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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Atlas of Transitions</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/atlas-of-transitions--4684373</link><description><![CDATA[Atlas of Transitions Biennale | We the People assembla suoni d’archivio in una prospettiva non eurocentrica, tesse gesti vocali inviati da decine di cittadini, ospita atti concertati di silenzio, accoglie scambi di patrimoni sonori tra donne di diversa provenienza, trasmette conversazioni con teorici, artisti e curatori internazionali: questo “spazio acustico” ridiventa un ciclo di ascolti grazie alla diffusione su Usmaradio.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4684373/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>en</language><category>Arts</category><copyright>Copyright USMARADIO</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/afdecf797b6d0328d7c34d75c44a09db.jpg</url><title>Atlas of Transitions</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/atlas-of-transitions--4684373</link></image><lastBuildDate>Wed, 06 Aug 2025 14:16:12 +0000</lastBuildDate><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>USMARADIO</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/afdecf797b6d0328d7c34d75c44a09db.jpg"/><itunes:subtitle>Atlas of Transitions Biennale | We the People assembla suoni d’archivio in una prospettiva non eurocentrica, tesse gesti vocali inviati da decine di cittadini, ospita atti concertati di silenzio, accoglie scambi di patrimoni sonori tra donne di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Atlas of Transitions Biennale | We the People assembla suoni d’archivio in una prospettiva non eurocentrica, tesse gesti vocali inviati da decine di cittadini, ospita atti concertati di silenzio, accoglie scambi di patrimoni sonori tra donne di diversa provenienza, trasmette conversazioni con teorici, artisti e curatori internazionali: questo “spazio acustico” ridiventa un ciclo di ascolti grazie alla diffusione su Usmaradio.]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>HANNAH | Roberto Paci Dalò</title><link>https://www.spreaker.com/episode/hannah-roberto-paci-dalo--42520640</link><description><![CDATA[𝐇𝐀𝐍𝐍𝐀𝐇 <br />ɪᴍᴘʀᴏᴍᴘᴛᴜ ʀᴀᴅɪᴏꜰᴏɴɪᴄᴏ ᴘᴇʀ ᴠᴏᴄɪ, sᴛʀᴜᴍᴇɴᴛɪ ᴇ ᴇʟᴇᴛᴛʀᴏɴɪᴄᴀ<br />di e con Roberto Paci Dalò<br /> cura e ricerche Margherita Wolenski<br />produzione Giardini Pensili <br /><br />𝐇𝐀𝐍𝐍𝐀𝐇 è una performance radiofonica live di 𝘙𝘰𝘣𝘦𝘳𝘵𝘰 𝘗𝘢𝘤𝘪 𝘋𝘢𝘭𝘰̀ in esclusiva per 𝗔𝘁𝗹𝗮𝘀 𝗼𝗳 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗶𝗼𝗻𝘀 𝗕𝗶𝗲𝗻𝗻𝗮𝗹𝗲: una foresta sonora creata a partire dalla voce di Hannah Arendt intrecciata a suoni strumentali e elettronici. Un percorso iniziatico nella sua fonetica. <br />HANNAH viene performato sul canale Radio India – Teatro India - Teatro di Roma<br /> | Teatro Nazionale<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42520640</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 16:17:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42520640/hannah_5_12_2020.mp3" length="45878164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:subtitle>𝐇𝐀𝐍𝐍𝐀𝐇 &#13;
ɪᴍᴘʀᴏᴍᴘᴛᴜ ʀᴀᴅɪᴏꜰᴏɴɪᴄᴏ ᴘᴇʀ ᴠᴏᴄɪ, sᴛʀᴜᴍᴇɴᴛɪ ᴇ ᴇʟᴇᴛᴛʀᴏɴɪᴄᴀ&#13;
di e con Roberto Paci Dalò&#13;
 cura e ricerche Margherita Wolenski&#13;
produzione Giardini Pensili &#13;
&#13;
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Un percorso iniziatico nella sua fonetica. <br />HANNAH viene performato sul canale Radio India – Teatro India - Teatro di Roma<br /> | Teatro Nazionale<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. 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La giornalista, Francesca Mannocchi e lo studioso, Sandro Mezzadra dialogano con il regista sulla tragedia umana in corso lungo i confini d’Europa e indagano le ragioni dell’anonimato delle vittime. <br />Coordina Piersandra Di Matteo.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. 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La giornalista, Francesca Mannocchi e lo studioso, Sandro Mezzadra dialogano con il regista sulla tragedia umana in corso lungo i confini d’Europa e indagano le ragioni dell’anonimato delle vittime. <br />Coordina Piersandra Di Matteo.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. 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Saga è la docuserie e l’originale coming-of-age movie che lo racconta seguendo nell’arco di tre anni il punto di vista e le esperienze di alcuni giovani e giovanissimi di diverse provenienze. Ne emerge una nuova idea di cittadinanza e di città inclusiva.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. 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Ne emerge una nuova idea di cittadinanza e di città inclusiva.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. 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In dialogo con Federico De Felice, dj e co-fondatore di Atlantico Festival, Bamba presenterà il suo il lavoro di "informal archiving" capace di far emergere universi sonori minoritari e contro-egemonici. <br /><br />In collaborazione con Atlantico Festival. <br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42502813</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:47:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42502813/we_the_people_rokia_bamba_ok.mp3" length="210810752" type="audio/mpeg"/><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:subtitle>La commistione tra, rap, field recording, electro house e afrobeat, sono per la sound artist e attivista Rokia Bamba modi per declinare narrazioni diasporiche, comporre universi acustici aperti a immaginari non eurocentrati. 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In dialogo con Federico De Felice, dj e co-fondatore di Atlantico Festival, Bamba presenterà il suo il lavoro di "informal archiving" capace di far emergere universi sonori minoritari e contro-egemonici. <br /><br />In collaborazione con Atlantico Festival. <br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. 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Affrontando temi quali l’ipersessualizzazione del corpo della donna africana o la gender inequality nell’arte, la sua voce insieme alle incursione sonore delle Chemin des femmes e Le Core Voci Indisciplinate, diventa il cuore di una partitura multivocale trasformata in canzone dalla compositrice Meike Clarelli del Collettivo Amigdala.  <br /><br />In collaborazione con Afro Women Poetry. <br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. 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Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42502811</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:45:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42502811/a_forgotten_tune_completo_ok.mp3" length="31691098" type="audio/mpeg"/><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:subtitle>La poetessa, performer e attivista ugandese Carolyne Afroetry ha composto una poesia pensando a un gruppo di persone di diverse provenienze residenti a Bologna come punto di partenza per un percorso laboratoriale di scambio vocale/corale. 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Affrontando temi quali l’ipersessualizzazione del corpo della donna africana o la gender inequality nell’arte, la sua voce insieme alle incursione sonore delle Chemin des femmes e Le Core Voci Indisciplinate, diventa il cuore di una partitura multivocale trasformata in canzone dalla compositrice Meike Clarelli del Collettivo Amigdala.  <br /><br />In collaborazione con Afro Women Poetry. <br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></itunes:summary><itunes:duration>793</itunes:duration><itunes:keywords>afrowomanpoetry,atlasoftransition,biennale,bologna,carolineafroetry,community,forgottentune,inclusione,razzismo,wethepeople</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0f4c91a6d902e8ab095c2eb812fc5684.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Talk - Sound, Acustincs and Politics of listening</title><link>https://www.spreaker.com/episode/talk-sound-acustincs-and-politics-of-listening--42502810</link><description><![CDATA[Come possiamo concepire l’ascolto del corpo? <br /><br />Il seminario analizza la dimensione sociale e politica dell’ascolto, Dall’ascolto singolare a quello condiviso, fino all’ascolto che ridispone economie e assetti acustici che influenzano lavoro creativo e pratiche emancipatorie.  <br /><br />A cura di Brandon LaBelle, in dialogo con Christine Eyene e Hypatia Vourloumis.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42502810</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:43:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42502810/talk_sound_acoustics_and_politics_of_listening_ok.mp3" length="263132275" type="audio/mpeg"/><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:subtitle>Come possiamo concepire l’ascolto del corpo? 

Il seminario analizza la dimensione sociale e politica dell’ascolto, Dall’ascolto singolare a quello condiviso, fino all’ascolto che ridispone economie e assetti acustici che influenzano lavoro creativo e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come possiamo concepire l’ascolto del corpo? <br /><br />Il seminario analizza la dimensione sociale e politica dell’ascolto, Dall’ascolto singolare a quello condiviso, fino all’ascolto che ridispone economie e assetti acustici che influenzano lavoro creativo e pratiche emancipatorie.  <br /><br />A cura di Brandon LaBelle, in dialogo con Christine Eyene e Hypatia Vourloumis.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></itunes:summary><itunes:duration>6579</itunes:duration><itunes:keywords>acousting,atlasoftransition,biennale,bologna,christineeyene,community,hypatiavourloumis,inclusione,politics,razzismo,sound,wethepeople</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d627ac557e5d4e50f8ca872b7dc9b885.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Voci di Lingua Madre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/voci-di-lingua-madre--42502806</link><description><![CDATA[Incontro con la regista Lola Arias e gli attori dello spettacolo Lingua Madre: Donatella Allegro, Angela Balzano, Marzia Bisognin, Chiara Bodini, Egon Botteghi, Giovanni D’Alessandro, Eloisa Gatto, Florette Zengue, Martina Zucchini <br /><br /> <br /><br />Da più di un anno Lola Arias ha intrapreso a Bologna una ricerca radicale sugli immaginari della maternità contemporanea. In Voci da Lingua Madre la regista argentina e i protagonisti dello spettacolo raccontano impressioni, scelte di vita e desideri, dinamiche del lavoro teatrale collettivo, nel giorno in cui era previsto il debutto dello spettacolo prodotto da ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42502806</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:42:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42502806/audio_voci_da_lingua_madre_ok.mp3" length="54560658" type="audio/mpeg"/><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:subtitle>Incontro con la regista Lola Arias e gli attori dello spettacolo Lingua Madre: Donatella Allegro, Angela Balzano, Marzia Bisognin, Chiara Bodini, Egon Botteghi, Giovanni D’Alessandro, Eloisa Gatto, Florette Zengue, Martina Zucchini 

 

Da più di un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Incontro con la regista Lola Arias e gli attori dello spettacolo Lingua Madre: Donatella Allegro, Angela Balzano, Marzia Bisognin, Chiara Bodini, Egon Botteghi, Giovanni D’Alessandro, Eloisa Gatto, Florette Zengue, Martina Zucchini <br /><br /> <br /><br />Da più di un anno Lola Arias ha intrapreso a Bologna una ricerca radicale sugli immaginari della maternità contemporanea. In Voci da Lingua Madre la regista argentina e i protagonisti dello spettacolo raccontano impressioni, scelte di vita e desideri, dinamiche del lavoro teatrale collettivo, nel giorno in cui era previsto il debutto dello spettacolo prodotto da ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></itunes:summary><itunes:duration>1364</itunes:duration><itunes:keywords>angelabalzano,atlasoftransition,biennale,bologna,chiarabodini,community,donatellaallegro,egonbotteghi,eloisagatto,ert,florettezengue,giovannidalessandro,inclusione,linguamadre,lolaarias,martinazucchini,marziabisognin,razzismo,wethepeople</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/23721462949b7e2af9b8c1fcecf6e0fb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Magnitudo | Azione vocale collettiva</title><link>https://www.spreaker.com/episode/magnitudo-azione-vocale-collettiva--42502805</link><description><![CDATA[In pieno lockdown è stata lanciata una call pubblica che invitava a condividere un gesto vocale. frammenti audio arrivati, più di 100, sono ora tessuti insieme in una serie di quattro componimenti musicali e diffusi da NEU RADIO: Tellurica, Sciame, Radon e Oscillatorio. <br /><br />I quattro brani, composti da Mieke Clarelli e Davide Fasulo, contengono le oscillazioni e ondulazioni di ciascuna voce: un coro che, seppur distanziato e anonimo, arriva tuttavia ad esistere. <br /><br />Magnitudo è un progetto di Collettivo Amigdala.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42502805</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:39:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42502805/magnitudo_completo_ok.mp3" length="48931815" type="audio/mpeg"/><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:subtitle>In pieno lockdown è stata lanciata una call pubblica che invitava a condividere un gesto vocale. frammenti audio arrivati, più di 100, sono ora tessuti insieme in una serie di quattro componimenti musicali e diffusi da NEU RADIO: Tellurica, Sciame,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In pieno lockdown è stata lanciata una call pubblica che invitava a condividere un gesto vocale. frammenti audio arrivati, più di 100, sono ora tessuti insieme in una serie di quattro componimenti musicali e diffusi da NEU RADIO: Tellurica, Sciame, Radon e Oscillatorio. <br /><br />I quattro brani, composti da Mieke Clarelli e Davide Fasulo, contengono le oscillazioni e ondulazioni di ciascuna voce: un coro che, seppur distanziato e anonimo, arriva tuttavia ad esistere. <br /><br />Magnitudo è un progetto di Collettivo Amigdala.<br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></itunes:summary><itunes:duration>1225</itunes:duration><itunes:keywords>atlasoftransition,biennale,bologna,community,inclusione,magnitudo,neuradio,oscillatorio,radon,razzismo,sciame,tellurica,wethepeople</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/57a69de168eaf2aeca4a6f04c29d19f1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Introduzione Piersandra di Matteo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/introduzione-piersandra-di-matteo--42502801</link><description><![CDATA[Piersandra di Matteo presenta We The People, ultima edizione di Atlas of Transitions Biennale.  <br />Registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist affermano l’urgenza di una politica dell’ascolto, un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui “agire di concerto” e basato sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br /><br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42502801</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 14:37:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42502801/introduzione_piersandra_di_matteo.mp3" length="46843041" type="audio/mpeg"/><itunes:author>USMARADIO</itunes:author><itunes:subtitle>Piersandra di Matteo presenta We The People, ultima edizione di Atlas of Transitions Biennale.  
Registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist affermano l’urgenza di una politica dell’ascolto, un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Piersandra di Matteo presenta We The People, ultima edizione di Atlas of Transitions Biennale.  <br />Registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist affermano l’urgenza di una politica dell’ascolto, un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui “agire di concerto” e basato sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br /><br /><br />Atlas of Transitions Biennale<br />WE THE PEOPLE<br />Bologna • 2-7 dicembre 2020<br />Arti | Migrazioni | Cittadinanze<br />performance | incursioni radiofoniche | talk | dj-set | film | workshop<br />𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 si manifesta con un presidio invernale.<br />Attraverso gli approcci di registe, artisti, compositrici, studiosi, radio artist si afferma l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.<br />Gesti vocali, scambi di patrimoni sonori di diversa provenienza, voci alla ricerca dei propri corpi, narrazioni connesse a diritti non riconosciuti, assemblaggi diasporici di suoni d’archivio: 𝑊𝑒 𝑇ℎ𝑒 𝑃𝑒𝑜𝑝𝑙𝑒 è un “teatro acustico”, uno spazio per poetiche relazionali in cui si “agisce di concerto”. Non un invito a operare in conformità, ma a negoziare scopi e azioni convergenti/divergenti in pratiche artistiche che operano concretamente contro bianchezza, subalternità razziale, di genere, sociale, economica.<br />“People” non è una voce unitaria, presuppone una pluralità di corpi che non costruiscono un unico soggetto. Nel “We” risuona una moltitudine di pronunce che si radunano in luoghi temporalmente diversi, in differenti tipi di spazi, ambienti e zone d’ombra.]]></itunes:summary><itunes:duration>1466</itunes:duration><itunes:keywords>atlasoftransition,biennale,bologna,community,inclusione,piersandradimatteo,razzismo,wethepeople</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c2d685042c94f1f58946597cebeee7f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
