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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Controllo di Gestione Aziendale</title><link>https://patriziogatti.it</link><description><![CDATA[Mi occupo di consulenza e formazione su Controllo di Gestione e Cash Flow per imprenditori che vogliono vederci chiaro nei numeri e prendere decisioni concrete.<br />Dal 2000 porto il controllo di gestione dentro le aziende, in modo semplice, pratico e su misura.<br />Parlo di budget, business plan, contabilità analitica e tutto quello che serve per usare i numeri come leva per crescere.<br />Anche un piccolo imprenditore può governare i numeri, se ha gli strumenti giusti e adatti alla sua realtà.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4400156/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Management</category><copyright>(c) Copyrights</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg</url><title>Controllo di Gestione Aziendale</title><link>https://patriziogatti.it</link></image><lastBuildDate>Fri, 10 Apr 2026 10:19:44 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Patrizio Gatti</itunes:name><itunes:email>patriziogattimanagement@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:subtitle>Mi occupo di consulenza e formazione su Controllo di Gestione e Cash Flow per imprenditori che vogliono vederci chiaro nei numeri e prendere decisioni concrete.
Dal 2000 porto il controllo di gestione dentro le aziende, in modo semplice, pratico e su...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mi occupo di consulenza e formazione su Controllo di Gestione e Cash Flow per imprenditori che vogliono vederci chiaro nei numeri e prendere decisioni concrete.<br />Dal 2000 porto il controllo di gestione dentro le aziende, in modo semplice, pratico e su misura.<br />Parlo di budget, business plan, contabilità analitica e tutto quello che serve per usare i numeri come leva per crescere.<br />Anche un piccolo imprenditore può governare i numeri, se ha gli strumenti giusti e adatti alla sua realtà.]]></itunes:summary><itunes:category text="Business"><itunes:category text="Management"/></itunes:category><itunes:category text="Business"><itunes:category text="Management"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Controllo di gestione: quello che devi vedere prima dei bilanci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/controllo-di-gestione-quello-che-devi-vedere-prima-dei-bilanci--71165411</link><description><![CDATA[Qualche anno fa mi è capitata una situazione in azienda che non mi sono più dimenticato. Non per i numeri.<br />Quelli arrivano dopo. Per quello che stava succedendo prima.<br /><br />Tre soci, modi diversi di vedere le cose, decisioni prese senza un vero allineamento, e soprattutto senza strumenti per leggere in tempo quello che stava arrivando. In questo episodio ti racconto cosa ho visto da dentro.<br />E perché il problema non era solo nei risultati. Il punto è più semplice di quello che sembra. Il controllo di gestione non serve solo a guardare i numeri.<br />Serve a capire prima cosa sta succedendo. Perché quando te ne accorgi dai bilanci spesso sei già in ritardo.<br />Parlo di pianificazione, indicatori, scelte operative.<br />Ma anche di quello che succede tra le persone. Perché è lì che spesso iniziano i problemi. Se hai un’azienda, o lavori con chi prende decisioni, questo episodio ti lascia una domanda: stai davvero guardando quello che conta… o stai arrivando sempre dopo?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71165411</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 19:59:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71165411/i_segnali_che_i_bilanci_non_ti_fanno_vedere.mp3" length="7096991" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Qualche anno fa mi è capitata una situazione in azienda che non mi sono più dimenticato. Non per i numeri.
Quelli arrivano dopo. Per quello che stava succedendo prima.

Tre soci, modi diversi di vedere le cose, decisioni prese senza un vero...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qualche anno fa mi è capitata una situazione in azienda che non mi sono più dimenticato. Non per i numeri.<br />Quelli arrivano dopo. Per quello che stava succedendo prima.<br /><br />Tre soci, modi diversi di vedere le cose, decisioni prese senza un vero allineamento, e soprattutto senza strumenti per leggere in tempo quello che stava arrivando. In questo episodio ti racconto cosa ho visto da dentro.<br />E perché il problema non era solo nei risultati. Il punto è più semplice di quello che sembra. Il controllo di gestione non serve solo a guardare i numeri.<br />Serve a capire prima cosa sta succedendo. Perché quando te ne accorgi dai bilanci spesso sei già in ritardo.<br />Parlo di pianificazione, indicatori, scelte operative.<br />Ma anche di quello che succede tra le persone. Perché è lì che spesso iniziano i problemi. Se hai un’azienda, o lavori con chi prende decisioni, questo episodio ti lascia una domanda: stai davvero guardando quello che conta… o stai arrivando sempre dopo?]]></itunes:summary><itunes:duration>444</itunes:duration><itunes:keywords>analisibilancio,assettiorganizzativi,continuitaaziendale,controllodigestione,flussifinanziari,gestionedimpresa,goingconcern,governancesocietaria,imprenditoria,indicatoridiperformance,numeriaziendali,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria,strategiaaziendale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ma se la banca non finanzia…chi lo fa davvero?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ma-se-la-banca-non-finanzia-chi-lo-fa-davvero--71065495</link><description><![CDATA[Se la banca si ferma, chi finanzia davvero la tua azienda?<br /><br />Un episodio reale, nato da una situazione concreta vissuta da un imprenditore del settore metalmeccanico.<br /><br />A volte basta un piccolo segnale per cambiare completamente la percezione della banca.<br />E quando succede, il problema non è il finanziamento. È tutto quello che c’è sotto. In questo episodio parliamo di:<ul><li>controllo di gestione applicato alla realtà</li><li>gestione della liquidità</li><li>rapporto con le banche</li><li>flussi finanziari e pianificazione</li><li>errori che mettono in difficoltà anche aziende sane</li></ul>Perché alla fine la banca guarda una cosa sola cioè i numeri.<br /><br />E se quei numeri non raccontano una storia chiara, il rischio è trovarsi scoperti proprio quando serve più supporto .<br />Se gestisci un’azienda, questo episodio ti aiuterà a vedere i numeri con occhi diversi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71065495</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 16:41:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71065495/ma_se_la_banca_non_finanzia.mp3" length="6533164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Se la banca si ferma, chi finanzia davvero la tua azienda?

Un episodio reale, nato da una situazione concreta vissuta da un imprenditore del settore metalmeccanico.

A volte basta un piccolo segnale per cambiare completamente la percezione della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se la banca si ferma, chi finanzia davvero la tua azienda?<br /><br />Un episodio reale, nato da una situazione concreta vissuta da un imprenditore del settore metalmeccanico.<br /><br />A volte basta un piccolo segnale per cambiare completamente la percezione della banca.<br />E quando succede, il problema non è il finanziamento. È tutto quello che c’è sotto. In questo episodio parliamo di:<ul><li>controllo di gestione applicato alla realtà</li><li>gestione della liquidità</li><li>rapporto con le banche</li><li>flussi finanziari e pianificazione</li><li>errori che mettono in difficoltà anche aziende sane</li></ul>Perché alla fine la banca guarda una cosa sola cioè i numeri.<br /><br />E se quei numeri non raccontano una storia chiara, il rischio è trovarsi scoperti proprio quando serve più supporto .<br />Se gestisci un’azienda, questo episodio ti aiuterà a vedere i numeri con occhi diversi.]]></itunes:summary><itunes:duration>409</itunes:duration><itunes:keywords>cashflow,centralerischi,controllodigestione,controllopmi,fidibancari,finanzaaziendale,gestioneaziendale,imprenditori,liquiditàaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il punto non è alzare i prezzi: il controllo di gestione ti fa vedere i margini.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-punto-non-e-alzare-i-prezzi-il-controllo-di-gestione-ti-fa-vedere-i-margini--69179900</link><description><![CDATA[In questo episodio racconto una storia reale, ambientata in una piccola impresa toscana, dove lavorare bene e avere tanto lavoro non bastava per pagare con puntualità i fornitori.<br /><br />È una storia fatta di numeri, margini che non si vedevano, dubbi rimandati, scelte mai prese e di una domanda che torna spesso:<br /><br />“perché, se lavoriamo bene, a fine mese facciamo fatica a pagare i fornitori?”<br /><br />A volte il punto non è alzare i prezzi, ma capire cosa succede davvero dentro l’azienda, attraverso strumenti come il controllo di gestione e la contabilità analitica.<br /><br />E, soprattutto, decidere.<br />Perché restare fermi costa molto più di quanto immagini.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69179900</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 09:39:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69179900/il_punto_non_alzare_i_prezzi.mp3" length="12440261" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio racconto una storia reale, ambientata in una piccola impresa toscana, dove lavorare bene e avere tanto lavoro non bastava per pagare con puntualità i fornitori.

È una storia fatta di numeri, margini che non si vedevano, dubbi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio racconto una storia reale, ambientata in una piccola impresa toscana, dove lavorare bene e avere tanto lavoro non bastava per pagare con puntualità i fornitori.<br /><br />È una storia fatta di numeri, margini che non si vedevano, dubbi rimandati, scelte mai prese e di una domanda che torna spesso:<br /><br />“perché, se lavoriamo bene, a fine mese facciamo fatica a pagare i fornitori?”<br /><br />A volte il punto non è alzare i prezzi, ma capire cosa succede davvero dentro l’azienda, attraverso strumenti come il controllo di gestione e la contabilità analitica.<br /><br />E, soprattutto, decidere.<br />Perché restare fermi costa molto più di quanto immagini.<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>389</itunes:duration><itunes:keywords>contabilitàanalitica,contabilitàindustriale,controllodigestione,costidiproduzione,costiindiretti,decisioniaziendali,guadagniaziendali,margini,sprechiaziendali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un tempo bastava una stretta di mano, oggi in banca servono il business plan e il controllo di gestione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-tempo-bastava-una-stretta-di-mano-oggi-in-banca-servono-il-business-plan-e-il-controllo-di-gestione--69165232</link><description><![CDATA[Un tempo bastava una stretta di mano.<br /><br />Oggi no. Anche se hai le garanzie, in banca ti chiedono un business plan e una pianificazione di tesoreria.<br /><br />Perché chi decide davvero se darti un finanziamento non è più il direttore, ma i numeri, gli <b>indicator</b>i e i sistemi di valutazione aziendali, cioè i rating.<br /><br />In questo episodio racconto come è cambiato il modo in cui le banche valutano le imprese, perché contano sempre di più la capacità di creare reddito, i flussi di cassa futuri e la continuità aziendale. Parlo di <b>linee guida EBA, di controllo di gestione, di pianificazione economica e finanziaria</b> e di perché oggi questi strumenti non sono più un optional, ma una necessità sia per ottenere credito sia per governare l’impresa nel tempo. Un episodio pensato per chi fa impresa e vuole smettere di subire i numeri, per iniziare a guidarli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69165232</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 10:11:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69165232/un_tempo_bastava_una_stretta_di_mano.mp3" length="13796301" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Un tempo bastava una stretta di mano.

Oggi no. Anche se hai le garanzie, in banca ti chiedono un business plan e una pianificazione di tesoreria.

Perché chi decide davvero se darti un finanziamento non è più il direttore, ma i numeri, gli indicatori...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un tempo bastava una stretta di mano.<br /><br />Oggi no. Anche se hai le garanzie, in banca ti chiedono un business plan e una pianificazione di tesoreria.<br /><br />Perché chi decide davvero se darti un finanziamento non è più il direttore, ma i numeri, gli <b>indicator</b>i e i sistemi di valutazione aziendali, cioè i rating.<br /><br />In questo episodio racconto come è cambiato il modo in cui le banche valutano le imprese, perché contano sempre di più la capacità di creare reddito, i flussi di cassa futuri e la continuità aziendale. Parlo di <b>linee guida EBA, di controllo di gestione, di pianificazione economica e finanziaria</b> e di perché oggi questi strumenti non sono più un optional, ma una necessità sia per ottenere credito sia per governare l’impresa nel tempo. Un episodio pensato per chi fa impresa e vuole smettere di subire i numeri, per iniziare a guidarli.]]></itunes:summary><itunes:duration>432</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come la pianificazione del cash flow può proteggerti da un acquazzone finanziario</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-la-pianificazione-del-cash-flow-puo-proteggerti-da-un-acquazzone-finanziario--69147120</link><description><![CDATA[In questo episodio parlo di pianificazione del cash flow partendo da una situazione prevista di crisi finanziaria.<br />Una storia vera, con un’azienda che aveva ancora i conti in ordine ma che, nel giro di pochi mesi, rischiava di trovarsi sotto un "acquazzone finanziario".<br />Racconto perché presentarsi in banca prima di averne bisogno è strategia pura e perché il margine operativo, più del fatturato, fa davvero la differenza quando si parla di liquidità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69147120</guid><pubDate>Sat, 20 Dec 2025 13:49:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69147120/acquazzone_finanziario_pianificazione_cash_flow.mp3" length="11886656" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio parlo di pianificazione del cash flow partendo da una situazione prevista di crisi finanziaria.
Una storia vera, con un’azienda che aveva ancora i conti in ordine ma che, nel giro di pochi mesi, rischiava di trovarsi sotto un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio parlo di pianificazione del cash flow partendo da una situazione prevista di crisi finanziaria.<br />Una storia vera, con un’azienda che aveva ancora i conti in ordine ma che, nel giro di pochi mesi, rischiava di trovarsi sotto un "acquazzone finanziario".<br />Racconto perché presentarsi in banca prima di averne bisogno è strategia pura e perché il margine operativo, più del fatturato, fa davvero la differenza quando si parla di liquidità.]]></itunes:summary><itunes:duration>372</itunes:duration><itunes:keywords>budget,budgetcashflow,businessplan,cashflow,controllodigestione,fidibancari,finanziamentibancari,indicidibilancio,kpi,pianificazione,pianificazionefinaniaria,pianoindustriale,rapportobancaimpresa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pianificazione Finanziaria: il paracadute che ogni azienda dovrebbe avere.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pianificazione-finanziaria-il-paracadute-che-ogni-azienda-dovrebbe-avere--67664639</link><description><![CDATA[Tre aziende, tre imprevisti diversi: chi corre in banca, chi usa i fidi e chi invece resta tranquillo grazie a un fondo accantonato.<br />È qui che si vede il valore della pianificazione finanziaria: trasformare piccoli gesti in un paracadute che dà sicurezza e protegge l’impresa nei momenti critici.<br /><br />#pianificazionefinanziaria #controllodigestione<br /> ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67664639</guid><pubDate>Sun, 07 Sep 2025 16:45:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67664639/il_paracadute_che_ogni_azienda_dovrebbe_avere.mp3" length="8578386" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Tre aziende, tre imprevisti diversi: chi corre in banca, chi usa i fidi e chi invece resta tranquillo grazie a un fondo accantonato.
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La reazione qual è? Beh, quasi sempre la stessa: chiudiamolo.

Peccato che non sia così semplice.
A volte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Capita spesso: guardi i conti di un reparto, di una commessa o di un prodotto, ci metti dentro i costi indiretti e vedi che finisce in perdita.<br /><br />La reazione qual è? Beh, quasi sempre la stessa: chiudiamolo.<br /><br />Peccato che non sia così semplice.<br />A volte chiudi quello che ti tiene in piedi l’azienda e lasci andare avanti i veri sprechi.<br /><br />Ti faccio un esempio reale.<br />In una azienda metalmeccanica, analizzando i numeri con la contabilità analitica, veniva fuori che un reparto bollato come “in perdita” stava in realtà pagando parte delle spese generali.<br /><br />Se l’avessero fermato, l’utile sarebbe sceso, non salito.<br /><br />Com’è possibile?<br />Il punto è proprio qui: distinguere tra costi diretti e costi indiretti.<br /><br />Ed è questo il lavoro del controllo di gestione: togliere le illusioni e farti vedere i numeri per quello che sono.<br />Che si parli di reparti, prodotti, commesse o servizi cambia poco. La logica resta la stessa.<br /><br />Vuoi capire davvero come stanno andando i tuoi numeri? Ascolta l’episodio e poi raccontami la tua.<br /><br />  #aziende  #commesse #prodotti #costi #efficienza #controllodigestione #contabilitàanalitica]]></itunes:summary><itunes:duration>388</itunes:duration><itunes:keywords>contabilitàanalitica,controllodigestione,costiaziendali,costidiertti,costiindiretti,costiperdecidere,decisionistrategiche</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vero costo dell' accontentare tutti – Una storia sul controllo di gestione di una negoziante</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vero-costo-dell-accontentare-tutti-una-storia-sul-controllo-di-gestione-di-una-negoziante--67256501</link><description><![CDATA[In questo episodio Ti racconto cosa è successo a una negoziante che voleva avere tutto per tutti… e si è trovata con un magazzino pieno e un bel po’ di conti da sistemare.<br /><br />È una storia vera, con dentro tanti spunti utili per chi lavora nel commercio: budget, margini, gestione degli acquisti e qualche numero da tenere d’occhio per non perdere la bussola.<br /><br />Niente formule complicate, solo idee pratiche per fare scelte più consapevoli e tornare a guadagnare meglio.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67256501</guid><pubDate>Tue, 05 Aug 2025 13:15:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67256501/costo_accontentare_tutti_commercio_dettaglio_patriziogatti.mp3" length="11483351" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>In questo episodio Ti racconto cosa è successo a una negoziante che voleva avere tutto per tutti… e si è trovata con un magazzino pieno e un bel po’ di conti da sistemare.

È una storia vera, con dentro tanti spunti utili per chi lavora nel commercio:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questo episodio Ti racconto cosa è successo a una negoziante che voleva avere tutto per tutti… e si è trovata con un magazzino pieno e un bel po’ di conti da sistemare.<br /><br />È una storia vera, con dentro tanti spunti utili per chi lavora nel commercio: budget, margini, gestione degli acquisti e qualche numero da tenere d’occhio per non perdere la bussola.<br /><br />Niente formule complicate, solo idee pratiche per fare scelte più consapevoli e tornare a guadagnare meglio.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>359</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Break Even Point: come capire quando inizi a guadagnare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/break-even-point-come-capire-quando-inizi-a-guadagnare--67084215</link><description><![CDATA[<b>“Se non cambiamo direzione, è probabile che arriveremo là dove siamo diretti.”<br />— Sun Tzu</b><br /><b></b><br /><b>Questa frase non è solo bella. È vera.<br />E ogni volta che un imprenditore me la fa vivere sul campo, mi torna in mente.</b> <b>Se non sai dove stai andando,<br />come puoi decidere se un investimento ha senso?<br />Come puoi capire se ce la farai a sostenerlo?</b> <b> </b><br /><b></b><br /><b>Ciao, sono Patrizio Gatti.<br />Da più di vent’anni sono al fianco di chi fa impresa<br />e vuole usare i numeri per decidere, non per rincorrerli.<br />Utilizzando il controllo di gestione e la pianificazione</b> <b> </b><br /><b> </b><br /><b>E proprio da lì si parte. </b> <b>Prima ancora di parlare di Break Even Point, c’è una prima fase che è fondamentale: fare un budget fatto bene</b> <b> <br />Nel nostro budget dobbiamo riclassificare i costi,<br />distinguere quelli variabili da quelli fissi.</b> <b>I costi variabili sono quelli che crescono o calano in base ai ricavi:<br />materie prime, lavorazioni esterne, trasporti, provvigioni.</b> <b>I costi fissi, invece, restano invariati anche se il fatturato cambia:<br />affitto, canoni di leasing, assicurazioni, spese di struttura, utenze…</b> <b>Solo dopo aver fatto questa distinzione possiamo calcolare il margine di contribuzione,<br />cioè la differenza tra ricavi di vendita e costi variabili.</b> <b>È da questo passaggio che si arriva al punto di pareggio. Il famoso Break Even Point.</b> <b>Il rapporto tra costi fissi e margine di contribuzione in percentuale.</b><b> </b><br /><b>Un numero semplice, ma prezioso.<br />Ti dice quando inizi a guadagnare.<br />E soprattutto, cosa succede se i costi fissi aumentano.</b> <b>Anzi, ti racconto un caso reale che mi è capitato un po’ di tempo fa, nel settore lapideo.</b> <b>Un’azienda che lavora conto terzi mi contatta.<br />L’amministratore vuole capire se acquistare un nuovo macchinario ha senso.</b> <b>Mi chiede:</b> <b>“Quanti metri di materiale dobbiamo lavorare ogni mese per coprire tutto?”</b> <b>Tutto vuol dire:<br />costi fissi,<br />costi variabili,<br />rate del leasing,<br />struttura.</b> <b>Insomma: reggere l’impatto dell’investimento senza andare in affanno.</b> <b>Faccio due simulazioni col Break Even Point.</b> <b>Risultato?</b> <b>Per stare in equilibrio,<br />avrebbero dovuto quasi raddoppiare la produzione mensile.</b> <b>Ma attenzione:<br />senza la garanzia di avere nuovi ordini,<br />e con un’impennata dei costi fissi.</b> <b>E se poi quella macchina resta ferma per metà del tempo?<br />E se il mercato rallenta?</b> <b>Il rischio era alto.<br />E l’amministratore e i soci hanno capito che non era sostenibile.</b><b> </b><br /><b></b><br /><b></b><br /><b>Abbiamo valutato un’alternativa:<br />una macchina più piccola,<br />meno costosa,<br />ma comunque capace di migliorare efficienza e tempi.</b> <b>Così:</b> <b>– i costi fissi restano sotto controllo<br />– il Break Even Point diventa raggiungibile<br />– e l’azienda non si stravolge per inseguire un’idea che suona bene,<br />ma non sta in piedi quando metti giù i numeri.</b><b> </b><br /><b>Il Break Even non è solo teoria.</b> <b>È uno strumento concreto e utile.<br /></b><br /><b></b><br /><b>Serve a fare scelte più sensate,<br />soprattutto quando ci sono in ballo aumenti di costi importanti.</b> <b>Ti aiuta a ragionare con i numeri,<br />prima di buttarti a occhi chiusi.</b><b> </b><br /><b></b><br /><b></b><br /><b>E tu?</b> <b>Prima di investire, o di aumentare le spese,<br />ti fai questa domanda?</b> <b>“Cosa mi serve per coprire i costi e iniziare a guadagnare?”</b> <b>Oppure ti affidi al caso,<br />sperando che tutto fili liscio?</b><br /><br /> Vuoi avere il polso della situazione dei tuoi numeri?<br />Contattami per un colloquio senza impegno.<br />Mi trovi su <a href="http://www.patriziogatti.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><b>www.patriziogatti.it</b></a> Un caro saluto<br />e buon controllo di gestione.  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67084215</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2025 09:44:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67084215/break_even_point_controllo_di_gestione.mp3" length="8693616" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>“Se non cambiamo direzione, è probabile che arriveremo là dove siamo diretti.”
— Sun Tzu

Questa frase non è solo bella. È vera.
E ogni volta che un imprenditore me la fa vivere sul campo, mi torna in mente. Se non sai dove stai andando,
come puoi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>“Se non cambiamo direzione, è probabile che arriveremo là dove siamo diretti.”<br />— Sun Tzu</b><br /><b></b><br /><b>Questa frase non è solo bella. È vera.<br />E ogni volta che un imprenditore me la fa vivere sul campo, mi torna in mente.</b> <b>Se non sai dove stai andando,<br />come puoi decidere se un investimento ha senso?<br />Come puoi capire se ce la farai a sostenerlo?</b> <b> </b><br /><b></b><br /><b>Ciao, sono Patrizio Gatti.<br />Da più di vent’anni sono al fianco di chi fa impresa<br />e vuole usare i numeri per decidere, non per rincorrerli.<br />Utilizzando il controllo di gestione e la pianificazione</b> <b> </b><br /><b> </b><br /><b>E proprio da lì si parte. </b> <b>Prima ancora di parlare di Break Even Point, c’è una prima fase che è fondamentale: fare un budget fatto bene</b> <b> <br />Nel nostro budget dobbiamo riclassificare i costi,<br />distinguere quelli variabili da quelli fissi.</b> <b>I costi variabili sono quelli che crescono o calano in base ai ricavi:<br />materie prime, lavorazioni esterne, trasporti, provvigioni.</b> <b>I costi fissi, invece, restano invariati anche se il fatturato cambia:<br />affitto, canoni di leasing, assicurazioni, spese di struttura, utenze…</b> <b>Solo dopo aver fatto questa distinzione possiamo calcolare il margine di contribuzione,<br />cioè la differenza tra ricavi di vendita e costi variabili.</b> <b>È da questo passaggio che si arriva al punto di pareggio. Il famoso Break Even Point.</b> <b>Il rapporto tra costi fissi e margine di contribuzione in percentuale.</b><b> </b><br /><b>Un numero semplice, ma prezioso.<br />Ti dice quando inizi a guadagnare.<br />E soprattutto, cosa succede se i costi fissi aumentano.</b> <b>Anzi, ti racconto un caso reale che mi è capitato un po’ di tempo fa, nel settore lapideo.</b> <b>Un’azienda che lavora conto terzi mi contatta.<br />L’amministratore vuole capire se acquistare un nuovo macchinario ha senso.</b> <b>Mi chiede:</b> <b>“Quanti metri di materiale dobbiamo lavorare ogni mese per coprire tutto?”</b> <b>Tutto vuol dire:<br />costi fissi,<br />costi variabili,<br />rate del leasing,<br />struttura.</b> <b>Insomma: reggere l’impatto dell’investimento senza andare in affanno.</b> <b>Faccio due simulazioni col Break Even Point.</b> <b>Risultato?</b> <b>Per stare in equilibrio,<br />avrebbero dovuto quasi raddoppiare la produzione mensile.</b> <b>Ma attenzione:<br />senza la garanzia di avere nuovi ordini,<br />e con un’impennata dei costi fissi.</b> <b>E se poi quella macchina resta ferma per metà del tempo?<br />E se il mercato rallenta?</b> <b>Il rischio era alto.<br />E l’amministratore e i soci hanno capito che non era sostenibile.</b><b> </b><br /><b></b><br /><b></b><br /><b>Abbiamo valutato un’alternativa:<br />una macchina più piccola,<br />meno costosa,<br />ma comunque capace di migliorare efficienza e tempi.</b> <b>Così:</b> <b>– i costi fissi restano sotto controllo<br />– il Break Even Point diventa raggiungibile<br />– e l’azienda non si stravolge per inseguire un’idea che suona bene,<br />ma non sta in piedi quando metti giù i numeri.</b><b> </b><br /><b>Il Break Even non è solo teoria.</b> <b>È uno strumento concreto e utile.<br /></b><br /><b></b><br /><b>Serve a fare scelte più sensate,<br />soprattutto quando ci sono in ballo aumenti di costi importanti.</b> <b>Ti aiuta a ragionare con i numeri,<br />prima di buttarti a occhi chiusi.</b><b> </b><br /><b></b><br /><b></b><br /><b>E tu?</b> <b>Prima di investire, o di aumentare le spese,<br />ti fai questa domanda?</b> <b>“Cosa mi serve per coprire i costi e iniziare a guadagnare?”</b> <b>Oppure ti affidi al caso,<br />sperando che tutto fili liscio?</b><br /><br /> Vuoi avere il polso della situazione dei tuoi numeri?<br />Contattami per un colloquio senza impegno.<br />Mi trovi su <a href="http://www.patriziogatti.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><b>www.patriziogatti.it</b></a> Un caro saluto<br />e buon controllo di gestione.  ]]></itunes:summary><itunes:duration>272</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Controllo di gestione e costi bancari: l’indice che ti fa vedere quanto stai ingrassando la banca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/controllo-di-gestione-e-costi-bancari-l-indice-che-ti-fa-vedere-quanto-stai-ingrassando-la-banca--67057453</link><description><![CDATA[Paghi troppi interessi alle banche?<br />Eh, la prima cosa che pensi è: “tassi troppo alti.”<br />Ma non è sempre solo quello il punto.<br />Spesso c’è qualcosa che ti sfugge.<br />E intanto, stai ingrassando ancora la banca.<br /><br />Ciao, sono Patrizio Gatti.<br />Da più di vent’anni sono al fianco di chi fa impresa<br />e vuole usare i numeri per decidere, non per rincorrerli.<br />Utilizzando il controllo di gestione e la pianificazione.<br /><br />Oggi ti racconto una storia che capita più spesso di quanto pensi.<br />Un imprenditore con un’azienda commerciale che fattura intorno ai due milioni mi dice:<br />“I costi bancari mi stanno strozzando. Mi abbassano l’utile. Devo fare qualcosa.”<br />Ok. Subito la prima cosa che pensi è:<br />controlla le condizioni, vedi che tassi applicano.<br />Sì, ma non era quello il vero freno.<br /><br />Gli faccio una domanda secca:<br />“Sai quanto pesano gli oneri finanziari sul tuo fatturato?”<br /> <br />Glielo calcolo io.<br />Oneri finanziari / Fatturato = percentuale.<br />Un numero semplice. Ma ti racconta molto.<br />Ti dice quanto incide il debito sul tuo giro d’affari.<br />E quanta dipendenza hai dai soldi delle banche.<br />Ecco i valori di riferimento:<br />– Sotto l’1,5% → sei messo bene.<br />– Tra 1,5% e 3% → ok, non male, ma tienilo d’occhio.<br />– Sopra il 3% → inizia a diventare pesante.<br />– Più del 5%? Eh… ti stanno portando via una fetta grossa del fatturato.<br />Lui era all’1,8%.<br /><br />Quindi? In teoria niente di grave.<br />Però lui si sentiva strangolato lo stesso.<br />Allora andiamo a vedere meglio.<br />E cosa scopriamo?<br />Che nei mesi forti, con alta stagionalità, entravano soldi a sufficienza.<br />Ma nei mesi lenti, con fatturato basso, finiva fuori fido.<br />E lì: commissioni, interessi extra, spese inutili.<br />Il nodo non erano i tassi ordinari.<br />Era quando scattavano gli extra fido.<br />Interessi più alti. Costi bancari che lievitavano.<br />E questo lo portava anche ad avere una valutazione peggiore del merito creditizio, cioè il rating.<br />Così, ogni volta che andava in banca a chiedere condizioni migliori…<br />risposta sempre quella:<br />“Mi dispiace, non ci sono i margini di miglioramento col rating che hai.”<br />Cosa abbiamo fatto?<br />Primo: pianificato i flussi.<br />Sapere in anticipo quando serviva liquidità.<br />Secondo: evitato gli sconfinamenti dei fidi sul conto corrente,<br />per migliorare la gestione e guadagnare più rispetto da parte delle banche.<br />Terzo: rinegoziazione delle condizioni bancarie, con i numeri in ordine.<br /><br />Risultato?<br />Meno interessi.<br />Più margine.<br />Ma soprattutto  più tranquillità.<br /><br />E ora ti chiedo:<br />Hai mai calcolato l’incidenza degli interessi bancari sulla tua impresa?<br />Vuoi avere il polso della situazione dei tuoi numeri?<br />Contattami per un colloquio senza impegno.<br />Mi trovi su www.patriziogatti.it<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67057453</guid><pubDate>Mon, 21 Jul 2025 16:08:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67057453/onerifinanziari_e_controllogestione.mp3" length="7903706" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Paghi troppi interessi alle banche?
Eh, la prima cosa che pensi è: “tassi troppo alti.”
Ma non è sempre solo quello il punto.
Spesso c’è qualcosa che ti sfugge.
E intanto, stai ingrassando ancora la banca.

Ciao, sono Patrizio Gatti.
Da più di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Paghi troppi interessi alle banche?<br />Eh, la prima cosa che pensi è: “tassi troppo alti.”<br />Ma non è sempre solo quello il punto.<br />Spesso c’è qualcosa che ti sfugge.<br />E intanto, stai ingrassando ancora la banca.<br /><br />Ciao, sono Patrizio Gatti.<br />Da più di vent’anni sono al fianco di chi fa impresa<br />e vuole usare i numeri per decidere, non per rincorrerli.<br />Utilizzando il controllo di gestione e la pianificazione.<br /><br />Oggi ti racconto una storia che capita più spesso di quanto pensi.<br />Un imprenditore con un’azienda commerciale che fattura intorno ai due milioni mi dice:<br />“I costi bancari mi stanno strozzando. Mi abbassano l’utile. Devo fare qualcosa.”<br />Ok. Subito la prima cosa che pensi è:<br />controlla le condizioni, vedi che tassi applicano.<br />Sì, ma non era quello il vero freno.<br /><br />Gli faccio una domanda secca:<br />“Sai quanto pesano gli oneri finanziari sul tuo fatturato?”<br /> <br />Glielo calcolo io.<br />Oneri finanziari / Fatturato = percentuale.<br />Un numero semplice. Ma ti racconta molto.<br />Ti dice quanto incide il debito sul tuo giro d’affari.<br />E quanta dipendenza hai dai soldi delle banche.<br />Ecco i valori di riferimento:<br />– Sotto l’1,5% → sei messo bene.<br />– Tra 1,5% e 3% → ok, non male, ma tienilo d’occhio.<br />– Sopra il 3% → inizia a diventare pesante.<br />– Più del 5%? Eh… ti stanno portando via una fetta grossa del fatturato.<br />Lui era all’1,8%.<br /><br />Quindi? In teoria niente di grave.<br />Però lui si sentiva strangolato lo stesso.<br />Allora andiamo a vedere meglio.<br />E cosa scopriamo?<br />Che nei mesi forti, con alta stagionalità, entravano soldi a sufficienza.<br />Ma nei mesi lenti, con fatturato basso, finiva fuori fido.<br />E lì: commissioni, interessi extra, spese inutili.<br />Il nodo non erano i tassi ordinari.<br />Era quando scattavano gli extra fido.<br />Interessi più alti. Costi bancari che lievitavano.<br />E questo lo portava anche ad avere una valutazione peggiore del merito creditizio, cioè il rating.<br />Così, ogni volta che andava in banca a chiedere condizioni migliori…<br />risposta sempre quella:<br />“Mi dispiace, non ci sono i margini di miglioramento col rating che hai.”<br />Cosa abbiamo fatto?<br />Primo: pianificato i flussi.<br />Sapere in anticipo quando serviva liquidità.<br />Secondo: evitato gli sconfinamenti dei fidi sul conto corrente,<br />per migliorare la gestione e guadagnare più rispetto da parte delle banche.<br />Terzo: rinegoziazione delle condizioni bancarie, con i numeri in ordine.<br /><br />Risultato?<br />Meno interessi.<br />Più margine.<br />Ma soprattutto  più tranquillità.<br /><br />E ora ti chiedo:<br />Hai mai calcolato l’incidenza degli interessi bancari sulla tua impresa?<br />Vuoi avere il polso della situazione dei tuoi numeri?<br />Contattami per un colloquio senza impegno.<br />Mi trovi su www.patriziogatti.it<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>247</itunes:duration><itunes:keywords>controlloaziendale,controllocosti,controllodigestione,controlloliquidità,flussidicassa,indicibilancio,interessibancari,onerifinanziari,pianificazionecashflow,spesebancarie</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Abbiamo utile, quindi va tutto bene.” Sei sicuro?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/abbiamo-utile-quindi-va-tutto-bene-sei-sicuro--67043450</link><description><![CDATA[Analisi di bilancio, indici e controllo di gestione spiegati con un caso reale.<br /><br />“Abbiamo l’utile nel bilancio, quindi l’azienda va bene.”<br /> <br />Questa è una delle osservazioni che mi sono state fatte in alcuni miei corsi.<br />Ma appena mettiamo il naso nei numeri dello stato patrimoniale… si apre un mondo.<br />Un mondo fatto di indici che raccontano un’altra storia.       <br /><br />Oggi ti porto dentro un corso di formazione che può essere un esempio concreto di quello che spesso succede in tante imprese. Un caso reale, che fa riflettere.  <br />Qualche tempo fa, mentre tenevo un corso di formazione per un’azienda edile sull’analisi di bilancio, dopo aver illustrato l’importanza di alcuni indicatori per il calcolo del rating, cioè la valutazione sul merito di credito assegnata dalle banche, mi sono concentrato su alcuni indici patrimoniali e finanziari.  <br />I primi ci danno indicazioni sulla solidità dell’azienda, mentre gli altri ci fanno vedere se l’impresa ha i soldi necessari per pagare i debiti.   La responsabile amministrativa era interessata all'analisi patrimoniale e finanziaria perché non riusciva a interpretare alcuni dati, anche perché con i titolari facevano sempre solo analisi economiche per vedere se l’azienda guadagna o perde e per calcolare le tasse da pagare. L’azienda aveva sempre guadagno.  <br /><br />Si rese conto che, trascurando i dati patrimoniali, non avrebbe chiarito le idee ai proprietari sul perché le banche continuassero a dirle che l’impresa era sottocapitalizzata, cioè che aveva troppi debiti in proporzione al capitale proprio (che è il capitale sociale versato dai soci e le riserve di utili accumulati e non distribuiti negli anni).   Mettere il dito nella piaga   Abbiamo iniziato a calcolare gli indici sui dati reali di bilancio. Il primo che abbiamo analizzato è stato il debt/equity ratio, cioè il rapporto tra debiti totali e capitale proprio.   Questo indicatore indica quanto l’azienda dipende dai debiti verso terzi rispetto al capitale proprio lasciato in azienda dai soci:   Valore intorno a 1: bene, l’azienda è solida. Sopra il 3: comincia a diventare rischioso. Sopra 5: rischio elevato, c’è troppo debito.   Nel caso dell’azienda, l’indice era intorno a 10,9.  <br />Purtroppo, la banca aveva fatto una giusta osservazione, infatti questo è un segnale del troppo ricorso ai debiti. Questa situazione non è rara tra le PMI italiane, che spesso hanno risultati non ottimali.   I finanziatori, però, prestano sempre più attenzione a questi indicatori.   Sembrava di mettere il dito nella piaga, ma il calcolo degli indici serve proprio a capire dove ci si trova e a diventare uno stimolo per fissare obiettivi di miglioramento.   Altri indici fondamentali   Dopo questa prima analisi, abbiamo calcolato altri indici utili per avere una visione più chiara.   Tra i più importanti abbiamo calcolato l’acid test, che fa vedere la capacità dell’azienda di sostenere i debiti a breve termine, cioè quelli che scadono entro un anno, con le attività correnti, come liquidità, crediti e altre risorse disponibili.  <br /><br />Si calcola così: (Attività correnti - Magazzino) / Passività correnti   Indice uguale a 1 o superiore: bene, l’azienda può coprire i debiti a breve. Sotto 1: rischio, le risorse sono insufficienti e più ci si avvicina allo zero, peggiore è la situazione. Per l'azienda edile, l’acid test sembrava buono, intorno a 1.   Ed ecco l’esclamazione della responsabile: "<i>Finalmente questo è buono</i>!"   Ma attenzione, non è tutto oro quel che luccica.   Dopo un controllo, abbiamo visto che una parte significativa dei crediti era inesigibile. Di conseguenza, il risultato dell’acid test scendeva sotto 1, riportando a una situazione realistica meno positiva del previsto.   Il rapporto PFN/EBITDA: sostenibilità del debito   Non poteva mancare un altro indice fondamentale per la sostenibilità del debito: il rapporto PFN/EBITDA.   Posizione Finanziaria Netta (PFN): differenza tra debiti bancari e liquidità disponibile. EBITDA: il margine operativo lordo, ottenuto con la riclassificazione del conto economico. Indica quanto l’azienda guadagna con la gestione operativa, senza considerare ammortamenti, oneri finanziari e costi fiscali. Questo rapporto misura, in parole semplici, in quanti anni l’azienda potrebbe ripagare i suoi debiti utilizzando i soli guadagni operativi:   Valore tra 1 e 3: di solito considerato accettabile e segnale di un debito sostenibile. Sopra 4-5: rischio, il debito è troppo elevato rispetto alla capacità di generare cassa.   L'azienda in questione presentava un valore di 5,2, superando la soglia di rischio.     Imparare a leggere gli indici patrimoniali e finanziari non serve solo per rispondere alle banche. Ti permette di:   -prevenire rischi di insolvenza. -migliorare i flussi di cassa. -scoprire i tuoi punti deboli può farti evitare problemi futuri.   Conclusioni Alla fine dell’analisi, la responsabile amministrativa capì che, oltre al conto economico, serviva guardare e controllare anche gli altri numeri.  <br />Si rese conto che, anche se c’erano margini di guadagno, non erano sufficienti a sostenere la struttura dell’azienda.   Di conseguenza, l’impresa doveva periodicamente chiedere ulteriore debito bancario per pagare i debiti esistenti, correndo anche il rischio che, peggiorando gli indici, la banca non concedesse più fidi e finanziamenti.   Quindi, una breve analisi durante un corso di formazione basato su dati reali aveva fatto emergere la necessità di intervenire.   Era fondamentale migliorare la gestione economica per arrivare ad un aumento dei margini di profitto, ma soprattutto serviva ottimizzare la gestione finanziaria e patrimoniale.  <br />Bisognava iniziare a pianificare azioni concrete per migliorare i margini, il cash flow e rafforzare la struttura patrimoniale nel tempo. Certamente non una cosa da poco, ma fattibile e necessaria per il miglioramento economico e finanziario dell’azienda.   E tu? Sai davvero cosa dicono i numeri della tua azienda?    Se vuoi scoprire come il controllo di gestione può migliorare il monitoraggio della gestione economica e finanziaria della tua azienda,<br />scrivimi per un colloquio senza impegno.<br />Trovi tutti i miei riferimenti su <a href="http://www.patriziogatti.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.patriziogatti.it</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67043450</guid><pubDate>Sun, 20 Jul 2025 09:20:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67043450/analisi_di_bilancio_indici_controllo_di_gestione.mp3" length="15675051" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Analisi di bilancio, indici e controllo di gestione spiegati con un caso reale.

“Abbiamo l’utile nel bilancio, quindi l’azienda va bene.”
 
Questa è una delle osservazioni che mi sono state fatte in alcuni miei corsi.
Ma appena mettiamo il naso nei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Analisi di bilancio, indici e controllo di gestione spiegati con un caso reale.<br /><br />“Abbiamo l’utile nel bilancio, quindi l’azienda va bene.”<br /> <br />Questa è una delle osservazioni che mi sono state fatte in alcuni miei corsi.<br />Ma appena mettiamo il naso nei numeri dello stato patrimoniale… si apre un mondo.<br />Un mondo fatto di indici che raccontano un’altra storia.       <br /><br />Oggi ti porto dentro un corso di formazione che può essere un esempio concreto di quello che spesso succede in tante imprese. Un caso reale, che fa riflettere.  <br />Qualche tempo fa, mentre tenevo un corso di formazione per un’azienda edile sull’analisi di bilancio, dopo aver illustrato l’importanza di alcuni indicatori per il calcolo del rating, cioè la valutazione sul merito di credito assegnata dalle banche, mi sono concentrato su alcuni indici patrimoniali e finanziari.  <br />I primi ci danno indicazioni sulla solidità dell’azienda, mentre gli altri ci fanno vedere se l’impresa ha i soldi necessari per pagare i debiti.   La responsabile amministrativa era interessata all'analisi patrimoniale e finanziaria perché non riusciva a interpretare alcuni dati, anche perché con i titolari facevano sempre solo analisi economiche per vedere se l’azienda guadagna o perde e per calcolare le tasse da pagare. L’azienda aveva sempre guadagno.  <br /><br />Si rese conto che, trascurando i dati patrimoniali, non avrebbe chiarito le idee ai proprietari sul perché le banche continuassero a dirle che l’impresa era sottocapitalizzata, cioè che aveva troppi debiti in proporzione al capitale proprio (che è il capitale sociale versato dai soci e le riserve di utili accumulati e non distribuiti negli anni).   Mettere il dito nella piaga   Abbiamo iniziato a calcolare gli indici sui dati reali di bilancio. Il primo che abbiamo analizzato è stato il debt/equity ratio, cioè il rapporto tra debiti totali e capitale proprio.   Questo indicatore indica quanto l’azienda dipende dai debiti verso terzi rispetto al capitale proprio lasciato in azienda dai soci:   Valore intorno a 1: bene, l’azienda è solida. Sopra il 3: comincia a diventare rischioso. Sopra 5: rischio elevato, c’è troppo debito.   Nel caso dell’azienda, l’indice era intorno a 10,9.  <br />Purtroppo, la banca aveva fatto una giusta osservazione, infatti questo è un segnale del troppo ricorso ai debiti. Questa situazione non è rara tra le PMI italiane, che spesso hanno risultati non ottimali.   I finanziatori, però, prestano sempre più attenzione a questi indicatori.   Sembrava di mettere il dito nella piaga, ma il calcolo degli indici serve proprio a capire dove ci si trova e a diventare uno stimolo per fissare obiettivi di miglioramento.   Altri indici fondamentali   Dopo questa prima analisi, abbiamo calcolato altri indici utili per avere una visione più chiara.   Tra i più importanti abbiamo calcolato l’acid test, che fa vedere la capacità dell’azienda di sostenere i debiti a breve termine, cioè quelli che scadono entro un anno, con le attività correnti, come liquidità, crediti e altre risorse disponibili.  <br /><br />Si calcola così: (Attività correnti - Magazzino) / Passività correnti   Indice uguale a 1 o superiore: bene, l’azienda può coprire i debiti a breve. Sotto 1: rischio, le risorse sono insufficienti e più ci si avvicina allo zero, peggiore è la situazione. Per l'azienda edile, l’acid test sembrava buono, intorno a 1.   Ed ecco l’esclamazione della responsabile: "<i>Finalmente questo è buono</i>!"   Ma attenzione, non è tutto oro quel che luccica.   Dopo un controllo, abbiamo visto che una parte significativa dei crediti era inesigibile. Di conseguenza, il risultato dell’acid test scendeva sotto 1, riportando a una situazione realistica meno positiva del previsto.   Il rapporto PFN/EBITDA: sostenibilità del debito   Non poteva mancare un altro indice fondamentale per la sostenibilità del debito: il rapporto PFN/EBITDA.   Posizione Finanziaria Netta (PFN): differenza tra...]]></itunes:summary><itunes:duration>490</itunes:duration><itunes:keywords>analisibilancio,controllodigestione,ebitda,indicibilancio,kpi,pianificazioneaziendale,posizionefinaniarianetta</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Adeguati Assetti- Controllo di Gestione e Pianificazione Finanziaria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/adeguati-assetti-controllo-di-gestione-e-pianificazione-finanziaria--54294144</link><description><![CDATA[Adeguati Assetti organizzativi, amministrativi e contabili e l’importanza del controllo di gestione e della pianificazione aziendale e finanziaria.<br />-Cosa significa tutto ciò?<br />-A chi è rivolta la normativa ?<br />-Quali sono gli strumenti che servono per essere adeguati secondo l'art.2086 del c.c.?<br />-Cosa può comportare per gli amministratori il mancato rispetto degli adeguati assetti?<br />-Come si comporteranno le banche?<br />-Cosa dovrebbero fare le imprese?<br />La pianificazione è basilare per il controllo dell’attività imprenditoriale anche se il bisogno di applicarla, sino ad oggi, è sentito da una minoranza delle aziende, soprattutto per le piccole.<br />Ho sempre sostenuto che<br />“è una scelta libera dell’imprenditore se pianificare o no la sua attività da un punto di vista economico finanziario. L’azienda può andare avanti più o meno bene, ugualmente”<br />Ma questa frase è ancora attuale?<br />In realtà con le nuove normative non è proprio così, va rivisto qualcosa. Ma vediamo il perché!<br />Dopo una serie di rinvii e modifiche, dal 15 luglio 2022 è entrata in vigore definitivamente la legge sul nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.<br />Obiettivo del nuovo Codice è quello di cercare di recuperare l’azienda in difficoltà, con sistemi di prevenzione e di valutazione tempestiva delle diverse situazioni di difficoltà, agendo prima che la situazione di crisi diventi conclamata e poi si trasformi in insolvenza portando poi l’azienda sino alla chiusura.<br />La riforma della crisi d’impresa ha tra i suoi scopi quello di fare emergere tempestivamente i segnali di crisi al fine di contenere gli effetti della crisi, assicurando la continuità aziendale cioè la capacità di un’organizzazione di continuare a funzionare senza interruzioni significative, anche in caso di eventi imprevisti.<br />Infatti la valutazione predittiva della crisi di impresa e la salvaguardia della continuità aziendale “Going Concern”, sono i primari scopi della riforma e si tratta di obiettivi il cui raggiungimento è subordinato all’applicazione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.<br />Quindi la normativa spinge a fare in modo di evitare il peggioramento della crisi intercettandolo con una adeguato controllo dei rischi aziendali.<br />Attenzione che per il nuovo codice della Crisi d’Impresa applicare gli adeguati assetti dovrebbe servire per evitare preventivamente la crisi e non, per gestire la crisi.<br />Con il D. Lgs. n. 83/2022 del giugno 2022 è stata definita crisi:” lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi”<br />Il Dlgs., n. 83 , prevede che le misure idonee e l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile al fine di prevedere tempestivamente l’emersione della crisi d’impresa, debbano permettere di:<br />a) rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore;<br />b) verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi e rilevare i segnali di cui al comma 4;<br />Ma tutto questo cosa significa?<br />Significa che con l’introduzione del secondo comma dell’art. 2086 Cc, il legislatore ha chiesto agli imprenditori di abbracciare una logica di pianificazione strategica e programmazione economica finanziaria, evitando di gestire l’impresa con la navigazione a vista.<br />Il legislatore porta perciò all’introduzione generalizzato della pianificazione e del controllo di gestione, che nella pratica deve essere “calzato a pennello” alle caratteristiche di ciascuna azienda.<br />Perciò tutti gli imprenditori indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa, sono tenuti a valutare e analizzare periodicamente l’andamento della gestione aziendale.<br />Gli adeguati assetti amministrativi e contabili sono un insieme di regole e procedure, per gestire le attività amministrative e contabili in modo efficiente e sono fondamentali per la gestione efficace di qualsiasi attività aziendale e per la prevenzione di rischi legali.<br />In pratica, consentono di gestire correttamente l’affidabilità dei dati contabili, e il rispetto delle normative fiscali, e possono essere riferiti agli strumenti e sistemi di pianificazione e controllo.<br />Questo di conseguenza porta ad applicare una visione forward looking (orientata al futuro), basata su un sistema di controllo di gestione...<br />======================================================<br />* Iscriviti al mio canale qui<br />https://bit.ly/2MNfE2R<br />* Visita il mio sito<br />https://www.patriziogatti.it/<br />* Seguimi su Facebook<br />https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/<br />* Seguimi anche su Linkedin<br />https://www.linkedin.com/in/patriziogatti/<br />*Ascolta i miei podcast<br />https://www.spreaker.com/show/controllo-di-gestione<br /><br />#controllodigestione #adeguatiassetti #pianificazione #budget]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54294144</guid><pubDate>Mon, 12 Jun 2023 13:47:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54294144/adeguati_assetti_controllo_di_gestione_e_pianficazione_finanziaria.mp3" length="33279356" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Adeguati Assetti organizzativi, amministrativi e contabili e l’importanza del controllo di gestione e della pianificazione aziendale e finanziaria.
-Cosa significa tutto ciò?
-A chi è rivolta la normativa ?
-Quali sono gli strumenti che servono per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Adeguati Assetti organizzativi, amministrativi e contabili e l’importanza del controllo di gestione e della pianificazione aziendale e finanziaria.<br />-Cosa significa tutto ciò?<br />-A chi è rivolta la normativa ?<br />-Quali sono gli strumenti che servono per essere adeguati secondo l'art.2086 del c.c.?<br />-Cosa può comportare per gli amministratori il mancato rispetto degli adeguati assetti?<br />-Come si comporteranno le banche?<br />-Cosa dovrebbero fare le imprese?<br />La pianificazione è basilare per il controllo dell’attività imprenditoriale anche se il bisogno di applicarla, sino ad oggi, è sentito da una minoranza delle aziende, soprattutto per le piccole.<br />Ho sempre sostenuto che<br />“è una scelta libera dell’imprenditore se pianificare o no la sua attività da un punto di vista economico finanziario. L’azienda può andare avanti più o meno bene, ugualmente”<br />Ma questa frase è ancora attuale?<br />In realtà con le nuove normative non è proprio così, va rivisto qualcosa. Ma vediamo il perché!<br />Dopo una serie di rinvii e modifiche, dal 15 luglio 2022 è entrata in vigore definitivamente la legge sul nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.<br />Obiettivo del nuovo Codice è quello di cercare di recuperare l’azienda in difficoltà, con sistemi di prevenzione e di valutazione tempestiva delle diverse situazioni di difficoltà, agendo prima che la situazione di crisi diventi conclamata e poi si trasformi in insolvenza portando poi l’azienda sino alla chiusura.<br />La riforma della crisi d’impresa ha tra i suoi scopi quello di fare emergere tempestivamente i segnali di crisi al fine di contenere gli effetti della crisi, assicurando la continuità aziendale cioè la capacità di un’organizzazione di continuare a funzionare senza interruzioni significative, anche in caso di eventi imprevisti.<br />Infatti la valutazione predittiva della crisi di impresa e la salvaguardia della continuità aziendale “Going Concern”, sono i primari scopi della riforma e si tratta di obiettivi il cui raggiungimento è subordinato all’applicazione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.<br />Quindi la normativa spinge a fare in modo di evitare il peggioramento della crisi intercettandolo con una adeguato controllo dei rischi aziendali.<br />Attenzione che per il nuovo codice della Crisi d’Impresa applicare gli adeguati assetti dovrebbe servire per evitare preventivamente la crisi e non, per gestire la crisi.<br />Con il D. Lgs. n. 83/2022 del giugno 2022 è stata definita crisi:” lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi”<br />Il Dlgs., n. 83 , prevede che le misure idonee e l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile al fine di prevedere tempestivamente l’emersione della crisi d’impresa, debbano permettere di:<br />a) rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore;<br />b) verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi e rilevare i segnali di cui al comma 4;<br />Ma tutto questo cosa significa?<br />Significa che con l’introduzione del secondo comma dell’art. 2086 Cc, il legislatore ha chiesto agli imprenditori di abbracciare una logica di pianificazione strategica e programmazione economica finanziaria, evitando di gestire l’impresa con la navigazione a vista.<br />Il legislatore porta perciò all’introduzione generalizzato della pianificazione e del controllo di gestione, che nella pratica deve essere “calzato a pennello” alle caratteristiche di ciascuna azienda.<br />Perciò tutti gli imprenditori indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa, sono tenuti a valutare e analizzare periodicamente l’andamento della gestione aziendale.<br />Gli...]]></itunes:summary><itunes:duration>1042</itunes:duration><itunes:keywords>adeguatiassetti,adeguatiassettisocietari,balancedscorecard,budget,budgetdicassa,budgetditesoreria,controllodigestione,cruscottiaziendali,indiciqualitativi,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria,tating</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Controllo di gestione. Poca liquidità e Magazzino pieno ?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/controllo-di-gestione-poca-liquidita-e-magazzino-pieno--54069332</link><description><![CDATA[Ti è mai capitato di avere il magazzino Pieno  o Stra-pieno di merce, avere gli utili  e nello stesso tempo avere poca liquidità?<br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /> <br />Oggi ti voglio raccontare la storia di Stefano, un piccolo imprenditore che ha un’azienda di produzione con circa 35 dipendenti nella provincia di Parma. <br />Stefano circa 2 anni fa  mi  ha incaricato di effettuare una analisi di bilancio perché voleva capire un po’ di più su come stava andando la sua azienda.<br />La società di Stefano aveva esaurito tutta la liquidità che negli anni aveva accantonato e da un po’ di mesi era in affanno coi pagamenti ai fornitori.<br />Grazie all’analisi e agli alert che ci fanno vedere gli indici di bilancio, ho  potuto riscontrare  che, c’era un magazzino sproporzionato nei confronti del fatturato.<br />Infatti nonostante le vendite fossero diminuite,   il responsabile dell’officina continuava a far produrre con la massima efficienza prodotti finiti, anche se non c’erano  ordini che giustificassero tale produzione. Quindi Anche se il fatturato era calato, l’azienda aveva utili per l’aumento dei prodotti finiti.<br /> <br />Infatti cosa era successo nell'azienda?<br /><br />1-Che il personale era impiegato al massimo ed accumulava anche ferie da fare,<br /><br />2-Che l’impresa doveva pagare le tasse su utili dovuti a prodotti che giacevano invenduti in magazzino,<br /><br />3-Che l’azienda si è vista diminuire la disponibilità di denaro, mentre aumentava l’indebitamento poichè i fornitori venivano pagati per merci per le quali non esisteva effettivamente la vendita.<br /><br />Qual è stata la strategia per porre rimedio a tutto ciò?<br /><br />Il cambio immediato delle procedure di acquisto con utilizzo del Budget degli acquisti e divieto assoluto di mettere in produzione qualsiasi articolo se non fosse stato accompagnato da un ordine del cliente. <br />Grazie a questa strategia l’azienda di Stefano è riuscita nel giro di 1 anno e mezzo a  rimettersi in carreggiata ed ha diminuito notevolmente  le rimanenze di prodotti finiti, riacquisendo normalità nel flusso della liquidità.<br />Cosa ci insegna questa storia?<br />“Occorre produrre solo quello che si riesce a vendere, altrimenti l’azienda si troverà ad adoperare liquidità per i costi di  merce ferma, invece di utilizzarla per altri scopi.”<br />Quindi come ci insegna Taiichi Ohno uno dei padri della lean production nel libro “Lo spirito Toyota”.<br />"Non è esagerato affermare che gli sprechi derivanti dalla sovrapproduzione costituiscono un crimine in una società caratterizzata da una fase economica di crescita lenta. L’eliminazione degli sprechi deve essere il primo obiettivo di ogni impresa." <br /><br />E Tu stai prestando abbastanza attenzione agli alert che Ti dimostrano gli indici di bilancio? O rischi di trovarti nella situazione di Stefano?<br /><br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito, che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #liquidità #magazzino<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54069332</guid><pubDate>Thu, 01 Jun 2023 20:05:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54069332/magazzino_pieno_sovrapproduzione_controllo_di_gestione.mp3" length="7725851" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Ti è mai capitato di avere il magazzino Pieno  o Stra-pieno di merce, avere gli utili  e nello stesso tempo avere poca liquidità?
Sono Patrizio, Controller Coach.
 
Oggi ti voglio raccontare la storia di Stefano, un piccolo imprenditore che ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ti è mai capitato di avere il magazzino Pieno  o Stra-pieno di merce, avere gli utili  e nello stesso tempo avere poca liquidità?<br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /> <br />Oggi ti voglio raccontare la storia di Stefano, un piccolo imprenditore che ha un’azienda di produzione con circa 35 dipendenti nella provincia di Parma. <br />Stefano circa 2 anni fa  mi  ha incaricato di effettuare una analisi di bilancio perché voleva capire un po’ di più su come stava andando la sua azienda.<br />La società di Stefano aveva esaurito tutta la liquidità che negli anni aveva accantonato e da un po’ di mesi era in affanno coi pagamenti ai fornitori.<br />Grazie all’analisi e agli alert che ci fanno vedere gli indici di bilancio, ho  potuto riscontrare  che, c’era un magazzino sproporzionato nei confronti del fatturato.<br />Infatti nonostante le vendite fossero diminuite,   il responsabile dell’officina continuava a far produrre con la massima efficienza prodotti finiti, anche se non c’erano  ordini che giustificassero tale produzione. Quindi Anche se il fatturato era calato, l’azienda aveva utili per l’aumento dei prodotti finiti.<br /> <br />Infatti cosa era successo nell'azienda?<br /><br />1-Che il personale era impiegato al massimo ed accumulava anche ferie da fare,<br /><br />2-Che l’impresa doveva pagare le tasse su utili dovuti a prodotti che giacevano invenduti in magazzino,<br /><br />3-Che l’azienda si è vista diminuire la disponibilità di denaro, mentre aumentava l’indebitamento poichè i fornitori venivano pagati per merci per le quali non esisteva effettivamente la vendita.<br /><br />Qual è stata la strategia per porre rimedio a tutto ciò?<br /><br />Il cambio immediato delle procedure di acquisto con utilizzo del Budget degli acquisti e divieto assoluto di mettere in produzione qualsiasi articolo se non fosse stato accompagnato da un ordine del cliente. <br />Grazie a questa strategia l’azienda di Stefano è riuscita nel giro di 1 anno e mezzo a  rimettersi in carreggiata ed ha diminuito notevolmente  le rimanenze di prodotti finiti, riacquisendo normalità nel flusso della liquidità.<br />Cosa ci insegna questa storia?<br />“Occorre produrre solo quello che si riesce a vendere, altrimenti l’azienda si troverà ad adoperare liquidità per i costi di  merce ferma, invece di utilizzarla per altri scopi.”<br />Quindi come ci insegna Taiichi Ohno uno dei padri della lean production nel libro “Lo spirito Toyota”.<br />"Non è esagerato affermare che gli sprechi derivanti dalla sovrapproduzione costituiscono un crimine in una società caratterizzata da una fase economica di crescita lenta. L’eliminazione degli sprechi deve essere il primo obiettivo di ogni impresa." <br /><br />E Tu stai prestando abbastanza attenzione agli alert che Ti dimostrano gli indici di bilancio? O rischi di trovarti nella situazione di Stefano?<br /><br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito, che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #liquidità #magazzino<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:keywords>controllodigestione,controlloliquidità,liquidità,magazzino,pianificazione,sovrapproduzione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perchè non dovresti rincorrere il fatturato?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-non-dovresti-rincorrere-il-fatturato--54022340</link><description><![CDATA[Ti sei mai trovato a  rincorrere il fatturato per pagare i debiti di fine mese?<br />  <br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /> <br />Oggi voglio raccontarti la storia di Anna , amministratrice  di una piccola impresa artigiana della provincia di Bologna  che circa 2 anni fa si è rivolta a me dicendomi “Patrizio ,stiamo rincorrendo il fatturato e stiamo accettando ogni tipo di lavoro, anche quelli che rendono poco  o addirittura non rendono , perchè abbiamo bisogno per forza di anticipare il più possibile in banca per pagare i fornitori ! ”<br />Io le rispondo che  Questo modo di lavorare, purtroppo  molto diffuso nelle aziende italiane, è pericoloso: a lungo andare può innescare il meccanismo del “Cane che si morde la coda.”  <br /><br />Allora Lei “ Scusa ma cosa c’è di strano? Lo fanno tantissime aziende!<br /><br />Si è vero che lo fanno moltissime aziende , ma.. è proprio questa una delle ragioni che ha causato la crisi di liquidità dei piccoli e  lo strapotere delle banche nei loro confronti . Infatti basta un insoluto o una diminuzione di fatturato che si va in mancanza di liquidità. <br /><br />E allora… in questa situazione sei costretto ad anticipare il totale del fatturato mensile per pagare i debiti di fine mese ed inneschi una corsa che non finisce più , se non dai una sterzata.<br /><br />Quando si scivola in questa condizione si è più del dovuto nelle mani delle Banche che possono fare il bello e cattivo tempo con le condizioni peggiorando i tassi e le spese, e spesso  possono decidere di non concedere più gli affidamenti.  <br /><br />Per evitare di cadere in questo pericoloso meccanismo serve fare un cambio di strategia finanziaria e aumentare notevolmente i margini lordi.<br />Il primo step del mio lavoro è stato quello di far capire all’imprenditrice  l’importanza di prendere in mano la strategia finanziaria della Sua azienda. Per un primo periodo, finché non è diventata autonoma da me, l’ho aiutata:<br /><ul><li>ad applicare una pianificazione finanziaria con budget di cassa</li><li>- a concentrarsi sulla produzione e vendita di articoli con margini più alti</li><li>- a ridurre i costi fissi evitabili</li><li> </li><li>Dopo poco più di  un anno di corretta pianificazione, Anna non era più costretta a prendere lavori da fatturare a basso margine  per portarli all’anticipo e  grazie ai guadagni maggiori e anche grazie al corretto comportamento che teneva nei conti correnti , è riuscita ad ottenere anche una migliore valutazione dalla banca che le ha concesso ulteriore fido .</li></ul><br />Cosa impariamo da questa storia ?<br />Innanzitutto vendere a bassi margini a lungo andare ti fa moolto male da un punto di vista finanziario .<br />Poi è buona norma mantenere sotto esame i movimenti finanziari in entrata e in uscita per avere un equilibrio monetario. Proprio grazie a questo tipo di previsione, ci si può organizzare bene, richiedere in anticipo i giusti finanziamenti ed essere ben visti dalle banche. E non dimentichiamo che questo significa anche riuscire ad avere costi bancari inferiori.<br /> E tu? Ti trovi nel meccanismo del cane che si morde la coda o per caso hai paura di finirci presto?<br /> <br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it  per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54022340</guid><pubDate>Sun, 28 May 2023 14:58:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54022340/rincorrere_il_fatturato.mp3" length="8170071" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Ti sei mai trovato a  rincorrere il fatturato per pagare i debiti di fine mese?
  
Sono Patrizio, Controller Coach.
 
Oggi voglio raccontarti la storia di Anna , amministratrice  di una piccola impresa artigiana della provincia di Bologna  che circa 2...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ti sei mai trovato a  rincorrere il fatturato per pagare i debiti di fine mese?<br />  <br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /> <br />Oggi voglio raccontarti la storia di Anna , amministratrice  di una piccola impresa artigiana della provincia di Bologna  che circa 2 anni fa si è rivolta a me dicendomi “Patrizio ,stiamo rincorrendo il fatturato e stiamo accettando ogni tipo di lavoro, anche quelli che rendono poco  o addirittura non rendono , perchè abbiamo bisogno per forza di anticipare il più possibile in banca per pagare i fornitori ! ”<br />Io le rispondo che  Questo modo di lavorare, purtroppo  molto diffuso nelle aziende italiane, è pericoloso: a lungo andare può innescare il meccanismo del “Cane che si morde la coda.”  <br /><br />Allora Lei “ Scusa ma cosa c’è di strano? Lo fanno tantissime aziende!<br /><br />Si è vero che lo fanno moltissime aziende , ma.. è proprio questa una delle ragioni che ha causato la crisi di liquidità dei piccoli e  lo strapotere delle banche nei loro confronti . Infatti basta un insoluto o una diminuzione di fatturato che si va in mancanza di liquidità. <br /><br />E allora… in questa situazione sei costretto ad anticipare il totale del fatturato mensile per pagare i debiti di fine mese ed inneschi una corsa che non finisce più , se non dai una sterzata.<br /><br />Quando si scivola in questa condizione si è più del dovuto nelle mani delle Banche che possono fare il bello e cattivo tempo con le condizioni peggiorando i tassi e le spese, e spesso  possono decidere di non concedere più gli affidamenti.  <br /><br />Per evitare di cadere in questo pericoloso meccanismo serve fare un cambio di strategia finanziaria e aumentare notevolmente i margini lordi.<br />Il primo step del mio lavoro è stato quello di far capire all’imprenditrice  l’importanza di prendere in mano la strategia finanziaria della Sua azienda. Per un primo periodo, finché non è diventata autonoma da me, l’ho aiutata:<br /><ul><li>ad applicare una pianificazione finanziaria con budget di cassa</li><li>- a concentrarsi sulla produzione e vendita di articoli con margini più alti</li><li>- a ridurre i costi fissi evitabili</li><li> </li><li>Dopo poco più di  un anno di corretta pianificazione, Anna non era più costretta a prendere lavori da fatturare a basso margine  per portarli all’anticipo e  grazie ai guadagni maggiori e anche grazie al corretto comportamento che teneva nei conti correnti , è riuscita ad ottenere anche una migliore valutazione dalla banca che le ha concesso ulteriore fido .</li></ul><br />Cosa impariamo da questa storia ?<br />Innanzitutto vendere a bassi margini a lungo andare ti fa moolto male da un punto di vista finanziario .<br />Poi è buona norma mantenere sotto esame i movimenti finanziari in entrata e in uscita per avere un equilibrio monetario. Proprio grazie a questo tipo di previsione, ci si può organizzare bene, richiedere in anticipo i giusti finanziamenti ed essere ben visti dalle banche. E non dimentichiamo che questo significa anche riuscire ad avere costi bancari inferiori.<br /> E tu? Ti trovi nel meccanismo del cane che si morde la coda o per caso hai paura di finirci presto?<br /> <br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it  per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>256</itunes:duration><itunes:keywords>budget,budgetfinanziario,controllodigestione,fatturato,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I prelievi titolare  nelle snc, sas e ditte individuali  sono attivi o passivi di bilancio?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-prelievi-titolare-nelle-snc-sas-e-ditte-individuali-sono-attivi-o-passivi-di-bilancio--53999008</link><description><![CDATA[I prelievi titolare nelle ditte individuali e snc e sas sono attivi o passivi di bilancio?<br /><br />"Patrizio, sono stato in banca, non capisco perché la funzionaria  mi abbia detto che dovrei diminuire la voce prelievo titolare annuo anche se nel bilancio sono nei crediti diversi, perché questa voce mi fa abbassare il rating."<br />Così mi ha detto Giovanni, titolare di una sas di PISA , tre anni fa.<br /> <br />Ciao sono Patrizio, controller coach e oggi voglio darti 3 suggerimenti per evitare di trovarti nella situazione di Giovanni.<br />Innanzitutto, cos’è la voce prelievi titolari? <br />È la somma dei prelievi annui che un titolare di una società di persone o ditta individuale fa durante gli anni....<br />Ogni anno questa voce aumenta a seconda dei prelievi eseguiti e viene diminuita poi con  l’utile di fine anno <br />Nel conto economico delle società di persone e ditte individuali , di solito, non sono compresi i “costi ” degli stipendi dei titolari. I prelievi che vengono fatti sono in conto utili .<br />Nel   bilancio delle società di persone o delle ditte individuali,  i prelevamenti vengono considerati crediti diversi. <br />Il credito è da considerarsi effettivamente un Avere solo nel momento in cui il titolare ha previsto un rimborso nei confronti della società. <br />Se come nella maggior parte dei casi , questo rimborso non è previsto, la tua azienda si troverà presto  sottocapitalizzata<br /><br />Suggerimento 1: evitare di  fare come Giovanni che, essendo titolare di una sas   prelevava di mese in mese il suo stipendio dai conti correnti della società, senza curarsi di quanto poteva effettivamente guadagnare l’azienda. <br />Per non cadere nell’errore di Giovanni, stabilisci il valore del tuo prelevamento  in base a quello che ti serve per vivere e alle imposte che hai da pagare sugli utili generati l’anno precedente e all’acconto imposte per l’anno successivo.<br /> <br />Suggerimento 2: affidati a un controller coach per la preparazione di un budget annuale. <br />So che puoi pensare che per il tuo settore sia impossibile, ma in realtà basta trovare la metodologia giusta per le caratteristiche della tua azienda.<br /> <br />Suggerimento 3: controlla quanti prelievi fai a livello personale e per il pagamento delle imposte, per vedere se rientri sempre nei parametri che ti sei dato nel budget. <br />In questo modo non ti troverai come Giovanni a aumentare notevolmente la voce prelievo titolari e a sentirti dire dalla banca che a causa di questa voce il tuo rating è peggiorato.<br /> <br /> E Tu , per evitare di avere un’azienda sottocapitalizzata che ti penalizza in banca, controlli  l’andamento della voce prelievi Titolari?<br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it  per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della Tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #budget #prelievititolare<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53999008</guid><pubDate>Thu, 25 May 2023 17:11:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53999008/prelievo_titolari_budget_snc_sas_ditte_individuali.mp3" length="6726356" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>I prelievi titolare nelle ditte individuali e snc e sas sono attivi o passivi di bilancio?

"Patrizio, sono stato in banca, non capisco perché la funzionaria  mi abbia detto che dovrei diminuire la voce prelievo titolare annuo anche se nel bilancio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I prelievi titolare nelle ditte individuali e snc e sas sono attivi o passivi di bilancio?<br /><br />"Patrizio, sono stato in banca, non capisco perché la funzionaria  mi abbia detto che dovrei diminuire la voce prelievo titolare annuo anche se nel bilancio sono nei crediti diversi, perché questa voce mi fa abbassare il rating."<br />Così mi ha detto Giovanni, titolare di una sas di PISA , tre anni fa.<br /> <br />Ciao sono Patrizio, controller coach e oggi voglio darti 3 suggerimenti per evitare di trovarti nella situazione di Giovanni.<br />Innanzitutto, cos’è la voce prelievi titolari? <br />È la somma dei prelievi annui che un titolare di una società di persone o ditta individuale fa durante gli anni....<br />Ogni anno questa voce aumenta a seconda dei prelievi eseguiti e viene diminuita poi con  l’utile di fine anno <br />Nel conto economico delle società di persone e ditte individuali , di solito, non sono compresi i “costi ” degli stipendi dei titolari. I prelievi che vengono fatti sono in conto utili .<br />Nel   bilancio delle società di persone o delle ditte individuali,  i prelevamenti vengono considerati crediti diversi. <br />Il credito è da considerarsi effettivamente un Avere solo nel momento in cui il titolare ha previsto un rimborso nei confronti della società. <br />Se come nella maggior parte dei casi , questo rimborso non è previsto, la tua azienda si troverà presto  sottocapitalizzata<br /><br />Suggerimento 1: evitare di  fare come Giovanni che, essendo titolare di una sas   prelevava di mese in mese il suo stipendio dai conti correnti della società, senza curarsi di quanto poteva effettivamente guadagnare l’azienda. <br />Per non cadere nell’errore di Giovanni, stabilisci il valore del tuo prelevamento  in base a quello che ti serve per vivere e alle imposte che hai da pagare sugli utili generati l’anno precedente e all’acconto imposte per l’anno successivo.<br /> <br />Suggerimento 2: affidati a un controller coach per la preparazione di un budget annuale. <br />So che puoi pensare che per il tuo settore sia impossibile, ma in realtà basta trovare la metodologia giusta per le caratteristiche della tua azienda.<br /> <br />Suggerimento 3: controlla quanti prelievi fai a livello personale e per il pagamento delle imposte, per vedere se rientri sempre nei parametri che ti sei dato nel budget. <br />In questo modo non ti troverai come Giovanni a aumentare notevolmente la voce prelievo titolari e a sentirti dire dalla banca che a causa di questa voce il tuo rating è peggiorato.<br /> <br /> E Tu , per evitare di avere un’azienda sottocapitalizzata che ti penalizza in banca, controlli  l’andamento della voce prelievi Titolari?<br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it  per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della Tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #budget #prelievititolare<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>211</itunes:duration><itunes:keywords>budget,capitalenettonegativo,controllodigestione,controlloliquidità,ditteindividuali,prelievititolare,rating,snc.sas</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'importanza di misurare gli sprechi aziendali con il controllo di gestione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-importanza-di-misurare-gli-sprechi-aziendali-con-il-controllo-di-gestione--53949260</link><description><![CDATA[Come diceva Galileo Galilei: "Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è"<br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /> <br />Voglio raccontarti un fatto accaduto circa quattro anni fa mentre mi trovavo in una azienda in provincia di Massa Carrara e il Titolare dell’impresa, ha chiesto ad un impiegato di fare una e-mail per una comunicazione importantissima da far arrivare al fornitore urgentemente.<br /><br />Cosa c’è di strano? Sembrerebbe niente !!! In realtà, una cosa normalissima, di routine, che solitamente non avrebbe impegnato l’incaricato più di 2-3 minuti, è diventato un problema che ha creato scompiglio in ufficio per più di un’ora per 4 persone coinvolte.<br /><br />Perchè? Perché la cartella contenente i documenti necessari al fine di prendere i dati e trascriverli sulla mail , in quel momento preciso che servivano, non erano al loro posto.<br /><br />Per mesi e mesi quella cartella di colore rosso è rimasta sempre e solo unicamente nel solito posto, ma quel giorno non era dove sarebbe dovuta stare. Quindi nel panico un collega chiede all’altro collega aiuto a cercare la cartella.<br />Alla fine i compagni di lavoro alla ricerca della cartella erano quattro. Dopo un’ora di ricerche e “imprecazioni “ la cartella non viene fuori ma ecco che entra in ufficio un altro collega di nome Daniele al quale viene in mente che il giorno precedente aveva visto la collega di nome Marina, che aveva in mano una cartella Rossa.<br />Gli impiegati che stavano cercando i documenti si sono guardati, sono entrati nell’ufficio di Marina che in quel "benedetto" giorno era in ferie , ed hanno trovato sotto ad altri fogli, la "famosa" Cartella Rossa contenente i documenti necessari per fare la e-mail richiesta dal Titolare.<br />Dimmi un pò, questa storia ti è familiare? Accade qualcosa di simile anche nella tua azienda con cartellette oppure intere attrezzature?<br />Tutto questo può succedere, è umano, però da un punto di vista aziendale questi disguidi comportano dei COSTI, ovvero sono degli SPRECHI . Ora, nel nostro caso la cosa si è risolta con poco più di un'ora per quattro persone, quindi il costo di inefficienza può essere stimato per il costo orario di ogni dipendente coinvolto.<br />E’ chiaro che se mettiamo insieme tutti gli sprechi tipo questo, in un contesto generale aziendale, in qualsiasi settore, alla fine dell’anno si può ottenere un numero un po’ più significativo.<br /><br />Qual è la Morale della storia ?<br />Questi sprechi difficilmente sono misurabili dai bilanci a meno che extracontabilmente non si misurano le inefficienze. Quindi l’utilità è scoprire e conteggiare gli sprechi dando un valore alle inefficienze. E tu hai provato a conteggiare gli sprechi che ci possono essere nella Tua azienda?<br /><br />Occhio che …Se controlli… è probabile che vengano fuori numeri che non Ti immagini !!! Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua<br />azienda.<br /><br />#controllodigestione #sprechi #riduzionecosti]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53949260</guid><pubDate>Mon, 22 May 2023 07:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53949260/sprechi_aziendali_controllo_di_gestione.mp3" length="7387676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Come diceva Galileo Galilei: "Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è"
Sono Patrizio, Controller Coach.
 
Voglio raccontarti un fatto accaduto circa quattro anni fa mentre mi trovavo in una azienda in provincia di Massa Carrara...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come diceva Galileo Galilei: "Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è"<br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /> <br />Voglio raccontarti un fatto accaduto circa quattro anni fa mentre mi trovavo in una azienda in provincia di Massa Carrara e il Titolare dell’impresa, ha chiesto ad un impiegato di fare una e-mail per una comunicazione importantissima da far arrivare al fornitore urgentemente.<br /><br />Cosa c’è di strano? Sembrerebbe niente !!! In realtà, una cosa normalissima, di routine, che solitamente non avrebbe impegnato l’incaricato più di 2-3 minuti, è diventato un problema che ha creato scompiglio in ufficio per più di un’ora per 4 persone coinvolte.<br /><br />Perchè? Perché la cartella contenente i documenti necessari al fine di prendere i dati e trascriverli sulla mail , in quel momento preciso che servivano, non erano al loro posto.<br /><br />Per mesi e mesi quella cartella di colore rosso è rimasta sempre e solo unicamente nel solito posto, ma quel giorno non era dove sarebbe dovuta stare. Quindi nel panico un collega chiede all’altro collega aiuto a cercare la cartella.<br />Alla fine i compagni di lavoro alla ricerca della cartella erano quattro. Dopo un’ora di ricerche e “imprecazioni “ la cartella non viene fuori ma ecco che entra in ufficio un altro collega di nome Daniele al quale viene in mente che il giorno precedente aveva visto la collega di nome Marina, che aveva in mano una cartella Rossa.<br />Gli impiegati che stavano cercando i documenti si sono guardati, sono entrati nell’ufficio di Marina che in quel "benedetto" giorno era in ferie , ed hanno trovato sotto ad altri fogli, la "famosa" Cartella Rossa contenente i documenti necessari per fare la e-mail richiesta dal Titolare.<br />Dimmi un pò, questa storia ti è familiare? Accade qualcosa di simile anche nella tua azienda con cartellette oppure intere attrezzature?<br />Tutto questo può succedere, è umano, però da un punto di vista aziendale questi disguidi comportano dei COSTI, ovvero sono degli SPRECHI . Ora, nel nostro caso la cosa si è risolta con poco più di un'ora per quattro persone, quindi il costo di inefficienza può essere stimato per il costo orario di ogni dipendente coinvolto.<br />E’ chiaro che se mettiamo insieme tutti gli sprechi tipo questo, in un contesto generale aziendale, in qualsiasi settore, alla fine dell’anno si può ottenere un numero un po’ più significativo.<br /><br />Qual è la Morale della storia ?<br />Questi sprechi difficilmente sono misurabili dai bilanci a meno che extracontabilmente non si misurano le inefficienze. Quindi l’utilità è scoprire e conteggiare gli sprechi dando un valore alle inefficienze. E tu hai provato a conteggiare gli sprechi che ci possono essere nella Tua azienda?<br /><br />Occhio che …Se controlli… è probabile che vengano fuori numeri che non Ti immagini !!! Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua<br />azienda.<br /><br />#controllodigestione #sprechi #riduzionecosti]]></itunes:summary><itunes:duration>231</itunes:duration><itunes:keywords>contabilitàanalitica,controllodeglisprechi,controllodigestione,patriziogatti,pianificazione,riduzionesprechi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Budget,  il cuore del controllo di gestione!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-budget-il-cuore-del-controllo-di-gestione--53944688</link><description><![CDATA[Peter Drucker sosteneva: “Senza un impegno chiaro e condiviso ci solo promesse e speranze, non ci sono piani”<br /><br />Sono Patrizio controller coach,<br />sono partito da questa bella citazione per introdurre un argomento fondamentale per la guida aziendale.  Il Budget !<br />Sono tante le Grandi Aziende che utilizzano il budget come strumento di controllo di gestione. Ma quante sono le piccole imprese che ancora non applicano una benché minima pianificazione?<br /><br />Spesso quando consiglio di fare il budget a titolari di piccole imprese mi sento rispondere: “La nostra azienda non può prevedere i ricavi e i costi perché il nostro settore è particolare, non siamo una azienda di produzione dove si fanno pezzi in serie come si fa nelle grosse industrie, quindi non possiamo fare i budget, sarebbe solo una perdita di tempo…” Convinzione molto pericolosa…<br /><br />Chiunque è titolare di una partita Iva, a prescindere dal settore in cui opera, deve avere un budget se vuole essere protagonista e non vittima del mercato. Ma andiamo per ordine: cosa s’intende concretamente per budget? Il budget è lo strumento basilare, il cuore del controllo gestionale della tua azienda.<br />E’ fondamentale per giocare d’anticipo, ad esempio prevedere e prendere provvedimenti per i cali stagionali di lavoro, e per pianificare gli obiettivi della tua azienda. Inoltre non è da sottovalutare il valore del budget come strumento di motivazione per te stesso e per il tuo team. Se vorrai capire se ti sei avvicinato agli obiettivi che ti sei prefissato, ti insegnerò a conteggiare, in periodi prefissati, gli scostamenti tramite i quali si individuano le differenze tra budget e valori conseguiti.<br /><br />Ok, ma come si fa questo budget? Il budget può essere economico o finanziario. Come base possiamo partire da un conto economico di previsione dove andiamo a prevedere costi e ricavi con i risultati e indici che ne derivano. Poi abbiamo il budget di cassa e con quello si vanno a ipotizzare i futuri movimenti di cassa. "È una scelta libera dell’imprenditore se pianificare o no la sua attività da un punto di vista economico finanziario. L’azienda può andare avanti più o meno bene, ugualmente". E Tu? Vuoi che la tua azienda sia protagonista o in balia degli eventi del mercato? Se vuoi crescere, devi diventare protagonista del mercato e avere un budget è fondamentale !<br /><br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria<br />della tua azienda. <br />#budget,  #controllodigestione, #pianificazioneaziendale<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53944688</guid><pubDate>Sun, 21 May 2023 07:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53944688/budget_il_cuore_del_controllo_di_gestione.mp3" length="6356451" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Peter Drucker sosteneva: “Senza un impegno chiaro e condiviso ci solo promesse e speranze, non ci sono piani”

Sono Patrizio controller coach,
sono partito da questa bella citazione per introdurre un argomento fondamentale per la guida aziendale.  Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Peter Drucker sosteneva: “Senza un impegno chiaro e condiviso ci solo promesse e speranze, non ci sono piani”<br /><br />Sono Patrizio controller coach,<br />sono partito da questa bella citazione per introdurre un argomento fondamentale per la guida aziendale.  Il Budget !<br />Sono tante le Grandi Aziende che utilizzano il budget come strumento di controllo di gestione. Ma quante sono le piccole imprese che ancora non applicano una benché minima pianificazione?<br /><br />Spesso quando consiglio di fare il budget a titolari di piccole imprese mi sento rispondere: “La nostra azienda non può prevedere i ricavi e i costi perché il nostro settore è particolare, non siamo una azienda di produzione dove si fanno pezzi in serie come si fa nelle grosse industrie, quindi non possiamo fare i budget, sarebbe solo una perdita di tempo…” Convinzione molto pericolosa…<br /><br />Chiunque è titolare di una partita Iva, a prescindere dal settore in cui opera, deve avere un budget se vuole essere protagonista e non vittima del mercato. Ma andiamo per ordine: cosa s’intende concretamente per budget? Il budget è lo strumento basilare, il cuore del controllo gestionale della tua azienda.<br />E’ fondamentale per giocare d’anticipo, ad esempio prevedere e prendere provvedimenti per i cali stagionali di lavoro, e per pianificare gli obiettivi della tua azienda. Inoltre non è da sottovalutare il valore del budget come strumento di motivazione per te stesso e per il tuo team. Se vorrai capire se ti sei avvicinato agli obiettivi che ti sei prefissato, ti insegnerò a conteggiare, in periodi prefissati, gli scostamenti tramite i quali si individuano le differenze tra budget e valori conseguiti.<br /><br />Ok, ma come si fa questo budget? Il budget può essere economico o finanziario. Come base possiamo partire da un conto economico di previsione dove andiamo a prevedere costi e ricavi con i risultati e indici che ne derivano. Poi abbiamo il budget di cassa e con quello si vanno a ipotizzare i futuri movimenti di cassa. "È una scelta libera dell’imprenditore se pianificare o no la sua attività da un punto di vista economico finanziario. L’azienda può andare avanti più o meno bene, ugualmente". E Tu? Vuoi che la tua azienda sia protagonista o in balia degli eventi del mercato? Se vuoi crescere, devi diventare protagonista del mercato e avere un budget è fondamentale !<br /><br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria<br />della tua azienda. <br />#budget,  #controllodigestione, #pianificazioneaziendale<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>199</itunes:duration><itunes:keywords>budget,budgetdicassa,budgeteconomico,budgetfinanziario,controllodigestione,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Controllo-di-gestione-Break Even-Point-Il dilemma di molti imprenditori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/controllo-di-gestione-break-even-point-il-dilemma-di-molti-imprenditori--53934498</link><description><![CDATA[Il dilemma di molti imprenditori: Quanto devo fatturare come minimo per coprire i miei costi annui?<br /><br />Ciao, sono Patrizio Controller Coach.<br /><br />Oggi ti racconto la storia di Roberto, titolare di un’azienda in provincia di Livorno. Roberto 3 mesi fa mi ha chiamato, demoralizzato, dicendomi:<br /><br />“Patrizio ho troppi costi di struttura e il personale mi costa troppo! Non so cosa fare, se devo licenziare oppure no. Il fatto è che il mio personale è valido, vorrei evitare di lasciarlo a casa…<br />Come faccio a sapere quanto è il minimo che devo fatturare per non andare in perdita? “<br />Ho affiancato Roberto, abbiamo fatto insieme il budget e abbiamo calcolato il cosiddetto Break Event Point o punto di pareggio, che ci è servito a trovare in anticipo quanto l’azienda avrebbe dovuto fatturare per arrivare a un risultato economico di parità tra costi e ricavi.<br />Per calcolare il Punto di Pareggio occorre trovare il Margine di Contribuzione, cioè quella grandezza che serve a coprire i costi fissi. <br />Per arrivare al margine di contribuzione bisogna distinguere i costi fissi dai costi variabili. I costi variabili variano al variare del fatturato. Ad esempio: acquisti merci, trasporti su acquisti, lavorazioni esterne… <br /><br />I Costi fissi sono costi che non variano qualunque sia il fatturato. Ad esempio: utenze, affitti, leasing, spese generali, interessi su mutui etc..<br /><br />Il margine dell’azienda di Roberto era abbastanza basso per il suo settore, infatti riusciva a malapena e coprire i costi fissi.<br />Abbiamo visto che l’azienda aveva dei costi fissi che potevano essere tagliati, ma non erano così significativi. E cosa importante è stata che facendo questa prima analisi Roberto si è reso conto che il costo del personale era proporzionato alla sua attività.<br />Abbiamo riscontrato invece che il problema era un’incidenza troppo alta dei costi di acquisto merce rispetto al volume d’affari. Tutto ciò stava a significare che l’impresa acquistava in modo non adeguato oppure vendeva con prezzi troppo bassi.<br /><br />“Adesso capisco” mi ha detto Roberto “Il mio problema non è dovuto ai costi del personale, bensì a una cattiva gestione commerciale e degli acquisti”<br /><br />Grazie a questo percorso insieme, Roberto ha ripreso molta fiducia nella sua azienda, ha iniziato a lavorare con obiettivi di vendita mensile al fine di raggiungere il prima possibile il punto di pareggio.<br />Morale della Storia:<br /><br />Finché non conosci a fondo i tuoi costi aziendali, diventa difficile costruire una strategia vincente per la tua azienda. E’ importante prendere decisioni sempre basandosi su strumenti come il punto di pareggio.<br /><br />E tu come prendi le decisioni strategiche per la tua azienda? Hai calcolato il tuo punto di pareggio o stai guidando la tua azienda alla cieca senza conoscere a fondo i tuoi costi?<br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #breakevenpoint #pianificazioneaziendale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53934498</guid><pubDate>Sat, 20 May 2023 07:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53934498/controllo_di_gestione_break_even_point_il_dilemma_di_molti_imprenditori.mp3" length="7463661" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Il dilemma di molti imprenditori: Quanto devo fatturare come minimo per coprire i miei costi annui?

Ciao, sono Patrizio Controller Coach.

Oggi ti racconto la storia di Roberto, titolare di un’azienda in provincia di Livorno. Roberto 3 mesi fa mi ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il dilemma di molti imprenditori: Quanto devo fatturare come minimo per coprire i miei costi annui?<br /><br />Ciao, sono Patrizio Controller Coach.<br /><br />Oggi ti racconto la storia di Roberto, titolare di un’azienda in provincia di Livorno. Roberto 3 mesi fa mi ha chiamato, demoralizzato, dicendomi:<br /><br />“Patrizio ho troppi costi di struttura e il personale mi costa troppo! Non so cosa fare, se devo licenziare oppure no. Il fatto è che il mio personale è valido, vorrei evitare di lasciarlo a casa…<br />Come faccio a sapere quanto è il minimo che devo fatturare per non andare in perdita? “<br />Ho affiancato Roberto, abbiamo fatto insieme il budget e abbiamo calcolato il cosiddetto Break Event Point o punto di pareggio, che ci è servito a trovare in anticipo quanto l’azienda avrebbe dovuto fatturare per arrivare a un risultato economico di parità tra costi e ricavi.<br />Per calcolare il Punto di Pareggio occorre trovare il Margine di Contribuzione, cioè quella grandezza che serve a coprire i costi fissi. <br />Per arrivare al margine di contribuzione bisogna distinguere i costi fissi dai costi variabili. I costi variabili variano al variare del fatturato. Ad esempio: acquisti merci, trasporti su acquisti, lavorazioni esterne… <br /><br />I Costi fissi sono costi che non variano qualunque sia il fatturato. Ad esempio: utenze, affitti, leasing, spese generali, interessi su mutui etc..<br /><br />Il margine dell’azienda di Roberto era abbastanza basso per il suo settore, infatti riusciva a malapena e coprire i costi fissi.<br />Abbiamo visto che l’azienda aveva dei costi fissi che potevano essere tagliati, ma non erano così significativi. E cosa importante è stata che facendo questa prima analisi Roberto si è reso conto che il costo del personale era proporzionato alla sua attività.<br />Abbiamo riscontrato invece che il problema era un’incidenza troppo alta dei costi di acquisto merce rispetto al volume d’affari. Tutto ciò stava a significare che l’impresa acquistava in modo non adeguato oppure vendeva con prezzi troppo bassi.<br /><br />“Adesso capisco” mi ha detto Roberto “Il mio problema non è dovuto ai costi del personale, bensì a una cattiva gestione commerciale e degli acquisti”<br /><br />Grazie a questo percorso insieme, Roberto ha ripreso molta fiducia nella sua azienda, ha iniziato a lavorare con obiettivi di vendita mensile al fine di raggiungere il prima possibile il punto di pareggio.<br />Morale della Storia:<br /><br />Finché non conosci a fondo i tuoi costi aziendali, diventa difficile costruire una strategia vincente per la tua azienda. E’ importante prendere decisioni sempre basandosi su strumenti come il punto di pareggio.<br /><br />E tu come prendi le decisioni strategiche per la tua azienda? Hai calcolato il tuo punto di pareggio o stai guidando la tua azienda alla cieca senza conoscere a fondo i tuoi costi?<br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #breakevenpoint #pianificazioneaziendale]]></itunes:summary><itunes:duration>234</itunes:duration><itunes:keywords>breakevenpoint,controllodigestione,costifissi,costivariabili,marginedicontribuzione,pianificazioneaziendale,puntodipareggio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Controllo di Gestione e Finanza Aziendale-come finanziare acquisti per beni durevoli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/controllo-di-gestione-e-finanza-aziendale-come-finanziare-acquisti-per-beni-durevoli--53923278</link><description><![CDATA[Ti è mai capitato di acquistare attrezzature, macchinari o arredamento per la tua azienda senza richiedere un finanziamento dedicato, perché tanto in quel momento avevi i soldi sul conto corrente? Dopo qualche mese ti sei ritrovato senza liquidità e non sai spiegarti il perché?<br /> <br />All’inizio del 2018, sono stato chiamato da Giorgio, un giovane commerciante della provincia di La Spezia che negli ultimi 2 si è ingrandito aprendo 3 negozi al dettaglio.<br /> <br />Giorgio mi convoca a un colloquio e mi dice:<br />Patrizio il Fatturato negli ultimi anni è aumentato, il guadagno anche: incasso immediatamente, ma il conto corrente rimane sempre sotto lo zero, tranne in agosto, mese di massimo incasso. Cosa succede? Non ci capisco più niente!<br /> <br />Do un’occhiata ai bilanci, alle entrate e alle uscite, e subito mi salta all’occhio che per l’apertura e allestimento dei nuovi negozi, Giorgio aveva pagato molti soldi per attrezzature, mobili e  impianti  con il denaro preso dai conti correnti senza fare nessun finanziamento dedicato all’acquisto dei beni durevoli.<br />  <br />Quando gli ho fatto presente il problema, Giorgio mi ha risposto: “Ma scusa perché se avevo i soldi nel conto corrente avrei dovuto indebitarmi per anni con un finanziamento?”<br /> <br />Caro Giorgio, gli ho risposto, se non ti sei precedentemente accantonato  soldi per un eventuale autofinanziamento che sarebbe stata la cosa migliore da fare,  o in mancanza di ciò , se non Fai subito un finanziamento, un leasing o un noleggio per l’acquisto di attrezzature, macchinari, è molto probabile che presto ti troverai senza liquidità. <br />Quello che ho consigliato a Giorgio, e che consiglio anche a te, è di utilizzare finanziamenti  a lungo termine per questo tipo di acquisti (a lungo termine) e prestiti a breve termine per l’acquisto di beni a breve termine (merce e materia prima)-<br />Perché?<br /> <br />Le merci generano un’entrata di denaro a breve termine, mentre un bene durevole rimane in azienda a lungo  e ha la sua utilità produttiva spalmata in più anni.<br />Nel caso di specifico di Giorgio:  <br /> <br />ha acquistato beni per circa 50.000  -<br />Poichè  si tratta di  beni che possono essere ammortizzati in 5 anni, Giorgio andrà a  detrarrre dal reddito di ogni anno solo il 20% cioè 10.000€ di costo per ammortamento, creando uno scompenso immediato tra liquidità uscita dalle casse aziendali  50.000€ e costi portati in detrazione 10.000 €, somma che poi recupererà nei 5 anni successivi.<br />Acquistando a rate con finanziamento dello stesso periodo di ammortamento del bene, l’importo tra la somma delle rate pagate e l’ammortamento combacerebbero in modo da non risentire della differenza tra esborso di denaro e detrazione fiscale.<br />Giorgio grazie a questo consiglio, si è fatto fare un finanziamento dalla Banca e ha risolto così il suo problema ritrovandosi il suo conto corrente sempre in attivo!!!<br /> <br />Quindi, da non fare mai:<br />acquistare beni durevoli   finanziandosi con prestiti a breve termine.<br /> <br /> <br />E tu? Hai mai acquistato o stai per acquistare beni durevoli con la liquidità senza finanziarti adeguatamente?<br /> <br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #finanzaaziendale #finanziamentiadeguati #pianificazionefinanziaria<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53923278</guid><pubDate>Fri, 19 May 2023 06:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53923278/controllo_di_gestione_e_finanza_aziendale_come_finanziare_acquisti_per_beni_durevoli.mp3" length="7971341" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Ti è mai capitato di acquistare attrezzature, macchinari o arredamento per la tua azienda senza richiedere un finanziamento dedicato, perché tanto in quel momento avevi i soldi sul conto corrente? Dopo qualche mese ti sei ritrovato senza liquidità e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ti è mai capitato di acquistare attrezzature, macchinari o arredamento per la tua azienda senza richiedere un finanziamento dedicato, perché tanto in quel momento avevi i soldi sul conto corrente? Dopo qualche mese ti sei ritrovato senza liquidità e non sai spiegarti il perché?<br /> <br />All’inizio del 2018, sono stato chiamato da Giorgio, un giovane commerciante della provincia di La Spezia che negli ultimi 2 si è ingrandito aprendo 3 negozi al dettaglio.<br /> <br />Giorgio mi convoca a un colloquio e mi dice:<br />Patrizio il Fatturato negli ultimi anni è aumentato, il guadagno anche: incasso immediatamente, ma il conto corrente rimane sempre sotto lo zero, tranne in agosto, mese di massimo incasso. Cosa succede? Non ci capisco più niente!<br /> <br />Do un’occhiata ai bilanci, alle entrate e alle uscite, e subito mi salta all’occhio che per l’apertura e allestimento dei nuovi negozi, Giorgio aveva pagato molti soldi per attrezzature, mobili e  impianti  con il denaro preso dai conti correnti senza fare nessun finanziamento dedicato all’acquisto dei beni durevoli.<br />  <br />Quando gli ho fatto presente il problema, Giorgio mi ha risposto: “Ma scusa perché se avevo i soldi nel conto corrente avrei dovuto indebitarmi per anni con un finanziamento?”<br /> <br />Caro Giorgio, gli ho risposto, se non ti sei precedentemente accantonato  soldi per un eventuale autofinanziamento che sarebbe stata la cosa migliore da fare,  o in mancanza di ciò , se non Fai subito un finanziamento, un leasing o un noleggio per l’acquisto di attrezzature, macchinari, è molto probabile che presto ti troverai senza liquidità. <br />Quello che ho consigliato a Giorgio, e che consiglio anche a te, è di utilizzare finanziamenti  a lungo termine per questo tipo di acquisti (a lungo termine) e prestiti a breve termine per l’acquisto di beni a breve termine (merce e materia prima)-<br />Perché?<br /> <br />Le merci generano un’entrata di denaro a breve termine, mentre un bene durevole rimane in azienda a lungo  e ha la sua utilità produttiva spalmata in più anni.<br />Nel caso di specifico di Giorgio:  <br /> <br />ha acquistato beni per circa 50.000  -<br />Poichè  si tratta di  beni che possono essere ammortizzati in 5 anni, Giorgio andrà a  detrarrre dal reddito di ogni anno solo il 20% cioè 10.000€ di costo per ammortamento, creando uno scompenso immediato tra liquidità uscita dalle casse aziendali  50.000€ e costi portati in detrazione 10.000 €, somma che poi recupererà nei 5 anni successivi.<br />Acquistando a rate con finanziamento dello stesso periodo di ammortamento del bene, l’importo tra la somma delle rate pagate e l’ammortamento combacerebbero in modo da non risentire della differenza tra esborso di denaro e detrazione fiscale.<br />Giorgio grazie a questo consiglio, si è fatto fare un finanziamento dalla Banca e ha risolto così il suo problema ritrovandosi il suo conto corrente sempre in attivo!!!<br /> <br />Quindi, da non fare mai:<br />acquistare beni durevoli   finanziandosi con prestiti a breve termine.<br /> <br /> <br />E tu? Hai mai acquistato o stai per acquistare beni durevoli con la liquidità senza finanziarti adeguatamente?<br /> <br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #finanzaaziendale #finanziamentiadeguati #pianificazionefinanziaria<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>250</itunes:duration><itunes:keywords>cashflow,controllodigestione,finanzaaziendale,finanziamentiaziendali,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Capitale netto negativo e azienda sottocapitalizzata - Quali conseguenze ?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/capitale-netto-negativo-e-azienda-sottocapitalizzata-quali-conseguenze--53915725</link><description><![CDATA[Sei titolare di un’azienda individuale, snc, o sas ? Ti è mai capitato di sentirti dire che la Tua azienda è sottocapitalizzata oppure ha il capitale netto negativo? <br /><br /> A dicembre dell’anno scorso, mi ha chiamato Paolo, il titolare di una piccola azienda in provincia di Torino, una Snc, un po’ preoccupato.<br />“Patrizio, non capisco. La mia azienda si è sempre dimostrata molto corretta nei confronti di banche e fornitori. Abbiamo sempre pagato tutti e generato utili negli anni. Quest’anno, come sempre, ho chiesto alla banca un finanziamento per pagare l’acconto delle imposte e le tredicesime. La banca quest’anno non vuole darmi neppure la metà dell’importo che ho chiesto perché dice che il rating della mia azienda è peggiorato!”  <br />Come è possibile che il rating dell’azienda di Paolo sia peggiorato in un anno nonostante l’azienda abbia fatto utili?  <br />Controllando i flussi finanziari e il bilancio, mi sono accorto che negli ultimi anni i soci avevano prelevato dai conti della società di più rispetto agli anni precedenti sia per i loro fabbisogni personali sia per pagare le imposte, che in realtà sono a carico della persona e non della società.<br />Questo prelevamento ha portato a far aumentare la voce del bilancio “prelievo titolari” in modo spropositato rispetto agli utili aziendali.<br />Facciamo un po’ di chiarezza: Un titolare di una società di persone e ditta individuale , dovrebbe essere consapevolizzato del fatto che i prelievi che fa, se sono superiori agli utili aziendali, possono creare problemi futuri.  <br />Se per esempio consideriamo che durante l’ultimo anno gli utili aziendali sono stati di € 50.000 e i soci hanno prelevato € 60.000, significa che durante l’anno i titolari hanno prelevato più di quando avrebbero potuto, creando un deficit finanziario di € 10.000<br />Quindi se il titolare preleva più di quanto guadagna crea capitale netto negativo. E questo penalizza notevolmente l’azienda a livello di RATING cioè la valutazione bancaria sull’affidabilità dell’azienda .  E Tu , come ti stai assicurando di non creare un capitale netto negativo?<br />Prima che sia troppo tardi, scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br /> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/patriziogatti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#PatrizioGatti</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/controllercoach" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#ControllerCoach</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/controllodigestione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Controllodigestione</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53915725</guid><pubDate>Thu, 18 May 2023 07:39:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53915725/capitale_netto_negativo_e_azienda_sottocapitalizzata_quali_conseguenze.mp3" length="5629166" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Sei titolare di un’azienda individuale, snc, o sas ? Ti è mai capitato di sentirti dire che la Tua azienda è sottocapitalizzata oppure ha il capitale netto negativo? 

 A dicembre dell’anno scorso, mi ha chiamato Paolo, il titolare di una piccola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sei titolare di un’azienda individuale, snc, o sas ? Ti è mai capitato di sentirti dire che la Tua azienda è sottocapitalizzata oppure ha il capitale netto negativo? <br /><br /> A dicembre dell’anno scorso, mi ha chiamato Paolo, il titolare di una piccola azienda in provincia di Torino, una Snc, un po’ preoccupato.<br />“Patrizio, non capisco. La mia azienda si è sempre dimostrata molto corretta nei confronti di banche e fornitori. Abbiamo sempre pagato tutti e generato utili negli anni. Quest’anno, come sempre, ho chiesto alla banca un finanziamento per pagare l’acconto delle imposte e le tredicesime. La banca quest’anno non vuole darmi neppure la metà dell’importo che ho chiesto perché dice che il rating della mia azienda è peggiorato!”  <br />Come è possibile che il rating dell’azienda di Paolo sia peggiorato in un anno nonostante l’azienda abbia fatto utili?  <br />Controllando i flussi finanziari e il bilancio, mi sono accorto che negli ultimi anni i soci avevano prelevato dai conti della società di più rispetto agli anni precedenti sia per i loro fabbisogni personali sia per pagare le imposte, che in realtà sono a carico della persona e non della società.<br />Questo prelevamento ha portato a far aumentare la voce del bilancio “prelievo titolari” in modo spropositato rispetto agli utili aziendali.<br />Facciamo un po’ di chiarezza: Un titolare di una società di persone e ditta individuale , dovrebbe essere consapevolizzato del fatto che i prelievi che fa, se sono superiori agli utili aziendali, possono creare problemi futuri.  <br />Se per esempio consideriamo che durante l’ultimo anno gli utili aziendali sono stati di € 50.000 e i soci hanno prelevato € 60.000, significa che durante l’anno i titolari hanno prelevato più di quando avrebbero potuto, creando un deficit finanziario di € 10.000<br />Quindi se il titolare preleva più di quanto guadagna crea capitale netto negativo. E questo penalizza notevolmente l’azienda a livello di RATING cioè la valutazione bancaria sull’affidabilità dell’azienda .  E Tu , come ti stai assicurando di non creare un capitale netto negativo?<br />Prima che sia troppo tardi, scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br /> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/patriziogatti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#PatrizioGatti</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/controllercoach" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#ControllerCoach</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/controllodigestione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Controllodigestione</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:keywords>budget,capitalenettonegativo,controllodigestione,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché aumenta il Fatturato e diminuisce la liquidità?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-aumenta-il-fatturato-e-diminuisce-la-liquidita--53915528</link><description><![CDATA[Perché pur essendo aumentato il fatturato è diminuita la mia liquidità?<br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /><br />Oggi voglio raccontarti la storia di Luigi amministratore di una piccola azienda metalmeccanica della provincia di Lucca che nel 2017 ha avuto una crescita importante del fatturato, +40%.<br /><br />Nonostante ciò Luigi mi chiama dicendomi “Patrizio, perché, nonostante l’aumento del fatturato, non riesco a pagare i fornitori.”<br />Vado da lui e gli faccio un check up gratuito dei bilanci, della situazione bancaria e degli ordini in corso.<br />Riscontro 3 problemi principali:<br />1- Talmente presa dalla ricorsa al fatturato, l’azienda aveva ottenuto delle commesse con grandi imprese, che sicuramente avrebbero pagato, ma con tempi “biblici” spesso superiori ai 120 giorni, mentre i pagamenti ai fornitori dovevano essere effettuati a 60-90 gg.<br />2- Non avendo fatto pianificazione finanziaria il titolare non aveva chiesto alla Banca fidi per anticipi per far fronte agli acquisti per i nuovi ordini.<br />3- L’azienda aveva un rating al limite della sufficienza, ovvero era reputata dalle banche come poco affidabile. Pertanto ora che era subentrata urgenza di liquidità la richiesta di fido bancario si presentava difficile.<br />Per risolvere questi problemi, come controller coach ho supportato l’amministratore a fare una corretta pianificazione degli incassi e dei pagamenti. Finché l’amministratore ha imparato il metodo diventando autonomo da me, riportando l’azienda, nel giro di qualche mese, a far fronte a tutti i pagamenti dei fornitori.<br /><br />Qual è la Morale della Storia:<br /><br />Pur sembrando poco normale, nelle aziende, molto spesso la liquidità diminuisce con l’aumentare del fatturato.<br />Spesso i crediti verso i clienti non vengono riscossi nelle tempistiche giuste per pagare i debiti verso i fornitori. E nello stesso tempo spesso aumentano i costi fissi o a volte diminuiscono i margini.<br />E tu? Sei nel pieno della rincorsa al fatturato e stai forse trascurando la pianificazione economica e finanziaria?<br />Per evitare dolori, ti consiglio vivamente di tenere sotto controllo lo sviluppo della tua azienda tramite piani finanziari e budget economici.<br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #pianificazioneaziendale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53915528</guid><pubDate>Thu, 18 May 2023 07:14:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53915528/perche_aumenta_il_fatturato_e_diminuisce_liquidita.mp3" length="6018276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Perché pur essendo aumentato il fatturato è diminuita la mia liquidità?
Sono Patrizio, Controller Coach.

Oggi voglio raccontarti la storia di Luigi amministratore di una piccola azienda metalmeccanica della provincia di Lucca che nel 2017 ha avuto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché pur essendo aumentato il fatturato è diminuita la mia liquidità?<br />Sono Patrizio, Controller Coach.<br /><br />Oggi voglio raccontarti la storia di Luigi amministratore di una piccola azienda metalmeccanica della provincia di Lucca che nel 2017 ha avuto una crescita importante del fatturato, +40%.<br /><br />Nonostante ciò Luigi mi chiama dicendomi “Patrizio, perché, nonostante l’aumento del fatturato, non riesco a pagare i fornitori.”<br />Vado da lui e gli faccio un check up gratuito dei bilanci, della situazione bancaria e degli ordini in corso.<br />Riscontro 3 problemi principali:<br />1- Talmente presa dalla ricorsa al fatturato, l’azienda aveva ottenuto delle commesse con grandi imprese, che sicuramente avrebbero pagato, ma con tempi “biblici” spesso superiori ai 120 giorni, mentre i pagamenti ai fornitori dovevano essere effettuati a 60-90 gg.<br />2- Non avendo fatto pianificazione finanziaria il titolare non aveva chiesto alla Banca fidi per anticipi per far fronte agli acquisti per i nuovi ordini.<br />3- L’azienda aveva un rating al limite della sufficienza, ovvero era reputata dalle banche come poco affidabile. Pertanto ora che era subentrata urgenza di liquidità la richiesta di fido bancario si presentava difficile.<br />Per risolvere questi problemi, come controller coach ho supportato l’amministratore a fare una corretta pianificazione degli incassi e dei pagamenti. Finché l’amministratore ha imparato il metodo diventando autonomo da me, riportando l’azienda, nel giro di qualche mese, a far fronte a tutti i pagamenti dei fornitori.<br /><br />Qual è la Morale della Storia:<br /><br />Pur sembrando poco normale, nelle aziende, molto spesso la liquidità diminuisce con l’aumentare del fatturato.<br />Spesso i crediti verso i clienti non vengono riscossi nelle tempistiche giuste per pagare i debiti verso i fornitori. E nello stesso tempo spesso aumentano i costi fissi o a volte diminuiscono i margini.<br />E tu? Sei nel pieno della rincorsa al fatturato e stai forse trascurando la pianificazione economica e finanziaria?<br />Per evitare dolori, ti consiglio vivamente di tenere sotto controllo lo sviluppo della tua azienda tramite piani finanziari e budget economici.<br />Scrivi ora a info@patriziogatti.it per prenotare un nostro incontro conoscitivo gratuito che ha l’obiettivo di capire quali sono i punti di miglioramento dell’attuale gestione economica finanziaria della tua azienda.<br /><br />#controllodigestione #pianificazioneaziendale]]></itunes:summary><itunes:duration>189</itunes:duration><itunes:keywords>budget,controllodigestione,pianificazione,pianificazionecashflow</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Intervista a Patrizio Gatti, Controller Coach, per la promozione del Controllo di Gestione Online</title><link>https://www.spreaker.com/episode/intervista-a-patrizio-gatti-controller-coach-per-la-promozione-del-controllo-di-gestione-online--52260940</link><description><![CDATA[Far percepire il reale valore del controllo di gestione all’imprenditore non è sicuramente semplice! Alessandro Fagiani che si occupa di Marketing per commercialisti , mi ha intervistato per raccontare brevemente la mia esperienza ventennale nel controllo di gestione: Abbiamo trattato le seguenti tematiche: - Come valorizzare il controllo di gestione agli occhi dell’imprenditore; - L’online come strumento per ampliare le opportunità di business in questo settore.<br /><br /><a href="https://www.youtube.com/hashtag/budgeting" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#budgeting</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/controllodigestione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#controllodigestione</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/pianificazionefinanziaria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#pianificazionefinanziaria</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/pianificazioneaziendale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#pianificazioneaziendale  #patriziogatti</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52260940</guid><pubDate>Thu, 22 Dec 2022 20:59:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52260940/intervista_a_patrizio_gatti_controller_coach_per_la_promozione_del_controllo_di_gestione_online.mp3" length="26646951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Far percepire il reale valore del controllo di gestione all’imprenditore non è sicuramente semplice! 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Alessandro Fagiani che si occupa di Marketing per commercialisti , mi ha intervistato per raccontare brevemente la mia esperienza ventennale nel controllo di gestione: Abbiamo trattato le seguenti tematiche: - Come valorizzare il controllo di gestione agli occhi dell’imprenditore; - L’online come strumento per ampliare le opportunità di business in questo settore.<br /><br /><a href="https://www.youtube.com/hashtag/budgeting" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#budgeting</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/controllodigestione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#controllodigestione</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/pianificazionefinanziaria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#pianificazionefinanziaria</a> <a href="https://www.youtube.com/hashtag/pianificazioneaziendale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#pianificazioneaziendale  #patriziogatti</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>833</itunes:duration><itunes:keywords>analisiaziendale,analisidibilancio,controllodigestione,controllodigestioneonline,patriziogatti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Budget si o Budget no - La pianificazione a cosa serve</title><link>https://www.spreaker.com/episode/budget-si-o-budget-no-la-pianificazione-a-cosa-serve--45833452</link><description><![CDATA[Controllo di Gestione: Budget si o budget no? La Pianificazione aziendale a cosa serve? <br /><br />Pianificare dovrebbe significare guardare avanti e delimitare azioni che si possono realizzare .<br /><br />Perciò pianificare non vuol dire avere la sfera di cristallo e predire il futuro; anzi, si deve proprio evitare di incorrere in questo equivoco. <br />La pianificazione spinge molti imprenditori a modificare il proprio sistema di gestione e ad affrontare il lavoro chiedendosi in anticipo cosa serve fare per raggiungere gli obiettivi aziendali .<br />Esempio :<br />Quanto dovro’ fatturare per cominciare a guadagnare ?<br />Ho sufficiente liquidità per affrontare questo…?<br />Se acquisto quel macchinario in leasing quanto dovrò fatturare in più?<br />Se assumo un dipendente quanto devo aumentare i ricavi per coprire tale costo?<br /><br />I budget economici, finanziari però sono validi unicamente se vengono adoperati in modo costante, come guida delle strategie aziendali.<br />Come ormai dico da anni, Il budget è lo strumento principale , il cuore del controllo gestionale.<br /><br />Il budget non dovrebbe essere una “previsione facile e veloce” ma un pensiero aziendale vero e proprio con una programmazione di più obiettivi di natura gestionale che l’impresa si pone di raggiungere in un determinato periodo.<br />Il budgeting riguarda oltre che gli aspetti economici cioè fatturato e costi, anche obiettivi finanziari, patrimoniali e organizzativi.<br />Ogni aspetto è legato ad un altro. Infatti elaborare il budget del fatturato o degli acquisti implica delle ripercussioni dirette anche nell’aspetto finanziario, sull’indebitamento aziendale, sull’utilizzo del personale.<br /><br />Il budget è importante anche perchè ci permette preventivamente di arrivare a misurazioni importanti quali la divisione preventiva dei costi fissi e variabili, il Margine di Contribuzione, il Break Even Point, e con l'analisi del punto di pareggio possiamo sapere in anticipo quanto occorre fatturare per coprire tutti i costi fissi.<br /><br />La pianificazione è una scelta libera, ma serve per controllare certi parametri importanti, oltre che, principalmente per l’azienda stessa, anche per le banche, così come richiesto dalle nuove linee guida EBA e per trovare alcune misurazioni e indici per il Nuovo Codice della Crisi .<br />Ma c'è chi afferma che "The budget is Dead?"<br /><br />A volte si sente dire, anche da professionisti, che il budget non serve a niente, perché si basa su dati di bilancio del passato anche perché ne abbiamo avuto l’esempio nel periodo di pandemia. Per buona parte delle aziende il budget preparato pochi mesi prima è saltato. E’ vero, i budget 2020 son saltati tutti o quasi, come dare loro torto?<br /><br />Le aziende che avevano creato invece budget flessibili, soprattutto finanziari hanno risentito di meno del calo dei fatturati, perché pronte ad affrontare, anche se con difficoltà, i nuovi scenari.<br />Infatti penso che il budget rimane la base per fare programmazione economica e finanziaria anche per le piccole aziende e ora più che mai il budget dovrebbe essere incentrato su più scenari futuri.<br />Non deve più essere fatto una volta all’anno come si faceva molti anni fa, ormai occorre più flessibilità e serve monitorare gli obiettivi costantemente e spesso.<br />Come da sempre sostengo, serve sempre riproiettare i dati sulla base di come ti stai muovendo e ricreare di volta in volta uno scenario nuovo.<br /><br />Perciò continuo a ripetere che Il Budget è “Il Cuore del controllo di Gestione”<br /><br />#budget #controllodigestione #pianificazionefinanziaria #pianificazioneaziendale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45833452</guid><pubDate>Sun, 25 Jul 2021 10:03:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45833452/budget_si_o_budget_no_la_pianificazione_a_cosa_serve.mp3" length="48093771" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Controllo di Gestione: Budget si o budget no? La Pianificazione aziendale a cosa serve? 

Pianificare dovrebbe significare guardare avanti e delimitare azioni che si possono realizzare .

Perciò pianificare non vuol dire avere la sfera di cristallo e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Controllo di Gestione: Budget si o budget no? La Pianificazione aziendale a cosa serve? <br /><br />Pianificare dovrebbe significare guardare avanti e delimitare azioni che si possono realizzare .<br /><br />Perciò pianificare non vuol dire avere la sfera di cristallo e predire il futuro; anzi, si deve proprio evitare di incorrere in questo equivoco. <br />La pianificazione spinge molti imprenditori a modificare il proprio sistema di gestione e ad affrontare il lavoro chiedendosi in anticipo cosa serve fare per raggiungere gli obiettivi aziendali .<br />Esempio :<br />Quanto dovro’ fatturare per cominciare a guadagnare ?<br />Ho sufficiente liquidità per affrontare questo…?<br />Se acquisto quel macchinario in leasing quanto dovrò fatturare in più?<br />Se assumo un dipendente quanto devo aumentare i ricavi per coprire tale costo?<br /><br />I budget economici, finanziari però sono validi unicamente se vengono adoperati in modo costante, come guida delle strategie aziendali.<br />Come ormai dico da anni, Il budget è lo strumento principale , il cuore del controllo gestionale.<br /><br />Il budget non dovrebbe essere una “previsione facile e veloce” ma un pensiero aziendale vero e proprio con una programmazione di più obiettivi di natura gestionale che l’impresa si pone di raggiungere in un determinato periodo.<br />Il budgeting riguarda oltre che gli aspetti economici cioè fatturato e costi, anche obiettivi finanziari, patrimoniali e organizzativi.<br />Ogni aspetto è legato ad un altro. Infatti elaborare il budget del fatturato o degli acquisti implica delle ripercussioni dirette anche nell’aspetto finanziario, sull’indebitamento aziendale, sull’utilizzo del personale.<br /><br />Il budget è importante anche perchè ci permette preventivamente di arrivare a misurazioni importanti quali la divisione preventiva dei costi fissi e variabili, il Margine di Contribuzione, il Break Even Point, e con l'analisi del punto di pareggio possiamo sapere in anticipo quanto occorre fatturare per coprire tutti i costi fissi.<br /><br />La pianificazione è una scelta libera, ma serve per controllare certi parametri importanti, oltre che, principalmente per l’azienda stessa, anche per le banche, così come richiesto dalle nuove linee guida EBA e per trovare alcune misurazioni e indici per il Nuovo Codice della Crisi .<br />Ma c'è chi afferma che "The budget is Dead?"<br /><br />A volte si sente dire, anche da professionisti, che il budget non serve a niente, perché si basa su dati di bilancio del passato anche perché ne abbiamo avuto l’esempio nel periodo di pandemia. Per buona parte delle aziende il budget preparato pochi mesi prima è saltato. E’ vero, i budget 2020 son saltati tutti o quasi, come dare loro torto?<br /><br />Le aziende che avevano creato invece budget flessibili, soprattutto finanziari hanno risentito di meno del calo dei fatturati, perché pronte ad affrontare, anche se con difficoltà, i nuovi scenari.<br />Infatti penso che il budget rimane la base per fare programmazione economica e finanziaria anche per le piccole aziende e ora più che mai il budget dovrebbe essere incentrato su più scenari futuri.<br />Non deve più essere fatto una volta all’anno come si faceva molti anni fa, ormai occorre più flessibilità e serve monitorare gli obiettivi costantemente e spesso.<br />Come da sempre sostengo, serve sempre riproiettare i dati sulla base di come ti stai muovendo e ricreare di volta in volta uno scenario nuovo.<br /><br />Perciò continuo a ripetere che Il Budget è “Il Cuore del controllo di Gestione”<br /><br />#budget #controllodigestione #pianificazionefinanziaria #pianificazioneaziendale]]></itunes:summary><itunes:duration>1503</itunes:duration><itunes:keywords>budget,budgetdicashflow,budgetfinanziario,controllercoach,controllo,controlloaziendale,controllodigestione,patriziogatti,pianificare,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2249b236c20421ad9fbfbf31353df6c7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Balanced Scorecard -L'evoluzione del Controllo di Gestione-Serve anche per le Piccole Aziende?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/balanced-scorecard-l-evoluzione-del-controllo-di-gestione-serve-anche-per-le-piccole-aziende--45004938</link><description><![CDATA[La Balanced scorecard serve davvero anche per le Piccole imprese?<br /><br />«Non si può gestire ciò che non si può misurare e non si può misurare ciò che non si può descrivere»-Robert Kaplan e David Norton <br /><br />L’attuazione della strategia e di conseguenza il raggiungimento dei risultati, come ci insegnano Robert S. Kaplan e David P. Norton, i creatori della Balanced Scorecard, derivano dalla somma di tre componenti fondamentali :<br />• la descrizione della strategia <br />• la misurazione della strategia <br />• la gestione della strategia <br />Infatti, non è possibile gestire qualcosa che non si può misurare e non si può misurare ciò che non si può descrivere. <br />Questo ci porta ad una mappa strategica, strumento essenziale per rappresentare come l’impresa crea valore e per capire dove si trova e dove sta andando.<br /><br />La Balanced Scorecard è  uno strumento per il management che permette di guidare le azioni aziendali al conseguimento degli obiettivi strategici.<br /> <br />E’  un sistema di misure riassuntive della performance aziendale creato per offrire un valore aggiunto all’azienda sotto punti di vista diversi che vanno dall’immagine, alla produzione, dai processi interni alla soddisfazione del cliente, dalla pianificazione alla definizione di nuovi target, osservandole contemporaneamente da diverse prospettive.<br /><br />Infatti, permette di misurare le performance aziendale non solo dal punto di vista economico e finanziario ma prende in esame anche aspetti qualitativi che non si vedono dai bilanci (processi interni, soddisfazione del cliente, definizione di nuovi target).<br /><br />Consente di costruire uno strumento in grado di tenere sotto controllo le performances aziendali con una serie di indicatori, che andranno a costituire il cruscotto di base per monitorare il conseguimento di obiettivi prestabiliti <br /><br />Gli ideatori Kaplan e Norton,  son partiti dal presupposto che, le misure finanziarie da sole non consentono di fare strategia, quindi indicano di utilizzare quattro prospettive bilanciate: <br /><br />Prospettiva economica finanziaria<br />Il primo obiettivo per l’azienda è ottenere un profitto, aumentando il livello dei ricavi. Attraverso indici finanziari (acid test, indipendenza finanziaria, cash flow) e di redditività (ROE, ROI, ecc) è possibile ottenere informazioni sulle performances finanziarie dell’azienda utili a comprenderne l’andamento gestionale.<br /><br />Prospettiva  clienti<br />La customer satisfaction è un punto focale della visibilità e dell’affidabilità del prodotto o del servizio sul mercato, poiché un cliente soddisfatto e fidelizzato è segno di un servizio efficiente ed efficace.<br />A tal fine, è necessario creare un valore aggiunto al prodotto o al servizio reso al cliente attraverso il miglioramento delle caratteristiche, della competitività del prezzo, dell’immagine, della promozione, ed il miglioramento dei processi interni.<br />Prospettiva dei processi interni<br />Questa prospettiva mostra che se i dipendenti sono fatti partecipi delle strategie d’impresa hanno più interesse alla collaborazione, al miglioramento delle prestazioni, soprattutto se con possibilità incentivanti di carriera e retribuzione.<br />Prospettiva dell’apprendimento e della crescita<br />Rendere partecipi i propri dipendenti della strategia è importante e stimolante, tuttavia per ottenere un giusto grado di aggregazione, del sapere con chi, come e dove si sta andando, è necessaria che ci sia un’informazione estesa a tutti i livelli, un giusto grado di formazione e l’incentivazione per i risultati ottenuti. Gli indicatori riguardano perciò il grado di sviluppo dell’informazione interna, della cultura e delle competenze dei dipendenti, e <br />Infatti con questo strumento l’impresa evita di focalizzarsi solo su obiettivi economici-finanziari e controlla  altri fattori critici di successo, che possono essere importantissimi per la redditività futura e per la continuità aziendale.<br /> Anche per l’utilizzo dei fattori qualitativi, la Balanced scorecard si rende importante anche per il controllo della continuità aziendale perciò se ne parla anche per venire incontro all’art.2086 del cod.civile in relazione al Nuovo Codice della crisi di impresa  e per le nuove Linee Guida dell’Eba per il rapporto Banca impresa che a partire dal 30.06.2021 le Banche dovrebbero dare molta più importanza agli indici predittivi e qualitativi che non quanto è stato dato sino ad ora.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45004938</guid><pubDate>Mon, 24 May 2021 15:08:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45004938/balanced_scorecard_pianificazione_strategia_controllo_aziendale.mp3" length="27057840" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>La Balanced scorecard serve davvero anche per le Piccole imprese?

«Non si può gestire ciò che non si può misurare e non si può misurare ciò che non si può descrivere»-Robert Kaplan e David Norton 

L’attuazione della strategia e di conseguenza il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Balanced scorecard serve davvero anche per le Piccole imprese?<br /><br />«Non si può gestire ciò che non si può misurare e non si può misurare ciò che non si può descrivere»-Robert Kaplan e David Norton <br /><br />L’attuazione della strategia e di conseguenza il raggiungimento dei risultati, come ci insegnano Robert S. Kaplan e David P. Norton, i creatori della Balanced Scorecard, derivano dalla somma di tre componenti fondamentali :<br />• la descrizione della strategia <br />• la misurazione della strategia <br />• la gestione della strategia <br />Infatti, non è possibile gestire qualcosa che non si può misurare e non si può misurare ciò che non si può descrivere. <br />Questo ci porta ad una mappa strategica, strumento essenziale per rappresentare come l’impresa crea valore e per capire dove si trova e dove sta andando.<br /><br />La Balanced Scorecard è  uno strumento per il management che permette di guidare le azioni aziendali al conseguimento degli obiettivi strategici.<br /> <br />E’  un sistema di misure riassuntive della performance aziendale creato per offrire un valore aggiunto all’azienda sotto punti di vista diversi che vanno dall’immagine, alla produzione, dai processi interni alla soddisfazione del cliente, dalla pianificazione alla definizione di nuovi target, osservandole contemporaneamente da diverse prospettive.<br /><br />Infatti, permette di misurare le performance aziendale non solo dal punto di vista economico e finanziario ma prende in esame anche aspetti qualitativi che non si vedono dai bilanci (processi interni, soddisfazione del cliente, definizione di nuovi target).<br /><br />Consente di costruire uno strumento in grado di tenere sotto controllo le performances aziendali con una serie di indicatori, che andranno a costituire il cruscotto di base per monitorare il conseguimento di obiettivi prestabiliti <br /><br />Gli ideatori Kaplan e Norton,  son partiti dal presupposto che, le misure finanziarie da sole non consentono di fare strategia, quindi indicano di utilizzare quattro prospettive bilanciate: <br /><br />Prospettiva economica finanziaria<br />Il primo obiettivo per l’azienda è ottenere un profitto, aumentando il livello dei ricavi. Attraverso indici finanziari (acid test, indipendenza finanziaria, cash flow) e di redditività (ROE, ROI, ecc) è possibile ottenere informazioni sulle performances finanziarie dell’azienda utili a comprenderne l’andamento gestionale.<br /><br />Prospettiva  clienti<br />La customer satisfaction è un punto focale della visibilità e dell’affidabilità del prodotto o del servizio sul mercato, poiché un cliente soddisfatto e fidelizzato è segno di un servizio efficiente ed efficace.<br />A tal fine, è necessario creare un valore aggiunto al prodotto o al servizio reso al cliente attraverso il miglioramento delle caratteristiche, della competitività del prezzo, dell’immagine, della promozione, ed il miglioramento dei processi interni.<br />Prospettiva dei processi interni<br />Questa prospettiva mostra che se i dipendenti sono fatti partecipi delle strategie d’impresa hanno più interesse alla collaborazione, al miglioramento delle prestazioni, soprattutto se con possibilità incentivanti di carriera e retribuzione.<br />Prospettiva dell’apprendimento e della crescita<br />Rendere partecipi i propri dipendenti della strategia è importante e stimolante, tuttavia per ottenere un giusto grado di aggregazione, del sapere con chi, come e dove si sta andando, è necessaria che ci sia un’informazione estesa a tutti i livelli, un giusto grado di formazione e l’incentivazione per i risultati ottenuti. Gli indicatori riguardano perciò il grado di sviluppo dell’informazione interna, della cultura e delle competenze dei dipendenti, e <br />Infatti con questo strumento l’impresa evita di focalizzarsi solo su obiettivi economici-finanziari e controlla  altri fattori critici di successo, che possono essere importantissimi per la redditività futura e per la continuità...]]></itunes:summary><itunes:duration>1692</itunes:duration><itunes:keywords>balancedscorecard,controlloaziendale,controllodigestione,cruscottoaziendale,indicatoriqualitativi,kpi,mappastrategica,pianificazioneaziendale,pianificazionestrategica,strategia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2e2f5a2f678bf4e80ccbb0f9d9c8ab6b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>RAPPORTO-BANCA-IMPRESA-LINEE GUIDA EBA- PIANIFICAZIONE-CONTROLLO DI GESTIONE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rapporto-banca-impresa-linee-guida-eba-pianificazione-controllo-di-gestione--44756541</link><description><![CDATA[Dal 30.06.2021 ci dovrebbe essere un cambio di passo per l’accesso al credito, dovuto alle nuove linee Guida dell’EBA (Autorità Bancaria Europea) e saranno sempre più in voga termini come “forward-looking”, “early warning”.<br />Per le nuove richieste di finanziamento sarà data, dal sistema bancario,  particolare importanza ad un approccio forward-looking , il guardare avanti, con particolare attenzione a business plan, budget di tesoreria e pianificazione dei flussi di cassa oltre che ad indicatori prospettici.<br />Saranno attivati indicatori di early warning per dare alla banca segnali di allerta su possibili segnali di crisi .<br />Servirà che le imprese dimostrino anche con dati qualitativi la continuità aziendale e che abbiano effettivamente un adeguato assetto organizzativo “Going Concern”.<br />Le banche saranno obbligate proprio dall’EBA a far uso di procedure rigorose di valutazione del merito di credito, sia nella fase di concessione che per la revisione periodica dei finanziamenti.<br />Queste linee guida, nascono per ridurre gli alti livelli di crediti deteriorati (Non Performing Loans) e per cercare di garantire più stabilità al sistema bancario.<br />Quando avverrà il passaggio a queste direttive?<br /> <br />– Dal 30 giugno 2021 per i nuovi prestiti e anticipazioni<br />– Dal 30 giugno 2022 per i prestiti e anticipazioni già esistenti<br />– Dal 30 giugno 2024 per procedure di monitoraggio in cui le banche dovranno strutturarsi per il monitoraggio continuo.<br /> <br />A chi si rivolgono le Linee guida?<br />Le linee guida si rivolgono alle Banche che dovranno poi propagare e ribaltare sulle imprese i comportamenti voluti dall’EBA e la cultura del “rischio”  allo scopo di migliorare la qualità creditizia dei nuovi prestiti.<br />Infatti come specificato nelle linee guida:<br />Gli enti finanziari  dovrebbero assicurare che una cultura del rischio di credito sia attuata in modo efficace a tutti i livelli dell’organizzazione e che tutti i membri del personale coinvolti nei processi di assunzione, di gestione e di monitoraggio del rischio di credito ne siano pienamente consapevoli e siano tenuti a rispondere delle loro azioni.<br /><br />E con le Garanzie cosa succede?<br />Qui le linee guida introducono una novità nello scenario del credito, cioè sembra che verrà data meno importanza alle garanzie ..<br /> <br />Cosa dovrebbero analizzare le banche nella valutazione del merito creditizio?<br /> <br />- la posizione finanziaria e il rischio di credito del cliente<br />- il modello di b-usiness e la strategia aziendale del cliente;<br />-determinare e valutare il credit scoring o il rating interno del cliente, quando possibile, in conformità alle politiche e alle procedure relative    al rischio di credito;<br /> <br />Ai fini dell’analisi della posizione finanziaria nell’ambito della valutazione del merito creditizio, come sopra specificato, gli enti dovrebbero considerare gli elementi che seguono:<br />a. la posizione finanziaria attuale e prospettica, compresi i bilanci, la fonte della capacità di rimborso per adempiere gli obblighi contrattuali, anche in caso di possibili eventi sfavorevoli, e, se del caso, la struttura patrimoniale, il capitale circolante, il reddito e il flusso di cassa;<br />b. se del caso, il livello di leva finanziaria, la distribuzione dei dividendi e le spese in conto capitale effettive e previste del cliente, nonché il suo ciclo di conversione di cassa in relazione alla linea di credito in esame;<br />c. se del caso, il profilo di esposizione fino alla scadenza, in relazione ai potenziali movimenti di mercato, come le esposizioni denominate in valuta estera e le esposizioni garantite da veicoli di rimborso;<br />d. se del caso, la probabilità di default, sulla base del credit scoring o del rating interno;<br />e. l’uso di opportune metriche e indicatori finanziari, specifici per classe di attività o per tipo di prodotto, in linea con la loro propensione al rischio di credito<br />f. Gli enti dovrebbero assicurare che le proiezioni finanziarie utilizzate nell’analisi siano realistiche e ragionevoli.<br /> <br />Cosa devono fare le imprese?<br />Per valutare il merito di credito dell’azienda, la banca guarderà la capacità attuale e futura di creare flussi finanziari per rimborsare i finanziamenti e valuterà anche le strategie dell’azienda oltre alla capacità del management.<br />Per le aziende diventeranno centrali le analisi prospettiche dei flussi di cassa dei business plan, dei budget .<br /><br />In sostanza, la Banca, per dare credito, dovrà adeguarsi alle linee guida EBA e di conseguenza i clienti bancari, dovranno adeguarsi a loro volta .<br /><br />#controllodigestione #lineeguidaeba  #pianificazionefinanziaria #budgettesoreria<br /><br /><br />======================================================<br /><br />* Iscriviti al mio canale qui<br /><a href="https://bit.ly/2MNfE2R" rel="noopener">https://bit.ly/2MNfE2R</a><br /><br />* Visita il mio sito<br /><a href="https://www.patriziogatti.it/" rel="noopener">https://www.patriziogatti.it/</a><br /><br />* Seguimi su Facebook<br /><a href="https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/" rel="noopener">https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/</a><br /><br />* Seguimi anche su Linkedin<br /> <a href="https://it.linkedin.com/in/patriziogatti/" rel="noopener">https://it.linkedin.com/in/patriziogatti/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44756541</guid><pubDate>Tue, 11 May 2021 17:22:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44756541/rapporto_banca_impresa_linee_guida_eba_pianificazione_controllo_di_gestione.mp3" length="86227531" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 30.06.2021 ci dovrebbe essere un cambio di passo per l’accesso al credito, dovuto alle nuove linee Guida dell’EBA (Autorità Bancaria Europea) e saranno sempre più in voga termini come “forward-looking”, “early warning”.
Per le nuove richieste di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal 30.06.2021 ci dovrebbe essere un cambio di passo per l’accesso al credito, dovuto alle nuove linee Guida dell’EBA (Autorità Bancaria Europea) e saranno sempre più in voga termini come “forward-looking”, “early warning”.<br />Per le nuove richieste di finanziamento sarà data, dal sistema bancario,  particolare importanza ad un approccio forward-looking , il guardare avanti, con particolare attenzione a business plan, budget di tesoreria e pianificazione dei flussi di cassa oltre che ad indicatori prospettici.<br />Saranno attivati indicatori di early warning per dare alla banca segnali di allerta su possibili segnali di crisi .<br />Servirà che le imprese dimostrino anche con dati qualitativi la continuità aziendale e che abbiano effettivamente un adeguato assetto organizzativo “Going Concern”.<br />Le banche saranno obbligate proprio dall’EBA a far uso di procedure rigorose di valutazione del merito di credito, sia nella fase di concessione che per la revisione periodica dei finanziamenti.<br />Queste linee guida, nascono per ridurre gli alti livelli di crediti deteriorati (Non Performing Loans) e per cercare di garantire più stabilità al sistema bancario.<br />Quando avverrà il passaggio a queste direttive?<br /> <br />– Dal 30 giugno 2021 per i nuovi prestiti e anticipazioni<br />– Dal 30 giugno 2022 per i prestiti e anticipazioni già esistenti<br />– Dal 30 giugno 2024 per procedure di monitoraggio in cui le banche dovranno strutturarsi per il monitoraggio continuo.<br /> <br />A chi si rivolgono le Linee guida?<br />Le linee guida si rivolgono alle Banche che dovranno poi propagare e ribaltare sulle imprese i comportamenti voluti dall’EBA e la cultura del “rischio”  allo scopo di migliorare la qualità creditizia dei nuovi prestiti.<br />Infatti come specificato nelle linee guida:<br />Gli enti finanziari  dovrebbero assicurare che una cultura del rischio di credito sia attuata in modo efficace a tutti i livelli dell’organizzazione e che tutti i membri del personale coinvolti nei processi di assunzione, di gestione e di monitoraggio del rischio di credito ne siano pienamente consapevoli e siano tenuti a rispondere delle loro azioni.<br /><br />E con le Garanzie cosa succede?<br />Qui le linee guida introducono una novità nello scenario del credito, cioè sembra che verrà data meno importanza alle garanzie ..<br /> <br />Cosa dovrebbero analizzare le banche nella valutazione del merito creditizio?<br /> <br />- la posizione finanziaria e il rischio di credito del cliente<br />- il modello di b-usiness e la strategia aziendale del cliente;<br />-determinare e valutare il credit scoring o il rating interno del cliente, quando possibile, in conformità alle politiche e alle procedure relative    al rischio di credito;<br /> <br />Ai fini dell’analisi della posizione finanziaria nell’ambito della valutazione del merito creditizio, come sopra specificato, gli enti dovrebbero considerare gli elementi che seguono:<br />a. la posizione finanziaria attuale e prospettica, compresi i bilanci, la fonte della capacità di rimborso per adempiere gli obblighi contrattuali, anche in caso di possibili eventi sfavorevoli, e, se del caso, la struttura patrimoniale, il capitale circolante, il reddito e il flusso di cassa;<br />b. se del caso, il livello di leva finanziaria, la distribuzione dei dividendi e le spese in conto capitale effettive e previste del cliente, nonché il suo ciclo di conversione di cassa in relazione alla linea di credito in esame;<br />c. se del caso, il profilo di esposizione fino alla scadenza, in relazione ai potenziali movimenti di mercato, come le esposizioni denominate in valuta estera e le esposizioni garantite da veicoli di rimborso;<br />d. se del caso, la probabilità di default, sulla base del credit scoring o del rating interno;<br />e. l’uso di opportune metriche e indicatori finanziari, specifici per classe di attività o per tipo di 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/><br />Grazie al controllo dei costi si possono prendere decisioni strategiche per l'azienda che possono fare la differenza.<br /><br />«Non c’è spreco più grande che fare con grande efficienza ciò che non si dovrebbe fare» -Theodore Levitt<br /><br />🌀 Ecco un estratto della diretta del 17.12.20 nella quale ho parlato dell'importanza di far parlare i dati, di come la contabilità analitica può aiutarti a rispondere ad alcuni dubbi del tipo :<br />❓ Ma come fanno i miei concorrenti a fare prezzi più bassi dei miei?<br />Abbiamo visto i costi diretti e i costi indiretti e della loro imputazione ai centri di costo, abbiamo parlato di Full costing e direct costing e di Margini.<br />🔺 Anche le Micro e le Piccole Aziende possono dotarsi di sistemi che possano monitorare i risultati dell'impresa. Ci sono modelli "semplici" non per forza costosi.<br />🔺 Naturalmente il tutto deve essere "Calzato a pennello" per le caratteristiche di ogni azienda.<br /><br />🛑Quando si applica il controllo della contabilità analitica e degli sprechi , è necessario, non scendere troppo in particolari irrilevanti che potrebbero rendere ingovernabile tutto il sistema di monitoraggio, e soprattutto serve evitare di concentrarsi su ciò che è già noto con l’obiettivo di perfezionarlo.<br />🛑Molte organizzazioni si accontentano di un’approssimazione del 10% circa , anche perché un report non credibile sarebbe una perdita di tempo e quindi, esso stesso, una inefficienza.<br /><br />"Non sono i processi a fare il lavoro, sono le persone."- John Seely Brown<br /><br />🛑 Se vogliamo controllare una commessa di lavoro occorre verificare le ore lavorate, i costi sostenuti per le lavorazioni, quanto è costata la merce, e tutti gli altri costi imputabili alla lavorazione.<br />Se per la verifica di una commessa non abbiamo imputato le ore lavorate giuste, poichè a monte non eran scritte bene dal personale addetto, si arriva a dei risultati sbagliati.<br />🛑 Oppure, se la merce utilizzata non è imputata alla commessa giusta, risulterà che il lavoro costa diversamente dalla realtà .<br />🛑Quindi tutti devono collaborare affinchè si abbiano dei risultati attendibili con la consapevolezza che, il fatto di indicare la commessa nella compilazione dei fogli di lavoro o nei documenti di carico e scarico dal magazzino, possono essere importanti per il controllo dell'efficienza aziendale.<br />🛑 Se invece, dalla Direzione non viene fatta sufficiente comunicazione e motivazione, spesso, come viene vista questa cosa da chi deve compilare i documenti e non è "Motivato" a farlo?<br />E' vista come un adempimento in più che "fa Perdere Tempo".<br />🛑 In realtà il tempo poi lo perderà chi dovrà rimediare alle mancanze di chi non fa il proprio lavoro sin dall'inizio .<br />Per impostare un sistema di controllo occorre perciò anche motivazione e costanza .<br /><br />🔺Probabilmente è scontato dirlo che qualunque sia la dimensione e settore dell' impresa occorre che i processi produttivi siano effettuati con la massima efficienza.<br />Proprio perchè è semplice controllare ciò, hai mai provato a calcolare qualche indice di efficienza esempio :<br />➡Prodotti ottenuti/Num.dipendenti<br />➡Prodotti venduti/Num.dipendenti<br />➡Ricavi/Costo personale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42689075</guid><pubDate>Mon, 28 Dec 2020 11:12:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42689075/controllo_di_gestione_costi_per_decidere_introduzione_contabilit_analitica.mp3" length="42452158" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Costi aziendali come elementi per decidere- Introduzione alla contabilità analitica-

Grazie al controllo dei costi si possono prendere decisioni strategiche per l'azienda che possono fare la differenza.

«Non c’è spreco più grande che fare con grande...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Costi aziendali come elementi per decidere- Introduzione alla contabilità analitica-<br /><br />Grazie al controllo dei costi si possono prendere decisioni strategiche per l'azienda che possono fare la differenza.<br /><br />«Non c’è spreco più grande che fare con grande efficienza ciò che non si dovrebbe fare» -Theodore Levitt<br /><br />🌀 Ecco un estratto della diretta del 17.12.20 nella quale ho parlato dell'importanza di far parlare i dati, di come la contabilità analitica può aiutarti a rispondere ad alcuni dubbi del tipo :<br />❓ Ma come fanno i miei concorrenti a fare prezzi più bassi dei miei?<br />Abbiamo visto i costi diretti e i costi indiretti e della loro imputazione ai centri di costo, abbiamo parlato di Full costing e direct costing e di Margini.<br />🔺 Anche le Micro e le Piccole Aziende possono dotarsi di sistemi che possano monitorare i risultati dell'impresa. Ci sono modelli "semplici" non per forza costosi.<br />🔺 Naturalmente il tutto deve essere "Calzato a pennello" per le caratteristiche di ogni azienda.<br /><br />🛑Quando si applica il controllo della contabilità analitica e degli sprechi , è necessario, non scendere troppo in particolari irrilevanti che potrebbero rendere ingovernabile tutto il sistema di monitoraggio, e soprattutto serve evitare di concentrarsi su ciò che è già noto con l’obiettivo di perfezionarlo.<br />🛑Molte organizzazioni si accontentano di un’approssimazione del 10% circa , anche perché un report non credibile sarebbe una perdita di tempo e quindi, esso stesso, una inefficienza.<br /><br />"Non sono i processi a fare il lavoro, sono le persone."- John Seely Brown<br /><br />🛑 Se vogliamo controllare una commessa di lavoro occorre verificare le ore lavorate, i costi sostenuti per le lavorazioni, quanto è costata la merce, e tutti gli altri costi imputabili alla lavorazione.<br />Se per la verifica di una commessa non abbiamo imputato le ore lavorate giuste, poichè a monte non eran scritte bene dal personale addetto, si arriva a dei risultati sbagliati.<br />🛑 Oppure, se la merce utilizzata non è imputata alla commessa giusta, risulterà che il lavoro costa diversamente dalla realtà .<br />🛑Quindi tutti devono collaborare affinchè si abbiano dei risultati attendibili con la consapevolezza che, il fatto di indicare la commessa nella compilazione dei fogli di lavoro o nei documenti di carico e scarico dal magazzino, possono essere importanti per il controllo dell'efficienza aziendale.<br />🛑 Se invece, dalla Direzione non viene fatta sufficiente comunicazione e motivazione, spesso, come viene vista questa cosa da chi deve compilare i documenti e non è "Motivato" a farlo?<br />E' vista come un adempimento in più che "fa Perdere Tempo".<br />🛑 In realtà il tempo poi lo perderà chi dovrà rimediare alle mancanze di chi non fa il proprio lavoro sin dall'inizio .<br />Per impostare un sistema di controllo occorre perciò anche motivazione e costanza .<br /><br />🔺Probabilmente è scontato dirlo che qualunque sia la dimensione e settore dell' impresa occorre che i processi produttivi siano effettuati con la massima efficienza.<br />Proprio perchè è semplice controllare ciò, hai mai provato a calcolare qualche indice di efficienza esempio :<br />➡Prodotti ottenuti/Num.dipendenti<br />➡Prodotti venduti/Num.dipendenti<br />➡Ricavi/Costo personale]]></itunes:summary><itunes:duration>1327</itunes:duration><itunes:keywords>centridicosto,contabilitaanalitica,contabilitaindustriale,controllocommesse,controllocosti,controllodigestione,controlloprodotti,diminuizionecosti,directcosting,fullcosting,margini,patriziogatti,pianificazioneaziendale,sprechiaziendali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0de8a98979475ee1aa4eec29fb2d625e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come Aumentare i Guadagni in Azienda con il Controllo di Gestione -Diretta del 15.10.2020</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-aumentare-i-guadagni-in-azienda-con-il-controllo-di-gestione-diretta-del-15-10-2020--41856766</link><description><![CDATA[Come Aumentare i Guadagni in Azienda con il Controllo di Gestione -Diretta Facebook del 15.10.2020-<br /><br />Ecco un estratto della Diretta eseguita nel gruppo "Conquistare (e mantenere) Clienti di qualità", di Walter De Santis e Michele Maifredi esperti di "Digital Marketing e Business Design. <br />In realtà i due padroni di casa oltre ad una intervista mi hanno permesso di utilizzare le slide per poter entrare in alcuni concetti del controllo di gestione. E' venuto fuori un mini-webinar <br />Dopo essermi presentato ed aver parlato un po' della mia storia lavorativa, di come è nata la mia passione per il Controllo di gestionale ecco che siamo entrati nell’argomento del Controllo di Gestione,  Budget economico , Divisione dei Costi Fissi e Variabili , calcolo e importanza del Margine di contribuzione, Punto di pareggio e simulazioni "E SE" , Ebitda  o Margine operativo lordo, Ebit o Reddito operativo,  Cash Plan per il controllo della liquidità.<br />Tutto questo per poter gestire e guidare al meglio l'amministrazione dell'azienda al fine di migliorare gli utili e migliorare la liquidità.<br /><br /> Fammi sapere cosa ne pensi !!!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41856766</guid><pubDate>Sun, 08 Nov 2020 09:33:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41856766/come_aumentare_i_guadagni_con_il_controllo_di_gestione_diretta.mp3" length="98462032" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Come Aumentare i Guadagni in Azienda con il Controllo di Gestione -Diretta Facebook del 15.10.2020-

Ecco un estratto della Diretta eseguita nel gruppo "Conquistare (e mantenere) Clienti di qualità", di Walter De Santis e Michele Maifredi esperti di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come Aumentare i Guadagni in Azienda con il Controllo di Gestione -Diretta Facebook del 15.10.2020-<br /><br />Ecco un estratto della Diretta eseguita nel gruppo "Conquistare (e mantenere) Clienti di qualità", di Walter De Santis e Michele Maifredi esperti di "Digital Marketing e Business Design. <br />In realtà i due padroni di casa oltre ad una intervista mi hanno permesso di utilizzare le slide per poter entrare in alcuni concetti del controllo di gestione. E' venuto fuori un mini-webinar <br />Dopo essermi presentato ed aver parlato un po' della mia storia lavorativa, di come è nata la mia passione per il Controllo di gestionale ecco che siamo entrati nell’argomento del Controllo di Gestione,  Budget economico , Divisione dei Costi Fissi e Variabili , calcolo e importanza del Margine di contribuzione, Punto di pareggio e simulazioni "E SE" , Ebitda  o Margine operativo lordo, Ebit o Reddito operativo,  Cash Plan per il controllo della liquidità.<br />Tutto questo per poter gestire e guidare al meglio l'amministrazione dell'azienda al fine di migliorare gli utili e migliorare la liquidità.<br /><br /> Fammi sapere cosa ne pensi !!!]]></itunes:summary><itunes:duration>3077</itunes:duration><itunes:keywords>breakevenpoint,budget,cashflow,cashplan,consulenzaonline,contoeconomicoprevisionale,controlloaziendale,controllodigestione,ebitda,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria,puntopareggio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Intervista Radio Patrizio Gatti-Controllo di Gestione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/intervista-radio-patrizio-gatti-controllo-di-gestione--41180825</link><description><![CDATA[Intervista a Patrizio Gatti  Consulente di Management e Controller Coach.<br />Si parla di Consulenza di Management e Controllo di gestione aziendale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41180825</guid><pubDate>Mon, 28 Sep 2020 13:18:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41180825/intervista_radionews_24_patrizio_gatti_sett_2020.mp3" length="16959991" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Intervista a Patrizio Gatti  Consulente di Management e Controller Coach.
Si parla di Consulenza di Management e Controllo di gestione aziendale</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Intervista a Patrizio Gatti  Consulente di Management e Controller Coach.<br />Si parla di Consulenza di Management e Controllo di gestione aziendale]]></itunes:summary><itunes:duration>530</itunes:duration><itunes:keywords>aumentofatturato,budget,businessplan,controllodigestione,margini,patriziogatti,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come diminuire gli sprechi aziendali- Costi della non qualità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-diminuire-gli-sprechi-aziendali-costi-della-non-qualita--40006615</link><description><![CDATA[“Il tipo di spreco più pericoloso è quello che non siamo in grado di riconoscere” Shigeo Shingo <br /><br />Gli sprechi che si hanno nell’ azienda, raramente sono misurabili dai bilanci a meno che in modo extracontabile non vengano misurate le inefficienze.<br />Anche se non è una statistica ufficiale , da quanto ho potuto constatare, in casi reali nelle micro e piccole imprese, a seconda anche del settore di appartenenza dell’azienda, c’è un costo medio nascosto che va dal 2,5 al 7% sul fatturato con una media del 4,5%.<br />Per chiarire ancora meglio mediamente su 1 milione di euro di fatturato 45.000 euro vengono gettati via, bruciati , senza neppure accorgersene, se non vengono misurati .<br />Sono importi da non prendere troppo sottogamba e che, se tagliati, potrebbero sicuramente migliorare i guadagni aziendali aumentando di conseguenza la competitività.<br /><br /><br />📕 “Spreco è tutto ciò che non è utile al cliente ”<br />Yoshihito Wakamatsu<br />In azienda l’utilità sta nel fatto di scoprire e conteggiare gli sprechi dando un valore alle inefficienze.<br />Sprechi più o meno rilevanti se ne trovano in ogni azienda..<br /><br />Gli sprechi in azienda , difficilmente sono misurabili dai bilanci a meno che extracontabilmente non si misurano le inefficienze.<br /> ✂️Sono importi da non sottovalutare , se diminuiti, possono davvero migliorare gli utili aziendali ed aumentare la competitività.<br /><br /> ❇️ Per ottenere le misurazioni degli oneri della non qualità occorre conteggiare tutti i costi extra che in una situazione normale non ci sarebbero stati, misurando le ore perse, i materiali scartati, le spese doppie. <br />Una volta individuate le caratteristiche di questi valori è necessario misurarli, altrimenti non si avrà un riscontro di una loro eventuale variazione.<br /><br />❇️ E’ necessario, però, non scendere esageratamente in particolari irrilevanti che potrebbero rendere ingovernabile tutto il sistema di monitoraggio, e soprattutto serve evitare di concentrarsi su ciò che è già noto con l’obiettivo di perfezionarlo. <br /><br /><br />📌 Tutto ciò che non è necessario per l’impresa e che fa aumentare i costi ai nostri prodotti o servizi , nella filosofia delle Lean Production viene definita “Muda “<br />Con Muda si vuole indicare per esempio anche dei movimenti per niente necessari nella lavorazione.<br /><br />✂️ Per diminuire gli sprechi importante è che tutti i dipendenti e collaboratori abbiano chiara la concezione di “Muda” cioè tutti quegli elementi che non aumentano il valore aggiunto aziendale.<br />Per esempio possiamo considerare un “Muda” fare eseguire un lavoro che non serve ad una persona in ufficio , come per esempio fare eseguire uno schema particolare che non sarà mai visto da nessuno e l’impiegato magari ha preso 8 ore per farlo.<br />📌Altro esempio semplice, può essere mandare un dipendente a comprare un attrezzatura o del materiale che non servirà mai .<br />E Tu quanti tipi di spreco hai visto nelle aziende ?<br />#controllodigestione #sprechiaziendali #diminuizionecosti #costiaziendali]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40006615</guid><pubDate>Mon, 27 Jul 2020 21:34:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40006615/come_diminuire_gli_sprechi_aziendali.mp3" length="44259606" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>“Il tipo di spreco più pericoloso è quello che non siamo in grado di riconoscere” Shigeo Shingo 

Gli sprechi che si hanno nell’ azienda, raramente sono misurabili dai bilanci a meno che in modo extracontabile non vengano misurate le inefficienze....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Il tipo di spreco più pericoloso è quello che non siamo in grado di riconoscere” Shigeo Shingo <br /><br />Gli sprechi che si hanno nell’ azienda, raramente sono misurabili dai bilanci a meno che in modo extracontabile non vengano misurate le inefficienze.<br />Anche se non è una statistica ufficiale , da quanto ho potuto constatare, in casi reali nelle micro e piccole imprese, a seconda anche del settore di appartenenza dell’azienda, c’è un costo medio nascosto che va dal 2,5 al 7% sul fatturato con una media del 4,5%.<br />Per chiarire ancora meglio mediamente su 1 milione di euro di fatturato 45.000 euro vengono gettati via, bruciati , senza neppure accorgersene, se non vengono misurati .<br />Sono importi da non prendere troppo sottogamba e che, se tagliati, potrebbero sicuramente migliorare i guadagni aziendali aumentando di conseguenza la competitività.<br /><br /><br />📕 “Spreco è tutto ciò che non è utile al cliente ”<br />Yoshihito Wakamatsu<br />In azienda l’utilità sta nel fatto di scoprire e conteggiare gli sprechi dando un valore alle inefficienze.<br />Sprechi più o meno rilevanti se ne trovano in ogni azienda..<br /><br />Gli sprechi in azienda , difficilmente sono misurabili dai bilanci a meno che extracontabilmente non si misurano le inefficienze.<br /> ✂️Sono importi da non sottovalutare , se diminuiti, possono davvero migliorare gli utili aziendali ed aumentare la competitività.<br /><br /> ❇️ Per ottenere le misurazioni degli oneri della non qualità occorre conteggiare tutti i costi extra che in una situazione normale non ci sarebbero stati, misurando le ore perse, i materiali scartati, le spese doppie. <br />Una volta individuate le caratteristiche di questi valori è necessario misurarli, altrimenti non si avrà un riscontro di una loro eventuale variazione.<br /><br />❇️ E’ necessario, però, non scendere esageratamente in particolari irrilevanti che potrebbero rendere ingovernabile tutto il sistema di monitoraggio, e soprattutto serve evitare di concentrarsi su ciò che è già noto con l’obiettivo di perfezionarlo. <br /><br /><br />📌 Tutto ciò che non è necessario per l’impresa e che fa aumentare i costi ai nostri prodotti o servizi , nella filosofia delle Lean Production viene definita “Muda “<br />Con Muda si vuole indicare per esempio anche dei movimenti per niente necessari nella lavorazione.<br /><br />✂️ Per diminuire gli sprechi importante è che tutti i dipendenti e collaboratori abbiano chiara la concezione di “Muda” cioè tutti quegli elementi che non aumentano il valore aggiunto aziendale.<br />Per esempio possiamo considerare un “Muda” fare eseguire un lavoro che non serve ad una persona in ufficio , come per esempio fare eseguire uno schema particolare che non sarà mai visto da nessuno e l’impiegato magari ha preso 8 ore per farlo.<br />📌Altro esempio semplice, può essere mandare un dipendente a comprare un attrezzatura o del materiale che non servirà mai .<br />E Tu quanti tipi di spreco hai visto nelle aziende ?<br />#controllodigestione #sprechiaziendali #diminuizionecosti #costiaziendali]]></itunes:summary><itunes:duration>1385</itunes:duration><itunes:keywords>controllocosti,controllodigestione,costinascosti,costinonqualità,diminuzionecosti,miglioramentocontinuo,sprechiaziendali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Business Plan e la sua importanza per le richieste di finanziamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-business-plan-e-la-sua-importanza-per-le-richieste-di-finanziamento--35257660</link><description><![CDATA[Il Business Plan è uno strumento per facilitare  le richieste di finanziamento, e non solo.<br />Quanto è importante il controllo di gestione per chi presenta un Business plan?<br /><br />Ormai è diventato fondamentale requisito anche per l’accesso al credito.<br /><br />Eppure c'è ancora chi dice che non serve a niente !<br /><br />Ecco un estratto della diretta del 25.06.2020 fatta nel gruppo<br />"L'imprenditore e il Controllo di Gestione" Clicca per iscriverti<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/35257660</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2020 20:54:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/35257660/il_business_plan_e_la_sua_importanza_per_le_richieste_di_finanziamento.mp3" length="57617936" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Il Business Plan è uno strumento per facilitare  le richieste di finanziamento, e non solo.
Quanto è importante il controllo di gestione per chi presenta un Business plan?

Ormai è diventato fondamentale requisito anche per l’accesso al credito....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Business Plan è uno strumento per facilitare  le richieste di finanziamento, e non solo.<br />Quanto è importante il controllo di gestione per chi presenta un Business plan?<br /><br />Ormai è diventato fondamentale requisito anche per l’accesso al credito.<br /><br />Eppure c'è ancora chi dice che non serve a niente !<br /><br />Ecco un estratto della diretta del 25.06.2020 fatta nel gruppo<br />"L'imprenditore e il Controllo di Gestione" Clicca per iscriverti<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1803</itunes:duration><itunes:keywords>analisidibilancio,budget,businessplan,controllodigestione,finanziamenti,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria,rating</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Business plan essenziale per le richieste di finanziamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/business-plan-essenziale-per-le-richieste-di-finanziamento--30779073</link><description><![CDATA[Ti sei mai chiesto se il business plan serve oppure no?<br />Ti sei mai chiesto se serve solo per prendere i finanziamenti?<br /><br />Circa dieci  anni fa venne da me una giovane imprenditrice della provincia di Lucca  per aprire un negozio di abbigliamento sportivo,  e voleva un business plan per andare a chiedere un finanziamento. <br />Io le  feci un business plan con relazione  dettagliata  con indici e grafici ,  il punto di pareggio, rating di bilancio. L’imprenditrice ne era entusiasta. <br />Sapevamo che la posizione a causa delle poche garanzie era un po’ debole ma la Giovane andava presso l’Istituto di Credito presso il  quale sia lei che la sua famiglia  erano storicamente correntisti e quindi pensava di essere avvantaggiata.<br />Con tante speranze e pochissime  garanzie la giovane andò in banca dal Direttore. <br />Si parlava di un finanziamento minimo di circa 30.000 euro .<br /><br />Il funzionario le chiese  i redditi del marito , se i suoi genitori e i suoi fratelli potevano garantire sei i suoceri potevano garantire, se si poteva pensare a mettere un’ipoteca sulla sua casa.<br /><br />Il direttore  probabilmente non educato bene alla lettura dei business plan,  prese il Piano di impresa , senza neppure aprirlo, lo mise nel cassetto sulla sua destra della scrivania e fece capire che tutti quei “fogli” non servivano a niente ma contavano solo le garanzie.<br /><br />La mia cliente naturalmente rimase molto male del trattamento ricevuto,  ed  uscita dalla Banca, decise subito di provare un’altra strada con un altro Istituto Bancario.<br />Col solito business plan, la futura commerciante  ottenne il finanziamento per aprire la sua attività.<br />Naturalmente chiuse ogni rapporto con il suo storico istituto.<br />Da quell’episodio mi convinsi che veramente in pochi funzionari davano importanza al futuro scritto nei piani di impresa.<br />Ma qui si parla di dieci anni fa !!!<br /><br />Adesso invece , le cose son cambiate , se vai a chiedere un finanziamento anche garantito di importo superiore ai 30.000 di solito, la Banca e i  Confidi pretendono  un Business Plan. <br />E attenzione non basta più basta più una breve relazione, ma serve una relazione dettagliata per  capire cosa  intende fare strategicamente l'azienda nei prossimi anni. Serve parlare il linguaggio dei bancari .<br /><br />Sono essenziali schemi di pianificazione economica e finanziaria oltre a rendiconti  finanziari, riclassificazioni  dello Stato Patrimoniale, analisi del Capitale Circolante Netto, indici, <br />schemi per verificare la Posizione Finanziaria netta, il D.S.C.R. previsionale e il cash flow. <br />Inoltre perché no, se completi il tutto con il calcolo del rating oltre che a grafici il tutto è sempre ben accetto. <br /><br />E Tu pensi cosa ne pensi , ci saranno ancora i funzionari che prendono il Business plan e senza guardarlo perché tanto non serve a niente, lo mettono nel cassetto?<br /><br />Se anche TU hai bisogno di affrontare una richiesta di finanziamento e hai bisogno di verificare la strategia della Tua azienda con un Business plan, <br />contattami tramite il mio sito <a href="http://www.patriziogatti.it" rel="noopener">www.patriziogatti.it</a>  <br /><br />Ti aspetto !!!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/30779073</guid><pubDate>Mon, 15 Jun 2020 12:40:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/30779073/business_plan_essenziale_per_le_richieste_di_finanziamento.mp3" length="6651206" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Ti sei mai chiesto se il business plan serve oppure no?
Ti sei mai chiesto se serve solo per prendere i finanziamenti?

Circa dieci  anni fa venne da me una giovane imprenditrice della provincia di Lucca  per aprire un negozio di abbigliamento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ti sei mai chiesto se il business plan serve oppure no?<br />Ti sei mai chiesto se serve solo per prendere i finanziamenti?<br /><br />Circa dieci  anni fa venne da me una giovane imprenditrice della provincia di Lucca  per aprire un negozio di abbigliamento sportivo,  e voleva un business plan per andare a chiedere un finanziamento. <br />Io le  feci un business plan con relazione  dettagliata  con indici e grafici ,  il punto di pareggio, rating di bilancio. L’imprenditrice ne era entusiasta. <br />Sapevamo che la posizione a causa delle poche garanzie era un po’ debole ma la Giovane andava presso l’Istituto di Credito presso il  quale sia lei che la sua famiglia  erano storicamente correntisti e quindi pensava di essere avvantaggiata.<br />Con tante speranze e pochissime  garanzie la giovane andò in banca dal Direttore. <br />Si parlava di un finanziamento minimo di circa 30.000 euro .<br /><br />Il funzionario le chiese  i redditi del marito , se i suoi genitori e i suoi fratelli potevano garantire sei i suoceri potevano garantire, se si poteva pensare a mettere un’ipoteca sulla sua casa.<br /><br />Il direttore  probabilmente non educato bene alla lettura dei business plan,  prese il Piano di impresa , senza neppure aprirlo, lo mise nel cassetto sulla sua destra della scrivania e fece capire che tutti quei “fogli” non servivano a niente ma contavano solo le garanzie.<br /><br />La mia cliente naturalmente rimase molto male del trattamento ricevuto,  ed  uscita dalla Banca, decise subito di provare un’altra strada con un altro Istituto Bancario.<br />Col solito business plan, la futura commerciante  ottenne il finanziamento per aprire la sua attività.<br />Naturalmente chiuse ogni rapporto con il suo storico istituto.<br />Da quell’episodio mi convinsi che veramente in pochi funzionari davano importanza al futuro scritto nei piani di impresa.<br />Ma qui si parla di dieci anni fa !!!<br /><br />Adesso invece , le cose son cambiate , se vai a chiedere un finanziamento anche garantito di importo superiore ai 30.000 di solito, la Banca e i  Confidi pretendono  un Business Plan. <br />E attenzione non basta più basta più una breve relazione, ma serve una relazione dettagliata per  capire cosa  intende fare strategicamente l'azienda nei prossimi anni. Serve parlare il linguaggio dei bancari .<br /><br />Sono essenziali schemi di pianificazione economica e finanziaria oltre a rendiconti  finanziari, riclassificazioni  dello Stato Patrimoniale, analisi del Capitale Circolante Netto, indici, <br />schemi per verificare la Posizione Finanziaria netta, il D.S.C.R. previsionale e il cash flow. <br />Inoltre perché no, se completi il tutto con il calcolo del rating oltre che a grafici il tutto è sempre ben accetto. <br /><br />E Tu pensi cosa ne pensi , ci saranno ancora i funzionari che prendono il Business plan e senza guardarlo perché tanto non serve a niente, lo mettono nel cassetto?<br /><br />Se anche TU hai bisogno di affrontare una richiesta di finanziamento e hai bisogno di verificare la strategia della Tua azienda con un Business plan, <br />contattami tramite il mio sito <a href="http://www.patriziogatti.it" rel="noopener">www.patriziogatti.it</a>  <br /><br />Ti aspetto !!!]]></itunes:summary><itunes:duration>208</itunes:duration><itunes:keywords>breakevenpoint,budget,businessplan,cashflow,controllodigestione,dscr,indicidibilancio,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria,puntodipareggio,rating</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come guadagnare senza aumentare il fatturato- Diretta per imprenditori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-guadagnare-senza-aumentare-il-fatturato-diretta-per-imprenditori--28337968</link><description><![CDATA[Come aumentare gli UTILI senza aumentare le vendite? <br /><br />Fatturato e conto in banca sono i primi indicatori degli imprenditori.   <br />Ma fatturare non basta più!<br /><br />Certo aumentare il fatturato è una cosa buonissima,  anzi ...  in realtà si cammina sempre verso l'aumento del fatturato , ... serve però fatturato che produca guadagno e  che si trasformi in cassa!<br /><br />Sembra una banalità ma se così fosse, le aziende sarebbero tutte in salute!!!<br />  <br />Questa è la premessa della diretta nella quale sono stato ospite  nel <br />gruppo Facebook "IMPRENDITORI AGILI " di Andrea Aulisi.-<br /><br />In questo Webinar si  è parlato  di  uno dei più importanti Sistemi Aziendali: Il Controllo di Gestione.<br /><br />A cosa serve fatturare, vendere di più, cercare nuovi clienti se poi Utili e flusso di cassa piangono?<br /><br />Purtroppo la navigazione a vista è un lusso che l'imprenditore di oggi non si può più permettere.<br />E controllare solo fatturato e saldo del conto in banca porta facilmente al disastro.<br /><br />Ricordiamo che  il controllo di Gestione è materia da professionisti, ma è STRUMENTO DA IMPRENDITORI!<br /> <br />Durante la diretta oltre che a parlare di case study reali, abbiamo parlato di Costi Fissi e Variabili , Margine di Contribuzione , Punto di pareggio, Ebitda, , Acid test,  pianificazione di cash flow <br /><br />#imprenditoreecontrollodigestione  #controllodigestione  #pianificazione aziendale<br />======================================================<br /><br />* Iscriviti al mio canale qui<br /><a href="https://bit.ly/2MNfE2R" rel="noopener">https://bit.ly/2MNfE2R</a><br /><br />* Visita il mio sito<br /><a href="https://www.patriziogatti.it/" rel="noopener">https://www.patriziogatti.it/</a><br /><br />* Iscriviti al mio gruppo Facebook L'imprenditore e il Controllo di Gestione<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/</a><br /><br />* Seguimi su Facebook<br /><a href="https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/" rel="noopener">https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/</a><br /><br />* Segui  i miei Podcast <br /><a href="https://www.spreaker.com/show/controllo-di-gestione" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/controllo-di-gestione</a><br /><br />* Seguimi anche su Linkedin<br /> <a href="https://it.linkedin.com/in/patriziogatti/" rel="noopener">https://it.linkedin.com/in/patriziogatti/</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28337968</guid><pubDate>Tue, 26 May 2020 07:53:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28337968/come_guadagnare_senza_aumentare_il_fatturato.mp3" length="113545401" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Come aumentare gli UTILI senza aumentare le vendite? 

Fatturato e conto in banca sono i primi indicatori degli imprenditori.   
Ma fatturare non basta più!

Certo aumentare il fatturato è una cosa buonissima,  anzi ...  in realtà si cammina sempre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come aumentare gli UTILI senza aumentare le vendite? <br /><br />Fatturato e conto in banca sono i primi indicatori degli imprenditori.   <br />Ma fatturare non basta più!<br /><br />Certo aumentare il fatturato è una cosa buonissima,  anzi ...  in realtà si cammina sempre verso l'aumento del fatturato , ... serve però fatturato che produca guadagno e  che si trasformi in cassa!<br /><br />Sembra una banalità ma se così fosse, le aziende sarebbero tutte in salute!!!<br />  <br />Questa è la premessa della diretta nella quale sono stato ospite  nel <br />gruppo Facebook "IMPRENDITORI AGILI " di Andrea Aulisi.-<br /><br />In questo Webinar si  è parlato  di  uno dei più importanti Sistemi Aziendali: Il Controllo di Gestione.<br /><br />A cosa serve fatturare, vendere di più, cercare nuovi clienti se poi Utili e flusso di cassa piangono?<br /><br />Purtroppo la navigazione a vista è un lusso che l'imprenditore di oggi non si può più permettere.<br />E controllare solo fatturato e saldo del conto in banca porta facilmente al disastro.<br /><br />Ricordiamo che  il controllo di Gestione è materia da professionisti, ma è STRUMENTO DA IMPRENDITORI!<br /> <br />Durante la diretta oltre che a parlare di case study reali, abbiamo parlato di Costi Fissi e Variabili , Margine di Contribuzione , Punto di pareggio, Ebitda, , Acid test,  pianificazione di cash flow <br /><br />#imprenditoreecontrollodigestione  #controllodigestione  #pianificazione aziendale<br />======================================================<br /><br />* Iscriviti al mio canale qui<br /><a href="https://bit.ly/2MNfE2R" rel="noopener">https://bit.ly/2MNfE2R</a><br /><br />* Visita il mio sito<br /><a href="https://www.patriziogatti.it/" rel="noopener">https://www.patriziogatti.it/</a><br /><br />* Iscriviti al mio gruppo Facebook L'imprenditore e il Controllo di Gestione<br /><a href="https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/</a><br /><br />* Seguimi su Facebook<br /><a href="https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/" rel="noopener">https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/</a><br /><br />* Segui  i miei Podcast <br /><a href="https://www.spreaker.com/show/controllo-di-gestione" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/controllo-di-gestione</a><br /><br />* Seguimi anche su Linkedin<br /> <a href="https://it.linkedin.com/in/patriziogatti/" rel="noopener">https://it.linkedin.com/in/patriziogatti/</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>3553</itunes:duration><itunes:keywords>breakevenpoint,cashflow,controllodigestione,ebitda,imprenditoreecontrollodigestio,indicibilancio,pianificazioneaziendale,pianificazionedicashflow</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pianificazione e controllo di gestione Base e Budget-diretta 06.05.20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pianificazione-e-controllo-di-gestione-base-e-budget-diretta-06-05-20--27504826</link><description><![CDATA[Pianificazione di base e controllo di gestione .<br /><br />Cenni sul Budget economico <br />Alcune misurazioni base del conto economico .<br />E' sempre più importante che l'imprenditore si avvicina al controllo gestionale .<br />Ecco un estratto della diretta del 06.5.2020- <br />Una breve lezione per chi vuole cominciare ad adottare il controllo di gestione nella propria azienda,<br />rivolta a imprenditori o a loro collaboratori .<br /><br />Parliamo anche dell'utile di Società di persone , snc,sas e ditte individuali .Spesso nel risultato finale, chi non è un tecnico, si dimentica, nel guardarlo, che da quel risultato occorre calcolare le imposte personali da pagare . Perciò cosa succede? Succede che spesso i titolari di queste tipologie di azienda prelevano dai conti della società i soldi per pagare le imposte personali . E questo cosa comporta . Comporta che in molte società si crea un capitale netto negativo dovuto ai prelievi titolare troppo alti nei confronti degli utili . E questo pregiudica notevolmente la richiesta di credito nelle banche poichè diminuisce il rating.<br /><br /><br />Dopo il lockdown, le imprese dovranno cercare di crearsi un sistema di controllo che le faccia contare solo su loro stesse, sui propri numeri, sulla propria liquidità.<br /><br />Sapere come controllare i tuoi costi e pianificare entrate e uscite , dotarsi di un cruscotto di indicatori...può fare la differenza!<br /><br />#Controllodigestione #pianificazioneaziendale<br /><br />Contattami nei link sotto:<br />========================<br />* Scopri Il Corso sul Controllo di gestione e pianificazione di cash flow<br />https://ilcuoredelcontrollo.it<br /><br /><br />* Visita il mio sito<br />https://www.patriziogatti.it/<br /><br />* Seguimi sul mio gruppo Facebook:<br />L' imprenditore e il Controllo di Gestione<br />https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/<br /><br />* Seguimi su Facebook<br /><br />https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27504826</guid><pubDate>Sun, 17 May 2020 08:33:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27504826/pianificazione_e_controllo_di_gestione_base_e_budget_diretta_06_05_20.mp3" length="43015456" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Pianificazione di base e controllo di gestione .

Cenni sul Budget economico 
Alcune misurazioni base del conto economico .
E' sempre più importante che l'imprenditore si avvicina al controllo gestionale .
Ecco un estratto della diretta del 06.5.2020-...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Pianificazione di base e controllo di gestione .<br /><br />Cenni sul Budget economico <br />Alcune misurazioni base del conto economico .<br />E' sempre più importante che l'imprenditore si avvicina al controllo gestionale .<br />Ecco un estratto della diretta del 06.5.2020- <br />Una breve lezione per chi vuole cominciare ad adottare il controllo di gestione nella propria azienda,<br />rivolta a imprenditori o a loro collaboratori .<br /><br />Parliamo anche dell'utile di Società di persone , snc,sas e ditte individuali .Spesso nel risultato finale, chi non è un tecnico, si dimentica, nel guardarlo, che da quel risultato occorre calcolare le imposte personali da pagare . Perciò cosa succede? Succede che spesso i titolari di queste tipologie di azienda prelevano dai conti della società i soldi per pagare le imposte personali . E questo cosa comporta . Comporta che in molte società si crea un capitale netto negativo dovuto ai prelievi titolare troppo alti nei confronti degli utili . E questo pregiudica notevolmente la richiesta di credito nelle banche poichè diminuisce il rating.<br /><br /><br />Dopo il lockdown, le imprese dovranno cercare di crearsi un sistema di controllo che le faccia contare solo su loro stesse, sui propri numeri, sulla propria liquidità.<br /><br />Sapere come controllare i tuoi costi e pianificare entrate e uscite , dotarsi di un cruscotto di indicatori...può fare la differenza!<br /><br />#Controllodigestione #pianificazioneaziendale<br /><br />Contattami nei link sotto:<br />========================<br />* Scopri Il Corso sul Controllo di gestione e pianificazione di cash flow<br />https://ilcuoredelcontrollo.it<br /><br /><br />* Visita il mio sito<br />https://www.patriziogatti.it/<br /><br />* Seguimi sul mio gruppo Facebook:<br />L' imprenditore e il Controllo di Gestione<br />https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/<br /><br />* Seguimi su Facebook<br /><br />https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/]]></itunes:summary><itunes:duration>1346</itunes:duration><itunes:keywords>budgeteconomico,budgetfinanziaria,cashflow,cashplan,controllodigestione,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il controllo di gestione di base-Pianificazione finanziaria dopo il lockdown-</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-controllo-di-gestione-di-base-pianificazione-finanziaria-dopo-il-lockdown--27504824</link><description><![CDATA[Alcuni strumenti per iniziare un Controllo di Gestione di Base e Pianificazione Finanziaria, per arrivare poi ad un semplice cruscotto con indici economici e finanziari. <br /><br />Rivolto principalmente a imprenditori e ai suoi collaboratori che amministrano l'azienda. <br /><br />Ecco di cosa si parla :<br />Breve cenno a schema di pianificazione finanziaria di cash flow <br />Come evitare di rincorrere il fatturato se non redditizio e attenzione al troppo indebitamento<br />Il Capitale Circolante netto <br />Costi Fissi e costi variabili <br />Margine di Contribuzione<br />Punto di pareggio<br />Cenni su Ebitda <br />Un semplice schema per controllo indicatori <br /><br />Puoi contattarmi attraverso i link sotto.<br /><br />======================================================<br /><br />* Scopri Il Corso sul Controllo di gestione e pianificazione di cash flow <br />https://ilcuoredelcontrollo.it<br /><br /><br />* Visita il mio sito<br />https://www.patriziogatti.it/<br /><br />* Seguimi sul mio gruppo Facebook:<br />L' imprenditore e il Controllo di Gestione<br />https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/<br /><br />* Seguimi su Facebook<br /><br />https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27504824</guid><pubDate>Sun, 17 May 2020 08:30:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27504824/controllo_di_gestione_dopo_lockdown.mp3" length="56865601" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Alcuni strumenti per iniziare un Controllo di Gestione di Base e Pianificazione Finanziaria, per arrivare poi ad un semplice cruscotto con indici economici e finanziari. 

Rivolto principalmente a imprenditori e ai suoi collaboratori che amministrano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alcuni strumenti per iniziare un Controllo di Gestione di Base e Pianificazione Finanziaria, per arrivare poi ad un semplice cruscotto con indici economici e finanziari. <br /><br />Rivolto principalmente a imprenditori e ai suoi collaboratori che amministrano l'azienda. <br /><br />Ecco di cosa si parla :<br />Breve cenno a schema di pianificazione finanziaria di cash flow <br />Come evitare di rincorrere il fatturato se non redditizio e attenzione al troppo indebitamento<br />Il Capitale Circolante netto <br />Costi Fissi e costi variabili <br />Margine di Contribuzione<br />Punto di pareggio<br />Cenni su Ebitda <br />Un semplice schema per controllo indicatori <br /><br />Puoi contattarmi attraverso i link sotto.<br /><br />======================================================<br /><br />* Scopri Il Corso sul Controllo di gestione e pianificazione di cash flow <br />https://ilcuoredelcontrollo.it<br /><br /><br />* Visita il mio sito<br />https://www.patriziogatti.it/<br /><br />* Seguimi sul mio gruppo Facebook:<br />L' imprenditore e il Controllo di Gestione<br />https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/<br /><br />* Seguimi su Facebook<br /><br />https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/]]></itunes:summary><itunes:duration>1779</itunes:duration><itunes:keywords>budget,cashflow,cashisking,cashplan,controllodigestione,imprenditoreecontrollodigestio,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>FINANZIAMENTI SI O FINANZIAMENTI NO-DECRETO LIQUIDITA'</title><link>https://www.spreaker.com/episode/finanziamenti-si-o-finanziamenti-no-decreto-liquidita--27504827</link><description><![CDATA[Decreto Liquidita: Finanziamenti si o finanziamenti no?<br />Ecco gli annunci che sono apparsi nella stampa, perché così è stato detto nella presentazione del Decreto Liquidità .<br />Proclami che hanno fatto nascere tante aspettative che poi ben presto sono diventate una delusione, almeno per tantissimi imprenditori, professionisti e autonomi in genere .<br />“Un intervento poderoso “<br />"È una potenza di fuoco"<br />"Intervento senza precedenti"<br />"Subito 400 miliardi alle imprese"<br />"Liquidità immediata alle nostre imprese"<br />"Un bazooka di liquidità”<br />Ma è proprio così?<br /><br />Bene.... dopo l’uscita del decreto in gazzetta ufficiale, facendone un esame un po'<br />più approfondito ecco che arriva la realtà.<br />Liquidità subito?<br />Perché un’azienda dovrebbe indebitarsi per pagare mancati ricavi e<br />perché dovrebbe restituirli con rate così alte?<br />Le garanzie non sono per tutti? C'è qualcuno che è diverso dagli altri?<br /><br />Tipologie di finanziamento:<br /><br />Parliamo delle tipologie di finanziamento a seconda delle garanzie previste dal Fondo di Garanzia <br />Finanziamenti sino a 25.000 con la garanzia al 100%.<br />L'importo non deve essere superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia, invece per i beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione.<br /><br />Per tutte le operazioni del Fondo, fino al 31.12. 2020, l’accesso alla garanzia è gratuito.<br />Per questo tipo di prestiti, cioè fino a 25 mila euro è comunque previsto un tasso di interesse rapportato al Rendistato, con una maggiorazione dello 0,2% , in pratica ora si aggira tra 1,2% e l’1,3%<br />E per le imprese sino a 3.200.000 di fatturato?<br />La garanzia non può essere rilasciata per finanziamenti di importo non superiore al 25% dei ricavi del soggetto beneficiario o in alternativa per il doppio della spesa salariale annua del beneficiario, compresi gli oneri sociali per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile .<br /><br />Nel caso di imprese costituite a partire dal gennaio 2019, l’importo massimo del prestito, non può superare i costi salari annui previsti per i primi due anni di attività.<br />Come sarà rilasciata la garanzia e le tempistiche ?<br />Il 90% dal Fondo di Garanzia e un’altra a copertura del residuo 10% finanziamento, concessa dai Confidi o altro soggetto abilitato al rilascio di garanzie.<br />Per i finanziamenti superiori ai 25.000 viene effettuata un’istruttoria, quindi i tempi di erogazione si allungheranno e per chi avrà bisogno di liquidità al più presto, sarà un problema .<br />Chi viene escluso da questi finanziamenti?<br /><br />Sono escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” o con<br />esposizioni “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché la classificazione sia successiva al 31 gennaio 2020. E qui ci troviamo ,purtrtoppo , di fronte a migliaia e migliaia di imprese .<br />Chi garantisce lo Stato? <br />La garanzia è a favore delle banche e non del beneficiario del finanziamento.<br />Cosa succede a chi non riescirà a pagare le rate? <br />La Banca escuterà la garanzia dallo Stato. Lo Stato si rivolgerà alla EX Equitalia e il mancato pagamento comporterà che la cifra a debito, verrà iscritta al ruolo come quando non paghi le tasse .<br /><br />E allora che fare, visto che i finanziamenti non saranno la soluzione, ma sono solo un po' di ossigeno per andare avanti ?<br />Con questa pandemia è venuto fuori che, chi ha avuto la possibilità e la capacità di avere un cash flow non dipendente dal fatturato mensile, ha dimostrato una grande forza in più nei confronti della concorrenza. Ora più che mai il detto Cash is King, cioè "la Cassa è il Re " dovrebbe diventare veramente un mantra per tutte le aziende. Come già dico da tempo, sempre più non conta la rincorsa al fatturato ma serve fatturato che dia un reddito e che si trasforma in liquidità.<br />Credo sia arrivato il momento un pò per tutte le aziende di pensare al cash flow.<br /><br />Perciò, appena le imprese in genere si rimetteranno in moto, servirà applicare sempre più tecniche di pianificazione e controllo .<br /><br />Per verificare la Tua situazione, contattami e ne parliamo insieme in un incontro di coaching online gratuita .Contattami attraverso i canali che trovi qui sotto.<br /><br />===================<br />* Visita il mio sito<br />https://www.patriziogatti.it/<br /><br />* Seguimi su Facebook<br />https://www.facebook.com/patriziogattimanagement/<br /><br />* Entra nel mio gruppo Facebook <br />https://www.facebook.com/groups/imprenditoreecontrollodigestione/]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27504827</guid><pubDate>Sun, 17 May 2020 08:29:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27504827/finanziamenti_si_o_finanziamenti_no_decreto_liquidita.mp3" length="71637586" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Patrizio Gatti</itunes:author><itunes:subtitle>Decreto Liquidita: Finanziamenti si o finanziamenti no?
Ecco gli annunci che sono apparsi nella stampa, perché così è stato detto nella presentazione del Decreto Liquidità .
Proclami che hanno fatto nascere tante aspettative che poi ben presto sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Decreto Liquidita: Finanziamenti si o finanziamenti no?<br />Ecco gli annunci che sono apparsi nella stampa, perché così è stato detto nella presentazione del Decreto Liquidità .<br />Proclami che hanno fatto nascere tante aspettative che poi ben presto sono diventate una delusione, almeno per tantissimi imprenditori, professionisti e autonomi in genere .<br />“Un intervento poderoso “<br />"È una potenza di fuoco"<br />"Intervento senza precedenti"<br />"Subito 400 miliardi alle imprese"<br />"Liquidità immediata alle nostre imprese"<br />"Un bazooka di liquidità”<br />Ma è proprio così?<br /><br />Bene.... dopo l’uscita del decreto in gazzetta ufficiale, facendone un esame un po'<br />più approfondito ecco che arriva la realtà.<br />Liquidità subito?<br />Perché un’azienda dovrebbe indebitarsi per pagare mancati ricavi e<br />perché dovrebbe restituirli con rate così alte?<br />Le garanzie non sono per tutti? C'è qualcuno che è diverso dagli altri?<br /><br />Tipologie di finanziamento:<br /><br />Parliamo delle tipologie di finanziamento a seconda delle garanzie previste dal Fondo di Garanzia <br />Finanziamenti sino a 25.000 con la garanzia al 100%.<br />L'importo non deve essere superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia, invece per i beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione.<br /><br />Per tutte le operazioni del Fondo, fino al 31.12. 2020, l’accesso alla garanzia è gratuito.<br />Per questo tipo di prestiti, cioè fino a 25 mila euro è comunque previsto un tasso di interesse rapportato al Rendistato, con una maggiorazione dello 0,2% , in pratica ora si aggira tra 1,2% e l’1,3%<br />E per le imprese sino a 3.200.000 di fatturato?<br />La garanzia non può essere rilasciata per finanziamenti di importo non superiore al 25% dei ricavi del soggetto beneficiario o in alternativa per il doppio della spesa salariale annua del beneficiario, compresi gli oneri sociali per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile .<br /><br />Nel caso di imprese costituite a partire dal gennaio 2019, l’importo massimo del prestito, non può superare i costi salari annui previsti per i primi due anni di attività.<br />Come sarà rilasciata la garanzia e le tempistiche ?<br />Il 90% dal Fondo di Garanzia e un’altra a copertura del residuo 10% finanziamento, concessa dai Confidi o altro soggetto abilitato al rilascio di garanzie.<br />Per i finanziamenti superiori ai 25.000 viene effettuata un’istruttoria, quindi i tempi di erogazione si allungheranno e per chi avrà bisogno di liquidità al più presto, sarà un problema .<br />Chi viene escluso da questi finanziamenti?<br /><br />Sono escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” o con<br />esposizioni “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché la classificazione sia successiva al 31 gennaio 2020. E qui ci troviamo ,purtrtoppo , di fronte a migliaia e migliaia di imprese .<br />Chi garantisce lo Stato? <br />La garanzia è a favore delle banche e non del beneficiario del finanziamento.<br />Cosa succede a chi non riescirà a pagare le rate? <br />La Banca escuterà la garanzia dallo Stato. Lo Stato si rivolgerà alla EX Equitalia e il mancato pagamento comporterà che la cifra a debito, verrà iscritta al ruolo come quando non paghi le tasse .<br /><br />E allora che fare, visto che i finanziamenti non saranno la soluzione, ma sono solo un po' di ossigeno per andare avanti ?<br />Con questa pandemia è venuto fuori che, chi ha avuto la possibilità e la capacità di avere un cash flow non dipendente dal fatturato mensile, ha dimostrato una grande forza in più nei confronti della concorrenza. Ora più che mai il detto Cash is King, cioè "la Cassa è il Re " dovrebbe diventare veramente un mantra per tutte le aziende. Come già dico da tempo, sempre più non conta la rincorsa al fatturato ma...]]></itunes:summary><itunes:duration>2242</itunes:duration><itunes:keywords>cashflow,cashisking,controllodigestione,decretoliquidità,finanziamentiazienda,finanziamentigarantiti,fondodigaranzia,pianificazioneaziendale,pianificazionefinanziaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1ccdd414a4e2e81b7c0a34f734c9e530.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
