<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Parole Sante</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/parole-sante--5064359</link><description><![CDATA[Libere riflessioni, spesso a partire da detti, modi di dire, proverbi, passando per la tradizione biblica cristiana...]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/5064359/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright Fabrizio Bagnara</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/735d6a8532ff0b50e7a3d7cd70d20f8f.jpg</url><title>Parole Sante</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/parole-sante--5064359</link></image><lastBuildDate>Wed, 11 Feb 2026 14:33:40 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Fabrizio Bagnara</itunes:name><itunes:email>parrtaizzano@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/735d6a8532ff0b50e7a3d7cd70d20f8f.jpg"/><itunes:subtitle>Libere riflessioni, spesso a partire da detti, modi di dire, proverbi, passando per la tradizione biblica cristiana...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Libere riflessioni, spesso a partire da detti, modi di dire, proverbi, passando per la tradizione biblica cristiana...]]></itunes:summary><itunes:category text="Society &amp; Culture"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>OMICIDIO ANGELO VASSALLO. Storia di una verità negata. Con DARIO VASSALLO per Parole Sante 25.02.24</title><link>https://www.spreaker.com/episode/omicidio-angelo-vassallo-storia-di-una-verita-negata-con-dario-vassallo-per-parole-sante-25-02-24--58821999</link><description><![CDATA[<i><b>Quando si uccide un Sindaco, si uccide lo Stato.</b></i><br />Inizia così il ricordo di <b>Dario </b>del fratello di <b>Angelo Vassallo</b>, a quasi 14 anni dall'omicidio.<br />Angelo cresce e cerca di far crescere un Territorio, una Comunità, in armonia con la natura, che come una madre, abbraccia i suoi figli in un abbraccio d'amore.<br />Angelo ha avuto una <b>formazione francescana</b>, per lui non esistevano primi e ultimi, ma tutti uguali.<br />La bellezza non è solo che ciò che ammiriamo ma ciò che incameriamo dalla bellezza che ci avvolge.<br />La <b>Fondazione "Angelo Vassallo"</b> nasce ed è attiva per far veicolare messaggi, verità, promuovere i principi, ideali e valori della legalità, del rispetto, dell'amore per la casa comune. Vuole raccontare un sindaco diverso, soprattutto la sua visione di Paese.<br />Uccidere personaggi illuminati, visionari e profeti, non significa eliminare un uomo, ma lo sviluppo di un Paese.<br />Una morte comunque può diventare feconda nel bene ... "se il chicco di grano, caduto in terra non muore, non porta frutto"...<br />La verità è strettamente legata alla libertà ed è frutto di fatica, sacrifici, costanza,... La vera rivoluzione deve essere culturale.<br />Come facciamo a parlare ai ragazzi, alle giovani generazioni?<br />A Sanremo Roberto Vecchioni e Alfa hanno incarnato bene cosa significa la trasmissione del Bene...<br /><i><b>Sogna ragazzo sogna</b></i><br /><i>E ti diranno parole rosse come il sangue </i><br /><i>Nere come la notte </i><br /><i>Ma non è vero, ragazzo </i><br /><i>Che la ragione sta sempre col più forte </i><br /><i>Io conosco poeti </i><br /><i>Che spostano i fiumi con il pensiero </i><br /><i>E naviganti infiniti </i><br /><i>Che sanno parlare con il cielo </i><br /><i>Chiudi gli occhi, ragazzo </i><br /><i>E credi solo a quel che vedi dentro </i><br /><i>Stringi i pugni, ragazzo </i><br /><i>Non lasciargliela vinta neanche un momento </i><br /><i>Copri l’amore, ragazzo </i><br /><i>Ma non nasconderlo sotto il mantello </i><br /><i>A volte passa qualcuno </i><br /><i>A volte c’è qualcuno che deve vederlo </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Quando sale il vento </i><br /><i>Nelle vie del cuore </i><br /><i>Quando un uomo vive </i><br /><i>Per le sue parole </i><br /><i>O non vive più </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Non lasciarlo solo contro questo mondo </i><br /><i>Fallo pure te </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Quando cade il vento ma non è finita </i><br /><i>Quando muore un uomo per la stessa vita </i><br /><i>Che sognavi tu </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Non cambiare un verso della tua canzone </i><br /><i>Non lasciare un treno fermo alla stazione </i><br /><i>Non fermarti tu </i><br /><i>Lasciali dire che al mondo </i><br /><i>Quelli come te perderanno sempre </i><br /><i>Perché hai già vinto, lo giuro </i><br /><i>E non ti possono fare più niente </i><br /><i>Passa ogni tanto la mano </i><br /><i>Su un viso di donna, passaci le dita </i><br /><i>Su un viso di donna, passaci le dita </i><br /><i>Nessun regno è più grande </i><br /><i>Di questa piccola cosa che è la vita </i><br /><i>E la vita è così forte </i><br /><i>Che attraversa i muri per farsi vedere </i><br /><i>La vita è così vera </i><br /><i>Che sembra impossibile doverla lasciare </i><br /><i>La vita è così grande </i><br /><i>Che quando sarai sul punto di morire </i><br /><i>Pianterai un ulivo </i><br /><i>Convinto ancora di vederlo fiorire </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Quando lei si volta </i><br /><i>Quando lei non torna </i><br /><i>Quando il solo passo </i><br /><i>Che fermava il cuore </i><br /><i>Non lo senti più </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Passeranno i giorni </i><br /><i>Passerà l’amore </i><br /><i>Passeran le notti </i><br /><i>Finirà il dolore </i><br /><i>Sarai sempre tu </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Piccolo ragazzo </i><br /><i>Nella mia memoria </i><br /><i>Tante volte tanti </i><br /><i>Dentro questa storia </i><br /><i>Non vi conto più </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Ti ho lasciato un foglio </i><br /><i>Sulla scrivania </i><br /><i>Manca solo un verso </i><br /><i>A quella poesia </i><br /><i>Puoi finirla tu..</i>.<br /><br />E qui Vecchioni tace, fa un passo indietro e allunga un braccio verso Alfa, che rappa:<br /><br /><i>Lo voglio scrivere </i><br /><i>Cancellare e riscrivere </i><br /><i>Strappare delle pagine </i><br /><i>Usare dell’inchiostro invisibile </i><br /><i>Per poterlo nascondere </i><br /><i>Non lasciarne traccia </i><br /><i>Non so se sarà poesia </i><br /><i>Oppure solo carta straccia </i><br /><i>In fondo c’ho solo vent’anni </i><br /><i>Ma sai che cosa sento </i><br /><i>Tutta la vita davanti </i><br /><i>Eppure sto perdendo tempo </i><br /><i>C’è chi corre perché scappa </i><br /><i>C’è chi corre perché insegue </i><br /><i>Io corro perché solo quello mi fa stare bene</i><br /><i> sopra questo palco per giocare con la vita </i><br /><i>Ma se mi si spezza il fiato </i><br /><i>Se poi spezzo una matita </i><br /><i>Più basso è il punto di partenza </i><br /><i>Più alta è la salita </i><br /><i>Ma spero che il panorama valga </i><br /><i>Tutta ‘sta fatica </i><br /><i>Non so che cos’è l’amore </i><br /><i>Ma a volte lo percepisco </i><br /><i>In un tramonto uno sguardo un disco </i><br /><i>Se mi guardo attorno </i><br /><i>Penso che son fortunato </i><br /><i>Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato. </i><br /><br />Whispers Of The Forest (feat. A.I.) by Sascha Ende Free download: https://filmmusic.io/song/11990-whispers-of-the-forest-feat-ai License (CC BY 4.0): https://filmmusic.io/standard-license]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58821999</guid><pubDate>Mon, 26 Feb 2024 09:15:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58821999/parole_sante_25_02_024.mp3" length="41672619" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Quando si uccide un Sindaco, si uccide lo Stato.
Inizia così il ricordo di Dario del fratello di Angelo Vassallo, a quasi 14 anni dall'omicidio.
Angelo cresce e cerca di far crescere un Territorio, una Comunità, in armonia con la natura, che come una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i><b>Quando si uccide un Sindaco, si uccide lo Stato.</b></i><br />Inizia così il ricordo di <b>Dario </b>del fratello di <b>Angelo Vassallo</b>, a quasi 14 anni dall'omicidio.<br />Angelo cresce e cerca di far crescere un Territorio, una Comunità, in armonia con la natura, che come una madre, abbraccia i suoi figli in un abbraccio d'amore.<br />Angelo ha avuto una <b>formazione francescana</b>, per lui non esistevano primi e ultimi, ma tutti uguali.<br />La bellezza non è solo che ciò che ammiriamo ma ciò che incameriamo dalla bellezza che ci avvolge.<br />La <b>Fondazione "Angelo Vassallo"</b> nasce ed è attiva per far veicolare messaggi, verità, promuovere i principi, ideali e valori della legalità, del rispetto, dell'amore per la casa comune. Vuole raccontare un sindaco diverso, soprattutto la sua visione di Paese.<br />Uccidere personaggi illuminati, visionari e profeti, non significa eliminare un uomo, ma lo sviluppo di un Paese.<br />Una morte comunque può diventare feconda nel bene ... "se il chicco di grano, caduto in terra non muore, non porta frutto"...<br />La verità è strettamente legata alla libertà ed è frutto di fatica, sacrifici, costanza,... La vera rivoluzione deve essere culturale.<br />Come facciamo a parlare ai ragazzi, alle giovani generazioni?<br />A Sanremo Roberto Vecchioni e Alfa hanno incarnato bene cosa significa la trasmissione del Bene...<br /><i><b>Sogna ragazzo sogna</b></i><br /><i>E ti diranno parole rosse come il sangue </i><br /><i>Nere come la notte </i><br /><i>Ma non è vero, ragazzo </i><br /><i>Che la ragione sta sempre col più forte </i><br /><i>Io conosco poeti </i><br /><i>Che spostano i fiumi con il pensiero </i><br /><i>E naviganti infiniti </i><br /><i>Che sanno parlare con il cielo </i><br /><i>Chiudi gli occhi, ragazzo </i><br /><i>E credi solo a quel che vedi dentro </i><br /><i>Stringi i pugni, ragazzo </i><br /><i>Non lasciargliela vinta neanche un momento </i><br /><i>Copri l’amore, ragazzo </i><br /><i>Ma non nasconderlo sotto il mantello </i><br /><i>A volte passa qualcuno </i><br /><i>A volte c’è qualcuno che deve vederlo </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Quando sale il vento </i><br /><i>Nelle vie del cuore </i><br /><i>Quando un uomo vive </i><br /><i>Per le sue parole </i><br /><i>O non vive più </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Non lasciarlo solo contro questo mondo </i><br /><i>Fallo pure te </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Quando cade il vento ma non è finita </i><br /><i>Quando muore un uomo per la stessa vita </i><br /><i>Che sognavi tu </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Non cambiare un verso della tua canzone </i><br /><i>Non lasciare un treno fermo alla stazione </i><br /><i>Non fermarti tu </i><br /><i>Lasciali dire che al mondo </i><br /><i>Quelli come te perderanno sempre </i><br /><i>Perché hai già vinto, lo giuro </i><br /><i>E non ti possono fare più niente </i><br /><i>Passa ogni tanto la mano </i><br /><i>Su un viso di donna, passaci le dita </i><br /><i>Su un viso di donna, passaci le dita </i><br /><i>Nessun regno è più grande </i><br /><i>Di questa piccola cosa che è la vita </i><br /><i>E la vita è così forte </i><br /><i>Che attraversa i muri per farsi vedere </i><br /><i>La vita è così vera </i><br /><i>Che sembra impossibile doverla lasciare </i><br /><i>La vita è così grande </i><br /><i>Che quando sarai sul punto di morire </i><br /><i>Pianterai un ulivo </i><br /><i>Convinto ancora di vederlo fiorire </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Quando lei si volta </i><br /><i>Quando lei non torna </i><br /><i>Quando il solo passo </i><br /><i>Che fermava il cuore </i><br /><i>Non lo senti più </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Passeranno i giorni </i><br /><i>Passerà l’amore </i><br /><i>Passeran le notti </i><br /><i>Finirà il dolore </i><br /><i>Sarai sempre tu </i><br /><i>Sogna, ragazzo, sogna </i><br /><i>Piccolo ragazzo </i><br /><i>Nella mia memoria </i><br...]]></itunes:summary><itunes:duration>1737</itunes:duration><itunes:keywords>angelo,fondazione,omicidio,vassallo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a12ed7a2d170d9ff1cd2d34e5d93252b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>CERCARE! con PINO RINALDI, giornalista d'inchiesta. Parole per un nuovo Umanesimo - Parole Sante del 18 febbraio 2024 podcast</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cercare-con-pino-rinaldi-giornalista-d-inchiesta-parole-per-un-nuovo-umanesimo-parole-sante-del-18-febbraio-2024-podcast--58715046</link><description><![CDATA[<b>Pino Rinaldi</b>, giornalista d'inchiesta, volto noto in TV dove per 27 anni è stato uno dei grandi protagonisti della trasmissione "Chi l'ha visto?" e di tanti altri format televisivi e non.<br />Con lui abbiamo riflettuto a partire dal termine <b>CERCARE.<br /></b>Apparentemente un semplice termine ma che in realtà è alla base della vita. <br />L'uomo è sempre in ricerca. Quando smette di farlo, cominicano i guai.<br />Forte della sua esperienza umana e professionale riesce a rendere palstiche, con bellissime immagini che propone, certe situazioni di vita drammatiche.<br />E poi ancora la ricerca ... di Dio! ... della Verità! ... della Giustizia! ... dell'Umanità! ... della bontà delle persone, di fronte alla quale ancora riesce a commuoversi.<br />Un incontro tutto da ascoltare e da riflettere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58715046</guid><pubDate>Tue, 20 Feb 2024 14:59:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58715046/parole_sante_18_febbraio_2024_podcast.mp3" length="19879854" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Pino Rinaldi, giornalista d'inchiesta, volto noto in TV dove per 27 anni è stato uno dei grandi protagonisti della trasmissione "Chi l'ha visto?" e di tanti altri format televisivi e non.
Con lui abbiamo riflettuto a partire dal termine CERCARE....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>Pino Rinaldi</b>, giornalista d'inchiesta, volto noto in TV dove per 27 anni è stato uno dei grandi protagonisti della trasmissione "Chi l'ha visto?" e di tanti altri format televisivi e non.<br />Con lui abbiamo riflettuto a partire dal termine <b>CERCARE.<br /></b>Apparentemente un semplice termine ma che in realtà è alla base della vita. <br />L'uomo è sempre in ricerca. Quando smette di farlo, cominicano i guai.<br />Forte della sua esperienza umana e professionale riesce a rendere palstiche, con bellissime immagini che propone, certe situazioni di vita drammatiche.<br />E poi ancora la ricerca ... di Dio! ... della Verità! ... della Giustizia! ... dell'Umanità! ... della bontà delle persone, di fronte alla quale ancora riesce a commuoversi.<br />Un incontro tutto da ascoltare e da riflettere.]]></itunes:summary><itunes:duration>1243</itunes:duration><itunes:keywords>cercare,chil'havisto?,fabriziobagnara,parolesante,pino,rinaldi</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22c8b032a8560ac44014eb0fd8677c53.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vivere e rispettare la VITA. PAROLE SANTE 11 febbraio 2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vivere-e-rispettare-la-vita-parole-sante-11-febbraio-2024--58634738</link><description><![CDATA[<b>TROPPE VITE NEGATE!</b><br />Cos'é che rende una vita degna e un'altra no? Quali sono i criteri certi per misurare la felicità e la realizzazione di una persona? Corriamo il rischio che prevalgano considerazioni di carattere utilitaristico o funzionalistico, in antitesi alla vita, come DONO.<br />Nessuno può essere padrone della vita o diventarlo. Non è ragionevole e non è giusto, in nessuna occasione e con nessuna motivazione.<br /><b>Il rispetto della vita non va ridotto a una questione confessionale, poiché una civiltà autenticamente umana esige che si guardi ad ogni vita con rispetto e la si accolga con l’impegno a farla fiorire in tutte le sue potenzialità</b>, intervenendo con opportuni sostegni per rimuovere ostacoli economici o sociali. Papa Francesco ricorda che <i><b>«il grado di progresso di una civiltà si misura dalla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili»</b></i> (Discorso all’associazione Scienza &amp; Vita, 30 maggio 2015)<br /><b>Albert Sweitzer,</b> medico missionario in Gabon, teologo evangelico,, filosofo, scrittore e remio Nobel per la Pace, nelle sue riflessione usa per la prima volta (nel 1923) l'espressione <b>"rispetto per la vita"</b>!<br />Invita a rifersi sempre al concetto primordiale della coscianza:<b> la volontà del vivere</b>.<br /><i><b>Io sono la vita che vuole vivere!</b></i><br />La vita è un dono. Sacro. Inviolabile.<br /><br />Flyer (Romeos Erbe) by Sascha Ende<br />Free download: https://filmmusic.io/song/4658-flyer-romeos-erbe<br />License (CC BY 4.0): https://filmmusic.io/standard-license]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58634738</guid><pubDate>Sat, 10 Feb 2024 15:40:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58634738/parole_sante_11_febbraio_2024_podcast.mp3" length="17875458" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>TROPPE VITE NEGATE!
Cos'é che rende una vita degna e un'altra no? Quali sono i criteri certi per misurare la felicità e la realizzazione di una persona? Corriamo il rischio che prevalgano considerazioni di carattere utilitaristico o funzionalistico,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>TROPPE VITE NEGATE!</b><br />Cos'é che rende una vita degna e un'altra no? Quali sono i criteri certi per misurare la felicità e la realizzazione di una persona? Corriamo il rischio che prevalgano considerazioni di carattere utilitaristico o funzionalistico, in antitesi alla vita, come DONO.<br />Nessuno può essere padrone della vita o diventarlo. Non è ragionevole e non è giusto, in nessuna occasione e con nessuna motivazione.<br /><b>Il rispetto della vita non va ridotto a una questione confessionale, poiché una civiltà autenticamente umana esige che si guardi ad ogni vita con rispetto e la si accolga con l’impegno a farla fiorire in tutte le sue potenzialità</b>, intervenendo con opportuni sostegni per rimuovere ostacoli economici o sociali. Papa Francesco ricorda che <i><b>«il grado di progresso di una civiltà si misura dalla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili»</b></i> (Discorso all’associazione Scienza &amp; Vita, 30 maggio 2015)<br /><b>Albert Sweitzer,</b> medico missionario in Gabon, teologo evangelico,, filosofo, scrittore e remio Nobel per la Pace, nelle sue riflessione usa per la prima volta (nel 1923) l'espressione <b>"rispetto per la vita"</b>!<br />Invita a rifersi sempre al concetto primordiale della coscianza:<b> la volontà del vivere</b>.<br /><i><b>Io sono la vita che vuole vivere!</b></i><br />La vita è un dono. Sacro. Inviolabile.<br /><br />Flyer (Romeos Erbe) by Sascha Ende<br />Free download: https://filmmusic.io/song/4658-flyer-romeos-erbe<br />License (CC BY 4.0): https://filmmusic.io/standard-license]]></itunes:summary><itunes:duration>1118</itunes:duration><itunes:keywords>francesco,rispetto,sweitzer,vita,volontà</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2e0cebcf037801cbaf7138662abb7bfa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PATERNITA' - ALESSIO DI COSIMO per PAROLE per un Nuovo Umanesimo - Parole Sante del 4 Febbraio 2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paternita-alessio-di-cosimo-per-parole-per-un-nuovo-umanesimo-parole-sante-del-4-febbraio-2024--58556336</link><description><![CDATA[ALESSIO DI COSIMO, regista, sceneggiatore, produttore, imprenditore, a pochi giorni dalla morte del papà, diventa papà di Leonardo.<br />Nei suoi film, documentari e corti, riesce a trasmettere storie di paternità e maternità espresse dagli sguardi degli anziani.<br />L'essere padre non è solo una questione biologica, come nel caso di carlo Mazzone, dove nel suo docufilm raccontano quanti l'hanno avuto come allenatore, quanto sia stata determinate la sua presenza per crescere anche come uomini.<br />Nel film "La giusta età" con Valeria Fabrizi, Giuliana Loiodice, Paola Pitagora e Gigliola Cinquetti, e con i giovani Alessandro Bertoncini e Jole Mazzone, racconta della corresponsabilità educativa intergenerazionale. Padre lo è anche un nonno.<br />Padre è colui che trasmette, educa, indirizza. Non si finisce mai di essere padri e madri.<br />"Le cose trasmesse rimangono"!<br />Oggi più che mai c'è bisogno di recuperare la dimensione educativa. Ogni vita è scrivere la trama di un film ... <br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58556336</guid><pubDate>Sat, 03 Feb 2024 17:55:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58556336/parole_sante_04_febbraio_2024_podcast.mp3" length="20001497" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>ALESSIO DI COSIMO, regista, sceneggiatore, produttore, imprenditore, a pochi giorni dalla morte del papà, diventa papà di Leonardo.
Nei suoi film, documentari e corti, riesce a trasmettere storie di paternità e maternità espresse dagli sguardi degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[ALESSIO DI COSIMO, regista, sceneggiatore, produttore, imprenditore, a pochi giorni dalla morte del papà, diventa papà di Leonardo.<br />Nei suoi film, documentari e corti, riesce a trasmettere storie di paternità e maternità espresse dagli sguardi degli anziani.<br />L'essere padre non è solo una questione biologica, come nel caso di carlo Mazzone, dove nel suo docufilm raccontano quanti l'hanno avuto come allenatore, quanto sia stata determinate la sua presenza per crescere anche come uomini.<br />Nel film "La giusta età" con Valeria Fabrizi, Giuliana Loiodice, Paola Pitagora e Gigliola Cinquetti, e con i giovani Alessandro Bertoncini e Jole Mazzone, racconta della corresponsabilità educativa intergenerazionale. Padre lo è anche un nonno.<br />Padre è colui che trasmette, educa, indirizza. Non si finisce mai di essere padri e madri.<br />"Le cose trasmesse rimangono"!<br />Oggi più che mai c'è bisogno di recuperare la dimensione educativa. Ogni vita è scrivere la trama di un film ... <br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1251</itunes:duration><itunes:keywords>alessiodicosimo,parolesante,paternità,regista,umanesimo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3fc9b4b22c4cdf7dba3acd288ef692d9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>FUTURO! MICHELE FAVETTA - Parole per un nuovo Umanesimo. PAROLE SANTE 28 GENNAIO 2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/futuro-michele-favetta-parole-per-un-nuovo-umanesimo-parole-sante-28-gennaio-2024--58465651</link><description><![CDATA[Parliamo di FUTURO con MICHELE FAVETTA giovane archeologo, appassionato di cose antiche e proiettato verso un futuro da costruire.<br />SCOPERTA. CURISOITA'. PASSIONE. tre ingrendienti per raggiungere obiettivi positivi nella vita.<br />Giovane tra i giovani a servizio di una Comunità, Michele spinge la riflessione perchè si guardi al futuro, malgrado i tempi, con ottimismo.<br />I giovani oggi, non sono male, sono come quelli di 5000 anni fa, quando gli adulti si lamentavano di loro, eppure hanno saputo costruire civilità. Oggi, niente di nuovo sotto il sole.<br /><br />Music: Lonely Bird by Sascha Ende<br />Website: https://filmmusic.io/song/507-lonely-bird<br />Licensed under CC BY 4.0: https://filmmusic.io/standard-license]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58465651</guid><pubDate>Sun, 28 Jan 2024 06:50:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58465651/parole_sante_28_gennaio_2024.mp3" length="20937709" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Parliamo di FUTURO con MICHELE FAVETTA giovane archeologo, appassionato di cose antiche e proiettato verso un futuro da costruire.
SCOPERTA. CURISOITA'. PASSIONE. tre ingrendienti per raggiungere obiettivi positivi nella vita.
Giovane tra i giovani a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Parliamo di FUTURO con MICHELE FAVETTA giovane archeologo, appassionato di cose antiche e proiettato verso un futuro da costruire.<br />SCOPERTA. CURISOITA'. PASSIONE. tre ingrendienti per raggiungere obiettivi positivi nella vita.<br />Giovane tra i giovani a servizio di una Comunità, Michele spinge la riflessione perchè si guardi al futuro, malgrado i tempi, con ottimismo.<br />I giovani oggi, non sono male, sono come quelli di 5000 anni fa, quando gli adulti si lamentavano di loro, eppure hanno saputo costruire civilità. Oggi, niente di nuovo sotto il sole.<br /><br />Music: Lonely Bird by Sascha Ende<br />Website: https://filmmusic.io/song/507-lonely-bird<br />Licensed under CC BY 4.0: https://filmmusic.io/standard-license]]></itunes:summary><itunes:duration>1309</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f3714c33293d5e9c050358157523a9cc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>AVERE CURA -  PAOLO PIACENTINI per "Parole per un nuovo Umanesimo". PAROLE SANTE 14 GENNAIO 2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/avere-cura-paolo-piacentini-per-parole-per-un-nuovo-umanesimo-parole-sante-14-gennaio-2024--58317182</link><description><![CDATA[Paolo Piacentini è giornalista, scrittore, esperto di "Cammini", fondatore e presidente onorario di FederTrek. Ospite della serie "Parole per un nuovo Umanesimo", ci conduce in un percorso riflessivo che aiuta a ripensare alle scelte e agli stili di vita, nel tempo del "consumo" in un mondo "malato" come lo definisce Papa Francesco. "AVERE CURA" oggi, suona come un'urgenza. Avere cura di sè, degli altri, delle relazioni, del creato, mai come oggi assume una funzione importante. "Avere cura" è strettamente collegato alla CONTEMPLAZIONE. Quella che ti aiuta nel leggere la profondità del cuore, che da' valore alle relazioni e che si alimenta delle bellezze del creato. Questo e molto altro, è uscito dalla riflessione proposta ai microfoni di Regional Radio, nel dialogo con d. Fabrizio Bagnara.<br /><br /><br />Music: I Have A Dream (instrumental) by Sascha Ende Free download: https://filmmusic.io/song/414-i-have-a-dream-instrumental Licensed under CC BY 4.0: https://filmmusic.io/standard-license]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58317182</guid><pubDate>Tue, 16 Jan 2024 08:46:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58317182/parole_sante_11_gennaio_2024_podcast.mp3" length="21185977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Paolo Piacentini è giornalista, scrittore, esperto di "Cammini", fondatore e presidente onorario di FederTrek. Ospite della serie "Parole per un nuovo Umanesimo", ci conduce in un percorso riflessivo che aiuta a ripensare alle scelte e agli stili di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Paolo Piacentini è giornalista, scrittore, esperto di "Cammini", fondatore e presidente onorario di FederTrek. Ospite della serie "Parole per un nuovo Umanesimo", ci conduce in un percorso riflessivo che aiuta a ripensare alle scelte e agli stili di vita, nel tempo del "consumo" in un mondo "malato" come lo definisce Papa Francesco. "AVERE CURA" oggi, suona come un'urgenza. Avere cura di sè, degli altri, delle relazioni, del creato, mai come oggi assume una funzione importante. "Avere cura" è strettamente collegato alla CONTEMPLAZIONE. Quella che ti aiuta nel leggere la profondità del cuore, che da' valore alle relazioni e che si alimenta delle bellezze del creato. Questo e molto altro, è uscito dalla riflessione proposta ai microfoni di Regional Radio, nel dialogo con d. Fabrizio Bagnara.<br /><br /><br />Music: I Have A Dream (instrumental) by Sascha Ende Free download: https://filmmusic.io/song/414-i-have-a-dream-instrumental Licensed under CC BY 4.0: https://filmmusic.io/standard-license]]></itunes:summary><itunes:duration>1325</itunes:duration><itunes:keywords>cura,parole,piacentini,sante,umanesimo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2c03be71ebfdc84a7f3bab7905f3d71a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>No alla guerra, “follia senza scuse”. Parole Sante del 7 GENNAIO 24</title><link>https://www.spreaker.com/episode/no-alla-guerra-follia-senza-scuse-parole-sante-del-7-gennaio-24--58218850</link><description><![CDATA[Il Papa: <i><b>no alla guerra, follia senza scuse. La gente non vuole armi ma pane.</b></i><br />Papa Francesco pronuncia il tradizionale messaggio per la benedizione di Natale e rivolge un pensiero alla Terra Santa dilaniata dalle violenze: <i><b>"Cessino le operazioni militari e si apra agli aiuti"</b></i>. Preghiere per Ucraina, Siria, Libano, Yemen, Corea, Africa. Il Pontefice denuncia le tante stragi di innocenti nel mondo e stigmatizza il commercio delle armi che "muovono i fili delle guerre": "Quanti soldi pubblici sono destinati agli armamenti"<br /><i><b>No alla guerra, “viaggio senza meta”. </b></i><br /><i><b>No alla guerra, “sconfitta senza vincitori”. </b></i><br /><i><b>No alla guerra, “follia senza scuse”. </b></i><br /><i><b>No alle "tante stragi di innocenti nel mondo". </b></i><br /><i><b>No e ancora no agli armamenti, la cui produzione e commercio muovono i fili di ogni guerra a vantaggio di pochi e scapito di molti che non vogliono armi ma solo “pane”. </b></i><br />In una sola sillaba – “<b>no</b>” - il Papa racchiude la volontà di frenare ogni violenza e volontà di distruzione che stanno dilaniando il pianeta, anche in questo tempo di Natale. <br /><br />Denunciamo la drammatica scelta dell'Agenzia alimentare dell' <b>ONU che per mancanza di fondi ha decretato la morte dei siriani per fame!</b> Tredici lunghi anni di guerra. Un terremoto devastante. E ora <b>la condanna a morte di un popolo</b>. <br />Per le armi però, i soldi ci sono!<br /><br />All'inizio di un nuovo anno siano tre le Parole Sante: <b>BENEDIRE, DESIDERARE, CELEBRARE</b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58218850</guid><pubDate>Sat, 06 Jan 2024 18:23:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58218850/parole_sante_7_gennaio_24.mp3" length="18292445" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Il Papa: no alla guerra, follia senza scuse. La gente non vuole armi ma pane.
Papa Francesco pronuncia il tradizionale messaggio per la benedizione di Natale e rivolge un pensiero alla Terra Santa dilaniata dalle violenze: "Cessino le operazioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Papa: <i><b>no alla guerra, follia senza scuse. La gente non vuole armi ma pane.</b></i><br />Papa Francesco pronuncia il tradizionale messaggio per la benedizione di Natale e rivolge un pensiero alla Terra Santa dilaniata dalle violenze: <i><b>"Cessino le operazioni militari e si apra agli aiuti"</b></i>. Preghiere per Ucraina, Siria, Libano, Yemen, Corea, Africa. Il Pontefice denuncia le tante stragi di innocenti nel mondo e stigmatizza il commercio delle armi che "muovono i fili delle guerre": "Quanti soldi pubblici sono destinati agli armamenti"<br /><i><b>No alla guerra, “viaggio senza meta”. </b></i><br /><i><b>No alla guerra, “sconfitta senza vincitori”. </b></i><br /><i><b>No alla guerra, “follia senza scuse”. </b></i><br /><i><b>No alle "tante stragi di innocenti nel mondo". </b></i><br /><i><b>No e ancora no agli armamenti, la cui produzione e commercio muovono i fili di ogni guerra a vantaggio di pochi e scapito di molti che non vogliono armi ma solo “pane”. </b></i><br />In una sola sillaba – “<b>no</b>” - il Papa racchiude la volontà di frenare ogni violenza e volontà di distruzione che stanno dilaniando il pianeta, anche in questo tempo di Natale. <br /><br />Denunciamo la drammatica scelta dell'Agenzia alimentare dell' <b>ONU che per mancanza di fondi ha decretato la morte dei siriani per fame!</b> Tredici lunghi anni di guerra. Un terremoto devastante. E ora <b>la condanna a morte di un popolo</b>. <br />Per le armi però, i soldi ci sono!<br /><br />All'inizio di un nuovo anno siano tre le Parole Sante: <b>BENEDIRE, DESIDERARE, CELEBRARE</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>1144</itunes:duration><itunes:keywords>armi,guerra,pace,siria</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5765037d3c542092b2473465b7c383ec.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>NATALE! Festa della vita e degli occhi aperti. PAROLE SANTE 24 DICEMBRE 2023</title><link>https://www.spreaker.com/episode/natale-festa-della-vita-e-degli-occhi-aperti-parole-sante-24-dicembre-2023--58105826</link><description><![CDATA[<i>Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».  </i><br /><b>... e fu così che iniziò la più grande rivoluzione della Storia! </b><br />In modo sconvolgente per i più preparati, che tutto si aspettavano meno che tutto questo. L’inaudito di Dio! <br />Da lì è iniziata un’avventura che dura nei secoli. Da quel giorno Dio ha dimostrato il suo modo di agire, che non è quello degli schemi umani, ma secondo il suo. E Lui ha scelto e sceglie sempre di comunicarsi attraverso la semplicità e il nascondimento: chiede solo che gli si dica “si”! Come ha fatto Maria. Da quel “si”, tutta la vita, sarà un fiorire di fecondità.<br />La brutalità della convivenza, oggi, sembra voler abbruttire il dono più grande e bello che abbiamo ricevuto: la VITA.<br /><b>Occhi aperti</b>, quindi, perché lui passa nella normalità delle nostre giornate. Passa. Chiama. Chiede.<br /><b>Occhi aperti</b> significa anche accorgersi di chi trascorrerà le feste di Natale, con gli occhi bagnati di pianto. Da chi vive sotto il terrore della morte causata dalle guerre dei potenti a chi deve lottare con la malattia, da chi vive con la sola compagnia della solitudine a chi non sa cosa dar da mangiare ai propri figli. Sembra strano che negli anni duemila, ci sia ancora così tanta povertà! Che ne è della nostra civiltà?<br /><b>NATALE! Festa della VITA: quella da rispettare sempre e per tutti.</b><br /><b>Organizziamo un esercito della Pace. Di coloro che non accettano la regole del dividere, ma si impegnano a unire.</b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58105826</guid><pubDate>Sat, 23 Dec 2023 20:05:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58105826/parole_sante_24_dicembre_2023.mp3" length="18687834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».  
... e fu così che iniziò la più grande rivoluzione della Storia! 
In modo sconvolgente per i più preparati, che tutto si aspettavano meno che tutto questo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».  </i><br /><b>... e fu così che iniziò la più grande rivoluzione della Storia! </b><br />In modo sconvolgente per i più preparati, che tutto si aspettavano meno che tutto questo. L’inaudito di Dio! <br />Da lì è iniziata un’avventura che dura nei secoli. Da quel giorno Dio ha dimostrato il suo modo di agire, che non è quello degli schemi umani, ma secondo il suo. E Lui ha scelto e sceglie sempre di comunicarsi attraverso la semplicità e il nascondimento: chiede solo che gli si dica “si”! Come ha fatto Maria. Da quel “si”, tutta la vita, sarà un fiorire di fecondità.<br />La brutalità della convivenza, oggi, sembra voler abbruttire il dono più grande e bello che abbiamo ricevuto: la VITA.<br /><b>Occhi aperti</b>, quindi, perché lui passa nella normalità delle nostre giornate. Passa. Chiama. Chiede.<br /><b>Occhi aperti</b> significa anche accorgersi di chi trascorrerà le feste di Natale, con gli occhi bagnati di pianto. Da chi vive sotto il terrore della morte causata dalle guerre dei potenti a chi deve lottare con la malattia, da chi vive con la sola compagnia della solitudine a chi non sa cosa dar da mangiare ai propri figli. Sembra strano che negli anni duemila, ci sia ancora così tanta povertà! Che ne è della nostra civiltà?<br /><b>NATALE! Festa della VITA: quella da rispettare sempre e per tutti.</b><br /><b>Organizziamo un esercito della Pace. Di coloro che non accettano la regole del dividere, ma si impegnano a unire.</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>1168</itunes:duration><itunes:keywords>guerra,natale,pace,violenza,vita</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7139759105c9b2b06e0fb365de3f6cff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una soluzione per la Terra Santa, c'é! Parole Sante del 22 ottobre 2023</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-soluzione-per-la-terra-santa-c-e-parole-sante-del-22-ottobre-2023--57333627</link><description><![CDATA[Senza conoscere la storia e quella biblica in primis, di quella Terra, è impossibile comprendere le motivazioni che hanno spinto fino a questo terribile conflitto armato.<br />Mons. Antonio Mattiazzo, diplomatico a servizio della Santa Sede per lunghi anni, già vescovo di Padova, che ora vive a Nazareth, è convinto che una possibile via di riconciliazione sarebbe possibile.<br />Ce lo racconta in questo dialogo dai microfoni di RegionalRadio.<br />Può servire la preghiera? La preghiera, ha una forza misteriosamente potente che stimola Dio, definito dal Vescovo, come "astuto" ma sempre rispettoso della libertà degli uomini. Il digiuno e la preghiera hanno comunque effetto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57333627</guid><pubDate>Sat, 21 Oct 2023 11:59:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57333627/parole_sante_22_ottobre_2023.mp3" length="19961773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Senza conoscere la storia e quella biblica in primis, di quella Terra, è impossibile comprendere le motivazioni che hanno spinto fino a questo terribile conflitto armato.
Mons. Antonio Mattiazzo, diplomatico a servizio della Santa Sede per lunghi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Senza conoscere la storia e quella biblica in primis, di quella Terra, è impossibile comprendere le motivazioni che hanno spinto fino a questo terribile conflitto armato.<br />Mons. Antonio Mattiazzo, diplomatico a servizio della Santa Sede per lunghi anni, già vescovo di Padova, che ora vive a Nazareth, è convinto che una possibile via di riconciliazione sarebbe possibile.<br />Ce lo racconta in questo dialogo dai microfoni di RegionalRadio.<br />Può servire la preghiera? La preghiera, ha una forza misteriosamente potente che stimola Dio, definito dal Vescovo, come "astuto" ma sempre rispettoso della libertà degli uomini. Il digiuno e la preghiera hanno comunque effetto.]]></itunes:summary><itunes:duration>1248</itunes:duration><itunes:keywords>conflitto,israele,mattiazzo,pace,palestina,parolesante</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2ddf56e458ab4ef84de9c1c9f6f998f1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un viaggio nella Terra Santa - ParoleSante 15 ottobre02023</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-viaggio-nella-terra-santa-parolesante-15-ottobre02023--57235996</link><description><![CDATA[Il racconto di una Pellegrinaggio vissuto pochi giorni prima del conflitto esploso nella Terra Santa!<br />Rilettura di quei giorni e di quella esperienza, alla luce dei tragici eventi di questi giorni.<br /><br />Invochiamo la Pace!<br />Costruiamo la Pace! <br />"Beati i costruttori di pace!"]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57235996</guid><pubDate>Sat, 14 Oct 2023 20:55:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57235996/parole_sante_15_ottobre.mp3" length="17839794" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Il racconto di una Pellegrinaggio vissuto pochi giorni prima del conflitto esploso nella Terra Santa!
Rilettura di quei giorni e di quella esperienza, alla luce dei tragici eventi di questi giorni.

Invochiamo la Pace!
Costruiamo la Pace! 
"Beati i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il racconto di una Pellegrinaggio vissuto pochi giorni prima del conflitto esploso nella Terra Santa!<br />Rilettura di quei giorni e di quella esperienza, alla luce dei tragici eventi di questi giorni.<br /><br />Invochiamo la Pace!<br />Costruiamo la Pace! <br />"Beati i costruttori di pace!"]]></itunes:summary><itunes:duration>1115</itunes:duration><itunes:keywords>conflitto,israele,pace,palestina,santa,terra</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/61cded9b1394f18303e2e19c6154666b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>SANTA PAZIENZA! Parole Sante del 7 maggio podcast</title><link>https://www.spreaker.com/episode/santa-pazienza-parole-sante-del-7-maggio-podcast--53780615</link><description><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti!<br />La paura dei tempi morti, spaventa ma potrebbero essere una grande risorsa per irrobustire la vita. <br />La vera forza della vita è prerogativa dei pazienti.<br />Alla pazienza ci si allena.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53780615</guid><pubDate>Mon, 08 May 2023 19:08:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53780615/parole_sante_7_maggio_podcast.mp3" length="14265408" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>La pazienza è la virtù dei forti!
La paura dei tempi morti, spaventa ma potrebbero essere una grande risorsa per irrobustire la vita. 
La vera forza della vita è prerogativa dei pazienti.
Alla pazienza ci si allena.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La pazienza è la virtù dei forti!<br />La paura dei tempi morti, spaventa ma potrebbero essere una grande risorsa per irrobustire la vita. <br />La vera forza della vita è prerogativa dei pazienti.<br />Alla pazienza ci si allena.]]></itunes:summary><itunes:duration>892</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7f4a4719de699496f22ea7e010af500f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>15 ATTI PER INSAPORIRE LA VITA - Parole Sante del 12-03-23</title><link>https://www.spreaker.com/episode/15-atti-per-insaporire-la-vita-parole-sante-del-12-03-23--53180729</link><description><![CDATA[Quaranta giorni tra la cenere e l'acqua. 40 gioni tra il mercoledì delle ceneri e il giovedi santo. Cenere e acqua in un catino per lavare i piedi. Tempo per riscoprirsi e riscoprire uno stile di vita, umano e vincente nel bene.<br />15 consigli suggeriti da Papa Francesco ...<br />Ascoltare, applicare e ... gioire!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53180729</guid><pubDate>Mon, 13 Mar 2023 09:37:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53180729/parole_sante_n_64_del_12_03_23_15_atti_per_insaporire_la_vita.mp3" length="15240925" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Quaranta giorni tra la cenere e l'acqua. 40 gioni tra il mercoledì delle ceneri e il giovedi santo. Cenere e acqua in un catino per lavare i piedi. Tempo per riscoprirsi e riscoprire uno stile di vita, umano e vincente nel bene.
15 consigli suggeriti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quaranta giorni tra la cenere e l'acqua. 40 gioni tra il mercoledì delle ceneri e il giovedi santo. Cenere e acqua in un catino per lavare i piedi. Tempo per riscoprirsi e riscoprire uno stile di vita, umano e vincente nel bene.<br />15 consigli suggeriti da Papa Francesco ...<br />Ascoltare, applicare e ... gioire!]]></itunes:summary><itunes:duration>953</itunes:duration><itunes:keywords>15,acqua,atti,cenere,quaresima</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b96ad9a547fdeec8c14c62edfc41c1ff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>TEMPI DI GUERRA TEMPO DI PACE - Parole Sante del 25-02-23</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tempi-di-guerra-tempo-di-pace-parole-sante-del-25-02-23--52850043</link><description><![CDATA[C'è un luogo dappertutto nel mondo dove la parola pace direi che è sovrabbondante e scritta dappertutto, è sempre presente: i cimiteri! Il fatto che il riposare in pace, che la parola pace sia la parola più diffusa sulle lapidi dei cimiteri, ci dà l'idea precisa di quale idea noi abbiamo della pace. Per noi la pace é la tranquillità: “finalmente un pò di pace” o “quanta pace in questo luogo” Ecco questa idea di pace non c'entra assolutamente nulla con quella che Gesù aveva annunciato, annunciava, annuncia - perché attuale e concreta - annuncia nelle beatitudini.<br /><b><i>“In piedi, popolo della pace”</i></b> mi sembra sentire ancora inneggiare don Tonino Bello che è stato artefice concreto del popolo degli operatori della pace. Un profeta di cui oggi soffriamo la mancanza. <b>Sempre meno si parla di pace, proprio in un ora drammatica per i destini dell’Umanità</b>.<br />Attenzione! <br />La pace è sicuramente la negazione assoluta della guerra, la guerra è la negazione assoluta della pace, ma non è l'unica. <br /><b>Laddove manca giustizia, dove non c'è affermazione dei diritti, non c'è promozione e garanzia dei diritti basilari, elementari, dei diritti umani… la pace non c'è!</b> La pace non c'è e quindi noi questa pace siamo chiamati a costruirla. La guerra!! La guerra è davvero l'attività umana più bastarda, più stupida che possa esistere.<br /><b>La pace non è solo l'assenza di guerra, è qualcosa di molto più profondo e a volerla dire tutta, probabilmente più che un vocabolo è un vocabolario</b>!<br />La pace assume ancora un altro significato al quale dobbiamo educarci profondamente tutti, don Tonino Bello, questo vescovo del sud che mi ha segnato la vita nel momento della sua massima - come dire – maturità, nella riflessione della pace, arriva a definire appunto «<b>la pace come convivialità delle differenze».</b>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52850043</guid><pubDate>Sat, 25 Feb 2023 19:50:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52850043/parole_sante_n_63_del_25_02_23_tempi_di_guerra_tempo_di_pace.mp3" length="15173216" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>C'è un luogo dappertutto nel mondo dove la parola pace direi che è sovrabbondante e scritta dappertutto, è sempre presente: i cimiteri! Il fatto che il riposare in pace, che la parola pace sia la parola più diffusa sulle lapidi dei cimiteri, ci dà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C'è un luogo dappertutto nel mondo dove la parola pace direi che è sovrabbondante e scritta dappertutto, è sempre presente: i cimiteri! Il fatto che il riposare in pace, che la parola pace sia la parola più diffusa sulle lapidi dei cimiteri, ci dà l'idea precisa di quale idea noi abbiamo della pace. Per noi la pace é la tranquillità: “finalmente un pò di pace” o “quanta pace in questo luogo” Ecco questa idea di pace non c'entra assolutamente nulla con quella che Gesù aveva annunciato, annunciava, annuncia - perché attuale e concreta - annuncia nelle beatitudini.<br /><b><i>“In piedi, popolo della pace”</i></b> mi sembra sentire ancora inneggiare don Tonino Bello che è stato artefice concreto del popolo degli operatori della pace. Un profeta di cui oggi soffriamo la mancanza. <b>Sempre meno si parla di pace, proprio in un ora drammatica per i destini dell’Umanità</b>.<br />Attenzione! <br />La pace è sicuramente la negazione assoluta della guerra, la guerra è la negazione assoluta della pace, ma non è l'unica. <br /><b>Laddove manca giustizia, dove non c'è affermazione dei diritti, non c'è promozione e garanzia dei diritti basilari, elementari, dei diritti umani… la pace non c'è!</b> La pace non c'è e quindi noi questa pace siamo chiamati a costruirla. La guerra!! La guerra è davvero l'attività umana più bastarda, più stupida che possa esistere.<br /><b>La pace non è solo l'assenza di guerra, è qualcosa di molto più profondo e a volerla dire tutta, probabilmente più che un vocabolo è un vocabolario</b>!<br />La pace assume ancora un altro significato al quale dobbiamo educarci profondamente tutti, don Tonino Bello, questo vescovo del sud che mi ha segnato la vita nel momento della sua massima - come dire – maturità, nella riflessione della pace, arriva a definire appunto «<b>la pace come convivialità delle differenze».</b>]]></itunes:summary><itunes:duration>949</itunes:duration><itunes:keywords>guerra,non-violenza,pace,popolo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/75b429f12d90388b8074f75343e15832.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Umanità in guerra: nonno Toni" del 01-05-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/umanita-in-guerra-nonno-toni-del-01-05-22--49605570</link><description><![CDATA[UMANITÀ IN GUERRA: NONNO TONI<br />A ridosso dell’anniversario del 25 aprile, nel giorno in cui si celebra la festa del lavoro affidata a S. Giuseppe Lavoratore che celebriamo nel 1° maggio. Avvolti dalla cupa nube di orrori di guerra e di precarietà della vita, vorrei proporre una riflessione proprio sulla dignità dell’esistenza umana. <br />Ci sono cose che fanno grandi anche le persone più semplici, quelle come noi che non vivono sotto i riflettori delle news eclatanti.<br />Vi parlerò di mio nonno Toni, per rendere omaggio ai tanti “Toni”, quelli della schiena dritta, che fanno bella la vita.<br />Per arrivare a questo vorrei partire da un componimento poetico che tutti conosciamo a memoria. È una poesia di Giuseppe Ungaretti: SOLDATI.<br />Si sta come / d'autunno<br />sugli alberi / le foglie<br />Questo breve componimento di Giuseppe Ungaretti si trova nella raccolta L'Allegria. Questa poesia è formata da un'unica similitudine, soldati/foglie.<br />Leggendo o ascoltando questo testo notiamo subito come si riferisca alla guerra, e sia attraversato da un presagio di morte. <br />Al termine “soldati” è però facilmente sostituibile quello di uomini, e alla guerra è applicabile la più ampia nozione di vita. Così ci rendiamo conto come non siano solo i militari al fronte a vivere una condizione precaria e incerta, ma come sia la natura stessa dell'essere umano a dover fare i conti con la propria finitudine. <br />Tutti ogni giorno dobbiamo fare i conti con la nostra finitudine. Con la precarietà della vita. E la guerra accresce questa consapevolezza.<br />Rispetto alla vita, al mio paese ancora oggi si usa dire “Oggi in figura, domani in sepoltura” … oggi va bene, domani potrei non esserci più. È terribile tutto questo, lo sappiamo, ma è realtà. Da questo non si scappa.<br />È allora che mi sorge – o può sorgere – una riflessione. Questo orizzonte di incertezza e di finitudine che è sempre lì dietro all’angolo imprendibile quanto imprevedibile, potrebbe trasformarsi in un monito o meglio ancora, uno stimolo per come impostare la vita.<br />C’è un componimento poetico diventato canto che paragona la nostra esistenza di uomini a una foglia e a dei giunchi che quotidianamente hanno a che fare con il vento.<br />IL DONO DEL VENTO: TESTO E MUSICA DI Davide Van de Sfroos<br />“Dove andrai a cadere foglia bruna<br />dove ti  porteranno il vento e la fortuna”<br />“Dondolando sopra il mio ramo, non ci ho ancora pensato<br />e anche se poi io ci penso, non potrò averlo saputo;<br />per il momento io danzo fino a quando mi dovrò staccare<br />e dovunque io vada a cadere dirò che ho volato”.<br />I giunchi oscillano nel vento che viene dal monte, che viene dal mare<br />oscillano che altro non possono fare<br />e qualcuno di loro ha maledetto il suo ballo<br />qualcuno ha perfino pregato di esser tagliato<br />ma in molti accettano il dono di farsi cullare<br />in molti accettano il dono di farsi cullare.<br /><br />Noi – ciascuno di noi – è dondolato o sbattuto dal vento delle situazioni, degli eventi, dei fatti, degli incontri, delle esperienze. A volte questo vento è pesante e ti mette a dura prova, come i giunchi qualcuno non riesce a portare il peso della fatica del vivere e desidera che qualcuno lo spezzi, lo recida. Altri – la maggioranza - accetta di farsi cullare. Facciamoci cullare…<br /><br />Credo sia importante conoscere questa forza che spinge l’esistenza. Riuscire a riconoscerla, ma più ancora stabilire quale sia. Sembra strano ma noi abbiamo anche la possibilità di scegliere da chi farci cullare. Possiamo dare un nome a questa silenziosa forza che ci spinge e che ci fa dare un valore aggiunto e grande alla vita.<br />Per noi credenti è la misteriosa e silente forza dello Spirito. E – guardate – è lo stesso spirito che ha animato l’esistenza di quel Gesù di Nazareth, Dio-uomo che ancora non ha smesso di offrirsi agli uomini di ogni tempo, di impastare la loro esperienza terrena con i colori del cielo. <br />Di dare una dignità alla vita. Di poter camminare a testa alta perché i nostri passi siano guidati e mossi da ciò che rende onorabilità ad ogni esistenza. Che la caratterizza, la rende rispettabile … anche dentro gli orrori della guerra.<br />Mio nonno Toni, era nato nel 1908 in una contrada, che porta il suo cognome che poi è anche il mio, di un piccolo paese di montagna, in terra vicentina: Conco. <br />È posto tra la pianura padana e le Prealpi venete, porta di accesso al grande e meraviglioso altopiano dei 7 Comuni o anche detto di Asiago. Terra di montagna. Questo è un particolare importante per capire quello che vi voglio raccontare di lui.<br />Mio nonno era contadino - come tutti in montagna - viveva poveramente e tutta la sua famiglia - genitori compresi - era emigrata in terra francese. Appena sposato con la sua Nina - Fiorina all’anagrafe – ha cercato fortuna in Belgio, dove è nato mio padre. Le miniere non facevano per lui e richiamato dalle sorelle, anche lui raggiunse il sud della Francia, dove sono nate altre due figlie.<br />Mio nonno da piccolo, come tutti, era un fervente frequentatore della chiesa, al punto che era diventato così bravo nella conoscenza della dottrina cristiana che fu anche inviato nella sede della diocesi a Padova per partecipare ad una gara-concorso sul catechismo.<br />Ma qualche anno dopo successe una cosa strana.<br />Quando l’Italia ha dichiarato guerra all’Etiopia, l’esercito è stato in piazza S. Pietro a Roma dove – a detta di mio nonno – hanno ricevuto la benedizione papale. Nulla di più verosimile in quel periodo. Beh … a mio nonno quella cosa non andò giù, me lo ripeteva spesso. Non era possibile che chi andava ad ammazzare altre persone, potesse essere anche benedetto da Dio! Era il 1936!!! <br />Mio nonno abbandonò la frequentazione della chiesa.<br />Oggi potremmo dire… un obiettore ante-litteram.<br />Poi arrivò la seconda guerra mondiale e si ritrovò a battagliare nella compagine rossa dei partigiani, divenendo anche capo cellula del gruppo del paese.<br />Di umiliazioni ne subì molte. Solo dopo tanti anni ho capito e ora sappiamo perché i protagonisti, nonno compreso, non parlavano facilmente di quel periodo. <br />Una pagina di storia bruttissima e dolorosissima. Famiglie falcidiate da odio e violenze spesso gratuite, ingiustificate e brutali. Ma tant’è la guerra è così. <br />Una persona del mio paese che al tempo dei fatti era una ragazza, mi raccontava che spiando dalle finestre dell’osteria del paese, aveva visto mio nonno e un altro suo compagno, subire un violento interrogatorio dal gerarca del tempo e dai suoi scagnozzi.<br />Gli rimase impresso che mio nonno ricevette alcune percosse e ad uno schiaffo violento, gli volarono via gli occhiali, (senza i quali non poteva vedere) e che prontamente un uomo, che vestiva una divisa tutta nera, con il piede glieli schiacciò. Privando così mio nonno dell’autonomia visiva. Sanguinante, fu costretto a farsi accompagnare a casa da altre persone.<br />Io non mi meraviglio di tutto questo, purtroppo abbiamo ormai capito che la guerra non conosce limiti all’orrore e conduce l’uomo alla dis-umanizzazione. Alla brutalità.<br />Ma voglio arrivare a quanto successe ormai verso la fine di quella tristissima e orribile pagina di storia della nostra bella Italia. Una bellezza stuprata da piccole e grandi violenze, umiliazioni, soprusi e fratricidi. La bellezza di un popolo laborioso, semplice, amicale e benevolo, si è ritrovata a versare lacrime e ad aprire ferite, ancora oggi sanguinanti.<br />Verso la fine di quel periodo di orrore avvenne che i partigiani del mio paese, in un agguato, riuscirono a far prigioniero uno dei gerarchi fascisti, che si era macchiato di sangue e brutalità inferte a suoi compaesani. <br />Apro una parentesi: quelle brutalità furono provocate da ambedue le fazioni sia pur con motivazioni differenti e spinti comunque da forti idealità. Chiusa la parentesi.<br />Bene, quella persona – a detta dei partigiani – avrebbe dovuto pagare caro i suoi crimini. Pagare con la vita. Lo presero e lo condussero ad una delle loro basi sulla montagna. Lì in quel momento mio nonno non c’era.<br />Lo mandarono a chiamare per sentire cosa avrebbe deciso di fare. Forse qualcuno era certo che si sarebbe trattato non solo di emettere un verdetto di morte – che davano per scontato - ma sul come farlo morire.<br />Questo raccontò non lo seppi mai da mio nonno. Me lo raccontò un compagno d’armi solo dopo la morte del nonno. Mio nonno, come molti – ripeto - non parlava di quel periodo.<br />Quando mio nonno arrivo alla montagna gli andarono incontro festeggiando e sparando colpi di fucile in aria.<br />Raccontarono tutto a mio nonno, capo cellula, che ascoltò in silenzio. Alla fine parlò. Le sue parole furono queste: “gli avete dato da mangiare?”!!!<br />Non so se serve aggiungere altre parole. Io di fronte a questo mi fermo. Mi inchino con un groppo in gola e ringrazio il buon Dio, che ha permesso a mio nonno di non lasciarsi schiacciare dagli eventi e mantenere viva l’umanità che gli apparteneva!<br />Il vento della dignità, del rispetto dell’altro, chiunque esso sia, ha prevalso. <br />Anche dentro l’orrore della guerra, si può restare uomini! Il soffio dello spirito di Pace del Risorto, si fa largo dentro ad ogni situazione. Basta accoglierlo, lasciarsi cullare e alimentare e allora la vita diventa meritevole esperienza che vale la pena vivere.<br />E se la vita è come una foglia … io danzo fino a quando mi dovrò staccare<br />e dovunque io vada a cadere dirò che ho volato.       Buon volo a tutti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49605570</guid><pubDate>Sat, 30 Apr 2022 14:09:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49605570/parole_sante_n_42_del_01_05_22_nonno_toni_maestro_d_umanit.mp3" length="28438568" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>UMANITÀ IN GUERRA: NONNO TONI&#13;
A ridosso dell’anniversario del 25 aprile, nel giorno in cui si celebra la festa del lavoro affidata a S. Giuseppe Lavoratore che celebriamo nel 1° maggio. Avvolti dalla cupa nube di orrori di guerra e di precarietà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[UMANITÀ IN GUERRA: NONNO TONI<br />A ridosso dell’anniversario del 25 aprile, nel giorno in cui si celebra la festa del lavoro affidata a S. Giuseppe Lavoratore che celebriamo nel 1° maggio. Avvolti dalla cupa nube di orrori di guerra e di precarietà della vita, vorrei proporre una riflessione proprio sulla dignità dell’esistenza umana. <br />Ci sono cose che fanno grandi anche le persone più semplici, quelle come noi che non vivono sotto i riflettori delle news eclatanti.<br />Vi parlerò di mio nonno Toni, per rendere omaggio ai tanti “Toni”, quelli della schiena dritta, che fanno bella la vita.<br />Per arrivare a questo vorrei partire da un componimento poetico che tutti conosciamo a memoria. È una poesia di Giuseppe Ungaretti: SOLDATI.<br />Si sta come / d'autunno<br />sugli alberi / le foglie<br />Questo breve componimento di Giuseppe Ungaretti si trova nella raccolta L'Allegria. Questa poesia è formata da un'unica similitudine, soldati/foglie.<br />Leggendo o ascoltando questo testo notiamo subito come si riferisca alla guerra, e sia attraversato da un presagio di morte. <br />Al termine “soldati” è però facilmente sostituibile quello di uomini, e alla guerra è applicabile la più ampia nozione di vita. Così ci rendiamo conto come non siano solo i militari al fronte a vivere una condizione precaria e incerta, ma come sia la natura stessa dell'essere umano a dover fare i conti con la propria finitudine. <br />Tutti ogni giorno dobbiamo fare i conti con la nostra finitudine. Con la precarietà della vita. E la guerra accresce questa consapevolezza.<br />Rispetto alla vita, al mio paese ancora oggi si usa dire “Oggi in figura, domani in sepoltura” … oggi va bene, domani potrei non esserci più. È terribile tutto questo, lo sappiamo, ma è realtà. Da questo non si scappa.<br />È allora che mi sorge – o può sorgere – una riflessione. Questo orizzonte di incertezza e di finitudine che è sempre lì dietro all’angolo imprendibile quanto imprevedibile, potrebbe trasformarsi in un monito o meglio ancora, uno stimolo per come impostare la vita.<br />C’è un componimento poetico diventato canto che paragona la nostra esistenza di uomini a una foglia e a dei giunchi che quotidianamente hanno a che fare con il vento.<br />IL DONO DEL VENTO: TESTO E MUSICA DI Davide Van de Sfroos<br />“Dove andrai a cadere foglia bruna<br />dove ti  porteranno il vento e la fortuna”<br />“Dondolando sopra il mio ramo, non ci ho ancora pensato<br />e anche se poi io ci penso, non potrò averlo saputo;<br />per il momento io danzo fino a quando mi dovrò staccare<br />e dovunque io vada a cadere dirò che ho volato”.<br />I giunchi oscillano nel vento che viene dal monte, che viene dal mare<br />oscillano che altro non possono fare<br />e qualcuno di loro ha maledetto il suo ballo<br />qualcuno ha perfino pregato di esser tagliato<br />ma in molti accettano il dono di farsi cullare<br />in molti accettano il dono di farsi cullare.<br /><br />Noi – ciascuno di noi – è dondolato o sbattuto dal vento delle situazioni, degli eventi, dei fatti, degli incontri, delle esperienze. A volte questo vento è pesante e ti mette a dura prova, come i giunchi qualcuno non riesce a portare il peso della fatica del vivere e desidera che qualcuno lo spezzi, lo recida. Altri – la maggioranza - accetta di farsi cullare. Facciamoci cullare…<br /><br />Credo sia importante conoscere questa forza che spinge l’esistenza. Riuscire a riconoscerla, ma più ancora stabilire quale sia. Sembra strano ma noi abbiamo anche la possibilità di scegliere da chi farci cullare. Possiamo dare un nome a questa silenziosa forza che ci spinge e che ci fa dare un valore aggiunto e grande alla vita.<br />Per noi credenti è la misteriosa e silente forza dello Spirito. E – guardate – è lo stesso spirito che ha animato l’esistenza di quel Gesù di Nazareth, Dio-uomo che ancora non ha smesso di offrirsi agli uomini di ogni tempo, di impastare la loro esperienza terrena con i colori del cielo. <br />Di dare una...]]></itunes:summary><itunes:duration>1185</itunes:duration><itunes:keywords>guerra,pace,partigiani,toni,umanità</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e770ca1d90097ab3f72feaf83734d310.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Il bello nella guerra" Parole Sante del 3-04-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bello-nella-guerra-parole-sante-del-3-04-22--49297240</link><description><![CDATA[IL BELLO NELLA GUERRA<br /><br />È tremendo e difficile riuscire a parlare di bellezza dentro il grigiore buio di una guerra che sembra non riuscire a trovare una via di fuga. <br />Ogni giorno le notizie che ci arrivano ci fanno sperare in nuovi dialoghi tra le parti - a volte estenuanti: “Chissà se oggi troveranno un accordo”. E poi ne segue la delusione tanta strada ancora da fare.<br />Intanto, “mentre gli elefanti combattono, a rimetterci è sempre l’erba”, dice un sapienziale proverbio africano.<br />È sempre così. I potenti decidono, i poveri pagano!<br />Pagano e piangono i bambini, le spose, le madri e i padri. Piangono gli uomini costretti ad imbracciare fucili. Piangono e trascinano la pesantezza dei loro corpi, aridi di senso, disidratati dalle lacrime, stremati dalla sete e dalla fame, frementi di rabbia e – comunque - costretti a farsi forza, per evitare di soccombere ad un pericolo sempre in agguato. <br />Lì, nei teatri di guerra le persone piangono senza versare lacrime, che ormai non ci sono più. <br />Piange il cuore disperato, negli abbracci che si vorrebbe non finissero più, quando ci si deve dividere, lui che resta e lei con i bambini che scappa. <br />Piangiamo anche noi! <br />Ma perché tutto questo? <br />E così, inesorabile spunta l’eterna domanda che non trova risposta: <br />“Dio, dove sei?”.<br />Oggi mi affido alla sapienza di Luigino Bruni economista cristiano, pensatore, amante di filosofia e grande conoscitore delle Scritture bibliche. Bruni rispetto a questa domanda dice “non mettiamo in mezzo Dio su questa vicenda”. <br />Bruni, diffida - e io con lui – da chi dice che Dio interverrà e sarà lui a porre fine a tutto questo. Ma allora perché non è intervenuto prima evitando di far morire tanti bambini e persone innocenti?<br />Il silenzio Dio è terribile! Ma forse è il silenzio di un “nostro dio”, costruito e modellato da noi e non il Dio che è “uscito dalle nubi” per tentare di salvare il salvabile dell’umanità, diventando uomo lui stesso.<br />Dio è già in croce! È stato eliminato dagli uomini. Si è già consegnato alla cattiveria omicida degli uomini una volta sola e per sempre. <br />Più di così non poteva fare. Siamo noi esseri umani che dobbiamo - con le nostre forze e le nostre energie, con la nostra intelligenza - fermare questa atrocità. <br />Non pensiamo che sia Dio a fermarla questa guerra, l’avrebbe evitata sin dal suo nascere, no?<br />La preghiera oggi deve essere un po' più sofisticata, oggi dobbiamo pregare l’uomo, più che pregare Dio. <br />Pregare Dio, si! Ma perché ci dia la forza di resistere e agire per favorire la pace. <br />Ma urge poi pregare gli uomini che ritornino uomini quelli che non sono paragonabili neanche alle bestie che quando combattono almeno hanno un motivo legato alla sopravvivenza. Qui non c’è tutto questo, quindi non si possono neanche definire delle bestie. Sono semplicemente esseri de-umanizzati! <br />Vedete, nella Bibbia più che pregare Dio, si trova che è Dio che prega l’uomo. <br />Lo prega di diventare umano. <br />Lui si è consegnato per far capire meglio alla de-umanizzata umanità, qual è la strada da seguire. <br />Strada – ahimè – non perseguita o deformata da una scorretta idea di Dio.<br />Oggi è il tempo della preghiera di Dio verso di noi, verso l’uomo. <br />Dio invita e dice (salmi) “convertiti e torna ad essere uomo”. La preghiera è quella di Dio verso l’uomo. Che lo invita ad essere ciò per il quale è stato creato: umano!<br />La responsabilità delle vicende umane è dell’uomo, Dio non c’entra. Dio può solo stringere le mani e illuminare mente e cuore, il resto è responsabilità dell’uomo.<br /><br />“Dio, dove sei?”.<br />Cosa sta succedendo? Cosa sarà il futuro…<br />La sapienza biblica ci viene in aiuto<br />Sentiamo cosa dice Luigino Bruni come risposta alla domanda “come sarà il futuro dei battezzati, di chi crede in Dio, quindi della Chiesa?”<br /><br />La grande storia è il frutto dell’insieme delle piccole storie.<br />Che ne è allora della nostra possibilità di fare qualcosa di fronte a tanta disumanizzazione?<br />A noi piace riuscire ad accorgersi anche dei piccoli fiori che nascono tra le rocce, nei terreni infertili, che altro non sono che la forza della vita e del bene che non può non sbocciare.<br />Anche dentro le pieghe oscure del tempo segnato da tanto orrore, da indescrivibili brutalità inflitte da uomini ad altri uomini, beh, anche da qui esce il bello.<br />Ma ci aiuti nella nostra riflessione, anche la bellezza della musica….<br />“Gloria sei dir gesungen” (Bach) Munchener Bach-Orchester   -   (1:49)<br />Gloria cantiamo a te<br />con lingue umane e angeliche<br />con arpe e con cembali.<br />Di dodici perle sono i portali<br />nella tua città siamo in compagnia<br />degli angeli in alto intorno al tuo trono.<br />Nessun occhio ha mai visto,<br />nessun orecchio ha mai inteso<br />tanta gioia.<br />per questo siamo felici,<br />Io, io!<br />Eternamente in dulci jubilo.<br />Il bello è quell’esercito di giovani, uomini, donne, che hanno aperto il cuore, dedicando tempo e energie. <br />Condividono i beni, da quelli di prima necessità, alle case e appartamenti, dai pullman e auto che corrono lì a salvare persone per portarle al sicuro. <br />All’esercito delle religiose e religiosi che hanno aperto le loro case e cucinano anche per quanti vivono nei bunker, nelle metropolitane, nei vari nascondigli, più o meno sicuri.<br />I sorrisi dentro l’orrore della guerra, hanno un nome: il nome è “carità”.<br />Quando parliamo di carità non dobbiamo pensare all’elemosina, meno che meno al tornaconto. <br />Non nascondo che rabbrividisco sempre di fronte operazioni dalla parvenza caritatevole, ma che in realtà mascherano biechi interessi economici. Tutto questo (scusate il termine) mi schifa. Giù le mani dai disagi per meri tornaconti!!!<br />Diffido molto anche da certe operazioni, sempre spinte comunque da lodevoli e onorevoli motivazioni, ma che mascherano l’operazione (come la chiamo io) di diventare lo “svuota scantinati”.<br />La carità per essere bella, non deve essere “pelosa” ma “condivisione!<br />La bellezza della carità sta nella sua essenza di gratuità. <br />Bello è quando dai senza aspettarti nulla in cambio, è allora che a ricambiarti sarà quella che noi chiamiamo Provvidenza.<br />Ed è vero l’assioma biblico che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”! <br />Si dona e si riceve molto di più.<br />Il bello dentro una guerra, ha i colori della gratuità, della solidarietà libera e fatta per amore. È - e diventa – la risposta ad ogni forma di sopraffazione. Dai piccoli ai grandi conflitti, non c’è arma più potente e disarmante che la bellezza, il sorriso, la stretta di mano, l’abbraccio e il bacio.<br />Se non volete che parli di Gesù, posso dire che ce l’ha insegnato anche il Mahatma Ghandi. Mani nude, disarmate che disarmano. <br />Il bello dentro la guerra sono i cuori liberi che accolgono, spezzano il pane, distraggono e alleviano sofferenza. Sono i cuori di chi riesce a trasformare la speranza in realtà!<br />Cominciamo – o riprendiamo – da oggi, dalle piccole situazioni dove la vita ci riserva di essere, con chi ci è vicino e affine e soprattutto, con chi ci è straniero: sarà una grande arricchimento scoprire la ricchezza racchiusa nelle loro storie e nella loro vita, nella loro cultura, …<br />Questo è il mondo degli umani! Questo è il mondo bello dentro al quale ci piace vivere. <br />Tutto non sarà più come prima, ci dicevamo e continuiamo a dirci.<br />Il mondo è cambiato. Cambierà. E l’eterna domanda resta. “Dio dove sei?”<br />Non solo è con noi, ma è “noi”! <br />Come sarà il mondo dopo questa guerra e questa pandemia?<br />Sarà come lo desideriamo noi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49297240</guid><pubDate>Sat, 02 Apr 2022 21:52:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49297240/il_bello_della_guerra_parole_sante_del_3_04_22.mp3" length="20167955" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>IL BELLO NELLA GUERRA&#13;
&#13;
È tremendo e difficile riuscire a parlare di bellezza dentro il grigiore buio di una guerra che sembra non riuscire a trovare una via di fuga. &#13;
Ogni giorno le notizie che ci arrivano ci fanno sperare in nuovi dialoghi tra le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[IL BELLO NELLA GUERRA<br /><br />È tremendo e difficile riuscire a parlare di bellezza dentro il grigiore buio di una guerra che sembra non riuscire a trovare una via di fuga. <br />Ogni giorno le notizie che ci arrivano ci fanno sperare in nuovi dialoghi tra le parti - a volte estenuanti: “Chissà se oggi troveranno un accordo”. E poi ne segue la delusione tanta strada ancora da fare.<br />Intanto, “mentre gli elefanti combattono, a rimetterci è sempre l’erba”, dice un sapienziale proverbio africano.<br />È sempre così. I potenti decidono, i poveri pagano!<br />Pagano e piangono i bambini, le spose, le madri e i padri. Piangono gli uomini costretti ad imbracciare fucili. Piangono e trascinano la pesantezza dei loro corpi, aridi di senso, disidratati dalle lacrime, stremati dalla sete e dalla fame, frementi di rabbia e – comunque - costretti a farsi forza, per evitare di soccombere ad un pericolo sempre in agguato. <br />Lì, nei teatri di guerra le persone piangono senza versare lacrime, che ormai non ci sono più. <br />Piange il cuore disperato, negli abbracci che si vorrebbe non finissero più, quando ci si deve dividere, lui che resta e lei con i bambini che scappa. <br />Piangiamo anche noi! <br />Ma perché tutto questo? <br />E così, inesorabile spunta l’eterna domanda che non trova risposta: <br />“Dio, dove sei?”.<br />Oggi mi affido alla sapienza di Luigino Bruni economista cristiano, pensatore, amante di filosofia e grande conoscitore delle Scritture bibliche. Bruni rispetto a questa domanda dice “non mettiamo in mezzo Dio su questa vicenda”. <br />Bruni, diffida - e io con lui – da chi dice che Dio interverrà e sarà lui a porre fine a tutto questo. Ma allora perché non è intervenuto prima evitando di far morire tanti bambini e persone innocenti?<br />Il silenzio Dio è terribile! Ma forse è il silenzio di un “nostro dio”, costruito e modellato da noi e non il Dio che è “uscito dalle nubi” per tentare di salvare il salvabile dell’umanità, diventando uomo lui stesso.<br />Dio è già in croce! È stato eliminato dagli uomini. Si è già consegnato alla cattiveria omicida degli uomini una volta sola e per sempre. <br />Più di così non poteva fare. Siamo noi esseri umani che dobbiamo - con le nostre forze e le nostre energie, con la nostra intelligenza - fermare questa atrocità. <br />Non pensiamo che sia Dio a fermarla questa guerra, l’avrebbe evitata sin dal suo nascere, no?<br />La preghiera oggi deve essere un po' più sofisticata, oggi dobbiamo pregare l’uomo, più che pregare Dio. <br />Pregare Dio, si! Ma perché ci dia la forza di resistere e agire per favorire la pace. <br />Ma urge poi pregare gli uomini che ritornino uomini quelli che non sono paragonabili neanche alle bestie che quando combattono almeno hanno un motivo legato alla sopravvivenza. Qui non c’è tutto questo, quindi non si possono neanche definire delle bestie. Sono semplicemente esseri de-umanizzati! <br />Vedete, nella Bibbia più che pregare Dio, si trova che è Dio che prega l’uomo. <br />Lo prega di diventare umano. <br />Lui si è consegnato per far capire meglio alla de-umanizzata umanità, qual è la strada da seguire. <br />Strada – ahimè – non perseguita o deformata da una scorretta idea di Dio.<br />Oggi è il tempo della preghiera di Dio verso di noi, verso l’uomo. <br />Dio invita e dice (salmi) “convertiti e torna ad essere uomo”. La preghiera è quella di Dio verso l’uomo. Che lo invita ad essere ciò per il quale è stato creato: umano!<br />La responsabilità delle vicende umane è dell’uomo, Dio non c’entra. Dio può solo stringere le mani e illuminare mente e cuore, il resto è responsabilità dell’uomo.<br /><br />“Dio, dove sei?”.<br />Cosa sta succedendo? Cosa sarà il futuro…<br />La sapienza biblica ci viene in aiuto<br />Sentiamo cosa dice Luigino Bruni come risposta alla domanda “come sarà il futuro dei battezzati, di chi crede in Dio, quindi della Chiesa?”<br /><br />La grande storia è il frutto dell’insieme delle piccole storie.<br />Che ne...]]></itunes:summary><itunes:duration>1261</itunes:duration><itunes:keywords>bellezza,bruni,guerra</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/792b495e88bf03c037eb9fea1534c450.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"La guerra dei vecchi" del 27-03-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerra-dei-vecchi-del-27-03-22--49211954</link><description><![CDATA[I VECCHI DELLA GUERRA<br /><br />C’è un termine che il nostro tempo dell’efficientismo non ama: vecchio.<br />Sembra che dire vecchio sia sinonimo di un qualcosa che disturba, che non c’entra niente significa solo “Che è molto avanti negli anni”. Colui che si trova nell’arco di tempo in cui non si produce più e quindi, per la logica imperante moderna, ciò che non è produttivo non ha valore. Grazie a Dio non tutti la pensano così.<br />Non ci deve spaventare che tutti - inevitabilmente – andiamo avanti con gli anni. Che tutti diventiamo – o già lo siamo – vecchi.<br />Quindi oggi uso con tanta deferenza e rispetto questo termine e non altri.<br /><br />“Vecchio” è sinonimo di storia vissuta, di ricchezza e lunga esperienza di umanità. Vecchio è sinonimo di sacralità della vita!<br />I vecchi si sa, hanno il passo lento. Poggiano su gambe stanche che già hanno consumato tante energie nel tempo andato. <br />L’incedere lento sembra portare con sé tutta la pesantezza di una vita. <br />Se entri nei loro sguardi, vi leggi il racconto di pagine di storia, di tanti anni di esistenza.<br />Lì, dentro a quegli occhi, ci sono i sorrisi dei figli, dei nipoti, degli affetti cari. <br />C’è la gioia dei compleanni e delle ricorrenze comandate. <br />Il piacere dei pasti, semplici e gustosi. Dei canti accompagnati dal suono tipico della bandura strumento popolare ucraino, a corde pizzicate … un delicato mordere le corde per dare ritmo e suono alle tradizionali danze imparate sin da piccoli. Quel cantare e danzare in cerchio, stretti con le braccia sulle spalle del vicino e … ondulare, ondulare, …vibrare, vibrare e cantare, si cantare … che bello … quando non si aveva che poco o nulla e lo stare insieme per danzare e cantare era tutto un piacere, una festa. Quanti sorrisi, quelli profondi e veri dei semplici. <br />Quelle danze e quei canti imparati anche dai fratelli di sempre, ma che ora stanno al di la del confine. Loro che con la balalaika, accompagnano gli stessi passi, le stesse note, le stesse canzoni e vivono le stesse emozioni. Tutte quelle raccolte nella profondità degli occhi, di quei vecchi fratelli di un tempo.<br />Si sa, la musica è la lingua dei popoli. Quella che unisce, non quella che divide. Quella parlata con il cuore e il cuore abbatte ogni confine “senza di colpo ferire”. Il cuore è disarmato e disarma!<br />Quanta gioia raccolta in quello scrigno di occhi vecchi.<br />Gli occhi degli ormai antichi e solenni madri e padri con davanti a loro meno tempo di quello che spinge le loro spalle incurvate. <br />I vecchi sono leggenda. Sono dei miti. Sono racconti colorati di favola. Hanno incise nelle pieghe dei loro corpi stanchi anche tante fatiche. Tante tribolazioni. <br />Tanto sudore versato, lacrime e tanti sospiri. Si quelli che ritmano l’alternarsi del dispiacere con la speranza di cose buone e belle.<br />I sospiri di un apparente impotenza di fronte ai fatti della vita ma che scivolano via subito per far posto al coraggio, al non perdersi d’animo al non lasciare nulla di intentato. Loro sanno che c’è sempre una via di fuga e una soluzione a tutto.<br />Anche dentro l’orrore di una guerra. Di ogni guerra, vicina o lontana che sia.<br />Loro sanno, nella loro saggezza, quella dei semplici, che basterebbe poco per trovare una soluzione e porre fine a ingiustificati delitti e omicidi. Basterebbe incrociare lo sguardo. Guardarsi negli occhi e far parlare loro.<br />Gli occhi che penetrano, non conoscono la parola “nemico”. <br />Siamo uguali. Tutti. Siamo fratelli. Cantiamo e danziamo le stesse antiche danze. <br />Il colore del sangue che scorre nelle vene è dello stesso colore. Il colore del cuore e, chi c’è là, non può che amare. I vecchi ci insegnano che alla fine ciò che conta non è ciò che hai, ma ciò che sei!<br />Rivestiti di dolore, hanno perso la fiducia nell’uomo e ricorrono a Colui nel quale hanno creduto da sempre. Segnano sui loro corpi segni di croce accompagnandoli con silenti preghiere. Lo sanno e ce lo dicono: l’unica ancòra di salvezza sta in Dio. Lui solo può arrivare dove non arrivano gli uomini.<br /><br />Giù le mani dalle donne. Giù le mani dagli uomini. Ancor più, giù le mani dai bambini! Ma come non poter dire, con amara tenerezza: giù le mani dagli anziani. Dai malati. Dai deboli. Dai disabili!<br />I vecchi della guerra sono quelli uccisi due volte. Vengono ammazzate prima la loro faticosa esistenza con il legittimo desiderio di vivere in serenità gli ultimi tempi di vita terrena e poi la speranza di vedere felici i figli e i figli dei loro figli.<br />Quegli occhi, un tempo carichi di sorrisi ora vagano mendicanti di un senso da dare a ciò che vedono. Un senso che non c’è. <br />Una vita a costruire. Lunghi giorni, mesi, anni per edificare e … pochi attimi per vedere tutto demolito. Tutta una vita che diventa polvere. <br />Quegli occhi vagano alla ricerca di luce e di senso, ma un senso e una luce – a tutto questo - non c’è.<br /><br />Ora quegli occhi sono di pietra, come le mani incallite, come la pelle indurita dal tempo. Rigati da lacrime assorbite dalla disperazione. Lacrime impigliate nelle ciglia che colorano tutto di grigio e di buio. Ricoperti da un velo di terrore che ci guardano. Vogliono parlarci con la lingua del cuore. <br />Quegli occhi anziani e stanchi, cercano i nostri. Tremano di paura. No, non può essere che giunti ormai al tempo ultimo della vita, si viva di paura, di terrore, di pianto, di morte procurata.<br />Ci cercano e ci vogliono dire: almeno voi che questo orrore lo vedete solo nelle immagini, fate qualcosa. Si, aiutateci prima di tutto. Ma più ancora aiutatevi finché siete in tempo a far sì che tutto questo non abbia mai più a ripetersi.<br />Non schieratevi dalla parte degli interessi di pochi. Spezzate il pane della vita con chi la ama davvero, con chi la cerca, con chi gli è stata spezzata.<br />Fanno appello alla parte sana del mondo, che grazie a Dio esiste ancora ed è in maggioranza. Gli anziani sono saggezza e consiglio. Sanno per esperienza dove sta di casa il bene. Ce lo vogliono gridare, anche con la voce roca e fiacca.<br />“Dove ci stanno portando?” chiede una vecchietta disorientata, paralizzata nel corpo e nell’anima, mentre, avvolta da una coperta sotto un soffice berretto di lana, viene adagiata con la sua carrozzina in un pullman che la porterà via, con tutti gli altri, da quello che era il suo mondo, i suoi affetti, la sua sicurezza. Immagini strazianti.<br />Poco prima erano state due braccia forti di un giovane robusto a sostenerla e accompagnarla. Un giovane vigoroso che se la teneva stretta mentre calpestava ciò che era rimasto a terra dal terribile bombardamento appena passato. <br />La fragilità di un’esistenza che è una storia sacra, è presa in braccio da chi ha ancora vita davanti a sé. <br />Agli anziani della guerra è stata rubato e ammazzato il piacere di consegnare ai più giovani il loro mondo bello. Si interrompe la catena della consegna.<br />“Non importa nonna. Non importa nonno, se mi lasciate nulla di ciò che avete costruito faticosamente. A me basta prendervi in braccio. Sollevare la vostra fragilità e i vostri dolori per portarvi più in là, al sicuro. Per alleviare il vostro dolore, che è il mio, ma che con voi in braccio è afflizione curata e lenita.” <br />Così sembrano i dire i tanti che si prendono cura degli anziani, dei malati e di chi convive con una disabilità.<br />Vi prendiamo in braccio, vecchi della guerra. Non tremate e non abbiate paura, anche se questo orrore ha ammazzato anche quella. <br />Ma mai nessuna guerra, può ammazzare la speranza e voi siete il monumento della speranza! Un faro che ci ricorda che la vita è sacra e mai nessuno ha il diritto di violentarla. <br />Giù le mani dai deboli! Nessuno gli tocchi se non per stringere loro le mani e guardargli negli per lasciar parlare il cuore. <br />Gli anziani ti raccontano la loro esistenza una cento mille volte, sempre la stessa storia … sentita e risentita. Ma è quella storia che li sostiene e li fa vivere. Ascoltarli con pazienza è garantire loro di sentirsi vivi. Facciamoli vivere. <br />Prima o poi lo saremo tutti, anziani, forse malati e fragili. Beh quello lo siamo anche in età giovanile. Non dovremmo mai dimenticarlo: nessun uomo neanche il più potente è esentato dalla sua fragilità. <br />... continua ...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49211954</guid><pubDate>Sat, 26 Mar 2022 22:49:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49211954/parole_sante_n_37_del_27_03_22_estratto_la_guerra_dei_vecchi.mp3" length="17219126" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>I VECCHI DELLA GUERRA&#13;
&#13;
C’è un termine che il nostro tempo dell’efficientismo non ama: vecchio.&#13;
Sembra che dire vecchio sia sinonimo di un qualcosa che disturba, che non c’entra niente significa solo “Che è molto avanti negli anni”. Colui che si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I VECCHI DELLA GUERRA<br /><br />C’è un termine che il nostro tempo dell’efficientismo non ama: vecchio.<br />Sembra che dire vecchio sia sinonimo di un qualcosa che disturba, che non c’entra niente significa solo “Che è molto avanti negli anni”. Colui che si trova nell’arco di tempo in cui non si produce più e quindi, per la logica imperante moderna, ciò che non è produttivo non ha valore. Grazie a Dio non tutti la pensano così.<br />Non ci deve spaventare che tutti - inevitabilmente – andiamo avanti con gli anni. Che tutti diventiamo – o già lo siamo – vecchi.<br />Quindi oggi uso con tanta deferenza e rispetto questo termine e non altri.<br /><br />“Vecchio” è sinonimo di storia vissuta, di ricchezza e lunga esperienza di umanità. Vecchio è sinonimo di sacralità della vita!<br />I vecchi si sa, hanno il passo lento. Poggiano su gambe stanche che già hanno consumato tante energie nel tempo andato. <br />L’incedere lento sembra portare con sé tutta la pesantezza di una vita. <br />Se entri nei loro sguardi, vi leggi il racconto di pagine di storia, di tanti anni di esistenza.<br />Lì, dentro a quegli occhi, ci sono i sorrisi dei figli, dei nipoti, degli affetti cari. <br />C’è la gioia dei compleanni e delle ricorrenze comandate. <br />Il piacere dei pasti, semplici e gustosi. Dei canti accompagnati dal suono tipico della bandura strumento popolare ucraino, a corde pizzicate … un delicato mordere le corde per dare ritmo e suono alle tradizionali danze imparate sin da piccoli. Quel cantare e danzare in cerchio, stretti con le braccia sulle spalle del vicino e … ondulare, ondulare, …vibrare, vibrare e cantare, si cantare … che bello … quando non si aveva che poco o nulla e lo stare insieme per danzare e cantare era tutto un piacere, una festa. Quanti sorrisi, quelli profondi e veri dei semplici. <br />Quelle danze e quei canti imparati anche dai fratelli di sempre, ma che ora stanno al di la del confine. Loro che con la balalaika, accompagnano gli stessi passi, le stesse note, le stesse canzoni e vivono le stesse emozioni. Tutte quelle raccolte nella profondità degli occhi, di quei vecchi fratelli di un tempo.<br />Si sa, la musica è la lingua dei popoli. Quella che unisce, non quella che divide. Quella parlata con il cuore e il cuore abbatte ogni confine “senza di colpo ferire”. Il cuore è disarmato e disarma!<br />Quanta gioia raccolta in quello scrigno di occhi vecchi.<br />Gli occhi degli ormai antichi e solenni madri e padri con davanti a loro meno tempo di quello che spinge le loro spalle incurvate. <br />I vecchi sono leggenda. Sono dei miti. Sono racconti colorati di favola. Hanno incise nelle pieghe dei loro corpi stanchi anche tante fatiche. Tante tribolazioni. <br />Tanto sudore versato, lacrime e tanti sospiri. Si quelli che ritmano l’alternarsi del dispiacere con la speranza di cose buone e belle.<br />I sospiri di un apparente impotenza di fronte ai fatti della vita ma che scivolano via subito per far posto al coraggio, al non perdersi d’animo al non lasciare nulla di intentato. Loro sanno che c’è sempre una via di fuga e una soluzione a tutto.<br />Anche dentro l’orrore di una guerra. Di ogni guerra, vicina o lontana che sia.<br />Loro sanno, nella loro saggezza, quella dei semplici, che basterebbe poco per trovare una soluzione e porre fine a ingiustificati delitti e omicidi. Basterebbe incrociare lo sguardo. Guardarsi negli occhi e far parlare loro.<br />Gli occhi che penetrano, non conoscono la parola “nemico”. <br />Siamo uguali. Tutti. Siamo fratelli. Cantiamo e danziamo le stesse antiche danze. <br />Il colore del sangue che scorre nelle vene è dello stesso colore. Il colore del cuore e, chi c’è là, non può che amare. I vecchi ci insegnano che alla fine ciò che conta non è ciò che hai, ma ciò che sei!<br />Rivestiti di dolore, hanno perso la fiducia nell’uomo e ricorrono a Colui nel quale hanno creduto da sempre. Segnano sui loro corpi segni di croce accompagnandoli con silenti preghiere. Lo sanno e ce...]]></itunes:summary><itunes:duration>1077</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8ca3dc97b8375636cbaa6799b0a842e.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"I bambini della guerra" del 20-03-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-bambini-della-guerra-del-20-03-22--49118064</link><description><![CDATA[Spesso lasciati soli. Abbandonati e affidati ad un signore sconosciuto: il “signor destino” e chiedere a lui che si prenda cura di loro. <br />Lasciati lì e accompagnati dalle lacrime del distacco, unica sicurezza di fronte al pericolo, resta il consegnargli alla speranza. <br />Sperare che si salvino, intanto. Sperare che trovino qualcuno che si prenda cura di loro. Sperare che l’inferno finisca presto e le strade e le case rifioriscano di vita.<br />Sperare. Sperare. Sperare.<br />Ma perché un bambino deve essere consegnato all’incertezza e all’ignoto, avvolto solo dalla coperta della speranza?<br />Spezza il cuore sapere di minori soli che sconfinano gli stati, soli! Senza la stretta di mano rasserenante di un papà costretto ad imbracciare un fucile, a innalzare barricate, trasportare feriti e peggio ancora, seppellire morti.<br />Un papà è sinonimo di sicurezza e protezione. È saggezza. È il super eroe. È il cavallo da montare nel gioco in un prato. È la spinta in un’altalena o in una giostrina. È chi ti porta sulle spalle, ti fa sentire grande e ti fa toccare il cielo con un dito.<br />Questo è o almeno dovrebbe essere un papà. È colui che si fa in quattro pensando al tuo futuro, che lo desidera magari migliore del suo. <br />No. Non può essere solo racchiuso in una foto che ti porti appresso, mentre tu sei stato consegnato alla speranza e lui è lontano con tutti gli altri uomini a difendere il prato in cui poter tornare a giocare e la casa in cui tornare ad abbeverarsi di affetti, ora disgregati ma impossibili da sopire.<br />Un bambino non può e non deve essere privato di tutto questo. Un bambino ha bisogno del suo papà e della sua mamma. Non può essere lasciato solo. <br />Quando si è soli ti fa compagnia la paura e la paura non è solo cattiva consigliera ma è anche nemica della serenità, quella che tutti i bambini dovrebbero avere. <br />È un loro diritto perché è una necessità, un bisogno primario, tanto quanto il mangiare, bere, …<br /><br />I bambini sono anche quelli che ci insegnano a non disperare: “Non piangere mamma, non piangere papà, non mi piace vedervi piangere. Mi fa male”. <br />Sono una forza. Sono la primavera! Sono come quelle piantine che nascono anche in mezzo ai rovi o tra le crepe dei sassi. <br />È talmente forte il bisogno di vita che spinge anche oltre le condizioni esterne, spesso avverse e contrarie.<br />I bambini ci dicono che la vita vince sempre. Sempre. <br />Ci possiamo rivolgere ai tanti bambini disperati quelli siriani, palestinesi, afgani, yemeniti, etiopi a quelli del Mali, del Congo, del Sud Sudan, della Somalia, a quelli giunti in Libia dopo estenuanti e lunghi giorni di cammino, a quelli oggi dell’Ucraina.<br />A loro non possiamo che dire:<br />Non piangere bambino. Non piangere bambina.   Voi, dai nomi a noi impronunciabili, ma che dicono della vostra unicità e originalità. Unici e irripetibili, come i nostri bambini, quelli nati dalla parte più fortunata del mondo. <br />Vi vorremmo chiamare tutti per nome. Quei nomi affidati a voi da chi vi ha dato vita, ai quali va tutto il nostro affetto. Nomi che spesso diventano nomignoli, a voi bambini piace tanto. <br />Non piangete. Ci stiamo prendendo cura di voi. Vogliamo prenderci cura di voi. Non siete soli. Guardate… Sentite… Siamo in tanti. <br />Non vi deluda sapere che non siamo tutti, purtroppo c’è ancora qualcuno che vi divide in nazionalità e religione e chiude le porte a molti di voi e ai vostri cari. <br />Per questi sembra che non ci sia posto a casa nostra. Noi sappiamo che non è così. Ma… tant’è.<br />Ma voi state tranquilli. Siamo in tanti lo stesso. Siamo un numero sufficiente per far si che il bene e la bontà prendano il sopravvento. Voi ce lo ricordate che il bene vince sempre! E noi vogliamo essere lo strumento del bene. Per voi e con voi.<br />Dio solo sa quanto vorremmo salvarvi tutti. Riempirvi di tenerezza per essere avvolti dalla vostra tenerezza, quella che solo i bambini sanno garantire.<br />Tranquilli. Non piangete. <br />Non vi avvolge il freddo, ma il calore dei nostri cuori. Siamo noi la vostra casa, la vostra scuola, la vostra tavola apparecchiata. <br />Voi siete le nostre lacrime che altro non sono che perle preziose, perché siete preziosi. Siete preziosi per questa umanità che noi grandi abbiamo sterilizzato con la nostra ricerca di benessere ad ogni costo. Dove abbiamo anteposto gli interessi alla fraternità, spesso incuranti che lo stare bene è di casa nel nostro cuore. Che il tesoro prezioso della vita è racchiuso nel cuore. Che la vera ricchezza sta nell’accogliere, nel donare, nel condividere, nel perdere e nel perdersi nell’amore regalato e condiviso.<br />Ce lo ricorda anche Gesù: "L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda". (Lc 6,45) <br />E noi, guardando voi, vogliamo essere buoni! Insegnateci ad essere buoni.<br />Vogliamo imparare da voi e urlare al mondo che la risposta ad ogni guerra è la vita!<br />Il mondo è pieno di bella gente.<br />Mai un bambino dovrebbe soffrire per la guerra. Giù le mani dai bambini.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49118064</guid><pubDate>Sun, 20 Mar 2022 08:30:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49118064/parole_sante_n_36_del_20_03_22_i_bambini_della_guerra.mp3" length="19066924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Spesso lasciati soli. Abbandonati e affidati ad un signore sconosciuto: il “signor destino” e chiedere a lui che si prenda cura di loro. &#13;
Lasciati lì e accompagnati dalle lacrime del distacco, unica sicurezza di fronte al pericolo, resta il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spesso lasciati soli. Abbandonati e affidati ad un signore sconosciuto: il “signor destino” e chiedere a lui che si prenda cura di loro. <br />Lasciati lì e accompagnati dalle lacrime del distacco, unica sicurezza di fronte al pericolo, resta il consegnargli alla speranza. <br />Sperare che si salvino, intanto. Sperare che trovino qualcuno che si prenda cura di loro. Sperare che l’inferno finisca presto e le strade e le case rifioriscano di vita.<br />Sperare. Sperare. Sperare.<br />Ma perché un bambino deve essere consegnato all’incertezza e all’ignoto, avvolto solo dalla coperta della speranza?<br />Spezza il cuore sapere di minori soli che sconfinano gli stati, soli! Senza la stretta di mano rasserenante di un papà costretto ad imbracciare un fucile, a innalzare barricate, trasportare feriti e peggio ancora, seppellire morti.<br />Un papà è sinonimo di sicurezza e protezione. È saggezza. È il super eroe. È il cavallo da montare nel gioco in un prato. È la spinta in un’altalena o in una giostrina. È chi ti porta sulle spalle, ti fa sentire grande e ti fa toccare il cielo con un dito.<br />Questo è o almeno dovrebbe essere un papà. È colui che si fa in quattro pensando al tuo futuro, che lo desidera magari migliore del suo. <br />No. Non può essere solo racchiuso in una foto che ti porti appresso, mentre tu sei stato consegnato alla speranza e lui è lontano con tutti gli altri uomini a difendere il prato in cui poter tornare a giocare e la casa in cui tornare ad abbeverarsi di affetti, ora disgregati ma impossibili da sopire.<br />Un bambino non può e non deve essere privato di tutto questo. Un bambino ha bisogno del suo papà e della sua mamma. Non può essere lasciato solo. <br />Quando si è soli ti fa compagnia la paura e la paura non è solo cattiva consigliera ma è anche nemica della serenità, quella che tutti i bambini dovrebbero avere. <br />È un loro diritto perché è una necessità, un bisogno primario, tanto quanto il mangiare, bere, …<br /><br />I bambini sono anche quelli che ci insegnano a non disperare: “Non piangere mamma, non piangere papà, non mi piace vedervi piangere. Mi fa male”. <br />Sono una forza. Sono la primavera! Sono come quelle piantine che nascono anche in mezzo ai rovi o tra le crepe dei sassi. <br />È talmente forte il bisogno di vita che spinge anche oltre le condizioni esterne, spesso avverse e contrarie.<br />I bambini ci dicono che la vita vince sempre. Sempre. <br />Ci possiamo rivolgere ai tanti bambini disperati quelli siriani, palestinesi, afgani, yemeniti, etiopi a quelli del Mali, del Congo, del Sud Sudan, della Somalia, a quelli giunti in Libia dopo estenuanti e lunghi giorni di cammino, a quelli oggi dell’Ucraina.<br />A loro non possiamo che dire:<br />Non piangere bambino. Non piangere bambina.   Voi, dai nomi a noi impronunciabili, ma che dicono della vostra unicità e originalità. Unici e irripetibili, come i nostri bambini, quelli nati dalla parte più fortunata del mondo. <br />Vi vorremmo chiamare tutti per nome. Quei nomi affidati a voi da chi vi ha dato vita, ai quali va tutto il nostro affetto. Nomi che spesso diventano nomignoli, a voi bambini piace tanto. <br />Non piangete. Ci stiamo prendendo cura di voi. Vogliamo prenderci cura di voi. Non siete soli. Guardate… Sentite… Siamo in tanti. <br />Non vi deluda sapere che non siamo tutti, purtroppo c’è ancora qualcuno che vi divide in nazionalità e religione e chiude le porte a molti di voi e ai vostri cari. <br />Per questi sembra che non ci sia posto a casa nostra. Noi sappiamo che non è così. Ma… tant’è.<br />Ma voi state tranquilli. Siamo in tanti lo stesso. Siamo un numero sufficiente per far si che il bene e la bontà prendano il sopravvento. Voi ce lo ricordate che il bene vince sempre! E noi vogliamo essere lo strumento del bene. Per voi e con voi.<br />Dio solo sa quanto vorremmo salvarvi tutti. Riempirvi di tenerezza per essere avvolti dalla vostra tenerezza, quella che solo i bambini sanno garantire.<br />Tranquilli....]]></itunes:summary><itunes:duration>1192</itunes:duration><itunes:keywords>bagnara,bambini,fabrizio,guerra</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/50e163ab7e0c3ecd528c38ce73f55d0f.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giù le mani dai bambini! I bambini della guerra.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giu-le-mani-dai-bambini-i-bambini-della-guerra--49119147</link><description><![CDATA[Giù le mani dai bambini! Sempre e comunque!<br />Con il poeta, potremmo cantare “Oh Futuro. Meraviglioso futuro. Non essere crudele con i bambini”.<br />Spesso lasciati soli. Abbandonati e affidati ad un signore sconosciuto: il “signor destino” e chiedere a lui che si prenda cura di loro. <br />Lasciati lì e accompagnati dalle lacrime del distacco, unica sicurezza di fronte al pericolo, resta il consegnargli alla speranza. <br />Sperare che si salvino, intanto. Sperare che trovino qualcuno che si prenda cura di loro. Sperare che l’inferno finisca presto e le strade e le case rifioriscano di vita.<br />Sperare. Sperare. Sperare.<br />Ma perché un bambino deve essere consegnato all’incertezza e all’ignoto, avvolto solo dalla coperta della speranza?<br />Spezza il cuore sapere di minori soli che sconfinano gli stati, soli! Senza la stretta di mano rasserenante di un papà costretto ad imbracciare un fucile, a innalzare barricate, trasportare feriti e peggio ancora, seppellire morti.<br />Un papà è sinonimo di sicurezza e protezione. È saggezza. È il super eroe. È il cavallo da montare nel gioco in un prato. È la spinta in un’altalena o in una giostrina. È chi ti porta sulle spalle, ti fa sentire grande e ti fa toccare il cielo con un dito.<br />Questo è o almeno dovrebbe essere un papà. È colui che si fa in quattro pensando al tuo futuro, che lo desidera magari migliore del suo. <br />No. Non può essere solo racchiuso in una foto che ti porti appresso, mentre tu sei stato consegnato alla speranza e lui è lontano con tutti gli altri uomini a difendere il prato in cui poter tornare a giocare e la casa in cui tornare ad abbeverarsi di affetti, ora disgregati ma impossibili da sopire.<br />Un bambino non può e non deve essere privato di tutto questo. Un bambino ha bisogno del suo papà e della sua mamma. Non può essere lasciato solo. <br />Quando si è soli ti fa compagnia la paura e la paura non è solo cattiva consigliera ma è anche nemica della serenità, quella che tutti i bambini dovrebbero avere. <br />È un loro diritto perché è una necessità, un bisogno primario, tanto quanto il mangiare, bere, …<br /><br />I bambini sono anche quelli che ci insegnano a non disperare: “Non piangere mamma, non piangere papà, non mi piace vedervi piangere. Mi fa male”. <br />Sono una forza. Sono la primavera! Sono come quelle piantine che nascono anche in mezzo ai rovi o tra le crepe dei sassi. <br />È talmente forte il bisogno di vita che spinge anche oltre le condizioni esterne, spesso avverse e contrarie.<br />I bambini ci dicono che la vita vince sempre. Sempre. <br />Ci possiamo rivolgere ai tanti bambini disperati quelli siriani, palestinesi, afgani, yemeniti, etiopi a quelli del Mali, del Congo, del Sud Sudan, della Somalia, a quelli giunti in Libia dopo estenuanti e lunghi giorni di cammino, a quelli oggi dell’Ucraina.<br />A loro non possiamo che dire:<br />Non piangere bambino. Non piangere bambina.   Voi, dai nomi a noi impronunciabili, ma che dicono della vostra unicità e originalità. Unici e irripetibili, come i nostri bambini, quelli nati dalla parte più fortunata del mondo. <br />Vi vorremmo chiamare tutti per nome. Quei nomi affidati a voi da chi vi ha dato vita, ai quali va tutto il nostro affetto. Nomi che spesso diventano nomignoli, a voi bambini piace tanto. <br />Non piangete. Ci stiamo prendendo cura di voi. Vogliamo prenderci cura di voi. Non siete soli. Guardate… Sentite… Siamo in tanti. <br />Non vi deluda sapere che non siamo tutti, purtroppo c’è ancora qualcuno che vi divide in nazionalità e religione e chiude le porte a molti di voi e ai vostri cari. <br />Per questi sembra che non ci sia posto a casa nostra. Noi sappiamo che non è così. Ma… tant’è.<br />Ma voi state tranquilli. Siamo in tanti lo stesso. Siamo un numero sufficiente per far si che il bene e la bontà prendano il sopravvento. Voi ce lo ricordate che il bene vince sempre! E noi vogliamo essere lo strumento del bene. Per voi e con voi.<br />Dio solo sa quanto vorremmo salvarvi tutti. Riempirvi di tenerezza per essere avvolti dalla vostra tenerezza, quella che solo i bambini sanno garantire.<br />Tranquilli. Non piangete. <br />Non vi avvolge il freddo, ma il calore dei nostri cuori. Siamo noi la vostra casa, la vostra scuola, la vostra tavola apparecchiata. <br />Voi siete le nostre lacrime che altro non sono che perle preziose, perché siete preziosi. Siete preziosi per questa umanità che noi grandi abbiamo sterilizzato con la nostra ricerca di benessere ad ogni costo. Dove abbiamo anteposto gli interessi alla fraternità, spesso incuranti che lo stare bene è di casa nel nostro cuore. Che il tesoro prezioso della vita è racchiuso nel cuore. Che la vera ricchezza sta nell’accogliere, nel donare, nel condividere, nel perdere e nel perdersi nell’amore regalato e condiviso.<br />Ce lo ricorda anche Gesù: "L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda". (Lc 6,45) <br />E noi, guardando voi, vogliamo essere buoni! Insegnateci ad essere buoni.<br />Vogliamo imparare da voi e urlare al mondo che la risposta ad ogni guerra è la vita!<br />Il mondo è pieno di bella gente.<br />Mai un bambino dovrebbe soffrire per la guerra. Giù le mani dai bambini.<br /><br />Romantic Contemplative Nature by MusicLFiles<br />Link: <a href="https://filmmusic.io/song/8033-romantic-contemplative-nature" rel="noopener">https://filmmusic.io/song/8033-romantic-contemplative-nature</a><br />License: <a href="https://filmmusic.io/standard-license" rel="noopener">https://filmmusic.io/standard-license</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49119147</guid><pubDate>Sat, 19 Mar 2022 22:12:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49119147/gi_le_mani_dai_bambini.mp3" length="7116771" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Giù le mani dai bambini! Sempre e comunque!&#13;
Con il poeta, potremmo cantare “Oh Futuro. Meraviglioso futuro. Non essere crudele con i bambini”.&#13;
Spesso lasciati soli. Abbandonati e affidati ad un signore sconosciuto: il “signor destino” e chiedere a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giù le mani dai bambini! Sempre e comunque!<br />Con il poeta, potremmo cantare “Oh Futuro. Meraviglioso futuro. Non essere crudele con i bambini”.<br />Spesso lasciati soli. Abbandonati e affidati ad un signore sconosciuto: il “signor destino” e chiedere a lui che si prenda cura di loro. <br />Lasciati lì e accompagnati dalle lacrime del distacco, unica sicurezza di fronte al pericolo, resta il consegnargli alla speranza. <br />Sperare che si salvino, intanto. Sperare che trovino qualcuno che si prenda cura di loro. Sperare che l’inferno finisca presto e le strade e le case rifioriscano di vita.<br />Sperare. Sperare. Sperare.<br />Ma perché un bambino deve essere consegnato all’incertezza e all’ignoto, avvolto solo dalla coperta della speranza?<br />Spezza il cuore sapere di minori soli che sconfinano gli stati, soli! Senza la stretta di mano rasserenante di un papà costretto ad imbracciare un fucile, a innalzare barricate, trasportare feriti e peggio ancora, seppellire morti.<br />Un papà è sinonimo di sicurezza e protezione. È saggezza. È il super eroe. È il cavallo da montare nel gioco in un prato. È la spinta in un’altalena o in una giostrina. È chi ti porta sulle spalle, ti fa sentire grande e ti fa toccare il cielo con un dito.<br />Questo è o almeno dovrebbe essere un papà. È colui che si fa in quattro pensando al tuo futuro, che lo desidera magari migliore del suo. <br />No. Non può essere solo racchiuso in una foto che ti porti appresso, mentre tu sei stato consegnato alla speranza e lui è lontano con tutti gli altri uomini a difendere il prato in cui poter tornare a giocare e la casa in cui tornare ad abbeverarsi di affetti, ora disgregati ma impossibili da sopire.<br />Un bambino non può e non deve essere privato di tutto questo. Un bambino ha bisogno del suo papà e della sua mamma. Non può essere lasciato solo. <br />Quando si è soli ti fa compagnia la paura e la paura non è solo cattiva consigliera ma è anche nemica della serenità, quella che tutti i bambini dovrebbero avere. <br />È un loro diritto perché è una necessità, un bisogno primario, tanto quanto il mangiare, bere, …<br /><br />I bambini sono anche quelli che ci insegnano a non disperare: “Non piangere mamma, non piangere papà, non mi piace vedervi piangere. Mi fa male”. <br />Sono una forza. Sono la primavera! Sono come quelle piantine che nascono anche in mezzo ai rovi o tra le crepe dei sassi. <br />È talmente forte il bisogno di vita che spinge anche oltre le condizioni esterne, spesso avverse e contrarie.<br />I bambini ci dicono che la vita vince sempre. Sempre. <br />Ci possiamo rivolgere ai tanti bambini disperati quelli siriani, palestinesi, afgani, yemeniti, etiopi a quelli del Mali, del Congo, del Sud Sudan, della Somalia, a quelli giunti in Libia dopo estenuanti e lunghi giorni di cammino, a quelli oggi dell’Ucraina.<br />A loro non possiamo che dire:<br />Non piangere bambino. Non piangere bambina.   Voi, dai nomi a noi impronunciabili, ma che dicono della vostra unicità e originalità. Unici e irripetibili, come i nostri bambini, quelli nati dalla parte più fortunata del mondo. <br />Vi vorremmo chiamare tutti per nome. Quei nomi affidati a voi da chi vi ha dato vita, ai quali va tutto il nostro affetto. Nomi che spesso diventano nomignoli, a voi bambini piace tanto. <br />Non piangete. Ci stiamo prendendo cura di voi. Vogliamo prenderci cura di voi. Non siete soli. Guardate… Sentite… Siamo in tanti. <br />Non vi deluda sapere che non siamo tutti, purtroppo c’è ancora qualcuno che vi divide in nazionalità e religione e chiude le porte a molti di voi e ai vostri cari. <br />Per questi sembra che non ci sia posto a casa nostra. Noi sappiamo che non è così. Ma… tant’è.<br />Ma voi state tranquilli. Siamo in tanti lo stesso. Siamo un numero sufficiente per far si che il bene e la bontà prendano il sopravvento. Voi ce lo ricordate che il bene vince sempre! E noi vogliamo essere lo strumento del bene. Per voi e con voi.<br />Dio solo sa...]]></itunes:summary><itunes:duration>445</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,guerra,papà</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/321cdad16cc117f656fd8886b205ea12.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"La guerra delle donne" del 13-03-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerra-delle-donne-del-13-03-22--49040133</link><description><![CDATA[Omaggio alle donne della guerra. Puntata di Parole Sante, in onda su Regional Radio la domenica alle 9,10 il lunedì e il sabato alle 9.00.<br /><br />LA GUERRA DELLE DONNE - Omaggio alle donne<br /><br />Sono donne …<br />Apparentemente ancora bambine con bambini in braccio, presi per mano o spinti nei loro passeggini. Scappano. Spesso sole o sostenendo anche madri e nonne. Scappano via. Sole. Senza i loro uomini. Sono le donne ucraine in fuga, di oggi.<br />Altre sono in attesa che l’orrore finisca. Proteggono loro e i loro figli negli scantinati dei palazzi, spesso quelli dei vicini, degli alberghi, delle chiese o della metropolitana, dove c’è. La paura colora i loro occhi che si confondono con l’abbozzo di uno stentato sorriso, per tranquillizzare le loro creature. È duro sorridere per rasserenare, quando hai la morte nel cuore. Loro ci riescono. Sono le giovani donne ucraine di oggi.<br />Sono donne …<br />Sono anziane, hanno già conosciuto l’orrore della guerra. Vorrebbero correre, ma il corpo appesantito dall’età lo impedisce loro. Conoscono la terrificante lingua parlata dai colpi che perforano i timpani. Una mano tesa in cerca di sostegno all’incedere stanco e faticoso, e nell’altra una busta o un piccolo bagaglio, tutto ciò che resta di una vita, spesso faticosa intrisa di sacrifici e difficoltà. Spesso neanche una foto ricordo che le leghi ai loro affetti, rimaste sotto le macerie. Una vita infranta. Sono le vecchie donne ucraine, di oggi.<br />Sono donne …<br />Giovani donne coraggiose e colte che hanno attivato i presidi di resistenza. Da luoghi segreti, in contatto con il mondo via web. Resistere. Resistere alla logica della violenza, di questa e di ogni violenza che nel quotidiano fa scrivere pagine di cronaca nera, di ieri e di oggi. Donne vittime. Donne paladine di ogni giustizia, verità e libertà, in una parola: pace! Sono le giovanissime colte e battagliere donne ucraine, di oggi.<br />Sono donne …<br />Una focaccia, un thè caldo, una videochiamata alla mamma e qualche carezza, è stata la risposta delle donne al giovane e spaesato militare russo, caduto nelle loro mani. La risposta delle donne alla cattiveria, parte dal cuore. Dal cuore di mamma, che non fa distinzione su chi potrebbe essergli figlio. Il linguaggio delle donne è quello della passione: l’amore. Sono le mamme ucraine e del mondo, di oggi e di sempre.<br />Sono donne …<br />Isolate da ogni comunicazione libera, sono mamme, nonne e sorelle che piangono la morte dei loro “bambini” mandati a combattere, senza sapere dove e perché, e che in un campo di battaglia sono rimasti. Per sempre. Sono russe. Pugnalate dal più terribile dolore, quello di perdere un figlio. La loro rabbia non può superare i confini geografici del loro Paese. Deve restare lì. Deve restare repressa, non ci si può ribellare. Una guerra sulla guerra. Piangono le donne russe. Piangono con rassegnata dignità i loro figli, visti partire e non vederli mai più. Sono le donne russe, avvolte dal silenzio, nel loro dolore. O quelle coraggiose che scendono in piazza a gridare il loro dissenso, pur sapendo di essere silenziate e rinchiuse. Donne coraggio! Di queste piazze e delle tante piazze del mondo nella storia.<br />Sono donne …<br />Piangono le mamme siriane, palestinesi, yemenite, afgane e di ogni terra dove la crudeltà di guerre - sempre assurde – strappano loro gli affetti e le condannano a vivere con la morte nel cuore. Sono le donne del mondo che piangono senza ormai nessuna lacrima. Le donne con i figli tra le ginocchia, come quella Donna che duemila anni fa, ha accolto nel suo grembo il corpo morto in croce del figlio. Il Figlio. Quello al quale Lei, ci invita a guardare, invocare e accogliere. Grande Donna. Kaìre Maria. Ave Maria, silenziosamente sussurriamo in questi giorni. Si, solo una mamma può capire. Lei, la trafitta dai 7 dolori. Stabat Mater dolorosa sotto la croce di ogni morte di un figlio, di ogni uomo. Così come queste donne. Grandi donne.<br />Sono donne …<br />Le donne del mondo. Loro non sono ammesse nei talk televisivi degli esperti, templi dei maschi. Non hanno voce nel commentare. Loro hanno la spinta del fare. Stanno nelle retrovie, quelle necessarie per non far dimenticare il volto umano degli umani. Loro sono … “speranza”! Si sporcano le mani. Portano pesi ben oltre i 25 chili. Organizzano raccolte, aprono le porte di casa, preparano letti e la mensa. <br />Loro sono a capo del popolo del bene. Sono la spinta necessaria perché le barbarie non deformino il volto dell’umanità. <br />Sono il cuore che ama, insegna ad amare, regalando amore. Sono le donne di ogni dove e di ogni tempo.<br />La guerra delle donne, ha il colore dell’amore!<br />Viva le donne. Imperitura primavera del genere umano. <br />Dio vi benedica, donne!<br />Dio Benedica l’Ucraina e ogni terra in guerra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49040133</guid><pubDate>Sun, 13 Mar 2022 08:30:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49040133/parole_sante_n_36_del_13_03_22_la_guerra_delle_donne.mp3" length="28582137" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Omaggio alle donne della guerra. Puntata di Parole Sante, in onda su Regional Radio la domenica alle 9,10 il lunedì e il sabato alle 9.00.&#13;
&#13;
LA GUERRA DELLE DONNE - Omaggio alle donne&#13;
&#13;
Sono donne …&#13;
Apparentemente ancora bambine con bambini in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Omaggio alle donne della guerra. Puntata di Parole Sante, in onda su Regional Radio la domenica alle 9,10 il lunedì e il sabato alle 9.00.<br /><br />LA GUERRA DELLE DONNE - Omaggio alle donne<br /><br />Sono donne …<br />Apparentemente ancora bambine con bambini in braccio, presi per mano o spinti nei loro passeggini. Scappano. Spesso sole o sostenendo anche madri e nonne. Scappano via. Sole. Senza i loro uomini. Sono le donne ucraine in fuga, di oggi.<br />Altre sono in attesa che l’orrore finisca. Proteggono loro e i loro figli negli scantinati dei palazzi, spesso quelli dei vicini, degli alberghi, delle chiese o della metropolitana, dove c’è. La paura colora i loro occhi che si confondono con l’abbozzo di uno stentato sorriso, per tranquillizzare le loro creature. È duro sorridere per rasserenare, quando hai la morte nel cuore. Loro ci riescono. Sono le giovani donne ucraine di oggi.<br />Sono donne …<br />Sono anziane, hanno già conosciuto l’orrore della guerra. Vorrebbero correre, ma il corpo appesantito dall’età lo impedisce loro. Conoscono la terrificante lingua parlata dai colpi che perforano i timpani. Una mano tesa in cerca di sostegno all’incedere stanco e faticoso, e nell’altra una busta o un piccolo bagaglio, tutto ciò che resta di una vita, spesso faticosa intrisa di sacrifici e difficoltà. Spesso neanche una foto ricordo che le leghi ai loro affetti, rimaste sotto le macerie. Una vita infranta. Sono le vecchie donne ucraine, di oggi.<br />Sono donne …<br />Giovani donne coraggiose e colte che hanno attivato i presidi di resistenza. Da luoghi segreti, in contatto con il mondo via web. Resistere. Resistere alla logica della violenza, di questa e di ogni violenza che nel quotidiano fa scrivere pagine di cronaca nera, di ieri e di oggi. Donne vittime. Donne paladine di ogni giustizia, verità e libertà, in una parola: pace! Sono le giovanissime colte e battagliere donne ucraine, di oggi.<br />Sono donne …<br />Una focaccia, un thè caldo, una videochiamata alla mamma e qualche carezza, è stata la risposta delle donne al giovane e spaesato militare russo, caduto nelle loro mani. La risposta delle donne alla cattiveria, parte dal cuore. Dal cuore di mamma, che non fa distinzione su chi potrebbe essergli figlio. Il linguaggio delle donne è quello della passione: l’amore. Sono le mamme ucraine e del mondo, di oggi e di sempre.<br />Sono donne …<br />Isolate da ogni comunicazione libera, sono mamme, nonne e sorelle che piangono la morte dei loro “bambini” mandati a combattere, senza sapere dove e perché, e che in un campo di battaglia sono rimasti. Per sempre. Sono russe. Pugnalate dal più terribile dolore, quello di perdere un figlio. La loro rabbia non può superare i confini geografici del loro Paese. Deve restare lì. Deve restare repressa, non ci si può ribellare. Una guerra sulla guerra. Piangono le donne russe. Piangono con rassegnata dignità i loro figli, visti partire e non vederli mai più. Sono le donne russe, avvolte dal silenzio, nel loro dolore. O quelle coraggiose che scendono in piazza a gridare il loro dissenso, pur sapendo di essere silenziate e rinchiuse. Donne coraggio! Di queste piazze e delle tante piazze del mondo nella storia.<br />Sono donne …<br />Piangono le mamme siriane, palestinesi, yemenite, afgane e di ogni terra dove la crudeltà di guerre - sempre assurde – strappano loro gli affetti e le condannano a vivere con la morte nel cuore. Sono le donne del mondo che piangono senza ormai nessuna lacrima. Le donne con i figli tra le ginocchia, come quella Donna che duemila anni fa, ha accolto nel suo grembo il corpo morto in croce del figlio. Il Figlio. Quello al quale Lei, ci invita a guardare, invocare e accogliere. Grande Donna. Kaìre Maria. Ave Maria, silenziosamente sussurriamo in questi giorni. Si, solo una mamma può capire. Lei, la trafitta dai 7 dolori. Stabat Mater dolorosa sotto la croce di ogni morte di un figlio, di ogni uomo. Così come queste donne. Grandi donne.<br />Sono donne …<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>1191</itunes:duration><itunes:keywords>donne,guerra,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/769217ed07cf10fed841455eb07b7f41.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"La casa della pace" del 06-03-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-casa-della-pace-del-06-03-22--48965601</link><description><![CDATA[In un tempo drammatico come questo, anche le favole aiutano ad alimentare i desideri di pace.<br />Chiamati a costruire una "casa della pace", può alimentare l'animo anche una storia di fantasia di Mario Lodi, La strabomba.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48965601</guid><pubDate>Sun, 06 Mar 2022 06:51:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48965601/parole_sante_n_35_del_06_03_22_la_casa_della_pace.mp3" length="31456025" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>In un tempo drammatico come questo, anche le favole aiutano ad alimentare i desideri di pace.&#13;
Chiamati a costruire una "casa della pace", può alimentare l'animo anche una storia di fantasia di Mario Lodi, La strabomba.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In un tempo drammatico come questo, anche le favole aiutano ad alimentare i desideri di pace.<br />Chiamati a costruire una "casa della pace", può alimentare l'animo anche una storia di fantasia di Mario Lodi, La strabomba.]]></itunes:summary><itunes:duration>1311</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0ffca2b23fa454c893912738fa64d274.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Artigiani di pace" del 27-02-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/artigiani-di-pace-del-27-02-22--48880852</link><description><![CDATA[Pace è un lavoro. La pace si ha come frutto di un lavoro artigianale. "Fratelli tutti" e "prendersi cura" le parole chiave:]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48880852</guid><pubDate>Sun, 27 Feb 2022 08:30:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48880852/parole_sante_n_34_del_27_02_22_artigiani_di_pace.mp3" length="29484302" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Pace è un lavoro. La pace si ha come frutto di un lavoro artigianale. "Fratelli tutti" e "prendersi cura" le parole chiave:</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Pace è un lavoro. La pace si ha come frutto di un lavoro artigianale. "Fratelli tutti" e "prendersi cura" le parole chiave:]]></itunes:summary><itunes:duration>1229</itunes:duration><itunes:keywords>artigiani,guerra,pace,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1feb1386589c1c6d193f6294b9e29195.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PAROLE SANTE del 20-02-22 Una mano lava l'altra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parole-sante-del-20-02-22-una-mano-lava-l-altra--48807721</link><description><![CDATA[Poco pensiamo alle mani come uno straordinario veicolo di comunicazione e di energia. La mani intrecciate potrebbero essere il logo del tempo di ripresa che ci stiamo riconquistando. Le mani giunte tra loro, aiutano la comunicazione con Dio e lo avvicinano di più alla terra.<br />Nell'arte e nei vangeli, troviamo significativi richiami alla potenza delle mani. Se le uniamo, davvero potremo rivoluzionare la vita, la storia, il mondo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48807721</guid><pubDate>Sun, 20 Feb 2022 17:14:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48807721/parole_sante_n_33_del_20_02_22_una_mano_lava_l_altra.mp3" length="31535646" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:subtitle>Poco pensiamo alle mani come uno straordinario veicolo di comunicazione e di energia. La mani intrecciate potrebbero essere il logo del tempo di ripresa che ci stiamo riconquistando. Le mani giunte tra loro, aiutano la comunicazione con Dio e lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Poco pensiamo alle mani come uno straordinario veicolo di comunicazione e di energia. La mani intrecciate potrebbero essere il logo del tempo di ripresa che ci stiamo riconquistando. Le mani giunte tra loro, aiutano la comunicazione con Dio e lo avvicinano di più alla terra.<br />Nell'arte e nei vangeli, troviamo significativi richiami alla potenza delle mani. Se le uniamo, davvero potremo rivoluzionare la vita, la storia, il mondo.]]></itunes:summary><itunes:duration>1314</itunes:duration><itunes:keywords>cielo,energia,logo,mani</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/735d6a8532ff0b50e7a3d7cd70d20f8f.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PAROLE SANTE del 13-02-22 Inverno dei fiori: dagli occhi, alla beatitudine</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parole-sante-del-13-02-22-inverno-dei-fiori-dagli-occhi-alla-beatitudine--48716588</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48716588</guid><pubDate>Sun, 13 Feb 2022 19:02:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48716588/parole_sante_n_32_del_13_02_22_inverno_dei_fiori.mp3" length="20085863" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:duration>1256</itunes:duration><itunes:keywords>beativoi,invernodeifiori,occhi</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/735d6a8532ff0b50e7a3d7cd70d20f8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PAROLE SANTE N. 28 del 16-01-22 ci si salva insieme</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parole-sante-n-28-del-16-01-22-ci-si-salva-insieme--48352096</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48352096</guid><pubDate>Tue, 18 Jan 2022 20:02:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48352096/parole_sante_n_28_del_16_01_22_padre_nostro.mp3" length="31953814" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:duration>1332</itunes:duration><itunes:keywords>nostro</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/735d6a8532ff0b50e7a3d7cd70d20f8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PAROLE SANTE N. 27 del 09-01-22 i magi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parole-sante-n-27-del-09-01-22-i-magi--48294936</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48294936</guid><pubDate>Fri, 14 Jan 2022 14:56:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/48294936/parole_sante_n_27_del_09_01_22_i_magi.mp3" length="31763852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabrizio Bagnara</itunes:author><itunes:duration>1324</itunes:duration><itunes:keywords>magi</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/735d6a8532ff0b50e7a3d7cd70d20f8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
