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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Echi dal Medioevo</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/echi-dal-medioevo--5187066</link><description><![CDATA[Dalle pergamene medievali tornano a galla frammenti del nostro passato più lontano. Sono contratti, doti, testamenti e verbali di cause giudiziarie che, una volta dissepolti dagli archivi, ci spalancano lo sguardo su un mondo così lontano e al tempo stesso così vicino. Gli stessi luoghi in cui passiamo sbadatamente ogni giorno, un tempo furono teatro di battaglie, attraversati da un viavai di mercati, contadini, artigiani e pellegrini e costellati di borghi, chiese, castelli, monasteri e ospedali. Riscoprire alcuni scampoli di medioevo piacentino ci aiuterà a vedere questi luoghi così  familiari sotto una nuova luce - di Giacomo Nicelli]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5187066/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>History</category><copyright>Copyright Liberta.it</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b5df042335854f2b7708912d16611eef.jpg</url><title>Echi dal Medioevo</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/echi-dal-medioevo--5187066</link></image><lastBuildDate>Wed, 03 Sep 2025 15:42:16 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Liberta.it</itunes:name><itunes:email>podcast@liberta.it</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b5df042335854f2b7708912d16611eef.jpg"/><itunes:subtitle>Dalle pergamene medievali tornano a galla frammenti del nostro passato più lontano. Sono contratti, doti, testamenti e verbali di cause giudiziarie che, una volta dissepolti dagli archivi, ci spalancano lo sguardo su un mondo così lontano e al tempo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dalle pergamene medievali tornano a galla frammenti del nostro passato più lontano. Sono contratti, doti, testamenti e verbali di cause giudiziarie che, una volta dissepolti dagli archivi, ci spalancano lo sguardo su un mondo così lontano e al tempo stesso così vicino. Gli stessi luoghi in cui passiamo sbadatamente ogni giorno, un tempo furono teatro di battaglie, attraversati da un viavai di mercati, contadini, artigiani e pellegrini e costellati di borghi, chiese, castelli, monasteri e ospedali. Riscoprire alcuni scampoli di medioevo piacentino ci aiuterà a vedere questi luoghi così  familiari sotto una nuova luce - di Giacomo Nicelli]]></itunes:summary><itunes:category text="History"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>a30cf3df-c935-55cd-97a6-69b5111c8631</podcast:guid><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>24 - La rivoluzione dei numeri arabi a Piacenza arrivò con un secolo di anticipo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/24-la-rivoluzione-dei-numeri-arabi-a-piacenza-arrivo-con-un-secolo-di-anticipo--67616985</link><description><![CDATA[Nella scuola capitolare della basilica di Sant'Antonino a Piacenza, già nel XII secolo si insegnavano i numeri indo-arabi (da 1 a 9), quasi un secolo prima del celebre "Liber abaci" di Fibonacci (1202). La scoperta, documentata dalla studiosa Mariairene Guagnini, si basa su un prezioso manoscritto: si tratta dell'unica copia italiana sopravvissuta del manuale di aritmetica di Bernelinus iunior (anno Mille), allievo del matematico e futuro papa Gerberto d'Aurillac (Silvestro II). Il testo, conservato in quattordici fogli di pergamena nell'Archivio capitolare, testimonia come Piacenza fosse collegata ai centri internazionali del sapere e anticipasse di secoli l'adozione ufficiale della numerazione moderna in Europa.<br /><a href="https://www.liberta.it/news/attualita/societa/cosi-piacenza-scopri-in-anticipo-di-un-secolo-i-nuovi-numeri-arabi/98708" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><br />BIBLIOGRAFIA<br />Mariairene Guagnini, Il Liber abaci di Bernelino, testimonianza dell’insegnamento di Gerberto d’Aurillac a Piacenza, in “Bollettino Storico Piacentino”, CXV (2020), pp. 173-191.<br />Anna Riva, La Biblioteca capitolare di Sant’Antonino a Piacenza. Secoli XI-XV, Piacenza, Tip.Le.Co, 1997 (Biblioteca Storica Piacentina).<br /><br />FOTO<br />La pagina della copia del Liber abaci di Bernelinus iunior conservata nell’Archivio capitolare della Basilica di Sant’Antonino di Piacenza (cassetta 48, frammento 22) in cui i numeri arabi compaiono tracciati, in forme arcaiche e non sempre immediatamente riconoscibili.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67616985</guid><pubDate>Wed, 03 Sep 2025 14:18:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67616985/echi_dal_medioevo_24_puntata.mp3" length="9639054" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Nella scuola capitolare della basilica di Sant'Antonino a Piacenza, già nel XII secolo si insegnavano i numeri indo-arabi (da 1 a 9), quasi un secolo prima del celebre "Liber abaci" di Fibonacci (1202). 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Il testo, conservato in quattordici fogli di pergamena nell'Archivio capitolare, testimonia come Piacenza fosse collegata ai centri internazionali del sapere e anticipasse di secoli l'adozione ufficiale della numerazione moderna in Europa.<br /><a href="https://www.liberta.it/news/attualita/societa/cosi-piacenza-scopri-in-anticipo-di-un-secolo-i-nuovi-numeri-arabi/98708" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><br />BIBLIOGRAFIA<br />Mariairene Guagnini, Il Liber abaci di Bernelino, testimonianza dell’insegnamento di Gerberto d’Aurillac a Piacenza, in “Bollettino Storico Piacentino”, CXV (2020), pp. 173-191.<br />Anna Riva, La Biblioteca capitolare di Sant’Antonino a Piacenza. Secoli XI-XV, Piacenza, Tip.Le.Co, 1997 (Biblioteca Storica Piacentina).<br /><br />FOTO<br />La pagina della copia del Liber abaci di Bernelinus iunior conservata nell’Archivio capitolare della Basilica di Sant’Antonino di Piacenza (cassetta 48, frammento 22) in cui i numeri arabi compaiono tracciati, in forme arcaiche e non sempre immediatamente riconoscibili.<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>603</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,medioevo,numeriarabi,piacenzamedioevale,podcast,storia#storiapiacentina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e7af3df6867c53685f477e11d77e8764.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episode>24</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>23 - Un mercato fantasma nel cuore della Val Tidone: i Burioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/23-un-mercato-fantasma-nel-cuore-della-val-tidone-i-burioni--49356268</link><description><![CDATA[Il mercato settimanale dei Burioni doveva essere sempre brulicante di merci e di bestiame, frequentatissimo per tutto il Duecento da gente in arrivo dalla Val Tidone e dalla Val Luretta. Lì si facevano gli affari e c'erano sempre dei notai pronti a redigere i contratti. Ma all’improvviso questo che era il cuore pulsante dell'economia locale svanisce nel nulla. Dopo il 1339 non si trova più un solo documento che ne parli. Dove si trovava? Perché è scomparso così repentinamente? Ecco alcune ipotesi.<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Lo studio riguardante il mercato dei Burioni e le ipotesi circa la sua individuazione illustrate in questo podcast si trovano in: Pierluigi Bavagnoli, Un grande mercato medioevale in Val Tidone, ai Burioni di Fragnano, in L'urtiga, n. 22, pp. 93-98.<br /><br />Per un quadro generale su economia, contratti, attività agricole e l'allevamento a Piacenza e nel suo territorio in età comunale: Pierre Racine, Lo sviluppo dell'economia urbana, in Storia di Piacenza, II, Dal vescovo conte alla signoria (996-1313), pp. 75-106.<br /><br />FOTO<br /><br />Pieter Aertsen, Ecce Homo (frammento), Scena di mercato, 1550 circa (Monaco, Alte Pinakothek) – Public Domain via Wikipedia Commons]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49356268</guid><pubDate>Thu, 07 Apr 2022 17:35:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49356268/echi_dal_medioevo_23_puntata.mp3" length="7211966" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Il mercato settimanale dei Burioni doveva essere sempre brulicante di merci e di bestiame, frequentatissimo per tutto il Duecento da gente in arrivo dalla Val Tidone e dalla Val Luretta. 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Ecco alcune ipotesi.<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Lo studio riguardante il mercato dei Burioni e le ipotesi circa la sua individuazione illustrate in questo podcast si trovano in: Pierluigi Bavagnoli, Un grande mercato medioevale in Val Tidone, ai Burioni di Fragnano, in L'urtiga, n. 22, pp. 93-98.<br /><br />Per un quadro generale su economia, contratti, attività agricole e l'allevamento a Piacenza e nel suo territorio in età comunale: Pierre Racine, Lo sviluppo dell'economia urbana, in Storia di Piacenza, II, Dal vescovo conte alla signoria (996-1313), pp. 75-106.<br /><br />FOTO<br /><br />Pieter Aertsen, Ecce Homo (frammento), Scena di mercato, 1550 circa (Monaco, Alte Pinakothek) – Public Domain via Wikipedia Commons]]></itunes:summary><itunes:duration>451</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,medioevo,piacenzamedioevale,podcast,storia,storiapiacentina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/76426d75238d834cc667a739038b4351.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>22 - Il cane che divenne un “santo”: san Guniforto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/22-il-cane-che-divenne-un-santo-san-guniforto--49279461</link><description><![CDATA[Schiere di devoti per secoli gli hanno rivolto preghiere e richieste di intercessione. Lo invocavano soprattutto le mamme per chiedergli il miracolo di guarire i loro bimbi malati. A lui era dedicato un luogo di culto, meta di continui pellegrinaggi. Una devozione proseguita per almeno sette secoli. Non ci sarebbe nulla di strano in tutto questo se non fosse che stiamo parlando di un cane levriero noto con il nome di san Guniforto. Il suo "martirio" colpì talmente l'immaginazione popolare che fu subito considerato in un santo.<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Jean-Claude Schmitt, Le saint lévrier. Guinefort, guérisseur d'enfants depuis le XIIIe siècle, Paris 1979 (trad. it. Il santo levriero. Guinefort guaritore di bambini, Torino 1982).<br /><br />André Vauchez, La sainteté en Occident aux derniers siècles du Moyen Âge, Rome 1981 (trad. it. La santità nel medioevo, Bologna 1989).<br /><br />Marco Villa, San Rocco nel Piacentino. Culto, tradizione, storia, [Piacenza 1996].<br /><br />FOTO<br /><br />San Guniforto raffigurato in una cartolina del XX secolo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49279461</guid><pubDate>Fri, 01 Apr 2022 09:47:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49279461/echi_dal_medioevo_22_puntata.mp3" length="12110029" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Schiere di devoti per secoli gli hanno rivolto preghiere e richieste di intercessione. Lo invocavano soprattutto le mamme per chiedergli il miracolo di guarire i loro bimbi malati. A lui era dedicato un luogo di culto, meta di continui pellegrinaggi....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Schiere di devoti per secoli gli hanno rivolto preghiere e richieste di intercessione. Lo invocavano soprattutto le mamme per chiedergli il miracolo di guarire i loro bimbi malati. A lui era dedicato un luogo di culto, meta di continui pellegrinaggi. Una devozione proseguita per almeno sette secoli. Non ci sarebbe nulla di strano in tutto questo se non fosse che stiamo parlando di un cane levriero noto con il nome di san Guniforto. Il suo "martirio" colpì talmente l'immaginazione popolare che fu subito considerato in un santo.<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Jean-Claude Schmitt, Le saint lévrier. Guinefort, guérisseur d'enfants depuis le XIIIe siècle, Paris 1979 (trad. it. Il santo levriero. Guinefort guaritore di bambini, Torino 1982).<br /><br />André Vauchez, La sainteté en Occident aux derniers siècles du Moyen Âge, Rome 1981 (trad. it. La santità nel medioevo, Bologna 1989).<br /><br />Marco Villa, San Rocco nel Piacentino. 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Nella sua richiesta rivolta al sovrano attorno al 1077 ‒ che troviamo riportata nel "Registrum Magnum" del comune di Piacenza ‒ descrive minuziosamente tutto quanto gli è stato sottratto, compreso il suo equipaggiamento di cavaliere. Questo elenco fornisce importanti informazioni su come erano armati i "milites" dell'Europa occidentale del tempo, numerosi dei quali, appena vent'anni dopo, saranno inviati in Terrasanta per la prima crociata. Podcast di Giacomo NIcelli. <br /><br />FOTO<br /><br />La foto di presentazione di questa puntata del podcast presenta una ricostruzione dell'abbigliamento di un crociato realizzata da Angelo Frasconi ed esposta ‒ assieme a riproduzioni di armi e armature medievali, di strumenti utilizzati falconeria, miniature e tanto altro ‒ nella mostra "Ritorno al medioevo", allestita fino all'inizio del maggio 2022 nel Palazzo del Podestà di Castell'Arquato per iniziativa della Pro loco (apertura: nei giorni festivi e prefestivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30; tel. 347-8250724)<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Il racconto delle violenze subite dallo sconosciuto cavaliere è riportato in: Il "Registrum magnum" del comune di Piacenza, a cura di Ettore Falconi e Roberta Peveri, I, Milano 1984, doc. 24, pp. 40-41.<br /><br />Lo studio dedicato all'equipaggiamento militare dei "milites" dell'XI secolo è: Aldo A. Settia, L'europeo aggressore: tecniche militari in occidente alla vigilia della prima crociata, in “ Studi storici ”, 38 (1997), pp . 309-310.<br /><br />Su Piacenza i tempi della prima crociata: Il concilio di Piacenza e le crociate, Piacenza 1997 (lo studio di Settia è qui riportato alle pp. 201-211)<br /><br />Per saperne di più sul mondo della cavalleria: Jean Flori, La cavalleria medievale, Bologna 2002.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49187410</guid><pubDate>Thu, 24 Mar 2022 17:31:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49187410/echi_dal_medioevo_21_puntata.mp3" length="8719126" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Un guerriero a cavallo si rivolge al re e futuro imperatore Enrico IV per chiedere giustizia dopo che un uomo di nome Burgundione ha assaltato di notte la torre in cui abitava e lo ha depredato di tutti i suoi averi. 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Podcast di Giacomo NIcelli. <br /><br />FOTO<br /><br />La foto di presentazione di questa puntata del podcast presenta una ricostruzione dell'abbigliamento di un crociato realizzata da Angelo Frasconi ed esposta ‒ assieme a riproduzioni di armi e armature medievali, di strumenti utilizzati falconeria, miniature e tanto altro ‒ nella mostra "Ritorno al medioevo", allestita fino all'inizio del maggio 2022 nel Palazzo del Podestà di Castell'Arquato per iniziativa della Pro loco (apertura: nei giorni festivi e prefestivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30; tel. 347-8250724)<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Il racconto delle violenze subite dallo sconosciuto cavaliere è riportato in: Il "Registrum magnum" del comune di Piacenza, a cura di Ettore Falconi e Roberta Peveri, I, Milano 1984, doc. 24, pp. 40-41.<br /><br />Lo studio dedicato all'equipaggiamento militare dei "milites" dell'XI secolo è: Aldo A. Settia, L'europeo aggressore: tecniche militari in occidente alla vigilia della prima crociata, in “ Studi storici ”, 38 (1997), pp . 309-310.<br /><br />Su Piacenza i tempi della prima crociata: Il concilio di Piacenza e le crociate, Piacenza 1997 (lo studio di Settia è qui riportato alle pp. 201-211)<br /><br />Per saperne di più sul mondo della cavalleria: Jean Flori, La cavalleria medievale, Bologna 2002.]]></itunes:summary><itunes:duration>545</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,liberta.it,medioevo,medioevopiacenza,piacenza,piacenzamedioevale,podcast,storia,storiamedioevale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aad19f1c43d8c77487bb42088cef4e27.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>20 - Se dietro alla vacca allevata "in società" si nasconde un usuraio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/20-se-dietro-alla-vacca-allevata-in-societa-si-nasconde-un-usuraio--49096099</link><description><![CDATA[Nei secoli XIII e XIV vacche, scrofe, asini e qualsiasi altro animale da allevamento (persino le api) potevano divenire oggetto di un contratto di soccida. Il nome deriva dal latino "societas". Si tratta, infatti, di una società temporanea tra due persone, una delle quali, solitamente un benestante di città, fornisce il denaro necessario all'acquisto, mentre l'altra, un contadino che vive nelle campagne, s'impegna ad allevarlo. Trascorso un lasso di tempo concordato, che a seconda dei casi oscilla da uno a cinque anni, lo venderanno e divideranno tra loro gli utili. Si tratta di un contratto ancora oggi esistente e contemplato dal codice civile, ma alcune sue forme in uso nel tardo medioevo, e in particolare la soccida detta "ad caput salvum", particolarmente penalizzante per chi allevava l'animale, divennero oggetto di attività speculative e su di esse si appunterà il sospetto dell'usura. Al punto che si leveranno sempre più forti gli strali del mondo ecclesiastico, finché un papa arriverà a formulare una aperta condanna.<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Lo studio condotto sui contratti di soccida piacentini del XIII secolo si trova in: Corrado Pecorella, Contratti di allevamento del bestiame nella regione piacentina, in «Studi Parmensi», 16 (1975), pp. 93-266.<br /><br />Il divieto di stipulare contratti di soccida "ad caput salvum" imposto nel 1298 dal vescovo di Piacenza Alberto agli ecclesiastici è in: Statuta varia civitatis Placentiae, ed. Giuseppe Bonora, in Monumenta historica ad provincias parmensem et placentinam pertinentia, Parmae 1860, pp. 529-534, a p. 530.<br /><br />Sul ricorso ai contratti di soccida in età medievale: Alfio Cortonesi, Soccide e altri affidamenti di bestiame nell’Italia medievale, in Contratti agrari e rapporti di lavoro nell'Europa medievale, Atti del Convegno internazionale di studi Montalcino, 20-22 settembre 2001, a cura di Alfio Cortonesi - Massimo Montanari, Antonella Nelli, Bologna 2006, pp. 203-223; Paolo Grillo, Alcune note sull'allevamento del bestiame a Milano nella seconda metà del Duecento, in Milano medioevale. Studi per Elisa Occhipinti, Torino 2018, pp. 161-169.<br /><br />Sul divieto dell'usura in età medievale: Jacques Le Goff, La borsa e la vita. Dall'usuraio al banchiere, Bari 1987.<br /><br />Per il contratto di soccida stipulato nel 1335 che vede coinvolto un ecclesiastico: Archivio di Stato di Piacenza, Archivio Notarile di Piacenza, busta 64, Atti del notaio Giovanni Guslini, protocollo 4, f. 17r-v, 29 ottobre 1335.<br /><br />FOTO: Animali da allevamento raffigurati sull'architrave del portale sinistro della Cattedrale di Piacenza: si tratta, in particolare, del bue e delle pecore dei pastori che fanno parte di una scena della Natività (sec. XII)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49096099</guid><pubDate>Thu, 17 Mar 2022 16:54:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49096099/echi_dal_medioevo_20_puntata.mp3" length="9773219" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Nei secoli XIII e XIV vacche, scrofe, asini e qualsiasi altro animale da allevamento (persino le api) potevano divenire oggetto di un contratto di soccida. Il nome deriva dal latino "societas". Si tratta, infatti, di una società temporanea tra due...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nei secoli XIII e XIV vacche, scrofe, asini e qualsiasi altro animale da allevamento (persino le api) potevano divenire oggetto di un contratto di soccida. Il nome deriva dal latino "societas". Si tratta, infatti, di una società temporanea tra due persone, una delle quali, solitamente un benestante di città, fornisce il denaro necessario all'acquisto, mentre l'altra, un contadino che vive nelle campagne, s'impegna ad allevarlo. Trascorso un lasso di tempo concordato, che a seconda dei casi oscilla da uno a cinque anni, lo venderanno e divideranno tra loro gli utili. Si tratta di un contratto ancora oggi esistente e contemplato dal codice civile, ma alcune sue forme in uso nel tardo medioevo, e in particolare la soccida detta "ad caput salvum", particolarmente penalizzante per chi allevava l'animale, divennero oggetto di attività speculative e su di esse si appunterà il sospetto dell'usura. Al punto che si leveranno sempre più forti gli strali del mondo ecclesiastico, finché un papa arriverà a formulare una aperta condanna.<br /><br />BIBLIOGRAFIA<br /><br />Lo studio condotto sui contratti di soccida piacentini del XIII secolo si trova in: Corrado Pecorella, Contratti di allevamento del bestiame nella regione piacentina, in «Studi Parmensi», 16 (1975), pp. 93-266.<br /><br />Il divieto di stipulare contratti di soccida "ad caput salvum" imposto nel 1298 dal vescovo di Piacenza Alberto agli ecclesiastici è in: Statuta varia civitatis Placentiae, ed. Giuseppe Bonora, in Monumenta historica ad provincias parmensem et placentinam pertinentia, Parmae 1860, pp. 529-534, a p. 530.<br /><br />Sul ricorso ai contratti di soccida in età medievale: Alfio Cortonesi, Soccide e altri affidamenti di bestiame nell’Italia medievale, in Contratti agrari e rapporti di lavoro nell'Europa medievale, Atti del Convegno internazionale di studi Montalcino, 20-22 settembre 2001, a cura di Alfio Cortonesi - Massimo Montanari, Antonella Nelli, Bologna 2006, pp. 203-223; Paolo Grillo, Alcune note sull'allevamento del bestiame a Milano nella seconda metà del Duecento, in Milano medioevale. Studi per Elisa Occhipinti, Torino 2018, pp. 161-169.<br /><br />Sul divieto dell'usura in età medievale: Jacques Le Goff, La borsa e la vita. Dall'usuraio al banchiere, Bari 1987.<br /><br />Per il contratto di soccida stipulato nel 1335 che vede coinvolto un ecclesiastico: Archivio di Stato di Piacenza, Archivio Notarile di Piacenza, busta 64, Atti del notaio Giovanni Guslini, protocollo 4, f. 17r-v, 29 ottobre 1335.<br /><br />FOTO: Animali da allevamento raffigurati sull'architrave del portale sinistro della Cattedrale di Piacenza: si tratta, in particolare, del bue e delle pecore dei pastori che fanno parte di una scena della Natività (sec. XII)]]></itunes:summary><itunes:duration>611</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,medioevopiacenza,piacenza,podcast,storia,storiamedioevale,storiapiacentina,usura</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b44d832321440a82efbde21c6d9936b3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>19 - Le sconcertanti confessioni fatte al papa a Piacenza dall'imperatrice venuta da Kiev</title><link>https://www.spreaker.com/episode/19-le-sconcertanti-confessioni-fatte-al-papa-a-piacenza-dall-imperatrice-venuta-da-kiev--49015340</link><description><![CDATA[La seconda moglie dell'imperatore Enrico IV di Franconia, una principessa proveniente da Kiev, Eupraxia, nota anche con i nomi di Prassede e Adelaide è passata alla storia per le sconcertanti accuse che mosse al marito nel 1095 durante il concilio di Piacenza. Di fronte a papa Urbano II, a duecento vescovi, a 4mila chierici e a 30mila laici intervenuti per partecipare a un concilio convocato per discutere della riforma della chiesa, l'imperatrice confessò, tra lamenti e singhiozzi, alcuni fatti attinenti alla sua sfera privata più intima. Disse che il marito l'aveva costretta a prostituirsi e aveva istigato parecchie persone a disonorarla nei modi più sordidi e abietti. Una confessione che scatenò un'ondata di deplorazione da parte dei padri conciliari e del papa che scomunicò Enrico IV. Un colpo tremendo per l'imperatore, il cui potere da quel momento iniziò a declinare.<br /><br />PER APPROFONDIRE:<br /><br />Uno studio fondamentale su Eupraxia è: Hartmut Rüß, Eupraxia - Adelheid. Eine biographische Annäherung, in: Jahrbücher für Geschichte Osteuropas, 54 (2006), pp. 481–518. Sui suoi rapporti di Eupraxia-Adelaide con il marito imperatore: Gerd Althoff, Heinrich IV. Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 2006, pp. 207-219. Un sguardo sintentico e aggiornato sul periodo della lotta per le investiture è offerto in: Nicolangelo D'Acunto, La lotta per le investiture. Una rivoluzione medievale (998-1122), Roma 2020. Sul concilio di Piacenza e la città: Il concilio di Piacenza e le crociate, Piacenza 1996. Una biografia di Matilde di Canossa: Paolo Golinelli, Matilde di Canossa, Napoli 2021.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49015340</guid><pubDate>Thu, 10 Mar 2022 23:20:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49015340/echi_dal_medioevo_19_puntata.mp3" length="11706697" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>La seconda moglie dell'imperatore Enrico IV di Franconia, una principessa proveniente da Kiev, Eupraxia, nota anche con i nomi di Prassede e Adelaide è passata alla storia per le sconcertanti accuse che mosse al marito nel 1095 durante il concilio di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La seconda moglie dell'imperatore Enrico IV di Franconia, una principessa proveniente da Kiev, Eupraxia, nota anche con i nomi di Prassede e Adelaide è passata alla storia per le sconcertanti accuse che mosse al marito nel 1095 durante il concilio di Piacenza. 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Un sguardo sintentico e aggiornato sul periodo della lotta per le investiture è offerto in: Nicolangelo D'Acunto, La lotta per le investiture. Una rivoluzione medievale (998-1122), Roma 2020. Sul concilio di Piacenza e la città: Il concilio di Piacenza e le crociate, Piacenza 1996. 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Ecco un breve excursus sulla penitenza pubblica, l'unica ammessa nei primi secoli del cristianesimo, e sulla comparsa della penitenza privata, nella cui diffusione ebbe un importante ruolo l'abate ed evangelizzatore irlandese san Colombano, fondatore del monastero di Bobbio, autore di uno dei primi libri penitenziali irlandesi in uso tra i confessori che amministravano la cosiddetta "penitenza tariffata". Libri che ci offrono anche un suggestivo spaccato sulle mentalità e sulle credenze diffuse tra i contadini di area nordica di mille e cinquecento anni fa, immersi in una mentalità permeata dai residui di culti arcaici legati a varie forme di sortilegi, divinazione e magia.<br /><br /><br /><br /><br />FOTO: San Colombano raffigurato nella pubblicazione a stampa degli statuti di San Colombano al Lambro in: Statuta communitatis Sancti Columbani et sue iurisdictionis, Laudae, apud Vincentium Taietum, 1586.<br /><br /><br /><br /><br />BIBLIOGRAFIA: Per un approfondimento sulle penitenze pubbliche e private nel medioevo: Maria Giuseppina Muzzarelli, Una componente della mentalità occidentale: i Penitenziali nell'alto medio evo, Bologna 1980; Attilio Carpin, La confessione tra il XII e il XIII secolo. Teologia e prassi nella legislazione canonica medievale, Bologna 2006; Michele Grazia, La magia nei libri penitenziali. Condanna e trasmutazione dei riti pagani nelle opere confessionali altomedievali, in «I quaderni del Mediæ Ætatis Sodalicium», IX (2006), pp. 171-204; Marco Bouchard – Fulvio Ferrario, Sul perdono: storia della clemenza umana e framenti teologici, Milano 2008, pp. 23-26.<br /><br />Sulle pubbliche penitenze attestate nel Piacentino nei secoli XII-XIII: Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra, Piacenza 2021, pp. 203-205.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48946961</guid><pubDate>Fri, 04 Mar 2022 10:24:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48946961/echi_dal_medioevo_18_puntata.mp3" length="9749394" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Come si riconciliavano con Dio i peccatori medioevali? 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L'ultimo documento che lo menziona è del 1203. Poi su di esso cala il silenzio, ma a prendere il suo posto, pochi anni dopo spunterà nelle vicinanze un'altra pieve più piccola, detta Plebeta, oggi Pievetta. A spiegarci quale evento traumatico ha portato alla sparizione di questo centro è ora un atto giudiziario risalente all'anno 1227 che riporta le deposizioni di alcuni uomini della zona chiamati a deporre nel corso di una controversia.<br /><br />FOTO: Parpanese e Pievetta nella mappa del Po di Paolo Bolzoni del 1588: Archivio di Stato di Parma, Raccolta di mappe e disegni, vol. 31, n. 3 Bolzoni<br /><br />BIBLIOGRAFIA: Per saperne di più sulla Pieve di Parpanese: Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra, Piacenza 2021, pp. 17-18, 54-92, 127-131, 284-292.<br /><br />Sulla storia di Pievetta fino all'età moderna e contemporanea: Agnese Bollani - Adelio Profili, La Plebeta e gli Arbëreshë: Gheghi e Toski. Storia, cultura e folclore di due borghi in riva al Padus: Bosco Tosca e Bosco Albanesi, Borgonovo 2021.<br /><br />Sull'instabilità del corso del Po nei territori pavese e piacentino nel corso dei secoli: Ennodio, Vita del beatissimo Epifanio vescovo della Chiesa pavese, ed. Maria Cesa, Como 1988 (Biblioteca di Athenaeum, 6), § 21, p. 46; Mauro Calzolari, Il Po in età romana. Geografia, storia e immagine di un grande fiume europeo, Reggio Emilia 2004, pp. 23-25; Franco Cazzola, Il Po, in Le calamità ambientali nel tardo medioevo europeo: realtà, percezioni, reazioni, a cura di Michael Matheus - Gabriella Piccinni - Giuliano Pinto, Firenze 2010, pp. 197-230.<br /><br />La leggenda della campana sommersa è in: Giovannino Guareschi, Mondo piccolo. Don Camillo, Milano 1948, p. 275.<br /><br />Sull’assalto al "castrum" di Parpanese: Iohannis Codagnelli Annales Placentini, recognovit Oswald Holder-Egger, MGH, Scriptores rerum Germanicarum in usum scholarum ex Monumentis Germaniae Historicis separatim editi, XXIII, Hannoverae – Lipsiae, Hahn, 1901, pp. 46-47; Aldo Angelo Settia, Castelli e villaggi nell’Italia padana: popolamento, potere e sicurezza fra IX e XIII secolo, Liguori, Napoli 1984 (Biblioteca. Nuovo Medioevo, 23), p. 393; Gianmarco De Angelis, «Capere, destruere et comburere». Lessico e forme della guerra negli «Annales» di Giovanni Codagnello, in «Bollettino Storico Piacentino», XCIX, 2004, pp. 177-206.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48858690</guid><pubDate>Thu, 24 Feb 2022 17:15:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48858690/echi_dal_medioevo_17_puntata.mp3" length="9551702" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Una pergamena recentemente trascritta e studiata ci svela il mistero dell'improvvisa scomparsa di una importante chiesa e del villaggio che la circondava, Pieve di Parpanese, che nel XII secolo era un centro di rilievo strategico conteso con ripetute...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una pergamena recentemente trascritta e studiata ci svela il mistero dell'improvvisa scomparsa di una importante chiesa e del villaggio che la circondava, Pieve di Parpanese, che nel XII secolo era un centro di rilievo strategico conteso con ripetute battaglie da Piacenza e Pavia. L'ultimo documento che lo menziona è del 1203. Poi su di esso cala il silenzio, ma a prendere il suo posto, pochi anni dopo spunterà nelle vicinanze un'altra pieve più piccola, detta Plebeta, oggi Pievetta. A spiegarci quale evento traumatico ha portato alla sparizione di questo centro è ora un atto giudiziario risalente all'anno 1227 che riporta le deposizioni di alcuni uomini della zona chiamati a deporre nel corso di una controversia.<br /><br />FOTO: Parpanese e Pievetta nella mappa del Po di Paolo Bolzoni del 1588: Archivio di Stato di Parma, Raccolta di mappe e disegni, vol. 31, n. 3 Bolzoni<br /><br />BIBLIOGRAFIA: Per saperne di più sulla Pieve di Parpanese: Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra, Piacenza 2021, pp. 17-18, 54-92, 127-131, 284-292.<br /><br />Sulla storia di Pievetta fino all'età moderna e contemporanea: Agnese Bollani - Adelio Profili, La Plebeta e gli Arbëreshë: Gheghi e Toski. Storia, cultura e folclore di due borghi in riva al Padus: Bosco Tosca e Bosco Albanesi, Borgonovo 2021.<br /><br />Sull'instabilità del corso del Po nei territori pavese e piacentino nel corso dei secoli: Ennodio, Vita del beatissimo Epifanio vescovo della Chiesa pavese, ed. Maria Cesa, Como 1988 (Biblioteca di Athenaeum, 6), § 21, p. 46; Mauro Calzolari, Il Po in età romana. Geografia, storia e immagine di un grande fiume europeo, Reggio Emilia 2004, pp. 23-25; Franco Cazzola, Il Po, in Le calamità ambientali nel tardo medioevo europeo: realtà, percezioni, reazioni, a cura di Michael Matheus - Gabriella Piccinni - Giuliano Pinto, Firenze 2010, pp. 197-230.<br /><br />La leggenda della campana sommersa è in: Giovannino Guareschi, Mondo piccolo. Don Camillo, Milano 1948, p. 275.<br /><br />Sull’assalto al "castrum" di Parpanese: Iohannis Codagnelli Annales Placentini, recognovit Oswald Holder-Egger, MGH, Scriptores rerum Germanicarum in usum scholarum ex Monumentis Germaniae Historicis separatim editi, XXIII, Hannoverae – Lipsiae, Hahn, 1901, pp. 46-47; Aldo Angelo Settia, Castelli e villaggi nell’Italia padana: popolamento, potere e sicurezza fra IX e XIII secolo, Liguori, Napoli 1984 (Biblioteca. Nuovo Medioevo, 23), p. 393; Gianmarco De Angelis, «Capere, destruere et comburere». 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A seconda delle situazioni era segno di pace, unione fraterna, obbedienza e fedeltà vassallatica e faceva da suggello di una pacificazione avvenuta.<br /><br />Testi per approfondire. Sulla causa giudiziaria del 1158: Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra. Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine tra Piacenza e Pavia fino al XIII secolo, Piacenza 2021, pp. 199, 222, 295, 370. Per la pace tra guelfi e ghibellini a Piacenza nel 1266: Piero Castignoli, Dalla podestaria perpetua di Oberto Pallavicino al governo dei mercanti, in Storia di Piacenza, II, pp. 277-298, in particolare a p. 287. Per i bacio che segna la pacificazione tra consorterie rivali: Andrea Zorzi, Pluralismo giudiziario e documentazione: il caso di Firenze in età comunale, in Pratiques sociales et politiques judiciaires dans les villes de l’Occident à la fin du Moyen Âge. Actes du colloque international (Avignon, 29 novembre – 1 décembre 2001), a cura di Jacques Chiffoleau – Claude Gauvard – Andrea Zorzi, Rome 2007 (Collection de l’École française de Rome, 385), pp. 174-181, in particolare a p. 153. Per l'osculum pacis in ambito ecclesiastico: Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, IV, Venezia 1840, pp. 11-17; LXXXII, Venezia 1857, pp. 1-30. Per il bacio feudale: Jacques Le Goff, I riti, il tempo, il riso: cinque saggi di storia medievale, Roma 2001; Idem, Il corpo nel medioevo, Bari 2005; Idem, Il cielo sceso in terra. Le radici medievali dell'Europa, Roma 2008; Alessio Fiore, Il mutamento signorile. Assetti di potere e comunicazione politica nelle campagne dell'Italia centro-settentrionale (108-1130 ca.), Firenze 2017, pp. 167-168.<br /><br />FOTO: Scambio del bacio della pace tra due ecclesiastici raffigurato in una miniatura del 1240 (da <a href="https://www.unive.it/pag/30781/)" rel="noopener">https://www.unive.it/pag/30781/)</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48768232</guid><pubDate>Fri, 18 Feb 2022 03:05:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48768232/echi_dal_medioevo_16_puntata.mp3" length="9635712" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi è difficile immaginare il bacio sulla bocca come un gesto privo di implicazioni affettive o sentimentali, ma nel medioevo poteva benissimo schioccare, come in questo caso, persino tra due uomini di Chiesa senza avere nulla di sconveniente né di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi è difficile immaginare il bacio sulla bocca come un gesto privo di implicazioni affettive o sentimentali, ma nel medioevo poteva benissimo schioccare, come in questo caso, persino tra due uomini di Chiesa senza avere nulla di sconveniente né di pruriginoso. A seconda delle situazioni era segno di pace, unione fraterna, obbedienza e fedeltà vassallatica e faceva da suggello di una pacificazione avvenuta.<br /><br />Testi per approfondire. Sulla causa giudiziaria del 1158: Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra. Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine tra Piacenza e Pavia fino al XIII secolo, Piacenza 2021, pp. 199, 222, 295, 370. Per la pace tra guelfi e ghibellini a Piacenza nel 1266: Piero Castignoli, Dalla podestaria perpetua di Oberto Pallavicino al governo dei mercanti, in Storia di Piacenza, II, pp. 277-298, in particolare a p. 287. Per i bacio che segna la pacificazione tra consorterie rivali: Andrea Zorzi, Pluralismo giudiziario e documentazione: il caso di Firenze in età comunale, in Pratiques sociales et politiques judiciaires dans les villes de l’Occident à la fin du Moyen Âge. 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Avevano un aspetto diverso da oggi, più snello e prestante, e anziché starsene rinchiusi in un porcile potevano grufolare in cerca di ghiande nel sottobosco sotto la guida dei porcari. Erano a tal punto i padroni incontrastati delle foreste, che servivano come "unità di misura" per calcolarne le dimensioni. Di un bosco, nei documenti del tempo, non si specificava l'estensione in iugeri ma piuttosto si diceva quanti porci può ingrassare. Vediamo, al riguardo, alcuni casi riferiti a territorio piacentino che si ricavano dalle carte del monastero di San Colombano di Bobbio.<br /><br />FOTO: Una miniatura del XIV secolo raffigurante l'allevamento allo stato brado dei maiali (Londra, British Library, Royal 2 B VII, 1310-1320, Salterio della regina Maria, f. 81v).<br /><br />Per approfondire l’argomento: Vito Fumagalli, Il regno Italico, 1978 pp. 77, 97; Porci e porcari nel medioevo. Paesaggio economia alimentazione, a cura di Marina Baruzzi – Massimo Montanari, catalogo della mostra, San Marino di Bentivoglio, Museo della civiltà contadina, Bologna 1981; Paola Galetti, Bosco e spazi incolti nel territorio piacentino durante l’alto medioevo, in Il Bosco nel Medioevo, a cura di Bruno Andreolli – Massimo Montanari, Bologna 1995, pp. 159-177; Massimo Montanari, Alimentazione e cultura nel medioevo, Bari 1988; Riccardo Rao, I paesaggi dell’Italia medievale, Roma 2015.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48676814</guid><pubDate>Thu, 10 Feb 2022 18:25:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48676814/echi_dal_medioevo_15_puntata.mp3" length="8765939" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>L'alto medioevo ha rappresentato l'età dell'oro dei maiali. Avevano un aspetto diverso da oggi, più snello e prestante, e anziché starsene rinchiusi in un porcile potevano grufolare in cerca di ghiande nel sottobosco sotto la guida dei porcari. Erano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'alto medioevo ha rappresentato l'età dell'oro dei maiali. Avevano un aspetto diverso da oggi, più snello e prestante, e anziché starsene rinchiusi in un porcile potevano grufolare in cerca di ghiande nel sottobosco sotto la guida dei porcari. Erano a tal punto i padroni incontrastati delle foreste, che servivano come "unità di misura" per calcolarne le dimensioni. Di un bosco, nei documenti del tempo, non si specificava l'estensione in iugeri ma piuttosto si diceva quanti porci può ingrassare. Vediamo, al riguardo, alcuni casi riferiti a territorio piacentino che si ricavano dalle carte del monastero di San Colombano di Bobbio.<br /><br />FOTO: Una miniatura del XIV secolo raffigurante l'allevamento allo stato brado dei maiali (Londra, British Library, Royal 2 B VII, 1310-1320, Salterio della regina Maria, f. 81v).<br /><br />Per approfondire l’argomento: Vito Fumagalli, Il regno Italico, 1978 pp. 77, 97; Porci e porcari nel medioevo. Paesaggio economia alimentazione, a cura di Marina Baruzzi – Massimo Montanari, catalogo della mostra, San Marino di Bentivoglio, Museo della civiltà contadina, Bologna 1981; Paola Galetti, Bosco e spazi incolti nel territorio piacentino durante l’alto medioevo, in Il Bosco nel Medioevo, a cura di Bruno Andreolli – Massimo Montanari, Bologna 1995, pp. 159-177; Massimo Montanari, Alimentazione e cultura nel medioevo, Bari 1988; Riccardo Rao, I paesaggi dell’Italia medievale, Roma 2015.]]></itunes:summary><itunes:duration>548</itunes:duration><itunes:keywords>abbaziadisancolombano,ancarano,bobbio,cortemaggiore,echidalmedioevo,giacomonicelli,medioevo,monasterodisancolombano,piacenza,piacenzamedioevale,podcast,storiapiacentina,travo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b157d7b54cf672f0bb1323ed486ea75a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>14 - Una testa mozzata a Piacenza segna la caduta dell'Impero romano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/14-una-testa-mozzata-a-piacenza-segna-la-caduta-dell-impero-romano--48573921</link><description><![CDATA[La deposizione dell'ultimo imperatore romano d'Occidente, avvenuta il 4 settembre 476 a Ravenna, fu anticipata sette giorni prima a Piacenza dalla decapitazione del padre che lo aveva messo sul trono, Flavio Oreste, capo supremo dell'esercito imperiale, vero detentore del potere in quel frangente. Dopo la sua uccisione per mano degli uomini di Odoacre il destino è ormai segnato. Non solo per l'imperatore ragazzino, Romolo Augusto (detto Augustolo per la sua giovane età), destinato all'esilio, ma per l'intero Occidente. - Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.<br /><br />Alcuni libri per approfondire l'argomento: Monumenta Germaniae Historica, Auctores Antiquissimi, II, Pauli historiae romanae libri XI-XVI, in Eutropi breviarium ab urbe condita cum versionibus graecis et Pauli Landolfique additamentis, ed. H. Droysen, Berolini 1879, pp. 210-211; IX/I, Chronica minora saec. IV.V.VI.VII, ed. Theodor Mommsen, Berolini 1892, pp. 120, 210-211,308-311; Flaminio Ghizzoni, Dalle origini alla dominazione longobarda, in Storia di Piacenza, I/1. Dalle origini all’anno Mille, 13-174 (in particolare alle pp. 123-124); Mauro Calzolari, Il Po in età romana, Reggio Emilia, 2004, pp. 28-31 (sulla navigabilità del Po in età antica); Girolamo Arnaldi - Federico Marazzi, Tarda antichità e alto Medioevo in Italia, Roma 2017.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48573921</guid><pubDate>Thu, 03 Feb 2022 16:46:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48573921/echi_dal_medioevo_14_puntata.mp3" length="8903447" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>La deposizione dell'ultimo imperatore romano d'Occidente, avvenuta il 4 settembre 476 a Ravenna, fu anticipata sette giorni prima a Piacenza dalla decapitazione del padre che lo aveva messo sul trono, Flavio Oreste, capo supremo dell'esercito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La deposizione dell'ultimo imperatore romano d'Occidente, avvenuta il 4 settembre 476 a Ravenna, fu anticipata sette giorni prima a Piacenza dalla decapitazione del padre che lo aveva messo sul trono, Flavio Oreste, capo supremo dell'esercito imperiale, vero detentore del potere in quel frangente. Dopo la sua uccisione per mano degli uomini di Odoacre il destino è ormai segnato. Non solo per l'imperatore ragazzino, Romolo Augusto (detto Augustolo per la sua giovane età), destinato all'esilio, ma per l'intero Occidente. - Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.<br /><br />Alcuni libri per approfondire l'argomento: Monumenta Germaniae Historica, Auctores Antiquissimi, II, Pauli historiae romanae libri XI-XVI, in Eutropi breviarium ab urbe condita cum versionibus graecis et Pauli Landolfique additamentis, ed. H. Droysen, Berolini 1879, pp. 210-211; IX/I, Chronica minora saec. IV.V.VI.VII, ed. Theodor Mommsen, Berolini 1892, pp. 120, 210-211,308-311; Flaminio Ghizzoni, Dalle origini alla dominazione longobarda, in Storia di Piacenza, I/1. Dalle origini all’anno Mille, 13-174 (in particolare alle pp. 123-124); Mauro Calzolari, Il Po in età romana, Reggio Emilia, 2004, pp. 28-31 (sulla navigabilità del Po in età antica); Girolamo Arnaldi - Federico Marazzi, Tarda antichità e alto Medioevo in Italia, Roma 2017.]]></itunes:summary><itunes:duration>557</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,medioevo,piacenzamedioevale,podcast,storia,storiapiacentina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0991063f89994d5479ec20ea6438c917.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>13 - Sposarsi in chiesa durante la messa? No, basta fare il contratto"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/13-sposarsi-in-chiesa-durante-la-messa-no-basta-fare-il-contratto--48470271</link><description><![CDATA[Sposarsi tra le mura di una chiesa durante una messa e scambiarsi gli anelli di fronte al sacerdote dopo avere risposto alle sue domande? È un'eventualità a cui un uomo del XII secolo non avrebbe mai neppure lontanamente pensato, non perché fosse poco devoto ma semplicemente perché il rito nuziale era regolato secondo modalità ben diverse da oggi, dettate da usanze locali che mutavano da città a città. La figura centrale era il notaio. - Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.<br /><br />Per approfondire: Alessandro Lattes, Il diritto consuetudinario delle città lombarde, Milano 1989, pp. 229-256; Emanuela Fugazza, Diritto istituzioni e giustizia in un comune dell'Italia padana. Piacenza e i suoi statuti (1135-1323), Padova 2009, pp. 28-36, 137-142, 319-325; Ermanno Orlando, Sposarsi nel medioevo, Roma 2010; Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra, Piacenza 2021, p. 220, nota 215.<br /><br />FOTO Uno sposalizio a Firenze nel XV secolo, opera di Giovanni di ser Giovanni Guidi in: Galleria dell'Accademia di Firenze, Cassone Adimari (<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cassone_adimari_(dettaglio)_by_lo_scheggi,_Galleria_dell%27Accademia,_Firenze.jpg)" rel="noopener">https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cassone_adimari_(dettaglio)_by_lo_scheggi,_Galleria_dell%27Accademia,_Firenze.jpg)</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48470271</guid><pubDate>Thu, 27 Jan 2022 17:40:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48470271/echi_dal_medioevo_13_puntata.mp3" length="8005671" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Sposarsi tra le mura di una chiesa durante una messa e scambiarsi gli anelli di fronte al sacerdote dopo avere risposto alle sue domande? 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Piacenza e i suoi statuti (1135-1323), Padova 2009, pp. 28-36, 137-142, 319-325; Ermanno Orlando, Sposarsi nel medioevo, Roma 2010; Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra, Piacenza 2021, p. 220, nota 215.<br /><br />FOTO Uno sposalizio a Firenze nel XV secolo, opera di Giovanni di ser Giovanni Guidi in: Galleria dell'Accademia di Firenze, Cassone Adimari (<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cassone_adimari_(dettaglio)_by_lo_scheggi,_Galleria_dell%27Accademia,_Firenze.jpg)" rel="noopener">https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cassone_adimari_(dettaglio)_by_lo_scheggi,_Galleria_dell%27Accademia,_Firenze.jpg)</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,liberta.it,medioevo,piacenzamedioevale,podcast,storia,storiapiacentina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/adfb9e547d0701c7df921c17072d5a58.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>12 - Oltre ai malati gli ospedali curavano i ponti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/12-oltre-ai-malati-gli-ospedali-curavano-i-ponti--48378716</link><description><![CDATA[Alla fine del Trecento la città di Piacenza aveva tra le sue mura trenta "ospedali" e tante altre strutture con questo nome erano sparse in tutto il contado. Offrivano cure ai malati ma anche assistenza a poveri e pellegrini. Parecchi sorgevano in prossimità di fiumi e torrenti perché tra i compiti di chi li gestiva c'era spesso anche la manutenzione dei ponti, attività considerata anch'essa un'opera di carità.<br /><br />Per approfondire: Francesco Cognasso, Ospedali di ponte, in Studi di storia ospedaliera piemontese in onore di Giovanni Donna d’Oldenico, Torino, 1958, p. 109-115; André Vauchez, Vauchez, La spiritualità dell'Occidente medievale. Secoli VIII-XII, Milano 1978; Armando Siboni, Gli antichi ospedali della città di Piacenza, Piacenza 2001; Giuliana Albini, Strade e ospitalità, ponti e ospedali di ponte nell'Emilia occidentale (secc. XII-XIV), in Studi sull'Emilia occidentale nel medioevo: società e istituzioni, a cura di R. Greci, Bologna 2001, pp. 205-251; Marina Gazzini, Ospedali nell'Italia medievale, in Reti Medievali Rivista, 13, 1 (2012) - Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48378716</guid><pubDate>Thu, 20 Jan 2022 17:25:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48378716/echi_dal_medioevo_12_puntata.mp3" length="8049556" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine del Trecento la città di Piacenza aveva tra le sue mura trenta "ospedali" e tante altre strutture con questo nome erano sparse in tutto il contado. Offrivano cure ai malati ma anche assistenza a poveri e pellegrini. Parecchi sorgevano in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla fine del Trecento la città di Piacenza aveva tra le sue mura trenta "ospedali" e tante altre strutture con questo nome erano sparse in tutto il contado. Offrivano cure ai malati ma anche assistenza a poveri e pellegrini. Parecchi sorgevano in prossimità di fiumi e torrenti perché tra i compiti di chi li gestiva c'era spesso anche la manutenzione dei ponti, attività considerata anch'essa un'opera di carità.<br /><br />Per approfondire: Francesco Cognasso, Ospedali di ponte, in Studi di storia ospedaliera piemontese in onore di Giovanni Donna d’Oldenico, Torino, 1958, p. 109-115; André Vauchez, Vauchez, La spiritualità dell'Occidente medievale. Secoli VIII-XII, Milano 1978; Armando Siboni, Gli antichi ospedali della città di Piacenza, Piacenza 2001; Giuliana Albini, Strade e ospitalità, ponti e ospedali di ponte nell'Emilia occidentale (secc. XII-XIV), in Studi sull'Emilia occidentale nel medioevo: società e istituzioni, a cura di R. Greci, Bologna 2001, pp. 205-251; Marina Gazzini, Ospedali nell'Italia medievale, in Reti Medievali Rivista, 13, 1 (2012) - Podcast di Giacomo Nicelli. 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Con questo podcast cerchiamo di comprendere per quali ragioni nascevano e come erano fatte le abitazioni per consentire una così rapida edificazione e talvolta anche il trasferimento da un luogo a un altro. - Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.<br /><br />PER APPROFONDIRE: Paola Galetti, La casa dei contadini: strutture materiali dell’insediamento rurale nell’Italia padana (secoli VIII-XIV), in Le campagne italiane prima e dopo il Mille. Una società in trasformazione, a cura di Bruno Andreolli – Vito Fumagalli – Massimo Montanari, Bologna 1985 (Biblioteca di storia agraria medievale, 2), pp. 163-194; Giorgia Musina, Centri di nuova fondazione nel territorio di Piacenza, in «Ricerche Storiche», XLI, 2011, pp. 313-332<br /><br />FOTO: Bobbio, Museo dell'abbazia di San Colombano, lapide sepolcrale del vescovo Cumiano. L'immagine proviene dal Fondo Paolo Monti, di proprietà BEIC e collocato presso il Civico Archivio Fotografico di Milano. (<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_(Bobbio,_1978)_-_BEIC_6338982.jpg)" rel="noopener">https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_(Bobbio,_1978)_-_BEIC_6338982.jpg)</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48296662</guid><pubDate>Fri, 14 Jan 2022 16:32:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48296662/echi_dal_medioevo_11_puntata.mp3" length="8332515" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle campagne della pianura padana tra i secoli XII e il XIV il paesaggio si trasforma: spariscono tanti boschi, aree incolte e paludi e spuntano numerosi insediamenti detti "borghi nuovi". 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Una società in trasformazione, a cura di Bruno Andreolli – Vito Fumagalli – Massimo Montanari, Bologna 1985 (Biblioteca di storia agraria medievale, 2), pp. 163-194; Giorgia Musina, Centri di nuova fondazione nel territorio di Piacenza, in «Ricerche Storiche», XLI, 2011, pp. 313-332<br /><br />FOTO: Bobbio, Museo dell'abbazia di San Colombano, lapide sepolcrale del vescovo Cumiano. L'immagine proviene dal Fondo Paolo Monti, di proprietà BEIC e collocato presso il Civico Archivio Fotografico di Milano. 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A parte notai e cronisti, che queste cose le sapevano per mestiere, l'uomo comune non ne teneva il conto. C'erano altri modi per fissare nella memoria lo scorrere del tempo. Quali fossero lo possiamo scoprire leggendo le deposizioni rese dai testimoni durante le cause giudiziarie.<br /><br />Per approfondire: Luigi Cesare Bollea, Documenti degli archivi di Pavia relativi alla storia di Voghera (929-1300), Pinerolo, 1909; Renato Bordone, Memoria del tempo e comportamento cittadino nel medioevo italiano, Torino 1997; Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra. Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine tra Piacenza e Pavia fino al XIII secolo, Piacenza 2021.<br /><br />FOTO: La temperanza raffigurata nell'"Allegoria del buongoverno" di Ambrogio Lorenzetti, Palazzo Pubblico di Siena <br /><br />Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48200566</guid><pubDate>Fri, 07 Jan 2022 09:22:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48200566/echi_dal_medioevo_10_puntata.mp3" length="7871088" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>: Per un uomo del medioevo non era scontato conoscere la propria età e neppure sapere in quale anno si trovasse a vivere. A parte notai e cronisti, che queste cose le sapevano per mestiere, l'uomo comune non ne teneva il conto. C'erano altri modi per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[: Per un uomo del medioevo non era scontato conoscere la propria età e neppure sapere in quale anno si trovasse a vivere. A parte notai e cronisti, che queste cose le sapevano per mestiere, l'uomo comune non ne teneva il conto. C'erano altri modi per fissare nella memoria lo scorrere del tempo. Quali fossero lo possiamo scoprire leggendo le deposizioni rese dai testimoni durante le cause giudiziarie.<br /><br />Per approfondire: Luigi Cesare Bollea, Documenti degli archivi di Pavia relativi alla storia di Voghera (929-1300), Pinerolo, 1909; Renato Bordone, Memoria del tempo e comportamento cittadino nel medioevo italiano, Torino 1997; Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra. Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine tra Piacenza e Pavia fino al XIII secolo, Piacenza 2021.<br /><br />FOTO: La temperanza raffigurata nell'"Allegoria del buongoverno" di Ambrogio Lorenzetti, Palazzo Pubblico di Siena <br /><br />Podcast di Giacomo Nicelli. 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Non solo: due città vicine potevano iniziare il ciclo del calendario in uno stesso giorno ma con lo scarto di un anno l'una dall'altra. Succedeva così che pur festeggiando sempre il capodanno il 25 marzo, su una sponda del Po, nel Lodigiano, il nuovo anno arrivava con oltre nove mesi di anticipo rispetto ad oggi, mentre sull'altra sponda, a Piacenza, con quasi tre mesi di ritardo sull'uso odierno. Un vero guazzabuglio di date, insomma. In questa puntata andiamo alla scoperta dei diversi usi cronologici in vigore nell'età medievale di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.<br /><br />Per saperne di più: Bernardo Pallastrelli, Dell’anno dall’Incarnazione usato dai Piacentini: memoria, Piacenza 1856; Ettore Falconi, La data nei documenti privati parmensi e dell’Emilia occidentale, Milano 1959; Alessandro Pratesi, Genesi e forme del documento medievale, Roma 1999, pp. 123-135; Adriano Cappelli, Cronologia, cronografia e calendario perpetuo, Milano 1998.<br /><br />Foto: Raffigurazione del mese di marzo nei mosaici della cripta della basilica di San Colombano di Bobbio (<a href="https://www.marcostucchi.com" rel="noopener">https://www.marcostucchi.com</a>)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48098004</guid><pubDate>Wed, 29 Dec 2021 16:34:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48098004/echi_dal_medioevo_9_puntata.mp3" length="8847859" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Nel medioevo ogni città o regione, di fatto, sceglieva il suo giorno capodanno. A Piacenza e a Firenze, ad esempio, l'anno nuovo scoccava il 25 marzo, a Milano e a Pavia il 25 dicembre, a Venezia il 1° marzo e così via. Non solo: due città vicine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel medioevo ogni città o regione, di fatto, sceglieva il suo giorno capodanno. A Piacenza e a Firenze, ad esempio, l'anno nuovo scoccava il 25 marzo, a Milano e a Pavia il 25 dicembre, a Venezia il 1° marzo e così via. Non solo: due città vicine potevano iniziare il ciclo del calendario in uno stesso giorno ma con lo scarto di un anno l'una dall'altra. Succedeva così che pur festeggiando sempre il capodanno il 25 marzo, su una sponda del Po, nel Lodigiano, il nuovo anno arrivava con oltre nove mesi di anticipo rispetto ad oggi, mentre sull'altra sponda, a Piacenza, con quasi tre mesi di ritardo sull'uso odierno. Un vero guazzabuglio di date, insomma. In questa puntata andiamo alla scoperta dei diversi usi cronologici in vigore nell'età medievale di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.<br /><br />Per saperne di più: Bernardo Pallastrelli, Dell’anno dall’Incarnazione usato dai Piacentini: memoria, Piacenza 1856; Ettore Falconi, La data nei documenti privati parmensi e dell’Emilia occidentale, Milano 1959; Alessandro Pratesi, Genesi e forme del documento medievale, Roma 1999, pp. 123-135; Adriano Cappelli, Cronologia, cronografia e calendario perpetuo, Milano 1998.<br /><br />Foto: Raffigurazione del mese di marzo nei mosaici della cripta della basilica di San Colombano di Bobbio (<a href="https://www.marcostucchi.com" rel="noopener">https://www.marcostucchi.com</a>)]]></itunes:summary><itunes:duration>553</itunes:duration><itunes:keywords>buonanno,capodanno,cronologia,echidalmedioevo,giacomonicelli,medioevo,nuovoanno,storia,storiamedioevale,storiapiacentina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/511fcca026a1fb84852e115ee5c9db42.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>08 - Viaggio a Gerusalemme con il piacentino che vide il Santo Graal</title><link>https://www.spreaker.com/episode/08-viaggio-a-gerusalemme-con-il-piacentino-che-vide-il-santo-graal--47918421</link><description><![CDATA[Un piacentino del VI secolo ci ha lasciato un minuzioso diario del suo pellegrinaggio in Terra Santa compiuto con alcuni compagni partiti anch'essi da Piacenza. Nel suo resoconto è contenuta la più antica descrizione del presunto calice dell'Ultima Cena, che vide custodito nella basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Una reliquia sulla quale fioriranno, nei secoli successivi, infiniti miti e leggende sul Santo Graal.<br /><br />Per approfondire l'argomento: Celestina Milani, Itinerarium Antonini Placentini. Un viaggio in Terra Santa del 560-570 d.C., Milano 1977; Piero Castignoli, Pellegrini piacentini nel medioevo, in Piacenza e i pellegrinaggi lungo la Via Francigena, Piacenza 1999, pp. 181-200; Carlo Francou, Terra Santa: lungo le strade di un pellegrino del VI secolo, con riproduzione integrale e trascrizione del manoscritto Itinerarium Antonini Placentini, Piacenza 2017. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47918421</guid><pubDate>Tue, 14 Dec 2021 15:07:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47918421/echi_dal_medioevo_8_puntata.mp3" length="9164672" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Un piacentino del VI secolo ci ha lasciato un minuzioso diario del suo pellegrinaggio in Terra Santa compiuto con alcuni compagni partiti anch'essi da Piacenza. Nel suo resoconto è contenuta la più antica descrizione del presunto calice dell'Ultima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un piacentino del VI secolo ci ha lasciato un minuzioso diario del suo pellegrinaggio in Terra Santa compiuto con alcuni compagni partiti anch'essi da Piacenza. Nel suo resoconto è contenuta la più antica descrizione del presunto calice dell'Ultima Cena, che vide custodito nella basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Una reliquia sulla quale fioriranno, nei secoli successivi, infiniti miti e leggende sul Santo Graal.<br /><br />Per approfondire l'argomento: Celestina Milani, Itinerarium Antonini Placentini. Un viaggio in Terra Santa del 560-570 d.C., Milano 1977; Piero Castignoli, Pellegrini piacentini nel medioevo, in Piacenza e i pellegrinaggi lungo la Via Francigena, Piacenza 1999, pp. 181-200; Carlo Francou, Terra Santa: lungo le strade di un pellegrino del VI secolo, con riproduzione integrale e trascrizione del manoscritto Itinerarium Antonini Placentini, Piacenza 2017. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra]]></itunes:summary><itunes:duration>573</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,podcast,storia,storiamedioevale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cf7b418fc11e7053e9062fb2138d2b78.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>07 - Il mistero di Casarnello: dove sorgeva e perché fu raso al suolo?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/07-il-mistero-di-casarnello-dove-sorgeva-e-perche-fu-raso-al-suolo--47865738</link><description><![CDATA[Attorno al 1211 Casarnello sparì per sempre. Le fonti del tempo non ci dicono chi fu a distruggere dalle fondamenta casa per casa questo antichissimo villaggio della Valtidone che per oltre mezzo millennio aveva ricoperto un ruolo di rilievo nella zona al confine tra Piacenza e Pavia. Anche della sua chiesa rimasero solo macerie, ma resta ancora oggi la sua "erede": la Collegiata del neonato Borgonovo, ancora in costruzione. Questo podcast presenta alcune ipotesi sul motivo della distruzione e sul luogo in cui doveva sorgere l'insediamento.<br /><br />Per approfondire l'argomento: Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra. Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine tra Piacenza e Pavia fino al XIII secolo, Piacenza, Tipleco, 2021, pp. 272-283, 321-328. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47865738</guid><pubDate>Fri, 10 Dec 2021 11:31:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47865738/echi_dal_medioevo_7_puntata.mp3" length="8584962" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Attorno al 1211 Casarnello sparì per sempre. Le fonti del tempo non ci dicono chi fu a distruggere dalle fondamenta casa per casa questo antichissimo villaggio della Valtidone che per oltre mezzo millennio aveva ricoperto un ruolo di rilievo nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Attorno al 1211 Casarnello sparì per sempre. Le fonti del tempo non ci dicono chi fu a distruggere dalle fondamenta casa per casa questo antichissimo villaggio della Valtidone che per oltre mezzo millennio aveva ricoperto un ruolo di rilievo nella zona al confine tra Piacenza e Pavia. Anche della sua chiesa rimasero solo macerie, ma resta ancora oggi la sua "erede": la Collegiata del neonato Borgonovo, ancora in costruzione. Questo podcast presenta alcune ipotesi sul motivo della distruzione e sul luogo in cui doveva sorgere l'insediamento.<br /><br />Per approfondire l'argomento: Giacomo Nicelli, Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra. Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine tra Piacenza e Pavia fino al XIII secolo, Piacenza, Tipleco, 2021, pp. 272-283, 321-328. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra]]></itunes:summary><itunes:duration>537</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,podcast,storia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/12297747fd6c5dfa345ebae178c7445c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>06 - I due contadini della Val Tidone che rasero al suolo Milano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/06-i-due-contadini-della-val-tidone-che-rasero-al-suolo-milano--47768154</link><description><![CDATA[Da San Marzano, piccolo centro sulle colline a tre chilometri dall'odierna Castel San Giovanni, partono con buoi e birocci e un compito da eseguire: distruggere Milano. Questa è la missione assegnata a due contadini dai consoli e dal consiglio degli uomini che governano il villaggio. Sono i giorni in cui l'imperatore Federico Barbarossa, dopo un estenuante assedio, ha appena ottenuto la capitolazione della città. Ora vuole che Milano scompaia dalla faccia della terra. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47768154</guid><pubDate>Fri, 03 Dec 2021 12:45:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47768154/echi_dal_medioevo_6_puntata.mp3" length="8827379" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Da San Marzano, piccolo centro sulle colline a tre chilometri dall'odierna Castel San Giovanni, partono con buoi e birocci e un compito da eseguire: distruggere Milano. Questa è la missione assegnata a due contadini dai consoli e dal consiglio degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da San Marzano, piccolo centro sulle colline a tre chilometri dall'odierna Castel San Giovanni, partono con buoi e birocci e un compito da eseguire: distruggere Milano. Questa è la missione assegnata a due contadini dai consoli e dal consiglio degli uomini che governano il villaggio. Sono i giorni in cui l'imperatore Federico Barbarossa, dopo un estenuante assedio, ha appena ottenuto la capitolazione della città. Ora vuole che Milano scompaia dalla faccia della terra. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.]]></itunes:summary><itunes:duration>552</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,podcast</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ddbe73630f9e89cdc952741e1f2af41.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>05 - Processione con il corpo santo per salvare la città dal fuoco</title><link>https://www.spreaker.com/episode/05-processione-con-il-corpo-santo-per-salvare-la-citta-dal-fuoco--47654620</link><description><![CDATA[Da quando è stata costruita, novecento anni fa, la Cattedrale di Piacenza custodisce nella sua cripta le reliquie della martire Giustina d'Antiochia, compatrona della diocesi, che furono portate in processione per impetrare la fine della siccità e per fermare incendi. Non solo in queste circostanze straordinarie, le processioni scandivano l'anno liturgico e ne solennizzavano i momenti più importanti, come l'ottava di Pasqua, trasformando l'intera città nel fondale di uno scenario sacro. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47654620</guid><pubDate>Thu, 25 Nov 2021 16:23:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47654620/echi_dal_medioevo_5_puntata.mp3" length="6231016" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Da quando è stata costruita, novecento anni fa, la Cattedrale di Piacenza custodisce nella sua cripta le reliquie della martire Giustina d'Antiochia, compatrona della diocesi, che furono portate in processione per impetrare la fine della siccità e per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da quando è stata costruita, novecento anni fa, la Cattedrale di Piacenza custodisce nella sua cripta le reliquie della martire Giustina d'Antiochia, compatrona della diocesi, che furono portate in processione per impetrare la fine della siccità e per fermare incendi. Non solo in queste circostanze straordinarie, le processioni scandivano l'anno liturgico e ne solennizzavano i momenti più importanti, come l'ottava di Pasqua, trasformando l'intera città nel fondale di uno scenario sacro. - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.]]></itunes:summary><itunes:duration>390</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/039124e5030e09972a2adadc03947c80.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>04 - Spende nelle taverne i soldi dell'ospedale che amministra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/04-spende-nelle-taverne-i-soldi-dell-ospedale-che-amministra--47553892</link><description><![CDATA[Milo da Besenzone e sua moglie Ermengarda, ministri dell'ospedale della pieve di Olubra (oggi Castel San Giovanni), nel 1226 sono accusati davanti a un giudice delegato dal papa Onorio III di avere dilapidato i beni ospedalieri. Milo, in particolare, è accusato di essere un ubriacone e di frequentare scioperati, biscazzieri e donne di malaffare - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47553892</guid><pubDate>Fri, 19 Nov 2021 10:50:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47553892/echi_dal_medioevo_4_puntata.mp3" length="7751552" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Milo da Besenzone e sua moglie Ermengarda, ministri dell'ospedale della pieve di Olubra (oggi Castel San Giovanni), nel 1226 sono accusati davanti a un giudice delegato dal papa Onorio III di avere dilapidato i beni ospedalieri. Milo, in particolare,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Milo da Besenzone e sua moglie Ermengarda, ministri dell'ospedale della pieve di Olubra (oggi Castel San Giovanni), nel 1226 sono accusati davanti a un giudice delegato dal papa Onorio III di avere dilapidato i beni ospedalieri. Milo, in particolare, è accusato di essere un ubriacone e di frequentare scioperati, biscazzieri e donne di malaffare - di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra]]></itunes:summary><itunes:duration>485</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,liberta.it,podcast</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9dfb056e017455f86614c3650e0eca81.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>03 - La Morte Nera a Piacenza nel racconto del notaio Gabriele de Mussis</title><link>https://www.spreaker.com/episode/03-la-morte-nera-a-piacenza-nel-racconto-del-notaio-gabriele-de-mussis--47439618</link><description><![CDATA[Un notaio piacentino, Gabriele de Mussis, ci ha lasciato una vivida e dettagliata cronaca della diffusione della peste in Europa nel 1348, a partire dalla sue prime avvisaglie in Crimea fino a raggiungere Piacenza e il suo contado, che ne furono stravolti - di Giacomo Nicelli]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47439618</guid><pubDate>Fri, 12 Nov 2021 09:29:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47439618/echi_dal_medioevo_3_puntata.mp3" length="7960948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Un notaio piacentino, Gabriele de Mussis, ci ha lasciato una vivida e dettagliata cronaca della diffusione della peste in Europa nel 1348, a partire dalla sue prime avvisaglie in Crimea fino a raggiungere Piacenza e il suo contado, che ne furono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un notaio piacentino, Gabriele de Mussis, ci ha lasciato una vivida e dettagliata cronaca della diffusione della peste in Europa nel 1348, a partire dalla sue prime avvisaglie in Crimea fino a raggiungere Piacenza e il suo contado, che ne furono stravolti - di Giacomo Nicelli]]></itunes:summary><itunes:duration>498</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,liberta.it,podcast,storia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dc8d0ca8cdb3fb26414f83d457c37a61.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>02 - Quando il lupo diventò un nemico: le fosse luparie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/02-quando-il-lupo-divento-un-nemico-le-fosse-luparie--47330018</link><description><![CDATA[Perché il lupo nel medioevo acquista una fama sinistra della quale oggi è rimasta traccia nelle fiabe? Non era stato così nell'età antica, al punto che proprio una lupa, secondo la leggenda, è all'origine di Roma. Scopriamo come questo animale entra nell'immaginario collettivo delle varie epoche prendendo spunto dai documenti che ci descrivono la presenza, nel XIII secolo, di una trappola per i lupi presso un bosco tra Borgonovo e Fontana Pradosa - di Giacomo Nicelli]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47330018</guid><pubDate>Fri, 05 Nov 2021 11:24:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47330018/echi_dal_medioevo_2_puntata.mp3" length="7420109" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Perché il lupo nel medioevo acquista una fama sinistra della quale oggi è rimasta traccia nelle fiabe? Non era stato così nell'età antica, al punto che proprio una lupa, secondo la leggenda, è all'origine di Roma. Scopriamo come questo animale entra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché il lupo nel medioevo acquista una fama sinistra della quale oggi è rimasta traccia nelle fiabe? Non era stato così nell'età antica, al punto che proprio una lupa, secondo la leggenda, è all'origine di Roma. Scopriamo come questo animale entra nell'immaginario collettivo delle varie epoche prendendo spunto dai documenti che ci descrivono la presenza, nel XIII secolo, di una trappola per i lupi presso un bosco tra Borgonovo e Fontana Pradosa - di Giacomo Nicelli]]></itunes:summary><itunes:duration>464</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9a7fd6c51583267fe311aba56263fbc3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>01 - Un duello di Dio per decidere la "frontiera" tra Piacenza e Pavia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/01-un-duello-di-dio-per-decidere-la-frontiera-tra-piacenza-e-pavia--47195929</link><description><![CDATA[Agli albori dell'età comunale, o forse appena prima, scoppia una contesa tra i governi delle due città, destinate a restare per secoli in conflitto anche armato tra loro. Oggetto della diatriba sono i confini dei due contadi negli anni a cavallo tra i secoli XI e XII. A decidere è un'ordalia. I campioni scelti dalle due parti si sfidano a duello sulla collina di San Marzano, un piccolo centro a tre chilometri dall'odierno Castel San Giovanni, che a quel tempo ancora non esiste - di Giacomo Nicelli]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47195929</guid><pubDate>Thu, 28 Oct 2021 08:55:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47195929/echi_dal_medioevo_1_puntata.mp3" length="6055054" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Agli albori dell'età comunale, o forse appena prima, scoppia una contesa tra i governi delle due città, destinate a restare per secoli in conflitto anche armato tra loro. Oggetto della diatriba sono i confini dei due contadi negli anni a cavallo tra i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Agli albori dell'età comunale, o forse appena prima, scoppia una contesa tra i governi delle due città, destinate a restare per secoli in conflitto anche armato tra loro. Oggetto della diatriba sono i confini dei due contadi negli anni a cavallo tra i secoli XI e XII. A decidere è un'ordalia. I campioni scelti dalle due parti si sfidano a duello sulla collina di San Marzano, un piccolo centro a tre chilometri dall'odierno Castel San Giovanni, che a quel tempo ancora non esiste - di Giacomo Nicelli]]></itunes:summary><itunes:duration>379</itunes:duration><itunes:keywords>echidalmedioevo,giacomonicelli,liberta.it,medioevo,podcast,storia,valtidone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/97680db85c5d101f9b742280cb4eddba.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trailer</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trailer--47291161</link><description><![CDATA[Echi dal Medioevo. Il podcast di Giacomo Nicelli]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47291161</guid><pubDate>Wed, 13 Oct 2021 12:09:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47291161/trailer_nicelli.mp3" length="1538587" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Liberta.it</itunes:author><itunes:subtitle>Echi dal Medioevo. Il podcast di Giacomo Nicelli</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Echi dal Medioevo. Il podcast di Giacomo Nicelli]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b5df042335854f2b7708912d16611eef.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
