono sempre meno le cose a cui aggrapparsi per non perdersi d’animo e pensare che presto o tardi, torneremo ad avere una vita normale.<br />C’è chi sta vivendo questi giorni in isolamento totale e chi invece vive in una sorta di reclusione coatta con familiari, amici, compagni, coinquilini.<br /><br />Nella decima puntata di Chiamando Eva, le speaker raccontano come si sopravvive al lockdown se si è un genitore. Complice la chiusura delle scuole, la didattica a distanza non sempre virtuosa e tutti i problemi che possono sorgere per semplice mancanza di una buona connessione internet, la quarantena ha imposto ai genitori — più spesso alle madri — di diventare al contempo insegnanti, educatori, psicologi e tuttofare h24.<br /><br />E sempre più emerge come l’isolamento coatto causato da Covid-19 metta in luce le problematiche legate al digital divide, alle difficoltà che molte famiglie hanno di anche solo avere una rete internet e di quale ricchezza rappresenti — per bambini provenienti da contesti economici umili — il poter andare andare scuola.<br /><br />Infine, non si può pensare di parlare di lockdown senza pensare a quelle donne che sono “rinchiuse” in casa con chi commette violenza su di loro. E a quali misure esistano per evitarlo.<br /><br />In questa puntata Francesca ed Elena ne parlano con Costanza Cappelli — più comunemente conosciuta sui social come La Connie — che da sempre racconta la sua quotidianità di madre e moglie in maniera molto leggera e al contempo non banale. Dalla profonda Toscana del Ciclone, la puntata è qua per alleviare la vostra reclusione. Buon ascolto.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/04/15/chiamando-eva-310/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/04/15/chiamando-eva-310/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3410</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×09: Come sopravvivere alla quarantena, senza dimenticare il femminismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-09-come-sopravvivere-alla-quarantena-senza-dimenticare-il-femminismo--48147189</link><description><![CDATA[La puntata odierna di Chiamando Eva è un appuntamento questa volta un po’ particolare: ci siamo trovate a interrompere lo svolgimento normale delle nostre vite e seguiamo, con ansia crescente, lo sviluppo della pandemia di Covid-19. Sono giorni in cui è difficile capire quali siano le questioni importanti su cui concentrarsi mentre, intorno a noi, continuano ad ammalarsi persone e, in alcuni casi, morire.<br /><br />Ma la reclusione forzata e la quarantena portano alla luce anche quelli che sono dei problemi intrinseci della società, come ad esempio le violenze domestiche e la scia di video che, con macabro intento ironico, trasmettono messaggi stereotipati e allarmanti sulle donne costrette a stare in casa col marito che le picchia, le insulta, le mette a tacere.<br /><br />Fortunatamente esistono reti di solidarietà che si stanno occupando di questo, come la rete “Dire contro la violenza” che raccoglie tutti i servizi anti-violenza disponibili in questo momento di emergenza in Italia, senza dimenticare i “Collages femminicidi”, disseminati in ogni angolo della città, che speriamo di tornare a vedere il prima possibile quando potremo passeggiare di nuovo liberamente. Sempre in questi giorni, nascono iniziative solidali per coloro che, costretti a stare a casa, hanno difficoltà a reperire farmaci, beni di prima necessità o semplicemente fare la spesa: è il caso delle Brigate di solidarietà.<br /><br />Ma come si sconfigge la vita sedentaria e costretta davanti a un computer? Abbiamo raccolto un po’ di stimoli, culturali, letterari e non (dato che ci siamo persino messe a fare Yoga in differita) per superare questi giorni e renderli, quando possibile, un momento utile e ricco di nuove scoperte.<br /><br />La puntata è stata registrata con una diretta in parallelo su Instagram, un primo esempio di podcast femminista con “il pubblico in studio”, con interventi anche da parte delle nostre ascoltatrici e dei nostri ascoltatori, con cui abbiamo chiacchierato di questioni di genere, patriarcato e del ruolo della donna in questo 2020 di quarantena.<br /><br />Note dell’episodio<br /><br />Forse questa cosa del “Dagli all’untore!” sta un po’ sfuggendo di mano <a href="https://twitter.com/ValeriaParrell2/status/1239884638912499713" rel="noopener">https://twitter.com/ValeriaParrell2/status/1239884638912499713</a><br /><br />I collages femminicidi, dove, quando, perché <a href="https://thesubmarine.it/colleuses-milano/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/colleuses-milano/</a><br /><br />Una rete che sta funzionando: le Brigate di solidarieta<br /><a href="https://thesubmarine.it/2020/03/17/brigate-solidarieta-cibo-farmaci-anziani-milano/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/17/brigate-solidarieta-cibo-farmaci-anziani-milano/</a><br /><br />Il Saggiatore rende disponibili gratuitamente un ebook ogni due giorni: noi vi consigliamo La Dragunera di Linda Barbarino<br /><a href="https://www.ilsaggiatore.com/solidarieta/" rel="noopener">https://www.ilsaggiatore.com/solidarieta/</a><br /><br />Marta Barone, candidata Premio Strega 2020 con “La città sommersa”, ha preparato un corso online su cinque autori “outsider” del Novecento: ci si può iscrivere fino al 25 marzo <a href="https://martabarone.com" rel="noopener">https://martabarone.com</a><br /><br />Le lezioni di Yoga powered by Lifegate sono il giusto modo per superare l’ansia che ci circonda<br /><a href="https://smartyogaclass.lifegate.it" rel="noopener">https://smartyogaclass.lifegate.it</a><br /><br />Se invece volete ammazzarvi di squat e addominali, lei vi motiva come si deve <a href="https://www.youtube.com/user/ChloesAddiction" rel="noopener">https://www.youtube.com/user/ChloesAddiction</a><br /><br />Volete scoprire la versione islandese di Nino Sarratore? Leggete questo <a href="https://followthebooks.com/miss-islanda-recensione/" rel="noopener">https://followthebooks.com/miss-islanda-recensione/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x09-come-sopravvivere-alla-quarantena-senza-dimenticare-il-femminismo/</guid><pubDate>Wed, 18 Mar 2020 12:48:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147189/3x09_come_sopravvivere_alla_quarantena_senza_dimenticare_il_femminismo.mp3" length="131316505" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La puntata odierna di Chiamando Eva è un appuntamento questa volta un po’ particolare: ci siamo trovate a interrompere lo svolgimento normale delle nostre vite e seguiamo, con ansia crescente, lo sviluppo della pandemia di Covid-19. Sono giorni in cui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La puntata odierna di Chiamando Eva è un appuntamento questa volta un po’ particolare: ci siamo trovate a interrompere lo svolgimento normale delle nostre vite e seguiamo, con ansia crescente, lo sviluppo della pandemia di Covid-19. Sono giorni in cui è difficile capire quali siano le questioni importanti su cui concentrarsi mentre, intorno a noi, continuano ad ammalarsi persone e, in alcuni casi, morire.<br /><br />Ma la reclusione forzata e la quarantena portano alla luce anche quelli che sono dei problemi intrinseci della società, come ad esempio le violenze domestiche e la scia di video che, con macabro intento ironico, trasmettono messaggi stereotipati e allarmanti sulle donne costrette a stare in casa col marito che le picchia, le insulta, le mette a tacere.<br /><br />Fortunatamente esistono reti di solidarietà che si stanno occupando di questo, come la rete “Dire contro la violenza” che raccoglie tutti i servizi anti-violenza disponibili in questo momento di emergenza in Italia, senza dimenticare i “Collages femminicidi”, disseminati in ogni angolo della città, che speriamo di tornare a vedere il prima possibile quando potremo passeggiare di nuovo liberamente. Sempre in questi giorni, nascono iniziative solidali per coloro che, costretti a stare a casa, hanno difficoltà a reperire farmaci, beni di prima necessità o semplicemente fare la spesa: è il caso delle Brigate di solidarietà.<br /><br />Ma come si sconfigge la vita sedentaria e costretta davanti a un computer? Abbiamo raccolto un po’ di stimoli, culturali, letterari e non (dato che ci siamo persino messe a fare Yoga in differita) per superare questi giorni e renderli, quando possibile, un momento utile e ricco di nuove scoperte.<br /><br />La puntata è stata registrata con una diretta in parallelo su Instagram, un primo esempio di podcast femminista con “il pubblico in studio”, con interventi anche da parte delle nostre ascoltatrici e dei nostri ascoltatori, con cui abbiamo chiacchierato di questioni di genere, patriarcato e del ruolo della donna in questo 2020 di quarantena.<br /><br />Note dell’episodio<br /><br />Forse questa cosa del “Dagli all’untore!” sta un po’ sfuggendo di mano <a href="https://twitter.com/ValeriaParrell2/status/1239884638912499713" rel="noopener">https://twitter.com/ValeriaParrell2/status/1239884638912499713</a><br /><br />I collages femminicidi, dove, quando, perché <a href="https://thesubmarine.it/colleuses-milano/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/colleuses-milano/</a><br /><br />Una rete che sta funzionando: le Brigate di solidarieta<br /><a href="https://thesubmarine.it/2020/03/17/brigate-solidarieta-cibo-farmaci-anziani-milano/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/03/17/brigate-solidarieta-cibo-farmaci-anziani-milano/</a><br /><br />Il Saggiatore rende disponibili gratuitamente un ebook ogni due giorni: noi vi consigliamo La Dragunera di Linda Barbarino<br /><a href="https://www.ilsaggiatore.com/solidarieta/" rel="noopener">https://www.ilsaggiatore.com/solidarieta/</a><br /><br />Marta Barone, candidata Premio Strega 2020 con “La città sommersa”, ha preparato un corso online su cinque autori “outsider” del Novecento: ci si può iscrivere fino al 25 marzo <a href="https://martabarone.com" rel="noopener">https://martabarone.com</a><br /><br />Le lezioni di Yoga powered by Lifegate sono il giusto modo per superare l’ansia che ci circonda<br /><a href="https://smartyogaclass.lifegate.it" rel="noopener">https://smartyogaclass.lifegate.it</a><br /><br />Se invece volete ammazzarvi di squat e addominali, lei vi motiva come si deve <a href="https://www.youtube.com/user/ChloesAddiction" rel="noopener">https://www.youtube.com/user/ChloesAddiction</a><br /><br />Volete scoprire la versione islandese di Nino Sarratore? Leggete questo <a href="https://followthebooks.com/miss-islanda-recensione/" rel="noopener">https://followthebooks.com/miss-islanda-recensione/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3283</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×08: Cosa significa essere trans in Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-08-cosa-significa-essere-trans-in-italia--48147192</link><description><![CDATA[Nell’ottava puntata di Chiamando Eva, le speaker affrontano per la prima volta il tema della transessualità. Si tratta di un argomento frequentemente dipinto alla stregua della caricatura e spiegato in maniera molto approssimativa. Ecco perché a unirsi alla chiacchierata, è l’ospite Francesco Cicconetti, un ragazzo trans che, grazie ai suoi canali social e alla serie Freeda “Un uomo con la T maiuscola,” ha parlato della sua esperienza di transizione in maniera aperta e sincera.<br /><br />In un paese come il nostro non è facile avere una comunicazione chiara di cosa significhi esattamente intraprendere un percorso di transizione: come si comincia? A chi ci si rivolge? Quanto dura? Quale trafila burocratica bisogna affrontare? Il percorso è irto di ostacoli e può richiedere anni, il corpo nel frattempo inizia a cambiare a diventare quello che la persona trans sente appartenere come suo. Peccato che la società nel frattempo non cambi alla stessa velocità e non sono pochi gli insulti e i pregiudizi che bisogna affrontare nel passaggio “F to M” o “M to F.”<br /><br />E ancora, gli stereotipi più comuni partono proprio dal genere della lingua: si dice “un” o “una” transessuale? In quale caso? Quando si ottiene una carta di identità dove “Alessandro” diventa “Alessandra,” o viceversa?<br /><br />Questo, e molto altro, è ciò di cui si parla nella nuova puntata.<br /><br />Note dell’episodio<br /><br />Per seguire Francesco sui suoi canali social:<br />Instagram: <a href="https://www.instagram.com/mehths/" rel="noopener">https://www.instagram.com/mehths/</a><br /><br />Per recuperare la serie “Un uomo con la T maiuscola”<br /><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL7VF_2Qm3flbh1wGD2LiZ2rFTYSTaca7S" rel="noopener">https://www.youtube.com/playlist?list=PL7VF_2Qm3flbh1wGD2LiZ2rFTYSTaca7S</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x08-cosa-significa-essere-trans-in-italia/</guid><pubDate>Wed, 26 Feb 2020 10:39:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147192/1x08_la_parita_di_genere_e_le_promesse_dei_partiti_come_la_situa.mp3" length="84919901" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nell’ottava puntata di Chiamando Eva, le speaker affrontano per la prima volta il tema della transessualità. Si tratta di un argomento frequentemente dipinto alla stregua della caricatura e spiegato in maniera molto approssimativa. Ecco perché a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nell’ottava puntata di Chiamando Eva, le speaker affrontano per la prima volta il tema della transessualità. Si tratta di un argomento frequentemente dipinto alla stregua della caricatura e spiegato in maniera molto approssimativa. Ecco perché a unirsi alla chiacchierata, è l’ospite Francesco Cicconetti, un ragazzo trans che, grazie ai suoi canali social e alla serie Freeda “Un uomo con la T maiuscola,” ha parlato della sua esperienza di transizione in maniera aperta e sincera.<br /><br />In un paese come il nostro non è facile avere una comunicazione chiara di cosa significhi esattamente intraprendere un percorso di transizione: come si comincia? A chi ci si rivolge? Quanto dura? Quale trafila burocratica bisogna affrontare? Il percorso è irto di ostacoli e può richiedere anni, il corpo nel frattempo inizia a cambiare a diventare quello che la persona trans sente appartenere come suo. Peccato che la società nel frattempo non cambi alla stessa velocità e non sono pochi gli insulti e i pregiudizi che bisogna affrontare nel passaggio “F to M” o “M to F.”<br /><br />E ancora, gli stereotipi più comuni partono proprio dal genere della lingua: si dice “un” o “una” transessuale? In quale caso? Quando si ottiene una carta di identità dove “Alessandro” diventa “Alessandra,” o viceversa?<br /><br />Questo, e molto altro, è ciò di cui si parla nella nuova puntata.<br /><br />Note dell’episodio<br /><br />Per seguire Francesco sui suoi canali social:<br />Instagram: <a href="https://www.instagram.com/mehths/" rel="noopener">https://www.instagram.com/mehths/</a><br /><br />Per recuperare la serie “Un uomo con la T maiuscola”<br /><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL7VF_2Qm3flbh1wGD2LiZ2rFTYSTaca7S" rel="noopener">https://www.youtube.com/playlist?list=PL7VF_2Qm3flbh1wGD2LiZ2rFTYSTaca7S</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×07: Quanto è difficile lavorare nel cinema se sei una donna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-07-quanto-e-difficile-lavorare-nel-cinema-se-sei-una-donna--48147206</link><description><![CDATA[La 92esima edizione degli Oscar è stata accompagnata da una serie di polemiche riguardanti le poche candidature femminili e la predominanza di candidature assegnate a uomini bianchi. Ma non solo, l’unica persona di colore che ne ha ricevuta una è stata Cynthia Erivo per “Harriet.”<br /><br />In generale non ci sono state candidature per la miglior regia assegnate a donne e, dando un’occhiata alle edizioni passate, la cosa non sorprende affatto. Come negli altri settori anche nell’industria cinematografica le donne scarseggiano e il problema di quanto le donne vengano sottorappresentate non si risolve, ovviamente, giustificando la mancanza di donne come un dato di fatto, o dicendo “è un lavoro da uomini.”<br /><br />In questa puntata di Chiamando Eva Elena e Francesca ne parlano intervistando Blu Yoshimi, una giovanissima attrice e aspirante regista (classe ‘97) che racconta la sua esperienza personale di attrice donna in un mondo dominato da uomini.<br /><br />Ma si parla anche di Sanremo. Se gli Oscar sono stati la fiera della salamella, Sanremo è stata la fiera della salamella con la salamella, un festival in cui si discreditano apertamente le donne marginalizzandole il più possibile o dipingendole come vallette poco furbe.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/12/chiamando-eva-307/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/12/chiamando-eva-307/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x07-quanto-e-difficile-lavorare-nel-cinema-se-sei-una-donna/</guid><pubDate>Wed, 12 Feb 2020 14:46:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147206/3x07_quanto_e_difficile_lavorare_nel_cinema_se_sei_una_donna.mp3" length="114954448" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La 92esima edizione degli Oscar è stata accompagnata da una serie di polemiche riguardanti le poche candidature femminili e la predominanza di candidature assegnate a uomini bianchi. Ma non solo, l’unica persona di colore che ne ha ricevuta una è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La 92esima edizione degli Oscar è stata accompagnata da una serie di polemiche riguardanti le poche candidature femminili e la predominanza di candidature assegnate a uomini bianchi. Ma non solo, l’unica persona di colore che ne ha ricevuta una è stata Cynthia Erivo per “Harriet.”<br /><br />In generale non ci sono state candidature per la miglior regia assegnate a donne e, dando un’occhiata alle edizioni passate, la cosa non sorprende affatto. Come negli altri settori anche nell’industria cinematografica le donne scarseggiano e il problema di quanto le donne vengano sottorappresentate non si risolve, ovviamente, giustificando la mancanza di donne come un dato di fatto, o dicendo “è un lavoro da uomini.”<br /><br />In questa puntata di Chiamando Eva Elena e Francesca ne parlano intervistando Blu Yoshimi, una giovanissima attrice e aspirante regista (classe ‘97) che racconta la sua esperienza personale di attrice donna in un mondo dominato da uomini.<br /><br />Ma si parla anche di Sanremo. Se gli Oscar sono stati la fiera della salamella, Sanremo è stata la fiera della salamella con la salamella, un festival in cui si discreditano apertamente le donne marginalizzandole il più possibile o dipingendole come vallette poco furbe.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/02/12/chiamando-eva-307/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/02/12/chiamando-eva-307/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2874</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×06: Perché siamo circondate da relazioni disfunzionali?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-06-perche-siamo-circondate-da-relazioni-disfunzionali--48147198</link><description><![CDATA[Viviamo nell’epoca della mancanza di certezze dal punto di vista relazionale. Venuto meno il paradigma che ci vuole tutte mogli, fedeli, amiche, amanti ecc. si apre uno scenario dove è sempre meno facile dare una definizione di relazione duratura, affidabile, basata sulla reciproca fiducia.<br />Ed è forse questo uno dei motivi che ha portato al diffondersi di cosiddette “relazioni disfunzionali” basate sul ricatto psicologico, sulla mancanza di fiducia e sull’incapacità di trovare un punto di incontro o - eventualmente - troncare una relazione tossica.<br />Ma cosa definisce esattamente una “relazione disfunzionale”? Possiamo dire che sia una costante della nostra epoca o non sia in fondo esistita dai tempi di Adamo ed Eva? E sono solo le relazioni o sono forse le persone a essere disfunzionali?<br /><br />Le ragazze di Chiamando Eva si interrogano e affrontano l’argomento chiedendosi cosa vuol dire avere una relazione nel 2020: partendo dalla navigazione delle maree delle dating app, passando per il poliamore, lo stalking, i social all’interno della coppia.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/29/eva-relazioni-disfunzionali/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/29/eva-relazioni-disfunzionali/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x06-perche-siamo-circondate-da-relazioni-disfunzionali/</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2020 11:02:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147198/3x06_perche_siamo_circondate_da_relazioni_disfunzionali.mp3" length="103525354" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Viviamo nell’epoca della mancanza di certezze dal punto di vista relazionale. Venuto meno il paradigma che ci vuole tutte mogli, fedeli, amiche, amanti ecc. si apre uno scenario dove è sempre meno facile dare una definizione di relazione duratura,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Viviamo nell’epoca della mancanza di certezze dal punto di vista relazionale. Venuto meno il paradigma che ci vuole tutte mogli, fedeli, amiche, amanti ecc. si apre uno scenario dove è sempre meno facile dare una definizione di relazione duratura, affidabile, basata sulla reciproca fiducia.<br />Ed è forse questo uno dei motivi che ha portato al diffondersi di cosiddette “relazioni disfunzionali” basate sul ricatto psicologico, sulla mancanza di fiducia e sull’incapacità di trovare un punto di incontro o - eventualmente - troncare una relazione tossica.<br />Ma cosa definisce esattamente una “relazione disfunzionale”? Possiamo dire che sia una costante della nostra epoca o non sia in fondo esistita dai tempi di Adamo ed Eva? E sono solo le relazioni o sono forse le persone a essere disfunzionali?<br /><br />Le ragazze di Chiamando Eva si interrogano e affrontano l’argomento chiedendosi cosa vuol dire avere una relazione nel 2020: partendo dalla navigazione delle maree delle dating app, passando per il poliamore, lo stalking, i social all’interno della coppia.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2020/01/29/eva-relazioni-disfunzionali/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2020/01/29/eva-relazioni-disfunzionali/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2589</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×05: Fare la bookinfluencer non significa solo fare foto carine con libri e cappuccini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-05-fare-la-bookinfluencer-non-significa-solo-fare-foto-carine-con-libri-e-cappuccini--48147208</link><description><![CDATA[La prima puntata del 2020 di Chiamando Eva parte sull’onda delle polemiche con cui è iniziato l’anno nuovo in merito al lavoro delle “bookinfluencer”.<br />Spesso sono donne, fanno foto carine ai libri e recensioni sulle letture appena fatte: ma nel 2020 si può smettere di giudicare un libro dalla copertina e conseguente anche di chi ne parla.<br /><br />Le donne che oggi parlano di libri su Instagram non sono delle parnevenue: sono donne che si sono fatte le ossa nell’editoria, spesso sono scrittrici o esperte della parola e hanno dimostrato più volte coi fatti di avere delle competenze che vanno ben al di là di un feed ben costruito. Abbiamo voluto raccogliere qualche opinione in merito: ne parliamo con Ilenia Zodiaco in arte @conamoresquallore.<br /><br />Ma di che cosa si occupa una bookinfluencer? In che modo nasce questa occupazione? Chi la fa? Ne abbiamo parlato con Chiara — sui social meglio conosciuta come @chiarasuilibri — che ci ha raccontato come è finita a parlare di libri come una bibliotecaria di fiducia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x05-fare-la-bookinfluencer-non-significa-solo-fare-foto-carine-con-libri-e-cappuccini/</guid><pubDate>Wed, 15 Jan 2020 12:16:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147208/3x05_fare_la_bookinfluencer_non_significa_solo_fare_foto_carine_con_libri_e_cappuccini.mp3" length="63250434" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La prima puntata del 2020 di Chiamando Eva parte sull’onda delle polemiche con cui è iniziato l’anno nuovo in merito al lavoro delle “bookinfluencer”.
Spesso sono donne, fanno foto carine ai libri e recensioni sulle letture appena fatte: ma nel 2020...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La prima puntata del 2020 di Chiamando Eva parte sull’onda delle polemiche con cui è iniziato l’anno nuovo in merito al lavoro delle “bookinfluencer”.<br />Spesso sono donne, fanno foto carine ai libri e recensioni sulle letture appena fatte: ma nel 2020 si può smettere di giudicare un libro dalla copertina e conseguente anche di chi ne parla.<br /><br />Le donne che oggi parlano di libri su Instagram non sono delle parnevenue: sono donne che si sono fatte le ossa nell’editoria, spesso sono scrittrici o esperte della parola e hanno dimostrato più volte coi fatti di avere delle competenze che vanno ben al di là di un feed ben costruito. Abbiamo voluto raccogliere qualche opinione in merito: ne parliamo con Ilenia Zodiaco in arte @conamoresquallore.<br /><br />Ma di che cosa si occupa una bookinfluencer? In che modo nasce questa occupazione? Chi la fa? Ne abbiamo parlato con Chiara — sui social meglio conosciuta come @chiarasuilibri — che ci ha raccontato come è finita a parlare di libri come una bibliotecaria di fiducia.]]></itunes:summary><itunes:duration>2633</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×04: Le donne del 2019</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-04-le-donne-del-2019--48147213</link><description><![CDATA[Le ragazze di Chiamando Eva chiudono il 2019 con una top 10 delle donne che hanno lasciato un segno nell’anno che volge alla conclusione.<br /><br />Quali sono state le donne che hanno scardinato gli equilibri definendo un nuovo modo di affermarsi nel mondo? Fanno parte del mondo della politica, dello spettacolo, della letteratura, della scienza e dello sport. Di molte avrete sentito parlare tantissimo, altre invece non sono avvolte dalla luce dei riflettori, ma non per questo vanno dimenticate: da Greta Thunberg a Alexandria Ocasio Cortez, passando per Greta Gerwig e Phoebe Waller-Bridge, ma anche le protagoniste del mondiale femminile e dei più importanti centri di ricerca del mondo.<br />Una classifica non in ordine di importanza, che ripercorre un anno ricco, in attesa delle donne dell’anno che verrà.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/12/18/chiamando-eva-304/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/12/18/chiamando-eva-304/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x04-le-donne-del-2019/</guid><pubDate>Wed, 18 Dec 2019 11:23:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147213/3x04_le_donne_del_2019.mp3" length="130078301" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Le ragazze di Chiamando Eva chiudono il 2019 con una top 10 delle donne che hanno lasciato un segno nell’anno che volge alla conclusione.

Quali sono state le donne che hanno scardinato gli equilibri definendo un nuovo modo di affermarsi nel mondo?...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le ragazze di Chiamando Eva chiudono il 2019 con una top 10 delle donne che hanno lasciato un segno nell’anno che volge alla conclusione.<br /><br />Quali sono state le donne che hanno scardinato gli equilibri definendo un nuovo modo di affermarsi nel mondo? Fanno parte del mondo della politica, dello spettacolo, della letteratura, della scienza e dello sport. Di molte avrete sentito parlare tantissimo, altre invece non sono avvolte dalla luce dei riflettori, ma non per questo vanno dimenticate: da Greta Thunberg a Alexandria Ocasio Cortez, passando per Greta Gerwig e Phoebe Waller-Bridge, ma anche le protagoniste del mondiale femminile e dei più importanti centri di ricerca del mondo.<br />Una classifica non in ordine di importanza, che ripercorre un anno ricco, in attesa delle donne dell’anno che verrà.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/12/18/chiamando-eva-304/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/12/18/chiamando-eva-304/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3252</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×03: Dalla Tampon tax alla coppetta: quant’è sbatti avere le mestruazioni in Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-03-dalla-tampon-tax-alla-coppetta-quant-e-sbatti-avere-le-mestruazioni-in-italia--48147217</link><description><![CDATA[Nella nuova puntata di Chiamando Eva, Francesca e Elena insieme all’ostetrica Chiara Mastromauro affrontano il tema del ciclo dal punto di vista fisiologico, sociale e politico.<br /><br />A seguito dell’acceso dibattito sulla Tampon Tax, le speaker di Chiamando Eva tornano a parlare di questioni legate al corpo della donna e alla poca attenzione con cui viene questo considerato. Pur essendo un processo naturale — e quindi, per la maggior parte dei casi, inevitabile — le mestruazioni in Italia sono considerate un “bene di lusso”, o almeno è quanto comunica la tassazione al 22% per gli assorbenti e le coppette mestruali.<br /><br />Il tema è stato spesso fonte di discussioni e querelle parlamentari che se si sono sempre risolte in un nulla di fatto, malgrado fosse una battaglia portata avanti da anni.<br /><br />Ma come funziona nel resto d’Europa e del mondo? Perché in Italia abbiamo ancora così poca attenzione per una questione che tocca da vicino tutte le donne? Ma soprattutto, se vogliamo che le cose cambino è necessario che venga tolto il tabù legato alle mestruazioni e il conseguente pudore e imbarazzo che per troppo tempo affligge le donne facendole sentire in colpa e a disagio una volta al mese.<br /><br />Come combattiamo tutto questo?<br /><br />Ne parliamo con Chiara Mastromauro, ostetrica, autrice dello sportello Freeda e già ospite di Chiamando Eva nelle passate stagioni.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/27/chiamando-eva-303/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/27/chiamando-eva-303/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x03-dalla-tampon-tax-alla-coppetta-quante-sbatti-avere-le-mestruazioni-in-italia/</guid><pubDate>Wed, 27 Nov 2019 09:56:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147217/3x03_dalla_tampon_tax_alla_coppetta_quante_sbatti_avere_le_mestruazioni_in_italia.mp3" length="108326660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nella nuova puntata di Chiamando Eva, Francesca e Elena insieme all’ostetrica Chiara Mastromauro affrontano il tema del ciclo dal punto di vista fisiologico, sociale e politico.

A seguito dell’acceso dibattito sulla Tampon Tax, le speaker di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella nuova puntata di Chiamando Eva, Francesca e Elena insieme all’ostetrica Chiara Mastromauro affrontano il tema del ciclo dal punto di vista fisiologico, sociale e politico.<br /><br />A seguito dell’acceso dibattito sulla Tampon Tax, le speaker di Chiamando Eva tornano a parlare di questioni legate al corpo della donna e alla poca attenzione con cui viene questo considerato. Pur essendo un processo naturale — e quindi, per la maggior parte dei casi, inevitabile — le mestruazioni in Italia sono considerate un “bene di lusso”, o almeno è quanto comunica la tassazione al 22% per gli assorbenti e le coppette mestruali.<br /><br />Il tema è stato spesso fonte di discussioni e querelle parlamentari che se si sono sempre risolte in un nulla di fatto, malgrado fosse una battaglia portata avanti da anni.<br /><br />Ma come funziona nel resto d’Europa e del mondo? Perché in Italia abbiamo ancora così poca attenzione per una questione che tocca da vicino tutte le donne? Ma soprattutto, se vogliamo che le cose cambino è necessario che venga tolto il tabù legato alle mestruazioni e il conseguente pudore e imbarazzo che per troppo tempo affligge le donne facendole sentire in colpa e a disagio una volta al mese.<br /><br />Come combattiamo tutto questo?<br /><br />Ne parliamo con Chiara Mastromauro, ostetrica, autrice dello sportello Freeda e già ospite di Chiamando Eva nelle passate stagioni.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/27/chiamando-eva-303/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/27/chiamando-eva-303/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2709</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×02: Capire Elena Ferrante</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-02-capire-elena-ferrante--48147193</link><description><![CDATA[Giovedì 7 Novembre è uscito in tutte le librerie il nuovo, attesissimo, e assai chiacchierato, libro di Elena Ferrante La vita bugiarda degli adulti. Un libro dove si ritrova l’atmosfera napoletana, il mondo visto dagli occhi di una preadolescente e la descrizione dettagliata della psicologia dei personaggi. Le speaker di Chiamando Eva sono corse in libreria e l’hanno recensito, ma non senza prima ri-sfogliare le pagine della amata teatralogia de L’amica geniale. Ma cosa ha reso così “geniale” i suoi romanzi? Perché vale la pena leggere una autrice più che spinta - con un marketing a tappeto - dalla case editrici? Ma soprattutto, possiamo definire “femminista” Elena Ferrante?<br />Caratterizzata da un alone di mistero, questa autrice è stata spesso fin troppo oscurata dalla sua stessa ignota identità, ma una volta che si mette da parte la questione anagrafica, la sua voce arriva in maniera potente, diretta e racconta storie in cui tante donne riescono a riconoscersi e, conseguentemente, ad amare.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/13/chiamando-eva-302/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/13/chiamando-eva-302/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x02-capire-elena-ferrante/</guid><pubDate>Wed, 13 Nov 2019 13:28:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147193/3x02_capire_elena_ferrante.mp3" length="98764799" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Giovedì 7 Novembre è uscito in tutte le librerie il nuovo, attesissimo, e assai chiacchierato, libro di Elena Ferrante La vita bugiarda degli adulti. Un libro dove si ritrova l’atmosfera napoletana, il mondo visto dagli occhi di una preadolescente e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giovedì 7 Novembre è uscito in tutte le librerie il nuovo, attesissimo, e assai chiacchierato, libro di Elena Ferrante La vita bugiarda degli adulti. Un libro dove si ritrova l’atmosfera napoletana, il mondo visto dagli occhi di una preadolescente e la descrizione dettagliata della psicologia dei personaggi. Le speaker di Chiamando Eva sono corse in libreria e l’hanno recensito, ma non senza prima ri-sfogliare le pagine della amata teatralogia de L’amica geniale. Ma cosa ha reso così “geniale” i suoi romanzi? Perché vale la pena leggere una autrice più che spinta - con un marketing a tappeto - dalla case editrici? Ma soprattutto, possiamo definire “femminista” Elena Ferrante?<br />Caratterizzata da un alone di mistero, questa autrice è stata spesso fin troppo oscurata dalla sua stessa ignota identità, ma una volta che si mette da parte la questione anagrafica, la sua voce arriva in maniera potente, diretta e racconta storie in cui tante donne riescono a riconoscersi e, conseguentemente, ad amare.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/11/13/chiamando-eva-302/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/11/13/chiamando-eva-302/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2470</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3×01: Figlie delle stelle – Live da Santeria Paladini 8</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-01-figlie-delle-stelle-live-da-santeria-paladini-8--48147207</link><description><![CDATA[Chiamando Eva ritorna con una puntata live in Santeria Paladini per l'inizio della sua terza stagione. In questo episodio, assieme alla famosa astrologa Lumpa e allo scrittore Jonathan Bazzi, riscopriamo donne, scrittrici, sfortunatamente dimenticate ma che sono state donne libere, eccentriche, inimitate. Ripercorriamo le loro storie e i loro cieli astrali, passando in rassegna vite e pianeti di queste figure iconiche e senza tempo. Da Leda Rafanelli a Edith Stein, passando per Lisa Morpurgo, Lina Pietravalle e Marina Cvetaeva, parliamo di fantasy molisani, filosofe tedesche atee convertite al monachesimo, anarchiche musulmane e molto altro ancora.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/3x01-figlie-delle-stelle-live-da-santeria-paladini-8/</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2019 14:22:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147207/3x01_figlie_delle_stelle_live_da_santeria_paladini_8.mp3" length="109400651" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Chiamando Eva ritorna con una puntata live in Santeria Paladini per l'inizio della sua terza stagione. In questo episodio, assieme alla famosa astrologa Lumpa e allo scrittore Jonathan Bazzi, riscopriamo donne, scrittrici, sfortunatamente dimenticate...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chiamando Eva ritorna con una puntata live in Santeria Paladini per l'inizio della sua terza stagione. In questo episodio, assieme alla famosa astrologa Lumpa e allo scrittore Jonathan Bazzi, riscopriamo donne, scrittrici, sfortunatamente dimenticate ma che sono state donne libere, eccentriche, inimitate. Ripercorriamo le loro storie e i loro cieli astrali, passando in rassegna vite e pianeti di queste figure iconiche e senza tempo. Da Leda Rafanelli a Edith Stein, passando per Lisa Morpurgo, Lina Pietravalle e Marina Cvetaeva, parliamo di fantasy molisani, filosofe tedesche atee convertite al monachesimo, anarchiche musulmane e molto altro ancora.]]></itunes:summary><itunes:duration>4556</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chiamando Eva: Trailer Stagione 3</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chiamando-eva-trailer-stagione-3--48147197</link><description><![CDATA[Chiamando Eva, il podcast femminista di the Submarine, ritorna più forte di prima, per una nuova, fiammante, attesissima, terza stagione.<br /><br />È con la stessa umiltà di questo incipit che vi invitiamo, se siete a Milano o in zone limitrofe, mercoledì 30 Ottobre alla prima puntata live: “Figlie delle Stelle”. La serata sarà dedicata a scrittrici e a donne ingiustamente dimenticate, che hanno però ancora molto da dirci. Se siete curiosi di sapere di più su filosofe tedesche convertite in monache o su autrici di fantasy ambientati in Molise, siete tutt* caldamente invitat*. A condividere la chiacchiera con noi ci saranno due ospiti d’eccezione: la famosa astrologa Lumpa e lo scrittore e giornalista Jonathan Bazzi. Dalle 19:30 in Santeria Paladini 8 (quella dove andate a fare aperitivo, per capirci).<br /><br />All’evento troverete anche le tote bag e gli adesivi (flashosissimi) di Chiamando Eva, insieme a tanti, tantissimi palloncini. What else.<br /><br />Link all’evento su Facebook 👉 <a href="https://www.facebook.com/events/1977899862313369/" rel="noopener">https://www.facebook.com/events/1977899862313369/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/chiamando-eva-trailer-stagione-3/</guid><pubDate>Mon, 28 Oct 2019 12:03:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147197/chiamando_eva_trailer_stagione_3.mp3" length="15458219" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Chiamando Eva, il podcast femminista di the Submarine, ritorna più forte di prima, per una nuova, fiammante, attesissima, terza stagione.

È con la stessa umiltà di questo incipit che vi invitiamo, se siete a Milano o in zone limitrofe, mercoledì 30...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chiamando Eva, il podcast femminista di the Submarine, ritorna più forte di prima, per una nuova, fiammante, attesissima, terza stagione.<br /><br />È con la stessa umiltà di questo incipit che vi invitiamo, se siete a Milano o in zone limitrofe, mercoledì 30 Ottobre alla prima puntata live: “Figlie delle Stelle”. La serata sarà dedicata a scrittrici e a donne ingiustamente dimenticate, che hanno però ancora molto da dirci. Se siete curiosi di sapere di più su filosofe tedesche convertite in monache o su autrici di fantasy ambientati in Molise, siete tutt* caldamente invitat*. A condividere la chiacchiera con noi ci saranno due ospiti d’eccezione: la famosa astrologa Lumpa e lo scrittore e giornalista Jonathan Bazzi. Dalle 19:30 in Santeria Paladini 8 (quella dove andate a fare aperitivo, per capirci).<br /><br />All’evento troverete anche le tote bag e gli adesivi (flashosissimi) di Chiamando Eva, insieme a tanti, tantissimi palloncini. What else.<br /><br />Link all’evento su Facebook 👉 <a href="https://www.facebook.com/events/1977899862313369/" rel="noopener">https://www.facebook.com/events/1977899862313369/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>387</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×16: Abbiamo finalmente un motivo per tifare Italia ai mondiali di calcio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-16-abbiamo-finalmente-un-motivo-per-tifare-italia-ai-mondiali-di-calcio--48147212</link><description><![CDATA[In una serata ad Ostello Bello, le speaker Elena e Francesca parlano di calcio e sport femminile in un clima festoso da mondiale. Al loro fianco, Alice Rizzetto, Event Manager per Powervolley Milano, e Chiara Finulli, capitana della squadra di calcio milanese 4eva women, categoria open B.<br /><br />Mentre alle loro spalle si disputa il primo match del mondiali di calcio femminile, Francia- Corea del Sud, il dialogo a quattro voci si anima parlando di calcio, pregiudizi e mondo sportivo visto con gli occhi delle donne. Le donne possono vincere al fantacalcio? Ma è vero che le calciatrici giocano “lente”? Esistono davvero dei giochi “femminili” e “maschili”?<br /><br />Cercando le risposte a queste domande, respiriamo il tifo per Italia, vincitrice del primo match contro l’Australia, una gara combattutissima, vinta 2-1, che ci ha fatto assai tribolare, nonché emozionare. Una puntata per allenarsi e prepararsi al prossimo scontro contro la Giamaica, venerdì 14 giugno.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/12/chiamando-eva-216/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/12/chiamando-eva-216/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x16-abbiamo-finalmente-un-motivo-per-tifare-italia-ai-mondiali-di-calcio/</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2019 09:39:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147212/2x16_abbiamo_finalmente_un_motivo_per_tifare_italia_ai_mondiali_di_calcio.mp3" length="111082056" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In una serata ad Ostello Bello, le speaker Elena e Francesca parlano di calcio e sport femminile in un clima festoso da mondiale. Al loro fianco, Alice Rizzetto, Event Manager per Powervolley Milano, e Chiara Finulli, capitana della squadra di calcio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In una serata ad Ostello Bello, le speaker Elena e Francesca parlano di calcio e sport femminile in un clima festoso da mondiale. Al loro fianco, Alice Rizzetto, Event Manager per Powervolley Milano, e Chiara Finulli, capitana della squadra di calcio milanese 4eva women, categoria open B.<br /><br />Mentre alle loro spalle si disputa il primo match del mondiali di calcio femminile, Francia- Corea del Sud, il dialogo a quattro voci si anima parlando di calcio, pregiudizi e mondo sportivo visto con gli occhi delle donne. Le donne possono vincere al fantacalcio? Ma è vero che le calciatrici giocano “lente”? Esistono davvero dei giochi “femminili” e “maschili”?<br /><br />Cercando le risposte a queste domande, respiriamo il tifo per Italia, vincitrice del primo match contro l’Australia, una gara combattutissima, vinta 2-1, che ci ha fatto assai tribolare, nonché emozionare. Una puntata per allenarsi e prepararsi al prossimo scontro contro la Giamaica, venerdì 14 giugno.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/06/12/chiamando-eva-216/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/06/12/chiamando-eva-216/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2778</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×14: Dove stanno andando i personaggi femminili delle serie tv?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-14-dove-stanno-andando-i-personaggi-femminili-delle-serie-tv--48147211</link><description><![CDATA[Dalle regine dei draghi alle boss della camorra: le storyline femminili e la loro evoluzione.<br /><br />Nelle serie Tv, ultimamente, si fa molta più attenzione a come vengono scritti e pensati i personaggi femminili. Eppure, cadere nel tranello del cliché e della macchietta sembra ancora molto semplice, soprattutto quando si tratta di donne, e soprattutto quando queste sono inserite in uno schema per natura patriarcale. Ne è un esempio l’ultima stagione di Game of Thrones, che ha visto molte delle sue eroine trasformarsi in personaggi piatti e perdere un po’ della loro particolarità. Gomorra, dal canto suo, ha fatto parlare per la morte dell’ultima grande boss donna, colpevole di volere una famiglia. Le speaker di Chiamando Eva ne parlano in questa puntata, chiedendosi che ne è stato delle grandi protagoniste delle serie Tv più in voga, e chiedendosi perché, in questo tipo di narrazioni, amore e potere sembrino sempre incompatibili.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/15/chiamando-eva-214/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/15/chiamando-eva-214/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x14-dove-stanno-andando-i-personaggi-femminili-delle-serie-tv/</guid><pubDate>Wed, 15 May 2019 06:59:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147211/2x14_dove_stanno_andando_i_personaggi_femminili_delle_serie_tv.mp3" length="108161566" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Dalle regine dei draghi alle boss della camorra: le storyline femminili e la loro evoluzione.

Nelle serie Tv, ultimamente, si fa molta più attenzione a come vengono scritti e pensati i personaggi femminili. Eppure, cadere nel tranello del cliché e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dalle regine dei draghi alle boss della camorra: le storyline femminili e la loro evoluzione.<br /><br />Nelle serie Tv, ultimamente, si fa molta più attenzione a come vengono scritti e pensati i personaggi femminili. Eppure, cadere nel tranello del cliché e della macchietta sembra ancora molto semplice, soprattutto quando si tratta di donne, e soprattutto quando queste sono inserite in uno schema per natura patriarcale. Ne è un esempio l’ultima stagione di Game of Thrones, che ha visto molte delle sue eroine trasformarsi in personaggi piatti e perdere un po’ della loro particolarità. Gomorra, dal canto suo, ha fatto parlare per la morte dell’ultima grande boss donna, colpevole di volere una famiglia. Le speaker di Chiamando Eva ne parlano in questa puntata, chiedendosi che ne è stato delle grandi protagoniste delle serie Tv più in voga, e chiedendosi perché, in questo tipo di narrazioni, amore e potere sembrino sempre incompatibili.<br /><br />Leggi le note dell’episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/15/chiamando-eva-214/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/15/chiamando-eva-214/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2705</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×13: Essere lavoratrici e madri in Italia è ancora un’impresa impossibile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-13-essere-lavoratrici-e-madri-in-italia-e-ancora-un-impresa-impossibile--48147218</link><description><![CDATA[Spesso, nei colloqui di lavoro, alle donne in età fertile vengono fatte domande circa il loro stato civile e i loro progetti futuri: “sei sposata?”, “convivi?”, “hai intenzione di avere figli?”.<br /><br />Nell’ultima puntata di Chiamando Eva, le speaker Francesca e Elena discutono delle politiche del lavoro italiane sulla maternità, dal congedo di maternità a quello di paternità – spesso pressoché simbolico – al confronto con gli altri paesi europei e non. Passando, poi, per idee folli tutte nostrane, come quella del reddito di maternità.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/02/chiamando-eva-213/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/02/chiamando-eva-213/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x13-essere-lavoratrici-e-madri-in-italia-e-ancora-unimpresa-impossibile/</guid><pubDate>Thu, 02 May 2019 12:19:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147218/2x13_essere_lavoratrici_e_madri_in_italia_e_ancora_unimpresa_impossibile.mp3" length="100412603" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Spesso, nei colloqui di lavoro, alle donne in età fertile vengono fatte domande circa il loro stato civile e i loro progetti futuri: “sei sposata?”, “convivi?”, “hai intenzione di avere figli?”.

Nell’ultima puntata di Chiamando Eva, le speaker...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spesso, nei colloqui di lavoro, alle donne in età fertile vengono fatte domande circa il loro stato civile e i loro progetti futuri: “sei sposata?”, “convivi?”, “hai intenzione di avere figli?”.<br /><br />Nell’ultima puntata di Chiamando Eva, le speaker Francesca e Elena discutono delle politiche del lavoro italiane sulla maternità, dal congedo di maternità a quello di paternità – spesso pressoché simbolico – al confronto con gli altri paesi europei e non. Passando, poi, per idee folli tutte nostrane, come quella del reddito di maternità.<br /><br />Leggi le note complete dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/05/02/chiamando-eva-213/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/05/02/chiamando-eva-213/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2511</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×12: Dopo la Circumvesuviana: serve una nuova narrazione contro la violenza sulle donne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-12-dopo-la-circumvesuviana-serve-una-nuova-narrazione-contro-la-violenza-sulle-donne--48147226</link><description><![CDATA[In questo periodo di drammatiche notizie circa le violenze sulle donne, le speaker di Chiamando Eva si interrogano e dialogano sulle tante forme di violenza che, in maniera implicita o esplicita, le donne affrontano nel quotidiano. Senza necessariamente incontrare lo stupro o la violenza fisica, esistono forme di violenza che passano dal linguaggio, da espressioni infelici, ma al contempo profondamente radicate nella mentalità. Tali forme di violenza si ripetono, crescono e creano paradigmi a cui sottostiamo senza farci troppe domande.<br /><br />E se “le parole sono importanti”, per dare una citazione di Morettiana memoria, anche quando è una violenza esplicita, dalla cronaca di stupro al femminicidio, ad essere affrontata —dai giornali, dalla televisione, dalla politica— quanto, veramente, vengono pesate le parole? Quanto la ricerca di uno o una colpevole portano all’utilizzo di un linguaggio che è esso stesso violento?<br /><br />Affrontando la questione in maniera trasversale, dai fatti cronaca a vicende personali, la puntata scava in diverse direzioni, alla ricerca di una nuova consapevolezza e anche, se possibile, di un nuovo modello dove non necessariamente le coscienze siano “schiave” della violenza, della paura.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/10/chiamando-eva-212/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/10/chiamando-eva-212/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x12-dopo-la-circumvesuviana-serve-una-nuova-narrazione-contro-la-violenza-sulle-donne/</guid><pubDate>Wed, 10 Apr 2019 10:07:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147226/1x12_perche_serve_un_museo_delle_mestruazioni.mp3" length="122263509" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questo periodo di drammatiche notizie circa le violenze sulle donne, le speaker di Chiamando Eva si interrogano e dialogano sulle tante forme di violenza che, in maniera implicita o esplicita, le donne affrontano nel quotidiano. Senza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo periodo di drammatiche notizie circa le violenze sulle donne, le speaker di Chiamando Eva si interrogano e dialogano sulle tante forme di violenza che, in maniera implicita o esplicita, le donne affrontano nel quotidiano. Senza necessariamente incontrare lo stupro o la violenza fisica, esistono forme di violenza che passano dal linguaggio, da espressioni infelici, ma al contempo profondamente radicate nella mentalità. Tali forme di violenza si ripetono, crescono e creano paradigmi a cui sottostiamo senza farci troppe domande.<br /><br />E se “le parole sono importanti”, per dare una citazione di Morettiana memoria, anche quando è una violenza esplicita, dalla cronaca di stupro al femminicidio, ad essere affrontata —dai giornali, dalla televisione, dalla politica— quanto, veramente, vengono pesate le parole? Quanto la ricerca di uno o una colpevole portano all’utilizzo di un linguaggio che è esso stesso violento?<br /><br />Affrontando la questione in maniera trasversale, dai fatti cronaca a vicende personali, la puntata scava in diverse direzioni, alla ricerca di una nuova consapevolezza e anche, se possibile, di un nuovo modello dove non necessariamente le coscienze siano “schiave” della violenza, della paura.<br /><br />Leggi le note dell’episodio: <a href="https://thesubmarine.it/2019/04/10/chiamando-eva-212/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/04/10/chiamando-eva-212/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3057</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×11: No, pubblicare le foto delle ex per vendetta non è una buona idea</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-11-no-pubblicare-le-foto-delle-ex-per-vendetta-non-e-una-buona-idea--48147214</link><description><![CDATA[Si definisce Revenge Porn la condivisione non consensuale di materiale erotico/pornografico — rubato o meno.<br />Il caso Giulia Sarti — deputata del Movimento 5 Stelle ed ex presidente della Commissione di Giustizia, vittima di revenge porn nel 2013 e le cui foto sono recentemente riapparse online — ha reso nuovamente attuale il problema del revenge porn. Se in altri stati europei è già attiva una legge contro chi condivide foto private altrui senza il consenso, in Italia l’iter sembra essere ancora lungo e complesso — anche se qualcosa, finalmente, sembra muoversi.<br /><br />Nella nuova puntata di Chiamando Eva si tenta di fare il punto della situazione su un fenomeno che sta diventando sempre più inquietante.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/27/chiamando-eva-211/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/27/chiamando-eva-211/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x11-no-pubblicare-le-foto-delle-ex-per-vendetta-non-e-una-buona-idea/</guid><pubDate>Wed, 27 Mar 2019 14:00:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147214/2x11_no_pubblicare_le_foto_delle_ex_per_vendetta_non_e_una_buona_idea.mp3" length="113075721" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Si definisce Revenge Porn la condivisione non consensuale di materiale erotico/pornografico — rubato o meno.
Il caso Giulia Sarti — deputata del Movimento 5 Stelle ed ex presidente della Commissione di Giustizia, vittima di revenge porn nel 2013 e le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si definisce Revenge Porn la condivisione non consensuale di materiale erotico/pornografico — rubato o meno.<br />Il caso Giulia Sarti — deputata del Movimento 5 Stelle ed ex presidente della Commissione di Giustizia, vittima di revenge porn nel 2013 e le cui foto sono recentemente riapparse online — ha reso nuovamente attuale il problema del revenge porn. Se in altri stati europei è già attiva una legge contro chi condivide foto private altrui senza il consenso, in Italia l’iter sembra essere ancora lungo e complesso — anche se qualcosa, finalmente, sembra muoversi.<br /><br />Nella nuova puntata di Chiamando Eva si tenta di fare il punto della situazione su un fenomeno che sta diventando sempre più inquietante.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/27/chiamando-eva-211/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/27/chiamando-eva-211/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2827</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×10: Che poi il rosa sta bene con tutto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-10-che-poi-il-rosa-sta-bene-con-tutto--48147219</link><description><![CDATA[In questa nuova puntata di Chiamando Eva le nostre speaker si confrontano su come sia passato lo scorso 8 marzo. Ci sono state manifestazioni in tutta Italia, partecipate e sentite, le abbiamo viste e vissute in prima persona da Roma a Milano, infine, tornate a casa abbiamo sentito una bella soddisfazione. Una volta ogni tanto. Con tanti cari saluti a Pillon, Fontana e compagnia.<br /><br />Ma non sono mancate le polemiche. Se il gesto di rovesciare della vernice rosa sulla statua di Indro Montanelli ha scatenato le ire di fior fiore di giornalisti (fra cui alcuni che “pur avendo la mamma femminista” hanno etichettato come gesto di “isteria” quello che era un grido di lotta), non è mancato chi ha giustamente tirato gli scheletri fuori dagli armadi di uno dei personaggi più controversi di sempre.<br /><br />Una polemica che ancora non si è spenta, ed è bello che per una volta venga messa in discussione una figura che più che “personaggio” assomiglia ad un dogma apparentemente inattaccabile.<br /><br />Tuttavia, nonostante le agitazioni, i cortei e le vernici super fashion, c’è ancora chi —sulle pagine di Rolling Stone — descrive gli uomini come unicamente accomunati “dall’amore per la figa” e che gli uomini che si oppongono al maschilismo tossico non facciano altro che riempirsi la bocca di una retorica che li rende “eunuchi”.<br /><br />C’è ancora chi muore vittima di femminicidio, ci sono uomini che vedono la pena ridursi per “tempesta emotiva”, c’è chi si sente dire che non è possibile che sia stata violentata perché “è troppo mascolina”<br /><br />Insomma, la strada è ancora fin troppo lunga e non possiamo che rimanere pronti per i prossimi 10, 100, 1000 8 marzo.<br /><br />Leggi tutte le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/13/chiamando-eva-210/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/13/chiamando-eva-210/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x10-che-poi-il-rosa-sta-bene-con-tutto/</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2019 13:31:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147219/2x10_che_poi_il_rosa_sta_bene_con_tutto.mp3" length="42100513" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In questa nuova puntata di Chiamando Eva le nostre speaker si confrontano su come sia passato lo scorso 8 marzo. Ci sono state manifestazioni in tutta Italia, partecipate e sentite, le abbiamo viste e vissute in prima persona da Roma a Milano, infine,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questa nuova puntata di Chiamando Eva le nostre speaker si confrontano su come sia passato lo scorso 8 marzo. Ci sono state manifestazioni in tutta Italia, partecipate e sentite, le abbiamo viste e vissute in prima persona da Roma a Milano, infine, tornate a casa abbiamo sentito una bella soddisfazione. Una volta ogni tanto. Con tanti cari saluti a Pillon, Fontana e compagnia.<br /><br />Ma non sono mancate le polemiche. Se il gesto di rovesciare della vernice rosa sulla statua di Indro Montanelli ha scatenato le ire di fior fiore di giornalisti (fra cui alcuni che “pur avendo la mamma femminista” hanno etichettato come gesto di “isteria” quello che era un grido di lotta), non è mancato chi ha giustamente tirato gli scheletri fuori dagli armadi di uno dei personaggi più controversi di sempre.<br /><br />Una polemica che ancora non si è spenta, ed è bello che per una volta venga messa in discussione una figura che più che “personaggio” assomiglia ad un dogma apparentemente inattaccabile.<br /><br />Tuttavia, nonostante le agitazioni, i cortei e le vernici super fashion, c’è ancora chi —sulle pagine di Rolling Stone — descrive gli uomini come unicamente accomunati “dall’amore per la figa” e che gli uomini che si oppongono al maschilismo tossico non facciano altro che riempirsi la bocca di una retorica che li rende “eunuchi”.<br /><br />C’è ancora chi muore vittima di femminicidio, ci sono uomini che vedono la pena ridursi per “tempesta emotiva”, c’è chi si sente dire che non è possibile che sia stata violentata perché “è troppo mascolina”<br /><br />Insomma, la strada è ancora fin troppo lunga e non possiamo che rimanere pronti per i prossimi 10, 100, 1000 8 marzo.<br /><br />Leggi tutte le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/03/13/chiamando-eva-210/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/03/13/chiamando-eva-210/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2632</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×09: Pillon combina guai</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-09-pillon-combina-guai--48147231</link><description><![CDATA[Il disegno di legge 735 — conosciuto come ddl Pillon — è stato presentato il 1 agosto 2018 dal senatore leghista e organizzatore del Family day Simone Pillon. La finalità del ddl sarebbe quella di garantire “l’affido condiviso, il mantenimento diretto e la garanzia di bigenitorialità”. Sostenuto dalla Lega e dal Movimento 5 stelle, questo decreto legge intende riformare il diritto di famiglia con norme di matrice sessista e retrograda che — oltre a violare le convenzioni internazionali e la nostra stessa costituzione — rappresentano un inquietante passo indietro sul piano dei diritti umani.<br /><br />Le speaker fanno il punto della situazione insieme ad Alessandro Massone, cofondatore di the Submarine e speaker di Trappist.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/27/chiamando-eva-209/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/27/chiamando-eva-209/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x09-pillon-combina-guai/</guid><pubDate>Wed, 27 Feb 2019 11:35:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147231/2x09_pillon_combina_guai.mp3" length="104353958" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il disegno di legge 735 — conosciuto come ddl Pillon — è stato presentato il 1 agosto 2018 dal senatore leghista e organizzatore del Family day Simone Pillon. La finalità del ddl sarebbe quella di garantire “l’affido condiviso, il mantenimento diretto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il disegno di legge 735 — conosciuto come ddl Pillon — è stato presentato il 1 agosto 2018 dal senatore leghista e organizzatore del Family day Simone Pillon. La finalità del ddl sarebbe quella di garantire “l’affido condiviso, il mantenimento diretto e la garanzia di bigenitorialità”. Sostenuto dalla Lega e dal Movimento 5 stelle, questo decreto legge intende riformare il diritto di famiglia con norme di matrice sessista e retrograda che — oltre a violare le convenzioni internazionali e la nostra stessa costituzione — rappresentano un inquietante passo indietro sul piano dei diritti umani.<br /><br />Le speaker fanno il punto della situazione insieme ad Alessandro Massone, cofondatore di the Submarine e speaker di Trappist.<br /><br />Leggi le note dell’episodio su <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/27/chiamando-eva-209/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/27/chiamando-eva-209/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2609</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×08: Da Sanremo a Cardi B, il ruolo delle donne nella musica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-08-da-sanremo-a-cardi-b-il-ruolo-delle-donne-nella-musica--48147209</link><description><![CDATA[La settimana di Sanremo è appena passata e tiriamo un po’ di somme. Quest’anno le donne in gara erano solo sei su ventiquattro, e di queste poche si sono distinte per originalità. Dal canto suo, Francesco Renga ci ha tenuto a far sapere al mondo la sua personalissima teoria secondo cui le voci femminili sarebbero per natura meno armoniose di quelle maschili.<br /><br />In questo clima di velato e meno velato sessismo, è ancora difficile per una donna inserirsi nell’industria musicale — un mondo in cui persistono pregiudizi, regole non scritte e tanta ipocrisia.<br /><br />Le speaker di Chiamando Eva ne discutono con Eleonora Tremolada, in collegamento da Parigi, tentando di dare uno specchio della situazione italiana e di quella francese.<br /><br />Leggi le note dell'episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/13/chiamando-eva-208/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/13/chiamando-eva-208/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x08-da-sanremo-a-cardi-b-il-ruolo-delle-donne-nella-musica/</guid><pubDate>Wed, 13 Feb 2019 13:44:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147209/2x08_da_sanremo_a_cardi_b_il_ruolo_delle_donne_nella_musica.mp3" length="117543705" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>La settimana di Sanremo è appena passata e tiriamo un po’ di somme. Quest’anno le donne in gara erano solo sei su ventiquattro, e di queste poche si sono distinte per originalità. Dal canto suo, Francesco Renga ci ha tenuto a far sapere al mondo la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La settimana di Sanremo è appena passata e tiriamo un po’ di somme. Quest’anno le donne in gara erano solo sei su ventiquattro, e di queste poche si sono distinte per originalità. Dal canto suo, Francesco Renga ci ha tenuto a far sapere al mondo la sua personalissima teoria secondo cui le voci femminili sarebbero per natura meno armoniose di quelle maschili.<br /><br />In questo clima di velato e meno velato sessismo, è ancora difficile per una donna inserirsi nell’industria musicale — un mondo in cui persistono pregiudizi, regole non scritte e tanta ipocrisia.<br /><br />Le speaker di Chiamando Eva ne discutono con Eleonora Tremolada, in collegamento da Parigi, tentando di dare uno specchio della situazione italiana e di quella francese.<br /><br />Leggi le note dell'episodio complete su: <a href="https://thesubmarine.it/2019/02/13/chiamando-eva-208/" rel="noopener">https://thesubmarine.it/2019/02/13/chiamando-eva-208/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2939</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×07: Mascolinità tossica, e come combatterla</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-07-mascolinita-tossica-e-come-combatterla--48147200</link><description><![CDATA[Nella settima puntata di Chiamando Eva, le speaker Francesca e Elena affrontano il tema della mascolinità tossica: teorizzata negli anni ’80 e ’90 dallo psicologo Shepherd Bliss, questa “etichetta” viene indicata per distinguere i tratti negativi degli uomini da quelli positivi.<br /><br />I tratti “tossici” sono ad esempio la necessità — per gli uomini — di evitare ogni espressione emotiva, lo sforzo nel presentarsi come sempre forti, determinati, mai vulnerabili.<br /><br />L’argomento è tornato recentemente in auge a seguito dello spot della Gillette, causa di grandi polemiche, “Be The Best A Man Can Be,” dove viene proposto un nuovo paradigma: non c’è più l’uomo “che non deve chiedere mai,” che lotta, che afferma il proprio predominio in ogni situazione (dall’ambito lavorativo al tempo libero); l’uomo è finalmente nel giusto a mostrarsi vulnerabile, a evitare lo scontro, a non fare ad ogni costo commenti non richiesti quando passa una donna per strada.<br /><br />La narrazione dell’uomo sta cambiando di pari passo con il femminismo, prova ne sono gli esempi lodevoli di serie tv come “Sex Education” o il remake italiano di “SKAM.” C’è sempre maggiore bisogno di raccontare storie dove l’uomo si stacca dal modello machista — perpetrato dalla notte dei tempi — ed è libero di mostrare le sue vulnerabilità. Tuttavia, ci sono ancora larghe fasce di pubblico che non accettano questo tipo di narrazione o la accusano di “genderizzare” la violenza.<br /><br />Come trovare un dialogo? La sfida è tuttora aperta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x07-mascolinita-tossica-e-come-combatterla/</guid><pubDate>Wed, 30 Jan 2019 13:48:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147200/2x07_mascolinita_tossica_e_come_combatterla.mp3" length="109950431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nella settima puntata di Chiamando Eva, le speaker Francesca e Elena affrontano il tema della mascolinità tossica: teorizzata negli anni ’80 e ’90 dallo psicologo Shepherd Bliss, questa “etichetta” viene indicata per distinguere i tratti negativi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella settima puntata di Chiamando Eva, le speaker Francesca e Elena affrontano il tema della mascolinità tossica: teorizzata negli anni ’80 e ’90 dallo psicologo Shepherd Bliss, questa “etichetta” viene indicata per distinguere i tratti negativi degli uomini da quelli positivi.<br /><br />I tratti “tossici” sono ad esempio la necessità — per gli uomini — di evitare ogni espressione emotiva, lo sforzo nel presentarsi come sempre forti, determinati, mai vulnerabili.<br /><br />L’argomento è tornato recentemente in auge a seguito dello spot della Gillette, causa di grandi polemiche, “Be The Best A Man Can Be,” dove viene proposto un nuovo paradigma: non c’è più l’uomo “che non deve chiedere mai,” che lotta, che afferma il proprio predominio in ogni situazione (dall’ambito lavorativo al tempo libero); l’uomo è finalmente nel giusto a mostrarsi vulnerabile, a evitare lo scontro, a non fare ad ogni costo commenti non richiesti quando passa una donna per strada.<br /><br />La narrazione dell’uomo sta cambiando di pari passo con il femminismo, prova ne sono gli esempi lodevoli di serie tv come “Sex Education” o il remake italiano di “SKAM.” C’è sempre maggiore bisogno di raccontare storie dove l’uomo si stacca dal modello machista — perpetrato dalla notte dei tempi — ed è libero di mostrare le sue vulnerabilità. Tuttavia, ci sono ancora larghe fasce di pubblico che non accettano questo tipo di narrazione o la accusano di “genderizzare” la violenza.<br /><br />Come trovare un dialogo? La sfida è tuttora aperta.]]></itunes:summary><itunes:duration>2749</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×06: Il burlesque, tra glitter, femminismo e contraddizioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-06-il-burlesque-tra-glitter-femminismo-e-contraddizioni--48147227</link><description><![CDATA[Nella prima puntata del 2019 le speaker di Chiamando Eva sono al gran completo, è infatti tornata a parlare con noi Bianca da New York, che ci ha raccontato dell’argomento su cui sta improntando la sua tesi di Master: il Burlesque.<br /><br />Nato in Inghilterra prima, sviluppatosi negli Stati Uniti poi, il Burlesque è una esibizione satirica e poliedrica in cui da sempre le donne si sono esibite mostrando il proprio corpo, vincendo ogni pregiudizio e stereotipo.<br /><br />Tornato in voga intorno al 2010, oggi gli spettacoli di Burlesque raccolgono un pubblico eterogeneo, da uomini, donne, trans, queer; sia sul palco, sia nel pubblico, si respira un’atmosfera decisamente friendly e di celebrazione dell’accettazione di sé.<br /><br />Ma come si pone la questione femminista di fronte a un’arte che nasce anzitutto per piacere agli uomini? Siamo davanti a una perfomance che abbraccia la body-positivity o a un ennesimo prodotto del patriarcato? E qual è la situazione in Italia? Questo e molte altre riflessioni troverete nell’ultima puntata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x06-il-burlesque-tra-glitter-femminismo-e-contraddizioni/</guid><pubDate>Wed, 16 Jan 2019 11:54:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147227/2x06_il_burlesque_tra_glitter_femminismo_e_contraddizioni.mp3" length="107540897" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nella prima puntata del 2019 le speaker di Chiamando Eva sono al gran completo, è infatti tornata a parlare con noi Bianca da New York, che ci ha raccontato dell’argomento su cui sta improntando la sua tesi di Master: il Burlesque.

Nato in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella prima puntata del 2019 le speaker di Chiamando Eva sono al gran completo, è infatti tornata a parlare con noi Bianca da New York, che ci ha raccontato dell’argomento su cui sta improntando la sua tesi di Master: il Burlesque.<br /><br />Nato in Inghilterra prima, sviluppatosi negli Stati Uniti poi, il Burlesque è una esibizione satirica e poliedrica in cui da sempre le donne si sono esibite mostrando il proprio corpo, vincendo ogni pregiudizio e stereotipo.<br /><br />Tornato in voga intorno al 2010, oggi gli spettacoli di Burlesque raccolgono un pubblico eterogeneo, da uomini, donne, trans, queer; sia sul palco, sia nel pubblico, si respira un’atmosfera decisamente friendly e di celebrazione dell’accettazione di sé.<br /><br />Ma come si pone la questione femminista di fronte a un’arte che nasce anzitutto per piacere agli uomini? Siamo davanti a una perfomance che abbraccia la body-positivity o a un ennesimo prodotto del patriarcato? E qual è la situazione in Italia? Questo e molte altre riflessioni troverete nell’ultima puntata.]]></itunes:summary><itunes:duration>2689</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×05: I diritti delle sex worker</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-05-i-diritti-delle-sex-worker--48147228</link><description><![CDATA[Sessant’anni fa veniva approvata la Legge Merlin — tutt’ora in vigore — che aboliva la regolamentazione della prostituzione, chiudeva le case di tolleranza e introduceva i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione.<br />Da allora il mondo della compravendita del sesso si è evoluto: lo sfruttamento è ancora un triste dato di fatto, ma esistono anche sex worker che scelgono spontaneamente la professione. Nel dibattito sempre acceso sulla criminalizzazione o decriminalizzazione della prostituzione, e sulla riapertura o meno delle case chiuse — di cui si ha un’idea spesso distorta — non si parla quasi mai dei diritti delle sex worker.<br />Le speaker di Chiamando Eva provano a fare il punto della situazione, con l’aiuto redazionale di Erica Farina.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x05-i-diritti-delle-sex-worker/</guid><pubDate>Wed, 12 Dec 2018 10:58:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147228/2x05_i_diritti_delle_sex_worker.mp3" length="102515982" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Sessant’anni fa veniva approvata la Legge Merlin — tutt’ora in vigore — che aboliva la regolamentazione della prostituzione, chiudeva le case di tolleranza e introduceva i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione.
Da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sessant’anni fa veniva approvata la Legge Merlin — tutt’ora in vigore — che aboliva la regolamentazione della prostituzione, chiudeva le case di tolleranza e introduceva i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione.<br />Da allora il mondo della compravendita del sesso si è evoluto: lo sfruttamento è ancora un triste dato di fatto, ma esistono anche sex worker che scelgono spontaneamente la professione. Nel dibattito sempre acceso sulla criminalizzazione o decriminalizzazione della prostituzione, e sulla riapertura o meno delle case chiuse — di cui si ha un’idea spesso distorta — non si parla quasi mai dei diritti delle sex worker.<br />Le speaker di Chiamando Eva provano a fare il punto della situazione, con l’aiuto redazionale di Erica Farina.]]></itunes:summary><itunes:duration>2563</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×04: Tutto quello che avreste voluto sapere sull’orgasmo ma non avete mai osato chiedere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-04-tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sull-orgasmo-ma-non-avete-mai-osato-chiedere--48147230</link><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x04-tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sullorgasmo-ma-non-avete-mai-osato-chiedere/</guid><pubDate>Wed, 28 Nov 2018 13:54:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147230/2x04_tutto_quello_che_avreste_voluto_sapere_sullorgasmo_ma_non_avete_mai_osato_chiedere.mp3" length="86982529" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:duration>2175</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×03: Ucronie femministe e altre storie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-03-ucronie-femministe-e-altre-storie--48147215</link><description><![CDATA[Il termine Ucronia indica un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.<br />Negli ultimi anni — grazie anche alla serie USA The Handmaid’s Tale, tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood — si è parlato sempre più di distopia femministe: sono stati ripubblicati diversi titoli, caduti nell’oblio, e sempre più scrittrici si sono cimentate nelle narrazioni ucroniche relative ai diritti della donna.<br />Le speaker di Chiamando Eva ripercorrono le tappe di questo trend, tentando di comprenderne le ragioni e le spinte, e lo fanno insieme ad Arianna Miglio, project manager e traduttrice residente a Sheffield.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x03-ucronie-femministe-e-altre-storie/</guid><pubDate>Wed, 14 Nov 2018 10:38:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147215/2x03_ucronie_femministe_e_altre_storie.mp3" length="105959966" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il termine Ucronia indica un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.
Negli ultimi anni — grazie anche alla serie USA The Handmaid’s Tale, tratta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il termine Ucronia indica un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.<br />Negli ultimi anni — grazie anche alla serie USA The Handmaid’s Tale, tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood — si è parlato sempre più di distopia femministe: sono stati ripubblicati diversi titoli, caduti nell’oblio, e sempre più scrittrici si sono cimentate nelle narrazioni ucroniche relative ai diritti della donna.<br />Le speaker di Chiamando Eva ripercorrono le tappe di questo trend, tentando di comprenderne le ragioni e le spinte, e lo fanno insieme ad Arianna Miglio, project manager e traduttrice residente a Sheffield.]]></itunes:summary><itunes:duration>2649</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×02: Lo sport è un gioco da ragazze</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-02-lo-sport-e-un-gioco-da-ragazze--48147232</link><description><![CDATA[Negli ultimi anni si è finalmente iniziato a parlare della discriminazione di genere nel mondo dello sport: lo hanno mostrato al cinema film come “Battle of the Sexes” o “I Tonia”; ne ha scritto Forbes, pubblicando la lista dei cento atleti più pagati del mondo nel 2017 (tra cui compare una sola donna); ne ha parlato Serena Williams nella conferenza stampa a seguito del litigio con l’arbitro Carlos Ramos.<br /><br />Anche negli sport professionistici, per legge le donne possono solo essere considerate atlete dilettanti, non hanno accesso alle tutele previdenziali, e vengono pagate nettamente meno dei colleghi uomini.<br /><br />Le speaker di Chiamando Eva si interrogano sulle sorti di un mondo ancora fortemente maschilista — benché a vincere siano principalmente le donne — e per l’occasione si fanno aiutare da una voce decisamente più autorevole, quella di Giulia Rulli, campionessa mondiale di basket 3x3.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x02-lo-sport-e-un-gioco-da-ragazze/</guid><pubDate>Wed, 31 Oct 2018 10:48:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147232/2x02_lo_sport_e_un_gioco_da_ragazze.mp3" length="100041664" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi anni si è finalmente iniziato a parlare della discriminazione di genere nel mondo dello sport: lo hanno mostrato al cinema film come “Battle of the Sexes” o “I Tonia”; ne ha scritto Forbes, pubblicando la lista dei cento atleti più pagati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Negli ultimi anni si è finalmente iniziato a parlare della discriminazione di genere nel mondo dello sport: lo hanno mostrato al cinema film come “Battle of the Sexes” o “I Tonia”; ne ha scritto Forbes, pubblicando la lista dei cento atleti più pagati del mondo nel 2017 (tra cui compare una sola donna); ne ha parlato Serena Williams nella conferenza stampa a seguito del litigio con l’arbitro Carlos Ramos.<br /><br />Anche negli sport professionistici, per legge le donne possono solo essere considerate atlete dilettanti, non hanno accesso alle tutele previdenziali, e vengono pagate nettamente meno dei colleghi uomini.<br /><br />Le speaker di Chiamando Eva si interrogano sulle sorti di un mondo ancora fortemente maschilista — benché a vincere siano principalmente le donne — e per l’occasione si fanno aiutare da una voce decisamente più autorevole, quella di Giulia Rulli, campionessa mondiale di basket 3x3.]]></itunes:summary><itunes:duration>2502</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2×01: Sorellanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2-01-sorellanza--48147220</link><description><![CDATA[Chiamando Eva inizia la seconda stagione affrontando un argomento che non dovrebbe risultare particolarmente complesso, e invece lo è: la sorellanza.<br />Il termine sorellanza — nell’accezione di “unione tra donne al di là di qualsiasi differenza (razza, religione, classe sociale)” — nasce negli anni Settanta, grazie a Kate Millet, attivista della seconda ondata del femminismo<br /><br />Oggi si parla tanto del concetto di sorellanza e di quanto molto spesso il concetto venga semplificato, travisato, e utilizzato come arma contro i movimenti femministi.<br />Il metoo è ancora considerabile un movimento di sorellanza? E in Italia come siamo messi? (spoiler: male)<br />Ne discutiamo in questa prima puntata -- e, nel mentre, vi parliamo anche di sorellanza lemuriana, sorellanza ovarica, e Signore degli Anelli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/2x01-sorellanza/</guid><pubDate>Wed, 17 Oct 2018 07:58:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147220/2x01_sorellanza.mp3" length="79159725" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Chiamando Eva inizia la seconda stagione affrontando un argomento che non dovrebbe risultare particolarmente complesso, e invece lo è: la sorellanza.
Il termine sorellanza — nell’accezione di “unione tra donne al di là di qualsiasi differenza (razza,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chiamando Eva inizia la seconda stagione affrontando un argomento che non dovrebbe risultare particolarmente complesso, e invece lo è: la sorellanza.<br />Il termine sorellanza — nell’accezione di “unione tra donne al di là di qualsiasi differenza (razza, religione, classe sociale)” — nasce negli anni Settanta, grazie a Kate Millet, attivista della seconda ondata del femminismo<br /><br />Oggi si parla tanto del concetto di sorellanza e di quanto molto spesso il concetto venga semplificato, travisato, e utilizzato come arma contro i movimenti femministi.<br />Il metoo è ancora considerabile un movimento di sorellanza? E in Italia come siamo messi? (spoiler: male)<br />Ne discutiamo in questa prima puntata -- e, nel mentre, vi parliamo anche di sorellanza lemuriana, sorellanza ovarica, e Signore degli Anelli.]]></itunes:summary><itunes:duration>1970</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×15: Un anno di femminismo vetriolico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-15-un-anno-di-femminismo-vetriolico--48147233</link><description><![CDATA[Finalmente riunite dopo un anno di distanza, abbiamo deciso di fare il punto della situazione davanti ad un paio di spritz campari. Sullo stato del femminismo attuale, sul movimento #meetoo, e su cosa può e deve ancora essere migliorato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x15-un-anno-di-femminismo-vetriolico/</guid><pubDate>Fri, 22 Jun 2018 12:02:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147233/1x15_un_anno_di_femminismo_vetriolico.mp3" length="81808195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Finalmente riunite dopo un anno di distanza, abbiamo deciso di fare il punto della situazione davanti ad un paio di spritz campari. Sullo stato del femminismo attuale, sul movimento #meetoo, e su cosa può e deve ancora essere migliorato.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Finalmente riunite dopo un anno di distanza, abbiamo deciso di fare il punto della situazione davanti ad un paio di spritz campari. Sullo stato del femminismo attuale, sul movimento #meetoo, e su cosa può e deve ancora essere migliorato.]]></itunes:summary><itunes:duration>2046</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×14: Perché in Italia le donne non sono ancora libere di abortire</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-14-perche-in-italia-le-donne-non-sono-ancora-libere-di-abortire--48147236</link><description><![CDATA[In occasione dello storico referendum del 25 maggio, grazie al quale l’Irlanda ha abrogato una delle leggi contro l’aborto più severe del mondo, e dei 40 anni della legge 194 in Italia, celebrati il 22 maggio, a “Chiamando Eva” si parla di interruzione di gravidanza, obiezione di coscienza e dei manifesti pro vita di pessimo gusto apparsi a Roma nello scorso mese. Nonostante in Italia l’aborto sia legale dal 1978, il numero di medici obiettori di coscienza è vertiginosamente alto, e abortire non è facile come dovrebbe essere. Non si tratta di essere a favore o contro l’interruzione di gravidanza, ma del diritto umano fondamentale che una donna dovrebbe avere di prendere decisioni sul proprio corpo.<br /><br />“Grandma”, grazioso film su una nonna rock’n’roll che cerca di aiutare la giovane nipote ad abortire negli Stati Uniti - <a href="https://www.elle.com/culture/movies-tv/news/a29936/tiger-lily/" rel="noopener">https://www.elle.com/culture/movies-tv/news/a29936/tiger-lily/</a><br /><br />Sul referendum in Irlanda:<br /><a href="https://www.ilpost.it/2018/05/26/irlanda-referendum-aborto-risultati/" rel="noopener">https://www.ilpost.it/2018/05/26/irlanda-referendum-aborto-risultati/</a><br /><br /><a href="https://www.theguardian.com/world/2018/may/24/irish-anti-abortion-campaigners-dodge-google-ad-ban" rel="noopener">https://www.theguardian.com/world/2018/may/24/irish-anti-abortion-campaigners-dodge-google-ad-ban</a><br /><br /><a href="https://www.nytimes.com/2018/05/27/world/europe/savita-halappanavar-ireland-abortion.html?rref=collection%2Ftimestopic%2FAbortion&action=click&contentCollection=timestopics&region=stream&module=stream_unit&version=latest&contentPlacement=2&pgtype=collection" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2018/05/27/world/europe/savita-halappanavar-ireland-abortion.html?rref=collection%2Ftimestopic%2FAbortion&action=click&contentCollection=timestopics&region=stream&module=stream_unit&version=latest&contentPlacement=2&pgtype=collection</a><br /><br /><a href="https://www.irishtimes.com/news/politics/abortion-referendum/fact-check-will-abortion-be-legalised-up-to-the-sixth-month-of-pregnancy-1.3488418" rel="noopener">https://www.irishtimes.com/news/politics/abortion-referendum/fact-check-will-abortion-be-legalised-up-to-the-sixth-month-of-pregnancy-1.3488418</a><br /><br />Lista di Paesi in cui l’aborto è ancora illegale<br />qui una bella lista di paesi in cui l'aborto è ancora illegale<br /><br />L’aborto in Italia:<br /><a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/22/aborto-sofferenza-colpa/" rel="noopener">https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/22/aborto-sofferenza-colpa/</a><br /><br />Perché gli obiettori obiettano? <a href="https://abortoinchiesta.wordpress.com/2015/05/23/obiezione-coscienza-aborto-ricerca-antropologica/" rel="noopener">https://abortoinchiesta.wordpress.com/2015/05/23/obiezione-coscienza-aborto-ricerca-antropologica/</a><br /><br />I brutti poster contro l’aborto <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/06/manifesto-provita-roma-cosa-cera-di-grave-in-quel-poster-antiabortista/4276135/" rel="noopener">https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/06/manifesto-provita-roma-cosa-cera-di-grave-in-quel-poster-antiabortista/4276135/</a><br /><br />La pillola abortiva in Italia:<br /><a href="https://www.vice.com/it/article/z4jww3/aborto-farmacologico-ru486-come-funziona-in-italia" rel="noopener">https://www.vice.com/it/article/z4jww3/aborto-farmacologico-ru486-come-funziona-in-italia</a><br /><br />Women on Web:<br /><a href="https://www.womenonweb.org/" rel="noopener">https://www.womenonweb.org/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x14-perche-in-italia-le-donne-non-sono-ancora-libere-di-abortire/</guid><pubDate>Wed, 30 May 2018 09:33:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147236/1x14_perche_in_italia_le_donne_non_sono_ancora_libere_di_abortire.mp3" length="98430431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In occasione dello storico referendum del 25 maggio, grazie al quale l’Irlanda ha abrogato una delle leggi contro l’aborto più severe del mondo, e dei 40 anni della legge 194 in Italia, celebrati il 22 maggio, a “Chiamando Eva” si parla di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In occasione dello storico referendum del 25 maggio, grazie al quale l’Irlanda ha abrogato una delle leggi contro l’aborto più severe del mondo, e dei 40 anni della legge 194 in Italia, celebrati il 22 maggio, a “Chiamando Eva” si parla di interruzione di gravidanza, obiezione di coscienza e dei manifesti pro vita di pessimo gusto apparsi a Roma nello scorso mese. Nonostante in Italia l’aborto sia legale dal 1978, il numero di medici obiettori di coscienza è vertiginosamente alto, e abortire non è facile come dovrebbe essere. Non si tratta di essere a favore o contro l’interruzione di gravidanza, ma del diritto umano fondamentale che una donna dovrebbe avere di prendere decisioni sul proprio corpo.<br /><br />“Grandma”, grazioso film su una nonna rock’n’roll che cerca di aiutare la giovane nipote ad abortire negli Stati Uniti - <a href="https://www.elle.com/culture/movies-tv/news/a29936/tiger-lily/" rel="noopener">https://www.elle.com/culture/movies-tv/news/a29936/tiger-lily/</a><br /><br />Sul referendum in Irlanda:<br /><a href="https://www.ilpost.it/2018/05/26/irlanda-referendum-aborto-risultati/" rel="noopener">https://www.ilpost.it/2018/05/26/irlanda-referendum-aborto-risultati/</a><br /><br /><a href="https://www.theguardian.com/world/2018/may/24/irish-anti-abortion-campaigners-dodge-google-ad-ban" rel="noopener">https://www.theguardian.com/world/2018/may/24/irish-anti-abortion-campaigners-dodge-google-ad-ban</a><br /><br /><a href="https://www.nytimes.com/2018/05/27/world/europe/savita-halappanavar-ireland-abortion.html?rref=collection%2Ftimestopic%2FAbortion&action=click&contentCollection=timestopics&region=stream&module=stream_unit&version=latest&contentPlacement=2&pgtype=collection" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2018/05/27/world/europe/savita-halappanavar-ireland-abortion.html?rref=collection%2Ftimestopic%2FAbortion&action=click&contentCollection=timestopics&region=stream&module=stream_unit&version=latest&contentPlacement=2&pgtype=collection</a><br /><br /><a href="https://www.irishtimes.com/news/politics/abortion-referendum/fact-check-will-abortion-be-legalised-up-to-the-sixth-month-of-pregnancy-1.3488418" rel="noopener">https://www.irishtimes.com/news/politics/abortion-referendum/fact-check-will-abortion-be-legalised-up-to-the-sixth-month-of-pregnancy-1.3488418</a><br /><br />Lista di Paesi in cui l’aborto è ancora illegale<br />qui una bella lista di paesi in cui l'aborto è ancora illegale<br /><br />L’aborto in Italia:<br /><a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/22/aborto-sofferenza-colpa/" rel="noopener">https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/22/aborto-sofferenza-colpa/</a><br /><br />Perché gli obiettori obiettano? <a href="https://abortoinchiesta.wordpress.com/2015/05/23/obiezione-coscienza-aborto-ricerca-antropologica/" rel="noopener">https://abortoinchiesta.wordpress.com/2015/05/23/obiezione-coscienza-aborto-ricerca-antropologica/</a><br /><br />I brutti poster contro l’aborto <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/06/manifesto-provita-roma-cosa-cera-di-grave-in-quel-poster-antiabortista/4276135/" rel="noopener">https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/06/manifesto-provita-roma-cosa-cera-di-grave-in-quel-poster-antiabortista/4276135/</a><br /><br />La pillola abortiva in Italia:<br /><a href="https://www.vice.com/it/article/z4jww3/aborto-farmacologico-ru486-come-funziona-in-italia" rel="noopener">https://www.vice.com/it/article/z4jww3/aborto-farmacologico-ru486-come-funziona-in-italia</a><br /><br />Women on Web:<br /><a href="https://www.womenonweb.org/" rel="noopener">https://www.womenonweb.org/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2461</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×13: Donne nell’editoria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-13-donne-nell-editoria--48147235</link><description><![CDATA[Per la tredicesima puntata di Chiamando Eva abbiamo fatto una chiacchierata con due italiane che si sono fatte strada nel mondo dell’editoria, su quanto il genere influisca (o non influisca) nei mestieri della cultura, sulle minigonne di finta pelle e sulle nuove autrici di narrativa e fumetto.<br /><br />Alessandra Sternfeld è la fondatrice, direttrice, capo supremo dell’agenzia letteraria Am-Book, nata nel 2014 con sede a Brooklyn. Am-Book si occupa principalmente di graphic novel e fumetti: vendita e negoziazione dei diritti all’estero, merchandise e adattamento televisivo. Molti dei suoi autori hanno scritto libri che sono stati Best Seller del New York Times, e recentemente due dei libri venduti da Alessandra hanno ricevuto nomination agli Eisner, gli Oscar del mondo dei fumetti.<br /><br />Carlotta Colarieti lavora come scout letteraria per il mondo dell’editoria italiana ed è junior editor di Effe - periodico di Altre Narratività, un’antologia semestrale di racconti e illustrazioni a cura di Flanerì e 42 Linee. “Effe” è una delle poche riviste letterarie italiane, con uno stile che può ricordare il Paris Review o McSweeney’s, e si concentra sulla pubblicazione di racconti di autori esordienti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x13-donne-nelleditoria/</guid><pubDate>Wed, 16 May 2018 12:36:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147235/1x13_donne_nelleditoria.mp3" length="51512863" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Per la tredicesima puntata di Chiamando Eva abbiamo fatto una chiacchierata con due italiane che si sono fatte strada nel mondo dell’editoria, su quanto il genere influisca (o non influisca) nei mestieri della cultura, sulle minigonne di finta pelle e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per la tredicesima puntata di Chiamando Eva abbiamo fatto una chiacchierata con due italiane che si sono fatte strada nel mondo dell’editoria, su quanto il genere influisca (o non influisca) nei mestieri della cultura, sulle minigonne di finta pelle e sulle nuove autrici di narrativa e fumetto.<br /><br />Alessandra Sternfeld è la fondatrice, direttrice, capo supremo dell’agenzia letteraria Am-Book, nata nel 2014 con sede a Brooklyn. Am-Book si occupa principalmente di graphic novel e fumetti: vendita e negoziazione dei diritti all’estero, merchandise e adattamento televisivo. Molti dei suoi autori hanno scritto libri che sono stati Best Seller del New York Times, e recentemente due dei libri venduti da Alessandra hanno ricevuto nomination agli Eisner, gli Oscar del mondo dei fumetti.<br /><br />Carlotta Colarieti lavora come scout letteraria per il mondo dell’editoria italiana ed è junior editor di Effe - periodico di Altre Narratività, un’antologia semestrale di racconti e illustrazioni a cura di Flanerì e 42 Linee. “Effe” è una delle poche riviste letterarie italiane, con uno stile che può ricordare il Paris Review o McSweeney’s, e si concentra sulla pubblicazione di racconti di autori esordienti.]]></itunes:summary><itunes:duration>2576</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×12: Perché serve un museo delle mestruazioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-12-perche-serve-un-museo-delle-mestruazioni--48147237</link><description><![CDATA[Non può mancare nella prima stagione di “Chiamando Eva” una puntata dedicata alle mestruazioni. Senso prendersi troppo sul serio, e senza spiegazioni scientifiche chiacchieriamo di cicli mestruali, assorbenti, coppette, e dei fatti più strani che si possono trovare sull’internet a riguardo. Come chiamate le mestruazioni? Marchese? Barone rosso? Tempo della Luna? Cosa ne pensate di un rispettabile signore cinquantenne che aperto il Museo delle Mestruazioni nella cantina di casa sua, in un sobborgo di Washington D.C.? E lo sapete che quando comprate gli assorbenti, in Italia, pagate la stessa tassa che si paga quando si comprano i beni di lusso?<br /><br />Museum of Menstruation, strano sorprendente, divertente, accattivante. Ci si può passare dentro una giornata intera, e non sarà tempo perso.<br /><a href="http://www.mum.org/" rel="noopener">http://www.mum.org/</a><br /><br />La storia dell’uomo che in India ha creato gli assorbenti a basso costo <a href="https://www.tpi.it/2016/03/02/mestruazioni-assorbenti-basso-costo-india/" rel="noopener">https://www.tpi.it/2016/03/02/mestruazioni-assorbenti-basso-costo-india/</a><br /><br />Coppetta mestruale: il sito italiano che spiega tutto sulle coppette mestruali <a href="https://www.coppetta-mestruale.it/" rel="noopener">https://www.coppetta-mestruale.it/</a><br /><br />La tampon-tax in Italia<br /><a href="https://news.vice.com/it/article/italia-tampon-tax" rel="noopener">https://news.vice.com/it/article/italia-tampon-tax</a><br /><br />La petizione online per abbassare la tassazione degli assorbenti <a href="https://www.change.org/p/le-mestruazioni-non-si-tassano-iva-al-minimo-sugli-assorbenti" rel="noopener">https://www.change.org/p/le-mestruazioni-non-si-tassano-iva-al-minimo-sugli-assorbenti</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x12-perche-serve-un-museo-delle-mestruazioni/</guid><pubDate>Wed, 02 May 2018 11:53:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147237/1x12_perche_serve_un_museo_delle_mestruazioni.mp3" length="122263509" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Non può mancare nella prima stagione di “Chiamando Eva” una puntata dedicata alle mestruazioni. Senso prendersi troppo sul serio, e senza spiegazioni scientifiche chiacchieriamo di cicli mestruali, assorbenti, coppette, e dei fatti più strani che si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non può mancare nella prima stagione di “Chiamando Eva” una puntata dedicata alle mestruazioni. Senso prendersi troppo sul serio, e senza spiegazioni scientifiche chiacchieriamo di cicli mestruali, assorbenti, coppette, e dei fatti più strani che si possono trovare sull’internet a riguardo. Come chiamate le mestruazioni? Marchese? Barone rosso? Tempo della Luna? Cosa ne pensate di un rispettabile signore cinquantenne che aperto il Museo delle Mestruazioni nella cantina di casa sua, in un sobborgo di Washington D.C.? E lo sapete che quando comprate gli assorbenti, in Italia, pagate la stessa tassa che si paga quando si comprano i beni di lusso?<br /><br />Museum of Menstruation, strano sorprendente, divertente, accattivante. Ci si può passare dentro una giornata intera, e non sarà tempo perso.<br /><a href="http://www.mum.org/" rel="noopener">http://www.mum.org/</a><br /><br />La storia dell’uomo che in India ha creato gli assorbenti a basso costo <a href="https://www.tpi.it/2016/03/02/mestruazioni-assorbenti-basso-costo-india/" rel="noopener">https://www.tpi.it/2016/03/02/mestruazioni-assorbenti-basso-costo-india/</a><br /><br />Coppetta mestruale: il sito italiano che spiega tutto sulle coppette mestruali <a href="https://www.coppetta-mestruale.it/" rel="noopener">https://www.coppetta-mestruale.it/</a><br /><br />La tampon-tax in Italia<br /><a href="https://news.vice.com/it/article/italia-tampon-tax" rel="noopener">https://news.vice.com/it/article/italia-tampon-tax</a><br /><br />La petizione online per abbassare la tassazione degli assorbenti <a href="https://www.change.org/p/le-mestruazioni-non-si-tassano-iva-al-minimo-sugli-assorbenti" rel="noopener">https://www.change.org/p/le-mestruazioni-non-si-tassano-iva-al-minimo-sugli-assorbenti</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3057</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×11: La disparità di genere si combatte sul posto di lavoro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-11-la-disparita-di-genere-si-combatte-sul-posto-di-lavoro--48147224</link><description><![CDATA[Il 4 aprile scorso, per la prima volta, le aziende inglesi hanno dovuto rendere nota la differenza tra gli stipendi dei propri impiegati e quelli delle impiegate. I dati raccolti hanno rivelato che 8 aziende su 10 (settore pubblico incluso) pagano le donne meno degli uomini. Di media, le donne guadagnano all’ora 9,7% in meno dei loro colleghi uomini.<br /><br />In questo caso si sta parlando di gender pay gap, cioè di un divario retributivo di genere: la differenza tra la media dei guadagni di uomini e donne. Esiste poi quella che viene definita pay discrimination: una situazione in cui, pur occupando la stessa identica posizione lavorativa, la donna riceve uno stipendio più basso rispetto a quello dei suoi colleghi maschi. è discriminazione, è illegale, eppure succede.<br /><br />In questa puntata consideriamo e approfondiamo il caso inglese, quello americano e quello Italiano, tre situazioni estremamente diverse che, eppure, portano ad un unico risultato: Il gender pay gap e la pay discrimination esistono, e sono fenomeni di cui si parla ancora troppo poco.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x11-la-disparita-di-genere-si-combatte-sul-posto-di-lavoro/</guid><pubDate>Wed, 18 Apr 2018 12:40:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147224/1x11_la_disparita_di_genere_si_combatte_sul_posto_di_lavoro.mp3" length="110526170" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Il 4 aprile scorso, per la prima volta, le aziende inglesi hanno dovuto rendere nota la differenza tra gli stipendi dei propri impiegati e quelli delle impiegate. I dati raccolti hanno rivelato che 8 aziende su 10 (settore pubblico incluso) pagano le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 4 aprile scorso, per la prima volta, le aziende inglesi hanno dovuto rendere nota la differenza tra gli stipendi dei propri impiegati e quelli delle impiegate. I dati raccolti hanno rivelato che 8 aziende su 10 (settore pubblico incluso) pagano le donne meno degli uomini. Di media, le donne guadagnano all’ora 9,7% in meno dei loro colleghi uomini.<br /><br />In questo caso si sta parlando di gender pay gap, cioè di un divario retributivo di genere: la differenza tra la media dei guadagni di uomini e donne. Esiste poi quella che viene definita pay discrimination: una situazione in cui, pur occupando la stessa identica posizione lavorativa, la donna riceve uno stipendio più basso rispetto a quello dei suoi colleghi maschi. è discriminazione, è illegale, eppure succede.<br /><br />In questa puntata consideriamo e approfondiamo il caso inglese, quello americano e quello Italiano, tre situazioni estremamente diverse che, eppure, portano ad un unico risultato: Il gender pay gap e la pay discrimination esistono, e sono fenomeni di cui si parla ancora troppo poco.]]></itunes:summary><itunes:duration>2764</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×10: Donne che odiano le donne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-10-donne-che-odiano-le-donne--48147239</link><description><![CDATA[Perché quando una donna famosa collabora con altre donne, e riconosce il loro talento, senza rivalità e cattiverie, è considerata un’eroina femminista, un’eccezione ammirevole?<br /><br />L’ostilità tra donne è molto diffusa, e troppo spesso ci critichiamo a vicenda, osservando con occhio malizioso i corpi, i vestiti, i trucchi e le abitudini sessuali delle altre. C’è chi dice che è biologia, e chi dice che è una conseguenza di secoli di patriarcato. Nella decima puntata di Chiamando Eva esploriamo la famigerata rivalità femminile, e ci facciamo un sano esame di coscienza, fiammiferi annessi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x10-donne-che-odiano-le-donne/</guid><pubDate>Wed, 04 Apr 2018 10:16:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147239/1x10_donne_che_odiano_le_donne.mp3" length="118692048" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Perché quando una donna famosa collabora con altre donne, e riconosce il loro talento, senza rivalità e cattiverie, è considerata un’eroina femminista, un’eccezione ammirevole?

L’ostilità tra donne è molto diffusa, e troppo spesso ci critichiamo a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché quando una donna famosa collabora con altre donne, e riconosce il loro talento, senza rivalità e cattiverie, è considerata un’eroina femminista, un’eccezione ammirevole?<br /><br />L’ostilità tra donne è molto diffusa, e troppo spesso ci critichiamo a vicenda, osservando con occhio malizioso i corpi, i vestiti, i trucchi e le abitudini sessuali delle altre. C’è chi dice che è biologia, e chi dice che è una conseguenza di secoli di patriarcato. Nella decima puntata di Chiamando Eva esploriamo la famigerata rivalità femminile, e ci facciamo un sano esame di coscienza, fiammiferi annessi.]]></itunes:summary><itunes:duration>2968</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×09: Vaginiti, vulvodinie, e altre cose brutte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-09-vaginiti-vulvodinie-e-altre-cose-brutte--48147241</link><description><![CDATA[Nella nona puntata di Chiamando Eva (siamo quasi a dieci! Che, voi ci credete? Noi quasi quasi no) si parla dell’importanza di fare quella fantomatica visita dal ginecologo almeno una volta all’anno, e di quelle patologie vulvo-vestibolari che sembrano strane e sconosciute ma sono in realtà comunissime. Le vostre speaker preferite si dilettano nell’auspicare visite ginecologiche regolari, e più frequenti, e più economiche, e meno bigotte, e hanno anche dei suggerimenti sui posti più hot dove andare a farsi fare pap-test e compagnia (altro che fashion blogger). Il rapporto sessuale non deve mai essere doloroso, e la normalizzazione di ciò porta tante donne giovani e vecchie a vivere la propria vita sessuale come un dovere poco piacevole. Patologie come vaginite, vulvodinia e vestibolite sono molto diffuse, e, nonostante siano difficili da diagnosticare, è possibile curarle, anche se ahimè spesso non vengono coperte dalla ASL, perché c’è ancora tanta strada da fare per le donne nel mondo della sanità, soprattutto quando si ha a che fare con il sesso.<br /><br />Centro Medico Santagostino<br /><a href="https://www.cmsantagostino.it/" rel="noopener">https://www.cmsantagostino.it/</a><br /><br />Vaginismo psicosomatico<br /><a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Il-vaginismo?ID=429" rel="noopener">https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Il-vaginismo?ID=429</a><br /><br />Vestibolite<br /><a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Vestibolite-vulvare-che-cos-e-?ID=32" rel="noopener">https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Vestibolite-vulvare-che-cos-e-?ID=32</a><br /><a href="http://vestibolite.it/" rel="noopener">http://vestibolite.it/</a><br /><br />Vulvodinia<br /><a href="https://www.vulvodiniapuntoinfo.com" rel="noopener">https://www.vulvodiniapuntoinfo.com</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x09-vaginiti-vulvodinie-e-altre-cose-brutte/</guid><pubDate>Wed, 14 Mar 2018 09:25:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147241/1x09_vaginiti_vulvodinie_e_altre_cose_brutte.mp3" length="97514607" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nella nona puntata di Chiamando Eva (siamo quasi a dieci! Che, voi ci credete? Noi quasi quasi no) si parla dell’importanza di fare quella fantomatica visita dal ginecologo almeno una volta all’anno, e di quelle patologie vulvo-vestibolari che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella nona puntata di Chiamando Eva (siamo quasi a dieci! Che, voi ci credete? Noi quasi quasi no) si parla dell’importanza di fare quella fantomatica visita dal ginecologo almeno una volta all’anno, e di quelle patologie vulvo-vestibolari che sembrano strane e sconosciute ma sono in realtà comunissime. Le vostre speaker preferite si dilettano nell’auspicare visite ginecologiche regolari, e più frequenti, e più economiche, e meno bigotte, e hanno anche dei suggerimenti sui posti più hot dove andare a farsi fare pap-test e compagnia (altro che fashion blogger). Il rapporto sessuale non deve mai essere doloroso, e la normalizzazione di ciò porta tante donne giovani e vecchie a vivere la propria vita sessuale come un dovere poco piacevole. Patologie come vaginite, vulvodinia e vestibolite sono molto diffuse, e, nonostante siano difficili da diagnosticare, è possibile curarle, anche se ahimè spesso non vengono coperte dalla ASL, perché c’è ancora tanta strada da fare per le donne nel mondo della sanità, soprattutto quando si ha a che fare con il sesso.<br /><br />Centro Medico Santagostino<br /><a href="https://www.cmsantagostino.it/" rel="noopener">https://www.cmsantagostino.it/</a><br /><br />Vaginismo psicosomatico<br /><a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Il-vaginismo?ID=429" rel="noopener">https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Il-vaginismo?ID=429</a><br /><br />Vestibolite<br /><a href="https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Vestibolite-vulvare-che-cos-e-?ID=32" rel="noopener">https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Vestibolite-vulvare-che-cos-e-?ID=32</a><br /><a href="http://vestibolite.it/" rel="noopener">http://vestibolite.it/</a><br /><br />Vulvodinia<br /><a href="https://www.vulvodiniapuntoinfo.com" rel="noopener">https://www.vulvodiniapuntoinfo.com</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2431</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×08: La parità di genere e le promesse dei partiti: com’è la situa?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-08-la-parita-di-genere-e-le-promesse-dei-partiti-com-e-la-situa--48147240</link><description><![CDATA[In occasione del 4 marzo, Chiamando Eva ha deciso di registrare una puntata dedicata e speciale. Cosa succede il 4 marzo? Ci sono gli Oscar, certo, ma soprattutto è la fatidica data delle imminenti e cruciali elezioni politiche in Italia. Noi speaker non potevamo lasciar passare l’opportunità di leggervi tutti i programmi politici, e scoprire quali sono più femministi e quali meno. Non temete, sarà un ascolto meno noioso di quel che pensate. Con l’augurio che tutte voi abbiate voglia di esercitare quel diritto fondamentale conquistato per la prima volta dalle donne in Inghilterra 100 anni fa, e andiate a votare. Rendete orgogliose le sufraggette! E buon ascolto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x08-la-parita-di-genere-e-le-promesse-dei-partiti-come-la-situa/</guid><pubDate>Thu, 01 Mar 2018 09:49:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147240/1x08_la_parita_di_genere_e_le_promesse_dei_partiti_come_la_situa.mp3" length="84919901" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>In occasione del 4 marzo, Chiamando Eva ha deciso di registrare una puntata dedicata e speciale. Cosa succede il 4 marzo? Ci sono gli Oscar, certo, ma soprattutto è la fatidica data delle imminenti e cruciali elezioni politiche in Italia. Noi speaker...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In occasione del 4 marzo, Chiamando Eva ha deciso di registrare una puntata dedicata e speciale. Cosa succede il 4 marzo? Ci sono gli Oscar, certo, ma soprattutto è la fatidica data delle imminenti e cruciali elezioni politiche in Italia. Noi speaker non potevamo lasciar passare l’opportunità di leggervi tutti i programmi politici, e scoprire quali sono più femministi e quali meno. Non temete, sarà un ascolto meno noioso di quel che pensate. Con l’augurio che tutte voi abbiate voglia di esercitare quel diritto fondamentale conquistato per la prima volta dalle donne in Inghilterra 100 anni fa, e andiate a votare. Rendete orgogliose le sufraggette! E buon ascolto.]]></itunes:summary><itunes:duration>2123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×07: Giochi di ruoli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-07-giochi-di-ruoli--48147216</link><description><![CDATA[Per la puntata di Chiamando Eva di San Valentino, abbiamo deciso di parlare dei ruoli di coppia.<br /><br />Nelle scorse settimane abbiamo condiviso dalla pagina facebook di Chiamando Eva un breve questionario: una sola risposta, aperta, circa i ruoli di genere nelle coppia:<br /><br />“Come sono i ruoli nella vostra coppia? Chi si occupa di mansioni tradizionalmente maschili e chi di quelle tradizionalmente femminili? Ha ancora senso, secondo voi, parlare di ruoli di coppia?”<br /><br />Secondo la maggior parte degli utenti che hanno risposto al sondaggio, non solo non sussisterebbe più una divisione di ruoli all’interno della coppia, ma sarebbe anche anacronistico e improprio utilizzare il termine “ruolo di genere”.<br /><br />I dati raccolti nell’indagine Istat del 2016 relativa all’uso del tempo, in realtà, dipingono una realtà relazionale in cui i ruoli tradizionali sussistono, ben radicati nella cultura italiana.<br /><br />I ruoli maschili e femminili sono prodotto di interpretazioni e teorie basate principalmente su argomenti biologici/fisiologici, sessuali, religiosi e relativi alla divisione di lavoro. Queste logiche, consolidate nella società in cui viviamo, contribuiscono ancora oggi a tener viva la costruzione di ruoli di genere.<br /><br />Consigli di lettura:<br /><br />L'indagine Istat sull'uso del tempo nella coppia<br /><br />I ruoli di genere secondo l'Enciclopedia Treccani<br /><br />Il caso della pubblicità di Pandora e le risposte dell'azienda]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x07-giochi-di-ruoli/</guid><pubDate>Wed, 14 Feb 2018 10:13:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147216/1x07_giochi_di_ruoli.mp3" length="118954317" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Per la puntata di Chiamando Eva di San Valentino, abbiamo deciso di parlare dei ruoli di coppia.

Nelle scorse settimane abbiamo condiviso dalla pagina facebook di Chiamando Eva un breve questionario: una sola risposta, aperta, circa i ruoli di genere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per la puntata di Chiamando Eva di San Valentino, abbiamo deciso di parlare dei ruoli di coppia.<br /><br />Nelle scorse settimane abbiamo condiviso dalla pagina facebook di Chiamando Eva un breve questionario: una sola risposta, aperta, circa i ruoli di genere nelle coppia:<br /><br />“Come sono i ruoli nella vostra coppia? Chi si occupa di mansioni tradizionalmente maschili e chi di quelle tradizionalmente femminili? Ha ancora senso, secondo voi, parlare di ruoli di coppia?”<br /><br />Secondo la maggior parte degli utenti che hanno risposto al sondaggio, non solo non sussisterebbe più una divisione di ruoli all’interno della coppia, ma sarebbe anche anacronistico e improprio utilizzare il termine “ruolo di genere”.<br /><br />I dati raccolti nell’indagine Istat del 2016 relativa all’uso del tempo, in realtà, dipingono una realtà relazionale in cui i ruoli tradizionali sussistono, ben radicati nella cultura italiana.<br /><br />I ruoli maschili e femminili sono prodotto di interpretazioni e teorie basate principalmente su argomenti biologici/fisiologici, sessuali, religiosi e relativi alla divisione di lavoro. Queste logiche, consolidate nella società in cui viviamo, contribuiscono ancora oggi a tener viva la costruzione di ruoli di genere.<br /><br />Consigli di lettura:<br /><br />L'indagine Istat sull'uso del tempo nella coppia<br /><br />I ruoli di genere secondo l'Enciclopedia Treccani<br /><br />Il caso della pubblicità di Pandora e le risposte dell'azienda]]></itunes:summary><itunes:duration>2974</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×06: Principesse che si salvano da sole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-06-principesse-che-si-salvano-da-sole--48147238</link><description><![CDATA[Nella sesta puntata di ‘Chiamando Eva’ si parla di narrative femministe e femminili. Le migliaia di narrative prodotte nella storia, per quanto spesso meravigliose, sono per la maggior parte profondamente permeate dalle dinamiche del patriarcato, e incentrate su personaggi maschili. Le cose stanno cambiando, e storie di donne e con donne stanno diventando sempre più popolari, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Secondo una ricerca pubblicata recentemente dall’Università del Sud California, nei 100 film più popolari usciti tra il 2007 e il 2014 solo il 30% dei ruoli erano femminili. Oggi parliamo delle strategie migliori per promuovere narrative con più donne e più diversità, del Bechdel Test e delle nostre principesse Disney preferite. Cosa si comunica al pubblico quando personaggi tradizionalmente maschili vengono trasformati in femminili? E serve a qualcosa cambiare il finale della Carmen per combattere il femminicidio?<br /><br />Brevi ritratti dei principi Disney come alleati femministi. <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2017/11/20/disney-princes-reimagined-as-feminist-allies" rel="noopener">https://www.newyorker.com/magazine/2017/11/20/disney-princes-reimagined-as-feminist-allies</a><br />Su principesse Disney e femminismo.<br /><a href="https://www.huffingtonpost.com/sean-randall/feminisney-when-disney-me_b_10634040.html" rel="noopener">https://www.huffingtonpost.com/sean-randall/feminisney-when-disney-me_b_10634040.html</a><br />Libri femministi per bambine e bambini.<br /><a href="https://www.bustle.com/articles/123638-50-feminist-book-gifts-for-your-nieces-and-nephews-this-holiday-season" rel="noopener">https://www.bustle.com/articles/123638-50-feminist-book-gifts-for-your-nieces-and-nephews-this-holiday-season</a><br /><a href="https://www.buzzfeed.com/tabathaleggett/feminist-childrens-books-that-every-child-should-read?utm_term=.nhrYKpoD1#" rel="noopener">https://www.buzzfeed.com/tabathaleggett/feminist-childrens-books-that-every-child-should-read?utm_term=.nhrYKpoD1#</a>.vyrZga12Q<br />Ruoli scritti per uomini e dati a donne<br /><a href="https://www.theguardian.com/film/filmblog/2015/oct/23/sex-change-why-male-roles-are-being-rewritten-for-women" rel="noopener">https://www.theguardian.com/film/filmblog/2015/oct/23/sex-change-why-male-roles-are-being-rewritten-for-women</a><br />La polemica sulla Carmen di Bizet con il finale cambiato<br /><a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/09/non-solo-carmen-e-adesso-smettete-di-massacrare-le-opere-darte/36733/" rel="noopener">http://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/09/non-solo-carmen-e-adesso-smettete-di-massacrare-le-opere-darte/36733/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x06-principesse-che-si-salvano-da-sole/</guid><pubDate>Wed, 31 Jan 2018 13:53:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147238/1x06_principesse_che_si_salvano_da_sole.mp3" length="101669767" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Nella sesta puntata di ‘Chiamando Eva’ si parla di narrative femministe e femminili. Le migliaia di narrative prodotte nella storia, per quanto spesso meravigliose, sono per la maggior parte profondamente permeate dalle dinamiche del patriarcato, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella sesta puntata di ‘Chiamando Eva’ si parla di narrative femministe e femminili. Le migliaia di narrative prodotte nella storia, per quanto spesso meravigliose, sono per la maggior parte profondamente permeate dalle dinamiche del patriarcato, e incentrate su personaggi maschili. Le cose stanno cambiando, e storie di donne e con donne stanno diventando sempre più popolari, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Secondo una ricerca pubblicata recentemente dall’Università del Sud California, nei 100 film più popolari usciti tra il 2007 e il 2014 solo il 30% dei ruoli erano femminili. Oggi parliamo delle strategie migliori per promuovere narrative con più donne e più diversità, del Bechdel Test e delle nostre principesse Disney preferite. Cosa si comunica al pubblico quando personaggi tradizionalmente maschili vengono trasformati in femminili? E serve a qualcosa cambiare il finale della Carmen per combattere il femminicidio?<br /><br />Brevi ritratti dei principi Disney come alleati femministi. <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2017/11/20/disney-princes-reimagined-as-feminist-allies" rel="noopener">https://www.newyorker.com/magazine/2017/11/20/disney-princes-reimagined-as-feminist-allies</a><br />Su principesse Disney e femminismo.<br /><a href="https://www.huffingtonpost.com/sean-randall/feminisney-when-disney-me_b_10634040.html" rel="noopener">https://www.huffingtonpost.com/sean-randall/feminisney-when-disney-me_b_10634040.html</a><br />Libri femministi per bambine e bambini.<br /><a href="https://www.bustle.com/articles/123638-50-feminist-book-gifts-for-your-nieces-and-nephews-this-holiday-season" rel="noopener">https://www.bustle.com/articles/123638-50-feminist-book-gifts-for-your-nieces-and-nephews-this-holiday-season</a><br /><a href="https://www.buzzfeed.com/tabathaleggett/feminist-childrens-books-that-every-child-should-read?utm_term=.nhrYKpoD1#" rel="noopener">https://www.buzzfeed.com/tabathaleggett/feminist-childrens-books-that-every-child-should-read?utm_term=.nhrYKpoD1#</a>.vyrZga12Q<br />Ruoli scritti per uomini e dati a donne<br /><a href="https://www.theguardian.com/film/filmblog/2015/oct/23/sex-change-why-male-roles-are-being-rewritten-for-women" rel="noopener">https://www.theguardian.com/film/filmblog/2015/oct/23/sex-change-why-male-roles-are-being-rewritten-for-women</a><br />La polemica sulla Carmen di Bizet con il finale cambiato<br /><a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/09/non-solo-carmen-e-adesso-smettete-di-massacrare-le-opere-darte/36733/" rel="noopener">http://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/09/non-solo-carmen-e-adesso-smettete-di-massacrare-le-opere-darte/36733/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2531</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×05: Il ruolo delle donne nella pornografia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-05-il-ruolo-delle-donne-nella-pornografia--48147242</link><description><![CDATA[Secondo i dati pubblicati dal famoso sito pornografico Pornhub, le donne nel 2017 hanno guardato più porno che mai prima di allora, e la ricerca di ‘porno per donne’ è aumentata del 1400% rispetto all’anno precedente. Nonostante il costante aumento dell’interesse femminile l’immagine delle donne e del sesso veicolata dall’industria pornografica mainstream rimane profondamente problematica. I rapporti sessuali rappresentati dai film porno sono per la maggior parte violenti, poco realistici, diseducativi, e le attrici hanno più spesso che no il ruolo di bambole gonfiabili in carne ed ossa. In una società contemporanea dove la pornografia costituisce l’educazione sessuale principale degli adolescenti il porno mainstream può diventare pericoloso. Ma piuttosto che battersi per un’utopica abolizione della pornografia, molte donne hanno deciso di entrare in campo e iniziare a fare le cose a modo loro. Così nasce la pornografia femminista, eticamente concepita e prodotta, con un’attenzione particolare al piacere sessuale femminile e consapevole del suo ruolo educativo. Con un contributo audio di Chiara Pellegrini, organizzatrice del festival di cinema Erotico “Fish & Chips”, che si tiene a Torino dal 18 al 21 gennaio.<br />Fish and Chips festival:<br /><a href="http://www.fishandchipsfilmfestival.com/it/" rel="noopener">http://www.fishandchipsfilmfestival.com/it/</a><br />Articoli interessanti da leggere:<br /><a href="https://www.huffingtonpost.com/entry/meet-the-powerful-women-directors-working-in-porn_us_55ca50a7e4b0f1cbf1e68c13" rel="noopener">https://www.huffingtonpost.com/entry/meet-the-powerful-women-directors-working-in-porn_us_55ca50a7e4b0f1cbf1e68c13</a><br /><a href="https://www.huffingtonpost.com/entry/the-rise-of-the-female-voice-in-porn-female-directors_us_57a36c13e4b0456cb7e19bcb" rel="noopener">https://www.huffingtonpost.com/entry/the-rise-of-the-female-voice-in-porn-female-directors_us_57a36c13e4b0456cb7e19bcb</a><br /><a href="https://www.wired.com/2017/01/erika-lust-women-in-porn/" rel="noopener">https://www.wired.com/2017/01/erika-lust-women-in-porn/</a><br /><a href="http://www.refinery29.com/porn-industry-gender-pay-gap" rel="noopener">http://www.refinery29.com/porn-industry-gender-pay-gap</a><br />Video:<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Z9LaQtfpP_8&vl=it" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Z9LaQtfpP_8&vl=it</a><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=x38-iHvUqLY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=x38-iHvUqLY</a><br />Per le aspiranti registe di pornografia femminista:<br /><a href="https://erikalust.com/my-open-call-to-finance-and-produce-female-erotic-film-directors/" rel="noopener">https://erikalust.com/my-open-call-to-finance-and-produce-female-erotic-film-directors/</a><br />Pornografia femminista gratuita (e non) online:<br /><a href="https://bellesa.co/video/all" rel="noopener">https://bellesa.co/video/all</a><br /><a href="https://erikalust.com/films/" rel="noopener">https://erikalust.com/films/</a><br />Feminist porn awards:<br /><a href="http://www.feministpornawards.com/" rel="noopener">http://www.feministpornawards.com/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x05-il-ruolo-delle-donne-nella-pornografia/</guid><pubDate>Wed, 17 Jan 2018 10:04:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147242/1x05_il_ruolo_delle_donne_nella_pornografia.mp3" length="107536403" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Secondo i dati pubblicati dal famoso sito pornografico Pornhub, le donne nel 2017 hanno guardato più porno che mai prima di allora, e la ricerca di ‘porno per donne’ è aumentata del 1400% rispetto all’anno precedente. Nonostante il costante aumento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Secondo i dati pubblicati dal famoso sito pornografico Pornhub, le donne nel 2017 hanno guardato più porno che mai prima di allora, e la ricerca di ‘porno per donne’ è aumentata del 1400% rispetto all’anno precedente. Nonostante il costante aumento dell’interesse femminile l’immagine delle donne e del sesso veicolata dall’industria pornografica mainstream rimane profondamente problematica. I rapporti sessuali rappresentati dai film porno sono per la maggior parte violenti, poco realistici, diseducativi, e le attrici hanno più spesso che no il ruolo di bambole gonfiabili in carne ed ossa. In una società contemporanea dove la pornografia costituisce l’educazione sessuale principale degli adolescenti il porno mainstream può diventare pericoloso. Ma piuttosto che battersi per un’utopica abolizione della pornografia, molte donne hanno deciso di entrare in campo e iniziare a fare le cose a modo loro. Così nasce la pornografia femminista, eticamente concepita e prodotta, con un’attenzione particolare al piacere sessuale femminile e consapevole del suo ruolo educativo. Con un contributo audio di Chiara Pellegrini, organizzatrice del festival di cinema Erotico “Fish & Chips”, che si tiene a Torino dal 18 al 21 gennaio.<br />Fish and Chips festival:<br /><a href="http://www.fishandchipsfilmfestival.com/it/" rel="noopener">http://www.fishandchipsfilmfestival.com/it/</a><br />Articoli interessanti da leggere:<br /><a href="https://www.huffingtonpost.com/entry/meet-the-powerful-women-directors-working-in-porn_us_55ca50a7e4b0f1cbf1e68c13" rel="noopener">https://www.huffingtonpost.com/entry/meet-the-powerful-women-directors-working-in-porn_us_55ca50a7e4b0f1cbf1e68c13</a><br /><a href="https://www.huffingtonpost.com/entry/the-rise-of-the-female-voice-in-porn-female-directors_us_57a36c13e4b0456cb7e19bcb" rel="noopener">https://www.huffingtonpost.com/entry/the-rise-of-the-female-voice-in-porn-female-directors_us_57a36c13e4b0456cb7e19bcb</a><br /><a href="https://www.wired.com/2017/01/erika-lust-women-in-porn/" rel="noopener">https://www.wired.com/2017/01/erika-lust-women-in-porn/</a><br /><a href="http://www.refinery29.com/porn-industry-gender-pay-gap" rel="noopener">http://www.refinery29.com/porn-industry-gender-pay-gap</a><br />Video:<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Z9LaQtfpP_8&vl=it" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Z9LaQtfpP_8&vl=it</a><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=x38-iHvUqLY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=x38-iHvUqLY</a><br />Per le aspiranti registe di pornografia femminista:<br /><a href="https://erikalust.com/my-open-call-to-finance-and-produce-female-erotic-film-directors/" rel="noopener">https://erikalust.com/my-open-call-to-finance-and-produce-female-erotic-film-directors/</a><br />Pornografia femminista gratuita (e non) online:<br /><a href="https://bellesa.co/video/all" rel="noopener">https://bellesa.co/video/all</a><br /><a href="https://erikalust.com/films/" rel="noopener">https://erikalust.com/films/</a><br />Feminist porn awards:<br /><a href="http://www.feministpornawards.com/" rel="noopener">http://www.feministpornawards.com/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2677</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×04: Oh Joy, Sex Toy</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-04-oh-joy-sex-toy--48147222</link><description><![CDATA[I sex toys sono un business da 15 miliardi di dollari, che negli ultimi anni è passato dall’essere rivolto principalmente a uomini ad avere un pubblico di consumatori soprattutto femminile. Grazie all’intuizione pioneristica di alcuni sexy shops dedicati esclusivamente al piacere femminile, il sex toy è diventato un simbolo femminista di riappropriazione del piacere sessuale della donna.<br /><br />Nella quarta puntata di Chiamando Eva parliamo dell’aspetto politico del sex toy, della popolarità delle erotic boutique a New York e di come in Italia quando si menzionano i vibratori si sia ancora tutti casti e pudichi.<br /><br />E siccome Natale si avvicina, e non ci crediamo che avete già comprato tutti i regali che dovete comprare, facciamo una piccola lista di consigli fra il serio e il faceto per far felici amici e parenti.<br /><br />Consigli di lettura<br /><br />Il libro “Vibrator Nation: How Feminist Sex-Toys Stores chenged the Businedd of Pleasure”, di Lynn Comella <a href="https://www.dukeupress.edu/vibrator-nation" rel="noopener">https://www.dukeupress.edu/vibrator-nation</a><br /><br />Come l’industria dei sex-toys è cambiata negli ultimi anni, e com’è la vita quando il vibratore è un business di famiglia <a href="https://www.nytimes.com/2017/11/18/style/doc-johnson-sex-toys.html?_r=0" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2017/11/18/style/doc-johnson-sex-toys.html?_r=0</a><br /><br />Il concept dell’erotic boutique, e perchè è diverso da quello di un normale sexy shop <a href="http://vulcanostatale.it/2015/04/il-problema-dei-sexy-shop-sono-le-scritte-al-neon/" rel="noopener">http://vulcanostatale.it/2015/04/il-problema-dei-sexy-shop-sono-le-scritte-al-neon/</a><br /><br />Le reazioni italiane al primo spot di sex toys mai andato in onda sulla tv nazionale <a href="https://www.vice.com/it/article/kzzp3v/dobbiamo-parlare-delle-reazioni-al-primo-spot-di-sex-toys-sulla-tv-italiana" rel="noopener">https://www.vice.com/it/article/kzzp3v/dobbiamo-parlare-delle-reazioni-al-primo-spot-di-sex-toys-sulla-tv-italiana</a><br /><br />Dove comprare i vostri futuri sex toys preferiti<br /><br />A New York:<br /><a href="http://www.babeland.com/" rel="noopener">http://www.babeland.com/</a><br /><a href="http://shop.weloveshag.com/" rel="noopener">http://shop.weloveshag.com/</a><br /><br />A Milano:<br /><a href="http://www.sex-sade.it/" rel="noopener">http://www.sex-sade.it/</a><br /><br />Online:<br /><a href="https://www.mysecretcase.com/" rel="noopener">https://www.mysecretcase.com/</a><br /><br />I vostri futuri sex toys preferiti, e ottime idee per provocatori regali di Natale<br /><br />Eva, il nostro preferito, anche perchè si chiama come noi]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x04-oh-joy-sex-toy/</guid><pubDate>Wed, 20 Dec 2017 10:04:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147222/1x04_oh_joy_sex_toy.mp3" length="97186860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>I sex toys sono un business da 15 miliardi di dollari, che negli ultimi anni è passato dall’essere rivolto principalmente a uomini ad avere un pubblico di consumatori soprattutto femminile. Grazie all’intuizione pioneristica di alcuni sexy shops...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I sex toys sono un business da 15 miliardi di dollari, che negli ultimi anni è passato dall’essere rivolto principalmente a uomini ad avere un pubblico di consumatori soprattutto femminile. Grazie all’intuizione pioneristica di alcuni sexy shops dedicati esclusivamente al piacere femminile, il sex toy è diventato un simbolo femminista di riappropriazione del piacere sessuale della donna.<br /><br />Nella quarta puntata di Chiamando Eva parliamo dell’aspetto politico del sex toy, della popolarità delle erotic boutique a New York e di come in Italia quando si menzionano i vibratori si sia ancora tutti casti e pudichi.<br /><br />E siccome Natale si avvicina, e non ci crediamo che avete già comprato tutti i regali che dovete comprare, facciamo una piccola lista di consigli fra il serio e il faceto per far felici amici e parenti.<br /><br />Consigli di lettura<br /><br />Il libro “Vibrator Nation: How Feminist Sex-Toys Stores chenged the Businedd of Pleasure”, di Lynn Comella <a href="https://www.dukeupress.edu/vibrator-nation" rel="noopener">https://www.dukeupress.edu/vibrator-nation</a><br /><br />Come l’industria dei sex-toys è cambiata negli ultimi anni, e com’è la vita quando il vibratore è un business di famiglia <a href="https://www.nytimes.com/2017/11/18/style/doc-johnson-sex-toys.html?_r=0" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2017/11/18/style/doc-johnson-sex-toys.html?_r=0</a><br /><br />Il concept dell’erotic boutique, e perchè è diverso da quello di un normale sexy shop <a href="http://vulcanostatale.it/2015/04/il-problema-dei-sexy-shop-sono-le-scritte-al-neon/" rel="noopener">http://vulcanostatale.it/2015/04/il-problema-dei-sexy-shop-sono-le-scritte-al-neon/</a><br /><br />Le reazioni italiane al primo spot di sex toys mai andato in onda sulla tv nazionale <a href="https://www.vice.com/it/article/kzzp3v/dobbiamo-parlare-delle-reazioni-al-primo-spot-di-sex-toys-sulla-tv-italiana" rel="noopener">https://www.vice.com/it/article/kzzp3v/dobbiamo-parlare-delle-reazioni-al-primo-spot-di-sex-toys-sulla-tv-italiana</a><br /><br />Dove comprare i vostri futuri sex toys preferiti<br /><br />A New York:<br /><a href="http://www.babeland.com/" rel="noopener">http://www.babeland.com/</a><br /><a href="http://shop.weloveshag.com/" rel="noopener">http://shop.weloveshag.com/</a><br /><br />A Milano:<br /><a href="http://www.sex-sade.it/" rel="noopener">http://www.sex-sade.it/</a><br /><br />Online:<br /><a href="https://www.mysecretcase.com/" rel="noopener">https://www.mysecretcase.com/</a><br /><br />I vostri futuri sex toys preferiti, e ottime idee per provocatori regali di Natale<br /><br />Eva, il nostro preferito, anche perchè si chiama come noi]]></itunes:summary><itunes:duration>2428</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×03: Non farmelo pesare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-03-non-farmelo-pesare--48147221</link><description><![CDATA[Cosa vuol dire ‘body positivity’? E cosa vuol dire ‘curvy’? E come fare per limitare gli insulti che i corpi diversi dallo standard estetico hollywoodiano si beccano su internet?<br />Nel terzo episodio di ‘Chiamando Eva’ si parla di ciccia. Si parla di donne grasse e donne magre, di donne coi fianchi, con le tette e il sedere, la cellulite e pure le smagliature. E si parla del perché la discriminazione contro chi è grasso (o magro, ma soprattutto grasso) è una questione femminista.<br /><br />Di body positivity e fat feminism, di dieta perenne e taglie di vestiti sempre sbagliate, fat-shaming e skinny-shaming e di come dovremmo tutti imparare a giudicare meno il corpo altrui, soprattutto quando non ne sappiamo niente.<br /><br />=== Note dell'episodio ===<br /><br />Karen Stimson, Fat Feminism: Politics and Perspective <a href="https://web.archive.org/web/20080512074722/http://www.largesse.net/feminism.html" rel="noopener">https://web.archive.org/web/20080512074722/http://www.largesse.net/feminism.html</a><br /><br />La modella plus-size Ashley Graham sfida Victoria’s Secret: <a href="https://d.repubblica.it/moda/2017/11/21/news/ashley_graham_victorias_secret_plus_size-3761493/" rel="noopener">https://d.repubblica.it/moda/2017/11/21/news/ashley_graham_victorias_secret_plus_size-3761493/</a><br /><br />Perché skinny-shaming e fat-shaming non sono proprio la stessa cosa: <a href="https://qz.com/1079537/body-shaming-why-skinny-shaming-is-not-the-same-as-fat-shaming-and-masks-thin-privilege/" rel="noopener">https://qz.com/1079537/body-shaming-why-skinny-shaming-is-not-the-same-as-fat-shaming-and-masks-thin-privilege/</a><br /><br />Sito ufficiale del movimento Body Positive: <a href="https://www.thebodypositive.org/" rel="noopener">https://www.thebodypositive.org/</a><br /><br />Pagina fb <a href="https://www.facebook.com/bodypositiveitalia/" rel="noopener">https://www.facebook.com/bodypositiveitalia/</a><br /><br />What is the Body-positive movement? <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6tTmYmc6ubE" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=6tTmYmc6ubE</a><br /><br />Si può essere grassi e sani? <a href="https://www.nytimes.com/2017/10/26/well/eat/fat-but-fit-the-controversy-continues.html" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2017/10/26/well/eat/fat-but-fit-the-controversy-continues.html</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x03-non-farmelo-pesare/</guid><pubDate>Wed, 06 Dec 2017 11:54:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147221/1x03_non_farmelo_pesare.mp3" length="83030725" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa vuol dire ‘body positivity’? E cosa vuol dire ‘curvy’? E come fare per limitare gli insulti che i corpi diversi dallo standard estetico hollywoodiano si beccano su internet?
Nel terzo episodio di ‘Chiamando Eva’ si parla di ciccia. Si parla di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa vuol dire ‘body positivity’? E cosa vuol dire ‘curvy’? E come fare per limitare gli insulti che i corpi diversi dallo standard estetico hollywoodiano si beccano su internet?<br />Nel terzo episodio di ‘Chiamando Eva’ si parla di ciccia. Si parla di donne grasse e donne magre, di donne coi fianchi, con le tette e il sedere, la cellulite e pure le smagliature. E si parla del perché la discriminazione contro chi è grasso (o magro, ma soprattutto grasso) è una questione femminista.<br /><br />Di body positivity e fat feminism, di dieta perenne e taglie di vestiti sempre sbagliate, fat-shaming e skinny-shaming e di come dovremmo tutti imparare a giudicare meno il corpo altrui, soprattutto quando non ne sappiamo niente.<br /><br />=== Note dell'episodio ===<br /><br />Karen Stimson, Fat Feminism: Politics and Perspective <a href="https://web.archive.org/web/20080512074722/http://www.largesse.net/feminism.html" rel="noopener">https://web.archive.org/web/20080512074722/http://www.largesse.net/feminism.html</a><br /><br />La modella plus-size Ashley Graham sfida Victoria’s Secret: <a href="https://d.repubblica.it/moda/2017/11/21/news/ashley_graham_victorias_secret_plus_size-3761493/" rel="noopener">https://d.repubblica.it/moda/2017/11/21/news/ashley_graham_victorias_secret_plus_size-3761493/</a><br /><br />Perché skinny-shaming e fat-shaming non sono proprio la stessa cosa: <a href="https://qz.com/1079537/body-shaming-why-skinny-shaming-is-not-the-same-as-fat-shaming-and-masks-thin-privilege/" rel="noopener">https://qz.com/1079537/body-shaming-why-skinny-shaming-is-not-the-same-as-fat-shaming-and-masks-thin-privilege/</a><br /><br />Sito ufficiale del movimento Body Positive: <a href="https://www.thebodypositive.org/" rel="noopener">https://www.thebodypositive.org/</a><br /><br />Pagina fb <a href="https://www.facebook.com/bodypositiveitalia/" rel="noopener">https://www.facebook.com/bodypositiveitalia/</a><br /><br />What is the Body-positive movement? <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6tTmYmc6ubE" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=6tTmYmc6ubE</a><br /><br />Si può essere grassi e sani? <a href="https://www.nytimes.com/2017/10/26/well/eat/fat-but-fit-the-controversy-continues.html" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2017/10/26/well/eat/fat-but-fit-the-controversy-continues.html</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2076</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×02: Contro la violenza di genere non basta una giornata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-02-contro-la-violenza-di-genere-non-basta-una-giornata--48147229</link><description><![CDATA[Una donna su tre subisce violenza fisica o psicologica nel corso della sua vita. Una donna su tre! Non e' forse un po' tanto? In occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, Chiamando Eva propone una conversazione sul tema. Cosa vuol dire violenza contro le donne? Cosa succede nella bufera mediatica post Harvey Weinstein? Come hanno risposto all'accumularsi delle denunce Stati Uniti e Italia (spoiler, molto diversamente)?]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x02-contro-la-violenza-di-genere-non-basta-una-giornata/</guid><pubDate>Wed, 22 Nov 2017 12:55:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147229/1x02_contro_la_violenza_di_genere_non_basta_una_giornata.mp3" length="97131623" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Una donna su tre subisce violenza fisica o psicologica nel corso della sua vita. Una donna su tre! Non e' forse un po' tanto? In occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, Chiamando Eva...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una donna su tre subisce violenza fisica o psicologica nel corso della sua vita. Una donna su tre! Non e' forse un po' tanto? In occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, Chiamando Eva propone una conversazione sul tema. Cosa vuol dire violenza contro le donne? Cosa succede nella bufera mediatica post Harvey Weinstein? Come hanno risposto all'accumularsi delle denunce Stati Uniti e Italia (spoiler, molto diversamente)?]]></itunes:summary><itunes:duration>2429</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>1×01: Know Your Vagina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/1-01-know-your-vagina--48147234</link><description><![CDATA[Chiamando Eva inizia il suo percorso femminista con un invito, tra il serio e il faceto, alla conoscenza, alla cura e all’osservazione del corpo femminile, della vulva e della vagina.<br /><br />***<br /><br />Ringraziamo Chiara Mastromauro di Lotus - Radio Statale.<br /><br />Ai microfoni Bianca Giacobone (New York) e Francesca Motta (Milano).<br /><br />Prodotto da Francesca Motta<br /><br />Supporto tecnico a cura di Marco Ferrè]]></description><guid isPermaLink="false">https://thesubmarine.it/podcast/1x01-know-your-vagina/</guid><pubDate>Wed, 08 Nov 2017 14:31:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48147234/1x01_know_your_vagina.mp3" length="45308028" type="audio/mpeg"/><itunes:author>The Submarine</itunes:author><itunes:subtitle>Chiamando Eva inizia il suo percorso femminista con un invito, tra il serio e il faceto, alla conoscenza, alla cura e all’osservazione del corpo femminile, della vulva e della vagina.

***

Ringraziamo Chiara Mastromauro di Lotus - Radio Statale.

Ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chiamando Eva inizia il suo percorso femminista con un invito, tra il serio e il faceto, alla conoscenza, alla cura e all’osservazione del corpo femminile, della vulva e della vagina.<br /><br />***<br /><br />Ringraziamo Chiara Mastromauro di Lotus - Radio Statale.<br /><br />Ai microfoni Bianca Giacobone (New York) e Francesca Motta (Milano).<br /><br />Prodotto da Francesca Motta<br /><br />Supporto tecnico a cura di Marco Ferrè]]></itunes:summary><itunes:duration>2832</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e794cd795da834d77afd8d8332fb27d5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
