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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Palla Al Piede</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/palla-al-piede--4694785</link><description><![CDATA["Tutti possiamo essere spregevoli. Ognuno di noi porta con sé un crimine commesso o un crimine che l’anima gli chiede di commettere." – F. Pessoa<br /><br />Palla Al Piede è il podcast garantista a cura di Grazia Coppola riguardante giustizia e carcere. Attraverso le varie puntate ci addentreremo nella complessità che si cela dietro devianza, criminalità e recidiva, comprendendo quanto esse derivino in gran parte da situazioni che l'individuo si ritrova ad affrontare -e, purtroppo in molti casi, subire. Affronteremo insieme gli scheletri nell'armadio del nostro sistema penitenziario e della nostra giustizia, parleremo di umiliazioni, errori, botte, oblio, cura, recupero, speranza. <br />Con questo podcast vorrei avere l'onore di far vacillare gran parte delle vostre certezze sulla linea indissolubile che divide bene e male, e far ritrovare un po' di umanità anche dove sembra non ve ne sia traccia: in una cella.  <br />Di mercoledì, se vi va, vi aspetto per pensare insieme.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4694785/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright Grazia</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg</url><title>Palla Al Piede</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/palla-al-piede--4694785</link></image><lastBuildDate>Thu, 11 May 2023 12:25:02 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Grazia</itunes:name><itunes:email>gragrecoppola@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:subtitle>"Tutti possiamo essere spregevoli. Ognuno di noi porta con sé un crimine commesso o un crimine che l’anima gli chiede di commettere." – F. Pessoa

Palla Al Piede è il podcast garantista a cura di Grazia Coppola riguardante giustizia e carcere....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Tutti possiamo essere spregevoli. Ognuno di noi porta con sé un crimine commesso o un crimine che l’anima gli chiede di commettere." – F. Pessoa<br /><br />Palla Al Piede è il podcast garantista a cura di Grazia Coppola riguardante giustizia e carcere. Attraverso le varie puntate ci addentreremo nella complessità che si cela dietro devianza, criminalità e recidiva, comprendendo quanto esse derivino in gran parte da situazioni che l'individuo si ritrova ad affrontare -e, purtroppo in molti casi, subire. Affronteremo insieme gli scheletri nell'armadio del nostro sistema penitenziario e della nostra giustizia, parleremo di umiliazioni, errori, botte, oblio, cura, recupero, speranza. <br />Con questo podcast vorrei avere l'onore di far vacillare gran parte delle vostre certezze sulla linea indissolubile che divide bene e male, e far ritrovare un po' di umanità anche dove sembra non ve ne sia traccia: in una cella.  <br />Di mercoledì, se vi va, vi aspetto per pensare insieme.]]></itunes:summary><itunes:category text="Society &amp; Culture"/><itunes:explicit>yes</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Ep.5: Goodbye</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-5-goodbye--50011009</link><description><![CDATA[Immaginate la scelta più difficile per una madre: decidere se tenere, chiuso con sé, suo figlio,  o se lasciarlo fuori, lasciare che cresca senza di me in un mondo orrendo senza punti di riferimento stabili. Molte mamme questa scelta nemmeno possono farla: tenere i propri figli piccoli accanto, quando si vive in contesti abusanti, violenti, dove la criminalità è la norma, è l'unica possibilità. E così bambini piccolissimi crescono in carcere, un luogo sin dall'inizio designato per uomini, non per donne, figuriamoci per madri con figli. La madre, che culturalmente è l'angelo del focolare, diventa la cattiva, la bestia, che sbaglia due volte: quando commette un reato e quando si permette di inquinare una giovane vita col suo veleno di criminale portandoselo appresso.<br /><br />Ospite della puntata di oggi è Giulia Gibelli, dott.ssa in Piscologia, tirocinante psicologa.<br />Insieme a Giulia mi sono addentrata tra le sbarre delle sezioni femminili del nostro Paese. Oltre il 95% delle donne detenute ha almeno un figlio. Con la condotta criminosa viene scardinato il ruolo della madre: come è possibile che chi dà la vita possa uccidere, rubare, spacciare, rapire? Commettere delitti efferati oppure avere un ruolo chiave in un progetto criminoso minuziosamente studiato? Impossibile, questa non può essere madre. Eppure.<br /><br />Giulia ci spiega con grande chiarezza il funzionamento (teoria e pratica) del circuito penale femminile, ma ci parla anche dello smarrimento di una donna che non è più degna di essere madre e si porta addosso il fardello di aver abbandonato i propri figli, per il loro bene, avendoli lasciati fuori dalle sbarre; ma anche di mamme che non hanno avuto altra scelta e che convivono con il peso di vedere i propri figli, in cella con loro, avere disturbi alla vista, problemi del sonno. Se sei donna detenuta, in ogni caso il senso di colpa ti perseguiterà perchè avrai abbandonato la famiglia, il tuo ruolo di madre canonica, i tuoi figli, e se li avrai tenuti con te sarai doppiamente colpevole di non aver dato loro un'alternativa.<br /><br />Le detenute madri dimostrano quanto il confine tra giusto e sbagliato sia sottile, e quanto sia fallimentare l'operato di uno Stato che lascia che i bambini vivano dietro alle sbarre.<br /><br />Grazie Giulia per questa puntata così chiara e densa di spunti di riflessione; consiglio i suoi podcast:<br />- Il peso della farfalla: <a href="https://open.spotify.com/show/4Pr5BvbtnNhLaTVWw5H7G9?si=XDalOKnwQXufW9yCf8ylvA" rel="noopener">https://open.spotify.com/show/4Pr5BvbtnNhLaTVWw5H7G9?si=XDalOKnwQXufW9yCf8ylvA</a> <br />- Mamma, detenuta, altro: <a href="https://open.spotify.com/show/325sl3vd06O11EEx1gKl2A?si=DY0yvcrySMypEKye5vjz5Q" rel="noopener">https://open.spotify.com/show/325sl3vd06O11EEx1gKl2A?si=DY0yvcrySMypEKye5vjz5Q</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50011009</guid><pubDate>Wed, 27 Jul 2022 14:00:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50011009/goodbye.mp3" length="60100484" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>Immaginate la scelta più difficile per una madre: decidere se tenere, chiuso con sé, suo figlio,  o se lasciarlo fuori, lasciare che cresca senza di me in un mondo orrendo senza punti di riferimento stabili. 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La madre, che culturalmente è l'angelo del focolare, diventa la cattiva, la bestia, che sbaglia due volte: quando commette un reato e quando si permette di inquinare una giovane vita col suo veleno di criminale portandoselo appresso.<br /><br />Ospite della puntata di oggi è Giulia Gibelli, dott.ssa in Piscologia, tirocinante psicologa.<br />Insieme a Giulia mi sono addentrata tra le sbarre delle sezioni femminili del nostro Paese. Oltre il 95% delle donne detenute ha almeno un figlio. Con la condotta criminosa viene scardinato il ruolo della madre: come è possibile che chi dà la vita possa uccidere, rubare, spacciare, rapire? Commettere delitti efferati oppure avere un ruolo chiave in un progetto criminoso minuziosamente studiato? Impossibile, questa non può essere madre. Eppure.<br /><br />Giulia ci spiega con grande chiarezza il funzionamento (teoria e pratica) del circuito penale femminile, ma ci parla anche dello smarrimento di una donna che non è più degna di essere madre e si porta addosso il fardello di aver abbandonato i propri figli, per il loro bene, avendoli lasciati fuori dalle sbarre; ma anche di mamme che non hanno avuto altra scelta e che convivono con il peso di vedere i propri figli, in cella con loro, avere disturbi alla vista, problemi del sonno. Se sei donna detenuta, in ogni caso il senso di colpa ti perseguiterà perchè avrai abbandonato la famiglia, il tuo ruolo di madre canonica, i tuoi figli, e se li avrai tenuti con te sarai doppiamente colpevole di non aver dato loro un'alternativa.<br /><br />Le detenute madri dimostrano quanto il confine tra giusto e sbagliato sia sottile, e quanto sia fallimentare l'operato di uno Stato che lascia che i bambini vivano dietro alle sbarre.<br /><br />Grazie Giulia per questa puntata così chiara e densa di spunti di riflessione; consiglio i suoi podcast:<br />- Il peso della farfalla: <a href="https://open.spotify.com/show/4Pr5BvbtnNhLaTVWw5H7G9?si=XDalOKnwQXufW9yCf8ylvA" rel="noopener">https://open.spotify.com/show/4Pr5BvbtnNhLaTVWw5H7G9?si=XDalOKnwQXufW9yCf8ylvA</a> <br />- Mamma, detenuta, altro: <a href="https://open.spotify.com/show/325sl3vd06O11EEx1gKl2A?si=DY0yvcrySMypEKye5vjz5Q" rel="noopener">https://open.spotify.com/show/325sl3vd06O11EEx1gKl2A?si=DY0yvcrySMypEKye5vjz5Q</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3757</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 4: Clima di tensione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-4-clima-di-tensione--49928987</link><description><![CDATA[[TRIGGER WARNING: aneddoti particolarmente crudi, sconsiglio l'ascolto a chi si ritiene particolarmente sensibile]<br /><br />"Panopticon o panottico è un carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham.<br />Il concetto della progettazione è di permettere a un unico sorvegliante di osservare (opticon) tutti (pan) i soggetti di una istituzione carceraria senza permettere a questi di capire se siano in quel momento controllati o no. Il nome si riferisce anche ad Argo Panoptes della mitologia Greca: un gigante con un centinaio di occhi considerato perciò un ottimo guardiano."(Wikipedia)<br /><br />Il panocticon è la struttura architettonica del carcere San Vittore di Milano. Su quel carcere girano davvero tante storie, e le sue problematicità non sono sconosciute a chi si interessa del tema. Io ho avuto la fortuna di visitarlo, per pura combinazione poche settimane prima dello scoppio delle rivolte di marzo 2020. Da quel giorno, mi è rimasto in testa per la complessità delle emergenze continue da gestire, per i racconti del direttore, per le testimonianze degli stessi detenuti. Non è un caso, quindi, che il mio ospite in questa puntata sia il Dott. Federico Centonze, che ha lavorato a San Vittore come medico, in piena prima ondata.<br /><br />Posso dire con certezza che questa puntata è stata la più difficile della stagione 2. Il racconto di una persona che ha lavorato in un carcere simile, il senso di smarrimento e paura provato inizialmente ma allo stesso tempo la lucidità di raccontare, per filo e per segno, cosa non vada: un mix esplosivo, che mi ha lasciato scossa per diverso tempo. Alcuni aneddoti sono veramente forti, per questa ragione sconsiglio l'ascolto a persone molto sensibili.<br /><br />Con Federico mi sono addentrata in una delle carceri più discussa d'Italia, ma ho anche avuto la fortuna di fare un salto nei Balcani, e ripercorrere quello che, purtroppo, per diversi migranti è un percorso obbligato. Non è semplice raccontare certe cose, non è semplice ascoltarle e comprendere di essere totalmente impotenti di fronte all'annientamento della dignità umana: purtroppo però l'unica cosa che possiamo fare è sapere cosa succede, preoccuparci, e allarmarci per le mancanze di uno Stato che non sa tutelare gli ultimi.<br /><br />Ringrazio di cuore Federico per la sua umanità e per il tempo che mi ha dedicato. E pure per i complimenti per il podcast, che chi mi conosce sa, faccio sempre fatica ad accettare senza borbottare.<br /><br />Link consigliati dall'Ospite:<br />- <a href="https://www.ildubbio.news/2022/03/02/viaggio-nel-disastro-della-sanita/" rel="noopener">https://www.ildubbio.news/2022/03/02/viaggio-nel-disastro-della-sanita/</a> (sanità in carcere)<br />- <a href="https://www.pianetacarcere.it/carceri/abbattere-la-recidiva-nelle-carceri-con-il-lavoro-lo-studio-ma-anche-con-le-relazioni-umane-828.asp" rel="noopener">https://www.pianetacarcere.it/carceri/abbattere-la-recidiva-nelle-carceri-con-il-lavoro-lo-studio-ma-anche-con-le-relazioni-umane-828.asp</a> (recidive)<br /><br />A cura di Grazia Coppola <br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br />Con la partecipazione del Dott. Federico Centonze]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49928987</guid><pubDate>Wed, 13 Jul 2022 14:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49928987/ep_4.mp3" length="48204112" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>[TRIGGER WARNING: aneddoti particolarmente crudi, sconsiglio l'ascolto a chi si ritiene particolarmente sensibile]&#13;
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Io ho avuto la fortuna di visitarlo, per pura combinazione poche settimane prima dello scoppio delle rivolte di marzo 2020. Da quel giorno, mi è rimasto in testa per la complessità delle emergenze continue da gestire, per i racconti del direttore, per le testimonianze degli stessi detenuti. Non è un caso, quindi, che il mio ospite in questa puntata sia il Dott. Federico Centonze, che ha lavorato a San Vittore come medico, in piena prima ondata.<br /><br />Posso dire con certezza che questa puntata è stata la più difficile della stagione 2. Il racconto di una persona che ha lavorato in un carcere simile, il senso di smarrimento e paura provato inizialmente ma allo stesso tempo la lucidità di raccontare, per filo e per segno, cosa non vada: un mix esplosivo, che mi ha lasciato scossa per diverso tempo. 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Soprattutto quando l'argomento è complesso e a tratti ostico come il diritto.<br /><br />Extrema Ratio è un'associazione apartitica, e, tiene a precisare, "seppur all’interno di una netta scelta di campo garantista, grazie ad un imprescindibile minimo comune denominatore liberal-democratico, coesistono all’interno della nostra realtà diverse sensibilità politiche e culturali": questo permette un occhio sempre vigile a attento alla realtà in ambito giuridico, e la tendenza, mai banale, a visionarla in maniera critica e quanto più oggettiva.<br /><br />Per queste ragioni, che sono poi i capisaldi su cui poggia Extrema Ratio, sono parecchio affezionata all'associazione e ai suoi membri, e sono stata tanto felice di ospitare Francesco. Abbiamo parlato della difficoltà di divulgare concetti che spesso sembrano lontani anni luce dal pensiero comune, della difficoltà anche solo di essere un'associazione che si poggia sui contributi spontanei di chi ne fa parte, ma anche dei valori che di fatto ci uniscono.<br /><br />Grazie di cuore Francesco, e soprattutto grazie Extrema Ratio per l'opera tutt'altro che banale di divulgazione precisa, chiara e puntuale sulla giustizia.<br /><br />Il sito dell'associazione: <br /><a href="https://extremaratioassociazione.it/" rel="noopener">https://extremaratioassociazione.it/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49927923</guid><pubDate>Wed, 29 Jun 2022 14:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49927923/xtrema_ratio_mp3_edit.mp3" length="39437418" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>In questa terza puntata ho ospitato Francesco D'Errico, presidente dell'associazione culturale Extrema Ratio, il cui fine è la lotta al populismo penale tramite un'arma estremamente potemte ma molto difficile da maneggiare: la divulgazione. 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Soprattutto quando l'argomento è complesso e a tratti ostico come il diritto.<br /><br />Extrema Ratio è un'associazione apartitica, e, tiene a precisare, "seppur all’interno di una netta scelta di campo garantista, grazie ad un imprescindibile minimo comune denominatore liberal-democratico, coesistono all’interno della nostra realtà diverse sensibilità politiche e culturali": questo permette un occhio sempre vigile a attento alla realtà in ambito giuridico, e la tendenza, mai banale, a visionarla in maniera critica e quanto più oggettiva.<br /><br />Per queste ragioni, che sono poi i capisaldi su cui poggia Extrema Ratio, sono parecchio affezionata all'associazione e ai suoi membri, e sono stata tanto felice di ospitare Francesco. Abbiamo parlato della difficoltà di divulgare concetti che spesso sembrano lontani anni luce dal pensiero comune, della difficoltà anche solo di essere un'associazione che si poggia sui contributi spontanei di chi ne fa parte, ma anche dei valori che di fatto ci uniscono.<br /><br />Grazie di cuore Francesco, e soprattutto grazie Extrema Ratio per l'opera tutt'altro che banale di divulgazione precisa, chiara e puntuale sulla giustizia.<br /><br />Il sito dell'associazione: <br /><a href="https://extremaratioassociazione.it/" rel="noopener">https://extremaratioassociazione.it/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>2465</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 2: Other Voices</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-2-other-voices--49906057</link><description><![CDATA[In questo secondo episodio della seconda stagione di Palla Al Piede, sarà ospite la Dott.ssa Elisa Giunti, che ha lavorato come medico in un istituto penitenziario, ma che fin da subito pone l'accento su una terminologia  a suo avviso totalmente sbagliata, che metteremo fra virgolette: "medico penitenziario".<br /><br /> Come funziona il lavoro del medico in carcere? I detenuti sono pazienti "diversi" rispetto ai non detenuti? Com’è stata vissuta la pandemia da SARS-CoV-2 all’interno di una Casa Circondariale che è diventata l’hub regionale in cui venivano inviati i detenuti positivizzati? Qual è il rapporto tra gli operatori sanitari e la polizia penitenziaria e quanto è importante la collaborazione reciproca?<br /><br />Queste sono le domande che mi sono posta e che ho fatto a Elisa, pur essendo entrambe consapevoli dell'enorme portata dell'argomento, che già di per sé meriterebbe un podcast apposito. Ma Elisa non si è fatta scoraggiare, e con la professionalità e la precisione che la contraddistinguono, mi ha saputo rispondere senza rinunciare a qualche aneddoto, qualcuno comico, altri a dir poco spaventosamente tristi.<br /><br />Perchè non si parla di medici che lavorano in carcere? Questa è forse la domanda più grande che mi sono posta, ed Elisa mi ha saputo rispondere con quasi spiazzante sincerità: meglio non parlarne. Ad oggi, in Italia è essenziale una seria riforma del sistema penitenziario e, soprattutto, si profila come urgente una corretta informazione dei cittadini in merito. Lo dico dalla puntata 0 della prima stagione: è doveroso un paradigmatico cambiamento culturale e sociale sulla realtà carceraria, e purtroppo Elisa non mi ha smentito.<br /><br />Ringrazio di cuore Elisa, in primis amica e ora anche Ospite, per la fiducia nel mio progetto, la sua splendida predisposizione nel parlare anche di argomenti "scomodi" –il carcere è solo uno dei tanti.<br /><br />Materiale consigliato dall'Ospite:<br />- “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” da  “Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia”, Zerocalcare,  Bao Publishing, 2021   <br />- “Voci da dentro: l’umanità che non ti aspetti”, Cosima Buccoliero, TEDxMilano, 2017 (<a href="https://www.ted.com/talks/cosima_buccoliero_voices_from_jail_the_humanity_you_won_t_expect/transcript?language=it" rel="noopener">https://www.ted.com/talks/cosima_buccoliero_voices_from_jail_the_humanity_you_won_t_expect/transcript?language=it</a>)<br /><br />A cura di Grazia Coppola <br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br />Con la partecipazione della Dott.ssa Elisa Giunti]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49906057</guid><pubDate>Wed, 15 Jun 2022 14:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49906057/other_voices_ultimo.mp3" length="39756739" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>In questo secondo episodio della seconda stagione di Palla Al Piede, sarà ospite la Dott.ssa Elisa Giunti, che ha lavorato come medico in un istituto penitenziario, ma che fin da subito pone l'accento su una terminologia  a suo avviso totalmente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo secondo episodio della seconda stagione di Palla Al Piede, sarà ospite la Dott.ssa Elisa Giunti, che ha lavorato come medico in un istituto penitenziario, ma che fin da subito pone l'accento su una terminologia  a suo avviso totalmente sbagliata, che metteremo fra virgolette: "medico penitenziario".<br /><br /> Come funziona il lavoro del medico in carcere? I detenuti sono pazienti "diversi" rispetto ai non detenuti? Com’è stata vissuta la pandemia da SARS-CoV-2 all’interno di una Casa Circondariale che è diventata l’hub regionale in cui venivano inviati i detenuti positivizzati? Qual è il rapporto tra gli operatori sanitari e la polizia penitenziaria e quanto è importante la collaborazione reciproca?<br /><br />Queste sono le domande che mi sono posta e che ho fatto a Elisa, pur essendo entrambe consapevoli dell'enorme portata dell'argomento, che già di per sé meriterebbe un podcast apposito. Ma Elisa non si è fatta scoraggiare, e con la professionalità e la precisione che la contraddistinguono, mi ha saputo rispondere senza rinunciare a qualche aneddoto, qualcuno comico, altri a dir poco spaventosamente tristi.<br /><br />Perchè non si parla di medici che lavorano in carcere? Questa è forse la domanda più grande che mi sono posta, ed Elisa mi ha saputo rispondere con quasi spiazzante sincerità: meglio non parlarne. Ad oggi, in Italia è essenziale una seria riforma del sistema penitenziario e, soprattutto, si profila come urgente una corretta informazione dei cittadini in merito. Lo dico dalla puntata 0 della prima stagione: è doveroso un paradigmatico cambiamento culturale e sociale sulla realtà carceraria, e purtroppo Elisa non mi ha smentito.<br /><br />Ringrazio di cuore Elisa, in primis amica e ora anche Ospite, per la fiducia nel mio progetto, la sua splendida predisposizione nel parlare anche di argomenti "scomodi" –il carcere è solo uno dei tanti.<br /><br />Materiale consigliato dall'Ospite:<br />- “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” da  “Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia”, Zerocalcare,  Bao Publishing, 2021   <br />- “Voci da dentro: l’umanità che non ti aspetti”, Cosima Buccoliero, TEDxMilano, 2017 (<a href="https://www.ted.com/talks/cosima_buccoliero_voices_from_jail_the_humanity_you_won_t_expect/transcript?language=it" rel="noopener">https://www.ted.com/talks/cosima_buccoliero_voices_from_jail_the_humanity_you_won_t_expect/transcript?language=it</a>)<br /><br />A cura di Grazia Coppola <br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br />Con la partecipazione della Dott.ssa Elisa Giunti]]></itunes:summary><itunes:duration>2485</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep.1: NOI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-1-noi--49894559</link><description><![CDATA["L’associazione di promozione sociale 232 nasce nel 2019 con l’obiettivo di promuovere percorsi artistici ed educativi rivolti a minori e giovani adulti attraverso il canale della musica Rap. L’equipe di lavoro composta da educatrici ed educatori, psicologi, pedagogisti e l’esperienza maturata attraverso i nostri laboratori nell’istituto penale per minori “Cesare Beccaria”, nella casa circondariale “San Vittore”, nelle comunità penali, Kayros e Le 3 fontane, nei progetti che si realizzano nelle scuole, ha permesso la costruzione di percorsi sempre più professionali, con un’attenzione particolare ai soggetti in difficoltà. I laboratori Rap si fanno luogo per raccontare e raccontarsi, per riflettere e rielaborare, per incontrare l’altro, per affinare tecniche e pratiche di scrittura musicale." (estratto dal sito dedicato all'associazione)<br /><br />Ricomincia Palla Al Piede, e io non potevo in alcun modo non chiedere a Fabrizio Bruno di essere mio ospite, il primo. Il motivo è molto semplice: la sua associazione, la 232, è una boccata d'aria fresca in un sistema che sarebbe totalmente da cambiare. Fabrizio rappresenta oggi la sua associazione e i valori di cui essa si fa portatrice, che guarda caso sono anche i miei.<br /><br />Con Fabrizio ho parlato di devianza e criminalità, perlopiù giovanile, e delle delicatissime dinamiche che le regolano, ma anche di speranza e di sguardo al futuro...grazie alla musica. Per essere più specifici, grazie alla musica rap. Ho fatto diverse domande a Fabri al riguardo, perchè nell'immaginario collettivo il rap è un genere deviante e poco educativo. Invece, grazie a chi nel rap bazzica da parecchio tempo e da tempo lo insegna, ho capito che non è così; piuttosto, quasi il contrario: può essere molto utile per aiutare un ragazzo perso in un mondo enorme che non sa manco che esiste, a trovare quel riconoscimento che può davvero svoltargli la vita.<br /><br />Grazie a Fabrizio, grazie all'associazione 232. Avete un posto specialissimo nel mio cuore, lo sapete.<br /><br />Di seguito le informazioni utili accennate in puntata:<br /><br />- sito web: <a href="https://www.associazione232.org/" rel="noopener">https://www.associazione232.org/</a><br />- contatti: <a href="mailto:info@associazione232.org">info@associazione232.org</a><br />- social: <a href="https://www.instagram.com/232aps/" rel="noopener">https://www.instagram.com/232aps/</a> (ig); <a href="https://www.youtube.com/c/232APS" rel="noopener">https://www.youtube.com/c/232APS</a> (youtube)<br /><br />Un omaggio a un ragazzo che purtroppo non è più qui: <a href="https://youtu.be/XRoyZiJR9RI" rel="noopener">https://youtu.be/XRoyZiJR9RI</a><br /><br /><br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br />Con la partecipazione di Fabrizio Bruno, in rappresentanza dell'Associazione 232 APS.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49894559</guid><pubDate>Wed, 01 Jun 2022 14:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/49894559/ep_1_noi.mp3" length="37318365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>"L’associazione di promozione sociale 232 nasce nel 2019 con l’obiettivo di promuovere percorsi artistici ed educativi rivolti a minori e giovani adulti attraverso il canale della musica Rap. L’equipe di lavoro composta da educatrici ed educatori,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["L’associazione di promozione sociale 232 nasce nel 2019 con l’obiettivo di promuovere percorsi artistici ed educativi rivolti a minori e giovani adulti attraverso il canale della musica Rap. L’equipe di lavoro composta da educatrici ed educatori, psicologi, pedagogisti e l’esperienza maturata attraverso i nostri laboratori nell’istituto penale per minori “Cesare Beccaria”, nella casa circondariale “San Vittore”, nelle comunità penali, Kayros e Le 3 fontane, nei progetti che si realizzano nelle scuole, ha permesso la costruzione di percorsi sempre più professionali, con un’attenzione particolare ai soggetti in difficoltà. I laboratori Rap si fanno luogo per raccontare e raccontarsi, per riflettere e rielaborare, per incontrare l’altro, per affinare tecniche e pratiche di scrittura musicale." (estratto dal sito dedicato all'associazione)<br /><br />Ricomincia Palla Al Piede, e io non potevo in alcun modo non chiedere a Fabrizio Bruno di essere mio ospite, il primo. Il motivo è molto semplice: la sua associazione, la 232, è una boccata d'aria fresca in un sistema che sarebbe totalmente da cambiare. Fabrizio rappresenta oggi la sua associazione e i valori di cui essa si fa portatrice, che guarda caso sono anche i miei.<br /><br />Con Fabrizio ho parlato di devianza e criminalità, perlopiù giovanile, e delle delicatissime dinamiche che le regolano, ma anche di speranza e di sguardo al futuro...grazie alla musica. Per essere più specifici, grazie alla musica rap. Ho fatto diverse domande a Fabri al riguardo, perchè nell'immaginario collettivo il rap è un genere deviante e poco educativo. Invece, grazie a chi nel rap bazzica da parecchio tempo e da tempo lo insegna, ho capito che non è così; piuttosto, quasi il contrario: può essere molto utile per aiutare un ragazzo perso in un mondo enorme che non sa manco che esiste, a trovare quel riconoscimento che può davvero svoltargli la vita.<br /><br />Grazie a Fabrizio, grazie all'associazione 232. Avete un posto specialissimo nel mio cuore, lo sapete.<br /><br />Di seguito le informazioni utili accennate in puntata:<br /><br />- sito web: <a href="https://www.associazione232.org/" rel="noopener">https://www.associazione232.org/</a><br />- contatti: <a href="mailto:info@associazione232.org">info@associazione232.org</a><br />- social: <a href="https://www.instagram.com/232aps/" rel="noopener">https://www.instagram.com/232aps/</a> (ig); <a href="https://www.youtube.com/c/232APS" rel="noopener">https://www.youtube.com/c/232APS</a> (youtube)<br /><br />Un omaggio a un ragazzo che purtroppo non è più qui: <a href="https://youtu.be/XRoyZiJR9RI" rel="noopener">https://youtu.be/XRoyZiJR9RI</a><br /><br /><br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. 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Poco tempo prima era stato pestato da tre persone a causa del tentato furto di un telefono, era stato portato in ospedale e gli era stata data una prognosi di dieci giorni, ma appena scoperto che il suo permesso di soggiorno era scaduto, era stato rinchiuso nel cpr di Torino, in isolamento, senza cure. Ma era davvero così urgente la sua espulsione? Era così pericoloso per la collettività da non meritare nemmeno di essere curato in ospedale per il tempo necessario?<br /><br /><br /> “La detenzione amministrativa assume nella prassi prevalentemente i tratti di un meccanismo di marginalità sociale, confino e sottrazione temporanea allo sguardo della collettività di persone che le autorità non intendono includere, ma che al tempo stesso non riescono nemmeno ad allontanare”: questo l'estratto del rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà riguardante i cpr, o Centri di permanenza per il rimpatrio, vere e proprie carceri per i migranti in attesa di espulsione. <br />Sin dalla loro introduzione, nel 1998, sono risultati inadeguati a gestire una realtà complessa come quella dell'immigrazione clandestina, e di fatto controproducenti. Ma come spesso accade quando si parla di immigrazione clandestina, qualsiasi cosa va bene se tiene lontani i mostri per un po'.<br /><br />Scusaci Moussa.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br /><br /><br /><br /><a href="https://www.meltingpot.org/Il-Decreto-Lamorgese-luci-e-ombre-delle-modifiche-ai.html#" rel="noopener">https://www.meltingpot.org/Il-Decreto-Lamorgese-luci-e-ombre-delle-modifiche-ai.html#</a>.YQgqtVOA5fU<br /><a href="https://www.liberopensiero.eu/05/06/2021/politica/cpr-moussa-balde-e-le-morti-di-stato/" rel="noopener">https://www.liberopensiero.eu/05/06/2021/politica/cpr-moussa-balde-e-le-morti-di-stato/</a><br /><a href="https://www.internazionale.it/opinione/annalisa-camilli/2021/05/31/suicidio-musa-balde-cpr" rel="noopener">https://www.internazionale.it/opinione/annalisa-camilli/2021/05/31/suicidio-musa-balde-cpr</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45941834</guid><pubDate>Sat, 03 Jul 2021 14:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/45941834/i_wish_i_knew_how.mp3" length="8693177" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>Moussa Balde, 23 anni, si uccide con le lenzuola della stanza in cui era rinchiuso, in isolamento, nel cpr di Torino. 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Era così pericoloso per la collettività da non meritare nemmeno di essere curato in ospedale per il tempo necessario?<br /><br /><br /> “La detenzione amministrativa assume nella prassi prevalentemente i tratti di un meccanismo di marginalità sociale, confino e sottrazione temporanea allo sguardo della collettività di persone che le autorità non intendono includere, ma che al tempo stesso non riescono nemmeno ad allontanare”: questo l'estratto del rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà riguardante i cpr, o Centri di permanenza per il rimpatrio, vere e proprie carceri per i migranti in attesa di espulsione. <br />Sin dalla loro introduzione, nel 1998, sono risultati inadeguati a gestire una realtà complessa come quella dell'immigrazione clandestina, e di fatto controproducenti. Ma come spesso accade quando si parla di immigrazione clandestina, qualsiasi cosa va bene se tiene lontani i mostri per un po'.<br /><br />Scusaci Moussa.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. 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[F. Basaglia]<br /><br />Dove si traccia il confine fra pericolosità percepita e pericolosità reale? Da sempre, le nostre carceri sono luoghi in cui si rinchiude chi non vogliamo vedere, perchè non ci piace, perchè è diverso, perchè ci spaventa. E se esiste qualcosa di davvero spaventoso, è la malattia mentale, da sempre. Un malato mentale, un folle, un matto, ci terrorizza, ci fa impressione, ci fa schifo, e l'unico luogo in cui lo vogliamo vedere è fuori dai confini che abbiamo eretto, per il nostro quieto vivere, tra noi e l'ignoto. <br /><br />Tuttavia, un malato psichiatrico in carcere non può stare. Perchè in primis è una persona malata, che necessita di cure. E se in carcere riabilitare un condannato è difficile, curare un malato mentale è impossibile. <br />Oggi esistono le REMS, ma il lavoro da fare per garantire dignità e cure ai detenuti psichiatrici è ancora lunga. E deve necessariamente passare da un cambiamento culturale che è ancora molto, troppo lontano.<br /><br /><br />Dedicato a chiunque soffra di disturbi mentali e debba fare i conti con dei mostri enormi e spaventosi. #mentalhealthawarenessmonth<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Intro di Erica Nava, che ringrazio per la resa straordinaria e per la grande umanità che da sempre la contraddistingue. Viva l'arte in ogni sua forma.<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45088636</guid><pubDate>Sat, 29 May 2021 15:45:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/45088636/ep10.mp3" length="13289002" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>"Voce confusa con la miseria, l'indigenza e la delinquenza, parola resa muta dal linguaggio razionale della malattia, messaggio stroncato dall'internamento e reso indecifrabile dalla definizione di pericolosità e dalla necessità sociale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Voce confusa con la miseria, l'indigenza e la delinquenza, parola resa muta dal linguaggio razionale della malattia, messaggio stroncato dall'internamento e reso indecifrabile dalla definizione di pericolosità e dalla necessità sociale dell'invalidazione, la follia non viene mai ascoltata per ciò che dice o che vorrebbe dire." [F. Basaglia]<br /><br />Dove si traccia il confine fra pericolosità percepita e pericolosità reale? Da sempre, le nostre carceri sono luoghi in cui si rinchiude chi non vogliamo vedere, perchè non ci piace, perchè è diverso, perchè ci spaventa. E se esiste qualcosa di davvero spaventoso, è la malattia mentale, da sempre. Un malato mentale, un folle, un matto, ci terrorizza, ci fa impressione, ci fa schifo, e l'unico luogo in cui lo vogliamo vedere è fuori dai confini che abbiamo eretto, per il nostro quieto vivere, tra noi e l'ignoto. <br /><br />Tuttavia, un malato psichiatrico in carcere non può stare. Perchè in primis è una persona malata, che necessita di cure. E se in carcere riabilitare un condannato è difficile, curare un malato mentale è impossibile. <br />Oggi esistono le REMS, ma il lavoro da fare per garantire dignità e cure ai detenuti psichiatrici è ancora lunga. E deve necessariamente passare da un cambiamento culturale che è ancora molto, troppo lontano.<br /><br /><br />Dedicato a chiunque soffra di disturbi mentali e debba fare i conti con dei mostri enormi e spaventosi. #mentalhealthawarenessmonth<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Intro di Erica Nava, che ringrazio per la resa straordinaria e per la grande umanità che da sempre la contraddistingue. Viva l'arte in ogni sua forma.<br />Grafica: Luce J. 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Grillo è un padre disperato, che si aggrappa a qualsiasi cosa possibile per salvare la reputazione del figlio, lo sgrida, gli attribuisce appellativi tipici da padre deluso, ma lo difende dalle accuse definendolo solo uno stupido ragazzino e non uno"stupratore seriale". Il video ha destato polemiche per tanti motivi. Il primo è sicuramente il victim blaming nei confronti della presunta vittima, la ragazza, il cui grosso errore –che evidenzia quanto la vicenda sia costruita, secondo l'ex comico– sarebbe stato il denunciare più di una settimana dopo. L'aspetto più interessante è tuttavia un altro: il garantismo di Beppe Grillo, che pare palesarsi solo quando il diretto interessato sia lui, o in questo caso suo figlio.<br /><br />Sì, perchè Beppe Grillo la macchina del fango la conosce bene: se non è stato lui a crearla le ha dato la spinta le serviva in questi anni per crescere, rafforzarsi e diventare a tutti gli effetti una potente arma per screditare avversari politici o nemici potenti; è stata di fatto di grande aiuto perchè il Movimento 5 Stelle, di cui Grillo è leader, potesse governare il Paese. Quindi, Grillo non è solo un padre disperato che urla l'innocenza del figlio: è anche un dottor Frankestein che ha dato vita ad una creatura spaventosa, che non risponde più ai suoi comandi e anzi gli diventa nemica e inizia a dargli la caccia. Questo dottor Frankestein sa perfettamente cosa questa belva è in grado di fare, e ne ha un'atroce paura adesso che gli si è rivoltata contro. Dunque, chi parla di garantismo a targhe alterne commette un errore sostanziale: quella del buon Beppe è solo il terrore che la bestia da lui e compari usata per anni contro gli altri, vada a distruggere anche la vita di suo figlio.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44475613</guid><pubDate>Wed, 28 Apr 2021 13:45:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/44475613/ep_9_il_comico.mp3" length="11017964" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>La scorsa settimana il Paese è stato diviso dal video che Beppe Grillo, ex comico, e ora leader politico, che riprendeva la vicenda del figlio Ciro e di alcuni suoi amici accusati di violenza sessuale ai danni di una ragazza in vacanza, ormai due anni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La scorsa settimana il Paese è stato diviso dal video che Beppe Grillo, ex comico, e ora leader politico, che riprendeva la vicenda del figlio Ciro e di alcuni suoi amici accusati di violenza sessuale ai danni di una ragazza in vacanza, ormai due anni fa. Grillo è un padre disperato, che si aggrappa a qualsiasi cosa possibile per salvare la reputazione del figlio, lo sgrida, gli attribuisce appellativi tipici da padre deluso, ma lo difende dalle accuse definendolo solo uno stupido ragazzino e non uno"stupratore seriale". Il video ha destato polemiche per tanti motivi. Il primo è sicuramente il victim blaming nei confronti della presunta vittima, la ragazza, il cui grosso errore –che evidenzia quanto la vicenda sia costruita, secondo l'ex comico– sarebbe stato il denunciare più di una settimana dopo. L'aspetto più interessante è tuttavia un altro: il garantismo di Beppe Grillo, che pare palesarsi solo quando il diretto interessato sia lui, o in questo caso suo figlio.<br /><br />Sì, perchè Beppe Grillo la macchina del fango la conosce bene: se non è stato lui a crearla le ha dato la spinta le serviva in questi anni per crescere, rafforzarsi e diventare a tutti gli effetti una potente arma per screditare avversari politici o nemici potenti; è stata di fatto di grande aiuto perchè il Movimento 5 Stelle, di cui Grillo è leader, potesse governare il Paese. Quindi, Grillo non è solo un padre disperato che urla l'innocenza del figlio: è anche un dottor Frankestein che ha dato vita ad una creatura spaventosa, che non risponde più ai suoi comandi e anzi gli diventa nemica e inizia a dargli la caccia. Questo dottor Frankestein sa perfettamente cosa questa belva è in grado di fare, e ne ha un'atroce paura adesso che gli si è rivoltata contro. Dunque, chi parla di garantismo a targhe alterne commette un errore sostanziale: quella del buon Beppe è solo il terrore che la bestia da lui e compari usata per anni contro gli altri, vada a distruggere anche la vita di suo figlio.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></itunes:summary><itunes:duration>689</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 8: Lontano dagli occhi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-8-lontano-dagli-occhi--44174417</link><description><![CDATA["Affettività" s. f. [der. di affettivo]. – Inclinazione agli affetti, alla vita e ai rapporti affettivi. [...] In psicologia, l’insieme dei fatti e dei fenomeni affettivi (sentimenti, emozioni, passioni, ecc.) che caratterizzano le tendenze e le reazioni psichiche di un individuo. – Enciclopedia Treccani<br /><br />Cos'è un uomo senza affetti? Senza rapporti? Senza mani da stringere, senza capelli da scostare dagli occhi, senza un corpo da abbracciare e percorrere con le dita? Senza un aeroplanino da fare col proprio figlio piccolo? Un uomo, una donna, svuotati dei propri rapporti diventano le ombre di se stessi. Si accartocciano, vengono divorati da una voragine che si forma all'altezza del petto e non lascia loro scampo. Un individuo senza affettività muore dentro, viene inglobato da un buco nero di apatia che lo trasforma in un mostro.<br /><br />Le leggi ci sono, per garantire l'affettività nelle carceri, ma mancano gli spazi. E forse, anche la volontà. Perchè la pena consistente nella privazione della libertà non ci basta. Vogliamo un individuo piegato, distrutto, pentito, piangente, devastato sotto il peso delle proprie azioni. Ecco la vendetta migliore: togliergli tutto. Ma una persona svuotata, apatica, sconfitta non sarà la soluzione, creerà un devastante effetto domino che porterà altra violenza. Nessuno è più pericoloso di chi non ha nulla da perdere.<br /><br />Dedicato a chi, quei fili sottilissimi che sono i rapporti, non li vuole far sfilacciare. E anche a chi non ce l'ha fatta: non è colpa vostra. L'amore spesso non basta.<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44174417</guid><pubDate>Wed, 07 Apr 2021 12:07:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/44174417/ep_8_lontano_lontano.mp3" length="10486177" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>"Affettività" s. f. [der. di affettivo]. – Inclinazione agli affetti, alla vita e ai rapporti affettivi. [...] In psicologia, l’insieme dei fatti e dei fenomeni affettivi (sentimenti, emozioni, passioni, ecc.) che caratterizzano le tendenze e le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Affettività" s. f. [der. di affettivo]. – Inclinazione agli affetti, alla vita e ai rapporti affettivi. [...] In psicologia, l’insieme dei fatti e dei fenomeni affettivi (sentimenti, emozioni, passioni, ecc.) che caratterizzano le tendenze e le reazioni psichiche di un individuo. – Enciclopedia Treccani<br /><br />Cos'è un uomo senza affetti? Senza rapporti? Senza mani da stringere, senza capelli da scostare dagli occhi, senza un corpo da abbracciare e percorrere con le dita? Senza un aeroplanino da fare col proprio figlio piccolo? Un uomo, una donna, svuotati dei propri rapporti diventano le ombre di se stessi. Si accartocciano, vengono divorati da una voragine che si forma all'altezza del petto e non lascia loro scampo. Un individuo senza affettività muore dentro, viene inglobato da un buco nero di apatia che lo trasforma in un mostro.<br /><br />Le leggi ci sono, per garantire l'affettività nelle carceri, ma mancano gli spazi. E forse, anche la volontà. Perchè la pena consistente nella privazione della libertà non ci basta. Vogliamo un individuo piegato, distrutto, pentito, piangente, devastato sotto il peso delle proprie azioni. Ecco la vendetta migliore: togliergli tutto. Ma una persona svuotata, apatica, sconfitta non sarà la soluzione, creerà un devastante effetto domino che porterà altra violenza. Nessuno è più pericoloso di chi non ha nulla da perdere.<br /><br />Dedicato a chi, quei fili sottilissimi che sono i rapporti, non li vuole far sfilacciare. E anche a chi non ce l'ha fatta: non è colpa vostra. L'amore spesso non basta.<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></itunes:summary><itunes:duration>656</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 7: Il fuoco in una stanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-7-il-fuoco-in-una-stanza--43969989</link><description><![CDATA[il 7 marzo 2020 cominciava una serie di rivolte in varie carceri italiane. Più di un anno è passato, in molti se ne sono dimenticati, la nostra politica in particolare quasi subito. E' passato un anno di chiusure, limitazioni, sofferenza, e mancanze. E forse la mancanza più grande è stata quella del poter vedere e abbracciare chi volevamo.<br /><br />Per molto tempo siamo stati chiusi in casa, attaccati alla tv o alla radio che ci raccontavano di un Paese piegato da un male invisibile e infame che falciava migliaia di vite con una facilità estrema. I primi pensieri sono stati per chi non era con noi, per i nostri parenti e amici, per la nostra famiglia, e sentirsi con i vari mezzi a nostra disposizione non è mai stato abbastanza...ma è stato qualcosa.<br /><br /><br />Ecco, ora immaginate questa situazione vissuta da chi non può muoversi dalla sua cella, nemmeno per portare il cane in giro o fare la spesa. Da chi vede la tv e conosce cosa succede nel mondo ma non ha la possibilità di aprire un social network e verificare che tutti stiano bene, o anche solamente per sentirsi meno solo e dimenticato. Togliere a una persona l'insieme dei propri affetti, una mano da stringere, qualcuno da abbracciare e abbracciare, gli toglie tanto. E' un altro passo verso la totale disumanizzazione e il pericoloso svuotamento di un individuo. E un individuo vuoto può solo lasciare che il proprio abisso lo inghiotta.<br /><br />Dedicato ai parenti delle vittime delle rivolte.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43969989</guid><pubDate>Wed, 24 Mar 2021 14:45:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/43969989/ep_7.mp3" length="11047860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>il 7 marzo 2020 cominciava una serie di rivolte in varie carceri italiane. Più di un anno è passato, in molti se ne sono dimenticati, la nostra politica in particolare quasi subito. 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I primi pensieri sono stati per chi non era con noi, per i nostri parenti e amici, per la nostra famiglia, e sentirsi con i vari mezzi a nostra disposizione non è mai stato abbastanza...ma è stato qualcosa.<br /><br /><br />Ecco, ora immaginate questa situazione vissuta da chi non può muoversi dalla sua cella, nemmeno per portare il cane in giro o fare la spesa. Da chi vede la tv e conosce cosa succede nel mondo ma non ha la possibilità di aprire un social network e verificare che tutti stiano bene, o anche solamente per sentirsi meno solo e dimenticato. Togliere a una persona l'insieme dei propri affetti, una mano da stringere, qualcuno da abbracciare e abbracciare, gli toglie tanto. E' un altro passo verso la totale disumanizzazione e il pericoloso svuotamento di un individuo. E un individuo vuoto può solo lasciare che il proprio abisso lo inghiotta.<br /><br />Dedicato ai parenti delle vittime delle rivolte.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></itunes:summary><itunes:duration>691</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 6: Shout at the Devil</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-6-shout-at-the-devil--43604170</link><description><![CDATA[Cosa hanno in comune uno Stato di Diritto e un'organizzazione mafiosa?<br /><br />Raffaele Cutolo muore il 17 febbraio 2021. A quasi ottant'anni era ancora soggetto al regime del carcere duro, da tempo la sua salute era notevolmente peggiorata ed era mentalmente non più lucido, al punto da non essere più in grado di riconoscere il volto della moglie e della figlia. E' questa la giustizia in cui crediamo, o è solo vendetta? E non è la vendetta ciò di cui la criminalità organizzata si nutre per sopravvivere?<br /><br />Di fronte alla notizia della morte del fondatore della NCO, la componente garantista del nostro Paese, come spesso capita quando si parla di mafia, è risultata spaccata. E' infatti difficile rimanere garantisti davanti a determinati crimini. E' difficile come tentate di imbiancare una parete completamente nera... Ma è proprio di fronte a questi casi che il vero garantismo serve. Perchè il confine fra "essere giusti" e "farsi giustizia" è fin troppo spesso sottilissimo.<br /><br />Dedicato a mio papà, che fin da piccola mi ha insegnato cosa voglia dire essere garantisti per davvero, e che ogni giorno me lo ricorda.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43604170</guid><pubDate>Wed, 24 Feb 2021 14:30:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/43604170/ep_6.mp3" length="10284720" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa hanno in comune uno Stato di Diritto e un'organizzazione mafiosa?

Raffaele Cutolo muore il 17 febbraio 2021. A quasi ottant'anni era ancora soggetto al regime del carcere duro, da tempo la sua salute era notevolmente peggiorata ed era...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa hanno in comune uno Stato di Diritto e un'organizzazione mafiosa?<br /><br />Raffaele Cutolo muore il 17 febbraio 2021. A quasi ottant'anni era ancora soggetto al regime del carcere duro, da tempo la sua salute era notevolmente peggiorata ed era mentalmente non più lucido, al punto da non essere più in grado di riconoscere il volto della moglie e della figlia. E' questa la giustizia in cui crediamo, o è solo vendetta? E non è la vendetta ciò di cui la criminalità organizzata si nutre per sopravvivere?<br /><br />Di fronte alla notizia della morte del fondatore della NCO, la componente garantista del nostro Paese, come spesso capita quando si parla di mafia, è risultata spaccata. E' infatti difficile rimanere garantisti davanti a determinati crimini. E' difficile come tentate di imbiancare una parete completamente nera... Ma è proprio di fronte a questi casi che il vero garantismo serve. Perchè il confine fra "essere giusti" e "farsi giustizia" è fin troppo spesso sottilissimo.<br /><br />Dedicato a mio papà, che fin da piccola mi ha insegnato cosa voglia dire essere garantisti per davvero, e che ogni giorno me lo ricorda.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></itunes:summary><itunes:duration>643</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 5: Il Buono, il Brutto e il Cattivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-5-il-buono-il-brutto-e-il-cattivo--43333331</link><description><![CDATA["I detenuti vanno inseriti nelle categorie prioritarie per il vaccino. Lo Stato ha dei doveri nei confronti delle persone affidate alla sua custodia per tutta la durata della permanenza in carcere." Questo è l'estratto di un intervento di Liliana Segre, sopravvissuta all'Olocausto e tutt'oggi grande attivista politica. Se da un lato la dobbiamo ringraziare sinceramente per aver posto l'attenzione su detenuti e carceri, argomento da sempre ignorato dalla politica, dall'altro non possiamo che constatare quanto sia triste che a spendere parole del genere sia solo lei.<br /><br />I vaccini per il coronavirus stanno arrivando, ed è stato elaborato un piano di distribuzione che prevede delle priorità per la loro somministrazione; è stata avanzata l'idea di inserire anche i detenuti fra i primi ad essere vaccinati, e ovviamente l'opinione pubblica è insorta. Dimenticando che l'art. 32 della nostra Costituzione definisce la salute "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività". Il vaccino non è un premio di buona condotta, non è la caramella data a un bambino che si è comportato bene, ma uno strumento per garantire la salute della collettività, di cui fanno parte anche i detenuti –e chi lavora nelle carceri a stretto contatto con loro.<br /><br />Vedere il diritto alla salute come un premio, qualcosa da meritarsi e di cui determinate categorie di persone non possono disporre per la propria situazione personale è un pensiero insensato ma soprattutto pericoloso, non degno di uno Stato di Diritto quale è il nostro. <br /><br />Dedicato a Liliana Segre, che nel suo discorso per il Giorno della Memoria si è ricordata che chi è privato della libertà, indipendentemente dai motivi, merita umanità e tutela.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43333331</guid><pubDate>Wed, 10 Feb 2021 14:30:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/43333331/ep_5_the_good_the_bad_and_the_dirty.mp3" length="10065435" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>"I detenuti vanno inseriti nelle categorie prioritarie per il vaccino. Lo Stato ha dei doveri nei confronti delle persone affidate alla sua custodia per tutta la durata della permanenza in carcere." Questo è l'estratto di un intervento di Liliana...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["I detenuti vanno inseriti nelle categorie prioritarie per il vaccino. Lo Stato ha dei doveri nei confronti delle persone affidate alla sua custodia per tutta la durata della permanenza in carcere." Questo è l'estratto di un intervento di Liliana Segre, sopravvissuta all'Olocausto e tutt'oggi grande attivista politica. Se da un lato la dobbiamo ringraziare sinceramente per aver posto l'attenzione su detenuti e carceri, argomento da sempre ignorato dalla politica, dall'altro non possiamo che constatare quanto sia triste che a spendere parole del genere sia solo lei.<br /><br />I vaccini per il coronavirus stanno arrivando, ed è stato elaborato un piano di distribuzione che prevede delle priorità per la loro somministrazione; è stata avanzata l'idea di inserire anche i detenuti fra i primi ad essere vaccinati, e ovviamente l'opinione pubblica è insorta. Dimenticando che l'art. 32 della nostra Costituzione definisce la salute "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività". Il vaccino non è un premio di buona condotta, non è la caramella data a un bambino che si è comportato bene, ma uno strumento per garantire la salute della collettività, di cui fanno parte anche i detenuti –e chi lavora nelle carceri a stretto contatto con loro.<br /><br />Vedere il diritto alla salute come un premio, qualcosa da meritarsi e di cui determinate categorie di persone non possono disporre per la propria situazione personale è un pensiero insensato ma soprattutto pericoloso, non degno di uno Stato di Diritto quale è il nostro. <br /><br />Dedicato a Liliana Segre, che nel suo discorso per il Giorno della Memoria si è ricordata che chi è privato della libertà, indipendentemente dai motivi, merita umanità e tutela.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></itunes:summary><itunes:duration>630</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 4: Hurt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-4-hurt--42990934</link><description><![CDATA[[TRIGGER WARNING: CONTENUTI ESPLICITI DISTURBANTI]<br /><br />"Cara Sig.ra Montgomery , l'intento di questa lettera è informarla che è stata fissata la data per l'esecuzione della sua condanna a morte". Così viene comunicato a un condannato che sarà giustiziato a breve. <br /><br />Così si è chiusa la vicenda di Lisa Montgomery, che nel dicembre 2004 ha strangolato e sventrato una giovane donna incinta, Bobbi Jo Stinett, e ha cercato di portare via con sè la sua bambina. L'atrocità del delitto ha reso la vicenda famosa in tutti gli Stati Uniti e non solo, ma la sua esecuzione -rimandata fino all'ultimo- non ha trovato tutti concordi. questo perchè Lisa soffriva di un grave ritardo mentale, risultato di anni di abusi, violenze, stupri, traumi. <br /><br />Questo, il mondo si è chiesto: quanto è giusto, pensando per un secondo che la pena di morte, il modo più barbaro di disinteressarsi di uno dei doveri di uno Stato, ossia della rieducazione di un individuo, sia accettabile, punire una persona chiaramente malata mentalmente come si punirebbe una persona sana? Quanta responsabilità ha lo Stato stesso nei confronti di una persona distrutta da una vita fatta di torture, umiliazioni e violenze, che a causa di un vissuto terrificante delinque? Una esecuzione con iniezione letale può lavare via le mancanze di uno Stato, di una comunità?<br /><br /><br />Dedicata al 57% degli italiani, quelli a cui il pensiero del ripristino della pena di morte fa orrore.<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br /><br /><br />Fonti:<br /><a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-55587260" rel="noopener">https://www.bbc.com/news/world-us-canada-55587260</a><br /><a href="https://www.elle.com/culture/career-politics/a34716810/lisa-montgomery-death-row-execution-trump/" rel="noopener">https://www.elle.com/culture/career-politics/a34716810/lisa-montgomery-death-row-execution-trump/</a><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gFR-UJhjb70&t=317s" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=gFR-UJhjb70&t=317s</a> (audio introduttivo)<br /><br />Nota dell'autrice: la traduzione in apertura da me proposta cerca di rendere il messaggio di Diane il più fedele possibile, nel tentativo di avere una buona resa anche in italiano. Pertanto, il suo intervento non è stato tradotto in maniera 100% letterale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42990934</guid><pubDate>Wed, 20 Jan 2021 14:30:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/42990934/ep_4_hurt.mp3" length="11839931" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>[TRIGGER WARNING: CONTENUTI ESPLICITI DISTURBANTI]

"Cara Sig.ra Montgomery , l'intento di questa lettera è informarla che è stata fissata la data per l'esecuzione della sua condanna a morte". Così viene comunicato a un condannato che sarà giustiziato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[[TRIGGER WARNING: CONTENUTI ESPLICITI DISTURBANTI]<br /><br />"Cara Sig.ra Montgomery , l'intento di questa lettera è informarla che è stata fissata la data per l'esecuzione della sua condanna a morte". Così viene comunicato a un condannato che sarà giustiziato a breve. <br /><br />Così si è chiusa la vicenda di Lisa Montgomery, che nel dicembre 2004 ha strangolato e sventrato una giovane donna incinta, Bobbi Jo Stinett, e ha cercato di portare via con sè la sua bambina. L'atrocità del delitto ha reso la vicenda famosa in tutti gli Stati Uniti e non solo, ma la sua esecuzione -rimandata fino all'ultimo- non ha trovato tutti concordi. questo perchè Lisa soffriva di un grave ritardo mentale, risultato di anni di abusi, violenze, stupri, traumi. <br /><br />Questo, il mondo si è chiesto: quanto è giusto, pensando per un secondo che la pena di morte, il modo più barbaro di disinteressarsi di uno dei doveri di uno Stato, ossia della rieducazione di un individuo, sia accettabile, punire una persona chiaramente malata mentalmente come si punirebbe una persona sana? Quanta responsabilità ha lo Stato stesso nei confronti di una persona distrutta da una vita fatta di torture, umiliazioni e violenze, che a causa di un vissuto terrificante delinque? Una esecuzione con iniezione letale può lavare via le mancanze di uno Stato, di una comunità?<br /><br /><br />Dedicata al 57% degli italiani, quelli a cui il pensiero del ripristino della pena di morte fa orrore.<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br /><br /><br />Fonti:<br /><a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-55587260" rel="noopener">https://www.bbc.com/news/world-us-canada-55587260</a><br /><a href="https://www.elle.com/culture/career-politics/a34716810/lisa-montgomery-death-row-execution-trump/" rel="noopener">https://www.elle.com/culture/career-politics/a34716810/lisa-montgomery-death-row-execution-trump/</a><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gFR-UJhjb70&t=317s" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=gFR-UJhjb70&t=317s</a> (audio introduttivo)<br /><br />Nota dell'autrice: la traduzione in apertura da me proposta cerca di rendere il messaggio di Diane il più fedele possibile, nel tentativo di avere una buona resa anche in italiano. Pertanto, il suo intervento non è stato tradotto in maniera 100% letterale.]]></itunes:summary><itunes:duration>740</itunes:duration><itunes:explicit>yes</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 3: Culodritto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-3-culodritto--42813139</link><description><![CDATA["I bambini che crescono in carcere hanno problemi di vista. I loro occhi non sanno abituarsi a un orizzonte, perché in carcere un orizzonte non c’è. Ci sono porte di ferro, c’è il cortile con il muro alto, e oltre le sbarre delle finestre c’è un pezzo di cielo a volte, ma c’è sempre anche un altro muro grigio e livido contro cui sbattere anche lo sguardo. I bambini che crescono in carcere giocano senza orizzonte" (Annalena Benini, Fuori dal carcere i bambini, Il Foglio, 16 novembre 2020)<br /><br />Cosa può significare per un bambino crescere (o addirittura, nascere) in carcere? Cosa può significare per una madre essere punita due volte: con la privazione della libertà e con il costante pensiero che l'essere umano che dipende da lei sconta la sua stessa pena pur non avendo colpa? Oggi, le detenute madri con figli al seguito sono 31 (aggiornamento al 31 ottobre 2020). Quanto può essere accettabile permettere che un bambino che necessita di stare con sua madre viva rinchiuso negli anni cruciali per la sua crescita? Risulta davvero così impensabile trovare un posto alternativo? Oggi, esistono gli ICAM, ma non sono presenti ovunque, e in ogni caso nessun posto chiuso, per quanto meno chiuso possibile, potrà mai essere anche solo lontanamente paragonabile al "fuori".<br /><br />Eppure, per le strade, nelle piazze, i difensori dell'infanzia, dei diritti dei bambini contro mostri invisibili, non hanno mai detto una parola su questi bambini. Quasi come se essere figli di donne cattive li rendesse a loro volta cattivi, immeritevoli di considerazione, di pietà. Per queste mamme e questi bambini bisognerebbe andare oltre la vendetta, oltre l'accanimento contro le bestie che vanno tenute in gabbia. Perchè l'amore non basta: servono dignità e libertà. Ma come sappiamo bene, davanti alla perversa voglia di vedere i polsi ammanettati, non c'è diritto all'infanzia che tenga.<br /><br />Dedicato a chi si sforza di rendere istituti chiusi quanto più aperti possibili per i bambini e le loro mamme, in attesa che si trovi un posto diverso.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br /><br />Con la straordinaria partecipazione del mio consueto raffreddamento di stagione]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42813139</guid><pubDate>Wed, 06 Jan 2021 14:52:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/42813139/ep_3_culodritto.mp3" length="7906950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>"I bambini che crescono in carcere hanno problemi di vista. I loro occhi non sanno abituarsi a un orizzonte, perché in carcere un orizzonte non c’è. Ci sono porte di ferro, c’è il cortile con il muro alto, e oltre le sbarre delle finestre c’è un pezzo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["I bambini che crescono in carcere hanno problemi di vista. I loro occhi non sanno abituarsi a un orizzonte, perché in carcere un orizzonte non c’è. Ci sono porte di ferro, c’è il cortile con il muro alto, e oltre le sbarre delle finestre c’è un pezzo di cielo a volte, ma c’è sempre anche un altro muro grigio e livido contro cui sbattere anche lo sguardo. I bambini che crescono in carcere giocano senza orizzonte" (Annalena Benini, Fuori dal carcere i bambini, Il Foglio, 16 novembre 2020)<br /><br />Cosa può significare per un bambino crescere (o addirittura, nascere) in carcere? Cosa può significare per una madre essere punita due volte: con la privazione della libertà e con il costante pensiero che l'essere umano che dipende da lei sconta la sua stessa pena pur non avendo colpa? Oggi, le detenute madri con figli al seguito sono 31 (aggiornamento al 31 ottobre 2020). Quanto può essere accettabile permettere che un bambino che necessita di stare con sua madre viva rinchiuso negli anni cruciali per la sua crescita? Risulta davvero così impensabile trovare un posto alternativo? Oggi, esistono gli ICAM, ma non sono presenti ovunque, e in ogni caso nessun posto chiuso, per quanto meno chiuso possibile, potrà mai essere anche solo lontanamente paragonabile al "fuori".<br /><br />Eppure, per le strade, nelle piazze, i difensori dell'infanzia, dei diritti dei bambini contro mostri invisibili, non hanno mai detto una parola su questi bambini. Quasi come se essere figli di donne cattive li rendesse a loro volta cattivi, immeritevoli di considerazione, di pietà. Per queste mamme e questi bambini bisognerebbe andare oltre la vendetta, oltre l'accanimento contro le bestie che vanno tenute in gabbia. Perchè l'amore non basta: servono dignità e libertà. Ma come sappiamo bene, davanti alla perversa voglia di vedere i polsi ammanettati, non c'è diritto all'infanzia che tenga.<br /><br />Dedicato a chi si sforza di rendere istituti chiusi quanto più aperti possibili per i bambini e le loro mamme, in attesa che si trovi un posto diverso.<br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br /><br />Con la straordinaria partecipazione del mio consueto raffreddamento di stagione]]></itunes:summary><itunes:duration>495</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 2: Ciao amore, ciao</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-2-ciao-amore-ciao--42677582</link><description><![CDATA[La prima cosa che mi viene in mente quando penso a Giulio Regeni e alle torture che ha subito, alla sua morte, ai depistaggi continui dell'Egitto, penso al silenzio. Un silenzio assordante. Il silenzio del nostro governo quando il caso è scoppiato e ci è piovuto addosso in tutta la sua drammaticità. Il silenzio, che è il modo più comodo per scrollarsi di dosso le responsabilità di una vicenda torbida e disumana. <br /><br />Il nostro Paese il silenzio lo conosce bene, lo ha usato spesso la politica quando non ha saputo cosa fare, quando si sono presentate situazioni difficili da affrontare. Lo ha usato con Giulio Regeni e la sua famiglia, parlando di verità e sforzi per trovarla, ma continuando a trattare l'Egitto come un vecchio amico. E la domanda sorge spontanea: quanto vale la vita di un ragazzo tradito, torturato, ucciso, riconsegnato alla propria famiglia col corpo talmente tumefatto da essere riconoscibile solo dalla punta del naso, di fronte ai grandi interessi commerciali? Quanto sono allarmanti i diritti umani calpestati, l'assenza di Stato di Diritto, l'operato di un paranoico regime liberticida, quando il paranoico regime liberticida ci è amico? La risposta la conosciamo bene, ma il pensiero di dirlo ad alta voce ci annichilisce.<br /><br />Dedicata a Patrick Zaki, che da dieci mesi si trova in carcere in Egitto: non ci siamo scordati di te, ti aspettiamo a casa.<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br /><br />Tengo a citare Nova Lectio per il suo gran lavoro di divulgazione geopolitica, e nello specifico per il suo video sulla vicenda Regeni che è stato illuminante e mi ha permesso di unire i punti di una vicenda complessa: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=j_Gd68RJjG8." rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=j_Gd68RJjG8.</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42677582</guid><pubDate>Wed, 30 Dec 2020 14:30:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/42677582/ep_2_ciao_amore_ciao.mp3" length="10107231" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>La prima cosa che mi viene in mente quando penso a Giulio Regeni e alle torture che ha subito, alla sua morte, ai depistaggi continui dell'Egitto, penso al silenzio. Un silenzio assordante. Il silenzio del nostro governo quando il caso è scoppiato e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La prima cosa che mi viene in mente quando penso a Giulio Regeni e alle torture che ha subito, alla sua morte, ai depistaggi continui dell'Egitto, penso al silenzio. Un silenzio assordante. Il silenzio del nostro governo quando il caso è scoppiato e ci è piovuto addosso in tutta la sua drammaticità. Il silenzio, che è il modo più comodo per scrollarsi di dosso le responsabilità di una vicenda torbida e disumana. <br /><br />Il nostro Paese il silenzio lo conosce bene, lo ha usato spesso la politica quando non ha saputo cosa fare, quando si sono presentate situazioni difficili da affrontare. Lo ha usato con Giulio Regeni e la sua famiglia, parlando di verità e sforzi per trovarla, ma continuando a trattare l'Egitto come un vecchio amico. E la domanda sorge spontanea: quanto vale la vita di un ragazzo tradito, torturato, ucciso, riconsegnato alla propria famiglia col corpo talmente tumefatto da essere riconoscibile solo dalla punta del naso, di fronte ai grandi interessi commerciali? Quanto sono allarmanti i diritti umani calpestati, l'assenza di Stato di Diritto, l'operato di un paranoico regime liberticida, quando il paranoico regime liberticida ci è amico? La risposta la conosciamo bene, ma il pensiero di dirlo ad alta voce ci annichilisce.<br /><br />Dedicata a Patrick Zaki, che da dieci mesi si trova in carcere in Egitto: non ci siamo scordati di te, ti aspettiamo a casa.<br /><br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella<br /><br />Tengo a citare Nova Lectio per il suo gran lavoro di divulgazione geopolitica, e nello specifico per il suo video sulla vicenda Regeni che è stato illuminante e mi ha permesso di unire i punti di una vicenda complessa: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=j_Gd68RJjG8." rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=j_Gd68RJjG8.</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>632</itunes:duration><itunes:explicit>yes</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 1: Una storia sbagliata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-1-una-storia-sbagliata--42488106</link><description><![CDATA[Quando una storia è "sbagliata"? <br /><br />La storia di ognuno di noi è costellata di sbagli, ma fin dall'infanzia ci viene ricordato che se ne può fare buon uso. Ma ci sono errori irrisolvibili, capaci di gettare delle persone in un profondissimo baratro da cui è difficile anche solo vedere la luce, e che talvolta è impossibile da risalire: oggi vi parlo degli errori giudiziari. E di quanto la nostra storia ci ricordi che il passo fra giustizia e caccia all'uomo può essere davvero molto breve. Perché un errore giudiziario purtroppo non non è più soltanto l'insieme di sbagli di uomini fallaci, ma diventa sempre più spesso un perverso spettacolo di pubblico dominio, che divide la collettività in tifoserie e annulla le garanzie di uno Stato di Diritto. Troppe volte il giornalismo e la giustizia hanno mostrato il loro lato più feroce e spaventoso attuando una vera e propria persecuzione nei confronti di chi poi sarebbe risultato innocente. <br />Una storia è sbagliata quando non si parla più solamente di errore, ma di un diabolico perseverare.<br /><br />Dedicata a Calogero Mannino: grazie per la dignità dimostrata in questi 30 anni, con la speranza che riceva le scuse che merita, prima o poi.  <br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42488106</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:30:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/42488106/ep_1.mp3" length="8948738" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>Quando una storia è "sbagliata"? 

La storia di ognuno di noi è costellata di sbagli, ma fin dall'infanzia ci viene ricordato che se ne può fare buon uso. Ma ci sono errori irrisolvibili, capaci di gettare delle persone in un profondissimo baratro da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando una storia è "sbagliata"? <br /><br />La storia di ognuno di noi è costellata di sbagli, ma fin dall'infanzia ci viene ricordato che se ne può fare buon uso. Ma ci sono errori irrisolvibili, capaci di gettare delle persone in un profondissimo baratro da cui è difficile anche solo vedere la luce, e che talvolta è impossibile da risalire: oggi vi parlo degli errori giudiziari. E di quanto la nostra storia ci ricordi che il passo fra giustizia e caccia all'uomo può essere davvero molto breve. Perché un errore giudiziario purtroppo non non è più soltanto l'insieme di sbagli di uomini fallaci, ma diventa sempre più spesso un perverso spettacolo di pubblico dominio, che divide la collettività in tifoserie e annulla le garanzie di uno Stato di Diritto. Troppe volte il giornalismo e la giustizia hanno mostrato il loro lato più feroce e spaventoso attuando una vera e propria persecuzione nei confronti di chi poi sarebbe risultato innocente. <br />Una storia è sbagliata quando non si parla più solamente di errore, ma di un diabolico perseverare.<br /><br />Dedicata a Calogero Mannino: grazie per la dignità dimostrata in questi 30 anni, con la speranza che riceva le scuse che merita, prima o poi.  <br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></itunes:summary><itunes:duration>560</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ep. 0: Ilaria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ep-0-ilaria--42266129</link><description><![CDATA[Cos'è "Palla Al Piede"? <br />Perché parlare di carcere e giustizia? <br />Quanto è netta la linea che divide bene e male? <br /><br />Io sono Grazia, e in questa puntata introduttiva vi porto a dieci anni fa, quando una certa Ilaria fece crollare ogni mia certezza riguardante giusto, sbagliato, buono e cattivo. Vi parlerò di cosa hanno in comune un assioma e la dignità umana, e di quanto sia liberatorio quando i muri che abbiamo eretto negli anni iniziano a sgretolarsi. <br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42266129</guid><pubDate>Tue, 08 Dec 2020 18:10:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/42266129/puntata_o_ilaria_mp3_def_copia_2.mp3" length="10086797" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Grazia</itunes:author><itunes:subtitle>Cos'è "Palla Al Piede"? 
Perché parlare di carcere e giustizia? 
Quanto è netta la linea che divide bene e male? 

Io sono Grazia, e in questa puntata introduttiva vi porto a dieci anni fa, quando una certa Ilaria fece crollare ogni mia certezza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cos'è "Palla Al Piede"? <br />Perché parlare di carcere e giustizia? <br />Quanto è netta la linea che divide bene e male? <br /><br />Io sono Grazia, e in questa puntata introduttiva vi porto a dieci anni fa, quando una certa Ilaria fece crollare ogni mia certezza riguardante giusto, sbagliato, buono e cattivo. Vi parlerò di cosa hanno in comune un assioma e la dignità umana, e di quanto sia liberatorio quando i muri che abbiamo eretto negli anni iniziano a sgretolarsi. <br /><br />A cura di Grazia Coppola<br />Grafica: Luce J. Zheng<br />Sigla: Cesare Dentella]]></itunes:summary><itunes:duration>631</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4806e1872a114dc5ca9e2f4d1a68d33.jpg"/><itunes:season>1</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
