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'Nel vuoto' è un testo scritto come davanti a un muro - il muro di silenzio, di sospensione, di imminenza di cui abbiamo fatto esperienza durante i giorni del lockdown. Il muro dello diventa un oracolo: il luogo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[NECESSARIO L'ASCOLTO IN CUFFIA<br /><br />'Nel vuoto' è un testo scritto come davanti a un muro - il muro di silenzio, di sospensione, di imminenza di cui abbiamo fatto esperienza durante i giorni del lockdown. Il muro dello diventa un oracolo: il luogo astratto di un incontro, di una condivisione, di una comunità. La giovane donna che parla nel testo è il primo esponente di questa nuova comunità, una diversa generazione di esseri umani che nel vuoto spera un traghettamento verso il nuovo, qualunque forma abbia. Questo testo si presenta quindi anche come una specie di preghiera: perché il tempo non continui ad avvitarsi su se stesso ma scatti in avanti, trasformi le cose, ci porti non nella ripetizione stanca del presente, ma nel vero futuro. <br /><br />Una donna, un’attrice, si siede e ci interroga con il suo sguardo, contemporaneamente ascoltiamo insieme a lei un messaggio rivolto all’umanità che ci entra attraverso gli auricolari.<br />La voce femminile e lo sguardo della donna ci interrogano e ci attraggono dentro questa preghiera laica. È una forma di relazione che sublima l’impossibilità di toccarci.<br />È un momento di sospensione e contemplazione in un limbo che tanto somiglia al periodo che stiamo vivendo.]]></itunes:summary><itunes:duration>519</itunes:duration><itunes:keywords>anahitraversi,apocalisse,claudioautelli,fabriziosinisi,futuro,futurodistopico,gianlucaagostini,lab121,lafinedelmondo,nuovo,nuovomondo,olofonia,pandemia,performance,performanceolofonica,performanceteatrale,ripartenza,teatro,teatroinnovazione</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/cloudinary/s--dyuCgiG6--/w_1000,h_800,c_fit,l_text:Lato_164_bold:storie%20in%20cuffia/images.spreaker.com/default/show-1400x1400-20190801.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>LAB121teatro</googleplay:author><googleplay:description>NECESSARIO L'ASCOLTO IN CUFFIA

'Nel vuoto' è un testo scritto come davanti a un muro - il muro di silenzio, di sospensione, di imminenza di cui abbiamo fatto esperienza durante i giorni del lockdown. Il muro dello diventa un oracolo: il luogo astratto di un incontro, di una condivisione, di una comunità. La giovane donna che parla nel testo è il primo esponente di questa nuova comunità, una diversa generazione di esseri umani che nel vuoto spera un traghettamento verso il nuovo, qualunque forma abbia. Questo testo si presenta quindi anche come una specie di preghiera: perché il tempo non continui ad avvitarsi su se stesso ma scatti in avanti, trasformi le cose, ci porti non nella ripetizione stanca del presente, ma nel vero futuro. 

Una donna, un’attrice, si siede e ci interroga con il suo sguardo, contemporaneamente ascoltiamo insieme a lei un messaggio rivolto all’umanità che ci entra attraverso gli auricolari.
La voce femminile e lo sguardo della donna ci interrogano e ci attraggono dentro questa preghiera laica. È una forma di relazione che sublima l’impossibilità di toccarci.
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