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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Musa - Museo del sale Cervia</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/musa-museo-del-sale-cervia--4993408</link><description><![CDATA[]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4993408/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright Museo del sale di Cervia</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg</url><title>Musa - Museo del sale Cervia</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/musa-museo-del-sale-cervia--4993408</link></image><lastBuildDate>Sat, 15 Mar 2025 01:21:16 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Museo del sale di Cervia</itunes:name><itunes:email>musa@comunecervia.it</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:category text="Society &amp; Culture"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Presepe di sale - Emilio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/presepe-di-sale-emilio--51883562</link><description><![CDATA[Si tratta di un presepe veramente originale esposto permanentemente nelle sale del museo, creato con grande pazienza nel 1992 da un anziano salinaro, Agostino Finchi. Sono circa 15 le statuette alte dai 10 ai 40 cm che rappresentano i personaggi classici della natività: Gesù bambino, Maria ,Giuseppe, il bue, l’asinello, i re magi ed i pastori. E' conservato in una teca di vetro che lo ripara dall’umidità mentre una lampada sempre accesa lo mantiene a una temperatura che varia da 25 a 30° per evitare che possa alterarsi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883562</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:41:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883562/5_emilio_presepe_di_sale.mp3" length="5369280" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Si tratta di un presepe veramente originale esposto permanentemente nelle sale del museo, creato con grande pazienza nel 1992 da un anziano salinaro, Agostino Finchi. 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E' conservato in una teca di vetro che lo ripara dall’umidità mentre una lampada sempre accesa lo mantiene a una temperatura che varia da 25 a 30° per evitare che possa alterarsi.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,ecoturismo,presepe,sale,saledolce,saledolcedicervia,saline,salinedicervia,turismosostenibile</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La salina Camillone - Verdiana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-salina-camillone-verdiana--51883559</link><description><![CDATA[Sulla Via Salara in direzione Forlì, sulla sinistra si trova la salina Camillone. Questa resta l’ultima delle saline artigianali che prima della trasformazione erano circa 150. E’ sezione all’aperto di MUSA, museo del sale di Cervia e antenna dell’Ecomuseo del Sale e del Mare . Qui i salinari volontari producono il sale ancora con il metodo antico – detto alla cervese- utilizzato fino al 1959, anno in cui la salina ha cambiato struttura ed è passata ad un tipo di produzione più moderna e meccanizzata.<br /><br />Nella salina artigianale si respira ancora il clima della attività manuale con movimentazione e lavorazione del sale con gli attrezzi in legno oggi esposti anche al museo. Il sale viene raccolto durante il periodo estivo ogni giorno alternando i bacini. Qui si svolgono visite guidate ed esperienze uniche come quella di diventare salinari per un giorno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883559</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:38:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883559/4_verdiana_la_salina_camillone.mp3" length="2912640" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Sulla Via Salara in direzione Forlì, sulla sinistra si trova la salina Camillone. Questa resta l’ultima delle saline artigianali che prima della trasformazione erano circa 150. E’ sezione all’aperto di MUSA, museo del sale di Cervia e antenna...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sulla Via Salara in direzione Forlì, sulla sinistra si trova la salina Camillone. Questa resta l’ultima delle saline artigianali che prima della trasformazione erano circa 150. 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Serviva per il rimessaggio delle burchielle nel periodo invernale, momento in cui la salina era ferma. Era dotato di un sistema di gru che posizionava le burchielle in ferro su carrelli che correvano sopra a dei binari. Andato in disuso con la trasformazione della produzione si trova oggi in stato di abbandono. E' ancora visibile il sistema di sollevamento delle burchielle.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883565</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:34:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883565/6_giovanna_il_deposito_delle_burchielle.mp3" length="1865280" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Risale agli anni ‘20 la costruzione del deposito delle burchielle&#13;
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E' ancora visibile il sistema di sollevamento delle burchielle.]]></itunes:summary><itunes:duration>47</itunes:duration><itunes:keywords>burchielle,cervia,ecoturismo,sale,saledolce,saledolcedicervia,saline,salinedicervia,turismosostenibile</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sale, dolce sale - Emilio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sale-dolce-sale-emilio--51883560</link><description><![CDATA[Il sale di Cervia, presidio Slow Food dal 2004 è definito dolce perchè privo di quel retrogusto amarognolo tipico del sale. A Cervia una fortunata combinazione fra clima e lavorazione  fa sì che i sali amari non depositino sul cloruro di sodio se non in minime quantità, lasciando al sale un gusto particolarmente gradevole e delicato che  permette di esaltare i sapori dei cibi  senza alterarli.<br /><br />La composizione del sale della Salina Camillone, la salina artigianale lavorata dai volontari del Gruppo Culturale Civiltà Salinara, sezione all'aperto e parte integrante di MUSA]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883560</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:32:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883560/5_emilio_sale_dolce_sale.mp3" length="1176000" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Il sale di Cervia, presidio Slow Food dal 2004 è definito dolce perchè privo di quel retrogusto amarognolo tipico del sale. 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A Cervia una fortunata combinazione fra clima e lavorazione  fa sì che i sali amari non depositino sul cloruro di sodio se non in minime quantità, lasciando al sale un gusto particolarmente gradevole e delicato che  permette di esaltare i sapori dei cibi  senza alterarli.<br /><br />La composizione del sale della Salina Camillone, la salina artigianale lavorata dai volontari del Gruppo Culturale Civiltà Salinara, sezione all'aperto e parte integrante di MUSA]]></itunes:summary><itunes:duration>30</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,ecoturismo,sale,saledolce,saledolcedicervia,saline,salinedicervia,slowfood,turismosostenibile</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le terme - Giovanna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-terme-giovanna--51883563</link><description><![CDATA[I salinari che lavoravano per molti mesi all’anno con i piedi e gambe immersi nell’acqua salata dei bacini compresero le proprietà benefiche del sale dovute a elementi che lo compongono quali lo iodio, il magnesio, il calcio. Risale infatti agli anni ‘30 la nascita delle prime terme cervesi realizzate e gestite dal Dopolavoro Saline. Si trattava di un rudimentale stabilimento a cielo aperto formato da vasche scavate nell’argilla dove venivano posti i fanghi raccolti nei canali delle saline. Il luogo era diviso in due sezioni riservate: una per gli uomini e una per le donne. Una volta cosparse di fango le persone si asciugavano al sole e all’aria, poi si risciacquavano in acqua madre ovvero acqua di produzione del sale e quindi ad altissima salinità ( 26 gradi bé).<br /><br /><br />I resti delle vecchie terme sono ancora visibili attraversando le saline sulla strada provinciale 254 in direzione Forlì.<br />Nel 1961 inizia la costruzione del moderno stabilimento termale immerso nel verde della pineta. Anche oggi le acque “madri” della salina vengono impiegate per bagni e inalazioni. Le acque ad altissima salinità arrivano direttamente dalle saline attraverso delle condotte. Sempre dalle saline provengono i fanghi dalle importanti proprietà salsobromoiodiche utilizzati per cure di tipo reumatico e dermatologico nonché per trattamenti estetici.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883563</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:24:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883563/6_giovanna_le_terme.mp3" length="4864320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>I salinari che lavoravano per molti mesi all’anno con i piedi e gambe immersi nell’acqua salata dei bacini compresero le proprietà benefiche del sale dovute a elementi che lo compongono quali lo iodio, il magnesio, il calcio. 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Una volta cosparse di fango le persone si asciugavano al sole e all’aria, poi si risciacquavano in acqua madre ovvero acqua di produzione del sale e quindi ad altissima salinità ( 26 gradi bé).<br /><br /><br />I resti delle vecchie terme sono ancora visibili attraversando le saline sulla strada provinciale 254 in direzione Forlì.<br />Nel 1961 inizia la costruzione del moderno stabilimento termale immerso nel verde della pineta. Anche oggi le acque “madri” della salina vengono impiegate per bagni e inalazioni. Le acque ad altissima salinità arrivano direttamente dalle saline attraverso delle condotte. Sempre dalle saline provengono i fanghi dalle importanti proprietà salsobromoiodiche utilizzati per cure di tipo reumatico e dermatologico nonché per trattamenti estetici.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,ecoturismo,sale,saledolce,saledolcedicervia,saline,salinedicervia,turismosostenibile</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il canale del porto - Verdiana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-canale-del-porto-verdiana--51883583</link><description><![CDATA[Di questo canale artificiale si hanno notizie già in epoca medievale in carte nautiche e portolani.<br /><br />Utilizzato fino agli anni '20 come canale immissario ed emissario delle saline  garantiva l’accesso delle acque del mare.  Oggi offre lo smaltimento delle acque piovane e delle acque inutilizzate, scarto della produzione. Nel 1913  venne costruito il canalino di Milano Marittima, nuovo canale di  solo approvvigionamento delle acque marine che divenne canale immissario.<br /><br />Il canale del porto era una importante via di controllo e di collegamento fra l’area produttiva e l’area commerciale, ovvero la zona in cui si trovavano i magazzini che servivano per lo stivaggio del sale. Era anche via di collegamento con il mare dal quale partiva la maggior parte del commercio del prezioso “oro bianco”.<br /><br />Il trasporto via terra utilizzava invece uno speciale tronco ferroviario che partiva dalle porte dei magazzini ed era direttamente collegato alla stazione di Cervia. Una volta che il convoglio giungeva in stazione da lì entrava nella rete e si avviava alle varie destinazioni commerciali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883583</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:20:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883583/4_verdiana_il_canale_del_porto.mp3" length="3408960" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Di questo canale artificiale si hanno notizie già in epoca medievale in carte nautiche e portolani.&#13;
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Utilizzato fino agli anni '20 come canale immissario ed emissario delle saline  garantiva l’accesso delle acque del mare.  Oggi offre lo smaltimento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Di questo canale artificiale si hanno notizie già in epoca medievale in carte nautiche e portolani.<br /><br />Utilizzato fino agli anni '20 come canale immissario ed emissario delle saline  garantiva l’accesso delle acque del mare.  Oggi offre lo smaltimento delle acque piovane e delle acque inutilizzate, scarto della produzione. Nel 1913  venne costruito il canalino di Milano Marittima, nuovo canale di  solo approvvigionamento delle acque marine che divenne canale immissario.<br /><br />Il canale del porto era una importante via di controllo e di collegamento fra l’area produttiva e l’area commerciale, ovvero la zona in cui si trovavano i magazzini che servivano per lo stivaggio del sale. Era anche via di collegamento con il mare dal quale partiva la maggior parte del commercio del prezioso “oro bianco”.<br /><br />Il trasporto via terra utilizzava invece uno speciale tronco ferroviario che partiva dalle porte dei magazzini ed era direttamente collegato alla stazione di Cervia. 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Altra sede della Finanza era la Caserma Vallone oggi non più esistente. Venne distrutta alla fine della seconda guerra mondiale nel 1948/50. Le Fiamme Gialle si trovavano anche nella Caserma Torre San Michele dove rimasero fino agli anni ’60. I finanzieri avevano l’importante compito di vigilare sulla produzione della preziosa merce appannaggio dei Monopoli di Stato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883567</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:18:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883567/9_massimo_evangelisti_caserme_guardia_di_finanza.mp3" length="2029440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>L’edificio situato nella zona di Cervia Vecchia e oggi hotel Ficocle era la Caserma Centrale della Guardia di Finanza attiva dagli ultimi anni del 1800. Da qui venivano smistati i finanzieri lungo il canale perimetrale delle saline. 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L’edificio giallo sulla destra, che si incontra avviandosi in direzione Forlì sulla via salara, è lo Stabilimento del Parco della Salina di Cervia dove viene prodotto il sale con il sistema alla francese: a raccolta unica annuale. Nello stabilimento il sale viene accumulato, insacchettato e avviato al commercio.<br /><br />Durante l’estate, è possibile vedere la raccolta meccanizzata con visite guidate organizzate verso i bacini. Si possono seguire anche visite guidate alla oasi naturalistica. (<a href="http://www.atlantide.net" rel="noopener">www.atlantide.net</a>)<br /><br />Il Parco offre anche uno spaccio aziendale presso il quale si possono acquistare tutti i prodotti realizzati con il sale “dolce” di Cervia, dal Sale dei Papi al cioccolato al sale, ai prodotti cosmetici realizzati in collaborazione con le Terme di Cervia. Dalla strada sono visibili i grandi mucchi di sale che spiccano nell'aia dello stabilimento ( detta tomba).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883588</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:13:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883588/9_massimo_evangelisti_parco_della_salina_di_cervia.mp3" length="2949120" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Le Saline di Cervia si sviluppano in un’area di 827 ettari di bacini e canali per la movimentazione delle acque. L’edificio giallo sulla destra, che si incontra avviandosi in direzione Forlì sulla via salara, è lo Stabilimento del Parco della Salina...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le Saline di Cervia si sviluppano in un’area di 827 ettari di bacini e canali per la movimentazione delle acque. L’edificio giallo sulla destra, che si incontra avviandosi in direzione Forlì sulla via salara, è lo Stabilimento del Parco della Salina di Cervia dove viene prodotto il sale con il sistema alla francese: a raccolta unica annuale. Nello stabilimento il sale viene accumulato, insacchettato e avviato al commercio.<br /><br />Durante l’estate, è possibile vedere la raccolta meccanizzata con visite guidate organizzate verso i bacini. Si possono seguire anche visite guidate alla oasi naturalistica. (<a href="http://www.atlantide.net" rel="noopener">www.atlantide.net</a>)<br /><br />Il Parco offre anche uno spaccio aziendale presso il quale si possono acquistare tutti i prodotti realizzati con il sale “dolce” di Cervia, dal Sale dei Papi al cioccolato al sale, ai prodotti cosmetici realizzati in collaborazione con le Terme di Cervia. Dalla strada sono visibili i grandi mucchi di sale che spiccano nell'aia dello stabilimento ( detta tomba).]]></itunes:summary><itunes:duration>74</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,ecoturismo,sale,saledolce,saledolcedicervia,saline,salinedicervia,turismosostenibile</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il quadrilatero - Cenci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-quadrilatero-cenci--51883557</link><description><![CDATA[Di forma quadrangolare, protetto da porte e mura, il centro storico appariva come una città fortificata. Nella cinta muraria trovavano posto le case dei salinari che non avevano passaggi verso l’esterno, mentre le porte della città alla sera venivano chiuse per essere riaperte al mattino seguente. L’aspetto e la funzionalità sono quelli di una “città fabbrica” costruita a difesa e in funzione della produzione del sale. La città dalle saline fu trasferita sul mare a partire dal 1698, anno di posa della prima pietra.<br /><br />Il centro storico ospitava lungo l’attuale corso Mazzini, al numero 41 la Direzione Saline dove gli impiegati assunti dallo stato controllavano la produzione e la vendita del sale e gestivano il personale della salina. A seguito della chiusura dello stabilimento di produzione avvenuta nel 2001 gli uffici vennero chiusi definitivamente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883557</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:07:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883557/2_cenci_il_quadrilatero.mp3" length="3279360" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Di forma quadrangolare, protetto da porte e mura, il centro storico appariva come una città fortificata. Nella cinta muraria trovavano posto le case dei salinari che non avevano passaggi verso l’esterno, mentre le porte della città alla sera venivano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Di forma quadrangolare, protetto da porte e mura, il centro storico appariva come una città fortificata. Nella cinta muraria trovavano posto le case dei salinari che non avevano passaggi verso l’esterno, mentre le porte della città alla sera venivano chiuse per essere riaperte al mattino seguente. L’aspetto e la funzionalità sono quelli di una “città fabbrica” costruita a difesa e in funzione della produzione del sale. La città dalle saline fu trasferita sul mare a partire dal 1698, anno di posa della prima pietra.<br /><br />Il centro storico ospitava lungo l’attuale corso Mazzini, al numero 41 la Direzione Saline dove gli impiegati assunti dallo stato controllavano la produzione e la vendita del sale e gestivano il personale della salina. A seguito della chiusura dello stabilimento di produzione avvenuta nel 2001 gli uffici vennero chiusi definitivamente.]]></itunes:summary><itunes:duration>82</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,ecoturismo,italia,sale,saledicervia,saledolcedicervia,saline,salinedicervia,turismo,turismosostenibile</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I Caselli - Cenci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-caselli-cenci--51883556</link><description><![CDATA[Erano postazioni di sorveglianza collocate sulle principali vie di accesso alle saline.  I guardiani del prezioso oro bianco controllavano i salinari all’uscita dalle saline per evitare furti e contrabbando del sale. In origine i caselli erano 13, oggi ne restano solo 5. Non sono visitabili.<br /><br />Sul Casello Ravenna che si trova in via Salara in caso di maltempo veniva issata la bandiera tricolore che invitava i salinari alla raccolta immediata del sale per evitare il rischio della perdita della produzione del giorno. Si trattava del cosiddetto ordine del Barcone, dal nome dell’area dei bacini salanti, che coinvolgeva d’urgenza tutta la città.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883556</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:03:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883556/2_cenci_i_caselli.mp3" length="2595840" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Erano postazioni di sorveglianza collocate sulle principali vie di accesso alle saline.  I guardiani del prezioso oro bianco controllavano i salinari all’uscita dalle saline per evitare furti e contrabbando del sale. In origine i caselli erano 13,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Erano postazioni di sorveglianza collocate sulle principali vie di accesso alle saline.  I guardiani del prezioso oro bianco controllavano i salinari all’uscita dalle saline per evitare furti e contrabbando del sale. In origine i caselli erano 13, oggi ne restano solo 5. Non sono visitabili.<br /><br />Sul Casello Ravenna che si trova in via Salara in caso di maltempo veniva issata la bandiera tricolore che invitava i salinari alla raccolta immediata del sale per evitare il rischio della perdita della produzione del giorno. Si trattava del cosiddetto ordine del Barcone, dal nome dell’area dei bacini salanti, che coinvolgeva d’urgenza tutta la città.]]></itunes:summary><itunes:duration>65</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,ecoturismo,guardiadifinanza,sale,salinacamillone,saline,salinedicervia,turismo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le garitte - Romano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-garitte-romano--51883564</link><description><![CDATA[Punti di osservazione e controllo del prezioso oro bianco,erano le postazioni della Guardia di Finanza. Realizzate prima in legno, poi in cemento, si trovavano lungo tutto il perimetro delle Saline e davanti ai Magazzini del Sale.<br /><br />Lungo il canale circondariale delle Saline si trovavano 58 garitte, una ogni 300metri circa.<br /><br />Oggi ne restano alcune: quattro si trovano intorno alla Salina Camillone; altre cinque sono sempre nelle Saline, una è esposta a MUSA - Museo del Sale, una si trova nel cortile della Casa delle Aie, una presso lo stabilimento in via Salara e una nel giardino della caserma della Guardia di Finanza di Cervia, dove è stato riprodotto un angolo di Salina.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883564</guid><pubDate>Mon, 21 Nov 2022 21:13:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883564/7_romano_le_garitte.mp3" length="2244480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Punti di osservazione e controllo del prezioso oro bianco,erano le postazioni della Guardia di Finanza. Realizzate prima in legno, poi in cemento, si trovavano lungo tutto il perimetro delle Saline e davanti ai Magazzini del Sale.&#13;
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Lungo il canale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Punti di osservazione e controllo del prezioso oro bianco,erano le postazioni della Guardia di Finanza. Realizzate prima in legno, poi in cemento, si trovavano lungo tutto il perimetro delle Saline e davanti ai Magazzini del Sale.<br /><br />Lungo il canale circondariale delle Saline si trovavano 58 garitte, una ogni 300metri circa.<br /><br />Oggi ne restano alcune: quattro si trovano intorno alla Salina Camillone; altre cinque sono sempre nelle Saline, una è esposta a MUSA - Museo del Sale, una si trova nel cortile della Casa delle Aie, una presso lo stabilimento in via Salara e una nel giardino della caserma della Guardia di Finanza di Cervia, dove è stato riprodotto un angolo di Salina.]]></itunes:summary><itunes:duration>57</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,garrita,guardiadifinanza,romagna,saledicervia,salinacamillone,salinedicervia,visitcervia</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La torre San Michele - Anna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-torre-san-michele-anna--51883568</link><description><![CDATA[La torre dedicata a San Michele arcangelo è sorta nel 1691 insieme al magazzino che si trova sullo stesso lato del canale del porto. E’ nata come torre di difesa da incursioni e assalti provenienti dal mare e di controllo del commercio del sale. Primo faro di Cervia nuova, al momento della costruzione si trovava in riva al mare. L’ingresso della torre era al primo piano, accessibile da una scalinata e un ponte levatoio. Una delle quattro palle in sasso che abbellivano l’antica scalinata, esposta oggi a lato dell’odierna entrata è quanto resta dell’antico ingresso.<br />Attualmente al piano terra si trova l’ufficio di informazioni turistiche.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883568</guid><pubDate>Tue, 15 Nov 2022 13:44:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883568/8_anna_la_torre_san_michele.mp3" length="964366" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>La torre dedicata a San Michele arcangelo è sorta nel 1691 insieme al magazzino che si trova sullo stesso lato del canale del porto. E’ nata come torre di difesa da incursioni e assalti provenienti dal mare e di controllo del commercio del sale. Primo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La torre dedicata a San Michele arcangelo è sorta nel 1691 insieme al magazzino che si trova sullo stesso lato del canale del porto. E’ nata come torre di difesa da incursioni e assalti provenienti dal mare e di controllo del commercio del sale. Primo faro di Cervia nuova, al momento della costruzione si trovava in riva al mare. L’ingresso della torre era al primo piano, accessibile da una scalinata e un ponte levatoio. Una delle quattro palle in sasso che abbellivano l’antica scalinata, esposta oggi a lato dell’odierna entrata è quanto resta dell’antico ingresso.<br />Attualmente al piano terra si trova l’ufficio di informazioni turistiche.]]></itunes:summary><itunes:duration>61</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,corsari,mare,porto,sale,torresanmichele</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il canale circondariale - Romano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-canale-circondariale-romano--51883561</link><description><![CDATA[Il canale, che si snoda per oltre 14 chilometri sul perimetro della salina, aveva ed ha ancora oggi funzioni di scolo e di circolazione delle acque. E’ collegato al porto canale dove scarica l’eccesso di acqua dolce. Di difficile attraversamento costituiva anche una misura di protezione per il contrabbando di sale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883561</guid><pubDate>Tue, 15 Nov 2022 13:30:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883561/7_romano_il_canale_circondariale.mp3" length="1099200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Il canale, che si snoda per oltre 14 chilometri sul perimetro della salina, aveva ed ha ancora oggi funzioni di scolo e di circolazione delle acque. E’ collegato al porto canale dove scarica l’eccesso di acqua dolce. Di difficile attraversamento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il canale, che si snoda per oltre 14 chilometri sul perimetro della salina, aveva ed ha ancora oggi funzioni di scolo e di circolazione delle acque. E’ collegato al porto canale dove scarica l’eccesso di acqua dolce. Di difficile attraversamento costituiva anche una misura di protezione per il contrabbando di sale.]]></itunes:summary><itunes:duration>28</itunes:duration><itunes:keywords>acquadimare,canale,cervia,ravenna,romagna,sale,saledolce,salina,salinacamillone</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I magazzini del sale - Augusto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-magazzini-del-sale-augusto--51883555</link><description><![CDATA[Gli antichi magazzini del sale custodivano  in totale fino a 230.000 quintali di sale. Strutture in mattoni dalle possenti mura dovevano proteggere la merce preziosa in attesa di  distribuzione commerciale. Fino agli anni ’60 erano collegati da un nastro trasportatore che portava  il sale dalle burchielle  fino all’interno dei magazzini per lo stivaggio. Oggi il magazzino torre è utilizzato per mostre incontri ed eventi culturali. Al suo interno ha sede stabile MUSA,  il museo del sale di Cervia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883555</guid><pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:46:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883555/1_augusto_i_magazzini_del_sale.mp3" length="3245760" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Gli antichi magazzini del sale custodivano  in totale fino a 230.000 quintali di sale. Strutture in mattoni dalle possenti mura dovevano proteggere la merce preziosa in attesa di  distribuzione commerciale. 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Al suo interno ha sede stabile MUSA,  il museo del sale di Cervia.]]></itunes:summary><itunes:duration>82</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,magazzinidelsale,milaomarittima,museodelsale,romagna,saledolcedicervia</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I luoghi del sale - Augusto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-luoghi-del-sale-augusto--51883490</link><description><![CDATA[La salina di Cervia ha una storia millenaria che ci riporta indietro nel tempo a momenti in cui la produzione del sale costituiva la principale attività degli abitanti della città e il sale aveva un grande valore economico tanto da essere definito “oro bianco”. Ecco un tour nei “ luoghi del sale” e nella evoluzione del nostro paesaggio con testimonianze di un passato relativamente recente che arriva fino agli anni '60.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51883490</guid><pubDate>Mon, 14 Nov 2022 07:31:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51883490/1_augusto_i_luoghi_del_sale.mp3" length="2055360" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>La salina di Cervia ha una storia millenaria che ci riporta indietro nel tempo a momenti in cui la produzione del sale costituiva la principale attività degli abitanti della città e il sale aveva un grande valore economico tanto da essere definito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La salina di Cervia ha una storia millenaria che ci riporta indietro nel tempo a momenti in cui la produzione del sale costituiva la principale attività degli abitanti della città e il sale aveva un grande valore economico tanto da essere definito “oro bianco”. Ecco un tour nei “ luoghi del sale” e nella evoluzione del nostro paesaggio con testimonianze di un passato relativamente recente che arriva fino agli anni '60.]]></itunes:summary><itunes:duration>52</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,orobianco,ravenna,romagna,sale,salinaartigianale,salinacamillone</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>MUSA Un po' di storia - Verdiana, Emilio e Romano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/musa-un-po-di-storia-verdiana-emilio-e-romano--49197130</link><description><![CDATA[MUSA museo del sale di Cervia nasce dalla passione e dalla volontà di non disperdere un patrimonio culturale importantissimo per la città e della città. E’ Agostino Finchi, ex salinaro, che nella seconda metà degli anni ’80 si adopera insieme ad un gruppo di appassionati per il recupero di materiali legati alla storia della salina di Cervia quali attrezzi, documenti, e tutto quanto possa testimoniare il percorso storico della civiltà del sale di Cervia. Con il materiale raccolto, verso la fine degli anni ’80 viene allestita una mostra permanente, all'interno dei magazzini del sale, che testimonia l’attività dei salinari e la vita nella salina. Nel 1989 il gruppo di appassionati si costituisce in associazione culturale e nasce quindi il Gruppo Culturale Civiltà Salinara che ha lavorato e ancora opera per testimoniare un passato relativamente recente il cui ricordo è ancora vivo nella memoria dei cittadini cervesi.<br /><br />Nel 1959 la produzione dl sale a Cervia cambia e dal metodo artigianale a raccolta multipla si passa al sistema industriale e meccanizzato con una raccolta unica annuale. La salina a questo punto cambia aspetto; le salinette a conduzione familiare scompaiono e al loro posto appaiono le grandi vasche di evaporazione e di raccolta. Scompaiono gli attrezzi in legno, fino ad allora utilizzati nella salina, e al loro posto compaiono attrezzature meccaniche di grandi dimensioni. Il sistema di raccolta meccanizzato fa scomparire la figura del salinaro che fino ad allora era stato impegnato nel bacino salifero insieme a tutta la famiglia. Il nuovo sistema quindi spazza via il primo la cui memoria viene mantenuta viva dal ricordo di chi ha vissuto questa realtà e dal materiale raccolto nel corso degli anni dagli appassionati. Il lavoro iniziato da Agostino Finchi e dai suoi amici e collaboratori ha assunto un valore enorme. Testimonia infatti la cultura cervese, la identità locale.<br /><br />Il sale prodotto nella salina Camillone mantiene le caratteristiche del sale integrale tipico della produzione artigianale cervese e per le sue caratteristiche peculiari dovute al tipo di lavorazione, oltre naturalmente al clima particolare del luogo, gli hanno fatto meritare il riconoscimento di presidio Slow Food assegnato nel 2004. Oggi il museo ha sede stabile nel magazzino del sale, collocazione che non poteva essere più adatta. Si tratta di un museo etnologico che propone una realtà locale unica nel suo genere. La particolarità di MUSA sta anche nella vitalità del museo. Le persone che gestiscono la struttura sono salinari e quindi persone che hanno vissuto la realtà che viene descritta nel museo. Possono quindi trasmettere direttamente la loro esperienza ed il loro patrimonio culturale. Avere il supporto di queste persone è sicuramente per Cervia una grande ricchezza. Gli attrezzi che sono in mostra al museo vengono utilizzati nella salina Camillone e quindi chi visita museo e la salina vede gli attrezzi in funzione, può comprendere quale uso ne viene fatto, qual'è la differenza fra un attrezzo e l’altro. Nel museo quindi si parla di un patrimonio culturale che non viene tramandato solo in forma materiale, ma che si può toccare con mano, si può sperimentare.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49197130</guid><pubDate>Fri, 25 Mar 2022 10:48:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49197130/musa_un_po_di_storia_verdiana_emilio_e_romano.mp3" length="12030544" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>MUSA museo del sale di Cervia nasce dalla passione e dalla volontà di non disperdere un patrimonio culturale importantissimo per la città e della città. 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Nel 1989 il gruppo di appassionati si costituisce in associazione culturale e nasce quindi il Gruppo Culturale Civiltà Salinara che ha lavorato e ancora opera per testimoniare un passato relativamente recente il cui ricordo è ancora vivo nella memoria dei cittadini cervesi.<br /><br />Nel 1959 la produzione dl sale a Cervia cambia e dal metodo artigianale a raccolta multipla si passa al sistema industriale e meccanizzato con una raccolta unica annuale. La salina a questo punto cambia aspetto; le salinette a conduzione familiare scompaiono e al loro posto appaiono le grandi vasche di evaporazione e di raccolta. Scompaiono gli attrezzi in legno, fino ad allora utilizzati nella salina, e al loro posto compaiono attrezzature meccaniche di grandi dimensioni. Il sistema di raccolta meccanizzato fa scomparire la figura del salinaro che fino ad allora era stato impegnato nel bacino salifero insieme a tutta la famiglia. Il nuovo sistema quindi spazza via il primo la cui memoria viene mantenuta viva dal ricordo di chi ha vissuto questa realtà e dal materiale raccolto nel corso degli anni dagli appassionati. Il lavoro iniziato da Agostino Finchi e dai suoi amici e collaboratori ha assunto un valore enorme. Testimonia infatti la cultura cervese, la identità locale.<br /><br />Il sale prodotto nella salina Camillone mantiene le caratteristiche del sale integrale tipico della produzione artigianale cervese e per le sue caratteristiche peculiari dovute al tipo di lavorazione, oltre naturalmente al clima particolare del luogo, gli hanno fatto meritare il riconoscimento di presidio Slow Food assegnato nel 2004. Oggi il museo ha sede stabile nel magazzino del sale, collocazione che non poteva essere più adatta. Si tratta di un museo etnologico che propone una realtà locale unica nel suo genere. La particolarità di MUSA sta anche nella vitalità del museo. Le persone che gestiscono la struttura sono salinari e quindi persone che hanno vissuto la realtà che viene descritta nel museo. Possono quindi trasmettere direttamente la loro esperienza ed il loro patrimonio culturale. Avere il supporto di queste persone è sicuramente per Cervia una grande ricchezza. Gli attrezzi che sono in mostra al museo vengono utilizzati nella salina Camillone e quindi chi visita museo e la salina vede gli attrezzi in funzione, può comprendere quale uso ne viene fatto, qual'è la differenza fra un attrezzo e l’altro. 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I corsari, a differenza dei pirati erano legittimati alle azioni da una autorizzazione ovvero dalla “patente di Corsa” oppure dalla “lettera di marca” che venivano rilasciate da uno stato sovrano che dava facoltà di abbordare e assaltare navi da guerra nemiche ma anche mercantili. Spesso alle azioni di saccheggio si aggiungeva il rapimento di persone che venivano portate in schiavitù. Parte del bottino veniva consegnato allo stato commissionante, mentre parte era trattenuto dall'armatore della nave corsara.<br /><br />Il Forlivesi in ”Cervia Cenni storici” ricorda che nel marzo del 1573 una grande bireme si arenò in prossimità del Savio generando grande clamore. Da tempo infatti i Turchi depredavano mercanti, pescatori e chi si trovava in zona. Da Ravenna giunsero giovani che presero i corsari che nel frattempo si erano nascosti nella pineta. Altri 6 vennero catturati a Cervia e poi condotti a Ravenna.<br /><br />In cronache e documenti d'archivio scopriamo che nel 1873 “legni pirati” tentano uno sbarco sui lidi ravennati e si dirigono a Cervia dove derubano diversi contadini.<br /><br />Pare che anche Cervia abbia avuto un suo corsaro. Si tratta di Angelo Puttini, in realtà Paolo Candoli, soprannominato Puttino, che nel periodo ( i documenti risalgono al 1811) napoleonico fu disertore della reale marina italiana e cercò fortuna in mare.<br /><br />Gli ex voto dipingono questa piaga particolare. Testimonianze si possono ritrovare nella Chiesa della Madonna del Monte di Cesena e a Rimini nella chiesa della Madonna delle Grazie.<br /><br />A difesa dalle incursioni corsare le autorità pontificie fecero erigere varie torri di difesa lungo la costa adriatica fra cui anche la nostra Torre San Michele.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48257474</guid><pubDate>Tue, 15 Mar 2022 15:56:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48257474/10_incursioni_corsare_mattia_e_alberto.mp3" length="5759593" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Spesso diciamo che la torre San Michele di Cervia è sorta per proteggere il sale e gli abitanti da incursioni di pirati. In realtà dovremmo parlare di invasioni di Corsari.&#13;
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Una piaga dilagata agli inizi del 1500 e che si è protratta fino circa a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spesso diciamo che la torre San Michele di Cervia è sorta per proteggere il sale e gli abitanti da incursioni di pirati. In realtà dovremmo parlare di invasioni di Corsari.<br /><br />Una piaga dilagata agli inizi del 1500 e che si è protratta fino circa a metà del 1800. I corsari, a differenza dei pirati erano legittimati alle azioni da una autorizzazione ovvero dalla “patente di Corsa” oppure dalla “lettera di marca” che venivano rilasciate da uno stato sovrano che dava facoltà di abbordare e assaltare navi da guerra nemiche ma anche mercantili. Spesso alle azioni di saccheggio si aggiungeva il rapimento di persone che venivano portate in schiavitù. Parte del bottino veniva consegnato allo stato commissionante, mentre parte era trattenuto dall'armatore della nave corsara.<br /><br />Il Forlivesi in ”Cervia Cenni storici” ricorda che nel marzo del 1573 una grande bireme si arenò in prossimità del Savio generando grande clamore. Da tempo infatti i Turchi depredavano mercanti, pescatori e chi si trovava in zona. Da Ravenna giunsero giovani che presero i corsari che nel frattempo si erano nascosti nella pineta. Altri 6 vennero catturati a Cervia e poi condotti a Ravenna.<br /><br />In cronache e documenti d'archivio scopriamo che nel 1873 “legni pirati” tentano uno sbarco sui lidi ravennati e si dirigono a Cervia dove derubano diversi contadini.<br /><br />Pare che anche Cervia abbia avuto un suo corsaro. Si tratta di Angelo Puttini, in realtà Paolo Candoli, soprannominato Puttino, che nel periodo ( i documenti risalgono al 1811) napoleonico fu disertore della reale marina italiana e cercò fortuna in mare.<br /><br />Gli ex voto dipingono questa piaga particolare. Testimonianze si possono ritrovare nella Chiesa della Madonna del Monte di Cesena e a Rimini nella chiesa della Madonna delle Grazie.<br /><br />A difesa dalle incursioni corsare le autorità pontificie fecero erigere varie torri di difesa lungo la costa adriatica fra cui anche la nostra Torre San Michele.]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,corsari,museodelsale,pirati,torre,torresanmichele,torridiguardia</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>9 Metalli di eta Protostorica e Romana - Giovanna M.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/9-metalli-di-eta-protostorica-e-romana-giovanna-m--48257473</link><description><![CDATA[Alcuni oggetti in metallo costituiscono una importante testimonianza dell’arte della lavorazione del metallo e ai gusti dei loro proprietari.<br /><br />Lo attesta una fibula in bronzo conformata a sanguisuga databile all’età protostorica e in particolare all’età del Ferro (VIII-IV secolo a.C.), rinvenuta nel territorio cervese. Proviene invece dall’area di Montaletto di Cervia un’ansa in bronzo di oinochoe (una brocca monoansata) configurata a sileno, uno dei personaggi del corteo di Dioniso, divinità greca connessa ai culti silvestri, all’estasi del vino e, soprattutto, riferibile alle origini del teatro; anche questo oggetto si data all’età del Ferro.<br /><br />A Pisignano è stato rinvenuto un astragalo in bronzo, cioè una pedina da gioco a forma di osso di zampa di ovino, che a seconda di come ricadeva dopo essere stato lanciato, poteva consegnare la vittoria o decretare la sconfitta al suo proprietario; questo particolare oggetto si data all’epoca<br />romana.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48257473</guid><pubDate>Mon, 21 Feb 2022 00:01:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48257473/9_metalli_di_eta_protostorica_e_romana_giovanna_m.mp3" length="3323519" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Alcuni oggetti in metallo costituiscono una importante testimonianza dell’arte della lavorazione del metallo e ai gusti dei loro proprietari.&#13;
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Lo attesta una fibula in bronzo conformata a sanguisuga databile all’età protostorica e in particolare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alcuni oggetti in metallo costituiscono una importante testimonianza dell’arte della lavorazione del metallo e ai gusti dei loro proprietari.<br /><br />Lo attesta una fibula in bronzo conformata a sanguisuga databile all’età protostorica e in particolare all’età del Ferro (VIII-IV secolo a.C.), rinvenuta nel territorio cervese. Proviene invece dall’area di Montaletto di Cervia un’ansa in bronzo di oinochoe (una brocca monoansata) configurata a sileno, uno dei personaggi del corteo di Dioniso, divinità greca connessa ai culti silvestri, all’estasi del vino e, soprattutto, riferibile alle origini del teatro; anche questo oggetto si data all’età del Ferro.<br /><br />A Pisignano è stato rinvenuto un astragalo in bronzo, cioè una pedina da gioco a forma di osso di zampa di ovino, che a seconda di come ricadeva dopo essere stato lanciato, poteva consegnare la vittoria o decretare la sconfitta al suo proprietario; questo particolare oggetto si data all’epoca<br />romana.]]></itunes:summary><itunes:duration>83</itunes:duration><itunes:keywords>arte,bronzo,cervia,etadelferro,etaromana,metalli,museodelsale,papa,pisignano,roma</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>8 Medusa e la sua storia - Giovanna M.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/8-medusa-e-la-sua-storia-giovanna-m--48257452</link><description><![CDATA[Il frammento scultoreo con Gorgone fu recuperato nel 1960 presso una casa colonica in demolizione, dal maestro Rondano Dondini. Venne conservato fino al 2013 presso la scuola elementare di Montaletto. Dopo il restauro conservativo curato dai restauratori della Soprintendenza, ha trovato posto all'interno del museo.<br /><br />Nella porzione superiore è raffigurato un gorgòneion, cioè un'immagine della testa di Medusa che, nei monumenti funerari, è un simbolo della difesa del sepolcro nei confronti dei male intenzionati. Nella prozione laterale del frammento lapideo si vede una figura di rapace, forse un'aquila. Il frammento poteva essere parte di un monumento funerario di epoca romana.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48257452</guid><pubDate>Mon, 07 Feb 2022 10:54:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48257452/8_medusa_e_la_sua_storia_giovanna_m.mp3" length="2174289" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Il frammento scultoreo con Gorgone fu recuperato nel 1960 presso una casa colonica in demolizione, dal maestro Rondano Dondini. Venne conservato fino al 2013 presso la scuola elementare di Montaletto. Dopo il restauro conservativo curato dai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il frammento scultoreo con Gorgone fu recuperato nel 1960 presso una casa colonica in demolizione, dal maestro Rondano Dondini. Venne conservato fino al 2013 presso la scuola elementare di Montaletto. Dopo il restauro conservativo curato dai restauratori della Soprintendenza, ha trovato posto all'interno del museo.<br /><br />Nella porzione superiore è raffigurato un gorgòneion, cioè un'immagine della testa di Medusa che, nei monumenti funerari, è un simbolo della difesa del sepolcro nei confronti dei male intenzionati. Nella prozione laterale del frammento lapideo si vede una figura di rapace, forse un'aquila. Il frammento poteva essere parte di un monumento funerario di epoca romana.]]></itunes:summary><itunes:duration>55</itunes:duration><itunes:keywords>archeologia,cervia,epocaromana,gorgone,medusa,monumentofunerario,museodelsale,reperti,unibo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>7 Preziosi manoscritti sulla storia della città - Francesco</title><link>https://www.spreaker.com/episode/7-preziosi-manoscritti-sulla-storia-della-citta-francesco--48257440</link><description><![CDATA[La “Istoria della città di Cervia”, manoscritto autografo di Giuseppe Maria Pignocchi, apparteneva alla biblioteca personale di Carlo Saporetti, cervese, studioso della storia locale e instancabile ricercatore delle origini del territorio. Un testo unico di grande valore storico, un’opera di studio mai completata, redatta da un appassionato cervese, Pignocchi appunto, nato nei primi anni del 1700, che viveva in una casa in via XX settembre nei pressi di porta Cesenatico.<br /><br />Come indicato da Umberto Foschi, di Pignocchi restano anche altri pochi scritti storici fra cui: "Il Catalogo dei Vescovi dell’antica Ficocle", pubblicato a Ravenna nel 1750 e "Il Catalogo delle notizie sinora rilevate da libri storici di vari archivi e da manoscritti sopra le saline e i loro Sali, li Dominanti suoi et i loro appaltatori” opera manoscritta realizzata intorno al 1750.<br /><br />Dalla biblioteca di Carlo Saporetti proviene anche un secondo manoscritto che è un trattato del Canonico Pietro Senni vissuto nel 1700 e morto nel 1801 all’età di 86 anni. E’ intitolato “Alcune notizie della città di Cervia vecchia e nuova raccolte ed offerte agli Ill.mi Signori Capitolari l’anno 1778”.  Sembra si tratti di una copia, così è indicato alla fine del testo, redatta nel 1871 di un testo originale ormai perduto. Anche in questo caso, un esemplare raro e prezioso di grande interesse sia storico che archivistico.<br /><br />Il Senni è conosciuto per la mappa della città di Cervia Vecchia, il cui originale si trova conservato nell’archivio storico di Cervia e per l’elenco degli abitanti di Cervia vecchia che è stato inserito da Ferdinando Forlivesi nella storia di Cervia pubblicata nel 1889.<br /><br />I due manoscritti sono stati donati al museo nel 2013 da Massimo Previato, nipote di Carlo Saporetti. Sono stati oggetto di un accurato restauro nel 2014.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48257440</guid><pubDate>Wed, 26 Jan 2022 13:51:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48257440/7_preziosi_manoscritti_sulla_storia_della_citta_francesco.mp3" length="5274508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>La “Istoria della città di Cervia”, manoscritto autografo di Giuseppe Maria Pignocchi, apparteneva alla biblioteca personale di Carlo Saporetti, cervese, studioso della storia locale e instancabile ricercatore delle origini del territorio. Un testo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La “Istoria della città di Cervia”, manoscritto autografo di Giuseppe Maria Pignocchi, apparteneva alla biblioteca personale di Carlo Saporetti, cervese, studioso della storia locale e instancabile ricercatore delle origini del territorio. Un testo unico di grande valore storico, un’opera di studio mai completata, redatta da un appassionato cervese, Pignocchi appunto, nato nei primi anni del 1700, che viveva in una casa in via XX settembre nei pressi di porta Cesenatico.<br /><br />Come indicato da Umberto Foschi, di Pignocchi restano anche altri pochi scritti storici fra cui: "Il Catalogo dei Vescovi dell’antica Ficocle", pubblicato a Ravenna nel 1750 e "Il Catalogo delle notizie sinora rilevate da libri storici di vari archivi e da manoscritti sopra le saline e i loro Sali, li Dominanti suoi et i loro appaltatori” opera manoscritta realizzata intorno al 1750.<br /><br />Dalla biblioteca di Carlo Saporetti proviene anche un secondo manoscritto che è un trattato del Canonico Pietro Senni vissuto nel 1700 e morto nel 1801 all’età di 86 anni. E’ intitolato “Alcune notizie della città di Cervia vecchia e nuova raccolte ed offerte agli Ill.mi Signori Capitolari l’anno 1778”.  Sembra si tratti di una copia, così è indicato alla fine del testo, redatta nel 1871 di un testo originale ormai perduto. Anche in questo caso, un esemplare raro e prezioso di grande interesse sia storico che archivistico.<br /><br />Il Senni è conosciuto per la mappa della città di Cervia Vecchia, il cui originale si trova conservato nell’archivio storico di Cervia e per l’elenco degli abitanti di Cervia vecchia che è stato inserito da Ferdinando Forlivesi nella storia di Cervia pubblicata nel 1889.<br /><br />I due manoscritti sono stati donati al museo nel 2013 da Massimo Previato, nipote di Carlo Saporetti. Sono stati oggetto di un accurato restauro nel 2014.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:keywords>biblioteca,carlosaporetti,cervia,cerviavecchia,emiliaromagna,manoscritti,museodelsale,ravenna,senni,visitcervia</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>6 I tappeti musivi della chiesa di San Martino prope litus maris - Giovanna M.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/6-i-tappeti-musivi-della-chiesa-di-san-martino-prope-litus-maris-giovanna-m--48257434</link><description><![CDATA[La chiesa di San Martino prope litus maris fu costruita intorno alla metà del VI secolo a breve distanza dalla linea di costa antica, come suggerisce la sua titolatura; tuttavia non vi è certezza che fosse dedicata a San Martino già in origine.<br /><br />L’edificio di culto, orientato Est-Ovest, era a croce latina con abside di forma poligonale all’esterno, probabilmente eptagonale, e semicircolare all’interno; un porticato affiancava entrambi i lati del fabbricato religioso. La chiesa era lunga circa 38 metri, anche se i muri della facciata non sono stati rinvenuti e la planimetria della chiesa è deducibile dai lacerti musivi rimasti in sito e dalle fosse di spoliazione dei muri originari.<br /><br />Al centro dell’edificio vi era la solea, un lungo corridoio rettangolare che partiva dalla navata centrale e immetteva nel bema, il luogo riservato al clero durante la funzione religiosa. Il bema, di forma quadrangolare, terminava nell’abside e poteva ospitare l’altare, la cattedra episcopale e i sedili per i concelebranti. Solea e bema erano generalmente recintati da plutei e transenne in marmo sostenuti da colonnine.<br /><br />La chiesa era pavimentata con splendidi pannelli musivi di dimensioni diverse, che si adattavano agli spazi articolati della navata e alle superfici regolari dei bracci della croce. Alcuni mosaici erano conservati in ampie porzioni: due pannelli lunghi e stretti corrispondono ai corridoi di fianco al bema - di cui qui si espone quello di destra - due pannelli di forma rettangolare affiancavano la solea - di cui si propone quello di sinistra - un pannello veniva a trovarsi nel corridoio centrale davanti alla solea. Ulteriori sei pannelli rettangolari pavimentavano, probabilmente, l’area perimetrale della navata, di cui però non è rimasta traccia, come non si è conservata l’eventuale pavimentazione dell’abside. La decorazione policroma dei pannelli propone una composizione geometrica intercalata da cornici divisorie, a formare un effetto di continuità nel tappeto musivo dell’intera chiesa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48257434</guid><pubDate>Mon, 17 Jan 2022 15:11:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48257434/6_i_tappeti_musivi_della_chiesa_di_san_martino_prope_litus_maris_giovanna_m.mp3" length="11681081" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>La chiesa di San Martino prope litus maris fu costruita intorno alla metà del VI secolo a breve distanza dalla linea di costa antica, come suggerisce la sua titolatura; tuttavia non vi è certezza che fosse dedicata a San Martino già in origine....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La chiesa di San Martino prope litus maris fu costruita intorno alla metà del VI secolo a breve distanza dalla linea di costa antica, come suggerisce la sua titolatura; tuttavia non vi è certezza che fosse dedicata a San Martino già in origine.<br /><br />L’edificio di culto, orientato Est-Ovest, era a croce latina con abside di forma poligonale all’esterno, probabilmente eptagonale, e semicircolare all’interno; un porticato affiancava entrambi i lati del fabbricato religioso. La chiesa era lunga circa 38 metri, anche se i muri della facciata non sono stati rinvenuti e la planimetria della chiesa è deducibile dai lacerti musivi rimasti in sito e dalle fosse di spoliazione dei muri originari.<br /><br />Al centro dell’edificio vi era la solea, un lungo corridoio rettangolare che partiva dalla navata centrale e immetteva nel bema, il luogo riservato al clero durante la funzione religiosa. Il bema, di forma quadrangolare, terminava nell’abside e poteva ospitare l’altare, la cattedra episcopale e i sedili per i concelebranti. Solea e bema erano generalmente recintati da plutei e transenne in marmo sostenuti da colonnine.<br /><br />La chiesa era pavimentata con splendidi pannelli musivi di dimensioni diverse, che si adattavano agli spazi articolati della navata e alle superfici regolari dei bracci della croce. Alcuni mosaici erano conservati in ampie porzioni: due pannelli lunghi e stretti corrispondono ai corridoi di fianco al bema - di cui qui si espone quello di destra - due pannelli di forma rettangolare affiancavano la solea - di cui si propone quello di sinistra - un pannello veniva a trovarsi nel corridoio centrale davanti alla solea. Ulteriori sei pannelli rettangolari pavimentavano, probabilmente, l’area perimetrale della navata, di cui però non è rimasta traccia, come non si è conservata l’eventuale pavimentazione dell’abside. La decorazione policroma dei pannelli propone una composizione geometrica intercalata da cornici divisorie, a formare un effetto di continuità nel tappeto musivo dell’intera chiesa.]]></itunes:summary><itunes:duration>292</itunes:duration><itunes:keywords>bellearti,cervia,chiesa,mosaici,museodelsale,navata,salinedicervia,sanmartino</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>5 Lo stemma di Papa Innocenzo XI - Massimo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/5-lo-stemma-di-papa-innocenzo-xi-massimo--48257348</link><description><![CDATA[Nella sezione aperta nel 2013 ha trovato collocazione lo stemma in marmo di Papa Innocenzo XI, il pontefice che nel 1691 ha promosso la costruzione sulla riva del mare dei primi edifici dell’area industriale cervese, dedicata allo stivaggio e al commercio del sale. Ciò accadde prima dello spostamento della città, che in quel periodo si trovava ancora al centro delle saline e che si sarebbe trasferita solo a partire dal 1698.<br /><br />Innocenzo XI (1676-1689) è il papa che dato impulso alla costruzione del primo magazzino del sale e della torre San Michele. Il suo stemma, in origine si trovava nella cattedrale della città vecchia. Quando la cattedrale venne smontata fu trasferito nella nuova città e murato sulla facciata del magazzino del sale, ma in epoca napoleonica le truppe lo staccarono e lo fecero a pezzi. Fu Carlo Saporetti, studioso appassionato di storia locale, a recuperare i pezzi e ricomporre le parti rimaste. Nel corso del tempo poi passò da varie mani e l’ultimo passaggio prima di entrare al museo è stato nelle mani di una esperta restauratrice che gli ha ridato l’aspetto originale ridefinendo le parti mancanti.<br /><br />Benedetto Odescalchi, di famiglia di commercianti comaschi, fu eletto papa nel 1676. Fortemente dedito alla missione di diffusione della fede, fu un papa di grande umanità. Finanziò numerose missioni e visse in modo modesto. Fu dichiarato beato nel 1956 da Pio XII.<br /><br />Lo stemma marmoreo è stato donato al museo nel maggio 2013 da Orestino Zattoni. Il restauro del pezzo è stato possibile grazie al contributo del Lions Club "Cervia Ad Novas" e del Gruppo Culturale "Civiltà Salinara".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48257348</guid><pubDate>Tue, 11 Jan 2022 22:33:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48257348/5_lo_stemma_di_papa_innocenzo_xi_massimo.mp3" length="5842407" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Nella sezione aperta nel 2013 ha trovato collocazione lo stemma in marmo di Papa Innocenzo XI, il pontefice che nel 1691 ha promosso la costruzione sulla riva del mare dei primi edifici dell’area industriale cervese, dedicata allo stivaggio e al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella sezione aperta nel 2013 ha trovato collocazione lo stemma in marmo di Papa Innocenzo XI, il pontefice che nel 1691 ha promosso la costruzione sulla riva del mare dei primi edifici dell’area industriale cervese, dedicata allo stivaggio e al commercio del sale. Ciò accadde prima dello spostamento della città, che in quel periodo si trovava ancora al centro delle saline e che si sarebbe trasferita solo a partire dal 1698.<br /><br />Innocenzo XI (1676-1689) è il papa che dato impulso alla costruzione del primo magazzino del sale e della torre San Michele. Il suo stemma, in origine si trovava nella cattedrale della città vecchia. Quando la cattedrale venne smontata fu trasferito nella nuova città e murato sulla facciata del magazzino del sale, ma in epoca napoleonica le truppe lo staccarono e lo fecero a pezzi. Fu Carlo Saporetti, studioso appassionato di storia locale, a recuperare i pezzi e ricomporre le parti rimaste. Nel corso del tempo poi passò da varie mani e l’ultimo passaggio prima di entrare al museo è stato nelle mani di una esperta restauratrice che gli ha ridato l’aspetto originale ridefinendo le parti mancanti.<br /><br />Benedetto Odescalchi, di famiglia di commercianti comaschi, fu eletto papa nel 1676. Fortemente dedito alla missione di diffusione della fede, fu un papa di grande umanità. Finanziò numerose missioni e visse in modo modesto. Fu dichiarato beato nel 1956 da Pio XII.<br /><br />Lo stemma marmoreo è stato donato al museo nel maggio 2013 da Orestino Zattoni. Il restauro del pezzo è stato possibile grazie al contributo del Lions Club "Cervia Ad Novas" e del Gruppo Culturale "Civiltà Salinara".]]></itunes:summary><itunes:duration>146</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,museodelsale,papa,papainnocenzoxi,papale,pontefice,roma,saledolcedicervia,statopontificio,stemma</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4 La Burchiella - Augusto e Maura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-la-burchiella-augusto-e-maura--48225547</link><description><![CDATA[E’ una imbarcazione a fondo piatto adatta alla navigazione in bassi fondali, utilizzata nelle saline di Cervia fino agli anni '60 per il trasporto del sale.<br /><br />Il nome deriva dal “burchio” veneziano con il quale condivide il fondo piatto, l'uso commerciale e, in alcune situazioni, il traino dalla riva dei canali. Venezia ha avuto una grande influenza sull'area cervese specie dal 1300 circa fino al 1500. E' probabile che in questo periodo la burchiella abbia fatto la sua comparsa e preso la sua denominazione, ma l'imbarcazione si differenzia dal burchio veneziano per diverse cose. Ha dimensioni più ridotte, non ha occhi, né vele, né cabine. La burchiella è sempre stata molto spartana ed ha prua e poppa identiche, per essere più maneggevole negli stretti canali delle saline in cui, a volte, non era possibile far ruotare di 360° la barca.<br /><br />Nata per il trasporto del sale, in realtà la burchiella è stata utilizzata anche per trasferimenti di altro genere, come ad esempio di materiale edile per la costruzione della nuova città e di salme in caso di funerali.<br /><br />Le prime burchielle erano in legno. Dal 1927 circa vennero sostituite da burchielle in ferro più resistenti e meno soggette a manutenzione. Dal 1959, anno di trasformazione della salina e del tipo di produzione che divenne meccanizzata, le burchielle non furono più utilizzate e vennero vendute per ricavarne il valore del ferro.<br /><br />Una volta imbarcato il sale prodotto durante la stagione salifera la burchiella si muoveva verso i magazzini a forza di braccia con uno o due salinari che la trainavano dalle rive del canale mentre uno a bordo la guidava con il lungo remo in dotazione. Poteva trasportare fino a 100 quintali di sale.<br /><br />Oggi, resta una sola burchiella originale in buone condizioni, esposta all'interno del MUSA. E’ stata acquistata a Governolo, nel mantovano, nel 1997. Dal 1997 al 2010 venne utilizzata ogni anno per rievocare l'antica rimessa del sale. Usciva quindi dal museo in occasione dell'evento e ritornava all'interno a fine festa.<br /><br />A seguito della necessità di sistemazione della burchiella, viene scoperta la bella struttura a borchie che si trovava sotto al primo strato di lamiera. A questo punto, visto che la burchiella non poteva essere riparata senza oscurare nuovamente la struttura originale, con il contributo della Banca Popolare di Ravenna venne realizzata una burchiella nuova, sulla base dei progetti originali del 1925.<br /><br />La nuova “vecchia” burchiella venne varata in settembre 2010 e questo fu quindi il suo primo anno alla festa di Sapore di Sale. Da allora la nuova burchiella viene utilizzata per rievocare la rimessa del sale, e, nel periodo natalizio, ospita la natività sull'acqua del canale del porto. La burchiella originale resta invece visibile all'interno del museo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48225547</guid><pubDate>Sun, 09 Jan 2022 13:07:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48225547/4_la_burchiella_augusto_e_maura.mp3" length="9421571" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>E’ una imbarcazione a fondo piatto adatta alla navigazione in bassi fondali, utilizzata nelle saline di Cervia fino agli anni '60 per il trasporto del sale.

Il nome deriva dal “burchio” veneziano con il quale condivide il fondo piatto, l'uso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[E’ una imbarcazione a fondo piatto adatta alla navigazione in bassi fondali, utilizzata nelle saline di Cervia fino agli anni '60 per il trasporto del sale.<br /><br />Il nome deriva dal “burchio” veneziano con il quale condivide il fondo piatto, l'uso commerciale e, in alcune situazioni, il traino dalla riva dei canali. Venezia ha avuto una grande influenza sull'area cervese specie dal 1300 circa fino al 1500. E' probabile che in questo periodo la burchiella abbia fatto la sua comparsa e preso la sua denominazione, ma l'imbarcazione si differenzia dal burchio veneziano per diverse cose. Ha dimensioni più ridotte, non ha occhi, né vele, né cabine. La burchiella è sempre stata molto spartana ed ha prua e poppa identiche, per essere più maneggevole negli stretti canali delle saline in cui, a volte, non era possibile far ruotare di 360° la barca.<br /><br />Nata per il trasporto del sale, in realtà la burchiella è stata utilizzata anche per trasferimenti di altro genere, come ad esempio di materiale edile per la costruzione della nuova città e di salme in caso di funerali.<br /><br />Le prime burchielle erano in legno. Dal 1927 circa vennero sostituite da burchielle in ferro più resistenti e meno soggette a manutenzione. Dal 1959, anno di trasformazione della salina e del tipo di produzione che divenne meccanizzata, le burchielle non furono più utilizzate e vennero vendute per ricavarne il valore del ferro.<br /><br />Una volta imbarcato il sale prodotto durante la stagione salifera la burchiella si muoveva verso i magazzini a forza di braccia con uno o due salinari che la trainavano dalle rive del canale mentre uno a bordo la guidava con il lungo remo in dotazione. Poteva trasportare fino a 100 quintali di sale.<br /><br />Oggi, resta una sola burchiella originale in buone condizioni, esposta all'interno del MUSA. E’ stata acquistata a Governolo, nel mantovano, nel 1997. Dal 1997 al 2010 venne utilizzata ogni anno per rievocare l'antica rimessa del sale. Usciva quindi dal museo in occasione dell'evento e ritornava all'interno a fine festa.<br /><br />A seguito della necessità di sistemazione della burchiella, viene scoperta la bella struttura a borchie che si trovava sotto al primo strato di lamiera. A questo punto, visto che la burchiella non poteva essere riparata senza oscurare nuovamente la struttura originale, con il contributo della Banca Popolare di Ravenna venne realizzata una burchiella nuova, sulla base dei progetti originali del 1925.<br /><br />La nuova “vecchia” burchiella venne varata in settembre 2010 e questo fu quindi il suo primo anno alla festa di Sapore di Sale. Da allora la nuova burchiella viene utilizzata per rievocare la rimessa del sale, e, nel periodo natalizio, ospita la natività sull'acqua del canale del porto. La burchiella originale resta invece visibile all'interno del museo.]]></itunes:summary><itunes:duration>236</itunes:duration><itunes:keywords>burchiella,cervia,cittadelsale,comunecervia,imbarcazioneafondopiatto,magazzinidelsale,museodelsale,rimessadelsale,salinacamillone,saporedisale,trasportosale</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>3 Storia di un relitto ritrovato - Sergio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/3-storia-di-un-relitto-ritrovato-sergio--48225507</link><description><![CDATA[Nel 1956, durante gli scavi in una cava di sabbia all’altezza della statale adriatica, circa all’incrocio con via Nulla Baldini, venne alla luce il relitto di una nave. Ad opera della Soprintendenza e del Comune di Cervia, con il supporto di Umberto Foschi, allora ispettore onorario della Soprintendenza e di Carlo Saporetti, appassionato della storia di Cervia e instancabile ricercatore, furono recuperati, un fiascone in rame, due ancore e parte del fasciame della nave. Il ritrovamento è estremamente importante perché ci offre parametri per immaginare una linea di costa di molto arretrata rispetto a quella odierna. A seguito di studi storici il relitto pare attribuibile al VI-VII sec. Lo scafo appare verosimilmente a fondo piatto e a fiancate tonde, con forme piene e capaci. Le dimensioni ipotizzabili vanno dai 10 ai 14 metri di lunghezza.<br /><br />La cucitura delle assi dello scafo pare essere il metodo più arcaico impiegato nel Mediterraneo per le costruzioni navali in uso fin dal II-I sec a.C. Quello di Cevia è il primo rinvenimento che testimonia l'uso di questa tecnica nell'area dell'alto Adriatico.<br />Sulla nave poteva trovarsi una cabina o un focolare coperto da tegole. L’attrezzatura tipica per una imbarcazione di questo tipo era costituita da due ancore e un ecoscandaglio di piombo.<br /><br />Della nave di Cervia restano il contenitore in rame, un'ancora in ferro, un frammento di una seconda ancora sempre in ferro, 5 frammenti di ordinate in quercia e 7 frammenti di fasciame in olmo.<br />Entrambe le ancore ed i legni ( ordinate e fasciame ) attualmente esposti, sono stati restaurati con il contributo del Gruppo Culturale Civiltà Salinara.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48225507</guid><pubDate>Sun, 09 Jan 2022 13:02:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48225507/3_storia_di_un_relitto_ritrovato_sergio.mp3" length="5403355" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 1956, durante gli scavi in una cava di sabbia all’altezza della statale adriatica, circa all’incrocio con via Nulla Baldini, venne alla luce il relitto di una nave. Ad opera della Soprintendenza e del Comune di Cervia, con il supporto di Umberto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 1956, durante gli scavi in una cava di sabbia all’altezza della statale adriatica, circa all’incrocio con via Nulla Baldini, venne alla luce il relitto di una nave. Ad opera della Soprintendenza e del Comune di Cervia, con il supporto di Umberto Foschi, allora ispettore onorario della Soprintendenza e di Carlo Saporetti, appassionato della storia di Cervia e instancabile ricercatore, furono recuperati, un fiascone in rame, due ancore e parte del fasciame della nave. Il ritrovamento è estremamente importante perché ci offre parametri per immaginare una linea di costa di molto arretrata rispetto a quella odierna. A seguito di studi storici il relitto pare attribuibile al VI-VII sec. Lo scafo appare verosimilmente a fondo piatto e a fiancate tonde, con forme piene e capaci. Le dimensioni ipotizzabili vanno dai 10 ai 14 metri di lunghezza.<br /><br />La cucitura delle assi dello scafo pare essere il metodo più arcaico impiegato nel Mediterraneo per le costruzioni navali in uso fin dal II-I sec a.C. Quello di Cevia è il primo rinvenimento che testimonia l'uso di questa tecnica nell'area dell'alto Adriatico.<br />Sulla nave poteva trovarsi una cabina o un focolare coperto da tegole. L’attrezzatura tipica per una imbarcazione di questo tipo era costituita da due ancore e un ecoscandaglio di piombo.<br /><br />Della nave di Cervia restano il contenitore in rame, un'ancora in ferro, un frammento di una seconda ancora sempre in ferro, 5 frammenti di ordinate in quercia e 7 frammenti di fasciame in olmo.<br />Entrambe le ancore ed i legni ( ordinate e fasciame ) attualmente esposti, sono stati restaurati con il contributo del Gruppo Culturale Civiltà Salinara.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:keywords>adriatico,archeologia,cervia,comunecervia,mediterraneo,museodelsale,nave,navemedievale,relitto</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nasce una nuova sezione - Giovanna C.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nasce-una-nuova-sezione-giovanna-c--48008531</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48008531</guid><pubDate>Tue, 21 Dec 2021 10:23:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48008531/2_nasce_una_nuova_sezione_giovanna_c.mp3" length="10249971" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:duration>256</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,museodelsale</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La civilta del sale - Giovanna C., Alberto, Maura e Antonella</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-civilta-del-sale-giovanna-c-alberto-maura-e-antonella--46813004</link><description><![CDATA[Le donne avevano un ruolo molto importante nel lavoro in salina. Il fondo salifero era gestito dal salinaro ma coadiuvato da tutti i componenti del nucleo familiare. La donna apprendeva l’arte di fare il sale in famiglia e in caso di morte del marito diventava capo cultrice del fondo in attesa che il figlio raggiungesse l’età lavorativa. Naturalmente la donna doveva conciliare l’attività in salina con il normale lavoro domestico, facendo i conti anche con ripetuti viaggi a piedi da casa alla salina e viceversa per portare da mangiare e unirsi poi alla raccolta del sale. Erano dette al cavadori. Perché impegnate nella raccolta: Cavavano, ovvero raccoglievano il sale. <br /><br />I bambini venivano portati in salina fin da piccolissimi. Riposavano nella capanna di canna lacustre e quando piangevano le mamme correvano ad allattarli. I più grandicelli aiutavano la famiglia nella raccolta, imparando così il mestiere. Le donne erano addette anche al lavaggio e alla riparazione dei sacchi di iuta che contenevano il sale. <br /><br />In una mappa del XV secolo che si trova all’archivio storico comune di Ravenna fra le animazioni si notano una figura maschile ed una femminile che presumibilmente si avviano al lavoro ed hanno in spalla attrezzi identici"]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46813004</guid><pubDate>Mon, 04 Oct 2021 10:36:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46813004/clip_audio_la_vita_in_salina_con_testimonianze_v2.mp3" length="5361289" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Museo del sale di Cervia</itunes:author><itunes:subtitle>Le donne avevano un ruolo molto importante nel lavoro in salina. Il fondo salifero era gestito dal salinaro ma coadiuvato da tutti i componenti del nucleo familiare. La donna apprendeva l’arte di fare il sale in famiglia e in caso di morte del marito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le donne avevano un ruolo molto importante nel lavoro in salina. Il fondo salifero era gestito dal salinaro ma coadiuvato da tutti i componenti del nucleo familiare. La donna apprendeva l’arte di fare il sale in famiglia e in caso di morte del marito diventava capo cultrice del fondo in attesa che il figlio raggiungesse l’età lavorativa. Naturalmente la donna doveva conciliare l’attività in salina con il normale lavoro domestico, facendo i conti anche con ripetuti viaggi a piedi da casa alla salina e viceversa per portare da mangiare e unirsi poi alla raccolta del sale. Erano dette al cavadori. Perché impegnate nella raccolta: Cavavano, ovvero raccoglievano il sale. <br /><br />I bambini venivano portati in salina fin da piccolissimi. Riposavano nella capanna di canna lacustre e quando piangevano le mamme correvano ad allattarli. I più grandicelli aiutavano la famiglia nella raccolta, imparando così il mestiere. Le donne erano addette anche al lavaggio e alla riparazione dei sacchi di iuta che contenevano il sale. <br /><br />In una mappa del XV secolo che si trova all’archivio storico comune di Ravenna fra le animazioni si notano una figura maschile ed una femminile che presumibilmente si avviano al lavoro ed hanno in spalla attrezzi identici"]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:keywords>cervia,museo</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea4d7b0e1ab607d254052392f8d04755.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
