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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Percorrendo la Via del Guerriero</title><link>http://www.laviadelguerriero.com</link><description><![CDATA[Pensieri, riflessioni, citazioni, commenti ed aneddoti ispirati alla antica sapienza orientale ed occidentale per affrontare al meglio le sfide quotidiane.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4647506/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Society &amp; Culture</category><copyright>Copyright Caprino Carlo</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d476b953137e6cc66e90e9a9b63f27de.jpg</url><title>Percorrendo la Via del Guerriero</title><link>http://www.laviadelguerriero.com</link></image><lastBuildDate>Wed, 20 Aug 2025 13:20:06 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Carlo Caprino</itunes:name><itunes:email>info@laviadelguerriero.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d476b953137e6cc66e90e9a9b63f27de.jpg"/><itunes:subtitle>Pensieri, riflessioni, citazioni, commenti ed aneddoti ispirati alla antica sapienza orientale ed occidentale per affrontare al meglio le sfide quotidiane.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Pensieri, riflessioni, citazioni, commenti ed aneddoti ispirati alla antica sapienza orientale ed occidentale per affrontare al meglio le sfide quotidiane.]]></itunes:summary><itunes:category text="Society &amp; Culture"/><itunes:category text="Health &amp; Fitness"><itunes:category text="Fitness"/></itunes:category><itunes:category text="Religion &amp; Spirituality"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Franco Battiato, tra invettiva civile e percorso spirituale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/franco-battiato-tra-invettiva-civile-e-percorso-spirituale--67453663</link><description><![CDATA[<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Battiato" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><b>Franco Battiato</b></a> è stato un artista poliedrico e geniale, probabilmente ancora oggi non del tutto compreso.<br /> <br />E’ stato capace di rendere popolari concetti filosofici assai particolari, con un linguaggio colto e ricercato che però riusciva a diventare anche eccezionalmente orecchiabile.<br /> <br />A differenza di altri intellettuali, è sempre stato netto nelle sue critiche al potere costituito, ed è singolare che in alcune delle sue canzoni queste prese di posizione, frutto di una sferzante indignazione civile, si coniugassero con chiari riferimenti al suo percorso spirituale.<br /> <br />Di questo (e di altro) parliamo in questo episodio del nostro podcast.<br /> <br />Buon ascolto!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67453663</guid><pubDate>Wed, 20 Aug 2025 13:19:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67453663/0215_franco_battiato_invettiva_civile_e_percorso_spirituale.mp3" length="18660225" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Battiato è stato un artista poliedrico e geniale, probabilmente ancora oggi non del tutto compreso.
 
E’ stato capace di rendere popolari concetti filosofici assai particolari, con un linguaggio colto e ricercato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Battiato" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><b>Franco Battiato</b></a> è stato un artista poliedrico e geniale, probabilmente ancora oggi non del tutto compreso.<br /> <br />E’ stato capace di rendere popolari concetti filosofici assai particolari, con un linguaggio colto e ricercato che però riusciva a diventare anche eccezionalmente orecchiabile.<br /> <br />A differenza di altri intellettuali, è sempre stato netto nelle sue critiche al potere costituito, ed è singolare che in alcune delle sue canzoni queste prese di posizione, frutto di una sferzante indignazione civile, si coniugassero con chiari riferimenti al suo percorso spirituale.<br /> <br />Di questo (e di altro) parliamo in questo episodio del nostro podcast.<br /> <br />Buon ascolto!]]></itunes:summary><itunes:duration>1167</itunes:duration><itunes:keywords>battiato</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84b0c6b690d6119f2da636dd1bcf4078.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>15</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La pazienza dell allievo</title><link>https://www.percorrendolaviadelguerriero.it/la-pazienza-dellallievo</link><description><![CDATA[In questi ultimi anni c'è stata una notevole variazione nei modi di insegnare e quindi, di conseguenza, di apprendere molte discipline artistiche, tecniche e quant'altro.<br /><br />Ovviamente anche le arti marziali non sono indenni da questo cambiamento, anche se parliamo di arti marziali tradizionali, il cui modo di apprendimento era in qualche modo definito, per quanto poi possa esserlo effettivamente da decenni o da secoli.<br /><br />E’ bene dire subito che le antiche scuole marziali non sono un monolite immutabile; ciascun insegnante, oggi come ieri, ha il suo modo di trasmettere, ha le sue preferenze, ha le sue antipatie, ha i suoi obiettivi e fa le sue scelte. Ma, di fatto, possiamo dire che, fatte salve queste distinzioni, c'era sicuramente una linea di trasmissione abbastanza definita.<br /><br />Uno dei cambiamenti più evidenti, se così possiamo definirli, è che fino a pochi anni fa era l'allievo che cercava il maestro, faceva di tutto per essere accettato come allievo, si sottoponeva anche a delle prove di iniziazione abbastanza pesanti, e l'essere ammesso alla scuola era tutt'altro che scontato.<br /><br />Oggi, per certi aspetti, è vero il contrario.<br /><br />CONTINUA QUI:<br />https://www.percorrendolaviadelguerriero.it/la-pazienza-dellallievo<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67283159</guid><pubDate>Thu, 07 Aug 2025 10:33:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67283159/la_pazienza_dell_allievo.mp3" length="16814936" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>In questi ultimi anni c'è stata una notevole variazione nei modi di insegnare e quindi, di conseguenza, di apprendere molte discipline artistiche, tecniche e quant'altro.

Ovviamente anche le arti marziali non sono indenni da questo cambiamento, anche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questi ultimi anni c'è stata una notevole variazione nei modi di insegnare e quindi, di conseguenza, di apprendere molte discipline artistiche, tecniche e quant'altro.<br /><br />Ovviamente anche le arti marziali non sono indenni da questo cambiamento, anche se parliamo di arti marziali tradizionali, il cui modo di apprendimento era in qualche modo definito, per quanto poi possa esserlo effettivamente da decenni o da secoli.<br /><br />E’ bene dire subito che le antiche scuole marziali non sono un monolite immutabile; ciascun insegnante, oggi come ieri, ha il suo modo di trasmettere, ha le sue preferenze, ha le sue antipatie, ha i suoi obiettivi e fa le sue scelte. Ma, di fatto, possiamo dire che, fatte salve queste distinzioni, c'era sicuramente una linea di trasmissione abbastanza definita.<br /><br />Uno dei cambiamenti più evidenti, se così possiamo definirli, è che fino a pochi anni fa era l'allievo che cercava il maestro, faceva di tutto per essere accettato come allievo, si sottoponeva anche a delle prove di iniziazione abbastanza pesanti, e l'essere ammesso alla scuola era tutt'altro che scontato.<br /><br />Oggi, per certi aspetti, è vero il contrario.<br /><br />CONTINUA QUI:<br />https://www.percorrendolaviadelguerriero.it/la-pazienza-dellallievo<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1051</itunes:duration><itunes:keywords>anima,benessere,cambiamento,citazioni,coach,consapevolezza,crescita,design,interiore,life,meditazione,pace,pensieri,personale,riflessioni,saggezza,spirito,spirituale,spiritualità,vivilavita</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f595bdc9dbb00073b239c041642779ee.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Furinkazan: come un motto dei samurai giapponesi può guidarci in un percorso di crescita personale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/furinkazan-come-un-motto-dei-samurai-giapponesi-puo-guidarci-in-un-percorso-di-crescita-personale--66256727</link><description><![CDATA[Il clan Takeda è stato uno dei più famosi della storia militare giapponese, tanto da essere ancora oggi ricordato ed essere uno di quelli più famosi anche al di fuori della ristretta cerchia dei conoscitori della storia militare nipponica. <br /><br />Uno degli rappresentanti più famosi, appunto, di questo clan fu Takeda Shingen, il Daimyo, cioè il signore feudale che comandò questo clan nel periodo Sengoku. Fu un grande militare, uno dei più esperti econosciuti non solo di quel periodo, ma di tutta la storia nipponica, tanto che una sua parte di vita, principalmente la parte finale, quella che poi lo vide ucciso da un soldato nemico durante un assedio, è stata anche ripresa e romanzata nel film Kagemusha - L'ombra del guerriero di Akira Kurosawa.<br /><br />Perché vi parlo del clan Takeda e in particolare di Takeda Shingen? Perché lo stendardo da guerra che usavano i suoi soldati è ancora oggi conosciuto. Il testo riportato sullo stendardo è una citazione del settimo capitolo dell'Arte della Guerra" di Sun Tzu che possiamo riportare così: <br /><br /><i>"Quando ti muovi devi essere rapido come il vento, maestoso, silenzioso, calmo, tranquillo come la foresta, avido, distruttore, spietato come il fuoco e fermo e incrollabile come la montagna."</i> <br /><br />Ma a questo punto ci possiamo chiedere: che cosa ci può insegnare oggi questo motto? Perché lo citiamo per il guerriero che vorremmo essere noi, che mira a un percorso di crescita personale? Perché il Fūrinkazan può essere un motto da tenere a mente?<br /><br />Un mio caro amico, Roberto, praticante di arti marziali e formatore anche soprattutto nell'ambito di ragazzi adolescenti e preadolescenti, ha in maniera molto interessante collegato questi quattro caratteri alle quattro virtù cardinali, che sono, come sappiamo, la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66256727</guid><pubDate>Sat, 24 May 2025 20:02:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66256727/furinkazan.mp3" length="26117453" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Il clan Takeda è stato uno dei più famosi della storia militare giapponese, tanto da essere ancora oggi ricordato ed essere uno di quelli più famosi anche al di fuori della ristretta cerchia dei conoscitori della storia militare nipponica. 

Uno degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il clan Takeda è stato uno dei più famosi della storia militare giapponese, tanto da essere ancora oggi ricordato ed essere uno di quelli più famosi anche al di fuori della ristretta cerchia dei conoscitori della storia militare nipponica. <br /><br />Uno degli rappresentanti più famosi, appunto, di questo clan fu Takeda Shingen, il Daimyo, cioè il signore feudale che comandò questo clan nel periodo Sengoku. Fu un grande militare, uno dei più esperti econosciuti non solo di quel periodo, ma di tutta la storia nipponica, tanto che una sua parte di vita, principalmente la parte finale, quella che poi lo vide ucciso da un soldato nemico durante un assedio, è stata anche ripresa e romanzata nel film Kagemusha - L'ombra del guerriero di Akira Kurosawa.<br /><br />Perché vi parlo del clan Takeda e in particolare di Takeda Shingen? Perché lo stendardo da guerra che usavano i suoi soldati è ancora oggi conosciuto. Il testo riportato sullo stendardo è una citazione del settimo capitolo dell'Arte della Guerra" di Sun Tzu che possiamo riportare così: <br /><br /><i>"Quando ti muovi devi essere rapido come il vento, maestoso, silenzioso, calmo, tranquillo come la foresta, avido, distruttore, spietato come il fuoco e fermo e incrollabile come la montagna."</i> <br /><br />Ma a questo punto ci possiamo chiedere: che cosa ci può insegnare oggi questo motto? Perché lo citiamo per il guerriero che vorremmo essere noi, che mira a un percorso di crescita personale? Perché il Fūrinkazan può essere un motto da tenere a mente?<br /><br />Un mio caro amico, Roberto, praticante di arti marziali e formatore anche soprattutto nell'ambito di ragazzi adolescenti e preadolescenti, ha in maniera molto interessante collegato questi quattro caratteri alle quattro virtù cardinali, che sono, come sappiamo, la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.]]></itunes:summary><itunes:duration>1633</itunes:duration><itunes:keywords>benessere,cambiamento,citazioni,coach,consapevolezza,crescita,design,furinkazan,interiore,life,pensieri,personale,riflessioni,saggezza,samurai,spirituale,spiritualità,takeda,virtù,vivilavita</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/83319b831ac23753c22c0b98a294c2c3.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il coraggio di essere umili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-coraggio-di-essere-umili--65606818</link><description><![CDATA[Essere umili non significa sminuirsi, ma avere il coraggio di abitare la propria verità. In un mondo che spesso esalta l’apparenza, la competizione e il successo, scegliere la via dell’umiltà è un atto rivoluzionario. È il coraggio di stare con i piedi per terra – e non è solo un modo di dire.<br /><br />Etimologicamente, *umiltà* deriva dal latino *humus*, che significa “terra”. L’umile è dunque colui che sta “a terra”, che riconosce la propria condizione umana, fragile, limitata, ma anche profondamente vera e fertile. La terra, infatti, è il luogo in cui tutto nasce, cresce e si trasforma. <br />Nel Vangelo di Marco, Gesù mostra più volte questa via dell’umiltà come forza interiore, non come debolezza. Nel capitolo 9, versetto 35, dice ai suoi discepoli: «<i>Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti</i>».<br /> <br />Qui si manifesta l’insegnamento centrale del Maestro: la grandezza non si misura con il potere, ma con la capacità di mettersi al servizio. Gesù stesso, nel momento più alto del Vangelo – la Croce – non esercita potere, ma si consegna con amore. È in quell’abbassamento radicale che si manifesta la sua forza divina. La sua umiltà non è fuga dal mondo, ma immersione nella carne dell’umanità.<br /> <br />Chi è umile, nel senso più autentico, ha il coraggio di riconoscere di non essere il centro del mondo, di non avere tutto sotto controllo, di non sapere tutto. Ma proprio in questa “terra” – che può sembrare polvere o cenere – fiorisce una forza che non viene dall’ego, ma da una sorgente più profonda. L’umile sa ascoltare, accogliere, imparare. E questa è una forma di coraggio raro: non difendersi dietro la maschera della perfezione, ma vivere con verità.<br /> <br />Nel cammino spirituale, l’umiltà non è il punto di partenza da superare, ma la soglia su cui si ritorna sempre, ogni volta che si cade e ci si rialza. È la terra in cui la grazia può mettere radici.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65606818</guid><pubDate>Thu, 17 Apr 2025 10:13:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65606818/umilta.mp3" length="11793156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Essere umili non significa sminuirsi, ma avere il coraggio di abitare la propria verità. In un mondo che spesso esalta l’apparenza, la competizione e il successo, scegliere la via dell’umiltà è un atto rivoluzionario. È il coraggio di stare con i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Essere umili non significa sminuirsi, ma avere il coraggio di abitare la propria verità. In un mondo che spesso esalta l’apparenza, la competizione e il successo, scegliere la via dell’umiltà è un atto rivoluzionario. È il coraggio di stare con i piedi per terra – e non è solo un modo di dire.<br /><br />Etimologicamente, *umiltà* deriva dal latino *humus*, che significa “terra”. L’umile è dunque colui che sta “a terra”, che riconosce la propria condizione umana, fragile, limitata, ma anche profondamente vera e fertile. La terra, infatti, è il luogo in cui tutto nasce, cresce e si trasforma. <br />Nel Vangelo di Marco, Gesù mostra più volte questa via dell’umiltà come forza interiore, non come debolezza. Nel capitolo 9, versetto 35, dice ai suoi discepoli: «<i>Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti</i>».<br /> <br />Qui si manifesta l’insegnamento centrale del Maestro: la grandezza non si misura con il potere, ma con la capacità di mettersi al servizio. Gesù stesso, nel momento più alto del Vangelo – la Croce – non esercita potere, ma si consegna con amore. È in quell’abbassamento radicale che si manifesta la sua forza divina. La sua umiltà non è fuga dal mondo, ma immersione nella carne dell’umanità.<br /> <br />Chi è umile, nel senso più autentico, ha il coraggio di riconoscere di non essere il centro del mondo, di non avere tutto sotto controllo, di non sapere tutto. Ma proprio in questa “terra” – che può sembrare polvere o cenere – fiorisce una forza che non viene dall’ego, ma da una sorgente più profonda. L’umile sa ascoltare, accogliere, imparare. E questa è una forma di coraggio raro: non difendersi dietro la maschera della perfezione, ma vivere con verità.<br /> <br />Nel cammino spirituale, l’umiltà non è il punto di partenza da superare, ma la soglia su cui si ritorna sempre, ogni volta che si cade e ci si rialza. 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Nessuno dei difensori di Acri cadde in mano nemica: feriti, stremati e ridotti a poche decine si rifugiarono per l'ultima, disperata resistenza su un unica torre che, sotto l'assalto degli attaccanti, crollò seppellendo mori e cristiani.<br /><br />Passarono gli anni e l'Ordine rinacque a Rodi, dove viene scritta col sangue un'altra pagina di storia: nel 1522 Solimano II attacca l'isola con settecento navi e duecentomila uomini preceduti da minatori e genieri. La difesa dell'isola è affidata a trecento cavalieri ed a qualche migliaio di civili e dura sei mesi finché la popolazione dell'isola, stremata, implora il gran Maestro Villiers de l'Isle-Adam di chiedere la pace, concessa dal sultano arabo insieme all'onore delle armi di fronte al valore dimostrato.<br /><br />La macchina da guerra costituita dagli appartenenti all’ordine cavalleresco era temprata con una disciplina disumana e con una spietata fermezza. Prova ne è, ad esempio, il seguente passaggio tratto dalla cerimonia di investitura di un nuovo cavaliere, a cui l’officiante - dopo che il Capitolo aveva verificato ed approvato la intenzione del postulante - si rivolgeva chiedendo:<br /><br /><i>Fratello, voi chiedete molto, poiché del nostro amato Ordine, come di una quercia non vedete che la parte esterna, la corteccia. La corteccia che voi riuscite a vedere sono i nostri cavalli, le nostre armature, i nostri mantelli e i nostri pasti, e perciò credete che tutto ciò sia bello e che starete bene. Ma voi non immaginate nemmeno sotto la corteccia di quest'albero quali durissime regole vigono all'interno del nostro amato Ordine, voi che siete un signore dovrete far da servo agli altri, perché d'ora in avanti non potrete più fare i vostri comodi: se vorrete dormire sarete svegliato, se vorrete mangiare vi dovrete alzare e sarete comandato altrove, se vorrete essere sveglio vi si comanderà di dormire, se volete digiunare vi sarà comandato di mangiare, se vorrete andare in terra di Acri vi si manderà ad Antiochia, se vorrete rientrare a Sion sarete inviato in Francia o in Inghilterra, se vorrete andare da una parte vi si manderà da quella opposta e voi non potrete domandarne il perché, tutte le dure parole di rimprovero che avrete dovrete sopportarle in nome di Dio. Se così volete, alzatevi a fate un passo avanti.</i><br /><i></i><br />Nei cavalieri cristiani il singolo rinuncia alla sua individualità per abbracciare  quelle del gruppo a cui decide di appartenere, situazione assai simile a quella dei samurai giapponesi che videro nella battaglia di nagashino la fine della loro storia e l’inizio della leggenda.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64972440</guid><pubDate>Wed, 19 Mar 2025 11:17:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64972440/giuramento_cavalieri_templari.mp3" length="13751295" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Il primo dei grandi ordini cavallereschi fondati in funzione delle crociate, e sostanzialmente l'unico giunto sino ai giorni nostri conservando le sue prerogative è quello degli ospitalieri di San Giovanni, più noto oggi come “Sovrano Militare Ordine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il primo dei grandi ordini cavallereschi fondati in funzione delle crociate, e sostanzialmente l'unico giunto sino ai giorni nostri conservando le sue prerogative è quello degli ospitalieri di San Giovanni, più noto oggi come “Sovrano Militare Ordine di Malta”.<br /><br />Come i mantelli dei Templari erano bianchi quelli degli Ospitalieri sono neri; diverso il colore ma uguale l'effetto: gli arabi, dopo averne conosciuto il valore in battaglia, chiameranno gli uni “diavoli bianchi” e gli altri “uomini neri”.<br /><br />La fama dei cavalieri crociati assume proporzioni leggendarie, tanto che anche il Saladino, avversario generoso e leale che solitamente graziava i cristiani catturati sul campo, non esitava a dare la morte a Templari e Ospitalieri, come ad esempio avvenne nel 1187 dopo la disastrosa sconfitta di Hattin, quando oltre duecento cavalieri furono atrocemente trucidati.<br /><br />Tanti sono gli episodi in cui il valore dei cavalieri ebbe modo di esprimersi e, come detto, non è scopo di queste righe una rigorosa analisi storica, ci basta allora ricordare qualche esempio per tutti, a partire dalla disperata resistenza di Acri, dove poche centinaia di Ospitalieri, Templari e Teutonici fecero fronte per oltre un mese a centosessantamila saraceni per consentire anche all'ultimo civile cristiano di mettersi in salvo abbandonando la città. Nessuno dei difensori di Acri cadde in mano nemica: feriti, stremati e ridotti a poche decine si rifugiarono per l'ultima, disperata resistenza su un unica torre che, sotto l'assalto degli attaccanti, crollò seppellendo mori e cristiani.<br /><br />Passarono gli anni e l'Ordine rinacque a Rodi, dove viene scritta col sangue un'altra pagina di storia: nel 1522 Solimano II attacca l'isola con settecento navi e duecentomila uomini preceduti da minatori e genieri. La difesa dell'isola è affidata a trecento cavalieri ed a qualche migliaio di civili e dura sei mesi finché la popolazione dell'isola, stremata, implora il gran Maestro Villiers de l'Isle-Adam di chiedere la pace, concessa dal sultano arabo insieme all'onore delle armi di fronte al valore dimostrato.<br /><br />La macchina da guerra costituita dagli appartenenti all’ordine cavalleresco era temprata con una disciplina disumana e con una spietata fermezza. Prova ne è, ad esempio, il seguente passaggio tratto dalla cerimonia di investitura di un nuovo cavaliere, a cui l’officiante - dopo che il Capitolo aveva verificato ed approvato la intenzione del postulante - si rivolgeva chiedendo:<br /><br /><i>Fratello, voi chiedete molto, poiché del nostro amato Ordine, come di una quercia non vedete che la parte esterna, la corteccia. La corteccia che voi riuscite a vedere sono i nostri cavalli, le nostre armature, i nostri mantelli e i nostri pasti, e perciò credete che tutto ciò sia bello e che starete bene. Ma voi non immaginate nemmeno sotto la corteccia di quest'albero quali durissime regole vigono all'interno del nostro amato Ordine, voi che siete un signore dovrete far da servo agli altri, perché d'ora in avanti non potrete più fare i vostri comodi: se vorrete dormire sarete svegliato, se vorrete mangiare vi dovrete alzare e sarete comandato altrove, se vorrete essere sveglio vi si comanderà di dormire, se volete digiunare vi sarà comandato di mangiare, se vorrete andare in terra di Acri vi si manderà ad Antiochia, se vorrete rientrare a Sion sarete inviato in Francia o in Inghilterra, se vorrete andare da una parte vi si manderà da quella opposta e voi non potrete domandarne il perché, tutte le dure parole di rimprovero che avrete dovrete sopportarle in nome di Dio. Se così volete, alzatevi a fate un passo avanti.</i><br /><i></i><br />Nei cavalieri cristiani il singolo rinuncia alla sua individualità per abbracciare  quelle del gruppo a cui decide di appartenere, situazione assai simile a quella dei samurai giapponesi che videro nella battaglia di nagashino la fine della loro storia e l’inizio della leggenda.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>860</itunes:duration><itunes:keywords>cavalieri,ospitalieri,smom,templari</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/acfb596a95dfde980a7d78ada75d48bd.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Demetra e la Madonna, può la dea greca aver ispirato i Riti della Settimana Santa a Taranto?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/demetra-e-la-madonna-puo-la-dea-greca-aver-ispirato-i-riti-della-settimana-santa-a-taranto--64434131</link><description><![CDATA[l mito della ricerca da parte di Demetra della figlia Persefone ed il ritorno di questa dall'aldilà potrebbe essere alla base della suggestiva processione che si svolge il Venerdì Santo nel capoluogo ionico. A supportare l'ipotesi, c'è prima di tutto la mancanza nei testi - tanto canonici che apocrifi - del racconto della ricerca di Gesù da parte della Madonna ed anche il fatto che questa processione rappresenta di fatto una celebrazione che non si svolge in nessun'altro luogo, facendo quindi pensare che la celebrazione cristiana abbia soppiantato un rito pagano pre-esistente a Taranto. <br /><br />Nell'ottica della rappresentazione della passione di Cristo, questa processione appare peraltro come una evidente incongruenza, perché il pellegrinaggio si svolge con una Madonna vestita a lutto prima ancora che Gesù venga crocifisso, per cui si può pensare che nella immagine della Addolorata si sia ripresa quella di una madre angosciata dal destino del figlio (o della figlia, come nel caso di Persefone) che lei sa già essere morto o,  sempre come nel caso di Persefone, negli inferi.<br /><br />Il mito di sparizione - ricerca e rinascita rappresentato da Demetra e Persefone in analogia con il ciclo naturale della vegetazione rieccheggia quindi con quello di un Gesù che risorge dal sepolcro in cui era stato rinchiuso, affermando la vittoria della vita sulla morte, così come simboleggia il germoglio che spunta dalla terra che aveva accolto il seme che lo ha generato.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64434131</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 14:12:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64434131/demetra.mp3" length="23016196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>l mito della ricerca da parte di Demetra della figlia Persefone ed il ritorno di questa dall'aldilà potrebbe essere alla base della suggestiva processione che si svolge il Venerdì Santo nel capoluogo ionico. 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A supportare l'ipotesi, c'è prima di tutto la mancanza nei testi - tanto canonici che apocrifi - del racconto della ricerca di Gesù da parte della Madonna ed anche il fatto che questa processione rappresenta di fatto una celebrazione che non si svolge in nessun'altro luogo, facendo quindi pensare che la celebrazione cristiana abbia soppiantato un rito pagano pre-esistente a Taranto. <br /><br />Nell'ottica della rappresentazione della passione di Cristo, questa processione appare peraltro come una evidente incongruenza, perché il pellegrinaggio si svolge con una Madonna vestita a lutto prima ancora che Gesù venga crocifisso, per cui si può pensare che nella immagine della Addolorata si sia ripresa quella di una madre angosciata dal destino del figlio (o della figlia, come nel caso di Persefone) che lei sa già essere morto o,  sempre come nel caso di Persefone, negli inferi.<br /><br />Il mito di sparizione - ricerca e rinascita rappresentato da Demetra e Persefone in analogia con il ciclo naturale della vegetazione rieccheggia quindi con quello di un Gesù che risorge dal sepolcro in cui era stato rinchiuso, affermando la vittoria della vita sulla morte, così come simboleggia il germoglio che spunta dalla terra che aveva accolto il seme che lo ha generato.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1439</itunes:duration><itunes:keywords>addolorata,dea,demetra,madonna,madre,persefone,santa,settimana,taranto</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/741fc0c9fdac48858e6c2878767a5f04.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inno a Iside, una divinità dalla storia millenaria ma ancora attuale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inno-a-iside-una-divinita-dalla-storia-millenaria-ma-ancora-attuale--64338137</link><description><![CDATA[La figura di Iside è una delle più ricche, sfaccettate e suggestive nel numeroso pantheon che ci giunge dalle antiche civiltà orientali e ancora oggi non manca di fornire interessanti spunti di riflessione a chi voglia coglierne i suggerimenti che la sua storia ci dona.<br /><br />Iside è una delle principali divinità egizie appartenente alla religione dell'antico Egitto. Dea della vita, della guarigione, della fertilità e della magia, è una divinità in origine celeste, associata alla regalità per essere stata primariamente la personificazione del trono. Il suo culto si diffuse in seguito anche nel mondo greco-romano.<br /><br />Il culto di Iside terminò con l'ascesa del cristianesimo durante il quarto e quinto secolo d.C. Il suo culto potrebbe aver influenzato alcune credenze e pratiche cristiane, come la venerazione di Maria, confluendo in questo insieme a altri culti mediterranei delle dee madri. In seguito, Iside continuò ad apparire nella cultura occidentale, particolarmente all'interno dell'esoterismo e del paganesimo moderno, spesso come una personificazione della natura o dell'aspetto femminile della divinità. <br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64338137</guid><pubDate>Wed, 12 Feb 2025 11:36:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64338137/inno_a_iside.mp3" length="16854642" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>La figura di Iside è una delle più ricche, sfaccettate e suggestive nel numeroso pantheon che ci giunge dalle antiche civiltà orientali e ancora oggi non manca di fornire interessanti spunti di riflessione a chi voglia coglierne i suggerimenti che la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La figura di Iside è una delle più ricche, sfaccettate e suggestive nel numeroso pantheon che ci giunge dalle antiche civiltà orientali e ancora oggi non manca di fornire interessanti spunti di riflessione a chi voglia coglierne i suggerimenti che la sua storia ci dona.<br /><br />Iside è una delle principali divinità egizie appartenente alla religione dell'antico Egitto. Dea della vita, della guarigione, della fertilità e della magia, è una divinità in origine celeste, associata alla regalità per essere stata primariamente la personificazione del trono. Il suo culto si diffuse in seguito anche nel mondo greco-romano.<br /><br />Il culto di Iside terminò con l'ascesa del cristianesimo durante il quarto e quinto secolo d.C. Il suo culto potrebbe aver influenzato alcune credenze e pratiche cristiane, come la venerazione di Maria, confluendo in questo insieme a altri culti mediterranei delle dee madri. In seguito, Iside continuò ad apparire nella cultura occidentale, particolarmente all'interno dell'esoterismo e del paganesimo moderno, spesso come una personificazione della natura o dell'aspetto femminile della divinità. <br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1054</itunes:duration><itunes:keywords>iside</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34e5fd7f03d6fa3f54dd8b349804e93e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il 29 gennaio 2025 comincia l'anno del Serpente di Legno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-29-gennaio-2025-comincia-l-anno-del-serpente-di-legno--64120729</link><description><![CDATA[Questi giorni, in Cina ed in gran parte dell’Oriente saranno caratterizzati da festeggiamenti e celebrazioni per l’inizio del nuovo anno.<br /><br />Infatti, anche se il calendario ufficiale è lo stesso di quello utilizzato in Occidente, le feste tradizionali continuano a seguire il vecchio (ma sempre attuale!) calendario basato sulle fasi della luna.<br /><br />Quindi, mentre per noi l’inizio di un nuovo anno è fissato al primo giorno di gennaio, in Cina il Capodanno è variabile (un po’ come per la Pasqua cristiana) e può situarsi tra il 21 Gennaio e il 20 Febbraio, poiché comincia in corrispondenza con la seconda luna nuova dopo il Solstizio d’Inverno. <br />Scopriamo in questo episodio del nostro podcast come l'astrologia occidentale e la cosmologia cinese possono suggerirci alcune interessanti tendenze per i prossimi mesi.<br /> <br />Buon ascolto!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64120729</guid><pubDate>Sat, 01 Feb 2025 11:26:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64120729/serpente_di_legno.mp3" length="24924598" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Questi giorni, in Cina ed in gran parte dell’Oriente saranno caratterizzati da festeggiamenti e celebrazioni per l’inizio del nuovo anno.

Infatti, anche se il calendario ufficiale è lo stesso di quello utilizzato in Occidente, le feste tradizionali...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questi giorni, in Cina ed in gran parte dell’Oriente saranno caratterizzati da festeggiamenti e celebrazioni per l’inizio del nuovo anno.<br /><br />Infatti, anche se il calendario ufficiale è lo stesso di quello utilizzato in Occidente, le feste tradizionali continuano a seguire il vecchio (ma sempre attuale!) calendario basato sulle fasi della luna.<br /><br />Quindi, mentre per noi l’inizio di un nuovo anno è fissato al primo giorno di gennaio, in Cina il Capodanno è variabile (un po’ come per la Pasqua cristiana) e può situarsi tra il 21 Gennaio e il 20 Febbraio, poiché comincia in corrispondenza con la seconda luna nuova dopo il Solstizio d’Inverno. <br />Scopriamo in questo episodio del nostro podcast come l'astrologia occidentale e la cosmologia cinese possono suggerirci alcune interessanti tendenze per i prossimi mesi.<br /> <br />Buon ascolto!]]></itunes:summary><itunes:duration>1558</itunes:duration><itunes:keywords>legno,seprente</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a82cc9927fb96a6e67dc3b48b3cd06cd.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>0207 Pensare alla morte per amare la vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/0207-pensare-alla-morte-per-amare-la-vita--63498635</link><description><![CDATA[Uno degli atti dei samurai giapponesi più noto ai “non addetti ai lavori” è il “seppuku”, il suicidio per protesta, per colpa o per non cadere nelle mani del nemico, compiuto tagliandosi il ventre (hara-kiri). Ai più l’atto può sembrare cruento e spietato, e spesso ci si chiede come potessero questi uomini, per quanto coraggiosi ed abituati a guardare la morte in faccia in quasi ogni giorno della propria vita, affrontare con calma e distacco una fine così drammatica e dolorosa, una riflessione diventata ancora più attuale dopo un periodo come quello in cui la pandemia da Covid-19 ha instillato in molti di noi – a torto o a ragione – la paura di una morte prematura e dolorosa.<br /> <br />Per quanto possa sembrare strano, il suicidio non è patrimonio esclusivo di questi famosi guerrieri giapponesi, e anche in Occidente l'elenco di artisti e intellettuali che hanno scelto di togliersi la vita è lunghissimo, da Ian Curtis dei Joy Division a Curt Cobain dei Nirvana passando per Keith Emerson degli ELP per quanto riguarda la musica; Primo Levi e Vladimir Majakovskij per la letteratura: Vincent Van Gogh o Giuseppe Pellizza da Volpedo per la pittura finendo ad attori come Marilyn Monroe o Robin Williams.<br /> <br />Occorre però dire che nella maggior parte di questi casi il suicidio è un gesto estremo per sottrarsi ad una situazione considerata insostenibile: una malattia incurabile, un tracollo finanziario, la morte della persona amata, un insuccesso professionale, motivazioni affatto diverse da quelle che portavano i samurai a togliersi la vita, come per protestare contro una decisione reputata ingiusta, per espiare una condanna, per non cadere in mani nemiche dopo una sconfitta militare o per testimoniare il proprio coraggio.<br /> <br />Altra differenza fondamentale è che mentre spesso il suicidio è un atto di impulso, nel caso dei samurai questo era regolamentato rigidamente e doveva essere compiuto seguendo una procedura codificata che non ammetteva deroghe ed a cui ci si preparava - è il caso di dire - per tutta la vita.<br /> <br />Questo atteggiamento, che ai più potrebbe sembrare l'apice del pessimismo, era invece una spinta formidabile a godere di ogni momento vissuto, alla stessa maniera di quanto ci ricorda il motto latino "carpe diem", tratto dalle dalle Odi del poeta latino Orazio in cui leggiamo l'invito a cogliere l'attimo, sperando il meno possibile nel domani. Tanto in Occidente quanto in Oriente quindi, la consapevolezza che la vita può finire da un momento all'altro dovrebbe portarci ad apprezzare il momento presente.<br /> <br />E così, se da una parte possiamo citare l'aria di "E lucevan le stelle" della Tosca, in cui il pittore Mario Cavaradossi si dispera per la fine imminente cantando "e muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!" dall'altra concludiamo questa riflessione sottolineando quanto sia importante cominciare la giornata nel modo giusto con un estratto dal “Bushido Shoshin Shu” (letture elementari sul Bushido) pubblicato nel 17° secolo all’inizio dello Shogunato dei Tukugawa a cura di Taira Shigesuke, conosciuto anche come Daidoji Yuzan, un samurai erudito allievo di Yamaga Soko.<br /> <br />Buon ascolto, e buona riflessione…]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63498635</guid><pubDate>Sat, 28 Dec 2024 18:04:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63498635/0207_pensare_alla_morte_per_amare_la_vita.mp3" length="13200842" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Uno degli atti dei samurai giapponesi più noto ai “non addetti ai lavori” è il “seppuku”, il suicidio per protesta, per colpa o per non cadere nelle mani del nemico, compiuto tagliandosi il ventre (hara-kiri). 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Ai più l’atto può sembrare cruento e spietato, e spesso ci si chiede come potessero questi uomini, per quanto coraggiosi ed abituati a guardare la morte in faccia in quasi ogni giorno della propria vita, affrontare con calma e distacco una fine così drammatica e dolorosa, una riflessione diventata ancora più attuale dopo un periodo come quello in cui la pandemia da Covid-19 ha instillato in molti di noi – a torto o a ragione – la paura di una morte prematura e dolorosa.<br /> <br />Per quanto possa sembrare strano, il suicidio non è patrimonio esclusivo di questi famosi guerrieri giapponesi, e anche in Occidente l'elenco di artisti e intellettuali che hanno scelto di togliersi la vita è lunghissimo, da Ian Curtis dei Joy Division a Curt Cobain dei Nirvana passando per Keith Emerson degli ELP per quanto riguarda la musica; Primo Levi e Vladimir Majakovskij per la letteratura: Vincent Van Gogh o Giuseppe Pellizza da Volpedo per la pittura finendo ad attori come Marilyn Monroe o Robin Williams.<br /> <br />Occorre però dire che nella maggior parte di questi casi il suicidio è un gesto estremo per sottrarsi ad una situazione considerata insostenibile: una malattia incurabile, un tracollo finanziario, la morte della persona amata, un insuccesso professionale, motivazioni affatto diverse da quelle che portavano i samurai a togliersi la vita, come per protestare contro una decisione reputata ingiusta, per espiare una condanna, per non cadere in mani nemiche dopo una sconfitta militare o per testimoniare il proprio coraggio.<br /> <br />Altra differenza fondamentale è che mentre spesso il suicidio è un atto di impulso, nel caso dei samurai questo era regolamentato rigidamente e doveva essere compiuto seguendo una procedura codificata che non ammetteva deroghe ed a cui ci si preparava - è il caso di dire - per tutta la vita.<br /> <br />Questo atteggiamento, che ai più potrebbe sembrare l'apice del pessimismo, era invece una spinta formidabile a godere di ogni momento vissuto, alla stessa maniera di quanto ci ricorda il motto latino "carpe diem", tratto dalle dalle Odi del poeta latino Orazio in cui leggiamo l'invito a cogliere l'attimo, sperando il meno possibile nel domani. Tanto in Occidente quanto in Oriente quindi, la consapevolezza che la vita può finire da un momento all'altro dovrebbe portarci ad apprezzare il momento presente.<br /> <br />E così, se da una parte possiamo citare l'aria di "E lucevan le stelle" della Tosca, in cui il pittore Mario Cavaradossi si dispera per la fine imminente cantando "e muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!" dall'altra concludiamo questa riflessione sottolineando quanto sia importante cominciare la giornata nel modo giusto con un estratto dal “Bushido Shoshin Shu” (letture elementari sul Bushido) pubblicato nel 17° secolo all’inizio dello Shogunato dei Tukugawa a cura di Taira Shigesuke, conosciuto anche come Daidoji Yuzan, un samurai erudito allievo di Yamaga Soko.<br /> <br />Buon ascolto, e buona riflessione…]]></itunes:summary><itunes:duration>825</itunes:duration><itunes:keywords>harakiri,samurai,seppuku,suicidio</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01bdcfc8dd31dacb8c7f3cc5eed79246.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>0206 I benefici della camminata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/0206-i-benefici-della-camminata--62811811</link><description><![CDATA[Camminare fa bene al corpo e alla mente.<br /><br />Camminare ogni giorno per qualche decina di minuti aiuta a prevenire malanni futuri ed a minimizzare le conseguenze di patologie presenti. Camminare nella natura, in un bosco, su un prato, una spiaggia o un sentiero di montagna, ma anche solo tra alberi e siepi di un parco cittadino amplifica enormemente questi vantaggi.<br /><br />Di questo e di molto altro parlo di questa puntata del nostro podcast. Buon ascolto!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62811811</guid><pubDate>Tue, 19 Nov 2024 11:15:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62811811/0206_i_benefici_della_camminata.mp3" length="25459167" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Camminare fa bene al corpo e alla mente.

Camminare ogni giorno per qualche decina di minuti aiuta a prevenire malanni futuri ed a minimizzare le conseguenze di patologie presenti. Camminare nella natura, in un bosco, su un prato, una spiaggia o un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Camminare fa bene al corpo e alla mente.<br /><br />Camminare ogni giorno per qualche decina di minuti aiuta a prevenire malanni futuri ed a minimizzare le conseguenze di patologie presenti. Camminare nella natura, in un bosco, su un prato, una spiaggia o un sentiero di montagna, ma anche solo tra alberi e siepi di un parco cittadino amplifica enormemente questi vantaggi.<br /><br />Di questo e di molto altro parlo di questa puntata del nostro podcast. Buon ascolto!]]></itunes:summary><itunes:duration>1592</itunes:duration><itunes:keywords>benefici,camminare,camminata</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/415522c26fce3d95981e382fcdddce8f.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>0205 Salutare le creature visibili e invisibili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/0205-salutare-le-creature-visibili-e-invisibili--62590944</link><description><![CDATA[Quando al mattino uscite di casa, pensate a salutare tutte le creature dei mondi visibili e invisibili. Creerete così un legame con esse e, grazie a quel semplice gesto di saluto, per tutta la giornata vi sentirete nella poesia e nella luce. <br /><br />Voi inviate il vostro amore, e da ogni angolo dello spazio l'amore ritorna a voi. Ci sono talmente tante cose da fare per rendere la vita bella e poetica! È anche importante non lasciarsi travolgere dalle preoccupazioni e dalle cose materiali, e conservare un po’ di tempo e di energie da dedicare a tutte le attività che danno più significato alla vostra esistenza. <br /><br />Gli esseri umani non hanno ancora compreso niente: parlano di amore e vogliono essere amati, ma rimangono chiusi, spenti, prosaici. D'ora in avanti, imparino a vivere la vita poetica, e saranno amati.<br />(Omraam Mikhaël Aïvanhov)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62590944</guid><pubDate>Sat, 02 Nov 2024 15:41:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62590944/0205_saluto_aivanov.mp3" length="6216871" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Quando al mattino uscite di casa, pensate a salutare tutte le creature dei mondi visibili e invisibili. Creerete così un legame con esse e, grazie a quel semplice gesto di saluto, per tutta la giornata vi sentirete nella poesia e nella luce. 

Voi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando al mattino uscite di casa, pensate a salutare tutte le creature dei mondi visibili e invisibili. Creerete così un legame con esse e, grazie a quel semplice gesto di saluto, per tutta la giornata vi sentirete nella poesia e nella luce. <br /><br />Voi inviate il vostro amore, e da ogni angolo dello spazio l'amore ritorna a voi. Ci sono talmente tante cose da fare per rendere la vita bella e poetica! È anche importante non lasciarsi travolgere dalle preoccupazioni e dalle cose materiali, e conservare un po’ di tempo e di energie da dedicare a tutte le attività che danno più significato alla vostra esistenza. <br /><br />Gli esseri umani non hanno ancora compreso niente: parlano di amore e vogliono essere amati, ma rimangono chiusi, spenti, prosaici. D'ora in avanti, imparino a vivere la vita poetica, e saranno amati.<br />(Omraam Mikhaël Aïvanhov)]]></itunes:summary><itunes:duration>389</itunes:duration><itunes:keywords>aivanhov</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5463259a5863a565a1922c1a7bd18288.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Guerriero secondo Osho</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-guerriero-secondo-osho--62590933</link><description><![CDATA[Il guerriero più valoroso non ha nulla a che fare con la guerra, non ha nulla a che vedere col battersi con altri. Ha qualcosa da fare dentro di sé e non è una lotta, sebbene rechi vittoria; non è una guerra, non è un conflitto, ma uno deve essere un guerriero perché deve stare molto all'erta, proprio come un combattente. <br /><br />Uno deve essere molto vigilante, molto meditativo poiché spingendosi nel continente più tenebroso dell'esistenza... infine c'è la luce, una luce infinita, ma prima deve passare attraverso una lunga e oscura notte dell'anima. Ci sono vari tipi di trabocchetti, ci sono tante possibilità di perdersi e ci sono svariati tipi di nemici interiori, che non si devono uccidere o distruggere, ma trasformare, devono diventare degli amici. La rabbia si deve trasformare in compassione, la lussuria in amore, e così via. Quindi non è una guerra, ma uno deve chiaramente essere un guerriero. <br /><br />E' così che in Giappone, il mondo dei samurai è nato dalla meditazione e le varie arti marziali divennero delle vie verso la pace interiore. L'arte della scherma divenne, in Giappone, una delle arti più meditative. Uno deve essere molto vigilante, perché basta un solo momento di inconsapevolezza e sei finito. Il vero uomo di spada diventa così all'erta che, prima che l'altra persona lo attacchi, lui lo sa. Prima che il pensiero di attaccare attraversi la mente dell'altro, lui è già pronto, la sua vigilanza diventa così penetrante, che inizia a leggere i pensieri dell'altro. Si dice che, se due veri samurai combattono, nessuno dei due può vincere. Il combattimento può continuare, ma nessuno può vincere perché entrambi sapranno leggere la mente dell'altro. E, prima che tu possa attaccare, l'altro è già pronto per difendersi. <br /><br />L'arte della spada divenne una delle più importanti fonti di illuminazione. Sembra strano, ma il Giappone ha fatto veramente delle cose molto strane. Dalla cerimonia del Tè all'arte della spada, ha trasformato ogni cosa in meditazione. Infatti si può trasformare tutta la vita in meditazione,perché meditazione significa semplicemente diventare più consapevoli. <br /><br />Quindi entra dentro dì te e sii più consapevole. Un giorno la vittoria sarà tua, questo è assolutamente certo. Devi solo soddisfare il requisito; devi essere totalmente consapevole.<br />(Osho)<br /><br />https://youtu.be/VqP6BEQdC2U]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62590933</guid><pubDate>Sat, 02 Nov 2024 15:33:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62590933/0204_guerriero_osho.mp3" length="9735961" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Il guerriero più valoroso non ha nulla a che fare con la guerra, non ha nulla a che vedere col battersi con altri. Ha qualcosa da fare dentro di sé e non è una lotta, sebbene rechi vittoria; non è una guerra, non è un conflitto, ma uno deve essere un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il guerriero più valoroso non ha nulla a che fare con la guerra, non ha nulla a che vedere col battersi con altri. Ha qualcosa da fare dentro di sé e non è una lotta, sebbene rechi vittoria; non è una guerra, non è un conflitto, ma uno deve essere un guerriero perché deve stare molto all'erta, proprio come un combattente. <br /><br />Uno deve essere molto vigilante, molto meditativo poiché spingendosi nel continente più tenebroso dell'esistenza... infine c'è la luce, una luce infinita, ma prima deve passare attraverso una lunga e oscura notte dell'anima. Ci sono vari tipi di trabocchetti, ci sono tante possibilità di perdersi e ci sono svariati tipi di nemici interiori, che non si devono uccidere o distruggere, ma trasformare, devono diventare degli amici. La rabbia si deve trasformare in compassione, la lussuria in amore, e così via. Quindi non è una guerra, ma uno deve chiaramente essere un guerriero. <br /><br />E' così che in Giappone, il mondo dei samurai è nato dalla meditazione e le varie arti marziali divennero delle vie verso la pace interiore. L'arte della scherma divenne, in Giappone, una delle arti più meditative. Uno deve essere molto vigilante, perché basta un solo momento di inconsapevolezza e sei finito. Il vero uomo di spada diventa così all'erta che, prima che l'altra persona lo attacchi, lui lo sa. Prima che il pensiero di attaccare attraversi la mente dell'altro, lui è già pronto, la sua vigilanza diventa così penetrante, che inizia a leggere i pensieri dell'altro. Si dice che, se due veri samurai combattono, nessuno dei due può vincere. Il combattimento può continuare, ma nessuno può vincere perché entrambi sapranno leggere la mente dell'altro. E, prima che tu possa attaccare, l'altro è già pronto per difendersi. <br /><br />L'arte della spada divenne una delle più importanti fonti di illuminazione. Sembra strano, ma il Giappone ha fatto veramente delle cose molto strane. Dalla cerimonia del Tè all'arte della spada, ha trasformato ogni cosa in meditazione. Infatti si può trasformare tutta la vita in meditazione,perché meditazione significa semplicemente diventare più consapevoli. <br /><br />Quindi entra dentro dì te e sii più consapevole. Un giorno la vittoria sarà tua, questo è assolutamente certo. Devi solo soddisfare il requisito; devi essere totalmente consapevole.<br />(Osho)<br /><br />https://youtu.be/VqP6BEQdC2U]]></itunes:summary><itunes:duration>609</itunes:duration><itunes:keywords>guerriero,osho</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fd7705cd6a08743ee7ba4d7dea27339f.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>0203 Alimentare il corpo e lo spirito secondo Omraam Mickael Aivanov</title><link>https://www.spreaker.com/episode/0203-alimentare-il-corpo-e-lo-spirito-secondo-omraam-mickael-aivanov--62590883</link><description><![CDATA[A che cosa pensate quando mangiate? Ai vostri problemi di denaro, ai vostri dispiaceri d'amore, all’ultima parola offensiva che vi è stata detta… Per un momento, cercate di dimenticare tutto ciò e di pensare al cibo, ma anche al vostro corpo che riceve quel cibo. <br /><br />Che cos'è il vostro corpo? È l’unione di elementi che prima si trovavano nell’acqua, nell’aria, nella terra e nel fuoco. Essi formavano la materia di altri corpi che, col tempo, si sono decomposti. E ora, quando mangiamo dei frutti o degli ortaggi e diciamo: «Questa è una pera, questo è un cocomero, questa è una lattuga, questo è un cetriolo…» è vero, ma prima di esistere sotto quella forma e con quei colori che ora abbiamo sotto i nostri occhi, a quante altre forme animate o inanimate sono appartenuti quegli stessi elementi, e con quanti altri colori! Fin dall’origine del mondo, sono sempre gli stessi elementi che entrano nella costituzione dei minerali, dei vegetali, degli animali e degli esseri umani. <br /><br />Quando il tempo o un incidente li disintegra, ritornano nei grandi laboratori della natura per esservi trasformati, ma gli elementi stessi che li costituiscono rimangono eternamente nuovi, puri e inossidabili. Poco importa se tutte le forme viventi si consumano, ammuffiscono, marciscono e si riducono in polvere: la natura le riprende nei suoi laboratori e le restituisce trasformate in nutrimento fresco per tutti gli esseri viventi, oppure le utilizza per ricostruire i nuovi corpi delle creature. <br /><br />(Omraam Mikhaël Aïvanhov)<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62590883</guid><pubDate>Sat, 02 Nov 2024 15:29:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62590883/0203_alimentazione_aivanov.mp3" length="6546096" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>A che cosa pensate quando mangiate? Ai vostri problemi di denaro, ai vostri dispiaceri d'amore, all’ultima parola offensiva che vi è stata detta… Per un momento, cercate di dimenticare tutto ciò e di pensare al cibo, ma anche al vostro corpo che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A che cosa pensate quando mangiate? Ai vostri problemi di denaro, ai vostri dispiaceri d'amore, all’ultima parola offensiva che vi è stata detta… Per un momento, cercate di dimenticare tutto ciò e di pensare al cibo, ma anche al vostro corpo che riceve quel cibo. <br /><br />Che cos'è il vostro corpo? È l’unione di elementi che prima si trovavano nell’acqua, nell’aria, nella terra e nel fuoco. Essi formavano la materia di altri corpi che, col tempo, si sono decomposti. E ora, quando mangiamo dei frutti o degli ortaggi e diciamo: «Questa è una pera, questo è un cocomero, questa è una lattuga, questo è un cetriolo…» è vero, ma prima di esistere sotto quella forma e con quei colori che ora abbiamo sotto i nostri occhi, a quante altre forme animate o inanimate sono appartenuti quegli stessi elementi, e con quanti altri colori! Fin dall’origine del mondo, sono sempre gli stessi elementi che entrano nella costituzione dei minerali, dei vegetali, degli animali e degli esseri umani. <br /><br />Quando il tempo o un incidente li disintegra, ritornano nei grandi laboratori della natura per esservi trasformati, ma gli elementi stessi che li costituiscono rimangono eternamente nuovi, puri e inossidabili. Poco importa se tutte le forme viventi si consumano, ammuffiscono, marciscono e si riducono in polvere: la natura le riprende nei suoi laboratori e le restituisce trasformate in nutrimento fresco per tutti gli esseri viventi, oppure le utilizza per ricostruire i nuovi corpi delle creature. <br /><br />(Omraam Mikhaël Aïvanhov)<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>410</itunes:duration><itunes:keywords>aivanhov,alimentazione</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/61874baed3a03c9620f18727447b24f7.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>0202 Respirare, l'importanza di appropriarsi del ritmo giusto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/0202-respirare-l-importanza-di-appropriarsi-del-ritmo-giusto--62422513</link><description><![CDATA[La respirazione è una funzione molto particolare dell'organismo umano, e per certi aspetti ha caratteristiche uniche rispetto a quelle altrettanto indispensabili alla sopravvivenza, quali alimentarsi, bere o dormire. <br />La respirazione è infatti una funzione che avviene anche in condizioni di sonno, inoscenza e addirittura coma, ma è allo stesso tempo un atto per possiamo effettuare variandone intensità, profondità e ritmo. <br />Per tutti questi motivi, una corretta respirazione è sempre stata considerata di grande importanza tanto nelle Arti marziali che in molte pratiche legate alla spiritualità, tanto in Oriente che in Occidente. <br />A questo proposito, riportiamo di seguito la citazione di uno scritto di Omraam Mikhaël Aïvanhov, uno dei più importanti mistici occidentali del secolo scorso.<br /> <br /><i>Da millenni, gli Iniziati hanno studiato il processo della respirazione e hanno compreso la sua importanza non solo per la vitalità ma anche per il funzionamento del pensiero. Essendo andati molto in là nelle proprie ricerche, hanno scoperto che tutti i ritmi del nostro organismo sono in relazione con i ritmi cosmici e che, per poter comunicare con una determinata entità o con una determinata regione del mondo spirituale, è necessario trovare un certo ritmo e appropriarsi di quel ritmo come di una chiave, così come si fa quando si cerca di captare una trasmissione radio: occorre trovare una determinata lunghezza d'onda. La lunghezza d'onda è un fattore molto importante per entrare in comunicazione con questa o quella stazione emittente. E lo stesso vale per la respirazione: per entrare in contatto con questa o quella regione dell'universo, occorre sapere su quale ritmo respirare.</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62422513</guid><pubDate>Sat, 19 Oct 2024 15:45:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62422513/0202_ritmo_respirazione.mp3" length="8266519" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>La respirazione è una funzione molto particolare dell'organismo umano, e per certi aspetti ha caratteristiche uniche rispetto a quelle altrettanto indispensabili alla sopravvivenza, quali alimentarsi, bere o dormire. 
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Buon ascolto!</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una breve presentazione della seconda stagione del podcast, che vedrà, come è naturale, alcune conferme e diverse novità rispetto alla stagione precedente.<br />Buon ascolto!]]></itunes:summary><itunes:duration>260</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d476b953137e6cc66e90e9a9b63f27de.jpg"/><itunes:season>2</itunes:season><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il valore del dissenso nel “Trattato del Ribelle” di Ernst Jünger</title><link>https://percorrendolaviadelguerriero.blogspot.com/2023/03/il-valore-del-dissenso-nel-trattato-del.html</link><description><![CDATA[Nella premessa del suo “L’Anticristo”, Friedrich Nietzsche afferma che c’è chi nasce già destinato ad essere compreso solo dai posteri.<br />Questo è vero per molti artisti, e non solo per il filosofo tedesco; da van Gogh a Ligabue, passando per John Keats, Franz Kafka ed Emily Dickinson, ma anche Edgar Allan Poe o Johann Sebastian Bach sono solo alcuni esempi. Altri ancora, pur essendo stati apprezzati in vita, furono autori di opere che anche a distanza di anni mostrano una straordinaria attualità, a volte ai limiti della preveggenza.<br />Tra questi possiamo includere anche Ernst Jünger, personaggio controverso e criticato per le sue idee politiche, ma che pure ha offerto della guerra una analisi lucida e tagliente. Una delle sue opere più note è il “Trattato del Ribelle”, un saggio sociopolitico del 1951 in cui l'autore si interroga sui compiti che spettano agli uomini liberi, nei momenti storici in cui la tirannia impedisce loro di esprimere, in modo democratico, le proprie giuste rivendicazioni.<br />A partire dalla sua definizione di “Ribelle”, nelle prime pagine di questo libro è descritta una società che in molti non faticheranno a vedere rappresentata anche in molte situazioni attuali, una similitudine sorprendente ma che può e deve farci riflettere sui limiti e di tutta una serie di libertà – vere o presunte.<br />Il “Trattato del Ribelle” fa parte di una serie di saggi con cui uno Jünger ormai quasi sessantennesi cimenta con le contraddizioni che stanno scoppiando nelle società occidentali, appena uscite dalla seconda guerra mondiale, che avrebbero dato origine – tra gli altri - ai totalitarismi comunisti a est della Germania Occidentale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53254737</guid><pubDate>Sun, 19 Mar 2023 16:24:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53254737/033_trattato_del_ribelle_junger.mp3" length="18694522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Nella premessa del suo “L’Anticristo”, Friedrich Nietzsche afferma che c’è chi nasce già destinato ad essere compreso solo dai posteri.
Questo è vero per molti artisti, e non solo per il filosofo tedesco; da van Gogh a Ligabue, passando per John...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella premessa del suo “L’Anticristo”, Friedrich Nietzsche afferma che c’è chi nasce già destinato ad essere compreso solo dai posteri.<br />Questo è vero per molti artisti, e non solo per il filosofo tedesco; da van Gogh a Ligabue, passando per John Keats, Franz Kafka ed Emily Dickinson, ma anche Edgar Allan Poe o Johann Sebastian Bach sono solo alcuni esempi. Altri ancora, pur essendo stati apprezzati in vita, furono autori di opere che anche a distanza di anni mostrano una straordinaria attualità, a volte ai limiti della preveggenza.<br />Tra questi possiamo includere anche Ernst Jünger, personaggio controverso e criticato per le sue idee politiche, ma che pure ha offerto della guerra una analisi lucida e tagliente. Una delle sue opere più note è il “Trattato del Ribelle”, un saggio sociopolitico del 1951 in cui l'autore si interroga sui compiti che spettano agli uomini liberi, nei momenti storici in cui la tirannia impedisce loro di esprimere, in modo democratico, le proprie giuste rivendicazioni.<br />A partire dalla sua definizione di “Ribelle”, nelle prime pagine di questo libro è descritta una società che in molti non faticheranno a vedere rappresentata anche in molte situazioni attuali, una similitudine sorprendente ma che può e deve farci riflettere sui limiti e di tutta una serie di libertà – vere o presunte.<br />Il “Trattato del Ribelle” fa parte di una serie di saggi con cui uno Jünger ormai quasi sessantennesi cimenta con le contraddizioni che stanno scoppiando nelle società occidentali, appena uscite dalla seconda guerra mondiale, che avrebbero dato origine – tra gli altri - ai totalitarismi comunisti a est della Germania Occidentale.]]></itunes:summary><itunes:duration>1169</itunes:duration><itunes:keywords>democrazia,junger,ribelle</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/49ecd4a70ae056461a405cb2b12ff520.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>32 Nessun uomo è un'isola</title><link>https://www.spreaker.com/episode/32-nessun-uomo-e-un-isola--53122451</link><description><![CDATA[“Nessun uomo è un isola”, sosteneva un saggio, “bisogna contare solo sulle proprie forze”, diceva un altro… posizioni inconciliabili? No, a mio avviso; solo complementari.<br />Nel percorrere una strada, il viandante trarrà profitto e giovamento dalle indicazioni di chi prima di lui l’ha percorsa, o dalla compagnia di chi lo affianca, ma saranno solo e solamente i suoi piedi a doverla percorrere, se vorrà davvero arrivare alla fine della meta, e non solo raccontare di averlo fatto, magari dopo aver sfogliato un album di viaggio compilato da altri.<br />Ancora, più passa il tempo e più mi rendo conto che gli altri ci sono specchio ed eco, che ciò che diamo loro – nel bene e nel male – ci torna e ci viene mostrato.<br />Non è una questione di buonismo “niùeigg”, ma di economia dell’Universo e di equilibrio razionale: ad ogni Azione corrisponde una Re-azione uguale e (o...) contraria.<br />E infine, è confortante sapere che, da qualche parte c’è sempre un grumo di Coscienza che ti attende, che aspetta – come un seme – che maturino le condizioni per poter germogliare. Ci sono libri che hai li, sullo scaffale, da anni, che magari hai letto e ricordi appena, poi una sera li apri quasi svogliato senza neppure sapere bene perché, li leggi per tutta la notte e quando chiudi l’ultima pagina, sorridi e ti dici: “Era già tutto scritto, bastava solo leggere”.<br />Ha ragione Petrus, il Cammino è per tutte le persone comuni, e sulla Via si procede se si vuole farlo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53122451</guid><pubDate>Tue, 07 Mar 2023 15:27:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53122451/32_nessun_uomo_isola.mp3" length="2482474" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>“Nessun uomo è un isola”, sosteneva un saggio, “bisogna contare solo sulle proprie forze”, diceva un altro… posizioni inconciliabili? No, a mio avviso; solo complementari.
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bagna le tue piante,&#13;
ama le tue rose.&#13;
Il resto è ombra di alberi estranei.”&#13;
(Fernando Pessoa)&#13;
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“Come è in alto, così è in basso”, recita un antico detto sapienziale. Io non ho la conoscenza e l’esperienza necessaria per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Segui il tuo destino,<br />bagna le tue piante,<br />ama le tue rose.<br />Il resto è ombra di alberi estranei.”<br />(Fernando Pessoa)<br /><br /><br />“Come è in alto, così è in basso”, recita un antico detto sapienziale. Io non ho la conoscenza e l’esperienza necessaria per abbeverarmi a queste fonti di saggezza, e così mi limito ad osservare il mondo intorno a me, ad analizzare la Natura ed a cercare di comprendere le sue leggi.<br /><br />Non sono certamente originale in questa scelta, da secoli monasteri e conventi – tanto ad Oriente quanto ad Occidente – sono affiancati da orti e giardini, a volte ricchi di fontane zampillanti e lussureggiante vegetazione, come nella Alhambra di Granada. altre volte creati solo da ghiaia grigia e scabre rocce, come nel caso dei karesansui giapponesi.<br /><br />Mi piace coltivare il mio piccolissimo giardino, fatto di vasi e fioriere disposti in bell’ordine sul terrazzo, imparando dalla forza lenta del bonsai che rinasce ad ogni inverno, dall’esuberante papiro che svetta beffando il vento, dall’orchidea variopinta che mi ammalia con i suoi colori.<br />Ognuno di loro, pur nella apparente differenza, si alimenta della luce del sole e della pioggia ristoratrice e si nutre tramite le radici infisse nel terreno.<br /><br />Senza rami e foglie le radici non potrebbero svolgere il loro compito, e viceversa.<br />Così è una Scuola, un Ordine, una Fraternitas, un Dojo. <br />Può esserci l’insegnante migliore del mondo, ma senza allievi volonterosi di imparare potrà fare poco o nulla, e con il passare del tempo perderà ardore e voglia di insegnare.<br />Ci potranno essere invece allievi entusiasti e capaci, ma se avranno a che fare con un insegnante neghittoso potranno imparare poco e quasi certamente male.<br /><br />Ecco, il papiro, l’orchidea, il geranio mi sussurrano questo con lo stormire delle loro foglie, mi ricordano che ciascuno di noi sulla Via è radice per alcuni e foglie per altri, che il nostro fare (o non fare…) non riguarda solo noi, e che innaffiando troppo o troppo poco, prima o poi le conseguenze si rivelano.]]></itunes:summary><itunes:duration>308</itunes:duration><itunes:keywords>budo,giardino,percorso</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7c3bbc81cc6d3287221fd74812e12228.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>30 Praticare una forma, o della importanza di non confondere mezzi e fini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/30-praticare-una-forma-o-della-importanza-di-non-confondere-mezzi-e-fini--49653376</link><description><![CDATA[Nella pratica delle Arti – non solo marziali – spesso l’apprendimento passa dalla ripetizione costante di semplici gesti prima e di sequenze sempre più complesse dopo.<br /><br />Quello che agli occhi di uno spettatore inesperto può sembrare così lo scopo ultimo della pratica, ovvero memorizzare coreografie sempre più lunghe ed acrobatiche, eseguire ogni singolo gesto con una precisione quasi maniacale, cercare di riprodurre al meglio anche il più piccolo movimento mostratoci dai nostri Maestri, è in realtà solamente un mezzo per perseguire il vero obbiettivo della pratica.<br /><br />Ed individuare questo obbiettivo e decidere se e quanto sia vero per noi è parte integrante della pratica stessa, perché quando crediamo di aver capito tutto, quando ci illudiamo di non avere più nulla da imparare allora stiamo clamorosamente fallendo perché – quando lanciamo una palla verso il cielo – quando questa smette di salire, comincia inesorabilmente a cadere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49653376</guid><pubDate>Wed, 04 May 2022 12:37:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49653376/30_praticare_una_forma_o_della_importanza_di_non_confondere_mezzi_e_fini.mp3" length="10328934" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Nella pratica delle Arti – non solo marziali – spesso l’apprendimento passa dalla ripetizione costante di semplici gesti prima e di sequenze sempre più complesse dopo.&#13;
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Quello che agli occhi di uno spettatore inesperto può sembrare così lo scopo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella pratica delle Arti – non solo marziali – spesso l’apprendimento passa dalla ripetizione costante di semplici gesti prima e di sequenze sempre più complesse dopo.<br /><br />Quello che agli occhi di uno spettatore inesperto può sembrare così lo scopo ultimo della pratica, ovvero memorizzare coreografie sempre più lunghe ed acrobatiche, eseguire ogni singolo gesto con una precisione quasi maniacale, cercare di riprodurre al meglio anche il più piccolo movimento mostratoci dai nostri Maestri, è in realtà solamente un mezzo per perseguire il vero obbiettivo della pratica.<br /><br />Ed individuare questo obbiettivo e decidere se e quanto sia vero per noi è parte integrante della pratica stessa, perché quando crediamo di aver capito tutto, quando ci illudiamo di non avere più nulla da imparare allora stiamo clamorosamente fallendo perché – quando lanciamo una palla verso il cielo – quando questa smette di salire, comincia inesorabilmente a cadere.]]></itunes:summary><itunes:duration>646</itunes:duration><itunes:keywords>arti,budo,marziali</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/da81b5058c3f573c5faf818dcff466e2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>29 Perché pratichiamo quello che pratichiamo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/29-perche-pratichiamo-quello-che-pratichiamo--49653362</link><description><![CDATA[Come ricorda nel suo “Il Piccolo Principe” Antoine de Saint-Exupéry, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, e così accade che spesso si creda che la pratica di una Arte, marziale o no che sia, serva solo ad affinare determinate tecniche per conseguire specifici obbiettivi.<br /><br />Questo è senz’altro vero – ovviamente – ma è la punta dell’iceberg, perché uno dei più grandi ammaestramenti che la pratica delle Arti ci fornisce è la capacità di confrontarci con noi stessi e la possibilità di conoscere meglio le mie emozioni, i miei pregiudizi, le mie presunzioni.<br /><br />E questo avviene anche affrontando una pratica apparentemente anacronistica come può essere il menare fendenti di spada, prodursi in affondi di bastone o applicare o subire leve articolari complicate e dolorose.<br /><br />Ciascuno avrà avuto i suoi motivi per cominciare la nostra pratica ed altri motivi per proseguire, quello che è importante è – a mio avviso – non smettere di farsi domande, non dare nulla per scontato, chiederci sempre – come consigliava Carlos Castaneda – se la Via che abbiamo scelto ha un Cuore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49653362</guid><pubDate>Wed, 04 May 2022 12:36:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49653362/29_perch_pratichiamo_quello_che_pratichiamo.mp3" length="11220129" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Come ricorda nel suo “Il Piccolo Principe” Antoine de Saint-Exupéry, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, e così accade che spesso si creda che la pratica di una Arte, marziale o no che sia, serva solo ad affinare determinate tecniche per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come ricorda nel suo “Il Piccolo Principe” Antoine de Saint-Exupéry, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, e così accade che spesso si creda che la pratica di una Arte, marziale o no che sia, serva solo ad affinare determinate tecniche per conseguire specifici obbiettivi.<br /><br />Questo è senz’altro vero – ovviamente – ma è la punta dell’iceberg, perché uno dei più grandi ammaestramenti che la pratica delle Arti ci fornisce è la capacità di confrontarci con noi stessi e la possibilità di conoscere meglio le mie emozioni, i miei pregiudizi, le mie presunzioni.<br /><br />E questo avviene anche affrontando una pratica apparentemente anacronistica come può essere il menare fendenti di spada, prodursi in affondi di bastone o applicare o subire leve articolari complicate e dolorose.<br /><br />Ciascuno avrà avuto i suoi motivi per cominciare la nostra pratica ed altri motivi per proseguire, quello che è importante è – a mio avviso – non smettere di farsi domande, non dare nulla per scontato, chiederci sempre – come consigliava Carlos Castaneda – se la Via che abbiamo scelto ha un Cuore.]]></itunes:summary><itunes:duration>701</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1409369bece2fa31a170d11f731f4256.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>28 La figura del Maestro, tra incomprensioni e falsi miti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/28-la-figura-del-maestro-tra-incomprensioni-e-falsi-miti--49653284</link><description><![CDATA[roppo spesso, intorno alla figura dell’insegnante di arti marziali o di discipline orientali si creano – in più o meno buona fede – una serie di incomprensioni e fraintendimenti.<br /><br />C’è chi – complici i film alla “Karate Kid” – vede nell’insegnante di arti marziali un Guru, un santone, un Maestro di vita in grado di risolvere ogni problema e di offrire una risposta per ogni difficoltà.<br /><br />Dall’altra parte c’è chi vede nell’insegnante di arti marziali una persona che svolge una missione, animato dal sacro fuoco della passione, lontano da ogni interesse economico personale, una figura che nell’immaginario collettivo fa il paio con il suo esatto contrario, un professionista che insegna arti marziali così come potrebbe vendere salumi o installare caldaie, un professionista che offre un servizio ad una clientela a fronte di un tornaconto economico.<br /><br />La verità come sempre sta nel mezzo, e nell’insegnante medio possiamo ritrovare le caratteristiche delle tre figure descritte sopra, ed anche altri aspetti.<br /><br />Proviamo a riflettere sulla questione, confrontando esperienze, pareri ed opinioni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49653284</guid><pubDate>Wed, 04 May 2022 12:34:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49653284/28_la_figura_del_maestro_tra_incomprensioni_e_falsi_miti.mp3" length="14826807" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>roppo spesso, intorno alla figura dell’insegnante di arti marziali o di discipline orientali si creano – in più o meno buona fede – una serie di incomprensioni e fraintendimenti.&#13;
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C’è chi – complici i film alla “Karate Kid” – vede nell’insegnante di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[roppo spesso, intorno alla figura dell’insegnante di arti marziali o di discipline orientali si creano – in più o meno buona fede – una serie di incomprensioni e fraintendimenti.<br /><br />C’è chi – complici i film alla “Karate Kid” – vede nell’insegnante di arti marziali un Guru, un santone, un Maestro di vita in grado di risolvere ogni problema e di offrire una risposta per ogni difficoltà.<br /><br />Dall’altra parte c’è chi vede nell’insegnante di arti marziali una persona che svolge una missione, animato dal sacro fuoco della passione, lontano da ogni interesse economico personale, una figura che nell’immaginario collettivo fa il paio con il suo esatto contrario, un professionista che insegna arti marziali così come potrebbe vendere salumi o installare caldaie, un professionista che offre un servizio ad una clientela a fronte di un tornaconto economico.<br /><br />La verità come sempre sta nel mezzo, e nell’insegnante medio possiamo ritrovare le caratteristiche delle tre figure descritte sopra, ed anche altri aspetti.<br /><br />Proviamo a riflettere sulla questione, confrontando esperienze, pareri ed opinioni.]]></itunes:summary><itunes:duration>927</itunes:duration><itunes:keywords>ari,maestro,marziali,sensei</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d085d7df9aee560bad6a103ae2dac237.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>27 L'Arte marziale è per tutti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/27-l-arte-marziale-e-per-tutti--49653270</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49653270</guid><pubDate>Wed, 04 May 2022 12:30:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49653270/27_l_arte_marziale_per_tutti.mp3" length="8046480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:duration>503</itunes:duration><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0bcbb53a3fb00c97e77b5849d83572c1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>26 Marziale non marziale Questo è il dilemma!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/26-marziale-non-marziale-questo-e-il-dilemma--49653210</link><description><![CDATA[Uno degli argomenti che periodicamente anima le discussioni tra i praticanti di Arti marziali è se e quanto queste debbano comprendere nel loro programma anche quanto attiene alla sfera culturale e filosofica della disciplina ed incidere sul lato psico-emotivo  del praticante.<br /><br />Si tratta di un falso problema, perché l'aspetto Wu/Bu (marziale) e l'aspetto "Wen" (Benessere/comportamento corretto) sono inscindibili e non può aversi l'uno senza l'altro, pena un notevole impoverimento della pratica stessa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49653210</guid><pubDate>Wed, 04 May 2022 12:29:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49653210/26_marziale_non_marziale_questo_il_dilemma.mp3" length="8759668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Carlo Caprino</itunes:author><itunes:subtitle>Uno degli argomenti che periodicamente anima le discussioni tra i praticanti di Arti marziali è se e quanto queste debbano comprendere nel loro programma anche quanto attiene alla sfera culturale e filosofica della disciplina ed incidere sul lato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Uno degli argomenti che periodicamente anima le discussioni tra i praticanti di Arti marziali è se e quanto queste debbano comprendere nel loro programma anche quanto attiene alla sfera culturale e filosofica della disciplina ed incidere sul lato psico-emotivo  del praticante.<br /><br />Si tratta di un falso problema, perché l'aspetto Wu/Bu (marziale) e l'aspetto "Wen" (Benessere/comportamento corretto) sono inscindibili e non può aversi l'uno senza l'altro, pena un notevole impoverimento della pratica stessa.]]></itunes:summary><itunes:duration>547</itunes:duration><itunes:keywords>arte,budo,mariziale</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/67787488d38ce6725c7c6000fa01272d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
